Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Tributi - Imposte - Imposta sull'energia elettrica - Comportamenti omissivi del contribuente - Termine di prescrizione del credito tributario e della decadenza dalla pretesa sanzionatoria - Decorrenza dal momento della scoperta del fatto illecito - Denunciata irragionevolezza, violazione del principio di uguaglianza e del diritto di difesa - Richiesta di intervento manipolativo-additivo riservato alla discrezionalità del legislatore - Inammissibilità delle questioni - Necessità di un ineludibile e tempestivo intervento del legislatore. (Classif. 255029).. Sono dichiarate inammissibili, per richiesta di intervento manipolativo-additivo implicante scelte affidate alla discrezionalità del legislatore, le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dalla Corte di cassazione, sez. quinta civ., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. - dell'art. 57, comma 3, secondo periodo, del d.lgs. n. 504 del 1995. Il rimettente - censurando la disposizione nella parte in cui prevede che il termine quinquennale di prescrizione del credito tributario (e di decadenza dalla pretesa sanzionatoria) per il recupero dell'[allora] imposta erariale di consumo sull'energia elettrica decorre, in caso di comportamenti omissivi del contribuente, dal momento della scoperta del fatto illecito - auspica l'introduzione di una data certa di decorrenza del detto termine, che non può essere la Corte costituzionale a fissare. Sebbene la norma censurata esponga il contribuente alle pretese del fisco a tempo indeterminato e produca, sotto il profilo difensivo, un irragionevole effetto discriminatorio, spetta infatti al legislatore porre rimedio all'inadeguatezza di tale regime, essendo rimesso alla sua valutazione discrezionale il ragionevole adattamento ai vari tributi di istituti comuni; quanto evidenziato rende ineludibile un tempestivo intervento legislativo volto a porvi rimedio. ( Precedenti: S. 151/2021 - mass. 44081; S. 375/2002 - mass. 27249 ).