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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 254 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 11,01). Si dia lettura del processo verbale. MONTEVECCHI, segretario , dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Governo, composizione PRESIDENTE . Comunico che, in data 3 settembre 2020, il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera: «Onorevole Presidente, informo la Signoria Vostra che con decreti del Presidente della Repubblica in data odierna, adottati su mia proposta, previa approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, della delega di funzioni conferita dal Ministro dell'economia e delle finanze, è stato attribuito il titolo di Vice Ministro ai Sottosegretari di Stato presso il medesimo Dicastero on. dott.ssa Laura CASTELLI e sen. dott. Antonio MISIANI. Con viva cordialità, f.to Giuseppe CONTE». Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1883 Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1883. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Sudano. SUDANO, relatrice . Signor Presidente, ci avviamo alla votazione del disegno di legge di conversione dopo un'attenta discussione, che ha visto davvero un lavoro intenso, il confronto fra tutti i Gruppi parlamentari e il dialogo con il mondo produttivo, accademico, sindacale, delle professioni e dell'associazionismo. Abbiamo infatti acquisito, anche in relazione alla complessità e alla varietà dei temi trattati, circa 90 contributi scritti da parte di tutte le categorie di esperti, che abbiamo audito nelle Commissioni congiunte 1 a ed 8 a , portando avanti il lavoro con il contributo attivo e fattivo del Governo e il supporto costante degli Uffici del Senato e dei Gruppi parlamentari, cui rinnovo il ringraziamento. Nonostante si sia dovuto procedere un po' a tappe forzate, per la coincidenza dell'esame di altri provvedimenti, le scadenze connaturate al procedimento di conversione e l'ampia estensione dei temi trattati, credo possiamo affermare con soddisfazione di aver svolto un esame attento, che non solo ha contribuito a migliorare significativamente il testo, ma che ha fornito a tutti noi elementi di conoscenza e di riflessione per il prosieguo dell'attività legislativa. L'importanza e l'utilità del lavoro svolto sono state riconosciute, pur nell'inevitabile differenza di accenti e di opinioni, anche da molti degli interventi dei colleghi, sia di maggioranza che di opposizione. Come ho già avuto modo di dire in sede di relazione, era chiaro fin dall'inizio che il novero delle problematiche da affrontare era ampio e reso ancora più urgente della complessa situazione che stiamo vivendo. Era evidente - lo dico ad alcuni colleghi, che pure hanno richiamato diverse questioni meritevoli di attenzione - che un provvedimento come questo, che già contiene norme disparate ed eterogenee, non può né poteva rispondere ad ogni e qualsiasi problematica. D'altro canto - mi consentirete la riflessione - molte misure essenziali per la modernizzazione della pubblica amministrazione, per la semplificazione dei procedimenti, per la razionalizzazione e l'adeguamento della disciplina dei diversi settori, mai avrebbero potuto trovare attenzione ed accoglimento se non nell'ambito di un provvedimento dichiaratamente di natura ordinamentale, di un intervento che persegue esplicitamente e direttamente questi scopi. D'altronde, per citare uno degli aspetti del decreto-legge che ci accingiamo a convertire, aver riconosciuto la dimensione della cittadinanza digitale, delle opportunità per cittadini ed imprese di interloquire sempre ed efficacemente con la pubblica amministrazione mediante canali telematici è un'esigenza maturata nel tempo, che l'emergenza legata alla pandemia ha portato allo scoperto in tutta la sua urgenza. Non possiamo esimerci dal riconoscere un'esigenza del genere, a pena di determinare una sempre più profonda scollatura fra una società e un tessuto economico, per i quali gli strumenti digitali sono ormai parte integrante della vita quotidiana, e un'amministrazione pubblica, che nonostante gli sforzi e le innovazioni introdotte, non è ancora del tutto attrezzata a gestire i procedimenti nella loro interezza nella forma digitale, con gli indubbi vantaggi in termini di efficienza, trasparenza e celerità dell'azione amministrativa, così come non potevamo, né possiamo esimerci dal rispondere alla domanda di modernizzazione delle infrastrutture del Paese. Proprio su questo punto si gioca in gran parte la sfida della ripresa economica e della competitività del sistema Paese, che non potrà mai rialzarsi e reggere il ritmo del resto d'Europa senza garantire strade, porti, ferrovie, autostrade, reti energetiche e di comunicazione all'altezza dell'ulteriore trasformazione e dell'ulteriore evoluzione produttiva, che la fase post- Covid imporrà. Sbloccare l' iter di realizzazione di una miriade di opere piccole e grandi, delle infrastrutture, degli interventi di manutenzione ambientale e idrogeologica, fino all'impiantistica sportiva, significa liberare energie produttive e impiegare un'immensa massa di risorse bloccate dall'inerzia della burocrazia, dal gioco dei veti, da un ricorso spesso improprio a contenziosi davanti alla giurisdizione amministrativa. Si tratta di una massa di risorse e di interventi che possono rappresentare già di per sé uno shock , specie per quei sistemi economici locali che già languivano prima della grande crisi e per i quali avviare i lavori significa, sia generare nell'immediato occupazione, che dotarsi di strumenti che ne consentano uno sviluppo duraturo. A quanti rilevano i limiti di un provvedimento ordinamentale è facile rispondere che a poco o nulla serve stanziare risorse per l'una o per l'altra ottima finalità, per una o per un'altra infrastruttura strategica o programma di investimento, se poi quelle risorse non si riescono effettivamente a spendere, se poi quelle ottime progettualità rimangono incagliate in procedure irrazionali, farraginose e insensate. A ben guardare, eliminare gli ostacoli e semplificare le procedure per le infrastrutture, come per l'iniziativa privata, restituisce alla politica e alle istituzioni un potere di scegliere e orientare che troppo spesso, nei fatti, è stato distorto e imbrigliato, attribuendo impropriamente poteri di veto a troppi soggetti che non necessariamente rispondono all'oggettivo interesse pubblico. Si tratta anche di contribuire a ridisegnare il ruolo dell'amministrazione, restituendo un quadro di maggiore certezza di competenze e responsabilità, a partire dalla dirigenza, per arrivare ad ogni ufficio e servizio, dove il cittadino deve poter trovare interlocutori attenti che diano risposte in tempi certi, secondo procedure trasparenti e imparziali, perché è proprio la tendenza all'inerzia, favorita da un quadro poco chiaro delle norme, la patologia che già affliggeva il sistema Italia: un circolo vizioso che si autoalimenta e che deve essere spezzato. Ritengo infatti che, in un momento in cui un virus ha già portato, oltre al dolore per le vite spezzate, anche il peso di una grave crisi economica, sociale e occupazionale, neppure un grande Paese come il nostro possa permettersi di non curare una malattia preesistente rappresentata certamente dalla pesante macchina burocratica dell'Italia. Come giustamente ci siamo detti e come ho affermato io stessa, la conversione di questo decreto-legge, arricchito e migliorato dal lavoro del Parlamento, non è un punto di arrivo e non può essere una cura miracolosa, ma è certamente l'inizio di un deciso cambiamento di rotta e di un nuovo approccio. Alleggerire perciò il percorso di realizzazione delle infrastrutture, semplificare i procedimenti amministrativi, modernizzare la disciplina di molti settori, dare garanzia a cittadini e imprese di un rapporto trasparente, veloce e digitale con la pubblica amministrazione sono le sfide cui siamo e saremo ancora chiamati, le sfide alle quali iniziamo a dare una risposta concreta e forte con questo provvedimento. È necessario e urgente pertanto procedere con decisione, anche con ulteriori provvedimenti, nel processo di semplificazione amministrativa, al fine di rendere più comprensibile e snello il funzionamento della pubblica amministrazione. Per questo, in conclusione, non prima di aver rinnovato a tutti il ringraziamento per il proficuo lavoro svolto, auspico che questo spirito e questa direzione di marcia possano ispirare l'ancora grande lavoro che abbiamo davanti, perché un Paese più semplice è un Paese più giusto, cui noi legislatori dobbiamo offrire gli strumenti perché possa rialzarsi e riprendere a correre, finalmente libero dai troppi lacci e vincoli che mortificano le migliori idee, intelligenze, capacità e progettualità dell'Italia. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Garruti. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, colleghi, ho ascoltato con attenzione gli interventi, in molti dei quali è stato sottolineato il quadro generale che da mesi ha stravolto i lavori parlamentari e la vita di milioni di italiani e che ha determinato la nascita di questo decreto-legge, nel quale sono inseriti elementi di non poco conto. Tornare alla normalità non è e non sarà facile, anche perché l'emergenza sanitaria non può essere considerata pienamente superata e l'attenzione deve essere ancora alta. Tuttavia, in questa fase dobbiamo ripartire e per farlo il Governo e la maggioranza stanno portando avanti tutta una serie di provvedimenti innovativi e necessari. Il disegno di legge di conversione del decreto-legge semplificazioni rappresenta uno di questi e ci tengo a sottolinearlo. È stato oggetto di un grande lavoro da parte delle Commissioni 1 a e 8 a , con l'ascolto, l'esame degli emendamenti e riunioni fiume per migliorare un testo accogliendo le proposte migliorative da qualunque parte esse provenissero. Siamo consapevoli che questo provvedimento non è completamente risolutivo rispetto a tutti i problemi legati alla burocrazia, perché un solo testo non può affrontare la cosiddetta giungla normativa prodotta in decenni di leggi, articoli e commi che hanno regolamentato medesime materie creando procedure lente e farraginose. Ad ogni modo, il testo affronta numerose questioni e in questa fase di ripartenza può dare slancio a settori quali quello dell'edilizia e concretezza ad altri interventi posti in essere dal Governo. Penso, ad esempio, al superbonus del 110 per cento sugli interventi di efficientamento energetico per le abitazioni e di prevenzione antisismica. Replicare agli interventi di ognuno di voi richiederebbe ore, ora però permettetemi di soffermarmi su quelli che, anche all'esterno di quest'Aula, hanno maggiormente alimentato il dibattito degli ultimi giorni, non senza letture fuorvianti e strumentali, riprese anche da alcuni interventi in discussione generale. Sulla ricalibratura della responsabilità erariale qualcuno ha ventilato un colpo di spugna. Si è detto che anche la Corte dei conti in audizione ha comunicato che non è opportuno limitare la responsabilità erariale al solo caso di dolo per i funzionari pubblici che firmano la pratica. Abbiamo ovviamente ascoltato con grande attenzione il giudizio della Corte dei conti, ma siamo convinti della bontà della soluzione trovata per superare il contrasto giurisprudenziale e dottrinale e l'atavico problema italiano della paralisi della firma; problema, peraltro, evidenziato in altre occasioni dalla stessa Corte dei conti e da altre autorità indipendenti. Sottolineo, quindi, che non si è fatta alcuna marcia indietro sulla responsabilità erariale, che resta per colpa grave e dolo solo nel caso di comportamenti omissivi del funzionario pubblico a cui è sottoposta la pratica, e la stessa responsabilità viene limitata al solo dolo nel caso del funzionario che firma e che quindi resta perseguibile. Un argomento che, invece, sembra essere sfuggito alle polemiche, ma che vorrei portare all'attenzione anche di chi ci ascolta, riguarda la digitalizzazione. Sul punto possiamo dire che con il decreto-legge semplificazioni è arrivata la svolta. In questo provvedimento c'è la pubblica amministrazione che vogliamo, quella che mette al centro la persona, snellendo le procedure e avvicinando i servizi pubblici ai bisogni e alle esigenze di tutti noi. Rafforziamo il principio del once only , un principio vigente da tempo nel nostro ordinamento, ma ancora inapplicato. Le pubbliche amministrazioni non devono più chiedere ai cittadini e alle imprese dati e documenti che già possiedono e che possono reperire da altre pubbliche amministrazioni. Per questo, arriva la piattaforma digitale nazionale dei dati, che deve rendere interrogabili, disponibili e fruibili alla pubblica amministrazione i dati pubblici e conoscibili. Vogliamo poi garantire a tutti gli italiani la cittadinanza digitale e la possibilità del domicilio digitale: tutti i servizi pubblici digitali devono diventare accessibili dal telefono attraverso l' app IO, all'interno della quale ciascuno di noi potrà dotarsi degli strumenti di cittadinanza digitale, visualizzando avvisi, comunicazioni e accedendo a tutti gli atti e procedimenti che lo riguardano. Ci sarà anche la possibilità di indicare il proprio domicilio digitale direttamente dall' app e i cittadini accederanno a tutti i servizi della pubblica amministrazione con SPID e carta d'identità elettronica. Proprio in questi giorni la ministra Pisano ha annunciato il raggiungimento di quota 10 milioni di SPID attivati. Con il decreto-legge arriva la piattaforma digitale unica per le notifiche di atti e provvedimenti della pubblica amministrazione a cittadini e imprese. La raccomandata cartacea viene sostituita da una comunicazione digitale, ma naturalmente rimane per chi avrà transitoriamente ancora difficoltà con gli strumenti tecnologici. In buona sostanza, quella digitale diventa la modalità normale con cui gli uffici pubblici interloquiscono con i cittadini. Il decreto-legge semplificazioni supera l'impostazione secondo cui le amministrazioni dovrebbero incentivare l'utilizzo del digitale; attraverso l'amministrazione si deve utilizzare il digitale. Inoltre, le pubbliche amministrazioni possono assumere esperti per la trasformazione digitale e hanno l'obbligo di consentire l'accesso da remoto ai dipendenti. Si introduce il dovere per le amministrazioni di misurare e pubblicare i tempi effettivi delle procedure. Tutti potranno mettere a confronto i tempi di attesa. Infine, stabiliamo che il ritardo si paga: diversi provvedimenti adottati dalla pubblica amministrazione dopo la scadenza dei termini saranno inefficaci, tranne in caso di atto illegittimo. Presidente, colleghi, non c'è rilancio senza semplificazione. Il nucleo centrale del decreto semplificazioni è costituito da sburocratizzazione, snellimento delle procedure e, come detto, digitalizzazione. Non riusciremmo a cogliere l'importanza di questo provvedimento se non guardassimo ai 209 miliardi per investimenti in arrivo con il recovery fund. Si tratta del piano di investimenti più ingente che l'Italia abbia mai visto, ottenuto grazie all'impegno in Europa del presidente Conte. Per questo occorre essere in grado di spendere proficuamente e tempestivamente queste risorse e il decreto semplificazioni darà un grande impulso in tale direzione. Prima di concludere, signor Presidente, mi lasci ringraziare ancora una volta i colleghi di maggioranza e opposizione delle Commissioni 1 a e 8 a per il lavoro incessante di queste settimane, i membri del Governo la cui presenza costante ha reso proficuo il dibattito parlamentare, gli uffici delle rispettive Commissioni per il loro lavoro indispensabile e quanti, a vario titolo, hanno contribuito a rendere migliore la conversione in legge di questo - a mio avviso - importante provvedimento. (Applausi) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, per comunicarle che c'è un accordo tra i Gruppi per le vie brevi per chiederle di sospendere per qualche minuto i lavori, in attesa dell'esito delle valutazioni della Presidenza sul testo. Mi pare di capire che siamo vicini alla conclusione e quindi alla possibilità di poter procedere con i nostri lavori. Chiediamo pochi attimi di sospensione in attesa di comprendere come la Presidenza intende procedere. PRESIDENTE . Senatore Ferrari, sono ben disposto e disponibile ad accogliere la sua richiesta, ma qualche attimo è una dimensione un po' indefinita per poter stabilire un orario di ripresa. FERRARI (PD) . Direi alle 12. PRESIDENTE. Dal momento che c'è l'accordo rispetto a questa proposta, non facendosi osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 12. (La seduta, sospesa alle ore 11,22, è ripresa alle ore 12,15) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, il Governo sottopone alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento del Senato, il testo di un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, che recepisce sostanzialmente, con alcune correzioni tecniche, le proposte emendative approvate dalla Commissione, sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia. Avverto che il testo reca l'inserimento di una ulteriore disposizione particolarmente urgente, volta esclusivamente a prorogare al 30 novembre 2020 il termine per la concessione dei contributi relativi ai danni lievi riportati a seguito del sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016, in scadenza il 20 settembre prossimo. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza ha valutato con attenzione, in costante raccordo con i Presidenti delle Commissioni permanenti 1 a e 8 a , gli emendamenti presentati al provvedimento in esame. Pertanto, in conformità a quanto già stabilito durante l'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma primo, del Regolamento, tutti gli emendamenti indicati nell'elenco in distribuzione, in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge. Con riferimento agli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite, la Presidenza dichiara, altresì, improponibile, ai sensi della medesima norma regolamentare, l'emendamento 19.0.76, che reca disposizioni in materia di conoscenze linguistiche per il riconoscimento delle qualifiche professionali nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, in quanto estraneo all'oggetto del decreto-legge. Conseguentemente, la Presidenza dispone, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , lo stralcio della disposizione identica all'emendamento 19.0.76, contenuta nell'emendamento interamente sostitutivo del disegno di legge di conversione presentato dal Governo. Ha chiesto di intervenire nuovamente il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 1883, di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, nel testo dichiarato ammissibile dalla Presidenza. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo presentato dal Governo e, ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, trasmette il testo dell'emendamento alla Commissione bilancio, che è fin d'ora autorizzata a convocarsi. Convoco la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il dibattito sulla questione di fiducia. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 12,20, è ripresa alle ore 12,40) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del decreto-legge in materia di semplificazione e innovazione digitale. Per la discussione sulla fiducia è stata ripartita circa un'ora in base a specifiche richieste dei Gruppi. Seguiranno le dichiarazioni di voto intorno alle 13,30 e la chiama orientativamente alle 14,50. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1883 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore D'Arienzo. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, va anzitutto premesso che il decreto-legge in materia di semplificazione e innovazione digitale corrisponde pienamente e compiutamente a tutte le esigenze che nel tempo sono state avvertite nei vari settori in cui interviene: appalti pubblici, procedure per gli acquisti e pubblica amministrazione. È quindi sostanzialmente un provvedimento necessario per favorire la ripresa economica del nostro Paese. Si tratta del quarto intervento di questa natura, dopo quelli che abbiamo visto nel passato, e questo insieme di provvedimenti - un altro sarà in discussione nei prossimi giorni - consente di fronteggiare le emergenze determinate dal Covid in modo che il Paese possa tornare a crescere. (Brusio). PRESIDENTE. Senatore D'Arienzo, mi perdoni se la interrompo, ma voglio dire ai colleghi occupati in discussioni personali di farlo cortesemente a bassa voce o di accomodarsi fuori. Prego, senatore, prosegua. D'ARIENZO (PD) . Quando si affrontano temi di questa natura, che hanno impegnato la Commissione fino a tarda notte in più occasioni, credo serva porsi una domanda: rispetto alla semplificazione e alla riduzione dei tempi, siamo convinti di aver fatto qualcosa di buono? Il provvedimento dà veramente una mano alla velocizzazione, che tutti auspichiamo nei vari settori nei confronti dei quali è intervenuto? Siamo convinti di sì. Riteniamo che nel testo ci siano gli strumenti principali per far ripartire l'economia del Paese e per far recuperare e crescere il PIL che è stato perso. Non devo ricordare qui gli effetti positivi dell'accelerazione degli investimenti degli appalti pubblici che, com'è noto, dispongono da anni di diversi miliardi di euro ancora fermi, previsti in più leggi di bilancio, ma che, per varie ragioni, non hanno avuto la loro conclusione. Questo è il motivo fondamentale. Il decreto-legge semplificazioni è certamente una riforma coraggiosa e ambiziosa, perché ha il merito di intervenire concretamente sulle problematiche che a nostro avviso hanno rallentato la realizzazione delle infrastrutture. Penso che l'Italia abbia una grande opportunità, ovvero che in quindici mesi, fino al dicembre 2021, la macchina pubblica possa mettere in campo tutti i progetti possibili, che negli anni sono rimasti fermi nei cassetti, utilizzando le norme di favore del provvedimento. Si tratta di iniziative economiche per diversi miliardi di euro. Avendo partecipato ai lavori delle Commissioni, ho avuto modo di apprezzare che non c'erano grandi differenze sostanziali nell'ambito del rapporto corretto intercorso tra tutti i Gruppi politici, ed è stata anche questa la ragione per la quale tantissimi rappresentanti delle realtà sociali ed economiche del Paese sono venuti in Commissione a dirci di essere sostanzialmente d'accordo. In quindici mesi, quindi, una svolta epocale. Speriamo che l'Italia sia pronta. Serve uno sforzo, da parte nostra, incentivante rispetto a tutta la macchina pubblica, a sostegno delle istituzioni pubbliche, affinché questo ingente volume di denaro possa dispiegare positivamente i propri effetti sull'economia e quindi a favore della crescita. Molte altre scelte contenute nel decreto-legge incideranno sulla vita reale del Paese. Ho parlato, in particolare, delle infrastrutture, ma contiene anche norme sull'agricoltura, sull'ambiente e sulle innovazioni, tutte decisioni che hanno il merito di snellire e favorire l'attuazione delle iniziative in un'ottica positiva, per rendere sempre più tempestivi gli interventi dell'Italia a sostegno, appunto, della crescita. Sono convinto che siamo riusciti a trovare anche quel difficile equilibrio che è sempre difficile da raggiungere - ma credo che ci siamo riusciti e lo sforzo è stato positivo - tra la necessità di crescere e quella di preservare la qualità della vita. Il decreto semplificazioni, quindi, complessivamente è un mezzo utile a disposizione della macchina pubblica. Per questo riteniamo che la sua completa attuazione sia necessaria e, per quanto ci riguarda, doverosa. Valutiamo pertanto positivamente ogni iniziativa a sostegno dell'approvazione del decreto-legge in esame. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Di Girolamo. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, è stato svolto un lavoro prezioso e puntuale nelle Commissioni lavori pubblici e affari costituzionali riunite per l'esame del decreto semplificazioni, con l'obiettivo di migliorarlo. Voglio ringraziare i relatori per l'ottimo lavoro svolto, i Presidenti delle due Commissioni e tutti i colleghi commissari per lo spirito di collaborazione manifestato durante i lavori, nel solo interesse di velocizzare il processo burocratico del nostro Paese e di incentivare gli investimenti pubblici durante questo periodo emergenziale. Un lavoro ottimamente mediato dai sottosegretari di Governo Malpezzi e Margiotta, ai quali va il mio personale ringraziamento, e che mi ha arricchito molto per l'importanza dei temi trattati e per il loro elevato impatto sulla vita di tutti i cittadini. Se parliamo di snellimento di procedure, non si può non fare riferimento al tema degli appalti pubblici e degli affidamenti e a quello dei poteri straordinari posti in capo alle stazioni appaltanti per lo svolgimento di lavori sopra soglia e sotto soglia e, ancora, dei poteri conferiti ai commissari straordinari. Su questo voglio soffermarmi, perché proprio all'articolo 9 si prevede che venga individuata una serie di opere che rispondono a determinati requisiti, come l'elevato grado di complessità progettuale ed esecutiva e l'impatto che hanno sul tessuto economico e sociale del territorio nazionale, regionale ma anche locale. La loro individuazione dovrà avvenire entro il 30 dicembre del 2020 e per la loro realizzazione o il loro completamento verranno successivamente nominati commissari straordinari. Ma non basta, perché nei successivi sei mesi, quindi entro il 30 giugno 2021, potranno essere individuate altre opere che rispondano agli stessi requisiti appena esposti, alle quali verranno attribuiti altri commissari. Tutto ciò naturalmente sarà sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari, che dovranno esprimersi con tempistiche più ristrette. Insomma, si sta dando seguito a una visione già prevista dal decreto sblocca cantieri e che, ad esempio, ha portato all'individuazione di un'opera strategica per l'Abruzzo e gli abruzzesi: mi riferisco alla messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, un sistema idrico che continui a garantire l'approvvigionamento di acque potabili destinate a circa 700.000 utenti e che, allo stesso tempo, incide sulla sicurezza infrastrutturale e la continuità di funzionamento di una galleria autostradale che attraversa l'Appennino per 10 chilometri, il traforo del Gran Sasso. Con l'approvazione di un emendamento, abbiamo dotato il commissario straordinario di maggiori poteri, affinché alcune peculiarità particolarmente problematiche che gravitano intorno a quest'opera anche in ambito di dissesto idrogeologico possano essere superate e venga immediatamente dato il via ai lavori. Inoltre, sempre grazie all'approvazione di un emendamento, introduciamo importantissime novità riguardanti il codice della strada. Questo Governo da mesi lavora per favorire il passaggio ad una mobilità più sostenibile e quindi siamo intervenuti per regolare il traffico in crescita dei velocipedi. Nel codice della strada avremo zone scolastiche dove viene garantita una particolare attenzione ai pedoni e le strade urbane ciclabili che, insieme alle corsie ciclabili, daranno un giusto spazio ai vari velocipedi e sulle quali si potrà viaggiare in piena sicurezza e secondo regole ben definite. In chiusura del mio intervento, voglio soffermarmi sulla tutela garantita per gli usi civici, ottenuta tramite una modifica emendativa al testo del decreto-legge. Infatti, per la realizzazione di opere interrate su terreni che godono di diritto di uso civico, resta la tutela del proprietario allo svolgimento di un iter classico - già previsto e in vigore - per la concessione di servitù, sia esso un soggetto privato o un ente pubblico. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il voto di fiducia al decreto-legge semplificazioni diamo una nuova occasione al nostro Paese in questo periodo particolarmente caratterizzato da grandi aspettative nutrite dai cittadini nei confronti della politica, le quali, di conseguenza, hanno investito di grandi responsabilità il legislatore e alle quali non ci siamo sottratti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo a votare quella che stiamo ancora cercando di capire se sarà la ventiduesima o la ventiquattresima fiducia: record assoluto della storia repubblicana per un Governo nazionale. Per essere il «Governo del cambiamento», devo dire che indubbiamente è un bel risultato: cambiamento nel senso di cambiare idea ogni giorno e che si materializza nella circostanza di costringere alla questione di fiducia (immagino che si tratti di «costringere», visto che non sarà un piacere per il Governo porla sistematicamente). Immagino anche che il Governo debba ricorrere a questa procedura assolutamente ai limiti della costituzionalità, che, com'è noto, è prevista in via del tutto eccezionale ed episodica, nata e pensata per contrastare la prassi dell'ostruzionismo parlamentare, con ore e ore perse a discutere su migliaia di emendamenti aventi l'unico vero scopo di contrastare l'azione di governo da parte dell'opposizione. Oggi tale procedura è divenuta invece uno strumento che il Governo deve utilizzare per mettere insieme i cocci della sua maggioranza (perché questo è). Questa non è polemica politica, ma una banalissima constatazione e un banalissimo stare ai fatti. Reputo che questa situazione - lo dico alla Presidenza, ma anche a tutti noi - vi stia un briciolino sfuggendo di mano. Credo che a tutto ci sia un limite e che il senso del pudore, se non altro, e il decoro delle istituzioni non stiano solo nel venire in Senato con la cravatta. Il decoro delle istituzioni attiene - e lo dico alla Presidenza - anche alla possibilità di assolvere a un minimo delle competenze degli eletti, dei senatori e dei parlamentari della Repubblica. Qui c'è una deriva assolutamente pericolosa e assurda, alla quale sembra che nessun osservatore voglia prestare attenzione, come ogni cattiva abitudine. Mi veniva in mente questa mattina un parallelo con la falsa fatturazione: un'azienda comincia con una fatturina e poi a fine anno, visto che il giochino ha funzionato, continua così, finché diventa un trappolone. Guardate che l'apposizione della questione di fiducia è una cosa ai limiti della legalità e della costituzionalità: è prevista in modo specifico in casi assolutamente straordinari, eccezionali e irripetibili. È diventata la prassi assolutamente consolidata di questo Governo: 23 voti di fiducia (questo è il ventiquattresimo) e un solo provvedimento approvato in procedura ordinaria nel Conte- bis . Tutto ciò da una maggioranza che vede messi insieme i campioni dell'onestà e del cambiamento (anzi, i fenomeni dell'onestà e del cambiamento) e un partito che attinge alla storia repubblicana di anni e che sembra, invece, diventato peggio degli altri. Mi rivolgo ai miei colleghi del Partito Democratico: venite da una storia, non è possibile consentire tutto questo e che diventi prassi votare con la fiducia ogni provvedimento, persino uno come questo, che determina aspetti assolutamente importanti. Possiamo condividere o no, ma dobbiamo confrontarci. Non si può continuare in questo modo. Mi chiedo come sia possibile che l'Istituzione principale del Paese non obietti qualcosa rispetto a questa prassi che è diventata assolutamente consolidata: un ramo del Parlamento resta assolutamente escluso e l'altro discute a "tozzi e bocconi", come diciamo dalle mie parti (io vengo dall'Umbria). Ho chiesto al mio Gruppo di prendere la parola, non per strapparmi i capelli (che sono anche pochi), ma per far presente, colleghi, che a tutto c'è un limite e che anche il decoro delle istituzioni è in capo a tutti noi, in primo luogo alla Presidenza, evidentemente, ma pro quota a ognuno di noi, senatori della Repubblica, che siamo qui per investitura popolare, alla quale un qualche senso evidentemente dobbiamo riconoscere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, sia chiaro fin d'ora che non ci ispirate alcuna fiducia. L'impegno della Lega sul provvedimento in esame è stato massimo, nel rispetto del popolo italiano, nonostante il Governo abbia di fatto paralizzato questo Parlamento, riducendo la discussione su un decreto-legge a pochi giorni. Con tale mossa ci sta portando di fatto a un monocameralismo imperfetto, che in realtà è quello che viviamo ogni giorno con questo Governo. Governo che poi si sta sempre più caratterizzando come autoreferenziale e autoritario: va avanti a colpi di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (qui ne abbiamo discussi e subiti tantissimi e si tratta di atti amministrativi che, con i loro effetti e ricadute, hanno travalicato l'ambito amministrativo), voti di fiducia, annunci roboanti in quest'Aula, promesse senza riscontro, stati generali convocati e conclusi senza un programma ed entità assolutamente misteriose, come le task force . Dall'altra parte, c'è la realtà che viviamo sui territori ogni giorno: gli italiani, la vita quotidiana delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, dei giovani e degli anziani. Il Governo non dimostra alcuna percezione della realtà; ha una sua visione, che racconta un Paese che non esiste, che è in emergenza non da oggi, ma da alcuni mesi (noi riteniamo da molto tempo ormai); un'Italia in cui la cassa integrazione non è ancora arrivata a tutti, in cui le banche non concedono alle imprese i crediti agevolati e il sistema INPS (il famigerato sistema INPS) va in tilt esattamente quando serve, perché quando non serve non va affatto in tilt ; un Paese in cui gli imprenditori sono spinti più a chiudere che ad aprire. Ricordo che il decreto semplificazioni nasce per adottare misure snelle, veloci ed efficaci, al fine di provare a far uscire l'Italia dalla crisi economica drammatica scatenatasi post pandemia; una crisi di domanda e di offerta, per effetto della quale - le previsioni sono di Istat e della Banca d'Italia, non di noi, pericolosi sovranisti - l'Italia uscirà peggio di tutti gli altri Paesi europei, con un crollo del PIL di oltre il 12,4 per cento, una ripresa stimata ai minimi storici per il prossimo anno e una recessione che è quasi il doppio di quella tedesca. Secondo l'Istat, il 30 per cento delle imprese rischia di chiudere. Inoltre, secondo Banca d'Italia i redditi delle famiglie sono falcidiati; il 40 per cento delle famiglie non riesce a pagare i mutui e il 34 per cento ha difficoltà con i pagamenti delle rate e oltre un terzo delle famiglie dispone di risorse finanziarie sufficienti per meno di tre mesi. Si stima che il Paese perderà oltre 800.000 posti di lavoro entro fine anno: una catastrofe. Occorre risolvere i problemi di questo Paese, totalmente abbandonato da un Governo che ha scelto, proprio con questo decreto-legge, di lasciare fuori emendamenti vitali, che avrebbero consentito subito l'impiego degli italiani: quelli per il settore dell'agricoltura, del turismo e della gastronomia e sui voucher semplificati, che vi chiediamo da tempo. Guardate che ci sono 45 milioni di ettolitri di vino da produrre e 25.000 di posti di lavoro per la raccolta delle uve. La difficoltà è enorme. Tutta questa semplificazione che ci ha spiegato il ministro Bellanova non esiste, nemmeno nel regolarizzare i migranti, dei quali solo il 10 per cento sceglie l'agricoltura, mentre il resto sceglie altre strade. Abbiamo cercato di sostenere, attraverso i nostri emendamenti, grandi possibilità per la nostra attività e il nostro lavoro. Ricordo semplicemente che, senza ombra di dubbio, grazie alla Lega su questo decreto abbiamo ottenuto una pronta effettuazione delle attività connesse alla verifica dell'integrità dei serbatoi del GPL, con tempistiche coerenti con l'attuale fase di emergenza e con la possibilità di utilizzo delle migliori tecnologie disponibili. Abbiamo introdotto anche un reale snellimento delle procedure previste dal codice della strada. Il nostro impegno è stato anche quello di attivarci su emendamenti importanti, per i quali oggi però abbiamo l'amaro in bocca, perché mi dicono che in Commissione bilancio l'emendamento 43.0.98 sarebbe stato giudicato improcedibile, perché pare che non ci sia la copertura: avrebbe permesso di attivare un volano in agricoltura, ai giovani agricoltori sotto i quarantun anni che si insediano (circa in 100.000, nell'arco di due anni, sarebbero potuti entrare in questo sistema attraverso il nostro importante emendamento). (Applausi) . Mentre sto parlando, la seduta della Commissione bilancio è in corso e pare che l'emendamento 43.0.98 sia stato cassato. Vi ricordo che la senilizzazione e l'anzianità del settore agricolo è un problema comune a livello europeo, ma particolarmente sentito a livello nazionale. Nel confronto europeo emerge un quadro piuttosto sconfortante per quanto riguarda l'incidenza delle imprese condotte dai giovani. In Italia i giovani con meno di quarant'anni a capo di un'azienda agricola risultano essere l'8 per cento del totale, dato che si pone al di sotto di tre punti percentuali della media europea. Soprattutto, il dato che colpisce è il tasso di ricambio generazionale: mentre in Europa ogni cento capi azienda anziani, cioè con più di sessantacinque anni, ci sono 32 giovani, in Italia invece ce ne sono solo 19. Le aziende agricole condotte da under quaranta in Italia sono attualmente 91.000: un'efficace politica di ricambio generazionale farebbe sì che non chiudessero, perché guardate che ogni anno in decine di migliaia chiudono, perché non c'è la logica del ricambio generazionale. Ci vogliono investimenti. Magari si parte anche con l'agricoltura 4.0; i giovani vogliono qualcosa di più da questo settore: bisogna aiutarli, ma il ricambio non si fa a parole; bisogna incentivarli con misure ad hoc come questa, che non è liquidità, ma un investimento. Perciò io vi prego: se questa misura non dovesse passare in questo decreto, che venga approvata almeno nel prossimo, perché la situazione italiana rispetto a quella europea è gravissima. Noi questo lo abbiamo inteso. Vi ricordo che l'agroalimentare, il cibo, oggi rappresenta il 25 per cento del prodotto interno lordo e tutto quello che è cibo parte dalla terra e dal lavoro della terra. Inoltre, Presidente, un altro tema che mi sta particolarmente a cuore è relativo alla sicurezza sul lavoro e agli infortuni anche mortali come quello che è avvenuto ieri a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, dove Davide Gennero, ventidue anni, è deceduto a causa delle esalazioni provenienti da un silos di stoccaggio di materie prime agricole. Il fratello Francesco, venticinque anni, accorso insieme al papà per aiutarlo, è ricoverato in ospedale in gravissime condizioni e la sua vita è appesa a un filo. Alla stimata famiglia Gennero va naturalmente la vicinanza dell'Assemblea del Senato e una preghiera, con tanto tanto affetto. (Applausi) . Queste sono definite morti bianche ma sono tragedie inaccettabili per un Paese civile, o che perlomeno si definisce tale. Le morti bianche sono tragedie sottostimate dai dati ufficiali. Ebbene, occorre intervenire subito. Occorre investire risorse perché non servono solo i controlli, ma serve un'attività di prevenzione verso le piccole e medie imprese che a volte hanno difficoltà ad investire in questo settore. Ricordiamocelo da subito nei prossimi provvedimenti. (Applausi) . In conclusione, Presidente, noi non ci fermiamo, non ci arrendiamo. Come Lega non retrocediamo di un centimetro. È vergognoso, e lo dico ora in quest'Aula, il processo contro il nostro leader Matteo Salvini, un processo farsa. In realtà vorrebbero processare tutti noi italiani che abbiamo a cuore il nostro Paese. Noi siamo orgogliosi del nostro segretario federale che coraggiosamente ha scelto di difendere l'Italia e gli italiani in tempi non sospetti. (Applausi) . Solo nel passato mese di luglio, gli sbarchi sono stati sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al Governo e con l'arrivo - lo ricordo - di molti clandestini positivi al Covid. L'uso strumentale che voi fate dei media , i vostri tentativi di intimorirci e zittirci non ci fermeranno. (Applausi) . Come dicevo all'inizio, noi non ci fidiamo e come noi di questo Governo non si fida il popolo italiano. Presidente, processateci tutti! Noi siamo il Paese. Prima gli italiani sempre! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Vono. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, onorevole rappresentante del Governo, dopo giorni di confronti serrati e discussioni sulla semplificazione di varie procedure irretite da una burocrazia tecnica e su ciò che invece avrebbe bisogno di riforme strutturali e non può chiaramente rientrare in un decreto di emergenza, siamo arrivati ad un testo formulato dal Governo che tiene conto delle misure discusse nelle Commissioni e per cui oggi ci viene richiesta la fiducia. Una fiducia al Governo che reputiamo sia una garanzia per gli italiani che possono contare sulla stabilità necessaria in questo particolare e difficile momento aggravato dalla pandemia non ancora completamente sconfitta. Quello che ci apprestiamo a convertire in legge è un decreto che introduce nel settore dei contratti pubblici e dell'edilizia misure di semplificazione e di innovazione digitale volte proprio ad alleggerire i procedimenti amministrativi pedanti che troppo spesso hanno impedito al nostro Paese di guardare avanti nei settori strategici per uno sviluppo concreto dell'economia. Chiaramente molto resta da fare, ribadendo che tali norme intervengono in un periodo emergenziale per dare solo alcune risposte a temi cruciali su cui non si poteva lasciar correre. Per questo siamo orgogliosi di aver contribuito, con molti emendamenti che sono stati recepiti dal Governo, per favorire e agevolare procedure che, altrimenti e normalmente, richiedono tempi lunghi e sovrapposizioni tra gli enti, come è avvenuto nell'ambito del procedimento di VIA, con l'esclusione della valutazione ambientale strategica per i piani di sviluppo aeroportuali, così come accade da sempre per i porti. Si interviene anche in altri campi, come nella pubblica amministrazione, con misure che favoriscono l'uso da parte di lavoratori di dispositivi elettronici, personali o messi a disposizione dall'amministrazione stessa, per ottimizzare la prestazione lavorativa e, soprattutto, per fornire migliori servizi all'utenza, senza mai venir meno alla garanzia della sicurezza e della protezione dei dati e delle informazioni a disposizione. Quindi, una agevolazione del cosiddetto lavoro agile. È ovvio che, per realizzare una vera innovazione, come ho detto anche ieri nel mio intervento, sarà necessaria una formazione continua ad ogni livello di servizio della pubblica amministrazione. Formazione continua che deve essere ben strutturata e non può essere delegata ad un decreto emergenziale, ma è conseguenza naturale delle misure previste per rendere il lavoro sostenibile, con determinazione di progetti e obiettivi specifici. Noi per questo lavoreremo, come già era stato fatto col Governo Renzi, ad una vera riforma del lavoro, che non consista in assistenzialismi, ma che vada ad agevolare i livelli occupazionali, riconoscendo, sempre e in ogni caso, le competenze e il merito di ognuno. Un passo in avanti con questa normativa è stato fatto prevedendo anche la sperimentazione da parte di università, enti di ricerca e società anche per i privati, ampliando così le opportunità per tutti i soggetti che operano in questo campo, senza la limitazione solo ai soggetti pubblici. Soprattutto nei settori della ricerca, si devono democraticamente consentire le stesse opportunità a tutti, soprattutto ai nostri tanti giovani che spesso sono costretti ad andar via dall'Italia. Consentire, quindi, questo, sia nel pubblico che nel privato, senza preclusioni ideologiche e senza lasciare la gestione miope che c'è stata fino adesso in ambienti che dovrebbero fare cultura e, invece, sono prettamente autoreferenziali. Sono soddisfatta di aver messo fine, e per questo ringrazio il Governo, alla situazione assurda, creata anche dalle norme del decreto-legge n. 35 del 2019 (il cosiddetto decreto Calabria) sulla sanità, che aveva causato il blocco delle competenze della stazione unica appaltante regionale, delegando il tutto a convenzioni con altre Regioni, senza espletare alcuna gara e, quindi, senza portare nulla di nuovo alla sanità calabrese, se non consentire una proroga di gare scadute e un aumento di costi per i calabresi. Un interesse preminente è stato dato anche, da parte degli enti territoriali e delle imprese, all'articolo 10 recante semplificazioni ed altre misure in materia edilizia, con cui si introducono le deroghe ai limiti determinati dalle leggi in questo settore, anche ampliando le definizioni di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia. In fondo, tante modifiche di questo provvedimento, rientrano nell'attuazione del piano shock di Italia Viva sulle infrastrutture, presentato al Governo e - sembra - anche condiviso in parte. Considerando il momento di fragilità del nostro Paese, è importante avere tutti l'obiettivo comune di raggiungere gli scopi, anche per le strade più impervie. Solo con il buon governo del Paese può emergere la nostra attività, quella che svolgiamo con serietà e responsabilità, per dare di nuovo senso al ruolo alto e prestigioso delle istituzioni che rappresentiamo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, quando ho letto il titolo di questo decreto-legge (perché, con la questione di fiducia, che viene richiesta sempre, questo è un decreto, altro che disegno di legge) e ho letto che trattava di semplificazioni e di digitalizzazione, mi sono detto che finalmente ciò si realizzava nel nostro Paese, dopo cinquant'anni. Bisogna, infatti, dire che la nostra Costituzione, la nostra democrazia, si regge su una serie di controlli e, come extrema ratio , sulla valutazione penale dei comportamenti individuali. In questi anni, invece, abbiamo avuto un'esponenziale crescita del controllo penale e un'eliminazione dei controlli amministrativi. Il controllo amministrativo non è basato sulla filosofia dell'autorizzazione; la filosofia di una serie di provvedimenti, assunti in particolare nella prima Repubblica, che hanno condizionato la vita dei cittadini sotto il profilo delle libertà. Ho pensato che finalmente si tenesse conto di quanto il presidente Berlusconi ha sempre detto con la sua capacità di grande combattente per la libertà: occorre eliminare le autorizzazioni preventive e, soltanto una volta che il cittadino ha dato inizio a un'attività, va fatto il controllo della legittimità del suo operato. Purtroppo, non è questo ciò che leggiamo nel provvedimento al nostro esame. Presidente, addirittura c'è una modifica che riguarda l'abuso d'ufficio. Innanzitutto siamo dinnanzi a un reato che per la terza volta viene modificato perché, di fronte a centinaia di processi intentati e iniziati per abuso d'ufficio, non ne arrivano a soluzione finale di condanna o di accertamento di responsabilità più del 10 per cento. Si trattava di individuare un elemento scriminante dal momento che quella norma di reato prevede genericamente alcuni comportamenti che sono già determinati da altri reati. La riforma adottata prevede che non ci debba essere discrezionalità nella valutazione. Ci rendiamo conto che, quindi, sarà sempre necessario l'intervento del giudice per stabilire se c'era o meno discrezionalità? Ciò è tutt'altro che semplificazione! Presidente, avrei sperato in un confronto proprio perché, dopo diversi anni, finalmente era giunto un argomento che avrebbe dovuto consentire un confronto non tra maggioranza e opposizione, ma tra tutti coloro che si interessano alla struttura dello Stato. Alla fine, è stata posta la questione di fiducia. Posso dirvi in tutta onestà che, se ci fosse stata la possibilità di un discorso e di un confronto serio e positivo - che, me lo insegnate, non è la discussione perché precede il momento del voto e, invece, il confronto avviene prima - avrei anche votato la fiducia. Però, avete messo la fiducia sapendo che essa, non solo costringe l'opposizione a votare contro, ma anche a tenere conto della realtà e, cioè, che voi avete impedito un effettivo confronto, che serviva a valutare alcuni aspetti della vita sociale che andavano corretti perché possono sfuggire a chiunque. Bastava semplicemente avere la capacità di individuare quegli spazi di libertà che dovevano essere riconquistati e dare la possibilità a tutti di intervenire secondo un modello di controllo successivo. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mantovani. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, gentili senatrici e senatori, la fiducia che ci apprestiamo a conferire al Governo questa volta è anche meritata, in modo particolare, da due donne: il ministro per la pubblica amministrazione Dadone e il ministro per l'innovazione digitale Pisano, che, con la loro determinazione, hanno messo in campo delle norme che segneranno la trasformazione digitale del Paese e - sono sicura - ci vedranno già dal prossimo anno fare un significativo balzo in avanti in merito al livello di digitalizzazione del nostro Paese, che verrà immediatamente registrato nell'indice di digitalizzazione dell'economia e della società della Commissione europea (DESI). ( Applausi ). Voglio elencare brevemente tre delle fondamentali novità in tema di digitalizzazione introdotte dal decreto-legge di cui tutti noi già da subito possiamo beneficiare. Prima però vorrei fare solo un breve inciso per evidenziare come tra gli emendamenti approvati a mia prima firma, oltre a semplificazioni nell'ambito delle procedure di identificazione di acquirenti SIM, dell'Internet delle cose e nell'utilizzo di tecnologie LPWAN, che consentiranno ai cittadini di godere di innumerevoli benefici in termini di digitalizzazione dei servizi e di qualità della vita, vi sia un'importante norma che riguarda il sisma 2012, che ha colpito prevalentemente la mia Regione, l'Emilia-Romagna, che consente finalmente il proseguimento dei lavori di ricostruzione per circa 300 imprese agricole e agroindustriali, che hanno subito gravi danni a causa di questi tragici eventi. Questo Parlamento e questo Governo non si sono dimenticati di voi, agricoltori dell'Emilia-Romagna. Tornando al testo del decreto-legge, al capo 1 del titolo III abbiamo la cittadinanza digitale e l'accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione. È di ieri la notizia che sono state attivate 10 milioni di identità SPID; 10 milioni di cittadini sono pronti ad utilizzare i servizi digitali della pubblica amministrazione. Il Ministero per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, tramite PagoPA, mette a disposizione il punto di accesso telematico che, dal punto di vista del cittadino, si concretizza nell'app IO. Grazie all'app IO e all'autenticazione che può avvenire indifferentemente con SPID o la con la carta d'identità elettronica, il cittadino può interagire con la pubblica amministrazione centrale e locale in modo semplice, intuitivo, efficace e veloce. Per moltissimi servizi riceveremo una notifica sul nostro smartphone e con un semplice clic avremo risolto il nostro problema. L'abbiamo vista in opera con il bonus vacanze, la vedremo in azione per pagare il bollo auto, la mensa o lo scuolabus per i nostri figli, per rinnovare la patente o la carta d'identità, per pagare la Tari e progressivamente per tutti i servizi. La notifica ci arriva sullo smartphone invece che nella cassetta della posta e la nostra risposta si esegue con un clic. Niente più uffici, sportelli o code, nessun tempo perso. Al fine di garantire la cittadinanza con un clic , nel decreto si obbliga quindi la pubblica amministrazione a fornire i propri servizi anche tramite l'app IO e le amministrazioni devono avviare i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021. Purtroppo con l'emendamento presentato dal Gruppo Lega faranno eccezione i piccoli Comuni inferiori ai 5.000 abitanti, i quali - sottolineo ancora - purtroppo con tale emendamento potrebbero essere lasciati indietro. Infatti per questi piccoli Comuni la data di avvio della trasformazione digitale coinciderà con la fine dello stato di emergenza che stiamo vivendo. Per i loro cittadini il divario digitale sarà quindi acuito. I cittadini dei piccoli Comuni potranno ringraziare la Lega che ha contrattato fino all'ultimo per ottenere di creare questi cittadini digitali di serie B (Applausi) , che non disporranno di servizi digitali con un clic . Invece tutti gli altri cittadini avranno presto i servizi sull'app IO. Infatti i dirigenti delle strutture pubbliche che non avvieranno la trasformazione entro la data stabilita del 28 febbraio prossimo, verranno penalizzati con la riduzione non inferiore al 30 per cento della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale, oltre al divieto di attribuire premi o incentivi a tutto il personale delle proprie strutture. Questo è un forte incentivo a non introdurre ritardi, che andrebbero solo a penalizzare i cittadini e il loro diritto alla cittadinanza digitale. Il decreto, al capo II del titolo III, introduce delle norme in materia di sicurezza nazionale cibernetica. Il testo della norma si preoccupa di diffondere la modalità di lavoro agile contestualmente all'adozione di ogni misura atta a garantire la sicurezza e la protezione delle informazioni e dei dati, tenendo conto delle migliori pratiche e degli standard nazionali europei e internazionali per la protezione delle proprie reti. Si promuove la consapevolezza dei lavoratori sull'uso sicuro dei dispositivi attraverso apposite linee guida, con particolare attenzione ai servizi erogati tramite fornitori di servizi cloud . Tutti i servizi informatici della pubblica amministrazione, in particolar modo quelli in cloud , dovranno attenersi al codice di condotta tecnologica, che regola le modalità di progettazione, sviluppo e implementazione dei progetti, sistemi e servizi digitali delle amministrazioni pubbliche, nel rispetto della disciplina in materia di perimetro nazionale di sicurezza cibernetica. La sicurezza dei nostri dati sarà quindi al centro dell'attenzione, della progettazione e della gestione dei servizi digitali. Nel capo III si sancisce la strategia di gestione del patrimonio informativo pubblico per fini istituzionali, mediante la disponibilità e l'interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, oltre ad alcune semplificazioni per la piattaforma digitale nazionale dati. L'obiettivo è che finalmente le banche dati possano colloquiare l'una con l'altra, in modo tale che finalmente possa essere operativo il principio once-only . La pubblica amministrazione non può più chiedere al cittadino informazioni, che già le sono state conferite e che la pubblica amministrazione conosce già: ciò comporterà un notevole risparmio di tempo per tutti e una notevole riduzione degli errori, che involontariamente si compiono ogni qualvolta i dati transitano nelle mani di operatori umani. Giungiamo infine al consolidamento e alla razionalizzazione delle infrastrutture digitali del Paese: il famigerato cloud della pubblica amministrazione. Tutti noi abbiamo interiorizzato il concetto di sovranità digitale e questo è sicuramente il nostro obiettivo, perché da questa sovranità derivano i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini del presente e del futuro. (Applausi) . Il principio della sovranità digitale è un obiettivo da raggiungere per tutta l'Europa e che attualmente l'Europa non ha e l'Italia, essendo tra i Paesi europei il più arretrato nella digitalizzazione, è molto più indietro nel recuperare la sovranità digitale rispetto agli altri Paesi. L'unica prospettiva per questo recupero è che avvenga per tutta l'Europa insieme. L'Italia sicuramente non può fare da sola. La prospettiva di cloud della pubblica amministrazione, presentata dall'articolo 35 del decreto-legge, si inserisce in una strategia a lungo termine, di cui questo è solo il primo passo, ossia il consolidamento dei servizi. Non possiamo più permetterci la farraginosità di 11.000 data center energivori a insicuri. Per questo primo passo potremmo usare i poli strategici nazionali oppure il cloud pubblico, differenziando oculatamente la collocazione dei servizi e applicando scrupolosamente il codice di condotta tecnologico. Contemporaneamente dovremo far progredire e crescere le nostre aziende nazionali, che hanno il loro business nella fornitura di infrastrutture per il cloud e nello sviluppo di servizi applicativi e di software . Teniamo presente che, nei prossimi cinque anni, il valore dell'economia dei dati, in Europa, passerà dagli attuali 300 miliardi di euro ad 830 miliardi di euro, con una crescita del 2,4 per cento del PIL totale europeo. Il digitale è l'unico settore che prospetta queste performance , ma l'Italia ne potrà beneficiare? Solo se avremo i professionisti che si dedicheranno a queste attività, in particolare i programmatori di software . Oggi in Europa abbiamo 5,5 milioni di questi professionisti e nel 2025 avremo bisogno del doppio, ovvero di 11 milioni. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, le chiedo un attimo soltanto, per terminare il mio intervento. In tutta Europa c'è carenza di questi specialisti e la carenza si estende anche ai Paesi extra-europei. Per questo tutti i Paesi vanno alla ricerca di queste professionalità, anche formate negli altri Paesi, per accaparrarseli. Quindi, il nostro problema da una parte è formare le professionalità per far sviluppare il nostro Paese e nello stesso tempo riuscire a trattenerle, per non farle migrare. La sfida di next generation EU è soprattutto questa, ovvero quella di riconvertire una buona fetta della forza lavoro in professionalità informatiche di alto livello e di impiegarle per la modernizzazione del Paese e per la gestione della sicurezza dei dati dei nostri cittadini. (Applausi) . In questo investimento sta il segreto della crescita e della prosperità del nostro Paese e, nel contempo, della libertà e dei diritti di tutti i nostri cittadini. I nostri Ministri lo hanno capito e hanno iniziato questo progetto: noi sicuramente le sosteniamo e convintamente sosteniamo gli obiettivi di questo decreto. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. Colleghi, se non ci sono obiezioni, dispongo a questo punto una sospensione dei lavori dell'Assemblea per quindici minuti per permettere al presidente della 5 a Commissione, senatore Pesco, di aggiornarci sui profili di copertura finanziaria dell'emendamento. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13,45. (La seduta, sospesa alle ore 13,30, è ripresa alle ore 13,50) . PRESIDENTE . Colleghi, in relazione all'andamento dei lavori della Commissione bilancio sul maxiemendamento, sentito il Presidente del Senato, sospendo nuovamente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,50 è ripresa alle ore 14,07) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che c'è stata un'interlocuzione da parte di tutti i Capigruppo per cercare di sveltire la procedura, volevamo ringraziarla per la cortese attenzione che ha avuto nei nostri confronti nell'accordarci la possibilità di iniziare le dichiarazioni di voto, perché comunque da parte di tutti c'era la volontà di mantenere l'orario dei nostri lavori così come avevamo concordato, senza porre alcun problema. Tra l'altro, la Commissione bilancio, da quello che ci risulta, ha quasi terminato il suo lavoro. Devono solo scrivere il parere. Quindi, non ci sembrava corretto allungare i tempi per ragioni burocratiche, visto che poi, soprattutto per qualcuno che abita in zone più lontane, diventa più difficile il rientro. Grazie, Presidente. (Applausi) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, anche quelli di noi che sono abituati a fare politica come si faceva una volta, in mezzo alla gente, si devono rassegnare. Viviamo nell'era della comunicazione e questa maggioranza lo ha capito bene perché conosce le regole. Sa che le parole hanno sicuramente una grande importanza nel mondo della comunicazione attuale. È per questo che gli italiani hanno dovuto sorbirsi una serie di proclami belligeranti, una serie di trasposizioni della realtà che poi, alla fine, non hanno avuto i contenuti che tutti speravamo. Abbiamo sentito parlare di cura Italia, di decreto liquidità, di decreto rilancio, il tutto condito da quello che Conte ha voluto mettere in campo rilanciando - questa volta il termine va usato - le famose parole «potenza di fuoco». Abbiamo ascoltato addirittura il Presidente del Consiglio che parlava di potenza di fuoco con la quale sarebbero stati risolti i problemi delle imprese e dei cittadini italiani. Mentre io sto parlando, mentre noi parliamo, centinaia di aziende in Italia ancora non hanno preso i soldi e centinaia, migliaia di lavoratori - quelli più deboli, quelli delle piccole aziende - ancora non prendono la cassa integrazione. Ecco la potenza di fuoco del Governo Conte. Tutto questo non bastava, però. Non bastava perché abbiamo continuato con le parole roboanti. Adesso ci accingiamo a votare, tramite l'ennesimo ricorso alla fiducia, quella che il presidente Conte ha definito la madre di tutte le riforme: il decreto semplificazioni di oggi dovrebbe essere, secondo Conte e secondo questa maggioranza, la madre di tutte le riforme. Certo che la parola ci sta tutta, una parola evocativa, una parola magica, perché ogni cittadino italiano, ogni impresa ha dovuto duellare con la burocrazia in Italia, ha dovuto subire lungaggini e ha dovuto battersi per potersi vedere riconosciuti i diritti più elementari a causa della burocrazia. (Brusìo) . Presidente, le chiederei, se si può, di chiedere di osservare un po' di silenzio. PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non si riesce a sentire nulla. C'è un brusio troppo diffuso. RUSPANDINI (FdI) . Quindi, al netto del nome, i contenuti sono quelli che abbiamo visto, cioè un provvedimento che interviene in maniera disorganica e disarticolata in diversi ambiti e che assume i connotati di un decreto omnibus , una summa nella quale si trova tutto e il contrario di tutto, dalla disciplina sui contratti pubblici al diritto di voto per gli italiani all'estero, passando per l'abuso d'ufficio, all'identità digitale, i porti, i viadotti, le università, l'Alitalia, la valutazione sull'impatto ambientale; materia quest'ultima che mi è molto cara perché, con grande delusione, ho visto bocciare i miei emendamenti sui siti di interesse nazionale, relativamente alle decine di migliaia di aziende che stanno delocalizzando perché in Italia non è possibile, per chi ricade nei SIN, spostare nemmeno un cancello. Con le associazioni di categoria, con le associazioni ambientaliste e con i Comuni avevamo predisposto alcuni emendamenti di grandissima prudenza, di grande serietà e di buon senso che sono stati bocciati, sacrificati sull'altare di una semplificazione che non semplifica nulla. Per questo sono costretto a dire, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, che l'unica semplificazione che avete fatto e che avete ottenuto è quella delle procedure parlamentari, perché state mortificando la nostra azione politica, la nostra rappresentanza e questo Parlamento con il ricorso alle task force e all'ennesima fiducia. Per questo annunciamo il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia. RENZI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, signori Ministri, onorevoli colleghi, oggi, per Italia Viva è un giorno di festa. Aver portato all'attenzione di questa maggioranza e poi di questo Parlamento quello che abbiamo definito il piano shock e che oggi assume la denominazione di decreto semplificazioni è un risultato politico importante. Nel momento in cui diciamo che sbloccare i cantieri serve a far ripartire l'Italia, diamo atto al Governo di essere stato di parola. Un osservatore dei tempi che stiamo vivendo che io ammiro molto, che si chiama Massimo Recalcati, sostiene che c'è un tabù nel dibattito politico di oggi. È il tabù della gratitudine. È come se esprimere gratitudine fosse un qualcosa di talmente fuori moda, démodé , inconsueto, da suonare strano. Io qui, oggi, voglio esprimere gratitudine verso il Presidente del Consiglio, verso i membri del Governo, verso la maggioranza, verso tutto l'arco parlamentare, perché oggi si fa chiarezza su un punto che noi di Italia Viva avevamo posto. Quando, lo ricorderete, perché la maggioranza lo ha osservato e l'opposizione ci ha attaccato, noi abbiamo posto un tema di distanza e di dissidio, anche nei confronti della maggioranza, in un determinato momento nella primavera del 2020, molti osservatori hanno detto: chissà cosa chiederanno quelli di Italia Viva, quanti posti, quanti Sottosegretari, quanti Ministeri. Ebbene, i posti sono sempre quelli di prima. Noi non abbiamo chiesto posti, ma abbiamo chiesto l'assunzione della responsabilità politica di dire che questo Paese riparte dalle infrastrutture e dai cantieri, non dai sussidi e dall'assistenzialismo. Il Presidente del Consiglio, su questo, è stato di parola, perché il decreto semplificazioni è la risposta alle nostre richieste. È sufficiente? Lo vedremo. Non è l'atto che noi sognavamo, ma riconosciamo che in quell'atto c'è molto di quanto chiedevamo. E riconosciamo che questo è stato possibile per uno sforzo da parte di tutti, ma anche perché dobbiamo imparare dalla storia del nostro Paese. La storia del nostro Paese è una storia nella quale, se guardiamo gli ultimi anni, gli episodi di maggiore successo sono quelli che hanno visto la presenza, come il decreto semplificazioni prevede, di commissari e di procedure semplificate. Astrattamente, questo è discutibile. In un Paese normale, le cose funzionerebbero a prescindere dalle strutture commissariali. Ma chi fa politica affronta la realtà, non il proprio pregiudizio ideologico. Se oggi Pompei non fa più notizia per i crolli, ma fa notizia perché le persone sono tornate a riscoprirne la bellezza, è perché si è scelta una procedura commissariale affidandola, qualche anno fa, a un importante generale dell'Arma dei carabinieri. Se l'Expo ha permesso a Milano di tornare ad essere una capitale europea, è stato grazie a quelle strutture commissariali che hanno permesso la realizzazione di un evento che, nella primavera del 2014, sembrava impossibile. Allo stesso modo, il ponte di Genova oggi sta lì a dimostrare che l'Italia sa fare le cose per bene se vuole. Accanto a questo, però, signor Presidente, abbiamo il dovere della franchezza. Ci sono delle pagine, anche adesso, di brutta politica. C'è il ponte di Genova che, con il dolore dei caduti e con la capacità degli operai, è ripartito, ma c'è anche un ponte, a pochi chilometri di distanza, al confine tra Liguria e Toscana, il ponte di Albiano Magra, che è caduto, si è accartocciato su se stesso sei mesi fa e che è ancora lì nelle stesse identiche condizioni. Nel momento in cui io dico bravo e ringrazio per aver sbloccato il piano shock , io dico anche al Governo che si deve fare molto di più. Non è, infatti, pensabile che quell'episodio, che non ha fatto notizia semplicemente perché, fortunatamente, in pieno lockdown non ci stava passando praticamente nessuno, sia un episodio di serie B. Ci sono tanti ponti, come quello nel Comune di Aulla, che sono ancora bloccati. In sostanza, signor Presidente, il decreto-legge di oggi è un passo in avanti. Il piano shock diventa legge. È un fatto positivo, ma c'è ancora moltissimo da fare. Provo rapidamente a sintetizzare le tre sfide che, secondo me, abbiamo di fronte. La prima è un tema che riguarda le città d'arte. Noi dobbiamo avere consapevolezza che le città d'arte rischiano di essere spazzate via dalla pandemia, almeno nel breve periodo. Certo, nessuno ammazzerà mai Firenze, Venezia o Roma, ma queste città hanno una sofferenza doppia. In questo decreto sono inserite misure importanti per alcune città. Da senatore eletto nel collegio di Firenze sono molto felice della norma prevista non dai lavori parlamentari, ma direttamente dal Governo sullo sblocco dell'aeroporto e sono molto felice del fatto che si capisca che l'investimento sugli stadi non è un giocattolino per i tifosi, ma un pezzo di economia dello sport che si traduce in posti di lavoro e ricchezza. Ringrazio i colleghi parlamentari che hanno unito la loro firma alla mia sull'emendamento che permetterà di non avere il vincolo delle soprintendenze sugli stadi. Sulle città d'arte non si va solo con stadi o aeroporti. Lo dico con molta forza: dobbiamo avere l'intelligenza, come ha proposto, ad esempio, un funzionario dello Stato, il prefetto di Firenze, di andare verso il sistema delle zone franche urbane nelle città d'arte - vedo persone che conoscono le città d'arte per tanti motivi - oppure avremo una sofferenza particolarmente grave in queste realtà per i prossimi due o tre anni. Vengo al secondo punto. Oggi c'è una divisione profonda tra chi crede che la ricostruzione passi dai ponti e chi pensa che la ricostruzione passi dai muri. Non voglio citare il grande pensiero di Giorgio La Pira, ma nel momento in cui si riparte si deve scegliere il modello culturale che si vuole per il Paese. Io penso - lo dico con rispetto verso i compagni di esperienza, ancorché avversari politici, di Fratelli d'Italia e della Lega - che l'idea del sovranismo abbia mostrato i suoi limiti e ne abbiamo già parlato. Penso che il lockdown abbia dimostrato come l'Italia abbia tutto tranne che l'esigenza del sovranismo. L'Italia è un Paese che ha bisogno di essere spalancato sul mondo; ha bisogno di globalizzazione e di essere aperto perché, se blocchiamo i prodotti, i turisti e le merci, rendiamo il Paese più debole e, quindi, credo che ci sia bisogno di costruire ponti e non muri. Altro punto fondamentale del mio intervento è che c'è bisogno di una riflessione su questi temi. Noi abbiamo un'enorme quantità di denari (208 miliardi di euro) che vengono dall'Europa e che devono essere spesi nelle prossime settimane, mesi e anni. Su che modello di sviluppo li mettiamo? Io penso che lo sblocca Italia, il decreto semplificazioni che stiamo approvando e il piano choc vadano nella direzione di un Paese che crea posti di lavoro nei cantieri e non sussidi e assistenzialismo e sono contento di questo. Il modello di sviluppo delle infrastrutture è il grande punto di discussione dei prossimi anni. Signor Presidente, vengo alla conclusione: c'è un importante elemento che si pone e lo dico in questo caso al Governo. Avete fatto bene a intervenire cercando di far sì che il coronavirus fosse innanzitutto bloccato. Vorrei che da quest'Assemblea arrivasse un messaggio anche in queste ore di grande vicinanza e affetto per tutti coloro che sono ancora in prima fila a combattere contro il coronavirus, ovvero gli infermieri, i medici e anche chi sta soffrendo per il coronavirus. ( Applausi ). Signor Presidente, per il suo tramite vorrei rivolgere un affettuoso augurio di pronta guarigione al presidente Silvio Berlusconi perché penso che questo sia un segnale di grande rispetto verso un uomo delle Istituzioni del quale sono stato e sono avversario politico, ma che in questo momento sta vivendo un momento di difficoltà. ( Applausi ). Signor Presidente, una volta che abbiamo detto che il coronavirus c'è ed è l'occasione di combattere contro un grande problema, ma anche di ripartire, l'ultimo punto è molto semplice: dopo le elezioni regionali, il Governo e la maggioranza dovranno avere la forza di venire in Parlamento e chiarire in modo organico, strategico e visionario, se possibile, come intendiamo affrontare la grande occasione del recovery fund , dei 200 miliardi e - io dico - anche del MES e del programma SURE. Mi spiego in un altro modo: dobbiamo venire in Parlamento a spiegare il nostro disegno per i prossimi tre anni oppure non ci sarà possibilità alcuna per la politica di svolgere un ruolo. Per questo dico che il Governo, che fortunatamente rispetto al Governo precedente segue più Macron e Merkel che i gilet gialli e Alternative für Deutschland, deve prendere esempio da ciò che ha fatto Macron ieri: 100 miliardi, 20 pagine spiegate bene e una visione per i prossimi anni. Dopo le elezioni regionali attendiamo il Presidente del Consiglio in Aula per un grande dibattito su questi temi. Nel frattempo, Italia Viva vota la fiducia convintamente. Il piano choc è diventato legge; ha vinto l'Italia, ha vinto la politica. ( Applausi ). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, come ben sanno tutti i colleghi senatori di maggioranza e opposizione, che hanno lavorato duramente nei giorni scorsi, stiamo parlando di un provvedimento molto complesso, che si aggiunge ai molti decreti emanati per cercare di affrontare rapidamente la fase emergenziale e dare risposte, che sono state di urgenza, all'insegna del fatto che era necessario sostenere le famiglie, le imprese, garantire la cassa integrazione e il reddito d'emergenza. Si è trattato di una serie di provvedimenti che sono stati, a mio avviso, assolutamente fondamentali. Il decreto-legge affronta un'altra questione, che è quella della semplificazione e delle velocizzazioni per la ripresa dei lavori e delle opere, per dare una spinta in avanti all'economia. Non nascondo, come sa chi ha partecipato alle discussioni anche nelle Commissioni competenti, che noi abbiamo posto un tema assolutamente fondamentale che rimane lì. Si deve operare certamente con le semplificazioni e si è operato con le deroghe, che sono previste nel provvedimento per quanto riguarda tutto il sistema dei contratti pubblici, delle gare e degli appalti. La questione che però credo riguardi tutto il Parlamento e che la maggioranza deve affrontare, facendolo rapidamente anche nell'esame del cosiddetto decreto-legge agosto, è il fatto che per dare davvero una spinta di velocizzazione e di semplificazione, bisogna fare una grande operazione di intervento sulla pubblica amministrazione. La parte che riguarda l'innovazione digitale è stata affrontata nel provvedimento al nostro esame, ma serve un grande piano - lo ribadisco perché noi sul punto continueremo la nostra battaglia - per un piano di assunzioni di personale qualificato e di tecnici. Per troppo tempo, soprattutto le amministrazioni comunali e gli enti locali, ma anche l'apparato dell'amministrazione centrale, a causa del blocco del turnover , sono stati ridotti praticamente all'osso. Noi abbiamo bisogno di investire nelle risorse umane, nei giovani e nella qualificazione del personale. Come è infatti noto i tempi lunghi vengono prima di andare in gara, nella fase della progettazione. Questa è quindi l'altra scommessa che non possiamo assolutamente perdere. Servono investimenti e una grande operazione che sarà fondamentale per il nostro Paese. Tutto ciò è necessario per garantire la qualità, perché possiamo andare in deroga, possiamo fare tutte le semplificazioni che vogliamo, ma per realizzare le opere bisogna ricordare che nel nostro Paese per troppo tempo la qualità non c'è stata. È necessario invece tornare a progetti grandi, qualificati e non tirar fuori magari tutto quanto c'è nei cassetti. Colgo l'occasione dell'intervento del senatore Renzi per dire che il Parlamento deve affrontare la questione, esaminare fino in fondo e dire la propria sul recovery plan. È infatti una grande occasione per l'Italia, che noi non dobbiamo sprecare, tirando fuori magari vecchie opere dai cassetti per metterle tutte insieme. Dobbiamo avere la capacità di realizzare un grande progetto che sia veramente di rilancio del nostro Paese. Con molta tranquillità posso dire che il provvedimento presentava diverse questioni che per noi erano anche critiche. È stato però molto migliorato. Il lavoro parlamentare questa volta ha prodotto un risultato, che credo sia di assoluta importanza, a dimostrazione del fatto che, quando si fanno lavorare le Commissioni e i senatori, si riesce a dare un contributo fondamentale e importante. Voglio ora affrontare un'altra questione, che ci ha molto occupato e che ci sta davvero a cuore: le semplificazioni edilizie. All'esterno si sono dette cose assolutamente non vere: il contributo che abbiamo offerto, insieme anche ad altri colleghi, alla discussione e al dibattito nelle Commissioni competenti ha posto una questione importante. Pensiamo sia assolutamente necessario fare un grande piano di riqualificazione delle nostre città. Abbiamo un'edilizia risalente agli anni Settanta ed Ottanta, su cui bisogna intervenire davvero, perché è stata un'edilizia tremenda, dal punto di vista estetico, dell'urbanistica e del rispetto dei diritti e della qualità della vita nelle nostre città. Su questo bisogna intervenire, accelerare e fare piani di riqualificazione e quindi le semplificazioni, per questa parte, ci sono e vanno bene, anche se a mio avviso il Senato deve finalmente affrontare e licenziare i disegni di legge in materia di consumo del suolo e di rigenerazione urbana. Abbiamo bisogno di un grande progetto, che è buona parte del rilancio delle nostre città e del nostro Paese. Il lavoro fatto parte dall'idea che il patrimonio e l'identità del Paese sono i meravigliosi centri storici d'Italia. È qui presente il ministro Bellanova, che sa bene che nella sua Regione ci sono dei gioielli, anche nei posti più inaspettati, dei centri storici e un tessuto prezioso dal punto di vista edilizio. Su quello sosteniamo che ci vuole cautela. Certamente si devono fare interventi, ma all'interno di un piano di recupero e di riqualificazione, in cui le amministrazioni pubbliche, le amministrazioni comunali, sappiano gestire e indicare qual è il piano di riqualificazione. Questo è l'intervento che abbiamo fatto e pertanto ringrazio i relatori e i colleghi, perché, al contrario di quanto si diceva fuori, hanno ben compreso la portata dell'intervento proposto. Questi elementi costituiscono l'identità del nostro Paese, il valore delle nostre città, la grande ricchezza dell'Italia: è il gran tour , signor Presidente, per cui si veniva in Italia e dobbiamo continuare a farli venire, per ammirare queste bellezze. La bellezza è un valore importante e non solo estetico, ma anche sociale ed economico enorme, che dobbiamo preservare e migliorare. Questa è stata la portata del lavoro che abbiamo compiuto. Abbiamo affrontato anche altri temi e abbiamo corretto giustamente delle norme: pensiamo alla questione della valutazione di impatto ambientale. Abbiamo restituito tempo alla discussione pubblica e ai cittadini, per poterli coinvolgere, perché la partecipazione alle opere è un fatto fondamentale, affinché i cittadini sappiano e conoscano. Abbiamo spinto ancora di più sulla questione delle energie rinnovabili, perché la transizione energetica e la transizione verde non si possono fare solo a parole, ma bisogna anche in quel caso semplificare, accelerare e fare in modo che questa operazione possa avvenire. Si tratta peraltro di un'operazione strettamente collegata al piano di riqualificazione delle nostre città e alla misura, assolutamente fondamentale, del superecobonus, che vedrete ci darà dei risultati importantissimi, dal punto di vista non solo della riqualificazione energetica, ma anche economico. Quindi, come vedete, sono stati fatti degli interventi e delle modifiche al provvedimento in esame, che fanno sì che esso sia certamente uno strumento importante. Torno a ripetere che questa è una parte, da noi affrontata. L'altra parte fondamentale - concludo, signor Presidente, annunciando il nostro voto favorevole alla fiducia e al decreto-legge al nostro esame - è la grande operazione che dobbiamo fare nella pubblica amministrazione e negli enti locali, perché serve un piano straordinario per immettere forze giovani e qualificate e per consentire una grande possibilità. Abbiamo infatti tante risorse nel Paese e dobbiamo impiegarle per far sì che l'Italia possa riprendere il suo cammino e concretizzare davvero il suo rilancio. (Applausi) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, dico subito che voteremo convintamente la fiducia su questo provvedimento, un provvedimento che, com'è stato detto da diversi colleghi che mi hanno preceduto, riteniamo importante per il Paese. È un decreto che qualifica l'azione di Governo e che ci consente di affrontare meglio la ripartenza dopo il Covid; un provvedimento che esce arricchito e migliorato dal confronto parlamentare, dal lavoro positivo della maggioranza e dal contributo della stessa opposizione, a cui vorrei dire che non si può, da una parte, sbandierare l'approvazione di decine di propri emendamenti e poi però denunciare la presunta mancanza di volontà della maggioranza di aprirsi ai contributi dell'opposizione e di raccoglierli. (Applausi) . Abbiamo fatto un buon lavoro insieme, non è vergognoso riconoscerlo. Ancora, voteremo la fiducia su un provvedimento davvero utile al Paese: si può dire e dovremmo dirlo tutti anche perché, al di là delle parole, della propaganda e delle volgarità - anche oggi ho sentito il senatore Salvini dire che il Governo è criminale - al di là di tutto questo, appunto al di là della propaganda dell'opposizione, se non fosse un provvedimento molto utile per il Paese, dovreste spiegarci perché avete proposto e ottenuto di prolungarne di cinque mesi gli effetti. Questo provvedimento dimostra che è possibile velocizzare le opere, ridurre i tempi senza rinunciare alle regole, alla trasparenza e alla tutela del lavoro. Si possono ridurre i tempi e i vincoli burocratici senza sospendere - come vorrebbe qualcuno o, meglio, come avrebbe voluto qualcuno - il codice antimafia o il codice degli appalti. Dimostreremo ai teorici del baratto «più opere, se c'è meno legalità» che invece è possibile e giusto tenere insieme le cose. Sulla convinzione che si debbano ridurre i tempi e la burocrazia senza eliminare le tutele di legalità e le regole, il Governo e la maggioranza hanno costruito - io credo bene - questo provvedimento. Questa è la cifra del decreto: liberiamo risorse enormi per appaltare opere pubbliche e infrastrutture, accelerando le gare e non rinunciando alla trasparenza. Inoltre, dopo gli emendamenti che abbiamo proposto e che sono stati approvati sulla pubblicazione dei bandi e sulla rotazione delle aziende per gli appalti sopra soglia, abbiamo ulteriormente migliorato l'aspetto della trasparenza. Anche sull'edilizia - ne ha parlato proprio ora la collega De Petris - non solo la norma, così com'è uscita dalla discussione di questi giorni, semplifica in modo significativo gli iter amministrativi e autorizzativi, ma lo fa senza togliere ai sindaci e agli amministratori le prerogative rispetto alle scelte urbanistiche. Quello in esame è un provvedimento che facilita la rigenerazione urbana e francamente non riesco a capire alcune polemiche di questi giorni. Certo non può esaurire il tema e sicuramente abbiamo bisogno, anche in questa Camera, di prendere in mano al più presto una proposta di legge sulla rigenerazione urbana. Tuttavia, bisogna dire chiaramente che qui ci sono già l'abbattimento e la ricostruzione di edifici esistenti che devono essere sostituiti, che viene considerata una semplice ristrutturazione e non una nuova costruzione. Sarà consentito intervenire sulle sagome e aumentare le volumetrie. Basterà, nella maggioranza dei casi, la semplice segnalazione di inizio attività. Si potranno iniziare i lavori senza necessità di chiedere il permesso di costruire, essendo l'intervento di abbattimento e ricostruzione omologato a una ristrutturazione. Questa è la rigenerazione urbana. Abbiamo anche fatto di più. Con un emendamento presentato insieme al senatore Collina abbiamo consentito di realizzare - solo con la SCIA e senza bisogno del permesso di costruire - anche nuove costruzioni di interesse pubblico: scuole, ospedali, edilizia sociale; tutto questo accelera. E non è neppure vero che questo provvedimento blocca gli interventi nei centri storici. Per tali interventi continuerà a servire il permesso a costruire; certo, non potranno essere omologati a semplici ristrutturazioni, ma l'abbattimento e la ricostruzione restano possibili, anche modificando le sagome e le volumetrie, se coerenti con gli strumenti urbanistici comunali e regionali. Sostenere che questo è un provvedimento che serve a impedire l'abbattimento e la ricostruzione di immobili obsoleti è sbagliato; per contro, sostenere che un provvedimento come questo deve anche servire a impedire l'abbattimento e la ricostruzione di immobili di pregio penso sia giusto. Non è vero che è un blocco degli interventi; è semplicemente una scelta per salvaguardare un patrimonio culturale e storico di questo Paese. In realtà, sulla materia edilizia c'è una semplificazione importante che può creare lavoro e migliorare le città, fatta con equilibrio, tenendo insieme necessità di fare presto, tutelando il patrimonio storico, culturale e di pregio. C'è molto altro in questo decreto-legge, signor Presidente, che dovrebbe essere valorizzato. Mi limito a tre sottolineature perché i miei colleghi durante il dibattito hanno già affrontato molte questioni. La prima riguarda innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione: una parte importantissima del provvedimento, che renderà concretamente la vita più semplice a famiglie e imprese, mettendo la pubblica amministrazione nelle condizioni di essere più vicina ai cittadini e di dare risposte più rapide a cittadini e imprese. Il secondo elemento che voglio valorizzare è frutto del lavoro dei Gruppi e dell'interlocuzione con i Comuni. Mi riferisco agli emendamenti approvati sulla mobilità nelle città, che danno più strumenti per organizzare la mobilità evitando che il post-Covid, con le difficoltà di utilizzo del trasporto pubblico, ci faccia tornare indietro a un uso diffuso e prioritario dell'automobile, con le conseguenze devastanti che avrebbe su traffico e ambiente. Infine, vorrei dire a chi l'ha sostenuto che non è stato abolito alcun reato. Sull'abuso d'ufficio si è trovato - anche qui - un equilibrio migliore; c'è la necessità di dare maggiori certezze e tranquillità a chi si assume responsabilità nella pubblica amministrazione. Sostenere che se non c'è dolo non può esserci punibilità è giusto, così come lo è ritenere che, se una norma lascia spazi di discrezionalità, il reato eventualmente commesso non può essere l'abuso d'ufficio. Dall'altra parte, è giusto che diventi una responsabilità da sanzionare quella di chi non si assume la responsabilità fino in fondo di garantire tempi congrui ai procedimenti autorizzativi. Questo dice il provvedimento. Concludo, Presidente, dicendo che voteremo convintamente la fiducia su un testo che - lo ripeto - è utile, importante, innovativo e concreto; un decreto-legge che serve al Paese. In generale, quando si fa politica, quando si sta in Parlamento, ci sono due strade da percorrere: o si sceglie di agitare i problemi per portare a casa qualche voto in più o si prova a risolverli, mettendo prima l'interesse del Paese. Lo voglio dire a tutta la maggioranza: dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto, di aver scelto la seconda strada, quella della responsabilità e della consapevolezza che, oggi più che mai, il nostro dovere è aiutare famiglie e imprese a ripartire, in un Paese che funzioni meglio. Il provvedimento in discussione serve a questo. (Applausi). PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, esponenti del Governo, colleghi senatori, vorrei preliminarmente, se me lo consentite, visto che sento il dovere di ringraziare il senatore Matteo Renzi per averlo fatto, rivolgere un pensiero affettuoso e accorato al nostro presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi. (Applausi) . Essendo stato ricoverato questa notte presso l'ospedale San Raffaele, a lui, a nome di tutto il Gruppo Forza Italia, rivolgo il più affettuoso augurio che possa tornare tra noi nel più breve tempo possibile. Entrando nel merito, non nascondo che questo al nostro esame è per noi di Forza Italia un provvedimento di particolare significato. Il nostro è un movimento politico nato e cresciuto intorno proprio all'idea che questo Paese divenisse più semplice, più facile per i cittadini italiani, quindi parlare di semplificazione per noi significa tutto. Capite bene che per un movimento politico che basa il suo pensiero e la sua azione sul mettere al centro delle proprie attenzioni, del proprio agire politico il cittadino e non lo Stato, non il pubblico, l'idea di realizzare un provvedimento come questo era di straordinaria importanza e soprattutto di straordinaria portata politica. È questa la ragione per la quale ci eravamo già mossi in precedenza e quando il Presidente del Consiglio dei ministri, a fronte delle nostre proposte e delle nostre richieste anche di abrogazione del codice degli appalti, ha avviato l'idea di realizzare un decreto-legge che si occupasse esattamente di questo compito a largo raggio, parlando non solo di codice degli appalti, ma anche di edilizia privata, di terremoto e di altri temi di grande urgenza ed attualità per il nostro Paese, noi l'abbiamo colta come un'occasione importante. È questa la ragione per la quale noi di Forza Italia ci siamo posti ancora di più in una logica di collaborazione con il Governo e con la maggioranza. Ebbene, devo dirvi che anche in questa occasione, purtroppo, il sentimento che emerge tra noi è la delusione. Noi siamo profondamente delusi. (Applausi) . Siamo delusi innanzitutto per un concetto, che evidentemente è nella mente e nel cuore del presidente della Repubblica Mattarella, ma non degli esponenti di questa maggioranza, e cioè che questa pandemia, questa epidemia di coronavirus che ha colpito il nostro Paese e non solo, poteva e doveva essere una straordinaria opportunità, una straordinaria occasione per ottenere due risultati: in primo luogo una vera coesione nazionale, un'unità di popolo che mettesse insieme non solo quelli che votano per voi, ma anche quelli che votano per noi, che oggi sembrano essere la maggioranza. (Applausi) . Nei momenti di difficoltà, così come è accaduto anche in passato, penso ad esempio al dopoguerra, il popolo deve essere unito se vuole raggiungere alti obiettivi, non può dividersi, e mai come in questa occasione avevamo l'opportunità di farlo. In secondo luogo, quando capitano tragedie di questa portata, vige il principio dell'ora o mai più. (Applausi) . Questa poteva essere un'occasione straordinaria per sbloccare il nostro Paese da una terribile cultura del sospetto che da trent'anni blocca ogni attività di questo Paese. (Applausi) . Siamo delusi perché ci siamo rivolti alla maggioranza e non ho nulla da dire sull'atteggiamento del sottosegretario Margiotta e del ministro D'Incà, che è qui presente in Aula, un approccio di pace, se vogliamo definirlo così, ma comunque di collaborazione. Il nostro apporto è stato di vera e autentica collaborazione: non abbiamo predisposto emendamenti ostruzionistici, ma abbiamo proposto emendamenti, in particolare quelli che abbiamo segnalato agli esponenti della maggioranza, che volevano portare questa maggioranza a condividerli per sbloccare alcuni problemi che attanagliano il Paese e che vengono sottolineati anche da alcuni esponenti della vostra maggioranza. Poco fa ho ascoltato Matteo Renzi, il quale ha posto come una delle prime emergenze di questo Paese lo sblocco delle opere pubbliche e la realizzazione di infrastrutture. È giusto ricordare che l'Italia, dopo la Seconda guerra mondiale, ha messo insieme tutte le energie, tutte le risorse e tutto il potenziale di creatività di cui è capace il popolo italiano per rinascere, e nel giro di pochi anni siamo diventati un esempio per gli altri Paesi in Europa. Siamo stati il primo Paese a realizzare un'autostrada in Europa; ma sapete che oggi siamo gli ultimi per opere pubbliche? (Applausi). Abbiamo una capacità di realizzare infrastrutture pari a zero; qualunque altro Paese riesce a realizzarle in modo molto più rapido e semplice. Soprattutto, quel che abbiamo realizzato negli anni passati purtroppo sta cadendo a pezzi. Il crollo del ponte di Genova è non solo l'aspetto di una inefficienza di chi gestiva quell'autostrada, ma è un problema che riguarda tutte le opere pubbliche di questo Paese, tutta la rete autostradale, i nostri ponti, le nostre strade, i nostri ospedali, persino i nostri edifici comunali. Noi abbiamo bisogno di far ripartire questo Paese (Applausi), perché senza infrastrutture resta piantato, muore. Così come è stato accennato prima di me, voglio dirvi che abbiamo un problema che dall'intervento del collega del PD è emerso: ha ripetuto cinque o sei volte la parola «trasparenza»; ha parlato di legalità. Ma se continuiamo a pensare che gli imprenditori, i cittadini e i politici italiani siano tutti dei potenziali ladri e delinquenti, non usciremo più da questa cultura del sospetto che ha distrutto questo Paese. (Applausi). Ma chi pensa, collega, di fare le opere in modo illegale? Ci poniamo esattamente come fanalino di coda se ipotizziamo di non poter realizzare le opere perché ci può essere sempre qualcuno che vuole rubare. È un'impostazione ideologica e di mancanza assoluta di fiducia nel popolo italiano - questa è la verità - che purtroppo ha fatto sì che negli ultimi anni questo Paese raggiungesse livelli davvero infimi rispetto agli altri. Siamo divenuti negli anni Ottanta la settima potenza economica mondiale. Signor sottosegretario Margiotta, lo sa che non lo siamo più? Lo sa che ormai siamo stiamo diventando il fanalino di coda? Non riusciamo più a realizzare opere; qualunque cosa riusciamo a bloccarla in tutti i modi possibili e immaginabili. Volete qualche esempio degli emendamenti che voi avete respinto? Abbiamo portato avanti alcuni emendamenti con il chiaro ed evidente intendimento di cercare di semplificare la vita agli italiani. L'ha detto poco fa il collega Caliendo: il problema è quello dei controlli esasperati, di tutti i controlli ex ante ; in questo Paese non è possibile fare i controlli ex post perché non siamo in grado di farlo come in tutti gli altri Paesi moderni e anglosassoni? (Applausi). Non è possibile. Abbiamo fatto questo tipo di tentativo sperando di trovare un po' di collaborazione, ma purtroppo - diciamocelo francamente - la vostra maggioranza è divisa al suo interno: dentro di voi ci sono culture ambientaliste, giustizialiste, culture del blocco, culture del sospetto, con le quali, purtroppo, vi trovate a dover confliggere quotidianamente. Anche soltanto un intervento quale quello sugli stadi, che è stato proposto da Matteo Renzi ma anche da noi, dalla Lega e da Fratelli d'Italia, alla fine se non ci fosse stato il voto di Forza Italia e degli altri esponenti del centrodestra non sarebbe passato. Perché? Perché ci sono ancora alcune predisposizioni ideologiche che purtroppo bloccano ogni intervento possibile che stimoli il rilancio dell'economia di questo Paese. I migliori giuristi, i migliori esperti, i migliori amministrativisti, sanno perfettamente che questa è una condizione unica nella storia di questo Paese ed è l'unica condizione che ci può far trovare pronti per un rilancio dell'economia. Diciamocelo: questa era una buona iniziativa. Come ho detto all'inizio, il decreto semplificazioni poteva essere un'occasione, un'opportunità unica per rilanciare la nostra economia. Ebbene, solo in parte viene colto questo aspetto. Il codice degli appalti, che fu approvato durante il Governo Renzi, ha purtroppo bloccato ogni iniziativa infrastrutturale; la nostra edilizia privata è purtroppo ancora bloccata da tutti gli interventi e da tutti i controlli ex ante . La possibilità di intervenire, come chiedevano i nostri emendamenti, sul procedimento giudiziario amministrativo, ad esempio cercando di evitare che i magistrati dei tribunali amministrativi regionali blocchino tutto attendendo il merito, non dando più alcun tipo di sospensiva e bloccando quindi l'intervento, non è stata da voi colta, ma è stata respinta. Vi è stato sostanzialmente un ostracismo nei confronti di tutte le idee sane che noi abbiamo portato nell'interesse dei cittadini italiani e che non sono state colte. Noi ci auguriamo che, sia pure in modo indiretto, qualche processo di miglioramento possa comunque emergere da questo provvedimento. Tuttavia, tenuto conto dell'atteggiamento ideologico o post ideologico che ancora alberga in questa amministrazione, che