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Art. 3 Casi di limitazione e di esclusione dal finanziamento di progetti degli enti locali e delle unità sanitarie locali 1. Sono esclusi dal finanziamento i progetti degli enti locali e delle unità sanitarie locali di cui all'art. 1, comma 3, del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288, che non siano fondati su una adeguata rilevazione dei dati o su indicatori sociali significativi. 2. Le iniziative di prevenzione primaria riguardanti il tempo libero e le attività sportive possono essere finanziate solo se inserite in un articolato progetto di prevenzione, del quale siano indicati con chiarezza gli obiettivi e i destinatari. 3. La realizzazione di iniziative intese alla raccolta e alla elaborazione di dati e informazioni sui principali aspetti medico-farmacologici, educativi, psicologici, riabilitativi e sociali, possono essere prese in considerazione ai fini di un eventuale finanziamento solo allorché l'ente o gli enti richiedenti consorziati tra loro abbiano più di centomila abitanti e purché funzionali alle finalità richiamate all'art. 1, comma 3, del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 288. Nota all'art. 3: - Il comma 3 dell'art. 1 del citato D.L. n. 288/1995, non convertito in legge per decorrenza dei termini costituzionali (si veda in nota alle premesse) prevedeva che: "Gli enti locali e le unità sanitarie locali e le università possono chiedere il finanziamento di progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalla tossicodipendenza e della alcooldipendenza nonché di progetti finalizzati alla riduzione dei danni correlati all'uso di sostanze stupefacenti, da realizzare sulla base dei bisogni del territorio rigorosamente rilevati e analizzati, con la previsione di una o più fasi di verifica e valutazione, anche a distanza, degli effetti degli interventi attivati. Al finanziamento dei progetti accedono gli enti locali, le unità sanitarie locali, le università e gli enti di cui al successivo comma 4 che intendono attivare servizi sperimentali di prevenzione e recupero sul territorio finalizzati alla riduzione del danno, con particolare riferimento ai centri di accoglienza a bassa soglia ed alle unità di strada. Le università possono chiedere il finanziamento di progetti a decorrere dall'esercizio finanziario 1996". Detto comma corrisponde al comma 3 dell'art. 1 del D.L. n. 487/1995 in corso di conversione in legge, così formulato: "Gli enti locali e le unità sanitarie locali possono chiedere il finanziamento di progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalla tossicodipendenza e dalla alcooldipendenza correlata, nonché di progetti finalizzati alla riduzione dei danni correlati all'uso di sostanze stupefacenti, da realizzare sulla base dei bisogni del territorio rigorosamente rilevati e analizzati, con la previsione di una o più fasi di verifica e valutazione, anche a distanza, degli effetti degli interventi attivati. I medesimi soggetti, nonché gli enti di cui al comma 4, possono altresì chiedere il finanziamento di progetti volti ad attivare servizi sperimentali di prevenzione e recupero sul territorio finalizzati alla riduzione del danno, con particolare riferimento ai centri di accoglienza a bassa soglia ed alle unità di strada".