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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 88 PITTONI La seduta inizia alle ore 15,10. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che sono stati assegnati in sede consultiva i disegni di legge n. 1387 (Rendiconto per l'anno finanziario 2018) e n. 1388 (Assestamento per l'anno finanziario 2019). Propone di integrare l'ordine del giorno delle sedute che saranno convocate la prossima settimana con l'esame in sede consultiva di tali disegni di legge. Avverte poi che è stato assegnato in sede referente il disegno di legge n. 1372 recante "Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione", collegato alla manovra di finanza; propone di integrare l'ordine del giorno delle prossime sedute con l'esame di tale disegno di legge. Comunica inoltre che è stato assegnato in data odierna, in sede consultiva su atti del Governo, lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2019, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (AG n. 97). Propone di integrare l'ordine del giorno delle prossime sedute con tale atto, ma di avviarne l'esame nella prossima settimana. La Commissione concorda con le proposte del Presidente. IN SEDE REDIGENTE Accesso aperto all'informazione scientifica DDL 1146 Modifiche all'articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell'articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all'informazione scientifica DDL 647 Modifiche all'articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, in materia di accesso aperto all'informazione scientifica (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta dell'11 giugno. Il PRESIDENTE avverte che la senatrice Malpezzi ha comunicato il ritiro dell'emendamento 1.1, di cui è prima firmataria. Prende atto la Commissione. Il seguito della discussione congiunta è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA dl 61/2019 miglioramento saldi finanza pubblica DDL 1383 Conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) La relatrice GRANATO ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, che reca la conversione in legge del decreto-legge n. 61 del 2019, il quale reca alcune modifiche alla legge di bilancio 2019, n. 145 del 2018, e al decreto-legge n. 4 del 2019, intese in via principale a salvaguardare i risparmi per il 2019 derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e alle misure in materia pensionistica concernenti il conseguimento della pensione anticipata in base alla cosiddetta quota 100 o in base ai requisiti di sola anzianità contributiva. A tal fine, si prevede che per l'anno 2019 i risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dal minor utilizzo suddetto costituiscano economie di bilancio o siano versati all'entrata del bilancio dello Stato, al fine di essere destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Per garantire che il miglioramento in oggetto dei saldi di finanza pubblica per il 2019 rispetto alle previsioni tendenziali sia pari ad almeno 1,5 miliardi di euro, si dispone che, per il medesimo anno, le dotazioni del bilancio dello Stato, in termini di competenza e di cassa, siano accantonate e rese indisponibili per la gestione secondo le indicazioni di cui all'Allegato 1; gli accantonamenti di spesa, su richiesta dei Ministri interessati, possono essere rimodulati con le modalità indicate. Si sofferma quindi sullo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per il quale è disposto l'accantonamento è pari a 550.000 euro inerenti alla missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, mentre segnala che per lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali l'accantonamento è pari a 800.000 euro, inerenti la medesima missione. Conclude proponendo e illustrando una proposta di parere favorevole, pubblicata in allegato. Il sottosegretario GIULIANO esprime parere favorevole sulla proposta della relatrice. Nessuno chiedendo di intervenire, previo accertamento della presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere della relatrice è posta ai voti e approvata. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO DM regolamento CNAM Doc n. 89 Schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante la composizione, il funzionamento e le modalità di nomina e di elezione dei componenti il Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (Parere al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 21 dicembre 1999, n. 508. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 2 luglio. Il PRESIDENTE , in merito allo schema di regolamento in titolo ricorda che la Commissione ha convenuto di svolgere un breve ciclo di audizioni informali, che potrebbero aver luogo la prossima settimana. Poiché il termine per l'espressione del parere al Governo scade il 15 luglio, d'intesa con la relatrice, senatrice Russo, propone sin d'ora di chiedere la proroga di dieci giorni del termine, ai sensi dell'articolo 139- bis¸ comma 2, del regolamento. Concorda la Commissione Il seguito dell'esame è quindi rinviato. dlgs correttivo in materia di inclusione scolastica Doc n. 86 Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) della legge 13 luglio 2015, n. 107" (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1, commi 182 e 184 della legge 13 luglio 2015, n. 107. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 giugno scorso. Il PRESIDENTE ricorda che nella settimana scorsa si è svolto il ciclo di audizioni informali sullo schema di regolamento in titolo. Segnala che scade in data odierna il termine per la formulazione di osservazioni da parte delle Commissioni consultive e che non sono ancora pervenute quelle della Commissione 12 a . Avverte pertanto che la votazione del parere al Governo potrà aver luogo nella seduta convocata alle ore 8,30 di domani, mercoledì 10 luglio. Prende atto la Commissione. Interviene la senatrice MALPEZZI ( PD ), che chiede di conoscere i contenuti della proposta di parere che la relatrice si appresta a presentare. La relatrice GRANATO ( M5S ) presenta e illustra una proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. La senatrice MALPEZZI ( PD ) a sua volta presenta e illustra una proposta di parere alternativo, di tenore favorevole con condizioni, pubblicata in allegato. Nell'invitare la relatrice a una valutazione attenta, auspica una possibile integrazione della proposta che è stata appena presentata con alcuni dei rilievi formulati nella propria proposta di parere alternativo, di cui dà diffusamente conto. La relatrice GRANATO ( M5S ) si riserva di valutare attentamente lo schema di parere presentato dalla senatrice Malpezzi e di integrare, se del caso, la propria proposta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) anticipa la possibile articolazione dei lavori dell'Assemblea, con particolare riferimento ad alcuni argomenti e provvedimenti di competenza della Commissione, alla luce delle determinazioni assunte nell'ambito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari. La senatrice MALPEZZI ( PD ) esprime il proprio disappunto per la possibile prossima calendarizzazione in Assemblea di alcuni disegni di legge il cui esame da parte della Commissione 7 a non è ancora terminato o addirittura è stato appena avviato; dopo aver prefigurato il possibile abbandono dei lavori da parte dei senatori del Gruppo PD, invita il Presidente a difendere le prerogative della Commissione. Risponde il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ), il quale segnala come, per alcune delle iniziative in questione, vi sia un indiscutibile interesse a un'approvazione rapida, in vista dell'avvio del prossimo anno scolastico. La senatrice GRANATO ( M5S ) auspica che tra le iniziative che saranno a breve approvate dalla Commissione vi sia anche il disegno di legge n. 1146, in materia di accesso aperto all'informazione scientifica. Sui tempi di esami del disegno di legge n. 1374 interviene brevemente la senatrice RUSSO ( M5S ), relatrice per quel provvedimento. Il PRESIDENTE avverte che la seduta sarà sospesa per poter svolgere la seduta delle Commissione riunite 7 a e 12 a e che riprenderà al termine di quella. Prende atto la Commissione. La seduta, sospesa alle ore 15,55, riprende alle ore 16,25. IN SEDE REFERENTE dl 59/2019 misure urgenti nei settori di competenza del Mibac DDL 1374 Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2019, n. 59, recante misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 4 luglio. Il PRESIDENTE comunica che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi si è svolto un ciclo di audizioni informali sul provvedimento in titolo. Nel corso di tali audizioni sono state depositate documentazioni che saranno pubblicate sulla pagina web della Commissione, al pari di ulteriori documentazioni che saranno eventualmente depositate nelle successive audizioni. Segnala che il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno al provvedimento in titolo è stato prorogato alle ore 18 di oggi. Avverte infine che l'organizzazione dei lavori della Commissione, in merito all'esame del decreto-legge n. 59, potrà subire variazioni con eventuale convocazione di nuove sedute, anche in relazione all'andamento dei lavori delle Commissioni competenti in sede consultiva e alle determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. INTEGRAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che, come convenuto poc'anzi, l'ordine del giorno, della Commissione per le sedute già convocate per la settimana corrente è integrato con l'esame in sede consultiva su atti del Governo, dell'atto n. 97, concernente lo schema di decreto ministeriale recante il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2019, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, nonché con l'esame in sede referente del disegno di legge n. 1372 concernente le deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 16,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1383 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che le misure in esame sono volte, in via principale, a salvaguardare i risparmi per il 2019 derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e alle misure in materia pensionistica concernenti il conseguimento della pensione anticipata in base alla cosiddetta quota 100 o in base ai requisiti di sola anzianità contributiva; preso atto che per quanto riguarda lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è