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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 155 LICHERI La seduta inizia alle ore 15,35. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che la Presidenza del Senato ha assegnato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2 del Regolamento, l'esame dell'affare assegnato su "L'utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi". La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA dl 6/2020 emergenza COVID-19 DDL 1741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Parere alla 12ª Commissione. Esame. Parere favorevole con osservazioni sul testo e parere non ostativo sugli emendamenti) Il senatore PITTELLA ( PD ), relatore, introduce l'esame del provvedimento in titolo, che reca misure urgenti dirette a fronteggiare l'evolversi della situazione epidemiologica in Italia causata dal carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia da coronavirus (COVID-19), con il rapido incremento dei casi e con l'elevato numero di decessi. Ricorda, quindi, che il 9 gennaio 2020, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l'avvenuto isolamento, da parte delle autorità sanitarie cinesi, di un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo: il 2019-nCoV (noto anche come COVID-2019). Il virus è stato associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale. Come è noto, i sintomi comprendono principalmente febbre e difficoltà respiratorie, e nei casi più gravi si sviluppano polmonite grave, sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico che possono portare anche al decesso del paziente. Le persone con condizioni croniche sottostanti, e in generale i bambini molto piccoli e gli anziani, sembrano essere i soggetti più vulnerabili. Il provvedimento consta di 5 articoli e all'articolo 1 individua misure di contrasto e di emergenza epidemiologica disponendo che, allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile a una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica. Tra le misure che possono essere adottate figurano: il divieto di allontanamento dal Comune o dall'area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti; il divieto di accesso al Comune o all'area interessata; la sospensione di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato; la sospensione del funzionamento dei servizi educativi dell'infanzia e delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza. L'articolo 2 prevede misure per la gestione delle emergenze sanitarie in base alle quali le Autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza, per prevenire la diffusione dell'epidemia da COVID-19 anche fuori dai casi di cui all'articolo 1, comma 1, vale a dire nei casi in cui risulti positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione ovvero vi siano casi non riconducibili a persona proveniente da un'area già interessata dal contagio. L'articolo 3 detta le norme per l'attuazione delle misure di contenimento di cui ai precedenti articoli, che devono essere adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'articolo 4 detta le disposizioni finanziarie stabilendo che, per far fronte agli oneri derivanti dallo stato di emergenza sanitaria dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020, lo stanziamento previsto dalla medesima delibera è incrementato di 20 milioni di euro per l'anno 2020 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali previsto dal Codice della protezione civile, che allo scopo è corrispondentemente incrementato. L'articolo 5 dispone che la data di entrata in vigore del provvedimento è fissata al giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (domenica 23 febbraio 2020). In attuazione del decreto-legge in esame, è stato contestualmente adottato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, specificamente volto a far fronte ai casi di rapido contagio avvenuti, tra l'altro, nei comuni e nelle aree del Nord Italia. Il 1° marzo è stato inoltre adottato un secondo D.P.C.M. che ha ulteriormente specificato le regole di cautela da adottare nelle aree interessate dalle misure sanitarie e su tutto il territorio nazionale. Al testo del decreto-legge sono stati presentati alcuni ordini del giorno ed emendamenti. Per quanto concerne i profili di competenza, la Commissione europea, in data 25 febbraio 2020, ha annunciato aiuti per un valore di 232 milioni di euro, finalizzati a rallentare la diffusione del COVID-19 a livello globale. Si trattata di un primo pacchetto volto a sostenere le misure di preparazione dei Paesi, anche extra europei, in buona parte tramite l'OMS, per finanziare la ricerca, l'assistenza e la diagnosi delle persone contagiate e prevenire l'ulteriore trasmissione. La Commissione europea ha inoltre istituito una Task Force per affrontare l'emergenza, composta dai Commissari Gentiloni, Lenarcic, Johansson, Kyriakides e Valean. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Agenzia europea) ha rilevato che il rischio di infezione nei Paesi dell'UE, dello Spazio economico europeo (SEE) e nel Regno Unito è attualmente considerato medio-alto, e che la probabilità che si verifichino ulteriori focolai in Europa, simili a quelli in Italia, è considerata medio-alta. Pertanto, il rischio di infezione per i cittadini di Paesi UE/SEE e del Regno Unito, che viaggiano o risiedono in zone di maggiore tasso di trasmissione locale, è attualmente considerato alto. Il relatore, quindi, valutato che non sussistono profili di criticità per quanto concerne i profili di compatibilità con l'ordinamento europeo, illustra uno schema di parere favorevole sul testo del disegno di legge, con alcune osservazioni, e non ostativo sugli emendamenti ad esso riferiti. In particolare, propone di osservare che, nella misura in cui gli effetti del Coronavirus non riguardano solo la salute, ma impatteranno in maniera significativa sul comparto del turismo e dei servizi, determinando un rallentamento dell'economia italiana, si ritiene necessario richiedere alle competenti sedi europee l'attivazione dei meccanismi di aiuto ai territori colpiti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, attraverso l'intervento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attivabile in caso di "catastrofe naturale grave", con danni stimati in oltre 0,6 percento del reddito nazionale lordo di un Paese dell'Unione o dell'1,5 per cento del PIL di una singola regione. Analoga richiesta ritiene che dovrà essere inoltrata al fine di tenere conto delle conseguenze in termini di minore crescita economica prodotte dall'emergenza da COVID-19, nell'ambito della valutazione sul rispetto dell'obiettivo di medio termine relativo al Patto di stabilità e crescita, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97, che prevede il caso di «evento inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro interessato che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale di detto Stato o in caso di grave recessione economica della zona euro o dell'intera dell'Unione». Il sottosegretario ringrazia il relatore per il lavoro svolto, apprezzando in particolare i due suggerimenti relativi alla richiesta che l'UE tenga conto degli eventi epidemici nell'ambito della valutazione dei conti pubblici ai sensi del Patto di stabilità e all'utilizzo del Fondo di solidarietà europeo. In merito al primo aspetto, comunica che il Governo si è già attivato per ottenere una flessibilità pari allo 0,2 per cento del PIL (circa 3,5 miliardi di euro) e in merito al secondo conferma l'azionabilità del Fondo di solidarietà per circa un miliardo di euro. Per quanto riguarda la mitigazione degli effetti negativi sull'economia, aggiunge che sarebbe opportuna la sospensione delle regole europee relative ai crediti deteriorati (NPL) per evitare che le banche vadano in sofferenza per la mancanza di liquidità derivante dalla sospensione nel pagamento delle rate dei mutui. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia il foto favorevole del suo Gruppo, ma rileva che la flessibilità dello 0,2 per cento del PIL costituisce un aiuto minimale rispetto ai danni al sistema produttivo italiano che deriveranno dal fenomeno epidemico del Covid-19. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ), nel preannunciare il suo voto favorevole, sottolinea che, sebbene l'UE non abbia competenza diretta in materia di salute, ha tuttavia competenza concorrente per i problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica e avrebbe dovuto svolgere un importante coordinamento sin dalle primissime fasi dell'epidemia. Per quanto riguarda il suggerimento avanzato dal Sottosegretario, sottolinea la necessità che sia proprio il Governo, in un prossimo provvedimento, a prevedere la sospensione del pagamento dei mutui, anche per la ristrutturazione di immobili adibiti al turismo. La senatrice TESTOR ( FIBP-UDC ) preannuncia il voto favorevole del Gruppo Forza Italia, ritenendo di primaria importanza la tutela della salute, ma ritenendo anche essenziale sostenere il settore economico e in particolare le PMI, prevedendo una sospensione del pagamento delle tasse. Ritiene, inoltre, necessario adoperarsi perché migliorata l'immagine dell'Italia. La senatrice FEDELI ( PD ) preannuncia il voto favorevole del Gruppo del Partito democratico e apprezza l'operato tempestivo del Governo a fronte di un'emergenza non prevedibile. Sottolinea l'importanza della trasparenza nell'informazione e ritiene estremamente importante che il Governo promuova un approccio inclusivo nei confronti di tutte le parti interessate, in una sorta di sistema-Paese, senza distinzioni territoriali o settoriali, per svolgere un lavoro corale e complessivo, a tutela della sanità pubblica e dell'economia del Paese. Il senatore LOREFICE ( M5S ) condivide i suggerimenti del relatore, dei senatori intervenuti e del sottosegretario, e propone che la Commissione si attivi per tradurre gli auspici in azioni concrete. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ), in merito all'entità della flessibilità ottenibile dalla Commissione europea, ritiene opportuno attendere gli sviluppi della situazione epidemiologica prima di presentare ulteriori e più consistenti richieste di aiuto all'Europa. Il PRESIDENTE , quindi, previa verifica della presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 (Esame del disegno di legge n. 1721, congiunzione con il seguito dell'esame del D oc . LXXXVI, n. 3, e rinvio) Il senatore PITTELLA ( PD ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2019, presentato al Senato il 14 febbraio 2020, in base all'articolo 29 della legge n. 234 del 2012. Rileva, anzitutto, che il titolo del provvedimento fa riferimento all'anno 2019, al fine di dare continuità rispetto all'ultima legge di delegazione relativa al 2018. Tuttavia, poiché il provvedimento abbraccerà anche l'intero anno 2020, potrebbe essere opportuno modificare il titolo per estenderlo anche all'anno in corso, proprio per mantenere il predetto criterio di continuità, derivato dalla norma della legge n. 234. Il disegno di legge, come previsto, è accompagnato dalla relazione di cui al comma 7 del predetto articolo 29 della legge n. 234, nella quale il Governo deve riferire, tra l'altro, sullo stato di conformità dell'ordinamento interno al diritto dell'Unione, con riferimento anche alle procedure di infrazione e di pre-infrazione, nonché sull'attuazione delle direttive in via amministrativa e sui provvedimenti con i quali le regioni hanno