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Istituzione dell'Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva. Onorevoli Senatori. – Le minacce emergenti e ibride alla sicurezza nazionale impongono una riorganizzazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica secondo un principio di specializzazione, adottato da numerosi Paesi, che offra strumenti adeguati e competenze all'altezza delle sfide poste dai nuovi scenari globali. In questo contesto si inserisce la proposta di istituire un'agenzia dedicata al contrasto della disinformazione e alle interferenze esterne sui media tradizionali e digitali. Evidentemente lo scopo non è quello di censurare opinioni o notizie, bensì di analizzare il panorama informativo per individuare e smascherare i tentativi occulti di ingerenza per destabilizzare la vita democratica, quali le campagne di propaganda volte alla manipolazione dell'opinione pubblica con notizie false. Vari Paesi europei si sono già dotati di simili enti e agenzie, a cominciare dalla Francia con il suo Servizio di vigilanza e protezione contro le ingerenze digitali estere (Viginum), istituito nel 2021 sotto il Segretariato generale della difesa e della sicurezza nazionale del Primo ministro. Dal 2018 la Francia ha adottato la legge n. 1202 contro la manipolazione dell'informazione, che permette di chiedere all'autorità giudiziaria di interrompere la diffusione di una notizia palesemente falsa, disseminata artificialmente al fine di influenzare il processo elettorale. Inoltre, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni può sospendere la trasmissione di un canale televisivo quando è provato che agisce sotto l'influenza di uno stato estero per diffondere deliberatamente informazioni false che possono condizionare l'esito del voto. Dal 2022 anche la Svezia ha istituito l'Agenzia per la difesa psicologica che opera sotto l'egida del Ministero della difesa ed è composta da personale civile specializzato nel contrasto alla disinformazione e nel settore digitale. L'Agenzia analizza e monitora lo spazio informativo per segnalare eventuali campagne di propaganda lanciate da attori esterni per destabilizzare l'opinione pubblica svedese, ma fornisce anche assistenza alle altre istituzioni pubbliche che la richiedano. L'Agenzia francese e quella svedese hanno in comune un personale dall'età molto giovane, con altissime competenze tecniche nel settore della sicurezza, del digitale e della comunicazione. Altri Paesi hanno creato unità di StratCom con simili obiettivi, mentre il Servizio europeo per l'azione esterna ha lanciato nel 2015 il progetto EUvsDisinfo , che ha identificato e confutato oltre sedicimila casi di disinformazione. I tentativi di ingerenza di potenze straniere tramite campagne di disinformazione sono molto concreti e giustificano un intervento legislativo urgente che offra all'esecutivo, con il controllo del Parlamento, i migliori strumenti di contrasto a questa minaccia emergente. L'ultima relazione annuale dell' intelligence al Parlamento ha evidenziato che: « la Russia alimenta campagne multivettoriali in danno dell'Italia » e che « nel 2023 gli apparati di informazione legati al Cremlino hanno continuato a operare all'interno del dominio dell'informazione per minare la coesione europea e la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni sia nazionali che dell'Unione europea e dell'Alleanza Atlantica ». Anche il Capo di Stato Maggiore della difesa ammiraglio Cavo Dragone ha affermato che « Stiamo assistendo all'intensificarsi di una strategia di disinformazione russa che vede impegnato in prima fila lo stesso Putin con l'obiettivo di disorientare le nostri opinioni pubbliche attraverso la diffusione di una narrativa fallace ». A settembre 2022 l'organizzazione non governativa (ONG) EU DisinfoLab ha identificato una sofisticata operazione di disinformazione russa, denominata Doppelganger , che attraverso la creazione di siti clone di almeno 17 media europei, tra cui l'Agenzia italiana ANSA, ma anche Guardian , Daily Mail , Der Spiegel , Süddeutsche Zeitung , Bild e Reuters , mirava a veicolare notizie false per screditare l'Ucraina e promuovere la propaganda del regime russo. Tra maggio e settembre 2022, gli autori dell'operazione avevano registrato oltre cinquanta domini internet che imitavano con leggere differenze quelli dei siti originali, risultando così autentici ad un lettore distratto. Inoltre, i creatori dei siti clone avevano impostato un blocco di accesso dagli indirizzi IP di Paesi terzi rispetto a quello a cui era destinata la disinformazione. All'interno dei siti clonati, finti articoli riportavano notizie false sulla guerra con l'uso di video fabbricati ad arte, diffusi da pagine Facebook in un sistema complesso che, secondo l'analisi di EU DisinfoLab, replicava quello che si definisce Coordinated Inauthentic Behaviour , un comportamento coordinato non autentico volto a influenzare gli utenti dei social network . A giugno 2023 un rapporto dell'Agenzia francese Viginum ha rivelato un nuovo tentativo russo di creare siti clone di quotidiani come Le Monde , Le Figaro e Le Parisien , ma persino del sito del Ministero degli esteri, contenenti disinformazione russa e la notizia falsa dell'introduzione di una tassa per sostenere l'Ucraina. Anche in questo caso è stato individuato un Coordinated Inauthentic Behaviour di sciami di account su Twitter / X e Facebook per diffondere la propaganda di questi siti clone, condivisa anche dalla pagina Facebook dell'Ambasciata della Federazione Russa in Italia e decine di altre pagine ufficiali della rete diplomatica russa nel mondo. Sempre Viginum a febbraio 2024 ha svelato l'esistenza di una rete che ha denominato « Portal Kombat », formata da 193 siti con caratteristiche simili, alcuni lasciati dormienti, che disseminavano in Francia, Germania e Polonia contenuti di disinformazione, riportando notizie false di account pro-russi dai social network . Viginum sospetta che la rete sia opera dell' intelligence militare russa (GRU). Si inserisce in questo contesto anche l'operazione di polarizzazione dell'opinione pubblica francese tramite il disegno di una sessantina di stelle di David su negozi e abitazioni di ebrei a Parigi, commissionato da un oligarca moldavo residente in Russia, che secondo l'indagine della DGSI è stato pilotato dall' intelligence russa FSB per alimentare antisemitismo e islamofobia in Francia. Ma neanche l'Italia è estranea a queste manovre. Il 19 febbraio 2024 una sconosciuta testata online italiana, Il Corrispondente, ha pubblicato la notizia dell'omicidio in Spagna del pilota russo disertore Maksim Kuzminov, con il titolo: « Esclusiva: I traditori non vivono a lungo ». Nell'articolo, il Corrispondente si diceva in grado di confermare la vera identità dell'uomo ucciso « grazie ad una rivelazione giuntaci direttamente da un funzionario della Guardia Civil spagnola che sta indagando sul caso e che per ovvie ragioni vuole rimanere anonimo ». Premesso che il sito in questione è stato inaugurato a dicembre 2023 con una marcatissima linea editoriale filorussa, è inverosimile che un presunto ufficiale della Guardia Civil abbia scelto un oscuro sito per confermare una notizia così delicata, anziché i maggiori quotidiani spagnoli o italiani. Infatti, ad un controllo la partita IVA riportata sul sito del Corrispondente è risultata falsa e l'indirizzo indicato è quello della boutique romana di un noto stilista. Un'analisi dettagliata dei collegamenti ipertestuali, svolta dall'esperto di cybersicurezza Alex Orlowsky, ha rivelato legami del sito con il canale Telegram « italia_unita_avondet » e con un account Instagram abbandonato riconducibile direttamente ad Amedeo Avondet, italiano trasferito a Mosca già noto per i suoi legami con gli apparati del Cremlino e il sostegno all'invasione dell'Ucraina. Lo stesso Avondet ha ammesso in diretta televisiva di collaborare al sito Il Corrispondente e di aver avuto incontri all'ambasciata russa di Roma. È quindi verosimile che la conferma dell'omicidio avvenuto in Spagna sia arrivata ad Avondet da esponenti dell' intelligence russa. Inoltre, nel 2023 Avondet aveva scritto sulla piattaforma RRN.World, il principale sito identificato dai francesi di Viginum nell'operazione russa del 2023. Si tratta quindi di un tentativo di estendere all'Italia la stessa strategia adottata dalla disinformazione russa in Francia e in altri Paesi europei. Come ha messo in evidenza un rapporto del prestigioso think-tank britannico RUSI, l' intelligence militare russa ha intensificato gli sforzi nel settore della guerra ibrida e della disinformazione, oltre ad avere a disposizione un budget per il reclutamento di studenti stranieri nelle università russe. A questo proposito vale la pena menzionare che il video del dialogo tra una studentessa italiana all'università MGIMO di Mosca e il presidente Putin, teso a elogiare il regime, è stato prontamente rilanciato dall'ambasciata russa in Italia e da tutti i canali di propaganda. Parallelamente, alcuni giovani italiani residenti in Russia legati ad Amedeo Avondet si sono prestati a campagne di propaganda sui social , tese a normalizzare l'immagine del regime e a giustificare l'invasione dell'Ucraina. L'istituzione di un'agenzia per la lotta alla disinformazione permette inoltre di dare attuazione all'Accordo di cooperazione in materia di sicurezza tra Italia e Ucraina firmato a Kiev il 24 febbraio 2024, che all'articolo 6, lettera C, impegna le parti a cooperare contro le minacce alla sicurezza nazionale di manipolazione informativa, propaganda e disinformazione, oltre a sviluppare programmi di formazione congiunti per professionisti della sicurezza informativa e a svolgere regolari scambi di esperienze. Dal 2021 infatti il Consiglio di sicurezza nazionale ucraino è dotato di Centro per il contrasto alla disinformazione. Per esempio, è stato calcolato che nei primi quattro mesi di invasione 21 tra esponenti del Governo russo e di media controllati dal regime, alcuni collegati all' intelligence e all'esercito, hanno avuto spazio sui programmi televisivi italiani per almeno 67 volte, diffondendo con scarse smentite le narrazioni strategiche della disinformazione del Cremlino. Si tratta di una minaccia a lungo termine che non si esaurirà con il conflitto in corso, ma anzi è destinata ad aumentare con le nuove tecnologie nella dimensione digitale e con l'intelligenza artificiale. Altri regimi autoritari o potenze ostili impiegano già campagne di propaganda, disinformazione e misinformazione per influenzare l'opinione pubblica. Naturalmente questa dinamica si applica anche alle teorie antiscientifiche in ambito sanitario e climatico. È perciò fondamentale dotarsi con urgenza di strumenti adeguati a proteggere la vita democratica e lo spazio informativo. L'articolo 1, al comma 1, istituisce l'Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva (ADISC), definendo i compiti, l'ambito di operatività e le finalità e, cioè, di analizzare le informazioni diffuse tramite i mezzi di informazione comunque denominati, ivi incluse le piattaforme informatiche e i siti internet , al fine di individuare e segnalare attività di ingerenza nei confronti delle istituzioni e della vita democratica della Repubblica, quali applicazione di tattiche di guerra ibrida volte al danneggiamento del corretto funzionamento dei processi democratici, nonché eventuali falsificazioni e campagne di disinformazione preordinate alla manipolazione dell'opinione pubblica e a pregiudicare il normale esercizio delle libertà democratiche. Il comma 2 definisce la collocazione dell'ADISC nell'ambito dei servizi di sicurezza della Repubblica, mentre il comma 3 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'organizzazione e il funzionamento della stessa. Il comma 4 definisce i criteri di selezione e le modalità di accesso all'organico dell'ADISC, mentre i commi 5 e 6 recando disposizioni volte a chiarire le modalità di nomina dell'organo di vertice dell'Agenzia, nonché i meccanismi di coordinamento della stessa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR). L'articolo 2 reca le modifiche legislative necessarie a garantire il coordinamento formale del disegno di legge, innestando la nuova Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva nel perimetro di sicurezza nazionale.. Art. 1. (Istituzione dell'Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva) 1. Alla legge 3 agosto 2007, n. 124, dopo l'articolo 7 è inserito il seguente: « Art. 7- bis. – (Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva) – 1 . Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituita l'Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva (ADISC), con sede in Roma, alla quale è affidato il compito di analizzare le informazioni diffuse tramite i mezzi di informazione, comunque denominati, ivi inclusi le piattaforme informatiche e i siti internet , allo scopo di individuare e segnalare attività di ingerenza nei confronti delle istituzioni e della vita democratica della Repubblica, quali tattiche della cosiddetta “guerra ibrida” finalizzate al danneggiamento del corretto funzionamento dei processi democratici, nonché eventuali falsificazioni e campagne di disinformazione preordinate alla manipolazione dell'opinione pubblica e a pregiudicare il normale esercizio delle libertà democratiche. 