disposto l'accantonamento di 550.000 euro inerenti alla missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche, e che per lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali l'accantonamento è pari a 800.000 euro, inerenti la medesima missione; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativoin titolo, esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni: 1) in relazione alle modifiche apportate dallo schema di decreto legislativo volte alla sostituzione delle espressioni «disabilità certificata» e «disabilità» nel decreto legislativo n. 66 del 2017, si valuti la necessità di un utilizzo omogeneo della terminologia, sia nelle parti novellate sia in quelle non oggetto di modifica, in modo che risulti adottata uniformità d'espressione; 2) per quanto concerne la terminologia, il Governo provveda alla definizione della nozione di «inclusione scolastica», non prevista all'articolo 1, comma 1, al fine di rispondere nel modo più adeguato ai differenti bisogni educativi e di apprendimento, mediante adeguate strategie e metodologie didattiche orientate allo sviluppo delle capacità, di ogni alunno o studente. L'inclusione scolastica, ch'è concetto differente da quello di «integrazione scolastica», deve essere, pertanto, la tessitura fondamentale del sistema nazionale di istruzione, grazie alla quale, in coerenza con l'articolo 3 della Costituzione, equità e qualità della formazione si coniugano nelle prassi educative quotidiane. Nella nozione di inclusione scolastica devono essere incluse le tutele già normativamente previste per gli alunni certificati ai sensi della legge n. 104 del 1992, ai quali sono esclusivamente diretti i benefici individuati dal decreto legislativo n. 66 del 2017, sostanziati nella redazione del Piano educativo individualizzato, nonché quelle individuate per gli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), certificati secondo le previsioni della legge n. 170 del 2010, con particolare riguardo alla definizione del «Piano didattico personalizzato» e alla conseguente individuazione di misure dispensative e strumenti compensativi, così costituendo percorsi di cura educativa diversi rispetto a quelli previsti per gli alunni e gli studenti con disabilità. Infine nella nozione di inclusione scolastica devono essere incluse anche le misure previste per gli alunni con altri bisogni educativi speciali (BES), come definiti dalla direttiva ministeriale 27 dicembre 2012, non compresi nelle fattispecie sopra illustrate. L'inserimento di una definizione più ampia, tuttavia, non deve incidere sull'ambito di applicazione definito all'articolo 2 del decreto legislativo n. 66 del 2017, che concerne esclusivamente gli alunni e gli studenti certificati ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992; 3) in relazione all'articolo 3, comma 1, lettera c) dello schema di decreto legislativo, si valutino: a) al numero 1), l'inserimento del richiamo anche all'articolo 9 del decreto legislativo 281 del 1997, che stabilisce le funzioni della Conferenza unificata. Lo stesso richiamo, peraltro, va effettuato all'articolo 4, comma 1, lettera f) , n. 1, dello schema di decreto legislativo; b) un ampliamento dell'oggetto dell'intesa in sede di Conferenza unificata, ferma restando l'esigenza di individuare prioritariamente i criteri per una progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione personale. Risulta quanto mai opportuno, al fine di non determinare sovrapposizioni o disallineamenti nel servizio di assistenza previsto per gli alunni e gli studenti con accertata condizione di disabilità, anche alla luce dei compiti assegnati nella medesima norma ai collaboratori scolastici, definire al contempo i profili professionali del personale destinato allo svolgimento delle competenze attribuite agli enti territoriali nel campo dell'inclusione scolastica; 4) modificare, in coerenza con quanto espresso nel punto precedente, la previsione di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) dello schema di decreto legislativo, precisando che gli Enti territoriali provvedono ad assicurare, nei limiti delle risorse disponibili, gli interventi necessari per l'inclusione scolastica mediante l'impiego del personale destinato allo svolgimento delle competenze loro assegnate; 5) all'articolo 3, comma 1, lettera d) , numero 3) dello schema di decreto legislativo sostituire le parole «spazi fisici» con le seguenti parole: «degli spazi fisici»; 6) per quanto concerne i servizi essenziali erogati dagli Enti territoriali di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto legislativo n. 66 del 2017 si ritiene imprescindibile assicurare, ai fini dell'effettiva garanzia dell'erogazione dei medesimi servizi in tempi congrui, che il riparto dei contributi statali avvenga entro e non oltre l'avvio dell'anno scolastico di riferimento, attraverso la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del relativo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, preferibilmente entro la prima decade del mese di settembre; 7) occorre valutare se lo "sdoppiamento" degli accertamenti della condizione di disabilità in età evolutiva, con l'inserimento accanto a quello di cui all'articolo 4 della legge n. 104 del 1992 di quello previsto dal novellato articolo 12, comma 5, della medesima legge, relativo all'inclusione scolastica, non possa causare conseguenze potenzialmente "negative" per uno studente con disabilità certificata. In tale ottica è necessario assicurare, in sede di redazione delle linee guida di cui all'articolo 5, comma 6, del decreto legislativo n. 66 del 2017, che i criteri di redazione relativi all'accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell'inclusione scolastica garantiscano nel modo più ampio possibile ogni forma di tutela degli alunni con disabilità, prevedendo altresì una semplificazione degli adempimenti di natura burocratica, in primo luogo per le famiglie; 8) in relazione al Piano educativo individualizzato (PEI), si elimini il riferimento alla classe di cui all'articolo 6, comma 1, lettera a) , n. 4, dello schema di decreto legislativo in quanto, in tale sede, la proposta relativa al numero delle ore di sostegno deve essere riferita al singolo alunno con disabilità certificata ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104; 9) si valuti l'abrogazione all'articolo 6, comma 1, lettera b) capoverso "2-bis" dello schema di decreto legislativo del comma 2- bis , in quanto la disposizione appare ultronea rispetto alla generica clausola di invarianza finanziaria inserita all'articolo 20, comma 5, del decreto legislativo n. 66 del 2017, non oggetto dell'intervento correttivo. Peraltro, è opportuno chiarire come l'inserimento di tale disposizione all'interno dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 66 del 2017 non potrebbe comunque ostare all'assegnazione di posti in deroga per fronteggiare situazioni di fatto; 10) per ciò che concerne il Gruppo per l'inclusione territoriale (GIT), premesso il riconoscimento dell'opportunità di una riforma effettiva delle funzioni, valuti il Governo l'opportunità di chiarire il rapporto intercorrente con il dirigente scolastico. Si prevede, infatti, che il GIT confermi o si esprima in modo difforme circa la richiesta relativa al fabbisogno delle misure di sostegno (art. 8, comma 1, lettera a) , capoverso "4", quarto periodo) inviata dal dirigente scolastico all'Ufficio scolastico regionale (USR), e che il dirigente scolastico senta informalmente il GIT prima dell'invio (art. 9, comma 1, capoverso "art. 10", comma 1). Tuttavia non appaiono chiare le conseguenze che dovessero derivare da un parere negativo del GIT, nel caso di contrasto tra i due organi; 11) in relazione al Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione sociale, si valuti l'eliminazione, tra i componenti, del rappresentante designato dall'Ente territoriale; 12) all'articolo 9, comma 1, capoverso "art. 10", comma 1, dello schema di decreto legislativo, dopo le parole «il dirigente scolastico,» inserire le seguenti: «sulla base dei singoli Piani educativi individuali (PEI),»; 13) per quanto riguarda i corsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico nella Scuola dell'infanzia e nella Scuola primaria, si valuti l'eliminazione del riferimento alla modifica dei piani di studio dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria o, in subordine, si chiarisca che l'integrazione dei 60 CFU di cui all'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo n. 66 del 2017, possa avvenire, oltre che in via eventuale, utilizzandone quota parte, nell'ottica di non alterare l'equilibrio dell'impianto didattico attuale; 14) in relazione alle misure di accompagnamento di cui all'articolo 13 dello schema di decreto legislativo, occorre chiarire la natura del Comitato per la direzione e il coordinamento delle misure di accompagnamento, e in particolare se si tratti di un organo istituito a livello centrale del dicastero o ad altri livelli; 15) è opportuno introdurre, infine, termini temporali definiti entro cui prevedere l'adozione degli atti di competenza del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca (nello schema di decreto legislativo: articolo 7, comma 2- ter ; articolo 8, comma 1, lettera "a", capoverso "7"; articolo 10, comma 1, lettera "b"; articolo 13; articolo 14, comma 1, capoverso "2- bis "), dal momento che non sono espressamente manifesti. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Simona Flavia MALPEZZI, Vanna IORI, RAMPI E VERDUCCI SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 Premesso che: le leggi del nostro Paese sul tema dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sono tra le più evolute e moderne dell'Unione europea; il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità", ha cercato di dare una risposta concreta al tema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, garantendo una scuola sempre più accogliente e inclusiva per gli alunni disabili, nel rispetto delle loro esigenze; il suddetto decreto legislativo è volto a garantire una scuola sempre più accogliente per gli alunni con disabilità, rafforzando il ruolo delle famiglie e delle associazioni nei processi di inclusione e coinvolgendo tutte le componenti del personale scolastico. Affinché gli insegnanti fossero sempre più preparati è stata rivista infatti la formazione iniziale dei