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Reati e pene - Abrogazione del delitto di ingiuria - Denunciato contrasto con le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute e con i vincoli e derivanti dall'ordinamento comunitario - Radicale assenza di motivazione sulla non manifesta infondatezza - Manifesta inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate manifestamente inammissibili, per radicale assenza di motivazione sulla non manifesta infondatezza, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice di pace di Venezia, in riferimento agli artt. 10 e 117, primo comma, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 1 della CDFUE - dell'art. 2, comma 3, lett. a), n. 2), della legge n. 67 del 2014 e dell'art. 1, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 7 del 2016, nella parte in cui hanno abrogato il delitto di ingiuria in precedenza previsto dall'art. 594 del codice penale. Il rimettente non ha chiarito in alcun modo in che senso debba ritenersi esistente una norma di diritto internazionale generalmente riconosciuta la quale imponga la criminalizzazione delle offese all'onore individuale né in che senso la tutela di quest'ultimo dovrebbe ritenersi materia ricadente entro l'ambito di applicazione del diritto eurounitario: condizione dalla quale dipende la stessa applicabilità della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea negli ordinamenti degli Stati membri, ai sensi di quanto disposto dall'art. 51 della Carta medesima. ( Precedenti citati: sentenze n. 194 del 2018, n. 111 del 2017, n. 63 del 2016 e n. 80 del 2011 ).