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((Allegato XI (articolo 34, comma 4) Requisiti tecnici per l'applicazione del marchio del saggio facoltativo 1. Definizioni Ai soli fini dell'applicazione del marchio di cui all'articolo 34 e tenuto conto delle disposizioni di cui all'articolo 25, si utilizzano, oltre quelle di cui all'articolo 1, le seguenti definizioni: 1.1 Oggetto in metallo prezioso Per oggetto in metallo prezioso s'intende qualsiasi articolo di gioielleria, oreficeria, argenteria o orologeria o qualsiasi altro oggetto costituito, in tutto o in parte, da metalli preziosi o loro leghe. Con "in parte" s'intende che un oggetto in metallo prezioso può contenere, per ragioni tecniche o ornamentali, (i) parti non metalliche (ii) parti in metallo comune. Un oggetto in metallo prezioso, che contiene, per ragioni ornamentali, parti in metallo comune, è indicato come "oggetto multi metallo". 1.2 Rivestimento/placcatura Per rivestimento o placcatura s'intende uno o più strati di: (i) metallo prezioso (o lega di metallo prezioso); (ii) metallo comune (o lega di metallo comune); (iii) sostanza non metallica; applicati sulla totalità o su parte di un oggetto in metallo prezioso, ad esempio attraverso processo chimico, elettrochimico, meccanico o fisico. 1.3 Metalli comuni Per metalli comuni s'intendono tutti i metalli ad eccezione del platino, dell'oro, del palladio e dell'argento. 1.4 Oggetti multimetallo Un oggetto "multimetallo" è un oggetto composto da: 1) un metallo prezioso a titolo legale: a) con uno spessore non inferiore a 500 micrometri; b) una superficie sufficientemente estesa da consentire l'applicazione di un marchio; e 2) metalli non preziosi che siano: a) visibili; b) distinguibili per colore (ad es. né rivestiti, né trattati per dar loro l'apparenza di un metallo prezioso); c) non utilizzati per ragioni tecniche (ad es. non utilizzati per quelle funzioni meccaniche per le quali non posso essere utilizzati i metalli preziosi, sia per resistenza, sia per durata.); d) marchiati "METALLO" (o equivalente) in linea con i requisiti del presente Allegato. 2. Requisiti tecnici 2.1 Il marchio del saggio facoltativo non può essere apposto su: a) oggetti costituiti di leghe aventi un titolo inferiore a 850 millesimi per il platino, 375 millesimi per l'oro, 500 millesimi per il palladio e 800 millesimi per l'argento; b) qualsiasi oggetto destinato a usi medici, dentistici, veterinari, scientifici o tecnici; c) monete aventi corso legale; d) parti o semi-lavorati incompleti (ad es. parti metalliche o strati superficiali); e) materie prime quali barre, lastre, fili e tubi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 35, commi 3 e 4; f) oggetti in metallo comune rivestiti con metallo prezioso. 2.2 Tolleranze Non sono ammesse tolleranze negative rispetto al titolo legale indicato sull'oggetto. 2.3 Uso di saldature Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 8, le saldature possono essere utilizzate solo al fine di unire e, in via di principio, devono essere allo stesso titolo dell'oggetto. Sono consentite le seguenti eccezioni: 2.3.1 Filo: Nel filo riempito di saldatura, in cui venga usata una saldatura a titolo inferiore, il filo, nel suo complesso, deve essere ad un titolo consentito. 2.3.2 Metallo prezioso: Se si utilizza una saldatura a titolo inferiore, l'oggetto, nel suo complesso, deve essere ad un titolo consentito, con le seguenti eccezioni: ORO negli oggetti in lega d'oro con un titolo pari o superiore a 916 millesimi possono essere utilizzate saldature in oro con un titolo minimo di 750 millesimi; nel caso di oggetti in filigrana e di casse d'orologio a titolo 750 millesimi, la saldatura deve contenere non meno di 740 millesimi di oro. Nel caso di oggetti in oro bianco a titolo 750 millesimi, la saldatura deve contenere non meno di 585 millesimi d'oro; ARGENTO nel caso di oggetti in argento a titolo 925 millesimi, la saldatura deve essere a titolo non inferiore a 650 millesimi di argento; nel caso di oggetti in argento a titolo 800 o 830 millesimi, la saldatura deve essere a titolo non inferiore a 550 millesimi di argento; PLATINO per unire parti di oggetti in platino, devono utilizzarsi saldature con un contenuto minimo totale di metalli preziosi pari a 800 millesimi; PALLADIO per unire parti di oggetti in palladio, devono utilizzarsi saldature con un contenuto minimo totale di metalli preziosi pari a 700 millesimi. 2.3.3 Metallo prezioso misto La saldatura può essere quella permessa per il titolo più basso del metallo prezioso. 2.3.4 Metallo prezioso con metallo comune Può essere utilizzata qualsiasi saldatura adatta, incluso il metallo comune. 2.3.5 Altri metodi di unione Al posto delle saldature consentite possono utilizzarsi adesivi. 