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Art. 3 Tenuta del registro 1. Il registro relativo alla movimentazione dei beni custoditi nel deposito I.V.A., di cui all'articolo 50-bis, comma 3, del decreto-legge n. 331 del 1993, è tenuto in conformità all'articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Dallo stesso registro devono risultare: a) il numero e la specie dei colli; b) la natura, la qualità e la quantità dei beni; c) il corrispettivo o, in mancanza, il valore normale dei beni stessi; d) il luogo di provenienza e di destinazione dei beni di volta in volta introdotti e di quelli usciti; e) il soggetto per conto del quale l'introduzione o l'estrazione dei beni è effettuata. 2. Il gestore del deposito può avvalersi, nella tenuta della contabilità, di sistemi informatici. 3. Il registro di cui al comma 1 del presente articolo è istituito anteriormente alla prima introduzione di beni nel deposito. Note all'art. 3: - Il testo dell'art. 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, è il seguente: "Art. 39 (Tenuta e conservazione dei registri e dei documenti). - 1. I registri previsti dal presente decreto, compresi i bollettari di cui all'art. 32, devono essere numerati e bollati ai sensi dell'art. 2215 del codice civile, in esenzione dai tributi di bollo e di concessione governativa e devono essere tenuti a norma dell'art. 2219 dello stesso codice. La numerazione e la bollatura possono essere eseguite anche dall'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto o dall'ufficio del registro. Se la numerazione e la bollatura non sono state effettuate dall'ufficio delle imposte sul valore aggiunto competente l'ufficio o il notaio che le ha eseguite deve entro trenta giorni darne comunicazione all'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto competente. È ammesso l'impiego di schedari a fogli mobili o tabulati di macchine elettrocontabili secondo modalità previamente approvate dall'amministrazione finanziaria su richiesta del contribuente. 2. I contribuenti hanno facoltà di sottoporre alla numerazione e alla bollatura un solo registro destinato a tutte le annotazioni prescritte dagli articoli 23, 24 e 25, a condizione che nei registri previsti da tali articoli siano indicati, per ogni singola annotazione, i numeri della pagina e della riga della corrispondente annotazione nell'unico registro numerato e bollato. 3. I registri, i bollettari, gli schedari e i tabulati nonché le fatture, le bollette doganali e gli altri documenti previsti dal presente decreto devono essere conservati a norma dell'art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600". - Per il testo del comma 3 dell'art. 50-bis del D.L. n. 331 del 1993, convertito dalla legge n. 427 del 1993, si veda in nota alle premesse.