Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

ANNESSO A I. - TUBERCOLOSI BOVINA 1. È considerato indenne da tubercolosi un bovino: 1.1. appartenente ad un allevamento bovino riconosciuto ufficial- mente indenne da tubercolosi, come indicato al punto 2; 1.2. che non presenta sintomi clinici di tubercolosi; 1.3. se di età superiore a sei settimane; 1.3.1. non ha presentato reazione positiva alla prova tubercolini- ca intradermale praticata 30 giorni prima del carico; 1.3.2. non ha presentato reazione specifica alla ricerca intrader- male nei riguardi della tubercolosi. 2. Un allevamento bovino è considerato ufficialmente indenne da tubercolosi se: 2.1. tutti i bovini non hanno sintomi clinici di tubercolosi; 2.2. tutti i bovini di età superiore a sei settimane hanno reagi- to negativamente a due intradermotubercolinizzazioni effettuate a sei mesi di distanza l'una dall'altra e successivamente hanno reagito negativamente alle prove effettuate almeno una volta all'anno. Negli allevamenti nei quali siano state effettuate operazioni di risanamento la prima prova viene eseguita sei mesi dopo la fine della realizzazione delle operazioni di risanamento, la seconda sei mesi dopo la prima, e le prove successive almeno una volta all'anno; 2.3. non sono stati introdotti nell' allevamento animali bovini senza un certificato ufficiale del medico veterinario che attesta che questi animali provengono da allevamenti indenni da tubercolosi e se di età superiore a sei settimane, hanno dato la reazione negativa alla prova tubercolinica intradermale. II. - BRUCELLOSI BOVINA 3. Viene considerato indenne da brucellosi un animale: 3.1. che appartiene ad un allevamento ufficialmente indenne da brucellosi come indicato al punto 4; 3.2. che non ha sintomi clinici di questa malattia; 3.3. se ha età superiore a 12 mesi ha presentato un titolo infe- riore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro alla sieroagglutinazione per la brucellosi ed una fissazione del complemento negativa praticata 30 giorni prima del carico. Per i tori di età superiore a 18 mesi l'analisi dello sperma nei riguardi della brucellosi deve fornire un risultato negativo. 4. Viene considerato ufficialmente indenne da brucellosi un alleva- mento nel quale: 4.1. non ci sono bovini vaccinati contro la brucellosi; 4.2. tutti gli animali bovini non hanno manifestato sintomi clini- ci della brucellosi da almeno sei mesi; 4.3. tutti gli animali bovini di età superiore a 12 mesi; 4.3.1.in occasione di due reazioni di sieroagglutinazione pratica- ta a sei mesi di intervallo hanno dato risultato negativo con un tas- so brucellare inferiore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro. La prima reazione di agglutinazione può essere sostitui- ta con tre prove dell'anello sul latte (Ring-test), praticate ad in- tervalli di tre mesi, la successiva reazione di agglutinazione in questo caso sarà effettuata almeno sei settimane dopo la terza prova dell'anello; 4.3.2. sono sottoposti annualmente, per determinare l'assenza di brucellosi, a tre prove dell'anello sul latte praticate ad intervalli di almeno tre mesi o a due prove dell'anello sul latte e ad una reazione di agglutinazione praticate ad intervalli di almeno tre mesi. Se l'applicazione della prova dell'anello è impossibile, vengono effettuate annualmente due prove con reazione di agglutinazione ad intervallo di sei mesi; 4.4. non sono stati introdotti nell'allevamento animali bovini senza un certificato ufficiale del medico veterinario attestante che questi animali provengono da allevamenti indenni da brucellosi bovina e, se gli animali sono di età superiore a 12 mesi, hanno presentato risultato negativo alla prova di reazione di agglutinazione praticata 30 giorni prima della introduzione nell'azienda con un tasso brucellare inferiore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro. III. - SUINI 5. Viene considerato indenne da brucellosi suina un suino che non presenta sintomi clinici di brucellosi e che alla ricerca di reazione di siero-agglutinazione praticata 30 giorni prima del carico, ha dato un tasso brucellare inferiore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro e una reazione di fissazione del complemento negativa; l'animale, inoltre, appartiene ad un'azienda indenne da brucellosi nel senso del punto 6. La reazione di agglutinazione è praticata soltanto per gli animali il cui peso vivo superi 25 chilogrammi. 