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Astensione e ricusazione del giudice - Ricusazione di magistrato del tribunale o della corte d’appello in sede civile - Competenza a decidere del collegio cui appartiene il ricusato - Paventata possibilità di “scambio” tra ricusazioni diverse - Circostanza di mero fatto inidonea a fondare la censura di costituzionalità - Non fondatezza della questione.. La disciplina che attribuisce la competenza a decidere sulla ricusazione di un giudice del tribunale o della corte d'appello civili al medesimo collegio cui appartiene il ricusato, non è censurabile sotto il profilo che i giudici chiamati a decidere sulla ricusazione di un collega si possano trovare a loro volta a vedere decisa da questo stesso collega una ricusazione promossa, in altra occasione, nei propri confronti, poiché si tratta di doglianza che investe circostanze di mero fatto e che non considera la portata eccezionale e non fisiologica dell'istituto e la sua natura di mera verifica incidentale sulla sussistenza delle condizioni di imparzialità. Non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 53, primo e secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento all'art. 104 della Costituzione e all'art. 6, primo comma, della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.