Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 37 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 8,45. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Non essendoci obiezioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per la procedura informativa all'ordine del giorno. Prende atto la Commissione. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il presidente PETROCELLI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-00696 presentata dai senatori Malan e Fantetti, sul rafforzamento degli uffici consolari italiani nel Regno Unito. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Picchi. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario PICCHI, in merito a quanto richiesto dal Senatore interrogante, ricorda innanzitutto come la Farnesina riservi la massima attenzione all'efficienza della rete consolare, in particolare nelle Sedi operanti in Paesi con importanti comunità italiane come il Regno Unito dove, in connessione con la Brexit , si è registrato un incremento esponenziale della domanda di servizi consolari. Quella nel Regno Unito è, infatti, secondo i dati ufficiali, la sesta comunità italiana per grandezza, con oltre 340.000 iscritti agli schedari consolari di Londra ed Edimburgo ma un numero simile di non iscritti, per un totale stimato di oltre 700.000 persone. Il numero di connazionali iscritti alla sola AIRE di Londra cresce ad un ritmo molto sostenuto: al 31.12.2017 i connazionali iscritti erano 305.671 (con un aumento del 9 per cento rispetto al 2016); al 31 dicembre 2018 erano 329.955  con un aumento di più di 24.000 persone; ed al 28 febbraio 2019 sono già 334.796, aumento di quasi 5.000 persone in soli due mesi. Quanto alla struttura della rete consolare, continua l'oratore, operano nel Regno Unito due Consolati Generali, uno a Londra (in cui, oltre al Console Generale e a due Consoli, prestano servizio attualmente circa 62 unità di personale) e uno a Edimburgo (in cui il Console Generale è assistito da 8 collaboratori). Per mettere in condizione il Consolato Generale a Londra di far fronte al forte aumento della richiesta di servizi da parte dei connazionali in connessione alla Brexit , la Farnesina ha recentemente disposto un piano di rafforzamento delle capacità della Sede del tutto straordinario, viste anche le limitate risorse finanziarie e di organico di cui dispone. A differenza di quanto affermato dal Senatore interrogante, è stato disposto l'invio a Londra di un ulteriore funzionario diplomatico con funzioni di Console (dal gennaio 2019) e di sette funzionari consolari in assegnazione temporanea. Nel gennaio scorso è stata inoltre disposta la permanenza a Londra di altre due unità di ruolo per sei mesi ciascuna. Del resto, fa notare l'esponente del Governo, il rafforzamento della rete estera (e a maggior ragione l'istituzione di nuovi uffici) sarà possibile solo a fronte della disponibilità di nuove risorse umane e finanziarie. Dopo il primo miglioramento, registrato nel 2018, è con la Legge di bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è stato autorizzato ad assumere ulteriori 100 funzionari da inquadrare nella III Area e fino a 200 unità da inserire nei ruoli di II Area, oltre a 50 unità di personale a contratto. È infine da aggiungere che l'incremento di 150 unità complessive, disposto dalle Leggi di bilancio del 2018 e 2019, del contingente di personale a contratto presso le sedi all'estero (nonostante le mansioni svolte siano per loro natura diverse da quelle del personale di ruolo), contribuirà ad intervenire sulle situazioni più critiche in essere nella rete diplomatico-consolare, tra cui sicuramente quella degli uffici consolari. Per quanto concerne il personale a contratto assunto localmente, nel 2018 è stato autorizzato il potenziamento del Consolato Generale di Londra con l'assunzione di 15 unità temporanee, ciò ha portato il numero delle unità a contratto presenti a 47. Al Consolato Generale di Edimburgo, invece, sono presenti 5 unità a tempo interminato. Un ulteriore importante sforzo per il miglioramento dei servizi a favore dei connazionali nel Regno Unito in questo delicato momento è rappresentato dalle misure urgenti disposte dal decreto Legge 25 marzo 2019, n. 22 ("Misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché' tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea"), che ha previsto maggiori risorse a favore della rete consolare italiana nel Regno Unito, attraverso le seguenti misure: a ) acquisto e/o ristrutturazione degli immobili già adibiti o da adibire a sedi di uffici consolari nel Regno Unito (2,5 milioni di euro per l'anno 2019 e di 1 milione di euro per l'anno 2020); b ) incremento del numero di dipendenti di ruolo destinati agli uffici consolari (750.000 euro per l'anno 2019 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020); c ) potenziamento delle risorse per il funzionamento delle sedi coinvolte (1,5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019); d ) incremento di 50 unità il contingente del personale locale da destinare soprattutto ai consolati; e ) nell'intento di fornire servizi più rapidi ed incisivi ai cittadini all'estero, rendere l'iscrizione dei connazionali all'AIRE efficace dal momento della presentazione della dichiarazione fornita all'ufficio consolare, anziché dal momento della ricezione della stessa da parte dell'Ufficiale di anagrafe in Italia. Quanto alla rete consolare onoraria operante nel Regno Unito, essa si compone  escludendo Gibilterra e i territori extraeuropei  di quindici Uffici consolari onorari (di cui undici dipendenti dal Consolato Generale di Londra). Come noto, i titolari delle strutture onorarie, alla luce della normativa in vigore, prestano servizio su base del tutto volontaria e senza ricevere alcuna retribuzione, potendo contare esclusivamente su un parziale contributo per le spese di ufficio, oltre al rimborso delle spese postali e quelle sostenute per sussidi ai connazionali. Ciononostante, il ruolo svolto dagli Uffici onorari è di grande e crescente rilevanza in quanto assicurano una presenza capillare sul territorio. Molti di essi, inoltre, sono stati recentemente autorizzati a procedere alla captazione dei dati biometrici per il rilascio dei passaporti, fornendo così un ulteriore servizio assai apprezzato dalle nostre collettività. Per quanto riguarda i passaporti emessi, il Consolato Generale a Londra emette ora, anche grazie alle 15 unità di personale a contratto temporaneo assunte nel 2018, una media di 3.000 passaporti al mese (5.950 nei primi due mesi del 2019, in aumento del 35 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018). Pertanto, tra appuntamenti fissati dai connazionali, canale emergenza, passaporti postali e quelli che ci giungono dalla rete consolare onoraria dotata di kit biometrico, il Consolato emette circa 150 passaporti al giorno, considerando una media di 20 giorni lavorativi al mese. In merito alle modalità di prenotazione degli appuntamenti, il Consolato Generale ha riferito che il centralino telefonico è stato dotato di una nuova piattaforma informatica con sistema di coda e call back che può gestire fino a 24 telefonate simultaneamente. Data l'enorme richiesta, in alcuni momenti della giornata tutte e 24 le linee possono risultare occupate. Tuttavia, gli stessi connazionali ci segnalano che il sistema funziona e che, con una ragionevole attesa, si riesce a prenotare. Stesso discorso per quanto riguarda il PrenotaOnLine, ripristinato nei mesi scorsi. Contrariamente a quanto segnalano i Senatori interroganti, quindi, ogni giorno alle ore 19.00 diventano disponibili nuovi slot (40) per gli appuntamenti pomeridiani che attualmente vengono dati a 12 settimane. Sul numero di accessi giornalieri al Consolato Generale gestiti come "emergenze", previa analisi delle situazioni specifiche, detti ingressi possono talvolta essere limitati per motivi di sicurezza. Naturalmente, coloro che usufruiscono di tale servizio ricevono il passaporto a vista. La Farnesina, comunque, conclude il sottosegretario, continuerà in ogni caso a seguire con estrema attenzione la situazione e a valutare, ove necessario, eventuali ulteriori misure a tutela dei nostri cittadini e imprese nel Regno Unito. Il senatore MALAN ( FI-BP ) replica evidenziando, in primo luogo, che molti dei dati a sua disposizione divergono da quelli forniti dal rappresentante del Governo, che si presume abbiano come fonte gli stessi uffici consolari attualmente operanti nel Regno Unito. Rileva criticamente, quindi, che, nella fattispecie in oggetto, si è portati a constatare una certa discrepanza tra quanto annunciato e dichiarato nei siti ufficiali dei consolati italiani in loco e l'effettiva operatività che i medesimi uffici sono in grado di dispiegare, pur a fronte di un loro indefesso ed impagabile impegno lavorativo. In conclusione, prende atto delle ulteriori nuove assunzioni di personale, volte a rafforzare i servizi a favore dei connazionali, previste, per ultimo, dal recente decreto-legge cosiddetto "Brexit". Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa in titolo. IN SEDE CONSULTIVA AS 897 e 182 Prevenzione di maltrattamentia danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità (Parere alla 1 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere non ostativo) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 13 marzo. Dopo la chiusura della discussione generale da parte del PRESIDENTE , il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra una conferente bozza di parere non ostativo. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , quindi, verificata la presenza del prescritto numero legale, pone in votazione lo schema di parere proposto dal relatore, pubblicato in allegato, che è accolto dalla Commissione. IN SEDE REFERENTE AS 961 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di note tra il Governo della Repubblica italiana e la Multinational Force and Observers (MFO) emendativo dell'Accordo di sede del 12 giugno 1982, fatto a Roma il 7 e 8 giugno 2017 DDL 961 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di note tra il Governo della Repubblica italiana e la Multinational Force and Observers (MFO) emendativo dell'Accordo di sede del 12 giugno 1982, fatto a Roma il 7 e 8 giugno 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 gennaio. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello, non ostativo, della Commissione bilancio. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 962 Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017 DDL 962 Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra la Repubblica italiana e il Consiglio d'Europa circa l'Ufficio del Consiglio d'Europa a Venezia e il suo status giuridico, fatto a Strasburgo il 14 giugno 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 gennaio. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, di cui dà lettura. Illustra, pertanto, l'emendamento 3.1, pubblicato in allegato, finalizzato a recepire le condizioni poste nel parere della Commissione bilancio. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione l'emendamento 3.1, che risulta approvato. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 DDL 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 (Esame e rinvio) Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo, con Allegato e relativi Protocolli attuativi, sottoscritto nell'ottobre 2016 fra l'Italia e il Kenya e relativo al Centro spaziale Luigi Broglio a Malindi, in territorio keniota, che la Commissione è chiamata ad esaminare. L'intesa risponde all'esigenza di fornire una cornice normativa aggiornata attraverso cui disciplinare le relazioni tra l'Italia e il Kenya in materia di cooperazione spaziale, in considerazione della storica presenza italiana presso la Base di Malindi, unico centro spaziale italiano situato in territorio estero. Ricorda che il Centro spaziale Luigi Broglio - dal nome del creatore del progetto San Marco, ovvero del programma di collaborazione italo-statunitense di ricerca scientifica e sperimentazione spaziale, Luigi Broglio, docente della Scuola di ingegneria aerospaziale dell'Università «La Sapienza» di Roma - creato nel 1964, gestito dal 2004 dall'Agenzia spaziale italiana (ASI), è un'importante stazione per il controllo da terra delle missioni spaziali, e rappresenta un polo di eccellenza della tecnologia italiana al di fuori del territorio nazionale, nonché uno strumento qualificante della nostra collaborazione scientifica con il Kenya e con l'intero continente africano. Stante la sua strategica localizzazione geografica, la stazione rappresenta un sito ideale per il lancio di satelliti e per correlate attività di ricerca scientifica e raccolta di dati. Della struttura si è avvalsa anche l'Agenzia spaziale europea (ESA) nel quadro di un Protocollo trilaterale Italia-Kenya-Agenzia spaziale europea che attende di essere rinnovato all'esito della conclusione del negoziato tra Italia e Kenya. L'attuale funzionamento della Base è disciplinato da un Accordo intergovernativo firmato dai due Paesi nel 1995 e rinnovato da ultimo fino al 31 ottobre 2016. La nuova intesa - composta dall'Accordo bilaterale vero e proprio, da un annesso e da cinque protocolli tecnici attuativi - riprende i contenuti del precedente Accordo, e definisce i termini e le condizioni relative all'utilizzo della base da parte dell'Agenzia spaziale italiana. L'intento sotteso all'Accordo è quello di fare della Base di Malindi, e più in generale del Kenya, il fulcro di una cooperazione spaziale allargata ai Paesi del Corno d'Africa e dell'Africa orientale, con importanti ricadute strategiche a carattere scientifico, tecnologico e programmatico. Più in dettaglio, l'Accordo, composto di 18 articoli, fornisce le specifiche della Base in merito alle sue pertinenze ed alla sua destinazione d'uso, individuando quali settori di attività - per soli scopi pacifici - quelli della scienza e della tecnologia dello spazio, dell'osservazione della Terra, del supporto ai servizi di sorveglianza, delle comunicazioni spaziali, della telemedicina, dell'acquisizione dei dati satellitari, delle attività di ricerca di fisica dell'atmosfera, del lancio e controllo di satelliti e del telerilevamento (articolo II). L'Accordo, oltre a delineare ulteriori aree e forme di cooperazione tra le Parti nei settori della ricerca e della tecnologia spaziale ed aerospaziale e della formazione (articolo III), disciplina l'istituzione e le competenze degli organismi di indirizzo politico e di gestione, ovvero il Consiglio ministeriale congiunto (articolo IV), il comitato direttivo congiunto (articolo V) e l'Organo di gestione congiunta (articolo VI). La gestione della Base è affidata ad un Direttore, nominato dal Governo italiano tramite l'Agenzia spaziale italiana (ASI), coadiuvato da un Vice-Direttore keniota (articolo VII). Ulteriori norme definiscono le prerogative e gli obblighi del Governo italiano, tenuto - fra l'altro - ad avviare programmi di formazione a favore di cittadini keniani e a promuovere progetti di sviluppo nell'area, a sostenere i costi operativi di funzionamento quotidiano della struttura, a contribuire ai costi di istituzione e funzionamento del Centro regionale per l'osservazione della Terra, e a versare al Kenya la metà dei profitti derivanti da contratti con Terzi per i servizi commerciali forniti dalla Base (articolo VIII). Al Governo di Nairobi l'Accordo affida il compito di assicurare, sotto il profilo della sicurezza, un efficace funzionamento della Base, la protezione di beni e delle persone, di fornire le autorizzazioni al lancio di satelliti e piattaforme suborbitali, di individuare progetti di sviluppo da realizzare nell'area di Malindi, e di facilitare il rilascio delle autorizzazioni per l'installazione e l'utilizzo delle attrezzature necessarie (articolo IX). Vengono inoltre definite le modalità per l'uso della Base da parte di terzi (articolo X), per il risarcimento di eventuali danni arrecati a persone o cose all'interno o all'esterno della Base a seguito delle attività ad essa connesse (articolo XI), per l'effettuazione di verifiche ed ispezioni da parte keniota sulle attività della Base (articolo XII) e per garantire la riservatezza delle informazioni scambiate nell'ambito dell'applicazione dell'Accordo (articolo XIII). Il testo stabilisce infine i criteri per la risoluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo XIV), e dispone il conferimento al Kenya della proprietà di tutti i diritti e dei beni presso la Base alla scadenza dell'intesa bilaterale (articolo XV). L'Annesso 1 all'Accordo, che costituisce una versione aggiornata dell'allegato al precedente accordo fra le Parti per il programma San Marco presso il Centro spaziale di Malindi, descrive le principali risorse del centro, con particolare riferimento alla strumentazione. I cinque protocolli attuativi « tecnici » annessi all'Accordo - che mirano a definire un modello di collaborazione ad ampio spettro nel settore spaziale, impostata su basi di reciproco beneficio tra le Parti - disciplinano, rispettivamente, l'istituzione di un centro regionale per l'osservazione della Terra, il supporto da parte dell'ASI all'Agenzia nazionale spaziale keniana, la promozione e il sostegno alla ricerca nel campo della telemedicina in territorio keniano, una collaborazione ad ampio spettro nel settore dell'osservazione della Terra e dell'utilizzo di dati di missioni spaziali scientifiche, e l'assistenza da parte dell'ASI nel supportare le attività di istruzione e di formazione di studenti e personale tecnico keniani presso le istituzioni italiane nelle aree tematiche dell'ingegneria e della tecnologia aerospaziali, dell'osservazione della Terra, delle scienze, della politica e del diritto spaziali, della telemedicina e delle telecomunicazioni. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, nel porre la clausola di invarianza finanziaria, dispone che agli oneri derivanti dal provvedimento - che la relazione tecnica quantifica in poco più di 800.000 euro annui - si provveda nell'ambito del bilancio ordinario dell'Agenzia spaziale italiana, senza che da ciò debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il relatore conclude la sua esposizione informando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1103 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell'energia atomica sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009 DDL 1103 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell'energia atomica sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009 (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo transattivo del novembre 2009 fra l'Italia e la Comunità europea dell'energia atomica - nota anche con gli acronimi di CEEA o EURATOM -, sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca (CCR) di Ispra,in provincia di Varese, che la Commissione è chiamata ad esaminare. Ricorda che la struttura di Ispra costituisce uno dei quattro centri di ricerca istituiti dall'allora Comunità europea a seguito del Trattato EURATOM del 1957 per promuovere lo sviluppo dell'energia nucleare a fini pacifici negli Stati membri. Istituito nel 1959 con un accordo fra il Governo italiano e la Commissione dell'energia atomica che prevedeva la cessione da parte italiana alla Comunità europea, in concessione per novantanove anni, dell'area e delle strutture presenti all'epoca, il Centro fu utilizzato nel corso degli anni, a mezzo di specifici contratti, da soggetti italiani  quali il Comitato nazionale per l'energia nucleare (CNEN), il Centro informazioni studi ed esperienze (CISE), l'Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL) e le istituzioni governative italiane  per progetti di ricerca relativi al programma nucleare italiano. Dopo il 1987, a seguito del mutamento delle scelte strategiche dell'Italia sul nucleare, la collaborazione italiana con il CCR di Ispra in tale ambito si è progressivamente ridotta e, con il passare degli anni, anche alcuni programmi europei di ricerca in campo nucleare, in particolare nella struttura italiana, sono stati indirizzati verso nuove tematiche estranee al settore. Ad oggi nella struttura, oltre ad attività di ricerca convenzionale, restano operative con riferimento all'ambito nucleare le attività relative alle salvaguardie nucleari, e quelle di gestione dei rifiuti radioattivi e di conservazione in sicurezza delle installazioni nucleari. L'Accordo transattivo è necessario per la chiusura di un contenzioso tra la Comunità europea dell'energia atomica (EURATOM) e l'Italia in merito al riconoscimento delle responsabilità storiche dell'Italia relativamente allo smantellamento del Centro comune di ricerca di Ispra. Ricorda al riguardo che la Commissione europea ha deciso, nel 1999, di iniziare il programma di disattivazione e smantellamento dei centri di ricerca nucleare, tra cui quello di Ispra. Considerato che nel periodo fra gli anni Sessanta e gli Ottanta il CCR fu utilizzato a mezzo di specifici contratti da soggetti italiani (ENEA, CISE, ENEL) per progetti di ricerca relativi al programma nucleare italiano, la Commissione ha chiesto la partecipazione italiana alle attività di disattivazione e smantellamento. Non essendo possibile  stante il tempo trascorso e tenuto conto che la contrattualistica dell'epoca non prevedeva clausole per future attività di smantellamento, allora non previste  effettuare una determinazione analitica degli oneri di competenza italiana, si è deciso di comune accordo tra le Parti di concludere un'intesa transattiva. L'intesa in esame è basata non su un corrispettivo economico ma sulla realizzazione da parte italiana di alcuni dei lavori di disattivazione e smantellamento del reattore di Ispra 1 presente nel CCR, prevedendo in particolare che siano a carico dell'Italia alcune delle attività, consistenti essenzialmente nello smantellamento del reattore e nello smaltimento dei relativi rifiuti, del tutto simili a quelle relative ai siti nucleari italiani dismessi, svolte attualmente dalla Sogin S.p.a.. L'Accordo, che nelle premesse richiama la partecipazione italiana all'EURATOM e la situazione che ha originato le responsabilità italiane nelle attività svolte presso il CCR in esame, si compone di 6 punti. Nel punto 1 vengono individuati i servizi a compensazione degli oneri derivanti dalle pregresse attività di ricerca per il programma nucleare italiano, svolte presso il CCR di Ispra. In particolare si prevede che il Governo italiano provveda alla disattivazione del "reattore Ispra 1" secondo modalità puntualmente individuate, e poste a carico in parte dell'Italia e in parte dello stesso CCR. I dettagli di tali attività sono riportati nell'Appendice 1. Il titolare degli atti autorizzativi relativi al reattore Ispra 1 è quello individuato dal comma 537 dell'articolo 1 della legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 2017), ossia la Sogin S.p.a.. Il punto 2 definisce quale data limite per il conferimento dei rifiuti radioattivi del CCR di Ispra al Deposito nazionale il 2028, prevedendo che i relativi costi siano a carico del CCR stesso, e che, in caso d'indisponibilità del deposito, dal 1 gennaio 2029 sia il Governo italiano a doversi fare carico dei rifiuti nucleari e delle spese per la loro gestione. I successivi punti definiscono i criteri di accettazione dei rifiuti al Deposito nazionale, nonché le clausole riguardanti il rischio economico derivante dalla loro eventuale modifica (punto 3) e prevedono la possibilità per le Parti di concludere contratti specifici che descrivano in dettaglio lo scopo delle attività previste, nonché i relativi aspetti tecnici, legali e finanziari (punto 4). Nel punto 5 viene stabilito che l'Accordo transattivo sia regolato dal diritto dell'Unione europea, integrato, ove necessario, dal diritto italiano, e previste procedure di mediazione in caso di disaccordo. Da ultimo, il punto 6 istituisce il Comitato misto di gestione composto da tre rappresentanti per ciascuna Parte, allo scopo di controllare l'attuazione della transazione e, in particolare, di gestire le interfacce tra le attività di disattivazione, di cui al punto 1, e le altre attività del CCR di Ispra. All'Accordo è annessa una apposita Appendice 1, i cui paragrafi sono dedicati, rispettivamente, alla descrizione ed allo stato dell'impianto, alle coordinate per il trasferimento della titolarità degli atti autorizzativi al soggetto individuato dal Governo italiano, al mantenimento in sicurezza del reattore e alla sua disattivazione, alla gestione dei rifiuti da essa provenienti, all'accesso al sito e alla sicurezza sul lavoro. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame si compone di 4 articoli. L'articolo 3, relativo alle disposizioni finanziarie, stabilisce che all'attuazione dell'Accordo si provveda ai sensi dell'articolo 1, commi 541 e 542 della già richiamata legge di bilancio 2018. Si ricorda che tali commi prevedono, rispettivamente, che la copertura degli oneri derivanti dall'attribuzione a Sogin S.p.A. dello smantellamento del reattore Ispra 1 sia garantita mediante il ricorso agli introiti della componente tariffaria A2 sul prezzo dell'energia elettrica (comma 541), demandando ad un'apposita delibera dell'Autorità per l'energia elettrica-ARERA, la determinazione delle modalità di rimborso alla Sogin, a copertura degli oneri relativi alle attività (comma 542). Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento è riportata la stima degli oneri derivanti dall'attuazione dell'Accordo, effettuata dal Tavolo tecnico istituito dal Ministero dello sviluppo economico al momento della sottoscrizione dell'Accordo del 2009, valutata in complessivi 45 milioni di euro. A questa cifra, peraltro, la stessa relazione aggiunge i costi sostenuti dal CCR per le attività di custodia passiva dell'impianto, valutati in circa 5 milioni di euro. Il relatore conclude la sua esposizione evidenziando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1104 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, fatto a Bruxelles il 12 dicembre 2016 DDL 1104 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, fatto a Bruxelles il 12 dicembre 2016 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di dialogo politico e di cooperazione, sottoscritto nel dicembre 2016, tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Cuba, dall'altra, che la Commissione è chiamata ad esaminare. Il testo, la cui entrata in vigore definitiva è subordinata alla ratifica di tutti gli Stati membri dell'Unione europea, è già in vigore in via provvisoria dal 1° novembre 2017 per le parti di competenza della UE ed è finalizzato alla promozione delle relazioni tra l'Unione europea e Cuba, anche in considerazione dei saldi legami storici, economici e culturali esistenti tra le Parti. Le relazioni tra l'Unione europea e Cuba sono attualmente disciplinate da una Posizione comune risalente al dicembre 1996 che, al fine di incoraggiare il processo di transizione verso una democrazia pluralistica e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché di favorire il miglioramento delle condizioni di vita del popolo cubano, prevede l'intensificazione del dialogo politico, l'aiuto umanitario e azioni mirate di cooperazione economica a sostegno dell'attuazione dell'apertura economica. L'Accordo in esame, oltre a creare un solido quadro favorevole al rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione bilaterale in un numerosi settori (fra cui democrazia, diritti umani, giustizia e sicurezza, coesione sociale, ambiente e sviluppo economico), fornisce la base per un'azione comune su questioni internazionali e in consessi multilaterali e stabilisce i principi e gli obiettivi generali delle relazioni tra l'Unione europea e Cuba, prevedendo una struttura istituzionale per la sua gestione. Il testo, composto di 89 articoli, suddivisi in cinque Parti, stabilisce innanzitutto, nell'ambito della Parte I relativa alle disposizioni generali, i principi e gli obiettivi dell'Accordo (articoli 1 e 2), ribadendo l'impegno a favore di un sistema multilaterale solido, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La Parte II, relativa al dialogo politico (articoli 3-14), ne definisce gli obiettivi  tra i quali il rafforzamento del dialogo su temi di interesse comune, lo scambio di opinioni sulle rispettive posizioni nei consessi internazionali e il rafforzamento delle Nazioni Unite quale fulcro del sistema multilaterale  e stabilisce la gamma di settori strategici comuni che formerà l'oggetto del dialogo politico, fra cui diritti umani, commercio illegale di armi, disarmo, lotta contro il terrorismo, contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, contro la produzione, il traffico e il consumo di droghe illecite, e contro la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza. La Parte III, dedicata alla cooperazione e al dialogo strategico settoriale, si articola in sette titoli. Il Titolo I (articoli 15 - 21) fissa gli obiettivi, i principi, le modalità di dialogo, le procedure di cooperazione, definendo altresì gli attori della cooperazione (fra cui istituzioni centrali, amministrazioni locali, organizzazioni internazionali e rispettive agenzie), i settori della cooperazione (fra cui sviluppo sostenibile, diritti umani, sostenibilità ambientale, prospettiva di genere) e le risorse disponibili per il loro conseguimento. Il Titolo II (articoli 22 - 26), relativo alla democrazia, diritti umani e buon governo, esplicita l'impegno per il rafforzamento delle istituzioni e dello Stato di diritto, la modernizzazione della pubblica amministrazione e la prevenzione e risoluzione dei conflitti, individuando obiettivi e modalità di cooperazione per il loro raggiungimento. Il Titolo III (articoli 27 - 36), dedicato alla promozione della giustizia, sicurezza dei cittadini e migrazione, stabilisce meccanismi di cooperazione in settori quali la prevenzione e repressione del traffico di droga, di armi leggere, del riciclaggio di denaro, della lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo, la migrazione, il traffico di persone e di migranti. Il Titolo IV (articoli 37-46), relativo allo sviluppo e alla coesione sociale, prevede la collaborazione fra le Parti per promuovere e scambiare buone prassi nell'ambito - fra le altre - delle politiche economiche e commerciali, delle politiche di bilancio, sociali e occupazionali, delle strategie di lotta contro la xenofobia e delle politiche per i giovani. Nel settore dell'istruzione (articolo 39) le Parti si impegnano a condividere le esperienze e le migliori prassi e a promuovere lo scambio di studenti, ricercatori e docenti. Iniziative di cooperazione sono previste nei settori della sanità pubblica (articolo 40), della protezione dei consumatori (articolo 41), della cultura e del patrimonio culturale (articolo 42), a favore delle persone in stato di vulnerabilità (articolo 43), della prospettiva di genere (articolo 44) e della gioventù (articolo 45). Il Titolo V (articoli 47-49) è dedicato alla cooperazione nel settore dell'ambiente, della gestione del rischio di catastrofi e di cambiamenti climatici, e prevede azioni di cooperazione quali il trasferimento e l'utilizzo di tecnologie pulite sostenibili, la promozione di modelli di produzione e consumo