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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 451 Presidenza del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Insieme per il futuro-Centro Democratico: Ipf-CD; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Uniti per la Costituzione-C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-Ancora Italia-Progetto SMART-I.d.V.: UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV; Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE-Coraggio Italia: Misto-MAIE-CI; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-ManifestA, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione comunista-Sinistra europea: Misto-Man.A PaP PRc-Se. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,38). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 luglio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 7 luglio 2022 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e dal Ministro dell'economia e delle finanze «Conversione in legge del decreto-legge 7 luglio 2022, n. 85, recante disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali e per l'accelerazione dei giudizi amministrativi relativi a opere o interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza» (2667). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che in data 11 luglio 2022 è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge con modificazioni del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina» (2668). Sui lavori del Senato Parlamento in seduta comune, convocazione PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 21 luglio. Nella seduta di oggi terminerà la discussione e avranno luogo le repliche dei relatori sulla riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari. Oggi pomeriggio, alle ore 17,30, si riunirà la Giunta per il Regolamento per esaminare gli emendamenti ai sensi dell'articolo 167, comma 4, del Regolamento. Il seguito della discussione del documento proseguirà nella seduta di domani, a partire dalle ore 9,30. Ove per le ore 12,30 non fossero concluse le votazioni sugli emendamenti, la seduta sarà sospesa e riprenderà alle ore 13,30. Sempre domani, alle ore 16,30, saranno discusse le mozioni sulla crisi delle sale cinematografiche. Alle ore 18,30 il Ministro delle politiche agricole renderà un'informativa sulle iniziative in relazione all'emergenza siccità, con particolare riferimento al settore dell'agricoltura. I Gruppi potranno intervenire per dieci minuti. Ai Gruppi Fratelli d'Italia e Misto sono attribuiti quindici minuti. Giovedì 14 luglio sarà discusso il decreto-legge aiuti, energia e investimenti, approvato dalla Camera dei deputati. Dopo la discussione generale, nell'eventualità che il Governo ponga la questione di fiducia sul testo approvato dalla Camera dei deputati, si passerà direttamente alle dichiarazioni di voto sulla fiducia e alla successiva chiama. Il question time già previsto per questa settimana non avrà luogo. Il calendario della prossima settimana, con sedute nelle giornate di mercoledì 20 e giovedì 21 luglio, prevede la discussione del disegno di legge di delega al Governo per il riordino della disciplina degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, approvato dalla Camera dei deputati e collegato alla manovra finanziaria. Per la discussione sono state ripartite tra i Gruppi quattro ore comprensive delle dichiarazioni di voto. Saranno inoltre discussi il disegno di legge, dalla sede redigente, sull'equo compenso delle prestazioni professionali, approvato dalla Camera dei deputati e, ove concluso dalla Commissione, il disegno di legge su benefici penitenziari ed ergastolo ostativo, approvato dalla Camera dei deputati. Il calendario prevede inoltre le mozioni su iniziative contro il caro energia. Giovedì 21 luglio, alle ore 15, si svolgerà il question time. Si informa infine che il Parlamento in seduta comune è convocato mercoledì 21 settembre, con orario ancora da definire, per l'elezione di dieci componenti del Consiglio superiore della magistratura. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 21 luglio: Martedì 12 luglio h. 16,30-20 - Seguito doc. II, n. 12 - Riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari (voto a maggioranza assoluta dei componenti del Senato) - Mozioni sulla crisi delle sale cinematografiche - Informativa del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sulle iniziative in relazione all'emergenza siccità, con particolare riferimento al settore dell'agricoltura (mercoledì 13, ore 18,30) - Disegno di legge n. 2668 - Decreto-legge n. 50, Aiuti, energia e investimenti (approvato dalla Camera dei deputati) (scade il 16 luglio) Mercoledì 13 " h. 9,30-20 Giovedì 14 " h. 9,30 Mercoledì 20 luglio h. 9,30-20 - Disegno di legge n. 2633 - Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (approvato dalla Camera dei deputati) (collegato alla manovra finanziaria) (voto finale con la presenza del numero legale) - Disegno di legge n. 2419 e connesso - Equo compenso delle prestazioni professionali (approvato dalla Camera dei deputati) (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 2574 e connesso - Benefici penitenziari e ergastolo ostativo (approvato dalla Camera dei deputati) (ove concluso dalla Commissione) - Mozioni su iniziative contro il "caro energia" - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 21, ore 15) Giovedì 21 " h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge n. 2633 (Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) dovranno essere presentati entro le ore 18 di venerdì 15 luglio. Il termine per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge n. 2574 e connesso sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2668 (Decreto-legge n. 50, Aiuti, energia e investimenti) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 20' Governo 20' Votazioni 20' Gruppi 4 ore, di cui M5S 35' L-SP-PSd'Az 35' FIBP-UDC 31' PD 27' Misto 27'+5' FdI 20'+5' IV-PSI 18' UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV 17' Ipf-CD 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2633 (Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) (Gruppi 4 ore, incluse dichiarazioni di voto) M5S 35' L-SP-PSd'Az 35' FIBP-UDC 31' PD 27' Misto 27'+5' FdI 20'+5' IV-PSI 18' UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV 17' Ipf-CD 16' Aut (SVP-PATT, UV) 15' Seguito della discussione del documento: Doc Doc. II, n. 12 Riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale concernente la riduzione del numero dei parlamentari (Votazioni qualificate ai sensi dell'articolo 167, comma 5, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del documento II, n. 12. CUCCA (IV-PSI) . Signora Presidente, stimati colleghi, gentili colleghe, arriva in Aula la riforma del Regolamento del Senato, in conseguenza dell'approvazione della legge costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari. Consentitemi di dire, anche se non c'entra molto con il tema di oggi, che, da sardo e da persona estremamente interessata alla riduzione del numero dei parlamentari, non posso che stigmatizzare ancora una volta - l'ho fatto in ogni occasione in cui ho avuto modo di parlarne - quella che per me è una legge sbagliata, che tocca il principio di rappresentanza in una maniera che ho paura sia irreversibile. Questo, francamente, mi sentivo di dirlo anche oggi. A causa della riduzione del numero dei parlamentari, si deve adattare il Regolamento delle due Camere alle conseguenze di quella modifica costituzionale che è stata approvata dal Parlamento. Tale modifica ha però investito parti e istituti più vasti del necessario (cioè adattare il Regolamento al ridotto numero dei parlamentari). Non solo quindi si è intervenuti sull'adattamento di cui ho parlato, ma si è preferito fare una riforma di più ampio respiro, anche per adattare il Regolamento alle prassi sempre più in voga, che portano il nostro sistema verso un modello parlamentare in cui le presidenze dei Gruppi sono sempre più marcate. Tra le modifiche più significative, è importante e mi pare molto rilevante l'introduzione della figura dei cosiddetti senatori senza Gruppo, cioè quei senatori che lasciano o vengono espulsi dai propri Gruppi di appartenenza e non aderiscono poi ad altri Gruppi. Sulla base dell'esperienza parlamentare vigente, verrebbero iscritti al Gruppo misto (adesso è così), ma con il nuovo Regolamento si prevede la figura, a mio parere il discutibile, del senatore senza l'appartenenza a un Gruppo, mutuando lo status di non appartenenza concesso ai senatori a vita. Dalla prossima legislatura, quindi, se un senatore dovesse essere espulso o decidesse di uscire dal Gruppo di appartenenza, cadrebbe nella condizione di senatore non iscritto, vedendo mortificato il proprio diritto di parola e di azione parlamentare. Sarà privato anche di tutte le professionalità che gravitano intorno al nostro lavoro; si pensi solo all'apporto significativo, oserei dire indispensabile, degli uffici legislativi dei Gruppi, che con grandissima professionalità danno una mano concreta alla nostra attività parlamentare. Inoltre, verranno meno le risorse necessarie per lo svolgimento dell'attività parlamentare, perché il danaro rimarrebbe al Gruppo di provenienza. Questa francamente mi sembra davvero una decisione molto discutibile, anzitutto perché mettiamo i senatori nella condizione di rimare legati al Gruppo di appartenenza (e mi pare che ci siano anche dei profili di costituzionalità). Addirittura si arriva a prevedere l'esclusione dalle cariche eventualmente ricoperte, nelle quali si ricomprende l'appartenenza alle Giunte, nonostante, come noto, siano organi tecnici, da cui il parlamentare non dovrebbe poter essere allontanato mai per ragione politiche, trattandosi di ruoli di garanzia. Parlo di questo perché, francamente, mi sembra il punto più delicato e criticabile. Per altre modifiche si è invece seguita la logica, più rispondente all'intento originario di cui parlavo, quello dell'adattamento ai nuovi numeri. Mi pare, in buona sostanza, che questa sia la parte più discutibile. Italia Viva ha contribuito in maniera significativa, proponendo una serie di modifiche, molte delle quali hanno trovato accoglimento da parte della Giunta. Sottolineo con soddisfazione che è stata accolto il nostro emendamento che prevede l'istituzione anche in Senato del Comitato per la normazione, un organismo terzo, importante per aumentare la qualità della normazione specialmente in questo periodo, in cui c'è una grande sovrapposizione di norme, decreti e regolamenti, che necessitano di una sistematicità puntuale e si patisce qualche difficoltà a causa dell'accavallarsi dei provvedimenti. La conseguenza, di cui abbiamo discusso tantissime volte, è che ci si trova con degli atti normativi che non sono esattamente il massimo in termini di organicità e sistematicità. Un'altra misura significativa in materia di rapporto tra Parlamento e Governo è quella che prevede - cosa molto importante, a mio parere - l'iscrizione automatica per la risposta orale, in Aula o in Commissione, nella prima seduta utile, alle interrogazioni presentate. È un fatto notorio. Io stesso ho presentato interrogazioni (non ricordo neanche più in quale data), che sono rimaste sistematicamente e regolarmente senza risposta. In questo caso, si introducono l'obbligatorietà della risposta e l'inserimento all'ordine del giorno nella prima seduta utile in Commissione o in Aula. Il lavoro di miglioramento non è sicuramente concluso. Sarà necessario intervenire successivamente per riprendere in mano - e spero che si cambi anche qui in Aula - il sistema relativo al senatore che non ha appartenenza. Mi pare davvero una mortificazione del ruolo del parlamentare che ha la stessa capacità rappresentativa di tutti quanti gli altri colleghi, ma che si trova privato delle risorse sia umane, sia economiche indiscutibilmente necessarie per portare avanti in maniera idonea il proprio lavoro. Un'altra norma che mi lascia molto perplesso prevede che per la costituzione di un Gruppo ai sensi dell'articolo 14, comma 5 (ossia di un Gruppo costituitosi nel corso della legislatura) siano necessari 10 parlamentari (mentre la regola di diritto comune ne richiede soltanto 7). È evidente che, per un principio di ragionevolezza, sarebbe preferibile prevedere lo stesso numero per la costituzione dei Gruppi, indipendentemente da quando nascano (all'inizio o in corso di legislatura). Abbiamo proposto una norma specifica che impone la democraticità interna degli Statuti dei Gruppi parlamentari tramite forme di tutela per il libero convincimento di ciascun componente (che si collega a quello di cui parlavo in precedenza), con disposizioni poste a garanzia delle attività, secondo il principio democratico e il pluralismo interno. Inoltre, è corretto prevedere la possibilità che il Presidente del Senato, d'intesa con quello della Camera, disponga la convocazione della Giunta per il Regolamento in seduta congiunta per elaborare disposizioni comuni e prassi interpretative condivise e coordinate, in maniera tale che non ci siano incongruenze, come tanto spesso ci sta capitando in quest'ultimo periodo. Questa è una norma molto importante. Ancora, un'altra misura di significativo impatto è quella che attiene al rapporto tra il Parlamento e il Governo: il Parlamento spesso - lo abbiamo detto più volte - si trova compresso nel suo operato da una continua operazione di conversione in legge di una ormai innumerevole quantità di decreti-legge. Per ovviare a questa patologia del sistema si è deciso, in tale circostanza, di riproporre quello che era stato già proposto nella riforma costituzionale, poi bocciata dal referendum , ovvero lo strumento del cosiddetto voto a data certa, con il quale il Governo può chiedere al Senato di stabilire con precisione la data entro la quale un decreto deve essere sottoposto a votazione. Con tale modalità si ottiene il superamento della compressione dei tempi che ci sta martoriando in quest'ultimo periodo. Ci sarebbe molto altro da dire, ma magari concluderà questo ragionamento chi interverrà in dichiarazione di voto. Devo dire che è stato fatto un buon lavoro, ma mi dispiace che sia stato fatto - lo ribadisco - come operazione resa necessaria a seguito della riduzione del numero dei parlamentari che - non mi stancherò mai di dirlo - non farà bene al sistema democratico italiano, perché il principio di rappresentanza è ormai andato a farsi benedire. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ho votato convintamente contro la riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari e ho confermato il mio orientamento al referendum. Purtroppo, alcuni partiti con eccessiva leggerezza votarono favorevolmente, legando questa riforma a una necessaria e ineludibile revisione della legge elettorale che non c'è stata e al momento è in altissimo mare. Il risultato chiarissimo del referendum imponeva dal giorno successivo un serrato e appassionato dibattito su come avremmo dovuto ripensare il lavoro del Parlamento. Giuristi, esperti, associazioni e alcuni colleghi hanno sottolineato che questa fosse l'occasione per proporre un'architettura istituzionale capace di interpretare al meglio l'esigenza di una democrazia moderna sempre più sensibile alla dimensione globale delle sfide dei nostri tempi. Ma non mi sembra che questo sia successo, mentre oggi, quasi agli sgoccioli di questa travagliata legislatura, giunge in Aula la proposta di riforma del nostro Regolamento. Il segno più evidente degli ultimi quattro anni è indubbiamente rappresentato da quello che, con un eufemismo, potremmo chiamare dinamismo dei Gruppi parlamentari, con ben tre Esecutivi sostenuti da tre diverse maggioranze. Sarebbe bene imparare la lezione offertaci da questi anni. Vorrei, a tal proposito, proporre una riflessione sulla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, che è stata grande protagonista di alcuni dei passaggi più delicati di questa legislatura. Abbiamo deliberato su richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di Ministri e leader di partito, come sui conflitti di attribuzione con altri poteri dello Stato e persino in merito alla stessa composizione di questa Assemblea. Come è noto, la Giunta è stata pensata come un organo paragiurisdizionale i cui membri insostituibili e inamovibili sono chiamati a spogliarsi della propria appartenenza di Gruppo per tutelare le prerogative costituzionalmente riconosciute al Parlamento senza trasformarlo, però, in una torre d'avorio. Aggiungo una parentesi per fatto personale, per così dire. In questa legislatura mi sono trovato a suscitare stupore nei miei colleghi per i voti espressi in Giunta. Poche settimane fa mi è stato chiesto se fossi il clone di Grasso, ad esempio, per aver votato a favore del senatore Candiani o per la mia richiesta di interessare i titolari dell'azione disciplinare sull'operato discutibile di alcuni miei ex colleghi magistrati nell'affare Esposito. Ritengo al contrario che così si debba esercitare questo ruolo: leggendo le carte, maturando un convincimento obiettivo, esclusivamente sulla base della Costituzione e delle leggi. La politica, non quella con la P maiuscola, ma quella degli interessi di parte o di partito, in Giunta dovrebbe rimanere fuori dalla porta. Ho capito che forse è pretendere troppo. Assumere la responsabilità del mandato parlamentare o di un ruolo di Governo necessita, infatti, di ampia libertà di azione e di pensiero, ma anche della consapevolezza che essere gli interpreti della volontà popolare sia un mezzo e non un fine. Occorrono indipendenza, buon senso e anche responsabilità e senso dello Stato. Facciamo cadere il velo di Maya: con strumentalizzazioni gravissime e altrettante forzature, troppo spesso le deliberazioni della Giunta e quelle successive in Aula sono state il terreno per combattere battaglie politiche, se non addirittura per realizzare discutibili compensazioni. E lo dico con profondo rammarico. Si è spesso ceduto su principi cruciali per la democrazia del nostro Paese. Ancora non riesco, ad esempio, a farmi una ragione del fatto che la deliberazione della Giunta, confermata da quest'Aula, abbia letteralmente inventato una parte della legge elettorale, scavalcando l'articolo 57 della Costituzione, che prescrive l'elezione su base regionale del Senato. Era chiaro allora ed è chiaro oggi che le ragioni di quelle e di altre decisioni finiscono poi per trovare le loro radici negli interessi della maggioranza di turno. In questa riforma si sono - a mio avviso - ben individuate alcune fragilità regolamentari: per esempio, è utile certamente assicurarsi che il Presidente della Giunta sia sempre espressione dell'opposizione, ma penso che si possa fare di più, almeno lavorando a una legge di rango costituzionale che innovi la legge n. 140 del 2003, attuativa dell'articolo 68 della Costituzione. Serve fornire alla Giunta dei criteri più puntuali, dei parametri alla luce dei quali fare le sue valutazioni. È quindi importante che venga riscritta la legge n. 140 del 2003, attuativa del suddetto articolo 68 della Costituzione. Non è infatti accettabile che il Parlamento colmi, di volta in volta, i vuoti di questa legge che guida il lavoro in Giunta con sentenze della Corte o interpretazioni estensive o addirittura creative, in mancanza di qualsiasi norma. La Consulta ha certamente reso più espliciti i confini di applicabilità dell'articolo 68, sia sull'insindacabilità che sull'inviolabilità, ma permangono ancora alcuni nodi problematici che possono essere superati solo con un intervento del legislatore. Occorre dare l'opportunità al parlamentare interessato di far valere, per esempio, le proprie ragioni sull'applicabilità dell'articolo 68 della Costituzione, e non solo nei casi di insindacabilità. È utile inoltre chiarire quale sia la Camera competente a valutare le questioni che riguardino gli ex parlamentari: abbiamo assistito a un palleggiamento di competenze tra Camera e Senato. Andrebbe regolamentato il procedimento nel caso di mediazione, procedura che non era prevista quando è stata pensata la legge del 2003. Infine, un altro ordine di problemi scaturisce dal necessario adeguamento della legge n. 140 del 2003 all'evoluzione tecnologica. Il disegno di legge che ho presentato affronta anche la questione dei contenuti riferibili a membri del Parlamento rinvenuti su dispositivi elettronici di terzi sottoposti a ispezione e sequestro. Credo sinceramente che sia nostro dovere preparare al meglio la macchina per la prossima legislatura, far sì che sia potenzialmente funzionale ed efficiente per i nostri successori, già dal primo giorno. Tutelare, rispettare e difendere le istituzioni passano anche dalla lungimiranza con cui si definiscono insieme oggi le regole per il futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Auddino. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riforma costituzionale è un fatto, come lo è ormai il taglio del numero dei parlamentari; pertanto, la modifica al nostro Regolamento era necessaria. In ordine al documento oggi in discussione, mi vorrei soffermare su alcune delle modifiche all'intero impianto del nostro Regolamento, che riguardano in particolare alcune mie proposte. Un primo intervento emendativo che ho proposto - mi piacerebbe che anche l'Assemblea su questo prestasse un po' di ascolto - mira a incentivare la digitalizzazione degli atti parlamentari. Siamo nel terzo millennio, in un'epoca in cui si spinge la pubblica amministrazione a digitalizzare e a dematerializzare, ma il Senato in questo dà un pessimo esempio visto che il cartaceo ancora oggi è preponderante. La mia proposta, che nelle ultime ore ha avuto un largo consenso, prevede che la stampa di emendamenti, ordini del giorno e legge di bilancio, così corposa, venga fatta solo quando è strettamente necessaria, ovviamente a discrezione del Presidente di Commissione o dell'Assemblea. E dico questo non solo per un problema ambientale che riguarda un uso e un consumo eccessivo di toner per stampanti, carta e inchiostro, ma anche per un fatto legato alla salute pubblica. Chi conosce come funzionano le stampanti e le fotocopiatrici lo sa. Come dicevo, il mio intervento mira ad ogni modo a garantire un numero di stampe. Il sottoscritto è ancora molto affezionato alla carta: spesso, quando tengo molto a qualche emendamento o a qualche testo, preferisco leggerlo sulla carta. Ma questo vale e deve valere per i relatori, per chi è realmente interessato. Vedo continuamente centinaia di stampe, ma poi siamo sempre i soliti dieci o quindici senatori a usarle. Mi pare veramente eccessivo continuare su questa strada. Il Senato in tale senso darebbe un importante esempio nei confronti di tutta la pubblica amministrazione. Un'altra cosa che mi piacerebbe sottolineare oggi è garantire - su questo la riforma del Regolamento ha fatto molto, ma secondo me si poteva fare di più e penso che la prossima legislatura dovrà fare di più in proposito - i disegni di legge di iniziativa parlamentare. Premetto che quella di oggi è la prima volta che intervengo quasi "a braccio", perché sono tante le cose che vorrei dire e che ho scritto in massima parte per punti e in maniera schematica. Dobbiamo tutelare l'iniziativa parlamentare. Sappiamo che il Parlamento è il depositario dei disegni di legge di iniziativa parlamentare, ma poi, se guardo le statistiche, rilevo che dal 1996 ad oggi i decreti-legge di iniziativa governativa sono stati il 20 per cento del totale, mentre i disegni di legge di iniziativa parlamentare soltanto il 2 per cento (addirittura dieci volte meno). Allora l'idea che pongo all'Assemblea - secondo me dovrà essere oggetto di dibattito da qui in poi - è che non solo a parole, ma anche nei fatti, il Parlamento e in questo caso il Senato tutelino i disegni di legge di iniziativa parlamentare, evitando che si perdano tra l'incardinamento in Commissione e la Conferenza dei Capigruppo per quanto riguarda l'Assemblea. Su questo dovremo fare molto e credo ci siano ampi margini - anche se il nuovo Regolamento ha già fatto molto - altrimenti saremo qui - o lo saranno i seicento nuovi parlamentari nella prossima legislatura - a lamentarci dei decreti-legge del Governo, salvo poi non fare nulla per tutelare le prerogative del Parlamento. Questo - secondo me - mette fortemente in crisi il nostro assetto costituzionale, perché sappiamo che la nostra è una Repubblica parlamentare e, quindi, dobbiamo tutelare il Parlamento in ogni caso, anche se ridotto - come poco fa diceva il collega Grasso, facciamocene una ragione - Camera e Senato. Non garantire questa possibilità - a mio parere - indebolisce la funzione e l'istituzione nel suo complesso. Un'altra idea, che avevo posto e che si trova nel corpus degli emendamenti, riguarda la difesa dei tre minuti per chi si trova a votare in dissenso rispetto al proprio Gruppo, come mi è accaduto in questa legislatura e come capita spesso ai colleghi che fanno parte di altri Gruppi. Sul punto auspico la massima convergenza da parte di tanti - mi auguro addirittura l'unanimità - al fine di tutelare il dissenso. Credo infatti che quest'ultimo sia il sale della politica, addirittura oserei dire della democrazia, e quindi esso va non solo tutelato, ma anche incentivato. E, siccome tre minuti sono già pochi, ritengo che portarli a due sia un po' troppo irrispettoso di chi è animato dal buon animo del dissenso. Imparare ad ascoltare anche le voci del dissenso ci permetterà di vedere il mondo con un occhio maggiormente critico, salvo poi ciascuno, come spesso accade, rimanere della propria idea. Ecco perché è importante - a mio avviso - ripristinare quel tempo. So che sulla questione i colleghi della Giunta per il Regolamento hanno svolto un ottimo lavoro. Infine, per quanto riguarda la modalità dello spoglio, ormai se ne parlerà nella prossima legislatura. Mi sono occupato nel mio piccolo di suggerirlo già alla Camera quando ci si occupava dello scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. Non riguarda noi, ma vorrei sottolineare la necessità che la modalità dello spoglio dei voti nel caso di elezioni mediante schede avvenga sempre in maniera univoca, proprio per evitare che il voto sia controllabile. Proponevo, per esempio, di inserire nome e cognome, evitando appellativi, cognome, nome e secondi nomi, perché in questo modo eviteremmo che il voto possa essere riconoscibile. Lo diciamo ai nostri cittadini, agli elettori quando vietiamo che il voto sia riconoscibile in qualunque forma. Allora, anche in tal caso, mi auguro che il Parlamento dia l'esempio. Parlo con riferimento alla prossima legislatura o per me stesso, visto che pochissimi ascoltano, ma - pazienza - questo discorso rimarrà a futura memoria. Mi piace comunque dire, a voce alta e con orgoglio, che mi auguro che un giorno questo Parlamento scelga una modalità univoca che riguardi non solo l'elezione del Presidente della Repubblica alla Camera, ma anche tutte le votazioni mediante schede che si effettueranno in questa Aula. Ciò al fine di evitare quel controllo che è veramente fastidioso e che limita la libertà di ciascuno di votare come gli pare e piace. Chiedo all'Assemblea, sommessamente - almeno a quella parte di essa che oggi è presente - di accogliere queste riflessioni, riservandomi poi domani, caso per caso, di illustrare gli emendamenti, perché non solo miglioreremo questo ramo del Parlamento, ma daremo un esempio importante per migliorare tutte le istituzioni. Credo di essere rientrato abbondantemente nei tempi, cosa che mi capita raramente. PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Calderoli. CALDEROLI, relatore . Signor Presidente, mi riservo di intervenire nella fase di relazione che faremo all'esito dei lavori della Giunta in modo da poter replicare e dare anche l'espressione dei pareri emersi in quella sede. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Santangelo. SANTANGELO, relatore . Signor Presidente, anch'io preferisco replicare successivamente. PRESIDENTE . Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, rinvio il seguito della discussione del documento in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MAUTONE (Ipf-CD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (Ipf-CD) . Signor Presidente, colleghi, purtroppo dobbiamo ancora una volta rimarcare l'incuria che abbiamo nei confronti dell'ambiente in cui viviamo e la poca attenzione per la tutela dei nostri territori, delle nostre strade e delle terre in cui viviamo. Spesso tutto ciò è il risultato combinato, ma perverso, dell'inciviltà di pochi e della mancanza di controlli, di sorveglianza e di tutela del territorio da parte di chi è istituzionalmente preposto a ciò. La civiltà di una comunità si misura anche da come si tutelano e si tengono pulite le strade e le campagne in cui noi stessi viviamo. Come paradigma negativo di quanto affermato vorrei segnalare a quest'Aula lo stato di degrado, già precedentemente da me attenzionato, nelle zone limitrofe e lungo le strade di accesso alla stazione dell'alta velocità di Afragola: spazzatura depositata da esseri incivili a qualsiasi ora e quasi mai rimossa, cumuli di rifiuti ingombranti, materiali di risulta, oltre a elettrodomestici e altri utensili casalinghi dismessi; il tutto incautamente, o meglio illecitamente abbandonato ai margini della strada, senza la minima preoccupazione dei pericoli che ciò costituisce per i cittadini e dell'immagine triste e deturpata che offriamo di tutta la zona. A ciò si aggiungono, con le temperature torride di questo periodo, odori malsani e la crescita esponenziale di topi, di ratti e di insetti vari. Tanto i cittadini che le associazioni del territorio hanno più volte denunciato e rimarcato quanto testé segnalato. Occorre superare l'inerzia, l'apatia, lo scarico di responsabilità, il solito scaricabarile degli enti preposti. È indispensabile offrire una risposta efficace e definitiva a questa annosa vicenda, superando le pastoie burocratiche. Faccio un appello accorato alle amministrazioni e agli enti preposti affinché attivino un'azione celere e incisiva che porti alla rapida risoluzione della problematica: lo chiedono i cittadini ed è un dovere delle nostre coscienze civiche. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 13 luglio 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 13 luglio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,17) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Battistoni, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Briziarelli, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Crucioli, D'Alfonso, D'Angelo, De Poli, Di Marzio, Floridia, Galliani, Garruti, Ghedini, Giacobbe, Lomuti, Lupo, Marino, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Perosino, Pesco, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Renzi, Ronzulli, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Verducci e Vono. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Alfieri, Craxi e Vescovi, per attività della 3ª Commissione permanente; Nencini e Saponara, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; De Bonis, Ferrazzi e Lorefice, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Sono considerate in missione le senatrici: Valente, per attività della 1ª Commissione permanente; Fedeli, per attività dell'11ª Commissione permanente. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Astorre, Bellanova, Cirinna', Di Nicola, Magorno e Vanin. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione e denominazione di componente La Presidente del Gruppo Misto, con lettera in data 11 luglio 2022, ha comunicato che all'interno del Gruppo stesso la componente MAIE assume la seguente nuova denominazione: "MAIE - Coraggio Italia". Della componente fanno parte i senatori Merlo, Causin e Pacifico. Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, trasmissione di documenti La Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza ha trasmesso, in data 7 luglio 2022, il documento approvato nella seduta del 22 giugno 2022, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Regolamento, a conclusione dell'indagine conoscitiva sulla natura, cause e sviluppi recenti del fenomeno dei discorsi d'odio, con particolare attenzione alla evoluzione della normativa europea in materia ( Doc . XVII, n. 6). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'economia e delle finanze Ministro della transizione ecologica Ministro della cultura Ministro dello sviluppo economico Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Ministro del lavoro e delle politiche sociali Ministro per gli affari regionali e le autonomie Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina (2668) (presentato in data 11/07/2022) C.3614 approvato dalla Camera dei deputati. Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Ministro dell'economia e delle finanze Conversione in legge del decreto-legge 7 luglio 2022, n. 85, recante disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali e per l'accelerazione dei giudizi amministrativi relativi a opere o interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (2667) (presentato in data 07/07/2022). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Gaudiano Felicia ed altri Disposizioni in materia di diritto all'oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche (2660) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanità) (assegnato in data 11/07/2022); In sede referente 5ª Commissione permanente Bilancio Pres. Consiglio Draghi Mario (Draghi-I), Ministro economia e finanze Franco Daniele (Draghi-I) ed altri. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina (2668) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanità), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.3614 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 11/07/2022); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro infrastrutture e trasporti Giovannini ed altri Conversione in legge del decreto-legge 7 luglio 2022, n. 85, recante disposizioni urgenti in materia di concessioni e infrastrutture autostradali e per l'accelerazione dei giudizi amministrativi relativi a opere o interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (2667) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/07/2022). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 08/07/2022 la 3ª Commissione permanente Aff. esteri ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:"Ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018" (1987) (presentato in data 22/10/2020). In data 08/07/2022 la 3ª Commissione permanente Aff. esteri ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:"Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Camerun, firmato a Yaoundé il 17 marzo 2016" (1386) (presentato in data 02/07/2019). Affari assegnati È stato deferito, in data 8 luglio 2022, alla 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare in merito alle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario, che ricorre nel 2024, della creazione della Scuola musicale di Fiesole (Atto n. 1221). È deferito alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sul fenomeno delle baby gang (Atto n. 1224). È deferito alla 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare in merito alle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita del compositore Gaspare Spontini (Atto n. 1225). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro della transizione ecologica, con lettera del 9 giugno 2022, integrata da successiva documentazione pervenuta in data 8 luglio 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 60-bis, della legge 4 agosto 2017, n. 124 - lo schema di decreto ministeriale concernente criteri e modalità per l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali di energia elettrica e gas interessati dal superamento dei regimi di prezzi regolati, nonché criteri per assicurare la fornitura di energia elettrica alle microimprese che, alla data del 1° gennaio 2023, non avranno scelto un fornitore sul mercato libero (n. 397). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 11 luglio 2022 - alla 10ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 30 maggio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale al dottor Marco Camilletti, estraneo alla pubblica amministrazione, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze. Con lettere in data 30 giugno e 4 luglio 2022 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Sinopoli (RC), Nettuno (RM), Nusco (AV) e Villamarzana (RO). Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 30 giugno 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero dello sviluppo economico, corredata del rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . CLXIV, n. 42). Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con lettera in data 1° luglio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 208, comma 3- bis , del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la prima relazione concernente l'utilizzo delle quote, destinate al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal codice della strada, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CCLXV, n. 1). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 6 luglio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 5, comma 16, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, la relazione sulle attività svolte e sui risultati conseguiti dalla Cassa depositi e prestiti Spa nell'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . LIV, n. 5). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 6 luglio 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero dell'economia e delle finanze, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . CLXIV, n. 43). Il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, con lettera in data 30 giugno 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5- bis , comma 7, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, la relazione sullo stato di utilizzo delle risorse stanziate per potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, aggiornata al 30 marzo 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc. CCLIII, n. 3). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione sullo stato di Schengen 2022 (COM(2022) 301 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Potenziamento della politica di coesione - Assistenza flessibile ai territori (FAST - CARE) per affrontare le conseguenze dell'aggressione russa (COM(2022) 324 definitivo), alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Definire la rotta verso un pianeta blu sostenibile - Comunicazione congiunta sull'agenda dell'UE per la governance internazionale degli oceani (JOIN(2022) 28 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di pareri del CNEL su atti dell'Unione europea Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche e gli affari europei, in data 27 giugno 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 28 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, i seguenti pareri approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 1° giugno 2022: sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sul lavoro dignitoso in tutto il mondo per una transizione globale giusta e una ripresa sostenibile (COM(2022) 66 final). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto 1222); sulle conclusioni del Consiglio sul rafforzamento della mobilità, in particolare della mobilità europea, di docenti e formatori nel corso della loro istruzione e formazione iniziale e continua (ST 7923/22). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto 1223). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 30 giugno 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 15/2022/G - "La prevenzione del fenomeno dell'usura". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 1220). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Giancarlo Chiari, Presidente dell'Associazione MARSS - Movimento Associativo per la Revisione della Storia del Sud Italia, chiede un approfondimento delle ragioni storiche alla base della c.d. Questione Meridionale, l'istituzione di una Giornata della Memoria dedicata nonché interventi economici e fiscali a sostegno del Mezzogiorno (Petizione n. 1133, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede interventi urgenti volti a fronteggiare l'emergenza idrica, anche mediante la realizzazione di impianti di desalinizzazione con metodo di osmosi inversa (Petizione n. 1134, assegnata alla 13 a Commissione permanente); la signora Laura Ruzza da Roma chiede disposizioni urgenti a tutela del legame materno mediante la revoca dei provvedimenti di ablazione di minori emessi sulla base di teorie quali la Pas, alienazione parentale e altre analoghe nonché l'abrogazione dell'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli" (Petizione n. 1135, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la signora Silvana Pagliuca da Napoli e numerosi altri cittadini chiedono una rapida approvazione dell'Atto Senato n. 1671 recante l'istituzione dei "santuari dell'acqua potabile" e delega al Governo per la loro tutela (Petizione n. 1136, assegnata alla 13 a Commissione permanente); la signora Iole Natoli da Milano e numerosi altri cittadini chiedono nuove disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli alla luce della sentenza n. 131 del 27 aprile 2022 della Corte Costituzionale (Petizione n. 1137, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede: - interventi urgenti volti ad affrontare l'emergenza idrica (Petizione n. 1138, assegnata alla 13 a Commissione permanente); - la previsione di controlli accurati in relazione ai vaccini di nuova generazione (Petizione n. 1139, assegnata alla 12 a Commissione permanente); - disposizioni volte a consentire e incentivare la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica (Petizione n. 1140, assegnata alla 1 a Commissione permanente); - disposizioni volte ad incentivare la coltivazione dei terreni incolti e abbandonati (Petizione n. 1141, assegnata alla 9 a Commissione permanente); - disposizioni a tutela del decoro urbano (Petizione n. 1142, assegnata alla 1 a Commissione permanente); - disposizioni a tutela del risparmio (Petizione n. 1143, assegnata alla 6 a Commissione permanente); - l'istituzione della figura del Garante del cittadino o dell'Ufficio legale del cittadino presso ogni Comune (Petizione n. 1144, assegnata alla 1 a Commissione permanente); - disposizioni severe in merito all'utilizzo dei monopattini su strada (Petizione n. 1145, assegnata alla 8 a Commissione permanente); - disposizioni volte alla valorizzazione delle fontane antiche (Petizione n. 1146, assegnata alla 7 a Commissione permanente); - interventi volti a migliorare il sistema di raccolta dei rifiuti nella regione Campania (Petizione n. 1147, assegnata alla 13 a Commissione permanente); - interventi di sostegno in relazione al costo di gas e luce a favore delle famiglie con redditi inferiori (Petizione n. 1148, assegnata alla 5 a Commissione permanente); - disposizioni severe in materia di occupazione abusiva di spazi pubblici (Petizione n. 1149, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Interpellanze Atto n. 2-00104 ASTORRE MALPEZZI Simona Flavia ZANDA CIRINNÀ Monica FEDELI Valeria MARCUCCI STEFANO ROSSOMANDO Anna PINOTTI Roberta COMINCINI IORI Vanna BOLDRINI Paola D'ARIENZO PITTELLA LAUS MARGIOTTA MANCA ROJC Tatjana VATTUONE TARICCO D'ALFONSO BITI Caterina FERRAZZI VERDUCCI Al Ministro dell'interno Premesso che: nelle ultime settimane vaste aree della città di Roma sono state colpite da una serie di incendi che hanno messo in serio pericolo l'incolumità dei cittadini e la salute pubblica, a causa delle fiamme alimentate dalle elevate temperature del periodo e delle nubi tossiche generate dalla combustione di materiali cancerogeni; tra gli episodi più significativi vanno certamente ricordati un primo incendio verificatosi il 15 giugno 2022 presso la discarica di Malagrotta, le cui fiamme hanno interessato sia un gassificatore spento dal 2011, e oggi luogo di stoccaggio del CDR, sia il più grande dei due TMB, un impianto che tratta ogni giorno fino a 900 tonnellate di rifiuti indifferenziati. La prima conseguenza è stato un rallentamento della raccolta dei rifiuti in tutta la città con conseguenti disagi per la popolazione; un secondo episodio significativo si è verificato sull'Aurelia, il 28 giugno scorso, nella zona nord-ovest della città, nei pressi della borgata di Casalotti. Le fiamme hanno colpito dei capannoni industriali all'interno dei quali si trovavano delle bombole contenenti GPL; hanno causato delle esplosioni e procurato l'intossicazione di quindici persone; un altro incendio di portata rilevante ha interessato, lo scorso 4 luglio, l'area della Pineta Sacchetti e di Monte Mario, ancora nella zona nord della città. Le fiamme sarebbero partite dal parco del Pineto per poi estendersi alle zone vicine, raggiungendo il quartiere Balduina e costringendo molti residenti ad allontanarsi dalle proprie abitazioni; l'incendio più recente ha colpito la zona di Centocelle, nel pomeriggio di sabato 9 luglio. Questa volta a bruciare sono stati vari autodemolitori su viale Palmiro Togliatti, nel quadrante est della città. In base a quanto riferiscono i vigili del fuoco, il rogo sarebbe partito intorno alle 16.50 all'altezza di via Casilina, producendo una gigantesca nube nera visibile da gran parte della città; tramite notizie a mezzo stampa gli stessi vigili del fuoco avrebbero dichiarato che la carenza di circa 300 uomini su base provinciale, a fronte dell'ingente numero di incendi che stanno devastando la Capitale, avrebbe messo in crisi il dispositivo dei vigili del fuoco di Roma; tali numeri peraltro sarebbero stati ricavati con riferimento a vecchie piante organiche che andrebbero comunque riadattate alla luce delle nuove esigenze determinate dai cambiamenti climatici in atto; da notizie a mezzo stampa si è appreso altresì che lunedì 11 luglio si sarebbe svolto un vertice in Procura tra magistrati e tutte le forze dell'ordine impegnate in questi giorni sul fronte degli incendi a Roma, e sarebbe stato creato un coordinamento per rendere più veloce ed efficace lo scambio di informazioni tra gli inquirenti sia in fase di indagine che nell'ambito della prevenzione, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per colmare quanto prima le carenze di organico e di mezzi dei vigili del fuoco, e del Corpo forestale dei Carabinieri, con particolare riferimento all'area della Capitale, nonché quali iniziative intenda adottare per fermare quanto prima la spirale degli incendi in atto e prevenire il ripetersi di fatti analoghi. Interrogazioni Atto n. 3-03463 MALLEGNI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: di recente si stanno riscontrando problematiche nel diritto alla mobilità degli abitanti delle isole dell'arcipelago Toscano, dovute ad avarie più o meno gravi che sempre più spesso si verificano alle unità impegnate nei collegamenti fra la costa e le isole; la causa principale è la vetustà dei mezzi di trasporto marittimo impegnati, oltre alla mancanza di investimenti congrui per il mantenimento in efficienza delle unità; queste problematiche, inoltre, implicano la riduzione del trasportabile, sia in termini di passeggeri, che in