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Art. 5. Carni di selvaggina uccisa. 1. Gli scambi di selvaggina uccisa di cui al paragrafo 7 dell'art. 10 dell'accordo annesso alla precitata convenzione sono estesi alle carni appartenenti agli animali delle seguenti specie: - alce (Alce alces); - antilope asiatica o saiga (Saiga tatarica); - camoscio (Rupricapra rupricapra); - capriolo (Capreolus capreolus); - cervo (Cervus elaphus); - cinghiale (Sus scrofa); - daino (Dama dama); - eventualmente altri da definirsi in futuro. 2. Le carni di cui al precedente paragrafo devono soddisfare alle condizioni sanitarie, per quanto applicabili, stabilite per le carni equine, bovine, suine, ovine e caprine nell'accordo annesso alla precitata convenzione, nonché alle condizioni seguenti: a) provenire da animali uccisi a caccia e originari da una Repubblica o da una regione, nel caso si tratti di una Repubblica suddivisa in regioni, indenne: - da almeno dodici mesi da afta epizootica sostenuta da virus di tipo esotico e da peste bovina, qualora si tratti di carni di ruminanti: - da almeno dodici mesi da afta epizootica sostenuta da virus di tipo esotico e da pesti suine (classica e africana), qualora si tratti di carni di cinghiale; - da almeno tre mesi da afta epizootica sostenuta da virus non esotici (A5, O1, C); b) essere lavorate e preparate in stabilimenti rispondenti alle norme di cui all'art. 9 dell'accordo annesso alla precitata convenzione e nel rispetto delle garanzie previste dallo stesso art. 9; c) aver subito, se trattasi di carni di cinghiale, un esame trichinoscopico con esito negativo ed essere state sottoposte a congelazione rapida a 25 gradi centigradi per almeno venti giorni; d) essere contrassegnate da un bollo a placca o da un bollo a fuoco o da un bollo ad inchiostro al metilvioletto. La carcassa deve recare almeno 5 bolli, le parti di carcasse almeno 1 bollo per ogni pezzo. Il bollo deve recare le indicazioni di cui al paragrafo 20 del capitolo IV dell'annesso C all'accordo allegato alla precitata convenzione; e) essere presentate e trasportate: - allo stato di refrigerazione (escluse quelle di cinghiale): in tal caso devono essere state sottoposte e mantenute ad una temperatura a cuore compresa fra 0 e + 4 gradi centigradi; - allo stato di congelazione: in tal caso devono essere state sottoposte e mantenute ad una temperatura a cuore non inferiore a - 25 gradi centigradi per i cinghiali e - 10 gradi centigradi per le carni di altri tipi di selvaggina; f) essere presentate in: - carcasse intere completamente eviscerate, con o senza pelle, con o senza testa, con o senza la parte distale degli arti; - mezzene con osso, senza pelle; - quarti con osso, senza pelle; - cosciotti con osso, senza pelle; - spaia, con, osso, senza pelle; - quarti senza osso, in un solo pezzo; - cosciotti disossati, in un solo pezzo; - spalle disossate in un solo pezzo; g) essere imballate in un involucro di tela, di plastica o di altro materiale che assicuri la stessa protezione e igienicamente rispondente, qualora vengano presentate in carcasse, mezzene e quarti. Nel caso vengano invece presentate in cosciotti o spalle con o senza osso devono essere avvolte direttamente, per ogni singolo pezzo, in un involucro trasparente, incolore, inodore e imputrescibile e successivamente imballate in cartoni o casse legate con filo metallico o con altro sistema che ne impedisca la manomissione; ogni cartone o cassa può contenere un singolo pezzo o più pezzi aventi la stessa base anatomica. I cartoni o le casse devono recare esternamente, oltre al bollo veterinario di cui alla precedente lettera d) le indicazioni seguenti: - denominazione e sede dello stabilimento; - denominazione della specie animale; - denominazione anatomica o merceologica delle parti di carcassa; - peso netto; - data del confezionamento; h) essere accompagnate durante il trasporto da un certificato sanitario, redatto in italiano ed in russo, conforme all'allegato modello 11-bis, rilasciato secondo le disposizioni dell'art. 3 dell'accordo annesso alla precitata convenzione; i) essere trasportate alle condizioni di cui ai paragrafi 3, 4, 5, 6 e 8 del capitolo II dell'annesso D all'accordo allegato alla precitata convenzione. 3. Oltre alle carni di cui al paragrafo 6 dell'art. 9 dell'accordo annesso alla precitata convenzione, non possono essere destinate agli scambi le carni ottenute da animali: - morti per cause diverse dall'uccisione a caccia; - che non siano stati prontamente dissanguati ed eviscerati; - denutriti, malati o in decomposizione; - provenienti da zone ove siano state collocate esche avvelenate per la distruzione di animali selvatici o da zone ove siano state applicate al suolo o ai pascoli sostanze chimiche velenose o pericolose; non possono inoltre essere destinate agli scambi le carni: - di colore, odore, sapore e consistenza anormali; - insufflate; - trattate con sostanze conservanti, inteneritrici, con raggi ultravioletti, con radiazioni ionizzanti o con sostanze nocive o suscettibili di rendere eventualmente il consumo delle carni pericoloso o nocivo per la salute dell'uomo; - trattate o venute a contatto con sostanze che influiscano sulle loro caratteristiche organolettiche, sulla loro salubrità e conservabilità; - adulterate, insudiciate o comunque in condizioni igieniche non ineccepibili.