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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 333 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,37). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 maggio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Guglielmo Epifani PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Colleghi, come abbiamo appreso, nella giornata di ieri è venuto a mancare Guglielmo Epifani, un dirigente sindacale che ha sempre tenuto al primo posto, nella scala dei valori, il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori: un impegno portato avanti anche in Parlamento. Nella scorsa legislatura ha presieduto la Commissione attività produttive alla Camera dei deputati. Un uomo del sindacato, della CGIL, sempre attento al rispetto, anche nella durezza delle posizioni che ha assunto durante la sua attività. La commemorazione dell'onorevole Epifani verrà svolta in un momento successivo e ora invito l'Assemblea a osservare un momento di silenzio e di raccoglimento in unione e vicinanza alle persone a lui più care. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi) . Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori». Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha approvato il calendario dei lavori fino al 17 giugno. L'ordine del giorno della seduta di oggi prevede la discussione del disegno di legge costituzionale sulla tutela dell'ambiente. Le dichiarazioni di voto e il voto finale del provvedimento avranno luogo nella seduta di domani, dalle ore 9,15 alle ore 11. La seduta sarà quindi sospesa fino alle ore 15,30 per permettere ai senatori la partecipazione alle esequie di Guglielmo Epifani. Le Commissioni potranno riunirsi dalle ore 14 alle ore 15,30. Dalle ore 15,30 alle ore 19 di domani saranno discussi il disegno di legge sulla destinazione del 5 per mille alle Forze di polizia e Vigili del fuoco, dalla sede redigente, e il disegno di legge sull'istituzione di una zona economica esclusiva, approvato dalla Camera dei deputati. Il termine di presentazione degli emendamenti a quest'ultimo provvedimento è fissato per le ore 18 di oggi. Giovedì 10 giugno sarà discussa la mozione De Carlo sulla tutela e la promozione dei prodotti agroalimentari italiani. Alle ore 15 avrà luogo il question time con la presenza dei Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e della salute. Il calendario dei lavori della prossima settimana, con sedute a partire da martedì 15 giugno, alle ore 16,30, prevede i seguenti argomenti: decreto-legge sulla ripresa delle attività economiche, in corso di approvazione presso la Camera dei deputati; decreto-legge sul Fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza; il documento istitutivo di una Commissione monocamerale di inchiesta sul contrasto al gioco illegale, ove concluso dalla Commissione; alle ore 15 di giovedì 17 il question time. Mercoledì 16 giugno, alle ore 9, è convocata la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, per procedere all'elezione del Presidente. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 17 giugno: Martedì 8 giugno h. 16,30 - Disegno di legge costituzionale n. 83 e connessi - Tutela costituzionale dell'ambiente (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale) - Disegni di legge nn. 1443 e 1521 - Destinazione del 5 per mille alle Forze di polizia e vigili del fuoco (dalla sede redigente) - Disegno di legge n. 2007 - Istituzione zona economica esclusiva (approvato dalla Camera dei deputati) - Mozione n. 371, De Carlo, sulla tutela e la promozione dei prodotti agroalimentari italiani - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 10, ore 15) Mercoledì 9 " h. 9,15-19 Giovedì 10 " h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge n. 2007 (Istituzione zona economica esclusiva) dovranno essere presentati entro le ore 18 dell'8 giugno. Martedì 15 giugno h. 16,30 - Disegno di legge n. ... - Decreto-legge n. 52, Ripresa attività economiche (ove trasmesso dalla Camera dei deputati) (scade il 21 giugno) - Disegno di legge n. 2207 - Decreto-legge n. 59, Fondo complementare Piano nazionale ripresa e resilienza (scade il 6 luglio) - Documento XXII, n. 32 - Istituzione Commissione parlamentare d'inchiesta sul contrasto al gioco illegale (ove concluso dalla Commissione) - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) Mercoledì 16 " h. 9,30 Giovedì 17 " h. 9,30 Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 52, Ripresa attività economiche) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 52, Ripresa attività economiche e sociali) (5 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 20' Governo 20' Votazioni 20' Gruppi 4 ore, di cui: M5S 43' L-SP-PSd'Az 39' FIBP-UDC 34' Misto 32'+5' PD 29' FdI 23'+5' IV-PSI 21' Aut (SVP-PATT, UV) 18' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2207 (Decreto-legge n. 59, Fondo complementare Piano nazionale ripresa e resilienza) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 43' Misto 40'+5' PD 37' FdI 28'+5' IV-PSI 27' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti 5' Discussione dei disegni di legge costituzionale: Doc 83 Modifica all'articolo 9 della Costituzione in materia di protezione della natura DE PETRIS e NUGNES. - Doc 212 Modifiche agli articoli 9 e 117 della Costituzione in materia di tutela degli animali, degli ecosistemi e dell'ambiente DE PETRIS ed altri. - Doc 938 Modifiche agli articoli 2, 9 e 41 della Costituzione, in materia di tutela dell'ambiente e di promozione dello sviluppo sostenibile COLLINA ed altri. - Doc 1203 Modifica dell'articolo 9 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, protezione della biodiversità e degli animali, promozione dello sviluppo sostenibile, anche nell'interesse delle future generazioni PERILLI. - Doc 1532 Modifica all'articolo 9 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente GALLONE. - Doc 1627 Modifica all'articolo 9 della Costituzione in materia di tutela ambientale e sostenibilità L'ABBATE. - Doc 1632 Modifiche agli articoli 2 e 9 della Costituzione in materia di equità generazionale, sviluppo sostenibile e tutela dell'ambiente BONINO. - Doc 2160 Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente CALDEROLI ed altri. - (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge costituzionale nn. 83, 212, 938, 1203, 1532, 1627, 1632 e 2160. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo alla relatrice, senatrice Maiorino, se intende integrarla. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, il disegno di legge costituzionale che la 1 a Commissione sottopone oggi all'Assemblea è il risultato di una lunga e accurata istruttoria iniziata nell'ottobre del 2019, che ha permesso di trovare una sintesi condivisa tra otto diverse proposte, la maggior parte delle quali presentate e abbinate nel corso dell'esame, caratterizzato da un ciclo di audizioni informali come in pochi precedenti, con la partecipazione di circa 40 esperti, principalmente costituzionalisti, e con un confronto vivace e costruttivo tra le forze politiche durato lungo tutto il percorso dell'analisi dei testi, fino all'ultima seduta di Commissione, tenuto insieme dalla comune consapevolezza che introdurre nel testo della Carta costituzionale un riferimento espresso alla tutela dell'ambiente fosse un passo necessario e non più rinviabile. È noto come la Corte costituzionale, attraverso il dettato degli articoli 9 e 32 in materia di tutela rispettivamente del paesaggio e della salute, avesse già desunto dalla Carta del 1948 tale principio. È del pari evidente come la riforma del Titolo V del 2001, riservando allo Stato una competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, avesse rafforzato questa dimensione. Si rende ora necessario completare il processo e dare senza mediazioni interpretative una chiara dimensione ambientale alla nostra Costituzione, in linea con l'evoluzione di una sensibilità che si fonda sulla necessità di preservare il contesto naturale nel quale viviamo e di cui siamo parte. Del resto, gran parte degli ordinamenti europei ha già aggiornato le Costituzioni nel corso degli anni. A motivo delle numerose proposte abbinate, è stato costituito un Comitato ristretto ed è stato predisposto un testo unificato, adottato dalla Commissione come base per l'esame, composto di tre articoli. A seguito di interlocuzioni volte a creare le condizioni necessarie di consenso per la sua approvazione, è stato presentato e approvato un emendamento che lo ha poi ridotto a due articoli. L'articolo 1 aggiunge un comma all'articolo 9 della Costituzione. Al riguardo, occorre notare come tutti i disegni di legge esaminati congiuntamente dalla Commissione individuassero in quell'articolo, che già dispone circa la tutela del paesaggio, la sede naturale per introdurre un principio di tutela ambientale. Dal punto di vista redazionale, si è preferito non intervenire sul testo vigente, ma proporre l'introduzione di un ulteriore comma, specificamente dedicato ai profili ambientali, suddiviso in due periodi. Al primo periodo, accanto a quella dell'ambiente, si attribuisce alla Repubblica anche la tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Il primo di questi due ulteriori profili si riferisce a una dimensione specifica della realtà naturale, ma riconosce anche una ricchezza e un primato del nostro Paese, al pari di quello paesaggistico e storico-artistico richiamato dal secondo comma. La tutela degli ecosistemi, invece, oltre a richiamare la competenza legislativa dello Stato, di cui alla lettera s) del secondo comma dell'articolo 117, enfatizza la necessità di adottare, sempre in campo ambientale, una visione d'insieme. Sempre al primo periodo, viene introdotto un riferimento espresso all'interesse delle future generazioni. La formula, da un lato, vuole costituire un impegno a politiche ambientali di lungo periodo e, dall'altro, riprendere nella sostanza il concetto di sviluppo sostenibile, coerentemente con l'impostazione della Carta fondativa della nostra Repubblica, in modo tale da svincolarlo da interpretazioni transeunti. Il secondo periodo, invece, ha ad oggetto la tutela degli animali, attraverso l'introduzione di una riserva di legge statale che ne disciplini forme e modi. Per la prima volta perciò gli animali, già oggetto di tutela da parte del Trattato di Lisbona, assumono rilievo costituzionale. Si è ritenuto, infatti, che la tutela dell'ambiente non potesse considerarsi completa, se non fossero stati inclusi in maniera esplicita anche gli animali, il cui trattamento ha un impatto estremamente rilevante sull'ambiente e sulla salute umana. Riteniamo che il risultato raggiunto sia un grande successo, nonché un passo rivoluzionario. Il punto di sintesi raggiunto in Commissione individua poi correttamente nel Parlamento il luogo di mediazione tra gli interessi in campo. L'articolo 2 introduce invece due modifiche all'articolo 41 della Costituzione in materia di esercizio dell'iniziativa economica. La prima modifica interviene sul secondo comma e stabilisce che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in danno alla salute e all'ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero la sicurezza, la libertà e la dignità umana. In questo modo, la Commissione ha inteso dare sostanza al nuovo dettato dell'articolo 9, elevando a rango costituzionale principi già previsti dalle norme ordinarie e affiancando altresì la salute all'ambiente per la stretta correlazione tra i due aspetti. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 16,50) ( Segue MAIORINO, relatrice ). La seconda modifica investe, invece, il terzo comma dell'articolo 41, riservando alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l'attività economica, pubblica e privata, a fini non solo sociali, ma anche ambientali. A testimonianza dell'importanza dei valori che si intendono tutelare, si nota come, una volta approvato, il disegno di legge introdurrebbe, con l'articolo 1, la prima revisione della parte della nostra Carta in cui sono enunciati i principi fondamentali e, con l'articolo 2, la prima modifica delle disposizioni sulla Costituzione economica. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, noi sapiens , dalla comparsa su Gaia, abbiamo modificato l'ambiente, in modo esponenziale dalla rivoluzione industriale. Nell'ultimo secolo, poi, abbiamo sconvolto il già labile equilibrio tra ambiente naturale e antropico, distruggendo metà delle originarie zone umide, deforestando dissennatamente e inquinando tutte le matrici ambientali, dai Poli all'Equatore, dalle vette himalayane alle fosse oceaniche. Per evidenziarvi quanto sia necessario tutelare la nostra casa comune, ho scelto sei date dell'ultimo anno e mezzo. 5 novembre 2019: viene dichiarata l'emergenza climatica da oltre 11.000 scienziati di tutte le Nazioni e istituzioni scientifiche mondiali. 31 dicembre 2019: la Cina comunica la diffusione di un cluster di polmoniti atipiche di origine virale. È l'apocalisse pandemica in atto. 12 novembre 2020: le costruzioni umane (cioè tutto ciò che l'uomo ha costruito) superano l'intera biomassa planetaria. 9 dicembre 2020: un modello climatologico indica il superamento del punto di non ritorno nel surriscaldamento globale, anche se si dovesse raggiungere oggi la neutralità climatica. 6 febbraio 2021: su «Ocean Science» vengono riviste al rialzo le stime del massimo sollevamento del livello del mare previsto al 2100 dall'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), da 110 a 135 centimetri (pensate a Venezia, ma anche a New York, a Bangkok, a Shanghai e ad altre). 19 aprile 2021: l'Organizzazione meteorologica mondiale annuncia che nel 2020 la temperatura media globale ha superato di 1,2 gradi quella preindustriale; l'ultimo decennio è stato il più caldo di sempre e il 2020 l'anno più caldo della storia. Siamo sull'orlo dell'abisso e stiamo finanche precipitando. È dunque fondamentale prevenire, arrestare e invertire il degrado degli ecosistemi. Ripristinare l'ecosistema significa passare dall'insensato sfruttamento della natura alla sua guarigione; solo con ecosistemi sani possiamo migliorare le nostre condizioni di vita, contrastare il cambiamento climatico, il sollevamento del livello del mare e il dissesto idrogeologico e fermare il collasso della biodiversità. Dovremmo sottrarre miliardi di ettari di terra al consumo di suolo, restituendoli alle loro originarie funzioni ecosistemiche. Dovremmo ripopolare il Pianeta con specie animali in via di estinzione. Dobbiamo migliorare, ripristinare, recuperare, bonificare, rigenerare, restaurare e rinaturalizzare l'ambiente: un'impresa titanica, da svolgersi su scala globale. A dimostrazione che economia e ambiente sono due facce della stessa medaglia e che l'ecologia non si attua contro l'economia, ma attraverso di essa, si stima che, per ogni euro investito nella rinaturalizzazione, la società ha un ritorno dai 7 ai 30 euro. È da qui che dobbiamo ripartire nella ripresa post-pandemica. Il Parlamento italiano fa la sua parte e inizia l' iter per la tutela costituzionale dell'ambiente. Oggi siamo qui per modificare gli articoli 9 e 41 della Costituzione, il primo dei quali recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Ora vengono aggiunti i commi: «Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». L'articolo 41 recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Viene aggiunto «alla salute, all'ambiente». Poi prosegue: «La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali». Viene aggiunto: «e ambientali». Inserendo il diritto all'ambiente in Costituzione si riconoscerebbe, in via diretta, un diritto che era già stato desunto come derivato del diritto alla salute. Tra l'altro, si attuerebbe il principio dello sviluppo sostenibile, di cui all'articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, per cui devono essere garantiti un elevato livello di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualità. Attualmente, nell'ordinamento italiano la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi è un interesse legittimo di tipo collettivo, mentre, se si riconoscesse espressamente in Costituzione il diritto della persona all'ambiente, si riconoscerebbe in capo a ciascun individuo il diritto alla salubrità dell'ambiente, con il dovere dello Stato di tutelarlo. Da ciò discenderebbe, di riflesso, il dovere di salvaguardare gli equilibri ecologici, preservare gli ecosistemi naturali e tutelare la biodiversità della flora e della fauna; impedire la contaminazione delle acque dolci e del mare; sottoazzerare il consumo di suolo; favorire le fonti energetiche rinnovabili e limitare le emissioni inquinanti a un livello che può essere assorbito dall'ambiente. Occorre sottolineare che nel disegno di legge n. 83, base della discussione aperta in Senato, la modifica dell'articolo 9 prevedeva il seguente comma: «persegue il miglioramento delle condizioni dell'aria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti». Purtroppo, il chiaro termine «miglioramento», nel nuovo testo emendato del relatore, cadrebbe, ma è pur vero che la tutela dell'ambiente è un concetto unitario, che ricomprende non solo la tutela delle matrici ambientali così come reperibili all'attualità, ma anche il loro ripristino a uno stato originario. L'ambiente, in sintesi, viene tutelato non già preservando lo status quo , bensì attraverso attività di bonifica dei siti inquinati, ripristino dei territori deturpati e rigenerazione ambientale, paesaggistica e urbana. In conclusione, oggi tutelare l'ambiente è basilare perché ci sia un futuro. Non si può più derogare per nessun motivo, né semplificare un qualsiasi intervento sacrificando l'ambiente. È certamente la via più semplice, ma anche la più diretta scorciatoia per precipitare nell'abisso. È invece necessario migliorare l'ambiente da un punto di vista fisico, biologico e soprattutto etico. Ecosostenibilità, giustizia, condivisione, pace, libertà e solidarietà devono oramai guidare ogni nostra azione: con la modifica costituzionale che oggi cominciamo ad approvare sarà più facile e garantito. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, cari colleghi del Governo, autorevoli colleghi senatori, quando si arriva in Aula e si discute di un disegno di legge costituzionale, tutti quanti dovremmo essere particolarmente attenti e sensibili al ruolo di legislatori, rispetto al quale un momento come questo, cioè quello della modifica della nostra Costituzione, appare il più alto. È l'esperienza più significativa per chi viene eletto in Parlamento e sente di dover intervenire addirittura sulla Carta costituzionale, che è stata redatta alla fine della Seconda guerra mondiale e ci ha consentito di diventare un Paese democratico, proiettato lo sviluppo e una nuova vita. Ebbene, personalmente, da appassionato della nostra Costituzione e anche in virtù del mio partito, Forza Italia, che ne ha avuto sempre un profondo rispetto, ho sempre avuto a mia volta un atteggiamento particolarmente rispettoso verso di essa: proprio per questo, sono assolutamente convinto che non si possa intervenire in modo episodico - o, addirittura, a rate - per modificare una Carta costituzionale che è stata pensata, studiata, elaborata, redatta e approvata dai nostri Padri costituenti nel suo insieme. Per questo, in 1 a Commissione - i colleghi di Forza Italia, che mi accompagnano in questa meravigliosa esperienza, possono testimoniarlo - mi sono sempre fieramente opposto in più occasioni a intervenire sulla nostra Costituzione a rate, come se si potesse fare: non è possibile invece intervenire su di essa, se non con un progetto armonico. C'è però un'eccezione alla mia visione armonica della nostra Costituzione e alla necessità di intervenire in modo adeguato e complessivo sui suoi vari titoli e su ciò che i nostri Padri costituenti avevano pensato per noi e per il futuro del Paese, non certo per quel momento storico particolare. In questo caso, evidentemente, quella proiezione ne coglie invece l'essenza più assoluta, e cioè che bisogna intervenire sulla nostra Costituzione non per modificarla a tentoni, ma per integrarla con un principio e un valore che, forse, tanti anni fa non si pensava potessero essere così importanti per la vita quotidiana dei cittadini italiani. Oggi il Paese è profondamente mutato da un'industrializzazione sfrenata, dallo sviluppo economico, da un aumento degli abitanti, quindi da un'antropizzazione sempre più feroce, da una concentrazione dei cittadini nelle grandi città e da una sensibilità verso l'ambiente e la protezione della natura che a quei tempi non si avevano. Per chi è appassionato di Corte costituzionale, ricordo semplicemente che la Consulta è intervenuta in più di un'occasione per stabilire che, laddove si discute di temi che hanno a che vedere con la tutela della salute e del paesaggio, la nostra Costituzione poteva intendere già in quel momento di dover tutelare l'ambiente, automaticamente, in diretta proiezione concetto giuridico che è stato sviluppato più recentemente nel mondo intero e che è divenuto oggi una necessità assoluta. A me ha fatto enormemente piacere ascoltare il primo intervento del presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il quale, tra le varie riforme che riteneva giusto proporre per questo Governo nell'attuale fase storica del nostro Paese, in un momento così drammatico per la vita di tutti i cittadini, ha sostenuto che non era più possibile rinviare l'inserimento nella nostra Carta costituzionale del principio di tutela dell'ambiente. Questo è un aspetto che ho sposato e a cui ho applaudito, come tutti abbiamo fatto. La nostra Corte costituzionale l'aveva già inteso. Il mondo intero si sta proiettando verso la tutela dell'ambiente, verso l'indicazione di strumenti giuridici e normativi che chiariscano sempre di più che tutelare l'ambiente significa preservare l'ecosistema in cui viviamo per le generazioni future, per coloro che verranno dopo di noi. Noi siamo soltanto dei provvisori possessori di un mondo che verrà lasciato a chi verrà dopo di noi e abbiamo l'assoluto dovere, non il diritto, di preservarlo. Capite bene, dunque, che tutto ciò che ha a che fare con la tutela dell'ambiente e che è opportunamente inserito nei tre articoli di questo disegno di legge costituzionale diventa un passaggio epocale per la nostra Repubblica, per il nostro Paese e soprattutto ci proietta tra quei Paesi che già prima del nostro hanno opportunamente inserito il principio di tutela dell'ambiente nelle proprie Carte costituzionali. Ognuno di noi deve essere consapevole che il mondo è profondamente mutato in questi anni e anche il fatto stesso che la Commissione europea abbia imposto, come condizione per accedere agli aiuti che arriveranno anche in Italia, in quello che viene definito il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il principio che queste risorse non solo dovranno essere spese e bene, ma dovranno essere spese, soprattutto quelle che tendono a proporre degli investimenti sul territorio, in una logica orientata alla tutela dell'ambiente in cui viviamo. La cosiddetta transizione ecologica non è una conquista di questo Governo, ma ormai è un dato di fatto della società moderna. La Commissione europea ha imposto semplicemente al nostro Paese di prevedere nella propria agenda di proiezione economica che qualunque tipo di ammodernamento debba passare attraverso la protezione della natura, il diritto alla salute e all'ambiente salubre, la riduzione degli inquinamenti, non solo per tutelare la salute, ma anche per garantire un ambiente più sano in cui proiettare la vita delle generazioni che verranno. Personalmente, sono sempre stato un appassionato di questo tema, come sa la collega Gallone, che ha fatto parte del comitato ristretto, che ringrazio per l'attività che ha svolto. È giusto ricordare a tutti i senatori, anche a coloro i quali non prendono parte ai lavori della 1 a Commissione, affari costituzionali, che c'è stato un comitato ristretto che ha lavorato duramente, nel quale c'è stato un confronto anche aspro su alcune questioni, ad esempio sul principio di tutela degli animali, per il quale opportunamente è stata individuata una forma di delega al Parlamento per disciplinarne l'applicazione. Rivolgo un ringraziamento al vice presidente Calderoli, perché è stato certamente uno dei nostri padri legislatori. Mi consenta, egregio senatore Calderoli, di dire che merita un applauso, perché si è impegnato molto in tal senso e su questi temi ha dato una proiezione fondamentale al valore che questo Parlamento deve avere. (Applausi) . Concludo il mio intervento dicendo semplicemente che c'è modo e modo di intervenire sulla Costituzione. In questo caso, lo facciamo integrando, in termini di accessorietà, ciò che c'era per individuare ed inserire un principio assolutamente fondamentale per la qualità della nostra vita futura e di quelli che verranno dopo di noi. Esprimo quindi un apprezzamento a tutti coloro i quali hanno lavorato insieme a me nella Commissione affari costituzionali e a tutti i senatori che voteranno a favore di questa importantissima riforma costituzionale. Ringrazio il mio partito, Forza Italia, che ci ha consentito di fare tutto questo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grassi. Ne ha facoltà. GRASSI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero innanzitutto rivolgere il mio personale ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione affari costituzionali per l'eccellente lavoro svolto. Il tema che abbiamo affrontato in Commissione era di particolare complessità. È stato infatti necessario, in via preliminare, stabilire quale approccio bioetico accogliere a fondamento dell'intervento normativo. È facile accusare le moderne Costituzioni di antropocentrismo, ma gli studi di bioetica dicono che, oggi, deve essere declinato come antropocentrismo della cura o della custodia. La Commissione ha dunque fatto una scelta di campo ben precisa, decidendo di tutelare l'ambiente, anche in funzione delle future generazioni. Quindi sì, l'articolo che proponiamo all'Assemblea pone ancora al centro l'uomo, ma come custode e come soggetto responsabile e non come padrone e signore dell'ambiente. Si è trattato dunque di un compito complesso, anche perché avevamo il dovere di arrivare ad un testo in linea con lo straordinario stile che pervade la nostra Carta costituzionale: una Carta di principi e di straordinaria chiarezza, intorno alla quale si aggrega l'unità nazionale. Ebbene, credo che questa sfida sia stata vinta, anche perché abbiamo lavorato tenendo conto di quanto indicato dalla Corte costituzionale, dalla dottrina e dagli studi filosofici e di bioetica. Bene abbiamo fatto a non riferirci in modo unitario solo alla biodiversità e solo agli ecosistemi. Non dimentichiamo che anche noi siamo parte della biodiversità; se ci limitassimo a parlare solo di biodiversità, senza null'altro aggiungere, automaticamente avremmo incluso anche l'essere umano, che pure invece, in una Carta di principi e valori, vede delle norme ad hoc ad esso riservate. Si è così deciso di precisare che la tutela degli animali è competenza della legge dello Stato. Sia chiaro: questo non è frutto dell'intento di diminuire l'importanza degli animali all'interno dell'ecosistema, ma di consentire anzi una tutela efficiente, idonea e adeguata a questa parte così importante del mondo, di cui facciamo parte. Non dimentichiamo che, secondo i sociologi, i beni che concorrono al raggiungimento di un buon livello della qualità della vita sono, senza alcun intento esaustivo, la salute, la libertà personale, l'integrità degli affetti e delle relazioni personali, il lavoro, l'uguaglianza e la salubrità dell'ambiente. Ebbene, questi beni devono essere distinti, perché alcuni di essi possono subire una temporanea limitazione o un temporaneo sacrificio, mentre altri non tollerano alcuna compressione e quindi il legislatore ha il dovere di diversificarli. Riservare una parte specifica del testo alla tutela degli animali vuol dire consentire di modulare la tutela, in ragione di un migliore equilibrio dell'ecosistema. Credo quindi che oggi consegniamo all'Assemblea un testo che i padri costituenti apprezzerebbero, se ancora fossero tra noi. È quindi con l'orgoglio che affido all'Assemblea il frutto del nostro lavoro comune. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pavanelli. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, siamo di fronte a un'emergenza globale. Gli scienziati ci dicono che il cambiamento climatico indotto dall'uomo con l'impiego di combustibili fossili ha portato la razza umana e i nostri amici animali alla sesta estinzione di massa della vita sulla terra. Eppure solo pochi di loro che vivono oggigiorno sono minimamente consapevoli di tale realtà. L'Intergovernmental panel on climate change (IPCC), organo scientifico delle Nazioni Unite, ha lanciato nell'ottobre 2018 un terribile ammonimento: le emissioni di gas serra stanno accelerando e siamo sull'orlo di una serie di eventi climatici sempre più intensi che metteranno in pericolo la vita sul pianeta. L'IPCC ha stimato che, a causa dell'attività umana, la temperatura è aumentata rispetto ai livelli pre-industriali di un grado centigrado e ha predetto che il superamento della soglia di 1,5 gradi centigradi scatenerà un feedback loop incontrollabile e una cascata di mutamenti climatici che decimerà gli ecosistemi della terra. Al tipo di vita che conosciamo oggi non vi sarebbe ritorno. Secondo il famoso biologo di Harvard Edward Wilson, l'estinzione di specie, a causa dell'attività umana, continua ad accelerare tanto velocemente da eliminare più della metà di tutte le specie entro la fine di questo secolo, cioè quando i neonati di oggi saranno anziani. L'IPCC è giunta alla conclusione che per evitare la catastrofe ambientale dovremo ridurre le emissioni di gas serra del 45 per cento rispetto ai livelli del 2010 e ci restano solo undici anni per farlo. Ciò richiederà una trasformazione senza precedenti nella storia umana della nostra economia globale, della nostra società e del nostro stesso stile di vita. In altre parole, la specie umana si trova di fronte a un radicale riorientamento della sua civiltà, da realizzare in un periodo di tempo brevissimo. Signor Presidente, cari colleghi e care colleghe, quella che ho appena letto è una parte del libro «Un green new deal globale» del famoso teorico dell'economia Jeremy Rifkin. Vorrei soffermarmi su una parte nello specifico: la specie umana si trova di fronte a un radicale riorientamento della sua civiltà, da realizzare in un periodo di tempo brevissimo. (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle, sin dalla sua nascita (parliamo già di undici anni fa), ha sempre messo l'ambiente al centro delle proprie azioni non solo politiche. (Applausi) . Ci hanno dato degli idealisti e siamo stati etichettati in ogni modo possibile e immaginabile. Eravamo gli unici a parlare di ambiente e della sua tutela; eravamo gli unici che parlavano di emergenza climatica. E guardate ora: a distanza di anni siamo qui, in questo Palazzo, a discutere di inserire la tutela dell'ambiente e degli animali nella nostra Costituzione. (Applausi) . La stessa Costituzione, nata per difenderci dalla barbarie di quel tempo monocolore, ora verrà plasmata e ampliata per adattarsi alle nuove battaglie che questo tempo offre, causate da anni di inquinamento indiscriminato, efferatezza contro i nostri ecosistemi, spregiudicatezza e noncuranza del nostro bene più prezioso. Quante politiche sono state adottate negli anni scorsi che non hanno tenuto conto dell'aria che respiriamo e delle purezze delle nostre falde acquifere? Quante politiche sono state messe in campo per la riforestazione urbana, per la mobilità sostenibile e per l'avviamento di una vera economia circolare che utilizzasse i rifiuti come risorsa e non solo come materia da incenerire? (Applausi) . Questi sono i temi che il MoVimento 5 Stelle ha portato avanti in questi anni, con tutte le difficoltà del caso - questo dobbiamo dircelo - ma quanto abbiamo avuto ragione con il passare del tempo? Abbiamo rivoluzionato il paradigma politico e ambientale di questo Paese; ora si parla di superbonus e di efficientamento energetico degli edifici, di comunità energetiche, di economia circolare e oggi di inserire la tutela dell'ambiente e degli animali nel nostro dettato costituzionale. Un cambio di paradigma epocale. (Applausi) . Oggi parliamo di inserire nella nostra Carta costituzionale nuove tutele per creare concretamente le basi per affrontare le sfide che ci attendono da qui al 2050, una norma rivoluzionaria e necessaria per implementare il processo di transizione ecologica che ci carica di un nuovo bagaglio valoriale e culturale più attento al benessere sociale e ambientale. Fa piacere, permettetemi di sottolinearlo, che anche la parte più scettica dei miei colleghi sulla citata modifica costituzionale abbia fatto marcia indietro, sia tornata sui suoi passi e abbia compreso fino in fondo la necessità di inserire la tutela dell'ambiente in Costituzione. Come ho detto prima, abbiamo davanti grandi sfide che dovremo portare avanti tutti insieme. E, no, ora non ci possiamo permettere nessun giochetto politico, come in passato; ora è il tempo di fare sul serio e mettere il bene comune al primo posto della scala valoriale e politica. (Applausi) . Il futuro non ha imboccato la strada obbligata e se siamo qui, è per invertire la rotta e imboccare la strada del cambiamento; un cambiamento che, come detto da Rifkin, ci vedrà tutti coinvolti in prima persona, partendo dal modificare le nostre abitudini ambientali, sociali e nutrizionali. La nostra società subirà un profondo cambiamento che ci porterà a una nuova evoluzione ecologica. Quello di inserire la tutela dell'ambiente in Costituzione rappresenta il primo mattoncino di questo processo, un mattoncino che ci mette in riga con le altre Costituzioni europee e non solo. Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria; con le dovute differenze, tutti questi Paesi hanno all'interno dei propri dettati costituzionali la tutela dell'ambiente o comunque il riferimento al diritto di avere un ambiente sano. Dal 1946 la nostra Costituzione ci ha protetto e tutelato. Ora occorre aggiornarla, con riferimento particolare agli articoli 9 e 41, aggiungendo che della tutela dell'ambiente e degli animali non possiamo fare a meno. Un Paese civile, come il nostro, deve compiere questo passo se vuole procedere speditamente verso quella transizione ecologica tanto auspicata. (Applausi) . Abbiamo un compito e una deadline , il 2050; altre alternative non esistono, non sono ponderate o ponderabili. Dobbiamo mettere l'ambiente al centro del nostro fare. Presidente, colleghe e colleghi, oggi riscriviamo insieme un pezzo di storia del nostro Paese e inseriamo la tutela dell'ambiente e degli animali nella nostra Costituzione. In ultimo un sentito ringraziamento al lavoro svolto dai miei colleghi Gianluca Perilli e Alessandra Maiorino (Applausi) e a tutto il MoVimento 5 Stelle. Oggi brilla la nostra stella dell'ambiente e brillerà forte per molto, molto tempo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Coltorti. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, abbiamo aggiunto alcune righe che dovrebbero salvaguardare l'ambiente nella nostra Costituzione. Sono evidenti i cambiamenti che sono subentrati da quando i Padri fondatori hanno scritto la Costituzione. L'Italia del dopoguerra ha avuto il boom economico ed una industrializzazione diffusa. È cresciuta la popolazione e sono cresciuti i bisogni, spesso indotti da un modello di sviluppo assolutamente non attento alle questioni ambientali. L'urbanesimo ha cambiato, e ancora sta cambiando, il volto del Paese, parallelamente al cambiamento dei mezzi di produzione e dell'economia che sta vivendo una globalizzazione senza pari. Sembra però evidente che poche parole non cambiano la sostanza dei fatti. Se le parole fossero sufficienti, vivremmo in un mondo ideale. Il problema di questo Paese - e ricordiamo che il Parlamento è lo specchio del Paese - sono proprio le troppe parole che non rispondono ai fatti. Crimini efferati proprio contro l'ambiente sono stati fatti da persone che a parole dicevano di difenderlo. Tutti si riempiono la bocca con la parola ambiente, ma pochi lo rispettano veramente. Tanto per dare un numero, Legambiente nel suo Rapporto Ecomafia del 2020 segnala che nel 2019 sono stati accertati 34.648 reati ambientali; quattro ogni ora, con un incremento del 23,1 per cento rispetto al 2018, per un giro d'affari stimato di 19,9 miliardi: una finanziaria. Ma credo che sia importante per tutti noi che rappresentiamo il popolo e le istituzioni sgomberare il campo da ipocrisie: l'ambiente è il bene comune per eccellenza. Ma com'è possibile da una parte dire di difendere l'ambiente e dall'altra ridare i vitalizi a chi si è macchiato di crimini ed è stato condannato in via definitiva per reati che hanno magari avuto a che fare proprio con l'ambiente? (Applausi) . Com'è possibile dire di difendere l'ambiente e poi promuovere un referendum per poter cambiare parte della legge Severino e chiedere di abolire l'automatismo relativo ai termini di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza? Com'è possibile volere che chi non è candido si possa candidare? Per non parlare poi della prescrizione sulla quale molti, troppi, vorrebbero tornare indietro. O ci si affida alla legge o si dice di affidarcisi ma poi la si teme e si fa di tutto perché le norme vengano aggirate, come troppo spesso è avvenuto in passato. Sappiamo tutti che chi può permettersi un buon avvocato, spesso la prescrizione la raggiunge e vanifica il lavoro sia delle Forze dell'ordine, che magari hanno rischiato la vita per individuare un colpevole, che della magistratura che ha speso tempo e denaro dei contribuenti per portare avanti le indagini. Si terrorizza la pubblica opinione sull'uso delle intercettazioni che si sono dimostrate uno dei principali strumenti per combattere la malavita organizzata. Che problemi può avere un onesto cittadino, cosa dovrebbe temere? Ed anche la proposta di imporre limiti alla custodia cautelare va nella medesima direzione. In questo Paese i processi sono troppo lunghi e sappiamo tutti che vanno ridotti, ma sulla custodia cautelare ci si dimentica che esiste sempre il rischio di inquinamento delle prove, della latitanza e della reiterazione del reato. Proteggere l'ambiente significa ridare personale alla pubblica amministrazione, come è stato fatto dal Governo Conte e come si spera verrà proseguito dal Governo Draghi. La demonizzazione della pubblica amministrazione fatta in passato ha condotto al suo depauperamento e al ricorso sempre più massivo al privato. Spero che decenni di privatizzazioni ed esempi eclatanti come quello del crollo del ponte Morandi e più recentemente quello della funivia del Mottarone abbiamo dimostrato come il privato persegue sempre il massimo profitto, spesso a discapito della sicurezza e del bene comune. Il problema generato dalla demonizzazione passata della gestione pubblica è giunto al paradosso con il progressivo ma continuo smantellamento dei sistemi di controllo pubblici, controlli che sono stati affidati a quelli che dovevano essere controllati. Per decenni le privatizzazioni hanno governato il Paese con il risultato, anche e soprattutto a livello ambientale, che vediamo oggi. Spero che tutte le persone che hanno a cuore l'ambiente si rendano conto come uno dei nemici principali sia stato proprio il liberismo e dunque in futuro si discostino da coloro che vedono in questo modello di sviluppo il rimedio di tutti i mali. Liberismo e consumismo vanno di pari passo: le persone sono incentivate ad acquistare anche se si tratta di oggetti che non cambiano nulla e che magari si possiedono già. I giovani, indottrinati da sistemi di comunicazione di massa e asserviti ai produttori, assorbono senza batter ciglio i messaggi che giungono dalla pubblicità. Si acquista un cellulare, le cui funzionalità non sono utilizzate o sono utilizzate di rado e che sono già quasi tutte presenti nel cellulare che si ha già. Si acquista un nuovo vestito perché va di moda e in un diverso colore. Questo vale per migliaia di beni di consumo. È un modello di sviluppo non sostenibile. Si dà la precedenza all'economia, dimenticando che si compromette il futuro dei nostri figli e delle future generazioni. Questo modello di sviluppo va cambiato il prima possibile. In questa legislatura, grazie al MoVimento 5 stelle, sono stati fatti passi enormi per garantire la sostenibilità dell'ambiente e delle risorse. Non si può mai dimenticare che ogni anno l'Earth Overshoot Day, ossia il giorno dell'anno in cui l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell'intero anno, si anticipa di qualche giorno. Quest'anno si verificherà il 29 luglio. In pratica, dopo il 29 luglio depaupereremo il pianeta con le nostre attività e lo impoveriremo di risorse non rinnovabili. Per non parlare dei disastri che abbiamo fatto nell'estinzione della flora e fauna, che ha pochi eguali nella storia geologica del pianeta. Dobbiamo, dunque, accelerare con rapidità. Alcuni processi sono probabilmente irreversibili, come il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature medie del pianeta, che condurranno allo scioglimento delle calotte glaciali, con l'innalzamento di quasi un metro entro la fine del secolo. Sono evidenti le conseguenze disastrose di questo fenomeno. Anche intervenendo, saremo in grado di rallentare, ma non di bloccare e invertire il processo. Siamo in netto ritardo e sono ancora più in ritardo i Paesi in via di sviluppo, perché vi sono milioni di persone che stanno adottando un modello consumistico, aumentando lo sfruttamento di risorse non rinnovabili. Spero che aver inserito l'ambiente in Costituzione possa significare, per ogni persona, aver messo l'ambiente nel proprio cuore e nella propria mente come parte di se stessi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, ci sono materie su cui sarebbe dissennato dividersi, materie su cui sarebbe irragionevole non trovare un punto di incontro, materie su cui sarebbe incomprensibile prolungare il ritardo che la nostra democrazia ha accumulato rispetto a Paesi simili a noi. L'ambiente è una di queste materie. La tutela dell'ambiente, che finalmente entra come concetto nella carta costituzionale, era qualcosa di cui nella carta fondamentale della nostra Repubblica si sentiva la mancanza. Alcune persone che si sono opposte alla modifica costituzionale oggi al nostro esame hanno avanzato un'osservazione, che non mi ha mai convinto. Secondo quest'ultima non c'è bisogno di toccare la Carta costituzionale, perché già da molto tempo la giurisprudenza costituzionale ha garantito