Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 141 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione dei disegni di legge: Doc 1264 Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Capitanio ed altri; Gelmini ed altri; Dadone ed altri; Battilocchio ed altri; Toccafondi ed altri; Comaroli ed altri; Gelmini; Mura ed altri; Schullian ed altri; Pella; Frassinetti ed altri; Nesci ed altri; Lattanzio ed altri; Fusacchia; Brunetta e Aprea; Misiti; e di un disegno di legge di iniziativa popolare) Doc 233 Modifiche al decreto-legge 1° settembre 2008, n.137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n.169, recanti disposizioni in materia di insegnamento di «Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea» GINETTI ed altri. - Doc 303 Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nella scuola primaria e secondaria BOLDRINI e MESSINA. - Doc 610 Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta FLORIDIA ed altri. - Doc 796 Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta ROMEO ed altri. - Doc 863 Valorizzazione e potenziamento dei percorsi dell'insegnamento «Cittadinanza e Costituzione» MALPEZZI ed altri. - Doc 1031 Istituzione dell'insegnamento di educazione alla convivenza civile nelle scuole primarie RONZULLI. - (Relazione orale) Approvazione del disegno di legge n. 1264 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1264, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Capitanio ed altri; Gelmini ed altri; Dadone ed altri; Battilocchio ed altri; Toccafondi ed altri; Comaroli ed altri; Gelmini; Mura ed altri; Schullian ed altri; Pella; Frassinetti ed altri; Nesci ed altri; Lattanzio ed altri; Fusacchia; Brunetta e Aprea; Misiti; e di un disegno di legge di iniziativa popolare, 233, 303, 610, 796, 863 e 1031. Il relatore, senatore Rufa, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. RUFA, relatore . Signor Presidente, la 7 a Commissione ha concluso l'esame del disegno di legge n. 1264, già approvato dalla Camera dei deputati, con il quale si propone di introdurre l'insegnamento trasversale dell'educazione civica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione e l'avvio di iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile nella scuola dell'infanzia. La Commissione propone all'Assemblea di approvare il testo già definito dalla Camera dei deputati, senza modificazioni, consentendo così - auspicabilmente - che se ne avvii l'operatività sin dal prossimo anno scolastico. L'esame del disegno di legge è stato svolto dapprima in sede redigente, per proseguire poi, da ultimo, in sede referente, dopo che ne è stata richiesta la rimessione all'Assemblea ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del Regolamento, da parte del prescritto numero di senatori. Passando a illustrare i contenuti del disegno di legge n. 1264, segnalo innanzi tutto che esso è stato approvato dalla Camera dei deputati in un testo unificato risultante dall'abbinamento di numerose proposte legislative. Dopo aver enunciato i princìpi all'articolo 1, il testo dispone all'articolo 2 che, a decorrere dal 1° settembre dell'anno scolastico successivo alla data di entrata in vigore della legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è attivato l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, e che esso è oggetto di valutazione periodica e finale (come previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2017 e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122), espressa in decimi. Per l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, previsto nel curricolo di istituto, l'orario non può essere inferiore a 33 ore annue (un'ora a settimana) nel monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto numero di ore, gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo, fermo restando che non vi devono essere ore di insegnamento eccedenti rispetto all'orario obbligatorio. Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento trasversale dell'educazione civica è affidato in contitolarità ai docenti sulla base del predetto curricolo, utilizzando le risorse dell'organico dell'autonomia. Nel secondo ciclo, l'insegnamento è affidato ai docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili, nell'ambito dell'organico dell'autonomia. Per ciascuna classe, tra i docenti cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica è individuato un docente coordinatore che ha, tra l'altro, il compito di formulare la proposta di voto acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti a cui è affidato il medesimo insegnamento. L'articolo 3 affida ad un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca la definizione di linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica su alcuni temi di riferimento quali: Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell'inno nazionale, agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, educazione alla cittadinanza digitale, elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro, educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, della identità delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari, educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni, formazione di base in materia di protezione civile. Si prevede, inoltre, che, nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica, siano promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. L'articolo 4 pone la conoscenza della Costituzione italiana alla base dell'insegnamento dell'educazione civica, sia nella scuola dell'infanzia e del primo ciclo sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà. L'articolo 5 include l'educazione alla cittadinanza digitale nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica e indica quali sono le abilità e le conoscenze digitali essenziali da sviluppare con gradualità in base all'età degli alunni e degli studenti. In questo quadro, si prevede l'istituzione presso il MIUR della consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell'adolescente digitale, convocata almeno ogni due anni dal Ministro stesso. Quanto alla composizione, non è previsto il numero fisso di componenti, ma si stabilisce che sia assicurata la presenza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore e che un componente è designato dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. La Consulta opera in coordinamento con il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, istituito ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 71 del 2017. L'articolo 6 destina alla formazione dei docenti sulle tematiche dell'educazione civica una quota parte, pari a 4 milioni di euro annui dal 2020, delle risorse già stanziate per l'attuazione del piano nazionale di formazione per la realizzazione delle attività formative. L'articolo 7 stabilisce che la scuola rafforza la collaborazione con le famiglie, anche integrando il patto educativo di corresponsabilità, estendendolo alla scuola primaria al fine di valorizzare l'insegnamento trasversale dell'educazione civica e di sensibilizzare gli studenti alla cittadinanza responsabile. Il medesimo articolo 7 abroga le norme relative alle sanzioni disciplinari sugli alunni della scuola primaria. L'articolo 8 prevede la possibilità di integrare l'insegnamento trasversale dell'educazione civica con esperienze extrascolastiche e con il mondo del volontariato e del terzo settore, nonché con le amministrazioni locali e loro organi, mentre l'articolo 9 affida al MIUR la costituzione senza nuovi oneri dell'albo delle buone pratiche di educazione civica. L'articolo 10 prevede l'indizione annuale, con decreto del Ministro, di un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale per ogni ordine e grado di istruzione. Infine, l'articolo 11 incarica il Ministro di presentare alle Camere ogni due anni una relazione sull'attuazione della legge. L'articolo 12 introduce la clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano. L'articolo 13 regola la clausola di invarianza finanziaria. Al disegno di legge sono stati abbinati ulteriori testi, sottoscritti dalle diverse forze politiche, di cui si propone l'assorbimento. Si tratta del disegno di legge n. 233, presentato dai senatori Nadia Ginetti e altri; del disegno di legge n. 303, di iniziativa delle senatrici Boldrini e Messina; del disegno di legge n. 610, di iniziativa dei senatori Barbara Floridia ed altri; del disegno di legge n. 796, di iniziativa dei senatori Romeo e altri; del disegno di legge n. 863, di iniziativa dei senatori Simona Malpezzi e altri; nonché del disegno di legge n. 1031, di iniziativa della senatrice Ronzulli. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, arriva oggi in Aula un disegno di legge sull'educazione civica blindato. Ci arriva dalla Camera senza alcuna possibilità di modifica, annullando in questo modo il lavoro portato avanti in Commissione e annullando anche la possibilità dell'opposizione di offrire una visione diversa dell'insegnamento dell'educazione civica a scuola. Di fatto, ancora una volta, si supera il bicameralismo paritario, perché tutto viene definito in un solo ramo del Parlamento. Pertanto, ho deciso di intervenire per rappresentare una proposta di legge che ho presentato, sin dalla scorsa legislatura, quale contributo volto a definire un insegnamento che solo a tratti ha trovato specifica attuazione nei programmi scolastici. Va infatti sottolineato con forza che questa maggioranza, ancora una volta, pretende di propagandare un'innovazione e di appropriarsi dell'introduzione della materia dell'educazione civica nelle scuole, quando sin dal 1958 è prevista come materia di insegnamento. Riteniamo però che andassero definiti con maggior chiarezza il confine, le competenze e le modalità, adattandoli anche all'evoluzione civica e culturale della società civile, per colmare pericolosi vuoti e involuzioni. Numerosi infatti sono stati i tentativi di rafforzare l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole dopo il 1958, quasi una bulimia legislativa: dopo il decreto del Presidente della Repubblica n. 140 del 1985, nel 1998 segue quello per la formazione alla cittadinanza (DPR n. 249); nel 2003 viene emanata la legge n. 53 per l'educazione alla convivenza civile, anche qui con la previsione che l'educazione civica includesse anche l'educazione stradale, alla salute, all'educazione alimentare e all'affettività; ancora, di seguito, il decreto Gelmini (n. 137 del 2008) in riferimento a «cittadinanza e Costituzione», insegnamento poi inserito nell'area disciplinare storico-geografica con la legge n. 107 del 2015. Questo per sottolineare che non si tratta di introdurre un nuovo insegnamento, ma andava al contrario indicata una modalità per renderlo maggiormente efficace, adattandola alle esigenze attuali. Anche in ambito europeo la Commissione europea dal 2016 ha adottato una serie di comunicazioni volte a rafforzare l'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura. Dal rapporto «Educazione alla cittadinanza a scuola» del 2017, comparando 42 sistemi educativi, emerge che in ben 20 sistemi la materia rappresenta una disciplina separata ed obbligatoria. Sul piano ordinamentale in Italia, dunque, la materia non ha ottenuto (e con questo disegno di legge non si supera questo limite) quell'autonomia scientifica che le spetterebbe ed è diventata invece un'appendice dell'insegnamento della storia, confinata spesso in uno spazio didattico tanto limitato da risultare inefficace nei suoi compiti, sia di istruzione che di educazione. È un mio auspicio, al contrario, che la Carta costituzionale venga sistematicamente insegnata e analizzata nelle scuole italiane di tutti gli ordini e gradi per offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile per costruire il loro futuro di cittadini, i quali devono sentirsi orgogliosamente parte integrante, attiva e solidale della comunità nazionale, con una coscienza critica rivolta alle grandi sfide poste dalla contemporaneità, senza paure: coscienze oggi sin troppo facilmente manipolabili, anche per la diffusione dell'uso dei social e delle reti di comunicazione di massa. Ieri abbiamo ripetuto tante volte in Assemblea che la sovranità appartiene al popolo. Su questo principio si fonda la nostra democrazia e per questo è fondamentale porre le basi per una cittadinanza consapevole del ruolo assegnatole dalla nostra Costituzione repubblicana. Non ritengo che un insegnamento trasversale e non autonomo, con un coordinatore che dovrebbe riportare a sintesi frammenti di insegnamento che voi della maggioranza proponete, senza un'autonoma valutazione finale e senza una chiara definizione della materia di insegnamento per trentatré ore annue, possa conseguire tale risultato. Per tale ragione la mia proposta di legge non prevedeva un insegnamento trasversale, ma un monte ore autonomo per un autonomo insegnamento e per consentire agli studenti l'acquisizione di nozioni giuridiche sui valori, sui diritti e sui doveri su cui si basa la nostra convivenza civile. Rispetto che è alla base della legalità in ogni territorio e in ogni comunità; legalità che è garanzia di quella sicurezza che voi propagandate, ma che di fatto non perseguite. Se studiare la storia che ha accompagnato la nascita e lo sviluppo della nostra democrazia e delle nostre istituzioni è fondamentale, irrinunciabile è l'insegnamento e la conoscenza dei diritti e dei doveri quale fondamento del vivere comune. Gli insegnanti ci sono; lo abbiamo sottolineato anche in Commissione. Gli insegnanti ci sono già e stanno aspettando di essere impiegati. Sono i 4.000 docenti presenti nelle scuole, già docenti ordinari, laureati in scienze giuridiche ed economiche, già pagati. Quindi la nostra è una proposta di invarianza finanziaria; basterebbe redistribuire uniformemente 4.000 docenti per avere un docente di diritto in ogni istituto superiore. La democrazia - lo abbiamo vissuto ieri - è una conquista, ma non è data né scontata, va manutenuta e tutelata costruendo cittadinanza per preparare anche classi dirigenti onorevoli che con competenze e disciplina assolvano domani al compito di servire lealmente il Paese nell'interesse generale. Eviteremmo così di avere rappresentanti del popolo disponibili ad approvare, come ieri abbiamo fatto, provvedimenti illegittimi e anticostituzionali. (Applausi dal Gruppo PD) . Mi piacerebbe che ogni studente con l'educazione alla Costituzione possa sentirsi parte di una comunità da rappresentare con orgoglio, a cui dare il proprio contributo personale per la crescita economica, sociale e culturale del Paese e recuperare così fiducia e stima nelle nostre preziose istituzioni democratiche. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, signor Sottosegretario, la nostra valutazione - parola chiave del provvedimento al nostro esame e del mio intervento - è che siamo di fronte ad un'occasione persa. Ci siamo confrontati con il collega Romeo, che è anche un collega di territorio, e non abbiamo condiviso un punto. Capisco la preoccupazione di arrivare pronti per l'inizio dell'anno scolastico con un provvedimento; la capisco sinceramente e credo che ancora una volta, anche in questo caso, il Gruppo del Partito Democratico sia riuscito a tenere insieme due esigenze: svolgere il proprio ruolo di forza politica temporaneamente all'opposizione, che mette in luce con chiarezza un'altra visione del Paese; farlo però con serietà, senza ostruzionismo e senza far perdere tempo al Paese. Tuttavia, nel Senato della Repubblica, nonostante le competenze che ha ciascun componente il provvedimento è passato per una pura questione formale. Siamo oggi all'inizio del mese di agosto, in qualche ora approveremo il provvedimento e nessun contributo dei colleghi senatori e delle colleghe senatrici, non dico dell'opposizione, ma neppure della maggioranza, potrà entrare a far parte del progetto di legge. Secondo noi questo è un errore politico, perché l'iniziativa sull'insegnamento d'educazione civica nasce da un fronte trasversale: nasce dal territorio, per impulso di cittadini, di amministratori locali, di docenti e comporta una straordinaria riflessione. Infatti, se non vogliamo semplicemente inserire un dossier in un fascicolo, in un cassetto, magari alzare la bandiera e appendere alla giacca di qualche collega parlamentare (segnatamente deputato, che è anche un caro amico) la medaglietta per il risultato di aver approvato un provvedimento e basta, ma vogliamo capire come nel 2019 davvero si riescono a compiere queste due azioni straordinarie contenute nelle due parole «educazione civica», occorre riuscire a far emergere sempre più nei ragazzi il senso di appartenenza a una comunità e lo sviluppo di un'attitudine al civismo, alla civiltà. Vi domando e mi domando: abbiamo un problema di civiltà oggi, in questo Paese? Abbiamo un problema di civiltà in Occidente oggi? Lo abbiamo o no? Siamo davvero convinti che con due norme, con alcune meravigliose, bellissime dichiarazioni di intenti contenute in qualche articolo, noi da domani mattina o - come sta molto a cuore al collega Romeo - dal 1°, dal 15, dal 18 o dal 19 settembre - avremo risolto questo problema? Io credo di no. Questa era l'occasione oggettiva per coinvolgere studiosi e persone che sulla pedagogia investono il proprio tempo e per provare a capire come possiamo fare nel 2019, utilizzando ad esempio le tecnologie, le forme del gioco e del divertimento come strumenti di apprendimento, per innescare nei ragazzi un cambiamento culturale; un cambiamento culturale che, purtroppo, è avvenuto a partire dagli anni Ottanta, che però va nella direzione dello sfaldamento della società, dello sviluppo di un individualismo personale, che diventa via via più drammatico e che, negli ultimi decenni, è passato dalla forma di un individualismo disattento all'altro da sé, addirittura alla forma di un individualismo che vede nell'altro un nemico, quindi dell'individualismo dell'odio, che forse è il principio, opposto all'educazione civica, che caratterizza veramente la nostra società. Questa discussione, questo dibattito, questa riflessione dove sono nel percorso che abbiamo svolto per questo provvedimento? Non ce n'è stato oggettivamente neanche lontanamente lo spazio. Anche in questo caso, con totale disponibilità, cortesia, volontà di andare incontro ai colleghi, non è però colpa nostra se, dopo un anno di Governo, il provvedimento sull'educazione civica arriva povero e svuotato di ogni contenuto innovativo e di risorse all'Assemblea del Senato, intorno alla fine del percorso lavorativo di tutti prima di una breve pausa estiva. A questo punto bisogna mortificare un cammino di questo tipo, perché all'inizio dell'anno scolastico dobbiamo aver depositato e attivo un provvedimento di legge. Questo è un errore politico. È oggettivamente un'occasione persa. Qualcuno ha detto - e questa, in realtà, è una conferma di ciò che sto dicendo - che ora approviamo questo provvedimento, che è la cornice, dopodiché, nei prossimi provvedimenti, soprattutto quelli di natura economica, inseriremo nella cornice il contenuto. Quindi, noi stiamo appendendo, nel più bel museo della nostra comunità, non un quadro ma una cornice e diciamo «prossimamente»: iniziamo ad occupare il posto con la cornice e vedremo se passerà qualche quadro da mettere dentro. L'arte contemporanea, sulla funzione della cornice ha svolto un lavoro meraviglioso e ha detto che tutto ciò che finisce dentro la cornice per una comunità diventa un quadro, però non è così. La potenza di Chagall e di Van Gogh è all'interno del quadro, non nella cornice e questo è il passaggio che manca completamente a questo provvedimento. Grazie al collega Cangini, ad esempio, è stato ospite in 7 a Commissione un professore tedesco il quale, nel corso di un'audizione assolutamente interessante, ci ha spiegato quale tipo di problematiche stanno sollevando i mezzi e gli strumenti digitali rispetto alle capacità di apprendimento dei nostri ragazzi. Possiamo dunque nel 2019 proporre un'iniziativa legislativa sull'educazione civica e ignorare completamente questo universo che riguarda i nostri ragazzi e le nostre ragazze? È di questo, infatti, che ci dobbiamo occupare. Mi si consenta di dire un'ultima cosa. Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario, senza volere inutilmente alzare i toni, io sono drammaticamente preoccupato di un aspetto culturale di questo disegno di legge, vale a dire di dove sarà fissato il punto di caduta rispetto al tema dell'educazione. Nelle parole di tanti colleghi e tendenzialmente, purtroppo, anche nella lettera dominante di questo provvedimento, il punto di equilibrio sul piano della valutazione sta tutto nel giudizio se si è dentro o fuori da una cornice. Il tema dunque non è educare, cioè andare a trovare nelle persone quel che per ognuno significa civismo e costruirne un collettivo, perché poi è questo il compito che dovrebbe svolgere la scuola, quanto piuttosto dare un giudizio numerico se si è dentro o fuori una presunta tabella dogmatica di valutazione. In realtà, colleghi, tutta la società si sta spostando verso il concetto di chi è dentro e di chi è fuori, per cui noi continuiamo a costruire cornici, confini, insiemi e recinti - termine quest'ultimo che afferisce a un linguaggio pastorale che, secondo me, purtroppo ha molto a che vedere con questo approccio - per capire chi è dentro e chi è fuori. Questo processo, però, non serve a niente: non ci serve dire a un ragazzo, che è nel suo pieno sviluppo personale ed educativo, se ha o no le caratteristiche necessarie per essere accettato dalla società. Questo è il punto, perché il dramma di tante ragazze e di tanti ragazzi oggi, soprattutto nel momento della loro trasformazione, è già quello di non sentirsi accettati dalla società, di sentirsene lontani, di sentirsi altro e noi dobbiamo mettere in campo esattamente il processo contrario. Non si tratta, dunque, di dire loro che non hanno le caratteristiche e che non raggiungono il livello minimo che qualcuno di noi ha deciso in un'Aula come questa nel mese di agosto per essere o no parte di una comunità; al contrario, occorre capire con loro come possono condividere le caratteristiche che hanno dentro con tutti gli altri componenti della loro classe, della loro comunità e costruirle insieme. Questa è la grande sfida culturale che non stiamo nemmeno tentando: non so se saremmo stati in grado di portarla a termine, ma non abbiamo neppure provato. Ho concluso il tempo a mia disposizione. Consegno solo un nocciolo di speranza, signor Presidente: per fortuna sono convinto che anche in questa occasione, nonostante le norme che approveremo, tante insegnanti e tanti insegnanti, tante maestre e tanti maestri nella scuola italiana riusciranno a fare buona e qualificata educazione civica. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, l'educazione civica pone le sue fondamenta nella conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea, contribuendo a formare cittadini responsabili e attivi, promuovendo la loro piena partecipazione alla vita sociale e culturale e il rispetto delle regole del vivere comune e dei diritti e dei doveri di tutti. Nel percorso scolastico di maturazione e di formazione, la conoscenza dei princìpi basilari di legalità, di cittadinanza attiva e partecipazione, di sostenibilità ambientale, di diritto alla salute e al benessere della persona imprimerà negli studenti un'impronta indelebile, capace di influenzare le loro scelte future, creando le basi solide su cui costruire un percorso di maturazione progressiva che li porterà a diventare uomini veri, rispettosi delle istituzioni, inseriti in un contesto sociale di partecipazione attiva e di integrazione culturale e multietnica, in cui vi sia il giusto equilibrio tra l'affermazione dei propri e degli altrui sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione e il rispetto dei propri doveri. Ed è proprio in questo equilibrio difficile e delicato che si fonda l'essenza della democrazia. Rispetto, condivisione, partecipazione alla vita pubblica costituiscono il volano per la crescita di una democrazia sana e forte, capace di resistere a possibili derive antidemocratiche che possono nascere da spinte estremiste e isolazionistiche, le quali antepongono gli interessi particolari di pochi a quelli condivisi di molti. Secondo me, il risultato più importante cui contribuirà questo disegno di legge, che ridà dignità e visibilità all'insegnamento dell'educazione civica nei vari cicli scolastici, con iniziative di sensibilizzazione già avviate nella scuola dell'infanzia, sarà rappresentato da un ampio orizzonte che si aprirà davanti agli occhi e alla mente dei nostri ragazzi. Il nuovo percorso di insegnamento dell'educazione civica, che abbraccia tutta la vita sociale nei suoi multiformi aspetti (come il rispetto dell'ambiente e la tutela del patrimonio ambientale, l'educazione alla salute e al benessere, la partecipazione al volontariato e alla cittadinanza attiva, l'educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, l'educazione stradale e in ultimo, ma non per importanza, l'educazione al rispetto delle istituzioni e la conoscenza la nostra Carta costituzionale) costituisce un punto iniziale per la formazione vera dei nostri ragazzi, sempre più correlata alla realtà quotidiana. Questo risultato permetterà alla scuola italiana di essere non più un'entità astratta, ma un punto di riferimento perfettamente inserito nel suo ruolo formativo e di preparazione alla successiva vita sociale e di comunità. Particolare attenzione è rivolta alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all'insegnamento trasversale dell'educazione civica. Il docente, opportunamente formato, dovrà coinvolgere ed essere il trascinatore degli alunni in questa esperienza culturale e in questo percorso di crescita. Voglio concludere questo mio intervento con una considerazione finale. L'educazione civica deve rappresentare un modo di insegnare la vita reale, capace di modificarsi nel corso degli anni in rapporto alle nuove tecnologie e alle nuove acquisizioni, mantenendo tuttavia sempre un concetto fondamentale: formare correttamente e far sì che i ragazzi diventino cittadini veri in un'Italia moderna e democratica. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, siamo qui oggi per svolgere la discussione generale in merito all'insegnamento dell'educazione civica. Sappiamo che si tratta di un tema sul quale stiamo dibattendo da tempo, specialmente in quest'ultimo periodo, e che molte forze politiche hanno presentato disegni di legge in merito. Devo ricordare tuttavia in quest'Aula che non partiamo dall'anno zero: il tema era già contenuto nella legge sulla buona scuola che abbiamo approvato nella precedente legislatura; si è molto rafforzato, già da allora, un senso delle competenze civiche e della cittadinanza. Fino a qualche decennio fa in Italia nelle scuole medie superiori era previsto questo insegnamento; vi era l'obbligo di insegnare l'educazione civica, una materia introdotta nel 1958 da uno dei Padri della nostra Repubblica, Aldo Moro. Bene aveva fatto allora Aldo Moro a inserire tale obbligo, perché sapeva già che educare una comunità al senso civico delle istituzioni è molto importante ed è la base di un vivere e di una società civili, per diffondere valori importanti come quelli contenuti nella Costituzione. L'educazione civica, infatti, comprende ovviamente l'insegnamento della legge più importante nella nostra gerarchia delle fonti normative, che purtroppo ieri è stata calpestata in maniera clamorosa. Diciamo che si tratta della linea guida per un Paese civile. E, quindi, bene aveva fatto Aldo Moro a inserire l'obbligo dell'insegnamento dell'educazione civica. Inopinatamente, però, in quanto sembrava che la società civile fosse ormai già diventata formata e costruita e che non ve ne fosse più bisogno. Purtroppo stiamo assistendo ai corsi e ai ricorsi della storia. C'è assolutamente bisogno di riprendere un vivere civile. In questi giorni ci rendiamo conto di quanto il nostro popolo si stia imbarbarendo e ciò rappresenta un problema grosso. Dobbiamo cominciare a fare qualcosa, introducendo un obbligo che possa aiutarci su questa strada. Inseriamo pertanto l'insegnamento dell'educazione civica nella scuola pubblica e rendiamoci conto dell'importanza che può avere. La Camera alta - il Senato - fa già molto lavoro per i nostri studenti. Come sapete, ci sono iniziative importanti, a cui molti di noi hanno partecipato, nell'ambito delle quali i bambini vengono in Senato a imparare l' iter di approvazione delle leggi e la Costituzione. Tuttavia, si tratta di attività formative volontarie che non hanno una forma e una struttura. È quindi bene dare una struttura in questo specifico momento, per fare in modo che vi sia consapevolezza di far parte di una comunità in cui il rispetto delle regole è condizione essenziale per vivere in maniera ottimale. L'abolizione dello studio dell'educazione civile fu l'effetto, anche questo, di un'altra riforma che aveva previsto un taglio dei finanziamenti. Anche in quel caso - l'ho detto prima - si era operato in maniera inopinata, perché si pensava che per recuperare fondi si dovesse far venir meno un insegnamento così importante. Ho già detto che ciò ha comportato un decadimento dei valori e non ci piace. Vogliamo una società che sia molto più coesa. Oggi, a distanza di oltre venticinque anni da quell'abolizione, riemerge la necessità che la scuola operi in stretto collegamento con le famiglie. A tal proposito, c'è un aspetto che devo sottolineare. Perché i nostri ragazzi devono essere sempre lo stimolo per aiutare i genitori a diventare migliori? Credo che ci debba essere una coesione e debbano le famiglie diventare, insieme ai figli, una società civile migliore. Anche in questo caso, però, noi diamo sempre il compito ai nostri ragazzi, nella speranza che ci aiutino ad avere un futuro migliore per diventare buoni cittadini e imparare fin dall'inizio quali sono i princìpi fondamentali della Carta costituzionale. Stiamo parlando di una disciplina fondamentale per intendere il processo formativo attraverso il quale si assumono diritti e doveri, ossia diritti esigibili, ma anche doveri che oggi, purtroppo, non tutti sentono di avere. Si vuole dare un impulso alla nostra società, ancora una volta, attraverso l'educazione nelle scuole. Questo è molto importante. Abbiamo sentito quanto ha detto prima il collega Rampi, che mi ha preceduto. Si sarebbe dovuto trattare di una condivisione di intenti. Anche noi abbiamo avanzato proposte normative, però - come spesso succede - molti emendamenti non sono stati accolti e ci dispiace moltissimo. Ad ogni modo, riteniamo che sia importante proseguire su questa strada, approvando il provvedimento e consegnando così alla nostra società una legge importante. Nella scuola il lavoro degli insegnanti - lo sappiamo - è molto importante. Vorrei fare un esempio cui ho assistito la settimana scorsa con grande piacere, per rivalutare il lavoro dei nostri docenti. Purtroppo è venuto meno un caro amico, un'insegnante delle scuole superiori. Sono andata al suo funerale e sono rimasta piacevolmente sorpresa dal fatto che, oltre ai suoi colleghi - solitamente sono presenti quando si accompagna una persona nel suo ultimo viaggio - erano presenti tantissimi ragazzi, tutti i suoi studenti. Questo significa che, attraverso la vocazione di chi ha voglia di insegnare - e lui ha insegnato tanta educazione civica, forse non nel merito, forse non nei capitoli specifici ma con il comportamento, con l'esempio di una buona società - si insegnano valori importanti, sicuramente quelli della Costituzione. Quei ragazzi sono rimasti attaccati a lui fino all'ultimo respiro e hanno pianto in maniera incredibile. Non ho mai visto un simile attaccamento. Devo dire che un insegnante è una persona che può trasmettere valori e ovviamente dobbiamo dargli i mezzi per poterlo fare. Purtroppo il disegno di legge in esame, ancora una volta, prevede l'invarianza finanziaria, ed è un grande problema perché non si possono fare progetti sempre a invarianza finanziaria. In conclusione, Presidente, riteniamo comunque che quello in esame rappresenti un primo passaggio importante. Sappiamo benissimo che le leggi sono testi scritti, sono diritti esigibili. Mi auguro che il testo al nostro esame non rimanga inapplicato. Deve essere applicato - lo abbiamo detto - al primo anno accademico in cui sarà possibile farlo. Spero che si faccia presto, perché ne abbiamo veramente bisogno. Sono state inserite molte altre clausole, dal cyberbullismo all'agenda digitale. Spero che non diventi troppo complesso, perché vi sia una netta applicazione. Credo che ne abbiamo veramente bisogno tutti. Prendiamo esempio dai prossimi studenti che avranno il compito importante di trasformare la nostra società in una molto più civile. (Applausi dal Gruppo PD) . Saluto ad una rappresentanza dei comitati dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i rappresentanti dei comitati dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, in provincia di Pesaro-Urbino, che stanno assistendo ai nostri lavori e che sono ben noti ai rappresentanti della Commissione affari costituzionali. (Applausi) . Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. Doc 1264 Doc 233 Doc 303 Doc 610 Doc 796 Doc 863 Doc 1031 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, dispiace un po' che un tema così importante arrivi in Aula proprio alla fine dell'anno (assumendo come prospettiva l'anno scolastico più che l'anno solare), perché, se collocato diversamente, avrebbe potuto permettere un cambio di mentalità agli insegnanti che a settembre entreranno in classe a prendersi cura dei loro allievi. Attenzione, però: quando parliamo di cambio di mentalità applicato al tipo di proposta educativa che la legge fa, non stiamo parlando di una novità in senso assoluto. Onore ai capelli bianchi: io ho vissuto molte volte tante proposte che sono andate in questa direzione. Ho vissuto concretamente sulla mia pelle l'educazione civica, ma poi ho sentito intorno a questo nucleo (che è fatto di conoscenze ma soprattutto di abiti, di stile di vita, di comportamenti, di modalità relazionali), quello che è in fondo il cuore stesso della scuola inteso come fare scuola in senso comunitario. Sappiamo tutti come spesso si fa un po' l'errore di identificare la scuola semplicemente con il conoscere, con il sapere. Questo tipo di educazione ci ripropone la grande provocazione del fare scuola come scuola di vita, come modo di stare con gli altri, come modo di conoscere gli altri e come modo di stabilire con loro una relazione di collaborazione in virtù di valori e di princìpi fortemente condivisi. Questo è, di fatto, il senso dell'educazione alla cittadinanza attiva: non sei soltanto la persona che usufruisce di alcuni servizi e acquisisce il diritto a protestare se questi servizi non hanno la qualità attesa. Sei la persona che si carica personalmente e responsabilmente dei servizi necessari alla piccola o grande comunità in cui vive e si presta a essere elemento attivo che presta servizio agli altri. Diciamo che l'educazione alla cittadinanza attiva è quella che ci ripropone nuovamente la grande sfida culturale del nostro tempo, che è andare oltre la definizione dei diritti individuali, per riappropriarci di quella responsabilità sociale che si connatura nel senso del dovere all'essere con gli altri. In questo senso la scuola fa una proposta molto forte ai ragazzi e la fa non limitandosi a proporre contenuti; tra l'altro, i contenuti che propone anche il disegno di legge in esame spaziano così tanto, nella totalità assoluta, e vanno dall'educazione stradale, all'educazione all'ambiente, dall'educazione estetica, all'educazione fondamentale alla legalità. Si parla però anche di un'educazione che si riappropria di quel senso delle regole del vivere civile che dovrebbe costituire un baluardo fortissimo, perlomeno per saper riconoscere immediatamente dove c'è il tentativo di sopruso; dove c'è il tentativo di corruzione; dove c'è quella dimensione che a volte viene apprezzata, ma che concretamente è la fuga dal senso morale, costituita da quell'atteggiamento da furbetto, di chi cioè impara a schivare le regole per volgerle esclusivamente a proprio vantaggio. L'educazione civica è una proposta forte a sentirsi elementi di riferimento nel proprio contesto sociale a cominciare - per esempio - dalla scuola, ma anche dalla famiglia e dalle realtà in cui il ragazzo si sente inserito, nell'arco di tempo che va dall'età più giovane fino alla maturità. In questa sede stiamo facendo proposte forti e coraggiose, che la legge assume come proposte culturalmente trasversali. Non c'è il professore di educazione civica, ma c'è il coordinatore degli insegnamenti che, in qualche modo, vengono riproposti attraverso tutti i contenuti. Devo dire che molti di noi hanno acquisito l'educazione civica necessaria attraverso contenuti provenienti dalla filosofia, dalla storia e dalla letteratura. Tutti noi - perlomeno chi viene dall'esperienza del liceo classico - abbiamo amato appassionatamente la nascita della democrazia in Atene e le tragedie greche: credo che il personaggio di Antigone abbia plasmato un senso della legge naturale così forte, in molti di noi, da darci la giusta proporzione tra legge naturale e legge positiva, tra diritto naturale e responsabilità di fronte alla propria coscienza e una proposta normativa che, a lungo andare, potrebbe assumere un carattere meramente burocratico e farraginoso. Tutto ciò ci chiede di riproporre oggi il senso della Costituzione come una realtà viva. Conosciamo la distinzione tra Costituzione formale e Costituzione materiale, ma per noi la Costituzione è quel dialogo comune, stabilito da una cultura cattolica che ha intercettato la cultura liberale e che, insieme a tale cultura, si è confrontata con altri stili di pensiero. Lo ha fatto, però, proponendoci un insieme di norme - chiamiamolo così - che possono davvero definire il denominatore comune delle nostre esperienze. Oggi come oggi sappiamo quanto tante volte si cerca, anche attraverso esperienze politiche diverse, un po' una logica della sopraffazione nella stessa interpretazione della Costituzione. Mettere i ragazzi a tu per tu con la Costituzione è forse una delle esperienze più belle che propone il Senato, quando le scolaresche vengono in visita e ricevono in omaggio la Carta costituzionale, oltre alla Carta della dichiarazione universale dei diritti umani. In qualche modo essi fanno un bagno in una storia e in una continuità riproposte dall'istituzione che li accoglie. Certo, è interessante che oggi, in un momento in cui tanto è di moda lo strumento della democrazia diretta, attraverso il disegno di legge in esame ci si faccia carico della dimensione positiva alla lotta al bullismo e al cyberbullismo. Quante volte abbiamo detto che davanti al cyberbullismo la risposta, prima che essere punitiva, deve essere formativa e deve illustrare il senso della comunicazione, il senso del rispetto delle idee degli altri, la capacità di integrare commenti che convergano verso un'acquisizione più profonda della verità, della complessità dei fatti, della pluralità dei punti di vista? La scuola tutt'oggi si ripropone e si riappropria di questo. Faccio presente che è dal 1958 che venne istituito l'insegnamento dell'educazione civica, tra l'altro praticamente - lo ricordo - quando nacque la scuola media unificata che, al di là di tutto, fu vissuta da alcuni come la scuola da cui si eliminava l'insegnamento del latino e, nello stesso tempo, in cui si offrivano pari opportunità a tutti i ragazzi di poter poi proseguire i loro studi. Era una proposta profondamente impregnata di senso civico e di rispetto per la persona e dell'adulto. Il problema è quanto di questo i professori poi siano riusciti a sviluppare con il loro esempio prima e con la proposta culturale specifica dopo. Allora l'educazione civica veniva inserita nell'ambito disciplinare della storia e della geografia, intendendo la geografia come geografia di popoli. Quanto dovrebbe essere riscoperto oggi anche lo stesso studio della geografia come studio delle diversità ambientali, delle diversità culturali, delle prossimità, delle integrazioni e non soltanto delle conflittualità tra vicini? Da questo punto di vista, è tutta la scuola che deve riassorbire al suo interno un modo nuovo di passare dalla proposta meramente teorica delle conoscenze apprese, lette e ripetute nell'ambito di una valutazione, alla scuola come stile di vita. Ci riusciremo? Non lo so. È la grande sfida che noi dovremmo riuscire a proporre, probabilmente anche a partire dall'esperienza parlamentare. Più che mai nel Parlamento condividiamo tutti, nelle comuni radici che fanno riferimento alla diversità dei partiti di appartenenza, il fondamento della Costituzione. A volte sembra che noi stessi consideriamo la Costituzione come un oggetto del contendere piuttosto che come l'oggetto principale della nostra coesione. Forse anche noi potremmo andare oltre le nostre divisioni per cercare davvero risposte positive per una società più umana, più coesa, più solidale, più orientata davvero al bene comune. Mi auguro che tutto questo sia possibile farlo anche attraverso il provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Saluto ad una rappresentanza di giovani di due comunità parrocchiali del Comune di Este PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea un gruppo di ragazzi delle parrocchie di Santa Maria delle Grazie e del Santissimo Redentore del Comune di Este, in provincia di Padova, che sono accompagnati da un consigliere comunale e stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. Doc 1264 Doc 233 Doc 303 Doc 610 Doc 796 Doc 863 Doc 1031 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Rojc. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, la proposta di introdurre l'educazione civica nelle scuole risponde a una domanda che viene da lontano, che trova nell'idea di cittadinanza attiva e di valori civici condivisi la sua forza. C'è evidentemente condivisione su quella che è una responsabilità psicopedagogica e politica da tutti noi avvertita, che viene dalla promulgazione stessa della Costituzione. Dunque, la necessità di dare alla disciplina dell'educazione civica uno status di autonomia con propria valutazione credo sia una sintesi superiore che riesca a far fare un passo avanti alla comune volontà di tutti i Gruppi di raggiungere l'obiettivo. È diventato urgente il recupero di una dimensione educativa che forma i giovani ai princìpi che consentono lo sviluppo civile della società, la cura dei legami di coesione sociale, mentre si assiste da anni a un progressivo indebolirsi del rispetto reciproco e del senso di responsabilità. Nella scuola, il lavoro degli insegnanti è sempre più difficile e l'apprendimento degli studenti più faticoso. Non possiamo più rinviare l'obiettivo d'insegnare a essere cittadini, e quindi, parte di una comunità. Qualunque esperienza di cittadinanza ha il suo legame fondamentale con la storia della comunità, che dev'essere quindi declinato attraverso l'affermazione dei valore della memoria, della pace, della libertà e della fratellanza nella coscienza dei giovani. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,31) ( Segue ROJC). La scuola, già molto attiva su questi temi, è il luogo dove si informano i cittadini che apprendono il vivere consociato in modo responsabile; il che darà modo alle giovani generazioni di sviluppare una propria coscienza critica, valutare la storia, non cedere alle lusinghe dei revisionismi e divenire cittadini coscienti di una società democratica e giusta. Oggi non inventiamo nulla, ma proseguiamo un percorso iniziato settant'anni fa, come hanno già ricordato le colleghe. Molti sono stati gli interventi, le proposte e i programmi varati e sperimentati, le leggi approvate e poi purtroppo spesso disattese. La prima è del 13 giugno 1958 e fu voluta da Aldo Moro, in quell'anno Ministro della pubblica istruzione, che nel suo decreto precisava cosa si dovesse intendere per educazione civica: lineamenti essenziali della Costituzione; diritti e doveri dei cittadini; lavoro e sua organizzazione e tutela; organizzazioni sociali di fronte allo Stato; nozioni generali sull'ordinamento dello Stato e princìpi della cooperazione internazionale. Nel 1979 si arrivò poi alla retromarcia sul pur minimo spazio orario da dedicarle fino a quella trasversalità contestata per la sua vaghezza, che significava di fatto indebolire il testo di Moro. Ecco perché, pur ribadendo quello che in settant'anni si è raccolto in termini di riflessione, consapevolezza e divisioni su questa materia, non possiamo dirci soddisfatti dei risultati prodotti. Anzi, i rischi di un ritorno all'indietro appaiono molto forti: molte ottime sperimentazioni in corso da tempo rischiano oggi di essere vanificate, senza i necessari approfondimenti. Negli anni è stato l'ambito storico-umanistico a farsi carico dell'insegnamento della materia negli istituti superiori, spesso riducendo il tempo a disposizione per l'insegnamento della storia contemporanea - grave vulnus per i nostri giovani - e portando con sé un impoverimento evidente per tutti coloro che si occupano di scuola. Oggi si parla di ambito economico-giuridico, ma questo può valere solo per un numero limitato di indirizzi scolastici. Inoltre, abbandonare la dizione «Cittadinanza e Costituzione» a mio avviso lascia intatti i problemi che non siamo riusciti a risolvere. Sosteniamo fortemente l'opportunità di una formazione ad hoc per i nostri insegnanti; la necessità di un orario ben definito dedicato all'insegnamento di questa materia, soprattutto per la scuola secondaria e l'inopportunità di caricare l'educazione civica di ogni emergenza educativa comparsa nel quadro scolastico. Accettiamo la trasversalità come male minore di fronte alle difficoltà per ora irresolubili di un affidamento curriculare. È evidente quali siano i limiti di questa proposta di legge, ma continuiamo a pensare che necessiti di un provvedimento. Va chiesto con forza per la scuola secondaria superiore un maggior recupero di risorse per un insegnamento curriculare, che non esuli da un contesto anche storico-giuridico. Sosteniamo con forza, infatti, che solo una formazione civica seria renderà i nostri giovani dei cittadini coscienti del fatto che la nostra Repubblica ha ragione di esistere e prosperare esclusivamente se non perderà mai di vista la Costituzione e soltanto così i giovani potranno sognare e realizzare il proprio futuro da italiani e da europei. (Applausi dal Gruppo PD). MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, era il 1958 quando l'allora ministro della pubblica istruzione Aldo Moro si batté per istituire l'ora di educazione civica nelle scuole italiane; lo stesso Moro che, appena trentenne, propose all'Assemblea costituente di trovare adeguato spazio nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado allo studio della Carta costituzionale. Non nasce oggi l'esigenza di dare ancora maggiore attenzione ai valori e ai princìpi enunciati nella nostra Costituzione, un patrimonio valoriale inestimabile che si limita non solo a dipingere le connotazioni proprie del nostro popolo, ma offre e ridisegna obiettivi più alti, ideali da raggiungere, una postura da assumere. Mai come in questi tempi siffatto ragionamento è indispensabile e importante e, quindi, da tramandare. In questo senso la nostra Costituzione è davvero unica, perché chi l'ha scritta non si è fermato alla comprensione di ciò che questo Paese era, ma ha avuto anche il coraggio e lo spirito per indicare la strada che porta a essere migliori ed è il motivo per cui noi ancora oggi in questi giorni in queste Aule abbiamo la grande responsabilità di rappresentarla ai più alti livelli. Il disegno di legge in esame si propone di contribuire alla realizzazione di quell'intento di cui i nostri Padri costituenti hanno intriso la Carta: educare al vivere comune, conoscere a rivendicare i propri diritti, avere coscienza e ottemperare ai propri doveri, essere buoni cittadini. Tuttavia, l'impossibilità di modifica registrata in questo periodo, all'interno delle Commissioni e non solo, svuota di un senso pieno la necessità avvertita di contributi saldi e concreti anche alla luce di una mancanza di risorse opportune e necessarie. La Costituzione - come disse Giuseppe Dossetti - è stata scritta non per restare lettera morta, ma per diventare per tutti un punto di riferimento. Ecco perché il provvedimento in esame poteva essere un fatto positivo per il nostro Paese, ma resta mortificato proprio perché non si è data la possibilità di effettuare un intervento democratico a tutti noi attraverso il necessario e importante contributo che ogni volta noi siamo chiamati a dare in questo luogo. La democrazia effettiva di un percorso sarebbe stata ulteriore sostanza. Allora rafforzare l'insegnamento dell'educazione civica nelle nostre scuole può e deve essere importante perché contribuisce alla formazione di cittadini responsabili, attivi e soprattutto liberi; persone che vivono lo Stato e prendono parte con passione e conoscenza alla vita civica, sociale e culturale; persone che hanno il diritto di nutrirsi alla luce della nostra storia, arricchendola sempre, contribuendo loro in prima persona allo sviluppo di un Paese e del suo popolo. Rispettare le regole non è un'abitudine che nasce dalla conoscenza delle regole stesse. Il rispetto delle regole e la consapevolezza di essere detentori di diritti e di doveri nei confronti di una comunità non possono che nascere dalla comprensione delle ragioni per cui la regole esistono. I nostri Padri costituenti questo lo sapevano bene, meglio di chiunque altro, e sapevano bene cosa significa il rispetto dell'altro, della libertà, dei diritti di tutti, soprattutto di chi è diverso da noi e di chi ha un'opinione differente. Ora grazie a loro, ma anche attraverso i nostri comportamenti, dobbiamo rimarcare l'importanza del vivere civile; la difesa strenua della democrazia e delle sue regole; l'importanza della libertà, dei diritti, di uno Stato che sia giusto e non tiranno. Il più grande contributo che possiamo dare al nostro Paese, alla nostra Nazione, è proprio quello di tramandare, di educare a questa consapevolezza e preparare chi oggi è il cittadino di domani - ma è già cittadino oggi - a immaginare e a realizzare senza dubbio una società migliore. Ecco perché questo provvedimento poteva davvero rappresentare una bella pagina nella storia del Parlamento. Perché sorretto da una effettiva collegialità - vera sfida culturale del nostro tempo e dei nostri luoghi - avrebbe interpretato, già nel suo farsi, l'educazione alla condivisione, alla consapevolezza e alla responsabilità. Il neo della frammentazione, invece, pesa sul provvedimento e non aiuta il giusto percorso che avrebbe dovuto accompagnare le nuove generazioni a conoscere il mondo e la società in cui dovranno crescere e che sono anche loro chiamati a cambiare, educare nel senso di coltivare al rispetto della terra e del creato. Pensare una società che possa crescere e progredire in modo sostenibile è il dovere imprescindibile a cui siamo chiamati, ma le modalità sono forza che devono sostenere la sostanza. Allora, già da quest'Aula, già all'interno delle nostre relazioni, già dall'effettiva condivisione, siamo chiamati a mantenere alto il valore della democrazia, lavorando per la democrazia e mostrandoci attenti alle procedure democratiche. Se già nel compimento del nostro lavoro non riusciamo a mantenere saldi questi principi, rischiamo di svuotare di forza e di valore quanto, invece, andiamo a proporre. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, di fronte alle devianze della nostra società, di fronte alla scarsa partecipazione democratica, davanti all'ignoranza ampia della Costituzione italiana e del diritto comunitario, non c'è una risposta diversa da quella semplice, elementare ed efficace, eppure incredibilmente inevasa: l'introduzione dell'educazione alla cittadinanza italiana ed europea come asse portante formativo del cittadino italiano. Ricostruire una comunità che conosca e faccia riconoscere i propri diritti, che conosca e sappia attuare i propri doveri, passa attraverso l'educazione alla cittadinanza e la conoscenza e il possesso dei principi e dei valori su cui si fonda la Costituzione italiana, la Carta dei diritti dei cittadini europei e i trattati europei. La senatrice Fedeli, quando ha guidato il Ministero dell'istruzione, ha introdotto importanti innovazioni che vanno nella giusta direzione. Noi, in questa legislatura, a partire dalle senatrici Ginetti e Malpezzi, dal senatore Rampi e anche il sottoscritto, abbiamo presentato proposte di legge che vanno in questa direzione. Provo tristezza quando vedo persino consiglieri regionali o comunali o rappresentanti delle istituzioni che non conoscono la differenza tra Consiglio europeo, Parlamento europeo e Commissione europea. (Applausi dal Gruppo PD) . Il 70 per cento o più della legislazione italiana è derivata dalla legislazione europea, e noi ci permettiamo il lusso di non insegnare almeno le cose più salienti del diritto comunitario nelle scuole medie superiori. Così non formiamo un cittadino italiano e un cittadino europeo. Nelle nostre scuole si parta, dunque, da subito per formare cittadini responsabili, consapevoli e protagonisti in Italia, in Europa e nel mondo. Care colleghe e cari colleghi, tutti noi sentiamo il peso e la profondità della crisi politica, culturale e morale di questo tempo difficile. Possiamo dare un piccolo, ma grande contributo a rianimare la fiducia nel futuro se rafforziamo i nostri ragazzi e le nostre ragazze, che sono, in potenza, il tesoro più grande della nostra democrazia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, penso che questa sia un provvedimento importante e quindi su cui voteremo favorevolmente. Voglio solo sottolineare due aspetti che purtroppo ricorrono spesso in questo ramo del Parlamento. Il primo è che il Senato di fatto non ha avuto la possibilità di intervenire. Siamo ormai in un sistema monocamerale, all'interno del quale la maggioranza è il dominus : ciò ha prodotto il fatto che alcuni contributi emendativi, credo del tutto trasversali, che potevano benissimo coinvolgere la maggioranza e l'opposizione, sono stati respinti. Non posso inoltre non sottolineare che, così com'è avvenuto anche ieri qui in Aula, sono stati svolti una serie di interventi a mio parere assolutamente sbagliati e pericolosi, con un utilizzo dell'articolo 81 della Costituzione prevalentemente politico. Ho detto che voteremo a favore di questo provvedimento, perché costituisce comunque un passo in avanti. Certo che vi sono delle lacune: innanzitutto non c'è la dignità. Quello che tutti noi dovremmo temere - mi rivolgo anche al Sottosegretario - è che sia solo una pratica burocratica: stiamo per approvare un provvedimento che rischia di essere una legge manifesto; sistemiamo la nostra coscienza, ciascuno la propria, ma poi in realtà succederà poco. La questione culturale che attraversa questo Paese non può essere caricata solo sulla scuola, perché tantissimi pessimi maestri stanno devastando il senso civico di questo Paese. Non dobbiamo pensare di scaricare sulla scuola tutto questo, perché la stessa scuola non riuscirebbe a risolverlo. Tuttavia, signor Sottosegretario, bisognerà fare formazione per gli insegnanti e dovremmo discutere che cosa intendiamo fare e lì non ci si sarà l'articolo 81. Dovremmo discutere come affrontare le nuove questioni che incrociano i temi dell'educazione civica. Sì la Costituzione e certamente l'idea di cittadinanza, ma che cos'è l'idea di cittadinanza, oggi? E che tipo di formazione faremo ai docenti? Quanto investiremo? Mi aspetto che nella prossima legge di bilancio, se davvero non abbiamo la coda di paglia e siamo convintamente impegnati nel fare questo salto di qualità, vi sia un investimento strategico in grado di aiutare la scuola a fare queste cose. Vi ricordo che, non più tardi di due anni fa, con l'autonomia, le scuole scrivevano appelli per ottenere più iscritti. Ve lo ricordate quel liceo che scriveva "iscrivete qui i vostri figli, perché qui non ci sono immigrati e ci sono molti figli di diplomatici"? Ecco, il problema dell'educazione civica è una questione di formazione che fa capo anche al ruolo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Spero che voi, votando favorevolmente e facendo un'apertura di credito al Governo, avrete la coerenza di portarci poi in discussione le linee guida, visto che su di esse qui non abbiamo potuto fornire un contributo. Come intendete fare il lavoro di educazione civica? Vogliamo partecipare e arricchire quell'impianto, altrimenti è solo un intervento manifesto burocratico. Questo sarebbe il peggio per la nostra scuola. Sottosegretario, le chiediamo, alla ripresa, se sarà possibile (se il Governo sarà disponibile) avere le linee guida: diteci come farete, come riusciremo a svolgere il lavoro? Infine, investiamo; ad invarianza di spesa infatti non si fa nulla. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Noi dell'opposizione lo sappiamo, siete al Governo da poco tempo, ma lo avete già imparato benissimo anche voi. È un impegno serio, una battaglia culturale difficile ed impegnativa: vogliamo farla almeno su quei punti di fondo che teoricamente ci dovrebbero unire, al di là delle diverse posizioni politiche? Provateci, dateci modo di dare un contributo costruttivo non per creare muri, ma per costruire un'idea di società che si va frantumando, come ci dicono tutti gli osservatori e come vediamo noi stessi. Vogliamo investire su un'idea di comunità nazionale, sociale e culturale? Volete farlo? Io spero di sì, perché ci sono già tanti che investono sull'individualismo, sull'egoismo, sulla privatizzazione della cosa pubblica. Noi su questo punto vogliamo aprire un confronto e un dibattito vero. Siamo pronti, ma saremo anche molto attenti nel valutare i vostri comportamenti. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'insegnamento della legalità costituisce una delle basi fondamentali di ogni Paese civile alla stregua di tutti gli altri insegnamenti che formano le giovani menti e che pertanto devono rappresentare una frontiera educativa di cui lo Stato deve essere sempre vigile. La proposta di reintrodurre, in maniera strutturale, l'insegnamento dell'educazione civica va in questo senso e pertanto è di favorevole apprezzamento anche nell'ottica di creare un circolo virtuoso fra i giovani cittadini e le istituzioni, specialmente con le amministrazioni più vicine ai cittadini, in applicazione del principio della sussidiarietà verticale, quali appunto le amministrazioni locali, per incentivare l'assunzione di responsabilità del singolo verso la collettività e verso il prossimo. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,55) ( Segue PETRENGA). L'obiettivo di portare i valori della legalità e della cittadinanza, del senso dello Stato e delle competenze civiche, specie in determinate aree in cui - purtroppo - lo Stato ha abdicato al suo ruolo significa ristabilire la preminenza del diritto e del vivere civile, attraverso il giusto equilibrio di diritti e doveri che ogni cittadino è tenuto a rispettare, e trasformare radicalmente la società, incidendo positivamente sul futuro delle attuali giovani generazioni e, di conseguenza, anche in quello delle future. È fondamentale quindi il ruolo che assume la scuola in tale compito, fin dalla scuola primaria: la tempestività con cui si porgono contenuti educativi può diventare l'autentico discrimine tra l'insuccesso e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli obiettivi e le finalità della proposta di legge in esame sono indiscutibili; tuttavia, proprio per l'importanza che tale materia assume nella formazione delle giovani coscienze, sarebbe auspicabile che la stessa venga inserita come ora di insegnamento in più rispetto al monte ore già previsto. Infatti, dal testo in esame, si evince che nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento viene affidato in contitolarità a docenti. Nelle scuole del secondo ciclo le scuole utilizzano l'organico dell'autonomia e, più nello specifico, ove disponibili, i docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche. Quest'impostazione, tuttavia, comporterebbe che nei collegi docenti di tutta Italia da settembre vi sarebbe l'inizio di una battaglia per decidere a quale disciplina e docente togliere le ore (che potrebbero essere almeno 33) da dedicare alla nuova disciplina, utilizzando le cosiddette quote dell'autonomia, così come previsto nell'articolo 2, immaginando la conflittualità che si genererà nei collegi con le quote. In ragione di tali perplessità, sarebbe auspicabile una modifica del testo, inserendo altresì il principio per cui l'insegnamento debba essere svolto da parte di personale specializzato nel settore (A046) o da laureati in materie giuridiche ed economiche che abbiano ottenuto il dottorato di ricerca o la specializzazione in professioni legali, quindi altamente specializzati, per affiancare il corpo docente in tutte le scuole di ogni ordine e grado. I concetti fondamentali del diritto, della legalità, dei diritti umani, la cui pregnanza è indiscutibile, non possono essere affidati ad azioni didattiche episodiche e provvisorie, oggetto spesso di rinuncia a favore della materia del momento. È pertanto necessario un intervento strutturale e di forte impatto anche sociale, specie in relazione alla situazione storico-sociale del nostro Paese, stante il forte dilagare di diversi fenomeni, prima marginali, che stanno diventando vere e proprie piaghe sociali: bullismo, cyberbullismo, femminicidi, aumento di micro e macro criminalità, discriminazioni di vario genere. La risposta al disagio culturale, all'analfabetismo emotivo deve essere offerta dalla scuola. Pertanto, è necessario fare accostare i giovani, fin dalla più tenera età, ai principi della legalità e dei diritti umani, in modo che possano sedimentarsi nella loro coscienza e divenire in modo del tutto naturale fonte di ispirazione e bussola per le future scelte di vita. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, fu per merito della consapevolezza e della volontà di Aldo Moro che il tema dello studio della Costituzione nella nostra scuola entrò come indicazione già nel lavoro dei costituenti. Fu dopo dieci anni, nel 1958, quando Aldo Moro divenne Ministro della pubblica istruzione, che egli volle inserirne l'insegnamento. Questo tema, così importante, nello scorso anno è diventato di nuovo di grande attualità, grazie alla mobilitazione dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, di tanti sindaci e amministratori locali, con l'intento di avere a cuore l'unità delle nostre comunità territoriali, per reazione a un rischio concretissimo, quello della disgregazione e della perdita dei valori comuni che ci tengono insieme. Non è un caso che a quella mobilitazione un'altra se ne è aggiunta, quella per rafforzare nella scuola lo studio della storia, l'ultima grande battaglia civile del compianto Andrea Camilleri. Qui c'è un primo limite del provvedimento in esame. Noi abbiamo bisogno di ore e fondi aggiuntivi e abbiamo chiesto che fossero previsti. Questo provvedimento, invece, rischia di aumentare le difficoltà per i docenti chiamati a scegliere, penalizzando proprio le discipline umanistiche e lo studio del '900, che è così importante. Per questo abbiamo presentato tanti emendamenti aventi ad oggetto la memoria storica: se solo ci aveste ascoltato, signori del Governo. Qui, nella vostra chiusura, c'è il rischio smaccato che quello oggi in discussione sia esclusivamente un provvedimento spot . Mi sono molto interrogato anche sul livello di ipocrisia di queste settimane perché, quando Aldo Moro volle con forza l'insegnamento dell'educazione civica, era impegnato a costruire una pedagogia civile, un linguaggio basato sul riconoscimento delle ragioni degli altri. Il suo esempio di vita e politico era tutt'uno, senza contraddizioni, intendendo il rispetto degli altri come dovere civico, non tacciandolo certo di buonismo. Qual è oggi l'intento di Salvini e Di Maio? Come hanno conquistato il potere, se non introducendo nel dibattito pubblico il veleno della denigrazione, della manipolazione, un linguaggio dell'odio incostituzionale, che è il contrario dell'educazione civica? (Applausi dal Gruppo PD) . Signora Meloni, signor Salvini, signor Di Maio voi pompate incessantemente on line quel linguaggio di odio che avvelena la nostra società, che diventa poi vita reale e discriminazione reale, per cui aumentano i casi di razzismo, di xenofobia, di sessismo, di discriminazione verso i disabili, l'opposto di quel che dice la nostra Costituzione, che parla di apertura, di integrazione, di solidarietà e in particolare, all'articolo 3, di uguaglianza, quell'articolo che venne scritto come reazione alle leggi razziali del fascismo del '38, perché la Costituzione è nata dalla Resistenza. (Applausi dal Gruppo PD) . Allora, ministro Salvini, quanta maleducazione civica c'è nel decidere di ignorare e di non festeggiare il 25 aprile, che è la data fondativa della nostra Repubblica, della nostra democrazia, della nostra Costituzione? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è nel dire «chiudiamo i porti» in un Paese come il nostro nella cui Costituzione, all'articolo 10, c'è il precetto del diritto di asilo? Quanta maleducazione civica c'è nel dire «la pacchia è finita» a chi, invece, fugge da torture e da violenze indicibili? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è nel non rendere omaggio ai corpi in fondo al Mar Mediterraneo e, tra essi, a quelli di donne con in grembo bambini appena partoriti e di ragazzi che, come i nostri ragazzi, reclamano, attraverso la scuola, il futuro? Ricordo, in particolare, il bambino di quattordici anni che ha voluto cucirsi nel risvolto della giacca la pagella. Vi chiedo, colleghi, se c'è un esempio più grande di educazione civica di quello dato da questo bambino e hanno fatto bene le scuole che hanno posto davanti al loro istituto una targa per ricordarlo come esempio anche per le nostre generazioni e per i nostri ragazzi troppo spesso distratti. Ma quanta maleducazione civica c'è, ministro Salvini, nel pubblicare il proprio libro con una casa editrice vicina ai neofascisti di CasaPound? (Applausi dal Gruppo PD) . Quanta maleducazione civica c'è, ministro Salvini, nella foto postata da Luca Morisi, un consulente del Governo che, nell'augurare buona Pasqua agli italiani, ritrae il Ministro dell'interno con un mitra in mano, aggiungendo: «Ci vogliono fermare, ma noi siamo armati!»? Quanta maleducazione civica c'è nell'individuare i colpevoli prima che le sentenze siano emesse o in un sindaco che toglie il cibo dalle mense ai bambini poveri, le cui famiglie non possono pagare. Quanta maleducazione c'è, signor Grillo, nel postare un video con la sagoma della presidente Boldrini e istigare al linciaggio verbale, dicendo: «Che fareste in macchina con lei?». (Applausi dal Gruppo PD) . Questo avviene nel Paese che ha la piaga enorme dei femminicidi e in cui ogni giorno una donna subisce violenza. Signori del Governo, quanta maleducazione civica c'è nello strumentalizzare senza ritegno il dolore dei bambini e delle famiglie di Bibbiano per attaccare e denigrare gli avversari politici e il Partito Democratico, che invece vuole la verità quanto e più degli altri. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo provvedimento è rivolto ai ragazzi. Diceva Walter Benjamin: "i ragazzi portano con sé l'immagine del futuro". Allora facciamo in modo di dare loro una classe dirigente in cui riconoscersi, per migliorarsi, e non invece una classe dirigente di cui debbano vergognarsi, come sta accadendo. A fronte del disastro morale e del disastro civico, oltre che economico, di cui siete responsabili, questo atto appare ed è un atto ipocrita. E, nella sua ipocrisia, appare ed è un atto offensivo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi, con questo provvedimento e con l'introduzione dell'educazione civica nelle scuole si rende finalmente organico e sistematico l'insegnamento di una materia fondamentale, dalla quale far partire poi tutte le altre discipline. Lo dico da insegnante, che ha sempre tenuto tantissimo, prima che a insegnare la propria materia, a insegnare ai ragazzi a formarsi una coscienza civica propria e libera, combattendo soprattutto l'ignoranza, che porta all'intolleranza. È fuor di dubbio infatti che l'educazione civica sta alla base della formazione proprio della coscienza critica di cui ho parlato e della crescita consapevole, basata sulla cultura, sul rispetto di sé, sul rispetto dell'altro, sul rispetto della dignità della persona umana e dell'ambiente in cui viviamo. Si riparte dalla scuola, si parte sempre dalla scuola, si deve partire sempre dalla scuola, come già cominciammo a fare nel 2008, come Forza Italia, introducendo l'insegnamento di cittadinanza e Costituzione, una base importante da attualizzare e da contestualizzare, perché in questi undici anni il mondo è cambiato; da qui, per esempio, l'introduzione nel provvedimento dell'educazione ambientale e dell'educazione digitale. Rimane però un fatto imprescindibile: la valenza pedagogica dei princìpi della nostra Costituzione rimane intatta e sempre attuale, con quella summa di princìpi e valori che abbiamo il compito, la responsabilità e il dovere di riportare al centro e di divulgare in maniera organica e sistematica, a partire dai nostri giovani (non voglio dire a partire da noi stessi), perché vorremmo fortemente che tutti noi, ma soprattutto le nuove generazioni, si riconoscessero nella nostra Carta, che la praticassero quotidianamente, affermando in maniera naturale e spontanea la centralità della persona e il pluralismo, il rispetto per la democrazia, per l'uguaglianza formale e sostanziale, per il merito e per il principio di sussidiarietà. L'obiettivo è uno e uno solo: educare al rispetto e alla consapevolezza che per ogni diritto esiste un dovere, che l'odio e l'intolleranza non devono mai trovare spazio nella nostra casa comune. Ciò vuol dire arrivare ad abolire la paura, combattendo e vincendo l'ignoranza, che è la madre di tutti i mali. Con la paura si soggiogano i popoli e si oscura la libertà, mentre la libertà è sopra a tutto. Ma sappiamo bene che gestire la libertà senza rispetto per sé e gli altri è il compito più difficile. Riscopriamo il valore irrinunciabile della centralità della persona umana all'interno dello Stato (di cui è necessario conoscere il ruolo e la funzione) e il rispetto per le istituzioni. Rispettare le istituzioni vuol dire cominciare con il rispettare i genitori, gli insegnanti e ogni figura educativa all'interno della società. C'è poi la questione dell'educazione digitale, che dobbiamo essere in grado di gestire, in quanto dentro la rete si nascondono oggi i più pericolosi attacchi alla dignità delle persone e, in questo, anche noi siamo fallaci. Per queste ragioni, l'offerta formativa dell'insegnamento dell'educazione civica si deve aprire alla cittadinanza digitale, perché essere nativi digitali non significa essere maturi digitali. Come è stato detto, il provvedimento presenta dei limiti e delle mancanze e ha qualcosa che non va, come - ahimè - siamo ormai abituati a vedere in tutti i provvedimenti che siamo chiamati a votare e sostenere. Tuttavia, come al solito, piuttosto che niente, è meglio piuttosto. Questa è una materia troppo importante per non essere sostenuta da tutti. Io avevo presentato un emendamento specifico sull'educazione ambientale, che trasformerò in ordine del giorno, perché il provvedimento tratta questo tema. Il mio emendamento era un po' più articolato, ma inviterò il Governo, che ho visto avere attenzione a questo tema. Ho cominciato a trattare il tema dell'educazione ambientale con il mio primo disegno di legge, nel 2009. Nel corso degli ultimi dieci anni il mondo è cambiato e, quindi, anche da questo punto di vista bisogna partire. Questo è il nostro dovere, il dovere dei decisori: realizzare provvedimenti che non si limitino al qui e ora, ma che producano effetti lontani nel tempo e che piantino un seme che diventerà un albero, i cui frutti saranno raccolti dai figli dei figli dei figli dei nostri figli. Ignazio Silone ha detto che la moralità non può vivere e fiorire che nella vita pratica e che noi siamo responsabili anche per gli altri. Non credo ci sia oggi un'altra maniera di salvarsi l'anima. Si salva l'uomo che supera il proprio egoismo di individuo, di famiglia e di casta e che libera la propria anima dall'idea di rassegnazione alla malvagità dell'esistente. Abbiamo un sacrosanto diritto nei confronti di chi viene dopo di noi, perché siamo noi a costruire il loro futuro. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sul tema, così come ho fatto anche in Commissione istruzione pubblica, beni culturali, ricordando e tranquillizzando gli esponenti delle minoranze. L'intento di evitare di emendare il provvedimento in esame non aveva certo come finalità quella di comprimere gli spazi del bicameralismo o non arricchire il disegno di legge, come è giusto che sia. Ho ascoltato l'intervento del presidente Errani. Anche noi avremmo voluto inserire all'interno del provvedimento tematiche sull'educazione ambientale e alimentare. Si sarebbe potuto arricchire il disegno di legge in vari modi. Tra l'altro, con la collega Floridia, senatrice del MoVimento 5 Stelle, abbiamo depositato dei progetti di legge per dare più corpo al provvedimento in esame. Tuttavia, abbiamo preso atto, in un'ottica di responsabilità, che se non avessimo modificato il provvedimento, arrivato dalla Camera dei deputati e votato da tutti, probabilmente già dal prossimo mese di settembre, visto che i decreti del ministro Bussetti sono pronti, l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione civica sarebbe entrata in vigore. Quindi, per senso di responsabilità abbiamo deciso di approvarlo così come è e l'insegnamento dell'educazione civica sarà in vigore già da settembre, con l'inizio del prossimo anno scolastico. Noi ci prendiamo poi tutto il tempo per ragionare insieme - lo dico ai colleghi del PD e al presidente Errani - e introdurre qualche elemento in più, magari nella prossima legge di bilancio, non necessariamente solo in termini di risorse finanziarie. Quindi c'è da parte nostra la totale disponibilità, ovviamente con i colleghi di Forza Italia e di Fratelli d'Italia, per migliorare il provvedimento. Intanto entra in vigore e poi, gradualmente, possiamo anche fare dei correttivi, dei miglioramenti che possono indubbiamente andare nella direzione sperata, contenuta anche in numerosi emendamenti che sono stati presentati. Ci tengo a chiarire che non c'è alcuna volontà di comprimere, ma solo la disponibilità della maggioranza di lavorare insieme per migliorare il provvedimento magari più avanti. Questo è il ragionamento che è stato fatto, quello che abbiamo detto in Commissione. Ho ascoltato i vostri interventi e le proposte che ci interessano molto e sulle quali siamo disponibili. Ci è dispiaciuto - voglio dirlo - l'intervento del senatore Verducci, perché prima di parlare e strumentalizzare anche contro Salvini un provvedimento come questo parlando dei predicatori d'odio, mi perdoni, ma se c'è qualcuno che predica odio forse è quell'insegnante che ha scritto: «Uno di meno, e chiaramente con lo sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Forse quella è gente che predica odio e che mi preoccupa, perché sono quelli che dovrebbero insegnare ai nostri figli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi) . Questa è la vera preoccupazione e ce ne sono - ahimè - più di uno. Ma non è tutto perché ho sentito anche le parole «maleducazione civica». Ora, permettetemi, ma un deputato del PD che va a sincerarsi delle condizioni dei due americani che hanno ucciso il carabiniere è un esempio positivo per i nostri giovani o è un esempio negativo? Ditecelo! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). VERDUCCI (PD) . Ti fa male quello che ho detto? PRESIDENTE.Senatore Verducci! È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, è chiaro che questo disegno di legge è la risposta a una presa di coscienza del legislatore sulla necessità di ragionare e di potenziare gli strumenti a disposizione dei nostri giovani, che non sono altro che il nostro futuro, per affrontare al meglio le nuove istanze e le nuove sfide che questo particolare momento storico impone. E allora da dove si parte? Se è vero ciò che affermava Calamandrei, che se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola, a lungo andare, è più importante del Parlamento, della magistratura e della Corte costituzionale, è naturale che si debba partire dalla scuola. E allora si parte promuovendo la conoscenza della nostra Carta costituzionale, che non è altro che la conoscenza dei nostri diritti, ma anche dei nostri doveri. Infatti, laddove è sancito un diritto, è sempre sancito anche il corrispondente dovere. Dunque, ben venga potenziare la conoscenza dell'organizzazione istituzionale del nostro Paese e del funzionamento delle nostre istituzioni, perché significa dare gli strumenti fondamentali per sviluppare quel necessario pensiero critico che ci permette di valutare l'operato del nostro Parlamento e del nostro Governo e quindi di scegliere in piena consapevolezza, come elettori, chi vogliamo amministri questo nostro Paese. Quindi ben venga anche una maggiore conoscenza delle istituzioni europee, una conoscenza della storia, del dove nasce la Comunità europea e perché fu pensata perché quando noi parliamo di recuperare un'Europa dei cittadini, dei popoli, che metta al centro i veri valori e bisogni dei cittadini europei, dobbiamo anche promuovere la conoscenza dell'impianto filosofico che sottostà ed è stato a fondamento di tale istituzione e che deve tornare ad esserne fondamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando parliamo di educazione civica e alla cittadinanza, parliamo anche di ambiente e lo facciamo in molte accezioni, come quella dell'ambiente che ci circonda. Viviamo tutti i giorni l'emergenza del cambiamento climatico - io personalmente, come tutti voi - quando ci preoccupiamo nel leggere le allerte meteo, quando sappiamo che arriverà un fenomeno estremo e intenso e ci ricordiamo di non essere abituati a dover fronteggiare sempre, con una periodicità così insistente, fenomeni di questo tipo. Se allora vogliamo parlare di contrasto al cambiamento climatico, dobbiamo innanzitutto parlare di una nostra educazione personale al rispetto per l'ambiente, che non deriva altro che dal cambiamento delle nostre abitudini di vita quotidiane. E dove meglio che a scuola possiamo apprendere migliori abitudini di vita e il rispetto dell'ambiente? Quando parliamo di ambiente, parliamo anche di un ambiente legale, di vivere nell'ambiente della legalità e quindi di crescere con un forte senso dello Stato e della legalità, che è ciò che ci permetterà di non continuare a dare ossigeno a tutti quei meccanismi, che alimentano le piccole illegalità quotidiane e le grandi illegalità, che hanno afflitto e continuano ad affliggere il Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quando parliamo di ambiente, parliamo anche di ambiente digitale, l'ambiente in cui tutti noi viviamo una seconda vita, una vita parallela. Parliamo allora dell'esigenza di approvvigionarsi di informazioni vere, autentiche e legittime e per farlo non dobbiamo più essere dei fake reader , dei lettori e dei consumatori di notizie fallaci, ma dobbiamo essere lettori e consumatori di notizie e di conoscenze consapevoli, perché solo così, con la conoscenza, combatteremo il fenomeno delle fake news . Dobbiamo imparare ad avere dei comportamenti e un utilizzo responsabili, dobbiamo imparare a sviluppare una sensibilizzazione nei confronti dei pericoli e delle insidie presenti nella rete, dobbiamo imparare a sviluppare la consapevolezza dei nostri diritti nella rete, che sono strettamente legati alla tutela dei nostri dati personali e alla garanzia di processi elettivi democratici, legati all'utilizzo stesso di questi nostri dati personali. È importante, a livello nazionale e internazionale - il caso di Cambridge analytica ce lo insegna e ce lo impone - garantire ad ogni cittadino la libertà di voto, nel senso di essere liberi di formarsi democraticamente e consapevolmente una propria opinione e un proprio orientamento di voto. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo sta alla base della democrazia nel nostro Paese e in tutte le democrazie del mondo. Quando parliamo di ambiente, parliamo anche della tutela del nostro patrimonio artistico e culturale, materiale e immateriale, e del nostro paesaggio. Mi ha molto colpito l'articolo di Tomaso Montanari apparso ieri su «il Fatto Quotidiano», che giustamente loda l'intervento di un funzionario dello Stato, che ha agito con piena consapevolezza della grande responsabilità che ha nel compiere la propria funzione, per cui è stata bloccata la costruzione di un McDrive in prossimità delle Terme di Caracalla. Montanari conclude questo articolo rammaricandosi che questo funzionario sia andato in pensione proprio ieri e preoccupandosi per il futuro della tutela del nostro patrimonio, in mancanza di un funzionario così legato, così appassionato, così profondamente uomo dello Stato. Questa preoccupazione cela però una preoccupazione che deve essere più ampia. Chiediamoci perché ci preoccupiamo che vada in pensione un funzionario. Forse perché siamo tutti consapevoli del fatto che nel nostro Paese non si è sviluppata a dovere una sensibilità nei confronti della tutela del nostro patrimonio artistico e culturale e del nostro paesaggio e ciò fa nascere in noi questa preoccupazione. Ben venga, allora, che le nuove generazioni conoscano la Carta costituzionale e conoscano questo diritto per sviluppare quella sensibilità che farà sì che non ci debba più essere questa preoccupazione, perché sarà assodato che quel diritto sia sempre garantito nel nostro Paese. Infine, concludo con due osservazioni. La prima è che questo disegno di legge è molto ambizioso e che chiaramente rappresenta il primo passo che si vuole compiere nella direzione di un potenziamento, nel nostro Paese, dell'educazione a tutte queste tematiche, comprese quelle all'intelligenza emotiva, all'affettività, al rispetto della diversità, alla tolleranza verso chi decide di vivere, anche affettivamente, in modo diverso da noi, perché è naturale così. Un pensiero va dedicato anche a che cosa sia la cittadinanza oggi. Voglio però richiamare l'attenzione di questa Assemblea su un ultimo punto, perché la scuola ha una grande funzione sociale ed è giusto fare questo primo passo, ma noi che abbiamo l'onere gravoso di lasciare in eredità un pianeta vivibile, in cui i popoli convivano armoniosamente, che cosa siamo disposti a fare e che cosa abbiamo, nella nostra agenda politica di adulti per lasciare questo pianeta alle future generazioni? La responsabilità, infatti, non è solo delle future generazioni, ma è in primo luogo nostra. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Saluto a nome dell'Assemblea la senatrice Caligiuri e la senatrice Pavanelli come neosenatrici del Senato della Repubblica alle quali vanno i nostri auguri di buon lavoro. (Applausi) . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente del disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. RUFA, relatore . Esprimo parere contrario sugli emendamenti. Sull'emendamento G1.1 mi rimetto al Governo. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore sugli emendamenti ed accolgo, a nome del Governo, l'ordine del giorno G1.1. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori, identico all'emendamento 1.8, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.1 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che si intendono illustrati, sui quali invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti e sull'ordine del giorno mi rimetto al Governo. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, sugli emendamenti esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore, mentre accolgo gli ordini del giorno G2.1 e G2.2. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice Segre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «con voto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.9, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10, presentato dalla senatrice Segre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dal senatore Iannone, identico all'emendamento 2.12, presentato dal senatore Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.13, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.15, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.16, presentato dai senatori Ginetti e Rampi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.17, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.18, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.19 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.19, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.20 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.20, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.1 e G2.2 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.200, presentato dalla senatrice Conzatti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 3, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare. RONZULLI (FI-BP) . Signor Presidente, annuncio di ritirare l'emendamento 3.1 e chiedo la trasformazione, con riformulazione, in ordine del giorno dell'emendamento 3.2 con il seguente dispositivo: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di prevedere contenuti formativi in materia di convivenza civile». Lo faccio perché mi preoccupa il diffuso disagio giovanile all'origine dei quotidiani casi di violenza tra minori, che ormai sono diventati una vera e propria emergenza sociale dei nostri tempi e alla quale la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, che ho l'onore di presiedere, ha dedicato ben due indagini conoscitive per orientare il Parlamento sugli interventi da adottare per fronteggiare, per esempio, l'emergenza del bullismo. La scuola, che prepara i cittadini di domani, ha il dovere di essere l'estensione della famiglia come nucleo formativo fondamentale per trasmettere i princìpi e i valori contenuti nella nostra Carta costituzionale proprio della corretta convivenza civile, basata sul rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente che ci circonda. La corretta convivenza civile è l'unico mezzo per garantire un futuro di libertà e crescita condivisa per le prossime generazioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, io ho presentato tre emendamenti, perché il provvedimento in discussione affronta tante questioni importanti dall'educazione al codice della strada, all'amore verso gli animali: è tutto molto importante ma non c'è una frase sulla parità di genere, sul rispetto delle diversità. Pertanto ho proposto tre emendamenti che vanno in questa direzione, affinché anche l'educazione al rispetto delle identità di genere e di pari dignità tra uomini e donne, anche attraverso lo studio della storia delle donne e delle relazioni di genere, diventi un tema affrontato dal provvedimento in esame. Intendo trasformare l'emendamento 3.200 in ordine del giorno e ritirare gli emendamenti 3.201 e 3.202. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'ordine del giorno proposto dalla senatrice Unterberger. NUGNES (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, anche io chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno della senatrice Unterberger. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, mentre sugli ordini del giorno mi rimetto al Governo. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, esprimo parere favorevole, con riformulazione, all'ordine del giorno risultante dalla trasformazione dell'emendamento 3.2, volta a prevedere contenuti formativi alla convivenza civile. Esprimo poi parere favorevole alla trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 3.200 a condizione che nel dispositivo sia adottata la seguente formula: «impegna il Governo a valutare l'opportunità...». Infine, Presidente, esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G3.1, G3.200 e G3.2, mentre è contrario all'ordine del giorno G3.201. PRESIDENTE . L'emendamento 3.1 è stato ritirato. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.20 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione aveva richiesto una riformulazione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione aveva richiesto una riformulazione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.5, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dai senatori Verducci e Iori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori, fino alle parole «al rispetto». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.10. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.11, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.12, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.14, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.15, presentato dalla senatrice Papatheu e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.16, presentato dalla senatrice Modena e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.2000 non verrà posto ai voti. Gli emendamenti 3.201 e 3.202 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.17, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.18, presentato dalla senatrice Segre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.19. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sono rimasta molto stupefatta che sia stato espresso parere contrario all'ordine del giorno G3.200 che, di fatto, era la trasformazione di questo emendamento 3.19, peraltro accogliendo, perché i concetti erano gli stessi, la trasformazione in ordini del giorno degli emendamenti della senatrice Unterberger. Francamente, non riesco davvero a comprendere come, da una parte, si dia parere favorevole sulla trasformazione degli emendamenti in ordini del giorno per l'educazione alla parità contro la discriminazione e poi si dia parere contrario all'ordine del giorno da me presentato, che ovviamente era un po' più articolato, ma che «impegna il Governo ad introdurre nei piani di studio l'educazione sentimentale», che è l'educazione all'affettività, «al fine di promuovere il cambiamento dei modelli di comportamento socio-culturali delle donne e degli uomini con l'obiettivo di rimuovere i pregiudizi, i costumi, le tradizioni e le altre pratiche basate sull'idea di distinzione delle persone in ragione del genere d'appartenenza…». Devo dire che sono esterrefatta e non capisco neanche la coerenza nell'espressione dei pareri. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.19, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G3.1, G3.200 e G3.2 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.201, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'articolo 3. MODENA (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, voteremo a favore dell'articolo 3, pur ritenendo un gravissimo errore il non avere preso nella giusta considerazione l'emendamento 3.16, a mia prima firma e a firma di altri senatori, tra cui il capogruppo Cangini, relativo al fatta che l'educazione civica ‑ vorrei che questo fosse recepito, soprattutto dai colleghi del Movimento 5 Stelle ‑ non è solo l'educazione alla legalità, perché ai ragazzi delle nostre scuole bisogna insegnare anche l'educazione al rispetto del principio di non colpevolezza e del giusto processo, così come l'educazione al principio della riabilitazione della pena e soprattutto l'educazione alla conoscenza delle carceri, perché molto spesso i ragazzi non sanno a che cosa si va incontro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È un errore dover fare sempre le cose in fretta, lasciando a metà quello che è invece importante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . NUGNES (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, annuncio a nome del Gruppo che voterò a favore dell'articolo 3 e del provvedimento al nostro esame, ma anche qui, come in altre occasioni, vedo che si è stati estremamente prudenti e che si è persa un'occasione. In questo articolo, infatti, non c'è traccia di parole come «tolleranza», «integrazione» o «accoglienza» e gli emendamenti sulla differenza di genere non sono stati accolti. Ancora una volta si nega il bicameralismo e si negano gravi problematiche del nostro Paese; anzi, si finge che non ci siano perché probabilmente sono portate a tema da qualcuno che rappresenta parte di questo Governo. Sono estremamente preoccupata anche per la questione di chi sarà chiamato ad impartire l'insegnamento dell'educazione civica e, se mai ci saranno dei tutor che avvieranno i docenti a questo insegnamento, quali valori saranno effettivamente presenti in queste tematiche relative alla cittadinanza. È un'occasione persa e questo mi duole. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 3. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 4. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dal senatore Aimi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.6, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 4. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei trasformare in ordine del giorno l'emendamento 5.0.200 in modo che impegni il Governo a valutare l'opportunità di prevedere contenuti formativi specifici e organici volti alla promozione dell'educazione ambientale nella scuola. Pur consapevoli, infatti, che il disegno di legge riguarda l'educazione ambientale, considerando l'ambiente il perno di una ruota che si chiama «salute», «agricoltura», «turismo» ed «educazione», ci terremmo moltissimo che per il Governo questa specificità fosse forte e che nel mondo della scuola e soprattutto nella formazione degli insegnanti essa venisse garantita perché fondamentale. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, con l'emendamento 5.200 ho semplicemente aggiunto al comma 2, lettera g) , dell'articolo 5, un riferimento, oltre che al bullismo e al cyberbullismo, anche all' hate speech . NUGNES (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento 5.200. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di pronunziarsi sugli emendamenti in esame. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5. Mi rimetto al Governo sull'ordine del giorno G5.0.200. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti ed esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G5.0.200, così come formulato. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.200, presentato dalle senatrici Unterberger e Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 5. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.1, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G5.0.200 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 6. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 6.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.2, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 6. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 7, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 7.1. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 7. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 8, sul quale è stato presentato un emendamento, che si intende illustrato, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 8. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.1, presentato dalla senatrice Segre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 9, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 9. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. RONZULLI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FI-BP) . Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 9.1, 10.3 e 11.1, poiché aventi il medesimo contenuto dell'ordine del giorno che ho illustrato prima. PRESIDENTE . Ne prendo atto. L'emendamento 9.2 è precluso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 9. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 10, sul quale sono stati presentati emendamenti, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 10.2 è precluso. L'emendamento 10.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 10. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 11, sul quale è stato presentato l'emendamento 11.1, che è stato ritirato. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 11. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 12. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 12, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. RUFA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 12.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.1, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.2, presentato dai senatori Ginetti e Rampi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 13. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento Tit.1 è precluso dalla reiezione dell'emendamento 1.4. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, ringrazio i colleghi delle forze politiche che solitamente ci precedono per la cortesia che ci offrono in circostanze come questa. È un peccato, signor Presidente, perché noi siamo costretti ad astenerci rispetto a questo provvedimento; vorrei spiegarlo, così come ha provato a fare nel suo intervento il presidente Romeo, perché le cose che il presidente Romeo ha detto sono reali. In Commissione egli ha chiesto addirittura di ritirare gli emendamenti per consentire un'accelerazione a un disegno di legge (ricordo: disegno di legge, non decreto-legge), per fare in modo che potesse partire immediatamente dal prossimo anno scolastico. Ma partire cosa? La domanda cui non abbiamo avuto risposta è proprio questa: partire cosa? Qual è il contenuto di questo disegno di legge? Che cosa abbiamo provato a proporre, provando a svolgere il nostro ruolo di senatori? Signor Presidente, non c'è l'ora aggiuntiva, che il ministro Salvini aveva tanto sventolato; non c'è un euro aggiuntivo alla proposta che il ministro Salvini ha sventolato. C'è, però, un rimarcare, provando anche ad annullare, scelte che noi avevamo fatto e che andavano in un'ottica di aiuto alle scuole. Vede, Presidente, all'interno dell'articolo 2, comma 9 - lo voglio citare, perché è importante - a un certo punto si spiega in che modo questo disegno di legge dovrebbe entrare in vigore; si prevede che verranno abrogati l'articolo 1 del decreto-legge del 1° settembre 2008, n. 137, e il comma 4 dell'articolo 2 e il comma 10 dell'articolo 17 del decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 62. Qual è quest'ultima normativa approvata nel 2017? È un decreto legislativo che riguarda la valutazione della condotta degli alunni e deriva da una legge delega inserita all'interno della legge sulla buona scuola n. 107 del 2015; era un decreto legislativo che il ministro Fedeli aveva fatto partire tenendo conto delle istanze rispetto all'insegnamento delle materie relative a cittadinanza e Costituzione, inserendo la loro valutazione nei percorsi già presenti. Infatti l'educazione alla cittadinanza e alla Costituzione - quella che voi chiamate educazione civica - c'è sempre stata e, nel corso dell'ultima legislatura, è stata potenziata attraverso un percorso trasversale che potesse davvero aiutare tutti i consigli di classe a lavorare insieme, a esprimere una sorta di valutazione complessiva su tutte le buone pratiche, ma anche sulle sensibilità messe in atto dalle singole scuole. Tutto questo c'è già. Voi, invece, che cosa avete fatto? Siccome avete bisogno della solita bandierina da sventolare, avete utilizzato un certo tipo di impostazione provando a far passare - perché lo farete - questo provvedimento prima dell'inizio dell'anno scolastico, e qui si spiega tutta la vostra furia nel volere l'approvazione di una legge non legge, di un'ora non ora, di un programma non programma, perché questo è. La bugia, però, è che volete fare le nozze con i fichi secchi. Mi dispiace usare questa espressione per la scuola, ma avete scoperto che le riforme, soprattutto quando riguardano la scuola, hanno bisogno di soldi e voi avete deciso che sulla scuola i soldi non ce li volete mettere, per cui non avete stanziato un euro neanche su questo. (Applausi dal Gruppo PD) . Tant'è vero - e mi rivolgo agli insegnanti che ci stanno ascoltando - che voi scrivete - e "carta canta" - che il lavoro aggiuntivo svolto dagli insegnanti che dovranno fungere da coordinatori tra le diverse anime della scuola è a costo zero e questo è il motivo per il quale ci siamo astenuti dal voto sull'articolo 2 e ci asterremo dal voto finale. Saranno contentissimi gli insegnanti di quello che andrete ad approvare: voi scrivete infatti che per i compiti di coordinamento, che voi avete ben elencato - e sono tanti, perché bisogna mettere insieme tutto il consiglio di classe, stabilire gli obiettivi, le competenze e in quale modo suddividere il percorso durante la settimana, il quadrimestre e l'anno, visto che c'è il voto, anche se non dite niente rispetto alla valutazione - non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione di istituto stabilisca diversamente. Voi eliminate dunque il lavoro già impostato per le scuole con il decreto legislativo n. 62 del 2017, aggiungete lavoro, ma non stanziate neanche un euro; questo è il vostro modo per dire che la qualità dell'insegnamento si forma così. Presidente Romeo, lei ha ragione nel dire che quell'insegnante che, riferendosi al carabiniere ucciso, ha parlato di «uno in meno», in quel modo becero e volgare, e che non dovrebbe stare in classe è un pericolo indubbio per il sistema educativo dei nostri ragazzi, ma voi non stanziate un euro neppure sulla formazione degli insegnanti per evitare di avere in classe docenti di questo tipo. (Applausi dal Gruppo PD) . È inutile allora predicare bene, richiamare princìpi e poi evitare in ogni modo di essere conseguenti, perché essere conseguenti costa, come costa fare le cose per bene; ma, come dicevo prima, per voi è importante fissare una bandierina. Vedrete, colleghi, se, dopo il voto finale su questo provvedimento, il prossimo tweet non sarà quello del Ministro dell'interno (non del Ministro dell'istruzione) perché non dimentichiamo che questa è la battaglia che, come una bandierina, il Ministro dell'interno ha voluto mettersi sulla felpa o sulla giacca (o su quello che sta indossando recentemente, forse il costume da bagno). Sarà il tweet rispetto all'ora di educazione civica, ma - lo diciamo ai genitori - non c'è niente di tutto quello che vi hanno promesso. Dico una cosa però, che forse poco si confà con il tono di voce che ho in questo momento, anche un po' indignata per le continue fake news che dobbiamo sopportare dal ministero della propaganda, insieme a tutte le armi di distrazione di massa. Ho sentito qui fare tanti riferimenti a Padri costituenti e a grandi pensatori; li sottoscriviamo tutti. Consentitemi allora di inserire la riflessione non di un Padre costituente, ma di un maestro, che però di Costituzione si è occupato. Mario Lodi, grandissimo pedagogista, insegnante e scrittore, sosteneva che alla base di ogni discorso sulla Costituzione ci dovesse essere la parola «gentile». Io capisco che il termine «gentilezza» non sia più di moda e capisco che possa sembrare ingenuo, davanti all'aggressività di questo tempo, chiamare in causa la gentilezza come un metodo e come uno strumento. Ma essa è il mezzo che ci può consentire di praticare il dialogo e la capacità di ascolto reciproco, proprio a partire dalla scuola. Lo dico con rammarico: la politica che ci governa da un anno ha inteso questo processo pedagogico collettivo in tutt'altro modo, ha deciso di acuire gli scontri piuttosto che mediare, ha deciso di cavalcare la rabbia invece di sedarla con il pensiero e con le proposte, ha inteso mettere alla gogna chi esprimeva le proprie libere opinioni. Questo atteggiamento davvero mal si sposa con il tentativo che stiamo facendo oggi in quest'Aula. È stato troppo gentile il senatore Errani, quando vi ha concesso un credito aperto rispetto a quello che farete nei prossimi mesi. Noi continuiamo a non credervi, perché continuate a tagliare sulla scuola e a non inserire un euro di investimento. Mi auguro, visto che la parola e lo stile della gentilezza non costano niente, che almeno questa la possiate acquisire come metodo per i giorni futuri. (Applausi dal Gruppo PD) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo già motivato il nostro voto a favore come una sostanziale apertura di credito e anche come una sfida gentile al Governo. Mi auguro che ci sia un investimento e che si riconosca agli insegnanti, che sono l'architrave del sistema scolastico del nostro Paese, la possibilità di avere formazione e di vedersi riconoscere il lavoro che fanno, perché non possiamo chiedere loro di fare solo volontariato. Spero che nella legge di bilancio ci saranno le risorse; mi auguro che il Governo, nella persona del Sottosegretario, ci dica che si impegna (senza riaprire il dibattito) a definire delle linee guida capaci di recuperare i contributi importanti di questo dibattito e che, a causa del monocameralismo di fatto, non abbiamo potuto concretizzare. Signor Sottosegretario, facciamola questa discussione, così verranno fuori gli interrogativi, la possibilità di una sintesi e di fare un passo in avanti. Il senatore Romeo ha detto che c'è piena disponibilità; ne prendo atto e ho apprezzato questa parte del suo intervento. Non ho invece apprezzato un'altra parte. Senatore Romeo, se dei parlamentari vanno a visitare dei detenuti non è maleducazione civica. In questo Paese c'è una giurisprudenza e c'è un diritto. (Applausi del senatore Rampi ). La nostra giurisprudenza si basa sulla certezza della pena, sull'esecuzione della pena, sull'umanità e sul recupero. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . Smettetela di fare questi discorsi: sono sbagliati e creano problemi al nostro Paese. Difendiamo il senso civico e giuridico del recupero, anche di chi commette reati gravi. Questa è la cultura del nostro Paese e questo è un punto da cui non possiamo tornare indietro. (Applausi dal Gruppo Misto) . IANNONE (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, Fratelli d'Italia voterà a favore del provvedimento in esame, perché, con la presentazione di una proposta di legge, ha contribuito ad affermare la necessità di rafforzare l'insegnamento delle materie di educazione alla cittadinanza. Purtroppo, i continui fatti di cronaca ci dicono che c'è una forte sofferenza sociale tra i giovanissimi, che costituisce una grave lesione della coscienza di cittadino rispetto allo Stato. Quindi, come sempre, abbiamo avuto un approccio costruttivo al problema, che evidentemente è avvertito da tutte le forze politiche, visto il voto unanime già espresso alla Camera dei deputati, seppur con le naturali e sacrosante differenze di approccio e sensibilità esistenti. Noi ci dichiariamo soddisfatti dell'impostazione e dell'impianto del provvedimento, perché siamo profondamente convinti che rendere i giovani maggiormente consapevoli della nostra identità nazionale e del funzionamento delle nostre istituzioni nazionali e locali significa formare, attraverso la scuola, esperienza di vita unica e irripetibile, i cittadini del futuro, che auspichiamo siano migliori. Inoltre, anche a questo proposito abbiamo sostenuto e cercato di dare un contributo sugli aspetti riguardanti l'educazione ambientale, che è un tema epocale, a nostro avviso, in una visione dell'ambiente che non sia arcadica, ma antropocentrica, perché l'uomo deve salvaguardare l'ambiente, in quanto elemento essenziale per il suo sviluppo. Vi è poi l'educazione alla legalità, che deve essere non quella declamata, dei libri da vendere, ma la legalità del vissuto quotidiano di tutti quei cittadini che fanno il proprio dovere e che rappresentano la testimonianza migliore del nostro Stato e della nostra comunità nazionale. Naturalmente vi è anche l'aspetto che riguarda il rispetto delle persone e dei più deboli (e, dunque, quel vincolo di solidarietà che rappresenta l'elemento che tiene insieme la nostra comunità), ma anche delle cose e degli animali. Inoltre, pensiamo sia molto importante svolgere un'azione sui nostri giovani rispetto all'utilizzo dei social e all'accesso al web , così da combattere fenomeni di bullismo, cyberbullismo e altri stili di vita alienante che fanno perdere la dimensione reale e fisica dell'esistenza, senza accrescere quella spirituale. Siamo soddisfatti che già alla Camera dei deputati sia stato recepito il riferimento alla nostra bandiera e all'inno di Mameli. La conoscenza dei simboli della nostra Patria è un presupposto fondamentale per la formazione dei giovani. Allo stesso modo, esprimiamo soddisfazione per l'accoglimento da parte del Governo di un nostro ordine del giorno che rafforza l'aspetto dell'educazione sociale e dell'intelligenza emotiva, pur riconoscendo la strozzatura evidente che c'è stata del confronto in Senato, a cui avremmo voluto dedicare altro spazio, proprio per migliorare la funzionalità del provvedimento. Dobbiamo anche noi sottolineare un ricorso troppo facile all'articolo 81 da parte della Commissione bilancio e la problematica dell'invarianza di spesa. Ma noi vogliamo credere - e continueremo a batterci per questo - che il provvedimento in esame rappresenti un passo verso la costruzione di una nuova, anzi antica, cultura della cittadinanza che coniughi il valore della libertà con quello del dovere. Mi è dispiaciuto veramente ascoltare le note, i richiami e i riferimenti ad una cultura dell'odio che per quanto ci riguarda respingiamo al mittente perché quando il nostro leader , Giorgia Meloni, parla di una Nazione che non può continuare ad esportare più laureati rispetto agli immigrati che vengono in Italia, quando parliamo del riconoscimento degli esempi migliori della nostra società, come nel caso del brigadiere Mario Cerciello Rega ucciso barbaramente, noi amiamo la nostra Patria e non mettiamo in campo una politica di odio. Lo diciamo a favore degli italiani di oggi e soprattutto degli italiani di domani. (Applausi dal Gruppo FdI . Congratulazioni). UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, viviamo in un'epoca nella quale, non solo in Italia, si registra una sempre maggiore disaffezione dalle istituzioni democratiche. Vari studi a livello internazionale ci dicono che è crescente il numero dei cittadini che non crede più nelle istituzioni democratiche, che non vede in loro un valore assoluto e fondativo a garanzia della libertà e dei diritti e doveri di tutti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,20) ( Segue UNTERBERGER). Le ragioni sono molteplici e tra queste vi è sicuramente la mancanza di conoscenza sul loro funzionamento. Molti cittadini criticano l'Unione europea senza conoscerne la storia, gli organismi, il modo con cui lavora e le competenze. E lo stesso vale anche per le istituzioni nazionali. In questi anni, ad esempio, molti attacchi nei confronti delle Autonomie speciali dimostravano di ignorarne le ragioni storiche e di non conoscerne il funzionamento, quindi ben venga questo provvedimento per raccontare la Costituzione e spiegare le istituzioni. Il mio auspicio è che tutto questo contribuisca alla crescita di cittadini che esercitano le loro critiche in maniera più consapevole, quindi in un'ottica di costruzione e non di distruzione. È importante anche avere introdotto nel provvedimento tutta la questione legata alle conoscenze digitali. Siamo nel pieno di una rivoluzione delle forme della conoscenza e soprattutto le nuove generazioni devono essere in grado di comprenderne le implicazioni e i rischi che possono far correre alle nostre vite. C'è il tema della privacy , il modo con cui maneggeranno dati sensibili che riguardano la propria vita e c'è soprattutto il modo in cui valuteranno le informazioni della rete. È evidente che l'educazione digitale è un elemento fondativo rispetto alla costruzione dei cittadini di domani, per imparare a distinguere tra fonti affidabili e fonti inquinanti, a verificare le notizie e a interrogarsi sulla loro plausibilità. L'educazione digitale deve però intendersi anche come un modo rispettoso e responsabile di esprimersi sulla rete, che deve riscoprirsi come uno spazio di confronto e non di offese e di minacce. Come già detto, dato lo spirito del provvedimento, trovo una lacuna non aver speso una parola sulla parità dei sessi e sul rispetto della diversità. Ringrazio pertanto il Governo per aver accolto un mio ordine del giorno, che fa seguito a quello accolto sul cosiddetto codice rosso, ma adesso dagli impegni si deve passare ai fatti. Viviamo in una fase storica in cui le parole d'odio sul web e la violenza fisica contro le donne si sconfiggono anche attraverso interventi di carattere educativo e culturale. Bisognava quindi inserire nel provvedimento la conoscenza della storia delle donne e dei diritti che, con grande fatica, hanno conquistato negli ultimi cento anni. La storia dell'emancipazione femminile è strettamente connessa alla crescita civile e ai valori della Costituzione, che per la prima volta ha introdotto in Italia il suffragio universale e ha riconosciuto l'uguaglianza di tutti i cittadini e quindi anche la parità tra i sessi. Ad ogni modo, quello in esame è un provvedimento positivo e quindi voteremo a favore, ma lo facciamo sapendo che, per i giovani, l'esempio vale più delle parole, in particolare quando si tratta di personalità che ricoprono un ruolo di responsabilità. È quindi giusto approvare provvedimenti come quello in esame, ma sarebbe altrettanto importante che questi valori e precetti siano alla base del comportamento di tutti. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e della senatrice Rojc) . BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si debbano considerare particolarmente rilevanti l'occasione odierna e il relativo dibattito parlamentare sull'insegnamento del diritto e dell'educazione civica, in tutte le scuole secondarie del primo e del secondo ciclo. L'elemento didattico e formativo in materia di educazione civica può infatti preparare le nostre nuove generazioni ad una cittadinanza consapevole, trasmettere loro una cultura della legalità, fornire validi insegnamenti per affrontare la vita in società e anche avviare gli studenti ai temi dell'economia, del diritto e dell'imprenditorialità. Siamo quindi chiamati ad arricchire l'offerta formativa dei giovani italiani, per rendere più solida la loro preparazione al momento di scegliere la strada da intraprendere per il loro futuro, sia esso universitario o di ingresso nel mondo del lavoro e della produttività. Altresì, avremo anche modo e responsabilità di perimetrare i criteri selettivi e di impiego dei docenti, da impiegare, professionalizzare e valorizzare, assunto come l'educazione civica sarà affrontata in maniera trasversale, impiegando l'organico già presente, a cui chiedere questa ulteriore prova di impegno formativo e didattico. Il testo del disegno di legge di cui stiamo discutendo, infatti, affronta molti temi: Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali, storia della bandiera e dell'inno nazionale, sviluppo sostenibile, educazione alla cittadinanza digitale, elementi fondamentali di diritto, educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari, educazione alla legalità e al contrasto delle mafie, educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale, finanche formazione di base in materia di protezione civile e pronto soccorso. A nostro giudizio, anche per la sempre più numerosa presenza di studenti di origine straniera, una didattica dell'educazione civica deve pure saper trasmettere, come tutte le materie umanistiche, un senso profondo di italianità, di rispetto e di adesione al nostro modello di società e di ordinamento civile. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In questo senso ci piace pensare ad una didattica che abbia a cuore non solo l'educazione civica, ma anche e propriamente una trasmissione di civiltà italiana, nella sua formidabile grandezza. Naturalmente, nel rispetto delle linee guida per l'educazione globale, riteniamo che l'educazione civica serva ad una causa generale, sociale e democratica, in quanto contribuisce allo sviluppo di abitudini e valori propri dell'ambito morale, come impegno, ordine, responsabilità, rispetto e solidarietà, per sviluppare una adeguatezza positiva all'interno di una società pluralistica, in continuo cambiamento. Siamo però altresì determinati anche a dare una direzione tecnica, e non solo genericamente etica, a tale insegnamento, assunto come necessario che i giovani abbiano le conoscenze e competenze basilari relative al sistema economico, imprenditoriale e finanziario per essere pienamente cittadini della propria comunità di riferimento e per promuovere fino in fondo il loro talento di oggi che sarà il primato italiano di domani. Elementi di educazione ambientale, educazione stradale, educazione sanitaria, educazione alimentare, un approfondimento sulla Costituzione italiana e sulle regole primarie di civile convivenza potranno, complessivamente, essere utili ad un percorso formativo delle più giovani età, mentre sempre più necessaria ci appare una didattica attiva e peculiare di diritto e economia man mano che lo studente cresce e si prepara alle sfide della vita. Complessivamente, dal punto di vista politico, si esprime un compiacimento per la contribuzione che tutte le forze parlamentari abbiano inteso offrire a questo dibattito, in un auspicato impegno comune per tracciare un intervento che sappia trovare il migliore equilibrio fra i temi della coesione, della partecipazione, della sussidiarietà con quelli del rigore, della legalità e del rispetto del nostro ordinamento giuridico e civile, fino ad una vera offerta formativa in termini di preparazione giuridico-economica. Per questi motivi, il Gruppo parlamentare della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione esprime convintamente il proprio parere favorevole al disegno di legge. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . CANGINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, illustri membri del Governo, colleghi senatori, premetto che il Gruppo Forza Italia voterà a favore di questa legge, condividendone i fini, pur deprecando il fatto che non un solo euro sia stato stanziato a coronare e rendere concreti gli obiettivi che il disegno di legge si prefissa, il fatto che non un'ora aggiuntiva sia stata introdotta per l'educazione civica e il fatto che, ancora una volta, questo ramo del Parlamento sia stato marginalizzato dal processo legislativo e tutti quanti noi - lo dico rivolgendomi soprattutto ai colleghi della maggioranza - non siamo stati minimamente messi nelle condizioni di esercitare il nostro diritto-dovere di incidere sulle leggi, possibilmente per migliorarle. Detto questo, mi interessa notare come in 7 a Commissione qui al Senato ieri si siano imposte con forza due questioni significative dalle quali dipendono l'esito, la sostanza e la qualità non solo di questo provvedimento, ma dell'intero processo legislativo di questo Parlamento. Le due questioni sono l'articolo 81 della Costituzione e il ruolo e la funzione della Ragioneria generale dello Stato. L'articolo 81 della Costituzione - lo sappiamo tutti - è quello che, in ottemperanza al famigerato fiscal compact , impone non il pareggio, ma l'equilibrio di bilancio tra spese ed entrate di uno Stato e che quindi vincola fortemente i margini di autonomia di qualsiasi Governo. Lo abbiamo in Costituzione, quindi il vincolo è massimo. Altri Paesi hanno ritenuto di non metterlo in Costituzione, persino l'Unione europea ha ritenuto di non vincolarsi in maniera così ferrea. Si può quindi mettere in discussione e ragionare sull'opportunità di rivedere questo articolo della Costituzione. Il vice premier Salvini e il vice premier Di Maio lo hanno fatto con grande passione - per usare un eufemismo - negli scorsi mesi ed anni. Pende alla Camera un progetto di legge per abrogare l'articolo 81 della Costituzione, nel cosiddetto contratto di Governo stretto tra la Lega e il MoVimento 5 Stelle si sostiene la necessità di un adeguamento dell'articolo 81 della Costituzione. Che quello sia un male, quindi, non c'è dubbio; sorprende che, nell'arco di questo primo anno di legislatura, questi obiettivi riformisti si siano evidentemente inabissati nel cuore e nella prassi della maggioranza. L'altra questione riguarda la Ragioneria generale dello Stato: tutti ricordiamo ancora le violenti polemiche del vice presidente del Consiglio Di Maio contro l'allora ragioniere generale dello Stato Franco e la famigerata questione, che probabilmente resterà nella memoria di chi segue i lavori del Parlamento e legge i giornali, sulla «manina» della Ragioneria, che forse avrebbe alterato i conti del decreto-legge dignità. Ricordiamo che in quest'Aula - non è passato molto tempo, in fondo: era febbraio - il capogruppo della Lega, senatore Romeo, e il capogruppo del MoVimento 5 Stelle, senatore Patuanelli, hanno difeso con forza il profondo, complesso e non banale principio del primato della politica, contrapponendosi a quello che, secondo loro, era lo strapotere della Ragioneria generale dello Stato. Molti anni fa, quando ancora non si parlava del ruolo dei tecnici rispetto ai politici, feci un'inchiesta su questo tema, suggestionato dai racconti di un senatore che stimavo molto, il cui nome mi fa piacere torni a riecheggiare in quest'Aula: si chiamava Altero Matteoli; ce lo ricordiamo tutti, credo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Matteoli, che era un Ministro nato, aveva senso delle istituzioni, grande esperienza parlamentare e un sincero attaccamento al bene comune e all'interesse nazionale, lamentava il fatto che persino uno con la sua sostanza ed esperienza, da Ministro, faticasse quotidianamente a contenere la presunzione della Ragioneria generale dello Stato. Questa infatti non solo svolge la propria funzione - essenziale per chi crede nello Stato di diritto, nella separazione dei poteri e nella necessità di bilanciamenti - ma alle volte rischia di credere di averne una d'indirizzo politico, cosa che evidentemente non va bene. Si può parlare quindi anche della funzione della Ragioneria generale dello Stato. Potete capire che, con queste premesse, grandi sono stati il mio e il nostro stupore nell'osservare ieri in 7ª Commissione che buona parte degli emendamenti proposti dalle opposizioni era stata dichiarata inammissibile perché - udite, udite - la Ragioneria generale dello Stato li aveva dichiarati tali. Per quale motivo? A suo giudizio, contravvenivano all'articolo 81 della Costituzione. Non si trattava di emendamenti che prevedevano spese per lo Stato: tuttavia, si è preso per buono il parere della Ragioneria generale dello Stato, che la 5ª Commissione - guidata, com'è noto, da un esponente del MoVimento 5 Stelle - ha pedissequamente ratificato. La collega Malpezzi ha avuto il merito di sollevare la questione e ne è seguito un dibattito nel quale grosso modo ho detto quanto sto dicendo oggi a quest'Assemblea. La mia sorpresa è diventata un vero e proprio stupore, nel momento in cui la collega capogruppo del MoVimento 5 Stelle in 7ª Commissione, senatrice Granato, ha replicato, sostenendo - e uso i suoi stessi aggettivi - che, sì, è vero che la Ragioneria generale dello Stato usa criteri «imperscrutabili», ma che si tratta di decisioni «insindacabili». Credo non ci sia nulla di insindacabile e che chi è destinato a ricoprire la funzione di legislatore abbia il diritto e, alle volte, il dovere di sindacare tutto. Mi ha sorpreso constatare quanto dalla teoria rivoluzionaria della sovranità e del primato della politica si sia scivolati passivamente verso il rispetto e l'ossequio del cuore vero del potere di questa Repubblica. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Non è il primo tradimento ideale: lunga è la sequenza dei tradimenti di principi, valori fondanti e identitari e impegni elettorali sottoscritti dal MoVimento 5 Stelle - così come, mi spiace dirlo, dalla Lega Nord - con i rispettivi elettori. Questo, a mio avviso, è l'aspetto maggiormente sintomatico: qui oggi certifichiamo che avete venduto l'anima al diavolo. Siete passati con quello che ritenevate essere il nemico, il potere tecnocratico e finanziario, che tante e tante volte ha infiorato le vostre labbra nel vostro discorso pubblico. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,35) ( Segue CANGINI). Se questa è la realtà, se l'unico cambiamento che questo anno di legislatura è riuscito a realizzare su di voi, sulla vostra identità, non certo sulla società, noi ne prendiamo atto; prendiamo atto che avete venduto la vostra anima, riteniamo di essere nelle condizioni di impedirvi di vendere e di svendere il Paese (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Rufa) . FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, ho preparato un discorso per quest'Assemblea con molta attenzione; del resto sono alla prima legislatura e tendo ad ascoltare e a osservare molto più che a parlare. Credo molto nell'esercizio della parola e per questo non amo abusarne; ritengo che gli altri possano sempre insegnarmi qualcosa, quindi dinanzi a colleghi che hanno sulle spalle anche decenni di legislatura, faccio tesoro delle loro parole e prima di intervenire mi assicuro di avere qualcosa di intelligente da dire; chiaramente non ho la pretesa di riuscirvi, ma si è in buona compagnia a volte. Ad ogni modo avevo preparato un intervento teso a smontare le critiche e a sottolineare i punti di forza del provvedimento in esame, ma mi hanno egregiamente anticipato molti colleghi, come la senatrice Montevecchi, per cui do un taglio diverso ed essendo questa una dichiarazione di voto, desidero mettere giù la maschera e parlare col cuore. Sì, il provvedimento in discussione è imperfetto, ne sono consapevole, ne siamo consapevoli. È imperfetto, è vero, infatti non lo abbiamo chiamato "la buona educazione civica", perché sappiamo che non è il caso di autovalutarsi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poiché comprendiamo che il provvedimento potrà essere migliorato (anzi, ne abbiamo già discusso), abbiamo predisposto degli ordini del giorno, accolti dal Governo, volti ad andare in una misura in cui si prevedranno risorse e magari docenti - perché no? - dedicati alla materia stessa. Intanto, anche se il disegno di legge in discussione risulta migliorabile, è urgente; l'ho sentito anche dalle parole del senatore Verducci, il quale diceva che siamo in un clima di odio, prescindendo poi da chi è fomentato. Vi è, dunque, un'urgenza e allora accogliamola con un voto favorevole di tutti. Dobbiamo assicurarci - e con questo provvedimento lo faremo - che l'educazione civica non venga lasciata alla sensibilità dei docenti, ma divenga almeno adesso un percorso costante. Signor Presidente, mi rivolgo ai docenti che sono fuori da quest'Aula, ai quali dobbiamo un ringraziamento in qualità di legislatori, perché sono capaci di far funzionare e di migliorare nella pratica qualunque legge esca dalla nostra presunzione normativa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Penso per esempio a quando ci siamo dovuti adattare - e dico ci siamo dovuti adattare - alla riforma Gelmini che tagliò l'ora di storia nella scuola, inventando una nuova materia, la geostoria: furono gli insegnanti a essere bravi e a dare dignità a questa nuova materia, frutto di tagli. Quando arrivarono i colleghi di potenziamento, da un'idea magari brillante e rivoluzionaria ma incastrata in un sistema rigido, con delle regole, anche in quel caso gli insegnanti di potenziamento, essenzialmente di diritto, sono stati così bravi da reinventarsi e far parte di un sistema. Signor Presidente, amo il significato delle parole e non il significante o il fonema (i linguisti avranno compreso), per cui gli esercizi di stile dialettico mi appassionano poco, anche se mi divertono; mi interessano le cose semplici, come me. Il punto è il seguente: il provvedimento in esame aiuterà i ragazzi a conoscere di più la Costituzione, a parlarne in classe più frequentemente, a comprendere e a riflettere sulla loro cittadinanza digitale, a maturare le competenze di una cittadinanza sensibile? (Applausi dal Gruppo M5S) . Sì. La risposta è semplicemente sì e a noi questo intanto basta. A noi chi? A noi della maggioranza e a noi del MoVimento 5 Stelle, che, nel novero dei difetti e della narrazione spicciola che si fa spesso di noi, abbiamo un pregio che supera tutti i difetti, presunti e reali. Abbiamo il pregio di avere portato in queste Aule non solo i rappresentanti dei cittadini. Spesso le opposizioni dicono: noi rappresentiamo i cittadini. Certo, tutti rappresentiamo i cittadini, ma il MoVimento 5 Stelle ha portato qui dentro direttamente i cittadini, che non hanno fatto dei percorsi decennali nei vari gruppi politici e che arrivano dalla vita reale, dai mestieri reali. (Applausi dal Gruppo M5S) . BITI (PD) . Ma basta! BELLANOVA (PD) . Siamo tutti cittadini! FLORIDIA (M5S) . Quindi, abbiamo ancora troppo fresca la memoria di ciò che serve lì fuori, da dove sono arrivata da un anno o poco meno. E ora faccio solo una riflessione, che adesso cade a pennello, prima di dichiarare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. Ho iniziato il mio intervento dicendo che amo molto ascoltare. BITI (PD) . Non si direbbe! FLORIDIA (M5S) . Amo molto ascoltare, ma adesso qui una cosa da docente, non da senatrice, fatemela dire. Forse, a scuola di educazione civica ci dovremmo andare tutti e, di certo, molti di noi in quest'Aula! (Applausi dal Gruppo M5S) . Se c'è una materia che non passa mai di moda e che resta impressa nei ragazzi è l'esempio. In quest'Assemblea non sempre stiamo dando il buon esempio: penso ai versi, alle offese, alle grida sguaiate e prive di contenuti; penso alla rabbia, alla rabbia urlata in alcune parole e al sorriso sarcastico immediatamente dopo, che svilisce quelle urla e fa capire che, evidentemente, non era rabbia sentita e non rappresentava un vero disagio. (Commenti della senatrice Gallone). GIRO (FI-BP) . Ma che dici? E il Vaffa Day , allora? Ma state calmi! PRESIDENTE.Senatore Giro, la invito alla calma. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, vorrei esprimere la mia opinione. Se era comprensibile vedere il Movimento, alla prima legislatura, manifestare ardentemente la propria esistenza in Parlamento, forse a volte anche in maniera inopportuna, ma dopo decenni di attesa di essere ascoltati, come cittadini, vedere, invece, adesso le stesse manifestazioni scomposte da parte chi ha governato per anni e anni, come se disgrazie e cataclismi fossero piombati loro addosso all'improvviso, è davvero strano. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti della senatrice Biti) . PRESIDENTE.Senatrice Biti, ricordo a lei e a tutti che la prima regola dell'educazione civica è sapere ascoltare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, insegno in un liceo, potranno venire da me! Signor Presidente, mi rivolgo adesso a chi conta davvero, ai nostri ragazzi. Voglio rivolgermi a loro. Sappiate che l'educazione civica, l'educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, è una materia viva, di cui avete bisogno, tanto quanto ne avremmo bisogno noi in quest'Aula. Per questo votiamo con serenità questo provvedimento. E cosa ci auguriamo, ragazzi? Che, anche grazie a questo provvedimento, voi possiate educarvi ad amare e a difendere la nostra bella e fragile democrazia. Vi auguro di appassionarvi alla cittadinanza e alla partecipazione politica tanto da prendere il nostro posto, con più ardore, con più merito, forse. Vi auguro di provare quello che provo da un anno e mezzo ogni giorno, varcando la soglia del Senato. Vi auguro di provare un senso di responsabilità così nobile e profondo che vi curvi le spalle, ma che renda più profonda la vostra orma. Vi auguro di provare un senso di rispetto nei confronti della democrazia, riconoscendola non come un dono ma come una faticosa conquista da preservare. Vi auguro di sentire il dovere che io, noi tutti, abbiamo di difendere i diritti e i doveri di ciascuno. Lo si fa anche con l'esempio. Scusate se a volte non ci riusciamo in quest'Assemblea. Vi auguro di difendere i cittadini più deboli e di uscire da questi Palazzi, dai vostri uffici, dalle vostre aziende, un domani, sempre più onesti di come siete entrati. Mi auguro questo per tutti voi e mi auguro che non abbiate paura di avere il coraggio di essere cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 1264, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 233, 303, 610, 796, 863 e 1031. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, considerato che l'orario previsto per la chiusura dei lavori dell'Assemblea di oggi è stato ampiamente superato, i restanti punti all'ordine del giorno verranno calendarizzati nella prossima Conferenza dei Capigruppo. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, colgo questa occasione, il mio ufficio e la sua funzione per richiamare le attenzioni del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di ANAS SpA sugli espropri che si sono ottenuti circa quarant'anni fa e hanno reso possibile la connessione per la mobilità tradizionale tra Chieti e Pescara, realizzando l'asse attrezzato Chieti-Pescara per un'area che mette insieme 400.000 utenti. Ebbene, quegli espropri in quarant'anni non sono stati mai pagati. Questa importante infrastruttura realizzata, che ha il rango di raccordo autostradale di tipo europeo senza pedaggio, appaltata da Cassa del Mezzogiorno con gli allora fondi straordinari, deve essere regolarizzata, poiché potrebbe accadere che i vincitori del contenzioso, proprietari delle ditte espropriate, attraverso l'istituto previsto dall'articolo 700 del codice di procedura civile, possano recuperare a sé quegli appezzamenti di terreno. Si determinerebbe in tal modo la smobilitazione dell'importante infrastruttura con la conseguente smobilitazione del fondamentale diritto alla mobilità. Ci sono le risorse in apposito capitolo in giacenza presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ragione della legge che ha superato la gestione dell'Agenzia del Mezzogiorno; quelle risorse, che hanno capienza degli oltre 10 milioni di euro occorrenti, devono essere utilizzati per coprire i diritti statuiti dalla magistratura civile, con sentenze passate in giudicato, a favore dei cittadini espropriati. Signor Presidente, l'Europa si è costituita e si fa riconoscere perché dà luogo al riconoscimento di alcuni diritti fondamentali. Tra questi c'è il diritto alla proprietà privata, che può essere funzionalizzata per esigenze e diritti collettivi, ma c'è bisogno del riconoscimento economico. La giustizia civile si è stabilita attraverso sentenza idonea passata in giudicato. Non si capisce perché non si superi l'attuale condizione di incertezza. Concludo con un'annotazione: il professor Guido Melis, che è stato parlamentare sardo e autorevole studioso della pubblica amministrazione, ci ha insegnato che la pubblica amministrazione ha un senso se avvicina la norma al caso concreto. C'è un caso concreto, che è a copertura della norma, e ci sono le risorse. Noi dobbiamo fare in modo che quelle risorse vengano utilizzate allo scopo. Questo intervento sollecita la risposta all'interrogazione n. 392 da me presentata e rimasta inevasa. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Errani. Congratulazioni) . BATTISTONI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BATTISTONI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei portare all'attenzione dell'Assemblea un fatto grave: proprio ieri il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'impianto pilota di una centrale geotermica nel Comune di Castel Giorgio che interesserà tutto l'altopiano dell'Alfina e il bacino del lago di Bolsena. Già nei giorni scorsi ho presentato un'interrogazione in merito a questa tematica per avere chiarimenti dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal Ministro dello sviluppo economico. Naturalmente non ho ricevuto risposta e ieri ho appreso la cattiva notizia dell'autorizzazione del Consiglio dei ministri. Dal momento che tutte le realtà locali, i sindaci, gli amministratori e le varie associazioni culturali presenti su quel territorio si sono espressi in maniera contraria e hanno sottolineato tutte le criticità - ricordo che l'impianto andrà a prelevare, per almeno venticinque anni, 1.000 tonnellate all'ora di fluido geotermico, per poi iniettarle, raffreddate, sotto il bacino del lago di Bolsena - le conseguenze di tale azione nessuno le potrà conoscere a priori . Oltre ai Comuni, anche le Regioni Umbria e Lazio hanno espresso parere negativo. Ci sono poi lati abbastanza particolari in questa vicenda, perché l'allora presidente della commissione tecnica per la valutazione d'impatto ambientale sembra essere stato uno dei consulenti dell'azienda che ha chiesto l'autorizzazione dell'impianto. Si è andati avanti spediti senza aver dato chiarimenti anche su dette vicende un po' singolari. I Comuni di quel territorio sono molto famosi soprattutto per il grande flusso turistico; un impianto del genere potrebbe veramente compromettere in maniera irreparabile tutto l'indotto economico dell'area. Non parliamo poi della tutela della salute dei cittadini, perché anche da questo punto di vista non sono stati fatti gli opportuni accertamenti. Non è giusto passare sopra la volontà dei territori, degli amministratori e dei cittadini. Avendo fatto un atto del genere i Ministri della salute e dell'ambiente si dovranno assumere tutta la responsabilità di un atto che va contro la volontà di un intero territorio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Siena è la mia seconda casa. Ho insegnato morfologia e geomorfologia applicata per oltre ventisei anni. Ho svolto ricerche in molte parti del territorio, incluse le pendici del monte Amiata, la montagna sacra agli etruschi e, dunque, a tutti i toscani. Il 27 e il 28 luglio il versante orientale della montagna è stato interessato da un nubifragio eccezionale, che ha scaricato oltre 200 millimetri di pioggia in poche ore. Poche sono le canalizzazioni artificiali in grado di smaltire 200 millimetri di pioggia e se l'acqua, scorrendo lungo i versanti, si carica di detriti e di vegetazione, le canalizzazioni sono rapidamente occluse; il flusso idrico inizia a scorrere in superficie scendendo lungo le depressioni, siano esse naturali o artificiali, generando colate di detrito miste a fango. La capacità di trasporto di queste colate è enorme e gli ostacoli sono facilmente aggirati. L'evento ha condotto all'allagamento di numerose abitazioni e al danneggiamento o alla distruzione di un numero ancora imprecisato di autovetture. La nostra solidarietà va al sindaco Fabrizio Tondi di Abbadia San Salvatore, al personale dell'ufficio tecnico, ai volontari che hanno fronteggiato le emergenze e a tutti i cittadini che, grazie alla proverbiale caparbietà che li contraddistingue, sapranno risollevarsi anche da questo ennesimo disastro. L'Amiata è un gigante dai piedi di argilla; argilla che affiora al di sotto dei terreni vulcanici creando condizioni di pericolosità da frana diffusa anche quando le precipitazioni sono meno intense di quelle del 28 luglio. I terreni vulcanici assorbono enormi quantità d'acqua, ma è quasi impossibile far fronte alle bombe d'acqua. Fenomeni analoghi hanno interessato anche i settori della Val di Chiana, nei pressi di Bettolle, ma anche numerose località dell'Aretino, in particolare le frazioni di Policiano, Sant'Anastasio, Olmo, Rigutino e Marciano della Chiana, solo per nominarne alcune. Fenomeni del genere esistevano anche in passato, ma erano più rari, e si verificavano a intervalli di tempo pluridecennali. Il cambiamento climatico in atto e il forte surriscaldamento estivo delle terre emerse inducono una maggiore frequenza di fenomeni estremi. Cosa possiamo fare per prevenire e rendere meno impattanti questi fenomeni? È necessaria una cura capillare del territorio, cura che per troppo tempo è stata trascurata. I fossi devono essere approfonditi ed evitata la loro occlusione; è anche necessario sovradimensionare le nuove fognature e le vie di drenaggio artificiali, coscienti che l'evento eccezionale si manifesterà a breve scadenza. È inoltre necessario un controllo costante dei milioni di fenomeni franosi che gravitano sui corsi d'acqua e che, in caso di evento eccezionale, possono attivarsi, giungere sul fondovalle e fornire materiale solido al flusso idrico. Abbattere la pericolosità e i rischi è un'impresa immensa, ma il Governo del cambiamento ha accelerato gli interventi, che però, purtroppo, non saranno certamente in grado di eliminare il problema generato da decine di anni di mancati interventi, con i Comuni senza o con scarsissimi finanziamenti. Il piano di emergenza per il dissesto varato ad aprile ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2019 da destinare a interventi immediatamente cantierabili. Sul fronte del cambiamento, finché procederemo con il modello di sviluppo energivoro, utilizzando energie fossili, la temperatura del Pianeta è destinata ad aumentare. Il Governo sta incentivando massimamente l'utilizzo di energie rinnovabili. Stiamo incentivando la transizione alla locomozione elettrica e dolce, l'ammodernamento e l'utilizzo del treno, l'utilizzo delle vie del mare. Il Governo ha previsto che il Paese passerà interamente a energie rinnovabili nel 2050, ma cercheremo di fare il possibile per giungerci molto prima. (Applausi dal Gruppo M5S) . AUDDINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUDDINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea su quanto riportato ieri e anche oggi dalla stampa calabrese e nazionale. Giustamente i giornali, anche oggi, danno grande risalto alla notizia, per cui credo sia importante renderne edotta anche l'Assemblea. Dalle prime ore di ieri mattina, la Polizia di Stato, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, emesse nei confronti di imprenditori e politici locali e regionali, accusati di essere asserviti alle volontà della criminalità organizzata in qualità di affiliati o concorrenti esterni. Nell'elenco degli indagati figurano anche politici di spicco della Regione Calabria, appartenenti a diverse forze politiche (PD, Fratelli d'Italia e uno inizialmente eletto in Forza Italia, poi transitato in Fratelli d'Italia); fra gli altri, addirittura i capigruppo regionali di Fratelli d'Italia e del PD in consiglio regionale. È possibile che i partiti non sapessero o non sospettassero di nulla? Ancora una volta la magistratura dimostra che ci sono molti problemi in questo ambito. Secondo quanto emerso dalle indagini, le idee politiche della destra e della sinistra calabrese e di alcuni di questi politici, che appartenevano a quelle aree politiche, avrebbero lasciato spazio alla logica del do ut des , destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma anche il sistema 'ndranghetistico nel suo complesso. Politici sono accusati di essere referenti di una delle più potenti famiglie della 'ndrangheta, in forza di uno stabile e permanente accordo. Gli esponenti della cosca avrebbero - secondo i dati in possesso e quanto riportato dalla stampa - procurato ingenti pacchetti di voti in occasione delle consultazioni elettorali, comunali e regionali, in cambio di benefici di vario genere (posti di lavoro, incarichi fiduciari presso enti locali, risoluzione di problematiche presso le pubbliche amministrazioni o aggiudicazioni di appalti). In particolare, l'inchiesta sta mettendo in rilievo le dinamiche che avrebbero condizionato le elezioni regionali del novembre 2014. I voti in cambio di favori sarebbero stati dirottati verso alcuni dei politici poi eletti. Il sottoscritto in quell'occasione era fra i candidati del MoVimento 5 Stelle al consiglio regionale. Ricordo di aver percorso la Calabria in lungo e in largo nelle piazze, fra la gente e con la gente di buona volontà. Non abbiamo vinto. Allora prendemmo pochi punti percentuali, ma posso essere fiero di aver fatto ricorso solo alle mie forze e a quelle degli attivisti, ragazzi straordinari che, con uno spirito di abnegazione poco comune, mi hanno accompagnato