Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 285 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del presidente ALBERTI CASELLATI, del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31 ). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. Sul processo verbale ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non siamo assolutamente convinti, rispetto a quella che è stata la lettura del processo verbale, ma anche rispetto a quella che è stata una discussione che avevamo peraltro già sostanzialmente anticipato nella Conferenza dei Capigruppo di ieri, che sia chiaro che sia stata posta la questione di fiducia in modo corretto. Noi abbiamo sentito l'audio e c'è un passaggio in cui si sta per fare questa dichiarazione, ma il presidente La Russa, che in quel momento presiedeva la seduta, ferma sostanzialmente i lavori e sospende i lavori. Contestiamo dunque assolutamente questo punto e vogliamo che si proceda alla votazione, perché non siamo assolutamente d'accordo. Dopodiché, visto che nel verbale ci sono alcuni passaggi legati a interventi fatti anche dal nostro collega Zuliani, siamo anche nelle condizioni di sostenere, affinché venga chiarito, che noi ci siamo mossi per fare un'occupazione pacifica, nel totale rispetto delle regole e che qualcuno, sulla base di un'iniziativa che abbiamo capito essere stata organizzata (che non rientra né tra gli assistenti parlamentari, né tra i senatori Questori), ci ha impedito di farlo. Questa è stata la causa principale degli assembramenti che ci sono stati. Per questa motivazione chiediamo la votazione del processo verbale. (Applausi) . LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, seguendo lo spunto e la censura del presidente Romeo, voglio dire che il processo verbale fa fede fino a querela di falso, perché rispecchia l'andamento dei lavori. (Commenti) . PRESIDENTE. Lasciamo terminare il senatore Licheri, poi faremo tutte le osservazioni. LICHERI (M5S) . Da questo punto di vista, il verbale può essere posto in votazione, ma solo ed esclusivamente quando ci siano delle difformità rispetto alle parti politiche, non quando esso non rispecchia la realtà dei fatti, perché sulla realtà dei fatti l'autorità è quella del Presidente del Senato. Noi non riteniamo dunque che ci siano le condizioni per procedere alla votazione del processo verbale anche perché, se così fosse, avremmo poi il problema di cosa scrivere in luogo di quello che è stato votato e quindi credo che non sia questa la procedura prevista. Nel merito, la dichiarazione con cui è stata posta la questione di fiducia è stata formulata compiutamente in tutta la sua articolazione e in tutto il suo significato. (Applausi) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, penso che la questione posta ora dal senatore Romeo sia stata chiarita e definita ieri nella riunione della Conferenza dei Capigruppo con una decisione sul calendario che mi pare condivisa: non l'abbiamo votata, quindi c'è stata una decisione sul calendario condivisa. Ciò vuol dire che tutti hanno condiviso il fatto che oggi ci sarebbe stata la discussione sulla questione di fiducia, che tra l'altro è cominciata già ieri e che si è resa necessaria dopo che, a quanto mi risulta, lo stesso presidente La Russa, nella riunione dei Capigruppo, ha attestato il fatto che il ministro D'Incà aveva completato la formula. Francamente, quindi, dopo aver accettato il calendario che parte dalla discussione sulla fiducia, contestare il fatto che si sta discutendo sulla fiducia la trovo una cosa insensata e trovo anche insensato votare un verbale che non fa altro che riconoscere ciò che ieri è successo, cioè che ieri è iniziata la discussione sulla fiducia. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ieri abbiamo avuto lunghe riunioni - due, per la precisione - della Conferenza dei Capigruppo, in cui la presidente Casellati, anche nella prima riunione, ma per la verità precisando ancor di più avendo controllato bene il verbale, è partita, nella discussione sulle modalità per lo svolgimento della procedura della fiducia, dal fatto che è stata correttamente posta la questione di fiducia, peraltro asseverata anche dallo stesso vice presidente La Russa che presiedeva. Il presidente Romeo era presente alla riunione dei Capigruppo e lo sa perfettamente. Tra le altre cose, oggi si vuol mettere in discussione questa parte smentendo il verbale e il resoconto stenografico. Si può chiedere di mettere in votazione il verbale perché si vuole aggiungere una precisazione, ma tutta la discussione di ieri, anche formalmente, nella riunione dei Capigruppo si è magari soffermata sulle modalità, sul fatto se si sgombrava l'Aula o no, se si iniziava la discussione generale ieri sera o questa mattina, ma quel presupposto non è stato messo in discussione. Non so se la notte ha modificato i dati di fatto, ma i dati di fatto sono assolutamente questi. Torno a ripetere che le modalità di richiesta di rettifica o di votazione del verbale prevedono, per prassi, la possibilità di aggiungere e precisare una posizione o le proprie dichiarazioni, ma non certamente di mettere in discussione un fatto assolutamente procedurale che - ripeto - è stato il presupposto asseverato dal presidente Casellati e anche dal vice presidente di turno in quel momento, e che quindi si è svolto in modo corretto. Se poi qualcuno aveva effettivamente l'intento di impedire al Governo di parlare per mettere la fiducia, questo l'abbiamo capito, ma siccome questo è avvenuto e la fiducia è stata posta correttamente, credo che oggi si possa far aggiungere qualsiasi cosa al verbale, ma non certamente mettere in discussione, attraverso la votazione su quel punto, il fatto che il Governo abbia correttamente posto la questione di fiducia, leggendo il verbale, leggendo il dispositivo e dicendo con chiarezza che la fiducia veniva posta sul testo del decreto trasmesso dalla Camera. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, a fronte di questi argomenti è sempre meglio prendere in mano il Regolamento. È evidente che la proposta che ha fatto il presidente Romeo non ha alcunché di ostruzionistico, perché il nuovo Regolamento non prevede, per la votazione del processo verbale, neppure la verifica del numero legale, come accadeva un tempo. La proposta pertanto non ha, quindi, un significato ostruzionistico, ma un significato politico e di verità. Leggo cosa dice l'articolo 60 del Regolamento: «Di ogni seduta si redige il processo verbale, che deve contenere soltanto gli atti e le deliberazioni, indicando per le discussioni l'oggetto e i nomi di coloro che vi hanno partecipato». Se si deve procedere alla votazione, questa si fa per alzata di mano e non deve essere chiesto il numero legale. Quello che contesta il presidente Romeo, e che io condivido... PRESIDENTE . Presidente Calderoli, scusi se la interrompo. Colleghi, sappiamo tutti che non si possono fare riprese in Aula. (Commenti) . Sì, senatore Pillon, è avvenuto esattamente al suo fianco. (Commenti). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sta leggendo la rassegna stampa. PRESIDENTE. No, presidente Romeo, dalla mia visuale, siccome il senatore Pillon mi mostrava... (Commenti). E infatti non è indirizzato a lei, senatore Pillon, ma al suo vicino. Non mi costringete tutte le volte... (Commenti). Addirittura, fatto in modo così eclatante è piuttosto in dispregio delle regole, alle quali ci stava richiamando peraltro il Vice Presidente del vostro Gruppo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non mi ero accorto, perché tutto accadeva alle mie spalle, quindi proditoriamente commettevano un illecito. Il presidente Romeo dice: io non riconosco il fatto di cui è stato dato lettura, ovvero l'apposizione della questione di fiducia. Quando questo è accaduto, mi trovavo a fianco dello scranno del Presidente perché avrei dovuto subentrare al presidente La Russa. Da quella posizione, quindi immediatamente dietro la posizione in cui era il ministro D'Incà, io le dico che ho sentito le prime due o tre parole che ha detto il ministro D'Incà e le successive non sono riuscito. Però, causa la mia alta età (probabilmente soffro di ipoacusia), sono andato a sentirmi per dieci volte l'audio, che è consultabile sul sito del Senato. E ancora dopo averlo sentito dieci volte, quella frase che ritrovo nel resoconto stenografico non l'ho riscontrata. Sarà un problema mio? Sono sordo? Va bene, ma anche altri evidentemente non l'hanno sentito. Visto che invece, evidentemente, abbiamo qualcuno che è dotato di uno sviluppo dell'udito così eccezionale da riuscire a mettere gli articoli, i numeri, il giorno e la data, mi complimento. Io non mi sento di votare a favore di un resoconto stenografico che, senatore Licheri, è un falso in atto pubblico quando dovesse essere approvato. Fintanto che non è ancora approvato, non c'è nessun falso in atto pubblico. (Applausi) . Il voto che noi chiediamo è un'azione preventiva rispetto al fatto che si crei il presupposto del reato, cioè del falso in atto pubblico. Cosa succede se non si approva il processo verbale? Vedo agitazione nelle altre fila e la trovo ingiustificata. In caso venisse bocciato il processo verbale, non è che si chiude la seduta e non si può procedere. Quindi non capisco il perché di questi continui interventi (Applausi) , che mi fanno pensare a un ostruzionismo di maggioranza a questo punto. (Commenti). Senatore Sant'Angelo, la ringrazio del sostegno, anche ieri l'ho notato. Ripeto, se dovesse essere respinto, si procederà con i nostri lavori e nella prossima seduta verrà nuovamente sottoposto un verbale con una proposta di correzione che, nel caso, verrà sottoposta a un voto. Procediamo quindi alla votazione di questo processo verbale e chiudiamo la questione. PRESIDENTE . Intanto sono esauriti gli interventi, perché la parola, ai sensi del comma 3 dell'articolo 60, è concessa solo a chi intenda farvi inserire una rettifica, per fatto personale o per semplice annuncio di voto. Metto ai voti la proposta di rettifica del verbale per alzata di mano, con procedimento elettronico dato il carico che ci siamo fatti di chi non può stare in Aula. Chi intende rettificare il verbale voterà sì, chi non intende rettificare il verbale voterà no. La rettifica è quella che è stata proposta dal presidente Romeo. È una sola. La votazione è aperta. (Proteste) . Un attimo. Che succede? (Proteste). Calma, non chiudiamo la votazione finché tutti non sono in condizione... (Proteste). Che succede? (Proteste) . CORO DI VOCI. Onestà, onestà. PRESIDENTE. Colleghi, consentite a tutti di votare, come abbiamo sempre fatto quando c'è una prima votazione. Questo vale assolutamente per tutti. Il senatore Laus non riesce a votare. Un momento. (Proteste). Un attimo. VOCE. Vergognatevi! PRESIDENTE. Siete tutti in condizioni di votare? (Proteste) . Colleghi, se non tornate tutti al posto, io non dichiaro chiusa la votazione (Proteste) perché non si può chiudere la votazione. (Proteste). No, io non chiudo la votazione finché tutti non prendono il proprio posto e non cessano le intemperanze in Aula. (Proteste) . La votazione è chiusa. (Applausi) . Non è approvata. CORO DI VOCI. Onestà, onestà. PRESIDENTE. Siccome non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato così come ne è stata data lettura. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del webe di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Approvato dalla Camera dei deputati) Seguito della discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2040, già approvato dalla Camera dei deputati. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non finisce di stupirci. (Brusìo. Commenti). Signor Presidente, o lei riesce a ottenere il silenzio in Aula o non riprendo a parlare. PRESIDENTE . Senatrice Pucciarelli, la Presidenza ha il compito di garantire il regolare svolgimento dei lavori dell'Assemblea, affinché lei possa svolgere il suo intervento, e pertanto prego davvero i colleghi di consentirlo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori. Abbiamo sentito il collega Santangelo dare del delinquente al collega Lucidi (Proteste) . Così è stato! O presenta le scuse o se ne va da quest'Aula, perché non rappresenta le istituzioni. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, consideriamo che nella giornata di ieri già si sono verificati alcuni fatti di intemperanza e abbiamo giustamente fatto riferimento ad eventuali ricostruzioni, con video e filmati. Quindi, per cortesia, adesso consentiamo di proseguire con i lavori dell'Assemblea. La Presidenza invita dunque tutta l'Assemblea ad osservare un comportamento conseguente e degno, anche perché non c'è motivo di fare altrimenti, dopo la votazione unanime sul calendario. LANZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori, per spiegarle l'accaduto. Le scelte personali del senatore Lucidi sono appunto scelte personali, ma se passa qua di fronte, mi dà una botta e mi lancia il telefono è chiaro che esacerba gli animi. Non è possibile una cosa del genere. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Lanzi, a maggior ragione rimangono ancora più valide le osservazioni che vi ho appena esposto sui filmati, per la ricostruzione degli eventi e per gli eventuali provvedimenti conseguenti. Prego la senatrice Pucciarelli di proseguire nel suo intervento. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente. Come dicevo, il Governo non finisce di stupirci. Siamo passati dai decreti matrioska , anzi in tempi di Covid è più giusto definirli in stile scatole cinesi, al modello decreto tarocco. L'urgenza di emanare il decreto-legge in esame è contenuta solamente nel titolo. In Italia, dal 31 gennaio è stato dichiarato lo stato di emergenza per motivi di salute pubblica, che è stato prorogato fino al 31 gennaio 2021. Dai primi di marzo gli italiani hanno iniziato a lottare per sopravvivere al Covid-19, da un lato, e alla crisi economica, dall'altro. Nel mentre, attraverso diversi DPCM, si sono visti limitare e in alcuni casi sospendere molti dei loro diritti. Hanno accettato questa privazione, dimostrando senso di responsabilità e rispetto delle regole. Ebbene, se qualche italiano trovasse il tempo di leggere le 251 pagine del decreto-legge in esame, si renderebbe conto che non c'è un solo articolo che interviene su situazioni emergenziali. Inoltre si renderebbe conto del paradosso delle decisioni del Governo, che da una parte chiude i porti alle navi da crociera, nonostante si fossero adoperate per adeguarsi alle misure anticontagio, operando così in sicurezza, ma li mantiene spalancati per chi decide di approdare, senza chiedere autorizzazione e senza la minima misura di prevenzione anti-Covid. (Applausi) . Proprio in tal senso, viene da chiedersi - anzi, lo chiedo al Governo - che fine ha fatto il decreto interministeriale del 7 aprile 2020, n. 150, adottato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell'interno e il Ministero della salute, il quale, in riferimento ai porti, definiva l'Italia un luogo non sicuro a causa della pandemia in atto, con la conseguenza di non poter acconsentire agli sbarchi. Chiedo al Governo che fine ha fatto questo decreto: se esiste ed è ancora in vita, oppure se è stato abolito. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatrice Pucciarelli, mi scusi, ma devo chiedere ai colleghi la cortesia di lasciare liberi i banchi del Governo. Prego, senatrice Pucciarelli. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Cari colleghi di maggioranza, forse vi siete distratti, ma da aprile a oggi sono sbarcate più di 30.000 persone. Quale futuro riuscite a garantire alle persone che sono arrivate, quando non siete neanche in grado di garantire il presente agli italiani? (Applausi) . Il futuro cui li destinate assomiglia alla situazione che troviamo davanti alla stazione di Roma Termini, dove uomini e donne bivaccano giorno e notte, espletando i loro bisogni accanto a dove dormono, senza una meta e private della loro dignità. Questo è quello che riguarda il futuro. Per quanto riguarda il presente, è sufficiente andare a visitare l' hotspot di Lampedusa, dove sono stata a settembre e a novembre. Nel primo caso c'erano più di 800 persone, mentre nel secondo ce n'erano oltre 600, nonostante la capienza sia di circa 100 posti. Ebbene, lì non esiste distanziamento e ci sono uomini, donne, bambini e minori non accompagnati in situazione di promiscuità e senza distanziamento. (Applausi) . Le persone mangiano e dormono all'aperto, trovando rifugio - quelle fortunate - sotto le poche piante che ci sono; questo anche quando piove o fa freddo, come ora. Ma voi siete quelli buoni, quelli del «restiamo umani». Questo è il vostro modo di gestire l'immigrazione. Questo è quello che avete sempre fatto: lanciare messaggi illusori che portano migliaia di persone ad arrivare in Italia per poi scaricare il problema sulla società. (Applausi) . Illudete i ragazzini, inducendoli a lasciare la propria famiglia e i propri cari, nella speranza di trovare chissà quale prospettiva di futuro qui da noi. Quando al Ministero dell'interno c'era quel cattivone di Salvini non ci sono stati morti a bordo delle navi, in quanto donne, bambini e persone che avevano bisogno di cure sono sempre stati fatti sbarcare. Oggi che al Governo ci sono i buoni abbiamo quindicenni che muoiono, in quanto li facciamo sbarcare dalla nave troppo tardi per farli curare. (Applausi) . Parlo di Abou, la cui morte non ha fatto scalpore; magari, forse, meno se ne parla e meglio è, perché qualcuno ha delle responsabilità e c'è un'inchiesta aperta. Però noi eravamo quelli cattivi e voi siete quelli buoni... PRESIDENTE. Senatrice Pucciarelli, la invito a concludere. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Ciò che avrei voluto veramente trovare in questo decreto-legge erano delle misure per mettessero ordine nel caos che avete nuovamente generato. La cosa che più mi dispiace e un po' mi stupisce - ma, dopo sabato, il mio stupore è venuto meno - è che una parte della maggioranza attuale che ha approvato la politica del Governo Conte 1 e la politica di Salvini, oggi, prima con l'autorizzazione a procedere in Assemblea e poi con questo decreto, vuole invece annullare Salvini. Mi viene però da dire che fanno questo non per opportunismo o attaccamento alla poltrona, ma - e l'ho capito grazie a Toninelli - perché proprio non ricordano. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sarò un eretico, ma voglio pronunciare una parola che a molti di voi fa allergia: Patria. (Applausi) . La nostra Patria è fatta di territorio e tradizioni. Voglio citare il mio bellissimo Comune, Fiumicino: la nostra amministrazione ha concesso l'opportunità di realizzare i canti natalizi, ma senza riferimenti religiosi. Ora in Italia ci dobbiamo vergognare di essere cristiani? No, non ci vergogniamo di essere cristiani: rivendichiamo la nostra appartenenza culturale e religiosa. Quanto ai confini, l'Italia ha dei confini e la Costituzione, insieme alle leggi internazionali, ci impongono il controllo, sia materiale che militare, dei nostri confini. Ricordiamolo: siamo una Nazione che deve difendere i propri confini, perché noi qui siamo senatori della Repubblica italiana e dobbiamo tutelare gli interessi degli italiani, e non gli interessi di cittadini di altre Nazioni. Siamo orgogliosamente italiani. Anche perché vorrei ricordare - forse qualcuno l'ha dimenticato - che il Trattato di Schengen riguarda solo ventisei degli Stati europei, di cui ventidue dell'Unione europea, dove c'è la libera circolazione. A tutti gli altri cittadini di altre Nazioni non è concessa la libera circolazione nella nostra Nazione e nemmeno in Europa. Quando parliamo di immigrazione illegale, lo dice la parola stessa che è illegale e, quindi, chi entra lo fa in maniera illegittima e non è autorizzato ad entrare in Europa tramite i porti italiani. Non è autorizzato. Ci sono i voli e i corridoi umanitari per aiutare le persone in difficoltà, che hanno diritto di essere assistite secondo gli enti internazionali, altrimenti è tutto illegale. Una Nazione ha il diritto di difendersi, altrimenti si favorisce un'immigrazione che produce non integrazione, ma emarginazione e delinquenza. Ma che cosa vi hanno fatto gli italiani per trasformare le nostre città e le nostre periferie in zone di degrado, i nostri parchi in zone di spaccio di immigrati irregolari? Che cosa vi hanno fatto di male gli italiani, che li state tradendo tutti i giorni? In più, signori miei, vorrei stendere un velo pietoso su una storia che ci ha visto tutti coinvolti, ad applaudire da una parte e a contestare dall'altra: la signora Rackete che ha volontariamente investito un'imbarcazione militare della Guardia di finanza, un'eroina per la sinistra che è stata tre giorni agli arresti domiciliari. A Firenze dei ragazzi, non di sinistra, che hanno fatto un volantinaggio non autorizzato sono da quattro settimane agli arresti domiciliari, perché non sono di sinistra. Vergogna! (Applausi) . Non cederemo alle vostre pressioni. Non cederemo alle vostre intimidazioni. Non tradiremo i figli d'Italia. Non tradiremo la nostra Nazione, per un semplice motivo: non ci arrenderemo mai, ma continueremo la nostra battaglia per il nostro più grande amore, ossia la nostra amata Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marti. Ne ha facoltà. MARTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, premesso che questo decreto-legge non ha - come abbiamo più volte detto - alcun requisito di necessità e di urgenza, esso stravolge completamente la disciplina previgente e i decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini, che erano stati adottati per venire incontro alle legittime istanze degli amministratori locali, delle Forze dell'ordine e degli stessi cittadini. Questo decreto-legge, invece, ha avuto come interlocuzione solo le ONG. È stata, infatti, ampliata la disciplina dei permessi di soggiorno e di altri titoli di soggiorno analoghi, la disciplina della protezione internazionale, la disciplina del trattenimento degli stranieri ed è stata completamente modificata la disciplina dei divieti all'ingresso di navi nel mare territoriale e delle relative sanzioni. Inoltre, è stata modificata la disciplina dei termini relativi ai procedimenti in materia di cittadinanza e quella relativa alle funzioni, agli standard di servizio e alle tipologie di prestazioni, nonché ai beneficiari del sistema di accoglienza. Per evitare quindi un'accoglienza indiscriminata la Lega ha proposto, sia alla Camera che al Senato, una serie di emendamenti, che non ci avete consentito di discutere, al fine di poter dare un contributo costruttivo e non ostruzionistico e di aiutare e collaborare con i nostri amministratori locali e con le nostre Forze di polizia. Noi della Lega abbiamo proposto una collaborazione leale - un termine sconosciuto ormai a questa maggioranza (Applausi) - tra i livelli di Governo interessati, all'interno dei quali coesistono strutture di vario tipo e differenti funzioni. Invece non è stato così. Ricordo che la disciplina precedente rispetto ai decreti Salvini consentiva a tutti i prefetti di distribuire i migranti senza informare preventivamente gli amministratori locali o informandoli solo nell'imminenza degli arrivi. Da parte di quel Governo a firma PD vi era un certo abuso di potere. In quel periodo sono state moltissime le manifestazioni spontanee delle comunità locali che, assieme ai propri sindaci, hanno protestato contro l'ingresso nel proprio territorio degli immigrati. Con questo provvedimento ritorneremo a quel periodo, signor Presidente, perché le responsabilità nella gestione dell'emergenza migratoria ricadranno inevitabilmente sugli enti e sulle comunità locali e molti prefetti, per paura di essere rimossi, saranno costretti a eseguire le direttive del Ministro dell'interno in tema di distribuzione di migranti, senza avere alcuna possibilità di consultare i sindaci, come già avveniva con quei precedenti Governi di centrosinistra. Il provvedimento in esame riduce le possibilità di intervento di sindaci e amministratori locali, con il rischio che essi possano trovarsi a gestire situazioni molto delicate sul piano dell'ordine pubblico. (Applausi) . È per questo che avevamo proposto una serie di emendamenti riferiti alla polizia locale - tutti chiaramente non discussi - in considerazione del fatto che questo provvedimento rafforza alcune misure in materia di divieto di accesso a locali ed esercizi pubblici, la cui applicazione dovrà essere garantita proprio dalla stessa. L'arrivo e la permanenza continuativa di un elevato numero di migranti, le ulteriori misure in materia di divieto e di accesso a servizi e locali pubblici, la cui applicazione è rimessa in buona parte alla polizia locale, accresceranno verosimilmente la percezione di insicurezza nel nostro Paese in questo momento. Comunque, signor Presidente, con questo decreto-legge noi oggi assistiamo a un cambio di passo vero: tutela ai clandestini e meno tutela ai diritti degli italiani. Ormai è chiaro che questo Governo crea delle disuguaglianze sociali vere, così come è evidente che è formato da un mix di forze politiche e non pensa agli italiani che in questo momento vivono una situazione di forte disagio, come d'altronde tutti noi. Il Governo ha un solo obiettivo: demolire i decreti sicurezza uno e due, con l'unico fine di attaccare e bloccare Matteo Salvini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, oggi, 18 dicembre, mancano sei giorni alla vigilia di Natale e gli italiani ancora non sanno cosa potranno o meno fare e, perché un decreto-legge, fatto il 2 dicembre, dice delle cose. A suo tempo il Presidente del Consiglio aveva chiesto di fare dei sacrifici a ottobre, così a Natale avremmo potuto finalmente riabbracciare i nostri cari. Oggi non lo sappiamo, ma presumiamo dalle indiscrezioni che ci sarà una chiusura totale. Non sarebbe male saperlo prima, perché ognuno deve anche farsi dei programmi, specialmente se deve fare dei viaggi. Chi ha ristoranti e aspetta da mesi questo momento, che rappresenta una percentuale importante del proprio fatturato, ha fatto delle scorte e ha comprato degli alimenti, i quali non sono come i DPCM che, finito uno, ne fai un altro a costo zero per chi lo firma. Ebbene, a sei giorni da quel momento ancora non si sa nulla. Ma il problema, per la maggioranza e il Governo, è cambiare le leggi sull'immigrazione in modo da rendere - mettetela come volete, mettetela nel modo più blando possibile - meno facile e più difficile il contrasto all'immigrazione clandestina. Questo è un fatto chiaro, è scritto in ogni parte del decreto-legge, e su questo il Governo ha pensato per tempo, perché è un decreto di ottobre. Poi, a causa del monocameralismo forzato, contro i princìpi della Costituzione, seppur formalmente rispettati, l'esame è stato fatto soltanto alla Camera dei deputati. Qui ci troviamo a dire sì o no, ovviamente con la questione di fiducia, che vincola, sia pure in modo non assoluto, i senatori della maggioranza. Riguardo all'immigrazione, prima di pensare ad allargare le maglie, in modo da rendere più difficile il contrasto all'immigrazione clandestina, le leggi vengono travolte. Sulla negatività dell'immigrazione tutti sono d'accordo a parole e tutti dicono che, anche nell'ambito dell'immigrazione, bisognerebbe rispettare le leggi: ma è sufficiente aggirarle con i barconi, con gli scafisti e con i vari sotterfugi che conosciamo e abbiamo letto nelle cronache; in realtà, vi sarebbe da dire molto più di quanto si legge. L'immigrazione è un fenomeno enorme ed è sempre esistito. In questi periodi ha assunto una forma, dimensioni e aspetti del tutto diversi e, proprio per questo, andrebbe gestita in modo ordinato. Pensare di azzerarla è impossibile, ma anche pensare di aprire le porte, più o meno indiscriminatamente, a chi entra illegalmente è estremamente negativo. Sappiamo tutti che sono moltissimi gli stranieri molto bene inseriti nella nostra società. Certi settori avrebbero difficoltà a andare avanti senza degli stranieri, ma questo perché sono inseriti nella società, perché hanno delle capacità, perché hanno uno spirito e sono arrivati con determinate condizioni economiche nel nostro Paese, dove hanno trovato occupazione. Altrimenti, se stessero ancora qui senza occupazione e senza riferimenti, sarebbero - come tanti sono - un pericolo per il nostro Paese. La preoccupazione dovrebbe essere come far rispettare le leggi. Chi vuole immigrare legalmente nel nostro Paese incontra degli ostacoli enormi, senza fine, con pratiche che durano anni. Persone, che sono qui da più di vent'anni, non riescono ad avere la cittadinanza per intoppi burocratici. (Applausi) . Quel problema bisognerebbe risolvere, in un'ottica non anti immigrazionista a tutti i costi, ma che vuole una società ordinata, dove - come naturalmente sappiamo bene - sono molti gli stranieri residenti nel nostro Paese. Invece, si rende più facile la vita a chi organizza i viaggi nei barconi, con cui si mette in pericolo e, tante volte, si spezza la vita a chi li utilizza. Ecco, si rende la vita più facile a quelle persone. Francamente, non credo davvero che questa fosse una priorità. Bisognerebbe anche leggere le statistiche. Nel solo mese di novembre c'è stato un aumento enorme, 4 volte superiore rispetto all'anno scorso e 5 volte rispetto a due anni fa: dovrebbe essere un problema, da risolvere in altri modi e non dicendo di farne venire di più nel nostro Paese. È veramente una cosa insensata. La prova delle difficoltà di inserimento di quelle persone nel nostro Paese c'è anche senza andare a spizzicare nella cronaca: basta leggere i dati e le statistiche, quelle ufficiali, dell'Istat e del Ministero della giustizia. Un quarto degli omicidi di donne nel nostro Paese - uso la parola omicidi di donne anziché femminicidio, perché, sì, abbiamo un termine certo, ma così diciamo che il soggetto è stato ucciso in quanto donna - è commesso da stranieri, che sono l'8 per cento della popolazione. L'8 per cento della popolazione commette il 25 per cento degli omicidi di donne, il 40 per cento degli stupri. Quando ci si preoccupa una settimana del femminicidio e la settimana dopo dell'immigrazione, non integrando le questioni, vuol dire che si avanti a spot , si va avanti per ideologia, si va avanti per tentare di fare il titolo e compiacere questo o quel gruppo di influenza. Nell'ambito dei minori, il 53 per cento dei minori in carcere - c'è anche il fenomeno dei minori in carcere - è composto da stranieri: l'8 per cento della popolazione, il 53 per cento dei minori in carcere e, con numeri più difficili e in continua evoluzione, all'incirca il 50 per cento di coloro che sono negli istituti penali minorili. È evidente che c'è un gravissimo problema di inserimento e che, con la grave crisi economica innestata dalla pandemia, naturalmente aumenterà. In un periodo come quello attuale, in cui non aumenta la produzione, non aumentano il gettito fiscale e nessuno dei parametri positivi, l'unico dato che aumenta è quello dell'immigrazione clandestina nel nostro Paese. Qual è l'urgenza per la maggioranza? Aumentare ulteriormente l'immigrazione clandestina. È veramente una cosa difficile da comprendere, se non con un approccio ideologico. Quando però l'approccio ideologico è alternante, la cosa diventa ancora più preoccupante. I colleghi del MoVimento 5 Stelle si apprestano a votare la cancellazione di norme che hanno approvato meno di due anni fa, durante il primo Governo Conte, e che adesso per motivi ideologici cancellano. Francamente credo che molti di loro siano in imbarazzo. Penso che la maggior parte di loro siano persone che hanno intrapreso l'impegno politico ritenendo di fare il bene del Paese e di essere più bravi degli altri, o comunque di avere idee migliori di quelle di altri. Tuttavia, se in teoria poteva anche essere, la prova ha dimostrato che non è così. Quando poi un anno fai una cosa e l'anno successivo fai l'opposto, qualche domanda dovrebbe porsi e, infatti, qua e là si rilevano clamorosi cambiamenti. Sull'immigrazione, però, non c'è da sorprendersi. Colleghi, ricordo il giorno in cui, nella scorsa legislatura, eravamo nelle Commissioni esteri e difesa riunite per l'indagine conoscitiva sul ruolo delle ONG nel trasporto attraverso il Mediterraneo degli immigrati, dei migranti, dei rifugiati, a seconda di come uno voglia vederli. Come anche in altre audizioni in cui avevamo ascoltato rappresentanti di quelle organizzazioni e capitani di imbarcazioni - non c'era la famosa Carola Rackete, ma ne abbiamo sentiti diversi - anche quel giorno ci venne spiegato chiaramente che quell'attività era portata avanti per ideologia, perché per loro - anche se, guarda caso, magari erano tedeschi o olandesi - più immigrati arrivavano in Italia e meglio era per via dell'integrazione e di tutte queste belle cose. (Applausi) . Ebbene, quei rappresentanti delle ONG ricevevano regolarmente i complimenti dai colleghi del MoVimento 5 Stelle che volevano differenziarsi da noi di Forza Italia che avevamo richiesto questa indagine e dagli altri colleghi del centrodestra che la portavano avanti. Ricordo che, mentre ancora stavano portando avanti questa linea, venne fuori la notizia che Luigi Di Maio, all'epoca leader del MoVimento 5 Stelle, di punto in bianco aveva deciso di chiamare le navi delle ONG "i taxi del mare", espressione che noi usavamo già da due anni. Improvvisamente, però, grazie alla forte potenza mediatica, nonché al grande credito avuto, sono diventati "i taxi del mare", questo mentre dei colleghi senatori dei 5 Stelle facevano i complimenti a quelle ONG. Allora contrordine, compagni. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Malan. MALAN (FIBP-UDC) . Quell'ideologia non ha funzionato bene e direi che funziona ancora peggio quella attuale. Pensiamo alle cose concrete, ai problemi degli italiani, che hanno ben altre cose da fare, anche nell'ambito della giustizia. Qui ci sono interventi che riguardano la giustizia. Ogni anno 1.000 innocenti in Italia finiscono in carcere: di questo dovreste occuparvi e dei problemi economici, della pandemia e dell'occupazione. Vi occupate, invece, di aumentare l'immigrazione clandestina. Non stupitevi se poi lo sdegno si manifesta in vari modi, a volte anche non condivisibili, ma di certo non è la strada giusta quella che state prendendo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stefani. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con il provvedimento in esame oggi continuiamo una discussione che ha rasentato veramente il surreale sia in Commissione, sia in Aula. Sul metodo di lavoro penso che non ci sia nemmeno da spendere parole, visto che i fatti hanno dimostrato in questi giorni come su un decreto-legge su una materia così importante come l'immigrazione, che non è - con tutto il rispetto - il codice della strada, ci troviamo a discutere e a non discutere, con mortificazione del dibattito, addirittura con l'eliminazione degli spazi che potevamo avere anche per fare delle proposte emendative. (Applausi) . In primis , l'uso del decreto-legge: continuiamo ad utilizzare questo strumento in maniera assolutamente abusata, a dimostrazione del fatto che l'iniziativa del Governo prevale assolutamente su quella del Parlamento, in una forma quasi di dittatura politica. Le buone norme inviterebbero a non intervenire con i decreti-legge soprattutto su materie sostanziali, materie ordinamentali, e soprattutto quella penale, e invece qui avete fatto di nuovo l'ennesimo errore. Ma parliamo della necessità e dell'urgenza. Di urgenza non ve n'è, perché dal tempo in cui sono stati approvati i decreti Salvini ad oggi è passato quasi un anno e mezzo: se vi fosse stata veramente l'urgenza, avreste potuto anche adottare il provvedimento prima. Come è stato ricordato più volte dai nostri colleghi, il decreto è stato approvato in Consiglio dei ministri l'8 ottobre, è stato pubblicato il 21 ottobre, dopo quindici giorni di giacenza e un limbo in cui non si sapeva dove fosse questo decreto. La necessità, poi, non c'è nemmeno sotto un profilo di costituzionalità. Ricordiamo - come hanno fatto più volte i colleghi che sono già intervenuti - che il Presidente della Repubblica Mattarella ha parlato di problematicità sull'impianto delle sanzioni, e non sull'impianto della norma. Si è discusso dell'entità della sanzione amministrativa. Oggi, inoltre, non solo non vi è questo tipo di urgenza giuridica e fattuale, ma non vi è nemmeno l'urgenza politica di provvedervi. Il nostro Paese sta affrontando uno dei momenti più terribili della sua storia. Ci sono imprese che rischiano di chiudere; quasi il 30 per cento delle piccole imprese artigiane - per citare soltanto uno dei vari dati - pare non possa nemmeno più riaprire. Ci sono prospettive di disoccupazione che potranno dare anche degli indicatori molto preoccupanti. Ci sono dei dazi che pagheremo pesantemente nel futuro; un futuro che sarà veramente gravato da un debito pubblico che diventerà insopportabile, salvo che questo Governo non si ravveda e con fermezza decida l'utilizzo delle risorse eventuali che possono uscire dal recovery fund e che devono essere destinate alle aziende, perché l'ossatura di questo Stato sono le aziende, le imprese. Se non c'è attività di impresa non si crea lavoro e, se non si crea il lavoro, non si crea ricchezza. (Applausi) . La gente è sfinita, la tenuta sociale è a rischio e, invece di andare incontro agli interessi dei cittadini, voi, con quella insuperabile dottrina che da tempo purtroppo per certi versi inquina il vostro modo di pensare, non tenete conto di quello che viene detto dai cittadini. Credete di essere voi i depositari dell'intelligenza, i depositari delle grandi soluzioni e, quindi, in un contesto come quello odierno, in cui i cittadini vogliono vedere uno Stato presente, un Governo che sa adottare decisioni vere e ferme, ci troviamo a valutare in via quasi eccezionale il disegno di legge Zan, una norma liberticida. (Applausi) . Andiamo ad occupare i tempi su una normativa come il disegno di legge Zan, oggi una irragionevole ossessione, perché la vostra è un'ossessione: come avevate l'ossessione di Berlusconi, ora avete l'ossessione di voler cancellare tutto quello che è stato fatto dal ministro Salvini. La vera necessità, quindi, è per voi politica e strumentale di utilizzare e andare a distruggere quello che è stato fatto. I decreti Salvini funzionavano: il decreto Salvini uno, il decreto Salvini due, cosiddetto sicurezza. Inutile dire che il ministro Lamorgese, pur avendo a disposizione questi decreti, non li ha applicati, anche se funzionano. (Applausi) . Vediamo i dati. A luglio di quest'anno sono arrivate 7.063 persone sulle nostre coste, contro le 1.088 dei tempi del ministro Salvini; ad agosto 5.237, contro 1.268; a settembre 4.386 contro 947 della gestione Salvini. Questi sono dei dati. Non siamo assolutamente contro i fenomeni migratori, che fanno parte della nostra storia. La Lega ha sempre sostenuto che chi scappa da una guerra, chi ha diritto di venire nel nostro Paese deve essere da noi accolto ed avviato a un processo di integrazione serio. Ma quello che avete fatto, che continuate a fare e che nei decreti-legge in questione è assolutamente evidente, è che volete far ripartire il business dell'immigrazione: questo, infatti, non può essere nient'altro che il business dell'immigrazione. (Applausi) . E non è un'interpretazione, ma sono dati fattuali, ed è giusto che tutti i nostri concittadini sappiano di cosa stiamo parlando. Intanto vorrei ricordare che la protezione speciale era stata introdotta con i cosiddetti decreti Salvini in modo da limitarla a serissimi casi, consentendo quindi ad alcuni soggetti di poter restare nel nostro Paese con un permesso. Ora, invece, ci troviamo con dei permessi che sembrano richiamare quelli della protezione umanitaria; quella protezione umanitaria diventata labile, sbrindellata, molto ampia e generica. Prendiamo in considerazione i casi uno a uno, perché non siamo qui a inventare e i cittadini devono sapere. Con questo decreto-legge lasciate la possibilità di convertire in permessi di lavoro e permessi di soggiorno varie ipotesi: attività sportiva, lavori tipo artistico, motivi religiosi, permesso di soggiorno per calamità. Andiamo a guardare quest'ultimo caso: se era previsto nel caso in cui la calamità riguardava eventi contingenti ed eccezionali, ora si tratta solo di eventi gravi. Che cos'è una calamità grave? La siccità è una calamita grave? È da considerarsi una calamità o una situazione che si è consolidata e che ormai è nella natura di un territorio? Non vogliamo che questi termini vengano utilizzati al fine di interpretare la norma più estensivamente e che ciò si traduca in permessi di lavoro. Guardiamo un altro tipo: il permesso per residenza elettiva. Cos'è il permesso per residenza elettiva? Avrà il permesso di lavorare uno straniero titolare di una pensione italiana. Ma, se ha la pensione, probabilmente è autosufficiente e, quindi, non ha un bisogno così essenziale di lavorare. Prendiamo in considerazione un altro punto, del quale non sono riuscita a comprendere bene la natura e l'obiettivo, e neanche la lettura della norma mi permette di capirlo bene. I cittadini sappiano che non sono ammessi il respingimento, l'espulsione e l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione al diritto e al rispetto della sua vita privata familiare. Colleghi, cosa significa questo? Tenendo conto, ai fini della valutazione del rischio, della natura e dell'effettività dei vincoli familiari interessati e dell'effetto inserimento sociale in Italia, limitiamo sostanzialmente tutto il meccanismo del respingimento e dell'espulsione. Questa interpretazione è troppo lata, così come lo è la norma. Sotto il profilo strettamente giudiziario vi erano delle possibilità di intervenire. Lo sappiamo. La Cassazione è ormai intasata di ricorsi in materia di immigrazione. Si è creato un meccanismo che lascia dei termini ampi e in questo modo un soggetto è libero di circolare sul nostro territorio finché non venga determinata la sua sorte in base a un ricorso giudiziale: questa è una problematica. L'abbiamo sentito anche nel corso delle audizioni e lo sanno tutti: questa norma è più favorevole e, quindi, si applicherà. Ripeto: questa è considerata norma più favorevole. Colleghi, in conclusione possiamo dire che ci sono vari tipi di immigrazione: c'è l'immigrazione vera, quella di qualità, quella che fa entrare persone con una qualifica, con la possibilità di lavorare in un mercato interno e in un sistema sociale in grado di accoglierle. Vi è un'altra immigrazione: quella senza regole, che crea disordine, conflittualità sociale (Applausi) e, purtroppo, discriminazioni e disagi. Invitiamo quelle persone a entrare senza offrire loro nulla se non la povertà, se non un lavoro nella criminalità. Poi c'è un'altra terribile immigrazione: quella degli affari, speculativa, che è fatta non con la testa ma sulla base del reddito, del guadagno e dell'utile. Colleghi, avevamo una scelta da fare e, come possono vedere i nostri cittadini, voi l'avete fatta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Borgonzoni. Ne ha facoltà. BORGONZONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, penso che, se in quest'Aula vogliamo essere onesti intellettualmente, tutti sappiamo che il provvedimento al nostro esame non doveva arrivare, non doveva arrivare ora e non aveva urgenza alcuna. Se un'urgenza c'era, era quella di stringere e controllare ancora di più i confini del nostro Paese (Applausi), che sono i confini dell'Europa; ciò che Matteo Salvini, da ministro dell'interno, ha fatto perché - come sapete benissimo anche voi - quando noi difendiamo i nostri confini, difendiamo tutta l'Europa. La cosa però che più imbarazza, quando si parla e si sentono alcuni interventi della maggioranza sul decreto-legge, è sicuramente il fatto che i cosiddetti decreti Salvini sono stati votati, appoggiati e portati avanti da chi ora è fondante nella maggioranza con il Partito Democratico: il MoVimento 5 Stelle. (Applausi). Voi pensate che gli italiani abbiano la memoria corta, ma non è poi così tanto corta. La memoria sarà corta, ma tutti ricordiamo - e ciò è ancora più imbarazzante - il Presidente del Consiglio che, se anche fa il Conte due, nel Conte uno era assieme a Salvini... (La senatrice Borgonzoni mostra una foto che ritrae il Presidente del Consiglio e il senatore Salvini) . PRESIDENTE. Senatrice Borgonzoni, le devo togliere la parola immediatamente. Metta giù quel cartello subito, altrimenti le devo togliere la parola. Prego gli assistenti parlamentari di intervenire. BORGONZONI (L-SP-PSd'Az) . Lo stesso che si vantava allora di approvare questi decreti, è lo stesso che ora gira e si vanta di cancellarli. (Applausi) . Vi rendete conto? Io non lo so: fossi voi del MoVimento 5 Stelle, avrei vergogna a intervenire in quest'Aula. Vergogna due volte: in primo luogo, per quest'immagine; in secondo luogo, perché ricorderete quando avevate - come tutti noi abbiamo - un programma elettorale. Ve lo ricordate? Dopo magari ve lo porto, perché sicuramente sapete che, al punto 8 del vostro programma elettorale - non parlo del programma poi sottoscritto con la Lega, ma del vostro - c'era scritto « stop al business dell'immigrazione», a firma Di Maio, capo politico Di Maio. (Applausi. Commenti.) . Sì, giustamente, vergogna! Io l'ho sentito da quella parte urlare a gente che è qua. Dovete essere voi a vergognarvi, che siete stati votati per fare una cosa, venite qua e, per la vostra poltrona, ne fate un'altra. Dovreste provare voi vergogna e non attaccare chi ha avuto il coraggio di venire dall'altra parte per difendere il Paese. Dovreste farlo anche voi; alzarvi da lì, venire qui, tirare fuori un pelo di dignità e non votare questa schifezza. Questo dovreste fare. (Applausi) . Probabilmente però, come l'ex ministro Toninelli, avete sbattuto la testa e non ricordate più niente. Abbiamo visto anche lui scordarsi totalmente quello che ha firmato e cosa ha votato per quanto riguarda la questione dello stop agli sbarchi, i famosi porti chiusi, come più conosciuti dalla stampa. Ciò che però più ci preoccupa non è tanto la vostra bramosia di tenere una sedia. Ci preoccupa di più le ripercussioni che tutto questo ha sui territori, sul Paese, sulla salute di tutti i cittadini; ripercussioni di cui a voi sembra non importare niente. Probabilmente la sedia o lo stipendio vi hanno fatto mangiare gli ideali, quello che pensavate e siete disposti a tutto. Voglio spiegarvi quali sono e quali saranno le ricadute. Ricordiamoci che già con il nuovo Governo in tutti i modi si è piano piano cercato di disattendere il più possibile quelli che erano i cosiddetti decreti Salvini. Cercherò di farlo nel modo più semplice possibile, al fine che sia comprensibile veramente a tutti. Uno: anche la collega Stefani ha prima parlato di protezione umanitaria. Sapete bene che la protezione umanitaria, anche nella questione delle ridistribuzioni, è stata un grande problema, perché la riconoscevamo solamente noi e, quando parlavamo di persone che avevano la protezione umanitaria, per gli altri Stati erano clandestini, perché essa non veniva riconosciuta. Tutti noi sappiamo che è una grande sanatoria, quella che piace tanto al Partito Democratico, e che ora il MoVimento 5 Stelle vuole mettere in campo. Una sanatoria che, però, cosa fa? Rende più insicuro il nostro territorio. Questo perché impiegate le nostre Forze dell'ordine - ora come durante il primo lockdown - a inseguire la gente qua e là piuttosto che controllare le zone delle nostre città in mano alla criminalità organizzata. Una criminalità organizzata che, grazie a questo atteggiamento sull'immigrazione di una parte della sinistra, e ora pienamente anche del MoVimento 5 Stelle, trova braccia da rubare agli hub , ai centri dove si trovano gli immigrati, per metterli a spacciare sui territori. Siete complici di tutto questo (Applausi) ; che non ve ne rendiate conto è la cosa grave, che non vi rendiate conto che state dando delle persone - alle quali non possiamo promettere un futuro migliore - in mano alla criminalità organizzata. C'è, poi, tutta la questione dei controlli sanitari, che già mancavano. Ricordo che a Bologna il primo centro di smistamento è stato aperto nel 2014: i clandestini che arrivavano a Lampedusa, senza alcun controllo venivano mandati direttamente a Bologna. C'è un rischio sanitario. Questo non vuol dire, come piacerebbe a voi, che quando la Lega parla di rischio sanitario intende che gli immigrati portano malattie strane. Non è questo. Voi non li controllate; il problema siete voi, perché quando arrivano non li controllate, perché quando arrivano sulle nostre coste non li fermate. Gli italiani, a oggi, non sanno ancora con chi potranno passare il Natale, se potranno o meno vedere i loro genitori - siamo ancora qua a discutere di questo - e a differenza degli italiani, ai quali viene controllato tutto, all'immigrato irregolare che viene in Italia, invece, è permesso tutto. (Applausi) . Il problema siete voi, non loro. D'altra parte, c'è l'equazione semplice: meno partono, meno muoiono; basterebbe guardare i dati. È quasi imbarazzante trovarsi qui a dovere spiegare a persone elette dai cittadini - che li dovrebbero rappresentare - una tale ovvietà. Dobbiamo aiutarli nel loro Paese? Sì. Non possiamo aiutarli da soli? Sì. Dobbiamo aiutarli insieme all'Europa? Sì. Ma questo lo dovete spiegare a chi con noi ha governato, e quando Matteo Salvini metteva in campo tutti i provvedimenti insieme a loro - lo avete scordato - per bloccare gli sbarchi, chiedeva ai Ministri 5 Stelle di aiutarlo sul fronte dei rimpatri, di aiutarlo a parlare con gli altri Stati, ma se ne fregavano, perché la vera questione è che la sinistra, come il MoVimento 5 Stelle, usa questo come baluardo, come bandierina, ma non gli importa niente né degli italiani, né di chi scappa realmente da una guerra. (Applausi) . Quando Salvini era Ministro si sono riaperti i corridoi umanitari; è stato colui che dipingete come un mostro a riaprirli e a far venire qui chi veramente fugge dalla guerra. (Applausi) . Non l'avete fatto voi. Poi c'è tutto il rischio legato al terrorismo; dobbiamo spiegarci anche questo? Lo abbiamo visto anche con Nizza. È ovvio che, come ho detto, noi siamo la porta dell'Europa: se difendiamo i nostri confini, difendiamo l'Europa; se non li difendiamo, mettiamo a rischio non solamente noi, ma tutta l'Europa. C'è un rischio terrorismo grandissimo, lo vogliamo negare? Vogliamo dire che siamo razzisti se diciamo questo? Ho sentito più volte dire che con gli sbarchi non potevano assolutamente arrivare terroristi; eppure, le cronache tristemente ci hanno parlato di massacri che i terroristi, invece hanno fatto in Europa, passando per il nostro Paese, che forse dovrebbe chiedere scusa perché non controlla i suoi confini. Dovrebbe imporre all'Europa di aiutarci e chiedere scusa per questo decreto-legge che sta votando ora in quest'Aula. (Applausi). Esistono segnali che mandiamo, e sono sbagliati, perché che segnale diamo invitando tutti a venire da noi? Un segnale di bontà? È finto buonismo. Non riusciamo a dare i ristori agli italiani. Durante i lavori in Commissione avete cassato centinaia e centinaia di emendamenti che parlavano di categorie chiuse, che hanno subito danni fino al 90 per cento nelle loro attività, se non di più, e la risposta è stata che quegli emendamenti non potevano essere accolti perché non ci sono soldi. Ebbene, se non ci sono soldi per gli italiani, dove trovate i soldi per mantenere tutta l'Africa? (Applausi). Volete trovare un po' di mancette per mantenere, magari, le cooperative amiche; a voi non importa delle persone che vengono qua. Parlate tanto e vi riempite la bocca della questione della discriminazione per orientamento sessuale. Colleghi, vi chiedo però se vi importa o se avete approvato provvedimenti seri per tutte le ragazze che vivono nel nostro Paese e subiscono i matrimonio imposti o l'infibulazione nel nostro Paese. No, quello no! Perché a voi interessa... (Commenti). È inutile che l'esponente del Partito Democratico si metta le mani nei capelli! PRESIDENTE. Senatrice Borgonzoni, si rivolga alla Presidenza. BORGONZONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è una questione seria. Qua ci si riempie la bocca per poter dare il permesso a tutti, per poterli far mantenere dalle cooperative - come ho detto - magari amiche, ma poi non si approvano provvedimenti per tutelare chi viene nel nostro Paese, in Italia, e ha veramente bisogno di essere tutelato. È pieno di ragazze che subiscono ancora, a tutt'oggi, i matrimoni imposti, in Italia, che a sedici anni lasciano gli studi, perché sono obbligate a farlo e a voi non importa niente! (Commenti) Cosa dici? Ma ci sta! Cosa dici? Signor Presidente, non sanno e questa ne è la dimostrazione. PRESIDENTE. Senatrice Borgonzoni, concluda il suo intervento, perché le manca una manciata di secondi. (Commenti). BORGONZONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, concludo, ma lei richiami chi mi urla, da quelle parti! PRESIDENTE. Tranquillamente la Presidenza tutela tutti, come sempre. (Commenti). Senatrice Borgonzoni, concluda l'intervento e si rivolga alla Presidenza. BORGONZONI (L-SP-PSd'Az) . Vorrei fare una domanda, visto che i decreti-legge Salvini hanno impedito a tante persone di morire nel mare che ci divide dall'Africa e hanno tutelato i confini del nostro Paese e, dunque, gli italiani. Rivolgo dunque una domanda ai colleghi, soprattutto del Movimento 5 Stelle, visto che li avevano votati: siete veramente disposti a vendere e a venderci tutti per la vostra sedia? Per favore, colleghi, cambiate idea, perché il futuro del Paese, in questo momento, è nelle vostre mani. Colleghi, cambiate idea, come ha fatto già qualcuno. Venite di qua e votate contro il provvedimento in esame, perché la vera vergogna non è chi l'ha fatto, ma siete voi, che ci state vendendo. (Applausi) . Sull'ordine dei lavori CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su cosa intende intervenire, senatore Calderoli? CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le ho chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori, o meglio sull'ordine della discussione, perché ieri, quando in Conferenza dei Capigruppo abbiamo proceduto alla definizione dell'ordine dei lavori, perlomeno io non ero al corrente - l'ho saputo questa mattina - del fatto che si svolgerà oggi, alle ore 11, una cerimonia, a cui siamo stati invitati, io con i Vice Presidenti e i Capigruppo, per lo scambio degli auguri di Natale. Propongo pertanto una sospensione dalle ore 11 alle ore 11,30, per poter consentire la nostra partecipazione a questo evento. Ricordo che l'articolo 92 del Regolamento del Senato richiede, su tale proposta, l'intervento di un oratore a favore e di uno contro. PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Calderoli. La Presidenza si stava predisponendo in tal senso. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Senatore Tosato, immagino voglia intervenire a favore della proposta. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono contrario alla proposta. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono favorevole alla proposta. (Applausi) . PRESIDENTE . Diciamo che c'è una certa dialettica nel Gruppo Lega. (Commenti). SANTANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su cosa intende intervenire, senatore Santangelo? (Commenti). Un attimo, colleghi. È chiarissimo, ma quando si richiede di intervenire sull'ordine dei lavori, come ha fatto il senatore Calderoli in precedenza, viene chiesto su cosa. Questo avviene anche quando chiedete di intervenire voi. SANTANGELO (M5S) . Signor Presidente, desidero intervenire sulla richiesta avanzata dal senatore Calderoli. (Commenti). PRESIDENTE. Può intervenire un oratore a favore e uno contro. Della Lega, al cui interno c'è una dialettica vivace, sono intervenuti un oratore a favore e uno contro. Pertanto, senatore Santangelo, se lei intende intervenire sull'ordine dei lavori, le chiedo su che cosa. SANTANGELO (M5S) . Signor Presidente, è chiaro che intervengo sull'ordine dei lavori, vista questa richiesta di sospensione. Ritengo che atteggiamenti che possano essere dilatori dei lavori parlamentari... (Commenti). Signor Presidente, non riesco a parlare. PRESIDENTE. Siccome, ai sensi dell'articolo 92 del Regolamento del Senato, questa richiesta può essere formulata e messa ai voti... (Commenti). CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prima di procedere alla votazione, le chiedo la verifica del numero legale. Da questo momento siamo in fase di votazione, quindi procediamo all'appoggio da parte di dodici senatori. LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su che cosa, senatore Licheri? (Proteste). LICHERI (M5S) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Non si possono interrompere i lavori in questa maniera indiscriminata. (Applausi) . Qui non vi è alcuna volontà di lavorare. Questo non è un modo di interpretare il ruolo di parlamentare. Il parlamentare deve finalizzare tutto ciò che fa alla realizzazione del suo compito. (Commenti). In questo momento non abbiamo la possibilità... (Proteste). Verifica del numero legale PRESIDENTE . Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata richiesta la verifica del numero legale. Invito i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . (Proteste). Il Senato non è in numero legale. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 11,20. (La seduta, sospesa alle ore 11, è ripresa alle ore 11,22) . Ripresa della discussione sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Passiamo nuovamente alla votazione. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Chiediamo la verifica del numero legale. Verifica del numero legale PRESIDENTE . Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . Un momento, ci sono dei problemi tecnici di non funzionamento. Allora, colleghi, mi sono state fatte delle segnalazioni, anche alla fine della scorsa seduta. (Commenti) .No, no, no, non è possibile questo. C'è un problema sulla tribuna a sinistra: non c'è la connessione. A posto? No. Chiedo allora ai tecnici di intervenire (Commenti) . Scusate, i colleghi sono presenti in Aula, ma non riescono a votare, perché c'è un malfunzionamento nella loro postazione. Chiedo ai tecnici di darci conferma se funziona o no. Dichiaro chiusa la verifica del numero legale. Il Senato non è in numero legale. (Applausi. Commenti) . CORO DI VOCI. Buffoni! Buffoni! PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle ore 11,46. (La seduta, sospesa alle ore 11,26, è ripresa alle ore 11,51) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Ripresa della discussione sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Passiamo nuovamente alla votazione. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Chiediamo la verifica del numero legale. Verifica del numero legale PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . Il Senato è in numero legale. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Intervengo semplicemente per dare il bentornato al lavoro alla maggioranza. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2040 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Iwobi. Ne ha facoltà. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, le modifiche presentate dal Governo ai decreti sicurezza oggi in discussione sono l'emblema di una maggioranza in cui la sinistra ormai ha condizionato l'intero indirizzo politico e in cui il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato di essere una bandiera che sventola a seconda del vento che soffia da destra o da sinistra. (Applausi) . Prima di entrare nel merito della discussione, vorrei partire da due punti cardine della mia riflessione. Il primo punto è l'immigrazione, un tema molto importante per l'umanità, è parte del DNA dell'uomo e nessuno potrà mai fermarla. La politica ha il compito di gestirla e regolamentarla perché essa porti benessere alle persone che la vivono e ai Paesi ospitanti ed è quello che Matteo Salvini ha fatto con il suo decreto-legge. Il secondo punto è il seguente: la politica migratoria, come del resto l'intera politica, non può dimenticarsi dei dati e dei numeri, che rappresentano persone e storie di vita; senza i numeri, le discussioni politiche corrono il rischio di fermarsi a percezioni emotive, dimenticando la politica reale. Negli anni precedenti ai cosiddetti decreti-legge Salvini non possiamo nasconderci il grande incremento di sbarchi, fino al picco dei 180.000 registrati nel 2016; né tanto meno possiamo negare gli oltre 20.000 morti in mare. Non possiamo nascondere gli elevati costi dello Stato per il sistema di accoglienza (Applausi) che, prima dei decreti-legge sicurezza Salvini, superavano i 4 miliardi di euro annui e che hanno illuso e abbandonato al loro destino centinaia di migliaia di giovani, in larga parte africani, facendo altresì registrare diversi episodi in cui l'accoglienza si è trasformata in business . La Walk Free Fondation ha evidenziato come, secondo il global slavery index , in Italia ci siano oltre 145.000 persone in condizioni prossime alla schiavitù; e subito penso a quei migranti, e non solo, perché oggi anche gli italiani corrono questo rischio. Vittime del caporalato e della tratta della prostituzione. Molti sono attratti nel nostro Paese con l'illusione di una vita migliore per i troppi segnali sbagliati di una pessima politica migratoria della sinistra. (Applausi) . I cosiddetti decreti Salvini hanno saputo rispondere tempestivamente ai continui sbarchi sulle coste del Mediterraneo e hanno dato un segnale chiaro a tutti i Paesi di provenienza. Il sistema di protezione internazionale non è un canale di immigrazione economica, ma una via di arrivo di carattere emergenziale che genera lo status provvisorio di richiedente asilo, a partire da una domanda di asilo. Una politica seria deve distinguere l'immigrazione economica dal diritto d'asilo e differenziare i canali di ingresso per garantire protezione a chi ne ha davvero bisogno (Applausi) , nell'attesa che possano cessare i conflitti nel Paese di origine e per assicurare che chi arriva in Italia possa vivere una vita dignitosa dal punto di vista economico. La sinistra, prima con i Governi delle scorse legislature e ora con il Governo Conte bis , vuole snaturare il sistema di protezione internazionale con ulteriori forme di protezione appositamente generiche e con la trasformazione della protezione umanitaria in permesso di lavoro, anziché impegnarsi sul fronte della politica estera per stipulare accordi con i Paesi di provenienza al fine di applicare la legge che disciplina l'immigrazione regolare in Italia, quindi attraverso una possibile estensione del decreto quote per l'immigrazione fondata sul lavoro, che è immigrazione di qualità. Questo Governo vorrebbe fare del Mediterraneo, il tunnel della morte, il canale principale di arrivo nel nostro Paese dall'Africa. Ritengo profondamente ingiusto che si preferisca continuare a regalare false speranze a milioni di giovani africani, che rischieranno la vita nel mar Mediterraneo per un futuro totalmente incerto, anziché trattare con i Paesi africani per raggiungere condizioni che consentano davvero di trasformare l'immigrazione in una potenziale richiesta per il Paese. Sono i numeri a dirlo, cari colleghi: 6 milioni di immigrati irregolari in Italia producono il 9 per cento del PIL del Paese. È questa la strada su cui il nostro Paese deve lavorare per favorire i canali legali e sicuri, non quelli fondati sulle sanzioni, sulle sanatorie degli immigrati clandestini e sulle stabilizzazioni dei richiedenti asilo, che troppo spesso abusano dello strumento della domanda di asilo per eludere le norme sull'immigrazione che la politica non sa e non vuole applicare o aggiornare. Le regole non esistono per punire qualcuno, ma per il bene della comunità; la politica ha la responsabilità del bene comune, della salute e della sicurezza del popolo. I cosiddetti decreti Salvini, approvati dalla Lega, centrodestra e Movimento 5 Stelle avevano posto regole severe per scongiurare ulteriori morti in mare, per fermare gli sbarchi di migranti economici e portare il sistema di protezione internazionale alla sua funzione originaria. Oggi, cari colleghi, il vento che soffia da sinistra, la bandiera del Movimento 5 Stelle sventola dalla parte dei trafficanti di esseri umani, degli scafisti, delle cooperative del business di accoglienza (Applausi) , della mano d'opera a basso costo, dalla parte di un sistema di protezione internazionale utilizzato per eludere le norme vigenti in materia di concessione di permesso di soggiorno e di lavoro. E ancora dalla parte del precariato a vita; condannerete infatti migliaia di richiedenti asilo ad una vita nell'illegalità o ai margini della società. Cari colleghi, stiamo riscrivendo la storia. Sì, l'antica storia infelice contro la dignità umana e io non voglio essere complice. Il lavoro è una cosa seria ed importante, perché esso consente di sostenere l'elevato costo della vita nel nostro Paese. Per tale ragione servirebbero accordi internazionali, per promuovere canali legali, fondati su incontro tra domanda e offerta di un vero lavoro, che consenta un'esistenza libera e dignitosa. La Lega auspica un'immigrazione fondata sul lavoro perché porta benessere e stabilità all'immigrato stesso e ricchezza al nostro Paese. Queste modifiche trasformeranno l'immigrazione in una causa di povertà e di emarginazione sociale. Queste modifiche lanceranno un messaggio molto pericoloso al di là del Mediterraneo, che l'Africa pagherà con migliaia di illusioni e di vite spezzate, che l'Italia stessa pagherà in termini di sicurezza e di spesa pubblica, soprattutto in un momento così difficile per il Paese. Cari colleghi, anziché approvare queste modifiche strumentali, finalizzate a riportare il nostro Paese alla pessima politica migratoria messa in atto per buona parte della scorsa legislatura, vi chiedo di ritirare questo decreto-legge, madre di una pessima politica migratoria non degna di un Paese civile, concentrandosi su tre punti che considero fondamentali: promozione dell'immigrazione fondata sul lavoro, quale condizione necessaria per un'esistenza libera e dignitosa degli immigrati in Italia e contrasto all'immigrazione clandestina; una politica estera che possa trovare accordi su cooperazione economica, rimpatri assistiti e ingresso regolare con i Paesi di principale provenienza, in connessione con le esigenze del nostro mercato del lavoro; infine, un sistema di asilo che anziché essere il principale canale di immigrazione senza alcuna... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. IWOBI (L-SP-PSd'Az) . ...senza alcuna garanzia per il futuro dei migranti, possa davvero accogliere chi scappa da situazioni di conflitti o da persecuzioni reali, anche attraverso il canale umanitario. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, come Capogruppo del Gruppo Lega in Commissione bilancio, voglio usare questo tempo a disposizione per far sapere anche ai colleghi delle altre Commissioni che stiamo, o meglio state approvando un provvedimento con evidenti aspetti di onerosità, laddove il testo è passato in Commissione bilancio come "non oneroso". (Applausi) . Sì, è così, colleghi, è passato sommariamente per la fretta, per mandare avanti le cose, e non sono stati presi in considerazione punti molto importanti. Mi soffermerò soltanto su alcuni punti in particolare del parere proposto dal Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione in Commissione bilancio, e depositati anche nella Commissione di merito. Li leggo. Con specifico riferimento all'articolo 4, comma 1, lettera b) , numero 2, in merito al trasferimento presso le strutture di sistema di accoglienza dei richiedenti, a seguito delle attività preliminari di assistenza, e alla lettera c) del medesimo comma, che afferma la necessità che i centri governativi ordinari e i centri straordinari siano caratterizzati da adeguati standard igienico-sanitari, precisando altresì quali siano i servizi che devono essere assicurati all'interno dei predetti centri, diversi sono i rilievi critici, che pare il caso di sollevare, alla quantificazione degli oneri presente nella relazione tecnica. Da un lato, non vengono esplicitati i criteri, che fissano al 7 per cento la stima dei maggiori costi relativi ai nuovi servizi di insegnamento della lingua italiana, di orientamento al territorio e di assistenza psicologica riconosciuti dalla disposizione in questione - tutto gratis, signori miei - d'altro canto, per definire la platea dei potenziali beneficiari, ai fini della quantificazione dei costi della misura, sono stati utilizzati come parametro i dati del 2019, determinando una cifra di 83.226 ospiti giornalieri medi, che appare decisamente sottostimata in considerazione delle serie storiche precedenti, del fatto che i dati del 2019-2020 scontano gli effetti delle politiche restrittive contenute proprio nei decreti che si intende modificare in senso estensivo con il provvedimento in esame (Applausi) e che tali estensioni determineranno con assoluta certezza un effetto incentivante del fenomeno. Basti solo considerare il tema dei ricongiungimenti familiari. Infatti, non appare chiaro come il maggior onere di 12,8 milioni di euro derivanti dalle presenti disposizioni possa essere coperto dagli stanziamenti presenti a bilancio, i quali non dovrebbero presentare risorse libere, anche in considerazione del fatto che il recente decreto-legge ristori bis e il decreto-legge ristori quater prevedono una riduzione proprio delle somme iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'interno relative all'attivazione, la locazione e la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari di 170 milioni di euro per l'anno 2020, quindi in completa contraddizione. A conferma di quanto sopra espresso, si evidenzia altresì che lo stesso Governo, nel disegno di legge di bilancio 2021, ha previsto un incremento di 100 milioni di euro annui delle risorse stanziate sul capitolo Fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo e degli interventi connessi, ivi compresi quelli attuati in adesione ai programmi e ai progetti dell'Unione europea in regime di cofinanziamento, confermando implicitamente che le disposizioni contenute nel presente provvedimento, a dispetto della presenza della clausola di invarianza finanziaria di cui all'articolo 14, sono assolutamente idonee a determinare nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica. (Il microfono si disattiva automaticamente). È stato votato qualcosa, in Commissione bilancio, che assolutamente non è stato rilevato (Applausi) , o meglio, noi l'abbiamo rilevato e l'abbiamo portato all'attenzione dei colleghi, ma non c'è stato verso. Sono molto amareggiata, colleghi, perché, con le vostre logiche di bassa politica, state distruggendo tutte le leggi fatte con fatica e i regolamenti in vigore. Lo abbiamo visto anche oggi, con il verbale della seduta: avete dato un voto favorevole ad un verbale, che secondo la mia opinione non ha senso. Le riprese parlano chiaro e le ho viste più volte anch'io. Voi però votate tutto, vi tappate il naso e votate qualsiasi cosa, pur di andare avanti con questo scempio. Sentitevi davvero complici. Siete complici del traffico di essere umani e delle morti in mare. Sentitevi complici! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vescovi. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo a fine anno, in piena pandemia mondiale e voi, colleghi, portate all'esame dell'Assemblea un decreto d'urgenza, pensando agli immigrati clandestini. Non vi vergognate un po' di questo? Ritornate in Italia, ritornate nel Paese! Mi domando cosa vi abbiano fatto di male gli italiani. Colleghi, cosa vi hanno fatto di male? (Applausi) . Basta leggere i giornali. Come accade anche a me, sicuramente i cittadini vi stanno scrivendo per sapere cosa potranno fare a Natale. Purtroppo delle persone non ci sono più, ci sono negozi che non riapriranno, ci sono famiglie in difficoltà, ma voi pensate agli immigrati clandestini. Ma non vi vergognate? Dovresti veramente vergognarvi! Sento dire poi che il provvedimento non costa. Mi chiedo come sia possibile, se volete portare l'Africa in Italia e dare assistenza psicologica agli immigrati. Per quelli regolari è giustissimo, aiutiamoli, ma perché non diamo assistenza agli anziani, ai bambini e agli italiani, che in questo momento stanno soffrendo per il Covid? (Applausi) . Perché non lo fate? Perché? Ho notato però che, per ben due volte, non avevate i numeri in Aula. Due volte! Ciò vuol dire che, tutto sommato, anche a voi non interessa venire qui per questo. È solo un ordine di partito, per rimanere legati alle poltrone. È tutto qui il decreto-legge e questo è il vostro unico motivo di urgenza. Quando ieri abbiamo occupato, anche con energia, i banchi del Governo, lo abbiamo fatto per far sapere agli italiani che siamo dalla loro parte. Se abbiamo occupato quei banchi, lo abbiamo fatto perché in quei banchi abbiamo messo il cuore, per la nostra terra. La differenza tra noi e voi, colleghi, è che noi ci alziamo la mattina e pensiamo ai nostri cittadini, mentre voi vi alzate la mattina e pensate agli stranieri. Questa è la differenza, nel DNA, tra noi e voi! (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candura. Ne ha facoltà. CANDURA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, la discussione generale in atto, iniziata nella giornata di ieri, è piuttosto interessante in quanto si sta parlando di molti aspetti tecnici, giuridici ed economici dei precedenti decreti sicurezza e del nuovo. Alcuni spunti emersi sono molto interessanti. Ad esempio, ieri alcuni colleghi di maggioranza ci hanno fatto riflettere sul concetto di naufrago, cioè colui che salpa dal porto con il proprio natante, ha una difficoltà o un incidente ed è giusto che venga soccorso. Tuttavia, non stiamo parlando di questa situazione. Infatti, parliamo di un trafficante che si mette al timone di un'imbarcazione non idonea ad affrontare il mare per la rotta che intraprende, sapendo che andrà incontro a delle difficoltà, ma avendo pronto il telefono satellitare per chiamare amici compiacenti e dir loro: aiutatemi a portare la merce e compiere l'ultima tratta (chiaramente per merce si intendono gli esseri umani). Si parte dalle coste settentrionali dell'Africa con il chiaro intento di commettere due crimini: traffico di essere umani, da una parte, e immigrazione clandestina dall'altra. Non vedo proprio come le convenzioni sul diritto del mare e della navigazione possano giustificare tutto questo. Mi permetto di dire che la questione non è nemmeno questa, in quanto il punto è politico. L'Africa ha circa 1.300 milioni di abitanti. Noi qui non stiamo parlando di aiutare un numero determinato o determinabile di cittadini che fuggono da un Paese in difficoltà per una guerra o qualche altro evento calamitoso; stiamo parlando di accogliere un numero potenzialmente indefinito di persone nel vostro progetto senza limiti. Si tratta di una violazione anzitutto - ma non solo - dei principi sovranisti e dell'identità. Ribadisco che l'identità di un popolo esiste e va protetta perché fa parte del patto sociale e della sicurezza che lega lo Stato ai cittadini. La sicurezza va garantita. In nome di presunti ideali o interessi economici, come molti miei colleghi della Lega hanno sottolineato in questi giorni, non può tollerarsi l'accoglienza indiscriminata, che non è accoglienza, ma, come ha sottolineato la senatrice Pucciarelli a inizio seduta, si traduce nell'ammucchiare esseri umani, contando di poter utilizzare i soldi pubblici per foraggiare una macchina di sfruttamento. (Applausi) . Dispiace che qualche membro del Governo si sia affacciato solo per garantire il numero legale (è scandaloso sia mancato per due volte, ma è nel vostro interesse e non nel nostro che ci sia). Alcuni membri del Governo, nel corso di alcune interviste negli anni passati, hanno parlato di braccia per l'agricoltura e costo del lavoro competitivo. Colleghi, lo sfruttamento non ha colore della pelle; è sfruttamento di esseri umani. Fa specie che gli antirazzisti, gli antifascisti e i contrari a tutto siano i primi a incoraggiare l'immigrazione per poter avere manodopera a basso costo. Ridicoli! (Applausi) . Oggi, durante le sospensioni della seduta dovute alla vostra assenza, siamo stati apostrofati da qualcuno (non ricordo chi, ma non è rilevante) come fascisti. Questa parola è stata pronunciata all'indirizzo del nostro Gruppo e ciò mi ha fatto molto riflettere. So benissimo che la gran parte delle componenti della maggioranza - anzi, forse tutte - si fregia del titolo di antifascista. Bene, ma perché siete così contro il fascismo? Cos'è che non vi piace? Probabilmente indicate nel fascista colui che viola le libertà e i principi fondamentali garantiti dalla Costituzione. Penso ai primi 12 articoli della Costituzione e anche alle libertà civili, di voto, di essere eletto, di assembramento, di circolazione, di associazione e - non ultima - di culto. Ma chi ha detto che, per quest'anno, alla messa di Natale si può rinunciare non è un esponente della Lega o del centrodestra, bensì un Ministro del vostro attuale Governo. Certo che la pandemia e l'emergenza sanitaria ci sono. Discutiamo di chi, negli ultimi dieci anni, ha tagliato i posti negli ospedali e i finanziamenti alle Regioni che dovevano garantire i servizi. Se i Padri costituenti, che pure venivano dell'esperienza della spagnola poco dopo la Prima guerra mondiale, non hanno previsto uno stato di emergenza per epidemia, forse un motivo c'è. L'unico stato di emergenza previsto dalla Costituzione con un procedimento particolare è quello in caso di guerra, che dev'essere dichiarata dalle Camere e poi dal Presidente della Repubblica, ma non è previsto per la pandemia. Qui invece siamo al punto che con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri si violano i primi 12 articoli della Costituzione. Mi avete insegnato voi, arrivato qui in Parlamento, cos'è il fascismo: non è quello storico, ma tecnocratico, che attualmente rappresentate e applicate. (Applausi) . Ecco un monito che mi venne fatto da un esponente locale della sinistra tanti anni fa, quando ero militante della Lega, a un gazebo: controllate su Google Maps - soprattutto chi è molto avanzato tecnologicamente - dove sta Piazzale Loreto a Milano, perché quello non è un simbolo di fascismo, ma di vendetta contro chi viola le libertà personali. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, in effetti confesso di avere un po' di difficoltà a parlare stamattina di questo argomento, perché è difficile parlare di cose che sono di un'evidenza scontata, soprattutto sapendo che chi ascolta non ascolta o è sordo o non vuole ascoltare. È del tutto evidente infatti che questo è un provvedimento che non ha né capo, né coda e sta dentro una logica che non è quella dei fatti, ma quella del provvedimento manifesto, che però - come dicevano benissimo i colleghi che mi hanno preceduto - in questo caso entra nel merito di alcune vicende che attengono alla convivenza civile e all'ordinamento dello Stato. Rispetto a tutto questo, colleghi, confesso di avere una certa difficoltà, perché non è possibile spiegare a parole e con concetti verificabili nei fatti che da qui in avanti, cioè dopo la sua approvazione, l'intera materia che attiene al provvedimento sarà regolata dalla meteorologia; così sarà, infatti, dal momento che i flussi saranno regolati dal bel tempo, dal bel mare e dalle condizioni metereologiche. Quando e se il mare lo consentirà, in Italia arriverà un'infinità di persone, senza alcun tipo di regolamentazione; potranno dichiarare qualunque cosa e, in virtù di quella dichiarazione, saranno protetti, ospitati e mantenuti, ma mai integrati. Faccio un esempio: avete inserito nel provvedimento il motivo della discriminazione per l'orientamento sessuale; allora vedrete che ci sarà un proliferare di distinguo sul proprio orientamento sessuale. E come verificherete se la dichiarazione risponderà al vero o se sarà resa solo per avere la possibilità di essere ospitati? Come lo verificherete? Avrete soggetti che si presteranno a questo scopo? Avrete modo di verificare questa dichiarazione, come quella di provenire da Paesi in guerra, dove sono negate le libertà civili? Insomma, rispetto a tutto questo, resta veramente difficile poterne anche solo parlare. Il problema sono le dimensioni del fenomeno, com'è stato osservato. Le nostre carceri sono per il 70 per cento occupate da cittadini extracomunitari, gran parte dei quali, peraltro, è in carcere in quanto coinvolta nel traffico di stupefacenti. Come ha spiegato benissimo prima di me il collega Malan, i reati di violenza sulle donne sono compiuti per la maggior parte da cittadini extracomunitari. È inutile che scrollate la testa, come il cagnolino che una volta stava dietro la macchina (ricordate?). È inutile che scrollate la testa: è la realtà dei fatti. (Applausi) . Ho difficoltà anche solo a parlarne; infatti mi fermo qui e utilizzo i restanti sei minuti per parlare di due temi che in questi giorni impegnano la quotidianità. Oggi, 18 dicembre, l'Italia non sa che cosa potrà e dovrà fare il giorno di Natale. Anche qui è inutile che scrollate la testa come il cagnolino, perché noi forse consideriamo questo tema scontato, ne stiamo parlando da giorni e non se ne può più, ma fuori da qui la gente normale vuole sapere cosa dovrà fare il giorno di Natale, fra sei giorni. E la gente non lo vuole sapere solo per aprire il panettone; lo devono sapere le attività economiche, lo devono sapere i ristoratori, che devono sapere se fare la spesa o meno (come già è stato detto). Ma voi vivete sulla luna o state con i piedi per terra, per poter giudicare quello che accade fuori da qui? Noi siamo ostaggio, l'Italia è ostaggio delle vostre beghe interne. Ieri avete tentato di fare una riunione, gli amici di Italia Viva hanno posto le loro condizioni e avete deciso di rivedervi domani. Il Natale è ostaggio delle vostre beghe interne. Non so se avete contezza delle dimensioni della vostra inadeguatezza, perché questa è la realtà dei fatti; è inutile che continuiamo a girarci intorno. Non è la maggioranza, che non esiste, a essere ostaggio di Renzi. No, è l'Italia a essere ostaggio di Renzi, è il Natale a essere ostaggio di Renzi, malgrado Renzi. C'è poi la vicenda dei pescatori. Ho chiuso il mio intervento l'altro ieri formulando un auspicio che poi si è rivelato nella tempistica assolutamente perfetto. Ho auspicato di poter consentire ai nostri pescatori di passare il Natale insieme ai loro familiari e il caso (non io ovviamente) ha determinato che proprio il giorno dopo i pescatori potessero ricongiungersi con i loro familiari, ovvero risalire sui loro mezzi impropriamente sequestrati e tornare in Italia. La vicenda però, colleghi, va valutata sotto vari aspetti. Abbiamo avuto il Premier e il Ministro degli affari esteri che si sono affrettati a salire su un aereo per andare a liberare i nostri pescatori - ohibò! - a beneficio di telecamere, con Casalino in avanscoperta, addirittura con la geolocalizzazione. Benissimo, bravi, carini. (Applausi) . Allora giocate con i cittadini italiani, che non devono sapere cosa possono fare a Natale, però il Premier , invece di risolvere le beghe e di stare seduto a Palazzo Chigi per tentare di risolvere i problemi, prende l'aeroplanino e va a rendere onore al generale Haftar, che i turchi hanno trattato da quel che merita. I turchi infatti gli hanno detto: "O liberi le mie motovedette, o in quattro giorni me le vengo a prendere"; e lui si è affrettato a liberare le motovedette dei turchi. Noi siamo andati invece a pagare prezzo, a pagare pegno. Abbiamo riconosciuto un'importanza istituzionale a un povero generalino da quattro soldi e l'abbiamo fatto a beneficio di telecamera, come se non bastasse. Vergogna, vergogna! Dopo 107 giorni. Vergogna! Non so più quante volte ve lo dovrei dire "vergogna". E allora stessero a casa! Stessero a casa Conte e Di Maio! Stessero a casa a risolvere i problemi degli italiani, che aspettano di capire che cosa devono fare fra sei giorni, il giorno di Natale! Siete il peggior Governo del Paese nel momento peggiore per l'Italia! Rendetevene conto e pagate il prezzo per tutto quello che state facendo. (Applausi) . PRESIDENTE . Dispongo la sospensione della seduta per procedere alla sanificazione dell'Aula. La seduta riprenderà alle ore 13,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,30, è ripresa alle ore 13,30) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Emanuele. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non le nascondo un certo imbarazzo nel prendere la parola oggi, perché, da un lato, vedo che un provvedimento che la maggioranza definisce così importante non ha mai visto, durante tutta la discussione - peraltro scarsa e scarna - in Commissione, la presenza del ministro Lamorgese. Eppure, tecnicamente fa capo al suo Ministero. Abbiamo avuto la compagnia del vice ministro Mauri, che ho seguito anche durante i lavori della Camera, e che, devo essere sincero - glielo dico senza alcun astio personale e senza vis polemica - non credo sia stato in grado di dare risposte adeguate alle domande che sono state fatte sia alla Camera, sia al Senato. Nel merito del provvedimento, voglio ricordare forse l'unica cosa che è venuta fuori dalla scarsa discussione in Commissione, cioè il fatto che il provvedimento in esame ha una vena di incostituzionalità - non sono io a dirlo, ma dei magistrati, quindi questo elemento magari avrebbe dovuto essere preso in considerazione - alla faccia degli appelli alla lettera del Presidente della Repubblica, che peraltro aveva fatto richiami ben diversi, ma nell'agosto del 2019, se non erro. Oggi si interviene con un decreto-legge, un provvedimento che tecnicamente deve rispondere a un'urgenza che di fatto, però, non c'è, perché, se è tanto urgente da andare ad agire su due momenti indicati dal Presidente della Repubblica nell'agosto 2019, evidentemente c'è qualche problema. Entrando nel merito della discussione sul decreto-legge, si è discusso in particolare se sia adatto o non adatto. Uno degli argomenti venuti fuori nella discussione era se all'interno di quei barchini o barconi ci fossero o meno potenziali terroristi che utilizzassero questi canali, questi corridoi del mare e questi traffici umani per riuscire a entrare nel territorio europeo e poi fare quello che purtroppo abbiamo visto in tante capitali europee. Faccio riferimento a una frase della senatrice De Petris, che ha chiesto chi stabilisce che in quelle imbarcazioni che hanno accolto e salvato persone, naufraghi e profughi ci siano gli estremi per configurare un pericolo per il nostro Paese. Questa frase era nella dichiarazione sulla pregiudiziale proposta anche dal Gruppo Misto, proprio in merito al fatto che tecnicamente non ci doveva essere pericolo all'interno di quei barconi (Applausi) , cosa che è stata smentita chiaramente. Credo che la maggioranza dovrebbe farsi un sano esame di coscienza, perché evidentemente l'inadeguatezza dell'azione e delle persone che agiscono in questo settore è ormai evidente. D'altro canto, è stato riferito anche da un membro della maggioranza - mi riferisco in particolare al presidente Parrini - che, nella discussione sul decreto-legge sicurezza al tempo del precedente Governo - ha definito il Vice Ministro dell'epoca, cioè l'attuale ministro degli esteri Di Maio, uno che «non conta nulla». Anche in questo caso, cito il resoconto stenografico. Considerato che non ho moltissimo tempo, vorrei mettere alcuni membri della maggioranza di fronte ad alcune posizioni che sono cambiate radicalmente. Ricordo quando qualcuno, a proposito dell'intervento sui decreti-legge sicurezza e sicurezza- bis , diceva: «Per colpa di questa sinistra, salottiera e spensierata, si è venuta a creare una situazione insostenibile»; «il vuoto pneumatico è esattamente il vuoto lasciato dalla vostra politica, il vuoto in cui l'illegalità ha prosperato. Per non parlare delle vergognose e disumane condizioni in cui chi dice di avere a cuore gli immigrati li ha costretti a vivere come bestie in gabbia». Questa era la senatrice Maiorino in merito a... (Il microfono si disattiva automaticamente). Mi avvio a concludere, signor Presidente. PRESIDENTE. Prosegua; intanto, stiamo verificando una cosa importante. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Grazie signor Presidente; vedo che il mio intervento non è così importante, come pure la discussione in Parlamento, evidentemente. Ne prendo atto. A questo punto, termino non tanto con un richiamo alla fantapolitica che evidentemente questa maggioranza continua a portare avanti, quanto chiedendovi rispetto non per il popolo italiano, perché tanto abbiamo visto anche con queste norme che non ce l'avete, ma, ad esempio, per persone come Andrej, che ha avuto l'asilo politico ed è scappato dalla cortina di ferro. Vi chiedo di fare qualcosa per... PRESIDENTE. Deve concludere il suo intervento, senatore. È già andato più quaranta secondi oltre il tempo previsto. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Visto e considerato che non ho tempo... PRESIDENTE. Non è colpa mia. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . ...vi chiedo di mettervi una mano sulla coscienza. Lasciate perdere questo decreto-legge, perché farà più a male a voi che a tutto il popolo italiano. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, riprendo un discorso che ho già iniziato quasi due anni fa in quest'Aula. Parlare di immigrazione presuppone una nuova disciplina dell'ingresso legale nel nostro Paese. Devo dare atto alla relatrice, senatrice Valente, che nel suo intervento ha sostenuto la necessità di integrazione delle norme che si vanno ad approvare oggi e che vedranno il mio voto contrario. Devo apprezzare il suo intervento, anche se credo che bisogna tutti calibrare una nuova figura di parlamentare, perché negli ultimi tempi non abbiamo più uno scontro di visioni ideologico di idee, né un confronto di argomentazioni ma la necessità di alcuni di portare avanti e affermare la propria idea come l'unica possibile. Badate, anche la modalità di partecipazione al dibattito parlamentare ha un suo significato di pregnanza democratica. Nel 2008-2011, con l'ultimo Governo Berlusconi, non ho mai verificato la possibilità di porre la questione di fiducia prima della discussione generale: non si riteneva possibile. Nelle ultime due legislature abbiamo assistito anche a questo, compreso l'attuale provvedimento. Non c'è una regola scritta, ma la regola è che non si può prescindere dal confronto, se in esso si crede e se si ritiene che la nostra funzione non sia quella di affermare le idee del proprio gruppo, ma di verificare la possibilità di incontro tra quelle del proprio gruppo e degli altri, per trovare quella soluzione giusta che nei trattati di diritto costituzionale è indicata come il compromesso tra le opposte esigenze e le diverse posizioni. Un compromesso alto, non un inciucio, non una realizzazione della funzione parlamentare. Ebbene, credo vada fatto forse un corso di diritto parlamentare e di partecipazione alla vita democratica del nostro Paese. (Applausi). Altrimenti, non è assolutamente possibile vivere in un sistema parlamentare. Sono stato anch'io vittima, qualche mese fa, in quanto Presidente della Commissione contenziosa: vi era qualche Gruppo che non voleva che quella Commissione decidesse; come se ci fosse la possibilità che la funzione giurisdizionale sia svolta secondo le proprie idee politiche. È la negazione del diritto. Lo Stato di diritto è posto a fondamento della distribuzione del nuovo aiuto che l'Europa darà ai Paesi che hanno lo Stato di diritto, che significa che la funzione giurisdizionale non può mai essere succube o condizionata dalle proprie idee politiche. Se fosse così, sarebbe la fine del mondo. Nel momento in cui cioè un giudice, che svolge la funzione giurisdizionale, prescinde da questa verità, sta alterando il rapporto istituzionale tra legislativo e giudiziario. Ciò è gravissimo. Non ho risposto, neanche quando hanno messo in giro una falsità, dicendo che ci eravamo riuniti di notte. Avevamo fatto una seduta dalle 15 del pomeriggio alle 21,30 della sera, per quasi nove ore. Bisognava dire in quel momento che non era così. Sapete che rispondo sempre e faccio dichiarazioni immediate, ma in quel momento ricoprivo la funzione di giudice e non di senatore. Non riuscite a capire la differenza che deve esistere tra la propria visione politica e l'interesse generale, il fondamento dello Stato di diritto. Come fate allora a non rendervi conto che parlare di immigrazione significa definire anzitutto qual è il sistema che garantisce l'accesso legale al nostro Paese? La cosiddetta Bossi-Fini non lo è: non funziona, va corretta e riscritta, perché dobbiamo tener conto oggi di una nuova situazione dei flussi migratori, che deriva anche dall'attuale pandemia. Disuguaglianze sociali non indifferenti si stanno realizzando non solo nei Paesi dell'Africa, ma anche del Sud Europa; cittadini che erano poveri diventano più poveri. Occorre allora riequilibrare non attraverso bacchette magiche, ma attraverso la realizzazione di un'idea, discutendo come realizzarla. Forse, dal 2008 al 2011, ci siamo illusi di aver risolto il problema. Certamente era corretta la linea adottata dal nostro Stato con gli investimenti fatti nel centro dell'Africa e in Nigeria e con la realizzazione in Libia della famosa autostrada. Bisognava creare lì infatti necessità di occupazione e possibilità di crescita per ridurre la forza del flusso migratorio verso il nostro Paese, la porta dell'Europa. Quindi, con questa consapevolezza, dovremmo pensare a una legge dell'ingresso legale, che non significa nient'altro che verificare la possibilità di accoglimento, perché, al di là di della reale possibilità di accoglimento, non può esserci un ingresso legale. Non è questione di dare aiuto; l'aiuto si dà sul posto, collaborando perché ci sia un'iniziativa anche europea, oltre che dell'Italia, affinché si realizzino lì le condizioni minime di esistenza. Nello stesso tempo, dobbiamo realizzare un rapporto a livello europeo. La distribuzione nel nostro Paese ne presuppone una anche tra gli Stati europei degli effetti dell'immigrazione. Se non realizziamo questo, senatrice Valente, avremo semplicemente una legge come quella che esaminiamo oggi, che altro non è che una correzione, perché volete fare finta che sia aperta. Badate, questa legge darà soltanto un'illusoria apertura sui giornali. I cittadini dei Paesi africani capiranno una sola cosa: in Italia si è aperto Bengodi, perché c'è la possibilità di andarci di nuovo. Il sabato sera guardano gli spettacoli televisivi e pensano che in Italia sia tutto così. Vi rendete conto di quali saranno le conseguenze di ciò quando arriveranno nel nostro Paese, con una situazione economica difficile, determinata dalla pandemia, per cui non ci sarà possibilità di occupazione? Di tutte le attività necessarie che il nostro Paese dovrebbe mettere in piedi non si vede nulla. In conclusione, signor Presidente, voglio dire una sola cosa: finché c'è tempo, cerchiamo tutti di riprendere a comportarci secondo le regole che la nostra Costituzione pretende da ciascuno di noi, perché la funzione parlamentare sia svolta non nell'interesse di un partito o personale, ma in quello generale del Paese. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Riccardi. Ne ha facoltà. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, confesso di provare personalmente non poco disagio nel vedere il Parlamento impegnato su questo tema in un periodo nel quale la contingenza e la realtà suggerirebbero, invece, di concentrare ogni risorsa, ogni singolo sforzo, per aiutare il Paese a gettare le basi per una ripresa economica e sociale che dovrà essere importante e soprattutto ben strutturata. Ritengo necessario preventivamente sgomberare ogni dubbio da un concetto che qualcuno ha tentato di far maldestramente passare: da questo lato dell'emiciclo non siedono donne e uomini insensibili, non siedono mostri indifferenti al dolore o alle difficoltà; da questo lato, siedono semplicemente donne e uomini che mettono la sicurezza dell'Italia e dei cittadini italiani sempre e comunque al primo posto. (Applausi) . «L'obiettivo del MoVimento 5 Stelle è quello di arrivare a sbarchi zero entro i prossimi cinque anni. L'immigrazione è il più grande fallimento dei partiti: hanno firmato accordi suicidi che hanno trasformato l'Italia nel campo profughi d'Europa e hanno foraggiato il business della criminalità organizzata. (Applausi). Quelle appena citate non sono mie parole. Era con frasi di questo tenore che veniva accompagnato, nel 2017, il programma immigrazione di uno dei partiti della maggioranza: frasi ben rappresentative di un concetto ripreso in maniera più analitica dal punto 8 del programma elettorale del 2018 di quello stesso movimento politico. Appare chiaro quale fosse la linea da seguire in tema di migrazione e, a onor del vero, va riconosciuto che, nei mesi successivi alle elezioni politiche, era stata tradotta, infatti, con la nascita dei decreti-legge sicurezza, fortemente voluti dall'allora ministro dell'interno Salvini e dalle forze politiche che supportavano quel Governo. La condivisione sul tema sussisteva ed è provata dalle numerose dichiarazioni audio, video e social o a mezzo stampa rilasciate da alcune delle personalità che più si adoperarono per quel progetto normativo, volte a esprimere una dura contrarietà nei confronti dell'accoglienza indiscriminata, che veniva etichettata come qualcosa da non dover mai più rivedere nel nostro Paese. Ci fu chi, forte di un ruolo da leader politico, in quel periodo richiamò all'ordine i suoi colleghi, tuonando che il MoVimento 5 Stelle era pro decreto sicurezza (Applausi) :«se c'è qualche membro della maggioranza a disagio sul decreto sicurezza, si deve ricordare che fa parte di una maggioranza che quel decreto lo ha votato, di un Governo che lo sta applicando, che lo sosteniamo e che chi prende parte, in questo momento, a questa boutade , prende parte a una boutade politica, per far sentire un po' di sinistra chi con la sinistra non ha più nulla a che fare». È la stessa persona che nella scorsa legislatura, in tempi quindi non sospetti, non aveva avuto titubanze nel definire le ONG i taxi del Mediterraneo (Applausi) , aggiungendo: «chi dice che è inopportuno attaccarle fa finta di non vedere il business dell'immigrazione». Si tratta di quelle stesse ONG che oggi, con il provvedimento in esame, vedono alleggerite non poco le possibili sanzioni nelle quali potrebbero incorrere, nel caso di un eventuale illecito. Vi è poi chi, proprio negli ultimi giorni, ci ha dimostrato di non avere assolutamente più memoria di quel periodo, ma che all'epoca, in un'ospitata televisiva, difendeva così, con fierezza e fermezza, la paternità e la bontà del proprio operato: «Nel 2018, solo grazie a sette mesi del Governo del cambiamento, meno 90 per cento di sbarchi in Italia. Sapete cosa significa? Tanti morti in meno». (Brusio). PRESIDENTE. Prego i colleghi di non disturbare l'oratrice e di prendere posto nell'emiciclo. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . «Se non c'era il sottoscritto, la Lega non faceva niente. (...) Io sono responsabile della sicurezza della navigazione, fino all'attracco dell'imbarcazione al porto. Lui» cioè Salvini «è responsabile dopo, per la sicurezza dello sbarco e l'ordine pubblico. Se questi due elementi e queste due politiche non si integravano, non ci sarebbe stato questo 90 per cento in meno. Quindi, iniziamo a dire che è grazie al buon lavoro di due forze politiche, chiare e coerenti, che si portano a casa i risultati». In questa intervista il collega faceva riferimento a due forze politiche chiare e coerenti. Oggi però, a distanza di due anni, la storia ci racconta che solo una di queste due forze politiche è rimasta tale: la Lega. (Applausi) . Vede, signor Presidente, è pacifico che non c'è nulla di illegale o di sbagliato nelle parole che ho sopra citato, anzi, tutt'altro: sono parole che condividevo allora e condivido oggi, parole condivise dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, parole che elogiavano i decreti sicurezza semplicemente perché erano davvero provvedimenti che, indipendentemente da ogni retropensiero e colore politico, hanno reso l'Italia un Paese migliore e più sicuro dove vivere. In quanto membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato è sempre stata chiara a tutti la mia posizione sul tema... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. La prego di concludere, senatrice Riccardi. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . È una posizione che non è mai cambiata. Era quella due anni or sono, quando il mio Gruppo di riferimento era un altro, ed è rimasta la medesima oggi, che sono parte del Gruppo Lega. Questo perché, su alcuni temi delicati, importanti e imprescindibili non può variare il giudizio solo in base al vento che soffia in un determinato momento politico. PRESIDENTE. La invito a concludere. RICCARDI (L-SP-PSd'Az) . Non dovremmo mai dimenticare che tutti noi siamo qui in rappresentanza dei cittadini italiani, che oggi ci chiedono supporto, prospettive e futuro, non di impiegare il nostro tempo e le nostre risorse per distruggere provvedimenti che fanno del bene all'Italia (Richiami del Presidente) , solo perché portano la firma di un avversario politico o solo per gli interessi di questo o quel partito. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Romeo ho visto il suo gesto di impazienza. Sto dando a tutti un minuto in più, ma vi prego di attenervi e di usare maggiore cortesia. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, gentili colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, vorrei preliminarmente sgombrare il campo da due obiezioni al decreto-legge in esame, che, da un lato, ne contestano i caratteri di urgenza e, dall'altro, lo accusano di essere mosso da spirito di rivalsa. Che in materia di immigrazione ci siano differenti impostazioni politiche e culturali tra le forze di Governo e di opposizione è fuor di dubbio, ma questo non dovrebbe portare a contrapposizioni ideologiche, poiché quello dell'immigrazione è un tema serio e complesso, che va affrontato di conseguenza. Che cosa si prefiggevano i due decreti sicurezza voluti dall'ex ministro Salvini? Direttamente, contrastare gli sbarchi di immigrati attraverso un controllo rigoroso dei porti, favorire il rimpatrio degli immigrati irregolari e contrastare il traffico di esseri umani. Indirettamente, avviare l' iter di modifica degli accordi contenuti nella Convenzione di Dublino e pretendere una distribuzione più equa dei migranti all'interno dell'area UE. Non voglio in questa sede soffermarmi sulle profonde lacerazioni sociali e culturali prodottesi in Italia a causa di una certa arroganza negli attuali respingimenti, né sul conseguente isolamento del nostro Paese nel contesto europeo. Voglio ricordare soltanto il dibattito interno al MoVimento 5 Stelle, fatto di perplessità e contrarietà ai provvedimenti in questione. Erano provvedimenti su cui però c'erano patti, il famoso contratto di governo. Ricordo i dibattiti laceranti e il sacrificio che molti dei miei amici del MoVimento 5 Stelle hanno dovuto sopportare per approvare questo decreto-legge. È però stato un sacrificio inutile, perché, solo un mese dopo, ottenuto il risultato, l'ex ministro Salvini ha stracciato quel contratto di governo, provocando la crisi. Se l'intento dei due decreti era quello di impedire gli sbarchi e regolarizzare l'immigrazione, essi hanno fallito completamente l'obiettivo. Gli sbarchi dei clandestini e le morti in mare, pur contenuti nei numeri rispetto al passato, sono una piaga ancora viva nella nostra coscienza, mentre i rimpatri promessi non sono pervenuti. Al contrario, abbiamo assistito allo smantellamento del sistema dell'accoglienza e dell'integrazione. Non che non ci fossero in questo settore criticità e necessità di interventi migliorativi, ma l'enfasi - questa sì, ideologica - contro il cosiddetto business dell'accoglienza o le crociate contro le ONG hanno finito per buttare via, insieme all'acqua sporca, anche il bambino. Queste esperienze professionali, cresciute negli anni, che garantivano il passaggio dalla prima accoglienza a un percorso di integrazione sociale e lavorativo sono state frustrate. L'eliminazione della protezione umanitaria ha fatto sì che i richiedenti asilo, che in precedenza avrebbero avuto accesso a una forma di protezione, vale a dire a un permesso di soggiorno indispensabile per un percorso di integrazione, siano andati ad ampliare il bacino dei migranti irregolari. È quello che ha riconosciuto anche questo pomeriggio il senatore Malan, seppur con intenti diversi. Credo sia nata da qui una profonda riflessione, anche all'interno del MoVimento 5 Stelle, che ha portato al provvedimento attuale. È sotto gli occhi di tutti che è stato snaturato il sistema ordinario e i centri di assistenza straordinaria gestiti dalle prefetture trasformati in contenitori dormitorio, dove i richiedenti asilo attendono l'esito della propria domanda di protezione internazionale: un percorso di tempo vuoto, che può durare un anno o anche più, in cui gli immigrati sono esclusi da percorsi di inclusione e lavorativi. Cancellazione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), riduzione dei centri di accoglienza straordinaria (CAS) a una sorta di bed and breakfast contenitori, ridimensionamento delle figure professionali votate all'integrazione e taglio delle ore lavorative di psicologi, mediatori linguistici e assistenti sociali hanno prodotto un esercito di immigrati invisibili, senza documenti e pronti a essere sfruttati. Con questo decreto immigrazione e protezione internazionale, invece, il Governo si propone, in un quadro di rinnovata concordia con i partner europei - che, paradossalmente, devo dire che nasce anche a causa della pandemia - di sanare alcune evidenti criticità che sono fatti e non ideologie. Che si dovesse ridimensionare e rimediare a questo arretramento sociale e culturale ce lo dicono dunque i fatti. Con il decreto-legge su immigrazione e protezione internazionale al nostro esame si ripristinano i livelli della protezione umanitaria per i migranti che arrivano in Italia da Paesi considerati pericolosi, dove sono in corso guerre o persecuzioni, e si reintroduce il sistema di accoglienza e integrazione (SAI), un modello che tende a ricalcare quello degli SPRAR, reintroducendo la possibilità per i richiedenti asilo di accedere ai percorsi della seconda accoglienza, in un'ottica inclusiva e richiamando il precedente modello virtuoso di accoglienza. Sono premesse importanti, cari colleghi, ma non ancora sufficienti. Sarà necessario definire nel dettaglio i nuovi capitolati di gara: costi e servizi da erogare nei centri di accoglienza straordinaria e in quelli governativi. Solo rivedendo questi capitolati in maniera sostanziale sarà possibile portare i piccoli gestori e le relative professionalità a occuparsi dell'accoglienza diffusa. PRESIDENTE. Pregherei di lasciare libero l'emiciclo. Grazie, senatore Questore. MARILOTTI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Il fenomeno delle migrazioni, però, non può essere gestito solo da decreti-legge, ma dev'essere accompagnato da una lungimirante politica internazionale. L'Italia, Paese che occupa il centro del Mediterraneo, non può rimanere spettatore inerte di fronte a quel che sta accadendo in Africa, nel medio e vicino Oriente. Ci illuderemmo, se pensassimo di gestire il fenomeno con misure esclusivamente interne. Occorre una più incisiva politica estera, capace di trasformare le nostre missioni internazionali da contingenti di interposizione volti ad assicurare la stabilità dei conflitti o l'addestramento delle forze dell'ordine locali onde prevenirli e contenerli in azioni di più ampio respiro. Senza l'impulso italiano, l'Unione europea continuerà a girare le spalle a questa fondamentale area del mondo, trascurando le politiche euromediterranee che tante aspettative avevano suscitato tra le due sponde del Mediterraneo. Altre forze stanno colmando l'assenza non solo nostra, ma dell'Europa: la Cina e la sua crescente influenza politica ed economica nel continente africano; la Turchia con il suo sogno neo-ottomano; la Russia, sul versante mediorientale; l'Arabia Saudita, con il sogno del grande califfato; Israele, col suo disegno di completamento dello Stato sionista con l'annessione progressiva dell'intera Palestina. Tutto ciò sta producendo nuovi venti di guerra nell'area, certamente non ininfluenti rispetto alla ripresa dei nuovi e più consistenti flussi migratori, di cui l'Italia sarà la prima a subire le conseguenze per la sua posizione geografica. Occorre non solo pensare, ma realizzare quanto prima un'agenzia europea dell'immigrazione con sedi operative in Africa per la migliore gestione del fenomeno, per quanto riguarda sia i corridoi umanitari, sia la politica dei rimpatri. Occorre pensare a politiche attive dell'immigrazione, attraverso l'aumento dei contributi per la cooperazione allo sviluppo, anche tutelando i nostri imprenditori che mantengono rapporti commerciali con l'Africa e che possono creare occasioni di interscambio e crescita. Servono investimenti in campo culturale e formativo. Parallelamente - chiudo con questa annotazione - non fa ben sperare la chiusura della scuola italiana di Asmara, la più prestigiosa del Corno d'Africa. La nostra rete educativa all'estero è stata pressoché smantellata; occorre cambiare direzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, Governo, mentre l'Italia è in ginocchio, mentre centinaia di migliaia di imprenditori sono disperati, mentre 5 milioni e mezzo di italiani sono precipitati sotto la soglia di povertà e le file per un pasto caldo si allungano a dismisura, il Governo e questa maggioranza artificiale e claudicante non trovano di meglio che occuparsi di immigrazione. E di occuparsene non per porre fronte all'aumento preoccupante degli sbarchi, passati dai circa 10.000 dello scorso anno agli oltre 30.000 di quest'anno, con gravissime conseguenze non solo di ordine pubblico e di sicurezza o di maggiori oneri per la finanza pubblica (alla faccia del vostro articolo 15 sull'invarianza finanziaria di questo decreto), ma anche e soprattutto di ordine sanitario, con i molti focolai di contagio che in giro per l'Italia i migranti, gli unici che possono muoversi liberamente e fare tutto ciò che gli pare, hanno provocato in questi mesi (vedi Terzigno, Treviso, Fiuggi, Bolzano, eccetera). ( Applausi) . No, anzi. Voi al contrario vi preoccupate di aprire ancora di più le porte a tutti i disperati del mondo e tra loro, inevitabilmente, anche agli avventurieri e ai male intenzionati. Con questo decreto-legge voi accendete un radiofaro potentissimo verso l'Africa. PRESIDENTE. Colleghi della Lega, vi prego di prendere posto e di non dare le spalle alla Presidenza. Prego, prendete posto, cosa fate lì? BALBONI (FdI) . Poi recuperiamo, signor Presidente, vero? PRESIDENTE. Prendete posto tutti, l'emiciclo per favore deve essere libero; l'emiciclo, per favore, interamente libero. Ognuno prenda posto. Le faccio naturalmente recuperare il tempo, senatore Balboni. Prosegua il suo interessante intervento, prego. BALBONI (FdI) . Grazie, signor Presidente. Con questo decreto-legge voi accendete un radiofaro potentissimo verso l'Africa intera e tutto il Terzo mondo, per dire a tutti: venite quanti più potete, l'Italia è pronta ad accogliervi a braccia aperte, senza alcun limite. Questo voi state dicendo con questo decreto-legge. (Applausi) . Non solo chi fugge dalla guerra, come è giusto, ma che rappresenta solo il 5 per cento del totale; no, proprio tutti. Questo non è il decreto sicurezza, come voi falsamente lo avete definito; questo è il decreto invasione. (Applausi) . Con queste norme potrà davvero entrare e rimanere in Italia chiunque la voglia. Basterà invocare una qualunque calamità, anche di modesta gravità, di cui ovviamente il mondo è pieno: un'estate troppo secca, un'inondazione, un raccolto andato a male o persino che nel proprio Paese non ci si può curare bene come in Italia. Questo prevedete. Oppure basterà lamentare anche il più piccolo torto subito in Patria, la più piccola discriminazione (vera o molto più spesso presunta) per il più disparato dei motivi. Avete persino inserito l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Basterà dichiararsi omosessuale, come in verità già avviene in molti tribunali, purtroppo, e non ci sarà più bisogno di dimostrarlo con questo provvedimento. Sarà, infatti, sufficiente, per la vostra aberrante logica, l'identità di genere, questa fumosa espressione che, com'è noto, è uno stato d'animo interiore, transeunte, soggettivo, indimostrato, indimostrabile e non verificabile. Basterà, ad esempio, presentarsi con i tacchi a spillo e con il rossetto per gli uomini o con un taglio di capelli maschile per le donne e il gioco sarà fatto. Oppure, ancora, avete previsto, non solo la necessità di curarsi da gravi patologie, come già avviene, ma addirittura da una qualsiasi malattia psicofisica. Basterà allegare un po' di depressione, patologia che non si può certo negare a chi chissà quali traversie avrà da raccontare, vere o presunte chi potrà mai dirlo, e il gioco sarà fatto: dentro un altro. Ma non basta: avete introdotto anche una disposizione che vieta il respingimento e l'espulsione - udite bene - ogni qualvolta ciò «comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare». Cosa vuol dire? Non si capisce. Basterà, forse, lamentare il rischio di perdere la fidanzata o anche solo un amico. Ma vi rendete conto di cosa state facendo, cari colleghi? Lo chiedo soprattutto ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, che oggi voteranno in massa per cancellare anche quel poco di buono che avevano fatto. Anche voi avete abbracciato l'ideologia immigrazionista della sinistra. Capisco che Parigi val bene una messa, ma voi state innescando una bomba sociale di proporzioni inaudite. State richiamando in Italia centinaia di migliaia, milioni di migranti, destinati a competere per la sopravvivenza con i milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà. E questo nel pieno della crisi economica più grave dell'ultimo secolo, con gli stranieri che scavalcano regolarmente gli italiani in tutte le graduatorie: dalla casa, alla scuola, ai servizi sociali. Stranieri ai quali è consentito persino l'accesso all'assistenza legale gratuita a spese dello Stato per fare ricorso avverso i decreti di espulsione fino in Cassazione; anzi, per reiterarli anche una seconda volta, secondo quanto gli riconoscete con questo decreto. Secondo voi, per gli immigrati le decisioni della magistratura non sono vincolanti: per tutti gli italiani, sì, ma per gli immigrati no. Questo è quello che è contenuto in questo provvedimento. (Applausi) . Come se non bastasse, avete respinto la proposta di Fratelli d'Italia di fissare la soglia di 516 euro, che ricordo essere la pensione minima che spetta agli italiani. Noi abbiamo chiesto di fissare questa soglia come indennità riconosciuta ad ogni migrante. Ma voi avete detto di no. Voi ai migranti riconoscete 1200 euro al mese Chissà perché: forse per alimentare il business dell'assistenza in mano a chi sappiamo bene? Cari colleghi della sinistra, questa è la verità. Gli affari dei vostri amici valgono un'invasione ai danni degli italiani per voi. (Applausi) . E affinché sia del tutto chiaro che nessuno deve mettere ostacoli all'invasione, avete praticamente azzerato le multe a carico delle navi delle ONG che violano il divieto di ingresso nelle nostre acque territoriali, in modo che possano riprendere a pieno regime il loro ruolo ancillare a favore degli scafisti, raccogliendo in mezzo al mare il dolente carico di umanità alla deriva, laddove questi criminali, mercanti di vite umane, sanno di doverla lasciare, affinché poi le navi delle ONG possano raccoglierla e portarla a destinazione. Non capite che non basterà un'intera flotta per raccogliere tutti e che i naufraghi e i morti in mezzo al mare, anziché diminuire, aumenteranno? E voi, cari colleghi della maggioranza, avrete sulla coscienza tutte queste morti annunciate: questo deve rimanere agli atti della discussione di oggi. (Applausi) . L'unico modo per evitare le morti in mare non è aprire i porti italiani; in verità non è nemmeno chiuderli, perché abbiamo visto che neanche la chiusura è stata sufficiente. Come noi di Fratelli d'Italia avevamo avvertito, inascoltati, l'unico modo era e resta il blocco navale: solo impedendo le partenze si eviteranno le morti in mezzo al Mediterraneo. Voi dite che il blocco navale sarebbe un atto di guerra: ma quale atto di guerra, se in Libia non c'è nemmeno uno Stato sovrano? In ogni caso, scusate, se lo ha fatto Prodi nel 1998 nei confronti dell'Albania, perché non possiamo farlo noi oggi nei confronti della Libia? Questo nessuno me lo spiega. Basterebbe la volontà di farlo, volontà che il Governo non ha, come dimostra la vicenda dei nostri pescatori, lasciati per oltre 100 giorni nelle mani di un signore della guerra che li ha sequestrati con un atto di pirateria e di fronte al quale il Governo è andato ieri a inginocchiarsi per ottenere di riportarli a casa. (Applausi) . Questo è il Governo che voi offrite agli italiani alla vigilia del Natale, ma io vi chiedo di fare un regalo agli italiani: toglietevi di mezzo. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, non ho voluto interrompere il senatore Balboni, che stava concludendo il suo intervento, che abbiamo potuto ascoltare peraltro con interesse, ma non lascerò proseguire la seduta se non state seduti ai vostri posti. (Applausi) . Ognuno rimanga seduto. Ho l'elenco di chi si è distinto per occupazione dell'emiciclo e non c'è bisogno che ve lo legga. Da ora in poi interromperò i lavori, se verrà occupato l'emiciclo, chiunque lo faccia. State dunque seduti e accomodatevi, colleghi. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, finalmente stiamo per realizzare - almeno in parte - uno degli obiettivi che la maggioranza si era posta quando ha dato vita al governo Conte- bis . Com'è noto, è stato uno dei motivi per cui Liberi e Uguali ha accettato di entrare nella maggioranza e sostenere il Governo. Con il provvedimento in discussione, pertanto, poniamo finalmente rimedio ai gravi errori che l'Italia ha commesso con i decreti "insicurezza" e con la pretesa di farsi scudo in Europa, non con la forza delle argomentazioni e della politica, ma sulle spalle dei naufraghi, sospendendo la cultura giuridica del nostro Paese, ripudiando la sua storia, rinnegando la sua umanità. Il Presidente della Repubblica fece delle osservazioni su quei decreti, che inviò con una ben nota lettera al Governo e al Parlamento, soprattutto in relazione agli obblighi internazionali che il nostro Paese deve sempre onorare ed è un bene che questo provvedimento cerchi di ricucire e di sanare le imperdonabili ferite nel tessuto morale e civile della nostra comunità. (Brusio). PRESIDENTE. Credo che l'intervento del senatore Grasso meriti comunque maggiore attenzione, almeno dai banchi della maggioranza, ma anche da quelli dell'opposizione. Prego, senatore. GRASSO (Misto-LeU) . La ringrazio, Presidente, spero che mi faccia recuperare questo tempo. Nessuno - dicevo - si illuda però di risolvere con un decreto il complesso tema dell'immigrazione. Non lo facevano i decreti Salvini, non lo fa questo decreto per certi aspetti fin troppo timido. Serve un lavoro paziente, bisogna, a mio avviso, concentrare i propri sforzi su alcuni temi essenziali. Il primo è la revisione del Regolamento di Dublino, di cui tutti conosciamo l'importanza. Il secondo riguarda certamente il memorandum con la Libia, una vergogna che non posso omettere di ricordare e che penso che vada cancellato. Il terzo è la ripresa e l'aggiornamento costante dei decreti flussi. Il quarto è il superamento definitivo dell'impostazione della legge Bossi-Fini. Il quinto, non meno importante, è una nuova e più moderna legge sulla cittadinanza. Con questo testo facciamo passi avanti importantissimi, che hanno richiesto un difficile lavoro di sintesi e i cui esiti non erano per nulla scontati. Non posso tuttavia non segnalare un punto sul quale avrei voluto una maggioranza più coraggiosa e più determinata. In questi lunghi e difficili mesi, le organizzazioni non governative hanno coraggiosamente supplito alla drammatica inazione delle istituzioni comunitarie e nazionali, uomini e donne che hanno messo le loro energie e finanche il loro corpo a disposizione di un principio che è alla base della nostra cultura giuridica e della nostra società, quello dell'umanità. Le vite vanno salvate sempre, tutte. (Applausi. Commenti) . PRESIDENTE. Lasciate parlare. Prego, senatore Grasso. GRASSO (Misto-LeU) . Con il loro lavoro, le organizzazioni non governative hanno strappato da morte certa molte persone e sofferto per ciascuna di quelle scivolate dalle loro mani restando in acqua. Ricordo a tutti noi le parole di Gaspare Giarratano, armatore di Sciacca che ha avuto seri problemi per aver salvato naufraghi con il suo peschereccio, ma che mai si è pentito di averlo fatto. Queste sono le sue parole: «Mi chiedo se uno solo dei nostri politici abbia mai sentito nel buio della notte (...) delle grida d'aiuto disperate». (Applausi. Commenti.) . Anch'io, senatore Candiani, sono stato a Lampedusa. Ho assistito, da Presidente del Senato, allo sbarco di 125 migranti sul molo Favaloro e vi sfido a guardare negli occhi donne, uomini e bambini tremanti che hanno subito violenze indicibili e visto i propri cari morire. Vi sfido a chiamarli invasori. (Applausi) . Ho visto anche, dopo l'offerta di un tè caldo da parte di volontari, quello sguardo di paura trasformarsi in una luce di riconoscenza e di speranza, speranza di sopravvivenza. Per questo ritengo che il punto non sia rimodulare le cifre delle multe previste, ma onorare chi salva vite umane e tornare al principio e allo spirito della Costituzione e affermare nuovamente e sempre i valori fondamentali della nostra comunità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, finalmente voteremo questo provvedimento, nonostante le continue provocazioni di queste ore, e dimostreremo la volontà del Parlamento e del Paese di cancellare una pagina vergognosa, quella dei cosiddetti decreti-legge Salvini, e di cancellare la grande menzogna che cerca di scaricare sui migranti la rabbia giusta di chi non ha lavoro, le difficoltà di chi è precario, intermittente, partita IVA, artigiano, e combatte ogni giorno, specie in questo tempo di pandemia. Avete alimentato veleno, come le pazzesche teorie complottiste sullo scambio etnico, sull'immigrazionismo. Ma la realtà è un'altra ed è sotto gli occhi di tutti. La questione migratoria è un fatto epocale e non sarà fermata da nessun muro, perché le cause che la generano sono più forti dei muri, e sono guasti come guerre e calamità, guasti di un modello di sviluppo spesso predatorio di cui siamo responsabili e che l'Occidente ha imposto al resto del mondo. E va governata senza mai derogare allo Stato di diritto, alla nostra identità democratica. Noi oggi cancelliamo l'ignominia di decreti Salvini che hanno ostacolato il salvataggio di vite in mare, un atto sacro da sempre, da quando esiste la nostra civiltà, un atto virtuoso ed eroico secondo le leggi dell'uomo e il codice del mare. Avete criminalizzato il volontariato che salva vite, come le ONG, che con la loro azione meritoria hanno supplito ad un obbligo che spetta alle istituzioni. Criminalizzando chi accoglie, avete rovesciato i nostri valori e infangato l'onore dell'Italia, alimentando paura e xenofobia, mistificando e avvelenando lo spirito pubblico. Quei decreti-legge sono infatti il simbolo dell'inganno ai cittadini, in particolare i più deboli, messi gli uni contro gli altri in una falsa rappresentazione; e sono stati lo sfregio della Costituzione nei suoi valori più identitari, che sono stati messi in discussione. Chi impose a tutti i costi quei decreti-legge, facendone l'immagine nefasta della prima parte di questa legislatura, ha voluto chiamarli "decreti sicurezza", ma con la sicurezza non hanno mai avuto niente a che fare; anzi, hanno causato, all'opposto, caos e illegalità, perché la cancellazione della protezione umanitaria, e contestualmente lo smantellamento del sistema di accoglienza e della rete di integrazione incardinata sui Comuni, ha messo in una condizione di illegalità e di clandestinità, e dunque anche di pericolosità sociale, la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo, fuori da ogni controllo e da un sistema di inserimento sociale che noi oggi, con questa legge, ricostruiamo. I cosiddetti decreti Salvini hanno ridotto migliaia di persone in manovalanza per il lavoro nero, per il caporalato, per la criminalità organizzata - altro che sicurezza - innescando tante bombe sociali nei territori e nelle città, specie nelle zone più complicate dove c'è più frustrazione e dove è più difficile vivere. È per questo che i primi strenui oppositori sono stati i sindaci, che hanno cercato di scongiurarne l'approvazione, e poi immediatamente ne hanno chiesto la cancellazione. Questo da subito è stato anche il nostro impegno, l'impegno del Partito Democratico, prima dall'opposizione e poi come condizione per la formazione del nuovo Governo, come netta e necessaria discontinuità da quello precedente. Rigettando i cosiddetti decreti Salvini, noi respingiamo e cancelliamo il tentativo pericoloso di criminalizzare la povertà trattandola come un fatto di ordine pubblico e non invece come questione sociale; come se vivere in condizioni di disagio fosse una colpa da punire e non invece una stortura, un mal funzionamento dell'intera società. Questa legge segna finalmente un'estensione dei diritti con l'introduzione dell'istituto della protezione speciale, che amplierà, rafforzandola, la norma precedente, quella delle protezione umanitaria, che era stata colpita dai decreti Salvini. Questa norma ripristina nella sua interezza uno dei cardini della nostra Costituzione, il diritto d'asilo per chi vede negate in patria le libertà fondamentali e lo rafforza tornando a legarlo a quanto discende dagli obblighi e dai trattati internazionali, come più volte, con voce netta, ha richiamato il presidente Mattarella. Noi abbiamo il dovere politico e morale di cancellare leggi sbagliate, di non essere indifferenti e immobili di fronte al dramma delle stragi che si susseguono nel Mediterraneo. Questa legge può essere la base di una nuova politica migratoria, che rafforzi il ruolo e la credibilità dell'Italia nel Mediterraneo, che ottenga una politica migratoria europea, archiviando il Regolamento di Dublino, rilanciando la cooperazione internazionale con l'Africa, riattivando i corridoi umanitari e i cosiddetti decreti flussi per l'emigrazione economica. È questo infatti il modo più efficace per stroncare i trafficanti che prosperano sull'illegalità e per questo va finalmente cancellata la cosiddetta legge Bossi-Fini che non solo è sbagliata nell'ideologia, ma non ha mai funzionato, tanto è vero che proprio il Governo del centro destra è ricorso a due maxi sanatorie negli anni scorsi e quella legge costringe ancora nella irregolarità migliaia di lavoratori stranieri, che potrebbero concorrere al nostro sviluppo e al nostro sistema previdenziale e pensionistico. Signor Presidente, serve rilanciare le ragioni dell'Italia e dell'Unione europea, che è nata proprio dal rifiuto del nazionalismo, del filo spinato, contro genocidi e campi di concentramento, contro oppressioni e discriminazioni razziali. Non possiamo essere inermi di fronte alla perdita di vite in mare e alla violazione dei diritti dei migranti in Libia, che sono i nostri stessi diritti. Sono stragi che saranno ricordate come una colpa imperdonabile e di fronte alle quali non si potrà dire: "non sapevamo", perché noi sappiamo. L'Italia nel 2013, con l'operazione Mare Nostrum, seppe dimostrare la propria forza e la propria grandezza morale e politica, salvando migliaia di naufraghi. Oggi, cancellando di fatto i decreti Salvini, riacquista onore e reputazione. Oggi torniamo a lavorare per costruire sicurezza nell'unico modo possibile e duraturo attraverso inclusione, integrazione, riconoscimento reciproco di diritti e doveri inderogabili e, dopo questo, servirà finalmente una legge sulla cittadinanza che permetta... (Commenti). Sì, colleghi, una legge sulla cittadinanza che permetta ai bambini (Applausi) che frequentano le nostre scuole, amici e fratelli dei nostri figli e dei nostri nipoti, di potersi dire, una volta per tutte, senza essere smentiti, italiani e non più stranieri. (Applausi. Commenti). Questo siamo noi. Questa è l'Italia: potenza politica ed economica perché amata, rispettata e riconosciuta nel mondo per la forza dei suoi diritti e dei suoi valori, che voi avete tentato di negare e di infangare e che noi oggi in quest'Aula riaffermiamo. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, trattiamo di un decreto-legge sicurezza a distanza di poco più di un anno dal varo di un precedente decreto-legge sicurezza. E la cosa che fa specie è che questo Governo, in un momento emergenziale, in cui i problemi sicuramente non mancano, ha ritenuto urgente modificare un provvedimento che una parte importante di questa maggioranza, un anno fa, aveva partecipato a realizzare. (Applausi) . Vi dirò di più. Circola sui siti e sui social il video di un'intervista di un tal ministro Toninelli. Pensavo, come la maggior parte degli italiani, che la battaglia contro l'immigrazione clandestina fosse stata un cavallo di battaglia di Salvini e della Lega. No, Toninelli dice che è stato un suo successo. Dice che se è avvenuto il blocco dell'immigrazione clandestina è stato grazie al Governo del cambiamento, grazie al MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Ebbene, Toninelli ha un problema di coerenza, perché quando approverete questo decreto-legge, e ci sarà, invece, l'immigrazione incontrollata, dovrà dire che il merito è del Governo della restaurazione, quella che il MoVimento 5 Stelle ha fatto con il Partito Democratico per mantenere la poltrona. (Applausi) . Amici del rinnovamento, amici del cambiamento, se questa è la coerenza, se questo è il nuovo, ridateci il vecchio; almeno era coerente con se stesso e non si sarebbe mai contraddetto in maniera così evidente come state facendo voi. C'è un altro problema. Avete utilizzato in maniera strumentale un richiamo del Presidente della Repubblica che, in occasione del varo del primo decreto-legge sicurezza, per non rimandarlo all'esame delle Camere, disse che forse era necessario rivederlo in due punti, esclusivamente due punti: la quantificazione della sanzione amministrativa e le cause di non punibilità. Ebbene, avete utilizzato questa raccomandazione del Presidente della Repubblica come un grimaldello per demolire quello che era stato realizzato. Avete reintrodotto la protezione umanitaria, la ristrutturazione del sistema di accoglienza in piccoli centri diffusi sul territorio, un ridimensionamento delle multe alle ONG e avete eliminato il provvedimento di sequestro. Colleghi, c'è una differenza fra il Paese che state creando voi e uno dei Paesi più civili, come la Germania. Vi faccio un esempio: in Italia, a Carola Rackete, che ha forzato un blocco navale e ha speronato le nostre navi da guerra, abbiamo messo un tappeto rosso e l'abbiamo mandata a casa. (Applausi) . In Germania, per il semplice fatto di aver partecipato a un corteo di protesta contro l'abbattimento di alberi è stata arrestata. Questa è la serietà di un Paese civile; ci sono le leggi e le leggi vanno rispettate. (Applausi). State creando le condizioni per fare di questo Paese l'Eldorado dell'immigrazione clandestina. Ci sono numerose criticità. Mancate di una visione strategica; avete ampliato le casistiche del permesso di soggiorno e avete soppresso il termine stabilito al 30 novembre per indicare le quote di flusso che l'Italia avrebbe potuto sostenere e supportare. Non avete detto una parola - e dico una parola - in un provvedimento che nel suo titolo richiama l'immigrazione clandestina, sui 600.000 immigrati clandestini che costano 5 miliardi di euro al nostro Paese. (Applausi) . In un momento nel quale la povertà si è allargata da 5 milioni a 5,5 milioni, abbiamo perso 500.000 posti di lavoro, e l'anno prossimo ne perderemo 1 milione, vi preoccupate di garantire gli immigrati che vengono qui. (Applausi). E non sempre perché scappano da guerre. Vedete, colleghi, un'altra cosa che mi fa specie è il richiamo all'articolo 10 della nostra Costituzione, cioè a quell'articolo che dice che chiunque scappa da una guerra e da una persecuzione ha diritto di essere sostenuto e di essere accolto. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 14,44) ( Segue VITALI). Quasi che, voi che portate avanti questa politica irrazionale sull'immigrazione, siate quelli che vogliono salvaguardare i diritti umani e noi siamo quelli che invece li vogliamo pregiudicare. Quasi che voi vogliate salvare i disperati in mare e noi invece li vogliamo annegare. (Applausi) . Noi siamo per salvare questi disperati, ma siamo per salvarli con una normativa che eviti di metterli nelle mani degli scafisti senza scrupolo, come voi state facendo. (Applausi) . Non è neanche il caso di paragonare questa migrazione alla migrazione italiana, iniziata nel 1860, che si è protratta fino al 1961. I nostri antenati sono entrati nei Paesi stranieri in punta di piedi, si sono adeguati, si sono integrati, hanno lavorato anche facendo lavori umili e degradanti. Questa gente viene in Italia e, dopo essere stata accolta, ci vuole imporre di rinunciare alle nostre tradizioni e alla nostra cultura! (Applausi) . Vuole eliminare il crocifisso dalle scuole, non ci vuole consentire di fare il presepe e questo non è un modo di fare accoglienza. In assenza di una politica strategica, vogliamo incentivare l'immigrazione, ma quella buona, quella delle intelligenze e delle persone che vengono per integrarsi e per farlo devono innanzitutto riconoscere e accettare la nostra cultura, le nostre origini e la nostra tradizione; devono imparare la lingua italiana e la storia del nostro Paese. (Applausi) . Solo in questa maniera si potrà dire realizzata una effettiva integrazione, che non è quella che state praticando. Anche l'autorevolezza del nostro Paese nel contesto europeo è cambiata di molto con questo Governo. Qualche mese fa la ministra Lamorgese era venuta in Senato, per rispondere ad un atto di sindacato ispettivo, esultando quasi per un Accordo sottoscritto in quel di Malta, che avrebbe consentito la ridistribuzione degli immigrati su tutto il territorio europeo. Certo, la redistribuzione c'è stata, ma soltanto all'interno del nostro Paese, con oneri a carico dei Comuni e delle piccole realtà territoriali (Applausi) , alle quali sottraete risorse e servizi, dando garanzie, che non hanno neanche gli italiani, agli extracomunitari. Voi pregiudicate i nostri connazionali e questa è una responsabilità che vi porterete dietro e della quale darete conto, prima o poi, al popolo italiano. (Applausi) . In questi giorni sto rileggendo la biografia di Winston Churchill e all'interno di questa lettura ho trovato un episodio, che credo si presti molto al periodo che stiamo vivendo. Correva il 1940, era iniziata la seconda guerra mondiale, le cose non andavano bene per l'Inghilterra e un parlamentare, un certo onorevole Amery, rivolse un invito all'allora primo ministro inglese, Chamberlain, dicendo sostanzialmente (e io lo dico a voi): "avete occupato per troppo tempo quelle poltrone, per quel poco che avete fatto per il Paese. È arrivato il momento che vi dimettiate". Sono convinto che, così come fece Chamberlain che accettò quell'invito, prima o poi il primo ministro Conte farà altrettanto. Voteremo no all'ennesima fiducia, su un provvedimento inutile, non necessario e assolutamente non conforme al diritto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo capito che questa è la capitolazione definitiva, la resa incondizionata del MoVimento 5 Stelle davanti al Partito Democratico. E adesso sappiamo anche dal senatore Verducci che, negli accordi di cui neppure i loro elettori sono a conoscenza, c'è anche lo ius soli . (Applausi) . Bravi, complimenti! Il prossimo passo che il Paese affronterà, nel momento in cui c'è la crisi economica più pesante di sempre e le angosce degli italiani sono sulla loro esistenza, è lo ius soli . Complimenti! Questa è la capitolazione definitiva del MoVimento 5 Stelle tra le braccia del Partito Democratico. Siamo veramente alla farsa ed è incredibile perché, invece di chiedere conto a un Governo che ha delle responsabilità enormi nell'aver riattivato il business degli immigrati clandestini e degli scafisti, con il loro terribile carico di morti, voi oggi smantellate quelle stesse leggi che, fatte dalla Lega e da Matteo Salvini, Ministro dell'interno, hanno salvato vite umane impedendo gli imbarchi. Complimenti! (Applausi) . Paradossalmente, arriviamo oggi a votare qui in Senato dopo che il processo a cui voi avete mandato Salvini a Catania ha cominciato a rivelare quella che è la matrice politica che ne sta alle spalle, con le deposizioni dei testimoni che passeranno alla storia per essere le più insignificanti e insulse. (Applausi) . Bella roba! Oggi disfate quelle leggi adottate nell'interesse dell'Italia e degli italiani e anche della stessa Europa, di cui poi dite di essere fieri paladini, perché, con queste norme che andate ad applicare, smontando i decreti sicurezza, state trasformando l'Italia nel campo profughi d'Europa. Come dicevo, questo provvedimento nasce da un tradimento, che è denominatore comune per il MoVimento 5 Stelle nel Governo Conte due: quello delle giravolte, degli impegni rimangiati e dei tradimenti. È successo per la TAV: vi siete rimangiati tutto. È successo per il gasdotto TAP: vi siete rimangiati tutto. È successo per la vicenda Ilva: vi siete rimangiati tutto. (Applausi) . È successo per Alitalia: vi siete rimangiati tutto. È successo per Autostrade e per quel ponte Morandi che mi fa venire in mente il senatore Toninelli, di cui non ricordo nemmeno il nome. (Applausi) . È successo per il superamento della regola del secondo mandato, di cui vi siete scordati anche il significato, e per il contrasto agli scafisti e all'immigrazione clandestina, che era esattamente nel vostro programma elettorale. (Applausi) . Tradite gli impegni con gli elettori, ma tradite anche voi stessi con l'approvazione di questo provvedimento in Senato e alla Camera. Sono tutti i tradimenti - e in questo ho compassione - imposti dai vostri Ministri, che non siedono ai banchi del Governo e che vi obbligano oggi a votare contro quello che avete votato un anno fa, senza avere la faccia di presentarsi in Aula a smontare quello che loro stessi hanno approvato in Consiglio dei Ministri. (Applausi) . Dov'è il presidente del Consiglio Conte, che è il primo firmatario di questo disegno di legge "clandestini"? Dov'è il ministro Lamorgese? Dov'è Bonafede? Dove sono Di Maio, Guerini, Speranza, Patuanelli e Gualtieri? Dove sono? Tutte poltrone vuote. Questo è il bell'esempio che date agli italiani. Complimenti! (Applausi) . Coloro che sono seduti su quei banchi - ovvero che non sono seduti là - vi stanno imponendo di rinunciare alla vostra dignità, a voi stessi. Questo è quello che sta accadendo oggi qua dentro. C'è poi un altro tema, quello della sinistra che non si ricorda più che cos'è la sinistra e che, con la visione accecata dall'odio verso l'avversario politico, perde il senso della realtà fino ad andare a impostare politiche migratorie che avranno un solo fine, ossia riattivare lo sfruttamento degli immigrati clandestini da parte degli scafisti e portare in Italia gente disposta a lavorare sottocosto rispetto agli italiani che non hanno più il lavoro. (Applausi) . Questo è quanto sta facendo oggi la sinistra in Italia: costringere le persone al sussidio; costringere le persone a essere mantenute e, per gli italiani che non accettano questo regime, ad andarsene. Questo è quello che state facendo. Questa è la sinistra radical chic di cui dovete andare fieri, ma non potete scappare alle urne. Là dentro arriverà il responso. Approvate questa legge, approvatela contro gli italiani e gli italiani che porteremo al referendum per abrogare questa legge vi presenteranno il conto. (Applausi) . Lo presenteranno a questa sinistra che inconsciamente odia tutto ciò che è identità italiana. Volete cancellare i decreti sicurezza contro Matteo Salvini? Fatelo! Vi aspettiamo nell'urna e là dentro avremo la nostra soddisfazione, perché noi sappiamo che gli italiani vi faranno rimangiare quello che state facendo oggi, col piatto e le forchette incluse. State tornando a commettere gli stessi errori, quelli che ci avevano portato nelle piazze gli spacciatori; quelli che ci avevano riempito il Paese di delinquenti clandestini; quelli che hanno portato in Italia gente che poi abbiamo visto andare a fare gli attentati negli altri Paesi europei. (Applausi) . State compiendo ancora gli stessi errori e non c'è dibattito qua dentro che riesca a farvelo capire, perché voi avete perso il contatto con la realtà. E l'unica cosa che vi interessa oggi è imporre visioni ideologiche, perdendo di vista che oggi l'Italia si trova nella peggiore crisi economica di sempre, come ho già ricordato. È lo stesso paradosso che vi ha impedito di capire quando, all'inizio della pandemia Covid, dicevamo di chiudere le frontiere. Vi dicevamo di chiudere le frontiere verso la Cina e ci rispondevate di no, che c'era un allarme razzismo in Italia, non c'era il problema del Covid e tutti a mangiare gli involtini primavera e a visitare le classi dei cinesi in Italia. Complimenti! È la stessa visione lucida che vi porta oggi a modificare questi decreti sicurezza e ad andare a fare i decreti per i clandestini. Complimenti! (Applausi) . I numeri vi condannano, quelli pubblicati sui siti del Viminale, quelli che ci dicono che sono 33.000 quest'anno gli sbarcati e che erano 11.000 lo scorso anno. Questi sono i numeri che vi condannano. E che fine fa oggi tutta questa gente? Io sono andato nei giorni scorsi, con la senatrice Pucciarelli, a vedere la situazione a Lampedusa: uno sopra all'altro, accalcati, schiacciati, senza dignità, senza alcuna possibilità di veder rispettati quei diritti di cui poi vi lavate la bocca qua dentro. Ma nessuno di voi è andato a Lampedusa a vedere qual era l'effetto del decreto che volete oggi approvare con la fiducia, una volta che gli immigrati sbarcano in Italia. Non ci siete andati perché avete paura a guardarvi allo specchio e a guardare la vostra realtà. Fermatevi, fate ancora in tempo. Non date ulteriore carne da macello agli scafisti. Vi troverete presto a rispondere di queste responsabilità e allora non basteranno i «non so», «non ricordo», «non c'ero e, se c'ero, non ho capito», «non c'ero e non mi ricordo», come lo smemorato Toninelli. Ma che tristezza quella della bugia detta per nascondere la propria incapacità di prendersi una responsabilità! E che tristezza quando questa responsabilità è quella che chiedono gli italiani di difendere il proprio Paese. (Applausi) . E nel frattempo dove vanno gli scafisti? Dove li state nascondendo? Li state nascondendo nel cono d'ombra del Covid. Non c'è dibattito, non c'è informazione sulla stampa, non c'è nulla sulla cronaca. Ma sappiamo che i 30.000, una volta che sono stati liberati dalla quarantena, sono in giro per l'Italia con un foglio di carta in mano, dove si dice loro di tornare nel proprio Paese e quelli nel proprio Paese non ci tornano ed entrano in clandestinità. Questo state facendo, senatrice De Petris, ed è il contrario di quello che qualcuno ha detto qua dentro. Questo vuol dire mettere in clandestinità le persone e obbligarle poi a finire tra le braccia della malavita organizzata. State riempiendo un'altra volta le fila degli immigrati clandestini e della criminalità organizzata. Questa è un'altra responsabilità da cui non potrete fuggire. Non c'è dubbio, Presidente: voi oggi portate in approvazione questa modifica della norma dei decreti sicurezza per un odio ideologico. Non vado neanche a leggere nel merito dove c'è scritto più volte «articolo abrogato» e si diceva che le navi, quando entrano in Italia, vengono sequestrate. A fronte di questo non c'è argomento che tenga. A fronte di questo non c'è argomento che tenga: voi fate una scelta squisitamente ideologica. (Applausi) . In conclusione, signor Presidente, non posso che rimanere attonito nel vedere spettacoli come quello che è stato dato ieri qui, in Aula, dal Governo, con il ministro D'Incà che prende la parola prima della discussione generale e impone, anche se il Vice Presidente di turno gli toglie la parola, la questione di fiducia. A fronte di questo, oggi ci troviamo qua in Aula ad approvare un decreto trasformato in legge senza che ci sia stata nemmeno una discussione generale seria. Non ha alcun valore andare a vedere i precedenti, perché l'unica cosa che dicono i precedenti è che oggi voi, MoVimento 5 Stelle, con il vostro ministro D'Incà, state utilizzando i peggiori metodi della Prima Repubblica, quelli che mettono il bavaglio all'opposizione, quelli che impongono la fiducia, quelli che impediscono qualsiasi dibattito anche alla maggioranza. (Applausi) . Non una parola abbiamo sentito dal MoVimento 5 Stelle oggi qui in Aula. Questo è l'imbarazzo che vi inchioda alle vostre responsabilità. (Applausi) . Potrete tradire voi stessi, ma pagherete sempre il conto di aver tradito gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. (Commenti. Si odono suoni di fischietti) . Prego i senatori Questori e gli assistenti parlamentari di procedere alla rimozione di ogni cartello o striscione. Prego, senatrice Questore, rimuova al posto di indicare me. Ne residuano sette o otto e, quindi, penso che sia possibile. Senatore De Poli, senatore Pepe, sono pochi quelli rimasti e abbiamo concluso. Forza, gli ultimi consegnateli e basta. (Si continuano a udire suoni di fischietti) . Quando abbiamo finito con i cartelli, passiamo ai fischietti. Incarico lei di andare a trovarli. Finiamola con questi cartelli. Forza, senatrice Pergreffi, si costituisca. Con i cartelli abbiamo finito. Adesso non ricominciamo. Ascoltate: la mia intenzione è di non sospendere la seduta e di proseguire, sperando che una volta o l'altra Cristiano Militello ci noti, perché vedo che a "Striscia lo striscione" non ci siamo mai andati. Forse si doveva mettere qualche errore. (Si continuano a udire suoni di fischietti) . Tanto alla fine poi vi stancate. Riprendete fiato, per cortesia. La discussione generale si è conclusa, finalmente. Senatore Romeo, i toni canori di questa parte della discussione possono e debbono essere soppressi. ( Persistono i suoni di fischietti) Colleghi, legittima è l'esternazione di un dissenso, ma, oltre un certo punto, stona. Senatori Augussori, Romeo e Rufa, a questo punto devo iniziare a prendere provvedimenti in Aula. Basta! Consentite di iniziare le dichiarazioni di voto. CORO DI VOCI. Fuori! Fuori! Fuori! PRESIDENTE. Il senatore De Poli mi segnala che, nelle tribune del secondo ordine, sono state chiuse le porte da dentro. Ciò non è consentito per motivi di sicurezza. Se le porte non vengono riaperte, sono costretto a sospendere la seduta o a fare aprire le porte. (Si continuano a sentire suoni di fischietti). Poiché il senatore Questore mi conferma che la porta è stata aperta, vi invito a smettere di fischiare. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusìo) UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come posso, però, parlare con questo rumore? PRESIDENTE. Colleghi, adesso basta! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, con questo provvedimento, finalmente, vince la sicurezza, quella vera, e perde la paura, quella che serve solo alla propaganda elettorale. Come tanti altri, anche noi abbiamo contestato i decreti Salvini, dicendo che avrebbero peggiorato le problematiche connesse all'immigrazione. In particolare, con quei decreti ... (Brusio) PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a mettervi seduti, tutti! Tutti compresi! Non ci sono casi eccezionali di chi "giracchia"! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . In particolare, con quei decreti-legge si chiusero gli SPRAR, quei piccoli centri di accoglienza dove tante persone lavoravano con successo per l'integrazione dei migranti e che fungevano anche da antenne per il controllo del territorio. Inoltre, con il fortissimo restringimento dei permessi umanitari, tante persone furono catapultate nell'invisibilità, facile preda della criminalità organizzata alla ricerca di forza lavoro a basso costo. Per non parlare delle norme sul salvataggio in mare, in contrasto con gli accordi internazionali; tanto che - com'è noto - il presidente Mattarella scrisse una lettera alle Camere per sollevare forti perplessità, sollecitando il Parlamento a modificare il provvedimento. Per fortuna, questa stagione si è chiusa, nonostante i patetici tentativi di ostruzionismo da parte di chi ha fatto della paura il proprio business elettorale. (Applausi. Si sentono suoni di fischietti) . PRESIDENTE. Adesso con quei fischietti la smettete! UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Si torna a parlare di inclusione e di integrazione, di formazione professionale e di apprendimento della lingua italiana, di diritti e doveri, il tutto con particolare attenzione ai minori non accompagnati e alle persone più vulnerabili. Si lasciano alle spalle i grandi centri di accoglienza, tanto pericolosi per il fatto di tramutarsi in fonti di conflitto sociale - anche per via delle condizioni non sempre ottimali di quei luoghi - e si punta sui piccoli centri diffusi, che sono più semplici da gestire e diminuiscono i rischi di tensioni con il territorio, tornando a prevedere corsi di studio non solo per i rifugiati, ma anche per i richiedenti asilo, che invece erano tagliati fuori dai decreti sicurezza. Torna anche l'iscrizione all'anagrafe sanitaria dei richiedenti asilo, perché era semplicemente folle che vi fossero persone che non avevano diritto all'assistenza sanitaria. Siamo rientrati nel perimetro della Carta costituzionale, vietando il respingimento di persone in luoghi nei quali rischiano di essere sottoposte a tortura o ad altri trattamenti inumani e degradanti. Il permesso per motivi umanitari, per chi non ha i requisiti per ricevere lo status di rifugiato, è semplicemente una questione di civiltà. Inoltre, sappiamo che l'espulsione ha efficacia solo verso i Paesi di provenienza con cui l'Italia ha stretto accordi bilaterali. Su questo fronte anche il bilancio dell'ex Ministro dell'interno, nonostante i tanti annunci, è piuttosto carente. L'unica via, quindi, è lavorare per l'integrazione di quelle persone, mettendole al riparo dalle mire delle organizzazioni criminali. Di buon senso è anche la norma che consente la conversione dei permessi di soggiorno in permessi di lavoro e anche qui nulla di particolarmente sconvolgente: siamo sulla scia di quanto fece un Governo di centrodestra con la legge che portava il nome di Umberto Bossi e Gianfranco Fini. L'attività di soccorso in mare viene liberata dal pesante giudizio negativo; vengono abolite le sanzioni assurde per chi salva le vite, mai applicate perché in evidente contrasto alle leggi internazionali del mare, come descritto perfettamente dal giudice per le indagini preliminari di Agrigento nelle motivazioni della non convalida dell'arresto di Carola Rackete. L'aiuto in mare, il diritto-dovere di soccorso, viene ripristinato come atto costitutivo della nostra idea di società. Con questo provvedimento la violazione del divieto di ingresso nelle acque territoriali viene punita con una multa molto ridimensionata e, soprattutto, non potrà più essere applicata alle operazioni di soccorso. Positiva è anche la stretta nei confronti di attività criminali, con l'inasprimento del Daspo urbano per gli spacciatori, anche in assenza di una condanna definitiva; così come positivo è l'inasprimento delle norme per i soggetti coinvolti nelle risse, un intervento dedicato a Willy, il ragazzo di origine capoverdiana ucciso a calci e pugni da un gruppo di delinquenti alcuni mesi fa. Purtroppo la popolazione ha la sensazione che ai criminali non succeda mai nulla, che vengano arrestati e rilasciati il giorno dopo per continuare con lo spaccio, con l'occupazione in piazze cittadine e comportamenti intimidatori e aggressivi nei confronti dei passanti. Ne sappiamo qualcosa a Bolzano, dove siamo rimasti tutti indignati per l'aggressione verbale sessista a un assessore comunale da parte di un gruppo di migranti, cui è seguita una retata delle forze di polizia. Contro questi criminali si deve agire con fermezza e rigore. Non è accettabile che nella popolazione, per colpa di tali personaggi, si affermi l'idea dell'immigrazione come sinonimo di criminalità, perché i migranti sono soprattutto quelli che si prendono cura dei nostri anziani, lavorano nei nostri ristoranti, puliscono le nostre case e i nostri alberghi. Questi stranieri sono quelli che pagano anche i contributi e le imposte e, in un Paese dove purtroppo non si fanno più figli, il loro contributo è essenziale anche per il sistema pensionistico. Sfatiamo poi questo luogo comune: con una lettura attenta dei dati ci si rende conto che gli stranieri non commettono più reati degli italiani. Inoltre, se si entra nel merito dei reati commessi dagli stranieri, il 70 per cento è commesso da irregolari. È la riprova che, quando una persona è esclusa da qualsiasi possibilità, quando c'è il divieto di lavorare o di trovare forme legittime per il proprio sostentamento, la conseguenza diretta è la devianza sociale. Per concludere, Presidente, con questo provvedimento si è ristabilito un principio di umanità e civiltà che non dovrebbe mai mancare in un Paese con la storia e la maturità democratica dell'Italia. È l'inizio di un nuovo percorso, in cui mi auguro davvero che la questione smetta di essere un elemento della più becera propaganda e diventi un tema da affrontare con intelligenza e rispetto della sua complessità. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, quello di oggi non è un voto contro, quello di oggi è un voto per: un voto per chi scappa da condizioni disumane alla ricerca di una vita dignitosa e di un futuro migliore, ma è anche un voto per il Paese, per i nostri interessi, per ripristinare di fatto sicurezza e legalità; quella sicurezza e quella legalità che nel fumo della propaganda degli anni scorsi erano invece state compromesse. La scommessa che abbiamo di fronte è di non farci travolgere dagli arrivi, ma al tempo stesso non lasciare che muoiano altri migranti in mare e non creare nuove sacche di irregolari; una partita che è molto più complessa degli slogan a cui c'eravamo dovuti abituare due anni fa nel corso della continua campagna elettorale a cui ci costringevate. Il ministro dell'interno Lamorgese, in appena un anno di lavoro, è riuscita a conseguire due risultati importanti: ha riportato la questione migratoria nella sua sede naturale, cioè la cornice europea, ed è riuscita a ridurre di dieci volte il numero di decessi in mare rispetto al suo predecessore, attraverso il superamento della logica dei porti chiusi; un risultato di rilievo, anche se resta ancora drammaticamente insufficiente dal momento che ogni vita persa è una perdita di troppo, ma è un risultato che auspicabilmente potremmo andare a migliorare proprio con questa legge. È una legge che innanzitutto sana i rilievi sollevati sui decreti Salvini dal presidente Mattarella e dalla Corte costituzionale; quei rilievi che il Presidente aveva contestato al Governo e al Parlamento in merito alla cancellazione del diritto umanitario e al rispetto dei trattati internazionali, rispetto all'obbligo di prestare soccorso in mare a persone in condizioni di pericolo; un dovere che i decreti sicurezza, nella loro forma originaria, avevano di fatto ostacolato sia attraverso le multe salatissime inflitte alle ONG, sia con la confisca delle navi alle organizzazioni umanitarie. Con questo decreto, allora, l'Italia torna ad essere un Paese rispettoso del diritto europeo e internazionale. Il provvedimento sana pure i rilievi della Corte costituzionale, che aveva bocciato il passaggio che impediva agli stranieri richiedenti asilo di registrarsi all'anagrafe. Ecco che con le modifiche che andremo a votare ripristiniamo diritti e legalità: anche ammesso che l'intento dei decreti Salvini fosse quello di porre un argine all'illegalità, di certo essi non hanno raggiunto tale obiettivo; anzi, hanno creato ampie sacche di illegalità attraverso l'abolizione, nell'ottobre del 2018, della protezione umanitaria. Fino ad allora ne beneficiavano circa 20.000 immigrati all'anno e il decreto ha avuto l'effetto disastroso da un punto di vista pratico, tanto che chi era in attesa di un riconoscimento - e prima della legge lo avrebbe ottenuto - con la scomparsa della protezione umanitaria si vedeva opporre un diniego, diventando clandestino a tutti gli effetti. Il risultato è stato creare almeno 37.000 nuovi irregolari in soli due anni, a cui si sono aggiunti tutti coloro che già precedentemente godevano di una protezione umanitaria, e cioè circa 39.000 persone, ai quali non è stata rinnovata. Quindi, oltre 70.000 irregolari sono sostanzialmente frutto dei provvedimenti dell'allora ministro Salvini: persone invisibili, destinate a sparire nel nulla, perché i rimpatri nel frattempo non sono aumentati. Sono quindi soggetti di cui non abbiamo informazioni, con tutti i possibili pericoli che questo può comportare, come si è visto purtroppo recentemente nell'attentato terroristico a Nizza, il cui autore era risultato essere entrato in Europa dall'Italia. Ecco perché è cosa buona e giusta che si vada a reintrodurre la protezione umanitaria. È positivo per i diritti dei diretti interessati, che acquistano così identità, ma è ottimo anche per la sicurezza del Paese, che potrà così identificare e monitorare i migranti che sta accogliendo. Altrettanto positive sono le ulteriori modifiche che andiamo a prevedere con questa legge: prima fra tutte l'introduzione della SIA, il Sistema di integrazione e accoglienza, che ripristina sostanzialmente gli SPRAR, un'ottima rete di piccoli centri di accoglienza diffusi sul territorio che erano stati - anche questi - aboliti dai decreti Salvini. Certo, la questione migratoria è un fenomeno complesso, un fenomeno che attiene alla sfera dei diritti ma anche dei doveri; una complessità che non può trovare risposte semplici, banali. Per questo la modifica dei decreti sicurezza, frutto di un lungo lavoro di mediazione tra il Governo e le forze di maggioranza - lavoro per il quale mi sento di ringraziare sia il ministro Lamorgese che il sottosegretario Mauri - è un primo passo importante, a cui sarà necessario farne seguire altri. Innanzitutto serve urgentemente la riforma del Trattato di Dublino, cosicché tutti i Paesi europei possano partecipare al processo di accoglienza. Qui bisogna dire che, ancora una volta, non sarà facile conseguire questo risultato, dal momento che i Paesi di Visegrad, stretti amici di Lega e Fratelli d'Italia a livello europeo, sono tra i più duri oppositori alla revisione del Trattato stesso. E, quindi, è tutto da verificare che si riuscirà a modificarlo, e soprattutto a modificarlo in una versione che sia favorevole per l'Italia. Poi serve una riforma della legge sulla cittadinanza che consenta a migliaia di ragazzi e ragazze, nati e cresciuti nel nostro Paese, di essere riconosciuti a tutti gli effetti come cittadini italiani. Infine, bisogna investire sulle politiche per l'integrazione: integrazione nel mondo della scuola, del lavoro, nel sociale e nelle rappresentanze, perché è solo attraverso l'integrazione che i migranti possono dare il meglio di sé e si possono rivelare in tutta la loro potenzialità, come una risorsa preziosa per il Paese di accoglienza, oltre che per il singolo. Ne sono la prova quelle centinaia di migliaia di nostri connazionali che decine di anni fa furono essi stessi migranti alla ricerca di lavoro, in giro per l'Europa e per il mondo. Giusto qualche giorno fa proprio qui, nelle aule del Senato, abbiamo celebrato i sessantacinque anni degli Accordi bilaterali tra Italia e Germania per il reclutamento di lavoratori italiani; lavoratori che dal 1955 partirono come gastarbeiter per contribuire alla ricostruzione della Germania postbellica. Al nostro evento hanno partecipato dirigenti, professori universitari, giovani manager , sindaci, relatori che ci hanno raccontato la storia di quei nostri migranti, i loro genitori o nonni, nel corso dei decenni. La maggior parte sono storie di successo, proprio grazie all'integrazione raggiunta. Quelle esperienze ci insegnano, ancora oggi, alcune cose di grande attualità: in primo luogo, se si guarda all'immigrazione solo come a un pericolo e ci si rifiuta di adottare misure per l'integrazione, si possono generare problemi di lunga durata come insuccessi scolastici, disoccupazione, marginalizzazione sociale dei giovani migranti, disagio, violenza ed eventualmente anche criminalità. Se invece, viceversa, si guarda all'immigrazione come a un'opportunità e si lavora per l'integrazione, allora si creano le basi per il successo professionale dei migranti e se ne ricavano ingenti benefici per l'intera società, in termini sia di crescita economica che di coesione sociale. Questa è esattamente la storia dei tanti nostri connazionali in Germania, ma anche in tanti altri Paesi dove i nostri connazionali si sono affermati brillantemente. Allora, signor Presidente, io credo che questa storia, così caratterizzante per il nostro Paese - una storia di migranti che, nonostante le tante difficoltà, sono riusciti ad affermarsi con successo - non vada dimenticata, e anzi ci serva oggi per capire quanto l'immigrazione possa essere una ricchezza non solo per sé, ma anche il per il Paese in cui si sceglie di vivere. Se è vero che gran parte dei risultati di chi emigra è frutto della forza di volontà dei singoli, è anche vero che parte della loro riuscita dipende dalle buone politiche di integrazione che sono state messe in atto dai rispettivi Paesi di accoglienza. Credo che sia utile che la nostra esperienza di Paese di emigrazione ci serva da faro per mettere in campo buone politiche per l'integrazione che, oltre a valorizzare le tante potenzialità dei nostri migranti, creino al contempo le migliori condizioni, anche sociali, per la crescita e lo sviluppo del Paese, esattamente come hanno contribuito a fare negli anni tantissimi nostri emigranti italiani in giro per il mondo. (Applausi) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, se fosse possibile che una persona di un altro pianeta, di un altro sistema della galassia, oggi venisse ad ascoltare quello di cui stiamo discutendo, penserebbe che veramente questa umanità, prendendoci per la generalità degli umani, è pazza e irresponsabile. Uno che viene da un'altra galassia, dopo aver fatto un giro a volo radente sulle nostre città, si stupirebbe e si chiederebbe come sia possibile - mentre le famiglie sono divise e, ad oggi, non sanno se a Natale potranno raggiungere i propri parenti; mentre gli imprenditori tengono le aziende chiuse e stanno fallendo; mentre coloro che hanno avuto la certezza di poter aprire i locali e i ristoranti a Natale, e hanno già comprato le derrate alimentari, le devono buttare perché pare che vi sia un contrordine; compagni (Applausi) , come diceva Guareschi tanto tempo fa - che, nel luogo dove gli italiani dovrebbero essere rappresentati, il problema più urgente oggi, con la malattia imperante, con i problemi di Natale che aumentano le difficoltà, è discutere se abolire i cosiddetti decreti sicurezza, che erano stati votati - come vedrebbe colui che viene da Marte - da metà di coloro che oggi sono nella maggioranza. Anzi, si tratta di più di metà di quelli che oggi sono nella maggioranza, i quali sono stati ben felici di prendersi dei meriti in quel caso e oggi, con un po' di imbarazzo - almeno spero - devono prendersi i meriti del provvedimento opposto e contrario. La sinistra, che dà sempre, pervicacemente, antepone interessi ideologici al bene dell'Italia e al bene degli italiani, non ha questi problemi. Loro non hanno problemi e non ci vengano a dire che è nell'interesse di chi ha subito persecuzioni nel proprio Paese o fugge da una guerra. Non abbiamo mai negato a costoro il diritto di asilo. Non abbiamo mai negato il diritto di venire in Italia a chi veramente ha un motivo riconosciuto dalle leggi internazionali. Basta guardarsi in giro per capire che è una scusa flebile e bugiarda. Sanno tutti benissimo che già ora, in giro per le nostre città - bella accoglienza - c'è gente disperata in mano alla malavita o che gironzola, dorme dove capita, e non ha niente a che vedere con coloro ai quali è riconosciuto il diritto d'asilo. E siccome questo non bastava, si è pensato bene di abolire quelle poche regole esistenti. Gli Italiani devono sapere, perché altrimenti non sanno di cosa stiamo parlando. Non stiamo parlando di bloccare una mamma con un bambino che fugge dalla guerra: ci mancherebbe! Stiamo bloccando l'espulsione e consentendo che arrivino anche milioni di persone che dicono di dover venire nel nostro Paese perché a casa loro è piovuto troppo, c'è stato un raccolto scarso - questi, poveretti, già li capisco - o persone che un medico compiacente dica che soffrono d'ansia e di depressione e non possono essere espulse. Basta che lo dica qualunque medico o loro si dichiarino omosessuali. Se dichiarano di essere omosessuali hanno diritto di rimanere in Italia, o ancora hanno diritto di rimanere nel nostre Paese se hanno subito una violazione familiare o privata; non si capisce quale. Si deciderà. Magari la fidanzata lo ha lasciato: è una violazione della vita privata? Sì. La fidanzata gli ha fatto le corna e deve andare in Italia. Gli si dirà che ha ragione: accomodati! Qualcuno ha ricordato cosa è successo a colei che ha speronato la nave: in Germania l'hanno arrestata per molto meno. Per carità, c'erano delle multe? Quasi non ci sono più. Per carità, c'erano dei provvedimenti giudiziari? Non più. In una parola sola, il dato ideologico, sempre voluto dall'internazionale marxista, prima, e di sinistra, oggi è: aboliamo le frontiere. Non c'è identità nazionale; non importa dove sei nato, non importa che lingua parli, non importa che cultura hai o quale religione pratichi; non importa l'italiano o un'altra lingua, l'ho detto. Ma non importa nemmeno se rispetti le leggi fondamentali o no; dovunque tu sia, sappi che in Italia puoi venire. Se non è un diritto all'invasione questo, ditemi voi cos'è. Chi ci guadagna in tutto ciò? Gli scafisti (Applausi) , ma anche coloro che vivono sull'accoglienza. Non a caso abbiamo proposto che venisse equiparato il costo dell'immigrato clandestino alla pensione minima di 546 euro. No, per l'immigrato 1.200 euro; evidentemente i soldi non vanno in tasca ai poveri immigrati; finiscono al business dell'accoglienza, sul quale si stenta moltissimo a indagare. Signor Presidente, spezzo una lancia a favore degli immigrati veri, quelli non clandestini. Mi ha scritto un cittadino albanese, si chiama Jimmy, abita a Ragalna, a via Paternò - lo potete cercare - e mi ha detto che, benché abbia un lavoro, paghi le tasse, il suo datore di lavoro, ma quello che guadagna - mi pare 7.000 euro l'anno - è troppo poco; in un paesino di montagna gli bastano per sopravvivere insieme alla sua famiglia. Ebbene, per il momento gli hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno perché guadagna poco; quindi, c'è una persecuzione verso gli immigrati regolari per favorire quelli che sbarcano clandestinamente e che magari vanno a fare attentati in altre parti d'Italia. (Applausi). Colleghi, avete stabilito che, con l'avvicinarsi del Natale, tutti devono stare lontani, a casa, guai a salutare i parenti. È stato detto che 70.000 uomini delle Forze armate vigileranno. Possibile che non se ne trovino 7.000 per controllare che non scappino dai centri di accoglienza coloro che vi sono e dovrebbero rimanere rinchiusi? (Applausi). Possibile che non si accolga la proposta di Fratelli d'Italia almeno di riconoscere economicamente gli straordinari ai militari, alle Forze dell'ordine che, poveretti, passeranno il Natale a impedire che si veda il fratello o la nonna, mentre dovrebbero svolgere altri compiti socialmente assai più utili? Signor Presidente, si sta compiendo l'ennesima ingiustizia. Non mi piace generalizzare le responsabilità, perché nel PD c'è una componente ideologica, e forse anche in una parte del MoVimento 5 Stelle, ma la maggior parte voterà questo provvedimento perché, se non passasse, manderebbe a casa il Governo che ha posto la fiducia. Ciò farebbe rischiare di dare la voce agli italiani, che potrebbero votare. Quindi, la maggioranza oggi avrà i numeri, solo perché al suo interno c'è chi ha paura che spetti agli italiani decidere se potranno mantenere o meno la poltrona. Capisco che questo non rechi vergogna a chi, nel MoVimento 5 Stelle, ha votato meno di un anno fa l'opposto. Capisco che non rechi vergogna, nel PD, a chi è più ragionevole rispetto alla posizione estremista ed ideologica che ho enunziato. C'è però una persona buona per ogni stagione - spiace dirlo, perché dovrebbero rappresentare l'Italia - che era a Capo del Governo che ha voluto questi decreti-legge ed è a Capo di un altro Governo, che vuole abolire con eguale forza questi decreti-legge. C'è una persona, che si chiama presidente Conte, che dopo questa ennesima figuraccia dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi. Conte, dimettiti! (Applausi) . RUOTOLO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, prendo la parola per dichiarare il mio voto, quello delle colleghe e dei colleghi di LeU e di altri senatrici e senatori del Gruppo Misto. Dico subito che è un voto favorevole alla fiducia chiesta dal Governo, un sì convinto. Oggi, finalmente, torna a risplendere la luce, dopo questo periodo buio che ci lasciamo alle spalle con i decreti Salvini, la cui unica sicurezza era quella della propaganda continua, che ha creato solo insicurezza, disparità, disprezzo e odio nei confronti degli ultimi e di chi, le ONG, si sono sostituite agli Stati, andando in mare e rispettando la legge del mare: salvare le vite umane. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 15,32) ( Segue RUOTOLO). Nel corso del dibattito sono intervenuti nel merito del decreto-legge colleghe e colleghi del Gruppo Misto. Mi preme sottolineare qui l'impianto di queste norme. Signor Presidente, con il voto di oggi saniamo la ferita inferta al nostro Stato di diritto, alla nostra cultura giuridica liberale, perché consideriamo i soggetti a cui sono destinate queste norme degli esseri umani. Sono stati anni terribili, nei quali si sono messi i penultimi contro gli ultimi, donne e uomini che avevano un lavoro e un percorso di integrazione entravano d'improvviso nell'ombra, diventavano invisibili e chi aveva un documento di protezione umanitaria poteva perderlo, finendo nel circuito dell'illegalità, quindi espulso dal sistema di accoglienza. Irregolari da un giorno all'altro, senza diritti per renderli ricattabili, il capro espiatorio delle sofferenze e dell'abbandono delle nostre periferie. Siamo orgogliosi dell'impegno umanitario delle ONG e della società civile. Non vogliamo le ONG per mare? L'Europa torni a schierare le flotte, come fece all'indomani della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, che costò 368 morti. Noi non dimentichiamo l' hangar dell'aeroporto dell'isola siciliana, con tutte quelle bare. Tutti i potenti d'Europa dissero: mai più! «Provo vergogna e orrore», dichiarò il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che aggiunse: «è necessario rivedere le leggi anti-accoglienza». Sì, dovremmo prima o poi mettere mano alla madre di tutte le leggi antiimmigrati, la Bossi-Fini, una legge criminogena. (Applausi) . Il nostro Paese, all'indomani di quella strage, autorizzò l'operazione Mare nostrum, per evitare il ripetersi di altri tragici eventi nel Mediterraneo. Poi all'operazione Mare nostrum si sostituì quella a guida europea, Frontex, e poi via via, se prima eravamo in dieci, oggi sono rimaste solo le ONG. Altro che in combutta con gli scafisti! Nessuna ONG è sotto processo; altri lo sono oggi. (Applausi) . È importante che sia legge il fatto che non si possano applicare le misure di interdizione all'ingresso nelle acque territoriali alle navi che effettuano soccorso in mare nel rispetto delle norme del diritto e delle Convenzioni internazionali, il che significa che l'equipaggio che sta per effettuare un intervento di salvataggio lo deve comunicare al proprio Stato di bandiera e che la stessa cosa deve fare con il centro di coordinamento competente per il soccorso marino, di cui deve seguire le indicazioni. Certo, c'è ancora molto da fare a livello nazionale ed europeo sul fronte dell'integrazione e di una gestione dei flussi migratori all'insegna del diritto, della ragione e dell'umanità, ma siamo sulla strada giusta perché questo decreto chiude, speriamo per sempre, la stagione in cui si è criminalizzato l'immigrato e perché finalmente si affronta il fenomeno delle migrazioni con razionalità, nel rispetto dei principi della civiltà giuridica e del diritto internazionale. Migliaia di persone - donne e uomini con nomi e storie drammatiche - erano diventate improvvisamente invisibili, disprezzate e definite con una parola che dovrebbe essere cancellata: clandestini. (Applausi) . Ho ascoltato con attenzione i colleghi dell'opposizione dire che, ai tempi di Salvini Ministro dell'interno, gli sbarchi si erano ridotti e che, invece, ora sono aumentati. A loro dico che questo decreto è in funzione da appena due mesi e chiedo anche: ai tempi del ministro dell'interno Salvini che fine aveva fatto la promessa di allontanare dall'Italia il mezzo milione di irregolari? Quanti ne avete rimpatriati? È facile fare propaganda, giocare sulla paura della gente e sulla disperazione e mettere gli uni contro gli altri, ma così non si affrontano le questioni, le si amplificano solamente. (Applausi) . Voglio qui ringraziare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha adottato questo decreto (su cui si è poi pronunciata la Camera dei deputati, migliorando ulteriormente il testo), ha consegnato a Palazzo Chigi 4 permessi di soggiorno speciali: alla vedova di Thomas Daniel, la signora Cinzia, e ai tre colleghi di lavoro del giovane liberiano scampati alla morte. Thomas Daniel e Ciro Perrucci, napoletano, erano i due lavoratori edili morti a Napoli il 1° giugno scorso mentre realizzavano una palazzina abusiva. Thomas e Cinzia erano arrivati in Italia diciotto anni fa dalla Liberia e avevano il permesso di soggiorno per scopi umanitari. Poi, con i decreti Salvini, divennero sfruttati e invisibili. Le crisi economiche e sociali, i cambiamenti climatici e le guerre spingono moltitudini di persone a spostarsi e a lasciare le loro comunità alla ricerca della sopravvivenza. È la storia dell'umanità, che è sempre stata scandita dalle migrazioni fin dalle epoche preistoriche. E allora, piuttosto che fare propaganda, bisogna governare questi fenomeni: cambiare il regolamento di Dublino, aprire corridoi umanitari, impegnare l'Europa e approvare finalmente una legge sulla cittadinanza. (Applausi) . Signor Presidente, aspettavamo da mesi la cancellazione dei decreti Salvini, da quando cioè è nato questo Governo, e oggi finalmente ci siamo. Lasciamo alle spalle la disumanità. Sì, oggi ricostruiamo il sistema dell'accoglienza, reintroducendo la possibilità per i richiedenti asilo di entrare nel sistema accoglienza e integrazione, che è il vecchio SPRAR, un sistema diffuso di tanti piccoli gruppi per limitare al massimo la conflittualità. Di fatto, c'è la reintroduzione della protezione umanitaria, anche se in questo decreto si chiama speciale. E, ancora, aver reso molti permessi di soggiorno convertibili in permessi di lavoro favorisce l'integrazione, che è la nostra arma migliore. Mi avvio a concludere l'intervento. Conservo in me diverse immagini: le bare di Lampedusa, il ghetto di Rosarno, il corpicino senza vita di Alan Kurdi, il funerale di Thomas Daniel. Vorrei leggervi una frase, quella di Pam, una giovane vietnamita che ha lasciato sul telefonino alla sua mamma prima di soffocare nel container , trasportato da un TIR: «Mamma e papà, perdonatemi se il mio viaggio verso un Paese straniero finisce qui. Non respiro più. Sto morendo. Mamma mi dispiace tanto. Vi amo tanto». Sì, noi dobbiamo rispondere alle Pam, agli Alan e alle tante vittime innocenti della povertà. C'è bisogno di umanità, di far emergere dal sommerso e dal nero migliaia di uomini e donne sfruttati e sudditi. (Applausi) . Marginalizzarli vuol dire consegnarli al circuito criminale e consentire loro di entrare nel circuito legale vuol dire stessi diritti e doveri degli altri. Colleghe e colleghi, proprio oggi si celebra la Giornata internazionale per i diritti dei migranti. Noi non porteremo mai pazienza se qualcuno morirà per colpa nostra. Il diritto a vivere e il diritto a sognare il futuro sono universali. Noi stiamo dalla parte delle persone. Noi, colleghe e colleghi, votiamo sì alla fiducia posta dal Governo. (Applausi) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, dichiaro subito il voto favorevole del Partito Democratico alla fiducia al Governo e al provvedimento al nostro esame. È un provvedimento importante che contiene anche norme rilevanti su altre questioni: penso alle disposizioni per impedire l'ingresso in carcere di telefonia abusiva e quelle che danno più strumenti al Garante per tutelare non solo i detenuti, ma anche chi è istituzionalizzato nelle RSA. È però chiaro che questo provvedimento contiene soprattutto misure per governare meglio, con giustizia e umanità, l'immigrazione, un fenomeno con cui tutte le società occidentali si confrontano e si dovranno confrontare per ragioni demografiche, sociali e di squilibri internazionali. Se è così, una parte importante della discussione fatta in questi giorni non ha senso. Se è così, il tema non è dividersi tra chi vuole aprire e chi vuole chiudere. Nessuno vuole aprire o aumentare l'immigrazione, come state dicendo, e nessuno è stato capace di chiudere, come state dicendo. Il tema non è chi vuole o chi non vuole il clandestino. Nessuno di noi vuole i clandestini. Il vero punto e la vera differenza è tra chi vuole agitare il problema e chi invece vuole governarlo. (Applausi) . Questo decreto-legge, voluto da tutta la maggioranza (e ringrazio il MoVimento 5 Stelle per aver onorato un impegno), cancella norme contenute in due decreti-legge che - diciamolo subito - non hanno prodotto nulla di buono, ma sono serviti per fare propaganda. Sono stati il manifesto di chi indica un nemico su cui scaricare paure e preoccupazioni. Nessun problema di criminalità, disordine, clandestinità è stato risolto, anzi; ce l'avete detto voi. Noi oggi interveniamo per cambiare provvedimenti che hanno cambiato in peggio e umiliato uomini e donne che già sono qui, già risiedevano in Italia, anche se venuti da altri Paesi. Si è chiusa una parte importante del sistema di accoglienza e di integrazione, abbandonando sul nostro territorio migliaia di persone che avevano diritto a restare. (Applausi) . Si sono tolti i permessi umanitari a persone integrate che, grazie a quei permessi, potevano lavorare e mantenere la famiglia. Si è portato a quattro anni il tempo necessario per l'accoglimento della domanda di cittadinanza di chi vive qui. Queste norme hanno aumentato l'illegalità, la clandestinità, la precarietà, altro che rispettare chi ha davvero bisogno, chi lavora e vuole integrarsi! (Applausi) . Avete consegnato all'illegalità migliaia di persone. L'idea è che bisogna trattare male quelli che sono qui per evitare che altri siano invogliati a venire qui. Quelli che secondo alcuni di voi, come ho sentito in questa discussione, decidono di partire, attraversare il deserto, mettersi nelle mani di schiavisti o scafisti e rischiano di morire in mare fanno tutto questo perché vedono la televisione o perché il nostro Paese rispetta i principi di umanità. Non è così e lo sapete benissimo. Partono perché sono disperati e neanche quei rischi li possono fermare. Poi c'è l'altra parte, gli altri nemici da esporre alla rabbia degli italiani: le ONG, le organizzazioni che hanno la colpa di salvare le persone in mare. Ci avete detto che bisogna colpirle, perché sono alleate degli scafisti. Ci sono decine di inchieste a dimostrare che non è vero, ma lo si racconta lo stesso, perché a qualcuno bisogna dare la colpa e mica si può darla alla fame, alle guerre o alle dittature. Serve un nemico più vicino, che ha l'unica colpa di salvare le vite di persone sgradite. Poi c'è la realtà: i decreti Salvini non sono serviti a risolvere neanche uno dei problemi qui elencati dall'opposizione. Anzi, come dicevo prima, hanno reso più debole l'integrazione sul territorio e il controllo. Questi decreti non hanno reso gli italiani più sicuri. Non è che, se non si parla continuamente di immigrati tenuti in una nave, vuol dire che il problema dell'immigrazione non viene risolto, mentre invece, se si parla tutti i giorni di navi tenute al largo con gli immigrati, si sta risolvendo il problema dell'immigrazione. Gli auditi stessi e una parte di quest'Aula hanno descritto una situazione di degrado e di difficile integrazione; hanno parlato della stazione Termini e degli sbarchi aumentati. Ricordo che tutto ciò fino a ottobre è accaduto mentre erano in vigore i decreti Salvini, perché fino a ottobre erano in vigore i decreti Salvini. (Applausi) . Delle due l'una: o i decreti Salvini non risolvono i problemi oppure funzionano solo se il Ministro dell'interno è un esponente della Lega. Non mi risulta che giudici, Forze dell'ordine e amministrazioni applichino o non applichino le leggi in vigore a seconda di chi è il Ministro. (Applausi) . D'altra parte è molto complicato governare l'immigrazione e dovrebbe saperlo il centrodestra, perché chi oggi denuncia una situazione difficile è anche l'autore di tutte le norme che intervengono in materia di sanità e di immigrazione, dai decreti Salvini alla Bossi-Fini. Siete voi gli autori delle leggi in vigore. Non basta agitare i problemi; serve lavorare con l'Europa. Le dichiarazioni del presidente von der Leyen sul fatto che l'immigrazione è un problema europeo e non dei singoli Paesi di confine, insieme all'impegno di rivedere il Trattato di Dublino, sono risultati ottenuti dall'Italia. È necessario fare accordi con i Paesi di provenienza, come ha fatto il ministro Lamorgese con la Tunisia. Ricordo che da quel giorno sono stati fatti 1.664 rimpatri. Vanno eseguiti i rimpatri, come ha fatto il ministro Lamorgese. Nei primi otto mesi del 2019 (credo ci fosse un altro Ministro) sono stati fatti 541 rimpatri al mese; negli altri quattro mesi, con questo Governo, sono stati fatti 651 rimpatri al mese, a testimonianza del fatto che non è sulla legalità la differenza tra noi, ma sull'umanità. (Applausi) . E siamo anche d'accordo sul fare entrare legalmente solo chi vuole lavorare. Ma oggi non è possibile entrare legalmente in questo Paese per un immigrato. Guardate che non c'è sicurezza, se si viene meno ai principi di umanità. C'è sicurezza se questo fenomeno viene governato, non agitato e utilizzato per alimentare consenso sulla pelle delle persone. Noi cerchiamo di governarlo. Speriamo che anche voi e i cittadini capiate che il tema è questo: governare l'immigrazione, non agitarla. Agitandola, e con disumanità, si creano solo più problemi di quelli che si pretende di risolvere. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, la realtà quotidiana è peggiore delle discussioni che facciamo in questa sede. Agenzia ANSA di oggi riferisce che ad Agrigento, una decina di immigrati, durante il trasferimento da una struttura all'altra, ha aggredito l'autista, abbandonato il pullman e circa 70 immigrati si sono dispersi. Hanno ferito un carabiniere e, in 72, sono riusciti a fuggire. Questo è accaduto oggi. Noi ieri abbiamo applaudito, convintamente, alla liberazione dei nostri pescatori, che erano dei liberi lavoratori imprigionati ingiustamente e che non davano fastidio a nessuno. Ancora oggi, l'agenzia Adnkronos riporta una notizia pubblicata dal giornale panarabo «Asharq al-Awsat», la cui attendibilità non sono in grado di verificare. L'Adnkronos, però, pubblica la notizia secondo la quale ci sarebbe stato uno scambio di prigionieri. In Libia (non si sa quale Libia), sarebbero stati infatti rimpatriati quattro cittadini libici, condannati dopo un processo in Italia per traffico di clandestini. Chiedo, in quest'Aula, al Governo se ciò è vero o non è vero. Non conosco questo giornale. Leggo le agenzie italiane. Non si tratta, qui, di uno scambio di prigionieri. Noi difendevamo lavoratori sequestrati. Questi, invece, erano scafisti condannati per tratta di persone e vengono messi, forse, sullo stesso piano. (Applausi) . Questo decreto-legge si può riassumere in una frase: più lassismo, che comporta più partenze di clandestini dal Nord Africa, più viaggi e, senatore Ruotolo, più morti. Il numero dei morti, infatti, aumenta con il numero dei viaggi e con la politica del lassismo nei confronti dei trafficanti di persone. La vostra retorica non la accettiamo, perché è la vostra politica che ha moltiplicato le tragedie nel Mediterraneo. Lo voglio dire chiaramente: contrordine, compagni, come avrebbe detto Guareschi, perché quelli che si spacciano per i buoni, per definizione, sono i cattivi, che, con il loro lassismo, moltiplicano le tragedie. E noi, che saremmo i cattivi, siamo i buoni, che vogliono bloccare la tragedia delle morti nel Mediterraneo: è la nostra politica che lo può assicurare. Nel 2020, l'anno che sta per chiudersi, gli sbarchi saranno quasi 40.000; nel 2019, erano stati 10.000. Quei decreti, che voi volete abrogare con questo voto, erano, quindi, migliori di queste norme che adesso sono già in vigore. Voglio poi ribadire che noi, come Forza Italia, ci siamo opposti, all'epoca, anche al Governo giallo verde, ma, nel merito di quei decreti, dicemmo che apprezzavamo una politica di fermezza nei confronti dei clandestini e del traffico di persone, perché era uno dei baluardi del programma politico unitario. Contestammo, in quel decreto, la mancanza di soldi e di risorse alle Forze di polizia. E dico qui al Governo: non avete ancora ricevuto il comparto sicurezza e difesa per rinnovare il contratto. Avete violato le leggi. Non li avete ricevuti al varo della manovra di bilancio. È inutile dare pacche sulle spalle al popolo in divisa, anche in questi giorni di emergenza. Date loro soldi e contratti, che avete negato finora a tutto il comparto sicurezza e difesa. Questa, quindi, non solo è una misura politica, ma è una misura ideologica e, come abbiamo discusso ieri in sede di questione pregiudiziale, è anche immotivata la necessità e urgenza. Il decreto-legge è pasticciato e confuso e tratta varie materie. Se volete fare un decreto-legge per necessità e urgenza, lo dico anche al vice ministro Misiani, vi do un suggerimento: guardate i prezzi di treni e aerei in questi giorni e le speculazioni per la gente che deve tornare a casa. Fate un decreto-legge per impedire la speculazione sui prezzi dei trasporti: lì c'è necessità e urgenza. La gente deve comprare il biglietto e non sa ancora quando, quando deciderete che cosa si deve fare. Avete fallito su tutti i versanti. Quando questo Governo ha esordito c'è stata una conferenza dei Ministri dell'interno a Malta. Ho personalmente grande rispetto per il Ministro dell'interno, ma ricordo quando, dai bastioni di Malta, durante una bella conferenza stampa annunciò l'accordo per la ripartizione dei clandestini in Europa. Non è successo nulla. Quell'accordo è fallito: Malta si gira dall'altra parte e non soccorre nessuno, quando qualcuno arriva nelle sue acque territoriali. Con questo decreto torna l'Italia dello spreco tipo CARA di Mineo; torna l'Italia di Buzzi, che diceva che si guadagna più con gli immigrati che con la droga. (Applausi) . Tornano quelle politiche che hanno permesso di sprecare risorse sui territori. Non si chiameranno più SPRAR, ma SAI: la logica, però, è sempre la stessa. Peggiorano le procedure della magistratura, già lente e farraginose. Già ora è difficile fare un respingimento o un'espulsione e lo sarà ancora di più. Ripristinate, inoltre, quel concetto di protezione umanitaria che non c'entra con l'asilo, che è sacrosanto e affermato nella Costituzione per chi scappa da guerre e cerca rifugio. La protezione umanitaria sarà utilizzata in maniera pretestuosa da chi si dichiarerà fintamente appartenente a questa o a quella categoria, a questo o a quello stile di vita solo per dirsi discriminato e sfuggire all'espulsione da clandestino. Riaprite alle ONG. Questo è un decreto Carola Rackete, che voleva uccidere gli appartenenti alla Guardia di finanza. (Applausi) . È il decreto per i trafficanti di persone, che sono il vostro modello, quelli che hanno causato più viaggi e più morti, che hanno gravi responsabilità. Noi siamo dalla parte delle vere ONG che assistono chi soffre nel mondo. Siamo contro i Leoncavallo del mare, i centri sociali del mare, che fanno una politica assurda e sbagliata, da noi mai condivisa. È vero che sui barconi viaggiano molti sventurati, ma vorremmo ricordarvi che talvolta ha viaggiato anche qualche terrorista. Abbiamo visto vicende anche recenti. Devo anche dire che la comunità internazionale dovrebbe avere più coraggio. Più volte ho detto che i fondamentalisti noti e riconosciuti andrebbero trattenuti con una legge speciale come quella che si fece in Italia ai tempi del terrorismo. Ci avete fatto caso? Appena c'è un attentato, dopo pochi minuti si conoscono la biografia, le imprese e i precedenti degli attentatori, perché erano già conosciuti e schedati. Nessuno però li ferma. Mi direte: «Ma tu li vuoi trattenere?». Sapete che cosa succede a questi attentatori? Vengono quasi tutti uccisi nei conflitti a fuoco che si determinano dopo gli attentati. Sarebbe meglio trattenerli prima, invece che lasciargli uccidere degli innocenti dopo e farli morire sulla strada, perché questo accade. C'è una pena di morte non autorizzata, non ufficializzata, ma questo accade. (Applausi) . Ci sono momenti di rischio di epidemia da Covid. Ne sono scappati altri 70, come raccontavo poco fa. Si riducono i termini di trattenimento; si mortifica qualsiasi azione di contrasto alla clandestinità e alla circolazione di varie imbarcazioni che arrivano in Italia. Ci sono anche i rapporti internazionali. Vogliamo chiarezza dall'Egitto sulla vicenda Regeni, ci mancherebbe altro. Ma, attenzione: l'Egitto ogni anno ha 1.000 persone, tra soldati e poliziotti, che muoiono nella lotta al fondamentalismo nel Sinai e altrove. L'Egitto impedisce che milioni di persone dal Sudan e dall'Egitto stesso vadano in Libia e scappino in Italia. Verità sui casi drammatici, ma anche attenzione a non rompere rapporti. Voglio poi dire ai grillini: voi votate a seconda delle stagioni. Avete votato i decreti sicurezza con il primo Governo Conte e votate contro il decreto sicurezza nel Conte- bis , perché il vostro decreto è stare a galla in Parlamento e conservare il posto. (Applausi). Lo avete fatto anche in una vicenda che ben conosco. Quando c'è stata la vicenda Diciotti, che coinvolgeva l'allora Ministro dell'interno Salvini, eravate al Governo e avete votato giustamente a favore della relazione che io feci, come Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato e relatore, dicendo che il Ministro aveva agito per un interesse nazionale, nell'ambito delle sue competenze nella condivisione di Governo. Quando c'è stato il caso Gregoretti, dove il Governo era ancora più coinvolto che nel caso Diciotti, Conte ha fatto scrivere delle mail dal suo consigliere diplomatico Benassi al rappresentante Massari a Bruxelles, in cui diceva che o si faceva la condivisione dei clandestini o non si potevano fare altri sbarchi. Il ministro della giustizia Bonafede ha imprecato che non si voleva altra presenza in Italia, che bastava così, chi doveva scendere era sceso dalla nave e Di Maio affermava lo stesso. E poi avete votato contro la mia relazione, perché il vostro orizzonte è il mantenimento del posto, non una linea politica sull'immigrazione e sulla sicurezza. (Applausi) . Questo è un posto di lavoro - mi suggerisce il senatore Malan - non avendone altri, questa è una fortuna che vi ha colpiti. Signor Presidente, questo decreto è la resa all'immigrazione, è meno sicurezza e più clandestini, il vostro Governo è un pericolo per la salute, per i confini, per la vita quotidiana. Per questo vi diciamo no e bocciamo i vostri decreti. Avrete forse la fiducia di un Senato spaventato dal taglio dei seggi, dal crollo delle percentuali grilline, dalle verifiche poltronare di Renzi, ma non avrete la fiducia degli italiani e non avrete la nostra. Anzi, vi lasceremo votare da soli un provvedimento imposto con ottusità, senza dialogo, senza confronto, con la fiducia simultanea, senza discutere nulla. Blindate un decreto dannoso, ma se qui riuscirete ad avere un sì, avete un no nel Paese, che è già maggioranza, attraverso di noi, attraverso Forza Italia. È l'Italia della gente perbene, che dice no a voi e al vostro Governo. (Applausi) . SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, farò qualche riflessione su questi decreti-legge. Teoricamente, dovrei essere il più arrabbiato perché sto pagando anche sulla mia pelle personalmente, non delegando o dimenticando, in un'aula di tribunale, l'orgoglio di aver applicato la legge, salvato vite e difeso il mio Paese. (Applausi) . A differenza di altri, non scappo, non dimentico, non rinnego. Ho sentito tante inesattezze, perché i numeri sono numeri. Io ricordo che, grazie a questi decreti che una parte di questa Assemblea (penso ai Cinque Stelle) votò, giustamente, abbiamo dimezzato il numero dei morti e dei dispersi nel Mar Mediterraneo, quindi l'equilibrio più morti-più sbarchi è sulla vostra coscienza. (Applausi) . È sulla coscienza dei Ruotolo, dei Mirabelli. Ci rivediamo qui fra un anno e vediamo quanto sangue sarà stato sparso nel nome della vostra presunta bontà. Più gente parte, più gente muore. Ricordo che l'anno scorso sbarcarono in Italia 11.000 persone, quest'anno siamo a 33.000. È vero che i decreti vecchi sono vigenti, ma è chiaro che se un decreto è in vigore e non lo applichi, sono buoni tutti. (Brusio). Io capisco che ci sia gente impegnata a prenotarsi il treno per tornare a casa, ma se, senatrice, non le interessa può uscire dall'Aula. (Commenti). PRESIDENTE. Senatore Salvini, si rivolga a me. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Ha ragione. Ha tutta la mia stima e mi scuso, con lei sì, signor Presidente, con altri no. Gli unici che festeggeranno sono scafisti, trafficanti e sfruttatori di uomini e donne a cui questa Assemblea oggi sta facendo un regalo. Ognuno è libero di fare quello che ritiene. Comunque, poiché alla fine è il popolo a decidere, sarà un referendum , per cui a Covid esaurito cominceremo a lavorare, a cancellare questa pagina vergognosa della storia italiana. (Applausi) perché per arrivare in Italia bisogna avere i titoli e il permesso di arrivare in Italia, soprattutto per rispetto di chi scappa davvero dalla guerra e non va confuso con i furbetti del telefonino e per rispetto dei nostri nonni e bisnonni, che se ne sono andati dall'Italia emigrando nel resto del mondo, portando rispetto, fatica e sudore (Applausi) , senza che nessuno regalasse loro niente. Però, permettetemi di dire - e su questo non ci convinceremo mai - che, secondo me, è surreale. Oggi è venerdì pomeriggio. Sono le ore 16 del 18 dicembre. PD e 5 Stelle hanno certezze sui diritti degli immigrati irregolari, ma non su quelli di sessanta milioni di italiani che, ad oggi, non hanno ancora capito cosa potranno fare dalla vigilia di Natale in poi. (Applausi) . Siete vergognosi. Siete assolutamente indegni e vergognosi. L'immigrazione non c'entra. Le indiscrezioni dicono che la soluzione del litigio... (Proteste. Richiami del Presidente) . Pare che la verifica Conte-Renzi abbia partorito la geniale idea un po' rossi, un po' arancioni; un po' chiusi, un po' aperti. Pare che PD, MoVimento 5 Stelle e Italia Viva, con sei giorni di preavviso, stiano partorendo per gli italiani quanto segue: 24, 25, 26 e 27 dicembre chiusi in casa, giorni rossi; 28, 29 e 30, forse, citando il Ministro degli affari esteri, verrà permesso a qualche italiano di uscire dai confini del suo Comune, ma la mediazione Conte-Renzi pare abbia stabilito in cinquemila il numero di abitanti sopra il quale si perde questo diritto. Quindi i cittadini di Gazzaniga, in Val Seriana, in provincia di Bergamo, che sono in 5.006, non escono di casa; ugualmente quelli di Montefalco, in provincia di Perugia, quelli di Mineo, in provincia di Catania, e quelli di Recco, Borgoricco e Alberobello, perché sono in 5.000 più uno. (Commenti) . Capisco che questi se ne strafottano della vita degli italiani, però, se non vi interessa, uscite dall'Aula. (Applausi) . Per voi lo stipendio a fine mese è garantito, per i baristi che devono chiudere nessuno garantisce lo stipendio. Vergognatevi e portate rispetto! (Proteste) . PRESIDENTE . No, colleghi! Fate terminare il senatore Salvini. Non mi piace! Siamo in Parlamento. Ognuno deve poter dire quello che vuole. Dopo, interverrete voi per dire quello che volete. (Proteste) . Senatore Santangelo, sia rispettoso nei confronti della Presidenza. Si sieda, per cortesia. Subito dopo, avrà la possibilità di esprimere il suo punto di vista. Ognuno dice la sua, ci mancherebbe altro. Prego, senatore Salvini. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Non so su quale pianeta vivano alcuni nostri colleghi né se cogliete la gravità di quello che i vostri litigi stanno comportando sulla pelle del Paese. Arrivare alla sera del 18 dicembre con sessanta milioni di Italiani che non sanno cosa potranno fare dal 24 dicembre in poi grida vendetta. Andatelo a spiegare a quegli imprenditori e a quei commercianti a cui Conte, il vostro Presidente del Consiglio, ha chiuso le attività per due mesi, dicendo che così almeno avrebbero potuto passare un Natale sereno, e che adesso manderanno al macero tutte le scorte e tutto il personale e staranno chiusi in casa i giorni della vigilia, di Natale e di Santo Stefano. Capite cosa state facendo o vi appellate all'incapacità di intendere e di volere? Il dubbio è questo. Vi dico però che non c'è nessun decreto al mondo che possa separare le famiglie ed evitare agli italiani di aiutare altri italiani. Nessun decreto al mondo può impedire ai genitori separati di esercitare il loro diritto. Lo dico in anticipo: siccome in silenzio, come tanti altri colleghi - immagino - e tanti altri italiani, la vigilia di Natale, il giorno di Natale, Santo Stefano e l'ultimo dell'anno, una parte delle mie giornate l'ho sempre dedicata a portare qualcosa agli ultimi e ai dimenticati (una coperta (Applausi) , una tazza di latte caldo, un piatto di pasta, un paio di scarpe) in strada, a chi una casa non ce l'ha, il 24 e 25 dicembre esco di casa e vado ad aiutare chi ha bisogno. (Applausi) . Nessun decreto al mondo può impedire agli italiani di aiutare chi ha bisogno, di portare... (Proteste) . PRESIDENTE. Trovo intollerabile tutto questo chiasso. Per cortesia, ci dev'essere rispetto reciproco, ovviamente. SALVINI (L-SP-PSd'Az) . Ci rivediamo in quest'Aula, quando ci sarà - ahimè -purtroppo qualche italiano con un posto di lavoro in meno. Continuiamo a chiedervi cortesemente che a ogni chiusura decretata dal Governo corrisponda un immediato rimborso economico. (Applausi). Non si può dire di fare come la Germania quando si chiude, ma non quando si paga. Continuiamo a essere preoccupati per la latitanza del ministro Azzolina, da cui dipende la sorte di otto milioni di studenti di questo Paese (Applausi) , che non hanno ancora capito chi va a scuola e chi non va a scuola, chi sta a casa e chi non sta a casa. Chiediamo semplicemente di occuparvi di scuola, di lavoro e di salute. Siccome è di moda tra i giornalisti chiedere ai politici se si vaccineranno, spero che non ci sia neanche un politico che scavalcherà la fila per andare a fare il fenomeno in televisione, vaccinandosi prima degli altri (Applausi) , perché prima vengono coloro che ne hanno bisogno. Vedremo. «Uno vale uno» anche in coda per il vaccino: non ci sono cittadini di serie A e di serie B. (Applausi). Sarà poi la storia a dire se avrete salvato vite o meno. Secondo me, dalla cancellazione dei decreti sicurezza ne guadagneranno la malavita organizzata e i trafficanti di esseri umani. (Applausi). Ricordo infatti che i trafficanti di esseri umani con il loro traffico comprano armi e droga e spero che in quest'Aula non ci sia nessuno a favore della vendita di armi (di droga non lo so, però comunque ne parleremo). Ricordo a chi vuole lo ius soli che con la legge attuale l'Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanza in assoluto. (Applausi) . Non c'è bisogno quindi di cambiare assolutamente nulla. Non vi rubo altro tempo, perché stasera l'appuntamento non è con la lotteria degli scontrini, ma con la diretta televisiva del presidente Conte. Guai, quindi, a perdersi la diretta televisiva del presidente Conte, specie normativa prevista nella nuova Costituzione, partorita da Conte e da Renzi. Non penso di aver fatto cambiare idea a nessuno in questo Parlamento, ma gli italiani fuori sanno benissimo come la pensano. Spero che almeno siate coscienti del fatto che i vostri litigi, i vostri ritardi e la vostra incompetenza stanno rovinando la vita a sessanta milioni di italiani. (Proteste) . Spero che, prima di addormentarvi stanotte, vi facciate un esame di coscienza, perché questo Paese non merita che si tratti sulla pelle di chi, per questo Paese, ha dato tutto. Litigate su tutto, ma non sulla salute, sul lavoro e sulle famiglie dei cittadini italiani, per favore. Grazie e comunque buon Natale, sperando che la befana vi porti qualcosa di utile. (Applausi) . CIOFFI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, inizierei facendo i complimenti all'oratore che mi ha preceduto. Gli faccio i complimenti perché è stato molto bravo nel fare una cosa che si insegna e si impara - a seconda dei ruoli - a scuola. È riuscito ad andare fuori traccia, ovvero a parlare di tutto, tranne di ciò di cui dobbiamo. (Applausi) . Quindi, un bel tre con la penna blu se lo sarebbe preso. Oltretutto, abbiamo anche sentito che ha parlato degli ultimi, e questo è molto conforme all'essere il comunista padano (ce lo ricordiamo che è un comunista padano). Per di più, abbiamo sentito il senatore Gasparri, se non erro, dire che siamo qui per prendere lo stipendio: detto da uno che sta in Parlamento da ventott'anni e che credo non abbia mai lavorato in vita sua (così come il senatore Salvini, che credo stia in Parlamento da sedici anni)... (Applausi) . La cosa bella è che sono entrambi giornalisti. Ecco, li inviterei a lavorare, come ho fatto io per ventitré anni prima di entrare qui dentro, facendo l'ingegnere e occupandomi di opere pubbliche. Quindi, come tanti altri di noi, posso insegnare a tutti voi cos'è il mondo reale, non quello fantastico, perché è vero che ce n'è uno. Sul tema, vorrei ricordare che il corpo umano è composto da vari pezzi: la pancia, il cuore e la testa. Ho sentito molte parole di pancia, dove però si digerisce il cibo con gli acidi, mentre noi proviamo ad affrontare il tema con il cuore e con la testa (Applausi) , perché questo è il classico tema da affrontare con passione e intelligenza, nonché razionalità. Eppure, una parte di quest'emiciclo, quella che sta dall'altro lato, dice sempre che fa, fa, fa. Fa? È una domanda: cosa fa? Sicuramente una cosa l'ha fatta: una piccola magia, perché nel precedente provvedimento ha fatto scomparire con una bacchetta magica l'anagrafe dei migranti, una cosa molto carina e interessante. Mi sembra che stiamo parlando di Saruman, che, se non erro, era lo stregone cattivo de «Il Signore degli anelli», o del suo assistente Vermilinguo, ma tanto in quest'emiciclo di Saruman e Vermilinguo ce ne sono tanti. L'aver fatto scomparire l'anagrafe dei migranti ha prodotto un bell'effetto: i migranti non sono censiti, ma sono liberi di girare sul territorio nazionale, ottenendo esattamente effetto che viene stigmatizzato nella sentenza della Corte costituzionale del luglio 2020, in cui si dice testualmente che non viene agevolato «il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza». Non agevolare in italiano significa ostacolare (Applausi) , quindi sono state fatte alcune azioni che hanno ostacolato il fine che il decreto-legge sicurezza doveva perseguire. A questo punto, possiamo spiegare che il MoVimento 5 Stelle - checché ne possiate mai dire - è sempre stato molto coerente con le sue posizioni (Commenti) , perché - e lo sapete bene - ha sempre affrontato il tema con razionalità. La nostra posizione sull'immigrazione è chiara e semplice ed è sempre stata la stessa. Abbiamo detto che bisogna controllare i flussi: giusto, vanno controllati; bisogna evitare che le persone entrino illegalmente all'interno del territorio nazionale, perché vengono sfruttate come schiavi. Questo fa piacere a molti e serve ad alimentare quella che una volta si sarebbe chiamata, in tutt'altro contesto, la strategia della tensione, anche se, in questo caso, non si tratta di tensione, naturalmente, ma di tutt'altro. Il metodo e il criterio, a volte, si avvicinano. Il decreto immigrazione e la sua precedente versione hanno procurato un aumento del numero degli irregolari, da 530.000 a 600.000 in un anno. Certamente 600.000 non sono 49 milioni, ma sono comunque tanti. (Applausi) . Abbiamo poi anche altri passaggi: si parlava del fatto che venivano controllati, ma non del modo in cui arrivava quell'80 per cento, con le imbarcazioni non controllate; ciò però serviva a fare tutta una serie di cose. Certamente siamo intervenuti e abbiamo visto che con il Governo Conte 2 il numero dei rimpatri è aumentato, anche grazie all'azione che si è concentrata negli accordi fatti pure con la Tunisia: ricorderete, colleghi, che abbiamo raddoppiato il numero degli aerei che servono a fare i rimpatri. Certo, ogni aereo può contenere un numero limitato di persone e non le famose 600.000 di qualcuno che ci disse che li avrebbe rimpatriati in un giorno, ma gli aerei da 600.000 persone non li hanno ancora inventati. Quindi possiamo dire, con semplicità e chiarezza, che il testo del decreto sicurezza l'abbiamo studiato, analizzato e verificato. Questo abbiamo fatto: abbiamo verificato l'efficacia di un provvedimento, cercando di correggerlo, naturalmente secondo le indicazioni che ci ha dato il Presidente della Repubblica e le abrogazioni della Corte costituzionale. Dunque l'abbiamo corretto nelle parti che non erano conformi all'obiettivo. Questo è quello che abbiamo fatto ed è un percorso molto chiaro, molto semplice e molto netto. Ho sentito dire che i numeri vanno letti e dunque, se volete, li facciamo vedere: questi sono i dati dell'Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI), che credo conosciamo tutti e che fornisce dati molto semplici da vedere. Quelli contenuti nel documento che ho in mano, che cerco di mostrare a beneficio delle persone che ci seguono da casa, sono i dati del numero degli immigrati. Come si può vedere, la grande discesa è dovuta al periodo precedente, ma c'è stato un continuo in tutto questo... (Commenti). I Colleghi, non vedete niente? Vi devo leggere i dati? Li conoscete, siete così bravi. Sempre nei dati dell'ISPI si vedono anche altre cose, ovvero che - purtroppo, devo dire - il numero dei morti in mare è aumentato durante il periodo in cui il senatore Salvini era Ministro. (Commenti). Sono i dati dell'ISPI. Se volete, colleghi, vi mando una fotografia: non sono miei, ma ufficiali. PRESIDENTE. Senatore Cioffi, non siamo in diretta televisiva, quindi, se fa vedere il cartello, da casa non la vedono. (Commenti). CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, mi permetta: non lo faccio a beneficio delle televisioni - perché ci hanno detto che lo facciamo per questo - ma dei cittadini che ci seguono ( Applausi. Commenti) , perché la nostra azione dev'essere sempre la stessa, conforme all'interesse generale e di quel popolo... (Vive proteste. Si sentono suoni di fischietti ). PRESIDENTE . No, colleghi, serve rispetto per il parere degli altri: quello che ho detto prima vale per tutti, anche per voi. Smettetela, fate parlare! L'ho detto prima, quando parlava il senatore Salvini, e lo stesso rispetto vale anche quando parla il senatore Cioffi, anche se esprime qualcosa sulla quale non siete d'accordo. Questo è il rispetto dell'Assemblea. CIOFFI (M5S) . Grazie, signor Presidente, forse sono abituati alla curva nord. Il tema però è sempre lo stesso, come ho detto: dobbiamo stare molto attenti, perché, quando si parla di popolo, qualcuno, che dice di rappresentarlo, lo dovrebbe conoscere, dovrebbe stare in mezzo alla strada e conoscere i problemi reali delle persone. Invece, su questo tema non si riesce a fare altro che ragionare continuamente in un modo diverso, cercando di fregarsene del popolo: questo è il termine usato prima, quindi mi permetto di usarlo anch'io. Siamo una forza che è venuta in Parlamento solamente perché il sistema non funzionava. Ci stiamo lavorando con la nostra massima energia. Siamo coloro che sono entrati in Parlamento per cambiare il sistema e portare il popolo al centro dell'azione, come recita l'articolo 1 della nostra Costituzione. (Applausi. Commenti) . Visto che stiamo parlando di decreto sicurezza, vorrei leggervi - è bene che lo rileggiamo tutti quanti - l'articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che non conoscete, perché non studiate mai, dato che non avete l'abitudine di studiare. ( Si sentono suoni di fischietti ). PRESIDENTE. Colleghi, non permettetevi di usare in Aula il fischietto. Non siamo allo stadio, fate finire il collega! CIOFFI (M5S) . Signor Presidente, li compatisco; non sanno quello che fanno. PRESIDENTE. Senatore Cioffi, prosegua. Non facciamo ulteriori polemiche. CIOFFI (M5S) . Posso compatire anche i miei colleghi, me lo permette? PRESIDENTE. Sto dicendo che non si può non far parlare. Prosegua nel suo intervento, parli con me. CIOFFI (M5S) . Vorrei leggere l'articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani, di cui giusto una settimana fa si sono celebrati i settantadue anni dall'adozione. Lo leggo a beneficio di tutti noi, perché è bene ricordare le cose importanti: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Mi sembra che queste siano le parole usate anche nel Vangelo e chi si richiama al cuore immacolato di Maria queste cose le dovrebbe sapere, ma evidentemente se le è scordate, perché è solo propaganda. (Applausi) . Quindi, in conclusione, quello che stigmatizziamo è l'utilizzo propagandistico del tema dell'immigrazione per... ( Si sentono suoni di fischietti ). PRESIDENTE. Colleghi, se usate ancora il fischietto, sarò costretta a cacciarvi dall'Aula, perché non siamo a una partita di calcio. Per cortesia, smettetela. (Applausi) . Prego, senatore Cioffi. CIOFFI (M5S) . Stigmatizziamo l'utilizzo propagandistico di un tema importante come questo solamente per solleticare la pancia di quel popolo che quella parte dell'Assemblea vuole ignorante; noi invece non vogliamo che lo sia, perché siamo il popolo e rimarremo sempre quello che siamo: siamo entrati qua per questo solo motivo e tutti ve lo dovete ricordare! (Applausi. Proteste) . BONINO (Misto-+Eu-Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, se potessi votare in modo disgiunto, come avviene alla Camera dei deputati, voterei sì nel merito del provvedimento, anche se ancora rimangono ombre, come sottolineato, perché è stata una campagna di anni, insieme a tutta la rete Ero straniero. Tuttavia, votare la fiducia ha un significato politico e istituzionale ben diverso. E non sto parlando d'altro, cari colleghi, ma del funzionamento delle nostre istituzioni, aldilà degli schiamazzi di particolare volgarità e aggressività rispetto al tema e al luogo in cui ci troviamo oggi. Non ho capito chi si dovesse vergognare, ma voi prendete questo Senato come lo stadio... (Commenti) . PRESIDENTE. Senatrice Bonino, parli con me. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Lo prendete per il bar. D'altra parte, votare la fiducia vorrebbe dire, ad esempio, signori del Governo, apprezzare o approvare questa modalità legislativa della maggioranza, divenuta normale, di uso e abuso di decreti-legge omnibus (accompagnati dall'immancabile voto di fiducia, per carità). E la recente invenzione, fantasiosa, sulla vicenda dei quattro decreti ristori ne è l'esempio più eclatante. Questa è una prassi consolidata, che diventa ogni giorno di più - e vi dovrebbe interessare - un monocameralismo di fatto, non normato da nessuno, ma che avviene ogni giorno e per il quale troppo spesso questo Senato, colleghi, a volte anche con la vostra complicità, è ridotto a ufficio postale, dove si mette un timbro e basta. Non è una questione di Covid, vi prego; anche nel 2018, cari colleghi della Lega, durante il Governo Conte 1, la legge di bilancio è stata approvata esattamente con le stesse modalità: a scatola chiusa. Non ho la palla di vetro, ma sono sicura che anche quest'anno la legge di bilancio verrà... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Questi sono i motivi, perché non funzionano così le istituzioni, colleghi dell'opposizione, e questo non è uno stadio né un bar, ma la Camera alta di questo Paese, che meriterebbe un po' di buona educazione, oltre che di rispetto istituzionale. (Applausi) . Credo però - e lo ripeto ai signori del Governo e agli amici dalla maggioranza - che questo sistema di legiferare debba finire. Dobbiamo tornare tutti quanti a onorare questo Senato, la Costituzione e soprattutto noi stessi. Per questo, con il collega Richetti, mi asterrò dal votare. (Applausi) . PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) . Dopo aver tradito sul TAV; dopo aver tradito sul MES; il «mai col partito di Bibbiano» lo lasciamo perdere; dopo avere raccontato che mai così tanti soldi sarebbero arrivati in Italia, ma poi non trovate i soldi per risarcire i risparmiatori, gli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e le partite IVA (addirittura il piatto piange pure sul superbonus e sul cashback ); dopo aver consentito alle multinazionali di licenziare e fare quello che vogliono, da ArcelorMittal a Whirlpool, insomma, cosa mancava all'appello dei tradimenti? I decreti sicurezza. Così, anche i taxi del mare di Di Maio li abbiamo giubilati. (Applausi) . Se fossi in Fassino, oggi esulterei. Fassino, hai vinto! Era solo questione di tempo: il PD ha addomesticato Grillo e i grillini. Ormai i mutanti hanno compiuto la trasformazione e sono diventati un perfetto corpo del centrosinistra, un Governo europeista, amico delle banche e del sistema e avverso ai lavoratori; quei lavoratori che ora, con le modifiche di questo nuovo pacchetto, si troveranno migliaia di concorrenti sleali, immigrati, i quali accetteranno di lavorare in spregio a qualsiasi norma, salari in testa. Il PD voleva la prova d'amore e il MoVimento 5 Stelle gliel'ha data. Dopo aver negato alle famiglie di abbracciarsi per Natale, parte la rumba della finta accoglienza degli immigrati. Sotto le feste, il Viminale schiera 70.000 uomini per controllare che gli italiani facciano bene i sudditi e di contro, per controllare il traffico degli esseri umani nel Mediterraneo, vi affidate alle misericordiose ONG, i vecchi taxi del mare, a cui avete ridato di fatto il lasciapassare. E siccome l'Europa vi comanda a bacchetta, non ci sarà nessuna redistribuzione. L'ingenuità del Candido, o dell'Idiota, sta proprio nell'assecondare il gioco diabolico di chi, in nome del buonismo, sta consentendo di distruggere gli Stati, le Nazioni, la Patria, chiudendoli nella trappola dei debiti finanziari e dell'invasione dei migranti. Dall'alto il MES, i mercati, le grandi banche; dal basso, i barconi; in mezzo, gli italiani che lasciate senza lavoro, carichi di debiti e minacciati da migranti spinti a lasciare i loro Paesi dalle stesse logiche neocoloniali (vedi Macron) o dal neoliberismo, che fa leva su un senso di pietas che avete distorto. Tra quanto porterete in Aula con la fiducia lo ius soli ? Abbiamo alla Caritas le file di gente disperata, senza lavoro, che si allungano e voi aprite le frontiere. Allora, rispetto dei confini e stop agli sbarchi: non ci sono altre strade. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo i lavori per la sanificazione dell'Aula. (Vivaci proteste). Via i cartelli! (La seduta, sospesa alle ore 16,35, è ripresa alle ore 18,03) . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2040, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Ricordo che è necessario - lo dico l'ultima volta - evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Mininno). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Mininno. DURNWALDER , segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Carbone, Cario, Casini, Castaldi, Castellone, Catalfo, Cattaneo, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, De Falco, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Piazza, Donno Endrizzi, Errani, Evangelista Fantetti, Faraone, Fattori, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marinello, Marino, Matrisciano, Mautone, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Naturale, Nencini, Nocerino, Nugnes Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Renzi, Ricciardi, Rojc, Romagnoli, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vattuone, Verducci, Vono Zanda. Rispondono no i senatori: Berutti Quagliariello. Si astengono i senatori: Bonino Durnwalder Richetti Steger. (Il senatore Lanièce dichiara di non partecipare al voto). PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Colleghi, vorrei far presente quanto segue. La prossima volta non darò più la precedenza a chi manifesta alcune necessità, perché ho dovuto riscontrare - e mi sembra un segno di mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi - che qualcuno che aveva chiesto di votare prima sia poi rimasto sistematicamente in Aula. Lo trovo francamente inaccettabile, perché, se si avanza questa richiesta, vuol dire che si ha qualche esigenza particolare. Sappiamo che ci sono difficoltà di trasporto e di varia natura e ovviamente accogliamo tutte le richieste. Se però le cose stanno così e mi trovo di fronte al fatto che queste persone permangono invece in Aula, non lo ritengo un gesto di correttezza nei confronti dei colleghi che sono stati superati nella chiama. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, le porto le scuse di un mio collega, che aveva chiesto di votare anticipatamente, ma poi ha perso il treno: questo è il motivo per cui è rimasto. PRESIDENTE . Non ho fatto nomi e non intendo farli, perché non volevo entrare nel dettaglio: comunque, non ha riguardato soltanto il suo Gruppo. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2040, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 161 Senatori votanti 159 Maggioranza 78 Favorevoli 153 Contrari 2 Astenuti 4 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 130. Corte costituzionale, Presidenza PRESIDENTE . Comunico che è pervenuta la seguente lettera: «Signor Presidente, ho l'onore di comunicarLe, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 87 del 1953, che la Corte costituzionale, oggi riunita nella sua sede del Palazzo della Consulta, mi ha eletto Presidente. Firmato: Giancarlo Coraggio». Complimenti al presidente Coraggio e auguri di un buon lavoro. (Applausi) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per una questione molto grave, perché non siamo solo in emergenza sanitaria ed economica: dal 1° gennaio entreranno in vigore ulteriori norme europee tali per cui le aziende e le famiglie rischieranno di essere considerate in default per importi veramente minimi (100 euro per le famiglie e 500 per le aziende). Queste norme ferree sulla struttura e sul consolidamento finanziario rischiano veramente di fare del male alle nostre famiglie e al nostro sistema produttivo. Quindi chiedo cortesemente al Presidente se può farsi carico di comunicare insieme a noi al Governo che è necessario prendere un'iniziativa di carattere europeo affinché queste norme vengano sospese, altrimenti sarà veramente difficile fare in modo che il nostro sistema produttivo possa tornare fiorente come prima. (Applausi) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, ci sono alcune interrogazioni parlamentari su un episodio che ritengo molto grave. C'è una banca, con sede a Roma ma interessi in Sicilia, che ha avuto a che fare con i servizi segreti, anche per operazioni inconfessabili. Si chiama Banca Nuova ed è di proprietà della Banca Popolare di Vicenza, quella di Zonin, sul cui crack la procura di Vicenza ha chiesto la condanna a dieci anni. La banca, che ha mandato sul lastrico decine di migliaia di famiglie e di imprese, è stata protetta dalle autorità vigilanti, forse per proteggere anche gli affari segreti. Due bravi, bravissimi giornalisti hanno raccontato questa storia, facendo il loro dovere: raccogliere informazioni e raccontare i fatti, anche se scomodi, senza nascondere nulla, e poi mantenere l'anonimato delle proprie fonti, come fanno tutti i giornalisti e come viene loro ripetuto nel corso delle tante ore di aggiornamento etico il loro ordine professionale che impone ogni anno. L'articolo 1 del titolo I del testo unico dei doveri del giornalista, ovvero il codice di deontologia professionale, recita: «Giornalisti ed editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie». Sto parlando di Nicola Borzi, all'epoca reporter del quotidiano «Il Sole 24 Ore», e di Francesco Bonazzi, de «La Verità». Ebbene, il 22 aprile del prossimo anno, Borzi e Bonazzi verranno processati per violazione del segreto di Stato. Lo ha deciso il Giudice per le indagini preliminari: rischiano dieci anni di galera. Questa è una storia esemplare, signor Presidente e cari colleghi, di giornalisti che trovano notizie, dunque fanno il loro lavoro e, proprio a causa di ciò, finiscono nei guai, nei tempi bui del declino della libertà di stampa, del trionfo del precariato e della sostanziale indifferenza della categoria. Borzi e Bonazzi, infatti, non sono stati difesi dall'Ordine dei giornalisti, come accade con eccellenze del nostro giornalismo come Vittorio Feltri ed Emilio Fede. Questo perché Borzi e Bonazzi non sono stati difesi da nessuno dei loro colleghi, sempre pronti ad alzare barricate per chi i fatti a volte li nasconde e li omette. In Italia, i giornalisti che fanno il proprio dovere vengono messi all'angolo, perseguitati, calunniati e denunciati, come accade, quasi settimanalmente, ai giornalisti di «Report», come accade oggi a Borzi e Bonazzi. Signor Presidente, in conclusione, ciò che dovrebbe essere una virtù viene fatto passare per colpa nel Paese alla rovescia, con onesti e servitori dello Stato perseguitati e faccendieri e pregiudicati premiati. Questo è il Paese che vogliamo? Questa è la libertà di stampa di cui ci riempiamo la bocca? Questa è la giustizia che celebriamo? Mi rivolgo a voi, cari colleghi, a tutte le senatrici e ai senatori, e a lei, signor Presidente: ricordiamoci che, senza libertà di stampa, non c'è democrazia e che, senza conoscenza, non c'è libertà. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, a chi è rimasto in Aula e anche a chi li potrà cogliere da fuori, rivolgo tanti auguri di un buon Natale a voi e a tutte le vostre famiglie, sperando in un anno nuovo migliore. Il 28 dicembre dovremmo rientrare, quindi avremo ancora modo di incontrarci; intanto, però, mi faceva piacere augurarvi buon Natale. (Applausi) . Ordine del giorno per la seduta di lunedì 21 dicembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 21 dicembre, alle ore 17, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,04) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bossi Umberto, Calandrini, Cario, Castaldi, Castiello, Cattaneo, Cerno, Ciampolillo, Cirinna', Crimi, Crucioli, Dal Mas, De Carlo, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Di Piazza, Fazzone, Floris, Galliani, Giacobbe, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Merlo, Messina Alfredo, Misiani, Monti, Napolitano, Ortis, Perosino, Pichetto Fratin, Renzi, Rizzotti, Ronzulli, Ruspandini, Saccone, Sciascia, Segre, Serafini, Sileri, Stabile, Sudano, Tiraboschi, Turco e Vanin. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Alfieri, D'Arienzo, Faggi e Testor. Governo, trasmissione di documenti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 14 dicembre 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 2- bis , del decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, la relazione sul funzionamento del sistema di accoglienza predisposto al fine di fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all'eccezionale afflusso di stranieri nel territorio nazionale, riferita all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . LI, n. 3). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento. Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Digitalizzazione della giustizia nell'Unione europea. Un pacchetto di opportunità (COM(2020) 710 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1 a , 8 a e 14 a . Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 17 dicembre 2020, ha inviato la deliberazione n. 20/SSRRCO/INPR/20 del 16 dicembre 2020 con cui le Sezioni riunite in sede di controllo hanno definito la programmazione dei controlli e delle analisi della Corte dei conti per il 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 655). La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato, con lettera in data 18 dicembre 2020, ha trasmesso la deliberazione n. 15/2020/G in merito alla relazione concernente "Il fondo per la tutela del patrimonio culturale". La predetta deliberazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 656). Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 10 al 18 dicembre 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 90 AIMI ed altri: sulla liberazione di Silvia Romano (4-03423) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) sul conflitto in Etiopia (4-04496) (risp. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) BONINO: sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica del Kazakistan (4-04470) (risp. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) ALESSANDRINI ed altri: sull'attuazione di misure a favore degli ambulanti fieristici (4-04050) (risp. BUFFAGNI, vice ministro dello sviluppo economico ) BATTISTONI: sull'introduzione nel territorio viterbese della vespa samurai per il controllo della cimice asiatica (4-03714) (risp. L'ABBATE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali ) BERARDI ed altri: sul sostegno finanziario alle associazioni sportive, specie dilettantistiche (4-04228) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport ) BORGONZONI ed altri: sui ristori al comparto fieristico dopo l'introduzione di nuove misure restrittive (4-04302) (risp. BUFFAGNI, vice ministro dello sviluppo economico ) CALANDRINI: sulla condizione dei tirocinanti presso gli uffici giudiziari (4-02578) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) CAMPARI ed altri: sull'aumento dei biglietti delle partite di calcio (4-02621) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport ) DE BERTOLDI: sulla donazione al Comune di Roma di visiere protettive da parte dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato (4-03485) (risp. CASTELLI, vice ministro dell'economia e delle finanze ) GALLONE: sulle misure per sanare le carenze di organico presso il Tribunale di Bergamo (4-04216) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) GARAVINI: sulla vendita dell'immobile sede della casa d'Italia a Juiz de Fora in Brasile (4-04358) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) sull'apertura di un ufficio consolare nelle isole Canarie (4-04467) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MALAN: sul sostegno dell'Iran alle organizzazioni terroristiche (4-04431) (risp. SERENI, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) MALLEGNI: sui voucher per superare il gap digitale degli italiani (4-04206) (risp. MANZELLA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico ) sui voucher per superare il gap digitale degli italiani (4-04285) (risp. MANZELLA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico ) NATURALE ed altri: sulla crisi delle imprese del comparto agroalimentare, in particolare di quello vitivinicolo (4-04143) (risp. L'ABBATE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali ) NENCINI: sulla vicenda relativa alla morte del ciclista Giovanni Iannelli (4-04085) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport ) NISINI ed altri: sull'adozione di un efficace piano di gestione della fauna selvatica (4-04139) (risp. L'ABBATE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali ) PAPATHEU: sul rafforzamento delle misure di sicurezza nel comune di Leonforte (Enna) (4-02293) (risp. MAURI, vice ministro dell'interno ) PERGREFFI ed altri: sui voucher alle famiglie italiane per la connettività (4-04391) (risp. MANZELLA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico ) QUAGLIARIELLO: sulle indagini relative all'amministrazione del Comune di Cerveteri (Roma) (4-03680) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) ROMANO ed altri: sulla realizzazione del polo della giustizia di Lecce (4-03775) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) SBROLLINI: sulla garanzia del diritto di accesso al protocollo informatico anche da remoto degli enti locali (4-04371) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) SEGRE: sulla diffusione di "buone pratiche" di tolleranza e integrazione in ambito sportivo (4-04039) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport ) URSO: sulla nomina del presidente dell'Aero Club d'Italia (4-04051) (risp. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport ) Interrogazioni Atto n. 3-02188 MANTOVANI LANZI ABATE CROATTI DONNO FERRARA GALLICCHIO L'ABBATE LANNUTTI MANTERO MONTEVECCHI MORONESE NATURALE PUGLIA SANTANGELO VACCARO VANIN Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: si stanno svolgendo in Emilia-Romagna, fino al 19 dicembre 2020, le elezioni per eleggere 7 consigli di amministrazione dei consorzi di bonifica. Gli elettori sono oltre 1,5 milioni, consorziati chiamati ad esprimere il proprio voto per scegliere i 20 componenti elettivi di ogni consiglio che, insieme ai 3 sindaci in rappresentanza dei Comuni del comprensorio, di cui uno di un Comune montano, avranno il compito di gestire l'attività degli enti per i prossimi 5 anni; gli aventi diritto al voto, chiamati presso i 98 seggi istituiti per l'occasione, sono consorziati, cioè proprietari di immobili, fabbricati e terreni, situati all'interno del comprensorio di un consorzio che ricevono un beneficio dall'attività di bonifica e per il quale contribuiscono alle spese di esercizio e manutenzione del complesso sistema idraulico. Gli elettori, in regola con i pagamenti, rappresentano oltre 130 milioni di euro di contributi, versati per il beneficio di difesa idraulica, presidio idrogeologico e irrigazione; considerato che: il Tribunale di Piacenza, con ordinanza dell'11 dicembre 2020, ha confermato la sua decisione del 30 novembre di sospendere le elezioni indette per il 13 e 14 dicembre per il rinnovo del consiglio di amministrazione del consorzio di bonifica di Piacenza, in modo che esso possa procedere tempestivamente all'attuazione dell'articolo 18 del suo statuto nella parte in cui prevede la regolamentazione delle modalità di voto in forma telematica; per i ricorrenti, la decisione del Tribunale è importantissima in quanto evidenzia come vi sia stata nella vicenda piacentina una "non legittima compressione del diritto di voto dei consorziati" nel momento in cui il consorzio ha radicalmente escluso la loro possibilità di esercitare il voto telematico nonostante tale modalità di voto sia espressamente e chiaramente prevista dallo statuto dall'articolo 18, che, come evidenziato dal Tribunale stesso, è rimasto inattuato per ben 8 anni, ossia per un periodo di tempo sicuramente irragionevole, rispetto al termine biennale previsto dallo statuto per la sua attuazione; rilevato che: la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha respinto la richiesta di rinvio delle elezioni. Tale richiesta era motivata dalle restrizioni alle possibilità di spostamento delle persone fuori dal proprio comune di residenza a seguito dei provvedimenti contro la diffusione dell'epidemia da COVID-19, restrizioni che hanno inciso negativamente sulla definizione delle liste elettorali e sulla partecipazione al voto; a causa della scarsa informazione sul ruolo dei consorzi presso i contribuenti, la partecipazione al voto è da sempre molto bassa. Ad esempio, secondo quanto a conoscenza degli interroganti, sono stati solo 260, circa lo 0,15 per cento degli aventi diritto, i votanti alle elezioni per il rinnovo degli organi del consorzio di bonifica "la Pianura" di Ferrara (come si legge on line su "lanuovaferrara.gelocal" il 14 dicembre 2020); molti consorzi, che hanno svolto le attuali consultazioni, non hanno utilizzato la modalità di voto in forma elettronica, mettendo a rischio sia la salute dei votanti sia la regolarità del voto; la correttezza delle competizioni elettorali è stata anche inficiata dalla presenza, in ogni consorzio, di un'unica lista elettorale che ha reso scontato l'esito dell'elezione. L'inasprimento delle misure di contenimento della pandemia in corso ha precluso definitivamente alle liste di candidati che avessero voluto partecipare alle elezioni di raccogliere le firme a sostegno dei tanti cittadini che avrebbero voluto candidarsi; l'impossibilità degli spostamenti tra diversi comuni, se non per comprovati motivi di lavoro, salute ed estrema necessità, ha impedito, per esempio, a coloro che risiedono fuori dal comune del consorzio di apporre la propria firma di sostegno oltre che, ai potenziali candidati, di incontrare gli stessi cittadini per illustrare compiutamente programma e propositi se eletti; appare del tutto evidente che in queste condizioni l'esercizio del voto è stato viziato da un grave vulnus di mancanza di compiuta democrazia che non solo ha inficiato la regolarità del voto e del suo esito, ma determinato anche un gravissimo e pericoloso precedente di limitazione dei diritti elettivi dei cittadini minando alla base lo stesso concetto di democrazia; gli stessi siti dei consorzi, che dovrebbero fornire informazioni circa le modalità delle votazioni, risultano spesso poco chiari e trasparenti nella pubblicazione di tali dati; nello scorso aprile è stata presentata da alcuni cittadini dell'Emilia-Romagna una petizione al Parlamento europeo in cui si evidenziavano le criticità del sistema elettivo dei consorzi di bonifica e si chiedeva un intervento da parte delle istituzioni europee; il ruolo dei consorzi è fondamentale nell'ambito della sicurezza idraulica, della gestione delle acque destinate all'irrigazione, della partecipazione alla gestione di opere urbanistiche e della tutela del patrimonio ambientale e agricolo. Tali competenze incidono sugli interessi di un numero rilevante di cittadini e di imprese dell'Emilia-Romagna, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le loro valutazioni in merito; se ritengano di attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia garantita la trasparenza delle elezioni, sia di quelle attuali che di quelle future, di tutti i consorzi di bonifica in Emilia-Romagna e in tutte le altre zone del Paese, nonché la massima partecipazione e rappresentatività di tutti gli aventi diritto alle consultazioni per tali organismi che svolgono un ruolo cruciale sul territorio locale e nazionale. Atto n. 3-02189 CONZATTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in nove mesi il comparto della ristorazione e degli alberghi, tra i più colpiti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, ha perso circa 50 miliardi di euro; molti bar e ristoranti hanno cercato di riconvertirsi alla sola attività consentita nelle zone rosse, ovvero l'asporto. La normativa, in questo caso, impone l'applicazione dell'aliquota ordinaria del 22 per cento, o comunque quella specifica relativa al prodotto; anche sulle regole IVA il periodo di emergenza e restrizioni per le attività ha imposto la necessità di prevedere delle eccezioni; in risposta ad un'interrogazione a risposta immediata (5-05007) del 18 novembre 2020 svolta presso la VI Commissione permanente (Finanze) della Camera, il sottosegretario per l'economia e le finanze Alesso Mattia Villarosa ha confermato la possibilità di applicare l'aliquota IVA del 10 per cento anche all'asporto e alla consegna a domicilio. In particolare, ha specificato che: "Allo stato attuale, tenuto conto della riduzione dei coperti per il rispetto degli ingenti vincoli igienico-sanitari per la somministrazione in loco degli alimenti, la vendita da asporto e la consegna a domicilio rappresentano modalità integrative mediante le quali i titolari dei suddetti esercizi possono svolgere la loro attività anche se dotati di locali, strutture, personale e competenze astrattamente caratterizzanti lo svolgimento dell'attività di somministrazione abitualmente svolta dagli stessi. Alla luce di quanto suesposto entrambe le ipotesi possono rientrare nell'applicazione delle aliquote ridotte"; quella espressa è una posizione conforme alla direttiva 2006/112/CE che prevede la possibilità di applicare alle cessioni di prodotti alimentari un'aliquota ridotta; sulla normativa che riguarda l'imposta sul valore aggiunto, l'Agenzia delle entrate si è espressa con il principio di diritto n. 9 del 22 febbraio 2019 per sottolineare la differenza tra cessione e somministrazione. Quest'ultima, in linea generale, presuppone la presenza dell'utilizzatore finale e uno spazio per il consumo di ciò che si acquista. La prima, secondo le norme canoniche, sconta un'aliquota del 22 per cento, mentre la seconda del 10 per cento. Con la risposta fornita dal Ministero, dunque, si superava questa distinzione, chiarendo altresì, almeno fino a quando sarebbero rimaste in vigore le restrizioni per il settore della ristorazione, i dubbi interpretativi circa la corretta applicazione dell'aliquota IVA; considerato che: la risposta rappresenta l'indicazione di una possibilità che, in mancanza di nuove norme specifiche in merito, non può rappresentare una garanzia sufficiente per il settore della ristorazione. Se, infatti, da una parte il Ministero non ha rilasciato ulteriori indicazioni ufficiali, dall'altra è sopraggiunto il parere dell'Agenzia delle entrate che, rispondendo all'interpello n. 581 del 14 dicembre 2020, ha esposto il proprio punto di vista sull'argomento. In particolare si legge: "Considerato che la somministrazione di alimenti e bevande ai fini IVA è qualificata come 'prestazione di servizi' ex art. 3 co. 2 n. 4 del DPR 633/72, deve ritenersi esclusa l'aliquota agevolata del 10% per la cessione di piatti 'da asporto' (cfr. R.M. 20.9.98 n. 107), ivi applicandosi l'aliquota prevista per i singoli prodotti che compongono il piatto. Detta esclusione riguarda anche i servizi di 'food delivery', intesi come la consegna a domicilio di piatti già preparati, il cui acquisto è avvenuto via internet (cfr. interpello DRE Lombardia 904-46/2016)"; in altre parole l'Agenzia ha ribadito che, in base alla normativa italiana ed alla prassi, la vendita di alimenti e bevande tramite asporto e consegna a domicilio, mancando del requisito del consumo in loco , non può essere considerata somministrazione. Motivo per cui i ristoratori non potrebbero legittimamente beneficiare dell'aliquota unica agevolata del 10 per cento; il parere dell'Agenzia delle entrate sulla questione non è trascurabile, sia perché contenuto in un documento ufficiale, a differenza di quello espresso dal Ministero, sia perché le verifiche fiscali e il contenzioso tributario hanno questa come parte contrapposta al contribuente, si chiede di sapere: quale sia l'orientamento del Ministro in indirizzo rispetto alla questione; se non reputi necessario adottare, nel primo provvedimento utile, una norma di interpretazione autentica volta a confermare la possibilità di applicare l'aliquota IVA del 10 per cento anche all'asporto e alla consegna a domicilio, come sostenuto verbalmente dal Ministero dell'economia in ottemperanza ad una possibilità concessa dalla direttiva 2006/112/CE. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04655 LEONE VANIN TRENTACOSTE MAUTONE DONNO ABATE ROMANO L'ABBATE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il "Giornale di Sicilia", con sede a Palermo, è un quotidiano a diffusione nazionale fondato nel 1860 da Girolamo Ardizzone; nel 2017, il gruppo editoriale SES, Società editoriale Sud ne assume il controllo acquisendo il 51 per cento della proprietà; la SES, il cui presidente, amministratore delegato e direttore editoriale è il manager messinese Lino Morgante, detiene una vastissima parte dell'informazione del Mezzogiorno: testate giornalistiche, programmi televisivi e radiofonici, giornali on line ; ormai da due anni le attività poligrafiche di stampa del "Giornale di Sicilia" sono state in buona parte dirottate a Messina presso lo stesso stabilimento in cui stampano altre realtà editrici tra le quali "La Gazzetta del Sud" (di proprietà della stessa SES) "Tuttosport", "Il Mattino", "Il Messaggero" e, di recente, anche il quotidiano catanese "La Sicilia"; considerato che: tale scelta ha portato ad una conseguente riduzione di incarichi e commesse di lavoro per i dipendenti poligrafici del "Giornale di Sicilia", inevitabile conseguenza della chiara volontà di potenziare lo stabilimento di Messina a discapito di quello sito nel capoluogo siciliano; la SES, che ha dichiarato in prima istanza un esubero di 34 lavoratori poligrafici del "Giornale di Sicilia" su 43 totali, numero poi ridotto a 31 unità lavorative, ha presentato il 6 luglio 2019 la vertenza di lavoro pratica n. 06/CIGS/2019 Regione Siciliana, con cui richiedeva la messa in cassa integrazione a zero ore per i lavoratori, ovvero una situazione di totale inattività lavorativa; secondo lo stesso documento, la SES avrebbe dovuto inoltre attivare delle misure per la gestione degli esuberi, tra cui la ricerca di possibili ricollocamenti presso altre società, e si impegnava a realizzare iniziative di formazione. Azioni, ad oggi, mai poste in essere; considerato inoltre che: la legge 27 dicembre 2019, n. 160, all'art. 1, comma 500, concede il trattamento di pensione anticipata ai lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani a diffusione nazionale, le quali abbiano presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in data compresa tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2023, piani di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale in presenza di crisi; se da un lato tale piano è stato presentato dalla SES in favore dei lavoratori della "Gazzetta del Sud", versando questa in una situazione di crisi similare, lo stesso non si può dire per ciò che riguarda i poligrafici del "Giornale di Sicilia". Tale inerzia ha portato ad una situazione che danneggia e discrimina più di 100 unità familiari che ad oggi non percepiscono stipendio né cassa integrazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra; se ravvisi una disparità e una discriminazione immotivata ai danni dei poligrafici del quotidiano "Giornale di Sicilia"; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di individuare soluzioni idonee a salvaguardare i lavoratori poligrafici del "Giornale di Sicilia", scongiurando ripercussioni economiche a danno di numerose famiglie coinvolte, già provate dalla crisi causata dall'emergenza epidemiologica. Atto n. 4-04656 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: gli enti locali sono beneficiari di fondi ai fini del ristoro della perdita di gettito degli enti locali connessa all'emergenza epidemiologica da COVID-19, al netto delle minori spese e delle risorse assegnate dallo Stato a compensazione delle minori entrate e delle maggiori spese (art. 106 del decreto-legge n. 34 del 2020 integrato con l'art. 39 del decreto-legge n. 104 del 2020); per la certificazione che gli enti locali dovranno presentare entro il 31 maggio 2021, agli effetti della determinazione del fondo da riconoscere ai Comuni, vengono considerate alcune voci relative ad entrate straordinarie che non dipendono dall'emergenza COVID-19 o che sono dovute a scelte autonome di politiche di bilancio dell'ente, come, in particolare, i dividendi incassati dagli enti locali negli anni 2019 e 2020 che non hanno nulla a che fare con l'emergenza sanitaria in quanto riferiti rispettivamente agli anni 2018 e 2019 ( ante emergenza); tale impostazione potrà essere correttamente adottata dal 2022 prendendo a riferimento gli anni 2020 e 2021 (incassi relativi agli esercizi 2019 e 2020); qualora fosse confermata l'attuale impostazione che ricomprende l'entrata per dividendi (che sono entrate straordinarie) tra le entrate che influiscono nella determinazione dell'importo da ristorare già dalla certificazione per l'anno 2020 (dividendi 2019 ante emergenza), molti Enti potrebbero risultare gravemente penalizzati tanto da minare la gestione economico-finanziaria dell'intero esercizio. A conferma dell'erronea impostazione del modello di certificazione la Ragioneria generale dello Stato, in risposta ad un chiarimento chiesto da un sindaco veneto, ha comunicato che sta vagliando "l'opportunità di inserire delle modifiche a tale modello in modo tale da permettere la neutralizzazione di entrate/uscite non connesse all'emergenza sanitaria e/o straordinarie"; inoltre, le entrate da permessi di costruire (tipologia di entrata straordinaria, titolo IV) può essere sicuramente influenzata dall'emergenza sanitaria. Il sistema di calcolo ai fini della determinazione dell'importo da ristorare agli enti locali non deve però penalizzare gli enti che destinano, seguendo i corretti principi contabili di gestione, tale entrata per finanziare spese per investimenti anziché spesa corrente, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno eliminare le incongruenze descritte, riscontrate anche dalla Ragioneria generale dello Stato, in modo tale da non penalizzare gli enti locali. Atto n. 4-04657 BATTISTONI MALLEGNI GALLONE Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il Fiora è un fiume che nasce dal versante grossetano del monte Amiata, attraversa la Toscana e il Lazio, ed è un corso d'acqua che vanta una storia millenaria che ha dato opportunità di crescita a tutte le culture che si sono sviluppate lungo il suo percorso; particolare attenzione richiede la messa in sicurezza del tratto terminale del fiume che, per già tre volte negli ultimi 40 anni, è esondato, provocando gravissimi danni, in prossimità della foce; l'Agenzia regionale del Lazio per la difesa del suolo, nel lontano 2003, ha redatto un progetto preliminare generale di variante attinente ai lavori di sistemazione idraulica del fiume Fiora tra la strada statale Aurelia e il mare, con lo scopo di adeguare le opere di difesa, già progettate e appaltate, integrandole con nuove opere di sistemazione e regimazione del tratto focivo; il progetto prevede la realizzazione di un argine in terra per la parte a monte di Montalto marina (Viterbo), mentre per la parte urbanizzata lungo il fiume si prevede di realizzare un muro in cemento armato lungo l'argine del fiume alto circa 3 metri; la soluzione progettuale, che la Regione Lazio ha individuato, non sembra prendere in considerazione il rispetto della tutela del paesaggio, vincolato ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e dell'ecosistema fluviale; tale soluzione non può neanche essere considerata in linea con gli obiettivi del progetto, ovvero evitare nuove esondazioni del Fiora e garantire la tutela del paesaggio; questa impostazione progettuale, inoltre, non tiene in considerazione due aspetti fondamentali alla base di tutti gli interventi di modifica del territorio: l'impatto economico che questa opera avrà sul tessuto produttivo presente lungo le sponde del fiume, dove si garantisce ormeggio a più di 600 imbarcazioni, ed il danno paesaggistico e culturale che si avrà richiudendo, dietro un muro, uno dei fiumi più belli dal punto di naturalistico della provincia di Viterbo, ricco di storia e reso navigabile sin dagli etruschi; il territorio di Montalto di Castro ha già subito l'ingombrante presenza dalla centrale nucleare realizzata su una spiaggia che era annoverata tra le più belle del Lazio; il territorio di Montalto di Castro registra un'immensa presenza di campi fotovoltaici che stanno sottraendo enormi superfici all'agricoltura e stanno cambiando radicalmente anche la cultura del posto, sempre meno agricola; è dal 2013 che l'amministrazione comunale di Montalto e diverse associazioni di cittadini, chiedono la modifica progettuale degli argini in cemento alla foce e si battono contro una soluzione progettuale che potrebbe provocare contraccolpi turistici di ingente entità; il Comune di Montalto di Castro ha proposto delle correzioni al progetto regionale, che prevedono la tutela e la salvaguardia delle zone alla foce, mantenendo, al contempo, la dignità dei luoghi, attraverso l'installazione di paratie mobili sulla base di comprovate esperienze similari in Europa, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della spinosa questione dell'ecomostro a Montalto di Castro; se il progetto, così come deciso dalla Regione Lazio, rispetti la convenzione europea del paesaggio; se, alle porte del 2021, non sia possibile realizzare interventi di messa in sicurezza mediante tecniche alternative alla cementificazione dei luoghi pertinenti al mare, come peraltro già richiesto dal Comune di Montalto di Castro. Atto n. 4-04658 ABATE SANTILLO DI GIROLAMO PIARULLI CROATTI AGOSTINELLI VANIN NATURALE ROMANO TRENTACOSTE PAVANELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: risulta agli interroganti che i lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Sibari-Catanzaro lido, lunga 172,48 chilometri, hanno avuto inizio il 30 agosto 2018 con la posa dei primi pali tipo LS nella stazione di località Corigliano a Corigliano-Rossano (Cosenza) e dovrebbero concludersi entro il 2023; per l'opera, Rete ferroviaria italiana (RFI) ha investito 150 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 350 milioni per il rinnovo dell'armamento, la soppressione di numerosi passaggi a livello presenti sul tracciato e il rinnovamento delle stazioni; il tempo passa, ma la morsa delle criticità e dei ritardi per la realizzazione dell'opera non si allenta (come si legge sulla "Gazzetta del Sud", edizione di Catanzaro, il 9 dicembre 2020) e le risposte continuano a non arrivare; a due anni dalla posa del primo palo dell'elettrificazione in corso di realizzazione lungo la tratta, in effetti, il cronoprogramma non soddisfa le iniziali tempistiche previste e, ad esempio, l'idea di un prolungamento del treno Frecciargento Sibari-Bolzano, fino a farlo diventare un comodo collegamento verso il Nord anche per Crotone e Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), al momento, non esiste o si è ben lontani dal realizzarlo; considerato che: gli interventi di rinnovo e velocizzazione della ferrovia jonica da Sibari a Melito Porto Salvo nonché la realizzazione dell'elettrificazione della tratta Sibari-Catanzaro Lido, con prosecuzione verso la stazione di Lamezia Terme Centrale (Catanzaro), sono stati in gran parte finanziati ma le incognite e i ritardi continuano ad essere all'ordine del giorno; solo la scorsa estate, dopo diversi mesi di interlocuzione anche da parte della prima firmataria del presente atto, c'era stato lo sblocco dei lavori per l'installazione della palificazione sulla tratta Sibari-Corigliano da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone; non c'è, però, allo stesso tempo, alcuna chiarezza sugli interventi realizzabili per consentire l'installazione dell'elettrificazione all'interno della galleria di Cutro (Crotone); così come ancora bisogna giungere alla conclusione dei lavori di messa sotto tensione delle tratte Sibari-Crotone e Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale, dove non sussiste alcuna criticità, e dove ancora è in corso la progettazione delle sottostazioni elettriche ed il relativo interfacciarsi tra RFI ed i Comuni interessati, e non si sa quando questa interlocuzione e questa fase di progettazione volgeranno al termine; la progettazione delle sottostazioni elettriche è un chiaro caso di come i lavori non partano neppure dove sussistono i finanziamenti e non ci sono criticità, mentre per la tratta che da Catanzaro lido porta a Melito Porto Salvo bisogna ancora reperire le risorse economiche mancanti per far partire la seconda fase degli interventi; considerato infine che: la Calabria, regione trattata atavicamente come ultima ruota del carro, attende queste importanti opere, alta velocità compresa, da decenni e le lungaggini e gli annunci privi di alcun contenuto non convincono più nessuno; la ferrovia jonica, in particolare, è una delle poche tratte ferroviarie italiane, con posizione strategica per lo sviluppo dell'intera area, a non essere elettrificata. E mentre altrove si progetta l'alta velocità, sulla costa jonica calabrese ancora si fatica a completare l'elettrificazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se siano stati reperiti i fondi mancanti per il completamento dell'opera; se intenda attivarsi per intervenire in merito alla generale situazione di stallo sia dei lavori di elettrificazione sia, soprattutto, in merito alla progettazione delle sottostazioni elettriche; se, infine, esista un cronoprogramma aggiornato per i suddetti interventi, visto che la conclusione dei lavori entro il 2023 appare essere ormai una chimera più che tempistica reale e basata su dati oggettivi. Atto n. 4-04659 FREGOLENT BOSSI Simone Al Ministro della salute Premesso che: il ricercatore e funzionario dell'Organizzazione mondiale di sanità, Francesco Zambon, con altri 10 suoi colleghi, ha condotto uno studio dal titolo "una sfida senza precedenti-la prima risposta dell'Italia al Covid", pubblicandolo sul sito OMS; lo studio, dopo poche ore dalla sua pubblicazione, è stato rimosso dal sito; il dossier di Zambon sembra sollevare alcune criticità, tra cui la mancanza di un piano pandemico aggiornato, ed ha creato profondo imbarazzo nel Governo, e un rimbalzo di accuse e dichiarazioni ambigue tra il ministro Speranza e il vice ministro Sileri in merito all'esistenza, alla natura e all'aggiornamento del piano pandemico stesso; da quanto si apprende da fonti giornalistiche, lo stesso Zambon, rinunciando all'immunità diplomatica sollevata dalla sua Organizzazione in via preventiva, si è presentato alla Procura di Bergamo per essere ascoltato come persona informata dei fatti; nel corso di tali confronti risulta che il ricercatore abbia dichiarando di aver ricevuto forti pressioni e minacce da parte del direttore Guerra per correggere alcuni passaggi dello studio, in particolare un riferimento critico al piano pandemico italiano del 2017; il direttore Guerra smentisce quanto dichiarato da Zambon riferendo di aver indicato le correzioni su alcuni passaggi senza opporsi alla sua pubblicazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda accertare tutte le responsabilità che hanno portato il ricercatore OMS a ritirare il proprio studio e se intenda riferire con urgenza e con la massima chiarezza anche indicando quali provvedimenti intenda perdere al riguardo; se intenda attivarsi per richiedere che il report di Zambon venga reso pubblico, al fine di accertare la mancanza di informazioni ed elementi critici ed eventuali verità scomode; soprattutto, come intenda intervenire per garantire al Paese di munirsi di un piano pandemico aggiornato quale strumento necessario e urgente per consentire all'Italia di uscire dall'attuale situazione pandemica. Atto n. 4-04660 PAROLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nell'ambito del documento elaborato recentemente dal Parlamento, sulle analisi, gli approfondimenti e le scelte sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del recovery fund, per quanto riguarda il settore delle infrastrutture per la mobilità, la relazione approvata evidenzia la necessità d'incentivare la mobilità sostenibile, con progetti mirati ad accelerare l'aumento progressivo della mobilità a zero emissioni, potenziando il sistema dei collegamenti infrastrutturali, facilitando la diffusione dell'uso di veicoli a zero emissioni; l'incremento e il rinnovo del parco degli autobus e della flotta dei treni adibiti al trasporto pubblico locale, con modelli più sostenibili sotto il profilo ambientale (con modalità elettrica e a idrogeno), in grado di accelerare gli investimenti infrastrutturali e strumentali su impianti fissi e trasporto rapido di massa (metropolitane, tranvie), rappresenta una priorità fondamentale, per la promozione della rigenerazione anche urbana, al fine di sostituire i mezzi di trasporto ancora alimentati a combustibili fossili con quelli tecnologici a zero emissioni; lo sviluppo dell'idrogeno, anche e soprattutto nell'ambito della mobilità, è stato riconosciuto come un elemento centrale per la ripresa economica, nell'ottica della transizione verde cui orientare gli investimenti del programma "Next generation EU" e per favorire la decarbonizzazione nel quadro degli obiettivi climatici europei e del green deal europeo; per quanto concerne la mobilità maggiormente sostenibile, il documento (che evidenzia i principali settori d'intervento sui quali gli Stati membri stanno elaborando i progetti che saranno sottoposti alla Commissione europea, per l'utilizzo dei finanziamenti previsti dal recovery fund, da inserire nei piani nazionali di ripresa e resilienza) prevede una serie di misure riguardanti la decarbonizzazione del settore dei trasporti, la mobilità intelligente (e pesante) e i trasporti non solo su gomma, ma anche marittimi (oltre all'infrastrutturazione del territorio), i cui interventi pongono al centro degli investimenti l'utilizzo dell'idrogeno verde, senza emissione di anidride carbonica, quale elemento in grado di contribuire all'economia climaticamente neutra e a impatto zero nel 2050; sostenere lo sforzo di infrastrutturazione da parte del settore pubblico, ma soprattutto quello privato, in relazione, ad esempio, ai sistemi di ricarica elettrica o a biocombustibili su strade e autostrade o alle infrastrutture nei porti e stazioni ferroviarie, per favorire una sempre maggiore diffusione dei veicoli ad idrogeno, rappresenta una decisione urgente e indifferibile, nel più ampio contesto connesso alla decarbonizzazione dei diversi settori energetici, quali ad esempio quello dei trasporti e della produzione di energia elettrica e dell'edilizia, al fine di consentire all'Italia di svolgere un ruolo pionieristico globale in questo campo, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se condivida le osservazioni richiamate e, in caso affermativo, quali misure urgenti di competenza intenda intraprendere al fine di sviluppare il sistema delle infrastrutture connesse alla mobilità ad idrogeno, anche attraverso l'istituzione di un "tavolo idrogeno", finalizzato a coinvolgere gli operatori del settore, per la definizione di un programma in grado di adeguare i quadri delle politiche di sostegno all'idrogeno verde, in funzione dei benefici che esso apporta sul piano della riduzione delle emissioni di carbonio, sulla base di parametri di riferimento e certificazioni. Atto n. 4-04661 FARAONE Al Ministro dell'istruzione Premesso che: con la legge 28 marzo 2003, n. 53 (delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale), si è inteso istituire un sistema di istruzione e formazione articolato "nella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione professionale" (articolo 2, comma 1, lettera d) ); i due sistemi che compongono il secondo ciclo di istruzione (quello liceale e quello della formazione professionale) sono distinti, ma funzionalmente integrati, dal momento che: a) entrambi concorrono all'adempimento dell'obbligo di istruzione; b) è possibile transitare dall'uno all'altro; c) da ambedue, con diverse modalità (fissate con legge statale), è consentito l'accesso all'esame di Stato; detti percorsi sono realizzati, oltre che dalle strutture formative accreditate dalle Regioni, secondo criteri condivisi a livello nazionale, anche dagli istituti professionali, in regime di sussidiarietà, se previsto dalla programmazione regionale, con lo scopo comune di favorire i passaggi tra i sistemi di istruzione e formazione attraverso l'acquisizione di crediti scolastici e formativi riconosciuti da entrambi i sistemi; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in occasione della riapertura delle graduatorie d'istituto del personale docente ed educativo per l'aggiornamento della seconda e della terza fascia (decreto ministeriale n. 374/2017) ha quindi considerato valido, tra gli altri, il servizio svolto presso i centri di formazione professionale limitatamente ai corsi accreditati dalle Regioni per garantire l'assolvimento dell'obbligo formativo; diversamente a quanto stabilito per il personale docente, relativamente al riconoscimento ai fini del punteggio per il servizio prestato presso i centri di formazione professionale, al personale amministrativo, tecnico ausiliario (ATA) viene negato, nonostante quest'ultimo svolga un servizio parificato a quello svolto nelle scuole statali di ogni ordine e grado, in scuole non statali paritarie, in scuole dell'infanzia non statali autorizzate, in scuole parificate, convenzionate, sussidiarie o sussidiate, in scuole di istruzione secondaria o artistica non statali pareggiate e legalmente riconosciute; nell'ambito della formazione professionale, vi sono lavoratori che hanno prestato servizio negli enti accreditati presso le Regioni per erogare formazione professionale ai soggetti fuoriusciti dall'ambito dell'istruzione e della formazione obbligatoria, per erogare formazione destinata ai soggetti occupati, collocati in cassa integrazione guadagni o in mobilità, ai disoccupati ed agli inoccupati per i quali la formazione è propedeutica all'occupazione, e che si trovano discriminati, ai fini del punteggio, per il periodo prestato presso detti centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni; il mancato riconoscimento, ai fini del punteggio, al personale ATA del servizio prestato presso i centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni costituisce una grave discriminazione operata a danno di questo personale scolastico, e necessita di una pronta soluzione, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, al fine di superare, in tempi brevi, questa grave e pregiudizievole discriminazione in danno del personale amministrativo, tecnico ausiliario della scuola, rispetto al personale docente. Atto n. 4-04662 FARAONE Al Ministro dell'interno Premesso che: da diversi organi di stampa e informazione, si è appreso che in data 11 dicembre 2020, il sindaco di Alimena (Palermo), Giuseppe Scrivano, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi, dalla terza sezione del Tribunale di Palermo, per voto di scambio politico-mafioso con esponenti di una famiglia di Bagheria condannati per fatti di mafia, per fatti risalenti alla sua candidatura alle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana del 2012; il prefetto di Palermo, in forza di quanto disposto dalla legge "Severino" (di cui al decreto legislativo n. 235 del 2012), in data 14 dicembre 2020, ha provveduto a sospendere dalla carica; la situazione determinatasi è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga necessario attivarsi con urgenza per valutare la concreta possibilità di disporre l'accesso ispettivo presso il Comune di Alimena, ai sensi del decreto-legge n. 164 del 1991, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 1991, e successive modificazioni. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02189 della senatrice Conzatti, sull'applicazione dell'aliquota IVA del 10 per cento anche all'asporto e alla consegna a domicilio; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02188 della senatrice Mantovani ed altri, sulla modalità telematica di voto per l'elezione dei consigli di amministrazione dei consorzi di bonifica, specie in Emilia-Romagna.