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Art. 5 Modalità di ripartizione dei finanziamenti 1. Il "Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga" è ripartito come segue: a) il 25 per cento è destinato ai progetti delle amministrazioni dello Stato; b) il 6 per cento è destinato ai progetti presentati dalle regioni, secondo quanto previsto dall'art. 1, comma 5, del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288; c) il 44 per cento è destinato ai progetti presentati dagli enti locali e dalle unità sanitarie locali; d) il 25 per cento è destinato ai progetti presentati da enti, organizzazioni di volontariato, cooperative e privati. 2. Le somme che eventualmente residuino in un settore di finanziamento sono ripartite proporzionalmente fra gli altri settori, secondo le proporzioni percentuali indicate al comma 1. 3. L'ammontare delle somme per i progetti presentati dai soggetti di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 1 del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288, è ripartito su base regionale in proporzione alla media ponderata del numero in percentuale degli abitanti con riferimento ai dati dell'ultimo censimento e del numero in percentuale dei servizi pubblici e privati censiti dall'Osservatorio permanente sul fenomeno droga del Ministero dell'interno. 4. Nel caso che le somme disponibili non siano sufficienti a far fronte alle richieste, i finanziamenti sono concessi in misura percentualmente ridotta; la riduzione è applicata all'ammontare del finanziamento ritenuto congruo dalla commissione istruttoria. Per i progetti presentati dai soggetti indicati all'art. 1, commi 3 e 4, del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288, la percentuale di riduzione si ottiene con riferimento a ciascuna regione sulla base della media ponderata dei seguenti parametri: a) numero degli utenti in carico ai servizi pubblici e privati, con riferimento ai dati dell'Osservatorio permanente sul fenomeno droga del Ministero dell'interno; b) numero medio degli utenti in carico ai servizi pubblici e privati, con riferimento ai dati dell'Osservatorio permanente sul fenomeno droga del Ministero dell'interno; c) popolazione in età compresa nella fascia a rischio, con riferimento ai dati dell'ultimo censimento; d) totale ammissibile calcolato sulla base dei pareri della commissione istruttoria; e) numero dei progetti ammissibili a finanziamento. 5. Nel caso in cui per una regione l'importo ammissibile risulti inferiore alla disponibilità, non si effettua riduzione e l'ammontare della somma ancora disponibile è ripartita tra le altre regioni sulla base dei criteri di cui al comma 3. 6. Dall'ammontare destinato ad ogni singola regione per il finanziamento dei progetti presentati dai soggetti di cui all'art. 1, commi 3 e 4, del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288, è accantonata una quota pari al 25 per cento al fine di ripartirla proporzionalmente tra i progetti riconosciuti di maggiore rilievo ai sensi degli articoli 2 e 3 del presente regolamento da realizzarsi nell'ambito della regione medesima. La ripartizione di tale quota è effettuata sull'ammontare derivante dall'applicazione della percentuale di riduzione di cui al comma 4. Per ogni singolo progetto l'ammontare del finanziamento risultante dall'incremento non può comunque superare la cifra ritenuta congrua dalla commissione istruttoria. 7. Non si fa luogo a riduzione quando l'importo ritenuto congruo dalla commissione istruttoria è inferiore o pari a lire 10 milioni. Dall'applicazione della riduzione non può risultare un importo inferiore alla stessa cifra. 8. Per i progetti di formazione professionale e per quelli di reinserimento lavorativo la riduzione e l'incremento sono operati con riferimento al numero delle persone e non percentualmente, al fine di garantire la copertura dei costi calcolati per unità intere e per l'intera durata del programma. 9. Il Dipartimento comunica alla commissione istruttoria l'ammontare delle quote risultanti dalla suddivisione del Fondo effettuata ai sensi del presente articolo. Nota all'art. 5: - Per il testo dei commi 3 e 4 dell'art. 1 del D.L. n. 288/1995, non convertito in legge per decorrenza dei termini costituzionali, si veda, rispettivamente, in nota all'art. 3 e all'art. 2. Il comma 5 del medesimo art. 1 era così formulato: "Le regioni possono chiedere il finanziamento di progetti o di attività di formazione integrata degli operatori dei servizi pubblici, degli enti iscritti agli albi di cui all'art. 116 del testo unico sulle tossicodipendenze, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e del volontariato per l'assistenza socio-sanitaria alle tossicodipendenze, anche con riguardo alle problematiche derivanti dal trattamento di tossicodipendenti sieropositivi, nonché di progetti di formazione di operatori per l'elaborazione di sistemi di verifica e valutazione degli interventi. Al finanziamento di tale iniziativa è destinata una quota non inferiore al 4 per cento del Fondo; per gli anni 1994 e 1995 un'ulteriore quota del 2 per cento è attribuita a progetti per la realizzazione di sistemi di verifica, anche a distanza di tempo, e di valutazione dell'efficacia degli interventi sul territorio". Detto comma corrisponde al comma 6 dell'art. 1 del D.L. n. 487/1995, nel quale è prevista per gli anni 1994 e 1995 un'ulteriore quota non superiore al 2 per cento destinata al finanziamento dei progetti per la realizzazione di sistemi di verifica, in luogo di un'ulteriore quota del 2 per cento, come sopra indicata.