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PROCESSO PENALE - DIBATTIMENTO - ESAME TESTIMONIALE - DICHIARAZIONI DEL TESTE LETTE PER LE CONTESTAZIONI - INUTILIZZABILITÀ AI FINI DELLA PROVA DEI FATTI IN ESSE AFFERMATI - PROSPETTATO CONTRASTO CON IL PRINCIPIO DEL LIBERO CONVINCIMENTO DEL GIUDICE E CON IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ - QUESTIONE GIÀ OGGETTO DI ESAME - ASSENZA DI ARGOMENTI NUOVI O DIVERSI - MANIFESTA INFONDATEZZA.. Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale concernenti i commi 2 e 4 dell'art. 500, del codice di procedura penale, censurati - in riferimento agli artt. 2, 3, 24, primo comma, 25, secondo comma, e 101, secondo comma, della Costituzione - rispettivamente, nella parte in cui non prevedono che le dichiarazioni lette al dibattimento al teste per le contestazioni, valutabili ai fini della credibilità del teste stesso, possano essere acquisite e valutate anche ai fini della prova dei fatti in esse affermati e nella parte in cui non prevedono che le dichiarazioni rese dai testimoni nella fase delle indagini preliminari, e successivamente utilizzate per le contestazioni, possano essere acquisite al fascicolo per il dibattimento e valutate quali fonti di prova. Trattasi infatti di questioni già dichiarate manifestamente infondate, in ordine alle quali i remittenti non prospettano argomenti nuovi o diversi rispetto a quelli già esaminati dalla Corte. - V. le ordinanze n. 36 e n. 365/2002, quali precedenti richiamati.