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ARTICOLO 15. 1. Le difficoltà relative all'interpretazione ed all'applicazione del presente accordo verranno risolte a mezzo di consultazioni dirette tra le autorità amministrative competenti e, se del caso, attraverso i canali diplomatici. 2. Ogni controversia tra le parti relativa all'interpretazione o all'applicazione, del presente accordo che non sia, stato, possibile risolvere attraverso un negoziato o altro mezzo verrà, su richiesta di una qualsiasi parte in causa, sottoposta ad arbitrato. Ciascuna parte dovrà nominare un arbitro ed i due arbitri nomineranno il terzo arbitro. Se una delle parti non avrà nominato il proprio arbitro entro i tre mesi successivi alla richiesta di arbitrato, esso sarà nominato, su richiesta dell'altra parte, dal Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo. Se quest'ultimo fosse un cittadino di una delle parti in causa, questa funzione verrà svolta dal Vicepresidente della Corte, o, qualora il Vicepresidente fosse un cittadino di una delle parti in causa, dal membro più anziano della Corte che non sia cittadino di una delle parti in causa. La stessa procedura dovrà essere osservata se gli arbitri non raggiungono una decisione sulla scelta del terzo arbitro. Il tribunale arbitrale fisserà la sua procedura. Le sue decisioni saranno adottate a maggioranza. La sua sentenza sarà definitiva.