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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 131 PITTONI La seduta inizia alle ore 16,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce gli esiti della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede si è convenuto di integrare l'ordine del giorno delle sedute che saranno convocate la prossima settimana con l'esame in sede consultiva dell'atto del Governo n. 137, schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del "Codice della protezione civile", e del disegno di legge n. 716 , recante "Disposizioni concernenti il riconoscimento della guarigione e la piena cittadinanza delle persone con epilessia". Prende atto la Commissione. La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) propone di esprimersi sull'atto dell'Unione europea n. COM (2018) 322 definitivo, recante la proposta di Regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, anche alla luce delle possibili riduzioni di risorse destinate a interventi nel settore della cultura. Con le dichiarazioni di adesione, a nome dei rispettivi Gruppi, dei senatori CANGINI ( FIBP-UDC ), Vanna IORI ( PD ), Daniela SBROLLINI ( IV-PSI ), IANNONE ( FdI ), BARBARO ( L-SP-PSd'Az ) e LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nonché del PRESIDENTE , la Commissione conviene di integrare l'ordine del giorno a partire dalle sedute che saranno convocate la prossima settimana con l'esame in sede consultiva dell'atto dell'Unione europea n. COM (2018) 322 definitivo. SULLA PETIZIONE N. 371 IN MATERIA DI MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO Il PRESIDENTE avverte che è stata assegnata alla Commissione la petizione n. 371 presentata dalla signora Morena Quarta, concernente la formazione obbligatoria sulle manovre di disostruzione pediatrica e rianimazione nonché sul primo soccorso pediatrico. Propone di discutere tale petizione congiuntamente al disegno di legge n. 641 che la Commissione sta esaminando in sede redigente, integrando in tal senso l'ordine del giorno della Commissione. Non essendovi obiezioni così resta stabilito. AFFARI ASSEGNATI Affare sulla dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS Doc n. 348 Dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 3 dicembre. Il PRESIDENTE avverte che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa il senatore Cangini ha chiesto di rinviare la conclusione dell'esame dell'affare assegnato n. 348, anche per consentire la presentazione e illustrazione di una proposta alternativa di risoluzione; su tale proposta si è svolto un dibattito nel quale hanno preso la parola, con diversità di posizioni, i rappresentanti dei vari Gruppi parlamentari. La relatrice MONTEVECCHI ( M5S ), dopo aver presentato una nuova proposta di risoluzione per l'affare assegnato in titolo, pubblicata in allegato, propone di rinviare alla prossima settimana l'esame dell'affare in titolo, al fine di consentire la presentazione della proposta alternativa di risoluzione preannunciata; nel ricordare l'ampia disponibilità già dimostrata, considera che la conclusione dell'esame non possa essere differita oltre l'inizio della prossima settimana. Non essendovi obiezioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,30. Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 348 La 7 a Commissione permanente del Senato, premesso che: la Commissione ha svolto un'ampia attività conoscitiva finalizzata ad approfondire le diverse istanze di revisione dei parametri e criteri che regolano il funzionamento del Fondo unico dello spettacolo (FUS), nonché le criticità e le eventuali proposte di modifica dei criteri di riparto del medesimo Fondo, attraverso il confronto con le diverse realtà operanti nel settore: dalla musica, al teatro, alla danza, alle attività circensi; preso atto che: con riferimento al Documento conclusivo della richiamata indagine conclusiva - Doc. XVII, n. 1, qualsiasi intervento di riforma del funzionamento del FUS deve muovere dal riconoscimento del valore e della portata delle attività inerenti il mondo dello spettacolo in termini di diffusione e trasmissione culturale, aggregazione sociale e valorizzazione del territorio; valutato che: appare necessario, oltreché opportuno, garantire la massima trasparenza in tutte le fasi che riguardano detto funzionamento (ammissione delle istanze, attribuzione dei punteggi, erogazione dei contributi), anche mediante l'introduzione di una forma di monitoraggio costante sulle realtà finanziate e sui requisiti, in modo da evitare rendite di posizione e garantire un'adeguata qualità delle attività finanziate; considerato che: da tempo gli spettacoli circensi tradizionali hanno