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Modifiche al codice penale in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati all'odio anticristiano. Onorevoli Senatori . – Nei giorni in cui il Parlamento italiano si sta interrogando sul fenomeno della discriminazione non si può non notare come gli episodi di aggressione, ostilità e intimidazione nei confronti dei cristiani stiano prendendo delle dimensioni emergenziali. La condivisione della prospettiva morale della Chiesa è infatti oggetto di un'impressionante tentativo di marginalizzazione ideologica. La sociologia già da alcuni anni si è accorta del problema tanto che il professor Philip Jenkins, docente alla Baylor University , ha parlato dell'anticattolicesimo definendolo « The Last Acceptable Prejudice » ( Oxford University Press , 2003), mentre i sociologi della North Texas University George Yancey e David Williamson, nel loro recentissimo libro « So Many Christians, So Few Lions: Is There Christianophobia in the United States? » ( Rowman & Littlefield Publishers , 2014), hanno evidenziato nella società americana la presenza di un gruppo di persone numericamente minoritario, ma con un potere sociale superiore alla media, caratterizzato da « un odio irragionevole o paura dei cristiani ». Si chiama cristianofobia. I drammatici dati diffusi in questi anni e l'allarme delle organizzazioni manifestano con evidenza che i cristiani sono una minoranza perseguitata in Europa e in tutto il mondo. Ma anche in Italia: è della scorsa settimana il tentativo di distruggere una croce in una parrocchia romana, ma casi sempre più violenti e sinistri si ripetono con frequenza ormai regolare. In Francia, quella cristiana è, secondo i dati del Ministro degli interni, la religione più perseguitata con centinaia di casi di attacchi a luoghi o persone nel solo 2019. Nelle ultime settimane si registra inoltre un' escalation allarmante: il professor Samuel Paty decapitato a ottobre da un estremista islamico per aver mostrato in classe delle vignette satiriche su Maometto, dopo pochi giorni l'attacco nella Basilica di Notre Dame di Nizza dove un uomo ha ucciso tre persone, il sacrestano e due donne, una settantenne e una mamma di 40 anni, e ha lasciato a terra altri feriti. Nel silenzio generale è in corso un vero e proprio genocidio contro i cristiani. Nella cattedrale di Jolo nelle Filippine, uno dei principali Paesi a maggioranza cattolica, con più del 90 per cento della popolazione cristiana, un attentato ha provocato la morte di venti fedeli e più di ottanta feriti. È solo l'ultimo drammatico bilancio di un' escalation di violenza nei confronti dei cristiani in tutto il mondo: secondo il rapporto di Portes Ouvertes ogni anno sono oltre 215 milioni i cristiani che subiscono persecuzioni, 3060 quelli uccisi, 1922 incarcerati e 793 chiese prese di mira. Numeri drammatici in costante aumento negli ultimi anni in particolare nelle zone di guerra e in stati a maggioranza musulmana come il Pakistan dove nelle zone rurali i cristiani – compresi i bambini – sono vittime di violenze, soprusi o esecuzioni. La storia di Asia Bibi, che è diventata un caso mondiale, è purtroppo solo uno degli episodi di persecuzione verso i cristiani. Lo stesso avviene in Corea del Nord dove chi viene scoperto a professare la fede cristiana, anche in privato, è rinchiuso in campi di rieducazione: si stima siano tra i 50.000 e i 70.000 i cristiani nordcoreani in questi campi, con intere famiglie deportate. La situazione in Africa è ancor più drammatica: soprattutto nel centro Africa e nelle zone rurali dell'Alto Egitto, dove hanno storicamente vissuto comunità cristiane, gli episodi di intolleranza sono sempre più diffusi. Ci sono poi Paesi come la Siria, che per secoli è stata un crogiolo religioso con una forte comunità cristiana, che dopo la guerra è stata decimata tra uccisioni, persecuzioni, deportazioni forzate. Lo stesso è avvenuto in Iraq dove i cristiani sono passati da circa 1,5 milioni nel 2003 a 450.000 nel 2013, anche se i numeri dell' Iraqi Human Rights Society sono ancor più drammatici e parlano di un calo dell'81 per cento dei cristiani. I cristiani nel mondo sono vittime di un lento e silenzioso genocidio , osteggiati, perseguitati, uccisi dal fondamentalismo islamico nei loro stessi Paesi, e al tempo stesso dimenticati in Occidente dove, in parallelo agli appelli di tolleranza verso le altre credenze religiose, cresce l'intolleranza verso i cattolici. Pochi ricordano l'attentato alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray in Francia nel 2016 quando due fondamentalisti islamici aderenti all'ISIS uccisero il prete Jacques Hamel mentre celebrava messa. Un martire, così come ogni persona uccisa per il solo fatto di essere cristiana. Il 15 gennaio 2020 Porte Aperte pubblica la World Watch List 2020 (WWL – periodo di riferimento delle ricerche 1° novembre 2018 – 31 ottobre 2019), la nuova lista dei primi cinquanta Paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo. Primo dato degno di nota: cresce ancora la persecuzione anticristiana nel mondo in termini assoluti. Oggi salgono da 245 a 260 milioni i cristiani perseguitati nei Paesi della WWL: sostanzialmente un cristiano ogni otto subisce un livello alto di persecuzione a causa della propria fede. Su circa 100 Paesi potenzialmente interessati dal fenomeno monitorati dalla nostra ricerca, settantatre hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema. Il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede scende da 4.305 dello scorso anno a 2.983 del 2019, con la Nigeria ancora terra di massacri per mano soprattutto degli allevatori islamici Fulani, ben più letali dei terroristi Boko Haram. La Repubblica Centrafricana e, in particolare, lo Sri Lanka, con il terribile attentato di Pasqua 2019, sono rispettivamente il secondo e il terzo Paese per numero di uccisioni. Al di là delle uccisioni legate alla fede, sconcerta il notevole aumento della pressione sui cristiani, in un mix di vessazioni, aggressioni, violenze e discriminazioni Per tutto quanto sopra illustrato, il presente disegno di legge mira ad inserire nell'attuale sistema normativo efficaci misure di prevenzione e di contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati all'odio anticristiano.. 1 (Modifiche all'articolo 604- bis del codice penale) 1 All'articolo 604- bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a al primo comma, lettera a) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , oppure fondati sull'odio verso il culto cristiano, gli oggetti di culto e coloro che professano la fede cristiana »; b al primo comma, lettera b) , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , oppure fondati sull'odio verso il culto cristiano, gli oggetti di culto e coloro che professano la fede cristiana. »; c al secondo comma, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , oppure fondati sull'odio verso il culto cristiano, gli oggetti di culto e coloro che professano la fede cristiana. »; d la rubrica è sostituita dalla seguente: « Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sull'odio verso il culto cristiano, gli oggetti di culto e coloro che professano la fede cristiana ». 2 (Modifica all'articolo 604- ter del codice penale) 1 All'articolo 604- ter , primo comma, del codice penale, dopo le parole: « o religioso, » sono inserite le seguenti: « oppure fondati sull'odio verso il culto cristiano, gli oggetti di culto e coloro che professano la fede cristiana ».