2.4 Uso di parti in metallo comune e di sostanze non metalliche È consentito l'uso di parti in metallo comune e di parti non metalliche negli oggetti in metallo prezioso per ragioni sia tecniche che ornamentali alle seguenti condizioni: a) le parti di metallo comune e non metalliche devono essere chiaramente distinguibili dal metallo prezioso; b) non devono essere né rivestite né trattate per dar loro l'apparenza di un metallo prezioso; c) non devono essere utilizzate allo scopo di rinforzare, appesantire o riempire; d) devono recare impressa o incisa la parola "METALLO" o il nome del metallo comune utilizzato. Dettagli ed eccezioni: a) Sono consentite parti in metallo comune ad uso decorativo a condizione che la parte in metallo prezioso sia a titolo legale e che abbia uno spessore non inferiore a 500 micrometri ed una superficie sufficientemente estesa da consentire l'apposizione di un marchio. La parte in metallo non prezioso deve essere sempre visibile. Deve essere chiaramente distinguibile per colore e non essere utilizzata per ragioni tecniche; b) È consentito l'utilizzo di parti in metallo comune per quelle funzioni meccaniche per le quali non possono essere utilizzati i metalli preziosi, sia per resistenza, sia per durata; c) Dove non sia possibile stampare o incidere la parola "METALLO", la parte in metallo comune deve essere chiaramente distinguibile per colore dal metallo prezioso con l'eccezione dei movimenti di orologio; d) Sostanze non metalliche non visibili sono consentite nei seguenti casi: il riempimento della base con materiale non metallico è ammesso per garantire una maggiore stabilità (ad es. candelieri, vasi per fiori e oggetti simili in argento); il riempimento dei manici con mastice (o materiale simile) è permesso (ad es. posateria, posate da insalata, coltelli e forchette da scalco, servizi per manicure, servizi da toletta e oggetti simili). 2.5 Rivestimenti Sono ammessi i seguenti rivestimenti: a) rivestimenti metallici, secondo la seguente tabella: SU CONSENTITO platino rodio, rutenio, platino oro rodio, rutenio, platino, oro palladio rodio, rutenio, platino, oro, palladio argento rodio, rutenio, platino, oro, palladio, argento I rivestimenti di metalli preziosi devono come minimo essere ai seguenti titoli: Oro: 375% Argento: 800% Platino: 850% Palladio: 500% Se la lega ed il rivestimento sono costituiti dallo stesso metallo prezioso, il titolo del rivestimento non può essere inferiore a quello della lega; b) Trattamenti chimici o termici di lunga durata (ad es. argento solforato, Deposito Fisico di Vapore [PVD], Deposito Chimico di Vapore [CVD]). La colorazione della superficie degli oggetti in metallo prezioso mediante trasformazione chimica della lega o dei suoi componenti può essere consentita qualora il titolo dell'oggetto non venga alterato dal processo; c) Rivestimenti non metallici (ad es. smalto, niello). 3. Attività di controllo del Laboratorio - Generalità 3.1 Il Laboratorio incaricato deve esaminare se gli oggetti in metalli preziosi presentatigli per essere marchiati con il marchio di cui all'articolo 34, soddisfino le condizioni di cui al presente Allegato. 3.2 Nel caso in cui il Laboratorio constati che un oggetto sia completo per quanto riguarda tutte le sue parti metalliche e che sia conforme a quanto previsto nel presente Allegato, deve, a richiesta, marchiare l'oggetto con il marchio di cui all'articolo 34. Prima di apporre il marchio di cui all'articolo 34, il Laboratorio deve verificare che l'oggetto rechi il marchio di identificazione e l'indicazione del titolo. 3.3 L'esame degli oggetti in metalli preziosi presentati per essere marchiati con il marchio di cui all'articolo 34 è costituito dalle seguenti due fasi: a) valutazione dell'omogeneità del lotto; b) determinazione del titolo della lega. 4. Metodi di analisi e di esame 4.1 Il Laboratorio, per valutare l'omogeneità di un lotto, può utilizzare i seguenti metodi di esame: a) esame con la pietra di paragone; b) esame mediante spettroscopia a raggi X. 4.2 Il Laboratorio, per determinare il titolo degli oggetti in metalli preziosi, deve utilizzare uno dei metodi di analisi di cui all'Allegato II. 5. Campionamento Il numero di oggetti da prelevare da un lotto e il numero di campioni presi da tali oggetti per essere esaminati e analizzati deve essere sufficiente a stabilire l'omogeneità del lotto e verificare che tutte le parti di tutti gli oggetti controllati nel lotto siano al richiesto titolo legale. Le linee guida per il campionamento sono riportate all'Allegato XII. Le modifiche alle linee guida sono adottate con decreto del Ministro dello sviluppo economico. 6. Marchiatura 6.1 Ogni qualvolta possibile, il marchio di cui all'articolo 34 deve essere apposto immediatamente vicino al marchio di identificazione e all'indicazione del titolo. 6.2 Oggetti costituiti da due o più leghe dello stesso metallo prezioso Nel caso in cui un oggetto sia costituito da diverse leghe dello stesso metallo prezioso, l'indicazione del titolo deve essere quella corrispondente al titolo più basso presente nell'oggetto. 7. Rimando Per quanto non espressamente previsto nel presente Allegato si applica quanto previsto nel Decreto e nel Regolamento.))