sostenibili, e della capacità di gestione sostenibile dell'approvvigionamento idrico. Il Titolo VI (articoli 50-58), relativo allo sviluppo economico, prevede una serie di attività di cooperazione in molteplici settori, dall'agricoltura alla pesca, dal turismo sostenibile alla scienza, dall'energia alla buona governance in materia fiscale. La Parte IV (articoli 60-80), relativa agli scambi e alla cooperazione commerciale, definisce gli obiettivi della cooperazione di settore, prefiggendosi in particolare il rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali, la promozione dell'integrazione di Cuba nell'economia mondiale, il rafforzamento del contributo del commercio sostenibile e il sostegno alla diversificazione dell'economia cubana, in un clima di miglioramento per gli investimenti. Le disposizioni prevedono altresì l'agevolazione degli scambi e la cooperazione su questioni quali gli ostacoli tecnici e le norme al fine di migliorare le prospettive di rafforzamento delle relazioni economiche. La Parte V (articoli 81-89), relativa alle disposizioni istituzionali e finali, istituisce un quadro istituzionale composto da un Consiglio congiunto (articolo 81), riunito a livello ministeriale almeno ogni due anni e presieduto alternativamente da un rappresentante UE e da Cuba, i cui compiti consistono nel vigilare sulle attività volte al conseguimento degli obiettivi dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione, nel guidarne l'attuazione e nell'esaminare i principali problemi eventualmente insorti, nonché le altre questioni bilaterali, multilaterali o internazionali di comune interesse, e da un Comitato misto (articolo 82), che assiste il Comitato congiunto, composto a sua volta da rappresentanti delle Parti e da alti funzionari. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame si compone di 4 articoli. L'articolo 3, che contiene una clausola di invarianza finanziaria, evidenzia come dall'attuazione del provvedimento non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il relatore conclude la sua esposizione evidenziando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore ALFIERI ( PD ) chiede al sottosegretario Picchi se è intenzione dell'Esecutivo di presentare alle Camere ulteriori provvedimenti urgenti, volti a fronteggiare gli esiti di una possibile Brexit senza accordo oltre al decreto-legge licenziato lo scorso 25 marzo che, tuttavia, si occupa prevalentemente dei profili finanziari dello scenario di fuoriuscita del Regno Unito dall'Unione europea. Il sottosegretario PICCHI fa presente che, per il momento, risulta ancora prematuro prefigurare assetti normativi su materie diverse da quelle disciplinate dal decreto citato dal senatore Alfieri. Il Governo, tuttavia, rimane vigile ed attento nel controllare tutti i possibili sviluppi di una situazione che, come è noto, è assai problematica e in continuo evolversi. Il senatore AIROLA ( M5S ), infine, rammenta la necessità di predisporre una normativa convenzionale in materia di estradizione tra l'Italia e la Guinea, considerati i numerosi casi irrisolti di cittadini di questo Paese africano che, nonostante i reiterati reati messi in atto, non possono essere rimpatriati. La seduta termina alle ore 9,15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 897 E 182 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminati i disegni di legge in titolo, per gli aspetti di propria competenza, valutato altresì il testo unificato adottato dalla Commissione Affari costituzionali nella seduta n. 68 del 28 febbraio 2019 quale base per il seguito dell'esame; rilevato che il riferimento all'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali viene consentito in conformità a quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge 24 febbraio 2009, n. 18, e previo consenso degli interessati o, se minorenni o incapaci, dei loro tutori; tenuto conto che il testo unificato adottato dalla Commissione Affari costituzionali quale base per il seguito dell'esame, richiama a sua volta, per l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza, il rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; rilevato altresì che il testo unificato adottato dalla Commissione Affari costituzionali quale base per il seguito dell'esame amplia il riferimento ai diritti fondamentali della persona sanciti da alcuni testi a carattere internazionale, richiamando espressamente anche la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato