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Giurisdizioni speciali - Giurisdizioni professionali - Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie - Composizione - Designazione da parte del Ministero della salute di due componenti scelti fra i suoi dirigenti - Denunciata violazione delle garanzie di indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, dei principi del giusto processo e del diritto all'equo processo sancito dalla CEDU - Sopravvenuta carenza di oggetto per effetto di dichiarazione di parziale illegittimità costituzionale della disposizione censurata - Manifesta inammissibilità della questione.. È dichiarata manifestamente inammissibile - per sopravvenuta carenza di oggetto - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 17 del d.lgs. C.P.S. n. 233 del 1946, censurato dal Tribunale di Milano, in riferimento agli artt. 108, secondo comma, 111, secondo comma, e 117, primo comma, Cost. (in relazione all'art. 6, par. 1, della CEDU), nella parte in cui prevede che della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (organo di giurisdizione speciale professionale) facciano parte, tra gli altri, un dirigente amministrativo ed un dirigente di seconda fascia del Ministero della salute designati dalla medesima amministrazione. La normativa censurata dal rimettente è già stata rimossa dall'ordinamento con efficacia retroattiva, poiché - successivamente all'ordinanza di rimessione - la sentenza n. 215 del 2016 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del citato art. 17, nelle parti in cui faceva riferimento alla nomina dei componenti di derivazione ministeriale. ( Precedenti specifici citati: sentenza n. 215 del 2016, di accoglimento di analoga questione; ordinanze n. 208 del 2016, n. 54 del 2016, n. 226 del 2015 e n. 173 del 2015, sulla inammissibilità per sopravvenuta carenza di oggetto ).