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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 65 GARAVINI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE CONSULTIVA (1874) d-l 34/2020 - rilancio DDL 1874 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Riferisce il relatore VATTUONE ( PD ), osservando che i profili di competenza della Commissione si rinvengono in numerose disposizioni del provvedimento. Il primo articolo di interesse è l'articolo 19, che autorizza per l'anno 2020 l'arruolamento eccezionale, a domanda, di 70 ufficiali medici (30 della Marina militare, 30 dell'Aeronautica militare e 10 dell'Arma dei carabinieri) e di 100 sottufficiali infermieri (di cui 50 della Marina militare e 50 dell'Aeronautica militare). La Camera ha apportato alcune modifiche al testo originario. In particolare, nel corso dell'esame in sede referente è stato previsto che qualora tali soggetti siano iscritti all'ultimo o al penultimo anno di corso di una scuola universitaria di specializzazione in medicina e chirurgia, essi restino iscritti alla scuola con sospensione del trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica. Si prevede, inoltre, che le Università assicurino il recupero del complesso delle attività formative necessarie al conseguimento degli obiettivi formativi previsti (comma 3- bis ). E' stata poi espressamente esclusa la qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza e di ufficiale di polizia giudiziaria agli ufficiali medici arruolati in servizio temporaneo nell'arma dei Carabinieri ai sensi dell'articolo in esame (comma 3- ter ). Il successivo articolo 20, rimasto nella formulazione proposta dal Governo, autorizza l'ulteriore spesa di 1 milione di euro per l'anno 2020 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario al personale medico e paramedico e delle sale operative delle Forze armate, in virtù dei maggiori compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza. Di interesse anche l'articolo 21, del pari non modificato dalla Camera. In particolare, in considerazione del blocco delle procedure concorsuali per l'accesso nelle carriere iniziali delle Forze armate, disposto nell'ambito delle misure di contenimento del virus Covid-19, la norma prolunga i tempi di permanenza nelle ferme prefissate, sia quelle propedeutiche all'accesso nella ferma quadriennale, sia quelle funzionali all'inserimento nei ruoli del servizio permanente delle Forze armate. Si prevede, inoltre, il reclutamento, in via eccezionale per l'anno 2020, di 60 marescialli in servizio permanente. Il reclutamento ha luogo mediante concorso riservato al personale in servizio appartenente ai ruoli dei sergenti e dei volontari in servizio permanente, in possesso di laurea per la professione sanitaria infermieristica e relativa abilitazione professionale. L'articolo 22, rimasto anch'esso nel testo originario, dispone l'ulteriore proroga, fino al 31 luglio 2020, dell'impiego di 253 di unità di personale militare posto a disposizione dell'operazione "Strade sicure" nella fase 1 dell'emergenza "Covid-19". La norma integra, a decorrere dalla data di effettivo impiego e fino al termine dello stato di emergenza (il 31 luglio 2020), con ulteriori 500 unità, il dispositivo delle Forze armate a disposizione dei prefetti, in ragione delle incrementate esigenze di sostegno alle Forze di polizia nell'ambito delle attività finalizzate ad assicurare il rispetto delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Si autorizza, inoltre, per l'anno 2020 l'ulteriore spesa complessiva di euro 9.404.210, per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario e per gli altri oneri connessi all'impiego del personale. L'articolo 52, non modificato dalla Camera, dispone la sospensione dei versamenti di quote di restituzione e di diritti relativi ai finanziamenti a favore delle imprese dell'aerospazio, sia in ambito civile che della difesa nazionale, concessi ai sensi della legge n. 808/1985, con scadenza nel 2020. Si prevede, tra l'altro, che i versamenti sono effettuati, senza applicazione di interessi e di sanzioni, in unica soluzione entro il 31 dicembre 2021 o mediante rateizzazione fino ad un massimo di dieci rate mensili di pari importo a decorrere dal 31 dicembre 2021. L'articolo 72, sul quale la Camera ha apportato alcune modifiche, aumenta da 1.000 a 2.000 euro l'importo massimo del bonus per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per l'emergenza epidemiologica (comma 2 lettera a). Viene poi aumentato poi da 15 a 30 giorni la durata massima del congedo parentale introdotto in favore dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche conseguente all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il successivo articolo 73, non modificato, incrementa quindi di ulteriori complessivi dodici giorni, usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020, il