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ORD. 296/06 B. 'REFERENDUM' - 'REFERENDUM' PER LA MODIFICAZIONE TERRITORIALE DELLE REGIONI 'EX' ART. 132 COST. - RICORSI PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE PROPOSTI DAI COMUNI DI SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO, TEGLIO VENETO, PRAMAGGIORE, GRUARO E CINTO CAOMAGGIORE - RICHIESTA DI DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DI MOLTEPLICI DISPOSIZIONI LEGISLATIVE - PROPOSIZIONE DI RICORSI IN VIA DIRETTA AVVERSO ATTI LEGISLATIVI - POSSIBILITÀ - ESCLUSIONE.. Sono inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promossi nei confronti del Parlamento e dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, da parte di cittadini in qualità di "delegati supplenti" di vari Comuni e nella qualità di "Coordinatori e legali rappresentanti dell'Unione Comuni Italiani per cambiare Regione", nonché di cittadino iscritto nelle liste elettorali del Comune di San Michele al Tagliamento che ha partecipato al referendum del 29 e 30 maggio 2005 per cambiare Regione, in relazione all'art. 45 della legge 25 maggio 1970, n. 352, nonché in relazione al provvedimento dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione del 6 giugno 2005. L'eventuale ricomprensione di atti legislativi fra gli atti da cui origini un conflitto è subordinata, infatti, alla circostanza che "da essi possano derivare lesioni dirette all'ordine costituzionale delle competenze", lesioni che, nella specie, non ricorrono, non risultando comunque prospettata una situazione di conflitto tra poteri dello Stato spettante alla giurisdizione della Corte costituzionale, dal momento che gli stessi ricorrenti riconoscono di promuovere una sorta di ricorso diretto per la dichiarazione di illegittimità costituzionale di molteplici norme. > >- Sentenze citate n. 284/2005 e n. 457/1999; ordinanze citate nn. 69/2006 e 343/2003.