Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Sopravvenienze nel giudizio in via principale - Ius superveniens abrogativo della disciplina impugnata - Nuova disciplina, non satisfattiva della pretesa della ricorrente - Esclusione della cessazione della materia del contendere.. Va esclusa la cessazione della materia del contendere in ordine alla questione di legittimità costituzionale in via principale dell'art. 1, comma 754, della legge n. 208 del 2015, che stanzia, a favore delle Province e delle città metropolitane delle Regioni a statuto ordinario, un contributo finalizzato al finanziamento delle spese connesse alle funzioni relative alla viabilità e all'edilizia scolastica, prevedendo che la loro ripartizione avvenga con d.m. da adottare entro il 28 febbraio 2016, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. La pretesa della Regione ricorrente di adeguato coinvolgimento o interlocuzione della Conferenza unificata non è stata soddisfatta, in quanto, successivamente alla proposizione del ricorso, tale riparto è stato operato, per il 2016, dall'art. 8, comma 1-ter, della legge n. 160 del 2016 e, per le annualità a seguire, dall'art. 17 del d.l. n. 50 del 2017, che, sovrapponendosi alla norma censurata ? senza che risultino essere state impugnate ?, ne hanno comportato l'abrogazione per incompatibilità (ex art. 15 delle disp. prel. al cod. civ.). In tal modo non solo la richiesta della ricorrente non è stata accolta, ma anzi la denunciata lesione delle dedotte competenze regionali si sarebbe pienamente consumata con le due disposizioni legislative indicate. Ricorrono i presupposti di una decisione di cessazione della materia del contendere solo ove lo ius superveniens abbia carattere satisfattivo delle doglianze mosse con il ricorso e non vi sia stata applicazione medio tempore della disposizione censurata ( Precedenti citati: sentenze n. 5 del 2018, n. 191 del 2017, n. 170 del 2017, n. 59 del 2017, n. 8 del 2017 e n. 533 del 2002) .