6. Viene considerata indenne da brucellosi un'azienda: 6.1. nella quale non sono stati ufficialmente constatati durante un anno casi di brucellosi dei suini o sintomi clinici propri alla brucellosi. La diagnosi della brucellosi viene stabilita per mezzo di ricerche cliniche, batteriologiche e sierologiche effettuate sotto controllo ufficiale veterinario; 6.2. se è situata al centro di una zona del raggio di 20 chilo- metri nella quale entro un anno non sono stati ufficialmente constati casi di brucellosi suina; 6.3. nella quale i bovini sono ufficialmente indenni da brucel- losi. IV. - OVINI E CAPRINI 7 Viene considerato indenne da brucellosi un animale: 71 che proviene da un allevamento ufficialmente indenne come in- dicato al punto 8; 72 che non ha sintomi clinici di brucellosi; 73 se di età superiore a 7 mesi ha presentato alla prova di sieroagglutinazione, praticata 30 giorni prima del carico, un titolo inferiore a 30 unità internazionali per millilitro e una reazione di fissazione del complemento negativa. 8 È considerato ufficialmente indenne da brucellosi un allevamen- to ovino o caprino nel quale: 81 non si trovano animali della specie ovina o caprina vaccina- ti contro la brucellosi; 82 tutti gli ovini o i caprini sono esenti da manifestazioni cliniche di brucellosi da almeno sei mesi; 83 tutti gli ovini o i caprini di età superiore a 7 mesi; 831 hanno presentato, in occasione di due siero-agglutinazioni praticate ufficialmente a sei mesi di intervallo, un titolo brucellare inferiore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro; 832 sono controllati annualmente per stabilire l' assenza di brucellosi per mezzo di una siero-agglutinazione. 84 Nessun ovino o caprino è stato introdotto senza essere scortato da una attestazione di un veterinario ufficiale attestante che gli animali provengono da un allevamento ovino o caprino ufficialmente indenne da brucellosi, e se gli animali sono di età superiore a sette mesi, hanno presentato in occasione di una siero-agglutinazione praticata non oltre trenta giorni dalla loro introduzione nell'allevamento, un titolo brucellare inferiore a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro. V. - ESAME DEL LATTE NEI RIGUARDI DELLA MASTITE 1. Tutte le analisi del latte devono essere effettuate in labora- tori ufficialmente autorizzati. 2. I campioni del latte vengono prelevati osservando le seguenti condizioni: 2.1 il capezzolo della mammella deve essere disinfettato preven- tivamente con alcool al 70%; 2.2 durante il riempimento le provette devono essere mantenute in posizione inclinata; 2.3 i campioni vengono prelevati all'inizio della mungitura dopo l'eliminazione dei primi getti; 2.4. i campioni vengono prelevati da ciascun capezzolo senza ri- mescolare il latte; 2.5 ciascun campione deve contenere almeno 10 ml. di latte; 2.6 se è necessaria una sostanza conservante, viene utilizzato l'acido borico allo 0,5%; 2.7 ciascuna provetta deve avere una etichetta con l' indicazio- ne: 2.71 del numero della marca dell'animale; - della indicazione del quarto mammario; - della data e dell'ora della mungitura; 2.72 i campioni vengono accompagnati da un documento nel quale sono indicati: - il proprietario e il suo indirizzo; - il nome del medico veterinario ufficiale; - il marchio di identificazione dell'animale; - lo stadio di lattazione. 3. L'analisi deve essere effettuata 30 giorni prima del carico degli animali e deve comprendere una prova per la diagnosi della mastite e un esame batteriologico secondo metodi adottati ufficialmente nel Paese speditore; 4. L'esame batteriologico del latte relativo alla messa in evidenza e all'identificazione di stafilococchi e streptococchi patogeni viene effettuato solo per gli animali che reagiscono positivamente alla prova per la mastite. 