provveduto a recepire le direttive dell'Unione europea nelle materie di loro competenza. I dati riportati nella relazione, secondo la legge n. 234, devono essere riferiti al 31 dicembre dell'anno precedente, ma il Governo, opportunamente, ha presentato una relazione aggiornata fino al 3 ottobre 2019. Per quanto riguarda il contenuto proprio delle annuali leggi di delegazione, l'articolo 30 della legge n. 234 del 2012 stabilisce che sono ammesse solo le disposizioni strettamente necessarie a dare adempimento ad obblighi ancora inevasi, e che lo stesso principio rileva anche in fase di valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti. Il disegno di legge in esame è un provvedimento importante e lo è per due ordini di motivi. Anzitutto, poiché esso consente all'Italia di adempiere agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, riducendo il numero delle procedure di infrazione nei confronti dell'Italia e di evitare l'apertura di nuovo contenzioso. Ma il provvedimento è importante anche dal punto di vista del merito delle normative che vengono modificate o introdotte con i predetti atti legislativi europei, poiché si tratta di normative che interessano direttamente la vita dei cittadini italiani e delle imprese. Il relatore esprime, quindi, l'intenzione di svolgere il suo ruolo con la massima apertura nei confronti del contributo costruttivo da parte di tutti i Senatori appartenenti alle forze politiche presenti nella Commissione. Per raggiungere questo obiettivo, ritiene opportuno sentire le parti interessate dalle diverse normative oggetto del disegno di legge, i cosiddetti stakeholders , per poter approfondire con cognizione di causa l'impatto derivante dall'attuazione delle disposizioni previste. Invita quindi i rappresentanti dei Gruppi presenti, a indicare i soggetti da chiamare in audizione, in relazione alle normative del provvedimento che ritengono opportuno approfondire. In seguito a tale esame approfondito, la Commissione potrà, quindi, procedere alla fase emendativa del testo, per poi riferire all'Assemblea su un provvedimento il più possibile completo, corretto e utile. Passando all'esame del testo, osserva che il disegno di legge si compone di 20 articoli, nei quali sono stabiliti principi e criteri specifici di delega per dare attuazione ad alcune delle 33 direttive contenute nell'allegato e per adeguare la normativa nazionale a 14 regolamenti europei. L'articolo 1 reca, come di consueto, la delega generale al Governo per dare attuazione alle direttive contenute nell'allegato, nel rispetto delle procedure e dei criteri direttivi generali stabiliti agli articoli 31 e 32 della legge n. 234 del 2012. La formulazione della norma è stata quest'anno integrata con il riferimento anche al rispetto dei criteri specifici di delega e con l'estensione della delega anche all'attuazione anche degli altri atti europei, come i regolamenti, indicati nell'articolato. Va ricordato che, ai sensi dell'articolo 31 della legge 234, la delega deve essere esercitata entro il termine di quattro mesi antecedenti alla scadenza di ciascuna direttiva. Qualora tale termine della direttiva sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge, o scada entro i tre mesi successivi, la delega deve essere esercitata entro tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge. Inoltre, qualora la direttiva non preveda alcun termine di recepimento, la delega scade al termine dei dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. I principi generali di delega sono contemplati dall'articolo 32 della legge n. 234, e tra questi figurano il principio della semplificazione dei procedimenti, del coordinamento con le discipline vigenti, del divieto di gold plating , del divieto di trattamento più sfavorevole dei cittadini italiani rispetto a quelli degli altri Stati dell'UE. Riguardo alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione delle direttive, qualora non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, si provvede a carico del Fondo per il recepimento della normativa europea, di cui all'articolo 41-bis della legge n. 234 del 2012. Inoltre, qualora in sede di conferimento della delega non sia possibile quantificare gli oneri finanziari, si può procedere in tal senso al momento dell'adozione dei singoli decreti legislativi, al fine di non ritardare l'attuazione delle direttive. L'articolo 2 prevede la consueta delega legislativa per l'adozione, entro due anni dall'entrata in vigore della legge, delle disposizioni sanzionatorie per le violazioni di obblighi contenuti nei regolamenti europei pubblicati fino a tale data o in direttive attuate in via amministrativa. L'articolo 3 reca i principi e criteri specifici di delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/1808 sui servizi di media audiovisivi, mediante modifiche al Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (decreto legislativo n. 177 del 2005). La nuova direttiva apre la strada a un contesto normativo più equo per il settore audiovisivo, compresi i servizi on demand e le piattaforma di condivisione video. Le nuove norme rafforzano la tutela dei minori e la lotta contro l'incitamento all'odio, promuovono le produzioni europee e garantiscono l'indipendenza della Autorità di regolamentazione del settore. L'articolo 4 contiene principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/1972, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Il Codice rifonde in un unico testo le quattro preesistenti direttive in materia di telecomunicazioni e stabilisce un quadro aggiornato della disciplina delle reti e dei servizi e i compiti delle autorità nazionali di regolamentazione, in vista dello sviluppo delle nuove reti 5G ad altissima velocità. L'articolo 5 reca