abbandonato lo spazio «circolare» e i codici che ne avevano decretato la fortuna in epoca moderna, dal diciottesimo secolo in avanti, quando le antichissime discipline acrobatiche insieme con le arti comiche ed equestri si fusero in un'unica rappresentazione; il circo continua a essere apprezzato per i suoi noti contenuti artistici anche se rispetto all'uso degli animali si è levata, con consapevolezza e sensibilità crescenti, la protesta dei cittadini e la disaffezione del pubblico; per imparare gli esercizi dello spettacolo gli animali subiscono addestramenti generalmente basati su coercizioni fisiche e psichiche; le loro esibizioni sono il risultato di una serie di azioni di coercizione continuate la cui conseguenza ultima è una distorsione del rapporto uomo-animale; importanti sentenze della Corte di cassazione hanno sancito la continuità giurisprudenziale con le precedenti pronunce sulle disposizioni, ora riformate, in materia di maltrattamento di animali, di cui alle fattispecie penalmente sanzionate dalla legge 20 luglio 2004, n. 189, e dal novellato articolo 727 del Codice penale sul maltrattamento di animali; le stesse amministrazioni comunali, in attesa di una legge che ne bandisca l'utilizzo, si sono provviste di precise ordinanze tese a regolamentare la presenza di circhi con animali sul territorio di competenza; a tal proposito si evidenzia come in alcuni casi tali ordinanze abbiano dato luogo a contenziosi dinnanzi al TAR che, nei casi segnalati dall'Ente Nazionale Circhi, si sono risolti con sentenze avverse; l'esistenza di tali contenziosi dimostra comunque la tendenza di alcune amministrazioni comunali a interpretare in senso restrittivo le norme esistenti che consentono lo stabilimento dei circhi; il decreto ministeriale 27 luglio 2017, con il quale sono stabiliti i criteri e le modalità per l'erogazione, l'anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, prefigura l'ipotesi di circo senza animali e richiede espressamente, a pena di inammissibilità, che la domanda di contributo presentata dalle imprese di produzione di circo e di circo contemporaneo sia corredata dalla dichiarazione di non aver riportato condanne definitive per i delitti in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali; la legge 22 novembre 2017, n. 175, "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia", all'articolo 2, comma 4, lettera h prevede la revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse; valutato infine che: i citati criteri di erogazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo posti a tutela degli animali, di cui all'articolo 30 del decreto ministeriale 27 luglio 2017, costituiscono uno strumento positivo che occorre tuttavia integrare valorizzando maggiormente le ipotesi di dismissione dell'utilizzo degli animali; autorevoli soggetti auditi dalla 7ª Commissione hanno sottolineato le ragioni che sottostanno alla generale crisi del settore circense e a una crescente precarietà, vieppiù aggravata dalle accuse di maltrattamento agli animali mosse da aree sempre più vaste dell'opinione pubblica; riepilogate sinteticamente le posizioni espresse dai soggetti auditi, quali: l'Ente nazionale circhi, il quale dopo aver ribadito il ruolo e l'importanza culturale, artistica e imprenditoriale dello spettacolo circense, e richiamata l'attenzione su una serie di problematiche generali, da tempo inerenti le attività circensi, si è dichiarato a favore di una rigorosa regolamentazione della presenza degli animali nei circhi non condizionata da una ideologizzata eliminazione della loro presenza. Sul tema dell'utilizzo degli animali l'Ente ha informato la Commissione di aver già spontaneamente prodotto un regolamento per l'educazione e l'esibizione degli animali nei circhi finalizzato a dare uno strumento utile per certificare gli standard relativi al benessere degli animali nell'impiego degli stessi; allo stesso tempo ha rammentato che il processo spontaneo di graduale riduzione e razionalizzazione della presenza degli animali nei circhi è già in atto; la LAV Onlus, la quale ha affermato con chiarezza la sua posizione ormai consolidata da anni: vietare l'utilizzo degli animali nei circhi e favorire invece la riconversione degli spettacoli e il sostegno alle attività artistiche umane. A supporto di tale posizione si è più volte richiamato l'orientamento normativo in tal senso di molti Paesi, anche membri UE e la linea politica del precedente Governo che anche con riferimento al disegno di legge "Deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio"esprimeva la volontà del superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi; volontà confermata, da ultimo, anche