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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 89 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,15. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta, da parte del Gruppo del Partito Democratico, la pubblicità dei lavori della seduta odierna e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. IN SEDE REFERENTE 214-515-805-B (riduzione del numero dei parlamentari) DDL 214-515-805-B Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 giugno. Riprende la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) ribadisce il voto contrario di Forza Italia, già annunciato dal senatore Vitali nella scorsa seduta. L'orientamento inizialmente favorevole, infatti, era connesso alla previsione di ulteriori interventi, che consentissero di inscrivere la riduzione del numero dei parlamentari in una riforma organica e complessiva. Al contrario, la maggioranza non ha rinunciato alla prospettiva di prevedere modifiche puntuali della Carta costituzionale, che tuttavia possono determinare squilibri, a suo avviso rischiosi per la tenuta del sistema democratico. Ricorda che già nel 2005 Forza Italia, insieme ad Alleanza Nazionale e alla Lega Nord, propose di ridurre il numero dei deputati da 630 a 518 e quello dei senatori da 315 a 252, prevedendo al contempo il superamento del bicameralismo perfetto, con l'istituzione di un Senato federale, e la modifica della forma di Governo, in una logica, però, di checks and balances . A suo avviso, con il disegno di legge costituzionale in esame non si intende migliorare la qualità e la speditezza dell'attività legislativa, quanto piuttosto sostenere o addirittura alimentare, con finalità demagogiche, il sentimento dell'antipolitica. Del resto, non sono stati quantificati con certezza i risparmi che discenderebbero da una riduzione del numero dei parlamentari, anzi a suo avviso si potrebbero anche determinare ulteriori oneri. Tra l'altro, l'applicazione del sistema elettorale vigente a un numero di parlamentari ridotto nella consistente misura del 36,5 per cento, potrebbe produrre effetti distorsivi sotto il profilo della rappresentanza democratica, a causa di collegi uninominali di dimensioni eccessive, che comporterebbero campagne elettorali molto dispendiose e il rischio di fenomeni di voto di scambio. Infine, ritiene che, in assenza di correttivi, la riforma influirà in modo negativo anche sull'elezione del Presidente della Repubblica, dei parlamentari all'estero e dei giudici della Corte costituzionale. Il senatore LA RUSSA ( FdI ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede di sapere quando si concluderà la discussione generale. Fa presente, infatti, che nella giornata di domani è prevista una riunione del suo Gruppo proprio per discutere del nuovo orientamento di Forza Italia sul disegno di legge costituzionale in esame. Inoltre, in mattinata, a Napoli, si svolgeranno i funerali dell'ex senatore Pontone, venuto a mancare nella giornata odierna. Alla luce di tali considerazioni, pur mantenendo una posizione favorevole sul provvedimento, preferirebbe rinviare il proprio intervento in discussione. Chiede quindi di prevedere termini più ampi per il dibattito, rinviandone la conclusione a giovedì 4 luglio o alla prossima settimana. Il PRESIDENTE precisa che, nella scorsa seduta, si è convenuto di proseguire oggi la discussione generale, fino a quando vi saranno richieste di intervento. Ricorda inoltre che il provvedimento è iscritto nel calendario dei lavori di Assemblea per la prossima settimana. Il senatore LA RUSSA ( FdI ) insiste nella propria richiesta, assicurando di non avere alcun intento dilatorio. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) interviene a sostegno della richiesta del senatore La Russa, nel rispetto di una prassi istituzionale consolidata, considerato tra l'altro che l'esame in Assemblea inizierà solo qualora sia stato approvato per tempo in Commissione. Dopo aver ricordato che nella giornata di domani molti parlamentari parteciperanno alle esequie del senatore Pontone, ritiene opportuno che il dibattito prosegua senza forzature. Del resto, è evidente che le opposizioni non intendono adottare atteggiamenti ostruzionistici, non essendo previsto un elevato numero di iscritti a parlare. Il senatore PARRINI ( PD ) si associa alle considerazioni del senatore Schifani. Nel ribadire l'assenza di intenti dilatori da parte del Partito democratico, che tuttavia mantiene un orientamento molto critico sul provvedimento, ritiene inopportuno non tenere conto delle esigenze segnalate dal senatore La Russa. Il senatore GRASSI ( M5S ) si dichiara contrario a un ulteriore rinvio della discussione. Del resto, il provvedimento è ormai in seconda deliberazione e il testo non è più emendabile, per cui sarebbe preferibile concludere la discussione generale. Il senatore LA RUSSA ( FdI ) precisa di non aver chiesto un rinvio, ma soltanto di fissare un termine preciso per la conclusione del dibattito, eventualmente per domani pomeriggio o giovedì mattina. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver ricordato che in Commissione non è possibile prestabilire l'orario delle votazioni, sottolinea che la discussione generale era già iniziata nella seduta del 25 giugno, nel corso della quale sono intervenuti alcuni colleghi, tra cui il senatore Vitali, che aveva già esplicitato l'orientamento contrario del Gruppo di Forza Italia. Il PRESIDENTE ritiene preferibile proseguire la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) ritiene che sarebbe opportuno accogliere l'istanza rappresentata dal senatore La Russa, per una questione di correttezza nei rapporti istituzionali, anche al fine di non creare spiacevoli precedenti. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ) ribadisce che, per una consolidata prassi di correttezza istituzionale e politica, il Presidente dovrebbe tenere conto delle esigenze motivate espresse da un Capogruppo, evitando di limitare i tempi del dibattito, tanto più che non vi sono urgenze particolari né intenti ostruzionistici. Qualora il Presidente intenda confermare la propria decisione, assunta in modo monocratico, dichiara che rinuncerà a intervenire in discussione generale. Il senatore CASTALDI ( M5S ) ritiene eccessivo imputare al Presidente la volontà di forzare i tempi del dibattito, tra l'altro adducendo motivazioni pretestuose. La discussione generale è stata avviata la scorsa settimana, dunque il senatore La Russa avrebbe avuto il tempo necessario per un confronto all'interno del suo Gruppo sul nuovo orientamento assunto dagli esponenti di Forza Italia. Conviene quindi con il senatore Grassi circa l'opportunità di concludere il dibattito su un provvedimento giunto ormai alla terza lettura. Il senatore PARRINI ( PD ) osserva che all'ordine del giorno della Commissione vi sono altri importanti provvedimenti da esaminare, sui quali ci si può soffermare nella seduta odierna, per cui ritiene irragionevole la volontà di concludere oggi la discussione generale sul disegno di legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. Il PRESIDENTE ribadisce la propria intenzione di proseguire la discussione generale sul provvedimento in titolo. Il senatore LA RUSSA ( FdI ) chiede un'inversione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno. L'eventuale rifiuto di accogliere anche questa richiesta sarebbe irragionevole, dal momento che non si verificherebbe un rinvio dell'esame del provvedimento in Assemblea, previsto per martedì 9 luglio. Si potrebbe pensare, allora, che la volontà della maggioranza di concludere in fretta l' iter di questo provvedimento risponda solo a esigenze mediatiche, una decisione politica di parte, volta a rafforzare una maggioranza di Governo in difficoltà. Chiede che la propria proposta sia posta in votazione. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che la proposta del senatore La Russa sia inammissibile in questa fase, essendo già iniziata la discussione del disegno di legge costituzionale in titolo. Il PRESIDENTE conferma la propria decisione di proseguire la discussione generale. Riprende quindi la discussione generale. Il senatore LA RUSSA ( FdI ) ricorda di essere stato tra i primi, in passato, a prefigurare una diversa composizione delle Camere. Tale innovazione, però, era posta in relazione ad altre modifiche, quali l'elezione diretta del Capo dello Stato, una maggiore autonomia delle Regioni, il superamento del bicameralismo perfetto, una profonda revisione dei Regolamenti parlamentari. A suo avviso, la sola riduzione del numero dei parlamentari, invece, potrebbe compromettere la funzionalità del Parlamento: a tale proposito, sarebbe necessario prevedere una modifica delle norme regolamentari di Camera e Senato sulla composizione dei Gruppi, in quanto altrimenti solo i partiti più grandi potrebbero agevolmente raggiungere il numero minimo necessario. Esprime disappunto per il rifiuto della Presidenza di accogliere l'esigenza rappresentata a nome del proprio Gruppo di differire la conclusione del dibattito per consentire una più ampia partecipazione. A suo avviso, sarebbe stato preferibile un atteggiamento più conciliante, anche per favorire un'intesa più larga, soprattutto dopo il mutamento di opinione dei rappresentanti di Forza Italia, il cui Gruppo è il secondo in Senato per consistenza numerica. Pur mantenendo al momento una posizione favorevole sulla riduzione del numero dei parlamentari, annuncia che non parteciperà al voto, abbandonando immediatamente i lavori della Commissione. Il senatore SCHIFANI ( FI-BP ), preso atto che il senatore La Russa ha esercitato il proprio diritto a intervenire nel dibattito, sebbene sia stata respinta la sua legittima richiesta di avere tempi più ampi a disposizione, reputa a questo punto opportuno partecipare alla discussione generale. Nel ritenere che la volontà della maggioranza di affrettare i tempi sia determinata da esigenze di tipo mediatico, sottolinea che la perplessità del proprio Gruppo riguarda non tanto la riduzione del numero dei parlamentari, che in passato è stata proposta anche dal centro-destra, quanto l'inopportunità di modificare la Costituzione con interventi puntuali, senza una visione complessiva. Ricorda che, in prima lettura, Forza Italia aveva votato a favore del provvedimento ma esprimendo una riserva e cioè che, nel frattempo, la maggioranza formulasse ulteriori proposte di modifica. Per esempio, sarebbe stato necessario definire con più precisione il riparto di competenze tra Stato e Regioni, per evitare che continui ad aumentare il contenzioso davanti alla Corte costituzionale sulle materie di legislazione concorrente, con conseguente situazione di paralisi e incertezza per gli enti locali. Si sarebbe potuto altresì intervenire sulla forma di Governo, in linea con le attese dei cittadini, ed emanare provvedimenti attuativi degli articoli 49 e 111 della Costituzione. Sarebbe stato preferibile, infine, differenziare i compiti delle Camere. Su queste riforme, Forza Italia avrebbe offerto il proprio contributo, con un approccio responsabile e collaborativo. Conclude censurando ancora una volta la gestione dei lavori da parte della Presidenza, che - a suo avviso - ha incomprensibilmente rifiutato di rinviare la conclusione del dibattito a giovedì. Poiché nessun altro chiede di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo in replica, ricorda che già in occasione del dibattito in prima lettura vi è stato un ampio dibattito circa l'opportunità di prevedere modifiche puntuali della Costituzione, anche in vista di un eventuale referendum confermativo, al fine di evitare quesiti eccessivamente complessi. Respinge, quindi, le critiche, secondo cui - senza una riforma organica - vi sarebbe addirittura il rischio di alterare gli equilibri delle istituzioni democratiche. Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, ricorda che il provvedimento era già stato inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea per la scorsa settimana, ma successivamente era stato previsto un rinvio al 9 luglio proprio perché non c'erano ragioni di urgenza. Infatti, la Camera dei deputati non potrà esaminare il testo prima dell'inizio di agosto, non essendo ancora trascorsi i tre mesi per la seconda deliberazione, previsti dall'articolo 138 della Costituzione. Ritiene, quindi, che il dibattito sia stato svolto in tempi congrui. Conclude auspicando che la legge costituzionale sia sottoposta a referendum confermativo, in modo da consentire un ampio confronto pubblico sull'opportunità di ridurre il numero dei parlamentari. Si passa quindi alla votazione del mandato al relatore. Il senatore VITALI ( FI-BP ) interviene in dichiarazione di voto, domandandosi il senso dell'atteggiamento di chiusura assunto dalla Presidenza a fronte della richiesta di rinvio del senatore La Russa, a suo avviso riscontrabile nella fretta della maggioranza, che intende presentare al popolo un provvedimento che ammicca al sentimento antipolitico. Per questa stessa ragione, ritiene anche che il mancato raggiungimento del quorum dei due terzi e la celebrazione di un referendum possano essere uno scenario auspicato dalle forze di governo. Si tratta però, a suo avviso, di una politica di breve termine, che non tiene conto della prospettiva futura del Paese e gioca sulla diffidenza verso l'istituzione parlamentare. Pur convinto della necessità di una riduzione del numero dei parlamentari, ribadisce che la propria parte politica ritiene necessario accompagnarla ad alcune altre riforme, come un ripensamento del bicameralismo perfetto, che avrebbe consentito di conseguire la maggioranza dei due terzi. Evidenzia anche il rischio che la sola riduzione abbia effetti disfunzionali sull'attività parlamentare, a partire dalle commissioni, che si troverebbero ad operare con una composizione particolarmente ridotta. Manifesta poi stupore per l'atteggiamento masochistico assunto dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, che risulterebbe particolarmente svantaggiato da un rinnovo delle Camere nella loro composizione ridotta, anche se, forse, occorre tenere conto della contemporaneità con l'istituzione del referendum propositivo, fortemente voluto da quella parte politica e passibile di indebolire ulteriormente l'istituzione parlamentare. Nel preannunciare il voto contrario del Gruppo di Forza Italia, precisa che questa posizione non è finalizzata alla conservazione di seggi, ma dettata da senso di responsabilità, poiché la riduzione degli eletti, se adottata isolatamente, renderà meno fluide le procedure parlamentari e ridurrà gli spazi di rappresentanza. A tal fine sarebbe stato sufficiente almeno accompagnare questa revisione costituzionale a una reale riforma della legge elettorale. Il senatore PARRINI ( PD ) si associa alla denuncia dello strappo consumatosi poc'anzi con la mancata concessione del rinvio della discussione, il che trova giustificazione solo nei rapporti interni tra le forze di governo. Si tratta a suo avviso di un provvedimento demagogico, che cerca un facile consenso senza affrontare il tema reale dell'efficienza delle Camere. Anche per quanto riguarda i risparmi prospettati, che ammonterebbero a 45 milioni di euro annui, si tratta di ben poca cosa rispetto alle decine di miliardi di euro che ogni anno lo Stato italiano versa ai propri creditori a motivo dell'elevato differenziale nel rendimento dei titoli di stato rispetto agli altri partner europei: una politica del Governo più responsabile permetterebbe di ottenere vantaggi economici assai più ampi. Nel merito, ricorda come non si sia inteso interrogarsi sui limiti del bicameralismo paritario, né su un ripensamento dei rapporti centro-periferia, né sulle necessarie riforme dei Regolamenti parlamentari: si tratta di un intervento superficiale che non porterà vantaggi ma anzi, accompagnato dalla modesta riforma della legge elettorale, produrrà collegi uninominali di estensione senza pari in Europa, condannando peraltro le regioni più piccole a non avere, a causa delle soglie implicite, rappresentanti dell'opposizione in Senato. Sarebbe stato ben più utile per il Paese dedicarsi all'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione sui partiti politici, ma comprende che ciò richiederebbe requisiti di trasparenza interna e democraticità che non si riscontrano nell'organizzazione delle attuali forze di maggioranza. Preannuncia quindi un voto contrario del Gruppo del Partito Democratico. Il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ) conferma a nome del proprio Gruppo il voto favorevole già espresso in sede di prima deliberazione, ricordando tuttavia come i movimenti politici che rappresentano in Senato le minoranze linguistiche aspirerebbero a una ben più ampia riforma in senso federale dello Stato e della Camera alta. Poiché nessun altro chiede di intervenire in dichiarazione di voto, il Presidente, previa verifica del numero legale, pone ai voti il conferimento del mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea, in seconda deliberazione, sul disegno di legge, che è approvato dalla Commissione. 1089 (Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum DDL 1089 Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 giugno. Il relatore GRASSI ( M5S ), anche a nome del collega Augussori, dà conto della disponibilità ad accogliere modifiche al testo nel senso prospettato da diverse proposte emendative. A seguito di una richiesta avanzata dal senatore VITALI ( FI-BP ), a motivo dell'imminenza della seduta dell'Assemblea, la fase dell'illustrazione degli emendamenti è rinviata alla seduta convocata per domani mattina. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1144 e 720) Distacco-aggregazione comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio DDL 1144 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione DDL 720 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione DDL 959 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione Doc nn. 326 - e petizioni Doc 351 ad essi attinenti e (Rinvio del seguito dell'esame congiunto) Il PRESIDENTE comunica che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio, per la cui espressione si attende l'invio della relazione tecnica da parte del Governo, auspicando che ciò avvenga in tempi tali da consentire la sottoposizione all'Assemblea secondo il calendario dei lavori. La Commissione prende atto. (897 e conn.) prevenzione di maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità DDL 200 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 262 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 264 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio DDL 546 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 1020 Modifica all'articolo 61 del codice penale, in materia di circostanza aggravante comune per i delitti commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di minori all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, e altre disposizioni per garantire la sicurezza presso le medesime strutture DDL 1034 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'8 maggio. Il PRESIDENTE informa che la relatrice Giammanco ha presentato alcuni emendamenti riferiti al provvedimento in titolo, pubblicati in allegato, e che sono stati inoltre presentati alcuni subemendamenti ad essi riferiti, anch'essi pubblicati in allegato. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (ag N. 93) Schema di decreto ministeriale recante organizzazione e servizio degli steward negli impiantisportivi Doc n. 93 Schema di decreto ministeriale recante organizzazione e servizio degli steward negli impianti sportivi (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 2-t er , comma 1, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n. 41. Esame e rinvio) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, riferisce sullo schema di decreto ministeriale in esame, che interviene sull'organizzazione e il servizio degli steward negli impianti sportivi. In particolare, il provvedimento riscrive interamente il decreto del Ministro dell'interno 8 agosto 2007, recante "Organizzazione e servizio degli steward negli impianti sportivi", emanato in attuazione dell'articolo 2- ter del decreto-legge n. 8 del 2007, prevedendone la relativa abrogazione. Come evidenziato nella relazione illustrativa, l'intervento è finalizzato a conferire organicità, chiarezza e precisione alle disposizioni concernenti il servizio svolto dagli steward . Al riguardo, segnala che l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, di cui all'articolo 1- octies del decreto-legge n. 28 del 2003, ha formulato osservazioni e proposte di modifica del decreto ministeriale 8 agosto 2007 volte a riordinare la disciplina dello stewarding in un'ottica di maggiore sicurezza e fruibilità degli impianti sportivi. Nel dettaglio, lo schema in esame si compone di 9 articoli e di 5 allegati. In questi ultimi sono confluite numerose disposizioni tecniche presenti nell'articolato del precedente decreto ministeriale. L'articolo 1 definisce l'oggetto e l'ambito di applicazione del provvedimento, richiamando le fonti normative cui intende dare attuazione. Nello specifico, il decreto stabilisce i requisiti, le modalità di selezione e di formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi ove si svolgono competizioni calcistiche, di accoglienza e instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi, nonché le modalità di collaborazione dei predetti incaricati con le Forze dell'ordine. Il decreto individua, inoltre, gli ulteriori servizi affidati al citato personale relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo, per il cui espletamento non è richiesto l'esercizio di pubbliche potestà o l'impiego operativo di personale appartenente alle Forze di polizia. È poi ampliato il precedente ambito di operatività - limitato agli impianti con capienza superiore ai 7.500 posti - prevedendo che il provvedimento trovi applicazione in tutti gli impianti sportivi dove si svolgono competizioni calcistiche professionistiche e negli impianti sportivi ove si svolgono competizioni calcistiche dilettantistiche con capienza superiore ai 7.500 posti. Si segnala, in proposito, che la relazione illustrativa rileva come tale regola trovi già applicazione in forza del protocollo stipulato nel 2014 tra l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e la Lega Pro. L'articolo 2 contiene la definizione di alcuni termini ricorrenti nel decreto e negli allegati. L'articolo 3 individua i servizi che possono essere svolti dagli steward e delinea il sistema di figure professionali sulle quali è organizzato lo stewarding . È inoltre demandata all'allegato D la definizione delle modalità di collaborazione con le Forze di polizia e dei servizi ausiliari dell'attività di polizia relativi ai controlli nell'ambito dell'impianto sportivo. All'allegato E è invece affidata la definizione delle caratteristiche dell'abbigliamento di riconoscimento in dotazione agli steward. L'articolo 4 rinvia all'allegato A per la definizione dei requisiti e delle modalità di selezione degli steward e all'allegato C per le modalità di formazione. Prevede, inoltre, l'istituzione, per ogni figura professionale, del libretto professionale personale - come definito nell'allegato E - che, insieme all'abbigliamento di riconoscimento, rappresenta uno degli strumenti per l'individuazione degli steward . L'articolo 5 definisce le specifiche responsabilità connesse al servizio di stewarding ricadenti sulle società organizzatrici delle competizioni calcistiche. Sono inoltre precisate le modalità alternative alla gestione diretta da parte della società sportiva, con le quali possono essere assicurati i servizi di stewarding , quali contratti di appalto o di somministrazione di lavoro anche avvalendosi di istituti di sicurezza privati. L'articolo 6 dispone che la qualificazione delle strutture formative, obbligatoria per lo svolgimento delle attività di formazione degli steward , sia attestata dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Sono inoltre precisate le modalità di rilascio dell'attestazione, prevedendo che l'Osservatorio possa avvalersi delle Questure per i controlli sulla veridicità della documentazione prodotta dalle strutture formative. Sono contemplati i casi di revoca da parte dell'Osservatorio ed è prevista l'istituzione di un Elenco nazionale delle società di formazione degli steward , pubblicato sul sito web dell'Osservatorio. L'articolo 7 prevede che le Questure tengano aggiornato l'elenco degli steward , compilato sulla base delle comunicazioni effettuate dalle strutture formative, al fine di verificare periodicamente la permanenza in capo al personale dei requisiti necessari. Sono, infine, previste le ipotesi in cui il Prefetto dispone il divieto di impiego degli steward negli stadi. L'articolo 8 prevede che il provvedimento entri in vigore a decorrere dal 1° agosto 2019, per poter essere applicato con la nuova stagione calcistica. Al riguardo, è importante che questa Commissione, acquisite le osservazioni della 5ª e della 7ª, si esprima tempestivamente. L'articolo 9, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato La seduta termina alle ore 16. Allegato