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Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 2021, n. 7, recante proroga di termini in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari, nonché di modalità di esecuzione delle pene in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Onorevoli Senatori. – Si illustrano di seguito gli articoli del decreto-legge di cui il presente disegno di legge propone la conversione. Art. 1. – (Proroghe) Il comma 1 modifica l'articolo 157 del decreto-legge n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 2020, prevedendo che le notifiche degli atti indicati al comma 1 del predetto articolo 157 siano effettuate tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022. Sono conseguentemente adeguati gli altri termini previsti nel richiamato articolo 157. Il comma 2, tenendo conto del persistere dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dei relativi effetti socio-economici, fissa al 28 febbraio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall'articolo 68, comma 1, del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, termine attualmente stabilito al 31 gennaio 2021 ad opera dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 3 del 2021. Con il comma 3 si proroga al 28 febbraio 2021 il termine di scadenza della sospensione, disciplinata dall'articolo 152, comma 1, del citato decreto-legge n. 34 del 2020, degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall'agente della riscossione e dai soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b) , del decreto legislativo n. 446 del 1997, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza. Il comma 4 stabilisce che: – restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall'agente della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 15 gennaio 2021 e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base degli stessi; – restano acquisiti, per quanto attiene ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora corrisposti ex articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive corrisposti ex articolo 27, comma 1, del decreto legislativo n. 46 del 1999; – agli accantonamenti effettuati e alle somme accreditate nel suddetto periodo all'agente della riscossione e ai soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b) , del decreto legislativo n. 446 del 1997 si applicano le disposizioni dell'articolo 152, comma 1, terzo periodo, del citato decreto-legge n. 34 del 2020, con la conseguenza che i primi restano fermi e le seconde restano definitivamente acquisite e non sono rimborsate; – alle verifiche di cui all'articolo 48- bis , comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 eseguite sempre nel medesimo periodo, per le quali l'agente della riscossione non abbia già notificato l'ordine di versamento previsto dall'articolo 72- bis dello stesso decreto del Presidente della Repubblica, si applicano le disposizioni dell'articolo 153, comma 1, secondo periodo, del citato decreto-legge n. 34 del 2020, con la conseguenza che tali verifiche restano prive di qualunque effetto e i soggetti pubblici di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 provvedono ad effettuare il pagamento a favore del beneficiario. Il comma 5 abroga l'articolo 1 del decreto-legge n. 3 del 2021, le cui disposizioni sono contenute, attualizzate con i nuovi termini di differimento, nell'articolo 1 del decreto di cui al presente disegno di legge. Art. 2. – (Proroga urgente di termini sull'emergenza epidemiologica da COVID-19 in ambito penitenziario) La proroga sino al 30 aprile 2021, disposta dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, del termine dello stato di emergenza sanitaria, previsto dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35 del 2020, ha imposto di procedere a riallineare temporalmente la vigenza delle disposizioni che in questi mesi hanno consentito di fronteggiare tale emergenza in ambito penitenziario. Si tratta delle disposizioni degli articoli 28, 29 e 30 del decreto-legge n. 137 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 176 del 2020, le quali attualmente consentono sino al 31 gennaio 2021, rispettivamente, la concessione ai condannati ammessi al regime di semilibertà di licenze premio di durata straordinaria, la concessione a selezionate categorie di condannati di permessi premio di durata eccedente quella ordinaria e, infine, un più agevole accesso alla detenzione domiciliare ai condannati con un limitato residuo di pena da espiare. La proroga sino alla data del 30 aprile 2021 – sino al termine di durata, dunque, dell'emergenza sanitaria – anche dell'arco temporale di operatività degli istituti contemplati dalle suddette disposizioni si giustifica in ragione dei risultati che, in termini di contenimento dell'emergenza sanitaria nelle carceri italiane, esse hanno prodotto, senza comportare rinunce per la tutela della sicurezza pubblica in ragione dei ponderati criteri di selezione delle persone detenute ammesse a fruirne. Permettere, a far data dal 1° febbraio 2021, il rientro negli istituti penitenziari dei detenuti che in questi mesi hanno fruito di licenze e permessi di durata straordinari, per periodi di tempo anche continuativi, in virtù di quanto previsto dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge n. 137 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 176 del 2020, finirebbe per vanificare i risultati sinora conseguiti, implicando, da un lato, un immediato incremento della popolazione carceraria e, dall'altro, una moltiplicazione delle occasioni di contagio, per effetto dei frequenti passaggi fra il mondo esterno e gli istituti penitenziari imposti dalle modalità ordinarie di fruizione da parte dei detenuti delle licenze e dei permessi. Conseguenze altrettanto pregiudizievoli per la salute pubblica, permanendo l'emergenza sanitaria, potrebbero derivare anche dalla mancata proroga dell'operatività anche dell'accesso agevolato alla detenzione domiciliare, previsto dall'articolo 30 del citato decreto n. 137 del 2020, misura che negli scorsi mesi, così come in quelli dell'inizio della pandemia da COVID-19, ha calmierato le condizioni di popolamento degli istituti penitenziari, concorrendo a contenere il rischio che esse agissero come detonatore dell'epidemia. Art. 3. – (Norma di copertura) L'articolo 3 provvede alla copertura degli oneri finanziari relativi all'articolo 1.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 30 gennaio 2021, n. 7, recante proroga di termini in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari, nonché di modalità di esecuzione delle pene in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Proroghe di termini in materia tributaria) 1 All'articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni: a il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. In deroga a quanto previsto all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini di decadenza, calcolati senza tener conto del periodo di sospensione di cui all'articolo 67, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, scadono tra l'8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi. »; b il comma 2- bis è sostituito dal seguente: « 2- bis . Gli atti, le comunicazioni e gli inviti di cui al comma 2 sono notificati, inviati o messi a disposizione nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi. Restano ferme le disposizioni previste dall'articolo 1, comma 640 della legge 23 dicembre 2014, n. 190. »; c il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. I termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento previsti dall'articolo 25, comma 1, lettere a) e b) , del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono prorogati di quattordici mesi relativamente: a) alle dichiarazioni presentate nell'anno 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di liquidazione prevista dagli articoli 36- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54- bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; b) alle dichiarazioni dei sostituti d'imposta presentate nell'anno 2017, per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; c) alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell'attività di controllo formale prevista dall'articolo 36- ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. »; d il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Con riferimento agli atti indicati ai commi 1 e 2 notificati entro il 28 febbraio 2022 non sono dovuti, se previsti, gli interessi per ritardato pagamento di cui all'articolo 6 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 21 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2009, n. 136, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica dell'atto stesso. Con riferimento alle comunicazioni di cui al comma 2 non sono dovuti gli interessi per ritardato pagamento di cui all'articolo 6 del citato decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 21 maggio 2009 dal mese di elaborazione, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di consegna della comunicazione. ». 2 All'articolo 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall'8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159. ». 3 Il termine finale di cui all'articolo 152, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, è prorogato al 28 febbraio 2021. 4 Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall'agente della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 15 gennaio 2021 e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi; restano altresì acquisiti, relativamente ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora corrisposti ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive corrisposti ai sensi dell'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46. Agli accantonamenti effettuati e alle somme accreditate nel predetto periodo all'agente della riscossione e ai soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b) , del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, si applicano le disposizioni dell'articolo 152, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; alle verifiche di cui all'articolo 48- bis , comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, effettuate nello stesso periodo si applicano le disposizioni dell'articolo 153, comma 1, secondo periodo, del citato decreto-legge n. 34 del 2020. 5 L'articolo 1 del decreto-legge 15 gennaio 2021, n. 3, è abrogato. 2 (Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 in ambito penitenziario) 1 Al decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 28, comma 2, le parole « 31 gennaio 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 aprile 2021 »; b all'articolo 29, comma 1, le parole « 31 gennaio 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 aprile 2021 »; c all'articolo 30, comma 1, le parole « 31 gennaio 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 aprile 2021 ». 3 (Disposizioni finanziarie) 1 Agli oneri derivanti dall'articolo 1, valutati per l'anno 2021 in 64,10 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare di competenza, 206,9 in termini di saldo netto da finanziare di cassa e 253,2 milioni di euro in termini di indebitamento netto e fabbisogno, si provvede per i medesimi importi mediante il ricorso all'indebitamento autorizzato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica con le risoluzioni di approvazione della relazione al Parlamento presentata ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 in data 20 gennaio 2021. Conseguentemente, all'allegato 1 di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, gli importi, per l'anno 2021, sono rideterminati come indicato nell'Allegato 1 al presente decreto. 2 Dall'attuazione dell'articolo 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti connessi mediante l'utilizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 3 Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 30 gennaio 2021 MATTARELLA Conte , Presidente del Consiglio dei ministri Gualtieri , Ministro dell'economia e delle finanze Bonafede , Ministro della giustizia Visto, il Guardasigilli: Bonafede