non ha dato la possibilità ai nostri migliori contributi di essere approvati per qualificare meglio questo provvedimento, noi saremo costretti ancora una volta a votare no. (Applausi) . Il Gruppo Forza Italia voterà contro questo provvedimento. (Applausi) . PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come hanno fatto i miei colleghi, vorrei portare i miei ringraziamenti ai relatori, al Presidente e ai componenti delle Commissioni, ai funzionari, oltre che ai Sottosegretari e ai Ministri presenti durante le diverse giornate e le lunghe nottate. Il premier Conte e la maggioranza, come al loro solito, l'avevano sparata grossa. Avevano promesso - non a noi, ma agli italiani - che con questo provvedimento, dopo la povertà, avrebbero abolito anche la burocrazia. Pur non avendo grande fiducia nelle roboanti dichiarazioni delle conferenze stampa e delle dirette Facebook, ci siamo messi in gioco, perché era comunque un'occasione per dare risposte concrete al Paese. Un'occasione attesa da amministratori locali, associazioni di categoria e imprese. Una richiesta forte, che arriva da tutti i cittadini, è che la normativa con cui ci troviamo ad agire sia certa e non in continuo cambiamento. In pratica, l'aspettativa di un Paese moderno, un Paese del G7, era che le semplificazioni divenissero strutturali, da un lato superando il codice degli appalti, che - ormai è evidente a tutti - ha di fatto bloccato gli interventi, le opere infrastrutturali e gli investimenti, e dall'altro facilitando la vita ai cittadini. I nostri emendamenti andavano in questa direzione, ma non avete voluto ascoltare chi dal punto di vista amministrativo ha sicuramente più esperienza di buona parte della vostra maggioranza (Applausi) , visto che la maggior parte dei parlamentari dei 5 Stelle non ha mai messo piede in un consiglio comunale e ancor meno nella Giunta di un Comune. Siete passati dal divano e dai vostri blog alla guida del Paese, e infatti i risultati si vedono. (Applausi) . Non avete voluto considerare la moratoria sul codice degli appalti. Per lo meno siamo riusciti, ma solo dopo un'insistenza da sfinimento, a farvi capire la necessità di prorogare i termini del decreto semplificazioni fino al dicembre 2021. (Applausi) . Anche in questo caso siete stati un po' tirchi e soprattutto poco lungimiranti, visto che avevamo chiesto di arrivare fino al 2023. Vogliamo scommettere che diversi dei provvedimenti adottati nel decreto semplificazioni finiranno nel prossimo mille proroghe? Il contrario di quanto ci chiedono i cittadini e le imprese: invece di norme certe, lungimiranti, strutturali, di largo respiro, voi continuate a mettere toppe che però non danno certezze e possibilità di programmazione. Una sperimentazione come questa avrebbe avuto la necessità di un tempo più ampio per capirne gli effetti reali. Siamo dispiaciuti che alcune nostre proposte di buon senso non siano state recepite. Secondo noi alcuni articoli porteranno a svariati contenziosi e intoppi burocratici. Un esempio? La responsabilità del RUP in caso di ritardo nell'inizio delle opere. Altro che semplificazione! Questa è pura complicazione. (Applausi) . Se voi colleghi del MoVimento 5 Stelle usciste da quel palazzo che volevate aprire come una scatoletta di tonno, e in cui invece ora vi siete chiusi dentro a chiave, e andaste tra la gente, nei cantieri e nei Comuni, vi rendereste conto che non è il RUP che blocca gli interventi, ma la burocrazia che voi state complicando, anziché semplificando, solo perché si vede malaffare e corrotti in ogni amministratore. (Applausi) . Voi così però offendete e umiliate migliaia di sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti comunali, che lavorano con impegno e onestà al servizio della propria comunità. (Applausi) . Ma voi che siete rimasti chiusi nel palazzo e nei vostri blog non potete sapere il mazzo che si fanno realmente nei Comuni. (Applausi) . Ancora: quanti contenziosi partiranno sull'esclusione dalla gara di imprese di cui si ha conoscenza di non aver ottemperato a contributi o imposte? È così che pensate la ripresa dell'economia e di aiutare le imprese? Impedendo loro di avere un appalto sulla base della presunta conoscenza di non aver versato delle imposte? Magari era meglio ascoltare le nostre proposte per superare questo punto e prevedere la possibilità di accordi di rientro. Non avete voluto capire cosa comporterà il fatto di non aver tolto il riferimento negli atti di trasferimento delle piccole deformità, uno snellimento per le autorizzazioni paesistiche per dare la possibilità a tutti di usufruire del superbonus in edilizia. Oppure, visto il momento difficile che stiamo vivendo, non avete concesso la possibilità di deroga per tutti i porti italiani per interventi infrastrutturali, così come concesso al porto di Taranto. Bisogna sottolineare, però, che diversi nostri emendamenti sono stati accolti e di questo vi diamo atto, perché in questa occasione rispetto ad altri provvedimenti la voce del buon senso è stata ascoltata. (Applausi) . Certo, abbiamo dovuto insistere non poco e per questo permettetemi di ringraziare i colleghi della Lega per il lavoro svolto con proposte concrete, fatte di esperienza e ascolto del territorio. Siamo riusciti a far comprendere che erano urgenti le semplificazioni per sbloccare gli appalti per gli enti locali e per i disabili, per risolvere le annose problematiche delle motorizzazioni civili. E ancora, visto l'accumulo di pratiche inevase, la proroga del termine per la restituzione del beneficio fiscale per quelle imprese che dal 2010 al 2012 hanno anche beneficiato degli incentivi del conto energia. O ancora, gli incentivi per gli impianti fotovoltaici collocati su discariche chiuse, cave esaurite, aree bonificate. Poi, siamo riusciti a farvi capire l'importanza di estendere a tutto il territorio nazionale gli incentivi ai giovani agricoltori prima previsti solo per il Sud, che permetterà un ricambio generazionale. E poi la sburocratizzazione per l'autorizzazione delle zone a carattere sismico, che rischiavano di essere condannate definitivamente a non essere ricostruite. Dicevo prima che questo decreto era una buona opportunità, ma su certi aspetti siete riusciti addirittura nell'impresa di peggiorare la normativa, anziché semplificarla. Prendiamo la rigenerazione urbana: le nostre città spesso si trovano con dei vuoti urbani da rigenerare, una necessità che non deve essere vista come speculazione, ma anzi come un'opportunità. Per togliere questi vuoti urbani bisognava incentivare chi vuole investire, non mettere paletti. Chi non ha un'esperienza sul campo come amministratore locale o come professionista, ma fa solo l'ambientalista snob da salotto, non si rende conto di cosa voglia dire trovarsi di fronte a edifici abbandonati, ricettacolo di balordi e delinquenza, che voi alimentate riempiendo le nostre città di clandestini. (Applausi) . Se si vuole fare in modo che ci sia un consumo di suolo quasi pari a zero, si deve dare la possibilità di demolire e ricostruire all'interno del tessuto urbano, senza insuperabili vincoli burocratici. Se ho un capannone in una zona ormai residenziale, aspetto anni di pratiche e permessi e poi mi si dice che devo tenere gli stessi prospetti e le stesse sagome. Prendiamo esempio dalla rigenerazione urbana delle città europee, non restiamo legati al "non tocco nulla"; mettiamo dei paletti ben chiari sugli immobili vincolati e non in generale. Serve coraggio. C'è poi l'intervento sblocca-stadi. Permettetemi di ricordare alla senatrice Biti e al caro Matteo Renzi, che forse sono annebbiati dalla smania di visibilità e lo hanno dimenticato, che è stato approvato anche un nostro emendamento, ma soprattutto che, senza i voti della Lega, il loro emendamento non sarebbe passato vista la contrarietà dei loro alleati di Governo del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Questa è stata solo uno delle spaccature e dei mal di pancia all'interno della maggioranza. Siete piegati agli ordini della CGIL, come ha tranquillamente riferito in audizione un loro rappresentante, quando ha affermato di avere un proprio Gruppo parlamentare. E la CGIL è tutt'altro che semplificazione. (Applausi) . Ancora più evidente è stato l'ennesimo voltafaccia dei 5 Stelle: dall'uno vale uno e dallo streaming sempre e ovunque, si è passati a saldare la scatola di tonno che volevano aprire dopo aver sostituito però il tonno con una buona aragosta. (Applausi) . Vi rendete conto di aver approvato un emendamento che permette di eliminare il dibattito pubblico dall' iter autorizzativo di grandi opere infrastrutturali e di architetture di rilevanza sociale che hanno impatto sull'ambiente, sulla città o sull'assetto del territorio? (Applausi) . Ma voi non eravate i portavoce dei cittadini? O dopo esservi rinchiusi nella famigerata scatoletta di tonno pensate "chi se ne frega" del parere dei cittadini su TAV, TAP, termovalorizzatori e grandi infrastrutture? Come dicevo all'inizio, era una grande opportunità che avete colto solo in parte, o anche meglio soprattutto grazie al nostro contributo che ha migliorato il decreto. Purtroppo vi siete intestarditi su diversi articoli e invece di semplificare avete aumentato la burocrazia. Non è complicando le norme che si evita il malaffare, anzi è il contrario. Ci voleva più coraggio, più fiducia negli italiani e negli amministratori locali. Invece avete preferito prestarvi ad essere usati da chi ha come ideologia proprio la complicazione, il boicottaggio della libera iniziativa e la tortura burocratica verso cittadini e imprese. Mettendo la fiducia, il giudizio sul decreto da tecnico diventa politico e questo non era quello che volevamo. Il voto della Lega-Partito Sardo d'Azione sulla fiducia sarà quindi convintamente contrario. (Applausi) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, per comprendere l'importanza di questo provvedimento, il decreto semplificazioni, bisogna volgere lo sguardo verso l'obiettivo finale, verso il futuro. Questo futuro e questo obiettivo corrispondono ad uno dei punti più significativi che sono stati conseguiti da questo Governo grazie allo stimolo e al supporto continuo del MoVimento 5 Stelle. Tale obiettivo finale è rappresentato da un numero: 209 miliardi di euro. (Applausi) . Si tratta di un grande piano di investimenti che noi potremo affrontare in questo Paese grazie al recovery fund , oramai ribattezzato Next generation EU, e non grazie alle operazioni di marketing o al piano shock evocati prima. Sul punto, però, credo sia importante fare una digressione: nel periodo più duro per il Paese, quello dei primi provvedimenti di chiusura delle attività produttive, la risposta dell'Unione europea è stata subito deficitaria. Nessuno di noi deve dimenticare che in quel momento era stato messo in campo un pacchetto che, prevedendo poche risorse date in prestito tramite il piano SURE, la BEI o il MES, risultava del tutto inadeguato e non all'altezza dell'importante sfida davanti alla quale noi oggi ci troviamo. Ed è stato allora che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sostenuto dall'impegno costante del MoVimento 5 Stelle, ha portato l'Italia a farsi capofila di otto Paesi per chiedere all'Unione europea una svolta, un cambio di passo, che mettesse in campo molte più risorse da reperire finalmente attraverso una massiccia e direi storica emissione di debito comune. Ed è esattamente quello che è successo: un'Europa finalmente diversa. Non ancora completamente quella che piace a noi, ma che sicuramente ha mostrato di poter recuperare quel valore della solidarietà di cui tanto abbiamo bisogno. Da qui arrivano i 209 miliardi messi a disposizione dell'Italia attraverso il recovery fund , di cui 80 miliardi in termini di sussidi. Mai, negli ultimi cinquant'anni, nel nostro Paese abbiamo avuto l'opportunità di realizzare un piano di investimenti nel digitale, nella transizione energetica, nell'ambiente, nel potenziamento e completamento delle infrastrutture. Mai! Tutti questi punti, nessuno escluso, sono gli storici obiettivi che il MoVimento 5 Stelle è stato in grado di imporre all'Europa intera. (Applausi) . Ed eccoci arrivati al punto: non possiamo permetterci tentennamenti nella realizzazione di investimenti così ingenti. Abbiamo il dovere, nei confronti degli italiani, di mettere a terra rapidamente questi soldi e di dare una prospettiva di sviluppo alle nostre comunità Per tale ragione il decreto semplificazioni è fondamentale. Ci consentirà di sveltire e fluidificare tutta una serie di procedure senza abbandonare mai gli ineliminabili presidi a tutela della legalità e dell'ambiente. Questo decreto è stato davvero un grandissimo lavoro per tutti noi. Ricordiamolo: 2.900 gli emendamenti arrivati; oltre 1.000 quelli giudicati inammissibili; alla fine, saranno quasi 320 quelli approvati. Qui, il mio ringraziamento va ai due relatori, ai Presidenti delle Commissioni affari costituzionali e lavori pubblici, alla presidente Casellati e agli uffici di supporto. Il mio ringraziamento va anche ai colleghi delle opposizioni. Grazie al lavoro svolto in questi nove giorni, di cui molto in sedute notturne, abbiamo avuto la possibilità, insieme, di poter prevedere delle misure da realizzare per il bene del Paese. L'auspicio è che questo modo di collaborare possa proseguire anche in forma ordinaria, successivamente. I ringraziamenti, ovviamente, vanno anche ai Sottosegretari e al Governo, sempre presenti. (Applausi) . È stato un grandissimo esercizio di democrazia. Il decreto semplificazioni, dopo il decreto cura Italia, il decreto liquidità e il decreto rilancio, è il quarto provvedimento che il Governo mette in campo per far fronte a questa crisi pandemica senza precedenti, per proteggere il nostro tessuto economico produttivo ma, allo stesso tempo, per tracciare la strada di un pronto rilancio dell'economia. Parliamo di un decreto che porta avanti un'operazione di semplificazione amministrativa senza precedenti, inserendosi, peraltro, in perfetta linea di continuità con il decreto sblocca cantieri, condotto in porto durante il primo Governo Conte. Come dimostrato dal rapporto Cresme, il decreto sblocca cantieri stava dando dei grandi frutti, che potremo continuare a cogliere con il recovery fund . È grazie al decreto sblocca cantieri, infatti, che nel 2019 si è segnato un più 40 per cento delle emissioni di bandi pubblici per quanto riguarda la concessione di lavori pubblici in questo Paese. E se andiamo a focalizzarci sui soli lavori pubblici, l'incremento è stato di oltre il 50 per cento. Ma noi sappiamo bene che non sono i bandi pubblici che ci consentono di spendere soldi nel Paese. Ecco perché stiamo intervenendo con il decreto semplificazioni, migliorandolo in sede di conversione. Come lo stiamo facendo? Con le procedure di aggiudicazione, che stiamo velocizzando con le procedure negoziate. Per gli affidamenti diretti siamo stati ad ascoltare la voce dei professionisti e di chi svolge servizi di ingegneria, architettura e di fornitura, abbassando la soglia che precedentemente era stata prevista dal Governo, portandola da 150.000 appunto a 75.000. Questo lo facciamo, però, senza mai derogare al principio della rotazione e della trasparenza, per noi cardini fondamentali. Fatemi inoltre dire, colleghi, che la semplificazione è un risultato cui dovremmo tendere con sempre maggiore intensità e convinzione. Come infatti sostengono tutte le Autorità indipendenti, è nelle lungaggini burocratiche che si annidano i più pericolosi rischi di inefficienze, opacità, incrostazioni affaristiche e infiltrazioni criminali. Su questo, quindi, rispediamo seccamente al mittente le accuse di aver abbassato la guardia. (Applausi) . Insinuazioni tanto più risibili se consideriamo che, grazie al MoVimento 5 Stelle, questo Paese, con la legge spazza corrotti, si è dotato di presidi più all'avanguardia nel contrasto ai furbi e furbetti vari. Il decreto semplificazioni incide nella quotidianità, non soltanto nelle opere, come ricordavano alcuni colleghi delle altre forze politiche in precedenza. Nella quotidianità nel rapporto con i cittadini, sarà l'attuazione della Piattaforma digitale nazionale dati che ci consentirà di realizzare l'obiettivo che è il once only ; quell'obiettivo per cui il cittadino una sola volta deve produrre un certificato o un documento alla pubblica amministrazione. E se un'altra pubblica amministrazione vuole lo stesso documento dall'impresa o dal cittadino, lo va a chiedere all'altra pubblica amministrazione e non nuovamente al cittadino. (Applausi) . Potenzieremo i servizi attraverso la app IO, ricordata prima anche dalla senatrice Mantovani, con la quale potremo avere più facilmente autocertificazioni e formulare istanze. Sostituiremo la raccomandata cartacea con la comunicazione digitale ed i cittadini avranno finalmente l'accesso a tutti i servizi, grazie allo SPID e alla carta d'identità elettronica. Anche nella ricalibratura dell'abuso d'ufficio e della responsabilità erariale non c'è nessun passo indietro o colpo di spugna. Quanto all'abuso d'ufficio, prevediamo che, per configurare l'illecito da parte del pubblico ufficiale, non si dovrà più tenere conto dell'eventuale violazione di generiche norme di legge o di regolamento, ma della violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge che non gli lascino margini di discrezionalità I funzionari pubblici devono essere messi nelle condizioni di sbloccare lavori ed opere. L'attuale formulazione è troppo ampia e generica e, spesso, genera immobilismo per paura di infrangere le norme. Allo stesso tempo, come dicevo, rivediamo il tema della responsabilità erariale, in modo tale da contrastare il fenomeno della paralisi della firma da parte dei funzionari pubblici. Per questo prevediamo di mantenere una responsabilità erariale più grave in caso di comportamenti omissivi da parte dei funzionari stessi. In sostanza, la responsabilità erariale del funzionario che agisce - e cioè che firma - viene limitata alla sola ipotesi di dolo, mentre resta per dolo e colpa grave in presenza di omissioni. Abbiamo cercato di semplificare anche la procedura in tema di lavori edili privati. Abbiamo ridotto i tempi per l'autorizzazione sismica o, piuttosto, consentito di ricorrere alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), anziché al permesso a costruire, nel caso anche di variazione di prospetti, per quegli interventi di demolizione e ricostruzione nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016. ( Applausi ). Non è affatto vero, infine, che l'intervento blocca la rigenerazione urbana nei centri storici, che invece viene ben codificata con l'estensione degli ambiti di tutela dai soli centri storici anche alle zone assimilabili alle zone omogenee A e a quelle di particolare pregio storico e architettonico. Signor Presidente e colleghi, il Paese ha di fronte a sé una storica occasione. Le ferite lasciate aperte dal Covid e il tragico prezzo pagato in termini di vite umane resteranno per sempre nella nostra mente, ma dobbiamo far sì che convivano con il ricordo dell'enorme impegno profuso per cambiare un Paese che finalmente sarà tornato a correre. ( Applausi ). BERUTTI (Misto-IeC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. BERUTTI (Misto-IeC) . Signor Presidente, l'intervento, a nome della componente IDEA e CAMBIAMO, è in dissenso naturalmente dalla posizione del Gruppo Misto. Ognuno di noi, quando sente parlare di semplificazione, non può che ben sperare e ciò vale anche per ogni cittadino e ogni imprenditore e per chi è impegnato nelle file dell'amministrazione pubblica. Come IDEA e CAMBIAMO, dunque, eravamo ben disposti su questo fronte. D'altronde, l'idea che sia necessaria un'amministrazione pubblica che sappia semplificare le proprie procedure per dare in tempi ragionevoli risposte concrete ai bisogni del Paese è uno dei tratti che caratterizzano la nostra visione politica. Dopo che lo abbiamo urlato in ogni sede, pare che l'esigenza di semplificare e di innovare sia diventata evidente a tutti, persino a questo Governo. Purtroppo, come temevamo, le proposte nate dall'Esecutivo e dalla maggioranza sono solo una serie male articolata di interventi emergenziali, transitori e sperimentali che non guardano al sistema e ai processi nel loro complesso e che rischiano di creare un quadro regolatorio che complica anziché semplificare. A questo è necessario aggiungere che la maggior parte delle proposte avanzate dalle opposizioni e da Cambiamo, in particolare, non sono state ascoltate. Al di là di una serie di promesse, che poi bisognerà saper realizzare - e naturalmente vedremo se ci riuscirete - purtroppo in questo provvedimento mancano una visione complessiva e la capacità di darle una declinazione organica e puntuale. Rischiamo dunque di approvare un disegno di legge complicazioni e non semplificazioni e per questo il nostro voto sarà assolutamente contrario. ( Applausi ). PRESIDENTE . Se evitassimo gli assembramenti al centro dell'Aula, sarebbe forse meglio: per cortesia, ognuno riprenda i propri posti; è inutile altrimenti che ci raccomandiamo con tutti sulle mascherine e sul distanziamento (c'è un assembramento improbabile). Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.900, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione. MONTEVECCHI, segretario . «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento del Governo 1.900, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, e acquisita la relazione tecnica, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: siano soppresse le previsioni di cui agli emendamenti 11.9, limitatamente ai commi 3- ter e 3- quater , lettera a) , 19.15, 43.43, 43.0.7 (testo 4), 50.0.17 (testo 2)/Coord. 2, 53.2 (testo 4), 55.8 (testo 2), 56.91 (identico agli emendamenti 56.90, 56.92, 56.93) e 62.0.1. Il parere non ostativo è altresì condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: all'emendamento 7.7 (testo 2), al comma 7- ter , sostituire le parole «a decorrere dall'anno 2021» con le seguenti: «a decorrere dall'anno 2022»; all'emendamento 8.69 (testo 2), alla lettera c) - ter sostituire le parole «gli enti territoriali possono» con le seguenti «gli altri enti pubblici territoriali possono, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente»; all'emendamento 37.1 (testo 2) sia aggiunto infine il seguente comma «2- bis . Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.»; l'emendamento 39.0.39 sia sostituito dal seguente: «All'articolo 1, comma 226, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il terzo periodo è sostituito dal seguente: «Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti criteri e modalità di utilizzo delle risorse del Fondo al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionale, l'integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del capitale di rischio ( venture capital ), italiano ed estero. Per l'attuazione dell'intervento il Ministro dello sviluppo economico si avvale della società Infratel Italia SpA, mediante apposita convenzione. Ai relativi oneri si provvede nel limite massimo dell'1 per cento delle risorse del Fondo di cui al presente comma.»; all'emendamento 40.0.14 sia aggiunto, infine, il seguente comma: «2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»; all'emendamento 43.0.98, il comma 3 sia sostituito dal seguente: «All'attuazione del comma 1 si provvede senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato e nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.»; all'emendamento 48.20 (testo 2), al comma 7- bis siano aggiunti, infine, i seguenti periodi: «Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente provvede, ove necessario, ai conseguenti aggiornamenti compensativi delle componenti tariffarie dell'energia elettrica.»; all'emendamento 49.0.22, al comma 2 sia soppresso l'ultimo periodo e sia aggiunto, infine, il seguente comma: «3. Le amministrazioni provvedono all'attuazione del presente articolo con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.»; all'emendamento 62.0.2 il comma 3 sia sostituito dal seguente: «3. Acquirente Unico SpA subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi del soggetto di cui al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro delle finanze, del 5 gennaio 1998. Le attività di cui al comma 1 possono essere svolte da Acquirente Unico SpA mediante l'acquisizione della Servizi fondo bombole metano SpA (SFBM), subconcessionaria del soggetto di cui al decreto riportato nel presente comma, o di un suo ramo di azienda dedicato alle attività di cui al comma 1, al valore di acquisizione che sarà determinato mediante una perizia giurata di stima, che quantifichi il capitale economico dell'acquisizione. Tutti gli oneri, anche finanziari, di cui al presente articolo sono coperti mediante il contributo posto a carico dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 7 giugno 1990, n. 145.»; al medesimo emendamento 62.0.2, al comma 4, dopo le parole «con decreto del Ministero dello sviluppo economico», siano inserite le seguenti: «di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.»; all'emendamento 62.0.5 (testo 3), al comma 1, sostituire le parole «produzione annuale da esse ottenuta» con le seguenti: «produzione da esse ottenuta nell'anno precedente.». PRESIDENTE . Il Governo intende recepire il parere della Commissione bilancio? D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Sì, signor Presidente, il Governo recepisce le modifiche proposte dalla Commissione bilancio. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.900 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice Leone). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice Leone. MONTEVECCHI , segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Carbone, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Bonis, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Errani, Evangelista Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Merlo, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nencini, Nocerino, Nugnes Ortis Pacifico, Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Renzi, Ricciardi, Rojc, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vanin, Vattuone, Verducci, Vono Zanda. Rispondono no i senatori: Aimi, Alessandrini, Arrigoni, Augussori Bagnai, Balboni, Barachini, Bergesio, Berutti, Binetti, Bonino, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Briziarelli Calandrini, Calderoli, Caliendo, Campari, Candura, Cangini, Cantù, Casolati, Corti De Bertoldi, De Vecchis Faggi, Fantetti, Fregolent, Fusco Giammanco, Giro, Grassi Iannone, Iwobi Lucidi, Lunesu Maffoni, Malan, Marin, Martelli, Masini, Minuto, Modena, Moles, Montani Ostellari Pagano, Papatheu, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pergreffi, Pianasso, Pichetto Fratin, Pillon, Pirovano, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Pucciarelli Rauti, Riccardi, Richetti, Ripamonti, Rivolta, Romeo, Rossi, Rufa, Ruspandini Saponara, Saviane, Sbrana, Serafini Testor, Tiraboschi, Toffanin, Tosato Urraro Vallardi, Vescovi Zaffini, Zuliani. Si astiene il senatore: Durnwalder. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.900 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 241 Senatori votanti 240 Maggioranza 120 Favorevoli 157 Contrari 82 Astenuti 1 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 76. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, mi rivolgo con il mio intervento soprattutto ai miei concittadini. Ho sempre considerato il mese di settembre un po' come il primo gennaio, dove si cerca di tirare le somme dei mesi passati e si fanno i buoni propositi per il nuovo inizio. Guardandoci alle spalle, abbiamo trascorso dei mesi molto pesanti sofferenze, crisi economiche, perdite di tutti i cittadini che hanno pagato il prezzo di questa pandemia, chi con il lavoro, chi addirittura con la vita. Con l'arrivo dei mesi estivi, tutti volenterosi e pronti alla rinascita, abbiamo voluto investire sulla fiducia nei cittadini, premiarci dopo i mesi di lockdown e tentato di far ripartire l'economia con il turismo. Penso naturalmente alla mia isola che a giugno veniva definita Covid free , che ha raggiunto oltre 7 milioni di presenze, nonostante il periodo sicuramente non favorevole, e si è rivelata, ancora una volta, meta preferita dagli italiani e non solo. All'inizio dell'estate noi sardi eravamo però titubanti, conoscevamo i rischi che avremmo corso nell'essere una destinazione così gettonata e, di conseguenza, per tutelarci, abbiamo proposto il certificato di negatività, venendo sbeffeggiati dal Governo e paragonati alla Corea del Sud. Mesi dopo, quando l'estate volge alla sua fine, dopo che milioni di italiani si sono riversati sulle spiagge della mia isola, vediamo le naturali e ovvie ripercussioni sanitarie date dalle misure non adatte imposte dal Governo. Vediamo anche una campagna mediatica strumentalizzata dalla sinistra, che fa passare la Sardegna come isola di untori, quando l'unica cosa che siamo stati è vittime di un Governo non curante, che ha preferito pensare alle proprie poltrone piuttosto che assecondare la richiesta del presidente Solinas ed evitare tanti contagi inutili. Non c'è stata alcuna negligenza da parte della regione Sardegna ed è inutile il dossier che la Giunta Zingaretti ha presentato al ministro Speranza per denunciare la mancata collaborazione dell'isola dopo l'impennata dei contagi. Nel mese di luglio la Sardegna aveva lo 0,3 di sieroprevalenza un dato certificato dal Ministero della salute. Così come ha dichiarato il presidente Solinas, la responsabilità di controllare la salute di chi passa le frontiere e si muove negli scali è del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che attraverso gli uffici sanitari di frontiera... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...deve assumersi queste responsabilità. Quindi è inutile dire che i casi positivi, che si registrano nel Lazio, provengono dalla Sardegna per negligenza della Regione; piuttosto si è saputo dai giornali, da molte testimonianze e dai social network che molti giovani, pur di passare indenni ai controlli, assumevano paracetamolo. Dunque, non credo proprio che questa responsabilità possa essere attribuita alla nostra isola. Come dicevo all'inizio del discorso, colleghi, settembre è un mese in cui bisogna guardare avanti e pensare ai buoni propositi. Mi auguro dunque fortemente che le persone che si sono permesse di condannare la mia isola, si facciano un esame di coscienza, come per esempio il governatore Zingaretti, che è stato il primo a pagare le conseguenze della sua negligenza nei confronti della pandemia, passando dagli aperitivi in Corso Como al suo isolamento nel mese di marzo. Smetta di puntare il dito contro il governo sardo, ma cerchi di trovare un modo costruttivo per affrontare la situazione. La pandemia si può sconfiggere solo… PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Lunesu. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Concludo, signor Presidente. Ci si focalizzi dunque sul combattere tutti insieme la pandemia, in maniera costruttiva. Intanto però il governatore della Sardegna, Solinas, ha dato mandato ai legali della Regione di valutare il reale danno della campagna mediatica, poiché continuano ad arrivare disdette e, soprattutto, si è presentata una situazione che è di assoluta falsità. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 8 settembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 8 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,16) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente all'emendamento 1.900 al disegno di legge n. 1883 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento del Governo 1.900, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, e acquisita la relazione tecnica, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: siano soppresse le previsioni di cui agli emendamenti 11.9, limitatamente ai commi 3- ter e 3- quater , lettera a) , 19,15, 43.43, 43.0.7 (testo 4), testo 50.0.17 (testo 2)/Coord.2, 53.2 (testo 4), 55.8 (testo 2), 56.91 (identico al 56.90, 56.92 e 56,93) e 62.0.1. Il parere non ostativo è altresì condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguente modifiche: all'emendamento 7.7 (testo 2), al comma 7- ter , sostituire le parole: "a decorrere dall'anno 2021", con le seguenti: "a decorrere dall'anno 2022" ; all'emendamento 8.69 (testo 2), alla lettera c) - ter , sostituire le parole: "gli enti territoriali possono" con le seguenti: "gli altri enti pubblici territoriali possono, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente"; all'emendamento 37.1 (testo 2), sia aggiunto, infine, il seguente comma: "2- bis. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente."; l'emendamento 39.0.39 sia sostituito dal seguente: "All'articolo 1, comma 226, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il terzo periodo è sostituito dal seguente: "Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti criteri e modalità di utilizzo delle risorse del Fondo al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionale, l'integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del capitale di rischio (venture capital ) italiano ed estero. Per l'attuazione dell'intervento il Ministero dello sviluppo economico si avvale della società Infratel Italia S.p.A., mediante apposita convenzione. Ai relativi oneri si provvede nel limite massimo dell'1 per cento delle risorse del Fondo di cui al presente comma."; all'emendamento 40.0.14 sia aggiunto, infine, il seguente comma: "2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica."; all'emendamento 43.0.98, il comma 3 sia sostituito dal seguente: "All'attuazione del comma 1 si provvede senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato e nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente."; all'emendamento 48.20 (testo 2), al comma 7- bis , siano aggiunti, infine, i seguenti periodi: "Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente provvede, ove necessario, ai conseguenti aggiornamenti compensativi delle componenti tariffarie dell'energia elettrica."; all'emendamento 49.0.22, al comma 2 sia soppresso l'ultimo periodo e sia aggiunto, infine, il seguente comma: "3. Le amministrazioni provvedono all'attuazione del presente articolo con risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente."; all'emendamento 62.0.2, il comma 3 sia sostituito dal seguente: "3. Acquirente Unico S.p.A. subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi del soggetto di cui al decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro delle finanze del 5 gennaio 1998. Le attività di cui al comma 1 possono essere svolte da Acquirente Unico S.p.A. mediante l'acquisizione della Servizi Fondo Bombole Metano S.p.A. ("SFBM") subconcessionaria del soggetto di cui al decreto riportato nel presente comma, o di un suo ramo di azienda dedicato alle attività di cui al comma 1, al valore di acquisizione che sarà determinato mediante una perizia giurata di stima che quantifichi il capitale economico dell'acquisizione. Tutti gli oneri anche finanziari di cui al presente articolo sono coperti mediante il contributo posto a carico dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 7 giugno 1990, n. 145."; al medesimo emendamento 62.0.2, al comma 4, dopo le parole: "con decreto del Ministero dello sviluppo economico", siano inserite le seguenti: "di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze"; all'emendamento 62.0.5 (testo 3), al comma 1, sostituire le parole: "produzione annuale da esse ottenuta", con le seguenti: "produzione da esse ottenuta nell'anno precedente.". Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Abate, Alderisi, Barachini, Barboni, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Causin, Cerno, Ciriani, Crimi, Damiani, De Falco, De Poli, De Siano, Di Marzio, Di Piazza, Faraone, Fattori, Garnero Santanchè, Giacobbe, Iannone, Iori, La Pietra, Lezzi, Lupo, Mallegni, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nastri, Petrenga, Quagliariello, Rizzotti, Romagnoli, Ronzulli, Saccone, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Turco, Urso e Vaccaro. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Di Nicola Primo, Lannutti Elio, Taverna Paola, Granato Bianca Laura, Maiorino Alessandra, Abate Rosa Silvana, Lomuti Arnaldo, Pavanelli Emma, Trentacoste Fabrizio, Leone Cinzia, Marilotti Gianni, Romano Iunio Valerio, Lanzi Gabriele, Vanin Orietta, Naturale Gisella, Crucioli Mattia, De Lucia Danila, Pisani Giuseppe, Cioffi Andrea, Castiello Francesco, Gaudiano Felicia, Ruotolo Sandro, Santangelo Vincenzo, Morra Nicola, Castellone Maria Domenica, Dessi' Emanuele, Piarulli Angela Anna Bruna, Evangelista Elvira Lucia, Fenu Emiliano, Coltorti Mauro Introduzione di una soglia massima di partecipazione azionaria in aziende editoriali giornalistiche, televisive, radiofoniche o testate online, da parte di soggetti privati operanti in modo prevalente in settori diversi da quello editoriale (1929) (presentato in data 04/09/2020) Affari assegnati In data 2 settembre 2020 è stato deferito alla 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50 del Regolamento, l'affare sulla restituzione di beni culturali illecitamente esportati (Atto n. 566). Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 10 agosto 2020, ha inviato gli estratti della seguente documentazione concernente l'esercizio di poteri speciali: ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 agosto 2020, con condizioni, in ordine alla notifica della società TIM S.p.a. avente ad oggetto la stipula di quattro contratti con Huawei Technologies Italia S.r.l. (Atto n. 564). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente; ai sensi dell'articolo 1- bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 agosto 2020, con condizioni, in ordine alla notifica della società VODAFONE S.p.a. avente ad oggetto la sostituzione di componenti tecnologiche propedeutiche al funzionamento del sistema di gestione dei nodi radio, compresi quelli 5G, denominato OSS iManager U2020 (Atto n. 565). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente. La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 1° e 2 settembre 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: all'avvocato Amedeo Teti, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dello sviluppo economico; alla dottoressa Laura D'Aprile, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro della salute, con lettera in data 28 luglio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 42, comma 2- bis , del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26, come modificato dall'articolo 25, comma 2- bis , della legge 28 febbraio 2020, n. 8, la relazione sullo stato delle procedure di sperimentazione autorizzate per le ricerche sulle sostanze d'abuso, anche al fine di evidenziare le tipologie di sostanze che possono essere oggetto di programmi di ricerca alternativi e sostitutivi della sperimentazione animale. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XXVII, n.16). Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), trasmissione di documenti. Deferimento Il Direttore dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), con lettera in data 7 agosto 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, lettera h) , del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45, la prima relazione sulle attività svolte dall'ISIN e sullo stato della sicurezza nucleare nel territorio nazionale, aggiornata al 31 dicembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . CCLVIII, n. 1). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Gallone ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-04015 del senatore Battistoni. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 19 agosto al 4 settembre 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 76 AIMI: sulle rivolte nel carcere di Modena dell'8 marzo 2020 (4-03034) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) AIMI, MALLEGNI: su un progetto scolastico nell'ambito del festival delle migrazioni (4-02567) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) AUGUSSORI: sugli esami di maturità 2019/2020 per studenti interni e privatisti (4-03183) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) BARBARO: sulla crisi delle scuole paritarie a causa del COVID-19 (4-03245) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) BERARDI ed altri: sul concorso per allievi agenti della Polizia penitenziaria (4-03377) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) BONINO: sugli esami di maturità 2019/2020 per studenti interni e privatisti (4-03194) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) BOTTO: sull'erronea rilevazione di tre malati di coronavirus nel comune di Rovegno (Genova) (4-03616) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) BRIZIARELLI: sulle modalità di organizzazione del lavoro nel carcere di Orvieto nel 2019 (4-03482) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) CAMPAGNA ed altri: sulla partnership con Eni in un corso per la formazione degli insegnanti e nei programmi scolastici relativi all'educazione ambientale (4-02895) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) CAMPARI ed altri: sull'apertura del nuovo padiglione degli istituti penitenziari di Parma (4-03520) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) CASTIELLO: su due nuovi commissariati della Polizia di Stato ad Agropoli e a Sala Consilina (Salerno) (4-02825) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) CIRIANI: sull'elogio di alcuni rappresentanti politici in una circolare di una scuola in provincia di Pordenone (4-02766) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) FATTORI ed altri: sulla partnership con Eni in un corso per la formazione degli insegnanti e nei programmi scolastici relativi all'educazione ambientale (4-02782) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) FAZZOLARI: sulla "casa degli italiani" di Barcellona (4-03758) (risp. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) GASPARRI: sulla scarcerazione di boss di mafia (4-03303) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) GASPARRI, MOLES: sulla donazione di 62 personal computer a studenti svantaggiati del IV municipio di Roma (4-03247) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) LAFORGIA: sulla classificazione per censo degli alunni in una scuola di Roma (4-02736) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) LANNUTTI ed altri: sulla possibile presenza di telefoni cellulari all'interno delle carceri (4-03540) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) LONARDO: sui pericoli di contagio da COVID-19 nelle carceri (4-03055) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) MALLEGNI: sull'internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole (4-03008) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) MARILOTTI ed altri: sul rischio di chiusura delle scuole d'infanzia di Bortigiadas e Nughedu San Nicolò in Sardegna (4-03278) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) MARIN: sull'aggressione di un detenuto ad un poliziotto nella casa circondariale di Salerno (4-03586) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) ORTIS ed altri: sulla situazione delle carceri molisane, in particolare di quella di Campobasso (4-02957) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) PAPATHEU, VITALI: sulle domande per la mobilità del personale scolastico (4-03172) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) PETRENGA: sulle misure da adottare per il nuovo anno scolastico 2020/2021 in relazione all'emergenza COVID-19 (4-03261) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) PILLON: sull'adozione di 46 bambini nati con la pratica dell'utero in affitto in Ucraina (4-03434) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) RICHETTI: sulla percezione di fondi pubblici da parte del Codacons e sul rispetto della deontologia forense (4-03911) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) SANTANGELO ed altri: sulla scomparsa del peschereccio "Nuova Iside" di Trapani (4-03783) (risp. GUERINI, ministro della difesa ) VALLARDI: sulla rimborsabilità di viaggi culturali e di studio (4-03164) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) VANIN ed altri: sulla sospensione del progetto "Fuss" per l'utilizzo del software non commerciale nelle scuole di Bolzano e provincia (4-02674) (risp. AZZOLINA, ministro dell'istruzione ) Mozioni Atto n. 1-00285 GALLONE TOFFANIN DAMIANI CALIGIURI PAPATHEU MINUTO SERAFINI MASINI ROSSI - Il Senato, premesso che: l'ONU, con risoluzione dell'Assemblea Generale del 28 luglio 2010, GA/10967, dichiara il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale e tale risoluzione sottolinea ripetutamente che l'acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani e raccomanda agli Stati di attuare iniziative per garantire a tutti un'acqua potabile di qualità, accessibile, a prezzi economici; il numero di donne e uomini privi di accesso sostenibile ad una fonte sicura di acqua potabile per qualsiasi ragione, da molti anni supera in tutto il mondo il miliardo; l'art. 144 (tutela e uso delle risorse idriche) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia ambientale" (Codice dell'ambiente), ai commi 1 e 2, stabilisce rispettivamente che "Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale"; il comma 3 dello stesso articolo reca la disciplina degli usi delle acque finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse; nonostante ciò, molti dati pubblicati nei vari quotidiani, riviste, emittenti televisive, radio e ogni altra forma di comunicazione, rendono noto che, secondo gli ultimi dati ISTAT, tutta l'acqua potabile immessa nella rete distributiva del nostro Paese risulta avere una dispersione del 47,9 per cento dell'acqua prelevata rispetto al 23 per cento della media UE, in quanto, secondo i dati, circa il 60 per cento delle infrastrutture della rete idrica italiana ha più di 30 anni e il 25 per cento ha più di 50 anni. Peraltro molte tubature risultano in "cemento-amianto"; secondo i dati della Community Valore Acqua per l'Italia di The European House - Ambrosetti, con 40 euro per abitante all'anno (60 euro in meno per abitante rispetto alla media europea), il nostro Paese è in fondo alla classifica europea per investimenti nel settore idrico, davanti solo a Malta e Romania, meno della metà di Germania (90 euro per abitante) e Francia (100 euro per abitante); secondo i dati di Community Valore Acqua per l'Italia, l'Italia è il Paese più idrovoro in Europa con 160 metri cubi di acqua prelevata per uso potabile per ogni abitante all'anno (il doppio della media europea, due volte la Francia e 3 quasi tre volte la Germania) e 188 litri pro capite annui di acqua minerale in bottiglia, che ci posizionano 1° Paese al mondo per consumo; l'evoluzione demografica, la crescente urbanizzazione e i cambiamenti climatici sono fattori che concorrono a sottoporre la risorsa idrica a uno stress senza precedenti, nel mondo, in Europa e in Italia. L'intervento su tali problematiche è tanto più urgente in quanto il periodo di eccezionalità impone di considerare l'acqua quale vera e propria risorsa strategica per il mondo, ma anche e soprattutto in ambito nazionale; dal 2009 al 2017 gli investimenti pubblici in Italia si sono ridotti dal 3,4 al 2 per cento del PIL. Si tratta di minori investimenti cumulati per più di 124 miliardi di euro che hanno avuto un effetto anche sugli investimenti privati che si sono contratti in modo significativo, per un totale di minori investimenti cumulati per più di 488 miliardi di euro rispetto al 2008; i temi relativi al territorio, ambiente, difesa del suolo, cultura dell'acqua e progettazione paesistica impongono un confronto anche con la complessità dell'elemento "acqua" e la necessità di affrontare la questione della sostenibilità in termini ecologico-ambientali, economici ed etici al fine di perseguire l'obiettivo di un cambiamento culturale capace di incidere sulla modalità di consumo e di vita dei cittadini allineandoci alla visione europea e mondiale dell'acqua come risorsa sempre più da valorizzare; come