i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/2001, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili e sull'indicazione, da parte degli Stati membri, degli obiettivi nazionali per il 2030. L'attuazione della direttiva è strettamente connessa con gli articoli 12 e 19 del disegno di legge, concernenti entrambi il mercato interno dell'energia elettrica (attuazione della direttiva (UE) 2019/944 e dei regolamenti (UE) 2019/943 e 2019/941). L'articolo 6 contiene i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1, in materia di mercato interno, che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficaci. L'articolo 7 detta i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare, che introduce elementi di maggiore trasparenza, a beneficio della stessa filiera e dei consumatori finali. L'articolo 8 reca i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/789, che stabilisce norme sull'esercizio del diritto d'autore e diritti connessi, volte a promuovere la fornitura transfrontaliera di trasmissioni online e la ritrasmissione di programmi televisivi o radiofonici effettuata da soggetti diversi dall'emittente iniziale. L'articolo 9 contiene i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/790, a tutela del diritto d'autore e diritti connessi nel mercato unico digitale, in cui si introduce anche un profilo di responsabilità in capo ai prestatori di servizi di condivisione online di contenuti. L'articolo 10 detta i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/878 e del regolamento (U)E 2019/876, entrambi in materia requisiti prudenziali di enti finanziari e creditizi. L'articolo 11 contiene i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/879 e del regolamento (UE) 806/2014 (come modificato dal regolamento (UE) 2019/877), in materia di capacità di assorbimento delle perdite e di capacità di ricapitalizzazione, degli enti e creditizi e le imprese di investimento. La normativa fissa procedure uniformi per la risoluzione di tali enti, nel quadro del Meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico, nell'ambito dell'Unione bancaria, anche con riferimento al requisito minimo di passività soggette a bail-in. L'articolo 12 detta i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/944, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica. In particolare, la direttiva ha l'obiettivo di promuovere l'accesso ai mercati dell'energia elettrica, lo sviluppo dell'autoconsumo e la diffusione dei sistemi di ricarica dei veicoli elettrici. Come già accennato, l'attuazione della direttiva è strettamente connessa con gli articoli 5 e 19 del disegno di legge, concernenti la medesima materia. L'articolo 13 indica i principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1160 e del regolamento (UE) 2019/1156, volti a facilitare la vendita e gestione transfrontaliera dei fondi d'investimento, per favorire la creazione di un mercato unico dei fondi di investimento. L'articolo 14 delega il Governo all'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2016/429, in materia di malattie animali trasmissibili. Il regolamento fornisce un quadro giuridico generale, rivedendo e abrogando la precedente normativa europea composta da circa 50 atti normativi. Similmente, a livello nazionale la materia è disciplinata in maniera disorganica e andrebbe, pertanto, riordinata alla luce del regolamento. L'articolo 15 fornisce la delega per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale ai regolamenti (UE) 2017/745 e 2017/746, concernenti, rispettivamente, i dispositivi medici e i dispositivi medico diagnostici in vitro. La normativa è finalizzata a rendere disponibili dispositivi sicuri, efficaci e innovativi, in grado di apportare grandi benefici alla salute dei cittadini. L'articolo 16 fornisce la delega per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2017/1991, relativo ai fondi europei per il venture capital e per l'imprenditoria sociale, al fine di rafforzare l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. L'articolo 17 fornisce la delega per l'adeguamento al regolamento (UE) 2019/518, relativo alle commissioni applicate sui pagamenti transfrontalieri nell'Unione e sulle conversioni valutarie. L'articolo 18 fornisce la delega per l'adeguamento al regolamento (UE) 2019/881, relativo all'Agenzia dell'UE per la cybersicurezza (ENISA). La normativa prevede un riordino del quadro nazionale sulla certificazione della sicurezza informatica. L'articolo 19 fornisce la delega per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2019/943 sul mercato interno dell'elettricità e al regolamento (UE) 2109/941 sulla preparazione ai rischi nel settore dell'energia elettrica. Come già accennato, l'attuazione di questi due regolamenti è strettamente connessa con gli articoli 5 e 12 del disegno di legge, concernenti la medesima materia. L'articolo 20 fornisce la delega per l'adeguamento al regolamento (UE) 2019/1238, relativo al prodotto pensionistico individuale paneuropeo. Il regolamento richiede l'individuazione delle autorità nazionali competenti e la disciplina di determinati aspetti inerenti le caratteristiche specifiche del prodotto. Infine, per completezza, il relatore elenca le direttive contenute nell'allegato A, rinviando agli articoli del disegno di legge per quelle oggetto di principi e criteri specifici di delega. Il PRESIDENTE , ai sensi dell'articolo 144 -bis , comma 6, del Regolamento, propone quindi di congiungere la discussione generale del provvedimento in titolo con quella della Relazione programmatica 2020 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea. La Commissione conviene. Si apre quindi la discussione generale congiunta. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) esprime apprezzamento per la relazione introduttiva e per l'invito del relatore a svolgere un lavoro condiviso. Suggerisce quindi l'opportunità di procedere, per le normative che dovessero comportare un particolare onere per le imprese, ad un'applicazione che tenga il più possibile conto delle specifiche esigenze della realtà produttiva italiana e di far valere tale approccio nel rapporto negoziale con l'UE. Ritiene utile anche capire come gli Stati membri recepiscano la normativa europea. La senatrice FEDELI ( PD ) ritiene necessario che nello svolgimento del ciclo di audizioni si proceda per blocchi di argomenti e che si tenga conto delle eventuali scadenze di recepimento delle direttive e dei tempi di recepimento messi in atto dagli altri Stati membri dell'UE, poiché talvolta può risultare dannoso proprio per le nostre imprese che in altri Paesi siano già applicate determinate nuove normative europee. Il sottosegretario ringrazia per il lavoro svolto dal relatore Pittella su un provvedimento che è di fondamentale importanza per il Paese. Per quanto riguarda gli oneri derivanti dalle normative oggetto di recepimento, le amministrazioni settoriali possono fornire le stime sui costi che possono gravare sulle imprese, ma occorrerebbe fare anche una valutazione sui costi nell'ipotesi di ritardata o mancata attuazione. Concorda con l'utilità di conoscere lo stato dell'arte sull'implementazione da parte degli altri Stati membri e ricorda che, per esempio, sulla normativa sul work-life balance, l'Italia è già in gran parte conforme, ma avrebbe beneficiato ora degli strumenti dello smart-working o dell' home-working . Riguardo alla direttiva sulla plastica monouso, conferma che sarà necessario un approccio di accompagnamento alla riconversione. Esprime quindi la massima disponibilità del Dipartimento Politiche europee nello svolgimento dell'esame parlamentare sul disegno di legge. Il senatore PITTELLA ( PD ) ringrazia il Sottosegretario e i senatori intervenuti per lo spirito di collaborazione e propone di procedere alle audizioni, da svolgersi eventualmente anche in videoconferenza, nei giorni di martedì e giovedì, per concluderle possibilmente entro le festività pasquali. Prega i senatori di rappresentare quanto prima le eventuali richieste di audizione. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo su attuazione direttiva (UE) 2017/2102 sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche Doc n. 146 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, recante modifica della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Osservazioni alla 13ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il presidente relatore LICHERI ( M5S ) ricorda che il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2017/2102 è scaduto il 12 giugno 2019 e pertanto la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione n. 2019/0218 per mancata attuazione. Lo schema di decreto provvede a recepire tutte le modifiche apportate dalla direttiva (UE) 2017/2021, come è agevolmente verificabile dalla tabella di concordanza allegata alla relazione illustrativa del Governo, salvo le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), e di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva. Illustra quindi uno schema di osservazioni favorevoli, rilevando come lo schema di decreto legislativo non provvede a recepire le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), della direttiva. Vi è da precisare che le citate disposizioni non recepite consentono il commercio in deroga all'applicazione della direttiva, sul mercato secondario come prodotti usati, non solo dei pezzi di ricambio, ma anche degli stessi AEE, immessi sul mercato prima del 22 luglio 2019, a differenza della normativa nazionale come risultante dallo schema di decreto. In particolare, la direttiva introduce, all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2011/65/UE, una disposizione con cui impone restrizioni alla presenza di sostanze pericolose in tutte le AEE "immessi sul mercato" (nuove) dopo il 22 luglio 2019. Tale norma, quindi, non solo liberamente consente la prima immissione sul mercato delle AEE non conformi fino al 22 luglio 2019, ma ne consente anche il commercio sul mercato secondario dopo tale data. Lo schema di decreto, pertanto, sembra non tenere conto della distinzione tra "immissione sul mercato" e "messa a disposizione sul mercato", come definite dalla direttiva e dallo stesso decreto del 2014, mantenendo così il divieto di commercializzazione anche dopo il 22 luglio 2019 delle AEE usate, immesse sul mercato prima di tale data, costringendo alla loro rottamazione e, per quanto riguarda il recupero delle loro parti come pezzi di ricambio, alla loro previa trasformazione in rifiuto. Secondo la direttiva, invece, "le operazioni sul mercato secondario per le AEE, che comportano la riparazione, la sostituzione dei pezzi di ricambio, il rinnovo e il riutilizzo, e il ricondizionamento, dovrebbero essere facilitate per promuovere un'economia circolare nell'Unione" (considerando n. 2). Propone quindi di invitare la Commissione di merito a suggerire al Governo di adeguare lo schema di decreto alla direttiva nei termini suesposti. Nessun senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificato il numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni testé illustrato, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penal Doc n. 151 Schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (Osservazioni alla 2ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il presidente relatore LICHERI ( M5S ) illustra una nuova versione dello schema di osservazioni, già presentato nella seduta precedente. In particolare, richiama il contenuto dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva, che prevede la punibilità della frode in materia di spese relative ad appalti solo se connotata dal dolo specifico di procurare un ingiusto profitto, mentre nel codice penale italiano la frode in appalti rientra nel reato di truffa, per il quale è invece previsto il dolo generico. Sarebbe opportuno quindi prevedere un recepimento maggiormente aderente al dettato della direttiva, anche al fine di evitare possibili problemi in termini di competenza della Procura europea e di funzionamento della cooperazione giudiziaria. Rileva come la modifica dell'articolo 322 -bis del codice penale, apportata dall'articolo 1, comma 1, lettera d), dello schema, colmi una lacuna del nostro sistema, estendendo la punibilità dei più gravi reati contro la pubblica amministrazione anche alle persone che esercitano pubbliche funzioni nell'ambito di Stati non appartenenti all'Unione europea, «quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione». Rileva infine come l'articolo 5, comma 1, lettera c), punto 1, dello schema modifichi l'articolo 25 -quinquiesdecies del decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità dell'ente per tutti i delitti tributari, connessi con un'evasione IVA superiore a 10 milioni di euro, se commessi anche in parte in territorio di altro Stato membro. La fattispecie prevede quindi non solo i reati caratterizzati da frode, ma anche quelli di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e indebita compensazione. Tale estensione appare di dubbia compatibilità con l'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), della direttiva, che contempla la punibilità per i reati IVA se l'azione o omissione è commessa in «sistemi fraudolenti transfrontalieri». Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia il voto di astensione del suo Gruppo, ritenendo la precedente versione maggiormente efficace nell'evidenziare gli aspetti di criticità che è bene risolvere prima dell'entrata in vigore della normativa. Dopo una richiesta di chiarimenti della senatrice GINETTI ( IV-PSI ), il PRESIDENTE , verificato il numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni da lui testé illustrato, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2109 Doc n. 148 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2017/2109 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2017, che modifica la direttiva 98/41/CE del Consiglio, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità, e la direttiva 2010/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri (Osservazioni alla 8ª Commissione. Esame e rinvio) La relatrice, senatrice RICCIARDI ( M5S ), introduce l'esame dell'atto in titolo, predisposto in forza della delega contenuta nella legge di delegazione europea 2018 (legge n. 117 del 2019) per dare attuazione alla direttiva (UE) 2017/2109, che modifica la direttiva 98/41CE, al fine di rafforzare la sicurezza delle navi da passeggeri e l'efficacia delle operazioni di ricerca e salvataggio. Il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 21 dicembre 2019 e la Commissione europea ha aperto la procedura di infrazione n. 2020/0069 nei confronti dell'Italia, per mancata attuazione. In seguito a gravi incidenti marittimi la direttiva 98/41/CE ha introdotto l'obbligo di registrazione delle persone a bordo delle navi passeggeri, al fine di garantire che la sicurezza dei passeggeri non sia compromessa dal superamento del numero massimo di passeggeri che la nave è autorizzata a trasportare o per cui sono omologati i suoi dispositivi di sicurezza, e al fine di facilitare le operazioni di ricerca e soccorso in caso di incidente. In seguito, sono stati emanati altri atti normativi dell'UE e convenzioni internazionali che trattano questioni correlate e sono stati elaborati nuovi sistemi informatici e soluzioni tecnologiche. Ne è derivata una crescente complessità e sovrapposizione delle disposizioni in materia. La direttiva (UE) 2017/2109 interviene, quindi, modificando la direttiva 98/41/CE, con il fine di semplificare e razionalizzare il quadro normativo esistente. La direttiva stabilisce anzitutto l'obbligo della comunicazione elettronica dei dati, attraverso l'interfaccia unica nazionale prevista dalla direttiva 2010/65/UE (ora sostituita dal regolamento (UE) 2019/1239). Tuttavia, si consente agli Stati membri, per un periodo transitorio di sei anni a decorrere dal 20 dicembre 2017, di poter continuare a comunicare le informazioni alla stessa società di gestione della nave, anziché nell'interfaccia unica nazionale. Medesimo periodo transitorio è previsto per le informazioni aggiuntive, inerenti la necessità di cure e assistenze speciali, per le tratte superiore a 20 miglia. In ogni caso è prevista l'esenzione dalla comunicazione per i servizi di linea di durata inferiore a un'ora, nei tratti di mare di categoria D (entro 3 miglia dalla costa). Per quanto riguarda la conservazione dei dati, questa è prevista solo fino al momento in cui il viaggio della nave in questione è completato in sicurezza, e in ogni caso i dati sono cancellati dopo 60 giorni dalla partenza della nave (salvo esigenze giudiziarie), nel rispetto del regolamento (UE) 2016/679 sulla privacy . Lo schema di decreto legislativo provvede a dare attuazione alla direttiva abrogando e sostituendo il vigente decreto ministeriale 13 ottobre 1999, con cui era stata data attuazione alla direttiva del 1998, in linea con l'indicazione contenuta nel criterio di delega di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 18 della legge di delegazione europea 2018. Tale scelta consente anche di introdurre le necessarie disposizioni sanzionatorie per la violazione degli obblighi contenuti nella normativa. Lo schema di decreto, quindi, riprende le disposizioni del decreto ministeriale del 1999, prevedendo le opportune modifiche e integrazioni, e dà attuazione alle corrispondenti disposizioni della direttiva in termini pressoché testuali. Negli articoli da 1 a 3 sono quindi aggiornate le definizioni e l'ambito di applicazione. Negli articoli da 4 a 9 sono previste le nuove modalità di registrazione dei dati dei passeggeri e le nuove modalità di comunicazione degli stessi, mentre all'articolo 15 è stabilito il regime transitorio previsto dalla direttiva. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1741 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1741 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo e gli emendamenti ad esso riferiti, rilevato che il decreto in conversione reca misure urgenti dirette a fronteggiare l'evolversi della situazione epidemiologica in Italia causata dal carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia da coronavirus (COVID-19), dal rapido incremento dei casi e dei decessi notificati all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS); valutato che: - la Commissione europea, in data 25 febbraio 2020, ha annunciato aiuti per un valore di 232 milioni di euro, finalizzati a rallentare la diffusione del COVID-19 a livello globale. Si trattata di un primo pacchetto volto a sostenere le misure di preparazione dei Paesi, anche extra europei, in buona parte tramite l'OMS, per finanziare la ricerca, l'assistenza e la diagnosi delle persone contagiate e prevenire l'ulteriore trasmissione; - la Commissione europea ha inoltre istituito una Task Force per affrontare l'emergenza, composta dai Commissari Gentiloni, Lenarcic, Johansson, Kyriakides e Valean; - il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Agenzia europea) ha rilevato che il rischio di infezione nei Paesi dell'UE, dello Spazio economico europeo (SEE) e nel Regno Unito è attualmente considerato medio-alto, e che la probabilità che si verifichino ulteriori focolai in Europa, simili a quelli in Italia, è considerata medio-alta. Pertanto, il rischio di infezione per cittadini di Paesi UE/SEE e del Regno Unito, che viaggiano o risiedono in zone di maggiore tasso di trasmissione locale, è attualmente considerato alto; valutato che non sussistono profili di criticità per quanto concerne i profili di compatibilità con l'ordinamento europeo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole sul testo del disegno di legge, con le seguenti osservazioni: a) nella misura in cui gli effetti del Coronavirus non riguardano solo la salute, ma impatteranno in maniera significativa sul comparto del turismo e dei servizi, determinando un rallentamento dell'economia italiana, si ritiene necessario richiedere alle competenti sedi europee l'attivazione dei meccanismi di aiuto ai territori colpiti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, attraverso l'intervento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, attivabile in caso di "catastrofe naturale grave", con danni stimati in oltre 0,6 percento del reddito nazionale lordo di un Paese dell'Unione o dell'1,5 per cento del PIL di una singola regione. b) analoga richiesta si ritiene dovrà essere inoltrata, perché si tenga conto delle conseguenze in termini di minore crescita economica prodotti dall'emergenza da COVID-19, nell'ambito della valutazione sul rispetto dell'obiettivo di medio termine relativo al Patto di stabilità e crescita, ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97, che prevede il caso di "evento inconsueto al di fuori del controllo dello Stato membro interessato che abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale di detto Stato o in caso di grave recessione economica della zona euro o dell'intera dell'Unione"; e parere non ostativo sugli emendamenti riferiti al disegno di legge. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 146 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 146 La 14ª Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo, premesso che: - la direttiva (UE) 2017/2102, oggetto dello schema di decreto di attuazione, reca modifiche alla direttiva 2011/65/UE, al fine di promuovere ulteriormente il riutilizzo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e il riciclaggio dei materiali usati, stabilire ulteriori restrizioni nell'uso di sostanze pericolose nelle AEE, armonizzare tra gli Stati membri le norme sull'immissione in commercio delle AEE ed escludere alcuni prodotti specifici dal campo di applicazione della normativa; - il termine per il recepimento della direttiva (UE) 2017/2102 è scaduto il 12 giugno 2019 e pertanto la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione n. 2019/0218 per mancata attuazione; - lo schema di decreto recepisce la predetta direttiva, prevedendo all'articolo 1 le opportune modifiche al decreto legislativo n. 27 del 2014, con cui era stata data attuazione alla direttiva 2011/65/UE; rilevato che lo schema di decreto provvede a recepire tutte le modifiche apportate dalla direttiva (UE) 2017/2021, come è agevolmente verificabile dalla tabella di concordanza allegata alla relazione illustrativa del Governo, salvo le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), e di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con il seguente rilievo: come sottolineato nella relazione illustrativa, lo schema di decreto legislativo non provvede a recepire le disposizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 3, lettera a), della direttiva. Il motivo risiederebbe nel fatto che l'articolo 24 del decreto legislativo n. 27 del 2014 già prevede che le AEE, che non rientravano nell'ambito della previgente normativa e che al contempo risultano non conformi al decreto n. 27 del 2014, possono continuare ad essere messe a disposizione sul mercato fino al 22 luglio 2019. Al riguardo vi è da precisare che le citate disposizioni non recepite, consentono il commercio in deroga all'applicazione della direttiva, sul mercato secondario come prodotti usati, non solo dei pezzi di ricambio, ma anche degli stessi AEE, immessi sul mercato prima del 22 luglio 2019, a differenza della normativa nazionale come risultante dallo schema di decreto. In particolare, la direttiva introduce, all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 2011/65/UE, una disposizione con cui impone restrizioni alla presenza di sostanze pericolose in tutte le AEE "immessi sul mercato" (nuove) dopo il 22 luglio 2019. Tale norma, quindi, non solo liberamente consente la prima immissione sul mercato delle AEE non conformi fino al 22 luglio 2019, ma ne consente anche il commercio sul mercato secondario dopo tale data. In tal modo la direttiva favorisce, sia il mantenimento in vita di AEE usate o ricondizionate, riducendo la produzione di rifiuti, sia l'acquisto di tali AEE usate per recuperarne i componenti come di pezzi di ricambio, evitando la loro previa trasformazione in rifiuto. Inoltre, per evitare ambiguità rispetto a tale nuova disposizione, la direttiva provvede anche ad abrogare la disposizione che esentava da tali restrizioni le AEE "messe a disposizione sul mercato" (quindi sia nuove che usate) fino al 22 luglio 2019, e che corrisponde al citato articolo 24 del decreto del 2014, mantenuto in vigore dal provvedimento in esame. Lo schema di decreto, pertanto, sembra non tenere conto della distinzione tra "immissione sul mercato" e "messa a disposizione sul mercato", come definite dalla direttiva e dallo stesso decreto del 2014, mantenendo così il divieto di commercializzazione anche dopo il 22 luglio 2019 delle AEE usate, immesse sul mercato prima di tale data, costringendo alla loro rottamazione e, per quanto riguarda il recupero delle loro parti come pezzi di ricambio, alla loro previa trasformazione in rifiuto. Secondo la direttiva, invece, "le operazioni sul mercato secondario per le AEE, che comportano la riparazione, la sostituzione dei pezzi di ricambio, il rinnovo e il riutilizzo, e il ricondizionamento, dovrebbero essere facilitate per promuovere un'economia circolare nell'Unione" (considerando n. 2). Valuti, pertanto, la Commissione di merito, l'opportunità di indicare al Governo l'adeguamento alla normativa europea nei termini suesposti. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 151 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 151 La 14ª Commissione permanente, considerato che lo schema di decreto legislativo in esame è volto ad armonizzare la disciplina penale italiana alla direttiva (UE) 2017/1371, in tema di lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione (cosiddetta direttiva PIF), ed è stato adottato ai sensi dell'articolo 3 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (legge di delegazione europea 2018); ricordato che, a norma dell'articolo 22 del regolamento istitutivo della Procura europea (regolamento (UE) n. 2017/1939), questa è competente per i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione di cui alla direttiva (UE) 2017/1371, quale attuata dal diritto nazionale, indipendentemente dall'eventualità che la stessa condotta criminosa possa essere qualificata come un altro tipo di reato ai sensi del diritto nazionale; valutato che il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 6 luglio 2019 e che la Commissione europea ha aperto la procedura di infrazione n. 2019/0279 per mancato recepimento; valutato che lo schema di decreto legislativo provvede a dare compiuta attuazione alla direttiva (UE) 2017/1371, formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli, con i seguenti rilievi: a) l'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva prevede la punibilità della frode in materia di spese relative ad appalti solo se connotata dal dolo specifico di procurare un ingiusto profitto, mentre nel codice penale italiano la frode in appalti rientra nel reato di truffa, per il quale è invece previsto il dolo generico. Valuti pertanto la Commissione di merito l'opportunità di prevedere un recepimento maggiormente aderente al dettato della direttiva, anche al fine di evitare possibili problemi in termini di competenza della Procura europea e di funzionamento della cooperazione giudiziaria. b) la modifica dell'articolo 322-bis del codice penale, apportata dall'articolo 1, comma 1, lettera d), dello schema, colma una lacuna del nostro sistema, estendendo la punibilità dei più gravi reati contro la pubblica amministrazione anche alle persone che esercitano pubbliche funzioni nell'ambito di Stati non appartenenti all'Unione europea, «quando il fatto offende gli interessi finanziari dell'Unione». c) l'articolo 5, comma 1, lettera c), punto 1, dello schema modifica l'articolo 25-quinquiesdecies del decreto legislativo n. 231 del 2001, prevedendo la responsabilità dell'ente per tutti i delitti tributari, connessi con un'evasione IVA superiore a 10 milioni di euro, se commessi anche in parte in territorio di altro Stato membro. La fattispecie prevede quindi non solo i reati caratterizzati da frode, ma anche quelli di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione e indebita compensazione. Tale estensione appare di dubbia compatibilità con l'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), della direttiva, che contempla la punibilità per i reati IVA se l'azione o omissione è commessa in «sistemi fraudolenti transfrontalieri». Valuti, pertanto, la Commissione di merito, l'opportunità di un recepimento di tale aspetto, maggiormente aderente al dettato della direttiva.