Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 179 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,32). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 19 dicembre 2019. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Governo, composizione PRESIDENTE . Il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera: «Roma, 30 dicembre 2019 Onorevole Presidente, La informo che il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data odierna, adottato su mia proposta, ha accettato le dimissioni rassegnate dall'on. prof. Lorenzo FIORAMONTI dalla carica di Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con il medesimo decreto il Presidente della Repubblica mi ha conferito l'incarico di reggere ad interim il predetto Dicastero. Con viva cordialità, f.to Giuseppe CONTE». Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 7 gennaio 2020 è stato trasmesso dal Ministero per i rapporti con il Parlamento il seguente disegno di legge di iniziativa del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della giustizia: «Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni» (1659), già presentato alla Camera dei deputati il 31 dicembre 2019. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Avverto i colleghi che è tuttora in corso la Conferenza dei Capigruppo, al termine della quale riprenderanno i nostri lavori. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,36, è ripresa alle ore 17,03) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Sui lavori del Senato Commissioni, convocazione PRESIDENTE . Intanto buon anno a tutti. (Applausi). La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito il calendario dei lavori fino al 30 gennaio. La prossima settimana, mercoledì 15 gennaio, alle ore 11,30, il Ministro degli affari esteri renderà un'informativa sull'attuale scenario internazionale con particolare riferimento alla situazione in Iran, Iraq e Libia. I Gruppi potranno intervenire per due ore complessive, ripartite in base a specifiche richieste. Giovedì 16 saranno discusse mozioni, su due distinti argomenti, rispettivamente indicati dai Gruppi di maggioranza e dai Gruppi di opposizione. Ciascuna mozione potrà essere illustrata per cinque minuti. I Gruppi potranno intervenire per quindici minuti, comprensivi di discussione e dichiarazioni di voto. Alle ore 15 di giovedì 16 gennaio il Presidente del Consiglio dei ministri risponderà a interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento. Seguirà la discussione generale del disegno di legge in materia di lite temeraria, per complessive due ore. L'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta nella settimana dal 20 al 24 gennaio, in relazione alle elezioni regionali di domenica 26 gennaio. Eccezioni potranno essere stabilite relativamente ai lavori sui decreti-legge in scadenza, con particolare riferimento al decreto Alitalia. Martedì 28, alle ore 16, si svolgeranno la relazione del Ministro sull'amministrazione della giustizia e il successivo dibattito. Mercoledì 29 e giovedì 30 sarà discusso il predetto decreto-legge in materia di continuità del servizio Alitalia. Mercoledì 5 febbraio, alle ore 8,30, le Commissioni permanenti e la Commissione d'inchiesta sul femminicidio si riuniranno per il rinnovo delle cariche vacanti nei rispettivi Uffici di Presidenza. Salve le necessarie intese con la Camera dei deputati, giovedì 6 febbraio alle ore 8,30, potranno essere convocate, per la loro costituzione, le Commissioni bicamerali su banche e Forteto. Giovedì 6 febbraio, alle ore 9,30, si svolgeranno inoltre le votazioni per il rinnovo dei componenti dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Programma dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 53 del Regolamento - il seguente programma dei lavori del Senato per i mesi di gennaio e febbraio 2020: - Disegno di legge n. 835 - Disposizioni in materia di lite temeraria - Disegni di legge di conversione di decreti-legge - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione competente - Mozioni - Interpellanze ed interrogazioni - Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 30 gennaio: Mercoledì 8 gennaio h. 16,30 - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri Mercoledì 15 gennaio h. 11,30 - Informativa del Ministro degli affari esteri sull'attuale scenario internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Iran, Iraq e Libia - Mozioni su due distinti argomenti, rispettivamente indicati dai Gruppi di maggioranza e dai Gruppi di opposizione (giovedì 16) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, al Presidente del Consiglio dei Ministri (giovedì 16, ore 15) - Discussione generale del disegno di legge n. 835 - Lite temeraria Giovedì 16 " h. 9 Gli emendamenti al disegno di legge n. 835 (Lite temeraria) dovranno essere presentati entro le ore 19 di lunedì 13 gennaio. L'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta nella settimana dal 20 al 24 gennaio, in relazione alle elezioni regionali di domenica 26 gennaio. Eccezioni potranno essere stabilite relativamente ai lavori sui decreti-legge in scadenza, con particolare riferimento al decreto Alitalia. Martedì 28 gennaio h. 16 - Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia (martedì 28) - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 137, Continuità servizio Alitalia (presentato in prima lettura alla Camera dei deputati) (scade il 31 gennaio) Mercoledì 29 " h. 9,30 Giovedì 30 " h. 9,30 Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 137, Continuità servizio Alitalia) sarà stabilito in relazione ai tempi di trasmissione dalla Camera dei deputati. Relazione del Ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 40' FIBP-UDC 29' L-SP-PSd'Az 28' PD 21' FdI 16' Misto 16' IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 137, Continuità servizio Alitalia) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1h 6' FIBP-UDC 48' L-SP-PSd'Az 47' PD 36' FdI 27' Misto 27' IV-PSI 27' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione generale del disegno di legge n. 835 (Lite temeraria) M5S 26' FIBP-UDC 19' L-SP-PSd'Az 19' PD 14' FdI 11' Misto 11' IV-PSI 11' Aut (SVP-PATT, UV) 9' Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 667 Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala il 10 e l'11 giugno 2010 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 667. Il relatore, senatore Ferrara, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FERRARA, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione degli emendamenti adottati nel giugno 2010 allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale. Ricordo innanzitutto che la Corte penale internazionale, avente sede a L'Aja, nei Paesi Bassi, rappresenta la prima giurisdizione internazionale permanente collegata al sistema delle Nazioni Unite, competente, in via complementare rispetto agli Stati, a giudicare individui responsabili di gravi reati che riguardino la comunità internazionale quali il genocidio, i crimini contro l'umanità e di guerra. Lo Statuto istitutivo della Corte, approvato nel luglio 1998 dalla Conferenza diplomatica di Roma, è entrato in vigore nel luglio 2002; attualmente sono 122 gli Stati parte, di cui 33 africani, 18 dell'Asia e del Pacifico, 28 latino-americani e dei Caraibi e la quasi totalità di quelli europei, mentre altri 32 ne hanno firmato lo Statuto ma non lo hanno ancora ratificato. L'articolo 123, paragrafo 1, dello Statuto di Roma prevede espressamente la possibilità di approvare, tramite una conferenza, eventuali proposte emendative al testo istitutivo. La prima conferenza di revisione dello Statuto, svoltasi a Kampala, in Uganda, dal 31 maggio all'11 giugno 2010, si è conclusa con l'approvazione di specifici emendamenti, un gruppo dei quali - adottati 1'11 giugno 2010 e oggetto del presente disegno di legge di ratifica - prevede, fra l'altro, l'introduzione del crimine di aggressione fra quelli perseguibili dalla Corte e definisce le condizioni per l'esercizio della giurisdizione da parte dalla Corte, mediante l'introduzione degli articoli 8- bis , 15- bis e 15- ter nello Statuto. Tale proposta emendativa è stata al momento ratificata da 39 Paesi. L'altra proposta emendativa approvata nella Conferenza di Kampala, e più precisamente il 10 giugno 2010 - oggetto anch'essa del presente disegno di legge di ratifica - modifica l'articolo 8, paragrafo 2, lettera e) dello Statuto, ed è relativa alla possibilità di perseguire come crimini di guerra, non solo nell'ambito dei conflitti armati internazionali ma anche in quelli interni, l'utilizzo di armi velenose, di gas asfissianti e tossici e di proiettili che si espandano o si appiattiscano all'interno del corpo umano. Tale proposta emendativa è stata nel frattempo ratificata da 38 Paesi, inclusi i Paesi europei già richiamati in precedenza. Il disegno di legge di ratifica degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale consta di tre articoli e dall'attuazione del provvedimento non derivano oneri economici. Il disegno di legge, in quanto d'iniziativa parlamentare, è privo degli strumenti di analisi tecnica che accompagnano in genere quelli d'iniziativa governativa, ovvero dell'analisi tecnico-normativa, di quella d'impianto delle regolamentazione e della relazione tecnico-finanziaria. (Brusio). Signor Presidente, le chiedo cortesemente di far abbassare il tono della voce ai colleghi, perché sembra di stare in un pub di Caracas, non nell'Aula del Senato. (Richiami del Presidente). Pur in assenza di tali strumenti, si evidenzia come la ratifica dell'accordo non dovrebbe in ogni caso presentare profili d'incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea e con gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia, risultando il testo in esame strettamente correlato agli altri strumenti giuridici internazionali in materia penale già sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea e ne approfitto per ringraziare il collega Alberto Airola per aver reso possibile quest'importante ratifica, che ci fa fare un passo avanti rispetto alle barbarie a cui troppo spesso abbiamo dovuto assistere. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, sono diversi i Paesi finiti all'attenzione della Corte penale internazionale dell'Aja a seguito di drammatiche vicende avvenute all'interno dei loro confini. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,15) ( Segue GARAVINI). Alcuni esempi sono quello dell'Uganda, con il processo e l'accusa per crimini contro l'umanità a Dominic Ongwen, il comandante, ex bambino soldato, che ha ucciso decine di migliaia di innocenti in quel Paese e in quelli limitrofi e ha trasformato bambini in soldati o schiavi di guerra; un altro è quello del Mali, in cui - grazie alla Corte penale internazionale - si è proceduto al processo e alla condanna dello jihadista Ahmad al-Faqi al-Mahdi, per aver distrutto parte del patrimonio culturale di quello Stato; vi è poi il Sudan, del cui Presidente la Corte chiese l'arresto per genocidio e crimini di guerra relativamente alla crisi del Darfur. Sono soltanto esempi volti a dare atto di quanto peso, rilievo e importanza abbia l'istituto della Corte penale internazionale. All'epoca, nel 1998, con la firma dello Statuto di Roma, se ne definì l'istituzione, ma non si completò il processo di definizione delle sue coordinate: questo è il motivo per il quale, con la ratifica del provvedimento in esame, si approvano gli emendamenti allo Statuto adottati a Kampala nel giugno del 2010. Si tratta di modifiche opportune, che forniranno alla Corte penale strumenti importanti proprio per rilevare quanto sia importante che, anche a livello internazionale, si intervenga laddove si commettono gravi crimini contro l'umanità. L'attualità di queste ore e di questi giorni rendono ancora più importante questa ratifica. Signor Presidente, nel chiedere di potere allegare al Resoconto della seduta odierna il testo integrale del mio intervento, dichiaro il voto favorevole di Italia Viva-PSI. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, ventuno anni fa, nel luglio del 1998 veniva firmato, proprio a Roma, lo Statuto che istituiva la Corte penale internazionale e noi fummo tra i primi a firmarlo e ratificarlo l'anno dopo. Così non è stato invece per gli emendamenti di modifica allo Statuto che sono stati approvati - come ricordava il relatore - nel 2010, ma ancora non ratificati. Si è provato a farlo nella scorsa legislatura e non in questa. Perché è importante e rappresenta un passo in avanti, al di là delle difficoltà che possono esserci nell'attivarlo? Nella stesura iniziale si parlava infatti di «genocidio», di «crimini contro l'umanità» e di «crimini contro la pace», ma non veniva definito il crimine di «aggressione», cioè quando i crimini contro l'umanità vengono perpetrati in una guerra Stato contro Stato. Gli emendamenti permettono a questo punto di individuare il tipo di crimini che vengono perpetrati e le modalità con cui attivare l'indagine. Non è facile, anzi è abbastanza complicato, perché ci vogliono i due terzi dei componenti per adire la Corte, cioè coloro che hanno firmato (e sono ormai tanti, perché sono molto più di cento), così come serve che l'indagine abbia avuto un via libera da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Perché è importante, nonostante queste difficoltà? Perché rappresenta un rafforzamento delle istituzioni internazionali, che riescono a volte a mettere a disposizione strumenti che i singoli Stati non sono in grado di mettere in campo proprio per perseguire crimini contro l'umanità, genocidio o altri tipi di crimini particolarmente efferati. Permette in qualche modo di portare a giudizio, presso la Corte penale internazionale, i vertici dello Stato e i vertici militari. Quindi, nonostante le difficoltà, simbolicamente si rafforza la strumentazione del diritto internazionale e dà più forza alla Corte penale internazionale. Quindi penso che sia importante, nonostante il ritardo di nove anni, arrivare a ratificare gli emendamenti allo Statuto firmati a Kampala. Per questo il voto del Partito Democratico non può che essere favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho ascoltato la relazione introduttiva e le seppur brevi dichiarazioni di voto su questo disegno di legge, che - com'è stato giustamente ricordato dal relatore - è di iniziativa parlamentare. La prima domanda che mi pongo è come mai si sia data priorità a un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quando vi sono tantissime ratifiche di iniziativa governativa, anche più "anziane" dal punto di vista della data di sottoscrizione, che però giacciono in Commissione. Il nostro Gruppo non aderisce alla ratifica su questi emendamenti e ribadisco «su questi emendamenti», perché il Gruppo Lega è invece assolutamente d'accordo sullo spirito della Corte penale internazionale, ove questa vada a punire crimini di guerra particolarmente importanti. Dalla discussione che è stata svolta in Commissione e anche oggi, desumo che forse non ci stiamo rendendo conto di che cosa ci stiamo accingendo a votare. In particolare all'articolo 8- bis , che è uno di quelli oggetto di questi emendamenti, si introduce qualcosa di drammaticamente vicino al concetto di responsabilità oggettiva che esiste nel nostro ordinamento: quando l'articolo 8- bis introduce il crimine di aggressione, per cui si dice che viene perseguita la persona che ha una posizione tale da esercitare un effettivo controllo politico o militare, e questa è una limitazione vincolante per far sì che venga attuato il procedimento davanti alla Corte penale internazionale, si sta dando a questo organo un potere molto grande ed estremamente delicato. E purtroppo abbiamo visto troppo spesso come queste istituzioni a volte non siano lineari in determinate decisioni. Noi siamo assolutamente d'accordo sull'opportunità di fornire le regole particolarmente stringenti per far sì che i colpevoli vengano colpiti, ma vedo anche che l'Assemblea non si rende conto di quanto stiamo facendo e dell'importanza delle norme che ci accingiamo a votare. Queste misure, peraltro, hanno ricevuto alcune critiche non dalla parte politica cui appartengo, ma da parte di studiosi e di accademici di tutte le Nazioni, che hanno in primo luogo sminuito il fatto che l'applicazione concreta sarà estremamente limitata, perché queste limitazioni vincolanti renderanno praticamente impossibile l'applicazione di questa norma nel concreto. C'è poi un'altra norma, all'articolo 15- bis , che forse non è stata sottolineata abbastanza. Dovremmo sottolineare che questa norma è applicabile solo agli Stati membri che hanno materialmente ratificato gli emendamenti. Va bene, perché fino ad oggi sono una trentina quelli che le hanno ratificate, ma poi c'è una clausola, la cosiddetta clausola di output , in cui si dice che se uno Stato ratificante ritiene di doversi dissociare, questo non può essere fatto oggetto di un provvedimento all'interno della Corte penale internazionale. Ebbene, credo non dovremmo utilizzare lo strumento delle ratifiche, come purtroppo usualmente facciamo in queste Aule, votandole per così dire a scatola chiusa, senza andare nello specifico e senza capirne gli effetti anche dal punto di vista giuridico (perché qui stiamo parlando di una Corte penale) e senza capirne i veri effetti sui singoli Stati nel mondo che in futuro potrebbero essere colpiti da situazioni veramente difficili. Credo invece che potremmo dare davvero maggiore forza alle istituzioni internazionali se però anche noi oggi, nelle nostre sedi, prestassimo maggiore attenzione alle norme che andiamo ad approvare. Infatti se l'applicazione è corretta, portiamo avanti veramente i principi del diritto internazionale. Ribadisco che il nostro Gruppo vuole assolutamente essere protagonista e non è, come mi è stato riferito che qualcuno abbia detto, a favore dei genocidi, perché sono frasi che sono state pronunciate in queste Aule e in questi corridoi e che respingo assolutamente. Credo però che prima di ratificare a scatola chiusa degli emendamenti di questo tipo, l'Assemblea avrebbe dovuto fare una riflessione politica più approfondita e capire perché si è dovuti passare attraverso un'iniziativa parlamentare e non invece da un'iniziativa governativa, che avrebbe potuto prevedere la possibilità magari di andare a discutere più approfonditamente di questi emendamenti e soprattutto, andare a capire quale fosse la loro vera attuazione. Solo per questi motivi, esclusivamente giuridici, il nostro Gruppo non aderirà a questa ratifica. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questa ratifica introduce degli importanti emendamenti allo Statuto della Corte penale internazionale, in particolare su un punto. La Corte penale internazionale ha competenza su quattro tipi di crimine: i crimini di genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e i crimini di aggressione e mentre dei primi tre c'era già precedentemente una individuazione chiara che descriveva il tipo di crimine e di comportamento che si va a perseguire, nel caso del crimine di aggressione questa non c'era. Gli emendamenti introducono una precisa definizione di questo crimine e ciò dal punto di vista giuridico è indubbiamente un progresso perché, non solo una norma intanto deve essere approvata prima della sua applicazione, ma deve essere poi chiaramente definita. Se infatti si parla vagamente solo di «aggressione», senza specificare null'altro, la norma si presta alle più svariate strumentalizzazioni. Ho ascoltato con attenzione l'intervento del senatore Emanuele Pellegrini, che ha denunciato comunque alcune carenze anche dopo l'introduzione degli emendamenti alla norma. È vero, però, che in ogni caso noi riteniamo sia da preferire una definizione, forse anche non completamente soddisfacente, e delle norme che non garantiscono sempre l'applicazione di questi provvedimenti, piuttosto che una norma talmente vaga che si presta, quella sì, a qualunque tipo di strumentalizzazione e di politicizzazione di un'azione che dovrebbe essere volta all'applicazione oggettiva e imparziale del diritto. Inoltre, viste alcune prese di posizione di certi organismi internazionali, credo che non sia neanche così negativo che vi sia una restrizione del campo di attività della Corte penale internazionale. Se, per un verso, questo certamente può dar luogo a qualche caso in cui si dovrebbero perseguire certi crimini e colpire certe persone responsabili di questi crimini, dall'altro, evita che l'intera azione della Corte penale internazionale venga a cozzare con le oggettive difficoltà di applicazione. Ci sono infatti alcuni Stati molto importanti nel mondo che non accetterebbero in ogni caso una norma che comporti la messa in stato d'accusa davanti a una Corte penale internazionale dei propri soldati o dei propri decisori politici. Grazie a questi emendamenti le norme sono applicabili, perché intanto vengono accettate dagli Stati più importanti del mondo, e vengono anche circoscritte, rendendo un buon servizio al diritto, nonché al compito che la stessa Corte penale internazionale ha. Il Gruppo Forza Italia voterà pertanto a favore del provvedimento di ratifica al nostro esame. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, colleghi, quella che stiamo esaminando è una ratifica non comune, molto importante: la ritengo in verità fondamentale, anche se è un piccolo passo. Oggi colmiamo una grave lacuna riguardante il diritto internazionale e la pace nel mondo, un mondo che - come vediamo - oggi è sull'orlo del baratro. La ratifica che andiamo ad approvare è volta a rendere più efficace il ruolo della Corte penale internazionale dell'Aja, nata proprio qui a Roma ventidue anni fa, come avete sentito, introducendo quattro emendamenti allo Statuto della Corte che sono stati approvati a Kampala, in Uganda, nel 2010. Viene finalmente definito e così di fatto introdotto un quarto e nuovo fondamentale crimine posto sotto la giurisdizione della Corte penale internazionale, oltre ai crimini di guerra, ai crimini contro l'umanità e genocidio: è il crimine di aggressione. Si stabilisce che la Corte possa agire nei confronti di leader politici e militari responsabili dei fatti, anche se appartenenti a Paesi che non hanno ratificato gli emendamenti di Kampala, a condizione di un deferimento da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Tra l'altro, le modalità nelle quali si sostanzia l'aggressione vengono definite proprio dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, per cui non ci sono lacune normative. Negli ultimi venti anni la Corte si è occupata degli orribili crimini perpetrati in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo, in Darfur, nella Repubblica Centrafricana, in Kenya, in Libia, in Mali, in Costa d'Avorio, in Georgia e in Burundi. Sono crimini che vanno ben al di là delle giurisprudenze nazionali e che riguardano tutta la comunità mondiale per la loro efferatezza. Un efficace strumento internazionale di giustizia rappresenta un importante deterrente che consente di risparmiare migliaia di vite umane, tutelare la pace e la stabilità globale e garantire un maggiore rispetto dei diritti umani. Finora 39 Paesi hanno ratificato gli emendamenti di Kampala allo Statuto di Roma, ma non l'Italia. Finalmente è giunto il momento che il nostro Paese, con questa ratifica, torni a essere in prima linea nel mondo e in Europa per la tutela della pace internazionale e del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo. Noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo impegnati, già dalla scorsa legislatura, affinché l'Italia completasse questo percorso invitando tutti gli Stati membri a fare altrettanto. Molti, in Italia e all'estero, sono ancora contrari a un organismo sovranazionale, autonomo dall'ONU e, quindi, dallo strapotere dei membri del Consiglio di sicurezza, che abbia il potere di destituire Capi di Stato e intervenire in crisi internazionali. Tale contrarietà non ha però ragion d'essere, soprattutto tenendo conto dei tanti paletti (a nostro avviso anche troppi) che regolano l'attività della Corte penale internazionale. La Corte, infatti, ha giurisdizione solo sugli Stati firmatari dello Statuto di Roma del 1998 e qualsiasi Stato membro - come avete già sentito - può uscirne in qualsiasi momento. Per quanto riguarda la giurisdizione relativa al nuovo crimine di aggressione, essa può essere esercitata solo quando c'è un deferimento da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU, altrimenti possono essere portati davanti alla Corte solo leader politico-militari di Stati che hanno ratificato gli emendamenti di Kampala. Siamo, quindi, di fronte a un passo avanti molto limitato per la tutela del diritto internazionale, ma comunque si tratta di un passo molto significativo in termini di presa di coscienza internazionale per la difesa dei più deboli e dei perseguitati. L'Italia con questa ratifica dà un segno forte e inequivocabile in questa direzione e per la tutela della pace internazionale, oggi come non mai in pericolo. Lo fa pragmaticamente in quest'Aula, affinché tutte le belle parole scritte nei trattati - a cominciare dalla Carta dei diritti dell'uomo per arrivare allo Statuto istitutivo della stessa Corte penale internazionale - non restino inchiostro sulla carta, ma diventino finalmente parole guida per un mondo migliore. Per questo con orgoglio annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1172 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1172. Il relatore, senatore Airola, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. AIROLA, relatore . Signor Presidente, la ratifica contenuta nell'Atto Senato che ci accingiamo a votare oggi è un classico protocollo di Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Libreville il 28 giugno 1999. Essendo il testo molto breve, lo leggerò completamente, anche perché le osservazioni che potrei fare in merito, probabilmente, sarebbero più lunghe. L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione fra l'Italia e la Repubblica del Gabon per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali. Ricordo che il Gabon, ex colonia francese, indipendente dal 1960, è uno Stato dell'Africa centrale di 1,5 milioni di abitanti, affacciato sul golfo di Guinea ed incastonato fra il Camerun e il Congo-Brazzaville. Repubblica semipresidenziale, ha un Parlamento bicamerale composto da un Senato di 66 membri e da un'Assemblea di 153 e può vantare abbondanti risorse naturali e considerevoli investimenti stranieri tali da farne potenzialmente uno dei Paesi più ricchi dell'intero continente africano. La Convenzione oggi al nostro esame risponde all'esigenza di disciplinare in maniera più efficace ed equilibrata gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali - cosa molto importante - e di porre gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altra nazionalità: altra cosa fondamentale. L'accordo, che si compone di 30 articoli suddivisi in sei capitoli e di un protocollo, richiama il modello di convenzione fiscale dell'OCSE e trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti (articolo 1), limitatamente all'imposizione sui redditi (articolo 2), e - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), all'imposta sul reddito delle società (Ires) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il disegno di legge di ratifica si compone di tre articoli. Non vi sono effetti per l'Erario italiano. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. Come illustrava il relatore, si tratta di un provvedimento utile, dal momento che va a ratificare una serie di direttive in materia di regolamentazione fiscale tra il nostro Paese e la Repubblica del Gabon. Fa riferimento all'imposta sul reddito delle persone fisiche, sul reddito sulle persone giuridiche, all'imposta regionale sulle attività produttive. Prevede il fatto che gli utili di impresa siano imponibili nello Stato di residenza dell'impresa. Quindi, in sostanza, va a definire, nero su bianco, una serie di regolamentazioni che tra i due Paesi non sarebbero per niente scontate, a partire anche dal divieto di doppia imposizione. Inoltre, va a regolamentare tutta una serie di questioni inerenti il percepimento delle pensioni anche di particolari classi di lavoratori, quali, ad esempio, i professori e gli insegnanti, che sono alcune delle professionalità italiane più presenti nel Paese. In sostanza, è opportuno che, a oltre dieci anni di distanza dall'adozione di questa Convenzione, essa venga ratificata. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, esprimo voto favorevole a nome del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è in esame una di quelle ratifiche che si unisce, in un percorso comune, con tante altre e che purtroppo - è stato detto poco fa dal mio collega Pellegrini - sfugge un po' al dibattito. Infatti, il tema è in realtà molto importante, soprattutto per il nostro Paese. Segnalo, a tal proposito, che la Convenzione è stata adottata a Libreville il 28 giugno 1999. Quindi, seppur molto importante, è trascorso del tempo prima che venisse ratificata, come purtroppo spesso accade. Questa Convenzione, riguardante il tema delle doppie imposizioni, è importante perché l'Italia rappresenta il terzo Paese per investimenti nel Continente e il settimo partner commerciale, con un interscambio annuo del valore di 31 miliardi. Quindi, il Paese assume un ruolo importante per la nostra bilancia commerciale. Sappiamo che l'Africa avrà un forte sviluppo nei prossimi vent'anni, con una crescita esponenziale e questo non potrà che muoversi lungo quel percorso di cui parliamo da molto tempo. Anche ai fini di una reale gestione dell'immigrazione è importante un solido rapporto economico con il Continente africano che offra concrete prospettive di crescita e favorisca anche la permanenza dei giovani africani nei propri Paesi, nonché il rientro di quelli emigrati in Europa, ricordando come la grave emorragia di forza lavoro in Africa, causata dall'emigrazione di massa, è una tragedia in primis per lo stesso Continente africano. Da ultimo, segnalo un altro aspetto importante, cioè la circostanza secondo cui l'Italia è tra i pochi Paesi dell'OCSE ad aver concluso con il Gabon accordi internazionali di questa specie. Ciò pone gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altre nazionalità. Per questi motivi, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signor Presidente, l'importante Convenzione in esame disciplina gli aspetti fiscali inerenti le relazioni economiche tra i residenti dei due Stati, realizzando una più efficiente ed equilibrata ripartizione della materia imponibile. La circostanza secondo cui l'Italia è tra i pochi Paesi dell'OCSE ad aver concluso con il Gabon accordi internazionali di questo tipo pone gli investitori italiani in una posizione privilegiata. D'altronde, negli ultimi anni il nostro Paese ha ratificato diverse Convenzioni di questa fattispecie con molti Paesi, avendo come riferimento proprio il modello OCSE. L'accordo che voteremo oggi riguarda le persone fisiche e giuridiche residenti in Italia e in Gabon ed è limitato all'imposizione sui redditi. Nella Convenzione vengono stabiliti i principi di tassazione che riguardano molteplici campi economici: dal reddito di impresa, fino a quello di lavoro dipendente, dalla cessione di immobili, fino a quella di aeromobili e navi, comprendendo anche le royalty , i redditi e le pensioni. Sono considerate tutte le imposte introdotte in Italia prima e dopo la firma dell'accordo e vengono regolati sia i casi di residenza in uno dei due Paesi, sia quelli di doppia residenza. Come MoVimento 5 Stelle riteniamo questi accordi fondamentali a stimolare la nostra cooperazione economica con altri Stati e necessari a dare chiarezza ai contribuenti sulla tipologia di tassazione applicata con i singoli Stati. È altresì importante stimolare nuovi investimenti reciproci con un respiro ampio e, soprattutto, stimolare le nostre imprese verso l'internazionalizzazione. In questa direzione va il lavoro del nostro ministro Luigi Di Maio con risultati tangibili anche in altre aree globali. Annuncio, dunque, il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle al Senato. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 15 gennaio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 15 gennaio, alle ore 11,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,47) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala il 10 e l'11 giugno 2010 (667) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare gli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato a Roma, il 17 luglio 1998, e ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala il 10 e l'11 giugno 2010, di seguito denominati «emendamenti». Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data agli emendamenti a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto previsto dall'articolo 121 dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale. Art. 3. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . DISEGNO DI LEGGE Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 (1172) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 29 della Convenzione medesima. Art. 3. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 667 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1172 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Garavini sul disegno di legge n. 667 Presidente, onorevoli colleghi, sono diversi i Paesi finiti all'attenzione della Corte penale internazionale dell'Aja, a seguito di drammatiche vicende avvenute all'interno dei loro confini. L'Uganda, ad esempio, con il processo e l'accusa per crimini contro l'umanità a Dominic Ongwen, il comandante che ha ucciso decine di migliaia d'innocenti in Uganda e nei Paesi limitrofi e che contemporaneamente - attraverso l'uso della violenza - ha trasformato bambini in soldati o in schiavi di guerra. Oppure il Mali, il Paese che ha visto la condanna dello jihadista Ahmad Al Faqi Al Mahdi per avere distrutto parti del patrimonio culturale del Mali. O il Sudan, per il quale la Corte chiese l'arresto del suo presidente, Omar Hassan al Bashir, per genocidio e crimini di guerra relativamente alla crisi del Darfur, di cui lui fu spietato artefice. Sono solo alcuni dei Paesi le cui tragiche vicissitudini sono state sottoposte al giudizio della Corte penale internazionale. Uno strumento fondamentale per la tutela e la salvaguardia dei diritti umani, anche in casi di conflitto. Una battaglia che ha visto l'Italia sempre in prima fila, tanto che abbiamo avuto il merito di contribuire all'istituzione della Corte. Grazie alla firma dello Statuto di Roma nel 1998. Oggi, a maggior ragione, è importante che contribuiamo al necessario aggiornamento di quella convenzione, stilata ormai oltre venti anni fa. Dal 1998, è chiaro, il contesto geopolitico si è trasformato. E di molto. E di pari passo deve andare l'ammodernamento delle competenze della Corte penale internazionale. Per questo, come gruppo di Italia Viva, siamo a favore dell'approvazione degli emendamenti apportati allo Statuto di Roma a Kampala nel giugno del 2010. Emendamenti con i quali si modificano gli articoli vigenti e se ne aggiungono di nuovi. Definendo in particolare quelli che sono da considerarsi atti di aggressione fra Stati. Per atto di aggressione viene adottata la definizione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Vale a dire: «è da considerarsi atto di aggressione l'uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato, o in un altro modo incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite». Per il crimine di aggressione potranno essere processati solo i vertici politici e militari di uno Stato. La Corte rappresenta un organismo super partes che non si sostituisce, bensì si va a sommare agli organismi nazionali. La Corte infatti ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali. Questo perché la competenza del tribunale è limitata solo ai crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra. Proprio in queste ore, in cui a livello internazionale stiamo assistendo ad un' escalation di violenza ed i processi di pace sembrano essere sempre più a rischio in vari teatri del mondo, credo che sia importante adottare una ratifica che ribadisce l'importanza della tutela dei diritti umani e la punizione di quei crimini che minano la pacifica convivenza tra i popoli. Una ratifica che rende più agevole intervenire per punire crimini contro l'umanità, crimini di guerra, crimini contro la pace e di genocidio. Solo in questo modo si favorisce l'applicazione del diritto internazionale e l'avvio di indagini su crimini che presentino collegamenti con più Paesi. Di fatto, questi emendamenti vanno a completare un lavoro iniziato ma non concluso nel momento in cui si è votato lo Statuto di Roma. E dunque sono quanto mai opportuni. Ecco perché annuncio il voto favorevole del gruppo Italia Viva-Psi. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 667: sull'articolo 1, i senatori Dessì e Iori avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Balboni, Barachini, Barboni, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Briziarelli, Campagna, Campari, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Cirinna', Crimi, De Poli, Di Piazza, Donno, Fedeli, Girotto, L'Abbate, Laus, Licheri, Lupo, Magorno, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Moles, Monti, Napolitano, Nocerino, Ortis, Pacifico, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Renzi, Riccardi, Rojc, Ronzulli, Salvini, Saponara, Segre, Sileri, Sudano, Turco e Zanda. È assente per incarico avuto dal Senato il senatore Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione Con lettera in data 3 gennaio 2020, il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato che il senatore Paragone cessa di far parte del Gruppo medesimo. Il predetto senatore entra a far parte del Gruppo Misto, in quanto non ha fatto pervenire alla Presidenza del Senato dichiarazione di adesione ad altro Gruppo. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Psd'Az, con lettera in data 7 gennaio 2020, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Bongiorno, cessano di farne parte le senatrici Pirovano e Stefani; 2 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Stefani, cessa di farne parte la senatrice Bongiorno; 3 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Candura; 4ª Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Candura; 5 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Pirovano, cessa di farne parte il senatore Tosato; 11 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Romeo; 14 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Tosato, cessa di farne parte il senatore Romeo. Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti: 5 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Bottici, in qualità di sostituto del senatore Di Piazza, membro del Governo; cessa di farne parte la senatrice Leone, in qualità di sostituto del senatore Di Piazza, membro del Governo. Commissioni permanenti, trasmissione di documenti In data 8 gennaio 2019, è stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 9 a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), approvata nella seduta del 19 dicembre 2019, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1306/2013 per quanto riguarda la disciplina finanziaria a decorrere dall'esercizio finanziario 2021 e il regolamento (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda la flessibilità tra i pilastri per l'anno civile 2020 (COM(2019) 580 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 18). Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati, nonché, ai sensi dell'articolo 144, comma 2- bis , del Regolamento, ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea. Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, trasmissione di documenti Il Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in data 12 dicembre 2019, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 35, comma 2, e 37, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124, la relazione sulle politiche e gli strumenti per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica, a tutela dei cittadini, delle istituzioni, delle infrastrutture critiche e delle imprese di interesse strategico nazionale, approvata dal Comitato medesimo nella seduta dell'11 dicembre 2019. Il predetto documento è stampato e distribuito ( Doc . XXXIV, n. 1). Ufficio parlamentare di bilancio, trasmissione di documentazione Il Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, con lettera in data 17 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, il bilancio di previsione del medesimo Ufficio per il 2020, comprensivo del bilancio di previsione pluriennale 2021-2022, che sarà pubblicato quale allegato al bilancio interno del Senato della Repubblica per l'anno 2020 ( Doc . VIII- bis , n. 4). Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro della giustizia Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (1659) (Presentato alla Camera dei deputati ed ivi ritirato - C. 2324) (presentato in data 07/01/2020); senatori Cantu' Maria Cristina, Salvini Matteo, Centinaio Gian Marco, Romeo Massimiliano, Vallardi Gianpaolo, Bergesio Giorgio Maria, Sbrana Rosellina, Fregolent Sonia, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Siri Armando, Stefani Erika, Tosato Paolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni volte ad incentivare il raggiungimento di standard qualitativi elevati dei prodotti agroalimentari italiani introducendo un sistema di rating per la certificazione di eccellenza e riforma del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria (1660) (presentato in data 08/01/2020); senatori Fenu Emiliano, Leone Cinzia, D'Angelo Grazia, Lomuti Arnaldo Ordinamento degli organi di giurisdizione e amministrativi della giustizia tributaria (1661) (presentato in data 08/01/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede deliberante 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' sen. Fregolent Sonia ed altri Modifiche alla legge 3 aprile 2001, n. 120, in materia di utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedalieri (1501) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia) (assegnato in data 07/01/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' sen. Boldrini Paola ed altri Disposizioni in materia di diffusione dei defibrillatori semiautomatici o automatici esterni (1410) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 08/01/2020). In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Crucioli Mattia Introduzione dell'utilizzo di codice identificativo e di videocamere per gli agenti di pubblica sicurezza (1612) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 08/01/2020); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare sen. Abate Rosa Silvana ed altri Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli (1583) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 08/01/2020). In sede referente 2ª Commissione permanente Giustizia Gov. Conte-II: Pres. Consiglio Conte, Ministro giustizia Bonafede Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161, recante modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (1659) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 08/01/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-II: Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana, fatto a Roma il 13 febbraio 2019; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica dominicana di assistenza giudiziaria reciproca in materia penale, fatto a Roma il 13 febbraio 2019 (1588) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 08/01/2020); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare sen. Caligiuri Fulvia Michela ed altri Riforma delle modalità di vendita dei prodotti agroalimentari e delega al Governo per la regolamentazione e il sostegno delle filiere etiche di qualità (1565) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 08/01/2020); Commissioni 2ª e 3ª riunite sen. Alfieri Alessandro ed altri Ratifica ed esecuzione del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003 (1524) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 08/01/2020). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 19 dicembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2110 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea e che modifica la direttiva 2009/16/CE e abroga la direttiva 1999/35/CE del Consiglio (n. 139). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 17 febbraio 2020. Le Commissioni 5 a e 14 a potranno formulare le proprie osservazioni alla 8 a Commissione entro il 7 febbraio 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 19 dicembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2108 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la direttiva 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri (n. 140). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 17 febbraio 2020. Le Commissioni 5 a e 14 a potranno formulare le proprie osservazioni alla 8 a Commissione entro il 7 febbraio 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 7 gennaio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, e dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, in materia di sportello telematico dell'automobilista. (n. 141) Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 7 febbraio 2020. La 5 a Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 8 a Commissione entro il 28 gennaio 2020. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 17 dicembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del professor Paolo Lazzara a Vice Presidente dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) (n. 41). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 11 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 28 gennaio 2020. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 18 dicembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina dell'avvocato Leo Autelitano a Presidente dell'Ente parco nazionale dell'Aspromonte (n. 42). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 13ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 28 gennaio 2020. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 19, 24 e 27 dicembre 2019 e 2 gennaio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: ai dottori James Bradburne e Daniela Porro, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; al dottor Eike Schmidt, estraneo all'amministrazione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; al dottor Pasqualino Castaldi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e finanze; al dottor Sergio Fernandi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; alla dottoressa Daniela Rodorigo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della salute; al dottor Lorenzo Quinzi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e finanze; alla dottoressa Cristiana Collu, estranea all'amministrazione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; ai dottori Cristiana d'Agostino e Giuseppe Quintadamo, dirigenti di prima fascia, e alla dottoressa Luisa Riccardi, dirigente di seconda fascia, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della difesa; all'ingegner Vittorio Rapisarda Federico, dirigente di prima fascia, e al dottor Andrea Ferrante, dirigente di seconda fascia, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e trasporti; al dottor Mario Di Iorio, Magistrato ordinario collocato fuori ruolo organico della magistratura, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nonché al dotto Antonio Mungo, Magistrato ordinario, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale; al dottor Stefano Opilio, Magistrato ordinario collocato fuori ruolo organico della magistratura, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale; al dottor Sylvain Bellenger, estraneo all'amministrazione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 23 dicembre 2019, hanno inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 22 giugno 2016, n. 112, la relazione sullo stato di attuazione della medesima legge n. 112 del 2016, recante disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare e sull'utilizzo delle relative risorse, riferita all'anno 2018. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente ( Doc . CXXVI, n. 1). Il Ministro dell'interno, con lettera in data 30 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 109, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia (DIA) nel primo semestre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc . LXXIV, n. 4). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 30 dicembre 2019, ha inviato la relazione concernente l'impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferita al secondo semestre 2018, predisposta ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti ( Doc . LXXIII, n. 3). Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 19 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera g ), della legge 22 dicembre 1990, n. 401, la relazione - riferita all'anno 2018 - sull'attività svolta per la riforma degli Istituti italiani di cultura e sugli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all'estero. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . LXXX, n. 2). Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 27 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) , della legge 6 novembre 1989, n. 368, come modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera e) , della legge 18 giugno 1998, n. 198, la relazione recante le valutazioni del Consiglio generale degli italiani all'estero per gli anni 2017 e 2018, con proiezione triennale per il periodo 2019-2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . CXLIX, n. 2). Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 23 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 215, il rapporto sugli effetti per l'ecosistema marino della tecnica dell' airgun , riferito all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . CCV, n. 1). Con lettere in data 18 e 24 dicembre 2019 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Scheggino (Perugia), Civitaquana (Pescara), Pagani (Salerno) e Quinzano d'Oglio (Brescia). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare, a nome dell'Unione europea, alla sessantatreesima sessione della Commissione Stupefacenti sull'inclusione di sostanze nelle tabelle della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, modificata dal Protocollo del 1972, e della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 (COM(2019) 624 definitivo), alla 2 a , alla 3 a e alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare, a nome dell'Unione europea, alla sessantatreesima sessione della Commissione Stupefacenti sull'inclusione di sostanze nelle tabelle della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, modificata dal Protocollo del 1972, e della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 (COM(2019) 631 definitivo), alla 2 a , alla 3 a e alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sui progressi compiuti nell'attuazione della direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio e sull'inventario dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito presenti sul territorio comunitario e le prospettive per il futuro - Seconda relazione (COM(2019) 632 definitivo), alla 5 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio e al Comitato Economico e Sociale europeo sull'attuazione da parte degli Stati membri della direttiva 2006/117/Euratom del Consiglio relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito - Terza relazione (COM(2019) 633 definitivo), alla 8 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione dell'articolo 45 del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle misure di informazione riguardanti la politica agricola comune (COM(2019) 634 definitivo), alla 1 a , alla 7 a , alla 9 a e alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione dei programmi apicoli (COM(2019) 635 definitivo), alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea e al Comitato economico e sociale europeo - Relazione 2020 sul meccanismo di allerta (COM(2019) 651 definitivo), alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a , alla 11 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione - Strategia annuale di crescita sostenibile 2020 (COM(2019) 650 definitivo), alla 5 a , alla 6 a , alla 7 a , alla 10 a , alla 11 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Raccomandazione di Raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2019) 652 definitivo), alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a , alla 11 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione annuale di monitoraggio sull'attuazione del programma di sostegno alle riforme strutturali del 2018 (COM(2019) 641 definitivo), alla 1 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione e l'impatto delle disposizioni in materia di etichettatura facoltativa delle carni bovine ai sensi del regolamento (CE) n. 1760/2000 modificato dal regolamento (UE) n. 653/2014 (COM(2019) 625 definitivo), alla 9 a , alla 10 a e alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Relazione strategica 2019 relativa all'attuazione del Fondi strutturali e di investimento europei (COM(2019) 627 definitivo), alla 1 a , alla 5 a , alla 7 a , alla 8 a , alla 9 a , alla 10 a , alla 11 a , alla 12 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Riesame dell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 654/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 (COM(2019) 639 definitivo), alla 2 a , alla 3 a , alla 6 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Autorità nazionale anticorruzione, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, con lettera in data 13 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera g), della legge 6 novembre 2012, n. 190, una segnalazione "concernente la corretta applicazione dell'articolo 3 della legge 27 marzo 2001, n. 97", approvata da quel Consesso con delibera n. 1145 del 13 novembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente (Atto n. 386). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 12, 13, 17, 19, 20, 23 e 27 dicembre 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 230); del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 231); di ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internalizzazione delle imprese italiane, per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 232); di ENAV S.p.A., per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 233); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, per gli esercizi dal 2017 al 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 234); della Fondazione Festival dei Due Mondi - ONLUS, per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 235); dell'Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 236); del Fondo di Previdenza per il personale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 237). della Società italiana per le imprese all'estero - SIMEST S.p.A. per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 238); dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 239); di Poste Italiane S.p.A., per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 240); dell'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 241); del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 242); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, per gli esercizi dal 2017 al 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 243); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, per gli esercizi dal 2017 al 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 244); dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (E.N.S. - Onlus) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 245); dell'Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura (Fondazione ENPAIA) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 246). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti Sono pervenuti al Senato i seguenti voti regionali della regione Abruzzo concernenti: l'iniziativa della Commissione europea "Rafforzare lo stato di diritto nell'Unione. Programma d'azione (COM (2019) 343 final.". Il predetto voto è trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 14 a Commissione permanente (n. 36); l'iniziativa della Commissione europea "Rafforzare lo stato di diritto nell'Unione. Il contesto attuale e possibili nuove iniziative (COM (2019) 163 final.". Il predetto voto è trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 14 a Commissione permanente (n. 37). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, in data 19 dicembre 2019 ha inviato, ai sensi dell'articolo 21 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, copia del bilancio di previsione del CNEL per l'esercizio 2020, approvato in data 18 dicembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 388). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), con lettera in data 20 dicembre 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 17, comma 5- ter , del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, la relazione sull'attività svolta dall'Istituto stesso in materia di interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole nell'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 9 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XCII, n. 3). L'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), con lettera in data 17 dicembre 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 3- bis , del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, e dell'articolo 1, comma 202, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi e delle azioni previsti dal Piano straordinario per la promozione del made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, relativa all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente ( Doc . CXLIII, n. 2). Il Presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con lettera in data 23 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, aggiornato al mese di dicembre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente (Atto n. 387). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore De Bertoldi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02671 della senatrice Petrenga ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 20 dicembre 2019 all'8 gennaio 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 50 ANGRISANI ed altri: sull'attività della commissione straordinaria per la gestione del Comune di Scafati (Salerno) (4-00784) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) BRIZIARELLI: sull'adozione di atti da parte degli enti locali in regime di prorogatio (4-01675) (risp. MAURI, sottosegretario di Stato per l'interno ) CASTIELLO: sull'aumento delle patologie tumorali tra gli abitanti del Cilento (4-00284) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) DE VECCHIS: sulla sussistenza di condizioni di incompatibilità in capo al vicesindaco di Guidonia Montecelio (Roma) (4-02292) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) FATTORI ed altri: sulle vicende societarie che hanno impedito lo sviluppo dello stabilimento termale di Latina (4-00420) (risp. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno ) IANNONE: su incidenti avvenuti lungo la strada Cilentana, in provincia di Salerno (4-01085) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) su incidenti avvenuti lungo la strada Cilentana, in provincia di Salerno (4-01315) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) sui ripetuti furti alle tombe del cimitero di Salerno (4-01591) (risp. MAURI, sottosegretario di Stato per l'interno ) sulle minacce alla giornalista Antonella Napoli (4-01780) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) su avvenuti incidenti lungo la strada Cilentana, in provincia di Salerno (4-01912) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) su avvenuti incidenti lungo la strada Cilentana, in provincia di Salerno (4-01917) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) sulla chiusura di un tratto della A2 a Battipaglia per il disinnesco di una bomba (4-01976) (risp. MAURI, sottosegretario di Stato per l'interno ) su incidenti avvenuti lungo la strada Cilentana, in provincia di Salerno (4-02181) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) LEONE ed altri: sulla situazione delle carceri italiane, in particolare dell'istituto di Barcellona Pozzo di Gotto (4-02221) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulle condizioni della casa circondariale "Piazza Lanza" di Catania (4-02222) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulle condizioni della casa circondariale "Petrusa" di Agrigento (4-02223) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulla situazione delle carceri italiane, in particolare dell'istituto "Pagliarelli" di Palermo (4-02224) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulle condizioni del carcere "Pietro Cerulli" di Trapani (4-02351) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulla situazione del carcere "Ucciardone - Calogero Di Bona" di Palermo (4-02352) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) LUNESU: sui servizi di trasporto marittimo in regime di pubblico servizio di collegamento con la Sardegna (4-02463) (risp. DE MICHELI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) MANTOVANI ed altri: sugli intrecci tra 'ndrangheta e amministrazioni locali in provincia di Reggio Emilia (4-01044) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) MARIN: sulla tutela della sicurezza sul lavoro per gli agenti di Polizia penitenziaria (4-02276) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) PAPATHEU: sul contrasto ai roghi tossici di rifiuti e ai loro effetti sull'ambiente e sull'uomo (4-02198) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) TOFFANIN ed altri: sulla riduzione del numero dei tecnici manutentori di velivoli Canadair dei Vigili del fuoco (4-01866) (risp. MAURI, sottosegretario di Stato per l'interno ) Mozioni Atto n. 1-00196 VALLARDI BORGONZONI CENTINAIO BERGESIO SBRANA PIROVANO PIANASSO AUGUSSORI RUFA STEFANI LUNESU CAMPARI OSTELLARI - Il Senato, premesso che: il fenomeno delle invasioni biologiche di specie aliene è in costante aumento ed ha acquisito ormai un carattere di rilevanza mondiale, con tassi di incremento stimati in oltre il 75 per cento in 30 anni, ancora superiori per l'Italia con punte del 90 per cento nello stesso periodo; le specie esotiche invasive causano oltre 12 miliardi di euro di danni all'anno in Europa con probabili future perdite per l'agricoltura globale di otre 540 miliardi di dollari all'anno; il contrasto delle conseguenze di tale fenomeno è divenuto ormai urgente e non procrastinabile, e questo è ancor più vero per l'Italia dove negli ultimi anni, anche per le favorevoli condizioni climatiche, l'infestazione ha raggiunto livelli mai rilevati; il settore frutticolo è fra quelli più aggrediti dalle invasioni di insetti alieni; in molte regioni italiane, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte si assiste da tempo ad una vera propria situazione emergenziale legata all'incessante diffusione della cimice marmorata asiatica che sta causando ingenti danni alle produzioni frutticole nazionali; i danni si sono prima concentrati nella pericoltura e successivamente si sono estesi ad altre colture frutticole quali pomacee, drupacee, kiwi, nocciolo, colture orticole e seminativi come soia e sorgo, determinando gravissimi ricadute a livello ambientale, economico, sociale ed anche a livello di esportazioni per il respingimento delle merci. Rilevante è infine l'impatto sul sistema turistico-ricettivo e residenziale per il fastidio arrecato dalla presenta di grandi quantità di insetti in queste strutture nei periodi invernali; la più aggiornata stima dei danni suona come un bollettino di guerra per gli agricoltori; con riferimento ai frutteti del Nord Italia, e solo per pere, pesche e nettarine sono stati stimati a fine settembre 2019, danni per circa 350 milioni di euro, di cui 200 in campagna e 150 nelle fasi di lavorazione. Pesanti sono state anche le ricadute in termini di perdite di posti di lavoro, con quasi 500.000 giornate in meno lavorate; rispetto agli anni precedenti, il fenomeno nel 2019 ha visto un aumento della gravità, con perdite sempre più rilevanti, in molti casi fino 100 per cento del raccolto; le situazioni più gravi si registrano in Emilia-Romagna ed in Veneto. Nel ferrarese, le perdite sul pero hanno interessato il 100 per cento dei frutti, mentre per pesco, susino, albicocco, ciliegio e mandorlo i danni accertati sono stimati intorno al 25-30 per cento; anche nel veronese la situazione è preoccupante, dove i danni stimati sulle principali colture frutticole ad oggi si aggirano sui 79,1 milioni di euro; nell'ambito delle misure di contrasto al parassita, che includono interventi di lotta dedicati e basati su strategie di intervento integrate, fondamentale è l'attività di monitoraggio mirata nelle singole aziende agricole e sulle diverse colture, anche se il successo nel contrasto al parassita non può essere assicurato dall'esclusivo utilizzo di trattamenti chimici, vista l'elevata mobilità della specie che può riposizionarsi su differenti colture; a seguito di un'ampia attività di sperimentazione, un efficace strumento di contrasto è risultato essere quello di contrapporre alla cimice asiatica il suo antagonista naturale, la "vespa samurai", anch'essa originaria dell'estremo oriente. Questa operazione, già intrapresa con successo in altri Paesi, non poteva essere fatta in Italia fino a quando, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale , del decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019, è stata di fatto legalizzata l'immissione sul territorio italiano di specie e popolazioni non autoctone capaci di contrastare la diffusione di insetti alieni come la cimice. Il nuovo articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 prevede però una procedura particolarmente articolata e complessa per l'avvio concreto degli interventi di lotta biologica che in primo luogo richiede l'adozione di un decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che fissi i criteri per l'immissione in natura delle specie e popolazioni non autoctone; la procedura, che mira a prevenire qualsiasi eventuale effetto negativo derivante dall'immissione degli organismi non autoctoni, rischia tuttavia di allungare eccessivamente i tempi per l'avvio concreto delle sperimentazioni in campo della vespa samurai, rendendosi pertanto necessaria un'azione da parte del Governo, volta oltre che a favorire un veloce iter di approvazione, anche a sostenere gli agricoltori per i danni causati dal parassita; il 12 giugno 2019 il Senato della Repubblica ha approvato una risoluzione (DOC. XXIV n. 5-A), con la quale si impegna il Governo a dare la massima priorità all'adozione del decreto ministeriale previsto dal nuovo articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 e ad accelerare le fasi dell' iter autorizzatorio anche alla luce delle ampie sperimentazioni condotte sulla vespa samurai; a rendere ancora più critica la situazione il recentemente mancato rinnovo dell'autorizzazione da parte dell'Unione europea per