numero di giorni di permesso retribuito per l'assistenza di familiari disabili, coperto da contribuzione figurativa. I suddetti 12 giorni ulteriori complessivi per i mesi di maggio e giugno 2020 si aggiungono, quindi, ai 3 giorni di permesso mensile previsti in via ordinaria dall'articolo 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, diventando pari a 18 giorni totali per i due mesi citati. L'articolo 100 prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali si avvalga del Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro e delle articolazioni dipendenti, limitatamente al personale già in organico, in via eccezionale e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri, per far fronte all'emergenza epidemiologica e al fine di assicurare una tempestiva vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel processo di riavvio delle attività produttive e comunque non oltre il 31 dicembre 2020. Di particolare importanza, anche ai fini dell'affare assegnato appena concluso dalla Commissione con una specifica risoluzione, l'articolo 164, che semplifica le procedure per la vendita "in blocco" di unità immobiliari libere della Difesa, al fine di intercettare settori del mercato immobiliare non interessati all'acquisto di singole unità. L'articolo 211 (modificato dalla Camera per alcuni aspetti formali), autorizza la spesa di euro 2.230.000 per l'anno 2020, a favore del Corpo delle capitanerie di porto per i maggiori compiti connessi al contenimento della diffusione del Covid-19, per un periodo di novanta giorni a decorrere dalla data di entrata di entrata in vigore del presente decreto-legge. Le risorse sono destinate, nella misura di 1.550.000, per spese di sanificazione e disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi e per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale e nella misura di euro 320.000 per l'acquisto di attrezzature tecniche. Lo stesso articolo 211 contiene una ulteriore misura volta alla valorizzazione del patrimonio infrastrutturale e logistico della difesa, che riconosce al Ministero della difesa la facoltà di stipulare, attraverso Difesa servizi S.p.A., convenzioni, ovvero accordi, con soggetti pubblici o privati, volti ad affidare in uso temporaneo zone, impianti o parti di essi, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, inclusi nei comprensori militari. L'articolo 238- bis , introdotto dalla Camera, riconfigura infine il Centro alti studi per la difesa (CASD), in via sperimentale, quale Scuola superiore ad ordinamento speciale della Difesa, di alta qualificazione e di ricerca nel campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Si prevede, pertanto, l'istituzione di un apposito Comitato ordinatore che dovrà redigere il Piano dell'offerta formativa della Scuola e si stabiliscono i requisiti per il riconoscimento, al termine del periodo di sperimentazione, dell'autonomia statutaria e regolamentare della Scuola; L'oratore si sofferma quindi su ulteriori disposizioni concernenti sia il comparto difesa che il comparto sicurezza. L'articolo 240 (su cui la Camera è intervenuta con modifiche formali), al fine di sviluppare le attività in materia di prevenzione e tutela informatica e cibernetica, istituisce, entro il Ministero dell'interno, una direzione generale per lo sviluppo della prevenzione e tutela informatiche. L'articolo 258 (che ha subito, del pari, lievi modifiche), autorizza il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell'interno - previe intese con il Ministero della difesa - ad avvalersi del personale medico selezionato e non assunto, nell'ambito delle procedure di arruolamento temporaneo di medici militari, secondo l'ordine predisposto dal Ministero della difesa e previo assenso degli interessati. L'articolo 259 (modificato dalla Camera), interviene invece sulle procedure concorsuali, indette o da indirsi, per l'accesso ai ruoli e alle qualifiche delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale di vigili del fuoco, in un'ottica di semplificazione finalizzata anche a prevenire possibili fenomeni di diffusione del contagio da Covid-19. L'articolo 260, infine (anch'esso lievemente modificato), autorizza quindi la rimodulazione, l'anticipata conclusione, la temporanea sospensione o il rinvio dei corsi di formazione per il personale delle Forze armate, le Forze di polizia, Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Conclude formulando una proposta di parere favorevole. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), pur rilevando che il decreto-legge all'esame della Commissione contiene alcune misure che potrebbero anche essere condivisibili (in particolare quelle sul personale sanitario), osserva che le risorse economiche destinate al comparto difesa appaiono comunque decisamente insufficienti. Dà quindi lettura di una proposta alternativa di parere, a prima firma del senatore Fusco e a firma sua e dei senatori Pepe e Pucciarelli. Poiché nessun altro chiede di intervenire, la presidente GARAVINI , previa verifica del numero legale, pone ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che risulta approvata. Risulta pertanto preclusa la proposta alternativa di parere contrario a firma dei senatori Fusco, Candura, Pepe e Pucciarelli. IN SEDE REFERENTE (1152) Delega semplificazione e razionalizzazione ordinamento militare DDL 1152 Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 luglio. La presidente GARAVINI , relatrice sul provvedimento, ricorda che la scorsa seduta aveva illustrato un emendamento a sua firma, interamente sostituivo del testo del disegno di legge. Il testo, peraltro, accoglieva alcune sollecitazioni di diversi commissari (1.100, pubblicato in allegato al resoconto della seduta dello scorso 7 luglio). Rende quindi noto che, alla scadenza del termine, previsto per le ore 17 di mercoledì 8 luglio, non sono stati presentati subemendamenti. Il senatore Mininno, tuttavia, ha opportunamente segnalato la necessità di correggere l'errore materiale dell'emendamento 1.100 che non specifica, alla lettera f), che, come evidente dall'argomento del provvedimento, le modifiche riguardano il solo personale militare della Difesa. Da ultimo, informa la Commissione che, stante l'assenza del parere della Commissione bilancio sull'emendamento 1.100, non sarà possibile procedere alle votazioni nella giornata odierna. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI (n. 414) partecipazione italiana ai progetti di difesa comune europea Doc n. 414 Partecipazione italiana ai progetti della difesa comune europea (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione Doc . XXIV, n. 23) La presidente GARAVINI ( IV-PSI ) ricorda che lo scorso 30 giugno è stato ultimato un ampio ciclo di audizioni in relazione al tema in esame, che ha coinvolto i vertici militari italiani e dell'Unione europea, rappresentanti della Commissione europea e dell'Agenzia europea per la difesa e rappresentanti di aziende italiane del settore. Illustra quindi, in qualità di relatrice, una bozza di risoluzione (pubblicata in allegato). Le premesse rilevano la proposta della Commissione europea presentata lo sorso 27 maggio, di destinare i fondi per la difesa per un ammontare di 10,7 miliardi di euro, di cui circa 9 destinati al Fondo europeo per la difesa e circa 1,7 alla mobilità militare. Inoltre, per quanto riguarda la Cooperazione strutturata permanente (PESCO), su un totale di 46 progetti, l'Italia è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16; Le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche, anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce chimiche e biologiche o emergenze sanitaria, come il Covid-19. Nel bando EDIDP per il 2020, tra le azioni finanziabili, figura, ad esempio, un capitolo specifico per la componente di protezione NBC. Anche nell'ambito della PESCO, peraltro, non mancano iniziative in grado di rafforzare, direttamente o indirettamente, le capacità militari europee di risposta a crisi di salute pubblica come il progetto della mobilità militare che ha lo scopo di facilitare la mobilità degli assetti militari nel territorio europeo (dunque anche in caso di calamità o di emergenze sanitarie); il "Pacchetto per il dislocamento della capacità di soccorso militare nelle emergenze", di cui è capofila l'Italia; il Poligono di addestramento per la difesa CBRN e il progetto Sorveglianza CBRN. Peraltro, prosegue la relatrice, il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana. Con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, le aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno infatti partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, ed in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio. Inoltre, due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi vedono l'azienda Leonardo capo fila di un consorzio nazionale, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; Appare poi necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale, anche perché il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica. Conclude dando puntuale lettura degli impegni al Governo contenuti nella proposta di risoluzione. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), nell'esprimere apprezzamento per i contenuti degli impegni al Governo, osserva che le premesse sembrano rimarcare l'operato di alcune aziende (come ad esempio Leonardo), non menzionando quello di altre (come Fincantieri), che, pur non essendo capofila di consorzi, partecipano con un ruolo di primo piano in programmi di assoluto rilievo. Quanto precede potrebbe dar luogo, a suo avviso, a equivoci. La presidente GARAVINI ( IV-PSI ), preso atto di quanto rilevato dal senatore Candura, formula quindi una nuova proposta di risoluzione (pubblicata in allegato). Interviene, per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo di appartenenza, il senatore CAUSIN ( FIBP-UDC ), auspicando che la Commissione continui comunque a monitorare la destinazione delle risorse economiche. Le aziende coinvolte, infatti, partecipano ad importanti progetti di sviluppo tecnologico (spesso di natura duale, ossia con ricadute anche sul mondo civile), e, nell'attuale periodo di crisi, meritano di essere sostenute da un'efficace politica anti ciclica. La presidente GARAVINI ( IV-PSI ) precisa che la sua proposta di risoluzione impegna specificatamente il Governo a riferire periodicamente al Parlamento sulla partecipazione italiana ai progetti di difesa europea. Poiché nessun altro chiede di intervenire, viene infine posta ai voti, previa verifica del numero legale, la proposta di risoluzione da ultimo formulata dalla Presidente relatrice, che risulta approvata. La presidente GARAVINI si compiace dell'esito unanime della votazione. La seduta termina alle ore 14,30. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI FUSCO, CANDURA, PEPE E PUCCIARELLI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI FUSCO, CANDURA, PEPE E PUCCIARELLI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1874 La Commissione Difesa, non avendo avuto il tempo di esaminare adeguatamente il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Rilancio) a causa della prossima scadenza (18 luglio); preso atto dell'ampiezza del provvedimento, che reca molteplici misure che tentano invano di fornire un sostegno all'economia; considerato che tra le molte disposizioni introdotte ve ne sono diverse che interessano il settore della difesa; tra gli articoli di più diretto interesse per la Commissione si possono distinguere quelli relativi al personale e alla sanità militare, da un lato, e quelli attinenti ai mezzi e al patrimonio, dall'altro; valutato che le Forze armate hanno svolto sin dall'inizio dell'emergenza un ruolo fondamentale per la gestione dello stato di crisi, oltre che nell'impegno prodotto sul fronte sanitario; medici e infermieri militari sono stati mandati in aiuto del personale sanitario in servizio nelle zone più colpite dall'epidemia; i militari si sono adoperati per l'allestimento di diversi ospedali da campo sul territorio nazionale, che sono risultati fondamentali nel supporto alla crisi sanitaria in corso; militari e Forze armate svolgono un ruolo fondamentale nella gestione e nel controllo del territorio, contribuendo al contenimento dell'epidemia; considerata infine l'impossibilità di fornire al Senato i tempi e le modalità per apporre migliorie in fase emendativa; vista la non volontà, reiterata, di considerare il settore della difesa come priorità strategica per la nostra nazione, anche come volano dello sviluppo economico e industriale in grado di conferire a tutto il sistema Paese; valutate insufficienti le risorse immesse nel settore della difesa dall'attuale provvedimento; esprime parere contrario. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 ( Doc . XXIV, n. 23) La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana ai progetti della Difesa comune europea; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: - con una dotazione complessiva di bilancio di oltre 220 miliardi di euro l'anno (peraltro in crescita), gli Stati membri dell'Unione europea si collocano collettivamente al secondo posto nel mondo per entità della spesa nel settore della difesa. Tuttavia la grande varietà degli assetti di ciascuna Forza armata e la forte chiusura dei mercati nazionali comportano frammentazione del mercato, scarsa crescita dell'industria e duplicazioni dei prodotti, con un impiego delle risorse molto lontano dall'essere ottimale; - secondo un recente studio del Parlamento europeo, il rafforzamento delle cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa potrebbe offrire ulteriore efficienza, soprattutto se sostenuta da una maggiore standardizzazione dei materiali e dalla specializzazione dei compiti. In particolare, sarebbe ancora possibile ottenere un incremento di efficienza di almeno 22 miliardi di euro; - negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per sostenere l'industria europea della difesa, con l'obiettivo di rafforzare la sua base tecnologica e favorire lo sviluppo cooperativo e coordinato dei prodotti destinati alle Forze armate; - da alcuni anni gli Stati membri si sottopongono a un processo di Revisione coordinata annuale sulla difesa ( CARD ), con cui individuano le proprie carenze capacitive e sincronizzano, per quanto possibile, i bilanci nazionali della difesa. A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità (CDP), gli Stati, con l'aiuto del Servizio dell'azione esterna, dell'Agenzia europea della difesa e dello Stato maggiore UE, avviano una progettazione cooperativa per colmare le lacune esistenti, evitare duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della Cooperazione strutturata permanente (PESCO); - dopo i primi interventi per favorire i trasferimenti intra-comunitari e l'armonizzazione delle regole del procurement , a partire dal giugno del 2017 la Commissione ha poi adottato anche un pacchetto di misure di finanziamento diretto dell'industria della difesa, articolato in due diverse fasi; - per la prima fase, che copre il periodo 2017-2020, sono stati istituiti, con risorse già presenti nel bilancio, due principali programmi di sostegno: uno dedicato alla ricerca, con una dotazione finanziaria di 90 milioni, (l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, PADR); e uno rivolto allo sviluppo dei progetti, con una dotazione di 500 milioni (il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, EDIDP); - con la recente elezione dei progetti vincitori del bando del 2019, l'Azione preparatoria ha concluso i suoi tre cicli di programmazione annuale, che stanno finanziando una serie di progetti, cui partecipano ovviamente anche aziende italiane, talvolta in posizione di direzione, come per il progetto Ocean 2020; - il programma EDIDP, che si rivolge alla fase dello sviluppo dei prodotti e alla definizione dei prototipi, si articola in due cicli di programmazione. Il bando del 2019 è scaduto lo scorso settembre. Il bando per il 2020 è stato invece appena pubblicato, con una scadenza prevista per il 1 dicembre 2020 (a meno di proroghe dovute all'emergenza Covid-19) e un budget complessivo di oltre 160 milioni di euro. Oltre ai bandi annuali, sono previste due iniziative da sostenere attraverso finanziamenti diretti, per il progetto del velivolo europeo a pilotaggio remoto, EURODRONE (con 100 milioni di euro, sostenuto da Francia, Germania, Spagna e Italia) e per lo sviluppo del sistema di comunicazioni per la difesa ESSOR (finanziato con 37 milioni); - per la seconda fase, per il periodo dal 2021 al 2027, la Commissione ha proposto uno strumento più strutturato e dotato di maggiori risorse, un vero e proprio Fondo europeo per la difesa, da finanziare con le risorse del nuovo Quadro finanziario pluriennale. Il procedimento per l'approvazione del regolamento del nuovo Fondo si è sostanzialmente concluso nella primavera del 2019, con l'accordo tra Parlamento e Consiglio. Resta però ancora da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo e su tale questione potrebbe incidere negativamente l'impatto economico conseguente alla crisi epidemiologica causata dal Covid-19; - resta però da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo. La proposta iniziale della Commissione, sostenuta dal Parlamento europeo, ipotizzava risorse molto significative, cioè 13 miliardi di euro complessivi per il periodo 2021/2027. Le proposte di compromesso presentate in Consiglio tra dicembre 2019 e febbraio 2020 avevano già ridotto di molto le ambizioni finanziarie del nuovo Fondo. L'emergenza Covid-19 ha poi stravolto le priorità della programmazione finanziaria Ue dei prossimi anni, per l'esigenza di dirottare quante più risorse possibili alle misure di sostegno alle economie nazionali; - nella proposta della Commissione presentata lo sorso 27 maggio, i fondi per la difesa ammontano a 10,7 miliardi di euro, di cui circa 9 destinati al Fondo europeo per la difesa e circa 1,7 alla mobilità militare; - per quanto riguarda la Cooperazione strutturata permanente (PESCO), su un totale di 46 progetti, l'Italia è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16; - le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce chimiche e biologiche o emergenze sanitaria, come il Covid-19. Nel bando EDIDP per il 2020, tra le azioni finanziabili, figura, ad esempio, un capitolo specifico per la componente di protezione NBC.Anche nell'ambito della PESCO, non mancano iniziative in grado di rafforzare, direttamente o indirettamente, le capacità militari europee di risposta a crisi di salute pubblica come il progetto della mobilità militare che ha loscopo di facilitare la mobilità degli assetti militari nel territorio europeo (dunque anche in caso di calamità o di emergenze sanitarie); il "Pacchetto per il dislocamento della capacità di soccorso militare nelle emergenze", di cui è capofila l'Italia; il Poligono di addestramento per la difesa CBRN e il progetto Sorveglianza CBRN; considerato che: - il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana; - nel settore della difesa l'Italia vanta eccellenze industriali di primo piano, competitive a livello mondiale, sia con grandi aziende che con una rete di piccole e medie imprese; - con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio; - due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi i progetti citati vedono un consorzio, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; - sono risultati vincitori del bando EDIDIP 2019 anche altri 7 progetti cui partecipano aziende italiane, tra cui il progetto di ricevitori di posizionamento satellitare Galileo/PRS e il progetto Future Naval Platform per lo sviluppo di unità navali di futura generazione, con fondi complessivi per circa 123 milioni di euro; rilevato infine che: - anche gli operatori economici nazionali individuano nella frammentazione, sia sul fronte della domanda che dell'offerta, il principale fattore di debolezza dell'industria Europea della difesa; - nell'attuale contesto, appare imprescindibile la necessità di sfruttare appieno le opportunità offerte dai diversi progetti, piani e fondi dell'Unione europea, che sono però generalmente improntati al principio del co-finanziamento, e richiedono dunque un adeguato impegno finanziario da parte dei Paesi partecipanti; - un deciso sostegno, economico e organizzativo, delle progettualità più promettenti nell'ambito della PESCO, permetterebbe al nostro Paese di risultare un potenziale riferimento nel contesto collaborativo; - per l'accesso ai finanziamenti del Fondo europeo per la Difesa, che possono essere richiesti per gli stessi progetti Pesco, la possibilità di successo dei bandi da parte delle aziende nazionali e dello Stato italiano, è del pari legata al supporto economico e alle certezze programmatiche che potrà essere loro offerto; - risulta necessario anche preservare il potenziale economico delle piccole e medie imprese, specializzate e apprezzate ed i cui prodotti, spesso ad alta tecnologia, risultano funzionali agli obiettivi delle grandi aziende e del Paese; - appare altresì necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - considerata la necessità di evitare il rischio che, nell'attuale situazione di crisi economica, i finanziamenti per il settore della difesa vengano ulteriormente ridotti, a fronte di uno scenario internazionale in costante peggioramento, anche a causa, da ultimo, dell'emergenza Covid-19; - rilevato che, al contrario, il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica; impegna il Governo: - adassicurare risorse finanziarie stabili, prevedibili e adeguate a sostegno della partecipazione italiana ai progetti delle difesa europea, sia per quelli che prevedono la cooperazione tra gli Stati, sia di quelli che prevedono la cooperazione a livello industriale, valutando anche, allo scopo, la possibilità di istituire nel bilancio della difesa un fondo pluriennale dedicato al finanziamento dei programmi approvati in sede europea; - a continuare nel suo impegno per sostenere l'accesso delle piccole e medie imprese ai progetti e ai fondi; - ad operare per garantire il necessario sostegno alla partecipazione italiana ai vari livelli decisionali UE, rafforzando la presenza di personale italiano qualificato negli ambiti decisionali chiave delle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - a informare periodicamente il Parlamento sulla partecipazione dell'Italia ai progetti di rafforzamento della Difesa comune europea, a partire dai Piani nazionali d'attuazione dei progetti PESCO; - a garantire in tempi rapidi la piena operatività delle norme in materia di accordi "governo-governo", per evitare situazioni di svantaggio competitivo per le nostre imprese in relazione ai competitori internazionali. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 414 La Commissione Difesa, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana ai progetti di Difesa europea; preso atto delle risultanze delle audizioni svolte; premesso che: - con una dotazione complessiva di bilancio di oltre 220 miliardi di euro l'anno (peraltro in crescita), gli Stati membri dell'Unione europea si collocano collettivamente al secondo posto nel mondo per entità della spesa nel settore della difesa. Tuttavia la grande varietà degli assetti di ciascuna Forza armata e la forte chiusura dei mercati nazionali comportano frammentazione del mercato, scarsa crescita dell'industria e duplicazioni dei prodotti, con un impiego delle risorse molto lontano dall'essere ottimale; - secondo un recente studio del Parlamento europeo, il rafforzamento delle cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa potrebbe offrire ulteriore efficienza, soprattutto se sostenuta da una maggiore standardizzazione dei materiali e dalla specializzazione dei compiti. In particolare, sarebbe ancora possibile ottenere un incremento di efficienza di almeno 22 miliardi di euro; - negli ultimi anni l'Unione europea ha avviato diverse importanti iniziative per sostenere l'industria europea della difesa, con l'obiettivo di rafforzare la sua base tecnologica e favorire lo sviluppo cooperativo e coordinato dei prodotti destinati alle Forze armate; - da alcuni anni gli Stati membri si sottopongono a un processo di Revisione coordinata annuale sulla difesa ( CARD ), con cui individuano le