2 . L'ADISC risponde al Presidente del Consiglio dei ministri e svolge le sue funzioni in coordinamento con il DIS, l'AISE, l'AISI, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 3 . Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri sono disciplinati l'organizzazione e il funzionamento dell'ADISC, nonché il trattamento giuridico ed economico del personale e le modalità di gestione delle spese. L'ADISC provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento, ivi comprese quelle relative al personale, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. 4 . L'ADISC seleziona il proprio personale in piena autonomia, unicamente sulla base di criteri di merito e di competenza e con esclusivo riferimento alle esigenze funzionali. Il personale dell'ADISC è composto: a) per il cinquanta per cento da personale assunto attraverso pubblico concorso con contratto di lavoro a tempo indeterminato; b) per il venti per cento da personale delle amministrazioni pubbliche o di diritto pubblico, collocato obbligatoriamente fuori ruolo; c) per il trenta per cento da personale selezionato attraverso procedure comparative pubbliche, per lo svolgimento di incarichi a tempo determinato, di durata non superiore a tre anni, non rinnovabili prima del decorso di un ulteriore triennio. 5 . Il Presidente del Consiglio dei ministri nomina, con proprio decreto, il direttore dell'ADISC, scelto tra i dirigenti di prima fascia o equiparati dell'amministrazione dello Stato, sentiti il CISR e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Con la medesima procedura di cui al primo periodo il Presidente del Consiglio dei ministri può disporne la revoca. L'incarico ha la durata massima di otto anni ed è conferibile, senza soluzione di continuità, anche con provvedimenti successivi, ciascuno dei quali di durata non superiore al quadriennio. 6 . Il direttore dell'ADISC riferisce costantemente al Presidente del Consiglio dei ministri sull'attività svolta e, al termine di ogni bimestre, trasmette al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica un rapporto sull'attività svolta e sulle minacce individuate, delle cui risultanze è dato conto anche nella relazione di cui all'articolo 33, comma 1 ». Art. 2. (Disposizioni di coordinamento) 1. Alla legge 3 agosto 2007, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 2: 1) al comma 1, le parole: « e dall'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) » sono sostituite dalle seguenti: « , dall'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) e dall'Agenzia sulla disinformazione e la sicurezza cognitiva (ADISC) »; 2) al comma 2, le parole: « l'AISE e l'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « l'AISE, l'AISI e l'ADISC »; b) all'articolo 4, comma 3: 1) alla lettera a) , le parole: « dall'AISE e dall'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « dall'AISE, dall'AISI e dall'ADISC »; 2) alla lettera c) , le parole: « dell'AISE e dell'AISI », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « dell'AISE, dell'AISI e dell'ADISC »; 3) alla lettera e) , le parole: « tra l'AISE, l'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « tra l'AISE, l'AISI, l'ADISC »; 4) alle lettere g) e h), le parole: « l'AISE e l'AISI », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « l'AISE, l'AISI e l'ADISC »; 5) alla lettera i) , le parole: « sull'AISE e sull'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « sull'AISE, sull'AISI e sull'ADISC »; 6) alla lettera n-bis) , le parole: « dell'AISE e dell'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « dell'AISE, dell'AISI e dell'ADISC »; c) all'articolo 5, comma 5, le parole: « i direttori dell'AISE e dell'AISI, » sono sostituite dalle seguenti: « i direttori dell'AISE, dell'AISI e dell'ADISC, »; d) all'articolo 8, al comma 1 e alla rubrica, le parole: « al DIS, all'AISE e all'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « al DIS, all'AISE, all'AISI e all'ADISC »; e) all'articolo 21, comma 6, le parole: « al DIS, all'AISE e all'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « al DIS, all'AISE, all'AISI e all'ADISC »; f) all'articolo 31, comma 1, le parole: « dei direttori dell'AISE e dell'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « dei direttori dell'AISE, dell'AISI e dell'ADISC »; g) all'articolo 33, comma 8, le parole: « del DIS, dell'AISE e dell'AISI » sono sostituite dalle seguenti: « del DIS, dell'AISE, dell'AISI e dell'ADISC ».