l'utilizzo dell'anti parassita chlorpyrifos-methyl, attualmente ritenuto tra i più efficaci ai fini del contrasto della cimice asiatica; occorre pertanto operare con estrema urgenza ed in più direzioni, a livello nazionale ed europeo, per definire un quadro normativo certo ed univoco e contrastare in tempi rapidissimi questa emergenza che ha ormai acquisito un carattere nazionale, impegna il Governo: 1) ad adottare con urgenza il decreto ministeriale previsto dall'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, come modificato dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019, volto a fissare i criteri per l'immissione di specie e di popolazioni non autoctone nel territorio italiano, al fine di consentire, nei tempi più rapidi possibili, il lancio e la diffusione nell'ambiente del parassitoide esotico detto vespa samurai; 2) ad assumere tutte le iniziative di competenza necessarie a prevedere, in ambito sia nazionale che europeo, il riconoscimento della deroga per il nostro Paese al divieto di utilizzo dell'anti parassita chlorpyrifos-methyl, attualmente ritenuto tra i più efficaci per il del contrasto della cimice asiatica; 3) ad adottare tutte le opportune iniziative per supportare le imprese agricole che hanno subito danni a causa dell'invasione della cimice asiatica, attraverso l'immediata sospensione dei mutui attivati nonché a potenziare gli strumenti di risarcimento, anche tramite l'istituzione di uno specifico fondo di rotazione a garanzia della concessione dei finanziamenti in favore delle imprese danneggiate ai fini del proseguimento dell'attività. Interpellanze Atto n. 2-00053 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: secondo quanto risulta dagli organi di stampa locale, l'esito dell'assemblea dei soci di novembre 2019, che ha stabilito la fusione della cassa rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra con la cassa rurale di Trento, risulterebbe avvenuto in maniera palesemente irregolare, a causa di una serie di procedure che appaiono all'interrogante scorrette e pertanto illegittime, nell'ambito della convocazione dei soci, del verbale dell'assemblea (incompleto e "omissivo"), nonché del comportamento anomalo degli amministratori, che non avrebbero consentito alcuna possibilità d'intervento da parte dei soci contrari alla fusione; a tal fine, la Giunta provinciale di Trento, riunitasi nel mese di dicembre in seduta straordinaria, ha deciso di sostenere le motivazioni dei circa 400 soci della rurale di Lavis, sulla base di un ricorso già avviato al Tribunale di Trento (che invitava i presidenti di entrambe le casse a non procedere, in considerazione delle gravi irregolarità che avevano caratterizzato il percorso di fusione), il cui esito di sospensiva risulta tuttavia momentaneamente respinto e rinviato al mese di gennaio 2020, allorquando i magistrati dovranno decidere su due aspetti, uno dei quali posto all'attenzione del Tribunale proprio dalla decisione della Giunta provinciale di effettuare il ricorso; l'interrogante al riguardo evidenzia che se la richiesta avanzata dai soci in sede giudiziaria intende verificare se ci siano state effettivamente delle irregolarità nella gestione dell'assemblea (con la richiesta di annullarne la validità nella fusione con Trento), l'azione legale intrapresa dalla Provincia affronta invece questioni legate alle competenze dell'autonomia e, per effetto a cascata, quelle della Giunta, in quanto preposta all'autorizzazione della fusione di entrambe le casse rurali; l'interrogante rileva altresì che, secondo quanto evidenziano le motivazioni del ricorso, se è vero che la Cassa centrale banca, come capogruppo di livello nazionale, è sottoposta alla vigilanza esclusiva della Banca centrale europea, le due casse rurali (essendo società con sede e attività nella regione trentina) ricadono in realtà sotto la competenza della Provincia, per quanto riguarda la vigilanza del settore del credito cooperativo; a tal fine, a giudizio dell'interrogante, se l'esito dell' iter giudiziario fosse favorevole alla Provincia, senza l'autorizzazione, mancherebbe un elemento fondamentale per rendere giuridicamente valida la fusione; l'interrogante rileva ancora che il percorso legislativo modificatosi negli ultimi anni in materia di riforma delle banche di credito cooperativo è stato alquanto complesso e articolato, anche in relazione alla vigilanza e alle prerogative riconosciute alle Province autonome, nonché dallo statuto di autonomia, che nel caso di questa vicenda sembrerebbero non essere state rispettate; al riguardo, la decisione di presentare un ricorso al Tribunale di Trento da parte della Provincia trentina (che segue quello inoltrato come esposto da quasi 400 soci della cassa rurale di Lavis) conferma la necessità di chiarire quale sia la cornice giuridica esatta entro la quale le competenze provinciali in materia di vigilanza sul sistema bancario regionale siano effettivamente idonee, anche al fine di tutelare il sistema del credito cooperativo trentino e i risparmiatori coinvolti; la necessità di porre in essere ogni delucidazione, al fine di stabilire la complessa questione dell'incorporazione della cassa rurale di Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra nella cassa rurale di Trento, avvenuta a seguito della deliberazione dell'assemblea straordinaria dei soci il 22 novembre, risulta pertanto a giudizio dell'interrogante urgente ed indifferibile in relazione alla decisione di riconoscere ogni fondatezza delle competenze della Provincia nel processo di autorizzazione della fusione tra le due casse rurali; a tal fine appare evidente, a parere dell'interrogante, come la vicenda desti dubbi e perplessità, in relazione ai possibili danni allo statuto dell'autonomia provinciale e regionale, così come desta sconcerto l'atteggiamento della Banca centrale europea, che non ha adeguatamente osservato le prerogative costituzionali dell'autonomia trentina, oltre all'atteggiamento silente dimostrato dalla stessa Banca d'Italia sull'episodio, che induce, a giudizio dell'interrogante, forte disorientamento sull'attività di vigilanza e sul ruolo che svolge nel Paese; al riguardo, secondo quanto risulta da documenti in possesso dell'interrogante ed elaborati dalla stessa Banca d'Italia, secondo le norme vigenti in materia di poteri delle Regioni e delle Province a statuto speciale sulle banche di credito cooperativo, appaiono fondati i rischi di un giudizio di legittimità costituzionale per lesione delle prerogative, loro riconosciute sulle banche regionali degli istituti di autonomia, confermando pertanto i dubbi e le perplessità evidenziate dalla Provincia di Trento; a giudizio dell'interrogante, non si comprende il comportamento da parte della stessa Banca d'Italia in merito alla vicenda esposta, in relazione al mancato intervento finalizzato a diffidare ogni tentativo di fusione da parte delle banche di credito cooperativo trentine, presenti nella regione a statuto speciale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se risulti che l'atto di stipula della fusione delle casse rurali sia avvenuto nel rispetto della normativa vigente in materia e in osservanza delle prerogative riconosciute alla Provincia di Trento; in caso negativo, quali iniziative di competenza intendano intraprendere, al fine di tutelare ogni prerogativa in merito alle competenze proprie dell'autonomia della Provincia trentina, nell'ambito della decisione delle casse rurali di fondersi a partire dal 1° gennaio 2020; se corrisponda al vero che entrambe le casse rurali, essendo società con sede, filiali e attività con sede in Trentino, ricadono sotto la competenza della Provincia per quanto riguarda la vigilanza del settore del credito cooperativo; in caso affermativo, quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere, al fine di annullare la fusione tra le due casse rurali, in quanto mancherebbe un elemento fondamentale per rendere tale processo giuridicamente valido, oltre alla mancata osservanza dei principi costituzionali, nei riguardi del sistema del credito cooperativo; quali valutazioni intendano, infine, esprimere nell'ambito dell'attività di vigilanza della Banca d'Italia in merito alla vicenda esposta. Atto n. 2-00054 SALVINI Matteo ROMEO CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA ARRIGONI BAGNAI BORGHESI BORGONZONI BOSSI Simone BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CASOLATI CORTI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO GRASSI IWOBI LUNESU MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PIANASSO PILLON PIROVANO PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SAVIANE STEFANI TOSATO URRARO VESCOVI ZULIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: da notizie di stampa si apprende come gli Stati Uniti si stiano preparando a colpire nuovamente il " made in Italy " con l'introduzione di nuovi dazi a danno dell'agroalimentare italiano; nell'elenco pubblicato sul sito del Dipartimento del tesoro americano sono circa 93 i prodotti italiani ad essere stati interessati dalla prima ondata di dazi, in vigore dal 18 ottobre 2019, che ha colpito principalmente il settore lattiero-caseario; quest'ultimo rappresenta circa il 14,5 per cento dei prodotti alimentari venduti negli Usa; con la revisione delle liste, secondo la regola "del carosello", nuovi prodotti agroalimentari simbolo del made in Italy , quali vino ed olio d'oliva, potrebbero essere sottoposti a dazi, segnando un'ulteriore contrazione delle esportazioni italiane, per una perdita di circa 2 miliardi di euro; secondo le analisi svolte dalla Banca d'Italia, i soli dazi già oggi in vigore determinano un danno complessivo per il nostro Paese di circa 400 milioni di euro; soltanto il parmigiano costa oggi negli Usa circa 45 dollari al chilo. In prospettiva la perdita potenziale di posizioni sul mercato americano è quindi valutabile nell'ordine del 10-15 per cento; l'Italia è un Paese di riferimento importante per gli Usa, un drastico calo delle esportazioni avrebbe serie ricadute sulla stessa economia americana, con conseguenze negative per il commercio, la ristorazione ed il turismo. Gli stessi importatori americani hanno infatti sostenuto diverse petizioni contro l'imposizione di nuovi dazi sul vino e sull'olio di oliva; gli Stati Uniti sono la prima destinazione delle vendite di vino italiano, per un totale di circa 1,5 miliardi di euro, mentre l'olio di oliva assicura alle nostre esportazioni un ulteriore contributo di circa 400 milioni di euro all'anno. L'impatto che i nuovi dazi potrebbero procurare a danno delle produzioni italiane sarebbe devastante non solo per le realtà dei singoli territori, espressione della cultura, delle tradizioni e delle tipicità locali, ma in generale per l'intera economia; alla minaccia dei dazi americani, si aggiungono per il nostro Paese, con rifermento particolare alle produzioni di vino e di olio d'oliva, le insidie legate all'adozione di pratiche sleali attraverso il ricorso, ormai consolidato, alle vendite promozionali da parte della grande distribuzione, che abbatte di circa il 30 per cento il compenso del produttore; le misure adottate, anche con l'ultima legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019), sono risultate poco efficaci a tutelare le produzioni nazionali colpite dai dazi americani, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per sollecitare, nelle sedi opportune, la ripresa dei negoziati tra UE e Usa, al fine di mettere in atto ogni possibile iniziativa volta ad evitare i negativi impatti per l'agroalimentare italiano, a seguito dell'eventuale introduzione di nuovi dazi americani, impedendo che vengano messi a rischio i prodotti simbolo del made in Italy ; quali iniziative intenda mettere in atto per varare le procedure, in accordo con le istituzioni europee, di compensazione economica che si rendano necessarie per reintegrare le perdite subite dal comparto agroalimentare italiano; se intenda attivarsi celermente per recepire la direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali, al fine di ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena della distribuzione alimentare. Interrogazioni Atto n. 3-01293 PERGREFFI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: numerose sedi provinciali della motorizzazione civile, in particolare quelle delle direzioni generali del Nord Ovest e del Nord Est, versano in una situazione organizzativa di forte criticità a causa della carenza di personale; gli organici pesantemente ridotti stanno provocando lunghissime attese nello svolgimento degli esami, sia teorici che pratici, per il rilascio della patente di guida; la continua dilazione temporale sta interessando anche la revisione degli autobus e dei veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate, l'effettuazione dei collaudi per l'aggiornamento delle carte di circolazione di veicoli che hanno subito trasformazioni (collaudo GPL/metano, gancio di traino, eccetera), nonché le pratiche di rilascio di duplicati di carte di circolazione e patenti; come emerge da fonti di stampa, in alcune province i tempi medi di attesa compresi tra il rilascio del foglio rosa e l'esame di guida per il conseguimento della patente si attestano ormai intorno ai 6-7 mesi, invece dei tradizionali due; considerato che: il concorso bandito dalla Direzione generale del personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli uffici della motorizzazione civile per l'assunzione di 148 ingegneri si sta rivelando inefficace per la direzione generale del Nord Ovest e del Nord Est, vista l'indisponibilità di moltissimi partecipanti ad accettare le sedi nelle province settentrionali; ad esempio: dei 43 nuovi ingegneri destinati alla direzione Nord Ovest soltanto 20 hanno dato la loro disponibilità, così dei 6 previsti a Bergamo saranno occupati solo 2 posti, analogamente per la direzione generale del Nord Est dei 38 previsti hanno dato la loro disponibilità in 29 (dei quali la maggior parte concentrata in Emilia-Romagna e Marche); tra le risorse di personale dei vari uffici della motorizzazione civile vi è un centinaio di addetti che hanno superato il corso di abilitazione per il ruolo di esaminatore (indetto con decreto ministeriale del 12 aprile 2018 in forza del decreto ministeriale del 31 maggio 2017) ma che al momento non possono svolgere l'attività in quanto ancora in attesa del passaggio da "addetti" ad "assistente", quale qualifica prevista dalla tabella IV.1 dell'articolo 332 del regolamento di esecuzione del codice della strada di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi al fine di rendere operativi al più presto i funzionari abilitati al ruolo di esaminatori, così da ridurre i lunghissimi tempi di attesa per le prove teoriche e pratiche per il conseguimento della patente di guida, accorciando di conseguenza anche i tempi di attesa delle altre attività (revisioni e collaudi dei veicoli). Atto n. 3-01295 D'ALFONSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 25, comma 4 - bis , del testo unico sulle accise (decreto legislativo n. 504 del 1995) prevede che gli esercenti di impianti di distribuzione stradale di carburanti annotino nel registro di carico e scarico rispettivamente il quantitativo di prodotti ricevuti, distintamente per qualità, e il numero risultante dalla lettura del contatore totalizzatore delle singole colonnine di distribuzione installate, effettuata alla fine di ogni giornata, per ciascun tipo di carburante erogato; al momento della chiusura annuale, entro 30 giorni dalla data dell'ultima registrazione, trasmettono all'ufficio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli un prospetto riepilogativo dei dati relativi alla movimentazione di ogni prodotto nell'intero anno, con evidenziazione delle rimanenze contabili ed effettive e delle loro differenze; il successivo comma 4- ter ha previsto che con successiva determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli sono stabiliti i tempi e le modalità per la presentazione dei dati di cui sopra, nonché dei dati relativi ai livelli e alle temperature dei serbatoi installati, esclusivamente in forma telematica, in sostituzione del registro di carico e scarico, da parte degli esercenti impianti di distribuzione stradale funzionanti in modalità self service ; in particolare, con determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, prot. n. 724 del 21 marzo 2019, sono state definite le specifiche tecniche degli impianti di distribuzione stradale funzionanti in modalità self service , nonché la necessità di attivare idonee procedure telematiche per procedere, presso gli stessi impianti, alla sostituzione del registro cartaceo con la presentazione esclusivamente in forma telematica dei dati dei registri di carico e scarico individuando, a tal fine, le regole di applicazione; considerato che: ai sensi dell'art. 