termini di automezzi; l'inevitabile risultato è che gli isolani hanno serie difficoltà a muoversi alle quali, nell'immediato, si può ovviare obbligando tutte le compagnie di linea a mantenere un congruo numero di posti, sino a 10 minuti prima dell'orario previsto per la partenza, disponibili per i residenti, sia per i passaggi ponte che per i mezzi; tali disservizi si registrano in particolare all'isola d'Elba, ed oltretutto nei giorni scorsi si è appreso che, se le compagnie superano il numero dei passeggeri, non imbarcano più neanche i residenti, situazione mai verificatasi in passato, minando così la continuità territoriale; nonostante nei giorni scorsi l'assessore regionale per i trasporti avesse garantito che da sabato 9 luglio 2022 i disagi sarebbero rientrati, la situazione non è migliorata; al contrario risulterebbe che i passeggeri sono rimasti al porto 4-5 ore prima di poter partire; giova evidenziare che i maggiori disagi riguardano i passeggeri che devono spostarsi per motivi sanitari, di lavoro o d'urgenza, il trasporto marittimo è fondamentale per garantire la continuità territoriale ai cittadini che abitano sulle isole minori, nel rispetto del diritto alla mobilità; il perdurare di disagi derivanti dal trasporto marittimo influiranno in modo negativo e in maniera determinante sull'aspetto economico di questi territori ad elevata vocazione turistica, soprattutto considerata la forte crisi economica attuale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; quali azioni intenda intraprendere affinché non si verifichi l'interruzione del servizio di collegamento marittimo tra l'isola d'Elba, le isole tutte dell'arcipelago Toscano e la costa; se ritenga di adottare ogni provvedimento utile per garantire un costante monitoraggio dei suddetti collegamenti marittimi. Atto n. 3-03464 ROMANO DE LUCIA Danila Al Ministro dell'istruzione Premesso che: lunedì 8 settembre 2022 le scuole riapriranno nel terzo anno di pandemia, senza che attualmente esistano linee guida dedicate, aggiornamenti sui protocolli di sicurezza e soprattutto investimenti sulla ventilazione meccanica controllata, a gran voce richiesta dal mondo medico-scientifico; entro il 20 marzo 2022, su proposta del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'istruzione, uno specifico decreto del Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe dovuto definire le linee guida sull'adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di ventilazione, oltre a delineare gli standard minimi di qualità dell'aria negli ambienti scolastici, con l'obiettivo di affrontare con maggiore serenità l'anno scolastico 2022/2023; fino a pochi mesi fa la maggior parte di medici, virologi ed epidemiologi, ai quali la politica si è affidata, ha negato la trasmissione per via aerea di SARS-CoV-2, sostenendo che il contagio avvenisse solo attraverso droplets di grandi dimensioni a distanze ravvicinate, nonostante già nel 2020 fossero stati pubblicati i primi studi che dimostravano come il contagio via aerosol fosse dominante, in particolare in ambienti chiusi e senza ventilazione; la letteratura scientifica si è arricchita di mese in mese di nuove ricerche, che hanno confermato come la trasmissione aerea sia in realtà un meccanismo sempre presente per ogni agente patogeno respiratorio; l'Organizzazione mondiale della sanità ha ribadito come sia proprio la trasmissione aerea la modalità prevalente di contagio, che può essere contrastata con la ventilazione meccanica controllata, ovvero con ricambi d'aria adeguati al numero di persone in classe e alle dimensioni della stessa; considerato che: è fondamentale lavorare ora per adeguare i sistemi di ventilazione nelle scuole italiane al fine di garantire l'attività didattica in presenza, con soluzioni tecnologiche che possono consentire un salutare ricambio d'aria anche in ambienti normali; nonostante ci sia oggi un unanime consenso sull'importanza della ventilazione come azione di mitigazione della trasmissione aerea del virus , l'Italia non sembra abbia investito per migliorare la qualità dell'aria nelle scuole, mentre il Canada ha stanziato 32 euro a studente, gli Stati Uniti 30 euro, l'Olanda 21 euro, l'Irlanda 12 euro, Germania e Francia 8 euro; Canada, Stati Uniti e Irlanda stanno investendo fondi pubblici per migliorare la ventilazione meccanica controllata negli edifici scolastici, la Germania ha puntato sui purificatori portatili mentre Francia e Belgio si limitano per ora ad acquistare impianti di rilevazione di C02, che indicano quando è l'ora di aprire le finestre; nel nostro Paese esistono sparuti progetti di Comuni, Provincie e Regioni, a caccia di finanziamenti, ma senza una regia comune, che in questo caso è quanto mai necessaria, al di là dell'autonomia, affinché siano congeniati sistemi adeguati, senza farsi travolgere da un business che propone soluzioni non sempre adatte alle esigenze; con un virus altamente contagioso vanno garantiti ricambi d'aria elevati nelle classi scolastiche, almeno 5-6 all'ora, che sono possibili solo con sistemi di ventilazione meccanica controllata o di filtrazione, il cui costo, pari a circa 4.000 euro a classe, costituisce un investimento, peraltro, meno impattante rispetto al costo annuale delle mascherine FFP2, pari a circa 5.000 euro all'anno (un euro per 25 alunni per 200 giorni l'anno), capace di proteggere non solo dal COVID-19, ma da tutti i batteri e i virus a trasmissione aeree; la ventilazione meccanica controllata protegge anche dall'inquinamento, obiettivo che non è possibile raggiungere aprendo le finestre, con un risparmio di circa 500 euro a classe grazie al recupero energetico, perché l'aria fredda che entra in questi sistemi durante l'inverno viene riscaldata con l'aria interna che esce; un buon sistema di ventilazione meccanica è tre volte più efficace della mascherina, che pure è stato uno strumento utile in pandemia, ma non sufficiente per controllare un'epidemia con un agente patogeno tanto infettivo, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per promuovere adeguati investimenti sulla ventilazione meccanica controllata nelle scuole, affinché l'inizio del nuovo anno scolastico possa avvenire garantendo un ambiente di studio sano e scongiurando il ricorso a rimedi emergenziali, quali l'uso della mascherina o la didattica a distanza. Atto n. 3-03465 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che il "Museo e Real Bosco di Capodimonte" è uno degli istituti del Ministero della cultura che, considerati di rilevante interesse nazionale, dal 2019 sono dotati di autonomia speciale (scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile). Rientrando fra gli uffici dirigenziali di livello non generale, cosiddetti di seconda fascia, il direttore generale Musei è tenuto ad esercitare, nei confronti del titolare pro tempore di Capodimonte, Sylvain Bellenger, i poteri di direzione, controllo, indirizzo e coordinamento; considerato che: ha suscitato grande scalpore, nei giorni scorsi, la notizia che nel 2023 ben 60 opere del Museo saranno spostate temporaneamente al "Louvre", iniziativa celebrata con toni encomiastici da pressoché tutti i media (si veda "Il prestito di 60 opere dal Museo di Capodimonte al Louvre" su "artribune.com"); "Napoli a Parigi, il Louvre invita il Museo di Capodimonte per il 2023" su "musicaeculturamagazine.it"); "Il Museo di Capodimonte invia 60 opere al Louvre" su "Sky Arte"; "Capodimonte al Louvre: un evento straordinario che celebra la cultura" su "ilGiornale.it") e valutata invece criticamente da quanti hanno subito colto il carattere pretestuoso della giustificazione addotta per la trasferta in terra di Francia, ovvero la previsione di lavori di ristrutturazione della palazzina di caccia borbonica ospitante la straordinaria pinacoteca che vanta, tra gli altri, i dipinti della Collezione Farnese; detta giustificazione sembrerebbe pensata per aggirare quel che resta dei limiti imposti dalla normativa di settore. In passato, infatti, in circostanze analoghe, si agì spostando le opere da un'ala all'altra del museo, man mano che i lavori venivano ad interessare le diverse parti del complesso edilizio. Oggi, invece, è stato fatto cadere anche il tabù della impossibilità di smembrare le collezioni e di destinare al prestito le opere identitarie di ciascun istituto con autonomia speciale, poiché gli elenchi delle opere non prestabili stilati da ciascuno di quelli (e dai musei afferenti alle Direzioni regionali) in risposta alla nota prot. 5888 del 17 maggio 2018 dell'ex direttore Lampis sarebbero "uno strumento fluido, in divenire, e che verrà quanto prima aggiornato anche alla luce di una circolare di prossima emanazione con la quale si intende esaminare, approfondire e chiarire i contorni posti alla base del concetto identitario del patrimonio culturale" (nota del prof. Massimo Osanna alla prima firmataria del presente atto del 9 maggio 2022, prot. 8252), si chiede di sapere: perché, in merito alla prevista esposizione al Louvre di 60 capolavori del "Museo e Real Bosco di Capodimonte" giustificata dai lavori edilizi a farsi, se trasferimento temporaneo dev'esserci, non possa avvenire in una sede provvisoria del Museo da individuare a Napoli stessa, e comunque in Italia, e se ciò non abbia casualmente a che fare con l'interpretazione "fluida" che la Direzione generale Musei dà oggi degli strumenti di cui si era dotata, senza precisare se detta interpretazione discenda anche da un parere richiesto all'Avvocatura dello Stato; perché il Ministro in indirizzo non abbia ancora preso coscienza di quella che agli interroganti pare un'arbitrarietà dell'agire dei direttori dei musei autonomi, o se, invece, ne ha contezza, perché non sia intervenuto per arginare l'enorme falla aperta nel sistema museale italiano dando carta bianca a dirigenti che ignorano e disapplicano quotidianamente la normativa in essere, spalleggiati da un direttore generale Musei che, nei limiti delle responsabilità assunte accettando di ricoprire quel ruolo, dovrebbe rispondere del comportamento di quelli. Atto n. 3-03466 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: su "il Mattino" del 2 luglio 2022, Lidia Luberto ha dato spazio alla notizia dell'aumento da 14 a 18 euro a persona del biglietto intero della reggia di Caserta, quello che consente la visita agli appartamenti, al parco e al giardino inglese (l'accesso ai soli spazi esterni costa invece 9 euro, mentre quello limitato agli appartamenti 14, opzione praticabile, però, solo in caso di chiusura del parco); l'aumento è scattato in concomitanza con l'apertura al pubblico della mostra "Frammenti di Paradiso. Giardini nel tempo alla Reggia di Caserta", visitabile fino al 16 ottobre, che si aggiunge all'esposizione già in atto nella cappella Palatina, intitolata "Piccolo principe. Giuseppe Sanmartino alla Reggia di Caserta". Proprio tali offerte obbligate giustificherebbero l'aumento di 4 euro del biglietto d'ingresso, secondo i responsabili dell'istituto, indisponibili a precisare se l'iniziativa abbia carattere temporaneo o permanente; le proteste degli operatori turistici, scattate immediatamente, non hanno messo in discussione la legittimità dell'aumento, ma la mancata comunicazione delle intenzioni della direzione, essendo pacifico che la preparazione delle due mostre ha richiesto diversi mesi, mentre la decisione assunta è stata comunicata, teste ancora la Luberto, che ha intervistato un esponente della "categoria", "dall'oggi all'oggi"; la compravendita di pacchetti turistici, però, precedendo di mesi la data effettiva della visita, deve poter essere effettuata sulla base di costi certi, escludendo sorprese dell'ultimo minuto che, oltre al "danno" finanziario per i fruitori, ne causano uno d'immagine agli operatori, gettando su di loro un'ombra di scarsa professionalità. Anche della mostra in sé, poi, essi hanno lamentato di non sapere nulla e non avere potuto allettare i compratori con la prospettiva dei "Frammenti di Paradiso" aggiunti all'offerta già nota. La mancanza di programmazione, in altri termini, continua a dominare la scena casertana nonostante la decantata autonomia speciale della reggia; considerato che: l'appartenenza al genere fantasy della saga del neonato dormiente attribuito senza prove a Giuseppe Sanmartino e identificato senza prove con Carlo Tito di Borbone era già stata sottolineata dagli interroganti nell'interrogazione 3-09285 del 15 dicembre 2021, ad oggi rimasto senza risposta. Checché se ne pensi, richiedendo la preparazione e l'allestimento della mostra incentrata su quella scultura un certo tempo (soprattutto per l'arrivo di opere ottenute in prestito da altri musei), e forse anche per non prestare il fianco ad ulteriori polemiche, l'apertura è stata rinviata due volte: da dicembre 2021 a febbraio 2022 e da febbraio al 26 maggio; nel caso di "Frammenti di Paradiso", invece, sembra non essere stato usato altrettanto buon senso, da parte dell'architetto Maffei, o che la qualità dell'esposizione sia stata ritenuta sacrificabile alla volontà di aprire il 1° luglio, e contestualmente aumentare il biglietto, tanto che a distanza di pochi giorni, sulla pagina "Facebook" "Reggiando…e dintorni reali" è comparsa una disamina della più madornale delle disattenzioni dei curatori: la didascalia (definita giustamente "disinformativa") che accompagna un enorme dipinto raffigurante il re Ferdinando IV a caccia di cinghiali nel Prater di Vienna; il quadro "Ferdinando IV di Borbone a caccia", teste la didascalia, sarebbe anonimo, e risalirebbe alla prima metà del Settecento. In realtà, quest'opera perfettamente nota e persino restaurata di recente con vasta eco mediatica, senza che nell'occasione la paternità fosse stata dimenticata o messa in discussione ("Reggia di Caserta, restauro completato per cinque stupendi dipinti" su "casertaprimapagina.it"; "Caserta, di Nuovo alla Reggia cinque opere accuratamente restaurate, tra cui la 'Caccia alla volpe' del Casanova" su "Campania Notizie"), si deve a Francesco Casanova, fratello del più celebre Giacomo. Questi si stabilì a Vienna del 1783 ed ebbe modo di incontrarvi il re di Napoli nel 1790 (in occasione delle nozze di due figlie del Borbone), per poi dipingerlo nella riserva degli Asburgo intento a cacciare i cinghiali e, in una seconda tela oggi a Capodimonte, le volpi. I due dipinti arrivarono a Caserta il 30 settembre 1798 e furono accolti dal sovrano con grandissima soddisfazione. Neppure nell'occasione specialmente propizia di "Frammenti di Paradiso", però, è avvenuto l'auspicato ricongiungimento delle tele presso la reggia ma, in aggiunta, nessuno di coloro che hanno collaborato alla mostra odierna sembra avere riconosciuto quella grande caccia che Ferdinando IV destinò alla sala più frequentata dai suoi prestigiosi ospiti e che non ha mai lasciato il palazzo; valutato che: giovedì 7 luglio, rispondendo in Aula ad un'interrogazione sulla carenza di organico degli uffici ministeriali (3-03455), il Ministro in indirizzo, dopo aver imputato l'enorme lacuna "all'avanzata età media dei dipendenti del Ministero" e alle "conseguenze di quota 100", vantava l'inquadramento di oltre 1.500 unità dal 2017 al 2022, a fronte di una scopertura che fa apparire ridicola quella cifra, sia nel complesso sia, soprattutto, spalmata su ben 6 anni; dopo avere snocciolato altre cifre di futuri dipendenti, tutte irrisorie, senza però dare indicazioni temporali, e avere asserito che il concorso dei 1.052 AFAV è in fase di conclusione, tralasciando lo scandalo di una procedura che dall'autunno 2019 tiene di fatto in ostaggio migliaia di persone, con il consueto malgarbo istituzionale nei confronti del personale del Ministero della cultura, ha ribadito la sua notoria preferenza per "energie giovani e professionalità vere", per