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SENT. 135/05. AMBIENTE - INDUSTRIA - PREVENZIONE DEI PERICOLI DI INCIDENTI RILEVANTI CONNESSI CON DETERMINATE SOSTANZE PERICOLOSE - IMPIANTO INDUSTRIALE DI MERANO - ISPEZIONE MINISTERIALE - RICORSO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - DENUNCIATA LESIONE DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE E AMMINISTRATIVE CONCORRENTI DELLA PROVINCIA AUTONOMA IN MATERIA DI IGIENE E SANITÀ, DELLA COMPETENZA PRIMARIA IN MATERIA DI PREVENZIONE E PRONTO SOCCORSO PER CALAMITÀ PUBBLICHE, DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN TEMA DI SERVIZI ANTINCENDI, DEL PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE - REIEZIONE - SPETTANZA ALLO STATO DELLA COMPETENZA CONTESTATA.. Spetta allo Stato e, per esso al Direttore generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio - Dipartimento per la protezione ambientale - Direzione per l’inquinamento e i rischi industriali, disporre nel territorio della Provincia di Bolzano una ispezione presso lo stabilimento MEMC Elettronic Materials s.r.l. e istituire la commissione incaricata di svolgere la suddetta ispezione, al fine di accertare l’adeguatezza delle misure adottate dal gestore per la prevenzione di incidenti rilevanti. La Corte ha già avuto modo di rilevare che la disciplina industriale a rischio di incidenti rilevanti sia riconducibile alla tutela dell’ambiente, di cui alla lettera s) dell’art. 117, secondo comma, della Costituzione, la quale, pur configurandosi come una competenza statale connessa e intrecciata inestricabilmente con altri interessi e competenze regionali concorrenti, tuttavia riconosce in capo allo Stato il potere di fissare standard di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale, come pure possono risultare legittimi interventi posti in essere dalla regione, finalizzati alla cura di interessi funzionalmente collegati con quelli propriamente ambientali. Nell’ambito, quindi, del potere di effettiva tutela dell’ambiente riservato allo Stato rientrano anche le potestà amministrative necessarie a garantire l’adeguatezza degli standard di precauzione, con la conseguenza che va riconosciuta la permanenza di un potere ispettivo generale in capo al Ministro dell’ambiente, costituendo l’art. 25, comma 6, del decreto legislativo n. 334 del 1999, che lo prevede, norma fondamentale cui la provincia di Bolzano è tenuta ad adeguarsi. Tale potere, tuttavia, competeva al Ministro anche in relazione alla circostanza che nella Provincia di Bolzano opera tuttora la disciplina transitoria prevista dall’art. 25, comma 2 del predetto decreto legislativo n. 334 del 1999 in tema di verifiche ispettive e, in questa fase transitoria deve escludersi che sussista a carico del Ministro dell’ambiente l’onere di preavvertire la Provincia autonoma circa l’effettuazione di una verifica ispettiva presso un impianto a rischio di incidente rilevante. - V. sentenza richiamata n. 407/2002. - V., in relazione alla configurabilità di alcune delle competenze indicate dall’art. 117, secondo comma, della Costituzione come competenze del legislatore statale idonee ad investire una pluralità di materie, sentenze nn. 507 e 54/2000, 382/1999 e 273/1998 con riferimento alla situazione preesistente alla riforma del titolo V della Costituzione.