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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 163 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente CALDEROLI, del vice presidente TAVERNA e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,36). Si dia lettura del processo verbale. MONTEVECCHI, segretario , dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sull'arresto di Antonello Nicosia FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, ringrazio per questa opportunità che mi viene data perché sinceramente vorrei porre l'attenzione su una vicenda estremamente grave che è passata un po' sotto silenzio in quest'Aula. Come tutti, io leggo i giornali, quindi il fatto che la notizia sia stata riportata sui quotidiani non mi è sufficiente; io desideravo che fosse portata all'attenzione del Senato, una delle più alte istituzioni della Repubblica italiana. Mi riferisco all'arresto di Antonello Nicosia, avvenuto l'altro giorno. Antonello Nicosia è il collaboratore di una deputata eletta nelle file di Liberi e Uguali e passata poche settimane fa alla nuova formazione politica di Renzi. Se guardiamo quanto dicono i giornali, a seconda degli orientamenti di sinistra o destra, troviamo più o meno garantismo: c'è chi preferisce aspettare, giustamente, le conclusioni del processo, delle indagini, di quant'altro, e chi invece punta il dito ed è più duro. Quello che mi ha lasciato senza parole è l'assordante silenzio del presidente della Commissione antimafia Morra, di cui io sono componente (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In questi mesi abbiamo fatto audizioni su tutto, poi io mi sono stancata e non ho più partecipato alle sedute della Commissione, perché, con tutto il rispetto, mi interessa la storia, mi piace conoscerla, ma io arrivo dalla provincia di Lecco, dalla Lecco manzoniana ma anche dalla Lecco mafiosa e so cos'è la mafia; io ho vissuto come amministratrice, prima come assessore poi come sindaco, con il clan individuato dall'inchiesta denominata Metastasi, noto in tutta Italia, quindi so cosa significa (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mi aspettavo una presa di posizione forte e l'indizione immediata di una riunione con tutti i componenti: parliamo, perché la mafia ce l'abbiamo qua dentro, nella più alta istituzione e non si può far finta di niente (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Proteste del senatore Comincini) . Infatti, quando governi una città piccola come la mia ma ti guardi dietro perché hai famiglia, te lo ricordi. (Proteste dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE . Come da prassi, quando il Presidente di un Gruppo chiede di intervenire all'inizio della seduta gli si dà la parola. FARAONE (IV-PSI) . Ma non è Presidente! PRESIDENTE. Un attimo. Non sto istaurando un dialogo con i singoli componenti dell'Assemblea del Senato. Senatrice Faggi, se lei chiama in causa singole persone esorbitiamo dall'ovvia libertà di espressione all'interno dell'Aula. Se ci sono delle istanze da presentare nelle apposite Commissioni, quello sarà il luogo per farlo; se lei vuole denunciare un fenomeno, lo può fare ma si mantenga nell'ambito della denuncia politica, poi su singole questioni ci sono Commissioni o addirittura organi preposti fuori dal Parlamento. Pertanto invito lei ad avere questo tipo di continenza e i colleghi a lasciarla concludere. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Va bene, signor Presidente, accolgo favorevolmente la sua richiesta, ciò non toglie che come componente farò le debite osservazioni in Commissione. Spesso però si chiamano in causa situazioni con due pesi e due misure e io sto parlando di una cosa importante. FARAONE (IV-PSI) . Ma di che parli? FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Ma di che parli cosa! (Commenti dai Gruppi PD e IV-PSI) . PRESIDENTE . Presidente Faraone, se lei vuole intervenire, lo farà subito dopo. Ne ho già preso nota. (Commenti del senatore Faraone) . Adesso lasciamo terminare la senatrice Faggi, che sta parlando nel tempo che le è consentito. Senatrice Faggi, la invito a concludere. Prego i colleghi di consentire alla senatrice di terminare il suo intervento. (Il senatore De Vecchis espone un cartello recante la scritta: «No mafia». Commenti dai Gruppi L-SP-PSd'Az, PD e IV-PSI) . Colleghi, per cortesia, non dialogate tra di voi. (Commenti della senatrice Faggi) . Senatrice Faggi, si rivolga alla Presidenza. La invito a concludere nel rispetto dei tempi che le sono concessi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, Presidente, io proseguo l'intervento perché parlo di mafia. Metà del tempo me l'ha portato via lei, l'altra metà loro. Non sto zitta sulla mafia! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. Senatrice Faggi, la invito a concludere, perché il rispetto dei tempi vale per lei come per tutti. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, se continua a parlarmi addosso non posso concludere. Mi lasci concludere, parliamo di mafia! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non mi fa paura la mafia. Visto che si parla dei barili che può essersi comprato Savoini o delle chat di Siri, allora si parla anche di mafia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei che venisse in Aula il ministro Bonafede a dirmi che non ci sono infiltrati. Venga qui a parlare! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dai Gruppi PD e IV-PSI) . Adesso posso concludere. Visto che è stato richiesto che tutti i Ministri riferiscano, io chiedo che venga in Aula il Ministro della giustizia a dirci che non dobbiamo avere timore e che non siamo infiltrati. Ho finito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo IV-PSI) . FARAONE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo anzitutto per stigmatizzare il comportamento della Presidenza, perché se inauguriamo la procedura per cui chiunque, mentre stiamo per iniziare i lavori su un altro argomento, si può alzare e insultare un parlamentare della Repubblica e poi si apre il dibattito (in quanto ognuno di noi dovrà rispondere), ingolfiamo eccessivamente i lavori di Assemblea. Lei, signor Presidente, mi sta ora costringendo a svolgere questo intervento. Io avrei voluto discutere del provvedimento all'ordine del giorno, ma sono costretto a questo intervento per rispondere alla collega, così come potrebbe fare chiunque altro, sia del mio, che di tutti gli altri Gruppi parlamentari. Per entrare nel merito, noi siamo garantisti; non siamo garantisti a corrente alternata come la Lega. Lo dico perché io, cara collega, non le rispondo che la mafia è alla sua destra quando lei dice che la mafia è in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Infatti, io credo che il collega Siri, nonostante sia seduto alla sua destra - e non dico che alla sua destra ci sia la mafia - sia una persona che merita di essere indagata e giudicata, nonché di poter dimostrare la propria innocenza con grande tranquillità. (Applausi dal Gruppo IV-PSI. Proteste della senatrice Saponara) . Ora, dal momento che lui è un suo collega, lo reputa innocente a prescindere. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Poiché, invece, la parlamentare che lei ha citato appartiene a un altro Gruppo politico, dice che è mafiosa a prescindere. Speravo che per questo suo giustizialismo lei, anziché prendere gli applausi dei suoi colleghi della Lega, che reputo persone almeno a parole garantiste, ricevesse i fischi. ( Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Evidentemente i suoi colleghi della Lega pretendono garantismo e impunità per i loro e diventano giustizialisti per gli altri. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az ). A proposito, visto che stiamo discutendo di vicende giudiziarie, signor Presidente, le ricordo che la Giunta delle elezioni ha già votato e deliberato le questioni attinenti alle richieste avanzate dalla magistratura sul collega Siri. Si dovrebbe pronunciare l'Assemblea, che invece non lo fa (Commenti della senatrice Pucciarelli) e i magistrati da tempo stanno semplicemente aspettando che venga concesso l'uso delle attrezzature, dei computer e dei telefoni del collega Siri (Proteste del senatore Emanuele Pellegrini) e che l'Assemblea si pronunci, mentre la Giunta si è già pronunciata almeno da venti giorni. PRESIDENTE. Questo sarà l'argomento della prossima Conferenza dei Capigruppo, alla quale lei partecipa, quindi la prego di concludere. FARAONE (IV-PSI) . Signor Presidente, sappia che nella prossima Conferenza dei Capigruppo chiederò che il tema venga posto all'ordine del giorno dell'Assemblea, affinché questa possa votare su tale provvedimento, visto che abbiamo i giustizialisti a corrente alternata. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Bravo! FARAONE (IV-PSI) . Vergognatevi! (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Vergognati tu! PRESIDENTE . Presidente Faraone, volevo soltanto ricordarle, come ho detto all'inizio dell'intervento della collega della Lega, che, quando chiede di intervenire il Presidente o il Capogruppo di un Gruppo è prassi che lo possa fare (ed è l'unico caso in cui si può fare anche all'inizio dei lavori dell'Assemblea), naturalmente con alcuni limiti di continenza, ai quali ho richiamato tanto chi interveniva quanto chi obiettava. (Commenti del senatore Faraone). MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, sento il dovere di intervenire brevemente, perché credo che non si faccia così e che il tema della mafia non possa essere usato strumentalmente come una clava contro gli avversari politici. (Applausi dal Gruppo PD). Questo Parlamento, se dà il segnale che nella lotta alla mafia è divisa perché è sempre un problema degli altri, fa un grande favore alla mafia. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Lo dobbiamo sapere, perché la mafia la si combatte tutti insieme, non lanciandoci strali quando tocca a Siri o a un altro parlamentare. È giusto che la Commissione antimafia discuta. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . In Commissione non si è fatto niente! MIRABELLI (PD) . Credo che debba discutere sulle cose reali. Sempre a proposito di strumentalizzazione, ricordo che l'unica audizione chiesta dalla Lega in Commissione antimafia è quella dell'onorevole Delrio, che non ha alcuna pendenza penale, ma era utile audire per creare un po' di agitazione e quindi a fini strumentali in vista delle elezioni emiliane. Adesso la senatrice Faggi, com'è suo costume, volta la schiena quando le persone parlano. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, non è mio costume! MIRABELLI (PD) . Vorrei ricordare che oggi si è riunito l'Ufficio di Presidenza della Commissione antimafia e sebbene io sarei stato d'accordo, nessuno ha posto la questione di approfondire questa vicenda, che è davvero brutta, perché stiamo parlando di una persona che aveva accesso alle carceri, anche sotto il regime dell'articolo 41- bis , e teneva rapporti con le mafie. Bastava proporla: perché non si propone in Commissione antimafia? Perché bisogna creare il fatto eclatante? Perché bisogna strumentalizzare tutto? Oggi, per esempio, abbiamo chiesto di ascoltare il procuratore di Latina, dopo aver letto una sentenza del gup da cui emergono con chiarezza episodi di voto di scambio, ma non lo usiamo per sbandierare e fare battaglia politica contro la Lega. Lo facciamo perché riteniamo giusto approfondire alcuni temi. Insisto, signor Presidente, e credo che la Presidenza debba essere garante di questo: sulla mafia non si fanno campagne elettorali o propaganda, ma la si batte se siamo tutti insieme; se invece diamo l'idea di essere divisi e che le Commissioni antimafia si ostacolano a seconda della convenienza, temo faremo grandi regali ai mafiosi. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Garavini). GIARRUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (M5S) . Signor Presidente, come Capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione antimafia, prendo la parola dopo aver ascoltato gli interventi dei colleghi, che condivido. La questione posta è seria e, come ha detto il collega Mirabelli, oggi in Ufficio di Presidenza non se ne è parlato per un motivo: essendo una questione seria, stiamo cercando di acquisire la documentazione, in particolare l'ordinanza, per vedere gli elementi che ne sono a fondamento. Sono d'accordo con il senatore Mirabelli quando dice che emerge una questione di fondo. C'era un pregiudicato per fatti di mafia che girava per le carceri, che si interessava del 41- bis e, attivamente, del 4- bis e, riprendendo le parole del collega Mirabelli, Capogruppo nella Commissione di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, credo che dobbiamo dare un segnale di grande unità e di chiarezza nel contrasto alle mafie, affrontando tutti insieme la questione dell'ergastolo ostativo con misure tali che possano impedire ai boss di tornare in libertà. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quella sarà infatti la misura dell'unità delle Assemblee del Senato e della Camera. La questione verrà affrontata quindi anche in Commissione antimafia. Il Presidente, essendo stato chiamato in causa, risponderà per quanto gli concerne. Peraltro mi segnalano una questione abbastanza curiosa; sembrerebbe che la deputata Occhionero sia anche parente degli altri più famosi Occhionero, coinvolti in un'inchiesta. Ci sarà molto da approfondire nelle varie sedi, non solo in Commissione antimafia, ma probabilmente anche in altre Commissioni, con i documenti in mano. (Applausi dal Gruppo M5S) . A proposito di ciò che diceva il collega Mirabelli relativamente al segnale di unità che dobbiamo dare e che è giusto dare, sono d'accordo. Segnalo allora che abbiamo una questione pendente da più di un anno nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che riguarda un ex collega inquisito per mafia di cui abbiamo votato la scorsa settimana il ritorno in Giunta. Credo sarebbe un bellissimo segnale per il Paese se venisse esitata finalmente con la massima celerità. (Applausi dal Gruppo M5S) . MORRA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Essendo stata chiamata in causa la Commissione antimafia - e solo per questo motivo, perché non stiamo aprendo una nuova discussione - ne ha facoltà. MORRA (M5S) . Signor Presidente, sono stato chiamato direttamente in causa dalla collega Faggi in merito alla vicenda, a tutti nota, relativa a quanto avvenuto in alcune carceri, in particolar modo siciliane, che ha visto protagonista l'assistente parlamentare di una deputata della Repubblica. A me, francamente, interessa ben poco a quale formazione politica appartenga la deputata. È certamente un difetto di prudenza quello che ha consentito all'assistente parlamentare in questione di veicolare al di fuori di questi istituti di pena dei pizzini, che sembrerebbe fossero diretti a uomini dell'organizzazione di Matteo Messina Denaro. Detto questo, questa mattina alle 8,30 c'è stato un Ufficio di Presidenza, cui ha partecipato anche il Capogruppo della Lega, che non ha sollevato in alcun modo il problema, per manifestare la necessità di occuparci immediatamente del problema Nicosia-Occhionero. Voglio però andare oltre, perché se dobbiamo far polemica strumentale, possiamo anche farla, ricordando che anche altre forze politiche, non soltanto quelle direttamente coinvolte per l'appartenenza della deputata Occhionero, hanno gravi problemi di infiltrazione al loro interno. Proprio oggi c'è stata una richiesta, da parte di un componente dell'Ufficio di Presidenza, di interessarsi delle vicende di Latina, dove, a seguito di sentenza, è stato anche comprovato - se non ricordo male - un voto di scambio politico-mafioso ai sensi dell'articolo 416- ter , un reato che reputo abbastanza grave. Credo sia certamente sotto gli occhi di tutti la necessità di affrontare le questioni in maniera seria. C'è un problema gravissimo, l'ergastolo ostativo, e proprio ieri ne parlavo con il senatore Romeo. Questo problema vorremmo fosse portato all'attenzione degli italiani tutti - perché non ne ho parlato solo con il senatore Romeo - dalla maggior parte possibile di forze parlamentari, perché l'azione di contrasto alle mafie, senatrici Faggi, non può essere, purtroppo - o, se vuole, per fortuna - appannaggio di una sola forza politica (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , purché la si voglia combattere. (Applausi dal Gruppo M5S) . Perché a parole tutti sono buoni ad enunciare i problemi, però poi, nei fatti, bisogna avviare soluzioni. La proposta avanzata - così la ufficializzo in Aula - è di ottenere il più ampio consenso possibile su una iniziativa parlamentare che venga a normare, per come è previsto dalla sentenza ultima della Consulta, un vuoto legislativo che ci veda tutti impegnati a coniugare il diritto della persona, ancorché mafiosa, ancorché soggetta alle restrizioni del 41- bis e magari condannata all'ergastolo ostativo, con il sacrosanto dovere-diritto da parte del legislatore di tutelare le comunità. Perché un mafioso che non sia effettivamente ravveduto e che fuoriesca rispetto all'ergastolo che gli è stato precedentemente comminato, rappresenta una seria minaccia per la società. Vorrei richiamare tutti i colleghi, nessuno escluso, ad un altro problema. La Commissione antimafia è uno strumento formidabile con cui, se si vuole, si può produrre quell'azione di contrasto che da tutti è attesa nei confronti dei sodalizi mafiosi. Ebbene, pochi giorni fa, esattamente il 30 ottobre, la Commissione ha audito il ministro degli interni Lamorgese che, con una relazione ricca di dati e considerata pesante in termini di contenuti, ha illustrato alla Commissione le indicazioni che il Ministero sta seguendo per condurre la guerra, casa per casa, alle mafie. Ricordo a tutti che quella stessa forza politica che oggi si è lamentata per la vicenda Occhionero-Nicosia, aveva espresso un ex Ministro degli interni che, pur sollecitato mesi e mesi, in Commissione antimafia non si è mai fatto vedere. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Fai qualcosa, non stai facendo niente! PRESIDENTE. Presidente Morra, la invito cortesemente a concludere. MORRA (M5S) . Concludo ricordando che ci sono doveri istituzionali e che un Ministro della Repubblica ha il dovere di riferirsi al Parlamento. (Applausi dai Gruppi M5S e IV-PSI. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Vive proteste del senatore Romeo. Il senatore Morra si reca nei banchi del Gruppo L-SP-PSd'Az per mostrare alla senatrice Faggi un foglio riportante la presenza dei parlamentari alle sedute della Commissione da lui presieduta). PRESIDENTE . Abbiamo anche avuto contezza di come la Commissione antimafia intende procedere in relazione ai fatti oggetto di cronaca. Proseguiamo con i nostri lavori. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Francesco Maurolico», di Spadafora, in provincia di Messina, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Discussione del disegno di legge: Doc 1493 Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1493. La relatrice, senatrice Mantovani, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. MANTOVANI, relatrice . Gentile Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe senatrici e colleghi senatori, il disegno di legge all'attenzione oggi dell'Aula, dopo l'esame della 1 a Commissione, reca la conversione in legge del decreto-legge n. 104 del 2019, in materia di riordino dei Ministeri. Il primo degli otto articoli di cui si compone il decreto-legge ritrasferisce al Ministero per i beni e le attività culturali le funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Esso prevede, in particolare, il trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie destinate all'esercizio delle funzioni in oggetto; fanno eccezione le risorse relative alla Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste non riferite ad attività di sviluppo, promozione e valorizzazione del turismo, poiché tale Direzione si considera collocata nell'ambito del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale. Presso il Ministero per i beni culturali, oltre ai posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale, con un emendamento approvato durante l'esame in Commissione sono istituiti ulteriori venticinque posti di dirigente di livello non generale per soprintendenze, biblioteche e archivi. Fino al 31 dicembre 2019, per lo svolgimento delle funzioni in materia di turismo, il Ministero per i beni culturali si avvale delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero delle politiche agricole. Dal 1° gennaio 2020 sono ritrasferite dal Ministero delle politiche agricole al Ministero per i beni culturali le risorse umane, strumentali e finanziarie individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018. La dotazione organica del Ministero per i beni culturali è incrementata in misura corrispondente al personale non dirigenziale trasferito dal Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole, con contestuale riduzione della dotazione organica di quest'ultimo Ministero. Sono inoltre apportate alcune novelle al decreto legislativo n. 300 del 1999 di riforma dell'organizzazione del Governo, e, infine, si dispone che entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, lo statuto dell'ENIT-Agenzia nazionale del turismo sia modificato al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero per i beni culturali. In Commissione è stata approvata una norma che consente l'ulteriore assunzione di personale per assicurare i servizi essenziali di accoglienza e di assistenza al pubblico, vigilanza, protezione e conservazione dei beni culturali. Con un emendamento aggiuntivo del Governo è stato inoltre autorizzato il Ministero ad avvalersi di Ales SpA per lo svolgimento delle attività di accoglienza e vigilanza nei musei, nei parchi archeologici statali nonché negli altri istituti e luoghi di cultura, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali necessarie a soddisfare il fabbisogno di personale del Ministero da impiegare in tali attività. Sono state anche riconosciute risorse aggiuntive per i lavoratori coinvolti in specifici progetti locali presso gli istituti e i musei dotati di autonomia speciale. L'articolo 2 dispone il trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese. Le risorse umane, strumentali e finanziarie della Direzione generale per il commercio internazionale del Ministero dello sviluppo economico sono trasferite al Ministero degli affari esteri a decorrere dal 1° gennaio 2020. Con apposito decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, si provvede ad individuare, mediante apposita graduatoria, distinta tra personale dirigenziale e non, secondo il criterio prioritario dell'accoglimento delle manifestazioni d'interesse espresse sulla base di un apposito interpello, cento unità di personale non dirigenziale e sette unità di personale dirigenziale non generale, tra quelle assegnate alla Direzione generale per la politica commerciale internazionale e alla Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi, del Ministero dello sviluppo economico, da trasferire al Ministero degli affari esteri contestualmente alle risorse strumentali e finanziarie. Seguono alcune modifiche al decreto legislativo n. 300 del 1999 volte ad integrare le attribuzioni del Ministero degli affari esteri nonché a sopprimere alcune competenze del Ministero dello sviluppo economico. Ulteriori disposizioni intervengono sulla disciplina dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (agenzia Ice). Ulteriori previsioni riguardano la disciplina del Piano per la promozione straordinaria del made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, di cui all'articolo 30 del decreto-legge n. 133 del 2014 e il trasferimento al Ministero degli affari esteri delle funzioni - già spettanti al Ministero dello sviluppo economico - concernenti i rapporti con la società Simest e l'esercizio delle relative funzioni di vigilanza e indirizzo. Con un emendamento approvato in Commissione, viene aggiunto al predetto Piano, quale azione con dotazione finanziaria, il sostegno alle micro e piccole imprese per la partecipazione a bandi europei ed internazionali. Con un emendamento del Governo sono state previste ulteriori modifiche normative in conseguenza del trasferimento delle suddette funzioni, mentre rimane in capo al Ministero dello sviluppo economico la Presidenza del Comitato internazionale per l'attrazione degli investimenti esteri. Con il medesimo emendamento, vengono fatte salve le competenze del Ministero dello sviluppo economico quale amministrazione vigilante sulle camere di commercio all'estero, di cui alla legge n. 518 del 1970; mentre si trasferiscono al Ministero degli affari esteri la sede e la competenza sull'Osservatorio economico per la raccolta, lo studio e l'elaborazione dei dati concernenti il commercio estero, distinti per flussi di importazione ed esportazione di merci, prodotti e servizi e per aree geo-economiche. Sempre l'articolo 2 interviene anche sulla composizione del Comitato agevolazioni, organo competente ad amministrare il fondo rotativo per la concessione di contributi agli interessi per il finanziamento di crediti all'esportazione di cui all'articolo 3 della legge n. 295 del 1973 e l'ulteriore fondo rotativo per l'internazionalizzazione di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 251 del 1981. Sono apportate alcune modifiche alla legge 18 novembre 1995, n. 496 di ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio e uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, volte a trasferire al Ministero degli affari esteri le competenze sulle autorizzazioni per le esportazioni di materiali che rientrano nella Convenzione. Le ulteriori modifiche dell'articolo 2 riguardano il decreto legislativo n. 221 del 2017, per il recepimento della normativa europea ai fini del riordino e della semplificazione delle procedure di autorizzazione all'esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice uso e dell'applicazione delle sanzioni in materia di embarghi commerciali, nonché per ogni tipologia di operazione di esportazione di materiali proliferanti. In particolare, sono trasferite al Ministero degli affari esteri le competenze relative alle autorizzazioni per le esportazioni di beni e materiali a duplice uso. Si dispone, altresì, che entro il 15 dicembre 2019 debbano essere apportate al regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico le modifiche conseguenti alle disposizioni dell'articolo 2 del decreto-legge e che fino al 31 dicembre 2019 il Ministero degli affari esteri si avvalga delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero dello sviluppo economico. L'articolo 3 provvede alla rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate. Si tratta delle risorse stanziate nel fondo istituito dall'articolo 35 del decreto legge n. 113 del 2018 per l'adozione di provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, ivi comprese le Capitanerie di porto. Il fondo, su indicazione di un emendamento governativo, viene aumentato di 60,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020. PRESIDENTE. Senatrice, le chiedo scusa. Colleghi, lasciate libera la parte antistante i banchi del Governo. Chiedo inoltre al Gruppo Forza Italia di abbassare la voce perché è difficile anche alla Presidenza seguire la relazione. Prosegua pure, senatrice Mantovani. MANTOVANI, relatrice . Il decreto-legge dispone di risorse aggiuntive per il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale delle Forze armate impegnato nell'operazione «Strade sicure» per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2019. Con un emendamento del Governo, approvato in Commissione, vengono sostituite le tabelle B e C, allegate al decreto legislativo n. 217 del 2005. La prima riguarda le qualifiche dei dirigenti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e incarichi di funzione a essi conferibili; la seconda le misure dello stipendio tabellare delle indennità di rischio e mensile e dell'assegno di specificità del personale del medesimo Corpo. L'articolo 4 istituisce, fino al 31 dicembre 2020, la struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di potenziare i controlli di regolarità amministrativa e contabile e di controllo di gestione. Sono definite le funzioni e la dotazione organica della struttura, nonché la relativa copertura finanziaria. Con un emendamento che ho presentato come relatore, si prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fino al 31 luglio 2020, possa procedere con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri alla riorganizzazione, anche con riferimento ai compiti e alle funzioni previste dalla norma in esame, dei propri uffici, ivi compresi quelli di diretta collaborazione. Inoltre, con il medesimo emendamento, si modifica la normativa inerente all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, ridefinendo i suoi compiti istituzionali e chiarendo che l'attività svolta dall'Agenzia non esclude gli obblighi, i compiti e le responsabilità degli enti proprietari e dei gestori delle infrastrutture previste dalla normativa vigente. Si prevede, infine, che il personale autorizzato dell'Agenzia possa accedere in modo incondizionato alle infrastrutture, ai cantieri e alle sedi legali e operative, nonché a tutta la documentazione pertinente detenuta dagli enti proprietari e dai gestori delle infrastrutture. L'articolo 5 novella l'articolo 37 del decreto legislativo n. 300 del 1999 in materia di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che, attraverso un emendamento governativo, viene ridefinito «Ministero dell'ambiente e della transizione ecologica». Voglio evidenziare che non si tratta di un cambiamento di nome fine a se stesso. Con «transizione ecologica» si vuole indicare un percorso per la nostra società in cui realizzare riforme che siano a vantaggio di tutti e benefiche per l'ambiente, nell'intento di creare un sistema produttivo sempre meno energivoro e meno inquinante, fondato sul riuso termico e sul principio del rifiuto-zero, sul rinnovamento termico degli edifici, su cambi di prassi nella mobilità e, più in generale, indirizzato verso la sostenibilità. L'articolo prevede che il Ministero dell'ambiente si articoli in dipartimenti, disciplinati ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 300 medesimo, in numero non superiore a due, in riferimento alle aree funzionali definite all'articolo 35 dello stesso decreto legislativo. L'articolo 6 reca disposizioni in materia di dotazione organica del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. A tal fine novella l'articolo 1, comma 345, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019) - che aveva disposto l'incremento della dotazione organica del Ministero - riducendo da due a uno i posti di livello dirigenziale generale. Con riferimento alle modalità di riordino e semplificazione dell'organizzazione dei vari Ministeri, si segnala che il provvedimento prevede che i regolamenti di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, del Ministero dell'ambiente e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, siano adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, in deroga al procedimento ordinario stabilito dall'articolo 17, comma 4- bis , della legge n. 400 del 1988. L'articolo 7 stabilisce la proroga delle funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, per il Presidente e i componenti del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) fino all'insediamento del nuovo Consiglio, e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2019. L'articolo 8, in conclusione, reca disposizioni sull'entrata in vigore del decreto-legge. Ringrazio quindi il Presidente, tutte le colleghe senatrici e i colleghi senatori della Commissione, il rappresentante del Governo e ovviamente gli uffici per l'ottimo lavoro svolto e invito l'Assemblea ad approvare la conversione del decreto in legge. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Comunico che è stata presentata la questione pregiudiziale QP1. Ha chiesto di intervenire la senatrice Stefani per illustrarla. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo presentato in questa sede la questione pregiudiziale QP1, attinente al disegno di legge n. 1493, in quanto rileviamo la presenza di gravi problemi di legittimità costituzionale per il mancato rispetto dell'articolo 77 della Costituzione e per l'assenza dei requisiti in base ai quali si può legiferare tramite decreto-legge. In tal senso, il decreto-legge appare uno strumento del tutto contraddittorio e addirittura quasi incoerente con la sua stessa natura. La Corte costituzionale più volte si è espressa ritenendo che il decreto-legge debba rappresentare un'ipotesi eccezionale, da utilizzare in presenza di condizioni precise, altrimenti si viene a depauperare il grande potere delle Camere: il potere legislativo. In questo caso non sussistono i requisiti di necessità e urgenza; semmai di fretta, che non è esattamente «urgenza», forse perché la maggioranza ha anche poca fiducia nella durata del Governo e ha fretta di raggiungere il prima possibile l'obiettivo. Nel corso del dibattito e dei lavori in Commissione si sono verificate anche situazioni per certi versi kafkiane, forse dovute alla modalità stessa del provvedimento. Poco rassicurante è stata anche la presentazione di proposte emendative provenienti direttamente dalle diverse amministrazioni (quindi dal Governo), che sono state poi ritirate perché inammissibili; questo ha creato sicuramente una certa confusione all'interno dei lavori della Commissione. Di certo è difficile rinvenire nelle relazioni una motivazione o una giustificazione per il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali in materia di turismo. Con questo passaggio si è venuta a perdere quella sorta di governance che si era potuta costruire in una materia per certi veramente entusiasmante, perché non tutte le parti d'Italia hanno la fortuna di avere il Colosseo o l'Arena di Verona. (Brusio) . Signor Presidente, posso chiederle, se è possibile, di avere un po' di silenzio? PRESIDENTE . Le chiedo scusa se la interrompo, senatrice Stefani. Come ho già chiesto prima, chiedo ai colleghi di lasciare liberi i banchi del Governo mentre è in corso la discussione. Richiamo inoltre i colleghi ad abbassare il volume della voce, onde consentire alla senatrice Stefani di proseguire. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, signor Presidente. Il turismo italiano quindi non è solo il turismo attorno a beni culturali o monumenti. In gran parte dell'Italia, non essendoci magari questi doni e questi grandi gioielli, abbiamo tuttavia delle grandi potenzialità per il turismo: la promozione e la valorizzazione del territorio, attraverso il patrimonio che ci offre la natura stessa, il patrimonio del paesaggio, il patrimonio che ci dà e ci offre una bella gestione dell'agricoltura. Nell'agricoltura rientrano settori di grandissimo interesse, come gli agriturismi e il mondo dell'enogastronomia; il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, come era stato sostenuto e diretto dal ministro Centinaio, aveva portato alla promozione di interessantissimi progetti. Si è invece inteso ritornare al passato, in modo quasi demagogico, eludendo le aspettative di tutti questi progetti. Secondariamente, ma non da meno, non vi è alcun carattere di necessità e urgenza neanche nelle disposizioni che portano a trasferire al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le funzioni esercitate dal Mise in materia di politica commerciale e promozione con l'estero. Nella relazione si parla di «valorizzare la crescente componente economica della politica estera»; questo non è un requisito di necessità e urgenza e fa venir meno le condizioni affinché ci si possa appellare al decreto-legge. Nel provvedimento vi sono poi vari passaggi che sollevano dei dubbi e delle perplessità. Vi è l'istituzione di diversi posti con funzioni dirigenziali, in deroga ai limiti assunzionali previsti nelle varie amministrazioni; tutto ciò, anche in questo caso, senza una palese giustificazione. Per tutte queste ragioni, riteniamo che la decretazione d'urgenza sia inadeguata e palesemente in contrasto con la nostra Costituzione. Per le ragioni sopra esposte, noi del Gruppo della Lega chiediamo che si deliberi di non procedere all'esame dell'Atto Senato 1493. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, da quando, su proposta del senatore Calderoli, le pregiudiziali sono sganciate dagli aspetti di costituzionalità, si può evidentemente eccepire sui provvedimenti che arrivano in Aula sotto molteplici profili e certe volte probabilmente sarebbe anche inutile entrare in discussione rispetto ad alcuni temi. Però, apprezzando anche l'intervento della senatrice Stefani, che ha provato a trovare degli argomenti sul piano costituzionale, è evidente che un Governo che si occupa di attuare delle politiche individua nell'organizzazione propria del Governo e nella distribuzione delle materie il modo principale con cui attuare queste politiche. Quindi, se questo Governo, come credo, vuole giustamente cominciare a essere incisivo e decisivo in alcune materie, occorre che si organizzi nel modo che ritiene più utile. Quindi, questo decreto-legge è necessariamente urgente, perché dobbiamo mettere in condizione il Governo di affrontare dei temi assolutamente importanti, come quelli contenuti in questo decreto, in modo operativo ed efficace. Entrando nel merito, comincio con una battuta. Collega Centinaio, il pecorino si vende nel mondo con gli accordi commerciali, non con il turismo; questo è l'ABC. Se facciamo questo tipo di ragionamento, capiamo l'inadeguatezza sostanziale dell'accoppiamento tra il Ministero delle politiche agricole e il tema del turismo. Il nostro Paese con il turismo lavora e lavora in modo significativo, in modo sinergico, in modo importante, attraverso una serie di aspetti, che sono stati ricordati, ma che risiedono nel nostro Paese e nelle sue caratteristiche. I giacimenti e i patrimoni culturali presenti nel nostro Paese rappresentano veramente la fonte, non solamente dal punto di vista culturale, ma anche dal punto di vista ambientale, dell'industria turistica. Ed è chiaro che a questo si aggancia anche il tema del vivere bene, del lifestyle italiano, della capacità di veicolare i valori del nostro stare nel nostro Paese. Da questo punto di vista ritornare allora all'idea che era già stata praticata in precedenza mi sembra assolutamente coerente. Mettere insieme Ministero per i beni culturali e turismo significa accentuare quelle sinergie che nel nostro Paese possono veramente consentire di fare un salto di qualità riguardo l'industria del turismo. Parliamo, poi, anche del commercio estero. È un tema che viene da lontano, perché in tante occasioni si è cercato di capire quale sia la modalità più adeguata per il nostro Paese per affrontare l'internazionalizzazione delle nostre imprese, tenendo conto del tessuto economico che è fatto di piccole e medie imprese. Noi non siamo come la Germania, che ha dei campioni mondiali in settori industriali che, quando si spostano, portano con sé all'estero un sistema Nazione, un sistema Paese. Noi abbiamo un sistema economico fatto di piccole e medie imprese, che ha bisogno di essere organizzato, ma che ha anche bisogno di punti di riferimento riconosciuti nei vari Paesi. E quale punto di riferimento riconosciuto da tutti, anche per la capacità dei nostri ambasciatori, se non quello rappresentato dalle ambasciate e dal Ministero degli affari esteri? Questo è il tema. Potrei citare le innumerevoli riforme dell'Istituto nazionale per il commercio estero fatte negli anni precedenti, ma oggi, quando un'impresa va in un Paese estero, che sia nell'Unione europea o che sia fuori, il primo riferimento, il primo contatto, è l'ambasciata. Avere questa consapevolezza significa oggi puntare su questo sistema, che è un sistema capillare, un sistema organizzato capace di dare delle risposte. Ora, come si può essere contrari a questo tipo di scelta che finalmente viene fatta? Ci si potrebbe chiedere: quanto tempo ci voleva per compiere questo tipo di scelta nel nostro Paese? Probabilmente è vero, ma credo che, a partire da lì, si possa costruire un'organizzazione più complessa, che ci consenta di avere maggiore efficacia nel portare all'estero le nostre imprese. Mi fermo qui, su questi due punti, perché credo che siano gli elementi più caratterizzanti di questo decreto-legge, che ha carattere di necessità e urgenza perché questo Governo deve diventare operativo al più presto su temi come questi, che sono significativi e decisivi per lo sviluppo del nostro Paese, all'interno e anche verso l'esterno. D'altra parte, credo che i contenuti e i ragionamenti che sono alla sua base sostanzino in modo importante e decisivo queste scelte. Il nostro voto sulla questione pregiudiziale sarà pertanto contrario. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale QP1, presentata dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, signori rappresentanti del Governo, il decreto-legge in esame, che purtroppo ci apprestiamo a convertire in legge, è il classico esempio della peggior forma di attività legislativa che può capitare di vedere in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Si pongono in atto scelte che hanno la loro ragione solo in vantaggi partitici e spartitori, per trarne benefici ed evidenze di parte, a completo discapito di un reale e serio esame delle esigenze e dei contenuti, il tutto sotto la copertura di quel mantello che l'articolo 77 della Costituzione permetterebbe di utilizzare solo in caso di straordinaria necessità e urgenza. Mi riferisco, soprattutto, all'immotivata scelta di riportare il turismo all'interno del Ministero per i beni culturali. Che tale azione sia immotivata non lo dice chi vi parla o il Gruppo di opposizione della Lega, ma il Governo stesso, quando non spende una sola parola della relazione per giustificare la scelta. Si deve fare perché qualcuno lo vuole: la prepotenza e l'arroganza del Partito Democratico, che ben conosciamo, vengono messe nero su bianco. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Si badi bene che non vi basterà rispondere che è solo il ripristino di simili e inverse scelte fatte dal Governo precedente, perché in quel caso le motivazioni c'erano eccome, ben supportate dai primi e convincenti risultati dell'azione del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Viene ora liquidata la scelta strategica di legare il turismo all'agricoltura, avviata da poco più di un anno, che derivava dalla consapevolezza che è possibile promuovere e valorizzare il turismo italiano, non solo attraverso l'indubbio patrimonio artistico, ma anche attraverso i prodotti delle attività primarie e quelle eccellenze del made in Italy che costituiscono un patrimonio unico, al pari delle destinazioni turistiche del nostro Paese. Progetti pianificati, risorse stanziate, un piano pluriennale da portare avanti, progetti sul turismo lento e valorizzazione del settore dell'enoagroturismo, valorizzazione del made in Italy di qualità, lo sviluppo di contenuti per attività di promozione turistica, la formazione turistica nelle scuole. La paura è che assisteremo ad un arresto di quanto si era avviato. Ora si ricomincerà da capo: presumibilmente saranno necessari alcuni mesi per far ripartire la macchina, con evidente e inutile spreco di tempo per un settore così importante come quello del turismo. Se poi vi sarà, come ogni giorno si vocifera sempre più, una caduta di questo Governo o addirittura un termine anticipato della legislatura, tutto resterà nel limbo e ci sarà uno stallo totale delle politiche sul turismo per tutto il 2020. L'Italia non se lo può permettere, non sul turismo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Piuttosto che prendere atto dei risultati raggiunti, grazie all'accostamento di due settori indubbiamente trainanti per l'economia italiana, si è demagogicamente scelto di tornare al passato, deludendo le aspettative di un progetto in cui la valorizzazione della produzione agroalimentare, attraverso il legame con il territorio e la connessa attività turistica, si trasformava in un importante volano di sviluppo, competitività e innovazione. Se la scellerata scelta di oggi si spiega con la sete di rivalsa del Partito Democratico, come possono i colleghi senatori del MoVimento 5 Stelle fare un testa-coda simile, votando l'esatto opposto di quello che hanno votato poco più di un anno fa? Sono certo che ci stupiranno anche questa volta con l'ennesimo harakiri . Nota a margine: oltre a quelle trasferite, vengono create tre nuove posizioni dirigenziali presso il Mibac. Veniamo ora all'altra faccia della medaglia del decreto-legge in esame, o per meglio dire alla contropartita, alla merce di scambio. Per un settore, quello del turismo, che con l'articolo 1 viene dato a Franceschini, all'articolo 2 se ne sposta un altro: il commercio estero passa a Di Maio. Nel merito potremmo trovare anche degli aspetti positivi e condivisibili, visto che di questa ipotesi si parla da tantissimi anni. In passato fu un Governo di centrodestra ad avviare un gruppo di lavoro che arrivò alla stesura dei provvedimenti attuativi; azione bloccata poi in dirittura d'arrivo, come ben sapete, da resistenze non certo politiche. Proprio per questo mi chiedo dove sia il carattere di urgenza che giustifica l'uso del decreto-legge e dove sia la straordinaria necessità; necessità che oltretutto era stata negata qualche mese fa, quando tale ipotesi di spostamento era stata avanzata dal Ministero degli affari esteri guidato da Moavero Milanesi, ma stroncata e rispedita al mittente dall'allora ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio. È un omonimo o è lo stesso Luigi Di Maio che invece ora, con una tutt'altro che disinteressata giravolta, la caldeggia e pretende? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Anche in questo caso propongo una nota a margine: oltre a quelle trasferite, vengono create quattro nuove posizioni dirigenziali al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. L'articolo 3 è quantomeno incongruo con il resto del provvedimento, perché non ha alcun nesso col riordino dei Ministeri e riteniamo avrebbe dovuto essere trattato con un provvedimento autonomo. Restiamo quantomeno perplessi, al pari di molte sigle sindacali audite in Commissione, in merito alle modalità della rimodulazione, che sposta 28 milioni di euro destinati al riordino delle carriere delle Forze di polizia dal periodo 2019-2022 al periodo 2023-2024. Positiva è la copertura di 4,5 milioni di euro per gli straordinari delle Forze armate connessi all'operazione Strade sicure del 2019, ma avremmo voluto vedere lo stesso impegno per quelli delle Forze di polizia, che quest'anno ammontano a circa 74 milioni di euro. Venendo alla sostanza, alla "ciccia" come si dice dalle mie parti: l'emendamento del Governo che stanzia 60 milioni per il riordino delle carriere delle Forze di polizia è un trucco. Non si tratta di nuovi fondi al settore, ma solo di spostamenti tra capitoli di spesa: con una mano si dà e con l'altra si toglie. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi elenco le voci, in modo che sia tutto chiaro: 8,5 milioni di euro vengono tolti dalla prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali (poi si parla di lotta all'evasione); 8,5 milioni di euro sono tolti dal contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) ; 16 milioni tolti dall'approntamento e impiego dei Carabinieri per la difesa e la sicurezza (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) ; 1,5 milioni sono tolti dall'utilizzo della Guardia di finanza per pubblica sicurezza; 1 milione viene tolto alla pianificazione e coordinamento delle Forze di polizia; 3 milioni tolti all'amministrazione penitenziaria; 9 e 12 milioni vengono tolti rispettivamente ai Ministeri dell'interno e della difesa per affari generali; per finire, 1 milione è tolto alla sicurezza e al controllo nei mari, nei porti e sulle coste (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In pratica, si tratta di una grande operazione di facciata, che ricorda tanto i fantomatici carri armati del duce, spostati di qua e di là per gabbare l'allocco di turno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo state facendo, ma non potrete fregare i nostri poliziotti, carabinieri e finanzieri. Darete sì una media di 10-15 euro in più ad ogni operatore, ma per fargli fare cosa? Se togliete le risorse per la sicurezza, per le auto, per le divise, potranno solo stare in ufficio a girarsi i pollici. È così che intendete gestire la sicurezza di questo Paese? I nostri agenti chiedono il giusto compenso, ma per fare il loro lavoro. State insultando la loro dignità! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Un altro aspetto oscuro del decreto-legge in discussione concerne la Struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, prevista dall'articolo 4. Tale struttura non sarà indipendente, quindi nasce già svilita di tutto il suo potenziale. La sua brevissima durata (poco più di un anno) permetterà di effettuare ispezioni, di poche ore, in solo il 20 per cento delle strutture periferiche, come voi stessi dichiarate. Ma che senso ha? Solo per dare qualche incarico ai soliti amici degli amici? Chiedo. Nota a margine: l'assegnazione del personale viene effettuata in deroga a ogni norma esistente e vengono create due nuove posizioni e presi 12 consulenti esterni. Nell'avviarmi a conclusione, faccio un ultimo appunto sulla nuova organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che non è assolutamente chiara. Il testo del provvedimento parla di un numero massimo di due dipartimenti. Nella relazione si legge, invece, che i dipartimenti sono già individuati in numero di due, di cui uno dedicato alle attività di risanamento ambientale ed economia circolare e l'altro ai processi di miglioramento della qualità dell'aria e di crescita sostenibile. Vi siete dimenticati di molti temi fondamentali. È evidente che c'è ambiguità tra testo e relazione. Come al solito, poche idee ma ben confuse. Non vi smentite. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Qual è, quindi, il senso del decreto-legge in esame? Che il PD, con il turismo, voglia fare un dispetto alla Lega lo possiamo capire. Ma per il MoVimento 5 Stelle? Con l'alibi del riordino, lo scopo per voi è forse creare nuove caselle di posti da dirigente nei Ministeri? Vi state forse trasformando, voi senatori, in navigator per creare posti di lavoro per i percettori di reddito di cittadinanza? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Segnalo anche che - come se non bastasse quanto previsto dal testo iniziale - la maggioranza ha proposto emendamenti per assumere altri 30 dirigenti del MIBAC per 3,5 milioni di euro; nuovi fondi per altri contratti a tempo determinato del MIBAC per 500.000 euro; altre 150 assunzioni al MIBAC per 5,5 milioni di euro; 5 milioni alla società ALES SpA per fare quello che, nonostante tutte queste assunzioni, il MIBAC non riuscirà a fare; altri cinque esperti al MIT per 150.000 euro; al MEF 3 nuovi dirigenti generali e 16 dirigenti non generali per 3,1 milioni di euro; 25 nuove figure alla Corte dei conti per 3,5 milioni di euro. E poi ci venite a dire che, nella manovra economica, prevedete il taglio dei costi dei Ministeri? Alla faccia! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La faccia che vogliamo vedere sarà la vostra, cari colleghi del MoVimento 5 Stelle. Con che faccia oggi premerete il bottone per votare lo spostamento del turismo, che è l'esatto opposto di quello che avete votato il 31 luglio 2018? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi si addice perfettamente il famoso detto: «O Franza o Spagna, purché se magna». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto di istruzione superiore «De Pinedo-Colonna», di Roma, presenti in tribuna. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, abbiamo letto con un po' di stupore il contenuto del provvedimento in discussione, che arriva arrancando faticosamente, emendamento dopo emendamento, in Aula. Con la situazione di natura economica esistente oggi nel Paese, è effettivamente balzato un po' all'occhio il dato per cui si considera urgente una questione di fatto meramente organizzativa. Questo è il primo dato che ci fa capire, da un punto di vista politico, come il Governo e la maggioranza che lo sostiene siano in una situazione di serio affaticamento, in quanto di solito ci si occupa di questioni organizzative quando non si riesce ad affrontare quelle più squisitamente politiche. Detto questo, entrando nel merito e leggendo i vari cambi, mi trovo d'accordo con le valutazioni fatte da alcuni colleghi sia in Commissione affari costituzionali, che in Commissione istruzione pubblica, beni culturali, dove al momento della votazione dei pareri è stato giustamente detto: «Scusate, ma per quale ragione è stato espresso un voto contrario?». La frammentazione delle competenze che si fa con il decreto-legge in esame è effettivamente un rompicapo: abbiamo necessità di semplificare le cose e credo che questo sia nel programma di qualsiasi forza politica, ormai, anche di chi si candida a fare l'amministratore di condominio. Ora da questo decreto-legge viene fuori un quadro molto più complicato, un andirivieni di competenze, dall'agricoltura al turismo, che è confuso anche circa il modo in cui il Ministero degli affari esteri si deve rapportare a tutto quello che riguarda il commercio con l'estero. Altrettanta confusione c'è con riferimento alle Forze dell'ordine, perché alla fine non c'è assolutamente un minimo di scelta, di accorpamento o di definizione, com'era stato chiesto in occasione delle audizioni. Questo è l'altro aspetto che mi ha colpito negativamente: le audizioni svolte in 1 a Commissione sono state molto precise e i rappresentanti dei sindacati e delle camere di commercio hanno presentato in sostanza l'invito, pur da diversi punti di vista, a non fare eccessiva confusione, a non frammentare e a fare l'indispensabile. Al di là delle cifre, che si può dire che si spostano da un capitolo all'altro, il punto fondamentale è che qui tutti i rappresentanti delle varie Forze dell'ordine - come Polizia e quant'altro - hanno detto ancora volta che gli straordinari non vengono pagati. Di cosa parliamo, allora? Di sicurezza, di porti o di qualsiasi altro argomento si discuta - a parte la questione delle strade sicure - se gli interessati però fanno sentire la loro voce tramite i rappresentanti delle loro organizzazioni che vengono a riferire nella sede deputata che, dopo tante chiacchiere, ancora non vedono pagati gli straordinari - e il lavoro straordinario è tanto - penso che si sarebbe quantomeno potuto cercare di dare una risposta a quello che gli auditi hanno detto, lasciando anche documenti agli atti. E lo dico perché considero le audizioni un momento molto importante, ma, non si sa perché, non vengono quasi mai raccolte le indicazioni da esse provenienti. Altra questione riguarda - per esempio - i suggerimenti dati dalle camere di commercio estere: è vero che il commercio estero adesso viene accorpato al Ministero degli affari esteri; e su questo si potrebbe fare un lungo ragionamento, perché era una caratteristica del Governo di centrodestra e del nostro immaginare tale Dicastero come una finestra e una porta per le nostre aziende e imprese, aspetto sul quale però non mi voglio dilungare. I rappresentanti delle associazioni delle camere di commercio, però, hanno sottolineato la necessità di mettere ordine, a seguito dello spostamento delle competenze e considerando sia il fatto che le loro omologhe all'estero svolgono una serie di mansioni importanti sia il rafforzamento della questione dell'ICE. Si tratta di quel filo di cui parlavo prima: qui mi sembra che non si tratti una questione organizzativa e che, tra l'altro, la si tratti per confondere e non per dare risposte, che invece potrebbero essere più chiare, nette e, in linea generale, anche più semplici, che poi è quanto hanno chiesto le persone che man mano sono intervenute in audizione. Un altro tema che tocco è la questione del controllo sul controllo del controllo del Ministero delle infrastrutture. Anche in questo caso, immaginiamo perché sia nata quest'idea del controllo sul controllo del controllo sul controllo del Ministero delle infrastrutture, ma non è possibile: alla fine, che facciamo? Facciamo controllare a un robot il lavoro degli uomini? Se c'è una carenza per quanto riguarda le persone, non si può pensare di risolvere i problemi mettendo un pilastro di super controlli. Noi andiamo a mettere in piedi un'altra struttura, con la caratteristica principale di complicare ulteriormente la vita, come la complicano tante altre misure senza poi raggiungere l'obiettivo, che è quello di controllare i controllati che controllano quelli che controllano, che controllano ancora quelli che controllano ulteriormente. Per quanto riguarda l'altra questione che vorrei sottolineare, nel momento in cui noi abbiamo visto questo tipo di impostazione, giustamente abbiamo voluto porre la nostra attenzione su alcuni aspetti, sui quali poi ci si soffermerà in sede di esame degli emendamenti. Mi riferisco - ad esempio - al turismo. Sappiamo che il Ministero del turismo è stato eliminato da un referendum , ma è chiaro che serve una risposta diversa e più forte. In tal senso sono stati presentati degli emendamenti dalla collega Gallone, in primis. C'è il problema del made in Italy , sul quale parlerà sicuramente la collega Tiraboschi e anche in tal caso sono stati presentati gli emendamenti corposi. Ciò significa che Forza Italia critica l'impianto, ma contemporaneamente vi dice anche come lo farebbe. Così come vi dice cosa farebbe con una serie di emendamenti presentati dal collega Aimi in materia di polizia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, nell'attuale quadro politico e legislativo il disegno di legge in discussione oggi, concernente la conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione di diversi Ministeri, assume un particolare significato anche in relazione alle prerogative assegnate al Dicastero dell'ambiente. La riorganizzazione del Ministero dell'ambiente, prevista nel provvedimento che ci accingiamo a votare, è il risultato pratico e operativo di una scelta politica che ha voluto mettere le politiche ambientali al centro dell'azione di Governo; una scelta politica di alto profilo poiché è a vantaggio degli ecosistemi e delle generazioni future, ma anche una scelta coerente con la tradizione culturale del MoVimento 5 Stelle. La prospettiva che si vuole offrire con l'articolo 5 del decreto-legge, che ci accingiamo a convertire in legge dello Stato, è quella di una sempre più incisiva ed efficace azione sul fronte delle emergenze ambientali, rendendo l'organizzazione del Ministero dell'ambiente più aderente all'indirizzo politico del Governo e alle sfide che dobbiamo affrontare. Il mondo accademico e quello della ricerca richiamano continuamente la nostra attenzione di politici e legislatori su urgenze ambientali che ci stanno ponendo di fronte a una vera e propria sfida epocale. Ci sono dei report dettagliati, ricchi di dati e informazioni, che ci informano. Solo per fare alcuni esempi, abbiamo l'aggravarsi della crisi climatica, dell'ormai acclarato ingresso delle microplastiche nella nostra catena alimentare, della perdita della biodiversità che avanza a ritmi preoccupanti. Nello scorso mese di giugno uno studio dell'Università australiana di Newcastle, combinando alcuni dati di oltre 50 ricerche, ci ha fatto sapere che ingeriamo fino a 5 grammi di microplastiche la settimana, praticamente pari a oltre 250 grammi all'anno. Con il suo ultimo rapporto dello scorso 23 settembre l'Intergovernmental panel on climate change (IPCC) ha evidenziato come negli ultimi trenta anni le masse oceaniche hanno raddoppiato il loro assorbimento di calore dall'aria sovrastante, scaldandosi di oltre 0,6 gradi. Non si parla molto spesso di queste masse oceaniche; ma, se queste sono più calde, sono meno capaci di assorbire anidride carbonica: ciò significa che stiamo perdendo un deposito di carbonio che oggi cattura il 30 per cento delle nostre emissioni. Di fronte a noi, quindi, c'è la sfida epocale e globale della transizione verso un'economia e una società che devono essere capaci di guardare al futuro; una sfida alla quale la maggioranza del Parlamento e il Governo, che ne è espressione, stanno rispondendo con atti e provvedimenti concreti, con una convergenza sui temi ambientali mai registrata prima. In queste ore stiamo portando avanti l'esame del decreto-legge clima, provvedimento con cui viene dato ufficialmente avvio al green new deal , fortemente voluto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell'ambiente Sergio Costa e sostenuto da tutte le forze di maggioranza. Si tratta di iniziative positive all'insegna della concretezza, che intervengono con misure urgenti in più settori, che possono aiutarci a mitigare il cambiamento climatico e mirano a coinvolgere direttamente i cittadini e le aziende, spronandoli e incentivandoli a cambiare comportamenti di consumo e stili di vita, a cambiare il tipo di produzione perché possa essere più green . È già stato approvato dalla Camera dei deputati il disegno di legge salva mare, un altro importante provvedimento che a breve arriverà qui in Aula, aggiungendo un altro importante tassello a una politica ambientale che va definendosi in modo veloce e del tutto innovativo. Riteniamo che il Ministero dell'ambiente debba essere strutturato e potenziato per affrontare sempre meglio una transizione ecologica e solidale in armonia con l'azione degli altri Ministeri e di tutto il Governo. Concludo ricordando che abbiamo sempre più bisogno di un approccio sistemico e di una visione integrale dell'ecologia che metta insieme aspetti più strettamente ecologici con dimensioni che siano umane, sociali e culturali per la cura della nostra casa comune. Fritjof Capra dice che «per quanto ci addentriamo nella materia, la natura non ci rivela la presenza di nessun "mattone fondamentale" isolato, ma ci appare piuttosto come una complessa rete di relazioni tra le varie parti del tutto». (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, quello che discutiamo oggi è - secondo me - un provvedimento molto importante perché attiene l'organizzazione dello Stato, ed è inevitabile che tutto ciò che va ad incidere sull'organizzazione dello Stato poi abbia conseguenze anche sul buon funzionamento dello stesso. Ecco perché - a mio avviso - la prima domanda che dovremmo porci è se questo provvedimento crei efficienza oppure solo e semplicemente vada a soddisfare esigenze ideologiche che inevitabilmente nell'attività dell'attuale Governo troviamo in più provvedimenti. In Commissione in questo periodo abbiamo in discussione il decreto-legge clima che - a mio avviso - è emblematico di quanto ho poc'anzi sostenuto, e per questo voglio anche fare un esempio: nella determinazione dei criteri per l'ammissione al finanziamento per coloro che presentano oggetti di rinnovamento degli scuolabus - in virtù di una ideologia che francamente a me sembra incomprensibile - il criterio predominante è quello del numero degli alunni trasportati. Ma se il criterio dichiarato è quello della riduzione delle emissioni inquinanti, come è possibile che si dia prevalenza al numero degli alunni trasportati e non dei chilometri percorsi? Questo parallelo ritengo dimostri in maniera evidente che qui si cerca di perseguire uno scopo ideologico e non pratico, che però in un settore che incide per oltre il 10 per cento del PIL nazionale dovrebbe essere prevalente, se non esclusivo. E questo dato del 10 per cento è del World Travel and Tourism Council e, quindi, lo prendo per buono perché l'ente citato ipotizza che il PIL generato tra diretto e indotto sia di oltre 220 miliardi di euro. A mio avviso - è ovviamente un'opinione personale - questo solo dato giustificherebbe la sussistenza di un Ministero specifico, ma non è questo il tema alla nostra attenzione, e quindi, tornando all'argomento al nostro esame, la prima domanda che mi pongo è la seguente: perché si sta mettendo in discussione un impianto che ancora, inevitabilmente, non ha potuto produrre i suoi effetti? Ricordo a tutti, infatti, che è vero che la modifica è stata da noi introdotta l'anno scorso, ma sappiamo bene che tutto quello che incide sull'organizzazione non può produrre effetti nell'anno in corso. Nella migliore delle ipotesi lo farà l'anno successivo. In siffatto caso, quindi, come si fa a giustificare questo intervento - come ha fatto qualche collega del PD - dicendo che nel 2018 l'affluenza turistica in Italia è diminuita? Se anche fosse vero - e immagino che questo riferimento lo abbia fatto con dati precisi in mano - ciò sarebbe imputabile non alla riorganizzazione voluta dal Governo in cui la Lega - secondo motivazioni precise che poi esporrò - aveva chiesto e ottenuto l'attribuzione delle competenze sul turismo per il Ministero delle politiche agricole, ma evidentemente all'attività del Governo precedente nel quale, non a caso, le competenze sul turismo erano legate al Ministero per le attività culturali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ciò dimostra, se ce ne fosse bisogno, che il mio è un dubbio legittimo, e non un'allusione provocatoria oppure una critica strumentale. Chiaramente, il dato di base con il quale molti motivano la scelta di trasferire il turismo ai beni culturali, è reale: l'Italia possiede un patrimonio storico-culturale di valenza assoluta, sia per qualità che per quantità, ma sostenere che sarebbe possibile aumentare l'affluenza turistica puntando su questo è un errore determinato dall'ignoranza della situazione fattuale. Sostenere che sarebbe possibile aumentare la presenza turistica a Roma grazie all'attività del Ministro significa non sapere che l'attrattività di Roma è tale per cui, sì, sarebbe possibile migliorarla, ma magari pulendola meglio; magari dotandola di una metropolitana adeguata al suo ruolo; o magari anche solo semplicemente aprendo le stazioni della metropolitana, oppure migliorando la sicurezza, e non con attività del Ministro competente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tutto questo dimostra che vi è una separazione tra il mondo reale e quello che è un mondo ideale, evidentemente presente solo nella mente di alcuni colleghi, che è del tutto separato da ciò che invece ci servirebbe in questo momento. Apro una parentesi perché, quando si parla di turismo, si parla sempre di turismo internazionale. Voglio ricordare ai colleghi che, nelle loro scelte, evidentemente cercano di penalizzare in ogni modo possibile la circolazione del denaro: se ho 100 euro in tasca, ai fini del PIL questi 100 euro valgono zero. Se invece li faccio girare e vengono spesi cinque volte da soggetti diversi, ai fini del PIL diventano 500 euro. Quindi, non limitiamoci a parlare solo di turismo internazionale, perché favorire anche il turismo nazionale consentirebbe di creare un'economia di cui beneficerebbero quelle zone del nostro territorio che dalla riorganizzazione in questione, invece, sono enormemente penalizzate. Prima parlavo del motivo per cui - a mio avviso del tutto legittimamente e opportunamente - la Lega ha chiesto di attribuire le competenze del turismo al Ministero delle politiche agricole. Siffatta motivazione va ricondotta al fatto che le tipologie di turismo sono molte. I motivi di interesse che spingono le persone a muoversi sono legati, sì, ai beni culturali, ma anche al turismo naturalistico, a quello sportivo e a quello religioso; ma soprattutto sono legati al turismo enogastronomico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La simbiosi prodotto-territorio funziona ovunque sia stata creata. Non voglio scomodare esempi come il prosciutto di Parma, per cui la qualità del prodotto e la notorietà del Comune probabilmente avrebbero consentito a entrambi di essere autosufficienti e andare avanti con le proprie gambe, perché abbiamo tantissimi altri esempi. Ricordo le lenticchie di Castelluccio, un Comune vicino al mio, che sicuramente hanno tratto un beneficio reciproco dall'abbinamento del prodotto al territorio. Voglio ricordare, altresì, il lardo di Colonnata, che - senza togliere nulla a un prodotto di qualità assoluta - evidentemente senza questo binomio sarebbe stato enormemente penalizzato. L'abbinamento dell'enogastronomia al turismo funziona, perché il boom che abbiamo avuto in Italia negli ultimi anni in questo settore attiene agli agriturismi. La nuova mentalità del turista fa sì che non solo si riscoprano i beni culturali e il bello da vedere, ma si cerchi anche l'esperienza sensoriale; e niente riesce a trasmettere meglio l'esperienza sensoriale che vivere direttamente un territorio, con i suoi prodotti, le sue tradizioni e il suo stile di vita. La scelta compiuta, quindi - a mio avviso - non tiene conto del fatto che l'enorme potenziale inespresso dell'Italia in tema di turismo non è nelle città d'arte. Sappiamo bene tutti, infatti, che il problema di Venezia non è attrarre più persone, ma gestire quelle che già ora la visitano. Tutto quello che ci limita nell'attrattività turistica in ambito culturale è legato alle attività non del Ministro competente, ma di altri: come ricordavo prima, è legato alla pulizia, che è in capo al Comune; alla sicurezza, che è competenza del Ministro dell'interno - e non «degli interni», cui il collega Morra faceva riferimento prima - oppure alla competenza del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che deve far sì che le nostre città si dotino di servizi. Non è assolutamente legato a quello che volete fare voi. Purtroppo vedo che il tempo a mia disposizione sta terminando e, quindi, a malincuore sono costretto a fare solo un accenno rispetto a ciò che intendevo dire relativamente alla riorganizzazione del Ministero per la tutela del territorio e del mare. A mio avviso, anche in questo caso prevale l'ideologia, anziché cercare di creare efficienza, anziché cercare di essere pronti a uno dei drammi che periodicamente colpiscono la nostra Nazione, che sia un terremoto, un'alluvione o una frana: sappiamo bene che la fragilità del nostro stupendo territorio periodicamente ci obbliga a fronteggiare delle emergenze. Mi sarei aspettato, quindi, che una riorganizzazione tenesse conto di questo e fosse finalizzata a creare sicurezza, che avrebbe potuto avere anche l'effetto positivo di salvare la vita delle persone. Invece tutto questo non c'è. Quindi - a mio avviso - la seconda parte del nome del Ministero, «per la tutela del territorio e del mare», diventa prevalente, consentendo l'affermazione di quella che ritengo sia stata purtroppo una deriva determinata da un ambientalismo estremo, che ha avuto come conseguenza il fatto che molte zone del nostro Paese siano diventate sinonimo di abbandono e di incuria e mai di buona gestione. Speravo e spero ancora che i colleghi, convinti - come me - che si debba creare una struttura organizzativa dello Stato che risponda alle esigenze effettive della popolazione, perseguano l'obiettivo della messa in sicurezza dei nostri territori, per consentire di riscoprire un'enorme Nazione che, anche in quest'ambito, avrebbe la possibilità di dire la sua a livello mondiale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, ieri mi sono chiesta: intervengo per la terza volta sul turismo dopo che mi avete già sentita - ripeto - almeno tre volte? Poi mi sono detta: bisogna insistere come la goccia che, a forza di cadere, scava. E lo faccio anche perché è la mia passione, è ciò di cui mi occupo da tanto tempo. Vorrei provare a fare qualche riflessione nei dieci minuti a mia disposizione, che sono veramente pochi per affrontare un tema industriale così importante, cercando di andare oltre le strumentalizzazioni di carattere più politico, che peraltro non sono capace di fare. Partiamo dall'analisi di qualche numero: l'industria turistica oggi vale circa 70 miliardi (il 4 per cento del PIL), che salgono a oltre 170 e, quindi, al 10 per cento del PIL, se si considera tutto l'indotto. Stiamo parlando di circa 2,7 milioni di lavoratori impiegati nel settore, più di 30.000 alberghi e più di 130.000 strutture extra alberghiere, per un totale di circa 5 milioni di posti letto. Sono dei numeri già importanti, ma su essi dobbiamo costruire una strategia per i prossimi dieci anni, perché lì possiamo andare a creare altro valore aggiunto e possiamo aumentare il PIL del nostro Paese di altri due punti. Non è tanto; mi sto riferendo a una cifra che non può essere esagerata: stiamo parlando di circa 35 miliardi in più, che definisco un potenziale inespresso di questo comparto di industria italiana. Noi bistrattiamo il turismo una volta inserendolo all'interno del Mibact, poi portandolo all'interno del Ministero dell'agricoltura, non dando a questo comparto il peso rilevante che deve avere e, soprattutto, non definendo una strategia ad esso sottesa che non esiste da più di venti anni, nonostante il turismo sia una delle industrie più digitali. Quando Internet era agli albori - sto parlando di trent'anni fa - nessun comparto del PIL italiano comprese il potenziale dell'industria del digitale. L'unica industria che lo comprese fu proprio il turismo. Quindi, dobbiamo costruire su delle competenze che, per la verità, non sono ancora così diffuse sul nostro territorio. Apro una parentesi: chi frequentava negli anni della mia generazione l'istituto alberghiero? Nessuno lo frequentava perché era considerato un percorso formativo di serie B. Tutti volevano andare al liceo scientifico, classico o artistico, ma nessuno voleva frequentare quell'istituto. Oggi, invece, vediamo che questo tipo di formazione è molto richiesto. Ci sarebbe ancora molto da fare in termini di costruzione di nuove skill digitali e nuove professionalità digitali, che sono sempre più necessarie in questo ambito. Non ragioniamo su questo comparto cercando di spostarlo da un Ministero all'altro. Dobbiamo dare una volta per tutte - ne sento parlare veramente oramai da tanti colleghi e da troppi anni - il giusto valore a quel brand che si chiama made in Italy . Ieri o l'altro ieri il Ministro degli affari esteri in visita in Cina, in occasione di una fiera internazionale importante, ha detto che il turismo deve portare, come i vasi comunicanti - ha ragione - attenzione sul meglio del made in Italy , perché il turismo è un pezzo del made in Italy . Ha detto bene il Ministro degli affari esteri: il turismo è un pezzo del made in Italy . (Applausi del senatore Pietro Pisani) . Il made in Italy è il terzo brand più conosciuto al mondo - l'ho già detto tante volte - dopo Coca Cola e Visa e ha un potere in termini di heritage , di valori, tradizioni e capacità artigianali che ha fatto grande l'Italia e la piccola e media industria nel mondo. Ha sostenuto, anche nei periodi di maggiore crisi, le esportazioni italiane; e questo lo sappiamo, perché i dati della bilancia commerciale parlano molto chiaramente. È vero che dobbiamo anche sostenere il turismo domestico: è certamente importante, perché abbiamo in almeno 5.800 città italiane, che sono sotto i 5.000 abitanti, una vastità di patrimonio culturale e ambientale che piace anche ai nostri italiani e rappresenta lo slow living , il turismo più lento, che è quello che viene sempre più apprezzato; un turismo che non è - passatemi il termine - ingolfato, come quello che troviamo nelle grandi porte di ingresso italiane (Roma, Firenze, Milano, Venezia, Napoli e Torino); le città capoluogo, che certamente attraggono i flussi internazionali, che man mano aumenteranno e sono molto importanti, perché rappresentano le esportazioni per il nostro Paese. Sono le città dalle quali possiamo far sgocciolare i turisti - la teoria per gli anglofoni viene definita del trickle-down - e cioè consentire uno sgocciolamento di turisti dalle grandi città verso i borghi, che rappresentano un pezzo bello dell'ambiente italiano assolutamente da valorizzare. In quei 5.800 Comuni italiani che hanno meno di 5.000 abitanti c'è un patrimonio immobiliare importantissimo che viene definito struttura extralberghiera. Facciamo anche una riflessione sul risparmio italiano, che vale 10 trilioni, cifre incredibili: 4 trilioni sono in depositi e gestioni, che - come tutti sapete - rendono meno; 6 trilioni sono proprio in immobili. Una parte consistente di questi immobili privati è costituita da strutture cascinali o immobili di pregio, che vanno magari recuperati e resi funzionali all'attività ricettiva, e sono disseminati in una parte significativamente importante dei 5.800 Comuni di cui vi ho già detto. E proprio lì che possiamo valorizzare la filiera enogastronomica, perché in quei centri c'è il meglio dell'artigianalità che sanno esprimere i nostri agricoltori e viticoltori. Attraverso la combinazione di accoglienza e valorizzazione dell'enogastronomia diamo un impulso importante a un pezzo del made in Italy italiano, perché il made in Italy italiano - ripeto - non è solo questo, così come non è solo la cultura. Il Ministero posto all'interno del Mibac mi fa riflettere di nuovo, così come il fatto che nel sito del Mibac sia usata solo la lingua italiana. Dove vogliamo andare, signori, con un sito scritto solo in italiano? Dobbiamo veramente con coraggio fare un salto in avanti. Si può allora obiettare che c'è il braccio operativo che si chiama ENIT, ma il braccio operativo dell'ENIT non ha ancora definito - in non so bene in quanti anni - una strategia seria sul marketing e la comunicazione digitale. Sto parlando di tutta quella parte di promozione on line che si riferisce a quei due miliardi e mezzo di millennial , cioè a coloro che sono nati tra il 1980 e il 2000 e che nel 2025 rappresenteranno - sentite bene, signori - almeno il 50 per cento dei viaggiatori internazionali. Noi dobbiamo attirare queste categorie, perché oggi si viaggia con molti meno soldi rispetto a quelli che erano necessari per i viaggiatori della mia generazione. Ancora una riflessione, l'ultima, perché immagino di aver quasi esaurito il mio tempo. Perché l'Italia non pensa di costruire, osservando quello che sta succedendo all'interno degli alberghi organizzati sotto forma di catena, una sua piattaforma e un suo booking ? Sapete quanto valgono sul mercato le OTA europee (come Booking o Expedia, che sono le più importanti)? Valgono - non so se i dati sono aggiornati - 340 miliardi di euro. Pensate che cosa stiamo perdendo per non aver creduto nella costruzione di una piattaforma del meglio del made in Italy . È lì che bisognerebbe investire, mettendo veramente con coraggio delle risorse e senza fare dei carrozzoni; non ce ne vogliono tante di risorse in un Ministero di quel tipo. Devono essere tutte risorse smart , flessibili, giovani, che sappiano ibridare le competenze di chi ha quaranta, cinquanta anni, che non è così digitale, con chi invece ha quelle competenze. Ecco, io credo che riflettere su un Ministero del made in Italy che abbia come ombrello il turismo e, sotto questo ombrello, i prodotti che rappresentano il meglio dell'industria creativa italiana (l'enogastronomia, il benessere, il tessile, il design , la gioielleria e quant'altro) possa essere un pezzo di strategia di aumento del PIL del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, cercherò di fare delle riflessioni e delle valutazioni politiche ed entrerò poco nel merito tecnico di questo decreto-legge, anche perché è già stato demolito, dalla A alla Z, dall'intervento puntuale del collega Luigi Augussori. Vorrei iniziare con questa riflessione: l'organizzazione amministrativa, in questo caso l'organizzazione ministeriale, è uno strumento importante, finalizzato a realizzare e a perseguire una strategia politica. Non è per niente e non è affatto invece - così come sta accadendo oggi in quest'Aula - un capriccio per accontentare questo o quel Ministro, questa o quell'altra forza politica. Capisco che ci siamo ridotti a questo perché il Governo in carica non ha una strategia; ma sicuramente ciò non è rispettoso dell'Italia, né tantomeno è rispettoso degli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Qual è la scena del crimine? Da un lato c'è l'attore principale, che però non è protagonista e che si chiama Giuseppe Conte, perché compare sempre. Dall'altra parte poi c'è il MoVimento 5 Stelle, che, a seconda del tema e del tempo, fa andare avanti delle comparse. Spiego meglio perché c'è questa drammatica scena del crimine. Vorrei soffermarmi un attimo sulla vicenda del turismo rispetto al Ministero delle politiche agricole e forse fra un po' al Mibac e poi anche sulla vicenda relativa al Ministero degli affari esteri. Oggi abbiamo come Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo il Ministro di tutte le stagioni, cioè Franceschini, che è stato Ministro in questo settore con Renzi, con Gentiloni Silveri e, guarda caso, oggi è Ministro con il primo attore non protagonista, Conte. Franceschini oggi ha rivoluto la delega al turismo. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'è di strano e cosa c'è di male: nulla, se non fosse però che questo ministro Franceschini è sostenuto dal MoVimento 5 Stelle, quel MoVimento 5 Stelle che pochi mesi fa ha votato con la Lega il trasferimento della delega del turismo al Ministro delle politiche agricole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quel MoVimento 5 Stelle che, evidentemente, se non ha mentito agli italiani, era convinto che fosse possibile armonizzare, perché di questo abbiamo parlato pochi mesi fa, l'agricoltura e il turismo: il turismo e l'agricoltura. Ma c'è un altro aspetto che rende ancora più drammatica questa scena del crimine. All'epoca in cui Franceschini è stato Ministro del MIBACT, con il Governo di centrosinistra, quindi con i Governi Renzi e Gentiloni, ha fatto la cosiddetta riforma. Dopodiché, con il primo Governo Conte in quel Ministero è andato Bonisoli, del MoVimento 5 Stelle, che ha fatto la controriforma di quella riforma. Adesso il MoVimento 5 Stelle, nel nuovo Governo guidato da Conte, in quel posto rimette Franceschini, che deve fare la riforma della controriforma! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io voglio capire e, come me, tutti gli italiani, perché c'è questa incoerenza. Molti l'hanno capito. Essa è solamente finalizzata a conservare la poltrona; è finalizzata a galleggiare, non a crescere e né, tantomeno, a migliorarsi. Ma, alla luce di questa incoerenza, alla luce di questa improvvisazione, che significa perdita di tempo e sperpero di denari, la domanda è pacifica, se non doverosa: ma questo l'avete preso per un Parlamento o per «Scherzi a parte»? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Aggiungerei pure che alcuni risultati avevamo cominciato a raggiungerli. grazie all'ottimo lavoro svolto da Gian Marco Centinaio: risultati oggettivi, non decantati da chi ha la stessa veste politica; risultati riconosciuti, per ultimo, dalla valanga di giapponesi che verranno in Italia a cominciare ad onorare quell'importante lavoro. Ma la cosa ancora più importante, che rende, invece, più grave questo provvedimento, questa miopia politica, è che il connubio vincente tra l'agricoltura e il turismo, mentre noi discutevamo in quest'Aula, è stato battezzato positivamente nel contesto internazionale, in Argentina, laddove si erano riuniti i Ministri dell'agricoltura. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io credo che una forza politica come quella del MoVimento 5 Stelle dovrebbe giustificare agli italiani il perché di questa incoerenza, il perché di questo strabismo politico. Noi credevamo, allora, che fosse la ricetta vincente per andare avanti in agricoltura e nel turismo. In quel G20, che cosa fu detto? Che per far emergere le aree rurali era importante mettere come perno principale il turismo. Lo avevamo detto e ne eravamo convinti. Solo che noi siamo rimasti convinti di ciò, altri hanno cambiato idea, chissà per quale non nobile motivo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Una riflessione sul Ministro degli affari esteri voglio farla, e voglio farla con franchezza. Diciamocelo chiaramente. Tanto noi qui parliamo a quest'Aula per parlare agli italiani, non per parlarci addosso. Tutti hanno capito, tutti, che Di Maio è stato mandato al Ministero degli affari esteri per essere esiliato politicamente e per evitare che continuasse a fare danni in Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti della senatrice Pirro) . Questo è chiaro a tutti! Era una promozione per punirlo. Vai all'estero, così non fai danni in Italia. D'altronde, era facile arrivare a questa conclusione, se parliamo di un ex Ministro dello sviluppo economico che ha aperto 160 tavoli di crisi e non ne ha chiuso nemmeno uno, al di là degli slogan e degli annunci giornalistici! Non parliamo dell'Ilva, in questo momento, perché ne parleremo domani. Cosa si fa con questo decreto-legge? Si affida a chi ha aperto circa 160 tavoli di crisi, ed è scappato, la strategia della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese. Rivolgo una domanda ai colleghi parlamentari, a tutti, da destra a sinistra, passando per il centro. Ma chi di voi darebbe le chiavi di casa del mare a colui che ha devastato e ha saccheggiato la casa in città? Chi di voi darebbe a costui questo ruolo e questa importante responsabilità? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Organizzare e riorganizzare la struttura amministrativa non è un capriccio. È una misura seria, perché persegue un obiettivo nobile, che è quello al quale deve tendere la politica: far star meglio il proprio Paese, fa star meglio i propri concittadini e i propri connazionali. Qui invece no, si naviga a vista, perché a tutti i costi questo Governo deve andare avanti per consentire di conservare la poltrona a chi non è più gradito agli italiani. Devo però anche fare ammenda e dire che in questi primi mesi il nuovo Esecutivo un risultato importante comunque lo ha raggiunto: ha fatto dimenticare in poche settimane Toninelli. Peccato che ce lo abbia fatto dimenticare con Fioramonti, un ministro che non è degno di sedere nelle istituzioni e men che meno al Ministero dell'istruzione, se dileggia il nostro crocifisso e le nostre Forze dell'ordine. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo avete fatto voi. Devo dire però che, al di là dell'assenza di strategia, questo Governo... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Sto concludendo, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Pepe, non è una questione di tempo. Lei ha anticipato che non sarebbe entrato nel merito del provvedimento. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Sto facendo una valutazione politica, Presidente. PRESIDENTE. D'accordo, ma ritorni almeno al titolo del provvedimento, solo al titolo perlomeno. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Torno al titolo del provvedimento e dico che, non solo questo Governo non ha una strategia, ma addirittura è «Un Governo senza più anima», come titolava ieri mattina «la Repubblica», con cui mi trovo d'accordo. Forse correggerei dicendo che è un Governo senza anima sin dall'inizio, un Governo che è nato contro gli italiani e contro l'Italia, soltanto per combattere la paura che Matteo Salvini ha suscitato verso queste forze politiche. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'Italia è cosciente e consapevole dello stato pietoso in cui versa l'Esecutivo e l'Umbria è soltanto il primo squillo. Andremo avanti perché abbiamo proposto una strategia per rilanciare l'Italia e che voi invece, nel settore del turismo e in ogni settore, cercate di demolire soltanto per mantenere un equilibrio che non reggerà a lungo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea un secondo gruppo di docenti e studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Francesco Maurolico» di Spadafora, in provincia di Messina, che stanno assistendo ai nostri lavori. Ho il piacere di ricordare che essi sono stati invitati dalla senatrice Floridia, che insegnava proprio nella scuola dalla quale provengono. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 CROATTI (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, il disegno di legge n. 1493, recante la conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019 n. 104, all'articolo 1 dispone il trasferimento del turismo dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali al Ministero per i beni e le attività culturali, con conseguente trasferimento delle risorse umane e strumentali. Questo argomento è stato affrontato circa un anno fa nel precedente Governo insieme al contraente politico (la Lega), con il decreto-legge n. 86 del 2018. Abbiamo avuto la speranza, con quel passaggio, che il made in Italy fosse un traino, un volano all'interno del comparto del turismo a livello nazionale. Sono stati sollevati da più parti alcuni profili pregiudiziali sul provvedimento e sui requisiti di necessità e urgenza. In realtà si tratta di un atto normativo che è stato adottato su quanto accaduto molti anni fa. Facciamo un salto indietro nel passato: il 15 aprile 1993 un referendum abrogativo ha deciso di eliminare l'importante Ministero al quale faceva riferimento un comparto al quale tutt'oggi si riconducono i dati - li abbiamo sentiti citare - di un'economia nazionale importantissima che si impone a livello mondiale. Da tutto il mondo vengono nel nostro Paese: ci sono tantissimi investimenti all'interno dell'Italia. Per il solo 2018 si parla di circa 11 miliardi di euro, con più di 650.000 aziende a livello nazionale che lavorano nel comparto. Da qui, dunque, l'urgenza e la necessità di intervenire su un settore importantissimo. La riflessione che era stata fatta con il precedente Governo era volta a dare comunque una struttura, una forza, uno sviluppo importante alla governance di questa economia. Quando parliamo di turismo parliamo di tre certezze inconfutabili del nostro Paese: il nostro patrimonio culturale, il nostro made in Italy e i nostri paesaggi. Da Nord a Sud, da Est a Ovest l'Italia trabocca di questi luoghi affascinanti che fanno innamorare chiunque arrivi nel nostro Paese. Tutto ciò è stato generato dalla nostra cultura, costruito mattone dopo mattone, coltivato terreno dopo terreno da generazioni ed è il valore aggiunto della cultura del nostro Paese. Purtroppo ogni volta che si tocca questo argomento si va a finire inevitabilmente sulla cultura, perché permea ogni angolo, ogni campo nel nostro Paese e potrebbe diventare il volano della nostra economia. Noi siamo quindi convinti che nel comparto culturale potremmo trovare solidità e destagionalizzazione. Si parla spesso di Roma e di molti grandissimi paesi che hanno la necessità di distribuire l'afflusso turistico nei loro territori su tutti i giorni dell'anno. Faccio un esempio: il rapporto della fondazione Symbola e Unioncamere, spesso citato, afferma che ogni euro investito nella cultura produce 1,8 euro di crescita in altri settori. Questi sono dati di fatto a testimonianza che la cultura e il turismo possono essere uniti in una sinergia per lo sviluppo. Mi piacerebbe parafrasare un racconto di un mio illustre concittadino, Paolo Fabbri, il quale dice che se facciamo cadere dalla parte più alta del Senato un apparecchio elettronico e un libro, il primo perderà tutti i suoi dati, mentre il libro, che fa parte della nostra cultura e della storia che l'ha prodotto, a parte qualche pagina stropicciata e una copertina rovinata, manterrà forte la sua struttura. Su questa solidità metaforica del libro, che può rappresentare la nostra cultura e la nostra storia, vorremmo strutturare, come fosse una come pietra angolare, quello che può essere un made in Italy della cultura che abbraccia univocamente tutte le forme di proiezione turistica. Ci tengo anche a citare tutti i paesi dell'entroterra che sono pieni, oltre che di produzioni agricole, soprattutto di quella cultura che non riusciamo a fare in modo che venga raggiunta. Questa sinergia potrebbe quindi rendere raggiungibile in maniera capillare tutta la struttura turistica del nostro territorio. L'articolo 2 tratta un altro punto per me molto importante, concernente il trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale della strategia di politica commerciale e di promozione all'estero. Questa funzione va sicuramente utilizzata per proteggere tutte le nostre attività economiche che si spostano al di fuori del nostro Paese; va quindi adoperata una promozione unica, mirata, per tutelare tutte le promozioni all'estero senza alcun tipo di differenza. Anche la disciplina dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane può creare una governance molto importante e un'assistenza promozionale al di fuori del nostro territorio. Noi abbiamo la ferma convinzione che questo spostamento nella fase attuale possa dare la possibilità di apportare notevoli benefici dal punto di vista della crescita e del rilancio economico. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fantetti. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, visti i pochi minuti a disposizione premetto che limiterò il mio intervento a quanto relativo, nel provvedimento in esame, al trasferimento dal MISE al MAECI delle funzioni esercitate in materia di definizione delle strategie di politica commerciale e promozionale con l'estero. Ritengo che questo sia un errore strategico molto grave che potrebbe risultare particolarmente caro ad un Paese come il nostro, da sempre orientato ed economicamente dipendente da ampi flussi di esportazione, prevalentemente di prodotti lavorati. Presidente, colleghi, guardate ai giganti delle esportazioni. Il Giappone, per esempio, ha un Ministero incaricato di presiedere a questo comparto: il Ministero dell'economia, del commercio e dell'industria (METI). La Germania ha invece il Bundesministerium für Wirtschaft und Energie, ossia il Ministero federale dell'economia e dell'energia. Guardate a tutti i Paesi a forte vocazione export . Tutti organizzano le proprie relative istituzioni e organizzazioni del commercio con l'estero nell'ambito di strutture che hanno tre caratteristiche chiare: l'autonomia, la concentrazione e l'ancoraggio alle categorie produttive delle merci e dei servizi esportati. Ebbene, con questo intervento, in un colpo solo, grazie all'inesperienza del ministro Di Maio, in pochi giorni si realizzano in Italia tutti e tre gli effetti opposti: si toglie autonomia all'amministrazione del comparto commercio con l'estero, come è esistita finora; se ne spezzettano le competenze in diverse direzioni generali del MAECI e se ne rescindono i collegamenti con le attività produttive. Complimenti, generazioni di persone, anche poco esperte del settore, avevano fatto meno danni di voi in questo comparto e in molto più tempo. Voi in pochi giorni state per distruggere un'esperienza storica che ha funzionato molto bene e che è stata strategica per la crescita del nostro Paese. Presidente, colleghi, lo scorso 2 ottobre un panel arbitrale dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) ha emesso una decisione a livello di contromisure che gli Stati Uniti possono richiedere nei confronti dell'Unione europea e di alcuni Stati membri sul cosiddetto caso Airbus. Ai sensi di questa decisione dell'Organizzazione mondiale del commercio, gli Stati Uniti potranno ora imporre nuovi dazi sulle merci provenienti dall'Unione europea per un importo fino a 7,5 miliardi di dollari l'anno per il periodo equivalente al 2011-2013. L'ammontare è stato calcolato in base al livello e alla natura degli effetti distorsivi venutisi a creare a danno dell'industria aeronautica americana, quale conseguenza dei sussidi europei al consorzio Airbus di cui noi non facciamo parte. In dettaglio, però, l'aumento dei dazi USA si concretizza per l'Italia in una tariffa del 25 per cento aggiuntivo ad valorem alla frontiera americana sulle importazioni di diversi prodotti italiani, in particolare quelli agroalimentari, tra i quali il pecorino romano, il parmigiano reggiano, il provolone e il prosciutto. Secondo stime delle associazioni di categoria, come Confagricoltura e Coldiretti, verrà colpito circa mezzo miliardo di export alimentare, con particolare riguardo ai prodotti caseari. Ciò accade perché i prodotti italiani come il parmigiano e il grana padano sono in diretta concorrenza con quelli americani dello Stato del Wisconsin che, con i suoi rappresentanti, ha eletto il presidente Trump. Il presidente Trump, in campagna elettorale, protegge i produttori di formaggio americani del Wisconsin, che è uno Stato che produce più mozzarelle e parmigiano di tutta Italia. Si vengono così a colpire i nostri prodotti. Questa è una guerra commerciale. Rispetto a questa guerra commerciale, l'interesse del nostro Paese dovrebbe essere quello di svolgere un'azione persuasiva - ed eventualmente anche una ritorsione commerciale - che, per essere veramente forte, deve avvenire a livello tecnico e nei confronti della competente amministrazione americana, che è specifica. Essa, infatti, non si trova presso il corpo diplomatico americano, ma è l'USTR Office, ossia il Rappresentante per il commercio degli Stati Uniti d'America. I negoziati che l'Italia dovrebbe fare, nell'interpretazione dei moderni rapporti internazionali, prendono le forme ormai di vere e proprie guerre commerciali, combattute a colpi di dazi e tariffe. Ebbene, grazie alla vostra insipienza e inesperienza e al momentaneo potere politico del signor Di Maio, noi adesso manderemo i diplomatici a fare queste guerre. I diplomatici sono funzionari eccellenti dello Stato nel loro settore di competenza e con la loro preparazione specifica, ma non sono adeguatamente formati da un punto di vista tecnico. Essi sono quindi "disarmati" per affrontare queste guerre commerciali. Speriamo solo che non vogliate far confluire anche le Forze armate sotto al signor Di Maio, perché nel caso - e nel ridicolo - questo Paese realizzerà ancora più velocemente la "decrescita felice" che avete professato, per scomparire definitivamente dal novero dei Paesi sviluppati. Difendere gli interessi delle imprese agroalimentari italiane interessate all'esportazione dei prodotti sul ricco e strategico mercato statunitense, salvaguardandone il lavoro e la ricchezza che producono per tutti, è oggi una questione di assoluta urgenza, rispetto alla quale abbiamo tutti potuto constatare che persino la missione "diplomatica" svolta dal Presidente della Repubblica negli Stati Uniti nelle scorse settimane non ha potuto ottenere i risultati auspicati, perché la politica diplomatica non coincide con quella commerciale. Il fatto è che, nonostante la potenza militare, il presidente Trump non commette l'errore di impelagarsi in guerre tradizionali (anzi, se ne sfila sempre): sfrutta però la potenza economica statunitense per combattere i nemici e i concorrenti in guerre commerciali. Per farlo, usa tutto il know how a disposizione dei suoi esperti in materia, che sono avvocati, commercialisti e funzionari con esperienza tecnica specifica maturata nel settore in decenni di negoziati (come Lighthizer, l'avvocato che è a capo dell'ufficio predisposto, lo USTR, United States trade representative): gli USA colpiscono con armi elaborate appositamente (pensate alla cosiddetta tecnica del "carosello", con cui possono cambiare in ogni momento le linee tariffarie colpite al fine di massimizzare gli effetti dannosi dei dazi). Ebbene, per contrastare queste armate commerciali disponevamo di una struttura amministrativa - autonoma rispetto a quella cui competono i rapporti diplomatici - capace di intavolare un dialogo tecnico serrato con le autorità statunitensi su ogni possibile modifica della lista dei prodotti interessati. Ora non l'avremo più. Nei Governi e nei periodi di crescita di questo Paese, avevamo il Ministero del commercio con l'estero; poi siamo andati avanti e il collega Urso è stato relatore e artefice di un passo avanti, gli sportelli unici per le imprese all'estero. Bisogna unificare le competenze e rivolgersi alle imprese. Perché queste ultime, quando vanno all'estero qualcuno ha detto che vanno in ambasciata, ma ci vanno per un ricevimento, a bere un bicchiere di prosecco, ma poi vanno a parlare con i loro competitor , si recano nel mondo del lavoro e delle professioni; è un altro mondo. Colleghi, anni fa avevamo una piattaforma digitale che il mondo ci invidiava, nella quale avevamo riunificato tutte le competenze del settore import-export con un'interlocuzione digitale diretta con il mondo delle imprese, quello delle categorie professionali (avvocati e commercialisti), quello delle banche e di tutti gli enti che finanziano il comparto del commercio con l'estero, con le assicurazioni, con i legali che fanno gli arbitrati, con tutto il mondo dei trasporti (tutto collegato digitalmente), con quello delle dogane, con quello delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali, con le camere di commercio e con gli enti fieristici. È un mondo rispetto al quale il corpo diplomatico era assolutamente estraneo. Voi invece passate tutto questo a una serie di uffici del Ministero degli affari esteri (che saranno la direzione generale dell'Unione europea per alcune competenze, come quella del sistema Paese, la direzione generale mondializzazione, l'unità per l'autorizzazione dei materiali degli armamenti) e spezzettate le competenze che tutti gli altri Paesi nostri competitor unificano e difendono nella loro autonomia. Non vi rendete conto di quello che fate. PRESIDENTE. Devo invitarla a concludere. FANTETTI (FI-BP) . Otto minuti sono passati, signor Presidente? PRESIDENTE. Da un po'. FANTETTI (FI-BP) . Chiedo scusa e l'autorizzazione a consegnare agli atti la restante parte del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. FANTETTI (FI-BP) . Voglio mettere solo qualche punto finale: il provvedimento è controproducente per la nostra economia, fuorviante per i rapporti intragovernativi e illogico nelle motivazioni e negli sviluppi. Potrebbe inoltre spostare l'asse delle alleanze dell'Italia, in un momento in cui bisogna essere molto chiari nei rapporti internazionali. Perseguiamo strategie di politica commerciale con la Cina, con la quale abbiamo un interscambio minore di quello con la Slovenia, ma soprattutto disperdiamo un patrimonio di know how e di competenze specifiche di personale che si è formato con appositi studi. Penso al master in commercio con l'estero, che l'ICE ha organizzato per tanto tempo: a questi funzionari non viene neanche riconosciuto un minimo di specifico emolumento in base a questa expertise e infatti abbiamo presentato emendamenti che difenderemo più avanti; li si butta in un calderone, quello del Ministero degli affari esteri, senza differenziare tra le funzioni e l' expertise di questo personale. È una manovra sbagliata e un errore strategico per il sistema Paese, quindi noi di Forza Italia non lo voteremo. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, la Repubblica sembra precipitata dentro al gigantesco gioco delle tre carte; l'asso appare, poi scompare, per poi riapparire forse da un'altra parte. Per la velocità con la quale si stanno muovendo e per la mancanza di logica chi osserva corre il rischio di perdere di vista dove è andato a finire. Sta accadendo questo con una struttura governativa importantissima come quella del turismo. Sappiamo bene infatti che il turismo è il petrolio del nostro Paese. Non dobbiamo mai dimenticare che dal turismo dipendono migliaia di posti di lavoro. Con il decreto-legge al nostro esame, il cosiddetto riordino dei Ministeri, vengono riassegnate le deleghe del turismo ai beni culturali. Vi ricordo che da quando si insediò il Governo di cui facevano parte, il Governo del cambiamento, tali funzioni sono state esercitate bene per pochi mesi, non per anni, insieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Noi avevamo voluto immaginare un Dicastero per la gestione della promozione delle eccellenze del nostro Paese in Italia e all'estero, ma voi volete semplicemente sacrificare questo obiettivo per squallide ragioni di poltrone (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , per poter assegnare a un Ministro del Partito Democratico un portafoglio così decisivo per il nostro Paese. È una decisione assolutamente sbagliata, alla quale noi ci opponiamo con forza dentro e fuori l'Aula perché è fatta con assoluta superficialità e frutto anche di una certa dose di ignoranza, e, soprattutto, di arroganza. La ricerca «Mobilità, accoglienza, cultura e fascino», curata da Confimprese, in collaborazione con Nielsen, ha certificato che il 40 per cento dei turisti stranieri sceglie l'Italia come destinazione per il proprio viaggio per il cibo, considerato parte integrante del patrimonio culturale italiano e dell'immagine del territorio nel mondo. Ci sono Regioni come il Piemonte, ad esempio, da pochi mesi guidato dal centrodestra, che ha addirittura all'assessorato all'agricoltura una delega specifica sul cibo e sulla sua promozione: un grande esempio di vitalità nell'abbinamento al turismo per la promozione dei nostri prodotti. L'Italia è sempre più spesso menzionata tra le mete di turismo enogastronomico più desiderate al mondo. È un'ulteriore componente del made in Italy , quella maggiormente in crescita. Sappiamo bene che il nostro Paese possiede il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e anche identificazione geografica riconosciuti dall'Unione europea. Inoltre la ristorazione italiana nel 2017 contava oltre 240.000 unità, attestandosi come l'attività più rilevante e diffusa nel Paese. Pensate che vi è un esercizio ogni 143 abitanti. È stato detto prima dei 5 milioni di posto letto disponibili nel nostro Paese. Secondo l'Organizzazione mondiale del turismo, l'Agenzia specializzata delle Nazioni unite, il turismo enogastronomico è tra i segmenti turistici con maggiore potenzialità. Si stima che circa il 93 per cento dei turisti abbia partecipato ad almeno un'esperienza enogastronomica nel corso della propria vacanza. Il legame è palese e acclarato. L'esperienza enogastronomica non è utile soltanto a chi viene, ma produce nuovi flussi. Come è stato detto prima, essa produce benessere, è una risorsa determinante per il riposizionamento di destinazioni emergenti o mature. Esistono distretti nati o rinati grazie a prodotti agroalimentari. Basti pensare ai luoghi e alle terre del vino, non solo del nostro Piemonte ma di gran parte del nostro Paese. Ci sono borghi che sono stati rivitalizzati dal turismo e dall'abbinamento con l'enogastronomia (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , attraverso le fiere e la tantissima attività di volontariato delle pro loco o delle associazioni, che - voglio ricordare in questo momento - vanno abbinate al turismo e allo sviluppo dell'enogastronomia del nostro Paese. Il legame tra turismo e politiche agricole produce sviluppo e nuovo lavoro: è una new economy rispetto alla vecchia economia del semplice turismo dei beni culturali, che sono un settore statico e spesso troppo esausto. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12) ( Segue BERGESIO). Il nuovo assetto proposto dal nuovo Governo Conte e dal suo Governo di sinistra relega oltretutto il turismo ad un ruolo subordinato e marginale rispetto alle struttura e alle finalità dei beni culturali, non essendo peraltro chiarito nel decreto-legge in esame quale posizione ricoprirà questa delega all'interno della struttura dei beni culturali. Dal 1° gennaio avremo la soppressione del dipartimento del turismo e il trasferimento di personale da un Ministero all'altro, senza che questo abbia un senso logico. È per questo che la totale assenza di logicità e lo scollamento dalla realtà, cioè dal comune sentire della gente, del popolo, di chi si occupa di queste attività, sono purtroppo il filo conduttore di questi mesi di Governo di sinistra, che io chiamerei governo abusivo perché non rispecchia la volontà del popolo italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Voi ci chiedete di votare per una operazione di ingegneria di Palazzo, ignorando le conseguenze, e ne sottovalutate pesantemente i rischi. Trascurate gli agricoltori e i nostri produttori, la linfa vitale della nostra economia di territorio, il presidio e la salvaguardia dell'ambiente. È inutile che approviamo decreti-legge come quello sul clima completamente vuoti e non tuteliamo le nostre produzioni e i nostri piccoli produttori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sapete che questo settore è in forte espansione? Lo fate semplicemente, lo ripeto, per appagare gli appetiti del Partito Democratico, in particolare di un importante esponente di questo partito, che vuole questo ruolo determinante. Il Palazzo va in una direzione completamente opposta rispetto al popolo; in mezzo c'è un settore, come quello del turismo, che continua a fare la spola. Colleghi di questa assurda maggioranza, ricordatevi che c'è un limite e che non può essere per sempre: ad ogni elezione gli italiani hanno la possibilità di dire la loro; lo hanno fatto in Umbria e lo faranno il 26 gennaio in Emilia-Romagna (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , ne siamo certi. Ritirate questo provvedimento e risparmiate questo nuovo danno al Paese, se potete. Altrimenti, state certi che, quando finalmente ci faranno votare, come previsto nella nostra democrazia, voi tornerete a casa e con noi al Governo vi promettiamo fin d'ora che rimetteremo le cose a posto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, l'articolo 1 del decreto-legge in discussione trasferisce al Ministero dei beni e delle attività culturali (Mibac), a partire dal 1° gennaio 2020, le funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Il Mipaaft (con la "T" perché c'è anche il turismo). Il processo inverso è datato all'agosto 2018. Un ritorno importante, una "T" che dal Mipaaft passa nuovamente al Mibact. Il turismo con la "T" maiuscola, infatti, rappresenta un settore che con l'indotto vale il 10 per cento del PIL italiano. Come evidenziato anche dalla relazione tecnica in riferimento ai profili tecnici e finanziari, la disposizione tecnica non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fatta eccezione per la previsione di cui al comma 2, relativa alla istituzione presso il Ministero per i beni e le attività culturali dei posti funzioni di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale. Agli oneri derivanti, compresi nel limite massimo di 530.000 euro annui a decorrere dal 2020, si provvede, infatti, mediante una corrispondente riduzione dell'autorizzazione della spesa. Non solo, questo decreto-legge sulla riorganizzazione dei Ministeri porta in dote un altro importante trasloco: quello delle competenze sul commercio internazionale e sulla mondializzazione del sistema Paese dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri. La missione consta di due programmi di spesa: in primo luogo, la politica commerciale in ambito internazionale e, in secondo luogo, il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy . Beni culturali, agricoltura, turismo e made in Italy sono quattro tra i termini e le locuzioni che descrivono l'essenza del nostro Paese e che ne toccano il cuore. Ferma restando l'opportunità di istituire un Ministero ad hoc per il turismo, come previsto anche nel nostro programma, il ritorno del turismo al MIBAC ha una sua logica condivisibile. Certamente il turismo comprende anche i percorsi enogastronomici, percorsi importanti, pieni di storia e di cultura. Per citarne alcuni: la strada dei Castelli Romani, l'itinerario enogastronomico che va da Castel Sant'Angelo ad Amatrice, il percorso della Sila, luogo dove si respira l'aria più pura d'Europa, costellato di paesini che custodiscono opere d'arte e scorci meravigliosi, il percorso delle Langhe e quant'altro. Un percorso enogastronomico è un viaggio alla scoperta di un territorio, attraverso il quale il turista può far esperienza della cultura locale e acquisire il vero senso del luogo. Questo stretto legame tra enogastronomia, cultura e turismo viene confermato anche dall'Organizzazione mondiale del turismo. La ricchezza, la varietà, il forte radicamento territoriale e la tradizione sono elementi identitari del nostro patrimonio enogastronomico, storico e culturale. Ma siamo in Italia, per fortuna siamo in Italia, la meravigliosa Italia, la Nazione dell'arte. Continua inarrestabile la crescita del turismo nelle città d'arte. Anche il 2018 si è chiuso con un aumento dei visitatori, sostenuto soprattutto dagli arrivi nella città eterna, Roma, seguita dalle presenze nella città di Matera, capitale della cultura 2019. In conclusione, condividiamo questo ritorno, dopo un solo anno, del turismo al Ministero dei beni culturali, perché l'Italia detiene il 70 per cento del patrimonio culturale e artistico mondiale e per questo motivo riteniamo che la sede naturale in cui gestire questo prezioso patrimonio non possa che essere il Ministero dei beni culturali. Come membro della Commissione agricoltura, però, non posso non chiedere al Ministro di tenere in grande considerazione i percorsi naturalistici ed enogastronomici che rappresentano, allo stesso modo, la nostra storia, oltre che uno dei motivi più importanti per i quali i turisti vengono a visitare il nostro meraviglioso Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, preferirei discutere sulla sostanza del turismo e del commercio con l'estero, ma il provvedimento al nostro esame prevede la riorganizzazione dei Ministeri, quindi bisogna limitarsi a parlare della loro organizzazione amministrativa. Mi limito, quindi, nella sostanza, ad una sola domanda che rivolgo a tutti voi: quale altro Paese, a questo mondo, ha il patrimonio paesaggistico naturale, il patrimonio artistico, il patrimonio e le eccellenze enogastronomiche dell'Italia? La risposta è che non esiste un altro Paese a questo mondo che sia all'altezza dell'Italia. Quindi, in quest'Aula, si dovrebbe discutere di come valorizzare il turismo, perché non è ancora all'altezza alla quale dovrebbe essere, anche per quanto riguarda la concorrenza con gli altri Paesi. A mio avviso - e mi riferisco ora al provvedimento - ogni Esecutivo deve potersi organizzare come meglio crede per conseguire i risultati che si prefigge. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti di questa nuova organizzazione che non mi convincono del tutto, in particolare per due ragioni. La prima ragione è che è trascorso un anno e mezzo dall'ultima riorganizzazione e sappiamo bene che non si tratta solo di passaggi formali, ma di uffici e di dirigenti che si spostano, di procedure e di prassi che devono essere messe in moto. La mancanza di continuità delle strutture amministrative rallenta il processo decisionale e soprattutto quello gestionale e le conseguenze devono sopportarle gli operatori turistici e il turismo in senso lato. La seconda obiezione è, se vogliamo, di visione culturale e riguarda, in particolare, l'idea del turismo come l'altra faccia dei beni culturali. Io penso che il turismo esprima meglio le sue potenzialità in un contesto che non ruoti attorno all'idea della conservazione e della tutela, come invece è giusto che sia per le politiche sui beni culturali. Si rischia, inoltre, un approccio che, sicuramente in buona fede, si indirizza verso segmenti di mercato particolareggiati, mentre il turismo è un mercato di massa, che dovrebbe guardare a tutte le platee, anche a quelle che non sono interessate a vivere esperienze di matrice culturale. Per questi motivi, avrei visto bene il turismo collegato o ai Ministeri economici, per ribadirne il valore strategico nell'economia italiana, oppure al Ministero dell'agricoltura, nell'idea del Ministero del made in Italy (io aggiungo, del made in Südtirol o del made in Piemonte o del made in Friuli), dato il valore assoluto e impareggiabile dell'enogastronomia nazionale. Diverso è il discorso per il commercio estero. Certamente era stretto in un Ministero come quello per lo sviluppo economico, che si deve concentrare sulla questione industriale che, come stiamo vedendo anche in queste ore, è un tema che merita un'attenzione dedicata. Collegare il commercio agli affari esteri sulla carta è una scelta positiva per un'economia che vive molto di esportazioni. Tuttavia, anche in questo caso potrebbero emergere alcune criticità. La prima è che i rapporti commerciali non necessitano solo di una sensibilità nelle relazioni, ma anche di un know how che solo un ministero economico può avere. Inoltre, non vorrei che si creasse un nesso troppo stretto tra l'attività diplomatica e le relazioni commerciali, perché si rischia di ridimensionare e condizionare la nostra capacità di stare ai tavoli internazionali. Naturalmente, anche in questo caso non metto in dubbio la buona fede, comprendo le motivazioni che ne stanno alla base, però non posso non vedere i problemi che, al di là della volontà degli interpreti, potrebbero emergere. Credo, come ho detto all'inizio e come ho detto l'anno scorso, che sia nella facoltà di ogni Governo decidere come meglio organizzarsi per rispondere ai suoi obiettivi. Tuttavia, per i motivi che ho enunciato, esprimerò un voto di astensione, con l'auspicio davvero di vedere superate dai fatti le mie perplessità. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e L-SP-PSd'Az, e del senatore Fantetti) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, il provvedimento che affrontiamo oggi ha l'ambizione di riorganizzare il lavoro di alcuni Ministeri e introduce alcuni elementi in altri campi, che vedremo nell'analisi successiva. Anche io penso, come è stato detto da alcuni che mi hanno preceduto, che non sia molto edificante non tanto che in ogni Governo avvenga una riorganizzazione interna dei Ministeri (credo che questo sia indiscutibile e rientri, come è stato detto poc'anzi, nella facoltà che ha ogni Governo di organizzare al meglio la propria attività amministrativa), ma che sia diventato elemento di confronto e battaglia politica lo spostamento di deleghe fondamentali, come sta avvenendo nel caso dello spostamento della delega sul turismo. Credo sia stato un errore aver trasferito, nel 2018 con il decreto n. 86, la funzione del turismo al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e credo sia giusto oggi operare questo nuovo spostamento, che poi significa sostanzialmente, come il provvedimento evidenzia, conseguentemente uno spostamento di personale, di risorse e di rapporti giuridici, come è ovvio che avvenga. Anche il Consiglio di Stato ha manifestato perplessità, a gennaio, relativamente al fatto di vedere le funzioni del turismo confluire nel Dipartimento delle politiche agricole, alimentari e forestali, tant'è vero che il Consiglio di Stato ha evidenziato che la commistione in un unico dipartimento di funzioni proprie della materia turismo e funzioni proprie di politica agricola, alimentare e forestale sembra andare esattamente nella direzione opposta a quella indicata dalla giurisprudenza costituzionale, quasi vincolando il turismo all'offerta correlata alla sola attività agricola, alimentare e forestale. Sono convinto che le caratteristiche del nostro Paese siano quelle di un Paese che offre al turista non soltanto il patrimonio culturale, architettonico, artistico, ma anche tutto il patrimonio della nostra gastronomia e dell'enologia, però credo che ci sia una contiguità naturale tra il patrimonio artistico e culturale, la fruizione dei nostri musei, dei nostri parchi archeologici rispetto a tutta la parte che riguarda lo sviluppo dell'industria turistica e tutto ciò che ruota intorno al turismo. Secondo me, la ricollocazione di questa delega all'interno del Ministero delle attività culturali è un percorso naturale che con questo decreto giunge a compimento. Non dobbiamo aprire un dibattito sul turismo perché questa è una norma che ha un carattere amministrativo, però credo che le politiche culturali del nostro Paese debbano essere quelle che poi determinano la capacità di essere attrattivi come Paese. È strettamente correlato; non vedo un'alternativa a questa a questa riflessione. All'interno del provvedimento ci sono comunque aspetti importanti che riguardano il miglioramento della fruibilità del nostro patrimonio culturale. Ad esempio, sono stati introdotti alcuni articoli di cui non abbiamo parlato che evidenziano la possibilità di destinare i proventi della vendita dei biglietti non soltanto, come avveniva fino ad oggi, per gli interventi in sicurezza e conservazione o per il funzionamento degli istituti e dei luoghi della cultura, ma anche per migliorarne la fruizione, potendo garantire maggiori aperture (straordinarie e notturne) e ampliando le fasce orarie e le giornate di visita. Infatti, il nostro patrimonio culturale è straordinario, ma in alcuni casi - non parlo magari delle grandi città, ma dei medi e piccoli centri - ci sono problemi rispetto alla possibilità di garantire fruizione di quel patrimonio. Così non bisogna scandalizzarsi che ci sia una società in house , che prima veniva vista come un luogo di sperpero di risorse pubbliche, che si chiama Arte, lavoro e servizi (ALES), che si occupa di attività di accoglimento e vigilanza dei musei, dei parchi archeologici statali e di altri istituti e luoghi della cultura, perché laddove non ci sono le condizioni per utilizzare personale del Ministero, è evidente che quei luoghi devono essere messi in condizione di essere fruibili da parte dei visitatori e dei cittadini. Da amministratori - perché oltre ad avere magari delle storie passate di amministratori, lo siamo come parlamentari - bisogna capire che il funzionamento degli istituti culturali avviene anche attraverso la necessità di personale che operi in quelle strutture: se non c'è, non ce lo possiamo inventare ed è normale che si utilizzino anche delle società strumentali. Penso che il provvedimento abbia come aspetto positivo il passaggio della funzione commercio internazionale e politiche commerciali in ambito di internazionalizzazione del sistema delle imprese dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri. Tra l'altro, quel capitolo di spesa aveva come aspetto predominante proprio il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e del made in Italy e credo che quello del Ministero degli affari esteri sia il luogo naturale in cui espletare al meglio questa azione politica ed amministrativa. L'ultimo aspetto è l'aver previsto, all'articolo 3, la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate, incrementandoli, con l'articolo 3- bis , di ulteriori 60 milioni di euro annui. Credo che sia un gesto di rispetto e di attenzione per le Forze armate e di polizia, così come l'aver previsto la copertura del lavoro straordinario relativo all'operazione Strade sicure. Infatti, l'operazione che nasce nel 2017 - e che è stata confermata dai Governi recenti - di destinare le Forze armate anche alla tutela del territorio e dell'ordine pubblico, è stata una buona azione, riconfermata in questi anni, ma era doveroso metterci le risorse. Altrimenti utilizziamo queste azioni, ovvero una parte politica lo ha fatto, per fare molta propaganda, mentre sappiamo bene che le Forze armate per svolgere quelle funzioni spesso devono fare straordinari per i quali deve essere prevista la copertura, se non vogliamo si tratti di operazioni più propagandistiche che reali. A tale scopo, sono previsti 4.645.000 euro: credo che sia un'attenzione molto giusta verso le nostre Forze armate e il Corpo di polizia. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Saluto ad una rappresentanza di amministratori locali PRESIDENTE . Saluto, a nome dell'Assemblea, una delegazione di sindaci del Polesine, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colleghi senatori, si parla di riorganizzazione dei Ministeri. Ma cosa significa riorganizzare i Ministeri? Si pensa ad un piano organico per ottimizzare le risorse? Niente affatto, o almeno non ci risulta. Si cerca di rendere tutto più snello ed efficiente? Neanche questo. La proposta che discutiamo oggi si basa sulla transumanza di alcune competenze a causa del cambio di alcuni inquilini nella direzione dei vari Ministeri, pensando così di far acquisire automaticamente competenze alle persone. Non si comprende su quali criteri si basi questo riordino. Sembra più un vezzo personale di chi oggi detiene la guida di questi Ministeri che un'esigenza basata su particolari strategie o su una visione per obiettivi (mi riferisco nello specifico al Ministero degli affari esteri e al Ministero dei beni e delle attività culturali). Si parla dell'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese, così come recita il titolo dell'articolo 2. Dal punto di vista agricolo, visione che mi interessa maggiormente essendo membro della Commissione agricoltura, mi chiedo se il ministro Di Maio sia a conoscenza del fatto che l' export di prodotti agricoli e dell'industria alimentare ha registrato nel 2018 un saldo attivo di quasi 42.000 milioni di beni. Complessivamente, le esportazioni di prodotti agricoli e dei prodotti dell'industria alimentare del 2018 hanno segnato un + 1,2 per cento rispetto al 2017, pari a 4,8 miliardi di euro. Dati che evidenziano come l'Italia disponga di uno straordinario patrimonio di tipicità agricole e alimentari da valorizzare. Il trasferimento al MAE del ruolo di definizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero può rappresentare per il comparto agricolo un'opportunità o uno svantaggio, se non gli verrà garantita efficienza e capacità di penetrazione sul mercato estero, anche - ripeto: anche - attraverso un'attenta valutazione degli accordi internazionali e la gestione del delicato dossier relativo ai dazi USA. Per queste ragioni, senza un coinvolgimento del Ministero dell'agricoltura per la definizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero, con l'identificazione di professionalità esperte nelle produzioni agricole e agroalimentari da inserire nella rete diplomatica a supporto dell' export stesso, si rischia un fallimento. Ma, se questa è l'intenzione del Governo, torno a domandarmi se il ministro Di Maio conosca questi dati e se, soprattutto, abbia la sensibilità e la capacità di cogliere queste sfumature. Un Ministro che passa dallo sviluppo economico - dove non ha risolto nessuna delle crisi aziendali che ha trovato, dico nessuna - al Ministero degli affari esteri, con quale competenza e con quali obiettivi seguirà queste materie per indirizzare la politica del commercio con l'estero? Quello a cui assistiamo oggi è un sistema di azioni organizzative che rischiano invece di azzerare le politiche del commercio estero. Ora parliamo di turismo, in particolare del trasferimento di questa competenza dal Ministero delle politiche agricole a quello dei beni culturali. Torno a ripetere: forse è più un vezzo per il ministro Franceschini che una vera e propria necessità. Il fatto che al Ministero dei beni culturali si accosti automaticamente il turismo, non è e non può essere scontato, come è un errore pensare che saper gestire la stragrande maggioranza dei beni culturali mondiali che sono nel nostro Paese significhi saper attuare politiche turistiche. Basti pensare a cosa ha fatto fino a oggi il Ministero dei beni culturali per la promozione turistica: ha portato risultati significativi? Ha studiato e applicato un piano integrato fra i territori? Nulla di tutto questo. Ha semplicemente delegato la gestione alle varie strutture territoriali o a singole iniziative, pubbliche o private, senza dotare il settore di un piano strategico nazionale. Non basta, cari colleghi, avere un Colosseo per fare politiche turistiche serie. A onor del vero, quando ci fu proposto di spostare le competenze del turismo al Ministero dell'agricoltura, noi non eravamo del tutto convinti, però leggevamo in questo passaggio un interessante elemento di discontinuità rispetto alle politiche fallimentari portate avanti fino a quel momento. Un'opportunità non a caso affiancata a un asset strategico della nostra bilancia commerciale, come il made in Italy e il settore agro-alimentare, e una visione secondo la quale il fenomeno del turismo non si collega solo alla conoscenza e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico, ma anche al paesaggio agrario. La presenza di turisti stranieri nelle aree rurali e il consumo da parte loro dei prodotti delle imprese agricole contribuiscono al riequilibrio della bilancia agricola e alla riscoperta del mondo rurale e della sua cultura attraverso la valorizzazione dei prodotti locali tipici. Non a caso la legge n. 96 del 2006 (Tutela e valorizzazione delle attività agrituristiche esercitate dall'impresa agricola) favorisce il ruolo multifunzionale dell'agricoltura, fortemente sostenuto anche dall'Unione europea come elemento essenziale del cosiddetto modello di agricoltura europeo. Significativa - la voglio citare - è una testimonianza riportataci alcuni giorni fa durante un'audizione in Commissione agricoltura: alla Fiera del tartufo di Alba si vende circa 20 milioni di prodotto e si crea un circuito turistico indotto di circa 120 milioni. Una prova di come spesso l'agroalimentare sia un volano positivo per i flussi turistici. Non solo; secondo il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, circa il 45 per cento dei turisti, contro il 21 per cento del 2016, ha fatto un viaggio in Italia con la motivazione di godere delle bellezze del paesaggio e dell'esperienza enogastronomica ad esso legata; nell'ultimo anno il settore agricolo e quello turistico hanno registrato una crescita importante, contribuendo a fornire una visione di un sistema Italia che ambisce a rappresentare in tutto il mondo le sue eccellenze e specificità. Dati questi elementi, ci domandiamo, al di là delle nostre posizioni sulla questione: quali sono stati i dati oggettivi che hanno dimostrato che l'accorpamento del turismo con l'agricoltura non abbia funzionato? Non ce ne sono. Ed è per questo che in Commissione agricoltura abbiamo espresso un voto contrario a questa ipotesi. In quella circostanza, anzi, ho invitato ad attendere almeno i dati di questo anno di lavoro, per capire se questo nuovo assetto avesse prodotto elementi positivi o no, se l'andamento del settore fosse in crescita o no. Invito non accettato. L'unica cosa che ci resta da sperare è che la politica di promozione turistica, di cui tornerà ad essere responsabile il MIBACT, valorizzi, magari di concerto con il Ministero dell'agricoltura, anche la promozione del paesaggio agrario, delle tradizioni storico-culturali, del recupero delle sapienze contadine e del valore che l'alimentazione assume in determinati contesti. Ma perché tutta questa fretta? Quali sono i piani del Governo? Non lo sappiamo. Non sappiamo niente. Nessun piano, nessuna strategia. Noi di Fratelli d'Italia, invece, riteniamo auspicabile che si ragioni all'istituzione di un Ministero ad hoc del turismo, proprio con l'obiettivo di rafforzare il legame tra le eccellenze enogastronomiche della nostra Nazione, il territorio ed il turismo. Non a caso abbiamo presentato un disegno di legge specifico. La proposta di legge più Italia indica nel turismo una leva per risolvere l'economia della nostra Nazione. Si prevede, appunto, l'istituzione di un Ministero del turismo più agile, autonomo, dotato di risorse proprie, di un fondo per il sostegno dell'offerta turistica e l'istituzione di una scuola nazionale di alta formazione per il miglioramento dell'offerta formativa degli istituti professionali di Stato del settore. Infine, mi rivolgo direttamente alla Presidenza. Constatiamo, purtroppo, il protrarsi di una cattiva abitudine nata nello scorso Governo: quella di includere in un disegno di legge specifico come questo, argomenti di materie molto diverse tra loro. Ricordo, in questo senso, l'invito proprio della Presidenza al Governo precedente di scrivere disegni di legge con all'interno articoli relativi a materie omogenee. Inviterei a chiedere nuovamente maggiore attenzione su questo tema. Vorremmo evitare che ricapitino situazioni in cui doversi sentire in imbarazzo nel non votare misure che consideriamo giuste, come nel caso di questo provvedimento, del quale riteniamo positive - anche se non pienamente soddisfacenti - le azioni volte a finanziare le Forze di polizia e le Forze armate per il lavoro straordinario fatto dagli uomini e dalle donne nell'operazione Strade sicure, mentre giudichiamo negativamente, come già spiegato, la transumanza di deleghe tra un Ministero e l'altro. In conclusione, assistiamo ad un provvedimento senza alcuna strategia e senza alcuna visione futura, ma con un solo chiaro obiettivo: provare ad accontentare tutti per far sopravvivere questo Governo e con lo scopo di non tornare a far votare i cittadini per impedire la vittoria del centrodestra. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto scolastico comprensivo «Alessandro Manzoni» di Amorosi, in provincia di Benevento, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 IORI (PD) . Signor Presidente, colleghi, tra i primi atti del precedente Governo, con il decreto-legge n. 86 del 2018, si è scelto di modificare le competenze di alcuni Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra queste modifiche, vorrei qui sottolineare la decisione, già commentata da interventi precedenti, difficilmente comprensibile sul piano culturale ed economico, oltre che strategico, di trasferire al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, le funzioni in materia di turismo che erano esercitate dal MIBACT. Si è trattato di una scelta che non vedeva nella valorizzazione dei beni artistici e culturali un elemento di crescita del Paese. Infatti, la ratio sottesa alla norma risultava poco motivabile, considerato che con quella scelta veniva reciso il legame, fondamentale per il nostro Paese, tra turismo e cultura. Ora la lettera T è tornata al suo posto naturale: il MIBACT, appunto. Ed è giusto che sia così, poiché il turismo è cresciuto enormemente negli scorsi anni e crescerà ancora dato che l'Italia è la prima meta desiderata di viaggio per tutti i turismi del mondo. La ragione per cui mettere insieme cultura e turismo, in Italia, forse non c'è nemmeno bisogno di spiegarla o almeno non dovrebbe esserci bisogno. La cultura è la nostra identità, è il valore aggiunto decisivo che possiamo mettere nella competizione globale in ogni tipo di turismo. Nessuno nel mondo ha la possibilità culturale di legare ad altre forme di turismo un patrimonio architettonico, museale e pittorico come il nostro, che rende enormemente più competitivo, sotto questo aspetto, il nostro Paese rispetto alla concorrenza internazionale. Risultava, infatti, decisamente poco credibile definire il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali «Ministero del made in Italy », come veniva indicato nella relazione illustrativa del decreto. Se l'intenzione del precedente Governo era quella di inserire il turismo tra le materie strategiche per lo sviluppo economico del Paese, il Ministero di riferimento non doveva essere quello delle politiche agricole alimentari e forestali, ma tant'è. Allora si decise di fare una scelta di cui risulta difficile comprendere il senso, perché sembrava non avere tanto a cuore lo sviluppo del sistema Paese. Tale scelta sembrava risiedere, soprattutto, nella volontà di valorizzare - quelle sì - le competenze e forse il ruolo del Ministro pro tempore , più che nell'obiettivo di garantire un ordinato ed efficiente assetto istituzionale. Non è certo mia intenzione sminuire l'interesse enogastronomico verso i prodotti tipici che accompagnano anche le scelte turistiche, ma non si può sicuramente ritenere che quello possa essere il motivo primario: certamente non possiamo dire che Parma sia il prosciutto e il parmigiano, né che Taormina o Siracusa siano note solo per le arance. (Applausi dal Gruppo PD) . C'era una ragione ben chiara se, nel giugno 2013, le competenze sul turismo venivano affidate al Ministro per i beni e le attività culturali: il MIBAC diventava MIBACT, proponendo una proficua fusione tra cultura e turismo. Una serie di decreti ha poi via via organizzato la struttura del Dicastero, definendo il numero complessivo degli uffici dirigenziali generali, centrali e periferici. Numerosi sono stati gli interventi operati per dare vitalità ed efficienza al sistema dei beni culturali, uno dei principali elementi di forza del nostro Paese che possiede una caratteristica molto particolare, quella di essere diffuso sull'intero territorio nazionale. Proprio questa ampia diffusione ha reso importante il collegamento tra i beni e le attività culturali con il turismo, quest'ultimo affidato, come sappiamo, al sistema regionale. Il rischio di frammentazione, molto alto per tutti e due i sistemi, ha spinto il Ministero dei beni culturali a lavorare con particolare attenzione per superare le difformità nella gestione della valorizzazione del patrimonio culturale, così come del turismo, nella comune consapevolezza che il patrimonio turistico e quello culturale rappresentano un bene importante del nostro Paese, che va valorizzato per essere sempre più conosciuto, fruito e, proprio per questo, tutelato. Vorrei ricordare l'applicazione dell'articolo 9 della Costituzione, che ha trovato concreta attuazione in alcuni specifici progetti: la riscoperta dei cammini, le grandi direttrici di collegamento europeo; i cosiddetti borghi minori, che rappresentano gran parte degli insediamenti umani sul nostro territorio, destinazioni culturali forse meno note, tra paesi e città di piccole dimensioni caratterizzate, però, da un ricco patrimonio storico-culturale, divenute mete ideali per la scoperta di un turismo alternativo, in qualche modo più tranquillo e sostenibile, a differenza delle tradizionali città d'arte, spesso troppo sovraffollate. Infine, la designazione delle capitali italiane della cultura, capaci di unificare straordinarie risorse all'interno di città piccole e medie del nostro territorio, nata con l'obiettivo di «valorizzare i beni culturali e paesaggistici» e di «migliorare i servizi rivolti ai turisti». Tutto questo lavoro è stato più di una mera ridistribuzione di compiti o riordino di competenze, perché la dimensione nazionale dei beni culturali è davvero una delle forze vive su cui possiamo costruire lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese. Per questo riteniamo, in conclusione, fondamentale che il presente decreto-legge sani il vulnus creato dal precedente riordino, con cui si trasferivano le funzioni del MIBACT in materia di turismo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. È bene, dunque, che si ritorni a valorizzare quel lavoro svolto che ha portato risultati positivi sia sul piano culturale, sia sul versante dell'economia del nostro Paese, sia alla promozione della sua immagine all'estero. Noi crediamo che vada rafforzata questa scelta permanente di unire in Italia cultura e turismo; una scelta naturale e condivisa negli anni scorsi con le Regioni italiane - lo sottolineo - al di là del loro colore politico, che ha portato a elaborare un percorso condiviso con tutti gli attori del piano strategico del turismo. Sono infatti arrivati i risultati e ci adopereremo perché continuino ad aumentare (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, cercherò di affrontare la riorganizzazione dei Ministeri dal punto di vista agricolo, anche perché i colleghi della Lega che mi hanno preceduto hanno già trattato questo argomento a 360 gradi politicamente e in maniera strutturale. Mi riferisco ai colleghi Augussori, Pazzaglini, Pepe e Bergesio, che sono entrati veramente nel merito e hanno fatto capire all'Assemblea l'assurdità del provvedimento in esame. Per capire meglio tale assurdità, vorrei ricordare a chi ci sta seguendo in questo momento che si tolgono al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali le competenze in materia di turismo. Lo considero assurdo perché finalmente l'agricoltura aveva intrapreso una strada giusta che l'aveva portata a vivere un momento felice. Infatti, tutte le maggiori associazioni di categoria del mondo agricolo (Coldiretti, Confagricoltura, CIA) avevano certificato che l' export dei nostri prodotti agricoli, del made in Italy, dal 2018 è andato in un continuo crescendo: abbiamo avuto un aumento del 3 per cento nel 2018, poi, mese dopo mese, siamo arrivati ad incrementi del 4, del 5, del 6, del 7 per cento fino a raggiungere l'11 per cento a metà di quest'anno. Ciò significa che quel provvedimento funzionava. All'inizio della legislatura, quando il ministro Centinaio e il nostro segretario Salvini, assieme ai nostri ex amici 5 Stelle, avevano unito le competenze in materia di agricoltura e turismo, più di qualcuno si era chiesto cosa si fossero inventati e, invece abbiamo visto che era una scelta giusta, che ha portato questi risultati. Effettivamente, se vogliamo innalzare il reddito dei nostri agricoltori, se vogliamo che rimangano più soldi nelle loro tasche, dobbiamo far sì che i nostri prodotti siano venduti a un prezzo maggiore, in maniera tale che il reddito degli agricoltori possa aumentare. Questa si è dimostrata una strada vincente, diversamente da quanto era accaduto negli anni precedenti: gli anni dal 2014 al 2018, quando Martina era ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, non sono ricordati molto felicemente dai nostri agricoltori. Sono stati anni difficili, in cui i nostri prodotti erano svenduti sui mercati nazionali e internazionali, in cui i Governi precedenti, del Partito Democratico, cui appartiene il ministro Martina, si assoggettavano alle direttive europee. E, soprattutto, i prodotti italiani subivano la forte competizione di tutti i Paesi, extraeuropei e anche europei, che importavano tranquillamente i propri nel mercato italiano. Questo ci sembra assolutamente assurdo, perché - tanti consumatori magari non lo sanno, ma noi sì - i nostri pomodori arrivano dalla Spagna, mentre i broccoli addirittura dalla Cina. Ci sembra assurdo che il prezzemolo venga importato dal Vietnam, i piselli dal Kenya e i meloni dalla Repubblica Domenicana. Ciò accadeva solo perché il Governo targato Martina e Partito Democratico lo rendeva possibile. Sono poi arrivati il ministro Centinaio e la Lega e ci siamo concentrati sulla valorizzazione dei prodotti made in Italy . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbiamo voluto fare in modo che, finalmente, i prodotti del made in Italy avessero un'etichetta. Sembrava la scoperta dell'acqua calda e impossibile da realizzare, ma solo perché i Governi precedenti targati Partito Democratico non lo avevano mai voluto fare. Il Governo targato Lega è riuscito ad adottare in sei mesi un provvedimento che impone che sull'etichetta dei prodotti ci siano scritti nome e identità. Ripeto, non era una cosa impossibile da fare, visto che noi ci siamo riusciti. Il ministro Centinaio ha poi fatto un'altra bella scoperta in relazione ai prodotti del made in Italy , eccellenza conosciuta in tutto il mondo, così come la dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell'umanità e invidiata da tutti. Abbiamo deciso di far assaggiare i nostri prodotti ai turisti. I turisti che vengono nel nostro Paese fanno un viaggio tra la cultura e le nostre bellezze artistiche e abbiamo approfittato dell'occasione per far assaggiare loro i prodotti eccezionali del nostro settore agroalimentare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ciò si è rivelata essere un'idea fantastica. Infatti i turisti fanno un viaggio attraverso le nostre bellezze artistiche, ma anche nel gusto, una sorta di viaggio nel viaggio per assaporare la bellezza, il gusto e l'eccellenza dei nostri prodotti agroalimentari. Devo dire che l'idea ha funzionato perché i turisti che arrivano nel nostro Paese, assaggiano e apprezzano i nostri prodotti e, una volta tornati a casa, li ordinano per averli nel proprio Paese. Da qui è derivato l'aumento dell' export fino a un più 11 per cento rispetto al 2007. Qualcuno dice che è stato un caso, ma allora spiegatemi come mai questo aumento ha coinciso esattamente con l'arrivo del ministro Centinaio e del Governo con la Lega? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Chiaramente sappiamo tutti cosa è successo nell'agosto di quest'anno. È nato un nuovo Governo e si è operata una spartizione dell'agricoltura e del turismo tra il ministro Bellanova e il ministro Franceschini. Secondo me, ha vinto chi aveva più fame, nel senso che il ministro Franceschini probabilmente aveva più fame del ministro Bellanova ed è riuscito a portarsi a casa anche il comparto del turismo. A mio parere, il ministro Bellanova ha oggi notevoli problemi nella gestione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Lunedì scorso ci siamo incontrati in una conferenza sull'agricoltura 4.0 organizzata da Confagricoltura e l'ho sentita parlare con entusiasmo di come risolverà tutti i problemi dell'agricoltura italiana. Ha parlato di come affronterà la questione dei dazi, che rappresenta un problema enorme; ha parlato dei cambiamenti climatici e anche di quello che, a mio avviso, è un grandissimo problema: l'innovazione sotto il profilo meccanico in agricoltura. Siamo stati tutti contenti di sentirla parlare così, ma poi, quando sono ritornato in Senato e, parlando con i colleghi della Commissione bilancio, ho chiesto cosa ci fosse in finanziaria per quanto riguarda l'agricoltura, mi hanno risposto che non c'è assolutamente niente. E allora, caro ministro Bellanova, credo che occorra essere realistici, perché per le sfide che affronteremo, soprattutto per quanto riguarda il problema economico dei dazi introdotti dal presidente degli Stati Uniti Trump, la soluzione non passa attraverso una semplice visita negli Stati Uniti, e non sappiamo neanche con chi. Credo debbano essere messe a disposizione coperture per tutti i danni causati non dagli agricoltori di questo Paese (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , ma da questa Europa, che ci è tiranna, visto che su di noi, come agricoltori, ricadono le colpe di qualcun altro. Anche i cambiamenti climatici sono un bel problema: sono convinto che l'agricoltura sia una parte della soluzione per quanto riguarda sia le colpe sia le soluzioni nei cambiamenti climatici; servono però risorse e investimenti per la bonifica, per quanto riguarda le grandi precipitazioni, che sempre più frequentemente arrivano, ma soprattutto anche per l'irrigazione. I cambiamenti climatici producono problemi di irrigazione e l'Italia purtroppo è a Sud d'Europa, per cui sta subendo più di altri le conseguenze di tali cambiamenti. Credo che il ministro Bellanova, ma anche tutta questa compagine, da destra a sinistra, e tutti noi dobbiamo essere forti e attenti, soprattutto in fase di contrattazione della PAC, perché lì non tira assolutamente una bella aria per quanto riguarda i trasferimenti verso l'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, prima di riordinare e riorganizzare i Ministeri, questo Governo dovrebbe con responsabilità e consapevolezza riordinare le idee. Che bello, guardo sempre il senatore Laus e mi ispiro. Questo Governo dovrebbe riorganizzare e riordinare prima di tutto i propri pensieri per realizzare un piano organico di interventi per un Paese che era al primo posto in tantissimi settori e che ora sta scalando le classifiche al contrario. Eravamo i primi nella produzione di olio e ora siamo almeno terzi, come pure nel sistema del riciclo e così via. Questo Governo conosce sicuramente la famosissima proprietà commutativa, per cui cambiando l'ordine dei fattori o degli addendi il risultato non cambia. Non è transitiva, ma commutativa, colleghi, andatevela a leggere. Purtuttavia, questo Governo conosce sicuramente la famosissima proprietà commutativa, come abbiamo detto, e continua a rimescolare le carte pensando che il loro valore si modifichi. Con tutti i problemi che il nostro Paese sta vivendo, dall'ILVA alla xylella, alla cimice asiatica (ne approfitto per salutare i sindaci del Polesine che stanno soffrendo quest'ultimo pesantissimo problema), dal dissesto idrogeologico alla disoccupazione, dall'immigrazione alla sicurezza, alla questione dei dazi sul commercio estero, uno dei primi provvedimenti che anche il Governo Conte II porta avanti è un'altra volta il cosiddetto riordino o riorganizzazione - che dir si voglia - dei Ministeri e lo fa ancora una volta così, palleggiando deleghe ministeriali di qua e di là come in una partita di ping-pong, con una leggerezza inquietante. Questo Governo crede di risolvere i problemi ancora una volta inventando i titoli ad affetto, provvedimenti vuoti senza contenuti strutturali e strutturati e soprattutto senza metterci soldi. A riprova basti pensare che 600 decreti attuativi giacciono ancora nella palude della burocrazia ministeriale, risalenti al Governo Conte I, Gentiloni Silveri, Renzi e persino al Governo Letta. E cosa fa il Governo Conte II, seguito del Conte I, come primo atto? Riordina i Ministeri che lui stesso aveva già riordinato precedentemente; come se Paperina chiamasse Paperino per spostare i mobili a ogni piè sospinto. Fate pace col cervello! Riordinate e riorganizzate le idee. Sempre poi, naturalmente, con la modalità del decreto, aggiungendo emendamenti del Governo a emendamenti fino all'ultimo secondo, anche mentre sto parlando agli uffici legislativi staranno arrivando nuove modifiche dal Governo e non si parla di ILVA. Non si corre ai ripari subito, con 10.000 famiglie a rischio posto di lavoro (Applausi dal Gruppo FI-BP) e il piano ambientale bloccato. In questo momento è uscita la notizia di agenzia secondo la quale l'ArcelorMittal sta incontrando il presidente Conte con sei esponenti del Governo per andarsene, perché eliminare la protezione legale costituiva un presupposto essenziale e noi abbiamo presentato un emendamento anche a questo provvedimento; almeno accogliete le proposte, fate un atto di umiltà, per una volta, al posto di usare sempre l'arroganza odiosa. Ascoltare è sinonimo di intelligenza, così come cambiare idea per non fare la figura dei paracarri. Non si fa così, non si lavora così; in qualunque ufficio vi licenzierebbero in tronco! I decreti con urgenza e necessità. Ma quale urgenza e necessità? Urgenza e necessità derivano probabilmente solamente dalla necessità di creare un sistema non di ripartizioni, ma di rispartizioni, secondo logiche di appartenenza partitica ed ideologica. Mi sembra che il Governo si stia comportando come un ragazzino capriccioso che dice «questo è mio, questo è tuo», senza rendersi conto che intervenire sull'organizzazione dello Stato e sul funzionamento dello stesso ha conseguenze rilevanti per tutto il sistema Paese, per ogni tipo di settore e attività che agisce al suo interno. Questo Governo non ha capito di cosa ha bisogno l'Italia, non ha capito che l'Italia ha bisogno di essere lasciata in pace, di essere lasciata tranquilla a lavorare, a produrre, a fare sistema, perché fino ad oggi con il sistema giacobino, con il sistema superficiale che ha caratterizzato le azioni del Governo Conte I e del Governo Conte II, l'Italia sta regredendo in maniera preoccupante. Se il Paese infatti con la propria capacità di resilienza, con la forza e con l'ingegno tutto italiano, fino a oggi è riuscita ad andare avanti nonostante voi, adesso rischia di cominciare a perdere un po' di fiato e questo noi non lo possiamo permettere. È luogo comune dire che l'Italia sia un Paese senza materie prime. Noi non smettiamo di ricordare e di gridare che la materia prima dell'Italia è l'Italia (Applausi dal Gruppo FI-BP) , con il suo paesaggio, con i suoi borghi, con i suoi monumenti, con le sue opere culturali, con i suoi prodotti enogastronomici e la ristorazione, con la sua musica, con l'ingegno dei suoi artigiani, degli imprenditori e degli artisti, con la sua manifattura, la sua produzione, col suo sistema scolastico migliore del mondo e con il suo sistema sanitario del welfare, che non lascia indietro nessuno, con i suoi sindaci, con le nostre Forze dell'ordine a garantire la sicurezza e la pace, con il suo brand , quella dicitura made in Italy, che è diventato il terzo marchio più famoso al mondo. Un marchio che rappresenta una vera e propria infrastruttura immateriale, ma non riusciamo a fare neanche una strada, che cosa vogliamo fare le infrastrutture immateriali. Questo Governo cosa fa? Riordina i Ministeri, "sposticchiando" deleghe importantissime all'interno di Dicasteri già abbastanza oberati per essere efficienti nel seguire nel migliore dei modi altri comparti. In particolare mi riferisco al turismo e al commercio estero. Il turismo, il made in Italy e il commercio estero meriterebbero un Dicastero dedicato con tanto di portafoglio, perché sarebbe un portafoglio non di spesa, ma di investimento, come chiediamo con i nostri emendamenti. Per questo ci batteremo e questa sarebbe la prima delle nostre azioni se noi fossimo al Governo e non sono parole le mie. Spero ricordino tutti che dal 2009 al 2011 il Ministero del turismo lo aveva già costituito il Governo Berlusconi. Ricordo così, en passant, i dati del turismo: 42 miliardi spesi dai 61 milioni di turisti stranieri in Italia. Commercio estero: l' export in Italia vale 460 miliardi, l' import 424, con un saldo attivo di 39 miliardi. L'Italia è al nono posto per l' export mondiale, e mentre oggi se ne occupano il MISE, l'ICE (Istituto per il commercio estero) e la SACE, noi vorremmo ridarne invece le competenze al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale? Ci ricordiamo chi è passato dalla guida del MISE agli Affari Esteri? Ce lo ricordiamo tutti, vero? Quel ministro Di Maio che, dopo aver fatto disastri all'economia e al lavoro italiano (pensiamo al reddito di cittadinanza, all'ILVA e ai tavoli aperti mentre le aziende chiudono), ora vuole riappropriarsi di una serie di competenze su un settore che va lasciato in pace. Ripeto, va lasciato in pace. Dia da mangiare alla scimmia e non tocchi niente, come dice la storiella (se non la conoscete, poi ve la racconto). (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Si vuole spostare la gestione del commercio internazionale, la promozione del made in Italy , la firma sui principali accordi di natura commerciale, come quello per la Via della Seta in Italia dal MISE agli Affari Esteri, mentre l'aumento dei dazi americani si concretizza con una tariffa del 25 per cento per il pecorino romano, per il parmigiano reggiano, per il grana padano, per il provolone e per il prosciutto e chissà cos'altro ancora. Secondo le stime di Coldiretti e delle associazioni del settore, sarebbe colpito mezzo miliardo di export alimentare. Chi esporta non può trovarsi di fronte a una situazione di incertezza in cui non si capisce chi dei due Ministeri fa cosa. È una follia, chiediamo aiuto: pensavamo di esserci liberati del ministro Di Maio mandandolo all'estero e invece ancora incombe su di noi. Questo Governo senza coraggio e senza visione va bloccato. Infrastrutture: tutto ancora bloccato tranne la Napoli-Bari, il terzo valico di Genova e il mio Ponte San Michele tra Calusco e Paderno. Per il resto non si parla più di niente. Secondo l'ANCE, abbiamo 574 opere bloccate per 39 miliardi di euro. Una piccola parentesi. È di questa mattina la notizia che i piccoli e piccolissimi Comuni italiani sono disperati perché il finanziamento che era previsto in un altro decreto-legge salva piccoli Comuni, salva questo, salva quell'altro, non darà un bel tubo di niente ai piccoli e piccolissimi Comuni italiani. Pertanto l'UNCEM è sul piede di guerra. Quanto alle Forze dell'ordine, che ve lo dico a fare? L'articolo 5, che ridefinisce il Ministero dell'ambiente, cambia la dicitura: da Ministero dell'ambiente a Ministero dell'ambiente e della transizione ecologica: titolo meraviglioso. Stiamo lavorando al decreto-legge clima che è ancora vuoto e senza risorse finanziarie. C'è la tassa sulla plastica, neanche di scopo: il Governo fa l'ambientalista per fare cassa con i soldi degli italiani, mentre invece servirebbe un lavoro scientifico. Signor Presidente, mi avvio a concludere ma chiedo che il testo scritto del mio intervento sia allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. GALLONE (FI-BP) . Sapete quale sarebbe la vera urgenza e la vera necessità per cui servirebbe un decreto immediato? Ho anche il titolo: il decreto mandiamoli a casa. Bisogna mandarvi a casa, salvare il Paese dal pantano in cui l'avete infilato e lasciarlo finalmente libero di correre e crescere come sta tentando di fare, nonostante voi. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, voglio partire dal ritorno di alcune funzioni del turismo in capo al Ministero dei beni e delle attività culturali, poiché il nostro auspicio è che il Ministero dei beni e delle attività culturali possa implementare anche la sua funzione di monitoraggio e controllo delle dinamiche legate al turismo e dell'impatto che esse possono avere sul nostro patrimonio culturale. Mi spiego. Noi leggiamo i dati Istat del 2018 secondo i quali abbiamo avuto 429 milioni di turisti in Italia, con un aumento del 2 per cento rispetto al 2017. Tre turisti culturali su quattro si concentrano nelle prime dieci città d'arte d'Italia, con 84 milioni di presenze su 113. Il turismo nei piccoli borghi si attesta sui 95 milioni di presenze nel 2018 e circa 23 milioni di arrivi. È chiaro che fa piacere a tutti leggere questi dati, però vorrei richiamare l'attenzione anche su alcuni aspetti legati a questi dati sui quali, secondo me, siamo chiamati a confrontarci e a soffermare la nostra attenzione. Prima di tutto la congestione, perché è innegabile che alcune nostre città d'arte vivano una situazione di congestione. Dobbiamo chiederci qual è la qualità dell'esperienza turistica in tali città d'arte, qual è la qualità della fruizione del nostro patrimonio artistico e culturale. Ci dobbiamo anche chiedere, poiché stiamo aprendo questa nuova fase di green new deal e quindi si parla molto di sostenibilità, cosa possiamo fare o quanto questo possa impattare sulla sostenibilità e quindi sulla qualità della vita nelle città d'arte, oltre che su come garantire la tutela e la conservazione del nostro grande patrimonio artistico e paesaggistico. In particolare, mi interrogherei sui nostri centri storici perché in alcune città d'arte, meta di flussi turistici importanti, stiamo assistendo ad una progressiva trasformazione del loro volto, una trasformazione progressiva dei centri storici in parchi tematici, in Disneyland globali in cui è difficile sempre di più riconoscere il segno culturale locale. (Applausi dal Gruppo M5S) . A questo aggiungo che dovremmo anche iniziare a pensare ad implementare la promozione di strategie di turismo diffuso, sia nell'ottica della decongestione delle grandi città d'arte, sia nell'ottica di una migliore qualità dell'esperienza turistica e per dare impulso alla valorizzazione culturale e sociale di aree periferiche rispetto a quelle delle grandi città d'arte, ma certamente non meno ricche, da un punto di vista culturale e paesaggistico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi che viaggiamo un po' in lungo e in largo, sappiamo che sulla nostra penisola si adagia un tessuto ricco di bellezze artistiche, architettoniche, paesaggistiche, di cultura gastronomica, culinaria, di manifatturiero legato all'artigianato locale che non può essere trascurato, che va implementato, va promosso anche nell'ottica di decongestionare i grandi centri e farli parlare con i centri più piccoli. Infatti, nei centri più piccoli, dove magari riteniamo ci siano attrazioni minori, misurando tali attrazioni con il metro dell'affettività e dell'amore che il singolo cittadino nutre nei confronti del proprio patrimonio, ci accorgiamo che tutte le bellezze che noi consideriamo minori balzano in cima alla classifica, perché per noi, per la nostra storia e per la nostra cultura, significano tantissimo. Quindi arriviamo all'importanza della tutela e della conservazione, all'importanza di valorizzare le professioni del mondo dei beni culturali per mettere le persone competenti nel posto giusto e per custodire questo grande patrimonio. Infatti, se il nostro patrimonio si dovesse deteriorare, dovremmo chiederci quale esperienza verranno a fare i turisti in Italia. Quando parlo di patrimonio, lo faccio a 360 gradi e mi riferisco a tutte le professioni ad esso legate che ancora aspettano un'adeguata valorizzazione della loro figura e della loro competenza. Infine, vorrei fare un accenno al trasferimento al MAECI di alcune funzioni del Ministero dello sviluppo economico, ovvero le strategie politiche commerciali e promozionali con l'estero e lo sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema-Paese. Vorrei ricordare che tutte queste cose sono possibili laddove ci impegniamo sempre più a promuovere la rete di scuole italiane all'estero, i dipartimenti di italiano all'interno delle università straniere e tutte le attività dei nostri istituti di cultura italiana all'estero. Infatti è attraverso la promozione, la diffusione e il potenziamento della circolazione e della conoscenza della nostra cultura attraverso queste istituzioni che noi generiamo, anche nei cittadini che vivono in altri Paesi, la cosiddetta fame di Italia, la voglia di venire in Italia a scoprire direttamente le bellezze culturali e paesaggistiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Rivolgo quindi un appello al nostro Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale affinché porti avanti di pari passo queste due attività, che non possono essere assolutamente slegate. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Come da intese raggiunte fra i Gruppi, il seguito dell'esame del provvedimento avverrà alle ore 14,30, dopo che saranno pervenuti i pareri della Commissione bilancio. Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento sul disegno di legge di bilancio PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento sul disegno di legge di bilancio». Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, sul disegno di legge n. 1586 recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022», di cui do lettura: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge di bilancio per il 2020 e per il triennio 2020-2022, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento - sentito il rappresentante del Governo - perviene alle seguenti conclusioni. Per quanto attiene alla verifica di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento, occorre ricordare che la riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, introdotta dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ha apportato alcune innovazioni alla disciplina contabile, che hanno trovato per la prima volta attuazione nel corso della sessione di bilancio 2017. Per il disegno di legge di bilancio, peraltro, a differenza di quanto avveniva per la legge di stabilità, non si prevede alcun vincolo di copertura finanziaria, posto che il bilancio dello Stato, ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 243 del 2012, soggiace ad una regola di equilibrio, per effetto della quale il valore del saldo netto da finanziare o da impiegare si raccorda con il percorso programmatico stabilito per gli obiettivi di finanza pubblica. Di tale coerenza si deve dare conto sia nella relazione tecnica che nella nota tecnico-illustrativa, allegate al disegno di legge di bilancio, ai sensi dell'articolo 21, commi 12 -bis , lettera c) , e 12 -quater , lettera a) , della legge n. 196 del 2009. Alla luce di tali criteri, si segnala che la manovra, sia con riguardo al suo ammontare che alla composizione della stessa tra le diverse misure di entrata e di spesa, ivi comprese quelle destinate al reperimento delle risorse a copertura dell'intervento, è volta a perseguire il percorso di consolidamento fiscale indicato nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 adottata dal Governo il 30 settembre scorso e approvata dal Senato il successivo 9 ottobre. Con la relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, il Governo ha infatti chiesto l'autorizzazione a rimodulare il percorso di avvicinamento all'obiettivo di medio termine (OMT). L'indebitamento netto nominale è stato pertanto fissato a meno 2,2 per cento del PIL nel 2020, a meno 1,8 per cento del PIL nel 2021 e a meno 1,4 per cento del PIL nel 2022. Per quanto concerne i profili finanziari programmatici, la relazione tecnica espone una tavola di raccordo tra il saldo netto da finanziare e il conto della pubblica amministrazione, che rappresenta la coerenza tra i saldi riferiti al bilancio dello Stato e l'obiettivo programmatico definito nella Nota di aggiornamento del DEF. Si tratta in sostanza del raccordo tra il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, quale risultante del quadro generale riassuntivo del disegno di legge di bilancio, e l'indebitamento netto programmatico dello Stato, ossia comprensivo degli effetti della manovra di finanza pubblica sul comparto dello Stato, e del raccordo tra il predetto indebitamento netto e quello programmatico delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso. In definitiva, emerge che il valore del saldo netto da finanziare risultante dal disegno di legge di bilancio, in coerenza con il quadro di compatibilità di finanza pubblica, potrà aumentare fino a 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 129 miliardi di euro nel 2020, 109,5 miliardi nel 2021 e 87,5 miliardi nel 2022. Tali valori sono coerenti con quelli indicati dalle risoluzioni parlamentari di approvazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Si propone, pertanto, di sottoporre all'attenzione del Presidente Senato un parere di nulla osta in relazione ai profili di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento. Per quanto concerne la verifica del contenuto proprio, va ricordato che l'articolo 21 della legge n. 196 del 2009, in attuazione dell'articolo 15, comma 2, della legge n. 243 del 2012, pone precisi limiti al contenuto della prima sezione del disegno legge di bilancio. Pertanto, ai fini delle determinazioni presidenziali di cui all'articolo 126, comma 3, del Regolamento del Senato si formano le seguenti osservazioni. Nel testo non si ravvisano norme di delegazione esplicita ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione. Per quanto concerne le norme di carattere ordinamentale e, peraltro, prive di effetti finanziari, si segnala l'articolo 49, commi 2 e 3, riguardanti, rispettivamente, le attribuzioni del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e le funzioni di direttore degli Uffici dell'esecuzione penale esterna. Infine, non si rinvengono norme di evidente carattere localistico o microsettoriale». Ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, esaminato il disegno di legge di bilancio per il 2020, tenuto conto del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente e preso atto della posizione del Governo, comunico che il disegno di legge appare nel complesso in linea con le prescrizioni della legge 31 dicembre 2009, n. 196, di contabilità e finanza pubblica, con riguardo al divieto di introdurre norme che presentino carattere ordinamentale ovvero organizzatorio, fatta eccezione per le disposizioni segnalate nel predetto parere. Dispongo, pertanto, lo stralcio di tali disposizioni, che andranno a costituire un autonomo disegno di legge. Il termine per la trasmissione alla 5 a Commissione dei rapporti delle Commissioni, già fissato per la giornata di lunedì 11 novembre, è differito a martedì 12. Disegni di legge, assegnazione Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Deferisco il disegno di legge n. 1586 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022) alla 5 a Commissione, in sede referente, con il parere tutte le altre Commissioni permanenti, nonché delle Commissioni parlamentari per le questioni regionali. Le Commissioni sono autorizzate a convocarsi o a integrare i propri ordini del giorno. Sospendo la seduta fino alle ore 14,30, quando riprenderemo con la replica della relatrice e del Governo. (La seduta, sospesa alle ore 13,20, è ripresa alle ore 14,38) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 PRESIDENTE . Comunico che la Commissione bilancio non ha ancora concluso i suoi lavori. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15,30. (La seduta, sospesa alle ore 14,38, è ripresa alle ore 15,46) . Presidenza del vice presidente TAVERNA La seduta è ripresa. Ha facoltà di parlare la relatrice. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, farò solo una breve replica su alcuni temi che sono emersi nel corso della discussione generale. Le misure previste nel provvedimento al nostro esame hanno l'obiettivo di rendere più efficiente l'azione del Governo sulla base di alcune esigenze sentite a livello istituzionale ed è necessario approvare tali misure, già inserite nel decreto, in tempi rapidi per permettere ai vari Ministeri di sviluppare in maniera organica l'attività di competenza. La previsione che il turismo ritorni nell'ambito delle competenze del Ministero per i beni culturali è molto importante. La scelta di spostarlo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali aveva fatto sperare in una spinta al settore, ma, a causa di complicazioni delle procedure burocratiche e delle decisioni, che comportavano comunque un necessario coinvolgimento del Ministero per i beni e le attività culturali, ciò non è avvenuto. Con il provvedimento in esame il turismo torna a essere percepito come un vero e proprio bene culturale da parte dello Stato italiano. Il trasferimento delle funzioni esercitate in tale ambito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al Ministero per i beni e le attività culturali, infatti, non rappresenta un mero passaggio di personale o di risorse strumentali tra i due Dicasteri, ma la volontà politica di legare e quindi investire su due fattori - cultura e turismo - nevralgici per lo sviluppo del nostro Paese. Riportare il turismo tra le competenze del Ministero che si occupa di cultura, in altri termini, appare un passaggio politico lineare considerata non solo l'elevata mole di beni o luoghi culturali sui quali il paesaggio italiano può contare, ma testimonia altresì la volontà di questo Governo e di questa maggioranza di investire molto su questo settore. L'investimento sulla cultura, del resto, non solo è doveroso ma fa crescere il Paese, aiuta l' export ed è così collegato alle strategie della politica promozionale con l'estero, materia quest'ultima favorita anche dall'operato delle camere di commercio italiane all'estero, sulle quali continua a vigilare il Ministero dello sviluppo economico, in seguito all'approvazione dell'emendamento 2.1000 approvato ieri in Commissione. Nate e sviluppatesi come punto di raccolta delle comunità d'affari italiane, le camere di commercio italiane all'estero si sono poi consolidate nel tempo fino a rappresentare un volano davvero importante per l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Infine, aver messo tutte le politiche del commercio estero sotto il Ministero degli affari esteri consentirà al nostro Paese di porre in essere un'azione più efficace ed efficiente soprattutto nella tutela del made in Italy nel mondo. Parliamo delle eccellenze dei nostri imprenditori in campi come l'enogastronomia, la meccanica, la farmaceutica. Come ha riferito recentemente il Ministro degli affari esteri, i nostri ambasciatori ogni giorno, con la propria rete delle ambasciate e dei consolati, promuovono a livello internazionale queste peculiarità del nostro Paese. L' export italiano è aumentato anche in questi mesi in cui in Europa la situazione non è delle migliori, con l'economia della Germania che non sta andando bene. Ma non basta: per fronteggiare le difficoltà esistenti bisogna guardare fuori dall'Europa: all'Est del mondo, al Medio Oriente, ma anche ai Paesi africani con economie fiorenti o che si stanno sviluppando. Le misure previste in questo provvedimento consentono tali sviluppi. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il lavoro è stato indubbiamente intenso e la relatrice ha cercato di sintetizzare il quadro dell'attività della Commissione, che è stata veramente attiva e propositiva. È chiaro che si tratta di un'impostazione. Lo dico ai colleghi che ho ascoltato con piacere anche questa mattina rispetto alle critiche, che chiaramente nascono da un determinato punto di vista, quello che quasi un anno fa aveva portato loro stessi a fare una scelta di impostazione diversa. Parliamo di scelte di visione: qui viene presentata una visione diversa cui penso si possa dare dignità politica. In passato era stata presentata una visione e un'impostazione diverse, se vogliamo di cambiamento opposto a quello che c'era in precedenza: ricordiamo infatti che alcuni dei cambiamenti qui attuati erano già previsti da anni e solo nei quattordici mesi del Governo precedente avevano visto una fase diversa. Ripeto, si tratta di un'impostazione; l'avevamo detto più volte anche nel dibattito odierno. È stata messa in evidenza ciò che forse manca maggiormente e questo non riguarda maggioranza e opposizione nelle loro distinzioni, ma dovrebbe complessivamente comprendere tutti: la capacità di fare sinergia. I Ministeri non possono essere considerati monadi e lo sanno tutti coloro che hanno governato; all'interno di quest'Aula tutte le forze hanno avuto esperienza di Governo, a prescindere dalla situazione in cui si trovano ora. È chiaro che più si aiutano i Ministeri a fare sinergia e più il sistema-Paese ha forza. Quindi, la visione di riunire il turismo alle competenze del Ministero per i beni e le attività culturali, togliendolo al Ministero delle politiche agricole e riportandolo a quella che, dal punto di vista di questo Governo, è la sua legittima casa, ha questo senso. La visione di inserire il commercio estero nella competenza del Ministero degli affari esteri, con tutta la sua peculiarità per quanto riguarda la diplomazia che è importante e che è legata a questo tipo di sviluppo, fa parte di questo quadro finalizzato ad una maggiore possibilità di fare squadra e di fare sinergia. Apprezzo dunque gli interventi, anche appassionati, che i colleghi hanno fatto per difendere e sostenere questa impostazione e quindi, rispettando tale impostazione, tengo a ribadire che il frutto complessivo del lavoro svolto dalla Commissione, alla presenza del Governo che chiaramente ha ascoltato con piacere e interesse, dà però vita ad una visione rispetto al sistema Paese che, all'interno del decreto-legge al nostro esame, è stata ulteriormente arricchita dai contributi dati. Dunque ci sono delle motivazioni. Non è semplicemente una scelta casuale o nata dal gusto di un Ministro piuttosto che di un altro. È una scelta di visione e di quadro complessivo. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI ) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, in conformità ai criteri già adottati dalla Presidenza della 1 a Commissione permanente durante l'esame in sede referente, dichiara improponibili gli emendamenti 1.0.1, 3.2, 3.0.1, 3.0.2, 4.13, 6.0.1, 7.1, 7.2, 7.3, 7.4, 7.5, 7.0.1, 7.0.20 [già 7.0.2 (testo 2) A], 7.0.5, 7.0.6, 7.0.7 e 7.0.200, in quanto estranei al contenuto del decreto-legge in esame. In relazione ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara inammissibili i subemendamenti 1.0.700/2, 2.1000/100, 3.0.1000/100, 4.2000 (testo corretto)/100 e 4.2000 (testo corretto)/101 in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono. Conformemente a quanto già stabilito in Commissione, sono altresì inammissibili, in quanto privi di portata modificativa, i subemendamenti 1.0.10000/29, 1.0.10000/30, 1.0.10000/31, 1.0.10000/32, 1.0.10000/33, 4.2000 (testo corretto)/5, 4.2000 (testo corretto)/6 e 4.2000 (testo corretto)/7. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per illustrare in particolare l'emendamento 1.1 con il quale chiediamo immediatamente la soppressione dell'articolo 1 in toto per le ragioni che abbiamo già esposto nel corso della discussione generale. L'operazione fatta da questo Governo va in senso contrario rispetto a ciò che era stato fatto da quello precedente, che aveva voluto fortemente unire le potenzialità del turismo con le potenzialità dell'agricoltura. Come dicevamo prima, infatti, l'Italia non ha ovunque il Colosseo, l'Arena di Verona, i grandi monumenti. Abbiamo a disposizione un patrimonio paesaggistico che deve aspetta solo di essere valorizzato. Abbiamo un patrimonio fatto di paesaggi, di aziende enogastronomiche e di aziende vitivinicole, che possono rappresentare una bellissima offerta turistica. Le operazioni che sono state fatte dal ministro Centinaio oggi si trovano in un limbo: non si sa nemmeno che fine potranno fare, tant'è che è stato bocciato in Commissione l'ordine del giorno presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori, con cui si chiedeva di poter instaurare una collaborazione fra il Ministero per i beni culturali e il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per portare avanti questi importantissimi progetti, come, ad esempio, il decreto sull'enoturismo, che ha avuto un grandissimo impatto, o l'accordo firmato fra Confagricoltura e l'Associazione dimore storiche italiane, tanto per citarne alcuni. Si tratti di progetti pianificati, risorse stanziate, piani già iniziati, che si trovano ora in una situazione per certi versi kafkiana. Si chiede al Governo di rivedere completamente la propria posizione. Chiedo a tutta l'Assemblea di valutare con coscienza, perché distruggere il lavoro fatto solo un anno fa, unicamente per una questione demagogica, è veramente un'azione di totale irresponsabilità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Passiamo all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge. URSO (FdI) . Signor Presidente, intervengo in questa sede sugli emendamenti 2.2, 2.5 e 2.8 che abbiamo presentato per dare il senso del nostro tentativo di migliorare un provvedimento purtroppo nato molto male. In modo specifico, in questi emendamenti noi cerchiamo di mantenere un'unitarietà a quello che era il Ministero per il commercio con l'estero - poi comunque accorpato al Ministero dello sviluppo economico - in questo nuovo accorpamento - che io chiamerei annessione - al Ministero degli affari esteri. È un'annessione che ha l'unico fine di appropriarsi delle risorse della promozione del Ministero dello sviluppo economico. Infatti, a differenza di quanto è stato fatto in altri Paesi e a differenza di quanto aveva pensato di realizzare lo stesso Governo Berlusconi, quando Berlusconi tenne per sé, ad interim , il Ministero degli affari esteri, in questo caso non si tratta di accorpare i Ministeri, dando comunque una funzione specifica alla professionalità di coloro che sono stati e che sono dirigenti e dipendenti del Ministero dello sviluppo economico nell'area dell'internazionalizzazione. Qui si tratta semplicemente dello "scippo" del denaro - peraltro cospicuo - destinato alla promozione delle imprese italiane e della dispersione delle professionalità all'interno di quello che è il macro-Dicastero degli affari esteri, cosicché non resterà nulla del commercio con l'estero, non resterà nulla di quella che per noi italiani e per il nostro Paese è una funzione assolutamente fondamentale del nostro sistema economico, che è appunto vocato alle esportazioni. Con questi emendamenti cerchiamo perlomeno di mantenere l'unitarietà e la professionalità di chi per anni - in alcuni casi per decenni - si è dedicato alla promozione delle imprese e all'internazionalizzazione del sistema economico italiano, con una particolare attenzione alle piccole e medie imprese, che invece vedranno totalmente annullata la loro ambizione e le loro opportunità all'interno di quel macro-Dicastero degli affari esteri, in cui sostanzialmente non sono presenti tali specifiche professionalità. Per questo chiediamo all'Assemblea di approvare almeno questi emendamenti, nel tentativo di mantenere un ancoraggio con le piccole e medie imprese e nel tentativo di mantenere le professionalità così nel tempo affinate dai dipendenti dell' ex Ministero per il commercio con l'estero, poi Mise, anche all'interno della macrostruttura diplomatica. Altrimenti accadrà esattamente il contrario di quanto il presidente del Consiglio imprenditore Berlusconi voleva realizzare del Ministero degli affari esteri e, cioè, il Ministero del made in Italy e degli ambasciatori che fossero davvero rappresentanti del made in Italy . Accadrà esattamente il contrario; forse è questa la logica non di un imprenditore Presidente del Consiglio, ma di un avvocato dei poteri forti che è diventato Presidente del Consiglio. (Applausi dal Gruppo FdI) . FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, condivido in pieno l'intervento del collega Urso, con il quale abbiamo presentato degli emendamenti che vanno nella stessa direzione. Non è un caso che con il collega Urso ci troviamo su queste posizioni perché condividiamo un'esperienza all'interno del Ministero per il commercio con l'estero e, quindi, un contatto diretto con questo mondo. Lo fa pure un'altra autorevole esponente di questa Assemblea, la senatrice Bonino - che non vedo in questo momento - che è stata responsabile del Ministero del commercio internazionale, perché noi avevamo un Ministero del commercio internazionale, come avevamo un Ministero per il commercio estero, che ha servito gli interessi dell'economia italiana per tanti anni in base alle tre caratteristiche dell'autonomia, della competenza specifica e della unicità. Sono tre caratteristiche che con questa trasformazione che voi operate e il trasferimento di competenze al "calderone" del Ministero degli affari esteri si vengono a perdere. Vi faccio un esempio: qualche anno fa, l'Italia aveva elaborato, prima tra i Paesi del G20, una piattaforma digitale in cui venivano a essere operativi tutti i contatti e le operazioni all'interno del mondo import-export . Si mettevano in contatto gli operatori di tutta la filiera (banche, imprese, assicurazioni, studi legali, studi di arbitrato, dogane, organizzazioni internazionali, camere di commercio ed enti fieristici); bene, non c'erano il Ministero degli affari esteri e il corpo diplomatico perché i diplomatici fanno un'altra cosa. All'estero, come abbiamo detto stamattina in discussione, le imprese vanno in ambasciata per firmare eventualmente e per celebrare la firma di un contratto commerciale con un brindisi in ambasciata. Il contratto, però, non si fa con i nostri funzionari diplomatici, che sono molto bravi e preparati, ma che non sono esperti commerciali. Voi state quindi mettendo in capo a una struttura, che non è quella di riferimento, un know how , disperdendolo. Nello specifico, questi emendamenti che abbiamo proposto cercano proprio di difendere questo know-how e questa expertise dei funzionari che hanno studiato e si sono preparati. Ci sono corsi di specializzazione e master di secondo livello che sono stati richiesti a questi funzionari prima di entrare nell'amministrazione del commercio con l'estero. Poi sono seguiti decenni di esperienza in missioni commerciali in tutto il mondo. Queste persone adesso si ritrovano nel "calderone" del Ministero degli affari esteri senza neanche vedersi riconosciuto questo know how e quei piccoli emolumenti che conseguono a questa expertise . È un grande errore e speriamo che possa essere almeno contenuto con l'approvazione di questi emendamenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Gli emendamenti e ordini del giorno riferiti agli articoli 3, 4 e 5 del decreto-legge si intendono illustrati. Passiamo all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, con l'emendamento 6.1, insieme al nostro capogruppo Ciriani e al collega Zaffini, chiediamo all'Assemblea di votare affinché venga sanata quella che secondo noi è una discriminazione che subiscono gli uffici scolastici regionali delle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Molise ed Umbria. Infatti, se il Ministero dell'istruzione fosse dotato di ulteriori quattro posti di dirigente generale, questi potrebbero essere destinati alle suddette Regioni, affinché anche i relativi uffici scolastici regionali possano avere un dirigente regionale, come avviene in tutte le altre Regioni d'Italia. Questo naturalmente al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia degli stessi. Per tale ragione avevamo concepito l'emendamento 6.1. Con mia sorpresa, per quello che è stato lo svolgimento dei lavori in Commissione, a un certo punto era apparso un emendamento della relatrice che, confermando per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia quanto era già previsto nella scorsa legge di bilancio, aggiungeva un posto di dirigente generale per la Regione Umbria, lasciando quindi scoperte le altre due Regioni, Basilicata e Molise. Questo emendamento è stato poi ritirato e ci saremmo aspettati, in fase di proposizione dell'emendamento 6.1, che ci venisse chiesta una riformulazione, com'è prassi istituzionale. Ciò non è avvenuto ed è scomparsa anche la formulazione della relatrice. Noi ci teniamo a tenere in piedi l'emendamento 6.1, perché riteniamo che, con poco sforzo economico, si possa sanare una situazione che discrimina le quattro Regioni. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Gli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge si intendono illustrati. Non essendo ancora pervenuti i pareri della 5 a Commissione, sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,12, è ripresa alle ore 16,30) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI La seduta è ripresa. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.13 (testo 2 corretto), 1.15, 1.200, 1.400, 1.0.2 (testo 2), 1.0.10000 e 1.0.700; il parere è contrario sui restanti emendamenti e ordini del giorno ad eccezione dell'emendamento 1.300, che ritiro. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, vorrei intervenire su questo emendamento. Prima, nella discussione generale, in riferimento allo spostamento della delega al turismo dal Ministero delle politiche agricole al Ministero dei beni e le attività culturali, sono state esposte legittime argomentazioni, basate, tuttavia, su dati assolutamente discutibili. Ad esempio, è stato detto che il Ministero delle politiche agricole, sotto la guida del precedente Ministro, aveva di fatto iniziato a tutelare l'origine dei prodotti. Ebbene, latte, formaggi, grano, pasta, riso e pomodoro hanno avuto l'etichettatura d'origine nella precedente legislatura. Quindi, di fatto, in questa legislatura si è semplicemente continuato il percorso a suo tempo avviato, senza apportare alcuna innovazione. Un percorso che dovremo ulteriormente rafforzare, ad esempio, per quanto riguarda il tema della trasformazione degli ortofrutticoli, che ancora non hanno questa definizione. Mi preme che quando argomentiamo a favore di un tema, seppur legittimamente, non cerchiamo di distogliere l'attenzione innescando temi che nulla hanno a che vedere e che peraltro sono forzature, anche in termini di argomenti. (Applausi del senatore Ferrari) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, vorrei soltanto continuare il ragionamento di prima sull'emendamento 1.4 in quanto analogo a quello che abbiamo discusso prima. Si è citato il tema dell' export a dimostrazione del fatto che, nei quattordici mesi del precedente Governo di questa legislatura, per la prima volta, si sarebbe data attenzione all' export . Ebbene, l' export agroalimentare nel 2009 ammontava a 26 miliardi, nel 2011 a 30 miliardi, nel 2013 a 33 miliardi, nel 2015 a 37, nel 2017 a 41, nel 2018 a 42. Questo solo per dire che la crescita che c'è stata, anche in questo caso, non è nient'altro che la continuazione di un percorso già avviato. Tra l'altro, a sostegno della tesi che non è impossibile - anzi, chiederemo che sia fatta - una grande sinergia tra i prodotti enogastronomici e il turismo, cito il fatto che il provvedimento sull'enoturismo fu varato nel dicembre 2017 e divenne legge un anno e mezzo dopo, nel 2019, quindi questa attenzione è possibile quotidianamente. Per questi motivi saremo contrari all'emendamento 1.4. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per rispondere. Nessuno sta dicendo che in quattordici mesi abbiamo rivoluzionato e migliorato il mondo, però vogliamo ricordare che, sulla questione delle etichettature, se non fosse stato per il Governo precedente, in Europa ci avrebbero mandati in infrazione, visto e considerato che il precedente ministro Martina si era dimenticato di comunicarlo all'Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Infatti, la prima cosa che ci hanno detto in Europa quando siamo arrivati è stata che gli italiani sono poco corretti nei confronti dell'Europa; è stato grazie a noi, quindi, perché altrimenti la legge sulle etichettature sarebbe andata a ramengo. In seconda istanza, è vero, nessuno dice che siamo stati noi a far partire le esportazioni, ma molto semplicemente, in un momento di crisi economica, nel momento in cui si sono messe le sanzioni alla Russia e tutta una serie di Stati a livello europeo ha chiuso ai prodotti italiani, il prodotto italiano ha continuato a crescere, e non grazie al ministro Centinaio o a questo Parlamento o a quel Governo, ma grazie alle imprese italiane che vanno in Europa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non prendetevi meriti che non avete, quindi. Circa la legge sull'enoturismo, anche in questo caso è vero che siete stati voi a avviare l' iter , ma, come sempre accade, se non fosse stato per il sottoscritto che l'ha messa come priorità nell'azione di Governo, non l'avremmo portata a casa. Insomma, è inutile continuare a dire che Gesù è morto di freddo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4 presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo solamente per rilevare delle questioni di puntualità. Voi avete approvato il decreto ministeriale che era previsto nella norma, né più e né meno, e ci avete messo quattordici mesi a farlo. Va benissimo, era da fare, ma avete semplicemente concluso un percorso che era avviato. Relativamente al tema dei dazi, prima è stato detto che il Governo non ha fatto nulla. Vorrei solo ricordare che nei giorni scorsi è stato approvato, su presentazione del Gruppo del Partito Democratico al Parlamento europeo, un emendamento che in sede di predisposizione del bilancio europeo prevede lo stanziamento di risorse per indennizzare le imprese che saranno danneggiate dai dazi USA. L'attenzione su questi temi quindi c'è ed è costante. Non sto dicendo che abbiamo risolto tutti i problemi; dico solo di non strumentalizzare almeno i numeri. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori, fino alle parole «di livello». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.9. Passiamo all'emendamento 1.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei fare una breve dichiarazione di voto sull'emendamento 1.12 per spiegarne la motivazione ed invitare i colleghi ad una riflessione. L'emendamento al nostro esame si accoda alla norma che, oltre al passaggio dei tre dirigenti che dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ritornano al Mibac, prevede l'assunzione di tre nuovi dirigenti. Chiediamo che questi tre dirigenti vengano destinati ad attuare le politiche e le sinergie di coordinamento tra i vari Dicasteri, quindi non solo quello delle politiche agricole alimentari e forestali, non solo quello del Mibac, ma anche quello del territorio e dell'ambiente. Riteniamo infatti che tutte queste tutte queste tipologie di attività siano interconnesse. L'emendamento trasforma in una norma precisa le cose che tutti in questi giorni hanno detto a parole. Invito quindi i colleghi ad esprimere un voto favorevole su di esso. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.12, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 1.13 (testo 2 corretto) la 5 a Commissione ha espresso un parere non ostativo condizionato ad una riformulazione. Senatrice Mantovani, la accetta? MANTOVANI, relatrice . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 1.13 (testo 3). GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto contrario sull'emendamento 1.13 (Testo 3), ma ne approfitto per ricordare l'emendamento 1.2 da noi presentato che nella concitazione della velocità con cui abbiamo iniziato a votare è passato sotto silenzio. Non voglio che esso passi sotto silenzio, perché tale emendamento concerneva l'istituzione del Ministero del turismo. Come ho già detto in discussione generale e voglio ora ribadire, prima di riordinare e riorganizzare i Ministeri, questo Governo dovrebbe riordinare le idee e ricordarsi che il turismo è uno dei comparti fondamentali per l'economia e per il PIL del Paese e che il brand del made in Italy, come dicevo stamattina, rappresenta veramente un'infrastruttura immateriale, con i suoi numeri. Spero quindi che l'emendamento 1.0.1 della collega Tiraboschi venga preso nella giusta considerazione. Non si può pensare di palleggiare una delega del genere da un Ministero all'altro soltanto per capriccio, perché piace di più ad un Ministro piuttosto che ad un altro: bisogna istituire un Dicastero ad hoc sia per il commercio estero che per il turismo, perché sono le due voci e i due comparti più importanti del sistema economico italiano. Sono la materia prima dell'Italia. Lo ripeterò fino alla nausea e allo sfinimento. Pertanto, vi prego: come dicevo questa mattina, cercate di ascoltare chi vuole aiutare in maniera propositiva. Durante il Governo Berlusconi nel 2009-2011 era stato istituito questo Ministero e funzionava molto bene. Ascoltate le proposte, non agiamo solo in maniera partitica e partigiana, nel senso di una parte piuttosto che di un'altra. Questo è un appello sincero per il bene del Paese. L'istituzione di due Ministeri così importanti con tanto di portafoglio, che non sarebbe una voce di spesa di questi Ministeri ma un investimento, è importantissima. Come ho già detto, qui ci vuole un "decreto" solo: il salva Italia, che vuol dire mandare a casa questo Governo, perché così non si può andare avanti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 1.14. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.17 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vogliamo brevemente rimarcare che, oltre alle deleghe sul turismo, con questo provvedimento vengono trasferite anche delle persone, delle vite reali. Dunque, con questo emendamento riprendiamo quanto ci è stato chiesto da tutte le sigle sindacali che abbiamo audito in Commissione, ossia che ai dipendenti a cui verrà proposto il trasferimento vengano concessi dieci giorni per esercitare il diritto di opzione. La stessa norma è inserita all'articolo 2, quando si parla del trasferimento dei dipendenti dal Mise al Ministero degli affari esteri. Sinceramente non capiamo questo atteggiamento di utilizzare due pesi e due misure in due diversi articoli relativi a due diversi Ministeri. L'invito che rivolgo ai colleghi è quindi di riflettere su questo emendamento e associarsi al nostro voto favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17 (testo 2), presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.200, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.300 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.400, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.19, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dal senatore Perosino. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, proponiamo che l'ordine del giorno G1.100 sia accolto come raccomandazione. Esprimo parere contrario sui restanti ordini del giorno. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatore Centinaio, è d'accordo con la proposta della relatrice che l'ordine del giorno G1.100 venga accolto come raccomandazione? Mi sembra di capire che la sua risposta sia negativa, ma lo dica esplicitamente. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le raccomandazioni non servono a niente, quindi grazie e arrivederci. PRESIDENTE. Quindi ne chiede la votazione? CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Certo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.101, presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.102, presentato dalla senatrice Saponara e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.1 è improponibile. Sull'emendamento 1.0.2 (testo 2) la 5 a Commissione ha espresso un parere di nulla osta condizionato ad una riformulazione. Senatrice Mantovani, la accoglie? MANTOVANI, relatrice . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/1, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.10000/2, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.0.10000/3, 1.0.10000/4 e 1.0.10000/5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/6, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/7, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/10, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/11, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.10000/12 presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/14, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.10000/15, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori, fino alle parole «alla sicurezza». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.10000/16. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.10000/17, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori, fino alle parole «e alla». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.10000/18. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/19, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.10000/20, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori, fino alle parole «n. 75». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.0.10000/21 a 1.0.10000/27. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/28, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.0.10000/29 a 1.0.10000/33 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/34, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/35, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000/36, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.10000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.700/1 è stato ritirato. L'emendamento 1.0.700/2 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.700, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione secondaria superiore «Follonica» di Follonica, in provincia di Grosseto, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 PRESIDENTE . Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.1000 e 2.20. Invito la presentatrice a ritirare l'emendamento 2.13 (testo 2) e a trasformarlo in ordine del giorno. Esprimo parere contrario su tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 2. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatrice De Petris, accoglie l'invito della relatrice a ritirare l'emendamento 2.13 (testo 2) e a trasformarlo in ordine del giorno? DE PETRIS (Misto-LeU) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Urso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.3 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.4, identico all'emendamento 2.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.4, presentato dal senatore Fantetti, identico all'emendamento 2.5, presentato dal senatore Urso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dal senatore Aimi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.8, presentato dal senatore Urso, fino alle parole «funzioni trasferite». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10, presentato dal senatore Fantetti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dal senatore Fantetti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.14, sostanzialmente identico all'emendamento 2.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 2.15, presentato dal senatore Fantetti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.16, presentato dal senatore Fantetti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.13 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.17, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.18, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.19, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.1000/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.20, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.21 è stato ritirato. MANTOVANI, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, vorrei fare una precisazione: relativamente all'emendamento 2.1000 vi è un problema di drafting , laddove si chiede la sostituzione delle parole «Ministro del commercio con l'estero» con «Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale». Poiché nel testo è riportata anche la dicitura «Ministero del commercio con l'estero», bisogna effettuare la sostituzione anche in quel caso. È un mero problema di drafting nell'emendamento. PRESIDENTE . È già nella proposta di coordinamento finale. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.100, 3.0.1000 e 3.0.2000. Sull'emendamento 3.0.2000 vi è un problema di trascrizione materiale, perché la Tabella C è riprodotta due volte nel testo dell'emendamento così come riportato nel fascicolo, che quindi dovrebbe essere corretto. PRESIDENTE. Certo, relatrice, si tratta di una correzione puramente materiale. MANTOVANI, relatrice . Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 3.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.100, presentato dalla Commissione, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.2 è improponibile. Passiamo all'emendamento 3.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.200, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.1000/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.2000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.0.1 e 3.0.2 sono improponibili. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.2000 (testo corretto) e 4.100 e parere contrario su tutti gli altri emendamenti e sull'ordine del giorno G4.100. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori, fino alle parole «incarichi dirigenziali». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.11. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il 4.11 può sembrare un emendamento di mero calcolo matematico, ma si riferisce alla struttura tecnica di supporto al MIT, che è in fase di istituzione. È previsto che questa struttura tecnica possa avvalersi di ben dodici esperti e consulenti. Il testo recita esattamente: «fino a un massimo di dodici esperti o consulenti». Per questi esperti viene stanziato una cifra di 480.000 euro. Con questo emendamento chiediamo che la cifra venga ripartita con retribuzione annua cadauno non superiore a 40.000 euro. È una mera divisione matematica. Tutti sappiamo che 480.000 diviso 12 fa 40.000, ma vorremmo evitare che, nel caso venissero assunti, ad esempio, solo due esperti, a questi vengano attribuiti 240.000 euro cadauno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.11, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.12, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/2, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.2000 (testo corretto)/3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/3, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/4, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.2000 (testo corretto)/5, 4.2000 (testo corretto)/6 e 4.2000 (testo corretto)/7 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/8, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/9, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto)/10, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.2000 (testo corretto)/100 e 4.2000 (testo corretto)/101 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.2000 (testo corretto). MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, noi ci asterremo sull'emendamento 4.2000 (testo corretto), anche perché avevamo presentato il subemendamento 4.2000 (testo corretto)/101 che è stato dichiarato inammissibile. Su questo, com'è noto, il giudizio della Presidenza è insindacabile, ma è altresì innegabile che il problema dell'Ilva sia reale. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Allora noi abbiamo dato questa possibilità e presenteremo la questione in ogni occasione. È il Governo che deve intervenire e non può lasciare questo enorme problema irrisolto, senza una chiara comunicazione. Il subemendamento 4.2000 (testo corretto)/101 - lo sottolineo - è stato sottoscritto da tutto il centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia) e firmato da tutti. Purtroppo è stato dichiarato inammissibile, ma - ripeto - resta il problema: migliaia e migliaia di posti di lavoro, l'1,4 per cento del PIL, altre decine di migliaia di posti di lavoro dell'indotto e dell'intero comparto che è vicino a questa produzione. Non è assolutamente un problema che può essere rinviato. Noi continueremo a sollecitare il Governo, come abbiamo fatto, perché è un problema gravissimo che tocca il nostro Paese, sia a livello strategico, sia a livello dei problemi delle persone che perdono il lavoro e di un'intera area che perde una ricchezza e una grandissima risorsa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2000 (testo corretto), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.13 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.100, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, l'emendamento 5.1000 della Commissione è ritirato. Su tutti gli altri emendamenti esprimo parere contrario. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G5.200, esprimo parere favorevole a un suo accoglimento previa riformulazione, nel senso di cancellare la terza premessa e di sopprimere, nell'impegno finale, le parole «e al rischio sismico». Per quanto riguardo l'ordine del giorno G5.1 esprimo parere favorevole al suo accoglimento. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Senatore Pazzaglini, accoglie la riformulazione dell'ordine del giorno G5.200? PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.2, presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori, fino alle parole «risanamento ambientale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice Mantovani, mi conferma che l'emendamento 5.1000 è stato ritirato? MANTOVANI, relatrice . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Risultano pertanto decaduti tutti i relativi subemendamenti da 5.1000/1 a 5.1000/11. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G5.200 (testo 2) e G5.1 non verranno posti ai voti. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 6. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 6.1. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 6.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . I restanti emendamenti riferiti agli articoli 6 e 7 del decreto-legge sono improponibili. Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4. MANTOVANI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole su entrambi gli ordini del giorno. MALPEZZI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo accoglie gli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G7.0.3 e G7.0.4 non verranno posti ai voti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, ringrazio la relatrice perché il lavoro che è stato portato avanti sul decreto-legge è stato molto accorto e accurato. Preannunciando sin da subito che sul provvedimento in esame il nostro Gruppo, insieme ad altri senatori del Gruppo Misto, voterà a favore, mi auguro che il prossimo Governo - che, si spera, sarà nella prossima legislatura - non cambi ancora una volta l'assetto delle competenze dei Ministeri, perché credo che questa non sia proprio un'ottima abitudine. Dobbiamo dircelo per onestà. La questione centrale di questo decreto-legge ed è il motivo sostanziale alla base del nostro voto favorevole - è quella di riportare il turismo all'interno di quello che è sempre stato un po' il suo alveo naturale, vale a dire il Ministero dei beni e delle attività culturali. La ragione la conosciamo perfettamente e lo dico anche ai colleghi della Lega, in particolare al collega Centinaio, che fino a qualche settimana fa è stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega al turismo. Sappiamo tutti quanto in questi anni abbiamo investito per valorizzare il turismo rurale ed enogastronomico, le città del vino, i nostro paesaggio rurale, i nostri prodotti tipici: sappiamo perfettamente quanto tutto questo rappresenti un marchio distintivo per il nostro Paese. Allo stesso modo, però, sappiamo anche che la scelta di ricondurre il turismo all'interno del Ministero delle politiche agricole era legata, più che a questo ragionamento, al fatto che vi erano degli interessi anche molti forti e meritevoli da parte dell'allora Ministro proprio rispetto al turismo. Quello che penso veramente è che il nostro Paese prima o poi dovrà fare la scelta di istituire un vero e proprio Ministero del turismo: lo dico qui francamente. Sicuramente bisognerà intervenire, apportare modifiche, pensare, ma dobbiamo comprendere che si tratta di una questione strategica per l'Italia. Assolutamente strategica è di certo anche la scelta di aver ricollocato il comparto del turismo all'interno del Ministero dei beni e delle attività culturali perché, fermo restando tutte le cose importanti e assolutamente da coordinare nell'organizzazione e nell'asse strategico del turismo nel nostro Paese - che ricomprende il turismo rurale, l'agriturismo, la valorizzazione dei nostri territori anche dal punto di vista enogastronomico - è chiaro però che l' asset fondamentale è strettamente collegato al Ministero dei beni e delle attività culturali. La stessa questione della tutela del paesaggio - ho ascoltato gli interventi precedenti - così come quelle legate al rispetto dell'articolo 9 della Costituzione, attiene anch'essa alle Soprintendenze per i beni architettonici, culturali e archeologici. Siamo il Paese che ha il tesoro più grande al mondo, con la più alta percentuale di beni culturali e archeologici: è per questo motivo, dunque, che l' asset doveva essere collocato all'interno del Ministero dei beni e delle attività culturali, fermo restando che, a mio avviso, se questo Governo davvero intende riavviare il Paese verso uno sviluppo diverso legato alla qualità, non può trascurare la riflessione di dar vita finalmente - io qui lo dico - a un vero e proprio Ministero del turismo. Il problema infatti non è tanto quello di questo «pendolarismo» da una parte e dall'altra, che di certo non ci fa proprio onore, ma è quello di avere una forte capacità di investire. Non basta soltanto il fatto che, per fortuna, arrivino milioni di persone nel nostro Paese, bisogna anche investire sulla qualità di questo turismo; probabilmente bisogna anche dare degli indirizzi, modificare un tipo di fruibilità. Abbiamo città che hanno dei problemi d'impatto, quindi dobbiamo intervenire su quello; abbiamo problemi da questo punto di vista che considero molto seri, ma anche grandissime opportunità. Sarebbe quindi opportuno intervenire tutti quanti insieme perché questo sì che è interesse nazionale. Stiamo discutendo molto di Ilva, per carità, ma capite bene che dovrebbe essere un punto d'incontro tra tutte le forze di maggioranza e di opposizione quello di scegliere il turismo come uno dei principali asset d'investimento per il nostro Paese e di sviluppo vero, quello buono e di qualità. Tuttavia occorre altresì praticare anche in questo campo delle scelte necessarie, che non possono più essere improntate solo a un turismo di massa, di tipo iperconsumistico, dei beni culturali delle nostre città, ma si deve diversificare l'offerta. Faccio queste considerazioni perché non possiamo soltanto considerare un bene il ritorno della competenza sul turismo in capo al Ministero, ma poniamo anche il tema della necessità di una riflessione seria sulla possibilità della costituzione di un Ministero del turismo. Peraltro, anche gli emendamenti approvati in Commissione rafforzano molto questo indirizzo: penso alla questione dei musei, alla possibilità di utilizzare ancora più personale, anche tramite altre società, per una migliore fruizione e anche apertura dei musei stessi. È molto importante anche la parte, su cui si è intervenuti con emendamenti, che riguarda tutta la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere delle Forze armate e la questione del lavoro straordinario, che fa parte del decreto-legge, ma che - capite bene - ci permette oggi, al di là delle molte polemiche strumentali che ho sentito, di rispondere con i fatti rispetto a cosa significa investire sulla sicurezza (quella buona, quella vera) nel Paese e nelle nostre città. Torno a ripetere che certamente avremmo potuto anche approvare un decreto-legge che ci avrebbe permesso di dare più funzionalità anche ad altri Ministeri, ma questo avrà bisogno di un po' più di tempo; lo dico al Governo, perché altri emendamenti che riguardavano tale possibilità sono stati dichiarati inammissibili. Va bene, ma questo tema non può essere abbandonato. Noi abbiamo bisogno di un efficientamento molto forte dei Ministeri e di un raccordo molto più intenso tra l'indirizzo politico e l'apparato amministrativo, perché il tema da noi posto e che non possiamo mai dimenticare è che il riordino è positivo, ma dobbiamo assolutamente imprimere una forte accelerazione alla capacità di efficientamento all'interno dei Ministeri. Come parlamentari, come legislatori, approviamo norme, continuiamo a vararle, poi spesso le perdiamo di vista. Abbiamo un problema molto forte di attuazione delle norme, dei decreti attuativi; pertanto dobbiamo intervenire, anche velocemente, per riuscire a comprendere che occorre immettere dei meccanismi, delle modifiche di funzionamento (non genericamente efficientamento) all'interno dei Ministeri stessi e dell'apparato, in modo che questo possa davvero garantire la rapida attuazione delle norme, il varo dei decreti attuativi, perché questo è uno dei grandi problemi che noi abbiamo. Mi auguro pertanto che il prossimo provvedimento di riordino entri nel merito di questo problema per dare veramente risposte ai cittadini e, soprattutto, coerenza tra le leggi che noi approviamo come legislatori e la loro attuazione. Per questo motivo annunciamo il nostro voto favorevole. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . SUDANO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SUDANO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento di riorganizzazione dei Ministeri che ci apprestiamo a votare incide in maniera puntuale su una serie di settori strategici per lo sviluppo e l'economia del Paese, attraverso modifiche orientate dal disegno unitario di ottimizzare l'impulso del nuovo Governo, secondo una prospettiva che pone al centro gli obiettivi del suo programma. Mi riferisco al turismo, all'internazionalizzazione delle imprese italiane, alle infrastrutture, all'ambiente, all'istruzione e alla ricerca, cui si aggiunge certamente l'esigenza ineludibile della sicurezza, attraverso il riordino delle carriere del personale delle Forze armate e gli stanziamenti che verranno loro destinati. In particolare, si interviene riportando il settore del turismo nell'ambito dei beni culturali, sua collocazione più idonea anche ad avviso di tutti i principali osservatori, dopo che la relativa competenza era stata spostata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per motivi difficilmente riconducibili a ragioni di efficacia dell'azione amministrativa. La scelta di ripristinare le competenze secondo l'assetto precedente che, come ho detto, va nella direzione auspicata dalla maggioranza degli operatori del settore, certamente critici verso la decisione del precedente Governo, non esclude in alcun modo la rilevanza della produzione agroalimentare nell'ambito del turismo, ma, al contrario, ne esalta la sinergia, in quanto è evidente che il patrimonio culturale deve essere inteso e valorizzato unitariamente con una veduta d'insieme che comprenda i beni artistici, ma anche quelli naturalistici. Questo perché il turismo ha un ampio potenziale di sviluppo che è necessario assecondare se è vero che, come risulta da una recente inchiesta della Banca d'Italia, se nel periodo compreso tra il 1999 e il 2017 la spesa dei turisti stranieri nel nostro Paese fosse cresciuta quanto la domanda potenziale, il PIL italiano sarebbe oggi a più 0,8 punti percentuali. Il turismo è il mezzo attraverso il quale il Paese può esportare il patrimonio artistico, paesaggistico, naturalistico e agroalimentare. Tuttavia, il made in Italy, come sappiamo, va oltre e l' export propriamente inteso non può che rappresentare una risorsa fondamentale per la competitività in un sistema globalizzato. Per questo motivo, riteniamo che la scelta di collocare presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale la definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese risponda all'intento di rendere più strategico il ruolo dell' export nella politica estera italiana, come hanno rilevato anche le maggiori associazioni industriali, che hanno evidenziato, attraverso le parole del presidente di Confindustria, che «la diplomazia del nostro Paese dovrebbe andare verso questa direzione, cioè far crescere l' export e i partenariati delle nostre imprese. Pertanto, accorpare le deleghe può essere un elemento strategico nell'interesse di tutti noi, delle imprese e chiaramente del Paese». L'attenzione alle politiche industriali sotto il profilo sia della valorizzazione del turismo nel suo contesto più appropriato, che del commercio con l'estero dei prodotti italiani, si accompagna all'esigenza (non solo propria di questi settori, ma primaria per il Paese in generale) della sicurezza. Tale tema è opportunamente affrontato nel provvedimento in diverse modalità: quella del personale delle Forze armate, per il quale viene prevista una riorganizzazione che prevede l'adeguamento delle dotazioni organiche di ciascun corpo, la semplificazione dell'ordinamento, con la valorizzazione del percorso formativo e un potenziamento informatico per la riduzione dei tempi per la conclusione delle procedure di selezione e l'ampliamento delle opportunità di progressione in carriera. A ciò si aggiunge il necessario e atteso pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario per l'operazione "Strade sicure", con uno stanziamento di 4,6 milioni di euro. Sempre legate alla sicurezza, sotto il profilo della mobilità, sono le previsioni relative al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, presso il quale l'istituzione di una struttura tecnica deputata espressamente alla definizione di criteri per assicurare la migliore e razionale utilizzazione delle risorse mediante un controllo di gestione e un potenziamento del controllo interno è pensata proprio per valorizzare al massimo le risorse economiche di un grande Ministero di spesa come questo, che troppo spesso si perdono in mille rivoli burocratici per l'assenza di un coordinamento più generale, con conseguenze per lo stato generale delle nostre infrastrutture, per le quali l'assenza di manutenzione è spesso conseguenza di una programmazione non coordinata e razionale. Per quanto riguarda l'ambiente, è sicuramente da apprezzare la decisione di riorganizzare l'attuale modello di governance , che si adegua alla maggior parte delle strutture ministeriali vigenti, introducendo anche una nuova direzione generale interamente dedicata ai cambiamenti climatici, che risponde, quindi, alle istanze formulate da tempo da una larga parte dell'opinione pubblica per l'implementazione di politiche non più differibili. Segnalo, infine, che anche la riorganizzazione del Ministero dell'istruzione risponde alla necessità di superare uno stato di paralisi che si era determinato a causa del precedente Governo, anche a seguito di rilievi formulati dagli organi di controllo che hanno dimostrato come la precedente gestione sia stata alquanto sconsiderata nelle nomine, evidenziando profili di illegittimità delle procedure che hanno determinato una situazione di concreto rischio di paralisi amministrativa, con strutture organizzative di un'amministrazione così fondamentale, i cui dirigenti stanno ancora aspettando da mesi in condizioni di incertezza. Per tutte queste ragioni, con i colleghi del Gruppo Italia Viva-PSI, voteremo a favore di questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Collina) . URSO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su questo decreto-legge che riguarda - nel titolo - il riordino dei Ministeri. Si tratta di un argomento che sicuramente non suscita emozioni in chi non ha una cultura dello Stato, ma che riguarda in maniera specifica la struttura del Governo, appunto, e quindi la struttura dello Stato, con aspetti che andavano sufficientemente ponderati. In altre occasioni si è applicata la decretazione d'urgenza quando, all'inizio di una legislatura, coloro che realizzavano - sulla base di un risultato elettorale - una maggioranza, quindi un Governo, decidevano l'accorpamento o lo scorporo di qualche Ministero, tanto più da quando, nel 2001, è entrata in vigore la legge Bassanini che noi, avendo una cultura dello Stato, abbiamo applicato - ancorché non deciso - nella nostra legislatura del 2001. Allora, la riforma dei Ministeri prevedeva, per esempio, l'accorpamento del Ministero del commercio internazionale nel Ministero dello sviluppo economico. Ebbene, lo dico per esperienza diretta perché mi ritrovai in quel Ministero: quel Governo Berlusconi decise di realizzare puntualmente la riforma Bassanini accorpando il Ministero del commercio internazionale nel Ministero dello sviluppo economico. Tuttavia, all'inizio di una legislatura si può anche comprendere - avendo un prospettiva di cinque anni - che si svolgano accorpamenti o scorpori di così importante rilevanza che, come sanno tutti coloro che hanno avuto a che fare con l'amministrazione dello Stato, hanno bisogno di tempo per potersi dispiegare. Così è accaduto con noi per il Ministero del commercio internazionale nel 2001-2006: cinque anni per applicare quell'accorpamento, e io so bene cos'ha significato perché ne ero testimone come Vice Ministro delegato al commercio con l'estero. Anche successivamente, nel 2006, il Governo Prodi, sulla base di un risultato elettorale e di una maggioranza espressa comunque dagli elettori, decise il percorso inverso, rinnegando la legge Bassanini che la sinistra aveva voluto e scorporando il Ministero del commercio internazionale per conferirlo al ministro Bonino, che ebbe due Dicasteri, non accorpati: il Ministero delle politiche europee e il Ministero del commercio internazionale. Prodi pensava allora di avere davanti cinque anni; poi, in questo Senato della Repubblica, il suo Governo cadde dopo due anni e tornammo noi al Governo. Tornando al Governo riaccorpammo il Ministero, come era stabilito dalla legge Bassanini. Ho ascoltato ieri un accalorato intervento della senatrice Lezzi, che ora non è presente. Ricordo a lei, a me stesso e a chi ci vuole ascoltare, che io mi dimisi dal Governo, così come accadde prima di me a personaggi più illustri, che oggi giustamente stanno nell'alto Colle. Quando non si condividono delle scelte, si lascia il Governo. Lo ha fatto anche l'allora ministro Mattarella, insieme ad altri quattro Ministri della sinistra DC, lasciando il Governo perché non ne condividevano le scelte. Nell'attuale legislatura assisto a colleghi che fanno interventi di alta morale pubblica perché non condividono una scelta sull'Ilva, che quando erano al Governo invece avevano condiviso. Senza voler offendere nessuno, credo che sarebbe stato più dignitoso dimettersi dal Ministero che allora si ricopriva, se non si condivideva lo scudo penale sull'Ilva, piuttosto che rimanere in carica, condividendo quella scelta, per poi, una volta persa la carica, diventare improvvisamente e nuovamente rivoluzionari, costringendo la maggioranza ad abolire lo scudo penale perché si è perso un Ministero. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,35) ( Segue URSO). Dico questo per ricordare la storia e dire che assistiamo al fatto che per soddisfare i due capi delegazione di partito, Franceschini e Di Maio che, non potendo ricoprire la carica di Vice Primi Ministri come era accaduto ai due precedenti capi delegazione, Salvini e Di Maio, e non potendo ottenere questa stelletta Di Maio e non potendola ottenere nemmeno Franceschini (che anzi rinunciando alla sua stelletta ha costretto Di Maio a rinunciare alla sua) si arriva ad accorpare due Ministeri ai Ministeri loro assegnati perché così la loro dignità viene mantenuta, calpestando quella dello Stato. La loro dignità viene mantenuta calpestando la dignità dello Stato e ci ritroviamo che il ministro Di Maio, che nel precedente Governo era a capo di due Ministeri importanti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero per lo sviluppo economico, che nel precedente Governo si era opposto ferocemente allo scorporo del commercio con l'estero per andare al Ministero per gli affari esteri e la cooperazione, improvvisamente diventa favorevole all'accorpamento perché cambia Ministero. Dove è la coerenza e la dignità politica di chi esprime queste cose quando ha a che fare non con una piazza, ma con l'architrave, la struttura dello Stato, che viene calpestata per interessi non solo politici, ma personali, al punto tale che cambia opinione e accorpa i due Ministeri? Mi rivolgo al premier Conte perché qui siamo in presenza di un fatto paradossale. Gli scorpori e gli accorpamenti avvengono ad inizio legislatura per necessità e urgenza. Invece noi abbiamo il Governo Conte I, che poi lascia la mano al Conte II. Lo stesso premier , sostanzialmente con lo stesso partito guida. Cambia nel senso che nel Governo Conte I c'era un bipartitismo o una colazione bipartitica, in cui l'asse era rappresentata dal MoVimento 5 Stelle che esprimeva il premier Conte, e ora abbiamo invece una coalizione quadri partitica, in cui l'asse resta sempre il MoVimento 5 Stelle che esprime il Conte II. Non siamo Andreotti I, Andreotti II e Andreotti III. Nel fare il paragone, non voglio fare offesa alcuna al senatore Giulio Andreotti perché lui, sì, era un uomo di Stato; noi l'abbiamo combattuto, ma lui era un uomo di Stato. Siamo al Conte I, Conte II, con il MoVimento 5 Stelle architrave del Governo, che rimescolano le carte dei Ministeri per soddisfare i nuovi capi delegazione. Il turismo va allora al Ministro per i beni e le attività culturali per soddisfare Franceschini e il commercio con l'estero va al Ministro per gli affari esteri per soddisfare Di Maio che non essendosi mai occupato né di lavoro, né di Ministero per lo sviluppo economico, né di politica estera, accorpa le competenze al Ministero per gli affari esteri ed, anzi, annulla le competenze. Come ho detto prima infatti, il dramma è che si poteva fare ciò che voleva fare Berlusconi quando era ministro degli esteri della Farnesina, il polo del made in Italy nel mondo, lo strumento di ambasciatori che viaggiavano per il mondo a sostegno dell'impresa, ma bisognava dare un indirizzo politico netto, come quello che Berlusconi voleva dare in quel frangente. Qui accade esattamente il contrario: si annullano le competenze, le specificità, le professionalità del commercio con l'estero, pur sapendo che noi siamo il Paese che vive - tanto più lo sapete voi in questo momento di crisi economica interna - solo sulla crescita delle esportazioni, che tra parentesi crescono ovunque, verso gli Stati Uniti e in altri Paesi, ma che invece diminuiscono verso la Cina. Avevo letto qualche mese fa che si firmava l'accordo storico della via della seta perché bisognava rilanciare l' export italiano in Cina. Ebbene, l' export italiano è cresciuto sino a marzo di quest'anno nei confronti della Cina, e quando si firma l'accordo l' export comincia a piombare in basso, mentre aumentano le esportazioni cinesi in Italia. Qualcosa non funziona nella narrazione, nello Stato e nel Governo. Ebbene, oggi accade esattamente il contrario di quello che Berlusconi - e il centrodestra - auspicava da imprenditore che guidava il Governo, cioè di dare forza alle imprese attraverso la struttura della Farnesina. Accade invece che la Farnesina si appropria delle risorse relative alla promozione, che erano destinate alle imprese, per promuovere la diplomazia, e non certamente le imprese, perché rinuncia espressamente a creare all'interno del Ministero quella specificità con la sua direzione generale che sarebbe stata assolutamente necessaria. Il mio tempo è trascorso e concludo. Per tali ragioni, più che un riordino dei Ministeri, questo è un mercimonio dei Ministeri, che contraddistingue questa legislatura dominata dai 5 Stelle; un mercimonio dei Ministeri che offende lo Stato, che priva le imprese, che oggi ne avrebbero molto bisogno, del loro strumento e che per questo noi riteniamo sia l'emblema di questa legislatura e di questo Governo. Signor Presidente, dati i venti di crisi che si sentono, probabilmente avremo presto un Conte III o chissà cosa, e questo riordino dei Ministeri non entrerà mai in vigore. Almeno, questo è il mio auspicio. PRESIDENTE. Senatore Urso, era terminato il tempo del suo intervento, non il suo tempo . (Ilarità) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, il Gruppo Partito Democratico esprimerà con convinzione un voto favorevole a questo provvedimento, che riteniamo sia da appoggiare senza riserve perché ci persuade l'approccio sistemico ed integrato delle scelte che abbiamo preso rispetto a una questione complessa. Credo che, di fronte a fatti di questa rilevanza come quelli che hanno a che fare con l'efficienza complessiva della organizzazione dei nostri Ministeri, dovremmo resistere alla tentazione delle polemiche di basso livello; dovremmo cercare di fare un dibattito di merito; dovremmo sforzarci di non ridurre tutto a propaganda a volte meschina. Devo dire che quella che abbiamo fatto oggi è stata, dal mio punto di vista, una discussione che ha avuto anche delle cadute di stile - che poi mi permetterò di sottolineare - ma che sostanzialmente nella sua globalità ci ha permesso di mettere a fuoco i bisogni principali che oggi dobbiamo soddisfare, se davvero ci preoccupiamo di aumentare il livello di efficacia delle politiche nell'ambito del turismo. Signor Presidente, quando l'allora ministro Centinaio ha determinato il distacco delle politiche turistiche dal Ministero dei beni culturali per portarle verso il Ministero delle politiche agricole, non ho pensato che il senatore Centinaio facesse questo per un disegno di potere o per una esigenza di visibilità. Ho pensato che l'ex ministro Centinaio facesse una cosa nella quale credeva, una cosa che a me pareva profondamente sbagliata per le ragioni che dirò. Allo stesso modo, mi piacerebbe che in chi oggi non condivide la scelta che si fa ci fosse analogo riconoscimento della buona fede con cui si prendono certe decisioni e ci fosse la voglia di considerare le questioni nella loro grande rilevanza fattuale. Faccio un esempio: nessuno nega che vi siano delle connessioni, anche molto forti, delle politiche di valorizzazione del turismo con settori come l'agricoltura e l'enogastronomia, ma ce ne sono anche con settori come quello dell'artigianato artistico e tradizionale; ci sono connessioni anche tra il turismo e la manifattura. Il turismo è per sua natura un comparto che ha relazioni molteplici. Ma si può negare che il settore con cui il turismo ha più attinenza, più rapporti, con cui è più intrecciato sia il settore della cultura? Si può negare che, nonostante siano tanti i motivi per i quali si viene in Italia, la principale ragione che induce il mondo a visitare il nostro Paese sia il suo patrimonio artistico e culturale? (Applausi dal Gruppo PD) . A me pare che ciò non si possa negare, quindi trovo naturale che si faccia la scelta che oggi - mi auguro - il Parlamento approverà. Al senatore Augussori, che ha parlato nel suo intervento di una scelta di prepotenza del PD, vorrei dire che non è una scelta di prepotenza del PD, ma è una scelta strategica del Partito Democratico e di tutta questa maggioranza. Vorrei aggiungere che non è, come lui sostiene, un ritorno al passato, ma semplicemente un ritorno alla logica. Le politiche turistiche tornano dove dovrebbero stare, tornano nel posto dal quale erano state strappate e dove è naturale che si trovino. A me non sembra che questo provvedimento abbia i difetti che ad esso sono stati attribuiti da molti interventi che ci sono stati oggi. Non mi sembra che abbia il difetto di trascurare l'esigenza di valorizzare le politiche enogastronomiche e il settore dell'agricoltura, perché penso che lo si possa fare anche se il turismo rientra in un altro Ministero. Il problema è con quanta intelligenza lo si fa, con quale approccio sistemico e con quante risorse si riesce a fare perché le risorse si possono prevedere. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è un problema di collocazione delle competenze, non mi sembra che il provvedimento al nostro esame abbia il difetto di penalizzare l' expertise , le conoscenze e le competenze dei funzionari che vengono trasferiti perché avviene, appunto, un trasferimento di personale, non una sottrazione di competenze. Non mi sembra, inoltre, che l'altra grande scelta che si fa con questo provvedimento, cioè l'accorpamento delle politiche di valorizzazione dell' export e di internazionalizzazione al Ministero delle politiche estere abbia il difetto di penalizzare e di creare rischi e pericoli per le nostre piccole imprese. Sento quindi di dover replicare ad una osservazione molto dura che è stata fatta nei nostri confronti. Ci è stato chiesto con quale faccia compiamo queste scelte, che diciamo di voler ridurre la spesa per i Ministeri ma in realtà aumentiamo il personale di alcuni settori del Ministero. Sento di dover replicare a questa accusa in una maniera molto semplice e senza spirito polemico: compiamo queste scelte con la faccia della credibilità, con la stessa faccia che ci ha permesso, in poco tempo, di veder scendere di 6 miliardi la spesa annua per interessi passivi sul debito pubblico di questo Paese, semplicemente rimuovendo la tassa che deriva dalle dichiarazioni irresponsabili che giocano con la prospettiva di uscita dall'euro e di creazione del disordine finanziario in Italia. Con quella faccia, la faccia della credibilità, noi compiamo anche scelte che in alcuni settori della politica culturale permettono di riempire alcuni vuoti di organico che oggi riteniamo fattori penalizzanti per l'efficacia delle politiche in questo campo. Infatti avere più personale per la tutela e la sorveglianza dei nostri beni culturali è importante; avere più personale per la valorizzazione del patrimonio archivistico e documentale delle nostre biblioteche è importante. E penso sia di grande rilevanza anche il bisogno di incrementare le possibilità di fruizione del nostro patrimonio artistico e museale. Noi tutti sappiamo che se ci muoveremo in quella direzione, davvero la capacità attrattiva del nostro Paese potrà crescere come tutti noi ci auguriamo che avvenga. Concludo il mio intervento dicendo che trovo in questo provvedimento un altro segnale molto incoraggiante, relativo alle scelte che si fanno per quanto riguarda le Forze di polizia e le Forze armate. Con un emendamento del Governo, che è stato approvato in Commissione, noi riusciamo a fare ordine nell'attuazione della delega del 2018 per la revisione dei ruoli; confermiamo alcuni stanziamenti, ne aumentiamo altri, diamo un segnale chiaro di sostegno a richieste che riteniamo molto importanti. È un segnale che si associa ad un altro, molto più consistente, presente nel disegno di legge di bilancio, in cui vi sarà uno stanziamento corposo, sia per le esigenze legate al nuovo contratto delle Forze dell'ordine, di polizia e armate, sia per quanto riguarda la questione del riordino delle carriere. Di ciò siamo orgogliosi, perché pensiamo che si debba mostrare sempre coerenza nelle scelte che si fanno. Non sempre si riesce a soddisfare qualsiasi bisogno con un solo provvedimento, ma è necessario dare l'idea di un cammino che inizia, prosegue e mira a obiettivi importanti. A mio avviso, il Governo e la maggioranza con questo provvedimento sono riusciti a dare il senso di questo cammino, che è in corso, e per questo il Gruppo Partito Democratico, con grande convinzione, lo sosterrà nel voto finale. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i vincitori del concorso «Cultura della legalità e dell'uso responsabile del denaro», che è stato bandito dal Consiglio regionale del Piemonte per le scuole superiori. Grazie per la vostra visita. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1493 CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ammettiamo che siamo un po' preoccupati, perché queste scelte non hanno una logica per il bene del Paese, a nostro giudizio, bensì per il bene delle vostre poltrone. Iniziamo, Presidente, con il capriccio del ministro Di Maio. Questo trasferimento non serve alle imprese italiane, non serve all' export ; serve semplicemente ad accontentare un Ministro che forse non aveva nulla da fare. Ci siamo quindi posti alcune domande. Secondo noi questo trasferimento rischia di inficiare le lodevoli linee di indirizzo approvate l'8 marzo 2019. Come assicurare dalla Farnesina l'integrazione con i sistemi di filiera? Come creare la next generation step Italia? Come espandere l'offerta dei servizi al Sud e condurre la lotta all' italian sounding ? Come può la Farnesina coordinarsi con il Digital TAG e la blockchain ? Come potenziare le fiere in giro per il mondo? Come farete ripartire l' export ? Con l'ottima idea di creazione di 1.500 ambasciatori del made in Italy , formati tramite i centri di formazione? A tutte queste domande, colleghi, ci piacerebbe avere risposta dal ministro Di Maio. Diciamolo, quindi, colleghi: dopo i danni al Mise si vuole continuare con i danni alla Farnesina. Il problema grave è che non c'è stata un'associazione di categoria o un imprenditore che abbia applaudito alla vostra iniziativa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, parliamo di turismo e sfatiamo subito la proposta che è arrivata da tanti colleghi. Anche a noi sarebbe piaciuto avere un Ministero del turismo; anche a noi piacerebbe avere un Ministero che si occupi solo ed esclusivamente di questo importante settore del nostro Paese. Ma - ahimè, cari colleghi - esiste una cosa che si chiama Titolo V della Costituzione. La Costituzione della Repubblica italiana prevede che il turismo sia una materia di competenza esclusiva delle Regioni; di conseguenza, sarebbe stata una stupidaggine istituire il Ministero del turismo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Prima facciamo la revisione della Costituzione, se la vogliamo fare, e poi, a quel punto, facciamo un vero Ministero del turismo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti del senatore Collina) . Quando parliamo di turismo, colleghi, parliamo di 30.000 chilometri di coste, di paesaggi urbani e rurali, di siti UNESCO, di aree termali, di montagne e colline, di agroalimentare invidiato, copiato, desiderato e amato in tutto il mondo. Signori, questo è il nostro Paese. Questo è il turismo del nostro Paese. Questo è il turismo dell'Italia e in Italia il turismo è una cosa seria. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È talmente una cosa seria che, quando il sottoscritto è andato in Cina e ha incontrato il Ministro del turismo cinese, il mio collega mi ha detto che l'Italia e la Cina sono due superpotenze mondiali nel settore del turismo. Ha usato l'espressione: superpotenze mondiali in questo settore. Di conseguenza, esso non merita il trattamento che gli state riservando in questo momento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il settore del turismo è l'orgoglio del nostro Paese. I tour operator e le agenzie di viaggio sono gli ambasciatori del nostro Paese in giro per il mondo e non meritano questa punizione. E la punizione è iniziata con una politica del tipo: cambiamo tutto per non cambiare niente. La vostra scelta è un vero ritorno al passato. Non è cambiato niente, perché non è cambiato l'atteggiamento che avete nei confronti del settore: al TTG di Rimini il Ministro del turismo non si è presentato; al G20 del turismo in Giappone il Ministro del turismo non si è presentato. Il G20 del turismo è l'evento mondiale più importante di questo settore e noi non ci siamo andati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È un ritorno al passato: il ministro Franceschini ha ricominciato a lasciare questo settore abbandonato a se stesso; alla fiera del turismo a Londra c'erano tutti, persino gli assessori regionali, ma il Ministro del turismo non si è presentato. Oggi, in Aula né il Ministro del turismo, né il Sottosegretario con la delega al turismo si sono presentati. MIRABELLI (PD) . Ma cosa c'entra? CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Nessuno si è presentato in Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è la considerazione che il Governo ha nei confronti del nostro settore, visto e considerato che reputo gli operatori nel turismo miei colleghi. I manager , i proprietari di strutture e i presidenti delle associazioni sono tutti disperati. Non uno degli attori del turismo ha elogiato la vostra scelta; non un attore del turismo ha detto che questa scelta era la migliore per il Paese. Sono rimasti tutti in silenzio, allargando le braccia e dicendo che ancora una volta gli tocca Franceschini. Il progetto era chiaro e condiviso con i colleghi del MoVimento 5 Stelle, che anche oggi ci sorprendono. Era un progetto non imposto, ma condiviso con i leader del MoVimento 5 Stelle: dare a questo Paese un'idea nuova e diversa di promozione dell'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La cadrega fa male. Volevamo dare l'idea di un nuovo sistema Italia, una modernizzazione del modo di promuovere il nostro Paese e il made in Italy ; un Ministero moderno di valorizzazione e promozione non solo dell'agroalimentare e non solo dei territori, ma di tutto il made in Italy e di tutto il nostro territorio. Il vostro progetto è talmente incomprensibile che avete abbandonato e dimenticato i dipendenti, che anche oggi ci hanno ringraziato perché siamo stati gli unici ad averli tenuti ancora in considerazione. Nel trasferimento avete lasciato a loro stessi i poverini che si occupano di turismo in questo Paese. Noi non diciamo che il turismo non è legato anche ai beni culturali. Non l'abbiamo mai detto. Secondo noi, il turismo enogastronomico e quello culturale sono una parte del turismo del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mentre da un lato abbiamo un settore, quello culturale, che medita su attività per limitare il flusso di turisti nelle nostre città; dall'altro lato, c'è un settore in crescita, il turismo agroalimentare, con grandi potenzialità e che permette lo sviluppo delle aree rurali e crea un reddito aggiuntivo al settore. Persino al G20 dell'agricoltura dell'anno scorso in Argentina e di quest'anno in Giappone è stato detto che il turismo serviva e serve per valorizzare le aree rurali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il Partito Democratico parla di beni culturali. Ricordiamo ai colleghi del PD i fondi messi a disposizione negli scorsi quattordici mesi per i cammini religiosi, promossi dalla candidata in Regione Lucia Borgonzoni, o i tre milioni di euro per Parma 2020, voluti dal senatore Campari e dalla senatrice Borgonzoni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo sappiamo, caro PD, che Parma non è solo prosciutto crudo e parmigiano reggiano. Vogliamo vedere quanti soldi riuscirete a mettere per il vostro amico sindaco di Parma e per promuovere Parma 2020. Noi abbiamo fatto i fatti, voi per ora solo parole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Alcuni colleghi, per giustificare il capriccio, affermano che intanto non è stato fatto nulla - beata ignoranza - in quei quattordici mesi. Innanzitutto mi piace ricordare il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano del 2019, a cura della dottoressa Garibaldi. Se volete, ve ne facciamo avere una copia e vi facciamo capire che cosa vuol dire turismo legato all'agroalimentare. Il passaggio formale è arrivato a gennaio 2019 dopo una via crucis nella burocrazia bizantina e fallimentare di questa povera Italia. Ci ha permesso di ottenere risultati importanti, che il settore aveva accolto con entusiasmo. Presidente, ho un bell'elenco di risultati che abbiamo raggiunto: sei pagine di risultati raggiunti da uno che pensavate avesse scelto il settore del turismo semplicemente per un capriccio; e il tutto in soli otto mesi, cari colleghi. PRESIDENTE. Senatore Centinaio, la invito a concludere. Le ho già concesso un minuto in più. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Vogliamo dire la cosa che ci interessa di più: non è tutta sbagliata questa scelta. Una cosa giusta il nuovo Governo l'ha fatta finalmente: mettere un potenziale Sottosegretario che di turismo ci capisce e questo glielo riconosciamo. Speriamo però che il ministro Franceschini lasci lavorare il Sottosegretario per il turismo. Speriamo che il buon Dario si faccia da parte finalmente e pensi a fare le sue cose, anziché occuparsi del settore del turismo. Se così sarà, colleghi, saremo disponibili a collaborare, e non per quella maggioranza improvvisata e veramente fuori luogo nel nostro Paese, ma per il settore del turismo e soprattutto per coloro che ci lavorano, che in questo momento si stanno mettendo le mani nei capelli per un Governo che lascia veramente tanto a desiderare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge in conversione quest'oggi, così come quello votato l'anno scorso, desta forti perplessità. Il rappresentante del Governo mi guarda attonita, ma in realtà, più o meno un anno fa, votò contro l'allora riordino dei Ministeri. Un collega più anziano di me - in termini non anagrafici ma parlamentari - mi ha detto che provvedimenti del genere di solito hanno origine all'inizio della legislatura, perché un Governo fa le sue modifiche, introduce, stacca e aggiunge Dicasteri o parte di essi, e poi si avvia la legislatura. Com'è noto a tutti noi, però, non siamo all'inizio della legislatura: siamo ormai... (Commenti del senatore Vitali) . C'è qualcuno che pensa che siamo già in prossimità della fine. Vedo che qualche altro collega sorride, ma lo scopriremo nei prossimi mesi. Sta di fatto però che oggi, caro senatore Fazzone, appare tutto sommato tardivo il provvedimento in esame; forse è stato proprio lei a dirmi questo. Ebbene, io credo che ci stiamo parlando un po' addosso. C'è il rischio che sostanzialmente questo provvedimento verrà approvato anche questa sera; ma, prima che la burocrazia e gli uffici ministeriali aderiscano alle modifiche che i vari Ministri con le loro richieste hanno in esso calato, passerà del tempo e magari, quando tutto sarà concluso, forse questa legislatura già non ci sarà più. Credo che sia giusto comunque dire che il Gruppo Forza Italia non condivide la scelta fatta, così come non condivise le scelte di allora. In questo provvedimento si torna a staccare il settore del turismo dal comparto dell'agricoltura, per riproporlo al fianco dei beni culturali e ambientali. Ebbene, a proposito di questo noi fummo, come Forza Italia, in disaccordo allora e lo siamo anche oggi, perché - oggi come allora - riteniamo che il settore del turismo necessiti di un Dicastero a sé stante, così come decise il Governo Berlusconi anni fa. È noto, soprattutto ai più esperti in materia di turismo, che il settore conta quasi 42 miliardi spesi dai 61 milioni di viaggiatori stranieri in Italia, con un trend di oltre il 6 per cento; oltre il 57 per cento è rappresentato dal turismo culturale. Questo è un Paese che in teoria potrebbe vivere solo di turismo, se solo chi lo governa lo comprendesse fino in fondo. Eppure, ciò non accade. C'è stata la proposta di una nostra collega, la senatrice Tiraboschi, di mettere insieme anche il cosiddetto made in Italy , perché è giusto che, quando si parla di turismo, si parli solo di accoglienza dei turisti stranieri nel nostro Paese, ma anche di tutto ciò che è il brand made in Italy , ciò che l'Italia riesce a esprimere in termini di eccellenza nei settori agroalimentare, della moda, del design e in tanti altri, dove effettivamente l'Italia primeggia a livello planetario. Per questa ragione noi pensiamo che, anche in questo caso, il provvedimento in esame sia sbagliato. Fu sbagliato quello di allora, che collegava il turismo all'agricoltura, ed è sbagliato quello oggi in esame, perché non si dà un'autonomia di gestione a questo settore. Passando ad altri articoli del decreto-legge, pensiamo a quanto viene richiesto dall'attuale Ministro degli esteri, che certo non conoscerà la lingua inglese, ma pensa di migliorare la situazione della nostra diplomazia collocando il commercio estero nell'ambito delle competenze del Ministero degli affari esteri, tema già ampiamente affrontato. Tutto ciò che è impresa italiana, rivolto soprattutto al mercato straniero, è sempre stato gestito in modo indipendente e autonomo attraverso l'Istituto per il commercio estero e altri istituti ad esso comunque collegati, che hanno sempre perfettamente funzionato, parallelamente alla diplomazia italiana, con uffici separati e con propri dipendenti in piena autonomia, così come ha ampiamente spiegato nel corso della discussione generale il collega Raffaele Fantetti, grande esperto del settore, che ringrazio per essere intervenuto con grande competenza e conoscenza e dal quale abbiamo solo da imparare, provenendo dalla City di Londra e quindi conoscitore di tutto ciò che ha a che vedere con il nostro mercato straniero. Ebbene, non si capisce per quali benedette ragioni, improvvisamente, la diplomazia italiana si debba occupare anche di commercio estero. Facciamo quindi dei passi indietro, probabilmente creiamo dei problemi a un settore che invece è fondamentale, essendo il nostro export centrale per l'economia nazionale. E tutto questo avviene perché a un certo punto al nostro Gigino nazionale viene in mente di fare ciò, forse perché ritiene che il Ministero degli affari esteri possa gestire in modo maggiore un settore che ha sempre avuto una vita autonoma e indipendente rispetto alla diplomazia, se calato al suo interno. Francamente, proprio in un momento come quello attuale in cui gli Stati Uniti di Donald Trump hanno deciso di scatenare una vera e propria guerra commerciale, imponendo dazi a prodotti per noi fondamentali - cito il parmigiano reggiano, e non solo - che hanno colpito pesantemente il nostro comparto agroalimentare, appare ancor più folle spostare la competenza del commercio estero nell'ambito del Ministero degli affari esteri. Affidare questo settore a diplomatici è quantomeno inconferente e certamente non utile a ottenere ciò di cui invece i nostri produttori - e ovviamente non mi riferisco solo al settore agroalimentare - hanno necessità. Noi abbiamo bisogno di gente esperta. Credo che tutti sappiate che i nostri uffici dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane sono sparsi in tutto il mondo; abbiamo persone altamente qualificate che agiscono indipendentemente dalla diplomazia italiana, perché conoscono le filiere commerciali e soprattutto i sistemi e i canali migliori per introdurre i nostri prodotti. Ma ciò non andava bene; dopo tanto tempo bisognava mettere tutto sotto quell'ala protettrice, secondo una evidente volontà di gestione di potere che non ci saremmo attesi certamente provenisse proprio dal MoVimento 5 Stelle, che invece ha sempre fatto di tutto per spiegare che è giusto dare il potere al popolo e non certo trattenerlo nelle mani di pochi. Infine, il decreto-legge in discussione prende in esame anche la creazione di un'apposita struttura tecnica che risponde direttamente al ministro delle infrastrutture De Micheli per il controllo interno di quel Dicastero. Dal Ministero dipende il via libera alle tante infrastrutture ferme in Italia; nonostante il cosiddetto decreto-legge sblocca cantieri, di cantieri sbloccati finora non se ne sono visti; le uniche eccezioni riguardano la tratta ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari e il Terzo valico di Genova; nemmeno la sostituzione del ministro Toninelli con Paola De Micheli sembra abbia cambiato la situazione e, quindi, anche questo provvedimento ci sembra oggettivamente inutile. Pertanto, in considerazione di tutti gli aspetti enunciati e dei tanti argomenti messi in campo dai miei colleghi nel corso della discussione generale, esprimo il voto contrario del Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GARRUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARRUTI (M5S) . Signor Presidente, il provvedimento in esame - come abbiamo avuto modo di ascoltare nell'intervento della relatrice Mantovani - ha una struttura complessa e si pone obiettivi ambiziosi: in primis il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni esercitate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali in materia di turismo. In particolare, vengono conferite tutte le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie a far emergere le potenzialità che il nostro Paese è in grado di esprimere in termini di un'offerta turistica altamente competitiva e qualificata. La vocazione turistica dell'Italia è notoriamente uno degli aspetti che maggiormente la connotano. Stiamo parlando di oltre 200 milioni di presenze l'anno, le quali sono sempre più attratte non solo dai nostri musei, dalle città d'arte e dai principali centri urbani della penisola, ma anche dalle nostre eccellenze agroalimentari. La cultura e la tradizione sono i motori della nostra economia. Secondo uno studio della fondazione Symbola e Unioncamere, infatti, il sistema produttivo culturale e creativo genera in Italia un reddito di quasi 90 miliardi di euro l'anno, pari al 6,1 per cento del PIL e 1,4 milioni di posti di lavoro. In generale, si stima che più di un terzo del fatturato del settore turistico in Italia sia attivato dalla cultura. Da ciò deriva la necessità di una promozione integrata del made in Italy . L'obiettivo ultimo e ambizioso è quello di veicolare all'estero un'idea d'Italia in cui i punti di forza tradizionali, legati al patrimonio artistico e culturale, si leghino con l'innovazione, la tecnologia e la qualità dei nostri prodotti. Ecco perché si è ritenuto opportuno annoverare fra le attribuzioni del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale quelle relative alla ridefinizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo del Paese. A decorrere dall'esercizio finanziario 2020, altresì, il Fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del made in Italy, attualmente iscritto nello stato di previsione della spesa di bilancio statale relativo al Mise, sarà trasferito allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Nell'ottica di dare supporto al cuore pulsante del nostro sistema Paese, abbiamo approvato, durante l'esame in sede referente, l'emendamento 2.20, il quale prevede che il Piano per la promozione straordinaria del made in Italy dovrà garantire anche il sostegno alle micro e piccole imprese per la partecipazione ai bandi europei e internazionali. Il provvedimento in esame è tuttavia importante anche per la normativa prevista dal suo articolo 3, recante «Rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate». Poniamo in essere un ulteriore intervento a vantaggio degli operatori delle Forze dell'ordine. Con l'articolo 3 incrementiamo di 60,5 milioni di euro annui, a decorrere dal 2020, la dotazione del Fondo previsto dall'articolo 35 del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, le cui somme sono destinate all'adozione di provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, ivi comprese le Capitanerie di porto, e destiniamo le risorse necessarie per il pagamento dei compensi per le prestazioni di lavoro straordinario svolto dal personale delle Forze armate impegnato nell'operazione Strade Sicure. La sicurezza dei cittadini - come ribadito più volte dal presidente Conte - è al centro dell'agenda politica di questo Governo. A tal proposito, è nostra intenzione prestare massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che per essa lavorano ogni giorno. Per tutti i motivi sopra elencati, il MoVimento 5 Stelle esprimerà voto favorevole al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Passiamo all'esame della proposta di coordinamento C1, che si intende illustrata. Ai sensi dell'articolo 103, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di coordinamento C1, presentata dalla relatrice. Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, in data 9 marzo 2018, Trenitalia SpA ha pubblicato un bando di gara europeo avente ad oggetto «gara a procedura negoziata interamente gestita con sistemi telematici, per l'affidamento del servizio di manutenzione preventiva e correttiva dei convogli ETR 500 della durata di sei anni». All'esito della predetta gara, è risultata assegnataria la CAF Italia. Pertanto, in data 21 marzo 2019, è stato sottoscritto il relativo contratto di appalto tra Trenitalia SpA e la CAF, relativo, appunto, a tale servizio. Successivamente, a seguito della sentenza del tar Lazio del 3 luglio 2019, pubblicata il 3 ottobre 2019, a conclusione del giudizio, la vincitrice era stata esclusa e, quindi, era ritornata in auge l'azienda che in precedenza aveva l'appalto, con un certo numero di lavoratori. Nel momento in cui la precedente azienda, Hitachi, aveva perso il bando, essendo arrivata seconda, i lavoratori sono confluiti nella CAF Italia. Dopo la citata sentenza, però, Hitachi, che era la seconda, è ritornata in auge e a questo punto CAF Italia ha previsto 233 esuberi, che erano gli ex lavoratori di Hitachi. Oggi questi lavoratori si trovano, purtroppo, coinvolti in una procedura di licenziamento collettivo. E, quindi, chiediamo al Ministro competente, in particolare al Ministro che deve dialogare con Trenitalia, di tutelare le prospettive occupazionali dei lavoratori al fine di scongiurare i licenziamenti collettivi. (Applausi dal Gruppo M5S) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, è notizia di questi giorni che l'odioso problema del caro-biglietti, relativo ai voli per la Sicilia, stia ancora una volta interessando chi è diretto nell'isola, in questo scorcio di fine anno. Ad esempio, un siciliano che intenda tornare a casa per trascorrere il Natale in famiglia è costretto a subire un salasso che va oltre ogni accettabile misura. Lo stesso trattamento subisce il turista che vuole visitare la Sicilia nel mese di dicembre, peraltro contribuendo così alla tanto auspicata destagionalizzazione dell'attività turistica. Ciò accade perché, a fine anno, il costo dei biglietti dell'unica compagnia low cost operante verso gli aeroporti siciliani si aggira intorno ai 300 euro, mentre un volo della compagnia di bandiera sfiora i 500 euro: praticamente un'estorsione. Colleghi, denuncio ancora una volta questo scandalo: da troppi anni si lucra sui cittadini meridionali, costretti a farsi carico di una spesa decisamente troppo onerosa, in particolare in occasione delle festività, ma anche sugli interessi economici del Meridione che, a causa delle discutibili politiche commerciali dei vettori, trova ostacoli nello sviluppo di strategie turistiche di largo respiro. Ogni siciliano, ogni turista preferirebbe spendere quel denaro in altro modo, magari favorendo il commercio locale, anche attraverso l'acquisto di regali natalizi, piuttosto che contribuire a creare un surplus di ricavi per le grandi compagnie aeree che applicano, proprio in quel periodo, un rincaro mirato e pretestuoso. Capita anche che un nucleo familiare abbia più componenti che lavorano o studiano fuori dalla Sicilia, e ciò causa la moltiplicazione dei costi o, ancor peggio, li pone di fronte alla spiacevole scelta di riunirsi per il Natale o, piuttosto, programmare il rientro fuori dal periodo di maggior rincaro dei prezzi dei voli aerei. Ancora più grave appare la questione alla luce di quanto emerso dal rapporto Svimez pubblicato pochi giorni fa, che denuncia come l'Italia meridionale si stia sempre più impoverendo di giovani e non solo: dall'inizio del nuovo millennio, infatti, sono oltre 2 milioni gli under trentaquattro che hanno lasciato i propri cari in cerca di occupazione o semplicemente di una migliore prospettiva di vita. Se da un lato, quindi, si continua a emigrare dal Sud, dall'altro insistono enormi difficoltà per tornarvi, anche solo per pochi giorni, in occasione delle festività. Credo sia nostro dovere porre la massima attenzione al problema e dare una risposta efficace e tempestiva alle migliaia di persone che non stanno attraversando un momento felice nel dover affrontare tali spese. Auspico, quindi, che il Governo, di concerto con ENAC e Regione siciliana, scongiuri questo sgradevole regalo ai siciliani, permettendo di riunire, a costi ragionevoli, le nostre famiglie e favorire i flussi turistici per la Sicilia, in occasione delle prossime festività natalizie. PRESIDENTE . È questo un tema che mi sta molto a cuore. La ringrazio, quindi, per averlo trattato e mi associo alla sua segnalazione che da tempo è oggetto di numerose richieste attraverso la presentazione di disegni di legge per la continuità territoriale. Mi auguro che vi possa essere ampia convergenza nel mettere in discussione e in votazione quelle proposte di legge. BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire oggi per ricordare i tragici eventi alluvionali che nel 1994 hanno sconvolto il Piemonte. Sono trascorsi venticinque anni da quando, tra il 5 e 6 novembre del 1994, la furia dell'acqua ha invaso le Province piemontesi di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino. Fango, morte, disperazione e miliardi di lire di danni furono quello che le esondazioni del Tanaro, del Po e di diversi affluenti lasciarono con il loro passaggio. Furono 70 le vittime e oltre 2.000 gli sfollati: sono numeri che continuano a togliere il fiato ed è nostro dovere ricordare, commemorare e onorare le vittime. I primi giorni di novembre del 1994, i giorni dell'alluvione e quelli successivi, furono giorni di frastuono: il frastuono dell'acqua che rompeva gli argini, inondava i campi, le strade e le case; il frastuono salvifico dei mezzi di soccorso, delle prime pale per togliere il fango, delle ruspe. Nonostante gli strumenti allora disponibili, lontani anni luce da quelli di cui disponiamo oggi, il mondo dell'informazione si mise al servizio delle persone e i cittadini si organizzarono per comunicare, informare e condividere. Le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco - oggi piangiamo tra l'altro i tre Vigili del fuoco morti nell'alessandrino - la Protezione civile e le istituzioni lavorarono senza sosta ed ebbero al loro fianco centinaia di volontari che si rimboccarono le maniche per aiutare. Solo quanto è nato in termini di servizio alla comunità e di solidarietà può rendere il peso delle vite perse meno insopportabile. Presidente, a venticinque anni da quella tragedia è nostro dovere ricordare, commemorare e onorare le vittime e chi ha fatto fronte all'emergenza. Questo, però, non basta. Le conseguenze degli eventi atmosferici che hanno sferzato Piemonte e Liguria nelle ultime settimane e negli ultimi giorni lo dimostrano. È tempo di creare in modo condiviso le condizioni perché i nostri territori vengano sottoposti a interventi che li mettano in condizione di resistere meglio alle pressioni di eventi metereologici sempre più intensi. Dobbiamo fornire alle Regioni e alle amministrazioni locali le risorse per poter minimizzare i rischi. Dobbiamo dare vita ad azioni concrete, come - ad esempio - un intervento che faccia ordine nell'inadeguata rappresentazione catastale dei corsi d'acqua che necessitano di una ridelimitazione degli alvei. Siamo chiamati a ridurre con responsabilità i vincoli eccessivi che impediscono al pubblico e al privato di dare il proprio apporto perché i territori siano resi più resilienti. Contemporaneamente, abbiamo il dovere di progettare e implementare politiche pubbliche di ampio respiro, che mettano l'ambiente veramente al centro dell'attenzione, ponendo le condizioni per una sostenibilità vera, che sia anche una sostenibilità economica. È questa la strada che dobbiamo imboccare perché le nostre parole sincere di ricordo non vengano fraintese. E questo è quello che dobbiamo fare perché agli intenti segua la concretezza che il Paese vuole e merita. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, si tratta dell'interrogazione 3-00975 del 2 luglio scorso, per la quale ho chiesto la risposta in Commissione esteri - e di cui ne sollecito la risposta - che si riferisce a finanziamenti erogati dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo che vanno a organizzazioni non governative palestinesi molto vicine a organizzazioni che sono dichiarate terroristiche anche dall'Unione europea, oltre che da altri Paesi come gli Stati Uniti, il Canada e Israele. Di ciò ho chiesto conto al Governo per sapere se conosce la contiguità che ho documentato nel testo della mia interrogazione e quali provvedimenti intende prendere. Quando si parla di antisemitismo, dobbiamo ricordarci degli ebrei che ci sono oggi, i quali sono per la parte più numerosa nello Stato di Israele; e i terroristi che vogliono colpire lo Stato d'Israele - guarda caso - vogliono colpire degli ebrei. Detto questo, in ogni caso organizzazioni terroristiche non dovrebbero ricevere aiuti né diretti né indiretti dallo Stato italiano a spese del contribuente. Pertanto, ritengo molto opportuna una risposta da parte del Ministero degli affari esteri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 7 novembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 7 novembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,31) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento, sul disegno di legge n. 1586 (legge di bilancio 2020) La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge di bilancio per il 2020 e per il triennio 2020-2022, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento - sentito il rappresentante del Governo - perviene alle seguenti conclusioni. Per quanto attiene alla verifica di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento, occorre ricordare che la riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, introdotta dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ha apportato alcune innovazioni alla disciplina contabile, che hanno trovato per la prima volta, attuazione nel corso della sessione di bilancio 2017. Per il disegno di legge di bilancio, peraltro, a differenza di quanto avveniva per la legge di stabilità, non si prevede alcun vincolo di copertura finanziaria, posto che il bilancio dello Stato, ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 243 del 2012, soggiace ad una regola di equilibrio per effetto della quale il valore del saldo netto da finanziare o da impiegare si raccorda con il percorso programmatico stabilito per gli obiettivi di finanza pubblica. Di tale coerenza si deve dare conto sia nella relazione tecnica che nella nota tecnico-illustrativa, allegate al disegno di legge di bilancio, ai sensi dell'articolo 21, commi 12- bis , lettera c) e 12- quater , lettera a ), della legge n. 196 del 2009. Alla luce di tali criteri, si segnala che la manovra, sia con riguardo al suo ammontare che alla composizione della stessa tra le diverse misure di entrata e di spesa, ivi comprese quelle destinate al reperimento delle risorse a copertura dell'intervento, è volta a perseguire il percorso di consolidamento fiscale indicato nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 adottata dal Governo il 30 settembre scorso e approvata dal Senato il successivo 9 ottobre. Con la Relazione al Parlamento allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, il Governo ha infatti chiesto l'autorizzazione a rimodulare il percorso di avvicinamento all'obiettivo di medio termine (OMT). L'indebitamento netto nominale è stato pertanto fissato al -2,2 per cento del PIL nel 2020, al -1,8 per cento del PIL nel 2021 e al -1,4 per cento del PIL nel 2022. Per quanto concerne i profili finanziari programmatici, la relazione tecnica espone una tavola di raccordo tra il saldo netto da finanziare e il conto della pubblica amministrazione, che rappresenta la coerenza tra i saldi riferiti al bilancio dello Stato e l'obiettivo programmatico definito nella Nota di aggiornamento del DEF. Si tratta in sostanza del raccordo tra il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, quale risultante dal quadro generale riassuntivo del disegno di legge di bilancio, e l'indebitamento netto programmatico dello Stato, ossia comprensivo degli effetti della manovra di finanza pubblica sul comparto dello Stato, e del raccordo tra il predetto indebitamento netto e quello programmatico delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso. In definitiva, emerge che il valore del saldo netto da finanziare risultante dal disegno di legge di bilancio, in coerenza con il quadro delle compatibilità di finanza pubblica, potrà aumentare fino a 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 129 miliardi di euro nel 2020, 109,5 miliardi nel 2021 e 87,5 miliardi nel 2022. Tali valori sono coerenti con quelli indicati dalle risoluzioni parlamentari di approvazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Si propone, pertanto, di sottoporre all'attenzione del Presidente del Senato un parere di nulla osta in relazione ai profili di cui all'articolo 126, comma 4, del Regolamento. Per quanto concerne la verifica del contenuto proprio, va ricordato che l'articolo 21 della legge n. 196 del 2009, in attuazione dell'articolo 15, comma 2, della legge n. 243 del 2012, pone precisi limiti al contenuto della prima sezione del disegno di legge di bilancio. Pertanto, ai fini delle determinazioni presidenziali di cui all'articolo 126, comma 3, del Regolamento del Senato, si formulano le seguenti osservazioni. Nel testo non si ravvisano norme di delegazione esplicita ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione. Per quanto concerne le norme di carattere ordinamentale e, peraltro, prive di effetti finanziari, si segnala l'articolo 49, commi 2 e 3, riguardanti, rispettivamente, le attribuzioni del personale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e le funzioni di direttore degli Uffici dell'esecuzione penale esterna. Infine, non si rinvengono norme di evidente carattere localistico o microsettoriale. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1493 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi presentati dal Governo, considerato che: - con riferimento all'articolo 1, che dispone il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni in materia di turismo precedentemente attribuite al Ministero delle politiche agricole, viene confermato che dall'attuazione della disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dal momento che al passaggio delle funzioni in materia di turismo corrisponde il relativo trasferimento del personale e delle risorse finanziarie destinate all'esercizio delle funzioni interessate; - risulta opportuno riformulare come previsione di spesa l'onere di cui all'articolo 1, comma 2, connesso all'istituzione di tre figure di livello dirigenziale presso il Ministero per i beni e le attività culturali, attualmente quantificato nel limite massimo di 530.000 euro annui a decorrere dal 2020, anche ai fini dell'eventuale attivazione delle clausole di salvaguardia di cui all'articolo 17, commi 12 e seguenti, della legge di contabilità e di finanza pubblica; - in merito al comma 7 dell'articolo 1, che rimette alla prossima legge di bilancio "ovvero con successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze" l'effettuazione delle variazioni di bilancio tra gli stati di previsione interessati per effetto del trasferimento delle competenze sul turismo, sono fomite rassicurazioni circa il fatto che l'eventuale decreto non potrà determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto esso dovrà compensarsi al suo interno tra risorse cedute da un Ministero in favore dell'altro; - viene confermata la sostenibilità della clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 18 dell'articolo 1, anche con riferimento agli eventuali oneri connessi al trasferimento di sedi e postazioni di lavoro, giacché non è prevista la modifica dell'attuale collocazione degli uffici del Dipartimento del turismo; - con riferimento all'attuazione dell'articolo 2, sull'attribuzione al Ministero degli esteri delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese, viene confermata l'assenza di oneri aggiuntivi per la finanza pubblica; - sono forniti chiarimenti relativamente alla portata finanziaria dell'articolo 3 sulla rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per il lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate, ferma restando la necessità di correggere un refuso nei commi 3 e 4 limitatamente all'incremento del Fispe per l'anno 2021; - con riguardo all'articolo 4 istitutivo di una struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, viene confermata la sussistenza nei fondi speciali delle risorse necessarie per la copertura dell'onere e si rassicura circa il fatto che le risorse residue in favore della struttura tecnica di missione sono sufficienti a garantirne la funzionalità; - viene confermata l'invarianza finanziaria dell'articolo 5 sull'organizzazione del Ministero dell'ambiente, trattandosi di una differente allocazione dell'autorizzazione di spesa già disposta da un precedente provvedimento legislativo; - sono fornite rassicurazioni sull'assenza di oneri finanziari correlati all'articolo 6 sull'organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, con le seguenti condizioni, formulate ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione: - all'articolo 1, comma 2, le parole: "nel limite massimo di 530.000 euro annui" siano sostituite dalle seguenti: "valutati in 530.000 euro annui"; - all'articolo 3, ai commi 3 e 4, le parole: "di euro 3.500.000 per l'anno 2021" siano sostituite dalle seguenti: "di euro 3.300.000 per l'anno 2021"; e con la seguente osservazione: - valuti il Governo l'opportunità di trasmettere al Parlamento lo schema dell'eventuale decreto ministeriale di cui all'articolo 1, comma 7, sulle variazioni di bilancio connesse al trasferimento delle funzioni in materia di turismo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 1.17, 1.17 (testo 2), 1.20, 1.0.1, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.8, 2.12, 2.13, 2.14, 2.15, 3.1, 3.2, 3.4, 4.5, 4.13, 5.0.1, 6.1, 7.0.2, 7.0.3, 7.0.4, 7.0.5, 7.0.6, 7.0.7, 2.13 (testo 2), 3.200, 7.0.200, 1.0.700/2, 2.1000/100, 4.2000 (testo corretto)/100 e 4.2000 (testo corretto)/3. Esprime parere di semplice contrarietà sulle proposte 2.9, 2.16, 2.18, 2.19, 1.0.1000/11, 1.0.1000/12 e 3.0.1000/100. Sull'emendamento 1.0.2, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: - al comma 1, dopo le parole: «appartenente all'area II» siano inserite le seguenti: «, di cui 100 unità appartenenti alla posizione economica F2 e 50 unità appartenenti alla posizione economica F1,»; - il comma 3 sia sostituito dal seguente: «Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di euro 2.623.798 per l'anno 2020 e di euro 5.247.596 annui a decorrere dall'anno 2021. Per la medesima finalità, è altresì autorizzata la spesa di euro 145.000 per l'anno 2020, per lo svolgimento delle procedure concorsuali. Ai relativi oneri, di euro 2.768.798 per l'anno 2020 e di euro 5.247.596 annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione: "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.». Sull'emendamento 1.0.2 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione, al comma 3, delle parole da: "Per le finalità", fino alle parole: "Al relativo onere", con le seguenti: "Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di euro 2.623.798 per l'anno 2020 e di euro 5.247.596 annui a decorrere dall'anno 2021. Per la medesima finalità, è altresì autorizzata la spesa di euro 145.000 per l'anno 2020, per lo svolgimento delle procedure concorsuali. Ai relativi oneri". Sull'emendamento 1.13 (testo 2 corretto), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione, alla lettera b) , delle parole: "nel limite massimo di", con le seguenti: "valutati in". Sull'emendamento 1.0.10000, il parere è non ostativo, fatta eccezione per il comma 1, primo periodo, dalle parole: "nelle more dell'espletamento", fino alla fine del periodo, su cui il parere è di semplice contrarietà. Esprime parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti. Integrazione all'intervento del senatore Fantetti nella discussione generale del disegno di legge n. 1493 Rinunciando ora a tale autonomia rispetto ai rapporti politici (su cui -ripeto- intervengono fattori diversi da quelli meramente economico-commerciali) che talvolta possono essere risultare preminenti ed inconciliabili con quelli delle nostre imprese, perdiamo di competitività negoziale. Disperdendo questa expertise in diversi uffici ci facciamo proprio del male. I Governi della crescita italiana avevano il Ministero del commercio estero (e poi del commercio internazionale), quelli della sinistra hanno creato il calderone delle attività produttive (poi dello sviluppo economico) con energia, telecomunicazioni, industria, commercio estero ed altro sotto lo stesso tetto: ora è arrivato il colpo finale, la dissoluzione del comparto che presiedeva ad uno dei settori più floridi della economia nazionale. Peggio di quanto è successo col turismo. E pensare che l'Italia potrebbe prosperare anche solo di turismo ed export ! Non solo, l'unicità delle competenze in una sola Direzione Generale viene meno con la frammentazione delle funzioni di organizzazione e promozione del Commercio Estero tra varie parti dell'amministrazione del MAECI: in particolare la DGSP prenderà le competenze relative alla promozione, per una presunta "affinità di materia", mentre la DGUE prenderà quelle sulla politica commerciale, nel cui quadro è vero che è "forte l'interlocuzione con la Commissione europea", ma con gli uffici altamente tecnici della politica commerciale, non con quelli delle relazioni diplomatiche (come la RELEX). Forse le competenze relative ai rapporti con OCSE, G20, WTO saranno assegnate alla DGMO, mentre le competenze sul " dual use " saranno probabilmente assegnate ad un altro ufficio speciale (UAMA - l'ufficio armamenti alle dirette dipendenze del Segretario Generale degli Esteri); inoltre non è chiaro cosa avverrà delle divisioni che autorizzano le esportazioni in particolare quelle agro-alimentari. Dal punto di vista dei processi interni accorpare le due amministrazioni porterà ritardi per gli adeguamenti amministrativi e decisionali ma ancor più ovvie complicazioni sul personale ex MISE, la cui esperienza si perderà. Facile dunque prevedere che questa improvvida riforma sarà causa di una probabile paralisi amministrativa, con la necessità di assumere e formare nuovo personale (mettendo a rischio il funzionamento della tecnostruttura che finora ha garantito al nostro export il supporto necessario). In primo luogo si tratta di spostare da un Ministero all'altro circa 100 dipendenti pubblici: un'operazione che potrebbe andare incontro a resistenze, ricorsi, complicazioni burocratiche, ritardi non previsti; poi si dovrà tenere in conto che tipo di professionalità è necessario trasferire alla Farnesina mentre la legge si basa sul semplice dato di spostare chi faceva parte delle strutture deputate al Commercio nel MISE alla data del 4 settembre, senza indagare sulle capacità o la volontà di trasferirsi. Inoltre, abbiamo sentore del fatto che ben pochi degli attuali funzionari della DG Commercio - esperti di politica degli accordi internazionali, internazionalizzazione e promozioni degli scambi, avrebbe piacere di cambiare volentieri dicastero, cioè sede e moli, per il notorio atteggiamento penalizzante della speciale carriera diplomatica nei confronti dei "normali" funzionari pubblici. Gente che si è formata - si pensi ai Master specializzati, come il "COR.CE" gestito da decenni dall'ICE - specificamente alla quale questa riforma non vorrebbe neanche riconoscere definitivamente i relativi (seppur piccoli) emolumenti. A fronte di questo marasma, chi esporta potrà trovarsi di fronte a una situazione di incertezza in cui non si capisce chi dei due ministeri fa cosa, o accettare che le competenze prima gestite in una modalità unitaria e olistica dal MISE sono frammentate nel MAECI con il know how disperso. Sussistono quindi seri dubbi sulla necessità ed urgenza di una tale riforma e hanno ragion d'essere anche forti questioni di costituzionalità dato che il Ministero dello sviluppo economico riunisce per lo più materie di competenza "concorrente" (cioè ripartite tra Stato e Regioni ex articolo 117 comma 3 della Costituzione) come il commercio estero oltre a energia, industria, commercio interno, ecc. Mentre invece la politica estera ed i rapporti internazionali dello Stato sono di competenza "esclusiva" ( ex articolo 117 comma 2 della Costituzione). Riassumendo in alcuni punti, il provvedimento de quo risulta dunque: 1) controproducente per la nostra economia - dal punto di vista economico negli ultimi 10 anni a partire dal 2010 il commercio estero è stato l'unica voce del Pil in attivo - come dimostrato dagli studi SACE contenuti nel rapporto 2017 e in quello 2019 - e questo con la competenza dentro il MISE, dicastero dove si può portarlo avanti con l'attenzione massima alle esigenze delle Imprese che esportano: toglierlo e affidarlo ai diplomatici, che poco i nulla sanno delle reali istanze del mondo produttivo rischia di creare un diplomazia economica che non riesce a supportare a dovere il sistema economico italiano. 2) fuorviante per i rapporti intragovernativi - dal punto di vista amministrativo uno stretto coordinamento tra il MISE e il Ministero degli affari esteri sul piano promozionale esiste già da anni grazie alla cabina di regia per l' export (in cui sono anche coinvolti anche il MIPAAF ed il MEF): che bisogno c'è di operare un tale stravolgimento? 3) illogico nella motivazione e negli sviluppi - dal punto di vista di riparto di poteri il commercio non va confuso con la politica estera tout court (in tutti i Paesi più importanti del mondo le competenze degli Esteri e del commercio estero sono ben distinte; questa riforma ci fa fare un passo indietro e ci allinea ai paesi in via di sviluppo). Bisogna tenere ferma questa distinzione di competenze altrimenti si possono confonder mezzi e fini: fine della politica commerciale è vendere il made in Italy , non cucire alleanze, quello è il mezzo, mentre in politica estera diviene il fine! Con lo spostamento agli Esteri il commercio internazionale soffocherà nei giochi diplomatici e negli errori di prospettiva. 4) potrebbe spostare l'asse delle alleanze dell'Italia - vista la precedente azione dell'attuale titolare della Farnesina nel caso della cosiddetta "via della Seta" (che peraltro crea un sistema di logistica che funzionerà solo in entrata per le merci a basso costo, come dimostrano gli ultimi dati export ) disponendo che sia solo il MAECI ad occuparsi di commercio estero si rischia di piegare le esigenze del sistema produttivo alle possibili fantasie di liasons internazionali "innovative" : rischiamo la sudditanza economica alla Cina che non è una economia di mercato, concorre slealmente con noi da sempre e politicamente resta un sistema non democratico come dimostra quanto sta accadendo ad Hong Kong - in un tempo delicatissimo in cui si deve scegliere bene da che parte stare viste le tensioni internazionali 5) potrebbe portare fuori bersaglio gli scambi - dal punto di vista strategico commerciale degli sbocchi per il nostro made in Italy finora con il ministro Di Maio al MISE, per dare priorità all'accordo con la Cina abbiamo trascurato gli altri mercati dove bisognava puntare con la promozione - visti: a) gli accordi ampi e dai reali vantaggi di libero scambio già esistenti (Canada, Giappone CETA e l'EPA) che hanno aperto i mercati ricchi e precedentemente meno promettenti perché molto protetti o quello col Vietnam (dove si stanno già trasferendo le aziende in foga dalla Cina); b) quelli in arrivo (Mercosur, altri Paesi ASEAN) ma soprattutto; c) non abbiamo presidiato il mercato maggiore del mondo (gli USA, dove invece adesso rischiamo altri dazi e dove si sarebbe dovuto lavorare per porsi come partner privilegiato in Europa, non essendo neanche membri di Airbus!). In conclusione, le tensioni sui flussi commerciali mondiali ormai evidenti dai dati WTO e le imminenti rappresaglie commerciali di livello globale, foriere di problemi per la crescita mondiale, rendono evidente la necessità per il Paese di aver una direzione generale tecnica presso il MISE dedicata alla policy sul commercio estero, alla promozione e all'attrazione di investimenti che sia competente, fortemente motivata e in grado di gestire un lavoro importante alla pari con altre strutture omologhe nel mondo. Questa innovazione istituzionale va nel senso opposto e per questo è sbagliata e non dovrebbe essere approvata da forze politiche competenti e responsabili. Noi di Forza Italia infatti, non la voteremo. Testo integrale dell'intervento della senatrice Gallone nella discussione generale del disegno di legge n. 1493 Prima di riordinare e riorganizzare i Ministeri questo Governo dovrebbe, con responsabilità e consapevolezza, riordinare le idee. Questo Governo dovrebbe riorganizzare e riordinare prima di tutto i propri pensieri per realizzare un piano organico di interventi per il Paese. Per un Paese che era al primo posto in tantissimi settori e che ora sta scalando le classifiche contrario. Eravamo i primi nella produzione di olio e ora siamo almeno terzi, eravamo primi nel sistema del riciclo e ora siamo almeno terzi e via così. Questo Governo conosce sicuramente la famosissima "proprietà commutativa" per cui cambiando l'ordine dei fattori o degli addendi il risultato non cambia. Purtuttavia, questo Governo, continua a rimescolare le carte pensando che il loro valore si modifichi. Con tutti i problemi che il nostro Paese sta vivendo (dall'Ilva alla xylella, alla cimice asiatica, dal dissesto idrogeologico alla disoccupazione, dall'immigrazione alla sicurezza, alla questione dei dazi sul commercio estero), uno dei primi provvedimenti che anche il Governo Conte porta avanti è un'altra volta il cosiddetto "riordino dei ministeri". E lo fa ancora una volta così spalleggiando deleghe ministeriali di qua e di là come in una partita di ping pong , con una leggerezza inquietante. Questo Governo crede di risolvere i problemi inventando titoli ad effetto per provvedimenti vuoti, senza contenuti strutturali e strutturati, e soprattutto senza metterci soldi! A riprova basti pensare che 600 decreti attuativi giacciono ancora nella palude della burocrazia ministeriale (risalenti al Governo Conte I, al Governo Gentiloni Silveri, al Governo Renzi e persino al Governo Letta). E questo Governo Conte II, seguito del Conte I, come primo atto cosa fa? Riordina i Ministeri che lui stesso aveva già riordinato precedentemente. Così, come se spostare competenze e deleghe non comportasse conseguenze. Come se Paperina chiamasse Paperino per spostare i mobili a ogni piè sospinto. Fate pace col cervello! Riordinate e riorganizzate le idee. Sempre poi, naturalmente, con la modalità del decreto. Aggiungendo emendamenti del Governo a emendamenti fino all'ultimo secondo. Anche mentre sto parlando agli uffici legislativi staranno arrivando nuove modifiche dal Governo. E non si parla di Ilva, non si corre ai ripari subito con 10.000 famiglie a rischio posto di lavoro e il piano ambientale bloccato! Almeno accogliete le nostre proposte. Fate un atto di umiltà per una volta al posto di usare sempre l'arroganza odiosa. Ascoltare è sinonimo di intelligenza, così come cambiare idea per non fare la figura dei paracarri. Non si fa così. Non si fa così. Così non si lavora. In qualunque ufficio vi licenzierebbero in tronco! Con urgenza e necessità. Ma quale urgenza? Quale necessità? Urgenza e necessità che derivano probabilmente solamente dalla necessità di creare un sistema non di RI/partizioni ma di RI/spartizioni secondo logiche di appartenenza partitica o ideologica. Mi sembra che il Governo si stia comportando come un ragazzino capriccioso questo mio, questo è tuo, senza rendersi conto che intervenire sull'organizzazione dello Stato e sul funzionamento dello stesso ha conseguenze rilevanti per tutto il sistema Paese e per ogni tipo di settore e attività che agisce al suo interno! Questo Governo non ha capito di cosa ha bisogno l'Italia. Questo Governo non ha capito che L'Italia ha bisogno di essere lasciata in pace. Di essere lasciata tranquilla a lavorare, a produrre e a fare sistema. Perché fino ad oggi, col sistema giacobino e superficiale che ha caratterizzato le azioni del Governo Conte I e del Governo Conte II l'Italia sta regredendo in maniera preoccupante. Perché se il Paese con la propria capacità di resilienza con la forza e con l'ingegno tutto italiano fino ad oggi è riuscito ad andare avanti nonostante voi, adesso rischia di cominciare a perdere un po' di fiato e questo noi non lo possiamo permettere! È luogo comune dire che l'Italia sia un Paese senza materie prime, ma noi non smettiamo di ricordare e di gridare che la materia prima dell'Italia è l'Italia. Con il suo paesaggio, coi suoi borghi, con i suoi monumenti, con le sue opere culturali, con i suoi prodotti enogastronomici, con la ristorazione, con la sua musica, con l'ingegno dei suoi artigiani, degli imprenditori, degli artisti, con la sua manifattura e la sua produzione, con il suo sistema scolastico migliore del mondo e con i suoi insegnanti, con i suoi cervelli in ogni ambito, con il suo sistema sanitario e del welfare che non lascia indietro nessuno, con i suoi sindaci e con le nostre Forze dell'ordine a garantire la sicurezza e con le forze armate portatrici di pace. Con il suo brand , quella dicitura made in Italy , che è diventato il terzo marchio più famo al mondo! Un marchio che rappresenta una vera e propria infrastruttura immateriale. E questo Governo cosa fa? Riordina i ministeri "sposticchiando" deleghe importantissime all'interno di dicasteri già abbastanza oberati per essere efficienti nel seguire nel migliore dei modi altri comparti. In particolare mi riferisco al Turismo e al Commercio Estero. Il turismo, il made in Italy e il commercio estero meriterebbero un dicastero dedicato con tanto di portafoglio. Perché sarebbe un portafoglio non di spesa ma di investimento. Di investimento! Per questo ci batteremo e questa sarebbe la prima delle nostre azioni se fossimo al Governo. E non sono parole le mie perché spero lo ricorderanno tutti, dal 2009 al 2011 lo aveva costituito già il governo Berlusconi. Ricordo così, en passant , i dati del turismo: 42 miliardi spesi dai 61 milioni di turisti stranieri in Italia. E alle attività turistiche sono riconducibili più del 5 per cento del PIL e più del 6 per cento del totale degli occupati (che, se poi si reintroducesse il sistema dei voucher come Forza Italia chiede, con gli adeguati controlli, daremmo nuova linfa al settore sicuramente). Commercio estero: l' export in Italia vale 460 miliardi, l' import ne vale 424, con un saldo attivo di 39 miliardi. L'Italia è al nono posto per l' export mondiale e mentre oggi se ne occupano il MISE, l'ICE (istituto per il commercio estero) e la SACE e noi vorremmo ridarne invece le competenze al ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale? Ci ricordiamo vero chi è passato dalla guida del Mise agli Esteri vero? Ce lo ricordiamo tutti vero? Quel ministro Di Maio che dopo aver fatto disastri all'economia e al lavoro italiano (pensiamo al reddito di cittadinanza, pensiamo all'Ilva e ai tavoli aperti mentre le aziende chiudono) ora vuole riappropriarsi di una serie di competenze su un settore che va lasciato in pace. Va lasciato in pace! Dia da mangiare alla scimmia e non tocchi niente! (la conoscete la storiella?). Si vuole spostare la gestione del commercio internazionale, la promozione del made in Italy , la firma sui principali accordi di natura commerciale come quello per la via della Seta in Italia dal MISE agli Esteri! Mentre l'aumento dei dazi americani si concretizza con una tariffa del 25 per cento per il pecorino romano, per il parmigiano reggiano, per il grana padano, per il provolone e per il prosciutto e chissà cos'altro ancora! Secondo le stime di Coldiretti e delle associazioni del settore ne sarebbe colpito mezzo miliardo di export alimentare. Chi esporta non può trovarsi di fronte a una situazione di incertezza in cui non si capisce chi dei due ministeri fa cosa! O accettare che le competenze prima gestite in una modalità unitaria e olistica dal MISE siano frammentate nel Ministero degli affari esteri con il know how disperso. È una follia! Aiuto! Paura! Nooooo! Pensavamo di esserci liberati del ministro Di Maio mandandolo all'estero e invece ancora incombe su di noi. Questo Governo senza coraggio e senza visione va fermato! Va bloccato! Infrastrutture: tutto ancora bloccato tranne la Napoli-Bari, il terzo valico di Genova e il Ponte San Michele tra Calusco e Paderno. Per il resto non si parla più di niente. Da Toninelli a De Micheli il risultato non cambia (se non che Toninelli era più folkloristico). Entro il 15 dicembre Conte deve ripresentare (come se fosse un'altra persona: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere) con apposito decreto le opere da riavviare. Ci sono 77 commissari da nominare e il via libera della Corte dei Conti. E, secondo il monitoraggio di Ance abbiamo 574 opere bloccate per 39 miliardi di euro! E vi ricordate del TAV? Ve lo ricordate? L'Italia come una boa nel Mediterraneo con le merci che si muovono col teletrasporto? E va bene. Creiamo ancora una struttura. L'ennesima, la "Centrale per la progettazione delle opere pubbliche" un nuovo organo che rischia di aggiungersi all'elenco degli apparati inutili. Tra poco ci saranno più appartati che opere realizzate! E intanto è di oggi la notizia del grido di aiuto dei piccoli comuni italiani e piccolissimi. Forze dell'ordine. Va beh. Che ve lo dico a fare. Sempre il settore meno considerato, che subisce tagli e mai incrementi. E se mi permettete colgo l'occasione per inviare il pensiero e la vicinanza del Senato ai tre agenti dei Vigili del fuoco caduti nell'adempimento del loro dovere per noi con l'auspicio che assistenza ai loro familiari e il ricordo d'onore per loro sia sempre altissimo. L'articolo 5 ridefinisce l'organizzazione del Ministero dell'ambiente e ne cambia la dicitura. Da Ministero dell'ambiente a Ministero dell'ambiente e della transizione ecologica. E intanto stiamo lavorando al (decreto clima). Un altro decreto urgente che di urgente ha solo la necessità di non lasciare il tempo necessario a questo Parlamento per poter approfondire, ascoltare, costruire con tutti gli attori il piano ambientale che porterebbe l'Italia nel futuro mentre cosi l'unica azione di cui rimarrà traccia sarà una dissennata tassa sulla plastica che fosse almeno una tassa di scopo. Invece questo Governo fa l'ambientalista per fare cassa con i soldi degli Italiani. Mentre invece sarebbe necessario un lavoro sistematico, serio, scientifico, approfondito, nei tempi e nei modi necessari. Sostenendo e accompagnando le imprese, i Comuni e i cittadini nella transizione, non vessando e imponendo distruggendo il futuro. E l'articolo 6 riduce il numero di direttori generali del Ministero dell'istruzione, università e ricerca. E si commenta da solo. Ed infine all'articolo 7 vengono inserite disposizioni per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un altro decreto. Urgenza e necessità. Sapete qual è la vera urgenza e la vera necessità per cui servirebbe un decreto immediato, il decreto "Mandiamoli a casa"? Bisogna mandarvi a casa! Salvare il Paese dal pantano in cui l'avete infilato e lasciarlo finalmente libero di correre e crescere come sta tentando di fare nonostante voi! VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1493: sulla questione pregiudiziale, la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.1, i senatori Barboni e Cangini avrebbero voluto esprimere un voto contrario e il senatore Pirovano un voto favorevole; sull'emendamento 1.16, le senatrici Angrisani, Donno, L'Abbate e Pacifico avrebbero voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.11, la senatrice Donno avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G4.100, il senatore Pillon avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 5.5, il senatore Rufa avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sulla proposta di coordinamento C1, il senatore Grasso avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, il senatore Santillo avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Berardi, Bogo Deledda, Bongiorno, Bonifazi, Bossi Umberto, Castaldi, Cattaneo, Crimi, D'Arienzo, De Poli, Di Piazza, Fedeli, Ferro, Fusco, Giacobbe, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Ortolani, Pesco, Pinotti, Rampi, Renzi, Rizzotti, Ronzulli, Russo, Saccone, Sciascia, Segre, Sileri, Tesei e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Lorefice, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti; Iwobi e Testor, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; Mallegni, per partecipare a incontri internazionali. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Lorefice, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti; Iwobi e Testor, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; Mallegni, per partecipare a incontri internazionali. Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione, presentazione di relazioni A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Urraro ha presentato la relazione sulla domanda di autorizzazione a eseguire un sequestro nei confronti del senatore Armando Siri, trasmessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti ( Doc . IV, n. 2-A). Disegni di legge, annunzio di presentazione Ministro dell'economia e finanze Proroga di termini previsti da disposizioni legislative in materia di funzioni dei dirigenti dell'Amministrazione penitenziaria (1586- bis ) (presentato in data 06/11/2019) Derivante da stralcio art. 49, commi 2 e 3 del DDL S.1586 ; senatori Valente Valeria, Leone Cinzia, Alfieri Alessandro, Angrisani Luisa, Conzatti Donatella, De Lucia Danila, Fantetti Raffaele, Ginetti Nadia, Laforgia Francesco, Maiorino Alessandra, Vono Gelsomina, D'Arienzo Vincenzo, Fedeli Valeria, Iori Vanna, Manca Daniele, Parrini Dario, Pittella Gianni, Verducci Francesco Disposizioni volte al contrasto delle molestie sessuali e delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro (1597) (presentato in data 05/11/2019); senatori Rossomando Anna, Valente Valeria, Cirinna' Monica, Alfieri Alessandro Ratifica ed esecuzione della Convenzione della Conferenza internazionale del lavoro sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019 (1598) (presentato in data 04/11/2019). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 5ª Commissione permanente Bilancio Gov. Conte-II: Ministro economia e finanze Gualtieri Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (1586) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 06/11/2019). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 29 ottobre 2019, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina del signor Franco Bettoni quale soggetto a cui, ai sensi dell'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, sono attribuiti i poteri del Presidente e del consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nonché della nomina del professor Paolo Lazzara quale suo vice (n. 16). Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 11 a Commissione permanente. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 ottobre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 131 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, la relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, riferita all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XXX, n. 2). Il Ministro dell'interno, con lettera in data 29 ottobre 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 2- bis , del decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, la relazione sul funzionamento del sistema di accoglienza predisposto al fine di fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all'eccezionale afflusso di stranieri nel territorio nazionale, riferita all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . LI, n. 2). Governo, ulteriore deferimento di atti La bozza di riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), trasmessa in data 9 agosto 2019 dal Ministro dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, già deferita alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 322), è stata altresì deferita, in data 4 novembre 2019, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente. Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 16 settembre al 20 ottobre 2019, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea. Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati. L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti. Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con lettera in data 4 novembre 2019, ha inviato la deliberazione n. 17/2019/G concernente la relazione sul "Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico (2016-2018)". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 351). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Ulisse Cecchin da Milano, a nome dell'Associazione ANTARES, chiede l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata al 5% per le prestazioni didattiche delle autoscuole e delle scuole nautiche finalizzate al conseguimento delle patenti, alla formazione iniziale e periodica dei conducenti, nonché all'educazione stradale (Petizione n. 432, assegnata alla 6 a Commissione permanente); la signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede che venga prevista la possibilità di un'ulteriore definizione agevolata per i carichi fiscali iscritti a ruolo e/o notificati entro il 31 dicembre 2018 (c.d. rottamazione quater ) (Petizione n. 433, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Giacomo Soardo da Villa Bartolomea (Verona) chiede l'introduzione nel codice penale del reato di "molestie di strada" (Petizione n. 434, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Giovanni Ibba da Capoterra (Cagliari) chiede la modifica dei requisiti e il conseguente ampliamento delle categorie di lavoratori beneficiari del c.d. APE sociale (Petizione n. 435, assegnata alla 11 a Commissione permanente); il signor Pantaleo Chezzi da Specchia (Lecce) chiede modifiche in materia elettorale nel senso di computare gli elettori astenuti nel meccanismo di attribuzione dei seggi (Petizione n. 436, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Angelo Longo da Roma chiede: - l'adozione di misure urgenti per la crescita del Paese e, in particolare, l'istituzione di una struttura deputata alla realizzazione e supervisione di una piattaforma informatica al fine del censimento e gestione delle risorse disponibili nella Pubblica Amministrazione (Petizione n. 437, assegnata alla 1 a Commissione permanente); - norme di contrasto all'abusivismo edilizio (Petizione n. 438, assegnata alla 2 a Commissione permanente); - l'emissione speciale di Buoni del Tesoro ad alto tasso di interesse utilizzabili quali strumenti di pagamento alternativi al denaro presso imprese commerciali esercenti in Italia che abbiano stipulato un'apposita convenzione con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Petizione n. 439, assegnata alla 6 a Commissione permanente); - una legge di interpretazione autentica dell'articolo 1117- ter del codice civile, in materia di modificazione delle destinazioni d'uso delle parti comuni dei condomini (Petizione n. 440, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Le senatrici Moronese e Piarulli hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02343 del senatore Romano ed altri. Il senatore Mollame ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02435 del senatore Lannutti ed altri. Interpellanze Atto n. 2-00050 LAUS Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Premesso che, a quanto risulta all'interpellante: dal 2016 a oggi le anagrafi torinesi, e in particolare l'anagrafe centrale, sono state oggetto di un programma di digitalizzazione e riorganizzazione dei servizi in un'ottica "moderna", così come era stato auspicato negli obiettivi posti alla pubblica amministrazione dal Ministero competente; il programma si è sviluppato in 5 punti cardine: creazione di una base software e hardware ; supporto al personale; ridisegno dei processi; innovazione dei servizi e miglioramento degli ambienti lavorativi; il programma aveva previsto, tra l'altro, la sperimentazione di un sistema misto di sportelli aperti al pubblico, alcuni ad accesso libero, altri dedicati a chi decide di prenotarsi on line , sistema in un primo tempo sperimentato per i cambi di residenza o domicilio e più recentemente per l'ottenimento della nuova carta di identità elettronica, traguardo verso il quale Torino ha scelto di tendere tra i primi Comuni d'Italia; nel febbraio 2018 il Comune di Torino aveva inoltre deciso di avvalersi del supporto di due "impiegati automatizzati", ossia robot in grado di aiutare cittadini e dipendenti nel disbrigo delle pratiche amministrative: carta d'identità, certificato di residenza, stato civile; nel mese di settembre 2019 dovevano diventare operativi tre totem , dedicati all'anagrafe centrale, quella che registra il maggior afflusso di utenti, destinati ad alleggerire il lavoro degli sportellisti grazie alla possibilità offerta ai cittadini di stampare da sé i certificati di residenza e stato civile; i vari interventi di innovazione promettevano in 10 mesi lo smaltimento di 2.000 pratiche arretrate, oltre al dimezzamento dei tempi di attesa per le carte di identità elettronica, da 4 a 2 mesi; constatato che: agli inizi dell'ottobre 2019 il primo appuntamento disponibile per ottenere un documento era a febbraio 2020; l'avvio della sperimentazione inerente a cambio di residenza e domicilio ha prodotto code infinite dalle ore 5 del mattino, con conseguenti problemi di ordine pubblico certificati dalle cronache dei media non solo locali; all'avvento, più recente, della sperimentazione inerente alle carte d'identità elettroniche, il sistema informatico è andato in tilt per oltre un'ora, provocando nuove code e un incremento di esasperazione agli sportelli; i due robot in grado di aiutare cittadini e dipendenti nel disbrigo delle pratiche amministrative non sono mai entrati in funzione per una presunta incompatibilità con le prese elettriche; i totem destinati alle pratiche di base risultavano, a metà del mese di ottobre 2019, ancora inattivi, si chiede di sapere se, in relazione ai fatti esposti e all'ambizioso programma di riorganizzazione dei servizi anagrafici del Comune di Torino, che dal 2016 dichiara di lavorare per raggiungere un obiettivo espressamente posto dal Governo, il Ministro in indirizzo intenda proporre adeguati correttivi e soluzioni efficaci, supportando l'amministrazione del capoluogo subalpino nel processo di innovazione degli uffici demografici, in coerenza con le intenzioni espresse dal neonato dicastero, dedicato appunto all'innovazione tecnologica. Interrogazioni Atto n. 3-01215 CORRADO ANGRISANI DONNO LA MURA PISANI Giuseppe TRENTACOSTE DE LUCIA GRANATO MORRA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che a Tivoli (Roma), il quattrocentesco torrione o rocca Pia Santa Croce (con l'attiguo anfiteatro di Bleso, del II sec.) sia stato trasferito dal demanio al Comune il 13 dicembre 2018. Il trasferimento, gratuito, è avvenuto dopo il completamento dei lavori di restauro e recupero funzionale del 2007-2008, costati oltre 2 milioni di euro di denaro pubblico (Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo e Provincia), e la musealizzazione; su proposta del sindaco Giuseppe Proietti, la delibera di Giunta n. 27 del 20 febbraio 2019, non approvata ("Valorizzazione della Rocca Pia. Indirizzi") avrebbe consegnato direttamente la rocca al Fondo ambiente italiano (FAI). Temendo una privatizzazione di fatto, l'associazione "La Rocca Pia è anche mia" ha subito gridato allo scandalo e impedito tempestivamente, anche con iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza, che l'operazione andasse in porto; l'operazione, con cui l'ente locale vorrebbe abdicare alla gestione in proprio e impedire ad attori locali (ad esempio la fondazione di partecipazione) di cimentarsi nell'impresa, è tuttora in corso nonostante il ripensamento del sindaco sull'affidamento diretto, in luogo del quale, nel Documento unico di programmazione 2020-2022 approvato in Giunta l'11 settembre 2019 (oggetto di una mozione discussa e respinta il 25 ottobre 2019 insieme alla richiesta di un'assemblea pubblica) propone un bando ad evidenza pubblica riservato ai soggetti "con esperienza nella gestione di siti monumentali di valenza nazionale"; considerato che: l'apertura ai visitatori della rocca Pia sperimentata dal Comune tra metà dicembre 2018 e febbraio 2019 è servita all'ente, come attestato dalla citata delibera n. 27, anche per analizzare i potenziali flussi di visitatori, in attesa di "affidare i servizi inerenti a tale apertura a soggetto individuato a seguito di approvazione di idoneo piano di gestione". L'unico soggetto privato con il quale il 20 febbraio 2019 la Giunta autorizzava il sindaco a trattare "al fine di concordare la stipula di un accordo per definire le linee strategiche e gli obiettivi comuni di valorizzazione dell'immobile" (da definire entro aprile 2019), operazione che prelude alla "redazione di un piano strategico di gestione e di sviluppo culturale e di valorizzazione" (da approvare entro novembre 2019), è appunto il FAI; la terza e ultima fase del processo concertativo richiamato, regolato dall'art. 112, comma 4, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio), è quella gestionale ma detto processo è riservato allo Stato, alle Regioni e agli altri enti pubblici territoriali proprietari di beni culturali; esso contempla anche l'eventuale adesione di privati al coinvolgimento dei propri beni nella valorizzazione ad iniziativa pubblica ma esclude i soggetti non proprietari; la precisazione che il FAI "ha maturato un'ampia e positiva esperienza nel recupero, nella valorizzazione e nella gestione anche di beni di proprietà di enti pubblici, tra cui il Parco di Villa Gregoriana" non vale a superare l'ostacolo della mancanza di titolo di proprietà, ma sembrerebbe funzionale ad un tentativo di forzatura della normativa vigente congegnato come segue: dimostrare l'aderenza della procedura adottata al comma 9 del citato art. 112, richiamato nella suddetta delibera, che consente allo Stato e agli altri soggetti ricordati, nonché ai privati interessati, di stipulare accordi anche "con le associazioni culturali o di volontariato, dotate di adeguati requisiti, che abbiano per statuto finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali"; il FAI, che, ai sensi dell'art. 2 del suo statuto, ha come scopo esclusivo l'educazione e l'istruzione della collettività alla difesa dell'ambiente e del patrimonio artistico e monumentale italiano, è presente a Tivoli dal 2002, quando ebbe in concessione e locazione dal demanio la villa Gregoriana. La riqualificazione del celebre parco ha richiesto circa 3 milioni di euro di finanziamenti statali, oltre ai 3 milioni di euro donati da UniCredit al FAI. Il parco, riaperto nel 2005 e gestito oggi da 8 dipendenti FAI, nel 2018, come confermato dal sindaco di Tivoli, ha contato 71.000 visitatori non residenti; le finalità della collaborazione a scopo di valorizzazione tra enti pubblici proprietari di beni culturali (e privati interessati) che ammette anche le associazioni culturali o di volontariato alla stipula degli accordi di cui al citato art. 112, comma 4, è di "regolare servizi strumentali comuni destinati alla fruizione e alla valorizzazione di beni culturali". Neanche invocando il comma 9, dunque, il FAI è abilitato a partecipare alle fasi progettuali strategiche e programmatorie della concertazione; circa il legame del sindaco Proietti e delle sue Giunte con il FAI, vale ricordare che Giorgia Montesano, responsabile FAI di parco villa Gregoriana, nonché redattrice, con altri, del programma di valorizzazione della rocca Pia, è compagna dell'assessore Nello Rondoni, oggi delegato ai Quartieri e all'attuazione del programma, ma già titolare dell'Urbanistica e del patrimonio; considerato, inoltre, che, a quanto risulta agli interroganti: oltre a Proietti, ex direttore generale del Ministero e a lungo presidente di ALES (la società in house che surroga il dicastero nell'espletamento di pratiche amministrative e bisogni operativi), un altro campione di estrazione ministeriale di una esclusività del rapporto di Tivoli con il FAI, che passa anch'essa per quella che gli interroganti ritengono una violazione, in questo caso già avvenuta, dell'art. 112 del Codice, è il dottor Andrea Bruciati, direttore, da maggio 2017, dell'Istituto autonomo di villa Adriana e villa d'Este, uno dei 32 luoghi della cultura dotati di autonomia speciale, ex decreto ministeriale n. 44 del 23 gennaio 2016; le due ville sono iscritte nella lista del patrimonio UNESCO (mentre parco villa Gregoriana è in predicato di entrarvi) e proprio il direttore Bruciati, oltre a decretare l'esclusione dai due siti dei privati "storicamente" presenti all'interno, compresa l'associazione "Fannius" (affidataria di spazi che essa stessa ha ristrutturato e adibito a scopi didattico-culturali), la scorsa primavera ha imposto che tra i firmatari del "Protocollo d'Intesa per la redazione e l'attuazione dei piani di gestione dei Siti UNESCO di Tivoli", all'art. 1, oltre allo Stato e agli enti territoriali, fosse ricompreso il FAI, benché "trascelto in via preferenziale e in base a principi discrezionali", come stigmatizzato nella nota del 28 maggio 2019 dalla dottoressa Gemma Guerrini, delegata alla firma dal sindaco di Roma; alle rimostranze verbali e scritte della Guerrini e del sindaco di Guidonia, Bruciati aveva risposto (con nota del 14 maggio 2019) minacciando di escludere dal protocollo i soggetti non disposti ad allinearsi e asserendo che: "Questo istituto ritiene non corretto porsi in una posizione di contrasto rispetto ad un'associazione a cui il proprio Ministero di appartenenza attribuisce funzioni determinanti nell'ambito della valorizzazione del patrimonio culturale"; quanto detto potrebbe suggerire un unico disegno strategico, che miri a scongiurare ogni ipotesi di gestione pubblica dello straordinario patrimonio culturale del neonato distretto turistico, che fa capo ai comuni di Tivoli, Palestrina e Subiaco, di cui la rocca Pia sarà centro direzionale, benché il contributo decisivo dato alla sua conservazione legittimi e in certo modo obblighi lo Stato a gestirlo e trarne profitto, soprattutto in termini di crescita culturale della comunità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua valutazione al riguardo; se non reputi opportuno intervenire con atti di propria competenza, al fine di chiarire la paventata gestione esclusiva dei siti UNESCO di Tivoli da parte di soggetti privati. Atto n. 3-01216 PERGREFFI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la tramvia Bergamo-Albino, lungo la valle Seriana, è ormai attiva da 10 anni riscontrando un notevole successo tra pendolari e studenti; il servizio è gestito dalla società a capitale pubblico Tramvie elettriche bergamasche (TEB); la tratta attraversa sei comuni in un'area con più di 220.000 abitanti, conta 16 fermate, 12,5 chilometri di binari e 14 tram elettrici e nel 2018 è stata utilizzata da circa 3.750.000 passeggeri (oltre 33,5 milioni dal 2009); nel 2018 sono stati percorsi 534.328 chilometri (5,4 milioni chilometri dal 2009) con una media standard di circa 340.000 passeggeri al mese durante il periodo scolastico, pari a 13.500 passeggeri al giorno nei feriali (8.500 nel periodo estivo) e 4.500 passeggeri nei festivi; nel periodo scolastico la tabella oraria feriale prevede un tram ogni 15 minuti, con intensificazioni fino a 6 minuti nelle ore di punta e corse serali ogni 18 minuti, per un totale di 128 corse intere al giorno (circa 64 per direzione); considerato che: il servizio trova gradimento tra gli utenti, salvo, però, per il problema del sovraffollamento che obbliga i pendolari, esasperati per questo calvario quotidiano, a rimanere stipati nei vagoni o addirittura ad essere impossibilitati a salirvi; il problema del sovraffollamento potrebbe essere in parte risolto con l'aumento delle corse; tale logica soluzione non è oggi percorribile, a causa dell'impraticabilità del terzo binario al capolinea della stazione di Bergamo per l'indisponibilità di un tratto di soli 1,5 metri di banchina di proprietà di Ferrovie dello Stato; da tempo la direzione di TEB ha richiesto a Ferrovie dello Stato la cessione di questo ridottissimo tratto di banchina; la piena funzionalità, con tanto di banchina, del terzo binario nelle ore di punta permetterebbe un incremento delle corse, passando da una frequenza degli attuali 6-7 minuti a 5 minuti, in modo da avere una capacità di trasporto significativamente maggiore; considerato, altresì, che: sul tavolo del Ministro in indirizzo è alla firma il finanziamento del progetto di TEB per la linea T2 Bergamo-Villa d'Almé, in direzione valle Brembana, che ha avuto nei mesi scorsi l'avallo tecnico da parte del Ministero; con l'entrata in funzione della T2 il terzo binario diventerebbe fondamentale e la frequenza a pieno regime nella tratta urbana a doppia linea potrebbe ridursi a un tram ogni 2 minuti e mezzo, si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro in indirizzo per sollecitare Ferrovie dello Stato a trasferire al più presto la proprietà del tratto di 1,5 metri di banchina presso il capolinea di Bergamo del tram delle Valli, al fine di rendere fruibile il terzo binario, il che permetterebbe di aumentare le corse della linea T1. Atto n. 3-01217 BERNINI MALAN TIRABOSCHI GALLONE BERUTTI MESSINA Alfredo PAPATHEU Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da autorevoli fonti di stampa si apprende che circa il 12 per cento dei rifiuti italiani non trova destinazione; questa situazione comporta conseguenze importanti, in quanto molti rifiuti, non trovando collocazione, si accumulano senza indirizzarsi né verso il riciclo, né verso lo smaltimento, in quanto non ci sono sufficienti impianti; in Italia, leader in Europa nel riciclo, a differenza degli altri Paesi che preferiscono bruciare o avviare rifiuti in discarica, non ci sono sufficienti impianti di selezione, di rigenerazione, di trattamento e di recupero energetico necessario, sia per raggiungere il 65 per cento del riciclo che richiede l'Unione europea, sia per scendere sotto il 10 per cento di smaltimento in discarica; per conseguire gli obiettivi indicati dall'Unione europea, sarebbero necessari: nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti organici per almeno 2,3 milioni di tonnellate all'anno e nuovi impianti di incenerimento per smaltire circa 1,7 milioni di tonnellate in più all'anno; 53 nuovi impianti di digestione anaerobica e almeno 4 impianti di incenerimento, uno in Campania di dimensioni pari a quello di Acerra, uno equivalente in Sicilia, uno di media grandezza a servizio delle regioni del Centro e uno in Sardegna; si comprende chiaramente che senza gli impianti si rischia di ricorrere più del dovuto alle discariche; il Nord dell'Italia è in sostanziale pareggio tra i rifiuti prodotti e la capacità di trattarli, il Centro è a meno 16 per cento e il Sud a meno 27 per cento; in Italia, se si tralascia la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia, il divario tra rifiuti e impianti risulta essere negativo un po' ovunque, da un meno 3 per cento del Veneto a un meno 50 per cento della Sicilia, passando per un meno 8 per cento del Piemonte e un meno 21 per cento della Liguria, si chiede di sapere: alla luce dei dati allarmanti richiamati, quali siano gli investimenti che il Ministro in indirizzo intenda affrontare, volti a sostenere una strategia di medio lungo periodo, sulla quale il nostro Paese registra un forte ritardo, che punti alla prevenzione e al riuso, ma al contempo sostenga un nuovo corso industriale, per realizzare gli impianti necessari al riciclo e all'incenerimento, indispensabili per dar vita all'economia circolare; sul fronte della transizione energetica da fonti fossili a energie rinnovabili, quali siano gli intendimenti sulle misure volte a sostenere gli investimenti, affinché anche i grandi fondi di investimento, consapevoli dell'elevato costo da sostenere per estrarre fonti fossili, investano sulle energie rinnovabili, spostandovi i loro flussi di cassa per investimenti in infrastrutture. Atto n. 3-01218 STEGER UNTERBERGER DURNWALDER Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra, e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006, prevede controlli periodici delle perdite su impianti fissi di refrigerazione contenenti gas fluorurati a effetto serra oltre un determinato limite quantitativo, l'assegnazione di quote per l'immissione in commercio di idrofluorocarburi da parte di produttori e importatori e l'obbligo di istituzione e tenuta, per ciascuna apparecchiatura, di un apposito registro dei gas fluorurati al fine di controllare il rispetto delle quote assegnate; all'articolo 4, paragrafo 1, limita le attività di controllo delle perdite esclusivamente ai casi di apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o superiore a 5 tonnellate di anidride carbonica equivalente, escludendo che siano sottoposte a controlli le apparecchiature ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità inferiori a 10 tonnellate di anidride carbonica equivalente, purché le stesse siano etichettate come ermeticamente sigillate, nonché i commutatori elettrici, sebbene a determinate condizioni indicate espressamente dalla norma; il legislatore europeo ha espressamente individuato i limiti quantitativi al superamento dei quali scatta l'obbligo di controllo delle eventuali perdite e, di conseguenza, l'obbligo di tenuta del registro di cui all'articolo 6 del regolamento; con decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146, in vigore dal 24 gennaio 2019, il legislatore italiano ha provveduto a disciplinare le modalità di esecuzione del regolamento europeo, tra l'altro abrogando il previgente obbligo di comunicazione ad ISPRA, ma introducendo, a decorrere dal 24 settembre 2019, l'iscrizione e la comunicazione alla banca dati gestita dalla camera di commercio competente, per via telematica, di tutte le operazioni di vendita di gas fluorurati a effetto serra e di apparecchiature contenenti gas fluorurati, nonché delle attività di assistenza, manutenzione, riparazione e smantellamento delle apparecchiature, poste in essere dalle imprese che operano nel settore, senza tuttavia specificazioni in ordine al superamento di soglie; tuttavia, in base a indicazione pubblicata il 4 febbraio 2019 sul proprio sito internet , il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha tenuto a specificare che "la soglia di 5 tonnellate di CO2 equivalenti è utilizzata esclusivamente per determinare gli obblighi e la frequenza dei controlli delle perdite", estendendo quindi l'obbligo oltre il limite previsto dalla normativa europea e introducendo, in tal modo, costi burocratici ingiustificati a carico delle imprese italiane, con conseguenti squilibri concorrenziali in rapporto alle imprese di Paesi europei limitrofi; inoltre, con riferimento ai controlli delle perdite e all'obbligo di comunicazione alla banca dati, l'articolo 16, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018 estende l'applicazione della norma a "ogni intervento successivo" al primo intervento di controllo delle perdite, di manutenzione o di riparazione di apparecchiature", laddove il regolamento (UE) n. 517/2014 limita invece la registrazione delle informazioni ai gas fluorurati ad effetto serra aggiunti o recuperati durante l'installazione, la manutenzione o l'assistenza o a causa di perdite (punti 20) e 21) dell'articolo 2); pertanto, il decreto del Presidente della Repubblica introduce disposizioni di attuazione del regolamento europeo le quali risultano di fatto più severe e restrittive di quanto previsto dalla legislazione europea richiamata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, al fine di rimuovere le incongruenze riscontrate in sede di esecuzione del regolamento, non ritenga opportuno chiarire, innanzitutto, che l'obbligo di iscrizione alla banca dati di cui all'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, si applica solo alle apparecchiature contenenti gas fluorurati in quantità pari o superiori a 5 tonnellate di anidride carbonica equivalente e che con l'espressione "ogni intervento successivo" si intendono esclusivamente gli interventi di installazione e manutenzione o assistenza come definiti dal regolamento europeo, svolti sulle apparecchiature che comportino aggiunte o recupero di gas fluorurati. Atto n. 3-01219 L'ABBATE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: secondo quanto riportato da fonti stampa, recentemente i cittadini di Monopoli (Bari) hanno manifestato perplessità e preoccupazione circa la qualità dell'aria del proprio comune ("monopolitimes", del 1° novembre 2019); Monopoli è una cittadina di 50.000 abitanti a vocazione turistica, con la presenza di lidi di pregio ambientale e colline con coltivazioni di ulivi e piante mediterranee tale da far rientrare la città tra i siti di interesse comunitario (SIC). La città di Monopoli è insignita del titolo di città turistica e per diversi anni ha acquisito la nota "bandiera blu"; considerato che: i venti dominanti nella zona provengono dai quadranti ovest (ponente) e sud ovest (libeccio). In ragione di questi venti, i quadranti di massima ricaduta attesi dovrebbero essere quelli est e nord-est. Si sottolinea che l'abitato di Monopoli è situato a est/sud-est rispetto alla zona industriale dove insistono diverse attività industriali ad elevato impatto ambientale: in ragione dei venti dominanti nella zona, si troverebbe sottovento rispetto alle emissioni dei vari impianti; spesso sono stati denunciati sgradevoli odori d'emissioni nocive sulla città, in modo particolare con determinate condizioni atmosferiche, a tal punto che l'amministrazione è stata costretta ad attivare un'APP "Odorigena", al fine di denunciare tali episodi; per il rilevamento della qualità dell'aria nel comune di Monopoli sono presenti due centraline di cui una fissa attiva dal 2009, situata presso viale Aldo Moro, e una mobile posizionata presso l'istituto d'arte "Luigi Russo", in via Pisonio. La cittadinanza ha richiesto di integrare l'attuale rete di monitoraggio della qualità dell'aria con ulteriori centraline mobili e con l'analisi di tutti gli inquinanti, con particolare riferimento all'eventuale presenza di benzo(a)pirene in aria ambiente ed alla composizione del particolato aerodisperso; le centraline hanno rilevato numerosi episodi di sforamento dei limiti di emissione Pm 2,5, dette polveri sottili, considerate da molti studi ad elevato rischio per la salute pubblica; si registrano frequentemente eventi odorigeni di forte intensità, che preoccupano l'intera cittadinanza, paragonabili ad un forte odore di bruciato. Sulla citata APP predisposta dal Comune, sono state registrate oltre 120 segnalazioni concernenti la percezione di odore di "bruciato" o "plastica" avente un'intensità "molto forte". Durante tali giornate la concentrazione degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), in base ai dati dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), ha raggiunto valori molto elevati, e si ricorda che si tratta di famiglie di composti fortemente cancerogeni; ad oggi, nonostante la Regione Puglia abbia istituito il registro tumori stabilendo il centro di coordinamento presso la ASL di Bari, il database è fermo all'anno 2011 e non vi è stato alcun aggiornamento, anche per questo alcune associazioni di cittadini hanno presentato una petizione popolare, chiedendo un monitoraggio ambientale e sanitario su tutte le matrici ambientali, acqua, suolo e aria per la città di Monopoli; recentemente il comitato "Aria Pulita" di Monopoli ha presentato presso la Procura della Repubblica di Bari un esposto, elaborato con la consulenza di legali ed esperti e circostanziato in modo adeguato, per segnalare la grave situazione in atto a Monopoli da diversi anni, compresi i dati registrati da "Amopuglia" nell'ultimo triennio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti citati e, nel caso, se abbia notizia di ulteriori dati riguardanti il rischio ambientale per la città di Monopoli; se risulti essere in corso l'aggiornamento del piano regionale della qualità dell'aria della Puglia, dove potranno essere valutate ed approfondite tutte le opportune modalità di monitoraggio strutturali all'interno del territorio comunale di Monopoli; se sussistano concreti rischi per la salute dei cittadini e se le emissioni descritte possano determinare una grave azione inquinante sul territorio e l'ambiente circostante; quali iniziative di competenza intenda intraprendere per assicurare l'effettiva predisposizione di tutti i necessari controlli e monitoraggi sulla qualità dell'aria della città di Monopoli. Atto n. 3-01220 MARCUCCI IORI VERDUCCI RAMPI MIRABELLI STEFANO COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' VALENTE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: "l' art bonus ", introdotto dal decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, consiste in un credito d'imposta, nella misura inizialmente del 50 per cento e poi del 65 per cento, delle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo; la legge 22 novembre 2017, n. 175, recante disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia, ha previsto l'estensione dell' art bonus al sostegno delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival , delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione; si tratta di una misura che ha valorizzato il mecenatismo culturale e che ha dimostrato negli anni la sua validità per la tutela dell'immenso patrimonio culturale del nostro Paese e, pertanto, della nostra identità; in cinque anni risulterebbero donati oltre 350 milioni di euro da più di 11.600 soggetti a favore di circa 1.650 beneficiari; risulta però una notevole differenza nel numero delle erogazioni liberali effettuate nel Nord e di quelle effettuate nel Sud del Paese, che certifica uno squilibrio territoriale a scapito dell'immenso patrimonio che si trova nel Sud d'Italia, si chiede di sapere quali siano i risultati raggiunti fino a questo momento nelle erogazioni liberali per la cultura a seguito dell'introduzione dell' art bonus e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda ulteriormente adottare per valorizzare il mecenatismo culturale a sostegno dell'unicità del patrimonio culturale italiano. Atto n. 3-01221 IANNONE FAZZOLARI CIRIANI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che : la recente inchiesta giornalistica della trasmissione televisiva "Le Iene" ha acceso i riflettori sulla controversa storia del ritrovamento dei celebri bronzi di Riace e raccontato la storia di quella che si potrebbe rivelare una delle sparizioni più clamorose di opere d'arte dell'antichità; come noto, le preziose statue, risalenti al V secolo a.C., sono state rinvenute nell'estate del 1972 a Riace marina (Reggio Calabria) e sono attualmente esposte al museo archeologico nazionale di Reggio Calabria; i bronzi di Riace sono universalmente considerati tra i più importanti reperti archeologici del patrimonio culturale italiano e mondiale nonché tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca e rappresentano, oltre a un simbolo ed elemento di identità locale, anche una delle principali attrazioni turistiche a livello internazionale; come certificato dal dossier "Musei italiani 2014-2017", presentato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nel 2017, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove essi sono custoditi, ha registrato un incremento di visitatori pari al 1.727 per cento nel periodo 2013-2016 (passando dagli 11.522 a 210.598 ospiti), proprio in concomitanza con la riapertura e con il nuovo allestimento dei bronzi, a riprova dello straordinario valore artistico, archeologico, culturale ed economico dovuto all'indotto turistico connesso; le sconcertanti rivelazioni denunciate della trasmissione televisiva "Le Iene" riguardano le clamorose incongruenze tra la documentazione relativa al ritrovamento e i reperti effettivamente rinvenuti ed oggi conosciuti; nelle carte si parla del ritrovamento di "un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo" e non solo di due; la descrizione delle statue fatta dal subacqueo che le scoprì non coincide con quelle note; mancano tra i reperti pervenuti almeno uno scudo, un elmo e una lancia che sono invece citati nei documenti relative al ritrovamento; dall'inchiesta televisiva sembra anche esistere un testimone oculare che parla della vendita di un terzo bronzo ad acquirenti americani; data la straordinaria importanza dei bronzi di Riace si rende necessario far luce e dirimere le ombre che offuscano la ricostruzione ufficiale del loro ritrovamento, specie in considerazione delle gravi ipotesi di eventuali trafugamenti o smarrimento di parti o elementi di corredo dei due reperti e all'ipotesi della presunta esistenza di un terzo bronzo: ipotesi sino ad oggi non smentita e non manifestamente infondata e che, pertanto, necessita di attenta verifica, si chiede di sapere quali ulteriori elementi il Ministro in indirizzo ritenga di dover fornire con riferimento ai fatti descritti e in particolare quali iniziative di competenza, anche di natura ispettiva , intenda avviare al fine di chiarire le numerose incongruenze storico-documentali relative al ritrovamento dei bronzi di Riace e accertare l'effettiva esistenza di un terzo bronzo e delle suppellettili di corredo al gruppo scultoreo. Atto n. 3-01222 ARRIGONI BRIZIARELLI PAZZAGLINI BRUZZONE BORGONZONI CAMPARI SAPONARA PISANI Pietro Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'industria che lavora la plastica rappresenta uno dei motori trainanti dell'economia del nostro Paese; secondo quanto riportato dal centro studi "Ucima" (associazione nazionale di Confindustria), per l'anno 2017, l'industria dei costruttori di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio di prodotti conta 228 imprese in Emilia-Romagna, 178 in Lombardia, 75 in Veneto, 72 in Piemonte e 28 in Toscana; su un totale di 7 miliardi di euro di fatturato annui in questo settore, solo l'Emilia-Romagna segna dunque oltre 4,4 miliardi di euro, ovvero il 61,9 per cento del totale, e un numero di addetti pari a 16.968 persone, quasi tre volte in più rispetto alla Lombardia (6.167) e ben oltre il Veneto (3.064 occupati), il Piemonte (2.816) e la Toscana (1.184); oggi diverse aziende perseguono vie innovative, nuove tecnologie in grado di contenere, limitare e ridurre a zero l'impatto ambientale e creare ricchezza economica dal rifiuto potenzialmente dannoso; nell'economia circolare, infatti, che è alla base del riciclo dei materiali, ogni rifiuto diventa risorsa e fonte di ricchezza; questo dimostra che si può fare industria tutelando, allo stesso tempo, l'ambiente; molti Paesi europei sono in questo timonieri dell'economia circolare nel campo della plastica: ad esempio, in Germania, da anni si sono adottate vie virtuose, attraverso lo sviluppo e la regolamentazione della partecipazione pubblico-privata, al fine di incentivare economicamente i comportamenti virtuosi dei cittadini nella raccolta dei materiali destinati al riciclo; il nostro Paese, da un lato, dimostra sempre un'altissima soggezione verso modelli nord-europei imposti dalle strutture tecnocratiche di Bruxelles spesso non adatti alla nostra cultura sociale e giuridica, dall'altro lato, è incapace di recepire le buone pratiche nei fatti dimostratesi efficienti e come tali riproponibili anche nel nostro ordinamento. In Italia si adotta sempre la strada più semplice, sanzionando il mondo produttivo e non incentivando i comportamenti virtuosi che i cittadini potrebbero assumere con politiche più lungimiranti; in Germania, ad esempio, il riciclo valorizza piuttosto il vuoto a rendere attraverso la raccolta fatta direttamente dai consumatori, che riconsegnano direttamente ai punti vendita della grande distribuzione i contenitori ricevendo in cambio buoni acquisto spendibili all'interno delle stesse strutture, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno intervenire per avviare, in tempi rapidi, uno studio di fattibilità di politiche di contrasto all'inquinamento ambientale attraverso l'incentivazione dei comportamenti virtuosi dei cittadini anche attraverso stipule di convenzioni di partenariato pubblico-privato, volte a mettere in campo un vero sistema, che non vada a sanzionare la nostra industria, ma al tempo stesso sia capace di sviluppare una reale economia circolare. Atto n. 3-01223 CONZATTI GARAVINI SBROLLINI GINETTI PARENTE SUDANO VONO Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: con la legge n. 77 del 2013 l'Italia ha autorizzato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (cosiddetta Convenzione di Istanbul); nel medesimo periodo della ratifica della Convenzione di Istanbul, anche per il susseguirsi di eventi violenti a danno delle donne, sono state introdotte con il decreto-legge n. 93 del 2013, convertito nella legge n. 119 del 2013, misure finalizzate a contrastare la violenza sulle donne, prevedendo un piano d'azione straordinario e risorse dedicate; successivamente, sulla scorta dell'esperienza del piano straordinario, il Governo ha predisposto il piano strategico nazionale 2017-2020, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri del 23 novembre 2017; il modello di governance definito nel piano strategico 2017-2020 prevede che il coordinamento politico sia affidato all'autorità politica delegata alle pari opportunità con la partecipazione dei Ministri interessati e del sistema delle Regioni e delle autonomie locali per garantire la programmazione, l'attuazione, il monitoraggio e la verifica del piano stesso; prevede altresì che la cabina di regia sia supportata da un comitato tecnico, del quale fanno parte anche le principali associazioni del settore; nel corso del 2019, per dare attuazione al piano strategico nazionale, è stato elaborato e definito un primo piano operativo, approvato dalla cabina di regia; nel piano operativo sono indicate, tra l'altro, le azioni da finanziarsi con le risorse finanziarie stanziate nel 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative al fine di assicurare la piena attuazione del "piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020", rendendo operativa la governance prevista dal piano strategico e attivando rapidamente il relativo il piano operativo. Atto n. 3-01224 BERUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con una nota stampa diffusa il 4 novembre 2019 ArcelorMittal Italia ha reso noto di aver dato ai commissari straordinari di Ilva SpA comunicazione di recesso o risoluzione del contratto per l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda di Ilva SpA e di alcune sue aziende controllate; la società, come ampiamente preconizzato dalle opposizioni, riconduce la propria decisione alla mancata approvazione da parte della maggioranza parlamentare della protezione legale necessaria per attuare il piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale; nella stessa nota stampa la ArcelorMittal Italia richiama una situazione di incertezza giuridica e operativa che ha compromesso la capacità di effettuare i necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto; la società ha chiesto ai commissari straordinari di assumersi le responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso o risoluzione, si chiede di sapere quali azioni il Governo intenda intraprendere per far fronte alla grave situazione prospettata da ArcelorMittal Italia e tutelare i posti di lavoro e le produzioni negli insediamenti di Genova Cornigliano, Novi Ligure (Alessandria) e Taranto. Atto n. 3-01225 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: dal 1° luglio 2019 la Direzione generale dell'Unione europea del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha comunicato che, per partecipare ai comitati della Commissione europea, i biglietti aerei dei funzionari delegati dal Governo a rappresentare l'Italia dovranno essere acquistati o dal funzionario o dall'amministrazione di appartenenza; quest'ultima ipotesi, per molte amministrazioni, non è praticabile, poiché la struttura dei capitoli di bilancio non permette la ricezione del rimborso della Commissione. Inoltre non è possibile giustificare contabilmente tale spesa. Resta, quindi, la sola possibilità a carico del funzionario; questa situazione derivante dal rifiuto dell'agenzia di viaggi convenzionata con il Ministero di fornire i titoli di viaggio è dovuta, probabilmente, a mancati rimborsi da parte di qualche funzionario negligente. La conseguenza è che il ruolo del Governo italiano nell'Unione europea, nella fase di costruzione dei processi decisionali, è affidato alla buona volontà dei funzionari che provvedono autonomamente all'acquisto del titolo di viaggio; le amministrazioni comunicano che non potranno obbligare i funzionari ad anticipare ingenti cifre per le riunioni istituzionali; la situazione, che doveva essere provvisoria, si protrae ormai da molti mesi, con la conseguenza che in molti comitati a Bruxelles la delegazione governativa italiana è risultata assente, con possibili conseguenze sui processi decisionali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto che i processi decisionali presso l'Unione europea passano per il lavoro dei comitati, i quali elaborano i testi, dedicano e negoziano le linee politiche che costituiranno poi le determinazioni politiche dell'Unione europea e che l'assenza quasi forzata dei funzionari italiani comporta inevitabilmente la mancanza della voce italiana, proprio in un momento in cui il nostro Governo si accinge a riallacciare un rapporto costruttivo con la nuova Commissione; quali determinazioni urgenti voglia prendere affinché i funzionari italiani, come i colleghi degli altri Stati membri, possano tornare a difendere gli interessi del nostro Paese nelle sedi comunitarie; quali misure intenda prendere nei confronti di coloro che hanno determinato tale situazione; per quale motivo, trattandosi di compiti istituzionali, non si sia provveduto ad una procedura di emergenza in caso di inadempienze da parte dell'agenzia di viaggi convenzionata. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02436 BALBONI Al Ministro della difesa Premesso che: lunedì 4 novembre 2019 a Ferrara, come in tutte le città italiane, si sono svolte le celebrazioni per rendere omaggio alle forze armate, presidio fondamentale della democrazia, dell'indipendenza e della libertà di ogni cittadino italiano e della pace nel mondo; come di consueto, le celebrazioni si sono svolte nella centrale piazza Trento e Trieste, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città e della Provincia; il saluto della città di Ferrara è stato affidato al vicesindaco Nicola Lodi, a causa di un'indisposizione fisica del sindaco Alan Fabbri; come raccontato anche dalla stampa, nel preciso istante in cui il vicesindaco ha preso la parola, il presidente della Provincia, Barbara Paron, ha platealmente abbandonato lo schieramento delle autorità in segno di protesta contro la persona del vicesindaco e per motivi legati ad un episodio di propaganda politica di cui il vicesindaco, all'epoca semplice cittadino, si era reso protagonista un anno prima; la decisione del presidente della Provincia, che ha voluto trasformare un altissimo appuntamento istituzionale in occasione di effimera e strumentale polemica politica, ha suscitato unanime sdegno tra le autorità presenti e ancor più nella cittadinanza che assisteva alle celebrazioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quale sia la sua valutazione in ordine al comportamento assunto dal presidente della Provincia di Ferrara. Atto n. 4-02437 MARINELLO DI MARZIO PIRRO CASTELLONE LOREFICE ANASTASI CROATTI PUGLIA VACCARO NATURALE ROMAGNOLI LEONE GAUDIANO DRAGO PISANI Giuseppe CAMPAGNA NOCERINO TRENTACOSTE MAUTONE ROMANO SANTANGELO MOLLAME Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Italia è il Paese europeo che vanta il maggior numero di stabilimenti termali. Il settore termale nel nostro Paese riveste storicamente una particolare importanza dal punto di vista turistico, sociale ed economico, contando secondo i dati più recenti, circa 380 stabilimenti, distribuiti in 20 regioni e in oltre 170 comuni, con 60.000 occupati tra i diretti e l'indotto, con un fatturato complessivo annuo di 800 milioni euro circa e una quota del 5 per cento del settore turistico e paesaggistico nazionale; il comparto termale ha comunque risentito dalla crisi economica, con una contrazione del fatturato di circa il 20 per cento nel periodo 2008-2014; in Sicilia e precisamente nella città di Sciacca (Agrigento) esiste un bacino idrotermale che è il più antico e ricco di servizi erogati di cui si trovi traccia nella storia e le cui qualità terapeutiche sono state celebrate dalla letteratura medica di ogni tempo, tra l'altro caratterizzato anche da qualcosa di unico al mondo, quali le grotte vaporose del monte San Calogero; con il decreto legislativo presidenziale n. 512 del 1954 viene istituita l'azienda autonoma delle Terme di Sciacca e con l'art. 23 della legge regionale n. 10 del 1999 prevista la trasformazione in società per azioni. Nel 2005 la Regione Sicilia costituisce la Terme di Sciacca SpA; successivamente Terme di Sciacca SpA è stata posta in liquidazione con l'art. 1 della legge regionale n. 11 del 2007; nel dicembre 2012 viene pubblicato dalla Regione Siciliana il bando per la gestione delle Terme di Sciacca sotto forma di "Avviso pubblico - Manifestazione di interesse per l'affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione dei complessi cremo termali e idrotermali di Sciacca"; ma l'avviso non ottiene offerte degne di considerazione. Nel marzo 2015 l'assemblea dei soci decide la chiusura di tutte le strutture delle Terme di Sciacca; con l'art. 2 della legge regionale n. 20 del 2016 la Regione viene autorizzata a concedere in concessione al Comune di Sciacca la coltivazione del giacimento in uno, con tutti o parte dei beni immobili afferenti al complesso, e in data 25 ottobre 2017 viene stipulato un contratto di concessione tra il Comune e l'Assessorato per l'economia della Regione per 50 anni relativo ad alcuni beni del complesso termale, contratto condizionato e al momento reso esecutivo solo per il parco delle terme e le piscine coperte solfuree, concessione che matura gli effetti giuridici con il verbale di consistenza non ancora completato; considerato che: conosciuta sin dai tempi degli antichi Greci come "Thermai Selinuntiai" (Terme selinuntine), Sciacca ricade all'interno di un'ampia zona geotermica caratterizzata da alcune manifestazioni idrotermali di superficie e delle numerose sorgenti un tempo presenti, a causa di invasivi interventi di captazione, ma anche di conseguenze legate alla normale attività geologica locale; oggi ne restano attive soltanto 5: l'acqua dei Molinelli, l'acqua Santa, l'acqua Salmastra, l'acqua del Carabollace e Fontana calda; il patrimonio immobiliare delle terme di Sciacca si compone dello stabilimento denominato Nuove terme, dello stabilimento denominato Vecchie terme, delle grotte di San Calogero (alimentate dai vapori terapeutici del monte e dalle diverse sorgenti che sgorgavano nel sottosuolo), del Grand hotel delle terme, del grande albergo di San Calogero mai aperto al pubblico, del piccolo albergo di San Calogero, del parco delle terme, delle piscine solfuree coperte all'interno del parco, delle piscine Molinelli, dello stabile ex motel Agip e del complesso ex convento San Francesco; tale patrimonio immobiliare necessita di interventi urgenti, anche strutturali, con l'impiego di ingenti risorse finanziarie, pena il definitivo e irreversibile deterioramento; il perdurante stato di chiusura e di mancata valorizzazione delle terme di Sciacca, con il sostanziale immobilismo della Regione che evidenzia dal 2012 l'incapacità di risolvere il problema, causano ripercussioni assai negative su tutta l'economia del territorio di Sciacca, con pesanti ricadute negative su occupazione, turismo e tessuto sociale locale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga opportuno attivarsi, nell'ambito delle proprie attribuzioni, per sollecitare gli enti locali competenti ad adottare urgentemente tutte le misure atte ad affrontare e risolvere lo stato di fermo e di dissesto attuale; se non ritenga opportuno attivare le necessarie misure nelle sedi di competenza, al fine di attrarre investitori di rilevanza e prestigio nazionale e internazionale che possano riattivare il funzionamento e la piena valorizzazione delle terme di Sciacca, garantendo quindi indotto e piena occupazione lavorativa a migliaia di giovani, che si trovano costretti a lasciare Sciacca e la Sicilia per mancanza di lavoro. Atto n. 4-02438 BRIZIARELLI Al Ministro della giustizia Premesso che: la situazione delle carceri in Umbria è esplosiva, come ribadito anche il 4 novembre 2019 dalla nota della segreteria provinciale del Sappe (Sindacato autonomo Polizia penitenziaria), nella quale si legge che la tensione nel carcere di Terni, dove da giorni la Polizia penitenziaria è costretta a fronteggiare continue rivolte di detenuti di vari etnie, sale ancora; il personale è sotto pressione da parte dei detenuti che si armano di lamette e minacciano atti di autolesionismo e di incendiare sé stessi e le sezioni detentive; secondo quanto si apprende, sembra, inoltre, che tra i detenuti coinvolti nei fatti di Terni alcuni siano quelli recentemente trasferiti dal carcere di San Gimignano, proprio in seguito alle rivolte lì verificatesi. A giudizio dell'interrogante i problemi vanno risolti drasticamente, non scaricati in un'altra struttura carceraria; il personale della Polizia penitenziaria del carcere di Terni è allo stremo, perché è obbligato a permanere in servizio oltre il turno ordinario e fino alla fine dell'emergenza, restando intere giornate in prima linea ad aspettare che ritorni la calma; considerato che: da mesi il problema viene segnalato nel disinteresse generale; il primo firmatario della presente interrogazione ha presentato il 9 settembre 2019 al Ministro in indirizzo l'atto 4-02136 riferito al carcere di Capanne di Perugia, nel quale si sono verificati diversi gravissimi episodi sempre a discapito della Polizia penitenziaria, e più in generale alle altre strutture penitenziarie umbre, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative ai fini della soluzione delle problematiche del carcere di Terni e delle altre strutture penitenziarie umbre e quindi della conseguente revisione dell'intera organizzazione delle strutture carcerarie per evitare la ripetizione di simili gravi episodi. Atto n. 4-02439 SALVINI Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: le immagini dell'università Statale di Milano all'indomani della festa di Halloween organizzata, senza alcuna autorizzazione, dai collettivi studenteschi, rendono pienamente la situazione di assoluto degrado in cui sono stati lasciati i locali dell'università: cumuli di bicchieri e bottiglie, pozzanghere d'alcol, mozziconi di sigarette e sporcizia ovunque; il rettore Elio Franzini ha deciso di pubblicare le foto dello scempio compiuto sul sito dell'università sotto il titolo «Per riflettere insieme», corredate da una lettera aperta che denuncia, senza mezzi termini, il "ricatto" al quale l'università deve sottostare: «Queste feste, del tutto abusive, organizzate da gruppi in larga parte esterni all'Ateneo, che chiedono persino una tariffa per l'ingresso, sono state tollerate per molti anni, quasi fossero l'inevitabile prezzo da pagare per risparmiare la nostra comunità da sfregi peggiori»; in questo clima, a dir poco intimidatorio, il rettore precisa che per evitare l'occupazione si era optato per una chiusura anticipata dell'ateneo alle ore 16, riuscendo però a chiudere i due portoni principali, ma non quello pedonale, di via Festa del Perdono 7, che era stato bloccato dai ragazzi. Alle ore 18 sotto gli occhi del rettore e del direttore generale, alla presenza delle guardie giurate private dell'università, i ragazzi hanno iniziato a scaricare materiali anche infiammabili, oltre a cibi e bevande alcoliche di vario genere, fino alle ore 20. La festa si è svolta tra le ore 22 e le ore 5 del giorno successivo e hanno partecipato centinaia di ragazzi, molti dei quali minorenni. «Siamo rimasti soli - scrive il rettore- testimoni di un reato che si compiva senza nulla poter fare, ad assistere alla preparazione dello scempio che si può vedere nelle immagini e che soltanto per un caso non ha avuto conseguenze peggiori, come quelle che si sono di recente verificate, in contesto del tutto analogo, presso un'altra università italiana». Il riferimento è quanto accaduto a Roma lo scorso giugno, quando un ragazzo perse la vita nel corso di un altro party abusivo all'università Sapienza; gli organi direttivi dell'ateneo milanese avevano avvisato le forze dell'ordine, che infatti hanno organizzato una vigilanza passiva in borghese davanti all'ingresso. L'alternativa sarebbe stata quella di fare entrare la celere nell'università. Un'azione forte, che il rettore ha voluto evitare per esigenze di sicurezza; a giudizio dell'interrogante è inaccettabile che vengano compiuti simili atti di palese illegalità ancor più se all'università, che dovrebbe essere il simbolo stesso della difesa della legalità e dei diritti, quali valori essenziali da trasmettere, si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare affinché questi veri e propri abusi di beni e di spazi pubblici non si verifichino nuovamente e per evitare in futuro episodi simili, che non solo costituiscono situazioni di degrado che ledono il prestigio delle università, ma possono sconfinare facilmente in situazioni di pericolo, come peraltro già avvenuto in passato. Atto n. 4-02440 ARRIGONI CENTINAIO PIANASSO TOSATO CAMPARI PUCCIARELLI ZULIANI SBRANA IWOBI CANDURA FERRERO AUGUSSORI RIVOLTA LUNESU CASOLATI ROMEO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la recente direttiva europea 2019/904 SUP ( single use plastic ), che impone il divieto di commercializzazione dei manufatti monouso in plastica per la somministrazione di cibi e bevande (piatti, posate, cannucce, capsule caffè, eccetera) e che dovrà essere recepita dai Paesi membri entro il 2021, provocherà significativi cambiamenti nelle abitudini e nei consumi dei cittadini europei, in particolare degli italiani; tra le ipotesi di sostituzione dei manufatti monouso in plastica tradizionale, è stata avanzata quella dell'impiego di materiali compostabili, quali carta, legno e plastiche compostabili, che dovrebbero trovare il loro fine-vita nella filiera del recupero dei rifiuti organici, previa raccolta differenziata insieme agli scarti di cucina; a seguito della pubblicazione della direttiva europea, si sta assistendo in Italia ad una frenetica comparsa sul mercato di numerose tipologie di manufatti realizzati in materiali compostabili, in matrice sia singola che accoppiata, che si propongono quali alternative agli omologhi manufatti in plastica tradizionale; la rapida diffusione di manufatti monouso compostabili, anche a seguito della messa al bando anticipata di manufatti monouso in plastica tradizionale da parte di talune amministrazioni pubbliche, sta già determinando alcune criticità, da affrontare immediatamente, al fine di evitare che venga messa in crisi l'intera filiera del recupero dei rifiuti organici che oggi garantisce la gestione di quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti; il consorzio italiano compostatori ha evidenziato le seguenti principali criticità: la compresenza sul mercato di manufatti compostabili e di plastica convenzionale creerà confusione tra i consumatori e gli operatori che effettuano le raccolte, con il rischio di un forte trascinamento di materia plastica nella raccolta differenziata dei rifiuti organici e con un conseguente pesante decadimento della qualità degli stessi rifiuti organici; la presenza di "manufatti compostabili" non certificati in conformità alla norma di riferimento UNI EN 13432 porterebbe ad un pericoloso decadimento della qualità delle raccolte differenziate con un conseguente pesante aggravio dei costi del recupero del rifiuto organico, che ricadrebbe inevitabilmente sulle spalle dei cittadini; l'aumento dei quantitativi di manufatti compostabili delle più diverse fogge e dimensioni all'interno degli scarti di cucina, fino ad oggi presenti in quantitativi trascurabili, avrà come inevitabile conseguenza un significativo cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei rifiuti organici, richiedendo adeguamenti tecnici degli impianti e modifiche procedurali per gestire al meglio questi cambiamenti; tali adeguamenti necessiteranno, oltre che di investimenti, anche di collaborazione tra tutti i rappresentanti della filiera (produttori, distributori, consumatori, amministratori, aziende di raccolta, impianti di riciclo); si paventa quindi un aumento rilevante di frazione estranea all'interno dei sacchetti dell'umido, non sempre riconoscibile, né dal singolo cittadino, né dall'operatore incaricato alla raccolta, anche perché allo stato attuale non esistono né una normativa nazionale che identifica con certezza il materiale compostabile, né linee guida riguardanti il suo utilizzo e conferimento. L'ANCI e i diversi organi di governo stanno chiedendo a gran voce e con urgenza una normativa, che permetta di operare in modo chiaro in tale ambito per evitare problemi di carattere impiantistico; il rischio è che in questa situazione di confusione, cui si aggiunge il potenziale ingresso di prodotti non certificati, di dubbia provenienza e dunque non compostabili, gli operatori del settore percepiscano il serio rischio di compromettere la qualità del prodotto finale del riciclo, vedendosi costretti a chiedere di conferire tali materiali nel sacco della frazione residuale, con un evidente passo indietro nella differenziazione dei materiali, uno dei cardini su cui si impernia l'economia circolare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda tenere nella dovuta considerazione le preoccupazioni e le giuste richieste dei compostatori e di tutta la filiera del recupero dei rifiuti organici, nell'ambito dei provvedimenti di attuazione della direttiva europea SUP; se intenda attivarsi affinché i manufatti compostabili possano avere un'immediata e facile riconoscibilità attraverso l'apposizione di uno specifico simbolo che identifichi la filiera di recupero a cui devono essere avviati (di cui potranno beneficiare nelle varie fasi del ciclo cittadini, raccoglitori e compostatori) da prevedere all'interno di un percorso definito, che garantisca almeno la presenza dei requisiti di compatibilità con il sistema del compostaggio industriale, come la certificazione EN 13432, e la tracciabilità; se intenda favorire lo sviluppo dell'" ecodesign ", di cui si parla spesso, per facilitare il recupero e riciclo di un manufatto immesso al consumo; questo potrebbe costituire un esempio di progettazione ecologica di un bene in funzione del riciclo del bene stesso quando assumerà lo status di rifiuto; se intenda attivare una capillare ed efficace informazione ai cittadini sulle novità prodotte dalla direttiva europea SUP, anche attraverso lo stanziamento di risorse; se intenda prevedere adeguate risorse per gli eventuali investimenti che gli impianti di compostaggio dovranno affrontare per far fronte al cambiamento delle caratteristiche merceologiche e fisiche dei rifiuti organici, causato dall'aumentata presenza dei nuovi manufatti compostabili. Atto n. 4-02441 ROMEO Al Ministro dell'interno Premesso che: la Prefettura e la Questura a Monza rappresentano due presidi importantissimi per la sicurezza di un territorio a cui fanno capo 55 comuni fra Monza e Brianza e che conta circa 900.000 abitanti; per rendere veramente operativi questi organismi è necessario che la dotazione organica sia adeguata ai compiti che devono essere svolti, sia in termini di garanzia della sicurezza sia in termini di efficienza per l'espletamento delle pratiche amministrative e il rilascio dei documenti; attualmente, entrambe le strutture sono sottodimensionate negli organici, anche paragonate a quelle operanti per altre sedi con un numero analogo di abitanti: la Questura, che dovrebbe avvalersi di 185 persone, ne ha solo 128 e la Prefettura, la cui dotazione organica dovrebbe essere di 35 persone, ne ha solo 20, di cui 6 in comando o distaccati da altre sedi; Monza è la terza città della Lombardia e capoluogo di una delle province più produttive d'Italia, ed è impensabile che si protragga una condizione come quella descritta. La carenza di personale fa registrare enormi disagi per i cittadini residenti in quelle zone, ad esempio appare, infatti, paradossale che per il rilascio di un passaporto si sia costretti a mesi di attesa, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per garantire l'efficiente funzionamento della Questura e della Prefettura di Monza. Atto n. 4-02442 DE VECCHIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: negli ultimi mesi si sta assistendo ad un incremento di incidenti sul tratto stradale A91, Roma-Fiumicino, causati, nella maggioranza dei casi, dalla sosta ingiustificata sulla corsia d'emergenza di veicoli, in attesa di entrare nel sedime aeroportuale al fine di incontrare i passeggeri in arrivo; tale pratica sembra essere giustificata esclusivamente dall'intento di evitare la zona a traffico limitato imposta dall'ente gestore aeroportuale "aeroporti di Roma" e, quindi, l'imposizione delle gravose tariffe per il parcheggio, come anche la possibilità di essere sanzionati per aver superato il tempo massimo consentito all'interno di quella ZTL; nonostante gli sforzi giornalieri e costanti attraverso i numerosi passaggi delle pattuglie delle forze dell'ordine su quel tratto di strada per scoraggiare questa pericolosa usanza, il numero dei veicoli in sosta non diminuisce, così come il pericolo che ne consegue; solo pochi giorni fa l'ultimo tragico incidente, per cause ancora da accertare, che ha determinato la morte di una ragazza e che accende di nuovo i riflettori su eventi drammatici accaduti su questo tratto di strada, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente intraprendere azioni incisive, in accordo con tutti i soggetti coinvolti, compresi il gestore aeroportuale, l'Anas e gli amministratori locali, volte a disincentivare la pericolosa sosta ingiustificata di veicoli sulla corsia di emergenza del tratto stradale A 91 Roma-Fiumicino, anche procedendo congiuntamente con azioni che rendano più agevole e conveniente la sosta nei parcheggi autorizzati e sanzionino i trasgressori attraverso rilevazioni con sistemi di videosorveglianza. Atto n. 4-02443 IANNONE Ai Ministri della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il quotidiano "Il Mattino", in data 23 ottobre 2019, riferisce di un'allerta sanitaria europea per prevenire la commercializzazione delle vongole di foce del fiume Sarno; secondo il quotidiano, le analisi hanno evidenziato contenuti di metalli pesanti oltre ogni limite sopportabile dall'organismo umano; il materiale inquinante chimico e biologico, pericolosissimo, è stato rilevato dagli accertamenti condotti in sequenza dalla Asl3, dall'Arpac, dell'Istituto zooprofilattico e dal Dipartimento di sanità pubblica presso la scuola di Medicina e chirurgia dell'università "Federico II"; l'allarme è stato lanciato dalla Capitaneria di porto di Castellammare: gli uomini dell'ammiraglio Pietro Vella, direttore marittimo della Campania, hanno svolto un'attenta azione investigativa dopo che proprio alla Capitaneria stabiese erano arrivate alcune richieste di autorizzazioni alla pesca subacquea professionale da esercitare proprio in quell'area; proprio le richieste hanno creato sospetti, facendo avviare un'attività di monitoraggio e vigilanza; sarebbe emerso che alcune persone avevano iniziato a dedicarsi ad attività di pesca illegale di esemplari di "vongola verace", raccolti nello specchio acqueo prospiciente alla foce del fiume Sarno e nella più ampia zona marina circostante lo scoglio di Rovigliano, al confine tra Castellammare e Torre Annunziata, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del grave fatto e se ritengano che esistano rischi per la salute dei cittadini derivanti dalla commercializzazione di questo pescato illegale. Atto n. 4-02444 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: per mancanza di fondi la Asl di Salerno prende tempo e intanto migliaia di bambini dell'intera provincia restano senza cure; questo si apprende dalla stampa locale all'indomani dell'esito del tavolo di confronto tra l'azienda sanitaria locale e i centri della riabilitazione per trovare una soluzione al problema dell'interruzione delle terapie per superamento dei tetti di spesa; ancora una volta la sanità pubblica sta girando le spalle alle centinaia di mamme di minori, affetti da varie patologie anche gravi, ai quali sono state interrotte le cure, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo nuovo scandalo che riguarda la sanità in Campania; se ritenga possibile che in un Paese che si definisce civile venga negato il diritto alla cura ai bambini e che questo costituisca solo l'ultima vergogna, figlia del fallimento delle politiche sanitarie dell'amministrazione campana; quali iniziative intenda intraprendere per restituire i loro diritti ai bambini che necessitano di cure e alle loro famiglie. Atto n. 4-02445 IANNONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: è sorprendente quanto emerso dai dati pubblicati circa la spesa pro capite per il gioco d'azzardo in Italia, provincia per provincia; per quel che riguarda l'Abruzzo, sono tre le province nelle prime 10 posizioni per denaro speso tra gratta e vinci, lotterie e giochi on line : Teramo (400 euro per abitante) e Pescara (356 euro), ad esempio, si trovano tra le province con la spesa più alta pro capite , in uno score che vede primeggiare Prato (576 euro pro capite ) e che si chiude con L'Aquila (354 euro), a certificazione di un fenomeno che, in 10 anni, ha quintuplicato le sue dimensioni; è la provincia de L'Aquila dove si detiene infatti il singolare primato di slot machine per numero di abitanti. Nella medesima classifica si trovano anche Como e Rovigo (394 euro), Sondrio (369 euro), Fermo (con 357 euro), Latina (355 euro); a livello nazionale, invece, la top ten per città e relative province è chiarissima: Roma, Milano, Napoli, Torino, Brescia, Bergamo, Salerno, Bari, Caserta, Bologna. La metà al Nord, una al Centro e quattro al Sud, dove domina la Campania, incontrastata e con una crescita sostanzialmente in regola con gli score degli ultimi anni e più in particolare del 2017: spesi, nel 2018, infatti circa 1,8 miliardi di euro (la sessione, minima, è dello 0,4 per cento). Napoli è la provincia più ampia e il luogo in cui la spesa è stata maggiore, con 945,7 milioni di euro; analizzando meglio i valori della spesa pro capite , la classifica cambia e si ribalta, vedendo Salerno e Caserta come città e province dalla spesa pro capite più alta: 330 euro e 363 milioni di euro nel primo caso, 350 euro e 323 milioni nel secondo. Invece Benevento chiude a 292 euro di spesa pro capite ed 80 milioni totali, Avellino con 257 euro e 107 totali. Sottraendo le somme vinte dai giocatori, Salerno continua a dominare con un dato pari a 1.464 euro, Napoli invece chiude a 1.289 euro, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda realizzare per combattere la ludopatia, in particolare nelle aree della nazione più afflitte da questa piaga, che minaccia la vita di intere famiglie; quali azioni di contrasto al gioco d'azzardo intenda promuovere per tendere ad un modello sociale fatto di gioco responsabile. Atto n. 4-02446 IANNONE Ai Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: due casi di scabbia si sono verificati in altrettante scuole del centro di Eboli (Salerno), come riporta "Il Mattino" del 1° novembre 2019; la notizia si è subito diffusa tra i genitori e i piccoli alunni colpiti dalla scabbia non sarebbero ricoverati in nessuna struttura ospedaliera, come inizialmente affermato da alcune persone del posto; presso le scuole è stato organizzato un incontro con un medico della Asl per mettere al corrente i genitori della situazione; il medico ha predisposto visite dermatologiche urgenti per i bambini entrati in contatto con le due pazienti, per le insegnanti ed i collaboratori scolastici; per gli altri alunni nessun provvedimento è stato preso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto e se ritenga che ci siano concreti rischi di contagio. Atto n. 4-02447 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'interno Premesso che: la vicenda accaduta il 30 ottobre 2019 al giornalista Fausto Biloslavo inviato di guerra, invitato alla facoltà di Sociologia di Trento per discutere sulla crisi in Libia, cui è stato impedito di prendere la parola a causa delle intemperanze di un gruppo di facinorosi di estrema sinistra, rappresenta a giudizio dell'interrogante l'ennesima conferma della situazione di evidente intolleranza esistente nella città trentina, a causa di ripetuti atti di violenza, molto spesso non soltanto ideologica, perpetrati da parte dalla sinistra antagonista nei riguardi della comunità civile; la denuncia da parte di uno studente di Giurisprudenza dell'università di Trento, il quale è stato pesantemente insultato durante una conferenza in ateneo mercoledì 16 ottobre 2019 e addirittura inseguito e minacciato dagli stessi anarchici che hanno negato il diritto di parola al giornalista, evidenzia il "clima di terrore" causato in città da parte del collettivo universitario "Refresh", che organizza picchetti per impedire la libertà di pensiero all'interno dell'università, luogo che dovrebbe in realtà costituire una sede d'insegnamento e di libera espressione; a giudizio dell'interrogante, l'aspetto più inquietante della vicenda è costituito anche dal comportamento incomprensibile da parte della medesima università trentina, che ha deciso di subire gli atteggiamenti violenti della minoranza di estrema sinistra, ricorrendo ad un cavillo formale e vietando, all'ultimo momento, l'accesso all'aula "Kessler" al famoso giornalista, collettivo che usa tra l'altro, impunemente per i propri scopi sovversivi, gli spazi universitari senza che il rettore faccia nulla per impedire tali azioni inacettabili; le condizioni attuali all'interno dell'università di Trento necessitano pertanto, a parere dell'interrogante, interventi urgenti e indifferibili, in relazione ai livelli inaccettabili d'intransigenza e pericolosità dimostrata, oramai da anni, da parte degli anarchici insurrezionalisti presenti nel territorio trentino, i quali, oltre a vietare lo svolgimento di pubblici e pacifici incontri (quale quello in precedenza richiamato legato alla situazione attuale in Libia e alle missioni internazionali da parte del nostro Paese), diffondono senza alcun impedimento volantini e striscioni offensivi nei riguardi dei partecipanti ai dibattiti, come in questo caso, nei confronti del giornalista Fausto Biloslavo, nella più completa autogestione dell'ateneo, senza alcuna forma di opposizione da parte dell'amministrazione universitaria, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle proprie competenze, in relazione a quanto esposto; se siano a conoscenza delle condizioni evidentemente precarie, in termini di sicurezza e di osservanza delle leggi e dello svolgimento delle attività di ateneo, attualmente in corso all'interno dell'università di Trento, a causa della presenza di soggetti appartenenti alla sinistra estrema, i cui comportamenti violenti e intolleranti destano da tempo gravi disagi per lo svolgimento normale delle attività didattiche, nonché per l'organizzazione di incontri pubblici in forma libera e pacifica; quali iniziative urgenti e necessarie di competenza intendano intraprendere, al fine di ripristinare le condizioni di normalità all'interno dell'ateneo condizionato dagli eventi deprecabili, che in modo continuativo si stanno verificando a causa del boicottaggio da parte di soggetti appartenenti ad una sinistra ideologica fuori da ogni tempo. Atto n. 4-02448 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'interno e dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il 30 ottobre 2019 all'interno dell'università di Trento si è verificato l'ennesimo atto di violenza da parte degli anarchici insurrezionalisti di sinistra, i quali nel corso di un dibattito pubblico con il giornalista inviato di guerra Fausto Biloslavo, in merito all'attuale situazione in Libia, hanno ripetutamente interrotto il suo intervento, attraverso dimostrazioni di protesta, addirittura culminate con tentativi di aggressione e devastazione dell'aula; lo stesso incontro tenutosi all'interno del dipartimento di Sociologia era stato in precedenza annullato a causa delle vibranti e inaccettabili rimostranze da parte del collettivo universitario "Refresh", che continua indisturbato ad impedire la libertà di pensiero all'interno dell'università, luogo che dovrebbe in realtà costituire una sede d'insegnamento e di libera espressione; le ingiurie e gli slogan nei confronti del giornalista e delle persone interessate all'incontro sono state concesse, a parere dell'interrogante, anche grazie all'estrema tolleranza da parte del rettore Paolo Collini e del direttore generale dell'università Alex Pellacani, i quali, anziché evitare l'ingresso all'interno dell'aula all'aula "Kessler" degli individui violenti (che da anni, oramai, agiscono, nella più completa libertà, nel compimento di atti di estrema prepotenza e intolleranza, non solo all'interno dell'università, ma anche nel territorio cittadino), hanno consentito che gli anarchici prendessero parte all'incontro, conclusosi in maniera incresciosa; l'episodio si lega ad un altro atto d'intimidazione e di violenza, avvenuto lo stesso 30 ottobre, all'istituto "don Milani" di San Giorgio a Rovereto (Trento): un acceso diverbio che ha visto coinvolti due studenti della scuola ed il genitore di uno di questi, dirigente cittadino di Fratelli d'Italia, i quali sono stati aggrediti da uno studente che, in una sorta di delirio di onnipotenza, ha provocato ferite e inveito contro i due, che hanno successivamente fatto ricorso alle cure ospedaliere; l'episodio di bullismo, che ha richiesto l'intervento degli agenti di polizia e di un'ambulanza, peraltro non nuovo nella città di Rovereto, evidenzia, a parere dell'interrogante, una condizione di palese disagio e difficoltà esistente non soltanto a Rovereto, ma (come dimostra anche la vicenda di Trento) anche a livello regionale, in cui i livelli di presidi e tutela nei riguardi della comunità trentina appaiono insufficienti a garantire un pacifico svolgimeno della quotidianità; rapide misure, finalizzate ad assicurare il rispetto delle leggi e dei regolamenti, la sicurezza urbana e l'osservanza delle norme di comportamento in materia di convivenza civile, vivibilità e decoro (considerando gli avvenimenti che, con estrema frequenza stanno caratterizzando negativamente lo svolgimento della vita sociale trentina: dai cortei di protesta degli anarchici, che terminano in devastazione di vetrine di negozi e deturpazione e imbrattamento di strutture pubbliche, agli atti di protesta e di intimidazione che avvengono all'università di Trento), risultano a giudizio dell'interrogante urgenti e necessarie, in relazione agli avvenimenti di reiterata violenza, in corso da tempo nella regione, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se siano a conoscenza degli episodi di violenza avvenuti all'università di Trento e alla scuola don Milani di San Giorgio a Rovereto; se non convengano sulla necessità di intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di prevedere adeguate misure volte a potenziare i livelli di sicurezza e di tutela nei riguardi della comunità trentina e del territorio, nonché provvedimenti disciplinari in grado di assicurare il massimo rispetto e l'osservanza dei regolamenti all'interno dell'università. Atto n. 4-02449 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia Premesso che: le ingenti risorse finanziarie pubbliche che la Rai - Radiotelevisione italiana SpA destina alla società controllata Rai Cinema, per l'acquisto dei diritti delle opere cinematografiche e la relativa distribuzione commerciale, effettuati tramite la "01 Distribution" (casa di distribuzione cinematografica italiana, specializzata nella distribuzione di film italiani ed internazionali e dell' home entertainment ), i cui risultati conseguiti in termini di redditività e di successo aziendale evidenzierebbero da diversi anni scarsi e preoccupanti risultati in termini industriali, impongono, a giudizio dell'interrogante, urgenti misure d'intervento finalizzate a verificare il corretto utilizzo di tali finanziamenti; secondo la documentazione in possesso dell'interrogante (nonché dal contenuto dell'atto di sindacato ispettivo 4-01983, del 18 luglio 2019, ancora in attesa di risposta) emergerebbe che Rai Cinema, attraverso investimenti di svariati milioni di euro, avrebbe acquistato nel corso degli anni film da trasmettere successivamente sulle reti Rai (molti peraltro mai effettivamente andati in onda) a costi esorbitanti, ai quali si sommerebbero ulteriori costi per la distribuzione di proventi da destinare a soggetti "vicini" alla società 01 Distribution, senza che tale percorso di vendita commerciale sia stato in realtà regolato da una previsione di ritorno economico positivo e concreto, con le conseguenze che il 90 per cento dei titoli distribuiti non sarebbe riuscito a coprire neanche le spese sostenute, mentre al contrario ha determinato (da tempo) una perdita secca per l'azienda pubblica; l'interrogante evidenzia ancora come all'interno della società Rai Cinema emergerebbero ulteriori profili di criticità e di dubbia osservanza della normativa in materia di anticorruzione, in relazione all'inosservanza dei principi di rotazione degli incarichi dirigenziali, in considerazione che il signor Paolo Del Brocco, ai vertici dell'azienda addirittura dall'anno 2007, prima come direttore generale e successivamente, dall'anno 2010, come amministratore delegato, e il signor Giuseppe Sturiale, attualmente direttore generale e in carica dal 2010, non sono mai stati avvicendati all'interno dell'azienda medesima, disattendendo pertanto quanto disposto dalla legge n. 190 del 2012 che obbliga le pubbliche amministrazioni, in particolare quelle ad elevato rischio di corruzione, alla rotazione di dirigenti e funzionari con qualifiche di elevato profilo, al fine di garantire un'efficacia preventiva; secondo quanto risulta inoltre dalla documentazione in possesso dell'interrogante, anche ulteriori società controllate dalla stessa Rai conseguirebbero risultati negativi e deludenti: Rai Pubblicità SpA, il cui considerevole spreco di risorse pubbliche è da addebitare anche alla pianta organica dei dipendenti, reputata sproporzionata (oltre 360 unità, fra i quali numerosi dirigenti, che non contribuiscono evidentemente al miglioramento dei conti aziendali) che determina in realtà, con il proprio infruttuoso operato, una raccolta pubblicitaria con un trend in perdita; Rai Com, le cui risultanze sfavorevoli si evincono anche dalla decisione della stessa Rai di internalizzare le attività, istituendo al suo interno una direzione commerciale per ottimizzare il processo e ridurre le inefficienze; tale quadro, a parere dell'interrogante, ove fosse confermato, sarebbe inquietante ed inaccettabile in relazione ad uno spreco di risorse pubbliche ingenti (senza rigorosi sistemi di controllo nella gestione di tali importanti risorse finanziarie) e delinea altresì una scarsa attenzione anche da parte delle autorità competenti nella verifica gestionale e nel corretto impiego di tali stanziamenti pubblici; appare conseguentemente urgente e indifferibile avviare adeguate iniziative volte ad accertare le condizioni attuali in particolare di Rai Cinema, sia in relazione al corretto utilizzo dei fondi pubblici che in merito all'organizzazione del personale, la cui osservanza delle disposizioni indicate dalla citata legge n. 190 del 2012 sembrerebbe a giudizio dell'interrogante essere stata disattesa da diversi anni, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se non ritengano urgente e necessario avviare opportune verifiche, al fine di accertare l'operato della gestione delle società controllate dalla Rai, in particolare Rai Cinema, la cui inosservanza del rispetto delle norme in materia di trasparenza e di economicità, ove fosse accertata, imporrebbe immediate misure preventive da parte del Governo, volte a prevedere un cambio ai vertici della società controllata dalla Rai, nonché a potenziare i sistemi di controllo e di vigilanza delle risorse pubbliche destinate alla medesima azienda cinematografica. Atto n. 4-02450 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per gli affari europei Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: all'Agenzia spaziale italiana (ASI), ente pubblico nazionale, con il compito di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale, in conformità con gli indirizzi strategici fissati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è attribuito il compito di attuare la politica aerospaziale, attraverso risorse finanziarie stanziate dal Governo; il budget annuale dell'Agenzia, al cui interno prestano servizio circa 200 dipendenti, risulta essere di circa 1,3 miliardi di euro e che la realizzazione dei programmi scientifici e dei piani triennali ha subito nel corso degli anni profonde tensioni, a causa di una pressante invadenza politica, che ha condizionato in senso negativo una delle principali "vetrine" dell'alta tecnologia italiana; l'interrogante evidenzia altresì che, nel corso del mese di novembre 2019, la città di Siviglia ospiterà il consiglio ministeriale dell'Agenzia spaziale europea (ESA), con la partecipazione dei delegati degli Stati membri e di osservatori, allo scopo di promuovere nuove proposte e finanziamenti per gli anni di lavoro successivi; la denominazione di tale convegno internazionale sarà "Space19+", con la funzione di orientare le ambizioni e le prossime sfide del settore spaziale europeo; secondo quanto risulta da un'intervista pubblicata sul quotidiano su internet "lindro", l'ex commissario straordinario Silvano Casini ha evidenziato come in questi anni il nostro Paese, a causa della mancanza di un quadro strategico indipendente e quindi di una volontà operativa autonoma, ha permesso al "binomio" Francia-Germania di assumere la leadership europea della politica di ESA, determinando un'incomprensibile incoscienza del supporto tecnologico e finanziario di parte italiana a programmi di stretto interesse franco-germanico, spesso "sbagliati", come dimostra l'attuale crisi dei lanciatori europei (tutti fuori mercato, persino quelli in fieri "Ariane 6", come peraltro evidenziato anche dalla Corte dei conti francese) ricevendone ritorni economici ben lontani dal nostro contributo effettivo (con ruoli ben inferiori rispetto a quelli che il nostro Paese in realtà meriterebbe); secondo Casini, questa scarsa lungimiranza italiana sta conducendo ad un assoggettamento ad interessi non condivisi, come dimostra l'annunciato considerevole aumento dei contributi a ESA, propugnato da responsabili dell'ASI, senza tuttavia che sia stato fornito un dettaglio comprensibile, né una visione integrata con le iniziative nazionali, bilaterali o in ambito UE (che risulterebbero peraltro in pieno contrasto con la politica della Commissione europea in materia di indebitamenti); gli effetti di tale condotta gestionale, a giudizio dell'ex commissario, stanno determinando all'interno dell'ASI una situazione da "vascello fantasma", "senza bussola" né "pilota", anche a causa del mancato completamento della riforma della governance spaziale nazionale, che continua a produrre i suoi effetti di confusione e incoerenza, anche in relazione alla scelta discutibile della nomina dell'attuale presidente, nominato da poco tempo, a capo dell'azienda, il quale, anziché difendere gli interessi nazionali in materia aereospaziale (rappresentando il Governo nei consigli europei ordinari ESA), agirebbe soltanto in sintonia con gli interessi franco-tedeschi; appare necessario, secondo Casini, in considerazione delle numerose criticità riportate, soprattutto di natura finanziaria e gestionale, prevedere o una sospensione della prossima conferenza ministeriale ESA di Siviglia, oppure stabilire la non partecipazione del nostro Paese a tale evento, in considerazione anche della mancanza del tempo necessario da parte del Governo (insediatosi da pochi mesi) ad analizzare le tematiche in agenda molto complesse, che hanno un impatto forte sull'attività spaziale italiana e europea per i prossimi 10 anni: questioni tecnico-scientifiche, nessuna delle quali tuttavia appare così urgente da non consentire maggiori approfondimenti e valutazioni (anche alla luce delle evoluzioni ancora non definite del contesto internazionale, in particolare nel settore dei lanciatori e dell'esplorazione spaziale); tali osservazioni a giudizio dell'interrogante risultano condivisibili e destano preoccupazione, in relazione alle articolate argomentazioni evidenziate dall'ex Commissario Casini, il quale ha altresì affermato come le conseguenze finanziarie derivanti dalle decisioni della conferenza internazionale rischierebbero un impatto economico sconosciuto e non chiaro rispetto all'eccessivo indebitamento italiano, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo, intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se condividano le dichiarazioni dell'ex commissario dell'Agenzia spaziale italiana, con riferimento in particolare all'esigenza di prevedere una moratoria dell'imminente conferenza internazionale di Siviglia, o stabilire la non partecipazione dell'Italia a tale convegno, sia per ragioni di inutile dispendio di risorse pubbliche, che per motivazioni legate ad una mancanza di chiarezza della governance della medesima Agenzia nelle strategie da adottare (nell'ambito delle future sfide internazionali nel settore aerospaziale) il cui potere negoziale appare fortemente sbilanciato in favore dell'asse franco-tedesco; quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere al fine di rivedere le politiche di sviluppo del nostro Paese nel settore riposizionandolo in ambito internazionale in ruoli di primo livello. Atto n. 4-02451 PIARULLI LOMUTI PISANI Giuseppe RICCARDI PUGLIA LUCIDI LANNUTTI ROMANO Al Ministro della giustizia Atto n. 4-02452 LONARDO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nelle ultime settimane il nostro Paese è stato colpito da numerose precipitazioni che hanno creato, in alcuni casi, gravi danni alle infrastrutture stradali e scolastiche in numerosi comuni di Italia; la situazione meteorologica continua ad essere molto incerta e numerosi sindaci sono spesso vincolati, nell'esecuzione delle loro prerogative, tra le responsabilità, anche penali, al fine di garantire la sicurezza degli edifici e la garanzia dello svolgimento delle attività didattiche; lo stato di molti edifici scolastici italiani versa in condizioni precarie e sarebbe opportuno un intervento strutturale e programmatico che coinvolga anche l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, al fine di evitare disagi per le famiglie e gli studenti dovuti spesso all'impossibilità di svolgere attività didattiche, nonché per ridefinire un quadro normativo che non lasci ai sindaci la responsabilità ultima delle scelte assunte in merito all'agibilità, per sapere: se non si intenda avviare un tavolo permanente con l'Associazione dei Comuni italiani al fine di addivenire ad una soluzione delle problematiche esposte; quali misure si intenda attuare al fine di garantire l'attività dei sindaci e contestualmente il regolare svolgimento delle attività didattiche; se non si ritenga che debba essere il Dipartimento della protezione civile nazionale a vincolare i sindaci per le eventuali ordinanze sindacali di chiusura. Atto n. 4-02453 BOSSI Simone Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Ministro in indirizzo ha recentemente effettuato una missione diplomatica in Cina per partecipare alla seconda edizione della China nternational import expo (CIIE), svoltosi a Shanghai; durante la missione, il Ministro ha dichiarato a mezzo stampa di aver "chiuso accordi che erano fermi da tempo", e di aver "messo mano a nuovi accordi che saranno chiusi tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020", riguardanti il settore delle esportazioni, nello specifico relativamente al commercio della carne bovina e del riso; nel marzo 2019 l'Italia ha firmato un memorandum d'intesa con la Cina, con l'obiettivo di aumentare la quota di export italiano verso il Paese asiatico; considerato che: la bilancia commerciale italiana nei confronti della Cina presenta un saldo fortemente negativo; secondo i dati Istat nel 2019 l' export italiano in Cina è aumentato solamente dello 0,3 per cento, al contrario delle importazioni dalla Cina che sono aumentate del 6,4 per cento; il Ministro, dopo aver ottenuto che la delega del commercio estero passasse dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, non ha ancora assegnato la delega a nessun sottosegretario; il ritardo nel conferimento della delega al commercio estero sta causando problematiche nel funzionamento delle macchine ministeriali preposte; l'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, si apprende da organi di stampa, attende da due mesi che si riunisca la cabina di regia dell' export , si chiede di sapere: quali iniziative di sua competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di incentivare la promozione del made in Italy e riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina; in che cosa consistano i due accordi preannunciati a Shanghai, e da quando entreranno in vigore; quando verrà risolta la questione del conferimento delle delega al commercio estero, alla luce delle problematiche espostee dell'importanza che l'intero settore, che impatta per il 30 per cento del PIL italiano. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-01225 della senatrice Garavini, sulla possibilità per i funzionari italiani di partecipare ai lavori dei comitati della Commissione europea; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01216 della senatrice Pergreffi, sul miglioramento del servizio offerto dalla tramvia Bergamo-Albino.