Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 265 NENCINI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale DDL 2401 Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (Parere alla 10ª Commissione. Esame. Parere favorevole con osservazioni) La relatrice DE LUCIA ( M5S ) illustra, per gli aspetti di competenza, il provvedimento d'urgenza in titolo, adottato allo scopo di introdurre misure di sostegno alle imprese, alle famiglie e ai soggetti in condizione di fragilità economica e fisica mediante il contenimento dei costi delle bollette di elettricità e gas, nonché al fine di semplificare la legislazione vigente attraverso l'abrogazione o la modifica di alcune disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi. Segnala l'articolo 4, comma 1, che dispone l'abrogazione delle disposizioni elencate nell'Allegato 1 al decreto-legge, fra le quali segnala l'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. La relazione illustrativa chiarisce che l'abrogazione si è resa necessaria poiché il Ministero già da tempo attua in via amministrativa quanto prescritto dalla disposizione in argomento. Viene inoltre abrogato l'articolo 1, comma 468, della legge n.145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), con cui era stata demandata a un decreto del Ministro dell'istruzione, università e ricerca l'attualizzazione degli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi degli istituti tecnici superiori (ITS), nonché dei criteri di valutazione dei piani di attività realizzati, peraltro rimasto inattuato. Il decreto ministeriale avrebbe dovuto essere adottato, a partire dall'anno 2020 e con frequenza biennale, di concerto con l'Autorità politica delegata per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione e i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata. La relazione illustrativa al decreto-legge argomenta la scelta dell'abrogazione della disposizione in esame rilevando che la scelta di accorpare gli istituti già esistenti o di ridisegnare gli standard organizzativi rientra nella discrezionalità dell'Amministrazione. Inoltre la relazione ritiene che il contenuto recato dalla norma può considerarsi superato alla luce della riforma complessiva degli istituti tecnici superiori, attualmente all'esame del Parlamento. Al riguardo, si tratta del progetto di legge (AS 2333), approvato in prima lettura dalla Camera e in corso di esame presso la nostra Commissione, recante "Ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza". È abrogato anche l'articolo 1, comma 51, della legge n. 107 del 2015, il quale prevedeva la definizione, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di natura regolamentare, dei criteri per il riconoscimento, da parte delle università, dei crediti acquisiti dallo studente a conclusione dei percorsi realizzati dagli Istituti tecnici superiori (ITS). La Relazione illustrativa riconduce l'abrogazione di tale disposizione alla sua "difficile attuazione in considerazione della sua sostanziale incompatibilità con il quadro ordinamentale di riferimento"; che il rinvio al provvedimento ministeriale per la definizione dei predetti criteri - prosegue la Relazione - "non tiene conto del principio di autonomia degli atenei, sancito all'articolo 33, sesto comma, della Costituzione" e segnala che, con particolare riguardo al riconoscimento dei crediti, la norma generale - ossia l'articolo 14 della legge 30 dicembre 2010, n. 240 - demanda ai singoli atenei la competenza sul riconoscimento dei crediti. Al riguardo fa presente che "la relativa valutazione [è] necessariamente connessa a una indagine concreta sul percorso formativo già svolto dallo studente e alla sua effettiva interrelazione con il corso di laurea nel cui ambito i crediti formativi andrebbero riconosciuti". Quanto all'articolo 4 del decreto-legge, il comma 2 interviene sulla disciplina relativa alla formazione iniziale dei docenti per il sostegno didattico nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria; nello specifico, la disposizione sostituisce il comma 5 dell'articolo 12 del decreto legislativo n. 66 del 2017, che, nel nuovo testo, demanda agli atenei, con propri regolamenti, il compito di adeguamento del corso di laurea in scienze della formazione primaria e del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica alle innovazioni introdotte dal medesimo articolo 12. Nella formulazione precedente alla presente modifica, il comma prevedeva, invece, che con decreto di natura regolamentare venissero definiti i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di laurea in scienze della formazione primaria, nonché del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica, oltre ai crediti formativi necessari per l'accesso a quest'ultimo corso di specializzazione. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dà nuovamente la parola alla relatrice. La relatrice DE LUCIA ( M5S ) presenta e illustra una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. Nessuno chiedendo intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere della relatrice è posta in votazione e approvata. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per il riordino degli studi artistici, musicali e coreutici DDL 2020 Delega al Governo per il riordino degli studi artistici, musicali e coreutici (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 21 settembre. Il PRESIDENTE avverte che sono stati presentati 29 emendamenti al disegno di legge in titolo, pubblicati in allegato. Il seguito dell'esame è rinviato. Disposizioni per la promozione dei cammini come itinerari culturali. Delega al Governo in materia di cammini DDL 2367 Disposizioni per la promozione dei cammini come itinerari culturali. Delega al Governo in materia di cammini (Esame e rinvio) La relatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 2367, che propone una disciplina nazionale dei cammini come itinerari culturali. Si tratta di un disegno di legge, a prima firma del Presidente della Commissione, che è stato sottoscritto da tutti i Gruppi presenti in Commissione: un'iniziativa quindi largamente condivisa, maturata al termine e alla luce di un lungo percorso di approfondimento e confronto. Raccogliendo infatti i numerosi elementi e le molte sollecitazioni emerse nel corso dell'affare assegnato n. 590, concluso con l'approvazione con voto unanime da parte della 7 a Commissione permanente del Senato della risoluzione Doc. XXIV, n. 40, l'iniziativa si propone di delineare una governance unitaria di un fenomeno di grande significato e valenza culturale, oltre che religiosa, sportiva, sociale ed enogastronomica, e come emergente fenomeno di turismo lento esperenziale. Nei lavori della Commissione è emersa chiaramente l'esigenza di definire una normativa statale di principio che offra uno strumento di salvaguardia sistemica dei cammini stessi in quanto beni culturali complessi, considerati quindi nella loro unitarietà e per il loro significato di arricchimento della comunità e di conservazione del suo patrimonio identitario, oltre che come opportunità di sviluppo economico dei territori. Una normativa statale che delinei una disciplina di principio omogenea e valida in tutto il territorio nazionale offrirebbe gli strumenti per favorire il superamento dell'attuale frammentazione e disomogeneità degli interventi, lamentati dalle stesse regioni, dagli enti locali, dagli esperti e dagli operatori del settore con cui ha interloquito la Commissione: nella generalità delle audizioni è stato manifestato un corale favore in questo senso, manifestato anche nella seduta della Commissione del 19 maggio 2021 con riferimento all'eventuale presentazione di un disegno di legge quadro in materia; un impegno assunto con l'approvazione della risoluzione prima ricordata e cui si dà attuazione con il disegno di legge n. 2367. L'articolo 1 individua l'oggetto del disegno di legge, dettando la definizione dei cammini come itinerari culturali, e le sue finalità, che spaziano oltre la tutela e valorizzazione dei monumenti, dei luoghi e dei siti di interesse storico, culturale, religioso e naturalistico interessati e la tutela dell'ambiente e del paesaggio, per abbracciare le finalità di valorizzazione dei borghi, di rilancio dell'attività culturale nei territori attraversati o limitrofi ai cammini e della connessa attività di accoglienza, a sostegno di una strategia nazionale delle aree interne. Tra le finalità di studio sono richiamate anche quelle concernenti aspetti sociali ed enogastronomici, nonché quelli attinenti alla tradizione e all'identità culturale italiana nella sua unitarietà e nelle sue diversificazioni. Non manca la finalità di promuovere corretti stili di vita e la capacità inclusiva delle attività culturali e turistiche specificamente calibrate per persone diversamente abili o con mobilità ridotta. All'articolo 2 si prevede la definizione della «Mappa dei cammini d'Italia», da realizzare anche in formato digitale, funzionale alla costituzione di una banca dati unica nazionale; si riprende così il percorso tracciato qualche anno fa con l'« Atlante dei cammini », portando a compimento un disegno di promozione del patrimonio dei cammini, in