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SENT. 405/06 B. BENI CULTURALI - NORME DELLA PROVINCIA DI BOLZANO - IMMOBILI FACENTI PARTE DI UN MASO CHIUSO ASSOGGETTATI AL VINCOLO DI BENE CULTURALE - TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETÀ A SEGUITO DI SUCCESSIONE AZIENDALE ENTRO IL TERZO E IL QUARTO GRADO DI PARENTELA - ESCLUSIONE DEL DIRITTO DI PRELAZIONE A FAVORE DELLO STATO E DELLA PROVINCIA - RICORSO DEL GOVERNO - ASSERITA IRRAZIONALITÀ DELLA DISCIPLINA RISPETTO AGLI OBIETTIVI PERSEGUITI E/O DICHIARATI DAL LEGISLATORE PROVINCIALE - DENUNCIATA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE - DISCIPLINA POSTA A TUTELA DELLA INDIVISIBILITÀ DEL MASO E DELLA CONNESSIONE TRA QUEST'ULTIMO E LA COMPAGINE FAMILIARE - NON FONDATEZZA DELLE QUESTIONI.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 23 luglio 2004, n. 4 e dell'art. 12 della legge della medesima Provincia autonoma di Bolzano 20 giugno 2005, n. 4, sollevate, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 9 della Costituzione, nonché agli artt. 4 e 8, numeri 3 e 8, del d.P.R. n. 670 del 1972. Le norme censurate, infatti, essendo non soltanto predisposte alla tutela della indivisibilità del maso chiuso, ma soprattutto finalizzate a mantenerne la connessione con la compagine familiare, non contrastano con le norme statutarie invocate che, in funzione della conservazione dell'istituto del maso nelle sue finalità e specificità, giustificano le deroghe alla disciplina generale, senza che ciò comporti violazione dell'art. 3 e dell'art. 9 della Costituzione, norma quest'ultima che attribuisce lo sviluppo della cultura e la tutela dei beni culturali e del paesaggio alla Repubblica in tutte le sue articolazioni, e non soltanto allo Stato. - Sulla disciplina del maso chiuso, v. citate sentenze n. 35/1972, n. 55/1964, 5 e n. 40/1957, n. 4/1956 e ordinanza n. 28/1956.