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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 192 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,04). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 febbraio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Ha la parola il Presidente della 2 a Commissione permanente, senatore Ostellari, per riferire sui lavori della Commissione in ordine al disegno di legge n. 1659. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, la Commissione non ha terminato il proprio lavoro, perché la maggioranza non si è chiarita, in relazione ad alcuni emendamenti di cui ha chiesto l'accantonamento, peraltro prevedendo di presentare nuove formulazioni. La Commissione prevede dunque di riunirsi alle ore 16,45 e credo che non sarà possibile tornare in Aula prima delle ore 18,30, se tutto va bene. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per farle presente quanto sta accadendo a proposito del decreto-legge in esame. Nell'ultima Conferenza dei Capigruppo la maggioranza ha chiesto di calendarizzare con velocità il decreto-legge, che tra l'altro è in scadenza il 29 febbraio, fra dieci giorni, e deve ancora essere esaminato dalla Camera dei deputati, dopo essere rimasto fermo per un bel numero di giorni in Senato. Si è voluta addirittura forzare la procedura. Signor Presidente, glielo dico, perché si tratta di una delle rarissime volte - non so se ci siano precedenti - in cui in Commissione di merito siamo arrivati a votare emendamenti rilevanti dal punto di vista economico senza avere il parere della 5 a Commissione permanente, perché bisognava fare in fretta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Da quando siedo tra i banchi del Senato, non ricordo che ciò sia stato fatto per alcun provvedimento, anche per quelli più difficili. Inoltre, dopo tutta questa fretta e tutta questa corsa, in Commissione la maggioranza continua a chiedere un rinvio, perché non si mette d'accordo. Senza voler fare polemica - la faremo poi, eventualmente, quando si entrerà nel merito del provvedimento e ci saranno le dichiarazioni di voto - voglio solo far presente alla maggioranza, visto che "la ruota gira", che tutto questo lo segniamo. Colleghi, quando un domani sarete voi all'opposizione, non veniteci a dire che ci comportiamo in maniera sbagliata e non rispettiamo le regole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Come vi state comportando resta tutto scritto, nero su bianco. Sapete come funziona in Italia: tutte queste forzature poi diventano la prassi e quindi, quando ne avremo assoluto bisogno, ne faremo un uso giusto e corretto. PRESIDENTE . Sospendo la seduta fino alle ore 18,30. (La seduta, sospesa alle ore 16,10, è ripresa alle ore 18,35) . Riprendiamo i nostri lavori. Do la parola al presidente Ostellari, che ci dirà a che punto è la Commissione giustizia con i lavori sul tema delle intercettazioni. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Commissione non è ancora pronta. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Basta! Vergogna! (Richiami del Presidente). OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Il relatore ha presentato un nuovo emendamento e, quindi, è stato necessario procedere alla fissazione di nuovi termini per la presentazione dei subemendamenti. Il termine è stato previsto per domani alle ore 9,30 e, a seguire rispetto alla seduta dell'Aula, alle ore 13,30, la Commissione si riunirà per effettuare i lavori conclusivi. Ipotizzare oggi un orario di chiusura credo sia difficile: potremmo, tuttavia, ipotizzare una conclusione dei lavori di Commissione per le ore 17 di domani, e non prima. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Prendo atto dello stato dei lavori. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Colgo l'occasione per salutare a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo linguistico e Istituto tecnico economico statale «Marco Polo» di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Come tutti sapete, oggi era prevista l'elezione di due componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali e di due componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. D'intesa con la Camera dei deputati, questa votazione è stata differita a una data che probabilmente sarà comunicata dopo la Conferenza dei Capigruppo di domani. GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, sinceramente desidero esprimere sconcerto per il modo con cui si sta conducendo una vicenda che da anni è all'ordine del giorno del dibattito politico e istituzionale, perché non si può dire che la materia in oggetto, quella delle intercettazioni, non sia stata al centro di discussioni e confronti, in tutte le legislature e con tutti i Governi. È un modo di condurre la vicenda con rinvii continui come l'ultimo, che abbiamo appena appreso, a domani mattina; con voti di fiducia o meno - non si sa - e scadenze istituzionali, come quella che ha appena ricordato, che vengono rinviate; Autorità che, sia per il voto di fiducia che ha luogo alla Camera dei deputati che per altre vicende, non vengono rinnovate, con un Governo che sostanzialmente non c'è più. Si deve fare finta di niente? Io credo che si dovrebbe discutere della fine del Governo e della necessità di ripristinare regole democratiche fondamentali. Prendiamo atto che sta avvenendo questo e - bisogna anche dirlo - dell'incapacità assoluta di governare il Paese sotto tutti i profili. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). È un quadro assolutamente sconcertante della situazione ed è bene che qualcuno lo dica a un presunto Governo e a una presunta maggioranza. (Commenti del senatore Airola). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questa situazione viene ulteriormente aggravata dal fatto che sappiamo benissimo tutti che poi il Governo, in Aula, porrà la fiducia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Quindi, state prendendo in giro tutti noi e il ruolo del Parlamento. VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Vergogna! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Ho sentito richiamare tante volte in quest'Aula il rispetto del ruolo del Parlamento. Presidente, noi le trasmettiamo il seguente messaggio, che forse dovrebbe essere riportato anche al Presidente della Repubblica: ma è possibile mettere la fiducia in prima lettura su un decreto-legge? È davvero una cosa scandalosa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Il rispetto per il Parlamento non c'è assolutamente. Altro che ricorsi alla Corte costituzionale! Questo è davvero uno scandalo. Presidente, mi rivolgo a lei che è a garanzia di quest'Assemblea: non è possibile che almeno in prima lettura non vi sia la possibilità di lavorare. Infatti, nonostante tutto quello che viene fatto in Commissione, si arriverà poi all'articolo unico, su cui sarà posta la fiducia. Tanto sono già tutti precettati e il risultato sarà questo. CIRINNA' (PD) . Sul bilancio, che avete fatto? Ma basta! (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . È inutile fare così, perché ci avete fatto la morale per mesi quando eravamo al Governo e adesso siete voi che date l'esempio. Vergognatevi! (Commenti dal Gruppo PD) . VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Vergogna! (Richiami del Presidente). PRESIDENTE . Parlate con me. Rivolgetevi alla Presidenza. Come lei ben sa, senatore Romeo, e come ben sanno tutti i componenti di quest'Assemblea, è da lungo tempo che vado ripetendo che questo andamento dei lavori non va bene, perché non è rispettoso dei diritti di tutti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Non voglio applausi. Ho solo detto: rispettoso dei diritti di tutti i senatori. VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Onestà! Onestà! (Richiami del Presidente). PRESIDENTE. No, non è questo. C'è stata già una lunga corrispondenza tra me e il presidente Fico, perché tutti e due, come Presidenti delle Camere, stiamo lamentando la mancata centralità di questo Parlamento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Questo ormai è un tema che ogni giorno portiamo al Governo affinché vi sia un patto etico tra il Parlamento e il Governo per quanto riguarda la regolamentazione dei lavori. Preso comunque atto della situazione, non possiamo fare altro. La discussione del disegno di legge n. 1659 è pertanto rinviata ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 19 febbraio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 19 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,43) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Barbaro, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Castaldi, Cattaneo, Ciriani, Collina, Crimi, De Poli, Di Piazza, Errani, Galliani, Giacobbe, Grassi, Licheri, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Pagano, Pepe, Petrenga, Pisani Giuseppe, Renzi, Ronzulli, Salvini, Segre, Sileri, Toffanin, Turco e Urraro. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Pesco, per attività della 5ª Commissione permanente; Nisini e Parente, per attività di rappresentanza del Senato; Valente, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Anastasi, Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Casini, Montevecchi e Verducci, per partecipare a incontri interparlamentari. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico, con lettera in data 13 febbraio 2019, ha comunicato che la senatrice Simona Malpezzi, a seguito della nomina a Sottosegretario di Stato, cessa di ricoprire la carica di Vicepresidente del Gruppo stesso. Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, variazioni nella composizione Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza il senatore Vincenzo Santangelo, in sostituzione della senatrice Barbara Floridia, dimissionaria. Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro per gli affari europei Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (1721) (presentato in data 14/02/2020); senatori Donno Daniela, Maiorino Alessandra, Pavanelli Emma, Vanin Orietta, Leone Cinzia, Mantovani Maria Laura, Mollame Francesco Modifiche al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell'illecita somministrazione di manodopera (1722) (presentato in data 17/02/2020); senatrice Vono Gelsomina Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza degli edifici scolastici (1723) (presentato in data 18/02/2020); senatori Perosino Marco, Alderisi Francesca, Berutti Massimo Vittorio, Binetti Paola, Caliendo Giacomo, Caligiuri Fulvia Michela, De Poli Antonio, Granato Bianca Laura, Lonardo Alessandrina, Lunesu Michelina, Mallegni Massimo, Pichetto Fratin Gilberto, Serafini Giancarlo Disposizioni in materia di tutela della sicurezza dei ciclisti (1724) (presentato in data 18/02/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Verducci Francesco ed altri Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza (1621) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 18/02/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Unterberger Julia Modifiche al codice civile in materia di tutela del coniuge economicamente svantaggiato (1490) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Ostellari Andrea ed altri Istituzione della «Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari» (1686) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 18/02/2020); 4ª Commissione permanente Difesa Sen. Rauti Isabella ed altri Modifica all'articolo 9 della legge 23 marzo 1983, n. 78, in materia di indennità supplementare per gli incursori e gli operatori subacquei (1434) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Ferrero Roberta ed altri Disposizioni per la fiscalità immobiliare delle imprese, liquidazione delle società e privilegio dei crediti delle imprese artigiane (1358) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 18/02/2020); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Fenu Emiliano ed altri Modifica all'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, in materia di certificazione dei crediti fiscali (1531) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Verducci Francesco ed altri Dichiarazione di monumento nazionale dell'ex campo di prigionia di Servigliano (1658) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Di Girolamo Gabriella ed altri Divieto di effettuazione di autoservizi pubblici non di linea e del servizio di piazza mediante veicoli a trazione animale (1292) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Lanzi Gabriele ed altri Disposizioni in materia di disciplina delle attività di manutenzione ordinaria di generatori di calore e impianti fumari a biomassa legnosa (1331) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Puglia Sergio ed altri Abolizione del minimo imponibile per il versamento dei contributi dovuti alle gestioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali (1487) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 18/02/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Dal Mas Franco ed altri Modifica all'articolo 2, comma 1, lettera c-bis), del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, in materia di esclusione dal beneficio del reddito di cittadinanza per i condannati con sentenza definitiva (1518) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Pellegrini Emanuele ed altri Modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzo in favore dei soggetti lesi da vaccinazioni, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (1496) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Auddino Giuseppe ed altri Modifiche all'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, concernente l'introduzione del divieto di fumo in aree all'aperto (1580) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 18/02/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Cantu' Maria Cristina ed altri Disposizioni volte ad incentivare il raggiungimento di standard qualitativi elevati dei prodotti agroalimentari italiani introducendo un sistema di rating per la certificazione di eccellenza e riforma del sistema di prevenzione, programmazione e controllo nella sanità pubblica veterinaria (1660) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Lannutti Elio ed altri Disposizioni in materia di commercializzazione delle acque minerali e termali (1309) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Iannone Antonio ed altri Misure per superare l'utilizzo della plastica (1504) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 18/02/2020); Commissioni 1° e 2° riunite Regione Sicilia Modifica all'articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (1691) previ pareri delle Commissioni 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 18/02/2020). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Vanin Orietta Modifiche all'articolo 1, comma 22, della legge 7 aprile 2014, n. 56, in materia di elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano (1596) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 18/02/2020). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 12 febbraio 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, l'elenco degli importi che vengono conservati alla fine dell'anno finanziario 2019 e che potranno essere utilizzati nell'esercizio 2020 a copertura dei relativi provvedimenti legislativi. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 422). Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, con lettera in data 30 gennaio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge 15 dicembre 1998, n. 444, la relazione sugli immobili adibiti a teatro ammessi ai contributi di legge, relativa all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 420). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 12 febbraio 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 7 novembre 1977, n. 882, la relazione sui rapporti tra l'Italia e il Fondo monetario internazionale, riferita al periodo dal 1° maggio 2018 al 30 aprile 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a , alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . LXVIII, n. 2). Il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, con lettera in data 28 gennaio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 2012, n. 251, la relazione sullo stato di applicazione della normativa concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società controllate da pubbliche amministrazioni non quotate in mercati regolamentati, riferita al periodo dal febbraio 2016 al febbraio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . CLVIII, n. 1). Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento Con lettere in data 21, 23 gennaio e 4 febbraio 2020, sono state inviate, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, le relazioni sull'attività svolta nell'anno 2019 dal Garante del Contribuente: per la Sicilia (Atto n. 417); per l'Umbria (Atto n. 418); per il Piemonte (Atto n. 419). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 11 febbraio 2020, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria: dell'Ente Nazionale per il Microcredito, per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 257). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con lettera in data 13 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti, aggiornato al mese di giugno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente (Atto n. 421). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti. Deferimento Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 19 dicembre 2019, il testo di due raccomandazioni e di cinque risoluzioni, approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso della riunione della Commissione permanente, svoltasi a Parigi il 29 novembre 2019. Questi documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3 a alla 14 a Commissione permanente, se non già assegnati alla stessa in sede primaria: raccomandazione n. 2166 - Diritti umani e imprese: quali seguiti dare alla Raccomandazione CM/Rec (2016) 3 del Comitato dei Ministri? Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10 a , alla 11 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 164); raccomandazione n. 2167 - Il ruolo dell'istruzione nell'era digitale: dai "nativi digitali" ai "cittadini digitali". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 7 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 165); risoluzione n. 2311 - Diritti umani e imprese: quali seguiti dare alla Raccomandazione CM/Rec (2016) 3 del Comitato dei Ministri? Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a , alla 10 a , alla 11 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 166); risoluzione n. 2312 - L'impatto sociale dell'economia della piattaforma. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a , alla 10 a , alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 167); risoluzione n. 2313 - Il ruolo dell'istruzione nell'era digitale: dai "nativi digitali" ai "cittadini digitali". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 7 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 168); risoluzione n. 2314 - L'educazione ai media nel nuovo ambiente mediatico. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a , alla 7 a , alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 169); risoluzione n. 2315 - La riforma dell'Interpol e le procedure di estradizione: rafforzare la fiducia contrastando gli abusi. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 170). Mozioni Atto n. 1-00216 SALVINI Matteo ROMEO ARRIGONI AUGUSSORI BAGNAI BARBARO BERGESIO BORGHESI BORGONZONI BOSSI Simone BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CANTU' CASOLATI CENTINAIO CORTI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO GRASSI IWOBI LUCIDI LUNESU MARIN MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PERGREFFI PIANASSO PILLON PIROVANO PISANI Pietro PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SAVIANE SBRANA SIRI STEFANI TOSATO URRARO VALLARDI VESCOVI ZULIANI - Il Senato, premesso che: Josip Broz, meglio conosciuto come Tito, presidente della Repubblica socialista federale di Jugoslavia dal 1953 al 1980, anno della sua morte, nel corso della sua lunga esperienza politica si è macchiato di vari crimini, in particolare la sua figura è legata alla tragedia delle foibe, profonde cavità naturali tipiche della Venezia Giulia che vennero utilizzate, nel corso della Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, per occultare le vittime uccise dai partigiani jugoslavi; le vittime furono, secondo le stime più attendibili, circa 5.000, prevalentemente italiani; con la legge 30 marzo 2004, n. 92, è stato istituito il 10 febbraio quale "giorno del ricordo", con l'obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale; in occasione della ricorrenza odierna, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione, nella quale ha evidenziato che il giorno del ricordo contribuisce a farci rivivere "una pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l'occupazione dei comunisti jugoslavi. Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo"; la feroce dittatura, ricorda il presidente Mattarella, scatenò "una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole"; secondo il Capo dello Stato "La persecuzione, gli eccidi efferati di massa - culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe - l'esodo forzato degli italiani dell'Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell'Europa. Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità"; nel nostro Paese esistono purtroppo delle "piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell'indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l'odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza"; già in passato un'autorevole presa di posizione sul tema è stata fatta dal Presidente emerito Giorgio Napolitano, il quale nel 2007, nel corso del suo primo settennato, in occasione della cerimonia dedicata alle vittime delle foibe ha consegnato una medaglia d'oro ed un diploma ai parenti di 30 italiani uccisi nell'ambito della persecuzione etnica scatenata dalle milizie titine tra Trieste e Fiume alla fine della seconda guerra mondiale; in quella circostanza, il presidente Napolitano aveva evidenziato come non si possa tacere, assumendoci la responsabilità di aver negato o teso ad ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica il dramma del popolo giuliano-dalmata, una tragedia rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali; con legge 3 marzo 1951, n. 178, è stato istituito l'ordine "Al Merito della Repubblica italiana" e sono state disciplinate le modalità del conferimento e dell'uso delle onorificenze; l'ordine, destinato a dare una particolare attestazione a coloro che abbiano speciali benemerenze verso la nazione, vede al suo vertice il Presidente della Repubblica ed è retto da un consiglio composto da un cancelliere, che lo presiede, e da altri dieci componenti; il cancelliere e gli altri componenti del consiglio dell'ordine sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, restano in carica sei anni e non possono essere confermati alla scadenza; l'ordine si compone di cinque classi: cavalieri di gran croce, grandi ufficiali, commendatori, ufficiali e cavalieri, ma per altissime benemerenze può essere eccezionalmente conferita ai cavalieri di gran croce la decorazione di gran cordone; le onorificenze sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il consiglio dell'ordine; il numero massimo annuale di nomine è determinato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Consiglio dei ministri e il consiglio dell'ordine; la legge istitutiva prevede, altresì che, salve le disposizioni penali, colui che se ne renda indegno incorre nella perdita dell'onorificenza, la quale viene deliberata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il consiglio dell'ordine (art. 5); l'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 1952, n. 458, recante norme per l'attuazione della legge 3 marzo 1951, n. 178, stabilisce che le onorificenze dell'ordine al merito della Repubblica italiana possano essere conferite non soltanto a cittadini italiani ma anche a stranieri; l'articolo 8 del medesimo decreto stabilisce che il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il consiglio dell'ordine, può promuovere la revoca del decreto di concessione; tra le principali personalità straniere insignite dell'onorificenza di cavaliere di gran croce c'è anche il maresciallo Tito, al quale il riconoscimento fu conferito il 2 ottobre 1969, durante la Presidenza di Giuseppe Saragat e il secondo Governo presieduto da Mariano Rumor; la revoca dell'onorificenza data a chi si è macchiato di gravi crimini, quali la pulizia etnica realizzata nei confronti degli italiani della Venezia Giulia, rappresenta un atto dovuto da parte del Governo italiano per giungere ad una pacificazione, lasciando così al ricordo una delle pagine più brutte della storia italiana del Novecento; come si evince dai citati interventi dei Presidenti della Repubblica Mattarella e Napolitano, la conoscenza di queste drammatiche pagine della nostra recente storia non deve essere relegata agli studiosi di discipline storiche o circoscritta alle pagine dei libri, ma è un vero e proprio dovere civico che esige un impegno diretto da parte di tutti gli italiani; un contributo decisivo in tal senso non può che provenire dalle istituzioni scolastiche, chiamate non tanto a trasmettere ai giovani mere nozioni quanto a formare dei cittadini coscienti e consapevoli del loro passato; per mezzo della mozione 1-00208, i senatori del Gruppo Lega hanno recentemente evidenziato che l'epoca attuale vede riaffiorare sempre più sentimenti di odio razziale, soprattutto antisemita, ed è pertanto necessario far conoscere alle nuove generazioni il dramma della Shoah; nella medesima mozione, si è altresì evidenziato che, ai fini della maturazione di una piena coscienza di rifiuto di qualsiasi forma di odio razziale, è indispensabile incrementare i fondi stanziati in favore delle scuole secondarie di secondo grado che intendano effettuare i "viaggi della memoria", impegnando quindi il Governo ad adottare politiche che muovano in tale direzione, impegna il Governo: 1) ad adottare ogni possibile iniziativa finalizzata a favorire lo studio delle discipline storiche presso le scuole di ogni ordine e grado, nonché a sensibilizzare i cittadini affinché siano consapevoli delle vicende storiche che hanno interessato il nostro Paese e l'Europa intera, in modo particolare per quanto attiene alle vicende del Novecento; 2) ad adottare ogni possibile iniziativa finalizzata alla revoca dell'onorificenza di cavaliere di gran croce concessa al maresciallo Tito o, quanto meno, volta a riconoscere che la concessione di tale onorificenza non sia compatibile con i principi ispiratori della legge 3 marzo 1951, n. 178, e più in generale con i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale. Atto n. 1-00217 GASPARRI AIMI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI DAMIANI GALLIANI GALLONE GIAMMANCO MALAN MALLEGNI PAROLI PEROSINO RIZZOTTI PICHETTO FRATIN TOFFANIN - Il Senato, premesso che: i massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata sono una pagina di storia che per molti anni l'Italia ha voluto dimenticare; tra il maggio e il giugno 1945 migliaia di italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia furono obbligati a lasciare la loro terra e altri furono uccisi dalle forze politiche comuniste guidate dall'allora comandante militare dell'Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia Josip Broz, nome di battaglia "Tito", gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Le uccisioni di italiani, torturati, legati, martoriati e poi gettati nelle cavità carsiche (foibe), così, come se fossero spazzatura, nel periodo tra il 1943 e il 1947, furono almeno 20.000 e gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case almeno 250.000; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani, giuliani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, con la legge n. 92 del 2004 è stato istituito il "giorno del ricordo" il 10 febbraio; tale giornata è dedicata alla celebrazione ed alla memoria della complessa vicenda del confine orientale e, all'interno di questa, del martirio degli italiani infoibati, del loro assassinio di massa organizzato dalle bande comuniste del maresciallo Tito, raccapricciante segno di una pulizia etnica che fu attuata in terre teatro di uno storico e tragico scontro di nazionalismi che durò almeno fino al 1948, provocando l'esilio forzato di 350.000 italiani dall'Istria, da Fiume e da tutta la Dalmazia; a 16 anni dall'istituzione della giornata del ricordo addolora che ci sia ancora chi voglia negare la tragedia degli infoibati e dell'esodo degli italiani di Istria e Dalmazia e che gran parte della stampa quotidiana e la televisione pubblica dedichino ancora troppo poco spazio al ricordo di tale tragedia; ancora oggi Josip Broz Tito figura nell'elenco dei decorati a cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana, decorato di gran cordone, titolo onorifico più elevato della Repubblica, conferitogli il 2 ottobre 1969 dall'allora Capo dello Stato Giuseppe Saragat. Nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 2 marzo 1970, sono riportati i nomi di altre personalità jugoslave alle quali fu conferita l'onorificenza di cavalieri di gran croce di grandi ufficiali e di commendatori; il 3 ottobre 2011, la Corte costituzionale della Slovenia ha dichiarato incostituzionale l'intitolazione nel 2009 di una strada di Lubiana a Tito, ritenendo che ciò avrebbe comportato la glorificazione del regime totalitario da questi costituito e una giustificazione delle gravi violazioni dei diritti dell'uomo e della dignità umana avvenute durante il suo regime; da anni le associazioni degli esuli chiedono a gran voce la revoca dell'onorificenza a Josip Broz Tito e la risposta sinora è stata che non può essere revocata poiché nella legge n. 178 del 1951, istitutiva dell'ordine al merito della Repubblica italiana, e nello statuto, non è previsto il caso della revoca a persone già defunte; il Presidente della Repubblica, in occasione del giorno del ricordo, ha definito le foibe "una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono, per superficialità o per calcolo, il dovuto rilievo", ricordando che "il regime comunista scatenò una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole e che per molto tempo le persecuzioni contro gli italiani in Dalmazia, Istria e Venezia Giulia, sono state ignorate, rimosse o addirittura negate"; non è più accettabile che la Repubblica italiana, riconoscendo il giorno 10 febbraio quale "giorno del ricordo" della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, conservi tale onorificenza a colui che ordinò la pulizia etnica degli italiani in Istria e nell'Adriatico orientale; giova evidenziare che ai sensi dell'articolo 5 della citata legge n. 178 del 1951, "Salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita della onorificenza l'insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine", impegna il Governo: 1) ad adottare ogni urgente iniziativa finalizzata a giungere, in tempi brevi, alla revoca della più alta onorificenza della Repubblica italiana concessa Josip Broz Tito, superando le strumentali problematiche legate al fatto che non sia più in vita, considerato che l'insignito se ne è reso indegno a causa degli orrendi crimini perpetrati contro le popolazioni italiane di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia; 2) a promuovere nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nei luoghi di cultura iniziative e commemorazioni volte a celebrare il "giorno del ricordo", ad approfondire, ad indagare nel dettaglio la tragedia delle foibe e a favorire la conoscenza degli eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani, abitanti dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, a un esodo forzato, anche mediante il coinvolgimento diretto degli appartenenti ad associazioni di esuli istriano-giuliano-dalmati; 3) ad adoperarsi affinché nei servizi radiotelevisivi pubblici, sia nel giorno del ricordo, sia in altri appuntamenti con la storia, venga dato lo stesso risalto che giustamente viene concesso in occasione del ricordo di altre immani tragedie che hanno interessato l'umanità. Interrogazioni Atto n. 3-01391 D'ALFONSO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: l'azienda Faist Componenti SpA opera nel settore dell' automotive realizzando componenti per turbine di auto e veicoli commerciali, con una sede amministrativa a Montone (Perugia) e uno stabilimento a Lanciano (Chieti), in località Cerratina, dove sono attualmente impiegati 17 lavoratori, compresa una lavoratrice interinale; nel mese di dicembre 2019 l'azienda ha annunciato lo smantellamento dell'attività presso la sede di Lanciano; la chiusura non risulta motivata dalla sussistenza di una situazione di crisi, ma esclusivamente in ragione della presunta contrazione delle vendite e della conseguente perdita stimata di fatturato pari a circa 10 milioni di euro; lo stesso attuale amministratore delegato dell'azienda, il dottor Marcello Pennicchi, ha individuato quale possibile unica soluzione alla presunta contrazione delle vendite il licenziamento di 52 dipendenti, di cui 17 operanti a Lanciano e 35 a Montone; considerato che: ciò che rileva nella vicenda è la concreta valutazione dell'elemento di crisi; in particolare, quest'ultimo non concerne le linee lavorative dello stabilimento di Lanciano che, come dimostrato nei fatti, lavorano a pieno regime e registrano previsionali di attività almeno per i prossimi 4 anni; l'attività svolta presso lo stabilimento di Lanciano, in special modo, ha sempre ricevuto apprezzamenti e certificazioni per la qualità dei prodotti; non essendo stata idoneamente e tempestivamente arrestata, la decisione assunta dall'amministratore delegato dell'azienda è sfociata nel trasferimento delle sue produzioni presso lo stabilimento di Montone; considerato, altresì, che: come riportato su diversi quotidiani nazionali e locali, negli ultimi giorni i vertici dell'azienda hanno proceduto a trasferire coattivamente i macchinari dallo stabilimento di Lanciano a quello di Montone, ancora prima di aver proceduto a trasmettere le lettere di licenziamento ai 17 lavoratori e a sole 48 ore dall'avvio della procedura di licenziamento collettivo; a tale forzoso atto i 17 lavoratori si sono opposti, in ogni modo legittimamente possibile, conservando comportamenti dignitosi e sottolineando all'azienda le pesanti ricadute economiche e finanziarie che tale decisione avrà sulle famiglie dei lavoratori coinvolti; nonostante la pacifica "lotta" messa in atto dai lavoratori, i vertici aziendali hanno imperterriti continuato a traslocare forzosamente i macchinari presso lo stabilimento sito nel territorio umbro; rilevato che: tale modus operandi risulta contrario alle statuizioni normative in materia secondo le quali l'azienda, prima di smantellare lo stabilimento, deve attendere 75 giorni dopo l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per valutare con le parti sociali possibili alternative alla chiusura; nonostante la scelta aziendale fosse stata assunta da tempo, la stessa è stata portata drasticamente a conoscenza dei 17 lavoratori soltanto qualche settimana fa; tale comportamento risulta, a tutti gli effetti, configurare una condotta antisindacale, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano messo in atto o siano in procinto di attivare nei confronti dei vertici dell'azienda Faist al fine di individuare una soluzione alternativa al licenziamento collettivo avviato nei confronti dei 17 lavoratori dello stabilimento di Lanciano; quali azioni intendano adottare per evitare che il tessuto produttivo abruzzese, già colpito da altre importanti situazioni, perda definitivamente anche questa realtà di eccellenza produttiva; quali provvedimenti intendano adottare a salvaguardia e tutela dei 17 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Lanciano e delle loro famiglie per comprimere, quanto più possibile, gli effetti negativi di tale situazione. Atto n. 3-01392 CENTINAIO VALLARDI BERGESIO SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il decreto ministeriale 22 gennaio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2020, disciplina i termini e le modalità di trasmissione, in via telematica, all'agente della riscossione, dei residui di gestione dei ruoli per debiti relativi al prelievo supplementare nel settore del latte, emessi dall'Agea o dalle Regioni fino alla data del 31 marzo 2019; il decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2019, n. 44, preso atto delle difficoltà relative al recupero del prelievo supplementare sul latte, ha disposto il trasferimento all'Agenzia dell'entrate-riscossione delle competenze in materia di recupero coattivo, precedentemente affidate ad Agea, sospendendo, nelle more di tale passaggio, le procedure di riscossione coattiva; nel frattempo la materia è stata più volte oggetto di interventi giurisprudenziali, a livello sia nazionale che europeo, che hanno necessariamente riaperto una riflessione sul quadro normativo di riferimento; al riguardo è stata istituita un'apposita commissione ministeriale di verifica sulla questione "quote latte", istituita con decreto ministeriale 13 giugno 2019 che, ad oggi, non risulta ancora aver avviato i propri lavori; la sentenza pubblicata in data 18 ottobre 2019 del Consiglio di Stato ha, infatti, annullato le multe non riscosse per il prelievo supplementare, imputato ai produttori di latte bovino, riprendendo le motivazioni con cui la Corte di giustizia dell'Unione europea, il 27 giugno 2019, ha bocciato il metodo scelto dall'Italia per la riassegnazione delle quote non ripartite; la pronuncia della Corte del 27 giugno 2019 (C-348/18) ha, infatti, ingenerato dubbi sulla determinazione del prelievo supplementare da corrispondere nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari. In particolare, ha bocciato il metodo di compensazione scelto dall'Italia nel riassegnare le quote non ripartite, in quanto contrario al dettato normativo dell'Unione europea che, all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CEE) n. 3950/92 del Consiglio, del 28 dicembre 1992, imponeva che la ripartizione avvenisse in maniera proporzionale; già l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma (in R.G. 96592/2016) del 5 giugno 2019 aveva messo in dubbio la correttezza dei criteri, dei metodi e dei dati utilizzati per il calcolo del prelievo supplementare e le modalità scelte dall'Italia per individuare i destinatari delle riassegnazioni dei quantitativi individuali di latte inutilizzati; alla luce del mutato quadro giurisprudenziale, il Ministro pro tempore delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo aveva emanato un apposito decreto-legge che, approvato nella riunione del Consiglio dei ministri del 6 agosto 2019, non ha poi proseguito l' iter di pubblicazione per volontà dell'attuale maggioranza di Governo; emerge come la situazione non sia ancora definita. Sarebbe opportuno quindi che il Governo varasse un provvedimento urgente per sospendere le procedure di riscossione coattiva in atto, evitando, fino al momento in cui non si chiarisca definitivamente l'annosa questione, il fallimento e la chiusura delle tante aziende coinvolte, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adottare le necessarie iniziative, in tale clima di assoluta incertezza, che consentano all'Italia di esprimere, a livello sia nazionale che europeo, una posizione definitiva sulla questione, coerente con gli indirizzi espressi nella pronuncia del Consiglio di Stato del 18 ottobre 2019, secondo le motivazioni espresse nella sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 27 giugno 2019, prevedendo, fino ad allora, la sospensione della riscossione; se non ritenga di adottare interventi immediati per la tutela dei produttori di latte bovino, anche prevedendo la possibilità di risarcire i produttori danneggiati dall'errata applicazione del metodo di calcolo, nonché norme idonee a chiarire la situazione di incertezza venutasi a creare con il contenzioso nazionale ed unionale. Atto n. 3-01393 DE PETRIS NUGNES FATTORI DI MARZIO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-01394 BORGHESI MONTANI ROMEO BERGESIO BAGNAI RUFA LUCIDI FREGOLENT ZULIANI AUGUSSORI PIANASSO LUNESU SAVIANE FERRERO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come noto e come risultante dagli elenchi pubblicati sul sito istituzionale del Ministero dell'economia e delle finanze in ossequio al decreto legislativo n. 33 del 2013, sono in scadenza gli incarichi dei consiglieri di amministrazione e dei membri dei collegi sindacali delle più importanti società direttamente partecipate dallo stesso Ministero, tra cui Invitalia, Consip, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste italiane, MPS, nonché di numerose importanti società indirettamente partecipate, tra le quali Fintecna, Terna, Anas, RFI, GME; tali incarichi, il cui conferimento si risolve in un atto di alta amministrazione, sono nondimeno caratterizzati dall'esigenza di selezionare soggetti dotati, oltre che dei requisiti di onorabilità previsti dalla normativa, delle più idonee doti manageriali in relazione alla natura fortemente tecnica che caratterizza l'azione e le finalità istituzionali delle società; la selezione di soggetti con il necessario bagaglio tecnico ed esperienziale è tanto più importante in ragione del carattere strategico di tali asset , che giustifica, difatti, il mantenimento della partecipazione pubblica secondo le norme del decreto legislativo n. 175 del 2016; la necessaria predeterminazione dei criteri e delle modalità di nomina è stata oggetto dapprima della direttiva ministeriale del 24 giugno 2013 e poi della direttiva del 16 marzo 2017, la cui adozione si è resa necessaria a fronte delle innovazioni recate dal citato decreto legislativo n. 175 del 2016 in materia di organi delle società pubbliche e dal decreto legislativo n. 97 del 2016 inerente agli obblighi di trasparenza in capo alle amministrazioni; la direttiva del 2017, in ossequio ad una prassi già emersa in precedenza, conferma la necessità, da parte del Dipartimento del tesoro (nella veste di organo investito delle competenze concernenti l'esercizio dei diritti dell'azionista), di avvalersi "del supporto di una o più società specializzate nella ricerca e selezione di top manager, principalmente per la messa a disposizione di data base di profili manageriali nonché per l'attività di assessment e comparazione delle competenze necessarie a ricoprire la carica"; tali società, dette di "head hunter", concorrono "allo svolgimento di un'istruttoria di carattere qualitativo e attitudinale al fine di individuare potenziali candidati alla carica" i cui profili sono poi sottoposti al Ministro unitamente ad una "relazione di sintesi che illustri i profili dei candidati, anche in relazione alle specifiche caratteristiche della singola società, nonché la sussistenza dei requisiti di eleggibilità"; tali società devono essere selezionate nel pieno rispetto delle norme di cui al codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 50 del 2016); nell'ambito dell'ultima "tornata di nomine", la selezione degli head hunter ai sensi dell'art. 36, comma 2, lett. a) , dello stesso codice è stata avviata il 6 febbraio 2017 mediante invito a presentare un'offerta indirizzato ad operatori previamente individuati, si chiede di sapere: se si intenda procedere anche in quest'occasione in ossequio alla direttiva del 16 marzo 2017 che prevede la necessaria selezione di head hunter qualificati; se sia già stato avviato il procedimento di selezione degli head hunter e, in tal caso, se si stia procedendo all'affidamento diretto del servizio o se, invece, l'affidamento del servizio sia già avvenuto e in che modalità; quali criteri dovranno osservare gli head hunter nello svolgimento della propria funzione di ausilio istruttorio; se e quali siano gli atti di indirizzo adottati o che si intenda adottare nei confronti degli head hunter previamente selezionati; quali iniziative si intenda adottare affinché risulti ulteriormente rafforzata la trasparenza del procedimento di nomina dei soggetti che andranno a ricoprire gli incarichi nell'ambito degli organi sociali delle società partecipate interessate. Atto n. 3-01395 SALVINI Matteo ROMEO CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA ARRIGONI BAGNAI BORGHESI BORGONZONI BOSSI Simone BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDIANI CANDURA CASOLATI CORTI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO GRASSI IWOBI LUNESU MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PIANASSO PILLON PIROVANO PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SAVIANE STEFANI TOSATO URRARO VESCOVI ZULIANI CANTU' Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-01397 STABILE MALLEGNI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: il numero unico europeo 112 è stato introdotto nel 1991 con la direttiva 91/396/CEE, per mettere a disposizione dei cittadini un numero di emergenza unico per tutti gli Stati membri; la centrale unica di risposta raccoglie tutte le chiamate di emergenza generate sul territorio e le trasferisce quando agli enti di competenza (forze dell'ordine, emergenza sanitaria, Vigili del fuoco); attualmente il servizio NUE 112 è attivo in Friuli-Venezia Giulia, parte del Lazio (prefisso 06), Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia Orientale, Valle d'Aosta e nelle Province autonome di Trento e Bolzano; in tutta Europa il "112 day ", la giornata del numero unico di emergenza (NUE) si è celebrata l'11 febbraio e molte centrali operative in Italia hanno ospitato al loro interno cittadini e scolaresche per far conoscere concretamente il funzionamento del NUE 112 attraverso l'attività degli operatori impegnati in prima linea; sembrerebbe che in alcune centrali gruppi di persone, in tale occasione, siano entrati, mentre queste erano in piena attività con gli operatori impegnati a raccogliere le richieste di soccorso, un lavoro che richiede la massima concentrazione, perché anche un solo attimo di distrazione può voler dire non cogliere elementi essenziali di una chiamata di soccorso; solo a titolo di esempio, in un video pubblicato sul sito internet della Regione Lazio, si possono osservare numerose persone che si aggirano fra i posti degli operatori, che si posizionano alle spalle e ai fianchi dei centralinisti mentre, sembrerebbe, questi stanno rispondendo alle chiamate di soccorso e si relazionano con le persone che chiedono aiuto; anche in Friuli-Venezia Giulia parrebbe che i visitatori abbiano ascoltato, se non le chiamate, le risposte degli operatori, e abbiano potuto visualizzare a schermata