per tutto il mese di campagna elettorale, in maniera egregia. Potremo anche scendere nei consensi - questo penso - ma la politica che facciamo è trasparente, che tutti ci riconoscono alla luce del sole; altre pratiche mai ci apparterranno e mai ci appartengono. Quello che penso è che non dovremmo mai ridurre la nobile arte della politica, esercitata al servizio dei cittadini nell'esclusivo interesse pubblico, a baratto tra mance, voti e promesse di favori. Noi del MoVimento 5 Stelle stiamo lavorando su un altro piano, mettendo mano ai bisogni reali della gente, sui quali con pazienza e impegno troveremo una soluzione, tutelando esclusivamente il bene comune e, con l'aiuto dei calabresi di buona volontà, ce la faremo. (Applausi dal Gruppo M5S) . BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare la discussione della mozione 1-00147 che ho presentato circa un mese fa su un tema che mi sta particolarmente a cuore e che dovrebbe rappresentare per l'intera Assemblea del Senato l'opportunità di affrontare una questione apparsa sulle pagine di tutti i giornali, vale a dire la prossima discussione dell'ordinanza della Corte costituzionale in relazione a un disegno di legge sull'eutanasia. Come lei ben sa, signor Presidente - e come sanno i colleghi - l'ordinanza fissa in maniera molto chiara il termine del 24 settembre per l'approvazione della legge. Il tema è talmente incandescente che pochi giorni fa c'è stata una forte manipolazione dell'interpretazione dello stesso documento pubblicato dal Comitato nazionale di bioetica fino a far uscire, anche sulle principali testate giornalistiche, informazioni del tutto distanti dalla verità e dall'oggettività dei dati. È in atto un tentativo di manipolazione nei confronti dell'opinione pubblica. Nella conferenza stampa di lunedì scorso i Radicali hanno sostenuto che il 93 per cento degli italiani è favorevole all'eutanasia: fermo restando che basterebbe un piccolo sondaggio personale per capire che è vero che c'è gente favorevole all'eutanasia, è però anche vero che la maggior parte delle persone chiede cure palliative. Nello stesso disegno di legge che abbiamo appena approvato sull'educazione civica si indicano espressamente, tra gli obiettivi, il diritto alla vita, il diritto alla salute e al benessere. Questo è il contenuto specifico del provvedimento sull'introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica che abbiamo appena votato: è agli atti e tutti possiamo leggerlo. C'è tuttavia un movimento - non so a chi giovi - che tende in qualche modo a dare una sensazione ben diversa rispetto al sentire comune del Paese. In tutto ciò il Senato corre il rischio di essere tagliato completamente fuori dal dibattito. Non sappiamo ancora se la Camera dei deputati riuscirà davvero a calendarizzare e a discutere il provvedimento: ancora ieri sera c'erano difficoltà. Quello che io chiedo è discutere una mozione nella quale si dica che noi non ci sottraiamo al dibattito sui massimi sistemi, per così dire. Sappiamo che ci sono delle divergenze e che possono emergere anche posizioni tra di loro «molto articolate». Come senatori abbiamo però il coraggio di dire che prenderemo una posizione ed assumeremo una responsabilità. Non lasciamo che sia la Corte costituzionale a dettare la linea. Non rinunciamo alle nostre prerogative. Il Senato, in un contesto già soggetto da tempo - come tutti sappiamo - ad una decretazione d'urgenza che segna il ritmo dei lavori, fatica ad assumere la propria responsabilità di legislatore. In questo caso, tuttavia, non vogliamo rinunciarvi automaticamente. Le chiedo quindi, signor Presidente, se possibile, la calendarizzazione della mozione a mia prima firma. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di lunedì 5 agosto 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 5 agosto, alle ore 12, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 13,05) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica (1264) ARTICOLO 1 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. (Princìpi) 1. L'educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. 2. L'educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei princìpi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona. EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO ARTICOLO 2 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 2. (Istituzione dell'insegnamento dell'educazione civica) 1. Ai fini di cui all'articolo 1, a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione è istituito l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile sono avviate dalla scuola dell'infanzia. 2. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione promuovono l'insegnamento di cui al comma 1. A tal fine, all'articolo 18, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, le parole: «di competenze linguistiche» sono sostituite dalle seguenti: «di competenze civiche, linguistiche». 3. Le istituzioni scolastiche prevedono nel curricolo di istituto l'insegnamento trasversale dell'educazione civica, specificandone anche, per ciascun anno di corso, l'orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgersi nell'ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto orario gli istituti scolastici possono avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo. 4. Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento trasversale dell'educazione civica è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo di cui al comma 3. Le istituzioni scolastiche utilizzano le risorse dell'organico dell'autonomia. Nelle scuole del secondo ciclo, l'insegnamento è affidato ai docenti abilitati all'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell'ambito dell'organico dell'autonomia. 5. Per ciascuna classe è individuato, tra i docenti a cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica, un docente con compiti di coordinamento. 6. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122. Il docente coordinatore di cui al comma 5 formula la proposta di voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica. 7. Il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell'offerta formativa. 8. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare incrementi o modifiche dell'organico del personale scolastico, né ore d'insegnamento eccedenti rispetto all'orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d'istituto stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell'offerta formativa. 9. A decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della presente legge, sono abrogati l'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, nonché il comma 4 dell'articolo 2 e il comma 10 dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 2 ARTICOLO 3 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 3. (Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento) 1. In attuazione dell'articolo 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono definite linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica che individuano, ove non già previsti, specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonché con il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari, le Indicazioni nazionali per i licei e le linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti, assumendo a riferimento le seguenti tematiche: a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell'inno nazionale; b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015; c) educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell'articolo 5; d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; f) educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni; h) formazione di base in materia di protezione civile. 2. Nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica sono altresì promosse l'educazione stradale, l'educazione alla salute e al benessere, l'educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. Tutte le azioni sono finalizzate ad alimentare e rafforzare il rispetto nei confronti delle persone, degli animali e della natura. EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO ARTICOLO 4 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 4. (Costituzione e cittadinanza) 1. A fondamento dell'insegnamento dell'educazione civica è posta la conoscenza della Costituzione italiana. Gli alunni devono essere introdotti alla conoscenza dei contenuti della Carta costituzionale sia nella scuola dell'infanzia e del primo ciclo, sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà. 2. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, disciplinato dalla Carta costituzionale, sono adottate iniziative per lo studio degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale. Al fine di promuovere la cittadinanza attiva, possono essere attivate iniziative per lo studio dei diritti e degli istituti di partecipazione a livello statale, regionale e locale. 3. La conoscenza della Costituzione italiana rientra tra le competenze di cittadinanza che tutti gli studenti, di ogni percorso di istruzione e formazione, devono conseguire. 4. Con particolare riferimento agli articoli 1 e 4 della Costituzione possono essere promosse attività per sostenere l'avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro. EMENDAMENTI ARTICOLO 5 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 5. (Educazione alla cittadinanza digitale) 1. Nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica, di cui all'articolo 2, è prevista l'educazione alla cittadinanza digitale. 2. Nel rispetto dell'autonomia scolastica, l'offerta formativa erogata nell'ambito dell'insegnamento di cui al comma 1 prevede almeno le seguenti abilità e conoscenze digitali essenziali, da sviluppare con gradualità tenendo conto dell'età degli alunni e degli studenti: a) analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l'affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali; b) interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto; c) informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l'utilizzo di servizi digitali pubblici e privati; ricercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali; d) conoscere le norme comportamentali da osservare nell'ambito dell'utilizzo delle tecnologie digitali e dell'interazione in ambienti digitali, adattare le strategie di comunicazione al pubblico specifico ed essere consapevoli della diversità culturale e generazionale negli ambienti digitali; e) creare e gestire l'identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, ambienti e servizi, rispettare i dati e le identità altrui; utilizzare e condividere informazioni personali identificabili proteggendo se stessi e gli altri; f) conoscere le politiche sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi digitali relativamente all'uso dei dati personali; g) essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico; essere in grado di proteggere sé e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali; essere consapevoli di come le tecnologie digitali possono influire sul benessere psicofisico e sull'inclusione sociale, con particolare attenzione ai comportamenti riconducibili al bullismo e al cyberbullismo. 3. Al fine di verificare l'attuazione del presente articolo, di diffonderne la conoscenza tra i soggetti interessati e di valutare eventuali esigenze di aggiornamento, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca convoca almeno ogni due anni la Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell'adolescente digitale, istituita presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ai sensi del decreto di cui al comma 4. 4. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono determinati i criteri di composizione e le modalità di funzionamento della Consulta di cui al comma 3, in modo da assicurare la rappresentanza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore. L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza designa un componente della Consulta. 5. La Consulta di cui al comma 3 presenta periodicamente al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca una relazione sullo stato di attuazione del presente articolo e segnala eventuali iniziative di modificazione che ritenga opportune. 6. La Consulta di cui al comma 3 opera in coordinamento con il tavolo tecnico istituito ai sensi dell'articolo 3 della legge 29 maggio 2017, n. 71. 7. Per l'attività prestata nell'ambito della Consulta, ai suoi componenti non sono dovuti compensi, indennità, gettoni di presenza o altre utilità comunque denominate, né rimborsi di spese. EMENDAMENTI EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 5 E ORDINE DEL GIORNO ARTICOLO 6 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 6. (Formazione dei docenti) 1. Nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107, una quota parte pari a 4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020 è destinata alla formazione dei docenti sulle tematiche afferenti all'insegnamento trasversale dell'educazione civica. Il Piano nazionale della formazione dei docenti, di cui all'articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è aggiornato al fine di comprendervi le attività di cui al primo periodo. 2. Al fine di ottimizzare l'impiego delle risorse e di armonizzare gli adempimenti relativi alla formazione dei docenti di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche effettuano una ricognizione dei loro bisogni formativi e possono promuovere accordi di rete nonché, in conformità al principio di sussidiarietà orizzontale, specifici accordi in ambito territoriale. EMENDAMENTI ARTICOLO 7 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 7. (Scuola e famiglia) 1. Al fine di valorizzare l'insegnamento trasversale dell'educazione civica e di sensibilizzare gli studenti alla cittadinanza responsabile, la scuola rafforza la collaborazione con le famiglie, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità di cui all'articolo 5- bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, estendendolo alla scuola primaria. Gli articoli da 412 a 414 del regolamento di cui al regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297, sono abrogati. EMENDAMENTO ARTICOLO 8 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 8. (Scuola e territorio) 1. L'insegnamento trasversale dell'educazione civica è integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità attuative del presente comma e sono stabiliti i criteri e i requisiti, tra cui la comprovata e riconosciuta esperienza nelle aree tematiche di cui all'articolo 3, comma 1, per l'individuazione dei soggetti con cui le istituzioni scolastiche possono collaborare ai fini del primo periodo. 2. I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali. EMENDAMENTO EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 8 ARTICOLO 9 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 9. (Albo delle buone pratiche di educazione civica) 1. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca costituisce, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l'Albo delle buone pratiche di educazione civica. 2. Nell'Albo sono raccolte le buone pratiche adottate dalle istituzioni scolastiche nonché accordi e protocolli sottoscritti dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'attuazione delle tematiche relative all'educazione civica e all'educazione alla cittadinanza digitale, al fine di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza. EMENDAMENTI ARTICOLO 10 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 10. (Valorizzazione delle migliori esperienze) 1. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca indìce annualmente, con proprio decreto, per ogni ordine e grado di istruzione, un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale. EMENDAMENTI ARTICOLO 11 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 11. (Relazione alle Camere) 1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca presenta, con cadenza biennale, alle Camere una relazione sull'attuazione della presente legge, anche nella prospettiva dell'eventuale modifica dei quadri orari che aggiunga l'ora di insegnamento di educazione civica. EMENDAMENTO ARTICOLO 12 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 12. (Clausola di salvaguardia) 1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 12 ARTICOLO 13 NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 13. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. EMENDAMENTO AL TITOLO DEL DISEGNO DI LEGGE DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Modifiche al decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, recante disposizioni in materia di insegnamento di "Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea" (233) ARTICOLI DA 1 A 3 Art. 1. 1. All'articolo 1, comma 1, del decreto- legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, le parole: «e nel secondo» sono soppresse. Art. 2. 1. Dopo l'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, sono inseriti i seguenti: «Art. 1- bis. - (Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea). - 1. Fermo restando quanto disciplinato all'articolo 1 relativamente alle conoscenze e competenze in tema di "Cittadinanza e Costituzione" acquisite nel primo ciclo di istruzione, nel secondo ciclo di istruzione è attivato l'insegnamento di "Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea". In osservanza dei princìpi di cui all'articolo 1, comma 7, lettere d) ed e) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, l'insegnamento ha ad oggetto: a) la conoscenza della Carta costituzionale e l'introduzione al diritto; b) la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali; c) l'educazione alla legalità e ai valori della democrazia e della partecipazione; d) l'educazione alla cittadinanza anche riguardo all'attuazione dei princìpi di pari opportunità, educazione alla parità dei sessi, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni; e) l'insegnamento delle norme dell'Unione europea e del processo di integrazione europea al fine di far maturare negli studenti la consapevolezza di essere soggetti attivi e partecipi dell'Unione europea. Art. 1- ter. - (Programmi dell'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea). - 1. L'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea è parte integrante dei programmi della scuola secondaria di secondo grado, ovverosia degli istituti tecnici, degli istituti professionali e dei licei, a decorrere dall'anno scolastico successivo a quello di entrata in vigore della presente legge. 2 . Le singole istituzioni scolastiche nell'ambito della propria autonomia definiscono le modalità, i programmi e i tempi riservati all'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea secondo i seguenti princìpi: a) un monte ore annuale, specificamente destinato, non inferiore alle trentatré ore, con votazione espressa al termine di ogni quadrimestre; le ore dedicate a Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea, a parità di ore complessive dell'intero orario scolastico, sono ottenute dalla rimodulazione degli orari delle discipline di diritto, storia, filosofia, religione o attività alternative; b) la previsione di attività interattive su temi di etica pubblica, stage di ricerca e sperimentazione anche extrascolastici; c) l'insegnamento curato da docenti afferenti dalle classi di concorso relative all'area giuridica ed economica; d) lo sviluppo, mediante appositi progetti, delle metodologie di insegnamento che possano fornire agli studenti, nel modo più immediato e diretto, gli strumenti per favorire il recepimento dei valori quali la cittadinanza italiana ed europea, l'educazione alla legalità e l'etica pubblica». Art. 3. 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2. Le amministrazioni interessate dalla presente legge svolgono le attività previste con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nella scuola primaria e secondaria (303) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea) 1. Al fine di sviluppare la cultura della cittadinanza negli studenti, nel rispetto dei princìpi di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, è introdotto l'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nell'attività didattica delle scuole primarie e secondarie. 2. Lo studio delle materie di cui al comma 1, nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione, è inteso come processo formativo attraverso il quale si acquisiscono diritti e doveri del cittadino, in quanto appartenente a una comunità, nonché la consapevolezza di diventare soggetti attivi e protagonisti della vita pubblica sulla base dei princìpi stabiliti dalla Costituzione, dalle norme dell'Unione europea e dal diritto internazionale. Art. 2. (Obbligo e modalità dell'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nei programmi scolastici) 1. L'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea è parte integrante dei programmi e costituisce materia obbligatoria per tutti gli studenti delle scuole primarie e secondarie. 2. L'insegnamento delle materie di cui al comma 1 è articolato su un orario di almeno due ore settimanali, fatta salva l'autonomia delle singole istituzioni scolastiche di stabilire programmi, modalità e tempi dell'attività didattica in relazione alle particolari esigenze legate alla tipologia degli studenti e del territorio o degli Stati dai quali essi provengono. 3. Lo studio della materia di cui al comma 1 comprende, oltre alla normale didattica in aula, attività di ricerca e di sperimentazione extrascolastiche, anche attraverso viaggi di istruzione e visite all'estero volti a far conoscere l'importanza delle istituzioni europee, della loro storia e del loro funzionamento. 4. L'insegnamento della materia di cui al comma 1 nelle scuole primarie e secondarie ha l'obiettivo di coinvolgere insegnanti, studenti e genitori nella consapevolezza di appartenere a una comunità che deve essere ispirata ai princìpi della legalità, della solidarietà e di coesione sociale, accrescendo la loro partecipazione nella tutela e nella valorizzazione della cosa pubblica. Art. 3. (Formazione dei docenti abilitati all'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea) 1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, nonché del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419, stabilisce con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per lo svolgimento delle attività di aggiornamento dei docenti referenti per l'insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nonché le competenze minime dei medesimi docenti e le modalità di riconoscimento delle competenze stesse. 2. Al fine di garantire la formazione dei docenti di cui al comma 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con le università, inserisce la didattica dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea nei programmi dei corsi di abilitazione all'insegnamento nelle scuole primarie e secondarie. Art. 4. (Disposizioni finanziarie) 1. Al fine di garantire la formazione del personale docente di educazione civica, elementi di cultura costituzionale e cittadinanza europea, è istituito un fondo presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con una dotazione pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. 2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 5. (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. 2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca stabilisce con proprio decreto, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità di monitoraggio dei risultati delle misure previste dalla legge medesima. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta (610) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Introduzione dell'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta») 1. In conformità alle finalità previste dall'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e alla legge 23 novembre 2012, n. 222, e nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, è introdotto, nell'ambito delle discipline curricolari obbligatorie previste per le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado, l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». 2. Nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione, nonché ai fini della presente legge, l'insegnamento di cui al comma 1 deve intendersi come processo formativo volto a: a) favorire una consapevole partecipazione dei giovani alla vita civile e democratica; b) promuovere lo sviluppo di una coscienza civica ispirata ai princìpi di cittadinanza attiva e solidale, attraverso la valorizzazione dell'educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze, il dialogo tra le culture, il sostegno dell'assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e dell'ambiente, e della consapevolezza dei diritti e dei doveri; c) promuovere la consapevolezza dei valori fondanti e dei princìpi ispiratori della Costituzione. Art. 2. (Disposizioni relative all'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta») 1. Per l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, con uno o più regolamenti da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si provvede alla definizione delle disposizioni relative all'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta», attenendosi ai seguenti criteri: a) definizione del monte ore mensile non inferiore a quattro ore, indipendente e autonomo nell'ambito dell'insegnamento delle discipline obbligatorie d'indirizzo, con votazione espressa al termine di ogni quadrimestre; b) individuazione del personale docente, adeguatamente formato, per la scuola primaria e del personale afferente alle classi di concorso relative all'area giuridica, letteraria, storica e filosofica per la scuola secondaria ritenendo quale risorsa primaria l'organico di potenziamento già presente nelle istituzioni scolastiche; c) definizione dei contenuti da trattare nei diversi cicli di studio sulla base dei seguenti princìpi: 1) scuola primaria: princìpi fondanti la cultura civica ed educazione alla legalità e ai valori della democrazia, della partecipazione e dell'ambiente; 2) scuola secondaria di primo grado: introduzione ai princìpi fondamentali della Costituzione ed educazione alla cittadinanza digitale e ai comportamenti virtuosi nei confronti dei beni culturali, paesaggistici e naturali con la possibilità di realizzare protocolli educativi con le scuole secondarie di secondo grado nell'ambito delle attività volte a favorire l'orientamento degli studenti; 3) scuola secondaria di secondo grado-biennio: educazione al rispetto e alla valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e naturali attraverso l'acquisizione di comportamenti virtuosi, in continuità con la scuola secondaria di primo grado; educazione al rispetto delle diverse culture e dei sistemi di tutela dei diritti umani, protezione dei diritti e delle libertà fondamentali ed educazione ai princìpi di pari opportunità e di divieto di discriminazioni; 4) scuola secondaria di secondo grado-triennio: analisi approfondita della Costituzione, introduzione di base al diritto costituzionale, introduzione al funzionamento dell'Unione europea e al processo di integrazione; educazione al rispetto dei beni culturali, paesaggistici e naturali. 2. Ulteriori disposizioni correttive e integrative dei regolamenti di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto dei medesimi criteri e con le stesse procedure, entro sei mesi dalla data della loro entrata in vigore. 3. Le istituzioni scolastiche provvedono a rimodulare, sulla base dei regolamenti di cui al presente articolo, il piano dell'offerta formativa e il monte ore riservato alle discipline obbligatorie relative all'ambito giuridico, letterario, storico e filosofico al fine di includere l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». 4. Le istituzioni scolastiche provvedono altresì a programmare eventuali attività di studio e approfondimento, nonché viaggi e soggiorni d'istruzione, anche al fine di aumentare la conoscenza delle Istituzioni italiane ed europee, della loro storia e del loro funzionamento. Art. 3. (Formazione del personale docente) 1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ai sensi della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419, stabilisce, con proprio decreto, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la disciplina per lo svolgimento delle attività di aggiornamento del personale docente della scuola primaria e del personale docente individuato nella scuola secondaria di primo e di secondo grado per l'insegnamento dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta». 2. Al fine di inserire la didattica dell'«educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta» nei programmi dei corsi di abilitazione all'insegnamento per le scuole primarie e secondarie, con il medesimo decreto di cui al comma 1 sono altresì disciplinati e rivisti i regolamenti di Ateneo, recanti gli ordinamenti didattici in conformità con la presente legge. 3. Al fine di ottimizzare le risorse e armonizzare gli adempimenti relativi alla formazione del personale docente, di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e della legge 13 luglio 2015, n. 107, nonché, in conformità al principio di sussidiarietà verticale, specifici accordi in ambito territoriale con le università o istituzioni ed enti di ricerca di interesse nazionale. Art. 4. (Copertura finanziaria) 1. Ai maggiori oneri derivanti dall'attività di formazione del personale docente di cui all'articolo 3 della presente legge, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2019 e 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Art. 5. (Norme transitorie) 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Introduzione dell'insegnamento curricolare di educazione civica nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, allargamento della partecipazione degli studenti agli organi collegiali della scuola, nonché reintroduzione del voto in condotta (796) ARTICOLI DA 1 A 6 Art. 1. (Introduzione dell'educazione civica come disciplina curricolare) 1. All'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. A decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, l'insegnamento di educazione civica è attivato come disciplina curricolare nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado con un monte ore annuale di 33 ore». Art. 2. (Argomenti di educazione civica e formazione dei docenti) 1. L'insegnamento di educazione civica è affidato ai docenti dell'area storico-geografica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e ai docenti dell'area economica-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado. 2. L'insegnamento di educazione civica è oggetto di esame di fine ciclo nella scuola secondaria di primo grado. 3. Nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado l'insegnamento di educazione civica si basa sull'approfondimento dei seguenti temi: a) educazione al rispetto delle persone, educazione al rispetto dell'ambiente e della natura, anche attraverso laboratori in classe e uscite educative, per favorire l'interiorizzazione di questi valori fondamentali, favorendo il coinvolgimento delle famiglie, affinché i messaggi trasmessi ai giovani studenti abbiano continuità e omogeneità tra scuola e ambito familiare; b) educazione alla legalità con gli obiettivi di: promuovere tra gli adolescenti atteggiamenti di contrasto alla corruzione e ai tentativi di corruzione, al fine di sviluppare nei ragazzi la capacità di discernere il bene comune dal vantaggio individuale; sensibilizzare gli studenti al fine di contrastare fenomeni di bullismo e di cyberbullismo, prevaricazioni e discriminazioni; c) conoscenza dell'utilizzo in sicurezza della rete internet e dei principali social network , per stimolare un uso degli stessi consapevole e critico; d) valorizzazione dell'importanza dello studio e della cultura, attraverso la promozione della meritocrazia e attraverso lo studio delle opere delle personalità più importanti nel campo dell'arte, della letteratura, della musica, della tecnologia e della scienza; e) insegnamento delle regole comportamentali e di galateo moderno; f) educazione al bello non solo come percezione fisica di oggetti o cose, ma come sviluppo nei ragazzi di un senso di riflessione per il miglioramento delle loro realtà e dei lori vissuti, anche in caso di disagio sociale; g) insegnamento, adeguato all'età evolutiva, anche attraverso attività ludiche che ne simulino il funzionamento, delle principali regole istituzionali italiane ed europee, ed in particolare: funzionamento delle istituzioni e delle regole democratiche; studio della Costituzione, con particolare riguardo ai princìpi fondamentali, nonché ai diritti e ai doveri; princìpi e funzionamento dell'Unione europea. 4. Nella scuola secondaria di secondo grado l'insegnamento di educazione civica si basa sui medesimi temi di cui al comma 3 del presente articolo, con particolare approfondimento dei temi di cui alla lettera g) del medesimo comma 3. 5. I laboratori e le uscite di cui al comma 3, lettera a) , possono svolgersi anche avvalendosi della collaborazione di imprese su progetti di salvaguardia ambientale, in modo da responsabilizzare i bambini e i ragazzi sui temi di cui al medesimo comma 3, prevedendo meccanismi di tipo premiale per le scuole che dimostrano una maggiore propensione ed attenzione al riciclo dei diversi materiali, attraverso la realizzazione di progetti tra scuole e imprese, che consentano alle scuole medesime di ottenere donazioni di beni strumentali di uso comune, quali materiali di cancelleria, lavagne interattive multimediali (LIM), attrezzi per la palestra, a fronte della fornitura dei materiali riciclabili alle imprese coinvolte nei progetti. 6. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con apposito regolamento disciplina l'attuazione del presente articolo, con particolare riguardo alla formazione degli insegnanti e all'inserimento nei programmi di studi dell'insegnamento di educazione civica e delle tematiche ad esso collegate. Art. 3. (Premio Educazione civica) 1. È istituito il premio «Educazione civica» conferito dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con cadenza annuale. 2. Il premio di cui al comma 1 ha lo scopo di individuare le esperienze migliori per ogni ordine e grado di istruzione per diffonderle in tutto il sistema scolastico nazionale, attraverso l'organizzazione di iniziative su base volontaria, che stimolino gli studenti alla partecipazione a progetti e laboratori che facciano diventare l'educazione civica non solo una semplice materia da apprendere, ma un momento di condivisione tra la scuola e le famiglie, attivando occasioni di crescita e responsabilizzazione degli studenti. 3. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con apposito regolamento disciplina le modalità di svolgimento del premio di cui al comma 1. Art. 4. (Partecipazione degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado nei consigli di classe) 1. Al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 5, comma 2: 1) alla lettera a) , le parole: «e nella scuola elementare,» sono soppresse; 2) la lettera b) è abrogata; 3) alla lettera c) sono premesse le seguenti parole: «nella scuola primaria, nella scuola secondaria di primo grado e»; b) all'articolo 8, comma 8, sono premesse le seguenti parole: «Nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e». c) all'articolo 30, comma 3: 1) sono premesse le seguenti parole: «L'elettorato attivo per l'elezione dei rappresentanti degli alunni spetta agli studenti delle classi della scuola primaria, qualunque sia la loro età, mentre l'elettorato passivo spetta agli alunni che frequentano la classe quinta anche se anticipatari.»; 2) dopo le parole: «classi della scuola» sono inserite le seguenti: «secondaria di primo grado e». 2. Per l'elezione dei rappresentanti degli studenti di cui al comma 1, lettera c) , si applicano le norme previste dall'ordinanza del Ministro della pubblica istruzione n. 215 del 15 luglio 1991. Art. 5. (Valutazione del comportamento degli studenti attraverso il voto) 1. A decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, la valutazione del comportamento degli studenti è espressa in decimi. 2. Nella valutazione di cui al comma 1 riveste particolare importanza l'educazione dei bambini e dei ragazzi al rispetto delle persone e dell'ambiente che li circonda, quali elementi fondamentali per il contrasto al bullismo e per l'educazione alla solidarietà e al rispetto delle cose, valori trasmessi attraverso l'insegnamento dell'educazione civica. 3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. 4. Ferma l'applicazione della disposizione di cui al comma 3 dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 1, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo. Art. 6. (Invarianza finanziaria) 1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e l'amministrazione interessata provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Valorizzazione e potenziamento dei percorsi dell'insegnamento "Cittadinanza e Costituzione" (863) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Insegnamento di Cittadinanza e Costituzione) 1. All'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1 -ter. Nella scuola primaria, nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di secondo grado è istituito l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione". Il predetto insegnamento è impartito in modo trasversale, coinvolgendo tutti i docenti contitolari di ciascuna classe, secondo modalità definite da ciascuna istituzione scolastica nell'ambito dell'autonomia didattica di cui la stessa è dotata. L'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione" è oggetto di autonoma valutazione, definita a livello collegiale, in sede di scrutinio, dai docenti contitolari della classe». 2. Al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 5: 1) il comma 6 è sostituito dal seguente: « 6 . L'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione" di cui all'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è impartito secondo le disposizioni previste dal comma 1- ter dell'articolo medesimo»; 2) comma 9 è abrogato b) all'articolo 5, il comma 7 è sostituito dal seguente: « 7 . Le attività e gli insegnamenti relativi a "Cittadinanza e Costituzione" di cui all'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, coinvolgono tutti gli ambiti disciplinari e sono impartiti secondo le disposizioni previste dal comma 1- ter del medesimo articolo 1». 3. All'allegato A del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, numero 2.1, il sesto periodo è sostituito dal seguente: «Le attività e gli insegnamenti relativi a "Cittadinanza e Costituzione" di cui all'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, coinvolgono tutti gli ambiti disciplinari e sono impartiti secondo le disposizioni previste dal comma 1- ter del medesimo articolo 1». 4. All'allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, numero 2, il quinto periodo è sostituito dal seguente: «Le attività e gli insegnamenti relativi a "Cittadinanza e Costituzione" di cui all'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, coinvolgono tutti gli ambiti disciplinari e sono impartiti secondo le disposizioni previste dal comma 1- ter del medesimo articolo 1». 5. L'istituzione dell'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» non modifica i quadri orari disciplinari e non comporta alcun aggravio di spesa. Art. 2. (Definizione e valutazione dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione) 1. Per l'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» il Piano triennale dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche definisce le competenze da raggiungere, gli obiettivi di apprendimento e le relative modalità di valutazione, in relazione a quando previsto dal decreto di cui all'articolo 4. Al medesimo fine i consigli di classe e di interclasse definiscono le attività da svolgersi durante ciascun anno scolastico, coinvolgendo tutti i docenti contitolari della classe. 2. La valutazione intermedia e finale dell'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» è espressa con un voto, in conformità con quanto previsto dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, definito collegialmente dall'intero consiglio di classe. Il voto compare quale voto distinto nella scheda di valutazione di ciascun alunno. 3. All'articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . L'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione" è oggetto del colloquio di esame previsto nell'ambito degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione, fermo quanto previsto all'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169». Art. 3. (Utilizzazione dell'organico dell'autonomia) 1. Nell'ambito della propria autonomia le istituzioni scolastiche impiegano i docenti dell'organico dell'autonomia nell'ambito dei percorsi di studio e delle attività previste per l'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione». Art. 4. (Definizione degli obiettivi di apprendimento e dello sviluppo delle competenze relative all'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione) 1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, anche modificando ed integrando le indicazioni nazionali in vigore, definisce gli obiettivi di apprendimento e dello sviluppo delle competenze relativi all'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione». Art. 5. (Entrata in vigore) 1. Le disposizioni previste dalla presente legge entrano in vigore a partire dall'anno scolastico 2019/2020. A tal fine le istituzioni scolastiche adeguano i rispettivi Piani triennali dell'offerta formativa a quanto disposto dall'articolo 2, comma 1, entro il 30 giugno 2019. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264. DISEGNO DI LEGGE DICHIARATO ASSORBITO Istituzione dell'insegnamento di educazione alla convivenza civile nelle scuole primarie (1031) ARTICOLI DA 1 A 5 Art. 1. (Finalità) 1. Al fine di sviluppare la cultura civica negli alunni della scuola primaria, nel rispetto degli obiettivi formativi di cui all'articolo 1, comma 7, lettera e) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, è introdotto l'insegnamento di educazione alla convivenza civile nell'ambito delle attività didattiche della scuola primaria. 2. L'educazione alla convivenza civile, nell'ambito della scuola primaria, è intesa come processo formativo attraverso il quale si acquisiscono diritti e doveri del cittadino, in quanto appartenente a una comunità, con l'obiettivo di sviluppare comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità; ha altresì l'obiettivo di rendere consapevoli insegnanti, studenti e genitori dell'appartenenza a una comunità ispirata ai princìpi della legalità, della solidarietà e del rispetto delle istituzioni, accrescendo la loro partecipazione nella tutela e nella valorizzazione della cosa pubblica. Art. 2. (Introduzione dell'insegnamento di educazione alla convivenza civile nei programmi scolastici) 1. L'insegnamento di educazione alla convivenza civile è parte integrante dei programmi scolastici e costituisce disciplina curricolare per tutti gli studenti delle scuole primarie. 2. L'insegnamento di educazione alla convivenza civile è articolato su un orario di almeno un'ora settimanale, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche di stabilire programmi, modalità e tempi dell'attività didattica in relazione alle proprie particolari esigenze. 3. L'insegnamento di educazione alla convivenza civile prevede attività di ricerca e di sperimentazione, anche attraverso l'organizzazione di viaggi di istruzione e visite guidate volti a far conoscere l'importanza dei valori civici. Art. 3. (Formazione dei docenti all'insegnamento di educazione alla convivenza civile) 1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 419, stabilisce, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per lo svolgimento delle attività di aggiornamento dei docenti per l'insegnamento di educazione alla convivenza civile e le competenze minime dei medesimi docenti, nonché le modalità di riconoscimento delle competenze stesse. 2. Per la formazione dei docenti di cui al comma 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con le università, inserisce l'insegnamento di educazione alla convivenza civile nei corsi di laurea abilitanti all'insegnamento nelle scuole primarie, in conformità alle finalità della presente legge. Art. 4. (Disposizioni finanziarie) 1. Al fine di garantire la formazione del personale docente di cui all'articolo 3, è istituito un fondo presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con una dotazione pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. 2. Ai maggiori oneri di cui al comma 1, pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 5. (Disposizioni finali) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dall'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con proprio decreto, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le modalità di monitoraggio dei risultati delle misure previste dalla legge medesima. ________________ N.B. Disegno di legge dichiarato assorbito a seguito dell'approvazione del disegno di legge n. 1264 Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1264 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. In relazione agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.11, 2.2, 2.4, 2.6, 2.10, 2.13, 2.14, 2.16, 2.17, 2.19, 2.20, 3.1, 6.1, 8.0.1, 12.0.1, 12.0.2, 2.0.200 e 5.0.200. Il parere è di semplice contrarietà sugli emendamenti 1.6, 1.7, 1.8, 1.9 e 1.10. Sugli emendamenti 3.3 e 3.4, si propone di riaffermare il parere di semplice contrarietà condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria e del divieto di corrispondere ai componenti della Commissione ivi prevista indennità, compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati. Su tutti i restanti emendamenti, il parere è non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1264: sull'articolo 2, il senatore Romano avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'articolo 5, il senatore Candura avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Bagnai, Barachini, Berardi, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bressa, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Crimi, De Poli, Iori, Magorno, Marino, Masini, Merlo, Monti, Napolitano, Pepe, Ripamonti, Ronzulli, Santangelo, Sciascia, Serafini, Siri, Stabile, Sudano, Testor e Zanda. Gruppi parlamentari, composizione La senatrice Fulvia Michela Caligiuri ha comunicato di aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia - Berlusconi Presidente. La Presidente del Gruppo stesso ha accettato tale adesione. La senatrice Emma Pavanelli ha comunicato di aderire al Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle. Il Presidente del Gruppo stesso ha accettato tale adesione. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ha comunicato che la senatrice Pavanelli entra a far parte della 13 a Commissione permanente. Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Bellanova Teresa ed altri Soppressione delle disposizioni della legge 30 dicembre 2018, n. 145, in materia di incentivi e disincentivi all'acquisto dei veicoli (1093) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. de Bertoldi Andrea Misure fiscali per fronteggiare la crisi del settore automobilistico (1364) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2019). In sede referente 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi di trasporto aereo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Ecuador, con Allegati, fatto a Quito il 25 novembre 2015 (1403) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni) (assegnato in data 01/08/2019). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti. Deferimento Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 3 luglio 2019, i testi di cinque raccomandazioni e di tredici risoluzioni, approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso della III parte della Sessione ordinaria (Strasburgo 24-28 giugno 2019). Questi documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3 a Commissione permanente, se non già assegnati alla stessa in sede primaria: raccomandazione n. 2157 - