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ALLEGATO A (all'articolo 7) PARTE A UTILIZZI E PRESCRIZIONI MINIME Sezione 1 Utilizzi irrigui in agricoltura Per uso irriguo in agricoltura s'intende l'irrigazione dei seguenti tipi di colture: . Colture alimentari da consumare crude, ossia colture destinate al consumo umano a uno stato crudo o non lavorato; . Colture alimentari trasformate, ossia colture i cui prodotti sono destinati al consumo umano dopo un processo di trasformazione (cottura o lavorazione industriale); . Colture per alimentazione animale (pascoli e colture da foraggio); . Colture non alimentari, ossia colture i cui prodotti non sono destinati al consumo umano (da fibra, da sementi, da energia, da ornamento, per tappeto erboso). Sezione 2 Prescrizioni minime di qualità delle acque affinate per usi irrigui in agricoltura e controlli Tabella 1. Classi di qualità delle acque affinate e tecniche di irrigazione e utilizzi agricoli consentiti (2) Classe di qualità delle acque affinate Categoria di coltura (*) Tecniche di irrigazione A Colture alimentari da consumare crude la cui parte commestibile è a diretto contatto con le acque affinate e le piante da radice da consumare crude. Tutte. B Colture alimentari da consumare crude la cui parte commestibile è prodotta al di sopra del livello del terreno e non è a diretto contatto con le acque affinate; colture alimentari trasformate; colture per alimentazione animale (pascolo e colture da foraggio); colture non alimentari. Tutte C Colture alimentari da consumare crude la cui parte commestibile è prodotta al di sopra del livello del terreno e non è a diretto contatto con le acque affinate; colture alimentari trasformate; colture alimentari non trasformate, comprese le colture utilizzate per l'alimentazione di animali da latte o da carne. Irrigazione a goccia (**) o altra tecnica di irrigazione che eviti il contatto diretto con la parte commestibile della coltura D Colture industriali, da energia e da sementi Tutte le tecniche di irrigazione (***) (*) Se lo stesso tipo di coltura rientra in più categorie della Tabella 1, si applicano le prescrizioni della categoria più rigorosa. (**) L'irrigazione a goccia (o irrigazione localizzata) è un sistema di microirrigazione capace di somministrare acqua alle piante sotto forma di gocce o di sottili flussi d'acqua. L'acqua viene erogata a bassissima portata (2-20 L/ora) sul terreno o direttamente al di sotto della sua superficie da un sistema di tubi di plastica di piccolo diametro dotati di ugelli denominati "emettitori" o "gocciolatori" (***) Nel caso di tecniche di irrigazione che imitano la pioggia, occorre prestare particolare attenzione alla protezione della salute dei lavoratori o degli astanti. A tal fine si devono porre in essere le adeguate misure preventive. Parte di provvedimento in formato grafico PARTE B PIANO DI GESTIONE DEI RISCHI CONNESSI AL RIUTILIZZO DELL'ACQUA Sezione 1 Principali elementi della gestione dei rischi La gestione dei rischi comprende l'individuazione e la gestione proattiva dei rischi al fine di assicurare che le acque affinate siano utilizzate e gestite in maniera sicura e che non ci sia rischio per l'ambiente o per la salute umana o animale. A tal fine è istituito un piano di gestione dei rischi connessi al riutilizzo dell'acqua sulla base degli elementi seguenti: +---+--------------------+------------------------------------------+ |A) |Descrizione del |Una descrizione dettagliata del sistema è| | |sistema di |il punto di partenza per la | | |riutilizzo delle |caratterizzazione completa dell'intero | | |acque |sistema di riutilizzo delle acque ed ha | | | |inizio con l'individuazione del confine di| | | |sistema che deve includere il punto di | | | |ingresso delle acque reflue urbane e/o | | | |industriali nell'impianto di trattamento | | | |delle acque reflue e/o nell'impianto di | | | |affinamento e gli usi finali delle acque | | | |affinate. Deve prevedere una descrizione | | | |dettagliata dell'impianto di trattamento | | | |e/o affinamento e di qualsiasi | | | |infrastruttura relativa a pompaggio, | | | |stoccaggio e distribuzione entro il | | | |confine di sistema individuato. Per | | | |raccogliere i dati necessari per la | | | |valutazione del rischio, la descrizione | | | |del sistema deve comprendere anche una | | | |caratterizzazione della qualità | | | |dell'acqua per le sorgenti di acque reflue| | | |in ingresso all'impianto di trattamento | | | |delle acque reflue e/o all'impianto di | | | |affinamento, le fasi di trattamento e/o | | | |affinamento e le relative tecnologie | | | |utilizzate presso l'impianto di | | | |affinamento, l'utilizzo finale previsto, | | | |il luogo e il periodo di utilizzo (ad | | | |esempio utilizzo temporaneo o ad hoc), le | | | |tecniche di irrigazione, il tipo di | | | |coltura, le altre fonti idriche se sono | | | |previste miscelazioni e i volumi di acque | | | |affinate da erogare(6). A ciò si aggiunge| | | |una descrizione delle matrici ambientali | | | |circostanti (suolo, acque sotterranee e | | | |superficiali, ecosistemi). | +---+--------------------+------------------------------------------+ |B) |Attori e ruoli |Tutti gli attori coinvolti e i loro ruoli | | | |e responsabilità devono essere | | | |identificati per ciascun elemento del | | | |sistema di riutilizzo dell'acqua. Ciò | | | |deve includere gli attori responsabili | | | |della (i) gestione dell'impianto di | | | |affinamento, (ii) del trasporto e dello | | | |stoccaggio, se del caso, e (iii) | | | |dell'utilizzo finale. Devono includere | | | |anche eventuali autorità o organismi | | | |pertinenti (ad esempio autorità idriche, | | | |autorità sanitarie pubbliche, autorità | | | |ambientali) o altri soggetti come | | | |associazioni di agricoltori e consorzi di | | | |irrigatori. | +---+--------------------+------------------------------------------+ |C) |Identificazione dei |Devono essere individuati tutti gli | | |pericoli e ambienti |eventuali pericoli (inquinanti e patogeni)| | |e popolazioni a |o eventi pericolosi (mancati trattamenti, | | |rischio |fuoriuscite accidentali, contaminazioni) | | | |che hanno origine dal sistema di | | | |riutilizzo dell'acqua e possono | | | |rappresentare un rischio per la salute | | | |pubblica e/o l'ambiente. Devono essere | | | |caratterizzate le potenziali vie di | | | |esposizione per ciascun pericolo per i | | | |recettori umani, animali o ambientali | | | |identificati (popolazioni e ambienti | | | |esposti). Questi elementi sono necessari | | | |per poter valutare successivamente i | | | |rischi per la salute e l'ambiente. | +---+--------------------+------------------------------------------+ |D) |Metodi di |La valutazione del rischio ambientale e | | |valutazione del |sanitario deve essere condotta tenendo | | |rischio sanitario |conto dei pericoli precedentemente | | |e ambientale |identificati (individualmente o in gruppi)| | | |e degli eventi pericolosi, delle | | | |potenziali vie di esposizione e dei | | | |recettori identificati all'interno del | | | |sistema di riutilizzo dell'acqua. La | | | |valutazione del rischio può essere | | | |condotta con metodi qualitativi o | | | |semiquantitativi. La valutazione | | | |qualitativa del rischio è suggerita come | | | |la metodologia più appropriata ed | | | |economicamente fattibile. La valutazione | | | |quantitativa del rischio potrebbe essere | | | |utilizzata per progetti ad alto rischio e | | | |quando sono disponibili dati sufficienti | | | |per la loro attuazione. La valutazione del| | | |rischio per la salute valuta qualsiasi | | | |rischio per la salute umana e animale, | | | |mentre la valutazione del rischio | | | |ambientale mira a determinare se i | | | |contaminanti