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Autorizzazione alla traslazione delle salme degli ultimi re d'Italia, e delle relative consorti, nel Pantheon di Roma. Onorevoli Senatori. -- Nel 2011 il Paese ha festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. È stata un'occasione di festa e giubilo, ma anche di profonda riflessione su alcuni aspetti bui della storia dell'Italia unita. Tra queste pagine buie ci sono state senz'altro le sepolture all'estero degli ultimi due monarchi d'Italia, re Vittorio Emanuele III (che regnò dal 1900 al 1946) e re Umberto II (che regnò dal 9 maggio al 13 giugno 1946). Casa Savoia è stata alla testa del movimento che portò all'Unità d'Italia. Figure come quelle di re Vittorio Emanuele II (primo monarca d'Italia) e di re Umberto I (morto assassinato nel 1900) sono stati esempi di nobiltà d'animo e di attaccamento alla Patria. Le salme dei primi due re d'Italia, insieme a quelle delle loro auguste consorti, sono sepolte nel Pantheon di Roma. Appare quindi davvero incomprensibile l'accanimento post-mortem nei confronti dei loro successori, re Vittorio Emanuele III e re Umberto II, che non solo furono costretti a vivere l'uno l'ultimo anno e l'altro gran parte della vita in esilio, ma che non poterono neanche trovare riposo eterno nel suolo patrio. Tuttora le loro spoglie mortali riposano rispettivamente nella cattedrale di Alessandria d'Egitto e nella abbazia di Altacomba. Lo spietato giudizio della storia e dei fatti che videro prima l'Italia sconfitta nella seconda guerra mondiale e poi la Monarchia soccombente nel referendum del 2 giugno 1946 (pur con molti dubbi sulla regolarità del voto che tuttora, come confermato da illustri storici, permangono) offende ingiustamente la memoria di due re che, pur nelle difficili condizioni politico-storiche in cui vissero, si comportarono sempre con enorme dignità e amore per la Patria. Anche in esilio -- re Vittorio Emanuele III per appena un anno in Egitto e re Umberto II per ben trentasei anni in Portogallo -- essi vissero con estrema dignità e correttezza manifestando il loro mai diminuito amore per l'Italia. Il presente disegno di legge intende porre rimedio a una così fragorosa e insopportabile ingiustizia e per questo se ne chiede una sollecita approvazione in modo che la traslazione delle salme di re Vittorio Emanuele III, di re Umberto II e delle loro auguste consorti possa essere organizzata e attuata entro l'anno.. Art. 1. 1. Al fine di onorare il ruolo di casa Savoia e degli ultimi Re d'Italia, è autorizzata la traslazione delle salme di re Vittorio Emanuele III di Savoia e della sua consorte Elena di Montenegro, nonché di re Umberto II di Savoia e della sua consorte Maria José del Belgio, nella basilica di Santa Maria ad Martyres detta «Pantheon» in Roma. 2. Gli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del comma 1 sono a carico dello Stato e vengono quantificati con decreto adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali.