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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 114 COLTORTI La seduta inizia alle ore 10,10. IN SEDE REFERENTE 1665 - d-l 137 del 2019 misure urgenti continuità servizio Alitalia DDL 1665 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 dicembre 2019, n. 137, recante misure urgenti per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia - Società Aerea Italiana S.p.A. e Alitalia Cityliner S.p.A. in amministrazione straordinaria (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 16 gennaio. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che le audizioni svolte nella giornata di ieri siano state caratterizzate non tanto dalle risposte del Commissario straordinario - estremamente scarne, probabilmente alla luce dei contatti in corso tra lo stesso Commissario e i vari soggetti interessati - quanto dall'emergere di due elementi. Il primo, confortante, consiste nella conferma data dal Ministro dello sviluppo economico, Patuanelli, che, come richiesto dai sindacati nel corso delle audizioni, nessuna delle oltre 11.000 persone che lavorano in Alitalia verrà toccata. I dipendenti della compagnia - che erano 22.000 nel 2008 - hanno già sopportato enormi sacrifici e oggi il costo del lavoro in Alitalia è in linea con quello degli altri operatori del settore. Peraltro, una parte dei sindacati ha lamentato di non essere stata coinvolta e sarebbe utile che sia il Governo che i sindacati stessi facessero una riflessione su tale mancato coinvolgimento. Il secondo elemento è dato dalla divergenza di posizioni tra il Partito democratico e il MoVimento 5 Stelle e, al contrario del primo, non può non destare grande preoccupazione per le sorti della compagnia. Questa dicotomia di visioni rende infatti concreto il rischio che anche il nuovo finanziamento oggetto del decreto-legge in esame possa non essere sufficiente, in mancanza di una strategia condivisa dalla maggioranza di governo volta a far sì che un brand che costituisce un patrimonio fondamentale del Paese possa continuare ad esserlo anche in futuro. Il relatore ASTORRE ( PD ) chiede una delucidazione sull'asserita divergenza di opinioni tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle, in quanto a lui, al contrario, risulta che il percorso illustrato dal ministro Patuanelli nel corso dell'audizione di ieri sia assolutamente condiviso tra tutte le forze di maggioranza. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce che si faceva riferimento alle dichiarazioni rilasciate lo scorso 7 gennaio dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, De Micheli, alla Camera dei deputati, nonché ai mezzi di informazione, che non escludevano la possibilità che il controllo della compagnia potesse passare a soggetti stranieri, mentre il ministro Patuanelli ha auspicato, laddove necessario, un intervento dello Stato, senza escludere ipotesi di nazionalizzazione temporanea, con mere partecipazioni di altri operatori stranieri. Il Gruppo della Lega ritiene che anche nel corso dell'audizione di ieri non sia stato chiarito se il Governo escluda o non escluda a priori l'eventualità che il controllo di quella che resta comunque la compagnia di bandiera possa passare a soggetti esteri. La senatrice LUPO ( M5S ) ricorda che il neo nominato Direttore generale, nel corso dell'audizione di ieri, ha smentito tutte le indiscrezioni di stampa sui possibili esuberi in Alitalia e che il decreto-legge all'esame della Commissione prevede che il piano delle iniziative e degli interventi di riorganizzazione ed efficientamento della struttura e delle attività aziendali tenga conto dei livelli occupazionali e dell'unità operativa dei complessi aziendali. Osserva che, contrariamente a quanto affermato dai colleghi della Lega, non sussiste nessuna divergenza tra le forze di maggioranza, che sono mosse da un unico intento: non far fallire Alitalia e fornire tutto il supporto possibile alla nuova dirigenza affinché la compagnia possa essere rilanciata. Auspica che questo intento sia condiviso da tutti e che le opposizioni vogliano in Senato esprimere un voto favorevole al decreto-legge in esame e non solo un voto di astensione. Senza che ciò possa essere interpretato come una critica nei confronti dei precedenti commissari, esistono ancora margini notevoli per un miglioramento, a partire dal riordino e dalla rivisitazione dei contratti, alcuni dei quali continuano a comportare costi troppo alti. Per tale motivo, non può che essere accolta in maniera estremamente positiva la decisione del Governo di affidare la gestione a soggetti che vantano una significativa esperienza nel campo del trasporto aereo. Ricordato preliminarmente di avere svolto lei stessa attività sindacale in passato, rileva che in presenza di tante sigle (nella giornata di ieri ne sono state audite nove, ma altre ancora aspirerebbero a sedersi ai tavoli) non è sempre semplice capire cosa pensino realmente i lavoratori. Peraltro, molti dipendenti non sono iscritti e rappresentati e talvolta può essere opportuno instaurare un canale di comunicazione diretta. È comunque positivo che i sindacati si siano espressi concordemente sul Fondo di solidarietà, anche se il tema veramente rilevante è quello di garantire che le risorse in esso presenti vengano impiegate e favore dei lavoratori e non tanto di decidere chi debba gestirle. Il senatore CIOFFI ( M5S ) concorda che in presenza di così tante sigle sindacali si pone il problema del grado di rappresentatività di ognuna di esse e di capire chi vuole cosa. Ad ogni modo, il costo del personale di Alitalia è in linea con quello delle altre compagnie aeree ed è stato già compresso di molto rispetto al passato. Il fatto che al capitale della società possano partecipare vettori stranieri rientra nell'ordine delle cose e non può destare sorprese, anche se non devono essere ripetuti gli errori del passato che hanno portato alla situazione di crisi attuale che si protrae dal maggio 2017. Per tale motivo la compagnia deve essere gestita da persone che conoscono un settore delicato come quello del trasporto aereo. Ciò che importa è che sia fatto il bene della compagnia e che questa non sia asservita alla politica, ma che sia in grado di conquistare fette di mercato. Se poi sarà necessario, non dovrà essere escluso nemmeno un intervento da parte dello Stato, visto che, secondo alcune stime, a partire dalla privatizzazione, in Alitalia sono state spese più risorse pubbliche di quelle che sarebbero state spese se la società non fosse mai stata privatizzata. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ) - premesso di non voler polemizzare e di avere anzi espresso la propria personale stima al ministro Patuanelli nel corso del dibattito di ieri - osserva che il dossier Alitalia è sul tavolo di ministri espressi dal MoVimento 5 Stelle fin dall'inizio della legislatura, ma ancora non è dato scorgere alcun progetto. Si continua a fare quello che è stato fatto in passato: l'ennesimo prestito e niente di più. Per poter rivendicare di avere effettuato un cambio di passo non è infatti sufficiente avere nominato Commissario straordinario e Direttore generale qualcuno che vanta un'esperienza pregressa nel settore del trasporto aereo. Peraltro, l'audizione dei nuovi vertici non ha fornito alcuna indicazione sul percorso che si intende intraprendere. Ciò che deve rimanere un punto fermo per tutti è che i lavoratori non possono più continuare a pagare per gli errori dei manager del passato, che sono stati invece lautamente retribuiti. Sul futuro di tante famiglie il Governo ha l'obbligo di trovare una posizione comune e di non esprimersi con voci diverse. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che decisioni adottate in passato da alcune delle forze politiche che sostengono l'attuale Governo abbiano contribuito alla condizione in cui versa oggi Alitalia. Ricorda, in particolare, l'allora Presidente del Consiglio dei ministri, Renzi, che invitava ad allacciare le cinture perché Alitalia stava per decollare. Purtroppo i fatti hanno dimostrato che le cinture andavano sì allacciate, ma non per il decollo, bensì perché la compagnia stava precipitando. Alitalia costituisce un ulteriore tassello di quella politica di privatizzazioni volute dal PD che si sono risolte solo in licenziamenti e nel fallimento del sistema Italia. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) osserva come sia evidente a tutti che il nuovo prestito sia fondamentale, che la restituzione entro sei mesi sia inverosimile e che il processo di rilancio sarà necessariamente più lungo. Ma dalle audizioni di ieri non è emerso alcun elemento sulle azioni che dovrebbero accompagnare questo percorso, non è stata fornita alcuna risposta alle domande poste. Nessuno pretende che il Commissario abbia già pronto un piano, ma che il Paese abbia una politica industriale sì. Il Ministro ha detto che non verranno tagliati i posti di lavoro, ma non è stato chiarito quali sono allora i costi che verranno tagliati. Peraltro, il Direttore generale si è limitato a dire che i numeri degli esuberi apparsi sui giornali non corrispondono alla realtà perché la valutazione non è ancora stata fatta. E ai senatori della Lega, che a più riprese gli hanno chiesto di chiarire se nuovi tagli del personale siano esclusi a priori o se possano essere invece ipotizzabili in esito alla valutazione da lui menzionata, non ha fornito risposta. Con riferimento a quanto affermato dalla senatrice Lupo, in merito al fatto che il comma 3 dell'articolo 1 del decreto-legge in esame prevede che si tenga conto dei livelli occupazionali, sottolinea che "tenere conto" non vuol dire "garantire" e chiede se la maggioranza sarebbe disponibile a votare un emendamento che modificasse in tal senso la disposizione in questione. Non crede che possa essere attribuita di per sé una funzione salvifica alla nomina di persone che hanno esperienza specifica nel settore, anche considerato che tale esperienza è stata maturata in seno ad una compagnia che ha dimensioni di gran lunga inferiori a quelle di Alitalia e ad esse non paragonabili. Il tema della proliferazione delle sigle sindacali doveva forse essere sollevato