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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 124 BORGHESI La seduta inizia alle ore 15,40. IN SEDE REFERENTE (1440 e connessi) estensione elettorato per il Senato DDL 1440 Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica DDL 307 Modifica all'articolo 58 della Costituzione in materia di estensione del diritto di voto per l'elezione del Senato della Repubblica alle cittadine e ai cittadini che hanno compiuto diciotto anni DDL 1022 Modifiche all'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo per l'elezione del Senato della Repubblica DDL 1116 Estensione del suffragio per l'elezione del Senato Doc - e petizione n. 99 ad essi attinente (Seguito e conclusione dell'esame congiunto) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell' 8 gennaio. Il PRESIDENTE comunica che il senatore Corbetta ha ritirato gli emendamenti 01.1 e 1.13. Circa la valutazione di ammissibilità degli emendamenti, rileva come tutte le proposte in esame presentino un collegamento con l'oggetto del provvedimento: in particolare, la quasi totalità di questi intervengono sul tema, strettamente correlato e contenuto nell'articolo 58, dell'estensione dell'elettorato passivo per il Senato. Numerose proposte accompagnano tale modifica a una revisione di altri istituti costituzionali: poiché le modifiche alla Costituzione, ancorché puntuali e limitate, devono essere considerate anche in chiave di sistema, ritiene preferibile non dichiarare inammissibile nessuno degli emendamenti presentati. Il senatore PARRINI ( PD ) manifesta sorpresa per la decisione adottata dal Presidente sull'ammissibilità degli emendamenti, in netto contrasto con la linea estremamente rigida seguita in occasione della discussione del disegno di legge costituzionale sulla riduzione dei parlamentari. Alcune delle proposte ammesse al voto contengono infatti interventi molto incisivi che modificano in profondità l'assetto costituzionale dello Stato, introducendo, ad esempio, l'elezione diretta del Presidente della Repubblica. Gli emendamenti che modificano la denominazione del Senato hanno invece carattere palesemente ironico: ammetterli, a proprio avviso, lede la stessa dignità dell'istituzione parlamentare. In conclusione, invita il Presidente a riconsiderare il proprio giudizio. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), associandosi al senatore Parrini, ritiene che la modifica all'articolo 58, oggetto del provvedimento, non sia in alcun modo collegabile alla proposta di modificare l'articolo 83 sull'elezione del Capo dello Stato, che porterebbe, per il tramite di un disegno di legge di tutt'altro oggetto, a una modifica della forma di governo: così facendo ci si assumerebbe una grave responsabilità di fronte al Paese. Il senatore MARCUCCI ( PD ) manifesta sorpresa per la decisione del Presidente, a proprio avviso di natura politica, e si associa alle richieste di spiegazioni avanzate. Denunciando l'incoerenza con le determinazioni assunte al riguardo su altre revisioni costituzionali, auspica possa esserci un ripensamento. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) esprime sconcerto per la determinazione, soprattutto alla luce del precedente del disegno di legge del numero dei parlamentari: avanza anche l'ipotesi che la generalizzata declaratoria di ammissibilità sia in ultima analisi finalizzata a ironizzare sul provvedimento. Preannunciando che nel corso dell'esame in Assemblea si rivolgerà al Presidente del Senato, chiede che il Presidente possa riconsiderare i criteri adottati. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) si dichiara stupito per le posizioni della maggioranza: il venir meno del principale profilo di differenziazione fra le due Camere non può infatti rimanere privo di conseguenze. La stessa elezione diretta del Capo dello Stato, oggetto di alcuni emendamenti, è infatti coerente con l'elezione a suffragio non più ristretto ma universale del Senato, così come l'abbassamento dell'età per accedere alla carica è coerente con l'ampliamento dell'elettorato passivo. Tuttavia, propone che il Presidente svolga un supplemento di riflessione in raccordo con il Presidente del Senato: qualora, all'esito dell'ulteriore istruttoria, dovesse emergere un'ipotesi di inammissibilità su