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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 323 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,38). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 29 aprile. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Governo, composizione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato la seguente lettera: «Roma, 30 aprile 2021 Gentile Presidente, informo la Signoria Vostra che con decreti del Presidente della Repubblica in data odierna, adottati su mia proposta, previa approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto l988, n. 400, della delega di funzioni conferita dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, è stato attribuito il titolo di Vice Ministro ai Sottosegretari di Stato presso il medesimo Dicastero sen. Teresa BELLANOVA e on. Alessandro MORELLI. F.to Mario Draghi». Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, convocazione PRESIDENTE . Comunico che, d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati, la seduta di costituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, già prevista per oggi, alle ore 9, è convocata per giovedì 13 maggio 2021, alle ore 9, presso la sede di Palazzo San Macuto. Sulla scomparsa di Luciano Modica PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli senatori, desidero rivolgere un commosso pensiero di vicinanza e cordoglio ai familiari, ai colleghi e agli amici del senatore Luciano Modica. Uomo di profonda cultura e brillante intelligenza, Luciano Modica è stato uno dei più autorevoli accademici italiani degli ultimi anni. Siciliano di origini, si era trasferito in Toscana per laurearsi in matematica alla «Scuola normale superiore» di Pisa e intraprendere con passione la carriera universitaria; una carriera di assoluto prestigio, nazionale e internazionale, che lo vide ottenere, a soli trenta anni, la cattedra di ordinario di analisi matematica presso l'Università di Pisa, ateneo di cui solo pochi anni dopo sarebbe diventato giovane e stimato rettore, assumendo nello stesso periodo il delicato ruolo di presidente della Conferenza dei rettori italiani; incarichi che Luciano Modica seppe ricoprire con instancabile dedizione e convinto spirito innovativo. Fu in particolare tra i principali sostenitori degli obiettivi programmatici della Dichiarazione congiunta di Sorbona del 1998 per l'architettura di un sistema superiore d'istruzione europea; un progetto, nel quale - come ebbe a dire in più occasioni - le università italiane avrebbero potuto portare un grande contributo di qualità didattica e scientifica, oltre che storico e culturale. Il suo impegno nella politica attiva era iniziato con la candidatura alle elezioni suppletive svoltesi in Toscana il 27 ottobre 2002 e la successiva elezione al Senato della Repubblica tra le fila dei democratici di sinistra. Nel corso di quella sua unica legislatura come parlamentare, Luciano Modica si è dedicato con grande impegno alle tante questioni legate al mondo dell'istruzione e dell'università. Fu tra i primi a promuovere, con un disegno di legge a sua firma, l'idea di istituire un ente indipendente per la valutazione del sistema universitario e della ricerca; un garante terzo che, senza intaccare l'autonomia costituzionale riconosciuta alle università, potesse comunque contribuire a stimolare un costante miglioramento dell'offerta didattica e responsabilizzare investimenti e strategie di sviluppo degli atenei nazionali: un progetto che Luciano Modica sostenne e contribuì a realizzare nella XV legislatura come Sottosegretario di Stato al Ministero dell'università e della ricerca nel secondo Governo Prodi. Ritiratosi dalla politica attiva nel 2008, era tornato a dedicarsi con inesauribili energie ed entusiasmo allo studio, all'insegnamento e ai tanti progetti rivolti alla cultura, all'università e alla vita della città di Pisa, a cui lo univa l'affetto di una vita. Con Luciano Modica perdiamo una persona di straordinario valore umano e culturale, un grande matematico, un saggio interprete delle complesse dinamiche del mondo universitario, un politico equilibrante, dialogante e concreto. In ricordo del senatore Luciano Modica, invito pertanto l'Assemblea del Senato a osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio . Applausi). MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, alle belle parole che lei ha dedicato nella sua commemorazione a Luciano Modica, vorrei aggiungerne solo qualcun'altra. E partirei con un verbo, "accompagnare", perché è quello che Luciano Modica ha fatto in questi anni, accompagnando tutti noi che abbiamo la passione per la scuola, l'università, la ricerca, l'alta formazione, con quella generosità che lo contraddistingueva, in tutte le scelte che abbiamo provato a portare avanti in questi anni, nelle due Commissioni istruzione e cultura di Camera e Senato. Luciano ha continuato a sostenere il lavoro anche incuriosito dalle modalità con cui ci approcciavamo a provare a sperimentare anche nuovi traguardi e percorsi. E lo ha sempre fatto con quello sguardo da maestro desideroso di spiegare perché determinate questioni riguardanti quei mondi restassero ancorate e in quale modalità si potessero modificare alcuni passaggi, alcuni interventi normativi. Luciano Modica sapeva scrivere le norme e sapeva farlo molto bene, con grandissima lucidità e chiarezza e non aveva un problema di tempo. Spiegava, con la stessa passione con cui ha esercitato il ruolo di docente, la storia del sistema universitario italiano e quali gli obiettivi da raggiungere. Egli non si è mai fermato e ha sempre provato a innovare e trovare dei percorsi ulteriori. Non aveva paura di indicare le criticità dei diversi progetti e, di fronte a un consiglio, metteva sempre in evidenza le prospettive, ma anche i limiti e si adoperava per aiutare tutti noi a superarli. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente a diverse sperimentazioni. Penso a quando ha accolto la sfida, lanciata da noi della Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati della scorsa legislatura, sulle lauree abilitanti, che erano una novità e che oggi stanno per vedere il traguardo. Si è dedicato a quella sperimentazione con grande passione, cominciando dal piccolo e da ciò che poteva essere già avanzato. Penso anche alla sua capacità di trasformare in norma il grande percorso di ascolto che ha poi portato al decreto-legge 13 aprile 2017, n. 59, sulla formazione iniziale degli insegnanti della scuola secondaria superiore, ma anche la cosiddetta fase transitoria, curata poi anche dalla ministra Fedeli in stretta collaborazione con Manuela Ghizzoni. Per noi che eravamo alla Camera dei deputati nella scorsa legislatura era comune vederlo insieme al lavoro con la deputata Ghizzoni, nel tentativo di trovare nuove prospettive. Luciano, che scriveva bene, non si è mai sottratto dall'aiutarci nella realizzazione e pubblicazione anche di brevi testi riguardanti mondi a lui cari, per rilanciare temi affinché potessero diventare oggetto di discussione. Due giorni fa, proprio con me, aveva avuto modo di raccontare, ancora una volta, il blocco della questione AFAM, a lui molto caro. Lascia un vuoto in tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di lavorare insieme con lui. Sappiamo di essere stati davvero dei privilegiati e di aver avuto una grande testimonianza di serietà e professionalità. Anche noi ci uniamo al saluto e alla vicinanza alla famiglia e a tutti i suoi cari. (Applausi) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, come parlamentare e Capogruppo in Commissione istruzione pubblica, beni culturali, sento anche io più che mai doverosa l'esigenza di ricordare un collega straordinario che ci ha appena lasciati, Luciano Modica. È una perdita inaspettata che lascia un profondo vuoto non solo nel mondo politico-istituzionale, ma anche in quello accademico, come giustamente lei ha ricordato prima nel suo intervento. Promettente allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa, dopo la laurea in matematica, ha bruciato tutte le tappe della carriera accademica e che, appena trentenne, era già ordinario di analisi matematica all'Università di Pisa, dove ha ricoperto tutti gli incarichi più prestigiosi. Studioso brillante - come è stato già detto - ha saputo trasferire il proprio sapere al di fuori dell'ambiente universitario, per metterlo poi a disposizione di tutte le istituzioni, come senatore - anche io ho un ricordo personale di quando eravamo insieme, come ha giustamente ricordato la collega Malpezzi - e poi come Sottosegretario al Ministero dell'università e della ricerca. Lo ricordiamo per l'entusiasmo che lo caratterizzava e che lo ha guidato nella sua attività scientifica, centrata sui numeri e sulle equazioni e che lo ha portato a dare effettivamente un grande contributo politico per molti anni. Uomo di scienza, ma anche delle istituzioni, ha saputo coniugare due mondi apparentemente molto diversi: quello accademico e quello politico. Oggi purtroppo, sia la realtà accademica, sia quella istituzionale si trovano a dover rimpiangere la scomparsa di un intellettuale che ha sempre mostrato il proprio impegno accademico e politico in modo serio e impeccabile e il suo contributo deve per noi rimanere davvero prezioso. Anch'io mi stringo all'affetto e alla vicinanza alla sua famiglia e ai suoi amici, a nome anche del Gruppo Italia Viva-P.S.I. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ho conosciuto Luciano Modica all'inizio degli anni Novanta, quando era già presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane e quella era una stagione straordinaria per le università italiane, nel senso che c'era un grande fermento. Erano gli anni in cui si stava preparando la legge sull'autonomia universitaria e c'era una ricchezza enorme di spunti di riflessione, di creatività nei modelli organizzativi, nella divisione dei curricula e soprattutto nella revisione di una vita accademica che riuscisse a coniugare molto bene anche la transizione generazionale con una classe di giovani docenti che venivano da esperienze importanti di dottorati di ricerca, condotti in collaborazione con strutture internazionali. Luciano Modica, nel suo ruolo specifico di presidente della CRUI, fu il grande regista di quell'epoca: un regista particolarmente attento - per esempio - al tema della valutazione, prima ancora che l'Anvur prendesse forma, a partire da una forte consapevolezza, che era quella della terzietà della struttura che osservava l'università e, osservando l'università, la valutava dall'esterno. Questa ricchezza era preceduta dalla consapevolezza che l'università dovesse essere capace di valutare se stessa. Ricordo tutto il grande dibattito sugli indicatori di valutazione. L'intelligenza matematica, che chiaramente contraddistingueva il suo modo di affrontare i problemi, lo portava sempre a cercare il corrispettivo quantitativo attraverso la selezione però di un indicatore qualitativo. La gestione che oggi per noi sembra all'ordine del giorno, il grande tema dei big data , per lui era già un tema che cercava di far passare in un lungo, lento e profondo lavoro di formazione dei docenti universitari. La grande consapevolezza era che il docente universitario, che normalmente veniva da un'esperienza specifica maturata nel proprio settore scientifico-disciplinare, dovesse imparare a fare il docente in una struttura che era quanto di più importante al servizio dell'innovazione e del rinnovamento di un Paese. Prendeva forma con lui quella che oggi è una realtà acquisita, il senso della terza missione dell'università: un'università che non fosse un hortus conclusus , rinchiusa in se stessa, ma fosse capace di mettersi in gioco per dialogare, anche con il mondo imprenditoriale. Nacque il grande progetto che si chiamava «Più», che significava università e impresa, la collaborazione tra università e impresa e la possibilità dei famosi tirocini aperti, perché gli studenti scendessero in campo e si misurassero con le cose. Luciano Modica aveva questa ricchezza, in cui la consapevolezza del rigore del metodo, che gli veniva proprio dalla specificità della sua competenza di matematico, si coniugava con una sensibilità politica e accademica a trecentosessanta gradi. Furono anni in cui dalla CRUI nacquero tutti i progetti realmente innovativi dell'università. Non nascevano nel Ministero, oppure nel Parlamento, ma nascevano dalla consapevolezza del ruolo dell'indipendenza dell'intellettuale che esplora il suo sapere, lo rende disponibile e, rendendolo disponibile, in qualche modo si confronta con tutto quello che gli sta intorno. In quegli anni non mi occupavo di politica; mi occupavo di una giovane università che stava nascendo in quel momento. Quando poi l'ho ritrovato all'interno del Parlamento come senatore e poi - come ricordavano le colleghe Malpezzi e Sbrollini - come protagonista rispetto a un lavoro che si stava costruendo, certamente anche lui ha sofferto del peso di una burocratizzazione di scelte che in qualche modo riusciva forse a fare con maggiore scioltezza nel suo ruolo di presidente della CRUI, a dimostrazione che si può fare una politica di qualità svolgendo diversi tipi di ruoli. Il Parlamento è uno, forse il punto più importante e più qualificante, ma non è l'unico o l'esclusivo. Lo ricordo quindi con grande piacere per il contributo veramente straordinario offerto all'università e al suo rinnovamento. Esprimo anch'io vicinanza alla famiglia. (Applausi) . GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il senatore Modica nasce a Catania, come è stato ricordato; poi diventa professore alla Normale di Pisa: brillante carriera accademica da matematico, allievo di De Giorgi. Ha insegnato presso atenei di grande prestigio in tutto il mondo: Parigi, New York University, Edimburgo, Bonn, Minneapolis. La sua carriera politica si avvia nel 2002: eletto durante le elezioni suppletive e successivamente, con Prodi, Sottosegretario al Ministero dell'università e della ricerca. Non conoscevo Luciano Modica ma, per un'incredibile coincidenza, sono amico, stimo una persona che lo conosceva personalmente e lo stimava. Di Luciano Modica oggi, al di là dei meriti strettamente scientifici che riguardano la sua materia, ci restano gli scritti e le riflessioni in ordine alla misurazione delle prestazioni dell'università italiana e della ricerca. Consentitemi di leggere la prefazione di un volume del 2002, a firma appunto di Luciano Modica, in cui scriveva: «L'autonomia dell'università, recentemente completata con la riforma della didattica, pone con forza il sistema universitario di fronte alla sfida della qualità. (...) Gli elementi chiave per vincere questa sfida sono legati alla capacità di tenere costantemente sotto controllo e di misurare quanto viene concretamente realizzato all'interno di ciascuna università; di trasformare queste informazioni in occasioni di apprendimento, di crescita e di miglioramento continuo; di fare di questa stessa capacità di lettura un elemento di trasparenza sempre a disposizione di chi deve scegliere, sia esso studente o decisore politico». Questa mattina ho avuto modo di parlare con l'amico comune che lo conosceva e gli ho chiesto quale fosse la posizione di Luciano oggi di fronte a quegli obiettivi che lui, vent'anni orsono, aveva contribuito a tratteggiare. Mi ha risposto: di grande amarezza, perché negli ultimi anni aveva cercato invano di limitare la deriva burocratica di quel sistema di valutazione. Era molto amareggiato, mi dice l'amico. Ho chiesto allora a lui che lo conosceva se ritenesse che io potessi ricordare in quest'Aula i suoi ultimi anni e la sua amarezza. Mi ha detto assolutamente sì, gli avrebbe fatto piacere, anche perché ritiene che, proprio in ragione del suo atteggiamento critico nei confronti della citata deriva, fosse stato allontanato dalla politica. Mi viene descritto un uomo intellettualmente onesto, capace di guardare avanti perché certamente quello dell'efficienza dell'università e parte della pubblica amministrazione è un tema che interessa tutti noi ed è trasversale. Era un uomo intellettualmente onesto - ripeto - capace di cogliere le derive negative che talvolta i sistemi umani assumono, a dispetto delle buone intenzioni. Un uomo così mancherà a tutti perché abbiamo bisogno di uomini intellettualmente onesti. (Applausi). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2191 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2191, già approvato dalla Camera dei deputati. I relatori, senatori Garruti e Alessandrini, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Garruti. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, reca misure urgenti in materia di contenimento della diffusione del Covid-19 e di sostegno ai lavoratori con figli in didattica a distanza o in quarantena. Il provvedimento, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, si compone di 6 articoli e un allegato. Nell'illustrare il contenuto del decreto-legge, mi soffermerò sulle parti di competenza della 1 a Commissione, ovvero sui commi da 1 a 7 dell'articolo 1 e sugli articoli 1- bis e 2- bis , questi ultimi inseriti nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati. L'articolo 1, ai commi da 1 a 7, reca alcune misure che hanno in gran parte già esplicato i loro effetti. È stata prevista infatti l'applicazione di disposizioni restrittive per il periodo temporale compreso fra il 15 marzo e il 6 aprile 2021, volto a rimodulare sul territorio nazionale le misure di contenimento e di contrasto dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, in considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti, al fine di limitare ulteriormente la circolazione delle persone ed evitare un aggravamento dell'epidemia. In particolare si è stabilita l'applicazione alle Regioni e Province autonome in zona gialla delle misure previste per quelle situate in zona arancione e, per i giorni di festività pasquali del 3, 4 e 5 aprile, l'applicazione su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della zona bianca, delle misure previste per la zona rossa. Sono state quindi disposte le sanzioni applicabili alla violazione delle prescrizioni previste. Inoltre, è prevista e disciplinata una comunicazione quotidiana da parte delle Regioni e delle Province autonome al Ministero della salute del numero dei tamponi eseguiti sul proprio territorio. L'articolo 1- bis dispone che gli spostamenti per lo svolgimento dei colloqui con i congiunti o con altre persone, ai quali hanno diritto i detenuti, gli internati o gli imputati, siano consentiti anche in deroga alla normativa adottata ai fini del contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, quando i medesimi colloqui siano necessari per salvaguardare la salute fisica e psichica delle stesse persone detenute o internate. L'articolo 2- bis , infine, stabilisce che le disposizioni del decreto-legge in esame siano applicabili anche nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. I lavori delle Commissioni congiunte 1 a e 11 a si sono conclusi senza apportare modifiche al testo approvato in prima lettura presso la Camera dei deputati. Sono stati invece approvati diversi ordine del giorno, fra cui ritengo opportuno menzionare la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 1- bis .0.1, concernente disposizioni per l'accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali e hospice , che impegna il Governo a ripristinare quanto prima l'accesso su tutto il territorio nazionale di parenti e visitatori, muniti di certificazione verde Covid-19, a strutture di ospitalità a lunga degenza, residenze sanitarie assistenziali (RSA), hospice , strutture riabilitative e strutture per anziani. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 10,08) PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Alessandrini. ALESSANDRINI, relatrice . Signor Presidente, riguardo alle disposizioni del presente decreto-legge, attinenti più direttamente agli ambiti del lavoro e delle politiche sociali, si rileva in primo luogo che i commi da 7- bis a 7- quinquies dell'articolo 1 concernono la struttura privata ospedaliera e di ricerca medica applicata Mater Olbia. In particolare, il comma 7- bis esclude per il periodo 2021-2026 i posti letto accreditati per tale struttura dal computo relativo al rapporto tra il numero di posti-letto accreditati a carico del Servizio sanitario regionale e il numero degli abitanti. Si ricorda che la norma generale richiede, al riguardo, che il rapporto non superi il valore di 3,7 posti-letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti-letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post acuzie. Il comma 7- bis prevede, inoltre, che la Regione Sardegna assicuri, mediante la trasmissione della necessaria documentazione al Ministero della salute, l'approvazione di un programma di riorganizzazione della rete ospedaliera, il quale garantisca che, a decorrere dal 1° gennaio 2027, i predetti parametri siano rispettati al lordo dei posti-letto accreditati nella struttura in esame. Il comma 7- ter estende agli anni 2024-2026 la disciplina transitoria di deroga per la Regione Sardegna, con esclusivo riferimento alla suddetta struttura ospedaliera, al limite vigente della spesa per la remunerazione da parte del Servizio sanitario regionale delle prestazioni sanitarie rese da soggetti privati accreditati per l'assistenza specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera. In base alla norma finora vigente, la deroga trova applicazione per gli anni 2019-2023. Il comma 7- quater consente che la Regione Sardegna riconosca per un biennio all'ospedale in oggetto i costi di funzionamento, al netto dei ricavi ottenuti dalle prestazioni, nelle more della piena operatività della medesima struttura. La copertura dei maggiori oneri per la finanza pubblica conseguenti all'eventuale riconoscimento dei costi, ai sensi del presente comma, è assicurata dalla Regione Sardegna. Il comma 7- quinquies prevede che il Ministero della salute e la Regione Sardegna assicurino il monitoraggio relativamente alle attività assistenziali poste in essere con la struttura Mater Olbia, alla qualità dell'offerta clinica e alla piena integrazione dell'ospedale in oggetto con la rete sanitaria pubblica, al recupero rispetto ai precedenti flussi di mobilità sanitaria al di fuori della Regione, ai flussi di salute, ai flussi di mobilità sanitaria attiva conseguita. Il comma prevede, inoltre, che il Ministero della salute trasmetta annualmente alla Regione Sardegna, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alle Camere una relazione sul monitoraggio così effettuato. Riguardo all'articolo 2 si rileva, in primo luogo, che esso prevede per il periodo 13 marzo-30 giugno 2021 la possibilità per i lavoratori dipendenti, con riferimento a specifiche fattispecie relative ai figli, di ricorrere al lavoro agile o, in casi più circoscritti e a condizioni che la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ad un congedo straordinario con indennità. In particolare, le fattispecie relative al lavoro agile e al congedo straordinario concernono - in alternativa tra i due genitori e con riferimento ad un figlio minore di anni sedici, per il lavoro agile, e minore di anni quattordici e convivente per il congedo - i periodi, relativi al medesimo figlio, di sospensione dell'attività didattica educativa in presenza, di infezione da Covid-19 o di quarantena disposta a seguito di contatto. Si prescinde dall'età del figlio e si consente il cumulo del diritto al lavoro agile tra i due genitori, qualora le fattispecie suddette riguardino figli in condizioni di disabilità accertata o di disturbi specifici dell'apprendimento o di bisogni educativi speciali, nonché per il caso in cui i figli rientranti nelle suddette condizioni frequentino centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura. Per il congedo si prescinde dall'età del figlio e dal requisito della convivenza, qualora le fattispecie summenzionate riguardino figli in condizioni di disabilità grave. Con riferimento ai figli conviventi di età compresa fra i quattordici e i sedici anni, si prevede, sempre al 30 giugno 2021, il diritto per uno dei due genitori ad un congedo privo di indennità, qualora ricorrano le fattispecie suddette relative al lavoro agile per i figli infrasedicenni. Tutti i diritti summenzionati sono esclusi qualora l'altro genitore non svolga attività lavorativa o sia sospeso dal lavoro, ad eccezione di quelle fattispecie di diritto al lavoro agile che prescindono - come detto - dall'età del figlio. Riguardo, più in particolare, al congedo con indennità, si rileva che quest'ultima è riconosciuta dall'INPS, ovvero dall'amministrazione pubblica datrice di lavoro e che essa è pari al 50 per cento della retribuzione che sarebbe spettata con il riconoscimento ai fini previdenziali della contribuzione figurativa relativa all'intera retribuzione. La base di calcolo dell'indennità è determinata secondo gli stessi criteri vigenti per la base di calcolo dell'indennità per i congedi parentali. Di conseguenza, si fa riferimento alla retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto e immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo. L'importo di tale base di calcolo non comprende il rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia o alla tredicesima mensilità e agli altri premi, mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati al lavoratore. L'articolo 2 in esame prevede altresì, per i lavoratori autonomi, il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e i lavoratori dipendenti del settore sanitario, la possibilità di fruire, entro il 30 giugno 2021, e in alternativa al lavoro agile e ai congedi summenzionati con indennità o senza, della corresponsione di un bonus per l'acquisto di servizi di babysitting o di servizi integrativi per l'infanzia per un figlio convivente minore di anni quattordici, per i periodi di sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza, di infezione da Covid-19 o da quarantena disposta a seguito di contatto. Il bonus è riconosciuto nella misura massima di 100 euro settimanali. I benefici del congedo con indennità e del bonus suddetto sono riconosciuti dall'INPS nel rispetto di un limite complessivo di 299,3 milioni di euro per il 2021. La possibilità di convertire il congedo parentale eventualmente fruito nel periodo dal 1° gennaio al 13 marzo 2021 nel congedo con indennità summenzionata è disciplinata dal comma 4. Il presente articolo 2 reca altre due disposizioni in materia di lavoro agile. Con una norma generale a regime, relativa alla cosiddetta disconnessione del lavoratore, si sancisce il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi gli eventuali periodi di reperibilità concordati. L'esercizio del diritto non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi. Resta ferma per il pubblico impiego la disciplina del lavoro agile stabilita dai contratti collettivi nazionali, l'estensione ai dipendenti pubblici e l'introduzione della fattispecie dei figli con bisogni educativi speciali nella disciplina vigente che, fino al 30 giugno 2021, attribuisce il diritto al lavoro agile per i lavoratori dipendenti privati che abbiano almeno un figlio in condizioni di disabilità grave. Il diritto è subordinato, ferma restando la nuova norma più specifica, di cui al comma 1- bis del presente articolo 2. Si rileva inoltre che il comma 9 del presente articolo 2 prevede una specifica autorizzazione di spesa, pari a 10,2 milioni di euro per il 2021, al fine di garantire la sostituzione del personale delle istituzioni scolastiche che usufruisca dei benefici di cui al presente articolo 2. L'articolo 3 reca le norme di copertura finanziaria degli oneri derivanti dal presente decreto-legge. Ad esse si fa fronte mediante l'utilizzo di una quota del ricorso all'indebitamento autorizzato dalla Camera dei deputati e dal Senato il 20 gennaio 2021 e l'impiego delle maggiori entrate conseguenti al suddetto incremento della spesa per il personale delle istituzioni scolastiche, nonché mediante la riduzione per il 2021 di due accantonamenti del Fondo speciale di parte corrente relativo agli oneri finanziari derivanti dai provvedimenti legislativi di parte corrente, che si prevede possano essere approvati nel triennio di riferimento. Tale riduzione concerne, nella misura di 12,5 milioni di euro, l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e, nella misura di 4 milioni, quello relativo al Ministero della salute. Il complesso degli oneri finanziari derivanti dal presente decreto-legge, costituiti da quelli stabiliti dall'articolo 2 e dall'incremento, in conseguenza del suddetto ricorso all'indebitamento, dell'ammontare degli interessi passivi sui titoli del debito pubblico, è riportato per i singoli anni nella linea del comma 2. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo e colleghi, il provvedimento che oggi ci troviamo a discutere in Aula riguarda una soluzione per la vita di tutti i giorni, in un contesto in cui soprattutto i giovani e i ragazzi al di sotto dei quattordici o sedici anni si trovino in una situazione di quarantena (oltre ad altre simili). La questione è come conciliare la presenza dei genitori nel periodo di quarantena all'interno delle mura domestiche con le esigenze lavorative. Le soluzioni che vengono proposte sono il congedo parentale o il bonus babysitting : le scandaglieremo per individuarne le criticità, nonostante l'impianto e l'intento siano indiscutibilmente positivi. Il decreto-legge in discussione stabilisce che lo smart working di uno dei due genitori sia incompatibile con la richiesta di congedo dell'altro. Con questo impianto sostanzialmente affermiamo che il telelavoro può essere considerato come un modo per conciliare vita privata e impegni professionali: questo - lo sappiamo benissimo - è un falso, in quanto il telelavoro, lo smart working , è un lavoro a tutti gli effetti. Andiamo nel concreto e immaginiamo un contesto familiare in cui un bambino di otto anni venga posto in quarantena dalla scuola in quanto uno dei compagni è stato dichiarato positivo al Covid; in questo caso, capite bene che ci sarà la necessità di ricorrere alla DAD. Ma come faranno i genitori a gestire la presenza in casa di un bambino della scuola primaria e tutta una serie di dinamiche, come l'inserimento dell'identità digitale nel sistema utilizzato fino ad oggi dal Ministero dell'istruzione e l'alternanza di tempi di riposo e di ripresa? Senza considerare - ma questa è una digressione - che il numero delle ore di DAD proposto per i bambini della primaria non tiene assolutamente conto della fascia di età. Devo dire che con questi provvedimenti Piaget si rivolterebbe nella tomba. Viene dunque asserito che lo smart working sia una soluzione che di fatto diventa quasi secondaria nell'efficacia lavorativa e nella gestione della famiglia. Dobbiamo però tenere conto anche di un particolare: lo smart working , il telelavoro, probabilmente avrà un continuum anche dopo la fine di questo periodo pandemico. Lavorare da casa significa lavorare ed è incompatibile con la cura e l'assistenza ai figli under quattordici in DAD. Per questo chiaro motivo, deve anche essere possibile fruire del bonus babysitter anche in caso di smart working . Altro elemento di criticità è il seguente: con figli dai quattordici ai sedici anni si può ricorrere allo smart working , ma, se nel caso precedente la remunerazione è al 50 per cento, in questo non verranno corrisposti alcuna indennità e alcun riconoscimento della contribuzione figurativa; è fortemente probabile che questi provvedimenti saranno mantenuti anche con la fine del periodo pandemico. Ciò che mi preme rilevare riguarda il fatto che nell'articolo 1, al comma 6, del provvedimento in discussione si fa riferimento a tutta una serie di categorie di lavoratori (impiegati nei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico); guarda caso, però, altre vengono escluse. Penso agli insegnanti che, nonostante lavorino in DAD, debbono addirittura recarsi negli istituti di riferimento; pensiamo a coloro che sono fuori sede e non possono seguire i propri figli né nel caso di ricorso alla didattica a distanza per necessità, né nel caso in cui svolgano la propria attività. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signora Presidente, signori del Governo, non ho alcuna obiezione da fare sulle misure che sono previste e che oggi discutiamo e approveremo in Aula. Vorrei però sottolineare un aspetto e mi rivolgo al Governo in modo particolare: queste misure devono essere ritenute definite e conclusive dal punto di vista temporale. Lo dico perché, se ci abituiamo all'idea, la DAD che oggi viene fatta, così com'è stata concepita, cioè in assenza di una qualsiasi esperienza nell'insegnamento, non si fonda e non può vantare, salvo in casi molto particolari, un sostegno in forme di insegnamento innovative tali da poter veramente educare alla conoscenza le ragazze e i ragazzi delle nostre scuole. Al di là della bontà delle misure, che vanno nella direzione di proteggere l'insegnamento e la famiglia di chi vi è soggetto, non possiamo immaginare durevolmente una condizione del genere. Quello che serve, al di là di un provvedimento come quello di cui stiamo discutendo stamattina, è la messa in ordine di un sistema che consta oggi (in passato abbiamo visto quante difficoltà abbia avuto a crescere e ad andare in ordine) soprattutto di tre fattori. Il primo è la vaccinazione estesa all'intero mondo scolastico. Il secondo è il luogo dove i focolai si accendono, e ripetutamente, che è tutto il comparto trasportistico. Naturalmente dobbiamo prepararci, sì, per la fine di questo anno scolastico, ma in modo particolare - e cito il terzo caso, cioè la stabilizzazione perlomeno di una parte dei docenti precari - per evitare che l'anno scolastico 2021-2022 possa iniziare con le lacune e con le carenze che ha vissuto l'anno scolastico 2020-2021. Sottolineo questo aspetto perché la scuola né in Italia, né in altre parti del mondo ha mai risposto completamente al criterio dell'uguaglianza dell'educazione; chi proviene da una famiglia migliore è in grado di fornire un servizio di conoscenza migliore alle proprie figlie e ai propri figli. Con la DAD questa forbice tende ad allargarsi. Se la DAD e quindi la mancanza dell'insegnamento in presenza persistono, dopo una parte dell'anno scolastico 2019-2020 e dopo larga parte del 2020-2021, allungandosi con la sua ombra anche sull'anno scolastico 2021-2022, rischiamo di consegnare parte di una generazione decisiva a una diseguaglianza acostituzionale e a una ulteriore tra Nord e Sud rispetto a quella esistente, che può accendere un'ulteriore frattura nella storia straordinaria di questo Paese. Dobbiamo quindi abituarci a gestire una transizione lunga non soltanto con misure di sostegno alle famiglie, ma anche mettendo le mani in maniera organica e strutturale sui fronti della vaccinazione, della stabilizzazione dei precari e dei trasporti. Concludo ricordando una misura della quale stiamo discutendo proprio in queste ore: il curriculum dello studente, una sorta di carta d'identità di ciascuno dei nostri figli o nipoti, che rischia di essere la fotografia delle disuguaglianze. Mio figlio infatti, signora Presidente, per il reddito del padre, è nella condizione di godere di una serie di vantaggi che quello del mio più caro amico, per la condizione di disoccupazione del padre, non può assolutamente godere; quello che non si può fare è fissare in norma una disuguaglianza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, rappresentanti del Governo, la situazione pandemica di straordinaria gravità ci ha portato a vivere e a doverci confrontare con scenari nuovi e inimmaginabili fino a pochi mesi fa. Uno di questi, di certo tra i più complessi da affrontare, è quello legato alla didattica a distanza (DAD), non solo per le conseguenze che questo strumento ha sugli studenti, ma anche sul mondo del lavoro e sulle famiglie. Credo sia necessario un distinguo: durante la prima ondata pandemica della primavera del 2020 con lockdown totale, le scuole non erano ben attrezzate ed erano poco pronte a offrire una didattica a distanza. Contestualmente, buona parte delle attività lavorative era ferma e le famiglie sono state in grado di reggere uno scenario, per quanto difficile e preoccupante, compatibile con la vita quotidiana. Tuttavia, negli ultimi mesi, il quadro è profondamente mutato e, se, da una parte, abbiamo assistito ancora a problemi di organizzazione nel sistema scolastico, dall'altra, abbiamo visto come, giustamente, il mondo lavorativo si sia ben organizzato, offrendo possibilità di lavoro in modalità remota per alcune categorie di lavoratori, mentre altre hanno dovuto riprendere in sicurezza la propria attività dal luogo di lavoro. È noto che questa situazione ha comportato molteplici problemi per diverse famiglie italiane, che non erano in grado di assistere i propri figli a casa. Le misure adottate dal Governo, che hanno permesso che ciò avvenisse con alcuni strumenti legislativi, hanno tamponato una situazione complessa. Vanno bene quindi lo smart working per chi ha figli con meno di sedici anni, il congedo retribuito e i bonus per supportare l'attività dei propri figli. Tutelare le lavoratrici e i lavoratori è una priorità, unitamente al diritto dei minori di essere accompagnati in questa fase di ripresa che, in alcuni rari casi, prevede ancora la didattica a distanza. Non possiamo però non soffermarci, gentili colleghi, su alcuni limiti emersi da questo strumento, non tanto sugli effetti didattici, che non dobbiamo affrontare oggi in quest'Aula, ma su quelli legati al mondo del lavoro. Molte categorie sono state penalizzate e non sufficientemente sostenute; mi riferisco, in particolar modo, proprio al mondo degli autonomi che oggi, come non mai, paga in modo pesante questa difficile situazione economica. Sono molte infatti le categorie che hanno lamentato difficoltà di gestione tra la propria attività lavorativa e quella familiare, poiché, come noto, non è sempre possibile tramutare le proprie mansioni in attività compatibili con il lavoro in modalità remota. Ecco perché, gentili colleghi, il nostro compito è pensare a loro e trovare strumenti adeguati che possano compensare queste categorie per le difficoltà che hanno dovuto affrontare nei mesi scorsi. Infine, sarà compito della politica iniziare a concentrarsi in modo serio sul tema di come conciliare la didattica a distanza, il lavoro da remoto e le esigenze familiari. Siamo tutti certi che con il piano vaccinale andremo incontro a riaperture certe per il mondo scolastico. Ciononostante, non potremo arrivare impreparati ad affrontare un tema così delicato come questo, che ha conseguenze non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche sociale ed economico. Sono sfide importanti, alle quali però, cari colleghe e colleghi, non possiamo assolutamente sottrarci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grimani. Ne ha facoltà. GRIMANI (IV-PSI) . Signor Presidente, la conversione del decreto-legge al nostro esame chiude una fase di emergenza molto sentita e pesante per i cittadini. Sappiamo bene che contiene i provvedimenti ulteriormente restrittivi che hanno riguardato la fase dal 15 marzo al 6 aprile e le chiusure che si sono protratte fino ai giorni di Pasqua, quando tutta l'Italia fu chiusa all'interno di una grande zona rossa. Oggi sembra, sinceramente, che quelle decisioni, che in quel momento apparvero restrittive e penalizzanti, stiano dando i frutti sperati, con risultati in termini di contagi e di decompressione delle strutture sanitarie che definirei importanti, rilevanti e significativi. Centrale, nel decreto, era la necessità di governare quella fase di fine marzo, decidendo quindi ulteriori sacrifici in un passaggio ancora complicato per la diffusione dell'epidemia, ma nello stesso tempo esso introduceva strumenti di compensazione per le famiglie, com'è stato ampiamente ricordato anche da chi mi ha preceduto: i congedi straordinari con indennità; la possibilità di lavoro agile nell'ambito delle famiglie in una condizione difficile, con figli minori che non potevano andare a scuola e quindi dovevano seguire le lezioni da casa; la possibilità per i lavoratori autonomi di usufruire di bonus per servizi di babysitting . C'è stata quindi un'attenzione di carattere sociale verso le difficoltà delle famiglie. Tra l'altro, di questi strumenti dovremo discutere anche in futuro, perché è chiaro che lo smart working non sarà soltanto ricordato come un modello di organizzazione del lavoro di questa fase, ma probabilmente in futuro le aziende, ma anche gli enti pubblici, potranno considerare di poterlo utilizzare ancora. Questo determinerà una ridefinizione dell'equilibrio tra il tempo di vita privata e quello di lavoro e necessariamente ciò comporterà la presenza di strumenti di welfare adatti a tale tipo di riorganizzazione del mondo del lavoro. Si tratta quindi di un decreto che guarda anche avanti, che fissa una base di partenza per una nuova idea di lavoro e una nuova idea di welfare familiare. Va detto, però, che oggi vediamo questo decreto con occhi diversi, perché non c'è dubbio che quelle restrizioni hanno prodotto risultati, tanto che oggi finalmente possiamo vedere la luce in fondo al tunnel , con un tasso di contagio che è sceso sotto il 4 per cento (anche se è vero che va valutato in base alla quantità di tamponi fatti, ma è un dato che si attesta ai livelli di ottobre, quindi qualcosa vorrà pur dire). Nello stesso tempo, grazie al Governo Draghi - le cose vanno viste e dette per quello che sono - abbiamo avuto un'inversione di tendenza vera e propria, non perché il tasso di contagio dipenda dal Governo Draghi, ma perché c'è tutta una serie di provvedimenti messi in campo che denotano un cambio di passo reale. La campagna di vaccinazione finalmente può essere definita tale. È stata necessaria qualche settimana di rodaggio, ma il commissario Figliuolo, incentivato e spinto dal Governo, e la Protezione civile, guidata da Curcio, hanno segnato un vero e proprio cambio di passo. La scorsa settimana sono stati inoculati 2,77 milioni di vaccini, quindi si è raggiunta quella soglia delle 500.000 vaccinazioni al giorno che saranno ormai un dato stabile, anzi si parla di obiettivi più ambiziosi. È chiaro che tutto questo è arrivato perché c'è stata non una manna dal cielo, ma una vera e propria inversione di tendenza nel modo di gestire la cosa pubblica. Rivendichiamo il Governo Draghi e il fatto di aver chiesto un cambio di passo al Paese nei mesi passati. Oggi questa nostra rivendicazione assume un carattere ancora più importante, perché c'è qualcuno che vuole quasi far pensare che quel cambio di Governo sia stato frutto di un colpo basso e un complotto. Addirittura, qualcuno pensa che questo cambio di Governo sia stato fatto in un autogrill . Bisogna avere l'onestà intellettuale di ammettere che c'era la necessità di cambiare passo per dare risposte al Paese e non alla politica, né per l'esigenza di qualche leader politico o di cambio di poltrona. C'era bisogno di dare segnali concreti di cambiamento che il Paese voleva assolutamente vedere e che oggi, con i risultati realizzati, sono sotto gli occhi di tutti dal punto di vista sia della tutela sanitaria della popolazione, sia del rilancio dell'economia del Paese. Anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza non è quello preparato dal Governo Conte, ma è stato cambiato quasi per intero e ciò denota che qualcosa non andava bene in quella fase, anche se qualcuno voleva dipingere le cose in maniera diversa. A nostro avviso, c'è bisogno di riaffermare il fatto che, quando le cose non vanno, non si deve gettare la palla sugli spalti, ma si devono affrontare i problemi e cercare di risolverli nel miglior modo possibile. È secondo me inaccettabile (lo voglio dire, anche se il tema magari non è pertinente al provvedimento in esame) che ci sia invece sempre la tendenza a pescare nel torbido e cercare di offuscare ciò che dovrebbe essere alimentato con la luce, solo per motivi di convenienza politica e per denigrare un avversario politico. Credo che in questa fase politica il sistema televisivo dovrebbe svolgere una funzione di accompagnamento della crisi che vive il Paese e creare coesione sociale e non dividere ulteriormente. Ciò che è avvenuto nei giorni passati, ossia una vera e propria aggressione mediatica a un leader politico, è qualcosa di grave, che dovrebbe diventare oggetto di trattazione politica in Parlamento (se ne dovrebbe discutere così come oggi si parla del Covid). C'è infatti bisogno di riscrivere una coscienza comune nel Paese, quando si parla di questioni così importanti, e non utilizzare gli strumenti della comunicazione per delegittimare e denigrare qualcuno. (Applausi) . Credo che questo non possa essere il futuro del Paese, che dev'essere governato, anche con contrasti politici e punti di vista diversi, ma mai perdendo di vista l'obiettivo di consentire a tutti di esprimersi, avere un rispettabilità comune e non denigrare gli avversari politici con fake news e invenzioni. Occorre cercare di costruire insieme provvedimenti che diano al Paese respiro, visto che dovremo rilanciare con determinazione l'economia, dopo aver abbattuto i rischi per la popolazione derivanti dal Covid. In conclusione, sosteniamo con convinzione il provvedimento in esame, ma chiediamo al Paese e alla politica tutta di assumersi delle responsabilità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, dedicherò i pochi minuti a disposizione agli aspetti del provvedimento che riguardano gli interventi a sostegno dei lavoratori con figli minori in didattica a distanza e in quarantena. Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, ci sono colleghi molto più autorevoli di me in materia e ritengo inoltre abbastanza superfluo dire qualcosa su quello che è stato, visto che stiamo discutendo un decreto-legge che è stato denominato "Pasqua" e che, come dice il collega De Carlo, siamo ormai a Pentecoste. Per quanto riguarda l'aspetto della tutela dei lavoratori, crediamo che il Governo abbia perso un'occasione, dimostrandosi in perfetta continuità con il suo precedente... (Commenti). Il Governo è abituato a non ascoltare; non ascoltava prima e non ascolta adesso. PRESIDENTE. Prego i colleghi di lasciare libero il banco del Governo. (Applausi) . Peraltro, è una raccomandazione che faccio sempre, perlopiù inascoltata. IANNONE (FdI) . L'importante è che ci ascoltino gli italiani. Proseguo? PRESIDENTE. Lasciamo libero il banco del Governo. Senatore Iannone, può serenamente riprendere l'intervento. IANNONE (FdI) . Il Governo perde l'occasione di dare una risposta concreta a milioni di italiani, che sostanzialmente si sono trovati nella condizione di dover scegliere se sacrificare il proprio lavoro o la propria famiglia. È infatti ovvio che il sistema individuato per i congedi parentali e per il bonus babysitter non è parametrato sulle reali esigenze delle famiglie; anzi, mette in grossa difficoltà soprattutto i ceti più deboli, con stipendi più bassi e quindi anche con minore capacità di affrontare le spese per continuare a seguire i propri i propri figli. Questo per noi che siamo una destra sociale e popolare - come abbiamo dimostrato con gli emendamenti che abbiamo presentato, sia alla Camera, sia qui al Senato - rappresenta un fatto dirimente, perché gli aiuti sono insufficienti per tutti, ma per alcuni le misure sono ancora più discriminanti. Voglio parlare in particolare di un settore che molto spesso - anzi, quasi sempre, direi - è trascurato, ossia quello del personale ATA: si tratta di dipendenti pubblici, che non hanno certamente stipendi ricchi, ma anche di persone che come altri italiani, hanno garantito, la continuazione di determinate attività, nel loro caso della scuola, e non si vedono riconoscere neanche la possibilità di accedere al bonus babysitter . Per onestà intellettuale voglio ringraziare il Governo per l'accoglimento del nostro ordine del giorno alla Camera (e spero anche qui al Senato), che però vorrei non fosse - come purtroppo spesso accade - un vuoto impegno che poi non troverà conferma nel prossimo decreto sostegni, con il nuovo scostamento di bilancio. Il personale ATA merita attenzione, come ci è stato segnalato da tantissimi soggetti di questo mondo e dal sindacato Feder.ATA, che ringrazio per il confronto che ha avuto con la nostra parte politica e che abbiamo interpretato, perché nessun italiano dev'essere lasciato indietro. Dimostratelo concretamente: saremo pronti a darvene merito, come lo siamo sempre a dare contributi nell'interesse non del Governo, ma della Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Angrisani. Ne ha facoltà. ANGRISANI (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento al nostro esame, già superato nell'articolo 1, che si riferisce ad un intervallo temporale che va da metà marzo agli inizi del mese di aprile, prevede misure di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena. Ci dà l'opportunità quindi di focalizzare la nostra attenzione su un tema centrale nella vita del nostro Paese e dei cittadini: la scuola. L'introduzione della didattica a distanza e l'interruzione alternata della frequenza scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado hanno rappresentato fenomeni di assoluta novità, dei quali bisognerà valutare nel tempo i costi sociali. È innegabile che la didattica a distanza non possa essere equiparata a quella in presenza, da ogni punto di vista. I ragazzi fortunati che hanno potuto seguire le lezioni online da marzo 2020, senza problemi di connessione o altri inconvenienti, hanno comunque pagato il prezzo di una solitudine forzata, anomala e innaturale. La scuola, come sappiamo tutti, ha pagato uno dei costi più alti della pandemia, vittima della disorganizzazione del sistema dei trasporti locali nel nostro Paese, la cui inefficienza - non è un mistero - ha rappresentato un ostacolo che ha precluso una riapertura in sicurezza. Neanche con le risorse aggiuntive trasmesse dallo Stato agli enti territoriali si è riusciti a ovviare in breve tempo a problemi strutturali e atavici. Il contesto pandemico, dunque, influendo in modo imprevedibile sull'equilibrio psicologico di molti studenti, ha causato un aumento diffuso di ansia, timori e paure. La mancanza di interazione con il resto della classe e il senso di solitudine causato dall'obbligatorietà del rigore della didattica a distanza rappresentano elementi con cui dovremo fare i conti anche nel prossimo futuro. Nel decreto-legge sostegni parte delle risorse stanziate con l'aumento del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche sarà rivolta a specifici servizi professionali per il supporto e l'assistenza pedagogica e psicologica. Fare un uso sapiente delle risorse è indispensabile, in primo luogo negli ambienti socio-economici più periferici, arretrati e marginalizzati, dove le famiglie, magari già gravate dalle pesanti ripercussioni economiche, non possono permettersi spese aggiuntive per i figli. In questo contesto pandemico estremamente delicato per l'intero sistema scolastico, gli studenti e le studentesse più fragili, già affetti da forme di disabilità, hanno sofferto ancora di più. Su questo punto vorrei fare una particolare riflessione. Nel decreto-legge di cui stiamo discutendo sono state inserite misure a favore del ricorso al lavoro agile per i genitori nei casi di sospensione delle attività didattiche ed educative dei figli. Certamente, soprattutto nei territori del nostro Paese che hanno più sofferto la chiusura dei plessi scolastici, questa norma, in vigore dalla metà del mese di marzo, può rivelarsi utile per i lavoratori dipendenti. Tale beneficio si estende anche ad entrambi i genitori che hanno figli con disabilità accertata ai sensi della legge 104, del 1992 con disturbi specifici dell'apprendimento o con bisogni educativi speciali, quindi rappresenta una certa innovazione positiva nel testo del decreto-legge. Tuttavia, allargando per un attimo i nostri parametri di riferimento sulla situazione emergenziale vissuta dagli studenti e dalle studentesse con disabilità, purtroppo, torneranno presto al pettine i nodi irrisolti per lungo tempo. La carenza di insegnanti di sostegno specializzati nei ruoli della docenza rappresenta un vulnus cui si sarebbe dovuto far fronte da tempo in maniera più incisiva, così come il raggiungimento dell'accordo in Conferenza unificata che sarebbe dovuto avvenire oltre un anno fa, come previsto nel decreto cosiddetto inclusione sulla configurazione dell'assistenza all'autonomia e alla comunicazione. In conclusione, sono queste le figure - l'insegnante di sostegno e l'assistente all'autonomia e alla comunicazione - che si occupano ogni giorno degli studenti con disabilità, anche durante la pandemia e con tutte le difficoltà aggiuntive del caso. Se, come affermato dal ministro Bianchi, la didattica a distanza non va vista come ripiego pro tempore - cosa che giustificherebbe il ricorso emergenziale al lavoro agile - ma come un percorso di integrazione e arricchimento per costruire una scuola nuova, allora ci spieghi il Ministro quale sia la via da seguire per costruire questa nuova scuola. La scuola nuova che vogliamo per i nostri figli non può più permettersi di affidare l'istruzione e l'educazione di ragazzi e ragazze con disabilità a personale non in possesso di specializzazione. Quest'argomento, purtroppo, non sembra essere all'ordine del giorno del questo Governo in carica, e se dunque, almeno per il momento, l'obiettivo di terminare l'anno scolastico in presenza, scongiurando il ricorso alla didattica a distanza, pare essere centrato, non si ha ancora alcuna certezza sul prossimo futuro e su come si intendano affrontare tutte le criticità ampliate dalla pandemia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, mi piace scandire tre punti su questo decreto-legge che ci apprestiamo a votare tra pochi minuti. Il primo, com'è stato già segnalato da diversi colleghi, è che ci apprestiamo a votare un qualcosa di già superato. Da questo punto di vista la tempistica tra l'emanazione del decreto-legge e la sua conversione dal parte del Parlamento risulta francamente anacronistica, tanto che voteremo per qualcosa che è già passato e trascorso. È questa dunque un'indicazione che ci piacerebbe trasmettere al nuovo Governo, proprio perché non si ripeta una prassi che ha caratterizzato il Governo precedente, per cui il rincorrersi dei decreti-legge faceva sì che, quando essi arrivavano all'attenzione dell'Assemblea, per l'approvazione - per così dire - del Parlamento, i loro effetti erano ormai già del tutto trascorsi. Si tratta di una questione di metodo, ma anche di rispetto nei confronti del Parlamento. Il secondo punto, su cui intendo richiamare in questa sede l'attenzione, riguarda il cuore stesso del decreto-legge al nostro esame, che voglio sintetizzare in questo modo: come andare incontro ai bisogni delle famiglie, attraverso il binario tipico su cui si snoda la loro vita, ovvero il lavoro dei genitori e la cura dei figli, tenendo conto delle loro caratteristiche esigenze, anche rispetto alle formidabili iniziative di sviluppo delle capacità e competenze dei figli, appunto, che sono rappresentate ad esempio dalla scuola. In questa forbice, che, da un lato, vede lo smart working e, dall'altro, la didattica a distanza, e che nello stesso momento cerca di integrare i diritti e le responsabilità degli uni e degli altri, ci sembra arrivato il momento che essi non vengano normati di volta in volta, a seconda delle circostanze che si presentano, ma che si giunga a tracciare linee guida che, nel momento dell'emergenza, in cui il problema si pone, rendano abbastanza chiaro, in anticipo, cosa le famiglie possono e devono fare per essere attentamente e intelligentemente vicine alle esigenze dei figli e, nello stesso tempo, cosa i genitori o comunque le persone possono e devono fare rispetto al loro lavoro, per riuscire a mantenere insieme la loro responsabilità professionale e di servizio alla comunità e le circostanze e le modalità concrete in cui questo si può realizzare. A me francamente dispiace dover di volta in volta puntualizzare, ad esempio, cosa accade ai genitori di figli che hanno la certificazione ai sensi della legge n. 104 del 1992 o i famosi bisogni educativi speciali (BES), cioè dover sottolineare ogni volta il parametro del disagio, dovuto a un handicap fisico o a una malattia, magari rara, dei figli, che va a incidere evidentemente sulle modalità in cui la famiglia e i genitori possono e devono organizzare il loro lavoro professionale e quello di cura, attraverso quello che normalmente chiamiamo il work life balance , cioè il bilanciamento tra i diritti e i doveri e quello delle responsabilità. Mi sembra che ormai, dopo un anno e mezzo, dovremmo avere acquisito tutti - su questo faccio appello anche al Ministro per le pari opportunità e la famiglia - la consapevolezza della necessità di contare su linee guida stabili, in queste circostanze e in queste condizioni. Qualunque sia l'emergenza che le scatena, i genitori devono sapere di poter contare su questo tipo di misure di attenzione e i ragazzi devono sapere di essere tutali da queste misure. Sappiamo tutti, ad esempio, che di fronte al grande tema della didattica a distanza e nel dibattito costruito intorno ad essa, è stata data un'interpretazione diversa all'acronimo DAD, ovvero didattica a distanza. Qualcuno lo ha infatti voluto interpretare come "docente a domicilio", passando cioè da un'interpretazione che sottolinea il distanziamento culturale e sociale, dettato da quello fisico tra lo studente e l'aula, a un'inversione totale delle proposte, come se si trattasse davvero di un docente a domicilio. Per avere il docente a domicilio, però, e quindi per operare quest'inversione nell'interpretazione, chiaramente dovremmo avere un maggiore numero di docenti, affinché si possano far carico dei bisogni educativi speciali, ovvero i famosi BES. In questi lunghi mesi in cui ho partecipato al dibattito non solo pubblico, con la nostra società, ma anche parlamentare, soprattutto in diverse Commissioni - come nelle sedute, particolarmente interessanti, presiedute dal collega Nencini, della 12 a e della 7 a Commissione riunite - non ho mai visto emergere una proposta molto semplice, lineare e chiara. Perché i nostri docenti di sostegno non riescono a fare propria questa esigenza del docente a domicilio? Ciò non vuol dire spostarsi fisicamente, ma utilizzare la piattaforma, le risorse e le modalità disponibili con una diagnosi sui bisogni specifici di apprendimento di quel ragazzo, che molto spesso non sono solo di natura didattica, ma anche educativa. Infatti, nel decreto-legge la cui conversione ci apprestiamo ad approvare il termine «educativo» è sempre stato affiancato a «didattico». È come se si fossero scoperti un allargamento dei bisogni e anche un approfondimento delle responsabilità da parte di chi governa tali processi per essere vicini a queste persone. Credo che su tutto questo abbiamo bisogno di fare una riflessione di sistema e di struttura che metta in mano alla scuola, alle famiglie e alle aziende qualcosa di più che non una normativa che ogni tre settimane, come ci avevano abituato i famosi precedenti DPCM, a tambur battente cambia le carte in regola. La stessa cosa può valere per ciò che nel decreto-legge si dice con riferimento al tema del babysitting e, quindi, anche del rimborso, dei 100 euro settimanali o delle facilitazioni anche per i figli dei sanitari (medici e infermieri), che certamente non possono svolgere il loro lavoro a distanza (non esiste infatti lo smart working del medico o dell'infermiere ospedalieri). C'è bisogno di ripensare a tutto questo e, quindi, lo presento e lo offro alla riflessione. Sollecito in questo senso tutti, ma in particolare il Ministro della salute e, in collegamento, il Ministro dell'istruzione e il Ministro del lavoro. Il terzo punto che vorrei sottolineare del decreto-legge in esame è un aspetto molto particolare, che è stato inserito nei commi aggiuntivi all'articolo 1. Mi riferisco a un grande ospedale nato in Sardegna e che va sotto il nome di Mater Olbia. È interessante il fatto che questo grande ospedale appena nato abbia nella sua dizione la parola mater per sostenere la relazione di cura che evidentemente può e deve mantenere nei confronti dei pazienti. Mi sembra anche un omaggio alla maternità e di questi tempi credo si possa apprezzare questo esplicito riferimento e si possa cogliere. La cosa interessante dei commi 2, 3, 4, 5 e 6 aggiunti all'articolo 1 - e, quindi, nell' incipit stesso del decreto - è la forma di collaborazione con il cosiddetto privato convenzionato. Ogni tanto in quest'Assemblea e nel contesto sociale si nota una specie di pregiudizio nei confronti di tutto ciò che non è interamente, completamente ed esaustivamente statale, come se ciò che viene dal privato vada guardato con diffidenza. Solo per citare grandi realtà presenti nella città di Roma, penso al Bambin Gesù, al Gemelli, al Campus bio-medico e a molte altre strutture che rappresentano il privato convenzionato. Signor Presidente, è importante che, a fronte dell'offerta di un servizio di eccellenza sia stata inserita la possibilità di rivisitare alcune norme, avendo presente e centrale il bisogno dei pazienti. Ancora una volta, in un privato convenzionato ciò che è dominante non è l'elemento del privato, ma la risposta ai bisogni dei pazienti. Quello fatto in Sardegna mi sembra un tentativo interessante. Ci auguriamo tutti che sia veramente un'esperienza positiva, che aiuti l'isola a fare un salto di qualità anche nella sanità che offre. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, parliamo di lavoro e di lavoratori. Per questo vorrei iniziare il mio intervento inviando un abbraccio virtuale, il mio, il nostro come Gruppo della Lega, ma credo quello di tutti noi, alla signora Emma Marrazzo, mamma di Luana D'Orazio, la ragazza che ha perso la vita a Prato. (Applausi) . La signora Emma ha lanciato un appello affinché tragedie come quella avvenuta lunedì scorso non si ripetano. Di questa donna mi ha colpito anche la preoccupazione verso la titolare dell'azienda presso la quale la figlia ha perso la vita. In quest'Aula, che rappresenta il popolo italiano e i lavoratori, ripeto con forza quanto espresso ieri in Commissione assieme al senatore Alessandro Ruotolo, ci tengo a dirlo, che ha sollevato il problema, affinché si agisca. Mi scuso per l'emozione, ma la morte di una mamma di ventidue anni, con un bimbo di cinque, non può lasciarci indifferenti, così come la tragedia di tutti i lavoratori che perdono la vita, a prescindere dall'età. Per questo chiedo che venga insediata quanto prima la Commissione d'inchiesta per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, a favore della cui istituzione quest'Assemblea si è pronunciata nel 2019 e che è ancora ferma. Lo dobbiamo a tutti lavoratori e, soprattutto, a questa ragazza, a suo figlio e a sua mamma, che ha dimostrato un coraggio non comune, lanciando con lucidità un appello a tutti noi. Non si può morire nel 2021 sul posto di lavoro. Chi va al lavoro deve tornare a casa, riabbracciare i propri familiari, i propri cari e non essere pianto. Chiedo quindi un impegno anche alla Presidenza, affinché la Commissione venga istituita, a prescindere dagli interessi di Presidenza o Vice Presidenza dei partiti. Si tratta di una Commissione importantissima: dobbiamo dare un segnale ai lavoratori italiani. Venendo al decreto al nostro esame, com'è stato detto, è passato: siamo in ritardo anche nell'approvazione, come troppo spesso è avvenuto in quest'Aula. Lo dico con un velo di critica, perché dobbiamo essere veloci per difendere i nostri concittadini, dobbiamo essere rapidi nel porre rimedio ad alcune esigenze. Si tratta di un decreto contenente alcune misure per un ampio ricorso al lavoro in modalità agile per chi ha figli in età scolare, previsione che forse abbiamo sottovalutato, perché abbiamo bisogno anche di socializzazione, e non solo di lavoro inteso come guadagno: non c'è solo l'aspetto economico, ma anche l'aspetto sociale, tant'è vero che abbiamo approvato il bonus per servizi di babysitting rivolti a genitori lavoratori che non possono svolgere la propria attività lavorativa in modalità agile e che quindi abbiamo tutelato. Potevamo magari andare oltre i 100 euro settimanali, ma purtroppo la situazione è questa e la pandemia e le problematiche che stiamo vivendo ci hanno imposto questa piccola cifra. Bisogna però tutelare le lavoratrici, le mamme e i papà, affinché vivano con serenità il rapporto familiare con i loro figli, perché è importante: non possiamo pensare solamente all'aspetto economico, perché c'è anche questo profilo. Lo ripeto, perché è importante: c'è anche il livello sociale, la socializzazione fra le persone, il vivere insieme, perché il lavoro è anche libertà di comunicazione, non soltanto uno sterile messaggino, una e-mail , un'indicazione lavorativa, ma andiamo oltre: il lavoro è libertà. Per questo, a mio avviso, dobbiamo anche rivedere le regole dello smart working , perché abbiamo comunque apportato una modifica importantissima relativamente alle libertà personali in rapporto al lavoro in modalità agile, prevedendo la disconnessione dagli strumenti tecnologici. Questo è importante - lo ripeto - per la libertà di lavorare in sicurezza, ma anche per far sì che le persone abbiano tempo libero per vivere i propri rapporti, altrimenti creiamo una società sterile ed eterogenea, perdendo quei valori che hanno reso finora fondamentale la coesione sociale, ossia la famiglia intesa come ente produttivo, sia sotto l'aspetto economico, ma anche sotto quello culturale e di coesione di una Nazione. Per questo, aprendo una parentesi, non molleremo sul concetto di famiglia, perché la coesione nazionale si basa sulla famiglia naturale. Non voglio aprire polemiche. Bisogna trovare soluzioni per il lavoro agile e lo smart working. È saltata la soglia minima al 50 per cento per le pubbliche amministrazioni, c'è stata l'approvazione di questa nuova formula da parte del Consiglio dei ministri. Spero quanto prima di tornare alla normalità, con persone che abbiano la possibilità di tornare sul posto di lavoro, perché bisogna anche dire che ci sono degli effetti collaterali. Con parole semplici, porto un esempio personale, quello della struttura operativa dell'aeroporto, dove intorno gli impiegati e agli uffici vivono e lavorano tantissime persone: parlo delle cooperative di pulizia, di cui molto spesso ci si dimentica. Mi riferisco a lavoratori dimenticati, come quelli delle pulizie che, con gli uffici chiusi, sono in difficoltà, in sofferenza, oppure agli operatori dei bar e delle mense aziendali. Sono tutti lavoratori che hanno gli stessi diritti di chi ha la possibilità di lavorare in modalità agile; sono persone che devono essere tutelate, quindi dobbiamo ragionare anche nei loro confronti, perché sono anche loro lavoratori di serie A. Infatti, proprio per tutelare i lavoratori, dobbiamo anche rivedere la legge 22 maggio 2017, n. 81, che dà le linee guida per lo smart working e il lavoro agile, ma non entra nel merito. Per questo a mio avviso dobbiamo scrivere - azzardo questo termine - lo statuto dei lavoratori del digitale, del futuro. Con lo Statuto dei lavoratori siamo fermi agli anni Settanta, quindi a mio avviso va aggiornato. Allo stesso modo è statico il testo unico per la sicurezza sul lavoro, che è fermo da dieci anni, e dobbiamo aggiornarlo. Quindi compito futuro di questo Parlamento e di quello che verrà nel 2023 è riscrivere le regole del lavoro, ma anche della tutela dei lavoratori e delle aziende, perché ad oggi il lavoro agile è lasciato all'interpretazione e alla discrezionalità sia del datore di lavoro che del dipendente, spesso anche sull'orario di lavoro. Dobbiamo scrivere delle regole certe, perché i nostri concittadini non possono essere lasciati al caso, come è avvenuto. Questa pandemia ci ha dato un segnale importantissimo, sotto alcuni punti di vista la nostra Nazione è indietro nello sviluppo economico-industriale, ma anche per quanto riguarda le regole del mondo del lavoro. Ci dobbiamo attivare. Lo dobbiamo a tutti i cittadini che hanno fiducia nelle istituzioni democratiche. (Applausi) . Sulla scomparsa di Luana D'Orazio PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Colleghi, per unirci al dolore della famiglia di Luana D'Orazio, una giovane lavoratrice mancata tragicamente mentre lavorava, e per sottolineare l'impegno del Parlamento oggi e sempre per la tutela della sicurezza e della dignità del lavoro, invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi). FEDELI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, vorrei ringraziarla per il ricordo che ha fatto e, allo stesso tempo, vorrei chiederle di attivare, per le competenze che ha la Presidenza, il provvedimento per la costituzione della Commissione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, già incardinato da più di anno. (Applausi) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatrice. So che anche da lei è pervenuta una richiesta pubblica in tal senso, condivisa certamente da tutta l'Assemblea. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2191 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, oggi in quest'Aula discutiamo un decreto-legge in parte superato, ma credo sia significativo sottolineare, anche a posteriori , l'importanza di aver preso misure apparentemente più restrittive del necessario; nello specifico mi riferisco all'applicazione di misure della cosiddetta zona arancione anche nelle Regioni che avrebbero dovuto essere in zona gialla e, nei giorni delle festività pasquali, all'applicazione di misure da zona rossa su tutto il territorio nazionale. I casi di contagio stanno calando anche grazie a queste restrizioni, che ci hanno quindi consentito di poter procedere alle graduali riaperture a partire dal 26 aprile. Da febbraio dello scorso anno ad oggi abbiamo imparato molte cose su questo virus, ma credo che la cosa più importante da tenere a mente sia che non possiamo abbassare la guardia finché non avremo messo in sicurezza almeno la parte più fragile e più a rischio della popolazione. Il calo dei morti giornalieri ci dice che stiamo andando nella direzione giusta, ma sono ancora troppi (ieri sono stati 305), quindi continuiamo a rispettare le regole: indossiamo le mascherine, manteniamo il distanziamento e igienizziamo frequentemente le mani. Le vaccinazioni stanno procedendo speditamente e, grazie alle consegne finalmente regolari, abbiamo raggiunto la quota di 500.000 somministrazioni al giorno, che ci permetteranno presto di procedere alla vaccinazione di tutti coloro che vorranno farlo. Inoltre, l'EMA sta già esaminando la richiesta di Pfizer di autorizzare la somministrazione per gli adolescenti tra i dodici e i sedici anni, così entro l'autunno potremo proteggere anche i nostri ragazzi in vista del rientro a scuola. Insomma, stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo farlo con attenzione e prudenza, perché il nostro primo imperativo dev'essere sempre la tutela della salute. (Applausi) . In questo provvedimento ci sono anche altre norme in materia di salute: ci sono, ad esempio, misure volte a garantire l'operabilità del nuovo ospedale e centro di ricerca medica applicata Mater Olbia in Sardegna. Non è un mistero cosa pensiamo del finanziamento indiscriminato alla sanità privata ma, nel momento in cui la struttura esiste ed è stato previsto dalla Regione un sostegno per agevolarne l'avvio e la piena operatività, sarebbe da irresponsabili non consentirlo. I cittadini della meravigliosa Sardegna hanno il diritto - come d'altronde ovunque - di potersi curare nel migliore dei modi nella loro Regione, senza viaggi della speranza verso il continente. Questo dovrebbe consentirlo la sanità pubblica, ma sappiamo bene - l'abbiamo detto tante volte in quest'Aula - come questa sia stata saccheggiata negli anni passati. Abbiamo finalmente invertito la rotta del finanziamento del Sistema sanitario nazionale, ma ci vorrà del tempo per vederne gli effetti. Nel frattempo speriamo tutti che il grande supporto a questa struttura possa colmare velocemente questa carenza e offrire ai cittadini sardi le prestazioni di eccellenza che meritano sul loro territorio, perché quello che manca sono appunto le prestazioni di alto livello e non certo un centro privato convenzionato che offra le prestazioni di livello medio e basso che sono già in grado di garantire le strutture pubbliche esistenti. Infine, nel provvedimento ci sono i permessi parentali retribuiti per i lavoratori in tutti quei casi in cui i figli sotto i quattordici anni non possano andare a scuola o frequentare i servizi educativi. Era inoltre previsto il bonus babysitter per i lavoratori autonomi; i colleghi deputati hanno esteso - doverosamente, direi - questa possibilità ai lavoratori del settore sanitario e del comparto sicurezza pubblica e difesa, che purtroppo inizialmente erano stati esclusi. Ormai da oltre un anno continuiamo a dire che i professionisti... (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, consentiamo di terminare l'intervento e di ascoltarlo. Prego, senatrice Pirro. PIRRO (M5S) . Grazie, Presidente. Ormai da un anno continuiamo a dire che i professionisti e gli operatori sanitari in genere sono gli eroi di questa emergenza; e allora non dobbiamo e non possiamo dimenticarli proprio nel momento in cui approviamo misure a sostegno dei lavoratori. Non possiamo dimenticare chi, fin dal primo giorno, ha pagato un prezzo altissimo per assisterci e curarci. A tutti loro va la nostra gratitudine e aggiungo che possono essere sicuri che continueranno a essere al centro della nostra attenzione e della nostra azione legislativa. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Alessandrini. ALESSANDRINI, relatrice . Signora Presidente, intervengo per dire che tutti noi parlamentari, in quest'ultimo anno, abbiamo trattato molti decreti-legge. Questo Governo in particolare ha sentito una stringente necessità di migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini, oramai stremati economicamente e psicologicamente da questa pandemia. Quando giunge un decreto-legge, ogni parlamentare, spesso incalzato dalle evidenti necessità delle numerose categorie che sono in manifesta difficoltà, vorrebbe presentare emendamenti, alle volte anche non in linea con gli obiettivi dei provvedimenti, per rispondere alle grida di dolore che ci arrivano dalle varie parti del Paese. La Commissione e io, come relatore, abbiamo accettato e condiviso la necessità, indicata dal Governo, di un'approvazione in tempi rapidi del decreto-legge oggi in esame, al quale abbiamo dato tutta la nostra attenzione. Se la Lega sostiene questo Governo, è per amore dell'Italia e degli italiani e per rispetto di quel voto popolare che nelle passate tornate elettorali le ha dato consensi e fiducia. In nome di quella fiducia che il popolo ci ha accordato, noi siamo qui per fare gli interessi degli italiani e gli interessi dell'Italia, in un momento in cui la nostra Nazione non può permettersi di perdere più tempo, perché il tempo per fare qualcosa di concreto è stato perso tra i vari DPCM; a causa di questi ritardi ora noi dobbiamo correre. Vorremmo e dovremmo fare sicuramente di più, molto di più. Penso a tutte le categorie che hanno bisogno di aiuti concreti; anche io avrei potuto ricordare tutte le categorie e presentare dozzine di emendamenti, ma stiamo convertendo un decreto-legge e dubito che la sede per farlo sia il disegno di legge di conversione, anche se siamo abituati spesso a inserirvi di tutto. Dobbiamo tuttavia attenerci all'obbligo di omogeneità del decreto-legge e del disegno di legge di conversione. È quell'obbligo che ci ha rammentato la Corte costituzionale, con la sentenza n. 22 del 2012, ritenendo tout court illegittimo il decreto-legge qualora il suo contenuto non rispetti il vincolo di omogeneità, un vincolo che la Corte ritiene implicitamente previsto dall'articolo 77 della Costituzione. Sicuramente ci batteremo affinché tutte le categorie e tutte le famiglie italiane possano ricominciare a vedere un futuro. Ci batteremo affinché i nostri figli possano in futuro frequentare in presenza le nostre scuole, perché lo possano fare in ambienti dignitosi e degni di questo nome. Ci batteremo per tutti i lavoratori, per i nostri anziani, per le persone fragili. Ci batteremo perché nessuno resti indietro e lo faremo con proposte concrete e specifiche. (Applausi) . PRESIDENTE . Il relatore Garruti e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 2- bis .1 e 2- bis. 0.1. VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi sembra di aver capito che l'emendamento 2- bis .1 sia stato dichiarato improponibile. PRESIDENTE. Esatto. VITALI (FIBP-UDC) . Ma esso era stato già trasformato in ordine del giorno in Commissione, con modifica, e accolto dal Governo. PRESIDENTE . Infatti l'ordine del giorno c'è. Evidentemente l'emendamento non è stato ritirato. Ad ogni modo, faremo le opportune verifiche. La ringrazio, senatore. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti da 1.1 a 1.9, e 1.0.1. Invito al ritiro dell'emendamento 1- bis .0.1. Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno da G1.1 a G1.4. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sull'invito rivolto dai relatori al ritiro dell'emendamento 1- bis .0.1. Si tratta di un emendamento che abbiamo depositato per porre in evidenza il grande tema della riapertura delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA), delle case di riposo. Noi chiediamo che venga fatto tutto il possibile per attuare questa riapertura in tempi rapidissimi e per questo ritenevamo che con l'emendamento 1- bis .0.1 ci fosse la possibilità di arrivarci in pochi giorni. Abbiamo preso atto delle difficoltà che una terza lettura del provvedimento potrebbe comportare. Abbiamo altresì preso atto dell'impegno assunto dal Governo in Commissione circa il fatto di intervenire rapidamente con uno dei prossimi provvedimenti, senza attendere le conversioni dei prossimi decreti che porterebbero le riaperture al mese di giugno. Tale impegno ci soddisfa e pertanto ritiriamo l'emendamento 1- bis .0.1 e lo trasformiamo in ordine del giorno, chiedendo che su di esso venga espresso un parere. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Augussori, in realtà non l'avevo ancora chiamata per l'illustrazione dell'emendamento, ma va benissimo, ci siamo portati avanti con il lavoro. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.6. BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo affinché rimanga agli atti che Fratelli d'Italia non si limita a protestare, come qualcuno ha dichiarato anche oggi (Applausi) , ma fa delle proposte concrete immediatamente applicabili. Per quanto riguarda l'emendamento 1.6, noi proponiamo di spostare il coprifuoco almeno alle ore 24 per le zone gialle e bianche. Come tutti sappiamo, il coprifuoco è una misura di dubbia legittimità costituzionale, anzi secondo noi è assolutamente incostituzionale e viola il preciso dettato della nostra Costituzione, ma soprattutto non si giustifica più alla luce della mutata - per fortuna - situazione epidemiologica e soprattutto del fatto che oggi ormai, a maggio, il sole tramonta alle 20,30, c'è luce fino alle 21,30 e non ha alcun senso costringere la gente in casa, dove semmai il contagio si amplifica, mentre all'aperto, come tutti noi sappiamo, il contagio rappresenta soltanto lo 0,1 per cento del totale. (Applausi) . Poiché avete respinto i nostri precedenti emendamenti, che chiedevano di riaprire in sicurezza piscine, ristoranti, bar e altri esercizi, chiediamo all'Assemblea di assumersi almeno la responsabilità di non rinviare a chissà quando questa doverosa misura, ma di adottarla oggi e immediatamente. Si tratta di una proposta di buonsenso, non chiediamo nemmeno, come sarebbe giusto, di abolire totalmente il coprifuoco, chiediamo soltanto di estenderlo alle ore 24. Ai colleghi senatori dico che chi ha il coraggio di assumersi questa responsabilità oggi lo può fare votando a favore del nostro emendamento, che è un emendamento di buonsenso e propositivo. È troppo facile accusarci di protestare soltanto e poi ignorare le nostre proposte concrete. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei che restasse agli atti quanto dirò sull'emendamento 1.6, che ha illustrato ora il senatore Balboni. Quello testé rappresentato è un argomento sensibile ed importante, che ci ha visti già impegnati nelle richieste al Governo di modificare l'attuale situazione. Il nostro sarà un voto di astensione solo perché c'è un ordine del giorno G1.1, approvato in Commissione, a prima firma del senatore Augussori e che abbiamo sottoscritto tutti, che formula gli stessi auspici e va assolutamente nel senso indicato dal senatore Balboni. Quindi l'accoglimento di tale ordine del giorno ci mette nelle condizioni di poterci astenere sull'emendamento al nostro esame. (Applausi). AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ovviamente mi associo alle parole del senatore Vitali, che mi ha anticipato. Avrei voluto anch'io ricordare l'ordine del giorno G1.1, che è stato accolto dal Governo in Commissione poche ore fa e quindi ha già dato una soluzione fattiva e concreta alla problematica giustamente posta anche dai colleghi dell'opposizione. Metto l'Assemblea di fronte all'ipotesi di un rischio che potremmo correre: tutti sappiamo che il decreto è in scadenza e c'è il rischio concreto che con l'approvazione di qualche emendamento si vada a far decadere il decreto, facendo quindi perdere tutti i bonus baby-sitting , con tutta una serie di conseguenze negative che potrebbero occorrere. Credo che l'approvazione dell'ordine del giorno in Commissione costituisca un viatico ampiamente sufficiente per permettere al Governo già nei prossimi giorni di risolvere la questione del coprifuoco. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Voteremo a favore dell'emendamento 1.6, perché anche noi siamo convinti che nella situazione attuale, con il calo dei contagi, con il fatto che il virus va scemando anche in funzione della stagionalità del ceppo virale a cui appartiene, si debba dare un segnale di ritorno alla normalità, di fine di questa emergenza, sempre certamente senza abbassare la guardia. Nelle zone gialle, dove i contagi lo permettono, non ha più senso tenere chiuso dalle ore 22 in poi. Voteremo pertanto a favore dell'emendamento 1.6. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Vedo che il senatore La Russa mi fa cenno di voler intervenire. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, vorrei intervenire sull'ordine di lavori. Se vuole intervengo dopo. PRESIDENTE. Visto che stiamo per votare, potrà intervenire dopo. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatore La Russa, su cosa desidera intervenire? LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, volevo farlo prima. La ringrazio, ma rinuncio. PRESIDENTE. Va bene. La Presidenza cerca di fare attenzione alle richieste di intervento e non distrarsi. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Lezzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimersi sugli ordini del giorno. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, confermo che il parere è favorevole sugli ordini del giorno. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il parere del Governo sugli ordini del giorno G1.1 e G1.2 è favorevole a condizione che venga accolta la seguente proposta di riformulazione: «impegna il Governo nel mese di maggio a valutare, sulla base dell'andamento del quadro epidemiologico oltre che dell'avanzamento della campagna vaccinale, l'aggiornamento delle decisioni prese con il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, anche rivedendo limiti temporali di lavoro e spostamento». PRESIDENTE . Senatore Augussori, accoglie la proposta di riformulazione degli ordini del giorno G1.1 e G1.2? AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.1 (testo 2) e G1.2 (testo 2) non verranno posti ai voti. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G.1.3. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere favorevole a condizione che alla fine siano aggiunte le seguenti parole: «nel rispetto delle funzioni di programmazione regionale». PRESIDENTE . Chiedo al proponente, senatore Vitali, se accetta la riformulazione. VITALI (FIBP-UDC) . Accetto la riformulazione, ma chiedo che si proceda comunque alla votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.3 (testo 2), presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Chiedo al rappresentante del Governo di pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.4. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno G1.4 come raccomandazione. PRESIDENTE . Chiedo alla senatrice Fattori se insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1.4. Non vedo presente in Aula la senatrice Fattori. NUGNES (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, chiedo di aggiungere la firma all'ordine del giorno G1.4 e accetto che sia accolto come raccomandazione. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.4 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.1, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1- bis .0.1 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G1- bis .0.1, per cui chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di pronunziarsi. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G1- bis .0.1. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno G1- bis .0.1. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1. bis- 0.1 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. ALESSANDRINI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.1 e 2.4 e invito al ritiro degli emendamenti 2.2, 2.3 e 2.5. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.1. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice sugli emendamenti. Accolgo l'ordine del giorno G2.1, previa la seguente riformulazione negli impegni: «a valutare l'opportunità». PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 2.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. LA RUSSA (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 2.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. LA RUSSA (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dal senatore La Russa e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 2.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, anche questo emendamento, sul quale il Governo ha espresso parere contrario, vuole andare a sostegno di coloro che da questa pandemia stanno riportando danni gravi. Bisognerebbe verificare - come abbiamo fatto noi - il danno alla psiche dei ragazzi che la pandemia sta comportando e agire di conseguenza. Presidente, temo che anche l'emendamento 2.4 verrà respinto, come è stato bocciato quello relativo all'orario in cui, nonostante non ci siano bombardamenti, né aerei che devono controllare se c'è una luce per bombardare, tutto deve essere chiuso e la gente deve rintanarsi in casa. Siamo consapevoli che il ruolo di opposizione, anche patriottico come il nostro, è duro perché si scontra con la volontà di respingere le proposte di buon senso solo perché vengono dall'opposizione. E non salva la coscienza qualche astensione, anzi la peggiora, perché se ci si astiene su una proposta dell'opposizione vuol dire che si è convinti che è una buona proposta ma, siccome viene dall'opposizione, non la si può votare. (Applausi). Vincete, allora, contro i nostri emendamenti ma - lo dico senza riferimento ad alcun collega di questa Assemblea - si tratta di vittoria di Pirro, e si sa che Pirro era una persona non intelligente, che non aveva capito che vincere battaglie misere significasse perdere la guerra. Non vorremmo che perdessimo la guerra contro il buon senso. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, condividiamo lo spirito di questo emendamento e abbiamo cercato questa mattina in Commissione di provocare un cambio di atteggiamento. Infatti, apprezzate le circostanze, il decreto-legge deve essere convertito entro il 12 maggio per cui non ci sarebbero i tempi per un nuovo passaggio alla Camera dei deputati. Abbiamo cercato di cambiare l'atteggiamento chiedendo alle forze di opposizione di trasformare alcuni emendamenti ritenuti salienti in ordini del giorno, e l'emendamento 2.4 sicuramente, per quello che ci riguarda, apparteneva a questa categoria. Purtroppo, non c'è stata la disponibilità, ragion per cui ci asterremo su questo emendamento a meno che Fratelli d'Italia non voglia trasformarlo in un ordine del giorno al quale diamo sin da adesso la nostra adesione. (Applausi) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, intervengo con riferimento all'emendamento 2.4, solo per segnalare che, parallelamente, in sede di conversione del decreto-legge sostegni, le Commissioni riunite hanno votato un ordine del giorno, che impegna il Governo rispetto a tutta una serie di misure che fanno fronte al disagio psicologico e che dovranno essere inserite, in accordo col Governo, che ha accolto l'ordine del giorno, nel prossimo decreto-legge sostegni bis (o decreto imprese), per renderle immediatamente efficaci. Senatore La Russa, si tratta di un ordine del giorno complesso, che riguarda tre punti relativi al disagio psicologico. Il primo punto invita - anzi, in un certo senso obbliga - ad ampliare il numero degli psicologi all'interno dei servizi territoriali, attraverso lo scostamento da 40 miliardi di euro, già votato. Il collega sa certamente che questo tipo di misure ha valore solo fino alla fine dell'anno, da scostamento; poi magari si potranno implementare e questo è il lavoro che faremo con la legge di bilancio. Un altro aspetto relativo agli impegni assunti riguarda il potenziamento del finanziamento in favore delle scuole che hanno già attivato lo psicologo scolastico e, dall'altra parte, un intervento sui Comuni, proprio per beneficiare di questa misura. Dunque c'è un ordine del giorno che impegna il Governo - non si invita infatti semplicemente il Governo "a valutare l'opportunità di", ma si tratta di un impegno chiaro - ad inserire tali misure nel prossimo decreto-legge. Quindi c'è già una misura approvata dalle Commissioni riunite. Lo segnalo per la cronaca e quindi invito il senatore La Russa ad appoggiare questa misura e a lavorare insieme, per fare ulteriore pressione, anche perché il prossimo provvedimento diventerà efficace nell'immediato, già nella prossima settimana. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo, senatore La Russa, che lei è già intervenuto. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, voglio solo chiedere al rappresentante del Governo se la proposta di trasformare l'emendamento in esame in ordine del giorno, provenienti dai banchi della maggioranza, è fatta propria anche dal Governo o se rimane il parere contrario anche nell'ipotesi in cui l'emendamento fosse trasformato in ordine del giorno. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo è disposto ad accogliere l'ordine del giorno derivante dalla trasformazione dell'emendamento in esame. PRESIDENTE. Senatore La Russa, intende trasformare l'emendamento in un ordine del giorno? LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, accolgo con favore il parere del Governo e prendo atto anche delle parole del Capogruppo del Partito Democratico. È infatti importante che questo impegno, che era nascosto nelle pieghe del dibattito in Commissione, grazie al Gruppo Fratelli d'Italia venga assunto da tutto il Parlamento, qui in Assemblea. Pertanto ringrazio il Governo, ritiro l'emendamento e lo trasformo in ordine del giorno. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Anche i relatori esprimono parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno in esame. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.4 non verrà posto ai voti. Sull'emendamento 2.5 è stato formulato un invito al ritiro. I proponenti intendono ritirare l'emendamento? LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 2.5. PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno G2.1 è stato espresso parere favorevole dal rappresentante del Governo, previa riformulazione. Il proponente, senatore Iannone, accetta la riformulazione proposta? IANNONE (FdI) . Signor Presidente, accettiamo la riformulazione proposta. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2- bis del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, mi pare che l'emendamento 2- bis .1 sia stato accolto come ordine del giorno e, quindi, ringrazio il senatore Vitali che in Commissione, apponendo la sua firma, ha fatto sì che diventasse l'ordine del giorno G2- bis .100. In sostanza, con la dicitura «con figli minori in didattica a distanza» si dà la possibilità a quanti si stanno vedendo arrivare a casa cartelle davvero esagerate da parte dell'Agenzia delle entrate di avvalersi di questa agevolazione. Quindi è una cosa sicuramente positiva. Il problema, però, rimane. Colleghi senatori, vorrei che approfondiste, insieme a me, questa problematica. Ai lavoratori che non hanno pagato le cartelle che arrivavano dalla rateizzazione, l'Agenzia delle entrate sta recapitando cartelle aumentate fino al 130 per cento, con l'aggravante di dover pagare in sessanta giorni. È una cosa quanto mai gravissima. Sicuramente non la possiamo risolvere oggi perché il provvedimento al nostro esame non è sufficiente, ma spero che l'ordine del giorno, che ho presentato e che è diventato una raccomandazione al Governo, possa porre fine a questa grande ingiustizia. Noi, come Stato, combattiamo l'usura; lo Stato non può diventare un usuraio. VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei indicare la modifica che è stata apportata, se non risulta già ai banchi della Presidenza. PRESIDENTE . Per ricapitolare ai fini di una comprensione per la Presidenza e per l'Assemblea, la senatrice Leonardo è intervenuta sugli ordini del giorno G2- bis .1 (testo corretto) e G2- bis .2. Lei, invece, mi deve indicare su quale testo intende intervenire. VITALI (FIBP-UDC) . Presidente, sto intervenendo sull'emendamento 2- bis .1, trasformato in ordine del giorno con parere favorevole in Commissione dei relatori e del Governo con la seguente dicitura: «Sino al termine dell'emergenza connessa alla pandemia da Covid-19, per i contribuenti con figli minori in didattica a distanza decaduti dai benefici». Il resto è uguale. PRESIDENTE. È chiaro ciò che lei ha esposto nel contenuto, però non abbiamo il testo di riferimento pervenuto all'Assemblea di questo ordine del giorno. Se l'avete votato in Commissione, non ne abbiamo traccia. VITALI (FIBP-UDC) . L'abbiamo fatto in Commissione. Pensavo che gli Uffici della Commissione avessero provveduto. Lo scriviamo adesso. PRESIDENTE. Ci deve indicare un numero, perlomeno. VITALI (FIBP-UDC) . Presidente, il numero lo deve dare la Presidenza perché la fascicolazione la fate voi. PRESIDENTE . Chiedo al relatore di aiutarci. Siamo in questa situazione: l'emendamento 2- bis .1 è stato dichiarato improponibile. Il senatore Vitali dice che in Commissione è stato votato un ordine del giorno che non è pervenuto però all'Assemblea e alla Presidenza. Ci può dire qual è stato il destino dell'ordine del giorno? GARRUTI, relatore . Signor Presidente, effettivamente è stato approvato come ordine del giorno, così come ha proposto il senatore Vitali. L'approvazione in Commissione c'è. Se lo vogliamo riproporre anche per l'Assemblea, possiamo farlo. PRESIDENTE . Relatore, ci dovete far pervenire il testo. Adesso lo accantonerei un momento per poter proseguire con le votazioni. Se ci fate pervenire rapidamente il testo, vediamo di risolvere il problema. Come stavamo dicendo, l'emendamento 2- bis .1 è stato dichiarato improponibile, così come l'emendamento 2- bis. 0.1. L'ordine del giorno G2- bis .1 (testo corretto) si intende illustrato. Mentre risolviamo il problema dell'ordine del giorno cui faceva riferimento il senatore Vitali, invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame. ALESSANDRINI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2- bis .1 (testo corretto). NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno G2- bis .1 (testo corretto) ma con la seguente riformulazione: «compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica». L'ordine del giorno G2- bis .2 è accolto come raccomandazione. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Iannone se intende accogliere la proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G2- bis .1 (testo corretto) avanzata dal Governo. IANNONE (FdI) . Sì, signor Presidente, accolgo la proposta di riformulazione, ma vorrei raccomandare al Governo la massima attenzione su questa vicenda perché, in seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 29 aprile 2021, i Comuni già in difficoltà perché in procedura di riequilibrio accompagnato, per effetto della dichiarazione di illegittimità di due commi dell'articolo 39 dell'ultimo decreto milleproroghe, non saranno in condizione di approvare i bilanci di previsione. Parliamo di oltre 800 enti, tra Comuni e Province, ed è necessario un urgentissimo intervento del Governo per salvaguardare gli enti di prossimità ai cittadini che sono proprio gli enti locali. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2- bis .1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Senatrice Lonardo, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G2- bis .2? LONARDO (Misto) . No, signor Presidente, augurandomi che si possa tenere presente per il prossimo decreto sostegni, perché sarebbe giusto verso quelle persone che non chiedono di non pagare, ma che vogliono pagare senza maggiorazioni in un Paese dove si dà la possibilità a persone che non hanno pagato di non pagare. Sarebbe quindi una giustizia sociale. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G2- bis .2 è accolto come raccomandazione. Colleghi, è giunto nel frattempo il testo dell'ordine del giorno G2- bis .100, accolto in Commissione, al quale faceva riferimento il senatore Vitali. Poiché la presentatrice dell'emendamento 2- bis .1 era la senatrice Lonardo, a lei chiedo se è d'accordo con la presentazione dell'ordine del giorno. LONARDO (Misto) . Sì, signor Presidente. Ringrazio la Commissione e il Governo perché penso che sia già un passo in avanti. PRESIDENTE . Il testo dell'ordine del giorno G2- bis .100 è quindi sottoposto all'esame dell'Aula, con la seguente modifica rispetto al testo dell'emendamento 2. bis .1: «Sino al termine dell'emergenza connesso alla pandemia Covid-19, per i contribuenti con figli minori in didattica a distanza (...)». Ovviamente il parere dei relatori è favorevole. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello dei relatori. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G2- bis .100 non verrà posto in votazione. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,10) L'emendamento 2-bis.0.1 è improponibile. LONARDO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, non mi sembra che gli ordini del giorno G2- bis .100 (testo 2) e G2- bis. 2 siano stati votati. PRESIDENTE . Io non presiedevo l'Aula ma mi dicono che sono stati accolti dal Governo, in particolare l'ordine del giorno G2- bis .2 come raccomandazione, e nessuno ha insistito per la votazione. CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, gentili colleghi, da più di un anno siamo ormai in guerra contro un nemico invisibile, ma oggi, dopo tanta trincea, possiamo guardare con più fiducia al futuro. Il cambio di passo della campagna vaccinale ci sta rendendo orgogliosi delle scelte politiche fatte nei mesi scorsi, che hanno portato alla nascita del governo Draghi e alla nuova gestione del commissario straordinario Figliuolo. Lo scorso 30 aprile sono state effettuate più di 515.000 vaccinazioni, con una media, nei sette giorni, superiore a 340.000 dosi somministrate, per un totale di 21 milioni di somministrazioni. Questi numeri fanno luce nel buio dei mesi scorsi e indicano la strada per uscire dal tunnel, ma soprattutto danno la percezione, ma più che la percezione la certezza, di poter raggiungere l'immunità di gregge entro l'autunno. Dobbiamo dare atto che le nostre intuizioni, le nostre coraggiose scelte politiche, si sono dimostrate corrette e ripagano oggi delle tante orribili parole rivolte verso chi con determinazione si prese la responsabilità di assumere decisioni importanti per il futuro della nostra Italia. Grazie al presidente del Consiglio Mario Draghi, nel nostro Paese si è ricostruito un clima di fiducia, di entusiasmo, di autorevolezza internazionale e di speranza per il futuro. Da tempo, e sempre sulla base di dati scientifici, insistevamo sulla necessità di riaprire in sicurezza ed in particolare di far ripartire la scuola in presenza e le attività all'aperto. Oggi riteniamo che si debba lavorare per un ulteriore passo in avanti, rendendo più agevoli gli spostamenti tra le Regioni promuovendo il pass vaccinale sia a livello europeo che a livello mondiale. È importante, importantissimo, tornare a vivere. Se prevarrà la responsabilità e se la campagna vaccinale proseguirà come deve, siamo convinti che verrà meno anche la limitazione delle chiusure serali. Siamo felici che la maggioranza abbia trovato con il Governo l'intesa sul coprifuoco; è giusto che si decida sulla base dell'andamento dei contagi e dell'avanzamento delle vaccinazioni: più ci vacciniamo, meno ci contagiamo, prima riparte il nostro Paese. Altre considerazioni invece meritano i ristoratori che non hanno spazio all'aperto e alcune attività sportive che sono ancora bloccate, ma che nei fatti potrebbero operare ed effettuarsi in sicurezza. Il Covid e le restrizioni hanno fatto emergere nuove esigenze di welfare familiare e stabilito un nuovo equilibrio tra la vita privata e il lavoro. La pandemia ha cambiato la percezione in relazione ad alcuni temi quali lo smart working, i congedi parentali straordinari e il bonus baby-sitting. Con questo decreto-legge, aiutiamo concretamente le nostre famiglie con figli, costrette a stare a casa per la chiusura delle scuole o in quarantena, con lo smart working , i congedi parentali straordinari per l'acquisto di servizi di baby-sitting e il bonus , per uno stanziamento complessivo di circa 300 milioni di euro. Dopo la pandemia lo smart working rientrerà sempre di più tra i servizi di welfare aziendale, non solo al fine di conciliare in maniera flessibile tutti i momenti della giornata, ma anche per garantire ai lavoratori una maggiore autonomia temporale nell'espletamento dei propri compiti e delle proprie mansioni. Si parla sempre più di smart welfare per definire le nuove esigenze dei lavoratori, con le quali dovremo continuare a confrontarci per offrire soluzioni e adeguato supporto. Proprio domani in quest'Aula si tratterà un altro importante provvedimento a sostegno delle famiglie e delle imprese, che mette molte pezze agli errori fatti nel passato. Oggi, consapevoli di aver lavorato bene per il Paese, Italia Viva esprime convintamente il voto favorevole al decreto-legge in discussione. Le sfide che ci attendono sono comunque tante e molto difficili, ma prima di qualsiasi altra cosa dobbiamo pensare alla ripartenza e dobbiamo ripensare alla crescita, al debito buono del Piano nazionale di ripresa e alle riforme che l'Europa si aspetta da noi e che servono soprattutto all'Italia e a noi italiani. (Applausi) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo anche noi a fare il nostro intervento di protesta, posto che, come è noto, anche gli interventi di protesta hanno un ruolo specifico nell'equilibrio dei poteri tra maggioranza e opposizione. Poi, se vogliamo anche derubricarli a fastidio, a ronzio, a disturbo, evidentemente abbiamo una cultura delle istituzioni un po' criptica, un po' d'antan , che ricorda altri periodi, magari forse un po' più bui, del secolo scorso. Chiusa questa parentesi, signor Presidente, mi lasci ringraziare invece il collega De Vecchis, che questa mattina ha riportato nella sede opportuna un dramma accaduto due giorni dopo il 1° maggio: il dramma - che evidentemente i colleghi ricordano - è quello della povera Luana D'Orazio, l'ennesima morte sul lavoro. Non è una morte bianca, com'è volgarmente chiamata, ma una morte drammatica e tragica sul lavoro. È stata una notizia che ha rischiato di essere cancellata per via di questa celebrazione del 1° maggio che ha catturato l'attenzione sugli influencer , sul loro cappellino e sulla necessità di catturare i social , trasformando quella che avrebbe dovuto essere una giornata per celebrare il lavoro e per celebrare un dramma (quello del lavoro che non c'è) in una giornata di confronto sulle amenità dei social e su chi va dietro a certe amenità. Grazie al collega De Vecchis noi oggi abbiamo tentato di riportare l'argomento almeno all'attenzione delle Assemblee parlamentari. Lo stesso ringraziamento, signor Presidente, non posso farlo alla conduzione d'Aula che l'ha preceduta, perché chiedere il minuto di silenzio dopo che il collega De Vecchis aveva attenzionato questo tema è stato un passaggio a dir poco trasandato e distratto. Chiudo così l'ulteriore parentesi quadra e mi accingo a trattare il tema all'ordine del giorno, che è quello di un provvedimento su cui oggi siamo chiamati a discutere ma facendo una discussione che, come dire, se fosse un amore sarebbe platonico: questo provvedimento infatti ha già spirato i suoi effetti; per ammissione di tanti degli intervenuti è una sorta di atto dovuto, che ha visto l'Assemblea del Senato impegnata a ratificare, senza neanche la minima possibilità di migliorarlo, un provvedimento già spirato. In Commissione stamattina, per esempio, questa cosa è emersa plasticamente, anche nella indisponibilità - lo dico ai colleghi che hanno sollecitato questo atteggiamento da parte di Fratelli d'Italia - a trasformare i nostri emendamenti in auspici, cioè in ordini del giorno. Ci è stata chiesta questa ulteriore disponibilità su vicende di assoluto buonsenso, su cose che abbiamo illustrato bene in Commissione e che fanno parte del dibattito quotidiano che impegna i nostri concittadini. Per esempio, ne dico una che vado spiegando e dicendo da più di un anno in quest'Aula: fare un numero sufficiente di tamponi e di test per individuare l'infezione da Covid-19 nei famosi asintomatici. Come ho spiegato stamattina in Commissione ai colleghi, esistono ormai anche le canzonette che trattano della necessità di scovare gli asintomatici, ma non esistono i provvedimenti di un Governo e di un Ministro che sembra evidentemente aver paura di trovare i positivi al Covid, ancorché asintomatici o presintomatici, capaci comunque di infettare. Altri emendamenti riguardavano la possibilità delle Regioni di circoscrivere le zone rosse a seconda dell'andamento epidemiologico della curva dei contagi; altri ancora riguardavano la necessità di riaprire le palestre e le piscine o il coprifuoco. Colleghi, si tratta di misure di assoluto buon senso e non di mera protesta, i quali, se avessero trovato spazio almeno nella disponibilità del Governo ad esprimere parere favorevole alla loro trasformazione in ordini del giorno, non avrebbero determinato un disagio così grande, forte, enorme, tale da mettere a repentaglio questa maggioranza ipertrofica, che ha mille problemi, ma l'unico problema che non ha è quello di mettere insieme quattro numeri per superare il passaggio in Aula. In realtà, quello che vi blocca - come ha detto il collega La Russa nel suo intervento dai banchi dell'emiciclo - è che non riuscite ad avere la forza intellettuale di ammettere che ci può essere qualcosa di concreto e di onesto proposto dall'opposizione. Ebbene, non mi sfugge che questo è un gioco delle parti, che ci può stare in condizioni normali, cioè di normale andamento dello scambio democratico dentro l'Aula del Senato; ma non ci può stare in condizioni speciali come questa. La specialità di queste condizioni è data da un lato da un'emergenza che ci trasciniamo da oltre quindici mesi e che ci richiama tutti a un maggior senso del dovere e dall'altro dal fatto che avete una maggioranza così ampia e ipertrofica che evidentemente, invece di aumentare la funzionalità dell'organo (come avviene per ogni ipertrofia), la limita, la condiziona e ne impedisce il regolare funzionamento. Rispetto a tutto ciò, colleghi, l'attività e il lavoro di Fratelli d'Italia si moltiplicheranno per far capire quello che sta accadendo in questo momento assolutamente particolare della politica del nostro Paese. In questo tentativo di spiegare l'inspiegabile e in questo tentativo di riportare alla normalità una condizione del tutto schizofrenica, c'è anche la vicenda che attiene alla da tutti declamata e da nessuno voluta Commissione di inchiesta sull'andamento e la gestione dell'emergenza Covid e sull'intero Servizio sanitario nazionale; istituito con legge quarantatré anni fa. Bene, questa Commissione sarebbe un banalissimo atto dovuto, un ottemperare a un minimo di presenza su un tema drammatico quale quello dell'emergenza Covid-19. Faccio notare, colleghi, che in tutte le legislature è stata istituita una Commissione di inchiesta sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, senza considerare la vicenda Covid-19. Oggi, a oltre quindici mesi dalla proclamazione dello stato d'emergenza, figuriamoci se non sarebbe opportuno che il Parlamento si occupasse di questo banalissimo problema. Peraltro, tutte le Regioni stanno normando commissioni di inchiesta sul Covid-19; in quelle governate dal centrodestra lo propone la sinistra, in quelle governate dal centrosinistra (le poche rimaste) lo propone il centrodestra. Il Parlamento, invece, fa come gli strimpellatori del Titanic: la nave affonda e noi, colleghi, ci giriamo dall'altra parte. Anche su questo Fratelli d'Italia è assolutamente lineare e coerente: c'era un testo precedente al Covid-19 già depositato in Commissione sanità ed era stato incardinato; era poi stato elaborato un testo unificato a partire da tutte le proposte depositate, ma questa iniziativa si è persa nel nulla, nelle nebbie, nei meandri di un'attività parlamentare che si ferma a ratificare, che si occupa delle pagliuzze e non si occupa delle travi negli occhi dei parlamentari, dei senatori, di quelli che stanno semplicemente nel mondo, girano per i territori e raccolgono le istanze dei nostri cittadini. Colleghi, questa vicenda ci deve vedere seriamente impegnati a rimettere mano all'andamento della gestione della pandemia e alle enormi sfide che ogni giorno affronta il nostro Servizio sanitario. Noi abbiamo depositato nuovamente una proposta di legge a questo riguardo, che tiene conto anche dell'emergenza Covid-19; aspettiamo di capire se voi tutti vi renderete disponibili a ottemperare a un dovere assolutamente incomprimibile di questo Senato della Repubblica e del Parlamento nazionale. (Applausi) . FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il provvedimento in esame è in continuità con quanto è stato fatto negli ultimi dodici mesi: affronta, cioè, importanti aspetti dell'emergenza in corso e si pone nella prospettiva di una gestione efficace delle ripercussioni dirette e indirette della pandemia. Se da un lato è, infatti, necessario mantenere alta l'attenzione sull'andamento dei contagi, dall'altro è però indispensabile anticipare, per quanto possibile, le difficoltà che si presenteranno domani. In particolare, una volta cessata l'emergenza sanitaria - e ci auguriamo che si arrivi presto all'immunità di gregge - ci sarà un'emergenza sociale, economica e psicologica da affrontare. Secondo i dati Istat di marzo 2021, si sono registrati 900.000 occupati in meno, a prevalenza donne, rispetto allo stesso mese del 2020. I redditi da lavoro per le famiglie sono diminuiti di 90 miliardi di euro e le buste paga scese del 6,9 per cento. La nostra economia è in condizioni di grande sofferenza e la politica deve saper dare risposte rapide, risolutive e con capacità di visione e fiducia nel futuro per tutti. La popolazione è stanca e sempre più provata da oltre un anno di sacrifici. Lo scostamento di bilancio già votato potrà senza dubbio contribuire a sostenere ancora le attività con giusti aiuti economici, anche molto più consistenti rispetto ai precedenti (ne discuteremo a partire da questo pomeriggio); ma allo stesso tempo è urgente affrontare tutte le criticità strutturali emerse in questi mesi e sciogliere quei nodi, superare quei gap strutturali che caratterizzano la nostra economia e la nostra società. Il punto centrale è il lavoro. Bisogna ripartire dal lavoro, dagli investimenti che creano lavoro (Applausi) - questo è il punto politico di visione e di necessità del Paese - per affrontare davvero e darci tutti insieme la prospettiva della piena e buona occupazione, cominciando a sciogliere una per una le questioni decisive che da tempo attendono una svolta. Occorre investire sull'aumento dell'occupazione femminile e giovanile, occorre superare la storica disparità di tutele tra lavoro autonomo e lavoro dipendente, rivedere in modo serio e organico gli strumenti di protezione sociale dei lavoratori e delle lavoratrici, anche dando seguito e migliorando la sperimentazione delle misure in favore di professionisti autonomi che abbiamo di recente introdotto. Occorre portare a compimento una riforma organica del fisco - lo sottolineo, rivolgendomi in particolare al Governo - a partire dall'assegno unico universale (Applausi) per costruire un sistema che favorisca la semplicità del rapporto tra lo Stato, le imprese e le famiglie e che incoraggi la libera iniziativa, la lealtà e la trasparenza fiscale. Occorre poi guardare con spirito costruttivo alle tante novità che si sono affermate durante l'emergenza, a cominciare dalle modalità di lavoro agile, cercando di sfruttarne al meglio le opportunità e di limitare al massimo il rischio di abusi, di riduzione delle tutele e, soprattutto, evitando di scambiare quella che è una diversa modalità di organizzazione del lavoro, delle imprese e delle città con uno strumento di conciliazione dedicato solo ed esclusivamente alle donne (Applausi) . Bisogna trovare soluzioni strutturali. Il tema della disoccupazione femminile è un problema serio per il nostro Paese e quindi dobbiamo fare attenzione che sul lavoro agile non si carichi ulteriormente di lavoro non retribuito il lavoro delle donne. Dobbiamo condividere la genitorialità e dobbiamo affrontare, per tutto questo, tutti gli strumenti che rendono effettiva la parità tra i generi per l'accesso al lavoro e nel posto di lavoro. Per tali ragioni riteniamo che l'emergenza sanitaria e sociale che stiamo vivendo rischia - se non stiamo attenti a tali aspetti - di esasperare le insopportabili diseguaglianze che colpiscono le donne e farci fare pericolosi passi indietro. Una delle risposte che è necessario dare velocemente è relativa al divario retributivo che ancora sfavorisce le lavoratrici del nostro Paese. Arrivo quindi ai contenuti del provvedimento oggi in esame. Seppure limitati a fronteggiare circostanze contingenti, vanno esattamente nella direzione sperata, quella di offrire maggiori tutele ai lavoratori con figli minori o con disabilità, a prescindere dalla tipologia di lavoro, siano essi dipendenti o autonomi. Ricordo l'introduzione, fino al 30 giugno del 2021, di una serie di misure in favore dei lavoratori con figli per fronteggiare l'evenienza, che con la riapertura delle scuole potrebbe ancora verificarsi, della sospensione delle attività didattiche ed educative in seguito a un contagio o alle misure preventive di quarantena. Per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti pubblici e privati con figli minori di sedici anni viene innanzitutto riabilitata la possibilità di ricorrere allo smart working fino a tutto il periodo di sospensione delle attività scolastiche e in caso di infezione da Covid o di quarantena. Questa possibilità è prevista per ambedue i genitori di figli di qualsiasi età con disabilità accertata o con disturbi specifici di apprendimento o anche di alunni con bisogni speciali educativi. Per i lavoratori dipendenti con figli minori di quattordici anni è riconosciuta, sempre nel caso di contagio o quarantena, la possibilità di fruire di un congedo straordinario, per tutto o parte del periodo di sospensione delle attività del figlio, con il riconoscimento di un'indennità del 50 per cento della retribuzione e il versamento della contribuzione figurativa relativo all'intera retribuzione. Si prevede inoltre la possibilità di convertire i congedi fruiti dal primo gennaio al 13 marzo 2021 in congedi straordinari negli stessi termini appena esposti. Anche l'astensione dal lavoro, in caso di impossibilità di lavoro agile, sarà una delle possibilità riconosciute ai genitori con figli da quattordici a sedici anni, sempre nella circostanza di un figlio obbligato in casa. Il provvedimento al nostro esame prevede anche un ritorno del bonus baby-sitting fino al 30 giugno per tutti i lavoratori iscritti alla gestione separata, per i lavoratori autonomi e - lo sottolineo in modo particolare - per il personale del comparto sicurezza, difesa, polizia locale e soccorso pubblico e, finalmente, si estende questa possibilità a tutte le professionalità del settore sanitario pubblico e privato (Applausi) , riparando ad una irragionevole disparità tra professioni e professioni. Con questo intervento si riconoscono quindi elementi di novità molto importanti. Si ribadisce, infine, un concetto molto importante, già in parte espresso in passato: il diritto alla disconnessione per lavoratrici e lavoratori dipendenti, una questione non di poco conto, per far sì che il lavoro agile non si trasformi in un rapporto di lavoro non stop senza orari e senza alcuna tutela, insomma senza più rispetto per i tempi da dedicare alla famiglia, al riposo, allo svago o al benessere psicofisico. (Applausi) . Certo, c'è ancora molto lavoro da fare e ce ne sarà ancora di più nei prossimi mesi. I cittadini e le cittadine hanno bisogno di rassicurazioni, è vero, ma come membri del Partito Democratico riteniamo che il Paese abbia bisogno anche di un deciso cambio di passo: che siano rimessi al centro il lavoro e la crescita sostenibile, come prescrivono il Next generation EU, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che abbiamo già approvato e l'agenda ONU 2030. Penso che con queste prospettive e con queste politiche che cambieranno davvero in meglio la nostra condizione di lavoro e di vita, si riaccende la speranza che molti cittadini, donne, giovani e meno giovani ci stanno chiedendo oggi e volendo partecipare anche loro alla prospettiva di rinascita di un Paese che ha estremo bisogno di coraggio e di fiducia in sé stesso. Questo provvedimento è un ulteriore passo in questa direzione, che era stato già deciso e che era necessario e utile per l'innovazione sociale, la transizione digitale e ambientale. Per queste ragioni, ma guardando sempre di più al futuro, dichiaro il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, il decreto alla nostra attenzione ha praticamente già esplicato tutti i suoi effetti. Soprattutto le misure restrittive e di cautela in funzione del Covid arrivano fino a Pasqua, quindi la nostra discussione e spesso anche gli ordini del giorno sono legati a una situazione che è in evoluzione e rispetto alla quale comunque si sono già espletati tutti gli effetti. Ci sono invece molte questioni assolutamente fondamentali su cui il decreto, in particolare con l'articolo 2, continua a espletare tutti i suoi effetti. Mi riferisco a quelle ricordate anche dalla senatrice Fedeli e che riguardano essenzialmente il lavoro agile per il lavoratori dipendenti con figli conviventi minori di sedici anni. Sono stati fatti, tra l'altro, dei cambiamenti anche molto positivi durante la discussione alla Camera. È stata inserita la possibilità fondamentale del congedo straordinario per i lavoratori dipendenti con figli conviventi minori di quattordici anni e anche per i genitori di figli con disabilità. Vi è tutta una serie di norme assolutamente fondamentali che riguardano e affrontano uno dei problemi maggiori che sono stati riscontrati in questo anno terribile. È prevista la proroga del bonus babysitter anche per i lavoratori autonomi. Queste misure in sostanza cercano di intervenire rispetto al problema della chiusura delle scuole e della didattica a distanza, per cui i genitori - quasi sempre le mamme, quindi le donne - si sono dovuti far carico contemporaneamente di proseguire il lavoro con lo smart working e di seguire i figli. Con questo voglio dire che quando affrontiamo le numerose questioni che la pandemia ci ha messo di fronte con evidenza, sappiamo ormai da dati chiarissimi che il maggior peso di tutta questa situazione drammatica è scaricato sulle donne. Con questa pandemia infatti sono venute alla luce questioni strutturali che già esistevano, in particolare per quanto riguarda l'occupazione femminile e la qualità del lavoro. Spesso le donne hanno lavori precari, intermittenti e anche più poveri (che sono quelli che si sono persi di più). Questa è una fotografia della realtà che non possiamo non vedere. I dati di questa situazione drammatica che ha pesato molto sulle donne ci dicono che questo è uno degli ambiti in cui è necessario fare un'operazione di cambiamento. In occasione dell'esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo discusso molto del fatto che una delle questioni fondamentali da affrontare è quella delle disparità territoriali, generazionali e di genere. In questo decreto c'è una parte che fotografa la situazione e che ci dice che è necessario mettere in campo delle politiche strutturali per affrontare questo nodo strutturale. Non ci potrà essere ripresa nel Paese se non sapremo dare uno stimolo fortissimo all'occupazione femminile, se non faremo investimenti ingenti a favore della scuola anche al fine di riuscire a far conciliare la vita lavorativa con l'accudimento dei figli. La didattica a distanza e la conseguente esigenza di connessione ci segnalano inoltre la fortissima necessità di promuovere l'innovazione e la digitalizzazione del Paese, con un investimento fortissimo nella scuola. Il decreto-legge in esame (le cui norme dell'articolo 1 hanno esaurito i loro effetti) contiene misure molto importanti in tema di lavoro agile, congedi parentali, astensione dal lavoro, congedo straordinario e bonus baby-sitting , quindi con finalità di aiuto alle famiglie. Desidero affrontare una questione francamente sorprendente. Alla Camera dei deputati è stato introdotto all'articolo 1 una norma che non riesco davvero a comprendere, riguardante il Mater Olbia Hospital. Non riesco a comprendere come una siffatta norma sia stata ritenuta conciliabile con il provvedimento e ammissibile. In pratica, si fa un'operazione francamente molto discutibile, perché si introduce nel decreto una deroga fino al 2026, anche per l'applicazione delle tariffe, per questa struttura, che è privata. Ricordo che sul tema è stato presentato e discusso in Commissione un ordine del giorno. Come sapete, il Mater Olbia Hospital è nato dalla partnership tra Qatar Foundation Endowment e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e ha prodotto molto dibattito e discussione in Sardegna, in quanto si tratta di una struttura con costi molto elevati. In Sardegna ci sono problemi per quanto riguarda l'ospedale di Nuoro e, tanto più vista la pandemia in corso, se si fosse voluto intervenire a favore della Regione si sarebbero dovuti promuovere investimenti per la sanità pubblica. Invece si fa una proroga fino al 2026 per quanto riguarda i posti letto e le retribuzioni anche per l'emergenza. Quindi, delle due l'una: o qualcuno ha intenzione di vivere estati calde in Costa Smeralda da qui al 2026 (questo è un decreto in tema di Covid e magari si ipotizza un rialzo dei contagi), oppure la norma è onestamente molto, ma molto discutibile ed è francamente incredibile che sia stata introdotta all'interno di questo provvedimento. Questa vicenda susciterà problemi, discussioni e grandi difficoltà per la Sardegna stessa. Trovo scandaloso che si inserisca una norma come questa all'interno del decreto, mentre ci sono invece problemi molto seri in alcune strutture ospedaliere pubbliche per quanto riguarda la Sardegna e anche in ospedali vicini. Affronto ora un'altra questione: abbiamo esaminato anche oggi una serie di ordini del giorno e si è aperto l'ennesimo dibattito sul coprifuoco e sulle aperture. Su questa vicenda bisogna chiarirsi una volta per tutte, perché - come vedete - nonostante tutte le polemiche su Conte e gli altri, si procede sempre per decreti e noi siamo chiamati a convertire decreti che sono già conclusi nei loro effetti. Ma sappiamo perfettamente, perché è la discussione ormai quotidiana e costante, che si è assunto un rischio ragionato. Quando si dice "ragionato", significa che bisogna ragionare. Quindi, sappiamo perfettamente che verificheremo i dati. Tutti noi speriamo che ognuno usi prudenza e che il principio di precauzione sia applicato, perché l'unica cosa che non possiamo permetterci come Paese è che, dopo l'aspettativa di riaprire e la riapertura graduale, poi però non si osservano le norme, si dà il messaggio del "tana libera tutti", e siamo alla fine costretti a richiudere. Questo sarebbe davvero devastante e creerebbe molti problemi alla ripresa. Noi voteremo a favore del disegno di legge in esame, con tutte le osservazioni che abbiamo fatto, e spero anche che una volta per tutte si chiuda la stucchevole discussione sull'ora in più e l'ora in meno, quando sappiamo che tutti insieme dovremo vedere i dati e verificarli. Questo è quanto serve al nostro Paese. (Applausi) . PAGANO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentili colleghi, ancora una volta si discute di un decreto-legge che a che fare con le restrizioni da pandemia Covid, anche se per la verità apparirebbe meno interessante; lo si nota anche dalla scarsa presenza, purtroppo, di colleghi oggi in Aula, perché è un decreto-legge che riguarda provvedimenti che di fatto sono già decaduti. Si riferisce, infatti, a restrizioni che ricordano un periodo che si è concluso già lo scorso 6 aprile. Ciò nonpertanto, colgo l'occasione per rammentare che esaminiamo questo provvedimento in seconda lettura e che presso la Camera dei deputati qualcuno ha cercato di trasformarlo in qualcosa che in effetti non era: un decreto anti-coprifuoco. In realtà, questo decreto-legge anticipa norme del decreto "riaperture", perché abbiamo visto come alcune questioni, più volte sollevate, vengano spesso risolte. Bisogna ricordare che alla Camera è stato approvato un ordine del giorno, approvato poi anche in Commissione - come ha ricordato il collega della Lega - che impegna il Governo, proprio in merito alla vexata quaestio del coprifuoco, a rivedere l'orario delle chiusure serali. Questo è giusto ricordarlo, perché più volte si è fatta forse una eccessiva polemica sulla faccenda dell'orario. Abbiamo visto tutti come l'operazione di apertura all'esterno dei ristoranti, nelle ore sia diurne che serali, abbia di fatto sbloccato la situazione. Anzi, mi sono persino preoccupato: nella mia città ho visto migliaia di persone in giro e devo ammettere che ho potuto verificare con grande piacere che la gente ha ritrovato subito fiducia. Quindi, i provvedimenti voluti dal Governo Draghi hanno fatto ripartire la fiducia nel futuro e soprattutto nei confronti di quegli operatori del settore più penalizzato, bar e ristoranti, che hanno visto fortemente diminuito il proprio volume d'affari, provocando di fatto la chiusura, per troppo tempo, delle loro attività. Ebbene, si è di fatto già avviato un processo di nuova speranza e di fiducia riaprendo in quelle ore. In merito alle chiusure serali c'è ormai una decisione che prevede che sostanzialmente a metà maggio - quindi fra pochi giorni - verificheremo quello che accadrà; l'andamento della pandemia è fondamentale. Oggi ho qui con me una pagina del «Corriere della Sera» che riporta alcune dichiarazioni del generale Figliuolo, ed è giusto che io lo dica a dimostrazione del fatto che ciò che a noi interessa di più è uscire fuori dalla pandemia. E l'unica soluzione perché questo possa accadere è che il piano nazionale vaccinale funzioni a regola d'arte e vada avanti secondo le aspettative del generale Figliuolo. E allora, voglio riportare alcuni dati che fanno il seguito alla notizia di soli tre giorni fa: in Italia l'obiettivo che il Governo Draghi si era posto di giungere almeno a 500.000 vaccinazioni al giorno si è raggiunto e superato. (Applausi) . Questo è un aspetto che non possiamo dimenticare, perché vuol dire che le affermazioni dei membri di questo Governo poi trovano concreta realizzazione. Voglio citare soltanto qualche dato significativo che vuole introdurre un po' di spirito ottimistico - santo Dio! - del quale abbiamo tanto bisogno. (Applausi) . Dal 10 aprile ad oggi si è rilevato - parole del generale Francesco Paolo Figliuolo - meno 26 per cento di decessi (Applausi) , e ci vuole l'applauso su questo; meno 34 per cento di ricoveri ordinari e meno 31 per cento di ricoveri in terapia intensiva. (Applausi) . Siccome molti dicono che ci piacciono i numeri, eccoli qua. Questi sono i numeri che questo Governo evidentemente è in grado di fare. (Applausi) . Voglio dire che tutto questo serve perché noi, che siamo rappresentanti del popolo qui in Parlamento, in una situazione patologica che si protrae da oltre un anno in questo Paese, dobbiamo rigenerare uno spirito costruttivo, uno spirito positivo che - lo registriamo con favore anche nella giornata di oggi - fa il paio con un'altra notizia interessante, cari colleghi. Mi riferisco al fatto che da metà maggio avremo il pass verde (Applausi) , che forse piacerà molto alla Lega perché è un colore a loro gradito, ma piace anche a me perché amiamo tutto ciò che è verde. Dico bene, cara Sottosegretario. La bella notizia che è stata data dal ministro Garavaglia al nostro premier Draghi è che finalmente potremo competere, a parità di condizioni, con la concorrenza della Grecia e della Spagna (Applausi). Se non avessimo avuto la possibilità di competere, ci avrebbero "rubato" tutti i turisti (Applausi) , e questo non lo possiamo permettere. Abbiamo un'offerta straordinaria e siamo in grado di competere ad alti livelli. Queste sono le questioni fondamentali, insieme alle tante altre che pure sono contenute nel decreto-legge in esame, che riguardano il soppresso limite di età per l'accesso dei genitori di figli con disabilità, in situazioni di gravità accertata, al congedo straordinario; l'accesso al lavoro agile consentito anche ai genitori dei figli minori di anni sedici non conviventi; lo svolgimento dell'attività lavorativa in modalità agile consentito anche per la sospensione dell'attività educativa oltre che didattica. Sono alcune delle misure contenute in questo decreto-legge che sicuramente sono molto importanti e derivano dalla necessità legata, purtroppo in molti casi, alla chiusura delle scuole che oggi - riscontriamo anche questo - vengono riaperte (Applausi) . Cari colleghi, poiché abbiamo la responsabilità enorme di rappresentare il popolo italiano in Parlamento, dobbiamo essere consapevoli della ragione vera ed essenziale per la quale abbiamo aderito con entusiasmo all'invito del presidente Mattarella a comporre, insieme ad altre formazioni politiche, come la Lega, a noi vicina in coalizione, un Governo di unità nazionale. Quando si è in difficoltà bisogna mettersi insieme, superando anche le tante differenze che c'erano, che ci sono e ci saranno con altre formazioni politiche; e ciò per raggiungere gli obiettivi di cui parlavo poco fa, sperando che il popolo italiano trovi la forza, che ha trovato anche in passato, per superare i momenti di difficoltà e veleggiare verso nuovi lidi, verso nuove opportunità e verso una nuova crescita economica, utilizzando - perché no? - anche le risorse europee. (Applausi) . È con questo spirito che il Gruppo Forza Italia dichiara il voto favorevole al decreto-legge in esame. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi consenta una premessa all'inizio del mio intervento. Poco fa abbiamo ricordato la ragazza toscana, morta sul lavoro. Purtroppo, nelle ultime ore, è arrivata la notizia di un altro fatale incidente, questa volta a Busto Arsizio, in provincia di Varese, in Lombardia, in circostanze simili. Vorrei associarmi, con tutti i colleghi del Gruppo, al dolore della famiglia, esprimendo le condoglianze sia per la ragazza toscana, sia per l'operaio varesino. (Applausi) . Signor Presidente, tornando all'argomento della nostra discussione, con il voto di oggi concludiamo l'esame, nei due rami del Parlamento, del decreto-legge, che, nell'ormai radicato sistema di monocameralismo alternato, è rimasto all'esame della Camera dei deputati per molto tempo. I tempi per noi sono stati strettissimi e, considerato che la settimana prossima l'Assemblea sarà impegnata nell'esame del decreto-legge Covid di aprile, successivo a quello in esame, è stato pressoché obbligatorio concludere il nostro esame in meno di ventiquattro ore. Nelle Commissioni riunite 1 a e 11 a abbiamo incardinato il provvedimento alle ore 14 di ieri e, solo comprimendo la fase emendativa, siamo riusciti a portare il provvedimento all'esame dell'Assemblea quest'oggi. È senz'altro positivo che le norme Covid vengano ora stabilite con un decreto-legge, norma di rango primario, e non più con i DPCM di Conte e Casalino, ma siamo ancora lontani dal pieno coinvolgimento del Parlamento. Oggettivamente, in questa specifica occasione ciò era difficilmente attuabile, visto che le norme in questione, valide per il periodo dal 15 marzo al 6 aprile, compresa la Pasqua in zona rossa, di fatto erano già superate addirittura durante l'esame in prima lettura alla Camera dei deputati. Sarebbe quindi stato un mero esercizio accademico andare ad intervenire nel merito, essendo la cosa del tutto inefficace, non essendo noi dotati di una macchina del tempo. Anzi, l'approvazione di qualche emendamento improvvidamente presentato avrebbe magari riclassificato qualche zona rossa in zona gialla e avrebbe magari stabilito che qualche attività a marzo avrebbe potuto aprire. Ma l'emendamento non può far apparire dal nulla i clienti e i conseguenti incassi, riguardanti il mese di marzo. Cari amici di Fratelli d'Italia, l'unico effetto sarebbe stato la perdita dei ristori: oltre il danno, anche la beffa. Questo è l'effetto di un'opposizione fatta per partito preso e non obiettiva. C'è però da prendere atto, con soddisfazione, che la stagione dei divieti totali è terminata. Il terrorismo mediatico di chi vorrebbe vederci tutti rinchiusi eternamente in un bunker antiatomico di sovietica memoria è stato surclassato dal pragmatismo del presidente Draghi (Applausi) che, parlando di rischio calcolato, ha dato il via alla stagione delle riaperture. Ciò è stato possibile perché in questo Governo, alle posizioni miranti ad una anacronistica ed eccessiva prudenza, si è contrapposta la voce della Lega e di Matteo Salvini (Applausi) . Le riaperture serali dei ristoranti, anche se per ora solo all'aperto, e la ripresa di alcune categorie di attività sono solo l'inizio. Ora bisogna procedere speditamente e sempre e solo dove i dati scientifici lo consentono. È una condizione che intendiamo ribadire e sottolineare con decisione: sempre e solo dove i dati scientifici lo consentono. Occorre poi procedere a verifiche, con cadenza rapida, e ad ulteriori step di apertura. Chiediamo prioritariamente la cessazione o, in subordine, lo slittamento in avanti dell'orario del coprifuoco serale. Per la ristorazione ci sarebbe un duplice vantaggio: sanitario, con la possibilità di diluire le presenze in una fascia oraria più ampia, ed economico perché consentirebbe un duplice turno di clienti. Con l'arrivo della bella stagione e il progredire della campagna vaccinale si deve permettere di tornare a un'attività sociale, anche in fascia serale, che, se svolta all'aperto - come dimostrato da più studi scientifici - non è a discapito del contenimento dei contagi. L'approvazione di poco fa dei nostri ordini del giorno sul coprifuoco e sulle riaperture è un impegno netto che il Governo si è assunto. C'è un'altra tematica che, come Gruppo Lega, vogliamo portare all'attenzione dell'Assemblea e lo facciamo ancor più convintamente dopo che la Camera ha inserito nel provvedimento l'articolo 1- bis , che permette facilitazioni per le visite ai carcerati. Chiediamo di poter riaprire le visite anche a quelli che, di fatto, possiamo definire dei carcerati innocenti, gli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (RSA), case di riposo e simili. (Applausi) . Decine e decine di migliaia di persone da più di un anno non possono vedere i loro cari. Ora sono tutti vaccinati e non c'è motivo di tenere in vita questa limitazione. Facciamo loro più danno a privarli di un abbraccio e dell'affetto di uno o più familiari. Se vogliamo procedere con cautela, si dia almeno rapida attuazione alla nostra proposta di consentire quantomeno l'accesso alle RSA a chi è in possesso della certificazione verde. Se l'abbiamo istituita, usiamola per qualcosa di sicuramente utile che permetterebbe anche di vedere con maggior simpatia ciò che al momento è percepito come un ulteriore fardello burocratico, limitante e negativo. Permettiamo da subito - mi appello al Governo - a chi è vaccinato, guarito dal Covid o ha un tampone negativo di entrare nelle RSA e riabbracciare nonni, nonne, padri e madri. Nelle ultime ore sui media e, forse in una sede ancor più importante, stamattina in Commissione il Governo si è espresso in tal senso e, quindi, siamo ampiamente fiduciosi. Con questo auspicio, con lo spirito di responsabilità che contraddistingue il mio Gruppo, dando fiducia alle scelte del presidente Draghi, che ha dimostrato di saper ascoltare, oltre che di saper fare, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi, per la difficile battaglia contro il Covid-19, anche ora che la campagna vaccinale sta finalmente decollando e prendendo il giusto andamento sia in termini di programmazione che di organizzazione, oltre che di maggior partecipazione, raggiungendo anche le 500.000 somministrazioni al giorno, restano di importanza fondamentale l'ampia e convinta adesione dei cittadini; il loro spirito di solidarietà e di appartenenza alla comunità e il convincimento in ognuno di noi che i propri comportamenti corretti influenzano più o meno direttamente lo stato di salute degli altri. I maggiori ostacoli riscontrati fino ad oggi nella programmazione della lotta al Covid-19 sono da ricondurre al realizzare il giusto equilibrio tra i diversi provvedimenti sanitari ed economici che necessariamente coinvolgono e si ripercuotono sul nostro vivere sociale. Tali misure ovviamente devono essere capaci - da un lato - di limitare e contrastare la circolazione e la diffusione del virus e delle sue emergenti varianti, abbassando così la curva dei contagi e - dall'altro - le stesse non devono sconvolgere ancor di più di quanto accaduto finora la struttura economica del nostro Paese, il suo tessuto sociale, con il coinvolgimento degli stessi difficili equilibri familiari. Non è un problema di sproporzionata rigidità o di eccessiva cautela. Il tutto scaturisce dalla necessità ovvia di procedere con la dovuta e massima attenzione. Siamo di fronte a un virus estremamente aggressivo e diffusivo. Lo dimostrano i milioni di vittime nel mondo e i dati dei contagi nella loro fredda e asettica rilevazione. Credo che tutti quelli che all'inizio affermavano incautamente che quanto stava accadendo nella fase iniziale della pandemia era gonfiato quasi ad arte o straordinariamente eccessivo, per cui le chiusure, le restrizioni e i lockdown adottati erano sproporzionati rispetto alla reale gravità e che, al contrario, occorreva aprire tutto, alla fine si sono dovuti completamente ricredere, dovendo obiettivamente riconoscere che la prudenza e le misure di sicurezza adottate fossero indispensabili, magari da discutere nella loro complessità o da smussare in alcuni passaggi, ma necessarie e non differibili. In questo difficile e purtroppo lungo percorso tutte le misure e i provvedimenti - secondo me - sono stati e dovranno essere ispirati e guidati da un criterio di gradualità e di progressività. Non si tratta di essere rigoristi o aperturisti. Non vi possono essere due fazioni di fronte ad un unico nemico, il virus. Si tratta di essere semplicemente equilibrati nelle decisioni e commisurati nelle scelte. Occorre procedere in questo difficile passaggio che ci dovrà portare fuori dal tunnel della crisi pandemica, affidandosi sempre alla scienza, alle misure suggerite dagli studiosi e ai dati oggettivi, relativi agli indici di contagio dei vari territori e ai consequenziali tassi di occupazione delle terapie intensive. Tutte queste informazioni, insieme ad altre, fotografano perfettamente e oggettivamente la realtà epidemiologica e devono guidare le consequenziali scelte politiche. Indubbiamente occorre anche coraggio nelle decisioni e nelle scelte, che non deve significare però spregiudicatezza. Al contrario, vi devono essere la giusta consapevolezza, logicità e consequenzialità nei provvedimenti adottati. Ragionare con razionalità e obiettività, senza lasciarsi andare a entusiasmi sproporzionati, ma adottando scelte logiche, chiare e assolutamente proporzionate alla gravità del momento: solo in questo modo si potranno evitare scelte di cui poi pentirsi e da cui potrebbero scaturire dannose retromarce. Non si possono fare voli pindarici o cavalcare l'onda del populismo o semplicemente contrastare, gridare allo scandalo e affermare inopinatamente che tutto è sbagliato e tutto è da rifare, con un comportamento che non tiene assolutamente conto dell'oggettività relativa alla situazione epidemiologica. I dati dei contagi sono cifre incontestabili di cui prendere atto e su cui riflettere. Non esiste una regola del «tutto è giusto» o del «tutto è sbagliato». Esiste solo il buon senso del confronto responsabile e della condivisione delle scelte. Il principio che deve guidare i nostri comportamenti e le nostre scelte deve essere unico e ben chiaro. La salute del singolo cittadino va messa al primo posto. Uno sforzo comune, al di là delle diverse posizioni politiche, è indispensabile e deve essere fatto, così come altrettanto impegno e sacrificio vengano chiesti a tutta la collettività. Tutti noi lo dobbiamo attuare nel doveroso e sentito rispetto delle tante sofferenze e delle decine di migliaia di vittime che il Covid-19 ha provocato e continua a mietere. Il Governo Conte aveva tracciato un percorso, pur tra le tante difficoltà e le molteplici e complesse problematiche che ne hanno reso difficile il cammino: ostacoli questi ultimi da ricondurre, non solo alla pandemia, ma spesso a veti incrociati e contrapposti, fatti aprioristicamente, nella ricerca risultata vana di visibilità e di consensi (Applausi) o anche nel tentativo, non riuscito, di scalfire la popolarità e il consenso di chi quel Governo lo guidava nel momento più drammatico e critico della pandemia per il nostro Paese. Le misure adottate in questo come in altri provvedimenti, come d'altronde lo stesso PNRR, vanno nella direzione di quel percorso già intrapreso, pur con le ovvie variazioni e gli aggiustamenti necessari, riconducibili alle modificate situazioni epidemiologiche generali e alla disponibilità di dosi vaccinali sempre maggiori. Come detto, tutto ciò rappresenta un implicito ed indiretto riconoscimento della bontà del lavoro svolto da Giuseppe Conte e dal Governo da lui presieduto (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle ha dato e continua a dare la sua fiducia ad un Governo che si muova in tale direzione e sia impegnato costantemente a proporre misure e provvedimenti che tutelino prima di tutto la salute dei cittadini, in particolare dei soggetti più fragili e delle categorie più a rischio. Al tempo stesso, tali misure costituiscono un sostegno concreto alle persone più in difficoltà e una tutela per chi ogni giorno vive realmente sulla propria pelle le drammatiche conseguenze della crisi. Il MoVimento 5 Stelle c'è sempre, ogni giorno e per tutti. È presente e lavora nell'interesse del Paese. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, del Sars-Cov-2 cominciamo a conoscere molte cose, sia perché ci sono molti studi scientifici, sia perché comincia a esserci il dato dell'esperienza ad aiutarci. Ad esempio, sappiamo che, come molti virus respiratori, come i coronavirus più frequenti, anche questo è un virus stagionale; lo abbiamo visto la scorsa primavera e la scorsa estate quando i contagi si sono affievoliti e infatti i dati ci dimostrano questo anche oggi. Noi abbiamo proprio oggi un numero di posti liberi in terapia intensiva piuttosto alto, pari al 73 per cento, così come è libero il 71-72 per cento dei posti di area non critiche, quindi, non siamo più in una situazione di emergenza. I contagi sono calati, quasi tutte le Regioni sono in zona gialla e questo va detto in maniera chiara. Con il decreto-legge in esame noi stiamo perdendo l'occasione di dare un segnale di normalità, di ritorno alla normalità, sempre con un'alta vigilanza, ma portando il Paese fuori dall'emergenza. In particolare, critico fortemente la mancata approvazione di quegli emendamenti che avrebbero consentito di riaprire già da oggi le attività di palestre, piscine, scuole di danza, insomma di tutto ciò che si poteva fare sempre nelle zone gialle e nel rispetto delle vigenti linee guida in materia di prevenzione sanitaria. Allo stesso modo critico fortemente la mancata occasione di estendere la possibilità di tenere aperti i locali e di poter circolare liberamente anche dopo le ore 22, ovviamente sempre nelle zone gialle, e quindi dove non ci siano cluster o particolari situazioni di contagio alto. Questa opportunità non è stata colta e il Parlamento in realtà non è stato messo nella condizione di discutere pienamente di queste misure, anche perché noi ci troviamo a dover convertire decreti-legge che hanno già esplicato la loro efficacia nel momento in cui noi li convertiamo. Torniamo alla normalità, con attenzione ma senza fare terrorismo mediatico. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sospendo la seduta fino alle ore 16,30. (La seduta, sospesa alle ore 13,16, è ripresa alle ore 16,37) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Discussione del disegno di legge: Doc 2144 Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2144. I relatori, senatori Toffanin e Manca, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, siamo alla conclusione della prima lettura in Senato del decreto-legge sostegni; un percorso che ha unito i Gruppi parlamentari nell'intento di dare risposte efficaci al Paese, ai cittadini, alle famiglie, ai lavoratori, agli studenti, su cui la crisi si sta accanendo sempre più. Ringrazio il Governo, i ministri Franco e D'Incà, il vice ministro Castelli qui presente, i sottosegretari Bini e Durigon, i Presidenti delle Commissioni finanze e bilancio, i Capigruppo e i commissari tutti, i funzionari e gli Uffici, nonché il correlatore, senatore Manca, per il lavoro svolto nelle Commissioni e per lo spirito di vera collaborazione che ha caratterizzato l'attività pur nel distinguo delle diverse sensibilità dei vari Gruppi parlamentari. Permettetemi anche di ringraziare l'opposizione, che ha contribuito alla conclusione positiva dell'esame di questo provvedimento. Il Parlamento ha finalmente riacquistato un ruolo centrale nel processo legislativo, perché la sua azione, in occasione di questo provvedimento, è stata senza dubbio incisiva, sia per la significativa attività emendativa al testo del disegno di legge, sia per aver impegnato il Governo, attraverso ordini del giorno votati in Commissione, ad affrontare altri temi richiesti dal Parlamento nel decreto sostegni- bis . Il percorso nelle Commissioni per la conversione del decreto-legge ha visto i Gruppi parlamentari individuare proposte emendative che responsabilmente possano dare risposte efficaci a chi sta fuori dal Palazzo e che in questi mesi ha visto e purtroppo continua a vedere morire i propri cari, la propria attività, il proprio lavoro; svanire i propri sogni; perdere gli anni più spensierati della giovinezza e i periodi fondamentali di attività didattica, determinanti per la crescita personale e per il futuro di un'intera generazione. Pertanto, a livello parlamentare sono stati individuati alcuni grandi temi, su cui si è trovata convergenza senza spezzettare le risorse disponibili in tanti rivoli impercettibili e perciò inefficaci. Si tratta di temi di grande portata, a partire dal sostegno alle imprese relativamente ai costi fissi, che le stesse devono comunque sostenere anche se impossibilitate ad operare pienamente. Parliamo di provvedimenti quali la proroga della sospensione della Tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP) e del Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) fine anno; la sospensione della prima rata IMU per attività turistiche e attività commerciali penalizzate dalle chiusure; la sospensione al 100 per cento del canone RAI per tutto il 2021 per le attività cui è stato imposto di non lavorare, incluse quelle inerenti al terzo settore; le agevolazioni fiscali per i locatori che nel 2020 hanno subito morosità, oltre all'istituzione di fondi da dedicare al completamento dei cicli di dottorandi e provvedimenti a favore dei bus turistici, delle startup , delle emittenti locali. Altre misure sono a sostegno delle fragilità, come l'istituzione del fondo per i genitori separati o a sostegno del turismo, come il fondo dedicato alle terme e quello per la valorizzazione delle nostre città d'arte e dei nostri borghi. Importante è il fondo dedicato al welfare aziendale e alle società sportive dilettantistiche, così come è significativa la proroga dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) a fine settembre e il differimento di un anno per la segnalazione dell'esposizione debitoria rilevante relativa al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, anche se sarebbe stato qui necessario un intervento più radicale con una vera e propria proroga per differire una norma che non è conciliabile con il periodo pandemico che stiamo vivendo e la conseguente crisi economica. Da segnalare inoltre sono il riconoscimento del diritto al lavoro e la tutela della salute per i professionisti. Nel piano vaccinale è stata inserita, inoltre, la priorità di accesso ai vaccini per i malati oncologici in follow-up e la possibilità di effettuare i vaccini alle infermiere volontarie della Croce Rossa. Insomma, si tratta di una serie di misure che a livello parlamentare hanno completato il decreto, ma che saranno ancora più efficaci in combinazione con gli altri impegni richiesti al Governo per il provvedimento sostegni- bis attraverso un ulteriore intervento sui costi fissi come la riduzione della Tassa sui rifiuti (Tari) e la proroga e l'ampliamento del credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo; le iniezioni di liquidità alle imprese attraverso nuovi fondi di garanzia dello Stato e una moratoria per i mutui esistenti; preziose risorse per la ripartenza. Sono richiesti inoltre una maggiore attenzione ai lavoratori stagionali e un incremento di 100 milioni per il settore della montagna. Tutto questo completa il decreto che già di per sé si distingue dai precedenti ristori per la ratio con cui è stato concepito attraverso l'allargamento della platea dei destinatari dei contributi a fondo perduto e l'eliminazione delle cruciali criticità derivanti dall'utilizzo dei codici Ateco, pur nell'invariata disponibilità delle risorse - ricordo 32 miliardi - votate con lo scostamento dello scorso gennaio, risorse con cui si sono dovuti affrontare più temi. Il provvedimento si compone di cinque titoli. Il titolo I è dedicato al sostegno alle imprese e all'economia con gli articoli che includono i contributi a fondo perduto per le imprese, con una copertura di 11,15 miliardi di euro; il sostegno per il settore della montagna; l'implementazione del fondo per i lavoratori autonomi e professionisti di un 1,5 miliardi di euro; e ancora l'intervento riservato agli adempimenti fiscali attraverso la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente di riscossione e l'introduzione dell'annullamento dei debiti a residuo fino a 5.000 euro dei singoli carichi relativamente al periodo dal primo gennaio 2000 al 31 settembre 2010 per i redditi non superiori a 30.000. Successivamente si fa riferimento all'incremento di 420 milioni per il fondo dedicato alle utenze elettriche e alla tariffa del canone RAI che - come sopra ho evidenziato - l'attività emendativa ha voluto completare. Il titolo II prevede disposizioni in materia di lavoro, essenzialmente incrementando la cassa integrazione, prevedendo indennità per i lavoratori stagionali del turismo e dello sport, senza tralasciare le misure a sostegno delle fragilità, esoneri contributivi per le filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura. Il titolo III prevede misure in materia di salute e sicurezza, stanziando 2,8 miliardi di euro destinati ai vaccini e farmaci per la cura del Covid e 51,6 milioni per i Covid hotel. Il titolo IV concerne gli enti territoriali con interventi da 1,5 miliardi in favore dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province; il rimborso delle spese sanitarie delle Regioni per le emergenze per l'anno 2020; il ristoro parziale dei Comuni a fronte delle entrate non percepite tramite l'imposta di soggiorno. Rientrano in questo titolo anche il fondo istituito presso per il MEF per il sostegno alle attività economiche delle Regioni colpite dall'emergenza e il fondo di 800 milioni per supportare il trasporto pubblico locale nel 2021. Al titolo V invece appartengono le altre disposizioni urgenti, le misure per favorire le attività didattiche e per il recupero delle competenze degli studenti, anche per quanto riguarda il sostegno delle attività scolastiche in forma digitale per le Regioni del Mezzogiorno, le misure a sostegno delle università e della formazione artistica e di ricerca e, ancora, la tutela delle persone con disabilità, misure per la funzionalità delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, delle Capitanerie di porto, delle Forze armate, la proroga dell'operazione «Strade sicure», che con l'attività emendativa è stata sostenuta con 10 milioni di euro, e tutte le misure per il sistema delle fiere, delle filiere produttive, per la cultura e per la Protezione civile. Ora il decreto sostegni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo, tardi rispetto ai precedenti ristori votati prima di Natale e rispetto all'acuirsi della crisi, ma nei primissimi mesi di quest'anno si sono verificati gli avvenimenti che tutti conosciamo: la crisi e la caduta del Governo Conte II e l'istituzione del Governo Draghi. Già dai primi provvedimenti, compreso il presente, si è segnato un cambio di passo che è stato confermato con l'elaborazione finale del PNRR, piano fondamentale per la ripartenza e il futuro del sistema Paese, reso significativo dall'integrazione di contenuti della nuova stesura e poi inviato a Bruxelles nei termini previsti. Ecco i passi in avanti che si auspicavano con la nascita di questo nuovo Governo di unità nazionale e di salute pubblica, Governo che ora, con le vaccinazioni, le riaperture graduali e il miglioramento progressivo dei provvedimenti, grazie a un Parlamento partecipativo, darà un impulso efficace a quanti stanno chiedendo da mesi e mesi aiuti concreti. È chiaro che sarebbe stato auspicabile realizzare ulteriori provvedimenti a sostegno del Paese e che si può e si deve fare meglio, ma è altrettanto evidente che solo il riavvio verso una nuova, ma piena normalità favorirà la ripresa della nostra economia e soprattutto della nostra vita. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Manca. MANCA, relatore . Signor Presidente, desidero prima di tutto ringraziare il ministro Daniele Franco, il ministro D'Incà e la vice ministra Laura Castelli, che, insieme ai sottosegretari Caterina Bini e Claudio Durigon, hanno lavorato con intensità e con grande spirito di collaborazione. Voglio partire da questo primo ragionamento, condividendo tutta la relazione che la correlatrice senatrice Toffanin ha appena svolto, perché, a mio avviso, è significativo dell'identità che abbiamo voluto dare a tale percorso di collaborazione che ritengo essere una bella pagina di collaborazione proficua e positiva tra Parlamento e Governo. C'è stata infatti una grande collaborazione della struttura tecnica del Ministero dell'economia e delle finanze, che non va mai dimenticata, a cominciare dal capo di Gabinetto, dottor Chiné, ma in rappresentanza di tutte le diverse articolazioni di un Dipartimento delle finanze assai importante, perché vi si riscontrano i criteri fondamentali propri anche dei principi costituzionali: l'imparzialità e la professionalità sono elementi decisivi per salvaguardare il futuro del Paese ed elementi di terzietà che credo siano da ribadire di fronte ad ogni provvedimento, perché vi è stato un percorso molto lungo e complesso. Da diversi mesi la crisi pandemica ci costringe a leggi di bilancio praticamente sotto falso nome, nel senso che sono decreti Covid, che in realtà hanno nella complessità di una legge di bilancio l'elemento fondamentale da cui dobbiamo partire. Questa collaborazione, quindi, è stata vera e reale e ci ha consentito anche di costruire grande convergenza nelle forze politiche di maggioranza che sostengono questo Governo e soprattutto di lavorare anche con le opposizioni, pur nella distinzione dei ruoli, all'interno di una leale collaborazione, che ha determinato alcune intese che hanno insieme consentito la conclusione di un percorso non banale, né scontato, ma molto complesso, che ovviamente il decreto-legge in sé racchiudeva. I pilastri del decreto sono sostanzialmente quattro e rappresentano sostegni importanti. Nel provvedimento affrontiamo un tema reale di sostegno alle imprese, alle partite IVA e all'economia più fragile. Si tratta di un sostegno rilevante, che ha segnato anche l'identità fondamentale della conversione, attraverso la quale in Parlamento abbiamo voluto mettere la maggioranza che sostiene il Governo nelle condizioni di affiancarsi a una fragilità reale. La crisi pandemica ha richiesto tante misure di limitazione di molte piccole attività ed era giusto rispondere a questa domanda di aiuto, che rischiava di essere anche una contrapposizione tra Istituzioni e piccole realtà che avrebbe potuto produrre conflitto e sicuramente comportato un rallentamento della ripartenza economica del Paese. Si è quindi deciso (qui non ci sono emendamenti a prima firma, ma di tutti i Gruppi di maggioranza) di dare una risposta rilevante a questi temi. Mi riferisco all'esenzione totale dal pagamento della prima rata IMU per le imprese che hanno perso fatturato e credo che aver previsto, in sede di conversione in Parlamento, 216 milioni di euro per una prima importante riduzione dei costi fissi delle imprese corrisponda al primo dovere che abbiamo, ossia intervenire per dare una risposta all'abbattimento dei costi fissi e ricostruire una leale collaborazione tra lo Stato e le piccole attività economiche che sono state fortemente colpite dalle limitazioni pandemiche. Lo abbiamo fatto intervenendo sull'IMU e con l'azzeramento del costo di occupazione di suolo pubblico. La cosiddetta tassa sui tavolini è insopportabile; nel momento in cui chiediamo alle piccole attività economiche di operare in esterno, è giusto che lo Stato ricambi con l'esenzione dal suo pagamento. Si tratta di uno sforzo collettivo per rimettere in movimento il Paese; stiamo parlando di centinaia di migliaia di partite IVA e attività alle quali abbiamo tolto un'insopportabile tassa che andava azzerata per tutto il 2021 come elemento e contributo decisivo di alleanza, ripartenza e ripresa insieme delle attività. Il suolo pubblico è anche un'immagine positiva e una luce delle nostre città, affinché si torni a dare importanza alla partecipazione dei cittadini all'interno dei centri storici. Queste due misure, che insieme all'esenzione dal pagamento del canone RAI valgono 430 milioni di euro, sono condivise e - secondo me - hanno dato dignità alla leale collaborazione tra il Parlamento e le realtà economiche più fragili e deboli, coinvolte in una crisi pandemica molto complessa. È un primo segnale - non l'ultimo - che tuttavia ha caratterizzato l'identità di questa conversione. A mio avviso, la crisi pandemica ci ha messo di fronte temi fondamentali. Diventa ancora più importante ragionare sulla cura della persona e sulla presa in carico di una comunità. Per questo motivo, il secondo pilastro è rappresentato dal sostegno al lavoro. Il provvedimento contiene tante misure importanti per salvaguardare, con gli ammortizzatori sociali, i livelli occupazionali. È da tempo che stiamo facendo un lavoro importante (anche durante il Governo Conte II) e negli ultimi mesi abbiamo lavorato con grande intensità in Parlamento. Il secondo importante sostegno viene dato dal provvedimento al settore del lavoro. Gli ammortizzatori sociali non sono una forma di assistenzialismo inutile, ma rappresentano la precondizione per evitare che una crisi pandemica si trasformi in un gigantesco conflitto sociale. Saranno poi necessarie le riforme e dovremo riformare quest'istituto, ma la crisi pandemica ci ha dimostrato che il primo obiettivo che il Governo ha introdotto - quello di non lasciare sole le persone - era una decisione fondamentale per tutelare la coesione sociale del Paese ed evitare un conflitto che avrebbe potuto produrre danni seri anche al futuro e alla ripartenza dell'economia e della società. Questi sono i pilastri dell'identità di un Paese. Avremo mostrato limiti ed errori, ma aver deciso subito che l'attenzione andava dedicata al lavoro e all'impresa, proprio per evitare un conflitto sociale, è stata, a mio avviso, una scelta giusta, perché qui stiamo operando sui 32 miliardi di scostamento autorizzati (si tratta del penultimo scostamento, perché l'ultimo votato in quest'Aula sarà utilizzato dal decreto sostegni- bis ). Tuttavia, queste misure di oltre 200 miliardi portano l'Italia tra i primi Paesi europei, insieme alla Germania, ad aver utilizzato risorse fondamentali per la competitività economica, oltre che per la tenuta della coesione sociale. Avremo avuto limiti, sicuramente, perché una crisi pandemica introduce sforzi inimmaginabili e non prevedibili, ma credo che la strada intrapresa sia stata giusta, coraggiosa e importante e ad essa dobbiamo guardare con grande attenzione e grande senso di responsabilità. Il terzo sostegno riguarda la salute. Abbiamo introdotto in questo decreto-legge tutte le risorse necessarie non solo per acquisire i vaccini, ma per dare velocità al piano di vaccinazione. Averlo fatto portando le vaccinazioni a circa 500.000 giornaliere ha rappresentato e rappresenta la prima misura economica per ripartire: questa è la questione cruciale. Chiaramente, il decreto ci mette nelle condizioni di disporre di risorse sufficienti per realizzare tale grande, primo e importante obiettivo di questo Governo: velocizzare il piano di vaccinazione è la prima misura economica per uscire dalla crisi pandemica. Il quarto sostegno importante è agli enti territoriali. Colleghi, se siamo arrivati fin qui, senza conflitti e senza contrapposizioni tra i diversi livelli di Governo, credo che molto sia dipeso anche dalla risposta che abbiamo saputo dare alle dimensioni territoriali. Le fragilità sociali abitano nel territorio: aver messo al centro importanti interventi di sostegno agli enti locali e alle Regioni; aver reso più flessibile il debito di una Regione; infine, aver garantito ai Comuni le condizioni fondamentali con risorse aggiuntive per coprire il mancato gettito delle prestazioni che in pandemia non potevano generare entrate, sono state, a mio avviso, scelte fondamentali e decisive per la tenuta di questo Paese. Questi quattro sostegni ai pilastri più importanti segnano una continuità delle risposte, ma anche una volontà precisa del Governo di dare un'accelerazione importante alla prima misura economica fondamentale, che è la tutela della salute e il piano di vaccinazione. Abbiamo compiuto la conversione in esame non solo guardando a questo decreto-legge. Abbiamo portato le risorse a disposizione, in sede di conversione, da 550 a 770 milioni di euro, grazie alla collaborazione con il Governo. È una scelta giusta, che ci mette tuttavia anche nelle condizioni di predeterminare un indirizzo fondamentale, che abbiamo condiviso e votato in Commissione, che è quello di dare elementi fondamentali per indirizzare il prossimo decreto. Questo per me ha una valenza politica grande, perché è forse una delle prime volte nelle quali ci sono sintonia, sinergia e allineamento anche rispetto a come il Governo attuerà il prossimo decreto in Consiglio dei ministri. Abbiamo dato un indirizzo preciso su alcune tematiche fondamentali. Le ricordo velocemente per questioni di brevità, ma sappiamo che nel prossimo decreto-legge è necessario intervenire sul credito di imposta sulle locazioni, perché è un vuoto fondamentale da colmare. Serve una misura urgente per dare un credito di imposta sulle locazioni commerciali, perché lì si rischia di consumare un problema reale. Secondo aspetto fondamentale del prossimo decreto: introdurre misure aggiuntive per i Comuni a sostegno delle fragilità. Abbiamo cioè deciso di dire al Governo che è necessario occuparsi immediatamente delle fragilità che abitano nel territorio, perché la crisi pandemica lascia ancora nel territorio i problemi delle fragilità sociali. Occorre un fondo ulteriore per aggiungere risorse al sistema delle autonomie locali per contrastare le fragilità. Ancora, abbiamo introdotto una prima misura per abbattere i costi fissi, ma ce ne sono altre, a cominciare dall'eliminazione della Tari per chi ovviamente è stato chiuso e deve continuare a ridurre costi fissi per le attività economiche. Parliamo di misure fondamentali. Penso a un tema vero: il disagio psicologico che colpisce i nostri ragazzi. Le misure della solitudine che, purtroppo, hanno chiuso nella dimensione domestica le persone, a cominciare dai giovani, pongono problemi reali circa la necessità del confronto. Il disagio psicologico tra i minori è una questione cruciale per il futuro di questo Paese. Si è detto al Governo che serve un fondo straordinario per aggiungere risorse ai consultori, per allargare un diritto, quello di contrastare il disagio psicologico dei giovani. Questo sarà un tema del prossimo provvedimento, ed è un'iniziativa importante che abbiamo intrapreso e che, insieme alle altre misure, determina un intervento ulteriore nel mondo del lavoro per i lavoratori cosiddetti stagionali, quelli più fragili. Il mondo dello spettacolo e della cultura contempla aree di precarietà che esistevano già prima della crisi pandemica: aver chiesto al Governo di utilizzare il prossimo provvedimento per risolvere questi limiti è un altro elemento fondamentale della conversione in esame. Per tale motivazione, ritengo che questa sia una pagina positiva del lavoro che abbiamo compiuto insieme. Perciò credo sia un lavoro che complessivamente va attribuito a una grande responsabilità di coesione della maggioranza che, pur di fronte a identità differenti, ha preso tra le mani quella più importante, che è l'interesse nazionale, che credo rappresenti una pagina positiva del lavoro parlamentare e del ruolo del Parlamento anche in relazione al Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore De Carlo, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. DE CARLO, relatore di minoranza . Signor Presidente, abbiamo affrontato e commentato il decreto-legge sostegni - primo provvedimento di aiuto alle imprese e all'economia nazionale del nuovo Governo Draghi - con la stessa obiettività e con la stessa onestà intellettuale con le quali ci siamo approcciati ai provvedimenti del precedente Governo Conte e abbiamo votato quasi 200 miliardi di scostamento in un anno. Tali scostamenti e decreti si inseriscono in una situazione drammatica, ben evidenziata nel Documento di economia e finanza (DEF) recentemente approdato in Aula. Il DEF, infatti, evidenzia una revisione al ribasso delle stime di crescita per l'anno in corso rispetto a quanto previsto dal documento programmatico di bilancio dello scorso ottobre: si passa da una crescita programmatica del 6 per cento a una del 4,5, motivata dal DEF come conseguenza della ripresa dei contagi e delle nuove restrizioni. Una situazione, quindi, certamente figlia della pandemia, ma anche di una gestione poco attenta all'equilibrio tra le esigenze sanitarie e quelle economiche, che ha costretto di fatto molte imprese e molti settori a rimanere chiusi senza precise evidenze scientifiche che ne attestassero la pericolosità. Di conseguenza, è lo Stato a cercare di porre rimedio attraverso l'intervento pubblico, che si è rivelato, ahimè, poco efficace. Sempre con onestà intellettuale, in tema di indennizzi alle imprese, o ristori, che dir si voglia, abbiamo accolto con soddisfazione - trattandosi peraltro di due modifiche chieste a gran voce da Fratelli d'Italia, proposte ripetutamente nei nostri emendamenti ai provvedimenti del Governo Conte - l'estensione dei contributi a fondo perduto alla platea dei professionisti e il superamento della logica fredda dei codici Ateco. Ancora, con la stessa lucidità intellettuale, non possiamo non ribadire l'inadeguatezza dell'ammontare dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto-legge, a favore soprattutto del mondo produttivo: erano inadeguati i ristori del precedente Governo Conte e lo sono egualmente quelli dell'attuale Governo Draghi, a maggior ragione considerando il perdurare dell'emergenza sanitaria che aumenta sempre di più le difficoltà del mondo produttivo. Parliamo di contributi che, a seconda del volume d'affari, vanno dall'1,7 al 5 per cento del fatturato perso complessivamente nell'intero 2020. Credo che già questo dica tutto e le percentuali si commentano da sole, purtroppo. Si tratta piuttosto di una presa in giro, che non di qualcosa che possa definirsi un contributo: non saprei come altro definire quei 2.500 euro per un commerciante, un artigiano o un ristoratore che nel 2020 hanno subito una perdita 50.000 euro, magari dimezzando il loro fatturato rispetto all'anno precedente. Questo è il caso più favorevole, perché, salendo il volume d'affari, come detto, la quota del contributo diminuisce rispetto alla perdita subita. Purtroppo, sul tema non vediamo sostanziali differenze rispetto ai decreti-legge ristori del Governo Conte; vediamo, anzi, assoluta continuità, e a dirlo sono le cifre, che evidenziano come siano quasi praticamente identici negli importi. Le cifre sono impietose anche sotto l'aspetto del lavoro. Siamo scesi in piazza il 1 o maggio, mentre altri ascoltavano concerti o comizi improponibili, da palchi autorevoli. Siamo scesi al fianco dei lavoratori, perché i dati del lavoro sono impietosi, con un crollo dell'occupazione del 4,1 per cento, rispetto a febbraio 2020, considerando anche che c'è il blocco dei licenziamenti, e un aumento del 5,4 per cento degli inattivi tra i quindici e i sessantaquattro anni. Non va certo bene alle donne, con 402.000 posti di lavoro persi tra aprile e settembre 2020. La disoccupazione giovanile è in forte aumento, con 159.000 posti di lavoro persi per i ragazzi tra i quindici e i ventiquattro anni. Sono quasi il 15 per cento le partite IVA cancellate e le aziende chiuse. Si tratta di dati impietosi, ma non sono questi gli unici ad essere tali. Sono sempre le cifre a dirci che i ristori sono stati e sono tuttora irrisori. La CGIA di Mestre ha stimato, per il solo 2020, una perdita di fatturato complessivo, per le imprese italiane, di circa 423 miliardi di euro. A fronte di questo, il Governo Conte ha destinato alle imprese 11,3 miliardi di euro, a titolo di contributi diretti a fondo perduto, pari ad appena il 2,7 per cento del fatturato perso. Il decreto-legge sostegni ha stanziato poco più di 11 miliardi di euro: la cifra è simile, ma la platea è più vasta, comprendendo anche i professionisti ed avendo eliminato ovviamente i codici Ateco. Sommando tale misura alle precedenti, arriviamo a ristori che coprono il 5,3 per cento del fatturato perso nel solo 2020. Il presidente Draghi ha affermato che il Governo si è mosso nell'ambito dei 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio già approvato: si poteva fare di più per le imprese e le partite IVA, ma, come sempre, è una questione di priorità e di scelte. È una scelta politica e, per questo, crediamo che si dovesse e si potesse fare di più. Ci saremmo aspettati decisamente di più dal decreto-legge sostegni. Lo aspettiamo da dicembre, l'abbiamo aspettato per Pasqua e probabilmente lo vedremo licenziato a Pentecoste. In coerenza con quanto detto sinora, ci saremmo aspettati un Governo che mettesse a terra manovre diverse, ma non siamo i soli, perché il decreto-legge sostegni è stato addirittura bocciato dalla stessa maggioranza, considerato che sono stati presentati complessivamente oltre 3.000 emendamenti, dei quali meno del 15 per cento erano di Fratelli d'Italia, unica forza all'opposizione: il rimanente 85 per cento erano della maggioranza, che in questo modo sconfessa l'operato stesso del suo Governo. Proprio per questo ci aspettavamo di più, anche dal passaggio nelle Commissioni, in cui abbiamo provato a migliorare il provvedimento, con proposte che andassero nel verso di un intervento per sostenere completamente i settori in crisi e lo abbiamo fatto attraverso emendamenti puntuali. Come abbiamo detto nei mesi scorsi, era necessario in primo luogo intervenire sui costi fissi, che gravano sulle imprese, in quanto la logica del bonus una tantum non risolve il problema del mondo produttivo e della continuità imprenditoriale. Se non lo risolveva prima, a maggior ragione non lo fa ora, dopo un anno di chiusure e restrizioni. Abbiamo ribadito per questo la necessità di intervenire a copertura dei costi fissi che gravano su imprese, artigiani, commercianti e lavoratori autonomi, quali, ad esempio, canoni di locazione, mutui e leasing in essere, utenze, imposte e tasse, premi assicurativi, versamenti contributivi, quando indipendenti dal fatturato, come nelle gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti. Invece il decreto-legge prevede poco o nulla in tal senso. Qualche piccolo passo avanti è stato fatto con alcuni interventi approvati nelle Commissioni, che hanno previsto ad esempio l'esenzione totale dal pagamento del canone RAI per le strutture ricettive e per i locali di somministrazione o anche la proroga dal 30 giugno al 30 dicembre dell'esenzione della tassa sull'occupazione del suolo pubblico. Lo stesso vale per l'esenzione dal pagamento della prima rata IMU per le imprese che nel 2020 hanno subito un calo di fatturato almeno del 30 per cento. Si tratta comunque di interventi di portata molto limitata e per l'appunto insufficienti, a maggior ragione se si considera che nel 2020 è terminato per quasi tutti i settori anche il credito d'imposta del 60 per cento sui canoni di locazione degli immobili utilizzati nell'attività di impresa. Per gli altri settori è terminato il 31 dicembre 2020, dopo averne beneficiato per i mesi da marzo a giugno e da ottobre a dicembre. Fratelli dall'Italia a tal proposito ha presentato due proposte emendative al decreto-legge, che sono state trasformate, nel corso dell' iter in Commissione, in ordini del giorno, che impegnano il Governo a valutare l'opportunità di prevedere ristori commisurati ai costi fissi e l'estensione dei crediti di imposta sulle locazioni. Sempre in tema di locazioni, accogliamo positivamente il fatto che in un emendamento al decreto-legge sia stata prevista la non tassabilità dei canoni di locazione non percepiti dal proprietario dell'immobile locato, come da tempo proposto da Fratelli d'Italia, anche in relazione al decreto-legge sostegni. Positiva è la novità che riguarda i professionisti. Grazie a un emendamento presentato da Fratelli d'Italia, è stata approvata la misura che riconosce il principio del differimento per malattia Covid dei termini relativi agli adempimenti che i professionisti devono rispettare a tutela di questi ultimi e dei loro clienti. Ora, però, con il concorso di tutti, bisogna approvare il disegno di legge di Fratelli d'Italia per estendere i diritti anche a quelle categorie che fino ad oggi si sono sobbarcate il costo delle loro malattie. Bisogna estendere l'applicazione dei regimi facoltativi della cedolare secca e del canone concordato anche per gli immobili non abitativi, prevedendo la possibilità di optare da parte del proprietario per la stessa tassazione prevista per i canoni di affitto derivanti dagli immobili a uso abitativo. Anche questa è una proposta di Fratelli d'Italia. Abbiamo proposto di elevare al 100 per cento l'entità di ristori previsti per le imprese e le partite IVA con volume d'affari fino a 400.000 euro. Attualmente sono pari al 60 per cento della perdita mensile fino a 100.000 euro e al 50 per cento per la fascia tra i 100.000 e i 400.000 euro, sempre con riferimento alla perdita mensile. Riteniamo necessario tutelare i settori di rilevanza strategica dalle scalate ostili da parte di aziende straniere che potrebbero approfittare della debolezza del tessuto finanziario, economico e sociale del Paese come conseguenza della nuova ondata pandemica. Alla luce anche del recente caso Iveco, abbiamo proposto di estendere al settore automobilistico l'uso dello strumento della golden power . Allo stesso tempo, abbiamo proposto di prorogare l'esercizio dei poteri speciali al 31 dicembre 2021 in tutti i settori strategici e, in particolare, quelli finanziari, bancari e assicurativi, dell'agroalimentare e del siderurgico. A questo proposito, balza agli occhi il cortocircuito interno alla maggioranza relativamente all'articolo 37, la cui finalità è intervenire per supportare con una finanza ponte anche le aziende in amministrazione straordinaria e a cui, in realtà, i tempi di approvazione del decreto-legge di fatto impediscono di avere liquidità in tempo breve. Porto un esempio che conosco: la Acc di Trichiana, un'azienda del mio territorio, paga sulla propria pelle la carenza di liquidità. È una diatriba tutta interna alla maggioranza tra chi ne riconosce il progetto come strategico, e quindi meritevole di intervento pubblico, e chi invece crede che a intervenire debbano essere i privati. Peccato che a rimetterci siano i dipendenti, illusi da mesi di promesse non mantenute. Questa è l'unica discontinuità che abbiamo visto sul campo tra il Governo precedente e questo, ma in peggio. Abbiamo chiesto per le imprese che hanno subito un calo di fatturato nel 2020 che la variabile passi dal 25 al 33 per cento a seconda del volume d'affari. Sulla scuola, tenendo fede alla nostra linea politica e per dimostrare di essere un'opposizione costruttiva e super propositiva, non solamente - come leggiamo oggi da qualche agenzia - una che grida e basta, abbiamo proposto soluzioni per la mobilità straordinaria per l'eliminazione del vincolo quinquennale, il concorso riservato solo per i direttori dei servizi generali amministrativi, l'aumento dell'aliquota per la mobilità interprovinciale, la mobilità straordinaria per i dirigenti scolastici. Da parte nostra, ci sono fatti e non parole in favore del personale della scuola (precari, dirigenti scolastici e personale ATA). Abbiamo sostenuto molti emendamenti dell' Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e dell'Unione Province d'Italia (UPI). Ne è stato approvato uno che riguarda l'adeguamento dell'accantonamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Tali proposte emendative erano finalizzate a dare respiro finanziario ed economico agli enti locali, che - lo dico da sindaco - sono le istituzioni di prossimità ai cittadini e che sono in prima linea nel combattere l'emergenza Covid. Avevamo segnalato per primi che i Comuni non riuscivano ad approvare i bilanci entro il 30 marzo e con un emendamento avevamo già proposto di prorogare il termine al 31 marzo. Signor Presidente, cito quello che forse ha messo più in crisi la maggioranza, ossia all'articolo 4, che definiamo una mezza rottamazione, che non è né carne, né pesce e che serve a poco, se non alle esigenze dell'amministrazione per abbassare il magazzino fiscale. Ai cittadini e alle imprese serve davvero poco, perché è limitato a un importo di 5.000 euro e a coloro che hanno un reddito entro i 30.000 euro lordi l'anno. Si tratta di una misura inutile e ingiusta, perché si rivolge a una fetta di popolazione estremamente limitata e che potrebbe giovare ai cattivi pagatori che lo sono per negligenza e non per errore. Avevamo proposto la sospensione delle cartelle e una maggiore rateizzazione, dando così risposte non solo a qualcuno. Signor Presidente, c'è poi il tema molto importante delle rendicontazioni delle spese regionali. È un emendamento di Fratelli d'Italia. In un momento di difficoltà le esigenze sanitarie connesse all'emergenza Covid non possono essere perimetrate in gabbie normative, come effettuato dai vecchi decreti. Ci vuole flessibilità. Bisogna concedere alle Regioni che le rendicontazioni vengano considerate come un unico finanziamento e le varie risorse assegnate dai quattro decreti, prescindendo dai limiti finanziari che i vari commi dei singoli articoli prevedono per ciascuna linea di attività. Un'emergenza si affronta con strumenti emergenziali, non con quelli ordinari. Per concludere, signor Presidente, il sunto è quello di un provvedimento insufficiente ed inefficace che, nella piena tradizione del Governo Conte II, rimanda a un successivo provvedimento: tutto cambia, perché nulla cambi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi senatori e senatrici, il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi è solamente un piccolo tassello all'interno di un più ampio quadro di aiuti e sostegni che, da un anno a questa parte, Parlamento e Governo stanno mettendo in atto per provare a fornire un supporto concreto a fronte della crisi che sta attraversando il Paese ormai da troppo tempo. Tutti abbiamo la consapevolezza che non si tratta di soluzioni definitive né risolutive, soprattutto per i tanti operatori economici che hanno dovuto ridurre, in maniera talvolta drastica, la loro attività e che, proprio a causa di questa crisi, sono stati costretti a scelte molto difficili e, addirittura, anche alla chiusura delle loro attività. C'è ancora molto da fare ed è per questo che il Governo è al lavoro già da settimane per varare il prossimo decreto sostegni, che sarà approvato a giorni e su cui tutti lavoreremo, per migliorarlo. Oggi, tuttavia, siamo chiamati a discutere e a votare un provvedimento che costituisce un passo importante. Il lavoro fatto dal Parlamento è stato assai significativo ed è andato anche nella direzione giusta. Tanti sono stati gli emendamenti approvati in Commissione e di questo, ovviamente, dobbiamo rendere grazie ai suoi membri che hanno lavorato molto bene e che hanno cercato di raccogliere le istanze di tutte le categorie, o quasi perché qualcuna è sicuramente rimasta fuori. A questo riguardo, non posso non pensare all'incremento del fondo da destinare alle imprese di trasporto passeggeri operanti nel settore del trasporto pubblico non di linea, che erano state escluse dai precedenti provvedimenti; o, ancora, all'esenzione della prima rata IMU per i soggetti che svolgono attività di impresa, di cui ha parlato il relatore poco fa; oppure, penso alle imprese che producono reddito agrario. Ancora, vi è un importante contributo all'Ospedale pediatrico Bambin Gesù al fine di riconoscere i maggiori costi operativi sostenuti per la gestione dell'emergenza Covid-19, nonché da quelli derivanti dall'incremento delle prestazioni ad alta complessità proprio in conseguenza della pandemia. Alcuni emendamenti insistono sull'esigenza che probabilmente in questo momento è quella maggiormente sentita, cioè quella di accelerare i vaccini. Noi di Italia Viva, da questo punto di vista, siamo stati i primi a sostenere la necessità di un'accelerazione della campagna vaccinale e, in questo senso, non possiamo che ringraziare il presidente Draghi, che si è impegnato e continua a impegnarsi in maniera assolutamente fattiva su questo tema. Consentitemi anche un ringraziamento al generale Figliuolo che, fino ad oggi, ha rispettato in maniera assolutamente precisa tutti gli impegni che aveva preso e anche i programmi che si era dato e che sta continuando a darsi. Siamo certi che i risultati non tarderanno a vedersi. In quest'ottica, l'emendamento voluto da Italia Viva introduce la possibilità anche per le strutture alberghiere, che hanno patito moltissimo la crisi, di diventare hub vaccinali a disposizione del sistema sanitario italiano, per accelerare il più possibile i tempi e facilitare l'accesso di tutti coloro che ancora si devono sottoporre alla vaccinazione. Grazie all'impegno di Italia Viva è stato approvato anche un importante emendamento, che fornisce un aiuto concreto per contrastare la crisi in atto nel comparto del trasporto marittimo e, in particolare, nel settore della movimentazione dei container e nell'attività di trasbordo merci. L'emendamento porta anche la mia firma: l'ho fortemente voluto, anche perché sollecitato da miei corregionali e da colleghi parlamentari alla Camera dei deputati, convinto che sia necessario e non più procrastinabile intervenire, dando un ausilio reale ed effettivo agli operatori portuali fortemente colpiti dall'emergenza epidemiologica. Debbo dire che è stato un lavoro di squadra. C'erano l'emendamento del senatore Emilio Floris e quello del senatore Emiliano Fenu, analoghi. È stato dunque un lavoro fatto in sinergia e il risultato è arrivato. L'emendamento in discorso riconosce un'indennità ai lavoratori in esubero dei porti per cui si è realizzata una sensibile diminuzione del traffico rotabile e passeggeri e al contempo permangono stati di crisi aziendale o cessazioni delle attività terminalistiche delle imprese portuali. La nostra volontà è dunque quella di sostenere fortemente l'occupazione al contempo di evitare gravi pregiudizi all'operatività e all'efficienza portuali. Dobbiamo tener presente che il settore del trasporto marittimo è assolutamente vitale per molte Regioni e in primo luogo per la mia di appartenenza, la Sardegna. Con questa misura, quindi, ci occupiamo finalmente di un settore che fino a questo momento sembrava poco considerato, ma che deve tornare a essere centrale anche e soprattutto per i lavoratori impiegati nei porti che hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona una crisi dovuta, appunto, all'emergenza pandemica. Mi auguro però - e ci tengo a dirlo - che questo sia solo il primo segnale per la Sardegna in materia di trasporti marittimi; auspico che ci sia una maggiore attenzione di quella manifestata fino ad oggi nei confronti di questo settore, che oggettivamente è stato totalmente ignorato dai Governi che hanno preceduto quello attuale e che, tra l'altro, avevano interrotto il magistrale lavoro fatto dal presidente Gentiloni, il quale purtroppo, per la fine della legislatura, non l'ha potuto portare a termine. Auspico, ad esempio, che si possa riprendere da lì e finalmente risolvere una volta per tutte il problema della continuità territoriale; spero inoltre che la riusciremo a portare in essere anche per queste materie sinergia che abbiamo attuato per questo provvedimento. Desidero tranquillizzare i colleghi che si sono lamentati anche del provvedimento in esame, dicendo che siamo consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto per un Paese che ancora oggi si trova in piena crisi pandemica. Tuttavia, il testo in discussione costituisce sicuramente una svolta e, come dicevo, sarà seguito a breve da un secondo decreto sostegni. Con esso abbiamo raggiunto alcuni importanti traguardi per dare un effettivo e concreto sostegno a tutti coloro che, a vario titolo e in vario modo, sono stati colpiti da questa crisi, dando anche un segnale di speranza a tutti quei settori che ancora devono essere coinvolti e ai quali ovviamente assicureremo tutto il nostro impegno per far sentire che non ci siamo dimenticati di loro. Cercheremo invece di far sentire la nostra presenza e di riavviare l'Italia, che di questo ha davvero tanto bisogno. Siamo certi però che con la guida che abbiamo al Governo questi risultati riusciremo a portarli a casa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice La Mura. Ne ha facoltà. LA MURA (Misto) . Signor Presidente, vorrei sottoporre alla sua attenzione la valutazione di improponibilità dell'emendamento 39.0.66 (testo 2) per due ragioni: estraneità alla materia e rispetto alla competenza delle Commissioni 5 a e 6 a . Quanto all'estraneità alla materia, il decreto-legge contiene disposizioni dirette ad affrontare la crisi economica generata dalla pandemia. Si tratta di misure di sostegno alle imprese e ai lavoratori; inoltre, più in particolare, non contiene alcun intervento a regime per la materia ambientale. L'emendamento approvato in Commissione modifica il codice dell'ambiente per sottrarre la posidonia spiaggiata alla disciplina dei rifiuti, così da poterla considerare risorsa. È dunque evidente che ci sia estraneità. Aggiungo che il decreto-legge ha come fondamento una situazione emergenziale, che non sussiste invece con riguardo all'emendamento 39.0.66 (testo 2), che ritengo debba essere dichiarato improponibile, pena la violazione dell'articolo 77 della Costituzione, quindi l'approvazione di un provvedimento incostituzionale, con conseguente fondato rischio di ricorso innanzi alla Corte costituzionale. Quanto all'estraneità dell'emendamento alla competenza delle Commissioni riunite 5 a e 6 a , ricordo che in 13 a Commissione è in corso l'esame dell'Atto Senato 1571, la cosiddetta legge salvamare, il cui articolo 5 si occupa proprio di questa materia. Per queste ragioni, chiedo che l'emendamento 39.0.66 (testo 2) sia dichiarato improponibile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, sottrarrò pochissimo tempo alla vostra attenzione, anche perché corro il rischio di sembrare ripetitivo. Quando si parla della mancata attenzione nei confronti dello sport, purtroppo bisogna ripetere sempre le stesse cose, ma non importa, perché questa materia merita il rispetto che le si deve. È un settore in crisi - lo abbiamo detto più volte - e forse più di tanti altri non è stato attenzionato come avrebbe dovuto. Anche il decreto-legge sostegni rappresenta l'ennesima occasione persa, come lo è stato il PNRR, anche perché quello che è stato affrontato in tema di sport in tale provvedimento può senza dubbio definirsi minimale. È vero, al suo interno c'è un riferimento al mondo del lavoro sportivo e di questo ovviamente siamo grati; c'è dunque un'attenzione rivolta al comparto dei lavoratori sportivi. Si tratta di un comparto di difficile affermazione sotto il profilo della fattispecie giuridica, ma ciononostante ha avuto riconoscimenti da parte dello Stato, e di questo ovviamente non possiamo che compiacerci. Si sta sempre più affermando, in tutti i provvedimenti che abbiamo esaminato nel corso di quest'anno pandemico (e non sono stati da meno sia il PNRR sia il decreto-legge sostegni), una tendenza pericolosa: sostenere sicuramente una parte importante della filiera, quella dei lavoratori, ma dimenticando quella dei datori di lavoro, delle cosiddette aziende e delle imprese che fanno parte di questo importante comparto. Dell'architrave, ossia le associazioni sportive, si parla in tutte le salse, ma non trova mai un'applicazione pratica e concreta. La battuta che viene sempre più spesso ripetuta in questi contesti è che avremo lavoratori, ma arriveremo al punto che non ci saranno più i datori di lavoro. È un'affermazione importante, che oserei definire drammatica e che si scontra con quello che sta accadendo all'interno del mondo dello sport. Abbiamo cercato di correggere questa impostazione in chiave emendativa; ci abbiamo provato in tutti i modi. Non ci resta che andare a denunciare con chiarezza, con decisione e soprattutto con orgoglio, che abbiamo provato a correggere questa impostazione, ma ci è stato detto di no. Allora è giusto che il mondo dello sport sappia a cosa è stato detto di no. Nel decreto-legge sostegni l'unico riferimento al mondo dello sport - l'ho già detto - è quello dei lavoratori, ma per quello che riguarda altri aspetti contributivi abbiamo visto un richiamo indiretto a questo mondo: ci sono stati infatti provvedimenti che riguardavano i possessori di partita IVA e, nel caso specifico, tutte le aziende che si occupano di attività sportive o di gestione di impianti sportivi sono state ricondotte al mondo delle piccole e medie imprese. Quindi c'è stato un richiamo totalmente indiretto. C'è però una grande difficoltà che si è enucleata nel provvedimento: la platea dei possibili beneficiari è stata circoscritta, perché tra i requisiti necessari per avere un'agevolazione c'era il possesso della partita IVA. Ebbene, il 90 per cento delle associazioni sportive non è in grado di avere questo requisito, e questo le ha escluse. In più, il restante 10 per cento è stato ulteriormente penalizzato, perché sono stati esclusi i ricavi istituzionali, ossia le quote di iscrizione, e il provvedimento agevolativo è stato ricondotto esclusivamente alle attività commerciali. Questo per quello che riguarda gli aspetti legati alle agevolazioni e ai ristori. Il nostro relatore di minoranza, senatore De Carlo, ha ricordato però il tema dei costi fissi: non si è parlato assolutamente del modo attraverso il quale correggerli, non si è parlato delle moratorie per i mutui e per i leasing, né dei canoni, dello stralcio degli addebiti e soprattutto del blocco delle utenze. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa intervenendo in questa direzione, affinché le società possano avere risposte importanti. Mi avvio a concludere, signor Presidente, facendo due ultime considerazioni. Siamo opposizione responsabile e, quando parliamo di responsabilità, sappiamo anche vedere quello che di buono all'interno di un provvedimento è stato fatto, non tanto nella prima stesura, quanto nella fase emendativa. In questa circostanza, abbiamo ritenuto opportuno sottoscrivere due emendamenti della maggioranza, uno del centrodestra, che ha differito l'entrata in vigore del decreto sul lavoro sportivo al dicembre 2023, e un altro importante, a prima firma del senatore Errani, che ha circoscritto gli effetti della concessione dei voucher . Si tratta di un provvedimento importante; mi verrebbe in mente - citando una frase del senatore Agnelli - che solo la sinistra può fare cose di destra. (Applausi) . Nel caso specifico, la sinistra si è ricordata dei datori di lavoro, cercando di andare a trovare quell'equilibrio all'interno del decreto tra lavoro e azienda, tra lavoro e impresa. Bene, sono atteggiamenti da opposizione responsabile, che continuerà a segnalare a questo Governo, in termini di vigilanza, cosa dovrà essere fatto, senza trascurare la possibilità di convergere su ciò che è giusto e su ciò... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signora Presidente, cari colleghi, vorrei provare a soffermarmi sul senso che hanno queste misure, che rappresentano anche un'evoluzione rispetto ai decreti ristori uno, due, tre e quattro e che cercano di rispondere a una domanda che si leva nel Paese da parte delle vittime economiche della pandemia, cioè di coloro che sono inghiottiti già ora nelle sabbie mobili della povertà. Vorrei provare ad avanzare questo ragionamento, anche perché penso che il mio partito, il Partito Democratico, debba essere innanzitutto quello dei non garantiti nella nostra società. Vedete, cari colleghi, la pandemia ha inasprito di molto la contrapposizione, nel nostro Paese, tra settori e ceti non toccati, solo sfiorati o persino avvantaggiati dalla pandemia e coloro i quali ne sono stati invece tramortiti. Solo nel 2020 ci sono state circa 300.000 imprese del commercio in meno, 240.000 delle quali sono sparite esclusivamente a causa della pandemia. I settori più colpiti vanno evidenziati, perché non è che la pandemia abbia colpito indistintamente tutti: turismo, tempo libero, intrattenimento, cultura, ristorazione, oreficeria, gioco legale e altri. Si tratta di categorie di cittadini e di lavoratori; penso alle donne, la cui occupazione è crollata con la pandemia, alle famiglie povere con bambini, ai lavoratori giovani e agli immigrati. Di fronte a tutto questo, le Commissioni congiunte finanze e bilancio hanno reso un buon servizio al Paese, con il contributo determinante del Partito Democratico. Gli emendamenti approvati al decreto sostegni rappresentano infatti un passo importante verso le piccole imprese più penalizzate dalle chiusure e un motivo di soddisfazione per tutto il nostro Gruppo politico. Per tutto ciò, sottolineando il lavoro svolto, desidero ringraziare i due relatori, la senatrice Toffanin e il senatore Manca, i presidenti Pesco e D'Alfonso, tutti i componenti della maggioranza, la disponibilità attenta e costante del Governo e la posizione non pregiudiziale dell'opposizione. Ribadisco le misure ricordate dal collega Daniele Manca: l'esenzione totale dal pagamento della prima rata dell'IMU, della tassa per l'occupazione di suolo pubblico, dell'Irpef sui canoni di locazione non percepiti e del canone RAI, la proroga del prelievo erariale unico (Preu), e l'avvio della discussione sulla proroga delle concessioni per il settore del gioco legale sono una prima risposta dello Stato alla crisi delle piccole e medie imprese. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,35) ( Segue PITTELLA). Una risposta che riduce i costi fissi di attività chiuse e in perdita, dietro cui ci sono persone in carne ed ossa, imprenditori, lavoratori e famiglie. Un pacchetto ampio, che si collega a quello che verrà nelle prossime settimane, al decreto sostegni- bis , che interverrà in maniera ancora più focalizzata sul tema dell'impresa; che si collega anche al piano vaccinale, che sta andando avanti in maniera spedita, e al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è stato appena inviato a Bruxelles. Tutto ciò ci deve far guardare con più fiducia al futuro, senza facili ottimismi, ma con misurata e determinata positività. Parafrasando Churchill, confesso che ci stiamo avviando verso giorni migliori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (Misto) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, la conversione in legge del decreto-legge del 22 marzo 2021, n. 41, all'attenzione del Senato oggi, rappresenta l'occasione per ribadire la necessità di operare scelte concrete e veloci nell'interesse del Paese, che ha subito ulteriori rallentamenti in termini di crescita e di occupazione a causa della pandemia. Sono stati mesi difficilissimi per le partite IVA e, in particolare, per le piccole imprese impegnate nel turismo, nella ristorazione, nel commercio. Le misure del lockdown imposte dal Governo per contenere il contagio da Covid-19 hanno messo in ginocchio tante piccole aziende, alcune delle quali non ce l'hanno fatta a sopportare il carico senza introiti e hanno gettato la spugna e abbassato le saracinesche definitivamente. Il calo dei consumi delle famiglie, la cassa integrazione, lo smart working hanno inciso profondamente sui fatturati delle piccole attività, che sono crollati. Per questo ho apprezzato che siano stati inseriti dei correttivi: la cancellazione della prima rata IMU per le attività che hanno registrato un calo di fatturato di almeno il 30 per cento rispetto all'anno precedente e l'istituzione di un fondo per ristorare i Comuni per i mancati introiti, cosa molto, molto giusta per assicurare i servizi essenziali ai cittadini. È stata saggia anche la scelta di rinviare al 30 settembre il pagamento dell'IRAP da parte delle aziende ed è stata azzerata anche la tassa sull'occupazione del suolo pubblico, fino al 31 dicembre 2021, per gli esercizi pubblici come bar e ristoranti. Si tratta chiaramente di una boccata di ossigeno, non della soluzione definitiva al problema, per le imprese impegnate nella somministrazione di cibi e bevande che in questi mesi sono state costrette a lavorare solo con l'asporto (e per molti non è stato neppure possibile). A questo proposito lancio un appello al Governo, per rivedere l'orario di chiusura dei ristoranti e dei bar, per lo meno fino alle 23, tanto per dare tempo agli avventori di consumare una cena in tranquillità e di dare serenità al lavoro di cuochi, camerieri e baristi. Spero presto si possa consumare pasti anche all'interno delle sale, rispettando distanze e misure di prevenzione. Questo chiedono gli addetti ai lavori della ristorazione. Allo stesso modo, spero che si possano rivedere le misure per dare possibilità a tutto il settore wedding di ripartire; è un comparto importante, con esso ripartono i fiorai, le aziende che si occupano degli abiti da ricevimento, i fotografi e tutte le aziende del renting. Accanto ai provvedimenti approvati, rilevo con molta soddisfazione l'approvazione di due emendamenti che incrementano il fondo previsto dal decreto-legge rilancio per sostenere il comparto della ceramica artistica e tradizionale, rendendo disponibile una cospicua cifra, pari a 4 milioni di euro, che potrà essere utilizzata dal settore. Mi sento di ringraziare, oltre chiaramente al senatore Manca e alla senatrice Toffanin per il lavoro svolto in Commissione e all'intera Commissione, i senatori Lanza e Collina, che sono i primi firmatari di due emendamenti importanti, uno dei quali porta anche la mia firma, e tutti i componenti dell'intergruppo parlamentare per le città della ceramica artistica e tradizionale, di cui sono lieta di essere membro. La nascita dell'intergruppo, infatti, è stata particolarmente importante; continueremo a lavorare in sinergia e sono certa che riusciremo a portare avanti significativi progetti per supportare il mondo della ceramica e sostenere un comparto fondamentale per tante Regioni italiane, compresa la mia Campania, e per la città d'arte di Cerreto Sannita nella provincia di Benevento. Le botteghe di ceramica sono rimaste completamente chiuse durante il lockdown , non hanno potuto lavorare; necessitavano, quindi, di avere attenzione. Spero solo che questi fondi saranno di supporto all'attività primaria dei ceramisti e che non saranno soltanto ristoro, ma offerta di lavoro con delle committenze reali che diano dignità ad un comparto che è vanto del made in Italy . Mi auguro altresì che non si farà soltanto promozione, perché in questo modo non sarebbero evidentemente protagonisti gli artigiani, ma si possa fare anche formazione; gli allievi potrebbero andare per esempio nelle botteghe, come attività extracurriculare per imparare quest'arte meravigliosa direttamente ai torni, manipolando argilla. In questo modo si raggiungerebbero due obiettivi: guadagno per i ceramisti e formazione per gli studenti. Ci sono imprese e lavoratori che sono rimasti fuori dal decreto-legge, che pure meritavano di essere sostenuti. Voglio richiamare i fuochisti, gli installatori delle luminarie, i giostrai, le bande musicali, i circhi e i luna park. Queste categorie di imprese e lavoratori sono state completamente abbandonate e per esse è necessario prevedere delle forme di sostegno in quanto l'inizio del lavoro per loro vede tempi lunghi a causa del divieto di assembramento. Presidente, anni di investimenti e sacrifici su professionalità ed attrezzature non possono essere liquidati, anche perché consentono di rinnovare le tradizioni popolari e religiose in tante comunità italiane. Al Governo chiedo di sostenere questi settori messi in ginocchio dalla pandemia, inserendoli nel prossimo decreto sostegni- bis . Così come sarebbe cosa buona e giusta prestare attenzione alle scuole paritarie, con il sostegno alla libertà di scelta educativa; ho presentato sul punto degli emendamenti che non sono stati accolti. In conclusione ci sembra che il Governo e il Parlamento stiano prendendo coscienza dei problemi del Paese e che la legge che ci accingiamo a varare dia segnali concreti alle partite IVA. Per queste ragioni esprimo il mio favorevole, anche se rimane sicuramente ancora tanto da fare. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signora Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, il decreto-legge al nostro esame prevede uno scostamento di bilancio di 32 miliardi, che porta a 156 miliardi lo scostamento per l'anno 2020, votato dal Parlamento. Nel provvedimento vi sono misure a sostegno delle imprese e del lavoro, di contrasto alla povertà, a favore della salute e della sicurezza, di sostegno ad enti territoriali. Si poteva fare di meglio? Si poteva fare sicuramente di meglio. Si poteva fare di più? È un po' difficile dire se si poteva fare di più. Teniamo conto, onorevoli colleghi, che il nostro debito pubblico ha sfondato i 2.650 miliardi. Noi stiamo impegnando il futuro non più dei nostri figli, ma anche dei nostri nipoti. Stiamo giocando tutto sulla buona spendita del recovery fund , sull'inventiva degli italiani e sulla campagna di vaccinazione affinché essa possa far riprendere il percorso e possa permettere la rinascita del nostro Paese e della nostra economia. Sono stati presentati molti emendamenti. Devo dire che il lavoro dei relatori è stato imponente e coadiuvato dalla capacità, dall'impegno e dalla costanza degli uffici. Credo che il Governo abbia dimostrato sensibilità su questi problemi e ritengo non vi sia differenza tra destra, sinistra e centro; quando si parla dei bisogni vivi, della gente che lavora o che non lavora più e che vuole lavorare, dobbiamo essere, siamo stati e saremo sempre tutti insieme. C'è stato l'impegno da parte del Governo di accogliere degli ordini del giorno che rappresenteranno la struttura portante del prossimo decreto-legge sostegni. Stiamo licenziando il primo e già stiamo pensando al secondo. Ciò dà l'idea di quanto sia pressante la richiesta di intervento. Stiamo pensando, nel prossimo provvedimento, a misure per il credito di imposta sui contratti commerciali, alle risorse per gli enti locali, che sono la frontiera del bisogno dei cittadini, al sostegno ai cosiddetti lavoratori invisibili, ai precari, ai lavoratori dello spettacolo, della cultura, ai lavoratori stagionali. C'è ancora molto da lavorare. Consentitemi però di utilizzare il tempo a mia disposizione per porre al Parlamento e ai rappresentanti del Governo un problema, che va affrontato e risolto. Il problema è il seguente: quale deve essere il rapporto tra la politica, intesa come Parlamento ed Esecutivo, e la burocrazia ministeriale, cioè con quegli uffici di diretta competenza del Ministero che io chiamerò burocrazia anche se tale denominazione comprende anche figure di magistrati. Quale deve essere il compito della burocrazia ministeriale e quello della politica? Credo che il compito della burocrazia debba essere valutare tecnicamente la sostenibilità di un provvedimento, soprattutto quando si parla di provvedimenti che non sono di competenza di un certo Ministro, ma sul quale quel Ministro deve esprimere un parere. Ma finisce lì, il compito della burocrazia: la scelta deve essere effettuata dalla politica, dal Parlamento, dall'Esecutivo, non ci può essere un'invasione di campo. Il burocrate può spingersi fino a dire tecnicamente che una norma è sostenibile, mai discutibile dal punto di vista politico, rimettendo alla politica l'onere di decidere. Poiché mi piace fare esempi concreti, arriviamo subito al conquibus. Questo decreto-legge, all'articolo 4, comma 3 parla della sospensione delle verifiche di cui all'articolo 48- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. In buona sostanza, si dice che per questo periodo, dall'inizio della pandemia, le aziende che hanno un debito con l'erario non soltanto si vedono sospesa la procedura di recupero, ma addirittura, contravvenendo a questa norma e in virtù dell'articolo 153 del decreto-legge n. 34 del 2020, hanno diritto di poter incassare i loro crediti. Non soltanto viene sospesa la procedura di recupero, ma con l'articolo 153 del citato decreto-legge possono percepire i crediti, mentre la normativa ordinaria prevede che la pubblica amministrazione prima di erogare debba accertarsi se l'azienda sia debitrice. Ebbene, se così è, non si capisce per quale motivo è stato respinto un emendamento che prevedeva in buona sostanza che lo stesso favore, in virtù di una situazione epidemiologica che ha creato tanti problemi, potesse essere applicato a quelle imprese che hanno partecipato a gare d'appalto avendo un debito magari anche inconsapevolmente con l'erario, ma che lo abbiano pagato prima dell'aggiudicazione. Non vedo qual è il problema per accettare questo emendamento che è stato segnalato dal mio Gruppo, ha ottenuto il parere favorevole della Commissione bilancio, ha ottenuto il parere favorevole del Ministero dell'economia e del Ministero delle attività produttive, ma ha avuto un parere negativo del Ministero delle infrastrutture che in questo provvedimento e in questo emendamento c'entra come il cavolo a merenda. Devo ringraziare il vice ministro Castelli per la pazienza, di cui credo di non aver abusato, perché si è convinta che vi fosse qualcosa che non funzionava. Il primo parere di questo Ministero era che fosse apprezzabile lo sforzo, il tentativo di questo emendamento, ma esprimeva parere sfavorevole perché si viola la par condicio. Chiaramente abbiamo prodotto, sempre grazie alla disponibilità della vice Ministro, la documentazione che dimostrava esattamente il contrario, chiedendo una rivisitazione di quel parere. Ebbene, il secondo parere è stato peggiore del primo, quindi c'è stata una difesa sperticata di una norma che non competeva all'ufficio di diretta collaborazione del Ministro, perché cambiare le norme o decidere se le norme vanno benne o vanno modificate è compito del legislatore e non del burocrate che collabora con questo o con quel Ministro. (Applausi) . Credo che ci sia la necessità di ritornare al primato della politica, lo dico nell'interesse del Parlamento e lo dico anche nell'interesse dell'Esecutivo. L'Esecutivo e il Parlamento non possono essere portati a passeggio dai burocrati ministeriali, ma si devono assumere la responsabilità di decidere e i burocrati si devono fermare un momento prima di quello decisionale. Personalmente, credo al primato della politica e credo anche alla disponibilità; ho percepito l'imbarazzo quando ho parlato con il ministro D'Incà, che ringrazio, sempre cortese e sempre cordiale. Lui ha detto: io sono il Ministro per i rapporti con il Parlamento e non posso non sostenere il parere di un altro Ministero, anche se non voglio entrare nel merito. Probabilmente non si è in tempo per riparare a questo errore, perché il Governo si appresta a presentare domani il maxiemendamento. Mi auguro, però, che nel testo del prossimo decreto sostegni ci sia una rivalutazione della questione. Pertanto, riconsegno alla vice ministro Castelli e alla Sottosegretaria per i rapporti con il Parlamento la documentazione, affinché se ne facciano carico. Ribadisco che il mio auspicio è che nel prossimo decreto sostegni sia fatta giustizia di questa ingiustizia perpetrata in maniera inopportuna per responsabilità burocratiche e non politiche. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, la conversione del decreto-legge sostegni, che vale i famosi 32 miliardi di euro, dovrà contribuire al sostegno delle imprese e delle famiglie italiane e merita sicuramente l'attenzione di questo Parlamento, del Governo e di tutti coloro che avranno a che fare con le misure attuative. A proposito di misure, mi soffermo anzitutto su un importante emendamento, fortemente voluto dal nostro Gruppo, all'articolo 1- bis del provvedimento, in tema di cessione del credito di imposta, il quale rappresenta una svolta nell'utilizzo delle risorse per l'innovazione tecnologica e la transizione 4.0. Il testo iniziale è quello dell'emendamento 5.115. Si prevede che i soggetti beneficiari del credito d'imposta possano rinunciare all'utilizzo diretto e optare per la cessione anche parziale ad altri soggetti, tra cui istituti di credito e intermediari finanziari, anche con facoltà di successive cessioni. Si tratta di un sistema virtuoso che favorirà l'utilizzo dello strumento da parte di centinaia di migliaia di imprese che ce lo chiedevano e lo aspettavano. I crediti di imposta si sono rivelati uno strumento fondamentale, come più volte detto in questo Parlamento, e sono richiamati anche in altre misure importanti. Essi sono, di fatto, una riduzione dell'imposizione fiscale per chi investe in innovazione, green economy , macchinari 4.0 e tecnologie. È compresa una pluralità di settori produttivi, tra cui il comparto agricolo. (Applausi) . L'agricoltura 4.0 è infatti una novità del Piano nazionale di ripresa e resilienza e l'innovazione sarà una parte fondamentale. Si rimanda naturalmente al provvedimento dell'Agenzia delle entrate per le disposizioni attuative. Un altro aspetto positivo in tema di agricoltura è rappresentato dall'emendamento relativo all'accesso delle imprese agricole al conto termico (tema non banale, ma molto importante), che permette utilizzo degli incentivi erogati dal GSE per interventi riguardanti l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Sono state estese le produzioni della vertical farming e previste disposizioni in materia di prodotti di quarta gamma. Il provvedimento è importante perché va nella direzione dello sviluppo di un nuovo comparto molto innovativo e che oggi sta crescendo molto. È stata inoltre approvata la possibilità di commercializzare, fino a esaurimento scorte, i prodotti immessi in commercio o etichettati fino al 1° gennaio 2022, seppur privi dei requisiti disposti in materia di etichettatura. Ciò supera in parte le volontà precedenti. Occorrerà comunque intervenire nuovamente per risolvere le numerose questioni aperte relative agli imballaggi di numerosi prodotti (dal vino, all'olio, alle conserve). L'approvazione dell'emendamento rappresenta un elemento positivo in questo periodo di grande difficoltà per le aziende. C'è soddisfazione in tutto il settore anche per l'emendamento che prevede che per accedere agli esoneri contributivi, ex articolo 222 del cosiddetto decreto rilancio, i beneficiari della domanda dichiarino di non aver superato i limiti individuali fissati dal quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Anche questo è un provvedimento importante, perché va incontro all'esigenza di semplificazione espressa a gran voce dalle imprese agricole. Molti altri emendamenti hanno avuto riscontro positivo. Oltre alle luci che accenderà questo provvedimento sugli italiani, rimangono ancora delle ombre, signor Presidente, che dovranno essere assolutamente chiarite nel prossimo provvedimento. Sono ombre che in parte oscurano oggi i volti di centinaia di migliaia di lavoratori agricoli, che con i nostri emendamenti avremmo potuto tutelare, illuminando naturalmente i loro volti da subito. In occasione del 1° maggio dai media è stato dato troppo peso alle polemiche e troppo poco, invece, ai lavoratori, soprattutto quelli che ora sono disoccupati, quelli che sono in cassa integrazione e quelli che hanno un reddito vicino alla soglia di povertà. (Applausi) . Noi abbiamo proposto un emendamento importante: l'indennità per i lavoratori stagionali agricoli, che mirava ad eliminare una disparità di trattamento a carico degli stessi lavoratori stagionali, sia dell'agricoltura, sia della pesca. Questi sono stati infatti esclusi dall'erogazione dell'indennità, prevista all'articolo 10 del decreto-legge per tutte le altre categorie, a cui è stata quindi riconfermata, come ai lavoratori stagionali appartenenti a settori diversi dal turismo e ai lavoratori occasionali. Volevamo con un emendamento sanare questa disparità. Non ci siamo riusciti, ma speriamo di farlo a breve. Vi è poi il sostegno ai lavoratori del comparto della trasformazione, manipolazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici: la nostra proposta era finalizzata a colmare un vuoto importante, perché alla fine, con l'utilizzo della nuova assicurazione per l'impiego, non si è potuto fare. Lo stesso discorso vale per l'imprenditoria femminile agricola. L'abbiamo detto più volte: è necessario riuscire a dare alle oltre 200.000 imprese agricole presenti nel nostro Paese un sostegno e una soddisfazione economica, con un sistema di investimenti che possa essere supportato dal Governo tramite Ismea. Signor Presidente, da quest'Aula oggi deve partire un messaggio chiaro al Governo e a tutto il Paese, un messaggio di ritorno alla vita. Dobbiamo riaprire, eliminare il coprifuoco e dare a centinaia di migliaia di imprese la possibilità di lavorare, di faticare, ma anche di arrivare la sera ad essere soddisfatti ed orgogliosi della propria attività. Il piano vaccinale sembra funzionare; proseguiamo su questa strada. Prima gli italiani sempre. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, quella di sabato scorso è stata una festa dei lavoratori diversa per il secondo anno consecutivo. Mai avremmo immaginato in passato di dover pensare al mondo del lavoro e dell'impresa come stiamo facendo in questi mesi, anzi da oltre un anno. Il decreto sostegni al nostro esame va inteso non solo come un necessario supporto a tutte le aziende, imprese o liberi professionisti, ma come l'ennesima, valida spinta per la sopravvivenza dell'intero tessuto produttivo e lavorativo italiano. Come ho già sottolineato nei miei precedenti interventi in quest'Aula, il provvedimento odierno è la naturale prosecuzione del buon lavoro iniziato con il Governo Conte II. Inizialmente ci fu un decreto liquidità per dare sostegno a tutte le imprese italiane; poco prima ci fu il cosiddetto decreto cura Italia e subito dopo il decreto rilancio per supportare tutti i lavoratori italiani bloccati dalla crisi pandemica con ristori a fondo perduto. Dopo l'estate dello scorso anno arrivò il decreto agosto, seguito da quattro decreti ristori, poi confluiti in un unico testo. Non lasciammo soli i nostri cittadini e non li lasceremo soli mai, a maggior ragione adesso. Le istanze che ci arrivano quotidianamente sono due: riaperture e sostegno. Le prime stanno arrivando, seppure con la necessaria prudenza, perché nessuno ha interesse a rendere più complicata l'esistenza di chi è in difficoltà e certe strumentalizzazioni per intestarsi cose già stabilite da tutti mi indignano. Sugli aiuti si continua a lavorare giorno dopo giorno per garantire a tutti un adeguato sostegno. Come vedete, questo decreto-legge - cui seguirà anche un secondo testo di supporto economico - è una norma necessaria per la stessa sopravvivenza del nostro tessuto economico. La storia è l'unico metro di paragone a cui possiamo riferirci per valutare le azioni che stiamo compiendo. Stiamo attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra. Allora furono gli aiuti statunitensi con il Piano Marshall a permettere la ripartenza roboante della nostra economia; la differenza rispetto ad allora è che gli anticorpi per contrastare una crisi economica ce li siamo costruiti in casa. La costituzione di un'Unione europea forte e unita ha permesso di strutturare meccanismi che ci permetteranno di uscire da questa crisi con le nostre sole forze. Se uniamo gli sforzi economici fatti negli scorsi mesi con diversi scostamenti di bilancio ai fondi ingenti che arriveranno dall'Europa con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ecco che possiamo guardare con maggiore fiducia agli anni a venire. Anzi, voglio essere ancora più netto: dobbiamo guardare con fiducia ai prossimi mesi. Ci sono interi settori produttivi che chiedono certezze. Colleghi, spesso mi sono speso per portare in Parlamento le istanze del settore fieristico, e anche oggi desidero farlo lanciando, però, un monito: sappiate che se perderemo tempo, rimanendo nell'indecisione, perderemo quote di mercato a favore di piazze estere che si stanno già riorganizzando. Già abbiamo perso tempo per un'assurda crisi di Governo che grida ancora vendetta; non aggiungiamo danno a danno. Sono felice che in autunno ripartiranno grandi appuntamenti fieristici internazionali che da sempre si svolgono in Italia. A settembre riapriranno i battenti il salone del mobile di Milano e il Cersaie a Bologna: un appuntamento, quello del settore della ceramica, che conosco molto da vicino e che da sempre è stato nodale per l'internazionalizzazione delle nostre imprese. Il settore ceramico vive un momento molto delicato, con i costi produttivi che salgono anno dopo anno per l'incremento del costo delle materie prime e dei pallet, che rischiano di minare la ripresa. Non ha aiutato il blocco totale per oltre un anno delle fiere nostrane e internazionali. Per settori come la ceramica e l' export vale l'80 per cento del fatturato. Solo dando certezze sul futuro potremo difendere questa nostra leadership a livello globale. Personalmente ho presentato diversi emendamenti a questo testo per sostenere il settore; sono soddisfatto che ne sia passato almeno uno, presentato anche dal collega Collina, insieme ai colleghi Croatti, Castaldi, Trentacoste, Briziarelli, Modena, Angrisani, Marinello, Parrini, Augussori, Lonardo, e supportato anche dal collega Cassese della Camera, per sostenere una nicchia, piccola ma importante: quella della ceramica artistica. L'emendamento incrementa di 2 milioni di euro il fondo previsto dal decreto-legge rilancio per sostenere il comparto della ceramica artistica tradizionale rendendo disponibili 4 milioni di euro che potranno essere utilizzati dal settore nel 2021. In un Paese come il nostro, con una tradizione artigiana fortemente radicata nei territori e una vocazione artistica importante, questa è veramente una buona notizia. Per il comparto fieristico avevo presentato anche altre due proposte che rispondevano a due diverse esigenze: due temi sui quali voglio sollecitare risposte urgenti dal Ministero dello sviluppo economico. Il primo riguarda i lavoratori dell'indotto fieristico, che da mesi sono senza stipendio e senza lavoro. Ricordo che allestitori, comparto sicurezza, falegnameria - solo per citarne alcuni - impiegano personale con contratti di varia tipologia spesso a chiamata diretta solo per gli eventi. La seconda necessità da valorizzare è l'attrazione dei visitatori esteri interessati a partecipare ad eventi fieristici sul nostro territorio. Come già sottolineato, è dall'estero che questo settore trova gran parte del proprio sostentamento. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto l'internazionalizzazione delle nostre imprese. Il ministro Di Maio ho sempre investito su questo; spero che il Governo voglia continuare su questo sentiero. Cito anche un'altra proposta emendativa approvata a questo testo, una norma per valorizzare l'ambiente e ridurre speculazioni economiche su di esso. Si tratta di un emendamento che esclude dagli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili tutti gli impianti per la produzione di energia elettrica, alimentati a biogas e biomasse, nonché gli impianti per la produzione di biometano che siano in infrazione rispetto alle normative europee o che facciano approvvigionamento di materie prime in territori diversi dal Paese. Colleghi, concludo auspicando che in Assemblea ci sia la più ampia convergenza sull'approvazione del testo al nostro esame. La scorsa settimana abbiamo licenziato l'ennesimo scostamento di bilancio: nessuno può sottrarsi dal trasformare quello scostamento in aiuti rapidi e concreti. Il nostro unico obiettivo deve essere quello di dare risposte concrete agli italiani, ai lavoratori e alle imprese. Dobbiamo rendere più solide le fondamenta del nostro sistema produttivo. Oggi siamo chiamati a governare e a superare questa crisi, con una visione a lungo termine: perdere tempo sarebbe imperdonabile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, a vedere la somma totale degli scostamenti fatti, tremano veramente i polsi, perché 156 miliardi di euro sono un'enormità, che non credo abbia eguali nel dopoguerra. Come ricordava in precedenza il collega Manca, altro che scostamenti! Abbiamo fatto una serie di manovre finanziarie, una dietro l'altra. Francamente ci siamo sempre preoccupati parecchio, più che dello scostamento, di dove queste risorse sarebbero state allocate. Come tutti ricorderanno, non abbiamo espresso sempre un parere così entusiasta nei confronti del lavoro del precedente Governo e neppure di quello di prima ancora, eppure non eravamo in pandemia. Confermiamo questa preoccupazione, perché è evidente che le cose stanno pian piano cambiando, ma non ci è piaciuto il metodo con il quale nel recente passato si è affrontata tutta una serie di questioni, la più importante delle quali è quella del rapporto tra il mondo che lavora, il mondo dell'impresa, e lo Stato. Non l'abbiamo apprezzato perché, se andiamo a vedere esclusivamente quanto è arrivato nelle tasche degli imprenditori in tutto questo anno difficile, che è alle nostre spalle - parlerò poi più approfonditamente di quello che abbiamo di fronte, per quanto riguarda il futuro - davanti a perdite di centinaia di migliaia o di milioni di euro di fatturato, nelle tasche degli imprenditori sono arrivate poche decine di migliaia di euro, che di fatto non hanno risolto la questione. Allo stesso modo, non ha risolto la questione il decreto liquidità, di cui poco fa parlava qualche collega. È complicato pensare di poter risolvere la questione con la garanzia di un soggetto come la Sace SpA, fino a un massimo di 25.000 euro. Cosa accade sopra i 25.000 euro? Le garanzie dovevano essere e ancora sono di esclusiva spettanza delle imprese. Allora qui entra in gioco quello che diceva poco fa il collega senatore Vitali. Proviamo a capirci: dobbiamo decidere di sostenere tutte le aziende, non certo quelle decotte, come ogni tanto ci ricorda il presidente Draghi, ma quelle che hanno avuto, nel recente passato, i problemi di tutte le imprese italiane, le difficoltà con l'erario, talvolta l'impossibilità di pagare tutto quello che c'era da pagare, perché a un certo punto si sono trovate nella necessità di scegliere tra pagare gli stipendi ai propri dipendenti o pagare le tasse. Questa è una caratteristica delle nostre imprese. Gli imprenditori sono andati in banca per fare debiti per pagare eventualmente le tasse o ciò che potevano pagare perché, altrimenti, non ce l'avrebbero fatta. Non abbiamo dato risposte in tal senso, ma stiamo lavorando per migliorare le cose. Siamo qui apposta. Forza Italia ha perso la voce a forza di sostenere il mondo produttivo. Quando per due anni e mezzo abbiamo parlato di sviluppo, di impresa e di lavoro, venivamo guardati come extraterrestri. Oggi ho sentito dire nei vari interventi che le imprese, le piccole e medie aziende devono essere al primo posto. È meraviglioso; siamo entusiasti di questo. Voglio ringraziare i relatori Toffanin e Manca - che ho già citato prima - per il lavoro che hanno fatto con una difficoltà immane, come del resto i nostri componenti della Commissione bilancio, uno per tutti il capogruppo Damiani. Ogni volta ci troviamo in Commissione a spiegare quanto è importante sostenere uno dei settori fondamentali dell'economia nazionale come il turismo, per esempio. Ci siamo dovuti ammazzare per fare una battaglia, per esempio, sui bus turistici per 20 milioni di euro, quando abbiamo buttato centinaia di milioni da altre parti, dove forse servivano meno che in questo caso. Abbiamo dovuto spiegare per settimane che aziende come quelle del turismo non lavorano da quattordici mesi. Abbiamo dovuto spiegare che i bus sono fermi nei piazzali e costano. Abbiamo dovuto spiegare che i servizi scolastici aggiuntivi per i trasporti sono stati insufficienti in termini numerici ed economici e, quindi, dovevano essere sostenuti. Abbiamo dovuto lottare per spiegare quanto le strutture ricettive che erano chiuse avrebbero dovuto avere agevolazioni. Siamo arrivati a dei risultati: siamo arrivati all'esenzione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) e della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP); siamo arrivati all'esenzione della prima rata dell'IMU. Non abbiamo parlato della tassa sui rifiuti (Tari), ma c'è sempre un domani, collega Manca. Testimonio il buon lavoro fatto, però è bene che chi sta fuori da quest'Aula capisca che tutti questi colleghi ogni giorno si sono messi intorno a un tavolo per spiegare - mi ricollego a ciò che diceva Vitali - a qualche funzionario dello Stato, che invito la prossima volta a candidarsi, se vuol decidere il futuro degli italiani e non a stare trincerato dietro la scrivania della Ragioneria dello Stato a dire che non si può, che bisogna guardare al mondo che lavora, produce e gli paga lo stipendio. (Applausi) . Questo è il concetto fondamentale. Ne abbiamo fino ai capelli. Lo Stato e i funzionari facciano il loro mestiere; alla politica ci pensiamo noi, che rispondiamo direttamente agli italiani, i quali non fanno sconti e fanno bene. Quando protestano, hanno tutto il diritto di farlo. È possibile che un senatore della Repubblica si debba mettere a litigare con un funzionario dello Stato su una posizione politica e non tecnica? Non ha senso; non va bene e non si deve fare così. Abbiamo lottato per la montagna. Come dico io, abbiamo fatto una guerra tra poveri: il Nord contro il Centro e contro il Sud. Abbiamo portato a casa un bel risultato, però vediamo di non ucciderci l'uno con l'altro. Cerchiamo di riconoscere che la montagna toscana vale quanto quella emiliana, del Trentino-Alto Adige, lucana o abruzzese. Il lavoro è sufficiente e ha una prospettiva positiva. Il prossimo decreto sicuramente sanerà queste lacune, ma non ci dimentichiamo il ruolo centrale che deve avere la politica rispetto al sistema della burocrazia. Noi abbiamo il diritto di decidere, gli altri hanno il dovere di eseguire. Se perdiamo di vista questo passaggio, allora vuol dire che è inutile rimanere qui in quest'Aula. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Briziarelli. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo sentito dai relatori tutto quanto di buono è stato fatto in questi giorni, in Parlamento e dal Parlamento. Ecco, questa è già una differenza rispetto a quanto accadeva con il precedente Governo. Vede, signor Presidente, il presidente Draghi ci ha richiamato al fatto che il Governo è il Governo degli italiani. Bene, noi abbiamo dimostrato in questi giorni che anche il Parlamento è il Parlamento degli italiani. (Applausi) . Abbiamo saputo lavorare insieme e si è vista la differenza. Si è vista anche stamattina, quando è stato convertito un decreto-legge e non l'ennesimo DPCM. È qualcosa che vale più della somma dei primi 32 miliardi cui assommano le misure contenute dal primo dei decreti sostegni. Dico i primi 32 miliardi perché ce ne saranno altri 40. La somma complessiva è di 72 miliardi, pensati in una logica complessiva, pensati in maniera organica. Questo è un passaggio fondamentale. Era quello che, come Lega, ci eravamo impegnati a fare anche nei provvedimenti ed è quello che stiamo facendo. Già il passaggio del nome, da decreto ristori a decreto sostegni, la dice lunga su quale sia il passaggio di impostazione, che il Paese ci chiedeva e che noi stiamo attuando. Quando Matteo Salvini ha annunciato il sostegno al Governo, lo ha fatto con due punti fermi e chiari: il cambio di prospettiva e il cambio di passo. Il cambio di passo riguardava il piano vaccini. Quando vi fu il passaggio della campanella fra Conte e Draghi, il 13 febbraio scorso, furono vaccinati 52.000 italiani. Oggi, siamo a più di 500.000 italiani vaccinati al giorno. (Applausi) . Bene, un cambio di passo c'è stato sul piano vaccini, come un cambio di passo e di prospettiva c'è stato sulle riaperture, che sono finalmente iniziate, con quel rischio calcolato, che non è incoscienza e che ha un'incidenza diretta anche sulla portata economica dei provvedimenti. Infatti, tanto più le aziende potranno tornare a lavorare (il sostegno migliore che si può loro dare), tanto più si potranno concentrare le risorse su chi ancora dovrà soffrire prima di poter riaprire. Sui social è comparso da qualche ora un post in cui ci si lamenta e ci si preoccupa del fatto che questa mattina sia stata bocciata l'estensione del coprifuoco a marzo, cioè al passato. Noi, invece, ci preoccupiamo di aver ottenuto, come Lega, il fatto che a maggio, fra pochi giorni, si potrà rivedere l'orario delle aperture, se i dati lo consentiranno. (Applausi) . Dati che, è bene ricordarlo, devono essere richiamati in negativo, purtroppo, quando serve, ma devono valere, perché la scienza vale sempre e non a corrente alternata, quando si potrà dire, come si può dire in questi giorni, che i dati migliorano e che questo permetterà le riaperture. Questo vale per l'entità delle risorse. Facevo prima accenno ai 40 miliardi già stanziati e già impegnati, in parte, per il prossimo decreto e, ovviamente, sull'utilizzo delle risorse. In questo decreto sostegni non troverete neanche un euro speso inutilmente per monopattini o quant'altro. Noi, responsabilmente, tutti insieme, abbiamo impiegato fino all'ultimo centesimo pensando al debito che stiamo contraendo con i nostri figli. Qui c'è il cambio di passo che avevamo immaginato e che era necessario. Ebbene, a chi si chiedeva quale fosse il metodo Salvini dico che è questo. È il metodo Salvini, metodo che ci animerà anche nei prossimi mesi. Purtroppo, non abbiamo la versione in francese e neanche in tedesco. L'abbiamo solo in italiano, perché è pensato per gli italiani. È un metodo che punta a sostenere il Governo, ma a farlo in maniera leale e propositiva. Qualcuno, pensando di offenderci, ha descritto la Lega come un partito di lotta e di governo. Ebbene, non è un ossimoro, ma una naturale conseguenza. Noi siamo orgogliosi di essere un partito di lotta e di governo perché i cittadini, le famiglie e le imprese stanno lottando per arrivare alla fine del mese, per uscire da questa crisi ed è doveroso che i rappresentanti dei cittadini lottino per trovare delle soluzioni, si impegnino per convincere i compagni di viaggio che abbiamo in questo sostegno al Governo della necessità di fare sempre qualcosa di più nell'interesse dei cittadini. (Applausi) . Il testo base del decreto-legge aveva già superato problemi enormi. Si tende a dimenticare (ce lo siamo scordati) il sistema dei codici Ateco, che tanto vigliacco e ingiusto era stato per molte imprese. Ebbene, è grazie a questa maggioranza e all'impegno della Lega che già nel testo base quel sistema dei codici Ateco, che era il cardine negativo del decreto ristori, è stato sistemato. Abbiamo fatto altro. Ovviamente abbiamo lavorato per l'esenzione dal pagamento del canone RAI, per i contributi alle associazioni, per il riconoscimento della lingua dei segni (eravamo l'ultimo Paese in Europa a non aver fatto nulla per questo); abbiamo lavorato per i lavoratori fragili, per completare quel periodo di cassa integrazione non coperto. Sono tutte misure proposte dalla Lega, ma condivise da tutti e questa è un'altra grande differenza. Allo stesso modo sono state condivise da tutti le misure a sostegno del comparto della ceramica (il collega Lanzi ha ricordato tutti i senatori che hanno sottoscritto quel provvedimento, tra i quali c'erano ovviamente anche i senatori della Lega); così come sono state condivise le misure a sostegno delle città d'arte minori e dei borghi minori per dimensione (10 milioni di euro). Sono tutte misure condivise, non una somma di singoli interessi portati dal singolo partito, ma un unico interesse generale. Questa è la grande differenza che richiamava anche il collega Manca in apertura: aver lavorato insieme nell'interesse del Paese. Permettetemi però di dedicare la parte finale dell'intervento, come credo sia giusto e doveroso, non a chi ha già trovato risposte nel decreto-legge in esame, ma a chi non ha trovato risposte, bensì impegni che intendiamo onorare fra pochi giorni con gli ulteriori 40 miliardi, perché diventino risposte da qui a poco. Non abbiamo voluto il solito ordine del giorno e non a caso, lavorandoci insieme notte tempo, abbiamo individuato 11 punti che vorrei ricordare rapidamente e che rappresentano già una parte delle risorse impegnate per chi non ha avuto ma avrà fra poco. Abbiamo impegnato il Governo, come è giusto che un Parlamento faccia, a impiegare le risorse dello scostamento per ulteriori contributi a fondo perduto in favore dei titolari di partita IVA e di tutte le imprese dei diversi settori sulle quali si è abbattuta la crisi Covid; a individuare adeguate misure di sostegno per le imprese ad alta intensità di lavoro (le mense, i servizi di pulizie, eccetera), con particolare riguardo alle misure per la cassa integrazione; a individuare misure finalizzate a sostenere l'erogazione del credito delle piccole e medie imprese (PMI) e a prorogare fino al 31 dicembre 2021 la scadenza del regime di garanzia dello Stato sui prestiti. Abbiamo altresì impegnato il Governo alla proroga fino al 31 dicembre 2021 della moratoria sui crediti delle PMI e delle misure relative al cosiddetto fondo Gasparrini; allo stanziamento di adeguate risorse, pari almeno a 600 milioni di euro, in favore degli enti locali, da destinare alla riduzione del pagamento della tassa sui rifiuti (Tari) da parte delle imprese; allo stanziamento di ulteriori risorse, pari almeno a 100 milioni di euro, in favore del fondo per la montagna, di cui all'articolo 2 del decreto-legge attualmente in esame; alla proroga delle indennità a favore di lavoratori stagionali, con particolare riguardo ai lavoratori stagionali in agricoltura, del settore del turismo, dei lavoratori ciclici dello spettacolo e della cultura; allo stanziamento di risorse aggiuntive in favore degli enti locali; allo stanziamento di adeguate risorse per affrontare il disagio psicologico dei minori. Abbiamo impegnato il Governo per misure finalizzate a risolvere il problema del settore fiere, come già altri hanno ricordato, e per misure in favore delle imprese che gestiscono attività di servizi culturali, eventi, congressi, spettacoli, cinema, teatro, al settore del wedding. Ebbene, non è un elenco, ma è quello che noi chiediamo ai cittadini di andare a spuntare sul prossimo decreto-legge per dimostrare che questa classe politica ha dignità e rispetto del Paese. Quelle cifre le troveranno, perché questo impegno noi lo manterremo da qui ai prossimi mesi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signora Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, vorrei innanzitutto partire dal metodo che ha accompagnato questo decreto-legge, quello dell'ascolto delle parti sociali da parte del Governo, che ha modificato alcuni meccanismi di attribuzione delle risorse, lenti o confusi nei precedenti decreti ristori; un ascolto delle categorie audite e delle loro puntuali istanze portate nelle Commissioni riunite 5 a e 6 a del Senato, che ha visto l'accoglimento di molte proposte; ma soprattutto un confronto pieno tra tutti i Gruppi parlamentari in Commissione e un ascolto attento da parte dei relatori Manca e Toffanin. E siccome sono di parte, ci tengo in particolare a ringraziare la senatrice Toffanin, che ha sposato in pieno il ruolo di relatrice seguendo con passione e competenza, punto per punto, l'evolversi del testo nelle Commissioni riunite. Il decreto-legge e le disposizioni attuative che lo accompagneranno hanno l'importante compito di potenziare gli strumenti di contrasto alla diffusione del Covid-19 e di contenere l'impatto sociale ed economico delle misure di prevenzione adottate. Esso utilizza per questo scopo 31 miliardi rimasti nel primo scostamento deliberato dal Parlamento e traccia anche la strada per il prossimo decreto-legge sostegni- bis , che dovrebbe vedere la luce la prossima settimana e che metterà in campo gli altri 40 miliardi dell'ultimo scostamento, o comunque buona parte di essi, da destinarsi, come avete detto precedentemente, a quei ristori per altrettante categorie che oggi non hanno potuto avere una loro soddisfazione. Su questo ritengo ci sia l'impegno del Governo affinché si colmi tale lacuna. Intanto, come dicevo, alle imprese arriva un bel po' di ossigeno: 11 miliardi di contributi a fondo perduto e circa 15 miliardi di aiuti. Al lavoro e al contrasto alla povertà vanno 6 miliardi; alla salute e alla sicurezza circa 3 miliardi e mezzo, investendo sui vaccini con una campagna che procede spedita grazie al generale Figliuolo, all'organizzazione messa in piedi, ed inoltre alle risorse di farmaci anti-Covid. Soprattutto, quello che ci piace è l'organizzazione nuova del generale Figliuolo, che sta avendo dei successi importanti: oltre 500.000 vaccinati ogni giorno sono la vera speranza di poter allontanare lo spettro di questa pandemia. Agli enti territoriali sono andati 3 miliardi e mezzo, con i quali potranno anche potenziare il trasporto pubblico locale, che è il vero punto debole della lotta alla diffusione del virus. È stato dato largo spazio, come dicevo, anche alle modifiche parlamentari: innanzitutto tengo a citare l'esenzione della prima rata IMU (misura da me sostenuta insieme ai colleghi di Forza Italia), ed altri emendamenti aggiunti che hanno una copertura di 216 milioni di euro. Si tratta di un sostegno per andare incontro a quei soggetti che, già colpiti dalle chiusure e quindi da mancati ricavi, verrebbero pure penalizzati da una tassa per dei beni immobili che nel periodo non hanno prodotto un reddito, in quanto le attività che vi si svolgono erano ferme. Per parte mia, ho anche soddisfazione per una misura a cui tenevo molto: l'incentivazione del welfare aziendale. Ci credo e spero che sarà presente anche nel prossimo decreto-legge sostegni con una cifra superiore a quella destinata da questo provvedimento. Allo stesso modo, sono soddisfatto dell'approvazione della norma che riguarda il Porto canale di Cagliari, dove è già in corso un processo importante di riconversione industriale, che va accompagnato, in particolare adesso, proprio per tutelare le diverse centinaia di posti di lavoro interessati dalle crisi aziendali e restituire centralità al porto industriale di Cagliari. Naturalmente, su questo tema, non c'è solo l'emendamento di Forza Italia, il mio, ma ci sono anche quelli dei colleghi Cucca e Fenu. Devo anche ringraziare per la presenza del vice ministro Todde, che si è molto interessata a questo emendamento. Mi avvio alla conclusione del mio intervento, signora Presidente; conclusione che vede sottoscrivere la richiesta, già fatta precedentemente da altri colleghi, anche nel corso della mattinata, per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, deliberata più di un anno e mezzo fa dal Senato. Lo dobbiamo alla vittima del lavoro di ieri, Luana, e lo dobbiamo alla vittima di oggi, Martinelli, che ci hanno toccato profondamente. Per questo motivo, riteniamo di dover sollecitare l'adozione di questo provvedimento. (Applausi) . PRESIDENTE. La Presidenza ovviamente si associa al dolore per le vittime, come ha già avuto modo di esprimersi questa mattina. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signora Presidente, signora Sottosegretario, questo è un provvedimento davvero decisivo e importante, di cui il relatore Manca ha sottolineato alcuni aspetti che noi condividiamo in maniera particolare. Siamo entrati nella fase dei sostegni; non è solo un fatto nominale, ma significa che l'economia del Paese si avvia verso una ripartenza e quindi c'è un sostegno a qualche cosa che prova a rinascere. Siamo nel pieno della primavera e ultimamente anche la condizione climatica è un po' andata in questa direzione; pertanto il Paese prova a rialzare la testa. Tante volte si parla in questo Parlamento e in questo Senato di quali attività e di quali lavori si svolgono o non si svolgono in questa Aula. L'impegno principale di queste settimane in Senato - forse è bene ricordarlo a tutti - è stato un enorme impegno economico, che ovviamente contribuisce anche all'indebitamento del Paese, ma che prova a sostenere il nostro tessuto produttivo, lo sforzo per la salute e per l'intervento vaccinale e i lavoratori di tutte le categorie. In debito, certamente; ma noi crediamo che, come accade per tutti gli investimenti (in questo senso "sostegno" è una parola particolarmente preziosa), se si investe bene, l'indebitamento può tornare in termini economici, ma anche in termini di capacità del Paese di affrontare nuove sfide. La nostra Commissione non è particolarmente toccata da questo provvedimento, anche perché ha linee di finanziamento dirette e particolari; però noi affrontiamo quella parte fondamentale per la ripresa di questo Paese che riguarda la scuola, la cultura, il settore della ricerca e dell'università e, in ultima analisi, anche lo sport, un tema di cui tante volte io colpevolmente mi occupo un po' meno, tra le tante materie della nostra Commissione. Quest'Aula e questa maggioranza così composita sono riuscite in un risultato importante: in questo decreto-legge uno degli aspetti emendativi più rilevante, anche in termini percentuali, è costituito dai 50 milioni che vengono stanziati, con il voto che esprimeremo nelle prossime ore, per le società sportive dilettantistiche. Si tratta di un impegno importante e di una scelta rilevante del Parlamento in termini percentuali di spesa. Ovviamente è una quantità contenuta rispetto ai bisogni effettivi di questo mondo, che è stato colpito pesantemente dalla pandemia, perché ha avuto il blocco delle attività e anche un aumento significativo delle spese, dovendosi riorganizzare completamente e dovendo utilizzare tutti i meccanismi e tutti i sistemi di controllo e di verifica (i tamponi e gli interventi sanitari, che rappresentano dei costi), per cercare di continuare a vivere e di continuare a offrire i propri servizi soprattutto ai ragazzi e alle ragazze, soprattutto ai più giovani, ma anche a quella parte più anziana della popolazione che dallo sport trae grandi benefici in termini di salute. In un momento di pandemia, è importante provare a non perdere questa funzione fondamentale. Devo dire che in queste settimane ho avuto modo di ascoltare tante riflessioni sul tema dello sport. La riflessione più interessante riguarda l'idea della cultura sportiva, che noi dobbiamo rafforzare; per tale ragione è un tema che sta bene nella nostra Commissione. Dobbiamo fare in modo che il Paese interpreti davvero lo sport non come l'attività agonistica che riguarda soprattutto le grandi manifestazioni sportive, che magari sono portatrici di grandi economie e anche di grandi conflitti economici, ma come lo sport diffuso per tutti che diventa una pratica quotidiana. Si tratta di una scelta molto importante. Ci sono altri interventi che sono stati approvati dei tanti che avevamo provato a proporre. Ad esempio ve n'è uno molto importante di credito fiscale rivolto a tutte le imprese dello spettacolo; un credito veramente imponente che riguarda il 90 per cento delle imprese. Il 2020 è stato un anno difficilissimo che quasi non dovrebbe vedere imposizioni fiscali per questo mondo che praticamente ha dovuto fermarsi completamente. È pertanto a maggior ragione importante il riconoscimento da parte del Parlamento, che dimostra di essersi accorto di riconoscere quella funzione e di riconoscere un credito, sostenendo una ripresa. In questo senso va anche un altro emendamento che proroga la funzione dei voucher ; una misura discussa se vista magari da parte di un cittadino che aveva acquistato il biglietto per uno spettacolo e che non è interessato ad altri. È chiaro che costui può anche pensare giustamente di avere un rimborso il prima possibile. Tanti altri cittadini preferiscono invece avere la garanzia di poter concretizzare il loro acquisto, vanificato dal Covid, in un tempo in cui lo potranno fare in tranquillità e in serenità e la proroga fino a trentasei mesi dà questo spazio, ma onestamente questo vuol dire anche permettere a tutto quel mondo di riorganizzarsi e restituire, essendo stato fermo, ciò che aveva incassato e che non ha potuto ovviamente offrire perché era oggettivamente insostenibile. C'è quindi una scommessa sul futuro. Tutti i provvedimenti vanno in questa direzione. Pensiamo ancora all'intervento sui dottorati di ricerca, che permette alle ragazze e ai ragazzi di avere la garanzia di continuare nella loro attività così preziosa. Ci sono però anche tante aspettative - emersi in numerosi interventi in discussione generale - che si sono create a partire dal decreto-legge che stiamo discutendo e si sono trasformate in indirizzi e ordini del giorno che sono stati approvati dalla Commissione e che, a partire dal provvedimento al nostro esame, verranno dati al Governo come indirizzi per le prossime misure da adottare. È chiaro infatti che il lavoro da fare è ancora enorme. Pensiamo ad esempio al mondo, tutt'altro che marginale, dello spettacolo viaggiante, di cui oggi ho incontrato i rappresentanti. Per tale mondo un intervento importante riguarda la tassa di occupazione di suolo pubblico, che credo il Parlamento possa impegnarsi a coprire nei confronti dei Comuni, facendo in modo che non sia a spese loro. Per concludere il punto è che noi siamo seriamente impegnati a tendere una mano, tentare di coprire le perdite e credere nel fatto che le imprese, i lavoratori e le lavoratrici italiani di questo mondo possano ripartire. Pensiamo che si veda la luce in fondo al tunnel e con il decreto-legge al nostro esame abbiamo iniziato a svoltare: prima della curva la luce non si vedeva, perché la rifrazione della luce nel buio funziona così, ma dopo la curva, la iniziamo a vedere e adesso acceleriamo per uscire finalmente all'aperto e nell'anno di Dante - una citazione che piacerà alla Vice Presidente - si potrà tornare a rivedere le stelle. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desidero innanzitutto ringraziare moltissimo i relatori, in primo luogo la relatrice Toffanin per il lavoro che ha svolto, il relatore Manca, i colleghi della Commissione, a cominciare dal Capogruppo, perché effettivamente si è cercato di fare un lavoro positivo, tenendo come sempre conto delle condizioni date. Credo che possiamo partire proprio da queste condizioni date per fare una breve analisi. Il presidente Draghi giustamente, quando ha presentato questo provvedimento in conferenza stampa, ha usato delle parole come sempre misurate, dicendo che si trattava di un decreto-legge che parzialmente riusciva a dare delle risposte ed è vero, nel senso che sicuramente un quadro più completo lo si avrà con l'approvazione del cosiddetto decreto sostegni- bis . Va anche detto che sono state introdotte alcune modifiche importanti, quelle ad esempio relative al fatturato o anche relative al mezzo di pagamento, perché non so se avete notato che non si parla più del problema dei ritardi nei pagamenti per la semplicissima ragione che è stata utilizzata un'altra piattaforma ed è stato tra l'altro riconosciuto ovunque sulla stampa, per cui dall'8 aprile sono iniziati dei pagamenti con estrema velocità, sulla base delle domande. Questo certamente crea problemi diversi, perché non si possono calcolare altri elementi, ma sono stati messi in cantiere tutta una serie di interventi. Come ricordava il senatore Floris nel suo intervento, questo è anche un decreto importante per i fondi che ha destinato alla campagna vaccinale e possiamo dirci chiaramente fra noi, colleghi, che nessuno credeva, da quelle parole che inizialmente disse il presidente Draghi qui, parlando del coinvolgimento dell'Esercito e della Protezione civile, che sarebbe riuscito nel giro di due mesi e mezzo a portarci al livello a cui ci ha portati in termini di campagna vaccinale. Non ce lo dobbiamo mai dimenticare, perché questo è il primo motivo per cui siamo - pur diversi - insieme, perché stiamo salvando, anche qui con tutte le difficoltà del caso, numerose vite. Non possiamo chiaramente dire che con la conversione di questo decreto-legge avremo risolto tutti i problemi, lo sappiamo benissimo, perché tutti noi abbiamo visto le sollecitazioni molteplici che ci sono state e le fiumane di emendamenti provenienti dal tessuto sociale. Su questo vorrei fare un'osservazione. Molto spesso sembra un problema il fatto che vengano presentati centinaia di emendamenti, ma si tratta di proposte che non nascono dal nulla, bensì da esigenze concrete di categorie, di persone, e penso sia giusto che il Parlamento svolga questo ruolo. Certo, purtroppo non riesce - perché c'è sempre un problema di copertura finanziaria e naturalmente di risorse - a dare le soluzioni per tutti e quindi sappiamo che rimangono aperte tutta una serie di problematiche. Ciò non toglie che Forza Italia in modo particolare ha dato e ha cercato di dare la sua impronta, chiaramente concentrata sugli sgravi fiscali, sull'IRAP, sull'IMU, sui liberi professionisti, con riferimento al welfare aziendale, per le startup , nonché, per quanto si poteva fare, nella materia del turismo (penso ai temi dei borghi e dei bus turistici). Nei loro interventi i colleghi hanno via via ricordato le questioni che si è riusciti ad affrontare. Altre sono rimaste indietro, ne siamo rammaricati e consapevoli, ma non per questo non continueremo a lavorare in questa direzione. Penso, ad esempio, ad alcuni emendamenti che dai vari livelli territoriali ci sono stati sottoposti. Penso alla mia terra. C'erano delle proposte emendative che potevano riguardare la parte industriale oppure quella agricola. Nonostante non siamo riusciti a dare un quadro completo, abbiamo dato o cercato di dare comunque delle risposte, ad esempio in materia di disabilità, contribuendo alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi, abbiamo dato risposte alle esigenze dei Comuni con la fondazione ANCI per gli impianti sportivi, cosa che aiuta i Comuni, soprattutto i più piccoli. Abbiamo cercato di dare delle risposte al problema delle città santuario. Come sapete, in Umbria abbiamo il Santuario di Santa Rita da Cascia, la cui ricorrenza si celebra a breve. Come ha ricordato prima il collega Collina, che ringrazio per il lavoro svolto, abbiamo cercato di dare risposte anche al settore delle ceramiche. Stante tutti questi interventi, qualcuno ha voluto definire il provvedimento al nostro esame un decreto omnibus , ma non lo è per due ordini di motivi. In primo luogo, quando è stato licenziato dal Governo il decreto-legge era ordinato, avendo precisi settori di intervento, quali imprese, lavoro, povertà, salute e sostegno agli enti territoriali. In questo quadro ordinato il Parlamento ha lavorato portando avanti specifiche istanze delle forze politiche, che è stato costretto a selezionare, perché altrimenti avremmo dovuto avere un plafond e una capacità di manovra sicuramente maggiori. È poi chiaro che tutte le forze politiche, nel momento in cui fanno delle scelte precise, le indirizzano sulle loro caratteristiche e i propri elettorati. Per questo ho ricordato le misure che Forza Italia ha portato avanti in modo particolare con gli emendamenti che sono stati via via individuati e selezionati nei settori che difende storicamente. Nel suo intervento il collega Mallegni ha giustamente detto che finalmente ha cominciato a sentir parlare di impresa in un certo modo. Ciò è vero e sicuramente da questo punto di vista siamo riusciti a dare un apporto positivo: imprese, libere professioni e altro ancora. Credo che possiamo sentirci abbastanza soddisfatti. In una situazione di questo genere, purtroppo, non potremo mai essere totalmente soddisfatti, però, quanto meno, sappiamo di aver costruito in Parlamento, grazie al Governo, le condizioni di lavoro migliori che potevamo dare al Paese, anche in termini di linee e indirizzi da perseguire. Sappiamo che il lavoro che ci aspetta vede e vedrà tanti scontenti, come abbiamo visto in tante reazioni e settori. Tuttavia, ciò non toglie che le condizioni che abbiamo costruito ci debbano portare a dare al Paese, fino in fondo e con grande determinazione, la serenità economica e di salute pubblica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, ho gestito la mia prima attività di partita IVA a diciassette anni. Formalmente risultavo dipendente, ma sostanzialmente gestivo io l'attività, fino a che non mi sono diplomato e ho potuto intestarmi la licenza senza dover sostenere l'esame alla Camera di commercio (cosa che all'epoca era possibile). Dopodiché, mi sono iscritto all'università, che ho concluso lavorando. Dico tutto questo non per rivendicare un'appartenenza o evidenziare una simpatia, ma per significare che quando parlo di non garantiti, di partite IVA e di coloro che sono sempre stati gli ultimi nell'attenzione dei Governi precedenti so perfettamente di cosa sto parlando. Ho contezza di cosa significhi investire il proprio capitale e il proprio tempo, lasciando indietro la propria famiglia, gli amici e i propri interessi personali per un'attività che spesso è remunerata meno di una senza alcun tipo di rischio e sacrificio che invece il detentore di una partita IVA ha. L'arco temporale della mia esperienza diretta copre trentacinque anni, durante i quali sono successe molte cose. Ci sono stati due terremoti distruttivi che, evidentemente e purtroppo, come tutti sappiamo bene, hanno avuto come conseguenza diretta dei morti e delle vittime, a cui inevitabilmente va il primo pensiero. Le vittime sono state - sì - conseguenza diretta dell'evento, ma anche conseguenza indiretta. Infatti, successivamente alla crisi e alla difficoltà qualcuno ha smesso di lottare e deciso di porre fine alle proprie sofferenze rinunciando addirittura alla propria vita. Questo lo dico perché voglio evidenziare che una delle conseguenze di una crisi purtroppo sono le vittime, anche qualora non fossero vittime dirette. Sappiamo benissimo che i numeri sono impietosi al riguardo e che le vittime dirette sono nell'ordine di centinaia di migliaia, ma oltre alle vittime dirette, in questo caso della pandemia, dobbiamo pensare a coloro che, provati dalla difficoltà di affrontare una situazione così complessa e pesante, non riescono ad andare avanti. Questo succede dopo un terremoto, dopo una pandemia e succede perché spesso non si tiene conto di un elemento che, a differenza di tutti gli altri, è parzialmente nel controllo di tutti noi; mi riferisco al tempo, che se perso e se non investito proficuamente, se non finalizzato ad uscire dalla difficoltà nel minor arco temporale possibile, rischia di diventare quel rimpianto per cui si arriva a fare la cosa giusta, ma non ha l'effetto desiderato, perché la si è fatta troppo tardi. Quindi, colleghi, la prima domanda che mi viene ora è: vogliamo veramente arrivare a rimpiangere il fatto di non essere arrivati in tempo? (Applausi) . Ricordo una barzelletta di tanto tempo fa che diceva: «L'operazione è riuscita perfettamente, ma il paziente è morto». (Applausi) . Noi non vogliamo che il paziente muoia; noi vogliamo che le misure messe in campo, che spesso sono utili, opportune ed efficaci, non siano vanificate dal fattore tempo, che è l'unico che in parte possiamo controllare. Ecco perché la Lega si sta impegnando, ad esempio, per anticipare le riaperture; non perché vogliamo contrapporci all'azione del Governo, ma perché da pragmatici e da persone responsabili abbiamo fatto la valutazione di tutte le alternative. Quindi, riflettendo per alternative e non in termini assoluti e seguendo delle ideologie che inevitabilmente portano fuori strada, abbiamo capito che i rischi limitati che si correrebbero ad ampliare l'orario di apertura delle attività, a ridurre il coprifuoco e ad applicare quelle misure di buon senso che chiediamo, sarebbero di gran lunga inferiori al rischio di non farlo. Noi non vogliamo mitigare le misure di cautela, ma vogliamo evitare che la cautela diventi eccessiva e che le conseguenze della stessa portino a problemi ulteriori. Come dicevo prima, in questo decreto-legge ci sono passi nella giusta direzione. Questo non significa che il percorso si è concluso (lo sappiamo bene noi e lo sa altrettanto bene il Governo, che infatti sta già lavorando al decreto successivo), ma questi passi innegabilmente ci sono. Da marchigiano non posso che essere soddisfatto delle misure a favore delle Regioni colpite da emergenze. Da terremotato non posso che essere soddisfatto per le misure previste per le nostre zone. Da ex sindaco non posso che esprimere soddisfazione per le misure previste a favore dei Comuni e da montanaro esprimo la mia piena soddisfazione per quanto previsto per le attività della montagna. Vengo da un comprensorio sciistico, che è stato colpito duramente prima dal terremoto e poi dal Covid, ma mi ha insegnato quanto sia importante il turismo invernale e quanto siano importanti le stazioni di risalita, non solo per il fatturato diretto che generano, ma anche per tutto l'indotto che per le zone di montagna spesso è vitale. Oltre alle misure che ho poc'anzi indicato, la mia soddisfazione va anche - come ho evidenziato prima - per le partite IVA, categoria a cui mi sono pregiato di appartenere per la stragrande maggioranza della mia vita. Mi riferisco all'esenzione della prima rata IMU, al contributo diretto ai liberi professionisti, sempre e sistematicamente ignorati da tutti, che invece abbiamo riportato prepotentemente all'attenzione di questo Parlamento e del Governo; quei liberi professionisti che costituiscono l'ossatura economica del nostro Paese, che pagano le tasse, che generano milioni di posti di lavoro che non venivano mai considerati. Concludo come avevo iniziato: finalmente gli ignorati, finalmente i dimenticati, finalmente coloro che non avevano mai avuto l'attenzione da parte del Governo sono ritornati prepotentemente sotto ai riflettori come meritavano, chiaramente con un primo passo a cui ne seguiranno altri che - ci impegniamo a garantire - ci saranno. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, purtroppo, l'auspicato cambio di passo annunciato a più riprese da questo Governo non si è verificato e non si è concretizzato nei fatti. Non posso che giudicare insufficienti le risposte che sono state date da questo decreto-legge sostegni, che fanno il paio sia con le misure restrittive sia con le claudicanti riaperture che hanno messo e mettono a rischio la sopravvivenza anche di tante imprese. Non è razionale sostenere che si può salvare un'impresa dandole unicamente aiuti che corrispondono solitamente a una percentuale che va dal 2 al 5 per cento del calo di fatturato. Come Fratelli d'Italia da mesi insistiamo sul fatto che l'unico modo per aiutare e supportare le aziende è intervenire sui costi fissi. Uno degli strumenti importanti, forse l'unico che aveva portato avanti bene questo Governo, era legato al superbonus del 110 per cento. È sicuramente uno strumento importante che serve per aiutare e può essere un volano per la nostra economia nazionale, oltre a rappresentare uno strumento strategico per raggiungere gli obiettivi della rigenerazione urbana. È quindi uno strumento che non deve essere assolutamente perduto, ma è un'occasione che va colta. Come dicevo poc'anzi, deve essere un volano per l'economia nazionale, tanto è vero che abbiamo visto negli ultimi mesi come questo strumento abbia portato a un incremento, settimana dopo settimana. Facciamo qualche esempio: il 19 marzo gli interventi erano circa 6.500 per un ammontare di 733 milioni di euro e, solo dopo dieci giorni, siamo arrivati a un incremento di quasi il 40 per cento, passando a 9.207 interventi, per un valore di oltre un miliardo. Quindi, sicuramente il superbonus rappresenterebbe una misura anticiclica. Fratelli d'Italia ha sempre ritenuto che, per rilanciare l'economia, e soprattutto per sostenere le imprese, fosse necessario incentivare i consumi e anche la produzione. Questa è la logica che di fatto sottende anche al superbonus; ma per poter arrivare a questo sono fondamentali due elementi: il primo è la proroga. È fondamentale una proroga al 2023 perché la scadenza è a giugno 2022, e questo andrebbe sicuramente a disincentivare tutti coloro che vogliono attingere. L'altro elemento importante per poter dare seguito al superbonus è sicuramente legato alla burocrazia e alla semplificazione. Anche in questo caso il Governo ha annunciato, qualche settimana fa, il decreto-legge semplificazioni; quindi, sarebbe importante che il superbonus rientrasse in questa logica di semplificazione. Soltanto da un punto di vista verbale c'è stato un impegno da parte del premier Draghi sia per quanto riguarda la proroga sia per quanto concerne il discorso della semplificazione. Un aspetto importante è quello di estendere la platea anche alle strutture ricettive, alle strutture alberghiere, ma un effetto legato al superbonus concerne l'andamento delle materie prime visto che i lavori stanno aumentando, quindi bisogna monitorare per evitare speculazioni. (Richiami del Presidente) . Insomma, signor Presidente, in conclusione questo è un Governo che fa il contrario di quello che sarebbe giusto fare, ovvero non conferma l'unico bonus che avrebbe dovuto confermare, quello del 110 per cento. Ha invece elargito bonus a pioggia e nega il finanziamento dell'unico bonus che, come dicevo, sarebbe capace di garantire sviluppo e crescita. Dunque il Governo cammina al contrario, come un gambero, e rischia di andare a sbattere. Quello che però ci interessa e ci preoccupa è che ad andare a sbattere potrebbero essere gli italiani. Noi di Fratelli d'Italia non lo consentiremo e saremo vigili, affinché tale bonus possa effettivamente concretizzarsi, perché è fondamentale, proprio per creare un volano che serve a tutte le imprese, nel campo dell'edilizia, che rappresentano un asse portante della nostra economia. Quindi vigileremo, affinché queste parole si possano realizzare in atti concreti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. Invito i colleghi a rimanere nei tempi assegnati. COLLINA (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, anch'io voglio dare atto del lavoro fatto dalle Commissioni riunite finanze e bilancio, dai relatori Manca e Toffanin e dal Governo, perché il decreto-legge sostegni, che ha rappresentato l'esordio del Governo Draghi in materia di misure urgenti di sostegno alle imprese e agli operatori economici, è potuto essere migliorato dalla fase emendativa, sviluppata dalle Commissioni. Ovviamente non bisogna dimenticare la base di partenza, ovvero il testo del decreto-legge tuttora in vigore, che contiene misure finanziate dall'ultimo scostamento di bilancio presentato dal Governo precedente, di 50 miliardi di euro in termini di cassa, che il Governo Draghi, nella sua composizione largamente rappresentativa delle forze politiche parlamentari, ha interpretato in modo adeguato. Certo è che, come dicevo nell'intervento sullo scostamento di bilancio votato due settimane fa, il fatto di aver inseguito la pandemia mese per mese non ci ha aiutato a fare delle valutazioni complessive, che preventivamente potessero consentirci di dare delle risposte mirate. Oggi però, dopo un anno, le valutazioni sulle priorità per salvaguardare il sistema produttivo ed aiutarlo a mettersi non solo in sicurezza, ma anche nelle condizioni di ripartire, sono più precise. Ci siamo infatti concentrati sul sollevare le imprese, in modo particolare i pubblici esercizi, da quei costi fissi che in questo momento dell'anno avrebbero rappresentato un problema difficilmente sopportabile. Penso all'esenzione della prima rata dell'IMU, all'esenzione del canone unico per ambulanti e pubblici esercizi, al canone RAI per i pubblici esercizi, all'eliminazione dell'Irpef per i canoni sugli affitti non percepiti, alla proroga a settembre del versamento IRAP. Questi sono i principali interventi che il lavoro parlamentare ha potuto aggiungere al testo del decreto-legge, ma chiaramente ciò non può essere sufficiente. Le esigenze sono evidenti e, insieme anche agli altri Gruppi parlamentari che le hanno condivise, le abbiamo riassunte in un ordine del giorno impegnativo per il Governo e ci attendiamo di vederle già inserite nel prossimo imminente decreto-legge, che è chiamato a mettere a terra l'ulteriore dotazione di 40 miliardi di euro, relativi allo scostamento di bilancio votato dieci giorni fa. Esse rappresentano i contenuti, che riteniamo possano completare questo lungo anno di rincorsa rispetto alla pandemia, per tamponare gli effetti negativi sul sistema economico e che voglio citare in sintesi. Riassumendo, occorre garantire liquidità per le imprese e le famiglie e prorogare almeno fino alla fine del 2021 la concessione di garanzie statali sui prestiti del fondo di garanzia PMI e Sace e, in tale ambito, appare necessario l'allungamento almeno da sei a quindici anni della durata delle garanzie statali su prestiti maggiori di 30.000 euro. Occorre prorogare la moratoria su mutui e prestiti, che riguarda 173 miliardi di euro di prestiti in scadenza a fine giugno 2021, molti dei quali rischiano di diventare sofferenze bancarie, in ragione della mancata ripresa dell'attività e del lavoro; in tale ambito appare opportuno valutare anche un allungamento delle rate di restituzione di mutui e prestiti, di sei mesi se di quota capitale più interessi e di dodici mesi se limitata alla quota capitale. Cito poi gli aiuti alle imprese e la nuova tornata di ristori, da affiancare a quelli del primo decreto sostegni, con l'invio automatico a chi ha ottenuto i ristori del primo decreto e con una consistente maggiorazione per le attività chiuse per legge. Servono nuove misure per compensare i costi fissi delle imprese, sul modello già sperimentato in altri Paesi dell'Unione europea, per affitti commerciali, bollette elettriche, spese di sanificazione e Tari, insieme ad altre misure specifiche. Bisogna prevedere un intervento significativo relativamente alla decontribuzione per assunzioni stagionali in particolare nel settore turistico ricettivo; un completamento degli interventi di aiuto alle famiglie per la lotta alla povertà, con particolare riguardo al rifinanziamento della flessibilizzazione del fondo comunale di solidarietà, alimentare e sociale per tutto il 2021. Occorre incrementare le risorse destinate alla montagna; stanziare adeguate risorse finalizzate ad affrontare le problematiche del disagio psicologico dei minori conseguenti all'emergenza Covid-19; predisporre misure finalizzate a risolvere problematiche del settore fiere; prevedere misure in favore delle imprese che gestiscono attività e servizi culturali (eventi, congressi e spettacoli cinematografici, teatrali, compreso il loro indotto) oggetto di chiusura in ragione dell'emergenza sanitaria Covid-19, con particolare riguardo all'esenzione dal pagamento degli oneri contributivi per un periodo non inferiore a sei mesi a decorrere dal primo mese successivo alla data di apertura di suddette attività. Ho voluto precisare tutto questo perché ritengo opportuno e doveroso che ciò che ho appena letto sia ricompreso nel testo del decreto sostegni- bis . Come Parlamento abbiamo sviluppato un lavoro che non è solamente di emendamento del testo del primo decreto sostegni, ma abbiamo contezza delle esigenze del Paese in questo momento e delle azioni che devono essere svolte. Credo che fosse importante che il Parlamento potesse dare queste indicazioni, che per noi rappresentano un impegno cui il Governo deve assolvere. Un ultimo passaggio lo voglio dedicare al mondo della cooperazione, che attraverso le tante cooperative sociali ha rappresentato in tanti territori un pilastro del terzo settore, che si è fatto carico di attutire gli impatti economici e sociali della pandemia. La rete delle cooperative sociali rappresenta nel nostro Paese un esempio concreto non solo di solidarietà, ma anche di resilienza. Se posso dire, tutta la cooperazione nel suo complesso rappresenta nel nostro Paese un esempio concreto non solo di solidarietà, ma anche di resilienza perché anche le cooperative di produzione e lavoro, quelle di consumo e di servizio, le coop agricole e di trasformazione dei prodotti hanno saputo adattarsi, pur con tante difficoltà, a questo anno terribile. Con alcune norme aggiuntive abbiamo dato la possibilità a questa realtà di predisporsi meglio alla ripresa, che queste settimane di vaccinazione a ritmo sostenuto ci fanno vedere più vicina. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sarò breve ed essenziale. Vado subito al punto. Voglio semplicemente ribadire quanto molti di noi stasera hanno detto. Quello al nostro esame è un buon decreto; abbiamo anche detto che va migliorato per le imprese e, a mio parere, soprattutto per il mondo dello spettacolo. Prima il senatore Collina parlava del mondo del sociale. So bene ciò che fa perché vengo dal mondo del sociale. Loro hanno continuato comunque a lavorare. Credo che, invece, dobbiamo dare più attenzione e intervenire al più presto sul contrasto alla povertà in una maniera diversa. Bisognerebbe dare più sostegno agli enti territoriali perché essi, insieme ai sindaci, sono tutti in difficoltà. Se aiutiamo gli enti territoriali, automaticamente aiuteremo le attività che in questo periodo - parlo dei piccoli artigiani - sono stati in grave difficoltà. Nonostante tutto, le piccole imprese hanno continuato a pagare la Tari, come hanno continuato a pagare l'occupazione del suolo pubblico. Faccio un esempio banale, ma serio e vero. I parrucchieri hanno tenuto le loro attività chiuse, ma nonostante questo hanno continuato a pagare i rifiuti speciali. Faccio questi esempi perché, se aiutiamo tutti gli enti e le nostre città, automaticamente queste persone possono essere aiutate. Sulla campagna vaccinale, nulla da dire. Il generale Figliuolo sta portando a termine gli obiettivi che tutti quanti ci eravamo imposti. Io, però, vorrei porre l'attenzione, in particolare, sulla questione del credito di imposta di industria: questo è l'obiettivo del mio intervento. I crediti d'imposta possono essere utilizzati non necessariamente in compensazione, ma anche ceduti a soggetti terzi, tra i quali anche istituti di credito e intermediari finanziari. Questa opzione riguarderebbe solo i crediti maturati dalle imprese in relazione agli investimenti in beni strumentali, sia quelli del 4.0 sia quelli tradizionali. In questa maniera, daremmo anche nuovo ossigeno e nuovi investimenti soprattutto all'agricoltura, che non è risultato da poco. Questa è un'ottima iniziativa che - a mio parere - potrebbe essere intesa anche per quanto concerne il credito di imposta e per i bonus relativi agli investimenti per il Mezzogiorno. Se la ratio del recovery plan è aiutare le zone più in sofferenza, non vedo perché non estendere questa possibilità alle misure di riferimento. Io non devo aggiungere granché. Spero soltanto che, nel secondo decreto, si diano una possibilità e una speranza alla misura che poc'anzi ho illustrato. Concludo auspicando che questa possibilità possa essere messa in campo e si possa dare così alle imprese la possibilità di effettuare ulteriori investimenti con più serenità, visto che in questo periodo la serenità è stata loro tolta a causa della pandemia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il mio intervento sarà riferito a una sola categoria tra le tante di cui si occupa questo decreto: i lavoratori fragili. Ma chi sono i lavoratori fragili? Sono, prima di tutto, persone che hanno la sfortuna di avere una fragilità, sono persone deboli. Stiamo parlando di persone immunodepresse, trapiantate o con disabilità gravi che, per un anno, hanno dovuto dividersi tra la scelta del lavoro e la scelta della salute. Nei primi mesi della pandemia, fino a metà ottobre, per non esporli al contagio, coloro che non potevano essere assegnati al lavoro agile potevano essere collocati in malattia, parificata al ricovero ospedaliero, anche se con garanzie diverse da contratto a contratto. Poi, però, essi sono stati abbandonati dal Governo Conte fino al 31 dicembre, proprio durante la seconda ondata; costretti a tornare al lavoro, magari in luoghi affollati, e i più sfortunati andandoci con un mezzo pubblico. Si è detto che ciò è avvenuto per mancanza di fondi. Ma com'è possibile? Com'è possibile che un Governo non abbia trovato le risorse per salvaguardare persone così fragili e, invece, quei fondi li abbia trovati per i monopattini e per i banchi a rotelle? (Applausi) . Ancora coperti, ma solo per i mesi di gennaio e febbraio, e poi di nuovo il vuoto, in un tira e molla continuo che, oltre ai rischi sanitari, ha esposto questi lavoratori ad uno sconforto e ad uno stato di preoccupazione continuo, altrettanto nocivi per la loro salute. Solo la Lega si è battuta, per mesi, per dare ascolto e quindi risposte a queste categorie. (Applausi) . Da marzo, finalmente, con il nuovo Governo abbiamo agito subito e siamo riusciti ad ottenere, con questo decreto, che le tutele venissero estese fino al 30 giugno. Abbiamo sanato, in modo retroattivo, il buco normativo dal 15 ottobre al 31 dicembre. E, soprattutto, abbiamo reso vincolante per tutti il non impatto sul comporto a partire dal 17 marzo 2020, inizio della pandemia. Si conclude oggi, con successo, una battaglia che ci ha visto, spesso, unica voce nel deserto. Ho perso il conto di quanti interventi ho tenuto in quest'Aula e in Commissione e di quanti emendamenti e ordini del giorno ho presentato. Mi sono scontrato sempre contro un muro di gomma posto da chi diceva di comprendere le esigenze, ma nulla faceva. Queste persone sono le stesse che oggi si autocelebrano e cercano vergognosamente di intestarsi la norma e il buon esito della vicenda. È proprio vero che la vittoria ha tante madri, mentre la colpa è sempre orfana. Dico chiaramente che, solo grazie alla Lega e alla tenacia di due sue fantastiche donne, Tiziana Nisini, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, ed Erika Stefani, Ministro per le disabilità, ora i lavoratori fragili hanno una vera e piena tutela. (Applausi) . Per loro fortuna ci siamo noi dalla loro parte, dalla parte dei fragili, dei deboli e degli ultimi, quelli che voi avete dimenticato. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi. Questo sintetizza a pieno il pensiero che oggi gli italiani hanno dell'Esecutivo in carica. Abbiamo dovuto assistere a una crisi di Governo nel pieno dell'emergenza perché, per stessa ammissione degli alleati, il precedente Governo era ormai ad una deriva irrecuperabile. È nato il nuovo Governo Draghi e le forze politiche che lo compongono lo hanno trionfalmente autoproclamato Governo dei migliori, facendo credere agli italiani che ormai potevano stare tranquilli, perché sarebbe cambiato tutto. Purtroppo così non è stato e in solo due mesi gli italiani si sono resi conto che tutte le rassicurazioni che erano state loro propinate sul cambio di passo sono risultate vane: hanno cambiato tutto, ma nella sostanza non è cambiato ancora nulla. Ancora una volta riemerge l'antico vizio di frammentare in tanti rivoli i circa 50 miliardi necessari per la copertura finanziaria del decreto-legge in esame, che si disperdono in tanti nuovi fondi di scarso effetto moltiplicatore sulla crescita. Ormai è chiaro: ciò che conta è buttare fumo negli occhi con bonus e ristori, che poi ristori non sono e che certamente non possono rappresentare delle misure strutturali di cui il nostro Paese ha bisogno. Le manifestazioni di protesta di questi giorni ne sono la riprova. Ormai, dopo un anno di crisi emergenziale, gli italiani sono stanchi di un approccio lontano dalla realtà, che purtroppo abbiamo ritrovato anche nelle linee del decreto-legge in esame, che ha cambiato la sua denominazione, ma nella sostanza è rimasto immutato. Le categorie produttive hanno ribattezzato questo provvedimento decreto briciole, perché è insufficiente a sostenere situazioni che, anche a causa della cervellotica azione multicolore sulle aperture e chiusure delle Regioni, sta compromettendo la sopravvivenza di tante realtà economiche. Basti pensare a un esempio pratico: in caso di perdite di esercizio pari a 60.000 euro, nelle casse dei professionisti e partite IVA arriveranno appena 3.000 euro; senza parlare poi dei professionisti che, in base a quello che viene loro riconosciuto, prenderanno solo poco più di 1.000 euro. A preoccupare ancora di più sono le categorie sociali produttive, che sono rimaste inascoltate. I numerosi emendamenti presentati da Fratelli d'Italia non sono valsi a nulla. Come forza di opposizione intransigente, ma anche pronta a offrire il proprio contributo in termini propositivi, abbiamo avanzato proposte tese a ottenere ristori proporzionati alle perdite; la moratoria fiscale per almeno due anni; il taglio del cuneo fiscale; il pagamento di bonus ; ristori e indennizzi sospesi; l'eliminazione del cashback. Tuttavia non siamo stati ascoltati. Se si continua su questa linea, il nostro Paese è destinato al default , perché sarà impossibile riattivare l'economia nazionale, tenuto conto che nel frattempo le piccole e medie imprese e i commercianti, senza reali sostegni di liquidità e indebitati come non mai, si ritroveranno a dover pagare i costi fissi e le utenze, che nel frattempo sono incomprensibilmente aumentati, con evidente responsabilità del Governo, che non è intervenuto prontamente nei confronti delle grandi aziende di distribuzione. Continueremo a pagare una tassa dopo l'altra senza alcuna prospettiva di un ritorno concreto alla normalità. Senza considerare che ad oggi oltre 300.000 imprese hanno chiuso, buttando in mezzo alla strada migliaia di lavoratori, padri e madri di famiglia che si ritroveranno da soli ad affrontare la più grave crisi lavorativa dal dopoguerra ad oggi. Ma Fratelli d'Italia sarà sempre presente e propositivo affinché si possano accogliere le proposte che presenta a vantaggio di tutte queste categorie. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, siamo qui oggi a concludere un iter con la conversione in legge del decreto-legge sostegni, un provvedimento importante perché mette un altro tassello in quel percorso diretto a sostenere le imprese, le famiglie e gli enti locali e a reggere in un passaggio così pesante e così drammatico qual è quello che l'emergenza Covid ha causato. Abbiamo messo in campo delle misure per evitare che da questa emergenza ricadessero danni più pesanti sui cittadini e su tutta la nostra comunità civile. Proprio per questo si interviene con una serie di misure finalizzate ad alleggerire il peso dei costi fissi e dei costi delle imprese e delle partite IVA. Si interviene per sostenere tutto il mondo del lavoro e gli ammortizzatori sociali, nell'ottica di mantenere la coesione e dare un sostegno a tantissime situazioni di difficoltà e di fragilità che l'emergenza ha peggiorato gravando pesantemente sulle spalle delle persone. Si interviene sulla salute: è già stato ricordato nel dibattito di oggi che i vaccini e il completamento di un percorso di rafforzamento del sistema sanitario sono probabilmente la prima e più importante misura di ripresa cui è chiamato il Paese. E poi gli enti territoriali: tutti abbiamo sperimentato quanto sia fondamentale, in momenti di criticità e di pesantezza come quella che siamo chiamati ad attraversare, avere degli enti locali (amministrazioni comunali e non soltanto) capaci di intervenire là dove ci sono le maggiori e più pesanti criticità. Come è stato detto, ammontano ad oltre 30 miliardi gli interventi previsti nel decreto-legge, cui si aggiungono i 770 milioni gestiti durante il percorso di conversione, che vanno a sommarsi a tutti gli interventi che già l'anno scorso, a partire dai decreti-legge cura Italia, liquidità, rilancio, dai quattro ristori e dalla stessa legge di bilancio, sono stati messi in campo per affrontare una situazione così difficile. Il provvedimento in discussione si colloca anche alla vigilia di un prossimo decreto-legge che penso la settimana prossima il Governo varerà, e si pone altresì alla vigilia della partenza di quel Piano nazionale di ripresa e resilienza su cui tutti facciamo affidamento per dare una prospettiva al Paese. Credo che bene si sia fatto a mettere in campo questo e il prossimo provvedimento, perché dobbiamo arrivare ad avere un tessuto sociale e un sistema imprenditoriale in grado di affrontare quel percorso di rilancio e resilienza che ci prefiggiamo di affrontare. Per quanto riguarda il comparto agricolo, che ho seguito particolarmente in questa vicenda, avevamo avuto nell'articolo 39 un incremento rilevante di risorse per le filiere agricole della pesca e dell'acquacoltura, a cui in sede di conversione si sono aggiunti alcuni provvedimenti che credo siano molto importanti: innanzitutto la cessione del credito per la transizione 4.0, che permetterà uno sforzo significativo di innovazione alle imprese agricole, potendo queste ultime avere uno strumento che permetta loro di potervi accedere; infatti il credito di imposta come sistema fiscale delle imprese agricole è in molti casi un enunciato di fatto poi non percorribile. La norma sull'utilizzabilità dei prodotti etichettati senza i requisiti UE, per le imprese che in questo anno hanno faticato ad adeguarsi da una parte e dall'altra parte in molti casi hanno i magazzini pieni di etichette, perché si è venduto molto meno, permetterà di avere più tempo per poter chiudere il prodotto rimasto in magazzino. C'è poi la norma sul vertical farming : noi abbiamo tutto un sistema innovativo di produzioni verticali che sta entrando in pista nel nostro Paese e può garantire un'ulteriore opportunità di sviluppo importante. Non avevamo però una norma che permettesse di definire in modo puntuale come dovevano mettersi in campo queste aziende per poter commercializzare il loro prodotto. Nel decreto-legge in esame abbiamo pertanto approvato questo testo. C'è poi anche il tema degli esoneri contributivi per le aziende agricole. Certo, noi eravamo partiti con un'ambizione diversa: quella di affrontare anche molti altri temi importanti, a partire dalla risposta al problema dei lavoratori stagionali in agricoltura. Qui c'è un tema importante: il costo purtroppo esoso di questo provvedimento non ci ha permesso di risolverlo in questa sede, ma nell'ordine del giorno richiediamo con forza al Governo che, nel prossimo decreto, sia contemplata questa misura, perché una marea di persone non hanno potuto fare il minimo di giornate lavorative necessarie per poter avere la CISOA (la cassa integrazione agricola). Era ed è assolutamente necessario affrontare questo tema. C'è inoltre la necessità di dare risposte alle problematiche della zootecnia da carne. Avevamo ipotizzato in questo provvedimento di lavorare sulla percentuale di compensazione IVA, ma anche in questo caso, per mancanza di risorse, non è stato possibile completare il percorso. Per quanto riguarda il tema degli agriturismi, la norma di chiarimento sulla connessione, su cui da anni si sta lavorando, diventa elemento molto importante per dare prospettive e opportunità di crescita a questo comparto. C'è poi il tema dei chiarimenti sulla dieta e l'approvvigionamento di reflui per gli impianti anaerobici per la produzione di elettricità e biometano. Sono tutti interventi che dovranno andare a sommarsi a un incremento di risorse per quel che riguarda il fondo delle filiere. Noi sappiamo che l'agricoltura - lo dicono tutti i numeri - è uno straordinario settore in termini di opportunità in generale, e soprattutto per alcuni territori marginali, nei quali la scommessa sul futuro o è agricola o non lo è. Perché questo possa avvenire, però, serve un rafforzamento delle filiere. Questo anno abbiamo approvato provvedimenti importanti, che vanno nella logica di innestare maggiore equità all'interno dei singoli segmenti del settore, ma è chiaro che una ristrutturazione del settore chiede risorse. Quindi, abbiamo chiesto e chiederemo un rafforzamento delle risorse nel decreto-legge che è prossimo ad emanarsi. È necessario poi un intervento a favore dei piccoli birrifici, perché questo settore, con la chiusura dell'Horeca in quest'ultimo anno, ha buttato via una marea di prodotto, che non si è riusciti a utilizzare perché andato a scadenza. Credo che tutti questi interventi siano assolutamente importanti. Concludo dicendo sostanzialmente due cose. Chiederemo un ulteriore intervento sul Fondo di solidarietà nazionale, soprattutto per quegli eventi climatici catastrofici capitati nelle scorse settimane, danneggiando pesantemente il settore. Credo che si sia lavorato bene. Ho fatto parte del lavoro nelle Commissioni riunite bilancio e finanze e devo dire che si è lavorato molto bene e credo che questo possa essere di premessa per i prossimi provvedimenti su cui il Paese confida in modo importante per poter guardare con maggiore fiducia al futuro. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, vista l'ora e dovendo procedere alle ore 19,30 alla sanificazione dell'Aula, sentiti i Gruppi, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare» (2201). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signora Presidente, dal tentativo di censura di cui si discute da qualche giorno - mi riferisco alla ormai famosa telefonata tra Fedez, la vice direttrice di RAI 3 e soggetti legati alla produzione del concertone del primo maggio - il messaggio agghiacciante che ne viene fuori, che è stato esplicitamente e più volte ripetuto durante la telefonata, è che c'è un sistema e bisogna ad esso adeguarsi. Secondo i censori esiste quindi un sistema in cui un artista, in un programma che va in onda sulla RAI, non può raccontare fatti gravi, realmente avvenuti. Ripeto: fatti, non opinioni. Non può dire che un consigliere regionale leghista ha dichiarato «se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno», oppure citare altre dichiarazioni di questo tenore omofobico. Fortunatamente il tentativo di censura non è andato a buon fine, perché Fedez si è ribellato, non si è fatto intimidire, non ha pensato a ricadute negative per la sua carriera, ma anzi ha reso pubblico quanto accaduto. Il solo fatto però che qualcuno abbia tentato di controllare le parole di un artista è di una gravità inaudita. I casi sono due: o si è trattato di un tentativo di censura spontaneo da parte della vice direttrice di RAI 3 o di chi le ha detto di intervenire in quel senso, oppure è stato un tentativo che è stato conseguente ad una precisa richiesta di una parte politica. Entrambe le ipotesi sono gravissime e non possono rimanere impunite. Chi ha sbagliato deve pagare, deve assumersi le proprie responsabilità e coloro che in RAI hanno tentato di censurare devono dimettersi immediatamente. (Applausi) . Tra l'altro, nel caso specifico, la televisione di Stato aveva acquistato quello spettacolo confezionato al di fuori della RAI e, quindi, è ancora più difficile comprendere il motivo per cui l'azienda, oppure solo alcuni dei suoi dirigenti, erano preoccupati per uno spettacolo organizzato dai sindacati e prodotto da una ditta esterna. In questa vicenda non discutiamo di un errore o di qualcuno che è stato più realista del re: c'è in ballo la tutela della libertà di espressione. Non lo dico perché concordo con l'intervento di Fedez, ma per affermare un principio irrinunciabile. Tutto questo non sarebbe mai accaduto in un'azienda libera e indipendente, e se succede, è perché la RAI è lottizzata e non certo da ieri. È nostro dovere riformare questo grande presidio culturale italiano perché tutto ciò non avvenga più e, per farlo, occorre che le forze politiche, tutte, rimangano fuori dall'azienda. Chi lavora in RAI, a qualsiasi livello, deve poterlo fare per merito, per riconosciute e dimostrabili capacità professionali e non per appartenenza politica. (Applausi) . MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, essendo già in orario di sanificazione, sarò rispettosa dei tre minuti. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, «Seguita e picchiata in casa al grido di "muori lesbica": aggressione choc a Bolsena». «È vero che sei gay? Professore quarantatreenne aggredito e minacciato con i coltelli». «Ragusa: branco di minorenni picchia ventenne in strada: urlavano "Sei un frocio"». «Roma: giovane lesbica rifiutata al colloquio di lavoro. "A noi servono donne, non maschi mancati"». «Cagliari: bulli aggrediscono diciassettenne omosessuale e la sua amica; il video choc su Facebook». «Gay picchiato dal branco a Tiburtina. "Ecco come trattiamo quelli come te a Roma"». Potrei andare avanti. Questi sono casi di cronaca, Presidente, del 2019, quando io depositai il mio disegno di legge in materia di contrasto al fenomeno dell'omotransfobia. Allora non se ne parlava, oggi per fortuna se ne parla, ma questi casi sono sempre successi e purtroppo continueranno a succedere, a meno che non si decida di fare qualcosa. I Paesi europei in cui esiste già da anni una legge di contrasto all'omolesbobitransfobia sono praticamente tutti. Li cito in ordine alfabetico assieme alla data di approvazione della legge in questione: Austria 2004, Belgio 2003, Cipro 2004, Danimarca 1987, Finlandia 1995, Francia 2004, Germania 1992, Grecia 2005, Irlanda 1993, Islanda, Lussemburgo e Norvegia 1981, Olanda 1991, Romania 2002, Spagna 2003, Svizzera 1999. In Svezia il reato di incitamento all'odio contro le persone LGBT è stato inserito in Costituzione nel 2002 e non è cascato il mondo e la Svezia esiste ancora. Infine, nel Regno Unito esiste una legge di contrasto all'omolesbobitransfobia dal 2005. Questa legge in Italia ha avuto una gestazione lunghissima: tredici anni fa è stato fatto il primo tentativo di approvazione; poi c'è stato il grande lavoro di concertazione bicamerale messo su da Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico. Oggi Lega e Forza Italia annunciano improvvisamente che presenteranno un loro disegno di legge alternativo a quello già approvato a larga maggioranza alla Camera, dimostrando scarsa sensibilità democratica e scarso rispetto delle istituzioni, perché vogliono bypassare un testo di legge già approvato alla Camera, spericolata volontà di improvvisazione e strumentalità. Si tratta di tecniche dilatorie. Se questo tema gli fosse veramente interessato, avrebbero avuto tre anni per legiferare in materia e non c'è alcun disegno di legge di queste forze politiche. Sono ventisette anni che l'Italia aspetta questo disegno di legge. Ora basta prese in giro. (Applausi) . Se si intende continuare così, il MoVimento 5 Stelle ha già raggiunto più del numero sufficiente ad attivare l'articolo 77 e a chiedere la calendarizzazione direttamente in Aula. Fissiamo un termine per l'Aula e dimostriamo che la nostra volontà di approvare la legge Zan contro omofobia, misoginia e abilismo è reale. (Applausi) . GRANATO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, è difficile accettare che anche lo Stato, che avrebbe dovuto essere uno dei pochi presidi di legalità in una Calabria abbandonata da tutti, invece nel caso delle scuole si sottragga in modo vile al proprio ruolo e alla propria funzione. Al degrado economico e produttivo del territorio si è aggiunto il fatto che la scuola facilmente sia diventata la passerella più a buon mercato per politici spregiudicati che hanno abusato e abusano del proprio ruolo istituzionale. Dal presidente facente funzioni Spirlì, che ha inaugurato la stagione delle chiusure delle scuole di ogni ordine e grado anche in zona giallo-arancione, al sindaco Alecci, arrivato a far chiudere per un giorno la classe della scuola dell'infanzia frequentata dal bambino autistico di Soverato cui la dirigente scolastica aveva rifiutato l'affiancamento in classe da parte del terapista Abba pagato dalla famiglia, ormai è diventata una prassi per gli amministratori calabresi fare prove di forza con la scuola, nella totale inerzia del Ministero. La situazione esplosiva dipende anche dagli uffici periferici del Ministero. Dopo il caso dell'arresto del dirigente dell'ufficio territoriale di Catanzaro, la sospensione della direttrice dell'ufficio scolastico regionale, si va a ripescare, per collocarlo nell'ufficio scolastico di Catanzaro, un dirigente plurisanzionato proveniente dall'ambito provinciale di Cosenza, il dottor Luciano Greco, mentre l'ambito territoriale di Cosenza rimane ancora una volta sprovvisto di dirigente. Questa situazione è indicativa del trattamento riservato alla Calabria dal Ministero: siamo considerati meno di zero. Ma non finisce qui. Ho presentato ormai da oltre un anno un'interrogazione rimasta rigorosamente senza risposta sull'operato di una dirigente scolastica di un istituto professionale di Lamezia Terme, la quale dal 2018 ad oggi avrebbe compiuto diversi atti illeciti: ha certamente cambiato il docente di diritto a ben otto classi nel mese di maggio 2018; avrebbe dirottato l'iscrizione al terzo anno degli studenti dall'indirizzo commerciale a quello alberghiero senza previa acquisizione del loro consenso; avrebbe lasciato che il proprio collaboratore operasse con diverse sovrapposizioni di più classi nelle stesse ore, abbinandolo illecitamente per un complessivo settimanale inferiore alle diciotto dovute. Tutto ciò è stato segnalato invano: gli uffici del Ministero rimangono totalmente inerti; nessuno risponde alle interrogazioni su questi fatti che mettono a nudo un sistema palesemente insostenibile. A cosa servono i dirigenti e i funzionari del Ministero se si limitano a mettere pezze o la polvere sotto al tappeto rispetto ad una gestione che è diventata un colabrodo? Personale ispettivo non pervenuto; si attendono invano i concorsi da oltre tre anni ormai. A un contesto così totalmente deregolamentato fanno da ridicolo contraltare le parole rassicuranti del Ministro. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questa volta possiamo sperare in un intervento concreto a favore delle infrastrutture necessarie per rivitalizzare la Sardegna centrale? Avremo il coraggio di invertire una tendenza che diversamente porterà le zone interne ad un irreversibile declino? È recente la presentazione al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili delle schede recovery fund per la Regione Sardegna, ad opera dell'Assessorato ai trasporti che - come tutti noi - spera in un attento e risolutivo intervento. Il primo riguarda la rete ferroviaria Nuoro-Macomer, che ha tutti i requisiti previsti: la tempistica di quattro anni e mezzo, gli oneri finanziari di 114 milioni di euro e l'impegno della Regione Sardegna a cedere la linea ferroviaria alla Rete ferroviaria italiana. Nuoro è l'unico capoluogo di provincia nazionale a non essere attraversato da un sistema ferroviario nazionale. A oggi l'accessibilità al capoluogo è garantita da soli mezzi su strada. Dalla linea nazionale vengono completamente esclusi tutta l'area vasta del centro Sardegna e l'intero versante della Sardegna orientale, ambiti che nei decenni scorsi hanno sofferto tantissimo per queste limitazioni. L'utilizzo di questi fondi sarebbe l'occasione - come indicato dal ministro Giovannini - per sanare il disequilibrio, realizzando il completamento della rete ferroviaria sarda servendo i territori centrali e orientali. In questo modo garantiremo a tutto il centro dell'isola - in particolare a Nuoro - un sistema di collegamento ferroviario con i principali porti di Cagliari e Porto Torres e con l'aeroporto di Cagliari e, quindi, le connessioni con le TEN-T europee. Favoriremo inoltre la connessione veloce, sicura e green fra i poli produttivi dell'isola e il trasporto delle merci da Pratosardo a Bolotana, verso gli scali marittimi di Cagliari e Porto Torres. Rafforzeremo, mediante il sistema ferrato, i collegamenti tra la parte orientale e occidentale dell'isola, consolidando le attività turistiche. Sosterremo la transizione verde, supportando la mobilità sostenibile: le stazioni dovranno essere moderne, i treni agibili ai diversamente abili. Aumenteremo il potenziale di crescita economico ed occupazionale e favoriremo l'insediamento di nuove attività per contrastare lo spopolamento. Se non coglieremo queste possibilità e non ci batteremo per realizzare le infrastrutture avremo grosse responsabilità nei confronti di una città che ha dato i natali al premio Nobel Grazia Deledda, allo scrittore Salvatore Satta e al senatore Salvatore Mannironi, uno dei Padri costituenti, nato e vissuto a Nuoro, di cui ricordiamo il contributo dato alla causa della democrazia. Sarebbe un bellissimo riconoscimento aiutare a creare le condizioni per permettere alla provincia di Nuoro un progresso civile ed economico. (Applausi) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, c'è una questione che mi sta particolarmente a cuore e che ritengo doveroso far presente, poiché anche nell'emergenza che attraversiamo dobbiamo salvaguardare le iniziative meritevoli e di prospettiva. Proprio queste caratteristiche incarnano le Universiadi, una manifestazione sportiva multidisciplinare corrispondente ai Giochi olimpici, ma in ambito universitario. Il suo svolgimento è biennale e vi partecipano atleti provenienti da ogni parte del mondo. Torino si è candidata a ospitare l'edizione dell'evento nel 2025 e non soltanto, in quanto ha già attivato tutte le procedure necessarie e sta dimostrando la volontà e il valore di tutti gli attori locali nel perseguire tale obiettivo. Lo svolgimento dei Giochi mondiali universiadi invernali 2025 comporterà un incremento di visibilità a livello nazionale e internazionale del territorio piemontese; un potenziamento dell'attrattività economica del territorio; un significativo e duraturo ammodernamento delle strutture sportive pubbliche e costituirà un volano per la promozione della cultura dello sport e della sana competizione, oltre a valorizzare il territorio come meta di nuovi visitatori. La Regione Piemonte ha già previsto all'interno del proprio bilancio uno stanziamento per il sostegno dell'evento, ma ora il Governo deve fare altrettanto, formalizzando la disponibilità delle garanzie economiche per la sua organizzazione. Il 14 maggio è la data prevista per la firma del contratto e manca pochissimo. Senza garanzie da parte dello Stato almeno delle risorse per l'avvio della macchina (5 milioni di euro sui 28 previsti in spesa corrente da qui al 2025), la candidatura di Torino rischia seriamente di sfumare. Si tratta di una prospettiva nefasta che chiedo al Ministero e al Governo tutto di voler scongiurare. (Applausi) . SACCONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei dedicare questo mio intervento in Senato ad un imprenditore che penso meriti da parte di tutta l'Assemblea una gratitudine autentica per un atto di autentica civiltà. L'imprenditore è Giuseppe Condorelli. (Applausi) . Da notizie di stampa è stato oggetto di minacce di morte da parte di un clan mafioso. Vi sono stati quaranta arresti. A lui va la nostra gratitudine per il suo atto di civiltà. Lo Stato è presente anche con le sue Forze dell'ordine e con gli inquirenti che hanno indagato, ma la nostra testimonianza vuole essere soprattutto quella di dire a persone come lui che non sono sole. Noi accogliamo questo atto di coraggio che è nella scia e non rende vano il sacrificio di quanti hanno avuto il coraggio di denunciare, a partire da Libero Grassi. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 6 maggio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 6 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,46) . Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2191 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità, positivamente verificata, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.7, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5 e 2- bis .l. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 2168: sull'emendamento 1.1, il senatore Ferrazzi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sulla votazione finale, la senatrice Giannuzzi avrebbe voluto esprimere un voto di astensione. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Calderoli, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, D'Angelo, De Poli, Di Marzio, Fazzone, Floridia, Galliani, Giacobbe, Iori, L'Abbate, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Montevecchi, Monti, Nannicini, Napolitano, Nisini, Pepe, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Russo, Sciascia, Segre, Sileri, Siri, Vono e Zanda. . .Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Biti, Endrizzi, Tosato e Valente. Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, con lettera in data 29 aprile 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 agosto 2018, n. 100 - la relazione sul SIN Venezia - Porto Marghera e sui drenaggi dei grandi canali di navigazione portuale, approvata dalla Commissione nella seduta del 29 aprile 2021 ( Doc . XXIII, n. 10). Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 4 maggio 2021, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori la deputata Eva Avossa in sostituzione della deputata Marina Berlinghieri, dimissionaria. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro della giustizia Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (2201) (presentato in data 05/05/2021) C.2972 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Roma il 10 giugno 2009, con Scambio di Note emendativo fatto a Roma il 7 e il 22 agosto 2014 (2195) (presentato in data 03/05/2021); Regione Marche Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero (2196) (presentato in data 30/04/2021); senatori Petrenga Giovanna, Rauti Isabella Norme di perequazione previdenziale per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (2197) (presentato in data 30/04/2021); senatori Grassi Ugo, Augussori Luigi, Calderoli Roberto, Pirovano Daisy, Riccardi Alessandra, Ostellari Andrea, Pillon Simone, Pellegrini Emanuele, Urraro Francesco, Pepe Pasquale, Alessandrini Valeria, Arrigoni Paolo, Bagnai Alberto, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Doria Carlo, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lucidi Stefano, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Pazzaglini Giuliano, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Testor Elena, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Delega al Governo per l'adozione di un Codice amministrativo (2198) (presentato in data 03/05/2021); senatore Calandrini Nicola Disposizioni in materia di sostegno del mercato delle locazioni commerciali (2199) (presentato in data 04/05/2021); senatrice Ronzulli Licia Modifiche all'articolo 61 del codice penale in materia di aggravante per gli atti discriminatori e violenti per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità (2200) (presentato in data 04/05/2021); senatore Malan Lucio Nuove norme in materia di rispetto della diversità (2202) (presentato in data 05/05/2021); senatrice Boldrini Paola Istituzione della professione di odontotecnico (2203) (presentato in data 05/05/2021); senatore Mallegni Massimo Delega al Governo in materia di rivalutazione automatica delle pensioni (2204) (presentato in data 05/05/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Rauti Isabella ed altri Istituzione della «Giornata della vita nascente» (2136) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 05/05/2021); Commissioni 1ª e 7ª riunite Sen. Fregolent Sonia Modifica all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di tutela delle lingue storiche regionali (2091) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 05/05/2021); Commissioni 6ª e 7ª riunite Sen. Testor Elena ed altri Disposizioni concernenti le associazioni musicali amatoriali e agevolazioni fiscali a sostegno della loro attività (2123) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 05/05/2021). Affari assegnati In data 30 aprile 2021 è stato deferito alla 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sull'impatto dei cambiamenti climatici sui beni culturali e ambientali (Atto n. 808). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 28 aprile 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 5 e 7, della legge 6 ottobre 2017, n. 158 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante la definizione dell'elenco dei piccoli comuni che rientrano nelle tipologie di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 6 ottobre 2017, n. 158 (n. 254). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 29 aprile 2021 - alla 13ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine di 30 giorni dall'assegnazione. Le Commissioni 1ª e 5ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 13ª Commissione entro il termine di 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro della difesa, con lettera in data 28 aprile 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l'anno 2021 relativo a contributi ad associazioni combattentistiche e d'arma (n. 255). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro dell'istruzione, con lettera in data 30 aprile 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nel capitolo 1261 dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione per l'anno 2021, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 256). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro della transizione ecologica, con lettera in data 3 maggio 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero della transizione ecologica per l'anno 2021, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 257). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 13ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, con lettera in data 29 aprile 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Fulvio Lino Di Blasio a Presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale (n. 84). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di documenti e assegnazione Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 4 maggio 2021, ha inviato, quali allegati al Documento di economia e finanza 2021 ( Doc . LVII, n. 4): la relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 10, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e all'articolo 7 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88 ( Doc . LVII, n. 4-Allegato/III); la relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, di cui all'articolo 10, comma 9, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ( Doc . LVII, n. 4-Allegato/IV); il documento sugli indicatori di benessere equo e sostenibile, di cui all'articolo 10, comma 10-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ( Doc . LVII, n. 4-Allegato/V); la relazione sui fabbisogni annuali di beni e servizi della pubblica amministrazione e sui risparmi conseguiti con il sistema delle convenzioni Consip, di cui all'articolo 2, comma 576, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ( Doc . LVII, n. 4-Allegato/VI). I predetti documenti sono trasmessi a tutte le Commissioni permanenti. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 29 aprile 2021, ha trasmesso un documento concernente le "linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 810). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 27 aprile 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 2021 recante l'esercizio di poteri speciali, con prescrizioni, in ordine alla notifica con prescrizioni, della società Montanstahl SA. in merito all'acquisto del 100 per cento del capitale sociale di Siderval Spa e del 70 per cento del capitale sociale di Calvi Spa e, in subordine (nel caso in cui le sopracitate acquisizioni non dovessero aver luogo), del 41,65 per cento di Siderval Spa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 811). Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 3 maggio 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400 - la comunicazione concernente la nomina, per la durata di un anno, a decorrere dal 16 marzo 2021, del dottor Giampiero Marchesi a Commissario straordinario del Governo con il compito di presiedere il Comitato di indirizzo della Zona economica speciale Ionica interregionale nelle regioni Basilicata e Puglia. Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 5ª e alla 6 a Commissione permanente. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettere pervenute in data 28 aprile 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 - le comunicazioni concernenti le nomine: del dottor Duilio Farina, designato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell'ingegner Fabrizio Giulianini, designato dal Ministero dell'economia e delle finanze, a componenti del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia Spaziale Italiana (n. 40); della professoressa Susanna Terracini a componente del Consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale di alta matematica "Francesco Severi" (n. 41); della professoressa Simonetta Fraschetti a componente del Consiglio di amministrazione della Stazione zoologica "Antonio Dohrn" Napoli (n. 42); del professor Alberto Aloisio a componente del Consiglio di amministrazione dell'Area scientifica e tecnologica di Trieste - Area Science Park (n. 43); del professor Diederik Sybolt Wiersma a Presidente dell'Istituto Nazionale di ricerca metrologica (INRIM) (n. 44); del professor Carlo Doglioni a Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)(n. 45); della professoressa Caterina Petrillo a Presidente dell'area scientifica e tecnologica di Trieste - Area Science Park (n. 46); della professoressa Maria Chiara Carrozza a Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)(n. 47). Tali comunicazioni sono trasmesse, per competenza, alla 7 a Commissione permanente. La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 28 e 30 aprile e 3 maggio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: al dottor Stefano Versari, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione; al dottor Marco Montanaro, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; ai dottori Mauro D'Amico e Alessandra D'Onofrio il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; alla dottoressa Valentina Gemignani, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; alla dottoressa Aline Pennisi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze. Il Ministro della salute, con lettera in data 29 aprile 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, l'ordinanza 16 aprile 2021 recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 99 del 26 aprile 2021 (Atto n. 807). Il Ministro della salute, con lettera in data 29 aprile 2021, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 23 aprile 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto e la nota del 23 aprile 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630. Ha altresì trasmesso le ordinanze 23 aprile 2021, recanti, rispettivamente, "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle regioni Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto e nelle Province autonome di Trento e Bolzano", "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle regioni Basilicata, Calabra, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta" e "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella regione Sardegna", pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, del 24 aprile 2021, n. 98. La predetta documentazione (Atto n. 806) è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettere in data 28 aprile 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia nel periodo 16 settembre-15 dicembre 2019 (Atto n. 804) e nel periodo 16 dicembre 2019-15 marzo 2020 (Atto n. 805). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente. Con lettere in data 22, 23 e 27 aprile 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Briosco (Monza-Brianza), Saltrio (Vicenza), San Vincenzo (Livorno), Monticiano (Siena) e Castellina Marittima (Pisa). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 30 aprile 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 507, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la relazione sullo stato dei lavori e dei possibili sviluppi del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), aggiornata al 15 marzo 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XXVII, n. 20). Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in data 30 aprile 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 10 della legge 28 agosto 1997, n. 285, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, relativa all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . CLXIII, n. 3). Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con lettera in data 27 aprile 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 14 luglio 1993, n. 238, la relazione sullo stato di attuazione dei contratti di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana SpA, aggiornata al 31 dicembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, all'8 a Commissione permanente ( Doc . CXCIX, n. 3). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione - Tassonomia dell'UE, comunicazione societaria sulla sostenibilità, preferenze di sostenibilità e doveri fiduciari: dirigere i finanziamenti verso il Green Deal europeo (COM(2021) 188 definitivo), alla 6 a e alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 10 a e 14 a ; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - La strategia dell'UE sui rimpatri volontari e la reintegrazione (COM(2021) 120 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3 a e 14 a . Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le seguenti sentenze, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 1 a Commissione permanente: sentenza n. 80 del 10 febbraio 2021, depositata il successivo 29 aprile, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 39- ter , commi 2 e 3, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2020, n. 8 ( Doc. VII, n. 111) - alla 5 a Commissione permanente; sentenza n. 82 del 24 marzo 2021, depositata il successivo 30 aprile, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 10 della legge della Regione Valle d'Aosta 13 luglio 2020, n. 8 (Assestamento al bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per l'anno 2020 e misure urgenti per contrastare gli effetti dell'emergenza epidemiologica da COVID-19), nella parte in cui sostituisce la Tabella di cui all'Allegato A della legge della Regione Valle d'Aosta 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti), limitatamente: a ) alle parole «prodotti in Regione» della voce concernente i "Rifiuti speciali non pericolosi ammessi allo smaltimento in discariche per rifiuti non pericolosi prodotti in Regione"; b ) all'intera voce concernente i "Rifiuti speciali non pericolosi ammessi allo smaltimento in discarica per rifiuti non pericolosi provenienti da fuori Regione", compreso l'importo del prelievo pari a euro 25,82 per tonnellata ( Doc. VII, n. 112) - alla 5 a ella 13 a Commissione permanente; sentenza n. 83 del 25 marzo 2021, depositata il successivo 30 aprile, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 148, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)", nella parte in cui non prevede tra le "spese anticipate dall'erario" l'onorario del curatore con riguardo al caso in cui la procedura di giacenza si sia conclusa senza accettazione successiva e con incapienza del patrimonio ereditario ( Doc. VII, n. 113) - alla 2 a Commissione permanente; sentenza n. 84 del 13 aprile 2021, depositata il successivo aprile, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale: 1) dell'articolo 187- quinquiesdecies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52), nel testo originariamente introdotto dall'articolo 9, comma 2, lettera b ), della legge 18 aprile 2005, n. 62 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2004), nella parte in cui si applica anche alla persona fisica che si sia rifiutata di fornire alla CONSOB risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative di carattere punitivo, ovvero per un reato; 2) in via consequenziale, ai sensi dell'articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), dell'articolo 187- quinquiesdecies del decreto legislativo n. 58 del 1998, nel testo modificato dall'articolo 24, comma 1, lettera c ), del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, nella parte in cui si applica anche alla persona fisica che si sia rifiutata di fornire alla Banca d'Italia o alla CONSOB risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative di carattere punitivo, ovvero per un reato; 3) in via consequenziale, ai sensi dell'articolo 27 della legge n. 87 del 1953, dell'articolo 187- quinquiesdecies del decreto legislativo n. 58 del 1998, nel testo modificato dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129, recante "Attuazione della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE, così, come modificata dalla direttiva 2016/1034/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 giugno 2016, e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012, così come modificato dal regolamento (UE) 2016/1033 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 giugno 2016", nella parte in cui si applica anche alla persona fisica che si sia rifiutata di fornire alla Banca d'Italia o alla CONSOB risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative di carattere punitivo, ovvero per un reato. ( Doc. VII, n. 114) - alla 2 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 3 e 4 maggio 2021, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 408); di ALES - ARTE LAVORO E SERVIZI S.p.A., per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.409); dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.410); del Consorzio del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.411). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali della Corte dei conti, con lettera in data 27 aprile 2021, ha trasmesso la deliberazione n. 3/2021 con la quale la Sezione stessa ha approvato la Relazione speciale "L'accesso alla riserva nazionale dei titoli da parte di giovani e nuovi agricoltori". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento alla 5 a e alla 9 a Commissione permanente (Atto n. 809). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della Regione Friuli-Venezia Giulia in merito alla terza ripartenza della regione, con riferimento al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente (n. 57). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 4 maggio 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla partecipazione dell'Unione al partenariato europeo sulla metrologia avviato congiuntamente da più Stati membri (COM(2021) 89 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 29 giugno 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Antonio Brandi, Presidente dell'Associazione Pro Vita & Famiglia Onlus e numerosissimi altri cittadini chiedono che non vengano trasmessi nel servizio pubblico radiotelevisivo trasmissioni e programmi con contenuti blasfemi o relativi alla c.d. teoria gender (Petizione n. 821, assegnata alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi); la signora Paola Ferella da Serrone (Frosinone) chiede l'utilizzo della tecnologia di irradiazione germicida ultravioletta al fine della sterilizzazione degli ambienti chiusi e, in particolare, di supermercati, scuole e mezzi pubblici (Petizione n. 822, assegnata alla 12 a Commissione permanente); il signor Giuseppe Fortunato, Difensore civico della Regione Campania, chiede l'eliminazione del requisito del limite di età ai fini della partecipazione ai concorsi per l'accesso alle Forze Armate (Petizione n. 823, assegnata alla 4 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme Il senatore Croatti ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00345 del senatore Ferrara ed altri. Mozioni Atto n. 1-00349 LAUS ROJC FEDELI PITTELLA STEFANO BOLDRINI CERNO MARGIOTTA COMINCINI BITI D'ALFONSO MARILOTTI - Il Senato, premesso che: l'Universiade è una manifestazione sportiva multidisciplinare corrispondente ai giochi olimpici (sia invernali, sia estivi). Il suo svolgimento è biennale e vi partecipano gli atleti universitari, provenienti da ogni parte del mondo. Il nome "Universiade", frutto della combinazione tra le parole "università" e "olimpiade", racchiude in sé uno dei concetti alla base di ogni forma di sport: l'universalità; l'Universiade nasce in Italia da un'idea del dirigente sportivo Primo Nebiolo che ipotizzò una manifestazione sportiva per studenti universitari sulla falsariga delle olimpiadi; le Universiadi sono organizzate dalla Federazione internazionale sport universitari (FISU); la città di Torino è ricordata per aver ospitato nel 1959 la prima edizione, e per le successive edizioni del 1970 e del 2007 (Universiade invernale); l'edizione del 2007 ha coinvolto più di 1.600 atleti a livello mondiale, con la partecipazione di 48 delegazioni nazionali e l'organizzazione è stata supportata da 3.200 volontari, per la maggioranza cittadini torinesi, che hanno contribuito enormemente al successo dell'iniziativa; rilevato che: in data 30 novembre 2020 è stato firmato il protocollo d'intesa finalizzato alla creazione del comitato promotore per la candidatura della città di Torino ad ospitare la XXXII edizione delle Universiadi invernali 2025; in data 10 febbraio 2021 l'ex ministro Spadafora ha inviato la nota n. 186 alla Regione Piemonte e al Comune di Torino in cui confermava "che la struttura amministrativa, per quanto di competenza, ha espresso la massima considerazione e, ai fini del sostegno, la più ampia disponibilità ad individuare modalità di accesso e erogazione di un idoneo contributo che, attraverso le previste procedure e compatibilmente con gli stanziamenti di bilancio, potrà consentire, in collaborazione con gli altri attori interessati, di soddisfare le garanzie e le coperture delle obbligazioni finanziarie connesse all'evento"; sempre secondo tale nota, le Universiadi rappresentano una manifestazione sportiva di primo piano e andrebbero a svolgersi in un contesto territoriale che ha dato e continua a dare un grande contributo al rilancio dell'immagine dell'Italia quale Paese ospitante di eventi di rilevanza internazionale; con deliberazione della Giunta regionale del Piemonte, 12 marzo 2021, n. 23-2978 costituzione del comitato promotore per la candidatura ai "giochi mondiali universitari invernali 2025", è stato approvato lo schema di atto costitutivo e di statuto; in data 26 marzo 2021, il centro universitario sportivo italiano ha inviato alla FISU la lettera di candidatura ufficiale della città di Torino ad ospitare la XXXII edizione delle Universiadi invernali 2025; considerato inoltre che: i "giochi mondiali universitari" rappresentano uno strumento fondamentale per dare ulteriore impulso al sistema universitario regionale e per lo sviluppo della vocazione universitaria di Torino; la candidatura di Torino 2025 rappresenta, inoltre, un momento per attivare investimenti immobiliari pubblici per la realizzazione dei villaggi per gli atleti che dopo l'evento verranno trasformati in strutture residenziali universitarie; lo svolgimento dei giochi mondiali universitari invernali 2025 comporterà un incremento di visibilità a livello nazionale ed internazionale del territorio piemontese, un potenziamento dell'attrattività economica del territorio, un significativo e duraturo ammodernamento delle strutture sportive pubbliche a vantaggio dei giovani e dei meno giovani e costituirà un volano per la promozione della cultura dello sport e della legalità, della globalizzazione e della condivisione di valori; la Regione Piemonte ha già previsto, all'interno del proprio bilancio di previsione, uno stanziamento per il sostegno dell'evento, impegna il Governo a mantenere l'impegno preso dal Governo precedente e a confermare il proprio sostegno alla candidatura della città di Torino ad ospitare la XXXII edizione delle Universiadi invernali 2025. Atto n. 1-00350 BINETTI FEDELI FEDE BONINO RAUTI UNTERBERGER GUIDOLIN PIANASSO MASINI - Il Senato, premesso che: la pandemia da COVID-19 ha causato fino ad oggi oltre 3 milioni di vittime in tutto il mondo; molte aree del pianeta, in particolare quelle a più basso reddito, rischiano di essere escluse dalla distribuzione dei vaccini, che sono al momento l'unico strumento per arginare la pandemia ed uscire dall'emergenza sanitaria; ricordato che: dal 24 al 30 aprile 2021 è stata celebrata la settimana mondiale delle vaccinazioni, decisa dall'assemblea dell'Organizzazione mondiale della sanità nel 2012; a distanza di due giorni, dal 26 aprile al 2 maggio 2021, si è tenuta la sedicesima edizione della settimana europea delle vaccinazioni; sottolineato che: la comunità internazionale ha attivato il meccanismo globale "COVAX", di cui l'Unione europea è tra i maggiori contributori, e si è data l'obiettivo di assicurare a tutti i Paesi, in particolare ai Paesi a basso e medio reddito, l'accesso ai vaccini contro il COVID-19; l'Organizzazione mondiale della sanità è impegnata in prima linea nell'opera di vaccinazione aperta a tutti, e sta portando avanti la campagna "#VaccinEquity", ribadita in occasione della giornata mondiale della sanità il 7 aprile 2021, "Per un mondo più giusto e più sano", allo scopo di conseguire l'obiettivo di una maggiore distribuzione dei vaccini contro il COVID-19 il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha invitato le case farmaceutiche produttrici dei vaccini anti COVID-19 alla temporanea rinuncia ai brevetti; rilevato che: le statistiche riferiscono di poco più di un miliardo di dosi di vaccino anti COVID-19 somministrate nel mondo; le vaccinazioni sono in massima parte concentrate nelle aree più ricche del pianeta, avendo i Paesi ricchi, con il 15 per cento della popolazione mondiale, acquistato il 60 per cento della produzione mondiale di vaccini; la vaccinazione contro il COVID-19 deve necessariamente realizzarsi a livello mondiale, poiché il ritardo nell'immunizzazione anche di un solo Paese potrebbe portare, come purtroppo sta già avvenendo, alla circolazione o alla mutazione del virus con danno per l'intera umanità; l'attuale distribuzione si prospetta del tutto inadeguata dal momento che con le risorse attuali il programma COVAX, se i produttori dovessero rispettare le consegne, consentirebbe di vaccinare solo il 20 per cento degli abitanti dei Paesi a basso e medio reddito; nella comunità internazionale è aperta la discussione, nell'ambito dell'accordo TRIPs (Agreement on trade-related aspects of intellectual property rights), sulla possibilità di sospendere i diritti di proprietà intellettuale su vaccini e medicinali; ricordato inoltre che: il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in più occasioni nei mesi scorsi ha ribadito che i vaccini devono essere un bene pubblico globale accessibile a tutti, ovunque, e che l'equità dei vaccini è una prova morale di solidarietà globale, ribadendo l'impegno delle Nazioni Unite a garantire che vengano prodotti e distribuiti vaccini sufficienti per tutti; numerose personalità internazionali hanno rivolto un appello agli Stati perché i vaccini contro il COVID-19 siano resi accessibili a tutti; anche papa Francesco, in occasione della festività pasquale, ha chiesto di mettere la salute dell'umanità al di sopra di ogni cosa, superando le leggi del mercato e dei brevetti, impegna il Governo ad operare, anche a livello europeo e d'intesa con i singoli Stati membri, per l'affermazione del principio universale del diritto alla vaccinazione e a tal fine ritiene necessario che: 1) il programma COVAX sia dotato di maggiori risorse, tali da consentire ai Paesi di tutto il mondo di ricevere le necessarie dosi di vaccino contro il virus COVID-19; 2) si possa giungere ad una temporanea sospensione dei diritti di proprietà intellettuale sui vaccini contro il COVID-19; 3) in ogni caso, tali diritti di proprietà intellettuale sui vaccini contro il COVID-19, anche se previsti dall'accordo TRIPs, attraverso misure adeguate e proporzionate, non siano di ostacolo alla capillare distribuzione dei vaccini in ogni parte del mondo, in modo da raggiungere chiunque ne abbia bisogno; 4) vengano agevolati accordi tra case produttrici dei principali vaccini esistenti e aziende farmaceutiche, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, tali da consentire una maggiore e più agevole produzione e distribuzione dei vaccini; 5) si realizzi un'effettiva cooperazione sul piano economico e scientifico tra i governi e gli Stati, sul piano bilaterale e multilaterale, che consenta di vaccinare in breve tempo l'intera popolazione mondiale contro il COVID-19. Atto n. 1-00351 VALLARDI BERGESIO SBRANA RUFA ZULIANI PIANASSO IWOBI PISANI Pietro MARIN DORIA - Il Senato, premesso che: la data del 20 maggio 2021 è stata scelta per celebrare la terza giornata mondiale delle api che, istituita nel 2017 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sul ruolo fondamentale di questi insetti per l'equilibrio degli ecosistemi, la tutela dei territori e la sicurezza alimentare; i cambiamenti climatici, che si manifestano con eventi atmosferici sempre più estremi, rappresentano una seria minaccia per la specie delle api, oggi fortemente a rischio anche a causa di diversi altri fattori come l'uso eccesivo dei pesticidi e l'inquinamento; in Europa è a rischio di estinzione una specie di api su 10 e negli ultimi 5 anni sono andati persi 200.000 alveari. La scomparsa di questi insetti metterebbe a rischio la riproduzione del 78 per cento delle specie di fiori selvatici e dell'84 per cento delle specie coltivate nell'Unione europea, rappresentando un danno incalcolabile per la conservazione della biodiversità, nonché per la tenuta della catena alimentare, a cominciare dal comparto agricolo; se pure durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19 il consumo di miele in Italia è aumentato di circa il 44 per cento, tuttavia la produzione interna non riesce a soddisfare la domanda, a causa della notevole riduzione delle fioriture dovuta al cambiamento del clima; nel 2019, infatti, la produzione nazionale è arrivata a 15 milioni di chilogrammi a fronte di un quantitativo di quasi 25 milioni di chilogrammi di miele importato durante il medesimo anno dall'estero, in primo luogo dalla Cina; se nel mondo la produzione di miele diminuisce, nel 2019, soltanto in Italia essa è scesa del 50 per cento per un valore di 70 milioni di euro, in Cina si assiste viceversa ad un suo incremento ininterrotto, anche in conseguenza del mancato rispetto degli standard europei di produzione, con conseguente minaccia per la competitività del comparto in tutta Europa; dalla Cina arrivano in Europa, e quindi in Italia, circa 80.000 tonnellate di miele prodotto senza l'utilizzo delle api mellifere; si tratta di un miele contraffatto e difficilmente rilevabile ai controlli alle frontiere; in Cina, inquinamento, deforestazione ed impiego di pesticidi hanno fortemente ridotto la popolazione delle api; per fronteggiare tale decremento, l'uomo si è letteralmente sostituito in alcune delle fasi produttive, quali ad esempio deumidificazione e maturazione, determinando un'alterazione del naturale equilibrio di produzione del miele, anche attraverso l'impiego di quantità di sciroppo di zucchero superiori al consentito, contravvenendo alle norme europee in termini di standard di produzione e di sicurezza e qualità del prodotto; ciò costituisce una vera e propria contraffazione, la quale determina una notevole perdita delle proprietà nutrizionali del prodotto, comportando allo stesso tempo possibili rischi per la salute dei consumatori; tale forma di concorrenza, viziata dalla contraffazione, è fortemente penalizzante per l'apicoltura italiana, la quale si fonda invece sul rispetto dei naturali cicli biologici di produzione, i quali garantiscono la realizzazione di un prodotto di altissima qualità, in ragione della quale il suo prezzo medio di produzione è di 3,99 euro al chilogrammo, contro circa 1,24 euro al chilo di quello cinese. La concorrenza al miele made in Italy ad oggi non arriva soltanto dalla Cina, con oltre 2.500 tonnellate, ma anche dai Paesi dell'est Europa, come l'Ungheria, che immettono sul mercato oltre 11.300 tonnellate di miele di dubbia qualità; questo evidente squilibrio di mercato genera un impatto negativo sull'agricoltura italiana, che dipende per oltre il 70 per cento delle principali colture agricole dalle api nella loro funzione di impollinatori, la quale è fondamentale per garantire la riproduzione delle piante, permettendo la conservazione della vita stessa di molte specie, comprese quelle animali; dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti consumati abitualmente, come mele, fragole, pomodori e mandorle; durante le fioriture nelle coltivazioni, gli allevatori si mettono al servizio dei coltivatori fornendo le loro api per consentire l'impollinazione dei frutteti e di altre colture; il "servizio di impollinazione" così svolto rappresenta spesso la prima fonte di reddito per gli apicoltori, dal quale tuttavia traggono il solo sostentamento, seguito poi dalla vendita del miele e degli altri prodotti apistici; il miele italiano è molto variegato grazie all'enorme ricchezza della biodiversità del nostro Paese; gli apicoltori, per sfruttare tutte le potenzialità del territorio, utilizzano la tecnica del nomadismo, spostando gli alveari su diverse fioriture, la quale, sebbene di origine molto antica, rappresenta oggi un fondamentale strumento di produzione e sopravvivenza di molte piccole aziende apistiche nazionali; il comparto apistico italiano è strategico per l'economia del Paese; alla luce delle gravi difficoltà in cui esso versa, acuitesi anche per il perdurare dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, è necessario agire prontamente per non disperderne la competitività. L'apicoltura italiana è l'espressione di un ricco patrimonio di valori, antiche tecniche e tradizioni che si tramandano da generazioni e si identificano nel lavoro di circa 63.000 apicoltori; in Italia si contano 1,5 milioni di alveari, 220.000 sciami, 23.000 tonnellate di prodotto ed oltre 60 varietà, per un valore di oltre 2 miliardi di euro; la conoscenza e l'educazione possono svolgere un ruolo fondamentale per la custodia di questo importante insetto, permettendo la diffusione di conoscenze sul ruolo vitale che le api rivestono per la tutela della biodiversità, dell'ambiente e del territorio, nonché sulla divulgazione di valori e tradizioni che caratterizzano l'apicoltura italiana, impegna il Governo: 1) ad adottare interventi per la salvaguardia dell'apicoltura italiana, quale preziosa risorsa per l'agricoltura e l'ambiente, in grado di generare un prodotto, il miele, che grazie alla ricchezza della biodiversità nel nostro Paese risulta estremamente variegato, rappresentando una delle più alte espressioni delle specificità dei nostri territori; 2) a sostenere la realizzazione di progetti nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado sull'intero territorio nazionale, per la diffusione di conoscenze sul ruolo fondamentale e vitale che le api rivestono e sul lavoro dell'apicoltore in qualità di custode di questa importantissima risorsa ambientale, nonché di conoscenza del valore nutrizionale del miele come elemento di salute per i consumatori; 3) ad intensificare i controlli sul territorio nazionale a contrasto dei fenomeni di contraffazione compiuti ai danni dei produttori italiani di miele, valutando anche di adottare nuove metodologie di analisi per rilevare le sofisticate alterazioni compiute sul prodotto, derivanti dall'impiego di tecniche produttive illegali e non conformi alla normativa, nazionale ed europea, in materia di qualità e sicurezza; 4) ad adottare ogni forma di tutela dei consumatori finali, anche al fine di assicurare un nesso comprovato tra l'origine e la provenienza e la qualità di un prodotto, anche in ragione agli effetti benefici che esso ha sulla salute umana; 5) ad agevolare il servizio di impollinazione, fondamentale per garantire il mantenimento della produzione e della sussistenza di molte aziende apistiche, specie quelle di più piccole dimensioni, anche attraverso l'adozione di misure di natura fiscale che prevedendo la riduzione al 10 per cento dell'attuale aliquota IVA relativa a tale servizio. Atto n. 1-00352 URSO CIRIANI FAZZOLARI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI NASTRI PETRENGA RAUTI RUSPANDINI TOTARO ZAFFINI - Il Senato, premesso che: ormai tutti si rendono conto, dentro e fuori dell'Unione europea, persino nelle democrazie più orientate al libero mercato, quale conseguenza dell'emergenza sanitaria, sociale ed economica derivante dalla pandemia da COVID-19, come sia diventato prioritario definire nuove regole alla globalizzazione, a salvaguardia dei sistemi sociali economici e produttivi e, quindi, dell'identità di ogni nazione; diversi gruppi multinazionali sono soliti adottare sofisticate tecniche di elusione o pianificazione fiscale, operando quella che si definisce un'"ottimizzazione fiscale", approfittando della mancanza di regole condivise tra i sistemi fiscali nazionali; al contempo numerosi Paesi, anche all'interno dell'Unione europea, usano proprio la leva fiscale per farsi concorrenza nell'"attirare" capitali, offrendo condizioni vantaggiose con l'obiettivo di convincere le aziende a spostare la loro sede legale sul proprio territorio, attuando quel che si chiama " dumping fiscale"; il fenomeno è talmente diffuso che nella principale economia mondiale, gli Stati Uniti, ormai, oltre il 43 per cento dei profitti aziendali americani viene "parcheggiato" principalmente in 5 Paesi: Olanda, Lussemburgo, Svizzera, Irlanda e isole Bermuda, cui seguono altri noti "paradisi fiscali"; destino, questo, comune a tutte le economie avanzate, Italia compresa; è fondamentale che vengano rispettati i principi della libera concorrenza e di un'equa tassazione e al contempo non è più tollerabile consentire che siano accumulati immensi patrimoni senza contribuire alla prosperità dei Paesi in cui sono stati realizzati, fenomeno che crea ulteriori e più ampi divari, tra ricchi e poveri, grandi e piccole imprese, all'interno delle singole nazioni e tra gli Stati della stessa Unione europea; considerato che: fino ad oggi l'attenzione, da parte degli Stati dell'Unione europea, si è concentrata principalmente su interventi in materia di imposte sui servizi digitali nei confronti dei cosiddetti OTT ( over the top ), le multinazionali del web , che per risparmiare sulle imposte spostano il fatturato delle controllate nazionali in Paesi dove le aliquote fiscali sono più basse, continuando a trovare maggiore convenienza nel pagare centinaia di milioni in transazioni anziché fatturare nel Paese in cui avviene il giro d'affari; anche l'Italia con la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019), prima e, successivamente, con la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), ha definito il perimetro normativo della " digital tax ", applicata, nella misura del 3 per cento, sui ricavi derivanti dalla fornitura di servizi digitali nel condivisibile scopo di assoggettare ad un minimo dovuto prelievo fiscale i grandi operatori internet ; questa tassa, prevista anche dalla Francia, ha innescato un aspro scontro tra UE e USA, che aveva portato la precedente amministrazione statunitense addirittura a minacciare dazi sull'importazione di merci europee senza un accordo condiviso in sede OCSE; per questa e altre ragioni l'imposta, che dovrebbe portare alla finanza pubblica italiana un gettito stimato di circa 600 milioni di euro annui, ha subito modifiche e rinvii, con la prima scadenza, relativa agli imponibili realizzati nell'anno 2020, rimandata al 16 maggio 2021, prevedendo inoltre, al pari di quanto fatto in Francia, un sistema di sospensione dell'applicazione delle norme e di compensazione degli importi al momento del raggiungimento di un accordo internazionale in materia; l'Unione europea sta discutendo in merito al modello di mercato creatosi nel settore digitale e riflettendo sui temi della concorrenza e della tassazione delle big tech , con l'obiettivo di revisionare anche il regolamento antitrust europeo oltre a quello di garantire che vengano rispettati i principi della libera concorrenza e di un'equa tassazione; la pandemia da COVID-19 e l'adozione di provvedimenti restrittivi come il lockdown hanno ulteriormente aumentato il divario tra i fatturati delle attività commerciali nazionali, ed in particolare quelle di vicinato, costrette in molti casi alla chiusura, e lo straordinario aumento del volume di affari dei colossi del web che continuano ad incrementare i propri profitti senza neanche corrispondere degli sconti alla clientela, beneficiando di una situazione in cui si registra un maggior ricorso agli acquisti on line e dell'utilizzo di servizi internet , situazione che inevitabilmente pone il problema della concorrenza e della tassazione; Amazon, ad esempio, nel terzo trimestre 2020 ha triplicato i propri profitti che sono cresciuti del 197 per cento a 6,3 miliardi di dollari, con un aumento delle vendite del 37 per cento superando i 96 miliardi di dollari (i dati riguardano il periodo luglio e settembre e non tengono peraltro conto degli incassi dell'"Amazon prime day " che si è svolto tra il 13 e il 14 ottobre 2020); il gruppo Alphabet, che possiede Google, ha diffuso una trimestrale con un incremento dei ricavi pubblicitari da 33 a 37 miliardi di dollari oltre incassi in crescita per la controllata You Tube (da 3,8 a 5 miliardi) e per i servizi di Google Cloud (da 2,4 a 3,4 miliardi) grazie alla domanda di servizi digitali in aumento per la pandemia; considerato, dunque, che: è necessario porre finalmente regole chiare e condivise alla globalizzazione a salvaguardia dei sistemi sociali economici e produttivi e, quindi, dell'identità di ogni nazione, tanto più all'interno del sistema occidentale che, per la sua natura democratica, vede minacciati i principi fondanti della sua civiltà, basata sui diritti della persona e sulle sue libertà fondamentali; già nel vertice G20 del novembre 2018 a Buenos Aires, in Argentina, Paese allora presidente di turno del foro internazionale, la precedente amministrazione americana aveva posto con forza la necessità di rivedere le norme del WTO al fine di garantire che il commercio globale fosse anche equo e non solo libero, insistendo proprio perché la dichiarazione finale contenesse la formula considerata inedita di "commercio equo e libero", al fine di evitare appunto che la "globalizzazione selvaggia" creasse scompensi sociali e produttivi all'interno degli Stati, con evidenti fenomeni di discriminazione; vi sono finalmente le condizioni per realizzare un sistema di regole condivise ed eque che tutelino i valori delle democrazie occidentali dallo strapotere della finanza segnando la fine dei "paradisi fiscali", non solo per i colossi del web ma per tutte le multinazionali, non essendo più tollerabile che proprio coloro che realizzano i maggiori guadagni non contribuiscano adeguatamente alla prosperità dei Paesi in cui questi vengono realizzati; la corsa al ribasso nella tassazione tra i diversi governi, così come la concorrenza sleale a livello globale determinata dalla mancata conclusione del round negoziale attivato proprio nel 2001 a Doha, quando la Cina fu ammessa al WTO, ha danneggiato tutti creando tensioni persino tra gli Stati dell'Unione europea e tra la UE e i suoi tradizionali alleati; appare condivisibile il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti di stringere un accordo tra gli Stati affinché venga adottata una tassa minima su profitti fuori dai confini, una " global minimum tax ", con un'aliquota unica del 21 per cento, così come pienamente legittime sono le richieste avanzate sempre dagli Stati Uniti nel G20 del 2018 che nel round di Doha si tenga assolutamente conto della necessità di affermare il concetto di equità nel disciplinare le regole del libero mercato tra gli Stati, fattore peraltro in sintonia con le tradizionali richieste europee di inserire standard sociali e ambientali nelle regole del commercio mondiale; il meccanismo della " global minimum tax " dovrebbe in concreto obbligare le multinazionali a pagare in patria ogni differenza nelle imposte rispetto alla minum tax , tale da affermare il principio di equità che è alla base di ogni concorrenza leale, scoraggiando, nel contempo, la pratica sempre più diffusa di spostare i profitti in Stati fiscalmente più vantaggiosi diversi da quello di appartenenza; l'amministrazione statunitense ha inviato un documento esplicativo ai Paesi del G20 che, oltre agli Stati Uniti, comprende anche Cina, India, Brasile, Russia, Messico, Arabia saudita, Germania, Regno Unito, Francia e Italia, cui spetta la presidenza per tutto il 2021; il G20 è un interlocutore cruciale, esprimendo il 90 per cento dei profitti globali delle imprese, pari a circa 3.780 miliardi di dollari (dati 2018); la stessa ha, altresì, proposto all'OCSE la global minimum tax come alternativa alla web tax , con regole che impongano anche piena trasparenza alle multinazionali costrette a dichiarare all'OCSE e alle singole agenzie fiscali nazionali dove e quanto fatturano all'estero; secondo gli studi di Tommaso Faccio, docente di diritto tributario all'Università di Nottingham (Gran Bretagna) e segretario dell'ICRICT, Independent commission for the reform of international corporate taxation, che ha elaborato i dati OCSE su ogni singolo Paese, l'Italia applicando la global minimum tax su tutte le multinazionali tricolori pubbliche e private che versano imposte sui profitti all'estero (in Lussemburgo, Olanda o altri paradisi) recupererebbe tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari all'anno, pur rinunciando ai 600 milioni previsti dalla web tax nazionale; secondo fonti di stampa l'Italia, che ha la presidenza di turno del G20, con il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe condiviso la proposta della corporate minimum tax globale, così come altri Paesi europei, impegna il Governo: 1) ad esprimere parere favorevole sulla proposta statunitense di riforma che prevede la global minimum tax su scala mondiale per porre fine ai "paradisi fiscali" e alle pratiche elusive che creano disparità di condizioni e, di fatto, concorrenza sleale; 2) ad intervenire, una volta introdotta la global minimum tax , per ridurre la tassazione nazionale gravante sulle imprese, in particolare riducendo l'aliquota IRES e fissandola non oltre il livello dell'aliquota prevista dalla tassa minima globale; 3) ad agire, in quanto presidente di turno del G20, affinché questa proposta, così come quella sul "commercio libero ed equo" avanzata al G20 di Buenos Aires del 2018, sia valutata e condivisa all'interno del foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo, segnando così una svolta rispetto alla globalizzazione selvaggia, le cui gravi conseguenze sono emerse, in tutta evidenza, proprio a seguito della crisi globale determinata dalla pandemia; 4) a porre in essere ogni iniziativa di competenza presso le competenti sedi europee, affinché anche la UE si faccia parte attiva con riferimento alla specifica proposta e, più in generale, in ogni campo e in ogni sede, al fine di definire regole chiare e largamente condivise, per una governance della globalizzazione rispettosa dei diritti delle persone e dei popoli che sono a fondamento della stessa Unione europea. Atto n. 1-00353 CIRIANI RAUTI FAZZOLARI BALBONI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA NASTRI ZAFFINI - Il Senato, premesso che: a distanza di un anno dall'inizio dell'emergenza sanitaria, il bilancio sulla gestione della pandemia è senz'altro negativo, ove si pensi alle mancate forniture dei dispositivi di protezione individuale nelle prime fasi dell'emergenza, alla scarsità dei ventilatori e di risorse a disposizione del personale medico, allo scandalo dei banchi a rotelle rimasti nei magazzini delle scuole e alla costruzione delle "primule" per l'inoculazione dei vaccini, allo spreco di risorse, tempo e denaro che potevano essere impiegati in maniera più mirata e utile; tra l'inizio di gennaio e la fine di febbraio 2020 il Governo ha perso 2 mesi osservando la diffusione di un possibile nuovo virus in Cina e rassicurando la popolazione ed i cittadini sull'impossibilità che potesse riguardarli, per poi adottare, dall'oggi al domani, provvedimenti restrittivi della libertà personale, della libertà di svolgere attività individuali e collettive, di rilievo pubblico e costituzionale (gli spostamenti, lo studio, la cura delle altre malattie, le manifestazioni e riunioni politiche) di portata inedita per numero di cittadini coinvolti e incidenza sulla vita sociale; dal marzo 2020 l'emergenza sanitaria ha assalito, non solo fisicamente, l'opinione pubblica, attraverso una terroristica e martellante campagna sui mezzi di informazione, occupando tutte le pagine dei giornali, tutti i minuti delle trasmissioni di approfondimento televisivo, portando all'affermarsi di virologi ed epidemiologi come nuove star mediatiche, portatrici di verità da elargire al popolo, spesso contraddittorie tra di loro; la paura così ingenerata ha indotto i cittadini ad accettare le decisioni governative, per quanto impopolari esse fossero, spalleggiate da un comitato tecnico scientifico di nomina governativa e con la totale marginalizzazione del Parlamento, sede naturale di dibattito; tali misure restrittive hanno comportato una crisi senza precedenti sul piano individuale, sociale ed economico e, nonostante questo, il numero dei decessi e dei contagi è rimasto e rimane, ad un anno dalla loro adozione, tra i più alti al mondo; dopo un anno appare ancora difficile, pena essere accusati di negazionismo, chiedere un bilanciamento tra libertà e sicurezza, tra diritto al lavoro e tutela della salute, tra legittime pretese dei giovani a vivere la loro gioventù e degli anziani e dei fragili ad essere protetti; uno stato di emergenza che si prolunghi oltre l'anno non è più la risposta ad una momentanea difficoltà ma l'istituzionalizzazione di un assetto politico e sociale che mina le fondamenta della democrazia e dei diritti costituzionalmente garantiti; l'Italia è diventata il modello estremo delle politiche restrittive, in contrapposizione all'impostazione di Stati che hanno limitato poco la vita sociale e le libertà civili (Svezia e Giappone in particolare), senza per questo ottenere risultati peggiori in termini di lotta alla pandemia; evidenze scientifiche portano a sostenere che, pur nell'azione efficace di contrasto alla diffusione del virus, le restrizioni possano essere diversificate per classi di età e di rischio e limitate a quelle strettamente correlate e direttamente connesse al rischio di contagio, eliminando quelle come, ad esempio, l'uso della mascherina all'aperto o il coprifuoco o l'autocertificazione per gli spostamenti o come la chiusura delle attività commerciali, degli impianti sportivi, dei cinema, dei teatri, delle biblioteche, dei musei; manca una chiara indicazione sul perché si sia ritenuto più pericoloso assistere ad uno spettacolo in numero contingentato ed in sicurezza, più che affollarsi senza distanziamento sui mezzi pubblici; con particolare riferimento alla misura del coprifuoco per attività e persone si rileva che la sua efficacia in termini di contenimento del contagio non è sostenuta da alcuna motivazione sanitaria, né avallata da alcun organismo scientifico qualificato, mentre è gravemente lesiva delle libertà individuali sancite dalla nostra Costituzione; con riferimento all'obbligo dell'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'aperto le disposizioni appaiono poco chiare e contraddittorie, escludendone (si veda il comma 2 dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021) l'obbligo quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l'isolamento da persone non conviventi, mentre il successivo comma 5 individua in un metro la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro con ciò rendendo poco chiaro se sia possibile girare senza la mascherina anche nelle vie cittadine quando è possibile mantenere questo distanziamento; scarsa chiarezza che porta a subire ingiustificati controlli e sanzioni anche quando non vi siano assembramenti; anche nel limite stabilito di 4 persone per gli spostamenti e per le visite in casa di amici, parenti e congiunti non conviventi si rilevano incongruenze e paradossi: si stenta a trovare, infatti, un'evidenza scientifica per cui un ragazzo libero di muoversi in automobile con i familiari (o di essere ospitato con gli stessi a casa altrui) diventi pericoloso il giorno dopo aver compiuto il diciottesimo anno, vedendosi negata la libertà goduta fino a qualche ora prima; si stenta a trovare, ancora, un'evidenza scientifica per cui 4 persone ospiti in un monolocale siano meno pericolose di 6 in un ampio giardino o terrazzo pertinenziali ad un'altra abitazione o in un castello privato; risulta, altresì, incomprensibile la chiusura delle attività commerciali, degli impianti sportivi, dei cinema, dei teatri, delle biblioteche, dei musei, nonché delle attività di ristorazione al chiuso anche quando possono essere consentite le distanze di sicurezza e disposte adeguate misure anti contagio, come, ad esempio, la dotazione di strumenti adatti a garantire il ricambio dell'aria e la di sanificazione all'interno dei locali; considerato, dunque, che: l'uscita dalla crisi sociale determinata dalla pandemia passa necessariamente attraverso la restituzione del pieno godimento delle libertà individuali alle persone ed è necessario restituire ai cittadini fiducia nel prossimo; è urgente e necessario un bilanciamento dei diversi interessi e beni primari dei cittadini evitando misure estreme e unilaterali, ricordando che esiste un legame, che non può essere trascurato, tra crisi economica, chiusura di imprese, conseguente perdita dell'occupazione e salute psicofisica dei cittadini, impegna il Governo: 1) a rimuovere l'inutile misura del coprifuoco alle ore 22, la cui efficacia in termini di contenimento del contagio non è stata mai provata, né avallata da alcun organismo scientifico qualificato; 2) a chiarire che l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'aperto si impone solo e soltanto quando non sia possibile assicurare una distanza interpersonale di almeno un metro, come indicato nel comma 5 dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2021; 3) a rimuovere il limite di una visita al giorno presso una sola abitazione privata (di amici, parenti e congiunti non conviventi), nonché quello relativo al numero di persone che possano ivi recarsi ove le caratteristiche dell'abitazione e le circostanze di fatto consentano di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro; 4) a rendere immediate le riaperture di tutte le attività commerciali, degli impianti sportivi, delle attività di ristorazione anche al chiuso e dei luoghi della cultura (biblioteche, teatri, cinema, musei) ove siano disposte adeguate misure anti contagio e nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Interpellanze Atto n. 2-00081 BARBARO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: negli ultimi mesi l'ordine degli ingegneri della provincia di Avellino ha denunciato di aver ricevuto, come tuttora sta ricevendo, numerose richieste dai propri iscritti in merito all'esclusione dalle agevolazioni fiscali sancite dalla legge n. 77 del 2020 per tutti gli interventi di riparazione e ricostruzione di edifici che hanno già usufruito di contributi con la legge n. 219 del 1981 per i noti e gravi eventi sismici del 1980-1981 che interessarono l'Irpinia e le provincie limitrofe; in particolare, il presidente dell'ordine, ingegner Vincenzo Zigarella, ha evidenziato a mezzo stampa che "la maggioranza, se non la totalità, dell'edificato esistente nella città e nella provincia di Avellino, ha usufruito dei contributi della legge 219/81, sia per la riparazione che per la ricostruzione post sismica" e pertanto appare oggettivamente problematica, per la vasta platea dei proprietari immobiliari, oltre che per i professionisti e le imprese esecutrici dei lavori, che abbiano già inteso aderire al "sisma bonus ", la risposta n. 181 dell'8 gennaio 2021 prodotta dalla Direzione regionale della Basilicata dell'Agenzia delle entrate, che ha invece ipotizzato la possibile non cumulabilità dei due benefici; se tale interpretazione dovesse avere conforti ulteriori, ciò escluderebbe, di fatto, l'applicazione del dispositivo proprio colà dove v'è maggiore necessità del beneficio, e cioè le zone ad alto rischio sismico che abbiano già subito i tragici eventi di un terremoto; nel caso peculiare della provincia di Avellino, come del resto di tutte le aree colpite dal ferale evento sismico del 1980, anche in considerazione del lungo lasso di tempo trascorso, occorre tener presente, a giudizio dell'interpellante, che i fabbricati ed i manufatti realizzati o ristrutturati a partire dagli anni '80, con lo speciale beneficio della legge n. 219 del 1981, presentano caratteristiche di anti sismicità coeve agli interventi, sia a livello normativo che di scienza delle costruzioni; l'occasione del "sisma bonus " avrebbe potuto quindi ammodernare le caratteristiche di anti sismicità dei fabbricati, esigenza, senza dubbio, di preminente interesse rispetto allo zelo interpretativo della Direzione regionale dell'Agenzia delle entrate; a giudizio dell'interpellante, basterebbe solo il buonsenso per ritenere ingiusta, sperequata e frutto di incomprensibile disparità di trattamento l'esclusione dei benefici per gli immobili che abbiano usufruito, storicamente, di contributi dallo Stato per la loro riparazione o ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980; al fine di non disperdere l'opportunità di un importante ed efficace adeguamento sismico per la provincia di Avellino, come per tutte le aree che hanno beneficiato della legge n. 219 del 1981, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda risolvere definitivamente la questione, chiarendo che non sussistono divieti di cumulabilità fra i benefici usufruiti ex legge n. 219 del 1981 e quelli concessi dalla legge n. 77 del 2020. Interrogazioni Atto n. 3-02482 PERILLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da diversi anni l'ex ospedale "San Giacomo" di Roma è al centro di una questione particolarmente complessa, che non riguarda solamente l'amministrazione e il bilancio della Regione Lazio, ma anche l'organizzazione dei servizi sanitari e sociali per i cittadini residenti sul territorio di Roma capitale; la struttura ospedaliera, che da anni versa in stato di abbandono, è stata oggetto di alcune operazioni finanziarie da parte della Regione, con le quali si è predisposta la chiusura, la vendita e il riaffitto del bene, ma anche un'operazione di cartolarizzazione dei crediti connessi al pagamento dei canoni di affitto; con la determinazione del 22 novembre 2018, in attuazione della delibera di Giunta n. 662/2018, la Giunta regionale ha dato l'autorizzazione all'inserimento dell'immobile dell'ex ospedale all'interno del fondo "i3 Regione Lazio", gestito dalla InvImIt SGR S.p.A. (Investimenti immobiliari italiani) società partecipata al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, con l'obiettivo di valorizzare il complesso immobiliare; nello specifico, la Giunta regionale del Lazio ha confermato l'autorizzazione al trasferimento del citato compendio immobiliare, mediante apporto e vendita, al fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso i3- Regione Lazio, per un valore totale di 61.000.000 euro, secondo le seguenti modalità: 17.848.300,33 euro, pari al 29,26 per cento, mediante versamento di denaro nelle casse regionali al momento della sottoscrizione dell'atto notarile di apporto e vendita; 43.151.699, 67 euro, pari al 70,74 per cento, mediante sottoscrizione da parte della Regione di 62 quote del valore nominale di 695.995,156 euro ciascuna, certificato in base all'ultima relazione semestrale del fondo; preso atto che: dal sito web di InvImiIt SGR è possibile consultare alcuni documenti, tra cui la determinazione n. 236, in riferimento alla determina a contrarre n. 213 dell'8 marzo 2017, avente ad oggetto "selezione di un soggetto per un incarico di servizi finalizzato alla redazione di uno studio sul potenziale di mercato e di valorizzazione dell'immobile ex ospedale S. Giacomo sito in via Canova n. 29, via del Corso n. 493-496-499 e via di Ripetta n. 45-46-54-61 Roma (RM)", e la determinazione n. 1671 del 3 marzo 2021 (determina di avvio procedura) con oggetto "progettazione di fattibilità finalizzato alla riqualificazione dell'immobile"; nello specifico, risulta che la progettazione di fattibilità sia stata affidata ai sensi dell'art. 1, comma 2, lettera a) , del decreto-legge n. 76 del 2020 all'operatore economico Tétris Design & Build S.r.l.; considerato che: l'immobile è da sempre soggetto al vincolo di destinazione d'uso esclusivo di ospedale per la cura dei malati, in quanto donato alla città di Roma dal cardinale Antonio Maria Salviati nel suo testamento del 1562, con la clausola della restituzione agli eredi se la struttura avesse cessato di essere luogo di cura, condizione confermata nel 1610 da papa Paolo V Borghese, il quale ratificava "il divieto assoluto di cambiarne la finalità, vendere, affittare, permutare, dare in enfiteusi, sotto alcun diritto o alcun Stato"; dopo quasi 13 anni dalla sua chiusura, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli eredi Salviati contro la chiusura dell'ospedale, e, con sentenza n. 2802/2021 pubblicata il 7 aprile 2021, ha dichiarato illegittima la decisione della Regione di chiudere la struttura sanitaria; nella sentenza il giudice amministrativo ritiene, al punto 2.1, che "Lo scopo della legge regionale era quello di sopprimere l'attività ospedaliera del San Giacomo per utilizzare l'immobile ed i beni correlati come mere rendite patrimoniali, mutando il fine e la destinazione di alto livello assistenziale dei malati. Viene, pertanto, denunciata la violazione degli artt. 32, 3 e 42 Cost., con riferimento all'uso esclusivo della proprietà privata, di cui viene sostanzialmente disposta l'ablazione, senza rispetto delle regole prescritte a tutela del privato che ha impresso una destinazione al bene, contestualmente alla sua donazione", si chiede di sapere quali misure di propria competenza intenda intraprendere il Ministro di indirizzo, ivi comprese tempistiche e modalità operative, al fine di garantire l'ottemperanza della recente sentenza del Consiglio di Stato. Atto n. 3-02483 ZAFFINI Al Ministro della salute Premesso che: con circolare del 30 novembre 2020 sulla "gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2", il Ministero della salute ha fornito indicazioni operative per la presa in carico dei pazienti con COVID-19 in isolamento domiciliare asintomatici o paucisintomatici, prevedendo indicazioni di gestione clinica fra cui la vigile attesa e i trattamenti sintomatici, ad esempio con paracetamolo; con nota del 9 dicembre 2020 sui "principi di gestione dei casi COVID-19 nel setting domiciliare" l'Agenzia italiana del farmaco ha fornito alcune raccomandazioni sul trattamento farmacologico domiciliare dei casi lievi e una panoramica generale delle linee di indirizzo AIFA sulle principali terapie utilizzabili in ambiente domiciliare, prevedendo anch'essa tra le "raccomandazioni generali" la vigile attesa e trattamenti sintomatici ad esempio con paracetamolo; avverso la strategia della "vigile attesa" prevista nella circolare ministeriale e nelle raccomandazioni AIFA (consistente di fatto in un'osservazione degli eventuali miglioramenti o peggioramenti di un malato COVID presso le rispettive abitazioni), si sono mossi i "camici bianchi"; il TAR del Lazio ha infatti accolto l'istanza cautelare promossa dai medici del "comitato Cura domiciliare COVID-19" nei confronti del Ministero della salute e di AIFA, contro la richiamata nota AIFA, non ritenendola adeguata a tutelare la salute dei casi sospetti o dei casi lievi accertati; nello specifico, il TAR ha ritenuto fondata la richiesta dei medici del comitato di far valere il proprio diritto-dovere di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere "compreso nell'ottica di un'attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi", e ha conseguentemente sospeso con effetto immediato l'efficacia del provvedimento emanato da AIFA, riconoscendo di fatto inadeguato e inopportuno lasciare i pazienti COVID-19 senza cure precoci a domicilio; la strategia fallimentare della "vigile attesa", che ha determinato il collasso delle terapie intensive per il repentino peggiorare delle condizioni dei pazienti in cura domiciliare con paracetamolo, è stata certificata da diverse équipe mediche che si sono occupate di gestione domiciliare dei pazienti COVID, fra le quali la più nota è quella del professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" che con la sua squadra di ricercatori ha approfondito e studiato il potenziale degli antinfiammatori nella cura domiciliare dei pazienti con COVID-19; da un certo punto in poi al "Mario Negri" sono stati seguiti 90 pazienti che erano stati curati con antinfiammatori e dei quali erano note le informazioni cliniche, confrontate con altri 90 pazienti con caratteristiche identiche, curati come si fa di solito, con tachipirina e vigile attesa, ottenendo il risultato sorprendente del 90 per cento di riduzione dei giorni di ospedalizzazione e 90 per cento di riduzione dei costi; nella seduta del Senato dell'8 aprile 2021, a conclusione dell'esame di mozioni sul potenziamento delle cure domiciliari per i pazienti affetti da COVID-19, l'Aula del Senato ha approvato un ordine del giorno unitario che impegna il Governo: a) ad aggiornare, tramite l'Istituto superiore di sanità, AGENAS e AIFA, i protocolli e le linee guida per la presa in carico domiciliare dei pazienti COVID-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo; b) ad istituire un tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale; c) ad attivare fin dalla diagnosi interventi che coinvolgano tutto il personale in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare; d) ad attivarsi affinché le diverse esperienze e dati clinici raccolti dai servizi sanitari regionali confluiscano in un protocollo nazionale di gestione domiciliare del paziente COVID; e) ad affiancare al protocollo un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti; nonostante quanto sopra, è notizia delle ultime ore che il Ministero della salute e l'Agenzia italiana del farmaco avrebbero fatto ricorso in appello al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del TAR per il Lazio, che ha sospeso la nota del 9 dicembre 2020, quella in cui l'AIFA indicava come unica cura domiciliare per i pazienti COVID la "vigile attesa" e la somministrazione del paracetamolo, si chiede di sapere se risponda a vero che il Ministero della salute e AIFA hanno presentato ricorso in appello contro la decisione del TAR del Lazio di sospendere la nota del 9 dicembre 2020 e, in caso affermativo, quali siano le motivazioni sottese al ricorso e sulla base di quali evidenze di carattere scientifico sia stato proposto un ricorso che, ad avviso dell'interrogante, non tiene in alcuna considerazione l'inequivocabile indirizzo espresso dal Senato della Repubblica. Atto n. 3-02484 D'ALFONSO ASTORRE CERNO FEDELI FERRAZZI LAUS PINOTTI PITTELLA ROJC TARICCO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: in data 12 ottobre 2007 è stata sottoscritta la convenzione unica tra il concedente pro tempore ANAS S.p.A. ed il concessionario Autostrade per l'Italia S.p.A.; l'art. 9- bis prevede che, in ogni caso il recesso, revoca, risoluzione o comunque cessazione anticipata del rapporto di concessione, il concessionario ha sempre diritto al riconoscimento di un indennizzo o risarcimento pari al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di recesso, revoca o risoluzione del rapporto, sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi costi, oneri, investimenti ed imposte prevedibili nel medesimo periodo, scontati ad un tasso di rendimento di mercato comparabile e maggiorato delle imposte che il concessionario dovrà corrispondere a fronte dell'indennizzo, decurtato dell'indebitamento finanziario netto assunto dal concedente alla data del trasferimento stesso; sulla base di simulazioni effettuate dagli interroganti per il periodo 2021-2038, applicando i criteri di cui all'art. 9- bis della convenzione unica sul piano finanziario vigente allegato all'atto aggiuntivo sottoscritto il 23 dicembre 2013, emergerebbe un importo dell'indennizzo da riconoscere al concessionario Autostrade per l'Italia pari a circa 7,8 miliardi di euro (al netto dell'indebitamento finanziario netto di 8,8 miliardi di euro circa desunto da bilancio 2020 al concessionario); considerato che: da notizie di stampa diffuse su gran parte delle testate giornalistiche emerge che la proposta formulata in data 31 marzo 2021 dal consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti per l'acquisto del 100 per cento della società Autostrade per l'Italia, oltre che sulla rilevazione del valore della società medesima stimato in 9,1 miliardi di euro, si fonda sul presupposto del riconoscimento in favore degli azionisti di Atlantia dei ristori derivanti dai minori introiti registrati nel periodo luglio-dicembre 2020, per effetto della pandemia da COVID-19, stimati in circa 400 milioni di euro; pertanto, l'importo complessivo dell'indennizzo da riconoscere al concessionario Autostrade per l'Italia ammonterebbe a circa 9,5 miliardi di euro (al netto dell'indebitamento finanziario netto di 8,8 miliardi di euro circa desunto dal bilancio 2020 del concessionario); considerata l'enorme differenza di valutazione tra l'indennizzo riconosciuto dalla Cassa depositi e prestiti (9,5 miliardi di euro) e quella effettuata dagli interroganti (7,8 miliardi di euro), che se confermata porrebbe la questione, non di poco conto, di un ingente sperpero di denaro pubblico di circa 1,7 miliardi di euro, con conseguente ulteriore beneficio finanziario per gli attuali azionisti temporanei del concessionario, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; quali atti siano stati posti in essere o intenda porre in essere, prima del perfezionamento dei documenti di valutazione contrattuale della società da parte della Cassa depositi e prestiti, al fine di quantificare con certezza l'indennizzo effettivamente spettante al concessionario Autostrade per l'Italia, valutarne la convenienza e le ricadute a carico della finanza pubblica; se intenda procedere ad una verifica di tutta la documentazione, data per esistente ed assunta, predisposta dalla Direzione generale competente del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, relativa alla quantificazione dell'indennizzo qualora si dovesse procedere alla revoca della concessione con decorrenza dal 2021, in attuazione dei criteri vigenti previsti dall'art. 9- bis della convenzione unica sul piano finanziario vigente, allegato all'atto aggiuntivo sottoscritto il 23 dicembre 2013. Atto n. 3-02485 STEFANO ASTORRE FEDELI ROJC GIACOBBE BOLDRINI FERRAZZI D'ALFONSO LAUS TARICCO PARRINI BITI PITTELLA MANCA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: in data 21 aprile è stata pubblicata la sentenza n. 74 del 2021 della Corte costituzionale con la quale viene dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 26 della legge della Regione Puglia n. 52 del 2019, che autorizzava, nelle aree infette a causa del batterio di Xylella fastidiosa, l'impianto di "qualsiasi essenza arborea" in deroga ai vincoli paesaggistico-colturali; la Consulta, accogliendo il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, ha ritenuto illegittimo l'articolo perché ritenuto invasivo delle "competenze statali in materia di tutela dell'ambiente e del paesaggio" e "in contrasto con gli articoli 146 e 149 del Codice dei beni culturali - recanti, il primo la disciplina dell'autorizzazione paesaggistica e, il secondo, l'individuazione tassativa delle tipologie di interventi in aree vincolate realizzabili anche in assenza di detta autorizzazione"; considerato che: il piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia di cui al decreto interministeriale n. 2484 del 2020 prevede all'art. 7 la concessione di contributi per la riconversione verso altre colture; in ragione di tale previsione risultano già avviati presso la Regione Puglia appositi bandi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga necessario procedere ad una valutazione puntuale degli effetti e delle ricadute che tale sentenza produrrà riguardo all'attuazione e all'efficacia del citato piano straordinario e quindi del percorso di ricostruzione di un paesaggio martoriato e ormai distrutto e che subisce l'ennesima battuta d'arresto. Atto n. 3-02486 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: i Comites, istituiti fin dal 1985 e riorganizzati con la legge 23 ottobre 2003, n. 286, come organismi di rappresentanza delle comunità italiane all'estero nell'ambito di circoscrizioni consolari aventi almeno 3.000 iscritti all'AIRE, hanno il compito di promuovere lo sviluppo sociale, culturale e civile delle comunità di riferimento e di collaborare con le autorità consolari nel definire il quadro programmatico degli interventi volti ai connazionali e agli italiani di origine; tali organismi svolgono un importante ruolo di raccordo tra la comunità italiana e il consolato, sia nell'ambito della tutela dei diritti dei cittadini italiani che nell'ambito della promozione di attività utili alla vita sociale e culturale della collettività italiana di riferimento; le ultime elezioni dei Comites si sono svolte nel 2015. La data per le elezioni per il rinnovo dei Comites è fissata da legge n. 286 del 2003, la quale prevede che i Comitati durino in carica per un periodo di 5 anni. Da ciò deriva che le consultazioni per il loro rinnovo sarebbero dovute avvenire entro il 2020; il mandato dei membri dei Comites è quindi scaduto ma la pandemia ha naturalmente portato a un rinvio, rispetto alla data inizialmente fissata all'aprile 2020. La nuova data è stata fissata al 3 dicembre 2021; anche la disciplina delle elezioni, mutuata dalle disposizioni di cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, è regolata dalla normativa vigente (in particolare, dalla citata legge n. 286, dal decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2003, n. 395, dal decreto-legge 30 maggio 20212, n. 67. Nello specifico, il voto per il rinnovo dei Comitati avverrà per corrispondenza e l'avente diritto che intenda votare dovrà esprimere anticipatamente la propria volontà in tal senso presentando un'opzione ("opzione inversa"), si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno prevedere una campagna di comunicazione, sia tramite i media tradizionali che tramite la rete sui principali canali social della Farnesina e della rete diplomatico-consolare, per informare i cittadini italiani iscritti all'AIRE sia circa il loro diritto di voto, per eleggere i membri dei Comites quale organismo locale di rappresentanza in sede estera, sia circa le modalità di voto, in considerazione della necessità di esprimere in precedenza la propria volontà di voto, così come previsto dal meccanismo dell'opzione inversa; se non ritenga altresì opportuno che questa campagna di informazione sia orientata anche a sensibilizzare le collettività italiane all'estero sulle importanti funzioni svolte dai Comites, con l'obiettivo di stimolare la partecipazione al voto. Atto n. 3-02487 RICHETTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il parco della Madonnetta è un'area rettangolare di circa 21 ettari situata nella parte meridionale del comune di Roma capitale, il cui complesso sportivo da diverso tempo permane in uno stato di degrado e totale abbandono; l'area, di proprietà comunale, nel 2001 era stata data in concessione, con affidamento diretto, all'imprenditore Andrea Ciabocco, rappresentava uno dei più grandi "PVQ" (punto verde qualità) della capitale con la possibilità di realizzarci infrastrutture ludico-ricreative, sportive e di ristorazione. Si prevedevano, nello specifico, diversi campi da tennis che avrebbero dato lustro alla città per le importanti manifestazioni ospitate, palestre, campi polivalenti coperti, ristoranti, bar e piscine, aree cani e percorsi attrezzati, nonché di un polo interculturale di inclusione sociale; nel maggio 2015, a 12 anni dalla realizzazione del parco, l'amministrazione comunale ha revocato la concessione in essere, avocando quindi a sé e senza dei criteri validi a lungo-termine la gestione dell'area, con riferimenti ad un meccanismo di fideiussione i cui contorni ancora oggi appaiono poco chiari; da quel momento ha avuto inizio la fase di declino dell'area del complesso sportivo, con incendi, atti vandalici, degrado ambientale, una diffusa percezione di pericolo e una mancata manutenzione del verde che hanno inesorabilmente portato un silenzio surreale in una zona di Roma con un bacino di utenza di oltre 70.000 persone; nell'ottobre 2020, il Comune ha lanciato una consultazione preliminare per la riqualificazione del parco e degli immobili che ospita, al termine della quale, nel febbraio 2021, sono giunte 16 proposte per il recupero dell'area; purtroppo, però, nel tardo pomeriggio del 26 febbraio 2021, il sedicenne Riccardo Pica è morto nel parco a seguito di un malore culminato in un arresto cardiaco. Secondo la madre della giovane vittima, che avrebbe subito ricevuto una chiamata dagli amici che si trovavano proprio con Riccardo, il ragazzo sarebbe morto a seguito di una corsa unita allo spavento causato dal fatto che sarebbe stato rincorso da almeno un senzatetto armato di un non meglio precisato oggetto contundente; con il progressivo deterioramento, infatti, l'area ha visto la stabile presenza di diverse persone senza fissa dimora, segnalata evidentemente invano in numerose occasioni da associazioni e dagli abitanti della zona. Non ultimo, il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha visitato la zona il 21 aprile 2021 testimoniando con un video sui social network l'avanzato degrado dell'area; ancor più gravemente, è risaputo che la persona sospetta dell'accaduto sia ancora lasciata a vivere in modo abusivo e totalmente indisturbato, in barba ai genitori della giovane vittima, i quali a loro volta sarebbero stati diffidati dalla polizia a sporgere denuncia, dovendo quindi testimoniare quotidianamente la presenza impunita di una persona fortemente sospettata di aver causato la morte del figlio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se corrisponda al vero la ricostruzione dei genitori della vittima, con particolare riferimento ad eventuali diffide dal denunciare ricevute da parte delle forze dell'ordine, le quali, se confermate, rappresenterebbero un fatto gravissimo; come si intenda procedere nei confronti dei soggetti che risiedono abusivamente nel complesso sportivo del parco, ripristinando la legalità non solo in questo quartiere ma in tutta la città di Roma, che vede intere aree abbandonate al degrado più assoluto e contesto di violenze ai danni dei cittadini inermi. Atto n. 3-02488 DRAGO GARNERO SANTANCHE' LA PIETRA PETRENGA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: da anni tra i 9.000 e i 13.000 docenti di ruolo (numeri ufficiosi ottenuti da un incrocio tra dati dell'ISTAT e del contratto collettivo nazionale integrativo) delle scuole statali italiane presentano domanda di trasferimento interprovinciale senza mai ottenerlo, a tal punto da ritenere che le procedure ordinarie di mobilità territoriale interprovinciale per i docenti di ruolo siano discriminatorie; si possono ampliamente evidenziare numerose criticità in parte riferibili al contratto integrativo concernente la mobilità del personale docente, educativo, tecnico, amministrativo ausiliario per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 che renderebbero il trasferimento interprovinciale un diritto illusorio; secondo i docenti che hanno depositato una petizione al Senato e presso il Parlamento europeo il contratto integrativo andrebbe riaperto, andrebbe attuata una "mobilità straordinaria", in quanto la situazione ad oggi appare penalizzante su specifiche fasce di questa categoria professionale. Le donne si vedono violata tutta una serie di diritti garantiti, oltre che a livello nazionale anche europeo, come i diritti: ad avere una famiglia; ad una equa retribuzione; ad una stabile dimora; all'integrità fisica. Tali diritti sono tutti posti a repentaglio nel perdurare degli anni di servizio fuori sede; considerato che: tale principio è scolpito nel testo unico dell'istruzione (decreto legislativo n. 297 del 1994), che all'art. 470, comma 1, così recita: "specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità (...) per il superamento della ripartizione tra posti riservati alla mobilità da fuori provincia e quelli riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni relative alla mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico"; con l'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 3722/2019 il supremo consesso amministrativo ha statuito che "in quella sede avrebbe dovuto essere applicato il principio che lo stesso comma esprime, ovvero la preferenza per il trasferimento di chi sia già in ruolo rispetto alla assegnazione di sede per le nuove nomine", in altri due ricorsi il TAR Lazio, con due decreti monocratici (n. 3053/2020 e n. 3165/2020), accoglie le richieste dei ricorrenti in merito alla necessità di dare prevalenza alla mobilità interprovinciale rispetto alle nuove assunzioni; ulteriori evidenti criticità avrebbero sede nei metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra SIDI (il sistema informatizzato del Ministero dell'istruzione) e l'INPS, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell'effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l'INPS dovrebbe riuscire a comunicare al Ministero i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità; dal 2008 ad oggi, si assiste ad un progressivo ridimensionamento dei diritti del lavoratore dipendente fuori sede e la situazione di pandemia ne ha aggravato gli effetti; risulterebbe non esser applicato in tutto il territorio italiano quanto indicato nella circolare ministeriale n. 36103 del 13 novembre 2020 a pagina 4 "Gli Ambiti territoriali provinciali del MI o le Istituzioni scolastiche dovranno utilizzare l'applicativo nuova Passweb, che è lo strumento di scambio di dati fra l'Istituto e le pubbliche amministrazioni", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione in cui versano i docenti fuori sede; quali provvedimenti intenda adottare per porvi rimedio; se vi sia la possibilità che le pratiche di pensionamento dei docenti vengano lavorate seguendo un iter comune alle altre categorie di lavoratori dipendenti, anticipandone i tempi di trasmissione dei dati al SIDI. Atto n. 3-02489 MAUTONE MARINELLO CASTELLONE TURCO GALLICCHIO PAVANELLI CASTIELLO PIRRO MANTOVANI GAUDIANO SANTILLO CROATTI VACCARO FERRARA PIARULLI PRESUTTO DONNO ANASTASI VANIN GIANNUZZI ANGRISANI LANNUTTI ROMANO Ai Ministri dello sviluppo economico, della salute e del turismo Premesso che: la crisi sanitaria e le relative restrizioni introdotte per contrastarla hanno causato non solo danni sulla salute, ma hanno dato vita a una vera e propria crisi lavorativa che sta mettendo in ginocchio e, a dura prova, molti imprenditori che lavorano nel settore del " wedding "; in questo settore, sono impiegate tante persone che tra lavoratori e imprenditori, ancora oggi stanno pagando una ripartenza di fatto mai avvenuta per le proprie attività da quando si convive con il COVID-19; sono circa 83.000 le aziende coinvolte nel settore e un milione i lavoratori dell'indotto: questa è l'industria dei matrimoni in Italia tradotta in numeri; stando ai dati in merito, presentati dall'ISTAT, sono 17.000 i matrimoni saltati tra marzo e aprile 2020, e 50.000 se si prende in considerazione il periodo tra maggio e giugno 2020, senza contare le numerose cancellazioni di eventi e cerimonie di altro tipo che accrescono ulteriormente questi numeri; tali cifre dimostrano quanto il settore sia un volano per l'economia del Belpaese, a tutti gli effetti parte del segmento degli eventi e del turismo. Sono numeri dietro cui si celano storie di imprenditori, piccoli o grandi, che ormai da mesi fanno i conti con l'emergenza da coronavirus e il fermo delle loro attività: un fermo forzato e inevitabile che ha generato lo slittamento dei matrimoni previsti nei mesi primaverili ed estivi direttamente al 2021 o al 2022 e comportato una drastica riduzione degli incassi, in alcuni casi addirittura il blocco anche del 100 per cento; da Assoeventi, l'associazione nazionale Events luxury wedding di Confindustria, arrivano i numeri che permettono di capire al meglio l'importanza e l'impatto del settore matrimoni in Italia: nel 2019 sono stati celebrati 219.405 matrimoni; di cui 83.229 al Sud, 82.846 al Nord e 53.330 al Centro. Si tratta di un calo ingente e difficilmente recuperabile per cui risulta difficile comprendere la mancanza di informazioni e la totale assenza di attenzione da parte delle istituzioni nei confronti del comparto "eventi"; in parallelo ai matrimoni italiani corre anche la macchina del " destination wedding ", cioè le nozze delle coppie straniere nel Paese: secondo i report del centro studi turistici di Firenze, nel 2019 sono stati oltre 9.200 i matrimoni di stranieri in Italia, un fenomeno che ha generato oltre 473.000 arrivi e più di 1,5 milioni di presenze con un fatturato di 540 milioni di euro. Nel medesimo settore, è coinvolto un numero cospicuo di piccole e medie aziende, tra cui oltre 8.500 location ( hotel , ville, ristoranti), 2.000 imprese di catering , 8.000 studi fotografici, 2.50 floral designer , 6.500 gruppi musicali, 3.500 agenzie di wedding planner ; il fatturato è ridotto ai minimi, ma ciò che destabilizza di più è il non sapere cosa accadrà; considerato che: numerose sono le segnalazioni pervenute cofirmate da più attori del settore a cui si aggiungono le manifestazioni che, purtroppo, sono sempre più frequenti; la richiesta di questi imprenditori è chiara: indicare i tempi certi per la futura ripresa dei matrimoni e degli eventi in Italia, provvedere alla sospensione delle cartelle esattoriali e dei tributi per il 2020-2021, garantire l'accesso a finanziamenti a fondo perduto per le aziende e a indennità per i lavoratori autonomi; a parere degli interroganti è necessario fornire quanto prima direttive precise per regolamentare la nuova era degli eventi. Occorre, quantomeno, dare segnali concreti in merito a tutto questo malcontento, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della drammatica situazione del settore degli eventi matrimoniali e se intendano con urgenza adottare linee guida nazionali che fissino regole di carattere generale per la riapertura secondo fasi ben precise e graduali, lasciando eventualmente un ristretto margine per contemplare singole specificità nei diversi territori. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02490 MISIANI Ai Ministri dell'istruzione e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, quali "Bergamo News" del 9 marzo e "Prima Bergamo" dell'8 marzo 2021, numerosi cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni hanno sottoscritto un esposto, diretto all'ufficio scolastico provinciale di Bergamo, chiedendo di "attivare i controlli necessari sull'offerta educativa" del centro scolastico paritario "La Traccia" di Calcinate (Bergamo), che, nel piano formativo triennale 2019-2022, prevede un corso di educazione sessuale e all'affettività; nel testo si legge che "La Traccia, da più di dieci anni, propone a centinaia di adolescenti un'educazione sessuale che rafforza gli stereotipi di genere e un rigido binarismo dei ruoli di genere. Inoltre, il corso di educazione sessuale demonizza la pornografia, l'autoerotismo; mette sullo stesso piano omosessualità, bisessualità e pedofilia; afferma che l'omosessualità sarebbe un 'disturbo psicologico', un 'vizio' simile all'alcolismo, derivante dal sentirsi dei 'maschi falliti' o delle 'femmine mancate'; precisa che può essere curata con le terapie riparative ricorrendo ad uno psicologo; asserisce che i genitori omosessuali avrebbero una maggiore propensione a compiere atti di pedofilia sui propri figli"; da questo estratto si ravvisa un evidente contrasto con il progetto educativo, che cercherebbe di imporre stereotipi sull'orientamento sessuale delle persone e i principi di uguaglianza e di non discriminazione espressi dalla Costituzione; le scuole paritarie fanno parte del sistema nazionale di istruzione e, per tale motivo, sono tenute a garantire un piano educativo e formativo coerente con i principi stabiliti dalla Costituzione, tra i quali il superamento di tutte le discriminazioni legate alla condizione personale dell'individuo; premesso inoltre che: secondo quanto riportato dal sito on line "Prima Treviglio" la scuola avrebbe fatto sapere "a mezzo stampa che il materiale allegato all'esposto 'non è più in uso da tempo', e che attualmente i sussidi didattici in materia di educazione sessuale sono altri"; si tratta di una riposta che non chiarisce la situazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non ritengano opportuno e doveroso adottare iniziative, per quanto di competenza, volte ad assicurare che nelle scuole, incluse quelle paritarie, come la scuola citata, sia garantito un insegnamento rispettoso delle pari opportunità tra uomini e donne e delle differenze basate su orientamento sessuale e identità di genere degli studenti, promuovendo le necessarie iniziative per garantire accoglienza e inclusività, prevenendo e contrastando qualsiasi forma di pregiudizio e di discriminazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05381 BOSSI Simone Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della salute e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in data 28 aprile 2021, alle ore 21.15, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino un volo Boeing 787 dell'Air India proveniente dall'India con a bordo 213 passeggeri e 10 componenti dell'equipaggio; dalle ore 22 sono iniziate le operazioni di screening delle unità speciale di continuità assistenziale regionale (USCAR), che sono andate avanti fino a tarda notte. Dai primi risultati si è evidenziato che 23 passeggeri sono risultati positivi ai tamponi (una percentuale di positività del 9 per cento) e 2 componenti dell'equipaggio; considerato che: da settimane i principali media nazionali e internazionali stanno avvertendo della grave crisi sanitaria che sta investendo la penisola indiana, anche a causa di una nuova mutazione del virus; secondo quanto è stato riportato da diversi organi di informazione, nei giorni scorsi sono arrivati diversi aerei provenienti dall'India, senza alcuna attività di screening per i passeggeri; valutato infine che: il Ministro della salute ha firmato un'ordinanza che vieta l'ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India, in vigore dal 27 aprile; in data 28 aprile lo stesso Ministro ha firmato una nuova ordinanza che vieta l'ingresso in Italia, da qualsiasi punto di confine, a chi negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato o transitato anche in Bangladesh oltre che in India, si chiede di sapere quali siano le motivazioni che giustificano il ritardo nella decisione relativa al divieto di ingresso in Italia a individui provenienti dall'India, e quali misure si intenda intraprendere per controllare chi nei giorni scorsi è rientrato dalla penisola indiana e conseguentemente costretto alla quarantena fiduciaria. Atto n. 4-05382 CASOLATI BERGESIO FERRERO MONTANI PIANASSO Al Ministro dell'interno Premesso che: la sera del 17 aprile 2021 un gruppo composto da circa 150 persone riconducibili al mondo dell'anarchia e dei centri sociali hanno aggredito con un violentissimo attacco le forze dell'ordine poste a presidio del piazzale che porta al cantiere di San Didero (Torino), funzionale rispetto alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione; sono stati lanciati per circa un'ora bombe carta, pietre, bulloni e artifici pirotecnici contro le divise gli uomini in divisa dello Stato posti a presidio del cantiere; all'interno del movimento di protesta "no TAV" si sono infiltrati soggetti facinorosi, molti dei quali riconducibili ai centri sociali piemontesi, che hanno trasformato nell'ultimo decennio la manifestazione del proprio dissenso in una battaglia armata, con preoccupanti atti di violenza nei confronti delle forze dell'ordine e di comuni cittadini (si veda per ultimo il recente episodio relativo all'aggressione di un macchinista dipendente delle ferrovie milanesi); il movimento ha fatto, inoltre, sapere che una propria attivista sarebbe stata colpita in volto da un lacrimogeno scagliato dalle forze dell'ordine; la Questura di Torino ha ufficialmente smentito tale ricostruzione, anche sulla base delle prime risultanze medico-legali, che escludono che la ferita riportata dall'attivista sia riconducibile ad un improprio utilizzo dei mezzi di coazione in uso alle forze di polizia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno approfondire la vicenda, verificando se quanto affermato dalla Questura risponda a verità e, in caso positivo, se non ritenga doveroso intervenire con una tempestiva comunicazione ufficiale volta ad evitare che una menzogna venga strumentalizzata e trasformata come giustificazione per ulteriori atti di ribellione e di violenza nei confronti degli operatori delle forze di polizia. Atto n. 4-05383 DE VECCHIS Ai Ministri dell'interno, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della salute e per le politiche giovanili Premesso che: alcuni autobus adibiti al trasporto pubblico nel comune di Roma sulle fiancate mostrano la pubblicità di consegna a domicilio di cannabis legale; il messaggio esplicito che viene pubblicizzato su un mezzo pubblico utilizzato quotidianamente da tantissimi ragazzi, giovani e giovanissimi, è che la cannabis è un elemento di piacere e di relax , ma ancor più grave è il messaggio implicito che viene veicolato, ovvero che è il suo uso è socialmente accettato in quanto riconosciuto dalle amministrazioni pubbliche; la conseguenza è che può crescere nei ragazzi la percezione che queste sostanze sono utilizzabili senza particolari problemi e che l'assunzione sia regolare, legittimata e, andando avanti, potrebbero essere riconosciuti come "normali" anche i comportamenti conseguenti all'assunzione di queste sostanze; un buon amministratore, a livello sia locale che nazionale, dovrebbe portare avanti una politica ben bilanciata finalizzata alla riduzione della domanda di sostanze nocive alla salute, partendo da un messaggio di disapprovazione sociale e di percezione del rischio, così come è accaduto con le campagne di sensibilizzazione e gli interventi normativi contro il fumo; l'articolo 8 del decreto-legge 10 gennaio 1983, n. 4, dispone che "la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale od estero, è vietata" e i manifesti sulle fiancate degli autobus sembrano contrastare apertamente con la normativa in vigore, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno non ritenga doveroso chiarire immediatamente con l'amministrazione comunale di Roma che lo Stato non ritiene in alcun modo legittimo l'uso di droghe e che i manifesti sulle fiancate dei mezzi pubblici che circolano nella città lanciano un messaggio fuorviante in tal senso, legittimando l'uso di cannabis e sminuendo la percezione del rischio; se il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ritenga che la pubblicità della cannabis affissa sugli autobus rientri nella categoria di quelle vietate ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 10 gennaio 1983, n. 4 e, in caso affermativo, quali azioni intenda intraprendere; se il Ministro per le politiche giovanili e il Ministro della salute non reputino opportuno sostenere un programma di interventi finalizzati a sensibilizzare i ragazzi sui rischi per la salute derivanti dai diversi tipi di sostanze stupefacenti e psicotrope e sul modo in cui tali sostanze possano condizionare e alterare le relazioni interpersonali. Atto n. 4-05384 NASTRI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è composto da vigili del fuoco permanenti e vigili del fuoco volontari; i vigili del fuoco volontari, nel momento in cui hanno il decreto di nomina, hanno gli stessi obblighi e svolgono le medesime funzioni dei vigili permanenti; con un vigile del fuoco ogni 1.600 abitanti circa, l'Italia è il Paese europeo con il rapporto più basso tra vigili del fuoco e abitanti, con conseguenze avverse sulla capacità e tempestività di intervento; considerato che: l'Associazione nazionale vigili del fuoco volontari è articolata in 18 coordinamenti regionali, 96 sezioni provinciali e oltre 300 delegazioni locali. Solo negli ultimi 15 anni, l'associazione ha donato, con vincolo di destinazione, oppure concesso in comodato, 49 autopompeserbatoio 34 autobotti, 5 autoscale, 30 automezzi polisoccorso, 62 mezzi fuoristrada, 26 carrelli rimorchio, 2 battelli pneumatici, un'autombulanza, oltre a centinaia di motopompe, generatori di corrente, kit idraulici per incidente stradale, cuscini di sollevamento, autoprotettori, per un valore complessivo pari a oltre 10.000.000 euro, agli oltre 300 distaccamenti volontari, con vincolo di dislocazione ed uso presso i distaccamenti a servizio di territori e comunità, cui sono da aggiungere gli ulteriori mezzi donati o concessi in uso da parte di enti del terzo settore afferenti o collegati all'associazione; inoltre, sono prossimi alla concessione in comodato 8 autopompeserbatoio comprensive dei rispettivi caricamenti, destinate all'uso esclusivo dei distaccamenti volontari della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, per un valore complessivo di 2.000.000 euro; questi mezzi sono stati acquistati con il contributo di tutti i Comuni della medesima provincia, della fondazione Cariplo e della fondazione comunitaria del VCO, al fine di garantire il vincolo di destinazione dei mezzi alla protezione e al soccorso delle comunità delle valli servite dai distaccamenti volontari cui sono destinati; appare evidente come l'associazione nazionale svolga un importante ruolo di sostegno dei distaccamenti volontari locali, allo scopo di colmare il notevole gap tecnologico tra i mezzi deputati al servizio di soccorso in tali territori rispetto a quella parte della popolazione servita dai comandi e dai distaccamenti permanenti; la stessa associazione nazionale ha segnalato una recente nota del capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell'interno, in cui si forniscono delle delucidazioni in merito ad alcune problematiche della componente volontaria del Corpo, rappresentate al Dipartimento da alcune organizzazioni locali. Nella nota di riscontro emergono alcune imprecisioni che potrebbero dare adito ad interpretazioni errate da parte dei comandi locali, soprattutto in merito all'utilizzo dell'ingente patrimonio donato per le esigenze dei distaccamenti volontari del Corpo; nella nota, il Dipartimento testualmente dichiara che "per quanto concerne le modalità di utilizzo di un mezzo donato da un'istituzione locale, ferma restando l'opportunità che il comandante provinciale assegni per competenza detto mezzo al distaccamento volontario assecondando la volontà del donatore, appare evidente che la dislocazione dei mezzi in dotazione al comando debba essere funzionale alla corretta copertura del soccorso sull'intero territorio provinciale, tenendo conto anche di eventuali indisponibilità o fuori servizio momentanei di analoghi mezzi in dotazione al comando"; valutato, inoltre, che: le dichiarazioni contenute nella nota appaiono in netto contrasto con i vincoli di destinazione d'uso e con i contratti di comodato dei mezzi e delle attrezzature destinate ai distaccamenti volontari; nel caso in cui si avallasse fattivamente la posizione assunta nella nota, si creerebbe un precedente pericoloso, tale da mettere a rischio non solo la continuità dei contratti di comodato d'uso relativi ai mezzi concessi dall'associazione nazionale al Corpo, ma anche la concretizzazione di future donazioni da parte di soggetti pubblici o privati dei territori di appartenenza dei singoli distaccamenti volontari, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se intenda, fatte le opportune verifiche, far chiarezza sui vincoli di destinazione e d'uso dei mezzi donati ai distaccamenti volontari, al fine di evitare che i comandi locali possano agire in contrasto con tali vincoli indicati negli atti di donazione modale, o nei contratti di comodato d'uso tra l'Associazione nazionale vigili del fuoco volontari e il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, aventi ad oggetto i mezzi e gli strumenti destinati ai distaccamenti volontari. Atto n. 4-05385 BARBARO Al Ministro della cultura Premesso che: in provincia di Avellino sono presenti numerosi siti di altissimo pregio archeologico, non sempre adeguatamente inseriti, come meriterebbero, nel circuito nazionale culturale, di ricerca storica e di valorizzazione turistica. Solo come esempio si citano i siti archeologici di Avella, di Mirabella Eclano, di Carife, di Conza della Campania, di Savignano Irpino, di Pratola Serra, di Atripalda; proprio nel territorio dell'odierna Atripalda, sorgeva in epoca antica la città di Abellinum, inizialmente come insediamento sannita della popolazione italica degli Hirpini, poi rifondata sotto i romani nel 82 a.C. e quindi cinta da un possente sistema murario; tuttora Atripalda conserva numerose ed importanti testimonianze architettoniche e culturali del suo antico passato, anche visitabili presso i 25 ettari del parco archeologico dell'antica Abellinum, tenuto conto che l'insediamento fu particolarmente importante in quanto insistente sulla viabilità commerciale della via Appia, nonché, sotto l'influsso di culture orientali, sede di antichi culti levantini come quello del "Sol invictus"; nel mese di aprile 2021, durante i lavori edili per la costruzione di un impianto di distribuzione al dettaglio di carburanti sulla via Appia, nelle operazioni di scavo per la collocazione di alcuni plinti, sono venuti alla luce resti di antiche mura, che probabilmente appartengono ad un anfiteatro romano edificato nella zona; il comma 1 dell'art. 20 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sancisce che beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione, e conseguentemente occorre un tempestivo intervento di messa in sicurezza del cantiere edile volto al salvaguardare il ritrovamento; con delibera di Giunta comunale n. 214 del 22 dicembre 2016, il Comune di Atripalda formalizzava un piano di valorizzazione del patrimonio dei beni culturali redatto di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, in conseguenza di un protocollo d'intesa già esistente tra i due enti, si chiede di conoscere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del ritrovamento del manufatto murario romano in località via Appia presso il comune di Atripalda; se abbia già disposto o intenda tempestivamente disporre misure di preservazione e messa in sicurezza del ritrovamento; se attraverso la locale Soprintendenza intenda promuovere, insieme al Comune di Atripalda ed ogni altro ente competente o interessato, la valorizzazione del ritrovamento, al fine di portare alla luce e alla fruibilità questa importante testimonianza architettonica dell'epoca romana; se voglia promuovere interventi per la realizzazione di un impiego integrato ed omogeneo e complessivamente strategico, sotto il profilo culturale, di ricerca storica e di turismo, di tutti i siti, i ritrovamenti ed i parchi archeologici della provincia di Avellino. Atto n. 4-05386 DE FALCO Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 24 aprile 2021 l'interrogante, accompagnato dall'operatore legale di "Pensare migrante" e "LasciateCIEntrare", Yasmine Accardo, ha effettuato una visita ispettiva presso il centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) di Ponte Galeria (Roma), visita che ha rilevato molte, gravi, criticità; il CPR risulta avere una capienza di circa 210 posti. Ad oggi sono presenti 40 persone, tutte di sesso maschile, essendo l'area riservata alle donne in ristrutturazione; la situazione generale si è evidenziata come molto precaria, con gravi deficienze per quel che riguarda l'igiene delle persone, l'alloggiamento e la pulizia dei luoghi dove i migranti sono trattenuti e dove è estremamente rilevante il rischio di propagazione di malattie infettive; anche la tutela delle persone più fragili sia per le condizioni di salute fisiche sia per quelle mentali è gravemente compromessa; si ricordi che la detenzione nei CPR è subordinata ad un certificato di idoneità al trattenimento che deve essere prodotto da ASL o azienda ospedaliera a seguito di visita medica per accertare la presenza di patologie infettive o pericolose per la comunità, stati psichiatrici, patologie acute o regressive e che è incompatibile con la detenzione la condizione di salute di chi, a causa della permanenza nei centri, rischia l'aggravamento di condizioni patologiche pregresse o insorte durante la permanenza stessa. L'incompatibilità deve essere valutata all'ingresso ed essere soggetta a verifiche, sia periodiche sia su richiesta della persona migrante o del personale del centro; nonostante queste norme, nella visita ispettiva è stata riscontrata la presenza di molte persone che non dovrebbero essere detenute nel centro, appunto per ragioni di salute, oltre che perché aventi diritto a presentare domanda di asilo o di protezione umanitaria; a quanto sostenuto da alcuni infermieri, inoltre, sembrerebbe che durante l'ultimo anno siano passate per il centro persone con gravi criticità, quali diabetici o con gravi problemi psichici che, come detto, non avrebbero dovuto essere costretti a permanere in un ambiente potenzialmente dannoso; le disposizioni normative italiane prevedono tra l'altro il diritto alla presentazione della domanda di protezione internazionale in capo a chi si trovi in frontiera o all'interno del territorio nazionale e, all'esame della domanda, il diritto ad un'effettiva informazione in merito alla facoltà di proporre tale istanza, il diritto a nominare un legale di fiducia, il diritto del cittadino straniero a non essere privato della libertà se non con provvedimento motivato, nelle sole ipotesi prescritte dalla normativa e previa convalida giurisdizionale del provvedimento (come peraltro imposto dall'art. 13 della Costituzione), l'obbligo di un esame caso per caso della posizione dei migranti i quali si trovino in frontiera o nel territorio nazionale, ed il divieto di espulsioni o respingimenti collettivi; dalle dichiarazioni di molte persone presenti nel CPR, invece, sembra che non siano state consentite, o che non abbiano avuto risposta, molte domande di asilo o di protezione internazionale, con la conseguenza di un possibile ritorno forzato in patria, a rischio anche della vita delle persone espulse dal nostro Paese; si deve anche far osservare che non risulta garantita la possibilità per le persone trattenute di mantenere contatti telefonici con i familiari che non possano raggiungere la struttura, nonostante ciò sia espressamente previsto dalle circolari del Ministero dell'interno del 20 marzo e del 1° aprile 2020, che, appunto, dispongono tra l'altro per le persone trattenute che, fermo restando il divieto di possedere un cellulare, siano approntati i mezzi necessari per consentire un contatto telefonico con i congiunti. Si tratta di una condizione di inaccettabile isolamento e privazione che lede la dignità delle persone; molti dei quesiti posti dall'interrogante durante la visita non hanno avuto risposta soddisfacente o completa, mentre è stata riscontrata una documentazione carente per quel che riguarda i trattamenti subiti da molte persone presenti nel CPR, oltre che per i motivi della presenza di alcuni di loro; su quanto sopra esposto, l'interrogante ha presentato una relazione completa che ha inviato alle autorità amministrative competenti per illustrare la situazione e chiedere provvedimenti rapidi per risolvere le criticità rilevate, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo consti la situazione critica del centro di Ponte Galeria e in caso positivo quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per evitare che una situazione siffatta permanga ancora, garantendo il rispetto dei diritti e della dignità umana delle persone trattenute; quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per consentire che chi si trovi trattenuto illegalmente nel centro sia posto in libertà in tempi rapidi; inoltre, quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per garantire che non si eseguano respingimenti collettivi e per impedire che si proceda al rimpatrio per quelle persone che, pur non avendo eventualmente titolo a restare in Italia, corrano gravi rischi per la propria incolumità fisica una volta che fossero costretti a tornare in patria. Atto n. 4-05387 SIRI ZULIANI CANDURA MONTANI PELLEGRINI Emanuele DORIA PIANASSO BAGNAI LUNESU PISANI Pietro LUCIDI FERRERO RICCARDI ALESSANDRINI Al Ministro della salute Premesso che: ad oggi si stima che in Italia i decessi a causa di coronavirus siano 120.256. Se si guardano i dati in rapporto alla popolazione il nostro Paese risulta uno dei più colpiti al mondo. Ci si chiede, allora, se le statistiche italiane conteggino morti che in realtà non siano deceduti "per" coronavirus ma "con" coronavirus, presentando pregresse e prevalenti patologie; in un documento del 4 agosto 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità definisce un decesso per coronavirus come un decesso derivante da una malattia clinicamente compatibile in un caso di COVID-19 probabile o confermato, a meno che non esista una chiara causa alternativa di morte che non possa essere correlata alla malattia da COVID-19 (per esempio un trauma, un incidente). Per parlare di decesso da COVID non deve esserci inoltre un periodo di completa guarigione tra la malattia e la morte; l'infezione da COVID-19 può presentarsi anche contestualmente ad altre malattie o condizioni che di fatto provocano direttamente la morte, in questi casi il COVID-19, non facendo parte della catena causale che porta direttamente al decesso, nella scheda di morte non dovrebbe essere indicato come causa della morte, bensì solo tra le condizioni che aumentato il rischio o la gravità della causa iniziale. Tale considerazione vale a maggior ragione nell'ipotesi in cui il soggetto sia positivo ma asintomatico; riportare correttamente l'infezione da COVID-19 sulla scheda di morte è fondamentale per conoscere quanti individui siano effettivamente deceduti a causa del coronavirus. Tuttavia, scegliere tra più sequenze causali alternative e indipendenti che abbiano come esito il decesso non è sempre semplice e immediato. Nel caso del COVID-19 la situazione è ulteriormente complicata poiché l'Istituto superiore di sanità, nel suo ultimo "rapporto ad interim su definizione, certificazione e classificazione delle cause di morte Covid-19", n. 49 dell'8 giugno 2020, ha adottato dei criteri per misurare e riportare i decessi causati da COVID-19, prevedendo che perfino in caso di mero sospetto di coronavirus, cioè in assenza di tampone o test sierologico o altra procedura diagnostica per immagini che confermi in modo affidabile l'infezione, il COVID-19 debba essere comunque indicato come causa iniziale di morte, qualora vi sia un quadro clinico e strumentale suggestivo di COVID e sia assente una chiara causa di decesso diversa; ragioni di carattere epidemiologico e di salute pubblica hanno permesso, dunque, di indicare il COVID-19 come la causa iniziale di morte anche nel caso di un mero sospetto non confermato, e di identificare così il coronavirus come la causa iniziale di decesso anche in presenza di altre e indipendenti catene causali letali; si ritiene, dunque, che sia importante avere chiara la nozione di causa che sottende la definizione di "causa di morte" al fine di comprendere appieno il significato dei dati epidemiologici che vengono forniti dal Ministero, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente avviare gli opportuni accertamenti e fornire, per il tramite di una circolare, delle indicazioni urgenti che individuino chiari e precisi criteri sulla cui base definire un decesso come dovuto a causa del COVID-19. Atto n. 4-05388 SIRI ZULIANI CANDURA MONTANI PELLEGRINI Emanuele DORIA PIANASSO BAGNAI LUNESU PISANI Pietro LUCIDI FERRERO RICCARDI ALESSANDRINI Al Ministro della salute Premesso che: la pandemia da COVID-19, causata dal nuovo virus SARS-CoV-2, ha portato allo sviluppo di una vasta gamma di test diagnostici fondati sulla metodica della RT-PCR, comunemente denominati " test molecolari". Sulla base di tale metodo il campione viene analizzato attraverso metodi molecolari di real-time RT-PCR (reverse transcription-polymerase chain reaction) per l'amplificazione dei geni virali maggiormente espressi durante l'infezione; tali test diagnostici presentano delle problematiche in termini di affidabilità, in quanto il loro risultato è basato sul numero di cicli (replicazioni) che vengono impiegati per rilevare il virus; diversi recenti studi scientifici hanno proposto una limitazione della soglia dei cicli (ct) non maggiore di 30. In particolare, in un articolo pubblicato sul "Clinical infectious diseases (IDSA)", una delle riviste più note nel campo delle malattie infettive e della microbiologia, è stato riportato che con cicli superiori a 25 i pazienti non possono essere ritenuti contagiosi; in uno studio posto in essere dalla FIND (Foundation for innovative new diagnostics), la più autorevole organizzazione di valutazione degli strumenti diagnostici, presa come riferimento anche dallo stesso Istituto superiore di sanità italiano, è emerso che la media dei tamponi analizzati utilizza una media di 35 cicli; con l'amplificazione del numero dei cicli il risultato diventa incerto, segnalando tracce di RNA virale ormai residuali e inattive, trattandosi di presenza di virus talmente debole da non essere più infettivo; la maggioranza dei tamponi analizzata in Italia che utilizzano la metodica della RT-PRC prevedono un numero di replicazioni superiore a 35, soglia al di sopra del quale deve ritenersi che l'affidabilità del tampone sia molto ridotta, essendoci, così, il rischio che possano essere individuati come positivi anche soggetti che in realtà sono falsi positivi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale problematicità relativa ai dispositivi diagnostici che utilizzano la metodica della RT-PCR per rilevare il virus; se intenda intervenire adottando un protocollo, o altro strumento idoneo, affinché si faccia chiarezza sul punto e si assicuri la veridicità e la chiarezza delle risultanze dei test diagnostici che utilizzano la metodica RT-PCR, stabilendo, sulla base delle comprovate evidenze scientifiche, una soglia massima di cicli PCR. Atto n. 4-05389 DE FALCO Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'interno Premesso che: le sempre più frequenti tragedie nel Mediterraneo evidenziano, come ha denunciato nei giorni scorsi il portavoce dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni "un sistema di pattugliamento in mare chiaramente insufficiente", mancando un vero coordinamento SAR (Search and rescue) nei tratti di mare più pericolosi mentre gli assetti navali istituzionali sono stati ritirati e le organizzazioni non governative vengono ostacolate in ogni modo. In tal senso, lo strumento preferito è il fermo amministrativo disposto dalle Capitanerie di porto, quale conseguenza delle ispezioni denominate Port State control (PSC), controlli dello Stato di approdo; questo tipo di ispezioni è utilizzato per accertare che le navi mercantili e da passeggeri rispettino gli standard di sicurezza della navigazione stabilite dalle regole internazionali a tutela della sicurezza della navigazione, dell'ambiente marino e del lavoro marittimo, stabiliti dalle convenzioni internazionali (Solas, Marpol, CLM, STCW). Dal maggio 2020 la Guardia costiera italiana ha cominciato ad ispezionare anche le navi delle organizzazioni non governative. Ma queste unità navali, e solo queste, non sono visitate in base alla categoria cui appartengono (nave da traffico, petroliera, Ro-Ro, eccetera) ma rispetto alla funzione che svolgono in occasione degli eventuali soccorsi marittimi. Si tratta, a parere dell'interrogante, di una "strategia in due tempi": sulla base della categoria della nave viene deciso di effettuare un PSC, che, come detto, è un controllo limitato alle navi commerciali. Successivamente, però, vengono richiesti requisiti di natura completamente diversa rispetto a quelli previsti per le "normali" navi commerciali corrispondenti e che non vengono più calcolati sulla base del numero delle persone normalmente a bordo, ma anche delle persone eventualmente soccorse in mare, che, sino al maggio 2020, come previsto dalle norme della convenzione Solas non erano prese in considerazione tra le persone presenti in eccesso, dovendosi prima di ogni cosa porre la tutela della vita umana davanti a qualsiasi altra considerazione; ora, invece, ma solo per le navi delle organizzazioni non governative, i naufraghi sono considerati "passeggeri" e questo per un presunto carattere "sistematico" delle operazioni di salvataggio condotte dalle organizzazioni stesse. A parere dell'interrogante, ci si trova di fronte ad una decisione che non ha alcun fondamento legale, dato che, tra l'altro, non esiste alcuna categoria "navi di salvataggio", che non siano, ovviamene, le stesse unità della Guardia costiera, nonostante quanto affermato lo scorso anno dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che giustificava le nuove procedure come conseguenza "dell'avvenuta verifica della sistematicità con cui venivano condotte le operazioni di soccorso con navi che non erano certificate per l'attività Sar svolta"; l'ex ministro De Micheli ha giustificato la stretta amministrativa basandosi sulla raccomandazione UE 2020/1365 con cui la Commissione europea ha chiesto che le navi di soggetti privati che fanno ricerca e soccorso "siano adeguatamente registrate ed equipaggiate in modo da soddisfare i pertinenti requisiti sanitari e di sicurezza associati a tale attività". Si deve, però, osservare che non solo la raccomandazione, che non è un atto giuridico vincolante, riconosce comunque l'importanza delle organizzazioni non governative nel contribuire "in misura significativa a salvare persone in mare", ma che essa è stata pubblicata il l 23 settembre 2020, quando 5 degli 8 fermi amministrativi erano già stati disposti; si osserva, inoltre, che su richiesta italiana molti Stati europei hanno "adottato azioni correttive, certificando le unità per le attività svolte". Tra questi Stati si annovera la Spagna, di cui batte bandiera "Open Arms", la quale, però, il 17 marzo 2021 ha subito un nuovo fermo amministrativo, stavolta a causa di una "normale" ispezione relativa alle navi commerciali anche se non organizzazione non governativa. Resta il fatto che ancora una volta Open Arms è stata bloccata; le regole Solas sulle persone trasportate, come ricordato, non si applicano nel caso in cui il numero delle persone a bordo ecceda per caso di soccorso. Si tenga a mente, in particolare, l'articolo IV (casi di forza maggiore) lettera b della convenzione, che stabilisce che "le persone che si trovano a bordo di una nave per causa di forza maggiore o in conseguenza dell'obbligo imposto al comandante di trasportare naufraghi o altre persone, non devono essere computate allorché si tratta di verificare l'applicazione alle navi di una qualsiasi prescrizione della presente Convenzione"; non può, poi, esser considerato responsabile in Italia della presunta violazione amministrativa quel soccorritore, chiunque sia, che abbia dato notizia di aver preso a bordo dei naufraghi, informando le autorità competenti. Infatti, a norma dell'articolo 69 del codice navigazione è l'autorità marittima che, informata, deve provvedere immediatamente ai soccorsi, anche mediante l'utilizzo di altre risorse, pubbliche o private che siano, per coordinare al meglio le capacità e gli sforzi delle risorse utilmente disponibili. Anche, se opportuno, mandando altre unità navali incontro alla nave soccorritrice sovraccarica per distribuire le persone salvate su più navi; ma se, come accade sin troppo di frequente, non viene messa in atto alcuna azione di coordinamento con gli sforzi della nave che sta salvando vite umane, e se non viene indicato in tempi rapidi, come prevedono, invece, le convenzioni internazionali, il luogo sicuro di sbarco, è di tutta evidenza che la permanenza a bordo di un "eccessivo numero di persone" (naufraghi) non sia certo dovuta dalla presa a bordo, doverosa, sulla nave soccorritrice; a parere dell'interrogante, il fatto che le navi istituzionali siano state ritirate dal quel tratto di mare dove avviene un gran numero di naufragi, che Frontex vi mandi soltanto velivoli e non navi, che anche la missione IRINI agisca in un tratto di mare lontano dal luogo dove si verificano gli eventi, che le organizzazioni non governative vengano in ogni modo ostacolate e che si consenta ai fiancheggiatori dei trafficanti della "guardia costiera libica" di avere campo libero nelle operazioni di sequestro delle persone in mare sembra essere una strategia pianificata a tavolino e volta evidentemente a rendere sempre più pericolose le traversate dei disperati quasi che si volesse, favorendo la perdita di vite umane, offrire un esempio spaventoso per coloro che vogliano seguire la stessa via, fuggendo da guerra, torture, miseria, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo possano indicare quali norme di diritto internazionale, europeo o interno costituiscano la presunta base giuridica dei fermi amministrativi, posto che le convenzioni internazionali prevedono, innanzitutto, l'obbligo del soccorso in mare e deroghe all'applicazione delle regole convenzionali nel caso in cui una nave trasporti più persone di quelle per cui è certificata a causa dell'attività di soccorso svolta, indipendentemente dalla natura occasionale o sistematica dell'attività di soccorso, che non è elemento di discrimine; se esista, e in caso positivo chi lo abbia emanato, per quali motivi e su quali basi giuridiche, un ordine che imponga a Guardia costiera di effettuare ispezioni e sequestri che sono evidentemente diversi, per frequenza e profondità da quelli ordinariamente espletati in qualità di PSC con l'effetto di mettere a rischio la possibilità di procedere ai soccorsi da parte delle navi e provvedere al loro coordinamento. Atto n. 4-05390 D'ARIENZO FERRAZZI BOLDRINI IORI ALFIERI ASTORRE CIRINNA' COLLINA COMINCINI D'ALFONSO FEDELI GIACOBBE LAUS MARGIOTTA MARILOTTI PITTELLA ROJC STEFANO TARICCO VALENTE VERDUCCI Al Ministro della salute Premesso che: "Azienda Zero", ente del Servizio sanitario regionale veneto, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, di autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile, ha depositato una denuncia per diffamazione nei confronti del dipendente professor Andrea Crisanti in quanto le critiche espresse pubblicamente da quest'ultimo avrebbero screditato le strategie di prevenzione adottate dalla Regione per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19; secondo il professor Crisanti, il Veneto avrebbe fatto affidamento sui tamponi rapidi, invece di quelli molecolari, a fronte del fatto, come dimostrava un suo studio diagnostico, che 3 tamponi rapidi (di prima e seconda generazione, oggi superati) su 10 non avrebbero intercettato i contagiati da varianti del virus; lo studio è stato condotto dal professor Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova, dalla dottoressa Annamaria Cattelan, primario di malattie infettive, con la collaborazione del professor Stefano Toppo e del dottor Vito Cianci, direttore del pronto soccorso in azienda ospedaliera a Padova; dallo studio emerge che le varianti genetiche dell'antigene N SARS-CoV-2 non verrebbero rilevate dai test antigenici. Ciò, quindi, avrebbe compromesso l'affidabilità dei tamponi rapidi, che dal 15 gennaio, su richiesta della Regione Veneto, sono stati conteggiati nel bollettino nazionale dei contagi; se l'ipotesi venisse suffragata sarebbe possibile ipotizzare che l'utilizzo di massa dei tamponi rapidi in Veneto (che ha raggiunto quasi il 68 per cento di tutti i test del tampone per Sars-Cov-2) possa aver involontariamente favorito la diffusione di varianti virali da questi non rilevabili, contribuendo così alla loro libera circolazione e all'inefficacia delle misure di contenimento poste in essere dalla Regione; in proposito, rileverebbe anche il fatto che pare che sia stata inoltrata da parte del professor Crisanti ad Azienda Zero una segnalazione che riportava alcune evidenze già emerse in merito ancora nel mese di ottobre 2020, prima che lo studio venisse completato e reso noto e che di questo non risulterebbero informati né il Comitato tecnico scientifico nazionale né il Ministero della salute; i primi esiti dello studio sono stati resi noti anche pubblicamente dal professor Crisanti con interviste su un giornale locale padovano a fine mese ottobre 2020; da fonti stampa emerge che la Procura della Repubblica di Padova abbia aperto un'inchiesta per appurare se i tamponi rapidi possano avere un'affidabilità molto inferiore a quella dichiarata dalle aziende farmaceutiche produttrici e, quindi, per questa ragione aver potenzialmente favorito la seconda ondata di contagi in Veneto; si ritiene doveroso approfondire il delicato contesto, attese le gravi conseguenze che le scelte operate avrebbero prodotto; considerato che, anziché esaminare lo studio per confutarne le ragioni o per rivalutare le scelte operate, l'Azienda Zero ha preferito adire le vie legali, si chiede di sapere quali misure urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare, nell'ambito delle sue competenze, per fare piena chiarezza sulla validità dello studio e se, a tal fine, non ritenga necessario avviare un'urgente indagine ispettiva. Atto n. 4-05391 BOSSI Simone IWOBI CASOLATI LUCIDI BRIZIARELLI PELLEGRINI Emanuele Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la situazione sanitaria nella penisola indiana, a seguito dell'emergenza pandemica, continua a peggiorare; secondo quanto riportato dai principali organi di stampa internazionali, soprattutto nelle principali aree urbane l'aumentare dei focolai sta creando un grave impatto sulla tenuta della rete ospedaliera locale; considerato che: secondo quanto riportato dall'ambasciata italiana in India, sono stati registrati circa 20 casi di positività al COVID-19 tra i 500 residenti italiani nel Paese dei complessivi 1.200 iscritti nelle liste dell'AIRE; si registrano inoltre casi di italiani presenti temporaneamente nel Paese che ad oggi sono impossibilitati a rimpatriare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, di concerto con i Ministri della difesa e della salute, si sia attivato nell'organizzazione di voli speciali per i cittadini italiani residenti in India che abbiano la volontà di rientrare in Italia; se avvenga un costante monitoraggio, tramite la rete consolare, degli italiani attualmente positivi al COVID-19 in India, e se si stia provvedendo ad organizzare procedure per il rimpatrio sanitario. Atto n. 4-05392 DE PETRIS NUGNES FATTORI RUOTOLO DE FALCO LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che: la circolare del 21 aprile 2021 del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno, avente oggetto l'art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, "Emersione di rapporti di lavoro irregolari a tempo determinato", fornisce indicazioni applicative delle disposizioni di legge nei casi in cui il rapporto di lavoro dedotto nella procedura di emersione (prevista dal comma 1) sia terminato nelle more della procedura stessa. In tale eventualità si subordina il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione al rinnovo del contratto di lavoro ad opera dell'originario datore di lavoro, o, in alternativa, al subentro di nuovo datore. Diversamente, il Dipartimento non ritiene possibile rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione; la ratio dell'art. 103 è stata quella di favorire l'emersione di rapporti di lavoro irregolari con disposizioni di favore nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori, mediante sospensione di procedimenti amministrativi e penali nei confronti degli primi e mediante rilascio di idoneo titolo di soggiorno nei confronti dei secondi. Il legislatore, inoltre, non ha subordinato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro ad alcun onere di rinnovo del contratto propriamente stipulato; il comma 4 del medesimo articolo prevede che nei casi in cui il rapporto di lavoro cessi, anche nel caso di contratto a carattere stagionale, trovino applicazione le disposizioni di cui all'articolo 22, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. Pertanto, al lavoratore viene rilasciato permesso di soggiorno per attesa occupazione di durata annuale. Le cause di cessazione sono le "cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo" (comma 9); a marzo 2021 un dossier della campagna "Ero straniero" ha pubblicato dati allarmanti sulle tempistiche di definizione delle procedure di regolarizzazione, evidenziando che su 207.000 in Italia permessi di soggiorno richiesti, in Italia ne fossero stati rilasciati a dicembre 2020 solamente 1.480. A circa 4 mesi dal termine ultimo di presentazione delle domande quindi, le istanze concretamente giunte a conclusione sono risultate solo lo 0,71 per cento del totale. Al 16 febbraio 2021, solo il 5 per cento delle domande è giunto nella fase finale; tale condizione pare rientrare nell'ambito delle "cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro" né al lavoratore medesimo, tali da consentire il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione al lavoratore. Una diversa interpretazione parrebbe contraria al principio di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione, nonché al principio di uguaglianza, artt. 97 e 3 della Costituzione. Sarebbe inoltre discriminatoria nei confronti del lavoratore, sul presupposto che solo egli, e non anche il datore di lavoro, sarebbe penalizzato dai ritardi comunque a questi non attribuibili. In ultimo, si creerebbe un paradosso per il quale il permesso per attesa occupazione sarebbe emesso nei casi di decesso del datore e non in quelli di scadenza del contratto, regolarmente eseguito, si chiede di sapere: quali siano i riferimenti normativi che autorizzano le autorità competenti a non concedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione e a quali rationes sia ispirata la circolare del 21 aprile 2021, nei casi di scadenza dei rapporti di lavoro agricolo correttamente instaurato, prima della convocazione presso la Prefettura; se il Ministro in indirizzo non valuti che le norme previste dall'articolo 103, commi 4 e 9, del decreto-legge n. 34 del 2020 e i principi di uguaglianza e buon andamento della pubblica amministrazione stabiliscono il diritto del lavoratore straniero a conseguire il permesso di soggiorno per attesa occupazione; se non intenda pronunciarsi nel merito dei contenuti dell'articolo 103 dando un'interpretazione autentica della norma. Atto n. 4-05393 VITALI MALLEGNI GALLONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del turismo Premesso che: il settore degli eventi è stato il primo ad essere colpito per effetto dell'emergenza sanitaria da COVID-19 e dei progressivi lockdown . Dopo più di un anno, anche alla luce delle imminenti riaperture definite con il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, il settore del wedding non ha ancora indicazioni su quando potranno svolgersi matrimoni ed eventi e quali misure anti contagio dovranno essere adottate per riprendere a lavorare; ogni evento, prima di essere realizzato, necessita di molti mesi di programmazione. Un matrimonio può richiedere anche dai 6 ai 14 mesi di lavoro ed un evento privato generico dai 2 ai 6 mesi, e poiché la ristorazione, con le adeguate restrizioni, ha avviato il suo percorso per la ripartenza non è chiaro perché il settore eventi con le necessarie restrizioni non possa ripartire; per aperture parziali, progressive e a scaglioni, come per accedere ai ristori per le mancate aperture, serve estrema chiarezza e precisione per definire l'ambito della rimozione, o meno, della sospensione all'esercizio dell'attività commerciale o produttiva, come per richiedere e ricevere fondi che possano compensare le perdite inflitte dalle chiusure. Per definire tutto ciò l'unico riferimento possibile rimane ancora quello dei codici ATECO delle attività; per quanto attiene alle sale ricevimento ed eventi, dove, prettamente in questo periodo dell'anno e per i prossimi mesi, si svolgono matrimoni, si fa riferimento al codice 56.21.00, catering e banqueting , ma la consuetudine amministrativa ha portato ad una distorsione della sua interpretazione per la quale il codice è stato applicabile solo in pochi casi ed a seguito di interpretazioni territoriali che hanno creato un'inaccettabile disuguaglianza; il riconoscimento e l'individuazione del comparto rappresentano un passaggio fondamentale per la salvaguardia del settore ed il suo rilancio, non dimenticando che dalla sua salvaguardia dipende circa un milione di occupati a livello nazionale se si considerano i settori della sua filiera diretta: fiere, artisti, fotografi, wedding planner , allestitori, fioristi, attività di abiti da cerimonia, tipografie, negozi di bomboniere, eccetera, e molti di più se si considera la filiera indiretta (agenzie di viaggio, alberghi, negozi di arredamento, agenzie immobiliari, eccetera); alcune Regioni, come il Lazio e la Puglia, si stanno muovendo autonomamente per l'individuazione delle sale per ricevimenti facendo un loro censimento alla luce della necessaria individuazione del settore produttivo per tali imprese e che queste ultime, rappresentano una fetta importante del proprio fatturato e della propria occupazione; la necessità di identificare il settore farà sì che ci siano tutti gli elementi utili a sostenere specificatamente il comparto senza inutili ed insufficienti sostegni a pioggia pensando ad esempio ad una misura di ristoro perequativa (che tenga cioè conto dei ristori già percepiti) o a specifiche misure di sostegno per il credito in considerazione dell'elevata esposizione delle sale per ricevimenti ed eventi in ragione dei continui investimenti che vengono fatti per "innovare spazi e servizi", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano adoperarsi per fornire urgentemente linee chiare e protocolli sanitari per la realizzazione degli eventi, con particolare attenzione a quelli privati come i matrimoni, affinché possano attivarsi quanto prima per la riapertura e la programmazione e se non ritengano opportuno mettere in atto misure volte al sostegno del settore e della filiera ad esso collegata. Atto n. 4-05394 FATTORI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: dal 1° maggio 2021 il presidio di medicina legale della sede INPS di Pomezia (Roma) è stato chiuso per essere trasferito nella città di Roma; a seguito di tale decisione lo stesso INPS ha ottenuto di avere una volta a settimana un medico del nuovo centro a disposizione per Pomezia; con le chiusure dei presidi medico-legali di Albano e Anzio già era stata fortemente depauperata la presenza sul territorio di riferimenti medici di prossimità lasciando Pomezia come ultimo baluardo, oggi perso; il bacino di utenza che aveva il centro di Pomezia per i servizi di assistenza medico-legale ammonta a circa 400.000 persone comprendendo i comuni di Anzio, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma, Nemi, Rocca di Papa, Nemi e Lanuvio; considerato che: soprattutto in periodo di pandemia e con una legislazione di previdenza sociale in costante evoluzione la necessità di un presidio medico-legale per richieste di invalidità, malattia, indennità mensile di disoccupazione e altre pratiche sanitarie legate al lavoro rappresenta ancora di più un sostegno alla cittadinanza; pare che lo spostamento sia stato diretta conseguenza della mancata volontà di sostituire l'unico medico presente per il servizio di medicina legale presso l'INPS di Pomezia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali misure intenda adottare anche in via di urgenza affinché venga ripristinato il presidio di medicina legale presso la sede INPS di Pomezia. Atto n. 4-05395 AIMI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: da molti anni, ormai, si parla dell'"imminente" partenza dei lavori per la realizzazione della Campogalliano-Sassuolo, una fondamentale infrastruttura di collegamento tra l'autostrada A22 e la strada statale 467 Pedemontana. Un'opera imponente, in tutto 25,5 chilometri di strade, di cui 14 per il collegamento tra l'interconnessione A22-A1 e Sassuolo, 3,6 di raccordo con la tangenziale di Modena, 6,5 della variante di Rubiera e ulteriori 1,4 di raccordo; la Campogalliano-Sassuolo rappresenta indubbiamente un'infrastruttura fondamentale e strategica in ambito sud europeo e la sua realizzazione porterebbe un immediato beneficio, liberando la viabilità ordinaria dal traffico dei mezzi pesanti. I vari caselli intermedi, inoltre, consentirebbero allo scalo merci di Marzaglia di entrare finalmente in funzione con un ruolo altamente competitivo. L'infrastruttura è attesa da anni dal comparto ceramico che chiede collegamenti moderni e veloci; l' iter procedurale, particolarmente complesso, si trascina ormai dal 2001. Nel corso degli anni, a partire dal 2005, il CIPE ha sempre continuato a confermare la strategicità e la rilevanza dell'opera. A partire dal 2016, sono intervenute valutazioni e pronunce favorevoli che lasciavano intendere la partenza dei lavori in tempi rapidi; nel 2016, infatti, il NARS, nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità, con parere n. 1 del 21 marzo, si pronunciava favorevolmente, con prescrizioni, in merito al riconoscimento delle misure di defiscalizzazione per il collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo. La Regione Emilia-Romagna, con delibera di Giunta n. 1617/2015 del 26 ottobre 2015, approvava il quadro complessivo delle opere infrastrutturali prioritarie per la regione nell'ambito del programma infrastrutture strategiche e coerenti con il piano regionale integrato dei trasporti n. 98-2010. Tale quadro si articolava su due livelli di priorità. L'opera "collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo" veniva inserita nell'allegato A con livello di priorità 1; il CIPE, con delibera n. 13 del 1° maggio 2016, approvava, con prescrizioni, le misure di defiscalizzazione, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 183 del 2011, previste per l'opera; a febbraio 2018 veniva sottoscritto il primo atto aggiuntivo alla convenzione di concessione, volto a recepire le misure di defiscalizzazione di cui alla delibera CIPE n. 13 del 1° maggio 2016. In data 24 aprile 2018, Autostrada Campogalliano S.p.A. aveva provveduto a sottoscrivere con firma digitale la convenzione di concessione, già sottoscritta nel dicembre 2014, nonché il l'atto aggiuntivo, già sottoscritto in data 8 febbraio 2018; nell'ottobre 2019, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze n. 289, venivano approvati la convenzione ed l'atto aggiuntivo. In data 12 novembre 2018 Autostrada Campogalliano Sassuolo S.p.A. consegnava al Ministero delle infrastrutture il progetto esecutivo del collegamento autostradale relativamente a tutti e tre i lotti funzionali in cui è stata suddivisa l'infrastruttura. In data 20 marzo 2019 gli esperti della struttura tecnica di missione del Ministero completava le valutazioni sulla bretella Campogalliano-Sassuolo, producendo l'analisi del rapporto tra costi e benefici, che dava esito positivo; in data 9 settembre 2019 il progetto definitivo della tangenziale di Rubiera riceveva il parere favorevole, con prescrizioni, raccomandazioni e osservazioni, del provveditorato interregionale per le opere pubbliche Lombardia e Emilia-Romagna così come espresso dal comitato tecnico amministrativo nella seduta del 15 maggio 2019; dalla rilevazione dell'ANAC sullo stato di attuazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie, che si basa sui dati comunicati dal responsabile unico del procedimento al 31 ottobre 2019, risulta che il 20 settembre 2019 il Ministero delle infrastrutture ha approvato il progetto esecutivo per un importo complessivo pari a 406.444.674,80 euro, di cui 300.917.266,70 per lavori e 105.527.408,10 per somme a disposizione. La società concessionaria ha avviato le procedure volte ad affidare il servizio per l'attività espropriativa e di acquisizione dei terreni, l'attività archeologica ed il monitoraggio ambientale ante operam nonché, in ottemperanza a quanto richiesto dal Ministero, l'attività di verifica di progetto per la successiva validazione tecnica ex art 26 del decreto legislativo n. 50 del 2016. L'avvio dei lavori era previsto nei primi mesi del 2020; tuttavia, la Commissione europea, con nota del 9 ottobre 2020, evidenziava l'incompatibilità con l'ordinamento europeo di tale soluzione, in quanto essendo "la concessione autostradale A22 Brennero-Modena (...) già scaduta (nel 2014), la contemplata proroga darebbe luogo ad un affidamento senza gara incompatibile con la normativa UE in materia di appalti pubblici e concessioni. Inoltre, un siffatto affidamento senza gara può essere incompatibile con le norme UE in materia di aiuti di stato"; in data 27 novembre 2020, il Ministero delle infrastrutture tramite comunicato indicava due alternative: una nuova gara di concessione o la creazione di una società a completa partecipazione pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intraprendere ogni utile iniziativa volta alla tempestiva partenza dei lavori per la realizzazione della Campogalliano-Sassuolo, infrastruttura strategica e fondamentale in ambito sud europeo, finalizzata a dare nuovo respiro all'economia italiana, in particolare del settore ceramico. Atto n. 4-05396 COMINCINI ROJC FERRAZZI D'ALFONSO BOLDRINI FEDELI CIRINNA' GIACOBBE CERNO STEFANO FERRARI ASTORRE VALENTE PITTELLA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: Budelli è un'isola appartenente all'arcipelago de La Maddalena: essa è entrata a far parte del patrimonio pubblico nel 2016, venendo inclusa all'interno del parco de La Maddalena, al termine di una vicenda legale che ha contrapposto l'ente parco a Michael Harte, magnate neozelandese che aveva acquistato l'isola nel 2013 per circa 3 milioni di euro, al fine di realizzare un progetto ecosostenibile nel luogo; in sintesi, dopo la successiva rinuncia di Harte all'acquisto dell'isola, l'ente parco nel 2014 ha versato la somma di 3 milioni di euro, al fine di esercitare il diritto di prelazione, a cui è seguito un decreto di assegnazione all'ente parco, giudicato inizialmente illegittimo da parte del Consiglio di Stato, ma che ha conservato nondimeno la propria efficacia fino alla sentenza del giudice delle esecuzioni immobiliari di Tempio Pausania, che aveva approvato il piano di ripartizione delle somme ai creditori e chiuso così la procedura dell'asta giudiziaria che gravava sull'isola; nel 1989 è giunto per caso sull'isola Mauro Morandi: a seguito di un'avaria del catamarano su cui viaggiava, egli è approdato fortunosamente a Budelli, e qui ha deciso di stabilirsi per il resto dei propri giorni, divenendo così l'unico abitante dell'isola; modenese, padre di tre figlie, allora insegnante di educazione fisica in una scuola di provincia, da quel giorno del 1989 Morandi ha svolto un'accurata e quanto mai preziosa mansione di vero e proprio custode dell'isola: egli ha finora protetto, in via del tutto gratuita, gli straordinari habitat naturali del posto, messi ripetutamente a repentaglio dai turisti maggiormente indisciplinati; in particolare, egli ha letteralmente custodito e contribuito a conservare la spiaggia rosa, una delle meraviglie paesaggistiche ed ecologiche del luogo, dove dal 1994 è vietata ogni attività al fine di consentire il lento e graduale ripristino del suo aspetto originario; considerato che: nei mesi scorsi, l'ente parco nazionale dell'arcipelago de La Maddalena ha dichiarato l'intenzione di rimuovere tutti gli abusi edilizi: tra questi, sarebbe ricompresa anche la spartana abitazione in cui alloggia tuttora Morandi, il quale sarebbe altresì costretto ad abbandonare il luogo e, conseguentemente, a porre fine all'attività di custode dell'isola; l'intenzione dell'ente, a quanto si apprende, sarebbe quella di sanare un ripostiglio risalente probabilmente a molti decenni fa, quando la casermetta era utilizzata dai militari, al fine di procedere alla costruzione di un osservatorio; tale decisione ha destato l'attenzione dei media locali, nazionali e anche internazionali: Morandi, infatti, avrebbe dichiarato di non avere alcuna intenzione di lasciare l'isola, nemmeno in caso di inizio dei lavori, e di voler continuare a preservare lo stato dei luoghi che ha sempre custodito con passione e dedizione; in passato, un'analoga vicenda a danno del modenese era poi "naufragata", anche in virtù delle 18.000 firme raccolte dall'allora petizione lanciata a suo supporto. Negli ultimi mesi, una nuova petizione è stata aperta per il medesimo fine, raccogliendo più di 70.000 adesioni; negli ultimi giorni organi di stampa hanno diffuso la notizia che Morandi, stanco di non trovare risposte certe e definitive alla sua situazione, starebbe per lasciare Budelli, che resterebbe così priva di una fisica presenza di tutela, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e quale sia il suo orientamento in merito; se non ritenga opportuno adottare urgentemente tutte le più specifiche iniziative volte a consentire a Mauro Morandi la permanenza sull'isola di Budelli, affinché egli possa continuare a svolgere correttamente e senza interruzioni l'attività di custode dell'isola, e degli habitat naturali e delle sue spiagge. Atto n. 4-05397 SBROLLINI Ai Ministri dell'istruzione e dell'interno Premesso che: è di pochi giorni fa la notizia, riportata dalle principali testate giornalistiche locali, riguardante un ragazzo di 18 anni di Bassano del Grappa (Vicenza) che si è tolto la vita assumendo sostanze acquistate via internet tra cui il nitrito di sodio, sostanza in libero commercio che, se assunta in determinate quantità, può provocare la morte; la Procura di Vicenza ha aperto un'inchiesta e ha disposto l'autopsia per fare chiarezza sulle cause del decesso; nei mesi scorsi, a Roma e a Latina altri due ragazzi, entrambi di 19 anni, sono morti dopo aver assunto la medesima sostanza, facendo quindi salire in modo preoccupante a tre il numero di ragazzi che, nel giro di pochi mesi, l'hanno impiegata per togliersi la vita; anche nel caso di Roma e Latina sono state avviate due inchieste per istigazione al suicidio, in quanto si sospetta che le giovanissime vittime siano state indotte al gesto da qualcuno; tutti e tre i ragazzi avevano letto, partecipandovi, alcuni forum presenti sul web , in cui avevano trovato informazioni sugli effetti del nitrito e su dove procurarselo; considerato che: il nitrito di sodio è un reagente dalle proprietà antibatteriche, usato nella chimica industriale, che serve anche per la conservazione di alimenti, ma che diventa letale per l'uomo in circa 22 milligrammi per ogni chilo di peso corporeo, poiché la sua ingestione può ostacolare il trasporto dell'ossigeno nel sangue; il nitrito di sodio, come altre sostanze potenzialmente tossiche, è facilmente accessibile a chiunque nel mercato on line , al punto che i ragazzi si scambiano informazioni su tali sostanze per creare dei cocktail letali, che conducono spesso ad un tragico epilogo; in proposito, un recente studio dell'Osservatorio europeo della droga e delle tossicodipendenze ha rilevato un pericoloso aumento tra i giovani dell'uso "ricreativo" di alcune sostanze chimiche, che sta destando preoccupazione a livello internazionale relativamente all'individuazione di strategie adeguate; i dati sono particolarmente allarmanti, anche perché si tratta di una tendenza ormai uniforme, che si è acuita anche con il lockdown , allontanando di fatto dalla socializzazione, anche scolastica, i ragazzi e facendo nascere in loro anche reazioni imprevedibili, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno elaborare una strategia educativa per i ragazzi, apprestando le opportune tutele a coloro che non dispongono di strumenti necessari e di un adeguato supporto per utilizzare nella maniera più corretta e sicura il mondo di internet e, al contempo, predisponendo un'adeguata informazione presso le scuole sull'uso corretto di questo importante strumento; se non ritengano altresì opportuno inibire l'ingresso almeno ai più giovani ad alcune piattaforme e ad alcuni siti, in modo da evitare, per quanto possibile, il rischio che si ripetano situazioni analoghe; se, infine, non reputino utile attivarsi per impedire l'acquisto di alcune sostanze potenzialmente pericolose a minori di una certa età anche via internet . Atto n. 4-05398 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: come riportato di recente dai maggiori quotidiani europei, il Governo della Repubblica d'Irlanda ha deciso di introdurre ulteriori misure restrittive per contenere la diffusione del virus COVID-19, aggiungendo alcuni Paesi europei, tra cui l'Italia, nella lista dei Paesi a rischio. A partire dal 15 aprile 2021, tutti i passeggeri che arrivano in Irlanda dall'Italia hanno l'obbligo di quarantena presso uno degli hotel designati dal Governo con l'obbligo di prenotare in anticipo un alloggio presso una delle strutture e a pagare in anticipo per il loro soggiorno quarantena; tale normativa del Governo irlandese sta provocando non pochi disagi ai passeggeri provenienti dall'Italia e ai circa 50.000 cittadini italiani che si devono far carico degli onerosi costi per l'alloggio presso gli hotel designati, ovvero 1.875 euro per adulto più 150 euro per ogni giorno aggiuntivo. Vengono citati inoltre casi di assembramenti senza ricambio d'aria all'interno degli autobus che trasportano i passeggeri presso le strutture, facilitando così le possibilità di contagio; di hotel sporchi con camere anguste e con piccole finestre; casi di intere famiglie con i bambini costrette a stare chiuse nelle stanze d'albergo senza alcuna possibilità di uscita per tutta la durata della quarantena, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda adottare, per quanto di competenza, iniziative affinché il Governo della Repubblica d'Irlanda possa rimuovere l'obbligatorietà di soggiorno dei passeggeri provenienti dall'Italia presso gli hotel designati nella prossima revisione del provvedimento. Atto n. 4-05399 GARAVINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione e dell'università e della ricerca Premesso che: in linea generale è ampiamente riconosciuto che le lingue rappresentino un elemento di grande ricchezza nel patrimonio culturale europeo, al punto che il bilinguismo e il multilinguismo sono oggi considerati un'importante risorsa in termini di creatività e innovazione; in questo contesto, ciascuna delle numerose lingue nazionali, regionali e minoritarie parlate in Europa non fa che arricchire il patrimonio culturale comune dell'Unione e la loro condivisione favorisce il dialogo e il rispetto reciproco; l'Unione europea, infatti, considera la diversità linguistica una componente inalienabile del nostro patrimonio culturale; nello specifico, la UE, come indicato all'art. 3, comma 3, quarto capoverso, del Trattato sull'Unione europea, "rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo"; tra gli aspetti di cui l'Unione tiene conto nell'azione che svolge a norma di altre disposizioni di trattati, vi è certamente la considerazione degli aspetti culturali, in particolare ai fini del rispetto e della promozione della diversità delle sue culture, come emerge anche dal dettato dell'articolo 167, comma 4, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea; ciò emerge in maniera chiara nella risoluzione del Consiglio relativa a una strategia europea per il multilinguismo, adottata il 21 novembre 2008, secondo cui la diversità linguistica e culturale è parte intrinseca dell'identità europea ed è al contempo un retaggio condiviso, una ricchezza, ma anche una sfida e una risorsa per l'Europa; nella medesima risoluzione si legge che "il multilinguismo rappresent[a] una questione trasversale di grande portata poiché abbraccia i settori sociale, culturale, economico e dunque educativo"; considerato che: il 25 marzo 2021 la Commissione europea ha pubblicato il bando "Erasmus+", per gli anni 2021-2027, comprensivo di linee programmatiche e relativa guida redazionale esclusivamente in lingua inglese; in apertura del bando stesso è statuito che, in caso di conflitto di significati tra versione linguistiche, solo la versione inglese farà fede ("In the case of conflicting meanings between language versions, the English version prevails"); tale previsione si pone in contrasto con il rispetto per la diversità linguistica e culturale dei Paesi che compongono l'Unione europea oggi, si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno attivarsi al fine di ottenere l'eliminazione della prevalenza della lingua inglese in caso di conflitto di significato tra versioni linguistiche, nonché la proroga dei termini rispetto alla pubblicazione inglese del bando per tutte le scadenze ivi previste, a partire dalla pubblica disponibilità della documentazione completa del bando Erasmus+ 2021 in italiano. Atto n. 4-05400 LAFORGIA DE PETRIS RUOTOLO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che da notizie di stampa si apprende che nella giornata del 3 maggio 2021 Luana D'Orazio di 22 anni è rimasta intrappolata in un orditoio in una fabbrica tessile di Oste di Montemurlo (Prato). L'incidente, in cui la giovane donna ha perso la vita, è avvenuto poco dopo le ore 11.30 dentro la ditta "Orditura Luana"; considerato che: occorre evidenziare come di fronte a questo scenario si renda assolutamente urgente intervenire per assicurare controlli e incentivi che garantiscano impianti adeguati nelle aziende, anche attraverso l'utilizzo di tecnologie avanzate e di una formazione specifica che aumenti la diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro; uno strumento fondamentale per affrontare questo problema è la prevenzione e la diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro attraverso la formazione, compito che può essere svolto solo con il fattivo coinvolgimento di tutti i soggetti: datori di lavoro, parti sociali e istituzioni, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo per affrontare il problema e in particolare se intenda rifinanziare e incrementare il fondo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, e a che punto sia il piano nazionale per la sicurezza; quali misure intenda adottare per favorire un maggiore coordinamento delle azioni ispettive e di vigilanza superando le frammentazioni esistenti, in particolare se intenda aumentare il personale per eseguire i controlli necessari. Atto n. 4-05401 COLLINA Al Ministro della giustizia Premesso che: come tutti gli operatori dell'area giuridico-economica ed i professionisti in genere, anche i notai si sono trovati a fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 conciliando faticosamente da un lato le istanze della clientela, dall'altro il rispetto della normativa emergenziale volta al distanziamento sociale; nel caso del notaio, in particolare, tale sconvolgimento ha avuto pesanti ricadute atteso che l'attività notarile, portatrice di pubblici interessi, ha ad oggetto transazioni di particolare rilevanza, si pensi solo in tal senso alle transazioni immobiliari e societarie; secondo quanto pubblicato già in data 3 marzo 2020 sull' home page del sito del Consiglio nazionale del notariato, a seguito delle disposizioni di contenimento emanate dal Governo per far fronte alla drammatica crisi epidemiologica, "gli studi che costituiscono la sede principale del notaio non possono chiudere, in considerazione della funzione pubblica svolta e del loro radicamento al territorio. Possono, invece, essere chiusi gli uffici secondari. Negli studi notarili aperti è ridotta al minimo la presenza del personale, secondo le indicazioni contenute nei DPCM"; inoltre, si legge ancora: "Nei casi in cui sia necessario procedere alla stipula dell'atto notarile occorre inderogabilmente tener conto delle indicazioni previste dai DPCM relative alle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro; inoltre, l'articolo 142 della legge notarile (legge n. 89 del 1913, e successive modifiche) stabilisce che "È punito con la destituzione (...) il notaio che abbandona la sede in occasione di malattie epidemiche e contagiose". tuttavia, secondo quanto risulta all'interrogante diversi notai sarebbero stati sottoposti a procedimento disciplinare dai diversi consigli notarili distrettuali con l'accusa sia di aver tenuto aperto lo studio notarile sia di aver violato il testo in materia di principi di deontologia professionale dei notai, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 30 luglio 2008; in particolare, a costoro è stata contestata la mancata presenza fisica in occasione della lettura e della stipula degli atti nei casi in cui medesimi avevano asseritamente provveduto ad adottare sistemi di collegamento tra le diverse stanze degli studi professionali. Un comportamento, come di tutta evidenza, adottato nel rispetto delle norme di distanziamento e al fine di garantire la massima sicurezza anche dei clienti in occasione della stipula di atti notarili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno chiarire, attraverso proprie iniziative, come non costituisca alcuna violazione del testo in materia di principi di deontologia professionale dei notai la stipula di atti mediante l'adozione di strutture audiovisive volte a garantire il rispetto delle norme di distanziamento e la tutela della salute dei clienti nei casi in cui sia stata comunque garantita la presenza fisica del notaio in loco ; se non ritenga, altresì, opportuno chiarire la piena liceità riguardo all'apertura degli studi notarili nel corso del lockdown disposto nella primavera del 2020 al fine di soddisfare le esigenze della clientela. Atto n. 4-05402 DE VECCHIS Al Ministro della salute Premesso che: nei giorni scorsi è stato oggetto di cronaca il caso della dottoressa, dirigente medico dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona "Borgo Roma", che il 25 aprile 2021 sul suo account "Twitter" avrebbe scritto di aver provocato intenzionalmente delle ustioni a un paziente in arresto cardiaco poiché questi aveva sul torace un tatuaggio evocativo del partito fascista; il 19 aprile 2021, la dottoressa, sul medesimo social network , scriveva di aver dato ad alcuni tossicodipendenti presentatisi in pronto soccorso dosi di morfina, affermando di essere nota per somministrare tale sostanza senza fare troppi problemi, in quanto non avrebbe pregiudizi sul punto; la dottoressa non risulta nuova per affermazioni poco appropriate su Twitter; invero, nel 2015, la stessa veniva sospesa dall'ospedale poiché, con un altro account poi chiuso, aveva pubblicato delle foto dei suoi pazienti, che ella derideva poiché sovrappeso o perché portavano indumenti intimi femminili; all'epoca l'azienda ospedaliera sospese il medico e inviò un esposto alla Procura della Repubblica di Verona, segnalando l'accaduto e chiedendo, a tutela dell'immagine e del buon nome dell'azienda, che la magistratura disponesse prontamente gli accertamenti del caso sui possibili reati. Le indagini hanno poi rivelato che la dottoressa aveva pubblicato, in un solo anno, un totale di 2.000 tra foto, video e referti dei pazienti che si trovavano nel reparto; tale vicenda, per il clamore mediatico che comportò, arrivò anche in Parlamento, ove fu presentata un'interrogazione parlamentare all'allora Ministro della salute per chiedere chiarimenti in ordine all'accaduto; nel luglio 2016, la dottoressa veniva prosciolta poiché nelle immagini pubblicate non vi era il nome dei pazienti e dunque non si sarebbe configurato a carico del medico che ha postato dati sensibili sul web alcun reato; considerato che: al momento, la dottoressa non risulterebbe sospesa dall'incarico, in attesa dell' iter di accertamento; si è dinanzi a fatti gravi, per giunta reiterati nel tempo, che dimostrano l'incompatibilità dei comportamenti del sanitario con la deontologia professionale richiesta dal ruolo ricoperto e che vanno chiaramente a ledere l'immagine dell'azienda sanitaria universitaria integrata di Verona e più in generale l'immagine della salute pubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale vicenda e se non ritenga doveroso e urgente avviare gli opportuni accertamenti. Atto n. 4-05403 DE FALCO Al Ministro dell'interno Premesso che: la circolare del 21 aprile 2021 del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno ha ad oggetto l'articolo 103 ("Emersione di rapporti di lavoro irregolari a tempo determinato") del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("decreto rilancio"); fornisce indicazioni applicative delle disposizioni di legge nei casi in cui il rapporto di lavoro dedotto nella procedura di emersione prevista dall'art. 103, comma 1, sia terminato nelle more della procedura stessa. In tale eventualità si subordina il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione al rinnovo del contratto di lavoro ad opera dell'originario datore di lavoro o al subentro di nuovo datore; diversamente, il Dipartimento non ritiene possibile rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione; si tenga però a mente che la ratio del citato articolo 103 è stata quella di agevolare l'emersione di rapporti di lavoro irregolari con disposizioni di favore nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori mediante sospensione di procedimenti amministrativi e penali nei confronti dei primi e rilascio di idoneo titolo di soggiorno nei confronti dei secondi. Il legislatore, inoltre, non ha subordinato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro ad alcun onere di rinnovo del contratto propriamente stipulato; il comma 4 prevede che se il rapporto di lavoro dovesse cessare, anche nel caso di contratto a carattere stagionale, trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 22, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. Pertanto al lavoratore viene rilasciato permesso di soggiorno per attesa occupazione di durata annuale. Le cause di cessazione sono le "cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo" (art. 103, comma 9); a marzo 2021 il dossier del sito di "Ero straniero" ha pubblicato dati allarmanti sulle tempistiche di definizione delle procedure di regolarizzazione, evidenziando che al 31 dicembre 2020, delle oltre 207.000 domande presentate dal datore di lavoro per l'emersione di un rapporto di lavoro irregolare o l'instaurazione di un nuovo rapporto con un cittadino straniero, in tutta Italia erano stati rilasciati solamente 1.480 permessi di soggiorno, ossia lo 0,71 per cento del totale; lo stesso dossier evidenzia che al 16 febbraio 2021, dai dati del Ministero, solo il 5 per cento delle domande è giunto nella fase finale della procedura; si tratta di una situazione che appare rientrare nella condizione delle "cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro", né al lavoratore medesimo, condizioni che consentono il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione al lavoratore; una diversa interpretazione parrebbe contraria al principio di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione, nonché al principio di uguaglianza, artt. 97 e 3 della Costituzione e discriminerebbe i lavoratori, visto che solo il lavoratore, e non anche il datore di lavoro, sarebbe penalizzato dai ritardi comunque a questi non attribuibili. In ultimo, si creerebbe un paradosso per il quale il permesso per attesa occupazione sarebbe emesso nei casi di decesso del datore di lavoro e non in quelli di scadenza del contratto, regolarmente eseguito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa chiarire quali siano i riferimenti normativi che autorizzano le autorità competenti a non concedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione e a quale ratio sia ispirata la circolare del 21 aprile 2021, nei casi di scadenza dei rapporti di lavoro agricolo correttamente instaurato, prima della convocazione presso la Prefettura; se non ritenga di chiarire che le norme previste dall'articolo 103, commi 4 e 9, del decreto-legge n. 34 del 2020 e i principi di uguaglianza e buon andamento della pubblica amministrazione stabiliscono il diritto del lavoratore straniero a conseguire il permesso di soggiorno per attesa occupazione; se, per quanto di sua competenza, non ritenga indispensabile fornire un'interpretazione autentica della norma prevista dal citato art. 103, superando, così, le interpretazioni arbitrarie dell'amministrazione. Atto n. 4-05404 DE BONIS DE FALCO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: fino a qualche giorno fa ha stazionato nel porto di Bari la nave "Sagittarius", contenente 250.000 quintali di grano statunitense, contaminato da carie; pare che il grano trasportato dalla nave (una bulk carrier battente bandiera delle isole Marshall) e destinato all'azienda De Cecco, attraverso l'agenzia Spamat Srl, sia stato rifiutato; dalle ultime notizie, risulta che la nave sia partita, diretta a Port Said (Egitto) e stia percorrendo le coste della Grecia; considerato che: la nave ha sostato in rada per almeno tre settimane, in attesa di ordini in quanto aveva ricevuto il divieto di sbarcare il carico per il sospetto che fosse contaminato da carie del grano. Da informazioni in possesso dell'associazione Granosalus (fondata da produttori di grano duro, che persegue diversi obiettivi, tra cui il controllo su pasta e semole per verificarne gli standard di qualità, a partire dalla materia prima, il grano), risulta che il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) abbia effettuato delle analisi di laboratorio, dalle quali è emersa la sospetta presenza di teliospore, che sono tossiche, e dunque in tal caso il grano non sarebbe commestibile; la carie del grano ( Tilletia indica ) è una malattia fungina che si sviluppa a spese delle cariossidi. Si tratta di un fungo patogeno del grano su cui l'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha pubblicato un parere scientifico, secondo il quale il fungo attacca il grano e provoca una malattia nota come "Karnal bunt" oppure come "carie parziale del grano". Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali (PLH) ha concluso, nello studio condotto, che la Tilletia indica può entrare nei Paesi dell'Unione europea attraverso il grano importato. La Commissione europea ha chiesto all'EFSA di formulare un parere su questa malattia delle piante a seguito di una richiesta di revisione delle attuali misure di controllo applicate dalla UE sul grano di provenienza statunitense, presentata dal Ministero dell'agricoltura degli Stati Uniti (USDA); queste spore resistono molto bene a condizioni ambientali sfavorevoli e possono sopravvivere nel terreno per diversi anni. Una volta che si è insediata, la carie parziale del grano è molto difficile da debellare. In condizioni meteorologiche favorevoli, il fungo può infettare le infiorescenze del grano e sviluppare le spore sulle cariossidi. Il grano infettato da Tilletia indica presenta uno sgradevole odore di pesce e i granelli più colpiti non possono essere utilizzati per la produzione di farina. L'inoculo del fungo avviene al momento della germinazione del chicco, da parte delle spore che possono essere presenti all'esterno del seme (sul ciuffetto di peli apicali) o nel terreno. Il fungo penetra tra le cellule dei tessuti vegetali della pianta e lì rimane mentre essa si sviluppa. La pianta è suscettibile di essere attaccata dalla carie fino all'emissione della seconda foglia; tenuto conto che: come più volte evidenziato da Granosalus, l'arrivo di grani esteri destinati alla trasformazione in Italia rischia di compromettere la salubrità e la qualità dei nostri prodotti, come pasta, pane e numerosi altri. Quel grano contaminato sarebbe potuto finire, in qualche modo, nella catena produttiva italiana, come accaduto in passato e come più volte denunciato dall'associazione. Per esempio sarebbe potuto essere utilizzato per la produzione di mangimi, che assunti dagli animali rendono nocive le loro carni; il primo firmatario della presente interrogazione ricorda di avere ha già presentato diversi atti di sindacato ispettivo ai Ministri in indirizzo riguardanti l'importazione di grani esteri. Tutte le interrogazioni presentate non hanno ricevuto risposta. Inoltre, ha anche interessato gli uffici preposti della Commissione europea per violazione del principio di precauzione, al fine di tutelare la salute dei consumatori, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che i grani esteri, con presenza di sostanze nocive, quali funghi, diserbanti, pesticidi e contaminanti vari, debbano essere assoggettati al principio di precauzione comunitario previsto dal regolamento (UE) n. 2016/1313, recepito dal decreto del Ministero della salute del 9 agosto 2016; se non ritengano indispensabile far disporre adeguati controlli in ossequio alla normativa comunitaria e nazionale che vieta l'utilizzo di tali sostanze nocive; se e quali iniziative intendano assumere nell'immediato per sapere se la nave Sagittarius abbia preso il largo e non abbia scaricato nel porto di Bari, o in altri porti italiani, il suo grano contaminato dalla Tilletia indica e se non sia stato scaricato in nessun altro porto europeo prima di dirigersi in Egitto. Atto n. 4-05405 GRANATO Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 2 maggio 2021 il Comune di Soverato (Catanzaro) ha pubblicato un'ordinanza sindacale (n. 126) per la chiusura della classe II B della scuola dell'infanzia "Padre Pio"; nell'atto si legge che presso l'Istituto comprensivo "Soverato 1" sarebbe stato negato per l'anno scolastico 2020/2021 il diritto di un alunno disabile di usufruire della terapia comportamentale più idonea; la dirigente scolastica dell'istituto, secondo il sindaco, non avrebbe risposto, da ultimo (il 30 aprile 2021) alla PEC inviata dal medesimo per l'immediata convocazione, in via straordinaria, del consiglio d'istituto; il sindaco, dunque, non avendo ricevuto pronta replica dalla dirigente scolastica avrebbe disposto la chiusura dell'intera classe per la giornata del 3 maggio 2021, ritenendo doveroso intervenire in quanto "organo più idoneo ad intercettare il sentimento e le problematiche appartenenti alla comunità e dunque a disporre una rapida ed efficace risposta"; valutato che: secondo l'interrogante, in luogo dell'azione amministrativa, sarebbero stati più utili ed efficaci interventi concreti di cooperazione e leale collaborazione, laddove si fosse voluto perseguire realmente l'obiettivo prefigurato, anche in ragione dell'assenza di competenze sindacali in materia di convocazione degli organi collegiali d'istituto; difatti, a parere dell'interrogante l'ordinanza risulta del tutto manchevole dei requisiti previsti dalla legge per la sua adozione e frutto, più che d'una volontà "dimostrativa", d'una volontà "muscolare", ben potendosi raggiugere lo scopo di dare risalto mediatico alla questione per altre vie (istituzionali nonché rispettose dell'ordinamento giuridico); non a caso, l'ordinanza non riporta i riferimenti legislativi di cui al testo unico degli enti locali (artt. 50 e 54 del decreto legislativo n. 267 del 2000) in base ai quali il sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti, come se si volesse "oscurare" la base giuridica di riferimento dell'azione amministrativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la sua opinione al riguardo; se non reputi opportuno intervenire ai sensi dell'articolo 138 del testo unico degli enti locali, per l'annullamento dell'atto, nonostante gli effetti dell'ordinanza siano esauriti, per ragioni di tutela dell'ordinamento giuridico, nel rispetto del principio della certezza del diritto; se, in alternativa all'intervento di cui all'articolo 138, non reputi opportuno sollecitare l'intervento del prefetto territorialmente competente ai fini dell'annullamento dell'ordinanza, comunque rientrante, pur in assenza esplicita degli imprescindibili richiami legislativi di riferimento, tra le funzioni di competenza statale esercitate dai sindaci. Atto n. 4-05406 DI GIROLAMO TRENTACOSTE MONTEVECCHI RUSSO ANASTASI CROATTI NATURALE MANTOVANI PRESUTTO PUGLIA GALLICCHIO VACCARO LANZI DE LUCIA PAVANELLI RICCIARDI VANIN LUPO FERRARA DONNO L'ABBATE COLTORTI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: stando ai dati dell'osservatorio sugli incidenti dell'ASAPS (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale) nel 2020 si sono registrati 157 incidenti significativi con il coinvolgimento di animali, considerando solo quelli con persone ferite o decedute, nei quali 16 persone sono morte e 215 sono rimaste seriamente ferite; le segnalazioni provengono dai 600 referenti sul territorio e cronache di stampa; in 138 casi l'incidente è avvenuto con un animale selvatico, 6 sulle autostrade; considerato che: il 2 aprile 2021 l'orsa Amarena, resa ormai famosa dalle sue numerose apparizioni avvenute dalla scorsa estate in alcuni paesi del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, con i suoi 4 cuccioli, all'altezza di Carrito, frazione di Ortona dei Marsi (L'Aquila), ha attraversato la carreggiata della A25, "Autostrada dei parchi"; su questa autostrada non è la prima volta che si registra la presenza di animali selvatici, in particolare cervi e caprioli, e orsi, di cui si ricorda il recente attraversamento della stessa Amarena a ottobre 2017, l'orso ucciso il 25 aprile 2013 e quello travolto da un autocarro la notte del 2 maggio 1991 nei pressi del casello di Cocullo (L'Aquila); tale porzione di territorio rappresenta un importante e ben noto corridoio di collegamento tra il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e quello regionale Sirente-Velino, fondamentale per garantire all'orso bruno marsicano, specie protetta, la possibilità di espandere il proprio areale e trovare nuovi territori idonei alla sopravvivenza; come i parchi nazionali della Maiella e d'Abruzzo, Lazio e Molise, insieme alla riserva regionale monte Genzana-Alto Gizio, con il rapporto "Orso marsicano 2019", hanno certificato le aree di passaggio e di presenza dell'orso, così i parchi nazionali di tutta Italia conoscono, nei propri territori di competenza, i tratti autostradali siti nelle aree di passaggio degli animali selvatici; sul suo meraviglioso territorio, l'Italia ospita ben 25 parchi nazionali e 134 regionali ricchi di numerose specie di animali protette e, in numerosi punti, i 6.757 chilometri di autostrada attraversano queste aree o le fiancheggiano; considerando inoltre che: le barriere autostradali presenti sono assolutamente insufficienti e inadeguate a impedire il passaggio di animali di grossa taglia in quanto, alte 120 centimetri, sono state realizzate negli anni '60-'70, quando la grande fauna selvatica era rarissima e le recinzioni avevano lo scopo esclusivo di evitare l'attraversamento del bestiame. Gli unici interventi a cui si ricorre sono solitamente la riparazione delle recinzioni danneggiate o l'installazione provvisoria di reti elettrificate; a parere degli interroganti non è accettabile che, a fronte di un pedaggio corrisposto dagli utenti, le autostrade ritardino investimenti necessari ad adottare misure di prevenzione, mitigazione e compensazione in grado di rendere la percorrenza più sicura sia per gli automobilisti che per gli animali nonché compatibile con l' habitat circostante; con la velocità che i mezzi di trasporto sostengono in autostrada l'impatto con un animale di media o grossa taglia ha alte probabilità di essere mortale non solo per l'animale ma anche per l'equipaggio del veicolo; considerato infine che il piano economico finanziario (PEF) da adottare da parte delle società concessionarie autostradali è un documento dinamico, infatti se ne richiede l'aggiornamento ogni 5 anni, al fine di recepire gli eventi consuntivi e modificare le assunzioni prospettiche a seguito dei mutamenti del contesto di riferimento come mercati, leggi e nuovi investimenti, si chiede di sapere: in che modo i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano vigilare perché sia garantita una puntuale opera di manutenzione da parte dei concessionari per evitare la presenza di varchi e interruzioni nelle barriere e affinché, nell'immediato, vengano realizzati gli interventi da eseguire fuori autostrada per favorire l'utilizzo in sicurezza dei sottopassi e sovrappassi esistenti, misure minime da mettere in atto per mitigare l'attuale rischio di incidenti che coinvolge pericolosamente fauna e utenza; se intendano suggerire, tra gli investimenti presenti nei piani economici finanziari da rinnovare proposti dai concessionari autostradali, l'inserimento di opere da realizzare come gli ecodotti, ovvero passaggi ecologici per l'attraversamento della fauna selvatica compatibili con l' habitat circostante, coinvolgendo gli enti parco che dispongono della documentazione necessaria per indicare i punti che necessitano di tali interventi; se ritengano necessario che vengano rafforzate e alzate le recinzioni perimetrali delle autostrade nei punti più critici per il passaggio della fauna selvatica, fino ad almeno 200 centimetri, con risvolto "paragatti" per evitare che alcuni animali come l'orso possano arrampicarsi e scavalcarle. Atto n. 4-05407 PAVANELLI NATURALE CROATTI VACCARO TURCO DONNO TRENTACOSTE ROMANO VANIN PRESUTTO MAUTONE PUGLIA LANZI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'art. 38- bis del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto "rilancio"), aveva destinato la somma di 5 milioni di euro per misure di sostegno all'industria del tessile, della moda e degli accessori, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo; le misure di sostegno erano finalizzate all'erogazione di contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50 per cento delle spese ammissibili; il comma 2 disponeva che con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico dovessero essere stabilite le modalità di presentazione delle domande di erogazione dei contributi, i criteri per la selezione, le spese ammissibili, le modalità di erogazione dei contributi, le modalità di verifica, di controllo e di rendicontazione delle spese nonché le cause di decadenza e di revoca dei medesimi contributi; considerato che: nella Gazzetta Ufficiale n. 32 dell'8 febbraio 2021 è stato pubblicato il decreto datato 18 dicembre 2020 del Ministero dello sviluppo economico, in attuazione del menzionato comma 2 dell'art. 38- bis ; nel decreto ministeriale all'art. 9, comma 2, viene demandata ad un successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero (da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale e sul sito internet del Ministero) la definizione dei termini e delle modalità di presentazione delle domande di agevolazione; con il medesimo provvedimento, sono resi disponibili gli schemi in base ai quali devono essere presentate le domande di agevolazione e l'ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell'attività istruttoria da parte del Ministero, nonché gli eventuali ulteriori elementi utili a definire la corretta attuazione dell'intervento agevolativo; senza il provvedimento del direttore generale non sarebbe possibile presentare le domande; nel sito internet del Ministero per la gestione delle agevolazioni è indicato quale ufficio competente il seguente: "Divisione IX - Interventi per il sostegno all'innovazione e alla competitività delle imprese"; ormai è passato quasi un anno da quando è stato emanato il decreto rilancio e, nel frattempo, molte imprese del settore MTA (moda, tessile, accessori) hanno preparato importanti progetti di sviluppo e di innovazione contando sulla possibilità di avere contributi a fondo perduto; la crisi economica innescata dalla pandemia rende ancora più urgente velocizzare ogni passaggio che possa dare aiuti alle imprese, venendo incontro alle esigenze di fare innovazione e ricerca per migliorare la loro competitività nei mercati in cui operano, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere per attuare quanto disposto dall'art. 9, comma 2, del decreto del Ministero dello sviluppo economico 18 dicembre 2020, e quali siano i tempi previsti per l'emanazione del provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese contenente termini e modalità di presentazione delle domande. Atto n. 4-05408 FREGOLENT Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute Premesso che: in Italia sono circa 118.000 i malati di sclerosi multipla, molti dei quali presentano un'invalidità grave riconosciuta, tra l'80 e il 100 per cento; i malati di sclerosi multipla con invalidità grave o totale non possono prescindere da un'assistenza continua, non esclusivamente medica, specialistica o infermieristica, per gestire i loro bisogni essenziali e quotidiani; il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, stabilisce gli oneri deducibili per le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, senza contemplare le spese sostenute per assistenza e cura continua ai malati di sclerosi multipla, che restano quindi ad esclusivo carico delle famiglie, con un peso spesso molto gravoso; questi soggetti sono stati doppiamente colpiti dalla crisi sanitaria e sociale provocata dal coronavirus, poiché a causa della fragilità del loro sistema immunitario hanno dovuto adottare maggiori tutele e dunque si sono acuite le loro esigenze di cura, assistenza e supporto, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso e urgente individuare misure specifiche intese a sostenere gli oneri necessari a garantire assistenza e cura continua ai malati di sclerosi multipla con invalidità riconosciuta tra l'80 e il 100 per cento, ad oggi ad esclusivo carico dei malati e delle loro famiglie, prevedendo ad esempio la detrazione fiscale nella misura del 100 per cento delle spese affrontate per assistenza e cura o un contributo a copertura totale delle spese sostenute. Atto n. 4-05409 ASTORRE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rappresenta un piano di investimenti di circa 200 miliardi di euro che può determinare la ripartenza del nostro Paese e di molti settori messi in seria difficoltà dalla crisi pandemica; tra i settori più colpiti, come è noto, vi è quello del turismo e così ogni comparto ad esso legato; le Autorità di sistema portuale italiane possono basare le loro attività economiche sostanzialmente su 2 rami: quello delle merci e quello crocieristico legato al turismo; i porti che hanno saputo rispondere meglio alla crisi sono quelli che hanno una vocazione commerciale e che, di conseguenza, hanno mantenuto il loro bilancio grazie ad un sistema di import-export il quale, nonostante tutto, non ha mai smesso di funzionare. alcuni porti tra i più importanti come quello di Civitavecchia che hanno basato il loro sistema sul crocieristico hanno registrato un declino economico e lavorativo molto grave; considerato che: a fronte dei circa 200 miliardi di euro del PNRR verranno destinati per i porti 3 miliardi che saranno erogati e messi a disposizione con un decreto apposito; l'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centro-settentrionale raggruppa i porti di Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia, e sostanzialmente qui c'è il porto di Roma capitale. Migliaia di aziende laziali dipendono dal porto di Civitavecchia, il porto di Roma, che mai come adesso ha bisogno di investimenti che non solo lo tengano in piedi, ma che lo rilancino anche con una vocazione commerciale; è di fondamentale importanza inserire tra gli investimenti futuri diversi progetti (alcuni dei quali presentati sia dall'Autorità che dalla Regione Lazio) che mirano proprio a rilanciare il porto di Roma. Tra tutti si inserisce il progetto della darsena energetica grandi masse, un piano di investimenti che, insieme al completamento infrastrutturale della superstrada Orte-Civitavecchia, renderebbe il porto finalmente pronto per il binario commerciale di merci e container , si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi urgente prevedere nel prossimo provvedimento normativo l'inserimento di fondi per investimenti infrastrutturali, così da avere la possibilità di ricalibrare gli investimenti per i porti, in particolare quelli più colpiti dalla crisi, come, per l'appunto, quello di Civitavecchia. Atto n. 4-05410 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: stando a quanto risulta all'interrogante, dai documenti in possesso dei legali dei familiari delle vittime del COVID-19, una parte dei quali depositati presso il Tribunale civile di Roma e l'altra prossima al deposito in occasione dell'udienza già fissata per l'8 luglio 2021, emergerebbe la palese responsabilità della Presidenza Consiglio dei ministri e del Ministero della salute, oltre che della Regione Lombardia, in ordine ad azioni che l'Italia avrebbe avuto l'obbligo di porre in essere, per la tutela della salute dei cittadini che, invece, non avrebbero trovato applicazione entro i tempi necessari: in primis un piano pandemico adeguato, redatto secondo i dettami della decisione del Parlamento europeo n. 1082/2013, nonché delle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, a decorrere dall'anno 2010 e, quindi, del regolamento sanitario internazionale come modificato nel 2005, sottoscritto e mai attuato dall'Italia (l'unico RSI recepito risulta ancora del 1982); in secundis l'istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro ed Alzano Lombardo, entrambi della provincia di Bergamo, nonostante, a quanto si apprende, il Ministero della salute e la Presidenza del Consiglio dei ministri sarebbero stati a conoscenza di numeri ben più allarmanti di quelli di Codogno, come emergerebbe dalle dichiarazioni del dottor Miozzo risalenti al settembre 2020, dalle e-mail dell'epidemiologo Merler del 28 febbraio 2020, dalla riunione convocata dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Conte del 2 marzo 2020 e dai verbali del comitato tecnico scientifico dal 23 febbraio al 9 marzo 2020; in tertiis la creazione di una catena di comando e trasmissione immediata dei dati tra Regioni e Governo in conseguenza della mancata attuazione di un piano pandemico adeguato; quanto esposto sarebbe avvalorato da una serie di documenti fra cui: 1) il report dei ricercatori OMS di Venezia "An unprecedented challenge - Italy's first response to COVID-19", in cui si certificava l'assenza di un piano pandemico aggiornato e la risposta dell'Italia all'emergenza veniva descritta come "improvvisata, caotica e creativa", come confermato dai verbali della task force , del CTS, dal ricorso smodato all'uso dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per evitare l'esame parlamentare, dalle circolari di gennaio e febbraio 2020; 2) il piano emergenziale segreto redatto frettolosamente il 22 febbraio 2020; 3) le circolari OMS fino al 24 febbraio 2020 anche in ordine alla definizione di "caso positivo" e alle modalità di tracciamento; 4) i verbali del CTS; 5) i questionari di autovalutazione inviati dall'Italia all'OMS e alla UE (risalenti al solo 2017 e non anche al 2014 come sarebbe stato, invece, suo preciso obbligo); 6) le relazioni di analisi sul contenuto della autovalutazioni e sulla corrispondenza delle azioni in campo per rispondere all'emergenza; 7) il regolamento sanitario internazionale come modificato nel 2005, mai tradotto in legge seppur sottoscritto in relazione alle risposte date dall'Italia nelle autovalutazioni inviate; 8) la documentazione inerente alla violazione di quanto previsto dal regolamento sanitario e dalle linee guida dell'OMS sulla comunicazione del rischio ai cittadini; considerato che, ai sensi dell'art. 95 della Costituzione, "Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, ed individualmente degli atti dei loro dicasteri". Sui ministri, dunque, grava una responsabilità amministrativa in relazione all'attività da essi svolta come vertici dei dicasteri. Inoltre, essi sono funzionari onorari dello Stato e, in quanto tali, possono essere responsabili civilmente ai sensi dell'art. 28 della Costituzione; visto che: secondo la normativa italiana il piano pandemico nazionale viene approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e spetta a queste ultime redigere un piano attuativo regionale sulla scorta del piano pandemico medesimo; la Regione Lombardia, stando a quanto si apprende, avrebbe omesso il proprio controllo, per aver dichiarato nel verbale di delibera del 22 dicembre 2010 di ritenere il piano pandemico nazionale 2006 un documento pieno di criticità, senza tuttavia essere intervenuta in alcun modo, redigendo vieppiù un piano di prevenzione regionale 2014-2018, integrato nel 2015 in occasione dell'EXPO di Milano e prorogato al 2019, in base al quale, al primo caso di trasmissione interumana di un virus, si sarebbe dovuto immediatamente isolare il paziente, provvedere al tracciamento dei contatti e alla sorveglianza attiva. Quanto prescritto, stando a quanto si apprende, non sarebbe stato fatto ad Alzano Lombardo, poiché l'ospedale non sarebbe stato sanificato e avrebbe continuato ad effettuare prestazioni ambulatoriali e diagnostiche senza che vi fosse alcuna sicurezza per i visitatori, i pazienti, il personale medico ed infermieristico; la Regione Lombardia non avrebbe provveduto a fare scorte di dispositivi di protezione individuale, ventilatori, caschi CPAP e non avrebbe provveduto né al conteggio puntuale e alla comunicazione tempestiva del numero di posti letto nelle terapie intensive né all'isolamento, tracciamento e sorveglianza attiva. Stando a quanto si apprende, inoltre, non avrebbe verificato le richieste dei medici di medicina generale che almeno sin dai mesi di ottobre e novembre 2019 avrebbero segnalato affezioni respiratorie anomale di eziologia sconosciuta prescrivendo, pertanto, farmaci diversi da quelli soliti (richieste inviate alla Regione); la Regione Lombardia sarebbe stata a conoscenza della task force istituita, degli scenari commissionati all'epidemiologo matematico Merler della fondazione Bruno Kessler e del piano emergenziale segreto attraverso il dottore Zoli, componente del CTS e già responsabile in Regione di AREU, agenzia regionale emergenza urgenza, che si occupa del servizio sanitario di emergenza urgenza all'interno del territorio regionale, ma, ciononostante, ebbe a comunicare ufficialmente tra il 14 febbraio ed il 7 marzo 2020 che non vi fossero rischi per la popolazione e che il virus fosse poco più di una banale influenza. Nelle fasi epidemiche successive non avrebbe, inoltre, provveduto a potenziare le terapie intensive in numero adeguato, ad incrementare il numero dei laboratori certificati sia per processare i tamponi che per effettuare i test sierologici, di fatto attribuendoli ai privati, al tracciamento e alla sorveglianza attiva, a fare scorte di vaccini antinfluenzali, a predisporre strutture ospedaliere in modo da garantire la sicurezza dei pazienti no COVID attraverso percorsi realmente e concretamente separati, si chiede di sapere: se il Governo intenda chiarire con urgenza la propria responsabilità in ordine alle gravissime omissioni che avrebbero causato la morte di numerosi cittadini e se sia a conoscenza, puntualmente, di quanto accaduto in Lombardia nella gestione dell'emergenza; quale sia la posizione del Ministro della salute rispetto ai contenziosi intrapresi dai familiari delle vittime da COVID-19. Atto n. 4-05411 LANNUTTI ANGRISANI LEZZI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: Leonardo S.p.A. è un'azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza e la sua proprietà è al 30,2 per cento del Governo italiano e al restante 69,8 per cento di investitori privati e fondi d'investimento; per quanto risulta agli interroganti, l'area comunicazione e relazioni esterne di Leonardo ha uno staff di circa 250 persone. Da giugno 2017 a novembre 2019, è stata diretta da Raffaella Luglini, incaricata come nuovo direttore della comunicazione dallo stesso Alessandro Profumo un mese dopo la sua nomina ad amministratore delegato. A novembre 2019 Profumo ha avviato un nuovo avvicendamento, affidando il cuore dell'area relazioni esterne a Gianbattista Vittorioso, che ha ricoperto l'incarico come direttore della "unità organizzativa communication" fino a gennaio 2021. Va ricordato che già alla fine di ottobre 2018 la "superdirezione" di Luglini aveva "perso un pezzo", i "Rapporti istituzionali Italia". Competenza, che Luglini aveva ad interim , affidata a un dirigente assunto nell'occasione, Paolo Messa, esperto di comunicazione ed editore ("Formiche" e "Air Press"), già consigliere di amministrazione della RAI, ma soprattutto uomo di fiducia di Gianni De Gennaro, l'ex capo della Polizia e dei servizi segreti, che è stato presidente di Finmeccanica-Leonardo dal 2013 al 2020. Messa era direttore del Centro studi americani, di cui De Gennaro era ed è tuttora presidente. Con l'arrivo di Messa, i Rapporti istituzionali Italia sono stati sfilati dall'area di competenza del chief stakeholder officer Luglini (che ne era anche responsabile ad interim ) e collocati sotto il presidente De Gennaro, in coordinamento con l'amministratore delegato Profumo. Anche Vittorioso, direttore della comunicazione di Leonardo fino a gennaio 2021, viene dallo staff di De Gennaro. Da febbraio 2021, il nuovo direttore della comunicazione è Stefano Amoroso, arrivato direttamente dal gruppo farmaceutico Dompé. Dietro quest'ultima nomina ci sarebbe stata l'impronta di Roberto Cingolani, attuale Ministro della transizione ecologica. Prima di approdare nel gruppo farmaceutico Dompé, nel quale ha trascorso gli ultimi tre anni e ha un curriculum tutto nella comunicazione, Amoroso ha trascorso 9 anni alla Barabino & partners e quasi 6 anni alla Edison. Ma l' atout decisivo è il periodo trascorso all'Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, come direttore della comunicazione e relazioni esterne, da luglio 2014 a gennaio 2018. A capo dell'IIT in quel periodo era Cingolani, il laureato in fisica e professore universitario che nel 2005 ha fondato l'Istituto di tecnologia di Genova, diventandone subito il direttore scientifico. A settembre 2019 Profumo ha assunto anche Cingolani come chief technology & innovation officer . A differenza del predecessore, Giovanni Soccodato, Cingolani non aveva esperienza nell'aerospazio e difesa. È uno scienziato molto stimato, con grande visibilità internazionale, e il suo curriculum vitae sul sito di Leonardo dice che "ha al suo attivo oltre 1.000 brevetti"; considerato che, sempre a quanto risulta: dal 13 settembre 2018 Leonardo ha affidato la gestione della comunicazione strategica e i rapporti con i media a Incontra, una società di comunicazione strategica fondata e diretta dal giornalista Enrico Cisnetto. La consulenza esterna è stata voluta dall'amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, che non ha tenuto conto dell'area comunicazione interna all'azienda e ha preferito pagare un lauto compenso a Cisnetto; Incontra ha sede a Roma. Tra i suoi membri annovera due giornalisti in pensione: Guido Rivolta, ex giornalista de "Il Sole-24ore", ex portavoce di Tremonti ed ex responsabile relazioni esterne di Cassa depositi e prestiti; Fabrizio Ravoni, ex giornalista de "Il Giornale", ex collaboratore nel Governo Berlusconi a palazzo Chigi e nel Governo Monti al Ministero della difesa all'epoca retto dall'ammiraglio Gianpaolo Di Paola; l'amministratore delegato di Leonardo S.p.A. Alessandro Profumo è genovese come Enrico Cisnetto, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se non ritengano utile sapere se il contratto di consulenza a Incontra sia stato affidato con gara pubblica oppure con affidamento diretto; se ritengano che in nome della trasparenza Leonardo S.p.A. debba rendere pubblico il contratto con Incontra, emolumenti compresi. Atto n. 4-05412 MORONESE TRENTACOSTE VANIN CASTELLONE PAVANELLI NATURALE DESSI' GRANATO GIANNUZZI ANGRISANI LA MURA MORRA PISANI Giuseppe MAIORINO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che il lago di Vico in provincia di Viterbo, ricadente nei comuni di Ronciglione e Caprarola, è un lago di origine vulcanica situato ad oltre 500 metri sul livello del mare ed è circondato dal complesso dei monti Cimini. Dal 1982 è stato dichiarato, con legge della Regione Lazio, riserva naturale, affidata all'Ente monti Cimini. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nel 2016 all'interno della riserva sono stati istituiti il SIC (sito d'importanza comunitaria) monte Fogliano e monte Venere e la ZPS (zona di protezione speciale) lago di Vico. All'esterno della riserva sussistono altre due zone, ZSC (zona speciale di conservazione) e ZPS rientranti nel progetto europeo della rete Natura 2000, anch'esse affidate all'Ente monti Cimini. Nel complesso il lago di Vico oltre alle sue particolari bellezze naturalistiche è anche un importante luogo in cui è presente una forte biodiversità, ed è una meta turistica molto apprezzata, sia in estate che durante l'anno. Il territorio è inoltre conosciuto per le rinomate coltivazioni di noccioleti, dove viene prodotta la nocciola romana DOP che rappresenta un'eccellenza agroalimentare della produzione italiana; considerato che: alla prima firmataria del presente atto sono pervenute, diverse segnalazioni in relazione allo stato delle acque del lago di Vico e al suo ecosistema, così come sono state rappresentate problematiche connesse all'utilizzo di acqua potabile nei comuni di Ronciglione e Caprarola. Le segnalazioni riguardano la presenza di Planktothrix rubescens , un'alga rossa potenzialmente tossica per la salute dell'uomo e non solo, che sarebbe responsabile della colorazione di rosso delle acque superficiali nel lago. Mentre i problemi relativi alla potabilità dell'acqua sembrerebbero essere ben noti alle autorità locali, a quelle sanitarie e alla Regione. Risulta infatti agli interroganti che l'Italia è sottoposta a procedura di infrazione europea n. 2014/2025 per la cattiva applicazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità dell'acqua destinata al consumo umano, a causa anche della presenza di valori di arsenico. A seguito della presenza di arsenico nelle acque delle reti idriche, riscontrate dalla ASL di Viterbo, nel corso degli anni i Comuni di Ronciglione e Caprarola hanno emanato diverse ordinanze attinenti al divieto di utilizzo delle acque captate dal lago di Vico; la Regione Lazio ha impartito una serie di prescrizioni ai Comuni di Ronciglione e Caprarola in relazione alle acque captate dal lago di Vico con deliberazione n. 276 del 19 maggio 2020, dove viene evidenziato che l'utilizzo delle acque può essere effettuato soltanto in via eccezionale qualora non sia possibile ricorrere ad altre fonti; risulterebbero altresì agli interroganti da notizie informali assunte, problematiche in relazione a sostanze azotate che sarebbero presenti nei fertilizzanti utilizzati per le coltivazioni nella zona, e che causerebbero condizioni di ipossia con conseguente compromissione della qualità delle acque del lago, e dunque la proliferazione dell'alga rossa; tale presenza di arsenico è comunque stata confermata anche dalla caratterizzazione del lago di Vico, condotta e terminata nel marzo 2018 dall'ARPA Lazio; a giudizio degli interroganti il lago di Vico riveste un'importanza fondamentale in quanto riserva naturale e tutela della biodiversità; occorre al contempo tutelare le produzioni agroalimentari di eccellenza ivi presenti ed evitare di danneggiare il turismo che negli anni si è sviluppato, tuttavia la salute dell'uomo va messa al primo posto e pertanto vanno adottati tutti i provvedimenti e le verifiche necessarie al fine di scongiurare qualsiasi pericolo derivante dalla compromissione delle acque; i firmatari del presente atto auspicano un interessamento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, affinché possa coinvolgere la Regione Lazio, i Comuni interessati, la Comunità montana e l'ente parco, le aziende agricole, i comitati e le associazioni, nonché l'università della Tuscia per competenza territoriale e per aver trattato e studiato le problematiche del lago di Vico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti esposti; se intenda assumere iniziative nei limiti delle sue competenze, coinvolgendo gli enti citati, al fine di risolvere le problematiche evidenziate che interessano il lago di Vico, scongiurando qualsiasi pericolo derivante dall'uso delle sue acque, e concertando con tutti gli enti e categorie soluzioni comuni evitando di danneggiare alcuno. Atto n. 4-05413 DE LUCIA CROATTI MAUTONE PUGLIA PRESUTTO PAVANELLI TRENTACOSTE DONNO VANIN CAMPAGNA LANZI Al Ministro della cultura Premesso che: l'11 aprile 2021, Luca Barbareschi, noto attore e produttore televisivo, cinematografico e teatrale, ospite della trasmissione televisiva "Non è l'Arena", in onda in prima serata sulla rete La7, ha proferito delle affermazioni che, a parere degli interroganti, risultano molto gravi, irriguardose ed indecenti; elucubrando a proposito della situazione economica attuale in cui versa il Paese, a causa dell'emergenza pandemica da COVID-19, e, nello specifico, riferendosi allo stato dei teatri italiani e dei lavoratori dello spettacolo, Barbareschi ha dichiarato: "questo è un paese di evasori fiscali. Il mio teatro ha avuto un ristoro straordinario perché avendo i conti in ordine è arrivato un ristoro di quasi 800 mila euro. Ad alcuni teatri non è arrivato nulla perché pagano in nero, perché riciclano soldi, perché fanno cose terribili. Ci sono altri teatri che non scendono in piazza perché hanno la pancia piena, come La Scala o Il Piccolo di Milano. Anzi durante la pandemia hanno avuto talmente tanti soldi a disposizione e poco da produrre che ora avranno dei budget esagerati"; tali frasi hanno aperto una ferita sanguinosa nei riguardi dei lavoratori dello spettacolo che, in questi ultimi mesi, così come molti altri lavoratori particolarmente esposti alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica, hanno dovuto fare enormi sacrifici, settimana dopo settimana, per provvedere al proprio sostentamento e a quello delle proprie famiglie, non avendo nessun'altra fonte di reddito; l'ATIP (Associazione teatri italiani privati), in un comunicato seguito alla citata trasmissione e diffuso lunedì 12 aprile, ha sottolineato la necessità di fare chiarezza intorno a questa infamante quanto ingenerosa accusa riferita all'intero comparto dello spettacolo dal vivo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare, per quanto di competenza, se quanto dichiarato in trasmissione a proposito degli artifici fiscali o "le cose terribili" di alcuni importanti teatri italiani corrisponda al vero e, nel caso, agire conseguentemente ex lege ; se non ritenga altresì necessario verificare l'effettiva distribuzione dei finanziamenti pubblici erogati ai teatri, valutando l'opportunità di sostenere con maggiore decisione le tante strutture, anche piccole o piccolissime, in piccole realtà territoriali, che pur rendendo viva l'offerta culturale lontano dai grossi centri urbani fanno una grande fatica a rimanere attive. Atto n. 4-05414 VITALI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il consorzio per l'area di sviluppo industriale di Brindisi (consorzio ASI di Brindisi) è un ente pubblico economico ai sensi dell'art. 36, comma 4, della legge n. 317 del 1991 e della legge della Regione Puglia n. 2 del 2007 ed attualmente è composto dall'amministrazione provinciale di Brindisi, dalla camera di commercio di Brindisi e dai Comuni di Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana e Ostuni; il consorzio ha per oggetto sociale l'infrastrutturazione e la gestione dell'area produttiva di competenza delle entità consorziate, ossia le aree industriali di Brindisi e provincia e tra le sue funzioni individua attività economiche organizzate mediante alcune fonti di finanziamento che includono fondi e contributi previsti nella programmazione comunitaria, statale, regionale, comunale e provinciale, destinati alla realizzazione di infrastrutture volte alla prestazione di servizi nell'ambito delle sue funzioni istituzionali; l'Agenzia delle entrate "Team Imprese 2" ritiene di dover assoggettare ad imposta le rimesse ricevute dall'ente per la realizzazione di interventi regolarmente attuati ed interamente rendicontati al soggetto pubblico finanziatore (Regione Puglia, UE, eccetera); negli anni precedenti l'ente, pur vedendosi riconosciute alcune delle proprie ragioni nei ricorsi presentati alle commissioni tributarie provinciali e regionali, ha dovuto pagare imposte (3 milioni di euro rateizzati in 5 anni) per difendersi dal pignoramento dei propri conti correnti; oggi l'ente è destinatario di 6 nuovi progetti finanziati dalla Regione, di 2 progetti finanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (opere per la sicurezza delle dighe del Cillarese) e dal Ministero dell'interno (sistema di videosorveglianza agglomerati ASI e collegamento al sistema nazionale targhe e transiti) e l'insieme dei progetti ha il costo complessivo di 13 milioni di euro; ritenendo non più percorribile la via dei sistematici ricorsi amministrativi considerando i tempi decisionali lunghi e i costi per le consulenze e difese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e se intendano intervenire attraverso un urgente intervento chiarificatore e, ove necessario, normativo. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-02486 della senatrice Garavini, sulle elezioni dei Comites; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-02484 del senatore D'Alfonso ed altri, sull'indennizzo ad Autostrade per l'Italia in caso di revoca della concessione; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02483 del senatore Zaffini, sulle cure domiciliari ai pazienti COVID.