nel 2008 o nel 2013 e non oggi che le pur numerose sigle si sono espresse all'unisono. Peraltro i sindacati svolgono una funzione che è prevista anche dalla Costituzione e dunque bisognerebbe valutare con estrema attenzione forme di interlocuzione diretta con i lavoratori. Si augura che il Commissario straordinario possa incontrare presto i rappresentanti dei lavoratori. Auspica infine una scrupolosa osservanza del comma 2- bis dell'articolo 1 del decreto-legge in esame, ai sensi del quale il commissario straordinario invia alle competenti Commissioni parlamentari, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, tutti i dati aggiornati relativi alla situazione economico-finanziaria delle società e, con cadenza semestrale per l'intera durata dell'amministrazione straordinaria, tutti i dati rilevanti relativi alla situazione economico-finanziaria delle medesime società. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) afferma che si sarebbe attesa qualcosa di più dall'audizione del Commissario straordinario e del Direttore generale. Non certo il piano industriale per i prossimi cinque o dieci anni, che non rientra nei loro compiti, ma almeno qualche elemento concreto per capire come si stiano orientando. Considerati i tempi ristretti dettati dal decreto-legge, nei quaranta giorni che sono finora trascorsi dalla sua nomina il Commissario straordinario deve essersi fatto un'idea almeno su macro-temi, ma ieri non ha voluto esprimersi su nulla. Tutte le forze politiche sono a favore della salvezza della compagnia e del suo rilancio e nessuno vuole perdere posti di lavoro, le risorse investite e una compagnia fondamentale per il Paese, pertanto l'audizione di ieri avrebbe potuto rappresentare la sede se non per l'esposizione delle soluzioni, almeno per l'inquadramento dei problemi. Formula osservazioni critiche sul comma 5 dell'articolo 1 del decreto-legge in esame che modifica l'articolo 37 del decreto-legge n. 34 del 2019, eliminando la possibilità di destinare gli interessi sul prestito ad una parziale compartecipazione dello Stato ad una nuova compagine societaria alla quale dovessero essere attribuiti i compendi aziendali facenti capo ad Alitalia. La possibilità di un intervento pubblico di tal fatta era interessante e si sarebbe potuta rivelare utile. Manifesta soddisfazione per la contrarietà espressa dal ministro Patuanelli a ulteriori riduzioni di personale e al cosiddetto "spezzatino", ma - considerato che tutto ciò non è sancito espressamente dal decreto-legge e che manca il tempo per modificare il testo e inviarlo nuovamente alla Camera - impegni di tale tenore dovrebbero essere formalizzati perlomeno per il tramite di ordini del giorno. Sarebbe poi opportuno che il Governo assumesse l'impegno a prestare particolare attenzione agli aeroporti che fungeranno da porte d'ingresso per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, a partire da Milano Malpensa che negli ultimi anni è stata un po' trascurata. Esprime infine rammarico per le assenze nei ranghi del Partito democratico. Pur lodando l'ottimo lavoro svolto dal relatore e ricordando che nella settimana corrente l'Aula e le altre Commissioni non tengono seduta per indicazione della Capigruppo in vista delle elezioni regionali, ritiene che l'importanza dei temi trattati avrebbe meritato una presenza più massiccia dei componenti della maggioranza. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), nel condividere le finalità del provvedimento in esame sul quale preannuncia un voto favorevole, osserva tuttavia come il perdurare dell'amministrazione straordinaria rischi purtroppo di incidere negativamente sul potere contrattuale nella procedura di cessione della società. Dichiara che la sua parte politica è contraria a qualsiasi ipotesi di svendita di un'azienda che opera in un settore cruciale per il Paese, ma che la situazione attuale del mercato del trasporto aereo risulta particolarmente complicata per Alitalia. La sfida che si pone alla nuova dirigenza, infatti, è quella di individuare un interlocutore con il quale avviare un progetto forte di cooperazione industriale, che, indipendentemente dal tema della presenza pubblica nel capitale sociale o meno, conferisca alla società gli strumenti per operare bene sul mercato. Comprende che nell'audizione di ieri il Commissario straordinario abbia preferito non sbilanciarsi, ma è indispensabile che la Commissione sia informata sugli orientamenti e sulle iniziative che l'organo commissariale intende concretamente assumere, una volta che sarà superato questo periodo iniziale di analisi dopo il recente insediamento. Per tale motivo, propone che tra uno o due mesi sia calendarizzata una nuova audizione. La senatrice LUPO ( M5S ) chiarisce di non avere mai assunto posizioni contrarie al mondo sindacale, realtà da cui proviene e di cui ha una conoscenza approfondita. Valuta anzi positivamente l'unitarietà delle posizioni espresse dalle diverse sigle sindacali nell'audizione di ieri, con riferimento al rifinanziamento del Fondo di solidarietà, alla questione degli esuberi e alla necessità del rilancio di Alitalia. Auspica che tale unitarietà permanga e che costituisca un nuovo punto di partenza delle relazioni sindacali. L'eccesso di frammentarietà non giova alla rappresentatività sindacale ed è per tale motivo che può essere opportuno ascoltare direttamente i lavoratori, soprattutto in contesti come quello di Alitalia, dove molti lavoratori non sono iscritti ad alcun sindacato. A tal proposito si riserva di acquisire informazioni sulla rappresentatività delle varie sigle presenti nell'azienda e sui costi che essa sostiene. Concorda, infine, con la senatrice Pergreffi sul fatto che sarebbe auspicabile che alla Commissione venissero forniti i primi dati sulla situazione economico-finanziaria di Alitalia, almeno in forma aggregata laddove sussistano esigenze di riservatezza. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ) ritiene indubbio che la frammentazione delle sigle sindacali ne depotenzi la capacità di incidere. Nel sottolineare la rilevanza generale della funzione delle organizzazioni sindacali, stigmatizza come in Italia il loro peso sia andato aumentando e il loro ruolo mutando. Occorrerebbe, a suo avviso, procedere ad una rivisitazione della normativa del settore, a cominciare da quella relativa ai distacchi, e l'attività sindacale dovrebbe tornare ad essere considerata una missione e non un vero e proprio lavoro. Quanto poi all'esigenza di disporre di dati sulla situazione attuale della società, ritiene che non esistano dati che non possano essere trasmessi al Parlamento. Laddove vi fossero informazioni riservate, sarebbe a maggior ragione indispensabile la costituzione di un apposito comitato parlamentare di controllo sulla cessione di Alitalia: nei dodici anni dall'inizio della crisi dell'azienda, si sono succeduti governi e commissari, sono stati fatti molti errori e ora è necessario assicurare lo svolgimento di una attività regolare di vigilanza del Parlamento sull'andamento dell'amministrazione straordinaria e della procedura di cessione. Nel ricordare come la sua parte politica abbia sempre considerato inalienabile la compagnia di bandiera, sottolinea l'importanza per il sistema Paese del brand che essa rappresenta. È dunque condivisibile l'obiettivo di voler rilanciare l'azienda ma ciò implica una attenta valutazione non solo della situazione e dei conti della società ma anche, più in generale, dell'assetto del settore del trasporto aereo, con riferimento anche alle ipotesi di integrazione, a suo avviso fondamentale, con il settore delle ferrovie. Ciò richiede una prospettiva temporale ben più ampia di quella attualmente prevista e, a tal fine, reputa indispensabile un prolungamento del termine del 31 maggio fissato dal decreto-legge per il completamento della procedura. Non essendoci ulteriori richieste di intervento, il Presidente dichiara chiusa la discussione generale. Intervenendo in replica, il relatore ASTORRE ( PD ) rileva come, nonostante la ristrettezza dei tempi a disposizione, la Commissione abbia potuto svolgere approfondimenti significativi sul decreto-legge in esame. In relazione alle audizioni che si sono tenute nella giornata di ieri, ritiene che debba essere valutata molto positivamente l'unitarietà delle posizioni espresse dai sindacati, nonostante la molteplicità delle sigle presenti. Nel dichiarare di condividere la scelta operata dal Governo per un commissario unico, sottolinea di avere apprezzato l'intervento e il tono del nuovo Commissario straordinario: pur provenendo da un'azienda di dimensioni più contenute, ha un'indubbia conoscenza del settore del trasporto aereo e sarà affiancato nei nuovi compiti da un management composto da persone con esperienza, che si sono mostrate disponibili a lasciare posizioni di più lungo respiro temporale per occuparsi di Alitalia. L'interesse di tutti è quello di giungere alla conversione del decreto-legge, il cui testo peraltro è stato arricchito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati. In particolare, valuta molto positivamente il riferimento ai livelli occupazionali e l'inserimento degli obblighi informativi del Parlamento da parte dell'organo commissariale, mediante l'invio dei dati relativi alla situazione economico-finanziaria delle società in amministrazione straordinaria, nonché la previsione che il piano messo a punto dal Commissario tenga conto dei livelli occupazionali e dell'unità operativa dei complessi aziendali. Una volta trasmessi i dati, potrà essere prevista una nuova audizione. Dichiara infine la propria disponibilità a tenere in considerazione ulteriori proposte migliorative del testo da far confluire in ordini del giorno, da concordare anche con le opposizioni, affinché si giunga ad un'approvazione condivisa del provvedimento, che a suo avviso dovrà costituire il punto di inizio di un percorso virtuoso per il rilancio di Alitalia. Il seguito dell'esame è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI OGGI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata oggi, mercoledì 22 gennaio alle ore 15, non avrà luogo. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 11,35.