identificati nell'acqua | | | |affinata influiscono sullo stato di | | | |qualità delle matrici ambientali. | | +----+---------------+------------------------------------------+ | |1(7)|La valutazione |a) la conferma della natura dei pericoli, | | | |dei rischi |compresa, se del caso, la previsione del | | | |ambientali |livello senza effetto; | | | |comprende tutti|b) la valutazione del grado potenziale di | | | |gli aspetti |esposizione; | | | |seguenti: |c) la caratterizzazione dei rischi. | | +----+---------------+------------------------------------------+ | |2(7)|La valutazione |a) la conferma della natura dei pericoli, | | | |dei rischi per |compresa, se del caso, la relazione | | | |la salute umana|dose-risposta; | | | |e animale |b) la valutazione del grado potenziale di | | | |comprende tutti|esposizione; | | | |gli aspetti |c) la caratterizzazione del rischio. | | | |seguenti: | | | +----+---------------+------------------------------------------+ | |3(7)|Nella |a) la prescrizione di ridurre e prevenire | | | |valutazione del|l'inquinamento delle acque causato da | | | |rischio sono |nitrati, ai sensi della direttiva | | | |tenuti in |91/676/CEE; | | | |considerazione,|b) l'obbligo che le aree protette di acqua| | | |come minimo, i |destinate al consumo umano rispettino le | | | |seguenti |prescrizioni della direttiva 2020/2184; | | | |obblighi e |c) la prescrizione di soddisfare gli | | | |prescrizioni: |obiettivi ambientali di cui alla direttiva| | | | |2000/60/CE; | | | | |d) la prescrizione di prevenire | | | | |l'inquinamento delle acque sotterranee, ai| | | | |sensi della direttiva 2006/118/CE; | | | | |e) la prescrizione di soddisfare gli | | | | |standard di qualità ambientale per le | | | | |sostanze prioritarie e per alcuni altri | | | | |inquinanti di cui alla direttiva | | | | |2008/105/CE; | | | | |f) la prescrizione di rispettare gli | | | | |standard di qualità ambientale per gli | | | | |inquinanti rilevanti a livello nazionale, | | | | |vale a dire inquinanti specifici dei | | | | |bacini idrografici, di cui alla direttiva | | | | |2000/60/CE; | | | | |g) la prescrizione di soddisfare gli | | | | |standard di qualità delle acque di | | | | |balneazione di cui alla direttiva | | | | |2006/7/CE; | | | | |h) le prescrizioni concernenti la | | | | |protezione dell'ambiente, in particolare | | | | |del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi | | | | |di depurazione in agricoltura, ai sensi | | | | |della direttiva 86/278/CEE; | | | | |i) le prescrizioni in materia di igiene | | | | |dei prodotti alimentari stabilite dal | | | | |regolamento (CE) n. 852/2004 e gli | | | | |orientamenti forniti nella comunicazione | | | | |della Commissione relativa agli | | | | |orientamenti per la gestione dei rischi | | | | |microbiologici nei prodotti ortofrutticoli| | | | |freschi a livello di produzione primaria | | | | |mediante una corretta igiene; | | | | |j) le prescrizioni per l'igiene dei | | | | |mangimi stabilite dal regolamento (CE) n. | | | | |183/2005; | | | | |k) la prescrizione di rispettare i criteri| | | | |microbiologici pertinenti di cui al | | | | |regolamento (CE) n. 2073/2005; | | | | |l) la prescrizione di rispettare i tenori | | | | |massimi di alcuni contaminanti nei | | | | |prodotti alimentari di cui al regolamento | | | | |(CE) n. 1881/2006; | | | | |m) le prescrizioni relative ai livelli | | | | |massimi di residui di antiparassitari nei | | | | |o sui prodotti alimentari e mangimi di cui| | | | |al regolamento (CE) n. 396/2005; | | | | |n) le prescrizioni in materia di salute | | | | |degli animali di cui ai regolamenti (CE) | | | | |n. 1069/2009 e (UE) n. 142/2011. | | +----+---------------+------------------------------------------+ | |4(8)|L'autorità |In base all'esito della valutazione del | | | |competente può |rischio di cui alla lettera d) del | | | |decidere di |presente allegato, tali prescrizioni | | | |prendere in |supplementari possono in particolare | | | |considerazione |riguardare: | | | |ulteriori |a) i metalli pesanti; | | | |prescrizioni |b) gli antiparassitari; | | | |per la qualità |c) i sottoprodotti di disinfezione; | | | |e il |d) i medicinali; | | | |monitoraggio |e) altre sostanze che destano crescente | | | |dell'acqua, che|preoccupazione, tra cui i microinquinanti | | | |si aggiungono a|e le microplastiche; | | | |quelle indicate|f) la resistenza agli agenti | | | |nell'allegato |antimicrobici. | | | |I, ove | | | | |necessario e | | | | |opportuno per | | | | |garantire un | | | | |livello | | | | |adeguato di | | | | |protezione | | | | |dell'ambiente e| | | | |della salute | | | | |umana e | | | | |animale, in | | | | |particolare | | | | |quando vi sono | | | | |chiare prove | | | | |scientifiche | | | | |del fatto che i| | | | |rischi derivino| | | | |dalle acque | | | | |affinate e non | | | | |da altre fonti.| | +---+----+---------------+------------------------------------------+ Sezione 2 Misure preventive All'interno del piano di gestione dei rischi, dopo avere individuato i rischi connessi al riutilizzo dell'acqua, è necessario individuare le relative misure di prevenzione e barriere che sono già in atto o che dovrebbero essere adottate per limitare i rischi in modo che tutti i rischi individuati possano essere adeguatamente gestiti. A tal fine il piano di gestione dei rischi deve comprendere gli elementi seguenti. E) Misure preventive Devono essere individuate le misure preventive e le barriere applicabili al sistema di riutilizzo dell'acqua, per rimuovere o ridurre a un livello accettabile i rischi derivanti dai pericoli identificati nel piano di gestione dei rischi. Le misure preventive sono trattamenti, azioni o procedure, già attuate o individuate durante la valutazione del rischio, che possono essere applicate in diverse parti del sistema di riutilizzo delle acque. Tali misure di prevenzione possono comprendere: (9) a) il controllo dell'accesso; b) misure supplementari di disinfezione o di eliminazione degli inquinanti; c) tecnologie specifiche di irrigazione che attenuano il rischio di formazione di aerosol (ad esempio irrigazione a goccia); d) prescrizioni specifiche per l'irrigazione a pioggia (ad esempio velocità massima del vento, distanza tra l'impianto di irrigazione a pioggia e le aree sensibili); e) prescrizioni specifiche per i campi agricoli (ad esempio inclinazione del terreno, saturazione idrica del suolo e zone carsiche); f) il sostegno alla soppressione degli agenti patogeni prima della raccolta; g) la definizione di distanze minime di sicurezza (ad esempio rispetto alle acque superficiali, comprese le sorgenti destinate alla zootecnia, o ad attività quali l'acquacoltura, la piscicoltura, la molluschicoltura, il nuoto e altre attività acquatiche); h) pannelli segnaletici presso i siti di irrigazione indicanti l'utilizzo di acqua affinata e non potabile. F) Sistemi di controllo qualità e monitoraggio ambientale I sistemi di controllo qualità e monitoraggio ambientale devono comprendere tutte le attività di monitoraggio previste per il sistema di riutilizzo delle acque: individuazione di procedure e protocolli per il controllo della qualità del sistema e per il sistema di monitoraggio ambientale. I programmi di monitoraggio operativo e ambientale forniscono garanzie di adeguate prestazioni del sistema ai lavoratori, al pubblico e alle autorità. Devono includere protocolli, programmi e procedure almeno per le prescrizioni di qualità e per i requisiti sul monitoraggio per le acque affinate a fini irrigui in agricoltura, per le acque affinate a fini industriali, per le acque affinate a fini civili, per le acque affinate a fini ambientali. G) Gestione e coordinamento delle emergenze La gestione e il coordinamento delle emergenze comprendono protocolli gestionali, di emergenza e di comunicazione. Questi programmi costituiscono la base per una comunicazione efficace tra la parte o le parti responsabili di un piano di gestione del rischio e gli attori coinvolti. In particolare, il coordinamento deve includere i protocolli su come le informazioni saranno comunicate tra gli attori, le procedure per la segnalazione di incidenti ed emergenze, le procedure di notifica, le fonti di informazione e i processi di consultazione. Sezione 3 Criteri minimi per la redazione di un Piano di gestione dei rischi Sulla base delle Linee Guida pubblicate dalla Commissione Europea sulla GU 298/1 del 5/8/2022 e delle successive specifiche tecniche degli elementi chiave della gestione del rischio sviluppati in ambito comunitario, si descrivono i criteri procedurali per la redazione di un Piano di gestione dei rischi (PGR) connessi al riutilizzo delle acque affinate, criteri che anticipano le linee guida nazionali del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. Il Piano di Gestione dei Rischi (PGR) La gestione del rischio relativa alla produzione, distribuzione, stoccaggio e utilizzo delle acque affinate si attua attraverso l'elaborazione del piano di gestione dei rischi che definisce il confine di sistema; individua, descrive e valuta i principali elementi della gestione dei rischi e le relative misure di prevenzione e barriere ed individua altresì in maniera chiara e univoca i ruoli e le responsabilità delle parti responsabili e degli utilizzatori finali. Contenuti del Piano di Gestione dei Rischi Il PGR deve contenere almeno i seguenti elementi della gestione del rischio (Key Risk Management) così ripartiti: Elementi chiave: • KRM1: descrizione dell'intero sistema di riutilizzo dell'acqua, dal punto di ingresso nell'impianto di affinamento fino all'utilizzo finale; • KRM2: identificazione di tutti i soggetti coinvolti nel sistema di riutilizzo dell'acqua, compresi i loro ruoli e responsabilità; • KRM3: identificazione dei potenziali pericoli (es. patogeni e inquinanti) e dei potenziali eventi pericolosi (es. errori di affinamento) associati sistema di riutilizzo dell'acqua; • KRM4: Identificazione degli ambienti a rischio, dei gruppi esposti e delle vie di esposizione per ciascun pericolo ed evento pericoloso precedentemente individuato al fine di poter valutare i rischi per la salute umana e animale e per l'ambiente; • KRM5: valutazione del rischio ambientale e sanitario tenendo conto dei pericoli e degli eventi pericolosi, degli ambienti a rischio, dei gruppi esposti e delle potenziali vie di esposizione precedentemente identificati. Prescrizioni supplementari: • KRM6: possibilità di identificare ulteriori requisiti di monitoraggio e di qualità dell'acqua per le sostanze individuate nell'Allegato II, parte B, paragrafo 6 del Regolamento (UE) 2020/741 (metalli pesanti; antiparassitari; sottoprodotti di disinfezione, medicinali, microinquinanti e microplastiche). Misure preventive: • KRM7: identificazione di misure preventive o barriere (aggiuntive o già in atto) che devono essere applicate a parti del sistema di riutilizzo dell'acqua, per mitigare i rischi precedentemente identificati; • KRM8: Identificazione delle misure di controllo della qualità, compresi i protocolli per il monitoraggio dell'acqua affinata e i programmi di manutenzione delle apparecchiature, per garantire l'efficacia dei processi di affinamento e le misure preventive adottate; • KRM9: predisposizione di un sistema di monitoraggio ambientale per controllare il rilascio degli inquinanti identificati negli ambienti a rischio precedentemente individuati; • KRM10: impostazione di protocolli per gestire incidenti ed emergenze; • KRM11: impostazione di meccanismi di coordinamento e comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di riutilizzo dell'acqua.