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Art. 12 Elenchi del personale che può far parte delle commissioni 1. Con decreto ministeriale, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, sono costituiti ed aggiornati gli elenchi del personale di secondo livello dirigenziale del ruolo sanitario che può far parte delle commissioni esaminatrici per gli esami di idoneità. 2. Gli elenchi sono distinti per categoria professionale e per disciplina e comprendono tutto il personale appartenente al secondo livello dirigenziale - ossia il personale di ruolo appartenente alle posizioni funzionali apicali ed i titolari di incarico quinquennale, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, limitatamente alla durata dell'incarico stesso - che presta servizio nelle unità sanitarie locali, nelle aziende ospedaliere, negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, negli istituti zooprofilattici sperimentali nonché negli altri enti di cui agli articoli 25 e 26, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761. 3. Gli elenchi comprendono, altresì, i professori ordinari preposti alla direzione di dipartimenti, divisioni, servizi e unità operative di diagnosi e cura nonché, limitatamente alla medicina legale, i dirigenti apicali medico-legali dell'INPS e dell'INAIL. 4. Gli enti presso cui presta servizio il personale di cui ai commi 2 e 3 trasmettono, entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno, al Ministero della sanità i nominativi del personale che può far parte delle commissioni. 5. Per le discipline i cui nominativi nell'elenco non raggiungano il numero di venti, l'elenco è integrato, fino a raggiungere il numero preindicato, dal Ministero della sanità con nominativi di personale di altre discipline, affini per contenuti professionali, riportati negli elenchi di cui al presente decreto; sulle discipline è sentito il Consiglio superiore di sanità. 6. Gli elenchi sono ordinati con numeri progressivi, accanto a ciascuno dei quali sono riportati il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita e l'ente presso cui il dirigente presta servizio. 7. Avverso il decreto di cui al comma 1 è ammessa opposizione da parte degli interessati entro trenta giorni dalla sua pubblicazione, e su di essa provvede il Ministero della sanità entro trenta giorni dal ricevimento. 8. Incorre nella cancellazione dall'elenco chi, chiamato a far parte delle commissioni esaminatrici, non assolva l'incarico, salvo giustificati motivi. 9. Fino a quando non saranno costituiti gli elenchi di cui al presente articolo si fa riferimento agli elenchi unificati di cui al decreto ministeriale 2 settembre 1993 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 1993 - 4a serie speciale al n. 81-bis) per le discipline ivi contemplate; per le altre discipline si provvede con decreto ministeriale ad individuare direttamente i componenti delle commissioni. Note all'art. 12: - Il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) all'art. 15, come modificato dal D.Lgs. 7 dicembre 1993, n. 517, così dispone: "Art. 15 (Disciplina della dirigenza del ruolo sanitario). - 1. La dirigenza del ruolo sanitario è articolata in due livelli. 2. Al personale medico e delle altre professionalità sanitarie del primo livello sono attribuite le funzioni di supporto, di collaborazione e corresponsabilità, con riconoscimento di precisi ambiti di autonomia professionale, nella struttura di appartenenza, da attuarsi nel rispetto delle direttive del responsabile. Al personale medico e delle altre professionalità sanitarie del secondo livello sono attribuite funzioni di direzione ed organizzazione della struttura da attuarsi anche mediante direttive a tutto il personale operante nella stessa e l'adozione dei provvedimenti relativi, necessari per il corretto espletamento del servizio; spettano, in particolare, al dirigente medico appartenente al secondo livello gli indirizzi e, in caso di necessità, le decisioni sulle scelte da adottare nei riguardi degli interventi preventivi, clinici, diagnostici e terapeutici; al dirigente delle altre professioni sanitarie spettano gli indirizzi e le decisioni da adottare nei riguardi dei suddetti interventi limitatamente a quelli di specifica competenza. Gli incarichi dirigenziali riferiti ai settori o moduli organizzativi di cui agli articoli 47 e 116 del decreto del Presidente della Repubblica 23 novembre 1990, n. 384, ridefiniti ai sensi degli articoli 30 e 31 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni, sono conferiti dal direttore generale, su proposta dei dirigenti di secondo livello, con le procedure di cui all'art. 19 del medesimo decreto. A tutto il personale dirigente del ruolo sanitario si applica il disposto dell'art. 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni. 3. Al primo livello della dirigenza del ruolo sanitario si accede attraverso concorso pubblico al quale possono partecipare coloro che abbiano conseguito la laurea nel corrispondente profilo professionale, siano iscritti all'albo dei rispettivi ordini ed abbiano conseguito il di- ploma di specializzazione nella disciplina. Il secondo livello dirigenziale del ruolo sanitario è conferito quale incarico a coloro che siano in possesso dell'idoneità nazionale all'esercizio delle funzioni di direzione di cui all'art. 17. L'attribuzione dell'incarico viene effettuata, previo avviso da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dal direttore generale sulla base del parere di un'apposita commissione di esperti. La commissione è nominata dal direttore generale ed è composta dal direttore sanitario e da due esperti nella disciplina oggetto dell'incarico, di cui uno designato dalla regione ed uno designato dal consiglio dei sanitari tra i dirigenti di secondo livello del Servizio sanitario nazionale; in caso di mancata designazione da parte della regione e del consiglio dei sanitari entro trenta giorni dalla richiesta, la designazione è effettuata dal Ministro della sanità su richiesta dell'unità sanitaria locale o dell'azienda ospedaliera. La commissione predispone l'elenco degli idonei previo colloquio e valutazione del curriculum professionale degli interessati. L'incarico che ha durata quinquennale, da titolo a specifico trattamento economico ed è rinnovabile. Il rinnovo e il mancato rinnovo sono disposti con provvedimento motivato dal direttore generale previa verifica dell'espletamento dell'incarico con riferimento agli obiettivi affidati ed alle risorse attribuite. La verifica è effettuata da una commissione nominata dal direttore generale e composta dal direttore sanitario e da due esperti scelti tra i dirigenti della disciplina dipendenti dal Servizio sanitario nazionale e appartenenti al secondo livello dirigenziale, di cui uno designato dalla regione e l'altro dal consiglio dei sanitari, entrambi esterni all'unità sanitaria locale. Il dirigente non confermato nell'incarico è destinato ad altra funzione con la perdita del relativo specifico trattamento economico; contestualmente viene reso indisponibile un posto di organico del primo livello dirigenziale. 4. Il personale appartenente alle posizioni funzionali apicali può optare in prima applicazione del presente decreto per il rapporto quinquennale rinnovabile di cui al comma precedente. 5. Il personale che accede alle posizioni apicali dopo l'entrata in vigore del presente decreto è soggetto alla verifica di cui al comma 3". - Il D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 (Stato giuridico del personale delle U.S.L.) agli articoli 25 e 26 così dispone: "Art. 25 (Servizi e titoli equipollenti). - I servizi e i titoli acquisiti nelle cliniche e negli istituti universitari di ricovero e cura, negli organi degli enti di ricerca di cui all'art. 40 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, negli ospedali che abbiano ottenuto l'equiparazione prevista dall'art. 129 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1969, n. 130, nell'ospedale "Galliera" di Genova, negli ospedali dell'Ordine Mauriziano di Torino, negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e negli ospedali militari, sono equiparati, ai fini degli esami di idoneità ed ai fini dei concorsi di assunzione e dei trasferimenti, ai corrispondenti servizi e titoli presso le Unità sanitarie locali. A tali fini, l'ospedale "Galliera" di Genova, l'Ordine Mauriziano di Torino, gli ospedali che abbiano ottenuto l'equiparazione prevista dall'art. 129 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1969, n. 130, e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico devono adeguare, per la parte compatibile, i propri ordinamenti del personale alle disposizioni del presente decreto, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore. Gli ordinamenti predetti possono prevedere anche rapporti di lavoro a tempo determinato o comunque non espressamente disciplinati dal presente decreto, purché comportino prestazioni equiparabili a quelle del personale addetto ai servizi, presidi e uffici delle unità sanitarie locali". "Art. 26 (Servizi e titoli equiparabili). - Gli istituti, enti e istituzioni private, cui ospedali siano stati considerati presidi dell'Unità sanitaria locale ai sensi del secondo comma dell'art. 43 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e il Sovrano Ordine Militare di Malta, ove gli ordinamenti del personale in servizio nei propri presidi sanitari siano equipollenti a quelli stabiliti con le disposizioni del presente decreto, possono ottenere la domanda, con decreto del Ministro della sanità, ai fini degli esami di idoneità ed ai fini dei concorsi di assunzione e dei trasferimenti, l'equiparazione dei servizi e dei titoli acquisiti dal proprio personale ai servizi e titoli acquisiti dal personale in servizio presso le Unità sanitarie locali. I servizi e i titoli acquisiti prima del provvedimento di equiparazione sono valutati con i criteri di cui al successivo comma. Salvo quanto previsto dal precedente art. 15, il servizio prestato nelle case di cura convenzionate dal personale con rapporto continuativo è equiparato, ai fini della valutazione come titolo nei concorsi di assunzione, per il 25 per cento della sua durata, al servizio prestato presso gli ospedali pubblici nella posizione funzionale iniziale della categoria di appartenenza. Il servizio prestato all'estero dai cittadini italiani e dai cittadini di cui all'art. 11 nelle istituzioni e fondazioni sanitarie pubbliche e private senza scopo di lucro, equiparabile a quello prestato dal personale di cui all'art. 2, è riconosciuto ai fini dei concorsi e degli esami di idoneità con le modalità stabilite nella legge 10 luglio 1960, n. 735".