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Art. 3 I prestiti di cui all'articolo 11 della legge 19 gennaio 1942, n. 22, e quelli di cui all'articolo 1, lettera g), della legge 10 gennaio 1952, n. 38, sono concessi dallo Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i dipendenti statali, anche in aggiunta all'eventuale cessione del quinto dello stipendio o del salario, nelle misure fisse determinate dal Consiglio di amministrazione dell'ente, su proposta, del Comitato speciale per il credito previsto dall'articolo 7 della legge 25 novembre 1957, n. 1139: a) al personale salariato di ruolo e non di ruolo dello Stato sono alla concorrenza dell'importo di quattro settimane della retribuzione complessiva; b) al personale civile di ruolo e non di ruolo ed a quello militare dello Stato appartenente alle categorie assistibili dall'Ente, indicate nell'articolo 4 del decreto legislativo 12 febbraio 1948, n. 147, e successive modificazioni, fino alla concorrenza dell'importo di una mensilità della reti retribuzione complessiva. Sono considerati facenti parte della, retribuzione gli assegni e le indennità a carattere fisso e continuativo. Al personale di cui alle lettere a) e b) che non fruisca di cessione del quinto dello stipendio o del salario possono essere concessi i prestiti previsti dal precedente primo comma in misura doppia di quella indicata rispettivamente nelle predette lettere. Il recupero avviene in dodici quote mensili consecutive, a decorrere dal mese successivo a quello in cui ne viene effettuata la corresponsione. Sull'importo lordo dei prestiti è trattenuta anticipatamente luna somma pari al 5,80 per cento, per ogni cento lire di esso, comprensiva, oltre che degli interessi, di una quota per le spese di amministrazione e per la copertura dei rischi della operazione.