un "personale giovane e digitalizzato (...) con le energie di chi entra nella pubblica amministrazione, anziché quelle di chi sta per uscirne", si chiede di sapere: quanto siano costati progettazione, realizzazione e allestimento della mostra "Frammenti di Paradiso" e a chi sia stata affidata la schedatura delle opere esposte dalla quale sono state ricavate le didascalie; perché mai qualsiasi proposta culturale aggiuntiva all'allestimento permanente di un museo statale (qualitativamente valida o no), realizzata com'è con denaro pubblico, debba essere fatta gravare sui visitatori; come spieghi il Ministro in indirizzo che le decantate "energie giovani e professionalità vere" impiegate dalla direzione della reggia nella realizzazione di una mostra costata ai visitatori un aggravio di 4 euro sul costo del biglietto non abbiano riconosciuto il "Ferdinando IV di Borbone a caccia" di Francesco Casanova, uno dei dipinti meglio documentati e più strettamente legati al palazzo reale casertano, e l'abbiano perciò proposto al pubblico come anonimo e con un errato inquadramento cronologico; perché la direzione della reggia non abbia inteso coinvolgere, oltre al "personale giovane e digitalizzato", anche i dipendenti da più tempo in servizio, essi stessi memoria storica dell'istituto, affinché con le sempre denigrate energie di chi sta per uscire dall'amministrazione, evitassero alla direzione stessa e a tutto il Ministero l'ennesimo danno di immagine autoinflitto. Atto n. 3-03467 CORRADO Margherita MORRA ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: dopo il sit-in di "Goel" a Roma il 23 maggio 2022 (si veda "Anniversario strage di Capaci: a Roma manifestazione a sostegno di Gratteri" su "wereporter.it"), la manifestazione "maipiustragi" di Milano il 5 luglio e quella di Genova il 10, promossa da "Agende Rosse Liguria-Falcone e Borsellino" (si veda "Dopo Milano anche Genova scende in piazza per sostenere Gratteri" su "corrieredellacalabria.it"), continuano a moltiplicarsi in tutta Italia, anche grazie ad un grandissimo attivismo sui social media , le iniziative anti-'ndrangheta e di solidarietà nei confronti del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, da parte di un coordinamento spontaneo di associazioni (laiche e confessionali), intellettuali, personaggi dello spettacolo e cittadini che si sono auto-proclamati "Scorta Civica" (si veda "Gratteri, per tutelarlo nasce la scorta civica" su "Il Fatto Quotidiano"); gli aderenti al comitato hanno manifestato innanzi tutto a Catanzaro, a metà maggio 2022, dopo che è diventato di dominio pubblico l'allarme trasmesso dalla FBI alle Autorità italiane circa il rischio di un attentato a Gratteri progettato in Sud America (si veda "L'allarme dei servizi: la 'Ndrangheta progetta un attentato a Gratteri. Si muove anche Il Copasir" su "Repubblica"), intenzione che sarebbe stata confermata da altre indiscrezioni raccolte dalla Procura di Salerno (si veda "Calabria, allarme per la sicurezza di Gratteri. Migliaia scendono in piazza a Milano" su "Gazzetta del Sud"); considerato che: l'idea stessa che la situazione in cui si trova il procuratore Gratteri richieda la mobilitazione a suo favore dei cittadini, che non vogliono dover piangere altre vittime eccellenti delle mafie, ha un valore simbolico fortissimo: significa che gli Italiani hanno preso coscienza di una vulnerabilità del magistrato legata non solo e non tanto alle delicatissime indagini svolte e in corso, che giocoforza fanno del procuratore un bersaglio privilegiato delle organizzazioni malavitose internazionali, ma lo rendono inviso anche alla criminalità nostrana "dei colletti bianchi", quanto alla incapacità dello Stato di garantire la sua sicurezza o, peggio, ad una volontà di difenderlo troppo blanda per consentire di ritenerla un presidio sufficiente; è tangibile, del resto, persino per i "semplici" cittadini, che l'insofferenza di alti ranghi dello Stato nei confronti del Gratteri, dettata ora da rivalità e invidie ora dal timore che le sue attività e soprattutto i suoi propositi, se attuati da lui o da altri, possano scalfire rendite di posizione consolidate e disarticolare il "sistema", ha un potere delegittimante capace persino di armare la mano di soggetti in grado di coagulare coincidenze d'interessi impensabili, in linea teorica, e di respiro internazionale; risulta infatti agli interroganti che a maggio-giugno 2022 il procuratore Gratteri sia tornato a lanciare l'allarme circa le mire delle mafie italiane sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (si veda "Gratteri: 'La criminalità pensa di appropriarsi dei Fondi Pnrr ma delle mafie ormai nessuno più parla'" su "Catanzaro Informa"), monito già espresso a febbraio 2022 (si veda "Gratteri: «Le mafie metteranno le mani sui miliardi del Pnrr. Con queste leggi rischiano pochissimo»" su "corrieredellacalabria.it") e prima ancora a dicembre e a settembre 2021; allo stesso modo, il 24 maggio il procuratore, nel corso di più interviste televisive, ha espresso preoccupazione circa il destino delle armi pesanti, sofisticate, che molti paesi UE inviano in Ucraina dallo scoppio della guerra in atto, ghiottissima opportunità per i mafiosi, e che rischierebbero di finire nelle mani delle organizzazioni criminali internazionali perché acquistabili a basso costo (si veda "Guerra in Ucraina, Nicola Gratteri lancia l'allarme sulle armi mandate dall'Occidente" su "Il Tempo"); se, nonostante i mugugni, nessuno ha ritenuto di dover smentire quanto asserito dal Gratteri circa i fondi del PNRR, neppure per smussare gli angoli di certe sue ficcanti asserzioni; al contrario, a proposito della non tracciabilità degli armamenti una volta arrivati in Ucraina, e dunque della possibile fioritura di un mercato nero simile a quello che a suo tempo prosperò in Bosnia, da dove anche le mafie italiane si rifornirono, i media legati a gruppi politici che non hanno mai nascosto la loro scarsa simpatia per il procuratore calabrese hanno tentato di ridurre la portata delle sue parole, dandone conto come di un aneddoto narrato da una persona abituata a disegnare scenari apocalittici, per non dire un complottista (si veda "L'ultima apocalisse di Gratteri: le armi in Ucraina alla 'ndrangheta" su "Il Foglio"); a gettare discredito sulla figura del magistrato contribuiscono anche altri episodi, che vedono protagoniste direttamente le Istituzioni: la mancata nomina di Gratteri a capo della Procura Nazionale Antimafia, ad esempio, all'inizio di maggio (si veda "È Melillo il nuovo capo della Dna. A Gratteri non bastano 7 voti dal Plenum" su "corrieredellacalabria.it") è stata letta da tutti gli osservatori come una sua delegittimazione da parte dello Stato, infastidito dalla libertà con cui il procuratore di Catanzaro si è sempre espresso sui temi caldi della giustizia: da ultimo e in particolare criticando anche in TV la "Riforma Cartabia", giudicata disastrosa, parere che "il Riformista" del 22 marzo 2022 ha definito eversivo (si veda "Attacco eversivo di Gratteri alla Cartabia" su "ilriformista.it"), ed esprimendo perplessità sui quesiti referendari di giugno scorso; persino l'esclusione dei procuratori di Catanzaro e Reggio Calabria, Gratteri e Bombardieri, dai docenti delle lezioni della DIA e della DNA sulla lotta alla 'ndrangheta (si veda "Il corso sulla lotta alla 'ndrangheta senza i magistrati anti 'ndrangheta" su "corrieredellacalabria.it") sembra un chiaro segnale, a loro ma non solo a loro, della distanza messa dallo Stato tra sé e il magistrato (compresi i colleghi a lui più prossimi), iniziativa che getta sui responsabili attivi e passivi di quella scelta un'ombra pesantissima; valutato che per fortuna, a parziale riscatto della dignità del Paese, una catena spontanea di solidarietà tenta di alleviare la "inquietante solitudine" del procuratore Nicola Gratteri (si veda "Gratteri, un'inquietante solitudine" su "ilfattoquotidiano.it"), paradossalmente imputabile proprio allo Stato per il quale il magistrato si spende da decenni, e cerca di mettere a nudo quella "ipocrisia del potere" per cui il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della giustizia non hanno sentito l'esigenza morale né il dovere istituzionale (neppure in omaggio all'assioma che la forma è sostanza) di esprimergli solidarietà sapendolo minacciato dalle mafie (si veda "Nicaso: «Il Palazzo teme Gratteri, la gente lo ama»" su "Il Quotidiano del Sud"), si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano assunto, dopo avere appreso dei rischi ai quali è esposto, sia per garantire la sicurezza di Nicola Gratteri (e dei suoi più stretti collaboratori e della scorta), sia per manifestargli concretamente il sostegno dello Stato quanto meno evitando iniziative che possono apparire denigratorie delle attività condotte dalla Procura della repubblica presso il Tribunale di Catanzaro e prolungare una stagione di isolamento e delegittimazione del magistrato simbolo della lotta alla 'ndrangheta indegna delle istituzioni repubblicane. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07246 PARAGONE DE VECCHIS Ai Ministri per le disabilità, per gli affari regionali e le autonomie, dell'istruzione e dell'economia e delle finanze Premesso che le disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 66 del 2017 sull'inclusione scolastica, successivamente modificato dal decreto legislativo n. 96 del 2019, non sono ancora pienamente operative poiché, a distanza di 5 anni, nonostante la rilevanza del tema, mancano i decreti attuativi per l'erogazione dell'assistenza necessaria da parte di operatori socio-assistenziali, socio-educativi e insegnanti di sostegno. Per questa ragione, localmente, per la costruzione di classi con bimbi e ragazzi disabili si registrano ogni anno seri problemi che minano il diritto allo studio e l'inclusione scolastica; considerato che: negli scorsi mesi è stata approvata la delega al Governo in materia di disabilità per la revisione e il riordino delle disposizioni vigenti in materia di disabilità, in attuazione degli articoli 2, 3, 31 e 38 della Costituzione e in conformità alle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; l'Italia continua ad essere tra le ultime in Europa per la percentuale di insegnanti specializzati e per la formazione per le malattie del neurosviluppo; dal rapporto sull'utilizzo dei fondi che il Governo ha destinato alle Regioni per incrementare i sostegni alle persone disabili e fragili in sofferenza a causa della crisi pandemica, emerge che, in media, solo il 42,5 per cento di quanto erogato dallo Stato centrale viene effettivamente impiegato dalle amministrazioni regionali allo scopo, con esempi virtuosi come Veneto e Piemonte e realtà come la Liguria che si è fermata appena al 28 per cento, ben al di sotto la media nazionale; i trasferimenti di denaro alle Regioni dovrebbero essere la risposta alla crescente domanda di protezione sociale e tutela delle persone con fragilità ma manca, a livello nazionale, un'omogeneità nell'erogazione dei servizi e questo provoca grosse disparità per l'accesso ai livelli essenziali di assistenza fra una regione e l'altra; considerato altresì che: il TAR e il Consiglio di Stato hanno disposto il rimborso di 5 milioni di euro per la regressione sanitaria a carico della Regione Liguria, in favore dell'ente che eroga i servizi di riabilitazione per i disabili, ente che sarebbe disposto a lasciare nelle casse regionali l'intera cifra a patto che sia impiegata per ridurre le liste d'attesa per la riabilitazione di 1.200 pazienti; le famiglie che non possono permettersi cure private vedono, troppo spesso, i propri figli esclusi dalla socialità, si chiede di sapere: in che tempi i Ministri in indirizzo intendano assicurare l'emanazione dei decreti attuativi necessari ad assicurare il diritto allo studio e una crescente inclusione scolastica; se e come intendano intervenire, per quanto di competenza, affinché tutte le amministrazioni regionali impieghino il 100 per cento delle risorse erogate dallo Stato per garantire i livelli essenziali di assistenza ed evitare casi come quelli della Liguria in cui, ad oggi, stando a quanto riferito, sarebbero circa 2.000 i bambini privati dell'assistenza minima. Atto n. 4-07247 BERNINI Anna Maria BARBONI AIMI Al Ministro della cultura Premesso che: con decreto SG n. 455 del 7 giugno 2022, recante "Assegnazione delle risorse a valere sul Pnrr per la sicurezza sismica nei luoghi di culto e il restauro del patrimonio Fondo Edifici di Culto (FEC), finanziato dall'Unione europea - NextGenerationEu", sono stati selezionati, in tutto il Paese, 286 interventi di restauro delle chiese appartenenti al Fondo edifici di culto, per un importo pari a 250 milioni di euro e 257 lavori di adeguamento sismico sui luoghi di culto, torri e campanili per un importo pari 250 milioni di euro; nell'allegato 1 del decreto sono stati pubblicati gli interventi ammessi a finanziamento, per l'adeguamento e la messa in sicurezza sismica dei luoghi di culto o torri e campanili; quelli ammessi per la Regione Emilia-Romagna sono suddivisi in 10 interventi per la provincia di Bologna, 4 per quella di Parma, 9 per la provincia di Piacenza e 5 per quella di Ferrara; nell'allegato 2 del medesimo decreto sono stati altresì pubblicati gli interventi ammessi a finanziamento per il restauro di chiese appartenenti al patrimonio del Fondo edifici del culto; quelli ammessi per la Regione Emilia-Romagna sono suddivisi in 6 in provincia di Bologna, 7 in provincia di Ferrara e uno in provincia di Modena; i 42 progetti selezionati dal Ministero per la Regione Emilia-Romagna, relativi alla sicurezza sismica, al restauro, al risanamento conservativo, alla manutenzione e consolidamento, che potranno beneficiare di finanziamenti per un importo pari a 45 milioni di euro, riguardano tutti la parte emiliana della regione, lasciando completamente esclusa la restante parte romagnola; le diocesi e gli enti preposti della Romagna avevano presentato circa 60 progetti di intervento da finanziare con i fondi del PNRR, tra i quali rientrano il sito patrimonio UNESCO della basilica di San Vitale e la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, il santuario di Santa Maria in Forno a Forlì, la cattedrale di San Giovanni Battista a Cesena, la pieve bizantina e la chiesa Collegiata a Santarcangelo di Romagna, dove, tra l'altro, sono già stati avviati alcuni lavori di consolidamento; in questi giorni si è appreso dagli organi di stampa che gli stessi prelati delle diocesi romagnole hanno manifestato sorpresa e rammarico per una evidente situazione di sproporzione territoriale nella selezione degli interventi ammessi a finanziamento, e auspicano una immediata azione che possa riconoscere le esigenze anche della restante parte dell'Emilia-Romagna, si chiede di sapere: quali siano stati i criteri di scelta per l'ammissione al finanziamento dei progetti di restauro e messa in sicurezza sismica, che hanno portato all'esclusione di 60 progetti presentati per le province ricadenti in territorio romagnolo; quali interventi certi e tempestivi intenda assumere il Ministro in indirizzo per porre rimedio ad una selezione, a giudizio degli interroganti, non equilibrata, che ha visto escluse importanti chiese storiche della Romagna dai fondi PNRR, necessari ai fini del loro recupero artistico-architettonico. Atto n. 4-07248 GALLONE Maria Alessandra Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Maier Cromoplastica S.p.A., specializzata nel settore delle cromature del settore automotive , ha comunicato alle parti sindacali l'intenzione di chiudere, attivando la liquidazione volontaria, il sito produttivo dell'azienda a Verdellino (Bergamo), che ha nominato tre liquidatori; la multinazionale spagnola Maier, parte del gruppo cooperativo Mondragon, ha acquistato ad inizio 2022 il 100 per cento delle quote dalla vecchia proprietà, aumentando il controllo dalla quota del 50 per cento che deteneva da circa 10 anni; la multinazionale, oltre che in Spagna, possiede stabilimenti in India, Italia, Messico, Regno Unito e Repubblica Ceca; i 92 lavoratori dello stabilimento bergamasco, prevalentemente donne, sono in sciopero dal 23 giugno, ma intendono tornare al lavoro con turni settimanali di 24 ore per le opportune garanzie contributive; pare che la società stia già prelevando e spostando beni strumentali dall'interno del sito di Verdellino per trasferirli in altri siti produttivi di proprietà all'estero; la dirigenza della Maier sta anche disertando i primi incontri istituzionali, cui è stata invitata presso la sede della Provincia di Bergamo, si chiede di sapere quali iniziative intendano assumere i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Verdellino e quali siano le tutele immediatamente attivabili per i 92 lavoratori. Atto n. 4-07249 AIMI BARBONI DAL MAS MODENA Fiammetta SICLARI GASPARRI PAGANO PAPATHEU Urania Giulia Rosina SCHIFANI GALLIANI RIZZOTTI Maria BINETTI Paola VONO Gelsomina CESARO FLORIS PEROSINO CANGINI CALIGIURI Fulvia Michela BERARDI DE SIANO PAROLI CALIENDO VITALI Al Ministro della difesa Premesso che: l'Associazione nazionale alpini, fondata nel 1919, ha sede a Milano, ed è apolitica e apartitica. È stata costituita tra coloro che hanno fatto parte o appartengono alle truppe alpine. Si propone, tra l'altro, di tenere vive e tramandare le tradizioni degli alpini, promuovendo la conoscenza delle loro gesta; di favorire i rapporti con i reparti e con gli alpini in armi; di promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell'ambiente naturale, anche per sensibilizzare su tali temi le giovani generazioni; concorrere, quale associazione volontaria, al conseguimento dei fini dello Stato e delle pubbliche amministrazioni in materia di protezione civile in occasione di catastrofi e di calamità naturali; da autorevoli fonti si apprende che la Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l'archiviazione sul caso delle presunte molestie avvenute durante l'adunata degli alpini, lo scorso mese di maggio 2022, a Rimini; il caso, che ha avuto un'incredibile risonanza mediatica, è scaturito dalla denuncia di una ventiseienne che ha dichiarato di aver subito molestie da parte di tre uomini durante il raduno degli alpini. La richiesta di archiviazione riguarda il fascicolo iscritto con l'ipotesi di molestie e contro ignoti. In altre parole, le svariate e numerose denunce, che pure erano state annunciate attraverso i mass media e i social network , si sono ridotte a una sola e non circostanziata; l'impatto mediatico in queste settimane, come detto, è stato enorme e in molti casi sono apparse dichiarazioni pubbliche a danno dell'intera associazione. Il presidente nazionale, Sebastiano Favero, ha infatti dichiarato: "Con grande amarezza dico che invece di generalizzare su un'intera Associazione che ha dimostrato in tutti questi anni i suoi valori e i suoi ideali bisognerebbe essere più cauti. Invece, purtroppo, si sparano sentenze senza avere alcuna prova e poi non si ha neanche il coraggio di chiedere scusa"; di fatto gli alpini hanno subito una vera persecuzione mediatica: in presenza della richiesta di archiviazione, invece, sembrerebbe che nessuna scusa all'associazione nazionale sia destinata ad arrivare; troppo spesso nel nostro Paese si emettono sentenze esclusivamente a mezzo stampa e social network , destinate a produrre danni e a rovinare l'immagine di persone e di associazioni che, di volta in volta, finiscono per essere perseguitate mediaticamente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere una posizione ufficiale riguardo a quanto accaduto, esprimendo solidarietà all'Associazione nazionale degli alpini; se si intenda organizzare e promuovere eventi e manifestazioni, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, volti a celebrare l'opera volontaria degli alpini nel nostro Paese, al fine di far conoscere anche alle nuove generazioni l'importante lavoro svolto dall'associazione e la sua missione. Atto n. 4-07250 BERNINI Anna Maria AIMI BARBONI Al Ministro della salute Premesso che: il piano di riordino dei servizi ospedalieri e territoriali del distretto appennino bolognese, approvato dal comitato di distretto il 15 settembre 2017, nuovamente approvato sotto il profilo operativo dallo stesso comitato il 23 marzo 2018, deriva dalle indicazioni contenute nel documento aziendale "La programmazione dell'assistenza territoriale e della rete ospedaliera nell'area metropolitana (PATRO)", discusso sia in sede di comitato di distretto il 13 gennaio 2017, sia in sede di conferenza territoriale sociale e sanitaria il 26 aprile 2018; in particolare, riguardo alla sede ospedaliera di Vergato (Bologna) il piano prevedeva: 1) per i ricoveri: la garanzia da parte dell'ospedale di Vergato di nuove opportunità assistenziali per le persone con malattie croniche nell'ambito del reparto di degenza "letti tecnici di cure intermedie", integrandole con le funzioni di medicina interna e lungodegenza che saranno sempre mantenute presso la struttura ospedaliera di Vergato per offrire assistenza alle persone con malattie acute; 2) per la diagnostica: implementazione, in particolare nelle fasce orarie pomeridiane, di tutte le attività diagnostiche strumentali (ad esempio TAC con mezzo di contrasto), sia per pazienti ricoverati sia per utenti esterni, utilizzando in maniera ottimale la tecnologia già esistente e potenziando ulteriormente la dotazione attraverso il ricorso all'associazionismo locale, che si è dimostrato ulteriormente interessato a donare attrezzature diagnostiche di alto livello (già donati: TAC, ortopantomografo, mammografo, sonda ecografica, 2 ecografi portatili, un ventilatore per ventilazione non invasiva); 3) per le prestazioni specialistiche: l'attivazione presso la casa della salute di Vergato e l'utilizzo anche per i pazienti ricoverati nel reparto unità operativa di medicina interna di Vergato; l'unità operativa di medicina interna fino al 31 marzo 2018 è stata un'unità operativa semplice e dal 1° aprile 2018 al 31 agosto 2021 è stata riclassificata a unità operativa semplice dipartimentale. Dal 1° settembre 2021 ad oggi è stata riqualificata a unità operativa complessa, nell'ambito della riorganizzazione operata all'interno del dipartimento medico dell'azienda USL di Bologna; negli anni antecedenti alla pandemia da COVID-19 (anno 2020), a prescindere dalla denominazione dell'unità operativa di medicina interna dell'ospedale di Vergato, i volumi di produzione sono sempre stati in linea con quanto stabilito e preventivato in sede di discussione di budget aziendale, raggiungendo gli obiettivi aziendali sia in termini di peso del DRG ( diagnosis related group ) che in relazione alle giornate di degenza media e sia in indice di case-mix , mantenendo costantemente alti gli indici di performance ; per tali motivi, l'attività svolta da medicina interna si è sempre tradotta per la popolazione del bacino di utenza in un servizio indispensabile, efficiente, efficace e affidabile, e non ha generato ridondanze con gli altri ospedali di zona, essendo una struttura per le proprie vocazioni perfettamente in rete e in grado di garantire l'integrazione tra ospedali spoke , tra ospedali hub e spoke e infine tra ospedale e territorio; all'interno della struttura ospedaliera di Vergato, il reparto di medicina interna con i suoi posti letto per pazienti con patologie acute risulta essere un punto di riferimento per tutti gli altri servizi presenti nella struttura, centro dialisi, pronto soccorso e day hospital oncologico; durante tutto il periodo dell'emergenza pandemica, da marzo 2020 fino al 31 maggio 2022, l'unità operativa medicina interna dell'ospedale di Vergato con la sua dotazione globale di 38 posti letto, è stata adibita a reparto di degenza malattie infettive, e ha dato il pieno contributo a fronteggiare l'inedita grave situazione, trovandosi più di una volta con tutti gli operatori costretti a lavorare in circostanze e situazioni estreme; il valido supporto dato dalla struttura ospedaliera di Vergato e dai suoi operatori nel fronteggiare l'emergenza COVID è stato riconosciuto e più volte elogiato dai vertici aziendali; dal 1° giugno 2022, la medicina interna dell'ospedale di Vergato è tornata a svolgere il suo ruolo di reparto di ricovero per malati internistici con patologie acute, pur conservando alcuni posti letto riservati per i pazienti positivi al COVID; dopo oltre 2 anni di lavoro estenuante come reparto di degenza malattie infettive, la ripresa della normale attività di diagnosi e cura non è facile, considerate le difficoltà correlate alla mancata attivazione di servizi al termine dell'emergenza pandemica, come ad esempio: l'impossibilità di usufruire in loco , per i pazienti ricoverati, delle consulenze specialistiche, dei medici specialisti presenti nella casa della salute (struttura presente nello stesso edificio ospedaliero), mentre per renderlo possibile basterebbe, come già accade in altre strutture, un adeguamento formale della convenzione con i medici specialisti che operano nella casa della salute; il mancato utilizzo a pieno regime delle apparecchiature diagnostiche, in gran parte donate, rimaste inutilizzate o sottoutilizzate per mancanza di risorse umane e inadeguatezza degli impianti elettrici della struttura ospedaliera: la TAC, apparecchiatura donata da una onlus alla radiologia dell'ospedale, è attiva solo per esami senza mezzo di contrasto, seppure idonea ad esami con mezzo di contrasto; per l'endoscopia, è presente nell'ospedale l'attrezzatura per eseguire sia EGDS (esofago-gastro-duodenoscopia) che pancolonscopia, ma per problemi tecnici legati all'impiantistica del locale adibito all'endoscopia, si esegue solo EGDS; per eseguire visite specialistiche, TAC con mezzo di contrasto, colonscopia (accertamenti che potrebbero essere eseguiti nella sede ospedaliera di Vergato), i pazienti ricoverati in medicina interna devono essere trasportati in altra sede ospedaliera (ospedale "Maggiore", ospedale di Porretta Terme) creando loro disagio e allungamento dei tempi di degenza, nonché un incremento dei costi per il trasporto; queste difficoltà logistiche e organizzative, ormai tristemente note a tutti e che perdurano da anni, influenzano in modo negativo il giudizio sulle condizioni lavorative dei professionisti ma, di fronte a una carenza di organico legato a pensionamenti e mobilità, non si riesce a reclutare personale medico in quanto spesso i contratti di lavoro vedono il personale medico dover operare su due presidi ospedalieri distanti tra loro facendo sì che il posto non risulti attrattivo e non offra né sbocchi di carriera, né gratificazione professionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione dell'ospedale di Vergato; se intenda intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, per verificare le politiche che la Regione Emilia-Romagna sta attuando al fine di continuare a garantire la dovuta assistenza ai pazienti; quale sia l'intenzione, sia nazionale che regionale, riguardo all'istituzione di strutture OSCO (ospedali di comunità) e se si ritenga che possano essere istituiti presso strutture pubbliche quali ospedali all'uopo convertiti, alla luce della normativa in materia non ancora totalmente condivisa; come si valuti la conversione di strutture ospedaliere presenti in territori distanti dalla città, necessitanti di servizi al fine di un adeguato piano di sviluppo territoriale, in strutture per cure intermedie o addirittura in strutture OSCO, sottraendo presidi per la cura per patologie acute. Atto n. 4-07251 LUCIDI ZAFFINI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: dalle notizie a disposizione degli interroganti, il Comune di Spoleto negli ultimi mesi ha predisposto una riorganizzazione del personale che, a regime, aumenterà in modo considerevole il costo del personale dirigenziale, ingessando ulteriormente il bilancio e vincolando la capacità di spesa per le assunzioni di figure intermedie assolutamente necessarie per garantire i servizi dell'ente; il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, fra le linee di indirizzo volte ad orientare le Amministrazioni nella predisposizione dei propri piani di fabbisogni di personale, prevede il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini ed alle imprese. Il piano di riorganizzazione adottato dalla Giunta spoletina non sembra muoversi in questa direzione; il decreto del ministro della Funzione Pubblica dell'8 maggio 2018 definisce le "linee di indirizzo" volte ad orientare le pubbliche amministrazioni nella predisposizione dei rispettivi piani dei fabbisogni di personale: le novità introdotte sono finalizzate a mutare la logica e la metodologia che le amministrazioni devono seguire nell'organizzazione e nella definizione del proprio fabbisogno di personale; il piano triennale del fabbisogno deve essere definito in coerenza e a valle dell'attività di programmazione complessivamente intesa che, oltre ad essere necessaria in ragione delle prescrizioni di legge, è alla base delle regole costituzionali di buona amministrazione, efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, oltre ad essere strumento imprescindibile di un apparato/organizzazione chiamato a garantire, come corollario del generale vincolo di perseguimento dell'interesse pubblico, il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini ed alle imprese; nel comune di Spoleto, dalle delibere di Giunta si deduce che il nuovo funzionigramma (organizzazione con 9 dipartimenti e 3 uffici di piano) del nuovo assetto organizzativo della struttura dell'ente, è stato approvato successivamente al Piano triennale del fabbisogno di personale (PTFP); l'approvazione del Piano triennale del fabbisogno di personale è di competenza del Consiglio comunale, così come previsto dal decreto legislativo n. 267 del 2000, ed è efficace dal momento dell'approvazione da parte dell'organo competente avvenuta il 16 giugno del 2022 e la Giunta lo ha adottato il 2 marzo 2022 (data in cui quindi era in vigore il modello organizzativo/ funzionigramma che prevedeva 7 direzioni, oltre alla Segreteria generale); alla data dell'adozione del nuovo PTFP c'era già una posizione dirigenziale senza incarico e con l'assunzione del nuovo dirigente prevista con il PFTP approvato il 2 marzo, ed il modello organizzativo in vigore all'atto dell'assunzione fino al 30 maggio 2022, i dirigenti senza incarico sono stati 2. I dirigenti stilano il fabbisogno di personale in base all'incarico ricevuto ed in base al modello organizzativo di cui la Giunta si è voluta dotare: il modello organizzativo in vigore nel 2017, era formato da numero 5 dirigenti con incarichi assegnati, con una spesa a regime di poco superiore ai 500.000 euro, e il nuovo modello deliberato dalla Giunta Sisti, a regime prevede una spesa di oltre 1 milione di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non reputi opportuno intervenire, attraverso l'Ispettorato per la pubblica amministrazione, per verificare la conformità dell'azione amministrativa del Comune di Spoleto ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, con particolare riferimento al conferimento degli incarichi e all'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, e rispetto delle procedure ministeriali e delle linee guida del Ministro della Funzione Pubblica. Atto n. 4-07252 MALAN RAUTI Isabella BARBARO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHÈ Daniela LA PIETRA PETRENGA Giovanna Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto riportano diverse fonti di stampa, il Comune di Milano, per