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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 39 Presidenza del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,31) . Si dia lettura del processo verbale. TOSATO , segretario , dà lettura del processo verbale della seduta del 20 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo del Movimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. Assemblee parlamentari dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione internazionale, dell'Unione per il Mediterraneo e dell'Iniziativa Centro Europea, nomina dei componenti le delegazioni parlamentari italiane PRESIDENTE . Comunico che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'OSCE i senatori Luigi Augussori, Gianluca Castaldi, Gianluca Ferrara, Renato Schifani, Paola Taverna, Achille Totaro e Vito Vattuone. Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della medesima delegazione i deputati Alex Bazzaro, Mauro Del Barba, Paolo Grimoldi, Niccolò Invidia, Emanuele Scagliusi e Valentino Valentini. Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'INCE i senatori Luigi Cesaro, Giovanbattista Fazzolari, Patty L'Abbate. Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della medesima delegazione i deputati Stefania Ascari, Marco Maggioni, Raphael Raduzzi, Debora Serracchiani. Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo il senatore Giuseppe Moles. Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della medesima delegazione i deputati Giulio Centemero e Yana Chiara Ehm. Discussione dalla sede redigente dei disegni di legge: Doc 766 Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi MELONI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 406 Introduzione dell'obbligo di un dispositivo acustico e luminoso collegato ai sistemi di ritenuta per bambini previsti dal comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 BERTACCO ed altri. - Doc 415 Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli GALLONE ed altri. - Doc 557 Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per garantire l'incolumità dei ciclisti, degli automobilisti e dei minori NENCINI. - Doc 704 Misure per favorire l'utilizzo di dispositivi di allarme finalizzati a prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli BINI ed altri. - Doc 767 Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli DE PETRIS. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 766 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente dei disegni di legge nn. 766, già approvato dalla Camera dei deputati, 406, 415, 557, 704 e 767. I relatori, senatori Dessi' e Ruspandini, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Ruspandini. RUSPANDINI, relatore . Gentile Presidente, onorevoli colleghi, la notizia della morte di bambini dimenticati in auto desta sempre sconcerto e incredulità nell'opinione pubblica, ma purtroppo non rappresenta una novità. In quest'Aula non possiamo rimanere indifferenti di fronte a casi drammatici come quelli che abbiamo conosciuto e dobbiamo attivarci a tutela di questi innocenti, ma anche dei loro genitori e dei loro cari, evidentemente stressati dai ritmi incalzanti di una società, quella odierna, che logora la vita quotidiana e vittime di un meccanismo di blackout inspiegabile nella memoria. Le motivazioni sono di solito la fretta, lo stress e l'affaticamento mentale, che affliggono gli adulti di ogni genere ed estrazione sociale nelle società contemporanee, per cui i bimbi vengono dimenticati perché si pensa di averli lasciati a scuola, dai nonni oppure a casa. La tecnologia ci permette ormai di ovviare a questi crudeli scherzi della psiche, offrendo soluzioni in grado di prevenire e ovviare ai pericoli derivanti dai ritmi intensi della vita quotidiana. L'Italia, già in prima linea in materia di sicurezza stradale, nel momento in cui il provvedimento che stiamo esaminando sarà approvato sarà all'avanguardia anche per la tutela della vita dei nostri figli. Questo provvedimento dà infatti attenzione ai più piccoli ed è volto a scongiurare i tanti casi di morti assurde. Solo per fare l'esempio degli Stati Uniti, qui muore nell'abitacolo dell'auto di famiglia un bambino ogni dieci giorni, con una media di 37 vittime l'anno. Sono dati agghiaccianti, che devono imporre una riflessione. Negli ultimi anni troppi i tragici eventi che, anche in Italia, hanno riempito le cronache e sconvolto l'opinione pubblica. Dal 2011 ad oggi si sono verificate ben sette tragedie, troppe, che vanno sicuramente evitate. La proposta di legge che oggi discutiamo in quest'Aula vuole parlare alle famiglie, dare risposte, partire da quelle tragedie affinché non ve ne siano altre. A tal fine, l'articolo 1 apporta modifiche all'articolo 172 del codice della strada in materia di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, prevedendo che, quando si trasporta un bambino di età inferiore ai quattro anni, assicurato al sedile mediante il sistema di ritenuta, si ha l'obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme, rispondente a determinate specifiche tecniche, volto a prevenire l'abbandono del bambino. Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di allarme saranno individuate entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, tramite decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Dessi'. DESSI', relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, approda oggi in Aula il testo approvato dall'8 a Commissione, che introduce l'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi. Desidero innanzi tutto ringraziare i colleghi di tutti i Gruppi per il lavoro svolto in 8 a Commissione che ha portato ad una rapida approvazione di un testo la cui finalità è ampiamente condivisa. Il disegno di legge è stato infatti approvato dalla Commissione all'unanimità nella seduta del 20 settembre 2018. Questo provvedimento è, ai fini della sicurezza dei bambini più piccoli, un passo assolutamente importante, invocato da tempo per tutelarli dal rischio di essere inconsapevolmente dimenticati nell'abitacolo delle autovetture chiuse, veicoli che, come ricordava il collega Ruspandini, possono diventare delle vere e proprie trappole mortali. Ricordo che secondo i dati presentati dal produttore del primo dispositivo antiabbandono, in audizione in Commissione trasporti alla Camera, nel 2008 ci sono stati già 45 casi. Nel 2014 un genitore su quattro ha ammesso che gli è successo almeno una volta di dimenticare il figlio in auto e solo fortunatamente non si è arrivati alla tragedia. Passando all' iter e all'esame del testo, la Commissione ha esaminato, in sede redigente, il disegno di legge n. 766, congiuntamente a diversi disegni di legge presentati da altri Gruppi. La proposta di legge n. 766, già approvata dalla Camera dei deputati, è stata adottata come testo base e approvata nell'identico testo trasmesso dalla Commissione trasporti della Camera. La Commissione ha svolto un breve ciclo di audizioni informali. In particolare, abbiamo ascoltato le imprese produttrici che hanno evidenziato la necessità di definire in sede ministeriale alcuni aspetti di natura tecnica relativi, ad esempio, all'omologazione dei dispositivi. Hanno inoltre avanzato la possibilità che siano le case produttrici automobilistiche a provvedere direttamente a dotare i veicoli di sensori di allarme. Sono stati presentati una decina di emendamenti al testo. Alcuni di questi sono stati ritirati e trasformati in ordini del giorno poi accolti dal Governo. Voglio in questa sede soffermarmi in particolare sul tema posto nell'ordine del giorno a prima firma del senatore Mallegni, che merita sicuramente un approfondimento futuro da parte della Commissione, ossia quello che gli autobus siano obbligatoriamente provvisti del sistema di ritenuta di tipo omologato. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi senatori, vi prego di abbassare il tono della voce nei discorsi tra di voi. DESSI' (M5S) . Nel merito, il disegno di legge in esame si compone di quattro articoli. L'articolo 1 apporta modifiche all'articolo 172 del codice della strada in materia di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini, introducendo un nuovo comma, 1- bis , che prevede che il conducente dei veicoli della categoria M1, N1, N2 ed N3 - praticamente le autovetture, gli autobus e i pullman fino a nove posti, e tutti gli autocarri fino alla massima portata, immatricolati in Italia o immatricolati all'estero e condotti da residente in Italia - quando trasporta un bambino di età inferiore ai quattro anni, assicurato al sedile con il sistema di ritenuta, ha l'obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecniche costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In caso di mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini, si introduce tra le fattispecie sanzionate anche l'ipotesi di utilizzo di un sistema di ritenuta privo del dispositivo di allarme sonoro sopraindicato. La violazione dell'obbligo è punita quindi con una sanzione amministrativa pecuniaria da 81 a 326 euro. In caso di recidiva nell'arco di un biennio, è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi. Sempre all'articolo 1, comma 2, si prevede che le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di allarme siano definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Si prevede, infine, al comma 3, che l'obbligo di installazione del dispositivo d'allarme, si applichi decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto sulle caratteristiche tecnico-funzionali e comunque a decorrere, in ogni caso, dal 1° luglio 2019. L'articolo 2 prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero della salute, nell'ambito delle campagne per la sicurezza stradale e di sensibilizzazione sociale, provveda a informare in modo adeguato sull'obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l'abbandono dei bambini previsti dall'articolo 1 e sui rischi derivanti dall'amnesia dissociativa. Gli oneri per la realizzazione delle campagne informative sono quantificati in 80.000 euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. L'articolo 3, al fine di agevolare l'acquisto di dispositivi di allarme e prevenire l'abbandono dei bambini nei veicoli, dispone che con appositi provvedimenti normativi possono essere previste agevolazioni fiscali, limitate nel tempo, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. A tale ultimo riguardo, sappiamo che sul reperimento delle risorse per le agevolazioni vi è un preciso impegno del nostro ministro Toninelli. Concludo la mia relazione ricordando che l'approvazione del provvedimento in esame è solo un primo passo verso il raggiungimento dell'obiettivo che tutti abbiamo condiviso, cioè quello di garantire la sicurezza ai nostri piccoli e ai soggetti più deboli in ogni caso. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. DELL'ORCO, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti . Signor Presidente, innanzitutto desidero ringraziare il Senato e la Camera dei deputati per l'ottimo lavoro svolto sul provvedimento in esame, a cui ha dato un forte impulso anche il Governo e che è stato fortemente voluto e ben fatto dal Parlamento. Finalmente l'introduzione dell'obbligo di installazione del dispositivo antiabbandono potrà sicuramente evitare tante tragedie. L'obiettivo del Governo e della maggioranza parlamentare è infatti quello di puntare a diminuire le vittime di incidenti stradali sulle strade italiane, dove ormai contiamo una media di circa 3.500 vittime all'anno, ma sicuramente anche quello di puntare a una diminuzione di questo tipo di morti, che può essere facilmente evitato, anche grazie alle nuove tecnologie. Ci sono altri Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti d'America, dove già sono in vigore determinati tipi di norme, da cui dobbiamo solo prendere esempio. Sul provvedimento in esame il Governo si è impegnato anche a stanziare in legge di bilancio alcune risorse, per venire incontro ai bisogni delle famiglie e ai costi cui andranno incontro per l'acquisto di questi dispositivi antiabbandono, che non vanno a sostituire l'intero seggiolino, ma sono in aggiunta ai seggiolini già esistenti. Confidiamo che da qui al prossimo anno, anche grazie alle nuove tecnologie, al mercato e alla filiera produttiva che si evolverà, i prezzi di questi dispositivi, che già sono molto contenuti, si andranno ulteriormente ad abbassare. Quindi vi ringrazio ancora e spero che anche il voto finale del Senato sarà positivo. Fino ad ora avete fatto un ottimo lavoro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Passiamo alla votazione degli articoli del disegno di legge n. 766, nel testo approvato dalla Camera dei deputati. Procediamo alla votazione dell'articolo 1. BINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, considero questa una giornata importante, perché quello al nostro esame è un disegno di legge importante. Come ricordavano i relatori, i numeri degli incidenti di questo tipo negli ultimi anni sono crescenti e ci allarmano ed è dunque importante che in Assemblea su temi come questi ci sia una trasversalità che va oltre le distinzioni politiche. Credo sia bello vedere che sono stati presentati diversi disegni di legge, da quasi tutte le forze politiche, da parte del nostro Gruppo, a mia prima firma, così come da tanti altri Gruppi del Senato e della Camera dei deputati. Intervengo in dichiarazione di voto sull'articolo 1, che, come veniva ricordato dai relatori, introduce dispositivi di allarme obbligatori per evitare l'abbandono dei bambini. Si tratta di un tema rilevante, perché alla morte di un figlio si va ad aggiungere l'angoscia del senso di colpa, per un momento di amnesia, di dimenticanza, che poi una persona si porta dietro per tutta la vita e che acuisce ancora di più il dolore già grave per la perdita di un figlio. Non sta evidentemente a noi capire quali possano essere le cause che fanno arrivare a questo; tuttavia, quando i casi sono ripetuti, come è successo negli ultimi tempi, è importante prevenire e trovare dei sistemi affinché questi casi non si verifichino nuovamente. Da ciò deriva l'idea di modificare il codice della strada e di introdurre delle sanzioni amministrative, esattamente come per le cinture di sicurezza e per il seggiolino, anche per il dispositivo di allarme, nonché la sospensione della patente nel caso in cui il fatto sia reiterato. Questo elemento introduce un obbligo e dispone delle sanzioni, come è importante che sia. La definizione delle caratteristiche del dispositivo sarà rinviata a un successivo decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che deve essere emanato entro sessanta giorni; l'obbligo dell'installazione di questo dispositivo scatterà dopo centoventi giorni dall'entrata in vigore del decreto e comunque a decorrere dal 1° luglio 2019. È importante che il decreto sia approvato nei termini perché, nel caso in cui il 1° luglio del 2019 ci trovassimo a far scattare l'obbligo di installazione in assenza di decreto, non sarebbe chiaro in base a quali specifiche tecniche si dovrà ottemperare a tale obbligo. Ritengo opportuno quindi che non si arrivi a tanto e che, quando scatterà l'obbligo, il decreto sia stato approvato nei tempi. Concludo dichiarando il voto favorevole del Gruppo PD sull'articolo 1 del disegno di legge in discussione, convinta che probabilmente ci sarebbe potuto essere modo - se fossimo riusciti a fare un lavoro di concerto, come è stato detto anche dai colleghi della 8 a Commissione del mio Gruppo - di introdurre alcuni punti migliorativi. Credo comunque che sia un passaggio importante che ci trova assolutamente favorevoli. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, Elena due anni, Jacopo undici mesi, Giorgia un anno, Luca due anni. Questi sono i nomi di alcuni bambini che hanno perso la vita in Italia negli ultimi anni perché dimenticati in auto. Che un genitore dimentichi in auto quanto di più prezioso ha nella propria vita è una circostanza che sembra assolutamente impossibile possa accadere, ma i ritmi frenetici che la quotidianità ci impone, quei ritmi talvolta anche meccanici, possono provocare dei vuoti di memoria anche a chi magari in passato, ascoltando queste notizie, asseriva che non gli sarebbe mai capitato. Può invece capitare a tutti. I fatti di cronaca riportano di tragedie analoghe sempre più frequenti anche all'estero; si tratta di un fenomeno che, seppur marginale (si parla di uno o due casi all'anno), non va trascurato. Queste tragedie vanno evitate a tutti i costi. Oggi la tecnologia ci consente di installare dei dispositivi che avvisano l'adulto quando chiude l'auto al cui interno c'è ancora un piccolo ospite. Il ministro Toninelli, sin dal primo suo insediamento, ha promesso di porre termine a questa piaga dell'abbandono e il MoVimento 5 Stelle si è dimostrato sempre molto sensibile a questo argomento ed ha voluto fortemente supportarlo a livello legislativo, votando a favore di un disegno di legge che impone l'obbligatorietà di questi dispositivi antiabbandono e che ha messo d'accordo anche le altre forze politiche. Pensare anche ad un solo bambino che muore in queste circostanze è qualcosa che tocca la sensibilità di tutti. Il disegno di legge andrà ad integrare l'articolo 172 del codice della strada, che regola l'uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini. I più importanti fabbricanti italiani di prodotti per l'infanzia, che hanno partecipato alle audizioni preparatorie del disegno di legge, come diceva prima il relatore, stanno già tracciando la strada per la produzione di questi dispositivi, anche in considerazione delle entrate in vigore dell'obbligatorietà nel 2019. È importantissimo, infine, ricordare che prima ancora dell'obbligatorietà dei dispositivi antiabbandono, c'è quella dei dispositivi per la sicurezza dei bambini in auto. Secondo l'ISTAT, nel solo 2017 nel nostro Paese sono morti ben 25 minori di quattordici anni in incidenti stradali, e più di 8.000 sono rimasti feriti. In media, in Italia, una famiglia su cinque non usa il seggiolino auto o non lo usa costantemente; ma la prima causa di morte in auto per i bambini continua a essere il fatto che i seggiolini sono allacciati male. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az, FI-BP e FdI) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, nessun amore è più grande, nella vita di una persona, di quello che si prova per un figlio. E un solo dolore è ancora più intollerabile, per un genitore che perde un figlio: essere responsabile della sua morte. Non sono mai riuscita, neanche lontanamente, a immaginare cosa abbiano potuto provare quei poveri genitori colpiti da blackout al momento della presa di coscienza; ho pensato solo che con la morte di quel bambino finiva la vita di un'intera famiglia e anche, a volte, di una comunità. Non si può pensare che un'azione del genere possa mai essere compiuta per mera leggerezza, ma sicuramente è dovuta a un insieme di concause derivanti probabilmente dallo stress quotidiano. Perché tragedie del genere non si ripetano, Forza Italia ha presentato anche in Senato un disegno di legge, a cui se ne sono aggiunti altri delle diverse forze politiche, per rispondere a una questione sociale, purtroppo, meno rara di quanto si pensi e che, come ha ricordato la collega Bini, prima firmataria, come me, di un disegno di legge, non può che unire il Parlamento in un'unica voce. Avremmo voluto perfezionare ulteriormente il provvedimento, alla luce degli approfondimenti della discussione in Commissione e delle audizioni effettuate, ma, per riuscire a rendere operativa la legge entro l'estate, che è il momento dell'anno più a rischio, è necessario approvarla al più presto. L'articolo 1 del disegno di legge apporta proprio le modifiche all'articolo 172 del codice della strada rendendo obbligatoria l'installazione di dispositivi antiabbandono. Siamo comunque perfettamente consapevoli che quando si impone l'obbligatorietà di un sistema si altera un equilibrio, quindi siamo a maggior ragione consapevoli che ci ritroviamo a legiferare introducendo una regola etica che rischia di pesare economicamente su chi dovrà rispettarla, cioè i cittadini genitori. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti, che abbiamo trasformato in ordini del giorno perentori, sul cui recepimento da parte del Governo vigileremo, e che vanno dai minori oneri per i genitori al prolungamento del tempo di entrata in vigore della legge per consentire un'efficace preparazione dei sistemi. Confidiamo che mai più tragedie del genere dovranno avvenire, perché un solo bambino salvato avrà dato un senso a questa legge. Dichiaro quindi il voto favorevole sull'articolo 1 del disegno di legge in esame da parte del Gruppo Forza Italia. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S, L-SP-PSd'Az e FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). GALLIANI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLIANI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei che restasse agli atti che ho sbagliato a votare, il mio voto è risultato contrario mentre intendevo esprimere voto favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. A questo punto è doveroso un applauso, dal momento che l'articolo 1 è stato approvato senza alcuna contrarietà. (Applausi). Passiamo alla votazione dell'articolo 2. LANZI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, gentili colleghi, in quest'Aula forse si parla troppo poco dei nostri figli, specialmente dei bambini nei loro primi anni di vita, anni in cui sono più vulnerabili, in cui è affidato ai genitori il compito di proteggerli e salvaguardarli contro ogni tipo di pericolo. Ma siamo esseri umani e anche il genitore più amorevole può sbagliare ed allora è lì che lo Stato, in questo caso il Parlamento, deve prevedere norme per difendere i più deboli. La vita che conduciamo tutti i giorni troppo spesso è carica di pressioni e di stress che si ripercuotono sulla nostra attenzione. Se parliamo di veicoli stiamo assistendo alla proliferazione di dispositivi tecnologici atti ad intervenire in caso di disattenzione: si chiamano ADAS (sistemi avanzati di assistenza per la guida) e il Parlamento europeo ha già approvato la proposta di renderli obbligatori per tutte le auto di futura costruzione. Si deve stabilire ancora da quando scatterà l'obbligo, ma sembra che a partire dal 2021 questo diventerà effettivo. Ma cosa è stato fatto per salvaguardare i bambini che viaggiano a bordo delle nostre automobili? L'impostazione che ha dato il Parlamento europeo con gli ADAS è un segnale importante, ma nulla è stato fatto per introdurre dispositivi di allarme per rilevare la presenza di bambini in auto, obbligando i produttori di seggiolini ad implementarli sui nuovi prodotti e questo non può che essere fatto in sede europea. È per questo motivo che il Parlamento italiano si è fatto promotore di una norma diversa, che fa da apripista per tutto il nostro Continente. Con questo testo si introduce l'obbligo, per chi trasporta minori fino ai quattro anni di età di dotarsi di un dispositivo di allarme che finalmente azzeri il triste dato dei bambini morti perché abbandonati all'interno di un veicolo. Voglio ricordare come siano almeno nove i bambini che in Italia, dal 1998 ad oggi, hanno perso la vita per questa causa. Solo quest'anno, secondo i dati presentati dal produttore di dispositivi antiabbandono Remmy, ci sono già state 45 segnalazioni di genitori che hanno dimenticato i figli in auto, senza contare tutti quelli che non sono stati denunciati perché ovviamente in un genitore che ha una tale dimenticanza prevale un sentimento di vergogna che lo spinge a coprire ciò che è accaduto. Non siamo qui per accusare nessuno di alcuna cosa, anzi se come già detto porteremo a zero il numero delle morti per questa causa sarà un esempio di civiltà che il nostro Paese darà a tutti. Il testo di questa legge ovviamente rimanda al Ministero l'identificazione delle specifiche tecniche che questi dispositivi dovranno avere e in particolare di capire quali sono, tra i dispositivi presenti sul mercato, quelli più sicuri per i nostri figli. Non solo, ma il Governo ha già confermato come l'intenzione sia quella di salvaguardare questa norma - una iniziativa senza dubbio trasversale e di buon senso - da qualsivoglia speculazione. Il costo di questi dispositivi non deve ricadere sulle famiglie italiane: per questo è in valutazione l'inserimento, nella legge di stabilità, di un fondo per le detrazioni per il loro acquisto. Auspico che ci sia unanimità nel votare favorevolmente questo provvedimento e che in futuro le opposizioni possano convergere più spesso con la maggioranza su temi di fondamentale interesse generale, senza trincerarsi su posizioni precostituite. (Applausi dal Gruppo M5S) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, non è la prima volta che intervengo in Aula, ma - lo voglio dire con sincerità - fa un certo effetto discutere e prendere la parola su un provvedimento che chiama in causa sentimenti ed emotività. Come è stato già ricordato, infatti, questo provvedimento è una reazione ed una risposta a delle sciagure che la cronaca ci ha restituito in più di un caso, e non si tratta di numeri ma di bambini. Inviterei i colleghi a fare un po' di silenzio, considerato il tema. PRESIDENTE. Che cosa succede? RAUTI (FdI) . Chiedevo un po' di silenzio, non per me, ma per il tema di cui stiamo discutendo, perché mi sembra appropriato. PRESIDENTE. Prego, senatrice. Non mi pare fosse troppo disturbato il suo intervento. In ogni caso, prosegua pure. RAUTI (FdI) . L'ultima sciagura in ordine di tempo è quella di una bambina scomparsa il 18 maggio 2018 in provincia di Pisa, e non è l'unico episodio. Si parla in questi casi giornalisticamente di drammatiche fatalità; si parla di un eccesso paradossale e incomprensibile di distrazione e dell'effetto devastante di condizioni di stress emotivo e psicofisico. Non sta a noi giudicare. Si parla tecnicamente di amnesia dissociativa e questa espressione viene esplicitata anche nell'articolo 2 del disegno di legge, al quale voglio fare riferimento. L'articolo 2 prevede, infatti, che sia fornita un'informazione adeguata sull'obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l'abbandono di bambini, previsti dall'articolo 1, e sui rischi derivanti dall'amnesia dissociativa. È anche prevista la copertura finanziaria dei relativi oneri. La disposizione specifica, infine, che i messaggi delle campagne costituiscono messaggi di utilità sociale; anche questo è un valore aggiunto del provvedimento che ci accingiamo ad approvare, in cui chiediamo dunque informazioni sui dispositivi, coperture finanziarie e una pubblicità che informi. Oggi la politica, rispetto alla sua vocazione principale, ha allora la grande occasione di fare una cosa concreta che può salvare una e più vite. Il collega Ruspandini ha ricordato a quest'Aula i sette casi di bambini che sono scomparsi. Non voglio inchiodare la vostra emotività, ma questi casi non ci sarebbero stati se ci si fosse stata in questo Paese una legge apposita che avrebbe potuto impedirli, aiutando quei genitori. (Applausi dal Gruppo FdI) . Quello che ci accingiamo a fare è allora approvare una legge salva-bebè, un salvavita, un provvedimento sacrosanto nel quale tutti dobbiamo credere. Voglio ricordare che il 21 maggio 2018 il Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato in Parlamento la proposta di legge che prevede l'obbligo per tutti gli autoveicoli su cui viaggiano i bambini di installare dispositivi dotati di un segnale sonoro e/o luminoso che allerti il conducente di una situazione di rischio e di pericolo, nel caso in cui i bambini restino all'interno del veicolo. È la risposta alla terribile espressione «amnesia dissociativa», quel blackout della memoria che nessuno può spiegare, che ha creato i casi di cui stiamo parlando. Si tratta di un segnale positivo che la politica ha dato, che ha visto i Gruppi parlamentari seguire l'appello lanciato da Giorgia Meloni, prima firmataria alla Camera di questo provvedimento, affinché questa proposta fosse sostenuta e si scegliesse un iter veloce di approvazione. È stato un appello accorato, che è stato raccolto da tutti e questo - ripeto - è un bel segnale dato dalla politica. È un segnale perché i tempi sono stati rapidi, sia alla Camera che al Senato - agosto e poi settembre nelle Commissioni competenti - e per questo ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati personalmente. L'appello è stato raccolto e oggi siamo in grado di dare un segnale concreto - vado a concludere, Presidente - e, una volta tanto, di far fare bella figura alla politica, non in quest'Aula, ma fuori. Abbiamo infatti la possibilità di offrire un'immagine del Parlamento che vada oltre il bipartisan e la trasversalità, che sarebbero già due buoni valori; abbiamo la possibilità, in comunità di intenti, di dare a questo Paese una misura per salvare delle vite umane e, se anche ci fosse un caso soltanto (ma sono molti di più, stando alle cronache), non solo avremmo svolto il nostro dovere, quello che ci porta qui a rappresentare i cittadini, ma avremmo assicurato un servizio al Paese, ai bambini e ai genitori. Non è allora un appello fatto soltanto al cuore, ma alla nostra responsabilità sociale, collettiva e politica (Applausi dai Gruppi FdI e M5S). RIZZOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, Forza Italia voterà convintamente a favore di questo articolo che riguarda un argomento delicato e sentito. Già nella scorsa legislatura il mio Gruppo aveva presentato alla Camera un disegno di legge a questo proposito, come in questa legislatura la senatrice Gallone è la prima firmataria di un disegno di legge su questa proposta. È già stato ricordato dai miei colleghi quanto atroce può essere per un genitore perdere un figlio per la propria colpa, per la propria disattenzione. Quindi voteremo convintamente a favore soprattutto sull'articolo 2, che contiene le disposizioni per le campagne d'informazione e di sensibilizzazione. Si tratta di un aspetto fondamentale per la prevenzione, su questo come su altri temi, a cominciare dalla salute. È importante che quando succedono questi fatti atroci, non se ne parli per i soli due mesi estivi dimenticandoli nei dieci mesi successivi. Siamo completamente d'accordo anche sullo stanziamento finanziario per l'informazione. Mi piacerebbe che il Governo fosse sensibile a una modificazione della legge n. 150 del 7 giugno 2000 che prevede per questi spot un tempo un po' contingentato: il 2 per cento per ogni ora di trasmissione e l'1 per cento settimanale. Credo che una vera campagna informativa dovrebbe avere dei tempi maggiori a livello radiotelevisivo. Spero che questo suggerimento venga accolto. Purtroppo, vari emendamenti migliorativi del testo in Commissione non sono stati accolti. Ci sono stati anche dei rilievi da parte dell'Ufficio studi del Senato sugli articoli 1 e 3, ma sappiamo che in questo momento i tecnici non sono molto ascoltati. Noi comunque siamo sicuri che il Governo, al quale stiamo dando una delega in bianco, ci stupirà nel preparare nelle prossime settimane i decreti attuativi, affinché già dalla prossima stagione estiva i casi drammatici venuti alla cronaca non si debbano più presentare (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Vorrei salutare gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto comprensivo «Garibaldi-Leone» di Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani, i quali, come si usava una volta, indossano tutti una camicia dello stesso colore (Applausi). Ripresa della discussione dalla sede redigente dei disegni di legge nn. Doc 766 Doc 406 Doc 415 Doc 557 Doc 704 Doc 767 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Passiamo alla votazione dell'articolo 3. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, proprio oggi osservavo - immagino lo avrete notato tutti - che il più importante quotidiano nazionale (così definito e conosciuto) dedicava una bella pagina all'inutilità della nostra attività: niente di nuovo, niente di grave. Tuttavia credo che oggi, invece, stiamo facendo qualcosa non solo di utile, ma anche di assolutamente gratificante, perlomeno per me. Da padre ho avuto la sgradevolissima sensazione di trovarmi in queste condizioni. Fino a quel giorno, consideravo sciocchi, smemorati, irresponsabili, distratti i genitori che si trovavano a morire - anche loro - nel verificarsi di quella disgrazia ma un giorno è accaduto anche a me. La mia Giulia fortunatamente si è fatta vedere, si è fatta viva, ha catturato la mia attenzione: per un attimo ho avuto un brivido e ho cambiato idea su quanto accadeva a quei genitori. Ho cambiato idea - come nella mia vita mi è capitato molte volte sui pregiudizi - rispetto alla facilità con cui può accadere una vicenda del genere, sulla facilità con cui può "caderci in testa" qualcosa che ci porta a proseguire la nostra vita praticamente come degli zombie , dei morti viventi. Evidentemente i numeri lascerebbero intendere che questo fenomeno sia marginale. In realtà noi stiamo legiferando - e io sono veramente gratificato di questa possibilità e dell'unanimità con cui lo facciamo - su una vicenda che va ben oltre i numeri, pur drammatici, di questo fenomeno. Intervengo sull'articolo 3, signor Presidente, colleghi, perché ritengo sia particolarmente importante. Credo, come è stato già detto, che dovremmo evitare - e questo, mi rivolgo al rappresentante del Governo, potrà accadere fin dalla prossima legge di bilancio - che il costo economico di questa legge ricada interamente sulle famiglie, sui genitori. Come Fratelli d'Italia, abbiamo più volte ripetuto e abbondantemente "strombazzato" che in Italia, in questo momento, una coppia di ragazzi, di giovani che decidano di unirsi in matrimonio, fare il mutuo per la casa e di mettere mano alla paternità e alla maternità, alla genitorialità, sono eroi; sono piccoli-grandi eroi civili. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Siamo in presenza di un tasso di denatalità che attanaglia l'Italia e la mette in testa a bruttissime classifiche nel vecchio Continente. Rispetto a questo, colleghi, sarebbe veramente una beffa che lo sforzo che stiamo oggi compiendo in termini legislativi ricada economicamente su queste famiglie, che noi invece dobbiamo proteggere, aiutare e incentivare. Pertanto, l'invito che noi rivolgiamo, come Gruppo Fratelli d'Italia, attendendo il decreto attuativo di questa legge, che evidentemente sollecitiamo per una sua opportuna rapidità, è di approfittare della prossima legge di bilancio per apporre immediatamente le risorse affinché almeno una buona parte di questo sforzo economico delle famiglie venga sostenuto in termini di defiscalizzazione e di aiuto concreto a beneficio di chi dovrà sostenere questa spesa. (Applausi dal Gruppo FdI) . DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, mi consenta anzitutto un saluto alla scuola della mia Provincia. Colleghi senatori, troppe volte di recente abbiamo letto notizie di cronaca le cui vittime erano bambini di pochi anni, lasciati - ahimè - in auto e ritrovati purtroppo dopo una giornata lavorativa senza vita. Una tragedia unica, sicuramente agghiacciante anche per noi che abbiamo appreso, ascoltato o soltanto letto tali notizie. Immaginiamo cosa può essere stato per il genitore, la mamma, il papà o l'intera famiglia: un senso di colpa che ognuno di questi genitori e familiari si porterà avanti per tutta la vita. PRESIDENTE. Senatrice Ronzulli, non dubito delle sue qualità artistiche di fotografa; se può però esibirsi fuori dall'Aula le siamo tutti grati. Ci farà poi vedere il risultato. DAMIANI (FI-BP) . Siamo oggi tutti consapevoli, come detto da numerosi colleghi, delle difficoltà della vita quotidiana: molte distrazioni, molti automatismi, molte situazioni schiaccianti che - ahimè - purtroppo fanno notevolmente abbassare durante la giornata la soglia di attenzione di ognuno di noi. È proprio quando si abbassa la soglia dell'attenzione che succedono queste tragedie. Ho sottoscritto assieme al mio Gruppo, con la senatrice Gallone come prima firmataria, una proposta di legge che va in questo senso, insieme a tutte le altre che sono state presentate. Tale misura concerne la modifica dell'articolo 172 del codice della strada e renderà obbligatoria l'istallazione di sensori luminosi o sonori sui veicoli che, nel momento in cui si spegne l'automobile o si chiudono le portiere, danno un segnale. Oggi le nostre automobili sono dotate di numerosi sistemi che ci aiutano tanto nella sicurezza stradale e anche questo può essere un sistema validissimo che può aiutare in tal senso. Cerchiamo allora di fare presto e di intervenire quanto prima con i decreti attuativi nello studio tecnico dei relativi dispositivi, prevedendo in tempi rapidi la possibilità, soprattutto in merito all'articolo 3, di sgravi fiscali in tal senso. Infatti dalle audizioni che si sono tenute e dalle ricerche che sono state fatte nel mercato è emerso che il sistema può costare qualche centinaio di euro. È pertanto necessario prevedere la possibilità per un tempo limitato - che può essere anche il tempo che abbiamo già previsto nella legge per la campagna pubblicitaria, quindi il triennio 2019-2021 - di sgravi fiscali, che non aiuteranno soltanto la sicurezza del veicolo e del bambino, perché, caro Presidente, con il disegno di legge al nostro esame, salvare la vita di un bambino significherà anche salvare la vita di un'intera famiglia. (Applausi dai Gruppi FI-BP, FdI e M5S). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 4. MODENA (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei anzitutto ringraziare in primis il collega Schifani ma anche i colleghi Gallone, Mallegni e De Siano, che hanno sottoscritto con me due emendamenti, poi trasformati in un ordine del giorno che impegna il Governo. Li ringrazio molto, così come ringrazio tutte le forze politiche della Commissione che hanno voluto questo tipo di impegno nei confronti del Governo. Esso fa riferimento in particolare a due aspetti che, alla fine, sono anche di interesse delle famiglie: il costo di questi dispositivi e i tempi di applicazione. Infatti, ci saremmo altrimenti trovati in una situazione in cui, da una parte, giustamente si sarebbe intervenuti per evitare della tragedie (come hanno ricordato tutti i colleghi intervenuti prima di me), ma, dall'altra, si sarebbe rischiato di incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini e soprattutto delle famiglie, delle mamme e dei nuclei familiari con più figli. Quindi, riteniamo che da questo punto di vista sia stata compiuta un'opera attenta e anche meritoria, perché bisogna considerare che tutte le volte che andiamo a incidere su delle spese che non gravano sullo Stato ma sui cittadini va sicuramente usata una notevole prudenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi senatori, apprezzo e condivido le intenzioni dei proponenti e condivido pienamente l'azione svolta in Commissione dai miei colleghi di Forza Italia. Purtroppo, l'incomprensibile blindatura del provvedimento messa in atto dalla maggioranza di Governo ha impedito modifiche a mio parere indispensabili. Condivido pienamente altresì gli ordini del giorno presentati dai colleghi Schifani, Gallone, Modena, Mallegni e De Siano, ma ritengo che delle modifiche sarebbero state necessarie. Per questo motivo, non ho partecipato al voto sull'articolo 1 e non parteciperò al voto sull'articolo in esame, né al voto finale. Chiedo alla Presidenza di allegare al Resoconto un'integrazione all'intervento, dove illustro più ampiamente la mia posizione. PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il nostro Gruppo voterà a favore del provvedimento. Siamo contenti che il suo iter sia stato così veloce, con il sostegno convinto di tutte le forze politiche. Può apparire incredibile che qualcuno dimentichi un neonato in auto, ma, come ci viene spiegato, non si tratta solo di disattenzione o incuria. In molti casi ci troviamo dinnanzi a una vera e propria patologia - quella dell'amnesia dissociativa - che si manifesta in particolari condizioni di stress e stanchezza. Il segnalatore acustico è un piccolo accorgimento che, come ci auguriamo tutti, consentirà di evitare eventi così drammatici, in grado di segnare per sempre la vita delle famiglie. Non bisogna mai sottovalutare i pericoli di quando si è alla guida. Dal mancato fissaggio dei seggiolini, fino all'utilizzo dei cellulari durante la guida: sappiamo tutti quanto tutto questo possa fare la differenza. Per questo motivo, sono d'accordo con la volontà del ministro Toninelli di inasprire le pene per chi viola le norme, a cominciare dal ritiro della patente per chi parla o scrive al cellulare. In Commissione si è dibattuto anche sui potenziali costi a carico dei cittadini. È importante che il Ministero, dando seguito agli ordini del giorno che la Commissione ha accolto, si adoperi per definire caratteristiche tecnico-costruttive dei sensori in un'ottica di contenimento dei suddetti costi. Perché meno costerà questo dispositivo più velocemente verrà raggiunto l'obiettivo di questo provvedimento. Ed è con questo auspicio che ribadisco il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . NENCINI (Misto-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (Misto-PSI) . Signor Presidente, la mia è una dichiarazione di voto favorevole a titolo personale e del Gruppo che rappresento. Sarà una dichiarazione brevissima, fondata su tre considerazioni. La prima: un'Assemblea che vota all'unanimità un atto di civiltà è un fatto sempre in sé positivo. La seconda delle considerazioni: assistiamo da cinque anni, dal 2013, a un fenomeno verticale di abbandono dei piccoli nelle auto. I motivi sono molti, indagati da psicologi e sociologi. Sta di fatto che questo provvedimento diventa indispensabile. È un fenomeno non soltanto italiano e infatti sono stati citati dati e numeri che riguardano gli Stati Uniti e larghissima parte anche dell'Europa. È un dato che ha a che fare con la contemporaneità e - vorrei dire - anche con una sorta di presentismo, che ogni giorno ci uccide nella valanga di grandi e piccole questioni quotidiane da cui le donne e gli uomini sono travagliati. Resta il fatto che questo è un provvedimento piccolo ma indispensabile. La terza considerazione è che, accanto al seggiolino con meccanismi di allarme e con dispositivi di allerta, vi è un altro fattore che invito il Governo a valutare. Esso è stato oggetto di discussione e di riflessione nei mesi e negli anni passati e a tutt'oggi conferma, purtroppo, la sua validità: sia la mancanza di seggiolini con l'allerta per bambini sia l'uso o, anzi, la mancanza di una contravvenzione forte rispetto a chi usa lo smartphone o altri strumenti tecnologicamente avanzati quando si trova alla guida di una vettura stanno provocando il numero maggiore di feriti e di morti sulle strade. Completamento naturale del provvedimento di oggi, dentro o fuori il codice della strada (non ha nessuna importanza), sarebbe pertanto l'adozione di un provvedimento per contrastare quest'ultimo fenomeno, che io spero il Governo voglia adottare. Concludo rilevando che una delle proposte, che ringrazio il Governo per avere accolto, raggiunta all'interno della 8 a Commissione parlamentare del Senato riguarda la possibilità di riutilizzare i seggiolini per bambini esistenti dotandoli del meccanismo di allerta. Quell'atto, cioè la possibilità in norma di utilizzare questo meccanismo, è decisamente la cosa giusta, perché questo sì fa risparmiare il padre, la madre e chi è già in possesso di tale accessorio ancor più dell'incentivazione fiscale che si prevede all'interno della norma. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore D'Arienzo) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . «Ricordo le mie urla, i miei colleghi accorrere, il loro cercare di starmi vicino e poi l'arrivo dei soccorsi, la mia disperazione senza rimedio, l'impossibilità di accettare quanto era accaduto. Il macerarmi su come fosse stato possibile. Non sono neanche riuscito a salutare mio figlio come avrei voluto. Il trauma è stato devastante». Gentile Presidente, onorevoli colleghi, ho voluto iniziare il mio intervento a nome del Gruppo Fratelli d'Italia con le parole di un padre, con le parole esemplificative di un dramma che ha scosso un'intera famiglia lacerando una comunità intera, con le parole di chi ha visto scivolare via la vita del proprio figlio di due anni perché dimenticato chiuso nell'abitacolo dell'auto familiare. Ecco, la proposta di legge di cui oggi stiamo discutendo è la legge Meloni, voluta fortemente dal nostro presidente Giorgia Meloni, che saluto per la sua presenza. (Applausi dal Gruppo FdI) . Come ricordava qualcuno, salvare un bambino è come salvare il mondo. Questo nostro impegno per la ricerca di un dispositivo che va a salvare la vita merita la presenza di un leader nazionale come il nostro, che noi abbiamo la fortuna di avere qui nella nostra Aula. Ecco perché abbiamo seguito con grande attenzione il cammino di questa legge, verificandone progressivamente l' iter . Voglio ringraziare - come ricordava Isabella Rauti - tutti coloro che non hanno creato ostruzionismo, ma che hanno voluto guardare alla ratio di una legge di grandissima civiltà, che pone l'Italia all'avanguardia nella sicurezza stradale e nell'importanza che va assicurata alla vita umana. Era doveroso, per noi di Fratelli d'Italia, impedire il ripetersi di queste morti assurde e abbiamo voluto appunto batterci con tutte le nostre forze per la legge Meloni, perché chi dimentica - lo dobbiamo qui ricordare - spesso è vittima egli stesso di una società che pretende troppo da tutti. Non sempre dietro a questi drammi ci sono genitori negligenti, anzi quasi mai. Paradossalmente questa è una catastrofe che tocca proprio i genitori più responsabili, quelli che lavorano, quelli che tendono a fare mille cose. Il fenomeno della distrazione genitoriale purtroppo colpisce le società moderne in una misura molto superiore a quella che le cronache riportano. Si verificano molti più casi di quelli che noi oggi siamo qui a valutare, proprio perché molti - grazie a Dio - non terminano con questo tragico finale; ma comunque accadono. Il Gruppo Fratelli d'Italia non vuole assolutamente giudicare i genitori, ci mancherebbe altro. Vogliamo tuttavia ricordare quello che gli analisti di tutto il mondo industrializzato vogliono sottolineare, cioè che lo stress di questa società moderna genera fatali blackout nella mente e nella psiche di tanti di noi, di tante persone. È un offuscamento temporaneo spesso devastante, troppo fatale: fretta, stress , affaticamento mentale, assuefazione a una realtà che spesso tendiamo addirittura a respingere e che non riusciamo più a contenere. I bambini vengono dimenticati nei sedili posteriori delle nostre auto perché si ritiene di averli lasciati all'asilo, si ritiene di averli lasciati a casa, si ritiene di averli lasciati a scuola. E lo sbigottimento, quello che raccontano gli analisti, a fronte e subito dopo queste tragedie, si manifesta anche nell'incredulità del genitore: il genitore sembra incredulo, il suo cervello non reagisce. Non sempre dietro a questi episodi ci sono dei genitori negligenti. Pensate che negli Stati Uniti muore in media un bambino ogni dieci giorni; sono oltre 40 le vittime di questi agghiaccianti meccanismi mentali. In Italia abbiamo ricordato le nove vittime accertate, sette solo dal 2011: Pisa, Arezzo, Firenze, Piacenza, Perugia, Teramo. Tragedie che però si possono ripetere; drammi che richiedono la necessità di individuare delle soluzioni adeguate, la fretta di individuare soluzioni necessarie e indispensabili. Ecco perché la legge Meloni prevede l'obbligo, per tutti gli autoveicoli su cui viaggiano bimbi, di installare sui seggiolini appropriati dispositivi che, attraverso un segnale acustico-luminoso, avviseranno i genitori della presenza del bambino in auto, anche quando si spegne la macchina, così da evitare che vengano dimenticati dentro l'abitacolo. Dopo il via libera delle Commissioni trasporti di Camera e Senato, finalmente c'è questa bella giornata di politica, questa grande esperienza parlamentare che porta l'Italia a dotarsi di una legge che ci pone all'avanguardia nella prevenzione e anche nella civiltà. Questa è una grande vittoria. È motivo di grande orgoglio e responsabilità per tutti i Fratelli d'Italia. In conclusione, Presidente, questo iter virtuoso - non leggerò i meccanismi della legge - ci consente davvero di essere oggi qui a ricordare che la buona politica si fa se tutti quanti insieme riusciamo a individuare buoni propositi e delle priorità. E questa è una piccola grande priorità. La legge Meloni migliorerà l'Italia e salverà la vita di un bambino, e credo che ciò sia il massimo dell'azione politica cui un Gruppo parlamentare e un intero Parlamento possano aspirare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, il Gruppo Partito Democratico voterà a favore di questo provvedimento che abbiamo condiviso con tutti gli altri Gruppi e alla cui redazione abbiamo partecipato attivamente anche con la presentazione di una proposta di legge a prima firma della collega Caterina Bini. Siamo d'accordo con l'introduzione in Italia dell'obbligo di utilizzare un dispositivo antiabbandono sui seggiolini che trasportano i bambini in auto e votiamo a favore del disegno di legge al nostro esame, nonostante le criticità che abbiamo già evidenziato nella Commissione trasporti e che permangono all'interno del provvedimento. D'altronde, i dati che avevamo davanti, i numeri erano impressionanti, molto preoccupanti e alcuni sono stati citati: otto casi in Italia negli ultimi anni, decine e decine negli Stati Uniti, in Israele una decina, in Francia ancora altri e potrei fare un lungo elenco. Ci siamo, quindi, trovati di fronte a numeri che, per il valore della posta in gioco - i bambini - facevano paura al nostro Paese, facevano impressione; numeri che hanno evidenziato alla nostra attenzione la necessità di un provvedimento di tale natura per prevenire gli eventi tragici, in primis per le famiglie e poi anche per la comunità tutta. Da tale motivazione deriva la nostra adesione, la condivisione, insieme a tanti altri, di un'ottima giornata di politica e della necessità di rendere obbligatorio il dispositivo. Abbiamo condiviso tale scelta - come dicevo - e purtuttavia permangono delle criticità, delle perplessità che abbiamo manifestato e che avevamo esposto con degli emendamenti che non sono stati accolti. Abbiamo bene in mente l'audizione della Polizia stradale che si è svolta alla Camera dei deputati, e cioè di coloro che vigilano sulla nostra sicurezza e sulle strade, che avevano fatto un'altra proposta rispetto a quella che abbiamo approvato. Avevano proposto di fissare l'obbligo all'età di cinque anni. Noi avevamo condiviso tale proposta, per l'esperienza che la Polizia stradale ha voluto trasmetterci. I relatori non hanno dato spiegazioni e non abbiamo capito il perché, poi, all'interno del provvedimento, l'obbligo sia rimasto fissato all'età di quattro anni. Un aspetto sul quale abbiamo manifestato idee diverse e sul quale manteniamo una certa diversità di opinione è la contraddizione insita nel doppio obbligo, entro centoventi giorni dopo l'emanazione del decreto del Ministero dei trasporti che ne fissa le caratteristiche tecniche e comunque entro il primo di luglio. Questo doppione potrebbe creare confusione, in particolare se non dovesse essere emesso in tempo il decreto del Ministero dei trasporti. Noi proponevamo di far partire l'obbligo dopo un periodo di tempo congruo successivo all'emanazione del decreto e basta, proprio per evitare qualsiasi difficoltà, per chiarezza. Ottima la previsione di una campagna informativa da parte del Ministero per informare la comunità, il popolo italiano del provvedimento in esame. Anzi, il fatto che sabato 29 - non è solo il Ministero - i rappresentanti dell'Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica si recheranno presso tre ospedali a Milano, a Napoli e a Roma, regalando a cento famiglie un dispositivo antiabbandono, testimonia che questo provvedimento è condiviso e corrisponde a una necessità reale avvertita nel Paese. È chiaro che l'obbligo del seggiolino con l'allarme comporterà una spesa. E oggi gran parte del dibattito è stato focalizzato su questo aspetto. È una spesa certo più lieve - quale famiglia non spende per la tutela dei propri bambini? - ma è pur sempre una spesa. Sarebbe stato giusto prevedere nel provvedimento un'agevolazione fiscale e avevamo proposto che fosse almeno del 50 per cento. E lo avevamo fatto dopo le dichiarazioni del ministro Toninelli, in estate, e poi anche del qui presente sottosegretario Dell'Orco, che avevano promesso una agevolazione fino all'importo massimo di 200 euro. Così non è stato e, anzi, gli emendamenti che avevamo proposto in Commissione sono stati bocciati. Quell'agevolazione avrebbe favorito anche un altro aspetto, perché purtroppo non c'è solo il rischio di abbandono dei bambini, ma ci sono anche i bambini che, nonostante siano sui seggiolini, subiscono gravi ferite, se non altro, proprio a causa dello stesso seggiolino. Quelle risorse e quell'agevolazione avrebbero favorito anche l'acquisto di un seggiolino migliore. Oggi i seggiolini costano tra i 150 e i 350 euro e dunque tale misura avrebbe favorito le famiglie nell'acquisto di un prodotto sicuramente più all'avanguardia rispetto alle esigenze che ci stiamo ponendo. In ogni caso per noi, ovviamente, non è importante il fatto che non sia stata mantenuta la promessa. Le famiglie giudicheranno e noi staremo attenti anche per il futuro. Per noi, nell'equilibrio degli interessi, prevale la necessità di inserire l'obbligo dell'installazione del dispositivo, al fine di incrementare la sicurezza e siamo sicuri che le famiglie lo faranno anche senza l'incentivo. Per quanto ci riguarda, quindi, non focalizziamo l'attenzione, se non denunciando quello che è avvenuto, sebbene non desistiamo da questo obiettivo. Pensiamo - ma mi pare d'aver capito che non saremo gli unici - che nella prossima legge di bilancio ci possa essere un segmento di riflessione su questo aspetto, per riparare a una tale dimenticanza. Peraltro, la legge di bilancio - come é noto - interverrà prima dell'obbligo dell'allarme sui seggiolini. E lo faremo per dare alle famiglie italiane tutti gli strumenti per scegliere il miglior dispositivo che ritengono di comprare per tutelare i loro bambini. Per concludere, signor Presidente, la necessità di tutelare i più piccoli, la serenità dei genitori e il benessere della comunità sono il bene da perseguire e prevalgono sulle lacune e sulle perplessità alle quali ho fatto riferimento, che auspichiamo vengano presto risolte. Per quel bene supremo che sono i nostri figli, il Gruppo Partito Democratico voterà a favore del provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero ringraziare i colleghi dell'8ª Commissione permanente, con i quali abbiamo concordato questo intervento, che hanno seguito con particolare attenzione e coinvolgimento tutto l' iter, e in particolare le audizioni alle quali il relatore ha fatto riferimento, e hanno avuto la responsabilità e la sensibilità di riconoscere che il meglio è nemico del bene. Dico questo per l'importanza dell'oggetto del provvedimento in esame e per il prezzo che un ritardo ulteriore nell'approvazione del testo potrebbe comportare. Spesso, sia fra gli addetti ai lavori sia nell'immaginario collettivo, le leggi vengono divise tra leggi importanti e leggi minori. Cos'è che misura, però, l'importanza di un atto? Non credo siano i fondi stanziati o il clamore suscitato. Credo che l'importanza di un atto sia data dalla capacità di leggere il proprio tempo e di dare risposte ai problemi del proprio tempo e il disegno di legge in esame risponde a tutte e due queste caratteristiche. Mi permetto di esprimere un giudizio così netto, perché uno di quei bambini, che il senatore Santillo ha ricordato per nome in Assemblea, lo conoscevo, perché era del mio paese e andava all'asilo con mio figlio. Conoscevo lui, conoscevo i suoi genitori e dico senza tema di smentita che, se è successo a loro, può capitare veramente a chiunque. Inoltre, non mi vergogno a dire che per qualche mese ho girato la testa, in macchina, per vedere se avessi veramente lasciato mio figlio all'asilo. Non entro nel merito dei singoli articoli, ma mi limito a dire che l'importante è quanto stabiliamo all'articolo 2 nell'individuare dei fondi per la campagna di sensibilizzazione, perché - permettetemi di dirlo - la sanzione più grande non è la multa: la sanzione più grande che può capitare a qualcuno che vive un'esperienza del genere è dover convivere, non tanto e non solo con la morte del proprio figlio, ma col sentirsi responsabile di quella morte (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . Allora, la mia comunità il suo personale bagno di umiltà lo ha fatto e penso che lo dobbiamo fare come comunità nazionale, perché veramente è qualcosa che può capitare a tutti. Permettetemi di fare un'ultima considerazione. Quest'atto è fondamentale, ma la vera risposta a un problema come quello in esame non sarà data dalla presenza in ogni auto di un dispositivo antiabbandono, bensì si avrà quando questo Parlamento sarà in grado di far sì che nella nostra società, nella nostra comunità, un papà e una mamma non siano lasciati soli, non si trovino nella condizione di scordarsi del proprio figlio (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Si tratta semplicemente non di avere il dispositivo che glielo ricorda, ma di vivere in una società che dia risposte e sia veramente a misura di bambino, di famiglia, di papà e mamma. Come Gruppo Lega voteremo convintamente a favore del disegno di legge in discussione, ma continueremo a vigilare perché il decreto attuativo sia emanato perché si trovino fondi ulteriori. Sappiamo benissimo che quelli stanziati servono ad aprire il capitolo per le campagne e dedichiamo questo voto - siamo convinti sarà un anime - a tutti quei genitori che, di fronte al lutto che li ha colpiti, hanno scelto non di chiudersi in se stessi, ma di chiedere per anni una legge per gli altri, perché oramai la tragedia l'avevano vissuta; e hanno chiesto davvero disinteressatamente di poter dare una risposta a tutti i genitori del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) SCHIFANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCHIFANI (FI-BP) . Signor Presidente, il nostro voto sarà favorevole, ma sarà un sì di responsabilità e non totalmente convinto, per i motivi che ora esporrò. Sia ben chiaro che il tema della sicurezza dei minori ci sta a cuore, tanto è vero che Forza Italia aveva presentato, a prima firma della senatrice Gallone, un disegno di legge di identico contenuto; alla Camera nella precedente legislatura la collega Giammanco da deputata aveva ottenuto l'approvazione da parte di quel ramo del Parlamento di un importante disegno di legge sull'obbligo della videosorveglianza negli asili, proprio per concentrare l'attenzione su quelle deturpazioni della dignità dei minori che sfuggivano al controllo dell'opinione pubblica e dei vigilanti. Ci stanno a cuore i minori, ma ci sta a cuore anche quella società la quale da domani, quando il provvedimento entrerà in vigore, si vedrà imposto un onere; un onere etico, un onere condivisibile sotto il profilo sociale della dignità e della serenità del minore, ma un onere anche di carattere economico. Abbiamo cercato in tutti i modi di apportare in Commissione piccole modifiche, dichiarandoci disponibili - dopo aver votato alla Camera - a far votare nuovamente il disegno di legge nell'altro del Parlamento perché si focalizzasse una particolare attenzione al criterio della economicità dei nuovi costi che si imponevano alle famiglie. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lo abbiamo detto, lo abbiamo ribadito. Abbiamo ottenuto una chiusura da parte di un Governo che ha blindato un testo - ricordiamocelo - di iniziativa parlamentare e non governativa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è un fatto - secondo me - signor Presidente, anche riprovevole e grave sotto il profilo della nostra storia parlamentare. La sua storia ci ricorda quanto lei, essendo stato Ministro, conosca - come il sottoscritto, e come tanti di noi - quelle che sono le regole non scritte ma che fanno parte del buon funzionamento delle istituzioni. Un disegno di legge di iniziativa parlamentare va rispettato perché nasce dall'iniziativa del Parlamento e non può un Governo blindare un testo dicendo che non si approva alcuna modifica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È un fatto senza precedenti rispetto a modifiche di buonsenso, signor Sottosegretario, che noi chiedevamo. Bene: non le abbiamo ottenute. Abbiamo, per fortuna, ottenuto l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo - senza la famosa frase critica: «invita il Governo a valutare» - a indirizzare questo testo a criteri di economicità, perché ci sta a cuore anche la serenità delle famiglie sotto il profilo di carattere economico. Che cosa ci preoccupa di questa vicenda? Ci preoccupa l'approccio dell'Esecutivo su questo tema, e non vorremmo - lo diciamo sin da adesso - che questa modalità si potesse ripetere. Vede, signor Presidente, questo Governo, dinanzi ai grandi problemi che si sono verificati negli ultimi mesi - mi riferisco alla tragedia del crollo del ponte di Genova, come ad altri temi - anziché rassicurare il Paese e individuare le soluzioni, ha individuato un nemico da abbattere, sul quale ha scaricato le tensioni e la possibilità delle soluzioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo ancora in attesa di un decreto-legge sul ponte di Genova e la prima cosa che il Governo ha detto è che dobbiamo revocare la concessione ad Autostrade (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La revochino, ci interessa poco. Avremmo voluto sentirci dire che avremmo fatto subito il ponte. Aspettiamo ancora il decreto-legge sul ponte di Genova. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Allo stesso modo, ci saremmo attesi una riflessione sulla rimozione immediata, da parte del Governo, della direttrice del carcere di Rebibbia all'indomani di un evento che ci ha sconvolto: una detenuta nigeriana uccide i propri figli per disperazione. Non entro nel merito del reato, ma mi sarei aspettato dal Governo non tanto la sospensione, ma un interrogativo sul tema: è concepibile che una detenuta debba espiare la pena con i minori, e i minori debbano stare in carcere? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non è forse concepibile individuare delle strutture che consentano a quella detenuta di potere stare con i minori, a tutela della loro dignità, espiando la pena? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo mi sarei aspettato, e invece immediatamente si è avuta la sospensione della responsabile di Rebibbia. Mi sarei aspettato anche una parola più rassicurante da parte del presidente del Consiglio Conte quando il suo portavoce - lo sappiamo tutti - ha indotto un collega ad attivare una campagna stampa minatoria nei confronti dei funzionari del Ministero perché non si trovavano i soldi. Mi chiedo una cosa, signor Presidente, e lo dico a lei. PRESIDENTE . Presidente Schifani, visto che si rivolge a me, non devo insegnare a lei una minima attinenza al tema in discussione. Non ho bisogno di ricordarglielo, ma forse con un provvedimento di questo genere sarebbe opportuno. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FdI) . Mi appello alla sua intelligenza e la ringrazio. SCHIFANI (FI-BP) . L'attinenza invece c'è, Presidente. Dico soltanto, signor Presidente, che, se Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, avesse proferito quelle espressioni, si sarebbe scatenato il finimondo, non tanto nei confronti di Paolo Bonaiuti ma nei confronti del presidente dell'epoca Silvio Berlusconi. (Commenti dal Gruppo M5S). Concludo dicendo che stigmatizziamo il comportamento del Governo su questo argomento che ci sta a cuore e voteremo favorevolmente, ma ci faremo sentire con le nostre iniziative legislative. Porteremo in Assemblea le nostre proposte e verificheremo se vi è la volontà di questo Governo, o da parte di alcune forze di Governo, di condividere le nostre proposte di centro-destra. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . RICCIARDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, sottosegretario Dell'Orco, onorevoli colleghi, prima di affrontare questo importantissimo provvedimento, vorrei raccontarvi una breve storia: quella di Gaia e del suo papà. Francesco era un ottimo avvocato, ma soprattutto il padre migliore del mondo, molto attaccato alla famiglia e alla figlioletta Gaia, una creatura meravigliosa. Nell'agosto di qualche anno fa, Francesco stava vivendo un durissimo periodo lavorativo con conseguente forte stress . Un venerdì mattina, dopo l'ennesima nottata passata senza dormire, salutò la moglie, prese la bimba in braccio e decise di portarla lui al nido. Aprì la portiera della macchina, mise Gaia sul seggiolino nel sedile posteriore e si avviò. Faceva un caldo insopportabile. Francesco arrivò trafelato e parcheggiò l'auto in un ampio spazio distante dalla via principale. Prese la valigetta riposta sul sedile anteriore e corse verso il suo ufficio. La piccola Gaia, dunque, rimase lì dentro, sotto quelle lamiere che nel giro di cinque minuti iniziarono ad assorbire i raggi solari, facendo diventare l'auto un forno crematorio. In quel momento Gaia si svegliò rossa in faccia e tutta sudata. I bambini a quest'età non capiscono molto, ma hanno una vaga idea della sensazione di pericolo. Gaia iniziò a cercare con lo sguardo il suo papà. Le sue orecchie sentivano solo vuoto e silenzio. Iniziò a piangere, a lamentarsi di quel caldo insopportabile, per quell'esperienza che mai avrebbe voluto vivere. Si sentiva sola, abbandonata, in pericolo. Dopo quindici minuti all'interno dell'auto il caldo divenne asfissiante, intorno ai 50 gradi. Lei era intrappolata, incollata con la schiena al seggiolino che la immobilizzava col volto verso il sole che si faceva sempre più forte; il suo pianto era incessante, la sua temperatura corporea saliva sempre di più. Affannava, aveva fame d'aria, il respiro era accelerato. Poi a un certo punto smise pure di piangere, perché non ci riusciva più. Gaia si stava addormentando per l'ultima volta, mangiata dal sole, in un'auto incandescente. Dopo sette ore Gaia non respirava più, non pensava più. Dopo sette ore Gaia era morta. Dopo otto ore il papà uscì dal lavoro, aprì l'auto, fece per mettere dietro la valigetta allorquando vide la scena che un papà non vorrebbe mai vedere. Svenne e si risvegliò in ospedale, circondato da infermieri e poliziotti, con una notifica per omicidio colposo. La sua vita era finita per sempre. Francesco, infatti, non si è mai più ripreso. Onorevoli colleghi, mentre scrivevo il discorso non nascondo che i miei occhi sono diventati lucidi più volte. Ho pensato a quella creatura di Dio, a quanto possa aver sofferto. E ho pensato anche ai genitori, ma soprattutto al papà. Quel giorno è morta non soltanto Gaia, ma un intero nucleo familiare. Negli ultimi anni in Italia non sono morti solo una decina di bambini. Negli ultimi anni in Italia sono morti una decina di bambini più le loro famiglie. Negli ultimi sedici anni, sono morti per questa causa oltre 620 bimbi. Solo negli Stati Uniti ogni dieci giorni un bambino dimenticato in auto muore a causa di un colpo di calore. Sapete cosa ha fatto il Governo statunitense? Ha realizzato e trasmesso degli spot toccanti e di forte impatto, che mostrano tutte le fasi della tragedia, le stesse fasi che ho voluto raccontarvi qui oggi in Senato. Parliamo di tragedie derivanti per lo più da fatali distrazioni attribuibili allo stress , a ritmi insostenibili di lavoro, ad una vita quotidiana sempre più asfissiante e dominata da una società che sta schiacciando le vite di famiglie normali. Eppure, parliamo di tragedie facilmente evitabili, grazie alla semplice introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per evitare l'abbandono dei bambini nelle auto. A tal proposito, c'è stata una proposta di legge nel 2014, nonché un disegno di legge già approvato all'unanimità dalla Camera dei deputati. L'articolo 172 del nuovo codice della strada prevede che i bambini di statura inferiore al metro e mezzo devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta. Col disegno di legge su cui siamo chiamati a esprimerci, si interviene proprio su questo articolo, prevedendo l'obbligo per tali sistemi di ritenuta, al fine di essere equipaggiati con un dispositivo di allarme antiabbandono. Parliamo di tecnologie atte a rilevare e a segnalare acusticamente la presenza di bimbi seduti nei seggiolini allorquando si chiude la portiera dell'auto. La Camera dei deputati ha già approvato all'umanità il disegno di legge n. 766. All'articolo 3 il disegno di legge prevede che l'acquisto di questi dispositivi possa essere facilitato da agevolazioni fiscali, limitate nel tempo, in ossequio a una disciplina successiva che fisserà in concreto le suddette agevolazioni. Ovviamente queste tecnologie saranno poi rese obbligatorie nei seggiolini in vendita, così da sgravare i conducenti dell'onere connesso all'adempimento del disegno di legge in oggetto. Inoltre, l'approvazione oggi del provvedimento in Senato permetterebbe di rispettare la scadenza del 1° luglio 2019 prevista per la piena efficacia dell'obbligo di installazione dei dispositivi di allarme, in virtù del decreto ministeriale contemplato proprio dal disegno di legge n. 766. Certe battaglie non hanno colore politico; certe battaglie devono essere d'esempio per la collettività. Io guardo Gaia e penso a mia figlia. Sono una persona normale, spesso stressata proprio come papà Francesco. Quella tragedia avrebbe potuto cogliere anche me, così come ognuno di voi. Siamo fallaci, siamo deboli. Possiamo commettere errori perché siamo umani. Io credo che il sorriso di un bambino possa valere il costo di un dispositivo salvavita. Credo che poter vedere mia figlia crescere, sposarsi e partorire i miei nipoti possa valere il costo di 100 euro a IVA agevolata. Occasioni come quella di quest'oggi ci devono vedere tutti uniti, al di là del colore politico; ci devono vedere Stato, istituzioni anzitutto e, soprattutto, genitori responsabili. Dichiaro, signor Presidente, il voto favorevole del Movimento 5 Stelle al provvedimento in oggetto. Il mio invito è a votare non solo con la testa, ma soprattutto con il cuore che solo un genitore può avere. Vi rendete conto che tra qualche istante, pigiando un semplice bottone, potrete evitare l'ipertermia, l'arresto cardiaco, l'asfissia e finanche la morte di tanti bambini nei prossimi anni? Vi rendete conto della responsabilità che ci stiamo per assumere? Vi rendete conto che Gaia avrebbe potuto essere vostra figlia? Onorevoli colleghi, oggi potrete decidere se impedire la morte della prossima Gaia o esserne corresponsabili. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 766, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Vivi, prolungati applausi). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 406, 415, 557, 704 e 767. Sui lavori del Senato Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, comunico che la seduta di domani avrà inizio alle ore 16,30 per consentire alla 5 a Commissione permanente di concludere l'esame in sede referente dei disegni di legge di rendiconto 2017 e assestamento 2018. Il termine di presentazione degli emendamenti in Assemblea per i predetti provvedimenti è fissato per le ore 10 di domani. Comunico inoltre che domani, alle ore 9,30, avrà luogo una riunione del Presidente del Senato con i Presidenti delle Commissioni permanenti e che alle ore 12 è convocata la Conferenza dei Capigruppo. Per lo svolgimento di un'interrogazione D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, voglio richiamare l'attenzione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in ordine all'atto di sindacato ispettivo 3-00044 concernente l'estendimento della copertura delle reti TEN-T al Sud delle Marche, all'Abruzzo, al Molise e al Nord della Puglia. Poiché c'è una scadenza (entro il 31 dicembre di quest'anno), occorre concludere l'attività istruttoria ad opera dello Stato membro, cioè dell'Italia, nei confronti della Commissione. Signor Presidente, la prego di invitare il Ministro affinché possa venire in Aula a riscontrare questo atto di sindacato ispettivo (Applausi della senatrice Ginetti). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, svolgo il mio intervento anche a nome delle colleghe Nisini e Sbrana per segnalare quello che sta succedendo oggi a Pisa: un incendio veramente importante ha coinvolto cinquecento ettari e ha comportato numerose evacuazioni e l'impiego di tre Canadair. Addirittura l'aeroporto di Pisa è stato chiuso e settecento sono gli sfollati. Vorrei esprimere in Aula, da parte mia, delle due colleghe e penso di tutto il Gruppo, la massima vicinanza e solidarietà ai Vigili del fuoco (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S, FI-BP e PD) e a tutti i volontari che si stanno impegnando per risolvere la questione. È veramente qualcosa - basta vedere le immagini - di terrificante (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S, FI-BP e PD) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 26 settembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 26 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,16) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi (766) ARTICOLI DA 1 A 4 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE, IDENTICO AL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Modifiche all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, concernenti l'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi) 1. All'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, primo periodo, le parole: «all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a) , della direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002» sono sostituite dalle seguenti: «all'articolo 4, paragrafo 2, lettera f), del regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013»; b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: « 1-bis . Il conducente dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, o immatricolati all'estero e condotti da residenti in Italia, quando trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni assicurato al sedile con il sistema di ritenuta di cui al comma 1, ha l'obbligo di utilizzare apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»; c) al comma 10, primo periodo, dopo la parola: «bambini,» sono inserite le seguenti: «o del dispositivo di allarme di cui al comma 1- bis »; d) alla rubrica, dopo la parola: «ritenuta» sono inserite le seguenti: «e sicurezza». 2. Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di cui all'articolo 172, comma 1- bis , del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dal comma 1 del presente articolo, sono definite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano decorsi centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 e comunque a decorrere dal 1 o luglio 2019. Art. 2 . (Campagne di informazione e sensibilizzazione) 1. Per il triennio 2019-2021, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, nell'ambito delle campagne per la sicurezza stradale e di sensibilizzazione sociale, provvede a informare in modo adeguato sull'obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l'abbandono di bambini, previsti dall'articolo 172, comma 1- bis , del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, e sui rischi derivanti dall'amnesia dissociativa. 2. Ai fini dell'attuazione del comma 1 è autorizzata la spesa di euro 80.000 per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2019 e 2020, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4. I messaggi delle campagne di cui al comma 1 costituiscono messaggi di utilità sociale ai sensi dell'articolo 3 della legge 7 giugno 2000, n. 150. Art. 3. (Incentivi per l'acquisto dei dispositivi) 1. Al fine di agevolare l'acquisto di dispositivi di allarme volti a prevenire l'abbandono dei bambini nei veicoli, previsti dall'articolo 172, comma 1- bis , del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 1, comma 1, della presente legge, con appositi provvedimenti legislativi possono essere previste, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, agevolazioni fiscali limitate nel tempo. Art. 4 . (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Introduzione dell'obbligo di un dispositivo acustico e luminoso collegato ai sistemi di ritenuta per bambini previsti dal comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (406) ARTICOLO 1 Art. 1. 1. A decorrere dal 1° gennaio 2019 tutti i sistemi di ritenuta per bambini previsti dal comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, devono essere dotati di un dispositivo acustico e luminoso atto a rilevare la presenza di un bambino nell'abitacolo, le cui caratteristiche tecniche sono individuate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro un mese dalla data di pubblicazione della presente legge. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 766 DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli (415) ARTICOLO 1 Art. 1. 1. Al comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Tali sistemi di ritenuta per bambini devono essere equipaggiati con un dispositivo di allarme anti-abbandono rispondente alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti». 2. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo di allarme anti-abbandono di cui al comma 1. 3. La disposizione di cui al comma 1 si applica decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 766 DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per garantire l'incolumità dei ciclisti, degli automobilisti e dei minori (557) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. 1. All'articolo 149 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 2 è inserito il seguente: « 2 - bis . Durante la marcia i veicoli devono mantenere una distanza laterale dai ciclisti di almeno 1,50 metri». Art. 2. 1. All'articolo 173 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, dopo le parole: «cuffie sonore,» sono inserite le seguenti: « smartphone , computer portatili, notebook , tablet , videogiochi e dispositivi analoghi»; b) al comma 3- bis , le parole da: «, qualora lo stesso soggetto» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «in caso di prima infrazione e da due a sei mesi in caso di recidiva nel biennio». 2. Alla tabella dei punteggi allegata all'articolo 126- bis del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, al capoverso: «Art. 173», il numero: «5» è sostituito dal seguente: «10». Art. 3. 1. All'articolo 172, comma 1, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I sistemi di ritenuta per bambini da installare in macchina devono essere dotati di un dispositivo di allarme antiabbandono». ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 766 DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Misure per favorire l'utilizzo di dispositivi di allarme finalizzati a prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli (704) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. 1. Al comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo le parole: «al loro peso» sono inserite le seguenti: «e dotato di un dispositivo di allarme anti-abbandono». 2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i criteri e le modalità per l'omologazione dei sistemi di ritenuta per bambini dotati di dispositivi di allarme anti-abbandono da utilizzare all'interno dei veicoli di cui alle categorie M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia o immatricolati all'estero e condotti da residenti in Italia, nonché i criteri e le modalità per l'omologazione dei sistemi di allarme anti-abbandono da applicare ai sistemi di ritenuta già presenti nei veicoli di cui alle categorie M1, N1, N2 e N3. 3. La disposizione di cui al comma 1 si applica decorso il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2. Art. 2. 1. All'articolo 15, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera e-ter) è inserita la seguente: « e-quater) le spese sostenute per l'acquisto di un sistema di ritenuta per bambini dotato di dispositivo di allarme anti-abbandono da utilizzare all'interno dei veicoli di cui alle categorie M1, N1, N2 e N3, nonché le spese sostenute per l'acquisto di un sistema di allarme anti-abbandono da applicare ai sistemi di ritenuta già presenti nei veicoli di cui alle categorie M1, N1, N2 e N3, omologati in base alla normativa emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La detrazione si applica nella misura del 50 per cento delle spese sostenute qualora l'acquisto, documentato dai genitori, riguardi un sistema di ritenuta, di tipo omologato, per bambini di età inferiore a tre anni». Art. 3. 1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede a valere sulle maggiori risorse derivanti da interventi di razionalizzazione e revisione della spesa pubblica. A tal fine, entro il 30 aprile 2019, sono adottati provvedimenti regolamentari e amministrativi di razionalizzazione e di revisione della spesa pubblica tali da assicurare minori spese per 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Qualora le predette misure di razionalizzazione e revisione della spesa pubblica non siano adottate o siano adottate per importi inferiori a quelli ivi previsti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno 2019 previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sono disposte variazioni delle aliquote dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti, tali da assicurare maggiori entrate fino a concorrenza dell'importo di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, ferma restando la necessaria tutela, costituzionalmente garantita, dei contribuenti più deboli, della famiglia e della salute, mediante definizione di un limite di reddito sotto il quale non si applicano le predette misure fiscali. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 766 DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli (767) ARTICOLO 1 Art. 1. 1. Al comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo le parole: «al loro peso» sono inserite le seguenti: «e dotato di un dispositivo di allarme antiabbandono». ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 766 Integrazione alla dichiarazione di voto del senatore Malan sull'articolo 4 del disegno di legge n. 766 Queste norme costituiranno addirittura un guadagno netto per il fisco attraverso l'IVA, a danno delle famiglie, che già ricevono un sostegno quasi nullo da parte dello Stato, a fronte di spese naturalmente molto più alte, incluso quelle automobilistiche, non solo per i seggiolini, per i quali le norme sono già cambiate meno di tre mesi fa obbligando centinaia di migliaia di famiglie ad acquistarne di nuovi oppure tenere quelli vecchi rischiando pesanti multe. Ma anche perché con dei bambini è necessaria un'auto più grande e usarla più spesso, visto che l'uso dei mezzi pubblici o della circolazione a piedi è molto disagevole con dei bambini piccoli e tutto ciò che è necessario portare con sé per loro. Ricordo che il Consiglio europeo dei trasporti ha raccomandato invece di abbassare l'IVA sui seggiolini e diversi Paesi l'hanno già fatto. Ad esempio nel Regno Unito l'IVA è al 5 per cento. Secondo la relatrice nell'altro ramo del Parlamento i casi di morte di bambini lasciati in auto negli ultimi venti anni sono stati nove, cui va aggiunto l'episodio di quest'estate. Calcolando, assai prudenzialmente, due spostamenti (un'andata e un ritorno) in auto al giorno per ogni bambino sotto i quattro anni, si tratta dunque meno di un caso ogni 1,4 miliardi di spostamenti. Anche il singolo caso è gravissimo e non può che suscitare pietà e raccapriccio. Essere informati sull'accadere di queste disgrazie è sicuramente un agghiacciante monito per ogni genitore. Ben venga dunque la campagna di informazione. Ma - poiché le contromisure proposte hanno i loro oneri e i loro inconvenienti - si deve valutare la situazione. Anche dalle audizioni, lodevolmente tenute dalla Commissione, è emerso che il dispositivo non può che necessitare del collegamento tra il seggiolino, con un sensore che percepisca la presenza del bambino, il sedile del guidatore - poiché se questi è in auto non c'è ragione perché scatti l'allarme - e la portiera dell'auto, perché se è aperta significa che il conducente è presente o vicinissimo. Questo rende inutilizzabili auto vecchie o non predisposte e porta comunque il prezzo a livelli non bassi. Dunque si potrà avere figli solo se si hanno auto recenti, oppure si dovrà andare a piedi? Se poi il congegno dovrà essere collegato a uno smartphone , ciò implicherà l'obbligo di smartphone , che dovrà essere carico. Tutti nuovi obblighi. Appare altresì evidente la difficoltà di evitare che l'allarme scatti in tutta una serie di occasioni: quando si fa rifornimento di carburante, quando si scende per aprire un cancello o per far scendere o salire una persona anziana. Per evitare questo, potrebbe essere previsto un allarme ritardato, ma ciò può far sì che il conducente sia ormai lontano. Il problema, insomma, è l'obbligo: obbligare tutti i genitori, che già sono sottoposti a uno stress particolare, a una quotidiana gestione non semplice, a ulteriori difficoltà perché in un caso su 1.400 milioni un genitore ha dimenticato il figlio con esiti fatali è per me poco ragionevole e nel complesso può determinare altre situazioni di pericolo. Pensando molto ottimisticamente, un costo di 150 euro, moltiplicato per circa 1,8 milioni di bambini sotto i 4 anni, otteniamo un totale di 270 milioni. Siamo sicuri che questa somma, impiegata in un'elevazione della tutela e della prevenzione sanitaria non salverebbe più vite, senza dare disagi ai genitori? Infine, trovo poco opportuno dare una delega in bianco per di più non per un decreto legislativo, che presenta certe garanzie costituzionali, a cominciare dal parere parlamentare, ma per un decreto ministeriale. Le buone intenzioni devono sempre accompagnarsi al senso della realtà. Credo che, prima che la norma abbia efficacia, sarà cambiata. Per ora non potrò che astenermi dal voto finale, così come ho fatto sull'articolo 1 e sto per fare sull'articolo 4. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 766: sulla votazione finale, il senatore Grasso avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Bogo Deledda, Bonino, Borgonzoni, Bressa, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Crimi, Crucioli, De Poli, Garnero Santanchè, Laus, Lonardo, Malpezzi, Mangialavori, Merlo, Messina Alfredo, Mininno, Napolitano, Perosino, Pinotti, Quagliariello, Ronzulli, Rossomando, Santangelo, Sileri, Siri, Stefano e Vanin. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Craxi, Iwobi, Petrocelli e Taverna, per attività di rappresentanza del Senato; Perilli, per attività della 1ª Commissione permanente; Alderisi, per partecipare a un incontro internazionale. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Ciriani Luca, Balboni Alberto, Bertacco Stefano, de Bertoldi Andrea, Fazzolari Giovanbattista, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, La Russa Ignazio, Maffoni Gianpietro, Marsilio Marco, Nastri Gaetano, Rauti Isabella, Ruspandini Massimo, Stancanelli Raffaele, Totaro Achille, Urso Adolfo, Zaffini Francesco Modifiche alla legge 3 marzo 1951, n. 178, in materia di revoca dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine "Al merito della Repubblica italiana" (815) (presentato in data 20/09/2018); senatori de Bertoldi Andrea, Urso Adolfo, Ciriani Luca, Balboni Alberto, Bertacco Stefano, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, Marsilio Marco, Rauti Isabella Modifica all'articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di regime fiscale agevolato per le persone fisiche che trasferiscono la loro residenza in Italia e misure in favore delle famiglie e delle imprese (816) (presentato in data 21/09/2018); senatore Urraro Francesco Modifica all'articolo 36 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (817) (presentato in data 24/09/2018); senatori Granato Bianca Laura, Montevecchi Michela, Castellone Maria Domenica Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, in materia di attribuzione delle risorse e delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità (818) (presentato in data 25/09/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali sen. La Pietra Patrizio Giacomo ed altri Istituzione di una zona franca produttiva nei comuni delle isole minori (789) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 24/09/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Romeo Massimiliano ed altri Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta (796) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 25/09/2018). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 24/09/2018 la 8ª Commissione permanente Lavori pubblici ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per i disegni di legge: sen. Bertacco Stefano ed altri "Introduzione dell'obbligo di un dispositivo acustico e luminoso collegato ai sistemi di ritenuta per bambini previsti dal comma 1 dell'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285" (406) (presentato in data 21/05/2018); sen. Gallone Maria Alessandra ed altri "Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli" (415) (presentato in data 23/05/2018); sen. Nencini Riccardo "Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per garantire l'incolumità dei ciclisti, degli automobilisti e dei minori" (557) (presentato in data 03/07/2018); sen. Bini Caterina ed altri "Misure per favorire l'utilizzo di dispositivi di allarme finalizzati a prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli" (704) (presentato in data 24/07/2018); dep. Meloni Giorgia ed altri "Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi" (766) (presentato in data 07/08/2018) C.651 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.646, C.655, C.656, C.722, C.732, C.997); sen. De Petris Loredana "Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli" (767) (presentato in data 07/08/2018). Affari assegnati In data 21 settembre 2018 è stato deferito all'8 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, un affare sulle attività della Guardia costiera, con particolare riferimento al soccorso in mare (Atto n. 88). Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 19 settembre 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 2018, n. 14 - la proposta di nomina dell'avvocato Chiara Caucino a Presidente della Fondazione Ordine Mauriziano (n. 7). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 1 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 15 ottobre 2018. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri-Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), negli scorsi mesi di luglio e agosto 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le seguenti delibere adottate dallo stesso Comitato, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti: Delibera CIPE, n. 81/2017, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 82/2017, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 97/2017, alle Commissioni 5 a ; Delibera CIPE, n. 105/2017, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 4/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 6/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 7/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 11/2018, alle Commissioni 5 a , 13 a ; Delibera CIPE, n. 12/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 13/2018, alle Commissioni 5 a , 9 a ; Delibera CIPE, n. 14/2018, alle Commissioni 5 a , 10 a ; Delibera CIPE, n. 15/2018, alle Commissioni 5 a , 12 a ; Delibera CIPE, n. 16/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a ; Delibera CIPE, n. 17/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a ; Delibera CIPE, n. 19/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a ; Delibera CIPE, n. 20/2018, alle Commissioni 5 a , 10 a ; Delibera CIPE, n. 21/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a ; Delibera CIPE, n. 22/2018, alle Commissioni 5 a , 11 a ; Delibera CIPE, n. 23/2018, alle Commissioni 5 a , 10 a ; Delibera CIPE, n. 24/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a , 13 a ; Delibera CIPE, n. 25/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a , 10 a , 13 a ; Delibera CIPE, n. 26/2018, alle Commissioni 5 a ; Delibera CIPE, n. 27/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 28/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 30/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 31/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a , 10 a , 12 a , 13 a ; Delibera CIPE, n. 32/2018, alle Commissioni 5 a , 12 a ; Delibera CIPE, n. 33/2018, alle Commissioni 1 a , 2 a , 5 a , 8 a , 13 a ; Delibera CIPE, n. 34/2018, alle Commissioni 5 a , 10 a ; Delibera CIPE, n. 35/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 38/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 39/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 40/2018, alle Commissioni 5 a , 10 a ; Delibera CIPE, n. 41/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a . La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 10, 16, 23, 24, 27, 29 agosto, 10 e 17 settembre 2018, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni - le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: al dottor Paolo Molinari, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per i servizi strumentali della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Anna Lucia Esposito, il conferimento dell'incarico di Capo dell'Ufficio del bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo-contabile della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Fabio Fanelli, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Patrizia De Rose, il conferimento dell'incarico di Capo dell'Ufficio controllo interno, trasparenza e integrità della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Paola Paduano, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Marcella Castronovo, il conferimento dell'incarico di Capo dell'Ufficio di segreteria della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali della Presidenza del Consiglio dei ministri; al dottor Michele Sciscioli, il conferimento dell'incarico di Capo dell'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Calogero Mauceri, il conferimento dell'incarico di Capo dell'Ufficio per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri; al professor Lorenzo Spadacini, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per le riforme istituzionali della Presidenza del Consiglio dei ministri; al dottor Angelo Borrelli, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri; all'avvocato dello Stato Mario Antonio Scino, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Ermenegilda Siniscalchi, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Roberto Giovanni Marino, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento "Casa Italia" della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Diana Agosti, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Maria Contento, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Maria Barilà, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri; al consigliere Antonio Naddeo, il conferimento dell'incarico di Capo del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri; al dottor Alessandro Fiore, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Paolo Castaldi, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Francesco Alì, il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; all'ingegner Vittorio Rapisarda Federico, il conferimento ad interim di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; alla dottoressa Barbara Casagrande, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; alla dottoressa Alessandra Ponari, il conferimento di incarico di Capo del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri; al dottor Marco Nassi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della giustizia; alla dottoressa Valeria Vaccaro, il conferimento di incarico di Capo del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri; alla dottoressa Valeria Vaccaro, la revoca dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Alessandro Rivera, la revoca dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Carmine di Nuzzo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro per i beni e delle attività culturali, con lettera in data 28 agosto 2018, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale di Segretario generale del Ministero medesimo, al dottor Giovanni Panebianco. Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in data 18 settembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 10 della legge 28 agosto 1997, n. 285, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza, relativa all'anno 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . CLXIII, n. 1). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede: il rilascio di ricevuta per le vincite alle lotterie nazionali, al gioco del lotto e ai giochi a premi (Petizione n. 228, assegnata alla 6 a Commissione permanente); disposizioni per vietare, in casi specifici, le procedure di sfratto (Petizione n. 229, assegnata alla 2 a Commissione permanente); disposizioni più stringenti in merito alla fabbricazione e all'utilizzo di materiale pirotecnico (Petizione n. 230, assegnata alla 10 a Commissione permanente); interventi finalizzati alla riduzione del costo dei carburanti (Petizione n. 231, assegnata alla 6 a Commissione permanente); l'istituzione presso il Ministero dell'Interno di un numero verde a disposizione dei cittadini che intendano denunciare violazioni dei loro diritti da parte della Pubblica amministrazione (Petizione n. 232, assegnata alla 1 a Commissione permanente); modifiche alle disposizioni che prevedono incentivi fiscali a favore delle attività economiche avviate da stranieri al fine di evitare condizioni di concorrenza sleale (Petizione n. 233, assegnata alla 6 a Commissione permanente); interventi per la sicurezza nel Comune di Castel Volturno (Petizione n. 234, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Simon Baraldi da Bologna chiede: l'abolizione dell'accesso programmato nelle Università pubbliche (Petizione n. 235, assegnata alla 7 a Commissione permanente); l'introduzione nel codice penale del reato di istigazione all'anoressia e alla bulimia; l'istituzione di un Osservatorio per il contrasto delle fake news in ambito alimentare e la lotta al bullismo informatico; l'introduzione della figura di "Responsabile anti-anoressia e bulimia" nei plessi scolastici; la possibilità di beneficiare del gratuito patrocinio a spese dello Stato per tutte le vittime del reato di istigazione all'anoressia e alla bulimia (Petizione n. 236, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Rocco Buttiglieri da Butera (Caltanissetta) chiede che venga prevista per i laureati magistrali in scienze delle pubbliche amministrazioni (LM-63) la possibilità di assunzione nel pubblico impiego mediante ingresso diretto con graduatoria, riserva di posti o formazione interna (Petizione n. 237, assegnata alla 11 a Commissione permanente); il signor Franco Esposito da Teramo, a nome del Lions Clubs International-Multidistretto Italy e di numerosissimi altri cittadini, propone un insieme organico di disposizioni in merito all'introduzione dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione civica e ambientale nelle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di primo e secondo grado (Petizione n. 238, assegnata alla 7 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Gaudiano, Granato, Leone, Mollame e Piarulli hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00220 del senatore Lanzi ed altri. I senatori Alfieri, Cirinnà, Cucca, Fedeli, Giacobbe, Iori, Marino, Misiani, Patriarca, Pittella, Stefano e Valente hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00534 della senatrice Ginetti. Mozioni Atto n. 1-00040 FATTORI MOLLAME ABATE BOTTO TRENTACOSTE AGOSTINELLI CAMPAGNA NOCERINO GUIDOLIN CATALFO AUDDINO DI MICCO ANGRISANI LOREFICE LICHERI GIANNUZZI GAUDIANO ROMANO MATRISCIANO DRAGO DI PIAZZA CASTELLONE DONNO MININNO ROMAGNOLI MAUTONE MARINELLO SILERI DI MARZIO FEDE MAIORINO LA MURA NUGNES PATUANELLI CORBETTA GIARRUSSO CROATTI RICCARDI GRANATO Il Senato, premesso che: il 18 ottobre 2016 è stato approvato dalla Camera dei deputati in via definitiva il disegno di legge AC 4008, recante "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo", diventato legge 29 ottobre 2016, n. 199; con l'approvazione di tale provvedimento, il Parlamento ha inteso garantire una maggiore efficacia all'azione di contrasto del cosiddetto caporalato, introducendo significative modifiche al quadro normativo penale e prevedendo specifiche misure di supporto per i lavoratori stagionali in agricoltura; le principali novità della legge riguardano: 1) la riscrittura del reato di caporalato (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro), che introduce la sanzionabilità anche del datore di lavoro; 2) l'applicazione di un'attenuante in caso di collaborazione con le autorità; 3) l'arresto obbligatorio in flagranza di reato; 4) il rafforzamento dell'istituto della confisca; 5) l'adozione di misure cautelari relative all'azienda agricola in cui è stato commesso il reato; 6) l'estensione alle persone giuridiche della responsabilità per il reato di caporalato; 7) l'estensione alle vittime del caporalato delle provvidenze del fondo antitratta; 8) il potenziamento della rete del lavoro agricolo di qualità, in funzione di strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura; 9) il graduale riallineamento delle retribuzioni nel settore agricolo; considerato che: il caporalato è un fenomeno strutturale della filiera produttiva di fronte al quale la politica non può più chiudere gli occhi e che va combattuto con tutti gli strumenti possibili al fine di uscire, una volta per tutte, dalla '"ghetto economy "; l'impegno contro il caporalato e il lavoro