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Caccia - Norme della Regione Liguria - Annotazione sul tesserino venatorio degli abbattimenti di capi di fauna selvatica - Obbligatorietà in relazione agli abbattimenti "accertati" - Denunciata violazione della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal TAR Liguria in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s ), Cost., dell'art. 38, comma 8, della legge reg. Liguria n. 29 del 1994, che stabilisce che il cacciatore deve indicare, negli appositi spazi del tesserino venatorio regionale relativi alla fauna stanziale e migratoria, la sigla del capo abbattuto subito dopo l'abbattimento «accertato». La precisazione dell'abbattimento come «accertato» - presupponendo soltanto che l'animale sia stato realmente abbattuto - non procrastina in alcun modo l'obbligo d'immediata registrazione e non determina, pertanto, una diminuzione del livello di protezione stabilito dal legislatore statale; la disposizione regionale censurata, peraltro, nel prevedere espressamente che l'annotazione sia effettuata «subito dopo» l'abbattimento esclude ogni possibilità di differimento. Né è fondata la censura per cui essa consentirebbe di omettere l'annotazione degli animali uccisi ma non rintracciati e/o recuperati, dal momento che l'effettiva uccisione dell'animale comporta l'obbligo di immediata registrazione, il quale non viene meno se particolari condizioni di tempo, luce e sparo ne impediscono il recupero. ( Precedenti citati: sentenze n. 291 del 2019 e n. 249 del 2019 ).