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Delega al Governo per l'istituzione del liceo del Made in Italy. Onorevoli Senatori . – Il momento storico che stiamo vivendo è caratterizzato dalla necessità del reperimento di risorse che spaziano dall'energia alle materie prime. La ricchezza principale della nostra Nazione è data dalla capacità di creare prodotti di eccellenza, valorizzando la qualità di materie e processi produttivi. Si tratta di capacità e competenze specifiche acquisite nel tempo, che fanno sì che l'Italia sia apprezzata nel mondo e che solo se adeguatamente potenziate potranno rappresentare il volano della nostra economia. Il cosiddetto Made in Italy è dato dalla creatività e dalla naturalezza, specificatamente italiana, con cui si spazia dalle specialità agroalimentari, alla moda, all'arredamento, al design , e che spesso traggono origine ed ispirazione dai nostri antichi mestieri. Questo insieme di eccellenze italiane deve essere messo a sistema, governato e potenziato. Le eccellenze italiane emergono ovunque e in tanti settori, basti pensare, ad esempio, al solo settore della moda dove gli occupati nel 2018 risultano essere oltre 472.000, ben 98.000 addetti in più di Germania, Spagna e Francia messi insieme; le imprese della moda italiane, inoltre, si connotano per un tessuto di 55.000 micro imprese (sotto i 50 dipendenti) con 309.000 addetti, rappresentando il 67,5 per cento dell'occupazione del settore. Nella fase post Covid, come riportato dallo studio di Confartigianato, nonostante la grave crisi in essere, sono cresciuti con intensità doppia rispetto al periodo precedente l'export di qualità e la propensione all'innovazione. È il caso del settore digitale e del settore della green economy , dove dal 2008 a oggi sono circa 340.000 le aziende italiane con dipendenti che hanno investito in tecnologie green per ridurre l'impatto ambientale, contenere le emissioni di CO 2 risparmiando energia. In questi contesti, a distanza di qualche anno, è chiaro che si è trattato di scelte vincenti. È più che mai necessario, dunque, formare una classe dirigente in grado di mettere a sistema opportunità e criticità con metodo, capace di puntare su solide competenze in economia, marketing , comunicazione, così come nel digitale, ma allo stesso tempo una classe dirigente che conosca il tessuto storico, sociale e culturale forgiato da storia millenaria. Occorre puntare su studi quali la storia dell'arte, base della coscienza del nostro passato artistico, puntando con sguardo critico alla geografia, in particolare economica della nostra Italia, per la cognizione dei comparti produttivi e per le zone di provenienza. La carenza strutturale di competitività e i cambiamenti radicali nelle attività politiche ed economiche globali, dovuti al fatto che le Nazioni emergenti stanno offrendo importanti opportunità di sviluppo e, in alcuni casi, performance al di fuori del normale, hanno sollevato una significativa preoccupazione circa la capacità dell'economia italiana di mantenere e conquistare un posizionamento significativo nello scenario globale del terzo millennio. Questo avviene soprattutto per le piccole e medio imprese, che costituiscono la maggioranza delle imprese del Made in Italy che, per intraprendere un percorso di internazionalizzazione, devono affrontare molti problemi; per questi motivi risulta indispensabile avere una classe dirigenziale capace di analizzare i nuovi mercati, le opportunità di business e i processi digitali a supporto dell' export in mercati strategici per il Made in Italy. Per questi motivi con il presente disegno di legge si delega il Governo ad istituire il liceo del Made in Italy . Si sottolinea che il percorso liceale fornisce allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità, le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Con l'istituzione del liceo del Made in Italy si intende dunque colmare un vuoto nel sistema scolastico italiano introducendo un ulteriore ed importante indirizzo per studenti e famiglie, un nuovo liceo che dia l'opportunità ai giovani di diventare classe dirigente e di interessarsi con consapevolezza e cultura alla crescita di un settore che ci caratterizza in tutto il mondo, una scuola superiore dove alla struttura liceale, con lo studio delle materie umanistiche dalla filosofia alla storia dell'arte, delle scienze matematiche, fisiche, giuridiche ed economiche si aggiunge l'approccio critico all'economia internazionale, e ai nuovi modelli di business . Significativo nel percorso formativo dovrà essere, quindi, un fattivo rapporto con il mondo aziendale, imprenditoriale e del Made in Italy , attraverso la costruzione di percorsi orientativi e di percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO), volti soprattutto alla rapida veicolazione delle innovazioni e della sostenibilità. Un liceo dinamico ed innovativo, collegato al mondo imprenditoriale, ma con una solida preparazione culturale umanistica ed identitaria, con adeguati strumenti culturali per valorizzare le migliori risorse italiane, la capacità creativa ed imprenditoriale, che hanno reso e rendono grande la nostra Nazione nel mondo, al fine di saper scegliere i nuovi potenziali mercati di riferimento e analizzare le specificità di ogni Nazione e contesto economico. Nello specifico, l'articolo 1 prevede attraverso uno o più decreti legislativi, il riordino del sistema dei licei ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, al fine di istituire il liceo del Made in Italy . L'articolo 2 prevede l'oggetto, i princìpi e i criteri direttivi generali per l'istituzione del Liceo del Made in Italy e indica le conoscenze specifiche che dovranno aver appreso gli studenti, a conclusione del percorso di studio. L'articolo 3 infine prevede i princìpi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega.. 1 (Delega al Governo per l'istituzione del liceo del Made in Italy ) 1 Nel rispetto delle competenze che la Costituzione affida alle regioni, ai comuni e alle province, nonché a quelle dei diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, al fine di promuovere lo studio dei fenomeni economici e culturali collegati al Made in Italy , incentivandone e garantendone la diffusione, la pratica e l'insegnamento, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, finalizzati all'istituzione del liceo del Made in Italy nell'ambito del riordino del sistema dei licei di cui all'articolo 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89. 2 (Oggetto, princìpi e criteri direttivi generali di delega) 1 In coerenza con le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all'articolo 10, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, e in relazione all'articolo 3, comma 1, del medesimo regolamento, nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 della presente legge, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a prevedere che il percorso formativo del liceo del Made in Italy persegua i seguenti obbiettivi: 1 essere indirizzato allo studio della cultura giuridica ed economica e della tradizione umanistica del nostro Paese; 2 fornire allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alle scienze giuridiche ed economiche, all'interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consenta di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare una visione critica della realtà; 3 guidare lo studente ad approfondire e sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per cogliere la complessità e la specificità di alcuni settori strategici dell'economia del Paese, cosiddetti « settori del Made in Italy » ; 4 assicurare allo studente un percorso di acquisizione di conoscenze e di competenze molteplici per proseguire, in modo proficuo, la propria formazione in ambito universitario e per inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. b prevedere che il percorso formativo, oltre a raggiungere i risultati di di cui alla lettera a) , offra conoscenze su: 1 princìpi dell'economia manageriale; 2 strumenti per la gestione complessiva di un'impresa; 3 modelli di business , in particolar modo dei modelli di business delle aziende dei settori della moda, dell'arte e dall'alimentare; 4 tecniche avanzate di marketing ; 5 strategie di marketing specifiche per le imprese del Made in Italy ; 6 strumenti operativi per il supporto e lo sviluppo dei processi produttivi e organizzativi delle imprese del Made in Italy ; 7 scenario economico internazionale; 8 caratteristiche del sistema economico del Made in Italy ; 9 caratteristiche e opportunità dei mercati emergenti; 10 strumenti per gestire le dinamiche e i processi di internazionalizzazione di prodotti e servizi del Made in Italy ; 11 strumenti di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e problematiche giuridiche rilevanti nelle filiere del Made in Italy ; 12 normativa sul commercio internazionale; c prevedere l'istituzione di comitati tecnico-scientifici regionali con il compito di sovrintendere al funzionamento didattico del liceo del Made in Italy , ovvero all'attuazione di una programmazione territoriale che garantisca un'equa distribuzione dell'offerta formativa sul territorio; d disporre il coordinamento della disciplina vigente relativa all'articolazione del sistema dei licei, anche mediante l'abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili con i decreti legislativi emanati in attuazione della presente legge. 3 (Princìpi e criteri direttivi specifici di delega) 1 Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a individuazione degli obiettivi specifici di apprendimento in relazione agli insegnamenti compresi nel piano di studi per il liceo del Made in Italy, prevedendo: 1 per il primo biennio, i seguenti insegnamenti: 1.1) lingua e letteratura italiana; 1.2) lingua e cultura straniera; 1.3) storia dell'arte; 1.4) matematica; 1.5) informatica; 1.6) scienze naturali; 1.7) fisica; 1.8) scienze motorie e sportive; 1.9) storia e geografia; 1.10) diritto ed economia politica; 1.11) religione cattolica o attività alternative; 2 per il secondo biennio e per il quinto anno, i seguenti insegnamenti: 2.1) lingua e letteratura italiana; 2.2) lingua e cultura straniera; 2.3) storia dell'arte; 2.4) matematica; 2.5) informatica; 2.6) scienze motorie e sportive; 2.7) storia; 2.8) filosofia; 2.9) religione cattolica o attività alternative; 2.10) economia e gestione delle imprese del Made in Italy; 2.11) modelli di business nelle industrie dei settori della moda, dell'arte e dell'alimentare; 2.12) Made in Italy e mercati internazionali; b previsione che l'orario annuale degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti sia di 891 ore nel primo biennio, corrispondenti a 27 ore medie settimanali e di 1023 ore nel secondo biennio e nel quinto anno, corrispondenti a 31 ore medie settimanali; c individuazione delle classi di concorso richieste per impartire l'insegnamento di: 1 economia e gestione delle imprese del Made in Italy ; 2 modelli di business nelle industrie moda, arte e alimentare; 3 Made in Italy e mercati internazionali. 2 I decreti legislativi di cui all'articolo 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 3 Gli schemi dei decreti legislativi sono corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura e sono tra smessi alle Camere perché su di essi siano espressi, entro trenta giorni dalla data della trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti sono adottati anche in mancanza dei suddetti pareri. 4 Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tale fine, per gli adempimenti ivi previsti le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, questi sono adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 5 Sono fatte salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.