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Art. 10 Comitato unitario per il credito 1. Le funzioni già attribuite al comitato speciale per il credito dall'art. 48 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032 e al comitato per le sovvenzioni dall'articolo 7 della legge 19 ottobre 1956, n. 1224, sono demandate - fatte salve le competenze riconosciute alla dirigenza ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni - ad apposito comitato unitario per il credito. 2. Il comitato di cui al comma precedente è composto dal presidente dell'Istituto, o da un suo delegato, e da tre consiglieri di amministrazione; dura in carica due anni e i relativi membri cessano dalle funzioni allo scadere del biennio, ancorché siano stati nominati nel corso di esso. 3. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario con qualifica non inferiore a dirigente; intervengono, altresì, alle sedute del comitato due componenti del collegio dei sindaci dell'INPDAP, designati dal presidente del collegio stesso. 4. Il comitato è di regola convocato ogni mese e, in seduta straordinaria, tutte le volte che il presidente lo ritenga opportuno. È regolarmente costituito con la maggioranza dei componenti e le relative deliberazioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello del presidente. Note all'art. 10: L'art. 48 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1032/1973 cosi dispone: "Art. 48. - All'attività creditizia è preposto un comitato speciale per il credito, istituito presso l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza per i dipendenti statali, con il compito: a) di deliberare sulla concessione dei prestiti di cui all'art. 33, lettera b), e di stabilire le direttive per la loro erogazione; b) di proporre al consiglio di amministrazione dell'Ente lo stanziamento dei fondi necessari; c) di proporre al consiglio di amministrazione dell'Ente la misura del tasso di interesse e delle ritenute per le spese di gestione e per rischi di insolvenza da applicare sui prestiti; d) di proporre l'imputazione al Fondo rischi di insolvenza dei residui debiti inesigibili su prestiti; e) di fare proposte sulle questioni generali che abbiano riferimento all'esercizio del credito e all'andamento dei servizi relativi; f) di esercitare le altre attribuzioni che gli venissero delegate dal consiglio di amministrazione dell'Ente. Le deliberazioni adottate dal consiglio di amministrazione in merito alla materia di cui ai punti b) e c) sono sottoposte all'approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro. Per i lavori relativi ai punti a) e d) del presente articolo, il comitato si divide in due sottocomitati, composti di quattro membri ciascuno, e mantenendo la proporzione rappresentativa, di cui ai precedenti punti 1) e 2). I due sottocomitati operano alternativamente, sempre presieduti dal presidente dell'E.N.P.A.S. e con la presenza di due sindaci e del direttore generale. Il comitato delibera a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto del presidente. È deferito al comitato l'esame dei casi in cui i due sottocomitati non abbiano raggiunto l'unanimità nelle decisioni". - Il testo dell'art. 7 della legge n. 1224/1956 è il seguente: "Art. 7. - Presso la Direzione generale degli Istituti di previdenza è istituito un comitato per le sovvenzioni, presieduto dal direttore generale oppure da un funzionario degli Istituti stessi di grado non inferiore al quinto da lui delegato. Fanno parte del comitato tre funzionari di grado non inferiore al sesto, in servizio presso la Direzione generale degli Istituti di previdenza, designati dal direttore generale per periodi di tempo determinati e comunque non superiori ad un anno, salvo riconferma, e due membri del consiglio di ammistrazione di cui all'art. 6 residenti in Roma designati annualmente dal consiglio stesso. Di questi ultimi almeno uno sarà scelto fra i componenti nominati in rappresentanza degli assicurati. Il direttore generale designa anche, tra i funzionari degli Istituti di previdenza di grado non inferiore all'ottavo di gruppo A, un segretario capo ed un segretario, i quali partecipano alle riunioni del comitato senza diritto a voto. Il comitato di cui al comma precedente, delibera sulla concessione della sovvenzione, stabilendo, in caso di accoglimento, l'importo della quota mensile da cedersi dal richiedente e la durata di estinzione del prestito. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza di voti, con la presenza di almeno quattro membri; in caso di parità prevale il voto del presidente. Il compenso ai componenti ed ai segretari del comitato per le sovvenzioni è stabilito con decreto del Ministro per il tesoro". - Per quanto concerne il decreto legislativo n. 29/1993 si veda nelle nota alle premesse.