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Art. 2. SVOLGIMENTO DELLA PROCEDURA a) l'Associazione degli Industriali competente trasmetterà immediatamente la comunicazione ricevuta alle Organizzazioni provinciali territoriali dei lavoratori le quali, entro 5 giorni dal ricevimento di essa, potranno richiedere un incontro allo scopo di esaminare, con spirito di mutua comprensione, i motivi del licenziamento e le possibilità, concrete e attuali di evitarlo, in tutto o in parte, senza costituire un carico improduttivo per l'azienda; b) se l'incontro non viene richiesto nei predetti 5 giorni i provvedimenti hanno senz'altro corso; qualora invece una delle Organizzazioni dei lavoratori chieda la convocazione, essa dovrà avere luogo non più tardi dei successivi 5 giorni; c) qualora l'esame predetto realizzi un accordo tra le Organizzazioni dei lavoratori e l'Associazione industriale, sul numero dei licenziamenti, i provvedimenti avranno corso conformemente all'accordo stesso; d) la procedura di conciliazione fra le Organizzazioni sindacali deve essere tassativamente esaurita entro il termine complessivo di 15 giorni dall'avvenuta comunicazione alle Organizzazioni dei lavoratori, intendendosi che l'azienda sospenderà l'attuazione dei provvedimenti predisposti fino allo scadere di tale termine o fino alla comune constatazione della impossibilità di accordo che sia intervenuta entro detto termine; e) l'azienda, tanto in caso di accordo come in caso di insuccesso della procedura conciliativa, terrà conto, nella identificazione dei lavoratori da licenziarsi, dei seguenti criteri in concorso tra loro: 1) esigenze tecniche e di rendimento; 2) anzianità; 3) carichi di famiglia; 4) situazione economica; f) negli incontri di cui sopra, le Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori possono farsi assistere, rispettivamente, dai rappresentanti dell'azienda interessata, e dalla Commissione interna o da una rappresentanza di essa. ((1)) ----------------- AGGIORNAMENTO (1) La Corte Costituzionale con sentenza 3-8 febbraio 1966, n. 8 (in G.U. 1a s.s. 12/02/1966, n. 38) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale "del D.P.R. 14 luglio 1960, n. 1019, concernente norme sui licenziamenti per riduzione di personale dei lavoratori dipendenti dalle imprese industriali, nella parte in cui prescrive l'obbligo di un previo procedimento di conciliazione fra le organizzazioni sindacali competenti, nel caso in cui il datore di lavoro dovesse ravvisare la necessità di attuare quella riduzione".