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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 6ª e 10ª RIUNITE 10ª(Industria, commercio, turismo) 7 D'ALFONSO La seduta inizia alle ore 10,05. IN SEDE REFERENTE Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina DDL 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 31 marzo. Il presidente D'ALFONSO ( PD ), in vista della scadenza degli emendamenti prevista per le ore 10 di domani, sollecita i Gruppi a considerare fin d'ora l'ipotesi che tra tutti gli emendamenti presentati possano essere indicati prioritariamente quelli di maggiore interesse, la cui segnalazione ai relatori e al Governo potrà consentire un'analisi e una valutazione più approfondita e completa. Tra gli emendamenti che i Gruppi intendono segnalare potrebbero essere indicati quelli a maggiore valenza politico-territoriale e quelli che invece, come emerso anche dal ciclo di audizioni, intendono migliorare il testo proposto dal Governo su aspetti condivisi dalla maggior parte dei Gruppi. Sinteticamente e in via indicativa ritiene che un numero di complessivo di 300 proposte emendative possa essere un buon viatico per l'esame del provvedimento in titolo. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) condivide il percorso illustrato dal Presidente, ma invita a tener conto in termini non aritmetici, nella ripartizione delle segnalazioni, del Gruppo di Fratelli d'Italia, in quanto non appartenente alla maggioranza di Governo. La relatrice per la 10ª Commissione, senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ), ritiene che occorrano degli aggiustamenti tecnici rispetto a disposizioni a suo giudizio lacunose, in modo da migliorare il testo. Nel richiamare le sollecitazioni avanzate durante le audizioni, concorda con la limitazione del numero di emendamenti da esaminare concretamente, purché si tenga conto anche dell'esigenza di apportare correttivi di carattere tecnico. Dopo una specificazione del presidente D'ALFONSO ( PD ), la senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ) ricorda che dalle audizioni sono pervenute numerose e condivisibili proposte di modifica, di correzione e di miglioramento del testo: esprime quindi la preoccupazione che una indicazione eccessivamente rigida di carattere numerico possa impedire una valutazione di istanze condivisibili. Il senatore LANNUTTI ( Misto-IdV ), dopo aver sottolineato con grande preoccupazione l'opinione che l'incremento dei prezzi delle materie prime e dell'energia e le conseguenze della guerra causeranno enormi danni al sistema economico e sociale, ritiene che il decreto-legge non affronti la questione di fondo e cioè quello di imporre, per un periodo limitato, prezzi amministrati di determinati beni al fine di tutelare le fasce deboli e le imprese maggiormente esposte. Il relatore FENU ( M5S ) apprezza l'indicazione della Presidenza circa la necessità di apportare modifiche al decreto-legge che appaiono migliorative dello stesso, correggendo disposizioni che non sono in linea con la tutela degli interessi specifici e che tutti i Gruppi intendono presentare: tali proposte emendative tuttavia andrebbero considerate aggiuntive rispetto alla ripartizione degli emendamenti segnalati dai Gruppi. Conclude il proprio intervento segnalando l'opportunità di introdurre una specifica misura che consenta ai Comuni di far fronte all'incremento dei costi dell'energia elettrica utilizzando gli avanzi di amministrazione. Prende nuovamente la parola la relatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) per domandare al Governo se corrisponde al vero la notizia in base alla quale, a fine aprile, sarà adottato un nuovo provvedimento sul tema dei costi dell'energia. Il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ), a nome della propria parte politica, condivide l'impostazione data dalla Presidenza e tuttavia rimarca l'esigenza di un confronto aperto, realistico e collaborativo con il Governo, atteso che i Gruppi parlamentari cercheranno di limitare la presentazione di proposte emendative, a condizione di poter effettivamente incidere con le proprie iniziative. A giudizio del senatore PITTELLA ( PD ), l'individuazione di un numero limitato di emendamenti valutabili in quanto segnalati dai Gruppi non può essere frutto di uno schema rigido e aritmetico e deve avere lo scopo di consentire ai relatori e al Governo un'analisi approfondita delle proposte di modifica. Condivide peraltro l'idea che alcuni emendamenti di carattere tecnico e migliorativo del testo non siano attribuibili a ciascun Gruppo politico. Il senatore MALLEGNI ( FIBP-UDC ), associandosi alle considerazioni della relatrice Tiraboschi, rivendica l'operato del proprio Gruppo a difesa delle imprese e sottolinea che sono stati riscontrati extra guadagni non solo nel settore dell'energia, ma anche in altri comparti. Si augura pertanto che, una volta raggiunti degli accordi tra le forze politiche in merito agli emendamenti, i rappresentanti del Governo compiano le dovute istruttorie al fine di motivare i pareri da rendere alle Commissioni riunite, non risultando più accettabili contrarietà non giustificate. Il senatore COLLINA ( PD ), nel ricordare che il provvedimento in esame deve essere contestualizzato anche rispetto al Documento di economia e finanza 2022, segnala che saranno previste ulteriori risorse per fronteggiare la situazione in atto, di cui peraltro non è nota la durata, né si conoscono le conseguenze strutturali. Fa notare infatti che si avranno ripercussioni sull'economia e su intere filiere che dovranno riorganizzarsi, anche dal punto di vista dell'approvvigionamento delle materie prime. Nel prendere atto degli orientamenti diversi di ciascun Gruppo in fase emendativa, si domanda se non sia il caso di approfondire gli strumenti per fronteggiare l'aumento dei prezzi energetici, scegliendo se privilegiare la concentrazione delle risorse in poche azioni o, viceversa, la destinazione delle risorse a più interventi. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) chiede all'Esecutivo se ci siano effettivamente margini per modificare il provvedimento attraverso proposte parlamentari, rimarcando l'esigenza che sia garantita la reciprocità negli accordi all'interno delle forze politiche e tra Parlamento e Governo, in ossequio a un principio di responsabilità condiviso. Tiene peraltro a precisare che in 10ª Commissione si è riusciti quasi sempre a raggiungere una posizione di compromesso e a tener fede agli impegni presi. Il relatore FENU ( M5S ) interviene nuovamente, facendo presente che un emendamento relativo alla cedibilità dei crediti maturati per le spese di ristrutturazione edilizia in grado di riavviare il blocco del settore possa essere esemplificativo di una proposta che trova d'accordo tutte le parti politiche. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA sottolinea in premessa che il decreto-legge in esame segue il primo decreto-legge dei costi dell'energia e che il Governo è in procinto di proporre nuove disposizioni con un altro strumento di necessità e urgenza. Poiché l'evoluzione degli eventi bellici e le conseguenze economiche impongono un continuo affinamento degli interventi normativi, che comunque vanno coordinati e armonizzati, invita i Commissari a tener conto di questa circostanza per valutare nel corso dell'esame strumenti di indirizzo in grado di orientare l'Esecutivo nella predisposizione dei futuri decreti-legge. D'altro canto, rispetto agli emendamenti, si tratta di riproporre un metodo di lavoro che ha dato risultati apprezzati: nei mesi scorsi, infatti, in sede parlamentare sono state introdotte numerose modifiche, vagliate e valutate dal Governo in spirito di collaborazione e di confronto aperto e mai pregiudiziale. Per quanto riguarda alcuni temi presenti nel decreto-legge, ad esempio l'articolo 37 sull'extra profitto, il Governo sta valutando ipotesi modificative. Il presidente D'ALFONSO rimarca l'esigenza che gli emendamenti segnalati possano essere istruiti in tempi congrui ai fini della migliore valutazione parlamentare. A tal fine ritiene che le Commissioni riunite possono avviare la votazione degli emendamenti a partire dal 27 aprile. In merito a tali indicazioni prendono nuovamente la parola i senatori RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) - per rappresentare l'indicazione del proprio Gruppo a evitare eventuali sedute notturne - e COLLINA ( PD ) - per segnalare che il 2 maggio il Gruppo sarà impegnato in una iniziativa politica. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11.