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Ratifica ed esecuzione della convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, fatta a Varsavia il 16 maggio 2005. Onorevoli Senatori. -- Il riciclaggio di denaro di provenienza illecita è ormai pacificamente qualificato come un'attività criminosa; conseguentemente, esso è stato formalizzato, malgrado talune iniziali resistenze, come reato nella maggior parte degli ordinamenti penali nazionali. Di non minore importanza è la qualificazione del riciclaggio anche come fenomeno squisitamente economico-finanziario, in considerazione, soprattutto, degli effetti distorsivi che esso è in grado di produrre sulle principali variabili economiche, sui meccanismi di allocazione delle risorse, sull'efficiente impiego delle stesse e, in generale, sulle dinamiche della ricchezza di un Paese. Per tali ragioni, ai consueti strumenti repressivi, comuni all'azione di contrasto di ogni altra attività criminosa, si è affiancato un sistema di strumenti a carattere preventivo, prevalentemente collocati a presidio del settore finanziario. La medesima tipologia di strumenti è stata recentemente estesa anche sul versante del contrasto del finanziamento del terrorismo, che, sebbene in modo speculare rispetto a quanto avviene per il riciclaggio, si caratterizza per un evidente intimo collegamento con il sistema finanziario. La sempre più marcata dimensione transnazionale del fenomeno ha accresciuto, negli anni, il coinvolgimento, soprattutto sul fronte della prevenzione, di organismi internazionali di varia natura e dimensione, titolari di funzioni differenziate, segnatamente di standard-setter , di coordinamento delle autorità nazionali competenti, di emanazione di strumenti regolamentari, di valutazione dell'adeguatezza degli ordinamenti antiriciclaggio nazionali. Tale reticolato di princìpi, di atti e di norme contraddistingue a livello sovranazionale l'attività di prevenzione e contrasto sia del riciclaggio di capitali illeciti sia, a partire dai tragici eventi del settembre 2001, del finanziamento del terrorismo. Siffatto reticolato si caratterizza per un ampio spettro di strumenti, che ricomprende atti normativi con forza di legge, atti aventi carattere internazionale (quali convenzioni e dichiarazioni di principi) muniti di potere prescrittivo differenziato e standard internazionali, che, configurandosi talora come soft law , traggono la propria forza cogente, in primis , dall'autorevolezza dell'organo che li emana. Il riciclaggio, benché taluni ne enfatizzino le connotazioni penalistiche, si atteggia, da un punto di vista ontologico, come fenomeno economico-finanziario e ciò non tanto perché esso ha ad oggetto beni o altre utilità economiche (attività queste presenti in altre fattispecie delittuose) quanto perché l'utilizzo di detti beni o utilità economiche, per il loro basso costo e, anche, per le caratteristiche dimensionali e transnazionali dei fenomeni delittuosi più significativi cui si ricollegano, è idoneo ad alterare l'ordinato assetto economico-finanziario e monetario di un Paese e, talvolta, di intere aree regionali. Si osserva, in particolare che la presenza di operatori e di strutture economiche collusi con la criminalità altera profondamente i meccanismi di mercato nelle regole e negli obiettivi e distorce la concorrenza. Inoltre, i fenomeni finanziari connessi al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, alla corruzione, all'occultamento di risorse finalizzato all'evasione fiscale possono, per un verso, provocare effetti di rallentamento sulla crescita economica e, specie sul piano finanziario, ingenerare effetti distorsivi con riguardo a singoli operatori nonché ad interi mercati o loro parti significative. Tutto questo, infine, determina il deterioramento della reputazione e della performance dei singoli intermediari o di interi sistemi economici. Il Consiglio d'Europa ha, sin dagli anni Ottanta, posto una grande attenzione alla lotta contro il riciclaggio di denaro di provenienza illecita. A tal proposito rileva in particolare la raccomandazione No. R(80)10 concernente misure contro il trasferimento e la custodia di capitali di origine criminale. Uno degli strumenti cardine elaborati in merito è stata sicuramente la Convenzione sul riciclaggio, ricerca, sequestro e la confisca dei proventi di reato del 1990, il cui precipuo scopo era quello di facilitare la cooperazione internazionale in questo ambito, coordinando, ampliando e, pertanto, rendendo più efficaci gli strumenti già esistenti. La Convenzione che ci apprestiamo a ratificare si basa sulle disposizioni esistenti in quella del 1990, ampliandone però la portata, ed ha l'obiettivo di diventare uno strumento di riferimento internazionale per la prevenzione e il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Il testo evidenzia chiaramente come il veloce accesso alle informazioni relative ai finanziamenti o alle risorse delle organizzazioni criminali, compresi i gruppi terroristici, è fondamentale per il successo delle misure preventive e repressive e, in ultima analisi, rappresenta il modo migliore per destabilizzare le attività di tali organizzazioni. Il pieno accoglimento, da parte del nostro Paese, delle disposizioni contenute nella presente Convenzione, assume particolare rilievo alla luce dei lavori che, a partire dal 1º aprile 2014, concernono l'esame della proposta di legge (atto Camera n. 2247) presso la Commissione VI Finanze della Camera. Risulta evidente, pertanto, quanto indispensabile sia, per il nostro Paese, l'effettivo recepimento nel nostro ordinamento di questo imprescindibile strumento di diritto internazionale.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo, fatta a Varsavia, il 16 maggio 2005. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore ai sensi dell'articolo 49 della medesima convenzione. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .