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Straniero - Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato - Configurazione della fattispecie come reato - Denunciata violazione di numerosi parametri costituzionali - Mancanza di qualsiasi riferimento alla fattispecie concreta, con conseguente preclusione della necessaria verifica circa l'influenza della questione sulla decisione richiesta al rimettente - Manifesta inammissibilità.. - Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale , sollevate in relazione agli artt. 2, 3, 10, 13, 24, secondo comma, 25, commi secondo e terzo, 27, 97, secondo comma, e 111, dell'art. 10- bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall'art. 1, comma 16, lett. a ), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), che punisce con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso o si trattiene illegalmente nel territorio dello Stato. Le ordinanze di rimessione difettano di qualsiasi riferimento alla fattispecie concreta oggetto del giudizio principale - limitandosi ad affermare che si procede per il reato previsto dalla norma censurata - ed omettono altresì ogni motivazione della rilevanza - limitandosi ad asserire che la declaratoria di incostituzionalità della norma comporterebbe l'assoluzione dell'imputato -, con la conseguenza che resta inibita la necessaria verifica circa l'influenza della questione di legittimità sulla decisione richiesta al rimettente.