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Processo penale - Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - Sanzione di nullità in caso di omessa sottoscrizione da parte del giudice del decreto di autorizzazione delle intercettazioni - Mancata previsione - Denunciata irragionevole disparità di trattamento rispetto alla disciplina valevole per le ordinanze applicative di misure cautelari - Dedotta violazione della garanzia costituzionale della riserva di giurisdizione posta a tutela della libertà di comunicazione - Inadeguata descrizione della fattispecie, con conseguente impossibilità di valutare la rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. É manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 267 cod. proc. pen., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 15 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che il decreto di autorizzazione delle intercettazioni di comunicazioni debba contenere, a pena di nullità dell'atto, la sottoscrizione del giudice. Ed invero, il rimettente, offrendo una descrizione inadeguata della fattispecie concreta, impedisce alla Corte di verificare l'effettiva rilevanza della questione nel giudizio a quo . - Sulla manifesta inammissibilità per carente descrizione della fattispecie, vedi, citate, ex plurimis , ordinanze n. 248, n. 217 e n. 82/2008.