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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 138 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9,05. SINDACATO ISPETTIVO Interrogazione Il sottosegretario Gava risponde all'interrogazione n. 3-02375, facendo osservare che il sistema di controlli affidato al Gestore dei servizi energetici (GSE) rinviene fondamento nella disciplina primaria introdotta dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. Dopo aver ricordato gli interventi normativi che si sono succeduti nel perseguimento della finalità di salvaguardare la produzione di energia da fonti rinnovabili degli impianti che al momento dell'accertamento della violazione percepiscono incentivi, fa presente che secondo il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (cosiddetto "decreto semplificazioni") il GSE dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per l'esercizio dell'autotutela. Tali modifiche non si traducono però in una eliminazione tout court della misura della decadenza dagli incentivi. Ciò premesso, aggiunge che il Ministero dello sviluppo economico nel 2018 aveva predisposto uno schema di decreto ministeriale, aggiornato nel 2019, a seguito degli ulteriori interventi di cui occorreva tener conto. Muovendo da tale prospettiva, il Ministero ha provveduto ad una rivisitazione della disciplina attuativa, perseguendo l'obiettivo di realizzare un adeguato contemperamento tra l'interesse degli operatori ad un quadro regolatorio certo e l'interesse al conferimento di adeguati poteri di controllo al Gestore, quale organo preposto all'espletamento di tale attività inscindibilmente connessa a quella di erogazione degli incentivi pubblici. Ciò anche nella prospettiva, non trascurabile, di una riduzione del contenzioso in materia. Evidenzia tuttavia che l'adozione del nuovo "decreto controlli" ha subìto una battuta d'arresto, in considerazione dell'intervento normativo più recente di cui al citato decreto-legge n. 76 del 2020, ma ritenere che esso sia ancora necessario. Da ultimo, sottolinea che, per quanto riguarda la fattispecie dell'artato frazionamento, la questione dell'immediata applicabilità delle nuove disposizioni - che escludono la decadenza tout court dalle tariffe incentivanti - sembra assumere una ridotta rilevanza pratica: laddove tale violazione dovesse sostanziarsi in un'ipotesi di elusione delle procedure e, dunque, di indebito accesso agli incentivi, la conseguenza applicabile continuerebbe ad essere la decadenza dagli incentivi. Laddove, invece, la violazione dovesse tradursi nella percezione di incentivi più elevati rispetto a quelli spettanti, il GSE applicherebbe la rideterminazione degli incentivi. La senatrice ANGRISANI ( Misto ) si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta, concordando con la necessità della celere adozione di un nuovo decreto ministeriale che disciplini l'attività di controllo rimessa al GSE. Il presidente GIROTTO , ringraziato il sottosegretario Vannia Gava, dichiara conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE REDIGENTE Norme in materia di produzione e vendita del pane DDL 169 Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane DDL 739 Norme in materia di produzione e vendita del pane (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 10 aprile 2019. Il PRESIDENTE ricorda che l'esame dei disegni di legge nn. 169 e 739 è stato sospeso a febbraio 2020 e che sono stati presentati emendamenti al disegno di legge n. 739, assunto quale testo base, pubblicati in allegato al resoconto della seduta del 10 aprile 2019. Fa inoltre presente che sono stati acquisiti finora i pareri delle Commissioni 7ª, 9ª, 11ª e 14ª, mentre le Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, nonché la Commissione bicamerale per le questioni regionali non si sono ancora espresse. Il sottosegretario PICHETTO FRATIN comunica la necessità di un ulteriore approfondimento istruttorio sul testo e sugli emendamenti. Il PRESIDENTE prende atto delle affermazioni del rappresentante del Governo. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 DDL 2144 Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 (Parere alle Commissioni 5ª e 6ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 marzo scorso. Il PRESIDENTE prospetta la possibilità di concludere l'esame entro la settimana corrente e invita i Commissari a fornire al relatore le proprie osservazioni in modo da terminare i lavori in tempo utile, presumibilmente nella giornata di domani in una seduta all'uopo convocata. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI I sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio Doc n. 401 I sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 marzo scorso. Il PRESIDENTE fa presente che, a seguito di un'interlocuzione informale con il Governo, il relatore ha apportato alcune modifiche alla proposta di risoluzione. Il relatore CROATTI ( M5S ) illustra quindi un nuovo schema di risoluzione, pubblicato in allegato. Dà conto delle modifiche apportate agli impegni al Governo, soffermandosi in particolare sull'istituzione di un Tavolo permanente del Ministero del turismo con le Regioni e le Provincie autonome per il coordinamento ed il monitoraggio delle fasi del processo di ripartenza e di rilancio del settore, così da condividere le strategie in ambito europeo ed internazionale, e sul coinvolgimento - ove necessario - di tutte le Amministrazioni a livello centrale e regionale per una strategia di medio-lungo periodo di rilancio dell'offerta turistica nazionale e dell'attrattività dell'Italia come meta turistica. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che la votazione sulla proposta sia procrastinata alla settimana successiva per poter svolgere ulteriori approfondimenti con il relatore. Il PRESIDENTE acconsente alla richiesta. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) ringrazia il relatore per l'ampio lavoro svolto, preannunciando un avviso favorevole sullo schema di risoluzione. Si focalizza inoltre sulla rinnovata governance , che potrà rappresentare un elemento di rilancio del turismo tout court , sostenuto altresì dalla costituzione del Tavolo permanente. Giudica fondamentale considerare il turismo alla luce di un nuovo sistema digitalizzato e si compiace che siano stati colti molti degli spunti innovativi emersi. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee Doc n. COM(2020) 824 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013 (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ), relatore, introduce l'atto in titolo, ricordando che il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) dedica l'intero Titolo XVI alle alla materia delle reti transeuropee, prevedendo in particolare (articolo 170) che l'Unione concorra alla costituzione e allo sviluppo di reti transeuropee nei settori delle infrastrutture dei trasporti (TEN-T), delle telecomunicazioni (eTEN) e dell'energia (TEN-E). Dopo aver rammentato i primi orientamenti relativi alle reti transeuropee nel settore dell'energia che furono dettati dalla decisione del Parlamento europeo e del Consiglio 5 giugno 1996, n. 1254/96/CE, cui sono seguite diverse revisioni fino all'emanazione del regolamento (UE) n. 347/2013, fa presente che il regolamento delegato (UE) 2020/389 della Commissione del 31 ottobre 2019 modifica il regolamento (UE) n. 347/2013, recante il IV Elenco dei progetti di interesse comune (PIC). L'elenco è aggiornato ogni due anni e consta di 149 progetti. L'obiettivo di carattere generale della politica TEN-E è quello di collegare le infrastrutture energetiche dei Paesi dell'UE attraverso la creazione di nove corridoi prioritari (4 dell'elettricità, 4 del gas e 1 del petrolio) e tre aree prioritarie. Dopo aver fatto presente che l'Italia è interessata solo ai corridoi dell'elettricità e del gas, si sofferma sulle tre aree prioritarie concernenti lo sviluppo di reti intelligenti, le autostrade elettriche e la rete transfrontaliera per il trasporto di biossido di carbonio. Il quarto Elenco PIC annovera 100 progetti: i PIC riguardanti l'Italia sono dieci, equamente distribuiti tra il settore elettrico ed il settore gas. Inoltre, i PIC, oltre a godere di procedure di autorizzazione accelerate, possono essere destinatari di forme sostegno finanziario. Tra i diversi strumenti di finanziamento, figura uno strumento specificamente destinato alle politiche TEN, il Meccanismo per collegare l'Europa ( Connecting Europe Facility - CEF), che rappresenta la base giuridica del CEF per il periodo successivo al 2020. Tale meccanismo prevede stanziamenti di impegno pari a complessivi 5,18 miliardi per il CEF energia; al CEF trasporti sono assegnati 12,88 miliardi e al CEF telecomunicazioni 1,83 miliardi. Peraltro, alle risorse per il settore trasporti sono da aggiungere 10 miliardi dal Fondo di coesione e 1,5 miliardi per la mobilità militare. Passando all'illustrazione della proposta di regolamento in titolo, ricorda che essa reca l'aggiornamento (e abrogazione) del citato regolamento (UE) 347/2013, al fine di allinearne obiettivi e disposizioni ai nuovi target energetici e climatici dell'Unione al 2030/2050, nonché agli ultimi sviluppi tecnologici, anche per garantire integrazione del mercato, competitività e sicurezza dell'approvvigionamento. Tra le principali novità rispetto al vigente regolamento, segnala: l'aggiornamento delle categorie di infrastrutture ammissibili, dando maggiore attenzione alle infrastrutture per i "gas verdi" e in particolare per l'idrogeno; l'aggiornamento dei criteri di ammissibilità per le reti elettriche intelligenti; l'introduzione dell'obbligo per tutti i progetti di soddisfare i criteri di sostenibilità