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Art. 8 1. Il laboratorio, per i propri compiti istituzionali, si avvale dei professori e dei ricercatori della Scuola che intendono partecipare alle attività di ricerca. 2. Per l'attività di studio e di ricerca il laboratorio si avvale altresì, secondo quanto prescritto dall'art. 10, comma 4, della legge 29 gennaio 1986, n. 26, di scienziati stranieri chiamati ai sensi dell'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e di docenti e ricercatori stranieri a contratto. 3. Ai professori universitari che chiedano di dedicarsi ad esclusive attività di ricerca presso il laboratorio si applicano le disposizioni di cui all'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382. 4. Alla Scuola possono essere assegnati posti di professori e di ricercatori universitari per le esigenze del laboratorio nell'ambito delle rispettive dotazioni organiche complessive fissate dal decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modifiche e integrazioni. Note all'art. 8: - Il testo dell'art. 4 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, è il seguente: "Art. 4 (Assegnazione di posti di professore ordinario per le chiamate di studiosi stranieri). - Il Ministro della pubblica istruzione, su richiesta delle facoltà e su parere del Consiglio universitario nazionale, può riservare una percentuale di posti di professore ordinario non superiore al 5 per cento della dotazione organica di ogni singola facoltà, alle proposte di chiamata diretta, da parte delle facoltà, di studiosi eminenti di nazionalità non italiana che occupino analoga posizione in università straniere. La proposta di chiamata deve essere adottata con la maggioranza dei due terzi dei professori ordinari del consiglio di facoltà, che si pronuncia sulla qualità scientifica dello studioso. La proposta è accompagnata da una motivata relazione che illustra la figura scientifica del candidato. Il Ministro della pubblica istruzione dispone l'assegnazione del posto e la nomina del professore con proprio decreto, determinando la relativa classe di stipendio corrispondente sulla base dell'anzianità di docenza e di ogni altro elemento di valutazione. I posti di professore ordinario assegnati ai sensi del presente articolo sono recuperati in caso di rinuncia, trasferimento o cessazione dal servizio dei loro titolari. Restano in vigore le norme che regolano l'ammissione dei cittadini stranieri ai concorsi ai posti di ruolo di professore universitario". - Il testo dell'art. 17 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, è il seguente: Art. 17 (Alternanza dei periodi di insegnamento e di ricerca e congedi dei professori ordinari per attività didattiche e scientifiche anche in università o istituti esteri o internazionali). - Al fine di garantire e favorire una piena commutabilità tra insegnamento e ricerca, il rettore può con proprio decreto, autorizzare il professore universitario che abbia conseguito la nomina da ordinario, ovvero la conferma in ruolo di professore associato, su sua domanda e sentito il Consiglio della facoltà interessata, a dedicarsi periodicamente a esclusive attitività di ricerca scientifica in istituzioni di ricerca italiane, estere e internazionali complessivamente per non più di due anni accademici in un decennio. Nel concedere le autorizzazioni di cui al precedente comma, il rettore dovrà tener conto delle esigenze di funzionamento dell'università distribuendo nel tempo le autorizzazioni stesse con un criterio di rotazione tra i docenti che eventualmente le richiedano. I risultati dell'attività di ricerca sono comunicati al rettore e al consiglio di facoltà con le modalità di cui al successivo art. 18. I periodi di esclusiva attività scientifica, anche se trascorsi all'estero, sono validi agli effetti della carriera e del trattamento economico, ma non danno diritto all'indennità di missione. Per i casi ecezionali e giustificate ragioni di studio o di ricerca scientifica, resta fermo quanto disposto dall'art. 10 della legge 18 marzo 1958, n. 311. Restano altresì ferme le vigenti disposizioni concernenti il collocamento a disposizione del Ministero degli affari esteri per incarichi di insegnamento o altri incarichi all'estero dei professori di ruolo. Il periodo trascorso all'estero per attività di ricerca o di insegnamento è utile anche per il conseguimento del triennio di straordinariato. I professori che assumono insegnamenti o siano chiamati a svolgere attività scientifica nelle università dei Paesi della Comunità Europea, ovvero presso i centri o le istituzioni internazionali di ricerca possono essere soggetti, in quanto compatibile, alla normativa, se più favorevole, che disciplina l'attività dei docenti o ricercatori di quelle istituzioni. In tali casi i professori di cui al precedente comma possono essere collocati fuori ruolo, in deroga alle vigenti procedure, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del tesoro e degli affari esteri che disciplinerà anche il regime giuridico ed economico del periodo di attività all'estero. In ogni caso il docente ha diritto a riassumere il proprio ufficio all'atto della cessazione del rapporto con l'Università o l'ente estero o internazionale".