proprie carenze capacitive e sincronizzano, per quanto possibile, i bilanci nazionali della difesa. A seguire, secondo le linee definite dal Piano di sviluppo delle capacità (CDP), gli Stati, con l'aiuto del Servizio dell'azione esterna, dell'Agenzia europea della difesa e dello Stato maggiore UE, avviano una progettazione cooperativa per colmare le lacune esistenti, evitare duplicazioni e sprechi di risorse, attraverso gli strumenti della Cooperazione strutturata permanente (PESCO); - dopo i primi interventi per favorire i trasferimenti intra-comunitari e l'armonizzazione delle regole del procurement , a partire dal giugno del 2017 la Commissione ha poi adottato anche un pacchetto di misure di finanziamento diretto dell'industria della difesa, articolato in due diverse fasi; - per la prima fase, che copre il periodo 2017-2020, sono stati istituiti, con risorse già presenti nel bilancio, due principali programmi di sostegno: uno dedicato alla ricerca, con una dotazione finanziaria di 90 milioni, (l'Azione preparatoria sulla ricerca in materia di difesa, PADR); e uno rivolto allo sviluppo dei progetti, con una dotazione di 500 milioni (il Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, EDIDP); - con la recente elezione dei progetti vincitori del bando del 2019, l'Azione preparatoria ha concluso i suoi tre cicli di programmazione annuale, che stanno finanziando una serie di progetti, cui partecipano ovviamente anche aziende italiane, talvolta in posizione di direzione, come Leonardo per il progetto Ocean 2020; - il programma EDIDP, che si rivolge alla fase dello sviluppo dei prodotti e alla definizione dei prototipi, si articola in due cicli di programmazione. Il bando del 2019 è scaduto lo scorso settembre. Il bando per il 2020 è stato invece appena pubblicato, con una scadenza prevista per il 1 dicembre 2020 (a meno di proroghe dovute all'emergenza Covid-19) e un budget complessivo di oltre 160 milioni di euro. Oltre ai bandi annuali, sono previste due iniziative da sostenere attraverso finanziamenti diretti, per il progetto del velivolo europeo a pilotaggio remoto, EURODRONE (con 100 milioni di euro, sostenuto da Francia, Germania, Spagna e Italia) e per lo sviluppo del sistema di comunicazioni per la difesa ESSOR (finanziato con 37 milioni); - per la seconda fase, per il periodo dal 2021 al 2027, la Commissione ha proposto uno strumento più strutturato e dotato di maggiori risorse, un vero e proprio Fondo europeo per la difesa, da finanziare con le risorse del nuovo Quadro finanziario pluriennale. Il procedimento per l'approvazione del regolamento del nuovo Fondo si è sostanzialmente concluso nella primavera del 2019, con l'accordo tra Parlamento e Consiglio. Resta però ancora da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo e su tale questione potrebbe incidere negativamente l'impatto economico conseguente alla crisi epidemiologica causata dal Covid-19; - resta però da stabilirsi l'ammontare delle risorse complessive del Fondo. La proposta iniziale della Commissione, sostenuta dal Parlamento europeo, ipotizzava risorse molto significative, cioè 13 miliardi di euro complessivi per il periodo 2021/2027. Le proposte di compromesso presentate in Consiglio tra dicembre 2019 e febbraio 2020 avevano già ridotto di molto le ambizioni finanziarie del nuovo Fondo. L'emergenza Covid-19 ha poi stravolto le priorità della programmazione finanziaria Ue dei prossimi anni, per l'esigenza di dirottare quante più risorse possibili alle misure di sostegno alle economie nazionali; - nella proposta della Commissione presentata lo sorso 27 maggio, i fondi per la difesa ammontano a 10,7 miliardi di euro, di cui circa 9 destinati al Fondo europeo per la difesa e circa 1,7alla mobilità militare; - per quanto riguarda la Cooperazione strutturata permanente (PESCO), su un totale di 46 progetti, l'Italia è capofila in 9 progetti, e partecipa ad altri 16; - le iniziative della difesa comune europea risultano strategiche anche in relazione alla capacità di risposta contro minacce chimiche e biologiche o emergenze sanitaria, come il Covid-19. Nel bando EDIDP per il 2020, tra le azioni finanziabili, figura, ad esempio, un capitolo specifico per la componente di protezione NBC.Anche nell'ambito della PESCO, non mancano iniziative in grado di rafforzare, direttamente o indirettamente, le capacità militari europee di risposta a crisi di salute pubblica come il progetto della mobilità militare che ha loscopo di facilitare la mobilità degli assetti militari nel territorio europeo (dunque anche in caso di calamità o di emergenze sanitarie); il "Pacchetto per il dislocamento della capacità di soccorso militare nelle emergenze", di cui è capofila l'Italia; il Poligono di addestramento per la difesa CBRN e il progetto Sorveglianza CBRN; considerato che: - il processo di integrazione della difesa europea