una cornice di completezza e di costante aggiornamento. Si prevede che nella Mappa possano essere inseriti i tratti presenti sul territorio italiano degli itinerari culturali europei riconosciuti dal Consiglio di Europa, i cammini interregionali e, su richiesta delle regioni interessate, i cammini di interesse regionale o locale: l'inserimento nella Mappa comporta il riconoscimento della qualifica di Cammino d'Italia, un brand cui è connesso il riconoscimento di caratteristiche proprie degli itinerari culturali come definiti dall'articolo 1, comma 2, e il rispetto di standard di qualità appositamente individuati e periodicamente aggiornati. La Mappa è infatti aggiornata con cadenza almeno biennale; nelle more dell'aggiornamento, è previsto un meccanismo di temporanea esclusione per il caso che siano venuti meno i requisiti o gli standard di qualità necessari: si tratta di una misura di salvaguardia degli utenti da attivare con celerità, fermo restando che con l'aggiornamento della Mappa l'esclusione potrà essere definitivamente confermata ovvero revocata. Resta ferma la competenza delle regioni e delle province autonome a istituire e disciplinare cammini e itinerari di interesse regionale e locale. L'articolo 3 prevede l'istituzione della cabina di regia, organismo chiamato ad assicurare, insieme al tavolo permanente di cui all'articolo 5, una governance unitaria dei cammini. Un comitato scientifico, formato da esperti, coadiuva la cabina di regia, svolgendo anche le attività di verifica sul campo, di studio e di analisi tecnica utili per le sue determinazioni (articolo 4). La cabina di regia è composta da rappresentanti dei Ministeri competenti in materia di cammini e da rappresentanti delle regioni, delle province e dei comuni; ai suoi lavori partecipano altresì i rappresentanti di altri Ministeri o amministrazioni pubbliche aventi competenza nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche poste all'ordine del giorno. La cabina di regia svolge funzioni di proposta dei provvedimenti in materia di cammini, sentiti il tavolo permanente e il comitato scientifico; la generalità dei provvedimenti sono poi adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con la Conferenza unificata e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari; in alcuni casi, è richiesto il parere delle regioni interessate. Si intende così garantire il massimo grado di coinvolgimento degli enti territoriali, i quali non solo sono presenti nella composizione della cabina di regia e nel tavolo permanente, ma sono pienamente coinvolti anche nella fase di adozione dei provvedimenti. Illustra quindi i numerosi compiti della cabina di regia, che presenta al Ministro della cultura una relazione annuale sull'attività svolta. L'articolo 4 disciplina il comitato scientifico, composto da esperti, che opera presso la cabina di regia. Il successivo articolo 5 prevede l'istituzione, presso il Ministero della cultura, di un tavolo permanente, che costituisce una sede stabile di consultazione, di cui fanno parte i componenti della cabina di regia, rappresentanti degli operatori del settore culturale e di quello turistico, rappresentanti delle associazioni, degli enti del Terzo settore e di altri organismi attivi nel settore, rappresentanti delle istituzioni religiose, rappresentanti di associazioni a tutela dei disabili, nonché esperti, al fine di consentire un approccio comune e integrato in materia di cammini. Ai lavori del tavolo possono essere chiamati a partecipare i rappresentanti di amministrazioni pubbliche aventi competenza nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche poste all'ordine del giorno e altri soggetti esperti sui medesimi provvedimenti e tematiche. Il tavolo permanente favorisce il confronto e il monitoraggio di problematiche, esigenze e profili di evoluzione dei cammini, lo scambio di esperienze e di buone pratiche, nonché l'elaborazione di proposte anche normative e amministrative. La cabina di regia acquisisce il parere del tavolo permanente sulla generalità delle proprie proposte. Il tavolo presenta al Ministro della cultura una relazione annuale sull'attività svolta. L'articolo 6 prevede la costituzione di un «Osservatorio nazionale per i cammini» presso l'Osservatorio nazionale del turismo istituito presso l'ENIT - Agenzia nazionale del turismo, cui è demandato il compito di raccogliere e analizzare i dati concernenti i cammini, con particolare riferimenti ai flussi delle presenze e alla rilevazione delle criticità. Si intende inoltre favorire la creazione di una rete di osservatori regionali dei cammini, anche al fine di consentire l'implementazione dei dati e delle informazioni dell'osservatorio nazionale, favorendo la costituzione di un'apposita banca dati, nonché l'interoperabilità tra osservatori. L'articolo 7 prevede la promozione di studi e ricerche, anche in collaborazione con università, istituzioni culturali e di ricerca. Il comma 2 dell'articolo prevede che il Ministro della cultura presenti alle Camere una relazione annuale sui cammini, nella quale si dà conto anche di quelle della cabina di regia e del tavolo permanente. L'articolo 8 estende l'ambito di applicazione della legge n. 717 del 1949, in materia di arte negli edifici pubblici, ai cammini: in tal modo una percentuale delle risorse utilizzate per i cammini sarà destinata al loro abbellimento con opere d'arte. L'articolo 9 prevede la realizzazione di campagne di promozione dei cammini come itinerari culturali, a livello nazionale e internazionale, allo scopo di incentivare lo sviluppo di un turismo lento sostenibile e diffuso sul territorio. Passa quindi a illustrare l'articolo 10, che delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di semplificazione normativa e amministrativa, di semplificazione delle procedure di finanziamento degli interventi destinati ai cammini stessi e di modifica della legislazione vigente per la realizzazione e la valorizzazione dei cammini, e riferisce sui principi e criteri di delega. L'articolo 11 reca la copertura finanziaria e il successivo articolo 12 regola l'entrata in vigore. Conclude auspicando un esame ampiamente condiviso. Si apre la discussione generale. Il senatore MARILOTTI ( PD ), premettendo di non aver preso parte ai lavori della Commissione che hanno preceduto la presentazione del disegno di legge n. 2367, dichiara di apprezzarne i molti aspetti positivi. Esprime tuttavia perplessità per la cifra a suo giudizio eccessivamente dirigistica che connota l'impianto complessivo, con particolare riferimento alla previsione della Cabina di regia nazionale, la cui composizione egli teme possa non aiutare la crescita e la stessa esistenza dei cammini. Al riguardo sottolinea come i cammini siano storicamente nati prima ancora dello Stato: ritiene che occorra riconoscere un ruolo centrale alla partecipazione popolare, che svolge un ruolo fondamentale nella cura del patrimonio culturale e in generale in questo settore, che egli giudica molto importante anche per la sua funzione di inclusione, come evidenziato dal testo in esame. Conclude ribadendo la fondamentale importanza dell'amore popolare per i cammini. Ha quindi la parola la senatrice RUSSO ( M5S ) che ringrazia in primo luogo la relatrice per l'ampia illustrazione del disegno di legge in titolo, con il quale si dà seguito a un lavoro, ricco e ampiamente condiviso, che la Commissione ha svolto nell'ambito dell'affare assegnato n. 590, sulla promozione di cammini interregionali quali itinerari culturali. Dopo aver ricordato l'attualità del tema in esame, richiamando in particolare le iniziative in corso nella Regione siciliana, fa presente al senatore Marilotti che le audizioni informali svolte nell'ambito dell'affare assegnato hanno evidenziato la forte presenza e l'ampia partecipazione della società civile nella gestione e promozione dei cammini e del patrimonio culturale ad essi connesso; il disegno di legge, raccoglie le molte sollecitazioni emerse nel corso delle audizioni: infatti sono state proprio le realtà locali e le associazioni operanti nei territori a chiedere un livello nazionale di regolazione a sostegno dei cammini. La Cabina di regia delineata dal testo in esame prevede peraltro il coinvolgimento di tutti i livelli di governo e di associazioni e organizzazioni espressioni della società civile e del mondo del lavoro connesso ai cammini; sottolinea inoltre come oggetto precipuo della disciplina siano i cammini interregionali, per i quali non può che prevedersi una disciplina e un coordinamento a livello nazionale. Conclude auspicando la rapida approvazione del disegno di legge n. 2367. La senatrice ALESSANDRINI ( L-SP-PSd'Az ) si unisce alla senatrice Russo nel rimarcare come il disegno di legge in titolo rispecchi il complesso lavoro svolto finora dalla Commissione in materia di cammini. Un lavoro cui ha partecipato tutta la Commissione, come evidenziato dalla sottoscrizione del disegno di legge da parte di tutti i Gruppi. Al senatore Marilotti, che ha sottolineato l'importanza di valorizzare l'amore popolare per i cammini, fa presente che il disegno di legge è coerente a tale impostazione e intende favorire la fruizione dei cammini e sostenerne la promozione e la gestione. Conclude ribadendo la piena adesione all'iniziativa in titolo, che dà corpo a una delle iniziative promosse dal Presidente e condivise dalla Commissione. Poichè nessun altro chiede di intervenire in discussione generale, il PRESIDENTE dichiara conclusa tale fase procedurale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni per l'individuazione e la tutela delle città murate e dei centri fortificati DDL 693 Disposizioni per l'individuazione e la tutela delle città murate e dei centri fortificati DDL 1158 Disposizioni per il rilancio del patrimonio artistico e culturale nei comuni italiani DDL 1306 Misure per favorire la programmazione di azioni di promozione e finanziamento del recupero dei beni e dei siti di rilevanza culturale DDL 1636 Disposizioni per la creazione e la valorizzazione di una rete delle regioni storiche italiane DDL 2306 Modifica all'articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, per l'introduzione nelle scuole situate nei piccoli comuni dello studio dei patrimoni culturali, sociali, artistici e paesaggistici degli stessi (Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 693, 1158, 1306, 1636 e 2306, disgiunzione del seguito della discussione del disegno di legge n. 1306 e rinvio) Riprende la discussione congiunta sospesa nella seduta del 5 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Montevecchi ha richiesto la disgiunzione del disegno di legge a sua prima firma n. 1306. Non essendovi obiezioni, così resta stabilito. Il relatore, presidente NENCINI ( IV-PSI ), avverte che il testo unificato già presentato per le iniziative in titolo, si intende quindi ora riferito ai disegni di legge nn. 693, 1158, 1636 e 2306 e ad esso vanno riferiti gli emendamenti presentati. Conviene la Commissione. Il seguito della discussione congiunta è rinviato. IN SEDE REFERENTE Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti DDL 2305 Disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 15 settembre. Il relatore PITTONI ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo in sede di replica, sottolinea l'importanza del disegno di legge in titolo; un provvedimento strategico, come è testimoniato dal suo inserimento fra gli interventi di riforma indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che devono essere approvati entro il 31 dicembre prossimo: da qui scaturisce l'esigenza che il Parlamento proceda con rapidità alla sua approvazione definitiva. Ricorda quindi l' iter finora svolto, improntato alla celerità richiesta dall'impegno ora richiamato. Il ministro Maria Cristina MESSA, intervenendo in sede di replica, ringrazia in primo luogo la Commissione per la celerità assicurata all'esame del testo approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, particolarmente utile in vista della scadenza, ricordata anche dal relatore, del 31 dicembre 2021. Sottolinea come il testo sia volto a semplificare e ridurre i tempi di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e realizzi una forte una positiva interazione con le professioni. In merito alle preoccupazioni espresse dai rappresentanti di alcune professioni e in particolare dal Collegio nazionale degli agrotecnici, assicura che gli interventi richiesti potranno essere realizzati con norma di rango non primario, modificando il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001; al riguardo preannuncia l'intendimento di procedere in tempi rapidi a una complessiva revisione della disciplina recata da tale DPR, adottato vent'anni fa, anche con riferimento ad altre professioni, nella prospettiva indicata dal disegno di legge in esame. Il PRESIDENTE dà conto dei pareri trasmessi dalle Commissioni consultive. Informa che la Commissione bilancio ha espresso parere non ostativo sul testo del disegno di legge in titolo; in merito agli emendamenti, la 5 a Commissione ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.2, 1.3, 3.0.5, 3.0.6, e parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Avverte che sono pertanto inammissibili, ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- ter , gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 3.0.5 e 3.0.6; avverte inoltre che sono improponibili per estraneità della materia gli emendamenti 4.0.1 e 5.0.1. Si passa all'esame degli ordini del giorno e degli emendamenti al disegno di legge, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 22 settembre. Su proposta del PRESIDENTE , gli ordini del giorno sono momentaneamente accantonati. Si passa quindi all'esame degli emendamenti. Alla senatrice DRAGO ( FdI ) che chiede di intervenire per illustrare l'emendamento 3.0.6, il PRESIDENTE fa presente che tale proposta è inammissibile. Nessuno chiedendo di intervenire, tutti gli emendamenti presentati al disegno di legge in titolo si intendono illustrati. Il relatore PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda nuovamente l'esigenza che il provvedimento in esame sia definitivamente approvato entro il 31 dicembre 2021, pena il mancato rispetto di uno degli impegni assunti nel PNRR: tale circostanza rende preferibile non modificare il testo approvato in prima lettura. Dopo aver segnalato la possibilità di intervenire con eventuali correzioni in un momento successivo, se necessario, assicura che - come testimoniato dall'intervento del Ministro - è in corso un fattivo dialogo con il Governo al fine di favorire la rapida attivazione di un tavolo per la revisione e l'aggiornamento della disciplina relativa all'accesso alle professioni regolamentate, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, consentendo così di dare seguito in quella sede ad alcune importanti istanze provenienti da alcune professioni. Alla luce di tutto ciò, egli invita a ritirare tutti gli emendamenti presentati al disegno di legge in titolo e preannuncia il suo parere favorevole sugli ordini del giorno. Il ministro Maria Cristina MESSA si esprime in senso conforme al relatore. La senatrice DE LUCIA ( M5S ), accogliendo l'invito del relatore, ritira gli emendamenti 2.1 e 3.0.4. Il senatore RAMPI ( PD ), accogliendo l'invito del relatore, sottoscrive e ritira gli emendamenti 2.2 e 3.0.2. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ), accogliendo l'invito del relatore, sottoscrive e ritira gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3 e 3.4; ritira inoltre l'emendamento 4.1. La senatrice SBROLLINI ( IV-PSI ), accogliendo l'invito del relatore, ritira gli emendamenti 2.3 e 3.0.3. Si passa quindi alle votazioni. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.0.1 è posto ai voti e respinto. Con successive distinte votazioni anche gli emendamenti 1.0.2, 2.4 e 3.0.1 sono respinti. È quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 4.0.2, sottoscritto dal senatore BARBARO ( FdI ). Infine, anche l'emendamento 6.1, posto ai voti, è respinto. Il PRESIDENTE avverte che si è così concluso l'esame degli emendamenti e che si passa all'esame degli ordini del giorno precedente accantonati. Il ministro Maria Cristina MESSA dichiara di accogliere tutti gli ordini del giorno. La Commissione conferisce quindi il mandato al relatore Pittoni a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge n. 2305, nel testo approvato dalla Camera dei deputati chiedendo l'autorizzazione a svolgere oralmente la relazione. La seduta termina alle ore 15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2041 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: a) si invita la Commissione di merito a valutare l'opportunità di modificare il titolo del decreto-legge, che fa riferimento solo alle misure per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale, integrandolo al fine di tener conto dei contenuti dell'articolo 4, che abroga o modifica disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi in materie non riguardanti il costo dell'energia; b) all'articolo 2, comma 4, si segnala l'esigenza di integrare la disposizione al fine di stabilire che il termine di efficacia della disciplina volta ad adeguare il corso di laurea in scienze della formazione primaria e il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica a quanto disposto dall'articolo 12 del decreto legislativo n.66 del 2017 sia differito nel tempo (ad es. a partire dall'anno accademico 2025/2026) affinché si possa dar luogo a una sorta di «regime transitorio» che scongiuri il rischio di possibili effetti distorsivi tra categorie di docenti in termini di aggravamento del percorso di studi, chiarendo altresì quale sia la platea dei soggetti interessati; c) si invita la Commissione di merito a valutare l'opportunità di programmare l'eliminazione o il contenimento degli oneri di sistema, rendendo la bolletta trasparente, prevedendo che tali oneri siano posti a carico della fiscalità generale; d) si invita la Commissione di merito a prendere nuovamente in considerazione l'ipotesi di introdurre una tassa sugli extraprofitti delle concessionarie di servizi pubblici, individuando soluzioni per superare le difficoltà registrate in passato; e) si invita infine a ipotizzare un processo di transizione energetica che sia economicamente sostenibile. Allegato