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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 48 LICHERI La seduta inizia alle ore 13,20. IN SEDE REFERENTE Legge europea 2018 DDL 822 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 21 novembre. Il PRESIDENTE comunica che è stato ritirato l'emendamento 11.5 e che, in seguito al parere della Commissione bilancio sull'emendamento 3.4 (testo 2), è stato presentato l'emendamento 3.4 (testo 3), allegato al resoconto di seduta. Riprende l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull'emendamento 1.2. Posto ai voti, previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.2 è respinto. Sull'emendamento 1.3, il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere favorevole a condizione che sia riformulato mantenendo solo la parte fino alle parole "dei commi 1 e 4". Posto ai voti nella nuova formulazione allegata al resoconto di seduta, l'emendamento 1.3 (testo 2) è approvato. Restano accantonati gli emendamenti riferiti all'articolo 2. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3. La senatrice BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ) ritira gli emendamenti 3.1, 3.2 e 3.3. Sull'emendamento 3.4 (testo 3), il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, esprime un parere favorevole, mentre il rappresentante del GOVERNO invita al ritiro o altrimenti dà parere contrario. Posto ai voti, l'emendamento 3.4 (testo 3) è approvato. Con il parere favorevole del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento 3.5 è approvato. È confermato l'accantonamento dell'emendamento 3.0.2 (testo 3) e dell'emendamento 3.0.3 con i relativi subemendamenti. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9. Sugli emendamenti 9.1 e 9.2, il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, esprime parere favorevole, mentre il rappresentante del GOVERNO si rimette alla valutazione della Commissione. Posti ai voti, con distinte votazioni sono approvati gli emendamenti 9.1 e 9.2. Risulta, quindi, assorbito l'emendamento 9.4. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull'emendamento 9.3, per le parti non assorbite dall'approvazione dell'emendamento 9.2. Posto ai voti, nella parte dalla parola "Tuttavia" fino alla fine, l'emendamento 9.3 è respinto. Su proposta del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, è accantonato l'emendamento 10.0.1. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11. Con il parere contrario del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, posti ai voti con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 11.1, 11.2, 11.3, fatti propri dai senatori PITTELLA ( PD ) e GINETTI ( PD ), e, con un'unica votazione, sono respinti gli identici emendamenti 11.4 e 11.6. La seduta, sospesa alle ore 13,40, riprende alle ore 13,50. I senatori PITTELLA ( PD ) e GINETTI ( PD ) fanno propri gli emendamenti 11.7 e 11.8. Previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, posti ai voti con il parere contrario del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e del rappresentante del GOVERNO, con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 11.7 e 11.8. Sugli emendamenti 11.10 e 11.9, il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, esprime parere favorevole, mentre il rappresentante del GOVERNO si rimette alla Commissione. Posti ai voti, gli emendamenti 11.10 e 11.9 sono approvati. Su proposta del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, sono accantonati gli emendamenti 12.1, 12.2, 12.3, 12.4, 12.5, 12.6, 12.7, 12.0.1, 12.0.2, 12.0.3 e 12.0.5. Sull'emendamento 12.0.4, fatto proprio dalla senatrice GIAMMANCO ( FI-BP ), il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. Posto ai voti, l'emendamento 12.0.4 è respinto. Con il parere contrario del presidente LICHERI ( M5S ), relatore, e del rappresentante del GOVERNO è respinto l'emendamento 013.0.1. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Piccole produzioni agroalimentari locali DDL 728 Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (Parere alla 9 a Commissione su testo ed emendamenti. Esame e rinvio) La senatrice ANGRISANI ( M5S ), relatrice, illustra i contenuti del disegno di legge, che reca norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale, stabilendo un regime che consenta agli agricoltori e agli allevatori la lavorazione e la vendita, in ambito locale, di piccoli quantitativi di alimenti prodotti all'interno dell'azienda agricola, nel rispetto della sicurezza igienico-sanitaria e salvaguardando la tipicità e la tradizione locale, fornendo inoltre un'importante integrazione al reddito per gli operatori. Il provvedimento prende spunto dall'esperienza nei territori delle regioni Veneto, dal 2008, e Friuli Venezia Giulia, dal 2011, in cui le cosiddette "piccole produzioni locali" (PPL) sono una realtà ormai consolidata, volta a favorire le filiere produttive corte o cortissime, su cui, peraltro, i consumatori manifestano sempre maggiore interesse. Il disegno di legge, che si compone di dodici articoli, stabilisce agli articoli 1 e 2 le finalità, i principi e l'ambito di applicazione della normativa proposta. L'articolo 3 dispone che le PPL devono essere prodotte e vendute nel rispetto delle vigenti disposizioni europee cui al regolamento (UE) n. 1169/2011, sulle informazioni alimentari ai consumatori, e al regolamento (CE) n. 178/2002, in materia di sicurezza alimentare e di tracciabilità dei prodotti nelle fasi di produzione e commercializzazione. A tal fine, i prodotti devono indicare in etichetta, in maniera chiara e leggibile, la dicitura "PPL - piccole produzioni locali", seguita dal comune o dalla provincia di produzione e dal numero di registrazione dell'attività. L'articolo 4 prevede l'istituzione, con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, del marchio "PPL - piccole produzioni locali". La licenza d'uso del marchio è concessa a titolo gratuito, su domanda dell'interessato, dalle regioni. L'esposizione del marchio concesso non è obbligatoria e può avvenire anche nell'ambito del rilascio dello scontrino di vendita, senza escludere la presenza di eventuali altri marchi già autorizzati. L'articolo 5 stabilisce, tra l'altro, che la somministrazione e vendita diretta dei PPL può avvenire sia presso le strutture dell'azienda di produzione, sia nell'ambito di mercati o fiere da parte del medesimo produttore, sia negli esercizi locali di somministrazione o di commercio al dettaglio. L'articolo 6 fissa i requisiti generali di igiene alimentare applicabili alla produzione e distribuzione, nonché ai relativi locali e attrezzature. In particolare, si prevede l'applicazione del regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, che all'articolo 1, paragrafo 3, prevede che gli Stati membri, in conformità alla legislazione nazionale, stabiliscano norme che disciplinano le attività di "fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali che forniscono direttamente il consumatore finale", con la finalità di garantire il conseguimento degli obiettivi del regolamento stesso. L'articolo 7 consente la vendita o somministrazione anche nei locali di abitazione del produttore o in quelli di lavorazione aziendale, senza necessità di cambio della destinazione d'uso, pur sempre nel rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare di cui all'articolo precedente, come peraltro già previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 228 del 2001, di orientamento e modernizzazione del settore agricolo. L'articolo 8 prevede che le regioni possano istituire corsi di formazione per il personale addetto a lavorazione, preparazione, trasformazione, confezionamento e trasporto e vendita delle PPL. Al comma 2 si stabilisce che i corsi devono essere frequentati, o la preparazione equivalente deve essere accertata dall'autorità competente, prima dell'inizio dell'attività inerente la PPL registrata. L'articolo 9 stabilisce che i controlli siano svolti dalle ASL, che possono avvalersi degli organi di polizia amministrativa. L'articolo 10 demanda a un decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministero della salute, di stabilire il "Paniere PPL", ossia l'elenco delle tipologie dei prodotti agricoli e ittici con l'indicazione dei relativi piccoli quantitativi in termini assoluti che rientrano nella disciplina delle PPL. L'articolo 11 reca la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 12 disciplina l'entrata in vigore della legge. La relatrice presenta, quindi, uno schema di parere favorevole, con alcune osservazioni. Anzitutto, con riferimento agli articoli 3 e 4 del disegno di legge, propone di chiedere alla Commissione di merito di valutare l'opportunità di chiarire il tenore dell'obbligatorietà di apposizione del marchio in etichetta, poiché dall'articolo 3 sembra evincersi che tutti i prodotti rientranti nel paniere delle PPL hanno l'obbligo di recare il marchio in etichetta, mentre all'articolo 4 si afferma che la concessione del diritto d'uso del marchio non obbliga al suo utilizzo. Al riguardo, ricorda che il regolamento (UE) n. 1169/2011, sull'etichettatura dei prodotti alimentari, agli articoli 9 e 10, reca l'elenco delle indicazioni obbligatorie e all'articolo 38 dispone che "gli Stati membri non possono adottare né mantenere disposizioni nazionali salvo se il diritto dell'Unione lo autorizza". L'articolo 39 del citato regolamento consente, poi, agli Stati membri di prevedere indicazioni obbligatorie aggiuntive, per determinati tipi o categorie di alimenti, ai fini di: a) protezione della salute pubblica; b) protezione dei consumatori; c) prevenzione delle frodi; d) protezione dei diritti di proprietà industriale e commerciale, delle indicazioni di provenienza, delle denominazioni d'origine controllata e repressione della concorrenza sleale. In tali casi, qualora si tratti di un'indicazione obbligatoria relativa al luogo di provenienza degli alimenti, l'indicazione sarà ammessa solo ove esista un "nesso comprovato tra talune qualità dell'alimento e la sua origine o provenienza", giustificato da "elementi a prova del fatto che la maggior parte dei consumatori attribuisce un valore significativo alla fornitura di tali informazioni". In base all'articolo 45 del regolamento, lo Stato membro deve notificare la normativa, corredandola dei predetti elementi di prova, e dovrà attendere tre mesi prima di poterla adottare, sempre che il parere della Commissione europea sia positivo. Pertanto, propone di invitare la Commissione di merito a valutare l'inserimento di una disposizione che preveda la previa notifica alla Commissione europea, ai sensi dei citati articoli 39 e 45 del regolamento (UE) n. 1169/2011. Propone, inoltre, di invitare la Commissione di merito a valutare l'opportunità di prevedere un coordinamento normativo con il decreto legislativo n. 228 del 2001, che all'articolo 4 disciplina la vendita diretta di prodotti agricoli provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, nel rispetto delle disposizioni in materia di igiene e sanità. Infine, in riferimento all'articolo 8, propone di invitare la Commissione di merito a valutare l'opportunità di stabilire le modalità procedurali per l'accertamento della formazione ivi prevista, nonché di chiarire l'obbligatorietà di tale requisito, da prodursi prima dell'avvio delle attività relative ai prodotti delle PPL. Per quanto riguarda gli emendamenti riferiti al disegno di legge, non si rilevano profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. La seduta, sospesa alle ore 14,10, riprende alle ore 14,15. Su richiesta del senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), il PRESIDENTE propone di rinviare il seguito dell'esame ad altra seduta. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,20. Allegato