alcune delle proposte del proprio Gruppo, si dichiara favorevole a un preventivo ritiro. Il senatore PARRINI ( PD ) si dichiara recisamente contrario ad ogni tipo di rinvio della votazione, auspicando, peraltro, che la decisione assunta non fosse adottata proprio nel tentativo di provocarlo. Il PRESIDENTE , alla luce del dibattito svolto e delle richieste avanzate, dispone una breve sospensione per svolgere ulteriori valutazioni. (La seduta, sospesa alle ore 16,10, è ripresa alle ore 16,30) Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) invita la maggioranza a una maggiore coerenza, dato che alcuni degli emendamenti dichiarati inammissibili in occasione dell'esame del disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari erano volti addirittura a introdurre il bicameralismo differenziato. Sottolinea che le proposte a sua firma, considerate non attinenti alla materia in esame, avevano valenza politica, in quanto intendevano in realtà enunciare alcuni obiettivi della Lega, per esempio l'introduzione dell'elezione diretta del Capo dello Stato. In ogni caso, al fine di superare la situazione di impasse , ritira gli emendamenti 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27 e 1.30. Riformula, invece, l'emendamento 1.14 in un testo 2, pubblicato in allegato, il cui tenore è simile a quello dell'emendamento 1.28. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di aggiungere la propria firma e quella del senatore Grassi e della senatrice Bongiorno. Il senatore MARCUCCI ( PD ), per consentire che si proceda a una unica votazione, riformula l'emendamento 1.28 in un testo 2, pubblicato in allegato, identico all'emendamento 1.14 (testo 2). Il senatore CORBETTA ( M5S ) aggiunge la propria firma all'emendamento 1.28 (testo 2). Il senatore LA PIETRA ( FdI ) illustra l'emendamento del proprio gruppo 1.29, volto anch'esso ad estendere l'elettorato passivo per il Senato agli elettori che abbiano compiuto il venticinquesimo anno. Dal momento che la proposta è di tenore analogo, ma non identica, agli emendamenti 1.14 (testo 2) e 1.28 (testo 2), la riformula in un testo 2, pubblicato in allegato, identico a questi ultimi. Il relatore PARRINI ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 1.1 e favorevole sugli identici emendamenti 1.14 (testo 2), 1.28 (testo 2) e 1.29 (testo 2). Il sottosegretario CASTALDI si rimette alla Commissione. Si passa alla votazione degli emendamenti. In assenza della proponente, il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) fa proprio l'emendamento 1.1 che, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, è posto ai voti e respinto. Previa dichiarazione di astensione del senatore PAGANO ( FIBP-UDC ), sono posti a voti gli emendamenti identici 1.14 (testo 2), 1.28 (testo 2) e 1.29 (testo 2), che risultano approvati. La Commissione conferisce, quindi, al relatore Parrini il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 1440, con le modifiche accolte nel corso dell'esame, con proposta di assorbimento dei disegni di legge costituzionale n. 307, n. 1022 e n. 1116. IN SEDE REDIGENTE 876 e 971 (vittime del dovere) DDL 876 Estensione alle vittime del dovere dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo 876 e connessi (vittime del dovere) DDL 971 Nuove disposizioni in materia di vittime del dovere DDL 1537 Istituzione della Giornata nazionale della legalità e in ricordo delle vittime del dovere ed estensione delle provvidenze previste per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata alle vittime del dovere (Seguito della discussione congiunta e rinvio. Costituzione di un comitato ristretto) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 5 novembre 2019. Il relatore GARRUTI ( M5S ), alla luce delle considerazioni emerse nel corso del ciclo di audizioni informali, ritiene opportuno istituire un comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato, coordinando i tre disegni di legge all'esame. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) accoglie la proposta del relatore. Anche il senatore PARRINI ( PD ) concorda. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), nell'esprimere il consenso a nome del Gruppo, chiede se sia possibile far partecipare al comitato ristretto le proponenti dei disegni di legge n. 971 e n. 1537, sebbene non facciano parte della Commissione. Il PRESIDENTE precisa che ogni Gruppo potrà indicare un proprio rappresentante, eventualmente attraverso la sostituzione di un componente della Commissione per il provvedimento. Propone quindi di fissare per le ore 12 di venerdì 17 gennaio il termine entro cui i Gruppi saranno tenuti a indicare i propri rappresentanti in seno al comitato ristretto. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE (1477) armonizzazione comparti sicurezza e vigili del fuoco DDL 1477 Delega al Governo per l'armonizzazione retributiva e previdenziale dei comparti sicurezza e vigili del fuoco e soccorso pubblico e per ottimizzare la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco nonché ulteriori disposizioni a favore del medesimo Corpo (Esame e rinvio) Il relatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in esame, che intende avviare un percorso per il superamento delle disuguaglianze retributive e previdenziali tuttora sussistenti tra gli ordinamenti delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco e per consentire di effettuare interventi normativi volti a migliorare ulteriormente la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il provvedimento si compone di dieci articoli. L'articolo 1 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti ad assicurare il superamento delle attuali differenze retributive e previdenziali degli operatori del soccorso pubblico rispetto ad altri corpi dello Stato. In particolare, tra i principi e criteri direttivi si prevede l'individuazione del trattamento retributivo adeguato e proporzionato ai compiti e alle funzioni dei Vigili del fuoco, tenendo in particolare conto dei rischi connaturati alle missioni di soccorso pubblico e di prevenzione e spegnimento degli incendi, ivi compreso il completamento del progressivo allineamento delle indennità corrisposte al personale specialista del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco a quelle percepite dall'analogo personale delle Forze di polizia. Si dispone inoltre la progressiva estensione di specifici istituti previsti dal regime previdenziale in vigore per il personale appartenente alle Forze di polizia, dando priorità a quello relativo alla maggiorazione della base pensionabile di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 165 del 1997. In un'ottica di complessivo efficientamento dell'attività svolta dal personale dei Vigili del fuoco, si prevede anche la contestuale rivisitazione delle modalità di effettuazione dei servizi di istituto del Corpo nazionale. Tra i principi e criteri di delega compaiono anche ulteriori interventi correttivi e integrativi dei decreti legislativi n. 217 del 2005, n. 139 del 2006, n. 97 del 2017 e n. 127 del 2018, in materia di riordino di funzioni e di ordinamento del personale del Corpo, sia per apportare alcune correzioni di refusi o di errori anche di carattere terminologico, sia per intervenire ulteriormente su alcune tematiche concernenti funzioni, compiti e ordinamento del personale. Nello specifico, si intende prevedere un nuovo sistema di assunzione che garantisca l'ingresso di giovani adeguatamente selezionati, una ridefinizione dell'ordinamento e dei compiti della componente volontaria del Corpo, nonché il completamento del percorso di integrazione del personale transitato dal Corpo forestale dello Stato. L'articolo 2 reca modifiche all'articolo 20 della legge n. 121 del 1981, al fine di assicurare un più sistematico coinvolgimento dei comandanti dei Vigili del fuoco nelle riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. L'articolo 3 prevede un contributo da parte dei privati alle spese per i dispositivi integrativi di soccorso pubblico, in occasione di manifestazioni pubbliche che richiedano un rafforzamento degli ordinari presidi dei Vigili del fuoco, in analogia a quanto già previsto all'articolo 3 del decreto legge n. 119 del 2014 per le manifestazioni sportive. L'articolo 4 modifica l'articolo 20 del decreto legislativo n. 139 del 2006, che disciplina le sanzioni penali e la sospensione dell'attività in caso di inadempimento degli obblighi di sicurezza antincendio da parte del titolare di una delle attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco in materia di prevenzione incendi. In particolare, la disciplina prevista per l'estinzione del reato con riferimento ai luoghi di lavoro è estesa anche alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi che non siano luoghi di lavoro. L'articolo 5 novella l'articolo 12 del decreto-legge n. 98 del 2011 al fine di consentire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco di gestire, in piena autonomia e con tempestività, gli interventi manutentivi presso le proprie sedi, affidando le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria ai propri uffici tecnici e sottraendole al sistema del cosiddetto "manutentore unico". L'articolo 6 introduce un nuovo articolo nel decreto legislativo n. 217 del 2005 al fine di prevedere che il personale del Corpo debba aver prestato almeno due anni di effettivo e ininterrotto servizio nella stessa sede prima di poter presentare domanda di trasferimento. L'articolo 7 dispone, allo scopo di ridurre il costo a carico dello Stato del servizio antincendi negli aeroporti, un incremento dell'addizionale sui diritti d'imbarco sugli aeromobili pari a 0,75 centesimi di euro a passeggero e destina alla medesima finalità un fondo di 30 milioni di euro annui, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'interno e alimentato dalle società concessionarie aeroportuali in proporzione al traffico comunque generato. Nel medesimo articolo viene prevista la possibilità da parte delle società concessionarie aeroportuali che alla data del 31 dicembre 2019 non abbiano provveduto ovvero abbiano parzialmente provveduto all'alimentazione del fondo per i servizi antincendi negli aeroporti di cui all'articolo 1, comma 1328, secondo periodo, della legge n. 296 del 2006, di poter estinguere il relativo debito erariale versando all'entrata del bilancio dello Stato una somma pari al 70 per cento dell'importo complessivamente dovuto. Detta somma deve intendersi a saldo e stralcio e a tacitazione di ogni diritto e pretesa con espressa rinuncia a tutte le azioni giudiziali future o eventualmente già intraprese. L'articolo 8 prevede la fondazione dell'Istituto per la conservazione della storia dei Vigili del fuoco, con sede inizialmente a Mantova e a Napoli, al fine di tutelare e valorizzare le raccolte di documentazione, materiali e mezzi riguardanti la storia dei vigili del fuoco. Si demanda a un decreto ministeriale la concreta disciplina dell'Istituto, della sua organizzazione e delle sue modalità di funzionamento, prevedendo anche la possibilità di individuare ulteriori sedi. L'articolo 9 interviene in tema di riutilizzo dei beni immobili del demanio militare dismessi dal Ministero della difesa e riconsegnati all'Agenzia del demanio, riconoscendo a tutte le strutture operative statali del Servizio nazionale della protezione civile un diritto di prelazione su tali beni dismessi, ai fini della loro riconversione a sedi di servizi. L'articolo 10, infine, dispone l'abrogazione delle vigenti disposizioni in materia di partecipazione ai costi del servizio antincendio negli aeroporti, in relazione alle novità introdotte con l'articolo 7. Sebbene il testo all'esame apporti significativi miglioramenti al trattamento economico e previdenziale dei Vigili del fuoco, ritiene opportuno svolgere un ciclo di audizioni per individuare le eventuali modifiche che fossero necessarie per rispondere a ulteriori esigenze. La senatrice PINOTTI ( PD ) esprime apprezzamento per la discussione sulle problematiche riguardanti il Corpo dei vigili del fuoco. Tuttavia, segnala che le risorse per gli incrementi delle retribuzioni dei Vigili del fuoco sono già state stanziate con la legge di bilancio 2020 recentemente approvata. Poiché il testo reca anche norme di natura ordinamentale, peraltro assegnando in materia una delega al Governo, vi è il rischio concreto di uno slittamento della valorizzazione salariale che, al contrario, potrebbe essere attuata a breve. Propone, quindi, di espungere dal testo le norme di carattere economico. Il relatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) precisa che il disegno di legge in esame è stato presentato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, ma si era convenuto di posticiparne l'esame dopo la sessione di bilancio. Ritiene opportuno, quindi, esaminare il testo nella sua versione originaria. La senatrice PINOTTI ( PD ) ribadisce che, in questo modo, si corre il rischio di posticipare la corresponsione degli aumenti retributivi - che potrebbe essere realizzata a breve - all'approvazione non solo del disegno di legge delega in esame, che reca per lo più norme di carattere ordinamentale, ma anche dei relativi decreti attuativi. Il PRESIDENTE propone di fissare per le ore 12 di venerdì 24 gennaio il termine per l'indicazione dei soggetti da convocare in audizione. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE (Doc. XXII, n. 9-bis) proroga termine Commissione inchiesta femminicidio e violenza di genere Doc Doc. XXII, n. 9-bis Proroga del termine di cui all'articolo 1, comma 2, della deliberazione del 16 ottobre 2018, recante "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere" (Discussione e rinvio) La relatrice MAIORINO ( M5S ) riferisce sulla proposta di proroga del termine previsto dall'articolo 1, comma 2, della deliberazione del 16 ottobre 2018 istitutiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. Sottolinea che la proroga, che sposta da febbraio 2020 alla fine della XVIII legislatura il termine per la conclusione dei lavori, appare necessaria ai fini del compimento dell'attività intrapresa dalla Commissione. Segnala che l'attività svolta fino ad ora si è sostanziata in diversi sopralluoghi sul territorio, visite a centri antiviolenza particolarmente significativi e incontri con rappresentanti delle procure e dei tribunali, finalizzati a indagare tutti gli aspetti del fenomeno della violenza contro le donne. Al contempo, per poter evidenziare con precisione i passaggi più a rischio nei processi per violenza, la Commissione ha predisposto distinti questionari da inoltrare ai presidenti dei tribunali ordinari e dei tribunali di sorveglianza, alle procure della Repubblica, alla scuola superiore e al Consiglio superiore della magistratura, agli ordini regionali degli psicologi e al Consiglio nazionale forense. Durante lo svolgimento di queste attività, sono emerse molteplici aspettative e sono state formulate diverse richieste da parte di soggetti auditi e di operatori delle strutture visitate che rendono necessario un ulteriore approfondimento del fenomeno, in particolare sotto il profilo della sua prevenzione. Inoltre, giova ricordare che tra gli obiettivi della Commissione vi è il monitoraggio costante dei femminicidi, che necessita di un tempo sufficiente a mettere alla prova e testare il funzionamento del sistema di assistenza delle vittime e la risposta penale che viene avviata al momento della denuncia. Con la proroga in esame si intende, dunque, consentire la prosecuzione del lavoro svolto in questi mesi dalla Commissione, dare spazio alle attività future delineate e procedere a una opportuna valutazione della documentazione acquisita, in vista della elaborazione della relazione conclusiva e dell'adozione delle conseguenti proposte. A tale proposito, ricorda che il termine di durata dei lavori della Commissione, coincidente nel testo originario della proposta istitutiva con il termine della legislatura, era stato ridotto a un anno nel corso dell'esame parlamentare del documento. Segnala, infine, che nella proposta di proroga la dotazione finanziaria di cui all'articolo 6, comma 5, della delibera istitutiva è integrata lasciando inalterati il limite di spesa già previsto per ciascun anno fino al termine della legislatura, nonché la possibilità di integrazione della dotazione prevista dal secondo periodo del suddetto comma 5. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) rileva il rischio che l'approvazione della proposta di proroga non avvenga tempestivamente, dato che l'insediamento della Commissione è avvenuto il 7 febbraio 2019. Si chiede se in tal caso non si potrebbe configurare l'eventualità di dover provvedere a una nuova costituzione. Ritiene perciò opportuno, in ogni caso, che la Commissione presenti una relazione finale sull'attività svolta sinora, poiché questo rientra tra i suoi compiti istituzionali, prima di procedere all'esame della proposta di proroga, su cui peraltro - a nome del Gruppo - esprime un orientamento favorevole. La relatrice MAIORINO ( M5S ) assicura che la Commissione sarà pronta a presentare la relazione sull'attività svolta fino ad ora. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 17,05. Allegato