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Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernenti la designazione del medico competente, l’istituzione del pronto intervento medico nel corso di tutto il ciclo lavorativo e la ricollocazione obbligatoria dei lavoratori con ridotte capacità lavorative. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge si introducono integrazioni e modifiche al decreto legislativo n. 81 del 2008 (noto come testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro). Si intende innanzitutto modificare la designazione della figura del medico competente, al fine di sottrarlo al rapporto gerarchico con il datore di lavoro; si assicura il pronto intervento medico nel corso di tutto il ciclo lavorativo, anche notturno, nelle aziende individuate dall'articolo 31 del decreto legislativo n. 81 del 2008; si prevede che, in caso di sopraggiunta inidoneità alla mansione specifica esercitata, il lavoratore possa essere «sempre» adibito a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori, garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Sono infatti sempre più numerose le segnalazioni che arrivano alle organizzazioni sindacali riguardo al comportamento non sempre «idoneo» da parte dei «medici competenti» che, in molti casi, non assolvono al ruolo loro assegnato dalla normativa e dalla giurisprudenza. La sentenza n. 1856 del 2012 della Corte di cassazione dice chiaramente che, in relazione ai rischi a cui sono esposti i lavoratori, il medico competente non è il mero esecutore delle decisioni prese dal capo azienda o dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), ma deve svolgere una propria funzione più amplia e autonoma. Pertanto, il medico competente, per attivare la sorveglianza sanitaria più adeguata, non deve basarsi solo sulle informazioni del datore di lavoro ma, agendo di propria iniziativa, è tenuto a raccogliere notizie e conoscenze sull'ambiente di lavoro, sulla postazione lavorativa e sulle caratteristiche delle mansioni svolte dai lavoratori. Tutta l'attività di sorveglianza sanitaria, come la periodicità delle visite, le eventuali visite specialistiche, gli esami clinici e radiologici necessari, deve sempre essere la risultanza di una autonoma valutazione del medico competente dopo che abbia visitato gli ambienti di lavoro, parlato con i lavoratori e si sia consultato con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Ma non solo. Tra le funzioni del medico competente deve esserci anche quella di potere autonomamente adottare iniziative idonee ai fini della prevenzione e della sicurezza del luogo di lavoro. Anche il medico competente deve concorrere a prevenire i rischi, a eliminarli prima che siano attivati, o al limite, al loro insorgere. La direttiva 89/391/CEE prescrive la prevenzione intesa come primaria, cioè rivolta a evitare i rischi e a combatterli alla radice, prima che si manifestino nei luoghi di lavoro; generale, cioè riguardante l'intera situazione di lavoro; programmata, cioè concepita anticipatamente e in termini generali; integrata nella concezione delle situazioni di lavoro. Tale indirizzo implica un obbligo di analisi del lavoro, una valutazione generale ed esaustiva, con il pieno coinvolgimento dei lavoratori, fondata oggettivamente su criteri documentati, di forma interattiva, rivolta al miglioramento continuo delle condizioni di lavoro. Tale compito spetta anche al medico competente, che deve prevenire, oltre a curare, le situazioni a rischio. Un compito sempre più difficile da applicare, a fronte di modifiche normative che disattendono queste prescrizioni, norme che semplificano le procedure prevenzionali a carico delle imprese, di fatto riducendo le loro responsabilità e nel contempo riducendo ulteriormente le sanzioni per le imprese inadempienti in materia di sicurezza, precludendo agli stessi rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) la realizzazione di una efficace tutela della salute dei lavoratori attraverso una vera prevenzione dai rischi. Per queste ragioni è necessario che il medico competente non sia gerarchicamente subordinato al datore di lavoro che, di fatto, può impedire allo stesso medico di assumere iniziative autonome, che potrebbero non coincidere con le proprie. Con l'articolo 1 si prevede che il medico competente debba essere nominato dall'azienda sanitaria locale competente territorialmente e non già dal datore di lavoro, come attualmente previsto dalla normativa. Introdurre l'obbligo del pronto intervento sanitario, ovvero della presenza di personale medico nel corso di tutto il ciclo lavorativo, anche notturno, quantomeno nelle aziende individuate dall'articolo 31 del decreto legislativo n. 81 del 2008, è l'altro obiettivo che ci poniamo con questo disegno di legge. Si prevede la presenza di un medico e non genericamente di personale sanitario perché, a fronte degli incidenti, anche mortali, che accadono in fabbrica, solo la competenza medica è competente per affrontare le situazioni a rischio. Con l'articolo 2 si vuole inserire l'obbligo per il datore di lavoro di ricollocare il lavoratore con ridotte capacità lavorative: la norma deve assicurare che, in caso di sopraggiunta inidoneità alla mansione specifica esercitata, il lavoratore possa essere «sempre», e non già «ove possibile», adibito a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori, garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. La più recente normativa in materia di lavoro purtroppo incoraggia abusi nei confronti di lavoratori con ridotte capacità lavorative. Vogliamo segnalare che, a questo proposito, un problema urgente da affrontare riguarda i lavoratori inidonei anziani, attivando preventivamente una procedura che veda il coinvolgimento della intera RSU (rappresentanza sindacale unitaria), del RSPP e del medico competente, tale da poter individuare una lista di compiti e posti di lavoro potenzialmente adatti a soggetti patologici, partendo eventualmente dall'esempio tedesco, ove è stato collocato a cinquantotto anni il limite d'età per operare su linee vincolate: si possono individuare sbarramenti simili, sapendo che per un soggetto con limitazioni le postazioni adatte devono prevedere un adeguato tempo di recupero, un limitato uso della forza, movimenti e posture che non comportino un elevato impegno delle articolazioni. Riteniamo che il riferimento istituzionale nel campo della salute debba rimanere la riforma sanitaria prevista dalla legge n. 833 del 1978, che considera la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro come una delle azioni fondamentali per la più generale prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini e come tale la pone tra i compiti essenziali del Servizio sanitario nazionale, individuando le azioni per il mantenimento di una buona salute dei lavoratori come risorsa anche per la produzione, piuttosto che un costo improduttivo.. 1 1 Il comma 2 dell'articolo 39 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è sostituito dai seguenti: « 2 . Ai fini della individuazione del medico competente, il datore di lavoro si rivolge all'azienda sanitaria competente territorialmente, la quale provvede alla designazione del professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 38, attingendo dall'albo specialistico ambulatoriale tenuto presso la medesima azienda sanitaria locale o di altra azienda sanitaria nell'ambito della regione. 2- bis. Il medico competente risponde del proprio operato all'azienda sanitaria di provenienza. 2- ter. Gli oneri per le prestazioni assolte dal medico competente sono determinati dall'azienda sanitaria di provenienza e sono integralmente posti a carico del datore di lavoro. 2- quater. Le aziende di cui al comma 6 dell’articolo 31 devono assicurare la presenza del medico competente nel corso di tutto il ciclo lavorativo. 2- quinquies. Al fine di assicurare la disponibilità del medico nel corso di tutto il ciclo lavorativo, ai sensi del comma 2- quater , le aziende possono nominare medici sostituti del medico competente, designati dall'azienda sanitaria locale di cui al comma 2. 2- sexies. Il dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale competente per territorio predispone un apposito regolamento cui il medico competente si deve attenere nello svolgimento dei suoi compiti. La regione definisce le linee guida per la formulazione di detto regolamento». 2 1 All'articolo 42, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole: «, ove possibile,» sono soppresse.