per tutte le categorie di infrastrutture con almeno un altro criterio (integrazione del mercato, sicurezza dell'approvvigionamento, concorrenza) nonché di seguire il principio "non arrecare un danno significativo" come previsto dal Green Deal europeo; il nuovo accento sulle reti elettriche offshore e il sostegno alla realizzazione di infrastrutture onshore e offshore più integrate; la revisione del sistema di governance al fine di migliorare il processo di pianificazione delle infrastrutture; lo snellimento delle procedure di autorizzazione relative ai PIC; l'inclusione, nell'ambito di applicazione del regolamento, dei progetti di interesse reciproco con i Paesi terzi (PIR) purché siano sostenibili e in grado di dimostrare notevoli vantaggi socioeconomici netti per almeno due Stati membri e almeno un Paese terzo; l'aggiornamento dei criteri per l'ammissibilità dei progetti all'assistenza finanziaria dell'Unione dal meccanismo per collegare l'Europa; un uso più appropriato degli strumenti di ripartizione dei costi e degli incentivi normativi. La proposta conferisce alla Commissione europea il potere di adottare atti delegati per attuare il regolamento TEN-E, in particolare l'Elenco biennale dei PIC, per un periodo di sette anni, con possibilità di rinnovo tacito per ulteriori sette anni. Il primo Elenco PIC sulla base del nuovo regolamento sarà adottato entro il 30 novembre 2023. Si sofferma poi sull' iter della proposta in sede di Parlamento europeo, rilevando che la Commissione Industria, energia e ricerca scientifica (ITRE) del Parlamento europeo concluderà i propri lavori nel mese di luglio. Inoltre, la Presidenza portoghese del Consiglio dell'Unione europea ha inviato agli Stati membri nuove proposte di compromesso per la revisione del regolamento UE (347/2013) sulla Reti europee dell'energia (TEN-E), suggerendo una nuova categoria per "qualsiasi apparecchiatura o impianto che consenta l'uso di idrogeno o combustibili derivati dall'idrogeno nel settore dei trasporti all'interno della rete centrale TEN-E". Infine, fa presente che la Presidenza portoghese propone di fissare a 50 MW (anziché 100 MW) la capacità minima richiesta affinché un elettrolizzatore sia coperto dalla revisione del regolamento TEN-E. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) suggerisce di svolgere un breve ciclo di audizioni. Il PRESIDENTE , acconsentendo alla richiesta, invita i commissari a far pervenire le rispettive indicazioni circa i soggetti da audire. Propone peraltro di svolgere le audizioni di soggetti istituzionali e di acquisire memorie scritte da parte di eventuali altri organismi interessati. Conviene la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. CONVOCAZIONE DI UNA ULTERIORE SEDUTA Il presidente GIROTTO convoca una ulteriore seduta domani, 8 aprile, alle ore 11,30 compatibilmente con i lavori dell'Assemblea. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO n. 401 La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 401 sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio; premesso che: l'emergenza epidemiologica da Covid-19 ha comportato la limitazione dell'attività se non la chiusura temporanea dell'esercizio di molte filiere dell'industria turistica; per quanto riguarda la maggior parte dei settori della filiera, quale quello delle strutture recettive nonché tutti i segmenti che compongono il settore del turismo organizzato, vale a dire l' incoming , l' outgoing , i viaggi d'affari, l'organizzazione di eventi ed il turismo scolastico, l'impossibilità di viaggiare sia per lavoro che per turismo ha determinato il venir meno della clientela e quindi di conseguenza il quasi sostanziale azzeramento dei servizi e delle vendite; recenti studi hanno registrato che tra tutti i settori dei servizi, le agenzie di viaggi e i tour operator hanno subìto l'impatto peggiore della crisi pandemica ed un crollo del fatturato, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 93 per cento; per l'economia italiana, l'industria turistica ha un peso molto rilevante, superiore alla media dei Paesi OCSE: secondo stime del World Travel and Tourism Council (WTTC) sono direttamente imputabili al turismo interno ed internazionale il 5,5 per cento del PIL ed il 6,5 per cento dell'occupazione; considerato che: lo sviluppo economico legato all'industria del turismo richiederà un'attenzione particolare nell'ambito delle prossime iniziative legislative e normative ed un coordinamento di tutte le istituzioni coinvolte per la gestione degli investimenti pubblici, oltre alla previsione di ulteriori incentivi e agevolazioni fiscali per i privati che investiranno in infrastrutture, tecnologia e proposte di viaggio che siano compatibili con il principio della sicurezza, in un'ottica di turismo davvero sostenibile; la massima flessione del turismo nel nostro Paese è da ricondurre, innanzitutto, al mancato arrivo di turisti internazionali. Fino a quando la situazione di emergenza sanitaria non sarà completamente superata, è realistico asserire che il settore del turismo sarà alimentato da una domanda espressa soprattutto dai cittadini italiani e sarà rivolta ad un turismo prettamente domestico verso le destinazioni nazionali e regionali della nostra penisola; a tale riguardo, al fine di rilanciare tutte le attività della filiera turistica, sarà necessario concentrarsi sulla valorizzazione del turismo responsabile e diffuso che valorizzi e preservi gli elementi di autenticità e identità dei nostri territori, in particolare i centri storici, i borghi e i piccoli comuni di montagna e delle aree interne. Tali zone sono oggi laboratori di innovazione sociale, culturale e di buone prassi e costituiscono il vero futuro del turismo italiano, un segmento da valorizzare è rappresentato dal turismo delle radici o turismo di ritorno, che interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo. Nel 2018, l'ENIT ha inserito in questa categoria 10 milioni di viaggiatori, che hanno generato un flusso economico in entrata di circa 4 miliardi di euro, ben il 7,5 per cento in più rispetto all'anno precedente; occorre dunque intercettare una quota sempre maggiore di flussi turistici dall'estero da orientare verso le piccole e medie città d'arte, e verso itinerari turistici regionali, tanto più che l'articolo 1, commi 89 e 80, della legge n. 178 del 2020 ha istituito un apposito fondo - con una dotazione di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023 - per consentire ai cittadini italiani residenti all'estero, iscritti all'AIRE, l'ingresso gratuito nella rete dei musei, delle aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica; impegna il Governo a: 1. adottare le opportune misure atte a sviluppare una strategia e un piano di comunicazione unitario ed organico per il rilancio del turismo italiano all'estero con l'obiettivo di riconquistare i mercati perduti e promuovere il " brand Italia", valorizzando non solo i circuiti turistici più attrattivi, ma anche l'Italia cosiddetta "minore", costituita da borghi, piccoli comuni e aree interne e rurali; in particolare, la strategia dovrebbe avere il suo maggior focus sull'opportunità di riscoprire e promuovere tali destinazioni, meno conosciute rispetto alle note città d'arte nazionali, ma portatrici di una grande ricchezza culturale, artistica, paesaggistica ed umana, spesso in un contesto di autenticità e di tradizione, che riguarda anche le produzioni agroalimentari, la cucina, l'artigianato, gli eventi culturali. Le politiche turistiche, nazionali e regionali, dovrebbero quindi essere volte a favorire questa tipologia di turismo, sia attraverso l'implementazione delle tante iniziative già in atto, sia attraverso la promozione di nuove forme di turismo in aree interne, montane e rurali, anche al fine contrastare fenomeni di emigrazione e di spopolamento dei medesimi territori e di favorire più equilibrata distribuzione dei flussi turistici; 2. nella prospettica di sfruttare le potenzialità del turismo di ritorno, come segnalato dalla Commissione anche nel parere reso il 23 marzo 2021 sulla Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza ( Doc . XXVII, n. 18), promuovere una campagna di promozione all'estero dei luoghi e dei territori, attraverso la stampa e i media all'estero editi in lingua italiana, la produzione di materiale specifico per i turisti, il coinvolgimento di agenzie di viaggio, nonché mediante il materiale didattico ed informativo che può essere utilizzato nei corsi di italiano all'estero, le iniziative di turismo sociale e gli scambi culturali fra scuole e università; 3. dare impulso, coinvolgendo ove necessario tutte le Amministrazioni a livello centrale e regionale per i rispettivi profili di competenza, ad una strategia di medio-lungo periodo per il rilancio dell'offerta turistica nazionale e dell'attrattività dell'Italia come meta turistica, che sia basata sulla promozione delle eccellenze del made in Italy, al fine di massimizzare l'impatto dell'azione promozionale e contribuire a veicolare un'idea d'Italia i cui punti di forza tradizionali si affianchino all'innovazione, alla tecnologia, alla bellezza e qualità del made in Italy e, allo stesso tempo, sanare le debolezze che hanno caratterizzato sino ad ora le politiche di promozione del turismo, quali l'incapacità di valorizzare i brand italiani, un deficit strutturale sulle connessioni, la mancanza di storytelling che valorizzi l'esperienza complessiva di visitare il territorio italiano; 4. promuovere iniziative volte alla ristrutturazione del patrimonio turistico immobiliare ed infrastrutturale in un'ottica di implementazione della sostenibilità ambientale e della produzione di energie rinnovabili, in