l'effettiva tutela dell'ambiente, che noi cerchiamo di realizzare meglio modificando la nostra Carta. Questa osservazione, come tutte le osservazioni non palesemente infondate, è insidiosa, ma, pur non essendo palesemente infondata, è un'osservazione sbagliata. Vi sono, infatti, dei momenti e degli argomenti rispetto ai quali è necessario che si realizzino un raccordo e un allineamento tra la Costituzione scritta e la Costituzione vivente. Noi ammettiamo che nella coscienza pubblica si siano fatti da tempo molti passi avanti in termini di attenzione nei confronti delle questioni ambientali, ma sappiamo che è venuto il momento di fare quell'allineamento di cui dicevo: quello tra il testo scritto della Costituzione e ciò che, grazie alla Costituzione, vive nella nostra collettività. Noi dobbiamo essere molto consapevoli di due cose. La prima è che oggi compiamo un passo molto importante, per ragioni che spiegherò; un passo per il quale l'aggettivo «epocale» francamente non è sprecato: è un aggettivo che io cerco di utilizzare sempre con parsimonia, ma mi pare che oggi possiamo utilizzarlo. La seconda cosa è che sbaglieremmo se pensassimo che, fatto questo passo, il nostro compito rispetto alla sfida della tutela dell'ambiente sia esaurito, perché questo è un primo passo; è significativo ma è un primo passo, cui dovranno seguirne altri; nella legislazione ordinaria dovremmo dimostrarci coerenti con la scelta che oggi abbiamo fatto, dare prove di linearità, essere capaci di stare al passo coi tempi. Relativamente alla prima cosa, dico che siamo di fronte ad un fatto epocale perché basta vedere i precedenti che stanno alle nostre spalle. Nelle tante audizioni che abbiamo svolto, e che giustamente la relatrice ha ricordato nel suo intervento introduttivo, è emerso (e forse non tutti lo sanno) che già nella Commissione Bozzi, che approvò la sua relazione conclusiva (poi purtroppo non tradottasi in modifiche costituzionali) nel 1985, trentasei anni fa, si interveniva sull'articolo 9 della Costituzione per inserire il concetto della tutela ambientale. Con questo intendo dire che alle nostre spalle c'è un lunghissimo arco di tempo durante il quale il legislatore, avendo il potere di revisionare la Costituzione, ha tentato di fare quello che oggi è davvero a un passo e che mi auguro domani, con il voto finale, si possa salutare come risultato raggiunto. Eppure non ci è mai riuscito. Un disegno di legge che interveniva sull'articolo 9 con parole quasi identiche a quelle che noi abbiamo deciso di inserire in quell'articolo fu presentato nel 2001, nella XIV legislatura, vent'anni fa, eppure altri vent'anni sono trascorsi e non si è riusciti a portare a casa il risultato. È dunque un grande merito esserci riusciti. Non bisogna gonfiare il petto, non bisogna peccare di vanità, però è un merito e lo dobbiamo dire con forza, anche perché è la prima volta - mi pare lo ricordasse bene la relatrice - che il Parlamento, intervenendo sull'articolo 9, modifica la parte introduttiva della nostra Costituzione, una sorta di preambolo, quello dei principi fondamentali, che viene prima ancora della Parte I. Ed è la prima volta che si interviene sul Titolo III della Parte I dedicato ai rapporti economici, modificando l'articolo 41. Quando ci sono così tante "prime volte" significa che l'azione che si sta compiendo è significativa. C'era un ritardo da colmare rispetto ad altri ordinamenti. Eravamo, come purtroppo spesso ci succede, troppo indietro rispetto ad altri Paesi. Se prendiamo quelli più simili a noi in Europa, la Spagna ha nella propria Carta costituzionale il concetto del dovere di conservare l'ambiente già dalla sua formulazione originaria del 1978. Certo, è facilitata dal fatto che si tratta di una Costituzione scritta trent'anni dopo la nostra, ma era il 1978, quarantatré anni fa; la Germania fece una revisione nel 1994 per inserire la tutela ambientale in Costituzione; la Francia nel 2005 fece una modifica di proporzioni enormi, che è diventata paradigmatica, perché addirittura la tutela dell'ambiente è stata messa nel preambolo della Costituzione. La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la cosiddetta Carta di Nizza, all'articolo 37 inserisce la tutela ambientale nel 2000, più di vent'anni fa. Noi davvero avevamo accumulato troppo ritardo e davvero era il momento di scrivere una buona pagina di politica di revisione costituzionale. È stato fatto con equilibrio, grazie al buon senso e allo spirito costruttivo di molti e mi sembra sia stato fatto anche con un testo perfettamente adeguato. È giusto associare alla tutela ambientale i concetti di biodiversità e di tutela degli ecosistemi. Come sappiamo, gli ecosistemi (cioè tutte le interazioni tra gli organismi e i sistemi in cui vivono) e la biodiversità (cioè la varietà degli organismi che vivono in questi sistemi) sono l'oggetto tipico dell'ecologia, una scienza fondamentale per fare una buona tutela ambientale. Considero fondamentale il riferimento al fatto che si operi nell'interesse delle future generazioni. Quel detto abusatissimo, ma che non posso fare a meno di citare anche oggi, ossia che il nostro Pianeta e il nostro ambiente li abbiamo non ereditati dai padri ma ricevuti in prestito dai nostri figli, è vero e doveva avere una sanzione nel testo costituzionale. Mi pare che, con il riferimento all'interesse delle future generazioni, questo sia stato fatto. Era necessario realizzare quell'allineamento che dicevo tra testo scritto e Costituzione vivente, anche perché ormai è evidente che noi viviamo in un pianeta in cui la popolazione, che ammonta a 8 miliardi di persone, è il quadruplo di quella di cento anni fa. Le risorse non sono aumentate per quattro, ma sono finite. La pressione sulle risorse è gigantesca; i rischi sono enormi. Quindi era necessario stabilire il principio che è doveroso un diverso modo di vivere, di produrre, di consumare, di muoversi. Questo lo si fa in maniera adeguata. Lo facciamo grazie al lavoro unificante svolto dalla relatrice Maiorino, che ringrazio, dai senatori Perilli, De Petris e Ferrazzi nel comitato ristretto, dal senatore Calderoli, che è già stato ringraziato e che ha svolto un ruolo di supervisione molto significativo, e dal senatore Bressa che, dal canto suo, ha contribuito affinché questo lavoro giungesse a conclusione. Credo che, anche sul piano del metodo, abbiamo fatto qualcosa che ci può servire per il futuro, per questo scorcio di legislatura. Le riforme costituzionali si fanno così. Io mi auguro che questa riceva un consenso larghissimo domani e che si possa davvero salutare come una modifica che ci unisce. La difesa dell'ambiente, infatti, è un tema di tutti e un indice di saggezza consiste anche nell'avere la capacità di non piantare bandierine divisive. Sarebbe la cosa più sbagliata: quando un tema è di tutti, ognuno deve riconoscere la propria parte di merito, ma anche la parte di merito che hanno gli altri per portare avanti, tutti insieme, con fierezza, un risultato significativo. (Applausi) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 17,44) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, salutiamo con grande piacere e interesse questa iniziativa legislativa che intende ampliare le tutele contenute nell'articolo 9 della Costituzione, estendendole anche all'ambiente. Ci auguriamo altresì di non dover vedere disattesi - purtroppo - anche questi commi che riguardano l'ambiente, così come vengono disattesi il primo e il secondo comma dell'articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica». Lo sviluppo della cultura purtroppo è stato abbandonato da tempo, quando è stata smantellata la funzione costituzionale della scuola statale pubblica, quando è stato svilito il suo ruolo, attraverso la sua trasformazione in una sorta di fucina per la manodopera a basso costo delle aziende e delle imprese del futuro o delle multinazionali e quando è stata trasformata in un centro estivo, con la funzione docente svilita a ruolo di animatore turistico o di badante, in sostituzione di quelle che dovrebbero essere, invece, ben altre e alte funzioni che la Costituzione aveva affidato a questa nobile professione. Comunque anche la ricerca scientifica, che dovrebbe essere tutelata dall'articolo 9, è stata sottomessa alle logiche di mercato, dettate dall'interesse economico, e ha perso quella libertà che invece è tutelata dall'articolo 33 della Costituzione. Vogliamo parlare della tutela del paesaggio? Praticamente nel Piano nazionale di ripresa e resilienza si promuove la competitività nello sfruttamento delle nuove fonti energetiche rinnovabili e quindi il proliferare delle pale eoliche, che ormai devastano qualsiasi meraviglioso angolo dei nostri territori e del nostro Paese. Vogliamo parlare della tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione? È stato ormai abbandonato totalmente a causa dello svilimento del ruolo di tutela svolto dalle Soprintendenze e quindi dello smantellamento del Ministero della cultura (ormai si chiama così), che non assolve più in realtà al compito di preservare il nostro patrimonio storico e artistico. Purtroppo, l'articolo 9 non è l'unico ad essere stato completamente disatteso, perché è facile parlare di principi, ma bisogna far sì che questi principi trovino attuazione nella legislazione ordinaria. Vogliamo parlare appunto di come viene disatteso completamente l'articolo 70 della Costituzione attraverso l'utilizzo improprio della decretazione d'urgenza? Un bicameralismo perfetto è diventato un monocameralismo di fatto, poiché i decreti-legge vengono esaminati praticamente in una sola delle due Camere, la prima in cui iniziano l' iter . Vogliamo parlare poi della modifica dell'articolo 81 della Costituzione, che impone, purtroppo, il vincolo di equilibrio di bilancio, limitando quindi l'esercizio dei diritti contenuti nella prima parte della Costituzione? Per non parlare poi dell'articolo 41, un articolo fondamentale che purtroppo viene totalmente disatteso; ce ne siamo accorti attraverso gli episodi degli ultimi giorni. Esso recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Basti pensare a quanto è successo nella tragedia del Mottarone, così come nella tragedia del crollo del ponte Morandi, che ha visto un indennizzo riconosciuto non alle vittime della sciagura e del disastro colposo, ma addirittura ai concessionari del servizio di autostrade. Tutto questo ci riporta duramente alla realtà: noi abbiamo la Costituzione più bella del mondo, però purtroppo non abbiamo la classe politica adeguata, adatta a portarla a termine e a far sì che venga rispettata in tutti i suoi articoli. Nell'articolo 33 della Costituzione che riguarda la scuola pubblica è scritto: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Eppure, nel 2020, le scuole paritarie private hanno preso ben un miliardo di euro e continuamente vengono sovvenzionate, con la compiacenza della 1 a Commissione del Senato, che dà la liberatoria a tutto quanto in realtà non è rispondente al dettato costituzionale e che adesso chiede pure di modificare, per estendere tutele, laddove non tutela ancora i diritti fondamentali. E ancora: «La scuola è aperta a tutti». «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». Anche questo è falso; purtroppo, non avviene a causa della legislazione corrente perché la scuola depauperata non dà più l'opportunità agli studenti di raggiungere i gradi più alti non solo degli studi, ma anche di elevarsi socialmente, oltre che culturalmente. Non è soltanto l'elargizione delle borse di studio che può consentire a questi studenti di potersi elevare, ma anche e soprattutto la qualità della formazione che deve essere erogata dalle scuole statali pubbliche. Un anno e mezzo di chiusure e di lockdown non hanno generato nemmeno un euro di risarcimento per i gap formativi poiché l'attività per il recupero dei gap formativi, a settembre è fatta a costo zero, mentre 510 milioni di euro vengono spesi per utilizzare le scuole come centri estivi. L'articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di espressione, quante volte viene violato e disatteso? Purtroppo, chi manifesta liberamente il proprio pensiero con la parola, con lo scritto o con altro mezzo di diffusione poi viene sanzionato con il licenziamento. È il caso di Riccardo Cristello, licenziato per aver associato la trama di una fiction televisiva a quanto si sta vivendo attualmente a Taranto con l'Ilva. Lo stesso dicasi per il diritto alla salute, anch'esso disatteso, purtroppo, poiché dovremmo dire che ciò che sta succedendo a Taranto non è una violazione palese del diritto alla salute. Mi auguro che questi commi per cui noi di L'Alternativa C'è voteremo a favore non vengano disattesi come tutto il resto del dettato costituzionale, perché la Costituzione più bella del mondo merita anche una classe politica in grado di valorizzarla e di farla applicare. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Governo, colleghi, il provvedimento che oggi ci apprestiamo a discutere e a votare è molto atteso. È, infatti, fondamentale prevedere all'interno della nostra Costituzione il rispetto ambientale. L'introduzione della stessa parola «ambiente» è un grande atto di responsabilità non solo nei confronti dell'ambiente stesso e del suo ecosistema, ma anche verso le future generazioni e l'intero genere umano. Credo che tutti in questa Aula abbiamo a cuore il rispetto per l'ambiente, che deve diventare sempre di più una priorità assoluta della classe dirigente. È un provvedimento necessario anche alla luce dell'avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza, delle prossime progettualità europee, della nuova programmazione della politica agricola comune (PAC) e del nuovo settennio e, più in generale, per garantire salvaguardia costituzionale all'ambiente e tutelare il futuro delle prossime generazioni. Oggigiorno tutto ruota intorno al concetto di sostenibilità; è un dato di fatto. È fondamentale investire in sostenibilità ambientale, ma credo sia altrettanto necessario impegnarsi per garantire il giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica. Questo non è per nulla un concetto scontato. Ad esempio, in merito alla nuova programmazione della politica agricola comune, nasceva quale politica volta all'incremento della produttività e alla tutela del reddito degli imprenditori agricoli che, ricordiamolo sempre, sono i custodi delle nostre terre. Se si dovesse perdere di vista la sostenibilità economica, molte aziende chiuderebbero, abbandonando le terre con conseguenze catastrofiche per lo stesso ambiente e il suo ecosistema. Pensiamo, ad esempio, al dissesto idrogeologico. Se si chiede loro di investire in sostenibilità, è necessario pensare a misure adeguate per una giusta transizione ecologica. Non è facile passare al green ; non è una cosa che avviene con uno schiocco di dita. Questo dobbiamo comprenderlo e ricordiamo che negli ultimi anni il comparto agricolo ha fatto passi da gigante, diventando sicuramente uno dei migliori alleati dell'ambiente e della sua sostenibilità. Più del 20 per cento delle aziende agricole italiane ha un livello di sostenibilità alto, circa il 31 per cento, e deve ancora partire la batteria di aiuti proprio per favorire questa stessa sostenibilità in agricoltura e l'economia circolare. Diamo quindi la possibilità a tutti i comparti agricoli - allevatoriale, agricolo, di trasformazione - di essere veramente i migliori alleati dell'ambiente. Abbiamo dinanzi a noi anni di duro lavoro, ma allo stesso tempo opportunità uniche di investire nel miglioramento delle condizioni ambientale. È un impegno che ciascuno di noi deve assumere singolarmente, ma anche come collettività. Solo così l'Italia potrà vincere la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza e soprattutto quella ambientale. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il disegno di legge n. 83 propone all'Assemblea di modificare la nostra Costituzione e già questo, a mio avviso, ci dovrebbe indurre ad essere cauti. È evidente che andare a modificare l'impianto normativo di base di tutto il nostro ordinamento giuridico, quello su cui si fonda tutto il resto, che prevale su tutto il resto, a cui quindi devono far riferimento poi tutte le altre norme che questa Camera insieme all'altra vanno ad adottare, dovrebbe indurre tutti ad una riflessione non solo sull'opportunità - su questo, evidentemente, in questo caso siamo tutti d'accordo - ma anche sulle conseguenze di quanto andiamo a fare. A me impressiona che spesso ci si ritrova ad essere tutti costituzionalisti. Questo spunto di riflessione mi è stato dato anche dalla recente vicenda delle vaccinazioni e del Covid, in cui anche soggetti qualificati interpretavano le norme costituzionali come se nel nostro ordinamento giuridico fosse legittimo esercitarsi in un'attività del genere. Ricordo che in Italia nessuno può interpretare la norma e quindi la sua conformità rispetto alla Costituzione, se non la Corte costituzionale. Questo precetto è talmente vincolante che nemmeno un giudice può pronunciarsi sulla costituzionalità o meno di una norma, infatti nel caso di rilievo che dovesse ritenere fondato, il giudice al massimo potrebbe sostenere che questa eccezione non è manifestamente infondata, sospendere il giudizio e rinviare tutto alla Corte costituzionale. Tutto questo lo evidenzio, benché sia ben noto ai colleghi di questa Assemblea, per rendere tutti consapevoli dell'importanza del passo che iniziamo a compiere oggi. Parlo di inizio perché sappiamo bene che la modifica della Costituzione è una procedura talmente importante e vincolata che necessita poi di tre ulteriori passaggi in Aula e poi di tutte le altre formalità che sappiamo. Il percorso che si è formalmente avviato in Commissione trova la sua massima espressione nel passaggio in Aula e quindi nel passo che ci apprestiamo a compiere oggi. La modifica che si propone di introdurre riguarda l'articolo 9 della nostra Costituzione, al quale si intende aggiungere un comma nel quale si prevede di inserire la tutela dell'ambiente con la locuzione: «La Repubblica tutela l'ambiente e l'ecosistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell'interesse delle future generazioni». Voglio evidenziare che la Costituzione, a mio avviso, dovrebbe essere elenco di principi e non tanto di norme, perché quei principi e quei diritti espressamente menzionati nella Costituzione evidentemente verrebbero ad assurgere ad un valore superiore a tutti gli altri. Inserire il riferimento alla tutela dell'ambiente ed estrapolare questa singola parte, come a quel punto sarebbe possibile e legittimo fare, da quello che invece dovrebbe significare il combinato disposto dell'intero articolo significa far correre dei rischi al nostro ordinamento giuridico anche di mummificazione, ad esempio, delle tante opere pubbliche che si vanno a realizzare. Se si considerasse infatti solo questa parte e non si considerasse invece la formula intera dell'articolo, che prevede di creare questa simbiosi e questo rapporto tra uomo e ambiente, finalizzato a soddisfare, valorizzare e conseguire l'interesse delle future generazioni, a mio avviso si rischierebbe di introdurre un ostacolo, anziché un elemento di tutela e di sviluppo. Lo voglio precisare, perché a mio avviso troppo spesso viene sottostimato un elemento che fa parte del nostro ordinamento giuridico. Nel nostro ordinamento giuridico è infatti previsto che, qualora ci sia un dubbio interpretativo di una norma, si debba utilizzare il criterio della ratio legis , il quale prevede che, nell'interpretazione di una norma, si tenga conto delle intenzioni del legislatore e quindi, evidentemente, di tutti noi. Le nostre intenzioni sono sì quelle di tutelare l'ambiente, di migliorare la simbiosi tra uomo e natura e di creare le basi per uno sviluppo sostenibile, ma evidentemente non sono quelle di mummificare tutto. Questo lo voglio esplicitare, perché nell'intervento di alcuni colleghi invece, a mio avviso, si è rischiato di fare un po' di confusione. Infatti sono stati introdotti nella discussione degli elementi, che evidentemente tanto attinenti con essa non erano. Parlo quindi, da legislatore e da senatore che si troverà ad approvare convintamente questa modifica alla Costituzione, che la auspicava da componente della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, da abitante di un parco nazionale e da sindaco di un Comune sede di parco nazionale. È dunque evidente che, pur senza forse utilizzare i toni trionfalistici di qualche collega, per me si tratta comunque di un passo importante, che andiamo a percorrere nella giusta direzione, al fine di tutelare la nostra casa comune, che invece sempre più spesso si vede minacciata da attività a mio avviso irresponsabili. Voglio però precisare che tali attività non sono commesse da noi, ovvero da tutti gli italiani e dal sistema Paese Italia e nemmeno dal sistema Paese Europa. Se infatti andiamo a vedere quali sono i 120 fiumi che immettono più plastica negli oceani - lo porto solo come esempio, a mio avviso legittimo, e come dimostrazione dell'irresponsabilità del genere umano - ne troveremmo solo uno in Europa e chiaramente non nelle primissime posizioni. Quindi, secondo me, si tratta di un passo nella giusta direzione, che dimostra la nostra sensibilità nei confronti dell'ambiente, che evidentemente non è solo nel legislatore, ma anche nei nostri concittadini, perché di esempi di comportamenti virtuosi nel nostro ordinamento ne potremmo trovare molti, non solo relativamente alle immissioni della plastica, ma anche alla raccolta differenziata, a quei comportamenti virtuosi che andiamo ad adottare quotidianamente nella nostra vita giornaliera e anche al modo in cui ci apprestiamo ad utilizzare le risorse che verranno dal recovery plan. Dunque, di esempi ne possiamo trovare molti, ma ciò che voglio evidenziare adesso, in questa discussione, è che il nostro intento non è di andare a mummificare tutto, cosa che evidentemente sarebbe anche contrario all'interesse delle future generazioni, citate nella seconda parte dell'articolo 9. Vogliamo invece fare in modo che questo interesse futuro, questo interesse pubblico, si vada a conciliare con la tutela dell'ambiente. Ricordo che i primi 12 articoli della Costituzione sono quelli cosiddetti vincolanti e introducono principi sovraordinati a tutte le altre norme di natura gerarchicamente inferiore, per il sistema delle fonti del diritto, che quindi si troverebbero ad essere condizionate da quanto espressamente previsto in questi primi 12 articoli. Evidentemente l'articolo 9 rientra tra quelli che elencano i diritti inviolabili e ciò a mio avviso potrebbe rivelarsi un vulnus , perché sappiamo bene che, per definizione condivisa e pressoché unanime, siamo la patria del diritto. Questo perché molti dei sistemi giuridici moderni e sicuramente il nostro si basano sul diritto romano, che evidentemente è stato un precursore in tema di diritti e che evidentemente è ancora una base per quanto riguarda il nostro sistema legislativo, che è stato poi fortemente influenzato anche dall'ordinamento napoleonico. Dunque il nostro ordinamento, a differenza di quelli anglosassoni, si basa sul civil law , perché la norma è alla base dell'ordinamento giuridico e non si parla di precedenti vincolanti, tanto che la pronuncia di un giudice da noi vale solo per le parti in causa. Questo però, per quanto principio generale e condiviso da tutti, non è propriamente vero perché, nell'eventualità di un giudizio che andasse a riguardare un'opera pubblica, evidentemente le conseguenze - gli interessi no, ma le conseguenze sì - sarebbero purtroppo a cascata, nell'interesse anche di molti altri soggetti. È quindi evidente che, nell'introduzione di una modifica così importante, dobbiamo valutare anche le conseguenze che la stessa avrebbe sul nostro ordinamento giuridico, perché, come dicevo prima, le norme vanno interpretate non solo per il significato letterale delle stesse, ma anche per la loro relazione con il nostro sistema giuridico di base e, quindi, con la nostra Costituzione. Per far capire a chi ci dovesse ascoltare ora quanto è complicato, evidenzio che l'interpretazione può essere suddivisa in base al soggetto che la compie (ci sono quindi diverse modalità di interpretazione: giudiziale, autentica e dottrinale) e, poi, al significato letterale della norma. Ciò che con questa discussione dovremmo introdurre è un elemento che avrebbe efficacia nell'interpretazione giudiziale, ossia che probabilmente conta di più. Infatti, l'interpretazione dottrinale è un mero esercizio logico, mentre quella autentica non necessita di interpretazione perché è il legislatore stesso a dire esplicitamente che cosa significano norme precedentemente adottate. Quello che conta ora è introdurre un elemento che consenta a un eventuale giudice chiamato a pronunciarsi su questo di capire che l'intento di quest'assise non è estrapolare un singolo elemento di una norma (ossia la tutela), su cui siamo tutti d'accordo, ma evidenziare il fatto che questa tutela deve concretizzarsi in una simbiosi di sviluppo dell'uomo e dell'ambiente in funzione delle generazioni future. È evidente, quindi, che questo mio intervento auspica che nella valutazione che eventualmente dovesse esserci in futuro si tenga conto che il nostro intento è far crescere il Paese e non fermare tutti i procedimenti in essere perché, evidentemente, ciò sarebbe contro gli interessi attuali e anche quelli futuri della nostra generazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice L'Abbate. Ne ha facoltà. L'ABBATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, membri del Governo, negli ultimi decenni il nostro pianeta ha continuato a subire un processo di degradazione ambientale dovuto alle nostre attività, ossia le attività umane, antropiche. Si tratta di un processo sempre più difficile da governare. Sicuramente sono necessarie delle azioni estremamente urgenti e politiche ambientali di ampio respiro, ma è altrettanto necessario sviluppare una coscienza biosferica. L'emergere della consapevolezza delle conseguenze che il modello economico attuale (quello tradizionale) ha prodotto sui sistemi ecologici e sul loro equilibrio ha sviluppato nel tempo una rete di politiche organiche volte alla salvaguardia dell'ambiente. Già dagli anni Novanta la comunità internazionale si è resa conto della necessità sempre più urgente di avviare una strategia globale per rivedere modelli economici e sociali in chiave sistemica, sostenibile, equa e inclusiva. Dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 ad oggi abbiamo imparato che la dimensione etica e quelle scientifica, tecnica, economica, sociale e culturale sono interconnesse e in relazione fra loro e caratterizzano il concetto complesso e sistemico di ambiente, implicando necessariamente l'individuazione di soluzioni e scelte di livello costituzionale. Infatti, i problemi complessi che dobbiamo affrontare (tutela della biodiversità, cambiamento climatico, pandemia e povertà - temi tutti collegati fra loro - e la cura di ogni essere vivente su questo pianeta) si risolvono con l'individuazione di principi che devono guidare il metodo e le Costituzioni sono la sede in cui tali principi possono essere recepiti e definiti. Il diritto all'ambiente è ormai da anni al centro di un vivace dibattito a livello globale ed è tutelato in modo esplicito già all'interno di numerose direttive comunitarie, come la nuova Carta costituzionale europea e anche la maggior parte delle Costituzioni degli Stati aderenti all'Unione europea e anche di altri Stati nel mondo. Ad oggi abbiamo 193 Costituzioni e 149 contemplano norme che definiscono i principi e i valori per la tutela dell'ambiente. La nostra Costituzione non definisce il concetto di bene ambientale, né contiene alcun riferimento diretto a situazioni legate alla necessità dell'individuo e della collettività di vivere in un ambiente integro e salubre. Probabilmente perché all'epoca, quando è stata elaborata, la cultura o, possiamo dire, la consapevolezza delle problematiche complesse relative allo sfruttamento del capitale naturale dei servizi ecosistemici relativi all'inquinamento delle matrici ambientali, non c'era ancora. (Brusio) . Un bel vocìo di fondo... PRESIDENTE. Colleghi, la giornata è a buon punto. Non deve essere difficile consentire alla collega di svolgere il suo intervento. L'ABBATE (M5S) . Nell'ambito della giurisprudenza italiana una prima definizione di ambiente è rintracciabile nella sentenza della Corte costituzionale n. 210 del 22 ottobre 1987, nel quale questo è configurato come un diritto fondamentale della persona ed interesse fondamentale della collettività che comprende unitariamente la conservazione, la razionale gestione e il miglioramento delle condizioni naturali, quindi dell'aria, dell'acqua, del suolo e di tutte le altre componenti, l'esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici, terrestri e marini, e di tutte le specie animali e vegetali che in esso vivono allo stato naturale. La giurisprudenza ha colmato quindi la lacuna normativa a livello costituzionale. L'assenza quindi di un esplicito riconoscimento del diritto all'ambiente, quale principio fondamentale del nostro ordinamento, ha spinto anche noi del MoVimento 5 Stelle ad accogliere con grande entusiasmo e a partecipare in prima persona alla modifica della nostra Costituzione. Tutelare l'ambiente e gli animali è un valore in sé: promuovere un sistema sociale ed economico capace di fare finalmente i conti con la natura, osservare le sue leggi da tempo dimenticate per poter salvaguardare la rete della vita e l'unico pianeta che abbiamo. Ambiente in Costituzione è condizione e presupposto affinché la tutela sia concreta ed equa per le attuali e le future generazioni e impone non solo diritti, ma doveri. Nel Movimento 5 Stelle continueremo la nostra missione. Transizione ecologica? Sì, ma quella reale, quella di Nicholas Georgescu-Roegen quando ci parlava, già nel 1969, di flussi di materia e di energia e ci diceva che la materia era importante e non bisognava bruciarla. Quella di Barry Commoner con le sue leggi dell'ecologia, quando ci diceva che nulla è gratuito, tutto sarà pagato prima o poi. Dobbiamo fare veramente i conti con la natura. La vera transizione ecologica è solo l'inizio e il primo passo, ma poi si dovrà lavorare insieme come un'unica comunità con quello che viene definito il patto verde, il green new deal , che non è altro che questo. Ringrazio i colleghi Gianluca Perilli, Alessandra Maiorino e tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere questo risultato oggi. Noi ci siamo. Noi del MoVimento 5 Stelle ci siamo e ci saremo sempre perché le 5 stelle brillano e hanno sempre brillato per la salvaguardia e la tutela del nostro ambiente. (Applausi) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, vorrei ringraziare tutte le colleghe e i colleghi che sono intervenuti oggi e tutti quelli con cui abbiamo lavorato intensamente per mesi in Commissione e nel comitato ristretto per raggiungere questo risultato. Oggi è un giorno in cui la politica può essere orgogliosa, perché ha dato il meglio di sé, mettendo da parte divisioni e steccati e cercando senza sosta una strada che consentisse di mettere al centro il bene comune, e così abbiamo fatto. Oggi è un giorno solenne che corona questa determinata volontà, ma soprattutto è un giorno solenne perché ci apprestiamo a modificare per la prima volta quella parte della nostra Carta fondamentale in cui sono fissati i principi fondativi stessi della nostra Repubblica e del nostro essere collettività. Lo facciamo venendo da percorsi diversi, che tuttavia hanno condotto tutti allo stesso esito: la necessità di riconoscere l'ambiente quale diritto irrinunciabile della persona e il dovere pertanto della Repubblica di tutelarlo, anche nell'interesse di chi abiterà questo pianeta dopo di noi, le future generazioni. Di nuovo, quindi, un sentito grazie a tutte le colleghe e ai colleghi di tutti gli schieramenti politici. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Passiamo all'esame degli articoli del testo unificato proposto dalla Commissione. Procediamo all'esame dell'articolo 1, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vorrei solo annunciare che ritiro gli emendamenti 1.202, 1.207, 1.209 e 1.210, mentre mantengo l'emendamento 2.0.201. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti 1.203 e 1.204, il ragionamento che voglio portare all'attenzione dei colleghi senatori è semplicemente questo: con l'emendamento 1.203 chiediamo di sostituire le parole: «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali» con le seguenti: «nelle forme e nei modi disciplinati dalla legge dello Stato». Con l'emendamento successivo, chiediamo di sopprimere le parole: «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali», semplicemente perché si tratta di una precisazione superflua, in quanto lo Stato disciplina già con leggi ben precise la tutela degli animali. Faccio alcuni riferimenti: ad esempio la legge n. 189 del 20 luglio 2004 recante: «disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali» che ha introdotto nel codice penale il titolo IX- bis . (Brusio. Richiami del Presidente) . Poi ci sono altre norme che prevedono punizioni come la reclusione o le multe per altre fattispecie di reati quali il reato di uccisione di animali per crudeltà e senza necessità o i maltrattamenti di animali. Tali norme prevedono anche il divieto di spettacoli e manifestazioni, la punizione di comportamenti che vadano a seviziare e maltrattare gli animali, il divieto di combattimento tra gli animali e di abbattimento degli animali stessi. Si tratta di norme già contenute nelle leggi dello Stato e che tutelano gli animali. Abbiamo presentato l'emendamento non solo perché è superfluo ribadire questo, ma anche perché abbiamo paura che vi sia la volontà di far passare dalla finestra quello che non è passato dalla porta, cioè quel principio quasi radicale di una tutela degli animali a prescindere, che potrebbe portare a sviluppi imprevedibili. Penso in particolare all'allevamento, all'aspetto faunistico e alle attività venatorie. Signor Presidente, quando diciamo di essere favorevoli alla tutela dell'ambiente in Costituzione da questo punto di vista, non abbiamo da far brillare una stella. Noi l'ambiente lo abbiamo nel nostro DNA, perché siamo un partito patriottico, il partito della Patria, che significa la terra dei padri. Da questo punto di vista noi abbiamo il massimo rispetto dell'ambiente. Quando si parla, nella modifica dell'articolo 1, di tutela dell'ambiente e della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, siamo d'accordo perché, da questo punto di vista, quando si parla di ecosistemi, si parla di un sistema complessivo, che va dall'uomo, all'ambiente, agli animali e agli esseri viventi. Siamo, invece, estremamente preoccupati per la seconda parte, di cui chiediamo l'abrogazione. Ho posto queste riflessioni all'attenzione dell'Assemblea proprio perché ci possa essere, invece, una convergenza verso un voto favorevole a questi emendamenti. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. MAIORINO, relatrice . Signor Presidente, si invita al ritiro di tutti gli emendamenti all'articolo 1, ad eccezione degli emendamenti 1.203, 1.204 e 1.205 per i quali il parere è negativo. Signor Presidente, preannuncio inoltre che sugli emendamenti 2.0.200 e 2.0.201 il parere è favorevole se viene accolta una proposta di riformulazione tecnica, nel senso di sostituire «approvata ai sensi dell'articolo» con «di cui all'articolo 9». BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo si rimette all'Assemblea. PRESIDENTE . Senatrice Maiorino, per quanto riguarda la proposta di riformulazione, la esamineremo al momento dell'esame degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 2. Intanto, mi sembra di capire che l'invito al ritiro degli emendamenti all'articolo 1 non venga accolto. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in realtà l'invito al ritiro è parzialmente accolto, perché ritiriamo gli emendamenti 1.206, 1.208. Ritiriamo anche l'emendamento 2.0.202, proprio perché c'è stata la disponibilità da parte della relatrice ad accogliere l'importantissimo emendamento 2.0.200, al quale aggiungiamo le firme di tutti i componenti del nostro Gruppo. PRESIDENTE . Gli emendamenti 1.200, 1.201 e 1.202 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.203, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.204, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico all'emendamento 1.205, presentato dalla senatrice A bate. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.206 a 1.210 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale è stato presentato l'emendamento 2.200, successivamente ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, vorrei solo segnalare che, in occasione del voto sull'articolo 1, per errore ho espresso voto contrario, ma in realtà intendevo votare a favore. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 2. Sugli emendamenti 2.0.200 e 2.0.201 era stata avanzata una richiesta di riformulazione dalla relatrice. Chiedo ai presentatori se intendono accoglierla. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la accolgo. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la accolgo. PRESIDENTE . Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla riformulazione proposta. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, mi rimetto all'Assemblea. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.200 (testo 2), presentato dal senatore Calderoli e da altri senatori, identico all'emendamento 2.0.201 (testo 2), presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.202 è stato ritirato. Rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Saman Abbas, diciottenne di origine pakistana, residente con la sua famiglia a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, è scomparsa da oltre un mese: da quaranta giorni non si hanno più sue notizie. Le testimonianze acquisite in questi giorni dagli inquirenti non sono per nulla confortanti e tutto ormai fa pensare che sia stata soppressa dai componenti della sua stessa famiglia. Questo per aver rifiutato di accettare il matrimonio combinato dai suoi genitori. Non sarebbe questo il primo caso del genere, visto che già nel 2006 una ventenne pakistana di Sarezzo, Hina Saleem, e nel 2018 una venticinquenne sempre pakistana di Brescia, Sana Cheema, erano state uccise dai familiari perché troppo occidentalizzate e non volevano sottostare a imposizioni sulla loro vita sentimentale privata. Sono fatti che devono far riflettere sulla condizione delle donne islamiche in Italia, vittime di estremismi che, in nome di una religione, tolgono loro la dignità e spesso la vita. Vorrei per questo sentire la voce di tutte le donne che siedono in quest'Aula (Applausi) , così come abbiamo fatto noi, donne della Lega, ingiustamente accusate di aver strumentalizzato il caso, quando in realtà la volontà è solo quella di sensibilizzare l'opinione pubblica e il Parlamento su questioni assolutamente irrisolte, nonostante i proclami da parte di una sinistra che vede un'integrazione dove in realtà non c'è e sembra non vedere comportamenti che nulla hanno a che fare con una vera integrazione. Al di là di questo, chiedo se il Governo sia a conoscenza dell'entità del fenomeno dei matrimoni forzati e delle violenze ad essi collegate in caso di rifiuto delle ragazze, per lo più minorenni, vittime di tali abusi; e cosa si stia facendo e cosa si intenda fare nel merito, al fine di controllare e confinare tali accadimenti. Resta urgente, come proposto dalla Commissione per i diritti umani, istituire un Osservatorio nazionale, che consenta di monitorare e analizzare il fenomeno e le altre forme di violenza minorile, come mutilazioni genitali, lavoro forzato e schiavitù, e di adottare misure di contrasto rispetto a coloro che organizzano i viaggi finalizzati ai matrimoni forzati e precoci. Ancora, è urgente promuovere una campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale in merito alla problematica dei matrimoni combinati per le ragazze di nazionalità straniera, considerando che in Italia il matrimonio forzato è reato, nonché sui diritti delle donne garantiti dalla normativa italiana presso le scuole, i luoghi di culto, le associazioni presenti sul territorio, i luoghi di aggregazione, le istituzioni locali e i mezzi di informazione. Tutto questo è urgente per arrivare a evitare che vicende tragiche come queste si ripetano. (Applausi) . ROMAGNOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, il 2 giugno abbiamo tutti partecipato alla famosa e importantissima Festa della Repubblica, che è stata celebrata presso tutti i vari monumenti ai caduti d'Italia. Sono stati momenti molto emozionanti. Ho partecipato personalmente alla festa ad Ancona, e tutte le varie istituzioni erano presenti. È importantissima la partecipazione dei cittadini, come sono importanti i riconoscimenti dati alle varie personalità presenti. Tuttavia ho evidenziato che, mentre sono stati premiati giustamente dirigenti e direttori dell'ambito sanitario, che hanno rappresentato un comparto di fondamentale importanza specialmente nell'anno passato, nessun premio è stato invece attribuito agli operatori. Allora vorrei, qua nell'Aula del Senato che ritengo di primaria importanza, semplicemente ringraziare tutti gli operatori sociosanitari, infermieri, terapisti, psicologi e dottori, che nell'ambito di ogni struttura, ci hanno aiutato rischiando la propria incolumità per dare una possibilità alla nostra vita, alla nostra salute. Li ringrazio veramente di cuore, perché è stato determinante il loro ruolo e sappiano che quei premi, nel mio cuore e nel cuore di molti di noi, sono rivolti al loro operato che è stato senz'altro indispensabile per evitare la catastrofe assoluta. (Applausi) . QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, oggi, anniversario dell'epica Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro del 1992, si celebra la Giornata mondiale degli oceani. È l'occasione per riflettere sui benefici degli oceani e sul dovere individuale e collettivo di interagire con gli oceani in modo sostenibile per soddisfare le attuali esigenze, senza compromettere quelle delle generazioni future. Gli oceani sono il più grande polmone del pianeta: producono il 50 per cento dell'ossigeno e assorbono il 30 per cento dell'anidride carbonica prodotta dall'uomo. Ciò attenua l'impatto del riscaldamento globale, ma acidifica le acque, minacciando la biodiversità marina. Il 50 per cento delle barriere coralline è oramai distrutto. Ci forniscono cibo, dando lavoro a 40 milioni di persone, ma l'impatto della pesca intensiva si mostra catastrofico: con il 90 per cento delle grandi popolazioni ittiche esaurite, stiamo prendendo dall'oceano più di quanto possa essere ricostituito. In compenso, scarichiamo rifiuti; l'inquinamento da plastica è dappertutto. Poi, a causa del cambiamento climatico, il livello degli oceani aumenta, con recenti stime al rialzo, minacciando la sopravvivenza di comunità costiere. Il tema della celebrazione del 2021 è «L'oceano: vita e mezzi di sussistenza», nell'ambito di un decennio di sfide per raggiungere l'obiettivo ONU di sviluppo sostenibile 14, «La vita sott'acqua», al fine di conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine entro il 2030. Sarebbe a tal scopo auspicabile l'obiettivo 30x30: almeno il 30 per cento degli oceani totalmente protetto entro il 2030. Per proteggere e preservare l'oceano dobbiamo creare un nuovo equilibrio, basato sulla comprensione dell'oceano e del modo in cui l'umanità si relaziona con esso. Dobbiamo costruire una connessione con l'oceano che sia inclusiva, innovativa e informata. (Applausi) ; una connessione saldata da atti concreti, individuali e collettivi. È un atto concreto che noi senatori possiamo a breve concludere e portare a termine l' iter della legge "salvamare" per il recupero dei rifiuti in mare e per l'economia circolare, finalizzata a non disperdere rifiuti nel mare. (Applausi) . ANGRISANI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ANGRISANI (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono certa che conoscete tutti il fiume Sarno e il disastro ambientale che vivono i cittadini del suo bacino. Ebbene, questa che vedete in foto è una bottiglia di acqua "Sarnella", l'acqua che provoca tumori alla popolazione e uccide la flora e la fauna presenti nel fiume. Non vi preoccupate: non è in vendita e non è imbottigliata, ma rappresenta la campagna di sensibilizzazione ideata da alcune associazioni per portare il problema dell'inquinamento del Sarno alla ribalta nazionale attraverso il brand rappresentato dall'acqua Sarnella. Quella dell'inquinamento del Sarno rappresenta una questione annosa, che ha visto l'interessamento di diverse legislature e tante amministrazioni, oggetto anche di una Commissione parlamentare di inchiesta. Ad oggi poco o nulla purtroppo è cambiato. Il Sarno rappresenta un tema ambientale, ma anche salutare: le sostanze chimiche presenti nelle acque inquinate sono particolarmente pericolose per la salute dell'uomo e per la sopravvivenza della flora e della fauna fluviale. L'acqua che viene utilizzata dalle piante, dagli animali e dall'uomo arriva principalmente dai fiumi. Le indagini epidemiologiche hanno evidenziato, infatti, che le patologie accertate presentano due veicoli principali di trasmissione: le gocce aerosolitiche e l'ingestione diretta e indiretta dell'acqua del fiume. Bisogna agire e anche in fretta. L'anno scorso, dopo il lockdown , bastarono pochi giorni dall'allentamento delle misure restrittive per catapultarci di nuovo in un incubo ambientale, fatto di discariche abusive e di sversamenti illegali. Tutto ciò è responsabilità di alcune aziende del comparto produttivo - da un lato - ma - dall'altro - è anche colpa della pubblica amministrazione. La salvaguardia ambientale non può prescindere dalla realizzazione e dal completamento della rete fognaria, per la cui mancata realizzazione la Campania, ogni anno, paga milioni di euro per le procedure di infrazione in Europa. L'inadeguatezza e la lentezza burocratica e amministrativa della Regione ritardano i lavori di risanamento del Sarno. Quindi, ritengo utile prendere in considerazione l'ipotesi di riportare il fiume Sarno tra i siti di interesse nazionale, in modo da riuscire a prendere nuovamente contezza gestionale a livello nazionale di tale problematica. Qualche settimana fa, su iniziativa di alcune associazioni locali, c'è stata una manifestazione a Nocera inferiore e il grido di dolore dei manifestanti, la cui voce riporto qui nell'Aula del Senato, non può restare inascoltato. Le associazioni promotrici di questa battaglia ambientale hanno promosso uno spot provocatorio che pubblicizza il brand dell'acqua Sarnella. Lo scempio ambientale e l'avvelenamento delle acque del Sarno sono un attentato quotidiano alla salute pubblica. Cari colleghi, vi invito a venire in Campania per ammirare l'acqua limpida del fiume Sarno alle sorgenti nella mia città; acqua, che dopo poche centinaia di metri, diventa un disastro ambientale. Dobbiamo riflettere su tutto ciò, sul fatto che l'incidenza di alcuni tumori in quest'area è superiore alla media. Chilometri di spiagge balneabili potrebbero essere una risorsa turistica in questo momento di crisi socio-economica. Non lasciamo soli le associazioni e i cittadini in questa lotta e, oltre a plaudire a iniziative di sensibilizzazione, come quella dell'acqua Sarnella, dobbiamo impegnarci attivamente per modificare il corso degli eventi. (Applausi) . MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il 14 agosto 2018 crollava il ponte Morandi, causando 43 vittime, una serie di danni economici enormi alla vita di tante persone a Genova e, in generale, creando un grave danno al Paese. In questi tre anni si è parlato di punire coloro che avevano responsabilità. Le responsabilità sono ampiamente emerse; è uscito persino un libro, scritto dalla giornalista de «Il Sole 24 Ore», Laura Galvagni. Si è evidenziato che la manutenzione fatta da Autostrade per l'Italia (Aspi) è stata molto al di sotto di quanto richiesto già per iscritto. Poi i risultati si sono visti. I soldi risparmiati sulla manutenzione sono diventati, per un verso, dividendo nelle tasche degli azionisti e, per un altro, la morte per coloro che erano sul ponte quel giorno. Ora si parla, senza che ci sia stato alcun coinvolgimento parlamentare di qualsiasi tipo, di un'operazione per la quale Cassa depositi e prestiti tirerebbe fuori a beneficio diretto e indiretto - ma soprattutto diretto - di Atlantia, e cioè della famiglia Benetton principalmente, circa 21 miliardi, quando, avvalendosi della possibilità di recesso previsto dall'articolo 9- bis della convenzione unica, se ne potrebbero spendere 13. Ciò avverrebbe nel caso in cui i tribunali dessero torto sempre allo Stato e sempre ragione ad Autostrade per l'Italia, anche in ragione dei piccoli problemi - chiedo scusa per l'ironia in una cosa di questo genere - che si sono manifestati per quanto riguarda la manutenzione. Su questo, oltre a gradire un intervento del Governo di spiegazione, sarebbe comunque doverosa la risposta a interrogazioni presentate da me, dal senatore D'Alfonso, presidente della Commissione finanze, e da diversi altri senatori del Gruppo Partito Democratico, dal senatore Lannutti e da altri ancora. Pertanto, sollecito il Governo a comunicare a tal riguardo, anche perché in merito si è levata la voce di Egle Possetti, presidente del Comitato dei familiari delle vittime del crollo del ponte, la quale ha pronunciato una frase molto eloquente del tipo: con questo affare i nostri familiari vengono uccisi una seconda volta. Credo che, quantomeno, una spiegazione sia doverosa. (Applausi) . PAPATHEU (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, mi unisco, innanzitutto come componente della Commissione di inchiesta sul femminicidio, ma anche come donna del Gruppo parlamentare Forza Italia, che oggi qui rappresento, al lutto che il nostro Paese deve purtroppo celebrare, a fronte dell'ennesimo caso verificatosi. Mi piace dire che siamo tutte Saman, come lo sono tutti gli italiani vicini alle vittime di eventi del genere ormai tristemente noti. Mi riferisco ai minorenni che vengono venduti dalle proprie famiglie per business , per portare in dote visti di soggiorno e permessi e subiscono diverse pratiche, che tutti conosciamo, come l'infibulazione, perpetrata ancora oggi da quelle famiglie. Come componente della Commissione di inchiesta sul femminicidio, con la mia presidente, senatrice Valente, ho assistito quotidianamente a testimonianze nel corso di audizioni di medici di famiglia e operatori sanitari che denunciano tale pratica, evidenziando anche che delle famiglie portano addirittura nei propri Paesi le bambine per essere infibulate e poi le riportano candidamente qui in Italia, per non correre alcun rischio. Quello che oggi vorrei veramente chiedere a gran voce è che il muro di silenzio che si erge intorno a episodi del genere cada, perché la loro denuncia deve partire dai vicini di casa, dalle famiglie e da chiunque possa farlo, perché in Italia siffatte pratiche sono vietate. E bisogna farlo urgentemente, perché ogni omessa testimonianza è presupposto della futura morte per mano dei propri familiari di povere ragazze che vengono ancora oggi costrette a contrarre matrimonio con persone di venti, trenta o quaranta anni più grandi di loro, in ossequio della religione che dicono di dover rispettare. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 9 giugno 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 9 giugno, alle ore 9,15, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,47) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE NEL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente (83) ARTICOLO 1 NEL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 1. 1. All'articolo 9 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali». EMENDAMENTI ARTICOLO 2 NEL TESTO UNIFICATO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE Art. 2. 1. All'articolo 41 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo comma, dopo la parola: «danno» sono inserite le seguenti: «alla salute, all'ambiente,»; b) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e ambientali». EMENDAMENTO EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 2 VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 83 e connessi sull'articolo 1, i senatori Ortis e Giannuzzi avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Cario, Catalfo, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Corrado, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Donno, Floridia, Galliani, Gaudiano, Giacobbe, Ginetti, Laus, Lunesu, Lupo, Mallegni, Marino, Marti, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nastri, Nisini, Parente, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Ronzulli, Sciascia, Segre e Sileri. . Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Alessandrini e Tosato. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione Il senatore Biasotti, con lettera in data 28 maggio 2021, ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare Forza Italia Berlusconi Presidente - UDC e di aderire al Gruppo Misto. La Presidente del Gruppo Misto, con lettera in data 7 giugno 2021, ha comunicato che il senatore Biasotti ha aderito, all'interno del Gruppo stesso, alla componente "IDEA e CAMBIAMO". Commissioni permanenti, approvazione di documenti La 10 a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), nella seduta del 20 maggio 2021, ha approvato una risoluzione, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sull'aggiornamento della normativa in materia di certificati bianchi ( Doc . XXIV, n. 38). Il predetto documento è stato inviato al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro della transizione ecologica. Commissioni permanenti, trasmissione di documenti È stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 11 a Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), approvata nella seduta del 26 maggio 2021, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (COM(2021) 93 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 24). Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati nonché ai sensi dell'articolo 144, comma 2- bis , del Regolamento, ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea. Commissione parlamentare per le questioni regionali, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 28 maggio 2021, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per le questioni regionali il deputato Roberto Caon in sostituzione del deputato Dario Bond, dimissionario. Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione In data 28 maggio 2021, a nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Augussori ha presentato la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso, pendente dinanzi al Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le indagini preliminari ( Doc. IV- ter , n. 16-A). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati On. Russo Paolo Disposizioni per la cura delle malattie rare e per il sostegno della ricerca e della produzione dei farmaci orfani (2255) (presentato in data 01/06/2021) C.164 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.1317, C.1666, C.1907, C.2272). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Faraone Davide Istituzione dell'Autorità garante per la trasparenza nei pubblici concorsi (2256) (presentato in data 31/05/2021); senatore Pagano Nazario Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni in materia di riconoscimento della figura professionale del fisioterapista di famiglia e di assistenza fisioterapica domiciliare (2257) (presentato in data 01/06/2021); senatrice Di Girolamo Gabriella Ripristino degli uffici giudiziari soppressi ai sensi del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (2258) (presentato in data 01/06/2021); DDL Costituzionale senatori Maiorino Alessandra, Perilli Gianluca, Garruti Vincenzo Modifiche all'articolo 94 della Costituzione (2259) (presentato in data 01/06/2021); senatori Conzatti Donatella, Vono Gelsomina Razionalizzazione del sistema istituzionale della vigilanza e modificazione dell'articolo 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (2260) (presentato in data 01/06/2021); senatori Vitali Luigi, Dal Mas Franco Modifiche agli articoli 335, 407, 453 e 477 del codice di procedura penale (2261) (presentato in data 03/06/2021); DDL Costituzionale senatori Sbrollini Daniela, Faraone Davide, Renzi Matteo, Bonifazi Francesco, Carbone Vincenzo, Cucca Giuseppe Luigi Salvatore, Garavini Laura, Ginetti Nadia, Grimani Leonardo, Magorno Ernesto, Marino Mauro Maria, Nencini Riccardo, Parente Annamaria, Sudano Valeria, Vono Gelsomina Modifica all'articolo 33 della Costituzione, in materia di promozione e valorizzazione dello sport (2262) (presentato in data 03/06/2021); senatori Romeo Massimiliano, Pergreffi Simona, Bergesio Giorgio Maria, Campari Maurizio, Corti Stefano, Fusco Umberto, Rufa Gianfranco Modifiche al Titolo VIII del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in materia di servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e disciplina della concessionaria (2263) (presentato in data 07/06/2021); senatori Misiani Antonio, Malpezzi Simona Flavia, Mirabelli Franco, Iori Vanna, Fedeli Valeria, Pittella Gianni, Rossomando Anna, Manca Daniele, Giacobbe Francesco, Comincini Eugenio Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione (2264) (presentato in data 07/06/2021); senatori Romeo Massimiliano, Fregolent Sonia Inserimento nei Livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 2017, degli esami di laboratorio e di diagnostica strumentali volti a rilevare la presenza del Citomegalovirus nella donne in stato di gravidanza (2265) (presentato in data 07/06/2021); senatore La Russa Ignazio Disposizioni volte all'equiparazione tra le indennità di funzione dei sindaci delle Città metropolitane e quelle previste per i membri del Parlamento, nonché all'incremento delle indennità dei sindaci (2266) (presentato in data 08/06/2021). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 1ª Commissione permanente Aff. costituzionali in data 08/06/2021 il Senatore Parrini Dario ha presentato la relazione 1834-A sul disegno di legge: Sen. Pagano Nazario "Istituzione della Commissione parlamentare sull'emergenza epidemiologica da COVID-19" (1834) (presentato in data 28/05/2020). Affari assegnati In data 31 maggio 2021 è stato deferito alla 10 a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sul rifinanziamento della cosiddetta "Nuova Sabatini", strumento agevolativo istituito dall'articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (legge n. 98 del 2013), che costituisce uno dei principali strumenti nazionali di sostegno alle PMI all'acquisto, o all'acquisizione in leasing, di beni materiali o immateriali a uso produttivo (Atto n. 844). Camera dei deputati, trasmissione di atti Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 25 maggio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, il documento approvato dalla IX Commissione (Trasporti) della Camera, nella seduta del 19 maggio 2021, concernente il Libro Bianco sull'intelligenza artificiale - Un approccio europeo all'eccellenza e alla fiducia (COM(2020)65 final), la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Una strategia europea per i dati (COM(2020)66 final), comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Plasmare il futuro digitale dell'Europa (Atto n. 845). Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 26 maggio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8- ter , comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002, n. 250, un decreto concernente l'autorizzazione all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, per l'anno 2016, per "Riordino, restauro e digitalizzazione del fondo archivistico di carte sciolte denominato 'Casette rosse' contenente documenti che vanno dal IX al XIX secolo, conservato presso la Biblioteca Reale di Torino". Il predetto documento è trasmesso, per opportuna conoscenza, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente, competente per materia. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 3 giugno 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, due procedure di informazione, attivate presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernenti rispettivamente: la notifica 2021/0294/I relativa al progetto di "Modifica del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2014 recante «Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese»" (Atto n. 852). La predetta documentazione è deferita alla 1 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; la notifica 2021/0306/I relativa al "Decreto ministeriale concernente la modifica dell'allegato 2 Ammendanti e dell'allegato 7 Tolleranze al decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, recante «Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88»" (Atto n. 853). La predetta documentazione è deferita alla 9 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 3 giugno 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, le osservazioni formulate dalla Commissione europea riguardanti la procedura di informazione, attivata presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, in ordine alla notifica 2021/0121/I relativa al progetto recante "Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a) , punto 4, e lettera b) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81" (Atto n. 733- bis ). La predetta documentazione è deferita alla 10 a , alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 1° giugno 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, la relazione sulle attività di protezione civile, riferita all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . CXII, n. 3). Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 27 maggio 2021, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 440, in merito alla deliberazione del 20 maggio 2021 - su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri - del Consiglio stesso relativamente alla concessione dell'assegno straordinario vitalizio a favore dei signori Rossano Aquilanti Pelagalli, Wilma Goich e Lucilla Gattini. Tale documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro della giustizia, con lettera in data 28 maggio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 3, della legge 22 maggio 1978, n. 194, la relazione - per la parte di sua competenza - sullo stato di attuazione della legge concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza, relativa all'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XXXVII- bis , n. 4). Il Ministro dell'istruzione, con lettera in data 27 maggio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e dell'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi di competenza del Ministro dell'istruzione, concernenti l'edilizia scolastica e l'innovazione digitale, finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e del fondo di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, riferita all'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a , alla 7 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CCXL, n. 7). Il Ministro della salute, con lettera in data 3 giugno 2021, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 28 maggio 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto e la nota del 28 maggio 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630. Ha altresì trasmesso l'ordinanza 28 maggio 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2021, n. 127. La predetta documentazione (Atto n. 850) è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro della salute, con lettera in data 3 giugno 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, l'ordinanza 30 maggio 2021 recanti "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19" pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 31 maggio 2021 (Atto n. 851). Il Ministro della transizione ecologica, con lettera in data 27 maggio 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina del dottor Massimo Bocci a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale della Val Grande (n. 48). Tale comunicazione è deferita, per competenza, alla 13 a Commissione permanente. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettere in data 19 maggio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia nel periodo 16 marzo-15 giugno 2020 (Atto n. 846), nel periodo 16 giugno-15 settembre 2020 (Atto n. 847) e nel periodo 16 settembre-15 dicembre 2020 (Atto n. 848). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente. Con lettere in data 21 e 28 maggio 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Itri (Latina), Bagnoli Irpino (Avellino), Lauro (Avellino), Nocera Terinese (Catanzaro), Forino (Avellino), Serrara Fontana (Napoli) e Opera (Milano). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni. Strategia dell'UE sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19 (COM(2021) 355 definitivo), alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tassazione delle imprese per il XXI secolo (COM(2021) 251 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Quinta relazione annuale sullo strumento per i rifugiati in Turchia (COM(2021) 255 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - L'approccio globale alla ricerca e all'innovazione - La strategia dell'Europa per la cooperazione internazionale in un mondo che cambia (COM(2021) 252 definitivo), alla 7 a e alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - sull'applicazione della direttiva 2014/40/UE concernente la lavorazione, la presentazione e la vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati (COM(2021) 249 definitivo), alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti macchina (COM(2021) 202 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Un percorso verso un pianeta più sano per tutti Piano d'azione dell''UE: "Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo" (COM(2021) 400 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sulle norme adottate dall'autorità che ha il potere di nomina di ciascuna istituzione per dare attuazione allo statuto (COM(2021) 258 definitivo), alla 14 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di pareri del CNEL su atti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 7 giugno 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 28 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, i seguenti pareri relativi ad atti dell'Unione europea, approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 26 maggio 2021, che sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni: Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e finanziario e al Comitato per l'occupazione - Relazione sullo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito della pandemia di COVID-19 a norma dell'articolo 14 del regolamento (UE) 2020/672 del Consiglio SURE: il punto della situazione sei mesi dopo (COM(2021) 148 definitivo) - alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 855); Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017 (PE-CONS 74/20) - alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 856). Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 107 del 14 aprile 2021, depositata il successivo 27 maggio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 39, commi 14- quater , 14- quinquies , 14- sexies e 14- septies , del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica), convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2020, n. 8, nella parte in cui si applicano alle Province autonome di Trento e Bolzano. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a , alla 6 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 116). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 3 giugno 2021, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: del Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 419); della Società per lo Sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione per Azioni (MEFOP S.p.A.), per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.420); della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI), per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.421); dell'Ente Nazionale Risi (ENR), per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n.422). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 27 maggio 2021, ha inviato il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica, approvato dalle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte stessa il 24 maggio 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 854). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti Il Governatore della Banca d'Italia, con lettera in data 31 maggio 2021, ha inviato la relazione - ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della legge 28 dicembre 2005, n. 262 - sulla gestione e sulle attività svolte dalla Banca d'Italia nell'anno 2020 ( Doc . CXCVIII, n. 4), nonché la relazione annuale presentata all'Assemblea ordinaria dei partecipanti il 31 maggio 2021, corredata delle considerazioni finali del medesimo Governatore, del Bilancio della Banca d'Italia e del Rendiconto del Fondo nazionale di risoluzione (Atto n. 849). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente. Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 7 giugno 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale (legge sull'intelligenza artificiale) e modifica alcuni atti legislativi dell'Unione (COM(2021) 206 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 2 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Umberto Veronesi e i componenti del Comitato scientifico contro il fumo di Fondazione Umberto Veronesi Elena Munarini, Giovanni Fattore, Giulia Veronesi, Licia Siracusano, Roberto Boffi, Sabrina Molinaro, Silvano Gallus e Stefano Centanni, chiedono un aumento significativo del prezzo dei pacchetti di sigarette, del tabacco sciolto e dei dispositivi a tabacco riscaldato e che parte dei maggiori introiti sia destinata al sostegno di programmi di prevenzione primaria e di disassuefazione da fumo nell'ambito del Sistema sanitario nazionale; alla rimborsabilità di farmaci e trattamenti per la disassuefazione attualmente a carico dei pazienti; a programmi di prevenzione secondaria per la diagnosi precoce delle malattie fumo-correlate; ad attività di ricerca indipendente sul fumo e i suoi effetti (Petizione n. 843, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 6 a e 12 a ); Il signor Marco Preioni da Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola) chiede l'adozione di ulteriori forme semplificate in relazione alla procedura di accertamento del diritto ai ristori di cui al Fondo di indennizzo Risparmiatori (FIR) per gli azionisti di Veneto Banca con redditi superiori ai 35.000 euro e patrimonio superiore a 100.000 euro, che abbiano già aderito alla transazione al 15% denominata "Fondo Atlante" (Petizione n. 844, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Angelo Longo da Roma chiede modifiche e integrazioni al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante il "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia" (Petizione n. 845, assegnata alla 13 a Commissione permanente); il signor Paolo Pelini da Roma chiede l'istituzione di un tavolo di studio volto a verificare la tossicità delle piante idrossiantraceniche sia in vivo che in vitro, anche in relazione al Regolamento (UE) n. 2021/468 (Petizione n. 846, assegnata alla 14 a Commissione permanente); Il signor Giuseppe Amato da San Martino Siccomario (Pavia) chiede disposizioni volte a contrastare la scomparsa di minori e, in particolare, che le reti televisive e i quotidiani ne diano risalto in modo continuativo, dal momento della denuncia alle Autorità (Petizione n. 847, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la signora Mariella Cappai da Monserrato (Cagliari) chiede disposizioni legislative volte alla tutela della famiglia e della vita nascente e, in particolare, l'approvazione del disegno di legge A.S. 2137/XVIII (Petizione n. 848, assegnata alla 11 a Commissione permanente); il signor Giovanni D'Abbrunzo da Giugliano in Campania (Napoli) chiede disposizioni volte a prevedere l'indicazione del gruppo sanguigno sulla tessera del codice fiscale e/o sulla carta d'identità (Petizione n. 849, assegnata alla 12 a Commissione permanente); la signora Giovanna Basile da Pesaro chiede l'istituzione, nella data dell'8 marzo, della "Giornata internazionale dell'uguaglianza tra donne e uomini" in luogo della tradizionale "Festa della Donna" (Petizione n. 850, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Carlo De Lucia da Bari chiede l'istituzione, nella data del 1° gennaio, della "Festa nazionale della Costituzione della Repubblica italiana" (Petizione n. 851, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Marino Savina da Roma chiede disposizione legislative volte a posticipare i termini di pagamento delle spese processuali in relazione alla provvisoria esecutività tra le parti della sentenza di primo grado di cui all'articolo 282 del codice di procedura civile (Petizione n. 852, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Ripamonti, Arrigoni e Saviane hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00378 del senatore Romeo ed altri. Mozioni Atto n. 1-00379 SANTILLO LICHERI GIROTTO ANASTASI AGOSTINELLI AIROLA AUDDINO BOTTICI BOTTO CAMPAGNA CASTALDI CASTELLONE CASTIELLO CATALFO CIOFFI COLTORTI CORBETTA CRIMI CROATTI D'ANGELO DE LUCIA DELL'OLIO DI GIROLAMO DI NICOLA DI PIAZZA DONNO ENDRIZZI EVANGELISTA FEDE FENU FERRARA GALLICCHIO GARRUTI GAUDIANO GUIDOLIN L'ABBATE LANZI LEONE LOMUTI LOREFICE LUPO MAIORINO MANTOVANI MARINELLO MATRISCIANO MAUTONE MONTEVECCHI NATURALE NOCERINO PAVANELLI PELLEGRINI Marco PERILLI PESCO PETROCELLI PIARULLI PIRRO PISANI Giuseppe PRESUTTO PUGLIA QUARTO RICCIARDI ROMAGNOLI ROMANO RUSSO SANTANGELO TAVERNA TONINELLI TRENTACOSTE TURCO VACCARO VANIN - Il Senato, premesso che: il cosiddetto "decreto rilancio" (decreto-legge n. 34 del 2020), nell'ambito delle misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ha introdotto, all'articolo 119, una detrazione pari al 110 per cento delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici, anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici. La detrazione è ripartita dagli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nel 2022; la legge n. 178 del 2020 (legge di bilancio per il 2021), ha prorogato il Superbonus al 30 giugno 2022 e, per determinate fattispecie, al 31 dicembre 2022 o al 30 giugno 2023, introducendo ulteriori rilevanti modifiche alla disciplina che regola l'agevolazione. In particolare, è stato previsto che la detrazione può essere chiesta per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022 (nuovo termine introdotto dal comma 66 della citata legge di bilancio 2021) per interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall'esterno, site all'interno di edifici plurifamiliari, nonché sulle singole unità immobiliari (fino ad un massimo di due). Il medesimo comma 66 chiarisce che un'unità immobiliare può ritenersi funzionalmente indipendente, qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: impianti per l'approvvigionamento idrico; impianti per il gas; impianti per l'energia elettrica; impianto di climatizzazione invernale; le disposizioni sul Superbonus si aggiungono a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni dal 50 all'85 per cento delle spese spettanti per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, in base all'articolo 16 -bis del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, inclusi quelli antisismici (cosiddetto Sismabonus), attualmente disciplinati dall'articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 e di riqualificazione energetica degli edifici (cosiddetto Ecobonus), in base all'articolo 14 del medesimo decreto-legge n. 63. Per questi interventi, attualmente sono riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell'involucro opaco per più del 25 per cento della superficie disperdente o quando con questi interventi si consegue la classe media dell'involucro nel comportamento invernale ed estivo, ovvero quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati congiuntamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico; la detrazione è concessa a condizione che la regolarità degli interventi sia asseverata da professionisti abilitati, che devono anche attestare la congruità delle spese sostenute con gli interventi agevolati; altra importante novità, introdotta dall'articolo 121 del citato decreto rilancio, è la possibilità generalizzata, per le spese sostenute negli anni dal 2020 al 2022 (ai sensi del nuovo termine introdotto dal comma 67 della legge di bilancio 2021), di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cosiddetto sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante, in deroga alle ordinarie disposizioni previste in tema di cedibilità dei relativi crediti; tale ultima previsione ha un notevole impatto sulla domanda di servizi, poiché consente alle famiglie di non anticipare le spese dei lavori da realizzare, ma ha anche un notevole impatto sulle imprese fornitrici nel caso di cessione del credito a intermediari finanziari, poiché consente loro di accrescere la liquidità disponibile che potrà essere destinata a nuovi investimenti. Tale aspetto è particolarmente rilevante nella fase attuale in cui l'aumento dei costi delle materie prime erode il cash flow delle imprese; successivamente alla conversione in legge del decreto Rilancio, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Ministro dello sviluppo economico recanti i requisiti tecnici e delle asseverazioni per l'accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, anche in merito alla detrazione al 110 per cento delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici, cosiddetto Superbonus. Il primo decreto (decreto ministeriale 6 agosto 2020) definisce gli interventi che rientrano nelle agevolazioni Ecobonus, bonus facciate e Superbonus al 110 per cento, in particolare specificando i requisiti tecnici, nonché i costi massimali per singola tipologia di intervento e i soggetti ammessi alla detrazione. Il secondo decreto (decreto ministeriale 6 agosto 2020) disciplina la modulistica e le modalità di trasmissione dell'asseverazione agli organi competenti, tra cui ENEA, le verifiche ai fini dell'accesso al beneficio della detrazione diretta, alla cessione o allo sconto di cui all'art. 121 del decreto rilancio, nonché i controlli a campione sulla regolarità dell'asseverazione e le eventuali sanzioni; l'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 59 del 2021, recante "Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti", proroga di sei mesi (al 30 giugno 2023) il termine per avvalersi della misura del Superbonus per gli istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati, nonché per gli enti aventi le stesse finalità sociali. Agli IACP, a condizione che al 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell'intervento complessivo, la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023. La norma prevede inoltre che per gli interventi effettuati dai condomini la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori. Il comma 4 del medesimo articolo 1 ridetermina la copertura sulle risorse previste nell'ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, mentre il comma 5 stabilisce che gli eventuali minori oneri rilevati dal monitoraggio degli effetti della misura del Superbonus, rispetto alla previsione tendenziale sono vincolati alla proroga del termine della fruizione dell'agevolazione; da ultimo, il decreto-legge n. 77 del 2021, recante "Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure", all'articolo 33, apporta modifiche all'articolo 119, prevedendo, in particolare, che gli interventi ammissibili al Superbonus, ad esclusione degli interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione, costituiscono manutenzioni straordinarie e possono essere realizzati con una comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), di cui all'articolo 6 -bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001. Ai fini della presentazione della CILA non è richiesta l'attestazione dello stato legittimo. Nella CILA devono essere riportati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell'immobile o del provvedimento, che ne ha consentito la legittimazione. Per gli immobili completati prima del 1° settembre 1967, deve essere attestato che la costruzione è stata completata antecedentemente a tale data. Ai sensi del nuovo comma 13 -ter dell'articolo 119, il beneficio fiscale potrà essere revocato in caso di: mancata presentazione della CILA; interventi realizzati in difformità dalla CILA; assenza dell'attestazione del titolo abilitativo o dell'epoca di realizzazione dell'edificio; non corrispondenza al vero delle attestazioni; il citato articolo 33 prevede, inoltre, una modifica al comma 4 dell'articolo 119, introducendo la possibilità di accedere alla detrazione del 110 per cento per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche realizzati congiuntamente a quelli antisismici. Tali interventi sono quelli previsti dall'articolo 16 -bis , comma 1, lettera e) , del TUIR, anche nel caso in cui siano effettuati in favore di persone di età superiore a 65 anni. Inoltre, al fine di rendere più equo il trattamento riservato alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale in ordine alle modalità applicative delle detrazioni previste, l'articolo 33 introduce il comma 10 -bis all'articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020, prevedendo che per le ONLUS, le organizzazioni di volontariato (ODV) e le associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nei registri, in possesso di specifici requisiti, il limite di spesa ammesso alle detrazioni, previsto per le singole unità immobiliari, deve essere moltiplicato per il rapporto tra la superficie complessiva dell'immobile oggetto degli interventi di efficientamento energetico, di miglioramento o di adeguamento antisismico e la superficie media di una unità abitativa immobiliare; considerato che: il cosiddetto Superbonus 110 per cento rappresenta dunque una grande opportunità per incrementare il processo di decarbonizzazione delle città, sostenere il settore edile, creare nuova occupazione e accrescere il valore del patrimonio immobiliare. Si tratta di un meccanismo virtuoso volto a sostenere la ripresa dell'economia, consentendo di monetizzare sin da subito il beneficio fiscale altrimenti utilizzabile in un prolungato arco temporale e garantendo maggiore liquidità immediata a famiglie e imprese. Il meccanismo produce, infatti, effetti positivi diretti per l'economia reale, in quanto vengono immesse maggiori risorse a disposizione dei contribuenti, aumentandone la propensione alla spesa, con l'effetto che l'edilizia e il suo indotto, uno dei settori a più alto contributo del PIL nazionale, ricevono una maggiore spinta propulsiva; il rapporto "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione", realizzato dal Servizio studi della Camera dei deputati e dal CRESME, presentato alla Camera dei deputati il 26 novembre 2020, dedica una specifica attenzione all'impatto potenziale sul mercato del Superbonus 110 per cento introdotto nel corso dell'anno 2020, per il quale è stata elaborata una prima stima sugli importi aggiuntivi, secondo cui dall'introduzione della misura dovrebbero derivare i seguenti importi: nell'ipotesi del mantenimento della norma a tutto il 2021 (disciplina ante legge di bilancio per il 2021) 2.421 milioni, tutti nel 2021; con il prolungamento dei benefici a tutto il 2022 (antisismica, efficientamento energetico, fotovoltaico, colonnine di ricarica) l'impatto può essere valutato in 8.069 milioni di euro, dei quali: 1.614 nel 2021 e 6.455 nel 2022. Secondo la stima dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), la misura avrà un impatto di 6 miliardi di euro di ricadute dirette sul settore, che diventano 21 miliardi sull'economia nel suo complesso, tenendo conto che ogni euro investito in costruzioni ne attiva altri 3,5 grazie alla lunga filiera che ne fa parte; le stime del centro studi di Confindustria prevedono che l'agevolazione attiverà in due anni 18,5 miliardi di euro di spese con un impatto positivo sul PIL pari a circa l'1 per cento; i cittadini guardano con molto favore alla misura per le sue potenzialità, nonostante le incertezze sulla durata e le complessità applicative. Sulla base dei dati forniti da ENEA, infatti, al 28 aprile 2021 risultavano già quasi tredicimila interventi legati al Superbonus per un ammontare corrispondente di oltre 1,6 miliardi di euro; con riferimento alla tipologia di edifici coinvolti si rileva che, ad oggi, solo il 9,8 per cento degli interventi si riferisce ai condomini, ma gli edifici condominiali rappresentano quasi il 40 per cento dell'importo complessivo; nel corso delle audizioni svolte il 28 aprile 2021 presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera dei deputati, è emerso che, secondo i predetti dati forniti da ENEA, le pratiche per la realizzazione di interventi agevolati con il Superbonus, risultate valide perché con documenti ed asseverazioni in regola, sono undicimila. Di queste, mille riguardano i condomini, seimila gli edifici unifamiliari e quattromila le unità indipendenti. Ci sono inoltre 180 istituti autonomi case popolari che hanno avviato le procedure per realizzare gli interventi agevolati. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, il maggior numero di interventi (1.430) riguarda il Veneto, seguono la Lombardia con 1.415 interventi e l'Emilia-Romagna con 1.008 interventi; valutato che: l'estensione dell'applicazione della misura al dicembre 2022 prevista per i condomini dal decreto-legge n. 59 del 2021, sebbene mostri l'attenzione del Governo al tema, non appare del tutto sufficiente a sbloccare le iniziative, in particolare per gli interventi più complessi, come quelli che riguardano edifici condominiali, per i quali con l'approssimarsi della scadenza dei benefici potrebbe crescere il rischio di contenziosi tra committenti e imprese per i lavori, che non dovessero terminare in tempo utile ad usufruire degli incentivi. Come segnalato da ANCE, nella documentazione depositata in sede di audizione presso le Commissioni riunite VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, la procedura per poter beneficiare del Superbonus in questi mesi di applicazione ha mostrato che per un intervento su un condominio è necessario svolgere fra trenta e quaranta procedure amministrative o tecniche, di cui circa i due terzi prima di avviare i lavori, per riuscire a rispettare tutte le condizioni previste per l'accesso all'agevolazione. Ne consegue che in un condominio, il tempo complessivo richiesto dall'inizio delle procedure al termine dei lavori è mediamente di circa diciotto-venti mesi, tenuto anche conto che per presentare la pratica di cessione del credito sulle piattaforme dedicate a tale finalità è necessario trasmettere circa quaranta documenti predetti; anche il coinvolgimento del settore bancario nel ruolo di acquirente dei crediti fiscali e soggetto finanziatore delle iniziative è messo a rischio dall'orizzonte temporale limitato della norma, poiché gli istituti bancari decidono se acquistare il credito o finanziare le imprese concedendo un fido per anticipo fatture solo se hanno la ragionevole certezza che l'intervento possa concludersi entro la scadenza prevista dalla norma; va altresì segnalato che le complessità della procedura non sono dovute solo ad aspetti tecnici e burocratici, ma anche all'interpretazione disomogenea e frammentata che è stata data alle disposizioni in materia: ad oggi relativamente all'applicazione del Superbonus occorre tenere presenti i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate, le "FAQ" pubblicate sul sito di ENEA, le "FAQ" pubblicate dal Ministero dello sviluppo economico e, infine, una specifica sezione dedicata sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile. Tale complessità, e parziale sovrapposizione delle informazioni, ha fatto sì che, rispetto alla potenziale platea di interessati, solo una piccola parte delle richieste di informazioni da parte dei cittadini si siano trasformate in preventivi per lavori e soltanto una parte minoritaria delle imprese abbia già avviato interventi agevolabili; considerato inoltre che: secondo le proiezioni e gli studi effettuati da alcune associazioni di categoria, quali, a solo titolo di esempio l'ANCE, nonché da Unioncamere-Infocamere, qualora il Superbonus fosse prorogato sino al 2023 porterebbe un incremento di centomila posti di lavoro all'anno, nel settore dell'edilizia e in tutto l'indotto, con un impatto sul PIL di oltre 1 punto percentuale e un giro d'affari di 63 miliardi di euro, tenuto conto che tra luglio e settembre 2020, grazie all'effetto trainante del Superbonus, sono nate quasi cinquemila imprese, soprattutto piccole realtà individuali, che svolgono attività artigianali, di impiantistica e di finitura degli edifici; affinché l'agevolazione del Superbonus riesca a produrre tutti i suoi effetti, è stata manifestata l'esigenza non solo di estenderne la durata, ma anche l'ambito applicativo, poiché molti soggetti, nonché diverse tipologie di edifici, ne rimangono tuttora esclusi. Sarebbe, dunque, auspicabile estendere la misura all'intero patrimonio immobiliare, senza limitazioni legate alla tipologia dell'immobile e alla sua destinazione, in considerazione della finalità della misura di riqualificare ed efficientare l'intero patrimonio immobiliare nazionale; il Superbonus è uno strumento fondamentale anche per accelerare la ricostruzione post sismica nel centro Italia e per migliorare ulteriormente la sicurezza sismica e l'efficienza energetica di decine di migliaia di edifici che devono ancora essere ricostruiti, in quanto è possibile utilizzarlo in concorso virtuoso con il contributo per la ricostruzione post sisma, previsto dall'articolo 5 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189. L'Agenzia delle entrate ed il commissario straordinario alla ricostruzione hanno messo a punto e pubblicato una guida operativa per l'uso combinato del Superbonus e del contributo di ricostruzione concesso dallo Stato, che snellisce le procedure di rendicontazione e fatturazione degli interventi e semplifica le possibilità di accesso alle detrazioni fiscali, ammesse anche nel caso di lavori già avviati; come emerso nel corso dell'audizione dello scorso 6 maggio 2021, svoltasi presso le Commissioni riunite VIII e X della Camera dei deputati, del commissario straordinario del Governo per il sisma 2016, Giovanni Legnini, sulla base delle norme emanate, con l'ordinanza commissariale n. 111/2020 e del parere del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è stato previsto che: il Superbonus e ogni altro incentivo fiscale spetta per l'importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione, nonché per le spese sostenute non solo per tutti gli interventi edilizi, ammessi alla predetta detrazione, di riparazione o di ricostruzione in sito disciplinati dalle ordinanze commissariali, ma anche per gli interventi di ricostruzione degli edifici danneggiati per i quali si sia resa obbligatoria la ricostruzione in altro sito (cosiddetta delocalizzazione obbligatoria); è possibile redigere un progetto unitario dell'intervento e un unico computo metrico estimativo per accedere al Superbonus, nonché ai contributi per la ricostruzione post sisma, ferma restando la chiara riferibilità, nell'ambito del computo metrico, delle spese finanziate con il contributo e quelle eccedenti ammesse al Superbonus; preso atto che: il Presidente del Consiglio dei ministri, nell'ambito delle comunicazioni rese al Senato in vista della trasmissione alla Commissione europea del piano nazionale di ripresa e resilienza, ai sensi dell'articolo 18 del regolamento RRF (UE) 2021/241, ha affermato che: "Per il Superbonus al 110 per cento sono previsti, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente Governo. Non c'è alcun taglio. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari. È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l'ambiente. Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell'ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione quest'anno, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli edifici". Il Presidente, nell'ambito delle medesime Comunicazioni rese alla Camera dei deputati, ha altresì aggiunto che: "le procedure sono troppo complesse e, quindi, con un decreto-legge che verrà presentato entro il mese di maggio, interveniamo con importanti semplificazioni per far sì che la gente lo possa usare"; nell'ambito dell'esame del cosiddetto decreto-legge sostegni (AS 2144), presso la 5a Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio) del Senato, il Governo ha accolto l'ordine del giorno G/2144/166/5 e 6 (già emendamento 6.0.147), che, al fine di sostenere il comparto dell'edilizia profondamente colpito dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 e, al contempo, generare ricadute positive di lungo termine sull'economia nazionale nel suo complesso, impegna il Governo a garantire la proroga del cosiddetto Superbonus 110 fino al 31 dicembre 2023, dando seguito all'impegno preso dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'ambito delle predette comunicazioni alle Camere; rimandare l'adozione della proroga al 2023 alla prossima legge di bilancio significa creare incertezze e bloccare gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, introducendo un'ulteriore nuova complicazione nel già complesso labirinto delle regole del Superbonus, impegna il Governo: 1) a prevedere, nel primo provvedimento utile, la proroga, almeno fino al 31 dicembre 2023, del cosiddetto Superbonus 110 per tutte le categorie di soggetti destinatari della misura, in tal modo anticipando le previsioni contenute nell'impegno già assunto dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'ambito delle comunicazioni alle Camere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, tenuto conto della rilevanza di tale meccanismo ai fini della crescita economica del Paese e del sistema produttivo legato al comparto dell'edilizia, nonché della complessità attuativa della predetta misura che necessita di un orizzonte temporale per la fruizione del beneficio ben più ampio di quello attualmente previsto; 2) a prevedere, conseguentemente alla proroga a tutto il 2023 dell'applicazione del Superbonus, il relativo allineamento dei termini delle misure previste dall'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto "decreto rilancio") relativamente allo sconto in fattura e alla cessione del credito. Interpellanze Atto n. 2-00083 QUAGLIARIELLO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: la partecipazione di atleti transgender biologicamente maschi nelle competizioni sportive femminili è un fenomeno sempre più comune nel panorama sportivo globale, specie negli Stati Uniti, dove una coalizione di associazioni sportive femminili, Save Women's Sport, ha chiesto al Comitato olimpico internazionale di impedire che atleti maschili transessuali siano ammessi alle gare femminili; in base alle linee guida emanate dal Comitato olimpico internazionale gli atleti transessuali da uomo a donna possono competere nelle gare femminili semplicemente affermando di appartenere al genere femminile (dichiarazione che ha una validità di quattro anni) e dimostrando di avere mantenuto un livello di testosterone nel sangue inferiore ad una determinata soglia (10 nanogrammi per litro) per l'anno precedente alla competizione; sulla base di tali linee guida, alle prossime olimpiadi di Tokyo gareggerà la prima atleta transgender nella storia delle competizioni olimpiche, Laurel Hubbard; nel panorama nazionale, i quotidiani "Bresciaoggi" e "Libero" riportano il caso dell'atleta transgender Valentina Petrillo, atleta biologicamente uomo che ha dichiarato di appartenere al genere femminile pur non avendo eseguito la gonadectomia; la problematica è stata messa in luce anche dall'avvocato Maria Fausta Quilleri del foro di Brescia, la quale, a nome e per conto di otto atlete che hanno sottoscritto la petizione, si è rivolta al Governo e alla FIDAL per rappresentare un problema di grande rilevanza per lo sport e per il rispetto delle identità sessuali; nella petizione si sottolinea come da alcuni mesi in Italia, nell'ambito delle gare del settore master femminile di atletica leggera, si verifichi una dissonante circostanza, per la quale è consentita la partecipazione dei transgender sulla base delle menzionate linee guida del CIO emanate nel 2015, attuando una discriminazione nei confronti delle donne, della loro individualità e del loro diritto ad essere garantite nelle pari opportunità rispetto al loro genere; i criteri indicati nelle linee guida del CIO sono stati individuati in assenza di adeguata evidenza scientifica in materia, tenendo conto solo dell'autopercezione di genere dell'atleta e di un parametro ematico, che non tiene conto della struttura fisica, della capacità muscolare e respiratoria di corpi differenti, generando preoccupanti disparità di trattamento; rilevato che: nella stessa petizione si osserva come il tutto sia evidentemente contro ogni norma giuridica in essere nel nostro Paese e contro qualsiasi esigenza di tutela della condizione femminile, che si trova abusata persino in un campo nel quale l'obiettivo primario dovrebbe essere quello di garantire una concorrenza reale; sempre nella petizione, nessuno immagina di impedire ad altri la piena espressione delle proprie sensibilità in tutti gli aspetti della vita individuale e sociale, ma nel contempo non è neppure immaginabile impedire una piena espressione delle proprie individuali capacità fisiche e di genere delle donne, si chiede di conoscere quali iniziative il Governo intenda intraprendere per evitare il ripetersi di episodi nei quali le donne vengono umiliate in competizioni sportive, che non rispettano criteri di pari opportunità, e nelle quali la disparità dovuta alla differenza biologica crea le condizioni per la sconfitta. Atto n. 2-00084 BARBARO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso: con il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto cura Italia), all'art. 56, comma 2, lettera c) , è stata concessa la possibilità di sospendere le rate di mutui e finanziamenti con scadenza entro il "30 settembre 2020", dietro apposita comunicazione da inoltrarsi entro tale data; con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, all'art. 65 (proroga della moratoria per le PMI ex articolo 56 del decreto-legge n. 18 del 2020), veniva prorogato il suddetto termine del 30 settembre 2020 a tutto il "31 gennaio 2021", come indicato al comma 1, che testualmente, ovunque ricorrano, nel citato art. 56, le parole "30 settembre 2020" le sostituisce con le parole "31 gennaio 2021", e pertanto le istanze per la sospensione delle rate sono state anch'esse differite fino a tutto il 31 gennaio 2021; la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), all'art 1. comma 248, con perfetta analogia con quanto indicato al punto precedente, testualmente, sostituisce le parole "31 gennaio 2021", ovunque esse ricorrano nel citato articolo 56, con le parole "30 giugno 2021", e pertanto anche le istanze per la sospensione delle rate dovrebbero essere differite a tutto il "30 giugno 2021"; di converso, però, la stessa legge n. 178 del 2020, all'art. 1, comma 250, testualmente dispone che le imprese con esposizioni debitorie di cui all'articolo 56, comma 2, del decreto-legge n. 18 del 2020, ma non ancora ammesse alle misure di sostegno, possono essere ammesse esclusivamente entro il 31 gennaio 2021; a giudizio dell'interpellante, la contraddizione della previsione normativa fra il disposto del comma 248 e quello del comma 250 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2021 determina un oggettivo scostamento fra la finalità del legislatore di venire in aiuto alle aziende colpite dalla crisi economica derivata dalla pandemia e la concreta attuazione di tale proponimento, anche assunto che non risponderebbe ad una logica temporale imporre di richiedere la sospensione di rate future (istanze entro il 31 gennaio 2021 per rate in scadenza fino al successivo 30 giugno 2021), in quanto la necessità di sospensione potrebbe insorgere nel lasso di tempo successivo al 31 gennaio 2021; tenuto conto che: a quanto risulta all'interpellante, Invitalia S.p.A. rifiuta di accordare la sospensione di rate scadute relative a finanziamenti agevolati contratto dalle aziende con la stessa Invitalia, laddove la sospensione sia stata richiesta con istanza successiva al 31 gennaio 2021, considerandola tardiva rispetto al termine previsto dal comma 250 dell'art. 1 della legge n. 178 del 2020, e ciò senza ritenere applicabile ai casi di specie la proroga prevista dal precedente comma 248; tale lettura del comma 250, non coordinata con quanto previsto nel precedente comma 248, comporta un grave danno per le aziende in questa particolare contingenza economica determinata dalla pandemia da COVID-19, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda pronunciarsi sulla contraddizione dei commi 248 e 250 dell'art. 1 della legge n. 178 del 2020, in relazione alla scadenza per la presentazione di istanze di sospensione per rate di mutui e finanziamenti, e cioè se si debba intendere prorogato il termine per la produzione delle istanze di sospensione delle rate sino a tutto il 30 giugno 2021, come da comma 248, ovvero il termine sia da considerarsi definitivamente decorso al 31 gennaio 2021, come da comma 250. All'uopo, in considerazione del fatto che Invitalia S.p.A. è una società partecipata al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, tale pronuncia, se tempestiva, potrà non solo rispettare la volontà del legislatore, ma anche evitare il gravame del contenzioso che si può già adesso presumere di grande entità e pregiudizio per tutti i soggetti coinvolti. Interrogazioni Atto n. 3-02567 GRANATO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: in data 25 maggio 2021 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (n. 123) il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, decreto "sostegni-bis"; il titolo IV del decreto-legge prevede disposizioni in materia di giovani, scuola e ricerca; in particolare, l'articolo 58, comma 2, lettera a) , "al fine di sostenere la regolare conclusione dell'anno scolastico e formativo 2020/2021 e di avviare l'anno successivo", stabilisce l'abrogazione dell'articolo 3 -bis del decreto-legge 9 gennaio 2020, n. 1; il suddetto articolo, inserito in sede di conversione in legge del decreto-legge, prevedeva la riorganizzazione della funzione dirigenziale tecnica con compiti ispettivi del Ministero dell'istruzione attraverso un regolamento di delegificazione, con cui stabilire anche le nuove modalità di espletamento delle procedure concorsuali (per titoli ed esami); nonostante l'entrata in vigore della norma autorizzativa dell'esercizio della potestà regolamentare, il Governo non ha provveduto, a parere dell'interrogante colpevolmente, all'emanazione dell'atto normativo ed ora, in sede di decretazione d'urgenza, ha disposto l'abrogazione tout court dell'articolo 3 -bis del decreto-legge n. 1 del 2020; nella relazione illustrativa del decreto-legge n. 73 del 2021 si sostiene che la fonte regolamentare, contenente anche la nuova disciplina concorsuale, avrebbe rallentato l'emanazione del bando di concorso per gli ispettori del Ministero che "per le scoperture di organico e le funzioni attribuite, appare assolutamente prioritario"; considerato che la figura del dirigente tecnico con funzioni ispettive è di rilievo fondamentale per assicurare un adeguato controllo nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e, soprattutto, private parificate; valutato, inoltre, che: con l'abrogazione del menzionato articolo 3 -bis , gli articoli 419, 420, 421, 422 e 424 del testo unico della scuola, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, abrogati dalla medesima normativa a partire dall'entrata in vigore della disciplina regolamentare (art. 3 -bis , comma 3, del decreto-legge n. 1 del 2020), sarebbero pienamente vigenti (ivi comprese, dunque, le norme speciali per le procedure selettive, per titoli ed esami, per il reclutamento del personale); in relazione al ruolo tecnico-ispettivo, di natura dirigenziale, non trovano applicazione le norme della "riforma Brunetta", di cui all'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, si chiede di sapere: entro quale termine si intenda emanare il bando per l'assunzione dei dirigenti tecnici con funzione ispettiva, essendo assolutamente prioritario procedere in tal senso; se si intenda procedere, nel nuovo bando, con le procedure di cui agli articoli 419 e seguenti del decreto legislativo n. 297 del 1994, ovverosia la normativa vigente in materia, alla luce dell'abrogazione disposta dall'articolo 58, comma 2, lett. a) , del decreto-legge n. 73 del 2020. Atto n. 3-02568 GARAVINI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 3 dicembre 2021 si terranno le elezioni di rinnovo dei COMITES, Comitati per gli italiani all'estero, istituiti fin dal 1985 e riorganizzati con la legge 23 ottobre 2003, n. 286, come organismi di rappresentanza delle comunità italiane all'estero nell'ambito di circoscrizioni consolari aventi almeno 3.000 iscritti all'AIRE; il comitato è composto da 12 membri per le comunità fino a 100.000 cittadini italiani e da 18 membri per quelle composte da più di 100.000 cittadini italiani. Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare e candidati in una delle liste presentate; tali liste devono essere sottoscritte da un numero di elettori non inferiore a 100 per le collettività composte da un numero di cittadini italiani fino a 50.000, e a 200 per quelle composte da un numero di cittadini italiani superiore a 50.000. La firma di ogni sottoscrittore deve essere autenticata da parte dell'ufficio consolare. Ne consegue che, per coloro che intendano sostenere la presentazione di una lista, è necessario recarsi fisicamente in consolato per apporre la propria firma alla presenza di un notaio o di un addetto consolare con precipua funzione; considerato che: gli attuali limiti imposti alla mobilità e le regole inerenti al distanziamento sociale tuttora vigenti in gran parte dei Paesi esteri, oltre al permanere della condizione pandemica, rendono difficoltosa la raccolta delle firme in territori estesi come quelli delle comunità italiane nel mondo. Mantenere un limite di sottoscrittori così alto potrebbe quindi comportarne il mancato raggiungimento, con l'impossibilità per alcune liste di presentarsi, creando conseguentemente un vuoto di rappresentanza; i COMITES svolgono un importante ruolo di raccordo tra la comunità italiana e il consolato, sia nell'ambito della tutela dei diritti dei cittadini italiani che nell'ambito della promozione di attività utili alla vita sociale e culturale della collettività italiana di riferimento. È quindi importante assicurare che le elezioni per il loro rinnovo possano svolgersi, garantendo altresì la più ampia rappresentanza possibile; le consultazioni per il rinnovo di tali organismi sarebbero dovute avvenire entro il 2020, in considerazione del fatto che le ultime elezioni si sono svolte nel 2015. La data per le elezioni per il rinnovo dei COMITES è fissata dalla legge n. 286 del 2003, la quale prevede che i comitati durino in carica per un periodo di 5 anni. Il mandato dei membri dei COMITES è quindi scaduto, ma la pandemia ha portato ad un necessario rinvio, rispetto alla data inizialmente fissata all'aprile 2020; in base al decreto-legge 5 marzo 2021, n. 25, il numero delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione di liste elettorali è stato già ridotto ad un terzo per le elezioni comunali e circoscrizionali, in ragione del permanere del quadro epidemiologico da COVID-19 complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale, nonché dell'evolversi di significative varianti del virus che presentano carattere ulteriormente diffusivo del contagio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno estendere anche alle elezioni COMITES le misure già previste dal decreto-legge n. 25 del 2021, per le elezioni comunali e circoscrizionali, riducendo quindi ad un terzo il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste. Atto n. 3-02569 MANCA ALFIERI ASTORRE BITI BOLDRINI COLLINA COMINCINI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRARI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MARCUCCI MARGIOTTA MARILOTTI MIRABELLI MISIANI NANNICINI PINOTTI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VATTUONE VERDUCCI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: la riforma della contabilità pubblica, i tagli sproporzionati alle risorse degli enti locali e le continue modifiche dei regimi fiscali ed ordinamentali e la parziale e penalizzante attuazione della legge sul federalismo fiscale hanno prodotto un aggravamento dei rischi finanziari e delle condizioni di fragilità per un consistente numero di enti locali, molti dei quali si trovano oggi di fronte ad una conclamata crisi finanziaria o a rischio di dissesto finanziario; la recente sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2021 pronunciata nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 39- ter , commi 2 e 3, del decreto-legge n. 162 del 2019, ha aggravato la situazione, e come evidenziato anche dagli organi di informazione, sono oggi a rischio di dissesto importanti Comuni fra cui Torino, Napoli, Salerno e Reggio Calabria, mentre numerosi altri enti locali in situazione di avanzo di amministrazione si ritrovano improvvisamente in disavanzo; l'articolo 2, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2015, ha introdotto un elemento innovativo nel complesso meccanismo di avvio della nuova contabilità armonizzata degli enti territoriali. La norma ha previsto la possibilità per gli enti locali di utilizzare le risorse acquisite a titolo di anticipazioni di liquidità finalizzate allo smaltimento dei debiti commerciali non pagati, formalmente inserite nella parte attiva del bilancio, per diminuire l'incidenza del FCDE, ossia l'obbligo di accantonamento della quota di entrate accertate che, in base agli andamenti storici delle riscossioni di ciascun ente, risultavano non incassate nell'ambito di un normale ciclo di riscossione; successivamente, il comma 814 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ha interpretato la disposizione del decreto-legge n. 78 del 2015 nel senso che, in determinati casi, gli enti destinatari di tali anticipazioni di liquidità possono utilizzare la quota accantonata nel risultato di amministrazione anche "con effetti sulle risultanze finali esposte nell'allegato 5/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui effettuato ai sensi dell'articolo 3, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 118 del 2011, nonché sul ripiano del disavanzo previsto dal comma 13 del medesimo articolo"; tali disposizioni, adottate dal Governo per consentire agli enti locali un alleggerimento dei vincoli di bilancio e maggiori spazi di manovra alle amministrazioni locali, hanno indotto la Corte dei conti a sollevare, con l'ordinanza del 18 febbraio 2019 delle sezioni riunite in sede giurisdizionale in speciale composizione, questioni di legittimità costituzionale a cui la Corte costituzionale ha dato seguito con sentenza n. 4 del 2020. Tale sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle predette norme del decreto-legge n. 78 del 2015 e della legge n. 205 del 2017, in ragione del fatto che esse consentono agli enti locali di utilizzare le anticipazioni di liquidità al di fuori dei limiti del pagamento delle passività pregresse sanciti dal decreto-legge n. 35 del 2013, ponendosi dunque in contrasto con gli articoli 81, 97 e 119, sesto comma, della Costituzione; l'articolo 39- ter , commi 2 e 3, del decreto-legge n. 162 del 2019, al fine di dare attuazione alla sentenza n. 4 del 2020 della Corte costituzionale e di dare un sostegno agli enti locali caratterizzati da un peggioramento del disavanzo di amministrazione, ha previsto la possibilità di ripianare annualmente tale disavanzo utilizzando il fondo anticipazioni di liquidità costituito ai sensi del precedente comma 1, con determinate modalità a decorrere dall'anno 2020; in continuità con quanto affermato nella sentenza n. 4 del 2020, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 80 del 2021, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 39- ter , commi 2 e 3, in quanto incide in modo irregolare sul risultato di amministrazione, in contrasto con gli articoli 81, 97, primo comma, e 119, sesto comma, della Costituzione, indicando a numerosi enti locali un obbligo di ripiano delle passività determinate dalle anticipazioni di liquidità a suo tempo acquisite, in un arco temporale ravvicinato, da 3 a 5 anni; per effetto di tale sentenza, secondo le stime dell'Associazione nazionale Comuni italiani e dell'Unione Province d'Italia, la maggiore esposizione degli enti locali equivale a circa 3 miliardi di euro, di cui 2,8 per i soli Comuni. I 1.089 Comuni in disavanzo nell'anno 2019 risultano aver costituito il fondo anticipazioni di liquidità; 812 enti, che rappresentano 10 milioni di abitanti, dei quali 129 risultano in predissesto e 34 in dissesto. Inoltre, in aggiunta vi sono 569 Comuni, per un totale di 4,4 milioni di abitanti, per i quali, pur essendo in condizioni di avanzo di amministrazione, l'attuazione delle disposizioni della sentenza della Corte costituzionale comporta una forte riduzione degli avanzi disponibili e degli spazi di manovra finanziaria a loro disposizione; l'articolo 52 del decreto-legge n. 73 del 2021, per far fronte a tale emergenza e sostenere gli enti locali che hanno peggiorato il disavanzo di amministrazione a seguito della ricostituzione del fondo anticipazioni di liquidità, ha istituito presso il Ministero dell'interno un fondo con una dotazione di 500 milioni di euro; la norma rappresenta un primo strumento utile, ma del tutto insufficiente per le esigenze degli enti locali interessati dalle sentenze della Corte costituzionale. Alla luce della suddetta norma, circa 180 Comuni resterebbero esclusi dal riparto dei 500 milioni di euro stanziato dall'articolo 52 del decreto legge n. 73, e circa 322 Comuni riceverebbero un contributo in grado di garantire appena il 60 per cento della copertura necessaria per il solo anno 2021. Secondo le prime stime, per soddisfare le esigenze di tutti i Comuni interessati, occorrerebbero 850-900 milioni di euro per ciascuno gli anni dal 2021 al 2023; le citate sentenze hanno dimostrato l'impossibilità di procedere lungo la strada degli interventi sporadici di sostegno al contenimento dei disavanzi di amministrazione degli enti locali, facendo emergere la necessità di un intervento strutturale di riordino dei rapporti tra enti locali e livello nazionale, tenendo soprattutto conto della grave crisi economica che affligge tanto i primi quanto il secondo e nel quadro del ripensamento dell'intero sistema delle regole di bilancio della UE, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo sui fatti riportati; se intendano provvedere con urgenza, al fine di sanare la situazione di peggioramento del risultato di amministrazione degli enti locali interessati a seguito dalla sentenza della Corte costituzionale citata in premessa e prevenire situazioni di grave instabilità economica a livello territoriale, che andrebbero a sommarsi alla già difficile situazione dovuta all'emergenza epidemiologica, allo stanziamento di ulteriori risorse, pari a 850-900 milioni di euro per ciascuno gli anni dal 2021 al 2023, da distribuire a tutti gli enti locali coinvolti; se non ritengano necessario, anche alla luce delle riflessioni in corso sulla riforma delle regole di bilancio nell'intera Unione europea, avviare un processo di riforma strutturale ed effettivamente perequativa delle dotazioni finanziarie degli enti locali, che ricomprenda anche la revisione della disciplina delle crisi finanziarie (con la riforma del titolo VIII del testo unico degli enti locali), resa ancor più urgente dai ripetuti pronunciamenti della Corte costituzionale. Atto n. 3-02570 STEFANO VATTUONE ASTORRE MANCA COMINCINI TARICCO FERRARI FERRAZZI NANNICINI D'ALFONSO ROJC CIRINNA' PINOTTI FEDELI COLLINA MARCUCCI CERNO GIACOBBE Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 37 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nel disciplinare la composizione dei Consigli comunali, quantifica il numero di consiglieri in relazione alla popolazione del Comune; in particolare, il comma 4 stabilisce che "la popolazione è determinata in base ai risultati dell'ultimo censimento ufficiale"; tale criterio di commisurazione della popolazione rileva non soltanto al fine di determinare la composizione dei Consigli comunali, ma anche in relazione a tutti gli altri momenti del procedimento e del sistema elettorale la cui disciplina varia in relazione alla popolazione del Comune; ciò vale, in particolare, per quel che riguarda la determinazione del sistema elettorale applicabile e della validità della consultazione elettorale, ai sensi degli articoli 71 e seguenti del medesimo decreto legislativo; e vale altresì per il numero di sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste, ai sensi dell'articolo 3 della legge 25 marzo 1993, n. 81; considerato che: l'articolo 1, commi 227 a 237, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha sostituito il censimento decennale della popolazione con un censimento permanente della popolazione medesima, già in fase di prima attuazione da parte dell'ISTAT (le ultime rilevazioni disponibili risalgono infatti alla fine del 2019); nel censimento permanente rientra anche l'indicazione della popolazione residente, scorporabile per Comuni, per cittadinanza, e per età; considerato altresì che: a oggi, si continua a far riferimento, ai fini dell'applicazione delle disposizioni richiamate, ai dati desumibili dall'ultimo censimento decennale della popolazione, risalente al 2011; ciò è fonte di rilevanti squilibri, oscillando la popolazione di numerosi Comuni attorno ai limiti stabiliti dalle disposizioni richiamate e ben potendo la stessa aver superato tali soglie nel periodo trascorso dall'ultimo censimento decennale, ovvero essersi collocata al di sotto di esse; ciò ha diretto impatto sulla definizione del numero dei consiglieri comunali assegnati, degli assessori nominabili e, per i Comuni a cavallo dei 15.000 abitanti, addirittura il sistema elettorale applicabile, con rilevanti implicazioni sullo stesso diritto di voto degli elettori, oltre che sulle concrete declinazioni del principio democratico e del principio rappresentativo nelle elezioni amministrative; tuttavia, la disposizione di cui all'articolo 37, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 si limita a fare riferimento all'ultimo censimento "ufficiale" della popolazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia valutato l'opportunità, per le elezioni amministrative che si svolgeranno nel corso del 2021 e negli anni successivi, di fare ricorso, per il rilevamento della popolazione residente ai fini dell'applicazione delle disposizioni citate, ai dati desumibili dal censimento permanente della popolazione anziché ai dati dell'ultimo censimento decennale disponibile. Atto n. 3-02572 DESSI' Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: da informazioni pervenute all'interrogante risulterebbe che i criteri e la metodologia con i quali è stata selezionata la rappresentanza nazionale femminile di fioretto alle prossime olimpiadi di Tokyo siano a dir poco discutibili e sicuramente non premino la sana competizione e la meritocrazia; il commissario tecnico Andrea Cipressa avrebbe comunicato i nomi delle atlete che andranno a comporre la squadra femminile di fioretto, dalla quale risulterebbero escluse le atlete Camilla Mancini e Francesca Palumbo, a favore di Erica Cipressa (figlia dello stesso commissario tecnico), sulla base di una presunta maggiore affidabilità di quest'ultima atleta negli "assalti a 5 stoccate"; Camilla Mancini e Francesca Palumbo hanno riferito che la comunicazione da parte del commissario tecnico sarebbe avvenuta il 10 maggio 2021, durante il ritiro collegiale a Tirrenia. Considerato che, dall'analisi oggettiva dei risultati ottenuti dalle tre atlete, menzionate, risulta che Camilla Mancini ha partecipato a due campionati del mondo e due campionati europei, conquistando l'oro ai campionati del mondo a squadre e risulta, ad oggi, al 26° posto del ranking GP FIE; Francesca Palumbo ha partecipato ad un campionato del mondo ed un campionato europeo, conquistando l'argento ai campionati del mondo a squadre e risulta, ad oggi, al 19° posto del ranking GP FIE; Erica Cipressa non ha mai partecipato ai campionati del mondo, né ai campionati europei, e risulta, ad oggi, al 27° posto del ranking GP FIE; da quanto detto emergerebbe chiaramente che Camilla Mancini e Francesca Palumbo hanno avuto esperienze, anche di successo, in competizioni internazionali, e che al contrario Erica Cipressa non ha mai ottenuto alcuna convocazione a simili competizioni, risultando, altresì, la sua posizione nel ranking GP FIE inferiore a quella delle altre due atlete e di conseguenza inferiore sarà anche la somma dei suoi risultati nelle prove di coppa del mondo; l'età delle atlete, che risultano praticamente coetanee, esclude la possibilità che la scelta sia frutto della necessità di un ricambio generazionale, né è stata fatta menzione di particolari problemi fisici e di forma delle due atlete escluse, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza di tutto quanto descritto in premessa e se non ritenga opportuno accertare quali siano i criteri tecnici utilizzati per la selezione degli atleti, nel caso di specie delle atlete di fioretto femminile, che rappresenteranno l'Italia alle prossime olimpiadi. Atto n. 3-02573 DESSI' Al Ministro dell'interno Premesso che: risulta all'interrogante che in data 18 giugno 2020 un atto di sindacato ispettivo (3-01701), a prima firma della senatrice Corrado, indirizzata ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'interno, segnalava la vicenda di un consigliere comunale intervenuto in relazione ad una serie di presunte irregolarità in una procedura di appalto pubblico, indetta dal Comune di Nettuno in data 26 aprile 2020 per l'affidamento dei servizi cimiteriali, comprensivo di un intervento su un bene storico artistico tutelato ex lege: oltre a palesi anomalie rilevate nell'espletamento della procedura di affidamento, venivano lamentate interferenze dell'organo politico, ad opera in particolare dell'assessore per l'ambiente Claudio Dell'Uomo; in relazione alla medesima procedura di appalto, alle anomalie già segnalate nel corso degli ultimi mesi se ne sono aggiunte altre; l'assessore per l'ambiente del Comune di Nettuno menzionato, in una videointervista rilasciata in data 26 marzo 2021 ad una testata giornalistica locale, confermava le interferenze politiche sulla procedura di appalto, pronunciando pubblicamente le seguenti parole: "Come faceva Dell'Uomo (parlando di se stesso) a sapere il 2 maggio 2020 che la Morasca aveva vinto la gara... parliamo di una gara di sei mesi... che viene... il 28... 29 Aprile viene chiusa e viene data la classifica della prima, seconda, la terza e la quarta... e quindi si sa... si viene a sapere... chi ha vinto... se l'assessore non sa chi ha vinto una gara (d'appalto pubblico) quando ancora non è definitiva penso che ci stiamo prendendo in giro"; affermazioni che sembrano legittimare condotte contra legem , minimizzandole a prassi consolidata degli organi politici di un ente pubblico locale e che appaiono ancor più gravi in quanto provenienti da un rappresentante delle istituzioni, che dovrebbe al contrario ispirare ogni propria azione alla legalità e trasparenza; alcuni consiglieri di opposizione segnalavano detta intervista al segretario comunale, chiedendo un suo intervento nella qualità di organo di controllo, vigilanza, prevenzione della corruzione e trasparenza dell'ente; non ricevendo riscontro, la richiesta veniva reiterata e per conoscenza inviata anche al prefetto di Roma. Il segretario comunale riscontrava la nota dei consiglieri con un diniego alla trattazione della vicenda che non rientrava, a suo dire, nell'ambito delle proprie competenze; il sindaco di Nettuno ha sempre avallato l'operato del suo assessore ed ha sempre sostenuto la regolarità della procedura di gara, anche pubblicamente durante la seduta del Consiglio comunale del 5 giugno 2020, quando nel tentativo di legittimare le condotte poste in essere nell'ambito della procedura di gara forniva versioni inverosimili, contraddicendo la verità dei fatti; le anomalie denunciate nell'ambito della procedura di appalto venivano in qualche modo confermate dal TAR del Lazio che, con sentenza del 19 gennaio 2021, in accoglimento del ricorso presentato da una delle società concorrenti nella gara di appalto, la Ercolani Group S.r.l., nei confronti del Comune di Nettuno e della società risultante aggiudicataria della gara d'appalto per l'affidamento dei servizi cimiteriali, la Morasca S.r.l., annullava l'atto di aggiudicazione ed ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente, avendo accertato che: "la stazione appaltante avrebbe dunque dovuto meglio verificare l'aspetto in argomento, ai fini del riscontro del requisito di capacità tecnico-organizzativa in capo a Morasca srl, allo stato non sufficientemente provato"; nonostante la sentenza del giudice amministrativo, il Comune di Nettuno procedeva nella sua azione, a giudizio dell'interrogante in maniera poco accorta, concedendo diverse proroghe alla ditta aggiudicataria, raddoppiando di fatto la durata iniziale dell'appalto, si chiede di sapere se, stante la condotta tenuta dagli organi politico-amministrativi del Comune di Nettuno, il Ministro in indirizzo, qualora non fosse già a conoscenza dei fatti e per quanto di sua competenza, non ritenga di attivare tutte le necessarie verifiche sull'accaduto e promuovere un attento monitoraggio sulle attività a venire. Atto n. 3-02574 GUIDOLIN MATRISCIANO CASTELLONE D'ANGELO FERRARA TRENTACOSTE GAUDIANO CAMPAGNA CROATTI VANIN DONNO PAVANELLI PRESUTTO MONTEVECCHI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'articolo 1, comma 147, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), ha stabilito che per gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata, ai fini del requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per l'accesso alla pensione anticipata, non trova applicazione l'adeguamento alla speranza di vita stabilito per l'anno 2019, ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, qualora tali iscritti si trovino in una delle condizioni di cui al successivo comma 148; il comma 148 stabilisce, alla lettera a) , che la disposizione del comma 147 si applica ai lavoratori dipendenti che sono in possesso di un'anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni e che svolgono da almeno sette anni nei dieci precedenti il pensionamento le professioni indicate all'allegato B della legge n. 205; l'allegato B indica alle lettere f) e g) rispettivamente "Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni" e "Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza"; con l'allegato A del successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 5 febbraio 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 febbraio 2018, n. 47, si è proceduto alla specificazione delle professioni di cui all'allegato B della legge 27 dicembre 2017, n. 205; in tale allegato, le professioni di cui alle lettere f) "Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni" e g) "Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza" vengono indicate mediante il codice di classificazione ISTAT 5.4.4.3; tale codice include il codice ISTAT 5.4.4.3.0, che ricomprende la professione di operatore socio-assistenziale (OSA), ma non quella affine, in quanto a funzioni ed a gravosità delle mansioni dell'operatore socio-sanitario (OSS) la quale è, invece, indicata con codice ISTAT 5.3.1.1.0; ancora, il codice ISTAT 5.4.4.3.0 include le figure di assistente familiare e badante, soggetti che, in presenza dei requisiti di legge, potranno accedere al prepensionamento; considerato che: chi svolge l'attività di operatore socio-sanitario correttamente inquadrato dal datore di lavoro con il codice ISTAT 5.3.1.1.0, professione molto faticosa, che differisce da quella dell'OSA per la maggior formazione e responsabilità, nonché per la maggiore gravosità dell'attività lavorativa, viene escluso dalla possibilità, in presenza dei requisiti, di accedere al prepensionamento; alcuni datori di lavoro per superare il problema hanno squalificato i dipendenti da OSS ad OSA, strada sicuramente pericolosa per i lavoratori (ciò potrebbe avere conseguenze sul loro salario oltre a non essere in linea con le competenze acquisite), che non rende di certo giustizia degli anni già trascorsi nello svolgimento del lavoro di OSS; tale situazione implica di fatto un'ingiustificata disparità di trattamento tra professioni simili, invero, si ribadisce come entrambe siano caratterizzano per essere faticose e pesanti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto, nonché se ne sia a conoscenza, e quale valutazione stia facendo la "Commissione tecnica incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all'età anagrafica e alle condizioni soggettive dei lavoratori e delle lavoratrici, anche derivanti dall'esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni", istituita ai sensi dell'articolo 1, comma 474, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, il cui funzionamento è stato prorogato fino a dicembre 2021; se intenda porre in essere opportuni interventi di carattere normativo anche al fine di aggiornare e integrare le indicazioni di cui all'allegato A del suddetto decreto ministeriale 5 febbraio 2018, ricomprendendo anche gli operatori socio-sanitari. Atto n. 3-02575 BERGESIO VALLARDI SBRANA RUFA ZULIANI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico Premesso che: la FB Holding, con l'acquisizione nel 2014 di Bonifiche ferraresi, la più grande azienda agricola italiana attiva nella coltivazione e commercializzazione di prodotti agricoli, è entrata ad operare nel settore con l'obiettivo di creare un polo agroindustriale europeo di eccellenza; oggi la società è fra i possibili competitori, in cordata con il Fondo italiano di investimento, per l'acquisto di Verisem, messa in vendita dal fondo Usa PSP, attirando anche l'interesse di due colossi cinesi, Syngenta e Cic; la Verisem, che ha 198 dipendenti in Italia, 62 negli Stati Uniti e 20 in Francia e 4 fra Russia e Slovenia, è una delle più importanti realtà italiane nel campo delle sementi, con un patrimonio di conoscenze scientifiche e tecniche produttive che ne fanno un settore di rilevanza strategica per il Paese, realizzando il 54 per cento del suo fatturato in Europa, il 20 per cento nelle Americhe, il 19 per cento fra Asia e Pacifico e il restante 6 per cento in Medio Oriente; l'eventuale esclusione di una società italiana dalla competizione, qualora sul negoziato Verisem si affermasse come unico criterio di valutazione quello finanziario, che tenderebbe a favorire i colossi cinesi e americani, sarebbe una perdita per il sistema Paese; l'eventuale acquisizione dell'azienda da parte di colossi cinesi potrebbe comportare un monopolio mondiale sui semi di ortaggi ed erbe aromatiche, in un contesto in cui già 2 semi su 3, il 66 per cento, sono in mano a quattro multinazionali straniere, mettendo a rischio la biodiversità e l'identità stessa del territorio, alle scelte alimentari dei consumatori; da tempo i terreni italiani sono divenuti oggetto di acquisizioni di investitori stranieri; è necessario dunque mettere in campo ogni azione finalizzata a preservare la grande storia e i tratti distintivi che caratterizzano le coltivazioni nazionali, sfruttando anche l'opportunità di fare di Verisem il cardine di un polo rafforzato nel settore delle sementi, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano verificare se esistano i presupposti affinché possa costituirsi una cordata italiana per l'acquisizione della Verisem ed eventualmente operare per creare le condizioni che permettano all'Italia di mantenere il suo ruolo leader nel campo delle sementi, a tutela della tradizione agroalimentare made in Italy e degli elementi distintivi che caratterizzano le coltivazioni nazionali e l'identità stessa dei nostri territori. Atto n. 3-02576 MODENA Al Ministro della cultura Premesso che: viene anticipata, raccontata, e presentata, come un "evento internazionale" la vendita della casa internazionale d'aste "Bertolami Fineart", in programma a Roma il prossimo 10 giugno 2021 e dove verranno battute all'asta le cose forse più private e più personali di un grande statista come lo fu il presidente Amintore Fanfani; all'asta vi sono le onorificenze di Stato che il presidente Fanfani ha ricevuto in dono in giro per il mondo incontrando, da Presidente del Consiglio dei ministri e da rappresentante dell'Italia repubblicana, i "grandi della terra"; si parla di oggetti che valgono un patrimonio, davvero difficile da monetizzare, un patrimonio soprattutto ideale e istituzionale, onorificenze che dimostrano quanto il presidente Fanfani fosse amato e ammirato in ogni angolo della terra; la domanda più scontata che ci si pone è se si possa mandare all'asta tutto quello che ha rappresentato la vita pubblica di un grande statista e leader politico italiano come Amintore Fanfani; è naturale che vengano vendute "al miglior offerente" onorificenze che i Capi di Stato di tutto il mondo hanno regalato allo stesso Fanfani riconoscendo in lui la supremazia e il ruolo strategico del nostro Paese; i giovani che oggi hanno 20 anni, ma anche 30 anni, forse non sanno neanche chi fosse e che cosa abbia rappresentato per la storia della Repubblica italiana il presidente Amintore Fanfani, che per ben tre volte fu Presidente del Senato della Repubblica: dal 5 giugno 1968 al 26 giugno 1973; dal 5 luglio 1976 al 1° dicembre 1982; dal 9 luglio 1985 al 18 aprile 1987. Per ben 5 volte Presidente del Consiglio dei ministri: dal 18 gennaio 1954 al 10 febbraio 1954, Capo di Stato era Luigi Einaudi; dal 1° luglio 1958 al 15 febbraio 1959, Capo di Stato era Giovanni Gronchi; dal 26 luglio 1960 al 21 giugno 1963, ancora Gronchi Capo di Stato; dal 1° dicembre 1982 al 4 agosto 1983, Presidente della Repubblica era Sandro Pertini; dal 18 aprile 1987 al 29 luglio 1987, Capo di Stato era Francesco Cossiga. Ma fu anche presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dal 1° gennaio 1965 al 31 dicembre 1965, e segretario nazionale della Democrazia cristiana dal 16 luglio 1954 al 31 gennaio 1959, dopo di lui arrivò Aldo Moro; ma ancora dal 17 giugno 1973 al 26 luglio 1975. Professore universitario diventò deputato per la DC a partire dal 25 giugno 1946 al 4 giugno 1968 e come tale fu anche membro della Commissione per la Costituzione, e presidente della Commissione speciale sui trasferimenti in Sardegna, e infine fu senatore a vita dal 10 marzo 1972 al 20 novembre 1999 (aveva 91 anni quando lasciò per sempre palazzo Madama e la sua casa); molte di queste onorificenze sono rarissime, non si trovano neanche più, la diplomazia moderna non usa ormai da molti anni questi "gingilli impreziositi dai ricami dorati della storia del proprio paese" e il fatto che molte di quelle messe all'asta siano davvero preziose lo si intuisce immediatamente dal prezzo di base con cui vengono presentate, che parte da un minimo di 2 o anche 3.000 euro; sono onorificenze tempestate di diamanti e pietre preziose, regali istituzionali importanti per il presidente Fanfani, ben conservati e ancora perfettamente intatti nel loro splendore originario. Tra le tante onorificenze straniere, è il " core business " di questa sorta di " mirabilia ", ci sono anche la gran croce della Repubblica italiana e le onorificenze tipiche della Repubblica, donate al presidente Fanfani dai vari Capi di Stato che si sono succeduti al Quirinale durante la sua permanenza a palazzo Chigi o anche più semplicemente alla Camera e al Senato; c'è molto di più nella cassaforte della casa d'aste Bertolami, ben 421 lotti, il che vuol dire 421 oggetti diversi da acquistare o da vendere, e che il 10 giugno lasceranno definitivamente la vecchia casa di Maria Pia e Amintore Fanfani per altre nuove destinazioni; ci sono anche le fotografie dei papi che il presidente Fanfani ebbe il privilegio di conoscere e di frequentare, con le loro dediche personali e autografe, e c'è davvero tutto il mondo di allora in queste foto; tra gli oggetti in vendita ci sono anche oggetti personali e privati di Maria Pia Fanfani quando lei era presidente della Croce rossa, oggetti che potrebbero invece essere acquistati e conservati in un grande museo internazionale della Croce rossa italiana. Un oggetto per tutti, il mitico basco nero che Maria Pia Fanfani indossava sui campi di guerra di tutto il mondo. Oggi bastano 50 euro per comprarlo, ma quel basco è la storia stessa della Croce rossa italiana, si chiede di sapere: come si possa vendere all'asta la gran croce della Repubblica italiana donata a Fanfani dal Capo dello Stato del tempo; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che sia il Ministero della cultura ad acquisire la gran croce della Repubblica italiana evitando in questo modo che la massima onorificenza dello Stato italiano vada a finire in mano di chiunque, o che possa finire chissà dove, comprata magari da chi ha tanti soldi ma alla fine non sa neanche che cosa si porta a casa; se non ritenga opportuno intervenire per evitare che un tale patrimonio venga dissipato e non tutelato come patrimonio dello Stato italiano. Atto n. 3-02577 PINOTTI MALPEZZI COLLINA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: Leonardo S.p.A. è una realtà industriale globale attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Il maggiore azionista è il Ministero dell'economia e delle finanze, che possiede una quota di partecipazione pari al 30,2 per cento; il gruppo Leonardo occupa attualmente in Liguria circa 2.650 addetti e ha scelto di rafforzare gli investimenti sulla città di Genova attraverso "High performance computer - Davinci 1", centro di competenza che guiderà il processo di digitalizzazione, e "Leonardo labs", per lo sviluppo delle tecnologie più innovative. Genova è inoltre sede dell' headquarter della divisione cyber security del gruppo; considerato che: la Business unit automation di Sestri Ponente, ex Elsag, è una delle più solide e storiche realtà industriali dell'area genovese, soggetto importante nell'economia della città, che opera in un settore tuttora molto competitivo; l'azienda è attiva nell'automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti e occupa attualmente 400 lavoratori. Si tratta di tecnici, impiegati, ingegneri, informatici, che sviluppano e progettano macchine per lo smistamento delle merci nei settori strategici della logistica commerciale, con committenti come Amazon e DHL, e della logistica aeroportuale per la gestione e lo smistamento dei bagagli, ad esempio per l'aeroporto di Hong Kong. In tutto il mondo, esistono solo 4 o 5 player di questo tipo e la Business unit automation è tra queste; nel corso degli ultimi mesi, Leonardo S.p.A., nonostante i risultati raggiunti dalla Business unit automation e la strategicità del settore in cui opera tale azienda, ha manifestato l'intenzione di procedere ad una sua dismissione e avviato la ricerca di un partner industriale per la divisione automazione; tenuto conto che: Leonardo S.p.A., a seguito di tali annunci, non ha reso note le motivazioni e le strategie di azione riguardo alla dismissione e non ha ancora fornito, nonostante le sollecitazioni provenienti da tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori, dai sindacati e dalle istituzioni locali, alcuna indicazione sul futuro dell'azienda; tale situazione di incertezza sta alimentando fortissime preoccupazioni da parte dei sindacati e dei lavoratori, che aumentano di giorno in giorno anche in ragione del mancato avvio di interlocuzioni dirette con tutti i livelli istituzionali e tutte le maestranze e le rappresentanze coinvolte; l'eventuale dismissione della Business unit automation di Sestri Ponente rappresenterebbe una scelta incomprensibile e incoerente rispetto agli investimenti e ai programmi fino a oggi avviati da Leonardo per valorizzare la realtà industriale a Genova e in Liguria, e una grave perdita per l'abbandono di un settore strategico in cui operano poche realtà di livello internazionale, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti; quali iniziative di propria competenza intenda adottare per favorire la continuità operativa di una realtà aziendale strategica come la Business unit automation di Sestri Ponente e per garantire il mantenimento dell'occupazione per i 400 lavoratori impiegati nell'azienda; se intenda avviare, entro brevi termini, un tavolo di confronto, con la partecipazione di Leonardo S.p.A. e le rappresentanze sindacali e istituzionali locali, con l'obiettivo di trovare una soluzione positiva alla vicenda che vede coinvolta la Business unit automation di Sestri Ponente e mantenere nel nostro Paese una realtà strategica di rilievo internazionale nel settore dell'automazione. Atto n. 3-02578 LA MURA NUGNES VANIN TRENTACOSTE Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in data 27 maggio 2021 il giornale on line "Positano News", a seguito di segnalazioni inviate dai cittadini, ha riportato la notizia di interventi edilizi nella riviera di San Montano, sita nel comune di Massa Lubrense, nella penisola sorrentina; la riviera di San Montano è una località amena e panoramica, che affaccia sull'isola di Capri. Inoltre, tutta la costa massese è inserita nel contesto del parco marino di punta Campanella, a cui il comitato tecnico internazionale di valutazione ASPIM ha recentemente confermato lo status di area specialmente protetta di interesse mediterraneo (ASPIM), già riconosciuto nel 2014. L'area marina protetta di punta Campanella costituisce una delle dieci ASPIM presenti in Italia; stando a quanto riportato dal giornale on line , la riviera sarebbe stata trasformata da diversi mesi in un cantiere a cielo aperto con trasporto di materiale edile attraverso la caratteristica scalinata che conduce al litorale. I lavori riguarderebbero anche parte della spiaggia, e, quindi, un'area demaniale, e sarebbe in corso un'opera di ripascimento della spiaggia; considerato che: ai sensi del codice della navigazione (regio decreto n. 327 del 1942, e successive modifiche) i beni del demanio marittimo sono costituiti da: il lido, la spiaggia, le rade e i porti; le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare; i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo; come recentemente evidenziato dal Consiglio di Stato "Per la realizzazione di opere sul demanio marittimo occorre l'autorizzazione prevista dall'art. 54, cod. nav., anche dopo la delega alle Regioni in materia di demanio marittimo ed il trasferimento ai comuni delle competenze per il rilascio di concessioni demaniali, atteso che tale trasferimento di competenze non ha fatto venir meno la necessità di apposita e specifica autorizzazione, che concorre con la concessione edilizia, sussistendo due diverse finalità di tutela: la riserva all'ente locale del Governo e dello sviluppo del territorio in materia di edilizia relativamente alla concessione ad edificare, la salvaguardia degli interessi pubblici connessi al demanio marittimo per quanto attiene all'autorizzazione demaniale" (Consiglio di Stato, sezione II, sentenza n. 2906 dell'8 maggio 2020), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti o di altri elementi al riguardo, e quali iniziative, nei limiti delle proprie competenze, intendano assumere al fine di verificare se gli interventi siano realizzati con i dovuti titoli autorizzativi e nel rispetto della normativa in tema di tutela dell'ambiente. Atto n. 3-02579 BOLDRINI FEDELI ROJC FERRAZZI D'ALFONSO IORI MARGIOTTA CERNO VALENTE GIACOBBE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del turismo Premesso che: si apprende da notizie di stampa che, in vista dell'applicazione dell'orario estivo, Trenitalia (ma anche Italo) ha intenzione di ridurre drasticamente le fermate delle Frecce a Ferrara, portandole da 8 corse giornaliere per Roma, e altrettanti ritorni, a soltanto 2 giornaliere; la motivazione principale della riduzione delle corse, secondo quanto riportato sulla stampa, sarebbe rappresentata dai lavori alla galleria del Cataio, tra Terme Euganee e Monselice, che comporteranno problemi di traffico sulla linea Venezia-Bologna; si tratta di una decisione grave e inaccettabile che rischia di causare danni ingenti ai territori coinvolti dal punto di vista logistico, della mobilità dei residenti e del turismo. A maggior ragione in questo momento di caute riaperture, dove il Paese sta cercando di ripartire per attrarre turisti e visitatori soprattutto nelle zone a vocazione turistica e città d'arte, come nel caso del sito UNESCO di Ferrara; risulta, inoltre, che la Regione Emilia-Romagna non sia stata minimamente informata da parte di Trenitalia, ma abbia appreso della riduzione delle corse soltanto da notizie di stampa; ridurre, quindi, in modo così radicale i servizi dell'alta velocità rischia di inibire l'afflusso di turisti provenienti da fuori regione, in controtendenza con quanto il Ministro del turismo annuncia, soprattutto ora che con il pass vaccinale ci si potrà spostare più agevolmente in sicurezza, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni dei Ministri in indirizzo sui fatti esposti; quali iniziative intendano adottare per scongiurare l'attuazione del taglio delle fermate, e se non reputino doveroso, al contrario, adoperarsi per rafforzare ulteriormente i collegamenti ferroviari tra i vari territori per supportare quanto più possibile la mobilità dei residenti, dei lavoratori e dei turisti. Atto n. 3-02580 LANNUTTI BOTTO ANGRISANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Istituto nazionale per la previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) si trova in lenta, graduale ed inesorabile agonia, anche a causa dello svuotamento dalle redazioni di giornalisti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa, per effetto di prepensionamenti, susseguitisi a catena soprattutto dal 2009 in poi, con conseguente drastica riduzione dei lavoratori subordinati, assunti a tempo indeterminato, che da tempo sono stati sostituiti da giornalisti lavoratori autonomi con versamento di contributi nelle casse dell'INPGI 2. Ente che registra, invece, un boom di iscritti e con casse piene; l'art. 16 -quinquies della legge n. 58 del 2019 prevede dal 2023 l'ingresso nell'INPGI 1 dei "comunicatori" pubblici e privati, per i quali è stato già accantonato, ora per allora e fino al 2031, nel bilancio dello Stato un miliardo e mezzo di euro dei loro futuri contributi previdenziali, proprio per garantire la tenuta dell'Ente dei giornalisti, tenendo conto del fatto che tali "comunicatori" sarebbero contrari al passaggio all'INPGI e pertanto si direbbero pronti anche ad azioni legali; è dal 2011 che la gestione previdenziale e assistenziale dell'INPGI presenta un risultato negativo. All'inizio contenuto, meno 1,3 milioni di euro, poi è stata una sequenza crescente e inarrestabile di risultati negativi. In realtà, i segni di cedimento erano visibili già dal 2008, quando la gestione previdenziale aveva un saldo attivo di 97 milioni di euro, ma le proiezioni per gli anni successivi indicavano già un possibile tracollo. Nel 2013, l'INPGI ha progressivamente trasferito la proprietà degli immobili al Fondo "Giovanni Amendola" e si è deciso di mettere in atto una rivalutazione del patrimonio immobiliare, un escamotage per usare le plusvalenze, fittizie, per coprire le perdite della gestione previdenziale. In parallelo è cominciata la vendita dello stesso patrimonio immobiliare, finalizzata a coprire un disavanzo diventato nel 2020 di 242,2 milioni di euro. La perizia degli immobili è stata affidata alla società Protos Check S.r.l. A quanto è dato sapere non si sarebbe però trattato di una perizia nuova, ma basata su dati forniti dalla stessa INPGI. In sostanza, l'esperto "indipendente" avrebbe ritenuto congrue le stime fatte dall'INPGI stesso. Protos Check è una società romana interamente posseduta da Protos S.p.A., ed è stata creata proprio mentre l'INPGI stava dando il via alla gara per scegliere la società per la costituzione e gestione del fondo immobiliare. Il bando per la scelta del gestore è stato infatti inviato dall'INPGI alla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 29 maggio 2013, sette giorni dopo la delibera di costituzione di Protos Check. Ufficialmente Protos ha ricevuto l'incarico di "esperto indipendente" da InvestiRe SGR (all'epoca insieme a Polaris) dopo la conclusione della gara, ma da alcuni atti della gara per scegliere il gestore del fondo risulterebbe che Protos fosse già in contatto con l'INPGI e avesse lavorato per fare le perizie sui valori degli immobili («valori di mercato espressi da INPGI e resi congrui da Protos») da conferire al fondo; l'INPGI solo lo scorso anno ha perso 855 rapporti di lavoro attivi, che si aggiungono agli 865 del 2019. Inoltre, nel 2020 la differenza tra entrate contributive e uscite per le pensioni è stato di meno188,4 milioni, in quanto sono 14.700 i giornalisti attivi, a fronte di quasi 10.000 pensioni pagate. Di conseguenza l'INPGI1 ha dovuto intaccare il patrimonio per 1,2 miliardi di euro, disinvestendo negli anni titoli, fondi e immobili. La sua riserva tecnica reale ed effettiva (rapporto tra le pensioni in corso e patrimonio) è scesa a 2 anni, contro i 5 previsti per legge; inoltre l'INPGI 1, nato nel 1926 e privatizzato come fondazione dal 1994, è un ente previdenziale incaricato di pubbliche funzioni, in base all'articolo 38 della Costituzione ed è oggi l'unico ente sostitutivo dell'INPS in Italia in base alla "legge Rubinacci" (legge n. 1564 del 1951), tuttora in vigore dopo 70 anni. Proprio per tale natura, l'INPGI 1 si è addossato l'onere degli ammortizzatori sociali della categoria, per un valore che si aggira intorno a mezzo miliardo di euro (disoccupazione, cassa integrazione, contratti di solidarietà, TFR in caso di fallimento, prepensionamenti, mancati recuperi da aziende fallite, contributi figurativi da corrispondere anche in base all'art. 31 dello Statuto dei lavoratori sulle pensioni dei numerosi giornalisti eletti deputati, senatori, parlamentari europei, sindaci di grandi città, consiglieri e governatori di Regioni e crediti irrecuperabili da aziende fallite); nonostante la crisi, INPGI continua a sostenere anche per il 2021 l'erogazione di 2,47 milioni di euro per "servizi resi" alla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) e alle associazioni regionali di stampa, ovvero al sindacato dei giornalisti, considerando che in larga parte si tratterebbe di un onere improprio, perché i "servizi resi" sarebbero un finanziamento a organismi sindacali, sostenuti da tutti i giornalisti iscritti all'INPGI, mentre gli iscritti al sindacato sono solo una minoranza; il dissesto non ha scalfito neppure lo stipendio del direttore generale INPGI, che ha un contratto di 232.000 euro l'anno, peraltro aumentati di 18.000 euro quando ha preso l' interim dell'Ufficio immobiliare, dopo il pensionamento del precedente titolare. In generale, le spese di struttura INPGI previste nel 2021 ammontano a 24,4 milioni di euro. Una somma composta da 17,3 milioni di costo del personale, considerando i quasi 200 dipendenti; 1,2 milioni di euro per compensi e rimborsi spese per gli organi collegiali e collegio sindacale, compreso il compenso del presidente, pari a 234.576 euro lordi (dato del 2019); 2,28 milioni di euro per acquisto di beni e servizi (tra cui 574.000 per bollette e spese di funzionamento sedi e 500.000 per manutenzione e assistenza attrezzature informatiche); 810.000 per spese legali, si chiede di sapere: quali interventi urgenti il Governo intenda intraprendere per evitare il crac finanziario dell'INPGI 1, la cui riserva tecnica effettiva, ossia il rapporto tra le pensioni pagate ed il suo patrimonio, sarebbe pari alle due annualità, rispetto alle cinque minimali previste dal decreto-legge n. 509 del 1994; quante siano le unità immobiliari ad uso residenziale o commerciale del Fondo Amendola gestite da SGR InvestiRe da anni invendute o sfitte, quali le relative perdite sui bilanci in rosso dell'INPGI che solo nel 2020 ha accusato una perdita di 242,2 milioni di euro e se il Governo ritenga compatibili gli elevati emolumenti corrisposti al top management con i risultati negativi di gestione; se ritenga necessario fare chiarezza sul rapporto tra INPGI e Protos, in quanto tale società avrebbe ricevuto ufficialmente l'incarico di "esperto indipendente" da InvestiRe SGR; se sia stato lo stesso professor Micocci, inserito dalla FIEG (Federazione Editori) alla presidenza del Fondo Pensioni Giornalisti, a predisporre il bilancio attuariale dell'istituto; se sia lo Stato o l'INPGI a pagare la differenza sulla spesa degli ammortizzatori sociali; se il Governo ritenga necessario adoperarsi per facilitare l'ampliamento della platea degli iscritti INPGI, inserendovi coloro che a qualsiasi titolo oggi svolgono attività giornalistica, per anticipare l'ingresso nell'INPGI 1 di circa 9.000 "comunicatori" privati e di altri 5.500 "comunicatori" pubblici, che oggi versano i contributi all'INPS; se alla luce dei bilanci disastrosi, il Governo ritenga inevitabile e doveroso, come imposto dal decreto-legge n. 509 del 1994, il commissariamento dell'INPGI 1 e il relativo passaggio alla gestione pubblica, sotto l'egida dell'INPS. Atto n. 3-02581 DE BERTOLDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal quotidiano online "economyup", dopo soltanto un anno dalla costituzione della fondazione EneaTech (sottoposta alla vigilanza del Ministero in indirizzo) prevista dall'articolo 42, comma 5 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto-Rilancio), lo stesso Dicastero ha deciso di cambiare la mission , nei riguardi di uno dei pilastri attualmente più importanti dello sviluppo delle startup e delle PMI innovative, stabilendo attraverso l'articolo 31, comma 6 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 (cosiddetto decreto-Sostegni bis ), che la EneaTech si chiamerà Enea Biomedical Tech; il repentino cambio del nominativo e delle funzioni inizialmente previste della fondazione, rileva il citato articolo, sta destando evidente sconcerto e preoccupazione tra le aziende del comparto interessato, in relazione all'avvenuta sospensione di oltre mille domande già effettuate, negli ultimi sei mesi, dopo i diversi contatti già avviati dalle start-up con la stessa fondazione, come peraltro denunciato dal presidente di InnovUp, il quale ha sostenuto che EneaTech aveva generato inizialmente grandi aspettative nell'ecosistema italiano dell'innovazione e delle startup, attraverso il sostegno del trasferimento tecnologico e della capacità di trasformare in impresa innovativa i risultati della ricerca e degli investimenti nel deep tech ; lo stesso presidente di InnovaUp ha altresì aggiunto che, attraverso il Fondo nazionale innovazione (nome comune per Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital) si sarebbe potuto dare quella spinta finanziaria necessaria, che finora è mancata per recuperare il cronico ritardo dell'Italia nei confronti di altri Paesi europei; l'articolo richiamato evidenzia, inoltre, come risulti incerta e ambigua la stessa finalità attribuita per la nuova Enea Biomedical Tech e contenuta nel citato articolo 31 del decreto Sostegni bis , considerato che lo stesso articolo dispone in materia di ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci (le cui disposizioni appaiono pertanto in controtendenza rispetto agli interventi in ambito di trasferimento tecnologico e per il sostegno all'innovazione) lasciando intendere, pertanto, che la decisione normativa sia stata determinata dalla volontà del legislatore di reperire le risorse finanziarie necessarie per sviluppare un vaccino per contrastare il virus da COVID-19 (a seguito delle note difficoltà determinate dal vaccino italiano Reithera, che hanno evidenziato ancora una volta le enormi complessità burocratiche che caratterizzano negativamente il sistema-Paese); la vicenda, a giudizio dell'interrogante, desta sconcerto e preoccupazione e conferma la scarsa serietà delle autorità coinvolte, in relazione sia al cambiamento della ragione sociale della EneaTech, avvenuto in tempi così rapidi, da destare legittime perplessità sulle effettive decisioni di modificare la mission societaria verso una non chiara finalità legata al finanziamento della ricerca di vaccini, che soprattutto nei confronti dei tanti imprenditori delle start up , i quali nel corso dei mesi precedenti avevano già inviato domande e richieste d'informazioni in merito ai finanziamenti previsti per sviluppare tecnologie strategiche per il Paese e che invece (come esposto) hanno ricevuto la comunicazione della sospensione delle domande a seguito della trasformazione dell'operatività della fondazione EneaTech, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere, nell'ambito delle proprie competenze, in relazione a quanto esposto; se intenda confermare il contenuto dell'articolo richiamato, nella parte in cui si evidenzia che i motivi della rapida decisione di modificare la mission della EneaTech, nonché la trasformazione in Enea Biomedical Tech, siano connessi alla volontà di destinare i finanziamenti previsti (peraltro non ancora utilizzati, pari a 500 milioni di euro) per l'attività di ricerca e di sviluppo per farmaci innovativi, inclusi i vaccini; in caso affermativo, se non convenga che tale decisione sia in realtà scarsamente corretta e penalizzante nei riguardi di centinaia di imprese start-up , le quali nel corso dei mesi precedenti avevano già fatto richiesta per usufruire dei finanziamenti previsti per finalità differenti e connesse al trasferimento tecnologico e che invece, rischiano, con ogni probabilità di non ricevere più nessun supporto economico; quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, al fine di porre rimedio ad una vicenda, a parere dell'interrogante, evidentemente grottesca e inaccettabile, considerate le implicazioni che ne derivano, che descrivono un'immagine di sfiducia delle istituzioni nei riguardi del sistema economico e produttivo del Paese. Atto n. 3-02582 DE BONIS DE FALCO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: negli ultimi 15 giorni nei porti pugliesi sono arrivate 8 navi cariche di grano straniero, prevalentemente canadese, per un totale di quasi 1,5 milioni di quintali; sembra un copione già visto; nel Sud Italia, a cominciare dalla Puglia e Sicilia, le più importanti regioni italiane per la produzione di grano duro, dove è iniziata o sta iniziando la raccolta del grano, come d'incanto arrivano le navi cariche di grano estero e così, nel giro di qualche giorno, il prezzo del grano duro, quello siciliano, da 25 euro è crollato a 21-22 euro al quintale; è la strategia usata ogni anno, in prossimità della trebbiatura, probabilmente per far precipitare i prezzi del grano italiano nei listini. Ma solo la commissione unica nazionale (CUN) è in grado di capire se si tratti di speculazione e può attenuare queste ambigue manovre; tornando ai porti pugliesi, dunque, si vede in questi giorni un grande affollamento di navi straniere. Sono 7 le imbarcazioni arrivate a Bari, cariche di grani esteri, in prevalenza canadese (oltre un milione di quintali), russo, ucraino, e dai porti europei di Francia e Grecia (circa mezzo milione di quintali). Uno di questi carichi potrebbe creare sospetti: quello proveniente da Panama, dove non si coltiva grano, ma banane, cacao, caffè, canna da zucchero, tabacco e agrumi. Quattro navi sono ancora nel porto, mentre le altre tre sono ripartite da poco e un'altra è arrivata a Barletta; destinatari dei carichi sono Casillo, Divella, Agrivieste, Lomagri ed altri due importatori: Cofco Int. Italy S.r.l. (Ravenna) e Amber Srl. Alcune associazioni di categoria si sono concentrate nei giorni scorsi su altri arrivi a Manfredonia, ma il grosso arriva quasi sempre a Bari; considerato che: oltre a sollevare dubbi sulla possibile presenza di contaminanti, questo arrivo così massiccio ha come effetto il ribasso delle quotazioni dei prodotti italiani, in particolare del biologico. Non può essere un caso che ciò avvenga mentre i produttori italiani stanno per immettere sul mercato i loro grani. In questo modo si innesca una speculazione perché questa iniezione di prodotti esteri, a basso costo, deprime il valore del grano italiano, sicuramente di qualità superiore. È un uso strategico della leva import-export che si ripete da tempo: immettere volumi di merce in prossimità della raccolta per intasare il mercato, ridurre la domanda d'acquisto e tenere i prezzi bassi; la CUN potrebbe aiutare molto i produttori italiani ed i consumatori, ma il suo avvio procede a rilento, purtroppo; ora, di fronte a tutto questo, che è l'emblema delle dinamiche assurde che regolano il settore agricolo e non solo, non si sa che cosa intendano fare le organizzazioni di categoria. Diverse di loro (Agrinsieme, Coldiretti, UNCI Agroalimentare, UECOOP e dell'Associazione nazionale produttori agricoli) sono intervenute in audizione alla 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato e il primo firmatario della presente interrogazione, in qualità di membro della Commissione, ha chiesto loro come mai i lavori per rendere pienamente operativa la CUN procedano così a rilento. Dai loro interventi è trapelato che sono favorevoli ad azioni, norme, contratti e istituzioni che riequilibrino il rapporto tra i produttori e gli altri attori del comparto, ma poi, di fatto, la CUN, pensata proprio per garantire la trasparenza e l'equità, non vede la luce; purtroppo la speculazione continua, e lo dimostra il fatto che se l'anno scorso il grano biologico quotava 40 euro a quintale, quest'anno arriva a malapena a 28 euro. Le semole, per converso, hanno visto un incremento di 2 euro. Da queste cifre è evidente chi si avvantaggia delle oscillazioni dei prezzi, favorite anche dall'immissione di grani esteri di incerta provenienza e di ancor più incerta qualità e salubrità; di fronte a questa situazione gli interroganti hanno registrato una generale ritrosia, con qualche lodevole eccezione, delle associazioni a rendere davvero efficace lo strumento della CUN, l'unico che possa riequilibrare le distorsioni nel meccanismo di formazione dei prezzi. Si dice a parole di non volere che il grano sia considerato una commodity come le altre, ma intanto non ci si muove realmente in questa direzione; tenuto conto che non è la prima volta che il primo firmatario si occupa, attraverso atti di sindacato ispettivo e non solo, di navi estere che scaricano grano (prevalentemente canadese e al glifosato) nei porti italiani e della istituzione della CUN grano, che ha lo scopo di sostituire le borse merci e monitorare correttamente i prezzi di mercato del grano duro sulla base di criteri qualitativi (reologici e tossicologici), nell'interesse dei consumatori e dei produttori, istituendo il mercato unico per il grano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di questi ingenti sbarchi, nei porti del Sud Italia, di navi estere cariche di grano duro; se non ritenga urgente ed indispensabile far disporre adeguati controlli circa la destinazione di tali carichi di grano (soprattutto su quello proveniente da Panama dove non si coltiva grano bensì altri prodotti) e sulla qualità del grano stesso, in ossequio alla normativa comunitaria e nazionale che ne vieta l'utilizzo in presenza di sostanze nocive; quali iniziative intenda intraprendere affinché la CUN e il grano italiano diventino uno standard internazionale di valore, un valore che sia ripartito in modo equo tra tutti i soggetti coinvolti e se non ritenga che la sede naturale della CUN sia Foggia, perché è lì che vi è la maggiore produzione nazionale. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02571 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, all'articolo 10- bis ha introdotto una norma in materia di demolizione di opere abusive modificando in tal senso l'articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico dell'edilizia). Con la modifica si dispone che in caso di mancato avvio delle procedure di demolizione entro i termini (180 giorni dall'accertamento dell'abuso) si attivi il potere sostitutivo del prefetto, che provvede egli stesso alla demolizione avvalendosi degli uffici del Comune nel cui territorio ricade l'abuso; la norma, approvata dal Parlamento, è il risultato di un emendamento di cui l'interrogante era prima firmataria, che aveva come fine quello di contribuire alla difesa della legalità contro gli abusi edilizi, poiché le ordinanze di demolizione non vengono rispettate in circa l'80 per cento dei casi; appare dunque molto grave che il Ministero dell'interno abbia inviato ai suoi uffici una circolare interpretativa che riconosce la norma come applicabile soltanto alle ordinanze di demolizione emesse ma non eseguite successivamente all'approvazione del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, azzerandone, di fatto, gli effetti; a causa di questa interpretazione, infatti, decine di migliaia di costruzioni abusive resteranno "nel limbo", come sono adesso, invece di essere demolite come la legge dispone. Se il Parlamento avesse voluto circoscrivere la portata della norma alle ordinanze successive all'entrata in vigore della legge lo avrebbe indicato nella norma stessa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non intenda intervenire affinché la norma sia applicata nella corretta interpretazione, volta a difendere la legalità anche con riferimento alle ordinanze relative ad abusi precedenti all'approvazione della legge. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05558 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la produzione di ciliegie è un'attività relativamente costosa, a causa degli oneri derivanti da irrigazione, manodopera e irrorazione. Le ciliegie sono vulnerabili alla grandine, al gelo e alla pioggia ed i costi per mitigare questi fattori aumentano ulteriormente i costi totali. Durante la raccolta, la selezione manuale e lo shaker meccanizzato sono i metodi utilizzati più comunemente; i migliori Paesi produttori di ciliegie sono la Turchia, che esporta in Russia e in Germania, gli Stati Uniti con la California, il Michigan, l'Oregon e lo Stato di Washington, infine l'Iran e l'Italia, che producono rispettivamente 200,000 e 104,766 metriche; considerato che: la maggiore produzione di ciliegie in Italia si concentra nella zona di Bari, in Puglia. Qui viene prodotto il 96,4 per cento della raccolta regionale e il 39 per cento di quella nazionale, con ben 47.000 tonnellate. Si tratta della prima provincia italiana per quanto riguarda la produzione di ciliegie; nel corso dell'inverno, le ciliegie pugliesi sono state salvate dal gelo e messe al riparo dalle gradinate grazie a falò notturni, che hanno scaldato le piantagioni, e a sistemi di vaporizzazione di acqua, che sono serviti per preservare le fioriture. Una volta messe al sicuro, le ciliegie hanno raggiunto il prezzo di vendita di un euro al chilo in campagna. Al tempo stesso, il costo di raccolta è praticamente il medesimo, un euro al chilo: in questo modo è evidente come i costi di produzione non vengano coperti; tenuto conto che: il mercato per le ciliegie "Georgia" e "Bigarreau" si è raffreddato notevolmente, provocando una forbice sempre più ampia dei prezzi dal campo al consumatore finale. A Milano, per esempio, una catena di distribuzione commerciale è arrivata a vendere le ciliegie pugliesi a 16 euro al chilogrammo, ma ai produttori, considerando anche le spese di produzione, non arriva nemmeno un decimo rispetto a quanto riesce a ricavare la grande distribuzione organizzata; lo squilibrio tra il poco che viene riconosciuto agli agricoltori e i margini spropositati che la grande distribuzione garantisce a sé stessa è diventato un grave problema, sempre più pressante e ineludibile, soprattutto in un momento di crisi epocale come quella che si è determinata a causa della pandemia e dei cambiamenti climatici; la Puglia, sul fronte delle ciliegie, rappresenta un'eccellenza a livello nazionale e detiene il primato italiano degli ettari coltivati; considerato che: il disegno di legge AS 1373 recante "Disposizioni in materia di limitazioni alla vendita sottocosto dei prodotti agricoli e agroalimentari e di divieto delle aste a doppio ribasso per l'acquisto dei medesimi prodotti. Delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione", approvato già alla Camera dei deputati e dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato il 17 marzo 2021, non ha ancora terminato il suo iter , si chiede di sapere, nelle more dell'approvazione del provvedimento citato (AS 1373), quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di debellare la piaga (che in questo periodo riguarda le ciliegie, in quanto raccolto stagionale, ma che, in realtà, interessa moltissime produzioni agricole italiane di eccellenza), data dall'enorme differenza tra i ricavi degli agricoltori e quelli della grande distribuzione, che oltre ad essere una palese ingiustizia, rappresenta una "immutabile" dinamica, che uccide il settore, disincentivando investimenti e lavoro. Atto n. 4-05559 FARAONE Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il concorso di specializzazione SSM2020 ha mostrato non poche fragilità strutturali nel bando, con conseguente slittamento per diversi mesi delle graduatorie definitive, a causa dei numerosi ricorsi presentati; probabilmente, un maggiore confronto con le associazioni di giovani medici che da tempo segnalano i problemi legati all'impostazione del bando, e che, da quanto è dato sapere, sono ancora disponibili ad offrire un contributo di idee, al fine di superare le criticità mostrate dal precedente modello, potrebbe aiutare alla definizione di un nuovo bando, in grado di definire efficacemente e in tempi certi della procedura concorsuale; dal bando dipende una buona parte del futuro di tanti giovani medici che durante la pandemia si sono resi parte attiva e indispensabile nello sforzo collettivo di contenimento del virus e di supporto al SSN; la situazione determinatasi è assai grave e, stante la data ultima di pubblicazione del bando, il 30 maggio, necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga di promuovere, per quanto di competenza, per garantire un'ottimale organizzazione del concorso di specializzazione SSM2021, nonché, se ritenga lo svolgimento del concorso idoneo nel periodo indicato, considerando come ciò possa causare un ammanco improvviso di medici nei reparti COVID e nelle USCA; se ritenga opportuno avviare un confronto con le associazioni di settore, e se intenda adottare iniziative tendenti a stanziare maggiori risorse necessarie a fare fronte ad un numero almeno eguale di contratti di formazione specialistica rispetto al precedente bando, al fine di garantire il turnover e l'assunzione di personale specializzato nel servizio sanitario locale. Atto n. 4-05560 FUSCO CANDURA Al Ministro della difesa Premesso che: gli articoli 231, 279 e 297 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante "Codice dell'ordinamento militare", disciplinano la normativa relativa all'uso e all'assegnazione degli alloggi di servizio per il personale militare, realizzati su aree ubicate all'interno di basi, impianti, installazioni militari o posti al loro diretto e funzionale servizio, nonché il programma pluriennale per gli alloggi di servizio, costituenti infrastrutture militari ed opere destinate alla difesa nazionale; una quota di tali infrastrutture, a causa di una mancanza di adeguati finanziamenti nel corso degli anni, risulta fortemente invecchiata e deteriorata, considerando anche che quasi il 50 per cento delle infrastrutture risale a prima del 1915 e soltanto il 10 per cento è stato costruito dopo il 1945; in particolare, è da porre massima attenzione sulla vetustà del parco alloggiativo: la qualità della vita in chiave alloggiativa deve essere un obiettivo fondamentale e prioritario per la forza armata, e riguarda non solo il personale militare e civile della difesa ma, di riflesso, anche i rispettivi nuclei familiari, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda disporre affinché, nei prossimi esercizi finanziari, vi sia un'implementazione di risorse certe, anche utilizzando gli strumenti normativi in sostegno della transizione energetica, per la sistemazione e la manutenzione del patrimonio alloggiativo esistente. Atto n. 4-05561 MARTI RUFA VESCOVI PEPE Al Ministro dell'interno Premesso che: alla Questura di Andria, secondo quanto disposto dal decreto d'istituzione, saranno assegnate 192 unità, di cui 184 in ruolo ordinario, 7 dipendenti appartenenti al ruolo tecnico e un medico della Polizia di Stato; la nuova sezione di Polizia stradale della provincia di Barletta-Andria-Trani, alla quale per decreto spetterebbero 43 unità, sembra che possa contare solamente su un totale di 22 unità, le medesime impegnate attualmente negli uffici della Polizia stradale di Spinazzola e Ruvo di Puglia (rispettivamente 12 e 10), due presidi davvero importanti per il controllo del territorio, di cui è prevista la chiusura; alla luce di tali previsioni, l'organico effettivamente dislocato, sia in Questura che nella sezione della Polizia stradale, rischia di essere ben al di sotto dei numeri previsti, confermando quella carenza di personale operativo denunciata negli ultimi anni dai commissariati di Barletta, Trani, Canosa di Puglia e Andria e resa ogni anno più problematica dal numero dei pensionamenti programmati, che non vengono compensati da nuove assunzioni; è necessario incrementare anche il personale civile operante nei commissariati attualmente sottodimensionato, per allinearsi a quanto previsto dall'ordinamento organizzativo dei commissariati di Polizia e per rendere efficiente il lavoro della costituenda Prefettura di Barletta; i lavori necessari per la nuova distribuzione degli spazi e per la ristrutturazione delle strutture, in seguito alla complessa riorganizzazione che è stata prevista, sembrano al momento non ricomprendere la cappella, sebbene sia prevista la figura del cappellano della Polizia, né locali da destinare alle rappresentanze sindacali, né adeguati alloggi di servizio, e tantomeno una foresteria per il personale e, dalle prima interlocuzioni, sembra che il rimedio a queste mancanze sia rimandato ad una data indefinita dei prossimi anni, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda intervenire per sistemare la situazione operativa della nuova Questura di Andria, sotto l'aspetto logistico, del personale e dei mezzi necessari alle attività ordinarie e straordinarie, anche rimodulando la ripartizione nazionale delle risorse umane della Polizia di Stato attualmente prevista, considerando i pensionamenti previsti per l'anno in corso, in modo che siano opportunamente compensati con il personale dichiarato nella stesura della bozza del decreto di attuazione della stessa Questura, senza peraltro dimenticare la complessa situazione degli altri commissariati di Polizia appartenenti alla nuova giurisdizione in argomento. Atto n. 4-05562 VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: con l'ordinanza del Ministero della salute del 14 maggio 2021, che regola gli spostamenti da e per il Brasile, si è prorogato fino al 30 luglio 2021 il divieto di rientro in Italia per i cittadini italiani iscritti all'AIRE in Brasile; le restrizioni sancite dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 maggio 2021 vengono applicate in modo disomogeneo sui Paesi inseriti nello stesso gruppo di rischio riguardo all'emergenza epidemiologica da COVID-19, tanto che è permesso il rientro dall'India dei cittadini italiani iscritti all'AIRE; il divieto di ingresso restringe a pochissime eccezioni la possibilità di aderire alla campagna vaccinale in Italia, come sancito dall'ordinanza del 24 aprile 2021 del commissario straordinario per l'emergenza COVID-19, generale Figliuolo, che ha garantito la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2 anche ai cittadini italiani iscritti all'AIRE presenti temporaneamente sul territorio nazionale; considerato che gli iscritti all'AIRE residenti in Brasile vivono da oltre un anno una dolorosa situazione di allontanamento dai propri familiari in Italia, e denunciano le conseguenze emotive e psicologiche di questa situazione, poiché le restrizioni hanno impedito di raggiungere le rispettive famiglie anche in caso di gravi lutti in decorrenza della pandemia; valutato infine che la maggior parte di questi cittadini sono in possesso unicamente di cittadinanza italiana, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per estendere il diritto di ingresso in Italia anche ai cittadini italiani residenti in Brasile iscritti all'AIRE (insieme al coniuge o parte di unione civile e ai propri familiari conviventi di primo grado) che intendano raggiungere la propria abitazione o domicilio, l'abitazione o la residenza anagrafica dei parenti di primo e secondo grado. Atto n. 4-05563 GASPARRI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: a quanto appreso dall'interrogante, 14 cooperative del settore taxi, facenti capo a R.M., hanno ricevuto l'istanza di liquidazione da parte del Ministero dello sviluppo economico dopo alcuni controlli; i tecnici che assistevano R.M. hanno fatto istanza per richiedere il riesame del provvedimento di scioglimento, ai sensi dell'articolo 21 -quinquies della legge n. 241 del 1990, una sorta di autotutela, in quanto R.M., in data antecedente al provvedimento ha ceduto le cariche possedute in tutte le cooperative, questione cardine su cui fondano i verbali di diffida di scioglimento; il Ministero, pur conoscendo la possibilità data dall'autotutela, non avrebbe concesso la possibilità di predisporre il riesame; dopo le ripetute richieste inoltrate, altre cooperative, sempre facenti capo alle stesse persone, avrebbero ricevuto ulteriori verbali di accertamenti ordinari, che a distanza di 2-3 giorni, sarebbero divenuti straordinari, cosa assai insolita secondo gli addetti ai lavori; nel corso della vicenda la pagina "Facebook" "Liberi da M." avrebbe pubblicato documenti riservati del Ministero e comunicato anteprime su provvedimenti che avrebbero dovuto essere riservati e quindi non a conoscenza di operatori concorrenti operanti nello stesso settore; a seguito di una segnalazione informale di questi episodi al Ministero, la pagina citata ha modificato i propri contenuti inserendo link relativi a documenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale , si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se non intenda fare chiarezza sia sulle procedure adottate che su eventuali fughe di notizie, individuando gli eventuali responsabili e prendendo le dovute conseguenti iniziative. Atto n. 4-05564 RIZZOTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il tema della regolamentazione della cannabis , ritornato in queste settimane al centro del dibattito politico istituzionale, a seguito della sentenza del Tribunale di Arezzo relativa al caso di Walter De Benedetto, è caratterizzato da posizioni polarizzate, talvolta maggiormente basate su principi puramente ideologici, che non trovano riscontri oggettivi e riconosciuti scientificamente; l'ampio spazio che questo tema ha trovato sulla stampa e sui media ha contribuito a diffondere interpretazioni e soluzioni semplicistiche e confuse riguardo alle proprietà, ai possibili utilizzi, alle finalità della pianta e alle conseguenti regolamentazioni di rilevo tecnico-scientifico, civile e penale; risulta sempre più preoccupante la crescente familiarità e facilità di accesso alla cannabis da parte di un pubblico ampio e variegato (dovuta in gran parte dalla commercializzazione on line e presso esercizi commerciali di prodotti a base di cannabis ) e altrettanto allarmante la sottovalutazione dei potenziali rischi e pericoli per la salute che derivano da un utilizzo incontrollato di questa pianta; la cannabis (il cui nome tecnico è " Cannabis sativa L. ") è una pianta molto versatile, per questo rappresenta una materia prima rilevante per diversi settori industriali. L'industria automobilistica, edile, tessile, della carta, utilizza lo stelo; il comparto cosmetico e alimentare utilizza i semi; la farmaceutica utilizza i fiori (e in parte le foglie) della pianta femmina per la produzione di medicinali; il THC e il CBD sono i due cannabinoidi contenuti nella pianta di cannabis maggiormente conosciuti, hanno una farmacologia diversa, effetti diversi e diverse potenziali applicazioni mediche e solo il THC è responsabile di effetti intossicanti e psicotropi; con il termine canapa, invece, si intende una specifica varietà di Cannabis sativa L. caratterizzata da una bassa concentrazione di delta-THC, che può essere coltivata senza necessità di autorizzazione e nel rispetto di quanto previsto dalla legge n. 242 del 2016, recante "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa"; nel disciplinare la coltivazione della canapa, però, la legge menzionata non definisce specifiche modalità di coltivazione, trasformazione e distribuzione della materia prima sulla base delle sue diverse finalità, quali per esempio quelle alimentari, cosmetiche, terapeutiche o veterinarie, e rinvia per ogni singolo uso a rispettive normative di settore; per gli aspetti terapeutici o medicinali, per esempio, esistono regole molto più stringenti a tutela dei pazienti che impongono che la coltivazione, la raccolta e la produzione di qualunque pianta officinale a scopo medicinale o per la produzione di sostanze attive vegetali, compresa la canapa, sia da effettuarsi in accordo alle "good agricultural and collection practice (GACP)" richiamate dall'allegato 7, punto 7, delle good manufacturing practice (GMP) dell'Unione europea, le cui disposizioni sono obbligatorie e verificate dall'AIFA, sia per la produzione di sostanze attive vegetali che per i medicinali, come previsto anche dal titolo IV del decreto legislativo n. 219 del 2006; qualunque prodotto presentato come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane, ovvero ogni sostanza, sia essa vegetale o chimica, somministrata all'uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, è considerato un medicinale e deve pertanto sottostare alle norme disciplinate dal decreto legislativo n. 219 del 2006 in materia di autorizzazione all'immissione al commercio, alla produzione o all'importazione, all'etichettatura, alla distribuzione e alla pubblicità al pubblico; il cannabidiolo (CBD), contenuto principalmente nelle foglie e nelle infiorescenze di canapa, è definito tanto dall'AIFA quanto dal Ministero della salute una sostanza con attività farmaceutica riconosciuta (API). Gli API, active pharmaceutical ingredient, sono le materie prime farmacologicamente attive, la produzione e l'importazione delle quali sono controllate e autorizzate dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), al fine di assicurarne qualità e tracciabilità e garantire così elevati livelli di sicurezza per i pazienti, ai sensi del citato decreto legislativo n. 219 del 2006; se non opportunamente autorizzata dalle istituzioni preposte, l'uso del CBD non è permessa per finalità terapeutiche e quindi non può essere venduto al pubblico; occorre evidenziare infine che il CBD non può essere sottovalutato, né considerato innocuo, perché il suo utilizzo improprio e senza il controllo medico può presentare seri rischi; il Consiglio superiore di sanità, infatti, già nell'aprile 2018 aveva evidenziato l'impossibilità di escludere la pericolosità per la salute dei prodotti contenenti CBD, specialmente se il loro consumo è correlato a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza o allattamento, interazione con altri farmaci; in Italia la vendita di cannabidiolo (CBD) sotto forma di inflorescenze o estratti di canapa avviene costantemente negli "hemp shops" o attraverso l' e-commerce ; poiché non autorizzati ad uso alimentare o come integratori alimentari e tantomeno ad uso terapeutico, tali prodotti vengono venduti per "uso tecnico", apponendo sull'etichetta il divieto di ingestione, ma contemporaneamente decantandone le proprietà terapeutiche, così evidenziando una palese distonia tra quelle che sono le finalità del prodotto dichiarate e i potenziali utilizzi reali; altre volte tali prodotti sono promossi con l'accezione di "terapeutico" o "farmaco" senza tuttavia aver ricevuto alcuna approvazione o autorizzazione all'immissione in commercio da parte delle autorità competenti, ponendo altresì in essere iniziative pubblicitarie che sarebbero precluse ai farmaci e inducendo i consumatori a ritenere tali prodotti efficaci e sicuri, malgrado le indicazioni terapeutiche dichiarate possano essere non verificate, fuorvianti e relative a benefici medici non comprovati, alimentando il rischio di automedicazione e indirizzando potenzialmente il paziente verso trattamenti inefficaci o inadeguati e ritardando o impedendo un trattamento adeguato, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, per rendere meno frammentata e maggiormente accessibile la normativa stratificata riguardo alle specifiche modalità di coltivazione, trasformazione e distribuzione della materia prima sulla base delle sue diverse finalità; se non ritenga opportuno intervenire per impedire, anche tramite controlli capillari e sequestri da parte delle autorità preposte, i palesi e frequenti episodi di comunicazione fuorviante e di commercializzazione irregolare e incontrollata di prodotti o estratti a base di cannabis , al fine di ripristinare una corretta tutela della salute e dell'incolumità di consumatori e pazienti; se non intenda avviare apposite campagne di comunicazione istituzionale che aiutino i cittadini a comprendere i possibili benefici terapeutici della pianta, ma anche i potenziali pericoli derivanti dall'utilizzo incontrollato di prodotti a base di cannabis non autorizzati dalle autorità regolatorie. Atto n. 4-05565 MAGORNO Ai Ministri della giustizia, dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 luglio 2016, n. 122, le vittime di reati violenti o i loro familiari possono fare richiesta di un indennizzo a carico dello Stato, qualora, esperita l'azione esecutiva nei confronti dell'autore del reato, questi risulti insolvente con il suo patrimonio, oppure sia rimasto ignoto o ammesso al gratuito patrocinio; per ogni categoria di reato oggetto della disposizione, la misura dell'indennizzo è stabilita dal decreto ministeriale attuativo 22 novembre 2019 in un ammontare fisso, corrispondente, per esempio, a 50.000 euro per il delitto di omicidio o 25.000 euro per violenza sessuale, cui si può aggiungere, in alcuni casi, un incremento fino a un massimo di 10.000 euro, al fine di coprire eventuali spese mediche ed assistenziali documentate; considerate le gravi conseguenze psicologiche e l'entità dei traumi fisici subiti dalle vittime dei reati contemplati da tale normativa, le cifre stanziate a loro favore risultano a parere dell'interrogante inadeguate, soprattutto a fronte del vincolo vigente su tale misura, secondo cui l'indennizzo viene erogato nei limiti della disponibilità del fondo correlato, il quale, inoltre, coincide con quello inizialmente istituito dal decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 255, per le vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell'usura, poi ampliato dalla legge n. 122 del 2016 al fine di comprendere, appunto, anche gli indennizzi in oggetto; a testimoniare l'insufficienza di tale indennizzo vi è, tra le altre, la drammatica vicenda del signor G.M. di Legnano, vittima di un'aggressione con l'acido per mano della sua ex partner , il quale, pur avendo diritto all'indennizzo a carico dello Stato, ha denunciato le serie difficoltà economiche in cui versa a causa delle spese derivanti dai numerosi e costosi trattamenti medici cui deve sottoporsi a seguito delle gravi menomazioni permanenti riportate; simili difficoltà, relative in particolare al trauma psicologico subito, sono state riportate anche dai superstiti della strage familiare di Buonvicino, avvenuta in Calabria nel 1996, i quali non hanno mai ricevuto né un risarcimento, né un'adeguata assistenza psicologica per i delitti che, in quel caso, furono commessi, peraltro, da un carabiniere che agì con la pistola di ordinanza; relativamente ai traumi psicologici riportati dalle vittime di reati, lo Stato è obbligato, secondo quanto disposto dagli articoli 8 e 9 della direttiva 2012/29/UE, a garantire alle vittime e ai loro familiari servizi di assistenza riservati e gratuiti, tra i quali, appunto, l'assistenza psicologica; in Italia, ad oggi non è ancora stato istituito un servizio di assistenza psicologica nazionale, strutturato e organico per le vittime di reati, essendo delegato tale servizio alle Regioni o, per quanto riguarda le misure nazionali, venendo piuttosto attuati interventi su singole e specifiche aree tematiche, come ad esempio i servizi dedicati alle donne vittime di violenza, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 novembre 2017; considerato che: un approccio che meglio risponde alle esigenze di giustizia riparativa sollevate dalle vittime di reati violenti i cui autori sono impossibilitati a rispettare l'obbligo di risarcimento è già stato adottato nei confronti delle cosiddette vittime della strada, per le quali il fondo di garanzia istituito dalla legge 24 dicembre 1969, n. 990, non si limita ad erogare un indennizzo di ammontare fisso, ma provvede a un vero e proprio risarcimento dei danni loro provocati da veicoli sprovvisti di copertura assicurativa; specialmente in relazione ai recenti e plurimi episodi di femminicidio, in virtù dei quali secondo alcuni analisti non è improprio parlare oggi di questione emergenziale, è altresì opportuno promuovere la formazione continua degli operatori impegnati nel sostegno e nell'assistenza psicologica delle vittime e, al contempo, dei familiari, al fine di garantire anche nei confronti di questi ultimi un'opportuna tutela, si chiede di sapere: quali interventi i Ministri in indirizzo intendano adottare, alla luce delle criticità descritte e caratterizzanti l'attuale sistema dei risarcimenti a carico dello Stato in favore delle vittime di reati violenti, nonché al fine di garantire a tali vittime misure riparative più adeguate, ovvero se valutino l'opportunità di istituire in loro favore un fondo di garanzia basato sugli stessi principi di quello attualmente esistente per le vittime della strada; se, al fine di rafforzare il supporto fornito alle vittime di reati e ai loro familiari, anche in ottemperanza alla normativa europea, il Governo intenda incrementare le risorse destinate ai servizi di assistenza psicologica, sia attraverso il citato fondo di garanzia sia con interventi volti a meglio strutturare e uniformare tali servizi sul territorio nazionale, coinvolgendo anche le Regioni e coordinandone le azioni. Atto n. 4-05566 BERGESIO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la strada statale 28 del colle di Nava, da Fossano (Cuneo) a Imperia, è spesso interessata da incidenti stradali e da anni richiederebbe importanti interventi di manutenzione, al fine di migliorarne la fruibilità e la sicurezza per tutti gli utenti; l'area ha, secondo i dati ISTAT, una delle incidentalità più alte in Italia, con una media di oltre 3,5 incidenti ogni 1.000 abitanti; i tratti dell'arteria stradale che attraversano tutti i paesi di Fondovalle, Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio e Ormea, sono vere e proprie strettoie; a causa degli alti costi dei pedaggi autostradali e della chiusura del colle di Tenda, i mezzi pesanti hanno aumentato la percorrenza sul tratto della statale 28 in valle Tanaro; questo traffico di mezzi pesanti non è sostenibile e crea disagio e insicurezza per tutti i cittadini e le imprese utenti della strada; più volte gli enti locali hanno sollecitato il finanziamento degli interventi progettuali sulla statale 28, fondamentali per moltissime imprese, tra cui quella del legno; tutte le attività produttive, sia quelle di trasporto merci su gomma, sia soprattutto quelle presenti nella valle, sono sempre più penalizzate dalla mancanza di infrastrutture, che costituisce un fattore fortemente disincentivante per chiunque voglia avviare una nuova attività nella zona; nel gennaio 2020 è stato approvato il progetto definitivo di ANAS per i lavori sulla variante e serve ora che siano stanziate le risorse necessarie affinché possano prendere avvio i lavori previsti; a tal proposito, la Regione Piemonte e la Regione Liguria hanno chiesto che tali interventi fossero inclusi tra quelli prioritari di ANAS; le autorizzazioni per gli interventi sono scadute e ANAS, per rinnovarle, sta seguendo il normale iter autorizzatorio, in quanto non è stato possibile inserire gli interventi necessari nel primo elenco delle opere commissariate; l'arteria è strategica per il collegamento tra i territori e le economie liguri e piemontesi, dunque il suo ammodernamento e la messa in sicurezza sono da tempo attesi da popolazione, imprenditori e operatori economici; la realizzazione dei lavori previsti fra Pieve di Teco e Ormea porterà un sostanziale miglioramento di uno dei collegamenti più importanti tra Piemonte e Liguria, data la mancanza di autostrade; già con precedente interrogazione 4-03657, ancora senza risposta, si sollecitava il Governo ad attivarsi per la messa in sicurezza della strada statale 28 del colle di Nava; considerato che un ulteriore ritardo dei necessari lavori di manutenzione rischia di compromettere i flussi turistici tra le regioni Liguria e Piemonte, oltre a rallentare quotidianamente il settore della logistica causando, di riflesso, ulteriori disagi alla popolazione che deve necessariamente spostarsi per recarsi al posto di lavoro, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave problema di viabilità che interessa l'arteria stradale; se intenda sollecitare ANAS affinché elabori delle soluzioni per superare tale criticità; se non ritenga opportuno adoperarsi con sollecitudine affinché siano stanziate le risorse necessarie alla realizzazione degli interventi citati. Atto n. 4-05567 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: dal nuovo orario ferroviario, in vigore dal 13 giugno 2021, i treni Intercity transiteranno nella città di Benevento e non effettueranno fermate nella stazione di Benevento centrale; ci si riferisce, in particolare: 1) al treno Intercity 624, in partenza da Lecce per Napoli centrale di solo transito senza fermata a Benevento centrale alle ore 7.41; 2) al treno Intercity 629 in partenza da Napoli centrale per Bari centrale di solo transito nella stazione di Benevento alle ore 11.26; 3) al treno Intercity 633 in partenza da Napoli centrale per Bari centrale di solo transito a Benevento alle ore 21.18; 4) al treno Intercity 630 che parte da Bari centrale per Napoli centrale di solo transito nella stazione di Benevento alle ore 17.36, si chiede di sapere: quali siano le ragioni che abbiano condotto a tale scelta; quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo ritenga di intraprendere per consentire che i treni citati possano fermarsi nella città di Benevento; se non ritenga, pertanto, di attivarsi presso Trenitalia al fine di far sì che il nuovo orario ferroviario venga modificato. Atto n. 4-05568 ROJC Ai Ministri della salute e per la pubblica amministrazione Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in Friuli-Venezia Giulia, l'azienda regionale di coordinamento per la salute (ARCS) è istituita dal 1° gennaio 2019 con decreto del presidente della Regione n. 0240/Pres del 21 dicembre 2018 in attuazione alla legge regionale di riordino del servizio sanitario regionale n. 27 del 2018, quale ente dotato di personalità giuridica pubblica ed è disciplinata dalle vigenti disposizioni di legge concernenti le aziende unità sanitarie locali di cui al decreto legislativo n. 502 del 1992; nell'ambito delle funzioni attribuite, all'interno del "dipartimento del governo clinico del sistema" è incardinata la struttura operativa complessa denominata "struttura operativa regionale emergenza sanitaria (SORES)"; l'ARCS, in prospettiva della scadenza dell'incarico al 31 luglio 2021, provvedeva alla richiesta di autorizzazione inerente alla copertura del posto alla Direzione centrale salute politiche sociali e disabilità della Regione, con nota prot. n. 5472 del 10 febbraio 2021, e con nota della Direzione centrale salute politiche sociali e disabilità prot. n. 5407 del 22 febbraio veniva autorizzata la copertura del posto, a mezzo della prevista procedura concorsuale; in attuazione del decreto del direttore generale dell'ARCS n. 30 del 17 febbraio 2021, esecutivo ai sensi di legge, è stato indetto avviso pubblico, per titoli e colloquio, per l'attribuzione dell'incarico di direttore della SORES; nel bando, pubblicato in data 23 marzo (con scadenza al 22 aprile 2021), si precisava che l'incarico verrà assegnato con le modalità ed alle condizioni previste dall'art. 15 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche, dal decreto del Presidente della Repubblica n. 484 del 1997 per le parti applicabili, dal decreto-legge n. 158 del 2012; alla scadenza del bando, risultavano presentate 4 domande di partecipazione; con avviso di data 30 aprile 2021, la responsabile della struttura complessa "risorse umane" dell'azienda comunicava l'avvio della procedura di nomina della competente commissione giudicatrice per il 7 maggio; il 4 maggio, avanti alla terza Commissione del Consiglio regionale, nel corso di audizioni in contraddittorio tra i rappresentanti dell'AAROI regionale (sindacato degli anestesisti e rianimatori ospedalieri) e i direttori di strutture complesse delle rianimazioni, dell'ARCS e della direzione centrale, in ragione della grave denuncia formulata in relazione ad una sottostima degli effettivi posti di terapia intensiva per pazienti COVID-19, il direttore della dipartimento di anestesia e rianimazione dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, dottor Amato De Monte, per quanto riportato anche dai mezzi di comunicazione, attivava un duro scambio nei confronti dei rappresentanti AAROI, accusando l'organizzazione sindacale di diffamare Regione, direzioni di struttura e colleghi: ne seguiva un aspro confronto pubblico anche con l'assessore regionale per la sanità; in data 7 maggio, a procedura concorsuale aperta, l'ARCS, con nota prot. n. 17953, indirizzata all'azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, formulava richiesta della disponibilità al comando del dottor Amato De Monte (dirigente medico e direttore di dipartimento) in relazione alla necessità di affidare la responsabilità della SORES a una figura professionale con le competenze adeguate ad elaborare e portare avanti un progetto di integrazione tra soccorso territoriale; il dottor De Monte non aveva presentato domanda di partecipazione al concorso e non risulta se vi fosse stata una sua qualche richiesta o preventiva adesione al richiesto comando; contestualmente, sempre in data 7 maggio 2021 (si rammenta in pari data alla richiesta di comando e di selezione della commissione giudicatrice del concorso), con nota prot. n. 17953, l'ARCS chiedeva alla Direzione centrale salute della Regione di poter utilizzare, per la procedura di comando, la medesima autorizzazione per la copertura dell'incarico di direttore della SORES; con decreto del direttore generale dell'ARCS n. 82 di data 26 maggio, recante "Amato De Monte - dirigente medico presso l'Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine - Attivazione comando", preso atto che dalla Direzione centrale della salute della Regione non vi erano state comunicazioni ostative, così si provvedeva: 1) di disporre il periodo di utilizzo a tempo parziale dal 1° giugno al 31 luglio 2021 e di comando a tempo pieno dal 1° agosto 2021 e fino al 31 maggio 2023 presso l'azienda del dottor De Monte dipendente a tempo pieno e indeterminato dell'azienda sanitaria universitaria del Friuli centrale quale dirigente medico; 2) di dare atto dal 1° giugno al 31 luglio 2021 il periodo di utilizzo a tempo parziale sarà articolato in 2 giorni di accesso alla settimana da concordarsi per le vie brevi; 3) di assegnare lo stesso alla struttura complessa SORES far data dal 1° giugno 2021; 4) di assegnare le funzioni di direttore SORES a far data dal 1° agosto 2021; 5) di mantenere il trattamento economico in godimento per tutta la durata del periodo di comando; 6) di sospendere fino a nuovo provvedimento la procedura concorsuale in atto per la copertura del medesimo posto, si chiede di sapere: quale sia, secondo quanto risulta al Ministro in indirizzo in base alla normativa vigente, la procedura per il conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa nelle aziende del Servizio sanitario nazionale; quali siano presupposti e condizioni per il conferimento di incarico di direzione di struttura complessa attraverso l'istituto del comando; quali siano i presupposti e le condizioni per sospensione di una procedura concorsuale per l'incarico di direzione di struttura complessa; quali siano i presupposti e le condizioni per il mantenimento dell'indennità di direzione di dipartimento nel caso di comando in una direzione di struttura complessa; se sussistano presupposti o rischi di contenzioso, da parte dei concorrenti pretermessi, per una procedura concorsuale sospesa (e non revocata) quando si tratti di un comando di durata rilevante come 22 mesi. Atto n. 4-05569 DE PETRIS Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio per il 2020), al comma 679 dell'art. 1 ha previsto la non detraibilità delle spese mediche pagate in contanti effettuate a partire dal 1° luglio 2020. La detraibilità al 19 per cento sarà applicata, infatti, solamente nel caso di pagamenti tracciabili, con oneri sostenuti con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; sono stati molti i cittadini a segnalare che numerosi laboratori di analisi convenzionati e medici specialisti fino all'autunno 2020 non erano informati di tale intervento normativo e non disponevano, dunque, del POS o di altro strumento di pagamento elettronico; negli ultimi mesi sono giunte richieste all'Agenzia delle entrate da parte di CAF e consulenti del lavoro circa la possibilità di disapplicazione della norma; è necessario tuttavia un intervento normativo che consenta all'Agenzia di procedere in tal senso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda di intervenire con urgenza con proprio decreto o nel quadro dei provvedimenti normativi attualmente in discussione, come il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, in discussione alla Camera dei deputati, al fine di consentire una sanatoria per le spese mediche effettuate in contanti nel secondo semestre del 2020, o, in alternativa, per consentire attraverso il prossimo disegno di legge di bilancio per il 2022 la possibilità di detrarre tali spese nella dichiarazione dei redditi da presentare il prossimo anno. Atto n. 4-05570 LOREFICE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: la società ANAS S.p.A. ha presentato istanza di valutazione di impatto ambientale (VIA) alla Direzione valutazioni ambientali del Ministero della transizione ecologica, allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in data 13 novembre 2020 in relazione al progetto di completamento della strada statale 626 "della valle del Salso" e, più precisamente, per il "completamento dei lotti 7 e 8 e completamento della tangenziale di Gela tra la S.S. 117-bis e la S.S. 626"; come previsto dalla normativa, in data 23 novembre 2020, ANAS ha proceduto alla pubblicazione dell'avviso pubblico per la raccolta dei contributi dei portatori di interesse. Tale fase si è conclusa in data 22 gennaio 2021 e, a quanto risulta dalla pagina web dedicata alla procedura sul sito del Ministero, la procedura di VIA per il completamento dell'infrastruttura è in stato di istruttoria da parte della commissione tecnica VIA; considerato che: con il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale ("decreto semplificazioni"), il precedente Governo ha rivisto la normativa di riferimento per il completamento delle procedure di valutazione di impatto ambientale, riducendo drasticamente i termini previsti per ogni fase e rendendo le nuove tempistiche perentorie; l'intervento normativo ha una duplice finalità: da una parte mira a risolvere l'atavico problema italiano del blocco dei progetti a causa di una iper burocratizzazione che porta alla conclusione dei procedimenti propedeutici alla realizzazione di un'infrastruttura solo dopo molti anni e, dall'altra, vuole essere un volano per la ripresa dell'economia italiana a seguito della pandemia mondiale da COVID-19, mirando all'apertura di numerosi nuovi cantieri in grado di generare occupazione e rivitalizzare le economie locali e nazionale attraverso la predisposizione di infrastrutture vitali per il tessuto economico di un territorio e per le imprese che vi insistono; considerato altresì che: l'opera, classificata come "strada extraurbana secondaria di interesse nazionale", rientra nel campo di applicazione dell'articolo 25 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal citato decreto semplificazioni, per cui la commissione entro 60 giorni deve proporre al Ministro della transizione ecologica l'adozione del provvedimento di VIA e questi provvede, entro 30 giorni, all'adozione. In caso di inadempienza da parte della commissione, il direttore generale del Ministero trasmette la propria proposta di provvedimento al Ministro il quale la adotta entro 30 giorni; a quanto risulta all'interrogante il termine per la conclusione in commissione VIA è scaduto il 23 marzo 2021, non essendo intervenute richieste di integrazione documentale o di variazioni progettuali, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; quale sia lo stato dell'arte circa la procedura di impatto ambientale per il progetto di completamento della tangenziale di Gela; quali siano i provvedimenti che intenda adottare per giungere a una conclusione della procedura. Atto n. 4-05571 MALAN Al Ministro dell'istruzione Premesso che: i mezzi di informazione hanno riportato notizie sulla commissione anti odio istituita su proposta dell'allora Ministro dell'istruzione Lucia Azzolina, con il compito di fare "proposte per dare importanza alla storia come bene comune, come risposta al rinfacciarsi dell'odio, del negazionismo e dell'indifferenza"; a suo tempo il ministro Lucia Azzolina aveva indicato tra i componenti della commissione il docente Simon Levis Sullam, si chiede di sapere se il suddetto Simon Levis Sullam sia tuttora parte della commissione. Atto n. 4-05572 QUAGLIARIELLO Ai Ministri dell'interno e della difesa Premesso che: è stata recentemente trasmessa alle Camere da parte del Viminale la relazione sull'attività svolta ed i risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia nel primo semestre del 2020; all'interno di tale relazione è dedicato ampio spazio alla provincia di Salerno e, in particolare, al "Quadro criminale di Agropoli, Capaccio Paestum, Cilento e Vallo di Diano"; da ultimo risulta evidente una forte crescita di reati contro la pubblica amministrazione, contro l'ambiente e la presenza di infiltrazioni criminali di stampo mafioso che insistono sul territorio salernitano; considerato che: Capaccio-Paestum è un comune esteso su un territorio molto vasto e presenta una popolazione di più 22.000 abitanti, a cui si aggiungono migliaia di turisti considerando la presenza del sito archeologico di Paestum; un tale livello di popolosità e ricettività rende vieppiù necessaria la garanzia del presidio capillare del territorio e la difesa dei cittadini e dei visitatori per contrastare il crimine e garantire la legalità diffusa; preso atto che: il principale presidio di sicurezza e legalità, rappresentato dalla caserma dei Carabinieri di Capaccio scalo, risulterebbe inadeguata (composta da solo 16 unità di personale), inagibile e a parziale rischio di crollo strutturale, non riuscendo così a garantire nemmeno la sicurezza interna (dei dipendenti che vi operano), non soltanto quella esterna nei confronti dei cittadini; già dal 2015 sarebbe in atto la procedura burocratica che avrebbe dovuto portare alla costruzione della caserma in un'area acquisita dal Comune; si apprende da fonti stampa che solo al fine 2020 la Giunta comunale di Capaccio-Paestum avrebbe dato il via libera all' iter progettuale della nuova caserma dei Carabinieri, dando il via libera ad uno studio di fattibilità che prevede una spesa di 1,5 milioni di euro per la costruzione degli edifici, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano, considerati i rilievi della Direzione investiva antimafia, che il territorio salernitano, ed in particolare quello di Capaccio-Paestum, necessiti di un presidio delle forze dell'ordine funzionante in tempi brevi e di una disponibilità più ampia di uomini e mezzi; se non ritengano, nell'ambito delle proprie rispettive prerogative, di intervenire al fine di facilitare la rapida risoluzione di questa situazione di stallo, riaffermando così la presenza dello Stato e l'autorevolezza delle forze dell'ordine e il rispetto della legalità. Atto n. 4-05573 AIMI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le gelate tardive verificatesi dal 7 al 10 aprile 2021 hanno fortemente compromesso il raccolto in Emilia-Romagna, in particolare nel modenese e per quel che concerne, nello specifico, la coltivazione delle pere; la coltivazione delle pere in Emilia-Romagna è di rilevanza fondamentale, rappresentando il 65 per cento del prodotto nazionale. In tutta Italia la produzione lorda vendibile ortofrutticola interessa 1,2 milioni di ettari e coinvolge 300.000 aziende, garantendo lavoro a oltre un milione di persone tra autonomi e dipendenti; solo nel modenese le giornate denunciate alla contribuzione previdenziale INPS, nel 2019, erano di 936.000, di pertinenza quasi esclusiva delle imprese frutticole e delle cooperative della lavorazione della frutta. È pertanto evidente la strategicità del settore primario nell'economia regionale e nazionale; dal 2010 a oggi gli ettari coltivati a pero in Emilia-Romagna sono passati da 24.709 a 17.347. La prima crisi di mercato congiunturale si è verificata nel 2011; successivamente, nel 2013, sono cominciate le prime gravi infestazioni da cimice asiatica. Nel 2018 e 2019 altre gravi malattie dovute alla alternaria, alla maculatura bruna e alla valsa ceratosperma hanno obbligato molti produttori ad abbandonare la coltivazione; la Regione, seppur tardivamente, è intervenuta con alcuni bandi, garantendo indennizzi a seguito dei danni del 2019. Gli espianti di peri tuttavia non si sono arrestati, ma sono tuttora in atto; è evidente che gli indennizzi non sono sufficienti e che servono misure strutturali per far fronte alla crisi che da anni attanaglia il settore primario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative normative al fine di prevedere un esonero contributivo immediato per le imprese agricole almeno per le annualità 2021 e 2022; se intenda effettuare investimenti al fine di garantire alle aziende agricole una somma a fondo perduto in percentuale sul fatturato del 2020; se intenda procedere all'erogazione di un contributo straordinario forfettario ad ettaro; quali iniziative intenda attuare per prevedere indennizzi complessivi a favore delle aziende agricole che hanno subito perdite di fatturato, ivi comprese quelle che non sono riuscite a sottoscrivere una polizza assicurativa per i rischi da gelo. Atto n. 4-05574 PITTELLA PUGLIA PEROSINO DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: all'articolo 1, comma 1048, della legge n. 205 del 2017, è stata prevista una procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati. A legislazione vigente è prevista l'indizione della procedura entro il 30 giugno 2021, a cui sono collegati effetti finanziari di gettito per 410 milioni di euro; all'articolo 1, comma 727, lettere a) - d) , della legge n. 160 del 2019, è stata prevista la procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni in materia di apparecchi di cui al comma 6, lettere a) e b) , dell'articolo 110 del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931. A legislazione vigente è prevista l'indizione anche di questa procedura entro il 30 giugno 2021; ad essa sono collegati effetti finanziari di gettito per 866,25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022; relativamente alla procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni di raccolta delle scommesse, l'articolo 1, comma 1049, della legge n. 205 del 2017 prevede esplicitamente che: "al fine di consentire l'espletamento delle procedure di selezione di cui ai commi 1047 e 1048 le regioni adeguano le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all'Intesa sancita in sede di Conferenza unificata in data 7 settembre 2017"; nell'adunanza del 27 marzo 2019, il Consiglio di Stato, nell'esprimere il proprio parere obbligatorio (sezione I, n. 1068) sugli atti della procedura di gara relativi all'affidamento di altre concessioni in materia di gioco lecito (nella specie, il gioco del Bingo) ha evidenziato che: "le autonomie territoriali (soprattutto i Comuni) hanno introdotto regole e limitazioni localizzative dei punti di vendita del gioco (sulla legittimità dei limiti distanziali cfr. da ultimo Consiglio di Stato, sez. VI, 19 marzo 2019, n. 1806, di conferma di TRGA Bolzano 19 gennaio 2017, n. 19; Tar Lazio, sez. II, 25 febbraio 2019, n. 2556)", non emergendo dagli atti di gara "adeguati criteri distributivi che possano orientare la programmazione e la progettazione, da parte del partecipante alla gara, della rete territoriale di questi punti di esercizio del gioco, in modo che siano contemperate le esigenze di rispetto delle suddette limitazioni con quelle di sviluppo efficiente ed efficace della rete di esercizio e della raccolta del gioco in modo omogeneo sul territorio"; relativamente alla procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni in materia di apparecchi come impostata dall'articolo 1, comma 727, lettere a) - d) , della legge 160 del 2019, che prevede, tra l'altro, l'assegnazione di diritti "per l'esercizio di punti vendita presso bar e tabacchi" nonché "per l'esercizio di sale in cui è possibile collocare gli apparecchi" non possano che porsi le medesime criticità già evidenziate dal Consiglio di Stato con riferimento alla procedura selettiva per la riassegnazione di concessioni di raccolta delle scommesse; l'emergenza epidemiologica da COVID-19 ha imposto, fin dal marzo 2020 e a tutt'oggi, provvedimenti governativi tali da comportare la totale inattività economica delle reti di punti vendita di scommesse, apparecchi da gioco e bingo, per un totale di 11 mesi negli ultimi 15 tra il 2020 ed il 2021, comportando un impatto negativo in termini di entrate in misura pari ad oltre il 90 per cento nel periodo, con conseguenze pressoché dirette in termini di perdita dei livelli occupazionali, nonché perdite di esercizio e significativa carenza di liquidità e capacità finanziaria da parte di tutti gli operatori interessati; l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in sede di audizione presso la VI Commissione permanente (Finanze) della Camera il 10 dicembre 2020 ha proposto specifiche misure di adeguamento e coordinamento normativo per la proroga delle scadenze delle concessioni del gioco pubblico, nelle quali afferma che: "Le previsioni di legge in materia di indizione delle gare pubbliche per l'assegnazione delle concessioni in materia di scommesse, bingo, apparecchi da intrattenimento, gioco a distanza contenute nell'articolo 1, comma 727, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 sono state, naturalmente, effettuate in un contesto economico-finanziario completamente diverso non più attuale e difficilmente sostenibile" e che: "Ne deriva che le previsioni di gettito ivi contenute sono da considerarsi, allo stato, irrealistiche e da rivedere sostanzialmente al ribasso"; aggiungendo, inoltre, che: "Al contempo, non sono state tuttora, in alcun modo risolte le criticità collegate alle leggi regionali in materia di distanze dei punti di gioco dai luoghi sensibili e alle regolamentazioni comunali sugli orari dei punti di gioco che rendono sostanzialmente vana qualsiasi ipotesi di elaborazione di un bando di gara in materia di apparecchi da intrattenimento" ed ha concluso precisando che: "Tali motivazioni rendono improcrastinabile e necessario un intervento normativo di proroga del termine di scadenza di tutte le concessioni del gioco pubblico, nonché della indizione dei relativi bandi di gara"; costituisce una condizione ostativa oggettiva all'indizione delle gare per l'affidamento delle nuove concessioni la mancata adozione di regole trasparenti e uniformi sull'intero territorio nazionale, stante il proliferare di norme di rango legislativo e regolamentare e di provvedimenti amministrativi che sono stati emanati ed adottati dagli enti locali territoriali con conseguente effetto di annullamento degli atti di gara, per la loro indeterminatezza; del pari, costituisce una condizione ostativa oggettiva all'indizione delle gare per l'affidamento delle nuove concessioni la situazione epidemiologica, ancora in atto, caratterizzata, per un verso, dalla produzione di un'enorme quantità di atti normativi, di differente tipologia ed efficacia, con le conseguenti difficoltà di riordino ed armonizzazione e, per altro verso, dall'incertezza della situazione di fatto, in continua evoluzione per effetto delle risultanze dei bollettini medici e dei comunicati degli organi tecnici preposti alla valutazione delle misure da adottare; i concessionari svolgono un pubblico servizio riservato al monopolio statale, che consiste nel controllo dell'attività di gioco sia per il rispetto dei limiti entro i quali può ritenersi lecito, svolgendo una funzione pubblica, più volte dichiarata nella normativa di settore e da ultimo statuito anche dalle sezioni unite della Cassazione nella sentenza n. 6087 del 2021, sia nel contrasto alla diffusione del fenomeno della ludopatia e delle attività criminali nel settore, sia per la gestione degli incassi delle giocate, destinati all'erario; l'urgenza di continuità del pubblico servizio, alla luce delle condizioni oggettive ostative all'indizione delle gare per l'affidamento delle nuove concessioni, mostra l'esigenza di adozione di un regime di "proroga tecnica" utile anche alla definizione di una disciplina organica della materia come richiesta dal decreto-legge n. 87 del 2018, che riguardi l'intero territorio nazionale, così da garantire una uniformità di regole, si chiede di sapere: quale iniziativa di competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, anche in vista della predisposizione delle stime assestate per il 2021, per tenere conto di tale condizione di criticità relativamente alle procedure richiamate; se siano eventualmente considerate, secondo quanto proposto dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli contraente degli affidamenti, proroghe tecniche degli stessi affidamenti, anche in ragione delle esigenze di riordino del settore richiamate dal decreto-legge n. 87 del 2018, nonché di più generale interesse pubblico di continuità del presidio dell'offerta nel peculiare mercato dei giochi con vincite in denaro. Atto n. 4-05575 FARAONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le disabilità Premesso che: tra le misure di spicco introdotte con il decreto "rilancio" (decreto-legge n. 34 del 2020) vi è il cosiddetto Superbonus: tale misura ha lo scopo di aumentare al 110 per cento l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici; successivamente, la legge di bilancio per il 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha prorogato il Superbonus al 30 giungo 2022 (e, in taluni casi, al 31 dicembre 2022 o al 30 giugno 2023), introducendo al contempo una serie di rilevanti modifiche inerenti alla disciplina dell'agevolazione fiscale; tra queste, è da considerare preziosa l'inclusione tra gli interventi suscettibili di Superbonus anche dei lavori di installazione di ascensori e montacarichi, e di tutti gli strumenti che favoriscono la mobilità interna ed esterna di persone con handicap grave riconosciuto dalla legge; fino all'emanazione della legge di bilancio per il 2021, infatti, i lavori concernenti la rimozione delle barriere architettoniche rientravano all'interno del solo bonus ristrutturazione; come ben specificato anche all'interno della guida aggiornata dell'Agenzia delle entrate del marzo 2021, attualmente il Superbonus spetta anche per gli interventi previsti dall'articolo 16- bis , comma 1, lettera e) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, "eseguiti congiuntamente a interventi di isolamento termico delle superfici opache o di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti (interventi trainanti)"; si tratta, di tutti quegli interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto "ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità"; considerato che: come anche sottolineato nella lettera inviata alla direzione generale dell'Agenzia delle entrate dal presidente del "Consorzio per l'Italia" Salvatore Nasca, di concerto con il rappresentante di CNA Ascensori, Danilo Binetti, e con il presidente di ANICA (Associazione nazionale di componenti per ascensori) Gianni Robertelli, organismi che insieme annoverano oltre 1.000 aziende specializzate nel settore del trasporto verticale, attualmente la disciplina inerente all'estensione dell'applicazione del Superbonus anche ai lavori indicati sconta una forte incertezza normativa derivante dall'attesa di un decreto attuativo, non ancora emanato da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, volto a definire i margini ed i dettagli applicativi della misura; tale situazione di incertezza mina le fondamenta della novella introdotta con la legge di bilancio per il 2021, atteso che la ratio della norma è proprio quello di consentire un imminente e proficuo incentivo alla realizzazione di opere di abbattimento di barriere architettoniche; nondimeno, la possibilità di attenersi alla corretta interpretazione dettata dall'Agenzia delle entrate garantirebbe una più sicura e rapida realizzazione di tali opere, non dovendo attendere i tempi necessari per l'emanazione del decreto attuativo; considerato inoltre che: il "Consorzio per l'Italia", singolarmente considerato, rappresenta più di 100 aziende nel nostro Paese per un complessivo di circa 50.000 impianti, raggiungendo ogni giorno oltre 2 milioni di utenti; secondo i dati forniti dall'ISTAT nel rapporto "Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni" pubblicato nel 2019, le persone disabili in Italia sono 3,1 milioni, ovvero circa il 5,2 per cento della popolazione complessiva; anche in considerazione dei drammatici effetti causati dalla pandemia da COVID-19, il nostro Paese si trova oggi di fronte alla sfida di dare avvio ad una pronta e solida ripresa economica che consenta non solo di tornare a crescere economicamente fondando la prosperità futura su una più marcata attenzione alla questione ambientale nonché sulla profonda modernizzazione e digitalizzazione degli apparati produttivi, ma anche di garantire migliori e più elevati livelli di inclusione nei confronti della popolazione, comprese le categorie di soggetti disabili che, senza ombra di dubbio, beneficerebbero in prima persona della possibilità di muoversi con maggiore facilità grazie ad interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento degli impianti esistenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno adottare le più tempestive iniziative di competenza volte a confermare l'interpretazione normativa adottata dall'Agenzia delle entrate all'interno della guida aggiornamento Superbonus 110 per cento in riferimento all'inclusione degli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, nonché strumenti atti a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, garantendo il necessario livello di certezza giuridica imprescindibile per consentire prontamente la messa in atto degli interventi. Atto n. 4-05576 SBROLLINI Ai Ministri dell'istruzione e della salute Premesso che: in data 24 giugno 2020, il Gruppo Italia Viva presentò la mozione 1-00249 che sollecitava i problemi riguardo alla questione sull'obesità e il sovrappeso, concludendo con una serie di 12 impegni. A giudizio dell'interrogante a tale mozione non è stata dedicata la giusta considerazione nonostante gli studi mostrino la chiara relazione tra sovrappeso e gravi forme di sintomi del COVID-19. il termine sovrappeso indica un moderato eccesso di peso corporeo rispetto agli standard fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità. Tale problema è stato classificato ufficialmente dall'OMS come una vera e propria patologia; una popolazione con eccesso ponderale è un problema sempre più urgente in Italia. Infatti, la Federazione mondiale dell'obesità ha osservato, negli anni recenti, una sconfortante crescita nel numero di persone obese, che sale da 10.5 milioni nel 2014 ad arrivare ad una stima di 12.6 milioni nel 2025; l'Associazione medicinale americana ha provato che il problema del sovrappeso causa la diminuzione nelle aspettative di vita, il numero di anni di produttività e un incremento nelle spese sanitarie dirette ed indirette. Tale problema chiaramente produce non solo un problema sociale ma anche economico. Infatti, rispetto alle persone di normopeso, chi è sovrappeso o obeso genera una media di costo aggiuntivo del 22 per cento alle strutture ospedaliere; le Nazioni Unite hanno inserito la necessità di affrontare tale questione tra i "substainable development goal" (SDG) 2030, con particolare importanza posta sulla popolazione di età infantile e scolare. Tale azione mostra la volontà da parte delle istituzioni internazionali, che dovrebbe essere manifestata anche dalle entità nazionali; considerato che: attualmente, in Italia, i costi sanitari causati da cure per conseguenza dell'obesità ammontano intorno ai 17 miliardi di euro, ossia circa 7 per cento della spesa totale. Tale importo mostra la serietà del problema e la necessità di fare fronte a questa problematica al più presto possibile dato che la Federazione mondiale dell'obesità stima una possibile spesa mondiale di 1.2 trilioni di dollari nel 2025; in questo periodo particolare marcato dal virus COVID-19 si sta piangendo la morte di più di 120.000 connazionali, ma ci si scorda che il "New England journal of medicine" stima che gli italiani deceduti per cause correlate al sovrappeso ed all'obesità raggiunga all'incirca le 44.000 persone. Questione più critica se si considera che vari fonti mostrano la correlazione tra peso elevato e la possibilità di sviluppare gravi sintomi da COVID-19; l'Italia è tra i Paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare con una percentuale di bambini in sovrappeso del 20,4 per cento e di bambini obesi del 9,4 per cento, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4 per cento. Tale problema riflette la pessima scelta di menu offerto dalle scuole pubbliche e la mancata attenzione alle attività fisiche nel sistema accademico italiano; vari Paesi hanno attuato campagne salutari per risolvere il problema, con l'esempio della first lady americana, Michelle Obama, che nel 2010 organizzò la campagna "Let's move" che mira di abbassare fino a soli 5 per cento l'obesità infantile entro il 2030, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo abbiano intenzione di attivarsi al fine di riformulare l'attuale piano scolastico per dare più importanza all'aspetto dello sviluppo fisico nello studente e modificare gli attuali menu offerti dalle mense scolastiche secondo gli recenti studi per un miglioramento della salute degli studenti; se non ritengano opportuno intensificare le attività sportive all'interno dei corsi di studio del sistema scolastico. Atto n. 4-05577 GARAVINI Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le camere di commercio italiane all'estero rappresentano una rete di notevole rilievo e di obiettivo interesse per l'Italia, in virtù della loro estesa e ramificata presenza e della comprovata capacità di favorire la diffusione dei prodotti italiani e delle attività nel mercato globale; esse sono realtà associative costituite in base al diritto locale, soggette, tuttavia, al riconoscimento dello Stato italiano ai fini dei contributi che l'amministrazione può riconoscere per il sostegno delle spese generali e per la partecipazione a progetti di promozione dell'internazionalizzazione del sistema Italia; tale riconoscimento avviene in base alla legge 1° luglio 1970, n. 518, recante "riordinamento delle camere di commercio italiane all'estero", contenente una serie di parametri da rispettare per l'ottenimento del riconoscimento previsto; tra i parametri, precisati dalla Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e di promozione degli scambi del Ministero dello sviluppo economico, vi sono gli indicatori per valutare che le associazioni camerali, alla luce delle loro regole statutarie, siano libere ed elettive, e consentano, in particolare, di verificare "che dallo Statuto emerga l'apertura dell'aspirante Camera all'adesione di nuovi soci e/o che non vi siano preclusioni in tal senso"; tale presupposto non sembra essere di fatto rispettato dalla Maltese-Italian chamber of commerce, operante a Malta, che in qualche caso ha respinto la richiesta di adesione di alcuni soggetti senza fornirne alcuna motivazione, come sarebbe tenuta a fare, a tutela degli interessi legittimi degli operatori che richiedano l'affiliazione; questo è accaduto, ad esempio, nel caso della richiesta di iscrizione avanzata dal MACTT educational group che, a distanza di diversi mesi dall'istanza presentata, ha ricevuto comunicazione che il consiglio direttivo della Maltese-Italian chamber of commerce l'aveva respinta, senza fornire tuttavia alcuna motivazione della decisione, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere affinché la Maltese-Italian chamber of commerce di Malta conformi la sua attività alle prescrizioni di cui alla legge n. 518 del 1970, eventualmente anche attivandosi al fine di correggere decisioni e atti che risultino non in linea con le indicazioni in essa contenute. Atto n. 4-05578 LANIECE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante con delibera n. 5 del Consiglio nazionale dell'A.I.D.O., del 12-13 dicembre 2020, l'A.I.D.O. Valle d'Aosta è stata commissariata; considerato che: il Consiglio regionale A.I.D.O. Valle d'Aosta è stato costituito fin dal 1975 senza avere gruppi comunali, per le caratteristiche territoriali che contraddistinguono la Regione autonoma Valle d'Aosta dalle altre Regioni; l'art. 5, punto 1, dello statuto A.I.D.O. stabilisce che l'associazione si articola in A.I.D.O. nazionale; A.I.D.O. regionali, sezioni provinciali, gruppi comunali; l'articolazione delle strutture in ambito regionale è decisa dai singoli Consigli regionali in funzione della legislazione regionale, della situazione locale e dell'organizzazione socio-sanitaria in vigore, al fine di raggiungere nell'ambito della Regione il risultato operativo ottimale per l'associazione, anche prevedendo la costituzione di sezioni pluricomunali, comprensoriali o territoriali e la costituzione di gruppi intercomunali o rionali; l'art. 28, punto 2, dello statuto, rubricato "Autonomie regionali", ribadisce l'attribuzione del potere organizzativo su base regionale, così come disegnato dall'art. 5, il quale dispone che i Consigli regionali definiscono l'organizzazione associativa nel territorio di competenza in funzione della legislazione regionale, dell'organizzazione socio-sanitaria della Regione e delle situazioni locali; gli assetti organizzativi dell'A.I.D.O. a livello regionale, così come stabilito dai citati articoli, competono ai Consigli regionali e i Consigli regionali devono esercitare l'autonomia organizzativa di cui sono attributari, dotando l'ambito associativo regionale di strutture organizzative capaci di raccordarsi in modo efficace ed efficiente con la legislazione regionale, l'organizzazione socio-sanitaria e le condizioni territoriali della regione di riferimento; tenuto conto, inoltre, che: la Regione autonoma Valle d'Aosta ha una popolazione di circa 130.000 abitanti, distribuita in 74 comuni e in base alla legge regionale n. 5 del 2000, il servizio socio-sanitario regionale della Valle d'Aosta viene erogato da un'unica unità sanitaria locale, coincidente con l'ambito territoriale della Regione: si tratta dell'Azienda unità sanitaria locale della Valle d'Aosta; in Valle d'Aosta, regione che ha un contesto ordinamentale che rappresenta un unicum in Italia, senza province, ma con il solo il capoluogo di Aosta, l'A.I.D.O. sezione regionale, sin dalla sua costituzione, ha esercitato il proprio potere organizzativo garantendo la rappresentanza all'interno del Consiglio regionale di referenti delle tre aree territoriali: Bassa Valle, Media Valle ed Alta Valle; tenuto conto, infine, che: il Consiglio regionale dell'A.I.D.O. Valle d'Aosta esercita un ruolo di continua e capillare interlocuzione, nonché di fattiva e costante collaborazione, nei confronti sia delle Istituzioni regionali e comunali, sia del mondo medico e, più in generale, sanitario, è apprezzato ed ha dato risultati ampiamente positivi; i dati recenti relativi all'A.I.D.O. Valle d'Aosta in termini di donazioni, di adesioni all'associazione, di percentuale pari a zero di opposizioni, testimoniano il prezioso lavoro dei volontari svolto su tutto il territorio; dai dati emerge che la Valle d'Aosta ha i migliori dati rispetto al numero della popolazione; commissariare una regione con tali risultati è un atto, a parere dell'interrogante, sconcertante, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali atti intendano adottare per impedire il commissariamento dell'A.I.D.O. Valle d'Aosta. Atto n. 4-05579 DE VECCHIS MARIN PITTONI RUFA FUSCO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: Blasetti S.p.A. e Pigna Envelopes S.p.A. sono aziende leader di cartotecnica in Italia, che da oltre 20 anni forniscono a Poste italiane S.p.A. materiale quale le buste di carta per la corrispondenza; Poste italiane ha indetto nel dicembre 2020 una gara per la "la fornitura di buste per l'imbustamento automatico della corrispondenza massiva" a cui sono state invitate 5 imprese italiane e quattro imprese UE, tra cui la Blasetti e la Pigna Envelopes già esecutrici della precedente fornitura affidata a seguito di un confronto competitivo del 2018, fino a giugno 2021; agli interroganti risulta che la mancanza di determinati requisiti, la presenza di requisiti capestro e l'eccessivo ribasso dell'appalto stesso non abbiano messo le principali aziende del territorio nazionale, tra cui la Pigna e la Blasetti, nelle condizioni di partecipare al bando, a vantaggio di aziende straniere caratterizzate da costi del lavoro decisamente inferiori e pertanto in grado di offrire prodotti a prezzi più bassi; Poste ha infatti proceduto per l'offerta economicamente più vantaggiosa (0,001 centesimi in meno a busta) a scapito della qualità, della celerità del servizio offerto e senza considerare le mancate entrate fiscali dello Stato dovute all'esclusione delle aziende nazionali, dei fornitori e di tutta la filiera; Pigna e Blasetti sono aziende storiche nella cartotecnica nazionale, che rischiano gravissime ripercussioni economiche dovute alla perdita di una commessa così importante, con la conseguente compromissione di migliaia di posti di lavoro tra tutte le aziende coinvolte, a vario titolo, nella filiera; le conseguenze economiche della pandemia da COVID hanno gravemente condizionato l'economia italiana e sono quanto mai necessarie misure intese a consentire la ripartenza delle aziende e la ripresa dei territori, e di conseguenza la tenuta del sistema socio-demografico dell'intero Paese; altri Paesi europei hanno individuato misure intese a prorogare alcuni bandi e a garantire maggiore attenzione ai produttori nazionali, al fine di consentire un sostegno all'economia dopo l'emergenza pandemica, si chiede di sapere se e quali iniziative, anche di natura normativa, i Ministri in indirizzo intendano mettere in atto al fine di garantire, anche nell'ambito dell'affidamento degli appalti, la competitività delle aziende nazionali e quindi la tutela di migliaia di posti di lavoro, anche considerando che le imprese italiane, rispetto a molti competitor stranieri, sono sottoposte a maggiori costi derivanti dal rispetto delle stringenti normative fiscali e delle leggi di tutela dei lavoratori e dell'ambiente. Atto n. 4-05580 AIMI Al Ministro della salute Premesso che: il 2 giugno 2021 l'AUSL di Bologna ha programmato un " open day " per dare la possibilità ai cittadini di vaccinarsi volontariamente con il vaccino Johnson&Johnson; fin dalle prime ore del mattino è risultata evidente la disorganizzazione che caratterizzava l'iniziativa, svoltasi in zona fiere a Bologna, in cui molteplici sono stati i momenti di tensione, dovuti a persone che scavalcavano la fila, il tutto testimoniato anche da numerosi video circolati sui social network ; un grave errore di valutazione, dunque, ha creato malcontento e disagio, nonché assembramenti che, invece, andavano assolutamente evitati; nonostante l'assessore regionale per la sanità, Raffaele Donini, abbia deciso di correre ai ripari scusandosi e annunciando un radicale cambio di organizzazione per i prossimi " open day ", resta evidente che tali giustificazioni siano tardive, soprattutto in considerazione del fatto che fosse facilmente prevedibile il fallimento di un modello che non prevedeva nessun tipo di prenotazione; a giudizio dell'interrogante, il sistema organizzativo bolognese stride fortemente con le indicazioni del commissario Figliuolo, che ha basato la sua azione sull'efficienza, sulla razionalità e sulla funzionalità, apparendo ancor più inaccettabile, peraltro, il ritardo con cui la Regione Emilia-Romagna ha pianificato le vaccinazioni per gli under 50, a differenza di altre Regioni; quello bolognese è stato un esempio di organizzazione, secondo l'interrogante, fallimentare e totalmente negativo, e va assolutamente evitato il ripetersi di simili disagi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda acquisire elementi conoscitivi sull' open day vaccinale svoltosi a Bologna il 2 giugno 2021 e se si intenda avviare controlli e verifiche di competenza al fine di individuare eventuali responsabili dei disagi riscontrati; quali iniziative di competenza si intenda adottare e quali indicazioni si intenda fornire alle Regioni per evitare che simili episodi si ripetano. Atto n. 4-05581 DESSI' Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: dal lontano 1975 la famiglia Olivieri vive una condizione di ingiustizia e sofferenza, a causa della lunga battaglia sostenuta per rientrare nella disponibilità di beni immobili di sua proprietà, siti nella Repubblica di Capo Verde; la legittima disponibilità di detti beni di proprietà dalla famiglia dell'ingegner Ugo Olivieri, scomparso nel 2011, leale servitore dello Stato italiano, è stata arbitrariamente sottratta fin dal 1974, quando, a causa della politica persecutoria attuata dal Governo rivoluzionario capoverdiano dell'epoca, l'ingegner Ugo Olivieri, console onorario ad interim d'Italia, fu tratto in fermo di polizia ed espulso in Portogallo; una situazione di illegalità ed incertezza, che ha per oggetto le giuste rivendicazioni della famiglia Olivieri riguardo a un patrimonio immobiliare di importante valore commerciale, che perdura fino ad oggi, nonostante le rivendicazioni che, nel corso degli anni, sono state formulate nei confronti dello Stato di Capo Verde, interessando sia istituzioni capoverdiane che italiane, tra le quali anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'ambasciata italiana a Dakar; finalmente, dopo anni di silenzi e rinvii, lo Stato di Capo Verde, nelle ultime settimane, ha accettato di aprire una negoziazione con la famiglia Olivieri; l'interrogante ritiene opportuno il sostegno del Governo italiano al tavolo delle trattative che la famiglia Olivieri instaurerà con la Repubblica di Capo Verde, al fine di sgombrare definitivamente il campo dal clima di minacce palesatesi in passato nei confronti del signor Ugo Carlo Olivieri, della sua famiglia e di coloro che negli anni hanno osato schierarsi al loro fianco, tanto che è stato praticamente impossibile per la famiglia trovare un avvocato capoverdiano che tutelasse i loro interessi in loco . La situazione è peggiorata dopo il noto assassinio di un cittadino italiano a Capo Verde, che ha, se possibile, aumentato il clima di timori e minacce che la famiglia Olivieri è stata costretta a subire in questi anni in cui rivendicava i propri legittimi diritti; a tutto ciò occorre aggiungere che, secondo quanto riferito dai componenti della stessa famiglia, il console italiano non si sarebbe mai prodigato per fornire un aiuto concreto alla loro causa, anzi risulterebbe indagato relativamente ad affari immobiliari poco chiari, e solo recentemente la famiglia Olivieri avrebbe avuto dal nuovo ambasciatore italiano forti rassicurazioni sulla sua disponibilità al sostegno della causa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della complessa vicenda e se, per quanto di competenza, possa attivarsi per sostenere i nostri connazionali al tavolo delle trattative che si instaurerà con le autorità della Repubblica di Capo Verde. Atto n. 4-05582 FATTORI NUGNES Al Ministro della salute Premesso che: varie Regioni italiane stanno organizzando da qualche settimana iniziative di " open day" per la somministrazione del vaccino AstraZeneca e da poco anche di Johnson&Johnson; hanno già aderito tra le altre: l'Alto Adige, che dal 20 maggio ha aperto le vaccinazioni con AstraZeneca a tutte le fasce d'età dai 18 anni in su; la Sardegna, dove dopo il successo dell' open day per gli over 40 sono stati organizzati altri open day , di cui uno riservato agli over 18; la Sicilia, che attiverà la vaccinazione con AstraZeneca o Johnson&Johnson per 35.000 studenti, che a giugno sosterranno l'esame di maturità e la Liguria dove, dal 24 maggio, i cittadini over 18 hanno potuto prenotarsi per Astrazeneca o Johnson&Johnson; i posti si sono rapidamente esauriti ovunque suscitando entusiastici commenti sulla stampa e la promessa che l'esperienza sarà ripetuta; considerato che: nonostante AstraZeneca possa essere considerato un vaccino efficace, è stato dimostrato come vi sia il rischio di trombosi venosa trombocitopenica indotta da vaccino (VITT), un raro ma grave effetto collaterale che si presenta a distanza di 5-15 giorni dalla vaccinazione e può avere esito fatale in circa il 30 per cento dei casi, colpendo di preferenza la fascia di età dai 20 ai 55 anni, e in particolare le donne giovani; questa complicanza, che non è provocata dai vaccini a RNA, è stata classificata come molto rara e stimata dai primi studi con un'incidenza di uno su 100.000; l'analisi dei dati forniti dall'Agenzia del farmaco e dal Servizio sanitario inglesi (1,2) suggerisce però un'incidenza della complicanza e dei decessi ben maggiore. Addirittura la nota informativa del vaccino AZ riporta che la VITT, come possibile effetto indesiderato, può interessare fino a una persona su 10.000; a metà maggio, quando il 5 per cento degli under 40, cioè un milione di persone, era stato vaccinato in Inghilterra, i casi di VITT risultavano essere 68, con 15 morti; non sono accessibili i dati sulle percentuali di vaccinati con i diversi vaccini, ma anche se tutti (un milione) avessero ricevuto AstraZeneca, si avrebbe comunque nei soggetti sotto i 40 anni 6,8 casi e 1,5 morti su 100.000. Si consideri da marzo nel Regno Unito non si vaccinano con AstraZeneca gli under 30 (e ora neanche gli under 40); nei farmaci e nei vaccini è sempre necessario considerare il rapporto tra rischio e beneficio: la VITT a seguito di vaccinazione con AstraZeneca rappresenta negli under 40 sani un rischio più alto del COVID-19. Infatti, in questa fascia di età la letalità per COVID-19 in Italia è vicina allo zero e rarissima è l'ospedalizzazione; nei soggetti sopra i 40 invece il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte per COVID-19 supera il rischio di VITT; considerato inoltre che: a fronte di questo quadro generale, il vaccino AstraZeneca non è mai stato approvato dall'Agenzia del farmaco statunitense (FDA) ed è stato eliminato dal programma di vaccinazioni di vari Paesi europei, come Austria, Norvegia e Danimarca; altri hanno messo delle limitazioni all'uso: per esempio, in Italia è stato raccomandato l'uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni, in Francia negli over 55; anche in Inghilterra, come detto, da marzo AstraZeneca non è più proposto ai soggetti sotto i 30 anni e la limitazione è stata ora estesa agli over 40. A chi ha avuto AstraZeneca come prima dose, per la seconda viene utilizzato un vaccino a RNA; in Germania, i cittadini possono scegliere il loro vaccino e chi ha avuto come prima dose AstraZeneca può scegliere un vaccino a RNA per la seconda; segnalazioni arrivano da diverse realtà territoriali del Paese, tra cui il Gruppo medici volontari vaccinatori di Genova e le Scienziate per la società, si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere affinché vengano bloccati o almeno riparametrati gli open day AstraZeneca senza restrizioni di età, per non mettere in ulteriore pericolo le fasce giovani; quali azioni intenda intraprendere affinché la volontà di riprendere una vita sociale come era precedentemente alla pandemia non sia maggiore della consapevolezza dei rischi che i giovani corrono nell'effettuare il vaccino AstraZeneca. Atto n. 4-05583 MALAN Al Ministro della salute Premesso che: il Ministero della salute di Israele ha segnalato nei giorni scorsi 275 casi di miocardite a seguito della somministrazione del vaccino Pfizer contro il COVID-19, la cui grande maggioranza riguarda maschi tra i 16 e 29, soprattutto fra i 16 e i 19 anni; il CDC degli USA (Centers for disease control and prevention), agenzia del Dipartimento della salute, il 28 maggio ha segnalato che fin dal mese precedente vi era stato un aumento dei casi di miocardite e pericardite dopo le vaccinazioni a mRNA, Pfizer e Moderna, particolarmente in adolescenti e giovani adulti, con prevalenza dei casi tra giovani maschi dai 16 anni in su, mentre non si è riscontrato alcun fenomeno analogo con il vaccino Johnson & Johnson; l'Istituto superiore di sanità segnala che nei primi 15 mesi di pandemia in Italia i "deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2" in Italia, sono stati 14, di cui 8 maschi, nella fascia d'età tra i 10 e i 19 anni, e 59, di cui 37 maschi, tra i 20 e i 29; come è stato più volte specificato anche dalle autorità competenti, si tratta di morti "con COVID", non necessariamente "di COVID"; miocarditi e pericarditi hanno un'ampia tendenza a cronicizzarsi; le reazioni avverse al vaccino non si limitano a miocarditi o endocarditi e quelle a medio e lungo termine o le conseguenze sulla procreazione sono inevitabilmente sconosciute, dati i tempi brevissimi trascorsi dalla fase sperimentale, per quanto i produttori e gli enti appositi non le ritengano probabili, si chiede di sapere quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo sul bilanciamento dei rischi e dei benefici nella vaccinazione dei giovani e dei giovanissimi. Atto n. 4-05584 TOTARO Ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 20 aprile 2021 gli organi di stampa diffondevano la notizia degli arresti di Vincenzo Paolo Bendinelli, sedicente maestro spirituale del centro olistico "Anidra", e del dottor Paolo Oneda, medico chirurgo bresciano, accusati di omicidio con dolo eventuale a seguito del decesso, dopo due anni di agonia, di Roberta Repetto, una giovane donna frequentatrice del centro; Roberta Repetto, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal generale Alberto Tersigni e dal maggiore Francesco Filippo, era affetta da melanoma e sarebbe stata "curata" dai menzionati soggetti con tisane zuccherate e bagni purificatori nel fiume e infine trattata chirurgicamente, su un tavolo da cucina della struttura, senza previe indagini diagnostiche, senza anestesia e uso di altri farmaci eventualmente necessari e asserendo che non occorresse alcun esame istologico; nel 2019, sempre secondo quanto riportato dagli organi di informazione, era stato attivato un altro filone d'indagine sul centro Anidra, nel quale i medesimi Oneda e Bendinelli risultano indagati in concorso per violenza sessuale e circonvenzione di incapaci, unitamente alla compagna di Oneda, Paola Dora, psicologa e vicepresidente del centro; a seguito dei nuovi fatti il dottor Oneda veniva sospeso dall'ordine dei medici di Brescia, mentre, per quanto di conoscenza, non risulta che l'ordine degli psicologi abbia assunto provvedimenti disciplinari nei confronti della dottoressa Dora, così come, sempre per quanto noto all'interrogante, non risultano altresì sospese le attività del centro; in data 13 maggio il Tribunale del riesame di Genova ha accolto la richiesta dei legali del chirurgo operativo presso l'ospedale di Manerbio per la misura alternativa. Tuttavia i giudici nelle motivazioni hanno sottolineato come Oneda fosse "perfettamente a conoscenza delle possibili conseguenze derivanti da un nevo sanguinante, asportato in maniera irrituale. Infatti, Oneda, nonostante tale consapevolezza, dolosamente, ha effettuato l'intervento senza rispettare alcun tipo di protocollo sanitario". Lo stesso, aveva "l'obbligo giuridico di informare correttamente la paziente delle possibili conseguenze derivanti dall'asportazione del nevo. Doveva non effettuare l'intervento ben sapendo che in tal modo avrebbe pregiudicato a Roberta la possibilità di fare una diagnosi che le avrebbe potuto salvare la vita. Tale condotta omissiva protrattasi nel tempo è stata sorretta da un dolo vieppiù intenso e non solo eventuale. La condotta tenuta dal medico è quanto di più distante possibile vi possa essere da quella che un medico avrebbe dovuto tenere in una situazione quale quella in cui si trovava Roberta"; osservato che quella descritta appare come l'ennesima drammatica vicenda scaturita da un sottobosco di guaritori, asseriti guru o maestri spirituali operanti singolarmente o a capo di contesti gruppali a verosimile dinamica manipolativa, si chiede di sapere: se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, assumere tempestive informazioni sul centro "Anidra"; quali misure in tema di politiche informativo-preventive sul fenomeno delle pseudoscienze, delle pseudo-cure, delle pseudo-terapie e delle cosiddette derive settarie siano state assunte; se non si ritenga necessario e urgente istituire una missione di vigilanza e contrasto a detti fenomeni, analoga alla missione interministeriale francese MIVILUDES, in fattiva collaborazione con l'ordine nazionale dei medici e l'ordine nazionale degli psicologi, nonché con quello dei giornalisti, anche a fronte della pervasiva e perniciosa diffusione, sui social network e a mezzo stampa, di teorie pseudoscientifiche ovvero di disinformazione e misinformazione sanitaria; se, rilevato il vuoto normativo in materia di condizionamenti psichici invasivi finalizzati all'abuso e osservata l'insostenibilità della repressione dei fenomeni di manipolazione psicologica mediante il ricorso alle norme penali esistenti, non si ritenga necessario, ai fini della concreta tutela dell'integrità psicofisica degli individui, pervenire alla definizione di un'apposita norma. Atto n. 4-05585 VESCOVI DE VECCHIS Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: a seguito dall'accordo di recesso tra l'Unione europea ed il Regno Unito, i cittadini europei che risiedono continuativamente sul suolo britannico devono richiedere la residenza permanente per continuare a vivere in Gran Bretagna e beneficiare per il futuro dei diritti acquisiti; il termine di scadenza per registrarsi previsto dall'accordo di recesso era il 30 dicembre 2020, ma il Governo di Londra lo ha poi esteso fino al 30 giugno 2021; chi non richiederà il " settled status " entro la suddetta data, dal 1° luglio sarà considerato un immigrante illegale a rischio di espulsione; il segretario generale dell'UGL, Francesco Paolo Capone, ha lanciato l'allarme in merito al fatto che, a meno di un mese dalla scadenza inderogabile, solo metà degli oltre un milione di connazionali, che si stima che vivano nel Regno Unito, si siano finora messi in regola, col rischio che mezzo milione di lavoratori siano costretti a ritornare in Italia ad allungare le fila dei disoccupati attuali e di quelli previsti come conseguenza della situazione pandemica; è evidente che molti connazionali ancora non sappiano dell'obbligo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avviare immediatamente le opportune azioni per mettere in atto una massiccia campagna di informazione, anche con annunci sui media britannici, in merito alla questione. Atto n. 4-05586 FERRARA Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della transizione ecologica e della cultura Premesso che: con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 è stato approvato un bando con cui vengono definite le modalità e la procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Il Comune di Lucca ha concorso per l'assegnazione dei finanziamenti di cui al citato bando, ottenendo complessivamente 16.383.000 euro per i progetti "Quartieri Social" rivolti ai territori di San Concordio e San Vito; di tale importo: 4 milioni sono stati stanziati per il progetto "messa a sistema delle aree a verde del quartiere di San Concordio ricomprese tra Piazzale Moro e l'acquedotto del Nottolini" (detta "galleria coperta") approvato con delibera di Giunta comunale n. 164 del 18 aprile 2018, resa esecutiva con determinazione dirigenziale n. 1382 del 2018; 6 milioni sono stati stanziati per il progetto "riqualificazione di porzione dell'area ex Gesam in località San Concordio-Lucca, consistente nel completamento di parcheggio interrato e nella realizzazione di piazza pubblica aperta e coperta" (detta "piazza coperta") approvato con delibera di Giunta n. 31 del 12 febbraio 2019, resa esecutiva con determinazione dirigenziale n. 209 del 19 febbraio 2019; i comitati di quartiere e alcune associazioni ambientaliste locali e nazionali hanno promosso molteplici iniziative volte ad evidenziare come le opere di riqualificazione proposte non rappresenterebbero un valore aggiunto per il territorio ma, al contrario, sarebbero causa di notevole degrado urbanistico e ambientale; la cementificazione delle aree comprometterebbe la preservazione del parco naturale e didattico della Montagnola-Chiariti, sito destinato alla costruzione della "galleria coperta", e andrebbe a ledere alcune parti ricche di memoria storica, quali il porto fluviale della città, zona individuata per la realizzazione della "piazza coperta", in cui sono anche stati scoperti, negli anni 2009-2011, reperti archeologici ora sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Lucca e Massa Carrara e tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; la realizzazione della "piazza coperta" consiste nella creazione di un edificio di circa 3.800 metri cubi destinato a locali pubblici, poggiante su una struttura interrata coperta di cemento a sostenere una tettoia alta circa 16 metri. L'area individuata per la costruzione è collocata nella zona archeologica del porto della Formica e si trova in prossimità di due edifici vincolati come beni architettonici (il "chiesone" delle officine del gas e la tintoria dell'ex Filanda Viani); il progetto della "galleria coperta" consiste nella creazione di una strada pedonale e ciclabile con fondazioni di cemento armato, coperta da una tettoia di acciaio alta 4 metri. L'area individuata, presso le zone denominate "Montagnola" e "Chiariti", è parco naturalistico didattico ed area protetta; l'articolo 4 del bando di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 prevede che gli interventi finanziabili debbano avvenire "senza ulteriore consumo di suolo". Tuttavia, in evidente contrasto con tale prescrizione, il progetto della "galleria coperta", come definitivamente approvato e appaltato, prevede la cementificazione di 1.800-2.000 metri quadri circa di terreno attualmente allo stato di bosco, prato e area umida; inoltre la "piazza coperta" sorgerebbe nella medesima area destinata, anni prima, al progetto "Steccone", che prevedeva la realizzazione di un parcheggio interrato, ma la cui costruzione venne bloccata dalla magistratura. Tuttavia, del progetto è rimasto un piano interrato allo stato grezzo i cui lavori erano fermi da 10 anni e il cui permesso di costruzione, risalente al 2008, era decaduto nel novembre 2017. Il nuovo intervento, quindi, non sembrerebbe poter essere presentato come prosecuzione dei residui dello "Steccone" e, potenzialmente, lederebbe quanto prescritto dal suddetto articolo 4; ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del bando, qualora i progetti rechino interventi su beni culturali o aree sottoposte a tutela paesaggistica o a vincolo ambientale, essi devono essere corredati da dichiarazioni di compatibilità. A quanto risulta all'interrogante, tuttavia, il progetto della "piazza coperta", che interessa tre zone archeologiche ricche di reperti tutelati ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 (la darsena del porto della Formica, il porto stesso e le pavimentazioni e fornaci del primo impianto del gasometro ottocentesco), non è stato presentato contestualmente alla dichiarazione; il progetto edilizio è stato approvato nel febbraio 2019, il permesso di costruire è stato rilasciato lo stesso mese, la procedura di appalto si è conclusa nel gennaio 2020, ma la trasmissione del progetto alla soprintendenza è avvenuta solo nell'aprile 2020 a seguito di richiesta esplicita della soprintendenza stessa; parrebbe, pertanto, che la mancata trasmissione preliminare per il parere obbligatorio e vincolante della soprintendenza sulle aree archeologiche interne all'area di progetto sia incompatibile con l'articolo 5, comma 4, del bando, si chiede di sapere: quali controlli siano stati effettuati, in fase di valutazione dei progetti, dai competenti uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri e come sia stato possibile il finanziamento della "piazza coperta" e della "galleria coperta", per i quali non sembrano sussistere i requisiti di ammissibilità previsti dal bando, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno sollecitare, nelle sedi competenti, l'avvio di un'indagine per chiarire le questioni esposte e risolvere le criticità evidenziate; se non ritenga urgente intraprendere delle verifiche finalizzate alla revoca dei finanziamenti concessi non ancora spesi e non ancora rendicontati, al fine di salvaguardare il territorio da opere di impatto ambientale irreversibile e invise alla popolazione, oppure consentire un loro reimpiego, al fine del contenimento della cementificazione esistente e il ripristino dello stato dei luoghi; se il Ministro della cultura non ritenga opportuno avviare tempestivamente un'indagine, in raccordo con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Lucca e Massa Carrara, volta alla tutela dei reperti archeologici e dei beni vincolati come beni architettonici (chiesone Gesam e filanda Viani) presenti nell'area interessata dal progetto della "Piazza Coperta"; se il Ministro della transizione ecologica non reputi necessario adoperarsi al fine di vigilare sulla preservazione delle aree naturali di "Montagnola" e "Chiariti", coinvolte nella realizzazione della "Galleria Coperta" affinché il finanziamento pubblico sia diretto alla realizzazione di opere sostenibili per l'ambiente, l'ecosistema e la popolazione locale. Atto n. 4-05587 FERRARA Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: il 26 maggio 2021 il Consiglio regionale della Toscana ha nominato i nuovi componenti del consiglio direttivo del parco regionale di Migliarino-San Rossore a Massaciuccoli (Lucca), un'area naturale protetta che si estende per circa 25.000 ettari; ai sensi di quanto disposto dall'articolo 21 della legge regionale 19 marzo 2015, n. 30, il consiglio direttivo deve essere composto da: tre membri designati dalla comunità del parco "dotati di comprovata esperienza e competenze in materia di tutela naturalistica e di gestione amministrativa"; un membro scelto tra i soggetti designati dalle associazioni ambientaliste del territorio; un membro scelto tra i soggetti designati dalle associazioni di categoria delle attività produttive del territorio; due membri esperti in materia naturalistico ambientale; alcuni dei soggetti nominati dal Consiglio regionale della Toscana parrebbero, a parere dell'interrogante, sprovvisti dei requisiti di legge. Nel dettaglio: relativamente ai tre membri di comprovata esperienza e competenza in materia di tutela naturalistica sono stati nominati un archeologo, un geometra e una geologa e relativamente ai membri esperti in materia naturalistico ambientale sono stati nominati una laureata in scienze politiche impiegata presso una direzione generale della Regione Toscana e una laureata in marketing e comunicazione, impiegata con una posizione manageriale in un cantiere navale; in data 31 maggio 2021 è, altresì, terminato il mandato del presidente dell'ente parco. Anche per la nomina del presidente l'articolo 20 della richiamata legge regionale prevede che sia scelta una figura dotata di "comprovata esperienza e competenze in materia di aree protette e biodiversità e di gestione amministrativa"; considerato che dal territorio sono giunte all'interrogante segnalazioni in merito allo stato di degrado in cui verserebbe il parco e il rinnovo del consiglio direttivo si presentava come una concreta possibilità per restituire dignità a un'area naturalisticamente significativa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga opportuno vigilare sulla questione descritta, altresì avviando interlocuzioni con gli enti territoriali interessati, affinché, qualora riscontrata la non rispondenza ai requisiti di legge, venga assicurata una nuova selezione di soggetti più idonei alla conservazione ambientale dell'area protetta. Atto n. 4-05588 ASTORRE Al Ministro della giustizia Premesso che: le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria del carcere di Velletri hanno più volte rappresentato, attraverso vari sit-in di protesta, la difficile situazione in cui versa l'istituto penitenziario sotto il profilo della carenza di organico; la struttura è satura con quasi 500 detenuti, costringendo il trasferimento di detenuti in strutture fuori regione nel Centro Italia. Ciò impone a carabinieri e poliziotti viaggi estenuanti, a volte anche di intere giornate, fuori regione; considerato che stando ai dati risulta che nel carcere veliterno, che conta circa 500 detenuti, a fronte oltre 200 poliziotti penitenziari che dovrebbero esserci, il personale conta solo 170 poliziotti penitenziari tra ufficiali, sottufficiali, assistenti capo e agenti normali, risultando evidente la grave carenza di personale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti riportati; se e come intenda intervenire affinché tale grave situazione di carenza di personale possa essere sanata con un potenziamento di organico atto a garantire, da un lato, una piena ed effettiva dignità ai lavoratori e, dall'altro, di ridurre le situazioni di disagio che la carenza di personale penitenziario scarica sugli stessi detenuti. Atto n. 4-05589 ASTORRE Al Ministro dell'interno Premesso che: il 2 giugno ricorre la festa della Repubblica. È una data carica di importanza e valori assoluti per la storia repubblicana: il 2 giugno 1946 il popolo italiano venne chiamato a pronunciarsi sia sul quesito referendario, quindi a scegliere se continuare con l'esperienza monarchica, o se avviare una nuova fase repubblicana, nonché ad eleggere i deputati dell'Assemblea costituente, il cui incomparabile lavoro sfociò nell'approvazione della nostra Costituzione; ricorrendo quest'anno il 75° anniversario della nascita della Repubblica, come ha ricordato il presidente Mattarella nel suo intervento, gli italiani "scegliendo la Repubblica, cominciarono a costruire una nuova storia". Il Presidente della Repubblica ha aggiunto che "con la scelta repubblicana, si apriva una storia di libertà, dopo il ventennio della dittatura fascista. Storia di democrazia. Storia di pace, dopo la tragedia, i lutti e le devastazioni della guerra e dell'occupazione nazista"; tutte le istituzioni, compresi i Comuni di Italia, celebrano il 2 giugno quel ricordo così carico di significato storico e costituente, pregno di un nuovo e rigenerato sentimento nazionale fatto di valori e ideali che poi sono stati sanciti indelebilmente nella Costituzione: rispetto della dignità della persona, solidarietà, uguaglianza, non discriminazione; l'amministrazione comunale di Civita Castellana (Viterbo), il sindaco e tutti gli assessori della Giunta comunale, in occasione delle celebrazioni del 2 giugno 2021, hanno deciso di deporre una corona di fiori al monumento ai caduti della campagna di Africa del 1885-1896, periodo in cui in Italia vigeva l'ordinamento monarchico. Così facendo l'amministrazione comunale ha volutamente trascurato l'importanza istituzionale, e non solo, che riveste per l'intera comunità nazionale il 2 giugno; un simile atteggiamento, che l'interrogante ritiene manipolatorio della storia e della memoria, l'amministrazione comunale di Civita Castellana lo ha già espresso anche in passato, con l'annullamento delle iniziative, rivolte alle scuole della città, dei viaggi della memoria ad Auschwitz e negli altri luoghi dell'orrore nazifascista del periodo della seconda guerra mondiale; considerato che la sezione locale dell'ANPI ha scritto una lettera al Prefetto, denunciando un simile atteggiamento da parte dell'attuale amministrazione comunale, in continuità con la precedente, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e come intenda intervenire affinché iniziative tese a disconoscere l'importanza storica e a rinnegare la memoria dell'intera comunità nazionale, con il suo inestimabile patrimonio di valori e di ideali, possano essere sanzionate. Atto n. 4-05590 CIRIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: è trascorsa da pochi giorni la data del 20 maggio 2021, giornata mondiale delle api, indetta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare sull'importanza degli impollinatori, sul loro contributo fondamentale allo sviluppo sostenibile ed alla biodiversità e sulla necessità di fermare il degrado degli ecosistemi che li sta portando ad una decrescita rapida e consistente che, se continuerà, potrebbe portarli all'estinzione; il comparto dell'apicoltura non solo genera un fatturato di 50 milioni di euro, ma riveste un ruolo fondamentale nei processi di impollinazione: ogni singola ape visita in media 7.000 fiori ogni giorno, e da tale instancabile processo dipendono tre quarti delle colture alimentari oltre al patrimonio vegetale spontaneo; le condizioni climatiche del 2021 sono state particolarmente avverse ed hanno pesantemente colpito gli apicoltori in tutta la penisola: gelate e piogge hanno caratterizzato una primavera atipica compromettendo gravemente la produzione di miele e la stessa sopravvivenza delle api; molti produttori hanno dovuto somministrare sostanze zuccherine direttamente negli alveari per evitare la morte di intere colonie di questi operosi invertebrati, mentre pervengono da tutta Italia appelli e richieste d'aiuto da parte degli operatori del settore; tra queste, in particolare, l'interrogante evidenzia quelle ricevute dai produttori di Polcenigo e della pedemontana pordenonese, ma simili appelli e richieste d'aiuto provengono quest'anno da molte zone e regioni italiane e il problema interessa tutto il territorio nazionale; per molte aziende il rischio di dover chiudere è estremamente reale e concreto, così come molti appassionati rischiano di dover rinunciare a portare avanti la loro preziosa attività; con riferimento al settore, la PAC 2021-2027 prevede fondi per l'assistenza tecnica e le misure di ripopolamento, nonché per il monitoraggio del mercato e il miglioramento della qualità; è indispensabile che anche a livello nazionale ci si adoperi con urgenza e faccia tutto il possibile per dare impulso a questo settore, prevedendo con la massima sollecitudine, come per molti altri comparti agricoli, misure di sostegno per far fronte a situazioni d'emergenza contenendo i danni economici subiti a causa di avverse condizioni climatiche, si chiede di sapere quali politiche e misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per sostenere questo importantissimo settore in un momento di gravissima difficoltà come quello attuale. Atto n. 4-05591 FATTORI NUGNES LA MURA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le ciliegie "ferrovia" sono riconosciute come tra le più buone e ricercate del mercato, e una delle eccellenze del made in Italy , prodotta principalmente in Puglia; la notizia della protesta dell'agricoltore produttore di ciliegie ferrovia dello scorso 31 maggio 2021 di fronte alla casa comunale e alla stazione di Polizia del comune di Casamassima (Bari) è quella di un ennesimo gesto di disperazione di un agricoltore vessato dalla propria filiera; oggetto della protesta è la grande discrepanza tra il prezzo che la distribuzione applica al pubblico pari a 10 euro al chilogrammo a fronte di un prezzo pagato all'agricoltore di un euro al chilogrammo; al momento della scrittura di questo atto di sindacato ispettivo, il prezzo medio pagato per questa qualità di ciliegia è di poco più di 3 euro al chilogrammo; considerato che: appare evidente come le politiche per favorire gli accordi di filiera siano insufficienti a consentire la remunerazione dei costi di produzione; tali inefficienze sono adducibili alla mancanza di un controllo sull'applicazione di prezzi equi all'interno delle filiere, alla loro eccessiva farraginosità fatta di molti intermediari e alla carenza di sostegno verso i piccoli agricoltori che spesso fanno da soli la commercializzazione; in un periodo di forte crisi dovuta anche alla pandemia non è accettabile sostenere posizioni dominanti all'interno delle filiere alimentari e gli indirizzi da parte della UE sono chiari; tali indirizzi si riferiscono alle norme di contrasto alle aste a doppio ribasso e agli eccessi di ribasso che in Italia sono state recepite con la recente legge di delegazione europea che però non trova riscontro legislativo, visto che il disegno di legge approvato dalle Commissioni parlamentari non è ancora legge in assenza dell'approvazione delle assemblee parlamentari; considerato inoltre che: manca un efficace sistema di misurazione del livello puntuale di prezzo per le produzioni agricole ed agroalimentari all'ingrosso; le commissioni provinciali prezzi furono istituite presso le camere di commercio nel 1934 e, da allora, funzionano più o meno allo stesso modo: le indicazioni di prezzo rese pubbliche sono il frutto di una mera "negoziazione" tra i selezionati membri delle commissioni e raramente riflettono il valore di scambio reale dei prodotti; in altre parole, i prezzi "veri" sono patrimonio di pochissimi e tutti gli altri rimangono "al buio"; in questa situazione la giusta remunerazione non esiste e crea discriminazioni, si chiede di sapere quali siano gli strumenti che il Ministro in indirizzo intende utilizzare per eliminare il fenomeno dell'applicazione di prezzi non remunerativi per gli agricoltori. Atto n. 4-05592 FATTORI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la Demeter è un'associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici; il marchio Demeter è il marchio collettivo di tutela internazionale dei prodotti biodinamici, registrato a Ginevra nel 1961; attualmente Demeter rilascia la sua certificazione "dinamica" agli agricoltori che seguono il suo protocollo di autenticazione delle procedure agricole affinché queste possano rientrare sotto l'egida dell'agricoltura biodinamica; per ottenere la certificazione le aziende agricole devono seguire il protocollo pubblicato da Demeter ed entrare a far parte dell'associazione; considerato che: Demeter ha depositato in molti Paesi, tra cui l'Italia, il marchio a parola "biodinamica" per suggellare la propria posizione commerciale; inoltre avrebbe ottenuto l'esclusiva per l'uso dell'espressione "agricoltura biodinamica" dall'entità depositaria della sua proprietà intellettuale, ovvero l'università delle Scienze dello spirito del Goethenaeum; la Demeter international ha promosso azioni legali per ottenere l'utilizzabilità del marchio "agricoltura biodinamica" per i soli prodotti da essa certificati. Tali pressioni hanno portato l'accoglimento della richiesta in alcuni Paesi tra cui gli USA, mentre in Europa non è stata accolta e il contenzioso prosegue; considerato inoltre che Demeter non è un ente certificatore riconosciuto e accreditato IAF/MLA; a giudizio dell'interrogante questo deposito di marchio scritto generico cela un pericolo di carattere sociale, politico e legislativo nel caso di un riconoscimento da parte di ciascuna nazione della pratica dell'agricoltura biodinamica come avente base scientifica, che concentrerebbe nelle mani di un ente privato un potere di certificazione illegittimo; per entrare nell'associazione della Demeter e avere quindi la certificazione, le aziende agricole pagano un corrispettivo pari al 2 per cento del proprio fatturato; questa quota potrebbe addirittura essere alimentata da royalty provenienti da aziende che non si associano ma che praticano l'agricoltura biodinamica; quest'ultima, non avendo basi scientifiche, attualmente è menzionata da atti legislativi ma non codificata se non dalla sola associazione Demeter, con potenziali conseguenze molto gravi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione sul deposito dei marchi relativi all'agricoltura biodinamica e quali azioni intenda intraprendere affinché non si verifichino maggiori costi per gli agricoltori derivanti da eventuali royalty richieste dalla Demeter international. Atto n. 4-05593 PEPE Al Ministro dell'interno Premesso che: recenti inchieste giudiziarie, da ultimo quella relativa all'assegnazione della gestione del bar all'interno del Tribunale di Potenza, hanno evidenziato quanto la criminalità organizzata sia riuscita a penetrare nel tessuto socio-economico della Basilicata, comprese le istituzioni pubbliche; il procuratore della Repubblica di Potenza si è chiaramente espresso sulla richiesta di istituire una sezione regionale della Direzione investigativa antimafia in Basilicata; il sindacato autonomo di Polizia ha chiesto un immediato rafforzamento dei presidi di sicurezza territoriali, attraverso il potenziamento degli organici della Polizia di Stato e con la dotazione di mezzi e strumenti efficaci per il contrasto delle attività criminose; il personale attualmente impiegato negli uffici di polizia su tutto il territorio regionale è sottodimensionato rispetto alle effettive necessità e la situazione presumibilmente peggiorerà nei prossimi anni alla luce dei pensionamenti già programmati; in provincia di Potenza, in particolare, la presenza del centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio ha ulteriormente aggravato la situazione in quanto per fronteggiare le esigenze del centro, tra servizi di vigilanza e accompagnamenti per i rimpatri degli extracomunitari, viene impiegata un'aliquota di personale che potrebbe essere destinata allo svolgimento di servizi di controllo del territorio o impiegata in attività di polizia giudiziaria per contrastare i fenomeni malavitosi, si chiede di sapere se siano in programma interventi di potenziamento dei presidi di sicurezza ubicati sul territorio della Basilicata, che prevedano il rafforzamento del personale e dei mezzi necessari alle attività ordinarie e straordinarie, nonché una compensazione dell'organico che andrà in pensione nei prossimi anni, affinché la Polizia di Stato possa continuare efficacemente a garantire la sicurezza di tutti i cittadini e il rispetto della legalità. Atto n. 4-05594 DELL'OLIO CASTALDI ANASTASI PAVANELLI LANZI TRENTACOSTE CROATTI GALLICCHIO Al Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Premesso che: la blockchain (catena di blocchi) è un registro digitale le cui voci sono raggruppate in "blocchi", concatenati in ordine cronologico e la cui integrità è garantita dall'uso della crittografia; il 2 marzo 2021 l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) ha annunciato il lancio del progetto IBSI (Italian blockchain service infrastructure), prima rete digitale per l'erogazione di servizi pubblici su blockchain , al fine di semplificare i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione; IBSI è sostenuto da una serie di società in vista e di forte spessore, alcune rientranti nel perimetro statale (INPS, INAIL, ENEA, Infratel Italia, GSE, SOGEI, CSI Piemonte), altre in quello parastatale (Poste) e altre ancora in quello privato (RSE, politecnico di Milano, università di Cagliari e CIMEA, Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche); il progetto, inoltre, è allineato all'iniziativa gemella promossa dalla Commissione europea e European blockchain partnership: EBSI (European blockchain service infrastructure); il coordinatore tecnico di IBSI e del gruppo infrastrutture e tecnologie di EBSI è Pietro Marchionni. Come risulta da articolo di stampa pubblicata in data 15 maggio 2021 da "il Fatto Quotidiano", intorno al nome di Pietro Marchionni sussisterebbero dubbi circa un potenziale conflitto di interessi o quantomeno una scarsa trasparenza, poiché egli risulterebbe coinvolto direttamente e indirettamente in vari progetti; secondo quanto riportato da AgID, Marchionni ha assunto l'incarico di "esperto di trasformazione strategica tecnologia o realizzazione di sistemi e soluzioni tecnologiche" il 12 giugno 2017, figura per la quale era previsto un incarico di 36 mesi e un compenso annuo di 85.000 euro; i riflettori su di lui iniziano ad accendersi durante il lancio di uno dei primi progetti sull'uso della blockchain per validare i titoli accademici di concerto con CIMEA: il "Diplo-Me Blockchain for people"; il CIMEA svolge, dal 1984, attività di informazione e consulenza sulle procedure di riconoscimento dei titoli esteri per il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal quale è finanziato dal 2002 con 230.855 euro all'anno, secondo quanto riportato dall'articolo di giornale citato. I rapporti tra Ministero e CIMEA sul progetto Diplo-Me sono di natura informativa e gratuita, mentre il Ministero segue senza costi il gruppo di lavoro Ibsi come osservatore. Per l'uso della piattaforma Diplo-Me l'università "La Sapienza" di Roma, il 16 giugno 2020, ha approvato una convenzione annuale rinnovabile senza oneri con CIMEA; dopo la presentazione al Ministero dell'istruzione del Diplo-Me, nella quale era presente anche Marchionni in qualità di esperto dell'AgID, tra le evidenze di dubbia linearità si riscontra che: a) dal sito di CIMEA il link al progetto Diplo-Me rimanda direttamente al sito "diplo-me.eu"; b) il responsabile della privacy è la società Diplome S.r.l. (le cui quote societarie sono detenute al 40 per cento dalla moglie di Marchionni, Anna Oreshnikova, e il restante 60 per cento da Serena Spitalieri); c) è stato lo stesso Marchionni a registrare il dominio web del sito "diplo-me.eu"; il progetto Diplo-Me è stato presentato da Marchionni durante un evento del Forum pubblica amministrazione, svoltosi il 18 ottobre 2018, di cui Oreshnikova risultava relatrice in rappresentanza di CIMEA; anche Ebsi a ottobre 2018 ha presentato un'iniziativa simile con il progetto "Diplomas", che risulta essere supportato da AgID e dal Ministero dell'istruzione, così come dichiarato da Marchionni il 3 ottobre 2018 sul sito "blockchain4innovation"; al fine della ricostruzione dei fatti è utile evidenziare che già nel 2017 Marchionni e Oreshnikova si fecero promotori del progetto "Fiduxa" (simile a Diplo-Me), cercando (invano, a quanto scrive "il Fatto Quotidiano") di raccogliere fondi attraverso l'emissione di criptovalute. Nel 2017 l'Università di Pisa avviò una collaborazione con CIMEA e Fiduxa, chiusa a dicembre 2018 e approvata dal Ministero che finanziò i costi di CIMEA: all'Università di Pisa all'epoca era docente ordinaria di economia Antonella Martini, presidente di CIMEA; ad oggi, secondo l'AgID, Marchionni ha assunto un nuovo incarico a far data dal 15 aprile 2021, che prevede un compenso annuo di 50.000 euro; quanto ai rapporti con CIMEA, AgID specifica che non è stata pagata alcuna somma in favore del centro, fornendo semplicemente un supporto allo stesso e al Ministero dell'istruzione nella definizione dell'architettura del progetto elaborato da CIMEA per l'utilizzo della blockchain nel processo di valutazione e riconoscimento delle qualifiche in possesso di rifugiati in mancanza di documenti di supporto. L'appoggio al progetto è consistito nella partecipazione di Pietro Marchionni ad alcune riunioni tecniche. Viene inoltre evidenziato che AgID non ha avuto alcun rapporto con la società Diplome S.r.l. né con il progetto Fiduxa; Spitalieri specifica che la Diplome S.r.l. riceve da CIMEA circa 10.000 euro all'anno per gestire i servizi tecnici della loro piattaforma ed ecosistema blockchain ; non sono mai stati distribuiti dividendi né pagati stipendi. A parte la circostanza per la quale l'altra socia è la moglie di Marchionni, Diplome S.r.l. non ha alcuna collaborazione retribuita con quest'ultimo; quanto a Marchionni, egli sostiene che con il progetto Diplo-Me di CIMEA ha un rapporto professionale non retribuito. Secondo Lantero, direttore di CIMEA, quest'ultima usa dal 2019 i servizi di Diplome S.r.l. per il customer service e la gestione di portale, server e posta. Pietro Marchionni non ha alcun rapporto contrattuale o di collaborazione con CIMEA. Tale assunto viene smentito però dall'università di Pisa, la quale ritiene che Marchionni ha partecipato a un paio di riunioni su Fiduxa, sponsorizzato da CIMEA che lo ha presentato come suo referente tecnico, andando in contrasto con quanto riportato da Lantero; il codice di condotta dell'AgID, che definisce le regole di comportamento dei dipendenti, applicabili anche ai consulenti esterni, è attento soprattutto ai conflitti di interesse, effettivi o anche solo potenziali, e le situazioni indicate sopra dovrebbero essere note ai dirigenti AgID che avrebbero dovuto disciplinare al meglio tali potenziali conflitti di interesse che sembrerebbero emergere dall'articolo del quotidiano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti; quali azioni di competenza intenda adottare per garantire la trasparenza nella situazione; se intenda verificare l'assetto organizzativo di AgID, in modo da eliminare i potenziali ancorché non effettivi casi di poca trasparenza, o di potenziale o effettivo conflitto di interessi, specie nello sviluppo di tecnologie che dovrebbero garantire tutti, indipendentemente dal soggetto che opera. Atto n. 4-05595 STABILE Al Ministro della salute Premesso che: a giudizio dell'interrogante è del tutto irrazionale la disposizione del Ministero della salute che prevede la quarantena di 10 giorni, anche per le persone vaccinate che entrano nel nostro Paese, provenendo da uno degli Stati inseriti negli Elenchi D ed E, che comprendono la gran parte dei Paesi extra UE, indipendentemente dalle specifiche situazioni epidemiologiche; questo obbliga gli italiani residenti in Paesi come la Tunisia o che da lì rientrano dopo un soggiorno, a rispettare 10 giorni di quarantena e poi sottoporsi nuovamente a un tampone, nonostante abbiano ricevuto il vaccino e dunque l'attestazione di immunità; in base ai dati scientifici, è appurato che i vaccinati hanno una bassissima probabilità di ammalarsi o di trasmettere il virus ; pur comprendendo le disposizioni precauzionali del Governo, in questa fase non più emergenziale, esse appaiono esagerate e costringerebbero molti connazionali a rinunciare ad un rientro in Italia, si chiede di sapere quali iniziative intenda prendere il Ministro in indirizzo per sanare quella che all'interrogante appare un'evidente e insensata penalizzazione degli italiani vaccinati che vogliono rientrare nel nostro Paese, anche per un breve soggiorno o per rivedere le proprie famiglie. Atto n. 4-05596 LANNUTTI ORTIS CORRADO ANGRISANI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: la RAI è controllata al 99,56 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze ed è quindi, di fatto, una società partecipata pubblica, tenuta a rispettare al proprio interno regole giuridiche ed il tanto sbandierato "codice etico"; favorire la commercializzazione di un prodotto appartenente a un proprio parente è in linea di principio moralmente ed eticamente sbagliato, figurarsi se promosso da un dipendente RAI, oltre che suscettibile dell'intervento dell'autorità antitrust come pubblicità occulta e violazione del codice del consumo; considerato che: la puntata di venerdì 28 maggio 2021 di "TG2 Post", programma condotto dalla giornalista Manuela Moreno, era dedicata alla possibile riapertura delle discoteche. Tra gli ospiti figurava il dj francese Bob Sinclair. Costui, seppur molto popolare in Italia, non parlava una parola di italiano e non conosceva nulla dei fatti interni del nostro Paese. Eppure Sinclair è stato preferito ai tanti famosi e celebrati dj italiani, che certamente conoscono la situazione delle nostre discoteche molto meglio del loro collega francese; nel corso della puntata, oltre a parlare del reale problema della riapertura delle discoteche, è stato trasmesso un servizio sui successi del dj francese e un servizio sul nuovo brano dell'artista in uscita; considerato, inoltre, che: Bob Sinclair proprio la stessa settimana dell'invito al TG2 ha pubblicato il suo ultimo disco, che era quindi in promozione; la casa di produzione di Bob Sinclair è la Time Records, di proprietà di Giacomo Maiolini, compagno della giornalista Moreno; la stessa Moreno ha anche promosso su "Instagram" la puntata serale fin dal primo pomeriggio, facendosi fotografare abbracciata a Bob Sinclair, postando più volte la notizia della presenza del dj al TG2 e riproponendo un post dell'artista stesso, nel quale sulla foto della copertina era "taggata" proprio la giornalista RAI, il compagno e la casa discografica del compagno, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se ritengano che sia ravvisabile un conflitto d'interessi nel comportamento della giornalista oltre che una violazione del "codice etico", ed in caso affermativo quali le sanzioni, sia per la Moreno che per il direttore del TG2 Sangiuliano anche per " culpa in vigilando ", per evitare il ripetersi di tali deplorevoli quanto ripetuti comportamenti, ad avviso dell'interrogante in palese contrasto perfino con la minimale deontologia professionale; se non ritengano che sia necessario rafforzare il codice etico della RAI con l'aggiunta di un'apposita norma, che impedisca le sempre più frequenti manifestazioni promozionali improprie e gli occulti "consigli per gli acquisti" promossi da giornalisti e conduttori televisivi in favore di amici, parenti e conoscenti, visto che la RAI è servizio pubblico finanziato dal canone dei cittadini imposto sulle bollette elettriche, e non di proprietà di chi va in video. Atto n. 4-05597 LANNUTTI LANZI ROMANO ANGRISANI Ai Ministri della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la "Berkan B" è una nave cisterna che si è spezzata in due nell'ottobre 2017 nella Piallassa dei Piomboni del porto di Ravenna per errate operazioni di smontaggio. La nave era ormeggiata alla banchina dal 2010 proprio in attesa di essere smantellata; da allora il relitto sta sversando nelle acque del porto (dove tra l'altro vengono raccolte vongole di frodo) carburanti e olii; in questi due anni né il proprietario della nave, né l'Autorità portuale di Ravenna, né il sindaco, responsabile della salute pubblica, né la Regione hanno fatto nulla per mettere fine a questo disastro ambientale; considerato che: finora sono stati spesi tanti soldi pubblici per non fare nulla. Sono stati incassati una decina di migliaia di euro per concedere una banchina palesemente non attrezzata per la demolizione del cargo , è stata rinnovata la concessione per ben tre volte nonostante le gravi irregolarità. Tra aspirazione di nafta, rimozione dei rifiuti e dell'amianto lasciato al vento per oltre due anni sulla banchina, nomine di consulenti, responsabili, progettisti e addetti vari, si arriva, secondo una prima stima del quotidiano "Ravenna notizie", a quasi 3 milioni di euro spesi dall'Autorità portuale. A questo denaro vanno aggiunti 9 milioni di euro previsti per la rimozione della carcassa, 11 milioni per ospitare un rottame a "lavarsi" nelle acque della Piallassa dei Piomboni. A questo si aggiunge il fatto che, bando a parte, tutti i denari sono stati impegnati mediante il ricorso ad affidamento diretto o a procedure di somma urgenza, sostenendo che l'evoluzione delle condizioni di una nave spezzata che imbarca acqua non fosse prevedibile; la Procura di Ravenna ha aperto un'indagine che vede indagati i vertici dell'Autorità portuale che dovranno rispondere di inquinamento, abuso e omissione di atti d'ufficio e il proprietario dello scafo che da ultimo l'aveva acquistata per portarla in demolizione; l'Autorità portuale, rinviata a giudizio per inquinamento ambientale, attende la riconferma della presidenza senza che abbia dovuto riferire ad alcuno del disastro in corso; vi è stata l'aggiudicazione del bando per la rimozione da parte di una rete di imprese, tra cui Micoperi: dopo un anno e mezzo, il nulla; considerato, infine, che sono ben 6 i relitti nell'arco di poche centinaia di metri, in fondo alla Piallassa dei Piomboni (oltre a quello della Berkan B, sono presenti quelli di tre navi portarinfuse e due chiatte fluviali). E tutti i relitti presenti in quell'area creano preoccupanti sversamenti e danni all'ambiente circostante, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; vista la gravità della situazione sia dal punto di vista della sicurezza del traffico portuale che, soprattutto, dell'ambiente e della salute dei cittadini, anziché spendere questa marea di denari senza risolvere nulla, perché non sia stata avviata, anni fa, la procedura d'urgenza prevista dall'articolo 191 del testo unico ambientale (decreto legislativo n. 152 del 2006), che avrebbe consentito al presidente della Regione o al sindaco stesso "il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente"; se il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili non ritenga indispensabile nominare un commissario prefettizio (non coinvolto nella vicenda) in sostituzione degli attuali vertici delle Autorità portuali; se si possa fare sapere con urgenza alla cittadinanza di Ravenna in quali tempi verranno rimossi il relitto della Berkan B e gli altri relitti; se si possano dare giustificazioni al fatto che il porto di Ravenna si sia trasformato in uno di quei cantieri di demolizione dei porti del terzo mondo trasformati in cimitero delle navi; se si intenda agire in sede civile nei confronti di eventuali responsabili di danni ambientali. Atto n. 4-05598 CALANDRINI Al Ministro della cultura Premesso che: la difesa dei beni paesaggistici è disciplinata dal Codice dei beni culturali (decreto legislativo n. 42 del 2004) e prescrive che "l'elaborazione dei piani paesaggistici avviene congiuntamente tra Ministero e Regioni", limitatamente ai beni elencati dal Codice (immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico, fasce costiere e lacustri, aree archeologiche) con il fine di determinare le prescrizioni d'uso intese ad assicurare la conservazione dei caratteri distintivi di dette aree e, compatibilmente con essi, la valorizzazione; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 240 del 17 novembre 2020, ha annullato il piano territoriale paesistico regionale (P.T.P.R.) che era stato approvato dalla Regione Lazio, per "violazione del principio di leale collaborazione" con lo Stato e per esso, con il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo; il 21 aprile 2021 la Regione Lazio ha approvato il nuovo Piano territoriale paesistico regionale, secondo lo schema di accordo con il Ministero, strumento che dovrebbe tutelare uno dei nostri beni più preziosi, il paesaggio, la cui salvaguardia assurge al valore di principio fondamentale, come sancito dall'articolo 9 della Costituzione. Il testo è stato pertanto approvato senza modifiche e l' iter deve concludersi con la firma del Presidente della Regione e del Ministro dell'accordo alla base dell'intesa; alla data del 27 maggio 2021, dopo oltre un mese, non risulta che il Ministro abbia ancora firmato il P.T.P.R. e la mancata pubblicazione dello stesso limita l'attivazione di interventi di rigenerazione urbana e l'applicabilità della normativa in materia di Superbonus 110 per cento, fondamentale per riqualificare il patrimonio edilizio e così impedendo che siano fornite certezze agli enti locali, operatori del settore e cittadini; a parere dell'interrogante, l' iter di approvazione farraginoso che ha caratterizzato il provvedimento, la sentenza di bocciatura della Corte costituzionale, lo stato di incertezza che ne è derivato e ora l'immobilismo nel rendere vigente il P.T.P.R., rischiano di far perdere le richiamate opportunità, che l'adozione dei suddetti strumenti possono consentire sia in termini di valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare, sia di tutela dell'ambiente andando a costituire occasione rilevante per rigenerare le città italiane e la Regione Lazio; peraltro con la decadenza del precedente piano sono scattate le clausole di salvaguardia, paralizzando di fatto la maggioranza delle attività edilizie. Il nostro sistema economico, soprattutto in questa fase di grave crisi legata alla pandemia, non può permettersi di sopportare a lungo tale situazione che ha riflessi non solo sull'occupazione dei comparti produttivi, edilizi, turistico - ricettivi, agricoli e commerciali, ma anche sulle opportunità che potranno ricadere sul territorio con il Fondo per la Ripresa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce delle considerazioni esposte e visto il carattere di urgenza, non intenda assumere iniziative atte a rendere, quanto prima, efficace il Piano territoriale paesistico della Regione Lazio. Atto n. 4-05599 DE CARLO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che con decreto della Direzione generale per il patrimonio naturalistico 2 aprile 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 98 del 14 aprile 2020, e la correlata tabella delle specie autoctone di interesse alieutico, si pone in essere un sistema regolamentato di immissione e reintroduzione delle specie ittiche nelle acque italiane; considerato che il rispetto di tale normativa risulta essere un fattore di grave criticità per il settore della pesca sportiva, professionale e dilettantistica, in particolar modo per quanto concerne l'impossibilità di introdurre il coregone lavarello e la trota fario, specie presenti, nelle acque italiane da oltre un secolo, settore che conta la presenza di circa 150 imprese e genera un indotto di alcuni milioni di euro per il territorio dando lavoro a molti addetti; tenuto conto che l'interruzione dell'immissione di tali specie se applicata, come da normativa, senza un congruo periodo di transizione, comporterebbe un gravoso danno alle imprese della filiera e una sostanziosa perdita economica ad un comparto già in condizioni regressive, a causa della pandemia da COVID-19, ovvero inciderebbe negativamente non solo sul sistema gestionale della pesca in sé e sulla sua organizzazione sia pubblica che privata, che vede l'esistenza di contratti in essere difficilmente revocabili, ma anche sulla ristorazione e sul commercio che ormai da anni fa leva su determinati prodotti che andranno a scomparire, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica illustrata e se non intenda affrontare la questione previo accordo con le Regioni, valutandone tutti gli aspetti meramente territoriali e tenendo conto non solo delle ricadute ambientali ed ecosistemiche ma anche socio-economiche, nel pieno rispetto delle norme che regolamentano l'impatto ambientale, la salvaguardia degli habitat naturali e nel contempo del tessuto socio-economico delle realtà ove si intende intervenire. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-02568 della senatrice Garavini, sulle misure per favorire le elezioni per il rinnovo dei COMITES; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02567 della senatrice Granato, sul bando per l'assunzione di dirigenti tecnici con funzione ispettiva nelle scuole; 3-02576 della senatrice Modena, sulla vendita all'asta delle onorificenze di Amintore Fanfani; 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-02579 della senatrice Boldrini ed altri, sulla soppressione della fermata a Ferrara di molte delle Frecce di Trenitalia; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02575 del senatore Bergesio ed altri, sulla possibile acquisizione dell'azienda Verisem, produttrice di sementi, da parte di multinazionali straniere; 3-02582 dei senatori De Bonis e De Falco, sull'arrivo in porti italiani di navi cariche di grano estero; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02581 del senatore De Bertoldi, sulla costituzione della nuova società Enea Biomedical Tech; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-02447 del senatore De Bertoldi, sul diritto agli sgravi contributivi per l'assunzione di personale, specie per la Silvelox di Castelnuovo (Trento); 3-02574 della senatrice Guidolin ed altri, sulla possibilità di accedere al prepensionamento per il personale OSS; 3-02580 del senatore Lannutti ed altre, sulla crisi dell'Istituto nazionale per la previdenza dei giornalisti italiani (INPGI); 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02578 della senatrice La Mura ed altri, sugli interventi edilizi nella riviera di san Montano a Massa Lubrense (Napoli).