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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 265 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14.05. IN SEDE CONSULTIVA d-l 139/21 - accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, organizzazione di pubbliche amministrazioni e protezione dati personali DDL 2409 Conversione in legge del decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio.) Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) propone uno schema di parere favorevole con osservazioni, pubblicato in allegato. Dopo un breve dibattito cui prendono parte i senatori CALIENDO ( FIBP-UDC ), MIRABELLI ( PD ), BALBONI ( FdI ) , PIARULLI ( M5S ), il presidente OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) e la sottosegretaria MACINA, il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) si riserva di valutare le modifiche allo schema di parere formulate, rispettivamente: dal senatore Caliendo, in ordine al comma 5 dell'articolo 132 del codice della privacy ; dal senatore Balboni, in ordine alla dilatazione dello spatium temporis dai 9 mesi proposti a (quanto meno) 12 mesi. La sottosegretaria MACINA, su questo secondo suggerimento di modifica, si riserva di svolgere un approfondimento, ma rileva che il termine indicato dal Relatore coincide con quello frutto dell'interlocuzione con il Garante. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE REDIGENTE 2326 - Proroga Commissione di inchiesta comunità «Il Forteto» DDL 2326 Proroga del termine previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 21, per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto» (Seguito e conclusione della discussione) Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 27 ottobre. I senatori PILLON ( L-SP-PSd'Az ) e CALIENDO ( FIBP-UDC ) illustrano gli emendamenti 1.1 e 1.2. Sulla data proposta interviene il senatore CUCCA ( IV-PSI ), ma è da relatore e Governo che provengono i suggerimenti di modifica accolti dal senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ): l'emendamento 1.1 è così riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato. Previ pareri favorevoli di relatore e Governo e con il voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), dopo la verifica del numero legale la Commissione unanime conviene sull'emendamento 1.1 (testo 2); risulta conseguentemente assorbito l'emendamento 1.2. Con il voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), è quindi posto ai voti ed approvato all'unanimità l'articolo 1, nel testo emendato. Con il voto favorevole dichiarato dal senatore BALBONI ( FdI ), è quindi posto ai voti ed approvato all'unanimità l'articolo 2. La Commissione unanime conferisce quindi al Presidente il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 2326, con le modifiche approvate nel corso della discussione, con richiesta di autorizzazione a svolgere la relazione scritta e ad apportare le eventuali correzioni formali e di coordinamento che si rendessero necessarie. 2086 - Istigazione all'autolesionismo DDL 2086 Modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 2 novembre. Ha luogo la discussione sugli articoli 1 e 2 ed i relativi emendamenti (parte dei quali erano stati già pubblicati e parte dei quali, frutto di riformulazioni, sono pubblicati in allegato). Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) lamenta l'improprietà del riferimento all'istigazione diretta fatta attraverso strumenti informatici, che sembrano prescindere dall'attuazione del proposito da parte dell'istigato. La materialità e l'offensività della condotta potrebbero giustificare, tutt'al più, un'aggravante. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) difende la formulazione dell'articolo 1 del disegno di legge, che - senza aver registrato emendamenti, sul punto - concordemente intende irrogare la sanzione sia se l'istigato abbia compiuto il fatto, sia che esso non sia stato compiuto. Il senatore BALBONI ( FdI ) declina le critiche del senatore Caliendo secondo un triplice paradigma: si obietta che la norma operi anche con un'istigazione non pubblica, con un'istigazione non accolta e con un'istigazione che abbia ad oggetto un fatto che non sempre costituisce reato. Per sormontare queste critiche occorre una diversa collocazione sistematica della previsione, in un articolo autonomo del codice penale. Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) si fa carico dell'esigenza di coordinamento sistematico evidenziata presentando l'emendamento 1.3, pubblicato in allegato. La senatrice PIARULLI ( M5S ) ritira l'emendamento 1.1 su invito del relatore , il quale - nonostante le perplessità del senatore Caliendo - si dichiara favorevole all'emendamento 1.2 (testo 2). La sottosegretaria Anna MACINA invita a riformulare gli emendamenti 2.1 e 2.2 in un testo 2, che all'articolo 2, comma 1, si limiti a sopprimere il secondo capoverso. Seguono interventi dei senatori EVANGELISTA ( M5S ) e MIRABELLI ( PD ) (favorevoli) e PILLON ( L-SP-PSd'Az ) e PEPE ( L-SP-PSd'Az ) (contrari). Il seguito della discussione è quindi rinviato. 882 - Reati patrimonio culturale DDL 882 Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale (Seguito della discussione e rinvio) Riprende la discussione, sospesa nella seduta del 26 ottobre. Il relatore MIRABELLI ( PD ), presenta ulteriori emendamenti, pubblicati in allegato. In attesa dell'espressione dei prescritti pareri, la discussione è rinviata. La seduta termina alle ore 15,25. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE PER IL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE PER IL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere favorevole, osservando altresì che: - all'articolo 9, comma 1, lettera a), n. 1), va previsto che il trattamento dei dati personali (di cui al primo periodo del capoverso 1-bis) segua una finalità che - quando non espressamente prevista da una norma di legge o di regolamento da essa delegato - sia indicata con atti amministrativi generali (oltre ad assicurare adeguata pubblicità all'identità del titolare del trattamento, alle finalità del trattamento e fornendo ogni altra informazione necessaria ad assicurare un trattamento corretto e trasparente con riguardo ai soggetti interessati e ai loro diritti di ottenere conferma e comunicazione di un trattamento di dati personali che li riguardano); - all'articolo 9, comma 1, lettera a), i numeri 2) e 3) andrebbero soppressi, visto che la finalità semplificatoria del decreto-legge appare sufficientemente conseguita in ambito trattamentale (nuovo comma 1-bis dell'articolo 2-ter del decreto legislativo n. 196 del 2003): l'equilibrio tra i beni giuridici della riservatezza e dell'interesse pubblico sarebbe alterato se si estendesse tale nuova modalità "semplificata" anche alla comunicazione e diffusione dei dati, di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 2-ter del decreto legislativo n. 196 del 2003; - per contenere l'impatto derivante dalla soppressione dell'intera disposizione che legittima il Garante alla prescrizione di misure di sicurezza per la data retention, particolarmente utile a garantire l'integrità e la riservatezza dei tabulati conservati a fini di giustizia, all'articolo 9, comma 1, la lettera c) andrebbe sostituita con la seguente: "c) All'articolo 132, al comma 5, sostituire le parole: "secondo le modalità di cui all'articolo 2-quinquiesdecies" con le seguenti: "con provvedimento di carattere generale"; - allo scopo di introdurre un obbligo di conservazione, a soli fini probatori, dei contenuti di cui sia impedito il caricamento, per impedire la dispersione irrimediabile di elementi di prova in relazione a quello che può rappresentare un tentativo di delitto, integrandone atti idonei e inequivoci alla realizzazione della condotta tipica, all'articolo 9, comma 1, lettera e), capoverso «Art. 144-bis», occorre sostituire il comma 1 con i seguenti: "1. Chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato motivo di ritenere che immagini, registrazioni audio o video a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere oggetto di trasmissione o diffusione senza il suo consenso attraverso piattaforme digitali, ha facoltà di segnalare il pericolo al Garante per la protezione dei dati personali. Il Garante, entro 48 ore dalla segnalazione decide ai sensi dell'articolo 58 del regolamento (UE) 2016/679 e degli articoli 143 e 144. I gestori delle piattaforme digitali destinatari dei provvedimenti di cui al periodo precedente conservano, ai soli fini probatori e con misure, indicate dal Garante nell'ambito dei medesimi provvedimenti, idonee a impedire l'identificabilità degli interessati, il materiale oggetto della segnalazione, per nove mesi a decorrere dal ricevimento del provvedimento stesso. 1- bis. I gestori delle piattaforme digitali, ovunque stabiliti purché eroganti servizi accessibili dall'Italia, comunicano al Garante per la protezione dei dati personali un punto di contatto al quale possano essere comunicati i provvedimenti adottati ai sensi del comma 1". Conseguentemente, all'articolo 9, dopo il comma 1, occorre inserire il seguente: "1-bis., L'obbligo di indicazione del punto di contatto di cui all'articolo 144-bis, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni, introdotto dal comma 1, lettera e), del presente articolo, è adempiuto nel termine di sei mesi dall'entrata in vigore della presente disposizione". In particolare, il termine di 9 mesi è suggerito in relazione al termine per la proposizione della querela che per il revenge porn è di sei mesi, esteso di tre mesi in più al fine di consentire lo spatium temporis necessario per l'adozione di eventuali determinazioni da parte dell'autorità giudiziaria. La conservazione da parte delle piattaforme è inoltre necessario avvenga con misure, indicate dal Garante nell'ambito dei medesimi provvedimenti inibitori, idonee a impedire l'identificabilità degli interessati, il materiale oggetto della segnalazione, per nove mesi a decorrere dal ricevimento del provvedimento stesso. Inoltre, ai fini dell'effettività della tutela remediale introdotta, è necessario obbligare i gestori di piattaforme di condivisione di contenuti audiovisivi a comunicare al Garante un "punto di contatto" cui inviare i provvedimenti inibitori adottati dal Garante; - all'articolo 9, comma 1, dopo la lettera e) occorre inserire la seguente: «e-bis) All'articolo 58 sono apportate le seguenti modificazioni: al comma 1, dopo le parole: "di legge o regolamento" sono inserite le seguenti: "o di atti amministrativi generali"; al comma 2, le parole: "in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano specificamente" sono sostituite dalle seguenti: "in base a disposizioni di legge, regolamento o atti amministrativi generali" ». Dopo il comma 2 occorre altresì inserire il seguente: «2-bis. All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51 le parole «e si basa» sono sostituite dalle parole «o si basa», le parole «, nei casi previsti dalla legge,» sono soppresse e dopo le parole «di regolamento» sono aggiunte le parole «ovvero da atti amministrativi generali"». In tal guisa si riuscirebbe ad armonizzare, al nuovo regime introdotto dal comma 1 lettera a) per il trattamento di dati personali in ambito pubblico, anche la disciplina speciale prevista per i trattamenti svolti a fini di difesa e sicurezza nazionale (art. 58 d.lgs. 196/03) e a fini di polizia e giustizia penale (art. 5 d.lgs. 51/18), che in presenza dei medesimi vincoli normativi europei (e in assenza di vincoli per quanto concerne la sicurezza nazionale) continuano ancora a prevedere, come basi giuridiche, solo la legge o il regolamento. Con la maggiore flessibilità nella disciplina in ambito pubblico prevista al comma 1 lettera a), infatti, non può non intervenirsi anche, di conseguenza, su trattamenti quali quelli svolti da Servizi, polizia e magistratura penale, pena un'irrimediabile irragionevolezza della disciplina: pertanto, si propone di ammettere, tra le basi giuridiche legittimanti questi trattamenti, anche l'atto amministrativo generale, così da coniugare esigenza di flessibilizzazione nel regime di trattamento ed esigenza di determinatezza della base giuridica. Allegato