modo da incentivare la riqualificazione di tutta la filiera dell'ospitalità turistica nelle sue componenti di base, a partire da quelle immobiliari, sino ad arrivare alla digitalizzazione delle strutture, così da offrire servizi recettivi competitivi anche a livello internazionale, con particolare attenzione all'esigenza di rendere le strutture e le attrezzature pienamente accessibili e fruibili da parte di persone con disabilità; in tale contesto andrà conseguentemente elaborato un piano di formazione sia del personale che degli imprenditori del settore; 5. promuovere iniziative volte a semplificare ed accelerare le procedure autorizzative per l'avvio delle attività, e la conseguente riduzione degli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, al fine di sostenere il rilancio dello sviluppo turistico rurale ed esperienziale, nonché del turismo all'aria aperta che si sviluppa prevalentemente grazie all'istallazione di mezzi mobili di pernottamento di nuova generazione completamente ecosostenibili e che consentirebbe l'aumento della capacità ricettiva del nostro Paese, sia attraverso l'impiego di nuovi modelli di accoglienza come la tipologia glamping , che rafforzando quelli già esistenti come la tipologia degli agricampeggi; 6. promuovere iniziative volte a sostenere il rilancio del turismo italiano attraverso la forma esperienziale, esercitata per approfondire la conoscenza dei luoghi e delle peculiari caratteristiche attrattive, in particolare dei piccoli borghi, dei piccoli comuni, delle aree interne e delle aree rurali, prevedendo altresì misure volte al coinvolgimento delle piccole attività artigianali e agricole anche attraverso la produzione e la vendita diretta; 7. prevedere misure di incentivazione sia sotto il profilo fiscale che per l'accesso al credito, così da favorire una fondamentale immissione di liquidità destinata alle imprese del settore turistico, specialmente le più colpite della filiera, le attività recettive e di ristorazione, anche attraverso l'istituzione di un fondo ad hoc , quale misura di sostegno strutturale, che persegua anche lo scopo di incoraggiare gli investimenti in forme di turismo innovative, fondamentali per il rilancio e la crescita del comparto a seguito del crollo dei ricavi subiti per effetto dell'epidemia da Covid-19; 8. sostenere i processi di sviluppo e di investimento delle imprese del settore anche attraverso l'estensione dell' ecobonus alle strutture recettive, la proroga della detrazione per il recupero o restauro della facciata esterna degli edifici, l'ulteriore potenziamento e la conferma in via strutturale del credito d'imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive e termali; 9. attuare la necessaria riforma complessiva della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, al fine di conciliare il diritto europeo con una disciplina nazionale che sia rispettosa delle peculiarità del comparto turistico italiano, nella sua unicità, tutelando e salvaguardando la continuità delle imprese, il loro valore economico, sociale e di valorizzazione del patrimonio marittimo nazionale e della biodiversità; 10. dare impulso al riordino della disciplina nazionale riguardante l'esercizio della professione di guida turistica, in particolare con riferimento alle competenze specifiche necessarie all'esercizio professione, per loro natura connesse all'infinita varietà dei contesti storici, artistici, ambientali, enogastronomici, sociali, al fine di colmare il divario che favorisce la discriminazione degli operatori del settore italiani rispetto ai colleghi stranieri, nonché di limitare la precarietà, particolarmente diffusa nel settore; 11. valutare l'opportunità di sviluppare un ecosistema digitale che integri le metodologie di analisi di tipo tradizionale con le informazioni provenienti dai big data , al fine di prevedere gli impatti futuri sia in termini di flussi che di economia del settore, con l'obiettivo di sviluppare una mappatura nazionale e locale che consenta di analizzare e valutare le caratteristiche distintive, le carenze e le opportunità dei singoli territori, facendo emergere i fattori che ne determinano l'identità e la loro dotazione di servizi, specialmente in termini di beni culturali, ricettività e offerta di servizi di ristorazione, mobilità; 12. valutare l'opportunità di istituire un Tavolo permanente del Ministero del turismo con le Regioni e le Provincie autonome per il coordinamento ed il monitoraggio delle fasi del processo di ripartenza e di rilancio del settore, così da condividere le strategie e la messa in pratica delle azioni e delle misure necessarie, anche in ambito europeo ed internazionale,al fine di conseguire obiettivi irrinunciabili nel segno dell'innovazione, dell'integrazione e dell'aumento della competitività e della specializzazione del sistema turistico nazionale.