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Modifica dell'articolo 540 del codice civile in materia di diritti riservati a favore del coniuge. Onorevoli Senatori. -- La finalità del presente disegno di legge è di tutelare le persone anziane dalle truffe e dai raggiri di tipo «sentimentale» (che spesso configurano veri e propri «delitti di frode patrimoniale»), perpetrati negli ultimi anni in modo crescente dalle badanti straniere. Il problema è particolarmente sentito dalla popolazione italiana, sempre più longeva. Secondo l'ISTAT l'età media degli italiani è passata da 43.2 anni nel 2009 a 44.9 nel 2017. Gli italiani con almeno 75 anni nel 2015 sono l'11 per cento, ma si stima che nel 2050 rappresenteranno quasi un quarto della popolazione. Cresce così anche il numero degli abitanti anziani sempre meno autonomi e bisognosi di assistenza costante: secondo l'indice di dipendenza degli anziani calcolato dall'ISTAT, la percentuale degli anziani dipendenti dalle cure di terzi è passata dal 30.9 per cento del 2009 al 34.8 per cento di quest'anno. In un contesto come questo sempre più famiglie ricorrono all'aiuto di colf e badanti. Secondo il rapporto INPS in Italia si contano circa 900.000 persone occupate nel settore e il loro numero è in costante crescita. Secondo la ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa in collaborazione con Domina (Associazione nazionale famiglie datori lavoro domestico) si calcola che nel 2030 la richiesta di collaboratori domestici aumenterà del 25 per cento. Buona parte di questi collaboratori lavorerà come badante. Stando ai dati raccolti da Domina il 60 per cento delle badanti sono donne originarie dell'Est Europa, seguite da Filippine e America Latina. Questo ovviamente è legato, in gran parte, alla crescente pressione migratoria cui è sottoposto il nostro Paese negli ultimi vent'anni. Secondo i dati ISTAT nel 2016 il saldo migratorio netto con l'estero è tornato a crescere di oltre 10.000 unità, raggiungendo quota 144.000 (+8 per cento rispetto al 2015). In questo quadro crescono i matrimoni tra italiani e stranieri. Nel 2012 si contavano 109.251 donne italiane che hanno sposato in quell'anno uno straniero, a fronte di 391.303 uomini italiani convolati a nozze con una donna straniera. Il numero degli uomini italiani che sposano donne straniere è quindi più di tre volte superiore rispetto ai matrimoni misti che vedono coinvolte donne italiane. Non solo, ma aumentano i matrimoni di uomini in età avanzata. Se nel 2009 gli uomini di 69 anni che si sposavano era di 282 unità, nel 2016 il numero degli uomini di 69 anni che si sono uniti in matrimonio è arrivato a 562 unità. Sono praticamente raddoppiati. L'Associazione avvocati matrimonialisti italiani (AMI) stima che negli ultimi anni il numero dei matrimoni tra anziani e donne molto più giovani, spesso badanti e colf, è «raddoppiato, fino a toccare quota tremila l'anno». L'associazione fa notare però che in genere non si tratta di unioni fortunate: si stima infatti che il 70 per cento di queste nozze sia destinato a fallire. Non solo, ma sempre secondo il Centro studi dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani, oggi il 20 per cento delle separazioni e delle cause in tribunale riguarda «esclusivamente persone con più di 65 anni». Secondo il presidente dell'AMI ogni anno si registrano oltre 2.500 procedimenti in sede civile, che riguardano anziani che hanno allacciato relazioni con donne molto più giovani o che sono in procinto di farlo. D'altronde, gli uomini divorziati si risposano in percentuale tripla rispetto alle ex compagne. In sede penale si riscontra inoltre un incremento relativo alle denunce del reato di circonvenzione di incapace e truffa. Molto spesso infatti vengono organizzate vere e proprie truffe operate da badanti che sposano il loro assistito al fine di ottenere numerosi privilegi, tra cui l'intestazione di beni mobili e immobili e di cospicui patrimoni in denaro. Molti uomini anziani vengono sedotti e plagiati da donne senza scrupoli, distruggendo la pace di intere famiglie. Le contese legali che ne derivano sono in constante aumento, con tutto l'aggravio che questo comporta su tempi e costi della giustizia. Di certo non è la prima volta che si cerca di limitare le problematiche che riguardano il significativo aumento dei «matrimoni di convenienza» nel nostro Paese. Con questo disegno di legge, che mira a modificare l'articolo 540 del codice civile in materia di diritti riservati a favore del coniuge, si vuole andare proprio in questa direzione. Attualmente, a favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell'altro coniuge. Al coniuge sono inoltre riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d'uso sui mobili che la corredano. Con questa modifica viene riservato a favore del coniuge l'usufrutto di due terzi del patrimonio dell'altro coniuge, ma con una particolare eccezione: quando il matrimonio viene contratto tra due persone con oltre vent'anni d'età di differenza e una di queste ha compiuto i settant'anni d'età, la quota di legittima che spetta alla seconda è ridotta del 10 per cento per ogni anno di matrimonio in meno rispetto al numero di 10. Sempre nello stesso caso, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza famigliare e di uso dei beni mobili decadono dopo sei mesi dalla morte del coniuge. Il principio introdotto dalla presente iniziativa legislativa non è estraneo al nostro ordinamento: il legislatore lo introdusse, infatti, nell'ambito della materia previdenziale (articolo 18, comma 5 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111).. 1 1 L'articolo 540 del codice civile è sostituito dal seguente: « Art. 540. -- (Riserva a favore del coniuge). -- A favore del coniuge è riservato l'usufrutto di due terzi del patrimonio dell'altro coniuge, salvo quanto disposto dagli articoli 542 e 544 per i casi di concorso. Nei casi in cui il matrimonio sia stato contratto con il dante causa di età superiore a settant’anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, la quota di legittima è ridotta del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di dieci. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale è proporzionalmente rideterminata. Al coniuge non legalmente separato, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Nei casi in cui il matrimonio sia stato contratto con il dante causa di età superiore a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano decadono dopo sei mesi dalla data di decesso del coniuge. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli».