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Istituzione di un Fondo per il restauro, il recupero e la valorizzazione culturale, turistica e sociale delle Mura castellane di Cittadella. Onorevoli Senatori. -- A poca distanza dalla città di Padova, tra il verde della pianura veneta protetta a settentrione dalle Prealpi, si erge Cittadella, una delle più caratteristiche città del Veneto. Le Mura castellane di Cittadella sono uno dei pochi esempi di sistema difensivo medievale meglio conservati d'Europa. Il recente restauro ha consentito la messa in sicurezza dell'antico camminamento di ronda, per permettere ai visitatori di ammirare la città da punti di vista inediti e privilegiati. A forma di ellisse irregolare, la cinta presenta quattro torrioni principali e lungo tutto il perimetro (1.461 metri) altre dodici torri e sedici torresini. Le quattro porte d'ingresso alla città sono orientate verso i quattro punti cardinali e il centro storico è suddiviso in isolati a scacchiera, ricavati in funzione dei due ampi assi viari principali (cardo e decumano romani) che convergono nella piazza centrale. La cinta, alta dai 14 ai 16 metri, è stata costruita con la tecnica della «muratura a cassetta»: due murature parallele riempite di un nucleo tenace di ciottoli e calce spenta calda per uno spessore totale di circa 2,10 metri. Per una migliore difesa della cittadina, originariamente le mura erano percorribili a vari livelli attraverso camminamenti realizzati in parte in pietra e per molti tratti in legno, oppure ricavati lungo i terrapieni che percorrevano l'intera cinta. La Rocca di Porta Bassano costituisce una delle parti più affascinanti del complesso fortificato di Cittadella, in quanto chiara testimonianza dell'apparato difensivo del mastio e delle porte di accesso. All'interno della Rocca si trova la Casa del capitano, oggetto di importanti lavori di restauro che hanno permesso il ritrovamento di antichi affreschi risalenti al periodo dei Carraresi, dei Malatesta, dei Sanseverino e dei Borromeo. Oggi è sede dell'ufficio di informazione e accoglienza turistica (IAT) e funge da ingresso al camminamento di ronda. La storia della città di Cittadella presenta aspetti di particolare fascino. Nel 2000 avanti Cristo, la città era abitata da una popolazione chiamata «paleoveneta», come dimostra il ritrovamento di numerosi oggetti a forma di punte di pietra, raschiatoi, cocci di ceramica eccetera, rinvenuti a ridosso delle mura. Gli scavi effettuati nel centro storico di Cittadella hanno permesso di stabilire che nel 1300-1200 avanti Cristo il territorio che delimita Cittadella era occupato da un villaggio protetto da un argine troncoconico, alto 4 metri, largo 12 metri e di forma circolare. Sui resti di quest'argine sono state poi costruite le Mura castellane di Cittadella. Nel II secolo avanti Cristo anche Cittadella risente della dominazione dei romani. I veneti, pacifici agricoltori e allevatori di cavalli, si sottomisero ai romani senza combattere. Anche il territorio cittadellese è stato interessato dalla centuriazione, operazione che consisteva nel dividere il territorio in grandi quadrati chiamati «centurie». Ai soldati romani anziani che avevano smesso di combattere venivano assegnate parti di queste centurie per essere coltivate; in questo modo i romani ottenevano di popolare e di coltivare il territorio confiscato. La presenza romana è confermata da reperti archeologici come anfore, tegole e mattoni, anch'essi usati per costruire le mura di Cittadella. Nel 476 dopo Cristo, la caduta dell'Impero romano d'occidente favorisce le invasioni di popolazioni dal nord Europa (Germania, Ungheria eccetera). All'inizio del 600 c'è stato un insediamento dei longobardi nel territorio, testimoniato dal ritrovamento di una tomba contenente oggetti longobardi. Intorno al 1000 in Italia cominciano a sorgere i comuni-Stato che, al pari delle antiche città greche, possedevano un proprio esercito e proprie leggi. Ogni comune-Stato cercava di espandersi oltre i propri confini. Il territorio conquistato veniva quindi circoscritto da una cerchia di mura. Fu così che nel 1220 il comune di Padova inizia la costruzione delle Mura castellane di Cittadella. Le Mura furono costruite utilizzando sassi del fiume Brenta (un fiume che scorre vicino a Cittadella) e mattoni provenienti dalle rovine dei vicini castelli e materiale di resti romani. Terminati i lavori, l'opera riesce talmente bene e imponente che viene chiamata «Cittadella», cioè piccola città invece di «castello». La costruzione delle Mura avviene in due fasi: una prima fase che dura solamente due anni (1220-1221) e una seconda fase che dura tutto il secolo. Come primo lavoro viene scavato il fossato, quindi vengono costruite le quattro porte, poi vengono costruite le torri, quindi le torri vengono unite tra loro mediante il muro e, infine, vengono costruiti due terrapieni, uno all'interno e uno all'esterno del muro. Il fossato fino al 1600 era largo 15 metri (il doppio dell'attuale), era profondo 8 metri ed era alimentato da acque sorgive. Davanti alle quattro porte c'erano due ponti levatoi: uno più grande per i carri e uno più piccolo per i pedoni e per i cavalieri. Questi ponti sono stati sostituiti con ponti in muratura nel 1600. Le porte, come precedentemente detto, sono orientate secondo i quattro punti cardinali e prendono il nome dalle città verso cui sono rivolte. Le quattro porte, denominate Porta Vicenza, Porta Padova, Porta Treviso e Porta Bassano sono simili: iniziando dall'esterno e proseguendo verso l'interno si trovavano prima un pesante portone in legno e ferro, poi un altro portone ed una pesante saracinesca in ferro che si poteva far scendere dall'alto e, infine, un altro portone e un'altra saracinesca in ferro. Porta Bassano, rivolta nord, è il punto più fortificato e più importante di tutta la cinta muraria. Rappresenta uno dei migliori esempi di porte fortificate medievali. All'interno era protetta da un fossato che, passando sotto le mura, si univa al fossato esterno. Sopra questo fossato c'era un ponte levatoio per cui, in caso di pericolo, gli abitanti e i soldati si sarebbero rifugiati al suo interno e, dopo aver alzato i vari ponti levatoi, sarebbero stati completamente isolati e in grado di resistere a un assedio. La Porta Bassano aveva cinque sistemi difensivi (le altre Porte ne avevano tre); all'esterno e all'interno c'era un portone in legno e in ferro e, tra questi due portoni, sorgevano tre difese costituite ciascuna da un portone e una saracinesca. All'interno della Porta c'è poi la menzionata splendida Casa del capitano, nella quale viveva il capitano delle guardie. La costruzione delle torri, del muro e dei merli è stata ultimata allo scadere dell'anno 1200. La costruzione di queste Mura, che per la loro imponenza e stato di conservazione sono considerate tra le mura più belle del mondo, ha richiesto una tecnica particolare. Il muro che unisce tra loro le varie torri è stato costruito in questa maniera: si costruivano per primi due muri, uno interno e uno esterno, alternando file di sassi a file di mattoni tenuti insieme da malta e lasciando temporaneamente lo spazio vuoto tra questi due muri. In seguito questo spazio veniva riempito con materiale di scarto: pezzi di sasso e di mattone con malta. Per ultimo sono stati costruiti i due terrapieni, che sostituivano le fondamenta. Il terrapieno esterno era completamente ricoperto di ghiaia bianca che aveva diverse funzioni, tra cui drenare l'acqua piovana, impedire la crescita di piante o di arbusti, sia per non consentire al nemico di servirsene come nascondiglio, sia per sentire il rumore sulla ghiaia dei passi di chiunque si fosse avvicinato alle Mura. Particolare rilievo ha la Torre di Malta, fatta costruire da Ezzelino III detto «il Tiranno» nel 1251 e quindi trenta anni dopo l'inizio della costruzione delle Mura. La Torre di Malta in origine era una prigione, la cosiddetta «prigione di Malta». Tale prigione occupava tutta la parte inferiore della torre ed era priva di porte e di finestre. Nella parte superiore c'erano gli alloggi dei soldati. In una facciata della Torre c'è una lapide dove si possono leggere le condizioni orribili a cui erano sottoposti i prigionieri. Le pulizie venivano fatte solamente quattro volte l'anno. Questa prigione è divenuta famosa perché citata dal più grande poeta italiano Dante Alighieri nella sua «Divina Commedia». In un'altra facciata della Torre, rivolta a ovest, si possono leggere i versi tratti dalla «Divina Commedia». In italiano il termine «malta» significa melma, fango e quindi il nome attribuito alla prigione indica l'aspetto buio e fangoso del luogo. Al primo piano è stato sistemato un museo che raccoglie oggetti del villaggio del 1200 avanti Cristo e oggetti più recenti trovati in scavi fatti a ridosso delle Mura e nel centro storico. Al piano terra, dove prima c'era la prigione, è stata ricavata una sala per le conferenze. La Chiesa del Torresino fu fatta costruire dal comune di Padova nel 1220. Era lunga 12 metri e serviva per la guarnigione militare. Fu ingrandita nel 1700. Fu chiamata Chiesa del Torresino dal nome del campanile. All'interno della Chiesa si trovavano varie sepolture, distrutte nel 1700 a seguito di lavori di ingrandimento della Chiesa medesima. Dentro la Chiesa si possono ammirare dipinti di artisti cittadellesi, una fonte battesimale (vasca per l'acqua santa) del 1100 e un bel crocefisso in legno del 1400 che in origine si trovava a Porta Vicenza. Nel 1968 la Chiesa è stata consacrata a «tempio del combattente». Nel 1817 un gruppo di cittadellesi ottenne l'autorizzazione per la costruzione di un teatro. La costruzione dell'edificio terminò nel 1828. Il progetto fu ideato da Giacomo Bauto, architetto di Bassano del Grappa. La facciata, di stile neoclassico, è attribuita a Giuseppe Jappelli che aveva progettato sia il Caffè Pedrocchi di Padova (uno dei caffè più conosciuti d'Italia), sia la facciata del Teatro Verdi di Padova. Le splendide decorazioni sono di Francesco Bagnara, un pittore molto bravo di Vicenza che ha decorato il famosissimo Teatro «La Fenice» di Venezia. Il teatro è diviso in quattro parti: l'atrio (ingresso), una sala centrale, il palcoscenico e il ridotto. Nei primi anni ai lati dell'atrio c'erano due botteghe, una del caffè e una della frutta. Probabilmente gli spettatori, durante gli intervalli delle rappresentazioni, che allora erano molto lunghe (superavano le tre ore), andavano a ristorarsi in tali botteghe. La sala centrale è divisa in due parti: la platea e tre file di logge sovrapposte dove si trovavano i palchi. Questi palchi appartenevano ai cittadellesi, che avevano costituito la «Società teatrale». Il ridotto è una grande sala rettangolare, posta sopra l'atrio, luogo dove un tempo si tenevano i concerti. Attualmente il ridotto ospita una mostra di locandine di varie compagnie teatrali che si sono esibite in questo teatro a partire dal 1830. Il teatro fu aperto al pubblico nello stesso anno 1830. Il lampadario, costruito a Murano, era predisposto per la collocazione di candele, che all'epoca rappresentavano l'unica fonte di illuminazione. Nel 1934 la Società teatrale ha donato il teatro al comune di Cittadella. Nel 1968, dopo i necessari lavori di restauro, il teatro è stato riaperto al pubblico. Ogni anno viene organizzata una stagione teatrale che vede la partecipazione delle più importanti compagnie italiane. Il teatro contiene 240 posti ed è considerato uno dei teatri italiani più belli. Dove sorge il Duomo si trovava un antico monastero dedicato a Sant'Antonio di Vienne risalente al 1000. Il Duomo è stato costruito nel 1774 ed è perpendicolare alla prima chiesa medievale. Il Duomo, infatti, è disposto da nord a sud mentre la prima chiesa era disposta da est a ovest. Tutte le chiese medievali erano orientate da est a ovest perché il sacerdote, quando celebrava la messa, doveva essere rivolto verso il sorgere del sole. Questa chiesa medievale era stata costruita poco dopo la costruzione delle Mura castellane e quindi nel 1200. Era lunga 42 metri, era larga 23 metri e aveva ben diciassette altari. Guardando la facciata del Duomo attuale, quello che rimane di quella prima chiesa si trova sulla parte destra. All'interno si possono ammirare affreschi che vanno dal 1200 al 1500 e una parte del pavimento originale. Gli affreschi più importanti sono quelli di Jacopo da Bassano, detto anche «Jacopo da Ponte», un grande pittore veneto del 1500. Gli affreschi di Jacopo da Bassano rappresentano Sansone che combatte contro filistei, usando una mascella d'asino, e la battaglia tra Davide e Golia. Il Duomo attuale è stato iniziato nel 1774 e terminato nel 1826. Il progetto è del vicentino Ottavio Bertotti Scamozzi. Il Duomo è in stile neoclassico. Dal momento che Scamozzi era vicentino come il famoso Andrea Palladio, uno dei più grandi interpreti di questo stile, appare logico che anch'egli ne subisse l'influenza. All'interno del Duomo si possono ammirare le dodici statue degli apostoli e alcuni dipinti sistemati sugli altari e commissionati per l'inaugurazione dello stesso Duomo ad alcuni artisti locali, risalenti ai primi anni del 1800. A sinistra dell'altare, in alto, si trova un organo importante costruito da Gaetano Callido nella seconda metà del 1700. Il Callido era considerato uno dei più grandi costruttori di organi dell'epoca. Nella sacrestia del Duomo si possono ammirare alcuni bei dipinti. Il più importante è la «Cena di Emmaus» di Jacopo da Bassano, lo stesso che aveva affrescato la cappella dell'altare della prima chiesa medievale. Il dipinto la «Cena di Emmaus» si trova sulla parete nord e racconta un episodio tratto dal Vangelo di Luca: Gesù risorto appare a due discepoli, che in un primo momento non lo riconoscono. Gesù viene riconosciuto quando, a tavola, spezza il pane come aveva fatto nell'ultima cena quando aveva istituito l'Eucarestia. Questo dipinto originariamente era collocato sull'altare maggiore della chiesa medievale. Gli altri dipinti, eseguiti verso la fine del 1500, sono di artisti veneziani. Nel campanile è stato sistemato un museo dove si possono ammirare oggetti sacri di varie epoche appartenenti al Duomo. Il Palazzo pretorio è uno dei palazzi più importanti di Cittadella. Le sue origini risalgono al 1400. Dove ora c'è Palazzo pretorio sorgevano fabbricati minori. Furono i podestà veneziani che per primi accorparono questi fabbricati. I podestà erano coloro che governavano la città. L'accorpamento fu completato dai Sanseverino verso la fine del 1400. Un esempio di questo accorpamento è dato dall'affresco «a cassettoni o lacunari» (rettangoli con una rosa al centro), che era un tipico affresco da esterni e che si trova sulla scalinata interna. Nei primi anni del 1400 in questo palazzo i podestà veneziani esercitavano le loro funzioni. Successivamente il palazzo fu abitato da due famiglie importanti che governarono a Cittadella per alcuni anni, dai Sanseverino verso la fine del 1400 e subito dopo dai Malatesta nei primi anni del 1500. I Sanseverino erano una nobile famiglia di origine napoletana. Roberto da Sanseverino era un condotti ero che