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Art. 9. Disciplina dell'assenza dal servizio 1. Al personale incaricato spetta, per ciascun anno di servizio prestato, un periodo di permesso retribuito di giorni trenta non festivi purché l'assenza dal servizio non sia superiore ad un totale di ore lavorative pari a cinque volte l'impegno orario settimanale. Detto periodo è elevato di giorni quindici consecutivi per i tecnici di radiologia medica che usufruiscono dell'indennità di rischio di cui al terzo comma dell'articolo 8 del disciplinare allegato al decreto del Ministro della sanità del 19 dicembre 1986. Per i periodi di servizio inferiori ad un anno spettano tanti dodicesimi di permesso retribuito quanti sono i mesi di servizio prestati. 2. Il periodo di permesso annuale retribuito è fruito almeno allo 80% a giornata intera e, per la parte rimanente, può essere frazionato in ore. È goduto durante l'anno solare di maturazione. 3. In caso di indifferibili esigenze di servizio che non ne abbiano reso possibile il godimento nel corso dell'anno, tali permessi retribuiti dovranno essere fruiti entro il primo semestre dell'anno successivo. In caso di malattia o infortunio, debitamente e clinicamente documentati, che abbiano impedito il godimento nei termini previsti dei permessi annuali retribuiti relativi all'anno precedente, il personale può chiedere, al suo rientro in servizio, di poter fruire anche fuori termine dei residui permessi annuali retribuiti, comunque entro e non oltre l'anno successivo a quello di maturazione. Il Direttore dell'USMAF-SASN autorizzerà lo slittamento dei giorni residui, compatibilmente con le primarie esigenze di servizio, preferibilmente nella immediatezza del rientro in servizio del personale. 4. Al personale incaricato a tempo indeterminato che si assenta per comprovata malattia o infortunio, anche non continuativamente nell'arco dei trenta mesi, che gli impediscano qualsiasi attività lavorativa, il Ministero corrisponde l'intero trattamento economico goduto in attività di servizio per i primi 6 mesi, al 50% per i successivi 3 mesi e conserva l'incarico per ulteriori 15 mesi senza retribuzione. 5. In caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita ed altre ad esse assimilabili, le assenze per ricovero ospedaliero o Day Hospital per le citate terapie, debitamente certificate, non sono computate nel periodo di conservazione dell'incarico, senza retribuzione, di cui al comma 4 del presente articolo. 6. Al personale incaricato, a tempo indeterminato, in caso di documentata assenza per donazione di organi, sangue e midollo osseo è riconosciuto un corrispondente permesso retribuito, con conseguente conservazione dell'intero trattamento economico. 7. Il personale sanitario non medico conserva l'incarico durante i periodi di astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio di cui al decreto legislativo n. 151/2001 con diritto alle stesse indennità riconosciute dall'I.N.P.S. al personale con esso assicurate. 8. Il Ministero può disporre controlli sanitari, in relazione agli stati di malattia o infortunio denunciati, secondo le modalità e le procedure previste dalla normativa vigente. 9. Il personale incaricato conserva, altresì, l'incarico senza diritto a compenso e senza maturazione di anzianità di servizio, per assenze giustificate dovute a: a) gravi e documentati motivi di natura familiare, fino ad un massimo di sette giorni in un anno; b) partecipazione ad esami, concorsi o a corsi di aggiornamento professionale, fino ad un massimo di quindici giorni all'anno; c) matrimonio, fino ad un massimo di quindici giorni; d) per giustificati e documentati motivi di studio o comprovata necessità, per gravi motivi personali, per partecipazione ad iniziative di carattere umanitario e di solidarietà sociale, per la durata massima di 24 mesi nell'arco del quinquennio, sempre che esista la possibilità di assicurarne idonea sostituzione. 10. Per le assenze di cui al presente articolo, salvo i casi di inderogabile urgenza, ed in ogni caso al di fuori delle ipotesi di cui ai commi 4, 5 e 9, lettera a), il personale incaricato deve inoltrare istanza all'ufficio USMAF-SASN competente almeno sette giorni prima dell'assenza, indicando la prevedibile durata ed il nominativo del sostituto. 11. L'ufficio USMAF-SASN, valutata la richiesta, adotta i provvedimenti di competenza relativi all'assenza e, ove necessario, alla sostituzione. 12. Al sostituto sono attribuiti gli stessi compensi previsti per il prolungamento di orario di cui all'articolo 6 del presente accordo. 13. Eventuali ritardi in entrata, nel limite massimo di 30 minuti rispetto all'orario di servizio, potranno essere recuperati nello stesso giorno e, comunque, entro il mese successivo, compatibilmente con le esigenze di servizio, d'intesa con il responsabile dell'ambulatorio. 14. Al personale può essere concesso, previa autorizzazione del responsabile dell'ambulatorio e compatibilmente con le esigenze di servizio, il permesso di assentarsi per una durata non superiore alla metà dell'orario di lavoro giornaliero. Tali permessi personali potranno essere recuperati nello stesso giorno e, comunque, entro il mese successivo, compatibilmente con le esigenze di servizio, d'intesa con il responsabile dell'ambulatorio. 15. Il limite massimo annuale di permessi per motivi personali non può essere complessivamente superiore al 20% delle ore di permesso annuale retribuito spettante a ciascun sanitario, rapportato al numero di ore di incarico, così come determinato dal comma 1 del presente articolo. 16. In alternativa al recupero entro il mese successivo dei ritardi e dei permessi personali, il sanitario ha la possibilità di usufruire di permessi annuali retribuiti nel limite del 20% delle ore spettanti, che andranno decurtate nella stessa misura dal monte orario annuale di permessi spettanti. 17. Il personale sanitario incaricato ha la possibilità di usufruire di permessi annuali retribuiti nel limite del 20% delle ore spettanti, in eccedenza rispetto al monte orario annuale di permessi retribuiti, per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, fruibili su base oraria, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro, giustificabili con la certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria erogante. 18. Sono retribuite le assenze del personale incaricato per festività, compreso il Santo Patrono, che comportano la chiusura dell'ambulatorio. 19. È consentito alla lavoratrice madre, durante il primo anno di vita del bambino, di usufruire di due ore di riposo giornaliero retribuite. Il riposo è di una sola ora quando l'orario giornaliero è inferiore a sei ore. La lavoratrice madre ha la possibilità di usufruire di permessi retribuiti nel limite massimo di 156 ore annue o in proporzione alle ore di incarico settimanale, per assistere il proprio figlio fino al compimento del terzo anno di età, in caso di malattia del bambino. La lavoratrice può fruire di detti permessi anche su base oraria per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici del bambino, comprensive dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro, giustificabili con la certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria erogante. 20. La DGPRE, verificata la sussistenza di situazioni di disabilità grave, certificate da struttura pubblica, in base alla normativa vigente, riconosce la possibilità di usufruire di permessi mensili retribuiti, nel limite del 20% delle ore settimanali di incarico, in eccedenza rispetto al monte orario annuale di permessi retribuiti spettanti, per assistere il coniuge o un familiare entro il primo grado di parentela.