docenti di sostegno dell'infanzia e della primaria, attraverso l'istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc . I docenti, anche nella scuola secondaria, hanno, nel loro percorso di formazione iniziale, materie che riguardano le metodologie per l'inclusione ed è prevista una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi; si tratta di un provvedimento che ha messo finalmente al centro gli alunni con disabilità prevedendo il Progetto educativo individualizzato (PEI); siamo consapevoli del fatto che il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, per quanto rappresenti un punto di svolta nella normativa finalizzata alla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, sia suscettibile di alcune modifiche migliorative, la cui proposta è emersa nel corso di questi ultimi di anni che hanno visto l'attuazione delle norme in questione; nonostante un quadro legislativo così evoluto e chiaro, il sostegno ai bambini e ai ragazzi con disabilità presenta alcuni problemi; uno di questi riguarda l'assegnazione di posti di sostegno affidati a personale "non specializzato", che non possiede alcuna formazione specifica per i fruitori finali del servizio e che contemporaneamente svilisce il ruolo e le finalità sociali e formative dei docenti di sostegno; premesso inoltre che: l'articolo 1, comma 1138, della legge di bilancio per il 2019 ha differito (dal 1° gennaio 2019) al 1° settembre 2019 l'entrata in vigore di alcune disposizioni previste dal citato decreto legislativo, relative alla costituzione presso ogni ambito territoriale dei Gruppi territoriali di inclusione, alla sostituzione della Diagnosi funzionale e del Profilo dinamico funzionale con il Profilo di funzionamento, alla redazione del Progetto individuale ed alla richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico; non si può dimenticare che nella legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, missione "Istruzione scolastica", programma "Istruzione del primo ciclo", la spesa per gli "Interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno)" è pari a 3.489 milioni di euro per l'anno 2019, a 3.078 milioni di euro per l'anno 2020 ed a 2.457 milioni di euro per l'anno 2021; queste cifre evidenziano in modo netto la riduzione della spesa per i docenti di sostegno rispetto alla precedente legge di bilancio (legge n. 205 del 2017), spesa pari, quanto al programma "Istruzione del primo ciclo", a 3.654 milioni di euro per l'anno 2018, a 3.562 milioni di euro per l'anno 2019 e a 3.308 milioni di euro per l'anno 2020; rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2018, c'è stata una riduzione di ben 73 milioni di euro per l'anno 2019 e di 230 milioni di euro per l'anno 2020; tale grave riduzione ha penalizzato gli oltre 245.500 alunni disabili, che incorrono quotidianamente in grandi difficoltà a causa della mancanza di personale specializzato a loro destinato, poiché, di fatto, si è tradotto nella impossibilità di assumere oltre 40.000 insegnanti specializzati, nonostante le diverse affermazioni del Ministro; premesso inoltre che: il presente provvedimento, che si pone l'ambizioso obiettivo di ridisegnare il sistema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità non offre risposte pienamente adeguate alle domande provenienti dal mondo della scuola e delle associazioni, rappresentando, di fatto, un'occasione persa al fine di attuare una società "culturalmente inclusiva"; a riprova di una visione miope e fintamente propositiva, basti pensare che tutti gli interventi previsti dovrebbero essere "nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili", in palese dispregio di quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale n. 275 del 2016 per la quale "È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l'equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione"; il provvedimento presenta numerose criticità: con riferimento alle modalità di individuazione degli interventi di competenza degli enti locali si segnala che questi, seppur indicati nel PEI, vengono poi individuati unilateralmente (e non più quindi collegialmente con tutte le amministrazioni interessate al coordinamento dei vari interventi) in un momento diverso ed ulteriore rispetto a quello del PEI; il percorso di individuazione dell'organico di sostegno didattico che ciascuna scuola chiede all'USR non può essere slegato proprio dalle proposte di ore di sostegno didattico che i gruppi di lavoro delle classi frequentate dai singoli alunni pongono in essere nei PEI; con riferimento all'articolo 4, contenente modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante le Commissioni mediche, si rileva come con le modifiche proposte si chiede alle famiglie di effettuare tutta la procedura e di pervenire, in una fase successiva, alla richiesta di "accertamento dell' handicap " tramite l'INPS, introducendo un iter molto difficoltoso per le famiglie; con riferimento all'articolo 8, contenente modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante i Gruppi per l'inclusione scolastica, si rileva come il GIT rischi di essere, di fatto, un gruppo inutile, incaricato di intervenire in tanti settori fra loro differenti, con il rischio di determinare solo un aggravio burocratico, nonché costoso. Il GIT svolge fin troppo attività (perfino la collaborazione con il GLI al fine di realizzare il Piano di inclusione) a discapito dello snellimento delle procedure, dando luogo a inutili incombenze e all'eccesso di burocratizzazione; ESPRIME PARERE FAVOREVOLE con le seguenti condizioni: con riferimento all'articolo 1, contenente modifiche all'articolo 1 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante i principi e le finalità, inserire il seguente comma aggiuntivo: "L'inclusione scolastica si attua mediante la definizione e la condivisione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), concordato ed elaborato congiuntamente dai componenti del GLO, di cui all'articolo 9 del presente decreto." Il PEI, quale strumento di programmazione educativo didattico, costituisce il punto di riferimento della progettualità inclusiva. Appare utile, dal punto di vista pedagogico, richiamare il valore di questo importante documento; si chiede di chiarire la differenza tra assistenza di base e assistenza specialistica, per non correre il rischio che alcuni interventi non ricadano né nell'una competenza né nell'altra, rendendo di fatto inesigibili i diritti dell'alunno con disabilità; con riferimento all'articolo 3, contenente modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante prestazioni e competenze, la formulazione "lo svolgimento dei compiti di assistenza" (comma 1, lettera b) appare assolutamente generica, laddove, invece, è necessario definire il perimetro dell'assistenza demandata ai collaboratori scolastici. Lasciando l'attuale formulazione infatti c'è il rischio di rimettere alle due diverse contrattazioni collettive di riferimento la volontà di coprire o meno certe aree di intervento, determinando anche tipologie di assistenza non coperte da nessuno dei due ambiti, con chiara incertezza ed inesigibilità del diritto da parte dell'alunno. Inoltre, al comma 4, è irrinunciabile richiamare l'articolo 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992, in cui sono specificati i compiti delle figure addette all'assistenza, proprio per rafforzare il principio e puntualizzare quanto stabilito dal comma 4; con riferimento all'articolo 4, contenente modifiche all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante le Commissioni mediche: a) la composizione delle Commissioni mediche andrebbe rivista, in considerazione della peculiarità del delicato documento che le stesse devono predisporre: a tal fine le Commissioni dovrebbero essere costituite da persone che "conoscono" l'alunno per poterne delinearne in modo adeguato il "profilo di funzionamento". c) così come descritto, il profilo di funzionamento non prevede che la componente scolastica partecipi "a pieno titolo" alla sua stesura, che non è più collegiale. Ciò comporta uno sbilanciamento a favore della componente medica, mentre la componente scolastica, pur essendo destinataria del profilo, non ne condivide le fasi preparatorie. Se l'intenzione del legislatore è quella di elaborare un documento che riprende le indicazioni dell'OMS in tema di "funzionamento", non è questo il modo per assolvere a tale compito. Il risultato sarà una sorta di ibrido, certamente non una "descrizione del funzionamento" come il classificatore ICF suggerisce. In un approccio bio-psico-sociale occorre prevedere che, oltre le figure sanitarie, vi sia sempre anche un assistente sociale (e non in via alternativa), pena, come già detto, un'unità di valutazione multidisciplinare molto sbilanciata sul versante sanitario; d) non si tiene conto del fatto che il profilo di funzionamento, come indicato dal classificatore ICF, contiene la descrizione del "funzionamento" della persona, grazie al contributo di tutti coloro che "conoscono la persona e il suo contesto". Pertanto, non ci si può non chiedere come persone che "non conoscono" l'alunno possano intervenire per definirne il "profilo", con il rischio di una lettura distorta. Quindi, alla lettera c), si chiede di sostituire le parole "con la partecipazione del dirigente scolastico ovvero di un docente specializzato sul sostegno didattico" con le seguenti: "e, se già iscritto presso un'Istituzione Scolastica, con la partecipazione, degli insegnanti della classe alla quale è iscritto il bambino o la bambina, l'alunno o l'alunna, la studentessa o lo studente con disabilità"; e) irrealistica è poi la previsione di poter provvedere agli adempimenti previsti dal presente articolo "con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente", senza che si tenga in alcun conto il fatto che il personale sanitario deve essere formato rispetto all'utilizzo congiunto del Classificatore ICF con ICD-11, così come dovrà essere formato il personale scolastico; con riferimento all'articolo 5, contenente modifiche all'articolo 6 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante il Progetto individuale, si evidenzia come vincolare l'elaborazione del PEI ad un'"approvazione" dovrebbe comportare anche la definizione della misura con cui si procede con tale approvazione con il rischio, in ogni caso, di conseguenze sul piano culturale e decisionale, nonché di responsabilità