coinvolge ampiamente l'industria italiana; - nel settore della difesa l'Italia vanta eccellenze industriali di primo piano, competitive a livello mondiale, sia con grandi aziende che con una rete di piccole e medie imprese; - con riferimento ai programmi in ambito EDIDP, aziende italiane, con il supporto del Ministero della difesa, hanno partecipato a 14 dei 40 progetti complessivamente presentati in risposta al bando per il 2019, in 5 casi con un'industria nazionale a capo del consorzio; - due progetti italiani sono risultati vincitori del bando: uno relativo alla progettazione di sistemi di supporto all'addestramento per i piloti di aerei e l'altro relativo alla progettazione e lo sviluppo di sistemi innovativi per l'osservazione della terra. Entrambi i progetti citati vedono l'azienda Leonardo capo fila di un consorzio nazionale composto da MBDA Italia, Italiana Ponti Radio e E-GEOS, per un totale di finanziamenti attesi pari a 11,5 milioni di euro; - sono risultati vincitori del bando EDIDIP 2019 anche altri 7 progetti cui partecipano aziende italiane, tra cui il progetto di ricevitori di posizionamento satellitare Galileo/PRS e il progetto Future Naval Platform per lo sviluppo di unità navali di futura generazione, con fondi complessivi per circa 123 milioni di euro; rilevato infine che: - anche gli operatori economici nazionali individuano nella frammentazione, sia sul fronte della domanda che dell'offerta, il principale fattore di debolezza dell'industria Europea della difesa; - nell'attuale contesto, appare imprescindibile la necessità di sfruttare appieno le opportunità offerte dai diversi progetti, piani e fondi dell'Unione europea, che sono però generalmente improntati al principio del co-finanziamento, e richiedono dunque un adeguato impegno finanziario da parte dei paesi partecipanti; - un deciso sostegno, economico e organizzativo, delle progettualità più promettenti nell'ambito della PESCO, permetterebbe al nostro paese di risultare un potenziale riferimento nel contesto collaborativo; - per l'accesso ai finanziamenti del Fondo europeo per la Difesa, che possono essere richiesti per gli stessi progetti Pesco, la possibilità di successo dei bandi da parte delle aziende nazionali e dello Stato italiano, è del pari legata al supporto economico e alle certezze programmatiche che potrà essere loro offerto; - risulta necessario anche preservare il potenziale economico delle piccole e medie imprese, specializzate e apprezzate ed i cui prodotti, spesso ad alta tecnologia, risultano funzionali agli obiettivi delle grandi aziende e del Paese; - appare altresì necessario, sempre in un contesto di tutela dell'interesse nazionale, elevare il profilo della partecipazione italiana ai vari livelli decisionali dell'Unione europea, aumentando la presenza di personale italiano qualificato in posizioni di vertice nelle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - considerata la necessità di evitare il rischio che, nell'attuale situazione di crisi economica, i finanziamenti per il settore della difesa vengano ulteriormente ridotti, a fronte di uno scenario internazionale in costante peggioramento, anche a causa, da ultimo, dell'emergenza Covid-19, - rilevato che, al contrario, il settore della difesa e sicurezza, con un ciclo di sviluppo e investimenti tradizionalmente più lungo, potrebbe costituire un importante volano di ripresa economica; impegna il Governo: - adassicurare risorse finanziarie stabili, prevedibili e adeguate a sostegno della partecipazione italiana ai progetti delle difesa europea, sia per quelli che prevedono la cooperazione tra gli Stati, sia di quelli che prevedono la cooperazione a livello industriale, valutando anche, allo scopo, la possibilità di istituire nel bilancio della difesa un fondo pluriennale dedicato al finanziamento dei programmi approvati in sede europea; - a continuare nel suo impegno per sostenere l'accesso delle piccole e medie imprese ai progetti e ai fondi; - ad operare per garantire il necessario sostegno alla partecipazione italiana ai vari livelli decisionali UE, rafforzando la presenza di personale italiano qualificato negli ambiti decisionali chiave delle diverse istituzioni coinvolte nel processo di rafforzamento della Difesa europea, a partire dal Servizio europeo di azione esterna e dall'Agenza europea per la difesa, anche per sostenere temi e progettualità di maggiore interesse per il nostro paese e per l'industria nazionale; - a informare periodicamente il Parlamento sulla partecipazione dell'Italia ai progetti di rafforzamento della Difesa comune europea, a partire dai Piani nazionali d'attuazione dei progetti PESCO; - a garantire in tempi rapidi la piena operatività delle norme in materia di accordi "governo-governo", per evitare situazioni di svantaggio competitivo per le nostre imprese in relazione ai competitori internazionali.