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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 296 STEFANO La seduta inizia alle ore 15,20. IN SEDE REFERENTE AS 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 15 marzo. Il PRESIDENTE ricorda che, ai sensi dell'articolo 144- bis , comma 4, del Regolamento, sono ammissibili gli emendamenti che rientrano nell'oggetto proprio della legge di delegazione europea, così come definito dall'articolo 30 della legge n. 234 del 2012. Il Presidente dichiara pertanto inammissibili gli emendamenti 11.3, 19.5, 20.0.1, 20.0.2, 20.0.5, 20.0.10 e 20.0.12. Comunica, quindi, che la senatrice Cattaneo ha presentato la riformulazione G/2481/2/14 (testo 2) dell'ordine del giorno a sua firma, pubblicata in allegato al resoconto, e che sono pervenute le relazioni di tutte le Commissioni permanenti, nonché i pareri sugli emendamenti della 1 a Commissione e, su alcuni emendamenti, della 5 a Commissione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2022) 50 E 55 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, verifica e accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, test e guarigione relativi alla COVID-19 per libera circolazione periodo di pandemia e per cittadini di paesi terzi Doc n. COM(2022) 50 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/953 su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell'UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19 Doc n. COM(2022) 55 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/954 su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell'UE) per i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (Esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, dei progetti di atti legislativi dell'Unione europea e rinvio) Il senatore DE SIANO ( FIBP-UDC ), relatore, introduce l'esame congiunto delle proposte di regolamento in titolo, che prorogano di 12 mesi, fino al 30 giugno 2023, il periodo di applicazione del regolamento (UE) 2021/953, che istituisce il quadro europeo dei certificati Covid per i cittadini europei, e del regolamento (UE) 2021/954, che istituisce il quadro europeo dei certificati Covid per i cittadini di Stati terzi residenti stabilmente nel territorio dell'UE. Inoltre, le proposte prevedono alcune modifiche di aggiornamento, finalizzate a facilitare l'esercizio del diritto di libera circolazione dei soggetti residenti nei Paesi UE all'interno degli stessi. La proroga del sistema dei certificati e il loro aggiornamento si rendono necessari in considerazione degli sviluppi epidemici e di monitoraggio e gestione della diffusione del virus. In tal senso, una volta raggiunto il picco dei casi di Omicron, un'alta percentuale della popolazione dovrebbe godere, almeno per un certo lasso di tempo, della protezione dal coronavirus grazie alla vaccinazione o a una precedente infezione. Non è tuttavia possibile prevedere l'impatto di un eventuale aumento delle infezioni nel secondo semestre del 2022, così come non si può escludere la possibilità di un peggioramento della situazione pandemica a causa della comparsa di nuove varianti di SARS-CoV-2 che destino preoccupazione. Si ricorda che il regolamento (UE) 2021/953 ha posto una normativa transitoria  valida, secondo la versione attualmente vigente, per il periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022  recante un quadro unitario, a livello di Unione europea, per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione al Covid-19 (certificato Covid digitale dell'UE). Il connesso regolamento (UE) 2021/954 estende l'applicazione del quadro suddetto con riferimento alle ipotesi di circolazione, ai sensi della disciplina relativa allo "spazio Schengen", in uno Stato membro dell'Unione europea  oppure in Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera, in quanto Stati aderenti allo "spazio Schengen"  di cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti in altri Stati membri dell'Unione europea (ovvero negli altri 4 Stati summenzionati). I certificati rilasciati in base alla disciplina europea in oggetto hanno validità per tutti gli Stati membri. Tuttavia, essi sono vincolanti ai soli fini degli spostamenti tra diversi Stati, mentre la definizione dei possibili effetti giuridici della suddetta validità è, in linea di massima, rimessa alla normativa del singolo Stato. A quest'ultimo compete altresì, di conseguenza e nei medesimi termini, la definizione dei possibili effetti giuridici del possesso di certificati omologhi emessi da Stati terzi e riconosciuti come equivalenti (anche sotto il profilo dell'interoperabilità) in base ad atti di esecuzione della Commissione europea. Riguardo alle fattispecie oggetto di certificazione, la disciplina quadro in esame contempla tre categorie: il certificato di vaccinazione contro il Covid-19, il certificato di un test relativo alla malattia suddetta (certificato indicante il risultato negativo, la data e l'orario di un test molecolare di amplificazione dell'acido nucleico o di un test antigenico rapido) e il certificato di guarigione (comprovante che il titolare risulti guarito da un'infezione da SARS-CoV-2).Il certificato è rilasciato dallo Stato membro, indipendentemente dalla nazionalità del soggetto. Riguardo alla durata della validità dei certificati, i certificati generati in base ad un ciclo primario di vaccinazione (ivi comprese le ipotesi di assunzione di un prodotto vaccinale monodose o di esecuzione, dopo una precedente infezione da SARS-CoV-2, di "un ciclo primario monodose di un vaccino a due dosi") è pari a 270 giorni (9 mesi), mentre per i certificati relativi alla dose di richiamo non sussiste alcun termine finale (nell'ambito dell'orizzonte temporale della disciplina europea in oggetto). La durata della validità dei certificati generati in base a guarigione è, invece, pari a 180 giorni (6 mesi) dalla data del primo risultato positivo del test. Il regolamento (UE) 2021/953 precisa che il certificato non è una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non deve essere considerato un documento di viaggio. Per le eventuali restrizioni (che prevedano, per esempio, la quarantena o l'esecuzione di un test) adottate dagli Stati membri e valide anche per gli ingressi di soggetti in possesso di uno dei certificati in esame, si prevede che lo Stato membro informi di tali misure la Commissione europea e gli altri Stati membri almeno 48 ore, se possibile, prima dell'entrata in vigore delle medesime e che, come regola generale, esso renda pubblicamente disponibili le informazioni sulle stesse misure almeno 24 ore prima della suddetta entrata in vigore. In merito ai prodotti vaccinali, le norme europee prevedono che gli Stati debbano accettare i certificati di vaccinazione rilasciati dagli altri Stati membri a persone a cui sia stato somministrato un vaccino autorizzato dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA). Viene invece rimessa ad ogni Stato la scelta sull'eventuale accettazione dei certificati  rilasciati dagli altri Stati membri  relativi a vaccinazioni effettuate con altri prodotti, rientranti tra quelli somministrati legittimamente (in base alle norme europee) in uno Stato membro oppure tra quelliinseriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'elenco per l'uso di emergenza. La proposta COM(2022) 50 in esame, anzitutto, proroga di 12 mesi del periodo di applicazione del quadro europeo sul certificato Covid dell'UE. Pertanto la nuova durata di applicazione della normativa è dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2023. La proposta prevede, inoltre, alcune modifiche di aggiornamento al regolamento (UE) 2021/953, con cui si ampliano i test SARS-CoV-2, per includervi, accanto ai test antigenici rapidi, anche i saggi antigenici eseguiti in un ambiente di laboratorio, basati sull'individuazione di proteine virali (antigeni). In particolare viene modificata la definizione di test antigenico rapido e si rimanda a una specifica lista di test antigenici, definita dal Comitato per la sicurezza sanitaria HSC ( Health Security Committee ), ai fini del rilascio dei certificati di test. Si prevede un chiarimento esplicito riguardante l'obbligo di menzionare, nei certificati di vaccinazione, il numero delle dosi somministrate al titolare, indipendentemente dallo Stato membro in cui è avvenuta la somministrazione, per garantire che tali certificati riportino esattamente il numero complessivo delle dosi realmente somministrate. Si chiarisce, inoltre, la possibilità di rilasciare un certificato Covid digitale dell'UE anche a coloro che partecipano a sperimentazioni cliniche per vaccini anti Covid-19 e la possibilità, per altri Stati membri, di accettare tali certificati al fine di non applicare restrizioni alla libera circolazione. La proposta COM(2022) 55 si limita a stabilire la medesima proroga di 12 mesi, fino al 30 giugno 2023, prevista dalla proposta COM(2022) 54, per quanto riguarda la normativa europea sul certificato Covid dell'UE applicabile ai cittadini di Stati terzi residenti stabilmente nel territorio dell'UE. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica delle due proposte è individuata nell'articolo 21, paragrafo 2, e nell'articolo 77, paragrafo 2, lettera c), del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria, per adottare disposizioni intese a facilitare l'esercizio del diritto alla libera circolazione e di soggiorno nel territorio degli Stati membri, e per stabilire le condizioni alle quali i cittadini dei Paesi terzi possono circolare liberamente nell'Unione. Il principio di sussidiarietà appare rispettato da entrambe le proposte, in quanto l'obiettivo della proroga del quadro normativo che ha istituito i certificati Covid digitali dell'UE, interoperabili tra gli Stati membri e relativi alle condizioni del titolare in termini di vaccinazione, Covid test e guarigione dalla malattia, può essere raggiunto solo mediante un intervento a livello di Unione, in quanto l'adozione di sistemi diversi da parte dei singoli Stati membri comprometterebbe l'interoperabilità, la sicurezza e la verificabilità dei certificati emessi. Anche il principio di proporzionalità appare rispettato, poiché le proposte si limitano a prorogare di 12 mesi il quadro normativo vigente, fino al 30 giugno 2022, nonché a prevedere alcuni aggiornamenti normativi volti a migliorare le condizioni per l'esercizio del diritto di libera circolazione, dei soggetti residenti nei Paesi UE, all'interno degli stessi. Le proposte sono attualmente all'esame di 12 Camere dei Parlamenti nazionali dell'UE, che non hanno finora sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Sulle proposte sono, inoltre, pervenute le relazioni del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritengono le proposte conformi all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. Le proposte sono, inoltre, ritenute di particolare urgenza, per avere la base giuridica necessaria per poter poi mettere in atto quanto previsto, per tempo, in vista del periodo di estensione che inizia il 1° luglio 2022. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. IN SEDE CONSULTIVA AS 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina DDL 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Parere alle Commissioni 6 a e 10 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, presenta uno schema di parere non ostativo sul disegno di legge in titolo, di conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. Ricorda che il provvedimento reca misure di contenimento dei prezzi di gasolio e benzina, di sostegno alle imprese per l'acquisto dell'elettricità e del gas naturale, di sostegno alle imprese colpite dall'aumento dei prezzi energetici, di rafforzamento della sicurezza nazionale ( golden power ) e della cybersirurezza, e di potenziamento della capacità di accoglienza in seguito alla crisi ucraina. Per quanto riguarda il contesto delle misure adottate dall'Unione europea per far fronte alle conseguenze economiche della crisi ucraina, ricorda la comunicazione della Commissione europea, del 13 ottobre 2021, sul contenimento degli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia, che include una serie di strumenti (il toolbox ) che gli Stati membri possono utilizzare, tra cui misure di sostegno d'emergenza al reddito per le famiglie, specifici aiuti di Stato alle imprese e sgravi fiscali mirati. Ricorda, inoltre, la comunicazione della Commissione europea, dell'8 marzo 2022, "REPowerEU: azione europea comune per un'energia più sicura, più sostenibile e a prezzi più accessibili" (COM(2022) 108), recante un nuovo piano per rispondere all'aumento dei prezzi dell'energia, a ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno e a ridurre di due terzi la domanda dell'UE di gas russo entro la fine dell'anno. Più di recente, il 23 marzo 2022, la Commissione europea ha adottato la comunicazione "Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno", accompagnata, il medesimo giorno, con l'adozione della proposta di regolamento COM(2022) 135, sullo stoccaggio del gas e sulla sicurezza dell'approvvigionamento, e del "Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia a seguito dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina" (2022/C 131 I/01). Sempre sulle conseguenze economiche della crisi ucraina, ricorda le Conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022, in cui i leader hanno invitato la Commissione e gli Stati membri a utilizzare al meglio il pacchetto di misure in materia di prezzi dell'energia e il quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, per fornire aiuto ai cittadini e alle imprese. Infine, sul fronte delle misure umanitarie di accoglienza dei profughi ucraini, ricorda l'adozione, il 4 marzo 2022, della decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE (direttiva sulla protezione temporanea) e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato