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Scambio di Note tra l'Italia e la Spagna per la modifica dell'art. 3 dell'Accordo culturale dell'11 agosto 1955 (Roma, 4 maggio 1965). Parte di provvedimento in formato grafico MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI Roma, 4 maggio 1965 Signor Ambasciatore, ho l'onore di accusare ricevuta della lettera di V. E. in data odierna del seguente tenore: "Ho l'onore di comunicare a Vostra Eccellenza che il Governo spagnolo, animato dal desiderio di agevolare l'attività didattica delle Istituzioni Scolastiche che ciascuna delle Parti mantiene nel territorio dell'altra, cui si riferisce l'articolo terzo del vigente Accordo Culturale fra la Spagna e l'Italia dell'11 agosto 1955, al fine di rendere possibile la piena disponibilità delle installazioni che ambo gli Stati posseggono per i raggiungimento di quei fini, propone di modificare, d'intesa col Governo italiano, il testo del citato articolo terzo, che dovrebbe essere redatto come segue: Art. 3. Le Alte Parti contraenti si assicurano reciprocamente la piena esenzione dalle tasse per il trasferimento dei diritti di proprietà sui suoli e sugli edifici destinati a sede delle Istituzioni previste dagli articoli 1) e 2), nonché dalle imposte dirette, tasse e contributi di qualsiasi natura sugli, immobili stessi e dalle relative sovrimposte provinciali e comunali. Le Alte Parti contraenti si assicurano inoltre reciprocamente la esenzione dai diritti doganali per la importazione di oggetti di arredamento, di materiale didattico, di studio, scientifico ed ogni altro materiale richiesto per la costituzione e per il funzionamento delle istituzioni stesse. Per quanto riguarda gli altri tributi interni, che a norma delle leggi dei rispettivi Paesi si rendessero applicabili per gli atti e contratti posti in essere per il funzionamento delle Istituzioni predette, ciascun Governo accorderà alle Istituzioni dell'altra Parte contraente lo stesso trattamento che compete alle analoghe Istituzioni del proprio Paese. Le Alte Parti contraenti si obbligano del pari a prestare ogni possibile appoggio ed assistenza presso le competenti autorità per quanto concerne la disponibilità e l'uso degli edifici e suoli destinati a sede delle Istituzioni medesime, dipendenti da ciascuno degli Stati, i quali godranno, se la legislazione del Paese dove sono situati detti immobili lo stabilisce in favore dello Stato stesso, del beneficio di non dover dimostrare lo stato di necessità in sede giudiziaria per opporsi alla proroga legale del contratto di affitto quando debbano occupare i propri locali per fini culturali e sempre che il Governo dello Stato dove essi si trovano lo consenta per considerazioni di reciprocità o altro di natura analoga. Questo beneficio sarà subordinato all'osservanza degli obblighi che siano previsti dalla legislazione di ciascun Paese in materia di preavviso, indennizzi e termine per lasciare l'immobile. Ho l'onore di proporre che la presente Nota e quella di risposta di V. E. nello stesso senso, costituiscano un accordo tra i nostri due Governi in questa materia che entrerà in vigore dal giorno in cui le Parti si saranno reciprocamente notificato che sono stati effettuati gli adempimenti previsti a tal fine dai rispettivi ordinamenti". Ho l'onore di informare V. E. che il Governo italiano concorda su quanto precede, e che pertanto la Nota di V. E. e la presente Nota di risposta costituiscono un accordo tra i nostri due Governi in questa materia che entrerà in vigore dal giorno in cui le Parti si saranno reciprocamente notificato che sono stati effettuati gli adempimenti previsti a tal fine dai rispettivi ordinamenti. Voglia gradire, Signor Ambasciatore, le espressioni della mia più alta considerazione. FANFANI A. S. E. Don Alfredo SANCHEZ-BELLA Ambasciatore di Spagna - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri FANFANI