combatteva agli ordini di Venezia, meritandosi come dono, per i suoi meriti militari, la città di Cittadella. I Malatesta erano una famiglia che governava a Rimini, arrivata a Cittadella in seguito ad uno scambio: Rimini andò a Venezia e Cittadella ai Malatesta. Dopo la partenza dei Malatesta il Palazzo divenne sede delle carceri, della pretura, della cancelleria e, durante la dominazione austriaca, della reale gendarmeria. Il palazzo si chiama «pretorio» proprio perché fu sede della pretura. Le carceri, che si possono vedere anche adesso, funzionarono fino a una quarantina di anni fa. Gli affreschi del Palazzo appartengono a diversi periodi. L'affresco più vecchio, antecedente ai Sanseverino, è la «Madonna del cardellino». Questo affresco è attribuito a Francesco Squarcione, pittore padovano. Ora questo affresco si trova all'altezza del pavimento, poiché il pavimento durante i lavori di restauro, è stato rialzato. Probabilmente questa stanza era in origine una cappella all'interno del palazzo. Al periodo della dominazione dei Sanseverino (fine del 1400) risalgono gli affreschi che decorano le quattro pareti esterne del Palazzo e le fasce affrescate che si trovano sotto i soffitti dei due saloni e di alcune stanze. Le quattro pareti esterne erano affrescate con lo stesso motivo: grandi rettangoli con una rosa al centro. Un esempio di questi affreschi lo si può ammirare nella parete esterna sud del Palazzo. Le fasce decorate con vari motivi e che corrono sotto le travi dei soffitti sono opera del pittore ferrarese Giovanni Vendramin. Al periodo della dominazione dei Malatesta (inizio del 1500) appartengono gli splendidi ritratti maschili e femminili che si trovano nelle varie stanze; la «finta tappezzeria» a fasce verticali di alcune stanze e l'affresco «Madonna con il bambino» che si trova nel salone al primo piano accanto alla porta delle scale. In una stanza si possono ammirare i ritratti della moglie di Pandolfo Malatesta, Violante Bentivoglio, e delle sorelle di Violante. L'aquila a due teste che si trova sulla camicia di Violante rappresenta lo stemma della famiglia Bentivoglio. In un'altra stanza, detta «stanza delle eroine», si possono ammirare i ritratti di alcuni famosi personaggi storici femminili citati dal grande poeta Petrarca nel libro « I Triumphi ». Questa stanza è la meglio conservata. È quasi certo che tutti questi ritratti siano dovuti a un gruppo di artisti sotto la direzione del pittore Giovanni Francesco Maineri che apparteneva alla scuola ferrarese. La decorazione delle pareti a fasce verticali (finta tappezzeria) è di origine fiamminga. I colori scuri di questa finta tappezzeria sembra servissero a far risaltare gli arredi dorati delle stanze. Dopo la partenza dei Malatesta, i cittadellesi fecero ricoprire gli affreschi con uno strato di intonaco bianco. In seguito podestà veneziani ricoprirono le pareti bianche con i loro stemmi. Molto bello è il portale d'ingresso del Palazzo, fatto costruire da Pandolfo Malatesta nei primi anni del 1500 usando marmo rosa di Verona. Ai lati del portale, in alto, si trovano due medaglioni che raffigurano i due fratelli Malatesta: a sinistra Carlo e a destra Pandolfo. Sopra il portale si trova uno dei tre leoni di San Marco che i cittadellesi avevano nascosto durante la dominazione francese e che hanno tirato fuori quando essa terminò. Napoleone, infatti, aveva ordinato di distruggere tutto quello che ricordava la Repubblica di Venezia. Il portone, in ghisa e in ferro, è del 1800. La città di Cittadella è stata oggetto di diverse dominazioni. Gli anni che vanno dal 1200 al 1800 rappresentano due distinti periodi storici: il periodo pre-veneziano (dal 1220 al 1400) e il periodo veneziano (dal 1400 al 1800). Il periodo pre-veneziano è caratterizzato da guerre continue tra le varie signorie e i vari comuni vicini (Padova, Vicenza, Verona, Treviso eccetera). Le signorie erano rappresentate da potenti famiglie che dominavano su territori più o meno vasti. Come conseguenza di queste guerre, abbiamo a Cittadella un susseguirsi di dominazioni diverse: chi vinceva si prendeva il territorio. Dal 1236 al 1256 dominarono gli Ezzelini, con il famoso Ezzelino III da Romano, che erano una potente famiglia di origine tedesca, scesa in Italia intorno al 1000, al seguito degli imperatori tedeschi. Dopo la morte di Ezzelino, Cittadella ritorna sotto il dominio del comune di Padova. In questo periodo all'interno delle mura vivevano circa 1.500 persone contro le 400 circa attuali. Nel 1300 Cittadella cade sotto la dominazione dei Carraresi, una famiglia di origine padovana. I Carraresi rimangono a Cittadella fino al 1400. Una testimonianza della presenza dei Carraresi è data dallo stemma che raffigura un carro con quattro ruote, visibile sui torrioni di Porta Bassano e di Porta Padova. A fianco del carro c'è una croce rossa che rappresenta lo stemma del comune di Padova. La dominazione dei Carraresi è interrotta da altre due dominazioni, quella degli Scaligeri di Verona dal 1328 al 1337 (nove affili), e quella dei Visconti di Milano dal 1388 al 1390 (due anni). I cittadellesi, intorno al 1400, si sottomettono alla Repubblica di Venezia. La dominazione veneziana, che durerà fino al 1800, è interrotta da altre due dominazioni: quella dei Sanseverino dal 1483 al 1499 (sedici anni) e quella dei Malatesta dal 1503 al 1509 (6 anni). Nel 1508 Papa Giulio II organizza contro Venezia la Lega di Cambrai. Durante questa guerra alcuni colpi di cannone hanno buttato giù un tratto delle Mura castellane. La guerra di Cambrai termina nel 1515 e Cittadella rimane sotto la dominazione veneziana. Inizia un lungo periodo di pace che durerà fino al 1800. Cittadella, in questo periodo, perde la sua importanza come presidio militare e diventa un importante centro commerciale. Si sviluppano l'agricoltura, l'artigianato e il commercio. Nel 1800 arrivano i francesi di Napoleone Bonaparte: sarà una dominazione breve, dal 1805 al 1815 (dieci anni) ma molto intensa. Napoleone cambia molte leggi, chiude chiese e monasteri e, mediante un decreto, ordina che i cimiteri vengano portati fuori dai centri abitati. Nel 1815 Napoleone viene sconfitto a Waterloo e Cittadella, con la Lombardia e con il Veneto, passa sotto la dominazione austriaca Dopo tre guerre di indipendenza la Lombardia e il Veneto vengono liberate e nel 1870 si completa l'unità d'Italia. Il presente disegno di legge istituisce un Fondo del valore di 1.500 milioni di euro per finanziare un progetto volto al restauro, al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale delle Mura castellane di Cittadella. I citati interventi mirano anche a sviluppare una rete di iniziative sociali, turistiche e culturali, quali: a) il recupero architettonico del complesso fortificato medioevale; b) il restauro, da realizzare con adeguati metodi scientifici, e il risanamento conservativo dei manufatti di interesse storico, artistico, culturale e ambientale esistenti nella zona; c) il censimento e l'inventario del materiale storico, documentario e librario; d) la costituzione di una biblioteca storica aperta al pubblico, con una sezione specializzata per i libri in forma digitale destinati ai disabili visivi; e) l'ampliamento del museo sulle Mura castellane per l'esposizione di eventuali e ulteriori reperti di origine paleoveneta, longobarda, fiamminga e romanica; f) l'allestimento di spazi interattivi per l'attuazione di progetti scolastici didattico-formativi; Gli importi del Fondo di cui all'articolo 2, comma 1, del presente disegno di legge sono trasferiti dal Ministero per i beni e le attività culturali al comune di Cittadella, in cinque annualità, per l'attuazione del menzionato progetto che, attesi l'estremo valore storico e artistico e il legame millenario, di fatto mai cessato, con il territorio, intende recuperare integralmente il complesso della cerchia muraria medievale mediante la ricostruzione, per fasi successive, delle antiche strutture, nel rispetto dei vincoli artistici e architettonici nonché dei criteri fissati dalla competente soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Veneto orientale, che in merito ha già espresso la propria approvazione agli elaborati di progetto presentati a tali fini. I predetti interventi di restauro e di risanamento conservativo del manufatto saranno articolati nel tempo e per fasi successive e funzionali alla fruizione dell'intera struttura muraria. il tempo di realizzazione preventivato è di trentasei mesi. Al termine dei lavori, in accordo con le finalità di recupero di un monumento di inestimabile pregio, rientrante a pieno titolo nel patrimonio storico e artistico nazionale, nonché in funzione delle finalità di utilità sociale che esso può svolgere, troveranno attuazione i progetti, di cui all'articolo 1, comma 1, lettere c), d) e) e f) , del presente disegno di legge, a tali scopi dedicati. In questa prospettiva e nell'ambito di un più ampio richiamo alla civiltà del medioevo, quale naturale cornice del complesso, il progetto prevede tre programmi di intervento: 1) restauro e valorizzazione del sistema fortificato medievale: quadrante sud-est intervento sulle Mura castellane (3º straIcio); 2) restauro e valorizzazione del sistema fortificato medievale: quadrante sud-est intervento sulle Mura castellane (4º stralcio); 3) restauro e consolidamento strutturale dei quattro ponti di accesso alla città. Gli interventi sulle Mura castellane (3º e 4º stralcio) e sui ponti, riguardano: a) il consolidamento statico e il restauro dei ponti in muratura di accesso alle porte cittadine coincidenti con i quattro punti cardinali: a nord la porta Bassano, a est la porta Treviso, a sud la porta Padova e a ovest la porta Vicenza; b) il ripristino della pavimentazione pedonale e carraia in trachite e con ciotoli di fiume per gli spazi intermedi; c) gli interventi di restauro e di consolidamento del sistema fortificato di Cittadella nel settore sudest da Porta Padova a Porta Treviso; d) il recupero dell'antico cammino di ronda e il collegamento con gli interventi già realizzati negli altri settori; e) la consegna dell'opera all'ufficio IAT ai fini della promozione turistica, della gestione dei flussi di visitatori nonché del controllo e del monitoraggio delle condizioni strutturali; f) l'inserimento dell'opera nei principali circuiti turistici regionali in cooperazione con altre realtà sinergicamente collegate; g) la costituzione di un sistema di monitoraggio continuo delle Mura castellane e delle principali condizioni di stabilità e di degrado nonché la creazione di un «laboratorio» aperto di restauro all'interno dei corsi normali e di specializzazione di restauro architettonico; h) la creazione di una banca dati che raccolga gli elementi e le analisi rilevate dal sistema di monitoraggio costante dello stato di conservazione dell'opera e l'eventuale programmazione degli interventi ordinari e straordinari di manutenzione della stessa opera; i ) la creazione di un sistema di monitoraggio e di gestione economico-amministrativa del bene culturale e la determinazione di un bilancio di gestione; l) l'integrazione dell'attività turistica delle Mura castellane con altre offerte culturali della città: arte, musica, esposizioni, premi letterari, convegni, manifestazioni sportive e tradizioni enogastronomiche; m) la progressiva integrazione dell'offerta turistica di