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Reati e pene - Società commerciali - False comunicazioni sociali - Requisito dell’alterazione “sensibile” della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria - Lamentata lesione dei principi di determinatezza dell’illecito penale e di uguaglianza - Questione irrilevante nel giudizio 'a quo' - Inammissibilità.. E' inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2621, terzo e quarto comma, del codice civile, come sostituito dall’art. 1 del decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione, nella parte in cui subordina la sussistenza del reato ad un'alterazione «sensibile» della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo di appartenenza. Ed infatti, posto che, secondo la prevalente opinione, il criterio dell’«alterazione sensibile» resta inoperante rispetto alle falsità che rimangono al di sotto delle c.d. soglie percentuali, le quali si traducono in altrettante presunzioni 'iuris et de iure' di “non significatività” dell’alterazione, la circostanza che - per espressa affermazione del giudice 'a quo' - gli imputati dovrebbero essere nel caso di specie assolti in ragione della mancata contestazione del superamento delle soglie numeriche, rende dunque irrilevante la questione relativa al requisito dell’alterazione sensibile, trattandosi di elemento di fattispecie che non viene comunque in rilievo nel giudizio 'a quo'.