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Reati e pene - Pubblicità di dispositivi medici senza autorizzazione o in difformità della stessa - Mancata depenalizzazione - Assunta disparità di trattamento rispetto alla fattispecie depenalizzata della pubblicità non autorizzata di mezzi per la prevenzione e la cura delle malattie, specialità medicinali, presidii medico-chirurgici, cure fisiche ed affini, acque minerali naturali od artificiali - Mutamenti del quadro normativo direttamente incidenti sul 'thema decidendum' anteriori alla proposizione della questione - Ordinanza di rimessione carente di motivazione sulla perdurante rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 70 del d. lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non ha depenalizzato il reato previsto dall’art. 23, comma 2, del d. lgs. n. 46 del 1997, che punisce con sanzione penale chi effettua la pubblicità di dispositivi medici senza l’autorizzazione di cui all’art. 21 del medesimo decreto legislativo, ovvero in difformità dalla stessa. Ed infatti, il giudice rimettente non ha assolto all’onere di specificare in modo rigoroso i motivi della perdurante rilevanza della questione alla luce delle modificazioni legislative (d.lgs. n. 271 del 2002, art. 4; legge n. 14 del 2003, art. 15), intervenute prima della pronuncia dell’ordinanza di rimessione, che hanno prima sostituito e poi abrogato – trasfondendone il contenuto in altra disposizione normativa – la norma impugnata, trasformandola comunque in illecito amministrativo.