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Modifica all’articolo 69 della Costituzione, volta all’introduzione del limite all’indennità parlamentare. Onorevoli Senatori. -- L'opera di razionalizzazione dei costi di funzionamento del Parlamento repubblicano non solo si rivela urgente sotto il profilo strettamente «contabile», ma si rende necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, in armonia con l'andamento economico del Paese. Il presente disegno di legge costituzionale, a tal riguardo, non solo introduce un limite massimo all'indennità dei Parlamentari (oggi non definito), ma la collega direttamente al livello medio degli stipendi, pubblici e privati, percepiti mensilmente dai lavoratori italiani. È una iniziativa concreta per fornire una nuova legittimità ai deputati e ai senatori, senza depotenziarne il loro ruolo istituzionale, ma con l'unico scopo di riconsegnare un valore civile alla politica nazionale. Del resto, come noto, i parlamentari del «Movimento 5 Stelle» hanno liberamente deciso di decurtarsi l'indennità parlamentare a favore di un fondo volto al finanziamento delle piccole e medie imprese italiane per fornire, concretamente, un supporto economico e finanziario ai piccoli imprenditori italiani. In definitiva, una maggiore sobrietà delle istituzioni repubblicane, e dei loro componenti, non può che colmare il divario, sempre più lacerante, tra rappresentati e rappresentanti. Ed è per questi motivi che è auspicabile un rapido esame del presente disegno di legge costituzionale.. 1 1 All'articolo 69 della Costituzione sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, che non può eccedere, mensilmente, tre volte lo stipendio medio nazionale».