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Reati e pene - Atti contrari alla pubblica decenza - Mancata abrogazione o depenalizzazione limitatamente all'ipotesi di condotta colposa - Denunciata irragionevole disparità di trattamento sanzionatorio rispetto al delitto di atti osceni, nonché asserita lesione dei principi di colpevolezza e della finalità rieducativa della pena - Contraddittorietà e carente descrizione della fattispecie concreta, con conseguente impossibilità di verifica della rilevanza - Formulazione di un petitum oscuro o, comunque, segnato dalla prospettazione di soluzioni alternative - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 44 del d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 e degli artt. 1 e 7, comma 1, lettera c ), della legge 25 giugno 1999, n. 205, in relazione all'art. 726 cod. pen., impugnati, in riferimento agli artt. 3 e 27 Cost., nella parte in cui non prevedono l'eliminazione o la trasformazione in illecito amministrativo degli atti contrari alla pubblica decenza, limitatamente all'ipotesi di condotta tenuta per colpa. Il rimettente ha precluso alla Corte qualunque verifica di rilevanza del quesito proposto, omettendo di descrivere la fattispecie concreta ed esprimendo valutazioni contraddittorie sul fatto contestato nel giudizio a quo . Inoltre, il petitum formulato è oscuro o, comunque, segnato dalla prospettazione di soluzioni alternative per il superamento del denunciato vizio di legittimità.