Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Appalti pubblici - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Misure straordinarie di accelerazione dei lavori pubblici privi di interesse transfrontaliero - Ricorso del Governo - Asserito contrasto con le norme del codice dei contratti pubblici - Insuscettibilità della disposizione censurata di recare un vulnus alle evocate competenze statali - Genericità delle censure e inconferenza del parametro evocato - Inammissibilità della questione.. E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1- bis , commi 1 e 2, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4 giugno 2009, n. 11, inserito dalla legge regionale 16 luglio 2010, n. 12, art. 4, comma 28. Infatti, per quanto attiene al primo comma, deve rilevarsi che, limitandosi a stabilire che i lavori ivi descritti non hanno interesse transfrontaliero, esso presenta un contenuto precettivo non suscettibile di recare un vulnus alle evocate competenze statali. Con riferimento, invece, al secondo comma dello stesso art. 1- bis , l'inammissibilità della censura è, in primo luogo, conseguenza della genericità dei motivi, non supportati da idonee argomentazioni, essendosi il ricorrente è limitato a richiamare genericamente le norme sopra indicate del d.lgs. n. 163 del 2006, senza specificare quali parti di esse fossero rilevanti e senza indicare le ragioni della asserita difformità della disposizione regionale rispetto a quelle statali. Inoltre, tali disposizioni sono, in ogni caso, inconferenti, in quanto la norma regionale disciplina la procedura ristretta semplificata, applicata agli appalti sotto la soglia di rilevanza europea, sicché la disposizione statale che disciplina tale procedura è contenuta nell'art. 123 del d.lgs. n. 163 del 2006; ma il mancato riferimento a tale disposizione statale, l'unica suscettibile di essere considerata nella specie come parametro interposto impedisce l'esame nel merito della questione di legittimità costituzionale sollevata con il ricorso.