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Art. 6 Trattamento di missione 1. A decorrere dal primo giorno del mese successivo all'entrata in vigore del presente decreto, le percentuali indicate dall'art. 3, commi 3 e 7, della legge 23 gennaio 1991, n. 21, sono rideterminate entrambe nella misura del 40 cento. Restano ferme le altre disposizioni di cui al citato art. 3 della legge n. 21/1991 ed all'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394. Note all'art. 6: - Si trascrive il testo dell'art. 3, commi 3 e 7, della legge 23 gennaio 1991, n. 21: "Art. 3 (Omissis). 3. Oltre a quanto previsto dal comma 2, compete un importo pari al trenta per cento delle vigenti misure delle indennità orarie e giornaliere. Non è ammessa in ogni caso opzione per l'indennità di trasferta in misure, orarie o giornaliere, intere. (Omissis). 7. Al personale in trasferta che, nella località di missione, non possa consumare i pasti o pernottare per comprovate esigenze di servizio, risultanti dal provvedimento con cui la missione è disposta, compete l'indennità di missione nella misura prevista dal comma 1 per ogni 24 ore di permanenza fuori sede ed in ragione di un ventiquattresimo per le ore residuali ai sensi della legge 18 dicembre 1973, n. 836, e successive modificazioni. L'indennità è ridotta del 50% qualora il dipendente in missione è tenuto, a seguito di provvedimento dell'Amministrazione, a fruire di vitto ed alloggio gratuiti forniti dall'Amministrazione medesima". - Si trascrive il testo dell'art. 7 del D.P.R. n. 394/95: "Art. 7 (Trattamento di missione). - 1. Fermo restando quanto previsto dall'art. 3, comma 2, della legge 23 gennaio 1991, n. 21, i limiti di spesa per i pasti da consumare per incarichi di missione aventi durata non inferiore a 8 ore sono determinati come segue: L. 42.000 per un pasto; L. 83.600 per due pasti. 2. Gli importi di cui al comma 1 hanno effetto dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto. 3. A decorrere dal 1 settembre 1995 al personale inviato in missione continuativa per una durata superiore a trenta giorni, in località diversa dalla sede ordinaria di servizio e dell'abituale dimora, è data facoltà di chiedere, dietro presentazione di formale contratto di locazione o di fattura quietanzata, il rimborso del costo di un alloggio per un importo massimo di L. 1.500.000 mensili, in luogo del rimborso delle spese di albergo o di residence e per i pasti. In tale caso, le misure tabellari dell'indennità di trasferta sono ridotte di 1/3 ai sensi dell'art. 9, comma 3, della legge 18 dicembre 1973, n. 836, e successive modificazioni. La disposizione di cui al presente comma trova applicazione limitatamente al tempo di durata della missione e nella sola ipotesi che l'amministrazione si trovi nell'impossibilità di fornire vitto e alloggio gratuito ai sensi delle vigenti disposizioni. 4. Al personale inviato in missione è anticipata, a richiesta dell'interessato, una somma pari all'intero importo delle spese di viaggio, nonché il 75% delle presumibili spese di vitto e pernottamento nel limite del costo medio della categoria consentita".