10, comma 1, della determinazione è previsto che gli esercenti di impianti non presidiati già attivi alla data di pubblicazione della stessa si adeguino alle prescrizioni introdotte entro il 1° gennaio 2020 e ne diano comunicazione all'ufficio delle dogane territorialmente competente, al fine di consentire le eventuali verifiche dell'ufficio competente volte a censire l'impianto quale " ghost station " ed attivare il registro telematico; con nota del capo della direzione antifrode e controlli, ufficio controlli - sezione accise/giochi, dell'8 novembre 2019 sono state individuate le precipue modalità di effettivo rilascio del registro di carico e scarico per l'anno 2020; come risulta dalla circolare Assopetroli-Assoenergia n. 42 del 10 dicembre 2019, i rappresentanti dell'Agenzia delle dogane hanno fornito aggiornamenti circa l'avvio dell'obbligo di memorizzazione e invio elettronico dei corrispettivi di benzina e gasolio per autotrazione, specificando che anche gli impianti dotati di gestore dovranno adeguarsi alla normativa relativa alla trasmissione telematica dei corrispettivi, seppur attraverso un avvio graduale; considerato, altresì, che: l'applicazione della circolare esplicativa entro il 1° gennaio 2020 comporterebbe la conseguenza di far sopportare agli esercenti di impianti non presidiati una spesa economica eccessivamente onerosa, nonché, vista l'assenza di utili prodotti, impossibile da sostenere per l'acquisto e l'adeguamento della necessaria strumentazione richiesta; l'impossibilità di procedere al corretto adeguamento per le società proprietarie di piccoli distributori con vendita a mezzo self service , site in piccoli paesi che contano meno di 1.000 abitanti, conducendo prima facie alla chiusura degli impianti, condurrebbe a cascata l'intera collettività, fruitrice dei servizi erogati, a subire un grave e irreparabile nocumento; la crisi economica in atto impone un doveroso alleggerimento nei confronti delle spese sostenute e da sostenere per le piccole imprese, che potrebbe attuarsi mediante l'esonero o, in subordine, mediante la richiesta di un adeguamento che risulti non immediato e eventualmente in parte finanziato con contributi statali, per gli impianti " ghost station " con una minima erogazione annua, si chiede di sapere: quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare per garantire con la massima celerità, in particolare, alle società proprietarie di piccoli distributori con vendita a mezzo self service , site in piccoli paesi, di procedere correttamente all'adeguamento normativo e scongiurare in tal modo la chiusura; quali azioni il Ministro in indirizzo intenda promuovere per esonerare gli stessi piccoli impianti dal sostenere un costo così eccessivo se considerato proporzionalmente agli utili effettivamente prodotti. Atto n. 3-01296 STEFANO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE FEDELI PARRINI LAUS BITI VALENTE MESSINA Assuntela FERRAZZI PINOTTI MANCA IORI ROJC BOLDRINI D'ARIENZO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i commi 6 e 7 dell'art. 48 della legge n. 238 del 2016 dispongono che i vini con denominazione DOCG e DOC devono essere immessi al consumo muniti di uno speciale contrassegno stampato dall'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato o da tipografie autorizzate; il comma 9 rimanda a un successivo decreto ministeriale la definizione delle caratteristiche, delle diciture e delle modalità per la fabbricazione, l'uso, la distribuzione, il controllo e il costo dei contrassegni; ad oggi, il decreto non è stato ancora emanato e pertanto l'Istituto poligrafico si trova a produrre in regime di monopolio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuna la sollecita emanazione del decreto di cui al comma 9 dell'art. 48 della legge n. 238 del 2016, chiarendo altresì che non sussiste più alcuna riserva per il solo Istituto poligrafico e Zecca dello Stato per la stampa dei contrassegni per i vini DOCG e DOC. Atto n. 3-01297 STEFANO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE FEDELI PARRINI LAUS BITI VALENTE MESSINA Assuntela FERRAZZI PINOTTI MANCA IORI ROJC BOLDRINI D'ARIENZO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'art. 64 della legge n. 238 del 2016 dispone che "la verifica annuale del rispetto del disciplinare nel corso della produzione e durante e dopo il confezionamento del vino è effettuata da autorità pubbliche e da organismi di controllo privati, ai sensi dell'articolo 2, secondo paragrafo, numero 5), del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che operano come organismi di certificazione dei prodotti secondo i criteri fissati nell'articolo 5 dello stesso regolamento. Gli organismi di controllo privati devono essere accreditati in base alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012. Le autorità pubbliche devono essere conformi ai requisiti previsti ai punti 5.1, 6.1, 7.4, 7.6, 7.7, 7.8, 7.12 e 7.13 della stessa norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012"; gli organismi di controllo privati sono soggetti a previo accreditamento, da parte di Accredia, che verifica a monte i requisiti di adeguatezza di tali soggetti, mentre non è imposto alcun accreditamento alle autorità pubbliche delegate; l'attività di verifica del disciplinare è operata, pertanto, da due categorie di soggetti, sia da organismi privati soggetti a previo accreditamento, sia da autorità pubbliche delegate, come le camere di commercio, non soggette a previo accreditamento: l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha rilevato, con segnalazione AS1265 del 17 marzo 2016, che la situazione vigente può dar luogo a distorsioni del mercato, richiamando l'esigenza di "raggiungere nel più breve tempo possibile un assetto concorrenziale delle attività di certificazione nel settore vinicolo maggiormente efficace e trasparente"; l'art. 90 del regolamento (UE) n. 1306/2013, rubricato "controlli connessi alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche e alle menzioni tradizionali protette", ai commi 2 e 3, stabilisce che "gli Stati membri designano l'autorità competente incaricata di effettuare i controlli dell'adempimento degli obblighi stabiliti nella parte II, titolo II, capo I, sezione II, del regolamento (UE) n. 1308/2013, in base ai criteri stabiliti dall'articolo 4 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e garantiscono il diritto degli operatori che soddisfano tali obblighi ad essere coperti da un sistema di controlli. All'interno dell'Unione la verifica annuale del rispetto del disciplinare nel corso della produzione e durante o dopo il condizionamento del vino è effettuata dalla competente autorità di cui al paragrafo 2, oppure da uno o più organismi di controllo ai sensi dell'articolo 2, secondo comma, punto 5), del regolamento (CE) n. 882/2004 che operano come organismi di certificazione dei prodotti secondo i criteri fissati nell'articolo 5 di detto regolamento"; secondo la normativa europea l'unica autorità competente designata per l'Italia è il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e non è prevista alcuna delega per i controlli ad altre autorità, ma soltanto ad uno o più organismi di controllo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere l'adeguamento del testo dell'art. 64 della legge n. 238 del 2016 alle disposizioni europee, prendendo atto che il Ministero non può designare altre autorità, ma soltanto organismi di controllo, tutti soggetti all'art. 5 del citato regolamento (CE) n. 882/2004, e pertanto soggetti a previo accreditamento. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01294 VITALI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da fonti di stampa (per esempio articoli giornalistici della "Gazzetta del Mezzogiorno") e da numerose testimonianze si apprende che un viaggio in treno da Milano o da Roma verso il Sud Italia nei giorni precedenti la vigilia di Natale 2019 è costato dal 20 al 144 per cento in più rispetto a una fine settimana di novembre; stessa triste sorte per chi voleva tornare al Sud attraverso i bus, che ha dovuto pagare dal 14 al 101 per cento in più rispetto a qualche giorno prima; ancora peggiore la situazione aerea: si è arrivati al 188 per cento in più rispetto al costo di un volo a fine novembre; al fine di ovviare a tali disagi, durante il periodo delle festività natalizie, un giovane salernitano di 25 anni, fondatore ed autore del seguitissimo blog "Un terrone a Milano", ha affittato un pullman per consentire a 87 meridionali di raggiungere gratuitamente Catania con tappe anche a Napoli e Cosenza; il disagio dovuto ai trasporti si aggiunge ai numerosi svantaggi che penalizzano il Sud, già tanto svuotato da chi è stato costretto ad andarsene; si potrebbe essere indotti a pensare che Trenitalia non investa nel settore delle infrastrutture e dei trasporti ferroviari al Sud perché le tratte sarebbero poco redditizie, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di garantire maggiori risorse, mezzi e disponibilità nei confronti dei 18 milioni di meridionali costretti a utilizzare ferrovie e treni obsoleti e costretti ad assistere all'isolamento del Sud. Atto n. 3-01298 BERNINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 20 dicembre 2019, la Provincia di Rimini ha imposto, per motivi precauzionali, la chiusura del ponte sul Marecchia, in località Ponte Verucchio, costruito nel 1974, che collega la strada statale 258, lungo la sponda sinistra del fiume Marecchia da Arezzo a Rimini, con i caselli autostradali A14 di Rimini nord e Valle del Rubicone; i comuni interessati sono Poggio Torriana e Verucchio e la lunghezza dell'intera struttura è di 170 metri, con un traffico veicolare medio di circa 8.000 mezzi al giorno; la chiusura del ponte sulla strada provinciale 14 sta provocando grandi disagi, preoccupazioni e danni economici all'intera comunità della valle del Marecchia da Casteldelci fino a Santarcangelo di Romagna con coinvolgimento dei paesi limitrofi del cesenate e della vicina Repubblica di San Marino; i percorsi alternativi prevedono un allungamento di circa 20-30 chilometri ed un sovraccarico di un altro ponte sito nel comune di Santarcangelo di Romagna, con conseguente intasamento della strada statale 258 Marecchiese nei centri abitati di Corpolò di Rimini e di Villa Verucchio che già sopportano un traffico veicolare medio di 16.000 mezzi al giorno (secondo i dati della Regione); tutte le attività commerciali, artigianali e ristorative della zona hanno già registrato una riduzione drammatica del giro di affari dovuta all'annullamento del transito veicolare. Alcune persone sono state lasciate a casa dal lavoro per mancanza di clienti; da quanto rappresentato all'interrogante, risulta che la Provincia di Rimini, il contratto di fiume, il consorzio di bonifica e la Regione Emilia-Romagna, enti deputati alla gestione del ponte, non avrebbero mai indagato sull'effettivo stato del ponte e dell'alveo del fiume, né sulla messa in sicurezza di quest'ultimo e dei relativi argini; dalla cronistoria degli eventi susseguitisi tra il periodo 2000-2009, al quale si ascrivono le prime segnalazioni alla Regione dei dissesti, e gli anni 2018-2019, nei quali si sono verificati: il primo cedimento strutturale della briglia di contenimento costruita a protezione delle fondazioni del ponte (febbraio 2018); il crollo della briglia a valle del ponte provocato da una piena del fiume (12 maggio 2019); altri fenomeni di piena che hanno aggravato l'erosione attorno ai piloni del ponte evidenziando l'insufficienza dell'investimento fatto nel mese di marzo 2019 dalla Regione; il fallimento del recente incontro tra i presidenti della Regione e della Provincia, i sindaci e del tavolo tecnico all'uopo convocato, nel quale il presidente della Provincia ha promesso l'emanazione di soluzioni definitive, scartando la proposta di costruzione di un ponte Bailey, avanzata il 28 dicembre 2019 dal sindaco Sabba, sembrerebbe che la chiusura del ponte sia il frutto di anni di disinteresse e negligenze, si chiede di sapere se non si ritenga di attivare lo "stato di calamità naturale" con l'attivazione dei relativi fondi ovvero adoperarsi per un'imminente riapertura del ponte e per un sostegno alle comunità colpite. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02676 BARBARO Al Ministro dell'interno Premesso che: il Comune di Altavilla Irpina (Avellino) è stato interessato dalle consultazioni elettorali amministrative dello scorso maggio 2019, che hanno visto la riconferma del sindaco uscente; all'interrogante risulta che, nel periodo successivo alla pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, il Comune abbia adottato (delibera n. 73 del 7 maggio 2019) il piano urbanistico comunale, a prima vista commettendo violazione della norma recata dall'art. 38, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000; il citato comma 5 dell'art. 38 del testo unico enti locali, infatti, ha proprio voluto evitare che l'organo consiliare in carica potesse condizionare lo svolgimento della campagna elettorale attraverso atti in grado di incidere sulla formazione della volontà popolare e pertanto favorire i consiglieri in carica, che potrebbero rivestire la qualità di candidati in occasione del rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale, come nel caso specifico di Altavilla Irpina (in questo senso, fra le tante e molteplici sentenze, si citano Tar Veneto, sentenza n. 1273/96, e Consiglio di Stato, sezione I, sentenza n. 2955/03); la ratio della norma è rinvenibile anche nel principio di buon andamento della pubblica amministrazione: i poteri delle amministrazioni, in qualche modo, si affievoliscono nel periodo di avvicinamento alla loro scadenza, proprio per evitare che un organo in scadenza di mandato con le sue scelte produca effetti permanenti per il futuro, vincolando o condizionando le scelte dei nuovi titolari delle potestà amministrative (in questa direzione, fra le tante e molteplici sentenze, si cita Tar Puglia, sentenza n. 382/04); laddove non si dimostri la sussistenza di ragioni di urgenza ed improrogabilità, o di scadenze perentorie fissate dalla legge o di un ipotetico danno che sarebbe derivato dal ritardo nell'approvazione, l'adozione del PUC in prossimità del rinnovo del Consiglio comunale lascia senza dubbio perplesso ogni osservatore, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare e conseguentemente prendere gli opportuni provvedimenti di competenza nel segnalato caso di Altavilla Irpina, che ha visto l'adozione di un atto così importante e sistemico, come lo strumento urbanistico, deliberato a soli venti giorni dalle elezioni amministrative. Atto n. 4-02677 TOSATO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che Poste italiane ha annunciato la chiusura degli uffici postali di via Arsenale e di via Marsala a Verona, rispettivamente a febbraio e ad aprile 2020; considerato che: gli uffici postali sono considerati presidi di sicurezza con una funzione sociale, oltre che di servizio per i cittadini; i due uffici postali servono i residenti di due importanti quartieri della città scaligera, quali Borgo Trento e Valdonega, e pertanto la loro chiusura può creare rilevanti disagi per la popolazione e desta preoccupazione nella comunità veronese, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga opportuno adoperarsi con Poste italiane, al fine di riconsiderare la decisione di procedere alla chiusura dei due uffici postali di via Arsenale e di via Marsala a Verona. Atto n. 4-02678 MONTANI SIRI Al Ministro per gli affari europei Premesso che: in conseguenza della crisi che ha colpito i mercati finanziari dell'Unione europea, negli scorsi anni numerose banche italiane in grave crisi, al fine di evitare il dissesto, hanno potuto fare ricorso in via esclusiva alle procedure autorizzate dai regolamenti dell'Unione europea; con l'obiettivo di garantire la solidità del sistema bancario e finanziario, la Bank recovery and resolution directive del 2014 (direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio), in vigore dal gennaio 2016, parla chiaramente dell'obbligo per azionisti e creditori di contribuire al risanamento dei conti, accollandosi parte dei costi in applicazione del noto, discusso e controverso meccanismo del bail-in ; con riguardo alle vicende che hanno interessato le banche italiane negli scorsi anni, si ricorda come la Direzione generale per la concorrenza della Commissione europea (DG Comp) abbia applicato con irreprensibile rigore la procedura " burden sharing ", procedimento disciplinato dall'articolo 132 della direttiva 2014/59/UE, che stabilisce che qualsiasi aiuto pubblico ad una banca deve essere esaminato e approvato dalla Commissione europea e, soprattutto, deve essere erogato solamente in seguito alla riduzione del valore nominale di azioni e obbligazioni subordinate, secondo la logica della "condivisione degli oneri" che dà il nome alla medesima procedura; quest'azione ha bocciato il salvataggio della banca italiana Tercas mediante ricorso al fondo interbancario di tutela dei depositi (FIDT), con la motivazione che la stessa banca, pur operando con i capitali privati, agiva sotto il controllo delle autorità pubbliche italiane (segnatamente, della Banca d'Italia): decisione, questa, che determinò un pesante aggravio di spese in carico ai risparmiatori coinvolti dalla crisi di Tercas; considerato che in questi giorni la medesima Direzione generale ha invece deciso di approvare il piano per il salvataggio di NordLB ("Norddeutsche Landesbank Girozentrale"), consentendo un'iniezione di capitale pari a 3,6 miliardi di euro, dei quali 2,8 miliardi in liquidità a carico degli azionisti pubblici (Bassa Sassonia al 59,13 per cento, Sassonia-Anhalt al 5,57 per cento e un gruppo di casse di risparmio locali per la restante quota). Via libera che è stata concessa in virtù del fatto che, secondo la Commissione europea, tale salvataggio avverrebbe alle stesse condizioni di un salvataggio privato, nonostante autorevoli fonti stampa abbiano riportato che in questo stesso caso il tentativo di salvare la banca con fondi privati sia fallito in tempi rapidissimi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non consideri opportuno segnalare la questione e chiedere le differenze tra il caso tedesco ed i casi italiani, al fine di ricevere dettagli esaustivi, per fare piena e totale chiarezza sul caso e soprattutto fugare ogni dubbio di incoerenza e disparità di trattamento tra soggetti di Stati diversi; se non ritenga necessario richiedere chiarimenti rispetto ai motivi per i quali la Commissione europea ha, da un lato, fatto richiesta di appello alla Corte di giustizia contro la sentenza favorevole alla banca Popolare di Bari sul caso Tercas, e, dall'altro, concede alle autorità pubbliche tedesche la possibilità di effettuare un'ingente iniezione di capitale pubblico per salvare una banca con un capitale largamente insufficiente ed una redditività irrisoria. Atto n. 4-02679 PUCCIARELLI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione Premesso che: il trattamento di fine rapporto o fine servizio, denominato TFR o TFS, è una somma accantonata dal datore di lavoro e che viene corrisposta al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa per qualsiasi motivo; a normativa vigente, l'erogazione dei trattamenti di fine servizio per i dipendenti pubblici avviene con notevole ritardo rispetto alla data di collocamento del lavoratore in quiescenza; l'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, dispone infatti la liquidazione dei trattamenti di fine servizio per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni decorsi 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, ovvero decorsi 12 mesi in caso di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità massima di servizio prevista; anche per ovviare alle conseguenti difficoltà recate ai pensionati, l'articolo 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ha introdotto l'istituto dell'anticipo del trattamento di fine servizio (TFS), in base al quale i dipendenti delle amministrazioni pubbliche collocati in pensione possono avanzare a banche ed intermediari finanziari una richiesta di finanziamento di una somma pari all'importo dell'indennità di fine servizio maturata; la misura cerca di contenere gli effetti negativi dello slittamento della percezione del TFR e TFS per moltissimi dipendenti pubblici, per i quali la liquidazione del trattamento può slittare anche di due anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro; più in dettaglio, la misura è destinata ai lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche ed al personale degli enti pubblici di ricerca cui è liquidata la pensione "quota 100", nonché ai soggetti che accedono al trattamento di pensione ai sensi dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, anche nota come riforma "Fornero"; il finanziamento è erogato dalle banche e dagli intermediari finanziari che aderiscono ad un accordo quadro da stipulare, entro 60 giorni, tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'ABI, sentito l'INPS, si chiede di sapere a che punto sia l' iter per la stipula dell'accordo quadro richiamato e quali siano le tempistiche per la concreta efficacia delle norme che consentono di richiedere l'anticipo del TFS, così come previsto dalla legge. Atto n. 4-02680 FEDELI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la Giunta del Comune di Pisa nel documento unico di programmazione 2020-2022 (missione 12, punto 2) per i nidi d'infanzia prevede di introdurre "un criterio premiante per l'assegnazione del posto a chi è residente da più anni nel Comune di Pisa"; in assenza di ulteriori precisazioni tale criterio sembra configurare una violazione dell'articolo 3 della Costituzione, come già accaduto in analoghi casi (sentenze della Corte costituzionale n. 172/2013, n. 222/2013 e n. 168/2014) e, in ogni caso, il criterio che dovesse essere individuato non potrebbe sfuggire a una verifica di ragionevolezza tanto più severa quanto più dovesse essere ampio in termini di periodo di residenza richiesto; non sembra esserci nella normativa vigente alcun fondamento legislativo per tale scelta, sia nel decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, sia nel regolamento 30 luglio 2013, n. 41/R della Regione Toscana che, al contrario, all'articolo 10, prevede esplicitamente solo "criteri che tengono conto della composizione della famiglia e delle condizioni di lavoro dei genitori", anche perché i fondi assegnati sono stabiliti sulla base di tutta la popolazione residente in quella fascia di età o in termini esclusivi (fondi europei) o prevalenti (nazionali), si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione al caso specifico, anche come deterrente per altre amministrazioni comunali, in modo da prevenire ingiustificabili discriminazioni. Atto n. 4-02681 ERRANI DE PETRIS LAFORGIA Ai Ministri della difesa e della salute Premesso che: a quanto risulta agli interroganti, in data 14 settembre 2019, gli infermieri G.P. e A.O., l'autista di 118 F.G. e il dottor E.C., tutti operanti presso il 118 di Ferrara, segnalavano congiuntamente con e-mail indirizzata al responsabile medico e al responsabile infermieristico E.T. di Ferrara, al responsabile direzione infermieristica dell'AUSL di Ferrara, al coordinatore della centrale operativa 118 Emilia Est e al responsabile dell'ordine delle professioni infermieristiche di Ferrara un episodio accaduto nella giornata dell'11 settembre 2019, che li aveva visti direttamente coinvolti; in base alle informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti, secondo tale segnalazione in data 11 settembre 2019 alle ore 13.35, su indicazione della centrale operativa del 118, sarebbe stata chiamata ad intervenire presso la caserma dei Carabinieri di Copparo l'ambulanza Fe5 per un intervento da "codice giallo" in seguito ad una richiesta di intervento pervenuta dal personale dell'Arma dei Carabinieri; l'equipaggio del 118 avrebbe trovato presso il cortile della caserma un giovane di 33 anni (R.D.), inginocchiato e circondato dai Carabinieri, in preda a dolore addominale e conati di vomito: il giovane risulta essere stato arrestato in attesa di processo; a seguito di una valutazione preliminare da parte del personale del 118 di Fe5 sarebbe stato ritenuto indispensabile il trasporto del soggetto presso il pronto soccorso di Cona per effettuare il normale iter diagnostico e terapeutico. A questa richiesta, i militari presenti avrebbero opposto un diniego affermando che il comandante della caserma avesse espressamente vietato il trasferimento di R.D. al pronto soccorso di Cona; nonostante le ripetute richieste da parte del personale del 118 di Fe5, i militari avrebbero continuato ad opporre il proprio diniego, chiedendo che venisse invece inviato in loco un medico di E.T. 118 in modo da, così viene riportato nella segnalazione, "praticare una iniezione, chiudere la pratica e refertare" anche in considerazione del peggioramento delle condizioni di R.D.; sarebbe stata quindi contattata dal collaboratore professionale sanitario infermiere di Fe5 la centrale operativa richiedendo la presenza dell'automedica di Copparo, che in quel momento era impegnata su un codice rosso; in attesa dell'arrivo dell'automedica, il personale del 118 avrebbe ottenuto l'autorizzazione a sistemare R.D. in una barella all'interno dell'ambulanza, in modo da avere un luogo consono e adatto alle esigenze mediche e di privacy per poterlo soccorrere; il medico soccorritore dell'automedica Copparo 102, dopo aver somministrato una terapia idratante e antiemetica, avrebbe ritenuto che il caso dovesse essere approfondito presso il pronto soccorso di Cona ricevendo a sua volta il diniego da parte dei Carabinieri presenti; a seguito delle proteste da parte del personale medico e infermieristico, sarebbe intervenuto il comandante della caserma, il quale avrebbe ribadito in maniera netta il proprio diniego al trasporto al pronto soccorso di R.D. senza fornire spiegazioni e con dei modi che nella segnalazione inviata il 14 settembre 2019 vengono definiti opinabili e fortemente irrispettosi; di fronte alla forte opposizione da parte del medico e degli infermieri rispetto al diniego del comandante, quest'ultimo avrebbe deciso di assumersi interamente la responsabilità firmando il foglio paziente e impedendo il trasferimento dello stesso al pronto soccorso, in totale disaccordo con il parere del medico; considerato che: qualora gli episodi segnalati si rivelassero veritieri, i fatti sarebbero gravi e avvenuti in violazione del protocollo siglato il 25 luglio 2014 fra azienda sanitaria di Ferrara e forze dell'ordine, volto a mantenere la piena autonomia delle figure professionali; se le informazioni di cui sono a conoscenza gli interroganti fossero giuste, il comportamento messo in atto dai militari e dal comandante dei Carabinieri di Copparo avrebbe pregiudicato la corretta operatività del servizio del 118 nel territorio, tenendo impegnati per lungo tempo e senza una valida motivazione un equipaggio e un'ambulanza e impedendone lo svolgimento dell'attività in piena autonomia decisionale e operativa; inoltre, questo comportamento avrebbe potenzialmente messo a rischio la salute di R.D. e il servizio di pronto intervento attraverso decisioni in diretto contrasto con il parere dei medici; considerato, inoltre, che a seguito di questi fatti e segnalazioni, in data 27 dicembre 2019, è stata depositata querela da parte del segretario generale della CGIL di Ferrara e del segretario della FP CGIL contro i responsabili di questi fatti per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 del codice penale) e interruzione di un ufficio o di un servizio di pubblica necessità (art. 340 del codice penale), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato e se non intendano intervenire, considerata la gravità dei fatti esposti; se, in particolare, il Ministro della salute non ritenga necessario e doveroso verificare lo stato di attuazione delle procedure di collaborazione tra personale sanitario e forze dell'ordine, in modo da garantirne la piena e corretta operatività. Atto n. 4-02682 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e la legge n. 104 del 1992 forniscono una serie di informazioni, e in alcuni casi di vere e proprie linee guida, che dovrebbero essere tenute sempre presenti, soprattutto in presenza di un handicap grave associato ad una malattia rara, cronica e degenerativa; proprio a questo scopo è stato creato l'osservatorio della Convenzione ONU; esistono anche linee d'indirizzo nazionali sul linfedema, firmate nel mese di settembre 2016 dalla Conferenza Stato-Regioni: è evidente che non si tratta solo di "raccolte di informazioni", prive di valore legale ma di punti di riferimento essenziali nel lavoro di tutti; S.P. è una paziente affetta da un linfedema che le rende difficile lo svolgimento di molte attività legate alla vita quotidiana e rappresenta un forte impedimento nella attività lavorativa; per questo ha avviato una pratica di invalidità civile presso la sede provinciale INPS; la sua anamnesi, raccolta in occasione della visita presso il servizio di medicina legale INPS, risulta però parzialmente incompleta, dal momento che il personale preposto a raccogliere i dati non sembrava conoscere in modo esaustivo il problema; nel caso concreto, per esempio, manca il riferimento al linfedema di cui soffre, che ha raggiunto notevoli proporzioni; secondo il parere di alcuni giuristi e di alcuni medici, le valutazioni espresse dalle commissioni medico-legali italiane non possono essere considerate del tutto corrette se il parere è espresso in assenza di un professionista che ben conosca il problema e le sue implicazioni sul piano operativo; nel caso in questione l'assenza di un chirurgo linfologo esperto di linfedemi non oncologici all'interno delle commissioni non consente di esprimere una valutazione sullo stato invalidante del paziente e comporta errori valutativi non indifferenti; questi errori valutativi danneggiano soprattutto i malati rari italiani che devono confrontarsi con situazioni particolarmente complesse anche per l'insufficienza dell'assistenza di natura socio-sanitaria; la paziente ritiene di aver diritto al riconoscimento dell'invalidità, dal momento che il linfedema si accompagna ad una situazione generale complessa proprio per la sua condizione di malata rara, ma proprio il sintomo più vistoso e più invalidante per lei non è stato tenuto nella dovuta considerazione dalla commissione che ha esaminato la sua richiesta, nonostante la Convenzione ONU e la legge n. 104 del 1992, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario che nel caso delle visite di invalidità si preveda la presenza di un professionista esperto della peculiare patologia che il paziente accusa. Atto n. 4-02683 FANTETTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i Comitati degli italiani all'estero (Comites), istituiti nel 1985, sono organi di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari; sono eletti direttamente dai connazionali residenti all'estero, in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno 3.000 connazionali iscritti nell'elenco aggiornato di cui all'art. 5, comma 1, della legge 27 dicembre 2001, n. 459; oltre ai membri eletti di cittadinanza italiana, possono far parte del Comitato, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana in misura non eccedente un terzo dei componenti del Comitato eletto (4 o 6 componenti); i Comites contribuiscono ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; promuovono, in collaborazione con l'autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali, nonché con enti, associazioni e comitati operanti nell'ambito della circoscrizione consolare, opportune iniziative nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari opportunità, all'assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero; le ultime elezioni dei Comites si sono svolte nel 2015 e, precisamente, sono stati eletti 101 Comites, oltre 5 di nomina consolare, in tutto il mondo di cui 47 si trovano in Europa, 42 nelle Americhe, 10 in Asia e Oceania e 7 in Africa; il mandato quinquennale degli attuali consiglieri dei Comites è in scadenza e la legge ordinaria di riferimento prevede l'indizione delle relative elezioni di rinnovo entro il mese di marzo 2020; il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante "Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, non-ché di innovazione tecnologica", dispone all'articolo 14 la proroga di termini in materie di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; il comma 3 prevede che le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero e, conseguentemente, del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) sono rinviate rispetto alla scadenza prevista ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 ottobre 2003, n. 286, e dall'articolo 1, comma 323, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, per avere luogo tra il 15 aprile e il 31 dicembre 2021, si chiede di sapere: per quali motivi, nonostante la ben nota ed ampia previsione della scadenza temporale delle elezioni di rinnovo dei Comites, non siano state stanziate le necessarie risorse finanziarie; se si intenda fornire delucidazioni circa le modalità con le quali si svolgeranno, data la previsione, contenuta in alcune dichiarazioni pubbliche di membri del Governo, di possibile sperimentazione di un voto elettronico; quali attività e relativi fondi di finanziamento dei Comites siano previsti ed autorizzati, compatibilmente con il regime di amministrazione sub ordinaria prevista dalla scadenza del mandato; se non sia doveroso prevedere un'idonea campagna di informazione rivolta ai cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE). Atto n. 4-02684 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in occasione dei festeggiamenti per il capodanno 2020 nello stabile occupato a Roma in via Santa Croce in Gerusalemme, sarebbe stata organizzata una festa a pagamento, a cui avrebbero partecipato 4-5.000 persone; trattandosi di un immobile occupato abusivamente, per organizzare un evento del genere sarebbero state chiaramente violate tutte le norme di sicurezza; a quanto si apprende dalla stampa, pare che ci siano state anche numerose truffe ai danni di utenti che avrebbero pagato la quota d'ingresso senza poter accedere alla festa; sempre dalla stampa si apprende che si sarebbero verificati numerosi tafferugli con spintoni e vere e proprie risse e conseguenti problemi di ordine pubblico; nel mese di maggio 2019 lo stesso immobile è stato al centro di numerose polemiche a seguito dell'apposizione di sigilli sul contatore dell'energia elettrica causato dall'accumulo di oltre 300.000 euro di debiti da parte degli occupanti. In quell'occasione, l'elemosiniere del Papa si è attivato personalmente recandosi sul posto per togliere i sigilli al contatore e ripristinare l'energia elettrica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda; come sia possibile che vengano organizzati eventi a pagamento senza rispettare alcuna norma di sicurezza, fiscale e commerciale; quali certezze possano avere i proprietari di immobili se le occupazioni sono in grado di dare luogo a vicende del genere; se non ritenga di dover sgomberare definitivamente l'immobile occupato abusivamente, oltre che per i debiti accumulati dagli occupanti, anche e soprattutto per questioni di ordine pubblico. Atto n. 4-02685 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: un paziente affetto da I.P.F. (fibrosi polmonare idiopatica) residente a Dorgali (Nuoro), nella necessità di recarsi a Torino per gli esami di tipizzazione preliminari al trapianto di polmoni, aveva prenotato un volo della compagnia aerea Volotea; la compagnia gli avrebbe però rifiutato l'uso del concentratore d'ossigeno a bordo, nonostante lo strumento sia omologato e per il paziente sia assolutamente necessario e vitale, perché in ossigeno terapia; solo dopo una serie d'interventi di sensibilizzazione da parte di vari soggetti, la compagnia avrebbe "concesso come favore personale" l'uso dello strumento, causando nel paziente e nei suoi familiari un notevole stato d'ansia, anche per l'accumularsi di un ritardo tutt'altro che indifferente; in caso di diniego della compagnia low cost , il paziente avrebbe dovuto utilizzare un volo di linea su Milano e trasferirsi in treno da Milano a Torino con costi assai più elevati e con notevoli disagi per una persona già in gravi difficoltà, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire inviando alle compagnie aeree indicazioni ben precise su come comportarsi con malati in queste condizioni e con apparecchi opportunamente omologati, al fine di evitare il ripetersi di questi spiacevoli inconvenienti. Atto n. 4-02686 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: uno dei sintomi che spesso caratterizzano l'età avanzata è la mancanza di salivazione, per secchezza delle mucose; il sintomo si accentua se il paziente ha subito interventi per tumori della bocca e in particolare della lingua. La radioterapia contribuisce a creare un'ampia zona di sofferenza estesa a tutta la bocca, per cui si rende necessario per il paziente ricorrere a prodotti sostitutivi per ovviare a questa drammatica conseguenza delle terapie ricevute; in altri termini il paziente, che pure sopravvive al tumore per lunghi anni, va incontro ad una necrosi delle ghiandole salivari, che crea una xerostomia grave, da cui deriva una difficoltà complessiva ad assumere cibi solidi, se non accompagnati da abbondanti sorsate di acqua; la mucosa orale appare completamente asciutta; spesso colpita da afte doloranti e ricorrenti; è frequente la perdita di quasi tutta la dentatura, sempre a causa delle radiazioni; i prodotti suggeriti dai medici dell'Istituto nazionale tumori (INT) sono sostanzialmente dei gel (tipo Bioxtra gel) per l'idratazione, lubrificazione e protezione della bocca e una soluzione concentrata (tipo Mucosyte fluid) per la protezione, contro le afte, della mucosa orale; si tratta di prodotti che per il paziente diventano indispensabili e di cui lo stesso è obbligato a fare ampio uso in materia continuativa. Il loro costo di per sé non particolarmente elevato lo diventa quando si pensa all'uso e al consumo frequentissimo che ne fa il paziente; nonostante i pazienti abbiano un codice di esenzione, per esempio E 01 nella Regione Lombardia, questi farmaci non vengono dispensati dal SSN, mettendo i pazienti in grossissima difficoltà; difficoltà che si accentua con l'età, con la fragilità economica che molti di loro presentano, anche in ragione della patologia sofferta e delle limitazioni professionali che ne sono derivate, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno inserire tra i farmaci resi disponibili gratuitamente dal SSN anche quelli di citati, come il gel tipo Bioxtra per l'idratazione, lubrificazione e protezione della bocca e il Mucosyte fluid, per la protezione, contro le afte, della mucosa orale, soprattutto per i pazienti che hanno subito interventi per tumori della lingua e del cavo orale, dal momento che risultano indispensabili per la qualità di vita dei pazienti e trattandosi di un uso continuativo nel tempo costituiscono una spesa difficilmente sopportabile per molti di loro. Atto n. 4-02687 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'IMO (International maritime organization) ha imposto nuove regole finalizzate a ridurre l'inquinamento marino, prevedendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, il combustibile impiegato nelle navi ( bunker ), sia costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo allo 0,5 per cento (oggi è al 3,5 per cento). Per adeguarsi a tale richiesta e conformarsi alle disposizioni, i vettori marittimi sono chiamati ad installare uno scrubber per abbattere le emissioni fino allo 0,5 per cento su ogni imbarcazione, ed inoltre a convertire la propria flotta all'utilizzo di GNL (gas naturale liquefatto); entrambe le soluzioni per la revisione del combustibile impiegabile nelle navi comportano investimenti e le compagnie marittime hanno così annunciato un aumento (tra il 20 per cento e il 30 per cento) sui prezzi dei trasporti, in virtù del quale si prospetta nelle tratte del Mediterraneo un significativo aggravio degli oneri a carico del comparto autotrasportatori, che si muovono da e per l'Italia, la Sicilia, la Sardegna e Malta. Pertanto, si registrerà un incremento del costo del trasporto nel traffico roll-on / roll-off (collegamenti con le isole via traghetto ed "autostrade del mare"), in conseguenza del quale più lunga sarà la tratta da percorrere e più aumenteranno i prezzi imposti nei listini dai vettori e si rischia, soprattutto, di infliggere un grave danno alla già fragile economia della Sicilia; tale misura vanifica sul nascere l'efficacia del "Marebonus", incentivo previsto dal Governo italiano per le imprese di trasporto ed il cui intento è quello di sostenere il trasferimento di camion dalla terra al mare, al fine di incrementare lo sviluppo delle autostrade del mare; sulla "stangata dei traghetti" si è registrata un'immediata presa di posizione dell'Associazione delle imprese di autotrasporti, che in una nota a firma del segretario generale, Claudio Donati, ha evidenziato come "Il 'Low Sulphur Surcharge' per i trasportatori che utilizzano i traghetti equivale ad un aumento di circa il 25 per cento del costo del biglietto, a partire dal primo gennaio prossimo e per qualcuno già addirittura dal 16 dicembre scorso"; Assotir ha rilevato come si tratti di "aumenti che molti trasportatori non sono in grado reggere. Tant'è che non è difficile immaginare che una quota consistente di operatori tornerà a viaggiare su strada, considerata, a questo punto, più conveniente, specie per alcune tratte". Si rileva come il regolamento determinato dall'IMO abbia decretato infatti un aumento, a seconda della lunghezza delle tratte, che va da un minimo di 3 euro fino a 14 euro al metro lineare; i rincari vengono giustificati dalle compagnie di navigazione con l'esigenza di procedere all'acquisto di carburante meno inquinante (con minor quantità di zolfo) e di dover fare investimenti per l'acquisto di macchinari per filtrare il carburante tradizionale. Non vi è dubbio che si debbano portare avanti politiche ecosostenibili e piani strategici dediti ad una riduzione di ogni forma di inquinamento del pianeta e nello specifico dei mari, ma gli autotrasportatori e la clientela rischiano di dover sostenere a proprie spese gli investimenti degli armatori, dovendosi così imbattere in una situazione economica insostenibile che rischia di produrre gravi riflessi economici per utenti ed addetti ai lavori, prefigurando in tal modo un contraccolpo al traffico merci, mentre in questi anni si erano incentivati processi per lo spostamento dei traffici dalle strade al mare; preoccupante, ed alquanto anomala, appare la condivisione d'intenti tra gli armatori nell'avvalersi di aumenti, mentre si registra il mancato intervento sulla vicenda da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che, come rimarca Assotir, "si è molto impegnata contro i costi minimi di sicurezza per l'autotrasporto", ma su questa vicenda "stranamente non dà segni di vita". Appare necessaria, pertanto, l'apertura di un tavolo tecnico con enti e soggetti interessati dalla problematica, alla presenza della Regione Siciliana, al fine di scongiurare i molteplici effetti negativi di tali aumenti e trovare soluzioni concertabili ad equa e giusta tutela di tutte le parti, si chiede di sapere: quali misure urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di impedire l'aumento indiscriminato delle tariffe sui prezzi dei trasporti; se non sia il caso convocare le parti interessate al fine di affrontare la situazione ed individuare le opportune iniziative da porre in essere per contrastare i presumibili effetti negativi della normativa internazionale nel nostro Paese. Atto n. 4-02688 PAPATHEU Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Premesso che: il Ministro in indirizzo, il 4 gennaio 2020, in un'intervista al programma "Eta Beta" su Radio 1, ha annunciato la volontà del Governo di introdurre un unico user name e un'unica password per accedere a tutti i servizi digitali della pubblica amministrazione, ipotizzandone la contestuale estensione ai siti privati o all' e-commerce ; il Ministro ha affermato: "Con l'identità digitale noi avremo un'unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali ma questa user e password potrebbe essere utilizzata non soltanto ai servizi digitali della pubblica amministrazione ma anche a quelli del privato: ad esempio per i nostri conti in banca, per prenotare un'auto o per andare al cinema o per comprare su Amazon. Ogni volta che abbiamo una user e una password dovrebbe essere data dallo Stato, che è l'unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino"; il Ministro ha proposto una password di Stato diversa per ogni cittadino, da utilizzare non solo per i servizi di e-government , ma utile anche alla fruizione dei servizi commerciali più utilizzati sul mercato. Tuttavia i rischi in termini di "cybersicurezza" che deriverebbero da tale iniziativa, se posti in essere, sono di indubbia e ben prevedibile gravità; in un secondo momento, il Ministro ha precisato: "Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l'identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, potrebbe essere un ulteriore sistema di autenticazione", e che il riferimento era "alla Spid già usata da 5 mln di italiani"; tale precisazione e sostanziale dietrofront non rassicura ed altresì sembrerebbe comunque confermare la volontà del Governo di dotarsi di una tecnologia di accesso considerata già rischiosa attualmente ed ancor più obsoleta in previsione dei prossimi anni. Non è un caso che oggi i maggiori produttori di smartphone globali stiano invitando gli utenti ad associare alle password ordinarie, o a "pin" numerici che nel tempo sono passati dalle 4 unità di default a 6, i dati biometrici come volto e impronte digitali; questa misura proposta dal Ministro può avere, pertanto, un fondamento tecnologico forse nella fase odierna, ma sicuramente non nel breve-medio periodo e meno che mai in ottica futura; appare chiaro immaginare tutti i rischi del caso che ne deriverebbero, se le password del nostro Paese venissero immagazzinate in un database di 40 milioni di dati: si determinerebbe un incalcolabile danno per la privacy e la sicurezza di cittadini e imprese; non è difficile immaginare che tale archivio diventerebbe un obiettivo delle agenzie di sicurezza degli altri Governi intenzionati ad acquisire una quantità strategica di informazioni e dati sensibili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire chiarimenti sulle affermazioni citate ed in particolare sulla volontà di istituire un accesso unico, semplificato ma eterodiretto da un'entità pubblica che poi ne avrebbe il pieno controllo, e ne dovrebbe persino garantire la conservazione; quali iniziative intenda assumere per contrastare i rischi di violazione ed utilizzo improprio dei dati. Atto n. 4-02689 PAPATHEU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Trenitalia ha previsto dal 1° gennaio 2020 un aumento del 10 per cento di biglietti e abbonamenti (settimanali, mensili e annuali). Tale decisione va a colpire in particolare i pendolari in una situazione che soprattutto in Sicilia continua ad essere caratterizzata da disagi e disservizi per l'utenza. Secondo i dati statistici resi noti da Ciufer (comitato italiano utenti delle ferrovie regionali) i treni in Sicilia, oltre ai casi di cancellazione di alcune corse, risulterebbero essere soggetti a ritardi in tante (troppe) occasioni, con un deficit sui tempi che va da un minimo di 5 ad un massimo di più di 20 minuti. Ciò con difficoltà di spostamento significative per i pendolari che programmano le loro giornate in base agli orari dei treni; il comitato dei pendolari siciliani ha monitorato 270 treni sui 400 che ogni giorno hanno viaggiato per la Sicilia nel periodo tra il 1° ottobre e il 30 novembre 2019; dei 749 treni monitorati, sulla Catania-Palermo solo 180 arrivano in anticipo a destinazione, 32 in orario, 266 in ritardo di almeno 5 minuti e 94 in ritardo di 10 minuti, 63 in ritardo di 20 minuti e 98 oltre i 20 minuti. A ciò si aggiungono i 18 treni soppressi e 11 parzialmente soppressi, per complessivi 3.994 treni-chilometro cancellati e 6.581 minuti di ritardo. Tali numeri, pertanto, rappresentano un quadro di evidente criticità nel quale appare inaccettabile l'incremento del costo dei biglietti disposto da Trenitalia a fronte di un servizio che già penalizza l'utenza per i tempi di percorrenza, lungo tratte nelle quali non esiste l'alta velocità e permane una grave condizione di gap infrastrutturale, logistico ed economico tra la Sicilia e il Sud con il resto del Paese; a ciò si aggiunge anche il previsto incremento delle tariffe per i trasporti via mare contro il quale si sono mobilitati gli autotrasportatori siciliani. Per adeguarsi a tale richiesta e conformarsi alle disposizioni, i vettori marittimi sono stati chiamati ad installare uno scrubber per abbattere le emissioni fino allo 0,5 per cento su ogni imbarcazione, ed inoltre a convertire la propria flotta all'utilizzo di GNL (gas naturale liquefatto). Ne scaturirà il rischio di fallimento per il 25 per cento delle imprese del settore autotrasporti che operano nel territorio dell'isola e che non potranno sostenere l'aumento dei costi. L'associazione delle imprese di autotrasporti ha già rilevato come si tratti di "aumenti che molti trasportatori non saranno in grado reggere e non è difficile immaginare che una quota consistente di operatori tornerà a viaggiare su strada, considerata, a questo punto, più conveniente, specie per alcune tratte", prefigurando in tal modo un contraccolpo al traffico merci quando invece in questi anni si erano incentivati processi per lo spostamento dei traffici dalla strada al mare, si chiede di sapere quali iniziative e quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di favorire l'auspicato annullamento di tali aumenti per i trasporti su treni e navi che rischiano di arrecare un grave danno ai cittadini e alle imprese della Sicilia. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-01293 della senatrice Pergreffi, sulla situazione di carenza di personale degli uffici della motorizzazione civile nel Nord Italia.