Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Art. 12 Abrogazioni 1. Ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogati gli articoli 35, 53, 98 e 39, primo comma, n. 2), del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e gli articoli 41 e 42 del regio decreto 20 giugno 1929, n. 1058, nonché le disposizioni riguardanti l'alienazione di beni mobili dello Stato, contenute nell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1955, n. 72, nell'articolo 382 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1976, n. 1076, nell'articolo 117, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1976, n. 1077 e nell'articolo 278 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189. Note all'art. 12: - La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplemento ordinario, reca: "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa". Si trascrive il testo dell'art. 20, comma 4: "4. - I regolamenti entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti". - Si trascrive il testo dell'art. 39 del citato regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, come modificato dal presente regolamento: "Art. 39. - Si può inoltre ricorrere alla licitazione privata, concorrendovi particolari ragioni che devono essere indicate nel decreto di approvazione del contratto e dimostrate al consiglio di Stato, nel caso che occorra il suo preventivo avviso: 1) quando si tratti di spesa che non superi le L. 75.000.000 ovvero di spesa che non superi annualmente L. 15.000.000 e lo Stato non resti obbligato oltre cinque anni, semprechè per lo stesso oggetto non vi sia altro contratto computato il quale si oltrepassino tali limiti; 2) (numero soppresso); 3) per l'affitto di fondi rustici, fabbricati, ponti ed altri beni immobili, quando la rendita annuale sia valutata in somma non maggiore di L. 5.000.000 e la durata del contratto non ecceda i sei anni, e semprechè non ne sia stata data una parte a fitto con altro contratto per una somma e tempo che, uniti a quelli del nuovo contratto, eccedano i limiti qui determinati; 4) per l'acquisto e la macinazione di cereali, per l'acquisto dei viveri, del foraggio, della paglia e del combustibile e per il trasporto dei generi suddetti occorrenti per l'esercito; 5) per l'acquisto di cavalli di rimonta; 6) per le confezioni e riparazioni di corredo militare; 7) per le coltivazioni o fabbricazioni, o forniture a titolo di esperimento; 8) per le forniture occorrenti al mantenimento dei detenuti, quando siano commesse a stabilimenti di opere pie, o per lavori da darsi ai detti detenuti". - Per il riferimento al regio decreto 20 giugno 1929, n. 1058, si vedano le note alle premesse. - Si riporta il testo dell'art. 2 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 72 del 1955, le cui disposizioni riguardanti l'alienazione di beni mobili dello Stato sono abrogate dal presente regolamento: "Art. 2. - L'alienazione e la permuta di beni mobili ed immobili di pertinenza del patrimonio disponibile dello Stato sono di competenza dell'intendente di finanza in tutti i casi in cui per i relativi progetti non sia richiesto il parere del Consiglio di Stato. I relativi pubblici incanti, le licitazioni e le trattative private sono tenuti nell'ufficio del registro, nel cui distretto i beni o la maggior parte di essi sono situati. Per i progetti di alienazione e di permuta per i quali sia richiesto il parere del Consiglio di Stato, i pubblici incanti, le licitazioni e le trattative private sono tenuti presso la intendenza di finanza della provincia ove i beni o la maggior parte di essi si trovano. La stipulazione dei conseguenti contratti è effettuata pressol'intendenza di finanza o presso l'ufficio del registro a seconda che sui relativi progetti sia richiesto o meno il parere del Consiglio di Stato. I verbali di aggiudicazione ed i contratti sono approvati dall'intendenza di finanza o dal Ministero delle finanze, a seconda che le aste, le licitazioni o le stipule siano state effettuate presso l'ufficio del registro o presso l'intendenza di finanza". - Si trascrive il testo dell'art. 382 del citato decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1976, n. 1076, le cui disposizioni riguardanti l'alienazione di beni mobili dello Stato, sono abrogate dal presente regolamento: "Art. 382. - Le vendite si effettuano con l'osservanza delle norme contenute nel regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato nonché con le modalità prescritte dal presente regolamento o dai regolamenti speciali". - Si trascrive il testo dell'art. 117 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1976, n. 1077, nel cui comma quarto, le disposizioni riguardanti l'alienazione di beni mobili dello Stato sono abrogate del presente regolamento: "Art. 117 (Norme generali). - I materiali dichiarati fuori uso con le modalità di cui agli articoli 112 e 116, e destinati alla vendita possono, in casi speciali e previa autorizzazione ministeriale, essere alienati a licitazione od a trattativa privata. Quando il valore dei materiali da alienare non superi leL. 7.000.000 può farsi luogo anche alla procedura in economia. È vietato suddividere artificiosamente in più o diverse vendite uno stesso lotto omogeneo di materiali fuori uso. Per l'alienazione del materiale fuori uso, devesi richiedere l'intervento del rappresentante del Tesoro, designato dalla ragioneria generale dello Stato o dalla ragioneria provinciale dello Stato, quando il valore di stima degli oggetti da alienare superi l'importo di L. 7.000.000". - Si trascrive il testo dell'art. 278 del citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189, le cui disposizioni riguardanti l'alienazione di beni mobili dello Stato, sono abrogate dal presente regolamento: "Art. 278. - Le vendite si effettuano con l'osservanza delle norme contenute nel regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato nonché con le modalità prescritte dal presente regolamento".