dimostrato dalle analisi della Community Valore Acqua per l'Italia, oggi più che mai, una filiera dell'acqua efficiente e sostenibile è una questione vitale per il sistema economico e produttivo nazionale, con ricadute sullo sviluppo del Paese e sulla quotidianità di cittadini e imprese. È fondamentale avere una visione e una strategia capace di mettere a sistema i contributi di tutti gli attori della filiera estesa dell'acqua, impegna il Governo: 1) a varare una strategia nazionale per la gestione efficiente e sostenibile della risorsa acqua e l'utilizzo responsabile, finalizzata a: 1.a) dare un indirizzo di medio-lungo termine, condividendone gli obiettivi con gli stakeholders interessati ( industry , Istituzioni, consumatori); 1.b) attivare le competenze interdisciplinari (normative, tecnologiche, eccetera) necessarie a governare la transizione verso modelli di produzione e consumo sostenibili; 1.c) dare inizio come obiettivo primario per la pubblica amministrazione, ai fini della tutela e risanamento idrogeologico del territorio, all'azione di prevenzione della fonte idrica in termini qualitativi e quantitativi; 2) a rilanciare gli investimenti per lo sviluppo della filiera estesa dell'acqua in Italia attraverso: 2.a) l'adeguamento dell'attuale livello tariffario, per continuare a garantire una costante crescita degli investimenti nel settore idrico (0,8 euro al metro cubo a Milano, 1,7 euro al metro cubo a Roma rispetto ai 6 euro al metro cubo a Berlino e ai 3,9 euro al metro cubo a Parigi); 2.b) il detassamento degli utili reinvestiti a carico della fiscalità generale; 2.c) la semplificazione normativa del codice degli appalti per scongiurare ulteriori ritardi e giungere a un assestamento della disciplina; 2.d) la semplificazione da parte degli enti preposti in materia al rilascio delle autorizzazioni di concessione idrica per scongiurare ulteriori ritardi e giungere a un assestamento della disciplina e unificare ad un solo e unico ente preposto alla gestione del ciclo integrato delle acque; 2.e) il lancio di uno strumento finanziario con l'obiettivo di sviluppare a livello territoriale l'implementazione di best practice tecnologiche legate al mondo dell'acqua lungo tutta la filiera e valutarne l'impatto socio-economico (ad esempio "Water Bond"); 2.f) la promozione di meccanismi di collaborazione virtuosa tra grandi e piccole imprese all'avanguardia nel settore; 2.g) l'assecondamento di investimenti di Corporate Venture Capital volti al finanziamento e alla conseguente crescita di start-up nazionali all'avanguardia nel settore delle tecnologie a supporto della filiera estesa dell'acqua (ad esempio monitoraggio delle perdite, salvaguardia dei pozzi perdenti e dispersione nel sottosuolo, efficientamento nell'utilizzo, irrigazione a goccia, protezione dalla corrosione interna delle tubazioni di acqua potabili e impianti anticorrosivi, mappature di carte geotermiche, idrogeologiche e idrogeochimiche, eccetera); 2.h) il rilancio a livello nazionale delle aree termali a livello pubblico (acque minerali pregiate, termali, turismo, divulgazione scientifica della storia delle acque, eccetera); 2.i) l'aggiornamento del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 riguardo il "ciclo integrato delle acque" al fine di colmare, attraverso un sistema integrato, il divario nell'efficientamento delle risorse idriche tra il sud Italia ed il resto del Paese; 3) ad incentivare la circolarità lungo tutta la filiera estesa dell'acqua in Italia attraverso: 3.a) l'ammodernamento delle infrastrutture di raccolta e distribuzione della risorsa e la valorizzazione dei fanghi di depurazione come fonte di energia primaria e secondaria; 3.b) la creazione di un sistema di incentivi fiscali per l'installazione di bacini di raccolta dell'acqua piovana per usi non domestici e negli stabilimenti produttivi delle aziende manifatturiere; 3.c) la creazione di un sistema di incentivi fiscali per l'installazione di sistemi di recupero delle acque da reflue industriali ad uso potabile mediante certificazione dell'Ente ASL o ATS nelle aziende manifatturiere (filiera alimentare); 3.d) l'istituzione di un sistema di sicurezza degli impianti con l'applicazione di un sistema integrato tra la combinazione di più tecnologie e digitalizzazione dell'azienda che permetta al personale, agli impianti ed ai sistemi informativi di interagire e dialogare tra di loro per migliorare gli standard dei servizi e la qualità della vita dei cittadini; 3.e) l'istituzione di un sistema di monitoraggio della qualità dell'acqua una volta depurata e re-immessa in circolo nelle fonti naturali, al fine di tutelare quegli operatori che prelevano direttamente la risorsa per le proprie attività produttive (ad esempio agricoltori per attività di irrigazione) e se ne assumono quindi la responsabilità; 3.f) la creazione di un sistema di incentivi per innovare le partnership tra società di ricerca tra pubblico e privato e incentivo agli studenti per approfondire i propri studi presso società organizzate e certificate (tirocini durante gli anni scolastici presso aziende); 3.g) la promozione della cultura dell'acqua all'interno delle istituzioni scolastiche; 3.h) un programma di prevenzione e di governo dei processi di degrado del territorio, badando alla relazione tra sistema acqua e presenza antropica; 3.i) l'introduzione attenta e dettagliata di una piano di manutenzione informatizzata delle infrastrutture del "Ciclo Integrato delle Acque", gestita in parte anche dall'utente medesimo che ha fatto richiesta al fine di sgravare un costo alla pubblica amministrazione, potendo al tempo stesso avvalersi di tecnologie innovative ed efficaci per l'esecuzione delle opere e la manutenzione, ma capaci al contempo di mitigare l'impatto ambientale, implementando anche norme tecniche, codici per la progettazione e gli interventi, metodologie per la verifica, linee guida e tipologiche delle opere, revisione dei prezziari, formazione, percorsi progettuali ed esecutivi premianti e validati; 3.l) l'impegno a certificare i bacini idrici, insediamenti produttivi, enti gestori della risorsa acqua, ciclo integrato delle acque secondo uno standard credibile e riconosciuto per la sostenibilità idrica, per comprendere il loro uso e impatto sull'acqua e per lavorare in modo collaborativo e trasparente per la gestione sostenibile delle risorse idriche all'interno di un contesto di raccolta attraverso 4 fondamentali principi: bilancio idrico sostenibile; buona qualità dell'acqua; aree sane importanti legate all'acqua (siti e valori); buon governo dell'acqua; 4) a favorire la riqualificazione degli edifici anche dal punto di vista idrico attraverso: 4.a) l'incentivazione alla sostituzione e/o all'ammodernamento degli impianti idraulici; 4.b) la creazione di sistemi di incentivazione fiscale per la costruzione di "tetti verdi", ovvero soluzioni rientranti nella categoria di sistemi di drenaggio sostenibile (SUDS), per ridurre fino al 90 per cento la dispersione idrica delle piogge, calmierando il loro potenziale impatto nei luoghi altamente urbanizzati, e per contenere gli sbalzi termici e le emissioni inquinanti dell'edificio; 4.c) la formazione di pompe di calore con estrazione e restituzione completa delle acque nel sottosuolo al fine di creare energia nell'edificio. Interrogazioni Atto n. 3-01890 CORRADO NATURALE TRENTACOSTE ANGRISANI DE LUCIA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: risulta all'interrogante che il 3 agosto 2020 il "Corriere della Sera" abbia dato notizia della vendita al magnate ucraino Olexandr Boguslayev dell'isola Gallinara, situata a distanza di circa 1,5 chilometri dalla costa ligure all'altezza di Albenga e Alassio (Savona), tra Capo S. Croce e la punta di Vadino; l'attenzione e la preoccupazione subito montate e rilanciate dai media dipendono dal timore che un luogo di grande valore naturalistico e storico sia ulteriormente sottratto alla fruizione pubblica e, nonostante la vincolistica stringente, possa diventare oggetto di speculazioni immobiliari che ne stravolgano la fisionomia, fino a minare l'integrità dei suoi ecosistemi terrestri e marini tuttora incontaminati; rileva in particolare, il fatto che la piccola isola (metri 470 per 450; altitudine massima metri 87 s.l.m.), staccatasi dalla terraferma durante il Quaternario, coincida con la "Riserva naturale regionale dell'isola Gallinara" (istituita ex legge regionale 26 aprile 1989 n. 11 in attuazione della legge regionale n. 40 del 1977; riclassificata con legge regionale n. 12 del 1995, modificata con legge regionale n. 32 del 1995), interdetta perciò alla caccia e sede, sulle scogliere del versante sud, di un'imponente colonia di gabbiani reali, nonché sito di interesse comunitario che, come altri 125 in Liguria, ai sensi della direttiva Habitat della Commissione europea è anche Zona speciale di conservazione (ZSC, codice IT324908S); dal 1991 è inoltre compresa nell'area marina protetta "Santuario dei cetacei"; quanto alla cennata importanza storica, basti ricordarla rifugio temporaneo/occasionale di santi e papi fin dall'alto Medioevo, ma soprattutto sede del monastero di san Martino, fondato dai monaci colombaniani e diventato poi abbazia benedettina, che nei secoli VIII-XIV ebbe ampi possedimenti sulla terraferma, da Sanremo a Finale Ligure e persino in Provenza e Catalogna. Nel 1842, l'isola e il monastero, abbandonati dai religiosi fin dal secolo precedente, furono venduti ad un privato dal Vescovo di Albenga; considerato che: in merito alla suddetta vendita avvenuta il 17 luglio 2020 e resa nota all'inizio di agosto 2020, il Comune di Albenga, gestore della riserva fino all'insediamento dell'Ente Parco del Finalese, non sarebbe senza responsabilità; nelle previsioni della già richiamata legge regionale n. 11 del 1989, infatti, il comune, qualora non fosse riuscito a stipulare una convenzione con i proprietari, avrebbe potuto procedere finanche all'espropriazione per pubblica utilità (art. 5) delle aree e degli immobili necessari ad attuare i programmi della Riserva, volti a "a) garantire la tutela e la riqualificazione dell'ambiente naturale dei valori storico - culturali e delle caratteristiche paesaggistiche del territorio interessato con particolare riguardo al patrimonio zoologico botanico archeologico e geomorfologico; b) promuovere la fruizione a fini scientifici culturali e didattici dei beni ambientali in forme compatibili con la loro tutela" (art. 3); perdurando l'immobilismo comunale, i comproprietari della Gallinara (poco meno d'una decina di famiglie liguri e piemontesi di industriali e banchieri che l'acquistarono sul finire degli anni '70, affidandone la sorveglianza alla Gallinaria S.r.l. di Novara), hanno ora ceduto alle offerte della società di Montecarlo "Galinette", che farebbe capo al Bugoslayev, residente nel Principato, ma cittadino della caraibica Grenada; la cifra offerta ammonterebbe a circa 10 milioni di euro; considerato inoltre che: il Sindaco ingauno, appena avuta notizia della vendita, ha preso contatto con l'ufficio territoriale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, al fine di valutare l'eventualità che lo Stato e gli Enti locali abilitati (Comune e Regione) possano esercitare il diritto di prelazione nella procedura di alienazione, il cui avvio è stato comunicato dalla proprietà alla competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio; qualche giorno dopo, il ministro Franceschini ha telefonato personalmente al Sindaco e gli ha assicurato massima attenzione da parte del Ministero, impegnato nella stesura dell'istruttoria prodromica a qualsiasi intervento, da attuare nei tempi previsti dalla normativa (90 giorni). La competenza del Ministero è molto articolata e si interseca con quella del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; considerato altresì che: interdetta ai turisti, che non possono approdare nel porticciolo, la Gallinara è tuttavia una meta ambita dai vacanzieri del Ponente ligure, in quanto paradiso dei subacquei, ai quali offre percorsi naturalistici sommersi di grande suggestione e persino un itinerario archeologico sottomarino per disabili e non vedenti; le testimonianze dei traffici commerciali mediterranei che lambivano la Gallinara superstiti sui suoi fondali sono in effetti numerosissime e datano almeno dal V sec. a.C. al Medioevo; sull'isola, poi, e in particolare sul versante sud-est, qualche anno fa (1994-1996) sono state condotte indagini archeologiche che hanno restituito prove tangibili dell'uso cultuale e funerario della grotta detta di san Martino almeno dal IV secolo, confermando quanto si legge nelle fonti storiche circa l'eremitaggio di Martino di Tour; tracce monumentali della frequentazione stabile della Gallinara dal Rinascimento in poi sono la torre di guardia fatta edificare dai Genovesi nel '500, il palazzo padronale sovrapposto ai resti del monastero benedettino e la chiesetta di primo Novecento in stile neoromanico, tutti elementi ormai integrati nel paesaggio storicizzato dell'isola-tartaruga; considerato infine che, a giudizio dell'interrogante a fronte di una risposta immediata e abbastanza rassicurante da parte del Ministero, preoccupa, invece, il silenzio della Regine Liguria e del suo Presidente, possibile spia di una tacita accondiscendenza alle mire degli immobiliaristi, si chiede di sapere: se e come i Ministri in indirizzo, sulla base delle rispettive competenze, intendano attivarsi per garantire la piena tutela della "Riserva naturale regionale dell'isola Gallinara"; se abbiano intenzione di esercitare il diritto di prelazione nella procedura di alienazione in corso (sempre che non si tratti di una manovra speculativa per costringere lo Stato ad acquistare), per assicurare l'isola alla fruizione pubblica, sottraendola all'ennesimo passaggio di proprietà tra privati, che, nel caso di specie, vedrebbe quale nuovo padrone un cittadino extracomunitario con interessi immobiliari nella vicina Costa Azzurra. Atto n. 3-01891 CORRADO NATURALE TRENTACOSTE DE LUCIA ANGRISANI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta all'interrogante che, in vista della fine del lockdown decretato a causa della pandemia da coronavirus SARS Co-V 2, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo abbia impartito ai propri istituti sparsi sul territorio nazionale le disposizioni necessarie, a seconda delle diverse tipologie (aree archeologiche, musei, gallerie, monumenti, biblioteche, archivi), per garantirne la riapertura in sicurezza; l'accessibilità dei 560 musei statali, in particolare, che si prevedeva di ripristinare entro il 18 maggio 2020 e più tardi, con gli altri cosiddetti luoghi della cultura, entro il 30 giugno 2020, si è concretizzata, in realtà, in tempi e modi assai variabili, e solo circa due terzi del totale sono finora riusciti a riaprire, mentre l'altro terzo è rimasto inaccessibile al pubblico; in Calabria, dei 17 istituti che fanno capo al Ministero, dodici sono musei archeologici; a partire da luglio 2020, nove di questi sono tornati ad accogliere il pubblico grossomodo con le stesse modalità e tempi del pre COVID, mentre due hanno incontrato particolari difficoltà, che ancora ne condizionano e a tratti ne compromettono il funzionamento; uno resta tuttora sbarrato; nel merito, il Museo archeologico nazionale "Vito Capialbi" di Vibo Valentia, uno di quelli penalizzati, fa il paio con il Museo archeologico nazionale di Crotone, e, sempre nel territorio della città pitagorica, adiacente al Parco archeologico di Capo Colonna, si trova il Museo archeologico nazionale di Capo Colonna, unico istituto chiuso da marzo 2020 e mai riaperto; non sembra casuale che le due (ex) province minori della Calabria si siano aggiudicate il triste primato della riapertura più tardiva e stentata, né sorprende oltremodo l'eccezione, in negativo, costituita dal Museo archeologico nazionale di Capo Colonna; la gestione dell'ex Polo museale, oggi Direzione regionale Musei della Calabria, affidata da gennaio 2019 alla storica dell'arte napoletana Antonella Cucciniello, si è infatti caratterizzata fin dall'inizio per un'assai scarsa attenzione nei confronti dei musei e dei parchi archeologici, specialmente vibonesi e crotonesi (nonché del personale a quelli assegnato) che, a dispetto della loro straordinaria valenza culturale, sembrerebbero essere molto distanti, non solo geograficamente, dagli interessi della dirigente insediata a Cosenza; il fatto stesso che tra Crotone e Capo Colonna, situate a circa 10 chilometri l'una dall'altra, insistano due musei archeologici nazionali, complementari ma di eccezionale importanza scientifica, anche se considerati singolarmente, dimostra che l'atteggiamento denunciato non può trovare alcuna sensata giustificazione; eppure, per accennare solo al caso mediaticamente più eclatante, la vicenda del guasto dell'impianto di video-sorveglianza del Museo e Parco di Capo Colonna protrattosi per oltre tre mesi, a partire da metà luglio 2019, per manifesta incapacità di gestire una situazione di ordinaria emergenza persino dopo lo stanziamento ad hoc di 75.000 euro, a fine agosto 2019, da parte della Direzione generale Musei, poteva far temere quanto sarebbe accaduto in un caso di ben più grave ed eccezionale disagio, qual è stata la pandemia occorsa nel 2020; considerato che: la riapertura del Museo archeologico nazionale di Crotone, ospitato dal 1968 in un immobile del centro storico cittadino, è avvenuta solo in data 11 luglio 2020, dopo un lungo tergiversare che lo stesso direttore, dottor Gregorio Aversa, ha candidamente riassunto ai media a metà giugno senza nascondere il carattere ondivago delle decisioni assunte fin lì; il cattivo funzionamento e poi il definitivo cedimento dell'impianto di climatizzazione del museo (sanificato solo grazie all'intervento di un privato), però, ne ha compromessa la fruizione al punto di consentire solo la visita al piano terreno, comunque ardua a causa delle temperature torride; ciò ha permesso ai visitatori più temerari di vedere, oltre all'allestimento permanente, anche alcuni reperti di eccezionale valore, di solito esposti al primo piano, che lo stesso Aversa ha fatto trasferire nelle vetrine non allarmate del piano terra: una decisione quanto meno avventata, a fronte di un impianto di video-sorveglianza solo parzialmente funzionante; peggiore sorte ha avuto il Museo di Capo Colonna, aperto nel 2006 e molto più ampio di quello urbano, dunque potenzialmente meno difficile da mettere in sicurezza seguendo le norme anti-COVID-19; qui, invece di far riattivare dai tecnici la climatizzazione garantita dall'impianto geotermico, fuori uso dai primi dell'anno, la direzione ha preferito negare del tutto la riapertura, nonostante le molte migliaia di presenze di visitatori che il sito conosce ogni estate e specialmente nella presente stagione; ciò ha permesso alla Direzione regionale di spostare, dal 31 luglio 2020, due dipendenti con sede a Capo Colonna e uno con sede a Crotone nella fortezza di Le Castella, in agro di Isola Capo Rizzuto (Crotone), alla quale non è ancora assegnato personale del Ministero e che, pertanto, senza quel "sacrificio" imposto dalla dottoressa Cucciniello alla città pitagorica, non avrebbe potuto aprire i battenti neppure nel mese di massima affluenza; nello stesso spirito, anche uno dei tirocinanti messi a disposizione del Ministero dalla Regione Calabria per coadiuvare il personale ministeriale è stato spostato da Capo Colonna a Le Castella, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della scabrosa situazione dei musei statali di Crotone e Capo Colonna descritta; se non ravvisi nella perdurante chiusura del Museo di Capo Colonna, e di quello soltanto in tutta la Calabria, gli estremi di una immotivata interruzione di pubblico servizio, della quale la Direzione generale Musei dovrebbe seriamente chiedere conto ai direttori regionale e locale, fino a valutare l'ipotesi di un'avocazione dei due istituti da parte del neo-dirigente generale, professor Massimo Osanna; se non ritenga urgente attivarsi per far sì che nei musei statali di tutto il territorio nazionale tornino al più presto ad essere garantiti i livelli minimi di servizio assicurati ai visitatori dalla specifica Carta dei servizi, anche in considerazione dell'aporia tra situazioni come quella calabrese narrata e gli impegni finanziari assunti dal Dicastero verso i musei non statali (50 milioni di euro) per consentire loro di superare indenni la difficile stagione e persino nei confronti degli operatori coinvolti in mostre annullate o rinviate a causa del COVID-19. Atto n. 3-01892 CORRADO TRENTACOSTE LANNUTTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta all'interrogante che nel giugno 2011 il Ministero per i beni e le attività culturali (MiBAC) avviò un'istruttoria avente ad oggetto "Roma, Municipio XII Ovest, loc. Tenuta La Perna. Progetto di lottizzazione A.T.O Comprensorio Tor de' Cenci Sud. Richiesta nulla osta", allo scopo di valutare una richiesta del Dipartimento programmazione e attuazione urbanistica del Comune, pervenuta agli uffici ministeriali a settembre 2010, concernente la variante al progetto presentato nel 1994; per il suddetto progetto la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma aveva già rilasciato nulla osta con prescrizioni di salvaguardia delle tombe a camera di epoca medio-repubblicana scoperte sulla sponda ovest di un canale di erosione, mentre per le opere di canalizzazione agraria rinvenute era stato ritenuto sufficiente il mero recupero del dato scientifico; ai fini del rilascio del nulla osta relativo al nuovo progetto, comportante un ampliamento della zona interessata dalla lottizzazione, tra ottobre 2010 e aprile 2011 furono eseguite indagini archeologiche preventive, che evidenziarono il proseguimento del citato canale e l'estensione dell'impianto agricolo, dotato di una rete di sistemi di drenaggio e coltivazione presuntivamente attribuita alla tarda Repubblica; nel rispetto delle prescrizioni impartite, furono apportate variazioni al progetto per salvaguardare integralmente la prosecuzione del canale, destinandola a verde, e ad ottobre 2011 il direttore regionale MIBAC, arch. Federica Galloni, espresse parere favorevole con prescrizioni alla realizzazione delle opere previste, imponendo in particolare che fosse "garantita l'assistenza archeologica in corso d'opera", decisione già esplicitata nella nota del 13 settembre 2011 concernente la verifica di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica (VAS); la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il Comune di Roma aveva tuttavia manifestato un orientamento diverso, osservando: "considerato che l'area in questione risulta una enclave all'interno di un'ampia porzione territoriale di cui alla Riserva Naturale Regionale "Decima-Malafede" sottoposta a tutela paesaggistica (art. 142 lettera f del D.Lgs. 42/04) e conserva ancora le connotazioni di "paesaggio agrario di rilevante valore" (art. 24 delle NTA del P.T.P.R) ritiene che l'area in oggetto debba mantenere la continuità con il paesaggio circostante anche in considerazione dei censiti filari di alberature"; considerato che: la proposta di deliberazione della Giunta Capitolina n. 188/2019 intitolata "Progetto urbanistico dell'Ambito di Trasformazione Ordinaria prevalentemente residenziale R 13 Tor de' Cenci Sud in località Tenuta La Perna approvato ai sensi dell'art. 1-bis comma 1 della Legge Regione Lazio n. 36 del 2.07.1987 e ss.mm.ii. Accettazione delle aree a destinazione pubblica" è basata su un procedimento di autorizzazione preventiva che richiama esplicitamente il prefato parere con prescrizioni della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del 25 ottobre 2011, previsto all'art. 142, comma 1, lettera m) del decreto legislativo n. 42 del 2004 per le "zone di interesse archeologico"; l'autorizzazione paesaggistica al Progetto urbanistico in questione rilasciata dalla Regione Lazio il 25 marzo 2014, a valle delle pronunce suddette, deve però ritenersi scaduta, perché rientra nelle fattispecie descritte nell'articolo 146, comma 4, del decreto