dall'attuale Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Ai fini dunque del superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi e nell'ottica di una ridefinizione dei criteri e parametri per l'attribuzione dei fondi del FUS, la LAV Onlus ha chiesto che non sia più finanziato l'utilizzo degli stessi ma anzi si sostenga la riconversione dei numeri e delle attività circensi, con l'auspicio che tale riconversione avvenga al più presto anche in conseguenza della crisi economica, finanziaria, occupazionale e di pubblico del settore circense che rende necessario un rinnovamento orientato verso forme di circo contemporaneo che non prevedano appunto l'utilizzo di animali; la Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI), la quale ha ribadito, come già nell'audizione svolta nel 2017, che è necessario garantire la salute e il benessere degli animali, nonché la salute pubblica, e ha sottolineato di volere adottare in tal senso un approccio scientifico mettendo a disposizione le conoscenze scientifiche acquisite in materia di rapporto uomo - animale tipico delle attività circensi tradizionali che oltre ad essere anacronistiche propongono una visione distorta del suddetto rapporto, senza tenere in considerazione il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. La FNOVI ha richiamato inoltre l'attenzione su tutti quei fattori "stressogeni" tipici degli spettacoli circensi che influiscono notevolmente sul benessere animale e si dichiara dunque contraria alla detenzione degli animali per scopi ludici dell'uomo; esaminati i contributi scritti pervenuti da altri soggetti non auditi direttamente in 7 a Commissione, quali: la Federazione europea detentori animali esotici (FEDEA), la quale si è dichiarata a favore del mantenimento dell'utilizzo degli animali nei circhi attraverso una corretta regolamentazione e dando agli operatori del settore la possibilità di gestire i Centri di recupero degli animali dismessi e/o anziani. In linea generale FEDEA ha chiesto una regolamentazione del settore circense attraverso una collaborazione costruttiva con gli imprenditori del settore; Club amici del circo, che si è espresso a favore di unpercorso di crescita e progresso in materia di animali nei circhi basato su criteri scientifici e oggettivi e finalizzato "a regolamentare senza vietare individuando i modi adeguati per lavorare con gli animali in funzione del loro benessere, rifiutando il pregiudizio "addestramento=maltrattamento"; il signor Armando Alò, membro di CADEC e socio FEDEA, ha espresso la sua totale contrarietà alla dismissione degli animali nei circhi per l'impatto negativo che tale dismissione avrebbe sul settore; il Sindacato italiano veterinari liberi professionisti (SIVELP), che ha posto l'attenzione sulla necessità di valutare il benessere degli animali presenti nei circhi sulla base di parametri metabolici e sull'osservazione oggettiva e in tempi giusti. Tale valutazione dev'essere libera da condizionamenti ideologici e convinzioni personali e tenere conto del legame affettivo che viene a crearsi tra uomo e animale nonché delle conseguenze, in termini di benessere fisico e psicologico, generate dalla separazione; SIVELP ha rilevato anche che da più di dieci anni i veterinari ufficiali del Servizio Sanitario nazionale effettuano regolarmente controlli sulle condizioni di detenzione, e quindi di benessere, degli animali nei circhi e ha affermato - senza che sia disponibile al momento documentazione al riguardo - che la maggioranza di tali controlli non evidenzia irregolarità; ritenuto dunque che occorrano interventi espressamente mirati alla promozione di uno spettacolo che, pur nel rispetto della tradizione, sappia contaminare le diverse arti, adeguandosi ai tempi e recepire quei valori che costituiscono ormai uno standard di civiltà, tra cui, in primis , il diritto alla libertà per gli animali, siano essi nati in cattività o prelevati in natura; ricordato che il circo senza animali è già diffuso e gode da tempo di grande prestigio: basti pensare al tanto conosciuto quanto celebrato Cirque du soleil ; impegna il Governo: a valutare, nell'ambito di un processo di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi del FUS, tenendo conto di quanto già previsto dal decreto ministeriale 27 luglio 2017 e dalla legge 22 novembre 2017, n. 175, "Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia" e nelle more dell'approvazione di provvedimenti normativi che prevedano il superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi, l'opportunità di disincentivare i circhi che utilizzano animali e che non si impegnino a non acquisirne di nuovi, garantendo un adeguato monitoraggio di tali processi di dismissione.