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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 246 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,20. IN SEDE REFERENTE (2353) Delega processo penale DDL 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Esame e rinvio) Il relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il provvedimento in titolo, trasmesso dalla Camera dei deputati al Senato lo scorso 4 agosto 2021. Nasce da un disegno di legge presentato dal Governo Conte II alla Camera il 13 marzo 2020; con la formazione del Governo Draghi, il Ministro della giustizia Cartabia, nel mese di marzo 2021, ha insediato una Commissione di studio per elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché in materia di prescrizione del reato, attraverso la formulazione di emendamenti al disegno di legge A.C. 2435 (c.d. Commissione Lattanzi ). Sulla base dei lavori di questa Commissione, il 14 luglio 2021 il Governo ha presentato una serie di emendamenti al testo originario e, successivamente, la Commissione giustizia ha licenziato il testo emendato per l'Assemblea, che lo ha approvato il 3 agosto 2021 previa apposizione della questione di fiducia su ciascuno dei suoi due articoli. Il disegno di legge si compone infatti di 2 articoli: l'articolo 1 prevede una serie di deleghe al Governo, che dovranno essere esercitate entro un anno dall'entrata in vigore della legge; l'articolo 2 contiene novelle al codice penale e al codice di procedura penale, immediatamente precettive. In generale, le disposizioni del disegno di legge sono riconducibili a una serie di diverse finalità, tra le quali è preminente l'esigenza di accelerare il processo penale anche attraverso una sua deflazione e la sua digitalizzazione. Misure sono rivolte al potenziamento delle garanzie difensive e della tutela della vittima del reato. Una innovativa disciplina concerne la ragionevole durata del giudizio di impugnazione, del quale è prevista l'improcedibilità in caso di eccessiva durata. Quanto alla finalità di deflazione ed accelerazione del processo penale, l'articolo 1, comma 9, detta principi e criteri direttivi volti a riformare alcuni profili della disciplina in materia di indagini preliminari e udienza preliminare, e segnatamente: rimodula i termini di durata delle indagini preliminari in funzione della natura dei reati per cui si procede; sull'iscrizione nel registro della notizia di reato introduce modifiche in relazione sia ai presupposti (della quale si prevede un meccanismo di verifica, su richiesta di parte, che consenta al giudice di accertare la tempestività dell'iscrizione stessa e di retrodatarla) sia degli effetti dell'iscrizione (prevedendosi che la stessa non possa determinare effetti pregiudizievoli sul piano civile e amministrativo); sulla fase conclusiva delle indagini preliminari, persegue l'obiettivo da un lato di rafforzare le garanzie dell'indagato e della persona offesa e dall'altro di ridurre i momenti di stasi del processo; sull'udienza preliminare, ne limita la previsione tramite l'estensione del catalogo dei reati con citazione diretta davanti al tribunale in composizione monocratica (individuandoli tra quelli puniti con pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni, anche se congiunta alla pena della multa, che non presentino rilevanti difficoltà di accertamento) e prevedendo un meccanismo di controllo del giudice sulla formulazione dell'imputazione; sui criteri decisori di cui agli articoli 125 disp. att. c.p.p. e 425, comma 3, c.p.p. (regola di giudizio per l'archiviazione e per la pronuncia della sentenza di non luogo a procedere), sostituisce l'inidoneità a sostenere l'accusa in giudizio degli elementi acquisiti con l'inidoneità dei medesimi elementi a consentire una "ragionevole previsione di condanna"; sui criteri di priorità per l'esercizio dell'azione penale, prevede che gli uffici del pubblico ministero, nell'ambito dei criteri generali indicati con legge del Parlamento, individuino criteri di priorità trasparenti e predeterminati, da indicare nei progetti organizzativi delle procure della Repubblica, al fine di selezionare le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre, tenendo conto anche del numero degli affari da trattare e dell'utilizzo efficiente delle risorse disponibili. L'articolo 1, comma 10 detta principi e criteri direttivi per la riforma dei riti alternativi, finalizzati ad estenderne l'applicabilità ed a renderli maggiormente appetibili, con effetti deflattivi del rito dibattimentale. In particolare, per quanto riguarda il patteggiamento, il Governo dovrà consentire, quando la pena detentiva da applicare superi 2 anni, che l'accordo tra imputato e pubblico ministero si estenda alle pene accessorie e alla confisca facoltativa e dovrà ridurre gli effetti extra-penali della sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, prevedendo anche che questa non abbia efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare e in altri casi. Nel giudizio abbreviato il Governo dovrà intervenire sulle condizioni per l'accoglimento della richiesta subordinata a un'integrazione probatoria, prevedendone l'ammissibilità solo se l'integrazione risulta necessaria ai fini della decisione e se il procedimento speciale produce un'economia processuale in rapporto ai tempi di svolgimento del giudizio dibattimentale; il Governo dovrà inoltre prevedere che la pena inflitta sia ulteriormente ridotta di un sesto nel caso di mancata proposizione di impugnazione da parte dell'imputato. Intervenendo sul procedimento per decreto il legislatore delegato dovrà poi estendere, da 6 mesi a un anno, il termine a disposizione del pubblico ministero per chiedere al giudice per le indagini preliminari (GIP) l'emissione del decreto, stabilendo che presupposto dell'estinzione del reato sia, oltre al decorso dei termini, anche il pagamento della pena pecuniaria e prevedendo che, se il condannato rinuncia all'opposizione, può essere ammesso a pagare una pena pecuniaria ridotta. Più in generale il provvedimento intende aumentare le possibilità di accesso ai riti premiali a fronte del decreto del GIP che dispone il giudizio immediato e consentire all'imputato, in caso di nuove contestazioni in dibattimento, di richiedere l'accesso ai riti alternativi. L'articolo 1, comma 11, con riguardo al giudizio dibattimentale, contiene alcune direttive specificamente rivolte all'obiettivo dell'accelerazione del procedimento, in base alle quali il governo dovrà prevedere: che i giudici debbano fissare e comunicare alle parti il calendario organizzativo delle udienze; che le parti illustrino le rispettive richieste di prova nei limiti strettamente necessari alla verifica dell'ammissibilità delle stesse; il deposito delle consulenze tecniche e della perizia entro un termine congruo precedente l'udienza fissata per l'esame del consulente o del perito; che, nell'ipotesi di mutamento del giudice o di uno o più componenti del collegio, il giudice disponga, a richiesta di parte, la riassunzione della prova dichiarativa già assunta. Quando però la prova dichiarativa sia stata verbalizzata tramite videoregistrazione, nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate, il giudice potrà disporre la riassunzione della prova solo quando lo ritenga necessario sulla base di specifiche esigenze. L'articolo 1, comma 12 delega il Governo ad intervenire sulla disciplina dei procedimenti attribuiti alla competenza del giudice monocratico in cui non si fa luogo ad udienza preliminare e l'esercizio dell'azione penale avviene con citazione diretta a giudizio. In particolare, la riforma prevede una udienza predibattimentale in camera di consiglio, da celebrare innanzi ad un giudice diverso da quello davanti al quale dovrà eventualmente tenersi il dibattimento (una sorta di udienza filtro ): in tale ambito il giudice dovrà pronunciare la sentenza di non luogo a procedere quando gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna e potrà ricevere eventuali richieste di riti alternativi. Laddove invece il procedimento superi questa fase, il giudice dovrà fissare la data della successiva udienza dibattimentale, dinanzi a un giudice diverso. Esigenze di deflazione sono alla base anche della riforma proposta per il sistema delle impugnazioni dall'articolo 1, comma 13. In particolare, per quanto riguarda il giudizio di appello, il Governo è delegato: ad estendere le attuali ipotesi di inappellabilità delle sentenze (di proscioglimento e di non luogo a procedere relative a reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa; di condanna al lavoro di pubblica utilità); ad ampliare l'ambito applicativo del concordato sui motivi in appello, tramite l'eliminazione di tutte le preclusioni all'accesso a tale istituto; a prevedere l'inammissibilità dell'appello per aspecificità dei motivi. Per quanto riguarda invece il giudizio in Cassazione, la delega prevede  tra l'altro  che la trattazione dei ricorsi avvenga con contraddittorio scritto senza l'intervento dei difensori facendo salva la possibile richiesta delle parti di discussione orale. Dinanzi alla Cassazione è infine prevista l'introduzione di un ricorso straordinario per dare esecuzione alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Finalità deflattive del processo penale persegue anche l'articolo 1, comma 15 del disegno di legge: vi si delega il Governo ad intervenire sulla disciplina delle condizioni di procedibilità, ampliando l'ambito di applicazione della procedibilità a querela (ad esempio, dovrà essere prevista la querela per ulteriori specifici reati contro la persona o contro il patrimonio, individuati nell'ambito di quelli puniti con la pena edittale detentiva non superiore nel minimo a due anni). Anche il potenziamento degli istituti della non punibilità per tenuità del fatto e della messa alla prova, previsto dall'articolo 1 commi 21 e 22 del disegno di legge, dovrebbe consentire di ridurre le ipotesi nelle quali il procedimento penale giunge al dibattimento. Il citato comma 21 delega il Governo a estendere l'ambito di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai reati puniti con pena edittale non superiore nel minimo a due anni, con la possibilità di prevedere eccezioni per specifici reati e con l'obbligo di precludere sempre l'accesso all'istituto in caso di reati di violenza sulle donne e violenza domestica. Il citato comma 22 delega il Governo a estendere l'ambito di applicabilità dell'istituto della sospensione del procedimento penale con messa alla prova dell'imputato a specifici reati, puniti con pena edittale detentiva non superiore nel massimo a sei anni, che si prestino a percorsi risocializzanti o riparatori, da parte dell'autore; si prevede inoltre l'applicazione dell'istituto già nel corso delle indagini preliminari. Presentano una finalità deflattiva anche alcuni principi di delega relativi alla revisione del sistema sanzionatorio penale. In particolare, l'articolo 1, comma 17 delega il Governo a rivedere la disciplina delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, da individuare nella semilibertà, nella detenzione domiciliare, nel lavoro di pubblica utilità e nella pena pecuniaria, ampliandone l'ambito di applicazione. Le nuove pene sostitutive, irrogabili entro il limite di 4 anni di pena inflitta, saranno direttamente applicate dal giudice della cognizione, alleggerendo così il carico dei giudici di esecuzione. L'articolo 1, comma 23 prevede una delega al Governo in materia di contravvenzioni nella quale prevedere una causa di estinzione delle contravvenzioni destinata a operare già nella fase delle indagini preliminari, per effetto del tempestivo adempimento di apposite prescrizioni impartite dall'organo accertatore e del pagamento di una somma di denaro determinata in una frazione del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Quanto alla finalità di digitalizzazionedel processo penale e, più in generale, di impiego delle nuove tecnologie per velocizzazione e risparmio (anche muovendo dall'esperienza fatta nel corso della pandemia con il processo da remoto), l'articolo 1, comma 5 reca principi e criteri direttivi cui devono ispirarsi i decreti attuativi della delega in tema di processo penale telematico, affermando in generale il principio della obbligatorietà dell'utilizzo di modalità digitali tanto per il deposito di atti e documenti quanto per le comunicazioni e notificazioni. Pur nella previsione di una gradualità nell'implementazione del processo penale telematico, da garantire attraverso una disciplina transitoria, il legislatore delegato dovrà prevedere l'impiego di modalità non telematiche solo in via di eccezione. L'articolo 1, comma 8 detta principi e criteri direttivi per modificare il codice di rito al fine di prevedere la registrazione audiovisiva o l'audio-registrazione per documentare l'interrogatorio o l'assunzione di informazioni, ovvero la testimonianza. Inoltre, la disposizione delega il Governo ad individuare i casi in cui, con il consenso delle parti, la partecipazione all'atto del procedimento o all'udienza può avvenire a distanza o da remoto. A supporto del processo di digitalizzazione, l'articolo 2, ai commi 18 e 19, demanda al Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri per l'innovazione tecnologica e per la pubblica amministrazione, l'approvazione di un piano triennale per la transizione digitale della amministrazione della giustizia. L'articolo 2, ai commi 20 e 21, consente inoltre al Ministro della giustizia di costituire e disciplinare un Comitato tecnico-scientifico quale organismo di consulenza e supporto nelle decisioni connesse alla digitalizzazione del processo. Quanto alla finalità dimantenere elevate garanzie difensive, anche per bilanciare le esigenze di velocizzazione del procedimento, l'articolo 1, comma 6, reca principi e criteri direttivi per la modifica della disciplina delle notificazioni all'imputato: vi si prevede che solo la prima notificazione, nella quale egli prende conoscenza del procedimento a suo carico, e quelle relative alla citazione a giudizio in primo grado e in sede di impugnazione, dovranno essere effettuate personalmente all'imputato; tutte le altre potranno essere effettuate al difensore di fiducia, al quale l'imputato avrà l'onere di comunicare i propri recapiti. L'articolo 1, comma 7 detta principi e criteri direttivi per la riforma della disciplina del processo in assenza dell'imputato, al fine di adeguarla al diritto dell'Unione europea con particolare riferimento alla direttiva UE 2016/343, che tratta, oltre che della presunzione di innocenza, anche del diritto di presenziare al processo. In particolare, la riforma intende riaffermare il principio in base al quale si può procedere in assenza dell'imputato solo se si ha la certezza che la sua mancata partecipazione al processo è volontaria. In mancanza, il giudice dovrà pronunciare sentenza inappellabile di non doversi procedere, chiedendo contestualmente che si proceda alle ricerche dell'imputato; se e quando l'imputato sarà rintracciato, la sentenza di non doversi procedere sarà revocata (nel frattempo la prescrizione sarà stata sospesa) e il giudice fisserà una nuova udienza per la prosecuzione del processo. L'articolo 1, comma 24, delega il Governo ad affermare il diritto della persona sottoposta alle indagini (e dei soggetti interessati) a proporre opposizione al GIP avverso il decreto di perquisizione al quale non abbia fatto seguito un provvedimento di sequestro. L'articolo 1, comma 25, introduce uno specifico criterio di delega in base al quale il Governo dovrà prevedere che il decreto di archiviazione e la sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione costituiscano titolo per l'emissione di un provvedimento di deindicizzazione che, nel rispetto della normativa unionale in materia di dati personali, garantisca in modo effettivo il diritto all'oblio degli indagati o imputati. Inoltre l'articolo 2, comma 14 interviene sull'articolo 123 c.p.p. per estendere l'obbligo di comunicazione - anche al difensore - delle dichiarazioni e richieste dell'imputato detenuto e dell'imputato in stato di arresto o di detenzione domiciliare o custodito in un luogo di cura. Quanto alla finalità di tutela della vittima e giustizia riparativa, l'articolo 1, comma 18, detta principi e criteri direttivi per introdurre una disciplina organica della giustizia riparativa, con particolare riguardo alla definizione dei programmi, ai criteri di accesso, alle garanzie, alla legittimazione a partecipare, alle modalità di svolgimento dei programmi ed alla valutazione dei suoi esiti, nelle diverse fasi del procedimento penale. L'articolo 2, commi 11-13 , con disposizioni immediatamente precettive, integra le disposizioni a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere introdotte con legge n. 69 del 2019 (c.d. Codice rosso ), estendendone la portata applicativa anche alle vittime dei suddetti reati in forma tentata e alle vittime di tentato omicidio. Un'ulteriore disposizione (articolo 2, comma 15) è volta ad inserire tra i delitti - per i quali è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza - quello di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Quanto all'istituto della prescrizione ed all'introduzione dell'improcedibilità per superamento dei termini di durata massima dei giudizi di impugnazione, l'articolo 2, comma 1, interviene con disposizioni immediatamente prescrittive sulla disciplina della prescrizione dei reati contenuta nel codice penale, con la finalità di: confermare la regola, introdotta con la legge n. 3/2019 (c.d. Spazzacorrotti ), secondo la quale il corso della prescrizione del reato si blocca con la sentenza di primo grado, sia essa di assoluzione o di condanna; escludere che al decreto penale di condanna, emesso fuori dal contraddittorio delle parti, possa conseguire l'effetto definitivamente interruttivo del corso della prescrizione; prevedere che se la sentenza viene annullata, con regressione del procedimento al primo grado o ad una fase anteriore, la prescrizione riprende il suo corso dalla pronuncia definitiva di annullamento. Parallelamente, sempre con previsione immediatamente prescrittiva, l'articolo 2, commi 2-6 introduce nel codice di procedura penale l'istituto dell'improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione. Con l'inserimento dell'art. 344- bis si prevedono termini di durata massima dei giudizi di impugnazione individuati rispettivamente in due anni per l'appello e un anno per il giudizio di cassazione: la mancata definizione del giudizio entro tali termini comporta la declaratoria di improcedibilità dell'azione penale. Tuttavia i termini di durata dei giudizi di impugnazione, che sono sospesi negli stessi casi in cui è prevista la sospensione della prescrizione, possono essere prorogati dal giudice che procede. In particolare: per i reati commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale, di associazione mafiosa e di scambio elettorale politico-mafioso, di violenza sessuale aggravata e di traffico di stupefacenti, il termine dei due anni in appello e di un anno in Cassazione può essere prorogato, per ragioni inerenti la complessità del giudizio, con successive proroghe, senza limiti di tempo (non è dunque fissato un limite di durata per tali giudizi); per i delitti aggravati dal metodo mafioso e dall'agevolazione mafiosa ai sensi dell'articolo 416-bis.1, possono essere concesse proroghe fino ad un massimo di 3 anni per l'appello e un anno e 6 mesi per il giudizio di legittimità (in tali casi quindi la durata massima del giudizio in appello è di 5 anni e quella del giudizio in Cassazione è di 2 anni e 6 mesi); per tutti gli altri reati è possibile solo una proroga di un anno per il giudizio di appello e di 6 mesi per il giudizio in Cassazione (la durata massima è quindi di 3 anni per l'appello e di 1 anno e 6 mesi per la Cassazione, sempre che ricorrano motivi che giustificano la proroga). I termini di durata massima dei giudizi di impugnazione non si applicano nei procedimenti per delitti puniti con l'ergastolo e quando l'imputato vi rinunci. La disposizione, inoltre, novella l'articolo 578 del codice di procedura penale in tema di decisione sugli effetti civili nel caso di improcedibilità dell'azione. Con disposizione transitoria, è poi previsto che le nuove norme in materia di improcedibilità trovino applicazione solo nei procedimenti di impugnazione che hanno ad oggetto reati commessi a partire dal 1° gennaio 2020; per questi procedimenti, peraltro, se l'impugnazione è proposta entro la fine del 2024, i termini di durata massima dei giudizi sono rispettivamente di 3 anni per l'appello e di 1 anno e mezzo per il giudizio di Cassazione. Quanto alla finalità di razionalizzazione del procedimento penale, il provvedimento contiene una serie di disposizioni di delega concernenti alcuni specifici istituti processuali. In particolare, l'articolo 1, comma 14 delega il Governo ad intervenire in materia di amministrazione dei beni in sequestro e di esecuzione della confisca; l'articolo 1, comma 17 interviene sul procedimento di esecuzione della pena pecuniaria con la finalità dichiarata di restituirle effettività. L'articolo 2, commi da 7 a 10, introduce specifiche disposizioni, immediatamente precettive, volte ad assicurare la più compiuta identificazione di alcune categorie di persone sottoposte al procedimento penale, con specifico riguardo agli apolidi, alle persone della quali è ignota la cittadinanza, ai cittadini di uno Stato non appartenente all'Unione europea o cittadini dell'Unione europea privi del codice fiscale o che sono attualmente, o sono stati in passato, titolari anche della cittadinanza di uno Stato non appartenente all'Unione europea. Ulteriori misure sono previste dal disegno di legge con finalità di supporto all'attuazione della riforma del processo penale. In particolare: l'articolo 2, commi 16 e 17, demanda ad un decreto del Ministro della giustizia, l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, per la consulenza e il supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di accelerazione e semplificazione del procedimento penale; l'articolo 1, ai commi 26, 27 e 28, delega il Governo a modificare la disciplina vigente dell'ufficio per il processo istituito presso i tribunali e le corti d'appello. Il PRESIDENTE propone la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti al giorno 7 settembre 2021, alle ore 15. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 1438 e conn. - Magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 agosto. Su richiesta del PRESIDENTE , la sottosegretaria MACINA enuncia gli orientamenti del Governo in ordine agli esiti dei lavori della Commissione ministeriale che si è occupata della materia in titolo: la presentazione di testi normativi seguirà una modalità compatibile con i lavori sin qui svolti dal Senato, probabilmente mediante la presentazione di uno o più emendamenti governativi al testo unificato già assunto come base per l'esame in sede referente. Essendo la tempistica influenzata dalla assoluta necessità di conferire la delega sui processi civile e penale, le prime settimane di ottobre potrebbero essere il primo periodo utile per riprendere la trattazione della questione della magistratura onoraria con i predetti interventi emendativi. Dopo brevi interventi dei senatori BALBONI ( FdI ) e MIRABELLI ( PD ), il PRESIDENTE prende atto delle dichiarazioni del Governo e, non facendosi osservazioni, rinvia il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta. 1662 e 311 - Delega processo civile DDL 1662 Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie DDL 311 Istituzione e funzionamento delle camere arbitrali dell'avvocatura (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 agosto. Il PRESIDENTE richiede alle relatrici se, in ordine al complesso degli emendamenti, abbiano comunicazioni da rendere; successivamente, si passerà all'esame articolo per articolo. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) prefigura una modalità di lavoro che consentirebbe di isolare i temi più facilmente risolvibili, perché individuati dai subemendamenti proposti; invita però a rispettare la scelta di fondo operata dal Governo - in termini acceleratori delle procedure - pur tutelando il principio del contradditorio. La relatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) individua nei testi del Governo due snodi critici ancora non risolti, intorno alla questione delle preclusioni processuali e della contumacia del convenuto: in una certa fase della discussione interna alla maggioranza il subemendamento 3.41/12 è apparso un punto di equilibrio accettabile, ma, al di là delle soluzioni prefigurate, deve essere chiaro che il problema in esso affrontato non può essere eluso. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) concorda con la disamina effettuata dalla relatrice Unterberger, diffidando di forme ibride di decadenza che conferirebbero al giudice un potere incontrollato in ordine alle rimessioni in termini. Quanto alla disciplina contumaciale, essa mostra la corda non soltanto a Bolzano (dove non sempre il convenuto si costituisce contestandosi talvolta la stessa nazionalità della giurisdizione ivi esercitata), ma anche in alcune regioni del Mezzogiorno (dove le difficoltà economiche nel sostenere le spese processuali possono indurre a non costituirsi in giudizio). Occorre perciò riaffermare che l'attore ha l'obbligo di provare i fatti costitutivi della propria pretesa, non potendosi dare per buoni apoditticamente i fatti non contestasti quando vi è un convenuto non costituito. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) illustra i rischi che si corrono nell'affrontare un doppio cambiamento culturale troppo a cuor leggero. Introdurre il principio della non contestazione dei fatti enunciati dall'attore alleggerisce troppo (se non addirittura ribalta) la distribuzione dell'onere della prova risalente a secoli di cultura giuridica nazionale. Q uanto alla decadenza dalle allegazioni in un momento addirittura anteriore rispetto alla prima udienza di trattazione, una riformulazione dell'emendamento 3.41/12 citato dalla relatrice Unterberger potrebbe consentire una migliore modulazione degli effetti, assicurando al convenuto, che si costituisce in udienza, la possibilità di depositare memorie e istruttorie; il convenuto contumace, nel testo del Governo, vedrebbe negati i propri diritti a causa dell'anticipazione della discovery istruttoria, secondo un approccio astratto al problema che ignora come spesso il destinatario della citazione diretta sia un quivis de populo. Pertanto il Gruppo della Lega propone o di ammettere una memoria successiva alla prima udienza ovvero di garantire una doppia notifica (che consentirebbe di allertare ulteriormente sull'effetto decadenziale che si rischia). Dopo che il senatore MIRABELLI ( PD ) ha invitato ad attenersi alla fase procedurale secondo la scansione divisata dal Presidente, il senatore BALBONI ( FdI ) denuncia le criticità di sistema, ascrivibili all'errore culturale in cui versano le proposte del Governo: non si risolvono i ritardi della giustizia comprimendo i diritti dei cittadini, né conferendo al giudice un potere arbitrario (vistosamente in controtendenza rispetto alle gravissime sanzioni che incombono sulle parti). Il processo civile si basa sul principio del contradditorio, che viene capovolto quando si pretende di anticipare tutte le difese ad un momento anteriore alla prima udienza. La triade predicata dal Chiovenda (oralità, concentrazione, immediatezza) viene negata; il modello stesso del processo del lavoro non garantisce in sé il risultato, quando in assenza di risorse il sistema ammette la possibilità che i giudici rinviino il seguito dell'udienza dopo molti mesi. Si rivolge ai senatori Pillon e Caliendo, concordando sulla necessità che i fatti costitutivi della pretesa vadano provati e non possano essere dati per incontestati, in assenza del convenuto: ammonisce però a non dare per scontato l'obiettivo dell'accelerazione dei tempi, quando per conseguirlo si indica la scorciatoia della violazione dei principi della nostra antica tradizione giuridica. Dopo brevi interventi delle relatrici UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) e ROSSOMANDO ( PD ), il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) indica in due criticità gli elementi testuali che rischiano di minare l'obiettivo europeo della riduzione dei tempi dei processi. Da un lato, invece di puntare su una decadenza anteriore alla prima udienza, si dovrebbe spostare il problema sull'oggetto delle attività processuali in questione: il thema decidendum dovrebbe essere definito alla prima udienza, mentre il thema probandum potrebbe essere utilmente spostato ad un momento successivo. Occorre poi chiarire che la contumacia non è una colpa e quindi non può essere sanzionata con l'ammissione di fatti non contestati, quando vi è una parte non costituita. Il PRESIDENTE , considerato esaurito con l'ultimo intervento lo spazio accordato ai Gruppi in ordine alle comunicazioni rese dalle relatrici, propone che si diano per illustrati gli emendamenti e che siano espressi i pareri. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. La seduta, sospesa alle ore 16,25, riprende alle ore 16,45. Il PRESIDENTE da conto della presentazione degli emendamenti 2.79/15 (testo 2), 2.81/3 (testo 2), 2.81/5 (testo 2), 2.79/13 (testo 2), 2.82/4 (testo 2), 2.79/21 (testo 2), 2.9 (testo 2), 2.51 (testo 2), 2.74 (testo 2), 15.0.8/80 (testo 2) e 15.0.8/83 (testo 2), il cui testo è pubblicato in allegato al resoconto. La relatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) esprime parere contrario agli emendamenti 1.2 e 1.3. Su sua proposta, sono poi accantonati gli emendamenti 1.5 e 1.4. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario agli emendamenti 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5,2.6 e 2.7. Su sua proposta, sono poi accantonati gli emendamenti 2.77/7 e 2.77/1. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.77/2, 2.77/3 e 2.77/4. Su sua proposta, è poi accantonato l' emendamento 2.77/5. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.77/6. Su sua proposta, è poi accantonato l' emendamento 2.77. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.8. Su sua proposta, è poi accantonato l' emendamento 2.9 (testo 2). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.10. Su sua proposta, sono poi accantonati gli emendamenti 2.11, 2.12, 2.13, 2.14, 2.15, 2.16, 2.17, 2.18, 2.19, 2.20, 2.21 e 2.22. Il PRESIDENTE reitera al senatore Caliendo le ragioni di inammissibilità dei subemendamenti 2.78/1 e 2.78/2; ciò non impedisce che il contenuto, laddove condiviso dalle relatrici possa confluire in una delle riformulazioni che potrebbero essere affacciate in ordine agli emendamenti accantonati. Dopo che si è convenuto l'accantonamento dell'emendamento 2.78, la relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario agli emendamenti 2.23, 2.24 e 2.25. Su sua proposta sono poi accantonati gli emendamenti 2.79/1, 2.79/21 (testo 2), 2.79/2, 2.79/3, 2.79/4, 2.79/5, 2.79/6, 2.79/22, 2.79/7, 2.79/8, 2.79/9, 2.79/10, 2.79/11, 2.79/12, 2.79/13 (testo 2), 2.79/14, e 2.79/15 (testo 2). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.79/23. Su sua proposta è poi accantonato l'emendamento 2.79/24. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.79/16, invitando i proponenti al ritiro. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) replica ipotizzando la presentazione di un ordine del giorno, nel quale sarebbe trasformato l'emendamento secondo le intese assunte. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.79/17. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 2.79/18 e 2.79/19. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.79/20; indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 2.79, 2.26, 2.27, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31, 2.32 e 2.33; in proposito, il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 2.79, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere a delle riformulazioni. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario agli emendamenti 2.34, 2.36 e 2.38. Su sua proposta, sono poi accantonati gli emendamenti 2.40, 2.41, 2.42, 2.43 e 2.44. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.45, 2.47 e 2.48 di contenuto identico. Il PRESIDENTE ricorda che gli emendamenti 2.80/1 e 2.80/2 sono stati dichiarati inammissibili. Indi, su proposta della relatrice, sono accantonati gli emendamenti 2.80/3, 2.80/5, 2.80/4 e 2.80. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.49 e 2.50. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 2.51 (testo 2). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.52 e 2.53. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 2.54, 2.55, 2.56 e 2.57. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 2.58. Il PRESIDENTE reitera al proponente le ragioni dell'inammissibilità dell'emendamento 2.81/1. Su richiesta della relatrice ROSSOMANDO ( PD ) sono accantonati gli emendamenti 2.81/2, 2.81/3 (testo 2), 2.81/5 (testo 2), 2.81, 2.60, 2.82/1, 2.82/9, 2.82/2, 2.82/3 e 2.82/4 (testo 2). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 2.82/5. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 2.82/6. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 2.82/10. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 2.82/7, 2.82/8, 2.82, 2.62, 2.63 e 2.64. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.66 e 2.67. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 2.68, 2.69, 2.70, 2.71, 2.72, 2.73 e 2.74 (testo 2). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 2.75. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 2.76. Dopo che il PRESIDENTE ha ricordato l'accantonamento 2.0.1 disposto nella scorsa seduta, la sottosegretaria MACINA si esprime in maniera conforme ai pareri resi dalla relatrice in ordine all'articolo 2. Su proposta della relatrice ROSSOMANDO ( PD ) è accantonato l'emendamento 3.1. Indi la relatrice esprime parere contrario sull'emendamento 3.2; uditi i suoi orientamenti contrari, il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 3.3 (cui aveva aggiunto firma) ed il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) ritira l'emendamento 3.4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.5, 3.6 e 3.7; quest'ultimo è ritirato dal senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.41/1 e 3.41/2. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 3.41/19, 3.41/3, 3.41/4, 3.41/5, 3.41/6, 3.41/7, 3.41/8, 3.41/9, 3.41/10, 3.41/11, 3.41/12, 3.41/13, 3.41/20, 3.41/14 e 3.41/21. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.41/22, 3.41/15, 3.41/16 e 3.41/17: quest'ultimo è ritirato dal senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) che vi aveva aggiunto firma. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 3.41/18. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 3.41/23. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 3.41. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.8, 3.9, 3.10 e 3.11. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 3.12, in ordine al quale il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimento a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 3.41, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere ad una riformulazione. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.13, 3.14, 3.15, 3.16, 3.17, 3.18, 3.19, 3.20, 3.21, 3.22, 3.23, 3.24 e 3.25. Indi, su sua proposta sono accantonati gli emendamenti 3.26, 3.27, 3.28, 3.29 e 3.30. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.31 e 3.32. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 3.33. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.34, 3.35 e 3.36. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 3.37, 3.42 e 3.38. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 3.42, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere ad una riformulazione. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 3.39 e 3.40. Indi, dopo che il PRESIDENTE ha ricordato l'accantonamento degli emendamenti 3.0.1 e 3.0.2, disposto nell'ultima seduta, la RELATRICE esprime parere contrario sull'emendamento 3.0.3. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri testé espressi dalla relatrice sugli emendamenti all'articolo 3. Su proposta della relatrice sono accantonati gli emendamenti 4.1 e 4.2. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 4.3, 4.4 e 4.6/1. Dopo che su sua proposta, è stato accantonato l'emendamento 4.6, la RELATRICE esprime parere contrario sull'emendamento 4.5. Dopo che su proposta della relatrice è stato accantonato l'emendamento 4.0.1, la sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice sugli emendamenti riferiti all'articolo 4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4 e 5.5. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 5.6 e 5.7. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 5.12/1. Dopo che il PRESIDENTE ha ricordato l'inammissibilità dell'emendamento 5.12/2, su proposta della relatrice, è accantonato l'emendamento 5.12/5. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 5.12/3 e 5.12/4. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 5.12. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 5.8, 5.9, 5.10 e 5.0.1. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice sugli emendamenti riferiti all'articolo 5. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 6.20/1. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 6.20/7 e 6.20/2. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario all'emendamento 6.20/8. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 6.20/3 e (a seguito di una richiesta del senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) 6.20/4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 6.20/5, 6.20/6 e 6.20/9. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 6.20. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 6.1. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 6.2. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 6.20, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere all'emendamento 6.2 ad una riformulazione. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 6.3, 6.4, 6.5, 6.6, 6.7, 6.8, 6.9, 6.12, 6.13, 6.14, 6.15, 6.16, 6.17, 6.18. Indi, su sua proposta, previa richiesta del senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) è accantonato l'emendamento 6.19. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 6.0.2/4, 6.0.2/1 e 6.0.2/5. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 6.0.2/2 e 6.0.2/6. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 6.0.2/3. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 6.0.2 e 6.0.1. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice sugli emendamenti riferiti all'articolo 6. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 7.1/1 e 7.1/3. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 7.1. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 7.0.1 e 7.0.2. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice sugli emendamenti riferiti all'articolo 7. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.34/1, 8.34/2 e 8.34/3. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 8.34/4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 8.34/5. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 8.34/6 e 8.34/7. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.34/12, 8.34/8, 8.34/9 e 8.34/10. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 8.34/11 e 8.34. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.1, 8.2, 8.3, 8.4, 8.5, 8.8 e 8.9. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 8.10, 8.11, 8.12, 8.13, 8.14, 8.15, 8.16 e 8.17. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 8.34, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere ad una o più riformulazioni. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 8.19. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 8.20. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.21, 8.22, 8.23, 8.24, 8.25, 8.26 e 8.27. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 8.28, 8.29 e 8.31. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.32, 8.33 e 8.0.2. Dopo che il presidente ha ricordato che l'emendamento 8.0.3 è staato da lui accantonato nella scorsa seduta, la sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla realtrice sugli emendamenti riferiti all'articolo 8. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 9.1, 9.3/1, 9.3/2 e 9.3/4. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 9.3/3, 9.3/5, 9.3, 9.2 e 9.0.1. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 9.3, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere sull'emendamento 9.2 ad una riformulazione. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti relativi all'articolo 9. Dopo che il PRESIDENTE ha ricordato le inammissibilità pronunciato sugli emendamenti 10.17/2 e 10.17/1, su proposta della relatrice sono accantonati gli emendamenti 10.1, 10.2 e 10.17. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 10.3, 10.5, 10.6, 10.8, 10.10, 10.11, 10.12, 10.13, 10.14, 10.15 e 10.16. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti riferiti all'articolo 10. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 11.1, 11.2, 11.12/1, 11.12/2, 11.12/3 e 11.12/4. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 11.12/5. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 11.12/6. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 11.12/7, 11.12/8, 11.12/9, 11.12/10, 11.12/11 e 11.12. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 11.3. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 11.4 e 11.5. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 11.12, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere ad una riformulazione. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 11.6. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 11.7, 11.8, 11.9, 11.10 e 11.11. Il PRESIDENTE avverte che l'attuale ordine delle votazioni comporta il rischio di preclusione o assorbimenti a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 11.12, per cui invita le relatrici a farsene carico laddove dovessero condizionare il futuro parere ad una riformulazione. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti riferiti all'articolo 11. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 12.1. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 12.2, 12.3 e 12.4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 12.18/1, 12.18/2 e 12.18/3. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 12.18. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 12.5. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 12.6, 12.7, 12.8, 12.10 e 12.11. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 12.12. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 12.19/1. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 12.19/2, 12.19/3 e 12.19/4. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 12.19/5, 12.19 e 12.13. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 12.14, 12.15 e 12.16. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 12.17 e 12.0.1. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti riferiti all'articolo 12. Su proposta della relatrice ROSSOMANDO ( PD ) sono accantonati gli emendamenti 13.2 e 13.3 (in questo caso su impulso del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) ). La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sugli emendamenti 13.1, 13.4, 13.5 e 13.0.1. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti riferiti all'articolo 13. Su proposta della relatrice ROSSOMANDO ( PD ) sono accantonati gli emendamenti 14.1 (su impulso della senatrice GAUDIANO ( M5S ), 14.2 (su impulso di PILLON), 14.3 e 14.4. Dopo che il PRESIDENTE ha ricordato le inammissibilità dichiarate nella scorsa seduta sugli emendamenti 14.5/6, 14.5/7, 14.5/1 prima parte e 14.5/8, su proposta della relatrice è accantonato l'emendamento 14.5/1 seconda parte. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 14.5/2. Indi, su sua proposta, sono accantonati gli emendamenti 14.5/3 e 14.5/4. La relatrice ROSSOMANDO ( PD ) esprime parere contrario sull'emendamento 14.5/5. Indi, su sua proposta, è accantonato l'emendamento 14.5. La sottosegretaria MACINA si uniforma ai pareri espressi dalla relatrice in ordine agli emendamenti riferiti all'articolo 14. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA E ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta antimeridiana già convocata per domani, mercoledì 1° settembre alle ore 10, non avrà luogo. Comunica altresì che la seduta pomeridiana convocata alle ore 15,30, è anticipata alle ore 15. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 18. Allegato