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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 23 TESEI La seduta inizia alle ore 10,05. PROCEDURE INFORMATIVE Il sottosegretario VOLPI risponde all'interrogazione n. 3-00613, a prima firma del senatore Mininno e relativa alla salvaguardia della scuola di volo dell'Aeronautica militare di Galatina (Lecce), osservando che il 61° Stormo dell'Aeronautica militare di Galatina è la principale scuola di volo militare nazionale, la cui missione primaria è quella di provvedere alla formazione e all'addestramento sia degli allievi da abilitare al conseguimento del brevetto di pilota militare, sia dei piloti già brevettati destinati ai velivoli caccia ad alte prestazioni. La cospicua e costante presenza di frequentatori stranieri - 62 piloti brevettati nel solo 2018 - ha reso peraltro la Scuola un punto di riferimento a livello mondiale, nonché una vetrina per l'industria nazionale, in virtù dell'utilizzo di velivoli di produzione interamente italiana. In tale contesto, l'accresciuto e diffuso interesse per l'offerta addestrativa offerta dal 61° Stormo condurrà, nel breve periodo, alla saturazione delle capacità in termini di attività di volo e pertanto, al fine di garantire e consolidare la leadership internazionale nello specifico settore, l'Aeronautica ha avviato un progetto di ottimizzazione delle risorse che porterà ad un potenziamento della capacità addestrativa su Galatina per le attività addestrative finalizzate al conseguimento del brevetto di pilota militare, e alla contemporanea creazione di una nuova struttura, nell'area di Decimomannu, dedicata all'addestramento avanzato di piloti già brevettati e destinati ai velivoli caccia ad alte prestazioni. Il potenziamento su Galatina passerà attraverso una collaborazione strategica ad ampio spettro per l'addestramento al volo con l'azienda Leonardo S.p.A., che consentirà il consolidamento e lo sviluppo di questo settore di eccellenza per il sistema paese. Nello specifico, il progressivo potenziamento della capacità addestrativa del 61° Stormo avrà luogo con l'introduzione in servizio del moderno sistema di addestramento integrato M-345, per il quale si programma una crescita dell'attività addestrativa sino al massimo sfruttamento delle capacità dell'aeroporto. L'addestramento sul velivolo sarà affiancato da un estensivo utilizzo di tecnologie di simulazione all'avanguardia, supportato dall'Industria nazionale sin dalle prime fasi attuative. Pertanto si prevedono investimenti finanziari per l'adeguamento della base con conseguenti benefici per l'indotto occupazionale. Tale strategia avrà come effetto diretto l'incremento dell'attuale indotto, in virtù dell'accresciuta presenza di frequentatori stranieri sul territorio e dell'occupazione del personale civile impiegato nell'industria a supporto dell'attività e, per quanto riguarda la pianta organica militare, in un'ottica di politica di tutela del personale, non sono previsti trasferimenti su altro sedime di tecnici e specialisti attualmente operanti sulla base di Galatina. Per ciò che attiene alla base di Decimomannu, la rilocazione dell'attività addestrativa per i piloti destinati alla linea aerotattica consentirà un incremento dell'offerta formativa verso i Paesi stranieri grazie ad un sistema di infrastrutture, aree addestrative e poligoni diversificati, massimizzando l'impiego della flotta di velivoli M-346 rispetto a quanto attualmente sviluppato e sviluppabile su Lecce. In relazione ai costi per l'adeguamento infrastrutturale sulla base di Decimomannu, risulta inoltre evidente che, qualora la fase avanzata della formazione piloti restasse nelle sede di Galatina, non sarebbe necessario alcun adeguamento infrastrutturale in quanto le infrastrutture per l'addestramento sono già presenti. Anche su Decimomannu, l'incremento della capacità della flotta sotto l'aspetto manutentivo, di risorse umane e di rinnovamento info e infrastrutturale sarà supportato da un maggior coinvolgimento della ditta Leonardo nell'ambito dello sviluppo del progetto congiunto denominato International Flight Training School, con progetti specifici per la raccolta dei dati sul comportamento degli aerei. Conclude sottolineando che lo spostamento dell'addestramento avanzato su un sedime diverso da quello di Galatina comporterà, quale ulteriore beneficio, l'eliminazione di potenziali conflitti che si genererebbero a causa della stretta e continua coesistenza di aeromobili M-345 e M-346, caratterizzati da prestazionidi volo molto diverse tra loro. Replica il senatore MININNO ( M5S ), apprezzando che, come precisato dal rappresentante del Governo, la base di Galatina non patirà alcun depotenziamento ed anzi, si troverà a fornire assistenza ad un maggior numero di allievi provenienti anche da Paesi esteri. E' anche importante, a suo avviso, quanto precisato sulla riqualificazione del personale e sugli investimenti che la società Leonardo effettuerà nelle strutture ubicate a Decimomannu, allo scopo di renderle compatibile con l'impiego dell'addestratore M-346. Conclude dichiarandosi soddisfatto della risposta ricevuta. Il sottosegretario VOLPI risponde quindi all'interrogazione n. 3-00684, a firma della senatrice Garavini, relativa al trattamento economico dei militari impiegati nell'operazione "Strade sicure", rammentando preliminarmente che il Governo è già intervenuto sulla questione, in riscontro a un'interpellanza urgente svolta presso la Camera dei deputati lo scorso del 29 marzo. In linea di continuità con quanto sostenuto in quella sede, sottolinea quindi che il trattamento economico in esame, nell'ambito delle risorse allo scopo stanziate nella legge di bilancio, è annualmente disciplinato attraverso un decreto del Ministro dell'Economia, di concerto con quelli della Difesa e dell'Interno. Tale decreto prevede la corresponsione di 13 euro per ogni giorno di effettivo impiego in servizi svolti nella ordinaria sede di servizio e di 26 euro per ogni giorno di effettivo impiego in servizi svolti al di fuori della normale sede di servizio, secondo il principio dell'equiordinazione del trattamento economico accessorio a favore del personale della Difesa impiegato in servizio di vigilanza con quello attribuito al personale della Polizia di Stato impiegato nelle medesime attività. E' altresì previsto, dalla stessa fonte, il riconoscimento di un limite medio mensile di 14,5 ore di compenso per lavoro straordinario, per l'attività lavorativa effettivamente resa. In tale contesto la Difesa, al fine di valorizzare l'impegno dei militari delle Forze armate nell'ambito dell'operazione "Strade sicure" anche sotto il profilo remunerativo (stante la necessità di rispettare il principio di equiordinazione retributiva), in occasione della legge di bilancio 2019 ha cercato in ogni modo di venire incontro alle esigenze del proprio personale, attraverso specifiche proposte emendative finalizzate a innalzare il tetto massimo del compenso per lavoro straordinario mensile . Tali proposte, tuttavia, non hanno avuto seguito a causa della indisponibilità delle necessarie risorse economiche. Sono comunque in corso, presso la Difesa, ulteriori approfondimenti volti a mitigare l'accumulo di ore eccedenti il normale orario di lavoro. Il rappresentante del Governo precisa inoltre che, con particolare riferimento alla turnazione di impiego dei reparti e delle unità, il volume di forza impiegata per l'operazione ha reso necessaria l'adozione di criteri di turnazione semestrale che tenessero in considerazione le esigenze di equa ripartizione dello sforzo tra tutte le unità operative dell'Esercito, al fine di soddisfare le continue esigenze d'impiego nei molteplici teatri operativi esteri e sul territorio nazionale. Per quanto attiene, invece, alle tempistiche di pagamento dei compensi spettanti al personale, il Centro nazionale amministrativo dell'Esercito ha reso noto che, a partire dall'esercizio finanziario in corso, il pagamento viene disposto entro i due mesi successivi all'inserimento delle variazioni stipendiali, da parte degli Enti d'impiego, tramite apposita piattaforma informatica. Conclude osservando che la Difesa sta altresì valutando la possibilità di un impiego dei presidi militari improntato a maggiore dinamicità, per assicurare un minore utilizzo di personale e un miglior controllo del territorio. Inoltre, è stato predisposto un particolare sistema di turnazioni al fine di evitare la compromissione delle capacità addestrative acquisite dal personale. Replica la senatrice GARAVINI ( PD ), ponendo innanzitutto l'accento sulla lacuna normativa in materia di limiti di orario e di retribuzione per il lavoro fuori sede dei militari, rispetto alla quale sarebbe opportuno un tempestivo intervento del legislatore. Sottolinea inoltre che, a fronte di una situazione di riduzione degli organici e di inadeguata corresponsione delle prestazioni straordinarie, il personale delle Forze armate è oggetto di sempre maggiori richieste di intervento in ambito civile (tra cui la gestione dei rifiuti nel comune di Roma e il controllo dei cantieri autostradali). Ciò comporta, a suo avviso, una situazione insostenibile in grado, tra l'altro, di riverberarsi negativamente sul benessere psico-fisico del personale. Conclude dichiarandosi insoddisfatta della risposta ricevuta. La presidente TESEI dichiara concluse le procedure informative all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militareE DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Esame e rinvio) Introduce l'esame, in qualità di relatrice, la presidente TESEI ( L-SP-PSd'Az ), osservando che il provvedimento reca una semplificazione "di secondo grado" su una materia che è stata già oggetto di un consistente intervento di semplificazione nel 2010, da un lato con il Codice dell'ordinamento militare (introdotto con il decreto legislativo n. 66, per le norme primarie) e dall'altro del Testo unico delle disposizioni regolamentari di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 90 (per le norme secondarie). Questi due provvedimenti - come ricorda la relazione governativa - sono stati frutto di un lavoro lungo e complesso, anche perché l'ordinamento militare è sempre stato uno dei settori dell'ordinamento più intricati, caratterizzato da sovrapposizioni e da una non sempre facile conoscibilità delle norme. La codificazione realizzata nel 2010 ha pertanto avuto un effetto indubbiamente positivo, perché ha arginato la frammentarietà e, soprattutto, la volatilità delle disposizioni in materia. L'opera di semplificazione ha però mantenuto in vigore una ingente mole di norme, a volte caratterizzate da un livello di estremo dettaglio anche a livello primario. Dal 2010 ad oggi, inoltre, ci sono stati una serie di interventi - legislativi e regolamentari - che hanno inciso direttamente su quei testi e altre volte hanno invece prodotto norme - attinenti direttamente o indirettamente all'ordinamento militare - all'esterno del codice e del testo unico. Il provvedimento intende quindi proseguire l'opera di semplificazione avviata negli anni scorsi. L'analisi tecnico-normativa che accompagna il testo specifica che l'intervento proposto non ha carattere innovativo, ma si limita a un'opera di razionalizzazione e armonizzazione nonché di miglioramento del linguaggio normativo. Procede quindi alla disamina dell'articolato, rilevando che il testo si compone di un unico articolo suddiviso in cinque commi. Il primo comma contiene le deleghe al Governo per la semplificazione e il riassetto del Codice dell'ordinamento militare. I principi e i criteri direttivi sono: - coordinare sotto il profilo formale e sostanziale le disposizioni in materia di ordinamento militare, anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportandovi le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica delle disposizioni; - adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo, intervenendo mediante novellazione e aggiornamento del codice dell'ordinamento militare e del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90; - indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; - assicurare l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità delle disposizioni in materia di ordinamento militare; - mantenere nel codice dell'ordinamento militare le sole disposizioni recanti le norme generali regolatrici delle materie in esso disciplinate nonché quelle che regolano materie coperte da riserva di legge, con contestuale ricognizione, coordinamento e, ove possibile, codificazione delle disposizioni legislative appartenenti all'ordinamento militare ma non ricomprese nel codice; - razionalizzare e semplificare la normativa in materia di ordinamento militare adeguandola alle esigenze dello strumento militare professionale e ridurre i tempi previsti per la conclusione dei relativi procedimenti; - razionalizzare e semplificare le forme, i parametri e i criteri di valutazione del personale; - semplificare, velocizzare e razionalizzare i processi e le attività formative, incentivando le sinergie organizzative e l'integrazione delle attività medesime, in un'ottica di salvaguardia delle professionalità del personale militare e civile della Difesa nonché di contenimento e ottimizzazione della spesa; - effettuare una ricognizione delle disposizioni del codice che, avendo natura attuativa o esecutiva delle norme generali regolatrici la materia e comunque disciplinano materie non coperte da riserva di legge, anche relativa, e che possono dunque essere "delegificate" e inserite nel testo unico delle disposizioni regolamentari. Al riguardo, l'oratrice osserva che la definizione dei principi e dei criteri direttivi della delega è il cuore del provvedimento al nostro esame, perché con essi il Parlamento si priva della funzione legislativa, per trasferirla in capo al Governo. Proprio per questo l'articolo 76 della Costituzione, nel disciplinare l'istituto della delega legislativa, prevede una serie di garanzie, imponendo non solo la determinazione di principi e criteri direttivi, ma anche per un tempo limitato e per oggetti definiti. Osserva quindi che i commi successivi sono volti a definire gli aspetti più propriamente procedurali riferiti all'esercizio della delega. In particolare, il comma 2 attribuisce il potere di proposta di adozione delle disposizioni delegate al Ministro della difesa e a quello per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Viene previsto il parere obbligatorio del Consiglio di Stato, della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Il comma 3 disciplina gli interventi sul testo unico delle previsioni regolamentari, prevedendo l'adozione di decreti ministeriali per la definizione degli aspetti meramente tecnici e procedurali (la c.d. "deregolamentazione"). Il comma 4 prevede quindi la possibilità di adottare, entro due anni dall'entrata in vigore delle disposizioni delegate, ulteriori disposizioni integrative e correttive, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi princìpi e criteri direttivi, mentre il comma 5, da ultimo, reca la clausola di invarianza finanziaria. Conclude sottolineando l'opportunità di esaminare accuratamente l'articolato (soprattutto per quanto riguarda i principi e criteri direttivi) ed eventualmente definire un ciclo di audizioni. Si apre la discussione generale. La senatrice GARAVINI ( PD ) osserva che i principi di delega appaiono connotati da eccessiva genericità e indeterminatezza. Ciò è vero, in particolar modo, per la delega relativa al personale, che non affronta importanti questioni di dettaglio. Stante quanto precede, sarebbe a suo avviso opportuno avere a disposizione tempi adeguati per un ponderato esame del testo, ed avviare, altresì, un ciclo di audizioni per poter disporre di ulteriori elementi conoscitivi. Il senatore MININNO ( M5S ) osserva che il disegno di legge si propone di razionalizzare, semplificare e riordinare le disposizioni dell'ordinamento militare, con l'obiettivo di migliorare la qualità normativa e rendere effettiva la semplificazione organizzativa e procedimentale dell'amministrazione. Esso risulta pertanto coerente con il programma di Governo e in particolare con quello della sua parte politica, in cui si sottolinea con forza la necessità di superare la sovrabbondanza di leggi. Rileva quindi che l'Amministrazione della Difesa ha già effettuato un percorso di semplificazione normativa e amministrativa in aderenza alla legge n.246/2005, intraprendendo un procedimento di ridefinizione organica delle norme d'interesse, conclusosi per ora nel 2010. Questo però non rappresenta un punto di arrivo e il provvedimento iscritto all'ordine del giorno si ripropone di effettuare la seconda fase del percorso semplificatorio attraverso una revisione dei due testi. Nel dettaglio, i principi e i criteri direttivi (contenuti dalla lettera a ) alla e ) e nella lettera h ) del comma 1 dell'articolo 1), consistono nell'effettuazione di modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica e logica delle disposizioni, adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio normativo del Codice ed assicurando l'unicità, la completezza e la chiarezza dello stesso. Allo stesso modo per le norme contenute nel Testo unico dovrà essere prevista l'adozione di decreti ministeriali. L'oratore osserva inoltre che, secondo quanto riportato nell'analisi tecnico normativa allegata al provvedimento, l'intervento non sarebbe in nessun modo innovativo della disciplina vigente. Tuttavia, tale affermazione sembra però contrastare con i criteri direttivi contenuti nella lettera g ), laddove si prevede la razionalizzazione e semplificazione di forme, parametri e criteri di valutazione del personale, la cui formulazione fa pensare alla possibilità di adottare un modello diverso rispetto a quello basato sulla compilazione degli attuali documenti caratteristici. Alla stessa lettera si prevede inoltre di semplificare, velocizzare e razionalizzare i processi e le attività formative incentivando l'integrazione delle medesime attività in un'ottica di contenimento e ottimizzazione della spesa, facendo pensare a una unificazione interforze dei corsi di formazione. L'applicazione dei predetti criteri, tuttavia, pur auspicabile, potrebbe implicare una innovazione normativa. Anche ad avviso del senatore CAUSIN ( FI-BP ) è opportuno che la Commissione esamini accuratamente l'articolato e svolga un ciclo di audizioni. Il senatore CASTIELLO ( M5S ) osserva che l'intento di semplificazione normativa è sicuramente apprezzabile e consente all'operatore giuridico di muoversi più agevolmente. Sarebbe tuttavia necessario andare oltre una semplice opera di risistemazione, quale era alla base del varo del Codice dell'ordinamento militare, che è risultato essere un testo unico sul quale numerosi e successivi interventi operati dalla Corte costituzionale avrebbero potuto essere evitati a priori, tramite un'opportuna novellazione delle disposizioni. L'oratore si pronuncia favorevolmente anche in relazione ai processi di deregolamentazione, operati con atti, i decreti ministeriali, comunque sottoposti a penetranti controlli e che si inseriscono in un positivo processo di adattamento normativo. Il sottosegretario VOLPI, nel ringraziare i senatori per il contributo apportato al dibattito e nel precisare che il Governo è sempre aperto a un costruttivo confronto con il Parlamento, ricorda l'importante opera di risistemazione normativa avviata nel 2005, non solo per la Difesa ma per tutte le amministrazioni dello Stato. Sottolinea quindi l'importanza di considerare le problematiche anche dal punto di vista qualitativo, non riducendo l'analisi al solo versante dei costi e tenendo conto delle nuove esigenze della Difesa e del personale delle Forze armate, chiamato sempre di più a cooperare con quello dei principali Paesi partner . Con riferimento all'effettuazione di un ciclo di audizioni, la presidente TESEI invita i Gruppi a far pervenire alla Presidenza le rispettive proposte. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1111) Ratifica Accordo relazioni e cooperazione UE-Nuova Zelanda DDL 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore MININNO ( M5S ) osserva che l'Accordo è stato firmato il 5 ottobre 2016 a Bruxelles, per sostituire la precedente dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione (adottata nel 2007), e conseguentemente elevare le relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Nuova Zelanda al livello di partenariato rafforzato. Tale ultimo strumento accresce dunque l'impegno dell'Unione e degli Stati membri nei confronti della Nuova Zelanda, e rappresenta un ulteriore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione in Oceania. Il testo, suddiviso in 10 titoli per complessivi 60 articoli, crea pertanto una cornice giuridica di riferimento per le relazioni bilaterali, favorendo una più intensa ed efficace collaborazione. I profili di interesse della Commissione riguardano il titolo II dell'accordo, composto dagli articoli da 5 a 11 e relativo al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza. Le norme in questione riaffermano la centralità del dialogo politico (consultazioni e scambi a tutti i livelli di governo), quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali (articolo 5). E' inoltre previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto (articolo 6). Sulla gestione delle crisi (articolo 7), è quindi richiamato l'Accordo che istituisce un quadro per la partecipazione della Nuova Zelanda alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, firmato a Bruxelles il 18 aprile 2012. Sono inoltre recepite le clausole tipiche(reciproca collaborazione, attuazione degli obblighi internazionali, istituzione di controlli efficaci all'esportazione e verifica dell'impiego finale di tecnologie dual use ) in tema di lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori (articolo 8). In particolare, la disposizione che prevede il rispetto degli obblighi internazionali e la cooperazione per il contrasto alla proliferazione di queste armi è considerata elemento essenziale dell'accordo. Importante, altresì, l'impegno a cooperare per il contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro (articolo 9). Nel concordare, poi, che i crimini più gravi, che sono motivo di allarme per la comunità internazionale, vadano perseguiti a livello nazionale e internazionale, anche presso la Corte penale internazionale, le parti s'impegnano poi a prendere misure per attuare lo statuto di Roma e per promuoverne l'universalizzazione e l'integrità (articolo 10). Le parti, infine, si impegnano alla cooperazione in materia di lotta al terrorismo (articolo 11), nel rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale e cooperano, inoltre, scambiandosi informazioni e condividendo esperienze e buone prassi. Promuovono il consenso internazionale sulla lotta al terrorismo e sul relativo quadro giuridico (adoperandosi per la conclusione di una convenzione globale contro il terrorismo internazionale, che completi gli strumenti attuali dell'ONU), e la cooperazione tra gli Stati membri dell'ONU per l'attuazione della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Si impegnano -infine-e a collaborare per prestare assistenza allo sviluppo delle capacità antiterrorismo di altri Stati, anche nell'ambito del Forum globale antiterrorismo e a rispettare le norme internazionali del Gruppo di azione finanziaria internazionale per combattere il finanziamento alle attività terroristiche. Conclude proponendo l'espressione di un parere favorevole. Poiché non vi sono iscritti a parlare, la proposta di parere favorevole del relatore viene, previa verifica del numero legale, posta ai voti e approvata dalla Commissione. (1141) Ratifica Accordo partenariato e sviluppo UE-Afghanistan DDL 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore MININNO ( M5S ) rileva che l'Accordo in esame istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in un'ampia gamma di settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio. Lo scopo è anche di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e di incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. Viene poi istituito un forum di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna. E' altresì prevista l'istituzione di un comitato misto il cui obiettivo è quello di agevolare lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra le Parti e garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione dell'accordo stesso. Nel dettaglio, il testo si compone di sessanta articoli, suddivisi in nove titoli. I profili di competenza specifici della Commissione si rinvengono nel Titolo II (cooperazione politica), e, segnatamente, negli articoli 9, 10 e 11. In particolare, l'articolo 9 concerne l'impegno al contrasto della proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, oltre all'impegno a cooperare per rafforzare le capacità istituzionali di attenuare i rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari che possono avere conseguenze destabilizzanti per le società. Il successivo articolo 10 riguarda, invece, l'impegno delle parti a contrastare il commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, ai sensi degli accordi internazionali vigenti e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Da ultimo, nell'articolo 11, le Parti stabiliscono di cooperare nella lotta contro le attività terroristiche anche in ambito regionale e di collaborare per impedire la diffusione di ideologie estremiste e, in particolare, la radicalizzazione dei giovani. È richiamata altresì l'importanza della condivisione di informazioni tra le Parti in materia di sicurezza internazionale. Conclude proponendo l'espressione di un parere favorevole. Poiché non vi sono iscritti a parlare, la proposta di parere favorevole del relatore viene posta ai voti e approvata dalla Commissione. La seduta termina alle ore 11.