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Art. 5 Funzioni e articolazione dell'ufficio piani e programmi 1. L'ufficio piani e programmi esercita le funzioni di competenza della Direzione generale connesse con l'adempimento dei compiti di pianificazione e programmazione su scala nazionale. Attende alla verifica di coerenza e di compatibilità delle determinazioni assunte dagli organi di bacino in materia di pianificazione e programmazione con i criteri e gli indirizzi generali fissati a livello centrale con riferimento, tra l'altro, alle esigenze di coordinamento previste dall'art. 5, comma 2, lettera e), della legge n. 183/1989. Esercita compiti di supporto del direttore generale nelle attività da svolgere di concerto con le altre amministrazioni centrali. 2. In particolare, l'ufficio piani e programmi esercita le seguenti funzioni ed attività in attuazione della legge n. 183/1989: a) istruttoria, sulla base degli elementi e delle valutazioni fornite dagli uffici territoriali, sulla ripartizione degli stanziamenti e sui programmi di intervento, ai fini della espressione del parere del Comitato nazionale della difesa del suolo di cui all'art. 6, comma 7, lettere d) ed e), della legge n. 183/1989, pre- via verifica di coerenza con gli obiettivi e gli indirizzi generali fissati a livello centrale e con il quadro delle compatibilità finanziarie; b) supporto e coordinamento istruttorio ai fini della elaborazione di proposte in ordine ai metodi, ai criteri e agli indirizzi generali previsti dalla legge per il loro aggiornamento e adeguamento; c) redazione della relazione sullo stato di attuazione dei programmi triennali di cui all'art. 5, comma 2, lettera c), della legge n. 183/1989, sulla base degli elementi conoscitivi forniti dagli uffici territoriali; d) attività istruttorie e di supporto del Comitato dei Ministri di cui all'art. 4 della legge n. 183/1989; e) attività connesse alla sperimentazione nel bacino regionale pilota di cui all'art. 30 della legge n. 183/1989, ai fini dell'acquisizione di elementi occorrenti per l'espletamento delle attività di cui alla precedente lettera b). 3. L'ufficio piani e programmi esercita altresì le funzioni in precedenza svolte dalla Direzione delle acque e degli impianti elettrici e, in particolare, quelle relative a: istruttoria ai fini dell'emanazione di direttive generali per la programmazione delle opere e delle attività di competenza del Ministero dei lavori pubblici e la predisposizione dei relativi schemi di programmi; supporto e coordinamento istruttorio per la predisposizione di criteri ed indirizzi generali ai fini dell'aggiornamento del piano regolatore generale degli acquedotti; supporto e coordinamento delle attività di competenza del Ministero dei lavori pubblici in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236. 4. All'ufficio piani e programmi è preposto un funzionario con qualifica di primo dirigente del ruolo tecnico. 5. L'ufficio piani e programmi si articola nelle seguenti unità: unità tecnica; unità amministrativa; unità informatica. Note all'art. 5: - Per il testo dell'art. 5, comma 2, lettera e), della legge n. 183/1989, si vedano le note all'art. 1. - Per il testo dell'art. 6, settimo comma, lettere d ) ed e), della legge n. 183/1989 si vedano le note all'art. 4. - Per il testo dell'art. 5, comma 2, lettera c), della legge n. 183/1989 si vedano le note all'art. 1. - Il testo vigente dell'art. 4 della legge n. 183/1989 così recita: "Art. 4 (Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Comitato dei Ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo). - 1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dei lavori pubblici ovvero del Comitato dei Ministri di cui al comma 2 nel caso di cui alla lettera d), e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, approva con proprio decreto: a) le deliberazioni concernenti i metodi ed i criteri, anche tecnici, per lo svolgimento delle attività di cui agli articoli 2 e 3, nonché per la verifica ed il controllo dei piani di bacino, dei programmi di intervento e di quelli di gestione; b) gli atti relativi alla delimitazione dei bacini di rilievo nazionale e interregionale; c) i piani di bacino di rilievo nazionale, sentito il Comitato nazionale per la difesa del suolo di cui all'articolo 6 e previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici; d) il programma nazionale di intervento, di cui all'articolo 25, comma 3; e) gli atti volti a provvedere in via sostitutiva in caso di persistente inattività dei soggetti ai quali sono demandate le funzioni previste dalla presente legge, qualora si tratti di attività da svolgersi entro termini essenziali, avuto riguardo alle obbligazioni assunte o alla natura degli interventi; f) ogni altro atto di indirizzo e coordinamento nel settore disciplinato dalla presente legge. 2. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato dei Ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi nel settore della difesa del suolo. Il Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua delega, da un Ministro membro del Comitato stesso, è composto dai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente, dell'agricoltura e delle foreste, per il coordinamento della protezione civile, per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, per gli affari regionali ed i problemi istituzionali e per i beni culturali ed ambientali. 3. Il Comitato dei Ministri ha funzioni di alta vigilanza sui servizi tecnici nazionali ed adotta gli atti di indirizzo e di coordinamento delle loro attività. Propone al Presidente del Consiglio dei Ministri lo schema di programma nazionale di intervento, di cui all'articolo 25, comma 3, che coordina con quelli delle regioni e degli altri enti pubblici a carattere nazionale, verificandone l'attuazione. 4. Per lo svolgimento delle funzioni di segreteria tecnica, il Comitato dei Ministri si avvale delle strutture delle amministrazioni statali competenti. 4-bis. I principi degli atti di indirizzo e coordinamento di cui al presente articolo sono preventivamente sottoposti alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano". - Il testo dell'art. 30 della legge n. 183/1989 è il seguente: "Art. 30 (Bacino regionale pilota). - 1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dei lavori pubblici, d'intesa con il Ministro dell'ambiente, individua il bacino regionale in cui, per le particolari condizioni di dissesto idrogeologico, di rischio sismico e di inquinamento delle acque, procedere alla predisposizione del piano di bacino, come previsto dalla presente legge, già con riferimento agli interventi da effettuare nel triennio 1989-1991, sperimentando in tale sede la prima formulazione delle normative tecniche di cui all'articolo 2, dei metodi e dei criteri di cui all'articolo 17 e delle modalità di coordinamento con i piani di risanamento delle acque e di smaltimento dei rifiuti previsti dalle disposizioni vigenti. Limitatamente all'ambito territoriale del bacino predetto, è inoltre autorizzato il recepimento anticipato, rispetto al restante territorio nazionale, delle direttive comunitarie rilevanti rispetto alle finalità della presente legge. 2. Il Comitato dei Ministri di cui all'articolo 4 for- mula le opportune direttive per l'attuazione delle finalita, di cui al comma 1, stabilendo tempi e modalità della sperimentazione, e costituisce uno speciale comitato di bacino composto pariteticamente da membri designati dalla regione e dai Ministri dell'ambiente, dei lavori pubblici, dell'agricoltura e delle foreste, per i beni culturali ed ambientali e per il coordinamento della protezione civile. Al termine della sperimentazione, il predetto comitato di bacino trasmette una relazione sull'attività, sui risultati e sulle indicazioni emerse al Comitato nazionale per la difesa del suolo ed al Coordinamento dei Ministri di cui all'articolo 4. 3. Per il finanziamento degli studi, progetti ed opere necessari all'attuazione delle finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di lire 60 miliardi. La somma predetta, iscritta negli stati di previsione del Ministero del tesoro per il 1989, 1990 e 1991 in ragione di lire 20 miliardi annui, è ripartita dal Comitato dei Ministri di cui all'articolo 4, sentita la regione interessata. Eventuali ulteriori fabbisogni possono essere indicati dalla regione competente su proposta del comitato di bacino di cui al comma 2 nello schema adottato in base alle disposizioni dell'articolo 31". - Il D.P.R. n. 236/1988 attua la direttiva CEE n. 80/788 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183.