volontà del sindaco Beppe Sala, ha annunciato di avere "riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omo genitoriali"; dovrebbe essere ben noto che non possono nascere figli da due maschi o da due femmine e dunque tali registrazioni rappresenterebbero un falso, contrario alla realtà e alle leggi della Repubblica italiana, volto anche a privare quei bambini di uno dei loro veri genitori; nel caso di registrazione a favore di uomini, quei piccoli vengono totalmente alienati dalla donna che li ha portati in grembo e partoriti, degradando quest'ultima a incubatrice a pagamento, si chiede di sapere quali provvedimenti intenda prendere il Ministro in indirizzo rispetto a tale vicenda che, ad avviso degli interroganti, rappresenta una evidente violazione di legge e di diritti della persona. Atto n. 4-07253 RUOTOLO DE PETRIS Loredana Ai Ministri della cultura e della transizione ecologica Premesso che: come riportato da organi di stampa e denunciato in un documento-appello, si apprende la notizia che all'ombra della Torre di Velia nel Cilento, tra il mare cristallino di Ascea e la necropoli di Elea, è in corso un progetto di riqualificazione edilizia riguardante un complesso religioso costruito negli anni '60 per volontà del vescovo Biagio D'Agostino e adoperato dalla Diocesi di Vallo della Lucania per accogliere studenti e gruppi di preghiera; la società Fh Resort S.r.l. per conto della Diocesi di Vallo della Lucania, con una variante in corso d'opera realizzerà 149 camere, un parco giochi, un campo di calcetto e un campo da paddle . La vecchia struttura edilizia diventerà un resort turistico di lusso sulla spiaggia della costa di Ascea in Cilento, ai piedi della Torre di Velia e dell'area archeologica dell'antica colonia greca di Elea; a quanto risulta agli interroganti pare che siano cominciati e ultimati dei lavori preliminari che hanno riguardato l'abbattimento di una fitta schiera di pini marittimi antistanti il complesso e che ne nascondevano la vista. Adesso, guardando dal lato mare, sono ben visibili i corpi di fabbrica di colore bianco che occupano parte della striscia di spiaggia, estendendosi fino ai confini dell'area archeologica. Una costruzione già a suo tempo impattante, ribattezzata "Ecomostro", che rappresenta un vero oltraggio alla bellezza e all'equilibrio di un fazzoletto di terra dove Parmenide e Zenone fondarono la scuola eleatica. Luoghi che ricadono anche in un'area vincolata dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e in una zona dichiarata a rischio erosione; si fa presente che il Comune di Ascea ha dato il via libera al progetto già nel 2019, adottando una delibera di Consiglio comunale con la quale ha riconosciuto il progetto presentato dalla società Fh Resort S.r.l. per conto della Diocesi di Vallo della Lucania di interesse pubblico e quindi realizzabile, anche se a pochi passi dagli scavi. E, dopo un primo diniego, anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno ha rilasciato lo stesso parere favorevole; a tutt'oggi la legge regionale n. 5 del 2005, la legge su Velia, con la quale si vieta di realizzare qualsiasi opera edilizia e apportare modifiche all'assetto del territorio per assicurare un adeguato decoro dell'area che circonda il parco archeologico, non è stata mai attuata per la mancata approvazione del PUA (Piano Urbanistico Attuativo) e del PPR (Piano Paesaggistico Regionale). La Soprintendenza, in pratica, non può applicare la normativa d'uso per le aree ricomprese intorno all'antica città di Velia, il che comporta l'insorgere di frequenti contenziosi amministrativi e una situazione di stallo; la mancata approvazione del PUA e la non attuazione della legge regionale n.5 del 2005 comportano, teoricamente, il vincolo di inedificabilità temporaneo imposto a salvaguardia dell'antica città di Velia. Tale vincolo, tuttavia, permette interpretazioni estensive dei criteri di rilascio delle concessioni edilizie per interesse pubblico, con la possibilità di modificare l'area antistante il parco archeologico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali urgenti iniziative intendano adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire e preservare un territorio di eccellenza, patrimonio naturalistico ed archeologico per tutto il nostro Paese; se, a parere dei Ministri, non sia il caso di avviare una istruttoria e verificare se la trasformazione di un complesso religioso in resort di lusso che dalla spiaggia si estende sino alla celebre torre di Velia, area vincolata dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sia stata effettuata nel rispetto delle regole e a norma di legge; se i Ministri non intendano istituire un tavolo di confronto con la Regione Campania e gli altri enti per rimuovere gli impedimenti e accelerare l'attuazione reale della legge su Velia. Atto n. 4-07254 BERNINI Anna Maria BARBONI AIMI Al Ministro della cultura Premesso che: da alcune settimane, si registra una preoccupante carenza di personale addetto alla gestione di musei, monumenti e luoghi di cultura italiani; il problema è particolarmente sentito in alcuni comuni dell'Emilia-Romagna, sedi di importanti siti culturali, che da giorni sono costretti a osservare orari ridotti o a restare chiusi a causa della riduzione di organico; in particolare, nella provincia di Ravenna importanti siti UNESCO come il mausoleo di Teodorico, il battistero degli Ariani, il museo nazionale e la basilica di Sant'Apollinare da tempo sono visitabili solo in alcuni giorni della settimana e con orari ridotti: il mausoleo di Teodorico è visitabile venerdì, sabato e domenica dalle ore 8.30 alle ore 19, mentre dal lunedì al venerdì è aperto solo dalle ore 8.30 alle ore 13.30; il battistero degli Ariani tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 12 e, nei soli giorni di sabato e domenica, anche dalle ore 14 alle ore 17; analogamente, altri monumenti e istituzioni che non sono patrimonio UNESCO, quali il palazzo di Teodorico e il museo nazionale, sono aperti al pubblico in orari e giorni ridotti; nonostante qualche anno fa le nuove assunzioni abbiano compensato i primi pensionamenti, negli ultimi tempi il turnover non è stato più sufficiente a garantire adeguata copertura degli organici; risulta inoltre agli interroganti che il concorso ministeriale in fase di espletamento per l'assunzione di addetti alla vigilanza, all'accoglienza e alla fruizione dei monumenti non potrà assicurare la completa gestione dei siti e dei monumenti citati; nel corso della manifestazione svoltasi il 4 luglio 2022 a Ravenna, alla quale hanno partecipato FP CGIL Ravenna, CISL FP Romagna e UILPA unitamente ai lavoratori del Ministero della cultura, per protestare contro il problema della carenza di personale, il coordinatore regionale beni culturali per la CISL ha evidenziato la riduzione dell'organico da 18.936 dipendenti nel 2020, a 10.550 nel dicembre 2021 e di recente a 10.200; in Emilia-Romagna su 957 dipendenti previsti i posti coperti sono appena 450 e a Ravenna la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio registra la presenza di 40 lavoratori su 79; la situazione sta causando enormi disagi ai dipendenti costretti da tempo a turni estenuanti, e disservizi all'utenza per le aperture frazionate; ciò implica inoltre il crescente utilizzo di volontari ai quali si fa sempre più ricorso per gestire le carenze di organico; giova altresì considerare che per la realizzazione dei programmi contenuti nel PNRR occorrerà predisporre i bandi e far fronte alle autorizzazioni da rilasciare per gli interventi che saranno sottoposti all'esame della Soprintendenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali misure intenda adottare per risolvere il problema della persistente mancanza di personale, al fine di evitare la chiusura obbligata di numerosi siti culturali in Emilia-Romagna e sull'intero territorio nazionale e consentirne la piena fruibilità da parte dei cittadini. Atto n. 4-07255 RUFA BAGNAI ROMEO SAPONARA Maria ALESSANDRINI Valeria BERGESIO DORIA LUNESU Michelina IWOBI RICCARDI Alessandra FAGGI Antonella PITTONI PISANI Pietro FERRERO Roberta CANTÙ Maria Cristina Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da alcuni giorni il sito dell'Agenzia delle entrate non funziona regolarmente, non consentendo l'accesso all'area riservata, il cui canale è indispensabile per procedere con qualsiasi tipo di attività; tale situazione riporta a quanto accaduto il 31 maggio 2022, quando il sito dell'Agenzia, proprio in sede di scadenza degli invii delle liquidazioni periodiche IVA, del pagamento dei bolli e il pagamento con modello F24 contenente compensazioni, risultava agli utenti inaccessibile; considerato che: alla luce degli adempimenti in scadenza, è evidente che l'impossibilità di accedere al cassetto fiscale degli assistiti è un disservizio grave per i commercialisti: risulta, dunque, necessario intervenire urgentemente per ripristinare il sito e i servizi on line ; i malfunzionamenti segnalati e il blocco del sito non sono l'unica criticità alla quale devono far fronte commercialisti, imprese e professionisti, poiché in questo ultimo periodo è in corso una rilevante campagna di invio di comunicazioni di compliance e controlli da parte dell'Agenzia delle entrate, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e urgente prevedere una proroga del termine per il versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi nonché la rimessione in termini per tutti quegli adempimenti che hanno subito le conseguenze del blocco del sistema dello scorso 31 maggio. Atto n. 4-07256 CONZATTI Donatella Al Ministro della salute Premesso che: la sanità trentina è afflitta, come noto ormai da tempo, da una grave carenza di personale sanitario, dimostrandosi insufficiente non solo per il numero di medici a disposizione ma anche per quello degli infermieri; la stima della FNOPI (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) e dell'ordine delle professioni infermieristiche di Trento è che per la provincia manchino "oltre 250 infermieri all'appello per coprire le esigenze attuali del Ssp e altrettanti ne mancheranno a breve per potenziare il territorio con la nuova figura dell'infermiere di Famiglia e Comunità, necessario anche per partire con le Case della Comunità"; con nota prot. 0470205 del 4 luglio 2022 con oggetto "assistenza infermieristica in RSA: requisiti minimi transitori", a firma del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, seppur in via transitoria ed esclusivamente in questo specifico contesto straordinario ed emergenziale, è stata data indicazione agli enti gestori di RSA di ridurre i parametri infermieristici così come segue: ad almeno 4 infermieri nelle RSA fino a 60 residenti con reperibilità per il turno notturno, un infermiere ogni 15 residenti nelle RSA con residenti fra i 61 e i 70 con reperibilità per il turno notturno, ad almeno 6 infermieri nelle RSA fra i 71 e 90 residenti con presenza attiva per il turno notturno e un infermiere ogni 15 residenti nelle RSA dai 91 residenti in su con presenza attiva per il turno notturno. Inoltre, si precisa che il coordinatore infermieristico può concorrere a garantire lo standard minimo di personale infermieristico; considerato che: le direttive per l'assistenza sanitaria ed assistenziale a rilievo sanitario, nelle residenze sanitarie e assistenziali pubbliche e private a sede territoriale ed ospedaliera del servizio sanitario provinciale (SSP), per l'anno 2022 e relativo finanziamento, approvate con delibera della Giunta provinciale n. 2230 del 16 dicembre 2021, prevedono alla tabella A lo standard infermieristico di 6 infermieri nelle RSA fino a 60 posti letto e un infermiere ogni 10 posti letto nelle RSA con oltre 60 posti letto; l'ordine delle professioni infermieristiche di Trento, con lettera prot. 3698/III/1 del 6 luglio 2022, indirizzata all'Assessorato per la salute, politiche sociali, disabilità e famiglia della Provincia autonoma, ha espresso grave preoccupazione nei confronti di un'ulteriore riduzione degli standard infermieristici in RSA, già gravemente sottodimensionati a fronte della crescente complessità assistenziale e sanitaria dei residenti; la riduzione autorizzata degli standard infermieristici è di fatto del 50 per cento, ovvero con un rapporto da direttive RSA 2022 di un infermiere ogni 60 ospiti per turno a un infermiere ogni 90 ospiti per turno, a cui fra l'altro può concorrere anche il coordinatore; considerato inoltre che gli aumenti in ingresso al corso di laurea in infermieristica previsti dal "piano triennale della formazione degli operatori del sistema sanitario provinciale 2020/2023" sembrano essere insufficienti a rispondere al fabbisogno descritto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda porre in essere affinché possano essere assicurati, nella provincia autonoma di Trento, gli adeguati standard infermieristici in RSA, tutelando così i diritti alla salute ed al lavoro, garantiti dalla nostra Costituzione. Atto n. 4-07257 PILLON Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: risulta che negli scorsi giorni, in concomitanza con gli eventi del "Pride Month", ciclo di manifestazioni organizzate dalle associazioni LGBT per la rivendicazione di diritti, l'ambasciata della Repubblica italiana negli Stati Uniti d'America abbia esposto presso la sua sede una bandiera arcobaleno, simbolo appunto del movimento LGBT; la foto dell'esposizione della bandiera arcobaleno presso l'ambasciata italiana negli Stati Uniti è comparsa anche sul profilo "Twitter" ufficiale dell'ambasciata accompagnata dalla scritta in inglese "i diritti LGBTQI+ sono diritti umani. L'Italia crede che l'unità sia la chiave per promuovere cambiamenti globali, uguaglianza, inclusione e giustizia"; considerato che la bandiera arcobaleno rappresenta appunto le istanze di un movimento ideologicamente connotato, con principi e obiettivi mirati non necessariamente condivisi dall'interezza della popolazione italiana, anzi, nello specifico particolarmente controversi e divisivi perché riferiti a tematiche eticamente sensibili; considerato, altresì, che l'ambasciata italiana è la rappresentanza diplomatica dello Stato italiano e, pertanto, appare inopportuno che questa abbracci posizioni ideologiche a qualsiasi titolo "di parte", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda chiarire se la prassi adoperata dall'ambasciata negli Stati Uniti sia giustificata da apposita normativa, se esistano simboli rappresentativi di movimenti di pressione e lobby che le nostre ambasciate sono autorizzate a esporre, se l'esposizione sia stata concordata con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale o se si sia trattato di un'iniziativa autonoma, della quale eventualmente qualcuno debba rispondere. Atto n. 4-07258 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: fonti di stampa riportano la notizia che, nell'ambito del processo sul crollo del "ponte Morandi" di Genova, sono stati richiesti 750.000 euro di diritti di segreteria da versare al Ministero della giustizia per accedere a tutti gli atti depositati in tribunale; si tratta di un fascicolo da 64 terabyte , corrispondenti a 34 miliardi di file indicizzati; ancora a pochi giorni dell'inizio del processo (il 7 luglio) nessuno dei difensori aveva ancora acquisito questi documenti cartacei, file e programmi informatici; gli avvocati coinvolti hanno sollevato la questione dei costi eccessivi per l'accesso agli atti già in fase di udienza preliminare, parlando di "diritto alla difesa negato"; il presidente della Camera penale di Genova, Enrico Scopesi, difensore di uno degli imputati, ha ipotizzato che il costo sia molto superiore alla cifra di 750.000 euro, aggiungendo che nell'ambito del processo c'è una "infinità di dati di difficile accesso, la cui estrazione è costosissima e tanti nostri clienti non possono farlo"; anche i pubblici ministeri Massimo Terrile e Walter Cotugno in sede di udienza preliminare hanno ammesso di non essere a conoscenza di tutti i dati contenuti nel cervello elettronico, costato 1.800.000 euro, costruito da una società londinese che lavora anche per NASA e FBI, acquistato dalla Procura e utilizzato dagli investigatori del primo gruppo della Guardia di finanza di Genova; inoltre, Autostrade e SPEA, le due società già imputate per la responsabilità amministrativa, forse le uniche che avrebbero potuto versare 750.000 euro per accedere agli atti, sono ormai fuori dal processo, avendo patteggiato e versato la cifra di 30 milioni di euro; considerata la gravità dell'ipotesi che il diritto di difesa possa essere pregiudicato per ragioni di costi, soprattutto in relazione a un processo per un evento tanto drammatico, cosa che rischia di sollevare ulteriormente l'indignazione dell'opinione pubblica, si chiede di sapere quali misure di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda attuare per consentire l'effettivo diritto di difesa e di accesso agli atti delle indagini preliminari. Atto n. 4-07259 NUGNES Paola LA MURA Virginia Al Ministro dell'interno Premesso che: il 17 giugno 2022 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, insieme alla deputata Doriana Sarli, ha visitato il centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) ai sensi dell'art. 6 del "regolamento unico dei CIE" di cui al decreto ministeriale 20 ottobre 2014, ove si è trattenuta dalle ore 10 alle ore 18; il CPR di Gradisca d'Isonzo era stato precedentemente già fatto oggetto di attenzione da parte di una rete di associazioni che avevano segnalato le condizioni precarie di trattenimento dei cittadini stranieri all'interno della struttura detentiva; da numerosi articoli di stampa si apprende che nel 2020 sono stati rinvenuti un cittadino marocchino in stato di incoscienza all'interno di una cella di isolamento e un ventottenne albanese senza vita, mentre nel 2021 si è registrata la morte del cittadino tunisino Ezzedine; il 4 giugno 2022 il sito "Meltingpot" e la campagna "LasciateCIEntrare" hanno riportato che nel centro erano presenti persone in condizioni di evidente disperazione, abbandono e di diritti negati, con quotidiane minacce di rimpatrio per tutti i tunisini in maniera indistinta, comprese le persone domiciliate in Italia da anni, e sposate con cittadine italiane e con figli; al momento della visita del 17 giugno 2022, i cittadini stranieri trattenuti erano in numero pari ad 86, molti dei quali trattati con somministrazione di psicofarmaci e si riscontrava la presenza di persone con familiari regolarmente soggiornanti in Italia, sposati e con figli presenti sul territorio nazionale, e una persona posta in isolamento nonostante in evidente stato di allucinazione, confermato dalla cartella clinica, da cui si evinceva un pregresso trascorso in numerosi ospedali psichiatrici giudiziari, con un profilo sanitario incompatibile con lo stato di trattenimento nella struttura detentiva; si riscontravano inoltre l'assenza di campanelli nelle celle di detenzione, il non funzionamento del sistema di aerazione e dei servizi igienici, le finestre sigillate, il sistema fognario compromesso, la mancanza di uno spaccio interno, il non utilizzo degli spazi comuni, infine l'assenza di una calendarizzazione delle attività ricreative, sociali e religiose, in violazione dell'art. 4, lett. h) , del regolamento CIE; in relazione ai servizi erogati dall'ente gestore cooperativa sociale onlus EDECO, si constatava che, durante tutta la visita, il medico della struttura era assente ed irreperibile, nonostante fosse in corso un'emergenza sanitaria, ciò in contrasto con la tabella dotazione personale di cui all'allegato A dello schema di capitolato di appalto per la fornitura di beni e servizi relativi al CPR di Gradisca, in base alla quale l'ente gestore assicura la presenza del medico di turno in struttura per un tempo pari ad 8 ore al giorno; nell'arco dell'intera giornata era presente un unico infermiere che, come riportato dalla dottoressa Annalisa Carraro, vice-direttrice della cooperativa sociale, svolge turni sulle 24 ore per 4 o 5 giorni a settimana, ciò in violazione di ogni normativa a tutela dei lavoratori; il buono economico pari al valore di 5 euro ogni due giorni, dovuto dall'ente gestore ai soggetti trattenuti, come da regolamento CIE art. 4, lett. g) , non viene erogato ed i pasti vengono consumati all'interno delle celle di detenzione e non nei luoghi specificamente indicati dall'art. 4, lett. d) , del Regolamento CIE 2014 così come non viene operata l'affissione e consegna ai soggetti trattenuti dei documenti informativi di cui all'art. 2 e allegato 1.a) del regolamento in lingua a loro comprensibile; alla luce di ciò, in data 21 giugno 2022 le parlamentari hanno inoltrato istanza di accesso agli atti ex artt. 22 e 25 della legge n. 241 del 1990 indirizzata al dottor Mario Fazioli, della Divisione polizia amministrativa sociale e dell'immigrazione della Questura di Gorizia, terza sezione C.P.R., e al prefetto di Gorizia dottor Ricciardi, chiedendo di acquisire atti amministrativi relativi al trattenimento di 11 persone, documentazione di cui all'art. 20, comma 2, il registro presenze di cui all'art. 24, comma 1, i fogli firma ex art. 25, comma 4, lett. b) , e copia del registro di erogazione buono economico di cui all'art. 25, comma 4, lett. a) , dello schema di capitolato di appalto; il 22 e 24 giugno la Divisione polizia amministrativa sociale e dell'immigrazione della Questura ha risposto fornendo documentazione, a giudizio degli interroganti lacunosa ed insufficiente, consistente nei soli verbali di espulsione e trattenimento relativi ad 11 soggetti trattenuti, si chiede di sapere quali siano le risultanze delle attività di monitoraggio e controllo svolte nel CPR di Gradisca d'Isonzo dal prefetto di Gorizia e comunicate al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno sulla gestione del centro da parte dell'ente gestore e sugli interventi di manutenzione della struttura e degli impianti di cui all'art. 8 del regolamento CIE; quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto, anche attraverso una pronuncia della commissione per l'accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per garantire l'effettiva attuazione del regolamento CIE, dello schema di capitolato d'appalto, della normativa e contrattazione collettiva in materia di lavoro da parte dell'ente gestore del CPR di Gradisca d'Isonzo. Atto n. 4-07260 RONZULLI Licia DAMIANI BOCCARDI Al Ministro della salute Premesso che: la Guardia di finanza del Comando provinciale di Lecce ha eseguito, nell'ambito della sanità pugliese, alcune misure cautelari personali, emesse dal GIP di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce, nei confronti di 11 persone (dei quali cinque agli arresti domiciliari, quattro sono destinatari dell'obbligo di dimora, uno del divieto di dimora e un divieto di esercitare attività imprenditoriale), indagate per ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici; le condotte delineate durante lo sviluppo delle attività operative si sarebbero sostanziate nella promessa di posti di lavoro da parte di alcuni pubblici ufficiali, in cambio di plurime utilità (anche sessuali), nel collocamento di persone in posizioni strategiche di svariati Enti pubblici e in fatti gravi commessi proprio nel settore della sanità pugliese; le indagini sembrano aver disvelato un modus operandi grazie al quale alcuni indagati avrebbero posto in essere una serie di comportamenti ispirati all'arricchimento personale, attraverso una gestione personalistica del presidio sanitario della regione Puglia; tali fatti fanno eco ad altre iniziative giudiziarie assunte dalla Procura di Bari, che hanno riguardato corruzione e appalti anch'essi in materia di sanità regionale con l'emissione di misure cautelari nei confronti di importanti dirigenti di diretta collaborazione con il Presidente della Regione, misure ancora in corso di esecuzione; dai fatti riportati, tutti recenti, emerge, ad avviso degli interroganti, un quadro drammaticamente preoccupante per la gestione della sanità pugliese, caratterizzata da notevoli inefficienze: pronto soccorso definiti "gironi infernali", liste di attesa interminabili, ospedali chiusi, reparti in sovraffollamento irrazionale, ambulanze in coda per ore, in una situazione eufemisticamente definibile "emergenziale", si chiede di sapere alla luce dei gravi fatti riportati in premessa se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per porre fine a quella che agli interroganti appare come una complessiva mala gestio della sanità pugliese, eventualmente valutando la sussistenza dei presupposti per iniziative di carattere ispettivo. Atto n. 4-07261 MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: da giorni il vice sindaco di Pisa, avvocato Raffaella Bonsangue, e i sindacati di polizia FSP Polizia di Stato, Lo Scudo e SAP esprimono forte preoccupazione per il ridimensionamento, a livello nazionale, del progetto "Strade sicure" e la conseguente decisione di sopprimere il presidio fisso dei militari davanti alla torre di Pisa, alla stazione e all'aeroporto; il progetto Strade sicure è un'operazione a supporto delle forze dell'ordine avviata in Italia nel 2008 dal Governo Berlusconi IV con la legge 24 luglio 2008, n. 125, e prorogata più volte nel corso degli anni, che prevedeva la possibilità di impiego di personale militare appartenente alle forze armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità e di contrasto al terrorismo fondamentalista, in aree metropolitane o densamente popolate; a partire dal mese di luglio 2022, il numero dei militari impegnati nell'operazione e che presidiano i siti del territorio nazionale è passato da 7.000 a 5.000; non si comprende la decisione di sopprimere proprio la vigilanza dei militari impegnati davanti alla torre di Pisa, ritenuta uno dei simboli dell'Italia nel mondo, che in più circostanze è entrata nel mirino del terrorismo islamico e, di recente, è finita nella propaganda Russa anti NATO; attualmente, a protezione dell'obiettivo sensibile sono stati chiamati gli uomini delle forze dell'ordine e ciò, inevitabilmente, determina la riduzione di organici già carenti per il presidio del territorio; la decisione, a giudizio dell'interrogante scellerata, di sopprimere i servizi di supporto dei militari rischia di compromettere gravemente il controllo del territorio e delle strade; occorre salvaguardare l'apparato della sicurezza di una città come Pisa in ragione della già grave carenza organica (sottostimata per una città che conta circa 100.000 residenti, ai quali annualmente si aggiungono oltre 50.000 studenti che frequentano le tre grandi strutture universitarie, un aeroporto internazionale con milioni di passeggeri in transito, una stazione ferroviaria che rappresenta uno snodo fondamentale della direttrice tirrenica con milioni di passeggeri, piazza dei Miracoli con la torre pendente, patrimonio dell'umanità, che ogni anno richiama alcuni milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, una squadra di calcio che è seguita da migliaia di tifosi sia in casa che in trasferta, un litorale che ogni estate si popola di centinaia di migliaia di turisti, un porto turistico, lo stabilimento Piaggio di Pontedera, una situazione politica caratterizzata da molti movimenti della sinistra antagonista, la presenza della base militare USA di Camp Darby), che ha notevoli ricadute sotto il profilo dell'ordine pubblico, che mettono in difficoltà l'operatività della Questura e degli uffici di specialità della Polizia di Stato; le difficoltà e i disagi rappresentati si trasformeranno a breve in emergenza sicurezza per il ridotto turn over , considerato anche che fino al 2024 nella provincia di Pisa circa 60 poliziotte e poliziotti saranno collocati in quiescenza, si chiede di sapere: se i Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali siano i motivi alla base del ridimensionamento del progetto "Strade sicure" a Pisa; quali azioni intenda intraprendere per potenziare gli organici delle forze dell'ordine impegnati nell'operazione "Strade sicure" e per intensificare le misure di sicurezza nella città di Pisa e nel territorio della provincia. Atto n. 4-07262 BERNINI Anna Maria GASPARRI GALLONE Maria Alessandra GALLIANI GIAMMANCO Gabriella MALLEGNI MANGIALAVORI RIZZOTTI Maria RONZULLI Licia AIMI ALDERISI Francesca BARACHINI BARBONI BERARDI BINETTI Paola BOCCARDI CALIENDO CALIGIURI Fulvia Michela CANGINI CESARO CRAXI Stefania Gabriella Anastasia DAL MAS DAMIANI DE BONIS DE POLI DE SIANO FAZZONE FERRO FLORIS GHEDINI GIRO MESSINA Alfredo MODENA Fiammetta PAGANO PAPATHEU Urania Giulia Rosina PAROLI PEROSINO SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE Laura TIRABOSCHI Maria Virginia TOFFANIN Roberta VITALI VONO Gelsomina Ai Ministri della transizione ecologica e dell'interno Premesso che: Roberto Gualtieri è stato proclamato sindaco di Roma il 21 ottobre 2021 e sono quindi passati più di 8 mesi dall'avvio della nuova amministrazione che ha insediato la propria Giunta in Campidoglio il 3 novembre 2021; dopo tutto questo tempo la situazione della capitale non sembra essere cambiata rispetto alla precedente "gestione"; in particolare si evidenzia un forte degrado ambientale provocato dall'evidente reiterato problema nella gestione del ritiro dei rifiuti e il mancato conferimento agli impianti, che risultano inadeguati a ricevere il quantitativo prodotto dalla città; è diventata ormai ineludibile la costruzione di un termovalorizzatore, che avrà un iter burocratico lungo e, ove realizzato, entrerà in funzione solo tra alcuni anni; intanto la capitale d'Italia è stata colpita da diversi incendi; dai primi accertamenti sembra che potrebbero essere di natura dolosa o colposa ed essere partiti proprio da depositi di rifiuti urbani, a partire dall'incendio di Malagrotta, fino a quello di via Palmiro Togliatti; la città è in uno stato di abbandono totale, i parchi urbani non sono curati e sono invasi da cinghiali, vi sono cumuli di rifiuti ovunque di cui cinghiali, gabbiani e topi sono diventati abituali commensali, insomma, una situazione di degrado che colpisce ogni quartiere; la Regione Lazio, che ha competenze in materia, ha avuto quasi 10 anni a disposizione per realizzare impianti per i rifiuti che non sono mai stati costruiti, al punto che si sono dovuti ora attribuire poteri commissariali per sopperire alle negligenze, si chiede di sapere: quali iniziative si intenda assumere per salvare Roma da questa situazione di degrado causata dall'inadeguata gestione dei rifiuti urbani e del verde pubblico; quali iniziative si intenda sostenere per consentire alla capitale d'Italia di disporre di corretti e organizzati sistemi di raccolta, conferimento, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti a livello delle grandi capitali del mondo; quale sia la natura degli incendi che si sono alzati nelle ultime settimane a Roma e se siano ipotizzabili interessi della criminalità organizzata nella gestione dei rifiuti; se dopo i roghi si siano riscontrati livelli di tossicità dell'aria tali da considerare valutazioni di allarme per i cittadini, adottando i provvedimenti conseguenti per la salvaguardia della salute pubblica. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-03464 del senatore Romano e della senatrice De Lucia, su adeguati investimenti in ventilazione meccanica controllata nelle scuole; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-03463 del senatore Mallegni, sui collegamenti marittimi verso l'arcipelago Toscano, in particolare l'isola d'Elba.