i dati degli interventi; a questo proposito, si sottolinea che al 112 arrivano, oltre alle chiamate di soccorso sanitario, quelle per Polizia e Carabinieri, che possono esigere livelli di riservatezza assoluta; nei servizi di soccorso e di sicurezza la centrale operativa deve essere un ambiente riservato e protetto, perché si trattano dati sensibili, perché la concentrazione degli operatori deve essere massima e quindi deve essere evitato qualsiasi disturbo che possa distrarre anche per un solo istante chi vi lavora, perché in qualsiasi momento può arrivare la chiamata difficile, che esige una comprensione immediata, da cui può dipendere una vita umana, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intendano verificare se effettivamente, durante l'apertura al pubblico delle centrali operative, lo scorso 11 febbraio, si siano verificati dei casi che sembrerebbero aver ignorato i principi dell'emergenza e del soccorso oltre alla violazione della privacy dell'utente, che in quel momento non sapeva di poter essere esposto ad estranei. Atto n. 3-01398 BERGESIO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che: il recente e triste caso di Steven Babbi, ragazzo ventiquattrenne di Cesenatico che da anni lottava contro il sarcoma di Ewing, deceduto nei giorni scorsi, ha richiamato l'attenzione su un problema che coinvolge molti malati oncologici; il giovane lavorava infatti presso l'azienda Siropack Italia di Cesenatico, sorta nel 2001 e operante, su scala internazionale, nell'ambito del packaging e dell'innovazione tecnologica, con particolare riguardo nella realizzazione di macchine e software per il confezionamento di prodotti nei settori agroalimentare e farmaceutico; nel 2017 Steven si era dovuto assentare a lungo dal lavoro per via delle cure e riceveva dall'Inps l'indennità di malattia; scaduti i 180 giorni previsti, l'Inps aveva cessato di erogare il trattamento, così i titolari dell'azienda, Barbara Burioli e Rocco De Lucia, decidevano di continuare a pagare lo stipendio, nonostante l'assenza dal lavoro, proprio per consentire al ragazzo di potersi mantenere e sottoporsi alle delicate cure; il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, qualche mese dopo decideva di nominare Burioli e De Lucia cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza concessa "per la straordinaria prova di umana generosità e sensibilità a sostegno di un loro dipendente gravemente malato e privo della copertura previdenziale"; i malati oncologici necessitano di terapie lunghe e particolari, le quali sovente non consentono di continuare ad esercitare un'attività lavorativa a causa degli effetti collaterali; lo Stato deve farsi carico dell'assistenza sanitaria dei malati oncologici, ma deve anche garantire la sussistenza di chi, affetto da una patologia grave, non potendo rientrare al lavoro a causa delle precarie condizioni di salute, non è in condizione di mantenersi autonomamente; in mancanza di tali misure, risultano lesi i diritti fondamentali dell'individuo, si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo vogliano assumere, in tutte le sedi opportune, per consentire ai malati di poter usufruire di una forma di indennità che possa garantire loro assistenza e dignità, quando, a causa delle precarie condizioni di salute, siano impossibilitati a lavorare. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01390 GALLONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: dal 1° settembre 2020, per effetto dei pensionamenti dei docenti (alcuni dei quali per effetto della "quota 100"), numerose cattedre resteranno vacanti, ciò determinando alle istituzioni scolastiche enormi difficoltà a rimpiazzare gli insegnanti in uscita; in particolare, dai primi dati sui pensionamenti nella regione Lombardia emergono 4.159 domande inoltrate, alle quali si sommano i posti attualmente vacanti (circa 11.000) e i docenti che presumibilmente si trasferiranno fuori regione, soprattutto al Sud; in tal modo i posti liberi ammonteranno a 17-18.000; le riserve dei docenti precari graduatorie provinciali ad esaurimento e graduatorie dei concorsi conclusi alle quali attingere, soprattutto nelle scuole medie e negli istituti superiori, risultano avere un numero esiguo di candidati; nel mese di agosto 2019, i funzionari dell'ufficio scolastico regionale e degli uffici provinciali sono riusciti ad assegnare meno della metà dei posti messi a disposizione dal Ministero. A ciò deve aggiungersi che i due concorsi, ordinario per tutti gli ordini di scuola e straordinario per la sola scuola secondaria, non sono stati ancora banditi; se i bandi venissero pubblicati entro la fine del mese di marzo prossimo e le domande venissero accolte entro metà aprile, l' iter procedurale, che, nel caso del concorso straordinario, prevede la nomina delle commissioni giudicatrici, lo svolgimento della prova preselettiva e la valutazione dei titoli, impone tempi ristretti, mentre nel caso del concorso ordinario, i vincitori sarebbero nominati entro il mese di settembre 2021; occorre, inoltre, evidenziare che nella medesima regione il numero dei supplenti ammonta a quasi 35.000, 26 ogni 100 docenti in cattedra, se si raggruppano le cattedre con meno ore. Il dato è di 51.000 (pari al 33 per cento) se si considerano i singoli supplenti; i dati sono preoccupanti soprattutto se si considera che alle supplenze, che quest'anno ammontano a circa 50.000 unità, si aggiungono i dati relativi ai pensionamenti dal prossimo 1° settembre, si chiede di sapere se, al fine di garantire la copertura delle cattedre vacanti e disponibili e la continuità didattica, il Ministro in indirizzo stia valutando l'adozione di misure urgenti per l'emanazione dei bandi di concorso in tempi utili e per consentire ai docenti precari che parteciperanno alla selezione straordinaria la possibilità di prepararsi per i test preselettivi. Atto n. 3-01396 LONARDO FLORIS RONZULLI GALLONE SERAFINI BARACHINI GALLIANI CALIENDO PAROLI MALLEGNI ROMANI CRAXI MESSINA Alfredo VITALI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la compagnia Airitaly SpA è nata dall'unione delle compagnie aeree Meridiana Fly (costituita per volontà del principe saudita Aga Khan nel marzo 1963 con l'intento di promuovere il turismo in Sardegna) e Airitaly. Nel 2016, al termine della messa in mobilità di numerosi lavoratori di Meridiana Fly, la Qatar Airways ha fatto ingresso all'interno del gruppo; nonostante il processo di sviluppo sia stato avviato sulla base di obiettivi di crescita ed espansione, attraverso una nuova flotta di 50 aerei e stimando una previsione di trasporto di circa 10 milioni di passeggeri nei primi 4 anni di attività, la situazione si è aggravata sensibilmente con il blocco, in tutto il mondo, dei boeing 737 MAX8 a seguito delle vicende delle compagnie aeree Lion Air ed Ethiopian Airlines; nel mese di dicembre 2017, Meridiana ha chiuso la base di Milano-Linate in favore di Milano-Malpensa; per la stagione estiva 2018 sono state avviate diverse rotte nazionali quali Napoli, Lamezia Terme, Roma Fiumicino, Palermo e Catania, al fine di alimentare le rotte a lungo raggio aperte a partire da giugno 2018, quali New York e Miami, grazie all'ingresso di nuovi aeromobili: il primo Boeing 737 MAX 8 è entrato in flotta a maggio 2018 insieme agli Airbus A330-200 in leasing da Qatar Airways. Questi hanno sostituito i velivoli di lungo raggio ereditati da Meridiana e avrebbero dovuto essere a loro volta sostituiti con altri aeromobili in funzione della risposta del mercato; il 19 febbraio 2018 gli azionisti di AQA Holding SpA hanno presentato il progetto di rilancio di Meridiana, annunciando il cambio di denominazione sociale in AIR ITALY, e dal 1° marzo 2018 la compagnia è diventata operativa con il primo volo; tuttavia, il protrarsi del fermo dei vettori, ha determinato il ricorso da parte di AirItaly ad un massiccio utilizzo del cosiddetto " wet lease ", ossia il noleggio di altri operatori aerei (in questo caso bulgari e greci) che operano in sostituzione degli aerei fermi, trasportando passeggeri per la compagnia; per tutto il 2019, AirItaly ha proceduto esternalizzando attività, dismettendo altri aerei; l'11 febbraio 2020, l'assemblea degli azionisti di Air Italy (Alisarda e Qatar Airways attraverso AQA Holding SpA) ha deliberato la liquidazione in bonis della società, con la messa a terra dell'intera flotta, e quindi la cancellazione di tutto l'operativo a partire dal successivo 25 febbraio; la compagnia conta circa 1.500 dipendenti, che in queste ore e nei prossimi giorni hanno programmato assemblee e presìdi negli aeroporti di Olbia e di Malpensa; nella giornata di martedì 18 febbraio, il Consiglio regionale sardo darà spazio all'intervento di una delegazione di sindacati e dipendenti della compagnia aerea; la messa in liquidazione di Air Italy sta provocando immensi disagi agli utenti e danni economici ingenti alle aziende turistiche, in particolare della Sardegna, e a tutto il comparto del turismo a seguito della disdetta delle vacanze da parte di migliaia di viaggiatori costretti a rinunciare ai viaggi o a subire disagi per riprogrammare le proprie partenze, si chiede di sapere: quali soluzioni il Ministro in indirizzo stia valutando per consentire alla compagnia di proseguire l'attività; se non ritenga in ogni caso di adottare misure urgenti per consentire ai dipendenti l'accesso agli ammortizzatori sociali. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02905 CALANDRINI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il "bollo auto", oppure tassa automobilistica regionale, è il tributo locale qualificato come tassa di proprietà di autoveicoli e motoveicoli immatricolati in Italia, il cui versamento è a favore della Regione di residenza del proprietario ovvero del possessore; a norma dell'articolo 38- ter del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 ("decreto fiscale"), a decorrere dal 1° gennaio 2020, i pagamenti relativi alla tassa automobilistica sono effettuati esclusivamente secondo le modalità di cui all'articolo 5, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e cioè a mezzo del sistema dei pagamenti elettronici "pagoPA" quale modalità per eseguire i pagamenti alla pubblica amministrazione in modalità standardizzata, attraverso i prestatori di servizi di pagamento (PSP) aderenti; si evidenzia che a seguito del mutamento della modalità di versamento del bollo auto in favore delle Regioni, non è prevista la possibilità su tutto il territorio nazionale di pagamento a mezzo degli sportelli dell'agente della riscossione quale individuato nell'Agenzia delle entrate-riscossione senza addebito di alcuna spesa ovvero commissione; pertanto sono a disposizione del contribuente esclusivamente le modalità di versamento presso uffici postali, ACI, banche, ricevitorie Sisal e Lottomatica ovvero on line sulla piattaforma del sito web regionale: modalità tutte che prevedono però sempre il versamento di spese ovvero commissioni a carico del contribuente (da 1,50 a circa 3 euro per versamento); la necessaria previsione di una modalità di versamento dei tributi senza oneri, spese e commissioni a carico del contribuente è improntata al principio generale statuito nell'articolo 10, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente", che dispone la tutela dell'affidamento e della buona fede e fissa il principio della collaborazione nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria; alla luce di ciò, la previsione di almeno una modalità di versamento di un tributo, statale o locale, che sia priva di spese, ovvero commissioni aggiuntive a carico del contribuente, deve ritenersi imprescindibile, apparendo illegittimo e paradossale che in forza della nuova modalità di pagamento digitale del bollo auto non sia possibile effettuare il versamento senza spese; come noto, il versamento dei tributi erariali e locali avviene prevalentemente per mezzo di apposita modulistica (F23 e F24), che consente di versare il solo tributo senza costi aggiuntivi; a giudizio dell'interrogante risulta necessario ed urgente rendere possibile il pagamento del bollo auto privo di commissioni, senza lasciare permanere per il tributo l'obbligo della forma di versamento esclusivamente attraverso la piattaforma "pagoPA", si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano promuovere al fine di pervenire ad un'espressa novella normativa, tesa ad assicurare la sussistenza di almeno una modalità di versamento del bollo auto senza spese ovvero commissioni e quindi disponendo la possibilità che anche l'Agenzia delle entrate-riscossione possa esigere il bollo auto senza costi per i contribuenti. Atto n. 4-02906 CENTINAIO BERGESIO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 2 ottobre 2019 l'Organizzazione mondiale del commercio, a seguito della disputa legale aperta da Boeing nel 2004 contro il consorzio Airbus (Francia, Germania, prevalentemente, e Regno Unito e Spagna in maniera minore) per aver ricevuto negli anni sussidi illeciti da parte dell'Unione europea, ha autorizzato gli Stati Uniti ad imporre dazi su merci provenienti dall'Unione europea per 7,5 miliardi di dollari all'anno; nell'elenco pubblicato sul sito del Dipartimento del tesoro americano sono circa 93 i prodotti italiani ad essere stati interessati dalla prima ondata di dazi, in vigore dal 18 ottobre 2019, che ha colpito principalmente il settore lattiero-caseario; quest'ultimo rappresenta circa il 14,5 per cento dei prodotti alimentari venduti negli Usa; da organi di stampa si apprende come gli Stati Uniti si stiano preparando a varare ulteriori misure sanzionatorie contro il made in Italy , tramite l'introduzione di nuovi dazi a danno dell'agroalimentare italiano; gli importatori americani hanno sostenuto diverse petizioni contro l'imposizione di nuovi dazi sul vino e sull'olio di oliva; considerato che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha pubblicato il 29 gennaio 2020 un comunicato stampa, in cui rende noto dei "molteplici incontri" avuti dal sottosegretario Ivan Scalfarotto, nel corso di una recente visita negli Stati Uniti, con esponenti dell'amministrazione e del Congresso; nel corso degli incontri istituzionali, si legge nel comunicato, "il Sottosegretario Scalfarotto ha sottolineato l'aspettativa che l'Italia non venga colpita in modo sproporzionato da una nuova tornata di tariffe che correrebbero il rischio di danneggiare imprese e consumatori non solo nel nostro Paese e in Europa, ma negli stessi Stati Uniti, toccando settori sensibili come quello agroalimentare e vinicolo"; valutato che: il ministro Di Maio, dopo aver ottenuto che la delega al commercio estero passasse dal Ministero dello sviluppo economico al Ministero degli affari esteri, non ha ancora assegnato la delega a nessun sottosegretario, e conseguentemente non è stato individuato il referente del Governo competente sul tema del commercio internazionale; il mancato conferimento della delega al commercio estero causa inevitabili problemi nel funzionamento delle macchine ministeriali preposte, e rende il lavoro del sottosegretario poco efficace, in quanto lo delegittima agli occhi dell'interlocutore, si chiede di sapere quando il Ministro in indirizzo intenda procedere al conferimento formale delle deleghe in un settore, quello del commercio estero, di vitale importanza per il nostro comparto industriale, e quale sia il motivo del ritardo nell'assegnazione delle deleghe. Atto n. 4-02907 AIMI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) ha disposto all'art. 1, commi 501 e 502, alcuni interventi a favore delle imprese agricole danneggiate dalla cimice asiatica. Il comma 501 prevede che le imprese ubicate nei territori colpiti e che abbiano sottoscritto polizze assicurative agevolate possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell'attività economica e produttiva di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 102 del 2004. Il comma 502 invece stanzia 40 milioni di euro per l'anno 2020 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021e 2022 per far fronte ai danni da cimice asiatica; tali fondi, tuttavia, appaiono completamente insufficienti dato che, come confermato anche dall'ISPRA, i danni per le produzioni frutticole colpite da cimice asiatica sono rilevantissimi e sono nell'ordine di 600 milioni di euro, di cui 350 per il Nord Italia e 250 per il Centro-Sud; solo in Emilia-Romagna, a titolo esemplificativo, la perdita della produzione di pere è stata enorme, in alcune province anche del 100 per cento. Tra i coltivatori di pere, nel dettaglio, si starebbe verificando una perdita tra i 5.000 e i 10.000 euro ad ettaro. Rispetto a una produzione nazionale standard superiore a 900.000 tonnellate, nel 2019 l'Italia ha prodotto circa 365.000 tonnellate di pere; ad essere colpito in modo devastante è comunque il settore ortofrutticolo nel suo complesso, anche a causa dell'enorme ritardo con cui le istituzioni hanno affrontato il problema, dato che la comparsa della cimice asiatica risale ormai a 7 anni fa; i mezzi di contrasto a disposizione non sono risultati efficaci: la lotta biologica intanto non è ancora partita in Italia e comunque potrà fornire i primi risultati solo nel medio-lungo periodo; di recente gli agricoltori dell'Emilia-Romagna hanno sollecitato l'avvio di misure consistenti in "aiuti per ettaro", nonché aiuti straordinari da Bruxelles. L'Unione europea aveva già condiviso le forti preoccupazioni delle istituzioni italiane e, attraverso il commissario all'agricoltura Hogan, si era detta pronta a valutare la possibilità di aiutare, con diverse misure, i produttori italiani; in tale contesto la delegazione italiana, nel corso del Consiglio per l'agricoltura del 14 ottobre 2019, aveva sollecitato la Commissione europea sulla possibilità di adottare misure efficaci per affrontare il problema, in particolare attivando le opzioni previste dall'articolo 221 del regolamento (UE) n. 1308/2013, al fine di salvaguardare il ruolo chiave svolto dai produttori; tale regolamento riguarda l'applicazione della riserva di crisi, prevista dall'articolo 25 del regolamento (UE) n. 1306/2013 (riserva per le crisi del settore agricolo), con una dotazione finanziaria disponibile di 400 milioni per l'anno 2019 e che attualmente ammonta a 460 milioni di euro; i produttori, infatti, chiedono proprio alle istituzioni comunitarie l'attivazione di misure di emergenza, così come avvenuto per le epidemie di peste suina africana e di influenza aviaria o per risolvere problemi specifici come le inondazioni nei Paesi baltici e le critiche condizioni di mercato della carne bovina in Irlanda, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia sollecitato o intenda sollecitare con tempestività, presso l'Unione europea, l'utilizzo delle citate risorse finanziarie, o l'attivazione di ulteriori misure di emergenza, vincolandone eventualmente l'erogazione alla concessione di "aiuti di adattamento" o "aiuti per ettaro" e al ristoro degli ingenti danni economici subiti dalle aziende colpite da una vera e propria calamità, quale la cimice asiatica, posto che le risorse stanziate con la legge n. 160 del 2019 appaiono ad oggi totalmente insufficienti. Atto n. 4-02908 GASPARRI Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'Esercito italiano e la Polizia di Stato hanno un numero di psicologi superiore alle 100 unità; l'Arma dei Carabinieri ha 32 unità, di cui 6 ufficiali medici specialisti in psichiatria, 17 ufficiali psicologi (di cui due nel ruolo speciale esaurimento impiegati da molti anni nella specialità), 2 ufficiali della riserva selezionata, 4 marescialli, 2 brigadieri, un appuntato, tutti laureati in psicologia e recentemente trasferiti presso le infermerie in virtù della carenza di personale specializzato; ogni anno il numero di ufficiali psicologi viene dirottato presso il Cnsr in ausilio per le esigenze concorsuali, sguarnendo le infermerie, con una spesa giornaliera pro capite di 110 euro, con ciò causando anche un danno erariale; tali trasferimenti, inoltre, fanno sì che alcune legioni importanti si ritrovino sprovviste di specialisti; risulta all'interrogante che si starebbero ipotizzando trasferimenti di psicologi nei reparti territoriali per comandare alcune compagnie, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che una scelta di questo tipo possa creare difficoltà riducendo ulteriormente il numero degli psicologi a disposizione; se non ritenga di dover incrementare il numero degli psicologi attualmente operanti nell'Arma dei Carabinieri. Atto n. 4-02909 SAPONARA PILLON RUFA BAGNAI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 12 febbraio 2020, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla violenza ai danni dei minori e fra bambini e adolescenti che sta svolgendo la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza è stata audita la rappresentante dell'Istituto di medicina solidale e dell'Osservatorio scientifico e centro per la tutela delle donne e dei minori vulnerabili "Fonte di Ismaele", la quale ha segnalato situazioni di estremo degrado nella periferia di Roma; dal quadro complessivo sono apparsi di estrema urgenza interventi tesi a soddisfare l'assistenza sanitaria oltre a una serie di necessità che vanno dal sostegno educativo alla creazione di una rete relazionale allargata ma soprattutto al risanamento delle situazioni igienico-sanitarie dei luoghi in cui vivono minori ed adulti. Migliorare le condizioni economiche, garantire sicurezza sociale, offrire occasioni di formazione e confronto per i genitori sono tra le principali azioni di contrasto al maltrattamento infantile. Laddove infatti coesistano povertà, scarsa alfabetizzazione ed emarginazione sociale il rischio di violenza sui bambini cresce considerevolmente; in alcune aree degradate periferiche della città di Roma, centinaia di bambini sono costretti a vivere in slum , tende di fortuna, piccole baracche, container fatiscenti senza uno spazio decente dove potere giocare, respirare aria pulita, fare i compiti, ricevere gli amici, e vivono situazioni di analfabetismo, malnutrizione, disparità nell'accesso alla scuola e alla salute e sfruttamento lavorativo; la preoccupante situazione, che necessita di interventi urgenti mirati, esula dai poteri della Commissione in quanto relativa piuttosto a questioni di tutela della salute, decoro urbano e ordine pubblico, si chiede di sapere quale piano si intenda attuare in materia di tutela della salute, decoro urbano e ordine pubblico, al fine di impedire che un così elevato numero di persone viva in baracche, in uno stato igienico e nutrizionale a dir poco preoccupante, soprattutto se riferito alla popolazione infantile, e se non si ritenga doveroso intervenire con azioni risolutive che impediscano tali sistemazioni improvvisate ed inadeguate connotate da estrema povertà, scarsa alfabetizzazione ed emarginazione sociale. Atto n. 4-02910 NENCINI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126 (cosiddetto decreto scuola - salva precari), convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159, pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2019, prevede che entro la fine di febbraio 2020 il Ministro in indirizzo provveda a pubblicare i relativi bandi di concorso, ordinario e straordinario, per l'assunzione dei docenti in scuole secondarie di primo e secondo grado; le bozze dei bandi di concorso predisposte dal Ministero sono state inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) per esprimere il parere obbligatorio e non vincolante; dalle bozze dei bandi si evidenziano alcune criticità; in primo luogo, il concorso straordinario relativo all'immissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado consiste in una prova scritta e nella successiva valutazione dei titoli. La prova scritta, computer based e di durata pari a 80 minuti, è composta da 80 quesiti a risposta multipla, per il superamento della quale sono necessarie 56 risposte esatte; inoltre, vengono assegnati 80 punti per la prova scritta e solamente 20 punti per gli anni di servizio e titoli; infine, vengono valutati solo gli anni scolastici di servizio inerenti alla classe di concorso per cui si partecipa (per ogni anno scolastico viene attribuito un punto), mentre nessun punto viene conferito per gli anni di servizio in classi di concorso diverse da quella per cui si partecipa al concorso straordinario; considerato che tale procedura, se dovesse essere confermata, rischia di delegittimare i docenti e l'intera scuola pubblica, rendendo l'istruzione e la preparazione del futuro docente marginale rispetto ad abilità non determinanti della professione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda estendere la durata della prova scritta poiché, nella versione dell'odierna bozza, il tempo è da ritenere insufficiente ai fini del corretto svolgimento del test ; se intenda valorizzare il servizio svolto ed i titoli acquisiti aumentando il punteggio per titoli e servizio e quindi riducendo a 60 il punteggio per la prova scritta e aumentando a 40 quello per il servizio ed i titoli, a tale proposito valutando gli anni di servizio prestati in 3 punti per il servizio prestato di cui si partecipa alla classe d'insegnamento e un punto per le altre classi, sempre all'interno di scuole statali. Atto n. 4-02911 BORGHESI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: con l'atto di sindacato ispettivo 5-03252 alla Camera dei deputati tuttora privo di risposta, si richiamava l'attenzione del Governo sulla crisi degli ex supermercati Auchan e l'incertezza del futuro occupazionale dei tanti lavoratori coinvolti e con gli ordini del giorno 9/02203/099 e 9/02203/136 si impegnava il Governo ad adottare ogni utile iniziativa a tutela delle centinaia di posti di lavoro interessati dalla crisi aziendale e dei trattamenti retributivi penalizzati dal piano di acquisizione del gruppo Conad; nessun seguito, nonostante l'accoglimento degli ordini del giorno, risulta all'interrogante che sia stato ad oggi adottato in merito; Brescia è una delle realtà territoriali maggiormente coinvolte nella vertenza, ad oggi solo 19 punti vendita su 32 hanno avuto la certezza del passaggio a Conad: Roncadelle, Pontevico, Bovezzo, Brescia via Tirandi, Brescia S. Polo, Rodengo Saiano, Botticino, Brescia via S. Bartolomeo, Boario Terme, Gussago, Brescia via S. Zeno, Toscolano, Salò, Padenghe, Desenzano del Garda, Palazzolo sull'Oglio, Rovato e Maclodio, mentre il punto vendita di Rezzato è uno dei 28 negozi per i quali è previsto il passaggio a Carrefour; a Brescia circa 700 lavoratori ad oggi non sanno ancora se e quando passeranno all'interno di Conad o di qualche altro competitor ; tale incertezza riguarda sia gli addetti dei 2 ipermercati Auchan di Concesio e Mazzano, presso i quali lavorano, rispettivamente, 150 e 180 dipendenti, sia per gli oltre 400 lavoratori dei 12 negozi ex Sma (Brescia via Apollonio e via Vallecamonica; Castenedolo; Gavardo; Gardone val Trompia; Leno; Lumezzane 2 e Lumezzane 3; Orzinuovi) nonché, per l'appunto, i circa 47 lavoratori e lavoratrici della sede amministrativa di Roncadelle; peraltro, la decisione della società BDC Italia (Business development corporation, società di sviluppo aziendale, costituitasi dopo la finalizzazione del closing tra la rete Auchan, Sma e Conad) di aprire una procedura di mobilità per 47 lavoratori nel punto vendita di Roncadelle preoccupa non poco le istituzioni locali, che la ritengono l'anticamera di un processo di ristrutturazione che sfocerebbe nel taglio di una grossa parte del personale, si chiede di sapere se e quali concrete iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano tempestivamente assumere al riguardo. Atto n. 4-02912 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 20 novembre 2018 un gruppo di uomini armati rapiva la cooperante Silvia Romano nel villaggio di Chakama in Kenya. Le indagini finora hanno portato all'arresto di Adan Omar, Abdulla Gababa Wario e Moses Luwali Chembe, tre cittadini kenioti accusati di aver compiuto il sequestro e che risultano imputati a Malindi con l'accusa di sequestro di persona e terrorismo; la volontaria 24enne, al momento del rapimento, lavorava per la onlus "Africa Milele". Secondo le ricostruzioni, la ragazza sarebbe stata individuata come obiettivo "politico" da Al Qaeda poiché gli jihadisti ritenevano che facesse proselitismo religioso di matrice cristiana; in tutto questo tempo il Governo italiano si è limitato a fornire poche informazioni relative al fatto che era stato individuato il gruppo di sequestratori e la dislocazione territoriale della prigionia. Intanto il Festival del cinema dei diritti umani di Napoli, Amnesty international Italia, Emergency, Un ponte per, Famiglia cristiana, Mediterranea e Hic sunt leones hanno lanciato un appello affinché Silvia Romano torni libera, chiedendo inoltre al Governo una dichiarazione ufficiale sullo stato delle indagini; le ultime notizie riguarderebbero il fatto che Silvia sarebbe stata "trasferita" dalla banda dei sequestratori a un gruppo di estremisti somali, membri dell'organizzazione islamista Al Shabab, e di conseguenza si troverebbe in Somalia; il 7 febbraio 2020, in occasione della tre giorni di "Padova capitale europea del volontariato 2020", il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito "l'apprensione per le sorti della giovane rapita in Kenya mentre svolgeva la sua opera generosa di solidarietà e di pace"; è indispensabile e necessario che su tale vicenda non si spengano i riflettori, perché solo tenendo alta l'attenzione si potrà sperare nel ritorno di Silvia Romano alla sua famiglia, si chiede di sapere: di quali informazioni il Ministro in indirizzo disponga in merito alla vicenda; quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per riportare in Italia la cooperante Silvia Romano. Atto n. 4-02913 CAMPARI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: sabato 15 febbraio 2020 è stato organizzato dal "comitato spontaneo per il socialismo" un convegno presso l' hotel CdH Parma & Congressi di Parma dal titolo "Storia delle brigate rosse nel contesto degli anni '70" con l'esplicito obiettivo di fornire "un contributo alla formazione politica dei compagni e delle compagne che lottano nella fase attuale di crisi e guerra del sistema imperialista", sottolineando la presenza al dibattito di brigatisti degli anni '70; domenica 16 febbraio è andata in onda una puntata della trasmissione "Non è l'Arena", in cui l'ex brigatista Raimondo Etro, di cui si è parlato ultimamente perché beneficiario del reddito di cittadinanza, riferendosi alle stragi compiute negli anni '70, ha dichiarato in studio "Meglio mani sporche di sangue", da cui si deduce che la condanna ricevuta a 20 anni e 6 mesi di carcere non ha portato al pentimento per aver partecipato all'organizzazione del sequestro di Aldo Moro e all'omicidio del giudice Riccardo Palma; solo pochi giorni fa, il 12 febbraio, ricorreva l'anniversario della morte del professor Vittorio Bachelet, un giurista emerito ed un politico, che ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura prima di essere ucciso dalle Brigate rosse nel 1980 perché, per dirlo con le parole del Presidente della Repubblica Mattarella, "impersonava il senso più autentico della nostra democrazia"; a giudizio dell'interrogante difficilmente viene colta l'occasione per ribadire che è doverosa una ferma condanna e lotta contro la degenerazione della politica che sfocia in estremismi violenti e distruttivi, quando tali comportamenti e dialettiche provengono dall'orbita politica della sinistra; appare allarmante che nel nostro Paese si dia spazio e visibilità ad ex terroristi, quasi a configurare reati di apologia ed istigazione al delitto di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, si chiede di sapere: se gli organizzatori del convegno di Parma abbiano effettuato le dovute comunicazioni agli uffici preposti e, conseguentemente, ricevuto tutte le dovute autorizzazioni ed il relativo nulla osta; se il prefetto sia stato informato dell'evento in programma in cui ex brigatisti sarebbero stati presenti per fornire "un contributo alla formazione politica di compagni e compagne" e, in caso affermativo, chi e perché abbia ritenuto l'insussistenza delle condizioni per impedire lo svolgimento del convegno, anche in ragione sia del tipo di argomento trattato, che del rischio di eventuali contromanifestazioni con conseguente ricaduta sul mantenimento dell'ordine pubblico; se reputi opportuno che persone che si sono macchiate di crimini atroci e che hanno combattuto contro il sistema democratico e contro le istituzioni ricevano regolare reddito di cittadinanza, sebbene si dichiarino tuttora convinti delle azioni compiute in passato, come nel caso di Raimondo Etro. Atto n. 4-02914 PITTELLA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Atto n. 4-02915 IANNONE Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: un uomo di nazionalità cinese vive a Bisaccia (Avellino) con la sua famiglia ed ha un'attività commerciale nel paese; qualche giorno prima del blocco dei voli dalla Cina è andato in Cina per motivi commerciali, in una cittadina a 700 chilometri da Wuhan; non potendo rientrare in maniera diretta in Italia, ha preso altri voli, passando per Parigi, poi in Germania e alla fine è arrivato a Napoli, dove non è noto se sia stato sottoposto a controlli preventivi, non avendo potuto dimostrare nulla; avvisata del suo ritorno, l'Amministrazione comunale di Bisaccia si è preoccupata di accoglierlo con Polizia locale, forze dell'ordine e personale medico sanitario; l'Amministrazione comunale ha evitato che incontrasse la sua famiglia e lo ha fatto trasferire all'ospedale Moscati di Avellino per ulteriori controlli; la moglie e la figlia sono state prese in carico direttamente dal comune: alla moglie è stato messo a disposizione una stanza di albergo, la figlia invece di 9 anni è stata affidata ad una famiglia di Bisaccia che se ne prenderà cura fino ad emergenza cessata; il cinese intanto, dopo i controlli al Moscati, è stato dimesso con prescrizione di restare in isolamento per 14 giorni ed ora si trova nella propria dimora, mentre operatori comunali provvedono a portargli generi di prima necessità sperando che l'ASL si preoccupi di effettuare i dovuti controlli quotidiani, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza del fatto che questa persona, nonostante gli aeroporti chiusi ai voli dalla Cina, è riuscita ugualmente a rientrare in Italia eludendo qualsiasi tipo di controllo; se risulti che non sia stato applicato un protocollo standard dall'ASL, sia dal punto di vista di assistenza sanitaria, sia dal punto di vista di quarantena e sia dal punto di vista di assistenza giornaliera per la quarantena domiciliare; se ritenga possibile che sia stata l'Amministrazione comunale in maniera autonoma ed esclusiva a preoccuparsi di avviare tutto l' iter necessario alla tutela dei cittadini. Atto n. 4-02916 TOSATO Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: da notizie di stampa si apprende che presso la casa circondariale San Pio X di Vicenza nei primi giorni di febbraio vi è stato un ennesimo increscioso caso di violenza commesso ai danni degli agenti di Polizia penitenziaria, aggrediti da un detenuto durante lo svolgimento delle proprie mansioni; in particolare un detenuto, di nazionalità maliana, si è reso responsabile di un'aggressione ai danni di due agenti intervenuti in difesa di altri ospiti del penitenziario di Vicenza, contro i quali lo stesso straniero si era avventato; una situazione, quella dell'istituto penitenziario di Vicenza, molto critica, specie per quanto riguarda la sicurezza di chi vi opera prestando il proprio servizio; il sistema penitenziario del regime aperto applicato nella casa circondariale San Pio X di Vicenza non funziona e a pagarne le spese è il corpo della Polizia penitenziaria, quotidianamente abbandonato al proprio destino e sottoposto a turni intollerabili, vista anche la cronica mancanza di personale; il corpo della Polizia penitenziaria non è dotato di alcuno strumento atto alla difesa, il che sottopone gli agenti in servizio a non avere mezzi idonei alla propria come alla altrui difesa in caso di aggressioni all'interno delle case circondariali, si chiede di sapere: quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano intraprendere i Ministri in indirizzo al fine di salvaguardare il personale della Polizia penitenziaria della casa circondariale San Pio X di Vicenza; se ritengano opportuno dotare il personale della Polizia penitenziaria dei taser , anche solo ed esclusivamente nei casi in cui gli stessi si trovino costretti ad affrontare aggressioni e al fine di salvaguardare la propria incolumità. Atto n. 4-02917 LAFORGIA Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il 18 febbraio 2020, alle ore 8:00 di mattina, a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, un operaio di 65 anni ha perso la vita; stando a quanto riportato dai siti di informazione locali, l'uomo, di origine campana, sposato con due figli, ha perso la vita per le gravi ferite riportate questa mattina mentre si trovava al lavoro in uno scavo in viale dello Sport; secondo le prime ricostruzioni l'operaio è rimasto sepolto da un cumulo di terra mentre era impegnato nei lavori lungo la strada; è intervenuto tempestivamente il 118 del "Madonna del Soccorso" ma le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e purtroppo l'uomo è deceduto; le cause dell'incidente mortale sono in fase di accertamento; considerato che: tra gennaio e novembre 2019 le morti hanno sfiorato la soglia delle 1.000 persone: dietro il gelo dei numeri vuol dire drammaticamente che 997 persone sono morte mentre svolgevano il loro lavoro, mentre 590.000 sono state nello stesso periodo le denunce di infortunio presentate all'Inail; a parere dell'interrogante gli infortuni sul lavoro o, ancor peggio, le morti sono una strage e come tale la politica e le istituzioni devono impegnarsi non solo per limitarla ma per fermarla totalmente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, di concerto con le parti sociali, intenda avviare con estrema urgenza un tavolo di confronto dedicato al fine di elaborare e finanziare un piano straordinario per la sicurezza e la prevenzione degli incidenti sul lavoro. Atto n. 4-02918 RICCIARDI DE LUCIA PRESUTTO NOCERINO PAVANELLI TRENTACOSTE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'elettrificazione del tratto ferroviario Benevento-Avellino-Salerno ha un costo stimato in circa 230 milioni di euro. L'opera è finanziata dalla Regione Campania, dal Governo e dalla Comunità europea; i lavori permetteranno la sostituzione dei treni a gasolio con quelli elettrici, meno inquinanti e più veloci. Sulla tratta potranno continuare a circolare i treni alimentati col diesel per altri due anni, dopo di che, non rispettando più le vigenti normative, dovranno essere demoliti; la manutenzione dei treni che percorrono la tratta è affidata ad un impianto situato presso la città di Benevento. Tale struttura, che impegna oltre 100 lavoratori, è adibita al trattamento esclusivo di vettori a diesel ; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: in occasione dell'ultimo contratto di servizio regionale, sottoscritto dal presidente della Regione Campania, non sono stati previsti investimenti specifici atti a consentire una riconversione all'elettrico dell'impianto di manutenzione, che rischierebbe così di chiudere; pertanto per i lavoratori dell'impianto non resterebbe che la via della cassa integrazione o del dislocamento presso le officine di Napoli; considerando i costi, i tempi e la fatica per raggiungere quotidianamente il nuovo posto di lavoro, questa soluzione potrebbe spingere le persone al licenziamento o all'emigrazione, depauperando Benevento di ulteriore forza lavoro, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano adottare iniziative al fine di scongiurare l'eventuale rischio descritto anche prevedendo nel caso, di concerto con la Regione Campania, un piano specifico di riassorbimento dei lavoratori. Atto n. 4-02919 GASPARRI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: negli ultimi anni molte trasmissioni televisive si basano sulla volgarità e su episodi di violenza gratuita oltre che, di recente, sulla spettacolarizzazione del dolore e dei sentimenti più profondi e nobili delle persone, pur di fare ascolti; nel gennaio 2018 si è insediato presso il Ministero dello sviluppo economico il nuovo Comitato media e minori, composto da 15 membri, guidato da Donatella Pacelli, docente di sociologia all'università Lumsa; riferendosi ai compiti del Comitato, la neo presidente ha sottolineato che "siamo tenuti ad allargare lo sguardo, andare oltre l'attività di denuncia e procedere con puntuali iniziative di formazione rivolte a scuole, famiglie e al pubblico in generale, avvalendosi della collaborazione e del sostegno del mondo della ricerca e delle istituzioni" per favorire "un uso consapevole di tutte le piattaforme oggi disponibili e della promozione del rispetto dell'alterità"; il docente universitario Maurizio Mensi che l'ha preceduta, terminato il suo mandato, è stato costretto ad ammettere che il Comitato non aveva funzionato per molteplici motivi. Su 401 casi erano state accertate appena 25 violazioni al codice TV minori; tra i vari motivi c'è quello che l'attuale riforma del codice di autoregolamentazione sia stato elaborato senza alcun contributo del Comitato, ottenendo un testo molto lacunoso e sbilanciato; il precedente codice di autoregolamentazione tv e minori, che aveva ottenuto ottimi risultati, era stato approvato dall'assemblea plenaria della Commissione per l'assetto del sistema radiotelevisivo il 5 novembre 2002, dopo mesi di estenuanti riunioni. Da parte sua, la Commissione, istituita nell'agosto 1993 (ministro Maurizio Pagani) e successivamente rinnovata e rivitalizzata nel corso del mandato da Ministro delle comunicazioni il 23 novembre 2001 da parte dell'interrogante; la Commissione, per varare il codice, si era avvalsa della collaborazione del consiglio nazionale degli utenti, dei rappresentanti delle forze dell'ordine, del mondo giuridico ed accademico, delle associazioni dei consumatori e del volontariato, dei funzionari e dei dirigenti del Ministero, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente, affinché il regolamento sia chiaro, soprattutto a tutela dei minori, provvedere alle iniziative di competenza volte a giungere alla riscrittura di un codice efficace con l'ausilio del Comitato. Atto n. 4-02920 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: a quanto si apprende, nei giorni scorsi, in risposta alla proposta di alcuni consiglieri comunali di Lecce di intitolare una strada a Norma Cossetto, medaglia d'oro alla memoria, vittima dei comunisti titini, sequestrata, stuprata e uccisa in una foiba, l'Anpi di Lecce ha espresso il proprio disappunto con una nota, nella quale definiva Norma Cossetto "presunta martire delle foibe", aggiungendo che questa scelta sarebbe stata "deplorevole e mistifica la memoria della guerra partigiana di Liberazione che fu un fatto storico europeo"; con queste dichiarazioni l'Anpi di Lecce mette in discussione non solo la figura di Norma Cossetto, martire della Patria, ma dell'intero, orribile genocidio compiuto sul fronte orientale contro le popolazioni italiane, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza della vicenda descritta; se a suo avviso non si riscontri un gravissimo caso di negazionismo storico; se non intenda valutare le procedure per sciogliere la delegazione di Lecce dell'Anpi per questo gravissimo e inaccettabile atteggiamento. Atto n. 4-02921 BATTISTONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la legge 2 novembre 2019, n. 128, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante "Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali", è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 2 novembre 2019 ed è pertanto attualmente in vigore; tale legge modifica i poteri sanzionatori del gestore dei servizi elettrici introducendo due fondamentali novità: la prima riguarda la decurtazione degli incentivi di una quota compresa tra il 10 ed il 50 per cento a seguito di accertamento da parte del GSE di una violazione rilevante, con riduzione della quota decurtata del 50 per cento nei casi di violazione denunciata spontaneamente; la seconda riguarda, invece, la decurtazione degli incentivi di una quota pari al 10 per cento nel caso di impianti di qualsiasi potenza con moduli non in possesso delle certificazioni previste dalla norma; rispetto alla decurtazione dovuta all'accertamento di una violazione rilevante, gli operatori sono ancora in attesa della revisione della disciplina dei controlli che tenga conto delle novità introdotte; rispetto alle decurtazioni di incentivi derivanti da impianti non in possesso delle certificazioni previste dalla norma, il GSE non ha ancora reso note le procedure per la presentazione dell'istanza di revisione delle tariffe incentivanti ai sensi della legge; sono oltre 50.000 gli impianti interessati da questa incertezza normativa che sta provocando pesanti ripercussioni economiche agli operatori che hanno presentato istanza ai sensi della normativa previgente, istanze attualmente escluse dall'erogazione delle incentivazioni per la produzione di energia elettrica, per i quali si sta prefigurando una crisi aziendale derivante dalla non sostenibilità degli impianti di produzione, si chiede di sapere: quali siano le procedure per la presentazione dell'istanza di revisione delle tariffe incentivanti ai sensi della legge n. 128 del 2019; se sia o meno possibile, per gli operatori, utilizzare la documentazione presente attualmente sul sito internet del GSE, benché sia rispondente alla previgente normativa, al fine di depositare le istanze; quali siano i tempi e quali saranno le procedure che il GSE seguirà per la revisione della decurtazione tariffaria per gli impianti per i quali fosse stata applicata la decurtazione tariffaria maggiore prevista dalla previgente normativa, nei casi di revisione d'ufficio per gli impianti di potenza fino a 3 Kw, ed anche nel caso di esplicito accoglimento dell'istanza depositata per gli impianti di potenza superiore ai 3 Kw; se per quelle istanze già depositate, presentate ai sensi della previgente normativa e per la quale il procedimento di valutazione non si è ancora concluso, valga la nuova disciplina vigente in materia, oppure se ed in che modo quelle istanze siano da integrare rispetto a quest'ultima. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-01397 della senatrice Stabile e del senatore Mallegni, su alcuni episodi verificatisi durante il "112 day" dell'11 febbraio; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01392 del senatore Centinaio ed altri, sul recupero del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.