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PROTOCOLLO FINALE ALLA CONVENZIONE TRA L'ITALIA E IL LUSSEMBURGO INTESA AD EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPOSTE SUL REDDITO E SUL PATRIMONIO ED A PREVENIRE LA FRODE E L'EVASIONE FISCALI. All'atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra il Lussemburgo e l'Italia intesa ad evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio ed a prevenire la frode e l'evasione fiscali, i sottoscritti plenipotenziari hanno concordato le seguenti disposizioni supplementari che formano parte integrante della Convenzione. 1. - Società finanziarie agli articoli 1, 3 e 4 La presente Convenzione non si applica alle società finanziarie residenti del Lussemburgo che godono di benefici particolari in virtù della legge del 31 luglio 1929 e del decreto granducale del 17 dicembre 1938 (emanato in applicazione dell'articolo 1, 7°, commi primo e secondo della legge del 27 dicembre 1937) o di ogni altra legge analoga che entri in vigore nel Lussemburgo dopo la firma della Convenzione. Essa non si applica altresì ai redditi che un residente dell'Italia ritrae da società similari né alle azioni od altri titoli di capitale di tali società posseduti da dette persone. 2. - Imposte considerate all'articolo 2 Resta inteso che qualora dovesse essere introdotta in Italia un'imposta sul patrimonio, la Convenzione si applicherà a detta imposta. 3. - Utili delle imprese all'articolo 7, paragrafo 3 Per "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse all'attività della stabile organizzazione. 4. - Funzioni pubbliche all'articolo 19, paragrafi 1 e 2 Le disposizioni dell'articolo 19, paragrafi 1 e 2, si applicano alle remunerazioni e pensioni pagate al proprio personale da parte dei servizi od enti seguenti: a) per quanto riguarda il Lussemburgo: - la Società Nazionale delle Ferrovie lussemburghesi (la Societè Nationelle des Chemins de fer lussemburgeois); - l'Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni (l'Administration des Postes et Telecomunications); - l'Ufficio nazionale del Turismo (l'Office national du Tourisme). b) per quanto riguarda l'Italia: - l'Amministrazione delle Ferrovie italiane; - le Amministrazioni dei Servizi delle Poste e delle Telecomunicazioni; - l'Ente Nazionale italiano per il Turismo; - l'Istituto per il Commercio estero. 5. - Prevenzione della doppia imposizione in Italia all'articolo 24, paragrafo 2 Nel caso in cui dovesse essere istituita un'imposta sul patrimonio in Italia, l'imposta lussemburghese sul patrimonio, prelevata in conformità alle disposizioni della Convenzione, sarà portata in detrazione dall'imposta italiana sul patrimonio alle condizioni previste al paragrafo 2 dell'articolo 24. 6. - Procedura amichevole all'articolo 26, paragrafo 1 Resta inteso che l'espressione "indipendentemente dai ricorsi previsti dal diritto interno" significa che l'attivazione della procedura amichevole non dispensa il contribuente dall'instaurare la procedura contenziosa nazionale alla quale, in ogni caso, egli deve preventivamente ricorrere laddove la controversia riguarda un'applicazione delle imposte italiane non conforme alla Convenzione. 7 - Scambio di informazioni all'articolo 27 Le disposizioni dell'articolo 27 non recano pregiudizio all'esecuzione di obbligazioni più estese che potrebbero derivare dalle misure adottate in applicazione della direttiva del Consiglio delle Comunità Europee del 19 dicembre 1977 concernente l'assistenza reciproca delle autorità competenti degli Stati membri nel settore delle imposte dirette. 8. - Riduzioni d'imposta previste dalla Convenzione all'articolo 29 Le disposizioni dell'articolo 29 non escludono l'interpretazione secondo la quale le autorità competenti degli Stati contraenti possono stabilire di comune accordo procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni d'imposta cui dà diritto la Convenzione. FATTA a Lussemburgo il 3 giugno 1981 in duplice esemplare, in lingua italiana e francese, i due testi facenti egualmente fede. Per la Repubblica italiana Per il Granducato di Lussemburgo VALFRÈ FLESCH Visto, il Ministro degli affari esteri COLOMBO