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Processo penale - Disciplina del divieto di un secondo giudizio - Mancata applicabilità al caso in cui all'imputato sia stata irrogata, per il medesimo fatto nell'ambito di un procedimento amministrativo, una sanzione alla quale debba riconoscersi natura penale ai sensi della convenzione EDU - Asserita violazione del principio convenzionale del ne bis in idem - Ius superveniens - Necessità che il giudice rimettente rivaluti la rilevanza della questione alla luce del novum normativo - Restituzione degli atti.. Sono restituiti al rimettente gli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 649 cod. proc. pen. (in relazione all'art. 10- ter del d.lgs. n. 74 del 2000) impugnato - in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 4 del Protocollo n. 7 alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo - nella parte in cui non prevede l'applicabilità della disciplina del divieto di un secondo giudizio al caso in cui all'imputato sia già stata applicata, per il medesimo fatto nell'ambito di un procedimento amministrativo, una sanzione alla quale debba riconoscersi natura penale ai sensi della Convenzione EDU e dei relativi Protocolli. Successivamente all'ordinanza di rimessione è, infatti, intervenuto d.lgs. n. 158 del 2015, che ha profondamente innovato da un punto di vista sistematico il rapporto tra gli illeciti penali e amministrativi in questione, modificando alcune delle disposizioni prese in considerazione dal rimettente per ravvisare la violazione denunciata. Alla luce di tali innovazioni sistematiche spetta al rimettente valutarne le complesse ricadute nel giudizio a quo , specie in termini di rilevanza. Per analoga questione v. la citata ordinanza n. 225/2015.