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Art. 4 Revoca delle agevolazioni 1. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 317/1991, provvede alla revoca dei crediti d'imposta o dei contributi in conto capitale concessi, qualora: a) i beni oggetto dell'agevolazione risultino essere stati ceduti, alienati o distratti nei tre anni successivi alla data di concessione; b) i medesimi beni oggetto dell'agevolazione risultino essere stati ammessi anche ad altre agevolazioni previste dalla legge n. 317/1991, da altre normative statali, regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano ovvero da azioni comunitarie cofinanziate, fatti salvi ove previsti i benefici finanziari disposti con atti delle Comunità europee; c) la documentazione necessaria non sia stata completata entro il termine di 90 giorni dalla richiesta degli enti o degli istituti convenzionati con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato; d) i controlli effettuati dai medesimi enti ed istituti o gli eventuali ulteriori accertamenti disposti dal Ministero stesso ai sensi dell'art. 4 della legge n. 317/1991, evidenzino l'insussistenza delle condizioni previste dagli articoli 5 e 12 della legge nonché del presente decreto. 2. In caso di revoca del credito di imposta, il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato ne dà immediata comunicazione al Ministero delle finanze. 3. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 13, secondo comma, della legge 317/1991, sarà disposta nella misura da due a quattro volte l'importo del credito d'imposta o del contributo in conto capitale indebitamente fruito, ove ricorrano le condizioni di cui alla lettera d) del comma 1. L'esazione del suddetto importo verrà effettuata per il tramite degli Uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato (U.P.I.C.A.). Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti osservarlo e di farlo osservare. Roma, 3 marzo 1992 Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 317/1991, provvede alla revoca dei crediti d'imposta o dei contributi in conto capitale concessi, qualora: a) i beni oggetto dell'agevolazione risultino essere stati ceduti, alienati o distratti nei tre anni successivi alla data di concessione; b) i medesimi beni oggetto dell'agevolazione risultino essere stati ammessi anche ad altre agevolazioni previste dalla legge n. 317/1991, da altre normative statali, regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano ovvero da azioni comunitarie cofinanziate, fatti salvi ove previsti i benefici finanziari disposti con atti delle Comunità europee; c) la documentazione necessaria non sia stata completata entro il termine di 90 giorni dalla richiesta degli enti o degli istituti convenzionati con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato; d) i controlli effettuati dai medesimi enti ed istituti o gli eventuali ulteriori accertamenti disposti dal Ministero stesso ai sensi dell'art. 4 della legge n. 317/1991, evidenzino l'insussistenza delle condizioni previste dagli articoli 5 e 12 della legge nonché del presente decreto. 2. In caso di revoca del credito di imposta, il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato ne dà immediata comunicazione al Ministero delle finanze. 3. La sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 13, secondo comma, della legge 317/1991, sarà disposta nella misura da due a quattro volte l'importo del credito d'imposta o del contributo in conto capitale indebitamente fruito, ove ricorrano le condizioni di cui alla lettera d) del comma 1. L'esazione del suddetto importo verrà effettuata per il tramite degli Uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato (U.P.I.C.A.). Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti osservarlo e di farlo osservare. Roma, 3 marzo 1992 Il Ministro dell'industria del commercio e dell'artigianato BODRATO Il Ministro delle finanze FORMICA Visto, il Guardasigilli: MARTELLI Registrato alla Corte dei conti il 23 marzo 1992 Registro n. 6 Industria, foglio n. 238 Note all'art. 4: - Il testo dell'art. 13 della citata legge n. 317/1991 è il seguente: "Art. 13 (Revoca delle agevolazioni). - 1. In caso di insussistenza delle condizioni previste dagli articoli 3, 5, 7, 8, 9 e 12, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato provvede alla revoca delle agevolazioni e, per quanto riguarda i crediti d'imposta revocati, ne dà immediata comunicazione al Ministro delle finanze. 2. In caso di revoca delle agevolazioni, disposta ai sensi del comma 1, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria in misura da due a quattro volte l'importo dei crediti d'imposta o dei contributi in conto capitale indebitamente fruiti. 3. Chi rilascia o utilizza certificazioni di cui all'art. 10, comma 2, attestanti fatti materiali non corrispondenti al vero è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 10 a 100 milioni di lire. 4. Qualora i beni acquistati con il credito d'imposta o con i contributi di cui agli articoli 6, 7, 8 e 12 siano alienati, ceduti o distratti nei tre anni successivi alla concessione delle agevolazioni, è disposta la revoca delle stesse, il cui importo deve essere oggetto di restituzione con le modalità di cui al comma 5. 5. Nei casi di restituzione delle agevolazioni in conseguenza della revoca di cui al comma 4, disposta per azioni o per fatti addebitatbili all'impresa beneficiaria, e della revoca di cui al comma 1, l'impresa stessa deve versare il relativo importo maggiorato di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell'ordinativo di pagamento ovvero alla data di concessione del credito d'imposta. In tutti gli altri casi la maggiorazione da applicare è determinata in misura pari al tasso di interesse legale. 6. Per le restituzioni di cui al comma 5 si applicano le disposzioni di cui all'art. 37, comma 3. Le somme restituite ai sensi del comma 5 sono versate in apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro del tesoro, al fondo di cui all'articolo 43, comma 1, per l'attuazione degli interventi di cui all'art. 6". - Per il testo degli articoli 4, 5 e 12 della medesima legge n. 317/1991 si vedano, rispettivamente, le note all'art. 1, all'art. 3 e alle premesse.