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Introduzione dell'articolo 17- quater della legge 5 febbraio 1992, n.91, concernente il riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali della Repubblica di Croazia e del Montenegro e ai loro discendenti. Onorevoli Senatori. -- La legge sulla cittadinanza n. 124 dell’8 marzo 2006 con gli articoli 17- bis e 17- ter ha modificato la legge n. 91 del 5 febbraio 1992. Veniva in tal modo introdotta la riapertura dei termini per il riacquisto o l'acquisto della cittadinanza per i cittadini italiani e loro discendenti, già residenti nei territori facenti parte dello Stato italiano successivamente ceduti alla Repubblica jugoslava. La legge tuttavia dimenticò di includere tra i beneficiari gli italiani più meritevoli, quanti, dopo il Trattato di Rapallo del 1920, scelsero con onore di conservare o di acquisire la cittadinanza italiana rimanendo a vivere nella Dalmazia non annessa, oggi divisa tra Croazia e Montenegro, e furono poi costretti a rinunciarvi dopo il secondo conflitto mondiale. È quindi doverosa e sentita l'esigenza di estendere anche ad essi i medesimi benefici. Nel 2007 il Primo ministro croato Ivo Sanader, rispondendo ad una interrogazione al Sabor (il Parlamento croato), criticò la legge italiana in quanto concedeva i benefici facendo riferimento solo agli italiani residenti nei territori già appartenuti all'Italia anziché a quelli di tutta la Croazia. In quella circostanza, l'onorevole Furio Radin, rappresentante al Sabor della minoranza italiana in Croazia, rassicurò il premier Sanader, dichiarandosi favorevole ad interessare il Parlamento italiano per l'estensione dei benefici all'intero territorio dell'attuale Croazia. Si ritiene quindi necessario che l'estensione dei benefici sia concessa anche se rigorosamente limitata a quanti siano già stati in possesso della cittadinanza italiana (posseduta quali «regnicoli» o per averla ricevuta dopo il 1921) ed ai loro discendenti, attenendosi, per semplificare le cose e non generare nuovi problemi, alle modalità e i requisiti richiesti per i cittadini italiani già residenti nei territori ceduti nel 1947. Ai fini dell'ammissione alla concessione della cittadinanza prevista dal presente disegno di legge si è scelto come riferimento il 10 giugno 1940 quale data nella quale i cittadini italiani dovevano risiedere nella Dalmazia non annessa. Il presente disegno di legge, pur riguardando un numero di domande prevedibilmente inferiore alle duecento, avrebbe un grande valore morale e sarebbe un importante beneficio per la presenza italiana rimasta in Dalmazia, piccola ma di grande significato storico e culturale.. 1 1 Dopo l'articolo 17- ter della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è inserito il seguente: «Art. 17- quater . -- 1. Il diritto alla cittadinanza italiana è riconosciuto: a) ai soggetti, non inclusi tra quelli di cui all'articolo 17- bis , che siano stati cittadini italiani e che, come tali alla data del 10 giugno 1940, erano residenti nei territori attualmente facenti parte della Repubblica di Croazia e del Montenegro; b) alle persone di lingua e cultura italiane che siano figli o discendenti in linea retta dei soggetti di cui alla lettera a) ». 2 Ai fini della richiesta del riconoscimento di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 17- ter ».