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Disposizioni in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Onorevoli Senatori . – La pervasività assunta dalle reti e dai sistemi informativi e dai servizi informatici per l'espletamento di funzioni essenziali dello Stato, ovvero per la prestazione di servizi essenziali per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali rende immediata e sempre più grave e concreta l'evenienza di situazioni di possibile malfunzionamento, interruzione, anche parziale, ovvero utilizzo improprio di tali reti, sistemi informativi e servizi informatici, con serio pregiudizio per la sicurezza nazionale: è quindi urgente la necessità di apprestare misure e procedure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi consentendo, al contempo, la estesa fruizione dei più avanzati strumenti offerti dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il disegno di legge reca disposizioni volte ad assicurare, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (di seguito « perimetro »), un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipende l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, ovvero la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato, e dal cui malfunzionamento o interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale. La formulazione delle norme è improntata ai seguenti criteri: definizione delle finalità del perimetro e delle modalità di individuazione tanto dei soggetti pubblici e privati che ne fanno parte quanto delle rispettive reti, sistemi informativi e servizi informatici rilevanti per le finalità di sicurezza nazionale cibernetica (di seguito « reti, sistemi e servizi rilevanti »), per i quali si applicano le misure di sicurezza e le procedure che vengono introdotte con l'intervento normativo. Al fine di circoscrivere il novero dei soggetti da includere nel perimetro sono stati introdotti – come già praticato dal legislatore nel decreto legislativo n. 65 del 2018 di recepimento della direttiva (UE) 2016/1148 (recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione) per la designazione degli operatori di servizi essenziali – criteri di carattere generale in base ai quali il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) procederà alla loro individuazione; previsione di un'architettura normativa snella. In particolare, l'attuazione è demandata, con scadenze temporali diversificate, a due decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati su proposta del CISR, e a un regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400; possibilità di agevole aggiornamento dei citati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, per rispondere a una duplice finalità: mantenere la normativa al passo con l'evoluzione tecnologica e consentire un graduale ampliamento del novero dei soggetti da includere nel perimetro; coinvolgimento del CISR quale proponente dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri applicativi. Ciò, in quanto si tratta di provvedimenti che dettano misure rivolte alla tutela della sicurezza nazionale in campo cibernetico. In questo ambito il CISR si avvale, quale supporto a fini istruttori, del cosiddetto CISR-tecnico di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 febbraio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2017, presieduto dal Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), con la partecipazione dei vertici amministrativi dei dicasteri interessati. In tal modo è pertanto assicurata la collegialità dei processi attuativi del perimetro; previsione di misure volte a garantire elevati livelli di sicurezza delle reti, dei sistemi e dei servizi rilevanti; istituzione di un meccanismo teso ad assicurare un procurement più sicuro per i soggetti inclusi nel perimetro che intendano procedere all'affidamento di forniture di beni e servizi ICT destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi e per i servizi rilevanti. Il processo di verifica viene effettuato dal Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), sulla base di una valutazione del rischio anche in relazione all'ambito di impiego e in un'ottica di gradualità, limitando le procedure più onerose in termini di tempi e costi solamente alla componentistica più critica. In proposito sono stati esclusi gli approvvigionamenti necessari per le attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati ed è stato previsto di demandare al decreto del Presidente della Repubblica attuativo la disciplina dei casi di deroga per le forniture in sede estera; individuazione delle competenze del Ministero dello sviluppo economico (MiSE) – per i soggetti privati inclusi nel perimetro – e dell'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) – per le amministrazioni pubbliche e i soggetti di cui all'articolo 29 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, (CAD) inclusi nel perimetro – in coerenza con le funzioni già esercitate da tali soggetti istituzionali alla luce delle norme vigenti. In particolare, il MiSE quale: autorità competente con poteri ispettivi e sanzionatori (per i settori energia, infrastrutture digitali e per i servizi digitali) e depositario dell'elenco degli operatori di servizi essenziali ai sensi del citato decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, di recepimento della direttiva europea NIS; autorità di riferimento con poteri ispettivi e sanzionatori verso i fornitori di servizi di comunicazione elettronica ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e correlate disposizioni attuative; organismo di certificazione e sicurezza informatica presso cui è stato istituito il Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 febbraio 2017; disciplina dei compiti del CVCN nell'ambito dell'approvvigionamento ICT destinato a reti, sistemi e servizi rilevanti; semplificazione della procedura di notifica di incidente per i soggetti (OSE, FSD e operatori « Telco ») che siano ad un tempo inclusi nel perimetro e sottoposti agli obblighi stabiliti dal decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, o dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, prevedendo che le segnalazioni effettuate secondo la presente disciplina valgano anche quale adempimento degli analoghi obblighi previsti dai suddetti ambiti normativi; istituzione di un sistema di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi introdotti – prevedendo che AgID e MiSE svolgano attività di ispezione e verifica e impartiscano, ove necessario, le opportune prescrizioni – nonché di un articolato sistema sanzionatorio per i casi di violazione, nella forma della sanzione penale e amministrativa pecuniaria nonché della misura interdittiva a ricoprire incarichi societari nel settore ICT, prevedendone altresì, per i dipendenti pubblici, la valutazione sotto i profili della responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. Una specifica disciplina in tema di ispezioni e verifiche è stata prevista per le reti, i sistemi e i servizi rilevanti connessi alla funzione di prevenzione e repressione dei reati, alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica nonché per quelli connessi alla difesa e sicurezza militare dello Stato; svolgimento delle attività di ispezione e verifica, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dalle strutture specializzate in tema di protezione di reti e sistemi nonché, per quanto riguarda la prevenzione e il contrasto del crimine informatico, delle Amministrazioni da cui dipendono le Forze di polizia e le Forze armate, che ne comunicano gli esiti all'AgID per i profili di competenza; previsione di un raccordo tra le autorità titolari delle attribuzioni di cui alla presente legge, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, quale autorità di contrasto nell'esercizio delle attività di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. L'articolo 1 definisce finalità e ambito di applicazione del perimetro. Il comma 2 dell'articolo 1 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del CISR entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l'individuazione dei soggetti rientranti nel perimetro – ferma restando, per gli organismi di informazione e sicurezza, la specifica disciplina di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 124 – e dei criteri per la formazione degli elenchi delle reti, dei sistemi e dei servizi rilevanti. L'elaborazione di tali criteri è affidata al CISR-tecnico, organismo già esistente, di supporto del CISR, di cui all'articolo 5 della medesima legge n. 124 del 2007, che, allo scopo, adotterà i più idonei moduli organizzativi – integrato con la partecipazione di un rappresentante dell'AgID. Sul punto è stato, inoltre, stabilito che, all'interno del perimetro, le amministrazioni pubbliche e i soggetti di cui all'articolo 29 del CAD trasmettano tali elenchi all'AgID e che i soggetti privati li inviino al MiSE. AgID e MiSE, a loro volta, li inoltrano, in relazione alle attività di rispettiva competenza, al DIS e all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. Il comma 3 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri – da adottare su proposta del CISR entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge – la definizione, con la previsione di termini e modalità attuative: a) delle procedure per la notifica di incidenti, aventi impatto sulle reti, i sistemi e i servizi rilevanti, al CSIRT italiano, che le inoltra al DIS. Il Dipartimento ne assicura la successiva trasmissione all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, nonché all'AgID, se provenienti da un soggetto pubblico o di cui all'articolo 29 del CAD, ovvero al MiSE, se effettuate da un soggetto privato; b) delle misure volte a garantire un elevato livello di sicurezza delle reti, dei sistemi e dei servizi rilevanti, che devono essere rispettate dai soggetti inclusi nel perimetro. Al riguardo, viene disposto che all'elaborazione di tali misure provvedano, secondo gli ambiti di competenza delineati dal presente disegno di legge, il Ministero dello sviluppo economico e l'AgID, d'intesa con il Ministero della difesa, il Ministero dell'interno, il Ministero dell'economia e delle finanze e il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Il comma 4 prevede che all'aggiornamento di quanto previsto dai decreti di cui ai commi 2 e 3 si provveda secondo le modalità di cui ai medesimi commi con cadenza almeno biennale. Il comma 5 demanda a un regolamento – da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge – la definizione di procedure, modalità e termini con cui: a) i soggetti inclusi nel perimetro, per l'affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi ICT destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi e per l'espletamento dei servizi rilevanti, sono tenuti a darne comunicazione al CVCN che – entro trenta giorni – può imporre condizioni, quali una certificazione di sicurezza informatica, e test di hardware e software sulla base di una valutazione del rischio, anche in relazione all'ambito di impiego e in un'ottica di gradualità. In questo caso, i relativi bandi di gara o contratti devono essere integrati con clausole che subordinano l'affidamento della fornitura o del servizio al rispetto delle condizioni e all'esito favorevole dei test disposti dal CVCN. In proposito, sono state eccettuate le forniture necessarie per le attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati ed è stato previsto di demandare al decreto del Presidente della Repubblica attuativo la disciplina dei casi di deroga per le forniture cui sia indispensabile procedere in sede estera. Anche in tali casi, resta ferma la necessità di utilizzare reti, sistemi informativi e servizi informatici conformi ai livelli di sicurezza previsti dal perimetro, qualora non incompatibili con gli specifici impieghi cui essi sono destinati. Quanto alle forniture di beni e servizi ICT da impiegare su reti, sistemi e servizi rilevanti del Ministero della difesa, è stato stabilito che il Dicastero proceda, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso un proprio Centro di valutazione in raccordo con AgID e MiSE per i profili di rispettiva competenza; b) i soggetti individuati quali fornitori di beni, sistemi e servizi destinati alle reti, ai sistemi e ai servizi rilevanti assicurano al CVCN ed al citato Centro del Ministero della difesa, per quanto di rispettiva competenza, la propria collaborazione per l'effettuazione delle attività di test , sostenendone gli oneri. Il CVCN segnala la mancata collaborazione al MiSE, in caso di fornitura destinata a soggetti privati, o all’ AgID, in caso di fornitura destinata a soggetti pubblici o a quelli di cui all'articolo 29 del CAD. Analogamente procede, informandone l'AgID, il Centro di valutazione del Ministero della difesa; c) il MiSE e l'AgID, negli ambiti rispettivamente assegnati loro nel perimetro, svolgono attività di ispezione e verifica in relazione a quanto previsto dal disegno di legge, senza che ciò comporti accesso a dati o metadati personali e amministrativi, impartendo, se necessario, prescrizioni. In tale contesto, in considerazione delle specificità, è stato previsto che per le reti, i sistemi e i servizi rilevanti connessi alla funzione di prevenzione e repressione dei reati, alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e alla difesa e sicurezza militare dello Stato, le attività di ispezione e verifica siano svolte, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dalle strutture specializzate in tema di protezione di reti e sistemi, nonché in tema di prevenzione e contrasto del crimine informatico, delle Amministrazioni da cui dipendono le Forze di polizia e le Forze armate, che ne comunicano gli esiti all'AgID per i profili di competenza. Il comma 6 stabilisce i compiti assunti dal CVCN nell'ambito dell'approvvigionamento ICT destinato a reti, sistemi e servizi rilevanti: a) contributo all'elaborazione delle misure di sicurezza per ciò che concerne affidamenti di forniture di beni e servizi; b) svolgimento delle attività di verifica delle condizioni di sicurezza e dell'assenza di vulnerabilità note, anche in relazione all'ambito di impiego, dettando, se del caso, anche prescrizioni di utilizzo al committente. Al riguardo è previsto che il CVCN si avvalga anche di laboratori accreditati dal medesimo CVCN secondo criteri stabiliti da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del CISR entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, impiegando, per le esigenze delle amministrazioni centrali dello Stato, quelli eventualmente istituiti, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso le medesime amministrazioni; c) elaborazione e adozione di schemi di certificazione cibernetica, laddove, per ragioni di sicurezza nazionale e su conforme avviso del CISR-tecnico, gli schemi di certificazione esistenti non siano ritenuti adeguati alle esigenze di tutela del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Il comma 7 stabilisce modalità di raccordo e semplificazione in materia di osservanza di misure di sicurezza e di assolvimento dell'obbligo di notifica di incidenti per i soggetti inclusi nel perimetro e, al contempo, tenuti al rispetto delle prescrizioni di cui al decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, o al codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e correlate disposizioni attuative. Viene, in particolare, stabilito che i soggetti inclusi nel perimetro osservino le misure di sicurezza stabilite dai citati decreti legislativi, ove di livello almeno equivalente a quelle adottate in applicazione della legge. Le eventuali misure aggiuntive, necessarie al fine di assicurare i livelli di sicurezza previsti, sono definite, in relazione agli ambiti di competenza nel perimetro, dall'AgID e dal MiSE che si raccordano, ove necessario, con le autorità competenti di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65. L'assolvimento dell'obbligo di notifica al CSIRT italiano, ai sensi della presente legge, costituisce anche adempimento degli obblighi di notifica previsti dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e dal decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65. In relazione a quest'ultimo, il CSIRT italiano ha l'onere di informare l'autorità competente NIS. I commi da 8 a 13 disciplinano un articolato sistema sanzionatorio per i casi di violazione degli obblighi previsti dalla legge. In particolare, è previsto che: siano puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni coloro che, tenuti ad effettuare le comunicazioni richieste nell'espletamento dei procedimenti di cui al comma 2, lettera b) , al comma 5, lettera a) , ovvero delle attività ispettive e di vigilanza previste dal comma 5, lettera c) , forniscono informazioni, dati o fatti non rispondenti al vero, allo scopo di ostacolare o condizionare l'espletamento dei medesimi procedimenti o attività, ovvero allo stesso scopo omettono di comunicare, nei termini prescritti, informazioni, dati o fatti necessari per tali procedimenti o attività; all'ente privato, responsabile ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, si applica la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote; salvo che il fatto costituisca reato, vengano irrogate sanzioni amministrative pecuniarie – scaglionate, in relazione alla gravità della condotta, su tre livelli (con minimi edittali che ammontano a 200.000, 250.000 e 300.000 euro) – per il cui accertamento e irrogazione sono competenti il MiSE e l'AgID; per i dipendenti pubblici gli stessi inadempimenti possano costituire causa di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile; in caso di inottemperanza alle condizioni o in assenza dell'esito favorevole dei test disposti dal CVCN, la stipula del contratto non produca effetto e sia fatto divieto alle parti di darvi, anche provvisoriamente, esecuzione. La violazione di tale divieto comporta, per coloro che abbiano disposto l'affidamento del contratto, l'incapacità ad assumere incarichi di direzione, amministrazione e controllo nelle società aventi ad oggetto, anche se non principale, attività afferenti al settore ICT, per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di accertamento della violazione. Il comma 14 stabilisce che le autorità titolari delle attribuzioni di cui al presente disegno di legge assicurino gli opportuni raccordi con il DIS e con l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, quale autorità di contrasto nell'esercizio delle attività di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. Il comma 15 introduce delle modifiche al decreto legislativo del 18 maggio 2018, n. 65, al fine di incrementarne l'efficacia. In particolare: la lettera a) modifica l'articolo 4, comma 5, del decreto legislativo, prevedendo che il MiSE inoltri l'elenco degli operatori di servizi essenziali anche al punto di contatto unico e all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155; la lettera b) modifica l'articolo 8, comma 9, del decreto legislativo, stabilendo che le funzioni svolte dal MiSE in qualità di CERT nazionale, nonché di quelle svolte da AgID in qualità di CERT-PA siano trasferite al CSIRT italiano a decorrere dalla data che verrà indicata nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in tema di disciplina di organizzazione e funzionamento del CSIRT italiano – da adottare ai sensi del comma 2 del medesimo articolo 8 – in luogo che dalla data della entrata in vigore di tale provvedimento; la lettera c) modifica l'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo, introducendo l'inoltro delle notifiche NIS all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. Gli eventuali adeguamenti alle prescrizioni di sicurezza, definite ai sensi del presente articolo, delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori pubblici di cui al comma 2, lettera a) , sono effettuati con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. Per la realizzazione, l'allestimento e il funzionamento del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN) è autorizzata la spesa di euro 3.200.000 per l'anno 2019 e di euro 2.850.000 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e di euro 750.000 annui a decorrere dall'anno 2024. L'articolo 2 del disegno di legge prevede interventi per far fronte ad esigenze di personale specializzato per lo svolgimento delle funzioni del CVCN e dell'AgID, come prevista dall'articolo 1. Il Ministero dello sviluppo economico è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, nel limite della dotazione organica vigente, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, un contingente massimo di 57 unità reclutate dal Dipartimento della funzione pubblica utilizzando le modalità semplificate previste dall'articolo 3 della legge 19 giugno 2019, n. 56, nel limite di spesa annua di euro 1.002.000 per l'anno 2019 ed euro 3.005.000 annui a decorrere dall'anno 2020; fino al completamento di tali procedure, il Ministero dello sviluppo economico, fatte salve le unità dedicate all'assolvimento delle esigenze connesse alle operazioni condotte dalle Forze armate per la difesa nazionale anche nell'ambito dell'Alleanza atlantica, può avvalersi, per le esigenze del CVCN, di un contingente di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche, in posizione di fuori ruolo o di comando o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e dell'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per un massimo del 40 per cento delle unità di personale di cui al comma 1. Nei limiti complessivi della stessa quota, il Ministero dello sviluppo economico può avvalersi, in posizione di comando, di personale che non risulti impiegato in compiti operativi o specialistici, con qualifiche o gradi non dirigenziali del comparto sicurezza-difesa fino a un massimo di 20 unità, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fisso, continuativo ed accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, con oneri a carico del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 1777 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e dell'articolo 2, comma 91, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Per lo svolgimento delle nuove funzioni come previste all'articolo 1, l'AgID è autorizzata ad assumere con contratti di lavoro a tempo indeterminato, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali e con corrispondente incremento della dotazione organica, un contingente massimo di 10 unità di personale da inquadrare nella III area del personale non dirigenziale, posizione economica F1, nel limite di spesa di euro 171.000 per l'anno 2019 ed euro 512.000 annui a decorrere dall'anno 2020 fino al completamento di tali procedure e, fatte comunque salve le unità dedicate all'assolvimento delle esigenze connesse alle operazioni condotte dalle Forze armate per la difesa nazionale anche nell'ambito dell'Alleanza atlantica, l'AgID può avvalersi, entro il limite del 40 per cento delle unità previste dal medesimo comma, di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1 comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche, in posizione di fuori ruolo, di comando o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e dell'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché di esperti o consulenti, nominati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in possesso di particolare e comprovata specializzazione in materia informatica. Il reclutamento del personale avviene mediante uno o più concorsi pubblici, espletati secondo le modalità previste dall'articolo 4, commi 3 e 3- bis , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dall'articolo 3, comma 6, della legge 19 giugno 2019, n. 56. L'articolo 3 concerne la copertura finanziaria degli oneri di cui agli articoli 1, comma 17, e 2, commi 1 e 3, per complessivi euro 4.373.000 per l'anno 2019, euro 6.367.000 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 ed euro 4.267.000 annui a decorrere dall'anno 2024. Il disegno di legge non è corredato di relazione AIR in quanto rientrante nel caso di esclusione di cui all'articolo 6, comma 1, lettera c) , del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 settembre 2017, n. 169.. 1 (Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica) 1 Al fine di assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipende l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, ovvero la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale, è istituito il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. 2 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ne disciplina altresì i relativi termini e modalità attuative, adottato su proposta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR): a fermo restando che per gli organismi di informazione per la sicurezza si applicano le norme previste dalla legge 3 agosto 2007, n. 124, sono individuati le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori nazionali, pubblici e privati, di cui al comma 1, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e tenuti al rispetto delle misure e degli obblighi previsti dal presente articolo; all'individuazione si procede sulla base dei seguenti criteri: 1 il soggetto esercita una funzione essenziale dello Stato, ovvero assicura un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato; 2 l'esercizio di tale funzione o la prestazione di tale servizio dipende da reti, sistemi informativi e servizi informatici; b sono definiti i criteri in base ai quali i soggetti di cui alla lettera a) predispongono e aggiornano con cadenza almeno annuale un elenco delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di cui al comma 1, di rispettiva pertinenza, comprensivo della relativa architettura e componentistica; all'elaborazione di tali criteri provvede, adottando opportuni moduli organizzativi, l'organismo tecnico di supporto al CISR, integrato con un rappresentante dell'Agenzia per l'Italia digitale (AgID); entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i soggetti pubblici e quelli di cui all'articolo 29 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, individuati ai sensi della lettera a) , trasmettono tali elenchi all'AgID; i soggetti privati di cui alla medesima lettera a) trasmettono tali elenchi al Ministero dello sviluppo economico; l'AgID e il Ministero dello sviluppo economico inoltrano gli elenchi di rispettiva pertinenza al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, anche per le attività di prevenzione, preparazione e gestione di crisi cibernetiche affidate al Nucleo per la sicurezza cibernetica, nonché all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione di cui all'articolo 7 -bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. 3 Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ne disciplina altresì i relativi termini e modalità attuative, adottato su proposta del CISR: a sono definite le procedure secondo cui i soggetti individuati ai sensi del comma 2, lettera a) , notificano gli incidenti aventi impatto su reti, sistemi informativi e servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , al Gruppo di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT) italiano, che inoltra tali notifiche, tempestivamente, al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza anche per le attività demandate al Nucleo per la sicurezza cibernetica; il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza assicura la trasmissione delle notifiche così ricevute all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, nonché all'AgID, se provenienti da un soggetto pubblico o di cui all'articolo 29 del codice dell'amministrazione elettronica, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ovvero al Ministero dello sviluppo economico, se effettuate da un soggetto privato; b sono stabilite misure volte a garantire elevati livelli di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , relative a: politiche di sicurezza; gestione del rischio; prevenzione, mitigazione e gestione di incidenti; struttura organizzativa in materia di sicurezza; protezione fisica e logica; protezione dei dati; integrità delle reti e dei sistemi informativi; continuità operativa; gestione operativa; monitoraggio, test e controllo; formazione e consapevolezza; affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi di Information and Communications Technology (ICT) , anche mediante definizione di caratteristiche e requisiti di carattere generale; all'elaborazione di tali misure provvedono, secondo gli ambiti di competenza delineati dalla presente legge, il Ministero dello sviluppo economico e l'AgID, d'intesa con il Ministero della difesa, il Ministero dell'interno, il Ministero dell'economia e delle finanze e il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. 4 Per l'aggiornamento di quanto previsto dai decreti di cui ai commi 2 e 3 si procede secondo le medesime modalità di cui ai medesimi commi con cadenza almeno biennale. 5 Con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati le procedure, le modalità e i termini con cui: a fatti salvi le previsioni dell'articolo 1 -bis del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, e i casi di deroga stabiliti dal medesimo regolamento con riguardo alle forniture di beni e di servizi ICT cui sia indispensabile procedere in sede estera, i soggetti di cui al comma 2, lettera a) , che intendano procedere all'affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi ICT destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi informativi e per l'espletamento dei servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , diversi da quelli necessari per lo svolgimento delle attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati, ne danno comunicazione al Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, che, sulla base di una valutazione del rischio, anche in relazione all'ambito di impiego e in un'ottica di gradualità, può, entro trenta giorni, imporre condizioni e test di hardware e software ; in tale ipotesi, i relativi bandi di gara o contratti sono integrati con clausole che subordinano l'affidamento della fornitura o del servizio al rispetto delle condizioni e all'esito favorevole dei test disposti dal CVCN; per le forniture di beni, sistemi e servizi ICT da impiegare su reti, sistemi informativi e servizi informatici del Ministero della difesa, individuati ai sensi del comma 2, lettera b) , il predetto Ministero procede, nell'ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, in coerenza con quanto previsto dalla presente legge, attraverso un proprio Centro di valutazione in raccordo con l'AgID e il Ministero dello sviluppo economico per i profili di rispettiva competenza; resta fermo che per lo svolgimento delle attività di prevenzione, accertamento e repressione dei reati e nei casi in cui si deroga all'obbligo di cui alla presente lettera, sono utilizzati reti, sistemi informativi e servizi informatici conformi ai livelli di sicurezza di cui al comma 3, lettera b) , qualora non incompatibili con gli specifici impieghi cui essi sono destinati; b i soggetti individuati quali fornitori di beni, sistemi e servizi destinati alle reti, ai sistemi informativi e ai servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , assicurano al CVCN e, limitatamente agli ambiti di specifica competenza, al Centro di valutazione operante presso il Ministero della difesa, la propria collaborazione per l'effettuazione delle attività di test di cui alla lettera a) del presente comma, sostenendone gli oneri; il CVCN segnala la mancata collaborazione al Ministero dello sviluppo economico, in caso di fornitura destinata a soggetti privati, o all'AgID, in caso di fornitura destinata a soggetti pubblici ovvero a quelli di cui all'articolo 29 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; sono inoltrate altresì all'AgID le analoghe segnalazioni del Centro di valutazione del Ministero della difesa; c l'AgID, per i profili di pertinenza dei soggetti pubblici e di quelli di cui all'articolo 29 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, individuati ai sensi del comma 2, lettera a) , e il Ministero dello sviluppo economico, per i soggetti privati di cui alla medesima lettera, svolgono attività di ispezione e verifica in relazione a quanto previsto dal comma 2, lettera b) , dal comma 3 e dalla lettera a) del presente comma e senza che ciò comporti accesso a dati o metadati personali e amministrativi, impartendo, se necessario, specifiche prescrizioni; per le reti, i sistemi informativi e i servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , connessi alla funzione di prevenzione e repressione dei reati, alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e alla difesa e sicurezza militare dello Stato, le attività di ispezione e verifica sono svolte, nell'ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dalle strutture specializzate in tema di protezione di reti e sistemi, nonché in tema di prevenzione e di contrasto del crimine informatico, delle amministrazioni da cui dipendono le Forze di polizia e le Forze armate, che ne comunicano gli esiti all'AgID per i profili di competenza. 6 Nell'ambito dell'approvvigionamento di prodotti, processi, servizi ICT e associate infrastrutture destinati alle reti, ai sistemi informativi e per l'espletamento dei servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , il CVCN assume i seguenti compiti: a contribuisce all'elaborazione delle misure di sicurezza di cui al comma 3, lettera b) , per ciò che concerne l'affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi ICT; b ai fini della verifica delle condizioni di sicurezza e dell'assenza di vulnerabilità note, anche in relazione all'ambito di impiego, svolge le attività di cui al comma 5, lettera a) , dettando, se del caso, anche prescrizioni di utilizzo al committente; a tali fini il CVCN si avvale anche di laboratori dallo stesso accreditati secondo criteri stabiliti da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del CISR, impiegando, per le esigenze delle amministrazioni centrali dello Stato, quelli eventualmente istituiti, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, presso le medesime amministrazioni; c elabora e adotta, previo conforme avviso dell'organismo tecnico di supporto al CISR, schemi di certificazione cibernetica, laddove, per ragioni di sicurezza nazionale, gli schemi di certificazione esistenti non siano ritenuti adeguati alle esigenze di tutela del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. 7 I soggetti di cui agli articoli 12 e 14 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, e quelli di cui all'articolo 16 -ter , comma 2, del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: a osservano le misure di sicurezza previste, rispettivamente, dai predetti decreti legislativi, ove di livello almeno equivalente a quelle adottate ai sensi del comma 3, lettera b) , del presente articolo; le eventuali misure aggiuntive necessarie al fine di assicurare i livelli di sicurezza previsti dalla presente legge sono definite dall'AgID, per i soggetti pubblici e per quelli di cui all'articolo 29 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, individuati ai sensi del comma 2, lettera a) , del presente articolo, e dal Ministero dello sviluppo economico per i soggetti privati di cui alla medesima lettera, avvalendosi anche del CVCN; il Ministero dello sviluppo economico e l'AgID si raccordano, ove necessario, con le autorità competenti di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65; b assolvono l'obbligo di notifica di cui al comma 3, lettera a) , che costituisce anche adempimento, rispettivamente, dell'obbligo di notifica di cui agli articoli 12 e 14 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, e dell'analogo obbligo previsto ai sensi dell'articolo 16 -ter del codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e delle correlate disposizioni attuative; a tal fine, oltre a quanto previsto dal comma 3, lettera a) , anche in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 16 -ter del codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, il CSIRT italiano inoltra le notifiche ricevute ai sensi del predetto comma 3, lettera a) , all'autorità competente di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65. 8 Salvo che il fatto costituisca reato: a il mancato adempimento degli obblighi di predisposizione e di aggiornamento dell'elenco delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 200.000 a euro 1.200.000; b il mancato adempimento dell'obbligo di notifica di cui al comma 3, lettera a) , nei termini prescritti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250.000 a euro 1.500.000; c l'inosservanza delle misure di sicurezza di cui al comma 3, lettera b) , è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250.000 a euro 1.500.000; d la mancata comunicazione di cui al comma 5, lettera a) , nei termini prescritti, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300.000 a euro 1.800.000; e l'impiego di prodotti e servizi sulle reti, sui sistemi informativi e l'espletamento dei servizi informatici di cui al comma 2, lettera b) , in violazione delle condizioni imposte dal CVCN o in assenza del superamento dei test di cui al comma 5, lettera a) , è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300.000 a euro 1.800.000; f la mancata collaborazione per l'effettuazione delle attività di test di cui al comma 5, lettera a) , da parte dei soggetti di cui al medesimo comma 5, lettera b) , è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250.000 a euro 1.500.000; g il mancato adempimento delle prescrizioni indicate dal Ministero dello sviluppo economico o dall'AgID in esito alle attività di ispezione e verifica svolte ai sensi del comma 5, lettera c) , è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250.000 a euro 1.500.000; h il mancato rispetto delle prescrizioni di cui al comma 6, lettera b) , è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250.000 a euro 1.500.000. 9 In caso di inottemperanza alle condizioni o in assenza dell'esito favorevole dei test di cui al comma 5, lettera a) , la stipula del contratto non produce effetto ed è fatto divieto alle parti di darvi, anche provvisoriamente, esecuzione. La violazione di tale divieto comporta, per coloro che abbiano disposto l'affidamento del contratto, l'incapacità ad assumere incarichi di direzione, amministrazione e controllo nelle società aventi ad oggetto, anche se non principale, attività afferenti alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione–ICT, per un periodo di tre anni a decorrere dalla data di accertamento della violazione. 10 Chiunque, tenuto ad effettuare le comunicazioni richieste nell'espletamento dei procedimenti di cui al comma 2, lettera b) , o al comma 5, lettera a) , o delle attività ispettive e di vigilanza previste dal comma 5, lettera c) , fornisce informazioni, dati o fatti non rispondenti al vero, allo scopo di ostacolare o condizionare l'espletamento dei medesimi procedimenti o attività, ovvero allo stesso scopo omette di comunicare, nei termini prescritti, informazioni, dati o fatti necessari per tali procedimenti o attività, è punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni e all'ente privato, responsabile ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, si applica la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote. 11 Le autorità competenti per l'accertamento delle violazioni e per l'irrogazione delle sanzioni sono l'AgiD, per i soggetti pubblici e per i soggetti di cui all'articolo 29 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, individuati ai sensi del comma 2, lettera a) , del presetne articolo, e il Ministero dello sviluppo economico, per i soggetti privati di cui alla medesima lettera. 12 Ai fini dell'accertamento e dell'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 8, si osservano le disposizioni contenute nel capo I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689. 13 Per i dipendenti dei soggetti pubblici individuati ai sensi del comma 2, lettera a) , la violazione delle disposizioni di cui al presente articolo può costituire causa di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. 14 Le autorità titolari delle attribuzioni di cui alla presente legge assicurano gli opportuni raccordi con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e con l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, quale autorità di contrasto nell'esercizio delle attività di cui all'articolo 7 -bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155. 15 Al decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4, comma 5, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: « Il Ministero dello sviluppo economico inoltra tale elenco al punto di contatto unico e all'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, di cui all'articolo 7- bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 »; b all'articolo 8, comma 9, le parole: « a far data dalla entrata in vigore del » sono sostituite dalle seguenti: « a decorrere dalla data indicata dal »; c all'articolo 9, comma 3, le parole: « e il punto di contatto unico » sono sostituite dalle seguenti: « , il punto di contatto unico e l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione, di cui all'articolo 7 -bis del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 ». 16 Gli eventuali adeguamenti alle prescrizioni di sicurezza definite ai sensi del presente articolo delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori pubblici di cui al comma 2, lettera a) , sono effettuati con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. 17 Per la realizzazione, l'allestimento e il funzionamento del CVCN di cui al comma 5 è autorizzata la spesa di euro 3.200.000 per l'anno 2019 e di euro 2.850.000 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e di euro 750.000 annui a decorrere dall'anno 2024. 2 (Personale per esigenze di funzionamento del CVCN e dell'AgID) 1 Tenuto conto dell'esigenza di disporre di personale in possesso della professionalità necessaria per lo svolgimento delle funzioni del CVCN, di cui all'articolo 1, comma 6, il Ministero dello sviluppo economico è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, nel limite della dotazione organica vigente, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, un contingente massimo di cinquantasette unità reclutate dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, utilizzando le modalità semplificate previste dall'articolo 3 della legge 19 giugno 2019, n. 56, nel limite di spesa annua di euro 1.002.000 per l'anno 2019 ed euro 3.005.000 annui a decorrere dall'anno 2020. 2 Fino al completamento delle procedure di cui al comma 1, il Ministero dello sviluppo economico, fatte salve le unità dedicate all'assolvimento delle esigenze connesse alle operazioni condotte dalle Forze armate per la difesa nazionale anche nell'ambito dell'Alleanza atlantica, può avvalersi, per le esigenze del CVCN, di un contingente di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche, in posizione di fuori ruolo o di comando o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e dell'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per un massimo del 40 per cento delle unità di personale di cui al comma 1. Nei limiti complessivi della stessa quota il Ministero dello sviluppo economico può avvalersi, in posizione di comando, di personale che non risulti impiegato in compiti operativi o specialistici con qualifiche o gradi non dirigenziali del comparto sicurezza-difesa fino a un massimo di venti unità, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fisso, continuativo ed accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, con oneri a carico del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 1777 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e dell'articolo 2, comma 91, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 3 Per lo svolgimento delle nuove funzioni come previste all'articolo 1, l'AgID è autorizzata ad assumere con contratti di lavoro a tempo indeterminato, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali e con corrispondente incremento della dotazione organica, un contingente massimo di dieci unità di personale da inquadrare nella III area del personale non dirigenziale, posizione economica F1, nel limite di spesa di euro 171.000 per l'anno 2019 ed euro 512.000 annui a decorrere dall'anno 2020. 4 Fino al completamento delle procedure di cui al comma 3, l'AgID, fatte salve le unità dedicate all'assolvimento delle esigenze connesse alle operazioni condotte dalle Forze armate per la difesa nazionale anche nell'ambito dell'Alleanza atlantica, può avvalersi, entro il limite del 40 per cento delle unità previste dal medesimo comma, di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione del personale docente educativo ed amministrativo tecnico ausiliario delle istituzioni scolastiche, in posizione di fuori ruolo, di comando o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e dell'articolo 70, comma 12, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché di esperti o consulenti, nominati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in possesso di particolare e comprovata specializzazione in materia informatica. 5 Il reclutamento del personale di cui ai commi 1 e 3 avviene mediante uno o più concorsi pubblici espletati secondo le modalità previste dall'articolo 4, commi 3 e 3 -bis , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dall'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dall'articolo 3, comma 6, della legge 19 giugno 2019, n. 56. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri di cui agli articoli 1, comma 17, e 2, commi 1 e 3, per complessivi euro 4.373.000 per l'anno 2019, euro 6.367.000 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, ed euro 4.267.000 annui a decorrere dall'anno 2024, si provvede: a quanto a euro 1.173.000 per l'anno 2019 e a euro 4.267.000 annui a decorrere dal 2020, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico quanto a euro 474.000 per l'anno 2019 e a euro 350.000 annui a decorrere dall'anno 2020 e l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze, quanto a euro 699.000 per l'anno 2019 e a euro 3.917.000 annui a decorrere dall'anno 2020; b quanto a euro 3.200.000 per l'anno 2019 e a euro 2.100.000 per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, mediante corrispondente utilizzo dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, da imputare sulla quota parte del fondo attribuita al Ministero dello sviluppo economico. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.