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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 348 PARRINI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE REFERENTE Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo DDL 1785 Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, martedì 24 maggio. Si passa alla illustrazione degli emendamenti. Il senatore MALAN ( FdI ) sottolinea, preliminarmente, che tutti gli emendamenti a sua prima firma hanno la finalità di evitare rigidità e forzature nella nomina o scelta dei componenti delle Autorità indipendenti, degli organi delle società a controllo pubblico e dei comitati di consulenza del Governo, a cui il disegno di legge in titolo estende l'applicazione del principio di parità tra i sessi. A suo avviso, infatti, la selezione dovrebbe essere effettuata sulla base del solo criterio meritocratico. Si sofferma quindi sull'emendamento 1.1, con il quale si propone di sopprimere le parole "giuridica e" nell'ambito dell'espressione "parità giuridica e sociale". Considerato, infatti, che il principio della parità tra i sessi è riconosciuto dalla Costituzione, nonché tutelato e attuato attraverso il Parlamento e la Corte costituzionale, tale precisazione risulta - a suo avviso - pleonastica. Con gli emendamenti 2.1 e 3.4, si intende evitare l'applicazione dell'equilibrio di genere nei casi di sostituzione dei componenti venuti a cessare anticipatamente in corso di mandato. Inoltre, gli emendamenti 2.3, 3.1, 3.2 e 4.1 sono volti a contenere l'incidenza del principio della parità tra i sessi sostituendo, ovunque ricorra, la percentuale dei due quinti con quella di un terzo. L'emendamento 2.2 propone di sopprimere il comma 4 dell'articolo 2, con il quale sostanzialmente si prevede che, in sede di votazione per l'elezione dei quattro componenti del collegio del Garante per la protezione dei dati personali, da parte di Camera e Senato, siano formate distinte graduatorie per i due sessi. Potrebbero così risultare eletti, paradossalmente, anche candidati che abbiano ricevuto un voto e che però siano rappresentativi dell'altro sesso, rispetto al candidato con più voti. Potrebbe poi essere non più rispettato il principio per cui, dei due candidati eletti in ciascuna camera, uno sia espressione della maggioranza e uno dell'opposizione. A suo avviso, questa è la norma più criticabile del testo. Gli emendamenti 2.4, 3.3 e 4.2 mirano a ridurre la durata in vigore della legge da dieci anni a sei anni. Infine, l'emendamento 5.1 propone di sopprimere l'articolo 5, che incide sull'autonomia decisionale non solo di Regioni e Province, ma anche delle università. In subordine, con l'emendamento 5.3 si introduce un nuovo comma per precisare che nelle procedure concorsuali e selettive pubbliche si continui ad applicare il criterio meritocratico. Non essendoci ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la fase di illustrazione degli emendamenti. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) anticipa il proprio voto contrario sugli emendamenti soppressivi illustrati dal senatore Malan. Quanto all'emendamento 1.1, infatti, non ravvisa la necessità di sopprimere la parola "giuridica", considerato che potrebbe avere un mero valore rafforzativo. Con riferimento all'emendamento 2.2, osserva che già in ambito militare si svolgono concorsi con quote riservate agli uomini o alle donne. Sottolinea di aver superato il proprio orientamento inizialmente sfavorevole sul disegno di legge in titolo, in quanto il testo in esame rappresenta la migliore composizione di tutte le istanze rappresentate. Pertanto, sui restanti emendamenti anticipa il proprio voto di astensione. In ogni caso, esprime l'auspicio che, entro dieci anni, sul piano culturale vi sia finalmente una crescita tale che non ci sia più l'esigenza di imporre il rispetto della parità tra i sessi, anche grazie alle norme varate con la cosiddetta legge Golfo-Mosca e con quella in via di approvazione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio sui restanti provvedimenti all'ordine del giorno. La seduta termina alle ore 14,50.