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Istituzione della Giornata nazionale del rispetto, in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944. Onorevoli Senatori. – Nel maggio 2021 l'Associazione nazionale vittime delle marocchinate ha lanciato un'iniziativa, in tutta Italia, volta a sensibilizzare le istituzioni, affinché venga istituita una giornata nazionale a ricordo delle 60.000 vittime italiane, violentate e uccise dalle truppe coloniali francesi tra il 1943 e il 1944. Nelle città e nei comuni aderenti a tale iniziativa è stato deposto un tricolore a un monumento o in un luogo simbolico, dove le vittime civili persero la vita a causa di quelle efferate violenze. Si trattò di una delle pagine più buie della Seconda guerra mondiale, contrassegnata da crimini inenarrabili, violenze di gruppo e stupri di massa; tragedia denunciata in maniera indimenticabile nel film drammatico del 1960 di Vittorio de Sica « La ciociara », con Sophia Loren, premio Oscar come migliore attrice protagonista. A questi crimini fu attribuito il nome di « marocchinate », compiuti per lo più dai « goumiers », reparti marocchini appartenenti al Corpo di spedizione francese: le violenze ebbero inizio in Sicilia dopo lo sbarco del luglio 1943 proseguendo soprattutto nel Lazio e in Toscana. Gli Alleati erano infatti fermi a Cassino, sulla Linea Gustav, dove i tedeschi non accennavano ad arrendersi. Tali indicibili crimini raggiunsero il loro apice nei giorni successivi all'operazione « Diadem » con la quale i goumiers riuscirono a sfondare la Linea Gustav, attraversando l'altipiano di Polleca, lanciandosi verso Pontecorvo. In queste zone i soldati marocchini cominciarono a violentare moltitudini di donne, uomini e bambini, procedendo a vere e proprie esecuzioni. Ad Ausonia il parroco, don Alberto Terrilli, nel tentativo di difendere due ragazze, venne legato a un albero e stuprato per una notte intera, morendo qualche settimana dopo per le lacerazioni interne riportate. Il 20 maggio 1944 a Vallecorsa (Frosinone) il parroco Enrico Jannoni, missionario dell'ordine religioso dei Redentoristi fu fucilato dalle truppe marocchine, per aver tentato di difendere alcune donne che stavano per essere violentate. Dalle documentazioni raccolte ad oggi, risultano con certezza almeno 20.000 casi di violenze, numero del tutto sottostimato. Da una valutazione complessiva svolta dall'Associazione vittime delle marocchinate, si può concludere che furono circa 60.000 le donne stuprate, quasi sempre da più uomini. Nel 2019 a Pontecorvo, in occasione del 75° anniversario di quei fatti, ha avuto inizio una operazione volta al recupero della memoria storica, che per la prima volta ha coinvolto decine di comuni e la stessa provincia di Frosinone. In quella occasione le istituzioni locali si sono impegnate a promuovere la conoscenza delle « marocchinate » e il riconoscimento di una Giornata nazionale a memoria delle vittime di tali violenze. Il presente disegno di legge interviene proprio in tal senso, per conservare e rinnovare la memoria di fatti tragici che coinvolsero nostri connazionali e che per troppo tempo sono stati dimenticati. Istituire la Giornata nazionale del rispetto, in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944, è un atto doveroso verso le vittime e i loro familiari, ma anche nei confronti delle giovani generazioni chiamate a costruire un futuro di pace e di solidarietà.. 1 (Giornata nazionale del rispetto, in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944) 1 È istituita, il giorno 17 maggio di ogni anno, la « Giornata nazionale del rispetto, in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944 » al fine di conservare e rinnovare la memoria delle vittime dei tragici ed efferati episodi di violenza compiuti a danno delle popolazioni civili tra il 1943 e il 1944 da parte dei reparti marocchini, conosciuti anche come goumiers, delle truppe coloniali francesi del CEF (Corpo di spedizione francese in Italia). 2 (Iniziative in memoria delle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944) 1 Nella giornata del 17 maggio sono previste iniziative ad opera delle regioni, delle città metropolitane, delle province e degli altri enti locali, in collaborazione con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e con le università, per diffondere la conoscenza dei tragici eventi di cui all'articolo 1 presso le giovani generazioni. È altresì favorita la realizzazione di convegni, dibattiti, mostre, pubblicazioni di studi, rappresentazioni teatrali, intitolazione di luoghi pubblici alle vittime degli stupri di guerra del 1943-1944 e ogni altra iniziativa volta a preservare la memoria storica di quei tragici eventi.