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Istituzione di un Fondo per la valorizzazione storica, culturale, turistica e ambientale di Volandia -- Museo dell’aeronautica in Vizzola Ticino. Onorevoli Senatori. -- Il Museo dell'aeronautica di Vizzola Ticino (provincia di Varese) sorge nell'area delle officine Caproni, in prossimità dell'aeroporto intercontinentale di Malpensa. La sua realizzazione ha investito qualità, creatività e capacità di innovazione di molteplici soggetti pubblici e privati. La valorizzazione dell'insediamento industriale Caproni di Vizzola Ticino quale sede museale rappresenta un tributo alla vocazione di un territorio, con risvolti culturali e turistici di una realtà industriale che ha raggiunto la leadership mondiale. La scelta del settore aeronautico si basa sul doveroso contributo che il territorio rende ad un comparto industriale che ha trovato in Lombardia, e in particolare nella provincia di Varese, il proprio luogo di nascita e la propria sede storica. La ricerca scientifica sulle «macchine volanti» si è sviluppata nelle officine Caproni che, nei primi decenni del secolo, si insediarono nella regione Lombardia, privilegiata dalle caratteristiche morfologiche del territorio e dalle presenze industriali già attive nel settore meccanico. Nel corso degli anni grandi aziende produttrici di velivoli, quali Caproni, Agusta, SIAI Marchetti e AerMacchi, hanno generato un vero e proprio distretto industriale, che conserva ancora oggi tratti di eccellenza mondiale, di cui lo stesso aeroporto di Malpensa costituisce un segno distintivo. La costruzione del complesso industriale Caproni a Vizzola Ticino risale al 1911. Nel maggio dell'anno precedente l'ingegnere Gianni Caproni aveva trasferito presso la cascina Malpensa il suo primo aereo a motore -- realizzato ad Arco di Trento -- per effettuare i necessari collaudi. Nei mesi seguenti ricevette l'ordine di lasciare alla brigata specialisti dell'aviazione militare il campo di addestramento, ottenendo, però, di potersi trasferire sulla vasta area nella quale sarebbe sorta l'azienda, all'epoca occupata soltanto da un hangar, fatto erigere dal pilota Gherardo Baragiola. Gli edifici Caproni, che hanno mantenuto intatta la propria integrità strutturale, offrono ancor oggi uno degli esempi di maggiore interesse del territorio della provincia di Varese nel campo dell'archeologia industriale. Il complesso è costituito da corpi di fabbrica di varia altezza e di architettura semplice -- ma non priva di dettagli raffinati -- ricorrente negli insediamenti produttivi dell'epoca. L'insieme vanta, infatti, uniformità stilistica, strutturazione armoniosa, attenzione ai valori cromatici e notevole cura nella distribuzione e nel rapporto reciproco dei singoli corpi di fabbrica. Il tessuto urbanistico si sviluppa intorno a un lungo asse centrale, una sorta di viale a fianco del quale sono allineate le diverse costruzioni. La prospettiva si conclude nella cappella dei caduti -- la cui facciata intonacata si discosta dal carattere degli altri edifici -- con il fronte inferiore tripartito: il blocco di ingresso, ornato da due pannelli a intonaco graffito, è affiancato da altrettante ali scandite da paraste. Al di sopra di una breve tettoia si eleva un secondo ordine, al centro del quale è graffito a mano libera nell'intonaco il motto «Senza cozzar dirocco», coniato per l'impresa da Gabriele D'Annunzio. Di particolare raffinatezza è l'ala degli uffici, sistemata in una palazzina a due piani, sottolineata da una piccola piazza antistante. Le finestre, che ritmano i muri, sono elegantemente coronate, nella parte superiore, da una cornice di intonaco bianco graffito; blocchi di pietra dello stesso colore sono inseriti nella tessitura muraria, con una distribuzione irregolare, a spezzare e vivacizzare la massa rossa dei mattoni. Con i medesimi elementi compositivi sono state edificate anche le due palazzine ubicate all'estremo sud dell'area, in prossimità dell'antico ingresso, che verte oggi in stato di rovina, occultato dalla vegetazione. Alla funzionalità dei singoli edifici si aggiunge, così, una ricerca stilemica legata ai canoni dello storicismo e, in particolare, a ricordi del quattrocento lombardo, sia per l'uso del mattone a vista, sia per i motivi decorativi. A queste peculiarità storiche e artistiche, piace aggiungere che vi è una particolare attenzione alla modernità, nell'ottica di valorizzazione e promozione dell'industria aeronautica del Paese, delle scuole di volo, delle compagnie aeree con base a Malpensa e, in genere, ad ogni aspetto legato alla contemporaneità, alla modernità, al progresso delle scienze e delle tecnologie, anche con il raggiungimento di opportune intese di collaborazione con i più importanti musei del Paese. Il presente disegno di legge istituisce un Fondo con la dotazione complessiva di 24 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020, a valere sullo stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (articolo 2), allo scopo di perseguire gli obiettivi previsti nel progetto predisposto per gli interventi di recupero, di restauro e di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, architettonico e ambientale del parco-museo «Volandia». Si tratta di una cifra pari a quella già investita dagli enti locali e che risulta commisurata alle dimensioni del progetto, il cui completamento porterà alla nascita del più grande polo museale europeo dell'aviazione.. 1 (Progetto per la valorizzazione storica, culturale, turistica e ambientale di Volandia -- Museo dell'aeronautica in Vizzola Ticino) 1 Per la realizzazione di interventi di recupero, di restauro e di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, architettonico e ambientale di Volandia -- Museo dell'aeronautica in Vizzola Ticino è predisposto un progetto volto, in particolare, al conseguimento dei seguenti obiettivi: a la tutela, la promozione e la valorizzazione dei reperti storici del settore dell'aeronautica della provincia di Varese; b la promozione di un modello di sviluppo economico locale con particolare riferimento alla storia, alla cultura e alla tradizione industriale della provincia di Varese; c la promozione e la realizzazione di attività culturali e museali, idonee a favorire, in Italia e all'estero, la conoscenza del patrimonio conservato; d l'organizzazione di mostre permanenti e temporanee; e l'istituzione di archivi e di biblioteche, in forma cartacea e in riproduzione digitale, ottica e interattiva per lo studio dell'aeronautica; f l'istituzione di laboratori di restauro dei reperti storici. 2 Il progetto di cui al comma 1 è attuato entro l'anno 2014, secondo le modalità stabilite dagli articoli 2 e 3. 2 (Finanziamento del progetto) 1 Per l'attuazione del progetto di cui all'articolo 1 è istituito, nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, un Fondo con la dotazione complessiva di 24 milioni di euro per il quinquennio 2016-2020. 2 Gli importi del Fondo di cui al comma 1 sono trasferiti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo alla Fondazione Volandia -- Museo dell'aeronautica in Vizzola Ticino, in cinque annualità, per l'attuazione del progetto di cui all'articolo 1. 3 (Relazione) 1 La Fondazione Volandia -- Museo dell'aeronautica in Vizzola Ticino, entro il 31 marzo di ciascun anno e fino al termine della realizzazione del progetto di cui all'articolo 1, presenta alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per la provincia di Varese una relazione giurata sui lavori svolti nell'anno precedente, sullo stato di avanzamento della realizzazione del progetto e sull'impiego del finanziamento ottenuto. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .