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Processo penale - Misure cautelari personali - Inapplicabilità delle misure fuori dei casi di arresto in flagranza - Prospettata lesione del principio di tutela della sicurezza dei cittadini, quale diritto inviolabile, nonché del principio di ragionevolezza e di eguaglianza nel trattamento di situazioni identiche - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 280 e 391, comma 5, del codice di procedura penale, nella parte in cui, per i reati di cui all'art. 381, comma 2, cod. proc. pen., non consentono l'applicazione di misure cautelari coercitive fuori dei casi di arresto in flagranza di reato. Spetta, infatti, esclusivamente alla discrezionalità del legislatore determinare, nel rispetto del principio della riserva di legge stabilito dall'art. 13, secondo comma, Cost., i casi in cui il giudice può disporre restrizioni della libertà personale. - Sulla legittimità della previsione che consente l'irrogazione di misure coercitive soltanto in caso di arresto in flagranza, v. sentenza n. 4/1992, ordinanza n. 148/1998. - Sulla discrezionalità del legislatore nella fissazione di casi e modi di limitazione della libertà personale, v. sentenza n. 188/1996. M.R.