legislativo n. 42 del 2004, integrato dal decreto-legge n. 83 del 2014, che determina l'efficacia quinquennale dell'autorizzazione paesaggistica legandola a quello dell'efficacia del titolo edilizio, se ottenuto dopo il 1° giugno 2014, data dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 83 del 2014; non può essere invocato a sostegno della validità del parere regionale anteriore al 1° giugno 2014 neppure l'art.3 -quater del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, che statuisce: "È altresì prorogato di tre anni il termine delle autorizzazioni paesaggistiche in corso di efficacia alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto", poiché detto parere non era in corso di efficacia alla data di pubblicazione della legge stessa sulla Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 2013; quanto, infine, alla questione della validità quinquennale dell'autorizzazione paesaggistica prevista dall'art. 16, ultimo comma del Regio decreto 3 giugno 1940 n. 1357, è da ritenersi vigente quanto disposto dall'art. 158 del decreto legislativo n. 42 del 2004, come da giurisprudenza costante; considerato inoltre che in data 23 luglio 2020, con il solo parere contrario della consigliera Gemma Guerrini, su 33 votanti, è stata approvata la citata Deliberazione della Giunta Capitolina n. 188/2019, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto esposto; se non ritenga che la suddetta approvazione della deliberazione della Giunta Capitolina n. 188/2019 possa considerarsi illegittima sul piano amministrativo e, pertanto, impugnabile. Atto n. 3-01893 SAVIANE TESTOR CENTINAIO BRUZZONE BERGESIO VALLARDI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: continuano ad essere rilevanti i numeri di predazioni di animali compiute dai lupi; questi, secondo notizie di stampa, soltanto nei primi due giorni di settembre, hanno assaltato circa 30 capi della razza alpagota nei terrori di Ronchena, Ciet di Belluno e Pian Longhi di Ponte nelle Alpi; la specie lupo ( Canis lupus ) è tutelata dalla normativa nazionale in virtù della legge 11 febbraio 1992 n. 157 «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio» e, a livello comunitario, dalla direttiva 92/43/CEE (Habitat), recepita con decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997 n. 357; la direttiva 92/43/CEE, all'articolo 16, prevede che gli Stati membri possano richiedere una deroga per intervenire sulle popolazioni di animali selvatici in determinate circostanze, a condizione che sia mantenuto uno stato di conservazione soddisfacente di tali popolazioni; gli allevatori sono in stato di allarme, non riuscendo con le misure di vigilanza e protezione da loro adottate a contenere il fenomeno; per tale ragione chiedono un intervento da parte delle istituzioni; è necessaria l'urgente adozione di misure per rendere compatibile la presenza del lupo con le attività esercitate dall'uomo, adottando le limitazioni necessarie a garantire la sicurezza delle persone, nelle campagne e nei centri abitati, in modo tale da permettere la prosecuzione delle attività di mantenimento e custodia dei pascoli e dei paesaggi alpini svolte dagli allevatori, fondamentali per la custodia delle montagne; la provincia di Belluno, che da tempo è impegnata nel migliorare le tecniche di allevamento e coltivazione, rendendole più sostenibili nel rispetto del territorio e del mondo animale che lo popola, potrebbe divenire territorio di riferimento per la realizzazione di un progetto pilota nell'ambito delle iniziative di attuazione del "Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia", si chiede di sapere se il Governo non ritenga di assumere iniziative per l'attuazione di un piano di gestione del lupo, che preveda il monitoraggio delle popolazioni, il censimento su basi scientifiche e il contenimento, anche tramite gli abbattimenti, dei soggetti in esubero, individuando proprio nella provincia di Belluno il territorio di riferimento per la realizzazione di un progetto pilota. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01889 RENZI FARAONE BONIFAZI CARBONE COMINCINI CONZATTI CUCCA GARAVINI GINETTI GRIMANI MAGORNO MARINO NENCINI PARENTE SBROLLINI SUDANO VONO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'8 aprile 2020 ad Albiano Magra, frazione del comune di Aulla (Massa Carrara), è crollato il ponte che attraversa il fiume Magra; il ponte collega Albiano Magra con Santo Stefano Magra (La Spezia) e si trova lungo la strada statale 330 che si immette sulla statale Cisa; in passato, l'infrastruttura era stata oggetto di segnalazioni a causa della presenza di numerose crepe; il crollo del ponte ha provocato gravi disagi per i cittadini di Albiano, Caprigliola, Stadano, Isola, Bettola e Montedivalli; peraltro, la situazione di isolamento in cui si sono ritrovati i cittadini ha ripercussioni negative, oltre che sulla viabilità, anche sull'accessibilità ai servizi sanitari di primo soccorso e alle caserme dei vigili del fuoco; dopo ben 5 mesi, anche la situazione delle macerie e dei detriti è di evidente pericolo per l'intera comunità, soprattutto in vista della stagione autunnale e invernale; in data 25 maggio 2020, all'esito della riunione convocata dal presidente della Regione Toscana, si è scelto di adottare la soluzione delle rampe di accesso alla A15 e, contestualmente, i sindaci della provincia di La Spezia, coordinati dal subcommissario, stanno lavorando ad un'opera complementare da realizzare sulla A12; i lavori per la costruzione delle rampe, ad oggi, non sono ancora iniziati, benché siano ormai trascorsi 5 mesi dal crollo; trattandosi di un'opera provvisoria, è opportuno procedere celermente e, dunque, anche in deroga rispetto alla tradizionale procedura di VIA nazionale; il Consiglio superiore dei lavori pubblici, ad oggi, non si è ancora espresso con un parere sulla deroga alle caratteristiche geometriche per la progettazione delle strade di cui al decreto ministeriale 5 novembre 2001, n. 6792; considerato che: è indispensabile procedere con tempistiche celeri, sia per lo stato di abbandono e disagio in cui versano i cittadini, sia per l'indiscutibile penalizzazione del distretto manifatturiero e commerciale lunigianese e dello sviluppo turistico del territorio; la ricostruzione del ponte è essenziale e strategica per i collegamenti e l'economia delle due regioni, nell'ottica di un investimento sul territorio della Lunigiana, valorizzandone la vocazione turistica in un'ottica sostenibile, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano predisporre misure idonee di competenza per procedere celermente alla rimozione dei detriti e delle macerie, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, e altresì alla realizzazione ed esecuzione del progetto relativo alle rampe autostradali, che permetteranno di ripristinare i collegamenti stradali. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04024 DE PETRIS Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: il mondo scientifico ritiene, per i dati finora emersi, che il COVID-19 si sia originato a causa del contatto con animali selvatici e il relativo salto di specie; in queste settimane sono previste e confermate alla partecipazione del pubblico, esposizioni di animali selvatici, in particolare a Longarone (Belluno) con i "Reptiles Day" il 5 e 6 settembre, a Sacile (Pordenone) con la Sagra dei osei il 6 settembre, ad Anagni (Frosinone) il 26 e 27 settembre con "I love reptiles", il 3 e 4 ottobre a Catania con "Expopet", il 22 e 23 novembre a Montichiari (Brescia) con "Esotika", a Calenzano (Firenze) il 28 e 29 novembre con "Firenze Wild", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e, per quanto di loro competenza, quali iniziative siano state intraprese per assicurarsi che dalle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Sicilia, Lombardia e Toscana siano state effettivamente programmate le fiere elencate e siano stati assunti gli idonei provvedimenti, con i servizi veterinari pubblici riguardo agli animali, così come dai servizi sanitari per operatori, lavoratori e pubblico, ritenuti validi a prevenire la diffusione di malattie animali, zoonosi ed epidemie; se non intendano comunque vietare queste e altre simili iniziative per tutto il periodo necessario a prevenire la diffusione del COVID-19. Atto n. 4-04025 ALESSANDRINI PITTONI BARBARO BORGONZONI SAPONARA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: le nuove GPS, graduatorie provinciali per le supplenze, volute dal Ministro in indirizzo, a poche ore dalla loro comparsa, cominciano a far discutere per ritardi di pubblicazione e per errori di punteggio riscontrati; la prima pecca viene dalla mancata pubblicazione in ogni provincia delle Gps, rispettando il termine prestabilito; in data 1° settembre 2020 era prevista in tutte le provincie d'Italia la pubblicazione delle nuove GPS, tuttavia, ad oggi, solo pochi territori hanno pubblicato i nuovi elenchi; a destare, inoltre, preoccupazione sono stati i punteggi di alcuni insegnanti riscontrati nelle nuove graduatorie provinciali pubblicate, che vantano ben più di 900 punti, se non addirittura più di 3.000 punti; tutto ciò getta discredito nei confronti di un sistema di conteggio digitale considerato infallibile, ma che in realtà non lo è affatto, con tutte le conseguenze del caso; infatti, la pubblicazione delle GPS sarà definitiva stavolta, e non provvisoria come avveniva per le graduatorie di istituto fino a tre anni fa; l'ordinanza ministeriale n. 60 sulle GPS prevede che le graduatorie vengano pubblicate e diventino immediatamente definitive, impugnabili solo mediante ricorso al TAR competente entro 60 giorni, oppure al Presidente della Repubblica entro 120 giorni, con tempi tutt'altro che celeri, si tratta di una disposizione che non ha precedenti per le graduatorie per le supplenze; tale scelta, oltreché illogica sarà foriera di contenziosi che ricadranno sulle scuole, quando alla stipula di contratti dovranno fare i controlli e rescindere i contratti in caso di errore; chi pagherà le conseguenze di questo pasticcio saranno ancora una volta il mondo della scuola, i suoi docenti e i suoi alunni, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di sanare una situazione che rischia gravemente di compromettere l'avvio di un anno scolastico che si preannuncia molto complicato. Atto n. 4-04026 PILLON LUNESU Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 25 agosto 2020 il primo firmatario della presente interrogazione veniva a conoscenza di notizie relative a un possibile focolaio di SARS-Cov-2 in Sardegna, nella zona di Arzachena, presso il centro vacanze "Isuledda", presso il quale lo stesso si trovava con la famiglia; la notizia, pubblicata dal quotidiano "Il Messaggero", riferiva di 63 soggetti positivi tra il personale del centro vacanze; l'interrogante si premurava di contattare immediatamente la Prefettura per ottenere maggiori informazioni in ordine alla possibile emergenza; la Prefettura lo metteva in contatto col capo dell'Unità di crisi per la Sardegna del nord, che invero lo informava di aver già più volte provveduto a smentire la notizia, precisando che erano stati effettivamente eseguiti dei tamponi sul personale del centro vacanze, ma che ancora non erano disponibili i risultati degli esami; nonostante le smentite ufficiali, l'indomani diversi quotidiani e TG nazionali pubblicavano la notizia di un focolaio presso il centro vacanze "Isuledda"; in data 29 agosto pervenivano infine gli esiti degli esami dei tamponi effettuati sul personale, i quali risultavano tutti negativi; considerato il danno di immagine ed economico causato, non solo al centro vacanze, ma alla Regione Sardegna e al turismo italiano, da questa massiva diffusione di notizie false, che ha comportato il prematuro abbandono della struttura da parte di molti turisti, si chiede di sapere: se sia stata avviata un'indagine sui fatti in questione, al fine di individuare responsabilità ed eventuali profili penali annessi alla diffusione di questa notizia falsa; quali strumenti il Ministro in indirizzo intenda impiegare per impedire che simili allarmismi possano verificarsi nuovamente, causando ulteriori danni all'immagine e all'economia del nostro Paese. Atto n. 4-04027 GALLONE MALLEGNI MOLES PICHETTO FRATIN TOFFANIN FLORIS Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'istruzione Premesso che: gli interroganti hanno già presentato l'interrogazione 4-03439 pubblicata il 13 maggio 2020, in cui si evince che tutti gli operatori del settore, legati al turismo business , sono tra quelli che stanno subendo i maggiori danni economici conseguenti all'emergenza sanitaria da COVID-19; più in particolare, il settore specifico degli autobus da noleggio con conducente per trasporti privati è completamente fermo dal 23 febbraio, il fatturato è pari a zero dall'inizio dell'emergenza e le prospettive di ripresa sono incerte e difficili; le uniche risorse che gli operatori hanno ricevuto dallo Stato sono quelle che sono state previste per tutte le imprese indistintamente, ovvero il contributo a fondo perduto del 10 per cento sulla differenza di fatturato tra il mese di aprile 2019 ed il mese di aprile 2020, che, come si evince da diverse missive ricevute dai parlamentari, son serviti per pagare le quattordicesime ai dipendenti, ma che non hanno compensato nemmeno in minima parte le grandi perdite dell'anno in corso; le imprese si trovano in grave difficoltà con la gestione del personale dipendente, con le rate dei mutui e dei leasing da pagare per l'acquisto mezzi, per il pagamento delle scadenze fiscali e contributive, per la sussistenza stessa delle famiglie dei titolari, che vivono del lavoro nell'impresa; si apprende che in alcune regioni le ditte di trasporto pubblico locale abbiano acquistato, sovvenzionati dallo Stato, pullman euro 1 ed euro 2, dunque mezzi vecchi ed obsoleti, per far fronte alle numerose richieste e alle limitazioni imposte per contenere il contagio da COVID-19; le aziende di autobus per trasporti privati, a differenza delle ditte pubbliche, devono rispettare specifici requisiti anti inquinamento che impongono almeno la categoria euro 5; le aziende di trasporto privato, pur di rimettere in moto la propria impresa, si sono messe a disposizione per sopperire con i loro mezzi alle mancanze delle ditte di trasporto pubblico, dovute ai nuovi regolamenti anti contagio; solo nella provincia di Bergamo le aziende di autotrasporti privati hanno fermi da mesi circa 600 autobus; il problema dell'affollamento sui pullman si pone storicamente ogni settembre e dunque ogni inizio di nuovo anno scolastico e quest'anno ha una valenza ancora più importante; in alcuni Comuni italiani, le aziende private svolgono già servizi di scuolabus per elementari e medie e dunque potrebbero garantire in sicurezza un servizio più ampio, ad esempio evitando il disagio del doppio o triplo turno a studenti, docenti di entrambe le scuole, si chiede di sapere: che cosa i Ministri in indirizzo intendano fare per evitare il rischio del definitivo collasso delle ditte di autotrasporti privati; che cosa abbiano previsto per scongiurare il rischio di affollamento dei bus urbani ed extraurbani; se non ritengano utile e opportuno coinvolgere anche le aziende di autoservizi privati nella gestione del trasporto pubblico in modo da permettere la conciliazione di più interessi, ovvero, quelli degli utenti che potrebbero avere servizi migliori, quelli delle aziende di trasporto pubblico che potrebbero evitare il sovraffollamento e quelli delle aziende private che sono senza lavoro da febbraio. Atto n. 4-04028 MALLEGNI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: consta all'interrogante che, nonostante l'emergenza COVID-19 e le difficoltà di molte imprese italiane nel portare avanti la loro attività, gli Istituti bancari non sembrano intenzionati a sospendere le procedure di recessione dai contratti di conto corrente con le imprese che operano nel settore del gioco legale; risulta che nei giorni scorsi la Banca di Credito Cooperativo Abruzzese avrebbe assunto la decisione di recedere da ben due contratti di conto attraverso i quali un imprenditore svolge la sua attività; tale decisione crea un danno incalcolabile alle imprese del settore e desta perplessità da un lato, per il modus operandi a parere dell'interrogante assolutamente ingiustificato, esercitato in maniera irrituale nei confronti di aziende, che presentano saldi attivi e che risultano in regola con i pagamenti di fornitori, imposte e contributi previdenziali; dall'altro, perché tale recesso immotivato obbliga le società o aziende a chiudere, in quanto le sempre più stringenti norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari non ne consentirebbero l'operatività; i conti correnti sono servizi pubblici essenziali per garantire il funzionamento del ciclo economico e, in quanto tali, non possono essere negati; risulta che le banche stiano chiudendo i rapporti di conto corrente consegnando ai correntisti unicamente un assegno circolare, il quale per sua natura ha necessità di un conto corrente e di un rapporto bancario per essere tradotto in liquidità disponibile alla spesa od utilizzato per il pagamento di spese ed utenze; già in passato operatori del gioco legale avevano evidenziato questa situazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di fornire chiarimenti in merito alle decisioni di recesso dai conti correnti assunte dagli Istituti di credito e riguardo alla funzione degli stessi alla luce della normativa vigente sulle limitazioni dell'utilizzo del contante, di cui alla legge 19 dicembre 2019, n. 157 e della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), che impone ai cittadini l'esclusivo utilizzo di un conto corrente sul quale depositare emolumenti derivanti da rapporti di lavoro, e altre transazioni oltre una somma determinata. Questioni che da tempo sono rimaste in sospeso per il corretto funzionamento dell'intero comparto e che in questo momento di crisi si stanno accentuando. Atto n. 4-04029 DE BERTOLDI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: la vicenda legata ad alcuni parlamentari in carica, che hanno percepito l'indennità pari a 600 euro, riconosciuta in favore di alcune categorie di lavoratori possessori di partita IVA (a determinate condizioni) come previsto dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cosiddetto decreto Cura Italia), (articoli da 27 a 31 e 38), a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, ribadisce, ad avviso dell'interrogante, oltre ad un evidente ed immorale comportamento (sebbene legittimo) un palese e grave errore normativo, in considerazione che le disposizioni previste hanno stabilito dei limiti di reddito per il percepimento del bonus da 600 euro, soltanto per le libere professioni ordinistiche (discriminate, a giudizio dell'interrogante dal Governo) e non per tutte le partite IVA beneficiarie, come invece, a giudizio dell'interrogante, sarebbe stato invece corretto; al riguardo, risulta conseguentemente urgente e necessario, secondo l'interrogante, conoscere il numero esatto di coloro che hanno beneficiato del bonus , avendo un reddito superiore ai limiti già imposti ai citati professionisti iscritti in ordini, in relazione all'evidente possibilità che i percettori possano essere in realtà, centinaia di migliaia e non invece soltanto cinque parlamentari risultati alle cronache di stampa nazionale (fatto che consente al partito del Movimento 5 stelle di esercitare un evidente "populismo", quando, a giudizio dell'interrogante, risulta essere il primo responsabile di tale increscioso comportamento); in tale quadro, emergono inoltre secondo l'interrogante, evidenti profili di ragionevolezza, in relazione all'avvio di procedure in giudizio, da parte dei contribuenti danneggiati, nel far valere i propri diritti, attraverso un'azione di classe (cosiddetta class action ) come stabilito dall'articolo 140 -bis del Codice del Consumo, in considerazione che le modalità legislative introdotte dal Governo e approvate dalla maggioranza, così ambigue e distorte, potrebbero costituire eventuali azioni di risarcimento per la gestione del lockdown , anche a causa della mancata previsione di un limite di reddito nell'assegnazione dell'indennità di 600 euro, che ha depauperato le casse statali, magari a beneficio di alcuni cittadini benestanti, si chiede di sapere; quali sia il numero effettivo di coloro che hanno beneficiato dell'indennità pari a 600 euro, prevista dal decreto-legge Cura Italia, avendo un reddito superiore ai limiti già imposti ai professionisti ordinistici, citati in premessa; se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, siano in possesso di altre informazioni, in merito alla vicenda legata ai percettori del bonus richiamato, che ha escluso immotivatamente dal beneficio, i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali, categoria che sta affrontando, dall'inizio dell'emergenza sanitaria diffusa nel Paese, gravissimi problemi economici e finanziari e, in caso affermativo, se non ritengano di rendere pubbliche tali informazioni; se infine, in considerazione della gravissima situazione normativa, legata alle disposizioni previste dal citato decreto-legge, relative all'indennità dei 600 euro (limitata soltanto ad alcune categorie di lavoratori) che sta causando evidenti distorsioni e ambiguità nell'effettiva applicazione di tali regole, il Governo non ritenga urgente e necessario, rivedere profondamente l'intero impianto normativo, al fine di rendere più chiare e semplici le disposizioni, estendendo al contempo, a tutti i titolari di partita IVA, il beneficio previsto, rendendo pertanto più equilibrata la finalità normativa citata in premessa. Atto n. 4-04030 AUGUSSORI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la stazione ferroviaria di Lodi, in seguito alla chiusura che ha interessato gran parte dei servizi al pubblico durante i mesi più problematici dell'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, non ha ancora ripreso la sua piena funzionalità: la biglietteria continua ad essere chiusa (ed in sostituzione c'è un solo distributore automatico, situazione che crea inevitabilmente disagi soprattutto alle persone più anziane), la sala d'aspetto risulta essere sbarrata ed i servizi igienici sono fuori uso; i perduranti disservizi, che proseguono nonostante la quasi totale riapertura delle attività produttive e commerciali in tutto il territorio nazionale, hanno scatenato le proteste dei pendolari ed hanno portato il Sindaco della città a scrivere formalmente già due lettere per chiedere il ripristino della piena operatività della stazione; è inaccettabile che la stazione ferroviaria di una città capoluogo, che rappresenta un nodo di interscambio fondamentale per il trasporto locale, versi in una situazione simile, senza che le Amministrazioni abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali sulla data di riapertura della biglietteria, che continua ad essere posticipata; negli ultimi giorni, la gestione della biglietteria è passata da Rfi a Trenord, e sembra che la nuova società abbia finalmente in programma la ripresa dell'attività a partire da ottobre, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per garantire la tutela dei diritti dei viaggiatori che transitano nella stazione di Lodi e che devono potersi avvalere di un servizio di trasporto adeguato e dignitoso e di una stazione ferroviaria che offra servizi al pubblico adeguati sia al numero delle persone che la frequentano, sia all'importanza che la stazione riveste come punto di interscambio nel trasporto locale; quali siano le tempistiche previste per la risoluzione dei disagi della stazione ferroviaria di Lodi, ripetutamente segnalati dai cittadini, dall'Amministrazione comunale e dalla stampa locale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01892 della senatrice Corrado ed altri, sul progetto di urbanizzazione di Tenuta La Perna, in località Tor de' Cenci, a Roma; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-01893 del senatore Saviane ed altri, sull'attuazione di un piano di gestione del lupo.