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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 160 LICHERI La seduta inizia alle ore 13,10. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulle proposte legislative europee nel periodo di emergenza da COVID-19 Il presidente LICHERI comunica che il Vice Presidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, ha scritto, l'8 aprile scorso, a tutti i Parlamenti nazionali e al Parlamento europeo, con riguardo all'applicazione della procedura di scrutinio della sussidiarietà nell'attuale periodo di emergenza da Covid-19. Tenendo conto delle misure restrittive adottate da molti Stati europei, che rendono meno agevole lo svolgimento, da parte dei Parlamenti nazionali, dell'esame delle proposte legislative europee per la valutazione della conformità ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, la Commissione europea si è impegnata a tenere conto, ove possibile, anche delle risoluzioni che dovessero pervenire, a causa dell'emergenza Covid, in data successiva alla scadenza del termine delle otto settimane previsto dal Protocollo n. 2 sullo scrutinio di sussidiarietà, come se fossero state ricevute in tempo. D'altro canto, con riguardo alle proposte legislative presentate per far fronte all'emergenza Covid, il Vice Presidente Sefcovic si richiama alla procedura d'urgenza prevista dall'articolo 4 del Protocollo n. 1 sul ruolo dei Parlamenti nazionali, che consente al Parlamento europeo e al Consiglio di procedere nell'esame di una proposta legislativa, anche prima dello scadere delle otto settimane, in caso di urgenza, debitamente motivata. La procedura d'urgenza è stata infatti applicata già per le prime proposte legislative inerenti l'epidemia Covid, presentate il 13 marzo scorso, che  pur se rientranti nella procedura di scrutinio della sussidiarietà  sono già state adottate e pubblicate nelle Gazzette Ufficiali dell'Unione europea del 31 marzo e 15 aprile 2020, senza attendere le otto settimane. Si tratta delle seguenti: Regolamento (UE) 2020/459 che modifica il regolamento (CEE) n. 95/93 relativo a norme comuni per l'assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità (già COM(2020) 111); Regolamento (UE) 2020/460 che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013, il regolamento (UE) n. 1301/2013 e il regolamento (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (già COM(2020) 113); Regolamento (UE) 2020/461 recante modifica del regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio al fine di fornire assistenza finanziaria agli Stati membri e ai paesi che stanno negoziando la loro adesione all'Unione colpiti da una grave emergenza di sanità pubblica (già COM(2020) 114); Regolamento (UE) 2020/521 del Consiglio, del 14 aprile 2020, che attiva il sostegno di emergenza a norma del regolamento (UE) 2016/369 e che ne modifica disposizioni in considerazione dell'epidemia di COVID-19 (già COM(2020) 175). Altre proposte legislative relative all'emergenza Covid sono state presentate dalla Commissione europea il 2 aprile scorso e sono attualmente in fase di adozione essendo state approvate dal Parlamento europeo nella sessione dello scorso 16 e 17 aprile. Risultano attualmente assegnate alla 14ª Commissione, per i profili attinenti al rispetto del principio di sussidiarietà, le seguenti proposte legislative: proposta di regolamento che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (UE) 2018/1999 (Legge europea sul clima) (COM(2020) 80); proposta di regolamento che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1301/2013 per quanto riguarda misure specifiche atte a offrire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta alla pandemia di Covid-19 (COM(2020) 138); proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l'introduzione di misure specifiche volte ad affrontare la crisi dovuta alla Covid-19 (COM(2020) 141); proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 1379/2013 e il regolamento (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche per attenuare l'impatto della pandemia di Covid-19 nel settore della pesca e dell'acquacoltura (COM(2020) 142); proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) 2017/745 relativo ai dispositivi medici per quanto riguarda le date di applicazione di alcune delle sue disposizioni (COM(2020) 144). C'è poi la seguente proposta legislativa inerente all'emergenza Covid, non soggetta alla procedura dello scrutinio di sussidiarietà: proposta di regolamento del Consiglio che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE) a seguito della pandemia di Covid-19 (COM(2020) 139). Il presidente ritiene che le questioni poste dal regolamento (UE) 2020/460, dalla proposta di regolamento sulla flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e dalla proposta di regolamento che riguarda misure specifiche per attenuare l'impatto della pandemia di Covid-19 nel settore della pesca e dell'acquacoltura potranno essere affrontate nell'ambito dell'affare assegnato sull'utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei (Atto n. 426). Le questioni poste dalla proposta di regolamento relativa ai dispositivi medici saranno affrontate nell'ambito dell'esame del disegno di legge di delegazione europea (A.S. 1721). La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica Doc n. 158 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (Osservazioni alla 10 a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli) Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore, illustra i contenuti dello schema di decreto legislativo in titolo, volto a recepire le modifiche apportate dalla direttiva (UE) 2018/844 alla direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e alla direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica. Ricorda, al riguardo, che la direttiva (UE) 2018/844 è diretta a rafforzare l'efficacia della direttiva del 2010 e a semplificarne alcuni aspetti. Per raggiungere tali obiettivi è necessario puntare sulla decarbonizzazione del parco immobiliare. A tal fine, la direttiva (UE) 2018/844 introduce per gli Stati membri l'obbligo di ristrutturare gli edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici che privati, al fine di ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050. Inoltre gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti dovranno prevedere modalità di risparmio energetico, nonché assicurare la predisposizione, nei posti auto, di infrastrutture di canalizzazione elettrica. Lo schema di decreto è stato adottato in forza della delega legislativa contenuta nella legge n. 117 del 2019 (legge di delegazione europea 2018). Gli articoli da 1 a 15 recano modifiche al decreto legislativo n. 192 del 2005, di attuazione della normativa europea in materia di rendimento energetico nell'edilizia. L'articolo 16 reca disposizioni che incidono nel Testo unico in materia edilizia (DPR n. 380 del 2001) per l'installazione negli edifici delle postazioni di ricarica dei veicoli elettrici. L'articolo 17 prevede l'abrogazione espressa di specifiche disposizioni del decreto legislativo n. 192 del 2005, mentre l'articolo 18 reca la clausola di invarianza finanziaria e l'entrata in vigore. In particolare, l'articolo 5 delinea i criteri per la predisposizione della Strategia di ristrutturazione a lungo termine del parco immobiliare, in linea con quanto richiesto dalla direttiva (UE) 2018/844 e tenendo conto di quanto indicato dalle raccomandazioni dell'UE. In particolare, il comma 1 del nuovo articolo inserisce la Strategia quale parte integrate del Piano nazionale integrato per l'energia ed il clima. L'articolo 7 mira a dare attuazione ai criteri previsti dalla direttiva in materia di strumenti finanziari e meccanismi pubblici di promozione dell'efficienza energetica negli edifici. L'articolo 8 prevede l'istituzione del Portale Nazionale sulla prestazione energetica degli edifici, avente lo scopo di fornire ai cittadini, alle imprese e alla P.A. informazioni sulla prestazione energetica degli edifici. L'articolo 9 adegua la disciplina riguardante l'attestato di prestazione energetica, il suo rilascio e affissione, a quanto previsto dalla direttiva. È inoltre introdotta una modifica volta a ricondurre le competenze sanzionatorie in materia di attestato di prestazione energetica (APE) alle regioni. L'articolo 11 concerne la relazione tecnica di progetto, relativa alla rispondenza dei lavori alle prescrizioni sul contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici. Gli articoli 12 e 13 aggiornano le funzioni di Stato, regioni ed enti locali, in materia di ispezione, monitoraggio, valutazione e adeguamento della normativa energetica nazionale e regionale nell'ambito della prestazione energetica degli edifici. L'articolo 15, con particolare riferimento alla definizione dei servizi energetici degli edifici, specifica che in essi sono ricompresi i sistemi di ventilazione e quelli di automazione e controllo. L'articolo 16 prevede che i comuni adeguino i propri regolamenti edilizi, stabilendo che, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio sia obbligatoriamente previsto, per gli edifici sia ad uso residenziale che ad uso diverso da quello residenziale, di nuova costruzione o sottoposti a interventi di ristrutturazione importante, il rispetto dei requisiti di integrazione delle tecnologie per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici. L'articolo 17 elenca le abrogazioni, mentre l'articolo 18 riporta la clausola di invarianza finanziaria. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni favorevoli presentato dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro Doc n. 153 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro (Osservazioni alle Commissioni 11 a e 12 a riunite. Esame. Osservazioni favorevoli) La senatrice GIANNUZZI ( M5S ), relatrice, introduce l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, finalizzato a dare attuazione alla direttiva (UE) 2017/2398, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro. Le modifiche apportate dalla direttiva del 2017 sono limitate ad alcuni aspetti. In particolare si prevede: - un aggiornamento della relazione quinquennale che gli Stati membri devono presentare alla Commissione europea sull'attuazione della direttiva; - la necessità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo l'esposizione agli agenti cancerogeni; - la notifica, all'autorità responsabile, di tutti i casi di cancro causati dall'esposizione durante l'attività lavorativa; - l'introduzione della polvere di silice cristallina respirabile tra le sostanze cancerogene di cui all'Allegato I; - l'aggiornamento dell'Allegato III recante i valori limite di esposizione alle sostanze cancerogene; - l'incarico alla Commissione europea di valutare la possibilità di modificare l'ambito di applicazione della direttiva per includervi sostanze tossiche per la riproduzione. Lo schema di decreto legislativo provvede, quindi, a modificare il decreto legislativo n. 81 del 2008, in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, al fine di recepire, con l'articolo 1, la disposizione concernente la necessità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione dell'esposizione e, con l'articolo 2, l'integrazione dei due Allegati con la polvere di silice e con gli altri aggiornamenti. Non sembrano necessarie, invece, disposizioni di recepimento per le modifiche relative alla relazione quinquennale e alla notifica dei casi di cancro causati dall'esposizione professionale, poiché si tratta di aspetti già previsti dalla normativa nazionale, come illustrato nella relazione che accompagna lo schema di decreto. Per quanto riguarda il termine per l'esercizio della delega di cui alla legge di delegazione 2018 (legge n. 117 del 2019), si sottolinea che questo verrà a scadere il 2 maggio prossimo, mentre il termine per il recepimento della direttiva è già scaduto il 17 gennaio scorso. Risulta, pertanto, urgente procedere all'emanazione dello schema di decreto legislativo in esame. La relatrice, quindi, sottolineata l'urgenza di procedere all'emanazione dello schema di decreto legislativo, illustra un conferente schema di osservazioni favorevoli. Il PRESIDENTE , quindi, verificata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni favorevoli predisposto dalla relatrice, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 Doc n. 157 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/59/EURATOM, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (Osservazioni alla 12 a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il relatore PITTELLA ( PD ) ricorda come il provvedimento sia stato predisposto in attuazione della disciplina di delega di cui agli articoli 1 e 20 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (legge di delegazione europea 2018), e che oltre ai principi e criteri direttivi generali, posti dagli articoli 31 e 32 della legge n. 234/2012, vengono previsti norme procedurali, principi e criteri direttivi specifici. Rileva altresì che la Commissione europea ha avviato, il 17 maggio 2018, una procedura d'infrazione (n. 2018/2044) per mancato recepimento della direttiva 2013/59/EURATOM e che attualmente la procedura si trova allo stadio di ricorso ex articolo 258 TFUE innanzi la Corte di giustizia dell'UE (causa C-744/19). Dopo aver rilevato come l'atto normativo in esame provveda a dare attuazione alla direttiva 2013/59/EURATOM, permettendo l'archiviazione della procedura d'infrazione n. 2018/2044 , illustra uno schema di osservazioni favorevoli con alcuni rilievi. In primo luogo, all'allegato II, punto 2, laddove sono individuati i "requisiti minimi degli esperti in interventi di risanamento da radon", rileva come, oltre alle abilitazioni all'esercizio delle professioni di geometra, ingegnere e architetto, si possa prevedere l'iscrizione al relativo albo professionale; nonché si possa prevedere l'abilitazione all'esercizio della professione di perito industriale e perito industriale laureato e l'iscrizione al relativo albo professionale. All'articolo 130, andrebbero aggiunte, dopo le parole "l'esperto di radioprotezione", le parole "iscritto all'albo professionale degli ingegneri o dei periti industriali e dei periti industriali laureati". All'allegato IX, punto 2.4, andrebbero aggiunte, dopo le parole "dall'esperto di radioprotezione", le parole "iscritto al relativo albo professionale di cui all'articolo 130". In secondo luogo, rileva come, in riferimento all'Allegato I, possa essere valutata l'opportunità di sopprimere la Tabella I-1B, con conseguente applicazione dei valori di concentrazione indicati nella Tabella I-1A per i livelli di esenzione anche ai livelli di allontanamento, nonché il punto 8.5. Rileva altresì come, in riferimento all'articolo 54 dello schema possa essere valutata l'opportunità di sopprimere la lettera c ) del comma 7, nonché di eliminare ogni riferimento a materiali o scarichi di liquidi e aeriformi. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede delucidazioni in merito alle categorie professionali che possono qualificarsi come esperti in interventi di risanamento da radon. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ritiene possibile valutare una estensione delle categorie professionali, purché assimilabili a quelle già individuate dalla norma dello schema ed inerenti agli interventi di risanamento da radon. Si associa la senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ). La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) rileva come anche i geologi posseggano le competenze necessarie ad operare con riferimento agli interventi relativi al radon. Il relatore PITTELLA ( PD ) condivide l'opportunità di estendere le tipologie di categorie professionali abilitati agli interventi. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica Doc n. 152 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica (Osservazioni alla 6ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 5 marzo. La senatrice GAUDIANO ( M5S ), relatrice, ricorda che la direttiva (UE) 2018/822 è stata adottata dopo che nel maggio 2016 il Consiglio Ecofin ha invitato la Commissione europea "a prendere in considerazione iniziative legislative in materia di norme sulla comunicazione obbligatoria delle informazioni obbligatorie, sulla base dell'azione 12 del progetto dell'OCSE sul BEPS, al fine di introdurre disincentivi più efficaci per gli intermediari che intervengono nell'ambito di sistemi di evasione o elusione fiscale". In tal senso, la direttiva (UE) 2018/822 modifica la direttiva 2011/16/UE, aggiungendo, tra le categorie di informazioni soggette all'obbligo di scambio automatico, anche quella relativa ai meccanismi transfrontalieri potenzialmente utilizzabili per attuare azioni di pianificazione fiscale aggressiva, al fine di rafforzare gli strumenti di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale. A tal fine, la stessa direttiva stabilisce l'obbligo per gli intermediari di informare le autorità fiscali sui meccanismi transfrontalieri potenzialmente utilizzabili per attuare ipotesi di pianificazione fiscale aggressiva. La relatrice ritiene, quindi, che lo schema di decreto provveda a dare compiuta attuazione alle disposizioni della direttiva (UE) 2018/822, stabilendo, peraltro, come data di entrata in efficacia della normativa il 1° luglio 2020, in linea con quanto previsto dalla direttiva, e propone di formulare osservazioni favorevoli. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 7 della legge 4 ottobre 2019, n. 117, per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti e la disciplina del sistema di governo societario Doc n. 155 Schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 7 della legge 4 ottobre 2019, n. 117, per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti e la disciplina del sistema di governo societario (Osservazioni alle Commissioni 2 a e 6 a riunite. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) La senatrice GAUDIANO ( M5S ), relatrice, introduce l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, ricordando che la direttiva oggetto del provvedimento è già stata attuata con il decreto legislativo n. 49 del 2019, ma che quest'ultimo non aveva potuto adottare le idonee disposizioni sanzionatorie, poiché la delega legislativa di cui alla legge di delegazione 2016-2017 non recava criteri specifici di delega e che, conseguentemente, il decreto ha dovuto rispettare i limiti sanzionatori dettati dal criterio generale di delega di cui alla lettera d) dell'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, secondo cui, in assenza di criteri specifici, la sanzione non può essere superiore a 150.000 euro. Per rimediare a tale carenza, la legge di delegazione europea 2018 (legge 4 ottobre 2019, n. 117) ha delegato il Governo a dare "compiuta" attuazione alla direttiva (UE) 2017/828, concernente l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti, stabilendo all'articolo 7 due criteri specifici di delega. Lo schema di decreto, pertanto, reca le disposizioni sanzionatorie di entità adeguata alle fattispecie di violazione considerate, in linea con il criterio di delega che prescrive sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo a 2.500 euro e non superiori nel massimo a 10 milioni di euro. Lo schema provvede inoltre a dare attuazione alle indicazioni stabilite al secondo criterio di delega di cui al citato articolo 7 della legge di delegazione, ovvero di integrare il Codice delle assicurazioni private con i profili, relativi alla governance delle società assicurative, attinenti alla remunerazione, ai requisiti e ai criteri di idoneità dei dirigenti aziendali, dei soggetti che svolgono funzioni fondamentali e dei partecipanti al capitale, al fine di assicurarne la conformità alle disposizioni della direttiva 2009/138/CE sulle attività di assicurazione, alle disposizioni direttamente applicabili dell'Unione europea, nonché alle raccomandazioni, alle linee guida e alle altre disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza europee in materia. In particolare, l'articolo 2 reca modifiche alla disciplina sanzionatoria del TUF, inerenti alle violazioni della normativa derivata dalla direttiva (UE) 2017/828 in materia di incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti, provvedendo anche ad adeguare la sanzione massima ivi prevista, a quella dei 10 milioni di euro indicata nei criteri di delega. L'articolo 3 reca modifiche al Codice delle assicurazioni private (CAP), al fine di consolidare il quadro normativo che regola il sistema di governance delle imprese di assicurazione o riassicurazione italiane. L'articolo 4 reca le disposizioni transitorie e finali, mentre l'articolo 5 reca la clausola di invarianza finanziaria. La relatrice illustra, quindi, uno schema di osservazioni favorevoli, proponendo in inserire le seguenti osservazioni. Con riferimento all'impianto sanzionatorio relativo alle violazioni della disciplina sulle remunerazioni societarie, introdotto dal decreto legislativo n. 49 del 2019, occorre rilevare che l'articolo 192- bis del TUF non prevede la distinzione, che sarebbe, invece, opportuna, tra la prima sezione, che comprende sia obblighi di trasparenza, sia indicazioni relative a scelte discrezionali, e la seconda sezione, che comprende solo obblighi di trasparenza, idonei ad essere soggetti all'accertamento dell'autorità giudiziaria e oggetto pertanto alle sanzioni pecuniarie previste. Propone, quindi, di invitare le Commissioni di merito a valutare l'opportunità di modificare conseguentemente i commi 1 e 1.1 dell'articolo 192- bis del TUF. Ritiene, inoltre, che sarebbe opportuno adeguare anche la sanzione minima di 10.000 euro, a quella indicata nel criterio di delega, pari a 2.500 euro. Per quanto riguarda l'articolo 192- quinquies del TUF, relativo alle sanzioni per le violazioni alla disciplina sulle operazioni con parti correlate, si rileva che questo non distingue tra i diversi gradi di responsabilità propri dei singoli amministratori, a seconda delle funzioni e ruoli ricoperti e della gravità della condotta. Propone, quindi, di invitare le Commissioni di merito a valutare l'opportunità di modificare conseguentemente l'articolo 192- quinquies . Infine, ritiene opportuno ridurre il minimo edittale a 2.500 euro, come previsto dal criterio di delega di cui all'articolo 7 della legge di delegazione 2018. La senatrice BOTTICI ( M5S ) rileva come la riduzione del minimo edittale a 2.500 euro sia una scelta rimessa alla discrezionalità del legislatore delegato e che pertanto è ben possibile, in conformità con la delega, aumentare il suddetto minimo. Peraltro, è anche possibile rimettere una tale valutazione alle Commissioni di merito. Il PRESIDENTE osserva come nell'ambito del recepimento della normativa europea, ivi inclusi gli aspetti sanzionatori, occorra tenere in considerazione anche l'obiettivo di assicurare la più ampia armonizzazione tra le discipline degli Stati membri. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ritiene vada evidenziato come la differenza tra le discipline degli Stati membri sia da evitare sia nelle materie del mercato interno che nelle materie fiscali, essendo preferibile che vi sia piena omogeneità tra le normative stesse, al fine di evitare fenomeni impropri di concorrenza. Si apre quindi una discussione incidentale su una possibile riformulazione dei rilievi in materia sanzionatoria, cui partecipano i senatori GIANNUZZI ( M5S ), GINETTI ( IV-PSI ), BONINO ( Misto-PEcEB ), nuovamente il senatore LOREFICE ( M5S ) e quindi il presidente, al termine della quale la relatrice GAUDIANO ( M5S ) riformula il tenore dei rilievi, rimettendo alle Commissioni di merito la valutazione dell'opportunità di ridurre il minimo edittale a 2.500 euro. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni come riformulato dalla relatrice in corso di seduta e pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, mercoledì 22 aprile alle ore 12, è anticipata alle ore 10,30 o alla sospensione dei lavori dell'Assemblea. La seduta termina alle ore 14,10. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 158 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 158 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega legislativa contenuta nella legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) e nel rispetto dei criterio specifico di delega di cui all'articolo 23 della stessa legge dove si dispone che il Governo, nell'esercizio della delega, deve assicurare che le norme introdotte favoriscano, nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea, l'ottimizzazione del rapporto tra costi e benefici, al fine di minimizzare gli oneri a carico della collettività; ricordato che la direttiva (UE) 2018/844 si pone come obiettivo generale quello di promuovere una maggiore diffusione dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili negli edifici, al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi unionali di riduzione delle emissioni di gas serra (al parco immobiliare è riconducibile circa il 36 per cento di tutte le emissioni di CO2 nell'UE) e di contribuire ad aumentare la sicurezza energetica, in vista del raggiungimento di un sistema energetico decarbonizzato e ad alta efficienza entro il 2050; osservato che la direttiva (UE) 2018/844 fa parte del pacchetto di misure legislative adottato a livello europeo - noto come Clean Energy Package - che fissa il quadro regolatorio per il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei al 2030 in materia di energia e clima, finalizzati a ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 per cento rispetto al 1990, aumentare la quota di consumo di energia da fonti rinnovabili, realizzare un risparmio energetico e a migliorare la sicurezza energetica, la competitività e la sostenibilità dell'Europa; segnalato che la Commissione europea, nell'esercizio dei poteri ad essa delegati dalla direttiva, ha adottato la raccomandazione (UE) n. 2019/786, dell'8 maggio 2019, sulla ristrutturazione degli edifici e la raccomandazione n. 2019/1019, del 7 giugno 2019, sull'ammodernamento degli edifici; rilevato che il presente decreto è stato predisposto ponendo particolare attenzione alle indicazioni fornite dalla Commissione europea nelle sopracitate raccomandazioni; valutato che lo schema di decreto in esame provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva (UE) 2018/844, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 153 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 153 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di decreto è finalizzato a dare attuazione alla direttiva (UE) 2017/2398, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro; considerato che le modifiche apportate dalla direttiva del 2017 sono limitate ai seguenti aspetti: - precisazioni circa la relazione quinquennale che gli Stati membri devono presentare alla Commissione europea sull'attuazione della direttiva; - la necessità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo l'esposizione agli agenti cancerogeni; - la notifica, all'autorità responsabile, di tutti i casi di cancro causati dall'esposizione durante l'attività lavorativa; - l'introduzione della polvere di silice cristallina respirabile tra le sostanze cancerogene di cui all'Allegato I; - l'aggiornamento dell'Allegato III recante i valori limite di esposizione alle sostanze cancerogene; - l'incarico alla Commissione europea di valutare la possibilità di modificare l'ambito di applicazione della direttiva per includervi sostanze tossiche per la riproduzione; rilevato che lo schema di decreto legislativo provvede a modificare il decreto legislativo n. 81 del 2008, in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, al fine di recepire, con l'articolo 1, la disposizione concernente la necessità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione dell'esposizione e, con l'articolo 2, l'integrazione dei due Allegati con la polvere di silice e con gli altri aggiornamenti, mentre non sembrano necessarie disposizioni di recepimento per le restanti modifiche, trattandosi di aspetti già previsti dalla normativa nazionale vigente; rilevato, inoltre, che il termine per l'esercizio della delega di cui alla legge di delegazione 2018 (legge n. 117 del 2019) verrà a scadere il 2 maggio prossimo, mentre il termine per il recepimento della direttiva è già scaduto il 17 gennaio scorso; sottolineata, pertanto, l'urgenza di procedere all'emanazione dello schema di decreto legislativo, che provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva (UE) 2017/2398, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 152 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 152 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega legislativa contenuta nella legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) per il recepimento della direttiva (UE) 2018/822; ricordato che nel maggio 2016 il Consiglio ECOFIN ha invitato "la Commissione a prendere in considerazione iniziative legislative in materia di norme sulla comunicazione obbligatoria delle informazioni obbligatorie, sulla base dell'azione 12 del progetto dell'OCSE sul BEPS, al fine di introdurre disincentivi più efficaci per gli intermediari che intervengono nell'ambito di sistemi di evasione o elusione fiscale"; considerato che sulla base di tali presupposti è stata adottata la direttiva (UE) 2018/822, che modifica la direttiva 2011/16/UE aggiungendo, tra le categorie di informazioni soggette all'obbligo di scambio automatico, anche quella relativa ai meccanismi transfrontalieri potenzialmente utilizzabili per attuare azioni di pianificazione fiscale aggressiva, al fine di rafforzare gli strumenti di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale; rilevato altresì che, a tal fine, la direttiva 2018/822 prevede l'introduzione dell'obbligo per gli intermediari di informare le autorità fiscali sui meccanismi transfrontalieri potenzialmente utilizzabili per attuare ipotesi di pianificazione fiscale aggressiva; valutato che lo schema di decreto provvede a dare compiuta attuazione alle disposizioni della direttiva (UE) 2018/822 e che stabilisce come data di entrata in efficacia della normativa il 1° luglio 2020, in linea con quanto previsto dalla direttiva, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 155 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 155 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, considerato che: - lo schema di decreto è stato predisposto in forza della delega legislativa contenuta nella legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) e nel rispetto dei criteri specifici di delega di cui all'articolo 7 della stessa legge, con la finalità di dare "compiuta" attuazione alla direttiva (UE) 2017/828, concernente l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti; - alla direttiva (UE) 2017/828 era già stata data attuazione con il decreto legislativo 10 maggio 2019, n. 49, emanato in base alla legge di delegazione europea 2016-2017; - il citato decreto legislativo n. 49 del 2019 non ha potuto adottare le idonee disposizioni sanzionatorie, poiché la delega legislativa di cui alla legge di delegazione 2016-2017 non reca criteri specifici di delega, rinviando unicamente ai criteri generali di delega, tra cui la lettera d) dell'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, secondo cui, in assenza di criteri specifici, la sanzione non può essere inferiore a 150 euro e superiore a 150.000 euro; considerato che i criteri specifici di delega di cui al citato articolo 7 della legge di delegazione 2018 prescrivono: - alla lettera a), di integrare il Codice delle assicurazioni private con i profili, relativi alla governance delle società assicurative, attinenti alla remunerazione, ai requisiti e ai criteri di idoneità dei dirigenti aziendali, dei soggetti che svolgono funzioni fondamentali e dei partecipanti al capitale, al fine di assicurarne la conformità alle disposizioni della direttiva 2009/138/CE sulle attività di assicurazione, alle disposizioni direttamente applicabili dell'Unione europea, nonché alle raccomandazioni, alle linee guida e alle altre disposizioni emanate dalle autorità di vigilanza europee in materia; - alla lettera b), di stabilire sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo a 2.500 euro e non superiori nel massimo a 10 milioni di euro; rilevato che lo schema di decreto legislativo provvede, all'articolo 2, ad adeguare l'impianto sanzionatorio di cui al Testo unico della finanza, al predetto criterio di delega di cui alla lettera b), e all'articolo 3, a modificare il Codice delle assicurazioni private secondo le indicazioni stabilite al criterio di delega di cui alla lettera a), formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi: 1) Con riferimento all'impianto sanzionatorio relativo alle violazioni della disciplina sulle remunerazioni societarie, introdotto dal decreto legislativo n. 49 del 2019, occorre rilevare che l'articolo 192-bis del TUF prevede al comma 1.1 che si applica "la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila a euro centocinquantamila ovvero le sanzioni previste dal comma 1, lettere a) e b)" (lettera a): dichiarazione pubblica indicante la persona giuridica responsabile della violazione; lettera b) ordine di eliminare le infrazioni contestate), senza distinzione tra le violazioni relative alla prima sezione della Relazione (sulla politica di remunerazione) e le violazioni relative alla seconda sezione (sui compensi corrisposti nell'anno precedente). La distinzione sarebbe, invece, opportuna, considerato che la prima sezione comprende sia obblighi di trasparenza, sia indicazioni relative a scelte discrezionali, e che queste ultime rispondono in buona parte a criteri di opportunità e di interpretazione, che come tali sono piuttosto sottoposti al vaglio dell'Assemblea degli azionisti e meno rispondenti a precisi obblighi giuridici sanzionabili dalle autorità. La seconda sezione, invece, comprende solo obblighi di trasparenza, idonei ad essere soggetti all'accertamento dell'autorità giudiziaria e oggetto pertanto alle sanzioni pecuniarie previste. Valutino, quindi, le Commissioni di merito l'opportunità di modificare i commi 1 e 1.1 dell'articolo 192-bis del TUF, per inserire nell'impianto sanzionatorio del comma 1, maggiormente adatto a profili di soggettività e discrezionalità, anche le violazioni delle norme di cui al comma 3 dell'articolo 123-ter, relative alla prima sezione sulla politica di remunerazione, lasciando al comma 1.1 (e al comma 1.1-bis previsto dallo schema di decreto) solo le sanzioni alle violazioni del comma 4 dell'articolo 123-ter, relativo alla seconda sezione della relazione, concernente le remunerazioni corrisposte nell'anno precedente. Si valuti, inoltre, l'opportunità di adeguare anche la sanzione minima di 10.000 euro, a quella indicata nel criterio di delega, pari a 2.500 euro. 2) Per quanto riguarda l'articolo 192-quinquies del TUF, inserito dal decreto legislativo n. 49 del 2019, relativo alle sanzioni per le violazioni alla disciplina sulle operazioni con parti correlate (operazioni tra la società quotata e soggetti ad essa collegati, da essa controllati o di essa controllanti), si rileva che questo si riferisce inadeguatamente alle fattispecie di cui all'articolo 190-bis, comma 1, lettera a), proprie della disciplina degli intermediari, che non hanno un rilievo concreto nel caso delle operazioni con parti correlate. Inoltre, l'articolo 192-quinquies non distingue tra i diversi gradi di responsabilità propri dei singoli amministratori, a seconda delle funzioni e ruoli ricoperti e della gravità della condotta. Valutino, quindi, le Commissioni di merito l'opportunità di modificare l'articolo 192-quinquies, nel senso di abrogare il riferimento alle condotte di cui all'articolo 190-bis, comma 1, lettera a), e commisurare le sanzioni a seconda che si tratti degli amministratori coinvolti nell'operazione, come definiti nell'articolo 2391-bis del codice civile e nel regolamento della Consob, che sono tenuti ad astenersi dalla delibera sull'operazione, oppure che si tratti degli amministratori che abbiano proposto o dato esecuzione alla operazione (gli "amministratori esecutivi") o agli altri amministratori (non esecutivi o indipendenti e, in ogni caso, non correlati) qualora abbiano contribuito con dolo o colpa grave alla violazione della disciplina. Infine, si valuti l'opportunità di ridurre il minimo edittale a 2.500 euro, come previsto dal criterio di delega di cui all'articolo 7 della legge di delegazione 2018.