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ORD. 268/05. IMPOSTE E TASSE - TASSA SUI MARMI - ISTITUZIONE A FAVORE DEL COMUNE DI CARRARA - APPLICAZIONE ALL’ATTO DELL’USCITA DAL TERRITORIO COMUNALE E DETERMINAZIONE DELLA MISURA ANNUALE DEMANDATA AL COMUNE - DENUNCIATA LESIONE DELLA RISERVA DI LEGGE IN MATERIA DI IMPOSIZIONE E DEL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE COSE - SOPRAVVENUTA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE INCIDENTE SULLA NORMA CENSURATA - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE RIMETTENTE.. Restituzione al giudice rimettente degli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli artt. 23 e 120 della Costituzione, dell’articolo unico della legge 15 luglio 1911, n. 749, come modificato dall’art. 55, comma 18, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dell’art. 2, comma 2-ter, del decreto-legge 26 gennaio 1999, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1999, n. 75. Successivamente all’ordinanza di rimessone, infatti, è sopravvenuta la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee 9 settembre 2004, in causa C-72/03, che ha statuito che il tributo disciplinato dalle norme censurate costituisce una tassa di effetto equivalente a un dazio doganale all’esportazione, ai sensi dell’art. 23 del Trattato CE, nonostante essa gravi anche sulle merci la cui destinazione finale si trova all’interno dello Stato membro e, quindi, ha enunciato principi che, inserendosi direttamente nell’ordinamento interno, con il valore di 'ius superveniens', condizionano e determinano i limiti in cui quella norma conserva efficacia e deve essere applicata anche dal giudice nazionale, sicché si impone una valutazione sulla persistente rilevanza della questione sollevata. - Sentenze citate nn. 125/2004, 62/2003, 255/1999, 389/1989 e 113/1985.