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Bilancio e contabilità pubblica - Finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard - Riduzione del contributo statale per gli anni dal 2017 al 2019 - Prescrizione alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di assicurare tali effetti finanziari mediante la sottoscrizione, entro il 31 gennaio 2017, di accordi bilaterali con lo Stato che assicurino il contributo a loro carico previsto dall'intesa in Conferenza permanente dell'11 febbraio 2016 - Attuazione con decreto ministeriale nei successivi trenta giorni di quanto previsto dalla medesima intesa - Ricorsi proposti in via cautelativa dalle Province autonome di Trento e di Bolzano - Denunciata imposizione unilaterale di un ulteriore contributo alla manovra di finanza pubblica in contrasto con l'accordo concluso dallo Stato con la Regione Trentino-Alto Adige e con le Province autonome il 15 ottobre 2014 - Censure basate su erroneo presupposto interpretativo - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 392 (per intero e limitatamente al primo, secondo e terzo periodo) e 394, della legge n. 232 del 2016, proposte in via cautelativa dalle Province autonome di Trento e di Bolzano in riferimento (complessivamente) agli artt. 81, 117, terzo comma, e 119 Cost., in combinato disposto con l'art. 10 della legge cost. n. 3 del 2001, agli artt. 8, n. 1), 9, n. 10), 16, 69, da 79 a 81, 103, 104 e 107 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige, all'art. 2 del d.P.R. n. 474 del 1795, al d.lgs. n. 268 del 1992, all'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, all'art. 9 della legge n. 243 del 2012, nonché ai principi di leale collaborazione, di cui all'art. 120 Cost. e all'art. 27 della legge n. 42 del 2009, e di ragionevolezza, di cui agli artt. 3 e 97 Cost. Contrariamente all'erroneo presupposto interpretativo delle ricorrenti, deve escludersi che le disposizioni impugnate impongano alle ricorrenti contributi alla finanza pubblica nazionale aggiuntivi e diversi rispetto a quelli previsti dall'accordo stipulato dallo Stato con le autonomie del Trentino-Alto Adige in data 15 ottobre 2014 (non a caso oggetto della "clausola di salvaguardia" contenuta nel quarto periodo del citato comma 392). Tale accordo è infatti l'unico (tra quelli conclusi nel medesimo periodo da tutte le autonome speciali) a godere di una particolare stabilità, in quanto, nel ridefinire complessivamente, fino al 2022, i rapporti finanziari tra lo Stato, la Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome, esclude la possibilità di modifiche peggiorative, salvo esigenze eccezionali di finanza pubblica e per importi predeterminati già nelle clausole del patto, così subordinando espressamente l'imposizione di ulteriori contributi a specifiche condizioni, idonee a limitare il potere unilaterale dello Stato perfino sotto il profilo dell'an.