5. L'esame citologico completo viene effettuato per mettere eviden- za l'eventuale stato infiammatorio caratteristico indipendentemente da tutti i sintomi clinici. Questo stato infiammatorio viene stabilito appena il numero di leucociti, secondo la tecnica di determinazione di Breed, raggiunga un milione di leucociti per millilitro e il rapporto tra mononucleati e polinucleati sia inferiore a 0,5. ANNESSO B CAPITOLO I LE NORME CHE SI IMPONGONO PER I COMBINATI DELLA CARNE (STABILIMENTI PER LA MACELLAZIONE E PER LA LAVORAZIONE DELLE CARNI) 1. I combinati della carne devono possedere: 11 locali per il bestiame le cui dimensioni devono essere sufficienti per la sosta degli animali; 12 locali per la macellazione degli animali che assicurino uno svolgimento normale delle operazioni. Per la macellazione dei suini è da prevedere una apposita linea; 13 un locale per lo svuotamento e la pulitura degli stomaci e degli intestini; 14 locali per la lavorazione delle budella e delle trippe; 15 locali per il deposito, la conservazione e la lavorazione dei grassi, delle pelli, delle corna, delle unghie, delle ossa o locali solo per il deposito; 16 locali che si chiudono a chiave destinati rispettivamente ad ospitare animali malati o sospetti di essere malati, alla loro macellazione, al deposito della carne in osservazione e al deposito della carne sequestrata; 17 frigoriferi di adeguata capacità; 18 locali che si chiudono a chiave destinati all'uso esclusivo del servizio veterinario, locali muniti delle apparecchiature necessarie per l'esame trichinoscopico di carcasse suine; 19 spogliatoi, lavabi, docce e latrine a sciacquone. Queste ultime devono essere situate in modo da non comunicare con i locali di lavoro. I lavabi devono essere provvisti di acqua calda e fredda corrente, e di dispositivi per lavare e disinfettare le mani, nonché, di asciugamani da usare una sola volta, o dispositivi elettrici per asciugare le mani. I lavabi devono trovarsi vicino alle latrine; 110. attrezzature e dispositivi che permettano in qualsiasi momento di svolgere efficacemente le operazioni di ispezione veterinario-sanitaria; 111. posti di controllo che permettano di controllare ogni entrata ai combinati della carne e ogni uscita da esso; 1.12. una separazione adeguata tra il settore pulito e quello sporco; 1.13. nei reparti destinati alla lavorazione delle carni: - pavimenti in materiali impermeabili, facilmente lavabili e disinfettabili, imputrescibili. I pavimenti devono avere pendenze leggere ed essere muniti di pozzetti con chiusure idrauliche per l'eliminazione del liquame di scolo; - pareti lisce con un rivestimento o una verniciatura lavabile in tinte chiare, fino all'altezza di almeno 3 m. con angoli e sporgenze smussati. 114. una sufficiente ventilazione e buona eliminazione dei vapori; 1.15. un'illuminazione naturale o artificiale sufficiente che non cambi il colore delle carni; 1.16. un acquedotto che garantisca il rifornimento d'acqua pota- bile sotto pressione in quantità sufficiente. In via di eccezione si permette l'uso dell'acqua non potabile per la fabbricazione del vapore e per il raffreddamento degli impianti frigoriferi, a condizione però che i tubi che portano quest'acqua non si possano utilizzare per altri scopi; 117. un impianto capace di fornire acqua calda in quantità suf- ficiente; 1.18. le fognature conformi alle norme sanitario-igieniche per l'eliminazione del liquame di scolo; 1.19. nei reparti di lavoro dispositivi destinati per la pulizia, lavaggio e disinfezione delle mani e degli strumenti di lavoro; 1.20. dispositivi che permettano di svolgere le operazioni che seguono lo stordimento sulle carcasse appese. Se lo scuoiamento avviene su supporti metallici, essi devono essere in materiale inalterabile ed avere una altezza sufficiente perché la carcassa non tocchi il pavimento; 121. una rete di guidovie aeree per le successive lavorazioni delle carni; 122. dispositivi di protezione contro gli insetti e i roditori; 1.23. dispositivi, strumenti e, fra l'altro, recipienti in mate- riale anticorrosivo facilmente lavabile e disinfettabile; 1.24. un deposito di concime conforme alle norme igieniche; 125. un impianto e i rispettivi strumenti per pulire e disinfet- tare i veicoli. CAPITOLO II LE NORME CHE S'IMPONGONO AI REPARTI DI SEZIONAMENTO E DI DISOSSAMENTO 2 I reparti di sezionamento devono possedere: 21. locali per il sezionamento, disossamento e confezionamento nei quali la temperatura dell'aria deve essere non superiore a +12 gradi C durante la lavorazione delle carni; 22 un frigorifero per il collocamento delle carni destinate al sezionamento o sezionate e disossate nel quale la temperatura deve essere mantenuta tra -1,5 gradi C e +10 gradi C; 221 un frigorifero per il collocamento delle carni sezionate e disossate congelate nel quale la temperatura deve essere non superiore a -14 gradi C; 23 un locale appositamente attrezzato che si può chiudere a chiave, destinato esclusivamente all'uso del servizio veterinario; 24 spogliatoi, lavabi, docce e latrine a sciacquone. Le latrine devono essere situate in modo da non comunicare con i reparti di lavoro. I lavabi devono essere riforniti d'acqua calda e fredda corrente, di dispositivi per lavare e disinfettare le mani, nonché di asciugamani da usare una sola volta o dispositivi elettrici per asciugare le mani. I lavabi devono essere situati vicino alle latrine; 25. nei locali per il sezionamento ed il disossamento; - pavimenti in materiali impermeabili, facilmente lavabili e disinfettabili, imputrescibili. I pavimenti devono presentare una lieve pendenza ed essere muniti di pozzetti con chiusure idrauliche per l'eliminazione del liquame di scolo; - pareti lisce con un rivestimento o una verniciatura lavabile in tinte chiare, fino all'altezza di almeno 2 m. con gli angoli e le sporgenze smussati; 26. sistemi di raffreddamento che assicurino una temperatura a cuore delle carni durante il sezionamento ed il disossamento non superiore ai +7 gradi C; 2.7. una sufficiente ventilazione nei locali per il sezionamento; 2.8 una sufficiente illuminazione naturale o artificiale che non cambi il colore della carne nei locali per il sezionamento; 29. un acquedotto che garantisca il rifornimento esclusivamente d'acqua potabile sotto pressione in quantità sufficiente; 210 un impianto per il rifornimento d'acqua calda in quantità sufficiente; 2.11. le fognature conformi alle norme igienico-sanitarie per l'eliminazione del liquame di scolo; 212 nei locali per il sezionamento dispositivi speciali per la pulizia, lavaggio e disinfezione delle mani e degli strumenti di lavoro; 2.13. sistemi di protezione contro gli insetti e i roditori; 214 dispositivi, strumenti e, fra l'altro, tavoli per il sezio- namento, recipienti, trasportatori a nastro e seghe in materiale anticorrosivo facile da pulire, lavabile e disinfettabile. CAPITOLO III L'IGIENE DEL PERSONALE, DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE NEI COMBINAT DELLA CARNE E NEI REPARTI PER IL SEZIONAMENTO E IL DISOSSAMENTO 3. Gli abiti di lavoro del personale, i locali e le attrezzature devono rispondere alle esigenze dell'igiene sanitaria: 31. il personale in particolare deve indossare una vestaglia da lavoro pulito e un copricapo che copre i capelli; le persone impegnate alla macellazione degli animali malati o alla lavorazione delle carni di questi animali devono immediatamente dopo il lavoro lavarsi le braccia e le mani accuratamente con l'acqua calda e poi disinfettarle. È vietato fumare nei reparti di lavoro e nei depositi. 32. i cani, i gatti e gli animali minuti da cortile non si am- mettono nei combinati della carne e nei reparti di sezionamento. Deve essere garantita una sistematica eliminazione dei roditori, degli insetti e di tutti gli altri parassiti; 33. i materiali e gli strumenti usati per la lavorazione delle carni devono essere sempre mantenuti in buono stato e puliti. Essi devono essere puliti e disinfettati accuratamente alla fine della giornata di lavoro e ogni volta prima di essere usati, nonché più volte nel corso della giornata di lavoro, così come ogni volta che si sporcano o sono in contatto con micro-organismi patogeni. 4 I locali e le attrezzature non si devono usare ad altri scopi all'infuori della lavorazione delle carni. Gli strumenti per il sezionamento e carico e scarico delle carni non devono servire ad altri scopi. 5 Le carni non devono entrare in contatto con il pavimento. 6. L'uso dei mezzi destinati a lavare, dei detergenti, disinfettanti nonché antiparassitari non deve alterare la qualità delle carni e pregiudicarne la salubrità. 7. Non sono ammesse alla lavorazione e al trasporto delle carni le persone che possono inquinare le carni, e fra l'altro le persone: 71 affette o sospette di essere affette da tifo addominale, paratifo A e B, enterite infettiva (salmonellosi), dissenteria, epatite infettiva, scarlattina, nonché portatori di agenti delle malattie suindicate; 72 affette o sospette di essere affette da tubercolosi contagiante; 73 affette o sospette di essere affette da malattie contagiose della pelle; 74 persone che si occupano contemporaneamente dei lavori con- nessi alle carni infette; 75 persone che portano medicazioni alle mani, ad eccezione di quelle di materie plastiche che coprono ferite fresche e non infette sulle dita. 8 Ogni persona che si occupa della lavorazione delle carni deve avere un certificato medico che attesti che le è permesso di compiere questo lavoro. Questo certificato medico deve esser e rinnovato ogni anno e ogni volta quando lo chiede il veterinario ufficiale e deve essere esibito immediatamente su richiesta di quest'ultimo. ANNESSO C CAPITOLO I VISITA VETERINARIO-SANITARIA PRIMA DELLA MACELLAZIONE 1 Gli animali devono essere sottoposti alla visita prima di essere macellati il giorno stesso del loro arrivo nel combinato della carne. La visita deve: essere ripetuta immediatamente prima dell' abbatti- mento se gli animali si trovano nel combinato della carne da oltre 24 ore. 2 Il veterinario ufficiale deve procedere alla visita, rispettando tutte le regole veterinario-sanitarie e in condizione di adeguata illuminazione. 3 La visita deve permettere di stabilire: 31 se gli animali sono affetti da una malattia contagiosa per l'uomo o gli animali, se essi presentano dei sintomi o un quadro clinico che danno motivo di sospettare la presenza di tale malattia; 32 se ci sono sintomi di malattie o e di affezioni generali che possono rendere la carne inadatta per il consumo umano. 33 se esistono i segni della stanchezza o dell'eccitazione. 4 Non si possono abbattere gli animali: 41 il cui stato corrisponde ai casi indicati nei precedenti punti 31 e 3.2; 42 i quali non hanno avuto la possibilità di riposare per un periodo sufficiente che comunque non deve essere inferiore a quello previsto dai regolamenti in vigore nel Paese esportatore; 43. nei quali è stata rivelata qualsiasi forma di tubercolosi o che sono stati riconosciuti tubercolotici sulla base della reazione positiva alla prova tubercolina. CAPITOLO II IGIENE DELLA MACELLAZIONE, DEL SEZIONAMENTO E DEL DISOSSAMENTO 5 Gli animali introdotti nel locale per la macellazione devono essere abbattuti immediatamente. 6 Il dissanguamento deve essere completo. Il sangue che si prevede di utilizzare a scopi alimentari deve essere raccolto per mezzo di un coltello cavo speciale in un recipiente perfettamente pulito. 7 È vietato mescolare il sangue a mano. A questo scopo si possono utilizzare solo gli strumenti che corrispondono alle norme igieniche. 8. È necessario lo scuoiamento immediato e totale delle carcasse degli animali abbattuti. Se le carcasse dei suini non vengono scuoiate devono essere eliminate immediatamente le setole. L'eviscerazione deve cominciare immediatamente e terminare non più tardi di mezz'ora dopo il dissanguamento. I polmoni, il cuore, il fegato, la milza e i linfonodi mediastinici con i rispettivi tessuti circostanti possono essere asportati o lasciati attaccati alla carcassa da connessioni anatomiche. Se gli organi vengono asportati dalla carcassa, essi devono essere muniti di un numero o di altro contrassegno che permetta di stabilire a quale carcassa appartengono. Ciò riguarda anche la testa, la lingua, il tubo digerente e qualsiasi altra parte della carcassa, necessaria per l'ispezione. Le parti indicate devono rimanere accanto alla carcassa fino alla fine della ispezione sanitaria. Per tutte le specie di animali i reni devono rimanere attaccati alla carcassa da connessioni anatomiche, ma devono essere liberati dai tessuti adiposi circostanti. 9 È vietata l' insufflazione delle carni, nonché usare tessuti per pulirle. 10 Le carcasse dei suini di età superiore alle 4 settimane e dei bovini di età superiore ai 3 mesi devono essere presentate all'ispezione spaccate in mezzene lungo la colonna vertebrale. Le teste dei suini devono essere tagliate in due longitudinalmente. Ai fini dell'ispezione sanitaria il veterinario ufficiale può chiedere di spaccare longitudinalmente la carcassa di ciascun animale. 11 È vietato procedere al sezionamento della carcassa, asportare e incominciare a lavorare qualsiasi parte della carcassa prima che sia finita l'ispezione sanitaria. 12 Le carni, gli stomaci, gli intestini, le pelli, gli zoccoli, le corna devono essere collocati possibilmente presto nei rispettivi locali. 13 Se il sangue di parecchi animali viene raccolto in un recipiente, tutto il contenuto e di quest'ultimo deve essere escluso dal sangue totale vendibile, se la carne di uno di questi animali è dichiarata inadatta al consumo umano. 14 Il sezionamento dei quarti e delle mezzene in parti più picco- le è autorizzato soltanto nei reparti di sezionamento. 141 Ad eccezione delle carni sezionate e disossate a caldo, le carni destinate al sezionamento ed al disossamento devono essere portate dopo l'abbattimento: - ad una temperatura all'interno dei muscoli non superiore a + 7°C, se lavorate durante 36 ore dopo l'abbattimento; - ad una temperatura non superiore a + 4°C se lavorate durante 5 giorni dopo l'abbattimento. Le carni introdotte nei reparti di sezionamento per il confezionamento e l'imballaggio devono essere portate ad una temperatura non superiore a + 1°C. È vietato di introdurre nei reparti di sezionamento le carni o i visceri ottenuti da animali macellati da più di 5 giorni. Il sezionamento a caldo è ammesso, a condizione che il reparto di sezionamento sia annesso al macello, che le carni siano trasportate direttamente dal macello al reparto di sezionamento e che siano immediatamente sezionate e disossate. 142. Le carni e i visceri trasferiti dal macello al reparto di sezionamento devono essere trasportati con mezzi di trasporto che conservano all'interno una temperatura non superiore a + 4°C. Le carni fresche destinate ai reparti di sezionamento e di disos- samento devono essere collocate immediatamente dopo la loro introduzione nei reparti e fino al momento della loro utilizzazione nei locali di cui al n. 2.2: del cap. II dell'annesso B; 14.3. Ad eccezione del sezionamento e del disossamento a caldo, la temperatura interna delle carni non deve sorpassare nel corso del sezionamento, disossamento ed imballaggio i + 7°C, la temperatura interna delle viscere i + 3°C. CAPITOLO III ISPEZIONE VETERINARIO-SANITARIA DOPO LA MACELLAZIONE 15. Tutte le parti dell'animale, compreso il sangue, devono essere sottoposte all'ispezione immediatamente dopo la macellazione. 16. L'ispezione sanitaria dopo la macellazione deve includere: 161. l'esame visuale della carcassa; 162. l'esame per palpazione di alcuni organi, fra l'altro, dei polmoni, del fegato, della milza, dell'utero, della mammella e della lingua; 163. l'incisione degli organi e dei linfonodi; 164. le ricerche di alterazioni della consistenza, del colore, dell'odore e, in caso di necessità, del sapore; 165. in caso di necessità analisi di laboratorio. 17. Il veterinario ufficiale deve esaminare in particolar modo: 171. il colore del sangue, la sua coagulabilità e l'eventuale presenza di corpi estranei; 17.2. la testa, il collo, i linfonodi retrofaringei, mandibolari e parotidei (Lnn. retropharyngiales, mandibulares e parotidea), nonché le tonsille isolando la lingua in modo da permettere di ispezionare accuratamente la cavità orale e la sua parte posteriore. Le tonsille devono essere asportate dopo l'ispezione; 17.3. i polmoni, la trachea, l'esofago, i linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifurcationes eparteriales et mediastinales). Le ramificazioni principali bronchiali vanno aperte mediante una incisione longitudinale. In caso di necessità viene tagliata la trachea. Il polmone va inciso nel suo terzo inferiore perpendicolarmente all'asse generale; 174 il pericardio e il cuore; quest'ultimo deve essere inciso in direzione longitudinale in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare; 175 il diaframma; 176 il fegato, la vescica biliare e i dotti biliari, nonché i linfonodi attorno alla vena cava (Lnn. portales); 177 il tratto gastro-intestinale, il mesenterio, i linfonodi gastrici e mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici craniales et caudales); 178 la milza; 179. i reni e i linfonodi renali (Lnn. renales), la vescica; 1710 la pleura e il peritoneo; 1711 gli organi genitali nelle vacche l'utero viene inciso longitudinalmente; 1712 la mammella e i rispettivi linfonodi (Lnn. supramamilaris); nelle vacche la mammella viene aperta con una lunga e profonda incisione fino alle cavità lattifere (sinus lactiferis); 1713 la regione ombelicale e le articolazioni dei giovani ani- mali; nei casi dubbi la regione ombelicale viene incisa e le articolazioni vengono disseccate. I linfonodi sopraindicati devono essere incisi sistematicamente in direzione longitudinale, formando le più sottili sezioni possibili. Nei casi dubbi devono essere incisi allo stesso modo anche i seguenti linfonodi: cervicali superficiali (Lnn. cervicales superficiales), ascellari propri, ascellari della prima costola (Lnn. laxillares propri et primae costae), sternali (Lnn. sternales craniales), cervicali profondi (Lnn. cervicales profundi), costocervicali (Lnn. costocervicales), poplitei (Lnn. poplitei), precrurali (Lnn. subiliaci), ischiatici (Lnn. ischiatici), iliaci e lombali (Lnn. iliaci et lumbales). Negli ovini e nei caprini il cuore deve essere aperto e i linfo- nodi della testa vanno incisi solo nei casi dubbi. 18 Il veterinario ufficiale deve inoltre compiere sistematicamen- te: 181 le ricerche per individuare l'eventuale presenza di cisti- cerchi; 1811 nei bovini di età superiore a sei settimane nella regione della lingua, dei masseteri, dell'esofago, del cuore, del diaframma, della superficie muscolare della carcassa direttamente visibile; 181.2 nei suini, sui muscoli direttamente visibili, fra l'altro in corrispondenza dei muscoli adduttori crurali, addominali e psoas, liberati dai tessuti adiposi, dei pilastri del diaframma dei muscoli intercostali, del cuore, della lingua, della laringe; 18.2. le ricerche per identificare la distomatosi nei bovini, negli ovini e nei caprini. CAPITOLO IV BOLLATURA 19. La bollatura deve essere effettuata sotto la responsabilità del medico veterinario di Stato. 20. Il bollo deve essere di forma circolare, del diametro di 4,5 cm o ovale di misura di cm. 6,5 per 4,5 e contenere le indicazioni nella parte superiore, in maiuscole, il nome del paese speditore: per l'Italia - Repubblica italiana e per l'URSS - URSS; - al centro - il numero veterinario del combinato della carne; - nella parte inferiore la sigla attestante l'avvenuta ispezione veterinaria, usata per l'esportazione delle carni rispettivamente in Italia e nell'URSS. 21. Le carcasse sono bollate con l' inchiostro di metilvioletto conformemente all'indicazione del punto 20. Le carcasse di peso superiore a 60 chili, devono avere il bollo sulla superficie esterna della coscia, sulla lombata, spalla, costato e pleura. Le carcasse di peso inferiore a 60 chili, devono avere il bollo sulla spalla e sulla superficie esterna della coscia. Le lingue e i cuori dei bovini di età inferiore a 3 mesi nonché dei suinetti, degli ovini, dei caprini non devono essere bollati. 22 Le parti della carcassa (ad eccezione del lardo, del grasso, delle code, delle orecchie e delle zampe) ottenute dal sezionamento delle carcasse bollate regolarmente sono bollate con l'inchiostro di metilvioletto o marchiate a fuoco conformemente al punto 20. Nel caso che il sezionamento della carcassa venga effettuato al di fuori del combinato della carne, le parti della carcassa sono marcate con il bollo portante il numero del laboratorio di sezionamento. I pezzi del lardo dal quale è stata tolta la cotenna vengono completati in partite etichettate conformemente al punto 23. 23. Per il trasporto delle parti delle carcasse o delle frattaglie, deve essere attaccata al lato esterno dell'imballaggio un'etichetta recante il bollo con le indicazioni relative al punto 20 o rispettivamente 22. L'etichetta deve essere ben visibile e deve essere fissata all'imballaggio in modo che nell'aprirla deve essere necessariamente distrutta. L'etichetta in aggiunta al bollo veterinario deve contenere le indicazioni seguenti: - numero della commissione; - denominazione anatomica delle parti della carcassa e dei sot- toprodotti; - denominazione della specie animale, da cui le carni provengono; - peso netto di ciascun imballaggio; - data dell'imballaggio. ANNESSO D CAPITOLO I DEPOSITO 1 La carne fresca deve essere raffreddata immediatamente dopo l'ispezione sanitaria post-mortem e mantenuta ad una temperatura all' interno dei muscoli non superiore ai + 7°C per le carcasse e le loro parti e ai + 3°C per gli organi interni. Ciò riguarda anche le carni destinate ad essere congelate. CAPITOLO II TRASPORTO 2 Le carni devono essere trasportate con mezzi di trasporto piombati costruiti o attrezzati in modo da garantire: 21. una temperatura all'interno dei muscoli compresa tra - 1,5°C e +7 gradi C per le carni refrigerate con osso in carcasse, mezzene, quarti, cosce, spalle e regione dorsolombare; 22. una temperatura all'interno dei muscoli compresa tra -1,5°C e + 2°C per le carni refrigerate con osso in pezzi differenti da quelli menzionati al punto 21., e per le carni refrigerate disossate compresi i visceri; 23. una temperatura all'interno del mezzo di trasporto per le carni congelate non superiore a - 10°C. 3 I mezzi destinati per il trasporto delle carni indicate devono essere conformi alle esigenze seguenti: 31 le loro pareti interne e tutte le altre parti che possono entrare in contatto con le carni devono essere in materiali anticorrosivi, che non possono influire sulle proprietà organolettiche delle carni, né renderle nocive alla salute dell'uomo; dette pareti devono essere lisce, facilmente lavabili e disinfettabili. 3.2. essi devono essere muniti di dispositivi capaci di proteg- gere le carni dagli insetti e dalla polvere e costruiti in modo da non lasciar passare assolutamente il liquido; 3.3. per il trasporto delle carcasse delle mezzene, dei quarti devono essere muniti di dispositivi per appenderli in materiali anticorrosivi, fissati a una tale altezza che le carni non tocchino il pavimento. Questa disposizione non riguarda le carni congelate chiuse in un imballaggio igienico. 4. I mezzi di trasporto usati per il trasporto delle carni non devono essere usati assolutamente per il trasporto degli animali o dei prodotti che possono alterare o contaminare le carni. 5. Non si può trasportare alcun prodotto insieme con le carni. Nel caso che gli stomaci, le teste e le budella siano destinati al trasporto con le carni, detti prodotti possono essere trasportati insieme con le carni se sono imballati, le teste e i piedi inoltre devono essere scottati e depilati. 6. Dopo lo scarico i mezzi di trasporto utilizzati per il trasporto delle carni devono essere puliti e disinfettati. 7. Le carcasse, le mezzene e i quarti devono essere trasportati appesi ad eccezione delle carni congelate. Le carni congelate devono essere trasportate imballate in un doppio involucro, quello interno di mussola o di altro materiale corrispondente, quello esterno di juta o altro materiale corrispondente. Le altre parti delle carcasse possono essere trasportate appese o, se non appese, imballate. Gli imballaggi devono rispondere alle esigenze dell'igiene. I visceri devono essere trasportati soltanto in imballaggi resistenti, impermeabili ai liquidi e alle sostanze grasse. Questi imballaggi possono essere riutilizzati dopo il lavaggio e la disinfezione. Le carni disossate, refrigerate e congelate o le carni con osso, in pezzi inferiori al quarto, devono essere imballate con un materiale non colorato, inodore e imputrescibile. I pezzi di carne impacchettati negli imballaggi individuali vengono posti in scatole di cartone o altro imballaggio igienico. Ciascun imballaggio deve contenere pezzi aventi la stessa base anatomica. 8. Il veterinario ufficiale prima di spedire le carni deve accertare che i mezzi di trasporto e le condizioni del carico corrispondono alle esigenze di igiene stabilite in questo capitolo. ANNESSO E ELENCO A delle malattie sottoposte alla registrazione obbligatoria Afta epizootica Aphtae epizooticae Peste bovina Pestis bovina Pleuropolmonite contagiosa Pleuropneumonia contagiosa bovum Esantema vescicolare bovino Dermatitis nodularis Carbonchio ematico Febris carbunculosa bacillus antracis) --------------------------------------------------------------------- Vaiolo degli ovini Variola ovina Febbre catarrale maligna Febris catarrhalis ovium degli ovini (Blue Tongue) --------------------------------------------------------------------- Peste equina Pestis equorum Morva Malleus Morbo coitale maligno degli Exantema coitale equini paralyticum --------------------------------------------------------------------- Peste suina Pestis suum Peste africana suina Pestis africana suum Encefalomielite infettiva Encephalomyelitis enzootica suum --------------------------------------------------------------------- Peste aviare Pestis avium Pseudopeste aviare Pseudo pestis avium --------------------------------------------------------------------- Rabbia Lyssa Rabies Nota: Le malattie enumerate in questa tabella non sono disposte in ordine alfabetico, ma in quanto possibile, relativamente alla loro importanza epizoologica ed economica. Per facilitare l'uso della tabella, malgrado che alcune delle malattie enumerate possano colpire diverse specie ed anche diversi gruppi di animali, esse sono riunite ed indicate nell'ordine seguente: - malattie dei grandi ruminanti - malattie dei piccoli ruminanti - malattie dei solipedi - malattie dei suini. - malattie degli uccelli - malattie dei carnivori I gruppi sono divisi l'uno dall'altro con una linea. CERTIFICATI SANITARI Parte di provvedimento in formato grafico