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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 109 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15,50. IN SEDE REFERENTE Ratifica Accordo Italia-Australia cooperazione scientifica, tecnologica e innovazione DDL 1957 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione scientifica, tecnologica e innovazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dell'Australia, fatto a Canberra il 22 maggio 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 novembre 2020. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. Ratifica Accordo Italia-Grecia su delimitazione zone marittime DDL 2131 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica ellenica sulla delimitazione delle rispettive zone marittime, fatto ad Atene il 9 giugno 2020 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 marzo. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Airola a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, illustra la "legge europea 2019-2020", già approvata dalla Camera dei deputati, su cui la Commissione è chiamata a formulare un parere, per i profili di competenza, alla Commissione politiche dell'Unione europea. Ricorda che la legge sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea (legge n. 234 del 2012) ha introdotto, in sostituzione della legge comunitaria annuale, l'obbligo di adozione di due distinti provvedimenti per l'attuazione del diritto dell'Unione europea nell'ordinamento nazionale: la legge di delegazione europea - quella relativa agli anni 2019-2020, l'Atto Senato 1721-B, è di nuovo all'esame del Senato, in terza lettura, dopo le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati - che reca le disposizioni di delega necessarie al recepimento delle direttive comunitarie e delle decisioni quadro; la legge europea, che contiene invece le disposizioni modificative o abrogative di norme interne oggetto di procedure di infrazione o di sentenze della Corte di giustizia, quelle necessarie per dare attuazione agli atti dell'Unione europea ed ai trattati internazionali conclusi dall'Unione europea e quelle emanate nell'ambito del potere sostitutivo. Il disegno di legge europea per il 2019-2020 in esame si compone di 38 articoli, suddivisi in 8 Capi, che modificano o integrano disposizioni vigenti dell'ordinamento nazionale nell'ambito dei seguenti settori: libera circolazione di persone, beni e servizi (Capo I, articoli 1-10); spazio di libertà, sicurezza e giustizia (Capo II, articoli 11-17); fiscalità, dogane e ravvicinamento delle legislazioni (Capo III, articoli 18-20); affari economici e monetari (Capo IV, articoli 21-23); sanità (Capo V, articoli 24-28); protezione dei consumatori (Capo VI, articoli 29-32); energia (Capo VII, articolo 33). Ulteriori disposizioni, contenute nel Capo VIII, riguardano il Comitato interministeriale per gli affari europei (articolo 34); il diritto di rivalsa dello Stato nei confronti di regioni o di altri enti pubblici responsabili di violazioni del diritto dell'Unione europea (articolo 35); il rafforzamento delle strutture del Ministero dell'economia e delle finanze preposte alle attività di gestione, monitoraggio e controllo degli interventi UE per il periodo di programmazione 2021/2027 (articolo 36); il versamento delle risorse proprie dell'Unione europea (articolo 37). Completa il disegno di legge l'articolo 38, che reca la clausola di invarianza finanziaria. Obiettivo prioritario sotteso al provvedimento - prosegue la relatrice - è quello di ridurre il numero delle procedure di infrazioni aperte nei confronti dell'Italia, che ad oggi ammonta a 82, di cui 63 per violazione del diritto dell'Unione e 19 per mancato recepimento di direttive, dato che appare in tendenziale aumento rispetto agli anni precedenti il 2018. Per quanto attiene gli aspetti di stringente interesse per la Commissione Affari esteri, la relatrice evidenzia come essi risultino piuttosto residuali. Segnala, innanzitutto, l'articolo 8, che novella alcuni articoli del Codice dei contratti pubblici (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016), al fine di conformarsi a quanto indicato nella procedura di infrazione europea 2018/2273. In particolare, il comma 3 abroga il comma 2 dell'articolo 14 del decreto del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale 2 novembre 2017, n. 1929, che disciplina il subappalto nei contratti da svolgersi all'estero: con la modifica in esame, gli eventuali subappalti possono complessivamente superare il limite, previsto dalla normativa vigente, del trenta per cento dell'importo complessivo del contratto. Il successivo articolo 9 individua nel Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale l'autorità competente ad applicare il Regolamento (CE) del Consiglio n. 2271/96 del 22 novembre 1996, relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un Paese terzo, e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (cosiddetto "regolamento di blocco"). Tale nuova competenza viene attribuita in ragione del fatto che il decreto-legge n. 104 del 2019 ha disposto il trasferimento dal Ministero dello Sviluppo economico al MAECI delle competenze in materia di commercio internazionale e dell'internazionalizzazione delle imprese italiane. A tal proposito, ricorda che la protezione prevista dal Regolamento (CE) n. 2271/96 copre gli scambi internazionali, i movimenti di capitali e le attività commerciali connesse tra l'Unione europea e i Paesi terzi. Le leggi coperte dal Regolamento sono specificate nell'Allegato del medesimo Regolamento. In base alla disciplina europea, nessuna sentenza di un tribunale e nessuna decisione di un'autorità amministrativa esterna all'Unione europea che, direttamente o indirettamente, renda operativi gli atti normativi indicati nell'Allegato è accettata o eseguita in alcun modo. Inoltre, nessuna delle persone cui si riferisce il Regolamento deve rispettare richieste o divieti basati o derivanti dagli atti normativi indicati nell'Allegato. Tuttavia, si può essere autorizzati a rispettare, completamente o in parte, tali norme o divieti se la loro inosservanza può danneggiare seriamente i propri interessi o quelli dell'UE. Tale autorizzazione viene concessa dalla Commissione, con l'assistenza di un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri. Di interesse appare anche l'articolo 10che reca disposizioni relative alle procedure di autorizzazione all'esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice uso, necessarie a garantire attuazione al Regolamento (CE) n. 428/2009, trasferendo al MAECI le competenze in materia. In particolare, la disposizione in esame modifica il decreto legislativo n. 221 del 2017, attribuendo al MAECI il compito di individuare i Paesi e i prodotti nei quali attivare lo strumento delle autorizzazioni generali nazionali di esportazioni di prodotti a duplice uso, nonché di emanare il provvedimento che coordina le attività ispettive di altre amministrazioni relativamente alle operazioni di esportazione, importazione, trasferimento, intermediazione, transito e assistenza tecnica. Si tratta di attività disciplinate dal già richiamato Regolamento (CE) n. 428/2009, che mira a garantire la conformità delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso con gli impegni e le responsabilità internazionali dell'UE, in particolare in materia di non proliferazione, ovvero nella prevenzione della diffusione delle armi nucleari. Al riguardo, la relatrice segnala come il commercio di prodotti a duplice uso rappresenti una parte considerevole del commercio estero dell'UE: secondo i dati aggiornati al 2017, il volume delle esportazioni dall'UE ha raggiunto gli 85 miliardi di euro. Ricorda, inoltre, che le funzioni di controllo previste dalla norma italiana vigente in materia vengono esercitate da un comitato consultivo, di cui fanno parte il direttore dell'Unità per le autorizzazioni dei materiali d'armamento-UAMA del MAECI, che svolge le funzioni di presidente, e un rappresentante per ciascuno dei Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, della salute, dei beni e delle attività culturali e del turismo, nonché uno dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Segnala, inoltre, sia pure per aspetti di interesse piuttosto residuale per la Commissione esteri, l'articolo 14, che provvede a individuare nel questore l'autorità competente al rilascio del documento di viaggio europeo per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/1953. Al riguardo, la relazione illustrativa sottolinea che la disposizione consentirà di agevolare ed accelerare le procedure di rimpatrio degli stranieri che siano sprovvisti di documenti di viaggio rilasciati dagli Stati di origine o provenienza. L'uso di tale documento renderebbe difatti superabili talune criticità legate alla carente collaborazione delle Autorità diplomatiche dei Paesi terzi nelle attività di identificazione dei propri cittadini, onde consentirne il rimpatrio. Segnala, da ultimo, anche l'articolo 34, che novella l'articolo 2 della legge n. 234 del 2012, incrementando da 20 a 28 unità il contingente massimo di personale di cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le politiche europee, può avvalersi ai fini del funzionamento del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE). Ricorda come spetti a tale organo concordare le linee politiche del Governo nel processo di formazione della posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti dell'Unione europea. La relazione illustrativa del disegno di legge motiva l'incremento di organico con la necessità di garantire una più efficace gestione delle funzioni di supporto della segreteria CIAE alle attività del Comitato Interministeriale affari europei e del Comitato tecnico di valutazione. Il PRESIDENTE , ringraziata la relatrice per l'esauriente esposizione svolta, apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI fa presente che, nell'ambito dell'esame del Documento CCLXI, n. 1, sono stati auditi nella giornata di giovedì 15 aprile, in sede di Ufficio di Presidenza, rappresentanti del VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo onlus ), i quali hanno consegnato della documentazione scritta che sarà pubblicata sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,10.