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ALLEGATO CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI SCIOPERO RILASCIATO Ai Sensi DELL'ULTIMO COMMA DELL'ART. 11 DELLA LEGGE 6 APRILE 1983, N. 93. In ogni società civile e democratica lo sciopero è considerato una libertà essenziale ed ineliminabile dell'uomo, frutto di conquiste pagate a prezzo di estremi sacrifici da parte del movimento dei lavoratori. Inoltre, in una società democratica e pluralistica, non solo il conflitto è pluralista, non solo il conflitto non è eliminabile, ma agisce anche come strumento di avanzamento e progresso sociale. In Italia, lo sciopero è passato dall'ambito indistinto delle libertà civili, al rango di diritto costituzionale, art. 40 della Costituzione. Tale diritto, pilastro di una democrazia moderna, ha contribuito non solo a tutelare meglio i lavoratori, ma anche alla difesa di altre libertà, e quindi a una complessiva ed importantissima crescita della democrazia nel nostro Paese. L'autoregolamentazione non significa ridurre l'esercizio del diritto di sciopero, ma raffreddare quella conflittualità corporativa che danneggia fondamentali valori individuali e sociali, per i quali il sindacato si è battuto per una loro promozione. Per tali ragioni il servizio svolto dai lavoratori del C.N.VV.F. impone una definizione dell'autoregolamentazione dell'esercizio del diritto di sciopero - peraltro già da tempo e di fatto sempre attuato con grande senso di responsabilità - che, da una parte, evidenzi la responsabile posizione dei lavoratori e del sindacato e, dall'altra, garantisca certezze alla contrattazione chiarendo la posizione dell'amministrazione e del potere pubblico su tutti gli aspetti che riguardano i rapporti con il sindacato. In modo particolare deve essere garantito il rispetto degli accordi in tutti i suoi aspetti, devono essere abbandonate dalle controparti forme esasperate di ostruzionismo, qualsiasi forma di rinvio e lentezza delle trattative. Così come è necessario convenire forme di trattenute sulla retribuzione in relazione alle modalità e alla durata dello sciopero. Sulla base di queste considerazioni le forme di lotta devono essere studiate ed attuate in modo da limitare per quanto sia possibile, ripercussioni sull'utenza, per influire in maniera diretta sulle controparti. Dovranno essere comunque assicurati i servizi di soccorso ai cittadini. Infatti la validità delle azioni di sciopero assume maggior rilievo politico tanto più quando è maggiore il consenso dei cittadini i quali devono essere informati preventivamente dei motivi, delle modalità e degli obiettivi della lotta sociale. NORME GENERALI Gli scioperi di qualsiasi genere dichiarati o in corso di effettuazione saranno immediatamente sospesi in caso di avvenimenti eccezionali di particolare gravità o di calamità naturali che richiedono la resa dei servizi di soccorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; Pertanto sono esclusi dagli scioperi i periodi interessati da interventi di soccorso di vaste proporzioni e di media e lunga durata. Sono altresì esclusi i periodi che vanno: dal 15 dicembre al 5 gennaio; dalla settimana che precede e segue la Pasqua e le scadenze elettorali nazionali. La titolarità a dichiarare, sospendere o revocare lo sciopero è riservata: per gli scioperi nazionali, alle strutture nazionali, alle strutture nazionali dei sindacati di categoria, d'intesa con la federazione CGIL-CISL-UIL; per gli scioperi regionali, alle strutture regionali di categoria, d'intesa con le strutture regionali delle federazioni CGIL-CISL-UIL; per gli scioperi provinciali territoriali di sede, anche su proposta degli esecutivi dei consigli dei delegati, alle strutture territoriali di categoria, d'intesa con le strutture territoriali della federazione CGIL-CISL-UIL. In caso di non accordo fra esecutivi dei consigli dei delegati e strutture territoriali di categoria, si procede ad un esame congiunto fra consiglio dei delegati, le segreterie di categoria interessate e le strutture territoriali della federazione CGIL-CISL-UIL. Qualora dopo tale esame, il disaccordo permanga, si procederà alla convocazione del comitato della federazione CGIL-CISL-UIL. In caso di mancato accordo tra le organizzazioni sindacali circa la proclamazione o meno dello sciopero, la decisione sarà assunta in base alle norme del patto federativo. Il primo sciopero per qualsiasi tipo di vertenza non può superare la durata di una intera giornata di lavoro (sciopero di 24 ore), quelli successivi al primo, per la stessa vertenza, non possono superare le due giornate (sciopero di 48 ore). I preavvisi relativi sono fissati in un minimo di quindici giorni. Ad eccezione degli scioperi generali di carattere nazionale o locale saranno evitati scioperi concomitanti di più comparti interessati al trasporto aereo, marittimo e ferroviario. Gli scioperi nazionali o locali di durata inferiore alla giornata si svolgeranno in un unico periodo di ore continuative che sarà predeterminato in modo da contenere al massimo i disagi dell'utenza. Sono esclusi scioperi articolati per singoli profili professionali. Nella fase che segue la rottura delle trattative o nel periodo di preavviso della dichiarazione delle azioni di sciopero, il sindacato è disponibile ad iniziative di mediazione messe in atto dal Governo per le vertenze nazionali o dagli organi pubblici competenti a livelli corrispondenti alla natura della vertenza. L'adozione di tali regole di comportamento si riferisce al complesso di azioni sindacali collegate alle politiche di riforma, rivendicative e contrattuali, mentre il sindacato si riserva la più ampia facoltà di iniziativa, quando fossero in gioco i valori fondamentali delle libertà civili e sindacali della democrazia e della pace, fermo restando comunque, l'impegno ad assicurare il servizio di soccorso ai cittadini. CGIL CISL UIL