riconosciuta ai genitori. Se il PEI è infatti soggetto all'approvazione, considerati i numeri dei partecipanti alla sua stesura, la richiesta di approvazione con conseguente "conteggio" dei favorevoli e dei contrari potrebbe annullare ogni confronto e ogni approfondimento, anche con scelte difformi dalla volontà della famiglia. Pertanto, la previsione di "approvare" il PEI appare contraddittoria con i principi di collaborazione, di condivisione, di partecipazione e di corresponsabilità che sono alla base e a fondamento di questo documento. Si chiede, pertanto, di sostituire le parole "e approvato" con la seguente "congiuntamente"; c) alla lettera d), la previsione di "interventi di inclusione svolti dal personale docente nell'ambito della classe e in progetti specifici" comporta il rischio che vengano proposte attività rivolte ai soli alunni con disabilità e che possano essere letti come "straordinari" e non come ordinaria attività che ogni docente è chiamato ad effettuare; a ciò si aggiunga anche il rischio di interpretare questo passaggio in modo da prevedere, a priori e senza una progettazione mirata, interventi non solo individualizzati, ma rivolti a "più alunni con disabilità", ricreando quelle "classi differenziali" che la legge n. 517 del 1977 ha abrogato. Questa evenienza non deve apparire paia remota: è molto più presente nelle scuole di quanto si possa credere. Le stesse Linee guida del 4 agosto 2009 hanno messo in guardia rispetto a queste prassi che contraddicono completamente ogni principio di inclusione e il diritto allo studio e all'educazione costituzionalmente garantito; esistono nelle prassi "progetti specifici" rivolti ai soli alunni con disabilità proposti anche ai genitori come "innovativi". Pertanto, la tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità richiede che queste modifiche vengano abrogate; d) alla lettera g), la previsione della predisposizione di una bozza di PEI a fine giugno potrebbe comportare l'approvazione della stessa versione nel mese di ottobre, ignorando, in tal modo, il cambiamento dell'alunno avvenuto nel periodo estivo. Il PEI dovrebbe essere predisposto entro il mese di ottobre in modo che i docenti sappiano quale percorso "individualizzato" debba essere adottato e che le modalità di verifica e i criteri di valutazione siano a disposizione per lo svolgimento di attività coerenti, corrette, eque, nel rispetto del percorso formativo dell'alunno con disabilità; con riferimento all'articolo 8, contenente modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante i Gruppi per l'inclusione scolastica: a) occorre che siano previste le scuole-polo, al fine di tenere conto delle attività già in essere svolte dalle stesse, mentre i centri territoriali di supporto dovrebbero essere parte integrante delle scuole-polo; b) occorre chiarire la composizione del Gruppo per l'inclusione territoriale (GIT) che ora non è definita (non sono indicati il numero dei docenti incaricati, per esempio); c) riguardo al GIT occorre abrogare la possibilità conferitagli, che appare quantomeno dannosa, di "confermare o meno" la richiesta di risorse che ciascun dirigente scolastico invia all'Ufficio scolastico regionale, atto che si palesa infatti come "sfiducia" evidente nell'operato dei dirigenti scolastici e come controllo "inutile" di quanto già concordato in sede di GLO; d) non ci si può non chiedere inoltre a quale titolo il comma 5 preveda che il GIT supporti le istituzioni scolastiche nella definizione dei PEI. Si tratta di una previsione priva di senso, inutile e rischiosa in quanto potrebbe bloccare l' iter nella definizione dei singoli PEI, di cui si chiede l'abrogazione; e) appare quindi assolutamente illogico e contraddittorio che il GIT assuma una duplice veste (quella di prima di organo amministrativo e quella di organo di supporto), tranne nel caso in cui si vogliano creare addirittura ben tre filtri del GIT prima di assegnare delle risorse di sostegno (parere per il PEI, consultazione con il dirigente per la costruzione della proposta di organico, parere sull'organico richiesto), che comunque poi devono essere determinare all'USR; f) occorre modificare l'espressione "in età evolutiva", foriera di interpretazioni errate, prevista dal comma 10 che stabilisce che all'interno del Gruppo di Lavoro Operativo sia assicurata la partecipazione attiva degli studenti con accertata condizione di disabilità ai fini dell'inclusione scolastica nel rispetto del principio di autodeterminazione; con riferimento all'articolo 10, contenente modifiche all'articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante il Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, si auspica l'abrogazione del comma 3 che prevede l'accesso al corso esclusivamente per gli aspiranti in possesso della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria che abbiano conseguito ulteriori 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell'inclusione oltre a quelli già previsti nel corso di laurea. Inoltre, la formazione dovrebbe essere prevista per tutti nella fase "iniziale", in modo da garantire alla scuola personale professionalmente competente, consapevole di lavorare con tutti gli alunni, anche quelli con disabilità, della classe o della sezione cui sono assegnati; con riferimento al medesimo articolo, si auspica altresì l'abrogazione del comma 1, lettera b), per evitare che la tabella del CdS sia modificata mediante un semplice decreto ministeriale, esautorando CUN e Commissioni parlamentari; inoltre, occorrerebbe prevedere che i CFU necessari per accedere al Corso di Specializzazione per il sostegno, fossero acquisiti in parte (30 CFU) mediante il riconoscimento di crediti relativi alle competenze in didattica inclusiva, già acquisiti con il conseguimento della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria, in parte (30 CFU) mediante modalità integrative supplementari (modalità Supplement ), riducendo in questo modo della metà il carico dei CFU da possedere per poter accedere al corso di specializzazione; occorrerebbe altresì chiarire che il riconoscimento dei crediti (30 CFU) già acquisiti con il conseguimento della laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria debba riguardare i crediti relativi a corsi scelti ad hoc , al tirocinio, ai laboratori e alla relazione per la prova finale dell'attuale ordinamento, se il loro contenuto è volto specificatamente all'inclusione e alla disabilità, tale riconoscimento spettando al Consiglio di Coordinamento didattico; con riferimento all'articolo 11, contenente modifiche all'articolo 14 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante la continuità del progetto educativo e didattico, si auspica l'abrogazione del comma 3, poiché ancorare la continuità didattica al solo docente per il sostegno equivale a: a) consolidare l'idea che il docente dell'alunno con disabilità sia unicamente l'insegnante incaricato su posto di sostegno, negando implicitamente la sua appartenenza al gruppo-classe; b) legittimare, con un atto normativo, la "delega del processo inclusivo" al solo docente incaricato su posto di sostegno; c) deresponsabilizzare i docenti incaricati su posto comune o disciplinare del loro ruolo e dei loro compiti connessi, anche contrattualmente, nei confronti degli alunni con disabilità, oltre che degli altri alunni della classe; d) rafforzare, culturalmente, l'idea che gli insegnanti disciplinari si occupano solo degli alunni "normodotati"; con riferimento al medesimo articolo 11, occorre evitare che la continuità didattica, pensata per tutti i gradi di scuola, possa poi esplicarsi, con il riferimento allo specifico articolo 12 e quindi alla specializzazione per il sostegno didattico nella scuola dell'infanzia e in quella primaria, solo a questi ordini di scuole; rispetto poi alle previsioni del comma 3 del medesimo articolo 11 che riguardano la continuità con insegnante di sostegno precario, occorre garantire anche la continuità didattica pure con docenti non precari, secondo quanto espressamente previsto dall'articolo 1, comma 181, lettera c), numero 2), della legge n. 107 del 2015; con riferimento all'articolo 12, contenente le modifiche dell'articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica, si evidenzia la carenza della rappresentanza di associazioni di insegnanti impegnati e operanti nelle scuole; con riferimento all'articolo 13, contenente modifiche all'articolo 15-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante misure di accompagnamento, si prevede la composizione di un comitato per la direzione e il coordinamento delle misure di accompagnamento, inutile e, di fatto, un doppione, poiché delle misure di accompagnamento, per la formazione in servizio e per il supporto alle singole Istituzioni scolastiche, possono farsi carico le scuole-polo, già deputate per tale compito. Se ne chiede pertanto l'abrogazione; con riferimento all'articolo 14, contenente modifiche all'articolo 16 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante l'istruzione domiciliare, si evidenzia come il servizio di istruzione domiciliare richiede la presenza di "un docente" presso la sede abitativa dell'alunno interessato, presenza subordinata alla disponibilità da parte del docente e/o dei docenti coinvolti i quali, contrattualmente, effettuano la prestazione lavorativa presso le sedi delle Istituzioni scolastiche. con riferimento all'articolo 15, contenente modifiche all'articolo 19 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, riguardante decorrenze e norme transitorie, la decorrenza dal 1° gennaio 2019 per la sostituzione della diagnosi funzionale e del profilo dinamico-funzionale con il profilo di funzionamento è del tutto irrealistica. Non si può certo ipotizzare che le nuove commissioni di accertamento delle condizioni di disabilità in età evolutiva ai fini scolastici possano essere istituite nei prossimi 50 giorni e che abbiano già anche delle linee guida da seguire (che sono ancora allo studio del Ministero della salute e devono seguire, prima della loro concreta approvazione, un lungo iter ). Tra l'altro, il mantenere il termine del 1° settembre 2019, potrebbe anche ingenerare qualche dubbio interpretativo circa quale PEI e processo inclusivo applicare per quegli alunni che da metà settembre 2019 dovessero iniziare un nuovo grado di scuola. Pertanto va previsto un altro termine verosimile.