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Roma, 6 marzo 1968 Signor Ministro, come è noto a V. E., in base all'art. 4 della Convenzione di Amicizia e di Buon Vicinato tra San Marino e l'Italia, firmata a Roma il 31 marzo 1939, i cittadini di ciascuno dei due Stati sono ammessi, nel territorio dell'altro, all'esercizio di qualsiasi industria, commercio, professione od arte, e potranno accedere a qualsiasi pubblico impiego a parità di condizioni con i nazionali. Al fine di assicurare nel modo più efficace l'applicazione della predetta clausola, proporrei che l'impegno con essa assunto fosse precisato come segue. Il Governo italiano e il Governo di San Marino continueranno a dare la più completa applicazione alla norma di cui al predetto art. 4 nei confronti dei cittadini dell'altro Stato ammessi a soggiornare nel proprio territorio. Nel quadro di tale impegno, il Governo di San Marino da un lato e il Governo italiano dall'altro, provvederanno ad intervenire per l'osservanza della norma stessa anche presso gli Enti parastatali, gli Enti locali ed i privati, e ciò di loro iniziativa o su segnalazione dell'autorità o della Rappresentanza dell'altro Stato. Il Governo di San Marino, nello spirito di piena lealtà alla Convenzione di Amicizia e di Buon Vicinato italosammarinese, assicura che provvederà nel più breve tempo a regolarizzare la posizione dei cittadini italiani già effettivamente e stabilmente residenti nel suo territorio per quanto attiene al rilascio dei permessi di soggiorno, concedendo altresì i permessi di lavoro agli aventi diritto secondo le norme e la prassi applicate nei confronti dei cittadini sammarinesi. Lo stesso Governo di San Marino fa presente, nel contempo, le sue preoccupazioni circa gli inconvenienti di un incontrollato aumento in territorio sammarinese di cittadini stranieri in genere ed in particolare italiani, che già rappresentano oltre il 20% della popolazione sammarinese residente e sottolinea a tale riguardo il rilevante onere cui va incontro l'erario statale nella concessione ai cittadini italiani residenti in San Marino di tutte le agevolazioni e provvidenze di carattere sociale previste in favore dei nazionali. Il Governo italiano, nello stesso spirito di sincera amicizia e feconda collaborazione, dà atto delle preoccupazioni espresse dal Governo di San Marino ed accoglie con soddisfazione le assicurazioni concernenti la regolarizzazione, entro il più breve tempo, della posizione dei cittadini italiani già effettivamente e stabilmente residenti nel territorio della Repubblica di San Marino. Se il Governo italiano concorda su quanto precede, la presente lettera e quella di assenso che V. E. si compiacerà farmi avere costituiranno un accordo in materia fra i due Stati. Voglia gradire, Signor Ministro, gli atti della mia più alta considerazione. BIGI S. E. l'On. Prof. Amintore FANFANI Ministro per gli Affari Esteri ROMA Roma, 6 marzo 1968 Signor Segretario di Stato, ho l'onore di accusare ricezione della lettera di V. E. in data odierna, così concepita: "come è noto a V. E., in base all'art. 4 della Convenzione di Amicizia e di Buon Vicinato tra San Marino e l'Italia, firmata a Roma il 31 marzo 1939, i cittadini di ciascuno dei due Stati sono ammessi, nel territorio dell'altro, all'esercizio di qualsiasi industria, commercio, professione od arte, e potranno accedere a qualsiasi pubblico impiego a parità di condizioni con i nazionali. Al fine di assicurare nel modo più efficace l'applicazione della predetta clausola, proporrei che l'impegno con essa assunto fosse precisato come segue. Il Governo italiano e il Governo di San Marino continueranno a dare la più completa applicazione alla norma di cui al predetto art. 4 nei confronti dei cittadini dell'altro Stato ammessi a soggiornare nel proprio territorio. Nel quadro di tale impegno, il Governo di San Marino da un lato e il Governo italiano dall'altro, provvederanno ad intervenire per l'osservanza della norma stessa anche presso gli Enti parastatali, gli Enti locali ed i privati, e ciò di loro iniziativa o su segnalazione dell'autorità o della Rappresentanza dell'altro Stato. Il Governo di San Marino, nello spirito di piena lealtà alla Convenzione di Amicizia e di Buon Vicinato italo-sammarinese, assicura che provvederà nel più breve tempo a regolarizzare la posizione dei cittadini italiani già effettivamente e stabilmente residenti nel suo territorio per quanto attiene al rilascio dei permessi di soggiorno, concedendo altresì i permessi di lavoro agli aventi diritto secondo le norme e la prassi applicate nei confronti dei cittadini sammarinesi. Lo stesso Governo di San Marino fa presente, nel contempo, le sue preoccupazioni circa gli inconvenienti di un incontrollato aumento in territorio sammarinese di cittadini stranieri in genere ed in particolare italiani, che già rappresentano oltre il 20% della popolazione sammarinese residente e sottolinea a tale riguardo il rilevante onere cui va incontro l'erario statale nella concessione ai cittadini italiani residenti in San Marino di tutte le agevolazioni e provvidenze di carattere sociale previste in favore dei nazionali. Il Governo italiano, nello stesso spirito di sincera amicizia e feconda collaborazione, dà atto delle preoccupazioni espresse dal Governo di San Marino ed accoglie con soddisfazione le assicurazioni concernenti la regolarizzazione entro il più breve tempo, della posizione dei cittadini italiani già effettivamente e stabilmente residenti nel territorio della Repubblica di San Marino. Se il Governo italiano concorda su quanto precede, la presente lettera e quella di assenso che V. E. si compiacerà farmi avere costituiranno un accordo in materia fra i due Stati". Al riguardo, ho l'onore di informare V. E. che il Governo italiano concorda con quanto precede. Voglia accogliere, Signor Segretario di Stato, gli atti della mia più alta considerazione. FANFANI S. E. Prof. Avv. Federico BIGI Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri MORO