Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Disposizioni per fronteggiare la situazione emergenziale da rischio alluvioni. Onorevoli Senatori . – Il cambiamento climatico è ormai conclamato e, anzi, appare irreversibile salvo correzioni rapide e globali. Ciò comporta eventi meteorologici abnormi con caduta di acqua copiosa e rapida che determina fenomeni alluvionali. I fiumi e i torrenti di tutto il territorio nazionale sono invasi, quale evento residuale, da materiale litoide e lapideo, tronchi legnosi e financo rifiuti indifferenziati. Occorre intervenire con urgenza per ristabilire lo stato degli alvei e delle sponde, garantendo la portata e il deflusso delle acque a tutela di esondazioni e allagamenti che costituiscono pericolo per le persone e arrecano danni alle infrastrutture e al patrimonio pubblico e privato. Data l'inerzia legislativa, amministrativa e pratica degli ultimi decenni, il presente disegno di legge si propone, in via straordinaria fino al 31 dicembre 2026, di permettere di agire con urgenza, riducendo il numero e le modalità di autorizzazioni, salvaguardando nel contempo gli aspetti ambientali e morfologici, la tutela della flora e della fauna e ogni aspetto legato alla transizione ecologica in fieri . Si prevede infatti che i sindaci dei comuni possano, nei tratti di competenza, con ordinanza autorizzare in via d'urgenza gli interventi che interessino i territori di loro competenza, senza nessun'altra autorizzazione sovraordinata.. 1 (Finalità) 1 La presente legge reca disposizioni per fronteggiare la situazione emergenziale da rischio alluvioni, considerata la presenza di tronchi, arbusti e cespugli lungo gli argini dei fiumi negli alvei e nelle aree perifluviali, nonché di materiale litoide e lapideo, fattori che inibiscono il regolare deflusso delle acque soprattutto in caso di piena. 2 Per le finalità di cui al comma 1, la presente legge stabilisce le modalità di esecuzione di interventi di carattere straordinario e preventivo e di pulizia delle aree appartenenti al demanio idrico fluviale, al fine di garantire il corretto assetto plano-altimetrico degli alvei, dei corridoi fluviali e delle relative aree pertinenziali, quali rive, sponde e terrapieni, tenendo conto della traiettoria evolutiva storica degli alvei. 2 (Interventi) 1 Gli interventi autorizzati ai sensi della presente legge sono quelli di manutenzione idraulica straordinaria, diretti a migliorare la funzionalità dell'alveo fluviale, compreso l'alveo di piena, con opere mirate al ripristino della sezione originale di deflusso attraverso: a l'estrazione di ciottoli, ghiaia, sabbia e altre materie dal letto dei fiumi, torrenti e canali pubblici, fino al ripristino del livello storico dell'alveo; b l'estrazione di tronchi d'albero e di materiali vegetali che impediscono il regolare deflusso delle acque; c la mitigazione del rischio geologico attraverso la stabilizzazione dei versanti; d la rimozione, il trasporto e lo smaltimento di eventuali rifiuti indifferenziati. 3 (Procedure) 1 In via straordinaria e fino al 31 dicembre 2026, i sindaci dei comuni possono, nei tratti di competenza, con propria ordinanza, autorizzare in via d'urgenza gli interventi di cui all'articolo 2, che interessino i territori di loro competenza. Non è richiesta nessun'altra autorizzazione sovraordinata. I progetti devono contenere la relazione geologica idraulica, il piano di sicurezza, la relazione storica sommaria degli interventi precedenti e gli affidamenti ai sensi della legislazione vigente in materia. 2 Prima dell'esecuzione dei lavori, i comuni ne danno comunicazione, attraverso posta certificata, alle rispettive regioni o agli uffici decentrati, ove presenti, nonché al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, territorialmente competente. Alla comunicazione deve essere allegata un'analisi geologica e idraulica che attesti la conformità e l'adeguatezza degli interventi da eseguire. 3 Il materiale rimosso può essere ritenuto dagli operatori o usato alla ricostruzione di sponde o aree adiacenti o trasportato altrove. Il trasporto, il mantenimento in cantiere e la cessione dei materiali di risulta avvengono in deroga al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Le ceppaie che sostengono le rive e le piante arbustive o arboree fuori alveo devono essere salvaguardate, laddove non costituiscono ostacolo alle acque, secondo tradizione colturale locale. I rifiuti indifferenziati eventuali devono essere smaltiti ai sensi della normativa vigente in materia. 4 La flora e la fauna devono essere salvaguardate, ove non costituiscano impedimento ai lavori, istituendo aree limitrofe laterali agli alvei. 4 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate vi provvedono con le risorse umane, finanziare e strumentali disponibili a legislazione vigente. 2 Gli interventi di cui alla presente legge sono a carico dei comuni che possono beneficiare di contributi regionali o di altri enti.