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Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, per la promozione dell’equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni per il Parlamento europeo (n. 1224). Onorevoli Senatori. -- L'assenza o la presenza marginale delle donne ai vertici della società è una costante della storia del nostro Paese. Basti pensare che il Global gender gap index , l'indice sul divario di genere stilato annualmente dal World Economic Forum , nel 2013 assegna all'Italia la settantunesima posizione. Gli ostacoli all'accesso delle donne alle posizioni apicali della società sono di origine culturale, radicati in maniera talmente profonda da rendere necessari interventi legislativi allo scopo di favorire il cambiamento in linea di principio da tutti auspicato. Dopo le misure introdotte dalla legge 12 luglio 2011, n. 120, per i consigli di amministrazione delle società pubbliche e private, il tema del riequilibrio di genere ha recentemente trovato ingresso nelle istituzioni, in modo particolare nella composizione delle assemblee elettive. La regione Campania è stata la prima regione a prevedere la doppia preferenza di genere per l'elezione del proprio consiglio regionale, con la legge regionale 27 marzo 2009, n. 4. Tre anni dopo, il Parlamento ha approvato la legge 23 novembre 2012, n. 215, con la quale sono state, in particolare, introdotte, nelle elezioni per i consigli comunali dei comuni con più di 5.000 abitanti, sia la doppia preferenza di genere sia una «quota di lista», in base alla quale, nelle liste dei candidati, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. La stessa legge, all'articolo 3, ha fissato per i consigli regionali il principio della «promozione della parità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l'accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive». Recentemente, anche per effetto di tale normativa, altre regioni hanno adottato o hanno proposto l'introduzione della doppia preferenza di genere. Quello che si sottopone all'esame dell'Assemblea è il risultato del lavoro svolto dalla 1ª Commissione in sede referente, che si è concluso con l'approvazione di un testo, proposto dalla relatrice, risultante dall'unificazione dei disegni di legge nn. 1224, a prima firma della senatrice Fedeli, e 1256, a prima firma della senatrice Alberti Casellati, relativi alla promozione dell'equilibrio di genere nella rappresentanza politica per l'elezione del Parlamento europeo. A questi disegni di legge sono stati congiunti il disegno di legge n. 1304, del senatore Amoruso, e il disegno di legge n. 1305, del senatore Calderoli. Il primo introduce una modifica alla legge elettorale per il Parlamento europeo volta a consentire all'elettore di esprimere un'unica preferenza. Il secondo, oltre a intervenire sul riequilibrio della rappresentanza di genere, prevede anche l'abbassamento del requisito per l'elettorato passivo, fissato a 18 anni di età, nonché la riduzione, dal 4 al 3 per cento, della soglia di sbarramento per accedere al riparto dei seggi. In questo quadro, nella ricerca di un necessario equilibrio, si colloca il testo unificato definito in Commissione che, all'esito di un ampio e articolato dibattito, ha ad oggetto esclusivamente il tema specifico del riequilibrio di genere, ritenuto prioritario – e quindi meritevole di una rapida approvazione in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo – non solo ai fini della promozione delle pari opportunità per i candidati di entrambi i sessi nell'accesso alle cariche elettive, ma anche per una riqualificazione degli istituti democratici, che richiede una piena assunzione di responsabilità delle donne e degli uomini. In particolare, modificando l'articolo 14, primo comma, della legge 24 gennaio 1979, n. 18, il testo introduce la cosiddetta «tripla preferenza di genere»: nel caso in cui l'elettore decida di esprimere più di una preferenza, la scelta deve comprendere candidati di entrambi i generi, pena l'annullamento della seconda e terza preferenza. Inoltre, affinché la possibilità per l'elettore di scegliere candidati di genere diverso sia effettiva e non solo potenziale, nell'articolo 12 della suddetta legge è inserito un nuovo comma con il quale si obbligano i partiti a presentare liste in cui nessuno dei due sessi sia rappresentato in maniera superiore al 50 per cento e nel cui ordine i primi due candidati siano di sesso diverso. Mediante una modifica all'articolo 13 della medesima legge, è demandata all'ufficio elettorale circoscrizionale la verifica del rispetto della parità di genere in ciascuna lista, pena la cancellazione dei nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista, così da rispettare l'originaria disposizione. La lista è ricusata qualora, all'esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore al minimo prescritto. Nel caso in cui nell'ordine di lista i primi due candidati non siano di sesso diverso, l'ordine viene modificato collocando dopo il primo candidato quello successivo appartenente al genere diverso. Lo Moro, relatrice. Art. 1. (Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di rappresentanza di genere) 1. Alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 12, ottavo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «All'atto della presentazione, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono eccedere la metà, con arrotondamento all'unità. Nell'ordine di lista, i primi due candidati devono essere di sesso diverso»; b) all'articolo 13, primo comma, dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Verifica che nelle liste dei candidati sia rispettato quanto prescritto dall'articolo 12, ottavo comma, secondo periodo. In caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della medesima disposizione. Qualora la lista, all'esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore al minimo prescritto, ricusa la lista. Verifica altresì che nelle liste dei candidati sia rispettato quanto prescritto dall'articolo 12, ottavo comma, terzo periodo. In caso contrario, modifica di conseguenza l'ordine di lista, collocando dopo il primo candidato quello successivo di sesso diverso»; c) all'articolo 14, il primo comma è sostituito dal seguente: «L'elettore può esprimere fino a tre preferenze. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza». Art. 2. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 1. 1. All'articolo 14 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, il primo comma è sostituito dal seguente: «L'elettore può esprimere, in ogni circoscrizione, non più di tre preferenze. Nel caso di espressione di più preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e terza preferenza». Art. 2. 1. All'articolo 12 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, dopo l’ottavo comma è inserito il seguente: «Nelle liste dei candidati è assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. All'interno di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi del totale dei candidati della lista, con arrotondamento all'unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi». Art. 1. 1. Alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 12, dopo l’ottavo comma è inserito il seguente: «Nelle liste dei candidati è assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. All'interno di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento del totale dei candidati della lista»; b) all'articolo 14, il primo comma è sostituito dal seguente: «L'elettore può esprimere, in ogni circoscrizione, non più di due preferenze. Nel caso di espressione di più preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza». Art. 1. 1. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni, le parole: «non più di tre preferenze» sono sostituite dalle seguenti: «non più di una preferenza». Art. 1. 1. Alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 4, comma 1, la parola: «25º» è sostituita dalla seguente: «18º»; b) all'articolo 12, ottavo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «All'atto della presentazione, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono eccedere la metà, con arrotondamento all'unità più prossima. Nell'ordine di lista devono alternarsi candidati di sesso diverso.»; c) all'articolo 13, primo comma, dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Verifica che nelle liste dei candidati sia rispettato quanto prescritto dall'articolo 12, ottavo comma, secondo periodo. In caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della medesima disposizione. Qualora la lista, all'esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore al minimo prescritto, ricusa la lista. L'ufficio verifica che nelle liste dei candidati sia rispettato quanto prescritto dall'articolo 12, ottavo comma, terzo periodo. In caso contrario modifica di conseguenza l'ordine di lista, collocando in alternanza i candidati successivi di sesso diverso.»; d) all'articolo 14, il primo comma è sostituito dal seguente: «L'elettore può esprimere fino a due preferenze. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda preferenza». e) all'articolo 21, primo comma, numero 1- bis) , le parole: «4 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «3 per cento». Art. 2. 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.