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Buenos Aires, 13 ottobre 1947 Signor Ministro, con riferimento all'Accordo per lo sblocco firmato oggi tra il Governo argentino ed il Governo italiano, ho l'onore di portare a Sua conoscenza che l'Ufficio italiano dei Cambi, per quanto riguarda l'Italia, è stato incaricato dal mio Governo dell'applicazione delle disposizioni di detto Accordo. Mi permetto far presente che l'Ufficio italiano dei Cambi invierà periodicamente all'organismo ufficiale argentino che V. E. mi indicherà, copia dei certificati che emetterà per lo sblocco degli averi italiani in Argentina. Gli originali di detti certificati saranno consegnati agl'interessati ai fini della loro presentazione all'organismo argentino rispettivo. Mi è gradita l'occasione per porgerle, Signor Ministro, i sensi della mia più alta considerazione. ARPESANI A S. E. il Signor Contrammiraglio Don Fidel L. ANADON Ministro ad interim degli Affari Esteri e del Culto BUENOS AIRES Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ------------------------ MINISTERIO DE RELACIONES EXTERIORES Y CULTO Parte di provvedimento in formato grafico ------------------------ Buenos Aires, 13 ottobre 1947 Signor Ministro, nel corso delle recenti conversazioni avvenute tra i Rappresentanti del Governo argentino e quelli del Governo italiano, sono state esaminate le modalità secondo cui potrebbero revocarsi le misure generali di blocco emanate nei riguardi degli averi italiani esistenti nella Repubblica, Argentina e degli averi argentini esistenti in Italia. Si è cercato di evitare che potessero essere liberati beni ed interessi di proprietà nemica o che abbiano formato oggetto di trasferimenti in violazione delle misure di blocco adottate dalle Nazioni Unite. Per conseguenza, si è convenuto che la liberazione dalle disposizioni sul controllo politico che colpiscono gl'interessi italiani esistenti nella Repubblica Argentina e gl'interessi argentini esistenti in Italia verrà subordinata, in ogni caso particolare, alla presentazione di un Certificato rilasciato da un Agente del Governo italiano o argentino rispettivamente, all'uopo designato che attesterà: I. Per i Certificati che rilascia il Governo italiano per lo sblocco di averi esistenti in Argentina. Che al 10 giugno 1940 non avevano partecipazione nei beni, diritti ed interessi in questione: a) persone fisiche di nazionalità tedesca, giapponese, bulgara o ungherese, qualunque sia, il luogo del loro domicilio o residenza; b) persone fisiche o giuridiche di diritto pubblico o privato, residenti o domiciliate in Germania o Giappone, c) persone giuridiche nelle quali la partecipazione delle persone indicate nei punti a) e b) sia maggiore del 25%. II. - Per i Certificati che rilasci il Governo argentino per lo sblocco di averi esistenti in Italia. Che al 10 giugno 1940 non avevano partecipazione nei beni, diritti o interessi in questione: a) persone fisiche di nazionalità tedesca o giapponese, qualunque sia il luogo del loro domicilio o residenza; e b) persone fisiche o giuridiche di diritto pubblico o privato, residenti o domiciliate in Germania o Giappone, e c) persone giuridiche nelle quali la partecipazione delle persone indicate nei punti a) e b) sia, maggiore del 25%. III. - Le modalità di applicazione di questo Accordo saranno le seguenti: 1. S'intendono per averi bloccati i conti di effettivo, i crediti di ogni specie, i titoli o valori di qualsiasi natura e tutti gli altri beni mobili od immobili esistenti in Italia ed in Argentina che alla data del presente Accordo siano di proprietà o figurino al nome di persone fisiche o giuridiche domiciliate in Argentina ed in Italia rispettivamente, nonché gl'interessi, dividendi o rendite di qualsiasi natura maturati anteriormente alla data indicata sui beni ed investimenti accennati. 2. Non si considerano bloccati: a) i beni o averi di proprietà o che figurino al nome di organismi non bancari ufficiali di entrambi i Paesi nonché delle Banche: Central de la Republica Argentina, da la Nacion Argentina, de Credito Industrial Argentino, de la Provincia de Buenos Aires e Ripote cario Nacional e: della Banca d'Italia, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banco di Roma, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Commerciale italiana, Credito italiano, Banca d'America e d'Italia, Istituto di San Paolo di Torino, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Novara; b) gli averi che le persone fisiche o giuridiche domiciliate o residenti in Italia ed in Argentina acquistino nell'altro Paese mediante operazioni che compiano a partire dalla data del presente Accordo; c) gli averi o beni esistenti nei Paesi Contraenti di pertinenza dei propri cittadini residenti o domiciliati nell'altro; d) gli averi o beni esistenti in Italia di proprietà di persone di nazionalità argentina domiciliate o residenti in quel Paese. 3. Il Governo italiano potrà esimere dalla presentazione del citato Certificato le persone fisiche, eccettuate le tedesche o giapponesi, che prima della guerra avevano il loro domicilio in Italia, abbiano risieduto in Argentina e ritornino in Italia, semprechè dimostrino che, nonostante la loro assenza, hanno conservato in Italia la sede principale dei loro affari o famiglia. Il Governo argentino potrà esimere dalla presentazione del Certificato precedentemente indicato le persone fisiche che non siano di nazionalità tedesca, giapponese, bulgara od ungherese, che prima della guerra avevano costituito il loro domicilio nella Repubblica Argentina, abbiano risieduto in Italia e ritornino in Argentina, semprechè dimostrino che nonostante la loro assenza, hanno conservato nella Repubblica Argentina la sede principale dei loro affari o famiglia. 4. Per quanto riguarda i beni di persone giuridiche stabilite nei Paesi Contraenti e nelle quali abbiano interesse persone non residenti in essi entrambi i Governi non rilasceranno il Certificato di sblocco fino a quando non abbiano ottenuto dal Governo del Paese interessato assicurazioni che nessuna delle persone indicate nel punto I, per quanto riguarda i beni esistenti nell'Argentina, e nei punto II, per quanto riguarda i beni esistenti in Italia, aveva al 10 giugno 1940 partecipazione nella proprietà o nel controllo di detti enti. Ciononostante, i Governi dell'Argentina e dell'Italia potranno sotto la loro responsabiliti, rilasciare il Certificato di sblocco a favore degli enti indicati, quando la partecipazione in essi di persone residenti in terzi Paesi o considerate come nemiche non superi il 25%. 5. Non si applicheranno ai Certificati di sblocco le disposizioni sul visto o legalizzazione di documenti vigenti nei Paesi Contraenti. 6. Entrambe le Parti si manterranno in contatto per esaminare e risolvere di comune accordo i casi che eventualmente si presentino che, per le loro peculiarità, non possono essere risolti con l'applicazione delle disposizioni precedenti. A tal uopo, si scambieranno tutte le informazioni che fossero necessarie. 7. Il presente Accordo sarà ratificato secondo la procedura costituzionale di ciascuna delle Alte Parti Contraenti e lo scambio delle relative ratifiche verrà effettuato nella città di Roma appena, possibile. Restando impregiudicata la sua ratifica a tempo debito, il presente Accordo entrerà in vigore, provvisoriamente, in data odierna. La prego di gradire, Signor Ministro, i sensi della mia più alta considerazione. ARTURIANI A S. E. il Signor Contrammiraglio Don Fidel L. ANADON Ministro ad interim degli Affari Esteri e del Culto - BUENOS AIRES Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ------------------------ MINISTERIO DE RELACIONES EXTERIORES Y CULTO Parte di provvedimento in formato grafico ------------------------ AMBASCIATA D'ITALIA Buenos Aires, 13 ottobre 1917 Signor Ministro, Ho l'onore di rivolgermi al Signor Presidente riferendomi all'Accordo Commerciale e Finanziario Firmato in data odierna tra i Governi della Repubblica Argentina ed italiana. Al riguardo, mi è gradito portare a conoscenza del Signor Presidente che il Governo italiano è d'accordo a che, con l'entrata in vigore del citato Accordo si addebiti al conto "Credito" che si aprirà presso il "Banco Central de la Republica Argentina" al nome dell'Ufficio italiano dei Cambi, la somma totale di cui il Governo italiano è debitore verso codesto Istituto, in seguito all'acquisto dei prodotti argentini esportati in Italia, più il margine di cambio, le spese inerenti a dette operazioni e gl'interessi che fossero maturati, calcolati in ragione del 2,75% annuo, durante il periodo compreso tra la data in cui le merci furono messe a disposizione dell'Italia ed il giorno in cui si effettui l'addebitamento nel citato conto "Credito". Mi è gradita l'occasione per porgerLe, Signor Presidente, i sensi della mia più distinta considerazione. ARTURIANI Al Signor Don D. Orlando MAROGLIO Presidente dell'"Istituto Argentino de Promocion del Intercambio". - BUENOS AIRES Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA