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Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n.107, al fine di favorire l’educazione al valore del cibo. Onorevoli Senatori. -- L'approvazione della legge 13 luglio 2015, n. 107, recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti, fornisce un'occasione importante per incidere, in maniera costruttiva ed innovativa, sulla formazione delle giovani generazioni. Con il presente disegno di legge si intende introdurre un elemento nuovo, e perfettamente al passo con i tempi, nel sistema di istruzione e formazione: l'educazione al valore del cibo, quale strumento di sviluppo delle competenze degli studenti in materia di educazione alimentare, di formazione e di aggiornamento dei docenti al fine di agevolare un approccio integrato tra alimentazione e ambiente, di realizzare attività integrate di educazione alimentare e motoria, al fine di favorire wellness , sani stili di vita e il contrasto all'obesità e ai disturbi legati alla cattiva alimentazione, sempre più diffusi nella nostra società, nonché di potenziare strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione anche attraverso la partecipazione di enti locali, università, associazioni, fondazioni e imprese private. Tale proposta si inserisce nell’idea di una scuola di «senso» che vede la partecipazione attiva e consapevole degli studenti e delle famiglie, così come indicato, d’altronde, nello stesso regolamento recante indicazioni nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, di cui al decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254, che sottolinea l’importanza dell’ambiente d’apprendimento e della didattica laboratoriale nonché dello sviluppo delle competenze, comprensivo della salute, anche dal punto di vista alimentare e motorio, della tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, del rapporto tra alimentazione ed esercizio fisico in relazione a sani stili di vita. L'articolo unico del disegno di legge introduce dunque modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, al fine di sviluppare e di migliorare le conoscenze e competenze degli studenti in merito al valore del cibo e dell'alimentazione attraverso l’adozione di un piano nazionale sperimentale denominato «Educazione al valore del cibo», indicandone contenuti e strumenti di realizzazione.. 1 1 All'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 45 sono inseriti i seguenti: « 45 -bis. Al fine di sviluppare e di migliorare le conoscenze e le competenze degli studenti in merito al valore del cibo e dell'alimentazione, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca adotta il piano nazionale sperimentale "Educazione al valore del cibo", in sinergia con la programmazione europea e regionale. 45 -ter. A decorrere dall'anno scolastico 2016-2017, le istituzioni scolastiche di primo grado promuovono, all'interno dei piani triennali di cui al comma 14 e in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, azioni coerenti con le finalità, i princìpi e gli strumenti previsti nel piano nazionale di cui al comma 45- bis . Ai fini della predisposizione del piano, le istituzioni scolastiche promuovono altresì i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio. 45 -quater. Il piano nazionale di cui al comma 45- bis persegue i seguenti obiettivi: a) realizzazione di attività volte allo sviluppo delle competenze degli studenti in materia di educazione alimentare, intesa quali sintesi tra alimentazione e salute, cultura, storia, paesaggio, convivialità, anche attraverso la collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, nel rispetto dell'obiettivo di cui al comma 7, lettera g) ; b) potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari al fine di migliorare la formazione; c) formazione e aggiornamento dei docenti per lo svolgimento continuativo delle attività di cui al presente comma, garantendo un approccio integrato tra alimentazione e ambiente nonché un approfondimento nel campo delle scienze alimentari e nella pedagogia alimentare; d) realizzazione di attività integrate di educazione alimentare e motoria al fine di favorire il wellness , sani stili di vita nonché il contrasto all'obesità e ai disturbi legati alla cattiva alimentazione; e) distribuzione di frutta, di prodotti ortofrutticoli e ortofrutticoli trasformati nei sistemi di ristorazione scolastica, anche mediante l'installazione di distributori automatici di frutta e di latte all'interno degli istituti scolastici, in collegamento con i corrispondenti progetti europei; f) realizzazione di progetti e giochi didattici secondo l'approccio "imparare giocando", nonché attività informative, formative e divulgative relative: 1) alla dieta mediterranea quale modello alimentare, culturale e storico, espressione di comunanze culturali dell’area del Mediterraneo; 2) agli effetti e alle relazioni tra dieta equilibrata, salute pubblica e tutela dell'ambiente; 3) al valore del cibo, al fine di promuovere una crescente consapevolezza delle tematiche inerenti il mancato diritto di accesso universale al cibo, il contrasto allo spreco nonché la connessione tra alimentazione e produzione agricola. 45 -quinquies. Le istituzioni scolastiche possono, nell'ambito dell'organico dell'autonomia scolastica, individuare docenti ai quali affidare il coordinamento delle attività di cui al comma 45- quater . 45 -sexies. Al fine di favorire lo sviluppo della didattica laboratoriale di cui al comma 45- quater , le istituzioni scolastiche, anche in rete fra loro, possono dotarsi, dandone evidenza nei piani triennali, di laboratori realizzati attraverso la partecipazione, anche in qualità di soggetti cofinanziatori, di enti locali, università, associazioni, fondazioni, istituti tecnici superiori e imprese private, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) realizzazione di laboratori della biodiversità, attraverso la coltivazione di varietà di piccole produzioni ortofrutticole; b) realizzazione di laboratori di mense didattiche; c) orientamento della didattica e della formazione ai settori strategici del Made in Italy , in base alla vocazione produttiva di ciascun territorio; d) apertura della scuola al territorio e possibilità di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell'orario scolastico». 2. Al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di attuare le attività previste nel presente articolo, nell'anno finanziario 2016 è utilizzata quota parte, pari a 15 milioni di euro, delle risorse già destinate nell'esercizio 2015 in favore delle istituzioni scolastiche ed educative statali sul Fondo per il funzionamento di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni. A decorrere dall'anno 2017 è autorizzata, al fine di cui al primo periodo, la spesa di 10 milioni di euro annui. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, provvede a ripartire le risorse tra le istituzioni scolastiche.