nero in agricoltura deve continuare sia in Parlamento che sul territorio e la legge n. 199 del 2016 deve essere considerata solo il primo passo, per quanto importante, di un lungo percorso; sono tanti infatti gli aspetti che, ad avviso dei firmatari del presente atto, richiedono un ulteriore approfondimento: dal problema dei trasporti per raggiungere il luogo di lavoro, in gran parte gestito dai caporali, alla questione degli alloggi, che porta oggi alla ghettizzazione dei lavoratori, con la concreta attuazione di quanto disposto all'articolo 9 della legge n. 199 del 2016, impegna il Governo: 1) ad incrementare i controlli di competenza su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle aree dove il caporalato è più diffuso, al fine di contrastare e reprimere l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, anche attraverso iniziative per lo stanziamento di maggiori risorse economiche in favore degli organi di vigilanza, in modo particolare gli ispettorati del lavoro e, in raccordo con le Regioni, le ASL; 2) a garantire informazioni e supporto ai lavoratori, anche attraverso l'attivazione e la pubblicizzazione, tenendo conto delle diversità linguistiche, di un numero telefonico nazionale di pubblica utilità presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, mediante il quale tutti i cittadini italiani e stranieri possano denunciare i fenomeni di sfruttamento, maltrattamento, condizioni di vita disumane o altre vessazioni subite durante il lavoro o nell'ambito della conduzione dell'azienda, che garantisca l'anonimato, la tutela da ogni atto ritorsivo e la pronta trasmissione delle segnalazioni ai competenti organi per gli opportuni accertamenti; 3) a riferire periodicamente alle Camere sul numero e sulla tipologia di segnalazioni e denunce pervenute dai lavoratori vittime di sfruttamento, nonché sulle violenze perpetrate e subite durante il lavoro; 4) a realizzare, fatte salve le prerogative dello Stato e delle Regioni, una campagna divulgativa volta ad informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno del caporalato, su quali siano i diritti inviolabili dell'uomo stabiliti dalla Costituzione e riconosciuti a livello internazionale e su quali siano gli strumenti di denuncia a disposizione delle potenziali vittime, mediante l'utilizzo di una formula comunicativa che tenga conto delle differenze linguistiche e culturali e che coinvolga le organizzazioni imprenditoriali, i sindacati e gli enti locali, al fine di stimolare la crescita e la diffusione di una cultura collettiva che stigmatizzi qualsivoglia comportamento illecito; 5) a prevedere, fermo restando quanto previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori nonché dai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e nel rispetto delle competenze ed attribuzioni costituzionali, l'istituzione di un apposito marchio di qualità che possa essere apposto sui prodotti delle aziende agricole che partecipano alla rete del lavoro agricolo di qualità; 6) a prevedere, nel rispetto delle competenze ed attribuzioni costituzionali nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, pratiche e modelli produttivi virtuosi e una filiera agricola etica dal punto di vista sia sociale che ambientale, attraverso l'introduzione di una "matrice multicriteri" da apporsi sui singoli prodotti e che mostri al consumatore il livello di rispetto, con un punteggio da uno a 4, di 5 parametri (etica, energia, circolarità, valore aggiunto e filiera corta), con il precipuo obiettivo di creare un circuito di vendita alternativo ove partecipino attivamente le aziende agricole virtuose, attualmente escluse dalla grande distribuzione organizzata; 7) a porre in essere, tenuto conto delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e alle Province autonome, opportune misure di carattere normativo finalizzate a favorire l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro, garantendo la trasparenza e l'efficacia delle procedure di reclutamento della manodopera nel settore agricolo, in particolare attraverso il rafforzamento del sistema di collocamento pubblico, la promozione dell'offerta da parte dei centri per l'impiego di servizi adeguati alle peculiarità del lavoro agricolo, nonché la piena accessibilità al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, anche da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori mediante apposite applicazioni installabili sui dispositivi mobili e portatili, che consentano di informare rapidamente i lavoratori stagionali delle nuove offerte di lavoro esplicitandone le caratteristiche, quali, in particolare, la durata, la mansione e il compenso; 8) a promuovere l'utilizzo dei servizi pubblici per l'impiego nel reclutamento della manodopera attraverso iniziative volte ad introdurre sgravi fiscali, assicurativi (riduzione dell'aliquota contro gli infortuni sul lavoro), previdenziali o burocratici, in particolare a favore delle piccole aziende agricole che operano nella legalità; 9) a promuovere percorsi semplificati ed agevolati per ottemperare agli adempimenti indicati dalla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in particolare per quanto concerne il periodo di validità della documentazione relativa alle visite mediche preventive, nonché, in accordo con le Regioni, mediante l'attivazione di apposite convenzioni ed iniziative che garantiscano a tutti i lavoratori iscritti lo svolgimento di tali visite; 10) a prevedere in via sperimentale, in accordo con le Regioni, la figura del "garante del lavoro agricolo", da inquadrare nell'ambito dei centri per l'impiego provinciali o degli assessorati regionali del lavoro, con lo scopo di fornire il servizio di intermediazione tra lavoratori e datori del lavoro nell'ambito del settore primario; 11) a stabilire, mediante appositi criteri, e fatte salve le competenze regionali, i compiti del "garante del lavoro agricolo" e le modalità di svolgimento del relativo ufficio in ambito territoriale presso appositi sportelli comunali, anche attraverso l'ausilio di sedi itineranti; 12) ad intervenire a livello normativo affinché il permesso di soggiorno del lavoratore sia prolungato fino alla scadenza dell'indennità di disoccupazione, al fine di consentire la ricerca di una nuova occupazione; 13) a stabilire, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto della normativa comunitaria, l'interdizione dai fondi UE della politica agricola comune degli imprenditori agricoli condannati ai sensi dell'articolo 603- bis del codice penale sull'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, come modificato dalla legge n. 199 del 2016; 14) ad implementare un sistema di sostegno alle imprese produttrici che consenta loro di legare il prezzo di vendita ai costi complessivi di produzione; 15) ad implementare un sistema di controllo sulla filiera che impedisca lo svolgimento e lo sviluppo delle "aste a doppio ribasso"; 16) ad implementare una politica di trasporto pubblico efficiente che consenta le operazioni di raccolta e di raggiungimento del luogo di lavoro da parte dei braccianti impiegati stagionalmente in agricoltura. Interrogazioni Atto n. 3-00225 GALLONE GALLIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il ponte San Michele, noto anche come ponte di Calusco o di Paderno, è un ponte di ferro a traffico misto ferroviario-stradale, che collega Paderno (Lecco) e Calusco d'Adda (Bergamo); rappresenta uno snodo fondamentale per l'attraversamento del fiume Adda, verso Bergamo da un lato e verso Monza e Milano dall'altro; con decisione unilaterale urgente, Rete ferroviaria italiana (RFI, società partecipata al 100 per cento da Ferrovie dello Stato) ha stabilito la chiusura del ponte San Michele, da venerdì 14 settembre 2018 e per un tempo ad oggi indeterminato, al traffico ciclopedonale, veicolare e ferroviario tra Calusco d'Adda e Paderno d'Adda, denunciando "aumenti enormi delle dilatazioni e delle vibrazioni del ponte" e preannunciando alla Prefettura e ai Comuni interessati un fermo di ben 2 anni per rifare la soletta stradale e la gabbia metallica nella quale corrono i treni; RFI ha tuttavia prospettato la possibilità di anticipare la riapertura della strada; i comuni su entrambe le sponde, in particolare Calusco d'Adda, stanno vivendo una situazione drammatica, in quanto moltissimi cittadini svolgono attività legate al ponte (per lavoro, per scuola, per attività commerciali), attraversato da 30.000 veicoli e 24.000 pendolari ogni giorno; i pendolari dovranno necessariamente usare dei bus navetta RFI che collegano le due estremità del ponte, impiegando 45 minuti in più; la chiusura del ponte causerà un esponenziale aumento del traffico sui pochi ponti percorribili, come Trezzo e Capriate, per oltrepassare l'Adda e andare dalla bergamasca a Milano o a Lecco; per tale motivo, da giorni, i sindaci interessati si stanno organizzando e sono possibili richieste alle prefetture per vietare il traffico ai mezzi pesanti; la decisione di RFI di chiudere il ponte ha colto di sorpresa le amministrazioni coinvolte: in una riunione del 28 luglio 2017, RFI aveva loro preannunziato lavori di ristrutturazione per ottobre 2018, senza però fare alcun riferimento alla chiusura, si chiede di sapere: quali siano le azioni intraprese o da intraprendere per far fronte ai disagi dei comuni citati e dai cittadini; se sia stata definita una programmazione della viabilità complessiva dell'area e quali siano le misure intraprese e la tempistica degli interventi; se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire, per quanto di competenza, nei confronti di RFI, per sollecitare l'avvio delle opere di consolidamento del ponte, con particolare riferimento alla rimessa in esercizio del piano stradale. Atto n. 3-00228 TOFFANIN GALLONE Ai Ministri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: ai sensi dell'accordo in Conferenza Stato-Regioni del 25 marzo 2015, sul documento recante "Revisione e aggiornamento dell'accordo Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2006 sul coordinamento dei trasporti connessi con le attività trapiantologiche", sono state varate le linee guida riguardanti le caratteristiche tecniche degli aeromobili di trasporto di organi, i requisiti e le caratteristiche di ordine professionale, i requisiti degli equipaggi e quelli relativi all'organizzazione del servizio offerto per garantire la sicurezza e la rapidità, evitando la dispersione e lo spreco degli organi; questo documento, con cui si individuano i requisiti per l'affidamento del servizio di trasporto aereo di organi, pone l'Italia ai vertici dell'Europa e del mondo; malgrado ciò, il 13 settembre 2018, come si apprende dagli organi di stampa, un piccolo incidente occorso alle ore 23.30 ad un aereo di un volo sanitario, un Cessna C550 con a bordo due membri dell'equipaggio e due passeggeri, ha bloccato per circa un'ora e mezza le operazioni di volo dell'aeroporto "Falcone Borsellino" di Punta Raisi a Palermo; il velivolo non è riuscito ad effettuare il decollo dall'aeroporto e il rallentamento della corsa ha provocato il surriscaldamento dei freni; l'incidente avvenuto conferma la totale mancanza di salvaguardia per gli operatori della sanità, infatti a bordo dell'aeromobile erano presenti un' équipe per l'espianto degli organi composta da un infermiere e da un medico per un transfer ; la compagnia non è nuova agli incidenti e giova ricordare che due anni fa un suo velivolo-ambulanza, con a bordo l'equipaggio composto da due piloti e da due medici, rompeva il carrello in fase di atterraggio all'aeroporto di Ciampino; pertanto, viene spontaneo chiedersi se questi velivoli rispettino i requisiti per l'affidamento del servizio di trasporto aereo di organi, come richiesto nel paragrafo 2 del citato documento con riferimento alle caratteristiche tecniche degli aeromobili e se siano state ottemperate tutte le procedure standard , si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivare un'inchiesta sul rispetto delle regole e delle responsabilità; se intendano adottare misure volte a potenziare il sistema dei controlli, al fine di verificare il possesso delle caratteristiche tecniche stabilite dalle linee guida citate; se non ritengano di prevedere l'attivazione di nuove gare, garantendo la partecipazione solo di chi rispetta i requisiti minimi; se e come ritengano di intervenire per tutelare l'incolumità di tutto il personale sanitario in trasferta. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00223 MARCUCCI SUDANO VALENTE MALPEZZI MIRABELLI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI CIRINNA' COLLINA COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI IORI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO Assuntela MESSINA MISIANI PARENTE PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC SBROLLINI STEFANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Al Ministro dell'interno Premesso che: il comma 853 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018) stabilisce che "al fine di favorire gli investimenti", per il triennio 2018-2020, sono assegnati ai comuni che non risultano beneficiare delle risorse del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, contributi per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, nel limite complessivo di 150 milioni di euro per l'anno 2018, 300 milioni di euro per l'anno 2019 e 400 milioni di euro per l'anno 2020; il comma 854 del medesimo articolo 1 della legge n. 205 del 2017 stabilisce che i comuni interessati devono comunicare le richieste di contributo al Ministero dell'interno entro il termine perentorio del 20 febbraio 2018 per l'anno 2018, del 20 settembre 2018 per l'anno 2019 e del 20 settembre 2019 per l'anno 2020; per "acquisire dai comuni interessati i dati richiesti nelle disposizioni normative richiamate, al fine di determinare, con successivo provvedimento, l'entità del contributo da assegnare (...) e ritenuta la necessità di definire il modello di certificazione da utilizzare, nonché le modalità di trasmissione che gli enti interessati devono rispettare per richiedere il contributo erariale predetto per l'anno 2019", il Ministero dell'interno ha adottato un decreto direttoriale il 29 agosto 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 settembre 2018, ovvero due giorni prima del termine "perentorio" (20 settembre 2018) per poter comunicare le richieste di contributo al Ministero dell'interno, secondo quanto disposto dal comma 854 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017; questo decreto stabilisce quali sono i comuni che hanno la facoltà di richiedere il contributo, il modello di certificazione, le modalità e termini di trasmissione del modello di certificazione, i casi di esclusione dalla procedura; quindi i comuni interessati hanno avuto solo due giorni di tempo per poter presentare la richiesta di contributo al Ministero dell'interno; molti di questi comuni non avranno fatto in tempo a presentare la richiesta e resteranno esclusi dai contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio; una finalità così importante per la sicurezza del nostro Paese, tanto decantata dal Ministro in indirizzo, rischia di essere vanificata da un comportamento che denota ad avviso degli interroganti pressapochismo e sciatteria (nella migliore delle ipotesi) o volontà di "privilegiare" solo alcuni comuni a scapito di altri, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati in premessa; come sia stato possibile che il decreto direttoriale sia stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 settembre 2018, ovvero due giorni prima della scadenza utile per i comuni per poter comunicare le richieste di contributo al Ministero dell'interno; quanti e quali comuni abbiano presentato le richieste di contributo al Ministero dell'interno entro il termine del 20 settembre 2018; a fronte di questa vicenda assurda, che penalizza i comuni interessati alla realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio e che rischia di vanificare un obiettivo essenziale per il nostro Paese, quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per consentire ai comuni, che non hanno fatto in tempo a presentare la domanda, la possibilità per poter ottenere i contributi che sarebbero loro spettati, ai sensi della legge n. 205 del 2017. Atto n. 3-00224 MODENA Al Ministro dell'interno Atto n. 3-00226 DE PETRIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la sola e semplice analisi dell'ubicazione dell'impianto di depurazione del sistema di purificazione delle acque reflue urbane dei Comuni di Pescasseroli ed Opi, entrambi in provincia de L'Aquila, porta ad evidenziarne la completa irrazionalità tecnica ed energetica sotto più aspetti, nonché la conseguente nocività dal punto di vista ambientale; il sistema di purificazione consta: delle condotte fognarie che recapitano i liquami al depuratore; del depuratore, impianto dove i liquami vengono trattati per poi scaricarne le acque di risulta nel fiume Sangro, che è il principale corso d'acqua del nucleo centrale di altissimo valore ambientale del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ed è il fiume che alimenta il bellissimo lago di Barrea; l'impianto di depurazione è in corso di realizzazione ed è stato ubicato nella piana di Pescasseroli; essendo il sistema destinato anche alla purificazione delle acque reflue urbane del comune di Opi, la cui raccolta avviene a quota notevolmente più a valle del territorio di Pescasseroli, tale complesso tecnologico, così come concepito, è del tutto irrazionale dal punto di vista tecnico, in quanto contempla notevoli costi per la realizzazione di un condotto fognario in contropendenza, dotato di cabine ospitanti le pompe elettromeccaniche necessarie per far risalire i liquami del comune di Opi, posto più a valle, fino alla quota più elevata, nel territorio di Pescasseroli, dove è stato infelicemente scelto di posizionare l'impianto di depurazione; verificato che: ai notevoli costi di realizzazione una tantum del condotto fognario in salita e dotato di cabine con dispendiosissime pompe elettromeccaniche, vanno poi aggiunti i costi periodici di manutenzione, particolarmente elevati per la presenza di tali apparati elettromeccanici di pompaggio all'insù, ed i costi perpetui e crescenti dell'energia elettrica necessaria al funzionamento delle pompe stesse. Costi economici e ambientali, in quanto il consumo di energia elettrica implica l'immissione di gas serra nell'ambiente; tutti i costi, economici e ambientali, risulterebbero completamente inutili se solo il progetto avesse previsto una localizzazione dell'impianto di depurazione compatibile con l'altimetria del territorio dei due comuni da servire; considerato che a giudizio dell'interrogante il sistema progettato, oltre ad essere completamente irrazionale, a causa dei suddetti oneri, soffre di una notevole vulnerabilità, in quanto, ad ogni fermo o malfunzionamento del pluriproblematico condotto fognario dotato di pompe elettromeccaniche per la spinta in salita dei liquami, di cui non si può evitare di tenere conto, cesserà completamente la depurazione dei liquami del comune di Opi, i quali, non essendo possibile effettuarne l'arresto, si ritroveranno deviati senza trattamento direttamente nel fiume Sangro, con gravi conseguenze per il pregiato ambiente del parco nazionale, dove esso scorre; fare chilometri di scavi per costruire una innaturale ed irrazionale fognatura in salita nella piana posta tra Pescasseroli ed Opi, di pregiatissimo valore ambientale, dove non è raro trovare l'orso bruno marsicano, soprattutto nel periodo autunnale, si commenta da sé, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga, al fine di scongiurare danni irreparabili all'interno del parco nazionale, territorio dagli equilibri naturali molto delicati, urgente e necessario verificare la congruità ambientale e l'efficacia tecnica del progetto, e in caso negativo di bloccarlo immediatamente. Atto n. 3-00227 CIRINNA' CERNO ZANDA ASTORRE MALPEZZI BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI COMINCINI CUCCA D'ARIENZO FEDELI GIACOBBE GINETTI IORI MAGORNO MANCA MARGIOTTA Assuntela MESSINA MISIANI PARRINI PITTELLA STEFANO VATTUONE TARICCO VALENTE COLLINA LAUS MARINO SUDANO Al Ministro dell'interno Premesso che: nella serata del 21 settembre 2018, a Bari, nel quartiere Libertà, al termine di un corteo di opposizione alle politiche del Governo in materia di gestione dei flussi migratori, alcuni manifestanti, in presenza di bambini, sono stati aggrediti violentemente da un gruppo di militanti della locale sezione di Casapound, con uso di spranghe, bastoni e tirapugni; a seguito dell'aggressione, almeno due manifestanti sono stati ricoverati presso strutture ospedaliere in conseguenza delle ferite riportate; ritenuto che: l'aggressione verificatasi a Bari è solo l'ultimo di una serie di inquietanti episodi di violenza politica e vero e proprio squadrismo, che si sono andati intensificando negli ultimi mesi, prima e dopo le recenti elezioni politiche; nel periodo che va da maggio a settembre 2018, solo nella città di Roma, si sono verificate 4 aggressioni di matrice neofascista ai danni di altrettante sedi locali del Partito democratico, con l'esposizione di simboli neofascisti e neonazisti sulle mura esterne dei circoli (il 28 maggio, al circolo PD Talenti; l'8 luglio, al circolo PD Alberone; il 13 settembre al circolo PD ponte Milvio) e con vere e proprie irruzioni violente e atti di intimidazione e vandalismo (1° luglio al circolo PD Subaugusta), azioni rivendicate da Forza Nuova e Rivoluzione nazionale, sulle quali la magistratura sta indagando; considerato che: la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; il nostro ordinamento giuridico manifesta il più alto grado di disvalore verso ogni forma di manifestazione violenta di idee politiche; la qualità del processo democratico si misura anzitutto sulla capacità di mantenere l'espressione del dissenso entro i limiti della pacifica contrapposizione dialettica; il proliferare di gruppi politici che si ispirano, direttamente o indirettamente, all'eredità del ventennio fascista e che, più in generale, includono l'uso di violenza tra i propri metodi di azione politica si pone in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana; non sono mancate, come testimoniano foto, video, articoli di stampa e concrete vicende di collaborazione politica, esperienze di contatto tra alcune delle suddette organizzazioni ed esponenti dell'attuale maggioranza e del Governo, si chiede di sapere quali azioni concrete il Ministro in indirizzo intenda adottare per contenere l'emersione della violenza politica di matrice neofascista e garantire il pacifico svolgimento del dibattito pubblico su temi di interesse generale, con particolare riguardo alle garanzie nei confronti delle forze di opposizione all'attuale Governo e, più in generale, all'espressione del dissenso politico nelle forme garantite dalla nostra Costituzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00588 MALPEZZI MARCUCCI IORI RAMPI VERDUCCI ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BINI BITI BOLDRINI BONIFAZI CERNO CIRINNA' COLLINA CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRARI GARAVINI GIACOBBE GINETTI GRIMANI LAUS MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO Assuntela MESSINA MIRABELLI MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PATRIARCA PINOTTI PITTELLA RENZI ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI STEFANO SUDANO TARICCO VALENTE VATTUONE Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: alcuni mesi fa, il Comune di Lodi ha approvato il nuovo regolamento sull'accesso ai servizi accessori della scuola, come mense e scuolabus; servizi scuola stranieri tale delibera stabilisce che, "ai fini dell'accoglimento della domanda", vengono considerati "anche i redditi ed i beni immobili o mobili registrati disciplinati dall'articolo 816 del Codice civile, eventualmente posseduti all'estero e non dichiarati in Italia". E, inoltre, precisa che "i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea devono produrre - anche in caso di assenza di redditi o beni immobili o mobili registrati - la certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato esterno - corredata di traduzione in italiano legalizzata dall'Autorità consolare italiana che ne attesti la conformità"; chi non potesse produrre tale documentazione dovrà pagare il massimo delle tariffe per l'accesso alla mensa scolastica o al servizio di scuolabus, essendo, dunque, privato della possibilità di beneficiare di alcuna agevolazione; appare del tutto evidente la volontà di escludere dall'accesso a tali servizi tutti i nuclei familiari dove compare anche solo un extracomunitario poiché la certificazione patrimoniale non si può ottenere in diversi Paesi, tra cui Afghanistan, Libia, Siria, Yemen, mentre è di fatto impossibile da conseguire in altri Paesi come Senegal, Marocco, Kenya, Ecuador o Egitto; pertanto dall'autunno 2017 il regolamento per l'accesso agevolato ai servizi comunali (asili, mense, scuolabus, trasporto sociale, eccetera) richiede per i cittadini di Stati non europei, diversamente dalla legislazione vigente, la consegna di una certificazione o costosa o impossibile da produrre. Ciò sta negando a molti cittadini la possibilità di usufruire di questi servizi con le agevolazioni a cui avrebbero diritto; ad oggi, solo 4 famiglie su 94 sono riuscite a produrre la documentazione richiesta; alcune associazioni hanno presentato un ricorso al tribunale di Milano contro il regolamento dell'amministrazione considerato "discriminatorio ai sensi del diritto nazionale e/o del diritto Ue", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione e se non ritengano che tale decisione, oltre a discriminare i bambini nell'accesso ai servizi accessori della scuola, non violi le norme della la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e le direttive europee in materia di divieto di discriminazione sulla base della nazionalità e dello status di immigrazione. Atto n. 4-00589 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2018, i militari del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Sala Consilina, giunti nel centro di accoglienza per migranti in località Lontrano ad Auletta (Salerno) ritrovavano, in seguito a perquisizioni, un feto senza vita in un secchio di plastica vicino alla struttura, nascosto da coperte e asciugamani; i militari sono intervenuti dopo che i sanitari del 118 avevano prestato le prime cure ad una nigeriana di 25 anni, che alloggiava nella struttura e che aveva partorito in bagno; la venticinquenne, ricoverata nel reparto di ginecologia dell'ospedale "Luigi Curto" di Polla, è stata denunciata per infanticidio e occultamento di cadavere; sul feto, posto a disposizione dell'autorità giudiziaria, è stato disposto l'esame autoptico, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del raccapricciante fatto descritto; se intenda disporre l'invio di ispettori per verificare se presso il centro di accoglienza per migranti in località Lontrano di Auletta (Salerno), siano rispettate tutte le norme di sicurezza e gli obblighi socio assistenziali. Atto n. 4-00590 IANNONE Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: le Province di Avellino e Salerno, in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (legge Delrio) e della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità per il 2015), nell'ambito della riduzione della dotazione organica sulla base del valore finanziario dei posti correlati all'esercizio delle funzioni non fondamentali, hanno inserito le unità lavorative dei settori biblioteche, musei e pinacoteche negli elenchi del personale da destinare alla mobilità da parte del Dipartimento della funzione pubblica, in attesa della legge regionale di riordino; la Regione Campania, con legge regionale n. 14 del 2015, ha ritenuto di mantenere nella dotazione organica delle Province il personale impiegato nell'esercizio delle funzioni; questa decisione intrapresa per le Province di Avellino e di Salerno è unica in Italia e ha comportato l'eliminazione dei lavoratori interessati dagli elenchi presenti sul portale della mobilità per ricollocarli nuovamente negli organici delle due Province, che non avevano spazi economici di riassorbimento; la Regione Campania, in forma coattiva, ha applicato una convenzione unilaterale per la gestione della funzione biblioteche, musei e pinacoteche; tale decisione risulta a giudizio dell'interrogante palesemente in contrasto con quanto disposto dalla circolare n.1/2015 del Ministero per la semplificazione e la funzione pubblica e del Ministero degli affari regionali e le autonomie, ma ha determinato che i relativi lavoratori della funzione non sono stati inseriti negli organici delle Province di riferimento, se non come personale fuori ruolo; i dipendenti del settore biblioteche, musei e pinacoteche della Provincia di Salerno hanno promosso un'azione legale presso il giudice del lavoro per essere ricollocati come tutti i dipendenti delle funzioni non fondamentali sottratte alle Province dalla legge Delrio; considerato che il Tribunale di Salerno-sezione Lavoro, in data 13 settembre 2018, ha respinto l'istanza presentata dai dipendenti del settore biblioteche, musei e pinacoteche, valutando unicamente che non avevano avuto difficoltà nel percepire le mensilità, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti, fortemente lesivi a parere dell'interrogante della dignità professionale di questi dipendenti dello Stato; se ritenga di dover intervenire per far uscire tali lavoratori da questo limbo e ristabilire certezza di appartenenza amministrativa; eventualmente, in che modo e con quali tempi intenda procedere per evitare nuovi e più gravi pregiudizi a questi dipendenti dello Stato da anni delegittimati e mortificati dalla normativa nazionale e regionale. Atto n. 4-00591 QUAGLIARIELLO Al Ministro della giustizia Premesso che: il 18 settembre 2018, presso l'istituto femminile di Roma "Rebibbia", si è consumata una tragedia per mano della follia omicida di una detenuta che, ristretta in stato di custodia cautelare con i suoi due figlioletti, li ha gettati nella tromba delle scale della sezione nido causando la morte immediata di uno di loro e causando la morte cerebrale dell'altro; il fatto ricalca, purtroppo, molti altri episodi di cronaca registratisi negli ultimi tempi, dove si possono riconoscere analoghi tratti di imprevedibilità e follia omicida di genitori; l'episodio del 18 settembre, però, a differenza dagli altri si è verificato in una sezione nido di un penitenziario e non presso un'abitazione privata; considerato che da troppo tempo l'amministrazione penitenziaria viene chiamata, a causa del vuoto normativo creato dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, nonché di carenza di risorse finanziarie, a gestire una popolazione detenuta carente di quei requisiti psicofisici che sarebbero necessari per ricevere il trattamento penitenziario; preso atto che in seguito alla tragedia i vertici della casa circondariale femminile di Rebibbia sono stati immediatamente sospesi dalle rispettive funzioni, ancor prima che fosse possibile accertare eventuali responsabilità in merito ad un episodio caratterizzato da alta imprevedibilità; considerato inoltre che la Costituzione sancisce il principio e la presunzione di non colpevolezza, presupposto per l'azione sanzionatoria dello Stato di diritto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che la disposizione dell'immediata sospensione dei vertici del carcere romano di Rebibbia possa essere interpretata come una prematura misura punitiva, al momento non supportata da elementi di responsabilità accertati; se non ritenga di dover attendere i risultati della visita ispettiva che avrebbe dichiarato di aver attivato; se sia a conoscenza delle difficoltà oggettive incontrate dalla gran parte delle direzioni penitenziarie per la considerevole presenza di detenuti con problematiche psichiatriche, la cui gestione è divenuta particolarmente onerosa a seguito sia del transito della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale sia dell'avvenuta soppressione degli ospedali psichiatrici giudiziari; se non ritenga necessaria l'attivazione di una commissione permanente che, prendendo le mosse dalla tragedia di Rebibbia, accerti, in presenza di eventi critici auto ed etero aggressivi, le eventuali responsabilità riguardanti ogni professionalità operante nell'istituto, comprese, in primis , quelle sanitarie cui è affidata per legge, in via esclusiva, la tutela della salute dei ristretti. Atto n. 4-00592 DE BONIS Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, all'articolo 45 ha modificato l'articolo 107 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modifiche e integrazioni, nuovo codice della strada, relativo all'accertamento dei requisiti di idoneità delle macchine agricole; il novellato articolo prevede che tale accertamento possa essere svolto, oltre che mediante visita e prova da parte degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, anche "da parte di strutture o Enti aventi i requisiti stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali"; con tale disposizione la legislazione italiana si allinea alle opportunità previste dalla normativa comunitaria in materia di omologazioni stradali dei veicoli, incluse le macchine agricole, che prevede che ogni Stato membro sia dotato di un'autorità competente preposta al rilascio delle omologazioni con la possibilità di delegare la fase operativa a strutture ritenute idonee, cosiddetti servizi tecnici, ai sensi del regolamento (UE) n. 167/2013, noto come "Mother Regulation", relativo all'omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli; in altri Paesi europei, da anni le autorità competenti hanno delegato strutture esterne che possono operare in tutti i Paesi dell'Unione rilasciando le omologazioni della propria autorità delegante con il conseguente pagamento degli oneri a quest'ultima. Quindi, le omologazioni comunitarie delle macchine agricole nel nostro Paese vengono effettuate prevalentemente da tali strutture delegate, con conseguente perdita di denaro per le pubbliche amministrazioni e di lavoro essendo impiegato prevalentemente personale estero, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente emanare il decreto attuativo previsto dall'articolo 107 del codice della strada al fine di definire i requisiti delle strutture o enti che possono effettuare l'accertamento della conformità delle macchine agricole alle prescrizioni tecniche previste dalla legge; se non siano del parere che dare la possibilità di svolgere anche le omologazioni nazionali e comunitarie a un ente italiano consentirebbe di riportare allo Stato italiano una cospicua parte dei diritti oggi versati a Stati esteri, nonché di offrire possibilità di lavoro a tecnici italiani. Atto n. 4-00593 BINI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto denunciato nelle scorse settimane dalle associazioni sindacali, nel territorio della montagna pistoiese e soprattutto nei comuni di Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio, Sambuca e Marliana si registrerebbero numerosi problemi di consegna della posta a seguito della riorganizzazione dei servizi compiuta da Poste italiane; in particolare, tale riorganizzazione avrebbe comportato il taglio di oltre il 40 per cento delle zone di recapito sulla montagna, passate da 12 a 7, ed una conseguente riduzione dei portalettere; i 7 addetti alla consegna rimasti nel territorio, nei giorni di recapito, si trovano pertanto a dover consegnare la posta di due giorni in zone più ampie, con difficoltà a finire il giro nei tempi stabiliti, oltre a condizioni di stress e ai rischi legati al dover operare più velocemente in territori che, soprattutto in inverno, sono caratterizzati dalla presenza di ghiaccio e neve; considerato che: è noto che da alcuni mesi Poste italiane SpA ha avviato un piano di riorganizzazione dei servizi sul territorio nazionale che prevede la riduzione dei costi del servizio postale universale, passando dalla consegna su base giornaliera a quella a giorni alternati; tale riorganizzazione risponde all'obiettivo dell'azienda di ridurre i costi, in uno scenario in cui sono operative società private in concorrenza a Poste italiane SpA, nonché nuovi servizi telematici di posta elettronica; tale riduzione del servizio ha interessato negli ultimi due anni numerosi comuni, provocando una diffusa preoccupazione tra i lavoratori della stessa azienda in merito al rischio di riduzione degli sportelli, nonché tra i tanti cittadini e i diversi livelli istituzionali rispetto al tema della garanzia dell'universalità del servizio e delle pari opportunità tra i diversi territori; appaiono del tutto ragionevoli le richieste già avanzate dai sindacati nei confronti di Poste italiane, che riguardano sia l'aumento delle zone di recapito e l'esigenza di ulteriori dipendenti per garantire la consegna giornaliera della posta importante, come previsto dall'accordo nazionale tra sindacati e azienda, sia il mantenimento della figura del coordinatore negli uffici di recapito per sveltire la preparazione della posta al mattino, nonché il ripristino delle ore 8 come orario di ingresso al lavoro dei portalettere, anziché le ore 9 stabilite al momento; la riorganizzazione dei servizi postali, infatti, ancorché fondata su legittime politiche imprenditoriali, non può ledere la garanzia del servizio universale ai cittadini, in particolare per quanto riguarda coloro che abitano nelle aree interne e montane, che già scontano una serie di svantaggi dovuti alla particolare collocazione geografica, si chiede di sapere quali urgenti iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di interloquire con Poste italiane, di concerto con le rappresentanze istituzionali delle comunità interessate, per favorire una revisione delle modalità di riorganizzazione dei servizi postali sul territorio e risolvere le problematiche legate alla riduzione dei servizi postali nei comuni montani, ed in particolare di quelli della montagna pistoiese. Atto n. 4-00594 NASTRI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal quotidiano "La Stampa" il 19 settembre 2018, l'introduzione dell'obbligatorietà dell'utilizzo dei sacchetti biodegradabili da parte del consumatore per l'asporto dei prodotti dal punto vendita, prevista dalla direttiva (UE) 2015/720, che modifica la direttiva 94/62/CE, per quanto riguarda la riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, sta causando notevoli problemi e anomalie, a partire dall'enorme differenza delle tariffe applicate dalla grande distribuzione; l'importo addizionale applicato, ad esempio, da Esselunga e Auchan, che rappresenta il costo del medio del " bioshopper " (sacchetto biodegradabile) è di 10 centesimi, mentre per le cooperative della Conad o Coop, il prezzo applicato oscilla tra gli 8 e i 15 centesimi: ovvero tutti valori decisamente superiori agli annunci iniziali quando si parlava di un extra tra uno e 3 centesimi, solo per le buste di frutta e verdure; il consumatore paga a caro prezzo due contenitori biodegradabili e la conferma di tale ingiustificato aumento nel settore alimentare arriva dal costo del bioshopper in altre categorie commerciali, come ad esempio il settore dell'abbigliamento, sport e tempo libero o di consumo di elettronica (Cisalfa e Euronics) dove non si supera il prezzo di un centesimo; al riguardo, il sito internet di "Amazon" riporta che il costo di una confezione di 500 bioshopper (senza spese di spedizione) raggiunge i 10,41 euro, pari a 2 centesimi a sacchetto e pertanto, prosegue "La Stampa", si pone la domanda del motivo di tanta differenza di costo del bioshopper tra il settore agroalimentare e quello dell'abbigliamento o dell'elettronica; la sensazione che si riscontra è di una condotta non corretta da parte della grande distribuzione, che abusa di una legge scritta male, che favorisce interessi delle catene dei supermercati per creare nuovi profitti, laddove la curva dei consumi resta piatta o negativa e i margini di guadagno sono diventati molto stretti; nel settore agroalimentare si determina un aumento della spesa annua pari a circa 50 euro per i bioshopper , a cui si aggiunge il costo delle buste per la frutta e verdura oltre al prezzo pagato per altri acquisti, per cui si arriva a circa 90 euro di aumento; ulteriori criticità, evidenziate dall'articolo, si rinvengono anche dagli effetti controproducenti per lo Stato e gli interessi dei cittadini italiani, sul rischio di inquinamento da plastica per i contenitori di prodotti alimentari, causato dai bioshopper , che risulta essere in aumento anziché determinare effetti contrari; dall'entrata in vigore della normativa, infatti, gli acquisti di ortaggi e frutta sfusi, sono crollati del 7,8 per cento, a differenza degli stessi prodotti in vaschette di plastica (non biodegradabili e non compostabili) che invece risultano aumentati dell'11 per cento; il contenuto dell'articolo a giudizio dell'interrogante desta sconcerto e preoccupazione sia dal punto di vista economico, considerato come le tariffe applicate dalla grande distribuzione sul costo del bioshopper (oltre a causare un ingiusto costo aggiuntivo per i consumatori) rappresentano un vero e proprio abuso di potere commerciale, che sotto il profilo ambientale, in quanto da quanto descrive "La Stampa", sembrerebbe determinarsi un aumento dei livelli di inquinamento causato dall'incremento di vendita dei contenitori di plastica; risulta conseguentemente urgente e necessario, ad avviso dell'interrogante, avviare opportune indagini al fine di accertare la veridicità di quanto esposto e introdurre ogni iniziativa volta a fronteggiare i rincari sui prezzi del bioshopper , che starebbero determinando gravi effetti distorsivi sul mercato, sui consumatori e sull'ambiente, si chiede di sapere quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto e se non ritengano opportuno avviare ogni iniziativa, nell'ambito delle rispettive competenze, volta a definire eventuali responsabilità, introducendo misure, anche normative, per evitare il proseguimento di comportamenti scorretti da parte della grande distribuzione, nell'ambito delle tariffe applicate sui bioshopper . Atto n. 4-00595 MARSILIO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: recentemente è stata annunciata la notizia, riportata anche da diverse testate locali, della chiusura del viadotto Sente Longo che, situato sulla linea di confine tra l'Abruzzo ed il Molise, collega i comuni dell'alto vastese (Belmonte del Sannio, Castiglione Messer Marino, Schiavi D'Abruzzo e Fraine) a quelli dell'alto Molise, tra cui Agnone; la chiusura del viadotto è stata predisposta con una specifica ordinanza della Provincia di Isernia, in seguito alle verifiche di sicurezza effettuate dopo il terremoto del 14 agosto 2018; il viadotto Sente, tra i ponti più alti (circa 185 metri di altezza) ed importanti d'Italia, realizzato nella metà degli anni '70, ha rappresentato un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dei territori circostanti e costituisce l'unico collegamento realmente percorribile tra l'alto vastese e l'alto Molise, anche in considerazione del pessimo stato in cui versano le strade provinciali alternative sui cui ora è stato deviato il traffico; il 19 settembre i sindaci dei territori interessati dalla chiusura del viadotto hanno costituito un tavolo tecnico permanente per porre in essere ogni utile attività tesa alla risoluzione delle problematiche derivanti dalla chiusura; considerato che: i Comuni di Agnone, Belmonte del Sannio, Castiglione Messer Marino, Schiavi D'Abruzzo e Fraine sono Comuni tra loro confinanti che, seppur situati in due regioni distinte (Molise ed Abruzzo), per la vicinanza geografica condividono, oltre alla storia e alle tradizioni, anche numerosi servizi fondamentali per lo sviluppo economico e culturale delle comunità locali; a causa della conformazione del territorio, che ha determinato un isolamento strutturale dai principali centri abruzzesi e da alcuni servizi primari regionali, le comunità dell'alto vastese, grazie al viadotto Sente, hanno da sempre usufruito e fatto affidamento sui maggiori servizi pubblici, quali la sanità e l'istruzione, che poteva loro garantire il più vicino Comune di Agnone; Agnone ospita, infatti, l'ospedale "San Francesco Caracciolo", la cui struttura rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la salute dei cittadini dell'alto vastese che, altrimenti, sarebbero costretti a recarsi all'ospedale di Vasto (Chieti) percorrendo una distanza ben maggiore, che in situazioni critiche potrebbe rivelarsi fatale per la vita dei pazienti; per quanto concerne l'istruzione, in particolare quella secondaria di primo e secondo grado, il centro di Agnone rappresenta, inoltre, un importante polo attrattivo per i comuni afferenti all'alto vastese perché ospita, oltre ad una scuola media, anche il liceo scientifico "Giovanni Paolo I" e l'istituto tecnico "Leonida Marinelli", si chiede di sapere: quali misure i Ministri in indirizzo intendano attivare, ciascuno per quanto di competenza, per fronteggiare in modo tempestivo l'emergenza derivante dalla chiusura del viadotto Sente, al fine di assicurare sia la normale fruizione dei servizi scolastici, che il facile accesso al più vicino nosocomio dell'area; se non reputino opportuno un rapido passaggio della gestione del viadotto Sente Longo all'Anas in considerazione dell'impossibilità della Provincia di far fronte alle ingenti risorse necessarie per la messa in sicurezza dell'infrastruttura; se non si reputi opportuno considerare il viadotto Sente Longo un'infrastruttura strategica per lo sviluppo delle comunità situate in un'area di difficile accesso geografico, che, se private anche delle principali vie di comunicazione, soffrirebbero in maniera ancora più grave il fenomeno di desertificazione demografica che già le colpisce. Atto n. 4-00596 DE PETRIS Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Unicoop Tirreno conta oltre un milione di soci, un centinaio di punti vendita e circa 4.500 dipendenti tra Toscana, Lazio, Campania e Umbria; nel corso degli ultimi anni, Unicoop Tirreno è entrata in sofferenza economica, a causa di ripetute perdite di esercizio, che hanno superato complessivamente i 100 milioni di euro, dovute, oltre alla crisi delle vendite, anche ad una errata politica gestionale, con gravi responsabilità gestionali, ed a scelte sbagliate di acquisizione di nuovi mercati; la Banca d'Italia ha inoltre attenzionato la cooperativa dopo l'entrata in vigore della prescrizione che, a tutela dei risparmiatori, impone di non far scendere il patrimonio aziendale sotto un terzo rispetto al prestito sociale; considerato che a quanto risulta all'interrogante: è sopraggiunta la dichiarazione di Unicoop Tirreno di voler cedere 8 punti vendita del sud del Lazio, con conseguente rischio di perdita di lavoro per 270 persone; Unicoop Tirreno ha inoltre annunciato di voler disconoscere la contrattazione integrativa vigente e di avere criticità rilevanti in altri 18 punti vendita del Lazio, della Toscana e dell'Umbria, oltre ad un importante numero di esuberi ancora presenti nella sede di Piombino, che potrebbero aumentare proprio in virtù della cessione o della chiusura di altri punti vendita. Unicoop Tirreno, che è presente nel Lazio attraverso Distribuzione Lazio Umbria, controllata al 100 per cento, e Distribuzione Centro Sud, di proprietà per il 70 per cento di Coop Alleanza 3.0 e per il 30 per cento di Unicoop Tirreno, hanno da tempo intrapreso una collaborazione su questi territori, hanno in comune la piattaforma logistica di Anagni, gestita da Centrale Adriatica, controllata di Coop Alleanza 3.0, che rifornisce i punti vendita di entrambi le imprese, nonché strategie commerciali coordinate. Nel Lazio si intreccia anche la presenza di Distribuzione Roma, società a marchio Coop controllata al 100 per cento ancora una volta da Coop Alleanza 3.0; ritenuto che i dipendenti di Unicoop Tirreno hanno già significativamente contribuito a riallineare il costo del lavoro al volume dei ricavi, acconsentendo alla sospensione di parti importanti del contratto integrativo aziendale e infliggere l'ulteriore penalizzazione della disdetta della contrattazione integrativa sarebbe, a parere dell'interrogante, oltre che ingiusto anche incomprensibile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e se voglia avviare un confronto congiunto con tutte le parti sindacali, che affronti complessivamente la presenza e il futuro della Coop in questi territori; come intenda evitare la cessione degli 8 punti vendita e soprattutto scongiurare gli esuberi di centinaia di persone, garantendo il futuro occupazionale e della cooperazione nei territori coinvolti. Atto n. 4-00597 DE PETRIS Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: come accade periodicamente oramai da anni, anche in queste ultime settimane sulla stampa locale del sud pontino si è acceso il dibattito sulla presenza del "pontile petroli" ENI in pieno centro urbano a Gaeta (Latina), con tutti i gravi rischi per la popolazione in caso di possibili incidenti connessi con le attività di carico e scarico di prodotti petroliferi; contrariamente a quanto da sempre assicurato dai vertici dell'autorità portuale di Civitavecchia (la cui circoscrizione di competenza fu estesa nel 2002 al porto commerciale di Gaeta, includendo l'intero golfo), anziché provvedere alla delocalizzazione del pontile petroli, al fine di assicurare lo svolgimento delle operazioni commerciali in condizioni di massima sicurezza, tanto per l'ecosistema marino e costiero quanto e soprattutto per la popolazione in considerazione della prossimità dell'abitato e delle attività umane, con delibera n. 12 del 17 febbraio 2014, viene previsto lo spostamento del pontile petroli nell'ambito del porto commerciale, che ha suscitato forti proteste da parte dell'amministrazione formiana, degli operatori turistici e balneari e delle associazioni di cittadini del comprensorio, in quanto la nuova ubicazione risultava in prossimità della spiaggia di Vindicio, con tutti i conseguenti rischi e pericoli che non venivano eliminati ma solamente trasferiti; oltre a ciò, veniva fatto notare come la nuova localizzazione prescelta risultasse sempre essere nell'ambito dell'area sensibile individuata dalla Regione Lazio ai sensi della direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991; per contro, è stato ritenuto da più parti che la soluzione ottimale, capace di contemperare le esigenze di natura economica e commerciale con la sicurezza e la salvaguardia dell'ambiente, poteva essere lo spostamento del terminal petrolifero offshore a una congrua distanza di sicurezza dalla costa ed al di fuori dell'area sensibile, proprio come avviene da sempre nel porto di Fiumicino (anch'esso amministrato dall'autorità portuale di Civitavecchia) e come di recente delocalizzato nel porto di Civitavecchia, analogamente a quanto avviene in altre parti d'Italia e del mondo; nei giorni scorsi, l'assemblea contro il pontile petroli, sito nel cuore della città di Gaeta, ha dato il via a due raccolte firme per la dismissione del pontile ENI anche in considerazione della recente scadenza della concessione alla stessa società, che favorirebbe, in questo periodo di riassestamento, una soluzione definitiva del problema; la multinazionale del petrolio insiste per un rinnovo decennale e per un ingrandimento del pontile, oltre che per il suo spostamento a ridosso della spiaggia di Vindicio, sul confine con il comune di Formia; se le richieste di Eni venissero accolte, aumenterebbero i rischi legati alla sicurezza per la presenza di un sito tanto delicato e pericoloso nei pressi di un centro abitato con un impatto ancor più negativo sull'ambiente, sulle attività turistiche e di pesca; i cittadini del golfo di Gaeta chiedono, invece, che il pontile ENI venga dismesso con conseguente riqualificazione dell'area interessata e riallocazione dei lavoratori attualmente impiegati nella struttura petrolifera o, in extrema ratio , che si preveda una delocalizzazione della struttura offshore , con una concessione che riduca l'ipoteca decennale sul futuro delle zone costiere, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario e urgente assumere le opportune iniziative per l'immediata delocalizzazione del pontile petroli di Gaeta in un luogo più sicuro, conformemente alla normativa in materia di sicurezza, al fine di garantire, compatibilmente alle esigenze di natura economica e commerciale, anche la salute e la sicurezza dei cittadini. Atto n. 4-00598 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 10 agosto 2018, per svernamenti illeciti ed emissioni maleodoranti, sono scattate 9 denunce e il sequestro di un depuratore di Mercato San Severino (Salerno); i Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), dietro indagine della Procura di Nocera Inferiore, hanno ispezionato l'impianto ubicato nella frazione di Costa, accertando violazioni in materia ambientale; dopo un'ispezione a giugno 2018, era emerso che l'impianto scrubber non era attivo, né funzionante, i locali destinati ai trattamenti erano risultati non in depressione e gli interventi migliorativi imposti dalla Giunta regionale erano stati realizzati solo parzialmente, con l'evidente diffusione di miasmi maleodoranti in atmosfera; le varie fasi della depurazione delle acque reflue urbane non erano quindi assistite da idonei impianti di captazione e trattamento delle emissioni maleodoranti, generando l'immissione in atmosfera di odori nauseabondi, che hanno provocato evidenti disagi ai residenti delle aree limitrofe al depuratore; ulteriori controlli sono stati effettuati dai Carabinieri anche presso gli opifici industriali ubicati nei comuni di Montoro, Fisciano e Mercato San Severino; nel tempo si sono susseguite numerose segnalazioni dell'Amministrazione comunale di Mercato San Severino (come da note n. 17796 e n. 17797 del 16 luglio 2018 al protocollo generale dell'ente) pronta a dare sostegno alle istanze dei cittadini residenti nelle aree limitrofe, riguardo a sversamenti illeciti nei corsi d'acqua, cui è seguita un'intensificazione degli accessi ispettivi, già in atto da parte del personale specializzato del Noe di Salerno con l'ausilio di personale tecnico dell'Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania); nelle ultime settimane di luglio 2018 e nella prima di agosto, il personale specializzato ha attivato una serie di controlli presso gli impianti industriali dell'area di interesse (essenzialmente rivolti alla lavorazione di marmi, alla realizzazione di macchinari per trivellazione, lavorazione pelli, tipografia, produzione e lavorazione materiale plastico e metallico) che allo stato, hanno già portato alla denuncia di 8 titolari di opifici industriali ritenuti responsabili a vario titolo di aver "stoccato fanghi di depurazione, nonché scaricato in pubblica fognatura le acque reflue industriali e le acque meteoriche di dilavamento dei piazzali suscettibili di contaminazione, in assenza di autorizzazione", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tali gravi fatti e come intenda tutelare il territorio e dunque la salute dei cittadini anche rispetto alle gravi inadempienze della Regione Campania, responsabile del funzionamento del depuratore della località Costa. Atto n. 4-00599 DE PETRIS LAFORGIA Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta agli interroganti: in data 24 settembre 2018, un gruppo di attivisti del movimento "Forza Nuova", entrato nell'oratorio di Rebbio (Como), ha affisso uno striscione in via Lissi con la scritta "Don Giusto si occupi di chiesa e non di politica"; il parroco citato, da quanto si apprende dagli organi di stampa, aveva partecipato precedentemente a un incontro presso la sede della CNA, organizzata da "Como Senza Frontiere", nella sede della Cna, a seguito dello sgombero di 70 migranti dal centro di via Regina, palesando preoccupazioni per ottemperare all'accoglienza di questi ultimi; considerato che l'aggressione nei confronti del parroco e la conseguente intimidazione sono scaturiti da un gruppo che rivendica anche altri casi, ponendo sotto attacco a parere degli interroganti la libertà individuale, oltre che il tentativo di costruzione della cittadinanza, di promozione dell'inclusione e di partecipazione democratica, che portano avanti tutte le organizzazioni e le associazioni di volontariato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover procedere, per quanto di competenza, nei confronti degli aggressori; se non ritenga che i ripetuti episodi di stampo razzista nei confronti degli immigrati siano parte di una precisa strategia dei gruppi della "destra neo fascista", per deviare il disagio e la protesta sociale verso forme di violenza razzista e xenofoba, come nei momenti più bui della storia del nostro Paese; quali iniziative intenda adottare per contrastare il proliferare di questi eventi. Atto n. 4-00600 PAROLI MAFFONI TOFFANIN PAPATHEU GALLONE GALLIANI GIAMMANCO MODENA MALAN FERRO CAUSIN Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: per andare incontro alle aspettative dei 23 milioni di propri cittadini, il Governo di Taipei ha deciso di portare avanti le campagne promosse dalle Nazioni Unite con la iniziativa "Taiwan, un partner globale vitale nell'implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)", che si richiama al tema della 73ª assemblea generale di quest'anno "Rendere le Nazioni Unite rilevanti per tutti: leadership globale e responsabilità condivise per società pacifiche, eque e sostenibili"; Taiwan si appella, con il suo concreto impegno, all'intera comunità internazionale affinché riconosca la sua determinazione a contribuire alla soluzione dei problemi regionali e globali; alcuni Governi si sono rivolti al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, affinché consideri l'esigenza di risolvere la questione dell'esclusione dei 23 milioni di taiwanesi dal sistema ONU, in armonia e coerenza con lo spirito fondativo della Carta delle Nazioni Unite, e sostenendo principi di giustizia, eguaglianza e correttezza, in quanto il popolo di Taiwan dovrebbe essere trattato allo stesso modo di quelli di tutte le altre nazioni del mondo; gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU riguardano il benessere e l'avvenire di tutta l'umanità, ed è ingiusto e assurdo che Taiwan continui ad essere lasciata indietro; il Parlamento europeo, nella sua risoluzione approvata il 12 settembre 2018, sullo stato delle relazioni UE-Cina, al paragrafo 65 "ribadisce il suo costante sostegno a una partecipazione significativa di Taiwan a organizzazioni internazionali come l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO), in quanto la continua esclusione del paese non è in linea con gli interessi dell'UE", si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di concorrere, insieme all'Unione europea, ad un'appropriata soluzione che ponga fine all'emarginazione dei 23 milioni di cittadini taiwanesi, e dei suoi legittimi rappresentanti democraticamente eletti, dalle organizzazioni e agenzie internazionali delle Nazioni Unite. Atto n. 4-00601 GASPARRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a quanto risulta all'interrogante, a partire dal 1° ottobre 2018 il servizio di collegamento con mezzi veloci per la tratta Messina-Reggio Calabria verrà interrotto; lo svolgimento del predetto servizio era stato aggiudicato all'ex Ustica Lines SpA, ora Liberty Lines SpA, con D.D. n. 46 del 4 giugno 2015, a seguito di regolare procedura di affidamento esperita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con bando di gara del 31 maggio 2015; a completamento dell' iter amministrativo di affidamento del servizio, in data 24 giugno 2015, veniva sottoscritto, innanzi al notaio Rosa Gallelli di Roma, apposito contratto repertorio n. 16108, raccolta 5428, tra il Ministero e la società Ustica Lines SpA; nel contratto firmato, della durata di 3 anni, era prevista la possibilità di un rinnovo per una volta e per la durata di 12 mesi, e un successivo rinnovo subordinato alla disponibilità delle risorse finanziarie per la continuazione del servizio ed all'interesse per l'Amministrazione alla continuazione del medesimo; il Ministero non ha provveduto a pubblicare un nuovo bando e, non essendoci stata al momento l'intenzione di rinnovare per un anno il contratto, l'amministratore delegato della Liberty Lines ha inviato una nota allo stesso e per conoscenza ai Presidenti di Sicilia e Calabria, agli assessori ai trasporti, ai prefetti ed ai sindaci delle città di Messina e di Reggio Calabria, con la quale comunica che, in assenza di proroga, il servizio non verrà più effettuato; tale interruzione, oltre a creare notevoli disagi alle migliaia di passeggeri, prevalentemente studenti e lavoratori pendolari, comporterà con molta probabilità anche problemi di ordine pubblico; inoltre, con l'interruzione del servizio, circa 80 famiglie tra marittimi, operatori di biglietteria, impiegati amministrativi, eccetera rischierebbero di perdere il lavoro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda esposta in premessa e, in caso affermativo, se non ritenga opportuno, alla luce della mancata indizione di un nuovo bando, intervenire affinché venga concessa la proroga che scongiuri i disagi per gli utenti e il licenziamento dei lavoratori attualmente impiegati.