Cittadella con altre realtà e la creazione di un «sistema turistico pedemontano» che si proponga sul mercato turistico con una propria offerta ambivalente specialistica autonoma rispetto agli altri ambiti regionali e integrativa rispetto agli stessi. Cronoprogramma dei lavori: 1) restauro delle Mura 3º stralcio: durata dei lavori circa 1.730 giorni; 2) restauro delle Mura 4º stralcio: durata lavori circa 1.730 giorni; 3) restauro dei ponti di accesso alla città: durata dei lavori circa 1.760 giorni. I cantieri possono anche essere paralleli, ad eccezione degli interventi sui ponti, i quali dovranno necessariamente essere avviati uno per volta al fine di non creare difficoltà eccessive alla cittadinanza. Quadro economico di spesa per i soli interventi di restauro. 1. Restauro delle Mura castellane 3º stralcio: Importo lavori euro 1.335.750,00 Oneri per sicurezza euro 35.250,00 Somme a disposizione euro 470.000,00 Totale . . . euro 1.840.000,00 2. Restauro delle Mura castellane 4º stralcio: Importo lavori euro 557.000,00 Oneri per sicurezza euro 43.000,00 Somme a disposizione euro 375.000,00 Totale . . . euro 975.000,00 3. Restauro dei ponti di accesso: Importo lavori euro 665.000,00 Oneri per sicurezza euro 33.250,00 Somme a disposizione euro 251.750,00 Totale . . . euro 950.000,00 Ultimati gli interventi descritti si renderà necessario organizzare e attuare un piano di manutenzione dell'opera al fine di preservarne l'ulteriore decadimento e di mantenerla in «efficienza» per garantire nel tempo la conservazione del bene pubblico e per tramandarne i valori storico-testimoniali.. Art. 1. (Progetto per il recupero e la valorizzazione delle Mura castellane di Cittadella) 1. Per la realizzazione di interventi di recupero, di restauro e di valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale delle Mura castellane del comune di Cittadella, in provincia di Padova, è predisposto un progetto volto, in particolare, al conseguimento dei seguenti obiettivi: a) il recupero architettonico del complesso fortificato medioevale; b) il restauro, da realizzare con adeguati metodi scientifici, e il risanamento conservativo dei manufatti di interesse storico, artistico, culturale e ambientale esistenti nella zona; c) il censimento e l'inventario del materiale storico, documentario e librario; d) la costituzione di una biblioteca storica aperta al pubblico, con una sezione specializzata per i libri in forma digitale destinati ai disabili visivi; e) l'ampliamento del museo sulle Mura castellane per l'esposizione di eventuali e ulteriori reperti di origine paleoveneta, longobarda, fiamminga e romanica; f) l'allestimento di spazi interattivi per l'attuazione di progetti scolastici didattico-formativi. 2. Il progetto di cui al comma 1 è attuato entro l'anno 2014, secondo le modalità stabilite dagli articoli 2 e 3. Art. 2. (Finanziamento del progetto) 1. Per l'attuazione del progetto di cui all'articolo 1 è istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali un Fondo con una dotazione complessiva di 1.500 milioni di euro per il quinquennio 2013-2017. 2. Gli importi del Fondo di cui al comma l sono trasferiti dal Ministero per i beni e le attività culturali al comune di Cittadella, in cinque annualità, per l'attuazione del progetto di cui all'articolo 1. Art. 3. (Relazione) 1. Il comune di Cittadella, entro il 31 marzo di ciascun anno fino alla completa realizzazione del progetto di cui all'articolo 1, presenta alla soprintendenza competente per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso una relazione giurata sui lavori svolti nell'anno precedente, sullo stato di avanzamento della realizzazione del progetto e sull'impiego del finanziamento ottenuto ai sensi dell'articolo 2. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .