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Privatizzazione dei comitati locali della Croce rossa italiana. Onorevoli Senatori. -- Il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, reca «Riorganizzazione dell’Associazione italiana della croce rossa (C.R.I.) a norma dell’articolo 2 della legge 4 novembre 2010, n. 183». Il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, ed in particolare i commi da 10- ter a 10- sexies dell'articolo 4, introduce novelle al citato decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178. L’articolo 1- bis del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e successive modificazioni, in materia di trasformazione dei comitati locali e provinciali, stabilisce: «I comitati locali e provinciali esistenti alla data del 31 dicembre 2013, ad eccezione dei comitati delle province autonome di Trento e di Bolzano, assumono alla data del 1º gennaio 2014, la personalità giuridica di diritto privato, sono disciplinati dalle norme del titolo II del libro l del codice civile e sono iscritti di diritto ai registri provinciali delle associazioni di promozione sociale, applicandosi ad essi, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, la legge 7 dicembre 2000, n. 383». La Croce rossa italiana, attualmente in fase di riordino in applicazione del citato decreto legislativo n. 178 del 2012, è così suddivisa amministrativamente, ai sensi del vigente Statuto approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n. 97, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 dell'8 giugno 2005 : un Comitato centrale con sede in Roma; un Comitato regionale in ogni capoluogo di regione; due Comitati provinciali per le province autonome di Trento e di Bolzano, a valenza regionale, ovvero con gli stessi compiti dei Comitati regionali nelle altre regioni; circa 100 Comitati provinciali e 600 Comitati locali. Tenuto conto che la XX Conferenza internazionale della Croce rossa riunitasi a Vienna nel mese di ottobre 1965, alla presenza anche del Governo italiano, ha approvato i «Sette principi fondamentali» che devono ispirare l’attività e l’organizzazione della Croce rossa, tra cui anche il «Principio fondamentale di unità» che prevede che nel territorio nazionale non vi può essere che una sola associazione di Croce rossa aperta a tutti e con estensione della sua azione umanitaria all’intero territorio, aderente alla federazione internazionale delle società di Croce rossa e Mezzaluna rossa, si ritiene, pertanto, necessario intervenire per correggere un’anomalia prevista nel sopra citato articolo 1- bis , che impone una discriminazione dei Comitati locali afferenti le province autonome di Trento e di Bolzano, in quanto la formulazione finale dell’articolo 1- bis comporta che oltre ai Comitati provinciali di Trento e di Bolzano (giustamente rimasti pubblici per la loro valenza regionale) anche i Comitati locali delle province autonome di Trento e di Bolzano, i soli in tutta la nazione, rimangono di diritto pubblico, disattendendo lo spirito dell’anzidetto ed emendando decreto legislativo n. 178 del 2012.. 1 1 All’articolo 4, comma 10- ter , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dopo le parole: «ad eccezione dei comitati» è inserita la seguente: «provinciali».