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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 85 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,35). Si dia lettura del processo verbale. PUGLIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Grazia Deledda-San Giovanni Bosco» di Ginosa, in provincia di Taranto, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 989 Conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 989. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale è stata respinta una questione pregiudiziale e hanno avuto luogo la discussione generale e le repliche dei relatori e del rappresentante del Governo. Chiedo al presidente Pesco quale sia lo stato dei lavori della Commissione bilancio. PESCO (M5S) . Signor Presidente, i lavori della Commissione bilancio sono quasi conclusi. Stiamo concludendo i pareri; saranno necessari poi i tempi tecnici per redigere il fascicolo in modo corretto, trasmetterlo e lasciare il tempo a voi di esaminarlo. Abbiamo una richiesta di tempo almeno fino alle ore 11. PRESIDENTE . La Commissione bilancio è autorizzata fin da ora a riunirsi per completare i lavori e riferire in Assemblea per le ore 11. Sulla situazione umanitaria dei migranti imbarcati sulla nave Sea-Watch 3 *VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, le ho chiesto la parola in apertura di seduta per portare anche nell'Aula del Senato un tema che in queste ore mobilita le coscienze e l'impegno di centinaia di migliaia di italiani. Il tema è quello riguardante la sorte di persone inermi, costrette su una nave, la Sea-Watch 3, a poche decine di metri dal porto di Siracusa nel mare italiano e in territorio italiano. È una sorte che porta la gran parte degli italiani ad un'indignazione per l'insopportabilità di vedere impedito dalle autorità del Governo italiano lo sbarco e l'attracco della Sea-Watch, a bordo della quale da qualche giorno ci sono 47 persone - 13 sono minori, di cui 8 non accompagnati - che sono state salvate da morte certa nel mar Mediterraneo proprio dagli operatori umanitari della Sea-Watch, che noi qui a voce alta vogliamo ringraziare per il lavoro che stanno facendo e che rende onore a tutta l'Europa: salvare in mare la vita di chi fugge da guerre e da maltrattamenti indicibili. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, noi parlamentari del Partito Democratico ieri eravamo nel porto di Siracusa. Tra quei parlamentari c'erano i senatori del Partito Democratico - oltre al sottoscritto, il senatore Davide Faraone e la senatrice Valeria Sudano - per chiedere che quelle persone vengano subito fatte scendere e che quelle vite vengano subito messe in sicurezza. Signor Presidente, signori del Governo, noi riteniamo che in queste ore ancora una volta, come nel caso della nave Diciotti, il Governo stia infangando il nome dell'Italia e la dignità del nostro Paese che in questi anni ha salvato migliaia di vite nel Mediterraneo, riscattando anche la coscienza europea e costringendo l'Europa ad essere all'altezza dei suoi valori, per cui prima ci sono i diritti. L'Italia ha costretto l'Europa anche a rendersi conto del fatto che, se si colpiscono i diritti dei più deboli - dei migranti, dei richiedenti asilo, dei rifugiati, di coloro che fuggono dall'esilio e dalle guerre, com'è stato anche per gli italiani in passato - si colpiscono i diritti di tutti, a cominciare da un arretramento dei diritti di tutti gli italiani. Siamo stati lì per chiedere che quelle persone sbarcassero immediatamente e, facendo valere le nostre prerogative di parlamentari, abbiamo chiesto di visitare anche la nave per verificare le condizioni dei migranti. Sono saliti a bordo di quella nave i due capi della nostra delegazione, il presidente del Partito democratico Matteo Orfini e il deputato Maurizio Martina. Hanno potuto verificare le condizioni insostenibili, non sono delle 47 persone, soprattutto dei minori, ma anche dei 22 membri dell'equipaggio; insostenibili per motivi igienici, sanitari ed anche psicologici. Una volta tornati a bordo, sia l'onorevole Orfini sia l'onorevole Martina hanno saputo di essere indagati. Ecco noi, Presidente, siamo molto colpiti da questo, ma non siamo turbati. Noi abbiamo fatto e faremo valere le prerogative dei parlamentari (Applausi dal Gruppo PD) , che hanno non solo il diritto, ma il dovere di intervenire a nome di tutto il popolo italiano in questi casi e sempre. Non siamo turbati anche, signor Presidente, perché la visita a bordo della Sea-Watch 3 che abbiamo effettuato ha seguito un incontro che, come delegazione dei parlamentari del PD, noi, signor Presidente, abbiamo avuto con il prefetto e alla presenza del prefetto con il comandante della Capitaneria del Porto di Siracusa, che è la massima autorità marittima. Abbiamo concordato alla presenza del prefetto, con la massima autorità marittima, di visitare la nave, affittando un natante privato in loco dal porto di Santa Panagia. Abbiamo svolto la nostra visita con estrema correttezza e il rispetto di tutte le regole. Per questo, Presidente, non siamo turbati, ma siamo assolutamente indignati invece per l'atteggiamento del Governo italiano. Riteniamo che questo atteggiamento stia violando e calpestando le leggi dello Stato italiano (Applausi dal Gruppo PD) , che dicono che di fronte a dei minori non accompagnati non ci può essere alcun respingimento. Nessun minore può essere tenuto al largo al rischio della propria vita. Non siamo turbati e per questo, Presidente, depositeremo in questi minuti un esposto alla procura di Siracusa contro il Governo italiano per violazione delle leggi italiane (Applausi dal Gruppo PD) e del nostro Stato di diritto. Presidente, colleghi, non c'è alcuna sicurezza per gli italiani lasciando morire in mare persone inermi. Non risolveremo alcuno dei nostri problemi lasciando al largo persone che hanno il diritto di sbarcare e soprattutto non cambieremo l'Europa isolandoci. Vogliamo cambiare l'Europa; vogliamo che l'Europa si occupi ed abbia una politica unica sull'immigrazione. Lo abbiamo voluto e fatto durante i nostri Governi. Vogliamo che avvenga anche con questi Governi. Per questo noi eravamo a Siracusa ieri e saremo a Siracusa oggi. I parlamentari del PD continueranno ad essere a Siracusa finché non scenderanno tutte le 47 persone a bordo, finché non scenderanno quei minori, affinché non accada più la vergogna che sta accadendo in queste ore, per riscattare l'Europa e l'Italia che sono grandi potenze economiche perché, signor Presidente, sono innanzitutto grandi potenze morali. Questo fa grande la nostra politica, la nostra economia e il nostro made in Italy : la possibilità per il popolo italiano di potersi riconoscere in un Governo che dà tutto per salvare vite umane e che non strumentalizza (Applausi dal Gruppo PD) questi casi per la propaganda e per un voto in più. Questo non appartiene a noi del Partito Democratico, ma, signor Presidente, non deve appartenere a nessuno in quest'Aula, perché non appartiene a nessuno nel popolo e tra i cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, nella giornata di domenica, dopo l'iniziativa dei tre parlamentari (il mio segretario e i deputati Maggi e Prestigiacomo), abbiamo assistito - ancora una volta - a una cosa paradossale. I tre parlamentari - desidero ricordarlo qui, perché si tratta di una questione che riguarda quest'Assemblea e ogni senatore e deputato - hanno esercitato le prerogative che la Costituzione riconosce loro. Essi, nell'ambito di queste prerogative, si sono recati a bordo della Sea-Watch per capire esattamente la situazione. Come testé ricordato dal senatore Verducci, la situazione è drammatica: 47 persone, tra cui minori, sono ancora una volte fuggite e hanno impressi sui loro corpi e nelle loro menti i segni delle torture. Ancora una volta ci troviamo di fronte a una situazione incredibile, un copione che ormai si ripete continuamente. Mi riferisco al fatto che, da parte del Governo italiano, non c'è alcun tipo non dico di umanità, ma di rispetto - questo sì - della legalità internazionale. Il senatore Salvini (fra un po' ce ne occuperemo infatti come senatore), in qualità di Ministro dell'interno, già nella giornata di domenica ha di fatto cominciato a minacciare, dicendo che i parlamentari in questione stavano compiendo un atto illegale e si è poi ripetuto negli stessi termini con riferimento alla delegazione del Partito Democratico. Peraltro, da quale pulpito viene la predica, visto che il senatore Salvini è indagato per la vicenda della Diciotti. In quest'Aula non vogliamo solo protestare e difendere le prerogative dei parlamentari. Un'analoga vicenda è accaduta anche a Castelnuovo di Porto, con la deputata Moroni che ha cercato di avere informazioni minime su dove venivano portati gli immigrati ospitati nel CARA. Ciò che ci preme di più è che questa situazione venga sbloccata. Noi chiediamo nuovamente, in questa sede, che finalmente, dopo tutti questi giorni, si dia la possibilità a questi 47 immigrati e rifugiati di sbarcare sul suolo italiano «In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l'ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra. Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell'ingiusto». Queste parole non sono chiaramente le mie, ma di Virgilio, tratte dal Libro I dell'Eneide. Invito tutti a riflettere sull'espressione «che razze di uomini è mai questa?». Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno in Dio, memore del giusto e dell'ingiusto. (Brusio) . Presidente, colleghi, nella distrazione generale, tengo a dire che non possiamo continuare ad assistere a queste vicende, dimenticando non solo - genericamente - lo spirito di solidarietà, ma anche le norme del diritto internazionale. È ora che finalmente si faccia chiarezza sulla vicenda dei porti chiusi, perché, a quanto ci risulta, non esistono disposizioni scritte in questo senso. Non si comprende quale sia l'autorità del Ministro dell'interno nel decidere la chiusura dei porti e cosa abbia mai deciso e scritto il ministro Toninelli al riguardo. Quindi, vi sono una serie di questioni, queste sì di legalità, collegate alle leggi italiane e alle leggi internazionali. Intorno a questo non basta una solidarietà generica, ma è necessario ricordare che il nostro primo dovere è soccorrere le persone che sono in uno stato di difficoltà. E questo noi continueremo a fare, con atti come quello che ha compiuto il segretario del mio partito Fratoianni, insieme ad altri parlamentari, non per fare testimonianza, ma per denunciare e svolgere fino in fondo le nostre prerogative di parlamentari, perché noi innanzitutto non dimentichiamo di essere umani. (Applausi del senatore Grasso e del Gruppo PD) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, anche noi abbiamo un cuore e non pensiate che non ci sia sofferenza nel vedere queste situazioni drammatiche che si verificano ai confini della nostra nazione (figuriamoci). Siamo un partito che ha fatto della libertà e dell'umanità una bandiera sempre innalzata. Ma oggi dobbiamo fare i conti con un problema diverso: il problema della realtà nella quale oggi vive l'Italia. Un'Italia che ha visto altri Paesi chiudere i propri confini e che ha visto l'assenza dell'Europa nell'aiuto che avremmo invece dovuto avere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi abbiamo sempre avuto, signor Presidente, una posizione di grande equilibrio e abbiamo al contempo un'idea forte che ci conduce, quella di mantenere la sicurezza all'interno del nostro Paese. Abbiamo fatto grandi sacrifici come popolo italiano e ci dispiace quando sentiamo qualcuno che ci definisce razzisti o che dice addirittura che non stiamo facendo il nostro dovere come popolo italiano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lo stiamo facendo con le nostre tasse e con il nostro aiuto; abbiamo avuto un approccio di accoglienza che nessun altro Paese europeo ha avuto. Ed è per questo che io credo che noi dobbiamo a questo punto valutare politicamente quanto si è verificato. Abbiamo chiesto aiuto all'Europa e l'Europa cosa ci ha risposto? Ha chiuso i confini. Lo hanno fatto l'Austria e la Francia (ce li rimandano addirittura indietro); e potrei continuare. Dov'è questa solidarietà che l'Europa sbandiera e che poi ci nega, che nega a un Paese importante come l'Italia? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi stiamo gestendo da anni questo dramma e lo stiamo facendo nel migliore dei modi. Voglio ricordare e ringraziare soprattutto il nostro presidente Tajani per le politiche che ha applicato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il Presidente del Parlamento europeo ha votato - lo voglio ribadire e sottolineare - la modifica al Trattato di Dublino. Ma dov'era il Consiglio d'Europa? Dov'era la Commissione europea? Perché non è stato fatto un passo analogo a quello fatto dal presidente Tajani? Sono queste le ragioni per le quali io credo che noi dobbiamo affrontare il problema dell'immigrazione con grande senso di responsabilità, perché, se siamo innamorati di quel Continente (l'ho ricordato tante volte, anche ad amici che sono qui in Aula), noi dobbiamo portare amore in Africa e dobbiamo andare con un piano Marshall per aiutare quelle popolazioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non possiamo permetterci di dare l'idea che partendo si può risolvere qualsiasi problema. Per questo, con l'auspicio di guardare alla politica senza sentimentalismi sciocchi, ma tenendo conto di quanto sta avvenendo, credo che dobbiamo attuare una politica certamente di apertura per quanto abbiamo fatto qui in Italia, ma soprattutto di grande consapevolezza di quella che è la realtà. Un segnale di apertura in quelle terre porterebbe ancora a nuove partenze; e nuove partenze significherebbero nuovi morti. Noi, quindi, alla politica delle porte chiuse dell'Europa non possiamo rispondere con la politica delle porte aperte dell'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Se non vi sono altri interventi, sospendo la seduta fino alle ore 11, in attesa del parere della 5 a Commissione. Invito i relatori a prepararsi sui pareri, in modo che vengano espressi in maniera rapida e precisa. (La seduta, sospesa alle ore 10, è ripresa alle ore 11,03) . Colleghi, comunico che i lavori della Commissione bilancio si sono conclusi, però è necessario trascrivere i pareri e annotarli sui fascicoli. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 12,30. (La seduta, sospesa alle ore 11,04, è ripresa alle ore 12,43) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Comunico altresì che la Presidenza dichiara ammissibili gli emendamenti nn. 1.650, 1.651 e 1.653, che devono considerarsi proponibili e pertanto verranno posti in votazione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi fa piacere tale riammissione: dunque si è compreso che l'IRES non è l'iris, quindi la proposta emendativa era perfettamente attinente e non parlava di un giaggiolo. Premetto fin d'ora che porrò una serie di altre questioni, perché, essendo state dichiarate alcune inammissibilità, evidentemente avevamo bisogno di un decalogo. Affinché rimanga agli atti, vorrei spiegare con molta semplicità che quando presento emendamenti sull'articolo 38 dello sblocca-Italia mi riferisco all'articolo di quel decreto-legge, legato strettamente alla questione delle trivelle: non è l'articolo 38 della Costituzione. Quando poi parlo del piano delle aree, non mi riferisco a quello sotto casa sua, signor Presidente, ma al contenuto del primo comma dell'emendamento sulle trivelle approvato dalla Commissione. Inoltre, sempre con riferimento all'inammissibilità dichiarata su emendamenti strettamente connessi al testo, quando parlo di franchigia, mi riferisco a quella intrinsecamente collegata alle royalty e non ad una mia amica che, con un diminutivo, chiamiamo «Franchigia» (motivo per il quale la proposta emendativa avrebbe potuto essere inammissibile), e potrei continuare. Invece, guarda caso, è stata dichiarata l'ammissibilità di un subemendamento all'emendamento sugli NCC relativo all'Autostrada del Brennero: lei mi risponderà che le auto passano sull'autostrada, ed evidentemente questo era l'unico elemento di connessione e omogeneità. Quindi, bene intervenire sull'ammissibilità delle proposte emendative, ma bisogna sempre farlo con criterio, altrimenti anche questa vicenda, se non fosse tragica e molto grave per il procedere dei nostri lavori anche per quanto riguarda questo decreto-legge, diventerebbe ridicola (come già sta accadendo, dato che stiamo sfiorando il ridicolo). PRESIDENTE . Ripeto, per i relatori, che sono stati dichiarati ammissibili gli emendamenti 1.650, 1.651 e 1.653. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.44 (testo 3), 1.34 (testo 3) e 1.0.500 (testo 2): trattasi di riformulazioni che recepiscono le condizioni poste dalla 5 a Commissione. Sui restanti emendamenti esprimo un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme alla relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Ruspandini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Ruspandini, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.4 e 1.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.44 (testo 3)/300, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.44 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 3.94 e 3.95. Passiamo all'emendamento 1.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.8, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole «medesimo fondo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.10, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole «n. 4». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.12 e 1.13. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «delle rate». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.3. L'emendamento 1.2 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.15, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.18 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.21, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.22, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.22, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.23, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.25, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.26, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.27, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.28, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.29 (testo corretto) a 1.37 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.34 (testo 3). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, alla fine di dicembre, dopo la confusione - chiamiamola così, per stendere un velo pietoso - generata dal modo con il quale la maggioranza e il Governo hanno voluto approvare una scandalosa legge di bilancio, all'interno di quel testo trovammo un emendamento pericoloso, con una parte che procurava alle casse dello Stato 120 milioni di euro: era la parte che raddoppiava le tasse a tutto il mondo del volontariato. Proprio così, appare incredibile: le agevolazioni per il mondo del volontariato esistevano dal 1953. Cos'è il mondo del volontariato per l'Italia? Parliamo di milioni e milioni di persone - l'ISTAT dice oltre 5,5 milioni - che dedicano il loro tempo agli altri, a fare del bene: forse è il più grande patrimonio del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Il Governo però con la legge di bilancio ha deciso di umiliare non solo questa componente importante della nostra popolazione, ma la cultura e il significato politico che da sempre il volontariato ha avuto nel nostro Paese. C'è qualcosa di buono che resiste al passaggio e al trasformarsi della società ed è proprio il forte radicamento di questa passione per gli altri: il Governo, però, con una parte della legge di bilancio ha deciso, in maniera inconsulta evidentemente, di penalizzarlo con violenza e di umiliarlo di fronte all'opinione pubblica, raddoppiando le imposte a tutto il mondo no profit . Non si può dire che non lo sapevano e che non si stavano rendendo conto di quello che facevano, perché abbiamo avuto modo di denunciare questo scempio sia in Commissione sia nel breve - purtroppo eccessivamente breve - dibattito parlamentare che abbiamo avuto occasione di svolgere. (Applausi dal Gruppo PD) . Dopodiché è arrivato l'appello sacrosanto del Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno (per il quale noi lo ringraziamo), che ha fatto un richiamo alla dignità del nostro Paese, segnalando, non solo come inopportuno, ma come vergognoso, il raddoppio della tassa sulla bontà. (Applausi dal Gruppo PD) . Queste sono le parole che ha usato il Presidente della Repubblica: la tassa sulla bontà. Il Governo del MoVimento 5 Stelle e della Lega ha deciso di raddoppiare le tasse sulla bontà, quasi che la bontà fosse un lusso, una cosa pericolosa, perniciosa per il futuro del nostro Paese. Queste sono le scelte che avete fatto. Poi, finalmente, è tornato il buonsenso, forse per la reprimenda del Quirinale, forse per la rivoluzione che si è creata nel Paese sulla vicenda; forse per lo scandalo che il Partito Democratico ha voluto denunciare con forza nelle settimane successive all'approvazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Sono disponibile a riconoscere ai Presidenti dei Gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega di aver collaborato in questa fase di esame del provvedimento e di aver fatto in modo di trovare i fondi per sanare quella ferita gravissima che avete inferto al nostro Paese; quella ferita vergognosa che, in occasione della legge di bilancio, la legge più importante di politica finanziaria varata nel nostro Paese, avete voluto infliggere. L'emendamento 1.34 (testo 3), inizialmente a prima firma del sottoscritto, alla quale si sono aggiunte le firme di tutte le parti politiche rappresentate al Senato - anche perché su questo sono confluiti altri emendamenti intervenuti per sanare la vicenda - è una proposta sacrosanta, forse la parte nobile di tutto questo provvedimento vergognoso e affazzonato che ci permette di guardare in faccia i nostri concittadini d'Italia. Con l'approvazione di questo emendamento battiamo un colpo di dignità del Parlamento contro la volontà negativa che il Governo ha dimostrato nella legge di bilancio. Signor Presidente, colleghi tutti, vi ringrazio per la disponibilità rispetto al voto favorevole a questo emendamento. Credo che finalmente il Parlamento abbia riacquisito un minimo di prospettiva, quel respiro che ci permette di lavorare in maniera indipendente nell'interesse del nostro Paese. Questo errore fatto dalla maggioranza e dal Governo ci serva; si riacquisti finalmente la dignità del Senato della Repubblica, la dignità del Parlamento tutto, e si riprenda a lavorare nell'interesse della nostra comunità nazionale. (Applausi dal Gruppo PD) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 1.34 (testo 3), nel quale confluiscono le volontà di tutto il Parlamento. Anche noi, infatti, avevamo presentato emendamenti che sono stati gentilmente riammessi, ma il commento al riguardo lo ha già fatto la capogruppo De Petris e, quindi, non mi dilungo. Vorrei semplicemente fare un'osservazione. Il merito è chiaro: si recupera un gravissimo errore che forse dovrebbe aiutarci a non commetterne più dello stesso tipo. Se si è trattato di superficialità, bisogna evitare la superficialità, soprattutto quando si parla di questioni così fondamentali. Se invece - lo dico per ciò che potrà succedere il prossimo anno - ci fosse la volontà di mettere in discussione questa agevolazione per il volontariato, allora è bene che il ripensamento positivo serva per non commettere nuovi errori il prossimo anno (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, sia il terzo settore che il mondo della disabilità sono argomenti che stanno particolarmente a cuore a Forza Italia. Lo abbiamo dimostrato nella discussione - se così si può chiamare - nel corso dell'esame della legge di bilancio, durante la quale i nostri emendamenti sono stati puntualmente respinti. Su questo tema vi è stata una convergenza nelle Commissioni riunite a seguito della presentazione di identici emendamenti da parte di tutti i Gruppi; ragion per cui non abbiamo avuto alcun problema ad accogliere le richieste dei relatori che avevano promesso di riformulare le proposte in un emendamento unitario, tenendo conto delle istanze di tutti i Gruppi. Quindi, questa è la vittoria del Senato, del Parlamento e delle istituzioni. Non credo che nessuno si possa o debba assumere un particolare merito, in quanto si tratta di una sensibilità che appartiene a tutti gli esponenti parlamentari, Forza Italia compresa. Pertanto, annuncio con convinzione il voto favorevole all'emendamento 1.34 (testo 3). (Applausi dal Gruppo FI-BP) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per fare due precisazioni. Sottolineo anzitutto che ciò che andiamo a modificare verrà inserito nel pacchetto arrivato dall'accordo di Bruxelles. In sede di esame del disegno di legge di bilancio chi intervenne in dichiarazione di voto sulla fiducia in rappresentanza del nostro Gruppo dichiarò che si sarebbe provveduto a un correttivo. Ribadisco, in ogni caso, che l'emendamento - giusto per ricordarlo - prevedeva l'aumento dell'aliquota solo sulla parte commerciale e non avrebbe quindi interessato l'intero no profit . Detto questo, abbiamo ritenuto - e mi sembra sia volontà dell'intera Assemblea - di intervenire con un correttivo e oggi lo facciamo. Quello che va cambiato si cambia ed è un bene. Siamo tutti consapevoli che il mondo del volontariato compie un'azione diffusa, territoriale e quotidiana che lo Stato non potrebbe svolgere in sua assenza. Per questi motivi, il voto del nostro Gruppo sarà favorevole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Bellanova) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per esprimere la nostra soddisfazione di fronte al fatto che l'errore commesso in sede di esame del disegno di legge di bilancio, e che ci ha resi perplessi, venga adesso superato. Come abbiamo già detto in altre occasioni, il mondo del volontariato e quello terziario sono non solo un volano per l'economia di questo Paese, ma anche volano di solidarietà, che va agevolato e non punito. E con il provvedimento in esame riusciamo a dare atto di ciò. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti e i docenti del Liceo scientifico «Raffaele Piria» di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, e gli studenti e i docenti del Liceo classico «Gabriele D'Annunzio» di Pescara, che stanno assistendo ai nostri lavori dalla tribuna. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.34 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . (Applausi dal Gruppo PD) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.650, 1.651 e 1.653. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, c'è stato un errore nel funzionamento del mio dispositivo di voto. Desidero comunicare che il mio voto intendeva essere favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Gli emendamenti 1.38 (testo 2) e 1.39 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 1.40, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.40, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.41, presentato dal senatore Nastri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.42, presentato dal senatore Nastri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.660, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.660, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «predetto decreto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.43. PRESIDENTE. Chiedo di esprimere i pareri sugli ordini del giorno. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G1.100, G1.11, G1.13 e G1.29. PRESIDENTE . Senatrice Bottici, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1.100? BOTTICI (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.100 è accolto come raccomandazione. Senatore Santillo, insiste per la votazione degli ordini del giorno G1.11 e G1.13? SANTILLO (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G1.11 e G1.13 sono accolti come raccomandazione. Senatrice Vono, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1.29? VONO (M5S) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.29 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.1, presentato dalla senatrice Papatheu. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.3, 1.0.4 e 1.0.5 sono improponibili. L'emendamento 1.0.6 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.7, presentato dalla senatrice Papatheu, fino alle parole «vigente normativa». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.0.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.9, presentato dalla senatrice Papatheu. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.0.10 a 1.0.13 sono improponibili. L'emendamento 1.0.15 è stato ritirato. Gli emendamenti 1.0.600, 1.0.601 e 1.0.16 sono improponibili. L'emendamento 1.0.17 (testo 2)/600 è decaduto. L'emendamento 1.0.17 (testo 2) è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.20, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo 3)/1, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo 3)/2, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo 3)/3, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo 3)/4, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.500 (testo 3)/6 (testo 2) è stato trasformato nell'ordine del giorno G1.506. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.506. SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, l'ordine del giorno G1.506 riguarda le aziende che operano nel settore edile. Abbiamo presentato questo ordine del giorno perché siamo in scadenza delle SOA, e cioè delle certificazioni che permettono alle varie aziende di partecipare alle gare d'appalto. Il problema qual è? Pur mantenendo tutti i requisiti previsti dalle SOA, abbiamo chiesto un periodo di transizione, concordato per un massimo di dodici mesi, per garantire a quelle aziende di poter partecipare alle gare d'appalto. Tengo a sottolineare il fatto che, negli ultimi cinque anni, non si è costruita un'autostrada e non si è costruito un ponte; quindi decadono, con il paradosso che potranno lavorare solo le aziende che operano all'estero. Chi opera all'estero e ha costruito in Qatar, in Kuwait e quant'altro ha l'abilitazione, mentre per chi lavora in Italia la SOA decade. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Invito i relatori a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.506. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G1.506. PRESIDENTE . Senatore Saccone, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G1.506? SACCONE (FI-BP) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.506 è accolto come raccomandazione. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.500 (testo 3). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, intervengo brevemente e anche con soddisfazione su questo emendamento. Mi rivolgo alla maggioranza prendendo atto che finalmente, dopo mesi di grida da parte dell'imprenditoria, di quelle piccole e medie imprese che non sono riuscite ad aderire alla rottamazione bis e, di conseguenza, non potevano accedere alla rottamazione ter , si è dato ascolto a questa istanza. Fratelli d'Italia rivendica con forza e anche con consapevolezza di essere stata vicina alle forze produttive, di aver fatto una battaglia già in occasione dell'esame del decreto-legge fiscale e di averla riproposta con la legge di bilancio e abbiamo qui i numeri. Peccato che questa maggioranza abbia negato le nostre proposte dichiarandole inammissibili. Abbiamo riproposto la nostra battaglia finanche nel decreto-legge semplificazioni e con l'emendamento 1.0.21, dichiarato ammissibile. Apprendiamo poi che la maggioranza lo accoglie e lo copia con un proprio emendamento; ne prendiamo atto con piacere, ma Fratelli d'Italia rivendica l'attenzione alle piccole e medie imprese che, se fosse stata presa in considerazione nei mesi precedenti, avrebbe dato un pensiero di meno ai nostri imprenditori e avrebbe fatto beneficiare prima le casse dello Stato degli introiti che sarebbero potuti derivarne. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.500 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.21 è improponibile. L'emendamento 1.0.22 è stato ritirato. Gli emendamenti da 1.0.23 a 1.0.25 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 1.0.26, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.26, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.27 e 1.0.29 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.1000 e parere contrario sugli ordini del giorno G2.100 e G2.101. L'ordine del giorno G2.102 è accolto come raccomandazione. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Senatore Siclari, accetta la proposta del Governo di accogliere l'ordine del giorno G2.102 come raccomandazione? SICLARI (FI-BP) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1000, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2.100, presentato dal senatore Fazzolari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2.101, presentato dai senatori Fazzolari e Ruspandini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G2.102 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti 2.0.1 e 2.0.2 sono stati ritirati. Gli emendamenti 2.0.3/300 e 2.0.3/301 sono decaduti. Gli emendamenti da 2.0.3 a 2.0.6 (testo 2) sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.23 con la seguente riformulazione. Dopo il comma 1 chiediamo di aggiungere il seguente comma: «2. All'articolo 6, comma 2, della legge 11 gennaio 2018, n. 8, le parole "quattro mesi" sono sostituite dalle seguenti: "sei mesi"». Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.47 (testo 2), 3.500 e 3.0.1 (testo 4). Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. Esprimo parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione degli ordini del giorno G3.100, G3.104, G3.106 e G3.108. Invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, degli ordini del giorno G3.101, G3.102, G3.103, G3.105 e G3.107. L'ordine del giorno G3.79 è accolto come raccomandazione, a condizione che si riformuli espungendo il punto 5. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.0.1 (testo 4), 3.0.8 e 3.0.136 (testo 2). Chiedo, a nome della Commissione, di trasformare l'emendamento 3.0.81 (testo 3) in un ordine del giorno di analogo contenuto. Formulo la medesima richiesta per l'emendamento 3.0.146, qualora, da un ulteriore esame, non risultasse improponibile. Sull'emendamento 3.0.700 il parere è favorevole ove accolta la riformulazione. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, siccome sono settimane che cerchiamo di dare il nostro contributo rispetto alla valanga di emendamenti non consecutivi sul fascicolo, per permettere anche a noi di lavorare le chiederei - se è possibile - di enunciare con chiarezza prima il numero della pagina del fascicolo e poi il numero dell'emendamento, altrimenti non riusciamo a lavorare. PRESIDENTE . L'emendamento 3.1 (testo 2) è improponibile. Gli emendamenti da 3.2(testo 3)/302 a 3.2(testo 3)/305 sono decaduti. Gli emendamenti da 3.2(testo 3) a 3.4 sono improponibili. L'emendamento 3.5/300 è decaduto. Gli emendamenti da 3.5 a 3.11 sono improponibili. Gli emendamenti 3.12 e 3.25 sono stati ritirati. Senatore Augussori, accoglie la riformulazione proposta dalla relatrice dell'emendamento 3.23? AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Sì, la accolgo. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, non ho capito qual è la riformulazione. PRESIDENTE . L'ha riletta la relatrice. In ogni caso, mi sembra sia essenzialmente una riformulazione di drafting e che sostanzialmente non cambi niente, perché la proroga è di sei mesi. FERRARI (PD) . Il parere della Commissione bilancio rimane tale? PRESIDENTE. Invito il senatore Pesco a pronunciarsi sull'emendamento in esame. PESCO (M5S) . Signor Presidente, non impatta sulla finanza pubblica. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.23 (testo 2), presentato dal senatore Augussori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.15 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.17, presentato dal senatore Pisani Pietro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.18 e 3.19 sono stati ritirati. L'emendamento 3.24 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.26, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.27 a 3.30 sono improponibili. L'emendamento 3.31 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 3.32, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo sulla prima parte dell'emendamento 3.32, presentato dal senatore Collina, fino alle parole: «non si applicano». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.33. Gli emendamenti da 3.124 a 3.40 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.39, presentato dal senatore Pichetto Fratin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.43 a 3.46 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.47 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.50 e 3.51 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.52, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.53 a 3.58 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.600, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «territorio nazionale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 3.59 e 3.60. Gli emendamenti 3.56, 3.57 e 3.61 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.64, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, identico all'emendamento 3.65, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.66, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 3.67, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 3.94 è assorbito dall'emendamento 1.44 (testo 3). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.119, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 3.120, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.68, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, fino alle parole «latte crudo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.69. L'emendamento 3.70 è improponibile. L'emendamento 3.71 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.73, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.72 è improponibile. Passiamo all'emendamento 3.75, identico agli emendamenti 3.76 e 3.77, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.75, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.76, presentato dal senatore Mollame e da altri senatori, e 3.77, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.78 a 3.83 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 3.84, sostanzialmente identico all'emendamento 3.85, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.84, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 3.85, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.870 a 3.92 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 3.95 è stato assorbito dall'emendamento 1.44 (testo 3). Gli emendamenti 3.98 e 3.99 sono improponibili. L'emendamento 3.100 è stato ritirato. L'emendamento 3.101 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.102, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.103 (testo 2)/300 a 3.103 (testo 2)/302 sono decaduti. L'emendamento 3.103 (testo 2) è improponibile. Gli emendamenti da 3.104/300 a 3.104/302 sono decaduti. Gli emendamenti da 3.104 a 3.106 sono improponibili. L'emendamento 3.107 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.108, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.109 a 3.116 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.117, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.117, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, fino alle parole «2014, n. 116». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.118. Gli emendamenti 3.121 (testo 2)/301 e 3.121 (testo 2)/300 sono decaduti. Gli emendamenti da 3.121 (testo 2) a 3.36 sono improponibili. L'emendamento 3.79 è stato trasformato nell'ordine del giorno G3.79. L'emendamento 3.14 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.500/1, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.500/700, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.500/701, presentato dai senatori Berardi e Battistoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.500, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.550, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.550, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.501, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.501, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.100, presentato dalla senatrice Parente. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.101, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.102, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.103, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Il Governo sarebbe disposto ad accogliere l'ordine del giorno G3.104 come raccomandazione. Chiedo al senatore Anastasi se insiste per la votazione. ANASTASI (M5S) . Non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.104 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.105, presentato dal senatore Puglia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Il Governo sarebbe disposto ad accogliere l'ordine del giorno G3.106 come raccomandazione. Chiedo al senatore Steger se insiste per la votazione. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.106 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.107, presentato dalla senatrice Bottici. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Il Governo sarebbe disposto ad accogliere l'ordine del giorno G3.108 come raccomandazione. Chiedo al senatore Lomuti se insiste per la votazione. LOMUTI (M5S) . Non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.108 è accolto come raccomandazione. Il Governo sarebbe disposto ad accogliere l'ordine del giorno G3.79 come raccomandazione, se riformulato. Chiedo al senatore Quarto se insiste per la votazione. QUARTO (M5S) . Non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.79 (testo 2) è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1 (testo 4), presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.2 a 3.0.4 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.6, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico all'emendamento 3.0.5, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.7, presentato dai senatori Steger e Unterberger. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.8, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.0.9 e 3.0.11 sono improponibili. L'emendamento 3.0.10 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.12, presentato dalla senatrice Papatheu. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.0.13 e 3.0.14 sono improponibili. L'emendamento 3.0.15 (testo 2)/700 è decaduto. Gli emendamenti 3.0.15 (testo 2), 3.0.16 (testo 3) e 3.0.17 (testo 2) sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.18, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, identico all'emendamento 3.0.19, presentato dal senatore La Pietra. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.700. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, su questo emendamento esprimeremo voto favorevole, perché si pone in continuità con le scelte che abbiamo portato avanti nella passata e nell'attuale legislatura per garantire trasparenza, tracciabilità e certezza ai consumatori circa il contenuto dei prodotti che vengono messi loro dinanzi. Voteremo favorevolmente perché il decreto che dovrà essere emanato sarà sottoposto al vaglio delle Commissioni di merito. Ovviamente, ci sarebbe piaciuto arrivare a questo risultato non attraverso un emendamento inserito in un secondo momento all'interno del testo del decreto semplificazioni perché, se fosse almeno stato presente nel testo iniziale, ci avrebbe permesso di fare un approfondimento diverso in Commissione. Voteremo comunque favorevolmente perché ne condividiamo i contenuti. Approfitto di questa dichiarazione di voto anche per esprimere soddisfazione per il fatto che sia stato ritirato l'emendamento 3.0.500, che rimetteva in discussione il bando SIAN, perché ci ha evitato di fare una scelta che avrebbe potuto comportare conseguenze molto pesanti al settore agricolo, sia per i rischi di illegittimità che comportava quel tipo di provvedimento, sia per tutti gli interessi che andava a rimettere in gioco. Non sto qui a soffermarmi su tutto quanto hanno espresso nei giorni scorsi i giornali specializzati in materia. Credo che revocare una gara da oltre 300 milioni di euro, dichiarando, nella relazione che c'era stata data al Senato, che la verifica non era conclusa, quando a ottobre del 2018 la Consip, incaricata dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), confermava il soggetto vincitore, che, avendo vinto, aveva verificato i requisiti sia di competenza che finanziari e li trovava a posto, sia stata una forzatura e una disinformazione, fatta a questa Assemblea, che, a parte coloro che si sono occupati specificatamente della materia, sarebbe sfuggita. Credo che, anche da parte degli Uffici del Senato, simili scivolate non dovrebbero più succedere. Abbiamo rischiato di invalidare un bando di gara sulla base di errate informazioni, che non ci hanno messo nelle condizioni di votare consapevolmente. Poi, per fortuna, ieri è intervenuto il ritiro di quell'emendamento e abbiamo scampato il pericolo. (Applausi dal Gruppo PD) . VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intervenire sull'emendamento 3.0.700, perché è a coronamento di almeno una decina di anni di lavoro e di tentativi. Ricordo nel 2010 un disegno di legge della Lega sull'etichettatura e poi, dopo ben cinque Governi targati PD, oggi il Governo è riuscito finalmente a portare a casa il provvedimento sull'etichettatura. Ringrazio il senatore Taricco per la sua dichiarazione di voto a favore: finalmente troviamo una condivisione su un provvedimento, che va a favore dei cittadini e di tutti quanti noi. Dopo dieci anni, finalmente, avremo un po' di trasparenza sulle tavole di tutti i cittadini del Paese e avremo dato un po' di verità sulle etichette dei nostri prodotti agroalimentari. Non compreremo più il pomodoro cinese camuffato con la scritta «prodotto in Italia», ma finalmente il consumatore, nel momento in cui si troverà davanti agli scaffali del supermercato, potrà decidere se comprare il pomodoro cinese, con su scritto «prodotto in Cina», o comprare il pomodoro italiano, con su scritto «prodotto in Italia». Finalmente un buon provvedimento, di buon senso, che va a favore di tutti i cittadini e soprattutto va anche a favore del reddito dei nostri agricoltori. Finalmente daremo un po' di dignità economica anche al nostro made in Italy . (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.700 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.20 è improponibile. Gli emendamenti da 3.0.500 a 3.0.500/3 sono decaduti. L'emendamento 3.0.500 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.21, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.23 (testo 2) a 3.0.25 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 3.0.26 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.27 (testo 2), presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.28 a 3.0.33 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.34, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, identico all'emendamento 3.0.35, presentato dal senatore La Pietra. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.36, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.37 a 3.0.41 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.0.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.42, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.43 a 3.0.51 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 3.0.52 è stato ritirato. Gli emendamenti da 3.0.53 a 3.0.607 sono improponibili. L'emendamento 3.0.57 (testo 2)/500 è decaduto. Gli emendamenti da 3.0.57 (testo 2) a 3.0.61 (testo 2) sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.0.609. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, desidero intervenire su quest'emendamento - e, dato che quella di oggi sembra un po' una caccia al tesoro, sono fortunato per aver beccato il momento giusto - che concerne le imprese balneari e, in particolare, la questione dei canoni pertinenziali, che ne riguardano una parte. Invito l'Assemblea a votarlo, perché si tratta di un atto di giustizia verso una parte di questo mondo. Colgo l'occasione per dire al Senato che, approvando quest'emendamento, si pone parzialmente riparo a una delle tante ingiustizie che sono state compiute. Quale? Durante l'esame della legge di bilancio, abbiamo discusso della direttiva Bolkestein in riferimento al settore balneare e a quello del commercio ambulante. Dopo una battaglia tenace, che Forza Italia ha portato avanti in quest'Aula in tutta l'attuale legislatura e che è stata condivisa anche da altri Gruppi, fu approvato un emendamento alla legge di bilancio, che era stato riformulato, con il quale i Gruppi Forza Italia, Lega e altri sostenevano la tesi del superamento della direttiva Bolkestein. La conseguenza è stata che il testo finale della legge di bilancio, mentre ha determinato l'esclusione dalla direttiva Bolkestein del commercio ambulante - e ne siamo lieti, perché, anche se non abbiamo votato la fiducia al Governo su quella legge per evidenti ragioni politiche che non ho bisogno di ricordare, abbiamo contribuito alla fase emendativa e quindi rivendichiamo il merito di quell'azione - non siamo riusciti a ottenere l'esclusione delle imprese balneari dalla stessa direttiva. Queste hanno avuto un regime di proroga di 15 anni delle concessioni, che ovviamente è meglio di nulla, ma non è quello che volevamo, tant'è vero che attualmente sono in corso riunioni tra Governo e Regioni per capire come si dovrà realizzare tale regime di proroga. La battaglia di Forza Italia per la totale esclusione delle imprese balneari dalla direttiva Bolkestein prosegue e stiamo presentando emendamenti sul punto in tutti i provvedimenti in cui ciò è possibile. Ora, con l'emendamento in esame, a prima firma del senatore Mallegni, ma sostenuto con convinzione da tutto il Gruppo, interveniamo su un aspetto specifico. Invito i colleghi a considerare che non si tratta quindi di un'esclusione dalla direttiva Bolkestein in toto , ma di un segnale ulteriore a una parte delle imprese balneari che subiscono discriminazioni e vessazioni, anche perché prima o poi si dovrà arrivare a una risposta più chiara e definitiva. Se giustamente è stata deliberata l'esclusione del commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein, perché non farlo anche per le imprese balneari, che sono un pezzo dell'economia produttiva, del turismo, della vivibilità e della qualità del nostro territorio, ferme restando corrette regole di utilizzazione delle spiagge? Riteniamo che la vicenda non sia finita e che si debba arrivare alla loro totale esclusione. Nel frattempo, con l'emendamento in esame, sopravvissuto alla selezione sul campo a differenza di altri, chiediamo un segnale a favore di tale settore, per il quale continua l'impegno di Forza Italia per giungere alla sua esclusione totale dalla direttiva Bolkestein, così come si è verificato per il commercio ambulante. Siamo lieti per loro, ma non vogliamo che sia penalizzato un altro settore produttivo importante. Quest'emendamento è un segnale sul tema: chi vuole difendere il mondo balneare, lo approvi; chi è contro, lo bocci. Non si sfugge. (Applausi dal Gruppo FI-BP). MARTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, desidero solo ribadire un concetto. Nella legge di bilancio, insieme al Governo e a questa maggioranza, abbiamo già affrontato il problema delle imprese balneari in generale e, in risposta a Forza Italia, abbiamo da dire che l'abbiamo fatto in maniera sicuramente attenta, spostando al 2020 un problema molto rilevante - che riguarda i balneari, i pertinenziali e tante altre tematiche che hanno a che fare con questo mondo del turismo - per ributtare la palla più avanti e tentare d'inglobarlo. Con un emendamento a mia prima firma presentato a questo decreto-legge, insieme al Gruppo della Lega, avevamo portato alla luce diversi altri temi. Uno su tutti è quello relativo ai pertinenziali, che va chiarito meglio insieme a questa maggioranza. Abbiamo ritirato tale proposta emendativa proprio per evitare di frazionare il tema, nell'intento di unificarlo in un unico decreto che avrà modo di essere approfondito nelle varie Commissioni. Mi rivolgo quindi al senatore Gasparri nel dire che questa maggioranza ha dimostrato, nell'ultimo mese, attenzione assoluta nei confronti di questo tema e lo sta continuando a fare. Dobbiamo però soffermarci e cercare di comprendere meglio le regole per tenere dentro tutti, ma per farlo nella maniera migliore ce ne occuperemo nei prossimi giorni, magari con un decreto ad hoc . (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.609, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.62 a 3.0.67 sono improponibili. Gli emendamenti da 3.0.74 a 3.0.76 sono stati ritirati. Gli emendamenti 3.0.77 e 3.0.78 sono improponibili. L'emendamento 3.0.79 è stato ritirato. L'emendamento 3.0.80 (testo 2) è improponibile. L'emendamento 3.0.81 (testo 3)/300 è decaduto. L'emendamento 3.0.81 (testo 3) è stato trasformato nell'ordine del giorno G3.0.81. D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, sebbene si tratti di un ordine del giorno (quindi per fortuna l'emendamento è stato declassato), è bene fare luce su quello che prevedeva l'emendamento 3.0.81. A me non risulta che da parte delle categorie economiche ci sia stata la richiesta di allungare i termini per evitare un reato penale, portandoli da tre mesi, successivi all'accertamento per chi non versa i contributi, fino a 24 mesi. Poiché non risulta questa richiesta da parte delle associazioni di categoria, intervengo per dire che voteremo contro e che riteniamo questa una sgradevole norma ad personam . Non essendo pervenuta alcuna richiesta, infatti, è molto probabile che qualche imprenditore abbia avvicinato qualcuno per chiedere di spostare in avanti un termine per evitare di essere denunciato e quindi condannato. Ritengo che sia una proposta sgradevole e per questo il Gruppo del PD voterà contro. (Applausi della senatrice Ginetti) PRESIDENTE . Se si voterà, senatore D'Arienzo. Chiedo ai relatori se insistono per la votazione dell'ordine del giorno G3.0.81. PIROVANO, relatrice . Avendo chiesto la trasformazione dell'emendamento in ordine del giorno, esprimo parere favorevole al suo accoglimento da parte del Governo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.0.81 non verrà posto ai voti. L'emendamento 3.0.82 è improponibile. L'emendamento 3.0.83 è stato ritirato. Gli emendamenti da 3.0.84 a 3.0.86 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.0.614, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.614, presentato dal senatore Stefano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.87 a 3.0.90 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 3.0.91 è stato ritirato. Gli emendamenti da 3.0.92 a 3.0.95 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.617, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.96 a 3.0.104 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.618 (testo 2). DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, cari colleghi, mi permetto di rinnovare il mio appello, già avanzato in Commissione, per l'accoglimento dell'emendamento 3.0.618 (testo 2), la cui finalità è quella di consentire alle associazioni senza scopo di lucro, esclusivamente per esigenze temporanee ed eccezionali, prestazioni di lavoro occasionale per l'organizzazione di manifestazioni sportive nazionali e internazionali. La medesima disciplina è già prevista per le società sportive che possono far uso dei voucher per l'organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative. Allora, perché - mi chiedo e ci chiediamo come Gruppo per le Autonomie - non estendere tale disciplina anche agli enti no profit che perseguono le stesse finalità? La materia del lavoro in generale e la materia del lavoro occasionale, in particolare, non è il dominio di un partito o in particolare di un movimento politico. Perché, quindi, non valutare proposte che, come questa, sono di buon senso? Faccio l'esempio più noto, al quale se ne potrebbero aggiungere molti altri: nel 2020 ci saranno le Olimpiadi invernali e alcune di queste gare - le gare di biathlon - si svolgeranno ad Anterselva. L'organizzazione delle gare ad Anterselva è in capo al biathlon Anterselva, vale a dire un'associazione no profit che non è in grado di organizzare l'evento senza il ricorso allo strumento dei voucher : in cinque giorni saranno chiamati a darci aiuto 1.100 volontari. Per queste ragioni rivolgo un appello a tutti i colleghi, sia di maggioranza che di opposizione, a votare a favore di questo emendamento. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . SBROLLINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (PD) . Signor Presidente, chiediamo di poter sottoscrivere questo emendamento proprio perché, come ha detto il collega, la proposta ha una finalità molto importante, quella cioè di aiutare tutte le associazioni sportive no profit , quindi non a scopo di lucro, ad organizzare meglio eventi e manifestazioni sportive di una certa rilevanza, potendo usufruire, per periodi anche brevi, di strumenti come i voucher per far fronte alle esigenze di personale legate ad un mondo vastissimo qual è quello dello sport. In alcuni momenti, il ricorso a certi strumenti potrebbe essere utile per consentire di organizzare al meglio attività di questo tipo. È con questo spirito che, ripeto, chiediamo di poter sottoscrivere l'emendamento, sul quale il nostro voto sarà favorevole. SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, anche il nostro Gruppo chiede di poter sottoscrivere l'emendamento, che condividiamo. L'approvazione di questo emendamento cancella una sperequazione di trattamento lampante, visto che, mentre si consente alle grandi aziende e società sportive a scopo di lucro di usare i voucher , lo si impedisce invece alle associazioni sportive senza scopo di lucro per iniziative della medesima natura. È una contraddizione di princìpi che è totalmente destituita di fondamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia non può che essere a favore di questo emendamento. Oggi la nostra Nazione pullula e vive di sagre, che non sono più quelle di una volta, ma sono veri e propri grandi eventi, che addirittura assurgono a importante occasione di incremento del nostro PIL nazionale. È quello che le nostre Regioni e i nostri Comuni fanno in occasione dei loro eventi, anche a livello sportivo. Su questo non può gravare una norma che va in una direzione opposta alla semplificazione. Voteremo pertanto a favore di questo emendamento, nella speranza che non venga inserito un balzello ulteriore alle nostre iniziative. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.618 (testo 2), presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP) . Gli emendamenti 3.0.619 e 3.0.620 sono stati ritirati. L'emendamento 3.0.105 è improponibile. Gli emendamenti da 3.0.106 a 3.0.110 sono stati ritirati. Gli emendamenti da 3.0.111 a 3.0.121 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.145, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.146/300 è decaduto. Confermo alla relatrice, senatrice Pirovano, che l'emendamento 3.0.146 è improponibile. Gli emendamenti da 3.0.122 a 3.0.126 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.0.144, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.144, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.129, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.130 è improponibile. Passiamo all'emendamento 3.0.131, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.131, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.132 a 3.0.135 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136/300 (testo 3), presentato dai senatori Margiotta e Parrini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136/301 (testo 3), presentato dai senatori Margiotta e Parrini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136 (testo 3)/500, presentato dai senatori Urso e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136 (testo 3)/501, presentato dai senatori Urso e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136 (testo 3)/502, presentato dai senatori Urso e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.136 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.0.143 (testo 2) è improponibile. L'emendamento 3.0.137 è stato ritirato. Gli emendamenti da 3.0.600/2 a 3.0.600/700 sono decaduti. Gli emendamenti da 3.0.600 a 3.0.6010 (testo 2) sono improponibili. Gli emendamenti da 3.0.139/302 a 3.0.139/300 sono decaduti. Gli emendamenti da 3.0.139 a 3.0.142 sono improponibili. L'emendamento 3.0.141 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.3 (testo 3) e 4.0.1000. Su tutti gli altri emendamenti esprimo parere contrario. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello dei relatori. PRESIDENTE . L'emendamento 4.1 è stato ritirato Passiamo all'emendamento 4.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.3 (testo 3)/300. CUCCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, il subemendamento in questione pone rimedio a una lacuna palese che c'è nell'emendamento di riferimento, attraverso il quale si modifica l'articolo 560 del codice di procedura civile in tema di modi della custodia. Al settimo comma dell'emendamento si dice che «Al debitore è fatto divieto di dare in locazione l'immobile pignorato se non è autorizzato dal giudice dell'esecuzione». Vorremmo conoscere dalla relatrice, ed eventualmente anche dal Governo, il motivo per il quale, dopo che di fatto una serie di adempimenti vengono posti a carico sia del debitore che del custode dell'immobile, il divieto di dare in locazione l'immobile stesso è lasciato solo per il debitore, ovvero si prescrive che il debitore possa concedere in locazione solo se autorizzato dal giudice. Vorremmo sapere il motivo per cui, in una materia tanto delicata come quella delle esecuzioni, questo divieto e, quindi, la necessità della richiesta dell'autorizzazione del giudice anche da parte del custode dell'immobile non sia previsto. Il subemendamento che ci apprestiamo a votare prescrive soltanto che l'autorizzazione debba essere data anche al custode che intenda dare in locazione l'immobile. Perché sottrarre l'attività del custode al controllo del giudice in una materia tanto delicata come quella delle esecuzioni immobiliari? Chiedo una risposta a questa domanda. Il subemendamento in oggetto ha il solo obiettivo di prevedere che in un ambito così delicato - e chi ha dimestichezza con le aule giudiziarie sa che avvengono tante cose "anomale" in questa materia - il controllo del giudice sia totale anche sull'attività di colui che è nominato custode del bene. Francamente, il parere contrario alla proposta emendativa non ha motivo di essere, in quanto si prevede semplicemente un maggior controllo. Pertanto, il voto del Partito Democratico all'emendamento 4.3 (testo 3)/300 sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, parliamo di semplificazione. Credo che l'osservazione fatta dal collega Cucca sia di buon senso e ragionevole. L'approvazione del subemendamento 4.3 (testo 3)/300 risolverebbe effettivamente una lacuna presente nell'emendamento 4.3 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite, in quanto sembrerebbero esservi due posizioni diverse fra il debitore e il custode, in quanto il debitore deve chiedere l'autorizzazione al giudice per poter locare il suo appartamento, sia pure pignorato, mentre il custode potrebbe farlo senza alcun controllo. Non vi è necessità di copertura, la proposta emendativa è ragionevole e stiamo parlando di semplificazioni. Credo che il subemendamento in esame potrebbe essere accolto, in quanto consentirebbe di evitare contrasti e problematiche successive. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3 (testo 3)/300, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.6, sostanzialmente identico all'emendamento 4.7. BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, nel prendere atto del parere contrario dei relatori e del Governo sull'emendamento 4.6, identico all'emendamento 4.7, auspico che questa valutazione possa essere riconsiderata in futuro. Con gli emendamenti in esame si interviene su un articolo del codice di procedura civile per cercare di evitare che continui ad accadere quanto sta avvenendo in molti tribunali italiani dal 2015. Con l'ultima modifica del codice di procedura civile in tema di esecuzioni immobiliari, il giudice, dopo la quarta asta andata deserta e dopo aver già ribassato il prezzo di vendita di un quarto, volta per volta, rispetto al prezzo di stima originario, si può spingere fino a dimezzarlo ulteriormente. In conseguenza di ciò, sta accadendo in tutta Italia che patrimoni immobiliari - abitazioni e opifici di cittadini e imprese - siano assegnati e venduti a somme inferiori addirittura del 20 per cento rispetto al prezzo di stima. Ciò ha ovvie conseguenze negative per il debitore esecutato, che anche dopo la vendita rimane debitore del suo creditore originario, e per il creditore, sia esso una banca o no (non è un discorso che attiene necessariamente alle banche), che rimane con il credito insoddisfatto, perché spesso le somme, così ridotte a prezzo vile, servono a coprire i costi della procedura e incidono poco sul soddisfacimento del credito. Chi se ne avvantaggia, evidentemente, sono le manovre speculative, mediante le quali società o privati, in condizioni fisiologiche, si impossessano di beni immobili a un prezzo vile. Quando poi ci sono situazioni anche di tipo patologico (parlo di vicinanze a poteri criminali o di disfunzioni, a voler essere generoso, di alcuni uffici giudiziari, delle sezioni fallimentari e delle esecuzioni immobiliari), questo ha un effetto ancor più dannoso e assolutamente ingiustificabile. Concludo dicendo che la tematica è di particolare importanza, al di là dei casi specifici, perché si inserisce nel contesto complessivo della gestione dei crediti non esigibili, con la notoria pressione degli istituti europei verso il sistema bancario italiano affinché questo si disfaccia dei cosiddetti NPL. Quello che sta avvenendo, anche mediante il sistema delle cartolarizzazioni, è il riversarsi sul mercato immobiliare italiano, tramite le aste fallimentari, di patrimoni per miliardi di euro, che stanno accedendo al mercato, con un crollo dei prezzi e con tutte le conseguenze negative del caso. Prendo atto del parere contrario; forse non c'è stata la possibilità e la capacità, da parte mia e di chi sostiene l'emendamento, di spiegare bene la giustezza della misura. Comunque, la dichiarazione di voto è ovviamente favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 4.7, presentato dal senatore Buccarella e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.600, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. MODENA (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento, come ho spiegato anche in Commissione, rappresenta una sorta di "provocazione" con riferimento a queste norme. Il voler intervenire con una norma così specifica nell'ambito delle procedure esecutive non risolve il problema che probabilmente si voleva andare a risolvere o c'era l'intenzione di risolvere. Mi spiego: questa normativa andrà in vigore dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale , ma i problemi che riguardano i debitori nelle aule dove si pignorano gli immobili sono sostanzialmente legati all'oggi. Vanno pertanto risolte le questioni che oggi sono presenti. La conversione del pignoramento (non so da quale testa sia stata partorita, sicuramente non da chi bazzica questo tipo di mondo) è uno degli istituti meno utilizzati in assoluto, perché un debitore non ha alcun interesse a mettere sul piatto tutti i costi della procedura (la casa, le spese, i creditori intervenuti), quando può farsi ricomprare l'appartamento da un prestanome ai tassi di asta di cui parlava il collega prima. Invito quindi, caldamente, a rivedere la materia. Questo decreto semplificazioni ha voluto toccare anche alcuni aspetti legati alla procedura civile; non solo secondo me non era questa la sede, ma lo fa anche in modo assolutamente astratto. Mi avvio a concludere, signor Presidente, perché abbiamo parecchie cose di cui parlare. Per favore, attenzione, perché stiamo approvando una norma che non ha molto senso nella realtà concreta dei tribunali, perché la conversione del pignoramento è talmente onerosa che non la fa nessuno: metterla a un sesto e fra un po' non serve a niente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.10 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.11, presentato dai senatori Dal Mas e Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.12, presentato dal senatore Dal Mas. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 4.13 a 4.0.2 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 4.0.3 è stato ritirato. Gli emendamenti 4.0.4 e 4.0.5 (testo 2) sono improponibili. Gli emendamenti 4.0.6 e 4.0.7 sono stati ritirati. L'emendamento 4.0.8/300 è decaduto. Gli emendamenti 4.0.8 e 4.0.700 sono improponibili. Gli emendamenti da 4.0.9/301 a 4.0.9/700a sono decaduti. L'emendamento 4.0.9 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.0.10, presentato dalla senatrice Papatheu, fino alle parole «presente legge». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.0.11. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.12, presentato dalla senatrice Papatheu. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 4.0.13 a 4.0.16 (testo 3) sono improponibili. Gli emendamenti 4.0.17 (testo 2) e 4.0.18 sono stati ritirati. Gli emendamenti da 4.0.19 a 4.0.21 (testo 2) sono improponibili. Gli emendamenti 4.0.22 e 4.0.23 sono stati ritirati. L'emendamento 4.0.24 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.25 (testo 2), presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.26 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.27, presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.1000. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intanto esprimere il cordoglio e il ricordo per le vittime della tragedia di Rigopiano. Al dolore dei familiari ci siamo associati qualche giorno fa, insieme con colleghi parlamentari, in occasione del secondo anniversario. Si tratta di una vicenda che si verificò in circostanze eccezionali. A quel tempo ero in Abruzzo, nel mio precedente lavoro. Ricordo le scosse e ricordo soprattutto l'eccezionalità delle precipitazioni nevose. Va anche detto però che a tali circostanze eccezionali e a questi eventi naturali, cui l'uomo non può, nella sua fragilità, opporsi, si aggiunsero forse episodi di gestione criticabili, censurabili, che non voglio evocare qui oggi e sui quali sono tuttora in corso delle indagini. Aggiungo anche un ricordo personale. A quell'epoca mai avrei immaginato di potermi esprimere in questa sede. Ricordo che pochi giorni prima ricevetti una telefonata dell'attuale ministro dell'interno Matteo Salvini, che mi chiese quale fosse la situazione e se fosse il caso di intervenire, di manifestare una presenza e una vicinanza. Poi lui intervenne e ricordo che nel giorno immediatamente precedente alla tragedia Matteo Salvini e il collega Arrigoni erano lì, a Penne. Ricordo che ci furono anche delle polemiche per quel suo intervento, ma non voglio ricordare le parole con le quali venne apostrofato. Sono molto contento di poter dire che con questo emendamento l'attuale Governo fa capire di avere un interesse reale e concreto per quelle vittime, di sentire il bisogno di riparare alla parte umana di quella tragedia, perché a quella naturale purtroppo non ci si può opporre. Sono fiducioso nel fatto che questo emendamento avrà un ampio accoglimento da parte di tutta l'Assemblea. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, all'emendamento 4.0.1000, quinto comma, vorrei segnalare un errore. Viene escluso dalla possibilità delle elargizioni il coniuge rispetto al quale sia stata pronunziata sentenza «anche non definitiva» di scioglimento. Vi rendete conto dei problemi che si verranno a creare dal punto di vista delle successioni? Se per ipotesi, non essendoci la sentenza definitiva, una persona viene esclusa dall'elargizione e, nel frattempo, muore il coniuge nei confronti del quale è stata pronunciata sentenza non definitiva - ed essendo morto, quindi, non ci sarà mai l'esclusione per sentenza non definitiva, ma sarà certamente subentrato nell'elargizione - i figli dovranno fare la ripartizione a seconda che subentrino o meno al genitore superstite. Chiederei che la specifica della sentenza non definitiva venga eliminata. Lo faccio presente al relatore; non abbiamo presentato subemendamenti, perché evidentemente è un errore che leggo solo ora e che credo non possiamo lasciare all'ipotesi di interpretazione. In questo caso non c'entra l'interpretazione: chi ha avuto la sentenza non definitiva, nel frattempo, può decedere o può accadere qualunque altra cosa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, mi associo alle parole del collega, amico, Bagnai per quanto riguarda la tragedia di Rigopiano. L'emendamento 4.0.1000 assorbe un emendamento antecedente, a mia prima firma, il 4.0.28. Nasce dall'intenzione, espressa già in legge di bilancio e nel decreto fiscale, di dare una mano e un sostegno economico per affrontare le enormi spese giudiziarie di queste famiglie. Certamente questo non risolve il loro dolore, ancora vivo. C'è un'inchiesta in corso a carico del prefetto di Pescara e di sei componenti della prefettura. Sicuramente, però, il Governo del cambiamento ha inteso intervenire, quantomeno per lenire il dolore di queste famiglie per la tragedia che, soprattutto noi abruzzesi, abbiamo vissuto da vicino. Invito tutta l'Assemblea a sostenere questo emendamento, che il Governo ha inteso recepire. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.1000, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi). L'emendamento 4.0.28 risulta pertanto assorbito. Passiamo all'emendamento 4.0.500, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.500, presentato dai senatori Romagnoli e Lannutti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Anche sull'ordine del giorno G5.100 (testo corretto) il parere è contrario. L'ordine del giorno G5.101 viene accolto come raccomandazione. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Gli emendamenti da 5.1 a 5.20 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.21, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.22, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.23 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.24, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.25, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.26 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.5, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.28 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.29, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.30, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.31, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.32, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.33 e 5.34 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 5.35, identico all'emendamento 5.36, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.35, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, identico all'emendamento 5.36, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.6 e 5.37 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.38, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.39, presentato dalla senatrice Rauti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.40 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.41, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.45 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.42, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.43 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.44, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.46, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.11 a 5.10 sono stati ritirati. L'emendamento 5.27 (testo 2)/600 è decaduto. L'emendamento 5.27 (testo 2) è improponibile. Gli emendamenti 5.12 e 5.49 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.50, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.13, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.51 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.52, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.53 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.54, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.14, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.15, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.55, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.16, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.56, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.57, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.58, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.59 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.60, presentato dal senatore Laniece e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.61/300 è decaduto. L'emendamento 5.61 è improponibile. L'emendamento 5.62 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.63, presentato dal senatore Laniece e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.64, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.65. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, è stato espresso parere contrario a questo emendamento che chiede semplicemente di applicare la legge. La legge, cioè il codice degli appalti - che non è stato cambiato - prevede i tempi nei quali bisogna dare avvio ai bandi di gara per l'affidamento delle concessioni autostradali scadute o di prossima scadenza. Vedo che da parte di questo Governo, invece, va benissimo, dopo aver fatto proclami sulle concessioni autostradali, lasciare ai concessionari la gestione di parecchie tratte autostradali oltre la scadenza, con tariffe che non scendono, visto che è scaduta la concessione autostradale, pur essendo ormai state pagate tutte le rate, diciamo così, per chi l'ha costruita. Addirittura non si vuole applicare la legge. Addirittura c'è un parere contrario all'ordine del giorno che impegna il Governo a farlo e la legge che lo stabilisce è il codice degli appalti. Volete cambiare il codice degli appalti? Tra l'altro è presente anche il Ministro competente, sia pure non nei banchi del Governo. Vogliamo proseguire? Si fanno i proclami contro le concessioni autostradali ma non bisogna essere né contro, né a favore, bisogna fare ciò che è giusto. Devono incassare il giusto e non troppo, e quando è scaduta la concessione - anzi, la legge dice due anni prima che scada la concessione - bisogna indire una gara, a meno che non si pensi che la competizione sia dannosa; tuttavia, da lunghi esperimenti, sembra che invece sia positiva. Si potrebbero far scendere le tariffe - lo ha detto lo stesso Ministro - ma questo accade se si fanno le gare perché se non si fanno e si mantengono le tariffe al livello cui sono oggi, il concessionario non si impegnerà - perché giustamente la concessione è scaduta - a fare dei lavori. Tra l'altro, nell'emendamento 5.65 è anche scritto che, ove il Governo intenda scegliere vie diverse dalla gara, che sono anche previste dalla normativa, ad esempio la concessione in house alla quale pare si stia lavorando per alcune tratte, deve renderlo noto. Invece no. Il parere è contrario anche sull'ordine del giorno e nel frattempo centinaia di milioni al mese vengono incassati da privati quando le strutture sono di proprietà dello Stato. Poi si vorranno fare 20 o 30 milioni di risparmio per dare in pasto qualche presunto privilegio ai media , però centinaia di milioni si lasciano correre molto bene. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.65, presentato dal senatore Malan. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.500/1 a 5.500/2 sono decaduti. L'emendamento 5.500 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.66. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, da quando è stata istituita una sezione apposita - assorbita poi all'interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - che un tempo aveva addirittura un'amministrazione autonoma e ora non più, viene ogni anno compilata la relazione sull'andamento delle concessioni autostradali. Ricordo, infatti, che le autostrade - tutte le autostrade - del nostro Paese sono di proprietà dello Stato, sia quelle gestite dall'ANAS, per intendersi quelle senza pedaggio, sia quelle con pedaggio. Il proprietario è lo Stato per cui sono un patrimonio dello Stato. Fino all'anno scorso, fino alla gestione precedente, era sempre stata pubblicata questa relazione, che è importantissima perché si parla di un giro di cinque o sei miliardi all'anno. Era sempre stata pubblicata al massimo a settembre dell'anno successivo a quello cui si riferiva. Poi è arrivato il Governo del cambiamento, della trasparenza e questo elementare, doveroso momento di trasparenza non c'è. Ad oggi, siamo ormai a gennaio, siamo a quattro mesi di ritardo rispetto alla peggiore data di pubblicazione precedente di questa normale relazione su come vengono spesi, come vengono impiegati, come vengono incassati questi sei miliardi all'anno che escono dalle tasche degli automobilisti italiani. Gli si chiede di pubblicarlo almeno entro febbraio, cioè con soli sette mesi di ritardo rispetto agli esecrati Governi precedenti e la proposta viene accolta come raccomandazione. Anticipo - così mi risparmio di intervenire dopo - che non accetto sia accolto come raccomandazione. È una cosa che è sempre stata fatta, si faceva per settembre, voi che siete il Governo del cambiamento, vi prendete sei mesi di più, ma si tratta semplicemente di mettere insieme dati raccolti da altri, non dovete assumere decisioni politiche, per cui non dovete fare la solita spartizione (questo tocca a noi, questo tocca a quell'altro partito). Basta pubblicare i dati: la trasparenza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.66, presentato dal senatore Malan. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.67 e 5.68 sono improponibili. L'emendamento 5.18 (testo 2) è stato ritirato. Suggerirei all'Assemblea di concludere l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 per poi sospendere brevemente la seduta. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale «Renato Elia» di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 989 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.69. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, desidero intervenire sull'emendamento 5.69 ed anche sul successivo 5.71, condensando la dichiarazione di voto per far risparmiare tempo. Si tratta di due emendamenti molto importanti. Abbiamo condiviso in Commissione l'idea di eliminare tutti gli emendamenti che incidessero direttamente sul codice degli appalti. Abbiamo fatto bene a ritirarli, altrimenti avrebbero contribuito anch'essi a snaturare questo decreto, come c'è stato ricordato ieri, con tutta una serie di dichiarazioni di improponibilità. Abbiamo pensato che la riforma del codice degli appalti dovesse essere fatta con un provvedimento ad hoc studiato, riflettuto, analizzato e ponderato. La riteniamo una buona legge, una nostra legge, ma come tutte le leggi ha bisogno di un check-up e anche di possibili modifiche. Per fare un esempio, siamo incorsi in una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea sul subappalto e quella è una materia, fra le altre, su cui mettere mano. Esattamente per questo motivo abbiamo ritirato tutti gli emendamenti e abbiamo votato contro tutti gli emendamenti, anche sensati, che incidessero direttamente sul codice. Per lo stesso motivo, però, abbiamo tenuto in piedi due emendamenti, appunto il 5.69 e il 5.71, che correggono delle modifiche fatte nel corso della legge di bilancio al codice, due correzioni spot e assolutamente, dal nostro punto di vista, errate. Il primo emendamento, il 5.69, è relativo alla centrale di progettazione, uno strano moloch - non si capisce per quale motivo voluto da questo Governo - che avrà effetti inutili, nonché dannosi, tanto sulle libere professioni, quanto sulla qualità della progettazione e sui tempi di redazione dei progetti medesimi. L'emendamento 5.71, identico all'emendamento 5.70, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, come è stato ricordato ieri dal senatore Mirabelli, si riferisce ad una correzione ancora più grave, che chiede di ripristinare a 40.000 euro la soglia al di sotto della quale sia possibile affidare appalti di forniture, servizi e lavori senza gare. «Un aiuto ai funzionari disonesti. La criminalità organizzata potrebbe approfittarne. Basti ricordare che tutto il sistema di Mafia Capitale si reggeva sugli affidamenti diretti». Ho riportato parole non mie, ma di Raffaele Cantone, presidente dell'autorità anticorruzione (ANAC), ribadite peraltro un attimo fa in un'intervista rilasciata a Sky TG24. Gridavate «Onestà», chiamate «spazza corrotti» una legge peraltro pessima e poi fate favori alla malavita? Ci chiediamo perché. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.69, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.70, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 5.71, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.17 e 5.72 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.550, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.501, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, desidero intervenire sul tema delle concessioni autostradali, perché è sempre bene distinguere ciò che è diverso e l'Autostrada del Brennero sicuramente lo è. Sin dai tempi della sua nascita, nel pensiero degli enti territoriali che l'hanno realizzata, essa è stata diversa, perché l'IRI e l'ANAC sessanta anni fa non la ritenevano un'opera strategica. Gli enti territoriali hanno così deciso di pensarla, progettarla e gestirla al meglio ed è tra le più efficienti e meglio mantenute d'Italia. È dunque in corso una trattativa molto importante tra gli enti territoriali, che sono naturalmente le Regioni, la Regione autonoma Trentino-Alto Adige, la provincia di Bolzano, Trento, Verona, Mantova, Modena e Reggio Emilia e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT). In questo momento, dal nostro punto di vista, c'è bisogno di maggior tempo, perché questa unicità - tale autostrada è stata in house da sempre, da quando è stata pensata, ancora prima di esistere - in questo momento necessita di essere capita. La strada che si è deciso di percorrere, infatti, è ancora quella dell' in house , quindi di una procedura alternativa alla gara, secondo la direttiva e secondo le norme pubbliche. Da questo punto di vista, l'emendamento in esame mira a chiedere maggior tempo, perché questa trattativa difficile, ma che sta per diventare molto costruttiva con il Governo, possa arrivare a conclusione. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente,intervengo per confermare l'impostazione che ha dato la collega Conzatti. Ritengo che si tratti di un emendamento importante: abbiamo bisogno di qualche tempo e spero che l'Assemblea possa condividere. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.501, presentato dalla senatrice Conzatti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G5.100 (testo corretto). MALAN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, in questo caso viene ribadito il parere contrario a rispettare la legge e vengono ignorati dei dati. I dati che citerò provengono infatti dalla relazione sull'andamento delle concessioni autostradali relativa all'anno 2016, perché quella del 2017, ad oggi - nel 2019 - non è ancora stata pubblicata dal nuovo Governo, mentre prima ci si metteva cinque mesi in meno. Tuttavia, anche su quei dati, che sono sicuramente più bassi di quelli di oggi, risulta che ad oggi sono già stati incassati dai concessionari 600 milioni di euro, solo nei mesi del nuovo Governo del cambiamento - lasciamo stare quelli prima - che legittimamente sarebbero dovuti entrare nelle casse dello Stato, visto che la concessione è arrivata alla fine. C'è però contrarietà ad indire nuove gare. L'emendamento appena votato è stato respinto dalla Commissione bilancio, immagino nel presupposto che, dando un anno di più di tempo, per poter dirimere le problematiche relative all'Autostrada del Brennero, che la senatrice Conzatti ha illustrato, si faccia perdere tempo e dunque denaro allo Stato. Dunque viene certificato che, ritardando le gare o un affidamento di tipo diverso - in house , come è stato auspicato dalla senatrice Conzatti - si perdano soldi. Dunque qui state votando per far perdere soldi allo Stato. Dandoli in beneficenza? No, dandoli a persone che, a quanto pare, non sono proprio tra i più bisognosi del Paese. Si tratta infatti dei detentori delle concessioni dello Stato, proprietà dei cittadini italiani, che, per fortuna e a merito loro, hanno delle aziende importantissime, che investono e hanno tanti soldi, anche all'estero. Dunque, quali soldi investono all'estero? Essi investono all'estero anche i soldi che si fa loro incassano oltre il dovuto, oltre quello che dice la legge, grazie all'inerzia del Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.100 (testo corretto), presentato dal senatore Malan. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.101, presentato dal senatore Malan. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.1, presentato dal senatore Iannone, identico all'emendamento 5.0.2, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.0.3 a 5.0.6 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.600, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.0.7 a 5.0.9 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.10, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.601, presentato dal senatore Gasparri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 5.0.11 a 5.0.13 sono stati ritirati. Gli emendamenti da 5.0.15 a 5.0.21 sono improponibili. Gli emendamenti da 5.0.22 (testo 2)/300 a 5.0.22 (testo 2)/303 sono decaduti. L'emendamento 5.0.22 (testo 2) è improponibile. L'emendamento 5.0.23 è stato ritirato. L'emendamento 5.0.24 (testo 2)/300 è decaduto. Gli emendamenti da 5.0.24 (testo 2) a 5.0.27 sono improponibili. L'emendamento 5.0.28 è stato ritirato. Prima di passare agli emendamenti riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, come concordato, sospendiamo i nostri lavori fino alle ore 15,15. (La seduta, sospesa alle ore 14,42, è ripresa alle ore 15,18) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 6.3 (testo 3). Chiedo invece il ritiro dei restanti emendamenti; diversamente, il parere sarà contrario. Esprimo inoltre parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G6.100, espunte le premesse. Esprimo altresì parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G6.500, anche se sullo stesso tema l'Assemblea sarà chiamata a pronunziarsi quando passeremo all'esame dell'articolo 11, visto che l'emendamento 11.0.500 ha il medesimo contenuto di questa raccomandazione. Invito invece i presentatori a ritirare l'ordine del giorno G6.27; diversamente il parere sarà contrario. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.1, identico all'emendamento 6.2. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, l'articolo 6 del decreto-legge n. 135 del 14 dicembre 2018 - del quale ci stiamo occupando - si prefigge l'obiettivo di eliminare il Sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti (Sistri) e, nell'attesa che venga ideato un sistema elettronico alternativo, di ripristinare la tracciabilità del rifiuto cartaceo sulle regole previste dalla normativa esistente prima del 2010, anno in cui il decreto legislativo n. 205 ha apportato numerose e rilevanti modifiche al testo unico ambientale relativamente agli articoli 188, 189, 190 e 193. Tuttavia, i predetti articoli sono stati oggetto anche di modifiche apportate successivamente al 2010 proprio nello spirito di semplificare la normativa ambientale. Alcune di queste disposizioni sono ancora vigenti, poiché non abrogate, e attuali. Rischiano tuttavia di divenire inefficaci, atteso il fatto che nella nuova tracciabilità del rifiuto occorrerebbe applicare il testo previgente alle modifiche apportate dal citato decreto legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010. Con la proposta in questione si vuole, dunque, dare piena efficacia ad alcune semplificazioni introdotte dopo il 2010 e che, pur non avendo nulla a che vedere con il Sistri, con l'attuale formulazione dell'articolo in esame rischierebbero di venire disattese. Si tratta pertanto di un contributo alla semplificazione; ci viene dal mondo che opera intorno a questo settore. Chiediamo pertanto un ripensamento sul parere contrario espresso dai relatori e dal rappresentante del Governo sull'emendamento 6.1. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore Vitali, identico all'emendamento 6.2, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.3 (testo 3), presentato dal senatore Patuanelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.4, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.5. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, presentando e sostenendo questo emendamento vogliamo ribadire un concetto che abbiamo già espresso in discussione generale. Il Sistri è sicuramente uno strumento imperfetto; tuttavia, lo si abolisce senza lasciare nessun altro strumento di tracciabilità dei rifiuti e del ciclo dei rifiuti, in un momento in cui tutte le procure ci dicono che proprio sul traffico dei rifiuti la mafia si sta allargando e la cronaca ci racconta di molti episodi di incendi di depositi legali di rifiuti ma soprattutto di depositi illegali (capannoni o altro). Per tale ragione, eliminare uno strumento di registrazione e tracciabilità come il Sistri - per quanto imperfetto sia - senza mettere in campo un'altra soluzione è a nostro avviso grave e lascia spazio a chi vuole approfittarsene. (Applausi dal Gruppo PD) . Presidente, questo emendamento, purtroppo, non è nelle condizioni di proporre un'alternativa al Sistri applicabile subito; quello che si può fare, però, è chiedere che a brevissimo - quindi, entro giugno - il Governo provveda a introdurre un altro strumento di tracciabilità e di registrazione dei percorsi dei rifiuti per evitare che - ripeto - nell'assoluta mancanza di qualunque tipo di tracciabilità, di trasparenza e di verifica, possa succedere che le mafie, che già di questo aspetto si occupano molto, vadano avanti in questa attività e continuino a proliferare. Non ditemi - come mi è stato detto ieri - che siamo malfidenti e che in realtà le persone perbene sono la maggioranza. (Applausi dal Gruppo PD) . È vero, le persone perbene sono la maggioranza, ma il traffico dei rifiuti - lo attestano le inchieste - è un problema molto serio. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.5, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.14 e 6.8 (testo 2) sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.9 (testo 2), presentato dal senatore Lanzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, l'articolo 6 del provvedimento prevede la soppressione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) a decorrere dal 1° gennaio 2019. In virtù di tale abrogazione, i successivi commi 2 e 3 del medesimo articolo prevedono ulteriori abrogazioni e alcune prescrizioni transitorie che intervengono anche sul cosiddetto codice dell'ambiente. Non è però previsto alcun intervento per recepire il parere S1062 del 29 luglio 2009 dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con cui quest'ultima non aveva giustificato, sotto il profilo concorrenziale, il rifiuto da parte delle sezioni provinciali e regionali dell'Albo nazionale gestori ambientali di iscrivere nell'albo medesimo tutti quei professionisti che, in ragione della loro attività, effettuino operazioni di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi. Con l'emendamento in esame si raccoglie questo parere e si pone una regola al sistema. Anche in questo caso, non vi è necessità di coperture finanziarie. Chiediamo pertanto ai relatori e al rappresentante del Governo di rivedere il parere contrario espresso sull'emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.10, presentato dal senatore Pichetto Fratin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 6.12 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.11. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, stiamo parlando della gestione dei rifiuti speciali, che rappresenta un tema di estrema urgenza per il nostro Paese. In questi giorni moltissime associazioni ambientaliste, ma anche il mondo dell'economia (compresa quella circolare, quindi il mondo più innovativo) si sono fatti sentire affinché il Parlamento possa cogliere l'allarme, che è del tutto giustificato. È noto a tutti che gli impianti per lo smaltimento e la gestione dei rifiuti speciali nel nostro Paese sono assolutamente carenti. La mancanza di questi impianti crea delle diseconomie ed ha soprattutto impatti gravi sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla sanità pubblica. Dunque, è del tutto evidente la necessità che il trattamento dei rifiuti speciali, pericolosi e non (pensate ad esempio a quelli sanitari), venga garantito, così come prevede la legge, all'interno di impianti abilitati e dunque certificati. Signor Presidente, il problema è che nel nostro Paese sono pochissime le Regioni in grado di gestire autonomamente e adeguatamente il ciclo dei rifiuti speciali. Inoltre, molte di queste Regioni hanno preso l'abitudine di mandare questi rifiuti in altri Paesi europei e spesso anche extraeuropei. Il problema vero è che da qualche mese molti Paesi, soprattutto del Sud-Est asiatico (pensiamo alla Cina), hanno stretto il cordone e non accettano più l'invio da parte dell'Italia di rifiuti di questo tipo. Stiamo parlando di rifiuti che hanno un impatto notevole dal punto di vista sia qualitativo, che quantitativo. Nel nostro Paese si producono 135 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 125 milioni di tonnellate sono definiti rifiuti pericolosi, mentre gli altri sono non pericolosi. Il 70 per cento del totale dei rifiuti vengono recuperati come materie prime e seconde, mentre il restante 30 per cento - si tratta di 40 milioni di tonnellate all'anno - viene avviato allo smaltimento e, dunque, in alcuni casi in discariche autorizzate, oppure in impianti di termovalorizzazione. Che cosa si propone con l'emendamento in oggetto? Vista la carenza strutturale di impianti per la gestione di questi rifiuti nel nostro Paese, propone di lavorare in analogia con quanto previsto per gli impianti dei rifiuti urbani, ossia consentendo che vi sia la possibilità di operare a pieno carico termico fintantoché l'impiantistica nazionale non venga portata a regime e adeguatamente modificata e certificata. Questo emendamento però dice di più: l'impatto ambientale di questo pieno carico termico deve essere a zero. Esso quindi stabilisce una serie di normative, in particolare la certificazione EMAS e la certificazione OHSAS, relative sia alla certificazione ambientale che alla sicurezza del luogo di lavoro, affinché ciò possa avvenire. Da ultimo, signor Presidente, vogliamo far presente, in particolare alla maggioranza, che nelle Commissioni ha espresso, per noi ingiustificatamente, un parere negativo su questo emendamento, che è lo stesso codice dell'ambiente a stabilire che è assolutamente virtuoso il recupero energetico attraverso la termovalorizzazione di tutti i rifiuti, che siano rifiuti speciali o non speciali. Dunque chiediamo alla maggioranza un ripensamento. Sappiate - immaginiamo che tutti ne siano consapevoli - che la mancata assunzione di provvedimenti in questa direzione comporterà un impatto ambientale gravissimo per la sicurezza dei nostri cittadini, con roghi e discariche di rifiuti, in questo caso, particolarmente pericolosi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.11, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice De Petris, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.100 (testo 2)? DE PETRIS (Misto-LeU) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatrice Pergreffi, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.500? PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G6.100 (testo 2) e G6.500 sono accolti come raccomandazione. SANTILLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'ordine del giorno G6.27. PRESIDENTE . L'emendamento 6.0.1 è improponibile. Gli emendamenti da 6.0.2 a 6.0.600 sono stati ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.601, identico all'emendamento 6.602. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, ritorniamo un'altra volta sull'annosa questione dell' end of waste che, lo ricordo, in italiano vuol dire «cessazione della qualifica di rifiuto», con cui ci si riferisce al processo di recupero eseguito su un rifiuto per farlo tornare ad essere un prodotto. In questo momento - io lo sto ripetendo dal 6 marzo, insieme al Gruppo Forza Italia - le aziende di un comparto ambientale così importante rischiano la paralisi per via di uno stallo legislativo a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato che modifica le competenze rispetto all'ente che deve rilasciare le autorizzazioni (quindi anche in riferimento all'emanazione delle linee guida, perché ci sono delle direttive europee). Per l'ennesima volta, un emendamento a firma di tutto il Gruppo Forza Italia sul tema end of waste viene respinto, come era già successo all'interno del provvedimento sul riordino dei Ministeri, all'interno del milleproroghe e della legge di bilancio. Oggi, nell'ambito dell'esame del decreto semplificazioni, pensavamo di non essere più soli e di non essere più l'unica voce che si leva. Al nostro emendamento, infatti, si era aggiunto quello della Lega, un emendamento del PD e persino un emendamento del MoVimento 5 Stelle, segno che la questione ormai è evidente e che il problema dei rifiuti che ci troveremo per strada, o in mano alla malavita organizzata o negli inceneritori tanto vituperati finalmente fosse stato compreso. Purtroppo, anche questa volta l'emendamento della Lega così come quello dei 5 Stelle sono stati prontamente ritirati, in nome del mantenimento di un'alleanza di Governo sempre più sottomessa ai compromessi in tema ambientale ed economico. Quindi ora è una pura scelta del Governo, anzi della parte gialla di questo Governo, che ha deciso di mettersi persino contro il proprio alleato, contro ogni evidenza. Non ne comprendiamo i criteri e quindi riteniamo che sia solo una precisa scelta e volontà politica quella di prendere tempo. Invece di tempo non ce n'è, perché le aziende rischiano la chiusura a causa del blocco degli impianti, i posti di lavoro diventano a rischio e la salute ambientale potrebbe essere compromessa per l'accumulo di rifiuti. Forza Italia rivendica il merito di aver sollevato la questione e di averla portata all'attenzione del Governo e del ministro Costa a più riprese, a partire dalle audizioni in Commissione. Continueremo a farlo in ogni provvedimento fino a che non sarà troppo tardi. Possiamo augurarci che questa insistenza serva quantomeno a sensibilizzare e a velocizzare l'azione del Governo. Non smetteremo di essere sentinelle. Non si può più perdere tempo, un tempo vitale per le aziende, per i lavoratori, per la salute pubblica. Un Paese povero di materie prime come il nostro non può permettersi di buttare in discarica o semplicemente bruciare i rifiuti e i prodotti a fine vita. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, intervengo su questo emendamento, che poi è uguale al successivo, e ne approfitto anche per parlare di quelli che sono stati ritirati (ma l'intenzione di presentarli c'era comunque). Capisco la logica che sta dietro alla presentazione di questo emendamento, ma io vorrei pronunciare solo la seguente parola: CSS, ossia combustibile solido secondario. Nel momento in cui si scrive che una cosa cessa di avere la qualifica di rifiuto; nel momento in cui esiste un mercato per questa roba riqualificata ed è utilizzata per uno scopo specifico, allora il CSS, destinato alla co-combustione sia negli impianti di incenerimento che nei cementifici, ha un suo mercato e ha una sua classificazione merceologica. La buona intenzione va quindi temperata dall'idea di evitare che con una certa norma si possano fare delle cose che potrebbero non essere volute. Che la co-combustione in un cementificio sia una cosa che non presenta rischi per la salute purtroppo è smentito: i livelli di tollerabilità delle sostanze inquinanti nelle emissioni di un cementificio sono centinaia di volte superiori agli analoghi livelli assentiti per quanto riguarda gli inceneritori, i termovalorizzatori o come li vogliamo chiamare quando ci riferiamo agli impianti di distruzione termica della materia. Se lo scopo è quello di rendere utile un oggetto per un suo riutilizzo e possibilmente non un suo subciclaggio o una sua distruzione termica, allora questo tipo di proposta va fondamentalmente cambiato. Quindi, bene che la maggioranza l'abbia ritirato; male che l'avessero presentato. E attenzione a voi, perché nella senatrice Gallone ho intravisto un'intenzione che purtroppo nella scrittura del testo rischia di essere controproducente. Il Gruppo Misto-LeU voterà no a questo emendamento. FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, è davvero inconcepibile, e per noi veramente incredibile, che la maggioranza non riesca a trovare un accordo su una questione così importante. Lo stesso ministro Costa aveva più volte ribadito l'urgenza di intervenire in questa materia e dunque di modificare le normative. Voglio ricordare che il Consiglio di Stato ha bloccato il rinnovo e le nuove autorizzazioni proprio a causa dell'assenza di un'adeguata normativa nazionale. È lo stesso Ministro che più volte ha invitato il Parlamento a trovare una soluzione. Non è possibile che l'incapacità da parte dei 5 Stelle e della Lega di trovare un accordo in tema ambientale stia non solo paralizzando questo Parlamento ma mettendo a repentaglio la sicurezza dell'ambiente e della salute pubblica del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Perché questo è. Sono mesi che fate un balletto; sono mesi che presentate e poi ritirate emendamenti; sono mesi che fate delle baruffe chioggiotte pubbliche, spesso all'interno delle Commissioni o tra di voi, su un tema così importante. Non è più possibile attendere. I rifiuti speciali di cui parlavo prima non possono attendere, altrimenti entrano nel ciclo della mafia, dei roghi e degli incendi. L' end of waste non può più attendere per gli stessi motivi, e - aggiungiamo - perché c'è tutta un'economia circolare prevista dalla direttiva europea che attende di essere lanciata e che vuol dire conversione, posti di lavoro, qualità della vita, crescita della qualità dei nostri territori e quant'altro. Il ministro Costa a dicembre aveva detto che sarebbe stata trovata immediatamente una soluzione. Ma siamo a fine gennaio e stiamo ancora rimandando sine die qualsiasi possibilità di soluzione della questione. Signor Presidente, questo nostro emendamento, che peraltro è del tutto simile all'emendamento appena presentato dal collega, è a tutto tondo. Non è vero - e mi rivolgo al senatore che è appena intervenuto - che l'unica condizione richiesta è che ci sia una domanda o un mercato; questa, come conferma anche la direttiva europea, è una delle tante caratteristiche che il rifiuto, per diventare prodotto e dunque risorsa deve avere. Le altre sono: «la sostanza o l'oggetto è destinata/o a essere utilizzata/o per scopi specifici»; «la sostanza o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti»; da ultimo, «l'utilizzo della sostanza o dell'oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana». Questo prevede la normativa europea, che noi recepiamo con questo emendamento in un'armonica normativa nazionale. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, su questa vicenda credo si debba fare un ragionamento logico. Oggi i cementifici, per arrivare a 1.200 gradi, non utilizzano saponette ma roba molto più inquinante del combustibile solido secondario (CSS): carbone, oli combustibili, scarti di raffineria, scarti di cartiera (palper). Oltretutto, per la chiusura del ciclo, l'alternativa è il ritorno in discarica. Stiamo parlando di qualcosa di assoluta evidenza. Su questo tema è scontato dover sostituire il Governo e interpretare correttamente il nostro ruolo. Sulla tecnologia siamo indietro di anni: in tutta Europa il prodotto derivante dalla chiusura del ciclo dei rifiuti, ossia la lavorazione della parte secca, dopo la differenziata, dopo l'utilizzo dell'umido come ammendante in agricoltura, viene utilizzato come combustibile solido secondario; non a caso la direttiva europea parla chiaro. Credo che debba essere colmato un vuoto assolutamente grave. Ripeto, l'alternativa è tornare in discarica (e in tutta Europa le discariche si chiudono, mentre in Italia si prorogano e si ampliano, in larghezza e in altezza) oppure continuare con le imposizioni sugli impianti; non solo sui cementifici, ma anche sulle centrali, su quelle dell'Enel, che producono energia elettrica bruciando, nella migliore delle ipotesi, carbone, che è molto più inquinante (nei trasporti, negli stoccaggi e nelle emissioni). L'alternativa non c'è. Questo emendamento deve essere approvato rapidamente per colmare il vuoto che abbiamo lasciato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.601, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 6.0.602, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.4, presentato dalla senatrice Rauti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.0.5 (testo 2) e 6.0.7 sono improponibili. L'emendamento 6.0.8 e stato ritirato. Gli emendamenti 6.0.9 e 6.0.10 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 6.0.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, aspettate un attimo a votare contro, perché questo, invece, è un bell'emendamento, che non ha oneri per lo Stato e dovrebbe essere condiviso anche da chi dei temi ambientali fa una bandiera. Esso nasce con la finalità di potenziare la vigilanza e le conseguenti azioni di bonifica dei siti di discarica abusiva sul territorio dello Stato, allargando l'azione del commissario straordinario nominato nel 2017 anche oltre gli ottanta siti assegnati perché colpiti da sanzione europea. Il risanamento dei territori avviene ora in maniera virtuosa secondo uno specifico schema organizzato e articolato, con una metodologia collaudata con un'apposita task force che l'Arma dei carabinieri ha affiancato al commissario per tali compiti. Questi criteri hanno creato una modalità di azione agile, efficace ed efficiente che ha portato alla fuoriuscita dalla procedura di sanzione di 28 discariche abusive, concretizzando un risparmio sulla penalità inflitta all'Italia pari a complessivi 11,2 milioni di euro (pensiamoci, parliamone). Tale attività è stata possibile anche attraverso la stipula di specifici protocolli con la Regione, con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), con l'ANAC, eccetera. Pertanto, in considerazione delle argomentazioni che vi sto illustrando, questo modus operandi potrebbe essere applicato anche ad gli altri siti di discarica da risanare non colpiti da sanzioni dell'Unione europea (quindi operiamo in prevenzione non soltanto in emergenza) e localizzati in diverse regioni nazionali, e comunque non per questo meno bisognosi di interventi di regolarizzazione, perché altrimenti anche in questi casi potrebbero intervenire le mafie, la camorra, eccetera. Come ho ricordato prima, dal presente emendamento non derivano costi a carico dello Stato, perché le risorse da mettere a disposizione dell'Arma dei carabinieri non gravano sul bilancio dello Stato, ma verrebbero garantite attraverso un'autorizzazione a disporre di una percentuale non superiore allo 0,5 per cento annuo dello stanziamento complessivo di 110 milioni di euro già messo a disposizione per il commissario dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Invito pertanto l'Assemblea a mettersi una mano sul cuore, perché secondo me l'emendamento 6.0.11 merita l'approvazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.11, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.0.13 e 6.0.44 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 6.0.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.14, presentato dal senatore Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.15, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.16, presentato dal senatore Maffoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 6.0.17 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.500, presentato dal senatore Lannutti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.0.18. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento interviene in materia di fonti rinnovabili al fine di introdurre una disciplina che, in linea con i principi contenuti nella nuova direttiva sulla promozione dell'uso delle energie rinnovabili, assicuri certezza e perentorietà dei termini e degli iter autorizzativi per i relativi impianti, così da accelerare lo sviluppo degli investimenti necessari al raggiungimento dei target al 2030. Infatti, la presentazione della nuova strategia energia e clima da parte del Governo prevede che l'Italia si impegni a raggiungere una produzione da fonti rinnovabili su consumi finali pari a circa il 30 per cento. Nei prossimi anni tale obiettivo determinerà un impegno economico-finanziario stimabile in oltre 60 miliardi di nuovi investimenti in impianti da fonti rinnovabili nel solo settore elettrico. Questo importante ciclo di nuovi investimenti negli impianti esistenti necessita quindi di tempi certi per i procedimenti autorizzativi. Si propone dunque di prevedere che l'autorizzazione per gli impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile debba essere rilasciata entro due anni dalla presentazione della relativa istanza e che debba includere anche la valutazione d'impatto ambientale. Inoltre, per le installazioni aventi una capacità elettrica inferiore a 150 chilowatt e per gli interventi di repowering, la durata del processo per il rilascio dell'autorizzazione non può eccedere un anno, salva l'estensione di un ulteriore anno in presenza di circostanze straordinarie. Signor Presidente, nel decreto-legge in discussione il tema energetico è stato affrontato in maniera confusionaria e disordinata da parte della maggioranza: è stato presentato "a spiovere" un emendamento che, secondo il vostro punto di vista, blocca le trivelle; sono stati approvati emendamenti che riducono le agevolazioni per le fonti rinnovabili, ma d'altro canto le volete incrementare e incentivare. Invito quindi la maggioranza a mettersi d'accordo, a fare chiarezza al proprio interno, e poi a presentarci la linea di questo Governo e di questa maggioranza. Noi vi diamo un contributo, un suggerimento, e vi invitiamo a votare a favore dell'emendamento 6.0.18. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.18, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.0.19 e 6.0.20 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.21, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 6.0.45 a 6.0.46 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.29, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.0.30 e 6.0.31 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 6.0.32 è stato ritirato. Gli emendamenti 6.0.33 e 6.0.34 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.35, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 6.0.37 a 6.0.43 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario all'emendamento 7.0.500. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G7.100, il parere è favorevole previa la seguente riformulazione del dispositivo: dopo le parole «attraverso strumenti e clausole che comprendano...» aggiungere la parola «eventualmente». GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice, anche per quanto riguarda la riformulazione dell'ordine del giorno G7.100. PRESIDENTE . L'emendamento 7.1 è stato ritirato. Gli emendamenti 7.2 (testo 2) e 7.3 sono improponibili. Senatore Fazzolari, accetta la riformulazione dell'ordine del giorno G7.100 proposta dalla relatrice? FAZZOLARI (FdI) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G7.100 (testo 2) non verrà posto ai voti. Gli emendamenti da 7.0.1 a 7.0.7 sono improponibili. L'emendamento 7.0.6/300 è decaduto. Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.0.500. LOREFICE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento e lo trasformo in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G7.0.500. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G7.0.500 come raccomandazione. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, accolgo l'ordine del giorno G7.0.500 come raccomandazione. PRESIDENTE . Poiché il presentatore non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G7.0.500 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti da 7.0.8 (testo 2) a 7.0.10 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 8.500, 8.100, 8.0.3 e 8.0.500. Esprimo parere contrario su tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 8. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/1, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/2, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/3, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.500/4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.500/5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/5, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.500. COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, intervengo a nome del mio Gruppo su questo emendamento in un momento nel quale il contratto di Governo assume un grande valore, perché quello che c'è scritto diventa vincolante, ha quasi valore di legge a sentire le ultime dichiarazioni di queste ore. Il contratto di Governo è però una sorta di partita a carte, in cui ciascuno dei componenti (Lega e MoVimento 5 Stelle) ha in mano quattro assi di un colore solo e ciascuno deve fare la propria presa. Questo emendamento, come l'articolo 8, è la presa dei 5 Stelle: in questa partita a carte la mano è dei 5 Stelle, perché si va a metter mano ad un sistema importante, che ha mantenuto una certa significativa terzietà, ovvero l'agenda digitale. L'Agenzia per l'Italia digitale viene messa direttamente sotto la Presidenza del Consiglio. I fondi vengono ridotti perché servono anche per fare una nuova società completamente pubblica. Questo è un decreto semplificazione e semplifichiamo aggiungendo una società in più, che ovviamente è a tutto favore della trasparenza. Riteniamo che questa sia una questione da sottolineare perché in questo Paese stanno succedendo delle cose e tutte le cose che succedono e che riguardano la democrazia in questo Paese noi le andiamo a sottolineare: prendiamo l'evidenziatore e cerchiamo di far vedere, con un colore, che cosa sta succedendo. Per la prima volta abbiamo nel panorama politico una forza politica che dipende da una società di comunicazione che sta sviluppando una serie di attività in un momento nel quale la comunicazione, e la comunicazione digitale in particolare, assume un'importanza sempre maggiore, con tante implicazioni delle quali nessuno parla. In questi giorni, quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti a livello geopolitico mondiale: i Paesi stanno affrontando il tema della Huawei, ci sono lotte e battaglie, io direi quasi delle guerre sul tema della tecnologia, sul tema dell'accesso alle informazioni e di quanto a ciò collegato nella vita di tutti i giorni. Noi non sappiamo il Governo che tipo di atteggiamento ha nei confronti di queste tematiche nel momento in cui stanno per partire il 5G e le nuove tecnologie, cose assolutamente importanti. Quello di cui ci si preoccupa in questo momento, però, è di mettere sotto la diretta dipendenza della Presidenza del Consiglio un'agenzia. La Lega ovviamente non se ne interessa perché questa è la presa dei 5 Stelle. Noi, di fronte a questa opacità, a questa mancanza di dichiarazioni, di prospettiva e di chiarimenti sulla politica che vuole attuare questo Governo, diciamo: «attenzione»; vogliamo capire meglio, che ci diciate cosa volete fare. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 16) ( Segue COLLINA). Queste cose vanno affrontate nel modo giusto, specialmente quando il lavoro fatto negli anni precedenti, dai nostri Governi, ha dato dei risultati positivi, e ciò è implicitamente riconosciuto dall'articolo 8 di questo decreto-legge perché, sostanzialmente, il lavoro fatto da questa Agenzia viene ritenuto positivo e viene assunto ma viene portato sotto un controllo diverso. Tutto ciò per noi è opaco e va chiarito e a questo noi ci opporremo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.100, presentato dalle Commissioni riunite, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.4, presentato dal senatore Perosino. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.11 è improponibile. L'emendamento 8.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 8.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.5, presentato dal senatore Quagliariello. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.6, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.7, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.8, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, fino alle parole «infrastrutture interne». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.10, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 8.13 (testo 2)/300 a 8.13 (testo 2)/304 sono decaduti. Gli emendamenti da 8.13 (testo 2) a 8.16 sono improponibili. Gli emendamenti 8.0.1 e 8.0.2 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.3, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/1, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/2, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/3, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/4, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/5, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/6, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/7, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, identico all'emendamento 8.0.500/8, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/9, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/10, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/11, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/12, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/13, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva . (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/14, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/15, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/16, presentato dal senatore Mallegni, identico all'emendamento 8.0.500 (testo corretto)/17, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 8.0.4 a 8.0.7 sono preclusi dalla precedente votazione. Gli emendamenti da 8.0.8 a 8.0.10 sono improponibili. Gli emendamenti 8.0.11, 8.0.12 e 8.0.15 sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto). Gli emendamenti 8.0.13, 8.0.14 e 8.17 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.18, presentato dal senatore Ruspandini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 8.0.19 a 8.0.33 sono preclusi dall'approvazione dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto), ad eccezione degli emendamenti 8.0.34 (testo 2), che è improponibile, 8.0.27, che è stato ritirato e 8.0.16 (testo 2), che è assorbito dall'approvazione dell'emendamento 8.0.500 (testo corretto) Gli emendamenti da 8.0.35 a 8.0.37 sono improponibili. Gli emendamenti da 8.0.39 (testo 2)/300 a 8.0.39/700 sono decaduti. Gli emendamenti da 8.0.39 (testo 2) a 8.0.44 sono improponibili, ad eccezione degli emendamenti 8.0.40 e 8.0.41, che sono stati ritirati. Anche l'emendamento 8.0.45 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il presidente Coltorti ed io chiediamo cortesemente dieci minuti d'interruzione, prima di esprimere il parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 9 del decreto-legge. PRESIDENTE . Acconsento molto volentieri, anche perché in questi giorni non abbiamo mai interrotto la seduta. Sospendo la seduta per quindici minuti. (La seduta, sospesa alle ore 16,11, è ripresa alle ore 16,27) . PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 9.0.41 (testo 2), d'accordo con il presidente Coltorti, a nome delle Commissioni riunite, chiediamo di trasformarlo in ordine del giorno. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 9.0.500 (testo 2). In merito agli ordini del giorno, proponiamo che il G9.100 venga accolto previa riformulazione, ovvero che dopo le parole «i cittadini;», alla fine del secondo impegno, venga aggiunta la locuzione «valutare l'opportunità di». Sull'ordine del giorno G9.40, propongo che venga accolto come raccomandazione. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 9.0.41 (testo 2), che i relatori chiedono di trasformare in ordine del giorno, è stato votato dalle Commissioni riunite e ha avuto anche il parere favorevole della 5 a Commissione, salvo poi l'insorgenza di problemi legati alla bollinatura della Ragionera generale dello Stato. Ancora una volta la Ragioneria fa resistenza su questo tema. STEFANO (PD) . Non fa resistenza. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . La questione è legata ai fabbisogni del personale sanitario delle Regioni e il tema è stato affrontato più volte in sede di Conferenza Stato-Regioni. Più volte è stato richiesto di superare il famoso vincolo della spesa legato diversi anni fa a più 1,4 per cento: tutte alchimie che non consentono alle Regioni che hanno le risorse di poter prendere i medici per curare i nostri cittadini. Mi rivolgo a tutta l'Assemblea perché qui c'è non solo la maggioranza ma anche la minoranza, che un domani probabilmente sarà maggioranza, non lo so. Come abbiamo visto negli ultimi anni, l'alternanza vale per tutti: c'è chi governa oggi e chi governerà domani. Se la politica si vuole riappropriare della propria forza e del proprio potere di indirizzo che le attribuiscono la Costituzione e le leggi, dobbiamo far capire ai dirigenti che siamo noi che decidiamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . Un buon dirigente, di fronte a un indirizzo politico, deve indicare al politico la strada migliore per raggiungere l'obiettivo, e non la strada per dire: no, non si può fare; altrimenti che dirigente è? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e della senatrice Ronzulli) . Sono mesi che stiamo affrontando questo tema, su cui - al pari di tanti altri - non c'è effettivamente un problema di copertura o una ragione tecnica, ma c'è solo una resistenza di principio, che noi non accettiamo più. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e della senatrice Papatheu) . Si intende impegnare il Governo a trovare una soluzione, ma tutti sappiamo benissimo che l'unica soluzione si può trovare attraverso una norma di legge. Le Commissioni 1ª e 8ª riunite proseguiranno il loro lavoro e presenteranno un provvedimento - noi valuteremo anche con le forze di minoranza - che guarderà a tutte quelle forme di semplificazione che abbiamo esaminato e abbiamo dovuto accantonare. Dobbiamo andare avanti con il provvedimento. Ciò vale per questo emendamento e per tanti altri. La politica deve decidere e portare a casa i risultati, anche quando questi non piacciono a qualche dirigente o direttore. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e della senatrice Ronzulli) . L'impegno sarà questo. Ora votiamo l'ordine del giorno, ma la Ragioneria deve sapere che fra qualche mese o qualche quindicina di giorni ci ritroveremo punto e a capo e prima o poi - questo è un impegno che prendiamo come Parlamento - la risposta deve essere sì: superiamo questo vincolo che sta mettendo il Paese in grosse difficoltà e che vale per tutte le Regioni, da Nord a Sud. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Senatore Romeo, il suo è un intervento più per la Ragioneria che per l'Assemblea. È una dichiarazione politica. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, lei ha detto correttamente che quella del presidente Romeo è una dichiarazione politica e noi vorremmo capirne la portata. Il presidente Romeo vuole forse dire all'Assemblea che deve venire in questa sede il ministro Tria a riferire su chi sta lavorando e come? (Applausi dal Gruppo PD) . Da quello che comprendo dal collega, Presidente di Gruppo, sembra che ci sia parte del Governo - fino a prova contraria, la Ragioneria non dipende dal Parlamento - che lavora contro la maggioranza parlamentare. (Applausi dal Gruppo PD) . Ho difficoltà a comprendere. Credo che, a questo punto, sia assolutamente necessario che il Ministro venga a riferire, in Commissione o in Aula, su questo specifico aspetto. Tra l'altro, se ricordo bene, sull'emendamento in oggetto il Partito Democratico aveva espresso una volontà di voto favorevole. Le coperture ci sono, oppure non ci sono. Ci sono delle procedure e delle norme che, presidente Romeo, vanno necessariamente rispettate. Se qualcosa non funziona, non si usa l'Assemblea parlamentare per fare delle minacce ai dirigenti dello Stato che fanno il loro lavoro. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io prego il presidente Romeo di ascoltare bene quello che ha detto, annunciando certe future decisioni e certe future attenzioni da parte della maggioranza. Quindi, la mia richiesta a questo punto, rispetto all'istanza molto chiara del presidente Romeo, è che venga il ministro Tria a riferire su cosa sta accadendo, perché le dichiarazioni del presidente Romeo sono assolutamente gravi e molto pericolose per il funzionamento di questo Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . Allora io chiedo che venga il ministro Tria e chiedo che il Presidente metta ai voti tale richiesta, perché a questo punto le dichiarazioni e le parole sono pietre e hanno un loro peso specifico. Chi ha parlato non è un parlamentare qualsiasi, ma è il Presidente del Gruppo di maggioranza determinante su questi passaggi parlamentari. Quindi, non possiamo semplicemente ascoltare e fare finta di niente; vorremmo anche sapere cosa pensa il presidente Patuanelli di questa vicenda. Quindi, la richiesta del Partito Democratico, solo in conseguenza dell'intervento della presidente Romeo, è di chiamare il ministro Tria a riferire immediatamente, prima di procedere con il voto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Riferirò al presidente Alberti Casellati la sua richiesta, senatore Marcucci. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, la prima considerazione che vorrei fare, che ho avuto modo di esprimere anche in Commissione, è la seguente: non condivido e ritengo un elemento molto negativo e ambiguo l'attacco alla Ragioneria generale. Non lo condivido. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . Detto questo, vorrei dire al senatore Romeo che c'è un modo lineare per risolvere il problema. È vero che il Governo, la maggioranza e il Parlamento si devono assumere una responsabilità. E sa qual è questo modo? Facciamo un emendamento che tolga il vincolo dell'1,4 per cento in relazione al tema delle assunzioni. Sono anni che discutiamo di questo vincolo, che è sbagliato. Il nostro Gruppo ha proposto di togliere questo vincolo anche in occasione della discussione della legge di bilancio; su questo non c'è alcun problema di copertura, come è noto, essendo un vincolo esclusivamente organizzativo. E, considerando il fatto che vi sono altri due sbarramenti (il fondo e il rispetto del fondo), allora non serve fare delle minacce. Il Governo ci proponga un atto. Senatore Romeo, come sanno i colleghi della Commissione bilancio, io consideravo questo emendamento non risolutivo, pasticciato e confuso in relazione alle competenze, perché la competenza organizzativa del personale è esclusiva delle Regioni. E l'ho sostenuto in 5 a Commissione. Ma il modo scientifico per risolvere questo problema, che non riguarderebbe la Ragioneria generale, è cancellare l'1,4 per cento. Adesso facciamo il nostro mestiere: presentiamo un subemendamento e superiamo il vincolo dell'1,4 per cento. Se la maggioranza non dovesse accogliere tale proposta, chiedo che nell'ordine del giorno ci sia scritto quello che deve esserci scritto: cancelliamo il vincolo dell'1,4 per cento, impegnando il Governo a presentare al più presto un provvedimento di questo tipo. Il problema, senatore Romeo, non è relativo solo alle Regioni che hanno le risorse. Il problema è di tutte le Regioni, perché quelle in maggiore difficoltà e che hanno bloccato il personale in quei termini sono all'emergenza, prima di tutto al Sud. E questo è un problema che ci riguarda pesantemente. (Applausi dal Gruppo PD) . MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, oggi accolgo veramente con entusiasmo l'intervento del capogruppo Romeo, perché per due settimane io e il collega Vitali ci siamo agitati in Commissione esattamente per la stessa, identica cosa. Ogni volta abbiamo visto respinti i nostri emendamenti su questioni riguardanti la Ragioneria ma inesistenti - come, ad esempio, in materia di bilanci degli enti locali e della loro capacità autonoma di poter gestire quel tipo di provvedimento che si sarebbe approvato - e si trattava di tutta una serie di emendamenti che avrebbero influito sulla buona organizzazione delle Regioni e degli enti locali attraverso responsabilità dirette dei dirigenti. Ma ogni volta che abbiamo toccato l'argomento «dirigenti», è come se avessimo messo le mani dentro la presa della corrente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ogni volta che abbiamo parlato della questione dirigenziale, per affidare delle maggiori responsabilità, qualcuno mi ha detto che tutto ciò era impossibile. Oggi scopro che il senatore Romeo ed io abbiamo la stessa opinione. (Applausi della senatrice Lonardo) . È un fatto estremamente importante, che evidenzia esclusivamente una confusione generale all'interno della maggioranza: la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra; o meglio, le due mani di sinistra non sanno cosa fanno l'una rispetto all'altra, perché questa è la condizione in cui oggi versa la maggioranza. La questione è molto importante, perché bisogna capire fino in fondo se l'esercizio di maggioranza deve essere espletato fino alla fine. Nella mia esperienza da amministratore ho fatto approvare dalla mia giunta e dal mio consiglio comunale una sequenza enorme di provvedimenti col parere contrario degli uffici, perché avevo ben chiaro che l'obiettivo politico dell'interesse della mia comunità sarebbe stato esattamente il contrario di quello che gli uffici in quel momento mi stavano dicendo. Quindi, se la maggioranza ha gli attributi per essere dichiarata tale, l'emendamento in questione, anziché votarlo come ordine del giorno, che vuol dire aria fresca, lo si approva così com'è e ci si assume la responsabilità fino in fondo del rapporto con gli uffici. Se un consiglio comunale dipende da vari altri organismi superiori, il Senato e il Parlamento sono sovrani rispetto a tutti gli organi dello Stato, e di conseguenza un provvedimento approvato in quest'Aula e poi dall'altra Camera del Parlamento è un atto che supera il punto di vista di qualsiasi dirigente, il quale si dovrà per forza adeguare. Siate quindi conseguenti e non ipocriti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ho la sensazione che di un'affermazione del senatore Romeo fatta in precedenza - e che mi ha colpito - dovremo continuare a discutere, e ne discuteremo in prossime occasioni molto importanti in questo Senato. Intelligenti pauca : mi sto riferendo al tema del primato della politica. Questa espressione mi trova profondamente interessato, perché sono convinto che negli ultimi anni è andato avanti un processo degenerativo che è continuato e si è dilatato, all'interno del quale la politica è stata lateralizzata. Il primato della politica si è perso, perché altri poteri dello Stato hanno svolto attività sostitutiva o di supplenza del tutto impropria. Qui mi fermo, senatore Romeo. Un conto è questa affermazione; un conto è il ruolo che in una democrazia liberale svolgono le autorità indipendenti, le Authority a tutti i livelli, e anche la Ragioneria generale dello Stato. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Errani) . A mio parere, non si deve confondere, senatore Mallegni, questo ruolo - secondo me è politicamente insindacabile - da quello da lei citato. Lei ha detto che, come sindaco, ha deciso, rispetto al parere dei suoi uffici - ed è già completamente un'altra cosa - di andare avanti e il consiglio comunale ha votato. Lei non si è deresponsabilizzato, ma si è assunto la responsabilità politica e non ha scaricato le contraddizioni sui suoi uffici amministrativi. MALLEGNI (FI-BP) . Certo. Bravo! CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . In questo caso, invece, si sta facendo proprio questo, con una sorta di chiamata in correità del tutto impropria della Ragioneria. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Cesaro) . Allora, o questa maggioranza è in grado di decidere e quindi l'autorità politica - e cioè il Ministro dell'economia - viene, ci mette la faccia, si assume la responsabilità e non scarica sugli organi tecnici l'incapacità di assumere proprie decisioni, che sono sul terreno politico (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) , oppure noi non possiamo utilizzare il Parlamento, senatore Romeo, per mandare messaggi obliqui alla Ragioneria generale dello Stato. Questo non fa onore a lei e neanche al Parlamento. Non è il ruolo del Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD) . Diverso è il discorso, teorico, di principio, di cui - lo condivido - dovremmo parlare. Penso che avremo occasione per farlo e allora vorrò vedere se la maggioranza applaudirà, come ha fatto oggi quando si è parlato di primazia e di primato della politica. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, il ragionamento che il presidente Casini ha iniziato a sviluppare in Assemblea ha sicuramente dignità di proseguire, brevemente adesso, ma probabilmente in modo più approfondito in altre sedi e in altri momenti. Forse dovremo dedicarvi del tempo. Affermare il primato della politica rispetto ad altri poteri è giusto, ma molto spesso la politica ha esercitato questo suo ruolo più come una supremazia che come un primato, a prescindere dal mandato elettorale ricevuto. Credo che i conflitti che noi oggi valutiamo tra la politica e i dirigenti - chiamiamoli così - cioè la parte tecnica che è di supporto alla politica, nascano, storicamente, nel momento in cui si è ritenuto che la classe politica fosse inadeguata ad assumere certe decisioni e dopo una stagione, quella di Tangentopoli, che ha portato alla legge Bassanini, che ha dato molto potere a quella classe dirigente che oggi non ci consente di esercitare fino in fondo quel primato che noi, invece, vogliamo interpretare nella sua finalità principale (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az), che è quella di dare risposte ai cittadini che hanno fatto una scelta votando delle forze politiche. Mi ricollego a quanto diceva il presidente Romeo: in fondo il tema è questo. Noi abbiamo preso degli impegni con i cittadini e vogliamo portarli avanti. Vale per questo emendamento, ma vale, in generale, per le elezioni politiche che questa maggioranza e questo Governo stanno cercando di portare avanti. A prescindere dal parere di un tecnico, quindi, se c'è la volontà politica di portare un'azione politica in una direzione, il Parlamento deve essere in condizioni di farlo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MALLEGNI (FI-BP) . Fatelo, allora! PATUANELLI (M5S) . Credo che su questo occorra una riflessione comune, e la faremo in altri momenti perché necessaria. Per ora, però, mi allineo alle parole del presidente Romeo quando dice che questo emendamento diventa un ordine del giorno, ma non è un ordine del giorno scritto - come si usa dire - su carta da riciclare. È un ordine del giorno che abbiamo tutte le intenzioni di portare avanti nei prossimi giorni, e non nei prossimi mesi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, non mi iscrivo all'elenco degli interventi da lectio magistralis , perché sono una persona pratica che spesso si intrattiene sui problemi della sanità, però la trasformazione di questo emendamento in ordine del giorno non arriva allo scopo, senatore Romeo, se non ci si scrive ciò che ha detto il senatore Errani: se non scriviamo che dobbiamo togliere il tetto dell'1,4 per cento, sono chiacchiere inutili e anche abbastanza incomprensibili. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Se la Ragioneria dice che va bene, va bene. ZAFFINI (FdI) . Se si tratta di un ordine del giorno, non serve la Ragioneria generale dello Stato. PRESIDENTE. Se volete fare una chiacchierata tra di voi, la potete fare anche fuori dall'Aula. (Applausi della senatrice Malpezzi). ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, stavo dicendo che non serve il parere della Ragioneria generale dello Stato per scrivere mezza riga in un ordine del giorno. Se veramente c'è la volontà politica di fare, bisogna scrivere la parolina che ha suggerito il senatore Errani e che io condivido. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Stiamo svolgendo interventi sul complesso degli emendamenti riferiti all'articolo. Il Regolamento prevede che possa intervenire un senatore per Gruppo, a meno che uno dei sottoscrittori non parli per meno di dieci minuti. Diamo un'interpretazione ampia in questo senso, quindi ha facoltà di parlare, senatore Zanda. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ringraziandola molto per avermi dato la parola, vorrei dire che il senatore Romeo ha posto a quest'Assemblea un tema d'importanza assoluta, perché le democrazie si reggono anche sul principio sacrosanto del primato della politica e io penso che su questo tema dovremo discutere e dibattere a lungo. Infatti ha ragione chi poco fa ha detto che negli ultimi decenni la politica ha ceduto una parte delle proprie prerogative e lo ha fatto non soltanto nel nostro Paese, ma in tutte le democrazie occidentali. Vorrei però fare un'osservazione sulle dichiarazioni del senatore Romeo, che mi sembra riguardi anche l'intervento del senatore Patuanelli, perché anche la politica, pur esercitando il suo primato, deve conoscere i limiti della sua azione. Il senatore Romeo ha fatto riferimento agli organismi tecnici che sovrintendono al bilancio dello Stato. Vorrei solo ricordare, perché il Parlamento ne abbia memoria, che c'è stata una fase della vita del nostro Paese in cui la politica ha esercitato il proprio primato e lo ha fatto in contrasto con le indicazioni tecniche degli organi dello Stato e in tale fase il Paese ha fatto 2.300 miliardi di euro di debito pubblico. Ritengo pertanto che nelle nostre decisioni dobbiamo sempre aver presenti le indicazioni dell'articolo 81 della Costituzione, nella sua nuova formulazione ma anche in quella originaria dei nostri Padri costituenti. La politica ha quindi il dovere di esercitare il suo primato, ma deve sapere che lo deve fare all'interno di quella regola, che indica che per ogni euro che destiniamo a qualche obiettivo che riteniamo meritevole deve esserci un euro che entra, perché il bilancio dello Stato ha bisogno di un equilibrio non diverso dal bilancio delle nostre famiglie e da quello delle persone. Per questo invito il Senato a continuare questo dibattito, certamente non in questa sede perché non possiamo interrompere l'esame di un provvedimento importante, ma dobbiamo trovare l'occasione per riprenderlo, perché credo che se riuscissimo a fissare gli ambiti nei quali la politica deve avere il suo primato, potremmo farle recuperare molta dell'autorità e soprattutto dell'autorevolezza e del prestigio che negli ultimi anni abbiamo perso. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Bonis) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Visto che i presentatori sono tutti componenti delle Commissioni riunite, senza che questo costituisca un precedente, ha facoltà di parlare anche il senatore Bagnai, che è il secondo del suo Gruppo che interviene. A questo punto, non sarà più possibile intervenire su questo argomento. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il dibattito che si è aperto è molto interessante e concordo con il collega Zanda sul fatto che meriterebbe tempi più distesi che non possono essere questi. Se mi permettete, però, di fare un momento il professorino, vorrei aggiungere due precisazioni che credo ci aiutino a focalizzare il problema. Intanto, mi è sembrato di sentire assimilare la Ragioneria generale dello Stato ad un'autorità indipendente. Non credo che sia esattamente così. Non tutto quello che è tecnico è indipendente, anche perché la tecnica ha perso credibilità, come l'ha persa politica, in quanto purtroppo, negli ultimi anni, ha dimostrato di essere la prosecuzione della politica con altri mezzi, con mezzi insindacabili dai Parlamenti. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP). È questo il vero tema su cui dobbiamo confrontarci e sul quale dobbiamo concentrarci, perché è anche strettamente legato al modo in cui si interpreta la partecipazione all'Unione europea. In secondo luogo, la storia che lo Stato sia come una famiglia, secondo me, dovrebbe essere un pochino riconsiderata. Gli individui nascono, muoiono e lasciano un'eredità. Lo Stato - diciamo così - non muore ed è il luogo dove si esplica la solidarietà anche intergenerazionale: l'idea che per un euro che entra debba uscire un euro o che per un euro che esce debba entrare un euro è molto statica, molto povera. Sono sicuro che il collega Zanda abbia un bagaglio culturale che gli consente di avere una visione un pochino più ampia del processo macroeconomico. Basti osservare una cosa, cioè che l'esplosione del debito pubblico italiano è chiaramente ascrivibile al cambiamento di politica monetaria internazionale e nazionale avvenuto all'inizio degli anni Ottanta. ( Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). È successo quando il tasso di interesse reale è passato da -3 a +3 per cento. (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Vi prego di lasciare intervenire il senatore. Mi pare che nessuno abbia contestato interventi anche importanti. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Vorrei far notare che l'Italia ha un passato di avanzi primari importanti. Il motivo per il quale il debito è esploso è un pochino più complesso del non aver esercitato la diligenza del buon padre di famiglia che, a quanto mi consta e a quanto consta dai numeri, in realtà, i Governi italiani, nonostante la loro pessima fama, mediamente hanno esercitato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 9.2/300 a 9.2/302 sono decaduti. L'emendamento 9.2 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.3. BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, intanto devo ancora metabolizzare quello che è stato detto e sono ancora esterrefatta per il fatto che un emendamento importantissimo per la sanità diventi un ordine del giorno, anche perché abbiamo passato giorni e giorni nelle Commissioni riunite per capire che cosa portare a casa per il comparto sanità e credo che questa notizia davvero sia ferale. Ritengo si debba intervenire il più presto possibile attraverso un emendamento, come detto dai colleghi, per sanare una situazione che ormai è insanabile, anche perché su questo provvedimento, il decreto semplificazioni, ne abbiamo viste davvero di tutti i colori. Devo ringraziare il Presidente del Senato che ha fatto ritirare emendamenti che andavano a toccare la vita delle persone come anche la libertà individuale: ricordo a tutti che abbiamo rischiato di complicare ulteriormente le dichiarazioni anticipate di trattamento, che avevamo portato a termine nella precedente legislatura, perché una mano, nella notte, voleva approvato un emendamento per complicarle ulteriormente. Grazie a Dio l'emendamento è stato ritirato, ma era un altro rischio per la libertà fondamentale delle persone e noi avevamo presentato, per questo, un emendamento. Vengo però al nostro emendamento, che tratta di un'altra questione, che riguarda tutti noi: i medici di medicina generale. Abbiamo un'altra urgenza importante, è vero che il provvedimento tocca questo tema, ma lo tocca semplificando, a mio parere, ed ecco perché questo emendamento. Fino al 2021, è possibile dare incarichi a chi sta facendo formazione, ancorché non abbia terminato la sua formazione completa, dandogli la possibilità di accedere ad un bando di concorso per medici in formazione. Il fine di questo emendamento, è di avere un decreto che stabilisca un'omogeneità di formazione in tutto il Paese, ovviamente in accordo con le Regioni, perché la formazione per i medici di medicina generale è a carico delle Regioni. Dico questo perché noi abbiamo bisogno che tutti i medici di medicina generale, come in tutte le specializzazioni, abbiano un unicum , un core business , un curriculum , in modo tale che tutti abbiano lo stesso tipo di formazione. Questa è una cosa importante che non è stata considerata. È stato approvato un mio ordine del giorno in Commissione sanità, perché tutti eravamo d'accordo sul punto, ma su questo emendamento, bellamente, è stato dato parere contrario. Anche quello della medicina di emergenza-urgenza è un tema importantissimo, che tocca tutti noi in quest'Aula: senza medici in pronto soccorso noi non possiamo essere sicuri in nessun luogo, neanche qui dentro. È un allarme che arriverà sicuramente da questo comparto e, come è stato detto circa la trasformazione in ordine del giorno di un emendamento che ribadiva la necessità di concorsi, credo che davvero sia un allarme che dobbiamo sentire, tutti, molto alto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.3, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.4, presentato dalla senatrice Testor e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.5, presentato dalla senatrice Boldrini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.6, presentato dalla senatrice Boldrini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.7, identico all'emendamento 9.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.7, presentato dal senatore Errani e da altri senatori, identico all'emendamento 9.8, presentato dalle senatrici Binetti e Rizzotti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo al senatore Endrizzi se accoglie la riformulazione dell'ordine del giorno G9.100. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, accetto la riformulazione. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.100 (testo 2) non verrà posto ai voti. Il Governo sarebbe disposto ad accogliere l'ordine del giorno G9.40 come raccomandazione. Chiedo alla senatrice Guidolin se insiste per la votazione. GUIDOLIN (M5S) . No, signor Presidente, non insisto per la votazione. PRESIDENTE. Poiché il presentatore non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G9.40 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti da 9.0.1 a 9.0.4 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.5, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 9.0.6 a 9.0.10 sono improponibili. L'emendamento 9.0.600/1 è decaduto. L'emendamento 9.0.600/2 è stato ritirato. L'emendamento 9.0.600/400 è decaduto. Gli emendamenti da 9.0.600 a 9.0.18 sono improponibili. Gli emendamenti 9.0.19/600, 9.0.19/400 e 9.0.19/401 sono decaduti. Gli emendamenti da 9.0.19 a 9.0.28 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G9.0.41. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, mi domando se il senatore Romeo ha visto l'ordine del giorno che è stato presentato. Mi domando se l'ha visto! Quello che ho davanti è l'ordine del giorno in esame: ho chiesto il testo e non mi sembra che affronti i temi che ha annunciato poc'anzi in Aula. Credo che il tema sollevato sia rilevante e ricordo ai Capigruppo di maggioranza - ad entrambi i Capigruppo di maggioranza - e al Governo tutto che la nomina del Ragioniere capo dello Stato è una nomina di responsabilità collettiva: su proposta del Ministro competente, il Ragioniere capo viene nominato dal Consiglio dei ministri, che vota e, nel momento in cui ciò avviene, il Governo nella sua completezza e nella sua collegialità e, di conseguenza, la maggioranza parlamentare che lo sostiene, si assumono delle responsabilità e si fanno carico delle responsabilità che questa persona - che tra l'altro considero autorevole - andrà a svolgere. Allora mi domando quale sia il significato dell'attacco che ha fatto il presidente Romeo rispetto alla Ragioneria generale dello Stato: è un atto di sfiducia da parte della maggioranza parlamentare nei confronti di chi dirige la Ragioneria generale dello Stato? La mia è una domanda e aspetto risposta. È un atto di sfiducia nei confronti del Ministro, che ha proposto questa nomina al Consiglio dei ministri? È un atto nei confronti del Governo nella sua globalità? Ce lo deve spiegare, presidente Romeo, perché noi, rappresentanti del popolo in quest'Aula, abbiamo il diritto di capire cosa ci ha detto, perché i messaggi obliqui - mi permetta - non sono consoni a quest'Aula. Qui abbiamo diritto alla trasparenza e alla comprensione. (Applausi dal Gruppo PD) . Comprendendo noi, comprenderanno tutti i cittadini cosa sta dicendo. Si sta riferendo a manine del passato, che qualcuno ha trovato in alcuni provvedimenti, oppure ad altri atteggiamenti? Eppure, per alcuni provvedimenti importanti, alcuni dei quali non condivido affatto, nei contenuti e nelle conseguenze pericolose per il nostro Paese, come il reddito di cittadinanza (Proteste dal Gruppo M5S) , quando politicamente si è voluto trovare i fondi necessari, la maggioranza è stata in grado di farlo, con questa Ragioneria dello Stato. (Applausi dal Gruppo PD) . Allora forse in questo caso si faceva finta! Forse, in realtà, non si volevano trovare le coperture per questi investimenti, non si ricercavano fino in fondo le coperture, affinché si dessero risposte precise ai cittadini, che hanno diritto ad avere una sanità migliore. Signor Presidente, quello in esame è un ordine del giorno scritto male, dovuto non so se ad un momento di isteria o ad una presa di posizione politica rilevante. È inaccettabile che ci si comporti in questo modo ed è inaccettabile che il Senato venga trattato così. MALLEGNI (FI-BP) . Leggilo! MARCUCCI (PD) . Chiedo ai relatori se sanno cosa hanno scritto in questo ordine del giorno. Dopodiché, siccome nel merito siamo d'accordo sull'emendamento originario, nel merito eravamo d'accordo in Commissione e lo siamo anche in questa sede, chiediamo al Governo - noi sì - di rispettare la volontà del Parlamento: di trovare i fondi e di andarli a prendere, magari da quelle misure pericolose che avete voluto approvare e finanziarie e che mettono a rischio il nostro Paese per il futuro. (Applausi dal Gruppo PD) . Diamo delle risposte concrete e serie alle esigenze dei cittadini italiani! Andiamo a lavorare sulla loro salute e non usiamo il Parlamento per dare messaggi obliqui e per fare delle minacce, perché non è questa la sede. Le minacce, presidente Romeo, le deve fare altrove, le deve fare nelle riunioni di maggioranza, non le deve fare utilizzando il Senato per fare la resa dei conti tra voi e il MoVimento 5 Stelle e tra voi e il Ministro. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è questo il modo e non è questa la sede. Voteremo a favore di questo emendamento nel merito della questione. (Applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E chiediamo che la maggioranza ci chiarisca il significato delle parole del presidente Romeo e la loro portata, se è o non è un atto di sfiducia della maggioranza parlamentare nei confronti del Ragioniere capo e nei confronti del Ministro, la cui presenza reputo ancora ora necessaria in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Le ricordo che si tratta di un ordine del giorno e non di un emendamento, ma il suo era sicuramente un lapsus . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei ricordare al senatore Bagnai che la Ragioneria Generale dello Stato non è un ente terzo, tuttavia ha funzioni assicurate dalla legge, che vanno tutelate e garantite, perché sono un elemento di equilibrio e la democrazia è sempre un tema di equilibri. Detto questo, chiedo ai relatori - se vogliamo davvero affrontare la questione - di cambiare l'ordine del giorno in esame. Questo ordine del giorno non risolve il problema, cambiamolo, scriviamo: «si impegna il Governo, in un prossimo provvedimento, ad eliminare il vincolo dell'1,4». Questo è l'ordine del giorno che potrebbe servire. Vorrei ribadire infatti che il problema non è relativo alla copertura: per quel che riguarda il personale, non c'è un problema di tale tenore, perché il fondo sanitario nazionale non ha il vincolo sul personale; i vincoli stanno nei piani di rientro, ma quello è un altro discorso. Non ci sono quindi né un problema di coperture, né il tema del timbro, sotto questo profilo, se si pongono le questioni in modo corretto, senza scaricare le responsabilità sugli altri. Chiedo quindi, veramente, ai relatori di riflettere: se ci mettessimo un attimo da parte, potremmo scrivere tre righe che potrebbero finalmente risolvere il problema. (Applausi dal Gruppo Misto). CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quale prima firmataria, a suo tempo, dell'emendamento, voglio precisare non solo che ci pare molto ben correttamente formulato e quindi in linea con la necessità di traguardare il suo perfezionamento, ma anche che solo in una logica del rispetto e dell'approfondimento, che è stato evocato dall'intervento del nostro Capogruppo, riteniamo doveroso e opportuno generare le condizioni affinché si perfezionino i contenuti dell'ordine del giorno che è stato presentato dai relatori. Nel rispetto dei ruoli e quindi con grandissima attenzione ai tecnici, che sono stati puntualmente evocati, ognuno per quanto riguarda le proprie competenze, è necessario infatti traguardare un cambio di paradigma che sia autenticamente vocato ad una responsabilizzazione, ma anche ad una semplificazione dei processi sia di riqualificazione della spesa sanitaria, che di recupero delle condizioni per un autentico investimento nel capitale umano che oggi è fondamentale per traguardare lo sviluppo sostenibile dei servizi sanitari regionali. Questo con modalità differenziate, a seconda che le Regioni si trovino in equilibrio di bilancio, salvaguardino l'applicazione dei LEA e siano in linea con i paradigmi del decreto ministeriale 2 aprile 2015, n. 70, o che invece, dovendo sottostare ad un piano di rientro, debbano rideterminare i propri obiettivi in ordine ai costi di personale. In tal modo, si creeranno le condizioni perché tutti i sistemi sanitari regionali possano finalmente superare i lacci e i lacciuoli di un vincolo che affonda le proprie radici ad oltre quindici anni fa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G9.0.41, presentato dai relatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, desidero segnalare di aver votato erroneamente. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Passiamo all'emendamento 9.0.500 (testo 2)/3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.500 (testo 2)/3, presentato dai senatori Vitali e Stabile. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.0.500 (testo 2). STABILE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STABILE (FI-BP) . Signor Presidente, anzitutto desidero esprimere un apprezzamento sull'emendamento 9.0.500 (testo 2) che permette di sbloccare finalmente i contratti dei medici. Sappiamo che i medici che lavorano nel servizio sanitario pubblico, quindi in generale non solo chi lavora negli ospedali ma anche chi assicura l'assistenza sul territorio, da dieci anni non avevano il contratto di lavoro rinnovato per vari blocchi e varie difficoltà. Ovviamente, questo sta causando l'impoverimento di medici nel Sistema sanitario nazionale, che cercano migliori occasioni nel privato e spesso emigrano all'estero, impoverendo il Sistema sanitario nazionale anche in senso qualitativo. Il comma 687 della legge di bilancio aveva introdotto un meccanismo - che non sto a illustrare tecnicamente - che avrebbe rischiato di far slittare di molti mesi il contratto dei medici. La nuova previsione, quindi, costituisce un aspetto positivo. Il subemendamento proposto, il 9.0.500 (testo 2)/3, invece, riguardava un altro aspetto: lo stesso comma 687 della legge di bilancio porta, nella area contrattuale dei medici e dei dirigenti propriamente sanitari, altri dirigenti, altre figure, quali ad esempio ingegneri, giuristi e avvocati che lavorano nel Sistema sanitario nazionale ma hanno diverso stato giuridico: non hanno i problemi delle guardie, né dei turni, non hanno il vantaggio dell'esclusività di rapporto. Questo, da un lato, rischia di incrementare addirittura le spese, perché farebbe accedere a determinati benefici categorie che non avrebbero motivo di averne; dall'altro lato, però, inserisce queste figure - 5.000 fra avvocati, ingegneri e personale tecnico competente e fondamentale per il buon funzionamento del Servizio sanitario nazionale - in una platea di 150.000 dirigenti, impedendo a queste persone di avere rappresentanti che, a livello nazionale, vadano a contrattare il loro contratto di lavoro, entrando nel contratto di dirigenti con altre caratteristiche. Il subemendamento - che, purtroppo, è stato respinto - era volto a richiedere un'area contrattuale specificamente dedicata a questi dirigenti, fondamentali anch'essi per il buon funzionamento del servizio sanitario pubblico. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.500 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 9.0.29 a 9.0.37 sono improponibili. Gli emendamenti da 9.0.38/400 a 9.0.38/303 sono decaduti. Gli emendamenti da 9.0.38 a 9.0.42 (testo 2) sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 10.0.1000 e 10.0.1000/600. Il parere è altresì favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G10.100. Sui restanti emendamenti il parere è contrario. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, desidero condividere un ragionamento condotto in Commissione, che si sostanzia nella proposta di ritirare l'emendamento 10.0.1000/28 e di trasformarlo in un ordine del giorno. Credo che ne discuteremo dopo e mi riservo sin da ora di intervenire per un brevissimo intervento, ma volevo anticiparle la richiesta di trasformazione in ordine del giorno. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dai senatori La Pietra e Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.2, presentato dai senatori Vitali e Berardi, identico all'emendamento 10.3, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 10.500 (testo 2)/600 a 10.500(testo 2)/19 sono decaduti. L'emendamento 10.500 (testo 2) è improponibile. Passiamo all'emendamento 10.4, identico all'emendamento 10.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, la norma in oggetto intende semplificare le procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici, prevedendo l'ammissione dei ricorrenti avverso il bando di concorso 2011, e dei presidi incaricati al nuovo corso intensivo per l'immissione nei ruoli di dirigente scolastico, per sanare il contenzioso in corso, giunto già dinanzi alla Corte costituzionale, sulla legittimità costituzionale dell'articolo articolo 1, comma 88, della legge 13 luglio 2015, n. 107 e delle successive assunzioni disposte. Non vi sono oneri finanziari. Si tratta di sanare una disparità di trattamento tra due categorie messe a concorso. Vi è un contenzioso lungo, che si protrae da anni e sta per arrivare dinanzi alla Corte costituzionale. Durante le audizioni svolte nelle Commissioni riunite abbiamo ascoltato tutti i rappresentanti delle categorie interessate e da tutti è pervenuta, in maniera unanime, questa richiesta. Quindi, non si capisce per quale motivo non si voglia accogliere, quanto meno per un principio di giustizia e uguaglianza, l'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.4, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori, identico all'emendamento 10.11, presentato dai senatori Iannone e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.5, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 10.6 a 10.9 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 10.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.10, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, in riferimento a questo emendamento vorrei chiedere attenzione a quest'Aula. Si tratta della vicenda dei contenziosi relativi ai concorsi per l'accesso al ruolo di dirigente scolastico. È intervenuta in questo senso la legge n. 107 del 2015, la quale, ai commi da 87 a 90, ha previsto la possibilità, per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali del 2004, del 2006 e del 2010, di partecipare a una procedura riservata (decreto direttoriale n. 499 del 2015), operando una grave disparità di trattamento verso i ricorrenti del 2011 aventi gli stessi requisiti (sottolineo il fatto che tali ricorrenti hanno gli stessi requisiti), con una sentenza favorevole, almeno nel primo grado di giudizio, nel contenzioso pendente alla data di entrata in vigore della legge n. 107 del 2015. Ciò non ha consentito loro la partecipazione alla procedura di immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici riservata. Ricordo a quest'Aula che vi sono 2.000 sedi vacanti per dirigenti scolastici e che ogni anno si ricorre alle reggenze provvisorie, con grave nocumento per gli stessi dirigenti scolastici, costretti a dividersi tra più scuole, anche distanti tra loro. Tutto questo appello è volto a mettere fine a una disparità di trattamento. Rivolgo quindi un ulteriore appello, affinché questa Assemblea possa venire incontro a questi ricorrenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.12, presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 10.13 a 10.20, sono improponibili. Gli emendamenti da 10.600 /700 a 10.600/400 sono decaduti. Gli emendamenti da 10.600 a 10.28 sono improponibili. MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 10.29. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.30, presentato dal senatore Iannone, identico all'emendamento 10.31, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 10.34 è improponibile. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sottoscrivo l'emendamento 10.850 e lo ritiro. PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 10.33 (testo 2). PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Gli emendamenti da 10.35 a 10.37 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.38, identico all'emendamento 10.39. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 10.39. La norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell'istruzione e della ricerca. Dall'applicazione si prevedono risparmi da stornare nel Fondo di cui all'articolo 42 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 1° marzo 2002, a seguito dell'approvazione del contratto collettivo nazionale quadro del 13 luglio 2016. Per il triennio 2015-2018 erano stati stanziati 7 milioni di euro all'anno. Chiediamo un ripensamento sul parere dato a questo emendamento con una disposizione favorevole al suo accoglimento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.38, presentato dal senatore Iannone, identico all'emendamento 10.39, presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.40, presentato dal senatore Nastri. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice Granato, accetta la proposta del Governo di accogliere l'ordine del giorno G10.100 come raccomandazione? GRANATO (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G10.100 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti da 10.0.1 a 10.0.7 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.9. PITTONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, lo ritiriamo. PRESIDENTE. L'emendamento 10.0.10 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.11 (testo 3). BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 10.0.11 (testo 3) mette a fuoco semplicemente il fatto che da tempo l'Anvur considera un elemento importante per la valutazione delle università la cosiddetta terza missione. Tutti sappiamo che le università hanno due missioni molto precise: la ricerca e la docenza. Però da molto tempo l'Anvur considera particolarmente importante il dialogo tra le università, la società, il mondo del lavoro, le imprese; lo considera e lo valuta in termini di brevetti, di consulenze, di un'azione discendente nel senso di professori universitari che fanno formazione sul campo nelle aziende; e viceversa, ossia imprenditori, medici, professionisti che entrano nelle università, e a loro volta portano l'esperienza della società civile all'interno dell'università. Questa complessa rete di attività che va sotto il nome di terza missione è esattamente quella rappresentata in questo emendamento che di fatto è già una prassi perché l'Anvur, quando valuta le università, le valuta anche sotto questo profilo. Aver proposto questo emendamento, che mi piace anche sottoscrivere, significa aver posto in chiave normativa quello che, di fatto, sta diventando prassi. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. BINETTI (FI-BP) . Io credo che bocciare questo emendamento significa in realtà mandare un messaggio del tutto negativo non solo alle università, ma anche a quell'organismo sovracostituito, che è l'Anvur, previsto esattamente come strumento di valutazione dell'università e della ricerca. Mi risulta praticamente ridicolo che un emendamento a costo zero - perché non esiste nessun costo su questo, ma semplicemente una formalizzazione di processi e procedure - sia stato bocciato. Francamente non lo capisco, se non nella prospettiva che si ripete da anni, da legislature, per cui l'università non è più al centro del dibattito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Da molto tempo, da quando non c'è più un Ministro dell'università e della ricerca, l'università è veramente la Cenerentola. Lo dimostra il fatto che sono stati bocciati tutti gli emendamenti che vanno in direzione del miglioramento della vita universitaria, ivi compreso - e mi permetta di dirlo - un emendamento altrettanto a costo zero che, essendo stato bocciato, corre il rischio di mortificare profondamente e di complicare la vita delle facoltà di medicina. Infatti, essendo stato approvato, finalmente, dopo tanti anni, l'esame abilitante di medicina, l'emendamento chiedeva che non entrasse in vigore a luglio, ma semplicemente nel 2020. Non è stato approvato e non se ne capisce il motivo, visto che è effettivamente un emendamento di semplificazione. Evidentemente o non si capiscono le esigenze dell'università o non le si vuole capire o intenzionalmente le si vuole mortificare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiariamo: ritiriamo questo emendamento, come abbiamo ritirato gli altri, non perché nel merito non siamo d'accordo. Il ritiro di tutti questi emendamenti, molti dei quali sono stati anche affrontati in Commissione (così ci capiamo), è funzionale al messaggio che il Presidente del Senato ci ha dato nella giornata di ieri. Ci sono tantissimi interventi urgenti, tante questioni che riguardano la semplificazione, che abbiamo dovuto mettere da parte e che finiranno in un disegno di legge ad hoc , proprio per esaudire quel richiamo. Altrimenti discutiamo del nulla. Siamo d'accordo su questo emendamento e lo voteremmo, ma l'esigenza è quella di raccogliere il minor numero possibile di commi, perché il provvedimento non deve essere un omnibus . Sia chiaro che questo è il motivo, non ci sono altre questioni. Nel merito saremmo anche d'accordo, come abbiamo fatto per tanti altri emendamenti. Lo ritiriamo, ma è importante capire che il tema sarà inserito, poi, in un disegno di legge. BINETTI (FI-BP) . Chiedo di poter fare mio l'emendamento 10.0.11 (testo 3) e porlo in votazione. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 10.0.11 (testo 3). In particolare, il punto 3 è molto interessante, perché per la prima volta si pone l'accento sul fatto che in Italia non ci sono abbastanza borse di studio per dottorati di ricerca. L'unico modo per evitare che la gente con un po' di testa scappi è proporle qualcosa che la faccia restare. Per quanto siano ridicole le borse di studio di dottorato in Italia, qualcosa è meglio di zero. Ben volentieri lo sottoscrivo e chiedo di porlo in votazione. PRESIDENTE . L'emendamento è stato fatto proprio dalla senatrice Binetti; se vuole, può aggiungere la firma. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.11 (testo 3), presentato dal senatore Pittoni e da altri senatori, ritirato e successivamente fatto proprio dalla senatrice Binetti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 10.0.12 a 10.0.17 e da 10.0.20 a 10.0.29 sono improponibili. L'emendamento 10.0.19 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 10.0.30 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.30 (testo 2), presentato dalla senatrice Pergreffi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 10.0.31 (testo 3)/500 è decaduto. Gli emendamenti 10.0.31 (testo 3) e 10.0.32 sono improponibili. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, vorrei segnalare che il sistema di voto della mia postazione ha funzionato male nella precedente votazione e, invece del voto contrario, ha registrato voto favorevole. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/1 presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.1000/2. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 10.0.1000/2 che cerca di attenuare o di correggere alcune conseguenze molto negative dell'emendamento del Governo, che rappresenta peraltro un classico esempio di cattivo legiferare, che nel corso dell'esame del provvedimento in esame abbiamo visto più volte. Francamente mi ha stupito il fatto che tale emendamento non sia stato ritenuto improponibile perché alla fine di dicembre, nel corso delle contestazioni che a giorni alterni vedevano contrapposti tassisti o NCC, il Governo ha deciso di espungere dal testo della legge di bilancio una norma che riguardava gli NCC, promettendo di varare un provvedimento ad hoc da inviare al Parlamento in modo che ci fosse tutto il tempo di discuterlo e di approfondirlo. Così è stato, infatti il Governo ha approvato un decreto-legge, lo ha inviato alla Camera, che ha iniziato a svolgere le audizioni, ha sentito le parti e poi improvvisamente, inopinatamente, quel provvedimento è stato riversato integralmente come emendamento all'interno di questo decreto-legge semplificazione che, come stiamo vedendo, di semplificazione ha sempre meno. Francamente, nelle Commissioni riunite ho chiesto al Governo di spiegarci perché un provvedimento incardinato in un ramo del Parlamento, su cui già l' iter era stato avviato (comprese le audizioni), fosse stato inviato in Senato senza che si potesse approfondire. Non ho avuto alcuna risposta in quella sede né ho speranze di averne in Assemblea, ma reitero comunque la mia domanda. Nel merito la verità è che per pagare pegno ai tassisti (credo in particolar modo a quelli romani), con questa vostra proposta annullate ogni principio di libera concorrenza, di mercato, colpite un settore che non è fatto solo da Uber o dalle grandi società, ma da padroncini, da lavoratori autonomi da gente disperata che ha speso soldi per acquistare un mezzo di locomozione e un mezzo di lavoro (Applausi dal Gruppo PD) ; peraltro uno strumento in genere molto meglio tenuto di altri veicoli utilizzati dal pubblico. Queste persone oggi sono disperate perché si vedono private della possibilità di produrre reddito per sé e per la propria famiglia, mettendo a rischio il futuro dei loro figli. Ieri erano stesi qui davanti al Senato - devo dire anche caricati eccessivamente dalle Forze dell'ordine, che hanno sempre il mio grande rispetto, ma ieri a mio parere hanno esagerato - solo per dirci che questo provvedimento li distrugge, li mette nelle condizioni di non lavorare più. Questa è una responsabilità fortissima che il Governo si sta assumendo, per cui il Partito Democratico voterà assolutamente contro. Per questo mi piacerebbe vi fosse un ripensamento da parte delle forze di maggioranza e per adesso lascio agli atti il mio intervento e la volontà del Partito Democratico di fare fino in fondo la propria parte (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/2, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/3, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/4, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.1000/5 (testo 2). MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, l'argomento trattato nell'emendamento 10.0.1000/5 (testo 2) è un campo minato perché a seconda delle posizioni bisogna capire da che parte del Palazzo uscire. Infatti, a seconda degli argomenti, si esce dall'ingresso principale o da San Luigi dei Francesi piuttosto che da altre uscite del Senato. Su questa vicenda si è instaurato un modo di fare che francamente ci piace poco. Secondo me, infatti, dobbiamo tutti avere il nostro punto di vista, che deve essere rispettato anche se altri hanno opinioni diverse. Forse abbiamo la responsabilità - parlo della politica - di aver messo contro due categorie di lavoratori che sono e debbono essere necessariamente rispettate entrambe. È questo il nodo del discorso, a nostro parere, perché l'Italia è un grande Paese e ha necessariamente sfaccettature diverse perché il centro di Roma è sicuramente diverso dal centro del Comune di Pietrasanta, mi sembra evidente. A Roma ci sono migliaia di licenze taxi e qualche centinaio di licenze NCC. Nel mio Comune sono state rilasciate diverse decine di licenze NCC e qualche licenza taxi perché il servizio è diverso, la funzionalità è diversa e non si fanno assolutamente la guerra gli uni con gli altri. L'Italia non è solo Roma. L'Italia non è soltanto le Città metropolitane. l'Italia è composta di tanti Paesi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi non possiamo fare una lotta tra tifoserie a causa delle dieci Città metropolitane perché non rendiamo un servizio alla gente che lavora. Entrambe le categorie hanno il diritto di lavorare e di guadagnare. Noi ci siamo permessi di presentare un emendamento che salva capra e cavoli ma non in termini da Ponzio Pilato, bensì nei termini costruttivi di chi sa amministrare la cosa pubblica, evidenziando che esistono Città metropolitane e che esistono paesi e città in cui la problematica del rapporto taxi - NCC non c'è. Noi dobbiamo sapere cosa serve al turista, cosa serve al cittadino, cosa serve al commercio, non se abbiamo amici che hanno la licenza NCC o se hanno il taxi, a seconda dei voti che danno all'uno o all'altro. Ma la facciamo finita? Ma che servizio rendiamo a questo Paese? (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Errani) . Dobbiamo sapere che abbiamo 320.000 alberghi, 30.000 imprese balneari, centinaia di migliaia di negozi che hanno bisogno che le persone vengano accompagnate e dobbiamo farlo nel miglior modo possibile. AIROLA (M5S) . Con equità! MALLEGNI (FI-BP) . Con equità, sono d'accordo. Quindi, Presidente, abbiamo presentato questo emendamento e se la maggioranza del Parlamento volesse apporre la propria firma saremmo ben lieti di accoglierla perché sarebbe veramente un bel gesto nei confronti delle imprese che lavorano. In questo emendamento identifichiamo le problematiche delle Città metropolitane e garantiamo i taxi, diciamo che c'è un'altra Italia e garantiamo tutti. Questo è l'obiettivo, questo è ciò che noi abbiamo inteso fare ed è per questo che sull'emendamento in esame chiediamo il voto favorevole di tutti i componenti di quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/5 (testo 2), presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/6, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/8, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.1000/9. SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, mi permetto di intervenire in merito alle dichiarazioni poc'anzi fatte dal collega del Gruppo Partito Democratico sulla manifestazione di ieri dinanzi al Senato. Pur comprendendo lo stato d'animo di chi ha manifestato, tutto il Gruppo Forza Italia vuole ribadire che noi siamo sempre dalla parte delle Forze dell'ordine, che ieri hanno avuto l'intelligenza e la lungimiranza di non portare feriti gravi, nonostante siano state lanciate delle bombe carta. Ringraziamo le Forze dell'ordine per la saggezza e la lungimiranza con cui hanno gestito ieri l'ordine pubblico davanti al Senato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Mi associo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/9, presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/600, presentato dal senatore Dessì. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/10 (testo 2), presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/11 (testo 2), presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/12, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/13, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/14, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/15, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/16, presentato dai senatori Durnwalder e Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/17 (testo 2), presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/18, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/19, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/20, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/22, presentato dal senatore Margiotta. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/23, presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/24, presentato dai senatori Mallegni e Barboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.1000/25, identico agli emendamenti 10.0.1000/26 e 10.0.1000/27. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, chiedo di trasformare l'emendamento 10.0.1000/25 in un ordine del giorno, chiedendo alla relatrice e al rappresentante del Governo il suo accoglimento. PRESIDENTE . Chiedo se anche i presentatori degli identici emendamenti 10.0.1000/26 e 10.0.1000/27 intendono trasformarli in ordini del giorno. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, concordo eventualmente con la trasformazione dell'emendamento in ordine del giorno. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, concordo anch'io con la trasformazione in ordine del giorno. L'emendamento in questione, di cui si propone la trasformazione in ordine del giorno, riguarda il rinnovo della concessione alla A22. Ritengo sia in atto una guerra da parte del ministro Toninelli nei confronti del territorio, che va da Modena al Brennero, perché la società in questione ha fatto "i compiti a casa", come aveva stabilito nel gennaio del 2016 e ancora oggi sono ferme opere per 4 miliardi di euro, di cui circa 600 milioni di euro per il tunnel del Brennero. La smetta quindi Toninelli di fare il bambino, provveda al rinnovo della concessione, perché quel territorio ha bisogno di quelle ingenti risorse. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . Invito dunque i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla possibilità di un ordine del giorno. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, mantengo la contrarietà anche sull'ordine del giorno. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo solo per descrivere all'Assemblea la situazione sulla A22, da Modena al Brennero. Non si tratta di una questione che riguarda solo il Südtirol o il Trentino, ma riguarda anche il Veneto e l'Emilia Romagna. Penso che la A22 negli anni passati abbia dimostrato di essere gestita bene. Solo per rendere un'idea, essa ha speso qualcosa come 120.000 al chilometro per la manutenzione mentre altrove, dove purtroppo succedono cose che tutti vogliamo si evitino, spendono non 100.000 euro, non 30.000 euro, ma 25.000 euro al chilometro. Quindi è gestita bene, ha un programma di investimenti trentennale di 4,1 miliardi di euro nei prossimi trent'anni, di cui 800 milioni di euro che vanno a migliorare la viabilità di Modena, di Reggio Emilia, di Verona, di Trento e di Bolzano. Si tratta di una società pubblica, oggi all'84 per cento e domani al 100 per cento, perché sarà trasformata in una società in house e che vuole mantenere le promesse fatte al territorio, dal Brennero a Modena, di investire e di gestire bene l'impianto autostradale. Del resto c'è anche una questione di legittimità: riteniamo che non sia legittimo chiedere i profitti dal 2014 ad oggi, per trasferirli altrove, ma penso si debbano mantenere in questo territorio, per gli investimenti sulle strade nonché per altri investimenti ambientali. Nell'Autostrada del Brennero sono stati fatti investimenti anche contro il rumore e per altri aspetti. Non comprendo dunque questa posizione del Governo - e mi rivolgo soprattutto ai colleghi leghisti - né come si possa essere contrari a garantire anche in futuro a questa società d'investire a favore della popolazione che vive in quei luoghi, dei turisti e di tutti gli italiani. Spero vivamente in un ripensamento da parte della maggioranza. PRESIDENTE . Mi pare non solo che il ripensamento non ci sia, ma anche che sia stato dato parere negativo su un ordine del giorno. Chiedo pertanto allo stesso senatore Steger, alla senatrice Conzatti e al senatore D'Arienzo, in maniera estremamente sintetica, se preferiscono mantenere la votazione dei tre emendamenti identici. CONZATTI (FI-BP) . D'accordo, signor Presidente. D'ARIENZO (PD) . Acconsento, signor Presidente. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Va bene anche per me, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000/25, presentato dal senatore Steger e da altri senatori, identico agli emendamenti 10.0.1000/26, presentato dalla senatrice Conzatti, e 10.0.1000/27, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, nel ringraziare i relatori, secondo gli accordi presi in Commissione, chiedo la trasformazione dell'emendamento 10.0.1000/28 in ordine del giorno. Si trattava di un emendamento molto importante, che forse avrebbe meritato un voto favorevole, dato che ne abbiamo discusso moltissimo in Commissione e l'apprezzamento di un ordine del giorno sostitutivo ha lasciato intendere che il merito è condiviso, cosa di cui abbiamo parlato anche con alcuni Ministri competenti. L'emendamento scioglierebbe moltissimi nodi che sono stati esposti in sintesi all'Assemblea e che oggi si trovano sul tavolo della trattativa MIT-CIPE-enti territoriali (e mi riferisco appunto alla concessione sull'autostrada A22). Con la trasformazione in ordine del giorno si chiede il recepimento della Direttiva 2014/23/UE, con particolare riferimento alla disciplina dei soci privati, che appartengono alle compagini sociali delle società in house . PRESIDENTE . Invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole ad accoglierlo come raccomandazione. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . Poiché non si insiste per la votazione, l'ordine del giorno G10.0.1000/28 è accolto come raccomandazione. TESTOR (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TESTOR (FI-BP) . Signor Presidente, desidero sottoscrivere il suddetto ordine del giorno. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.0.1000. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ritengo di intervenire perché le votazioni che abbiamo svolto poc'anzi confermano le questioni che avevo posto per altro sul problema dell'ammissibilità: l'aver reso ammissibili subemendamenti sull'autostrada del Brennero e sugli NCC, infatti, credo si commenti da sé. Esprimeremo voto contrario a quest'emendamento, perché vorrei far riflettere tutti ancora una volta: come vedete, questo è esattamente il provvedimento che sta alla Camera. Mi meraviglio molto che sia stato reso ammissibile; mi meraviglio molto - e lo sottolineo due volte - perché tra l'altro è un'operazione anche molto pesante nei confronti dell'altro ramo del Parlamento. Al di là del merito stesso, questo non è il modo per risolvere e governare i problemi che si sono creati; è solo un modo per continuare a contrapporre due categorie. Quando al milleproroghe - il relatore Collina se lo ricorderà perfettamente - fu presentato un emendamento, anche in quel caso «di corsa», senza una discussione, io, così come lo sono oggi, ero assolutamente contraria perché non si può intervenire in questo modo per risolvere problemi come questi, che durano ormai da almeno dieci anni poiché non si vogliono affrontare. Sarebbe stato giusto proseguire l' iter iniziato alla Camera, perché questo avrebbe comportato la possibilità di costruire un dialogo e di riuscire a trovare soluzioni equilibrate; in questi settori infatti credo sia necessario anzitutto dar vita a soluzioni equilibrate e non mettere una categoria contro l'altra - di fatto questo si sta facendo - con risultati che non saranno certamente nell'interesse generale né nell'interesse degli utenti. Conosco ovviamente la mia città: ormai ci troviamo di fronte a mercati completamente diversi e separati tra NCC e tassisti. Per questo bisognava intervenire per trovare un equilibrio e non forzare come si sta facendo. Per tutti questi motivi, voteremo contro come senatori di LeU e Gruppo Misto. (Applausi dal Gruppo Misto) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per chiarire la situazione che coinvolge gli NCC perché, messa così, si dà la sensazione che non abbiamo fatto niente in questi mesi. Ha fatto bene la senatrice De Petris a ricordare che negli ultimi dieci anni non si è fatto niente (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , e infatti la questione è approdata qui, sul tavolo, in tutta la sua violenza. Io l'ho portata all'attenzione delle Commissioni riunite e ne ho parlato molto chiaramente. Ho avuto il piacere di poter ricevere, per la prima volta, le categorie sia dei taxisti che degli NCC. Sono consapevole nel dettaglio di quali sono effettivamente le divergenze contrattuali che dividono, non solo i punti che uniscono, perché ci sono le divisioni. Con l'emendamento in titolo sicuramente quello che abbiamo potuto fare è alleggerire una posizione che era controversa da anni. Oggi gli NCC non devono più rientrare alla base; possono prendere le chiamate telefonicamente. Fare un intervento un po' più complesso e completo significa mettere mano a un compendio normativo e sarà nostra premura farlo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1000, presentato dalle Commissioni riunite, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito i relatori e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 11.17 (testo 4) come riformulato dalla 5 a Commissione, 11.0.600 (testo 2), 11.0.43 (testo 4) e 11.0.95 (testo 4) come riformulati dalla 5 a Commissione, 11.0.95 (testo 4)/600, 11.0.1000, 11.0.500 (testo 4) come riformulato dalla Commissione bilancio con l'eccezione però del comma 18 che viene mantenuto nella formulazione originaria, e 11.0.172 (testo 3). Sui restanti emendamenti il parere è contrario. Il parere è favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G11.100, a condizione che, nel dispositivo, le parole «a porre in essere una norma» vengano sostituite con le seguenti: «a valutare l'opportunità di approvare una norma». Il parere è altresì favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G11.101, a condizione che nel dispositivo le parole «a valutare l'opportunità di dare seguito a quanto esposto in premessa» vengano sostituite con le seguenti: «a valutare l'opportunità di porre in essere tutte le iniziative indispensabili per la risoluzione della problematica esposta in premessa». Il parere è favorevole all'accoglimento come raccomandazione anche degli ordini del giorno G11.102 e G11.9. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dalla relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 11.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.2 è improponibile. Passiamo all'emendamento 11.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.3, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.4, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.5, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori, fino alle parole «per il personale del SSN». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 11.6 e 11.7. Passiamo all'emendamento 11.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.8, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori, fino alle parole «alle risorse». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 11.9 a 11.11. Passiamo all'emendamento 11.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.12, presentato dal senatore Iannone, fino alle parole «1 marzo 2002.». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 11.13 e 11.14. L'emendamento 11.15 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 11.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.16, presentato dalle senatrici Fedeli e Malpezzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.17 (testo 4). DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 11.17 (testo 4), in primis per rivolgere un appello ai proponenti e soprattutto alla forza politica che sta spingendo su questo emendamento, chiedendone il ritiro. Rivolgo questo appello a nome della mia forza politica. Questo è oggi un tema di grande attualità a livello nazionale, soprattutto e in particolar modo sotto l'aspetto mediatico. C'è un concorso per allievi della Polizia di Stato che è stato bandito nel 2017; in questo momento sono circa 10.000-12.000 gli idonei a questo concorso, che stanno aspettando di effettuare le prove fisiche, perché i quiz si sono tenuti già nel 2017 (quindi c'è stata già una scrematura nel concorso). Con questo emendamento si vanno a cambiare le regole in corso d'opera; questo non è giusto. La partita oramai è aperta e noi riteniamo che questi giovani abbiano tutto il diritto di partecipare al concorso con le regole stabilite nel 2017, che non possiamo andare a modificare oggi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E poi soprattutto, in tema di sicurezza, siamo tutti qui partecipi alla tematica che riguarda la sicurezza nazionale e quindi l'assunzione nelle Forze di polizia. Noi in questo momento alteriamo e andiamo a modificare le condizioni di un concorso, come dicevamo, già bandito. Quale esempio darebbe la politica oggi a questi giovani che, con preparazione, con ardore, con i valori, vogliono vestire la divisa della Polizia di Stato? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non è giusto e non è corretto; sarebbe un cattivo esempio. Mi appello pertanto a quella forza politica affinché possa ritirare questo emendamento e quindi i giovani oggi possano aspirare a un valoroso posto di lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, nella discussione generale da più parti è venuta un'istanza pressante, nei confronti della maggioranza e del Governo, di rivedere questa posizione. Un'istanza pressante che deriva dalla mobilitazione di migliaia di ragazzi che con questo emendamento verrebbero eliminati dal raggiungimento di un obiettivo del quale hanno fatto il punto di riferimento della loro vita. Signor Presidente, non è tanto o solo importante il fatto di togliere la speranza e la possibilità a questi ragazzi che hanno fatto un concorso, e che nel momento in cui lo hanno fatto avevano i titoli richiesti dal bando di concorso; non è soltanto il problema di spegnere un sogno: il problema è di varare una norma con effetto retroattivo che è assolutamente incostituzionale e che urta contro tutti i principi di legittimità (Applausi dal Gruppo FI-BP) , indipendentemente se si tratta del concorso di Polizia o di qualunque altro concorso. Uno Stato serio non può chiedere il rispetto di determinati requisiti e, dopo aver espletato il concorso, eliminare una parte di questi requisiti. Si tratta allora di giustizia per questi ragazzi, ma si tratta di buon senso da parte della maggioranza e del Governo. Noi ci auguriamo che ci sia un ripensamento, ma in ogni caso chiediamo che sul punto qualcuno ci dia una risposta. Ci dica il perché di questo emendamento. O si ha il coraggio e il senso di responsabilità di ritirarlo, oppure si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità in Parlamento e dire quali sono le ragioni, anche recondite, che portano alla presentazione e al voto di questo emendamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . RICHETTI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, colleghi, questo emendamento ieri era dentro l'elenco di quelli considerati improponibili. Solo dopo qualche minuto la Presidente, la cui espressione è insindacabile, ha detto che la presenza dell'emendamento 11.17 (testo 4) all'interno di questo elenco era da considerarsi un errore. Signor Presidente, sono abbastanza convinto del fatto che è un emendamento che darà vita alla seguente situazione. Colleghi, scusate se torno sul tema già ieri posto in discussione generale, ma sono convinto che la vostra indifferenza non sarà la risposta a questa votazione. Nella medesima graduatoria di un concorso del 2017 noi avremo un ragazzo che allora aveva ventitré anni, e che oggi ne ha venticinque, che con un punteggio verrà chiamato e un altro ragazzo, allora venticinquenne e che oggi ne ha ventisette, che con lo stesso conteggio verrà espulso. Noi non possiamo macchiarci di questa responsabilità. Non esiste, non lo possiamo. Ha ragione il nostro collega Paragone: ci siamo detti che siamo più attenti alle sofferenze delle banche e non delle persone. E questa mattina c'erano dei ragazzi di ventisette anni qui che piangevano: non hanno tirato petardi o fatto rumore, ma piangevano. Hanno fatto un patto con lo Stato; hanno compilato una modulistica che prevedeva dei requisiti, un'età, un titolo di studio e una prova superata. Voglio sapere come facciamo ad approvare un emendamento che cambia oggi questi requisiti. Non lo possiamo fare. Conosco la sensibilità dei relatori e di pezzi significativi della maggioranza, con cui ho parlato. Non è accettabile la risposta: «Non ci possiamo fare nulla». Voi sapete che stiamo assumendo un atto illegittimo. È evidente che non è questione di diritto; non si possono cambiare i requisiti in corsa. Aggiungo - se qualcuno della maggioranza avesse la disponibilità a interloquire - che non vale obiettare che i requisiti sono stati cambiati nella scorsa legislatura, a luglio 2018. Infatti, a novembre 2018, ossia dopo la modifica della normativa, da questa stessa graduatoria sono stati chiamati i ragazzi con i vecchi requisiti: a novembre abbiamo assunto 500 ragazzi con il limite di età a trent'anni e con il titolo di studio di scuola media e non superiore. Non bastasse questo, il 9 novembre abbiamo pubblicato un bando che prevede come titolo di studio la terza media. Pertanto, dopo la modifica cui si fa riferimento, ancora si utilizzano i vecchi criteri. Oggi, per la prima volta, introduciamo il criterio dell'attingere in maniera selettiva alla medesima graduatoria. Credo non si possa fare e chiedo ai relatori del provvedimento in esame di considerare l'illegittimità di ciò che stiamo facendo e di non calpestare non solo i diritti, ma anche i sogni di questi ragazzi. (Applausi dal Gruppo PD) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per motivare il voto favorevole sull'emendamento 11.17 (testo 4), che è complesso e articolato e comprende varie semplificazioni da apportare nell'ambito di interesse dell'attività del Ministero dell'interno. Concentro questa mia breve dichiarazione sull'inserimento del comma 2- bis , quello su cui, come abbiamo appena visto, si è maggiormente concentrata l'attenzione politica e mediatica. Vi è innanzitutto la necessità di provvedere a reintegrare, nel minor tempo possibile, un consistente numero di agenti di Polizia di Stato per far fronte al mancato turnover , conseguenza del vostro blocco delle assunzioni (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , e per ripristinare con numeri adeguati la composizione del Corpo, affinché si ritorni a garantire i servizi di prevenzione e di controllo del territorio e di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, connessi, in particolare, alle esigenze di contrasto all'immigrazione clandestina e al terrorismo internazionale. Non agire tempestivamente e con coraggio, avrebbe voluto dire accodarsi alle azioni del Governo precedente, che ha via, via smantellato l'organico (Commenti dal Gruppo PD) , con la conseguenza di portare alla soppressione dei piccoli commissariati e alla progressiva chiusura di reparti, quali quelli della Polizia ferroviaria, della Polizia postale e della Polizia stradale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Ma cosa stai dicendo? AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Chiusure, queste, per ora scongiurate, grazie all'azione del ministro Salvini. (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) . Io ho ascoltato voi; vi chiedo la cortesia, ora, di ascoltare me, per quelle poche volte che parlo. (Commenti dal Gruppo PD). MIRABELLI (PD) . Diciamo che è una ricostruzione. PRESIDENTE. Prosegua senza interrompersi, senatore. Il disturbo non si avverte. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Con altri provvedimenti, in primis la manovra di bilancio, abbiamo individuato le risorse economiche... MALPEZZI (PD) . Ve l'abbiamo lasciate noi! AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . ...utili a superare questo vulnus e ora forniamo al Governo lo strumento per procedere, in tempi molto brevi, ad assumere 1.851 allievi agenti di Polizia. Ritirare questo emendamento vorrebbe dire perdere almeno un anno, perché prevede l'assunzione... (Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, lei che è così gentile interviene in maniera così sgarbata? Prego, collega. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Anziché procedere alla lunga e costosa indizione di un nuovo concorso, si prevede di utilizzare gli esiti parziali di quello recentemente svolto nel 2017, attingendo dall'elenco dei candidati che, seppur non ottenendo l'idoneità finale, hanno superato positivamente la prova scritta, adottando quindi criteri decisamente meritocratici. Tale nuova procedura semplificata e sostitutiva di un nuovo concorso e dei relativi costi (e non è la prosecuzione di quel concorso) trova però a scontrarsi, come detto, con quanto previsto dal decreto di riordino delle carriere, approvato nella scorsa legislatura dalla precedente maggioranza. I requisiti più rigorosi relativi al titolo di studio e all'età massima non vengono, quindi, stabiliti dalla nostra azione emendativa, ma sono l'eredità di scelte precedenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Non adottare questi requisiti avrebbe significato far venir meno il principio di equiordinazione con le altre Forze, che nel corso di questo stesso anno avvieranno concorsi con i nuovi requisiti. La scelta di tale percorso avrebbe quindi reso illegittimo e vano lo scorrimento totale della graduatoria, a discapito di tutte le categorie di partecipanti e della sicurezza pubblica. Come Gruppo Lega abbiamo quindi presentato e sosteniamo convintamente questo emendamento, perché siamo certi di non ledere alcun diritto acquisito. Tali, purtroppo per gli interessati (cui va tutta la nostra comprensione), non sono le aspettative non tutelate dall'ordinamento di chi sarebbe comunque impossibilitato a partecipare ad un nuovo concorso a causa delle scelte del precedente Governo. Voteremo a favore perché riteniamo prioritario procedere celermente a garantire più sicurezza ai territori e ai cittadini (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per dire che il Gruppo Forza Italia non solo è a favore delle assunzioni dei 1.800 poliziotti, ma anzi ritiene che dovremmo fare molto di più perché gli organici sono assolutamente sottodimensionati (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché un Governo della scorsa legislatura con il ministro Madia, colleghi del PD, dispose anche una riduzione definitiva e stabile delle piante organiche delle forze di polizia, facendo un grave errore, perché le adeguò alla ristrettezza di personale, invece avrebbe dovuto fare assunzioni perché servono più poliziotti, più carabinieri e tutto ciò che agisca per la sicurezza dei cittadini. Proprio poc'anzi ho incontrato i sindacati di tutte le forze di polizia e ne ho raccolto il grido d'allarme, perché anche nella Polizia penitenziaria si dice che si assumono 1.300 unità, ma in realtà 500 vanno in pensione, quindi togliendole sono 800 in più, mentre mancano 5.000 agenti in quella forza di polizia; nella Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri ci sono problemi analoghi e in tutte le forze di polizia. Noi siamo quindi estremamente favorevoli all'incremento; anzi, come abbiamo detto discutendo il decreto sicurezza e la legge di bilancio, ci siamo molto rattristati per la mancata approvazione degli emendamenti di Forza Italia per dare più soldi per le assunzioni nelle Forze di polizia (Applausi dal Gruppo FI-BP) : meglio creare posti di lavoro nella sicurezza che finti redditi di cittadinanza o altre cose da cui siamo sommersi (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi siamo contro l'emendamento 11.17 (testo 4), perché c'è una discriminazione per ragioni di età e siamo solidali con quei ragazzi che vengono esclusi dalla possibilità di partecipare a questi concorsi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo modo di procedere è ingiusto. Noi vorremmo più possibilità nei numeri e meno discriminazioni per età e altri titoli. Per questo il Gruppo Forza Italia voterà contro l'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Il suo Gruppo non ha già parlato su questo? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi chiedo semplicemente per quale motivo per il Gruppo Forza Italia possono intervenire in due. Questo me lo deve spiegare. PRESIDENTE. Non riesco a capirla. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Non riesco a capirla io, perché su questo tema è intervenuto prima il collega e poi è stata fatta la replica. Adesso chiediamo anche noi di intervenire in replica sul tema dell'emendamento perché su tale questione non è possibile sentirci tutte le volte - lo dico soprattutto ai colleghi di Forza Italia - rimproverare per il fatto che bisogna fare assunzioni nelle Forze dell'ordine a tutti i costi perché bisogna mettere nelle nostre città più poliziotti per garantire più sicurezza e poi, quando arriviamo all'esame dell'emendamento che fa sì che queste persone vengano prese in tempi rapidi proprio per metterle a disposizione dei nostri sindaci (Commenti del senatore Richetti) e - perdonatemi - con un intento da Azzeccagarbugli, dire che siete contrari. Cercate quindi di essere più coerenti con quello che dite quando sostenete queste tesi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Mi sembra che questo tema abbia suscitato interventi di quasi tutti i Gruppi. Chiedo pertanto alla relatrice se intende chiedere l'accantonamento di questo emendamento. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, sta parlando dell'emendamento 11.17 (testo 4), quello che permette l'assunzione di 1.851 agenti? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Sì, intendo quello. PIROVANO, relatrice . Assolutamente no. PRESIDENTE . Non capisco a quale emendamento potessi riferirmi. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.17 (testo 4), presentato dal senatore Augussori e da altri senatori, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Passiamo all'emendamento 11.19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.19, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.20, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla prima parte dell'emendamento 11.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.21, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «25 maggio 2017, n. 75,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 11.23 a 11.28. L'emendamento 11.22 è stato ritirato. Gli emendamenti da 11.29 a 11.40 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.500. MANTOVANI (M5S) . Lo ritiro, Presidente. PRESIDENTE. Ne prendo atto, senatrice Mantovani. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G11.100 (testo 2), G11.101 (testo 2), G11.102 e G11.9 sono accolti come raccomandazione. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.600 (testo 2). CANGINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, ci tenevo a esprimere due parole a nome del Gruppo Forza Italia su questo emendamento perché si tratta di uno di quei rari casi - o comunque non frequenti - in cui le forze politiche di maggioranza convergono con le forze politiche di opposizione realmente nell'interesse generale. Il tema è Rigopiano, l'emendamento prevede di sostenere economicamente i bambini e le bambine resi orfani da quella tragedia che tutti quanti noi, credo, porteremo nel cuore e nella mente. È giusto che sia così perché uno Stato difficilmente può prevenire tragedie naturali come quella avvenuta a Rigopiano ma è dalla capacità, dalla qualità e dalla tempestività dell'intervento successivo che si misura la tempra di uno Stato e la qualità di chi ne ricopre le funzioni di Governo. È successo con Rigopiano, è successo, devo dire un po' malamente, con i genovesi colpiti dalla caduta del viadotto Morandi, purtroppo non è ancora successo con le decine di migliaia di nostri connazionali colpiti dal terremoto dell'Italia centrale e questa è un'anomalia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Io confido, sinceramente, che questo grave vizio, questa grave frattura all'interno del Parlamento, ma soprattutto all'interno del Paese, venga sanata. Vedo che il sottosegretario Crimi ha promosso un'indagine conoscitiva a otto mesi dall'insediamento del Governo, ed a oltre due anni e mezzo di distanza dai fatti. Confido quindi che prima o poi i partiti che sostengono questo Governo si chiariranno le idee su quello che è realmente necessario alle decine di migliaia di nostri connazionali colpiti, oltre due anni e mezzo fa, dal terremoto e che ci sarà prima o poi l'occasione per condividere degli emendamenti. Forza Italia ne ha presentati tanti: li abbiamo presentati in occasione del decreto terremoto, li abbiamo presentati in occasione del milleproroghe, li abbiamo ripresentati in occasione della legge di bilancio, e sono stati sempre respinti. Sono sicuro che arriverà il momento in cui verranno accolti e in cui potremo celebrare tutti insieme il senso dello Stato che ci dovrebbe appartenere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.600 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.800 e 11.0.900 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 11.0.900 (testo 2)/300 è decaduto. Passiamo all'emendamento 11.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.1, presentato dal senatore Errani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.2 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 11.0.3 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.3 (testo 2), presentato dal senatore Grassi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.4 (testo 2) a 11.0.12 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. STABILE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STABILE (FI-BP) . Signor Presidente, in questo emendamento si tratta nuovamente del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari non perché siano le uniche figure importanti e determinanti del Servizio sanitario nazionale, ma perché in questo momento si stanno definendo i contratti. Qui c'è la possibilità di correggere un meccanismo che è nato da qualche anno, perverso e paradossale e forse nemmeno voluto dal legislatore che l'ha introdotto con il decreto Madia. Mi riferisco al fatto che progressivamente alcune quote già nel Fondo sanitario nazionale e già destinate agli stipendi dei medici vengono sottratte progressivamente negli anni, con un meccanismo complesso che chiaramente non riesco a spiegare qui. Se questa erosione continuerà nel tempo, sarebbe inutile da parte nostra permettere, da un lato, di continuare la stagione contrattuale da un punto di vista normativo e, dall'altro, di continuare questa sottrazione di risorse agli stipendi del personale medico. Quindi, se vogliamo avere un contratto per i medici e i dirigenti sanitari - quindi anche biologi, chimici e altre professionalità - che realmente sia in grado di mantenere le incentivazioni a restare nel Servizio sanitario nazionale, dobbiamo porre fine a questo meccanismo e a ciò è finalizzato l'emendamento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.0.13, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori, fino alle parole «1º gennaio 2019.». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.0.14. Gli emendamenti da 11.0.15 a 11.0.23 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.24, identico all'emendamento 11.0.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.24, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.25, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.26, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.27, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.28, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.29, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.0.30, identico all'emendamento 11.0.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.30, presentato dai senatori Parrini e Collina, identico all'emendamento 11.0.31, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.32 e 11.0.33 (testo 2) sono improponibili. L'emendamento 11.0.34 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.35, presentato dalla senatrice Rossomando. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.36 a 11.0.38 sono improponibili. L'emendamento 11.0.84 è stato ritirato. Gli emendamenti da 11.0.39 a 11.0.61 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.62, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.62, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.63 a 11.0.78 sono improponibili, a eccezione degli emendamenti 11.0.66, 11.0.70 e 11.0.76 che sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.79, presentato dal senatore Barboni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.80 è stato ritirato. Gli emendamenti da 11.0.81 a 11.0.93 (testo 2) sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.94, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Comunico che i subemendamenti 11.0.43 (testo 4)/406, 11.0.43 (testo 4)/407, 11.0.43 (testo 4)/408 e 11.0.43 (testo 4)/409 sono da considerarsi proponibili e pertanto ammessi alla votazione. Passiamo all'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta,procediamo alla votazione. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, intervengo su questo perché - come sarà chiaro nel corso del mio intervento - è il primo subemendamento relativo al cosiddetto emendamento trivelle, diventato noto - più o meno tristemente, a seconda dei punti di vista - negli ultimi giorni. Si tratta del vero motivo per cui il provvedimento in esame ha avuto un iter tanto travagliato, con imbarazzanti e imbarazzate continue richieste di rinvio. Bisognava che le due forze di maggioranza trovassero un accordo sulla materia: l'hanno trovato, ne hanno discusso a lungo, avranno anche un po' litigato e - come capita spesso in questi casi - hanno fatto un accordo al ribasso, un compromesso di bassissimo profilo, un bluff clamoroso, che adesso provano a vendere come un grande risultato. Invece non è nulla, se non un totale e insignificante accordicchio. Ne è esempio il fatto che in Basilicata i 5 Stelle hanno fatto la campagna elettorale dicendo che, appena arrivati al Governo, sarebbero stati in grado di bloccare le trivellazioni e le coltivazioni di idrocarburi nella Val d'Agri: è assolutamente falso. L'emendamento che voteremo fra poco non blocca assolutamente nulla, sotto questo profilo. Siamo al solito film: dovevano bloccare la TAP e le trivelle e fare sfracelli sull'Ilva, ma non sta succedendo; ugualmente, mi auguro che non riusciranno a bloccare la TAV, ma qui vedremo se la Lega, per una volta, terrà fede alle sue parole. Il ministro Di Maio aveva promesso di innalzare le royalty che vanno alle Regioni e ai territori locali e invece no: aumentano i canoni concessori, che vanno esclusivamente allo Stato centrale, per fare cassa, per i motivi noti, che conosciamo. Attenti, però, perché questa cassa è assolutamente incerta e rischia anzi di diventare un buco nel bilancio dello Stato, a causa dei contenziosi che si svilupperanno. Non bloccate alcun procedimento in atto. Bloccate solo quelli di ricerca e prospezione che saranno richiesti dopo l'entrata in vigore di questo provvedimento. Aspettatevi pertanto nei prossimi quindici giorni richieste à gogo al riguardo. In compenso, mettete a rischio un settore, quello della ricerca scientifica, ingegneristica e tecnologia sull' oil and gas , in cui l'Italia è all'avanguardia, con posti di lavoro a repentaglio, come ha ricordato a tutti noi in questi giorni il sindaco di Ravenna. Non basta: cancellate la pubblica utilità, negando in tal modo un sacrosanto principio, ossia che la politica energetica sia eminentemente tema di carattere nazionale, che non può essere affidato ai territori locali. C'è di più, però: la politica energetica è un tema troppo serio perché possa essere affrontato nell'emendamento a un decreto-legge così ampio; anche a tale riguardo esprimo meraviglia, perché è stato ritenuto proponibile, mentre tanti altri sono stati cancellati. La politica energetica non può essere affidata a uno spot elettorale né a un emendamento bluff da utilizzare per fare propaganda. È per questi motivi che con rammarico il PD non parteciperà a un voto beffa e inutile, anche se questa è una cosa che in genere non fa. La responsabilità di questo scempio è tutta la vostra e assumetevela per intero voi: noi guarderemo gli errori che continuate a fare. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo dovuto sentire - sia in Commissione sia in Assemblea nel corso della discussione generale - l'intervento del collega Castaldi che, illustrando l'emendamento in titolo, ha voluto parlare continuamente di moratoria. Ora, qui ci dobbiamo mettere d'accordo; la si può chiamare come si vuole - transizione energetica - e quindi, usare nomi anche molto pomposi. È certo, però, che l'emendamento approvato in Commissione è una piccolissima moratoria. Quello che è stato promesso e che i cittadini aspettavano è stato uno dei punti qualificanti del vostro programma, o sbaglio? Ricordo a tutti che nella campagna referendaria ci siamo impegnati tutti - almeno per quanto ci riguarda - e, quindi, l'azione che era necessario fare era evidentemente tutt'altra, come ci siamo permessi di dimostrare attraverso la presentazione di emendamenti e di subemendamenti che di fatto riscrivono completamente l'emendamento 11.0.43 (testo 4). Qual è l'operazione che fate? Prima erano ventiquattro mesi, adesso sono diciotto, ma il punto è: che cosa viene sospeso? Questo è il punto. Mentre si fa il piano delle aree, quali sono i provvedimenti e le concessioni che vengono sospesi? Vengono sospese soltanto le istanze per quanto riguarda la ricerca e la prospezione, e non con un inserimento all'ultimo minuto del famoso 4 -bis - adesso è diventato comma 5 - anche delle istanze di concessione di coltivazione. Questo che cosa produce? Con l'emendamento approvato dalle Commissioni riunite - voi lo definite moratoria - vi faccio l'elenco delle istanze che invece continuano ad andare avanti. Cito l'istanza di riattribuzione di concessione di coltivazione: Strangolagalli (Lazio, Frosinone); tre concessioni di 41,7 chilometri quadrati, e - se volete - vi dico anche chi ha presentato l'istanza. Cito l'istanza di concessione di coltivazione in Sicilia: Bonincontro, Cinquevie e Piano Lupo. E poi vi ricordo l'istanza di concessione di coltivazione in mare: pozzo Vela 1 di fronte ad Agrigento; l'ENI nell'Adriatico; l'Agip sempre nell'Adriatico; Delta del Po, in uno dei parchi più belli che abbiamo.E ancora, istanza di concessione di coltivazione in terraferma: Agosta (Emilia-Romagna), ENI 27 chilometri quadrati: Valli di Comacchio; Colle Santo (Abruzzo), Monte Pallano; Gradizza (Emilia-Romagna); Selva Malezzi; Valle del Mezzano. Facendo salve tutte le concessioni in essere - poi la chiamate moratoria -rimangono in piedi 116 concessioni di coltivazione in essere in Italia, che operano su un totale di 8.000 chilometri quadrati, tra cui: Basilicata, Puglia, Emilia-Romagna, Marche e Lombardia. Sono 66 le concessioni operanti sul fondale marino, su un totale di 8.064 chilometri quadrati. E voi la contrabbandate per moratoria. Poi, dopo tante promesse - abbiamo votato insieme; abbiamo fatto insieme la battaglia contro l'articolo 38 dello Sblocca Italia - fate un'operazione che interviene sull'articolo 38 e non per l'abolizione, non - per esempio - sui commi 5 e 6 di quell'articolo che riguardano la concessione unica, che è una delle questioni più gravi. Vero, senatore Castaldi? Lo sa perfettamente. Voi fate un'altra operazione, anche in quel caso dicendo che vale per il futuro. Parliamo anche del fatto che aumentate i canoni. Benissimo, sono d'accordo. A me sarebbe andato bene anche un aumento di 35-40 volte. Ricordo a tutti che il nostro è il paese di Bengodi e per questo vengono qui, anche se poco c'è. Non intervenite però sulla questione della franchigia, che - in realtà - è lo strumento furbesco grazie al quale l'aumento, alla fine, viene di fatto calmierato. Queste sono le questioni che dovreste dire esattamente come stanno. Tornando al comma 5, fate salve le concessioni non solo delle coltivazioni in itinere , ma addirittura anche di quelle pendenti fino alla data di entrata in vigore del provvedimento. Quindi, nel frattempo qualcuno provvederà a spingerle anche molto in avanti. Questa è la realtà. Per carità - come ho già detto in Commissione - meglio questo che un calcio in faccia. Si tratta di un piccolo passo in avanti, ma voi non potete assolutamente continuare a prendere in giro le persone e mistificare la realtà, perché questa non è una moratoria. Interviene solo parzialmente su alcune sospensioni. Voi pagherete dei prezzi per questo, perché non potete pensare di continuare a portare in giro gli elettori senza pagare pegno. Quando si è maggioranza i compromessi certamente si fanno, ma sulle questioni ambientali ormai voi li fate solo e unicamente al ribasso, tradendo totalmente quello che avete detto e fatto in tutti gli anni precedenti. (Applausi dal Gruppo Misto). MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, non voglio entrare nel merito specifico della questione, in quanto le sensibilità sull'argomento sono varie. Desidero tuttavia ricordare che questo è l'argomento che ha tenuto inchiodate le Commissioni riunite 1ª e 8ª per una serie di sedute, durante le quali si arrivava al cospetto della Presidenza e ci veniva detto che le sedute sarebbero state spostate in quanto non c'era l'accordo. Alla fine, effettivamente, si è detto che l'accordo mancava, perché su detta questione i due partiti della maggioranza non avevano trovato l'intesa. La questione non è banale, perché - con tutto il rispetto per l'ambiente e il tema delle trivellazioni - sul piano politico, che regge le sorti di questo Governo, la questione è altrettanto importante. Questa vicenda è infatti lo specchio di una situazione diventata ormai chiarissima. L'ho detto già in Commissione più volte. Da una parte, emendamenti vengono ritirati da uno dei partner di Governo - la Lega - e, dall'altra, vengono approvati quelli dell'altro partner di Governo, il MoVimento 5 Stelle. La politica economica di questo Governo, per quanto riguarda il centrodestra, è scomparsa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Tutto quello che riguarda lo sviluppo, le grandi opere, le prospettive e l'occupazione è stato totalmente appaltato al MoVimento 5 Stelle, ai cui esponenti dico: bravi! Non condivido assolutamente il vostro punto di vista e vi sarò sempre avversario, come tutto il Gruppo Forza Italia. Vi dico però che siete bravi, perché avete cancellato completamente ogni prerogativa del vostro partner di Governo in tema di politica economica del Paese. Come Forza Italia, noi ci dobbiamo attrezzare, perché in Parlamento siamo l'unica voce politica che ancora tiene a quei principi che, il 4 marzo scorso, ci hanno portato all'interno delle Aule parlamentari. Il nostro programma di Governo è esattamente il contrario di quello che voi state facendo oggi. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S) . Questa è la situazione. Amici del MoVimento 5 Stelle, siamo noi la vostra alternativa e il vostro alter ego . Sul tema della politica economica siete purtroppo rimasti soli e speriamo che chi sta con voi metta cervello. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, sono intervenuto lungamente in discussione generale su questo tema, ma qualche risposta voglio dare a chi è intervenuto, ultimo ma non ultimo il senatore Mallegni. La capacità di mediazione politica e il compromesso parlamentare che si sono visti con questo emendamento dimostrano che questo Governo vi terrà all'opposizione per cinque anni. Questa è la prima considerazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . La senatrice De Petris sa benissimo che No Triv, totalmente No Triv, in questa Aula siamo il MoVimento 5 Stelle e lei. Quindi, io reputo questo risultato monumentale, così come ha dichiarato la professoressa Maria Rita D'Orsogna, che è il punto di riferimento di chi si occupa di siffatte tematiche, abruzzese di origine, come me e come la senatrice De Petris. Mi va di dire qualcosa anche al senatore Margiotta, che chiama accordicchio un qualcosa che sospende la bellezza di 124 titoli (35 vigenti e 89 istanze pendenti). (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci sono poi i canoni per fare cassa, i canoni per eventuali pagamenti, che peraltro possiamo ancora alzare, senza mai far pagare i cittadini, come ho detto ieri in discussione generale. Ma è anche una questione di giustizia sociale, senatore Margiotta. Siete stati capaci di lasciare 5 milioni di poveri in Italia, ma mai vi siete permessi di toccare i petrolieri. Noi sì! Noi sì! Noi sì! (Applausi dal Gruppo M5S) . E per toccare i petrolieri abbiamo dimostrato di avere gli attributi. (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, lei oggi è proprio scatenata. CASTALDI (M5S) . Chiudo, perché non mi voglio dilungare. Dico che, sotto questo aspetto, abbiamo ottenuto un risultato enorme, secondo me. Oggi il PD dimostra ancora una volta quello che è e, come l'ultimo dei vigliacchi, non partecipa al voto. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . La pregherei di contenersi, senatore Castaldi. FERRARI (PD) . Non deve usare quelle parole! MALPEZZI (PD) . Si deve scusare! PRESIDENTE. Ho detto che si deve contenere. Non è ancora prevista la frusta, ma ci possiamo arrivare. La prego di non usare quelle parole, senatore Castaldi. A questo punto, prima di passare alla votazione, comunico che il Partito Democratico ha ancora a disposizione quattro minuti e qualche secondo di tempo; Forza Italia ha tre minuti e trenta secondi; il MoVimento 5 Stelle ha quarantuno minuti; Fratelli d'Italia ha otto minuti; il Gruppo Misto non ha più tempo e la Lega ha ancora undici minuti. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per precisare che, dal mio punto di vista, la vigliaccheria politica è dire le bugie e prendere in giro gli elettori, come fa il MoVimento 5 Stelle. E l'ultimo dei vigliacchi lo dica ai suoi compagni di partito! (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Va bene. Richiamo anche lei nella stessa identica maniera con cui ho richiamato il senatore dei 5 Stelle. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «Entro ventiquattro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.0.43 (testo 4)/400. LANZI (M5S) . Signor Presidente, non so che cosa abbiamo votato. PRESIDENTE. Se lei parla senza attivare microfono, è molto difficile leggere le labbra. Ci vogliono degli esperti. LANZI (M5S) . Non ho capito cosa abbiamo votato. PRESIDENTE. Era disattento, perché l'ho già detto: la prima parte dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404. Ne abbiamo parlato per mezz'ora. Su questo lei non è stato molto attento. Il voto contrario su questo emendamento preclude il successivo emendamento 11.0.43 (testo 4)/400. Ricapitolo per vostra totale comprensione. Abbiamo votato - come credo sia chiaro - la prima parte dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404, la cui non approvazione ha precluso il successivo emendamento 11.0.43 (testo 4)/400. LEZZI, ministro per il Sud . Signor Presidente, vorrei che rimanesse agli atti che non sono riuscita a votare l'emendamento precedente. Il mio voto sarebbe stato contrario. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. DE PETRIS (Misto-LeU) . Il Governo dovrebbe votare dai banchi del Governo. PIROVANO, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, visto che da settimane stiamo lavorando a questo provvedimento, credo si possa rallentare un po' e permettere a tutti di capire che cosa stanno votando. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Se non lo capisce lei che ci lavora da tante settimane, figurarsi gli altri! (Applausi dai Gruppi FdI, PD e FI-BP. Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . CIOFFI , sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico . È inaccettabile! PRESIDENTE. Adesso basta, non siamo allo stadio. Accomodatevi tutti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 19,14) COLTORTI, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI, relatore . Signor Presidente, siccome molti non hanno capito quale emendamento è stato votato prima, chiedo di rimetterlo in votazione e di fare una verifica. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Come lei sa, una volta conclusa la votazione, non si può fare quanto da lei chiesto. Se qualcuno intende correggere il proprio voto, chiede agli uffici che sia annotato e ciò rimane agli atti. Data la stanchezza di tutti e anche di chi è arrivato soltanto in questo momento, cerchiamo di procedere con tempi veloci ma utili per poter comprendere il prosieguo dei lavori. Passiamo all'emendamento 11.0.43 (testo 4)/401, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/401, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.0.43 (testo 4)/403, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Avendo finito il tempo, ha solo un minuto. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, sottoscrivo tutti i subemendamenti a questo emendamento presentati dalla senatrice De Petris. In particolare, l'emendamento 11.0.43 (testo 4)/403 non fa altro che andare incontro a ciò che il collega Castaldi ha detto prima: è veramente un provvedimento antitrivelle. Sentire in questa sede confondere le istanze e cioè le richieste, con i procedimenti autorizzati non è bello: uno può presentare un'istanza e ritirarla; può presentarne a mazzi e ritirarle. Faccio, invece, notare al collega Castaldi che - per esempio - vengono fatti salvi tutti i procedimenti già in corso, anche se non si capisce a che livello del procedimento autorizzativo. Voi scrivete che «non si applica ai procedimenti in corso di conferimento di concessione». Ma che cosa vuol dire? Quello di autorizzazione unica è un procedimento composito, fatto da procedimenti esterni ed endoprocedimenti; a quale punto non si applica? Dopo la prima conferenza di servizi? Dopo la richiesta di integrazione della conferenza? Al deposito del progetto definitivo? Prima della stesura del disciplinare di concessione? Dopo la consegna del disciplinare? Cosa vuol dire? Non vuol dire niente. Senatore Coltorti, secondo lei, questo provvedimento... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/403, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/405, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.0.43 (testo 4)/402, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, il subemendamento 11.0.43 (testo 4)/402 è molto importante. Vorrei ricordare che il Senato, nella scorsa legislatura, si era già pronunciato, approvando un ordine del giorno in cui chiedeva di vietare l'utilizzo della tecnica dell' air gun per l'impatto. Se questo subemendamento fosse approvato e l'utilizzo dell' air gun venisse vietato - mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - ciò consentirebbe di intervenire su moltissime concessioni in essere. Vi prego, quindi, almeno su questo, di provare a riflettere. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/402, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/407. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, magari sono troppo scrupolosa, ma mi risulta che questi emendamenti siano stati resi ammissibili poco fa e, quindi, dovrei esprimere il mio parere, che è contrario su tutti. Mi riferisco agli emendamenti 11.0.43 (testo 4)/407, 11.0.43 (testo 4)/406, 11.0.43 (testo 4)/408 e 11.0.43 (testo 4)/409. PRESIDENTE . La ringrazio, senatrice. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi su tali emendamenti. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/407, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/406, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/408, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4)/409, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.43 (testo 4)/300 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.43 (testo 4). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il nostro voto contrario sull'emendamento in esame. Noi abbiamo provato e sperato che almeno su alcune questioni come l' air gun si potesse arrivare a un miglioramento. Torno a ripetere che questa non è una moratoria. Noi abbiamo combattuto e continueremo a farlo per uscire finalmente dall'economia fossile di questo Paese e per una vera transizione energetica. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, il mio voto sarà in dissenso dal mio Gruppo. Intervengo perché non nasce oggi la mia posizione su questo tema. Prima di oggi, per quanto riguarda il mio impegno politico e giuridico, posso rivendicare il lavoro di una parte importante della Conferenza delle Regioni e in particolare delle Regioni del Mezzogiorno d'Italia, quelle che hanno avuto un rapporto più stretto con il mare blu, con il mare Adriatico, che a più riprese ha conosciuto la pesantezza di questa difficoltà. Parlo con un curriculum di iniziative: siamo stati noi che abbiamo attivato illo tempore l'iniziativa referendaria, siamo stati noi che abbiamo attivato anche una interlocuzione con Palazzo Chigi a dicembre del 2015 per trovare una soluzione alla questione di Ombrina di ferro, che determinò una grande mobilitazione di persone, di giovani e financo di bambini. Arrivò in Abruzzo anche Erri De Luca a precisare la posizione che occorreva. Come si concilia questa norma, di cui adesso ci occupiamo pronunciandoci, con quello che serve per la difesa del mare blu? È una norma efficace? È una norma matura? O è una norma frutto di un angolo, di un dialogo difficoltoso tra le due forze principali di Governo? È una norma che raccapezza, rimedia qualche centimetro di posizione politica e pubblica, che però non ce la fa a determinare la soluzione che è attesa dai Comuni bagnati dall'Adriatico, da coloro i quali vogliono un'altra maniera di approvvigionamento energetico. Io rivendico il lavoro fatto a dicembre del 2015 che portò alla morte di Ombrina di ferro. Concludo, Presidente, con una precisazione (non ho mai superato il tempo consentitomi): vorrei avere due voti, come disse una volta Ugo La Malfa, un voto per determinare l'allontanamento mio da una norma che non è efficace e un voto per incoraggiare una norma migliore, adulta, capace di fronteggiare il bisogno che abbiamo di mare blu, da una parte, e di approvvigionamento energetico, dall'altra. Per queste ragioni mi auguro che le Commissioni competenti, prevalentemente, si possono trovare fuori da ogni emergenza elettorale e da ogni esigenza di spettacolo tematico, per trovare una sede per dire una cosa chiara sul bisogno di energia e una cosa chiara per quanto riguarda il mare blu. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, noi ci asterremo su questo emendamento, perché non condividiamo né il metodo né il merito. Non condividiamo il metodo, perché non si può inserire in un decreto semplificazioni una norma di così grande impatto sociale e anche energetico e non condividiamo il merito, perché questo emendamento è praticamente la mediazione fra gli interessi politici della Lega e dei 5 Stelle che questa volta, mi perdonerà il collega Mallegni, vede il sopravvento della Lega rispetto al MoVimento 5 Stelle. Infatti, il collega Castaldi parla della sospensione di 120 autorizzazioni, ma lo invito a leggere il comma 5, in cui si dice che la sospensione di cui al comma 4 non opera nei confronti dei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, quindi fino a quando questa legge non sarà pubblicata ci potranno essere richieste di autorizzazioni che non potranno essere fermate. Non è questo il modo serio di affrontare il problema. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.43 (testo 4), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.774 è precluso. Gli emendamenti da 11.0.133 a 11.0.773 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.95 (testo 4)/300. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà per un minuto. TARICCO (PD) . Se ho un minuto, andrò molto velocemente. Per i motivi che ha detto prima il senatore Margiotta, crediamo che questo procedimento, come quello di cui si è parlato prima, sia sbagliato nel metodo. Nel 2017 è stata approvata una strategia nazionale dell'energia di questo Paese. È legittimo che chi governa oggi possa voler modificare quella strategia, ma credo che di lì bisogna partire per poi arrivare alle ricadute sui singoli filoni e sui singoli settori. Noi oggi interveniamo prima sul sistema cosiddetto delle trivelle, adesso sull'idroelettrico. Siamo intervenuti su altre forme di energia precedentemente, in modo puntuale, senza un disegno generale. Crediamo che questa sia una modalità, dal nostro punto di vista, non condivisibile. Sul tema puntuale di cui stiamo trattando, in senso generale, eravamo d'accordo: abbiamo presentato sia nella passata legislatura che in questa legislatura proposte normative che andavano esattamente in questa direzione. Il metodo però non ci ha permesso di intervenire; tra l'altro, la presentazione del tema in un emendamento, neanche nel testo base, non ha permesso di poter ascoltare nessuno, non c'è stato confronto sul territorio. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Abbiamo conteggiato i minuti giusti, con segnalazione del segretario Capogruppo del PD. Tranquilli, è tutto sotto controllo. Prego senatore, prosegua. TARICCO (PD) . Mi ha detto che avevo un minuto, così sto andando veramente di corsa. Noi crediamo veramente che questa sia una modalità assolutamente non condivisibile, sbagliata nel metodo e nel merito, per cui non parteciperemo al voto di questo emendamento. Crediamo che sarebbe stato molto meglio quantomeno inserire questo testo nel testo base del decreto semplificazioni, in modo da permettere un minimo di confronto. Non c'è stato questo spazio, non c'è stato neanche lo spazio per fare un intervento decente in questa occasione. Per questo motivo ci asterremo e non parteciperemo al voto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.95 (testo 4)/300, presentato dai senatori Margiotta e Parrini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.95 (testo 4)/600, presentato dal senatore Patuanelli. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.95 (testo 4)/301 e 11.0.95 (testo 4)/302 sono stati ritirati. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.95 (testo 4). BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, poiché nel testo dell'emendamento non compare alcun riferimento a un'intesa, che dovrebbe essere intercorsa con le Regioni in Conferenza Stato-Regioni, la mia domanda è: si tratta di un'omissione del testo oppure questa intesa non è mai stata raggiunta? Se l'ipotesi fosse che questa intesa non è mai stata raggiunta, si tratterebbe di una norma che parte male, perché è una competenza concorrente, rispetto alla quale lo Stato non ha nessuna potestà legislativa piena, se non dopo aver avuto un confronto, nelle sedi istituzionali proprie, con le Regioni. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.95 (testo 4), presentato dalle Commissioni riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5 a Commissione, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.96 a 11.0.118 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.119, identico all'emendamento 11.0.120. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, desidero porre due questioni. La prima è che un emendamento analogo, legato alle strutture balneari, poco fa è stato addirittura considerato non ammissibile. L'emendamento in esame riguarda invece le strutture alberghiere. In Commissione l'abbiamo detto più volte e le associazioni di categoria di ogni ordine e grado lo hanno ribadito: non si capisce perché in un Paese turistico, dove il turismo rappresenta l'11,2 per cento del PIL, le strutture ricettive alberghiere, che hanno le stesse caratteristiche igienico-sanitarie, non possono somministrare alimenti e bevande alle persone che vengono da fuori o addirittura gli ospiti degli alloggiati. Questo è un Paese che guarda all'indietro, anziché guardare in avanti e questa è una misura contro il futuro e contro lo sviluppo, in un periodo di grande difficoltà e di crisi. L'emendamento propone una piccola cosa, per aiutare una delle più importanti imprese del nostro Paese, che è così meraviglioso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.119, presentato dal senatore Mallegni, identico all'emendamento 11.0.120, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.121 a 11.0.131 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.132, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.134 a 11.0.140 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.141, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.141, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.145 a 11.0.154 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.660, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.155 e 11.0.156 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.157, identico all'emendamento 11.0.158, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.157, presentato dal senatore Mallegni, identico all'emendamento 11.0.158, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.159 e 11.0.1000/500 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.1000, presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.161 a 11.0.500/7 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.500/8, identico all'emendamento 11.0.500/9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.500/8, presentato dai senatori Parrini e Margiotta, identico all'emendamento 11.0.500/9, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.500/11 a 11.0.500/45 sono improponibili. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento e in nome della Commissione che presiedo, chiedo di rettificare il parere espresso sull'emendamento 11.0.500 (testo 3), espungendo il comma 18 dalle soppressioni e aggiungendo che su di esso il parere è di semplice contrarietà. PRESIDENTE. Ne prendiamo atto. MODENA (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, è scomparso un emendamento che avevo presentato e la domanda che le rivolgo riguarda la formulazione di questa norma. La questione è abbastanza delicata, perché, a seconda di come il testo viene riformulato, c'è una serie di conseguenze sui bilanci del Comune. La relatrice ha detto che è stato riformulato: ho cercato il testo preciso della riformulazione, perché vorrei capire intanto se nella riformazione rimane l'abrogazione del comma 895 dell'articolo 1 della Legge 145 del 2018, dato che si trattava di un punto essenziale nel quadro della norma. In secondo luogo, il mio subemendamento 11.0.500 (testo 4)/700, da me presentato, prevedeva una soppressione con riferimento alla destinazione dei fondi. Non ho trovato né l'improponibilità né l'inammissibilità dello stesso, quindi vorrei capire se è stato assorbito dalla riformulazione dell'emendamento 11.0.500 (testo 4) oppure che fine abbia fatto. PIROVANO, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO, relatrice . Signor Presidente, da quanto ho capito non abbiamo il testo riformulato dalla 5 a Commissione. PRESIDENTE. Mi dicono che è in distribuzione. PIROVANO, relatrice . Prima non c'era, quindi probabilmente i colleghi non hanno potuto vederlo. Preciso esattamente quanto ho detto quando ho espresso il parere sugli emendamenti: si recepisce il parere della 5 a Commissione per l'emendamento 11.0.500 (testo 3), ad eccezione del parere espresso sul comma 18, che era una contrarietà semplice, su cui diamo invece parere favorevole. Quindi il comma 18 resta nell'emendamento. Per quanto concerne il subemendamento 11.0.500 (testo 4)/700, da quanto mi risulta era già assorbito da quello delle Commissioni riunite. Il testo riformulato dell'emendamento 11.0.500 è in distribuzione, sono stati espunti dei paragrafi, ma non viene espunto il comma 18. PRESIDENTE . Mi sembra abbastanza chiaro. Il testo è in distribuzione, la relatrice ha chiarito che il comma 18 resta all'interno dell'emendamento. MODENA (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Presidente, il subemendamento che ho presentato non riguarda il comma 18, ma la destinazione del Fondo Imu in quanto i Comuni utilizzavano quel Fondo per la spesa corrente e invece, con la manovra di bilancio, viene destinato per opere di manutenzione, strade, scuole e strutture di proprietà comunale. Quindi, chiedevo che questa parte venisse espunta, perché altrimenti si stanziano 300 milioni che alla fine certamente non serviranno a nulla, perché c'è il vincolo degli investimenti. PRESIDENTE. Senatrice, il suo subemendamento è stato dichiarato improponibile. Il testo in votazione è quello chiarito dalla relatrice. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, bene ha fatto la collega Modena a voler chiarire, ma durante l'attività di Commissione si è intervenuti sulla questione più significativa, ovvero, grazie a un emendamento presentato dal Gruppo Forza Italia, che è stato assorbito all'interno dell'11.0.500 (testo 4) delle Commissioni riunite, finalmente si dà la possibilità ai Comuni, dopo tanto tempo, di avere la disponibilità delle risorse del Fondo Imu-Tasi per la spesa corrente. Credo che questo sia un risultato importantissimo per tanti Comuni italiani - sono più di 1.800 - che finalmente avranno la disponibilità di queste somme sul proprio bilancio dal giorno successivo all'approvazione della legge di conversione da parte delle Camere. È un risultato significativo che noi di Forza Italia vogliamo ascrivere a un lavoro importante e ringraziamo la maggioranza di aver accolto la nostra proposta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE .Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.500 (testo 4). PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, intervengo per annunciare che sull'emendamento in oggetto il Partito Democratico si asterrà. Apprezziamo il fatto che il Governo e la maggioranza abbiano deciso di procedere in senso totalmente diverso rispetto a quanto fatto nella legge di bilancio, che era piena di misure contro i Comuni. Nel frattempo è emersa la consapevolezza del danno arrecato e la volontà di porvi rimedio. Secondo noi, lo si fa in maniera insufficiente e in molti casi pasticciata, con troppi scaricabarile e incertezze, senza valorizzare pienamente il ruolo dei Comuni come propulsori della spesa per investimenti in Italia. La spesa per investimenti pubblici è sempre più determinante in un contesto di economia calante e occupazione in diminuzione. Tuttavia, la marcia indietro rispetto alla legge di bilancio ci è sufficiente per apprezzare lo sforzo fatto per correggersi e quindi ci asterremo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.500 (testo 4), presentato dalle Commissione riunite, formulazione che recepisce le condizioni poste dalla 5ª Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.167, 11.0.168 e 11.0.169 sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.172 (testo 3). BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'approvazione dell'emendamento in esame farà piacere a tutti, perché va a eliminare quella che, nella notte del 31 dicembre scorso, è stata battezzata dal Presidente della Repubblica «tassa sulla bontà». Mi riferisco a quella iniqua doppia tassazione che veniva a gravare su tutte le imprese del terzo settore, cioè su quella forza motrice del Paese che costituisce davvero l'asse portante del welfare italiano, un welfare creativo, delle opportunità e delle emergenze. Tassare in doppio modo quel tipo di attività era veramente la follia di un sistema che non si rendeva conto del valore delle iniziative. Da questo punto di vista, l'abolizione di questa tassa rappresenta un punto di civiltà nel nostro Paese. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.172 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 11.0.174 a 11.0.550 sono improponibili. Gli emendamenti da 11.0.700/1 a 11.0.700/6 sono decaduti. Gli emendamenti 11.0.700 e 11.0.187 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 11.0.188, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.188, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 11.0.189 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.0.601. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo velocemente per perorare la causa di questo emendamento, anche perché ho visto che c'era un emendamento molto simile, se non proprio identico, a firma dei colleghi della Lega. L'emendamento 11.0.601 concerne il mantenimento della targa originaria sulle auto storiche, che è una cosa molto importante per coloro che sono appassionati di questo settore. Questa misura non comporta oneri per lo Stato; se mi date una mano su questo emendamento, diventa un emendamento di tutti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.601, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 11.0.190 (testo 2), 11.0.191 e 11.0.2000 sono improponibili. L'emendamento 11.0.2000/1 è decaduto. L'emendamentox1.1 all'articolo unico del disegno di legge di conversione è improponibile. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come con la legge di bilancio, ancora una volta maggioranza e Governo hanno mostrato incertezza e approssimazione nella conduzione dei lavori parlamentari. Nel caso di questo provvedimento, ciò è grave. Se infatti con la legge di bilancio c'era la trattativa con l'Europa, qui non c'è nulla che può spiegare quanto accaduto, se non le divisioni e i problemi tutti interni alla maggioranza, che non è riuscita a fare una sintesi virtuosa, senza cioè snaturare la funzione della decretazione d'urgenza. Per giorni e giorni la dialettica preminente è stata quella tra i due partiti di maggioranza e non quella tra maggioranza e opposizione. In attesa che altrove si prendessero decisioni e che venissero sciolti i nodi politici nelle Commissioni, abbiamo vissuto un déjà vu della manovra, come se nel frattempo non vi fossero state le parole di Mattarella, con il discorso di fine anno e l'invito alle forze politiche a riflettere sul ruolo del Parlamento. Il risultato di tutto questo è un testo finale fortemente al di sotto delle attese e delle necessità di cittadini e imprese. Come autonomisti avevamo presentato diverse proposte di buonsenso, condivise con le categorie produttive, che speriamo trovino spazio nella legge di iniziativa parlamentare che il Governo ha annunciato sulla materia degli appalti. Tra queste, quelle sulla modifica della disciplina del subappalto, con la soppressione della terna dei subappaltatori per ciascun servizio, l'introduzione di un termine di cinque giorni per la pubblicazione degli atti relativi alla procedura d'appalto, una revisione della norma sull'impugnazione dei provvedimenti per disincentivare i ricorsi di natura strumentale, un emendamento volto a scoraggiare le offerte con ribassi eccessivi e le offerte così basse da prefigurarsi come anomale, una proposta sul rating di impresa con la soppressione del soccorso istruttorio come criterio reputazionale. Sono solo alcuni esempi, ma voglio menzionarli, perché danno l'idea dell'importanza di un intervento su questa disciplina; spero davvero che, con il provvedimento ad hoc annunciato dal Governo, verrà concessa alle opposizioni una possibilità reale di confronto e di contributo. Il decreto-legge a nostro avviso ha comunque qualche aspetto positivo. Penso soprattutto alla cancellazione del Sistri, ma penso anche alla cosiddetta norma Bramini a tutela dei piccoli imprenditori che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Bene anche l'approvazione dell'emendamento, fortemente sostenuto dal nostro Gruppo, che ha riportato l'Ires per il volontariato al 12 per cento, riparando così al brutto errore compiuto con la legge di bilancio. Per il resto, non comprendiamo perché non sia stata accolta la richiesta, che giungeva da più parti, di superamento dello split payment . Era un intervento semplice, che avrebbe garantito maggiore liquidità alle imprese e ai professionisti, dato che oggi lo strumento cardine per il contrasto dell'evasione fiscale è la fatturazione elettronica. Quindi non capiamo perché il Governo non abbia voluto fare propria questa proposta. Ci colpisce che non abbia voluto confrontarsi sulla nostra proposta di semplificazione burocratica per la cancellazione automatica delle ipoteche, una volta saldati tutti i debiti. In questo caso sarebbe stata una norma a basso impatto per l'erario, ma aveva un suo valore simbolico, perché non è giusto che per un certificato che attesti ad esempio l'estinzione di un mutuo, i cittadini debbano pagare un'imposta di bollo di 59 euro. Ci colpisce ancora di più la bocciatura del nostro emendamento per estendere la disciplina dei voucher agli eventi sportivi internazionali, una richiesta che giungeva dal nostro territorio in vista dei campionati del mondo di biathlon del prossimo anno. Il punto è che per le società sportive professionistiche questa possibilità è consentita. Perché allora non estenderla anche alle associazioni e a quei soggetti non profit che organizzano eventi di così grande importanza? Parliamo di manifestazioni che smuovono migliaia di persone. Quest'anno, alla coppa del mondo, erano presenti oltre 100.000 persone in tre giorni. Sono eventi che generano ricchezza e sono straordinari veicoli di promozione del territorio e dell'Italia. Fa specie che la sua bocciatura sia giunta in concomitanza con la visita del Presidente del CONI a Bolzano, che ha definito la località Anterselva «asso nella manica» per la candidatura italiana ai giochi olimpici invernali del 2026. Allora, se non è una beffa la bocciatura di quest'emendamento, poco ci manca. Anche il settore dell'edilizia non ha trovato l'attenzione che merita, dalla mancata cancellazione dello split payment all'assenza di misure per l'edilizia infrastrutturale e le opere pubbliche. Mi sento allora di condividere quanto hanno detto i rappresentanti delle categorie produttive: questo provvedimento ha qualche elemento positivo, ma manca di un disegno sulla crescita e sullo sviluppo, la stessa mancanza che noi abbiamo sottolineato con la legge di bilancio. Le stime sulla crescita del Paese sono un terzo rispetto a quanto questo Governo scriveva nel DEF. Manca una vocazione all'impresa, allo sviluppo economico, che invece, in questo momento, dovrebbe essere molto forte, molto più decisa, molto più incisiva. Credo che un maggiore confronto parlamentare tra maggioranza e opposizione avrebbe aiutato in tal senso e ad evitare quello che è accaduto in queste ultime ore. Per tutte queste ragioni, annuncio il voto contrario del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l' iter della conversione di questo decreto-legge è stato, come sempre ormai, molto complesso; è stato, come al solito, pieno di problemi. Siamo arrivati persino a un fatto abbastanza inedito, ossia si sono dichiarati inammissibili i due terzi degli emendamenti approvati in Commissione, proprio perché si era trasformato - già lo era in partenza - in una sorta di decreto omnibus . Come in tutti i decreti omnibus , ovviamente vi sono delle norme magari più positive ed altre, che sono state inserite e che avrebbero forse avuto bisogno di un ragionamento a parte, che certamente non sono né positive né rientrano nel titolo del decreto-legge semplificazioni. Noi abbiamo cercato, in tutti questi lunghissimi giorni e settimane, di dare il nostro contributo. Abbiamo presentato emendamenti che entravano soprattutto nel merito di alcune questioni che a noi stanno molto a cuore. Possiamo dirci soddisfatti dell'approvazione unanime da parte dell'Assemblea dell'intervento sull'Ires, su cui avevamo presentato vari emendamenti; era un modo per riparare al torto grave che si era compiuto durante la legge di bilancio, configurando, di fatto, una sorta di tassa sulla solidarietà. Speriamo, come abbiamo detto nell'intervento in dichiarazione di voto, che non ci si torni su, magari inventando qualche altra formula per colpire il volontariato. Spero che il voto di oggi fissi finalmente un percorso di attuazione delle norme che erano state inserite all'interno del Terzo settore. Si è certamente fatto un passo in avanti anche sulla questione degli enti locali, che abbiamo votato poc'anzi, anche in questo caso per riparare ai guai fatti durante la legge di bilancio. Tuttavia vi erano una serie di nostri emendamenti, che ci stavano molto a cuore e che entravano nel merito di vicende legate ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al caos che continua a sussistere nella scuola, ai concorsi (per cui paradossalmente vi sono molti posti vacanti e molti abilitati che non si riescono a incontrare) e a tanti altri problemi. Noi abbiamo offerto la nostra collaborazione. Vorrei segnalare che non vi è stata alcuna convergenza, praticamente su nessun emendamento, se non quelli assorbiti nell'ambito dell'intervento sull'Ires. Il grande dispiacere, su cui mi soffermerò ancora, deriva da una serie di operazioni che proseguono nello stile della propaganda, ossia che vengono presentate in un modo ma sono esattamente il contrario. Faccio riferimento alla questione delle trivelle su cui siamo intervenuti poco fa. Lo ripeto, le mediazioni sono normali, ma c'è un punto su cui ci dobbiamo mettere d'accordo. Il piano delle aree serve davvero per avviare la transizione energetica o è solo una sospensione di diciotto mesi? Infatti, dopo aver fatto tanti comunicati, propaganda, interruzioni dei lavori di Commissione, minacce di dimissioni del Ministro dell'ambiente, alla fine la mediazione è stata, come sempre, molto al ribasso. Quella, infatti, non è una moratoria, ma è un time out , una sospensione che si applica solo e unicamente alle istanze per la ricerca e per la prospezione. Non vi rileggo l'elenco sterminato, ma si prorogano, ad esempio, tutte le concessioni in atto in Basilicata. Non venite a dire che questo è un grande risultato, perché sapete perfettamente che non lo è: è una sospensione. Vedremo in questi diciotto mesi. Non si inizia a realizzare il piano delle aree, avendo già dovuto accantonare la questione fondamentale, ossia cominciare a mettere un freno, a lavorare davvero per una moratoria, almeno sulla vicenda dell' air gun , la tecnica che abbiamo combattuto e che sta creando molti problemi nei nostri fondali; oppure, almeno per la sospensione nell'Alto Adriatico, di fronte a Venezia. Non dico tutto, ma c'erano tanti altri passi in avanti che si potevano fare. Non eravate in grado, per i rapporti con la Lega, di abrogare l'articolo 38 del decreto-legge n. 133 del 2014? Potevate almeno intervenire sulla concessione unica. Se tanto mi dà tanto, anche sulla TAV... Potrei fare un elenco. Vogliamo parlare della Puglia? Vogliamo partire dal TAP? Su questo punto non so cosa avete scritto in questo benedetto contratto di Governo; sulle questioni ambientali forse avete fatto finta di scrivere qualcosa, ma sta accadendo esattamente l'inverso. Soprattutto - e questo è anche il motivo del voto contrario su quell'emendamento - colpisce il fatto che non si vuole costruire un percorso ma si sta solo chiusi all'interno del rapporto con la Lega ed il lavoro delle Commissioni e in Aula è soltanto conseguente a tale realtà: tutto è legato ai rapporti di forza, per cui se una componente della maggioranza presenta un emendamento, l'altra deve presentarne un altro e in quei rapporti di forza ancora una volta, come in questa vicenda, sta vincendo la Lega. Non volete ammettere che ci sono concezioni e idee diverse sulla transizione energetica, rispetto al futuro e allo sviluppo del Paese e anche sulle grandi opere; un tema, questo, che non volete affrontare. Vi nascondete con la retorica del Governo del cambiamento, ma ogni volta sono solo compromessi al ribasso che non danno a questo Paese nessuna possibilità di fare passi in avanti. Torno infatti a ripetere che le mediazioni e i compromessi sono parte della politica, ma per fare un passo in avanti, non per sacrificare continuamente i propri punti di vista. Forse ci eravamo sbagliati noi illudendoci che la battaglia per uscire dal fossile fosse strategica per voi, che la questione di investire sulla cura del territorio, sulle piccole e medie opere, su quella concezione dello sviluppo fosse strategica, ma state dimostrando che non è così su questo e su molte altre questioni che sono state poste in questa sede. Pensate al tema dell'idroelettrico: quella è una pubblicizzazione? È semplicemente un emendamento che favorisce ancora una volta la Lombardia (poi discuteremo su cosa accadrà con l'autonomia) e poi le Regioni sono libere di fare ciò che vogliono. Quella è la gestione delle risorse pubbliche, dell'acqua? Non ci siamo davvero. In questa sede potrei parlare anche di tante altre norme inserite all'interno di questo provvedimento, ma ancora una volta non ha prevalso la possibilità di dare un contributo per far fare un passo avanti al Paese, bensì solo la mediazione tra di voi. Questo atteggiamento continuerà fino al compimento di questa eterna campagna elettorale (che prima o poi finirà) per le elezioni europee, ma tutto ciò va soltanto a detrimento degli interessi di tutti i cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo Misto) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, la semplificazione è un obiettivo primario per Fratelli d'Italia; la semplificazione arma le nostre azioni, investe il nostro impegno politico, è quello che ci viene chiesto dalla nostra gente, dalle nostre piccole medie aziende, dai nostri imprenditori, da chiunque voglia investire in questo Paese, dalla signora anziana che nei nostri paesi ci chiede aiuto perché nel 2019 il mostro è ancora la burocrazia. L'unica cosa che riconosciamo a questo Governo è il fatto di aver chiamato il provvedimento in esame decreto semplificazione, ma in realtà, come hanno detto gli altri colleghi, di semplificazione purtroppo c'è ben poco. Si tratta di un decreto omnibus, una summa ideologica, un maxi provvedimento che ha la pesantezza di una finanziaria, una jungla normativa senza un minimo comun denominatore. In Commissione abbiamo dato la nostra massima disponibilità, ben presto tradita dalla vostra stella polare, che è così diversa dalla nostra. Voi avete dimostrato di avere come stella polare le elezioni europee, qualche comunicato roboante, qualche marchetta elettorale da lanciare sui social. Invece la nostra stella polare è l'interesse nazionale, è qualcosa di completamente diverso. Noi sappiamo quanto sia vitale semplificare e rendere più facile la vita dei cittadini e delle nostre imprese per poterle salvare dalle prescrizioni burocratiche e amministrative. Per questo abbiamo tentato di emendare, abbiamo tentato di dare una mano, abbiamo chiesto l'abolizione della fattura elettronica - vengo al sodo -, abbiamo chiesto l'abolizione del tetto del contante, che in Germania non esiste e in Italia continuiamo ad avere; abbiamo chiesto l'abolizione dello spesometro e del redditometro; abbiamo chiesto il reinserimento dei voucher per l'agricoltura e per il turismo; abbiamo chiesto la compensazione per chi ha crediti nei confronti della pubblica amministrazione, le tante aziende schiacciate, strozzate dai crediti che lo Stato non gli riconosce; abbiamo chiesto l'estensione del credito d'imposta previsto per alcune zone economiche, per il Sud, anche ai grandi porti del Nord. Che cosa abbiamo ottenuto? Semplicemente che la montagna ha partorito un topolino. Il cosiddetto decreto semplificazione parla di tutto ma cambia la vita davvero a pochi, pur occupandosi, come dicevo prima, di qualcosa per cui servirebbe un'enciclopedia per quanti volumi abbiamo dovuto trattare con tanta pazienza nelle Commissioni. Abbiamo parlato del codice degli appalti, del demanio delle acque interne, di scuola, di agricoltura, di ordini forensi, delle trivelle, per le quali ci siamo incredibilmente arenati. Abbiamo parlato della pubblica amministrazione, delle PMI, della tracciabilità dei rifiuti, dei medici, dell'Alitalia, degli enti locali, dei veterinari, dei concorsi pubblici. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 20,17) ( Segue RUSPANDINI). Fatemi dire due parole sull'Alitalia: vi sembra questo il modo di affrontare una questione come questa? Senza farci capire se esista la pianificazione di una strategia nazionale del trasporto aereo, del nostro sistema aeroportuale? Abbiamo visto - mentre qualcuno ride - stralciare fino all'ultimo istante due terzi degli emendamenti da noi presentati. Il decreto semplificazione ci ha lasciato un giudizio positivo per pochissime questioni, per il piccolo fondo per le PMI creditrici nei confronti dello Stato (che abbiamo chiesto di raddoppiare), per il tentativo positivo di mettere ordine nel caos delle licenze degli NCC e dei balneari. Abbiamo apprezzato gli aiuti a Rigopiano e la norma sull'etichettatura con la quale si indica finalmente l'origine dei prodotti. Il resto è propaganda elettorale. Avremmo voluto votare a favore ma manca un ingrediente che per Fratelli d'Italia è fondamentale: il coraggio. Per questo il Gruppo Fratelli d'Italia si astiene su questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FdI) . MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, il decreto-legge al nostro esame arriva in Aula in ritardo, com'è noto, dopo che l'Aula è stata bloccata per più settimane. Un decreto trasformato in omnibus , a serio rischio di costituzionalità, come abbiamo visto, rischio evitato in extremis dalle improponibilità e inammissibilità comunicate dalla Presidenza del Senato. La verità è che è in atto una campagna elettorale strisciante, una competizione tra forze di maggioranza sempre più antitetiche. Siamo stati bloccati a lungo mentre si cercavano mediazioni sempre più al ribasso. Il decreto-legge ha un titolo di sicuro effetto, in questo siete francamente bravi - dignità, sicurezza, spazza corrotti - ma dietro il titolo, anche in questo caso, nulla. Vi sfido anche questa volta a trovare che cosa possa giustificare il nome di semplificazione. Ieri è stato autorevolmente ricordato, in quest'Aula, l'articolo 77 della Costituzione ed il richiamo della Corte del 2012: nelle leggi di conversione non possono essere inserite norme assolutamente ultronee rispetto al testo del decreto-legge. Ed invece il testo è cresciuto e lievitato di pari passo agli appetiti del Governo, intenzionato a far rientrare tutto quanto era stato tenuto fuori dalla legge di bilancio per le vicende della trattativa con Bruxelles a tutti note. Nelle Commissioni riunite sono state approvate 61 pagine di emendamenti, la stragrande maggioranza dei quali valutati inammissibili dalla Presidenza del Senato, che questa volta ringrazio per la meticolosità del lavoro, credo anche supportata da autorevolissima moral suasion. Qui c'è un problema, che è quello di comunicazione tra i Presidenti delle Commissioni e la Presidenza del Senato: non possiamo per tre settimane votare emendamenti poi ritenuti inammissibili in Aula. Sono così scomparsi microinterventi, indegne mance, norme ad personam , provvidenze dovute a questo o a quel parlamentare per campagna elettorale. Qualche esempio? Un favore ad un operatore della logistica genovese, la modifica del CDA di ENAC per nominarne uno gradito al nuovo Presidente nominato solo dieci giorni fa, in coerenza con lo spoil system già esercitato su Ferrovie e su ANAS, di cui credo che il Governo sarà chiamato a rispondere dalla Corte dei conti; il potenziamento di Equitalia, non più ritenuto il diavolo come mesi fa, da quando l'amministratore delegato è di vostra nomina; persino un posto in più nell'organico del Ministero dell'interno; la pericolosissima deroga di tre anni concessa per l'adeguamento alla norma di sicurezza degli impianti antincendio nelle scuole, dove vivono i nostri figli, i bambini; l'incentivo alle un tempo odiate auto blu; la cancellazione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo e persino l'agghiacciante favore alle concessionarie, tra cui quelle autostradale e all'Aspi (a luglio bisognava togliere la concessione, oggi con un emendamento - poi per fortuna dichiarato inammissibile - in Commissione era stata approvata la deroga per le autostrade, tra cui l'Aspi, all'applicazione del codice degli appalti, evitando così il fastidio per loro di assegnare i lavori attraverso la gara). Altro che decreto semplificazioni: decreto complicazione, con molte norme ispirate solo da desiderio di potere, da voglia di occupare, con operazioni di sfacciato clientelismo, ogni spazio possibile. Un vero e proprio assalto alla diligenza. Ma qualcosa di buono c'è ed è grazie al PD - lo ha ricordato questa mattina il presidente Marcucci - ed è la cancellazione dello sbagliatissimo raddoppio dell'Ires sul no profit , un errore vostro nella legge di bilancio subito nominato «tassa sulla bontà». Vi diamo atto, su questo, di aver votato insieme a noi in Commissione prima e in Aula poi, un buon segnale, purtroppo episodico ed isolato, di corretta dinamica maggioranza-opposizione nell'interesse dei cittadini. Abbiamo convenuto insieme di evitare correzioni spot al codice degli appalti, una buona legge che certamente merita check-up e correzioni - sono il primo a dirlo - ma non certo stravolgimenti. Avete però bocciato il nostro emendamento volto a cancellare l'aumento della soglia al di sotto della quale è possibile affidare lavori senza gara, una norma inserita nottetempo nella legge di bilancio, di cui Cantone ha detto che favorirà la corruzione. Quanto ipocrite suonano le parole di Bonafede e il decreto spazza corrotti, quando poi invece esiste uno iato evidente tra le vostre affermazioni e le vostre azioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Ho già detto degli NCC e non mi dilungherò. Vi eravate impegnati ad affrontare il tema con una legge ad hoc , l'avevate presentata alla Camera e poi, mentre faceva il suo iter , l'avete rovesciata integralmente in questo decreto. Per pagare un dividendo politico ai tassisti, in particolare romani, schierati con la Raggi in campagna elettorale, colpite un settore che non è fatto solo di Uber o di grandi società, ma da tanti lavoratori autonomi, piccoli imprenditori che hanno investito soldi per poter lavorare. Le trivelle, un bluff clamoroso: promettevate di bloccare estrazioni e non bloccate niente; avreste dovuto aumentare le royalty che vanno alle Regioni e avete aumentato i canoni sperando di far cassa per lo Stato centrale e rischiando invece un buco serio causato da contenziosi. Non basta, mettete anche in ginocchio un settore - quello della ricerca e dell'ingegneria dell'oil and gas, in cui l'Italia è all'avanguardia. La chiosa più giusta alla vostra azione di Governo è in questa bellissima frase di Alexis de Tocqueville: «Le loro ambizioni sono talmente concentrate nel mantenimento del potere che, solo al pensiero di lasciarlo, sono presi da una sorta di orrore che impone loro di sacrificare l'avvenire al presente ed il loro onore al ruolo». Questo siete, ma non ve lo consentiremo, perché amiamo il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono stata lungamente ad ascoltare... (Brusio) . Siamo già in pochi, se mi date la possibilità di parlare, colleghi, mi fate una cortesia. (Commenti dei senatori Malpezzi e Marcucci) . Sono stata ad ascoltare in silenzio. PRESIDENTE. Senatore Marcucci e senatrice Malpezzi, per cortesia. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Sono stata ad ascoltare gli interventi dei colleghi: interventi anche importanti, che in parte ho condiviso e in parte no. Non entrerò comunque nel merito del provvedimento in esame, che è già stato ampiamente illustrato in tutte le sue parti dai relatori e dal Governo. Coloro che sono intervenuti in precedenza, come primi firmatari degli emendamenti, hanno poi contribuito ad approfondire in maniera ancora più puntuale, se mai ce ne fosse stato bisogno, le varie tematiche connesse al provvedimento, estremamente articolato, molto sofferto e contrastato. Vorrei invece ricordare alcune dichiarazioni, che hanno richiamato molto la mia attenzione e penso non solo la mia, pronunciate in Assemblea nella giornata di ieri, durante l'esame delle questioni pregiudiziali e successivamente in discussione generale. Ad esempio, il senatore Zanda ci ha richiamati al rispetto dell'articolo 77 della Costituzione, che non deve essere violato, come si sostiene sia accaduto in questo caso. Successivamente egli ci ha parlato di una sentenza della Corte costituzionale e poi è arrivato a parlare di arroganza, accusandoci di rimpinzare i provvedimenti, che porteremmo all'esame dell'Assemblea sfidando la Corte costituzionale. Possiamo poi passare agli interventi delle senatrici De Petris e Rauti, che insieme hanno definito la cornice del provvedimento in esame, ritraendolo come se fosse letteralmente un mostro e descrivendoci animati da una rincorsa a fette di elettorato. Qualcuno si è spinto ancora un po' più avanti, definendoci colti con le mani nella marmellata o accusandoci di aprire nuovamente la strada all'intrusione mafiosa e di aver approvato prima il provvedimento spazza corrotti, per poi ripristinare questa possibilità. Qualcun altro, invece, molto tranquillamente ci ha definiti in paranoia elettorale, ma va bene, può anche starci all'interno della dialettica politica, che ho imparato a conoscere in questi otto mesi di mandato. Questo è dunque il mio primo intervento in Assemblea: prima ho preferito stare ad ascoltare, per cercare di acquisire capacità oratorie, che non mi sono così consuete e che invece lo sono molto di più a colleghi giunti al secondo, al terzo o al quarto mandato parlamentare. Mi sono poi accorta che, anche se passava il tempo, alcune posizioni rimanevano tali e quali, vale a dire sempre negative, come se il Governo e la maggioranza, anziché riflettere sulle cose che portano avanti, navigassero a vista, cercando di raffazzonare qualcosa da proporre, che poi viene bocciato o viene portato davanti a questo onorevole consesso, per prendere poi le reprimende, perché non sa fare bene il suo lavoro. Non è così, però, come dimostra il fatto che quelle appena trascorse sono state due settimane intensissime di lavoro, che oserei definire di squadra, visto che la 1ª e l'8ª Commissione permanente hanno lavorato insieme e ne è una prova il fatto che gli emendamenti non sono stati presentati solo dalla maggioranza. Sta nel gioco delle parti che ci siano emendamenti approvati dalla maggioranza, ma non dalla minoranza; in totale, però, è stato presentato quasi un migliaio di proposte emendative, perché si credeva e si crede in questo provvedimento. Esso ha tanta fretta di essere posto in essere non solo perché scade il 12 di febbraio ed è la conversione di un decreto-legge, ma soprattutto perché cerca di dare risposte alle centinaia di migliaia di istanze che ci pervengono quotidianamente, non solo alla maggioranza, ma a tutti, tramite l'indirizzo di posta elettronica del Senato. Si tratta di istanze di cittadini e delle più disparate categorie e associazioni che rappresentano gli interessi più differenti e ci chiedono aiuto, poiché da molto tempo attendono una soluzione, magari costituita anche da piccole cose, che però, per chi sta fuori da queste mura, sono fondamentali. Perdiamo quest'occasione, ma forse non la perdiamo del tutto, perché ogni cosa è stata vidimata, bollinata e autorizzata dalla Ragioneria generale dello Stato, per cui la riproporremo - in una forma diversa, ovviamente - per raggiungere comunque il risultato. Non mi dilungherò molto, ma sono andata a rivedere qualche ricordo del passato, perché mi sembrava opportuno e per mia deformazione professionale volevo capire se per caso fosse capitato qualcosa di simile, tempo addietro, oppure se succedesse solo a questa maggioranza, la quale, a quanto pare, ha una certa paranoia elettorale. Ebbene, ho trovato una nuova riforma degli enti locali, proposta con il decreto legislativo n. 78 del 2015, convertito con la legge n. 125 del 2015. In effetti, passò con un voto di fiducia, tanto alla Camera quanto al Senato, e precisamente con un maxiemendamento che sostituì interamente il testo. Quella legge, che aveva come contenuto la riforma degli enti locali, diventò un vero e proprio decreto omnibus : si partì dalla riforma della pubblica amministrazione e si arrivò a toccare la sanità. È lì, infatti, in quella riforma degli enti locali, che il Governo, con il maxiemendamento e la questione di fiducia, attuò la cosiddetta spending review sanitaria, tagliando 2,4 miliardi, che ad oggi non abbiamo proprio e, invece di quei fondi, abbiamo molte noie da risolvere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). C'è però un'altra cosa che mi è balzata agli occhi: sempre in quel cosiddetto decreto omnibus , che però si chiamava originariamente «nuova riforma degli enti locali», passò anche la soluzione-ponte per i dirigenti dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli che erano stati delegittimati dalla Consulta con la sentenza n. 37 del 2015. Mi sono quindi detta: si vede allora che, quando capita agli altri, la situazione è normale e il Governo dice che va bene; quando capita a noi, invece, abbiamo una paranoia elettorale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Così non è, perché, quand'è toccato a voi, avete cercato in qualche maniera di porre rimedi; quand'è toccato a noi, ci siamo sentiti dare dei «confusionari» e degli «arraffazzoni», e invece così non è. Chiudo dicendo che il nostro voto sarà favorevole e che il nostro impegno in quest'Aula sarà finalizzato a portare fuori tutto quello che c'è in questo provvedimento complesso e complicato, frutto di anni di vera disattenzione politica da parte di chi ci ha preceduti. Ci impegniamo a cercare di risolvere le questioni in ballo, magari con provvedimenti diversi, più piccoli, semplificati, ma lo faremo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, mi sono finalmente tolto un dubbio: pensavo che quello al nostro esame fosse un provvedimento di semplificazione, ma, come diceva la collega Faggi qualche minuto fa, stiamo discutendo del decreto-legge complicazioni, più che semplificazioni. Dividerò il mio intervento in due parti, Presidente: una parte tecnica - e poi le spiegherò cosa intendo - e l'altra politica. Tutto è iniziato con questo documento che ho in mano: guardate le dimensioni. Era il 22 di dicembre scorso quando abbiamo iniziato a parlare in Commissione del provvedimento semplificazioni, e in quella sede il collega Vitali - che con me è membro della 1 a Commissione - ebbe a dire che, da un esame seppur superficiale, il provvedimento era sicuramente condivisibile nei contenuti; necessitava di un approfondimento ma, qualora fosse rimasto come era, non saremmo stati pregiudizialmente contrari, anzi. É quindi iniziato un percorso il 7 gennaio con la convocazione delle Commissioni riunite che viene anticipata alle 16; l'8 gennaio abbiamo la proroga per la presentazione degli emendamenti, quindi viene convocata una seduta, poi improvvisamente sconvocata. Il 9 gennaio viene convocata una seduta poi immediatamente posticipata; il 10 vengono convocate due sedute anche per venerdì 11, alle ore 9:30 e alle 15, ma poi arriva la comunicazione che non avranno luogo. La seduta delle Commissioni riunite viene convocata anche per il 15 gennaio e per il mercoledì, sempre alle ore 16 e alle 9, ma il 15 gennaio, dopo un'altra successiva comunicazione di convocazione per il 16, 17, 18 e 19, improvvisamente alle ore 15, arriva una comunicazione per cui le sedute del 16, 17, 18 e 19 venivano sconvocate. Successivamente, il 17 gennaio, qualche minuto prima delle 18, vengono sconvocate la seduta delle 20,30 e quelle dei giorni successivi. Poi arriva la convocazione per domenica mattina, poi domenica pomeriggio alle 16, che improvvisamente viene sconvocata. Arriviamo al 18 di gennaio, dove c'è la prima convocazione, ma possano poche ore e arriva subito la sconvocazione della seduta che viene convocata nuovamente per lunedì 21 gennaio, quando, improvvisamente, c'è una posticipazione della seduta dalla mattina al pomeriggio. Lo stesso 21 gennaio, nel pomeriggio inoltrato viene posticipata un'altra volta la seduta alle 20,30. Quando, poi, viene convocata - lo stesso giorno - per il giorno successivo alle 9,15, alle 9,59 c'è una sconvocazione per le 14,30 e le 17,30, e successivamente il giorno dopo... Insomma, ho ancora quattro fogli, mi fermo qua. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se nel frattempo facciamo finta che non sia successo nulla, da questo casino, una bella mattina il Presidente del Senato ci comunica che c'è stata una moria improvvisa - parafrasando Totò, che parlava, però, di moria delle vacche - degli emendamenti. Quindi, prima si fa confusione nelle Commissioni, tanto che noi commissari non sapevamo più da che parte andare. Io e il collega Vitali - che è già la seconda volta che cito - abbiamo pensato di rimanere in zona, tanto prima o poi avrebbero convocato e sconvocato la seduta. Se non fossimo al Senato della Repubblica uno potrebbe pensare che questa sia una parodia, un film. No, è la realtà. Il tutto mescolato da una confusione di tipo politico, che ha visto questa maggioranza - ed entro nel tema politico - litigare nelle Commissioni riunite quasi su tutto. La maggioranza ha presentato oltre 400 emendamenti per poi ritirarli quasi tutti, o meglio sicuramente una parte della maggioranza - l'ho detto prima in un intervento - la Lega, ritira tutti gli emendamenti e, in una sorta di partita, che sembrava quasi una partita di tennis - o piuttosto di pallavolo - è finita 30 a 10! Su 40 emendamenti approvati, 30 sono del MoVimento 5 Stelle e 10 della Lega. Passo alla questione riguardante la caccia, al di là del fatto che i relativi emendamenti siano stati dichiarati inammissibili. I colleghi della Lega hanno presentato emendamenti sulla riorganizzazione venatoria, legittima, seria e importante per tutto il mondo venatorio dell'Italia, che noi abbiamo difeso facendo delle battaglie. Loro li hanno però dovuti ritirare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi li abbiamo ripresentati e hanno votato contro gli stessi emendamenti che avevano precedentemente presentato. C'è poi la questione delle camere di commercio. Abbiamo fatto un accordo politico per le camere di commercio, che ha coinvolto Forza Italia, la Lega e il MoVimento 5 Stelle. Abbiamo tutti firmato l'emendamento, che è stato presentato in Commissione. Tuttavia, la spinta gialla era troppo forte e ha costretto la Lega a ritirare - anche in quel caso - l'emendamento. Noi l'abbiamo ripresentato e loro - compresi coloro che lo avevano presentato all'inizio - hanno votato contro. Bisogna che i cittadini sappiano queste cose. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sembra di essere a teatro. Mi occupo di spettacolo da tanti anni, ma francamente non mi sarei mai aspettato di essere protagonista di una situazione come questa, che sarebbe tragicomica se non riguardasse gli italiani. Ci sono poi le questioni dei dirigenti scolastici e dei balneari pertinenziali. Qualcuno ha detto: «Ci occuperemo di voi la prossima volta, quando porteremo a casa un provvedimento». Quale provvedimento? In queste ore questi signori stanno decidendo se fallire, oppure no. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma come si fa a non portare avanti queste cose? Dove è la politica di centrodestra? L'ho detto prima. Ho fatto i complimenti al MoVimento 5 Stelle: «siete stati bravi, vi siete portati via tutto». Sarebbe bene che gli amici della Lega, che ora stanno facendo la riunione in Sala Koch con il capopartito, ragionassero su queste cose. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . I nostri principi e valori sono stati appaltati a voi. Io vi rispetto. Pur non condividendo una sola cosa di quello che fate, ho grande rispetto per voi e vi dico che siete stati pure bravi. C'è poi la questione legata alle imprese. Abbiamo sollevato una serie di argomenti su quello che - ne ho parlato prima con riferimento a un emendamento - rappresenta l'11,2 per cento del prodotto interno lordo, ossia il turismo. Qualcuno si ricorda, per caso, che l'Italia è uno dei Paesi del Sud Europa? Si chiama penisola, è inserita nel Mediterraneo e vive molto di turismo, settore che occupa qualche milione di cittadino. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qualcuno se lo ricorda? Nella legge di bilancio approvata lo scorso dicembre avete stanziato una miseria. Anche nel 2017 fu stanziata una miseria: 48 milioni di euro. Ripeto, ben 48 milioni di euro per il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Siccome vi sembrava troppo, questa volta ne avete stanziati 42. Avrete pensato: «non si sa mai, questi sono spendaccioni; è arrivato il ministro Centinaio e non vorremmo che pensasse di spendere troppi quattrini». Arriviamo ora al tema dei Comuni. Vi abbiamo fatto i complimenti per aver accolto il nostro emendamento sulla questione del fondo Imu e Tasi, ma voglio ricordare una cosa alla maggioranza. Mi rivolgo agli amici della Lega, che governano i Comuni, mentre quelli del MoVimento 5 Stelle non lo sanno perché non li governano e, quindi, sono abbastanza disinteressati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quando parlo di fondo crediti di dubbia esigibilità, che congela e ingessa i bilanci dei Comuni, chi governa il territorio dovrebbe essere interessato. Quando parlo di riscossioni e della necessità di dare la possibilità agli uffici interni dei Comuni di andare agevolmente alla riscossione, la cosa dovrebbe interessare. C'è un abbandono generale del sistema e c'è un distacco dalla realtà. Voi vivete su un altro pianeta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il mondo che produce vi sta guardando con terrore e noi dobbiamo essere messi nelle condizioni di dirlo il più forte possibile. Negli ultimi interventi dicevo agli amici della Lega: «Staccate la spina». Oggi ho però scoperto la verità. Faccio i complimenti alla senatrice Pirovano perché è stata un'ottima relatrice, ma devo sottolineare un passaggio. All'inizio della sua relazione la senatrice Pirovano ha detto che è felice di aver collaborato e che si è trovata benissimo con il MoVimento 5 Stelle. Bene, stateci pure tutta la vita insieme. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Di un sistema del genere noi non abbiamo bisogno e voteremo ovviamente contro il provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono anni che sentiamo ripetere la stessa cantilena secondo la quale il nostro Paese rischia di morire di passaggi burocratici: imprese, lavoratori autonomi, commercianti, agricoltori, artigiani, tutto il mondo produttivo conosce fin troppo bene quel calvario fatto di permessi che non arrivano, adempimenti che si susseguono, certificati, bolli e moduli che si accumulano. Uno spreco di risorse temporali ed economiche che spesso finisce per svilire anche il più strenuo dei cittadini. La burocrazia è una pesante roulotte che l'Italia si tira dietro da decenni e che le imprese non riescono più ad avere dietro come una zavorra. In termini assoluti, questo rappresenta oltretutto, come dice l'Istat, un'odiosa tassa occulta del valore di 31 miliardi di euro all'anno. Lo sappiamo da tempo immemore; eppure nelle precedenti legislature non si è fatto praticamente nulla per alleggerire questo carico burocratico che grava sui cittadini. Tante chiacchiere e zero fatti; si è continuato ad aggiungere quando invece era necessario togliere. Il MoVimento 5 Stelle lo sostiene da sempre e, con questo decreto-legge, fa un primo concreto passo per rendere più facile la vita agli italiani, a cominciare da quel male cronico rappresentato da uno Stato che non paga le piccole e medie imprese. E così la memoria va a cinque anni fa. Ricordate? Un giovane Presidente del Consiglio che oggi siede in quest'Aula, nel 2014, appena arrivato a Palazzo Chigi, dichiarò che avrebbe saldato in soli sei mesi - sentite bene: sei mesi - tutti i debiti che le pubbliche amministrazioni avevano con gli imprenditori. Ecco, questa è stata solo la prima di un lungo filotto di promesse mai mantenute. (Applausi dal Gruppo M5S) . Con questo provvedimento finalmente iniziamo ad invertire la rotta, con impegni concreti e non con le stanche promesse di Pulcinella, con cui la vecchia politica, quella dei supercompetenti che sanno tutto, ci ha riempito i timpani per anni. Oggi creiamo una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, finanziato inizialmente con 50 milioni di euro. Quando è certificato il legame tra la presenza di debiti che lo Stato ha nei confronti di un'impresa e l'impossibilità di quest'ultima di ripagare un prestito o un finanziamento, questa sezione speciale interviene a garanzia dell'imprenditore nei confronti della banca creditrice. Non si possono continuare a vedere aziende prigioniere del travaglio dei mancati pagamenti, con titolari di impresa che si tolgono il pane di bocca per tentare di sopravvivere. Proprio oggi uno studio ci dice che dal 2012 sono stati mille i suicidi per motivi economici nel nostro Paese. Ogni attività che chiude per la mancanza dello Stato è una sconfitta per tutti ed è giunta l'ora di fermare questa deriva. Il MoVimento 5 Stelle lavorerà notte e giorno in questa direzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Pertanto, nel provvedimento che ci accingiamo ad approvare introduciamo nuove tutele a favore di chi fa impresa e si ritrova la casa pignorata per via della crisi. Accogliere il grido di dolore di Sergio Bramini era davvero il minimo che potevamo fare. Uno Stato che butta in mezzo a una strada i cittadini cui deve dei soldi non può e non potrà mai definirsi uno Stato civile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Due firme, quattro scartoffie, e ti toglievano via tutto: non si poteva più andare avanti così. D'ora in poi il giudice non potrà mai disporre il rilascio dell'immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento delle somme dovute al cittadino; una novità di buon senso. Vogliamo un Paese che tuteli i suoi cittadini e che non diventi il loro aguzzino, come troppe volte è accaduto; le persone e la loro dignità devono venire prima di tutto. E veniamo al Sud. Da casertano ho smesso di contare i Ministri che negli anni si sono messi sulle labbra pirotecniche novità sul rilancio delle Regioni meridionali. Mentre il divario tra Nord e Sud aumentava di Governo in Governo, oltre al danno abbiamo dovuto sorbirci anche la beffa del fiume di parole inconcludenti della vecchia politica. In questo contesto sterile di annunci vuoti e di proclami altisonanti, sono nate, ormai da diversi anni, le zone economiche speciali in alcune Regioni del Mezzogiorno. Un proposito buono e lodevole, al quale però i "competenti" hanno abbinato una stupefacente siccità normativa, che ha reso del tutto stagnante il contesto economico delle aree beneficiarie di questa dicitura. Grazie al MoVimento 5 Stelle, tentiamo finalmente di far sì che le zone economiche speciali possano davvero cambiare marcia ed essere speciali di fatto e non soltanto di nome. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per le imprese che operano al loro interno vengono dimezzati i termini per il rilascio delle licenze, delle concessioni, dei permessi e di tanti altri passaggi burocratici. Inoltre, agevoliamo per esse anche gli interventi di urbanizzazione e istituiamo specifiche aree doganali in regime di sospensione IVA per le merci. Sono aiuti concreti, e non aria fritta venduta per svolta epocale, come si è visto troppe volte in passato; quella stessa aria fritta che ha attorniato per lunghi anni il percorso del Sistri. (Applausi dal Gruppo M5S) . Già, il Sistri, l'ardito e rivoluzionario sistemone che sempre loro, i sapientoni di turno competenti su tutto, ci avevano spacciato come panacea di tutti i mali per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti. Quello che è successo negli ultimi dieci anni è noto a tutti: un annuncio dietro l'altro, aziende del settore costrette a scucire moneta contante senza alcun ritorno, ed estenuanti e ripetuti rinvii. Un teatrino insopportabile rimasto in piedi per un decennio intorno a un meccanismo obsoleto, farraginoso e mai andato davvero a regime. Mai! (Applausi dal Gruppo M5S) . Oggi chiudiamo questa inutile farsa politica. La tracciabilità dei rifiuti è un tema troppo serio per noi, e non lo si può derubricare a sberleffo normativo, come è stato fatto da troppi Governi. L'informatizzazione vera del ciclo dei rifiuti è una delle grandi sfide che ci attende nei prossimi anni: fermo restando un periodo transitorio, creeremo un registro elettronico nazionale presso il Ministero dell'ambiente, al quale le imprese dovranno iscriversi. Come tutti sapete, il MoVimento 5 Stelle è la forza politica che più di ogni altra crede nel progresso e nelle nuove opportunità che la tecnologia offre per migliorare la vita dei cittadini. Tra le tante novità che il decreto-legge prevede c'è l'ingresso della parola « blockchain » nel nostro ordinamento giuridico, che fa seguito ai 45 milioni di euro stanziati in manovra per dare il via a questa rivoluzione. E accanto al blockchain definiamo anche i primi contorni dello smart contract , un programma che opera su tecnologie basate su registri distribuiti come appunto il blockchain . (Applausi dal Gruppo M5S) . È un'Italia che guarda avanti quella verso cui ci muoviamo con questo decreto-legge semplificazioni. E un'Italia che guarda avanti non può strizzare ancora l'occhio ai combustibili fossili. Questa politica energetica a trazione petrolifera appartiene ormai al secolo scorso: nel 2019 è come ascoltare musica utilizzando il mangianastri. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'era degli idrocarburi, cari miei, è finita. Dobbiamo farcene tutti una ragione. Come il Movimento 5 Stelle sostiene da anni, è ora di dire sì alle energie rinnovabili, non solo a chiacchiere, ma in modo concreto, perché per ogni miliardo investito su fonti sostenibili possono nascere 13.000 nuovi posti di lavoro, a fronte delle poche migliaia che invece si creano trasformando in una groviera i nostri mari e territori trivellando a destra e a manca. (Applausi dal Gruppo M5S) . Aspetto, questo, che demolisce ogni teoria economica di chi sostiene in modo miope e procelloso che con l'addio agli idrocarburi l'Italia rischia il baratro finanziario. Ovviamente non è così: sono soltanto gli ultimi sussulti di forze politiche e lobby petrolifere che spingono logiche energetiche ammuffite, pronte per essere consegnate ai faldoni della storia. Con questo provvedimento arrestiamo un gigantesco sfregio ambientale perpetrato per decenni in nome del profitto e ridiamo sovranità ai cittadini rispetto alle valli, alle coste, ai fondali, ai fiumi e a tutto ciò che fa dell'Italia il Paese più bello del mondo dal punto di vista naturalistico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Oggi aumentiamo di venticinque volte i canoni di concessione che le major petrolifere devono pagare allo Stato per svolgere le loro attività (oggi si pagano meno di 60 euro per coltivare idrocarburi per un anno su un chilometro quadrato di territorio). Soprattutto, sospendiamo tutti gli iter amministrativi per la concessione di permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi. Abbiamo fatto tutto questo discutendo in Commissione riga per riga, attraverso un'interlocuzione sana tra maggioranza e opposizione, che rappresenta l' iter con il quale, secondo noi, va licenziato un simile decreto-legge. Il MoVimento 5 Stelle, in ogni provvedimento che porta avanti in queste Aule, segue un'unica stella polare: quella che conduce al miglioramento della qualità di vita dei cittadini. Per questo motivo, a nome di tutti i colleghi portavoce del MoVimento 5 Stelle, dico sì alle semplificazioni incluse in questo decreto-legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Colleghi, prendete posto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo). Dulcis in fundo , ci sarebbero gli interventi di fine seduta, ma poiché non vedo presenti in Aula i senatori che ne avevano fatto richiesta si intende che abbiano rinunciato. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 30 gennaio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 30 gennaio, alle ore 18, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,58) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti al disegno di legge n. 989 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti e i subemendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.4, 1.6, 1.8, 1.9, 1.10, 1.22, 1.23, 1.29 (testo corretto), 1.30, 1.31, 1.32, 1.35, 1.36, 1.37, 1.40, 1.0.3, 1.0.11, 1.660 (già 1.0.14), 1.0.15, 1.0.25, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.26, 1.0.27, 1.0.22, 1.18, 3.0.614 (già 1.0.28), 2.0.1, 2.0.5, 3.56, 3.57, 3.82, 3.84, 3.85, 3.98, 3.99, 3.112, 3.116, 3.117, 3.115, 3.118, 3.32, 3.7, 3.0.619 (già 3.21), 3.38, 3.0.621 (già 3.96), 3.0.622 (già 3.97), 3.109, 3.110, 3.0.26, 3.0.42, 3.0.59, 3.0.60, 3.0.64, 3.0.70, 3.0.99, 3.0.100, 3.0.108, 3.0.111, 3.0.112, 3.0.120, 3.0.124, 3.0.126, 3.0.127, 3.0.134, 3.0.137, 3.0.141, 3.0.24, 3.0.29, 3.0.30, 3.0.54, 3.0.56, 3.0.62, 3.0.63, 3.0.122, 3.0.123, 3.0.125, 3.0.135, 3.0.3, 3.0.107, 3.0.109, 3.0.47, 3.0.48, 3.0.49, 3.0.50, 3.0.74, 3.0.130, 3.0.131, 3.0.89, 3.0.144, 3.15, 3.37, 3.80, 3.81, 3.83, 3.93, 3.111, 3.75, 3.76, 3.77, 3.78, 3.0.37, 3.0.44, 3.0.58, 3.0.88, 3.0.132, 3.0.133, 3.0.39, 3.0.40, 3.0.55, 3.0.91, 3.0.92, 3.0.93, 3.0.52, 3.0.53, 3.0.128, 3.91 (testo 2), 3.92 (testo 2), 3.0.25 (testo 2), 3.125 (testo 3), 3.0.51 (testo 2), 4.2, 4.0.27, 4.8, 4.0.26, 5.34, 5.35, 5.36, 3.0.608 (già 5.0.14), 5.0.15, 5.0.19, 6.0.11, 6.0.41, 6.0.42, 6.12, 6.0.43, 6.0.46, 6.0.2, 6.0.40, 6.10, 6.0.600 (già 6.13), 6.0.17, 6.0.28, 6.3, 6.4, 6.0.3, 6.0.14, 6.0.16, 6.0.39, 6.0.31 (testo 2), 6.0.22, 6.0.23, 6.0.26, 6.0.27, 8.5, 8.0.37, 8.0.43, 8.0.44, 8.0.45, 8.14, 8.16, 8.0.34 (testo 2), 8.0.35, 8.0.36, 9.5, 9.0.5, 9.0.26, 9.0.35, 9.1, 9.7, 9.8, 9.0.1, 9.0.2, 9.0.3, 9.0.24, 9.0.25, 9.0.27, 9.0.28, 9.0.29, 9.0.30, 9.0.31, 9.0.32, 9.0.33, 9.0.34 (testo 2), 9.0.42 (testo 2), 10.9, 10.16, 10.4, 10.10, 10.11, 10.12, 10.35, 10.36, 10.0.16, 10.0.20, 10.0.19, 10.13, 10.14, 10.0.7, 10.0.14, 10.0.32, 10.0.22 (testo 2), 10.0.23 (testo 2), 10.0.30 (testo 2), 11.1, 11.3, 11.4, 11.5, 11.6, 11.7, 11.8, 11.12, 11.13, 11.14, 11.15, 11.16, 9.0.660 (già 11.18 e 9.0.600 Aula), 11.19, 11.20, 11.21, 11.22, 11.23, 11.24, 11.25, 11.26, 11.27, 11.28, 11.32, 11.33, 11.0.13, 11.0.62, 11.9, 11.10, 11.11, 11.39, 11.40, 11.0.3 (testo 2), 11.0.4 (testo 2), 11.0.8, 11.0.9 (testo corretto), 11.0.10 (testo 2), 11.0.17, 11.0.22 (testo 2), 11.0.24, 11.0.25, 11.0.33 (testo 2), 3.0.660 (già 11.0.49 e 3.0.600 Aula), 3.0.601 (già 11.0.50), 11.30, 11.31, 11.38, 11.0.1, 11.0.6, 11.0.15, 11.0.16, 11.0.66, 11.0.87, 11.0.89 (testo 2), 11.0.106, 11.0.107, 11.0.108, 11.0.112, 6.0.605 (già 11.0.117), 6.0.604 (già 11.0.133), 11.0.139, 11.0.140, 11.0.144, 11.0.145, 11.0.149, 11.0.155, 11.0.14, 11.0.35, 3.0.602 (già 11.0.51), 3.0.603 (già 11.0.52), 3.0.604 (già 11.0.53), 3.0.605 (già 11.0.54), 3.0.606 (già 11.0.55), 3.0.607 (già 11.0.56), 3.0.610 (già 11.0.57), 3.0.612 (già 11.0.58), 3.0.613 (già 11.0.59), 3.0.611 (già 11.0.60), 11.0.88, 11.0.187, 11.0.188, 11.0.189, 11.0.89, 11.0.103, 11.0.123, 11.0.179, 11.0.127, 11.0.141, 1.0.600 (già 11.0.142), 1.0.601 (già 11.0.143), 11.0.157, 11.0.158, 11.0.177, 11.0.178, 11.0.182, 11.0.183, 11.0.184, 11.0.121, 11.0.122, 11.0.129, 11.0.130, 11.0.131, 11.0.159, 11.0.99, 11.0.100, 8.500/4, 8.500/5, 9.0.500/3, 11.0.500/8, 11.0.500/9, 3.0.136 (testo 2)/500, 11.0.43 (testo 3)/404, 11.0.43 (testo 3)/403, 11.0.43 (testo 3)/402, 1.44 (testo 2)/300, 3.0.136 (testo 2)/501, 11.0.43 (testo 3)/400, 11.0.43 (testo 3)/401, 3.0.609 (già 1.0.500), 5.501, 3.550 (già 3.500 Aula), 4.0.500, 7.0.500, 11.500, 3.501, 3.0.16 (testo 3) e 3.0.97. Sugli emendamenti 1.650 (già 11.0.170), 1.651 (già 11.0.171) e 1.653 (già 11.0.173), si ribadisce il parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla riformulazione nella versione dell'emendamento 1.34 (testo 3). Sull'emendamento 1.44 (testo 2) (già 3.22), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione delle parole da: "Apportare le seguenti modifiche:", fino a: "Conseguentemente, ancora,". Sull'emendamento 1.0.500 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del comma 3 con il seguente: "3. Alla lettera d- bis ) del comma 57 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 dopo le parole "riconducibili ai suddetti datori di lavoro." sono aggiunte le seguenti: ", ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni.". Sull'emendamento 3.0.136 (testo 2), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione della lettera a- sexies ) con la seguente: "a- sexies ) nelle ZES possono essere istituite zone franche doganali intercluse ai sensi del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre 2013 che istituisce il codice doganale dell'Unione e dei relativi atti di delega e di esecuzione. La perimetrazione di dette zone franche doganali è proposta da ciascun Comitato di indirizzo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 ed approvata con determinazione del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli da adottare entro sessanta giorni dalla proposta.". Sull'emendamento 3.0.700, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'aggiunta, alla fine del capoverso 3- bis del comma 1, lettera b) , del seguente periodo: "All'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.". Sull'emendamento 8.0.550 (già 8.0.500 Aula), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "euro 500.000,", delle seguenti: "limitatamente alle risorse del fondo,". Sull'emendamento 11.0.43 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: a) al comma 7, dopo le parole: "si provvede", siano inserite le seguenti: "ai sensi del comma 12,"; b) al comma 12, al primo periodo, le parole: "20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020" siano sostituite dalle seguenti: "15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020", e, al secondo periodo, le parole: "gli importi eccedenti 1 milione per l'anno 2019, 21 milioni per l'anno 2020 e 20 milioni a decorrere dall'anno 2021" siano sostituite dalle seguenti: "gli importi eccedenti 1,134 milioni di euro per l'anno 2019, 16,134 milioni di euro per l'anno 2020 e 15,134 milioni di euro a decorrere dall'anno 2021". Sull'emendamento 11.17 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del comma 2- ter con il seguente: "2- ter . All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 149, il secondo periodo è soppresso; b) al comma 151, all'alinea le parole "pari a 7,5 milioni di euro per ciascuna delle annualità del biennio 2019-2020 e a 20,5 milioni di euro" sono sostituite dalle seguenti: "pari a 7 milioni di euro per ciascuna delle annualità del biennio 2019-2020 e a 18 milioni di euro" e alla lettera a) le parole "quanto a 5 milioni di euro a decorrere dal 2019" sono sostituite dalle seguenti: "quanto a 4.500.000 di euro per ciascuna delle annualità del biennio 2019-2020 e a 2.500.000 euro a decorrere dal 2021". Sull'emendamento 11.0.95 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: - al comma 1, lettera a) , capoverso 1, le parole: "si applica, per la parte di bene non ammortizzato, un indennizzo al concessionario uscente pari al valore non ammortizzato e fatto salvo quanto disciplinato dall'articolo 26 del regio decreto 1775 del 1933", siano sostituite dalle seguenti: "è riconosciuto al concessionario uscente, per la parte di bene non ammortizzato, un indennizzo pari al valore non ammortizzato, fermo restando quanto previsto dall'articolo 26 del regio decreto 1775 del 1933"; - al comma 1- ter , dopo la lettera c) , sia inserita la seguente: "c- bis ) la previsione che l'eventuale indennizzo è posto a carico del concessionario subentrante;". Sull'emendamento 11.0.500 (testo 3), il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alle seguenti modifiche: si sopprimano i commi 2, 3 e 18; - al comma 7, capoverso 2, si sopprima l'ultimo periodo; - i commi 10 e 11 siano sostituiti dal seguente: «10. Dopo il comma 895 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono aggiunti i seguenti: "895- bis . A titolo di ristoro del gettito non più acquisibile dai comuni a seguito dell'introduzione della TASI di cui al comma 639 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è attribuito ai comuni interessati un contributo complessivo di 110 milioni di euro per l'anno 2019 da ripartire con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da emanare entro il 30 aprile 2019, in proporzione al peso del contributo di ciascun ente di cui alla tabella B allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 marzo 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2017. 895- ter . All'onere di cui al comma 895- bis , pari a 110 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede: a) quanto a 90 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2018, n. 145; b) quanto a 10 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. c) quanto a 10 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del fondo derivante dal riaccertamento dei residui passivi ai sensi dell'articolo 49, comma 2, lettera a) , del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze."»; - dopo il comma 12, sia inserito il seguente: «"12- bis . All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 126, le parole: "31 gennaio 2019", sono sostituite dalle parole: "15 marzo 2019", le parole: "20 febbraio 2019", sono sostituite dalle parole: "31 marzo 2019" e le parole: "10 marzo 2019", sono sostituite dalle parole: "15 aprile 2019"; b) ai commi 824 e 842, le parole "dai commi 98 e 126", sono sostituite dalle parole: "dal comma 98"; c) al comma 875, le parole: "31 gennaio 2019", sono sostituite dalle parole: "15 marzo 2019".». Il parere è di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.7, 1.17, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.10, 3.1 (testo 2), 3.0.620 (già 3.16), 3.19, 3.20, 3.0.618 (testo 2) (già 3.20 (testo 2)), 3.68, 3.69, 3.105 (testo 2), 3.600 (già 3.0.22), 3.0.121, 4.0.25 (testo 2), 5.0.16, 5.0.26, 5,0.27, 5.0.28, 6.0.15, 8.0.21 (limitatamente al comma 1, lettera c) ), 8.0.31, 8.0.32, 8.0.33, 11.29, 11.0.19, 11.0.26, 11.0.27, 3.0.81 (testo 3), 10.0.1000/25, 10.0.1000/26 e 10.0.1000/27. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti e subemendamenti. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: DISEGNO DI LEGGE N. 989: sugli emendamenti 1.5, 1.7 (1a parte) e 1.44 (testo 3)/300, la senatrice Giannuzzi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.1 (1a parte), la senatrice La Mura avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G3.103, il senatore Dessì avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 3.0.36, la senatrice De Petris avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 3.0.609, la senatrice Garnero Santanchè avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 4.3 (testo 3), la senatrice L'Abbate avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 5.21, il senatore Errani avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 5.66, la senatrice Donno avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 6.0.601, identico all'emendamento 6.0.602, la senatrice De Petris avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 8.4, il senatore Dell'Olio avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 8.0.500/5, la senatrice Pucciarelli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 9.7, identico all'emendamento 9.8 e sull'emendamento 10.0.1000/600, la senatrice Rizzotti avrebbe voluto esprimere rispettivamente un voto favorevole e un voto contrario; sull'emendamento 10.0.11 (testo 3), la senatrice Cantù avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 10.0.1000/11 (testo 2), la senatrice Gaudiano avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 10.0.1000/12 e 10.0.1000/14, la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 10.0.1000/600, il senatore Giuseppe Pisani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 11.1, il senatore Errani avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sugli emendamenti 11.3, 11.4 e 11.12 (1a parte) , la senatrice Angrisani avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.0.3 (testo 2), la senatrice Pucciarelli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.0.600 (testo 2), la senatrice Granato avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 11.0.94, il senatore Stefano avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 11.0.43 (testo 4)/404 (1a parte), il senatore Vattuone avrebbe voluto non esprimere un voto mentre il senatore Romano avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.0.600 (testo 2), il senatore Pesco avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, la senatrice Vanin avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Battistoni, Bogo Deledda, Borgonzoni, Briziarelli, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, D'Angelo, De Poli, Drago, Fantetti, Galliani, Giacobbe, Magorno, Mantero, Merlo, Messina Alfredo, Monti, Napolitano, Nugnes, Ortolani, Pichetto Fratin, Rauti, Renzi, Ronzulli, Santangelo, Sciascia e Siri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rossomando e Casini, per attività di rappresentanza del Senato; Garavini, per attività della 4ª Commissione permanente; Fedeli, Giammanco e Licheri, per attività della 14ª Commissione permanente; Taverna, per partecipare ad un incontro internazionale; Craxi e Pinotti, per attività dell'Unione Interparlamentare. Disegni di legge, annunzio di presentazione DDL Costituzionale Senatori Sileri Pierpaolo, Castellone Maria Domenica, Morra Nicola, Moronese Vilma, Romagnoli Sergio, Ortis Fabrizio, Airola Alberto, Guidolin Barbara, Di Girolamo Gabriella, Dessi' Emanuele, Lannutti Elio, Lomuti Arnaldo, Puglia Sergio, Angrisani Luisa, Di Marzio Luigi, Marinello Gaspare Antonio, Mautone Raffaele, Gaudiano Felicia, Grassi Ugo, Lupo Giulia, Croatti Marco, Drago Tiziana Carmela Rosaria, Fede Giorgio, Botto Elena, Floridia Barbara, Pisani Giuseppe Modifica all'articolo 117 della Costituzione relativa alla tutela della salute (1019) (presentato in data 24/01/2019); senatrice Sbrollini Daniela Modifica all'articolo 61 del codice penale, in materia di circostanza aggravante comune per i delitti commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di minori all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, e altre disposizioni per garantire la sicurezza presso le medesime strutture (1020) (presentato in data 24/01/2019); senatori Santillo Agostino, Dessi' Emanuele, Di Girolamo Gabriella, Lupo Giulia, Ricciardi Sabrina Delega al Governo in materia di dispositivi di controllo e regolazione del traffico, nonché di quelli atti all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione (1021) (presentato in data 24/01/2019); DDL Costituzionale senatore Cerno Tommaso Modifiche all'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo per l'elezione del Senato della Repubblica (1022) (presentato in data 24/01/2019); senatore Nencini Riccardo Disposizioni concernenti le storiche contrade e le associazioni di contradaioli della città di Siena (1023) (presentato in data 24/01/2019); senatori Pillon Simone, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni contro il turismo riproduttivo (1024) (presentato in data 25/01/2019); senatori Maiorino Alessandra, Dessi' Emanuele Disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli (1025) (presentato in data 28/01/2019); senatori Sileri Pierpaolo, Castellone Maria Domenica, Pisani Giuseppe, Di Marzio Luigi, Mautone Raffaele, Marinello Gaspare Antonio, Endrizzi Giovanni, Ricciardi Sabrina, Leone Cinzia, Trentacoste Fabrizio, Lanzi Gabriele, Lannutti Elio, Angrisani Luisa, Accoto Rossella, Di Nicola Primo, Pirro Elisa, Gaudiano Felicia, Fattori Elena, Drago Tiziana Carmela Rosaria, Coltorti Mauro, Pesco Daniele, Croatti Marco, Guidolin Barbara, Morra Nicola Istituzione della giornata nazionale per l'aderenza alla terapia (1026) (presentato in data 28/01/2019); senatrice Piarulli Angela Anna Bruna Disposizioni per la promozione dell'educazione motoria e sportiva nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria (1027) (presentato in data 28/01/2019); senatrice Bonfrisco Anna Cinzia Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati (1028) (presentato in data 29/01/2019). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Rizzotti e il senatore Serafini hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01095 delle senatrici Testor e Giammanco. I senatori Giuseppe Pisani, Alessandra Riccardi, Puglia, Lucidi, Lannutti e Romano hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-01126 della senatrice Piarulli e del senatore Lomuti. Mozioni Atto n. 1-00067 ROMEO PERGREFFI MARIN BRUZZONE BERGESIO PELLEGRINI Emanuele SAVIANE FERRO CASTELLONE TOSATO RIVOLTA FREGOLENT CALDEROLI FLORIS - Il Senato, premesso che: il cancro è oggetto di ampie trattazioni a livello ed internazionale, sia da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità, che della Commissione europea; il 31 maggio 2017, nel corso della settantesima assemblea dell'OMS, è stata approvata una risoluzione sulla prevenzione ed il controllo del cancro; la risoluzione spinge gli Stati membri a definire piani nazionali di controllo del cancro, migliorare la qualità di raccolta dati e dei registri, promuovere la prevenzione primaria, oltre a piani di riduzione del fumo; la stessa risoluzione raccomanda, inoltre, di porre in essere attività rivolte alla diagnosi precoce del cancro, di sviluppare protocolli diagnostico terapeutici assistenziali rivolti alla gestione della patologia, di promuovere un ricorso sostenibile agli strumenti di diagnosi e cura dei tumori, di assicurare ai pazienti, laddove necessarie, le cure palliative, di promuovere la ricerca sul cancro, di favorire forme di collaborazione fra le autorità e le associazioni pazienti e di favorire l'impiego in centri di eccellenza della psico-oncologia; sempre secondo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, il cancro è la principale malattia a livello mondiale con 14,2 milioni di nuovi casi nel 2012 e una proiezione di oltre 21,6 milioni nel 2030; in Italia, malgrado l'altissimo livello dei ricercatori e clinici attestato dal recente congresso dell'American society of clinical oncology (ASCO) svoltosi a Chicago, a causa di fattori culturali, socio-economici ed ambientali, ci sono parecchie disparità nell'esposizione ai fattori di rischio, nell'accesso agli screening per la prevenzione oncologica, alla diagnosi precoce e alla cura; tenendo presente i notevoli avanzamenti terapeutici degli ultimi anni, si assiste ad una difficoltà di accesso ad essi per questioni legate, soprattutto, alla sostenibilità del sistema e all'eccessiva frammentazione delle decisioni a livello territoriale; considerato che: secondo il rapporto AIOM/AIRTUM, sono 369.000 i nuovi casi di cancro stimati nel 2017 (192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine), le 5 neoplasie più frequenti nel 2017 nella popolazione sono quelle del colon-retto (53.000 nuovi casi), seno (51.000), polmone (41.800), prostata (34.800) e vescica (27.000); in Italia vivono oltre 3.300.000 malati di cancro, il 5 per cento circa dell'intera popolazione italiana. La sopravvivenza cresce ogni anno e oggi oltre il 60 per cento dei pazienti ha una sopravvivenza a 5 anni; in Italia ci sono notevoli disparità di trattamento dovute alle diverse gestioni all'interno delle singole Regioni, che determinano tempi e qualità della prestazione profondamente diversi e spesso conflittuali; in questo difficile contesto, la presa in carico del paziente è un momento strategico in grado di segnare in modo decisivo la qualità del percorso terapeutico; anche la prevenzione è un aspetto fondamentale che richiede strategie di comunicazione condivise e capaci di convincere la popolazione ad affrontare con responsabilità gli screening oncologici oggi offerti dai LEA (livelli essenziali di assistenza); gli stili di vita hanno in questa prospettiva un'importanza fondamentale e, in questo senso, sono necessarie politiche rivolte alla promozione della dieta mediterranea, dell'attività fisica, alla lotta contro il fumo e l 'alcool e gli altri fattori di rischio; il movimento di associazioni pazienti "La salute un bene da difendere, un diritto da promuovere", coordinato da "Salute Donna" onlus , ha dato vita negli ultimi anni ad un intergruppo parlamentare nazionale a 4 intergruppi consiliari regionali (Calabria, Lazio, Lombardia, Puglia) al fine di identificare percorsi condivisi con il mondo politico e rivolti a migliorare i processi di presa in carico e cura dei pazienti onco-ematologici, affrontando con realismo e nei limiti della sostenibilità del sistema una serie di problematiche puntuali e afferenti all'universo dell'onco-ematologia, impegna il Governo: 1) a garantire a breve l'adozione di un nuovo piano oncologico nazionale basato sulla centralità del paziente e del suo percorso terapeutico, in cui sia inserito un sistema di indicatori delle performance a livello regionale; 2) a dare effettiva attuazione alle reti oncologiche ed ematologiche regionali al Registro tumori nazionale; 3) a dare continuità al dialogo e al confronto con le istituzioni sanitarie per favorire la messa a punto e l'adozione di protocolli diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per le diverse forme di cancro, prevedendo il coinvolgimento ed il contributo permanente delle associazioni pazienti di riferimento per specifica patologia neoplastica, portatori di interessi imprescindibili del percorso; 4) a garantire l'accesso permanente delle associazioni pazienti presso i tavoli istituzionali di riferimento nel campo dell'onco-ematologia; 5) a promuovere a livello territoriale l'approccio multidisciplinare e il lavoro di équipe con la presenza di diversi specialisti con l'obiettivo di garantire e migliorare il benessere psicofisico del paziente oncologico ed onco-ematologico; 6) a favorire l'istituzione nelle Regioni del Centro accoglienza e servizi (CAS), porta d'ingresso ed inizio del percorso diagnostico-terapeutico del paziente oncologico; 7) a lavorare per mantenere un adeguato e sostenibile finanziamento del Fondo per i farmaci oncologici innovativi e il suo corretto ed uniforme utilizzo da parte delle Regioni; 8) a favorire la diffusione e l'accesso ai test diagnostici molecolari, che permettono di accedere a terapie target personalizzate, utilizzando in modo appropriato le risorse del Servizio sanitario nazionale; 9) a garantire la corretta informazione del medico al paziente e ottenere la sua condivisione nel caso si opti per uno shit terapeutico; 10) a diffondere informazioni chiare e puntuali sulla ricerca clinica e facilitare l'accesso agli studi clinici da parte dei pazienti oncologici e onco-ematologici con l'obiettivo di favorire l'approvazione e la disponibilità tempestiva delle terapie più innovative; 11) a riconoscere ufficialmente la psico-oncologia come professione sanitaria; 12) a completare l'istituzione in tutte le Regioni italiane delle "Breast Unit", il cui termine fissato a livello comunitario è scaduto nel 2016; 13) a lavorare per garantire, nel rispetto dei vincoli della sostenibilità del sistema e delle necessità dei pazienti oncologici e onco-ematologici, un accesso regionale il più rapido possibile alle nuove terapie anche attraverso sistemi alternativi ai prontuari terapeutici ospedalieri regionali, come già fatto in alcuni Regioni; 14) a porre in essere campagne di comunicazione più efficaci per promuovere l'adesione agli screening oncologici garantiti dai LEA; 15) a promuovere un nuovo piano di comunicazione per la prevenzione come "Guadagnare Salute", riconosciuto da studi pubblicati come molto efficace per prevenire l'insorgenza di molte malattie incluse quelle oncologiche. Interrogazioni Atto n. 3-00566 LAFORGIA Al Ministro della salute Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante: in data 28 gennaio 2019, il quotidiano locale "Adige" ha riportato la notizia di un questionario del servizio di neuropsichiatria della ASL di Bolzano, che aveva il fine di delineare i profili per valutare i ragazzi e si chiedeva di indicare il "gruppo etnico o razza dell'alunno"; secondo quanto riporta il quotidiano è seguita una protesta degli insegnanti; a quanto pare non sarebbe la prima volta che con disinvoltura si parla di «razza» in documenti rivolti alle scuole; svariati mesi fa, a Treviglio, è stata fermata la distribuzione di un opuscolo sull'educazione stradale che conteneva frasi con riferimenti razziali e ha portato alla sollevazione dei dirigenti e degli insegnanti; considerato che l'articolo 3 della nostra Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e come intenda agire affinché la razza non sia elemento discriminatorio nel nostro Paese. Atto n. 3-00567 RIZZOTTI MALAN BERUTTI PICHETTO FRATIN PEROSINO TIRABOSCHI Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: per malattia rara si intende una patologia che colpisca meno di 5 persone su 10.000 nell'Unione europea. La rarità di una patologia fa sì che i pazienti che ne sono affetti sperimentino maggiori problematiche rispetto ai pazienti affetti da patologie comuni sia per le difficoltà diagnostiche e le carenze di informazione anche fra gli operatori sanitari, sia per la carenza di opzioni terapeutiche, soprattutto farmacologiche, sia per l'impatto emotivo e il vissuto di isolamento che affligge i pazienti e i loro familiari; la rete piemontese per le malattie rare è stata disegnata per sviluppare un modello di assistenza che, garantita la qualità della prestazione diagnostica presso istituzioni di eccellenza, favorisca la presa in carico del paziente nelle strutture territoriali più vicine al luogo di residenza; il modello si fonda sulla promozione di protocolli diagnostici condivisi, la tempestiva diffusione di informazioni sanitarie e legislative al personale sanitario, ai pazienti ed alle associazioni, e l'utilizzo del registro regionale come strumento di identificazione di criticità, parametro non autoreferenziale di attività di assistenza dei presidi della rete ed indicatore potenziale di investimento di risorse; l'ambulatorio "Transitional Care" dell'ospedale "Molinette" di Torino è un centro che accompagna i bambini affetti da malattie rare e complesse nel delicato passaggio all'età adulta, e secondo i pazienti rappresenta un esempio di competenza, attenzione e umanità; secondo quanto apparso in diversi organi di stampa, attraverso l'appello delle madri di due ragazze affette da varie patologie rare e in cura presso il Transitional Care, l'ambulatorio sarebbe in chiusura; l'ambulatorio è un centro di altissima specializzazione nato per garantire una continuità assistenziale ai pazienti nel delicato passaggio dall'età pediatrica a quella adulta e per assicurare la continuità della presa in carico e l'appropriatezza delle cure, minimizzando lo stress emotivo di pazienti e familiari; non sono state fornite ai pazienti e ai loro familiari motivazioni circa la chiusura e soprattutto rassicurazioni su eventuali altri centri specializzati a cui possano far riferimento, si chiede di sapere se corrisponda al vero quanto esposto e quali siano le motivazioni dell'effettiva chiusura di un centro altamente specializzato in grado di fornire un importante servizio ai pazienti affetti da malattie rare e complesse e alle loro famiglie. Atto n. 3-00568 CONZATTI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: i commi 125-129 dell'art. 1 della legge n. 124 del 2017, recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza", concernono la disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche; gli obblighi di trasparenza e pubblicazione sono applicabili dal 2018, cioè il 2018 deve essere inteso quale anno di decorrenza fiscale per l'applicazione del comma 125 e conseguentemente solo dal 2019 sono da ritenersi cogenti i nuovi obblighi pubblicitari e trasparenza (con adempimenti da assicurare, secondo le forme prescritte, entro il 28 febbraio 2019); in particolare, il comma 125 introduce obblighi di pubblicità in capo a soggetti che possono essere classificati secondo due categorie principali: a) associazioni di protezione ambientale, di tutela dei consumatori, onlus e fondazioni, associazioni, in senso generico, che intrattengano rapporti economici con pubbliche amministrazioni (primo periodo); b) imprese (secondo periodo); per le due categorie di operatori, il comma prevede un diverso tipo di pubblicità: a) per la prima, la pubblicazione delle informazioni, entro il 28 febbraio di ogni anno, sul proprio sito o portale digitale; b) per la seconda, la pubblicazione degli importi percepiti nella propria nota integrativa al bilancio ordinario e, ove esistente, anche al consolidato; il terzo periodo del comma 125 dispone che "L'inosservanza di tale obbligo comporta la restituzione delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di cui al periodo precedente"; la circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 1° gennaio 2019 chiarisce che "le cooperative sociali, che da un lato, sotto il profilo della qualifica fiscale, sono ONLUS di diritto mentre, sotto il profilo civilistico, sono società che, per effetto del dettato dell'articolo 1, comma 4 del d.lgs. n. 112/2017, assumono di diritto anche la qualifica di impresa sociale. Orbene, la prevalenza del profilo sostanziale legato alla configurazione civilistica della cooperativa sociale porta a ritenere applicabile a quest'ultima la disciplina prevista per le imprese: le cooperative sociali, pertanto, saranno tenute ad adempiere agli obblighi previsti dalla normativa in esame in sede di nota integrativa del bilancio di esercizio e di nota integrativa del bilancio consolidato, ove esistente, con conseguente sottoposizione, in caso di inadempimento, alla sanzione restitutoria contemplata nel terzo periodo del comma 125"; evidenziato che: il Consiglio di Stato, Sezione II, ha espresso in data 28 marzo 2018 un parere (affare n. 00374/2018) per il Ministero dello sviluppo economico, che si ritiene opportuno riportare: "È stato sostenuto, infatti, che l'applicazione della sanzione di restituzione dell'erogazione ai soggetti diversi dalle imprese non parrebbe in linea con il dato testuale della norma, poiché il terzo periodo del comma 125, che irroga la sanzione, è collocato immediatamente dopo il periodo che impone l'obbligo pubblicitario a carico delle sole imprese e, nel determinare la data di decorrenza dei tre mesi per la restituzione, fa riferimento alla 'data di cui al periodo precedente'. Sul piano sistematico, inoltre, la specifica sanzione della nullità potrebbe essere qualificata come disposizione eccezionale, con ciò precludendo la possibilità di una interpretazione a casi non espressamente previsti. La Sezione ritiene di dover aderire all'interpretazione proposta nella richiesta di parere, potendosi argomentare facendo leva anzitutto sulle diverse strutture e finalità dei soggetti indicati rispettivamente sotto le lettere a) e b). Tale differenza (che può sintetizzarsi nell'esistenza o meno di un fine di lucro) giustifica, se non impone, un trattamento differenziato"; restano, pur con il parere del Consiglio di Stato, ancora alcune questioni interpretative ed applicative irrisolte, che rendono difficile organizzare in modo efficace e per tempo i flussi informativi, i sistemi informatici e il coordinamento con la disciplina dei bilanci; secondo le informazioni raccolte dall'interrogante attraverso una consultazione con numerosi soggetti interessati dall'applicazione della disciplina sulla trasparenza vengono rilevate alcune criticità: 1) gli obblighi di trasparenza dei vantaggi economici a carico delle risorse pubbliche ricevuti dalle imprese (comma 125, secondo periodo) sarebbero superflui perché l'obiettivo parrebbe già assicurato dalla disciplina del registro nazionale degli aiuti di Stato; 2) gli obblighi di trasparenza in capo a soggetti del terzo settore riguardo alle erogazioni pubbliche ricevute (comma 125, primo periodo) e gli obblighi di trasparenza in capo alle società a controllo pubblico riguardo alle erogazioni liberali effettuate (comma 126) richiedono soprattutto chiarimenti a livello interpretativo mediante linee guida, in modo da sopperire alla scarsa chiarezza della formulazione ed assicurare una compliance uniforme da parte dei soggetti interessati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare se gli obblighi di trasparenza possano, per un principio di semplificazione amministrativa, essere soddisfatti dall'applicazione dalla disciplina del registro nazionale degli aiuti di Stato; se successivamente all'entrata in vigore dei commi 125-129 dell'art. 1 della legge n. 124 del 2017 vi sia stata una consultazione pubblica con i soggetti interessati dall'applicazione della disciplina sulla trasparenza delle erogazioni pubbliche per comprendere se vi siano delle criticità dall'applicazione delle norme al fine di superare eventuali criticità; se non ritenga opportuno promuovere una modifica del terzo periodo del citato comma 125, nel senso di prevedere non una restituzione del contributo pubblico, a fronte di un mero inadempimento formale di pubblicità, ma una sanzione pari ad una percentuale, da stabilirsi, del contributo non pubblicato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01161 BRUZZONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha disposto la predisposizione di un piano di gestione nazionale per la specie tortora (Streptopelia turtur); nel mese di ottobre 2018 la prima bozza, redatta dall'ISPRA, è stata inviata al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, alle Regioni e ai portatori d'interesse. Nell' e-mail d'invio della bozza si preannunciava la convocazione di riunioni per la redazione definitiva del piano, confronti ritenuti necessari e utili, così come già effettuati per l'approvazione dei precedenti piani relativi all'allodola e alla coturnice; sembra che dal mese di ottobre non siano ancora state convocate riunioni, né si siano avuti aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori per la redazione del piano; risulta all'interrogante che entro il 31 gennaio 2019 la Commissione europea dovrebbe ricevere dagli Stati membri una relazione contenente le iniziative di ripristino e conservazione degli habitat e di gestione venatoria messa in atto negli Stati membri, secondo quanto richiesto dal piano internazionale sulla tortora, approvato nel maggio 2018 nel comitato NADEG della Commissione europea; relativamente ai piani già approvati, la precedente esperienza di svolgere incontri che ha visto coinvolte tutte le istituzioni e i portatori d'interesse è stata ritenuta positiva e utile; il Ministero delle politiche agricole ha competenza specifica sulla gestione delle specie cacciabili e per quanto riguarda la legge n. 157 del 1992 ha competenza concorrente con il Ministero dell'ambiente; gli ambiti territoriali di caccia (ATC) hanno un ruolo determinante nella gestione degli habitat , in particolare agricoli, di grande importanza per la specie, si chiede di sapere: per quale motivo, ad oggi, non siano stati ancora previsti incontri e riunioni pianificati di concerto con il Ministero delle politiche agricole e i portatori d'interesse per la redazione del piano; quali siano le informazioni, relativamente alla conservazione degli habitat e alla gestione venatoria, che il Ministero dell'ambiente intenda trasmettere nella relazione indirizzata alla Commissione europea; se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli investimenti fatti dagli ambiti territoriali di caccia sul territorio, in colture a perdere e mantenimento di stoppie che, da una prima analisi, ammontano a un minimo di 1.000 ettari e 400.000.000 di euro di investimenti annuali. Atto n. 4-01162 PEROSINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: le società semplici hanno un regime di tassazione del reddito differente dalle altre tipologie di società, rispetto alle quali ogni tipo di reddito confluisce nel cosiddetto reddito d'impresa; le società semplici fanno eccezione in quanto, così come previsto delle norme del codice civile, non possono esercitare attività di tipo commerciale; le stesse vengono infatti utilizzate solo per attività agricole, esercizio di arti e professioni e per godimento di beni; ciò comporta che, analogamente alle persone fisiche, le società semplici possono produrre redditi di una qualunque delle categorie previste dall'art. 6 del testo unico delle imposte sui redditi (di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni e integrazioni), escluso solo il reddito d'impresa di cui alla lett. e) del comma 1; nella dichiarazione dei redditi, in separati quadri, vengono quindi inserite le varie tipologie di redditi che vengono poi riepilogati nel "reddito complessivo", e tale reddito viene ripartito tra i vari soci che provvedono a inserirlo e tassarlo direttamente nelle rispettive dichiarazioni dei redditi; in concreto quindi la società semplice quantifica il proprio reddito ma non lo tassa, in quanto la tassazione compete ad ogni singolo socio, per la quota di propria competenza, nella dichiarazione dei redditi personale; con la legge di bilancio per il 2018, legge n. 205 del 2017, è stato modificato il regime di tassazione dei dividendi prodotti dall'esercizio 2018, con la previsione di un periodo transitorio durante il quale i dividendi prodotti prima del 2018 continuano ad essere tassati con la vecchia norma; la nuova normativa prevede che tutti i dividendi che incassano i percipienti diversi dalle imprese siano soggetti a ritenuta di imposta a titolo definitivo del 26 per cento; è di tutta evidenza come i soggetti che incassano, diversi dalle imprese, siano proprio le persone fisiche e le società semplici; la formulazione della norma ha però prodotto dei problemi di interpretazione applicativa, in quanto da una lettura superficiale potrebbe sembrare che le società semplici non abbiano più la tassazione al 26 per cento come le persone fisiche (mentre conservano, come le persone fisiche, la tassazione al 26 per cento sulle plusvalenze da cessione delle partecipazioni dalle quali i dividendi originano); ciò in quanto, l'art. 27, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, come modificato, prevede che la ritenuta del 26 per cento si applichi alle "persone fisiche", e non cita le società semplici; in mancanza di un'interpretazione autentica si sono sviluppate diverse interpretazioni che hanno creato solo un'incertezza interpretativa, e sarebbe opportuno chiarire in via legislativa o, in attesa, tramite una circolare esplicativa l'applicabilità del regime anche alle società semplici, si chiede di sapere quale iniziativa il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di risolvere la problematica applicativa descritta. Atto n. 4-01163 CASTIELLO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in un suo recente comunicato il presidente della Provincia di Salerno ha affermato che la Regione Campania e la Provincia hanno impegnato e speso cospicue risorse (circa 11 milioni di euro) per la manutenzione della strada provinciale "Cilentana" (ex strada provinciale 430 ora passata ad Anas), raggiungendo soddisfacenti risultati; senonché l'arteria è rimasta interrotta all'altezza di Agropoli (Salerno) per la durata di ben tre anni, dal febbraio 2014 al dicembre 2016, a causa di una frana che ha interessato il piano viario, con la conseguenza che il Cilento è rimasto in condizioni di segregazione topografica, scollegato dal capoluogo e dagli altri comuni del nord della provincia; per la ricostruzione del viadotto una progettazione definitiva approssimativa fu approntata dalla Provincia di Salerno con soltanto nel marzo 2015; l'interruzione, protrattasi per un triennio, ha prodotto come effetto l'esclusione della costiera cilentana dai circuiti turistici nazionali ed esteri, tanto che i giornali tedeschi negli anni 2014-2016 più volte dissuasero i connazionali dal recarsi nel Cilento per le gravi criticità dei collegamenti viari; gli operatori turistici ancora lamentano i gravi danni arrecati dal protrarsi, oltre i limiti della ragionevolezza, dell'interruzione; si aggiunga che la qualità dei lavori di ripristino è risultata inadeguata, in quanto l'errato posizionamento dei raccordi sui giunti genera elevati rischi per la circolazione, provocando continui sobbalzi degli autoveicoli, in particolare dei motocicli, evidenziando lo stato estremamente critico in cui versa questa importante infrastruttura viaria, di cui non si hanno ancora i collaudi definitivi; il piano viabile è gravemente deformato su tutta l'arteria che si estende per circa 80 chilometri; sono riscontrabili, ictu oculi , gravi anomalie che riguardano l'intero tracciato; è presente una frana di un chilometro circa prima dell'uscita di Agropoli nord. È lì presente anche un sottopasso i cui muri d'ala sono staccati dal manufatto principale per oltre 50 centimetri con grave rischio per chi attraversa il sottopasso stesso; nei pressi della stazione ferroviaria di Agropoli è crollato un muro di contenimento dell'arteria per la lunghezza di circa 15 metri; è presente un'ulteriore frana all'altezza del viadotto poco prima dello svincolo di Prignano Cilento. La galleria è priva di impianto antincendio, di sistema di aerazione e di vie di fuga (versando in condizioni, quindi, di totale illegalità); i sistemi di monitoraggio dei viadotti dopo Prignano risultano, inspiegabilmente, rimossi. L'Anas, cui, fortunatamente, il 26 novembre 2018 è stata trasferita la manutenzione dell'arteria, ha chiesto alla Provincia le ragioni della mancata attivazione di tali presidi di sicurezza, senza che sia giunta sinora risposta; all'uscita della galleria di Prignano Cilento è presente un altro evento franoso, che attende, da sempre, la messa in sicurezza; in occasione dei lavori di ripristino del viadotto "Chiusa" nei pressi di Agropoli i giunti sono stati posti in opera prima della pavimentazione definitiva, risultando a una quota inferiore rispetto al piano viabile, creando gravissimo rischio alla sicurezza del traffico per i notevoli dislivelli; la galleria nei pressi di Vallo Scalo è priva di illuminazione e degli altri presidi di sicurezza previsti dalla legge. È, inoltre, interessata da caduta di calcinacci; la galleria poco prima dello svincolo di Pattano è priva di sistemi di aerazione, antincendio, vie di fuga e di adeguata illuminazione, trovandosi anch'essa in condizioni di illegalità; subito dopo Vallo della Lucania sono presenti altri due eventi franosi di cui, allo stato, non si conoscono neppure la reale gravità e l'effettivo rischio alla sicurezza della circolazione; la galleria "S. Vito" (nei pressi di Cuccaro Vetere) è, del pari, in stato di totale illegalità per i forti dislivelli del piano viario, le infiltrazioni di acqua dalla calotta, la mancanza di impianti di aerazione e antincendio, di vie di fuga, di piazzole di sosta; il tratto tra Centola e Poderia è interessato da un grave evento franoso che ha destato preoccupazione nei geologi dell'Anas che negli scorsi giorni hanno eseguito un sopralluogo. Tale tratto, già oggetto di attenzione progettuale da parte dell'Impresa Astaldi per conto della Provincia, è minacciato da una frana che interessa l'intera carreggiata, tanto che, probabilmente, il traffico dovrà essere incolonnato a senso unico alternato per consentire gli interventi di messa in sicurezza; all'altezza dello svincolo di Ceraso, la superstrada presenta un vistoso cedimento con forte restringimento della carreggiata, di cui non si è in grado di conoscere la genesi e di apprezzare l'entità del rischio. Ne è prova che l'Anas, subito dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa (26 novembre 2018), col quale ha avuto luogo il passaggio delle consegne da parte della Provincia, ha dovuto provvedere ad un intervento peritale di urgenza di cui si attende di conoscere, a giorni, l'esito; ridotte in stato di fatiscenza totale, per carente manutenzione, sono le barriere di sicurezza, del tutto fuorilegge. È allo studio dell'Anas una drastica riduzione del limite di velocità, ribassandolo a 50 chilometri orari per vasti tratti dell'arteria per consentirne la messa in sicurezza; il pessimo stato di manutenzione della Cilentana ha provocato, com'è noto, numerosi incidenti, anche mortali, di cui spesso hanno dato notizie i mass media ; dalla puntuale verifica condotta nei giorni scorsi dall'Anas è risultato che per il 90 per cento il manto bituminoso è privo del coefficiente d'attrito necessario ad assicurare la stabilità agli autoveicoli. Per questo l'Anas ha già provveduto all'avvio della ripavimentazione con la precedenza per i tratti a maggiore rischio per l'incolumità degli automobilisti, si chiede di conoscere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché siano rimosse con la dovuta necessaria tempestività le molteplici e gravi criticità al fine della salvaguardia dell'incolumità pubblica. Atto n. 4-01164 PUGLIA VACCARO SANTILLO DONNO DE LUCIA CORRADO LANZI GALLICCHIO GAUDIANO MATRISCIANO CASTELLONE ANASTASI LANNUTTI ENDRIZZI L'ABBATE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che i treni Frecciarossa e Frecciarossa 1000, gli ETR.500 ed ETR.400 rappresentano la punta di diamante della flotta alta velocità (AV) Trenitalia e nel tempo sono diventati una presenza abituale sulle principali linee ferroviarie italiane. Numerosi sono, infatti, i convogli e complessivamente milioni sono i chilometri percorsi, con prestazioni che richiedono continui e accurati controlli per garantirne l'esercizio in piena sicurezza. Conseguentemente, i mezzi di trasporto sono sottoposti a manutenzione e verifiche pressoché quotidiane, ma anche a revisioni più approfondite allo scadere di percorrenze prestabilite, effettuate in tre impianti specializzati: Vicenza per la revisione ciclica, Napoli Gianturco polo manutentivo principale, Milano Martesana impianto di manutenzione corrente (IMC) di primo livello; considerato che: l'impianto IMC-AV-Napoli è uno degli impianti di manutenzione dei rotabili più importanti, per la sua strategica posizione geografica e per il ruolo che ha assunto nel tempo. Nell'impianto, attualmente, insistono tre linee di produzione diverse. La situazione attuale sulla manutenzione prevede un sistema ibrido sbilanciato verso l'esterno, ossia le attività sono affidate a ditte esterne, le quali, da quanto risulta agli interroganti, sembrerebbero applicare contratti privi di clausole sociali, cosiddette di salvaguardia dei livelli occupazionali, nei casi di cambio d'appalto. L'esternalizzazione sembrerebbe ricoprire una percentuale pari al 75 per cento; la semplificazione dei processi di produzione, a svantaggio della sicurezza ferroviaria, e la riduzione drastica dell'attuale manutenzione ciclica, hanno fatto sì che mentre nel passato venivano realizzati lavori su 12/15 treni all'anno dall'impianto in questione, riducendo il numero delle scadenze di verifica intermedia di sicurezza (Vis), per il 2019, si arrivi a soli 6 treni. Questo fattore, sommato alla sperimentazione sull'allungamento delle scadenze, provoca danni all'indotto e anche al lavoro dei ferrovieri, dati i cambi d'appalto frequenti; considerato inoltre che l'appello lanciato dai lavoratori interessati dalla vicenda, unitamente ai sindacati, è volto a scongiurare il rischio, attualmente probabile, di un ridimensionamento produttivo e occupazionale dell'azienda, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, al fine di verificare, nel dettaglio, la situazione descritta; se intendano convocare un Tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti, affinché non vengano compromessi i livelli occupazionali, con il conseguente ridimensionamento del ruolo del sito produttivo. Atto n. 4-01165 GASPARRI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che il generale Giuseppe Bottillo della Guardia di finanza ricoprirà la carica di direttore della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia con sede a Roma, si chiede di sapere: se si tratti del medesimo generale Bottillo che ha ricoperto nel passato vari incarichi operativi di comando di reparti che hanno coordinato diverse inchieste giudiziarie accompagnate da una vasta eco mediatica; quante di queste inchieste si siano risolte con una piena assoluzione dei soggetti sottoposti ad indagine; quali siano le statistiche della sua attività; se il suo percorso di carriera lo renda meritevole di un incarico come quello di direttore della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia. Atto n. 4-01166 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: gli scontrini fiscali possono contenere delle sostanze altamente dannose per la salute; i ricercatori dell'Università di Granada, in Spagna, parlano difatti di contenuti cancerogeni dopo l'analisi di 112 scontrini di carta e biglietti provenienti dal Brasile, dalla Spagna e dalla Francia; secondo i risultati, oltre il 90 per cento di queste ricevute contenevano una molecola chiamata bisfenolo A (BPA), un interferente endocrino noto per alterare l'equilibrio ormonale nelle persone esposte alla sua azione; questa può causare malattie legate alla produzione ormonale, come malformazioni genitourinarie, sterilità, obesità e tumori negli organi ormone-dipendenti, come le mammelle; questi scontrini possono essere facilmente identificati dai clienti perché, dopo tanto tempo dalla loro emissione, perdono ancora inchiostro; solo nella metà delle ricevute in Francia è stato rilevato il BPA: ciò significa che il progetto del Governo di risolvere il problema nel 2014 ha parzialmente funzionato; tuttavia il bisfenolo S (BPS), impiegato come alternativa, pare non essere meno dannoso del BPA, come riportato dai ricercatori: la sua persistenza nell'ambiente è perfino maggiore del BPA, dunque non è un'opzione valida; alla luce di questi risultati, gli esperti consigliano a tutti i clienti che conservano le loro ricevute, di evitare il contatto con il cibo, specialmente quando si ritira la spesa in cucina, di non scrivere o annotare appunti sopra, né conservare gli scontrini in auto o nei portafogli; la ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica "Environmental Research": gli scontrini, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", sono fatti con carte termiche, i cui componenti reagiscono al calore generando problemi nelle fasi del riciclo e dello stesso tipo di carta sono fatti anche le ricevute rilasciate dalle bilance elettroniche e dai "pos" per carte di credito, oltre alla carta per i fax e a quella di alcuni tipi di ricevute fiscali e dei biglietti aerei; la scelta di questo tipo di carta per gli scontrini fiscali è però dettata da precise disposizioni normative: il rotolo di carta in dotazione al misuratore fiscale deve essere in carta termica omologata dall'Istituto superiore di poste e telecomunicazione; un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, pubblicato il 31 gennaio 2012, ha fissato nuovi e più stringenti requisiti tecnici necessari per la certificazione della carta termosensibile utilizzata gli scontrini fiscali, si chiede di sapere se il Governo ritenga che esistano rischi per la salute dei cittadini e, nell'eventualità, quali iniziative intenda realizzare per scongiurarli. Atto n. 4-01167 PILLON Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: storicamente (da Cesare Lombroso, 1835-1909) la criminologia nasce come criminologia clinica , specializzazione triennale post laurea che si conseguiva presso sei Facoltà di Medicina delle università di Milano, Genova, Modena, Chieti, Bari e Roma, venti esami più la tesi, accesso a numero chiuso (dieci per ateneo) per concorso (esame scritto e orale). Con la riforma Moratti (legge n. 53 del 2003) e l'introduzione della laurea 3+2, queste scuole post laurea, anziché essere moltiplicate, sono state chiuse (disperdendo così un patrimonio culturale e scientifico), con la conseguenza che oggi in Italia non esiste più detta specializzazione e nemmeno un corso di laurea in criminologia generica. Esistono alcuni corsi di laurea, ma solo ad indirizzo criminologico, non con la classe di laurea in criminologia; per il nostro ordinamento i titoli accademici sono la laurea triennale, che dà diritto alla qualifica accademica di "dottore", la laurea magistrale che dà diritto a quella di "dottore magistrale", il dottorato di ricerca, che conferisce il titolo di "dottore di ricerca" o "PhD". Per quanto esposto, rimane fermo che unico titolo legalmente valido è quello predetto di specializzazione in criminologia clinica e quello di dottorato (posto che laurea in criminologia non esiste). Ciò premesso, ai sensi dell'avviso di selezione di esperti in psicologia e criminologia da inserire nell'elenco, ex art. 132 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, pubblicato sul sito del Ministero della giustizia, si ritiene erroneamente che i requisiti per essere un criminologo siano la laurea, più il master ; non esiste una laurea in criminologia, non si è criminologi col master in criminologia (non essendo un titolo accademico particolare, né idoneo a conferire titoli professionali), poiché la criminologia è una specializzazione professionale che richiede titolo accademico di specializzazione o dottorato, ai sensi del Regio Decreto 31 agosto 1933, n. 1592, che all'articolo 178 recita: «La qualifica di specialista in qualsiasi ramo di esercizio professionale può essere assunta soltanto da coloro che abbiano conseguito il relativo diploma secondo quanto viene stabilito dagli statuti delle Università e degli Istituti superiori», si chiede di sapere: chi siano tali sedicenti "criminologi" iscritti (con quale titolo e percorso di studi) presso l'Associazione nazionale "Criminologi e Criminalisti" e nell'Accademia europea di scienze criminologiche e forensi (AESCrim), entrambe "accreditate" dal Ministero dello sviluppo economico, e presso l'AICIS (Associazione italiana criminologi per l'investigazione e la sicurezza), che ha attivato l' iter della norma tecnica presso l'UNI (Ente italiano di normazione) per riconoscere e creare la figura del criminologo certificato (ad opera di non criminologi); quali iniziative si intenda intraprendere per porre fine ed evitare usurpazioni o millanteria di titoli o abusi (anche in ipotetica violazione dell'art. 498 del codice penale) o profili ingannevoli a completo danno della pubblica fede e di chi possiede realmente il titolo di specializzazione triennale post laurea o dottorato; quali iniziative si intenda intraprendere per evitare che sedicenti criminologi certificati o no, ma sprovvisti del titolo accademico, abbiano i requisiti per iscriversi all'albo del Tribunale e ricoprire l'incarico di CTU (consulente tecnico d'ufficio). Atto n. 4-01168 LA MURA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Sorrento (Napoli) il 15 ottobre 2018 ha rilasciato permesso a costruire per realizzare un intervento di housing sociale di ben 53 appartamenti, oltre 200 box interrati, in sostituzione di un capannone già della società Aprea Mare. L'intervento è stato previsto in un'area densamente urbanizzata e abitata; risulta all'interrogante che sotto l'accattivante dizione housing sociale, si celino attici lussuosi con piscine e giardini pensili, e il solo 30 per cento sarebbe effettivamente destinato all'edilizia sociale; in proposito, l'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 7/14 ha definitivamente chiarito che l' housing sociale è tutt'altro rispetto all'edilizia economica e popolare, che resta l'unica possibilità prevista dal piano urbanistico territoriale (PUT) nell'ambito del Comune di Sorrento; il fabbricato è stato progettato per un'altezza di circa metri 21 dal piano di campagna, ma l'art. 19 del Piano territoriale della costiera sorrentino amalfitana per la "sub area 1", nella quale è inserito il Comune di Sorrento, dispone che i fabbricati non possano avere «altezza massima superiore a m. 14,00» e solo se compatibili con le situazioni ambientali. Di norma l'altezza massima consentita sarebbe pari a metri 7,40; tuttavia il 3 agosto 2018, il soprintendente ai beni architettonici e ambientali di Napoli si espresse favorevolmente ritenendo ammissibile la procedura semplificata, nonostante si trattasse di un progetto in variante di precedente permesso a costruire, già annullato in autotutela. Detta procedura semplificata, introdotta dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, mai si sarebbe potuta applicare, date le previste significative modifiche prospettiche e di sagoma; l'associazione WWF "Terre del Tirreno" e alcuni privati segnalarono la circostanza inerente al permesso a costruire rilasciato con il suddetto intervento del 3 agosto 2018 al Ministro per i beni e le attività culturali, il quale chiedeva chiarimenti al soprintendente che, dopo oltre 50 giorni, con nota firmata anche dal responsabile del procedimento, prot. 0020419 del 20 dicembre 2018, rispondeva: «al fine di dare risposte al Ministero sulle problematiche avanzate dagli scriventi si chiedono idonei chiarimenti in ordine alla determinazione delle altezze del fabbricato in coerenza con quanto previsto dalle norme del vigente PUC tenuto conto che si tratta di un edificio che si articola su diversi piani di livello e non su un unico piano di campagna»; considerato che, a giudizio dell'interrogante: la vicenda appare grottesca e di gravità inaudita, essendo evidente che avrebbe dovuto essere la Soprintendenza a indicare quali parametri avesse applicato per valutare il fabbricato conforme al PUT e non già chiedere al Ministero la soluzione tecnica. Per di più, dopo aver già espresso in data 3 agosto 2018 un parere favorevole che, alla luce della nota del 20 dicembre 2018, appare formulato senza adeguata istruttoria circa la compatibilità dell'edificio con il PUT; la soprintendente avrebbe dovuto chiarire le ragioni per le quali ha inteso applicare una procedura semplificata, nonostante non ve ne fossero i presupposti, come segnalato dal WWF; il 16 gennaio 2019 è intervenuta un'ordinanza del TAR Campania, VII sezione, che ha disposto l'acquisizione presso il Comune di Sorrento e la Soprintendenza di Napoli degli atti istruttori, che hanno preceduto la valutazione relativa alle altezze massime del fabbricato oltre al parere favorevole espresso, si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di accertare, alla luce di quanto disposto dal TAR Campania, la correttezza e la legittimità dei procedimenti amministrativi inerenti all'intervento di housing sociale, in particolare relativamente l'operato della Soprintendenza di Napoli, nonché del citato parere espresso il 3 agosto 2018, procedendo, ove si riscontrino irregolarità, ad atti anche sostitutivi o di indirizzo, onde evitare l'ennesima violazione della normativa urbanistica e paesaggistica vigente. Atto n. 4-01169 LA MURA Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: la città di Pompei è una delle principali mete turistiche del nostro Paese in ragione degli scavi archeologici e del pontificio santuario della Beata Vergine del rosario, che ogni anno sono visitati da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo; da mesi il Comune di Pompei non assicura un servizio di Polizia municipale idoneo a garantire l'ordine pubblico, e, quindi, la sicurezza dei residenti e dei turisti; in particolare, il sindaco, con ordinanza n. 99 del 7 agosto 2018, ha limitato l'orario di servizio della Polizia locale ai giorni dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00, e, con ordinanza n. 105 del 12 settembre 2018, ha successivamente disposto, per ragioni di ordine pubblico, l'apertura del comando di Polizia locale tutti i giorni dalle ore 7.30 alle ore 23.00 con chiusura dalle ore 15.00 alle ore 15.30; tuttavia, stante l'inadeguatezza del fondo per le indennità di turnazione, spettanti ai sensi del contratto collettivo nazionale del lavoro del personale del comparto funzioni locali relativo al triennio 2016-2018, riscontrata dai revisori contabili, il Comune non dispone delle risorse necessarie per retribuire il servizio che dovrebbe essere prestato dagli agenti municipali, al fine di assicurare l'ordine pubblico nella città, come in più occasioni evidenziato dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL; poiché i sindacati e il Comune non sono ancora riusciti a trovare un accordo, il servizio prestato dagli agenti di Polizia municipale continua a essere inadeguato, come si evince chiaramente dalla recente circostanza del rinvio del concerto del cantautore Alex Britti, previsto per il 31 dicembre 2018, al 2 gennaio 2019, in ragione dell'impossibilità di garantire il servizio di ordine pubblico, come riportato dal giornale on line "Fanpage" il 27 dicembre 2018; considerato che, a parere dell'interrogante: nelle sedi opportune si dovranno accertare le ragioni per le quali il Comune non dispone delle risorse destinate alla corresponsione delle indennità di turnazione, e, dunque, se tale carenza sia ascrivibile a mala gestio di denaro pubblico; è indispensabile assicurare un adeguato servizio di Polizia municipale nella città di Pompei per garantire la pubblica sicurezza, e così conservare e promuovere il turismo che la riguarda, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali misure di competenza abbiano adottato o intendano adottare affinché sia assicurato il servizio di Polizia municipale nella città di Pompei. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00568 della senatrice Conzatti, sugli obblighi di trasparenza e pubblicazione delle erogazioni pubbliche.