Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 118 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,37). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che nella seduta odierna, senza orario di chiusura, avrà luogo la votazione degli emendamenti presentati al decreto-legge sblocca cantieri. Alle ore 20 saranno discusse le mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici. La votazione di eventuali emendamenti residui al decreto-legge proseguirà, sempre nella seduta odierna, dopo la discussione delle mozioni. Le dichiarazioni di voto e il voto finale del decreto avranno luogo nella seduta di domani, con inizio alle ore 10. L'ordine del giorno della seduta di domani prevede inoltre la discussione delle mozioni su Radio Radicale. Il question time già previsto per questa settimana non avrà luogo. Resta confermato che la prossima settimana sarà dedicata prevalentemente ai lavori delle Commissioni. È stata peraltro prevista una seduta dell'Assemblea mercoledì 12 giugno, dalle ore 9,30 alle ore 20, per la discussione dei seguenti provvedimenti già previsti nel calendario di questa settimana: disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica concernente la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni; disegno di legge sul contrasto alla circonvenzione degli anziani; ratifica con il Kenya sul Centro spaziale Luigi Broglio; risoluzione della Commissione agricoltura sull'invasione della cimice marmorata asiatica. (Brusio). Colleghi, vi chiederei però un po' di silenzio, perché da qui si fa fatica con questo brusio. Il seguito della discussione di tali argomenti, ove non conclusi, avrà luogo nella settimana dal 18 al 20 giugno, dopo l'esame del decreto-legge sul servizio sanitario della Regione Calabria e le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno. Restano confermati gli altri provvedimenti in calendario. Calendario dei lavori dell'Assemblea, variazioni Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 1248 Conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1248. Ricordo che nella seduta del 29 maggio i relatori hanno svolto la relazione orale, è stata respinta una questione pregiudiziale e hanno avuto luogo la discussione generale e le repliche dei relatori e del rappresentante del Governo. La 5 a Commissione ha appena terminato i lavori. Chiedo al senatore Pesco di informarci sul loro esito e di dirci, poiché non è ancora arrivato il parere scritto, se possiamo iniziare a votare l'articolo 1. PESCO (M5S) . Signor Presidente, i lavori sono finiti circa dieci minuti fa e purtroppo serve del tempo per elaborare il parere. Sono soddisfatto per il lavoro svolto e ringrazio i colleghi e i funzionari che ci hanno aiutato. Servirebbero almeno due ore per concludere. Sospendendo la seduta d'Assemblea fino alle ore 11,30 circa avremmo il tempo utile per riuscire a portare in Aula un lavoro ben fatto. Inversione dell'ordine del giorno PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito all'unanimità un calendario che prevedeva una sospensione alle ore 20 per la trattazione delle mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici. Proporrei un'inversione di questo passaggio in modo da impiegare adesso quelle circa due ore e mezza che avremmo impegnato questa sera. In questo modo, appena finita la discussione sulle mozioni, saremmo pronti per iniziare a votare gli emendamenti al decreto-legge sblocca cantieri giacché la Commissione bilancio avrebbe intanto il tempo di collezionare testi. Se non ci sono osservazioni, potremmo procedere in questo modo. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, mi dispiace ma non posso accogliere la proposta del collega Patuanelli. In sede di Conferenza dei Capigruppo abbiamo fatto una scelta, peraltro molto forzata, cui abbiamo aderito - come sempre - soltanto per il nostro senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni. Voglio, però, ricordare che l'emendamento risolutivo, almeno per la maggioranza, relativo alla modifica del codice degli appalti - quindi non è una barzelletta, ma una cosa molto complicata - a me è arrivato ieri sera alle ore 21. Noi abbiamo impegnato la notte e la mattina per decidere come votare perché dovevamo analizzare il testo. Pertanto, queste due ore che la Commissione chiede per sé per elaborare il parere definitivo noi le vorremmo utilizzare per verificare il testo che è stato consegnato, peraltro in grave ritardo. La procedura, secondo noi, è molto inusuale: ci sono stati subemendamenti riscritti, gli emendamenti sono stati riformulati varie volte e con un artificio tecnico si è voluto impedire a noi di proporre subemendamenti al testo della maggioranza. C'è un limite anche alla pazienza e al far finta di non vedere che c'è un Regolamento che non viene rispettato. Adesso basta: due ore di tempo le vogliamo impiegare per leggere ciò che ci avete consegnato ieri sera alle ore 21. Per quanto ci riguarda, le mozioni relative ai cambiamenti climatici si discuteranno un'altra volta e non per responsabilità nostra, ma della maggioranza che governa. (Applausi dal Gruppo FdI) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, non è questo un intervento su come siamo arrivati in questa situazione, sui ritardi, gli scontri interni della maggioranza e le contraddizioni, in qualche caso anche umilianti, per il Parlamento. A questo punto, però, credo che la proposta del senatore Patuanelli sia ragionevole e rispetti le decisioni che sono state prese all'interno della Conferenza dei capigruppo. Il parere del Partito Democratico è pertanto favorevole alla proposta di partire dalle mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici. Tra l'altro, oggi è una giornata particolarmente importante: abbiamo molto insistito affinché le mozioni su questo tema potessero essere discusse nella giornata mondiale dell'ambiente e, quindi, siamo ben lieti di cominciare da esse, visto che per noi sono così rilevanti. (Applausi dal Gruppo PD) . BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, anche noi non faremo perdere tempo all'Assemblea, che ne ha perso purtroppo già tanto per colpa dei dissidi continui della maggioranza. Tra l'altro, l'aspetto più fastidioso, non solamente per i lavori del Parlamento, ma soprattutto per la mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, è che non si è tenuto conto del lavoro svolto in Commissione. Devo dire che anche l'emendamento è fortemente preclusivo di tutti gli emendamenti e subemendamenti che sono stati elaborati, a volte anche con il consenso di una buona parte, se non dell'unanimità, dei componenti della Commissione. Vogliamo infatti lasciare a verbale - non solo per noi, ma per tutti quelli che ci ascoltano, che mi auguro siano tanti - che abbiamo cercato di trarre il meglio dal provvedimento al nostro esame, seppur non ne condividiamo la versione definitiva, affinché il settore delle costruzioni e il settore immobiliare possano finalmente aprire i cantieri che dovrebbero far ripartire la crescita. Tuttavia, avendo già stigmatizzato gli aspetti più negativi, cioè la perdita di tempo e la mancanza di considerazione delle ragioni della minoranza, che comunque rappresenta una parte significativa del nostro Paese, non possiamo avallare un'ulteriore perdita di tempo e quindi accettiamo la proposta ragionevole del presidente Patuanelli di discutere prima le mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici e, successivamente, esaminare gli emendamenti relativi al provvedimento sblocca cantieri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, devo dire che siamo un po' esterrefatti perché ormai ci stanno abituando ad un cambio continuo di scenario, con un livello di responsabilità elevatissimo. Lei, Presidente, mi è testimone che questa era la nostra proposta; avevamo infatti proposto di discutere questa mattina le mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici, anche perché prevedono dei tempi molto precisi, ma la maggioranza non ha accettato tale proposta. Adesso invece ci arriviamo. Riteniamo importante discutere le mozioni nella giornata di oggi perché la giornata mondiale dell'ambiente non è soltanto una celebrazione rituale, ma presuppone che finalmente i decisori politici e, quindi, anche noi, diano indicazioni precise in Assemblea per combattere la crisi ambientale e i relativi cambiamenti climatici. Pertanto anche noi accediamo alla proposta di iniziare a discutere le mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, non voglio soffermarmi sul metodo con cui abbiamo affrontato il provvedimento in Commissione bilancio. Ricordo che ieri sera abbiamo ricevuto un emendamento, che io vorrei chiamare un super emendamento, all'articolo 1, che sarebbe necessario studiare molto bene perché è molto complicato. Nonostante ciò, ritengo ragionevole la proposta avanzata dal senatore Patuanelli: non abbiamo da perdere altro tempo e penso che la tematica di cui adesso vogliamo parlare sia estremamente importante; quindi, anche noi siamo d'accordo che si inizi adesso l'esame delle mozioni sui cambiamenti climatici. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, non posso non notare che evidentemente c'è stato un accordo precedente all'inizio della seduta di Assemblea tra le forze politiche, per il quale noi non siamo stati interpellati (Commenti) . Dunque prendo atto che la Conferenza dei Capigruppo non serve assolutamente a nulla e che i diritti dei Gruppi più piccoli non vengono tenuti in considerazione, anche rispetto alla nostra procedura interna, sugli interventi e sulla possibilità di intervenire, che in questo momento ci vede penalizzati, perché il senatore del nostro Gruppo che sarebbe dovuto intervenire questa sera in questo momento non è in Aula. Signor Presidente, faccio quindi appello a lei, perché quanto deciso in Conferenza dei Capigruppo venga mantenuto. Altrimenti le chiedo una sospensione, per presentare un testo 2 ad un emendamento di Fratelli d'Italia sul decreto-legge sblocca cantieri e le chiedo anche la possibilità di subemendare o di riscrivere subemendamenti. Voglio capire se mi nega questa possibilità o la consente a me, come l'ha consentito ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega. Voglio capire se c'è un solo Regolamento o se ce n'è uno che funziona per la Lega e la maggioranza e un altro che funziona per le opposizioni. Quindi, signor Presidente, la invito a darmi una risposta: vorrei presentare un testo 2 ad un emendamento presentato da Fratelli d'Italia. Mi consente il tempo di presentarlo e mi consente la possibilità di depositarlo? Perché questo è quello che è avvenuto per la maggioranza ieri e i giorni precedenti. PRESIDENTE . Anzitutto vorrei dirle, senatore Ciriani, che non permetto a lei, come a nessuno, di dire che qui si fanno trattamenti dispari, a seconda che si tratti della maggioranza o dell'opposizione (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Questo non glielo consento, avendo lavorato per tutta la settimana a verificare le ammissibilità e avendolo fatto con un bilancino, che significa legge uguale per tutti. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Fatta questa doverosa premessa, lei dovrebbe conoscere meglio di me l'articolo 56 del Regolamento del Senato, che al comma 3... ( Commenti del senatore Ciriani ). Permetta: io l'ho lasciata parlare. Che, come dicevo, al comma 3 prevede esattamente la possibilità dell'inversione della trattazione degli argomenti all'ordine del giorno, seguendo determinate regole, che osserverò in maniera pedissequa. Fatta questa premessa, la inviterei a ritirare le affermazioni che lei imprudentemente ha manifestato o a chiedere scusa per esse. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, anche io ho difficoltà ad accettare che ci sia una lesione del principio di correttezza tra i Presidenti dei Gruppi, come è stato appena affermato dal presidente Ciriani. Non ho avuto alcuna interlocuzione e lo possono confermare la senatrice Bernini, il senatore Marcucci, la senatrice De Petris e altri Presidenti, se non con il presidente Romeo che, ovviamente, essendo parte della maggioranza, ho sentito tre minuti fa al telefono prima di avanzare quella proposta: ovviamente lo faccio con il collega di maggioranza. Non c'è stata alcun'altra interlocuzione con i Capigruppo, altrimenti lo faccio con tutti, come sempre e come sempre ho fatto in questo anno di legislatura. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ho avanzato una proposta all'Assemblea ed è una proposta che mi sarebbe piaciuto portare avanti all'unanimità, perché non mi sembrava lesiva di alcun diritto. Dopodiché c'è l'articolo 56, comma 3, del Regolamento e quindi voteremo la proposta. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . "Ai sensi dell'articolo 56, comma 3, del Regolamento del Senato i sottoscrittori della presente chiedono l'inversione dell'ordine dei lavori, con la discussione delle mozioni sui cambiamenti climatici, prima della votazione relativa al disegno di legge n. 1248". Qui c'è la sottoscrizione degli otto senatori, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 56, comma 3, del Regolamento del Senato. Posto che dobbiamo raccogliere tutte le adesioni di coloro che intendono intervenire, sospendo la seduta per un quarto d'ora, per dare modo ai vari Gruppi di presentare l'elenco degli iscritti a parlare. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 9,56, è ripresa alle ore 10,19) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Discussione delle mozioni nn. 85 (testo 3), 97, 122 e 135 sul contrasto ai cambiamenti climatici PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00085 (testo 3), presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, 1-00097 , presentata dalla senatrice Gallone e da altri senatori, 1-00122 , presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1-00135 , presentata dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori, sul contrasto ai cambiamenti climatici. Dopo l'illustrazione delle mozioni, ciascun Gruppo avrà a disposizione venti minuti, comprensivi dei tempi della discussione e delle dichiarazioni di voto. Poiché ciascun Gruppo ha ovviamente ripartito i tempi a sua disposizione, per agevolare i lavori dell'Aula, sarà cura della Presidenza ricordare ai senatori che dovranno intervenire. Ha facoltà di parlare il senatore Ferrazzi per illustrare la mozione n. 85 (testo 3). FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, oggi è la giornata mondiale per il clima, particolarmente dedicata all'inquinamento climatico, all'inquinamento atmosferico e alla crisi climatica. Il nostro pianeta si trova di fronte a profondi mutamenti climatici e, in assenza di azioni concrete, tali fenomeni ci potrebbero portare entro pochi anni a un punto di non ritorno. Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico ha ripetutamente illustrato la situazione e lanciato l'allarme sugli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici, invitando gli Stati ad assumere decisioni urgenti. I mutamenti in corso riguardano anche il nostro Paese - come si è drammaticamente visto nelle devastazioni dell'autunno 2018, per molti versi senza precedenti - e rendono non più sufficienti le sole politiche di mitigazione, e perciò richiedono anche politiche di adattamento sia nei territori che nelle città. Secondo il Gruppo intergovernativo vi è una stretta relazione tra l'attività umana e il cambiamento climatico. Con il ritmo attuale entro il 2030 la temperatura media globale rischia di aumentare di 1,5 gradi centigradi. Tale incremento produrrebbe lo scioglimento del permafrost , l'innalzamento dei mari, la scomparsa di vaste zone costiere, la propagazione di malattie infettive, l'insorgere di nuove patologie, nonché danni ecosistemici per foreste e zone umide, l'aumento della desertificazione e la riduzione dell'acqua potabile a disposizione. La risposta deve essere immediata e non può transigere dalla necessità di ridurre progressivamente le emissioni di gas serra. Alla Conferenza sul clima di Parigi del dicembre 2015, 195 Paesi hanno adottato il primo Accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. L'Accordo ha definito un piano d'azione globale per non superare l'aumento medio della temperatura di un grado centigrado e mezzo e ha fissato l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei due gradi centigradi. Pur importante negli intendimenti, l'Accordo non ha finora prodotto misure adeguate a livello globale per dare concreta attuazione agli impegni assunti e risultare dunque decisivi per intervenire e invertire la tendenza in atto. (Brusio. Richiami del Presidente). Il 27 maggio scorso la Pontificia accademia delle scienze ha organizzato una conferenza internazionale dal titolo «Climate change and new evidence from science, engineering, and policy». In quell'occasione il Papa è intervenuto con una relazione su un piano comune per la sopravvivenza del pianeta. Negli interventi di tutti gli scienziati presenti, a proposito degli accordi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e quelli sul clima nella conferenza COP21 di Parigi, è emerso che in realtà ad oggi, anche quest'anno e nei due anni precedenti, gli investimenti sui combustibili fossili continuano a crescere. Nel frattempo, signor Presidente, l'Agenzia internazionale dell'energia ha recentemente dimostrato che gli investimenti in energia pulita sono diminuiti per il secondo anno consecutivo. Il risultato - per dirne una - è che la concentrazione del diossido di carbonio, tra le maggiori cause del riscaldamento globale, ha raggiunto le 415 parti per milione, il livello più elevato mai raggiunto nel nostro pianeta. Un passaggio importante, dunque, per la lotta al cambiamento climatico globale sarà, in ambito UE, l'approvazione, nella versione definitiva, entro dicembre di quest'anno, del piano nazionale integrato per l'energia e il clima. In una risoluzione legislativa separata il Parlamento europeo ha disposto che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35 per cento del consumo energetico dell'Unione europea. Il documento - come prevede il regolamento 2018/1999/UE sulla governance dell'Unione dell'energia - sarà oggetto in questi mesi di una larga discussione a Bruxelles a fronte delle proposte di piano inviate dagli Stati membri. L'Italia in quell'occasione avrà la possibilità di aggiornare, perfezionare e migliorare target e obiettivi per renderli uniformi a quelli previsti dal piano approvato dal Parlamento europeo e dall'Accordo di Parigi. Per quanto riguarda il nostro Paese, cogliere la centralità della crisi climatica significa innanzitutto accelerare la transizione energetica verso l'utilizzo di fonti rinnovabili e l'efficienza energetica con un graduale superamento dei combustibili fossili. Occorre con slancio proseguire il processo di decarbonizzazione che richiede interventi impegnativi, sostenuti con misure di carbon tax progressive da coniugare a meccanismi di compensazione e tutela sia della competitività (la border tax ) che della sostenibilità sociale, e con una graduale riallocazione dei sussidi esistenti dannosi per l'ambiente e per i territori. Al contempo, Presidente, appare necessario e urgente avviare un piano di adattamento al cambiamento climatico. Non è più sufficiente la mitigazione, ossia la riduzione delle emissioni, perché ormai il clima risulta strutturalmente modificato. Occorre quindi adottare una politica per i territori che rivisiti e renda più incisive le politiche di prevenzione e mitigazione dei rischi e dei danni prodotti - ad esempio - dalle frane e dalle alluvioni. Il dissesto idrogeologico deve essere affrontato con una gestione del territorio che tenga conto del nuovo contesto climatico, in modo tale che rischi e danni possano essere prevenuti e mitigati. In questo contesto, particolare attenzione deve essere riservata ai temi della rigenerazione urbana e a norme più incisive sul consumo del suolo, nonché a tutti gli interventi, in una logica infrastrutturale, di ripristino degli habitat e delle reti idrografiche. Signor Presidente, è del tutto evidente che le città sono e saranno sempre più centrali in termini demografici e di sviluppo e, dunque, saranno, anche per questi motivi, i luoghi più energivori e inquinanti. Pertanto in esse e per esse sarà essenziale una particolare attenzione. La gestione dell'acqua, in ragione delle sempre più frequenti precipitazioni alluvionali e delle perduranti fasi di siccità, deve poter contare su una legislazione puntuale che, riaffermando la natura pubblica del bene idrico, consenta economie di scala, assicuri qualità omogenea e garantisca sicurezza degli approvvigionamenti. Ora non c'è tempo di dilungarsi, ma nel testo che ovviamente consegneremo è specificata una definizione sulla base delle tariffe. Le carenze delle risorse idriche e la crisi dei raccolti sono solo alcuni degli effetti immediati che la crisi climatica in atto genera, soprattutto in alcune zone del mondo, dove innumerevoli persone sono ridotte in carestia e spinte verso fenomeni migratori di massa, i quali, nel lungo periodo, assumono dimensioni di una portata incontrollabile. L'Assemblea di Nairobi dello scorso mese ha parlato di migrazioni climatiche come evento traumatico del presente e del futuro. La green economy , Presidente, non è una questione settoriale per sensibili al tema, ma un vero e proprio approccio integrato, capace tanto di visione di insieme, quanto di interventi mirati in tutto il processo produttivo e di consumo. L'economia circolare è un pilastro fondamentale della green economy . Bisogna fare di più, senza ulteriori rinvii e tentennamenti, e l'azione deve essere rapida, decisiva e congiunta. Vi è l'obbligo collettivo e morale nei confronti delle generazioni future di fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti climatici e per rispondere ai loro drammatici effetti. Signor Presidente, concludo. L'Italia in tale processo può assumere un ruolo guida nel mondo. Per tutti questi motivi, Presidente e senatori, chiediamo di dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese e di operare, insieme al Parlamento, per giungere a un cambio di direzione in tutti i settori della nostra economia, tale da consentire, in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la transizione energetica necessaria che spinga il nostro Paese verso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell'economia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Berutti per illustrare la mozione n. 97. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'Accordo di Parigi, approvato il 12 dicembre 2015 nella XXI sessione della Conferenza delle parti della convenzione sul clima (COP21), è stato un importante passo avanti di un percorso ancora molto lungo e accidentato per contrastare il surriscaldamento globale. Nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (convenzione sul clima, UNFCCC), l'Accordo ha compreso elementi per una riduzione progressiva delle emissioni globali di gas serra e si è basato, per la prima volta, su princìpi comuni validi per tutti i Paesi senza distinzione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Uno degli obiettivi principali è stato quello di orientare i flussi finanziari privati e statali verso uno sviluppo a basse emissioni di gas serra e a migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Successivamente a quest'importante tappa, si sono svolti in ordine: la Conferenza di Marrakech nel 2016 (COP22), la Conferenza di Bonn nel 2017 (COP23) e per ultima, nel dicembre 2018, la Conferenza di Katowice (COP24), nella quale sono state stabilite delle regole per mettere in pratica entro il 2020 quanto deciso durante la COP21, la Conferenza sul clima di Parigi del 2015. In particolare, sono stati decisi i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica e valutare le misure per contrastare il cambiamento climatico delle singole nazioni. Alla Conferenza hanno partecipato i rappresentanti di 196 Paesi, compresi gli Stati Uniti, nonostante il presidente Donald Trump abbia ritirato gli Stati Uniti d'America dall'Accordo di Parigi. Il principale contrasto emerso durante la Conferenza ha riguardato l'ultimo rapporto dell'Intergovernmental panel on climate change (IPCC) delle Nazioni Unite, che si occupa di analizzare scientificamente l'andamento del clima e di produrre modelli sulla sua evoluzione. Nel rapporto, l'IPCC ha confermato che un aumento medio della temperatura globale di almeno 1,5 gradi centigradi sui livelli preindustriali è ormai inevitabile - avverrà nei prossimi dodici anni - e che per tenersi entro i tre gradi centigradi di aumento complessivo sarà necessario tagliare le emissioni di anidride carbonica del 45 per cento entro il 2020. In mancanza di azioni radicali, la temperatura media aumenterà oltre i due gradi centigradi portando a eventi climatici più estremi e cambiando il clima di intere aree geografiche, con conseguenze per milioni di persone. Sebbene due tra i maggiori Paesi al mondo (Stati Uniti e Russia) abbiano espresso notevoli perplessità sulle scelte da assumere in relazione al futuro del pianeta, sono state adottate delle decisioni tecniche sul modo in cui i diversi Paesi, a seconda del proprio livello di sviluppo, dovranno ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica. I cambiamenti climatici, quale causa e moltiplicatore di rischi, rappresentano una sfida importante per l'umanità e tutti i Paesi e gli attori a livello mondiale devono fare del loro meglio per contrastarli mediante azioni individuali incisive. In questo quadro, gli impegni assunti dall'Italia in occasione degli importanti appuntamenti internazionali sono sempre stati chiari e netti nella volontà di contribuire a un miglioramento delle condizioni climatiche ed ambientali. È recente, infatti, la notizia che la Commissione europea ha deferito il nostro Paese alla Corte di giustizia dell'Unione europea per la ripetuta violazione dei limiti annuali di biossido di azoto nell'aria delle città e per il mancato adeguamento alle norme UE dei sistemi di trattamento delle acque di scarico di oltre 700 agglomerati e 30 aree sensibili dal punto di vista ambientale. In quest'ottica, bisogna avere ben presente che, senza modificare profondamente l'attuale sistema produttivo, non sarà possibile mitigare il riscaldamento globale. Va da sé che il sistema produttivo si modifica solo con interventi a monte, in primo luogo con una nuova politica energetica che favorisca l'utilizzo di tecnologie e fonti energetiche a basse emissioni di carbonio e definisca una vera e propria road map di decarbonizzazione che riguardi tutti i settori, attraverso investimenti pubblici, incentivi fiscali e semplificazione. Risulta evidente che oggi le fonti fossili costituiscono un problema e tra alcuni decenni bisogna arrivare al loro superamento, rispetto alla semplice riduzione di oggi, per rispettare i livelli di emissioni che sono stati decisi a Parigi. Queste sono scelte di programmazione del territorio volte a favorire uno sviluppo economico in chiave di sostenibilità, in alternativa a un modello basato sui combustibili fossili e su cui l'attuale Governo ha il dovere di dare segnali chiari e coerenti. Un altro grande tema sul quale è importante porre attenzione è una nuova fiscalità ambientale quale imperativo delle prossime politiche economiche. Solo così l'Italia può collocarsi pienamente dentro il processo europeo disegnato con la nuova direttiva sull'economia circolare, spostando la tassazione dal lavoro all'inquinamento dei processi produttivi e dei prodotti dopo e durante il loro uso. Un capitolo fondamentale riguarda, inoltre, la fiscalità ambientale in materia di beni e prodotti. In questo ambito la direzione è quella di una revisione dell'imposta sul valore aggiunto, con l'obiettivo di orientare il mercato verso modi di produzione e consumo sostenibili, prevedendo - ad esempio - un regime dell'imposta agevolato per i manufatti realizzati con una percentuale di materiale riciclato, spostando cioè la tassazione dal lavoro all'inquinamento. L'8 gennaio 2019 è stata resa nota la proposta di Piano nazionale integrato per l'energia e il clima inviata a Bruxelles dal Ministero dello sviluppo economico in concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Come previsto dal Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea, il documento sarà oggetto di discussione in sede europea nei prossimi mesi per arrivare a una versione definitiva entro la fine del 2019. Il Piano contiene gli obiettivi per l'energia e il clima che gli Stati membri si impegnano a raggiungere entro il 2030. Il documento dovrebbe anche indicare gli strumenti (le politiche, le misure e le relative coperture economiche) attraverso i quali - credibilmente - si intende raggiungere tali obiettivi. Cogliere questa possibilità non significa rallentare il processo infrastrutturale e tecnologico - come molti vorrebbero - quanto piuttosto un impegno dinamico finalizzato a concepire gli investimenti in grandi opere, come il treno ad alta velocità e l'ammodernamento della rete ferroviaria, più concorrenziali e più convenienti, sotto il profilo dell'impatto ambientale, del trasporto su gomma, soprattutto per quanto riguarda le merci. L'obiettivo deve essere quello di realizzare un'energia sicura, economica, efficiente e sostenibile; un'economia in espansione e, allo stesso tempo, sempre più decarbonizzata; un approccio neutrale nei confronti di tutte le fonti energetiche, che parta da un'analisi dell'intero ciclo di vita e che premi le fonti effettivamente in grado di assicurare i maggiori vantaggi per l'ambiente, per la salute dei nostri cittadini e per l'economia del nostro Paese. Per ogni chilogrammo di risorsa consumata il nostro Paese genera (a parità di potere d'acquisto) 4 euro di PIL, contro una media europea di 2,2 e valori tra 2,3 e 3,6 di tutte le altre grandi economie continentali, come stima l'Istituto di ricerche ambiente Italia. Il nostro è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali e così via, inclusi quelli minerari) e questo anche grazie a modalità innovative di gestione dei rifiuti e sistemi avanzati per il loro recupero. Diverse sentenze giurisprudenziali, ultima delle quali la sentenza del Consiglio di Stato n. 1229/2018, hanno fornito un'interpretazione molto restrittiva in relazione alla possibilità per l'autorità competente (Regione o Provincia da questa delegata) di valutare «caso per caso» la sussistenza delle condizioni previste dalla norma. Arrestare questo processo virtuoso, anche attraverso la mancata possibilità di consentire alle Regioni di definire i criteri per la cessazione di qualifica di rifiuto «caso per caso», getta un'ombra di incertezza sulle numerose autorizzazioni ordinarie integrate che oggi abilitano il recupero di rifiuti non disciplinati a livello comunitario e ministeriale. Chiediamo dunque al Governo di impegnarsi a farsi carico, tra i Paesi partecipanti alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, dell'adozione di un codice che esiga un livello elevato di trasparenza, con solide norme vincolanti per tutte le parti al fine di misurare accuratamente i progressi e consolidare la fiducia tra le parti che partecipano al processo internazionale. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. BERUTTI (FI-BP) . Ancora qualche minuto, Presidente. PRESIDENTE. Un minuto, senatore «Qualche» è un po' complicato. Prego, continui. BERUTTI (FI-BP) . La ringrazio. Si impegna altresì il Governo ad adottare con urgenza interventi per favorire la riduzione dei limiti di biossido di azoto, anche per non incorrere in procedure di infrazione da parte dell'Unione europea. Chiediamo, inoltre, al Governo di impegnarsi a proporre con la massima urgenza una norma transitoria nelle more dell'applicazione della direttiva, che consenta agli impianti al momento costruiti ma fermi di funzionare regolarmente onde evitare di destinare ingenti quantità di rifiuti alle discariche; a garantire l'autonomia finanziaria degli enti locali che impegnano le risorse derivanti dalla tassazione alle imprese; a prevedere un piano di investimenti pubblici finalizzato a: promuovere un nuovo modello energetico-ambientale; dotare gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, di impianti fotovoltaici e di efficienza energetica; garantire il completamento del capacity marketing , finalizzato a una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento e il sostegno alla fonte idroelettrica rinnovabile e programmabile al tempo stesso. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore «Giovan Battista Odierna», di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 85 (testo 3), 97, 122 e 135 DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, oggi - lo abbiamo detto in molti - è la giornata mondiale per l'ambiente e credo che dovremmo tutti quanti fare uno sforzo per uscire dal rituale delle celebrazioni. Presidente, colleghi, è arrivato infatti il momento delle decisioni: non si può più continuare a far finta di niente, perché l'evidenza dei cambiamenti climatici e delle minacce alla specie umana che essi producono è ormai un dato acquisito dalla comunità scientifica. Vorrei ricordare rapidamente i dati. Nell'ultimo rapporto sul riscaldamento climatico, pubblicato proprio nell'ottobre del 2018 dal Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (IPCC), si dice con chiarezza che limitare il riscaldamento a 1,5 gradi richiede decisioni rapide e cambiamenti urgenti, immediati e lungimiranti in tutti gli aspetti della società. Si tratta di trasformazioni assolutamente necessarie perché siamo a un punto che rischia di essere di non ritorno. Siamo già praticamente oltre. Essendo già nel 2019, abbiamo undici anni di tempo per riuscire a contenere rapidamente l'aumento della temperatura. L'Accordo di Parigi - certamente è stato un importante punto in avanti - non ha prodotto però quei cambiamenti, con l'assunzione di responsabilità da parte dei singoli Paesi, che fanno sperare nell'assunzione di decisioni sulle trasformazioni urgenti, su una transizione, soprattutto energetica, e una vera e propria rivoluzione industriale, assolutamente necessaria. Purtroppo, anche la recente Conferenza sul clima tenutasi a Katowice in Polonia nel dicembre del 2018 ha confermato una scarsa efficacia dell'assunzione di impegni cogenti. Credo sia assolutamente necessario rendersi conto anche di un'altra questione che, soprattutto nel nostro Paese e in Europa, non viene considerata nella sua interezza, che vorrei ricordare rapidamente. Vi è un trend pericolosissimo osservato proprio nell'area mediterranea. Noi siamo stati abituati a sentire nella narrazione che i cambiamenti climatici possono avere un effetto più drammatico magari fuori da questa area e, invece, è proprio nell'area mediterranea che si è osservato non genericamente, ma con dati scientifici, ampiamente confermati anche dal nostro Consiglio nazionale delle ricerche, l'incremento maggiore. Noi abbiamo registrato nell'area mediterranea un incremento dell'1,58, molto al di sopra - pericolosamente al di sopra - della media dell'aumento della temperatura di un grado. Credo allora, in misura ancora maggiore, che l'Italia debba non solo rendersi protagonista di una campagna e di un'iniziativa efficaci in Europa per accelerare sugli obiettivi di riduzione delle emissioni, ma anche assumere delle decisioni. La mozione che presentiamo oggi propone la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale, perché serve fare delle cose rapidamente, non solo andare alle manifestazioni o ricevere - come abbiamo fatto al Senato - Greta Thunberg. Bisogna immediatamente attivarsi perché si avviino i processi veri per accelerare la transizione energetica. La prima questione è la seguente: bisogna farla finita con i sussidi ai fossili (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) , e non solo perché quelle risorse ci servono per poterle investire nella transizione energetica, nelle rinnovabili e in un piano di sostenibilità accelerata. Bisogna farlo perché ciò significa non mettere in discussione e chiudere una volta per sempre con l'economia fossile. Non abbiamo più tempo: bisogna accelerare e prevedere un piano di adattamento. Non serve soltanto una grande conversione ecologica, introdurre tutti gli elementi per il piano di mitigazione e, quindi, contenere fortemente e ridurre le emissioni. Bisogna altresì modificare tutte le attività umane e l'agricoltura, investendo sul piano di adattamento in ogni settore: un green new deal . Presidente, discutiamo ormai da mesi, del cosiddetto sblocca cantieri. Noi dobbiamo sbloccare l'Italia per investire in una grande rivoluzione verde ed ecologica della nostra economia. Da lì non arriveranno solamente le possibilità di nuova occupazione e di una spinta fortissima all'economia. Lo dobbiamo fare perché abbiamo un obbligo, anzitutto etico e morale, verso le future generazioni. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice L'Abbate per illustrare la mozione n. 135. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, colleghi, illustrerò la mozione n. 135, che avrà una riformulazione negli impegni 2 e 8, il cui testo consegnerò in seguito alla Presidenza. Premetto che nel 1988 è stato costituito il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, l'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), foro scientifico internazionale per lo studio e la valutazione dei cambiamenti climatici istituito dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), con lo scopo di fornire una visione scientifica sullo stato delle conoscenze sul cambiamento climatico e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici. Fin dal suo primo rapporto di valutazione elaborato nel 1990, l'IPCC ha rivelato come l'anidride carbonica e gli altri gas climalteranti come il protossido di azoto, il metano e i clorofluorocarburi, contribuiscano ad aumentare l'effetto serra naturale e come le attività antropiche siano tra le principali cause dell'aumento della concentrazione dei gas serra nell'atmosfera. Nel 2018 la NASA e l'Ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani hanno affermato che i precedenti cinque anni sono stati in assoluto i più caldi dell'ultimo secolo. Secondo i dati rilevati e analizzati dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche, il 2018 è stato l'anno più caldo mai registrato in Italia dal 1800, con un'anomalia sopra la media di 1,58 gradi, rispetto al periodo di riferimento che va dal 1971 al 2000. L'impatto ambientale negativo di emissioni climalteranti generate da attività antropiche contribuisce al riscaldamento globale, cosiddetto global warming , e ha come conseguenza l'aumento in intensità e frequenza di fenomeni meteorologici estremi, quali temperature eccessivamente elevate o estremamente rigide - come accaduto nell'ultimo mese - soprattutto fuori stagione, nevicate a bassa quota, venti eccezionalmente forti, bombe d'acqua e intense grandinate, alternate a periodi di forte siccità. Con l'incremento dei fenomeni climatici estremi aumentano anche i rischi di fenomeni di dissesto idrogeologico e, quindi, i danni alla nostra agricoltura, alle infrastrutture e al territorio; si tratta di impatti che causano insicurezza nelle nostre città e in termini di salute dei cittadini. Attualmente, anche i costi correlati al dissesto idrogeologico del territorio italiano sono elevati: si stimano circa 2,5 miliardi di euro all'anno, ma la cifra potrebbe aumentare nel corso dei prossimi decenni, come anche i costi legati al contenimento degli incendi e alla messa in sicurezza dei territori. L'aumento della temperatura media a livello globale comporta lo scioglimento dei ghiacciai, provocando un innalzamento del livello del mare, che potrebbe giungere a valori particolarmente severi nel giro di pochi decenni, con impatti disastrosi in particolare per le regioni insulari e per quei territori che hanno sviluppato la loro economia e gli insediamenti urbani sulle coste. Nell'ottobre 2018, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) ha presentato il suo report speciale che, per la prima volta, ha valutato gli impatti del cambiamento climatico sul target di 1,5 gradi centigradi di aumento delle temperature globali. Il documento ha dimostrato che il riscaldamento globale è già aumentato di un grado centigrado rispetto ai livelli preindustriali e che sta crescendo approssimativamente di 0,2 gradi centigradi a decade. Nell'ultima conferenza delle parti, tenutasi nel dicembre 2018 a Katowice, in Polonia, si è avviato quello che viene definito il dialogo facilitativo per promuovere nuovi impegni di riduzione delle emissioni. La conferenza si è conclusa con l'approvazione del manuale operativo per l'attuazione dell'accordo di Parigi. Il manuale operativo ( rulebook ) ha stabilito, fra l'altro, l'utilizzo delle nuove linee guida nella valutazione dei gas climalteranti emessi e la redazione da parte degli Stati membri di un inventario delle emissioni, con scadenza biennale. Occorre considerare che il Governo italiano ha elaborato una proposta di strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese per i prossimi dieci anni, quale il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) sottoposto a consultazione pubblica dal 19 marzo 2019. Inoltre, nell'aprile scorso il Parlamento europeo ha disposto, con un regolamento, che per il settennato 2021-2027 il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione non possono finanziare investimenti legati ai combustibili inquinanti come il petrolio e gli idrocarburi. Si ritiene che riuscire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico - in particolare i conseguenti impatti sull'ambiente naturale, antropizzato e urbanizzato - e a governarne le cause sia non solo un dovere morale nei confronti delle future generazioni (che tutti i venerdì hanno manifestato nelle nostre piazze), ma anche una priorità strategica per l'economia nazionale italiana. Per tali motivi, nella Giornata mondiale dell'ambiente chiediamo al Governo di assumersi alcuni impegni. Chiediamo di adottare, nell'ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell'economia, comunque garantendo una sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell'Unione europea per la riduzione delle emissioni di gas serra. Mi riferisco alla comunicazione COM(2018) 773 del 28 novembre 2018. Inoltre, chiediamo di attuare ogni misura che favorisca la transizione dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili e dall'economia lineare all'economia circolare, favorendo l'investimento nella ricerca e nelle ecoinnovazioni. Chiediamo altresì di promuovere lo sviluppo di sistemi ecoefficienti di produzione, ricorrendo alla bioeconomia e all'ecodesign. Inoltre, al fine di ridurre gli sprechi energetici, intendiamo impegnare il Governo a potenziare ulteriormente il percorso di ecoefficienza energetica da applicare al patrimonio pubblico e privato, anche attraverso sinergie con il mondo produttivo per una costante formazione degli operatori di tutti i settori. Impegna inoltre il Governo a porre in essere anche ogni iniziativa volta a favorire l'autoproduzione distribuita di energia dalle fonti fossili (quindi il consumatore è anche produttore, un prosumer ); a promuovere, in sinergia con gli enti locali, campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini, sulle buone pratiche ambientali finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici, anche mediante l'introduzione dell'educazione ambientale nelle scuole di ogni grado; a promuovere politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile, incluso il trasporto intermodale a beneficio diretto dell'ambiente e degli ecosistemi, ma anche della salute e del benessere dell'uomo; a promuovere, di concerto con le Regioni e gli enti locali e le Autorità di bacino distrettuali, nell'ambito delle proprie competenze, interventi finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico, nonché misure per l'utilizzo responsabile del suolo; ad attuare, nell'ambito delle proprie competenze, tutte le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas ad effetto serra concordate a livello internazionale ed europeo (in particolar modo con il cosiddetto accordo di Parigi), tenendo conto dei benefici ambientali, sociali ed economici connessi alla riduzione delle emissioni. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, vorrei velocemente ricordare un paio di elementi, prima di entrare nel cuore del discorso: i clorofluorocarburi sono stati banditi dal 1988, quindi come gas ad effetto serra non ci sono più da più di trent'anni; il biossido di azoto (NO 2 ) invece non ha alcun potere climalterante, mentre ad averlo è l'ossido di diazoto (N 2 O, chiamato anche protossido di azoto, secondo la vecchia nomenclatura chimica). Detto questo, devo dire di essere rimasto depresso da due aspetti: il primo è stato vedere i presentatori leggere le loro mozioni, come a significare di non avere da dire niente di più di quanto hanno scritto; il secondo è che il dibattito su quest'argomento si è ridotto a due ore, rubate al decreto-legge cosiddetto sblocca cantieri, quando questo è il dibattito, è il tema, mentre tutto il resto sono scorie, sono niente. Il prossimo futuro economico, energetico e climatico è su questo punto: parlando in termini di soldi, le aziende che li faranno in futuro saranno quelle che se ne occuperanno (mentre le altre sono grandi unicorni, come dicono a Wall Street, destinati a scomparire o a diventare marginali). Tanto premesso, da quest'Assemblea - che dovrebbe riunire le migliori teste pensanti per fare il meglio per questa Nazione - mi aspetterei qualcosa di diverso da ricette vecchie di decenni. Quando sento parlare ancora di mobilità sostenibile, economia circolare, mobilità elettrica o promozione delle fonti energetiche rinnovabili in condizione di grid parity solo se convengono, mi sembra di ritornare agli anni '70. È proprio il cambio di mentalità a mancare: quando sentiamo ancora la Commissione europea dire di no alle plastiche monouso, ma le bottigliette dell'acqua continuano ad esserci anche se gli involucri costituiscono il 95 per cento del costo totale, mentre solo il cinque per cento è dovuto all'acqua, mi dico che anche economicamente il cervello è evaporato. Sentiamo ancora parlare di economia circolare nell'accezione di raccolta differenziata e recupero della materia. Abbiamo inondato il pianeta di residui che alla fine non vengono riciclati, perché abbiamo un eccesso di rifiuto, che, a dispetto di tutto quanto viene detto, ha un problema di recuperabilità. Non a caso, i fautori della raccolta differenziata e punto, che andava bene quarant'anni fa, secondo i quali la plastica è riciclabile all'infinito, si stanno scontrando con la dura realtà che essa ci torna indietro da chi non la vuole più (Cina, Indonesia e India). Manca completamente la parte sull'agricoltura: l'IPCC ha detto chiaramente che da sola - azzerando tutto il resto - essa ci porta fuori dal percorso di 1,5 gradi; la domanda quindi è di cosa si sta parlando. Parliamo ancora di transizione al vettore elettrico invece che al motore a scoppio, che è del 1880 e sarebbe anche ora di pensionarlo. Signori, tutti gli studi dicono però che una sostituzione uno a uno non è neanche economicamente intelligente. Passare a un parco circolante di vetture alimentate unicamente da batterie, in questo momento e anche per il futuro, è una scelta perdente. La carenza dei materiali, il costo energetico e la filiera dello smaltimento del litio (che sappiamo tutti essere un problema, come nel caso di tutti gli elementi della sua colonna nella tavola periodica) sono tutti problemi non affrontati. Poiché la tecnologia delle batterie sarà questa per vent'anni, cioè litio, polimeri di litio o litio allo stato metallico, noi sappiamo che questo creerà solamente dei problemi. Lo so, vado un po' di fretta, perché cinque minuti sono veramente inimmaginabili. Chiudo con un altro flash . C'è un punto qualificante in una sola di queste mozioni: il punto 4 della mozione n. 122, a prima firma della senatrice De Petris, che riguarda gli incentivi diretti e indiretti alle fonti fossili. Non è possibile che i Governi che si sono succeduti abbiano parlato esclusivamente di ridurre gli incentivi alle rinnovabili, che è l'unico modo per permettere ai piccoli produttori di entrare nel mercato. Dicono che bisogna ridurli, perché costano troppo, ma poi abbiamo l'elefante nella stanza dei 18 miliardi di sussidi diretti e indiretti ai quali nessuno vuole mettere mano. Il Ministero dell'ambiente fa ogni anno il catalogo dei sussidi, che poi riprende Legambiente. Mi chiedo: perché glielo facciamo fare? Perché vogliamo farci del male? Ignoriamolo, continuiamo a ignorare il problema finché il problema non sarà così grande (come lo è già adesso) che si occuperà di noi. Questo è l'unico percorso che ci aspetta. Pertanto, o si mettono soldi sul tappeto e si fanno investimenti a debito (il debito in questo caso sarebbe virtuoso) oppure fare una mozione che è una generica dichiarazione di intenti (che veramente sarebbero da leggere, per fare l'esegesi del testo e per capire esattamente cosa c'è scritto) è una cosa che secondo me è depressiva e squalificante per tutta l'Assemblea. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Messina Assuntela. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, l'unico motivo per cui il riscaldamento globale sembra inarrestabile è che non abbiamo ancora provato a fermarlo. Per quanto diano l'impressione di un'inedita presa di coscienza rispetto all'urgenza del tema, ora ancor di più ci rendiamo conto di come tutti gli impegni finora presi a livello internazionale siano insufficienti a mettere in campo un'azione unitaria, decisiva e risolutiva che contrasti concretamente i cambiamenti climatici. Il fenomeno che ci troviamo ad affrontare non ha pari in termini di natura, dimensioni e conseguenze, per portata e per complessità. Il punto di partenza di un ragionamento maturo rispetto all'emergenza ambientale non può che essere la necessità di dare vera centralità al tema del cambiamento climatico: conoscere e avere conoscenza della questione restano gli unici indispensabili fondamenti non solo per dare, ma per organizzare una risposta globale all'emergenza climatica. Questo processo di azione e consapevolezza non può prescindere da una politica che ha il dovere di riappropriarsi del proprio ruolo, guidando il cambiamento e smettendo di ragionare secondo le logiche dell'emergenza; una politica che scelga piuttosto di agire e non solo di rimediare. Mi preme anche considerare come i cambiamenti climatici siano un grave rischio per la salute e la vita delle persone e come tutto questo comporti una rilettura della questione che attiene e colpisce i diritti degli esseri umani, soprattutto quelli delle comunità più esposte agli eventi calamitosi, quelle che vivono nelle zone più povere del pianeta, i soggetti più fragili, le realtà più vulnerabili, che forse hanno meno responsabilità in termini di produzione di emissioni inquinanti. Dobbiamo allora entrare nell'ottica di una reazione coesa, fondata su una razionalità di sistema, con investimenti concreti. Il percorso delineato dalla nostra mozione, la mozione del Partito Democratico, nasce appunto dall'adozione di un approccio sistemico e multidimensionale. È importante considerare la dimensione sociale, ma anche e soprattutto quella economica e culturale delle soluzioni che vengono prospettate. L'Italia deve ritagliarsi un ruolo da protagonista, impegnandosi per dare maggiore impulso alla transizione ecologica solidale verso un'economia verde, una cultura di tutela e rispetto per l'ecosistema. La nostra mozione traccia le linee guida fondamentali per intraprendere questo percorso. Accelerare la transizione energetica, ma soprattutto fare leva sulle nuove tecnologie e sulle innovazioni ecologiche per dare vita a una vera green economy che investa e trasformi tutti i settori dell'economia: l'industria, l'agricoltura e i servizi. Questa nostra mozione si presenta, allora, come il necessario recupero di una pratica di regolamentazione ambientale. In ciò, l'azione legislativa si pone come umano intervento rivolto ad una prospettiva di conservazione e di difesa dell'ambiente. Occorre agire secondo questo importante valore, un rinnovato principio di democrazia della terra, per dirla anche con Vandana Shiva, che coinvolga i singoli e le istituzioni nel circuito della cura del Creato, attraverso una disciplina che sappia armonizzare l'umano operare all'esigenza di sostenibilità, nella consapevolezza che il mondo che governiamo non appartiene solo a noi stessi, ma a chi verrà. Proprio per questo, abbiamo la responsabilità di gestire e governare il più radicale dei cambiamenti, di rafforzare i presupposti di una economia green , per una green society , invertendo la rotta e realizzando il coraggio di immaginare un futuro diverso. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea una delegazione di studenti dell'Università di Innsbruck, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 85 (testo 3), 97, 122 e 135 PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni presentate. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla mozione 1-00135 (testo 2), presentata dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori, e contrario sulle restanti mozioni. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, alcune settimane fa qui in Senato abbiamo tutti applaudito le parole di Greta Thunberg, in cui invitava la politica, il mondo dei grandi, a smetterla con le parole e a passare, finalmente, ai fatti. Purtroppo, l'Italia è un Paese dove la sensibilità ambientalista non ha ancora portato a un radicale cambiamento dei comportamenti. Pensiamo all'utilizzo massiccio dei pesticidi in agricoltura, al fatto che in interi territori la raccolta differenziata stenta a raggiungere numeri accettabili e non si riesce a chiudere il ciclo dei rifiuti, ma anche alla debolezza dei servizi pubblici di trasporto e al ricorso di tutti all'automobile. Eppure, l'Italia non è esente dalle negative conseguenze del cambiamento climatico. Le devastazioni che hanno interessato diverse Regioni lo scorso autunno hanno messo in ginocchio interi settori dell'economia agricola. Gli apicoltori denunciano da tempo il cattivo stato di salute delle api, per via della minore disponibilità di acqua, delle trasformazioni nelle fioriture e dell'utilizzo massiccio dei pesticidi. Sulle Alpi, alcune specie di salici stanno raggiungendo altitudini che mai avevano conosciuto prima. Il gufo e la civetta si riproducono in anticipo e anche le rondini hanno modificato il loro arrivo in Paesi come l'Italia e la Spagna. Siamo davanti a un impoverimento delle specie vegetali e animali, ad un aumento esponenziale dei rischi di catastrofe naturale, cui seguiranno vere e proprie migrazioni forzate dai Paesi del Sud a quelli a Nord del mondo. Senza dimenticare le morti legate all'inquinamento dell'aria, 7 milioni di decessi prematuri e una spesa enorme per l'assistenza sanitaria. Si sta cioè alterando l'armonia della natura e, come spiegano gli scienziati, se entro pochi anni non si invertirà la rotta, quest'alterazione diverrà irreversibile. Per questo anche l'Italia deve fare la sua parte con azioni concrete e immediate per consentire la conversione ecologica dell'intera economia: più investimenti per le energie rinnovabili e per le tecnologie verdi, più risorse per superare gradualmente i combustibili fossili e rafforzare l'impegno per la decarbonizzazione anche attraverso meccanismi di compensazione per tutelare la competitività e la sostenibilità sociale nella fase di transizione. Bisogna cioè sensibilizzare i cittadini e dotarsi di una strategia complessiva che non metta a repentaglio il sistema produttivo, ma lo accompagni in un'opera di ammodernamento. La questione ambientale è il grande tema degli anni a venire; se l'Italia vuole dire la sua a livello europeo e mondiale, deve anzitutto mostrarsi come un Paese virtuoso. Per questo chiediamo che venga stabilito subito un piano con azioni concrete e immediate, con un cronoprogramma di obiettivi da raggiungere nel tempo. Non c'è più molto da aspettare, abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti. Esprimiamo quindi voto favorevole alla mozione n. 85, a prima firma del senatore Ferrazzi. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nell'illustrare la mozione n. 122 a mia prima firma avevo cercato, forse sommessamente, di fare un appello a non svolgere una discussione rituale, ma ad assumere decisioni che possano anche indicare nelle mozioni la strada volta a non perdere più tempo. Invece, evidentemente, lo slogan che tutti i ragazzi per fortuna ci ricordano, quello secondo il quale non c'è più tempo, non è arrivato in quest'Aula e forse anche alla maggioranza, considerando i pareri espressi. Mi riferisco cioè a quel richiamo forte che, torno a ripeterlo, è rivolto ad una assunzione di responsabilità. Signor Presidente, è molto chiaro quanto abbiamo di fronte e non lo dico perché vogliamo soltanto essere dei catastrofisti, come molti ci accusano. Torno infatti a chiedere cos'altro dobbiamo attendere. I dati scientifici sono chiarissimi, come anche quello che viviamo nella quotidianità: ormai anche nella percezione dei cittadini è chiaro che ci troviamo di fronte a mutamenti climatici che non solo stanno cambiando profondamente l'ecosistema, ma hanno effetti immediati sulla nostra vita, sulla nostra esistenza. Torno a ripetere che abbiamo undici anni. Questi sono i dati che ci consegnano il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) e tutte le comunità scientifiche per cambiare rotta in modo rapido. Ciò significa non solo cambiare mentalità, ma assumersi la responsabilità di una vera e propria rivoluzione copernicana; significa avere il coraggio e la lungimiranza di metter mano innanzitutto al superamento rapido e con un'assunzione di decisioni immediate della nostra dipendenza dai combustibili fossili. In questa sede vi chiedo ancora una volta - ora è stata modificata anche una parte della mozione di maggioranza - se, sottolineando il fatto che bisogna contenere gli aumenti e gli oneri di sistema, vi rendete conto di qual è il nostro metodo: i sussidi ai combustibili fossili non li vede nessuno, sennonché il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare pubblica l'elenco, invece gli incentivi alle fonti rinnovabili li avete messi in bolletta. Anche questo è significativo. Bisognava innanzitutto metter mano a questo, togliere quei sussidi e fare in modo che sulla fiscalità generale, che deve cambiare perché bisogna introdurre quella ambientale, ci siano gli oneri per la transizione energetica. Su questo bisogna spingere (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . Lo vogliamo capire o no che non si può più perdere tempo? Lo vogliamo capire o no che serve una vera e propria rivoluzione? L'ecosistema è completamente alterato. Noi, come specie umana, e le attività umane siamo la prima causa, nonostante ciò che i negazionisti alla Trump continuano ad affermare. Le attività umane, il nostro modello produttivo, il nostro sistema produttivo ha creato una situazione che rischia di essere quasi senza ritorno. Negli ultimi anni, negli ultimi decenni sono scomparse l'83 per cento delle specie animali e vegetali. Noi viviamo all'interno dei cicli naturali, non siamo una cosa a parte. La specie umana può continuare a vivere solo all'interno di un sistema armonico, all'interno della biodiversità che ci permette di sopravvivere. Il pianeta si salva da solo perché il pianeta sopravvive senza di noi. È la vita su questo pianeta che rischia di morire. Si deve investire su questa rivoluzione, sulla transizione energetica, su un modello che finalmente modifichi e riduca radicalmente le emissioni. Si deve investire, anche nel nostro Paese, sul piano di mitigazione, il che significa investire nell'agricoltura, modificare il modo di produrre in agricoltura, significa investire sui sistemi di allevamento, significa investire su un green new deal . Parlate di sblocca cantieri, ma noi dovremmo sapere quanti posti di lavoro potrebbero crearsi se investissimo nel risanamento del territorio, nel preservare la risorsa acqua e tutto quanto ha fatto grande e bellissimo il nostro paesaggio, nella tutela e nella conservazione. Questo era il nostro sbloccacantieri per fare un'operazione che non possiamo più rimandare. Invece, ancora una volta, si tratta la questione come se fosse ordinaria, ma questo non è più il modo di andare avanti. Non è una questione ordinaria. È necessario, lo ripeto, un'assunzione di responsabilità per tracciare un piano preciso. Invece, nella mozione di maggioranza è tutto edulcorato. Sono nove mesi che stiamo discutendo nelle Commissioni ambiente e agricoltura di un disegno di legge per azzerare il consumo del suolo, per ridurre il consumo del suolo e nella mozione di maggioranza troviamo l'utilizzo responsabile del suolo. Questo per farvi capire quanto è inadeguata la risposta che viene data dalla maggioranza alle questioni poste. Perché abbiamo chiesto che sia dichiarato lo stato di emergenza? Lo ha fatto un Paese come la Gran Bretagna - è stata approvata una mozione - perché siamo in emergenza. Fate commissari straordinari per tutte le opere e non vi rendete conto che bisogna dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale. Fate i commissari straordinari per le opere e non vi assumete la responsabilità di fare in modo che tutte le energie del Governo e delle istituzioni siano impiegate per fronteggiare questa emergenza e quindi si attivino per intervenire rapidamente. Tante cose si possono sicuramente fare. È necessario cambiare il modello produttivo, i modelli di consumo, il modello di mobilità. Non è più il tempo della sola e generica sostenibilità. Ce lo vogliamo mettere in testa o no? Serve un cambiamento radicale e per questo motivo abbiamo presentato anche una mozione che sostiene una cosa semplice. Siamo in emergenza e dobbiamo dichiarare lo stato di emergenza. Presidente, so che lei è molto sensibile all'argomento. Come ho detto in sede di illustrazione della mozione, molti si sono illusi in tutto questo tempo che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale impattassero, magari, sulle Maldive, che sarebbero state sommerse, o sulle isolette; impattano, invece, direttamente sulla culla della civiltà, pesantemente e più direttamente sul Mediterraneo, con tutto quanto comporta: l'aumento, ad esempio, dei profughi ambientali, che continuano a non essere nominati. I cambiamenti climatici impattano fortemente sul nostro Paese. Qual è, nel Mediterraneo, il Paese che avrà l'impatto maggiore? L'aumento di temperatura registrato nell'area del Mediterraneo, dell'1,58 superiore alla media planetaria, significa che noi siamo il Paese più a rischio, anche per come ci inseriamo all'interno di quest'area; siamo i più esposti, considerata l'estensione delle nostre coste. A maggior ragione, credo che sia assolutamente necessario non solo prendere coscienza del fenomeno, come tutti fanno finta di fare, ma anche assumere le relative decisioni, proclamare lo stato di emergenza e fare almeno un atto: tagliamo i sussidi ai fossili, per dimostrare che facciamo sul serio, per emanciparci definitivamente e incamminarci verso un'economia che non sia dipendente dai combustibili fossili. Per tutti questi motivi, voteremo a favore della nostra mozione e della mozione a prima del senatore Ferrazzi. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . NASTRI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia, pur non avendo presentato una propria mozione, è del tutto consapevole del grave problema costituito dai cambiamenti climatici di origine antropogenica. Molte cose sono state dette e scritte nelle mozioni oggi in esame. I principi enunciati sono sicuramente condivisibili e, del resto, i dati scientifici sono ormai largamente condivisibili. Sono stati sottoscritti in questi anni tanti protocolli internazionali per il contenimento delle emissioni climalteranti, ma dal punto di vista del Gruppo Fratelli d'Italia è ora importante porre un punto fermo, con una dichiarazione di principio che fissi le priorità per un percorso di riduzione sostenibile delle emissioni. All'interno di questo processo, è importantissimo porre l'accento sul tema della sovranità. Troppo spesso accordi internazionali al ribasso legano le mani alla nostra Nazione, l'Italia, che dal punto di vista dell'efficienza energetica e dei processi produttivi è sicuramente leader in Europa. Occorre rilevare che le regole europee, che necessariamente devono mediare tra le Nazioni più virtuose e le Nazioni che invece basano la propria generazione elettrica sulle fonti fossili, possono solo deprimere le iniziative delle Nazioni più virtuose, come in questo caso l'Italia. Considerando ciò, il Gruppo Fratelli d'Italia, consapevole di coniugare ambiente e sviluppo, voterà a favore della mozione a prima firma della senatrice Gallone, si asterrà su quella presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori nonché su quella a prima firma della senatrice L'Abbate e voterà contro la mozione a prima firma della senatrice De Petris. FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, trovo curioso ascoltare in Assemblea ciò che ho ascoltato qualche minuto fa. In primo luogo, credo che ci sia un punto di serietà di un Paese che ha partecipato alla costruzione dell'Agenda 2030 dell'ONU e che l'ha firmata nel settembre del 2015 con un contributo trasversale. Abbiamo altresì partecipato - insisto, come Paese, come Parlamento e come Governo - in modo attivo alla definizione della COP21 a Parigi. L'affidabilità, la serietà e l'autorevolezza di un Paese sono esattamente anche questo: sapere che quando si prendono degli impegni a livello europeo e internazionale bisogna saperli portare avanti. In particolare, sul tema del clima vorrei chiedere, banalmente, se c'è qualcuno che può pensare che il clima lo si possa chiudere nei confini nazionali. (Applausi dal Gruppo PD) . Io credo che questo sia impraticabile come visione, come ragionamento e come attesa. C'è un dato della logica, sì, ma c'è anche un altro dato, che è il modo in cui abbiamo partecipato, con serietà e impegno e con le mediazioni necessarie, a costruire quelle agende. La seconda riflessione di questa natura, dalla quale voglio partire, è che avendo partecipato e sottoscritto quegli impegni, si è aperto nel nostro Paese da tempo un rapporto con tutti i soggetti dell'economia, i soggetti istituzionali, dell'impresa, del lavoro, dei servizi, della formazione e dell'istruzione pubblica. Noi abbiamo aperto, di conseguenza, una riflessione e ci siamo assunti un impegno. Nella nostra economia - ricordo che la nostra è la seconda manifattura europea e quindi una realtà importante - è stato chiesto impegno alla politica, quello di agire e di affrontare il tema degli investimenti sulla transizione. Come giustamente afferma la nostra mozione, infatti, noi dobbiamo fare i conti con questa transizione, assumerci la responsabilità di calibrare gli investimenti per governare questo cambiamento, che è trasversale all'insieme dei settori dell'economia reale e dei servizi, cioè di quello che noi tanto declamiamo complessivamente e qualitativamente come il nostro made in Italy. La richiesta ci viene anche da lì. Terzo elemento: noi abbiamo una responsabilità in più. Io non so come vi rapportiate quando siete qui dentro e quando siete fuori e parlate con le vostre figlie, i vostri figli e i vostri nipoti, con le ragazze e i ragazzi che sono scesi in piazza. Loro ci hanno detto una cosa importante, oltre al merito: ci hanno detto che loro sono troppo giovani e non sono seduti nelle sedi politiche e istituzionali per decidere in prima persona oggi quello che bisogna fare. (Applausi dal Gruppo PD) . Badate bene che è un impegno intergenerazionale fondamentale. Sono ragazze e ragazzi di tutto il mondo, sono ragazze e ragazzi italiani che hanno avuto una capacità straordinaria di collegamento, di visione e di impegno. Mi dispiace molto - glielo dico francamente, Sottosegretario - il fatto che il Governo abbia dato l'indicazione di votare contro la mozione e le mozioni che parlano di assumere la dichiarazione di stato di emergenza climatico-ambientale come stanno già facendo altri Paesi. Questo dispiace molto ed è un errore, dal nostro punto di vista, strategico e politico, perché se dichiariamo questa emergenza significa che noi assumiamo un vero impegno a riconvertire, a cambiare e a governare questa transizione. Se non assumiamo questo impegno, il resto è chiacchiera, equivale esattamente a scrivere il nulla, il vuoto. (Applausi dal Gruppo PD) . Significa che scriviamo ancora meno di quanto abbiamo votato e sottoscritto nelle sedi deputate dalla nostra rappresentanza. Io lo considero davvero un elemento di gravità politica enorme. Vi chiedo di ripensarci. Ve lo dico così: una buona parte di noi, a partire da me, questa mattina si è presentata in Aula per discutere questa e le altre mozioni assolutamente convinta che avremmo potuto operare per scrivere finalmente oggi, nella Giornata mondiale del clima, una pagina di buona politica di questo Governo, di questo Parlamento e di questo Senato. (Applausi dal Gruppo PD) . Eravamo convinti che avremmo scelto di votare insieme una mozione che, determinando questa emergenza, avrebbe determinato anche le indicazioni, le priorità, il sostegno economico all'inizio della riorganizzazione e delle riconversioni ecologiche. Chiudo su questo. Una parte della nostra economia reale se lo aspettava. Penso che questo sia un altro degli elementi non utili - e chiudo - alla sana competitività di questo Paese: l'unica condizione per dare lavoro, occupazione e futuro credibile all'Italia. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la mia generazione è cresciuta guardando in televisione Piero Angela che spiegava l'esistenza di un rischio tremendo, quello del buco dell'ozono, richiamato dal collega Martelli. Correva l'anno 1988 quando i clorofluorocarburi (CFC) furono vietati. Qual è la situazione oggi? Si calcola che con un recupero del 3 per cento annuo il buco dell'ozono possa chiudersi nel 2060, al netto della riduzione di questa progressione determinata da un aumento delle emissioni da parte della Cina. Di certo non abbiamo ottenuto questo risultato vietando le bombolette spray. Non vorrei essere irrispettoso nei confronti di quest'Assemblea, ma faccio questo esempio emblematico per dire che incartarsi in uno scontro fra negazionismo e catastrofismo, ciò che sta avvenendo anche qui oggi, è peggio che non fare niente. La responsabilità che ci appartiene come Parlamento, di fronte alle ondate emotive che ciclicamente si susseguono su vari temi nell'arco dei decenni è proprio quella di guardare alla situazione e trovare però soluzioni sostenibili. Quando si parla di sviluppo sostenibile, in sintesi si tratta di cercare di contemperare le esigenze dell'attuale generazione con quelle delle future. Sarebbe dunque facile cedere oggi a questo andazzo, citando magari il collega Rubbia che, dall'alto di un'esperienza accademica riconosciuta a livello mondiale, dissente su tantissime cose che sono state sostenute. Si potrebbe polemicamente dire che sono arrivate la pioggia, il freddo e che il maggio che abbiamo affrontato, nonostante la presenza e i richiami di Greta anche in questo ramo del Parlamento, è stato sicuramente diverso da quello degli ultimi anni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Ma si confonde il meteo con il clima: ma di che cosa stiamo parlando? BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Si potrebbe fare questo gioco, ma come Gruppo Lega non vogliamo prestarci e faccio solo un ultimo richiamo. Non si può ad esempio, com'è avvenuto, assecondare una spinta emotiva che ha portato il Paese a rinunciare all'energia nucleare e, nel contempo, chiudere gli occhi sull'acquisto dalla Francia di energia prodotta da centrali nucleari: si deve fare di più. Per questo nella mozione che abbiamo presentato, più che concentrarci sulle premesse, abbiamo voluto lavorare convintamente, fianco a fianco, con il MoVimento 5 Stelle sulla parte dispositiva, perché a tutti noi servono fatti concreti e non semplicemente dichiarazioni di intento. Pertanto, nei nove punti sui quali si impegna il Governo - e mi avvierò poi a concludere - abbiamo sì voluto offrire delle dichiarazioni di principio, ma abbiamo voluto farlo in maniera tale che il nostro Paese non si avvii a un suicidio tecnologico-energetico a danno dell'attuale popolazione. Si può e si deve decarbonizzare l'economia, ma va comunque fatto garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese. Si può e si deve lavorare verso la mobilità sostenibile e si può e si deve andare verso la sostenibilità complessiva, ma va fatto - come indicato, ad esempio, al punto 6.a) - promuovendo politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile. Lo si deve fare perché altrimenti - permettetemi una forzatura - potremmo tranquillamente avviarci all'estinzione del genere umano, se non al ritorno all'età della pietra, e certamente impatteremmo di meno. Diceva la collega Fedeli che sicuramente le azioni e l'attività umana condizionano il pianeta; ci mancherebbe altro! Ma allora dobbiamo trovare il modo di poter garantire lo stile di vita puntando sull'innovazione tecnologica e sulla ricerca e non guardando a una decrescita felice. Con il dispositivo della mozione che abbiamo presentato abbiamo voluto guardare in questa direzione. Concludo dicendo che questo dispositivo cade nella Giornata mondiale dell'ambiente ma soprattutto dopo un anno di attività del Governo che, nei piccoli e nei grandi provvedimenti, ha cercato di andare in questa direzione e basterebbe fare degli esempi che ci competono. È vero che il clima non si ferma ai confini, ma noi a livello nazionale dobbiamo guardare a questi. Quando nella manovra di bilancio abbiamo individuato risorse aggiuntive per la rete idrica in Basilicata - e sappiamo tutti in quali situazioni versa - abbiamo investito risorse sull'efficientamento energetico, abbiamo dato la possibilità ai Comuni di agire per la prevenzione del dissesto idrogeologico, abbiamo agito e scelto di allocare risorse in questa direzione. Questo ci compete: non semplicemente dichiarazioni di principio ma azioni conseguenti e responsabili da soggetti che devono governare il Paese. Lo stesso abbiamo fatto con il provvedimento sbloccacantieri, che voteremo fra poche ore, all'interno del quale ci sono state scelte coraggiose, frutto di discussione e di confronto. Dopo un anno è stata individuata una soluzione ragionevole e condivisa dai Gruppi Lega e MoVimento 5 Stelle sul problema dell' end of waste . Sapete benissimo quale fosse la situazione relativa al blocco delle autorizzazioni degli impianti; ebbene, per la prima volta, dopo un confronto di un anno, anche su questo abbiamo dato una risposta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A noi, infatti, compete non semplicemente indicare dei problemi ma trovare soluzioni concrete, attuabili ed immediate perché i grandi principi si perseguono con le piccole azioni. Questo è ciò che a noi compete; questo è ciò che stiamo facendo e per questo convintamente il Gruppo Lega voterà a favore della propria mozione, che indica una strada concreta, e contro le altre che fanno di una battaglia ideologica solo un'occasione di scontro, senza dare concrete soluzioni per il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Croatti) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea gli studenti dell'Università degli studi di Teramo del corso di laurea in biotecnologie della riproduzione, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione delle mozioni nn. 85 (testo 3), 97, 122 e 135 GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, l'economia tradizionale non teneva in conto, considerandole illimitate, il costo di alcune materie essenziali: l'aria, l'acqua, il suolo e la terra, elementi da cui traiamo tutto ciò che ci occorre, o meglio, tutto ciò che ci è indispensabile per vivere. Crescendo e progredendo nel tempo ci siamo dovuti rendere conto che la terra non è una prateria sconfinata ma è forse più simile a un'astronave, lanciata nello spazio con un equipaggio di 7 miliardi di persone che devono imparare a conservare ciò che c'è, a difendere l'unico ambiente di vita e a riciclare tutto ciò che si può. Se finissero infatti le scorte, nessuno potrebbe certo mandarci una navetta di salvataggio. Sui cambiamenti climatici per onestà intellettuale è doverosa una precisazione in premessa, proprio perché siamo cresciuti con «Superquark»: l'uomo ha sicuramente contribuito ad accelerare un processo climatico, che però deriva sicuramente anche da evidenti elementi naturali. Ce lo dice la storia della terra: da sempre ere di desertificazione si sono succedute a ere di glaciazione. Ciò non toglie che ai giorni nostri manca troppo spesso il rispetto ambientale, che non ci sono ancora completa conoscenza del problema e consapevolezza, che vanno ingenerate usando ogni strumento possibile da parte di chi governa e amministra, con leggi e regolamenti mirati e con il sostegno a ogni attività virtuosa realizzata dalle agenzie e dalle associazioni operanti a ogni livello per arrestare un processo che sembra inarrestabile. Come ogni anno, oggi, 5 giugno, si celebra la Giornata mondiale dell'ambiente promossa dall'Assemblea generale delle Nazioni unite, che quest'anno dedica l'edizione proprio ai temi dell'inquinamento atmosferico e della crisi climatica. Lo slogan è proprio beat air pollution : sconfiggere l'inquinamento atmosferico. Il focus è sulle azioni, anche individuali, per favorire una risposta comunitaria e impegnare i Governi nella lotta per salvare il pianeta. Gli eventi ufficiali saranno ospitati dalla Cina, Paese dall'altissimo tasso di inquinamento atmosferico, che comincia però ad essere - speriamo tutti - anche laboratorio di iniziative per una conversione verde. Cosa che ci auguriamo perché la maggior parte dei problemi nasce proprio in Asia e, senza criteri di reciprocità delle regole, anche i processi di scambio e collaborazione commerciale diventerebbero problematici (la famosa apertura alla Via della seta). Mi fa piacere che anche l'Assemblea celebri un argomento che si sta inserendo sempre più al centro del dibattito mondiale, perché proprio dai soggetti decisori e dal legislatore deve partire ogni azione di sostegno e di rispetto ambientale (diventando il Parlamento per primo soggetto attivo e di esempio, stimolo continuo per l'azione di chi governa), soprattutto partendo da forme di sostegno e azioni educative, passando per gli incentivi in ogni forma e misura per le imprese virtuose e in particolare all'applicazione di ogni forma possibile di semplificazione burocratica, fino ad arrivare ad accordi bilaterali. Mi ha colpito quello che Susanna Tamaro ha scritto qualche giorno fa sul «Corriere della domenica», denunciando l'ingerenza burocratica che allontana chi vuole occuparsi di questo tema, per esempio, nell'agricoltura. Ne trarremo spunto allora per le azioni politiche future perché le azioni, la crisi climatica, la tutela dell'ambiente e le azioni conseguenti sono sì scelte necessarie alla sopravvivenza umana, ma soprattutto rappresentano una straordinaria opportunità per creare lavoro e generare una nuova economia sostenibile. La scelta e il dovere di sostenere la cosiddetta green economy , l'economia verde, fa bene soprattutto al mercato occupazionale. Siccome Forza Italia del lavoro fa la sua battaglia, farà la sua battaglia anche sulla green economy mirata al mercato occupazionale. In Italia già si registrano due milioni di green job , di lavori verdi, che rappresentano circa il 13 per cento dell'occupazione complessiva nazionale. Ho scelto di far parte della Commissione ambiente per il profondo convincimento che da sempre, oggi più che mai, tutto parta da qui, dalla natura e dai suoi elementi. La Commissione ambiente, che era un tempo un po' snobbata e sottovalutata, oggi dovrebbe invece diventare una Commissione perno intorno alla quale tutto dovrebbe ruotare: i temi dell'economia e del lavoro, la salute, il turismo, l'agricoltura, le infrastrutture, la casa, la crescita e lo sviluppo sostenibile, passando per l'educazione, l'istruzione e la cultura. La figura di Greta Thunberg ha suscitato clamore e reazioni a livello mondiale, perché ha toccato soprattutto la sensibilità dei più giovani. Io che sono però meno giovane, mi sono trovata di fronte ad una sorta di déjà vu . Quasi trenta anni fa, infatti, in occasione del Summit della terra, tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992, già un'altra ragazza aveva catalizzato l'attenzione della politica e dei media ; aveva solo dodici anni e salì sul palco come rappresentante di una delegazione di ragazzi che lottavano per l'ambiente. Il suo nome era Severn Cullis - Suzuki, ma i più la ricordano come «la bambina che zittì il mondo per sei minuti», tenendo un incredibile discorso di fronte alle Nazioni unite, in cui reclamò, per la sua e le future generazioni, il diritto inalienabile alla vita. Pose l'accento, tra gli altri temi, sui drammatici effetti che l'azione dell'uomo stava causando all'ambiente e sul cambiamento climatico. Ci volevano davvero gli interventi di due ragazzine, a distanza di trent'anni, per innestare un processo di consapevolezza sulle questioni ambientali e climatiche a livello mondiale? Davvero noi adulti decisori, in possesso di tutti gli strumenti utili a favorire un cambiamento di tendenza atto a preservare le risorse naturali non riusciamo a porre in essere un'azione coordinata e sinergica? Prova ne è oggi quest'Assemblea, con una serie di mozioni di cui soltanto una approvata e le altre non considerate. Oggi mi sarei invece aspettata che in quest'Aula tutti guardassero nella stessa direzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . in quest'Aula Non è infatti un problema personale o di partito, ma è un problema di tutti, di ogni singolo cittadino e, soprattutto, è un problema dei nostri figli. Come ho già detto, siccome per stimolare le azioni a volte ci vuole anche la concretezza, torno a ripetere che i temi della tutela ambientale rappresentano nuove opportunità economiche dal punto di vista dell'occupazione, dello sviluppo di tecnologie pulite e dell'innovazione. La sfida climatica, da vincolo, deve trasformarsi in opportunità di crescita economica, promuovendo un nuovo sviluppo economicamente sostenibile. Ecco perché invertire la tendenza è importante, ponendo ad esempio attenzione a una nuova fiscalità ambientale, quale imperativo delle prossime politiche economiche. Solo così l'Italia può collocarsi pienamente dentro il processo europeo, spostando la tassazione dal lavoro all'inquinamento dei processi produttivi e dei prodotti, dopo e durante il loro uso. Il cambiamento deve iniziare con urgenza e incentivare sistemi fiscali che avvantaggino l'uso di risorse ambientali rinnovabili e sostenibili e in questa prospettiva l'Italia può svolgere una funzione trainante, anche a livello europeo. Attenzione: accelerare la transizione non significa rallentare il processo infrastrutturale e tecnologico, come molti vorrebbero, quanto piuttosto un impegno dinamico, finalizzato a concepire gli investimenti in grandi opere, come il treno ad alta velocità, l'ammodernamento della rete ferroviaria, nuovi sistemi di trasporto all'avanguardia (più concorrenziali, efficienti e convenienti, sotto il profilo dell'impatto ambientale, del trasporto su gomma, soprattutto per quanto riguarda le merci). Arriviamo al tema dei rifiuti, altra questione importantissima per l'ambiente e per il clima. L'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali e minerari) e questo anche grazie a modalità innovative di gestione dei rifiuti e sistemi avanzati per il loro recupero. Caro collega Briziarelli, spero che finalmente oggi riusciremo a portare a casa un risultato per il quale Forza Italia si batte dal primo giorno di questa legislatura, attraverso un emendamento presentato in occasione dell'esame di ogni provvedimento utile, quello sull' end of waste , ovvero sulla fine della qualifica di rifiuto. Mi avvio alla conclusione. Per onorare la Giornata mondiale dell'ambiente, come dicevo in precedenza, avrei voluto annunciare il voto favorevole a tutte le mozioni, ma alla luce delle dichiarazioni del rappresentante del Governo, che invita a votare soltanto la mozione di maggioranza, voteremo a favore della sola nostra proposta e semplicemente ci asterremo sulle altre, soltanto per una questione di dignità e non per altri motivi, perché ci crediamo fermamente. Chiedo al Presidente soltanto un minuto, per concludere con le parole di quella bambina di quasi trent'anni fa - non di Greta - che commossero i potenti. Ella disse: «A scuola, persino all'asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a essere generosi. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare? (…) So che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, in realtà è una famiglia che conta 30 milioni di specie. E nessun Governo, nessuna frontiera potrà cambiare questa realtà. Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo e in quale modo dovremo crescere. (…) Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? (…) Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole!». (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . MORONESE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il contrasto alle drammatiche conseguenze derivanti dal cambiamento climatico necessita di un'azione forte ed incisiva, che tenga conto in maniera olistica di tutti gli interventi attuabili per incidere in maniera efficace nella prevenzione e nel graduale annullamento di tutte quelle fonti emissive, che stanno letteralmente soffocando il nostro pianeta. È tempo di agire e di agire in fretta, perché ciò che abbiamo chiamato sviluppo negli ultimi due secoli ha pregiudicato irrimediabilmente gli equilibri naturali dei millenni precedenti e minaccia oggi le speranze delle nuove generazioni e di quelle che verranno dopo di loro. Il cambiamento climatico è già in atto, è la natura che si ribella, è un fenomeno a catena che riguarda tutte le regioni del mondo, le cui conseguenze catastrofiche provocate da fenomeni meteorologici estremi stanno mettendo in ginocchio vaste aree del mondo e mietendo vittime tra le popolazioni, Italia compresa. Sappiamo che serve un impegno corale e globale perché l'impegno di una singola nazione non basta. Infatti, anche quando sembra che tutti gli Stati e tutte le comunità del mondo intero siano d'accordo nell'adottare politiche di contrasto del cambiamento climatico, ecco che da una parte e dall'altra degli oceani spuntano voci di distinguo, prese di distanza, talvolta autentici ripensamenti e dinieghi. Fintantoché si tratta di enunciare buoni propositi, magari da propagandare in occasioni elettorali o agitare al cospetto di un avversario, tutti riescono a trovare le parole e le immagini capaci di affascinare e anche di convincere. Così facendo, si può anche attribuire un Nobel agli scienziati dell'IPCC, ammirare la tenacia di Greta, convocare una solenne conferenza mondiale all'anno o chiedere lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, come fatto dal Regno Unito e recentemente scopiazzato in casa nostra dal Partito Democratico e anche dalla senatrice De Petris nelle loro mozioni (cosa che serve solo a far leva mediaticamente). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 11,52) ( Segue MORONESE). Dai discorsi si deve passare ai fatti, dalle parole alle azioni. Vogliamo evitare di assistere a quel carnevale di contraddizioni che, nella sostanza, serve a mantenere le cose come stanno. La questione planetaria è ancora di supremazia, dominio e spartizione dei ruoli tra Nord e Sud del pianeta, tra Est e Ovest, tra economie mature fino all'opulenza ed economie emergenti sempre più aggressive. Lo scontro del momento, quello sui dazi, altro non è che un capitolo della stessa commedia e per troppi aspetti anche le politiche di salvaguardia dell'ambiente globale sono giocate e scambiate sullo stesso tavolo di una partita che, talvolta, ha il sapore di essere smaccatamente truccata. La Cina, prima potenza economica del mondo, non ritiene di dover assumere impegni nel risparmio di combustibili fossili, nell'abbattimento delle emissioni in atmosfera e nella correzione del suo modello di sviluppo da riorientare in senso più rispettoso degli equilibri naturali. Eppure, quell'economia, insieme a quella del continente europeo, è la massima responsabile delle alterazioni climatiche degli ultimi due secoli. Se il modello di successo - quello che ha stabilito il primato dell'Occidente e garantito benessere a quasi un miliardo di persone - continua a essere quello che ha rotto gli equilibri naturali, depauperato e sperperato le risorse primarie, inquinato, desertificato e antropizzato crescenti porzioni di terra, come sarà possibile negare gli stessi benefici a quei popoli delle economie in sviluppo, che quello stesso modello hanno adottato e vogliono perseguire? Non saranno di certo solenni paternali ambientaliste a dissuadere quei popoli dal ricercare il proprio benessere. La vita sul pianeta - globalizzazione o no - è irrimediabilmente interdipendente. Non sarà il muro ungherese a evitare che le piogge acide cadano su Budapest e non sarà la muraglia messicana a evitare l'innalzamento degli oceani sulle coste americane. Così come l'Occidente ha battezzato e nutrito quel vecchio modello di sviluppo, di cui ora viviamo tutte le nefaste conseguenze, ora tocca allo stesso inaugurare un nuovo inizio, creare fiducia in un diverso sviluppo e offrire la speranza del benessere in un pianeta che avrà futuro per l'umanità e tutte le specie viventi. Il Protocollo di Kyoto, padre di tutte le intese per la salvaguardia dell'ecosistema planetario, ha quasi trent'anni. Non pare proprio che sia riuscito negli intenti, se guardiamo agli allarmi attuali e allo stato del pianeta. Tuttavia, non esiste alternativa all'impegno incessante, quotidiano e risoluto di persuasione, convincimento e responsabilizzazione. Non esiste alternativa al dover decidere, ora e qui, quali misure adottare, quali azioni innescare, quali progetti e quali strategie inverare. L'inerzia sarebbe una colpa imperdonabile. Le scorciatoie e le furbizie potrebbero forse tacitare sul momento la coscienza più approssimativa, ma rivelerebbero presto la loro fragilità. Dichiarare lo stato di emergenza climatica, come ha fatto il Regno Unito, rinviando al 2050 il conseguimento di tangibili risultati di mitigazione degli effetti devastanti procurati dal sistema produttivo di quel Paese, assomiglia molto a una perfida promessa da marinaio. Sarebbe molto incoraggiante apprendere invece che, ad esempio, il Governo britannico ha vietato l'esportazione di rifiuti urbani che per milioni di tonnellate e da quasi dieci anni solcano il Mare del Nord per essere inceneriti in tutti i Paesi europei. Se il Regno Unito volesse davvero proporsi come pioniera dell'economia circolare, proprio nella gestione dei suoi rifiuti urbani troverebbe davvero una grande occasione di dimostrare una leadership . Mi permetto poi di osservare che noi italiani conosciamo bene lo stato d'emergenza, soprattutto per i danni che ci hanno lasciato gli innumerevoli stati di emergenza proclamati dopo terremoti, alluvioni, incendi, siccità e pure per la gestione dei rifiuti. Ognuno di essi ci ha lasciato un conto di miliardi di euro spesi in deroga alle leggi ordinarie, con provvedimenti straordinari spesso obliqui e inefficaci, con lobby e cricche che hanno pascolato bellamente sulle rovine (peraltro rimaste intonse alla fine dello stato d'emergenza). Non è questa la strada, non è questo il modo e non è più questo il tempo della straordinarietà: è il tempo della cocciuta, ostinata e tenace mobilitazione quotidiana per cambiare davvero le cose nel concreto e nel profondo. Ecco perché la mozione quest'oggi in discussione, presentata dal MoVimento 5 Stelle e da tutto il Gruppo di maggioranza, vuole formalmente impegnare il Governo a mettere in campo azioni serie e concrete, finalizzate alla decarbonizzazione dell'economia, fissando come obiettivo la strategia per un'economia moderna e climaticamente neutra, contenuta nella comunicazione della Commissione europea COM(2018) 773 del 28 novembre 2018. Proprio sulla decarbonizzazione ieri il ministro dell'ambiente Sergio Costa, al quale va riconosciuta senza alcun dubbio un'azione seria, concreta e incisiva, ha sottoscritto con la Commissione europea, i Comuni e le Regioni italiane il Piano d'azione per il miglioramento della qualità dell'aria, che prevede azioni concrete in tema di razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi, abbattimento delle emissioni da biomassa, micromobilità cittadina, limitazioni per gli impianti di riscaldamento inquinanti e a gasolio e molto altro. Tutto questo verrà fatto coinvolgendo gli enti territoriali e verranno investiti 400 milioni di euro l'anno. I Comuni avranno dunque anche la copertura economica per svolgere queste azioni. Signor Presidente, la mozione risponde con fermezza e pragmatismo al richiamo della Commissione europea che impegna tutti gli Stati membri ad attuare una profonda trasformazione economica, energetica e sociale, allo scopo di soddisfare efficacemente gli obiettivi di contenimento della temperatura concordati durante la Conferenza sul clima di Parigi COP21 nel dicembre 2015. Essa invita inoltre i Parlamenti nazionali a individuare le componenti strategiche che consentano di raggiungere l'obiettivo di un'Europa climaticamente neutra entro il 2050. Non sarà una mozione a rendere migliore domani mattina la qualità della nostra vita, ma certo è che quella in discussione, ancorata ad obiettivi condivisi in Europa e nei consessi internazionali, incalza e promuove in maniera precisa e puntuale l'adozione di norme e azioni cogenti, che domani mattina potrebbero cominciare a migliorare la qualità della nostra vita quotidiana. In conclusione, signor Presidente, oggi affidiamo forse uno dei compiti più ardui della legislatura a questo Governo, che siamo certi vorrà rispettarlo, perché qui non si tratta di questioni politiche di parte ma della vita dei nostri figli e del futuro delle prossime generazioni. Dichiaro pertanto a nome del MoVimento 5 Stelle il voto favorevole alla nostra mozione a prima firma L'Abbate e contrario a tutte altre. (Applausi dal Gruppo M5S). BONINO (Misto-PEcEB) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, signori colleghi, al di là della mozione della maggioranza, che non mi trova d'accordo, desidero solo annunciare il mio voto di astensione su tutte le altre: in ognuna di esse trovo alcuni elementi positivi e condivisibili e altri velleitari, per non parlare di quelli ambigui. Per questo, al di là della mozione di maggioranza, mi asterrò sulle altre. Penso che in tale dibattito sia mancata la dimensione europea per affrontare questo problema, che non ha soluzione adeguata a livello nazionale; ma penso altresì che non si debbano rincorrere le mode del momento. Vedete, lo dico senza polemica, amici, però impegnare il Governo a dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica ha chiare conseguenze nel nostro sistema istituzionale e legislativo, che io non condivido. Capisco che voi la vedete come una dichiarazione politica, ma ciò che qualcuno ci ha fatto notare è che le parole pesano. So perfettamente che l'ha approvata Macron e chi altro volete; ma noi dovevamo constatare a mio avviso un'emergenza e chiedere l'applicazione di tutte le politiche italiane ed europee che possono farvi fronte. Fare solo una dichiarazione di stato d'emergenza trovo che sia ambiguo e velleitario. Senza polemica, questa è l'opinione che sento di dover esprimere. Per il resto, spero che questo sia l'inizio di un dibattito serio su questo tema, che non può essere risolto in una cacofonia di mozioni: se solo le leggete, capirete che non andremo francamente da nessuna parte. PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le mozioni saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 85 (testo 3), presentata dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 97, presentata dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 122, presentata dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 135 (testo 2), presentata dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1248 PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 1.0.3, 1.0.4, 1.0.9, 1.0.10, 2.0.2, 4.24, 4.201 (già 20.0.1 testo 2), 5.27, 5.0.25, 5.0.26, 5.0.27, 5.0.28, 5.0.29, 5.0.30, 5.0.31, 5.0.41, 5.0.42, 5.0.43, 5.0.44, 5.0.45, 5.0.46, 5.0.47, 5.0.48, 5.0.49, 5.0.50, 5.0.51, 5.0.52, 5.0.54, 5.0.55, 21.0.13, 21.0.14, 21.0.15, 21.0.16, 23.0.9, 24.0.5, 28.10, 28.11, 28.12, 28.13, 28.14, 28.100 e 28.200, già dichiarati improponibili durante l'esame in sede referente per estraneità all'oggetto del decreto-legge. La Presidenza dichiara, inoltre, inammissibili gli emendamenti 1.693, 5.4 (limitatamente al capoverso 5- duodecies ) e 28.2, che modificano disposizioni contenute in atti normativi non aventi forza di legge, nonché la proposta 1.240, che risulta invece priva di portata modificativa. Con riferimento ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara infine inammissibili le proposte 1.7 (testo 2)/423, 1.17 (testo corretto)/100, 1.17 (testo corretto)/101, 1.750/100, 1.750/102, 1.851/108, 4.43/101, 4.851/101, 4.851/103, 4.853/101, 4.853/102, 4.853/103, 4.853/104, 4.853/105, 5.0.851/100, 16.850/100, 19.0.1(testo 3)/101, 23.750/100, 23.750/101, 23.750/102, 23.750/103, 24.0.851/100, 24.0.851/101, 24.0.851/102 e 25.500/100, in quanto non incidono sul testo dell'emendamento al quale si riferiscono ovvero introducono disposizioni estranee per materia. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, se posso mi limiterei a pronunciarmi esclusivamente in merito agli emendamenti su intendo esprimere parere favorevole. Esprimo quindi parere favorevole sull'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 2), con le seguenti correzioni: al punto 2) della lettera o) , dopo la parola «successivamente», inserire le parole «alla data di entrata in vigore»; espungere il punto 23) (lettera a) e lettera b) ) e al punto 24- ter , dopo le parole «le offerte», inserire le parole «o i preventivi». PRESIDENTE. Questa indicazione è sua o della Commissione bilancio? SANTILLO, relatore . È su mia iniziativa, in qualità di relatore. Esprimo inoltre parere favorevole sull'emendamento 1.7 (testo 2)/462 e sull'emendamento 1.7 (testo 2)/463, limitatamente al comma 20- ter , ultimo periodo del capoverso 11- ter , dalle parole «Sono altresì iscritte» alle parole «n. 122.». PRESIDENTE. Quindi è favorevole solo al comma 20- ter , capoverso 11- ter , dalle parole «Sono altresì iscritte» fino alle parole «n.122.»? SANTILLO, relatore . Si, signor Presidente, della parte 20- ter sono favorevole solo a questo ultimo periodo del capoverso 11- ter . Esprimo quindi parere favorevole sull'emendamento 1.7 (testo 2)/464, con l'aggiunta, infine, del seguente comma, del cui testo do lettura e che posso eventualmente consegnare: «20- quinquies. Per l'esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l'adeguamento e la ristrutturazione dei centri di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132». PRESIDENTE. Se può consegnare il testo, senatore, lo distribuiremo. SANTILLO, relatore . Certamente, Presidente. Quanto ai restanti emendamenti, invito i presentatori a ritirarli; diversamente, il parere è contrario. PRESIDENTE. Mi scusi, senatore, il parere è contrario anche sull'emendamento 1.7 (testo 2)? SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Sto parlando dell'emendamento 1.7 (testo 2), presentato dalla senatrice Pergreffi. SANTILLO, relatore . Esprimo parere favorevole sull'emendamento. (Commenti dal Groppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. Le chiedo ora di indicare espressamente gli emendamenti rispetto ai quali formula l'invito al ritiro, perché lei deve dirci, non soltanto quelli rispetto ai quali esprime parere contrario, ma anche quelli rispetto ai quali c'è un invito al ritiro. SANTILLO, relatore . L'invito al ritiro è su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE. Dunque, l'invito al ritiro riguarda tutti gli emendamenti; diversamente il parere è contrario. È così? SANTILLO, relatore . Esattamente. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Sudano, identico all'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/101, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/102, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «di manutenzione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/103 a 1.7 (testo 2)/106. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/108, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/111, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «prestazioni da fornire». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/109 e 1.7 (testo 2)/110. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/112, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «e paesaggistica». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/113 e 1.7 (testo 2)/114. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/115, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «del demanio». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/116. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/117, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «sono soppresse». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/118. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/119, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/121, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/122, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «sono soppressi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/123. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/124, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/125, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/126, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/127, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/128, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/129, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/130, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «all'articolo 35». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/131. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/132, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «della prestazione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/133. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/134, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/135, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/136, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/137, presentato dai senatori D'Alfonso e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/138, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/139, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «commi da 1». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/140 e 1.7 (testo 2)/141. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/142, presentato dal senatore Coltorti. (Segue la votazione . Il senatore Coltorti fa cenno di voler intervenire) . Annullo la votazione. COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.7 (testo 2)/142. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/143, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/144, presentato dai senatori Mallegni e Gallone, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/145 e 1.7 (testo 2)/146. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/147, presentato dalla senatrice Sudano, sostanzialmente identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/148, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/149, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.7 (testo 2)/150, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1.7 (testo 2)/151, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/152, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.7 (testo 2)/153, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1.7 (testo 2)/154, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/155, presentato dai senatori Mallegni e Gallone, identico agli emendamenti 1.7 (testo 2)/156, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, 1.7 (testo 2)/157, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1.7 (testo 2)/158, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 2). MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, siamo in un periodo nel quale la comunicazione prevale sulla verità, qualche volta inducendo anche ad errori e incidenti, come quelli cui abbiamo assistito prima, quando abbiamo respinto all'unanimità l'emendamento del senatore Coltorti, che doveva essere ritirato, ma non lo è stato nei tempi giusti, o ad un attimo di confusione del bravo relatore su un parere al testo 2 dell'emendamento 1.7 della senatrice Pergreffi, perché la comunicazione ha fatto passare l'idea che l'emendamento della senatrice Pergreffi sospendesse il codice degli appalti. Non era vero, sospendeva cinque aspetti del codice degli appalti. Anche nel caso dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161(testo 2) si dice che esso sospenda il codice degli appalti, mentre non è vero, perché sospende soltanto tre dei cinque aspetti; peraltro, li sospende ritornando al testo del decreto originario e i due che invece teoricamente sarebbero sospesi sono riscritti esattamente come lo erano nel testo originario del decreto. Insomma, tanto rumore per nulla; è accaduto soltanto che siamo tornati al punto di partenza, non vi è alcuna sospensione e si continua a lavorare in maniera assolutamente normale, salvo che ognuno si venderà la questione come vuole nella comunicazione. La Lega dirà che hanno sospeso il codice e non è vero; il MoVimento 5 Stelle dirà che non è vero che l'hanno sospeso, che hanno tenuto il punto e, come spiegherò, non è vero neanche questo. L'emendamento di cui stiamo parlando, che è certamente migliorativo rispetto a quello della senatrice Pergreffi, continua a contenere alcune previsioni aberranti. I tre punti in cui incide sono i seguenti: nessuna riduzione e qualificazione del numero delle stazioni appaltanti, nessun ricorso per le commissioni giudicatrici a commissari esterni selezionati dall'ANAC (ognuno può nominare chi vuole) e, soprattutto, il ripristino totale dell'appalto integrato, per cui il sottosegretario senatore Cioffi mi guarda perplesso, ma di cui parlerò nel corso dell'esame dell'emendamento successivo. Voglio ora parlare dei primi due temi: si ha l'illusione che il codice abbia bloccato i lavori, ma i numeri dicono che non è vero, tanto che il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia (Cresme) sostiene che l'anno scorso sono stati appaltati più lavori che in passato. Quel che è vero è che non si è messo mano alla cosa più importante, al vulnus più serio del settore, che è quello relativo alla qualificazione e alla riduzione delle stazioni appaltanti. Invitalia, che è una buona stazione appaltante, ha fatto 221 gare a codice vigente, con solo il 7 per cento di ricorsi e di contenziosi. L'Anas e RFI hanno continuato a fare gare e ad appaltare lavori. È la carenza di qualità e di qualificazione delle piccole stazioni appaltanti che blocca il sistema, e voi che fate? Abolite persino l'obbligatorietà del ricorso alle centrali di committenza, tornando praticamente a 35.000 stazioni appaltanti nel Paese. Questo però non vi basta, fate un'altra cosa, questa sì, aberrante: ritenete che le commissioni giudicatrici possano essere cucinate a casa. Per intenderci, un sindaco o un responsabile unico del procedimento (RUP) può scegliere esattamente i commissari che vuole, non ha l'obbligo di ricorrere all'albo dell'ANAC, né di chiedere i requisiti di professionalità e moralità, ma può scegliere chi vuole: il fratello, la cugina, il fidanzato della sorella o cose di questo tipo. Il combinato disposto dell'aumento delle stazioni appaltanti e della possibilità di scegliere le commissioni giudicatrici come si vuole determina quelle che autorevoli protagonisti del settore hanno definito norme criminogene. Non vi offendete, ma di questo si tratta. A chi giova non si capisce, ma questo è quel che fate con la vostra proposta emendativa: tornate ad un sistema che determinerà tantissimi problemi nel Paese. Degli altri aspetti negativi parlerò quando discuteremo l'emendamento 1.7 (testo2) della senatrice Pergreffi. (Applausi dal Gruppo PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, non so se ci troviamo di fronte a un gioco delle parti, a una commedia dell'arte o alla drammatizzazione di dichiarazioni, che annunciano una cosa e poi ne accade un'altra. Sta di fatto, signor Presidente, che l'emendamento in esame, a prima firma del senatore Patuanelli, apporta qualche modifica rispetto al testo uscito dalla Commissione, in particolare rimane il 30 per cento con riferimento alla valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ma sostanzialmente tanto tuonò, che non piovve: alla fine, in qualche modo, si è tornati a quello, ma le dichiarazioni di sospensione del codice e tutto il resto rimangono. Ovviamente questo non significa che diamo una valutazione positiva; anzi, rimangono tutte le questioni assolutamente e ferocemente critiche, che abbiamo espresso rispetto al testo uscito dalla Commissione. Certamente è diverso rispetto all'emendamento della senatrice Pergreffi, che proponeva la totale liberalizzazione dei subappalti (forse Salvini, quando parla di rispetto della direttiva europea, parla solo e unicamente della vicenda della procedura). Di fatto, però, con il testo in esame si torna ad una sorta di mediazione del 40 per cento, che comunque riteniamo assolutamente grave, perché l'aspetto del subappalto, così come il fatto di non attingere più ai commissari esterni e il fatto di tornare alla moltiplicazione delle stazioni appaltanti, senza nessun lavoro sulla qualificazione, farà sì che, nel nostro sistema, queste norme rischiano di essere criminogene: le chiamo per quello che sono. È inutile che continuate a far finta di niente. Tutte queste norme renderanno l'intero sistema degli appalti permeabile a infiltrazioni molto pesanti. Non mi venite a raccontare che la misura sbloccherà i cantieri; ne riparleremo tra qualche tempo, quando ci ritroveremo - ancora una volta - in una situazione di totale blocco. C'è un ulteriore elemento grave, contenuto già nell'emendamento della senatrice Pergreffi. L'emendamento sottoscritto dal senatore Patuanelli riscrive anche il comma 24, in tema di rifiuti. Onestamente questa norma è migliorativa rispetto al comma 24, ma - lo dico al senatore Patuanelli - c'è una cosa che mi dovete spiegare. Anzitutto, avreste dovuto garantire, una volta per tutte, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare adotti i decreti ministeriali e, soprattutto, per fare un'operazione seria, avreste dovuto prevedere non soltanto che tutte le autorizzazioni rilasciate dalle varie autorità e dalle Regioni debbano essere inviate al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma anche che quest'ultimo possa intervenire e correggere per fare in modo che nel nostro Paese ci sia un'applicazione omogenea delle norme sui rifiuti e non legata alle diverse Regioni e autorità che rilasciano le autorizzazioni. Detto questo, ovviamente il nostro voto non potrà che essere contrario a quest'altro maxiemendamento. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Senatore Patuanelli, è favorevole alle correzioni richieste dal relatore? PATUANELLI (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.Senatore Romeo, è d'accordo con le correzioni richieste dal relatore? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3), presentato dai senatori Patuanelli e Romeo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/159 a 1.7 (testo 2)167 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). L'emendamento 1.7 (testo 2)/168 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/169, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . NUGNES (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, nel corso della precedente votazione ho sbagliato a esprimere il mio voto, che voleva essere favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/170, presentato dalla senatrice Sudano, fino alle parole «Entro il». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/171. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/172, presentato dalla senatrice Sudano, fino alle parole «31 dicembre del 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/173. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/174, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/175 e 1.7 (testo 2)/176. Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/177 a 1.7 (testo 2)/213 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/214, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/215, presentato dal senatore Ferrazzi, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/503, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/216, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/217, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi, fino alle parole «può procedere». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/218 a 1.7 (testo 2)/220. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/221, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/222, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/223 a 1.7 (testo 2)/232 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/233, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/234, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/235, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/236, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/237 a 1.7 (testo 2)/239 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/240, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/241, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/242, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «sono soppresse». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/243. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/244, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7 (testo 2)/245 e 1.7 (testo 2)/246 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/247, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti a 1.7 (testo 2)/248 a 1.7 (testo 2)/252 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/253, presentato dal senatore Margiotta, fino alle parole «sono soppresse». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/254 e 1.7 (testo 2)/255. Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/256 a 1.7 (testo 2)/259 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/260, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/261 a 1.7 (testo 2)/263 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/264, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/265, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/266, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «procedura di gara». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/267. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/268, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/269 a 1.7 (testo 2)/272 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). L'emendamento 1.7 (testo 2)/273 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/274, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/275, presentato dai senatori Mallegni e Gallone, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/276, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/277, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «del rilascio». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/278. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/279, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/280, presentato dai senatori Taricco e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7 (testo 2)/281 e 1.7 (testo 2)/282 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/283, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/284, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/285, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «del contratto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/286. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/287, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/288, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/289, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/290, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/291, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/292 a 1.7 (testo 2)/296 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/297, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «lettera d)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/298. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/299, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «delle offerte ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/300. Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/301 a 1.7 (testo 2)/322 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/323, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/324, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/325, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/326, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/327, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/328, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/329, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/330, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «il subappalto ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/331 a 1.7 (testo 2)/333. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/334, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «all'articolo 80». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/335. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7(testo 2)/336 presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «è abrogato». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7(testo 2)/337. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/338, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/339, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/340, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/341, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/342, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/343, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/344, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/345, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/346, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/347, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/348, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/349, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.7(testo 2)/350 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.7(testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/351, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7(testo 2)/352 e 1.7(testo 2)/353 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7(testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/354, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/355, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/356, presentato dal senatore Mirabelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/357, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7(testo 2)/358, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/359, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/360, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/361, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/362, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/363, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/364, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/365, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/366, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/367, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/368, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.7 (testo 2)/369, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 1.7 (testo 2)/370, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/371, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/372, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/373, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/374 a 1.7 (testo 2)/382 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/383, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/384, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/385, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/386, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7 (testo 2)/387 e 1.7 (testo 2)/388 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/389, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «"sessanta giorni"». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.7 (testo 2)/390 e 1.7 (testo 2)/391. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/392, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/393, presentato dai senatori D'Arienzo e Sudano, fino alle parole «"sessanta giorni"». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/394. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/395, presentato dalla senatrice Sudano, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/396 a 1.7 (testo 2)/398. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/399, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/400, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/401, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/402, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/403, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/404, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/405, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/406, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/407, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/408, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/409, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/410, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/411, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/412, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/413, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/414, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/415, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Ricordo che gli emendamenti 1.7 (testo 2)/416 e 1.7 (testo 2)/417 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/418, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/419, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/420, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/421, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/422, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.7 (testo 2)/423 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/424, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/425, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/426, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/427, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/428, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/429, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/430, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/431, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/432, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/433, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/434, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/435, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/436, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/437, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/438, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/439, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/440 a 1.7 (testo 2)/444 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7 (testo 2)/445, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori, fino alle parole «vigili del fuoco volontari». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.7 (testo 2)/454. L'emendamento 1.7 (testo 2)/446 è precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/447, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.7 (testo 2)/448, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/449, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/450, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/451, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/452, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/453, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/455 a 1.7(testo 2)/457 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/458, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/459, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7 (testo 2)/460 e 1.7 (testo 2)/461 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare una valutazione più attenta sull'emendamento 1.7 (testo 2)/462 - sul quale, ricordo, è stato espresso parere favorevole da parte dei relatori - dal momento che, così come formulato, potrebbe contrastare in parte con l'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3), presentato da me e dal senatore Patuanelli, che abbiamo approvato poco fa. Sono a chiederle, dunque, l'accantonamento dell'emendamento o un'eventuale sospensione dei lavori per una possibile riformulazione dello stesso. Lascio a lei la valutazione, signor Presidente, anche in considerazione del fatto che in sede di Conferenza dei Capigruppo si era deciso che, ad un certo punto, si sarebbero sospesi i lavori così da consentire di poter rinvigorire le forze di tutti i senatori e proseguire i lavori con un pathos maggiore, perché vedo l'Assemblea un po' spenta. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, sospendo i lavori fino alle ore 14,30, così da consentire anche di fare una pausa pranzo. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 13,33, è ripresa alle ore 14,34) . La seduta è ripresa. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, i relatori dovrebbero avere il testo della riformulazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462. Approfitto di questo intervento per ritirare l'emendamento 1.7 (testo 2)/463. SANTILLO, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, do lettura della citata riformulazione. All'emendamento 1.7 (testo 2)/462, il comma 20- bis è sostituito con il seguente: «Per il periodo di vigenza del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, sono fatti salvi gli effetti dell'articolo 1, comma 912, della legge 30 dicembre 2018, n.145, per i soli Comuni che, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, hanno avviato l' iter di progettazione per la realizzazione degli investimenti di cui all'articolo 1, comma 107, della legge n.145 del 2018 e non hanno ancora avviato l'esecuzione dei lavori». PRESIDENTE. Chiedo al relatore di consegnare il testo scritto, affinché possa essere distribuito. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, ho ascoltato la riformulazione del comma 20- bis e voglio chiedere al relatore come si coniuga con il comma 20- ter , dal momento che ne ripete e ne incorpora la parte generale. Chiedo infatti se valga ancora la pena mantenere il comma 20- ter , dal momento che entrambi fanno riferimento all'articolo 1, comma 107, della legge n. 145 del 2018 e alla condizione di non aver avviato l'esecuzione dei lavori. Quella che chiedo è solo una spiegazione. PRESIDENTE. Invito il relatore a pronunziarsi al riguardo. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, il comma 20- ter continua a valere. PRESIDENTE . Per verificare in modo migliore la compatibilità tra il comma 20- bis , così come proposto nella riformulazione, e il comma 20- ter , ritengo sia preferibile accantonare l'emendamento 1.7 (testo 2)/462 (testo 2). Forse le valutazioni del senatore Caliendo potrebbero essere esatte, visto che il comma 20- bis , così come riformulato, prevede che: «Per il periodo di vigenza del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, sono fatti salvi gli effetti dell'articolo 1, comma 912, della legge 30 dicembre 2018, n.145, per i soli Comuni che, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, hanno avviato l' iter di progettazione per la realizzazione degli investimenti, di cui all'articolo 1, comma 107, della legge n.145 del 2018, e non hanno ancora avviato l'esecuzione dei lavori». Nel comma 20- ter è poi scritto che: «Per i soli Comuni che (...) abbiano avviato la progettazione per la realizzazione degli investimenti, di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 30 dicembre 2018, n.145, ma non abbiano avviato l'esecuzione dei lavori (...)». Chiedo dunque quale sia la differenza fra questi due commi. SANTILLO, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, chiedo di accantonare l'emendamento in esame. PRESIDENTE . Ne dispongo quindi l'accantonamento, per effettuare una verifica. L'emendamento 1.7 (testo 2)/463 è stato ritirato. Chiedo al senatore Barbaro se conviene sulla proposta di riformulazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/464, riguardante l'inserimento del comma 20- quinquies . BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, accetto la proposta di riformulazione, ma, visto che non ne siamo in possesso, chiedo cortesemente che venga distribuito il nuovo testo. PRESIDENTE. La proposta di riformulazione è stata avanzata questa mattina. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Accetto la proposta di riformulazione, ma chiedo cortesemente che il testo venga distribuito, a beneficio dei colleghi. Se invece non dovesse servire, va bene così. PRESIDENTE . Senatore Barbaro, do lettura della proposta di riformulazione, che si propone di aggiungere il seguente comma 20- quinquies: «Per l'esecuzione dei lavori e per la costruzione, il completamento, l'adeguamento e la ristrutturazione dei centri di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132». BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Va bene, e la ringrazio, signor Presidente. PRESIDENTE . Invito il Presidente della Commissione bilancio, senatore Pesco, a esprimersi al riguardo. PESCO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la modificazione è di carattere ordinamentale e, quindi, non ha impatti finanziari. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/464 (testo 2), presentato dal senatore Barbaro. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/465, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti dal 1.7 (testo 2)/467 all'1.7 (testo 2)/475 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/476. DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, questo è uno di quei classici emendamenti che mi permetterei di definire di buon senso, sul quale mi piacerebbe ci fosse una condivisione trasversale, in quanto volto sostanzialmente a semplificare davvero la vita alle imprese e a quei funzionari e dipendenti pubblici che lavorano nel campo degli appalti. Sappiamo che l'amministrazione, in determinate situazioni e con determinati fornitori, ha facoltà di sospendere l'obbligo della cauzione, peraltro anche con dei guadagni in termini di prezzo. Con l'emendamento in esame proponiamo che per legge venga stabilito che le cauzioni di modesto o modestissimo importo (ossia fino a 500 euro) non siano dovute. Sostanzialmente, vorremmo evitare che i Comuni, le Province e, in generale, i funzionari pubblici impazziscano nel produrre documentazione per cauzioni fino a 500 euro (ossia di importo magari pari a 100, 200 o 300 euro). Ritengo che prevedere che le cauzioni fino a 500 euro non siano dovute sia veramente una norma di buon senso, che risponde alle esigenze sia dei dipendenti pubblici, che di quelle imprese che, per cifre irrisorie, hanno costi e oneri amministrativi assurdi. Mi appello pertanto a tutti i colleghi affinché una norma di buon senso, che comporta una piccola variazione per ottenere una maggiore semplificazione, possa essere accolta. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/476, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.7 (testo 2)/477 e 1.7 (testo 2)/478 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/479, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.7 (testo 2)/480 a 1.7 (testo 2)/493 risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/494, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/495, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/496. MORONESE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, lo ritiro. PRESIDENTE . L'emendamento 1.7 (testo 2)/497 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/498, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). L'emendamento 1.7 (testo 2)/499 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/500, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/501. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei gentilmente richiamare l'attenzione dei colleghi su quest'emendamento. Vi è un'opera, stanziata per il valore di 48 milioni di euro, che rimane praticamente bloccata non essendo stato nominato il commissario straordinario per il completamento dei lavori, e si tratta dell'asse Benevento-Caserta. Il mio emendamento tende a fare in modo che questo commissario sia nominato e indica anche la via attraverso la quale bisogna farlo. Mi sembra che si tratti di un emendamento proprio calzante per questo decreto-legge sblocca cantieri. Rivolgo pertanto il mio appello a tutto il Senato, affinché possa approvarlo, per dare il via a una strada molto importante per la Regione Campania, soprattutto per Benevento, Avellino e Caserta. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/501, presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/502, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). L'emendamento 1.7 (testo 2)/504 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3). Passiamo all'emendamento 1.7 (testo 2)/462, precedentemente accantonato, poiché sulla compatibilità era stato posto un quesito al relatore, cui chiedo di rispondere. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, chiedo che rimanga ancora accantonato, perché sono tuttora in corso le opportune verifiche. PRESIDENTE . Dobbiamo pertanto accantonare anche l'emendamento 1.7 (testo 2). Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno e sui restanti emendamenti. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole su tutti gli ordini del giorno presentati e formulo un invito al ritiro o altrimenti esprimo parere contrario su tutti i restanti emendamenti. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.1, G1.2, G1.3 e G1.4 non verranno posti ai voti. L'emendamento 1.0.1 è accantonato. Passiamo all'emendamento 1.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.3 e 1.0.4 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.5, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.70, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.6, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.7, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.9 e 1.0.10 sono improponibili. L'emendamento 1.0.11 è accantonato. Passiamo all'emendamento 1.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.12, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Siamo pronti a sciogliere la riserva sull'emendamento 1.7 (testo 2)/462, senatore Santillo? SANTILLO, relatore . Signor Presidente, per scegliere una formulazione che sia la più chiara possibile, al termine della formulazione prima dichiarata, che ho poc'anzi letto si aggiungono le seguenti parole: «per gli stessi Comuni:» e tutta la parte del 20- ter che sono i punti a), b) e c). PRESIDENTE . Dunque lei ha modificato il comma 20- bis , aggiungendo le parole «per gli stessi Comuni:», ed ha eliminato il primo capoverso del comma 20- ter , aggiungendo al comma 20- bis le lettere a), b) e c). Il comma 20- quater rimane invece invariato, diventando però 20- ter . SANTILLO, relatore . È esatto. PRESIDENTE. Allora, provo a ripetere quanto ho capito e lei mi dirà se corrisponde o se ho sbagliato. Il capoverso 20- bis è sostituito con il seguente: «Per il periodo di vigenza del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, sono fatti salvi gli effetti dell'articolo 1, comma 912, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per i soli Comuni che, alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, abbiano avviato l' iter di progettazione per la realizzazione degli investimenti di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 30 dicembre del 2018, n. 145, e non hanno ancora avviato l'esecuzione dei lavori. Per gli stessi Comuni: a) il termine di cui all'articolo 1, comma 109, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 10 luglio 2019; b) il termine di cui all'articolo 1, comma 111, primo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 31 luglio 2019; c) il termine di cui all'articolo 1, comma 111, ultimo periodo, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, è differito al 15 novembre 2019. Il capoverso 20- quater diventa 20- ter e rimane invariato: «Il Ministero dell'interno provvede, con proprio decreto, all'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3- bis , nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato». Chiedo al relatore se tale formulazione è corretta. SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente, è corretta. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462 (testo 2), presentato dalla senatrice Pirovano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.7 (testo 2)/466 risulta pertanto assorbito. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7 (testo 2), precedentemente accantonato. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, siamo all'emendamento al quale ho accennato già in precedenza a proposito dell'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3) del collega Patuanelli. È il famoso emendamento 1.7 (testo 2), a firma della senatrice Pergreffi, che, nella comunicazione, è passato come la sospensione del codice degli appalti. Esso conteneva tutta una serie di punti piuttosto negativi, alcuni molto negativi, alcuni dei quali sono stati emendati dal collega Patuanelli e di questo gli do atto. Faccio un esempio a proposito dell'offerta economicamente più vantaggiosa, si ripristina il tetto di trenta punti su cento per aggiudicare la gara. Ma per me rimane tutta intera in questo emendamento, o in quel che resta di esso, perché è un testo sul quale andrebbero fatte molte cancellature per capire ciò di cui stiamo parlando, la parte più negativa del decreto-legge n. 32 del 2019, cioè quella in cui si decide di sospendere il divieto del ricorso all'affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori. In pratica si demolisce in modo devastante il cardine principe del codice: la centralità della progettazione, la terzietà del progettista rispetto all'impresa, la qualità della progettazione. Queste erano tutte cose - per questo prima ho richiamato il collega della scorsa legislatura nella mia Commissione, senatore Cioffi - sulle quali nella precedente legislatura avevamo lavorato con i 5 Stelle in modo assolutamente unanime, in sintonia totale. Infatti, tornare all'impresa che fa il progetto, cioè all'appalto integrato sulla base del definitivo, significa dar vita a quanto abbiamo assistito (varianti incredibili, ricorsi e contenziosi, riserve quotidiane) senza alcuna tutela della qualità della progettazione, a vantaggio soltanto, non delle imprese (che neanche lo vogliono questo emendamento), ma delle imprese scorrette, facendo venir meno ancora una volta un elemento sul quale eravamo quasi tutti d'accordo nella scorsa legislatura, punendo i progettisti, mettendoli alla mercé delle imprese. Questa è l'operazione che si fa. Francamente mi dispiace che non ci sia il ministro Toninelli, perché ho la sensazione che gli sfugga la portata della famosa lettera b) del primo comma dell'emendamento della collega Pergreffi. Sono convinto che se ci avesse messo un po' di attenzione sarebbe stata d'accordo con le cose che sto dicendo, perché è una norma che ci porterà esattamente a tutte le devastanti, disastrose negatività che con il codice avevamo provato a cancellare. Altro che norma criminogena, è peggio. L'ho detto prima in italiano e lo dirò con la meravigliosa sintesi di cui solo i latini erano capaci: davvero mi chiedo cui prodest , perché si fa questo emendamento? La risposta, signor Presidente, è inquietante, qualsiasi essa possa essere. (Applausi dal Gruppo PD) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 1.7 (testo 2) è il simbolo di come si vada a compiere una perfetta controriforma. Io conservo memoria della discussione nella 8 a Commissione del Senato della passata legislatura - la ricordava ora il senatore Margiotta - e rammento che nella vecchia dizione prevista nel codice, cioè nel decreto legislativo n. 50 del 2016, sia la Lega sia il MoVimento 5 Stelle fecero valere le loro giuste ragioni per sostenere che l'appalto integrato andava completamente revisionato, anzi andava cancellato per restituire dignità e centralità alla progettazione. La controriforma si compie oggi ed è la dimostrazione di come si possa cambiare idea senza avere un fondamento per il quale lo si possa fare. Infatti, nel corso di questi anni non c'è stata una prova di alcun genere, di alcuna natura, di come la riforma abbia incontrato, rispetto al passato dell'appalto integrato, delle controindicazioni. Non so se le ragioni che riportano alla preistoria siano quelle ricordate dal senatore Margiotta; in primo luogo so che questo tentativo non produrrà alcun tipo di farina, cioè non ci sarà accelerazione nell'apertura dei cantieri; in secondo luogo, alimentiamo al contrario tutti i rischi per i quali nella precedente legislatura la norma venne modificata. Le ragioni per le quali la trasparenza in campo di grandi infrastrutture e di lavori pubblici veniva a cadere erano essenzialmente due: la prima riguarda il massimo ribasso, che si recuperava con delle varianti esose. Uno studio del tempo ricordava che nell'82 per cento dei casi (quindi in quasi tutti i casi) veniva recuperato con varianti corrispondenti esattamente al ribasso che veniva messo in campo e il ribasso riappare. L'altra ragione di scarsissima trasparenza si legava, appunto, all'appalto integrato. Ho concluso, Presidente, e colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente perché i dati che ora cito li abbiamo conquistati, letteralmente, grazie anche al fatto che lei, da parte sua, ha interpretato correttamente il ruolo che ricopre. Per questo la ringrazio pubblicamente. La possibilità di accelerare i lavori la si deve, sì, alle norme, ma la modifica delle norme doveva essere a monte in una serie di procedure che generano un eccesso di ostacoli che complicano l'esecuzione e l'apertura del cantiere. C'è un altro fattore conclusivo: i fondi che si mettono a disposizione. Scopriamo, quasi per caso, che 203 opere in capo ad ANAS vengono posticipate di due o tre anni in media per un totale di 16 miliardi e 200 milioni di euro. Quindi, voi approvate un decreto sbloccacantieri e, al contempo, posticipate di due anni l'apertura di cantieri per 16 miliardi di valore. Forse conviene dire intanto all'Assemblea quale sia la verità, perché le due questioni assieme non si tengono. (Applausi dal Gruppo PD) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, per un attimo, per un giorno avevamo creduto, cari amici della Lega, che foste tornati finalmente ad applicare il programma del Centrodestra. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci avevamo creduto davvero, al punto da pensare che da un momento all'altro anche il Governo avrebbe scricchiolato e sarebbe caduto, partendo dal premier Conte che ha annunciato le dimissioni, e noi sappiamo benissimo che le dimissioni non si annunciano ma si danno. In quel momento abbiamo avuto un soprassalto di gioia, di felicità, anche perché leggendo quella sorta di maxiemendamento arrivato in zona cesarini, un attimo prima che si votasse, quando stavamo quasi per entrare in Aula, abbiamo pensato che l'Italia ripartisse, che finalmente, al posto di un contenitore pieno di cianfrusaglie, forse l' iter per realizzare il vero codice degli appalti avrebbe potuto cominciare a ripartire, e lo sbloccacantieri avrebbe potuto diventare davvero uno sbloccacantieri visto che conteneva un sogno, il Paese che volevamo e che sognavamo. Una moratoria di due anni del codice degli appalti avrebbe fatto in modo che l'Italia ricominciasse a correre per superare quella legge n. 50 del 2016 di Renzi che aveva bloccato tutto. Per un attimo non ho creduto ai miei occhi, anche oggi, quando il collega Briziarielli ha parlato dell' end of waste e dello sblocco di un sistema che invece sta bloccando un altro "cantiere" importantissimo che è quello del riciclo dei rifiuti. Tutto questo è contenuto nell'emendamento Romeo-Patuanelli, ma il provvedimento è comunque annacquato. Ho visto adesso, e mi fa piacere, un'agenzia di stampa del ministro Costa che si impegna ad attuare l' end of waste entro tre mesi e mi voglio fidare. Ci vogliamo fidare. Il nostro emendamento era più completo. Il nostro emendamento conteneva una utile elencazione caso per caso per poter emanare le autorizzazioni. Il nostro emendamento, l'emendamento Mallegni, avrebbe risolto il problema di tutti i balneari d'Italia sul tema dei rifiuti, consentendo di considerare le alghe, il cosiddetto lavarone, un rifiuto speciale da poter smaltire nella maniera più corretta. È stato semplicemente saltato, bypassato , ci abbiamo posto un fregio, non ce ne siamo neanche accorti mentre lo stavamo votando. È la solita politica del gambero: un passo avanti, tre passi indietro. Ci dispiace veramente, perché per l'ennesima volta, mentre, dopo tanto strepitare, pensavamo che la Lega finalmente si sarebbe liberata e avrebbe ricominciato a fare davvero il bene del Paese, vi è stata una frenata repentina, con addirittura il MoVimento 5 Stelle che, a nostro avviso, prende il sopravvento - un'altra volta - su questo provvedimento. È chiaro, quindi, che abbiamo avuto una delusione. Ricordatevi che le delusioni fanno più male dei no: se mi dicono di no subito, io mi metto il cuore in pace; ma se si illude il Paese e poi si dà al Paese una delusione, le delusioni si pagano. (Applausi dal Gruppo FI‑BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2), presentato dalla senatrice Pergreffi. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi i restanti emendamenti riferiti all'articolo 1, nonché gli emendamenti 1.0.710 e 1.0.1. L'emendamento 1.0.11 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 1.7 (testo 2)/462 (testo 2). Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.4 e 2.850. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G2.1 e G 2.2 (testo 2). Esprimo infine parere favorevole sull'emendamento 2.0.1, a condizione che sia modificato come segue: al comma 1 sopprimere le lettere a) , c) e d); alla lettera b) , sostituire alle parole «ed anche assistiti» le parole «anche se assistiti» ed infine sopprimere il comma 3. Sui restanti emendamenti aggiuntivi esprimo parere contrario. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei far presente che dell'emendamento 2.0.1 è stato presentato un testo 3, incluso nell'annesso, che già dovrebbe parzialmente recepire le indicazioni poc'anzi fornite dal relatore, senatore Santillo. SANTILLO, relatore . In questo caso, esprimo parere favorevole all'emendamento 2.0.1 (testo 3). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.850, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.9, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.12 risulta precluso dall'approvazione dell'emendamento 2.850. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.13, presentato dalla senatrice Sudano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.1 e G2.2 (testo 2) non verranno posti ai voti. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.1 (testo 3). ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Mi scusi, signor Presidente, se non ricordo male, sul comma 4 di questo emendamento la 5 a Commissione aveva espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PRESIDENTE . Esattamente. Il parere della Commissione bilancio era condizionato alla soppressione del comma 4. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Ne accetto l'espunzione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.1 (testo 4), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.0.200. L'emendamento 2.0.2 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.1 (testo corretto), 3.2, 3.7, 3.9, 3.11 e 3.13. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello dei relatori. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1 (testo corretto), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 3.4 e 3.5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.10, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.11, presentato dai senatori Coltorti e Fede. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 3.12. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.14, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.15, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.16, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.17, presentato dai senatori Berardi e Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.0.850 e 3.0.1 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.2, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, identico all'emendamento 3.0.3, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.60 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiedo la trasformazione dell'emendamento 4.6 (testo 2) in ordine del giorno. FUSCO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intendo trasformare l'emendamento 4.39 in un ordine del giorno. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, ritengo che la richiesta di trasformazione di due importanti emendamenti, il 4.6 (testo 2) e il 4.39, in ordini del giorno sia un'altra delusione, perché l'emendamento della collega Pergreffi ci piaceva, tanto che avevamo predisposto anche un subemendamento. Tale emendamento di fatto riapriva in maniera concreta la possibilità di continuare a studiare e realizzare l'opera madre di tutti i cantieri, cioè il treno ad alta velocità. Penso rimarranno altresì molto delusi gli abitanti umbri e laziali perché un'altra opera viaria importante viene inserita non in un emendamento e, quindi, nello sblocca cantieri, ma in un semplice ordine del giorno e sappiamo questo cosa vuole dire. Pertanto, dopo aver aperto il libro dei sogni, lo richiudiamo e andiamo avanti. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei soffermarmi su una questione preliminare. L'emendamento 4.43/101 è stato dichiarato inammissibile, che è sullo stesso tema dell'emendamento 4.854 presentato dai relatori. In questo senso mi preme molto chiedere ai relatori un surplus di riflessione sul loro emendamento. Chiedo l'attenzione dei relatori in quanto tale misura prevede in tre parole l'esproprio del Fondo ferrovia, istituito dalla legge n. 449 del 1997 per la società autostrade A22. La legge citata prevedeva la facoltà della società di non distribuire gli utili, ma di accantonarli in uno specifico fondo per realizzare la ferrovia. È un fondo dedicato previsto dalla legge ed ora, con tre parole, se ne prevede l'esproprio dalla società a favore dello Stato. Credo sia questo l'emendamento da dichiarare inammissibile e quindi chiedo un surplus di riflessione. Tra le altre cose, l'emendamento 4.43/100, che è sullo stesso tema di quello dichiarato inammissibile, dà la soluzione, prevedendo per la società A22 di recepire finalmente in Italia la direttiva specifica, che stabilisce che le società in house possano avere soci privati fino al limite del 20 per cento. Questa è la soluzione che il Governo stesso si è impegnato a percorrere nel decreto semplificazioni, approvando uno specifico emendamento, accolto come raccomandazione dal Governo. Quindi chiedo ovviamente e con forza un surplus di riflessione, perché qui si sta facendo non solo un esproprio, ma un provvedimento contra legem . PRESIDENTE . Senatrice Conzatti, sembra che ci sia stata un po' di sovrapposizione. L'emendamento 4.43/100, diventato sull'Annesso II 4.430, è stato semplicemente spostato a pagina 53 del fascicolo, quindi non è stato dichiarato inammissibile, mentre l'emendamento successivo sì. CONZATTI (FI-BP) . Il contenuto dell'emendamento 4.43/100 è stato fra l'altro assorbito... PRESIDENTE. Non è stato assorbito, è stato spostato ed è stato dichiarato ammissibile: è un po' diverso. CONZATTI (FI-BP) . Sì, signor Presidente, ma troviamo il suo contenuto anche nel testo dell'emendamento 4.854, dei relatori... PRESIDENTE. Ne abbiamo spostati una serie, perché erano inammissibili e spostandoli li abbiamo resi ammissibili, di tutti i segni e di tutti i Gruppi parlamentari: lo dico per precisione. CONZATTI (FI-BP) . Certamente, signor Presidente. La mia preoccupazione riguarda l'aggiunta, ad opera dei relatori, che di fatto espropria un fondo previsto ex lege e prevede che questo fondo, che è nel bilancio... (Brusio) . PRESIDENTE.Colleghi, c'è un grande brusìo: non riesco a sentire nulla. CONZATTI (FI-BP) . L'emendamento dei relatori prevede che il fondo del 1997... PRESIDENTE.Senatrice Conzatti, le chiedo di far riferimento alle pagine del fascicolo, per seguire meglio. CONZATTI (FI-BP) . Mi riferisco all'emendamento 4.854, dei relatori, a pagina 53 del fascicolo, che prevede che il fondo di cui alla legge 27 dicembre 1997, n. 449, diventi di esclusiva competenza dello Stato. Ritengo che questo passaggio, che è innovativo ed è contra legem , perché è contrario alla legge istitutiva, debba essere sottoposto ad ulteriore riflessione. PRESIDENTE.Ricordo ancora una volta che l'emendamento della senatrice Conzatti è stato spostato a pagina 53 del fascicolo e infatti deve essere votato successivamente. Diversamente sarebbe stato inammissibile. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo solo per comunicare il ritiro dell'emendamento 4.42 (testo 2) a pagina 46 del fascicolo. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.1, identico agli emendamenti 4.2 e 4.3, 4.4 e 4.5. Invito ad accogliere l'ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento 4.6 (testo 2), purché venga specificato che si tratta soltanto di tratte nazionali. Il parere è contrario sugli emendamenti 4.8, 4.9, 4.10, 4.11, 4.12 testo 2), 4.800, 4.16, 4.18, 4.19, 4.20, 4.22 e 4.23, mentre è favorevole sugli emendamenti 4.7 (testo 2), 4.13 e 4.15 (testo 2), identico all'emendamento 4.17. Quanto all'emendamento 4.21, il parere è favorevole limitatamente alla lettera c) . Invito a ritirare l'emendamento 4.530. Sugli emendamenti 4.25, 4.26, 4.27, 4.28, 4.801, 4.29, 4.31, 4.32, 4.850/100, 4.850/101, 4.850/102, 4.850/103, 4.850/104 e 4.850/105 il parere è contrario, mentre è favorevole sugli emendamenti 4.30 (testo 3), 4.500 e 4.501. Quanto all'emendamento 4.850, ne chiedo l'accantonamento per un approfondimento. Il parere è contrario sugli emendamenti 4.851/100, 4.851/102 e 4.851/104. L'emendamento 4.851 è ritirato. Sull'emendamento 4.201 il parere è favorevole. PRESIDENTE. L'emendamento 4.201 è improponibile. SANTILLO, relatore . La ringrazio, signor Presidente. Sugli emendamenti 4.33 (testo 3) e 4.36 il parere è favorevole. Sugli emendamenti 4.34, 4.35, 4.37, 4.38, 4.41 e 4.43/100 il parere è contrario. Sull'ordine del giorno G4.39 il parere è favorevole, purché si introduca l'espressione «a valutare l'opportunità di» prima delle parole «apportare le seguenti modificazioni». Chiedo che gli emendamenti 4.852 e 4.40 siano accantonati. Sugli emendamenti 4.43 e 4.853/100 il parere è favorevole. Chiedo che l'emendamento 4.853 e 4.854 siano accantonati. Sugli emendamenti 4.44, 4.45, 4.855/100 e 4.855/101 il parere contrario. Sull'emendamento 4.855 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: al capoverso «12- bis, » dopo le parole «sono in ogni caso escluse», inserire le parole "per ogni profilo". Quindi sostituire le parole da «sono emanati» fino alla fine del periodo con le seguenti: «siano stati vistati e registrati dalla Corte dei conti in sede di controllo preventivo di legittimità svolto su richiesta dell'amministrazione procedente». Esprimo parere favorevole sull'emendamento 4.856. Esprimo parere contrario sull'emendamento 4.857/100 e parere favorevole sull'emendamento 4.857, che riformulo espungendo la lettera b). Il parere è altresì contrario sugli emendamenti 4.46, 4.0.850/100 (identico al 4.0.850/101), 4.0.850/103 (identico al 4.0.850/102) e 4.0.850/104 (identico al 4.0.850/105). Risulta poi assorbito l'emendamento 4.0.850/106. PRESIDENTE.Assorbito da che cosa? SANTILLO, relatore . Dal 4.0.850. PRESIDENTE. Ma dobbiamo ancora votarlo; l'assorbimento eventualmente lo vedremo dopo. SANTILLO, relatore . Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.0.850/106, 4.0.850/108, 4.0.850/109 e 4.0.850/110 e parere contrario sugli emendamenti 4.0.850/107 e 4.0.850/111. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 4.0.850, che riformulo ai sensi del parere condizionato espresso dalla Commissione bilancio, come pure sugli emendamenti 4.0.3 (testo 2) e 4.0.4 (testo 3). Il parere è contrario sugli emendamenti 4.0.70, 4.0.100, 4.0.110, 4.0.120, 4.0.851/100, 4.0.851/101 e 4.0.851/102, mentre è favorevole sull'emendamento 4.0.851, accogliendo le richieste di riformulazione della Commissione bilancio. Sugli emendamenti 4.0.853/100 e 4.0.853/101 il parere è contrario. Chiedo infine l'accantonamento dell'emendamento 4.0.853. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è conforme a quello espresso dal relatore. Anche in relazione all'emendamento 4.0.6, che è stato ritirato e trasformato in ordine del giorno, concordiamo con la richiesta del relatore circa la precisazione che si tratti esclusivamente delle tratte nazionali. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1, identico agli emendamenti 4.2 e 4.3. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, originariamente il nostro Gruppo aveva apprezzato una serie di emendamenti della maggioranza che, nella giornata di ieri, andavano nella direzione dello sblocco dei cantieri. Questa direzione era data, in particolare, anche dall'emendamento 4.6, che è stato testé ritirato. Con stupore ho accolto anche il parere di relatore e Governo rispetto all'emendamento 4.6, ritirato, che è diventato un ordine del giorno. Lo stupore nasce da un motivo semplice: questo emendamento riguarda sostanzialmente tratte internazionali. Rimane il porto di Pescara. Per i tratti alpini, dall'altra parte delle Alpi, sicuramente ci sono altri Stati e non più l'Italia, salvo che si possa fare una galleria continuata fino a Campione d'Italia, ma anche il porto di Pescara, probabilmente, serve ad andare verso l'estero. Proprio nel momento in cui si dovrebbe dare l'avvio e sbloccare, sono stati ritirati gli emendamenti riguardanti gli impegni per tutti cantieri, cioè vendiamo lo sbloccacantieri: a questo punto, sopprimiamo l'articolo 4! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Tra l'altro, ciò riguarda non solo gli emendamenti che costano, dove si potrebbe dire che dobbiamo ancora fare una valutazione rispetto alle coperture complessive, ma anche emendamenti come il 4.6, che contengono tratte come quella della TAV, per la quale nella giornata di ieri è arrivata la comunicazione dalla coordinatrice Radicova sullo stanziamento aggiuntivo di 1,3 miliardi da parte dell'Unione europea, riducendo quello che è lo stanziamento della Repubblica italiana. Anche questo emendamento, noi lo togliamo. A questo punto, sembra il gioco del Risiko; sembra una partita a scacchi tra i due Vice Presidenti del Consiglio dei ministri. Ci vorrebbe chiarezza, ma la chiarezza, purtroppo, c'è solo nel titolo, del decreto sbloccacantieri, e non certo all'articolo 4. Ecco perché, a questo punto, non ci rimane che votare a favore degli emendamenti identici 4.1. 4.2 e 4.3, che chiedono addirittura la soppressione dell'articolo 4, proprio perché il Governo possa ripensarci e valutare qual è l'interesse del Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto prima la parola, in relazione all'emendamento 4.46, relativo a una tratta ferroviaria già interessata da lavori. PRESIDENTE. Senatore, magari ne possiamo parlare quando ci arriveremo. DAMIANI (FI-BP) . Vorrei chiedere di trasformare in ordine del giorno l'emendamento 4.46, per questo volevo intervenire in sede di espressione dei pareri. Vorrei trasformare l'emendamento, che riguarda questo intervento di carattere nazionale, perché Rete ferroviaria italiana ha già un progetto e dei finanziamenti, in ordine del giorno, in modo tale che il Governo possa accoglierlo. PRESIDENTE. Quando ci arriveremo, chiederemo il parere del Governo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che alcuni emendamenti importanti sono stati accantonati, chiederemmo di sospendere i nostri lavori per un'ora. (Brusio) . PRESIDENTE . Siccome la seduta non prevede comunque un orario di chiusura, possiamo dare un'ora di tempo per risolvere tutti i problemi che accompagnano gli emendamenti accantonati. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 16,03, è ripresa alle ore 17) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, poiché alcuni aspetti delle riformulazioni connesse al parere della Commissione bilancio sono ancora in fase di analisi e redazione, con i relatori occupati su questo fronte, chiediamo un'ulteriore mezz'ora di pazienza per arrivare fino alla fine senza più interruzioni. PRESIDENTE . La pazienza potrebbe anche essere venuta meno, ma noi naturalmente concediamo questa mezz'ora, non ne possiamo fare a meno. Non facendosi osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 17,30. (La seduta, sospesa alle ore 17,01, è ripresa alle ore 17,31) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Colleghi, data la necessità di procedere con i lavori, la Presidenza dispone l'accantonamento momentaneo dell'articolo 4. Passiamo pertanto all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, probabilmente il decreto-legge al nostro esame avrebbe dovuto occuparsi soltanto di ricostruzione a seguito di eventi sismici, visto che in Parlamento sono già in discussione due disegni di legge molto importanti: il primo, sulla revisione del codice degli appalti, che avrebbe evitato frammentazioni e riprese parziali del codice; il secondo, sulla rigenerazione urbana, che da nove mesi è in discussione nelle Commissioni riunite ambiente e agricoltura. Ho tuttavia presentato emendamenti all'articolo 5 perché mi hanno detto che, dal momento che l'articolo sulla rigenerazione urbana oramai c'è, avremmo dovuto in qualche misura contenerlo. Ciò a causa di un problema dovuto a una sentenza del TAR, di oltre dieci anni fa, sulla quale si è espresso a settembre 2017 il Consiglio di Stato. In relazione al decreto ministeriale n. 1444 del 1968 - che la giurisprudenza costante ritiene un riferimento di diritto non derogabile a garanzia di esigenze collettive connesse all'igiene e alla sicurezza - si specifica quella che era la preoccupazione di molti, ovvero che in centri storici, consolidati o meno, l'abbattimento e la ricostruzione, quindi un'azione fondamentale della rigenerazione urbana, potessero comportare la necessità di mantenere la distanza di 10 metri, così come prevista dall'articolo 9, commi 1 e 2, del medesimo decreto. Il Consiglio di Stato si era già pronunciato nella sentenza del settembre 2017 dicendo che, per quanto riguarda il decreto in questione, l'articolo 9 si riferisce solo alla nuova pianificazione del territorio, e quindi a nuovi edifici, non ad abbattimenti e ricostruzioni, e specifica che quando si tratta di abbattimento e ricostruzione non è proprio raccomandabile valutare una diversa distanza da quella preesistente, perché l'arretramento della sagoma dell'edificio potrebbe comportare altri tipi di problemi, come la chiusura di spazi interstiziali o comunque l'invasione di altra proprietà. Quindi, negli emendamenti di cui sono firmataria ho riportato pedissequamente quello che il Consiglio di Stato specifica nella sentenza perché, anche se chiaramente le sentenze fanno giurisprudenza, probabilmente è giusto che i legislatori pongano un punto di riflessione, che tuttavia non costituisca una deroga, come invece si è tentato di fare con altri emendamenti, volta a limitare l'operatività dell'articolo 9 solo a particolari aree (zonizzazioni). Volendo approfittare, però, di questo articolo, che si riferisce alla rigenerazione urbana, ho voluto fare anche un riferimento a una legge già esistente. Ripeto che sono nove mesi - con centinaia di audizioni e dodici disegni di legge all'esame delle Commissioni riunite agricoltura e ambiente - che si discute di un disegno di legge importante e di un testo di riordino generale, visto che già abbiamo una certa confusione con oltre venti leggi regionali. La legge n. 10 del 14 gennaio 2013 prevede norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. Il comma 2 dell'articolo 6 recita che: «Ai fini del risparmio del suolo e della salvaguardia delle aree comunali non urbanizzate, i Comuni possono …» ed elenca quattro punti atti a «prevedere particolari misure di vantaggio volte a favorire il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti residenziali» e a prevedere opportuni strumenti di intervento sul patrimonio esistente e sulle aree verdi. Nel mio emendamento 5.15 ho semplicemente sostituito «possono» con «devono», vista l'urgenza che il consumo del suolo indiscriminato sta causando al nostro territorio, anche in termini di clima alterato e di aumento dell'inquinamento. Volendo approfittare ancora, ho aggiunto un altro comma b-bis) relativo alla banca dati del patrimonio immobiliare esistente non utilizzato e delle aree dismesse, che è esigenza primaria e non più derogabile per proseguire a costruire sul costruito. Gli emendamenti in questione sono tre e invito l'Assemblea, che stamattina ha discusso le mozioni relative ai cambiamenti climatici, a fare una riflessione sul fatto che derogare al decreto ministeriale n. 1444 del 1968 significa derogare ai diritti costituzionali, così come la narrativa ci insegna da oltre cinquant'anni. PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 5.5 (testo 2), 5.33, 5.0.3, 5.0.850, 5.0.851, 5.0.852 (testo 2) e 5.0.22 (testo 3), a condizione che sia introdotta la clausola di invarianza finanziaria della Commissione bilancio. Esprimo parere contrario su tutti gli altri emendamenti. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.1, identico agli emendamenti 5.2 e 5.3. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, l'emendamento 5.1 è soppressivo dell'articolo per ragioni che sono state espresse egregiamente dalla collega Nugnes: un articolo di questo tipo, per il quale non c'è nessuna evidenza di necessità e urgenza, non doveva essere presente in un decreto-legge. Non solo; che cosa fa l'articolo 5 di pericoloso, oltre a tutte le cose che sono già state annunciate? Basta andare al primo comma, lettera a) che, parlando della facoltà delle Regioni di introdurre delle normative specifiche in materia urbanistica, afferma che le parole «possono prevedere» della normativa vigente sono sostituite dalla seguente: «introducono». In tal modo si dà facoltà alle Regioni di introdurre delle legislazioni che superano la normativa nazionale in materia di consumo e di rigenerazione del suolo e urbanistica. A tal proposito bisogna prima di tutto osservare che per quanto riguarda il consumo di suolo, in effetti, questo risulta coerente con una delle proposte che erano inserite negli impegni della mozione di maggioranza, in cui si parlava di misure per l'utilizzo responsabile del suolo, che è come dire di giocare con moderazione, oppure di bere il meno possibile. Considerato che ci sono dodici disegni di legge che parlano di azzeramento e di stop al consumo di suolo, sentir parlare di consumo ragionevole del territorio mi ricorda la pubblicità del gioco d'azzardo. Questa è la prima osservazione. La seconda è che non esiste ancora una nozione condivisa di rigenerazione urbana. Ci sono filoni che puntano il faro parlando di rigenerazione urbana e rigenerazione del tessuto urbanistico inteso come edificato e c'è un filone che invece parla di rigenerazione come visione della rigenerazione dal punto di vista dell'essere umano, che ricorda molto la divisione che c'è in questo momento relativamente al restauro: filologico, alla Viollett-le-Duc e restauro non restauro. Nel momento in cui non c'è una chiara definizione sulla quale appoggiarsi per parlare di rigenerazione urbana, la cosa più pericolosa che si può fare è metterci mano e dare facoltà alle Regioni di legiferare separatamente sulla materia. Queste due motivazioni, messe insieme, dovrebbero suggerire un minimo di prudenza perché non possiamo ragionare con l'idea che le Regioni siano tutte virtuose. Il principio è: non voglio sapere qual è lo spirito buono della legge, ma capire quali cose negative una legge ti permetterebbe di fare. Con tutta la buona volontà del mondo e visto cosa è successo a livelli di tessuto urbanistico nazionale, una legislazione di questo tipo è come far uscire tutti i buoi e poi andarli a cercare di notte. Secondo noi questo è un problema, che può diventare ancor più importante, e questo è il motivo per cui l'articolo 5 andrebbe espunto. (Applausi della senatrice Nugnes). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dai senatori Martelli e De Petris, identico agli emendamenti 5.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 5.3, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.4, per la parte ammissibile. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, ho già avuto modo di spiegare dettagliatamente durante l'illustrazione della relazione di minoranza come l'articolo 5, che dovrebbe rilanciare il nostro Paese sulla rigenerazione urbana, sia invece del tutto vuoto. Sono rimasti il titolo e il primo comma dell'articolo 5, che spiega quello che l'articolo avrebbe dovuto fare; dopodiché il nulla del nulla, perché non c'è nessun nesso alcuno tra il titolo e l'articolato. E allora, Presidente, con l'emendamento 5.4 facciamo una cosa molto semplice: riempiamo l'articolo di contenuti. E lo facciamo con una visione complessiva, tenendo conto di due prerequisiti fondamentali per fare rigenerazione: l'equilibrio e la sostenibilità ambientale; l'equilibrio e la sostenibilità economica. Chi perde di vista uno di questi due elementi parla a vanvera perché nei Paesi in cui si fa rigenerazione c'è attenzione alla rigenerazione dal punto di vista ambientale, culturale e sociale e c'è l'incentivazione per poterla fare. La rigenerazione si fa infatti con fondi pubblici, ma si fa soprattutto attraverso investimenti privati. Il nostro emendamento va esattamente in questa direzione: grande attenzione all'ambiente, alla cultura, al risanamento, alla sicurezza urbana, creando contemporaneamente le condizioni affinché questi interventi si possano davvero fare. In sintesi c'è una definizione molto chiara di cosa intendiamo per rigenerazione urbana, di quelle che devono essere le risorse e le competenze, tra Stato, Regioni ed enti locali. Si definisce un concetto fondamentale, che è quello di interesse pubblico - i territori o le aree delle città che sono definite di interesse per la rigenerazione urbana sono cioè di interesse pubblico - e c'è la dichiarazione di pubblica utilità e di conseguenza si può intervenire anche secondo il codice degli espropri. Questo vale per singoli immobili, per complessi edilizi e per interi isolati ed è applicabile per ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rottamazione - ovvero quello che attualmente la normativa urbanistica chiama sostituzione edilizia, cioè abbattimento e ricostruzione - e adeguamento antisismico. C'è ovviamente un'attenzione forte alla tutela dei beni culturali e dei centri storici. C'è tutta la questione della centralità degli investitori istituzionali e quindi i fondi pensioni, i fondi delle casse professionali e i fondi immobiliari. C'è poi la rimodulazione del decreto ministeriale n. 1444 del 1968, perché nel nostro Paese abbiamo il paradosso di una legge-quadro dell'urbanistica del 1942, la cui normativa applicativa è del 1968. Occorre rimettervi mano, perché l'urbanistica espansiva di quegli anni non deve più avere nulla a che fare con l'urbanistica rigenerativa di oggi. Faccio un esempio: bisogna rimodulare i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione, perché non è la stessa cosa costruire uno schifo, in classe energetica G, oppure fare riqualificazione, con classe energetica A. Occorre rimodulare i costi di costruzione, fino all'abbattimento. Con l'emendamento in esame c'è anche grande attenzione alla qualità della progettazione nei concorsi pubblici. Infine, c'è tutta l'attenzione sull'incentivazione fiscale e in particolare su Tasi, Tari, abbattimento fino al 50 per cento di tributi e canoni di qualsiasi tipo, diminuzione del contributo per rilascio a costruire, imposta di registro ipotecaria e catastale fissa. Ovviamente stiamo parlando sempre delle aree che il Comune definisce di rigenerazione urbana e che quindi il Consiglio comunale, vota per il bene della città. Si prevedono inoltre la detrazione del 65 per cento, stabile, per la ristrutturazione edilizia, la riqualificazione energetica e antisismica e la rottamazione e una detrazione del 50 per cento dell'imposta lorda relativa all'importo corrisposto per l'acquisto di un'unità immobiliare in classe B e, da ultimo, incentivi per gli interventi di retrofit energetico. Signor Presidente, concludo dicendo che inseriamo anche il concetto di continuità amministrativa, ovvero, una volta definito l'interesse pubblico, l'amministrazione successiva non può cancellare la programmazione di rigenerazione, ma deve dimostrare, nel farlo, che c'è un interesse pubblico prevalente (Applausi dal Gruppo PD) . Chiediamo a tutti i senatori di votare l'emendamento, perché con l'emendamento in esame si fa rigenerazione e senza questo emendamento si fanno chiacchiere. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della parte ammissibile dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . NUGNES (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, voglio specificare che mi sono astenuta sull'emendamento appena posto ai voti per quanto avevo detto in precedenza e per la non opportunità di trattare in questa sede tale argomento, altrimenti avrei votato a favore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dai senatori Martelli e De Petris, identico agli emendamenti 5.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 5.10, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.8, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, fino alle parole «del Fondo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.11, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5 (testo 2), presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.12 è pertanto assorbito e risultano preclusi gli emendamenti da 5.15 a 5.14 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.18, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.19 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.20, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.21, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.22 (testo 2) è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.23, identico agli emendamenti 5.24 e 5.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 5.23 con uno spirito differente da quello con cui mi sono espresso su un precedente emendamento, sul quale sono intervenuto appellandomi soprattutto al buon senso che avrebbe dovuto vederci tranquillamente uniti nel semplificare un certo tipo di percorso. Sull'emendamento 5.23 intervengo soprattutto in un'ottica politica e mi rivolgo alla gran parte di quest'Assemblea e delle forze politiche. Anche in virtù del voto espresso recentemente, questo emendamento vedrebbe favorevole la stragrande maggioranza degli italiani su certe posizioni. L'emendamento in oggetto finanzia un fondo per la rigenerazione urbana, quindi avente anche caratteristiche di tutela ambientale e di promozione delle energie rinnovabili; il che si sposa, peraltro, con la giornata odierna. Il finanziamento sarebbe reso possibile dalla circostanza che si pone fine alla moratoria sulle trivellazioni che, di fatto, è stata approvata nei mesi scorsi. Con questa logica, vogliamo capire se ciò che si fa in questa sede corrisponde a quello che si dice al di fuori di quest'Assemblea, nelle piazze e nei convegni. Vedo qui il senatore Arrigoni, che al convegno di Fare Ambiente del 15 maggio scorso - se non sbaglio - ricordo aver sostenuto queste tesi (io l'ho apprezzato). Mi rivolgo ai colleghi perché è ora di dire chiaramente se stiamo dalla parte degli investimenti o del loro blocco. Non si possono recitare due parti nella medesima commedia, signor Presidente. Siamo no TAV, no trivelle, no TAP o siamo sì TAV, sì TAP e sì TRIV? Dobbiamo essere chiari. Per Fratelli d'Italia questo emendamento ha la funzione di richiamare ciascuno di noi alla chiarezza. O votiamo contro questo emendamento - e allora ci assumiamo le responsabilità di essere contro lo sviluppo e non possiamo poi più andare in giro a dire che siamo per lo sviluppo - oppure votiamo a favore e ci schieriamo chiaramente, come ha detto il 74 per cento degli elettori italiani, per la TAV, le trivelle e le operazioni che significano sviluppo per il Paese. Questo è un emendamento che peraltro dice come l' oil and gas possa, da una parte, garantire lo sviluppo e, dall'altra, proteggere l'ambiente. Vorrei ricordare agli stimati amici del Movimento 5 Stelle che i verdi in Europa vincono, o comunque ottengono grandi risultati, perché sono contro l'importazione degli idrocarburi e non contro la loro produzione. Questi sono i verdi in Europa. Essere ambientalisti vuol dire ostacolare non già la produzione, ma - casomai - l'importazione. Le trivelle rispondono a questa logica e, comunque sia, ci vuole chiarezza. Con l'emendamento in oggetto Fratelli d'Italia chiede chiarezza al Parlamento. Si rivolge agli amici della Lega e al senatore Arrigoni, chiedendo che ci sia coerenza tra quello che si dice nelle piazze e nei convegni e ciò che si vota in quest'Aula. Lo vogliamo vedere con un voto, su cui siamo pronti a dare battaglia. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.23, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori, identico agli emendamenti 5.24, presentato dal senatore Collina, e 5.25, presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.28, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.26, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.27 è improponibile. Passiamo all'emendamento 5.29, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.29, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.30, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo velocemente soltanto per ricordare cosa contiene quest'emendamento, per noi molto importante. Con esso si chiede la trasformazione del Comitato per la valutazione dei progetti di riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate in Comitato nazionale permanente per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate e la riduzione dei fenomeni di marginalità e degrado sociale dei minori. Con la proposta emendativa in esame si garantirebbe ai Comuni che vogliono riqualificare aree urbane degradate, indirizzando gli edifici a servizi di utilità sociale per i minori e i più giovani, un contributo significativo da parte dello Stato, sempre per promuovere un tema a noi particolarmente caro. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.30, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.36, presentato dalla senatrice Messina Assuntela. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.31, presentato dalla senatrice Messina Assuntela. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.32 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.33, presentato dalla senatrice Pergreffi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.34 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.35 (testo 2), presentato dal senatore Margiotta, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.1, presentato dal senatore Margiotta, identico all'emendamento 5.0.2, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.0.3. COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. È sorpreso per il parere favorevole, senatore Comincini? Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, non sono sorpreso, ma tenevo a dire due brevi parole. Si tratta di un emendamento che, recuperando una norma prevista dalla legge di bilancio, che era stata recepita dal Governo su mia proposta, permette di sbloccare l'investimento legato a quelle che erano state definite autostrade ciclabili, termine che non è ricompreso nella legislazione italiana e che quindi viene riformulato. Viene spostato anche il termine per permettere al MIT di procedere con il bando. Essendo presente il ministro Toninelli, mi auguro non solo che si proceda celermente a questo bando e alla progettazione di tali ciclovie interurbane, ma che con la prossima legge di bilancio vengano anche finanziati i progetti relativi. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.3, presentato dal senatore Comincini. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.4 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.5, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.9 (testo 2), presentato dal senatore Margiotta, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850/100, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850/101, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850/102, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.0.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.0.13, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «entro il 31 ottobre». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.0.14 a 5.0.18. Passiamo all'emendamento 5.0.15, identico all'emendamento 5.0.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.15, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, identico all'emendamento 5.0.16, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.851/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.851, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.852 (testo 2)/100, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.852 (testo 2), presentato dai relatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.19, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.20 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.22 (testo 4), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.23, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.24, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.32, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.0.25 a 5.0.31 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 5.0.33, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.0.33, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori, fino alle parole «gli interventi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.0.34 a 5.0.38. Passiamo all'emendamento 5.0.39, identico all'emendamento 5.0.40, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.39, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, identico all'emendamento 5.0.40, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.0.41 a 5.0.54 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 6.1 e 6.2 e sugli ordini del giorno G6.1 e G6.100. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, questo emendamento è molto semplice, ma secondo noi anche molto opportuno. Attraverso di esso si propone che i commissari provvedano assicurare anche la riparazione e la ricostruzione, attraverso appositi e specifici piani di riparazione e di ricostruzione degli edifici danneggiati, e non soltanto la trasformazione e la delocalizzazione. Cosa vogliamo dire? Vogliamo dire che innanzitutto bisogna lavorare per (o anche per) mantenere nel luogo le comunità locali colpite dal terremoto e non solamente per la delocalizzazione. È una questione di assoluto buonsenso, che sottoponiamo al voto di tutta l'Assemblea. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G6.1 e G6.100 non verranno posti ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 7.3 (testo 2), 7.2 e 7.4 e sugli ordini del giorno G7.1 e G7.2. Esprimo parere contrario sull'emendamento 7.1. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G7.1 e G7.2 non verranno posti ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell'emendamento 8.3, per il quale il parere è favorevole. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 8.1, identico all'emendamento 8.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. SUDANO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SUDANO (PD) . Signor Presidente, intervengo su questo articolo perché, finalmente, a distanza di cinque mesi dal terremoto a Catania del 26 dicembre 2018, interveniamo in Aula stanziando i fondi per la ricostruzione. In un primo momento, si era detto che sarebbero stati stanziati 300 milioni di euro. Invece, nel decreto ne troviamo quasi 237. Quindi, io presentato un emendamento, insieme ai colleghi del Gruppo, proprio per ripristinare lo stanziamento iniziale. A nessuno sfugge la difficoltà che vivono i territori etnei. Una parte della maggioranza di Governo, proprio perché spesso ha confidato nella forza dell'Etna contro il popolo siciliano, sa quanto sia a rischio sismico il nostro territorio e, quindi, quanti investimenti servano per la ristrutturazione, la prevenzione e la ricostruzione antisismica. Si tratta di un emendamento di buon senso e quest'Assemblea non può fare finta di non capire quanto sia importante investire nella prevenzione in questo territorio. Anche perché, così come oggi sono stati tolti questi soldi, non vorremmo poi scoprire in futuro quello che è stato scoperto relativamente agli altri stanziamenti che erano stati destinati alla Sicilia. Il senatore Nencini, in Commissione, con la sua determinazione e la sua competenza, grazie alla presidente Alberti Casellati, ha potuto scoprire che l'ANAS ha tolto 16 miliardi di euro all'Italia e ai cantieri italiani e che ha tolto ben 1,5 miliardi di euro ai cantieri siciliani. Quello che chiedo a questo Governo è di fare chiarezza e di dire se veramente vuole sbloccare le infrastrutture oppure se vuole bloccarle, togliendo di nascosto 1,5 miliardi di euro alla Sicilia. Mi rivolgo a lei, signor Presidente, per rivolgermi al Ministro per il Sud, che ha sottratto tanti soldi al Mezzogiorno. È soltanto attraverso le infrastrutture che il Sud potrà ricrescere e, di certo, non con i vari provvedimenti che vengono fatti, quali il reddito di cittadinanza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico all'emendamento 8.2, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.4, identico agli emendamenti 8.5 e 8.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.4, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico agli emendamenti 8.5, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, e 8.6, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.7, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 9 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 9.1. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 10.6 e 10.10. Invito a ritirare gli emendamenti 10.2 (testo 2), 10.9, 10.11 (testo 2) e 10.110. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Chiedo solo conferma del parere sull'emendamento 10.7. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, sull'emendamento 10.7 il parere è contrario. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, concordo con la relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 10.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatore Romeo, accoglie la proposta di invito al ritiro dell'emendamento 10.2 (testo 2)? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.L'emendamento 10.2 (testo 2) è quindi ritirato. Passiamo all'emendamento 10.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.3, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.4, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.5, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.6, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.7, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.8, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.9, presentato dalle senatrici Nugnes e De Petris. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.10, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatrice Drago, accoglie la proposta di ritirare gli emendamenti 10.11 (testo 2) e 10.110? DRAGO (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Gli emendamenti 10.11 (testo 2) e 10.110 sono quindi ritirati. Passiamo all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 11 del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, sull'emendamento 11.1 esprimo parere favorevole. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 12.1 e 12.3, mentre è contrario su tutti i restanti emendamenti. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.4, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.5, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 13.1, 13.2, 13.3 (testo 2)/100, 13.3 (testo 2) e, con riformulazione, sull'emendamento 13.4. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. PRESIDENTE. Qual è la riformulazione dell'emendamento 13.4? FAGGI, relatrice . Al punto a) , al comma 8, dopo le parole: «anche mediante apposita conferenza di servizi», aggiungere le parole: «ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241». CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.3 (testo 2)/100, presentato dal senatore Coltorti, che ottempera ad una condizione posta dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.3 (testo 2 emendato), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.4 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.5, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico all'emendamento 13.6, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 14 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 14.1 (testo 2) e 14.0.850 (testo 2). Esprimo parere contrario sull'emendamento 14.0.850/100. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.1 (testo 2), presentato dai senatori Romeo e Patuanelli. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.0.850 (testo 2)/100, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.0.850 (testo 2), presentato dai relatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 16 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 16.850. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . L'emendamento 16.850/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 16.850, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 17.1 (testo 2) e 17.3 (testo 2). Il parere è contrario sull'emendamento 17.4. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 17.1 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 17.3 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 17.4. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 18 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 18.1. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 18.2 (testo 3), 18.3, 18.5 (testo corretto) e 18.4. Esprimo infine parere contrario sugli emendamenti 18.0.1 e 18.0.2. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 18.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.1, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.2 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.5 (testo corretto), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 18.0.1, identico all'emendamento 18.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 18.0.1, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, identico all'emendamento 18.0.2, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 19 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 19.1 (testo 2) e 19.850 e parere contrario sull'emendamento 19.0.1 (testo 3)/100. Sull'emendamento 19.0.1 (testo 3) il parere è favorevole, ma si chiede il ricollocamento, per materia, al Capo I. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Sull'emendamento 19.0.1 (testo 3), lasciamo al drafting e al coordinamento il compito di individuare la collocazione corretta. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.1 (testo 2), presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.850, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.0.1 (testo 3)/100, presentato dai senatori Ronzulli e Damiani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 19.0.1 (testo 3)/101 è inammissibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 19.0.1 (testo 3). GIAMMANCO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FI-BP) . Signor Presidente, stiamo per votare un emendamento che ho sottoscritto con i colleghi della Commissione affari costituzionali, che prevede lo stanziamento di 160 milioni di euro per l'installazione di sistemi di video sorveglianza in asili nido, scuole materne, strutture per anziani e per disabili. Voglio ringraziare la maggioranza che l'ha sostenuto, perché finalmente ciò che sollecito dal 2009 con una mia proposta di legge sembra possa realizzarsi. Da dieci anni a questa parte, infatti, propongo tale misura di tutela a favore non solo dei soggetti più deboli (bambini, anziani e disabili), ma anche degli operatori e degli insegnanti che quotidianamente lavorano con grande abnegazione e grande professionalità all'interno di queste strutture (asili nido, scuole materne e strutture per anziani e disabili). Naturalmente, per stabilire i tempi e le modalità di attuazione con cui articolare questa misura, sarà quanto mai imprescindibile e necessaria l'approvazione del disegno di legge sulla videosorveglianza di cui sono relatrice e che è attualmente in discussione presso la Commissione affari costituzionali. Mi auguro, quindi, che non si perda altro tempo e che, dopo l'approvazione di questo emendamento, il passaggio successivo sia proprio quello di approvare questo disegno di legge che non prevede - lo voglio ricordare - solo la videosorveglianza nei luoghi che ospitano i soggetti più fragili e vulnerabili, ma anche tanto altro, diverse misure per prevenire e contrastare il fenomeno dei maltrattamenti a danno di bambini, anziani e disabili, come quelle riguardanti la formazione. Si tratta ormai di un'emergenza sociale, con la quale facciamo quotidianamente i conti. È di oggi l'ennesima notizia di abusi che sarebbero avvenuti in una scuola dell'infanzia dell'avellinese, dove sono stati arrestati quattro insegnanti, accusati di ripetuti maltrattamenti nei confronti dei loro alunni. Grazie a delle telecamere nascoste, installate a gennaio, si è visto cosa effettivamente è successo in queste aule. Si sarebbe potuto risparmiare molto tempo se ci fossero state già le videocamere installate, ma tanto tempo è trascorso ed è emerso che questi insegnanti arrestati esercitavano vessazioni fisiche e psicologiche sui bambini di cui, invece, avrebbero dovuto prendersi cura. Uno di questi insegnanti è addirittura accusato di violenza sessuale. «Stai zitto, non piangere, ti devo impiccare»: questa è solo una delle tante frasi pronunciate nei confronti di queste piccole vittime dagli insegnanti e sicuramente queste piccole vittime avranno bisogno di un supporto psicologico perché rimarranno segnate a vita da questa esperienza. Io credo che non possiamo più permettere che continuino a susseguirsi cronache come questa. Da legislatori è nostro dovere dare delle risposte concrete, delle risposte efficaci che possano realmente porre un argine a questo triste fenomeno e per fare ciò è necessario che questa Assemblea approvi al più presto il disegno di legge che da svariati anni propongo. Questo emendamento dovrà essere il primo step verso questo prossimo comune obiettivo, se non vogliamo che questo emendamento che ci accingiamo a votare rimanga lettera morta e sia solo uno specchietto per le allodole, per attrarre consenso. Andiamo avanti, quindi, siamo nella direzione giusta, ma presto si arrivi ad approvare questo mio disegno di legge sull'argomento che darà una risposta alle tantissime famiglie che ce lo chiedono. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario su questo emendamento, perché pone un problema serio, ma lo pone nel peggiore dei modi. Dobbiamo trovare un bilanciamento tra il diritto alla tutela e il diritto alla riservatezza. In questa proposta non c'è nemmeno un accenno al diritto alla riservatezza, che è un diritto inviolabile, garantito dall'articolo 2 della nostra Costituzione. In mancanza di un bilanciamento di questo tipo, il mio voto non può che essere convintamente e decisamente contrario. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questo che ci accingiamo a votare è un emendamento molto importante, è la base per la conclusione di un disegno di legge che già da alcuni mesi è all'esame della Commissione affari costituzionali. Abbiamo audito diversi soggetti e mi sento veramente di affiancarmi alla senatrice Giammanco, perché questo disegno di legge deve essere portato a conclusione. Con l'istituzione di questo fondo, sicuramente si pongono delle basi importanti. Per ripercorrere brevemente l' iter di questo emendamento, esso è partito dalla Commissione affari costituzionali come proposta del Gruppo Lega, firmato dalla sottoscritta e condiviso e firmato dagli altri componenti della Commissione appartenenti alle altre forze politiche. C'è stata, quindi, una piena condivisione di questo emendamento, che poi nel suo percorso ha visto dei perfezionamenti e degli aggiustamenti, per ricevere infine un parere assolutamente favorevole nelle Commissioni riunite che lo hanno esaminato. Auspico pertanto che questo emendamento sia votato a maggioranza e che veramente il disegno di legge possa essere portato a conclusione. Siamo in attesa del parere del MEF, che automaticamente ci obbliga ad aspettare ulteriore tempo per concludere l'esame del disegno di legge, che più che mai si rende necessario. Lo dico anche alla luce del fatto che in questi giorni ho ricevuto diverse telefonate da vari amministratori che chiedono quando potrà essere attuato perché loro sono già pronti nei Comuni ad attuarlo. L'emendamento 19.0.1 (testo 3) è sicuramente una base importante dalla quale auspico la conclusione dell'esame del disegno di legge sulla videosorveglianza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, vorrei solo fare un po' di chiarezza. Anche quando la relatrice ha presentato il provvedimento complessivo ha detto che finalmente all'articolo 19 abbiamo l'emendamento che inserisce la videosorveglianza nelle scuole. In realtà, l'emendamento 19.0.1 (testo 3) inserisce un fondo, e infatti il comma 3 ci dice che tale fondo dovrà essere normato da una particolare legge, ovvero quella che veniva illustrata poco fa. Questo perché in realtà il disegno di legge - che è in seconda lettura qui al Senato, fermo in 1 a Commissione - era già stato approvato alla Camera, ma senza risorse. Ciò cosa significava? Che i costi del provvedimento, così come approdato qui da noi, sarebbero ricaduti sulle spalle delle scuole, in modo particolare delle scuole paritarie, visto che c'era l'obbligatorietà, e degli enti locali. Il citato emendamento crea il fondo per evitare che enti locali e scuole paritarie, di fronte all'obbligatorietà, si trovino in difficoltà non potendo, appunto, avere risorse autonome per provvedere. Ad ogni modo, il disegno di legge è molto più complesso, fortunatamente, e non può essere limitato solo ed esclusivamente alla videosorveglianza che, ripeto, qui è presente perché si prevede un fondo di garanzia per poter portare a casa il provvedimento, che però è costruito per tutto un articolo - ciò è molto importante - sulla formazione. Colleghi, la prevenzione - e di questo siamo convinti - si fa prima di tutto investendo sulla formazione, su misure per i nostri insegnanti, facendo in modo di prevenire il più possibile la sindrome da burnout e tutelando sempre la comunità educante. A tal proposito devo dire che, con il lavoro fatto in maniera seria dalla 1 a Commissione, e grazie a un lavoro di revisione complessiva del testo altrettanto serio da parte della relatrice, ci siamo riusciti. Quindi, questo non può essere utilizzato solo ed esclusivamente come uno spot elettorale liquidandolo con un «abbiamo messo la videosorveglianza nelle scuole» perché non rispecchierebbe lo spirito di quella norma - a cui questo stesso emendamento si rifà al comma 3 - che, lo ribadisco, vede invece un lavoro approfondito. Abbiamo finalmente il coraggio di dire che la prevenzione si fa prima di tutto investendo sulla formazione, sulla preparazione dei lavoratori, sul fatto che vengano rivisti gli accreditamenti per le strutture. Spesso, infatti, abbiamo verificato, anche nel corso di questi anni, che alcuni episodi di violenza nei confronti degli anziani e dei disabili si sono verificati perché quelle strutture non potevano stare lì e le forme di accreditamento non erano valide. C'è quindi una serietà di lavoro e, vista la collaborazione con cui il provvedimento è stato affrontato in 1 a Commissione, mi è molto dispiaciuto quando è stato liquidato come puro slogan elettorale, come una sorta di «abbiamo finalmente la videosorveglianza nelle scuole». Non funziona così, colleghi. Nel momento in cui si ha bisogno di una videocamera significa che già qualcuno ha subito un abuso, una violenza. Per prevenire bisogna partire da altro e - lo ripeto - grazie al lavoro serio fatto in 1 a Commissione oggi abbiamo un testo che tiene conto in maniera forte di tutta la parte relativa ai lavoratori, alla loro formazione e preparazione. Lo dico da mamma: io non voglio che le mie figlie vadano in una scuola semplicemente perché ci sono le videocamere. Voglio che vadano tranquille a scuola perché sanno di avere insegnanti preparati e validi. (Applausi dal Gruppo PD) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, voglio esprimere con chiarezza il mio voto contrario all'emendamento perché si affronta un problema molto serio e importante con una risposta semplicistica e assolutamente inadeguata. Colleghi, vorrei che pensassimo ai nostri figli o ai nostri genitori e, se i problemi gravissimi che le colleghe e i colleghi hanno citato in queste ore fossero affrontati semplicemente con la videosorveglianza, noi non risolveremmo nessun problema e andremmo a ledere il diritto alla privacy e - penso agli anziani non autosufficienti - la dignità. Sono, pertanto, contrario e valuterò attentamente questo provvedimento che verrà discusso in materia, ma qui dobbiamo parlare di formazione, accreditamento delle strutture pubbliche e private, dei controlli che non ci sono, del mercato che si fa per i bambini e, soprattutto, per anziani non autosufficienti. Non mi convince; rischia di essere demagogia che non risponde ai problemi. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.0.1 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, le chiederei di considerare, visto anche lo spirito di adattamento e di flessibilità che abbiamo dovuto tenere nei nostri lavori per cercare di farli evolvere su questo provvedimento, la possibilità di rinumerare e, quindi, rimettere in votazione il subemendamento 19.0.1 (testo 3)/101 della senatrice Bellanova, che riguarda i lavoratori del porto di Taranto. È del tutto evidente che è stata una motivazione tecnica che ci ha indotto a fare dell'emendamento un subemendamento all'articolo 19- bis . Non pensavamo che ci fossero degli articoli aggiuntivi. Nel momento in cui è stato trovato un accordo sulla presentazione di un articolo aggiuntivo 19- bis , non eravamo più nelle condizioni di proporre un nuovo emendamento per l'Assemblea perché erano scaduti i termini. Tuttavia, riteniamo che questo argomento sia degno della discussione tanto quanto molti altri argomenti presi in considerazione in questo provvedimento e, quindi, chiederei di rinominarlo, di considerarlo come un articolo 19- ter e rimetterlo in votazione. PRESIDENTE . Senatore Ferrari, essendo stata pronunciata dalla Presidenza l'inammissibilità, devo recepire l'inammissibilità pronunciata. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 20 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 20.0.2 e favorevole sull'emendamento 20.0.850. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 20.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.2, presentato dai senatori Modena e Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.850, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 21 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 21.4, 21.5 e 21.9 (testo 2). Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 21.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo su una serie di emendamenti firmati da me e dal collega Quagliariello, in relazione alle problematiche che riguardano la città di L'Aquila, altri Comuni del cratere, nonché una serie di altre emergenze che riguardano le imprese che operano e hanno operato nel periodo immediatamente successivo al terremoto del 2009, nei cui confronti, purtroppo, sono state elevate delle osservazioni e la richiesta di restituzione delle imposte, che erano state sospese ai tempi del terremoto e del Governo Berlusconi, che impresse un periodo di sospensione delle tasse. Ebbene il Governo ha espresso parere contrario su tutti questi emendamenti, ma è giusto che si sappia che queste richieste provengono da quel territorio, dall'amministrazione comunale di L'Aquila, dagli uffici per la ricostruzione post terremoto, che non riguardano solo la città di L'Aquila, ma tutti i Comuni partecipanti al cratere. Ancora una volta, purtroppo, non vengono date delle risposte adeguate alle esigenze di quel territorio, che non riesce a uscire fuori, a distanza di dieci anni, dai danni incalcolabili derivanti da quel sisma così devastante. Aggiungo che era sembrato essere stata avviata una timida iniziativa da parte del Governo in relazione almeno alla possibilità di riassunzione di tutto il personale qualificato, degli ingegneri di Fintecna e di altre società che avevano già collaborato per la loro riassunzione a tempo determinato con gli uffici di ricostruzione post terremoto. Purtroppo, però, anche sotto questo aspetto, vi è stata un'assenza di risposta da parte dell'attuale Governo. È giusto allora che in occasione di questa votazione si rammenti oggi in Assemblea, ancora una volta, una mancata risposta a una popolazione che ha subito enormi danni da quell'evento tragico, dal quale non riesce a venire fuori perché a quella domanda non vengono date risposte e, ancora una volta, registriamo oggi una mancata risposta da parte del Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.12, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.1, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.4, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti da 21.8 (testo 2) a 21.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.5, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 21.6 e 21.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.9 (testo 2), presentato dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.10, identico all'emendamento 21.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.10, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano, identico all'emendamento 21.11, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 21.0.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «retta del proprietario». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 21.0.2 e 21.0.3. Passiamo all'emendamento 21.0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.4, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.5, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.19, identico all'emendamento 21.0.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.19, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.20, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.7, identico all'emendamento 21.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.7, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.8, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.9, identico all'emendamento 21.0.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.9, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.10, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.11, identico all'emendamento 21.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.11, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.12, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 21.0.13 a 21.0.16 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 21.0.17, identico all'emendamento 21.0.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 21.0.17, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 21.0.18, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 21.0.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 21.0.21, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano, fino alle parole «territorialmente competente». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 21.0.22 e 21.0.40. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 22 del decreto-legge, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, presenterò tutti i nostri emendamenti, che riguardano la ricostruzione del Centro Italia e che ricalcano la proposta di legge organica, che abbiamo presentato a marzo, per sbloccare il vostro immobilismo, per rimettere al centro un'idea di sviluppo dei paesi delle aree interne, che in questo anno avete cancellato dall'agenda politica. Avete utilizzato il decreto-legge in esame come un pretesto - uno dei tanti - per regolare i conti tra di voi. Avete rinviato per settimane, perché interessati solo alla campagna elettorale, a insultarvi dalla mattina alla sera, sui social media o in TV, e a fare teatrino. Avete sprecato tempo e giorni: per voi un giorno non è niente, ma per un'impresa o per un lavoratore che aspetta, un giorno può essere tutto. Di questo parlano i nostri emendamenti, di come sostenere strumenti per creare e difendere lavoro e servizi, visto che voi non aggiungete un solo euro a quanto stanziato da noi nella scorsa legislatura. Si tratta di emendamenti su come trovare le ragioni per rimanere nei nostri territori, per ripopolarli, per difendere servizi vitali come l'istruzione. Chiediamo che venga confermato l'intervento per le scuole dei piccoli Comuni del cratere, affinché non perdano insegnanti e affinché non chiudano. Questo è il bisogno dei bambini, delle famiglie, di chi vive là dove tutto è più difficile, dove una pluriclasse non significa solo identità condivisa, ma significa un luogo in cui progettare il proprio futuro. Durante tutti questi giorni, i sindaci, con le fasce tricolori, non hanno mai smesso di protestare, mentre facevate l'ennesima sceneggiata e non hanno mai smesso di far sentire la propria voce, per provare a riaccendere quei riflettori, che in tutti questi mesi avete spento. Un sindaco mi ha detto: per loro il sisma non merita neanche il titolo di una legge. Ha ragione, non potete negarlo. Vi abbiamo chiesto un provvedimento ad hoc , specifico sul Centro Italia, che dovrebbe essere il più grande cantiere d'Europa, ma che voi per un anno avete tenuto paralizzato per indifferenza e presunzione. Avete infamato le nostre leggi, ma sapete perfettamente che i decreti adottati hanno permesso di proteggere il reddito e la tenuta morale, perché nessuno è stato lasciato solo e nessuno è stato lasciato indietro, sono stati investiti miliardi e - per la prima volta - è stata prevista una copertura totale anche per le seconde case. Soprattutto, la ricostruzione è stata legata a un progetto economico sociale più ampio per pensare il ruolo delle aree appenniniche per i prossimi decenni. Da parte vostra, invece, non ci sono un'idea, né una strategia e anche il provvedimento di oggi è assolutamente insufficiente. Sottosegretario Crimi, vedo che è impegnato al telefono, ma dov'è il decreto shock di cui si è vantato? Non può essere questo, perché avete ignorato la quasi totalità delle richieste delle Regioni votate in sede di Conferenza unificata, nonostante ben due volte su due fosse assente il ministro Toninelli. Servivano micro accorgimenti tecnici per velocizzare un impianto normativo che funziona; si tratta di accorgimenti senza oneri, ma non li avete inseriti nel provvedimento. Allo stesso modo, non ci sono strumenti per far rientrare la delocalizzazione delle attività produttive, né la possibilità di utilizzare i risparmi di spesa per proseguire i contratti di lavoro negli uffici speciali per la ricostruzione e nei Comuni. Da un anno vi chiediamo un intervento per affrontare criticità che nel 2016 non potevamo conoscere, ma non lo avete fatto e avete trasformato la ricostruzione in un'ulteriore emergenza. È vero, signor Presidente, nella nostra impostazione c'erano rigidità eccessive, dettate però da un'esigenza che ha un forte valore politico, ossia evitare infiltrazioni criminali e stoppare tentativi illeciti che, in altri casi, hanno bloccato i lavori e fatto danni enormi. Noi diciamo guai ad abbassare la guardia anche oggi, perché ne va della tenuta delle nostre comunità. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri sull'opportunità di norme più trasparenti e sulle importantissime donazioni di solidarietà e beneficenza dei privati, anche alla luce delle indagini della magistratura che riguardano il Comune di Visso. Signor Presidente, signori del Governo, provate a parlare con i sindaci del cratere: vi diranno che nell'ultimo anno sono stati abbandonati e che questo clima di distacco tra Comuni e Governo crea umiliazione e frustrazione tra i tecnici, nel personale e tra i cittadini, che invece dovrebbero essere spinti a reagire. Vi diranno che parlare con il commissario Farabollini è come parlare a vuoto con un muro di gomma. Alcune cose che oggi, con ritardo, inserite noi le abbiamo chieste per mesi e oggi le sosteniamo, anzi le rivendichiamo anche come un nostro merito. Penso alle assunzioni del personale, al prolungamento della busta paga pesante, alla scelta diretta nella ricostruzione privata per i piccoli lavori, che è importantissima, ma che vi chiediamo avvenga nel rispetto delle norme di trasparenza del codice degli appalti. Tuttavia molto, molto ancora manca. Per questo vi chiediamo di approvare i nostri emendamenti, al fine di equiparare l'edilizia produttiva a quella abitativa, dare maggior ruolo ai professionisti e tutela ai lavoratori con l'obbligo dell'applicazione dei contratti collettivi nazionali, nonché sostenere le piccole imprese del cratere perché accedano ai lavori della ricostruzione. Soprattutto - e concludo - vi chiediamo questo per far sì che torni centrale la questione delle aree interne del nostro Appennino. Colleghi, facciamone tutti insieme, di nuovo, una grande e imprescindibile questione nazionale. (Applausi dal Gruppo PD) . ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, vorrei concentrarmi sul fatto che è difficile - anzi, assolutamente impossibile - non dare ragione al collega Verducci, che ha fatto un riepilogo preciso e puntuale, pur con toni diversi da quelli che avrei usato io, anche se i problemi sono gli stessi. Aspettavano e attendevamo, collega Crimi, un provvedimento con il titolo "terremoto", com'era stato annunciato a più riprese, e lo aspettiamo ancora. Non so se adesso abbia ancora intenzione di presentare un provvedimento organico sulla ricostruzione. Mi pare abbastanza logico, colleghi, affermare che il primo cantiere da sbloccare evidentemente sia la ricostruzione del Centro Italia: su questo credo siamo tutti veramente d'accordo. Mi vorrei concentrare invece sulle tempistiche delle pratiche che giacciono presso gli uffici speciali della ricostruzione, in modo che le conosciate, le quali sono state documentate, a beneficio del sottosegretario Crimi e anche di tutti noi, colleghi. In buona sostanza, per i danni lievi occorrono da nove a undici giorni di istruttoria, mentre per quelli gravi da quattordici a diciotto giorni. Parlo dell'Umbria, perché, trattandosi della mia Regione, è la situazione che conosco meglio, avendola seguita da vicino, per quanto possibile. Ad oggi, queste sono le pratiche licenziate presso gli uffici: in Umbria l'USR regionale, che ha circa venti tecnici, in questo periodo ha evaso 500 pratiche, 110 delle quali sono state chiuse. Le domande giacenti, colleghi, sono 1.200 e sono attese oltre 8.000 domande. Secondo quanto vi ho riferito poco fa, si tratta di tempi scaglionati in giorni, mezze giornate e ore e di una tempistica assolutamente precisa e puntuale. Secondo le tempistiche che abbiamo riferito, dunque, con venti istruttori, presso l'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Umbria, si licenziano 500 pratiche in un anno. Ciò significa, colleghi - «sapevatelo», che, anche se non è italiano, è il linguaggio di Facebook - che con questo personale, al quale il provvedimento in esame non aggiunge nulla, perché mette 200 persone per 136 Comuni, più gli USR, e con questa tempistica le 8.000 pratiche verranno evase in sedici anni, e lo sottolineo. (Applausi dal Gruppo FdI). Poi non dite che non sapevate che ci vogliono sedici anni per evadere 8.000 pratiche di ricostruzione in Umbria (poi ci sono il Lazio, le Marche e l'Abruzzo), e questo non per eseguire i lavori di ricostruzione, ma per licenziare le pratiche presso gli USR regionali. Ecco il quadro della ricostruzione, il primo, più grande vergognoso cantiere italiano. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). DRAGO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, faccio riferimento alla mia giovinezza politica. Abbiamo già superato l'articolo 10, al quale era riferito l'emendamento 10.11 (testo 2), del quale si chiedeva il ritiro in base alla contrarietà espressa dalla Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. In quella occasione non mi sono espressa e siamo andati avanti: se ce n'è la possibilità, chiederei di trasformarlo in un ordine del giorno, del quale depositerei il testo. Rimetto però tutto chiaramente nelle sue mani. Ricordo che l'emendamento 10.11 (testo 2) riguarda la possibilità di intervenire economicamente per gli amministratori di condominio che dovranno occuparsi di ricostruzione e ristrutturazione degli immobili nelle zone post sisma, in particolare nella Provincia di Catania. PRESIDENTE . Intendo che non abbia insistito per la votazione e pertanto la votazione non c'è stata. DRAGO (M5S) . Appunto, e quindi è possibile la sua trasformazione in ordine del giorno? PRESIDENTE. Così è a posto, se non si fanno osservazioni. I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 22.100, 22.2, 22.3, 22.6, 22.7 (testo 2), 22.8, 22.9, 22.10, 22.11 e 22.17 (testo 2). Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 22.4 (testo 3), 22.5 (testo 2) e sugli emendamenti identici 22.12, 22.13 e 22.14. PRESIDENTE. Su questi ultimi emendamenti c'è il parere contrario della 5 a Commissione, senatrice Faggi. Io lo sostituirei con un invito al ritiro. FAGGI, relatrice . Invito al ritiro? Chiedo al Governo. PRESIDENTE. Mi scusi, senatrice Faggi. Lei ha espresso parere favorevole sugli emendamenti 22.4 (testo 3) e 22.5 (testo 2). Poi arriviamo agli emendamenti 22.12, 22.13 e 22.14, che sono identici, su cui sarebbe opportuno un invito al ritiro, avendo espresso la 5 a Commissione parere contrario, anche se ritengo verranno votati. Abbiamo poi gli emendamenti 22.15 e 22.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario. Poi abbiamo il subemendamento 22.900/100. Il parere su questo è contrario? FAGGI, relatrice . Signor Presidente, chiedo l'accantonamento degli emendamenti 22.900/100 e 22.900 ed esprimo parere favorevole sull'emendamento 22.18 (testo 2). PRESIDENTE. Qui adesso entriamo in un campo un po' minato. Bisogna vedere che cosa accade con il precedente emendamento, che però è premissivo, mentre questo è sostitutivo e, quindi, possiamo mantenerlo. Poi abbiamo gli emendamenti 22.19, 22.20, 22.29, 22.21, 22.22, 22.23, 22.24, 22.25 e 22.26, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario. FAGGI, relatrice . Sull'emendamento 22.26 formulo un invito al ritiro. PRESIDENTE.Senatore Romeo, ritira l'emendamento 22.26? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente, lo ritiro. FAGGI, relatrice . Esprimo parere contrario sull'emendamento 22.27/100 ed esprimo parere favorevole sull'emendamento 22.27. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 22.28 e 22.30. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 22.31, a patto che venga accolta la seguente riformulazione: " Dopo il comma 4, aggiungere il seguente: «4- bis . Al comma 5, terzo periodo, dell'articolo 67- ter , del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: ''al personale in servizio al 30 settembre 2018'' sono sostituite dalle seguenti: "al personale assegnato a ciascun Comune nell'ambito del contingente di cui al presente comma"»". PRESIDENTE.Sull'emendamento 22.33 c'è il parere contrario della 5 a Commissione, così come sull'emendamento 22.34. FAGGI, relatrice . Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 22.32 (testo 2) e 22.35 (testo 2). PRESIDENTE. Su entrambi c'è il parere contrario della 5 a Commissione. FAGGI, relatrice . Il Governo mi aveva dato indicazioni differenti. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, sull'emendamento 22.13 è intervenuto il parere di nulla osta della 5 a Commissione. PRESIDENTE. Quindi, gli emendamenti 22.12, 22.13 e 22.14, identici, non sono improcedibili ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione? PESCO (M5S) . È esatto, signor Presidente. PRESIDENTE.Senatore Pesco, ma io ho qui il testo del parere espresso dalla 5 a Commissione, dal quale essi risultano improcedibili. PESCO (M5S) . Signor Presidente, la invito a leggere l'ultima pagina dell'ultimo parere prodotto dalla Commissione bilancio. Io non so se sia rimasto un refuso dal testo precedente, ma garantisco che sugli emendamenti 22.12, 22.13 e 22.14, identici, vi è parere di nulla osta. PRESIDENTE . Senatore Pesco, effettivamente gli Uffici mi hanno appena comunicato che c'è stata una rettifica sul parere espresso all'emendamento 22.13 e, di conseguenza, anche agli emendamenti 22.12 e 22.14, ad esso identici. La Presidenza ne prende atto e invita la relatrice a proseguire nell'espressione dei pareri sugli emendamenti all'articolo 22. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, il parere è contrario sull'emendamento 22.34, mentre è favorevole sugli emendamenti 22.32 (testo 2) e 22.35 (testo 2). PRESIDENTE . Chiedo al Presidente della 5 a Commissione, senatore Pesco, se rispetto a questi due emendamenti il parere della Commissione resta contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, come risulta dal testo del parere. PESCO (M5S) . Signor Presidente, su quei due emendamenti il parere resta contrario. PRESIDENTE . Senatrice Faggi, la invito a prendere atto del permanere del parere di improcedibilità della 5 a Commissione su questi due emendamenti e a modificare il parere espresso. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, ne prendo atto e invito, pertanto, al ritiro degli emendamenti 22.32 (testo 2) e 22.35 (testo 2). Il parere è contrario sugli emendamenti 22.1, 22.0.1, 22.0.2 e 22.0.3. Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, invito al ritiro degli emendamenti 22.0.5 e 22.0.6. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Arrigoni se accetta l'invito al ritiro di questi due emendamenti. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente, li ritiro. PRESIDENTE. Gli emendamenti 22.0.5 e 22.0.6 sono quindi ritirati. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti 22.0.7 e 22.08, mentre è favorevole sugli emendamenti 22.0.9 (testo 3)/100 e 22.0.9 (testo 3). Stante il parere contrario espresso dalla 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, invito al ritiro dell'emendamento 22.0.10. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Romeo se accetta l'invito al ritiro. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Pur esprimendo la mia perplessità sul parere di improcedibilità nei confronti degli emendamenti 22.32 (testo 2) e 22.35 (testo 2), ne prendiamo atto. FARAONE (PD) . Signor Presidente, ma che vuol dire? CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Ho detto che ne prendo atto. Non posso? I pareri di improcedibilità li esprime la 5 a Commissione e non il Governo! Commenti della senatrice Bellanova). PRESIDENTE . Colleghi, non spetta al sottosegretario Crimi esprimere valutazioni ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Passiamo all'emendamento 22.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.100, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.2, sostanzialmente identico all'emendamento 22.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.2, presentato dal senatore Verducci, sostanzialmente identico all'emendamento 22.3, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.4 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.5 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.6, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.7 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.7 (testo 2), presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.8, identico all'emendamento 22.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.8, presentato dal senatore Verducci, identico all'emendamento 22.9, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.10, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.11, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.17 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.17 (testo 2), presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.12, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico agli emendamenti 22.13, presentato dai senatori Patuanelli e da altri senatori, e 22.14, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.15, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.16, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 22.900/100 e 22.900 sono accantonati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.18 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 22.19. Passiamo all'emendamento 22.20, identico all'emendamento 22.29, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.20, presentato dal senatore D'Alfonso, identico all'emendamento 22.29, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.21, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.22, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.22, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.23, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.24, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.25, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 22.26 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.27, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.28, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.30, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.31 (testo 2), presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.33, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.33, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.34, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.34, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.32 (testo 2), identico all'emendamento 22.35 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.32 (testo 2), presentato dal senatore Quagliariello e da altri senatori, identico all'emendamento 22.35 (testo 2), presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.1, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.1, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.0.2, identico all'emendamento 22.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 22.0.3, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 22.0.5 e 22.0.6 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 22.0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.7, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.8, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.9 (testo 3)/100, presentato dal senatore Romeo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.0.9 (testo 3 emendato), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 22.0.10 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 23 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, rispetto all'emendamento 23.0.850 dei relatori, dato che si sta lavorando a una riformulazione ed ovviamente non c'è tempo per farla, propongo di ritirare l'emendamento e di trasformarlo in ordine del giorno. In questo modo, la norma in esso contenuta potrebbe essere inserita in un prossimo provvedimento, magari già in quello in discussione alla Camera sulla crescita che potrebbe essere il mezzo giusto per questo emendamento riformulato. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 23.4 (testo 2), 23.13, 23.22 (testo 3), con una riformulazione richiesta dalla 5 a Commissione, e 23.750. Invito al ritiro dell'emendamento 23.39. PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se intendono ritirarlo. CASTALDI (M5S) . Sì, signor Presidente, lo ritiro. FAGGI, relatrice . Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 23.751 e 23.75, nonché sull'emendamento 23.81 (testo 2), condizionato a riformulazione. Invito al ritiro dell'emendamento 23.91. PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se intendono ritirarlo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, lo ritiro. FAGGI, relatrice . Mi risulta un testo 3 dell'emendamento 23.95, su cui però la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, mentre vi sarebbe un testo 2 su cui poter esprimere il parere. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, accetto l'invito a riformulare il testo 3 dell'emendamento, ripristinando quanto contenuto nel testo 2 e al contempo accogliendo le condizioni poste dalla Commissione bilancio, che ha già espresso il proprio parere favorevole condizionato. FAGGI, relatrice . Esprimo pertanto parere favorevole sull'emendamento 23.95 (testo 4). L'emendamento 23.0.850 è stato trasformato in un ordine del giorno, su cui esprimo parere favorevole. Invito al ritiro dell'emendamento 23.0.2. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice, con le seguenti osservazioni. Sull'emendamento 23.22 (testo 3) il Governo chiede una riformulazione volta a spostare la specificazione «entro novanta giorni» alla fine. Se la Presidenza mi autorizza, depositerei il testo della proposta di riformulazione. PRESIDENTE. Poiché su questo emendamento c'era il parere condizionato della 5ª Commissione, devo chiedere al presidente Pesco se la riformulazione del sottosegretario Crimi possa comportare o meno ulteriori spese. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, ne do lettura. Resta uguale da «Al fine di scongiurare fenomeni di abbandono» fino a «è consentita»; poi prosegue direttamente con le parole «l'installazione di strutture temporanee ed amovibili, sul terreno ove si trovano i medesimi immobili o su altro terreno di proprietà ubicato nel territorio dello stesso Comune con qualsiasi destinazione urbanistica o su terreno anche non di proprietà o su altro terreno su cui si vanti un diritto reale di godimento» con l'aggiunta delle parole «previa acquisizione della dichiarazione di disponibilità da parte della proprietà». Prosegue poi identico da «dichiarato idoneo per tale finalità da apposito atto comunale» fino alla fine. Si aggiunge infine: «Entro novanta giorni dall'emanazione dell'ordinanza di agibilità dell'immobile distrutto o danneggiato, i soggetti di cui al primo periodo provvedono alla demolizione o rimozione delle strutture temporanee amovibili di cui al presente articolo e al ripristino dello stato dei luoghi». Viene così meglio esplicitato il vincolo temporale: entro novanta giorni dalla dichiarazione di agibilità deve essere ripristinato lo stato dei luoghi ed è ovviamente a carico della proprietà, quindi senza alcun onere per la finanza pubblica. PRESIDENTE. Invito il presidente Pesco ad esprimersi sulla riformulazione testé illustrata. PESCO (M5S) . Non c'è alcun problema. L'unica cosa è che venga tenuto conto anche della proposta di riformulazione che abbiamo già fatto all'epoca. C'era già una richiesta di integrazione sul testo, giusto? CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sì, credo che sia già incorporata in questo. PRESIDENTE. Bisogna confrontare la riformulazione proposta dalla 5 a Commissione con la sua integrazione. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Presidente, eventualmente potrebbe essere accantonato per il voto. PRESIDENTE. Se il suo con alla fine le parole «con oneri a loro carico» lo accoglie... CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il comma 2 rimane, non avendolo toccato. Sull'emendamento 23.0.3, a prima firma del senatore Verducci, sul quale la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ho una proposta di riformulazione, che depositerei, con la preghiera di valutare se tale contrarietà possa essere superata. Chiederei una valutazione, riunendo la Commissione nelle modalità che riterrà opportune. PRESIDENTE . È il presidente Pesco a doverlo valutare. Per il momento, visto che si tratta di un emendamento aggiuntivo, ne dispongo l'accantonamento per trasmetterne il testo al presidente Pesco e andare avanti su tutto il resto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.2 (testo 2), presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, identico agli emendamenti 23.100 (testo 2), presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 23.93 (testo 2), presentato dal senatore Verducci, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . LUCIDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (M5S) . Signor Presidente, nella formulazione dei pareri non ho colto quello espresso sul mio emendamento 23.0.5, sul quale c'era l'accordo di riformularlo oppure di votarlo insieme all'emendamento 23.95 del senatore Briziarielli. PRESIDENTE. Viene assorbito dall'emendamento 23.95 nella sua ultima formulazione. Deve ancora accadere ma, quando ci arriveremo, sarà così. Se accetta un suggerimento, sottoscriva l'emendamento del senatore Briziarelli, così porta a casa il risultato. LUCIDI (M5S) . Se il senatore Briziarelli è d'accordo, lo sottoscrivo. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Sì, sono d'accordo. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Presidente, c'era anche l'emendamento 23.410 del senatore Lucidi, nell'annesso, già 21.4/100, sul quale si esprime parere favorevole se riformulato analogamente al 23.95, come da ultimo riformulato: siccome è molto simile a questo emendamento, da parte del Governo ci sarebbe un parere favorevole condizionato a una riformulazione che lo rendesse ad esso identico. PRESIDENTE . A questo punto, se il senatore Lucidi ha sottoscritto l'emendamento di cui è primo firmatario il collega Briziarelli, essendo sostanzialmente identico, ritira il 23.410. (Applausi dal Gruppo PD) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.3, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.4 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 23.5, 23.6 (testo 2) e 23.7 (testo 2). Passiamo all'emendamento 23.8, identico all'emendamento 23.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.8, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 23.9, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.10, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.11, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.12, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.13, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.14, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.15, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.16, identico agli emendamenti 23.17 e 23.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.16, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico agli emendamenti 23.17, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 23.18, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.19, identico agli emendamenti 23.20 e 23.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.19, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico agli emendamenti 23.20, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 23.21, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.53 (testo 2), presentato dal senatore Astorre, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 23.22 (testo 4). PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, durante l'istruttoria e l'analisi in Commissione abbiamo fatto una richiesta in relazione alla parte riferita ai terreni non di proprietà del richiedente l'installazione delle strutture amovibili. Quella parte sarebbe da eliminare. Chiedo se vada per forza lasciata. PRESIDENTE.Sottosegretario Crimi, vuole intervenire? CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, rispondo al presidente Pesco. La ratio del togliere quella parte era volta - ma vorrei capire se l'interpretazione è corretta - a evitare che potesse diventare una autorizzazione generale a installare strutture temporanee su terreni altrui. Quindi, per superare questo pericolo abbiamo introdotto nella riformulazione proposta la dicitura «previa acquisizione della disponibilità della proprietà», in quanto trattasi di strutture temporanee da realizzare in aree totalmente distrutte dove ci sono aree perimetrate (le famose zone rosse) nelle quali non è facile che chi ha avuto la casa distrutta abbia la disponibilità di un terreno, mentre è possibile, per usufrutto piuttosto che per comodato d'uso, affitto o secondo modalità che possono essere concordate, ottenere il terreno altrui, di cui si ha un diritto di godimento ovviamente subordinato all'acquisizione della disponibilità, come si fa in qualunque attività che si esercita su un terreno altrui. Non è cioè un'autorizzazione generale; è l'autorizzazione urbanistica da parte del Comune che prevede questa norma, fatto salvo che la proprietà autorizzi l'istallazione di una struttura temporanea presso il proprio terreno. È una norma molto importante per le aree che oggi hanno visto un'alta devastazione, come Amatrice, Accumoli, Arquata, e potremmo elencarne tante altre. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, mi scuso con tutti, ma leggo (Commenti del senatore Faraone) : «o su terreno anche non di proprietà o su altro terreno su cui si vanti un diritto reale di godimento, previa acquisizione della dichiarazione di disponibilità da parte della proprietà». Non è un diritto reale di godimento avere solo questa dichiarazione e, quindi, la perplessità resta. PRESIDENTE . Dispongo l'accantonamento dell'emendamento 23.22 (testo 4) e ne riparliamo dopo che abbiamo riflettuto. Voglio vedere un testo scritto per poterlo commentare e valutare. Passiamo all'emendamento 23.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.23, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.24, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori, identico agli emendamenti 23.25, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, e 23.86, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 23.27, presentato dal senatore Verducci, fino alle parole: «a c) ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 23.26 a 23.33. Passiamo all'emendamento 23.29, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 23.29, presentato dai senatori D'Alfonso e Verducci, fino alle parole: «marzo 2015». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 23.30 a 23.70. Gli emendamenti da 23.750/100 a 23.750/103 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.750, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 23.31 e 23.32. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.35, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico all'emendamento 23.36, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Devo comunicarvi che i relatori hanno presentato un emendamento all'articolo unico del disegno di legge di conversione, che credo abbiate già visionato. Se volete subemendarlo, è in distribuzione e avete tempo fino alle ore 20. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.37, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.38, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.38, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 23.39 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.40, presentato dai senatori Astorre e D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.41, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.41, presentato dal senatore Astorre. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.42, presentato dal senatore Verducci, identico agli emendamenti 23.43, presentato dai senatori D'Alfonso e Verducci, 23.44, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori, e 23.45, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.46, identico agli emendamenti 23.48, 23.47 e 23.92, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.46, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico agli emendamenti 23.48, presentato dal senatore Verducci, 23.47, presentato dal senatore D'Alfonso, e 23.92, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.49, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.49, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.51, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.51, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.52, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 23.50 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 23.54, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.54, presentato dal senatore Astorre. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.751, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.55, presentato dai senatori Astorre e D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.56, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 23.56, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, fino alle parole «n. 50». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 23.72 e 23.57. Passiamo all'emendamento 23.58 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.58 (testo 2), presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.59, presentato dai senatori D'Alfonso e Astorre. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.60, identico all'emendamento 23.61, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.60, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori, identico all'emendamento 23.61, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.62, identico agli emendamenti 23.63, 23.64 e 23.65, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.62, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano, identico agli emendamenti 23.63, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, 23.64, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, e 23.65, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.66, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.66, presentato dai senatori D'Alfonso e Astorre. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.67, presentato dai senatori D'Alfonso e Verducci, identico all'emendamento 23.73, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.68, identico all'emendamento 23.69, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.68, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, identico all'emendamento 23.69, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.74, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.74, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.75, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 23.76, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, fino alle parole «contributiva (DURC)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 23.77 e 23.78. Passiamo all'emendamento 23.79, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.79, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatore Patuanelli, ritira l'emendamento 23.80? PATUANELLI (M5S) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.81 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.82, identico all'emendamento 23.83, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.82, presentato dai senatori Quagliariello e Pagano, identico all'emendamento 23.83, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 23.84 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 23.85, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.85, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.87, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.87, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.88, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.89, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, della prima parte dell'emendamento 23.89, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «sostituita da». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 23.90 (testo 2). L'emendamento 23.91 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 23.94, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.94, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 23.95 (testo 4). BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento in esame ci permette di rispondere con i fatti alle accuse infondate del collega Verducci in merito al nostro atteggiamento nei confronti dei sindaci dei Comuni del cratere. Non solo diamo risposte, come in questo caso, ai problemi derivanti dal terremoto, ma anche a quelli che derivano dalla cattiva amministrazione del PD, come nel caso del Comune di Spoleto. (Commenti del PD. Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ci sono Comuni in disavanzo. Potete documentarvi: il Comune di Spoleto, per esempio, ha 15 milioni di buco che deve ripianare in trenta anni, ereditati da amministrazioni del PD, e ha bloccato il bilancio. Grazie all'emendamento al nostro esame, questo e altri Comuni potranno utilizzare l'avanzo di amministrazione, cosa che diversamente non sarebbe possibile, per interventi di somma urgenza per le strade e le infrastrutture. Quindi, noi crediamo che le attuali amministrazioni e i cittadini, soprattutto nel cratere, non possano pagare colpe non loro e con questo emendamento diamo risposte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.95 (testo 4), presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori, che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 23.0.5 e 23.0.270. L'emendamento 23.410 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.1, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 23.0.850/100, 23.0.850/101 e 23.0.850/102 sono decaduti. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G23.0.850 non verrà posto ai voti. Chiedo al senatore Verducci se intende ritirare l'emendamento 23.0.2 e accogliere la riformulazione dell'emendamento 23.0.3, che è stata proposta. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, ci ha mosso, in Commissione e qui in Assemblea, un atteggiamento assolutamente costruttivo. La ricostruzione non è un vessillo di partito, ma è un obiettivo politico e dovrebbe essere tale per tutti noi. Lo sanno i rappresentanti del Governo, che hanno seguito il mio lavoro in Commissione lo sa gran parte dei colleghi e mi dispiace per il collega Briziarelli, in questo caso. A testimonianza di questo fatto, abbiamo votato tutti gli emendamenti utili e ci siamo battuti per la loro approvazione. In merito alla sua sollecitazione, signor Presidente, accolgo la richiesta di riformulazione dell'emendamento 23.0.3, avanzata dal sottosegretario Crimi e dico anche che il sì a tale emendamento a mia firma, che il Senato può fare proprio approvandolo, è atteso da tanti mesi dai sindaci e dalle famiglie, che a più riprese hanno interpellato il Ministro competente. Constato, con rammarico, che il Governo chiede invece di mettere da parte l'emendamento 23.0.2, che avrebbe permesso opportunità anche per i nuovi corsi degli istituti di secondo grado. La priorità è certamente però la deroga, che permette di non perdere scuole, insegnanti e addetti per gli istituti dei piccoli Comuni del nostro cratere. Quindi, accolgo la riformulazione dell'emendamento 23.0.3 che è stata proposta e voglio anche correttamente ringraziare il sottosegretario Crimi, per avere da subito risposto positivamente alle mie e alle nostre sollecitazioni e per aver lavorato insieme su questo tema, così sentito e importante, in questa settimana. PRESIDENTE . L'emendamento 23.0.2 viene dunque ritirato. Senatore Verducci, apprezzo i suoi ringraziamenti in merito all'emendamento 23.0.3, ma mi sembra stia facendo i costi senza l'oste, perché la riformulazione è arrivata solo ora e quindi ne dispongo l'accantonamento, per poterla sottoporre all'attenzione del Presidente della Commissione bilancio. Passiamo all'emendamento 23.0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.4, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 23.0.5 e 23.0.270 risultano assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 23.95. Passiamo all'emendamento 23.0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.6, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.7, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 23.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.8, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 23.0.9 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 24 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 24.1 e parere contrario sull'emendamento 24.2. Invito ad accogliere l'ordine del giorno G24.1. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice. Quanto all'ordine del giorno G24.1 il parere è favorevole a condizione che venga riformulato con le parole: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a esprimersi anche sui restanti emendamenti. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 24.0.850 e 24.0.851. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.1, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.2, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . I firmatari accettano la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G24.1. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G24.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. L'emendamento 24.0.850/100 è decaduto. Gli emendamenti 24.0.850 e 24.0.851 sono stati ritirati. Gli emendamenti 24.0.851/101, 24.0.851/100 e 24.0.851/102 sono inammissibili. Passiamo all'emendamento 24.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 24.0.1, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori, fino alle parole «la sospensione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 24.0.2. Passiamo all'emendamento 24.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.3, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.4, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 24.0.5 è improponibile. Passiamo all'emendamento 24.0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.6, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 24.0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 24.0.7, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 25 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 25.2 e 25.500. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . L'emendamento 25.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.2, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 25.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.3, presentato dal senatore Ruspandini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 25.500/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.500, presentato dalle Commissioni riunite, che ottempera ad una condizione posta dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 25.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.4, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 25.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 25.5, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «presente articolo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 25.6. Passiamo all'emendamento 25.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.0.2, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 26 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 26.750, 26.5 e 26.0.4 (testo 2), mentre su tutto il resto è contrario. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.1, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.2, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 26.750/100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.750/100, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.750/101, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.750/102, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.750, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 26.3. Passiamo all'emendamento 26.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.4, presentato dal senatore Astorre. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.5, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 26.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PINOTTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, mi dispiace molto aver ricevuto parere contrario su questi emendamenti, che si riferiscono al crollo del ponte Morandi e alle esigenze della città di Genova in particolare, una delle quali è relativa anche al porto di Savona, che pure ha avuto problemi, a seguito di tutti i disagi che ci sono stati. Si tratta di emendamenti molto puntuali, studiati esattamente sui problemi indicati in questo momento dalla cittadinanza, dalle imprese o dai commercianti. Si trattava quindi di richieste minime, come la piccola estensione del fondo che viene già stabilito nel decreto-legge, perché in realtà ci sono molti disagi anche per quanto riguarda le esplosioni che stanno avvenendo per distruggere il ponte. C'era un emendamento che chiedeva di inserire nel fondo di garanzia della Cassa depositi e prestiti 5 milioni per le micro e piccole imprese, che molto hanno patito. C'è anche un emendamento che chiede di spostare al 30 aprile - e non all'entrata in vigore del decreto-legge - la possibilità di avere rimborsi rispetto al decremento di fatturato. Perché tale data? Soltanto quel giorno, infatti, la strada che era rimasta bloccata nella zona del Campasso, sotto il ponte Morandi, per i rischi connessi a eventuali ulteriori crolli, ha creato l'esigenza per tutti di compiere percorsi lunghissimi. Anche su questo c'era una piccola richiesta di ristoro per tutti coloro che, dovendo allungare molto il tragitto, hanno speso di più (quindi non solo per gli autotrasportatori che erano già previsti nel decreto-legge precedente). Si tratta quindi di esigenze puntuali e non certo di bandiere ideologiche, studiate su reali situazioni e problematiche che la città di Genova sta vivendo e anche la richiesta economica era molto contenuta. Sono qui a rappresentare quindi un dispiacere relativo al fatto che questo disagio i cittadini di Genova continueranno a viverlo. (Applausi dal Gruppo PD). CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Senatrice Pinotti, concordo con le problematiche evidenziate in questi tre emendamenti, che hanno bisogno di un approfondimento e di una verifica, in particolare per quanto riguarda anche il calcolo e la riduzione del fatturato. Un cambiamento di quei dati e di quei periodi in cui si fa la valutazione potrebbe anche avere effetti negativi, addirittura escludendo anziché favorendo qualcuno. Si tratta di una questione che ci eravamo già posti ai tempi dell'emanazione del decreto-legge. Pertanto, poiché si tratta di un tema che sicuramente richiede la verifica dei fondi ancora necessari, anche con l'apporto del commissario straordinario, e poiché il commissario stesso in teoria già potrebbe attivare alcuni di questi interventi, utilizzando i fondi e le risorse che può risparmiare (e io credo che in alcune attività, per come le sta svolgendo, potrebbe ottenere un buon risparmio), le chiedo la disponibilità a trasformare questi emendamenti in un ordine del giorno, per consentire al Governo di attivarsi nella direzione da lei richiesta. PRESIDENTE . Senatrice Pinotti, accoglie la richiesta del Governo di trasformare gli emendamenti 26.6, 26.7, 26.8 e 26.9 in un ordine del giorno? PINOTTI (PD) . Sì, signor Presidente, sono favorevole e trasformo gli emendamenti in un ordine del giorno complessivo (G26.6), che tenga insieme tutte le problematiche. PRESIDENTE. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G26.6. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G26.6. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G26.6 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.10, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, identico all'emendamento 26.100, presentato dai senatori D'Alfonso e Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 26.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.0.1, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 26.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.0.2, presentato dalla senatrice Pinotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 26.0.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 26.0.4 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 26.0.110 e 26.0.250. Passiamo all'emendamento 26.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 26.0.5, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori, fino alle parole «2020 e 2021». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 26.0.6 e 26.0.7. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 27 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, formulo un invito al ritiro o altrimenti esprimo parere contrario sugli emendamenti 27.0.1 e 27.0.2. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 27.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.0.1, presentato dal senatore De Siano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 27.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, cari colleghi, vorrei fare un appello speciale a proposito del depuratore mancante nella città di Benevento. Voglio ricordare a questa Assemblea che noi paghiamo 100.000 euro al giorno di infrazione con l'Europa e che sarebbe quindi forse il caso di attenzionare le città che, come nel caso della città di Benevento, non hanno ancora un depuratore. In effetti il ministro Costa, ricevendo nei suoi uffici una delegazione del Comune di Benevento, presente anche il commissario di Governo Rolle, si è impegnato a stanziare la somma di 20 milioni di euro. È evidente che, fino a questo momento, questi soldi non sono arrivati e anche oggi mi pare di capire che non arriveranno. L'appello forse non sarà raccolto, ma io ci tenevo tanto che questa Assemblea e chi sta fuori da questa Assemblea sapessero quello che questo Governo sta mettendo in campo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 27.0.2, presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 28 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 28.1 (testo 2), 28.500, 28.7 (testo 3) e 28.0.3. Esprimo parere contrario su tutti i restanti emendamenti. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è conforme a quello espresso dalla relatrice. Chiedo, però, se è già disponibile il testo 4 dell'emendamento 28.7 (testo 3). PRESIDENTE. No, signor Sottosegretario, al momento la Presidenza dispone solo di un testo 3. CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, su tale emendamento il parere è favorevole, condizionato a una riformulazione, appunto un testo 4. (Commenti del senatore Faraone). PRESIDENTE.Senatore Faraone, la invito ad abbassare i toni! CRIMI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, la proposta di modifica è di espungere, alla lettera c) , le parole «e N». In questo testo 4, il parere sull'emendamento 28.7 è favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.1 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 28.2 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.3, presentato dal senatore Margiotta, identico all'emendamento 28.4, presentato dal senatore Ferro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 28.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.5, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 28.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.6, presentato dal senatore Ferro. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.500, presentato dalle Commissioni riunite, che ottempera ad una condizione posta dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 28.8 e 28.9 sono stati ritirati. Chiedo al senatore Pesco se la 5 a Commissione ha rilevato profili di improcedibilità sull'emendamento 28.7 (testo 4), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PESCO (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.7 (testo 4), presentato dalla senatrice Bonfrisco. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 28.10 a 28.14 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 28.0.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 29.0.1. Passiamo all'emendamento 28.0.850, presentato dai relatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Chiedo alla relatrice Faggi, se insiste per la sua votazione. FAGGI, relatrice . No, signor Presidente, lo ritiriamo. PRESIDENTE.Colleghi, avendo esaurito l'esame degli emendamenti del fascicolo e al fine di organizzare l'esame di quelli precedentemente accantonati, sospendo la seduta fino alle ore 20,30. (La seduta, sospesa alle ore 20,10, è ripresa alle ore 20,38) . Riprendiamo l'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 22 del decreto-legge, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. Ricordo che sull'emendamento 22.900 vi è un parere favorevole della 5ª Commissione condizionato a una riformulazione. FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 22.900 (testo 2)/100 e parere favorevole sull'emendamento 22.900 (testo 2). CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.900 (testo 2)/100, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.900 (testo 2), presentato dai relatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 23 del decreto-legge, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. Sull'emendamento 23.22, divenuto testo 4 per effetto della riformulazione del Governo, vi è anche il parere favorevole della Commissione bilancio condizionato all'aggiunta delle formule: «senza corresponsione di alcun tipo di indennità o rimborso da parte della pubblica amministrazione» e: «con oneri a loro carico». FAGGI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento riformulato. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.22 (testo 5), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo agli emendamenti 23.0.2 e 23.0.3, sul quale era stata proposta una riformulazione. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Presidente, sull'emendamento 23.0.2 il parere è contrario. Sulla riformulazione dell'emendamento 23.0.3, che è stata consegnata prima è che in possesso della Commissione bilancio e del presidente Pesco, mi sembra che ancora non sia stato dato parere. Essendo il 23.0.3 un emendamento che serve a garantire il funzionamento delle istituzioni scolastiche nelle aree terremotate anche in presenza di un numero di studenti inferiore al numero minimo necessario per garantire la continuità della classe, tema che so essere ampiamente condiviso da tutte le forze politiche, qualora la Commissione bilancio e il presidente Pesco non siano in grado di dare un parere o comunque non vi riescano entro stasera, chiedo alla Presidenza l'eventuale disponibilità ad accantonarlo anche per domani mattina, come ultimo emendamento, prima dell'inizio delle dichiarazioni di voto. Il mio è un appello all'Assemblea e una richiesta alla Presidenza. PRESIDENTE . Sicuramente ci sarà l'entusiasmo della Commissione bilancio che dovrà convocarsi stanotte. Prego il senatore Pesco di esprimersi al riguardo. PESCO (M5S) . Va bene, faremo il possibile per fare le verifiche e domani mattina daremo il parere. PRESIDENTE. Poi a un certo punto ci sarà il voto finale. Mettiamo ai voti l'emendamento 23.0.2 e domani mattina vedremo se questa notte avrà portato le risorse, oltre che il consiglio. Passiamo all'emendamento 23.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 23.0.2, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Se l'Assemblea conviene all'unanimità, metteremo in votazione l'emendamento 23.0.3 prima dell'inizio delle dichiarazioni di voto domani mattina. Qualche volta solleciterei il contrario, ma mi piego al vostro volere. Passiamo all'esame dell'emendamento x1.1, presentato al disegno di legge di conversione. Il parere dei relatori, visto che lo hanno firmato, sarà favorevole, quindi chiedo al rappresentante del Governo di pronunziarsi su di esso. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello dei relatori. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento x1.1, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo agli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 4 del decreto-legge. Mi soffermerò su quelli sui quali non è stato espresso il parere e nel frattempo metterò in votazione quelli su cui il parere, invece, è stato espresso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.2, presentato dai senatori Martelli e De Petris, e 4.3, presentato dal senatore Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Ricordo che l'emendamento 4.6 (testo 2) è stato trasformato in ordine del giorno. Chiedo ai relatori e al rappresentante del Governo conferma che sia stato accolto. SANTILLO, relatore . Sì, Presidente, il parere è favorevole all'accoglimento. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, in relazione alla trasformazione di questo emendamento in ordine del giorno c'era la richiesta di inserire il riferimento esclusivo alle tratte nazionali. Quindi, è bene ribadirlo in questa fase. PRESIDENTE . Lo ricordo perfettamente e glielo confermo. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei esprimere una dichiarazione in riferimento all'ordine del giorno testé accolto dal Governo, perché in questo modo si annulla completamente il senso originario dell'emendamento e si dice in modo esplicito che gli attraversamenti transfrontalieri che riguardano la Svizzera, la Francia (con il TAV) e altri Paesi non costituiscono una priorità. Rimane solo il porto di Pescara, sul quale siamo certamente d'accordo, anche se potrebbe servire per andare all'estero. È veramente un affronto al Parlamento e a cosa viene detto in questo momento in tutta Italia dal Governo in riferimento al TAV. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.6 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.7 (testo 2). MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, intanto devo apprezzare il lavoro dei relatori e dello stesso Governo nell'aver voluto dare parere favorevole a questo mio emendamento, che dà risposta a uno dei tre problemi, dal punto di vista mio personale e del PD seri, sottesi alla materia dei commissariamenti. Non siamo contrari di per sé ai commissariamenti, ma, per come il testo è scritto, si può commissariare qualsiasi opera. Anche io, come il senatore Pichetto Fratin - e la senatrice Pergreffi lo sa, perché ne abbiamo parlato in Commissione - mi rammarico del ritiro del suo emendamento; lo avrei fatto mio, insieme a tutto il Gruppo, e lo avremmo votato positivamente perché in quel testo erano enumerate una serie di opere, tra cui il TAV, e a me sembrava serio uscire da quest'Aula con un'indicazione chiara. L'emendamento 4.7 (testo 2), però, aiuta, perché dice di darci delle priorità nello stabilire quali opere debbano usufruire del commissariamento, e aggiunge: previo parere delle Commissioni parlamentari, che, per chi crede ancora nella democrazia parlamentare come me, non è cosa da poco. Voglio quindi dare atto al Governo e al Ministro, che è spesso critico, di aver voluto questa volta accogliere l'emendamento. Rimangono due gravi problemi ancora: non si dice nulla sui requisiti professionali e morali che deve avere il commissario né su come egli debba procedere, ma di questo parlerò quando arriveremo alla votazione del 4.27, mentre, anche per riconoscenza, ritiro la firma dall'emendamento 4.10. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7 (testo 2), presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.11, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo ai relatori se confermano il parere favorevole sull'emendamento 4.13 (testo 2). SANTILLO, relatore . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Relatore, ho un problema: sull'emendamento 4.13 (testo 2) il parere è favorevole, però lei ha espresso parere favorevole anche sugli emendamenti 4.15 (testo 2) e 4.17, che verrebbero assorbiti dall'emendamento 4.13 (testo 2). SANTILLO, relatore . Signor Presidente, resta il parere favorevole sull'emendamento 4.13 (testo 2) e gli altri risultano assorbiti. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.13 (testo 2), presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . (Il senatore Pesco fa cenno di voler intervenire) . Annullo la votazione. PESCO (M5S) . Signor Presidente, il parere della Commissione bilancio è non ostativo su tutti i restanti emendamenti, fatta eccezione per le proposte 4.42, 4.0.1, altri e anche sull'emendamento 4.13 (testo 2). Forse c'è un refuso e chiedo gentilmente ai funzionari di verificare. PRESIDENTE . Noi non abbiamo un parere contrario; risulta un parere non ostativo sul testo 2. Il parere è non ostativo su vari emendamenti, tra cui l'emendamento 4.13 (testo 2). Vi è la sua firma, nella seconda pagina. PESCO (M5S) . Sì, scusate. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, visto che il relatore ha dato parere favorevole, oltre che sull'emendamento 4.13 (testo 2), anche sugli emendamenti 4.15 (testo 2) e 4.17, vorrei suggerire al relatore di proporre ai proponenti dell'emendamento di togliere le parole: «e delle Province autonome», recependo così entrambi i suoi pareri. L'emendamento 4.13 (testo 2) resta così, tranne per quanto riguarda la soppressione delle parole: «e delle Province autonome», come richiesto dagli emendamenti 4.15 (testo 2) e 4.17. PRESIDENTE . Sono d'accordo. I relatori e il rappresentante del Governo esprimono parere favorevole sull'emendamento 4.13 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.13 (testo 3), presentato dalla senatrice Granato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamento 4.12, 4.18, 4.19 e 4.20 e assorbiti gli emendamenti 4.800, 4.16, 4.15 (testo 2) e 4.17 L'emendamento 4.14 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.21 (testo 2), presentato dal senatore Castaldi. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.22, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.23, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 4.530 c'è un invito al ritiro. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, il parere è stato rivisto perché è puramente ordinamentale e, quindi, è di nulla osta. PRESIDENTE. Invito pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento 4.530. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma, insieme al senatore Arrigoni. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.530, presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.24 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.26, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.27. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, avevo preannunciato che sarei intervenuto sull'emendamento 4.27. Trovo di una gravità assoluta il comma 3 dell'articolo 4, che afferma anzitutto che i commissari straordinari possono essere abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante. Ciò, a mio avviso, è già sbagliato, perché i commissari straordinari dovrebbero essere coloro i quali fanno andare spedite le opere, ma non necessariamente facendo anche loro gli appalti. Inoltre, nel comma è scritto che possono appaltare le opere in deroga alle leggi vigenti: questo francamente mi pare una forzatura estrema. Intendiamoci, è quello che è accaduto per Genova, ma quella era un'emergenza assoluta e alla fine abbiamo tutti condiviso che non si potessero aspettare i tempi normali di una procedura di gara. Non si può pensare che questo istituto divenga utilizzabile in maniera indiscriminata, perché, lo ripeto, il provvedimento non precisa quali siano le opere su cui applicare l'istituto. Se si dice che il commissario può di fatto assegnare il lavoro a chi vuole, perché questo significa operare in deroga alle leggi sui contratti pubblici, facciamo un'enormità altro che criminogena, un'enormità della quale temo dovremo pentirci tutti come sistema Paese, cadendo peraltro anche in una contraddizione palese. Se infatti le modifiche che state apportando al codice con il provvedimento sblocca cantieri al nostro esame sono positive, funzionano e snelliscono le procedure, perché mai è necessario che il commissario possa operare in deroga alle stesse leggi che adesso voi dite che sono buone, efficaci ed efficienti? Fate una legge e poi, contemporaneamente, dite che il commissario però può andare avanti senza utilizzarla e senza applicarla, in deroga, di fatto scegliendo intuitu personae, l'impresa che deve fare i lavori. Questo, in teoria, su 100, 1.000, 2.000 o 3.000 opere, perché non ci sono né un tetto, né un criterio stringente, e senza che ci sia alcuna precisazione di come si debba operare. Francamente, quando ne ho parlato la prima volta in Commissione, ero convinto che di fronte a queste argomentazioni fossero tutti d'accordo; è infatti così evidente che si tratta di una stortura devastante - utilizzo ancora una volta questo termine - e mi aspettavo saggezza da parte del Governo e dei relatori. Non riesco a comprendere come si possa andare avanti su una questione che può avere effetti disastrosi sul nostro sistema, sulla trasparenza, sull'onestà e, alla fine, sulla stessa qualità delle opere che si vanno a realizzare. So che non è tempo di ripensamenti, ma avevo veramente l'esigenza di lasciare agli atti queste mie dichiarazioni, perché altrimenti sembra che tutto passi in cavalleria e che non ci rendiamo conto di ciò che stiamo votando. E qui non posso che dirvi che quando il presente Pesco aveva detto che vi era un parere contrario sull'emendamento 4.13, aveva pensato: viva Dio! Questo perché l'emendamento 4.13 dice che l'approvazione di un progetto da parte di un commissario supera qualsiasi altro nulla osta e autorizzazione, cioè la sovrintendenza archeologica, quella ambientale o qualsiasi altra cosa. Se il commissario approva il progetto, si mette un punto e non si deve esprimere più nessuno. Ragazzi miei, mettete insieme quello e quest'altro e capite che state facendo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.27, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.28, presentato dal senatore Fazzolari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.801. GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, non posso che essere pienamente d'accordo con l'intervento del senatore Margiotta. Ormai siamo alla fine e abbiamo compreso che questo provvedimento, che sta per diventare legge, ha ben poco a che vedere con lo scopo dichiarato di sbloccare i cantieri. Sembra più riguardare in generale un allentamento delle regole di trasparenza e vigilanza, una sottovalutazione del rigore necessario per le autorizzazioni, così diminuendo la tutela dei beni culturali, ambientali e paesaggistici, e infine un ridimensionamento sistematico e ingiustificato del ruolo e delle funzioni dell'Autorità nazionale anticorruzione. Questo ritorno al vecchio regime, antecedente al codice degli appalti, viene completato dalla riesumazione dei commissari straordinari. Per carità, ci saranno pure dei casi in cui ciò è necessario e lo abbiamo visto nel caso di Genova. Considerata però l'ampiezza dei poteri di deroga riconosciuti ai commissari, sarebbe quantomeno opportuno, con l'emendamento in esame, che ritengo di buon senso, prevedere l'obbligo di motivazione delle deroghe, in maniera tale da consentire anche un eventuale controllo giurisdizionale da parte della magistratura amministrativa, sotto il profilo della motivazione di quei provvedimenti. Pensate che, come già è stato detto, il comma 3 dell'articolo 4 attribuisce ai commissari straordinari le funzioni di stazione appaltante per l'esecuzione degli interventi previsti. Quindi i commissari straordinari derogano alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici e in tale ambito viene fatto salvo soltanto il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Ancora una volta, vi invito a considerare l'ampiezza dei poteri derogatori delle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici. Dunque mi pare di buon senso quantomeno imporre la motivazione delle deroghe alle leggi: facciamo un commissario straordinario fuorilegge. Con l'emendamento in esame, si introduce semplicemente l'obbligo di motivazione. Peraltro, devo ricordare che il parere reso dalla Commissione giustizia al disegno di legge che stiamo esaminando, come risulta dal resoconto sommario del 9 maggio 2019, contiene proprio questa segnalazione alle Commissioni competenti, che però non ne hanno tenuto conto. Mi aspetterei per coerenza un voto favorevole almeno da parte dei componenti della Commissione giustizia, che hanno votato quel parere. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.801, presentato dal senatore Grasso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.29 (testo 2), presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.30 (testo 3), presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.500, presentato dalle Commissioni riunite, che ottempera ad una condizione posta dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.31, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.32, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.32, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.501, presentato dalle Commissioni riunite, che ottempera ad una condizione posta dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.850/100. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, il subemendamento in esame è molto semplice, ma secondo noi rilevante. Nell'emendamento 4.850 si prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con una serie di soggetti, è nominato il commissario straordinario. Ora, tra questi soggetti - e noi ne siamo molto felici - sono stati inseriti anche gli enti locali, quindi la Città metropolitana, il Comune e la Regione (che non è esattamente un ente locale, ma di prossimità). Questo è positivo, però c'è un problema: in questa decisione vengono coinvolti Ministeri importanti (mi riferisco al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e al Ministero per i beni e le attività culturali), ma manca il Ministero e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Questo è un paradosso, perché è del tutto evidente che essendo il MOSE un sistema per la salvaguardia della laguna, se ci deve essere un Ministro sentito nella nomina del Commissario, così come per qualsiasi tipo di iniziativa relativamente al MOSE, quello è il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per questo motivo, con l'emendamento in esame ne chiediamo l'inserimento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/100, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/102, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/103, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.850/104. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 4.850/104 ha anch'esso a oggetto il MOSE. Nel richiamato capoverso 6- ter è scritto che con la costituzione della struttura pubblica cessa ogni competenza nella realizzazione e gestione del sistema MOSE in capo ad altri organismi. Il MOSE è stato ideato e progettato come sistema integrato, che non ha solamente a che fare con attività ingegneristica di livello elettromeccanico, ma opera anche all'interno di un ecosistema complesso, in cui tutti gli elementi della laguna, anche di carattere naturalmente idraulico, vanno tenuti in considerazione. Ci sono tre società importanti che storicamente hanno ideato, pensato, progettato e seguito tutta la lavorazione (mi riferisco al consorzio Venezia Nuova, Thetis e Comer). Con questo provvedimento, signor Presidente, 250 risorse verrebbero di fatto spedite a casa. In questo modo non solamente 250 famiglie perderebbero lo stipendio (cosa di per sé piuttosto grave), ma tutto il sistema MOSE perderebbe tutta quella competenza, ideazione e capacità di gestione dell'opera stessa e dell'ordinaria e straordinaria manutenzione necessaria. Pertanto, con due emendamenti (signor Presidente, se lei è d'accordo mi permetto di fare un unico intervento, soffermandomi sugli emendamenti 4.850/104 e 4.850/105) chiediamo di inserire tali risorse all'interno del sistema, o comunque di questa struttura pubblica (se poi c'è una nuova riformulazione, che mi pare di aver letto, del relatore di maggioranza, sarà il commissario a potersi avvalere di strutture competenti per il settore medesimo), in modo tale che vengano assicurati gli stipendi per 250 famiglie e, ancor di più, mantenuta tutta quella competenza assolutamente essenziale per la manutenzione ordinaria e straordinaria e la gestione di questo sistema. Signor Presidente, voglio ricordare che nel caso in cui la manutenzione o la gestione non dovessero essere all'altezza, si porrebbe un problema serissimo per una città come Venezia, la sua laguna, l'ecosistema e gli abitanti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/104, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850/105, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell''emendamento 4.850. SANTILLO, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, al testo riformulato con l'accoglimento delle condizioni della Commissione bilancio, appongo le seguenti correzioni. Al capoverso «6- bis » dopo le parole «attività culturali», chiedo di inserire le parole «dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare». Sempre al medesimo capoverso, chiedo di espungere l'ultimo periodo. PRESIDENTE . Mi scusi, signor relatore, ma abbiamo appena bocciato i subemendamenti proposti dal senatore Ferrazzi (le proposte emendative 4.850/103 e 4.850/104), in cui veniva riproposto «il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare»; adesso lei non può propormi una riformulazione dopo che il Senato si è espresso in senso contrario sulla stessa. (Applausi dal Gruppo FI-BP). SANTILLO, relatore . È una forma letterale diversa, signor Presidente, non c'è «il Ministro». FERRAZZI (PD) . È uguale. (Commenti del senatore Malan). PRESIDENTE. Dov'è la differenza? SANTILLO, relatore . Il modo in cui è descritta la forma, signor Presidente. MARCUCCI (PD) . Che vuol dire? Non capisco. PRESIDENTE. Se mi date un testo, posso leggerlo. SANTILLO, relatore . Proponiamo di inserirlo dopo, senza la parola «Ministro»; prima c'era, ma messo in posizione diversa. PRESIDENTE. Dove? SANTILLO, relatore . Dopo la parola «culturali». PRESIDENTE. Ripartiamo da zero: non ci può far pervenire questa riformulazione, così possiamo leggerla? SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente, eccola qui. PRESIDENTE. Siccome l'inserimento del primo punto comporta una formulazione assolutamente identica, dispongo l'annullamento della votazione dell'emendamento 4.850/100 e chiedo nuovamente il parere al relatore, invitandolo ad esprimerne uno favorevole, e al rappresentante del Governo. SANTILLO, relatore . Esprimo parere favorevole, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo M5S. Applausi ironici dai Gruppi FI-BP e PD). CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850 (testo 2)/100, presentato dal senatore Ferrazzi e dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Dopodiché, signor relatore, avete proposto di espungere dall'emendamento la frase «Il Commissario, entro tre mesi...», eccetera? SANTILLO, relatore . Esatto, signor Presidente, l'ultimo periodo del comma 6- bis . PRESIDENTE. Chiedo conferma al Presidente della Commissione bilancio, senatore Pesco, che nulla osti a questo. PESCO (M5S) . Non comporta oneri toglierlo, Presidente, ma sarebbe stato utile mantenerlo; pertanto, nulla osta. PRESIDENTE . A questo punto, annullo anche la votazione dell'emendamento 4.850/101 (proteste dal Gruppo PD) , presentato dalla senatrice De Petris, che prevede di sopprimere l'ultimo periodo del comma 6- bis dell'emendamento 4.850, e su cui a questo punto presumo vi sia il parere favorevole del relatore e del Governo. Provi a verificare anche lei, senatrice de Petris, ma immagino che questo le dia grande soddisfazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850 (testo 2)/101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.850 (testo 2 emendato), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.851 è stato ritirato. Sono conseguentemente decaduti tutti i relativi subemendamenti. L'emendamento 4.201 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.33 (testo 3), presentato dal senatore Campari. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.34, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.35, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.35, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.36, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.37, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico all'emendamento 4.38, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Senatore Santillo, conferma il parere favorevole sull'ordine del giorno G4.39? SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Il parere del Governo è conforme? SANTANGELO , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.39 non verrà posto ai voti. Invito il relatore a pronunziarsi sull'emendamento 4.852. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, riformulo l'emendamento 4.852, sostituendo al comma 7- ter , le parole «30 milioni» con le altre «10 milioni». PRESIDENTE. Il senatore Pesco non può che esserne contento. La invito a pronunziarsi anche sull'emendamento 4.40, senatore Santillo. SANTILLO, relatore . Mi risulta che sia assorbito dall'approvazione dell'emendamento 4.30 (testo 3). CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, se ho capito bene, è stata formulata dal presidente Pesco (che stimo) un'eccezione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il relatore improvvisamente riduce l'onere finanziario del suo emendamento 4.852 da 30 a 10 milioni di euro; ma il problema della copertura va rivisto dalla Commissione bilancio, non è che si può fare così, con una trattativa privata. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto) . PRESIDENTE. Era coperto già nella prima versione, senatore Caliendo. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, un'altra volta rimaniamo perplessi, perché questo è un emendamento che andrebbe proprio nella direzione di favorire i progetti di realizzazione di reti e infrastrutture e di ricarica dedicate ai veicoli alimentati ad energia elettrica. Sono valori che immediatamente divengono irrealizzabili. Con dieci milioni di euro, ovviamente, mettiamo un "pannicello" e non facciamo nulla. Quindi, siccome abbiamo il piacere di avere con noi il ministro Toninelli, che è uno dei sostenitori delle auto elettriche pur viaggiando su un diesel, volevo capire il motivo di questa retromarcia anche su un emendamento che dovrebbe segnare il passo verso l'ambientalismo e verso la mancanza di inquinamento. Proprio oggi, nella Giornata mondiale dell'ambiente, questo emendamento poteva essere una decisione simbolo. Invece, questa è una decisione simbolo dell'incoerenza di questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.852 (testo 2), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.40 risulta assorbito dall'approvazione dell'emendamento 4.30 (testo 3). Gli emendamenti 4.41 e 4.42 (testo 2) sono stati ritirati. L'emendamento 4.43/101 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.43, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.44, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, l'ora è tarda e siamo stanchi, ma l'energia non manca per portare l'attenzione sui nostri territori. A Benevento c'è un ponte, che si chiama ponte San Nicola, il cui architetto è lo stesso che ha costruito il ponte Morandi. Quindi, all'indomani della caduta del ponte, il sindaco di Benevento ha dovuto chiaramente chiudere al traffico il ponte. (Commenti dal Gruppo M5S). Qui parliamo di persone. Abbiate un po' di rispetto, almeno per le vittime del ponte Morandi. All'indomani della caduta del ponte a Genova, città alla quale va tutta la nostra solidarietà, ancora una volta, come anche alle famiglie che hanno perso tanti cari, il vostro Ministro - lo preciso visto che vedo un po' di ilarità da parte vostra - ha inviato nota a tutti i Comuni, chiedendo di fare una radiografia di tutti i ponti. Quindi, il Comune di Benevento ha fatto un'attenta radiografia del ponte Morandi a Benevento, con la relativa analisi del costo dei fondi necessari per riparare questo ponte. Una richiesta del Ministro, attenzione. Il Comune ha inviato questa relazione, ma questi fondi non sono mai arrivati. Quindi cosa c'è di più giusto, per un senatore, che presentare un emendamento a questo decreto-legge? Mi dicono che verrà bocciato. Io, ancora una volta, faccio appello alla vostra sensibilità e mi riporto ai tanti Comuni nella stessa situazione di Benevento, che è dissestato. 120 milioni di euro di debito ereditati dalla precedente gestione e, di conseguenza, non ci sono i soldi per fare questa opera. È ovvio che bisogna stare attenti ad una comunità, come quella della contrada Capodimonte, che viene praticamente tagliata fuori dalla città se si chiuderà il ponte. Vi chiedo quindi di ripensarci. Se non lo farete, pazienza: ci ho provato. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.44, presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.853/101 è inammissibile. Senatore Santillo, sull'emendamento 4.853/100 lei aveva espresso un parere favorevole. La riformulazione dell'emendamento 4.853, richiesta dalla Commissione bilancio, fa sparire il riferimento cui agganciare il subemendamento; le chiedo quindi se riesce a riformularlo. SANTILLO, relatore . Ne chiedo l'accantonamento. PRESIDENTE. Senatrice Pergreffi, con la riformulazione richiesta all'emendamento 4.853 viene meno il punto in cui si agganciava il subemendamento 4.853/100 a sua prima firma. Per il momento lo accantoniamo, affinché lei lo riformuli in modo che possa essere introdotto nel testo, perché il parere del relatore è favorevole. Gli emendamenti 4.853/102, 4.853/103, 4.853/104 e 4.853/105 sono inammissibili. L'emendamento 4.853 e 4.45 sono accantonati. Passiamo all'emendamento 4.854, precedentemente accantonato, su cui chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di pronunziarsi. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole con una riformulazione volta a sopprimere le parole da «"fondo"» fino a «dopo le parole». SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.854 (testo 2). D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, io chiedo al Governo e ai relatori di riflettere bene su questo emendamento. Noi siamo favorevoli alle opere, anche a quelle tre che sono importanti per implementare l'asse del Brennero, ma non è comprensibile perché vengano inserite in una norma primaria anziché nel piano finanziario, come è sempre stato. Quelle tre opere sono anche attualmente nella concessione scaduta nell'aprile 2014, nella parte relativa al piano finanziario, e non sono state completate. Adesso, con una norma primaria, si inseriscono sul territorio in maniera anche abbastanza invasiva. Nel protocollo d'intesa che era stato fatto tra il Ministero, la A22 e i soci nel gennaio 2016 era stato inserito - mi riferisco in particolare all'interporto di Isola della Scala, in Provincia di Verona - un accordo per realizzare questo interporto con un altro già esistente nella città di Verona, primo interporto in Europa. In primo luogo, doveva essere studiato un accordo per evitare concorrenza tra interporti a 20 chilometri di distanza e, in secondo luogo, doveva essere valutata la sostenibilità di un interporto che dovrebbe nascere in una località dove le infrastrutture sono quelle delle strade provinciali a due corsie. Immaginiamo quindi che i tir escano dalla A22 Nogarole-Rocca e si rechino a centinaia, se non migliaia, a Isola della Scala in stradine con due corsie. Nessun altro impegno sulla concessionaria A22. La domanda è: cosa sblocchiamo? Non sono stati in grado di farle finora perché non c'è mai stata, sul territorio, la condivisione necessaria. Adesso, se inseriamo queste opere nella norma primaria, queste rientreranno in maniera invasiva nella competenza del Comune, della Provincia e della Camera di commercio di Verona, che sono i titolari dell'interporto pubblico che verrebbe danneggiato da quello di Isola della Scala. Chiedo pertanto ai relatori e al Governo di riflettere perché non ce n'è alcun bisogno. Avrebbe avuto un senso nella formulazione originaria: lo Stato si prendeva il fondo e si salvavano almeno le opere a carico dello stesso. Ma adesso? (Applausi del senatore Ferrazzi) . PRESIDENTE . Chiedo un attimo di attenzione da parte del relatore: se lei modifica, come richiesto, l'emendamento 4.854, tale emendamento diventa identico al 4.430 a firma della senatrice Conzatti, su cui la 5 a commissione permanente ha espresso contrarietà ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. SANTILLO, relatore . Ne chiedo l'accantonamento. (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatore Pesco, la proposta di riformulazione fatta dal relatore - dopo affrontiamo gli altri aspetti però consideriamo almeno l'aspetto tecnico - porta ad un testo che sarebbe identico all'emendamento, che lei trova nel fascicolo annesso, a firma della senatrice Conzatti e su cui la sua Commissione aveva espresso parere contrario ex articolo 81. PESCO (M5S) . Signor Presidente, è necessaria una verifica. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi sembra che continuare così sia abbastanza, per usare un eufemismo, complicato. MALAN (FI-BP) . È accanimento terapeutico. ERRANI (Misto-LeU) . Visto allora che dobbiamo accantonare ancora, riprogrammiamo i lavori: vediamoci domattina alle 9, finiamo il provvedimento e poi facciamo le dichiarazioni di voto. Ma votare così, «a gratis» come direbbe Totò, non è la cosa migliore. PRESIDENTE . Siccome abbiamo accantonato l'emendamento del senatore Verducci, possiamo anche fare un altro accantonamento. Chiedo però al relatore di rivalutare la questione rispetto al testo. Il resto del lavoro, però, lo finiamo. SANTILLO, relatore . Accantoniamolo Presidente. PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento degli emendamenti 4.854 (testo 2) e 4.430. (Commenti della senatrice Conzatti) . Senatrice Conzatti, se lo accantoniamo non è contenta? Il senatore Pesco ci ha detto che non è in grado di modificare in questo momento il parere, che è di contrarietà. Quindi, se va male, glielo conferma domani, ma magari è possibile che riveda la sua posizione. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per rassicurare la 5ª Commissione, che dovrà lavorare questa notte, che il mio emendamento è coperto perché è a carico del fondo destinato al rinnovo della infrastruttura ferroviaria in questione. PRESIDENTE . Ma non deve dirmelo lei. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.855 (testo 2)/100, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.855 (testo 2)/101. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, questi sono subemendamenti all'emendamento 4.855 (testo 2). Vorrei capire innanzitutto come questo è stato inserito, perché è stato accolto soltanto in parte. Durante la discussione della settimana scorsa questo emendamento mi fu presentato da alcuni colleghi come emendamento ad personam ; leggendolo mi sono reso conto che non era ad personam , ma che era rivolto a una categoria speciale: è un provvedimento fotografia o norma provvedimento, perché svolge un'attività di tutela di determinati interessi specifici. Se resta allora l'emendamento 4.855 con la sola correzione del testo 2 - bravo, senatore Margiotta - diventa inutile, Presidente. Io ho chiesto di intervenire perché in futuro mi si potrebbe accusare di essere stato presente e di aver votato. Come si fa a far votare al Parlamento italiano una norma che dice che «La gravità della colpa - credo che ognuno di voi sappia cos'è la colpa, ossia la negligenza nei comportamenti - e ogni conseguente responsabilità sono in ogni caso escluse se il fatto dannoso trae origine da decreti che determinano la cessazione anticipata, per qualsiasi ragione, di rapporti di concessione autostradale, allorché - se ho capito bene, così viene modificato il testo con la riformulazione - detti decreti siano vistati e registrati alla Corte dei conti in sede di controllo preventivo di legittimità»? Signor Presidente, ma se il controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti ha stabilito che è tutto corretto, mi vuol dire come è possibile pensare e discutere di responsabilità? L'emendamento doveva essere dichiarato inammissibile, per come è scritto ora. Come era scritto prima, «in conformità al parere favorevole sulla legittimità dello schema di atto esaminato, reso dall'Avvocatura generale dello Stato», riguardava, né più, né meno, un interesse specifico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Relatore, ferma restando una parte che comunque è diversa, l'emendamento 4.855 (testo 2)/101 presentato dal senatore Margiotta non ricalca parzialmente la sua riformulazione? SANTILLO, relatore . Sì, signor Presidente, ricalca parzialmente la riformulazione. Possiamo cercare di unificarli. Esprimo quindi un parere favorevole sull'emendamento 4.855 (testo 2)/101. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad esprimersi sull'emendamento in esame, così come riformulato. CRIMI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.855 (testo 2)/101 (testo 2), presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.855 (testo 2 emendato). GRASSI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, vorrei rapidamente intervenire con una dichiarazione di voto in ordine all'emendamento che introduce un profilo di tutela del funzionario pubblico chiamato ad assumere una decisione di revoca di eventuali provvedimenti concessori. Mi riferisco, in particolare, alle concessioni autostradali, tanto per intenderci. Ricordate che vi è stata una stagione in cui in questo Paese si è sostenuta la supremazia dell'azione del privato anche nella gestione di beni e servizi di rilevanza pubblica. L'intervento del privato - è bene ricordarlo - in settori dove per ragioni strutturali è impossibile dar vita ad un libero mercato crea, in realtà, un regime di monopolio. Esempio paradigmatico dell'uso distorto dell'attività privatistica è proprio dato dalle concessioni autostradali e tutti ricordiamo che i contratti che sono stati stipulati - ed è un dato che è emerso anche in ambito giornalistico - in sede concessoria contengono delle vere e proprie clausole vessatorie a danno dello Stato. In questi casi, la revoca della concessione, la risoluzione del rapporto concessorio è oggettivamente a vantaggio dello Stato, ma capite anche che, proprio a causa del tenore di questi contratti, i funzionari pubblici sono restii, preoccupati, intimoriti, perché sanno bene di avere dall'altra parte delle grandi imprese in grado, sicuramente, di creare uno stato che potremmo definire di metus , cioè di timore nell'azione. Proprio al fine di sollevare il funzionario pubblico chiamato a questi provvedimenti, abbiamo introdotto questa norma che prevede un controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti sull'atto del funzionario, cioè sull'atto di revoca. Non vi è alcuna incongruenza dal punto di vista giuridico, perché il controllo di legittimità della Corte dei conti serve ad esonerare da responsabilità il funzionario. Voi sapete bene che, malgrado il controllo di legittimità della Corte dei conti, ancorché preventivo, per l'autonomia dei giudici e degli ordini giurisdizionali ben potrebbe darsi che in separata sede si giunga ad un giudizio di responsabilità. Il funzionario pubblico deve essere protetto, deve essere lasciato nelle condizioni di agire con la massima serenità e questo per il raggiungimento del miglior interesse pubblico. (Applausi dal Gruppo M5S) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento è volto a tutelare la possibilità da parte del Governo di revocare le concessioni autostradali. C'è molto da fare nel settore, il Ministro ne ha parlato molto, ma devo dire che abbiamo visto molto poco e adesso la prima cosa concreta che vediamo è la richiesta di impunità in determinati casi. Il senatore Caliendo e il senatore Grassi in modi diversi hanno esposto i vari profili. Il senatore Caliendo ha evidenziato l'inutilità del provvedimento, ma quello che dico io è che su questo settore, se si vuole fare ordine, innanzitutto bisognerebbe applicare la legge e non demandare le decisioni ai funzionari dicendo che i funzionari non sono punibili. La legge dice che due anni prima che scada una concessione autostradale bisogna indire la gara. Ci sono concessioni scadute da anni, il Governo è in carica da un anno e quattro giorni e non ha fatto nulla per le concessioni autostradali scadute. Anzi, una cosa ha fatto: mentre tutti gli altri Governi entro settembre - e ciò sarebbe avvenuto anche lo scorso settembre - pubblicavano una relazione sullo stato delle concessioni autostradali, il Governo attuale, dopo nove mesi di ritardo rispetto ai più lenti fra tutti gli altri, ancora non ha pubblicato nulla. Non facciamo allora queste norme inutili, ma approviamo quelle utili. Il Governo non deve fare cose strane, deve applicare la legge. Ho sentito tanto parlare di legalità, ma la legalità vale anche per il Governo, non è che ci si deve preoccupare per rendere impunibili i funzionari: applichiamo la legge, signor Ministro (glielo dico visto che è presente). Ci sono delle concessioni scadute da anni; alcune hanno richiesto la modalità in house , ma anche su quelle non è stato fatto alcun passo avanti, e delle altre non abbiamo notizia. Alle interrogazioni lei non risponde e lo Stato, anzi gli automobilisti, gli utenti della strada, le imprese che devono usare le autostrade perdono ogni giorno due milioni di euro a favore di concessionari scaduti, i quali in alcuni casi non vorrebbero essere scaduti, ma vorrebbero avere qualche certezza per il futuro, per poter fare degli investimenti. Applichiamo la legge, faccia il suo dovere, signor Ministro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.855 (testo 2 emendato), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.856, presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.857 (testo 2)/100, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.857 (testo 2), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.46 è stato trasformato in ordine del giorno. Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, mi rimetto al Governo. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno previa riformulazione: a valutare l'opportunità di, compatibilmente con la fattibilità tecnica e compatibilmente con le esigenze della finanza pubblica. PRESIDENTE. Chiedo al senatore Damiani se accoglie la richiesta di riformulazione testé avanzata. DAMIANI (FI-BP) . Sì, Presidente, accolgo la riformulazione, anche perché ribadisco - quindi faccio presente al Governo - che esiste già un progetto, fatto da Rete Ferroviaria Italiana, che però non riguarda l'intero tratto della linea ferroviaria, che è di 60 chilometri, ma soltanto 20 chilometri. Quindi, c'è già un finanziamento. Poi ci sono i fondi di coesione che possono essere utilizzati: il Mezzogiorno ne ha tanto bisogno per rimodernarsi e soprattutto per rimodernare importanti tratte ferroviarie. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G4.46 non verrà posto ai voti. L'emendamento 4.47 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/100, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, il tema di queste proposte è quello del traforo del Gran Sasso che è assurto agli onori delle cronache recentemente. Sull'emendamento dei relatori - che prevede comunque di intervenire con la nomina di un commissario - sono stati proposti, sentito il Presidente della Regione, e sentiti i tecnici che si dovranno occupare della vicenda, una serie di subemendamenti che tendono sostanzialmente a considerare le problematiche gravi, importanti, imponenti - perché competono anche alla qualità delle acque che forniscono gli acquedotti che dal Gran Sasso portano fino a tutta la costa teramana - con una posizione analoga in relazione, per esempio, al ponte Morandi. Ciò significa che il commissario che dovrà essere nominato per mettere in atto le opere necessarie per rendere possibili tutti i lavori concernenti anche la qualità delle acque del Gran Sasso dovrebbe essere retribuito e le risorse economiche dovrebbero essere collocate nel modo migliore per poter fare questo. Ci auguriamo pertanto che le proposte emendative possano essere accolte dalla maggioranza. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/100, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/101, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/102, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/103, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/102, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/103, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/104, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/105, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/104, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/105, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/106, presentato dai senatori Castaldi e Di Girolamo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, considerato il parere favorevole espresso sul subemendamento precedente dei senatori Castaldi e Di Girolamo, mi sarei aspettata che si tematizzasse - e quindi si comprendesse - il senso del nostro subemendamento. Esso riguarda una delle questioni su cui varie volte, proprio sulla vicenda del Gran Sasso e anche rispetto alla vecchia esperienza di commissariamento, vi era stato un impegno, tra l'altro anche ribadito in sede di discussione all'interno della Regione Abruzzo. Mi riferisco alla partecipazione all'informazione della cittadinanza e, soprattutto, al coinvolgimento dell'osservatorio, che in tutti questi anni ha posto con forza tutte le criticità di sicurezza ambientale del bacino idrico. Il subemendamento è molto semplice: chiede che nella cabina di regia, di coordinamento, ci sia anche un rappresentante dell'osservatorio. Nell'altra parte affronta un'altra questione e, all'interno di questa norma sul commissariamento (su cui ho l'impressione che si stiano già riprendendo le vecchie strade), pone l'assoluta priorità ai fini della messa in sicurezza e della tutela del bacino acquifero, della delocalizzazione delle sostanze pericolose che ci sono all'interno dei laboratori. Questa è una delle questioni fondamentali su cui mi sarei aspettata anche che nell'emendamento sul commissario straordinario del Gran Sasso ci fosse traccia. L'altra questione riguarda le risorse. Qui ci sono solo 20 più 100 milioni. Sappiamo tutti da moltissimo tempo - sono stati quantificati - che vi era stato un impegno perché fossero almeno appostati circa 172 milioni, che erano quelli legati alla messa in sicurezza minima per avviare i lavori. Sono molto stupefatta del fatto che la parte sull'osservatorio e nemmeno quella sull'indicazione della delocalizzazione di sostanze pericolose all'interno dei laboratori di fisica non siano state assolutamente prese in considerazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/107, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/108, presentato dai senatori Castaldi e Di Girolamo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Relatore, ho i subemendamenti 4.0.850 (testo 2)/109 e 4.0.850 (testo 2)/110 su cui lei ha espresso un parere favorevole, però ho il parere contrario della Commissione bilancio. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, invitiamo i presentatori a ritirare gli emendamenti. PRESIDENTE . I proponenti ritirano i subemendamenti in esame. Passiamo all'emendamento 4.0.850 (testo 2)/111, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2)/111, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo 2 emendato), presentato dai relatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.3 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.4 (testo 4), presentato dalla senatrice L'Abbate e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.5 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.70, identico agli emendamenti 4.0.100 e 4.0.110, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.70, presentato dai senatori Ferrazzi e Margiotta, identico agli emendamenti 4.0.100, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, e 4.0.110, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.120, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.120, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.102, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.851 (testo 2)/100, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.851 (testo 2)/101, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.851 (testo 2), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.853/100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.853/100, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.853/101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.853/101, presentato dai senatori Margiotta e Ferrazzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.853, sui cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. SANTILLO, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole sostituendo le parole «10 milioni» con «5 milioni». SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE. Senatore Pesco, è favorevole alla modifica? PESCO (M5S) . Signor Presidente, il parere è favorevole alla modifica perché si riduce l'onere. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.853 (testo 2), presentato dai relatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatore Romeo, avete trovato una soluzione per l'emendamento 4.853/100? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 4.853/100 viene ritirato, perché dobbiamo votare secondo la riformulazione della Commissione bilancio. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.853 (testo 2), presentato dai relatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.45. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Comunico che gli interventi di fine seduta, essendo una seduta senza fine, non si possono tenere. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 6 giugno 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 6 giugno, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 22) . Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1248 e sui relativi emendamenti Roma, 29 maggio 2019 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi presentati dal Governo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, con le seguenti condizioni, formulate ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione: - all'articolo 4, comma 5, ultimo periodo, dopo le parole: «possono avvalersi», si inseriscano le seguenti: «, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,»; - all'articolo 4, comma 6, ultimo periodo, dopo le parole: «può avvalersi», si inseriscano le seguenti: «, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,»; - all'articolo 25, comma 2, dopo le parole: «comma 1», si inseriscano le seguenti: «pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, in termini di solo saldo netto da finanziare,»; - all'articolo 28, comma 4, la parola: «comportano», sia sostituita dalle seguenti: «devono comportare»; e con le seguenti osservazioni: - con riguardo agli articoli 9 e 15, nel prendere atto del carattere facoltativo delle disposizioni, si valuti la necessità di monitorare la loro attuazione in modo da assicurare il rispetto del limite delle risorse disponibili; - con riguardo all'articolo 23, comma 1, lettera c) , si presuppone che dall'abrogazione delle disposizioni che comportano la decadenza dalle provvidenze e l'obbligo di rimborso per il proprietario che alieni il proprio diritto sull'immobile entro due anni dal completamento degli interventi realizzati con i finanziamenti agevolati, non derivino effetti negativi per la finanza pubblica; - con riguardo all'articolo 28, si prende atto che la prestazione connessa alla trasmissione del messaggio IT-Alert costituisce un obbligo gravante sugli operatori privati di comunicazioni elettroniche a fronte di un servizio in favore dei cittadini. In merito agli emendamenti già presentati nelle Commissioni di merito e ripresentati in Assemblea, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.82, 1.83, 1.84, 1.87, 1.93, 1.553, 1.561, 1.638, 1.639, 1.700, 1.701, 1.702, 1.703, 1.704, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.9, 1.0.12, 2.5, 2.0.2, 3.17, 4.6 (testo 2), 4.24, 4.31, 4.32, 4.33, 4.35, 4.39, 4.40, 4.44, 4.46, 2.0.200 (già 4.0.2), 4.0.4, 4.0.5, 4.0.6, 5.4, 5.8, 5.9, 5.15, 5.16, 5.17, 5.23, 5.24, 5.25, 5.29, 5.30, 5.31, 5.32, 5.0.4, 5.0.5, 4.0.70 (già 5.0.8), 4.0.100 (già 5.0.10), 4.0.110 (già 5.0.11), 4.0.120 (già 5.0.12), 5.0.13, 5.0.14, 5.0.15, 5.0.16, 5.0.17, 5.0.18, 5.0.20, 5.0.21, 5.0.25, 5.0.33, 5.0.34, 5.0.35, 5.0.36, 5.0.37, 5.0.38, 5.0.47, 5.0.48, 5.0.49, 5.0.50, 5.0.55, 5.0.26, 5.0.27, 5.0.28, 5.0.29, 5.0.30, 5.0.31, 5.0.39, 5.0.40, 5.0.41, 5.0.42, 5.0.43, 5.0.44, 5.0.45, 5.0.46, 5.0.51, 5.0.52, 5.0.54, 8.1, 8.2, 8,4, 8.5, 8.6, 8.7, 9.1, 10.1, 10.2, 10.4, 10.5, 12.4, 13.3, 18.1, 18.0.1, 18.0.2, 14.1, 19.1, 20.0.1, 20.0.2, 21.8 (testo 2), 21.9, 21.0.7, 21.0.8, 21.10, 21.11, 21.12 (già 21.0.6), 21.0.11, 21.0.12, 21.0.13, 21.0.14, 21.0.15, 21.0.16, 21.2, 21.3, 21.6, 21.7, 21.0.5, 21.0.9, 21.0.10, 21.0.17, 21.0.18, 21.0.19, 21.0.20, 21.0.21, 21.0.22, 21.0.1, 21.0.2, 21.0.3, 22.15, 22.2, 22.3, 22.6, 22.7 (testo 2), 22.8, 22.9, 22.11, 22.20, 22.29, 22.22, 22.23, 22.24, 22.25, 22.26, 21.0.40 (già 22.0.4 (testo 2)), 22.28, 22.0.2, 22.0.3, 22.0.4, 22.10, 22.12, 22.13, 22.14, 22.16, 22.17 (testo 2), 22.19, 22.21, 22.31, 22.33, 22.34, 22.0.1, 22.0.5, 22.0.6, 22.0.7, 22.0.8, 22.0.9, 22.0.10, 23.23, 23.0.3, 23.0.8, 23.6 (testo 2), 23.16, 23.17, 23.18, 23,26, 23.27, 23.28, 23.33, 23.38, 23.41, 23.49, 23.50, 23.54, 23.58 (testo 2), 23.62, 23.63, 23.64, 23.65, 23.66, 23.68, 23.69, 23.80, 23.82, 23.83, 23.84, 23.85, 23.87, 23.91, 23.0.2, 23.0.7, 23.29, 23.30, 23.34, 23.31, 23.32, 23.51, 23.46, 23.47, 23.48, 23.56, 23.57, 23.72, 23.58, 23.60, 23.61, 23.79, 23.94, 23.0.9, 23.7 (testo 2), 23.8, 23.9, 23.10, 23.11, 23.74, 23.0.4, 23.0.5, 23.0.6, 22.100 (già 23.0.10), 23.89, 23.90 (testo 2), 23.70, 23.95, 24.0.5, 24.0.1, 24.0.2, 24.0.3, 24.0.6, 24.0.7, 25.3, 25.4, 25.5, 25.6, 25.0.1, 25.0.2, 26.4, 26.6, 26.7, 26.8, 26.9, 26.11, 26.0.1, 26.0.2, 26.0.3, 26.0.5, 26.0.6, 26.0.7, 27.0.1, 27.0.2, 28.5, 28.6, 28.10, 28.11, 28.12, 28.13, 28.14, 28.100 (già 28.0.1), 28.200 (già 28.0.2), 1.577, 23.19, 23.20, 23.21 e 21.0.4. Esprime parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.232, 1.399, 1.578, 2.8, 22.30 e 23.22 (testo 3). Sull'emendamento 4.29, il parere di semplice contrarietà è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "presente comma", delle seguenti: ", ad esclusione delle somme in perenzione,". Sull'emendamento 23.53, il parere di semplice contrarietà è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Sull'emendamento 1.0.10, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, alle lettere a) e b) , dopo la parola: "spese", delle seguenti: "di investimento". Sull'emendamento 2.0.1, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: - siano soppresse le lettere a) , c) e d) del comma 1; - la lettera b) del comma 1 sia sostituita dalla seguente: « b) al comma 2, le parole: "ed anche assistiti", sono sostituite dalle seguenti: "anche se assistiti"»; - sia soppresso il comma 3. Sugli emendamenti 5.22 (testo 2), 5.35, 5.0.9, 5.0.53,18.2, 23.2, 23.93 e 23.100 (già 23.0.1), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Sull'emendamento 5.0.22, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria e amministrativa nel comma 15, che preveda che all'attuazione della norma si faccia fronte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e attraverso l'utilizzo delle sole risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Sull'emendamento 23.81 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione delle parole da: «e- bis) all'articolo 48», fino alla fine, con le seguenti: «e- bis) all'articolo 48 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 11, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "I soggetti diversi da quelli indicati dall' articolo 11, comma 3, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, versano le somme oggetto di sospensione previste dal decreto ministeriale 1° settembre 2016 e dai commi 1- bis , 10 e l0- bis , senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 15 ottobre 2019, ovvero, mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell'importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019. Su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta può essere operata anche dal sostituto d'imposta."; b) al comma 13, il terzo periodo è sostituito dal seguente: "Gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 15 ottobre 2019, anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell'importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi; su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta può essere operata anche dal sostituto d'imposta.".». Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti, fatta eccezione per le proposte 4.42, 4.0.1, 10.2 (testo 2), 10.3, 10.8, 10.11, 1.229 (testo 2), 1.354 (testo 2), 4.13 (testo 2), 4.15 (testo 2), 4.30 (testo 3), 4.530 (già 5.0.53 (testo 2)), 4.800, 4.801, 5.5 (testo 2), 5.19 (testo 2), 22.32 (testo 2), 4.201 (già 20.0.1 (testo 2)), 4.0.4 (testo 2) e 19.1 (testo 2), sulle quali l'esame resta sospeso. Roma, 30 maggio 2019 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti precedentemente accantonati, le riformulazioni trasmesse fino al 29 maggio 2019, gli emendamenti del Governo e i relativi subemendamenti, nonché i subemendamenti relativi agli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite, esprime per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 4.42, 4.42 (testo 2), 4.0.1, 10.2 (testo 2), 10.3, 10.8, 10.11, 1.566 (testo 2), 4.530 (già 5.0.53 (testo 2)), 22.32 (testo 2), 22.35 (testo 2), 4.0.4 (testo 2), 14.1 (testo 2), 1.17 (testo corretto)/101, 4.43/100, 19.0.1 (testo 3)/101, 25.500/100, 21.4 /100, 22.27/100, 23.750/100, 23.750/103 e 26.750/100. Sull'emendamento 5.0.22 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. A rettifica del parere reso nella seduta di ieri, il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.578. Altresì, sull'emendamento 13.3 (testo 2), il parere deve intendersi non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "agli interventi", delle seguenti: "inseriti nella programmazione e già oggetto di finanziamento". Sull'emendamento 22.4 (testo 2), il parere deve intendersi non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione delle parole da: "All'onere derivante" fino alla fine dell'emendamento. Sull'emendamento 23.22 (testo 3), il parere deve intendersi non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione, al comma 1, delle parole: "o su terreno anche non di proprietà o su altro terreno su cui si vanti un diritto reale di godimento", nonché all'inserimento, alla fine del comma 1, dopo le parole: "dell'immobile inagibile", delle seguenti: ", con oneri a loro carico". Sull'emendamento 26.0.4 (testo 2), il parere deve intendersi non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione dell'ultimo periodo del comma 2. Il parere è non ostativo sugli emendamenti 1.210 (testo corretto), 1.229 (testo 2), 1.229 (testo 3), 1.354 (testo 2), 4.13 (testo 2), 4.15 (testo 2), 4.30 (testo 3), 4.800, 4.801, 5.5 (testo 2), 5.19 (testo 2), 4.201 (già 20.0.1 (testo 2)), 19.1 (testo 2), 28.7 (testo 2), nonché su tutti i restanti subemendamenti agli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite e a quelli presentati dal Governo. Il parere è altresì non ostativo su tutte le proposte emendative presentate dal Governo fino al 29 maggio 2019. L'esame resta sospeso sulle riformulazioni presentate in data odierna, nonché sugli emendamenti dei relatori e sui relativi subemendamenti. Roma 3 giugno 2019 Ad integrazione dei pareri precedentemente resi, la Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 23.92, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Roma 4 giugno 2019 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti dei relatori e i relativi subemendamenti, le riformulazioni trasmesse fino alle ore 15 di oggi, nonché la proposta 1.7 (testo 2) e i relativi subemendamenti, esprime per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.850, 3.0.850, 4.851, 4.851/101, 4.851/102, 4.853/102, 4.853/103, 4.853/104, 4.853/105, 4.0.850/100, 4.0.850/101, 4.0.850/102, 4.0.850/103, 4.0.850/104, 4.0.850/105, 4.0.850/107, 4.0.850/109, 4.0.850/110, 4.0.850/111, 4.0.853/100, 4.0.853/101, 16.850/100, 24.0.850, 24.0.851, 24.0.851/100, 24.0.851/101, 24.0.851/102, 28.0.850, 4.33 (testo 2) e 23.95 (testo 3). Il parere è di semplice contrarietà sulla proposta 5.0.851/100. Sull'emendamento 1.900, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo. 81 della Costituzione, all'inserimento, al capoverso Articolo 163- bis , dopo il comma 6, del seguente comma: "7. Resta ferma la facoltà delle amministrazioni, sulla base della normativa vigente, di avvalersi degli strumenti messi a disposizione da Consip per i quali sia già intervenuta la pubblicazione dei relativi bandi alla data di entrata in vigore della presente disposizione.". Sull'emendamento 4.0.850, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione dell'emendamento con il seguente: "Articolo 4- bis . (Commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso) 1. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Presidente della Regione Abruzzo, con proprio decreto, nomina, fino al 31 dicembre 2021, un Commissario straordinario del Governo, scelto tra persone, anche estranee alla pubblica amministrazione, di comprovata esperienza gestionale e amministrativa, che non siano in una situazione di conflitto di interessi, con il compito di sovrintendere alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione degli interventi indifferibili ed urgenti volti a fronteggiare la situazione di grave rischio idrogeologico e conseguire adeguati standard di qualità delle acque e di sicurezza idraulica del sistema idrico del Gran Sasso. 2. Al Commissario straordinario è attribuito un compenso, determinato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con oneri a carico delle risorse di cui al comma 12. 3. Per l'esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario si avvale di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un contingente massimo di undici unità di personale, di cui una unità di livello dirigenziale non generale e dieci unità di personale non dirigenziale, scelto tra il personale delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche. Al personale della struttura è riconosciuto il trattamento economico accessorio corrisposto al personale dirigenziale e non dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei ministri nel caso in cui il trattamento economico accessorio di provenienza risulti complessivamente inferiore. Al personale non dirigenziale spetta comunque l'indennità di amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell'ambito del menzionato contingente di personale non dirigenziale possono essere nominati fino a cinque esperti o consulenti, scelti anche tra soggetti estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di comprovata esperienza, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il cui compenso è definito con provvedimento del Commissario e comunque non è superiore ad euro 48.000 annui. 4. Il personale pubblico della struttura commissariale è collocato, ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, in posizione di comando, fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti. All'atto del collocamento in fuori ruolo è reso indisponibile, per tutta la durata del collocamento in fuori ruolo, un numero di posti nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza equivalente dal punto di vista finanziario. Il trattamento economico fondamentale ed accessorio del predetto personale è anticipato dalle amministrazioni di provenienza e corrisposto secondo le seguenti modalità: a) le amministrazioni statali di provenienza, ivi comprese le Agenzie fiscali, le amministrazioni statali ad ordinamento autonomo e le università, provvedono, con oneri a proprio carico esclusivo, al pagamento del trattamento economico fondamentale, nonché dell'indennità di amministrazione. Qualora l'indennità di amministrazione risulti inferiore a quella prevista per il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Commissario straordinario provvede al rimborso delle sole somme eccedenti l'importo dovuto, a tale titolo, dall'amministrazione di provenienza; b) per le amministrazioni pubbliche diverse da quelle di cui alla lettera a) il trattamento economico fondamentale e l'indennità di amministrazione sono a carico esclusivo del Commissario; c) ogni altro emolumento accessorio è corrisposto con oneri a carico esclusivo del Commissario il quale provvede direttamente ovvero mediante apposita convenzione con le amministrazioni pubbliche di provenienza ovvero con altra amministrazione dello Stato o ente locale. 5. Il Commissario straordinario può nominare, con proprio provvedimento, fino a due sub-commissari, il cui compenso è determinato in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011. L'incarico di sub-commissario ha durata massima non superiore a quella del Commissario e nei limiti delle risorse individuate al comma 12. 6. La struttura commissariale cessa alla scadenza dell'incarico del Commissario. 7. Per l'esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario può avvalersi, sulla base di appositi protocolli d'intesa, del personale di ANAS S.p.A. nei limiti delle risorse individuate al comma 12. 8. È costituita una "Cabina di coordinamento", presieduta dal Presidente della Regione Abruzzo, con compiti di indirizzo, di coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti, nonché di verifica circa lo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. La Cabina di coordinamento è composta dai Presidenti delle Amministrazioni provinciali di L'Aquila e Teramo, dai Sindaci dei Comuni di L'Aquila e Teramo, da due rappresentanti dell'ANCI, uno per la provincia di L'Aquila e uno per la provincia di Teramo, dal Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, nonché da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, uno del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e uno del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Presidente della Cabina di coordinamento relaziona periodicamente al Presidente del Consiglio dei ministri. Per la partecipazione alla Cabina di coordinamento non spettano gettoni di presenza, indennità o emolumenti comunque denominati. Gli eventuali rimborsi spese sono posti a carico delle amministrazioni di appartenenza. 9. Per la realizzazione dei lavori di completa messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, il Commissario straordinario opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice dei contratti pubblici di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Con decreto del Ministro dell'Interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate speciali misure amministrative di semplificazione per il rilascio della documentazione antimafia, anche in deroga alle relative norme. 10. Per la specificità del sistema di captazione delle acque drenate a tergo delle gallerie autostradali del Traforo autostradale del Gran Sasso e all'interno dei Laboratori dell'I.N.F.N., al fine di garantire la tutela dell'acquifero del Gran Sasso e l'uso potabile della risorsa idrica captata dallo stesso, contemperando la coesistenza e la regolare conduzione delle gallerie autostradali e dei Laboratori stessi, non si applica, relativamente alle captazioni idropotabili delle gallerie stesse, lato Teramo e L'Aquila, l'articolo 94, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativamente alla previsione secondo cui la zona di tutela assoluta deve essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. La protezione dei punti di captazione deve essere garantita dall'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza determinati dall'attività del Commissario straordinario. Nelle zone di rispetto delle captazioni idropotabili delle gallerie autostradali, individuate ai sensi dell'articolo 94, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono consentiti gli interventi di raccolta, trasporto e recupero dì rifiuti prodotti a seguito degli interventi di messa in sicurezza come determinati dall'attività del Commissario straordinario. La messa in sicurezza, di cui all'articolo 94, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, delle attività preesistenti, quali le gallerie autostradali e i laboratori, è garantita dagli interventi determinati dal Commissario straordinario. 11. Per la realizzazione degli interventi urgenti di cui al presente articolo è autorizzata l'apertura di apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario, sulla quale confluiscono le risorse pubbliche all'uopo destinate o risorse di altra natura. 12. Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento della struttura di supporto di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 7 provvede il Commissario straordinario nel limite delle risorse disponibili nella contabilità speciale. A tal fine è autorizzata la spesa di complessivi euro 700.000 per l'anno 2019 e di euro 1.400.000 per gli anni 2020 e 2021. 13. Per la definizione dei progetti e per la realizzazione degli interventi strutturali di completa messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso e del sistema di captazione delle acque potabili, i cui oneri sono stati stimati dai rispettivi quadri economici, è autorizzata la spesa di 20 milioni dì euro per l'anno 2019, 50 milioni per l'anno 2020 e 100 milioni per l'anno 2021. 14. Agli atti del Commissario straordinario si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 36 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. 15. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 20,7 milioni di euro per l'anno 2019, a 51,4 milioni di euro per l'anno 2020 e a 51,4 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede: a) quanto a 0,7 milioni di euro per l'anno 2019 e per 1,4 milioni di euro per l'anno 2020 mediante corrispondente utilizzo del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 34- ter della legge 31 dicembre 2009, n. l96 iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; b) quanto a 1,4 milioni per l'anno 2021, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; c) quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2019, 50 milioni per l'anno 2020 e 50 milioni per l'anno 2021 mediante corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, da imputarsi sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per 18 milioni di euro per l'anno 2019, 45 milioni per l'anno 2020 e 43 milioni per l'anno 2021 e sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca per 2 milioni di euro per l'anno 2019, 5 milioni per l'anno 2020 e 7 milioni per l'anno 202l.". Sull'emendamento 5.0.852, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione dell'emendamento con il seguente: "Articolo 5- bis (Disposizioni urgenti in materia di Infrastrutture) . 1. In considerazione della straordinaria necessità ed urgenza di assicurare la celere cantierizzazione delle opere pubbliche, è istituita, a decorrere dal 1° settembre 2019, la società per azioni denominata «Italia Infrastrutture s.p.a.», con capitale sociale pari a dieci milioni di euro interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze, su cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti esercita il controllo di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. La società, previa stipula di una o più convenzioni con le strutture interessate del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha per oggetto il supporto tecnico-amministrativo, alle direzioni generali in materia di programmi di spesa che prevedano il trasferimento di fondi a Regioni ed Enti locali e che siano sottoposti alle conferenze di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Le risorse destinate alle convenzioni di cui al presente comma sono erogate alla Società su un conto di tesoreria intestato alla medesima Società, appositamente istituito con le modalità previste dalle medesime convenzioni. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è adottato lo statuto della Società. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, designa il Consiglio di Amministrazione. 2. La Società può avvalersi, sulla base di apposite convenzioni e con oneri a carico della Società stessa nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, di personale proveniente dalle pubbliche amministrazioni, anche ad ordinamento autonomo, e può stipulare contratti di lavoro a tempo determinato, nel rispetto della disciplina applicabile, con esperti di elevata professionalità nelle materie oggetto d'intervento della Società medesima. 3. Per le convenzioni di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2019 e 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. 4. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 12 milioni di euro per l'anno 2019 e a 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, si provvede: a) quanto a 0,5 milioni di euro per il 2019 e 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2020, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. A tal fine, al terzo periodo dell'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole «e all'importo di euro 9.309.900 annui a decorrere dall'anno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «, all'importo di 11,5 milioni di euro per l'anno 2019 e all'importo di 7.309.900 a decorrere dall'anno 2020»; b) quanto a 1,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 3 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; c) quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, da imputarsi sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.". Sull'emendamento 14.0.850, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione, al comma 5, delle parole: "i Comuni di cui agli allegati 1 e 2", con le seguenti: "i Comuni di cui all'allegato 1" e, al comma 6, con la sostituzione delle parole: "del comparto Regioni ed autonomie locali", con le seguenti: "del comparto Funzioni locali". Sull'emendamento 22.900, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione delle parole: "per 200 unità complessive", con le seguenti: "fino a 200 unità complessive". Sull'emendamento 23.95 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "interventi urgenti", delle seguenti: "di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza". Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti esaminati, fatta eccezione per le proposte 1.7 (testo 2) e relativi subemendamenti, 4.850, 4.853, 1.852/100, 1.852/101, 4.850/104, 4.850/105, 4.0.851, 22.900/100, 23.0.850, 23.0.850/101, 23.0.850/102, 4.33 (testo 3) e 4.0.4 (testo 3), la cui valutazione resta sospesa. Roma, 5 giugno 2019 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti, i subemendamenti e le riformulazioni trasmesse dall'Assemblea, precedentemente accantonati, esprime per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.7 (testo 2)/346, 1.7 (testo 2)/501, 1.852/100, 1.852/101, 4.850/104, 4.850/105, 22.900/100, 23.0.850/101 e 23.0.850/102. Il parere è di semplice contrarietà sulle proposte 1.0.710 (già 1.7 (testo 2)/100), 1.7 (testo 2)/129, 1.7 (testo 2)/134, 1.7 (testo 2)/135, 1.7 (testo 2)/136, 1.7 (testo 2)/137, 1.7 (testo 2)/138, 1.7 (testo 2)/144, 1.7 (testo 2)/145, 1.7 (testo 2)/146, 1.7 (testo 2)/290, 1.7 (testo 2)/311, 1.7 (testo 2)/319, 1.7 (testo 2)/320, 1.7 (testo 2)/325, 1.7 (testo 2)/445, 1.7 (testo 2)/479, 1.7 (testo 2)/454, 1.7 (testo 2)/363, 1.7 (testo 2)/365, 1.7 (testo 2)/377, 1.7 (testo 2)/383, 1.7 (testo 2)/387, 1.7 (testo 2 )/388, 1.7 (testo 2 )/413, 1.7 (testo 2)/418, 1.7 (testo 2)/437, 1.7 (testo 2)/439, 1.7 (testo 2)/442, 1.7 (testo 2)/491, 1.7 (testo 2)/492, 1.7 (testo 2)/493, 1.7 (testo 2)/496, 1.7 (testo 2)/497, 1.7 (testo 2)/499 e 23.0.850. Sul subemendamento 1.7 (testo 2)/l61 (testo 2), esprime un parere di nulla osta, osservando l'esigenza di un coordinamento tra la lettera n) e la lettera p) , n. 23, lettera a) , in relazione agli effetti normativi sull'articolo 174, comma 2, terzo periodo, del Codice dei contratti pubblici. Sull'emendamento 4.850, esprime parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione della proposta emendativa con la seguente: "Dopo il comma 6, inserire i seguenti: «6- bis . Per la prosecuzione dei lavori di realizzazione del modulo sperimentale elettromeccanico per la tutela e la salvaguardia della Laguna di Venezia, noto come sistema MOSE, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Regione Veneto, sentiti i Ministri dell'economia e delle finanze, per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, la Città Metropolitana di Venezia e il Comune di Venezia, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è nominato un Commissario straordinario incaricato di sovraintendere alle fasi di prosecuzione dei lavori volti al completamento dell'opera. A tal fine il Commissario può assumere le funzioni dì stazione appaltante e opera in raccordo con la struttura del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. Per la celere esecuzione delle attività assegnate al Commissario straordinario con il medesimo decreto sono altresì stabiliti i termini, le modalità, le tempistiche, l'eventuale supporto tecnico, il compenso del Commissario, il cui onere è posto a carico del quadro economico dell'opera. Il compenso del Commissario è fissato in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Il Commissario straordinario opera in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto dei principi generali posti dai Trattati dell'Unione europea e dalle disposizioni delle direttive di settore, anche come recepiti dall'ordinamento interno. Il Commissario può avvalersi di strutture delle amministrazioni centrali o territoriali interessate nonché di società controllate dallo Stato o dalle Regioni, nel limite delle risorse disponibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il Commissario, entro 3 mesi dalla data del decreto di cui al presente comma, presenta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un quadro ricognitivo dello stato del sistema MOSE e dei fabbisogni finanziari per la più celere conclusione dei lavori nonché per la gestione e manutenzione dell'opera secondo la modalità individuata come più efficace. 6- ter . Al fine della più celere realizzazione degli interventi per la salvaguardia della Laguna di Venezia, le risorse assegnate dall'articolo 1, comma 852, della legge del 27 dicembre 2017 n. 205, pari a 25 milioni di euro per l'anno 2018 e a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, e destinate ai Comuni della Laguna di Venezia, ripartiti dal Comitato di cui all'articolo 4 della legge del 29 novembre 1984 n. 798, sono ripartite, per le annualità 2018 e 2019, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti gli enti attuatori.».''. Sull'emendamento 4.853, esprime parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione della proposta emendativa con la seguente: "Dopo il comma 12, inserire i seguenti: «12- bis . Al fine di consentire il celere riavvio dei lavori del Nodo ferroviario di Genova e assicurare il collegamento dell'ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il Porto storico di Genova, i progetti "Potenziamento Infrastrutturale Voltri-Brignole", "Linea AV/AC Milano-Genova: Terzo Valico dei Giovi" e "Potenziamento Genova-Campasso" sono unificati in un Progetto Unico, il cui limite di spesa è definito in 6.853,23 milioni di euro ed è interamente finanziato nell'ambito delle risorse del contratto di programma RFI. Tale finalizzazione è recepita nell'aggiornamento del contratto di programma parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e del trasporti e RFI per gli anni 2018-2019, che deve recare il quadro economico unitario del Progetto Unico e il cronoprogramma degli interventi. Le risorse che si rendono disponibili sui singoli interventi del Progetto Unico possono essere destinate agli altri interventi nell'ambito dello stesso Progetto Unico. Le opere civili del "Potenziamento Infrastrutturale Voltri-Brignole", e "Potenziamento Genova-Campasso" e la relativa impiantistica costituiscono lavori supplementari all'intervento "Linea AV/AC Milano-Genova: Terzo Valico dei Giovi" ai sensi dell'articolo 89 della direttiva 2014/25/UE. È autorizzato l'avvio della realizzazione del sesto lotto costruttivo della "Linea AV/AC Milano-Genova: Terzo Valico dei Giovi", mediante utilizzo delle risorse già assegnate a RFI per il finanziamento del contratto di programma parte investimenti RFI, nel limite di 833 milioni di euro anche nell'ambito del riparto del "Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese", di cui all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. 12- ter . Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Presidente della Giunta regionale della Liguria, nomina, con proprio decreto e senza oneri per la finanza pubblica, il Commissario straordinario per il completamento dei lavori del Nodo ferroviario di Genova e del collegamento dell'ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il Porto storico di Genova in deroga alla procedura vigente.».". Sull'emendamento 4.0.4 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: - al comma 4, dopo le parole: «risorse finanziarie», siano inserite le seguenti: «, disponibili a legislazione vigente,»; - al comma 5, siano soppressi il secondo e il terzo periodo; - al comma 6, dopo le parole: «nella contabilità speciale», siano inserite le seguenti: «del Commissario»; - al comma 7, lettera b) , siano soppresse le seguenti parole: «dopo le parole: "apposite convenzioni" sono aggiunte le seguenti: "della Sogesid SpA, nonché"»; - si aggiunga, dopo il comma 7, il seguente: "8. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alle attività di rispettiva competenza con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.". A rettifica del parere reso nella giornata di ieri, sull'emendamento 4.0.850, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione della proposta emendativa con la seguente: "Dopo l'articolo 4, inserire i seguenti: «Art. 4- bis . (Commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso) 1. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sentito il Presidente della Regione Abruzzo, con proprio decreto, nomina, fino al 31 dicembre 2021, un Commissario straordinario del Governo, scelto tra persone, anche estranee alla pubblica amministrazione, di comprovata esperienza gestionale e amministrativa, che non siano in una situazione di conflitto di interessi, con il compito di sovraintendere alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione degli interventi indifferibili ed urgenti volti a fronteggiare la situazione di grave rischio idrogeologico e conseguire adeguati standard di qualità delle acque e di sicurezza idraulica del sistema idrico del Gran Sasso. 2. Al Commissario straordinario è attribuito un compenso, determinato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, con oneri a carico delle risorse di cui al comma 12. 3. Per l'esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario si avvale di una struttura di supporto posta alle sue dirette dipendenze, costituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un contingente massimo di undici unità di personale, di cui una unità di livello dirigenziale non generale e dieci unità di personale non dirigenziale, scelto tra il personale delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche. Al personale della struttura è riconosciuto il trattamento economico accessorio corrisposto al personale dirigenziale e non dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei ministri nel caso in cui il trattamento economico accessorio di provenienza risulti complessivamente inferiore. Al personale non dirigenziale spetta comunque l'indennità di amministrazione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Nell'ambito del menzionato contingente di personale non dirigenziale possono essere nominati fino a cinque esperti o consulenti, scelti anche tra soggetti estranei alla pubblica amministrazione, in possesso di comprovata esperienza, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il cui compenso è definito con provvedimento del Commissario e comunque non è superiore ad euro 48.000 annui. 4. Il personale pubblico della struttura commissariale è collocato, ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, in posizione di comando, fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti. All'atto del collocamento in fuori ruolo è reso indisponibile, per tutta la durata del collocamento in fuori ruolo, un numero di posti nella dotazione organica dell'amministrazione di provenienza equivalente dal punto di vista finanziario. Il trattamento economico fondamentale ed accessorio del predetto personale è anticipato dalle amministrazioni di provenienza e corrisposto secondo le seguenti modalità: a) le amministrazioni statali di provenienza, ivi comprese le agenzie fiscali, le amministrazioni statali ad ordinamento autonomo e le università, provvedono, con oneri a proprio carico esclusivo, al pagamento del trattamento economico fondamentale, nonché dell'indennità di amministrazione. Qualora l'indennità di amministrazione risulti inferiore a quella prevista per il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Commissario straordinario provvede al rimborso delle sole somme eccedenti l'importo dovuto, a tale titolo, dall'amministrazione di provenienza; b) per le amministrazioni pubbliche diverse da quelle di cui alla lettera a) il trattamento economico fondamentale e l'indennità di amministrazione sono a carico esclusivo del Commissario; c) ogni altro emolumento accessorio è corrisposto con oneri a carico esclusivo del Commissario il quale provvede direttamente ovvero mediante apposita convenzione con le amministrazioni pubbliche di provenienza ovvero con altra amministrazione dello Stato o ente locale. 5. Il Commissario straordinario può nominare, con proprio provvedimento, fino a due sub-commissari, il cui compenso è determinato in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011. L'incarico di sub-commissario ha durata massima non superiore a quella del Commissario e nei limiti delle risorse individuate al comma 12. 6. La struttura commissariale cessa alla scadenza dell'incarico del Commissario. 7. Per l'esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario può avvalersi, sulla base di appositi protocolli d'intesa, del personale di ANAS SpA nei limiti delle risorse individuate al comma 12. 8. È costituita una "Cabina di coordinamento", presieduta dal Presidente della Regione Abruzzo, con compiti di comunicazione ed informazione nei confronti delle popolazioni interessate, nonché di coordinamento tra i diversi livelli di governo nonché di verifica circa lo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. La Cabina di coordinamento è composta dai Presidenti delle Amministrazioni provinciali di L'Aquila e Teramo, dai Sindaci dei Comuni di L'Aquila e Teramo, da due rappresentanti dell'ANCI, uno per la provincia di L'Aquila e uno per la provincia di Teramo, dal Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, nonché da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, uno del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e uno del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché un rappresentante ciascuno rispettivamente per la ASL di Teramo e quella di L'Aquila. Il Presidente della Cabina di coordinamento relaziona periodicamente al Presidente del Consiglio dei ministri. Per la partecipazione alla Cabina di coordinamento non spettano gettoni di presenza, indennità o emolumenti comunque denominati. Gli eventuali rimborsi spese sono posti a carico delle amministrazioni di appartenenza. 9. Per la realizzazione dei lavori di completa messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso, il Commissario straordinario può assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e opera in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. Con decreto del Ministro dell'interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate speciali misure amministrative di semplificazione per il rilascio della documentazione antimafia, anche in deroga alle relative norme. 10. Per la specificità del sistema di captazione delle acque drenate a tergo delle gallerie autostradali del Traforo autostradale del Gran Sasso e all'interno dei Laboratori dell'I.N.F.N., al fine di garantire la tutela dell'acquifero del Gran Sasso e l'uso potabile della risorsa idrica captata dallo stesso, contemperando la coesistenza e la regolare conduzione delle gallerie autostradali e dei Laboratori stessi, non si applica, relativamente alle captazioni idropotabili delle gallerie stesse, lato Teramo e L'Aquila, l'articolo 94, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativamente alla previsione secondo cui la zona di tutela assoluta deve essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. La protezione dei punti di captazione deve essere garantita dall'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza determinati dall'attività del Commissario straordinario cui compete altresì la messa in sicurezza delle infrastrutture quali le gallerie autostradali e i laboratori. Nelle zone di rispetto delle captazioni idropotabili delle gallerie autostradali, individuate ai sensi dell'articolo 94, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono consentiti gli interventi di raccolta, trasporto e recupero di rifiuti prodotti a seguito degli interventi di messa in sicurezza come determinati dall'attività del Commissario straordinario. La messa in sicurezza delle attività preesistenti, quali le gallerie autostradali e i laboratori, è garantita dagli interventi determinati dal Commissario straordinario. 11. Per la realizzazione degli interventi urgenti di cui al presente articolo è autorizzata l'apertura di apposita contabilità speciale intestata al Commissario straordinario, sulla quale confluiscono le risorse pubbliche all'uopo destinate o risorse di altra natura. 12. Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento della struttura di supporto di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 7 provvede il Commissario straordinario nel limite delle risorse disponibili nella contabilità speciale. A tal fine è autorizzata la spesa di complessivi euro 700.000 per l'anno 2019 e di euro 1.400.000 per gli anni 2020 e 2021. 13. Per la definizione del progetti e per la realizzazione degli interventi strutturali di completa messa in sicurezza dell'acquifero del Gran Sasso e del sistema di captazione delle acque potabili, i cui oneri sono stati stimati dai rispettivi quadri economici, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2019, 50 milioni per l'anno 2020 e 50 milioni per l'anno 2021. 14. Agli atti del Commissario straordinario si applicano, ove compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 36 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. 15. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 20,7 milioni di euro per l'anno 2019, a 51,4 milioni di euro per l'anno 2020 e a 51,4 milioni di euro per l'anno 2021 si provvede: a) quanto a 0,7 milioni di euro per l'anno 2019 e per 1,4 milioni di euro per l'anno 2020 mediante corrispondente utilizzo del fondo di cui al comma 5 dell'articolo 34- ter della legge 31 dicembre 2009, n. 196 iscritto nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; b) quanto a 1,4 milioni di euro per l'anno 2021, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; c) quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2019, 50 milioni per l'anno 2020 e 50 milioni per l'anno 2021 mediante corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, da imputarsi sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per 18 milioni di euro per l'anno 2019, 45 milioni per l'anno 2020 e 43 milioni per l'anno 2021 e sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per 2 milioni di euro per l'anno 2019, 5 milioni per l'anno 2020 e 7 milioni per l'anno 2021. Articolo 4- ter (Sperimentazione e semplificazioni in materia contabile) 1. In relazione all'entrata in vigore del nuovo concetto di impegno di cui all'articolo 34 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, al fine di garantire la sussistenza delle disponibilità di competenza e cassa occorrenti per l'assunzione degli impegni anche pluriennali e la necessità di assicurare la tempestività dei pagamenti in un quadro ordinamentale che assicuri la disponibilità in bilancio delle risorse finanziarie in un arco temporale adeguato alla tempistica di realizzazione delle spese di investimento sulla base dello stato avanzamento lavori, in via sperimentale per gli anni 2019, 2020 e 2021: a) le somme da iscrivere sugli stati di previsione della spesa in relazione a variazioni di bilancio connesse alla riassegnazione di entrate finalizzate per legge a specifici interventi o attività, sono assegnate ai pertinenti capitoli in ciascuno degli anni del bilancio pluriennale in relazione al cronoprogramma degli impegni e dei pagamenti da presentare contestualmente alla richiesta di variazione; b) per le spese in conto capitale i termini di cui al comma 3 dell'articolo 34- bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono prolungati di un ulteriore esercizio e quelli di cui al comma 4, primo periodo, del medesimo articolo 34- bis sono prolungati di ulteriori tre esercizi; c) le disposizioni di cui all'articolo 30, comma 2, lettera b) , si applicano anche alle autorizzazioni di spesa in conto capitale a carattere permanente e a quelle annuali. 2. Al fine di semplificare e accelerare le procedure di assegnazione fondi nel corso della gestione, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le variazioni di bilancio di cui agli articoli 24, comma 5- bis, 27, 29 e 33, commi 4- ter e 4- sexies , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono disposte con decreti del Ragioniere generale dello Stato.».". Sull'emendamento 4.0.851, la Commissione esprime parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: - al comma 2, siano aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Gli oneri per il compenso o eventuali altri oneri di supporto tecnico del Commissario straordinario sono posti a carico dei quadri economici degli interventi da realizzare o completare. Il compenso del Commissario è stabilito in misura non superiore a quella indicata all'articolo 15, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.»; - al comma 4, siano aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nei limiti delle risorse previste nei quadri economici degli interventi da realizzare o completare e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.». Sull'emendamento 2.0.1 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 4. Sull'emendamento 5.0.22 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. A rettifica dei pareri precedentemente resi, la Commissione esprime una valutazione non ostativa sulle proposte 14.1 (testo 2), 22.13 e 22.31. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti, subemendamenti e riformulazioni pervenuti. Roma, 5 giugno 2019 Ad integrazione del parere reso nell'odierna seduta, la Commissione programmazione economica, bilancio, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 10.11 (testo 2). La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 28.7 (testo 4), relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Sulle votazioni da 1 a 166 i senatori Fazzone e Magorno sono in missione, per incarico ricevuto dal Senato, e non assenti come risulta dal prospetto delle votazioni. Mozioni sul contrasto ai cambiamenti climatici Sulla mozione 1-00085 (testo 3), il senatore Margiotta avrebbe voluto esprimere un voto favorevole Disegno di legge n. 1248: Sull'emendamento 1.7 (testo 2)/101 la senatrice Masini avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 1.1 (id. 1.2) il senatore Trentacoste avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.7 (testo 2)/161 (testo 3) il senatore Bossi Simone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.7 (testo 2)/445 il senatore Steger avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.0.2 il senatore Errani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.7 (testo 2)/479, la senatrice Cantù avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 1.7 (testo 2)/479 e 3.10, la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.0.8 il senatore Arrigoni avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.0.12 il senatore Pellegrini Emanuele avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 2.1 la senatrice Ferrero avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.7 (testo 2) la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 4.23 la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.22 il senatore Trentacoste avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 5.20 il senatore Dell'Olio avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 18.2 (testo 3) e 26.5 il senatore Sileri avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 22.10 il senatore Sileri avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 4.22 e 22.2 (id. 22.3) la senatrice Gaudiano avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 22.33 la senatrice L'Abbate avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 22.0.1 il senatore Rufa avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 23.56 (1a parte) la senatrice Saponara avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 23.66 la senatrice Accoto avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 25.4 la senatrice Giannuzzi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 24.0.4 la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 26.0.5 il senatore Pellegrini Marco avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 26.750 il senatore Verducci avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 28.500 il senatore Pellegrini Marco avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sugli emendamenti 28.3 (id. 28.4) e 28.5 il senatore Pellegrini Emanuele avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Berardi, Bogo Deledda, Boldrini, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Casini, Cattaneo, Cioffi, Crimi, D'Angelo, De Poli, Donno, Fantetti, Fattori, Giacobbe, Laus, Merlo, Monti, Napolitano, Ortolani, Ronzulli, Santangelo, Sciascia, Solinas e Zanda. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Garavini, per partecipare a un incontro internazionale. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rossomando, per attività di rappresentanza del Senato (dalle ore 20 alle ore 23) ; Valente (dalle ore 18) , per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Augussori (dalle ore 20,30) , Castaldi (dalle ore 20,30) , Ferrara (dalle ore 20,30) e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Garavini, per partecipare a un incontro internazionale. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Ciampolillo Lello Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (1321) (presentato in data 03/06/2019); senatori Urso Adolfo, Ciriani Luca, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Maffoni Gianpietro, Garnero Santanche' Daniela, Ruspandini Massimo, de Bertoldi Andrea, Zaffini Francesco, Balboni Alberto, Rauti Isabella, Totaro Achille Misure a sostegno dell'offerta turistica nazionale (1322) (presentato in data 04/06/2019); senatore Petrocelli Vito Rosario Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero e delega al Governo per l'introduzione del voto elettronico per l'esercizio del diritto di voto all'estero (1323) (presentato in data 04/06/2019); senatori Mantero Matteo, La Mura Virginia, Romagnoli Sergio, Mollame Francesco, Maiorino Alessandra, Crucioli Mattia, Nocerino Simona Nunzia, Turco Mario, Matrisciano Susy, Moronese Vilma, Airola Alberto, D'Angelo Grazia, Angrisani Luisa, Dessi' Emanuele, Montevecchi Michela, Leone Cinzia, Fenu Emiliano, Campagna Antonella, Giannuzzi Silvana, Licheri Ettore Antonio, Lorefice Pietro, Di Micco Fabio, Auddino Giuseppe, Botto Elena, Catalfo Nunzia, Lannutti Elio, Pesco Daniele, Di Nicola Primo, Abate Rosa Silvana, Agostinelli Donatella, Naturale Gisella, Trentacoste Fabrizio, Girotto Gianni Pietro, Vaccaro Sergio, Anastasi Cristiano, Ricciardi Sabrina, De Lucia Danila, Lanzi Gabriele, Di Girolamo Gabriella Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, recante disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (1324) (presentato in data 05/06/2019); senatori Mautone Raffaele, Sileri Pierpaolo, Castellone Maria Domenica, Di Marzio Luigi, Marinello Gaspare Antonio, Lannutti Elio, Urraro Francesco, Lomuti Arnaldo, Gaudiano Felicia, Castiello Francesco, De Lucia Danila, D'Angelo Grazia, Angrisani Luisa, Granato Bianca Laura, Romagnoli Sergio, Fede Giorgio Istituzione della Giornata nazionale per la promozione dell'allattamento al seno (1325) (presentato in data 05/06/2019); senatore Buccarella Maurizio Disposizioni per la parificazione nel trattamento di liquidazione dei compensi del patrocinio a spese dello Stato (1326) (presentato in data 05/06/2019); senatrice Binetti Paola Disposizioni in materia di lavoro domestico (1327) (presentato in data 05/06/2019). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 29 maggio 2019, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la proroga della nomina del dottor Francesco Curcio a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale della Sila (n. 12). Tale comunicazione è deferita, per competenza, alla 13 a Commissione permanente. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 29 maggio 2019, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la proroga della nomina della dottoressa Ilde Gaudiello a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese (n. 13). Tale comunicazione è deferita, per competenza, alla 13 a Commissione permanente. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 30 maggio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e) , della legge 14 gennaio 2013, n. 10, la relazione concernente i risultati del monitoraggio sull'attuazione delle disposizioni con finalità di incremento del verde pubblico e privato e la prospettazione degli interventi necessari per l'attuazione della normativa di settore, predisposta dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, aggiornata al mese di maggio 2019 ( Doc . CCXV, n. 2). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente. Il Ministro dell'interno, con lettera in data 28 maggio 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 146, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la relazione sull'attività svolta nel 2018 dalle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc . LXXXVIII, n. 2). Con lettere in data 29 maggio 2019 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di San Lucido (Cosenza), Foiano di Val Fortore (Benevento), Andria (Barletta-Andria-Trani), Cappadocia (L'Aquila), Manfredonia (Foggia), Monteu da Po (Torino) e Spilinga (Vibo Valentia). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 30 maggio 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 158); dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 159). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti e documenti Il Governatore della Banca d'Italia, con lettera in data 31 maggio 2019, ha inviato la relazione - ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 - sull'attività svolta dalla Banca d'Italia nell'anno 2018 ( Doc . CXCVIII, n. 2), nonché la relazione annuale presentata all'Assemblea ordinaria dei partecipanti il 31 maggio 2019, corredata delle considerazioni finali del medesimo Governatore (Atto n. 260). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente. Mozioni, apposizione di nuove firme Le senatrici Bottici e Maiorino hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00135 della senatrice L'Abbate ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Auddino, Campagna, Castaldi, Corrado, De Lucia, Di Piazza, Donno, Drago, Floridia, La Mura, Lannutti, Maiorino, Matrisciano, Nugnes, Paragone, Pellegrini Marco, Trentacoste e Vanin hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00847 delle senatrici Granato e Castellone. La senatrice Vanin e il senatore Marilotti hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00873 della senatrice Montevecchi ed altri. Mozioni, nuovo testo La mozione 1-00110, del senatore Marcucci ed altri, pubblicata il 3 aprile 2019, deve intendersi riformulata come segue: MARCUCCI, VERDUCCI, RENZI, LANIECE, CASINI, ALFIERI, ASTORRE, BELLANOVA, BINI, BITI, BOLDRINI, CIRINNA', COLLINA, COMINCINI, CUCCA, D'ALFONSO, D'ARIENZO, FARAONE, FEDELI, FERRARI, FERRAZZI, GIACOBBE, GINETTI, GRIMANI, IORI, LAUS, MAGORNO, MANCA, MARGIOTTA, MARINO, MESSINA Assuntela, MISIANI, PARENTE, PARRINI, PINOTTI, PITTELLA, RAMPI, ROJC, ROSSOMANDO, SBROLLINI, STEFANO, SUDANO, TARICCO, VALENTE, VATTUONE, ZANDA Il Senato, premesso che il comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019) autorizza il Ministero dello sviluppo economico a prorogare di ulteriori sei mesi il regime convenzionale con il Centro di produzione SpA, titolare dell'emittente Radio Radicale, per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari e, a tal fine, autorizza la spesa di 5 milioni di euro per l'anno 2019; considerato che: la convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e il Centro di produzione SpA è stata stipulata ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge n. 224 del 1998, allo scopo di garantire la continuità del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, svolgendo, a tutti gli effetti, un compito di servizio pubblico; allo stesso tempo, tale disposizione, confermando lo strumento della convenzione da stipulare a seguito di gara pubblica, i cui criteri dovevano essere definiti nel quadro dell'approvazione della riforma generale del sistema delle comunicazioni, ha disposto, in via transitoria, il rinnovo per un triennio, con decorrenza 21 novembre 1997, della convenzione stipulata già ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 602 del 1994, successivamente decaduto, tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro Servizi SpA, per la trasmissione radiofonica dei lavori parlamentari, quantificando un onere annuo di 11,5 miliardi di lire; le successive proroghe sono state autorizzate e finanziate, prima per trienni di spesa, poi per bienni o per singole annualità, mantenendo in ogni caso costante dal 2007 l'autorizzazione di spesa annua di 10 milioni di euro; tenuto conto che: la decorrenza del rinnovo della convenzione avviene a partire dal 21 novembre per ciascuna annualità e pertanto le disposizioni di cui al comma 88 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018 garantiscono le risorse nel bilancio del Centro servizi SpA per il periodo che va dal 21 novembre 2018 al 20 maggio 2019; le somme stanziate per il 2019 coprono soltanto i primi sei mesi dell'anno, ovvero fino al 20 maggio 2019 e, ad oggi, nessun altro soggetto svolge o è in grado di svolgere il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, così come assicurato da Radio Radicale; tale servizio risulta di pubblica utilità, fondamentale per la corretta formazione dell'opinione pubblica e dunque per la qualità della democrazia italiana, effettuando la trasmissione, la registrazione, l'archiviazione sul web dei lavori di Camera e Senato e dei principali eventi di tutte le forze politiche nella loro integrità originale, garantendo ai cittadini il diritto ad un'informazione politica e parlamentare completa e trasparente, diretta e non mediata, integralmente reperibile in un archivio storico, di cui è fondamentale non interrompere la continuità per non pregiudicarne il valore per la democrazia in Italia; anche in considerazione di quanto indicato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella segnalazione urgente al Governo ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera c) , n. 1), della legge n. 249 del 1997, impegna il Governo: 1) a reperire le risorse per il rinnovo della convenzione per un ulteriore semestre a partire dal 21 maggio 2019, consentendo il proseguimento del servizio pubblico di Radio Radicale che verrebbe altrimenti interrotto a partire dalla stessa data e a prorogare, conseguentemente, per un semestre la convenzione con il Ministero dello sviluppo economico; 2) a indire una gara ad evidenza pubblica finalizzata ad assicurare, per il prossimo triennio, la continuità del servizio di trasmissione radiofonica, alla quale possano partecipare imprese in grado di garantire, con impianti già disponibili, la copertura della maggior parte del territorio nazionale e che abbiano svolto precedenti attività di informazione di interesse generale, che garantiscano l'affidabilità tecnica della proposta con minore contributo finanziario richiesto per il servizio e abbiano effettuato investimenti nel settore; 3) a comprendere nell'oggetto della gara, oltre alla trasmissione delle sedute parlamentari, come previsto nella convenzione di cui all'articolo 1, comma 1, della legge n. 224 del 1998, la trasmissione e la pubblicazione in internet degli eventi pubblici delle Commissioni parlamentari, della Presidenza della Repubblica, della Corte costituzionale, del CNEL, della Banca d'Italia e del Consiglio superiore della magistratura, nonché degli eventi di inaugurazione degli anni giudiziari, dei processi di particolare rilievo, delle attività dei partiti e dei movimenti politici e delle attività di associazioni, sindacati e movimenti. Tali trasmissioni dovranno rappresentare almeno l'80 per cento delle ore di palinsesto dell'emittente aggiudicataria, dalle ore 7 alle ore 21. (1-00110) (Testo 2) Mozioni Atto n. 1-00136 SEGRE DE PETRIS GRASSO BONINO LAFORGIA DE FALCO ERRANI BUCCARELLA - Il Senato, premesso che: tradizionalmente in Senato l'istituzione della Commissione straordinaria o speciale attesta l'attenzione dell'Istituzione per la tutela e lo sviluppo dei valori costituzionali, come avvenne il 2 agosto 2001 con l'approvazione della mozione 1-00020 della XIV Legislatura, a prima firma Alberti Casellati, sull'istituzione di un organo del Senato per la tutela dei diritti umani. Alla stessa stregua di quel nobile precedente, occorre oggi corrispondere ad istanze fortemente sentite, anche nelle sedi interparlamentari, come dimostra il fatto che il Consiglio d'Europa ha recentemente istituito la "No hate parliamentary alliance", con lo scopo di prevenire e contrastare l'incitamento all'odio. Di questa rete fanno parte parlamentari di tutti i Paesi, che intendono impegnarsi a livello nazionale e internazionale contro l'odio in tutte le sue forme e in particolare contro l' hate speech ; negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web . Parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo di persone o di gruppi assumono la forma di un incitamento all'odio, in particolare verso le minoranze; essi, anche se non sempre sono perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile. Si pensi solo alla diffusione tra i giovani di certi linguaggi e comportamenti riassumibili nella formula del "cyberbullismo", ma anche ad altre forme violente di isolamento ed emarginazione di bambini o ragazzi da parte di coetanei; è un fatto che non esiste ancora una definizione normativa di hate speech ; tuttavia in base alla raccomandazione n. (97) 20 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 30 ottobre 1997, il termine copre tutte le forme di incitamento o giustificazione dell'odio razziale, xenofobia, antisemitismo, antislamismo, antigitanismo, discriminazione verso minoranze e immigrati sorrette da etnocentrismo o nazionalismo aggressivo. Per meglio definire il fenomeno si ricorre alle categorie dell'incitamento, dell'istigazione o dell'apologia. Il termine incitamento può comprendere vari tipi di condotte: quelle dirette a commettere atti di violenza, ma anche l'elogio di atti del passato come la "Shoah"; ma incitamento è anche sostenere azioni come l'espulsione di un determinato gruppo di persone dal Paese o la distribuzione di materiale offensivo contro determinati gruppi. Chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale e chi incita a commettere atti di discriminazione o di violenza è incriminato a titolo di pericolo presunto quando il pregiudizio razziale, etnico, nazionale o religioso si trasforma da pensiero intimo del singolo a pensiero da diffondere in qualunque modo, con «argomenti», quali la superiorità della propria razza, etnia, nazione o gruppo, ma anche compiendo o incitando a compiere atti di discriminazione; nel 2014 è stata lanciata la campagna nazionale "No hate speech", con la messa in onda, anche sulle reti della RAI, di spot televisivi e radiofonici che si inseriscono all'interno dell'omonimo progetto internazionale, promosso dal Consiglio d'Europa come forma di tutela dei diritti umani di fronte a fenomeni di odio e di intolleranza espressi attraverso il web , in preoccupante crescita: soltanto in Italia, circa il 41 per cento dei casi di discriminazione segnalati nel 2012 sono da ricondurre al web. Anche un gruppo di editori e di riviste italiani ha promosso recentemente la campagna "Le parole uccidono", per indicare il pericolo del linguaggio violento e offensivo. Esiste inoltre un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano le istituzioni che hanno la possibilità, in base alle loro competenze, di sensibilizzare i giovani a contrastare l'odio diffuso on line ; considerato che: il fenomeno denunciato è purtroppo in crescita in tutte le società più avanzate. La comunità internazionale da anni sta cercando delle strategie di contenimento e di contrasto. La norma fondamentale che vieta ogni forma di odio deve essere considerato il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo nel nostro Paese dalla legge 25 ottobre 1977, n. 881, che, ex articolo 20, prevede che vengano espressamente vietati da apposita legge qualsiasi forma di propaganda a favore della guerra, ma anche ogni appello all'odio nazionale, razziale o religioso che possa costituire forma di incitamento alla discriminazione o alla violenza. Insomma l'insieme di quei fenomeni che oggi sono meglio noti come hate speech . La stessa legge prevede le relative misure e sanzioni penali. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà d'espressione, Frank La Rue, ha precisato che ci sono differenze tra espressioni che costituiscono un'offesa secondo il diritto internazionale e che andrebbero perseguite penalmente, espressioni dannose, offensive o sgradite, che tuttavia gli Stati non sono tenuti a proibire penalmente, ma che possono giustificare una sanzione civile, e, invece, espressioni che non danno luogo a sanzioni penali o civili, ma che comunque causano preoccupazione in merito alla tolleranza e al rispetto altrui. Anche il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale (CERD), seppur non ricorrendo esplicitamente all'uso dell'espressione hate speech , ne ha comunque identificato le varie manifestazioni: si tratti di discorsi orali o scritti, veicolati nei mass media o su internet , attraverso simboli o immagini. Resta vero che una precisa definizione di hate speech è resa difficile dal fatto che la Convenzione ha stabilito vari standard di protezione, definendo la discriminazione come qualsiasi distinzione basata sull'etnia, sul colore o sulla nazionalità, che abbia lo scopo o l'effetto di annullare o indebolire il godimento di qualsiasi diritto umano o libertà fondamentale. È stabilito altresì che gli Stati considereranno reato punibile per legge le seguenti categorie di attività: ogni diffusione di idee basate sulla superiorità o sull'odio razziale, ogni incitamento alla discriminazione razziale, nonché ogni atto di violenza o incitamento a tali atti, rivolti contro qualsiasi gruppo di individui di diverso colore o origine etnica; andrà inoltre punita ogni assistenza ad attività razziste compreso il loro finanziamento; l'espressione hate speech , nonostante non sia indicata nella Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), è stata usata dalla Corte per la prima volta l'8 luglio 1999. La Corte ha però evitato una definizione precisa del fenomeno (nel timore che ciò limitasse il proprio futuro raggio d'azione), ricorrendo di volta in volta ad un approccio mirato, che tenesse conto delle varie circostanze del caso concreto: l'intento dello speaker , l'intensità e la severità dell'espressione, il fatto che essa fosse diretta o indiretta, esplicita o velata, singola o ripetuta. Un approccio articolato di estrema importanza e utilità nella ricerca di più adeguate e incisive politiche di risposta e contrasto al problema. La CEDU differenzia i discorsi di odio per categorie (razziali, sessuali, religiosi, etnici o politici). Gli hate speech , stando alla definizione del dizionario Oxford, consistono in un intenso ed estremo sentimento di avversione, rifiuto, ripugnanza, livore, astio e malanimo verso qualcuno. Diversamente dall' hate speech , i crimini di odio ( hate crimes ) costituiscono un'offesa penale diretta intenzionalmente contro una vittima predeterminata e pertanto possono rendersi necessarie restrizioni di carattere repressivo; gli hate speech sono difficili da definire e suscettibili di applicazioni arbitrarie, i codici penali di molti Stati membri, infatti, con riferimento all'incitamento alla violenza o all'odio, utilizzano svariate terminologie e di conseguenza vari criteri di applicazione. Gli aspetti più divergenti fra le varie legislazioni dipendono per lo più dai seguenti fattori: il peso attribuito all'intento, alla motivazione, allo strumento di comunicazione prescelto, al contesto e alle conseguenze prevedibili in date circostanze. Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa definisce gli hate speech come le forme di espressioni che diffondono, incitano, promuovono o giustificano l'odio razziale, la xenofobia, l'antisemitismo o più in generale l'intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano; al riguardo è intervenuta anche l'Unione europea con l'adozione della decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio del 28 novembre 2008, che, nella lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia, ricorre al diritto penale. Secondo questa decisione gli Stati membri devono garantire che siano punibili i discorsi di incitamento all'odio, intenzionali e diretti contro un gruppo di persone o un membro di essi, in riferimento alla razza, al colore, alla religione o all'etnia. Deve risultare, altresì, punibile l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio, quale che sia la forma di diffusione: scritti, immagini o altro materiale. Lo stesso dicasi per l'apologia o la negazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e di quelli di guerra e, infine, quanto ai comportamenti atti a turbare l'ordine pubblico o minacciosi, offensivi e ingiuriosi. La stessa Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (OSCE) si è impegnata, con la decisione 9/2009 "Combating hate crimes", a riconoscere e sanzionare i crimini dell'odio in quanto tali, cioè basati su motivi razzisti o xenofobi; anche in Italia ovviamente esiste un'ampia produzione normativa in materia e importanti iniziative legislative sono state incardinate la scorsa Legislatura e annunciate di recente. Basti ricordare la legge 13 ottobre 1975, n. 654, di recepimento della Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale del 1966 e il decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, "decreto Mancino", che reprime l'incitamento alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Nel corso della XVII Legislatura è stata approvata invece la legge 16 giugno 2016, n. 115, che recepisce la già ricordata decisione quadro europea 2008/913 GAI, ed attribuisce rilevanza penale alle affermazioni negazioniste della Shoah, ma in genere di tutti gli atti di genocidio e di crimini di guerra e contro l'umanità. L'interruzione della legislatura ha invece impedito l'approvazione definitiva della "legge Fiano", che colpisce con strumenti aggiornati ogni forma di apologia del fascismo. Sempre nella XVII Legislatura la Camera dei deputati ha istituito una Commissione sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo intitolata alla parlamentare del Regno Unito, Jo Cox, uccisa nel 2016 per motivi di odio e intolleranza. Con l'istituzione della Commissione, composta da parlamentari e non, si intese corrispondere all'invito del Consiglio d'Europa ad una sempre maggiore sensibilizzazione dei Parlamenti nazionali in fatto di conoscenza e contrasto di tutte le forme di intolleranza e razzismo; rilevata, pertanto, l'esigenza di provvedere all'immediata istituzione di un organismo ad hoc , in modo tale da permettere al Senato della Repubblica di onorare la sua tradizione e l'impegno per la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone, delibera di istituire una Commissione straordinaria per il contrato dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, costituita da 25 componenti in ragione della consistenza dei gruppi stessi; la Commissione elegge tra i suoi membri l'Ufficio di Presidenza composto dal Presidente, da due vice presidenti e da due segretari; la Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l'indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l'etnia, la religione, la provenienza, l'orientamento sessuale, l'identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all'odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale. La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell'elaborazione e nell'attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. A tal fine la Commissione: a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d'odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech ; b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi, nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all'estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all'intolleranza, al razzismo e all'antisemitismo, sia nella forma dei crimini d'odio, sia dei fenomeni di hate speech ; c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull'eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell'Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; la Commissione, quando necessario, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 48 e 48- bis del Regolamento; formulare proposte e relazioni all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell'esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell'articolo 39, comma 4, del Regolamento; entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull'attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l'etnia, la religione, la provenienza, l'orientamento sessuale, l'identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca. Atto n. 1-00137 MALLEGNI BARBONI CALIENDO DAL MAS DAMIANI CRAXI GALLONE GASPARRI LA PIETRA LONARDO NENCINI ROSSI TOFFANIN VITALI - Il Senato, premesso che: a causa della crisi politica dello scorso anno e delle conseguenti sanzioni internazionali, che hanno determinato, tra le altre conseguenze, il blocco delle transazioni da e verso l'estero, il programma di cooperazione sanitaria internazionale promosso da ATMO (l'Associazione per il trapianto del midollo osseo), che ad oggi ha permesso a 488 pazienti venezuelani e italo-venezuelani (80 per cento in età pediatrica) di curarsi gratuitamente in Italia e di realizzare 397 trapianti di midollo osseo, non può più beneficiare del sostegno economico da parte della compagnia petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA); nel 2010 è stata riconosciuta la rilevanza a livello istituzionale del programma, grazie a una dichiarazione d'intenti siglata a Caracas dagli allora Ministri degli affari esteri Franco Frattini per la Repubblica italiana e Nicolás Maduro Moros per la República bolivariana de Venezuela; nel mese di maggio 2019, nell'ospedale pediatrico "J.M. de los Rìos" di Caracas sono deceduti 4 bambini in attesa di trapianto. Nel reparto di ematologia 30 bambini, venti dei quali rappresentano casi urgenti, attendono di venire in Italia per ricevere le cure; come segnalato dalla direttrice dell'ATMO, dottoressa Enrica Giavatto, in tutto il Venezuela sono almeno 100 i bambini malati; risulta che, tra il mese di ottobre 2018 e il mese di febbraio 2019, la PDVSA ha dato ordine alla banca portoghese "Novo Banco" di effettuare versamenti da 1,5 miliardi di euro per il pagamento di medicinali e servizi sanitari, ma la richiesta è stata respinta per evitare di incorrere nelle sanzioni internazionali; considerato che: il servizio sanitario venezuelano ha subito in maniera drastica la crisi generale. A causa della mancata erogazione dei contributi da parte della società petrolifera, non è stato più possibile pagare le prestazioni sanitarie fornite dalle strutture ospedaliere italiane a beneficio dei pazienti assistiti dall'associazione ATMO, per il periodo che va dall'inizio del 2018 fino ad oggi, accumulando un debito complessivo nei confronti degli ospedali coinvolti pari a 8.626.427,11 euro e nei confronti di ATMO di 2.117.859,06 euro; tale situazione debitoria ha determinato gravi conseguenze che ricadono principalmente sui 25 pazienti assistiti attualmente dall'associazione, la metà dei quali di età inferiore a 19 anni, che, a partire da febbraio 2019, non possono più beneficiare dell'aiuto necessario per interventi che esigono trattamenti prolungati nel tempo e sostegno familiare (anche in relazione al bonus mensile e al pagamento dell'alloggio); nonostante ciò, le associazioni di Genova, Milano, Candiolo, Torino, Pavia e Perugia continuano a garantire il loro sostegno; il presidente dell'ospedale "Regina Margherita" di Torino, Mariella Enoc, riportando quanto segnalato dalla Croce rossa internazionale, ha affermato che in lista ci sono altri 100 bambini le cui condizioni sono particolarmente preoccupanti; di recente, la direttrice del reparto di oncoematologia dello stesso ospedale ha rappresentato la complessità di tale situazione dichiarando che, ogni anno, arrivano nel centro torinese circa 15 bambini dal Venezuela e che attualmente 5 pazienti sono stati sottoposti al trapianto delle cellule staminali e stanno seguendo il regolare follow up ; al momento, solo l'ospedale "Bambin Gesù" di Roma, che nel 2018 ha accolto 62 pazienti umanitari grazie alla fondazione, ha confermato l'accoglienza di 10 bambini, 4 dei quali sono giunti in Italia già in condizioni gravi, mentre ne rimangono 25 solo a Caracas e altrettanti a Maracaibo, dove le condizioni sono ancora peggiori e non è possibile effettuare i trapianti; anche il presidente della Croce rossa internazionale, dottor Francesco Rocca, che si occupa della crisi del Venezuela, e membri dell'ambasciata venezuelana hanno manifestato grande preoccupazione per la situazione sanitaria e per il blocco economico, che impedisce di fatto la prestazione delle cure necessarie ai pazienti affetti da gravissime patologie, impegna il Governo: 1) ad assumere urgenti iniziative finalizzate a individuare una soluzione tempestiva del problema, volta a garantire le cure ai pazienti già presenti negli ospedali italiani e a quelli in attesa di ricevere accoglienza nei medesimi; 2) a profondere ogni sforzo, a livello interno e internazionale, per far sì che il programma di cooperazione sanitaria internazionale promosso da ATMO possa continuare a ricevere il sostegno economico necessario a garantire le cure. Atto n. 1-00138 MALPEZZI MARCUCCI PITTELLA FEDELI GINETTI MIRABELLI STEFANO VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' - Il Senato, premesso che: in data 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato a maggioranza, con 348 voti favorevoli, la direttiva 2016/0280 (COD), direttiva sul copyright , con l'obiettivo di armonizzare il quadro comunitario del diritto d'autore nell'ambito delle tecnologie digitali e in particolar modo di internet ; successivamente, in data 15 aprile 2019 il Consiglio dell'Unione europea ha confermato quanto approvato dal Parlamento europeo, dando il via libera alla direttiva sul copyright , con il voto favorevole di 19 Stati membri, inclusi Francia, Germania e Spagna, mentre l'Italia ha votato contro il provvedimento insieme alla Finlandia, al Lussemburgo, ai Paesi Bassi, alla Polonia e alla Svezia; con la pubblicazione della direttiva citata nella Gazzetta ufficiale della UE in data 17 maggio 2019, gli Stati membri sono tenuti entro 24 mesi a recepire e dare attuazione alla nuova normativa nelle legislazioni nazionali; considerato che: la direttiva sul copyright approvata in sede europea è stata concepita per apportare vantaggi tangibili ai cittadini, a tutti i settori creativi, alla stampa, ai ricercatori, agli educatori e agli istituti di tutela del patrimonio culturale. Essa tutela la libertà di espressione e prevede solide garanzie a favore degli utenti, precisando che ovunque in Europa è esplicitamente consentito l'uso di opere esistenti a fini di citazione, critica, rassegna, caricatura e parodia. Al contempo, garantisce il giusto equilibrio tra gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, introduce obblighi proporzionati a carico delle piattaforme on line e rafforza la posizione degli autori nell'ambito delle negoziazioni con le grandi piattaforme, che traggono ampi benefici dai loro contenuti; i vantaggi attesi dall'entrata in vigore delle disposizioni contenute nella direttiva sul copyright riguarderanno, in particolare, gli scrittori, i giornalisti, i cantanti, i musicisti e gli attori, per i quali sarà più semplice negoziare accordi più vantaggiosi con i loro produttori o editori. Le nuove norme consentiranno inoltre alle organizzazioni di ricerca, alle università, alle scuole, alle biblioteche e ai musei di utilizzare una maggiore quantità di contenuti on line ; inoltre, a partire dal 1° aprile 2018, i cittadini europei che acquistano o si abbonano a film , trasmissioni sportive, musica, e-book e giochi nel proprio Stato membro d'origine potranno accedere a questi contenuti anche quando sono in viaggio o soggiornano temporaneamente in un altro Paese della UE; rilevato che: la direttiva prevede, fra le altre misure, che le piattaforme on line : a) non potranno chiedere il pagamento agli utenti per usufruire dei contenuti pubblicati in rete; b) qualora detti contenuti comportassero degli introiti, le piattaforme dovranno riconoscere un pagamento al reale proprietario del contenuto che ha reso possibile l'incasso, imponendo per tale via ai giganti del web l'obbligo di condividere i loro ricavi con artisti, giornalisti, interpreti, sceneggiatori, editori di notizie, dando loro la possibilità di ottenere accordi di licenza equi e ricavare una remunerazione più giusta delle loro opere sfruttate in forma digitale, con la riserva, nel caso dei giornalisti, in automatico agli editori il diritto di negoziare accordi per loro conto sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie. Gli artisti, poi, potranno "esigere" dalle piattaforme una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere quando il compenso corrisposto originariamente è considerato "sproporzionatamente" basso rispetto ai benefici che ne derivano; c) sono direttamente responsabili dei contenuti caricati sui loro siti, compresi gli aggregatori di notizie; in particolare, l'articolo 15 della direttiva riconosce un giusto compenso a editori e giornalisti per l'utilizzo da parte dei motori di ricerca delle loro notizie e la sottoscrizione di una licenza da parte delle piattaforme come "Youtube" per caricare contenuti audio e video, mentre l'articolo 17 della direttiva dà alle piattaforme, come "Facebook" e "Youtube", la responsabilità del controllo sui contenuti pubblicati prevedendo una verifica preventiva attraverso filtri automatici; tra le altre novità previste dalla direttiva si segnalano: a) l'esclusione delle piccole e micro piattaforme, delle piattaforme di nuova costituzione ( start up ), dei blog e degli account personali dal campo di applicazione della direttiva; b) la condivisione libera dei link , mentre gli snippet (foto e parziale contenuto di articoli o altro materiale normalmente protetto da copyright ) resteranno coperti da copyright , con l'obbligo per le piattaforme di pagare i diritti agli editori per il loro uso senza caricare, ovviamente, il pagamento sull'utente finale; c) l'eliminazione di filtri preventivi sui contenuti e una cooperazione tra piattaforme e detentori dei diritti d'autore "concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright ", con l'obbligo per le piattaforme di prevedere meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un'ingiusta eliminazione di un contenuto o un'ingiusta pubblicazione di un contenuto; d) l'esclusione dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright per il caricamento di contenuti su enciclopedie on line che non hanno fini commerciali come "Wikipedia" o su piattaforme per la condivisione di software open source , come "GitHub"; considerato che: fino all'adozione di tale direttiva le aziende on line si sono mostrate poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti. Le loro piattaforme infatti non erano ritenute responsabili dei contenuti caricati dai loro utenti e, pertanto, l'unico obbligo imposto all'azienda on line era la rimozione, solo su richiesta del titolare, dei contenuti pubblicati in violazione alle norme sui diritti d'autore. Tale richiesta di rimozione, tuttavia, è stata attivata soltanto in rari casi in ragione del fatto che gli oneri a carico del richiedente risultavano ben superiori ai ricavi attesi; l'approvazione di questa direttiva rappresenta una grande vittoria per l'Europa che sostiene la cultura e la creatività contro l'oligopolio dei giganti del web . Essa tende a trovare un equilibrio tra la tutela della diversità culturale e informativa, la costituzione europea e la sostenibilità economica delle imprese che investono nella produzione dei contenuti. Un'informazione di qualità richiede investimenti sulle risorse umane e il lavoro intellettuale e creativo va riconosciuto, a difesa della libertà e della democrazia; le preoccupazioni sollevate da alcuni settori dell'opinione pubblica intorno a un provvedimento descritto come "liberticida" risultano del tutto infondate, in quanto la direttiva esclude la tutela d'autore in essa prevista per gli articoli d'attualità con testo molto breve e consente la disponibilità e la condivisione in rete di citazioni, critiche, parodie, recensioni, meme e gif . Il campo di applicazione della direttiva, inoltre, è esplicitamente escluso per le enciclopedie on line che non hanno carattere commerciale, per le piattaforme software open source e per i contenuti utilizzati per l'insegnamento e la ricerca scientifica; l'Italia è uno dei principali produttori mondiali di contenuti culturali e creativi ed essi sono un'eccellenza da salvaguardare e tutelare con cura, anche attraverso un rapido recepimento della direttiva sul copyright , impegna il Governo ad adottare, con urgenza, tutte le misure necessarie e indifferibili per dare concreta ed efficace attuazione alla direttiva UE sul copyright (direttiva 2016/0280 (COD)), difendendo per tale via il patrimonio di conoscenza generato dai nostri artisti e giornalisti, senza compromettere la libera circolazione delle idee, che è caposaldo democratico della rete fin dalla sua nascita. Atto n. 1-00139 MARILOTTI NISINI DE LUCIA BARBARO CORRADO PITTONI GRANATO RUFA - Il Senato, premesso che: fino alla data del 21 maggio 2019, Radio Radicale ha goduto di un corrispettivo pari a 10 milioni di euro annui sulla base di una convenzione stipulata con il Ministero dello sviluppo economico per l'attività di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari; inoltre, ai sensi della legge, n. 230 del 1990, recante "Contributi alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale", Radio Radicale ha beneficiato di un contributo pari a 4 milioni di euro annui erogati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Alla luce di quanto previsto all'articolo 1, comma 810, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), detto contributo è destinato ad essere azzerato entro il 2020; il regime convenzionale, stipulato dal Ministero dello sviluppo economico con il Centro di produzione SpA, nasce dagli obblighi previsti dalla legge n. 223 del 1990, recante "Disciplina del settore radiotelevisivo pubblico e privato" (cosiddetta legge Mammì), la quale prevedeva l'obbligo per la RAI, in qualità di concessionaria per il servizio pubblico radiotelevisivo, di realizzare il servizio di trasmissione delle sedute parlamentari. Successivamente, il decreto-legge n. 558 del 199, poi decaduto, ha istituito, per la trasmissione dei lavori parlamentari, la convenzione con un soggetto privato per un periodo di tre anni, e comunque fino alla completa realizzazione della rete parlamentare della RAI, riconoscendo un corrispettivo in cambio del servizio reso; a partire dal 18 novembre 1994 è stata stipulata un'apposita convenzione tra la società Centro di produzione SpA, proprietaria dell'emittente Radio Radicale, e l'allora Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, per la realizzazione sull'intero territorio nazionale del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari. La convenzione, di durata triennale, prevedeva la spesa di 10 miliardi di lire annui; la legge n. 224 del 1998 ha poi rinnovato la convenzione triennale con il Centro di produzione SpA, prevedendo lo strumento della gara per il periodo successivo; nel corso degli anni, si è poi provveduto a rinnovare la medesima convenzione, dapprima per trienni, successivamente per archi temporali biennali, ed infine per singole annualità di spesa, con i seguenti provvedimenti legislativi: 1) legge n. 388 del 2000. All'articolo 145, comma 20, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2001-2003 la convenzione sottoscritta in data 18 novembre 1994, con contestuale rivalutazione dell'importo per la realizzazione sull'intero territorio nazionale del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari di 15 miliardi di lire annui; 2) legge n. 350 del 2003. All'articolo 4, comma 7, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2004-2006 la convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro di produzione SpA stipulata ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge n. 224; si autorizza l'ulteriore spesa di 8,5 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio; 3) legge n. 296 del 2006. All'articolo 1, comma 1242, viene ulteriormente prorogata per il triennio 2007-2009 la convenzione; si autorizza l'ulteriore spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio; 4) decreto-legge n. 194 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25 del 2010. L'articolo 2, comma 3, proroga ulteriormente per il biennio 2010-2011 la convenzione, autorizzando l'ulteriore spesa di 9,9 milioni di euro per ciascuno degli anni; 5) legge n. 183 del 2011. L'articolo 33, comma 38, ha autorizzato la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2012; 6) decreto-legge n. 216 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14 del 2012. All'articolo 28, comma 1, viene ulteriormente autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2012; 7) decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012. Con l'articolo 33- sexies , comma 1, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2013; 8) legge n. 147 del 2013. L'articolo 1, comma 306, ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015; 9) legge n. 208 del 2015. Con l'articolo 1, comma 177, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2016; 10) decreto-legge n. 244 del 2016. Con l'articolo 6, comma 2, viene autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2017; 11) legge n. 205 del 2017. L'articolo 1, comma 689, autorizza la proroga, per l'anno 2018, e la contestuale spesa di 10 milioni di euro; infine, l'articolo 1, comma 88, della citata legge di bilancio per il 2019 ha autorizzato il Ministero dello sviluppo economico a prorogare di ulteriori sei mesi il regime convenzionale con il Centro di produzione SpA per un impegno di spesa pari a 5 milioni di euro; considerato che: pur riconoscendo il servizio di pubblica utilità relativo alla trasmissione delle sedute parlamentari offerto da Radio Radicale in questo lungo periodo, si sottolinea come il descritto regime transitorio sia diventato, nel corso dei decenni, un regime permanente, nonostante la nascita nel 1998 del canale radiofonico Rai Gr Parlamento; da quanto esposto, risulta che l'emittente abbia ricevuto complessivamente circa 250 milioni di euro dallo Stato nel corso degli anni, tra quanto previsto dalla convenzione con il Ministero dello sviluppo economico e i contributi erogati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria, quale corrispettivo per lo svolgimento del servizio di radiodiffusione dei lavori parlamentari, fissato senza alcuna ulteriore gara ad evidenza pubblica; l'articolo 2 della convenzione stipulata il 18 novembre 1994 tra l'allora Ministro delle poste e delle telecomunicazioni e il Centro di produzione SpA prevede che la società "è tenuta a trasmettere, per ogni impianto, tra le ore 8,00 e le ore 21,00 almeno il 60% del numero annuo complessivo di ore dedicate delle Camere alle sedute d'Aula" e che le stesse "non possono essere interrotte, precedute e seguite, per un tempo di 30 minuti dal loro inizio e dalla loro fine, da annunci pubblicitari o politici". L'articolo 3, comma 2, stabilisce, inoltre, che il versamento dell'importo sia subordinato alla verifica dell'adempimento degli obblighi previsto dall'articolo 2. I controlli da parte del Ministero sono delineati nel successivo articolo 4 e prevedono la verifica della trasmissione dei programmi, mediante verifica sullo stato di funzionamento degli impianti e della regolare trasmissione dei programmi, sulla base dei dati relativi al numero di ore dedicate alle sedute d'Aula di ciascuna Camera; la convenzione non prevede, pertanto, alcuna forma di rendicontazione delle attività e dei costi sopportati dalla società e della loro correlazione al servizio oggetto della convenzione; ritenuto che: il corrispettivo annualmente riconosciuto a Centro di produzione SpA per il servizio oggetto della convenzione sembra essere eccessivo, considerati gli effettivi costi del servizio reso alla luce delle nuove tecnologie attualmente disponibili sul mercato; Radio Radicale è proprietà di una società per azioni, il 25 per cento delle quali è in possesso di un soggetto privato, leader nel settore della grande distribuzione; è necessario, infine, sottolineare come l'articolo 1, comma 2, della legge n. 224 del 1998 abbia stabilito che la rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari non possa essere ampliata fino alla data di entrata in vigore della legge di riforma generale del sistema delle comunicazioni; considerato, inoltre, che: Radio Radicale è un'emittente storica, che trasmette e pubblica on line ogni giorno le dirette dei lavori parlamentari. Pur non rientrando nell'ambito della convenzione, Radio Radicale ha sempre garantito copertura ai principali eventi di attualità politica e istituzionale, documentando l'attività dei Consigli comunali, della Corte dei conti, del Consiglio superiore della magistratura, del Parlamento europeo, nonché ai congressi, festival ed assemblee di partiti politici, ai convegni organizzati da associazioni del mondo del lavoro e dell'impresa, a manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, a dibattiti e alle presentazioni di libri; l'archivio di Radio Radicale costituisce un patrimonio inestimabile per la storia d'Italia degli ultimi decenni con oltre 540.000 registrazioni, che includono le sedute del Senato della Repubblica (a partire dal 7 giugno 1977), della Camera dei deputati (a decorrere dal 26 settembre 1976), del Consiglio superiore della magistratura (dal 24 settembre 1985 in poi); l'archivio custodisce anche gli atti completi dei più rilevanti processi degli ultimi due decenni, con 23.500 udienze registrate, e quelli dei congressi dei partiti e dei sindacati, per complessive 3.300 giornate registrate, oltre a forme di resocontazione di comizi, conferenze stampa, convegni e manifestazioni culturali; è necessario approvare una normativa di riferimento relativa al servizio radiofonico e multimediale di interesse generale destinato all'informazione e comunicazione istituzionale, che preveda l'assegnazione del servizio tramite gara attraverso un quadro coerente, certo e trasparente, degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento del medesimo e che stabilisca, al contempo, l'abolizione del divieto di ampliamento della rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari da parte del concessionario del servizio pubblico; per l'anno 2019 è già stato riconosciuto al Centro di produzione SpA un importo complessivo di 9 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro per l'espletamento del servizio nel primo semestre e l'importo di 4 milioni di euro ai sensi della legge n. 230 del 1990 quale contributo alle imprese radiofoniche private che hanno svolto attività di informazione di interesse generale, impegna il Governo: 1) ad attivare tutte le opportune iniziative al fine di approvare una normativa di riferimento relativa al servizio radiofonico e multimediale di interesse generale destinato all'informazione e comunicazione istituzionale, che preveda l'assegnazione del servizio tramite gara, attraverso un quadro coerente, certo e trasparente degli obblighi, dei criteri, della durata e dei meccanismi di finanziamento del medesimo, che disciplini anche il periodo transitorio in attesa dell'espletamento della procedura di gara e che stabilisca, al contempo, l'abolizione del divieto di ampliamento della rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari da parte del concessionario del servizio pubblico; 2) ad attivare una separata convenzione con Centro di produzione SpA di durata triennale, volta esclusivamente a concludere l'attività di digitalizzazione e messa in sicurezza degli archivi di Radio Radicale anche antecedenti all'attivazione della prima convenzione del 21 novembre 1994, e per un importo che copra esclusivamente il costo del personale necessario allo svolgimento di detta attività. Interrogazioni Atto n. 3-00880 AGOSTINELLI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il comune di Monsano (Ancona) ha subito, per circa 30 anni, una delle più pesanti operazioni a livello europeo di inquinamento delle falde acquifere da cromo esavalente, a partire dalla fine degli anni '60 e fino al 2001; il danno ambientale che, da fonti stampa, risulta essere stato causato dallo sversamento nei fossi di sostanze tossiche causato da un'industria del settore della cromatura dei metalli (la RCD prima e la SIMA Industrie del gruppo Venturi poi) è gravissimo e ha interessato dapprima la zona di Sant'Ubaldo e, poi, negli anni, un'area molto più vasta, fino a Marina di Montemarciano; il cromo esavalente, che viene utilizzato nell'industria per via delle sue proprietà antiruggine, è considerato altamente tossico e, sulla base di evidenze sperimentali ed epidemiologiche, è stato classificato dalla IARC (International agency for research on cancer) come cancerogeno per l'uomo (classe I, al pari dell'amianto e del nichel); si tratta di una sostanza attiva anche a concentrazioni molto basse che, se non vengono adottate adeguate misure di prevenzione, provoca tumori nelle prime vie aeree, tumori dello stomaco e del polmone; il cromo esavalente, sversato nelle falde acquifere, come nel caso della zona di Monsano, crea un danno incalcolabile e difficile da circoscrivere. Questo composto, infatti, è solubile e persistente in acqua e, potendo facilmente raggiungere la falda acquifera, lo si può trovare anche a distanza di tempo e di luogo; la RfD (reference dose), che corrisponde al quantitativo di sostanza che può essere assunto per tutta la vita per via orale senza rischi di cancerogenesi è di 5 microgrammi al giorno per chilogrammo di peso corporeo. Se ne deduce facilmente che non si deve bere acqua che contiene cromo esavalente; questa sostanza oltre ad essere cancerogena ha anche proprietà mutagene, il che vuol dire che può modificare il DNA. I frutti e le piante innaffiate con acqua inquinata da cromo esavalente presentano delle palesi anomalie nello sviluppo; la situazione estremamente critica di Monsano ha consentito di attingere al Fondo per la promozione dello sviluppo sostenibile, destinato alle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA), 3 milioni e 510.000 euro da destinare a 6 progetti presentati dal Comune di Ancona e dal Comune di Monsano per la bonifica dei siti inquinati; tra le aree a rischio sono comprese quella di Ancona, Falconara e bassa valle dell'Esino. Nel 2005 il Consiglio regionale delle Marche ha approvato il piano per il risanamento dell'AERCA con la conseguente sottoscrizione dell'intesa istituzionale tra la Regione, la Provincia di Ancona e i Comuni interessati (Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Monte San Vito, Monsano, Jesi, Agugliano e Camerata Picena); per il Comune di Monsano il progetto di recupero e bonifica dell'area ex RCD prevedeva un contributo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di 450.000 euro; per procedere alla realizzazione dell'intervento risulta che il Ministero dell'ambiente abbia sottoscritto un'intesa con il Comune di Monsano e con la Regione Marche, attribuendo a quest'ultima un ruolo di regia. Nel documento venivano definiti ruoli, modalità e tempistiche per la realizzazione, nonché gli aspetti finanziari del progetto che, secondo quanto preventivato, avrebbe avuto un costo complessivo di 924.000 euro; considerata l'urgenza di procedere alla mitigazione di tale criticità, la Regione Marche avrebbe stanziato un finanziamento di oltre 181.000 euro finalizzato alla progettazione e all'immediata realizzazione delle indagini preliminari; stando alle dichiarazioni dell'assessore provinciale Marcello Mariani «la Provincia di Ancona ha il ruolo di accertare il completamento degli interventi di bonifica, messa in sicurezza, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato e si è già impegnata con un contribuito di 218 mila euro. (...). La quota invece a carico del Comune di Monsano ammonta a 74 mila euro. Gli interventi - come ha spiegato il progettista Gianni Napoleone - sono divisi in tre stralci funzionali, oltre ad una fase propedeutica per acquisire elementi di analisi e mettere a punto attività sperimentali. Il Comune ha già iniziato le opere con l'avvio delle procedure per la realizzazione dello stralcio iniziale del progetto, necessaria ai fini della progettazione esecutiva e quindi all'appalto. Le opere avrebbero dovuto concludersi entro il 2010» ("Vivere Jesi" del 23 gennaio 2091), si chiede di sapere: a quanto ammontino effettivamente e con esattezza i finanziamenti statali erogati; quali opere di bonifica ad oggi siano state effettuate; se e quali controlli si intenda attuare, data la gravità dell'inquinamento verificatosi, per accertare che le stesse garantiscano la messa in sicurezza delle popolazioni interessate; se sia stata mai effettuata un'approfondita indagine epidemiologica per valutare e quantificare gli effetti sulla salute dei cittadini eventualmente procurati dall'inquinamento da cromo esavalente e se sia intenzione del Ministro della salute procedere per quanto di competenza, al fine di avviare tale studio epidemiologico, indicando anche una presumibile tempistica. Atto n. 3-00881 GIAMMANCO Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo n. 210 del 16 maggio 2019 reca disposizioni per la campagna di pesca del tonno rosso per l'anno 2019. In particolare, si ripartisce tra i vari sistemi di pesca del tonno rosso il quantitativo di 4.308,36 tonnellate autorizzato per l'Italia con regolamento (UE) 2019/124 del 30 gennaio 2019; per il sistema di pesca a tonnara fissa (TRAP) il decreto fissa il limite di pescato per il 2019 in 357,41 tonnellate, di cui 29,05 costituiscono il contingente incrementale. Nell'allegato A, il decreto individua le 5 tonnare fisse di Isola Piana, Capo Altano, Porto Paglia, Favignana e Cala Vinagra cui, con successivo provvedimento, va ripartito il quantitativo autorizzato, sulla base di principi di equità che tengano conto anche dei livelli medi di cattura dei singoli impianti riferiti agli anni 2015, 2016 e 2017; il decreto dispone anche che, al fine di consentire di adeguare, nel corso dell'anno 2019, i contingenti individuali di cattura ad esigenze di flessibilità di gestione, esclusivamente nell'ambito dei sistemi della circuizione e della tonnara fissa, detti contingenti di cattura possono, in tutto o in parte, formare oggetto di operazioni di trasferimento temporaneo; con successivo decreto del Ministro n. 235, del 30 maggio 2019, sono quindi assegnate le quote individuali di cattura alle tonnare fisse di cui all'allegato A, prevedendo che la parte incrementale per il 2019 fissata dal decreto n. 210, e cioè 29,05 tonnellate, venga divisa in parti uguali (14,525 tonnellate) tra i due nuovi impianti autorizzati allo sfruttamento commerciale di Favignana e Cala Vinagra. La restante parte, sino alla quota massima autorizzata dall'Unione europea di 357,41 tonnellate, viene suddivisa tra i vecchi impianti già autorizzati di Isola Piana (188,24 tonnellate), Capo Altano (130,11 tonnellate) e Porto Paglia (10,01 tonnellate); la ripartizione delle quote all'interno del sistema di pesca a tonnara fissa, che costituisce una novità dell'annata 2019 rispetto al precedente metodo dell'indiviso, è effettuata sulla base del principio di equità e dei livelli medi di cattura dei singoli impianti riferiti agli anni 2015, 2016 e 2017. Tuttavia, questo metodo finisce per penalizzare le due nuove tonnare di Favignana e Cala Vinagra, tra cui infatti è stata ripartita la sola quota incrementale di 29,05 tonnellate; la ripartizione è stata effettuata, quindi, senza considerare le complessive 357,41 tonnellate, che avrebbero consentito una diversa modulazione delle quote tra i 5 operatori, basata non sul principio della "stabilità relativa", che avvantaggia chi già detiene quote di mercato, ma su parametri oggettivi ed equi, in modo da tenere conto della capacità produttiva, della redditività degli investimenti, del personale occupato; gli accordi di trasferimento delle quote di pesca previsti dal decreto del 16 maggio sono incerti nell' an e quindi non permettono una seria programmazione delle attività; richiedono una negoziazione con uno o più degli altri operatori, che potrebbero non acconsentire alla cessione, perché controinteressati e talvolta parti avverse in procedimenti giurisdizionali pendenti, ovvero richiedere compensazioni; sono di natura transitoria; il tribunale amministrativo per il Lazio, con orientamento consolidato (sentenza n. 7646 del 2018 e n. 5123 del 2014), ha affermato che il quantitativo totale di tonno rosso pescabile nel territorio nazionale costituisce un dato stabilito a livello europeo, mentre l'autorità statale è tenuta ad esercitare un doppio livello di discrezionalità nella ripartizione interna, tra i diversi sistemi di pesca, del quantitativo totale, e, nell'ambito di ogni sistema, tra le singole imbarcazioni, del quantitativo attribuito al sistema stesso. La ripartizione delle quote tra i diversi sistemi di pesca è finalizzata al perseguimento dell'interesse pubblico costituito dall'assicurare migliori prospettive di redditività economica anche per la tutela dell'occupazione; la risoluzione n. 20/E dell'Agenzia delle entrate del 22 febbraio 2011 chiarisce che il trasferimento dei diritti inerenti alle cosiddette quote tonno rosso si configura come cessione di un bene immateriale dell'impresa e implica un atto di disposizione del titolare, al fine di percepirne un immediato corrispettivo in luogo del diretto svolgimento dell'attività economica, si chiede di sapere: quali siano le ragioni dell'attribuzione al sistema di pesca a tonnara fissa, effettuata con i due decreti del 16 e 30 maggio 2019 citati, di un quantitativo supplementare di sole 29,05 tonnellate, a fronte dell'ingresso sul mercato dei due nuovi impianti di Favignana e Cala Vinagra, che si sono aggiunti ai tre già operanti, e che avrebbe richiesto un maggiore riequilibrio delle quote rispetto agli altri sistemi di pesca a "circuizione" e a "palangaro"; quali siano le ragioni che hanno condotto alla scelta di ripartire le quote all'interno del sistema di pesca a tonnara fissa sulla base del principio di equità e dei livelli medi di cattura dei singoli impianti riferiti agli anni 2015, 2016 e 2017, penalizzando in tal modo i nuovi operatori; quale posizione intenda assumere il Ministro in indirizzo in riferimento agli accordi di trasferimento delle quote di pesca e, in particolare, se intenda rideterminare le quote spettanti ai singoli impianti, evitando così negoziazioni ex post tra le parti private dei diritti di cattura di tonno rosso già attribuiti dall'amministrazione. Atto n. 3-00882 ALFIERI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da oltre sei mesi i dipendenti dei punti vendita "Cavalca" di Arcisate e Varese vivono una precaria situazione, dovuta alle vicende societarie che sono seguite alla cessione dello storico marchio varesino alla Nord Clothing Srls; alla procedura di licenziamento collettivo i 26 lavoratori e le sigle sindacali hanno risposto proclamando uno sciopero di 6 ore per il 6 giugno 2019; l'offerta fatta dalla proprietà ai lavoratori secondo i rappresentanti sindacali non offre adeguate garanzie; alla luce delle gravi dichiarazioni e delle denunce fatte a mezzo stampa dall'amministratore unico della società Nord Clothing, si chiede di sapere quali siano le misure che il Ministro in indirizzo intende, con urgenza, mettere in campo al fine di scongiurare la crisi aziendale in atto, che coinvolge 26 lavoratori, che riguarda un marchio storico come Cavalca. Atto n. 3-00883 AGOSTINELLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e della salute Premesso che: si apprende da fonti stampa che l'Asur (Anagrafe sanitaria unica regionale) della Regione Marche area vasta 2, Servizio igiene alimenti di origine animale, ha emesso un provvedimento con il quale ha disposto il divieto di consumo di molluschi bivalvi vivi, della specie "Mytilus galloprovincialis", provenienti dai banchi naturali di mitili, zone di produzione denominate Ancona nord e Ancona sud, a seguito del superamento dei limiti di Escherichia coli, come si legge sul online dell'Ansa il 24 maggio 2019; i produttori devono pertanto attivare le procedure di ritiro del prodotto già commercializzato, raccolto in data 23 maggio 2019 (data di prelievo del campione), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative di competenza intendano adottare al riguardo. Atto n. 3-00884 MARGIOTTA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con l'entrata in vigore, dal 1° luglio 2017, delle modifiche e integrazioni apportate all'art. 17- ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, non potendo incassare l'IVA esposta sulle fatture attive per effetto dello " split payment ", il credito derivante dalle liquidazioni periodiche ha subito un evidente e significativo balzo esponenziale che ha aumentato il credito di molte imprese fino a cifre anche superiori ai 50.000.000 euro; alcune di loro, per inevitabili esigenze di cassa, hanno ceduto l'intero credito a società di factoring di importanti gruppi bancari; nel caso in cui un'impresa abbia in corso un contenzioso con l'Agenzia delle entrate, anche per importi comprensivi di sanzioni largamente inferiori al credito vantato, quest'ultima richiede, oltre a fideiussioni a tempo indeterminato a garanzia dell'importo del contenzioso, anche fideiussioni di durata quadriennale per tutte le richieste di rimborso IVA effettuate maggiorate dei potenziali interessi; stanti le attuali normative sullo split payment e sul "contribuente virtuoso", tali imprese dovranno ogni anno assumersi l'onere di garantire il proprio credito IVA che quindi potrebbe arrivare, mantenendo questo trend , ad un totale di fideiussioni di notevole importo, spesso, superiore ai 250.000.000 euro; in seguito ad ogni richiesta di rimborso l'Agenzia delle entrate chiede ufficialmente la trasmissione di documentazione integrativa al fine di verificare il credito; al termine di tale verifica richiede ufficialmente le fideiussioni necessarie per procedere al rimborso dell'IVA. Le fideiussioni, propedeutiche al rimborso, sono richieste a tali società in quanto a causa dell'esiguo contenzioso non sono considerate contribuenti virtuosi; tuttavia, non esiste una definizione specifica di contribuente virtuoso stabilita dalla legge. La figura del contribuente virtuoso si desume dal testo dell'articolo 38- bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972; la misura prevede che, fatto salvo quanto previsto dal comma 4, i rimborsi di ammontare superiore a 30.000 euro siano eseguiti previa presentazione della relativa dichiarazione o istanza da cui emerge il credito richiesto a rimborso, recante il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa dell'organo che esegue il controllo contabile. Alla dichiarazione o istanza deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la sussistenza delle seguenti condizioni in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente; è stato, dunque, eliminato l'obbligo generalizzato di prestare la garanzia, che resta però, in caso di crediti chiesti a rimborso di importo superiore a 30.000 euro, quando si verificano le situazioni di rischio elencate al comma 4 dell'articolo 38- bis ; tale disciplina fa sì che molte imprese siano considerate "contribuenti a rischio"; per quanto concerne gli avvisi d'accertamento, questi devono essere ricevuti nei due anni antecedenti alla richiesta di rimborso e, per ciascuno dei due anni, gli importi accertati devono superare delle soglie prestabilite. Quindi, se nel 2018 si presenta una richiesta di rimborso, il contribuente dovrà obbligatoriamente presentare apposita garanzia se nel 2017 e nel 2016 ha ricevuto notifica di accertamenti ai fini IVA per importi che superino i limiti previsti dall'art. 38- bis , comma 4, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sulla situazione; quali iniziative intenda adottare al fine di sostenere, in una fase complessa per l'economia del nostro Paese, le imprese che, in assenza di adeguati interventi, rischiano di vedere compromessa la propria situazione economica e finanziaria e conseguentemente la loro continuità operativa. Atto n. 3-00885 TOTARO Ai Ministri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: Niccolò Ciatti, un giovane di Scandicci (Firenze), fu ucciso barbaramente nella discoteca "St. Trop" di Lloret de Mar, in costa Brava. Il ragazzo ventiduenne fu fulminato da un calcio alla testa sferrato il 12 agosto 2017 da un giovane ceceno al culmine di un'aggressione avvenuta nella discoteca St. Trop; il giovane fu aggredito da tre ceceni: la polizia catalana, i Mossos d'Esquadra, parlarono nel loro rapporto di persone con addestramento paramilitare; le immagini diffuse mostrano con terribile chiarezza che tutti e tre questi pericolosi soggetti, preparati ad uccidere, abbiano aggredito Ciatti senza motivazione, solo per barbara violenza; in Spagna si è chiusa in questi giorni l'istruttoria contro i suoi assassini, come riportato anche da notizie di stampa; ci sarà un processo, ma con un solo imputato per l'assassinio di Niccolò Ciatti. Nessuna accusa verso gli altri due ceceni che coprirono le spalle al picchiatore, nessuna ipotesi di responsabilità penale per la discoteca, che, pur zeppa di ragazzi, aveva in servizio soltanto una manciata di addetti alla sicurezza; il giudizio che si terrà a Girona (ancora non è stata fissata la data) riguarderà, seppur con un'accusa pesantissima, soltanto Rassoul Bissoultanov. Così ha stabilito il "ministerio fiscal" di Blanes, che nei giorni scorsi ha depositato l'atto che equivale alla nostra chiusura delle indagini e alla richiesta di rinvio a giudizio in Italia; gli altri due "lottatori" sono a Strasburgo, dove vivono da rifugiati con le loro famiglie; i tre ceceni vennero arrestati poco dopo dai Mossos d'Esquadra, ma solo Bissoultanov è rimasto nelle carceri catalane, mentre agli altri due venne imposto il divieto di lasciare i Paesi dell'area di Schengen; nel corso di questi anni la famiglia e la comunità fiorentina tutta si sono impegnate perché in Spagna si svolgesse un processo giusto, che portasse alla condanna di tutti gli autori della terribile aggressione e del conseguente omicidio; la famiglia di Niccolò e tutta Firenze si ribellano a questa vergogna che nega giustizia a Niccolò Ciatti. I due soggetti non hanno scontato un giorno di carcere e sono liberi rifugiati in Francia, si chiede di sapere quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano prendere presso il Governo spagnolo per porre rimedio a questa grave ingiustizia. Atto n. 3-00886 PAPATHEU Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'Italia, ed in particolare la Sicilia, ha un ruolo fondamentale in ambito europeo ed internazionale nella produzione delle arance, oltre 2.469.939 tonnellate all'anno, pari al 3,56 per cento della produzione mondiale, con un dato inferiore soltanto a Brasile, Stati Uniti, Cina, India, Messico, Spagna ed Egitto; a partire dal mese di marzo 2019 le autorità fitosanitarie europee hanno rinvenuto arance provenienti dalla Tunisia contaminate dal fungo della "macchia nera", che danneggia la buccia degli agrumi rendendoli invendibili. Il database "Europhyt" ha confermato l'allarme dell'organizzazione agricola spagnola Asaja, che ha rimarcato come "l'individuazione per la prima volta di questo pericoloso fungo nelle arance tunisine" porti il patogeno nel Mediterraneo, "alle porte della Spagna e del resto dei Paesi dell'Unione europea"; per il rischio macchia nera attualmente sono soggetti a controlli eccezionali alle frontiere dell'Unione europea gli agrumi importati da Argentina, Brasile, Sudafrica e Uruguay. Secondo la Cia Agricoltori italiani, nel caso in cui questa fitopatia si diffondesse, provocherebbe danni irreparabili al patrimonio agrumicolo e metterebbe a rischio uno dei più importanti comparti dell'agricoltura nel Sud Italia; la Coldiretti ha chiesto di bloccare gli agrumi provenienti dalla Tunisia per evitare un ulteriore problema al sistema produttivo italiano, già colpito dalla "Xylella fastidiosa", dalla cimice marmorata asiatica, dalla "Drosophila suzukii" e dal cinipide del castagno. Coldiretti ritiene che le misure attivate fino ad oggi dall'Unione europea per contrastare l'ingresso della macchia nera, misure che interessano solo gli agrumi destinati al mercato del fresco e non quelli destinati alla trasformazione industriale, siano insufficienti; la libera circolazione delle merci non deve pregiudicare la sanità delle coltivazioni di vegetali nell'Unione europea, si chiede di sapere quali iniziative siano state poste in essere in termini di controlli alla frontiera e all'interno del territorio italiano per prevenire qualsiasi rischio di contaminazione del patrimonio agrumicolo italiano e quali azioni il Ministro in indirizzo abbia sino ad ora intrapreso in ambito internazionale per una migliore disciplina delle importazioni da Paesi terzi a tutela della salute del consumatore. Atto n. 3-00887 PAPATHEU Al Ministro per il Sud Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Ministro in indirizzo ha dichiarato nel corso di una recente manifestazione svoltasi a Palermo che "Nel contratto di governo abbiamo messo per il Sud sei righe 'potentissime' per annullare il divario con il Nord"; malgrado le rassicurazioni, il Sud registra un tasso di disoccupazione che è tre volte quello del Nord Italia e il doppio di quello del Centro, con una disoccupazione giovanile che in Campania, Sicilia e Calabria è di oltre il 52 per cento; secondo Eurostat queste tre regioni si collocano nelle ultime 10 posizioni su 280 regioni monitorate nel 2018, nelle quali la media della disoccupazione fra i giovani è del 15,2 per cento. Nelle isole il tasso di disoccupazione è del 19,8 per cento; le politiche del Governo sino ad ora poste in essere non hanno invertito un trend negativo confermato anche da Svimez in occasione della presentazione del Documento di economia e finanza di aprile 2019; secondo Svimez il Pil del Mezzogiorno è previsto in discesa di almeno 2 decimi di punto; un calo non compensato dagli effetti del reddito di cittadinanza, che per quanto più impattante al Sud per la maggiore presenza di beneficiari, non inciderà sul prodotto interno lordo di quelle regioni per più dello 0,14 per cento. Un quadro recessivo determinato, soprattutto, dall'impatto sui redditi del calo tendenziale dell'occupazione, con una percentuale che secondo l'Istat, nel terzo e quarto trimestre del 2018, è passata da uno 0,3 per cento in più a uno 0,2 per cento in meno; è quindi indiscutibile che la forbice tra Nord e Sud continua ad aumentare; evidenziato che a parere dell'interrogante il Governo non ha finora opposto alla decrescita del Sud alcuna strategia di medio e lungo periodo. Manca, soprattutto, una politica per gli investimenti, un divario che, sempre secondo le previsioni di Svimez, difficilmente verrà compensato dallo "sblocca cantieri" e dal "decreto crescita", i cui effetti si ipotizzano al contrario piuttosto modesti. Desta, inoltre, forti perplessità il "Bonus Sud 2019", che concede l'esonero contributivo alle imprese solo per gli assunti dal 1° maggio 2019, escludendo quelle che hanno instaurato rapporti di lavoro da gennaio ad aprile 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno riferire in maniera dettagliata su quali siano state le azioni intraprese dal Governo in questo primo anno di Legislatura per quanto concerne lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno, e se intenda illustrare le eventuali misure in previsione. Atto n. 3-00888 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: sulla base dei dati riferiti all'anno 2018 diffusi dalla Banca d'Italia la Cina è scomparsa dai primi 20 Paesi che guidano la classifica sulle rimesse all'estero dall'Italia. Il dato è in controtendenza con l'aumento del numero dei residenti cinesi in Italia e soprattutto con il numero delle loro attività commerciali sul territorio; esiste la possibilità che il flusso di denaro derivante dalle rimesse utilizzi il sistema cinese "chop o flying money", meglio conosciuto con il nome di "Hawala". Tale anomalia è stata confermata anche da attività di indagine della Guardia di finanza, che, ad esempio, tra Prato e Firenze, dove esiste una delle comunità cinesi tra le più grandi d'Europa, con l'operazione "Cian Ba", ha intercettato un sistema di riciclaggio di proventi derivanti da evasione fiscale, commercio di prodotti contraffatti, illeciti doganali e sfruttamento della manodopera clandestina, con cui erano stati "dirottati" in Cina più di 2 miliardi di euro; precedentemente, un'altra operazione della Guardia di finanza, denominata "Cian Liu", ovvero "Fiume di denaro", aveva scoperto un flusso di denaro indirizzato dall'Italia (tramite San Marino) verso la Cina, allora per quasi 3 miliardi di euro; come noto, un circuito come Hawala permette di trasferire ingenti somme di denaro da un Paese: la persona consegna il denaro all' hawaladar , cioè all'intermediario che si trova in Italia, che, a sua volta, gli comunica un codice di autenticazione, che questi notificherà (per telefono, e-mail , eccetera) al beneficiario che risiede nel Paese di destinazione dei fondi. Il beneficiario, con quel codice, si presenta, quindi, all'altro hawaladar , cioè l'agente che risiede nel suo stesso Paese, che a quel punto gli liquiderà il denaro. Successivamente, stando alle dinamiche ricostruite dalle forze dell'ordine, i due hawaladar opereranno specifiche compensazioni sulla base dei saldi attivi o passivi registrati a fronte dei diversi trasferimenti effettuati nel tempo, si chiede di sapere quali iniziative siano state sinora intraprese per contrastare efficacemente eventuali attività illecite nelle rimesse all'estero dall'Italia e con quali risultati. Atto n. 3-00889 PAPATHEU Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: nel territorio italiano si contano oltre 20.000 siti di interesse regionale (SIR), dei quali oltre 9.487 necessitano di interventi di bonifica o di ulteriori accertamenti. Il 53 per cento dei SIR, 2.119, è contaminato da idrocarburi; l'inquinamento da idrocarburi è inoltre attestato nel 53,7 per cento dei siti di interesse nazionale (SIN), 23 siti complessivi, e rappresenta un'emergenza ambientale per quelli di Gela, Fidenza, laghi di Mantova e val Basento; per le aree contaminate la competenza è delle Regioni, ma lo Stato deve svolgere un ruolo attivo di vigilanza ambientale sulla condizione ambientale delle aree; evidenziato che: con riferimento ai terreni, si assiste ad una preoccupante antropizzazione del suolo: tra il 2010 e il 2016 si sono persi 250.000 ettari di terreno agricolo; sia i suoli che la falda presentano spesso contaminazioni da idrocarburi leggeri, pesanti e aromatici, metalli, piombo, metil-t-butil etere (Mtbe), clorurati, fluoruri; evidenziato che è urgente l'avvio di concrete iniziative dedite a favorire condizioni di bio-risanamento da inquinamenti, si chiede di sapere quali iniziative stia ponendo in essere il Governo per garantire la tutela della salute pubblica e dell'ambiente nelle aree di interesse nazionale (SIN) e regionale (SIR) e se siano state avviate azioni preventive, di concerto con gli enti territoriali, nonché opportune indagini epidemiologiche per il monitoraggio delle aree a rischio. Atto n. 3-00890 BELLANOVA MARGIOTTA VALENTE FEDELI PITTELLA STEFANO MALPEZZI FERRARI GIACOBBE IORI ALFIERI PATRIARCA CUCCA BOLDRINI RICHETTI D'ARIENZO PARRINI MARINO VERDUCCI GINETTI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per il Sud Premesso che: in questi giorni due dei maggiori call center del Mezzogiorno, "Teleperformace" a Taranto e "Call&Call" di Casarano (Lecce), sono stati interessati da perdite di commesse. Va rilevato che nel caso di Teleperformance si parla di uno dei più grandi call center d'Italia; nel secondo caso, ugualmente rilevante per la platea occupazionale coinvolta, si tratta del "più grosso serbatoio privato di posti di lavoro nel sud Salento" secondo le stime degli osservatori sul lavoro e delle parti sociali; Teleperformance, come si rileva dalle notizie di stampa, ha perso la gara d'appalto per il rinnovo della commessa di Enel mercato libero aggiudicata a "System House", coinvolgendo nell'immediato almeno 400 posti di lavoro; nel secondo caso il call center salentino ha perso la commessa, sempre di Enel mercato libero, aggiudicata alla società "Covisian" che ha sede in molte zone d'Italia ma non a Lecce; considerato che: dopo l'allarme delle parti sociali, Enel mercato libero avrebbe garantito la continuità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti grazie all'applicazione della clausola sociale, di cui all'articolo 213, comma 2, del decreto legislativo n. 50 2016 (codice dei contratti pubblici), successivamente novellato dal decreto legislativo n. 56 del 2017. Come è infatti noto, la clausola sociale per i call center stabilisce che, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di call center, il rapporto di lavoro continua con l'appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, e anche in assenza di specifica disciplina nazionale collettiva, con un decreto adottato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentite le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale; nel caso di Teleperformace l'azienda committente, a ridosso della commessa aggiudicata, ha dichiarato con una nota che: "l'occupazione dei lavoratori attualmente impiegati da Teleperformance è garantita attraverso l'applicazione della clausola di salvaguardia sociale, che prevede la riassunzione del personale dipendente utilizzato dal fornitore uscente, conservando condizioni economiche, mansioni e anzianità di servizio anche in caso di cambio appalto. Pertanto, tutti i lavoratori impiegati dall'impresa uscente continueranno a lavorare anche con la nuova società aggiudicataria", precisando inoltre che "gli inviti a partecipare sono stati rivolti alle imprese in possesso delle qualifiche necessarie, con sede in Italia, premiando la vicinanza dei nuovi siti a quello del fornitore uscente"; nel caso di Call&Call Enel energia ha informato che "tutti i lavoratori impiegati dall'impresa uscente continueranno a lavorare anche con la nuova società aggiudicataria attraverso l'applicazione della clausola, in una sede, secondo le notizie attinte dalla stampa, situata entro 15 chilometri di distanza da quella attuale"; rilevato che: l'allarme delle lavoratrici, dei lavoratori e delle parti sociali è altissimo. In particolare le parti sociali rilevano il rischio che l'eventuale sospensione del codice degli appalti annulli il traguardo conquistato con la clausola sociale, con il rischio evidente di spostare le lancette indietro di anni, mettendo per strada i lavoratori di quei call center che, causa la perdita di commesse precedentemente acquisite, potrebbero procedere a licenziamenti collettivi senza alcuna garanzia per i lavoratori; tale situazione di gravissimo allarme occupazionale si aggiunge a quanto già rilevato nella precedente interrogazione del 6 novembre 2018 (3-00347) e relativa al mancato rinnovo nell'ottobre 2018, per circa 200 lavoratori, dei contratti a tempo indeterminato scaduti il 31 ottobre da parte del gruppo Comdata, il call center più rilevante sul territorio salentino, causa l'applicazione del decreto dignità, di cui al decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018, un'interrogazione cui ancora non è stata ricevuta risposta; tenuto conto che il 16 maggio 2019 nel corso della trasmissione "Piazza Pulita" andava in onda un reportage d'inchiesta nel quale si denunciavano, in alcuni call center del tarantino, paghe di poco più di 5 euro all'ora, contratti rinnovati di mese in mese, ritmi estenuanti e la necessità di raggiungere obiettivi quasi impossibili, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se abbiano già proceduto alle verifiche dovute, garantendo la corretta applicazione della norma relativa alla clausola sociale per i call center con una convocazione ad hoc dell'azienda committente, delle aziende vincitrici delle commesse, delle organizzazioni sindacali e datoriali territoriali e nazionali; se non ritengano di dover periodicamente monitorare la situazione dei call center nel Mezzogiorno, in special modo a seguito di inchieste giornalistiche che hanno rilevato la presenza di call center in luoghi inidonei allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e, parrebbe, anche privi delle necessarie autorizzazioni; se, a seguito di quanto riportato dalla trasmissione Piazza Pulita, abbiano attivato un'attività ispettiva e di controllo; se siano consapevoli che un'eventuale sospensione del codice degli appalti potrebbe annullare contestualmente l'applicazione della clausola sociale andando a colpire migliaia di lavoratori e lavoratrici già di per sé gravati da condizioni di lavoro spesso onerose, e come intendano fare fronte a questa eventualità. Atto n. 3-00891 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e per il Sud Premesso che: il Governo ha assegnato il 34 per cento degli investimenti pubblici alle Regioni del Mezzogiorno, ritenendo tale percentuale "una quota proporzionale alla popolazione di riferimento"; tale percentuale, che il Governo propaganda come una "scelta che determinerà una svolta", appare inadeguata a colmare il gap con le regioni del Nord Italia e non può essere sufficiente per un rilancio dell'economia del Sud; in termini di reddito pro capite gli abitanti nelle regioni del Mezzogiorno sono, ad oggi, come rimarcato dai conti economici territoriali di Eurostat, tra i più poveri dell'Unione europea. A fronte di una media europea di 30.000 euro, il Sud Italia registra infatti 18.900 euro di reddito pro capite . A detenere il record negativo è la Calabria (17.200 nel 2017, 16.700 nel 2016), seguita da Campania (18.200 nel 2017, 17.800 nel 2016), Puglia (18.400 nel 2017, 18.100 nel 2016), Molise (19.800 nel 2017, 19.600 nel 2016), Basilicata (21.100 nel 2017, 20.800 nel 2016) e Abruzzo (24.700 nel 2017, 24.000 nel 2016), e analoghe difficoltà si riscontrano in Sicilia e Sardegna; nel Centro Italia, si è passati da 30.200 euro pro capite a 30.700 euro; evidenziato che: eloquenti appaiono i dati del Nordovest, dove già fra il 2016 e il 2017 il reddito pro capite è passato da 34.400 a 35.200 euro, e nel Nordest da 33.500 a 34.300 euro. Il reddito pro capite più alto si registra nella provincia autonoma di Bolzano (42.300 euro); l'aumento di 6 punti percentuali dal 28 al 34 per cento del livello degli investimenti pubblici al Sud è quindi totalmente inefficace. Si rendono necessari centinaia di milioni di euro in più per la manutenzione e la realizzazione di nuove strade e per interventi sulla rete ferroviaria ma ad oggi non c'è alcuna chiarezza sull'effettivo programma di investimenti e interventi previsti e si registrano numerose criticità irrisolte e tanti cantieri bloccati. La realtà è che, nella lista delle grandi opere da sbloccare, su un totale di 26,4 miliardi di euro di investimenti, oltre la metà (16 miliardi) sono destinati al Nord, 6 miliardi al Centro e poco meno di 5 miliardi al Sud; dal 2001 ad oggi le Regioni del Nord dell'Italia hanno ricevuto la parte più consistente della spesa in conto capitale, sino al 78,6 per cento, quota che non scende mai al di sotto del 75 per cento, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo abbiano valutato la possibilità di rimodulare e modificare il quadro previsionale degli investimenti pubblici per il Sud, al fine di introdurre misure in grado di colmare il gap infrastrutturale, per un rilancio concreto e tangibile di tutto il Mezzogiorno. Atto n. 3-00892 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i collegamenti su binario in Sicilia sono ben al di sotto delle necessità e il sistema della viabilità è inadeguato; con riferimento alla rete ferroviaria in Sicilia, i tracciati dei 1.369 chilometri di linee sono, di massima, quelli originari e tortuosi di un secolo fa; per quanto concerne le strade, ne rimangono 268 da completare, per un valore di 4,7 miliardi di euro; con riferimento ai collegamenti stradali, l'attuale sistema in Sicilia è gestito da due enti: il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS) e ANAS SpA; sebbene il CAS sia un ente pubblico non economico che produce ricchezza dagli incassi dei pedaggi, il suo bilancio è sempre in passivo e non destina risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle arterie autostradali che cura; analoghe criticità si ravvisano nello stato odierno delle strade provinciali, che nelle nove province dell'isola si estendono per 14.717 chilometri: in gran parte si tratta di percorsi precari e dissestati; evidenziato che: si prospetta il raddoppio della tratta Messina-Catania da realizzare tra il 2020 e il 2028 ma rimangono nodi irrisolti nella pianificazione delle opere con gli enti locali; non risulta ripristinato il collegamento ferroviario interrotto, dal 2011, tra Palermo e Trapani, via Milo; permane la questione dell'anello ferroviario di Palermo e del passante ferroviario di Palermo e Catania; non è stato avviato alcun progetto per la velocizzazione e raddoppio del binario della ferrovia Palermo-Catania, ad eccezione del tratto Bicocca-Catenanuova, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno relazionare sullo stato della viabilità in Sicilia e se non ritenga opportuna, per affrontare la grave crisi infrastrutturale ed il persistere di molteplici ritardi, l'attivazione di una cabina di regia Stato-Regione, aperta anche alle forze sociali. Atto n. 3-00893 PAPATHEU Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per il Sud Premesso che: il Sud è il principale bacino di impiego della manodopera agricola nel Paese con il 57 per cento degli operai agricoli italiani, dei quali il 95 per cento stagionali. L'agroalimentare rappresenta oggi il 34 per cento del Pil in Sicilia, con 83.000 imprese agricole attive, 150.000 lavoratori e 15 milioni di giornate lavorative all'anno; l'agricoltura nel Mezzogiorno d'Italia, con particolare riferimento all'ortofrutta, è sempre più dominata dalla presenza di numerosi prodotti provenienti dall'estero, che possono essere acquistati ad un minor prezzo. Molti di questi prodotti vengono irrorati all'origine con prodotti vietati nel nostro Paese. È il caso dei pomodorini "datterini" del Camerun a Pachino, la cittadina siciliana nota per il pomodorino e per il datterino. Agli agricoltori di Pachino il pomodorino siciliano viene pagato 50-60 centesimi di euro per essere rivenduto a 2-3 euro al chilogrammo in Sicilia e anche a 7-8 euro in Centro Italia. Nei supermercati di zona il pomodorino del Camerun si vende a 1.40 euro al chilogrammo, mentre il pomodorino di Pachino rimane invenduto a 40-50 centesimi di euro al chilogrammo, si chiede di sapere con quali modalità si provveda a controllare l'ingresso in Italia di prodotti agricoli provenienti da Paesi terzi, al fine di impedire l'utilizzo e la vendita di prodotti sottoposti a trattamenti chimici vietati in Italia. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00894 ERRANI DE PETRIS LAFORGIA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Mercatone Uno è una importante catena italiana della grande distribuzione nata nel 1978, che ha contato circa 80 punti vendita e circa 3.700 dipendenti nel momento di massimo sviluppo; la crisi di Mercatone Uno iniziò nel 2012, quando furono dichiarati 900 esuberi; all'epoca la procedura si chiuse con un accordo di licenziamento collettivo (su disponibilità volontaria) e la conseguente presentazione di un piano di riorganizzazione con attivazione di un contratto di solidarietà, da maggio 2012 a maggio 2015, mentre in alcuni punti vendita il contratto di solidarietà era già attivo dal 2011; tra il 2014 e il 2015 fu avviato un accordo di ristrutturazione del debito, ex art. 67 della legge fallimentare (di cui alla legge n. 267 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni) e nel 2015 viene depositata un'istanza di fallimento per tre società del gruppo: Tre Stelle; M-75 e M-73; sempre nel 2015 venne avviata richiesta di ammissione al concordato in bianco al Tribunale di Bologna, il concordato coinvolge 3.600 dipendenti e 370 partite IVA; con decreto del 7 aprile 2015 del Ministero dello sviluppo economico furono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (legge Marzano n. 39 del 2004) le seguenti imprese: Mercatone Business Srl, Mercatone Uno Finance Srl, Mercatone Uno Trading Srl, Mercatone Uno Estate Srl, Mercatone Uno Logistics Srl, Mercatone Uno Service Spa, Tres Stelle e furono nominati 3 commissari straordinari: avvocato Stefano Coen, dottor Ermanno Sgaravato e professor Vincenzo Tassinari; a maggio 2015 venne emanato un decreto per la cassa integrazione guadagni straordinaria; sempre durante il 2015 cessarono temporaneamente l'attività 17 punti vendita con prevista riapertura, mentre cessano altri 18 punti vendita con risultati economici particolarmente negativi; a luglio 2016 si aprì una procedura di licenziamento collettivo per 3.212 dipendenti; a settembre 2016, alla scadenza del primo bando d'acquisto, non vi furono proposte, mentre a giugno 2017 alla scadenza del secondo bando d'acquisto, arrivarono proposte, ma non erano conformi alle esigenze della procedura; a luglio 2017 il Ministero dello sviluppo economico autorizzò i commissari ad avviare la procedura di vendita a trattativa privata; a maggio 2018 due società hanno rilevato rispettivamente 13 e 55 punti vendita, la prima "Cosmo" (marchio Globo) 12 punti vendita e uno inattivo, la seconda "Shernon Holding" Srl (47 punti vendita e 8 inattivi); quest'ultima acquisisce anche il marchio Mercatone Uno; l'11 aprile 2019 la Shernon ha presentato al Tribunale di Milano richiesta di concordato in continuità, nel corso di un incontro presso il Ministero (18 aprile) il giudice delegato del Tribunale di Milano ha esposto la situazione di Shernon, precisando che in mancanza di un piano credibile e sostenibile da parte della stessa non vi potranno essere le condizioni per concedere il concordato, in quanto in 9 mesi di attività l'indebitamento ammonta a 90 milioni di euro; con sentenza del 23 maggio 2019 il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Shernon Holding Srl: sono coinvolti 1.842 lavoratori, i quali da sabato 24 maggio 2019 sono sospesi da qualsiasi attività lavorativa senza retribuzione e senza nessuna copertura di ammortizzatori sociali; la richiesta dei sindacati al Ministero dello sviluppo economico, cui fa capo il tavolo di crisi aziendale Mercatone Uno, è di agire immediatamente per attivare gli ammortizzatori sociali e per dare copertura ai lavoratori coinvolti e che l'amministrazione straordinaria si impegni alla riapertura dei punti vendita, così da mantenere il valore delle attività commerciali per il rilancio del marchio con l'obiettivo di individuare nuovi acquirenti per procedere alla cessione dell'attività e garantire la salvaguardia dei posti di lavoro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, affinché venga data una risposta immediata e positiva alla richiesta dei sindacati di attivazione della cassa integrazione straordinaria per gli oltre 1.800 lavoratori coinvolti e quali iniziative intenda adottare al fine di favorire da parte dell'amministrazione straordinaria l'implementazione di un piano di rilancio e vendita del marchio. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01750 BERGESIO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il gruppo Grancasa è un'azienda nata negli anni '80 e leader nella grande distribuzione in vari settori, tra i quali arredamenti, casalinghi ed elettrodomestici; l'azienda rappresenta, in particolare, una tra le più importanti realtà di Ceva (Cuneo), e un volano per l'economia di tutto il territorio del cuneese; in data 27 ottobre 2018 si è svolto presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un incontro nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo avviato dalla società Grancasa SpA; la procedura di licenziamento collettivo riguarda, nel merito, 158 dipendenti del gruppo; per quanto risulta all'interrogante, il tavolo ministeriale non ha portato risultati positivi, né nei confronti dei 158 dipendenti interessati dalle procedure di licenziamento, né per i dipendenti che, al momento, non sono inclusi nella procedura, ma che accusano mancanza di prospettive lavorative sicure; nella sola Ceva sono previsti 7 esuberi su 31 dipendenti; i sindacati hanno comunicato il permanere dello stato di agitazione e nella giornata di sabato 1° giugno 2019 si è svolta una giornata di sciopero presso il punto vendita di Ceva, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, alla luce dei mancati risultati raggiunti nel tavolo ministeriale, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del gruppo e tutelare il futuro dei dipendenti. Atto n. 4-01751 VERDUCCI FEDELI TARICCO PATRIARCA CUCCA ROJC STEFANO Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo la denuncia più volte reiterata del SIULP (Sindacato italiano unitario dei lavoratori della Polizia) e secondo quanto riportato dalla stampa locale, il commissariato di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) risulta patire una grave e insostenibile carenza di personale, che richiede di essere affrontata con molta urgenza; in particolare, il sindacato rinviene le cause della carenza di personale nella mancanza di turnover , nell'insufficiente dotazione complessiva di personale assegnato alle strutture di Ascoli Piceno e Fermo e nel pensionamento di alcune unità. Inoltre, il sindacato denuncia un'età media degli agenti in servizio che si attesta intorno ai 50 anni, la presenza di un parco auto obsoleto e dunque spesso inutilizzabile: un insieme di fattori che determina, nonostante la professionalità degli agenti, concrete difficoltà nell'assicurare la sicurezza degli abitanti e dei soggetti economici presenti nel territorio; considerato che: la pianta organica a disposizione dell'intera Questura di Ascoli Piceno risulta satura e il commissariato di San Benedetto deve garantire la copertura di un territorio la cui demografia si aggira complessivamente intorno ai 100.000 abitanti (senza considerare l'aumento durante la stagione estiva) con sole 51 unità di personale; le piante organiche di riferimento sono state individuate nel 1985 e formalizzate nel 1989, dunque inadeguate a fronteggiare problemi diversi da quelli di 30 anni fa; i sindacati di Polizia denunciano da tempo l'impossibilità di far fronte alle necessità delle città costiere, l'insostenibilità della situazione e il crescente senso di insicurezza di cittadini e imprenditori; tenuto conto che nel periodo estivo, San Benedetto del Tronto e tutta la riviera sono importanti mete turistiche, dove aumenta notevolmente la popolazione presente e la necessità di garantire una capillare presenza delle forze dell'ordine, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese della fascia costiera adriatica e dell'entroterra prospicente, su cui insiste la responsabilità del commissariato di San Benedetto del Tronto, per rimediare alla cronica carenza d'organico del commissariato e per assicurare un carico di lavoro equo ed adeguato a ciascun agente. Atto n. 4-01752 LANNUTTI LEONE ACCOTO PRESUTTO CASTALDI ANASTASI DONNO ORTIS DELL'OLIO Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: la popolare trasmissione televisiva "Striscia la Notizia", ideata dal genio televisivo Antonio Ricci in onda da 32 anni in prima serata su "Canale 5", si è occupata con diverse puntate curate dall'inviato Moreno Morello di un fantomatico progetto "Coemm&Clemm", formato dal "Comitato organizzatore etico mondo migliore" (Coemm), costituito a Londra l'8 aprile 2010, per "la pianificazione, organizzazione, produzione e controllo dell'omonimo progetto denominato E. Champion per un mondo migliore", con sede legale a Treviso in via Alessandro Pericle Ninni n. 3, e il "Clemm" (Circoli liberi etici mondo migliore), in attività da maggio 2015, contava già nel 2016 oltre 100.000 soci in tutta Italia; per attirare le donazioni, applicando un meccanismo di marketing piramidale denominato "schema Ponzi", che ha sempre avuto lo scopo principale di truffare chi vi resta intrappolato, l'organizzazione promette ai soci almeno 1.500 euro al mese, "una somma necessaria per la dignità umana", in cambio della donazione di almeno un euro a testa al mese, che finiscono direttamente ad un circolo di 10 persone chiamato "salotto". Ogni salotto è guidato da un "capitano", mentre i 1.500 euro promessi in cambio vengono chiamati "quid"; molti i personaggi ambigui (e in alcuni casi al centro di inchieste giudiziarie) che hanno fatto parte e fanno tuttora parte dell'operazione ai danni dei malcapitati donatori. A partire dal dominus del progetto Maurizio Sarlo, che avrebbe sostenuto di essere stato il manager di Stefano Tacconi, ai tempi in cui quest'ultimo era portiere della Juventus. Affermazione smentita dallo stesso Tacconi; nell'atto di costituzione di Coemm in data 8 aprile 2010, oltre a Sarlo, compare tra i fondatori la signora Grazia Canuto, salita agli onori della cronaca per collusione con la camorra in un traffico di rifiuti tra Treviso e il Sud Italia, come riportato da un articolo di "Investire oggi"; vicepresidente del Coemm&Clemm è Alessandro Bacchin, sedicente console accreditato alle Nazioni Unite. Onorificenza falsa, che sarebbe stata acquistata da Bacchin in Albania per 7.000 euro. Un altro dirigente del progetto è Claudio Borghi, presentatosi come diplomatico Onu, analogamente a Bacchin avrebbe acquistato il titolo dal medesimo rivenditore albanese; considerato che: come ha documentato la trasmissione televisiva, nella puntata del 26 novembre 2018, nell'operazione "progetto per Amatrice", un villaggio per 20.000 persone promesso alle popolazioni colpite dal terremoto, è stato coinvolto un sedicente banchiere, Maurizio Ricciardelli, che aveva garantito di mettere a disposizione 100 milioni di euro, mai arrivati. In una delle presentazioni della "White tiger wealth management ltd", una sorta di istituto bancario con sede a Londra, per dimostrare la serietà dell'operazione, Ricciardelli aveva mostrato il sito della White tiger e la sezione dedicata proprio al Coemm con 2.700.000 euro messi a disposizione. Ricciardelli, però, poco dopo si sarebbe ritirato dal progetto e con lui la White tiger, che in seguito risulterà una società con poche decine di sterline di capitale; nella fase iniziale nel progetto vi era anche un tal Rocco Anello, nel 2013 candidato a sindaco di Curinga (Catanzaro). Anello risulta essere uno dei più fidati collaboratori di Ferruccio Bevilacqua, legato al clan 'ndranghetista dei Mancuso e arrestato nel 2015 per usura e attività di stampo mafioso. Nell'ambito dell'inchiesta "Hydra", nella quale Rocco Anello è indagato insieme a Bevilacqua, sono stati sequestrati beni per quasi 5 milioni di euro; ha partecipato alla Coemm&Clemm anche un certo Santo Santaniello, come membro del comitato etico scientifico nazionale della società. Santaniello avrebbe sostenuto di essere ambasciatore del principe Stefan Cernetic, reggente di Montenegro, nonché reale di Macedonia e, come spiega lo stesso Sarlo, ha fatto da tramite tra il Coemm e il principe, con reciproco beneficio. In realtà, Santaniello non risulta essere né avvocato né ambasciatore, ma un semplice direttore di un ufficio postale della provincia di Avellino, e Cernetic non avrebbe alcun titolo nobiliare; a febbraio 2018 un certo dottor Claudio Ferraresi, presentato come portavoce della fondazione "San Giovanni Bosco nel Mondo" (quella fondata dal sacerdote salesiano svizzero don Enrico Morganti, precisa lo stesso Ferraresi) inaugura "una proficua collaborazione tra Coemm e i salesiani fortemente voluta da Maurizio" e afferma che la sua fondazione apporterà un milione di voti al Pvu, Partito valore umano. Affermazione smentita dagli stessi salesiani, proprio quelli di don Morganti: "Nessuno degli enti facenti capo ai salesiani ha alcun tipo di collaborazione con il Coemm, né con Maurizio Sarlo, né con il Pvu, Ferraresi è persona a noi totalmente sconosciuta". Ferraresi si presenta accompagnato da un sedicente ingegnere, tale Luigi Domenico Petrecca, che poi si scoprirà essere un saldatore specializzato, con alle spalle una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa, ricettazione e vendita di auto rubate in Campania, in complicità con i Casalesi, con il ruolo di cancellare il numero di telaio dalle autovetture prima di rimetterle in circolazione; gli euro donati e quelli spesi per i biglietti delle varie convention allestite in questi anni dall'organizzazione (10 euro per ogni ingresso) sono registrati come donazioni, e quindi esentasse. Non risulta, inoltre, che sia stato versato ad alcuno il famoso "quid", ovvero i 1.500 euro al mese; oltre ai 21 servizi di "Striscia la Notizia" e de "Le Iene", risulta che Antonio Masoni, blogger sardo, abbia depositato una denuncia contro Sarlo il 28 agosto 2018, e che alcune procure starebbero indagando sugli ambigui personaggi, in alcuni casi al centro di inchieste giudiziarie, che hanno fatto parte e fanno tuttora parte dell'operazione truffaldina ai danni di migliaia di malcapitati donatori, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dell'operazione Coemm a danno di migliaia di donatori, molti dei quali lamentano di essere stati raggirati e quali iniziative intenda attuare per evitare che l'ennesima truffa possa continuare indisturbata facendo nuove vittime; se la raccolta dei fondi non possa integrare gli estremi di elusione e frode fiscale, dato che non sembra risultare alcuna iscrizione della galassia Coemm tra le onlus e altri soggetti in regime fiscale agevolato, e se vi siano bilanci pubblicati e tracciabilità bancaria italiana o estera dei fondi raccolti, che possano certificare le attività economiche di Sarlo; quali misure urgenti intenda attivare per evitare che ambigui personaggi, abusando della credulità popolare, possano ideare meccanismi di marketing piramidali denominati "schema Ponzi", con la finalità di ingannare, truffare e frodare decine di migliaia di cittadini in buona fede che vi restano così intrappolati; se non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento. Atto n. 4-01753 CASINI UNTERBERGER LANIECE STEFANO ALFIERI FEDELI URSO BINETTI GALLIANI CUCCA MANCA STEGER DURNWALDER BRESSA PITTELLA D'ARIENZO GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: il 16 maggio 2019, Eddy Antonio Montes Praslin, "detenuto politico" nicaraguense con cittadinanza statunitense, è stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco nel carcere di massima sicurezza di La Modelo, in provincia di Managua, in circostanze non ancora del tutto precisate; sono oltre 600 i nicaraguensi arbitrariamente detenuti nelle carceri o imputati nei tribunali per reati politici; è ormai evidente il deterioramento delle istituzioni democratiche in Nicaragua ed è altresì innegabile la ripetuta violazione dei diritti umani, così come denunciato anche dal consiglio permanente dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA); gravi e manifeste sono le violazioni commesse nell'ambito dei diritti della libertà di espressione e di stampa e nell'esercizio del diritto alla manifestazione pacifica; considerato altresì che, secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), nell'ultimo anno, sono circa 62.000 i nicaraguensi fuggiti nei Paesi confinanti, si chiede di sapere quali siano le iniziative intraprese o che si intenda intraprendere, congiuntamente con la comunità internazionale, affinché le autorità del Nicaragua aprano un'indagine immediata, approfondita e trasparente sull'uccisione di Eddy Antonio Montes Praslin e, in generale, affinché venga favorita la liberazione di tutti i prigionieri politici, condizione necessaria per riaprire i negoziati tra Governo e opposizione e per favorire lo svolgimento di elezioni trasparenti, secondo gli standard internazionali e mediante apposite missioni di monitoraggio elettorale. Atto n. 4-01754 D'ARIENZO MALPEZZI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: "la scuola veronese perde 600 posti". Questo il titolo apparso sulla stampa locale con riguardo alle problematiche relative al sistema scolastico della provincia di Verona; la maggior parte delle prossime lacune, circa 312 unità, sono legate alle possibilità offerte dalla previsione normativa "quota 100"; in Italia, pare che oltre 35.000 unità del personale scolastico abbiano utilizzato le varie forme attualmente previste: "legge Fornero" (decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 211 del 2011), altre "finestre" pensionistiche ("Ape" sociale, "Opzione donna", pensione anticipata, raggiunti limiti di età dei docenti). Di queste, circa 13.000 sono conseguenti all'introduzione di "quota 100"; quanto accade a Verona conferma che questo strumento pensionistico, non coadiuvato da una programmazione adeguata di sostituzione dei pensionandi futuri, rischia di compromettere il regolare funzionamento dell'insegnamento scolastico e, quindi, la qualità del servizio; a maggior ragione permane la preoccupazione in ragione del fatto che "quota 100" resterà in vigore fino al 2021 e, pertanto, anche nei prossimi due anni scolastici si creeranno le medesime situazioni; non si può prevedere quante saranno le cessazioni in corso d'anno per motivi diversi dal pensionamento, quali sopravvenuta inabilità, dimissioni volontarie, decessi, sebbene, in genere, in Italia siano circa 2.000 all'anno; per quanto concerne il reclutamento dei nuovi docenti, indipendentemente dal numero di cessazioni, le istituzioni scolastiche avranno enormi difficoltà a rimpiazzare i docenti in uscita e a dare stabilità alle cattedre che negli anni trascorsi erano occupate da personale supplente; già oggi, e Verona ne è l'ulteriore prova, per diverse materie non si trovano insegnanti con la formazione e i titoli adeguati a occupare le cattedre di ruolo lasciate libere e vacanti; per l'anno scolastico 2018/2019 il Ministero dell'economia e delle finanze aveva autorizzato 57.000 assunzioni a tempo indeterminato, ma alla fine è stato effettuato solo un terzo delle assunzioni; per le restanti assunzioni non è stato possibile trovare il personale formato e neppure sarà possibile reperirlo per il prossimo anno, poiché non sono stati banditi concorsi per immettere in ruolo personale docente; a Verona, come peraltro emerge dalla stampa, in assenza di docenti di ruolo, l'ufficio scolastico provinciale dovrà ricorrere ai precari delle graduatorie di istituto e, probabilmente, alla messa a disposizione di personale senza tutte le qualifiche necessarie; pur in presenza di personale professionale e laureato, non può sfuggire che l'assenza per gli interessati del percorso formativo, peraltro previsto dal Governo Conte con la legge di bilancio per il 2019 (di cui alla legge n. 145 del 2018), può incidere sulla qualità dell'insegnamento e, quindi, sulle competenze che gli studenti dovrebbero maturare, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda garantire per le scuole veronesi la copertura delle cattedre vacanti e disponibili, assicurando la continuità didattica; se a breve saranno avviate le procedure concorsuali per l'immissione in ruolo del personale docente e quanti di questi saranno destinati a Verona, al fine di consentire alla scuola veronese di non trovarsi nelle medesime condizioni anche per il futuro, attesa la vigenza per il prossimo biennio della "quota 100". Atto n. 4-01755 BARBONI AIMI FANTETTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 20 marzo 2019, 51 studenti della scuola media "Vailati" di Crema (Cremona), saliti a bordo dello scuolabus che doveva trasportarli dalla scuola alla palestra, sono stati dirottati dall'autista, già condannato in passato per guida in stato di ebbrezza, verso un'altra destinazione ove egli ha appiccato un incendio al mezzo; il 28 aprile il treno Freccia rossa 9604, con 67 persone a bordo, in partenza da Brescia e diretto a Napoli, è stato soppresso poiché i due macchinisti, a seguito di una segnalazione del capotreno, erano risultati in stato di ebbrezza alcolica; il personale adibito alla conduzione di mezzi per il trasporto di persone, cose e merci, nel rispetto delle normative vigenti (decreto legislativo n. 81 del 2008, testo unico sulla sicurezza del lavoro, provvedimento 16 marzo 2006 della Conferenza Stato-Regioni e Province autonome e seguenti), è sottoposto a controlli sanitari preventivi e periodici effettuati dai medici competenti, volti ad accertare l'assenza di dipendenza da sostanze di abuso, che a tal fine redigono appositi protocolli sanitari; in merito agli accertamenti sanitari compresi nei protocolli sanitari le Regioni hanno emanato linee guida, sovente dissimili tra di loro, contemplando al contempo accertamenti quali "Audit C" e "Cage" non oggettivi e con limitata valenza scientifica; con sentenza n. 6885 del 14 febbraio 2017, la Cassazione penale, sez. 3, ha condannato il medico competente che non ha adottato protocolli diagnostici approfonditi e scientifici in grado di evitare che alla guida di automezzi vi siano persone dedite all'uso di sostanze alcooliche e stupefacenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di disciplinare in maniera univoca sul territorio nazionale la materia dettando un protocollo sanitario che tenga conto degli indirizzi scientifici più avanzati, così come disposto dalle vigenti norme (artt. 25, 41 e 58 del decreto legislativo n. 81 del 2008). Atto n. 4-01756 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: domenica 2 giugno 2019, poco prima delle ore 6, si è verificato l'ennesimo incidente mortale sulla strada Cilentana all'altezza dello svincolo di Perito: due auto, un'Alfa Romeo 147 e una Ford Focus Station Wagon si sono scontrate e nell'impatto sono morte due persone, una 33enne residente a Vallo della Lucania (Salerno) ed un 49enne di Ceraso (Salerno); è questo solo l'ultimo fatto di sangue che si consuma sull'arteria di competenza ANAS, che collega la parte sud della provincia di Salerno con il suo capoluogo, perché negli anni sono stati molteplici gli incidenti con conseguenze mortali o gravi ferimenti, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda realizzare per mettere in sicurezza la strada Cilentana di recente passata all'ANAS dalla gestione della Provincia; se non ritenga una priorità garantire collegamenti efficienti e sicuri alle popolazioni del Cilento, già fortemente penalizzate nel mancato sviluppo del territorio a causa della carenza infrastrutturale. Atto n. 4-01757 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: in questi giorni si sta decidendo di avviare gli ennesimi PAS (percorsi abilitanti selettivi) a favore di circa 55.000 precari aventi 3 anni di servizio di almeno 180 giorni, per un totale di 540 giorni, o anche meno, se come annualità si considerano anche i contratti dal 1° febbraio 2019 agli scrutini; soltanto una parte di questi rientra tra coloro che possono vantare 36 mesi effettivi su posto vacante, cioè quelli per i quali la Corte di giustizia europea ha richiesto la stabilizzazione; tale possibilità sarebbe dedicata a 55.000 precari, ma non vi avrebbero diritto i docenti idonei nei precedenti concorsi ma non ancora di ruolo, gli abilitati TFA, gli abilitandi TFA sostegno, i docenti precari che non raggiungono il requisito temporale, i neolaureati; considerato che: la Corte di giustizia europea ha previsto la stabilizzazione di coloro che abbiano 36 mesi di servizio; la possibilità di lavorare per i docenti inseriti nelle graduatorie di terza fascia non dipende dal merito, ma dalla classe di concorso e dalla provincia di appartenenza; questi aspiranti alla stabilizzazione non sono mai stati valutati da nessuno mentre, in base all'articolo 97 della Costituzione si accede al pubblico impiego solo tramite concorso pubblico, si chiede di sapere se sia intenzione del Ministro in indirizzo stabilizzare mediante PAS soltanto coloro che hanno 36 mesi di servizio e se ritenga che tutti gli altri precari possano accedere ad un concorso pubblico meritocratico. Atto n. 4-01758 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: ad avviso dell'interrogante il sistema ambulatoriale della Regione Campania sta andando in back - out per colpa della cecità della Regione; in data 2 giugno 2019 la ASL di Salerno ha comunicato che i tetti di spesa sono stati superati per le visite specialistiche e gli esami diagnostici e di laboratorio in regime di convenzione, pertanto la Federlab ha dichiarato il fermo a visite ed esami convenzionati; tutti quei pazienti che avevano già effettuato le prenotazioni ora saranno costretti a mettere mano al portafoglio, oppure a sobbarcarsi l'estenuante calvario delle liste d'attesa nel pubblico; a denunciare, nero su bianco, la situazione di disagio che si sta verificando in provincia di Salerno è direttamente il presidente Gennaro Lamberti di Federlab Italia, tra le maggiori associazioni di categoria dei laboratori e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale (con oltre 2.000 strutture associate presenti su tutto il territorio nazionale), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'opportunità di sollevare il presidente della Regione Campania De Luca dall'incarico di commissario della sanità, attesi gli scandali, i disservizi e i fallimenti che l'interrogante ritiene che siano sotto gli occhi di tutti. Atto n. 4-01759 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in data 3 giugno 2019 sulla tratta Napoli-Sarno, nei pressi della stazione di Ottaviano (Napoli), un principio di incendio si è sviluppato in coda ad un convoglio ferroviario della Circumvesuviana, causando spavento tra i passeggeri, ma fortunatamente nessun ferito; i passeggeri, dopo l'arresto del convoglio, sono scesi dai vagoni e sono stati messi in sicurezza; il presidente dell'Eav, la holding regionale dei trasporti, Umberto De Gregorio, ha reso noto che il principio di incendio sarebbe stato provocato da un surriscaldamento delle resistenze di coda al convoglio, che avrebbero fatto scattare immediatamente il sistema d'allarme e quindi l'arresto del treno; la circolazione tra Somma Vesuviana e San Giuseppe Vesuviano è stata interrotta e sostituita con trasporto su ruote; a detta del presidente dell'Eav c'è stato solo fumo e nessuna fiamma, ma forti sono stati i disagi a causa dei convogli molto vecchi, come quello interessato dall'episodio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave episodio che ha generato un rischio potenziale per la sicurezza dell'utenza e quali iniziative intenda realizzare per garantire trasporti efficienti ad un gran numero di pendolari, attesa quella che all'interrogante appare come una situazione determinata dall'incapacità della Regione Campania. Atto n. 4-01760 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 3 giugno 2019 gli autobus non idonei per le corse delle tratte BusItalia della zona di Salerno sono stati fermati; come conseguenza, in provincia di Salerno si sono verificate code interminabili alle fermate degli autobus, già dal mattino alle ore 6.30; gli enormi disagi sono stati causati anche dallo sciopero bianco che hanno attuato gli autisti di BusItalia, fermando i pullman non idonei rimasti direttamente in deposito; gli autisti lamentano l'assenza in alcuni casi di cassette mediche, e di protezione del posto guida, e in generale mezzi fatiscenti molto soggetti a guasti; il blocco dei pullman , secondo la stima dei sindacati, ha coperto circa il 70 per cento dei mezzi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave accaduto e dello stato in cui versano i trasporti pubblici nella regione Campania. Atto n. 4-01761 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che: l'edizione del quotidiano "Le Cronache" in edicola il 2 giugno 2019 riferisce di un violentatore seriale che semina il panico in località Marina di Eboli (Salerno); l'individuo sulla strada provinciale 175, meglio conosciuta come strada litoranea di Eboli, viaggiando a bordo di un'autovettura di colore scuro, cerca di aggredire le prostitute presenti sulla strada, procedendo prima con il tentativo di addormentarle con dell'etere; alcune di loro, refertate per le violenze subite presso l'ospedale di Battipaglia, hanno raccontato che l'uomo girerebbe in auto con degli psicofarmaci e con una bottiglia di etere; la strada che congiunge il litorale di Salerno con Capaccio-Paestum è da troppo tempo "terra di nessuno" e teatro di ogni degrado umano: immigrati clandestini, prostitute, guardoni, malintenzionati di ogni genere hanno deturpato e reso non fruibile un tratto di costa ed una pineta che invece dovrebbero rappresentare un'occasione di sviluppo turistico, si chiede di sapere se sia intenzione del Ministro in indirizzo adoperarsi, e con quali concrete iniziative, affinché lo Stato italiano si riappropri di questo territorio fuori controllo, attesa l'incapacità delle istituzioni locali di controllarlo. Atto n. 4-01762 IANNONE Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: la CIA Confederazione italiana agricoltori di Salerno ha comunicato che l'andamento climatico straordinario della primavera 2019 ha causato ingenti danni alle colture, a causa delle basse temperature e delle piogge persistenti; il maltempo, oltre a danneggiare le colture da un punto di vista fisiologico, ha anche impedito agli operatori di effettuare le ordinarie pratiche richieste, come trattamenti e lavorazioni, a causa dell'impraticabilità dei campi; la CIA di Salerno ha raccolto numerose istanze e segnalazioni da parte dei propri associati che riguardano l'intero ambito provinciale e ha richiesto che la Regione Campania avvii subito le procedure per il riconoscimento dei danni alle produzioni agricole e zootecniche ed alle infrastrutture agricole nelle zone colpite dalla calamità eccezionale, si chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risulti che la Regione Campania si sia attivata per raccogliere l'allarme e fronteggiare i gravi danni subiti dagli agricoltori della provincia di Salerno. Atto n. 4-01763 QUAGLIARIELLO Ai Ministri per la pubblica amministrazione e della salute Premesso che: in data 16 aprile 2019 il quotidiano nazionale "Il Tempo" pubblicava un articolo dal titolo "Anche il Lazio ha la sua 'sanitopoli' La procura di Frosinone sequestra i fascicoli dei bandi per primario. Tre esposti segnalano strane coincidenze nella formazione delle commissioni"; il contenuto dell'articolo riguarda una decina di concorsi per primario ospedaliero, recentemente espletati dalla Asl di Frosinone; l'articolo evidenzia, per ogni concorso, una serie di strane coincidenze che metterebbero in luce la presunta conoscenza tra i candidati ed i commissari d'esame estratti a sorte, i quali non avrebbero dichiarato nell'autocertificazione di conoscere i candidati e di conseguenza non si sarebbero astenuti dalla selezione, come prescrive la delibera ANAC n. 209/2017 e la delibera della Regione Lazio n. 174/2013; in un caso, addirittura, si parla di un primario nominato commissario e di un candidato che sarebbe un suo attuale assistente, mentre in un altro caso di un primario commissario ed un candidato che sarebbe stato suo assistente per lungo periodo; negli altri casi emerge una fitta partecipazione o collaborazione tra candidati e commissari in convegni, congressi, eccetera; preso atto che, indipendentemente dall'indagine penale che accerterà se siano stati commessi reati, la mancata astensione dei commissari coinvolti potrebbe aver compromesso l'imparzialità del giudizio con grave ripercussione sull'esito complessivo delle selezioni, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto premesso; se, al fine di garantire la tutela della salute degli utenti e la regolarità amministrativa delle procedure concorsuali, non ritengano necessario avviare ulteriori verifiche in merito; se non ritengano, nel caso in cui le verifiche dovessero confermare i fatti, di adottare i relativi provvedimenti per l'annullamento dei concorsi per violazione delle norme richiamate, nonché dell'articolo 97 della Costituzione. Atto n. 4-01764 ORTIS DI MARZIO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nel 2017 la Regione Molise emanava un bando da un milione e 640.000 euro per l'assistenza tecnica nell'utilizzo delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) destinate al programma operativo regionale (Por) per il periodo 2014-2020, oltre che dei fondi del patto per lo sviluppo della Regione Molise. Il 29 novembre 2017 si aggiudicava la gara un raggruppamento temporaneo d'imprese costituito da Consedin SpA e da Ernst & Young Financial-Business Advisors SpA; la vittoria del bando fu resa possibile grazie alle professionalità dei 22 candidati indicati nell'offerta, i cui curricula vantavano esperienze pluriennali e qualificanti sui fondi Fesr e Fes; nel novembre 2018, in seguito alla stipula del contratto tra Consedin e Regione Molise, e con l'assenso della direttrice del dipartimento regionale competente, ben 14 membri del gruppo di lavoro designato nell'offerta venivano sostituiti. Ciò avveniva, pare, senza che fossero state fornite "valide e documentate ragioni", come invece esplicitamente richiesto dal capitolato di gara; lo stesso bando, inoltre, disponeva come la sostituzione potesse avvenire a condizione che fosse garantito "un livello di esperienza e professionalità almeno equivalente". Neanche tale condizione sembra però essere stata soddisfatta, allorché si confrontino i profili e le esperienze dei subentranti con quelle dei professionisti originariamente proposti; come riferito da diversi organi di stampa locale, tali avvicendamenti sembra che siano stati fatti in favore di soggetti aventi stretti legami di parentela con consiglieri, assessori e altri notabili dell'attuale maggioranza regionale, oltre che già beneficiari, nel recente passato, di incarichi più o meno fiduciari sempre presso la Regione Molise. Parenti e affini, tra l'altro, che in passato avrebbero sottoscritto identici contratti, ma grazie a un'altra sponda politica; nel novembre 2018, attraverso un'interrogazione presentata in Regione, il consigliere di minoranza Andrea Greco sollevava tali questioni, ricevendo però, dal presidente Toma, risposte non esaustive. Lo stesso Greco presentava quindi, lo scorso marzo 2019, un esposto alla Procura della Repubblica e all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), affinché si facesse chiarezza sulla vicenda; considerato che, a parere degli interroganti si dovrebbe provvedere ad aggiornare la normativa sul conflitto di interessi, scongiurando ogni interferenza tra un interesse pubblico e un altro, pubblico o privato, che possa influenzare l'esercizio obiettivo di una funzione pubblica, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché siano disposti gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti descritti per fare luce sui criteri adottati nell'assegnazione degli incarichi e valutati eventuali profili di illiceità, dissipando tutti i possibili dubbi circa eventuali interessi diretti degli amministratori locali. Atto n. 4-01765 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'articolo 60 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, dispone al comma 1, numero 5, le cause di ineleggibilità nei confronti dei titolari di organi individuali ed i componenti di organi collegiali che esercitano poteri di controllo istituzionale sull'amministrazione del Comune o della Provincia nonché i dipendenti che dirigono o coordinano i rispettivi uffici; l'interrogante evidenzia che Michael Rech, neo eletto sindaco di Folgaria (Trento) il 26 maggio 2019, risulta con ogni probabilità ineleggibile, in considerazione del fatto che, alla data del 23 aprile 2019, al momento della presentazione della sua candidatura e quella dei candidati consiglieri della sua lista, non si era dimesso dalla carica di presidente dell'azienda di promozione turistica di Folgaria, Lavarone e Luserna, i cui capitali superano il 20 per cento della partecipazione di tre Comuni della provincia autonoma di Trento; l'interrogante rileva altresì che la medesima Provincia autonoma contribuisce annualmente alla gestione dell'APT di Folgaria con un contributo continuativo di oltre 1,2 milioni di euro all'anno, unitamente all'erogazione di altri organi pubblici, e pertanto la medesima azienda è sottoposta al controllo dell'Assessorato per il turismo della Provincia autonoma di Trento; il sindaco risulterebbe beneficiario di un indebito vantaggio, in conseguenza di quanto disposto dagli articoli 7 e 19 del decreto legislativo n. 267, nei confronti di altri candidati all'elezione di sindaco, a causa della sua posizione di presidente di APT, in quanto si sarebbe verificata a suo favore una forma di " captatio benevolantiae "; secondo il dettato normativo si evidenzia inoltre come prassi generale che l'ineleggibilità decada solo se l'interessato (ovvero il neo sindaco di Folgaria e l'allora presidente di APT) possa terminare dall'esercizio delle sue funzioni a causa di dimissioni irrevocabili avvenute non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature; nel caso specifico, Michael Rech si è dimesso dalla propria carica di presidente in data 15 maggio 2019, ovvero quanto aveva già consegnato le liste dei suoi candidati, nonché la propria candidatura, il 23 aprile; ulteriori profili di criticità in merito all'inosservanza delle disposizioni previste in materia di ineleggibilità a sindaco si rinvengono nella circostanza della consegna di due liste avvenute in data 23 aprile 2019 da parte del candidato sindaco Rech denominate "Idee in comune" ed "Impegno civico", unitamente alle firme di convalida delle liste, presso l'ufficio anagrafe del Comune di Folgaria, in considerazione dell'avvenuta sostituzione del nominativo della candidata Marianna Dalprà con Tania Valle, senza che la stessa Dalprà avesse presentato un verbale di rinuncia; inoltre risulterebbe la mancata redazione di una nuova lista per la raccolta di firme, come stabilito dalla disciplina normativa vigente, per l'approvazione di una lista elettorale diversa da quella originale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non intenda avviare le opportune verifiche, al fine di stabilire se le elezioni amministrative del 26 maggio presso il Comune di Folgaria, siano state svolte in maniera corretta e in osservanza di quanto previsto dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sia con riferimento alla carica di sindaco che nell'ambito dei voti raccolti dalla lista "Idee in comune"; quali iniziative di competenza intenda assumere, al fine di annullare le elezioni amministrative, ove dai riscontri effettuati siano state evidenziate irregolarità nell'ambito delle procedure amministrative svolte ai fini di quanto disposto dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Atto n. 4-01766 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e per il Sud Premesso che: il bonus disciplinato dal decreto dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro n. 178 del 19 aprile 2019 è l'incentivo "Occupazione sviluppo Sud", introdotto dalla legge di bilancio per il 2019 per l'anno in corso e per il 2020; i destinatari dell'incentivo fiscale per favorire l'occupazione, nella misura massima di 8.060 euro per 12 mesi, sono i datori di lavoro privati che effettuano nuove assunzioni nel periodo compreso tra il 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2019. Le assunzioni possono essere a tempo indeterminato, a tempo pieno e part-time , ovvero a scopo di somministrazione, ovvero per apprendistato e per lavoro subordinato in una cooperativa di lavoro. Le Regioni incluse nell'agevolazione sono Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; ne risultano esclusi i datori di lavoro che avevano assunto nelle regioni previste da gennaio ad aprile 2019: l'esclusione penalizza diverse aziende, minaccia i posti di lavoro e, presumibilmente, apre le porte al lavoro irregolare; ricordato che un'identica misura (valida per i contratti sottoscritti con decorrenza dal 1° gennaio) era stata introdotta negli anni scorsi (Bonus Sud 2017-2018) e le imprese confidavano in una sostanziale e analoga prosecuzione della vecchia norma. La scelta del legislatore ha posto in essere, pertanto, un'incomprensibile riduzione della platea dei possibili fruitori in carenza di qualsiasi fondamento giuridico, si chiede di sapere: quale sia il motivo della scelta temporale che esclude il bonus per i contratti sottoscritti dal 1° gennaio al 30 aprile; se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno valutare la possibilità di predisporre modifiche atte a sanare le criticità presenti nell'incentivo posto in vigore. Atto n. 4-01767 RAMPI Al Ministro dell'interno Premesso che: la legge 7 aprile 2014, n. 56, recante disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e fusioni di Comuni, prevede che il presidente della Provincia sia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni della provincia; sono eleggibili alla carica di presidente della Provincia i sindaci della provincia; sempre in base alla legge Delrio, il presidente della Provincia decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco; in base a tali disposizioni molte Province hanno visto decadere i propri presidenti all'indomani delle elezioni comunali del 26 maggio 2019 a causa della fine del loro mandato di sindaco; si tratta in particolare delle provincie di Asti, Barletta-Andria-Trani, Campobasso, Isernia, Cremona, La Spezia e Monza e Brianza, che dovranno ora eleggere il nuovo presidente; considerato che: in base alle norme della legge Delrio, l'elezione del presidente deve svolgersi entro 90 giorni dalla decadenza degli stessi da sindaco e quindi comunque prima del 25 agosto; inoltre tali elezioni non potranno essere convocate prima dello svolgimento dei ballottaggi del 16 giugno, poiché solo dopo lo svolgimento del primo Consiglio comunale dei Comuni in cui si svolgono le elezioni potrà costituirsi la platea elettorale per l'elezione del presidente della Provincia; valutato che sulla base di tali vincoli legislativi il voto per il rinnovo del presidente della Provincia potrà svolgersi solo nel mese di agosto, con evidenti disagi per la presentazione delle candidature e per tutto il procedimento elettorale; si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di intervenire urgentemente con un provvedimento che permetta di spostare di poche settimane il termine di cui all'articolo 1, comma 79, della legge Delrio e svolgere le elezioni provinciali nel mese di settembre, consentendo un più ordinato e corretto svolgimento della competizione elettorale. Atto n. 4-01768 GIANNUZZI PRESUTTO LEONE GRASSI PUGLIA ANGRISANI DI MICCO LICHERI CAMPAGNA NOCERINO GUIDOLIN DRAGO CASTELLONE ROMANO DONNO Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: Napoli Servizi SpA è la società multiservizi in house providing del Comune di Napoli che, in qualità di socio azionista al 100 per cento, ne definisce il perimetro d'azione e le attività da porre in essere; l'azienda è preposta allo svolgimento di attività di interesse generale, adibita ai servizi afferenti al settore del welfare , come le attività di inclusione sociale e di supporto ai cittadini ricadenti nelle "fasce deboli", nonché a tutte le attività relative alla manutenzione e gestione economica (dismissione e valorizzazione) del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli; di detto patrimonio fanno parte gli alloggi popolari, incentrati principalmente nell'area della VI municipalità di Napoli, comprensiva dei quartieri di Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e Barra; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: in via dell'Alveo Artificiale, noto come "Bronx" di San Giovanni a Teduccio, gli abitanti degli alloggi popolari subiscono da mesi infiltrazioni di acqua, che hanno letteralmente inondato le scale delle palazzine. Dopo innumerevoli segnalazioni alla Napoli Servizi, risultate del tutto vane, gli abitanti hanno tamponato il problema acquistando a loro spese teloni in plastica da apporre sopra ai tetti delle abitazioni; non è migliore la situazione nel "vecchio rione De Gasperi" di Ponticelli dove, nonostante il recente trasferimento di alcune famiglie, vivono ancora tantissime persone, compresi disabili e anziani, e dove, oltre alle infiltrazioni d'acqua e alla muffa, i fabbricati presentano tutti problematiche ai cornicioni con distacco continuo di intonaco, e le scale delle palazzine sono pericolanti e prive di illuminazione, mettendo a dura prova l'incolumità fisica degli abitanti; visto che, secondo quanto risulta agli interroganti: in data 21 maggio 2019, i consiglieri Matano e Brambilla del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle del Comune di Napoli hanno rivolto al sindaco un'interrogazione urgente sulle gravi condizioni degli immobili di San Giovanni a Teduccio, denunciando la completa assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria spettante alla Napoli Servizi; i consiglieri Formisani, Natullo e Longobardi, del gruppo municipale Movimento 5 Stelle della VI municipalità di Napoli, hanno denunciato alla stampa locale di aver rivolto invano innumerevoli richieste di intervento alla Napoli Servizi SpA ("Cronache di Napoli", 18 maggio 2019); il servizio autonomo della Polizia locale del Comune di Napoli, in data 8 ottobre 2018, ha rilasciato diffida, a carico delle parti interessate ai dissesti già verificatisi nello stabile sito in via comunale Ottaviano n. 3, a non praticare i luoghi pericolanti e a far eseguire con urgenza i lavori di riparazione necessari; il comando provinciale dei Vigili del fuoco, nella stessa data, e a seguito della relazione di intervento sulla palazzina, ha inibito la praticabilità degli interni fino al ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza, indirizzando la comunicazione al fine di provvedere al Comune di Napoli, alla Polizia municipale, al commissariato della Polizia di zona, alla Prefettura e alla Questura; a seguito dell'accesso agli atti richiesto dagli occupanti l'immobile, tutti i documenti amministrativi che fanno fede agli interventi svolti e alle diffide emesse sono stati allegati via posta elettronica al direttore operativo amministrativo, al responsabile dell'Area patrimonio e all'assessore per il patrimonio del Comune di Napoli; il comitato cittadino di quartiere, con le sue instancabili battaglie, da anni denuncia presso gli organi competenti il pericolo di salute, di incolumità fisica e di sicurezza in cui versano gli abitanti ("Il Mattino" del 28 marzo 2019); considerato infine che: le condizioni riportate espongono i residenti, soprattutto minori, disabili e anziani, a problemi di salute, per la persistenza di perenni condizioni di umidità e muffa, e per l'esposizione a situazioni di instabilità murarie; gli stabili, per l'affermazione delle stesse autorità, potrebbero essere già pericolanti ed essere oggetto di collassi strutturali soprattutto a causa della lunga assenza di manutenzione in congiunzione con persistenti infiltrazioni d'acqua, arrivando perciò a determinare tragedie, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta; quali iniziative, per quanto di propria rispettiva competenza, intendano porre in essere per sopperire alle evidenti carenze della Napoli Servizi SpA e del Comune di Napoli, al fine di tutelare la salute, la sicurezza e l'incolumità nonché la dignità degli abitanti degli alloggi popolari della VI municipalità. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio): 3-00887 e 3-00891 della senatrice Papatheu, rispettivamente sulle misure per favorire la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia e sulla percentuale del 34% di investimenti pubblici alle Regioni del Sud; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00884 del senatore Margiotta, sui rimborsi dell'Iva alle aziende; 3-00888 della senatrice Papatheu, su eventuali attività illecite nelle rimesse all'estero dall'Italia da parte della Cina; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-00892 della senatrice Papatheu, sullo sviluppo delle infrastrutture viarie e ferroviarie in Sicilia; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-00886 e 3-00893 della senatrice Papatheu, rispettivamente sulla tutela del patrimonio agrumicolo italiano e sulla possibile vendita di prodotti agricoli contaminati da Paesi terzi; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00882 del senatore Alfieri, sulla crisi dell'azienda "Cavalca" di Arcisate e Varese; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-00890 della senatrice Bellanova ed altri, sul timore della perdita del lavoro per gli impiegati di due call center in Salento; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-00883 della senatrice Agostinelli, sul divieto di consumo di alcuni mitili prodotti ad Ancona; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00880 della senatrice Agostinelli, sull'inquinamento da cromo esavalente delle falde acquifere nel comune di Monsano (Ancona); 3-00889 della senatrice Papatheu, sulla contaminazione da idrocarburi per numerosi siti di interesse nazionale (SIN) e siti di interesse regionale (SIR).