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Imposte e tasse - Imposta unica sulle scommesse - Riordino della disciplina - Soggetti passivi dell'imposta - Ritenuta individuazione di «soggetti passivi» diversi da quelli individuati nel quadro normativo previgente - Conseguente istituzione di nuova imposta non rientrante nella delega legislativa di riordino dell'imposta - Asserito eccesso di delega - Esclusione - Sostanziale conferma, nelle disposizioni sul riordino, della disciplina previgente - Individuazione dei soggetti passivi in relazione alla stessa individuazione del presupposto di imposta - Tassabilità dei concessionari gestori di scommesse diversi da CONI e UNIRE già nel sistema legislativo da riordinare - Non fondatezza della questione.. Non è fondata, in relazione all'art. 76 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, in quanto asseritamene adottato in eccesso di delega per aver individuato un soggetto passivo in materia di imposta sulle scommesse diverso da quello individuato nella normativa precedente, così istituendo una nuova imposta e non limitandosi a riordinare la precedente, come stabilito dalla legge di delega 3 agosto 1998, n. 288. La necessità della indicazione di princípi e di criteri direttivi idonei a circoscrivere le diverse scelte discrezionali dell'esecutivo riguarda i casi in cui la revisione ed il riordino comportino l'introduzione di norme aventi contenuto innovativo rispetto alla disciplina previgente, mentre tale specifica indicazione può anche mancare allorché le nuove disposizioni abbiano carattere di sostanziale conferma delle precedenti, come si è verificato nella specie, dal momento che la gestione del servizio scommesse a mezzo concessionari può esser considerato un punto fermo del sistema già nella legge da riordinare. - Sull'implicita individuazione del soggetto passivo attraverso l'individuazione del presupposto d'imposta, cfr. citata sentenza n. 56/1972. - Sulla necessità della indicazione di princípi e di criteri direttivi idonei a circoscrivere le diverse scelte discrezionali dell'esecutivo nei casi in cui la revisione ed il riordino comportino l'introduzione di norme aventi contenuto innovativo rispetto alla disciplina previgente, cfr. citata sentenza n. 66/2005.