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Agricoltura - Norme della Regione Marche - Residui vegetali sottoposti ad abbruciamento - Esclusione dall'ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti - Ricorso del Governo - Ritenuto contrasto con il codice dell'ambiente e con la normativa comunitaria - Asserita violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, nonché dell'obbligo di osservanza dei vincoli comunitari - Insussistenza - Attività rientrante nella normale pratica agricola, sottratta alla disciplina dei rifiuti e alle relative sanzioni, e riconducibile alla materia residuale dell'agricoltura - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 della legge della Regione Marche 18 marzo 2014, n. 3, impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, primo comma e secondo comma, lett. s ), Cost., nella parte in cui esclude, in via generale, dall'ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti alcuni residui vegetali sottoposti ad abbruciamento, per contrasto con la disciplina contenuta negli artt. 184- bis e 185, comma 1, lett. f ), del d.lgs. n. 152 del 2006, e nella direttiva n. 2008/98/CE. Come attestato a più riprese anche dalla giurisprudenza di legittimità, il citato art. 185, comma 1, lett. f ), del codice dell'ambiente (e quindi anche le corrispondenti disposizioni della citata direttiva) consentiva - pure anteriormente all'introduzione del comma 6- bis nell'art. 182 - di annoverare tra le attività escluse dall'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti l'abbruciamento in loco dei residui vegetali, considerato ordinaria pratica applicata in agricoltura e nella selvicoltura. In questa chiave, dunque, deve ritenersi che il legislatore regionale sia legittimamente intervenuto sul punto, nell'esercizio della propria competenza nella materia «agricoltura», di carattere residuale per le Regioni a statuto ordinario. Peraltro, dato che attiene alla «tutela dell'ambiente», di competenza esclusiva dello Stato, la definizione degli ambiti di applicazione della normativa sui rifiuti, oltre i quali può legittimamente dispiegarsi la competenza regionale nella materia «agricoltura e foreste», restano fermi i vincoli posti dal sopravvenuto comma 6- bis dell'art. 182 del codice dell'ambiente al fine di assicurare che l'abbruciamento dei residui vegetali in agricoltura - in conformità del resto a quanto stabilito dalla normativa dell'Unione europea - non danneggi l'ambiente o metta in pericolo la salute umana. Sulla competenza del legislatore regionale nella materia «agricoltura», di carattere residuale per le Regioni a statuto ordinario, v. ex plurimis , le citate sentenze nn. 62/2013, 116/2006, 282/2004 e 12/2004.