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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 266 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE CONSULTIVA d-l 139/21 - accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, organizzazione di pubbliche amministrazioni e protezione dati personali DDL 2409 Conversione in legge del decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali (Parere alla 1 a Commissione sul testo e sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame del testo. Parere favorevole con osservazioni. Rinvio dell'esame degli emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) illustra un nuovo schema di parere, pubblicato in allegato. Interviene il senatore BALBONI ( FdI ) chiedendo chiarimenti sulla congruità del termine di nove mesi per la conservazione a fini probatori dei materiali telematici. La rappresentante del Governo MACINA chiarisce che si tratta di un termine congruo, coordinato con un termine analogo previsto in provvedimenti simili, quali per esempio il disegno di legge n. 2086 e quello sul revenge porn . La proposta di nuovo schema di parere favorevole con osservazioni sul testo, dopo l'accertamento della presenza del numero legale, è messa ai voti ed è approvata all'unanimità dalla Commissione. IN SEDE REDIGENTE 2086 - Istigazione all'autolesionismo DDL 2086 Modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE ricorda che i pareri delle Commissioni competenti sono stati resi favorevolmente. Previo parere favorevole della sottosegretaria MACINA sono approvati all'unanimità, con separate votazioni, l'emendamento 1.3 (dopo l'accertamento della presenza del numero legale), l'emendamento 1.2 (testo 2) e l'articolo 1 nel testo emendato. Si passa all'articolo 2 ed agli emendamenti ad esso proposti. La senatrice EVANGELISTA ( M5S ) accetta di riformulare l'emendamento 2.1 in un testo 2, conforme al suggerimento avanzato ieri dalla sottosegretaria MACINA. Il senatore MIRABELLI ( PD ) annuncia il ritiro dell'emendamento 2.2 (testo 2). L'emendamento 2.1 testo 2, il cui testo è pubblicato in allegato, previ pareri favorevole di RELATORE e GOVERNO è approvato all'unanimità dalla Commissione che, con separata votazione, approva all'unanimità anche l'articolo 2 del testo emendato. Si passa all'articolo 3 ed agli emendamenti ad esso proposti. Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) invita i proponenti degli emendamenti a convergere sulla proposta di riformulazione che è avanzata dalla sottosegretaria MACINA in sostituzione dell'intero articolo 3. Interviene il senatore BALBONI ( FdI ), chiedendo chiarimenti al rappresentante del Governo sul fatto che, nella riformulazione dell'articolo proposta, si faceva riferimento ad un termine di un anno mentre poc'anzi il sottosegretario aveva fermato essere congruo il termine di nove mesi per una fattispecie analoga. La sottosegretaria MACINA ammette che il termine di un anno indicato nella riformulazione è frutto di un difetto di coordinamento, perché antecedente al lavoro di raccordo successivamente compiuto e finalizzato all'allineamento dei termini. Pertanto accoglie il suggerimento che fa riferimento al termine di nove mesi. Interviene il senatore CUCCA ( IV-PSI ), preannunciando il voto favorevole sugli emendamenti, laddove riformulati dai proponenti nei termini indicati dal Governo, ma ritornando nuovamente sulla questione dei termini: ritiene che sarebbe stato meglio prevedere un termine superiore ai nove mesi per la conservazione di questi dati. Esprime poi perplessità sull'altro termine di quarantott'ore previsto perché si possa procedere alla rimozione di tali materiali dai siti Internet: si tratta di un termine eccessivo, in considerazione del fatto che oggi gli strumenti di gestione telematica consentono già l'eliminazione di tali materiali nel giro di pochi minuti. Interviene il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) che, sempre in merito alla proposta di riformulazione degli emendamenti in oggetto, ritenendo la proposta poco chiara dal punto di vista della tecnica legislativa, propone di meglio chiarire il significato della fattispecie normativa, aggiungendo il termine "vittima". Concorda il presidente PRESIDENTE ed il senatore BALBONI ( FdI ), mentre dissente la senatrice EVANGELISTA ( M5S ). Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), proponendo invece che, al fine di meglio chiarire la definizione individuata, possa farsi riferimento al termine "offeso". La presentatrice dell'emendamento, senatrice EVANGELISTA ( M5S ), accetta la riformulazione risultante dal dibattito e, pertanto, presenta l'emendamento 3.1 (testo 3), allegato al presente resoconto. Il senatore MIRABELLI ( PD ) accetta di riformulare l'emendamento 3.2 (testo 3) in un testo identico all'emendamento 3.1 (testo 3): tale emendamento 3.2 (testo 4) è pure esso pubblicato in allegato. I due emendamenti identici, previ pareri favorevoli di RELATORE e GOVERNO, sono congiuntamente approvati, in unica votazione, dalla Commissione. Trattandosi di emendamenti integralmente sostituitivi dell'articolo 3, si procede all'esame dell'articolo 4 e dell'unico emendamento ad esso proposto. Previo parere contrario di RELATORE e GOVERNO, l'emendamento 4.1 (testo 2) è ritirato dalla senatrice D'ANGELO ( M5S ). La Commissione approva l'articolo 4. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere favorevole, osservando altresì che: - all'articolo 9, comma 1, lettera a), n. 1), va previsto che il trattamento dei dati personali (di cui al primo periodo del capoverso 1- bis ) segua una finalità che - quando non espressamente prevista da una norma di legge o di regolamento da essa delegato - sia indicata con atti amministrativi generali (oltre ad assicurare adeguata pubblicità all'identità del titolare del trattamento, alle finalità del trattamento e fornendo ogni altra informazione necessaria ad assicurare un trattamento corretto e trasparente con riguardo ai soggetti interessati e ai loro diritti di ottenere conferma e comunicazione di un trattamento di dati personali che li riguardano); - all'articolo 9, comma 1, lettera a), i numeri 2) e 3) andrebbero soppressi, visto che la finalità semplificatoria del decreto-legge appare sufficientemente conseguita in ambito trattamentale (nuovo comma 1- bis dell'articolo 2- ter del decreto legislativo n. 196 del 2003): l'equilibrio tra i beni giuridici della riservatezza e dell'interesse pubblico sarebbe alterato se si estendesse tale nuova modalità "semplificata" anche alla comunicazione e diffusione dei dati, di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 2- ter del decreto legislativo n. 196 del 2003; - all'articolo 9, comma 1, la lettera c) andrebbe sostituita con la seguente: "c) All'articolo 132, al comma 5, sostituire le parole: "secondo le modalità di cui all'articolo 2- quinquiesdecies " con le seguenti: "con provvedimento di carattere generale". Ciò si propone allo scopo di contenere l'impatto derivante dalla soppressione dell'intera disposizione che legittima il Garante alla prescrizione di misure di sicurezza per la data retention: poiché l'articolo 2- quinquiesdecies è particolarmente utile a garantire l'integrità e la riservatezza dei tabulati conservati a fini di giustizia, la porzione che di esso è più significativa - cioé la possibilità per il Garante di dare prescrizioni in via generale, e non caso per caso - viene fatta transitare nel comma 5 dell'articolo 132. La sua abrogazione si rivela pertanto ultronea: la possibilità per il Garante di dare prescrizioni - contenenti le misure e gli accorgimenti a garanzia dell'interessato, volti a garantire che i dati conservati possiedano i medesimi requisiti di qualità, sicurezza e protezione dei dati in rete, nonché ad indicare le modalità tecniche per la periodica distruzione dei dati - va non solo mantenuta, ma ripristinata nella loro modalità del "provvedimento di carattere generale", pena la dispensione delle prescrizioni nei mille rivoli della casistica del caso concreto: occorre che i titolari del trattamento non si sottraggano, in tal guisa, da un approccio complessivo, che preveda il bilanciamento ex ante - per tipologia di atti - dell'azione amministrativa con il valore della riservatezza dei dati; - allo scopo di introdurre un obbligo di conservazione, a soli fini probatori, dei contenuti di cui sia impedito il caricamento, per impedire la dispersione irrimediabile di elementi di prova in relazione a quello che può rappresentare un tentativo di delitto, integrandone atti idonei e inequivoci alla realizzazione della condotta tipica, all'articolo 9, comma 1, lettera e), capoverso «Art. 144- bis », occorre sostituire il comma 1 con i seguenti: "1. Chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato motivo di ritenere che immagini, registrazioni audio o video a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere oggetto di trasmissione o diffusione senza il suo consenso attraverso piattaforme digitali, ha facoltà di segnalare il pericolo al Garante per la protezione dei dati personali. Il Garante, entro 48 ore dalla segnalazione decide ai sensi dell'articolo 58 del regolamento (UE) 2016/679 e degli articoli 143 e 144. I gestori delle piattaforme digitali destinatari dei provvedimenti di cui al periodo precedente conservano, ai soli fini probatori e con misure, indicate dal Garante nell'ambito dei medesimi provvedimenti, idonee a impedire l'identificabilità degli interessati, il materiale oggetto della segnalazione, per nove mesi a decorrere dal ricevimento del provvedimento stesso. 1- bis . I gestori delle piattaforme digitali, ovunque stabiliti purché eroganti servizi accessibili dall'Italia, comunicano al Garante per la protezione dei dati personali un punto di contatto al quale possano essere comunicati i provvedimenti adottati ai sensi del comma 1". Conseguentemente, all'articolo 9, dopo il comma 1, occorre inserire il seguente: "1- bis ., L'obbligo di indicazione del punto di contatto di cui all'articolo 144- bis , comma 1- bis , del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni, introdotto dal comma 1, lettera e), del presente articolo, è adempiuto nel termine di sei mesi dall'entrata in vigore della presente disposizione". In particolare, il termine di 9 mesi è suggerito in relazione al termine per la proposizione della querela che per il revenge porn è di sei mesi, esteso di tre mesi in più al fine di consentire lo spatium temporis necessario per l'adozione di eventuali determinazioni da parte dell'autorità giudiziaria. La conservazione da parte delle piattaforme è inoltre necessario avvenga con misure, indicate dal Garante nell'ambito dei medesimi provvedimenti inibitori, idonee a impedire l'identificabilità degli interessati, il materiale oggetto della segnalazione, per nove mesi a decorrere dal ricevimento del provvedimento stesso. Inoltre, ai fini dell'effettività della tutela remediale introdotta, è necessario obbligare i gestori di piattaforme di condivisione di contenuti audiovisivi a comunicare al Garante un "punto di contatto" cui inviare i provvedimenti inibitori adottati dal Garante; - all'articolo 9, comma 1, dopo la lettera e) occorre inserire la seguente: «e- bis ) All'articolo 58 sono apportate le seguenti modificazioni: al comma 1, dopo le parole: "di legge o regolamento" sono inserite le seguenti: "o di atti amministrativi generali"; al comma 2, le parole: "in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano specificamente" sono sostituite dalle seguenti: "in base a disposizioni di legge, regolamento o atti amministrativi generali" ». Dopo il comma 2 occorre altresì inserire il seguente: «2- bis . All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51 le parole «e si basa» sono sostituite dalle parole «o si basa», le parole «, nei casi previsti dalla legge,» sono soppresse e dopo le parole «di regolamento» sono aggiunte le parole «ovvero da atti amministrativi generali"». In tal guisa si riuscirebbe ad armonizzare, al nuovo regime introdotto dal comma 1 lettera a) per il trattamento di dati personali in ambito pubblico, anche la disciplina speciale prevista per i trattamenti svolti a fini di difesa e sicurezza nazionale (art. 58 d.lgs. 196/03) e a fini di polizia e giustizia penale (art. 5 d.lgs. 51/18), che in presenza dei medesimi vincoli normativi europei (e in assenza di vincoli per quanto concerne la sicurezza nazionale) continuano ancora a prevedere, come basi giuridiche, solo la legge o il regolamento. Con la maggiore flessibilità nella disciplina in ambito pubblico prevista al comma 1 lettera a), infatti, non può non intervenirsi anche, di conseguenza, su trattamenti quali quelli svolti da Servizi, polizia e magistratura penale, pena un'irrimediabile irragionevolezza della disciplina: pertanto, si propone di ammettere, tra le basi giuridiche legittimanti questi trattamenti, anche l'atto amministrativo generale, così da coniugare esigenza di flessibilizzazione nel regime di trattamento ed esigenza di determinatezza della base giuridica. Allegato