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ORD. 197/05. CIRCOLAZIONE STRADALE - GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - SANZIONE ACCESSORIA DELLA SOSPENSIONE DELLA PATENTE DI GUIDA - APPLICABILITÀ PRIMA DELL’ACCERTAMENTO IN SEDE PENALE DELLA COLPEVOLEZZA DELL’IMPUTATO - CARENZA DI MOTIVAZIONE SUI PARAMETRI ASSUNTI VIOLATI, CENSURA DI NORMA INCONFERENTE - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 218 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo codice della strada), sollevata in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui consente al prefetto di applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida prima che il giudice in sede penale abbia valutato la colpevolezza dell'imputato in ordine all'infrazione al codice della strada (nella specie, guida in stato di ebbrezza) prevista come reato. Infatti l'ordinanza di remissione, in punto di non manifesta infondatezza della questione, è assolutamente priva di motivazione, poiché omette di spiegare le ragioni del ritenuto contrasto della norma denunciata con i parametri evocati e, in punto di rilevanza, essa, per un verso, si connota per scarsa chiarezza nell'esposizione oltre che per lacunosità nella individuazione della fattispecie oggetto del giudizio 'a quo' e, per altro verso, censura una norma inconferente, posto che risulta denunciato l'art. 218 del codice della strada, relativo alla sospensione della patente di guida quale sanzione accessoria ad una sanzione amministrativa, là dove la sospensione della patente di guida quale sanzione accessoria ad un reato è disciplinata dall'art. 223, comma 3, dello stesso codice. - Sulla sospensione della patente di guida quale sanzione accessoria ad un reato, v. citate ordinanze n. 194/2004 e n. 217/2003.