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Modifiche alla legge 3 aprile 2001, n. 120, in materia di utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedalieri. Onorevoli Senatori. – I defibrillatori automatici esterni (DAE) sono apparecchiature che una volta collegate al paziente tramite due elettrodi adesivi sono in grado di interpretare il ritmo cardiaco e di rilevare se è necessario erogare una scarica. La defibrillazione erogata entro cinque minuti dall'arresto cardiaco può aumentare fino a dieci volte le possibilità di sopravvivenza della persona colpita; ogni minuto di ritardo nell'erogazione della scarica diminuisce del 10 per cento le possibilità di sopravvivenza. Senza l'intervento degli astanti in oltre il 90 per cento dei casi una persona in arresto cardiaco muore. I DAE sono suddivisi in due tipologie, in base alla modalità di funzionamento: semiautomatici, nei quali quando è presente un ritmo defibrillabile l'operatore deve premere il pulsante di scarica; automatici, nei quali quando è presente un ritmo defibrillabile il DAE eroga autonomamente la scarica. In entrambi i casi, una volta acceso il DAE fornisce all'operatore tutte le istruzioni su come utilizzarlo, guidandolo passo per passo. I DAE sono dispositivi con altissima affidabilità ed assoluta sicurezza d'uso. In nessun modo l'operatore può forzare il DAE ad erogare la scarica se non è presente un ritmo defibrillabile; non si è mai verificato al mondo un singolo episodio in cui un errato impiego del DAE abbia provocato un danno al paziente. In Italia l'uso del DAE da parte di personale non sanitario è consentito dal 2001. La possibilità per il personale non sanitario di utilizzare i DAE in Italia è limitata ai DAE semiautomatici e richiede il possesso di una autorizzazione. Queste due condizioni limitano la possibilità di impiego del DAE e riducono le possibilità di sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco. Diversi studi hanno dimostrato che la paura di premere il pulsante (e quindi in qualche modo « assumersi una responsabilità »), pur essendo un gesto banale, ha spesso fermato l'operatore del DAE e non ha consentito alla vittima di ricevere la scarica che le avrebbe salvato la vita. L'Italia è uno dei pochissimi Paesi al mondo nei quali la possibilità di utilizzare un DAE è subordinata al possesso di una autorizzazione; nella quasi totalità dei Paesi l'impiego del DAE è consentito a chiunque, senza alcuna necessità di aver seguito un corso o di essere in possesso di un'autorizzazione. Il regime autorizzativo è un freno anche alla diffusione dei DAE, perché il suo possesso viene collegato ad una assunzione di responsabilità ed a possibili conseguenze penali e civili per il suo mancato utilizzo da parte dei soggetti autorizzati. Per questi motivi, è indispensabile un aggiornamento della normativa che possa allinearla a quella degli altri Paesi. In particolare il disegno di legge proposto prevede la sostituzione dell'articolo 1 della legge n. 120 del 2001. Il comma 1 del nuovo articolo 1 prevede che non sia necessario seguire corsi di formazione od ottenere autorizzazioni per impiegare il DAE, in quanto lo strumento è dotato di una assoluta sicurezza intrinseca, fornisce istruzioni dettagliate per il suo utilizzo e non richiede alcuna competenza dell'operatore. Consente inoltre l'impiego di DAE automatici, che non richiedono interazione con l'operatore, e che sono dispositivi medici regolarmente registrati ed autorizzati da tempo in Italia. Il comma 2 prevede che chi utilizza il DAE non possa essere perseguito qualora la persona soccorsa riporti un danno. Il DAE non permette a chi lo opera di compiere alcuna manovra pericolosa per la persona soccorsa (se utilizzato impropriamente al massimo non funzionerà) e se applicato ad una persona che non ha necessità di defibrillazione non erogherà mai una scarica non necessaria. Per questi motivi la disposizione ha il solo scopo di rafforzare nella popolazione la propensione ad utilizzare il DAE senza alcuna remora per possibili conseguenze (che non potranno mai verificarsi). Il comma 3 vuole favorire la diffusione dei DAE evitando che possa essere limitata dalla paura che chi lo possiede o lo ha a disposizione possa essere chiamato a rispondere qualora non sia stato in grado di utilizzarlo su una persona in arresto cardiaco. L'esenzione dalle responsabilità non vale invece per gli esercenti una professione sanitaria, che hanno l'obbligo giuridico di intervenire con gli strumenti a disposizione secondo le proprie competenze.. 1 1 Alla legge 3 aprile 2001, n. 120, sono apportate le seguenti modificazioni: a l'articolo 1 è sostituito dal seguente: « Art. 1. – 1 . È consentito l'utilizzo del defibrillatore automatico esterno (DAE), operante sia in modalità semiautomatica che automatica, senza alcuna autorizzazione o qualifica. 2 . Chiunque applichi il DAE ad una persona apparentemente priva di conoscenza non è considerato responsabile, in sede penale e civile, di qualsivoglia conseguenza derivante dall'impiego del DAE stesso, salvo il caso in cui non abbia intenzionalmente modificato il dispositivo o sia a conoscenza del fatto che qualcun altro lo abbia modificato. 3 . Chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo o abbia comunque a disposizione un DAE non può essere considerato responsabile, in sede penale e civile, di qualsivoglia conseguenza derivante dal mancato o dall'errato impiego del DAE stesso in presenza delle indicazioni al suo utilizzo »; b al titolo, dopo la parola: « semiautomatici » sono inserite le seguenti: « e automatici ».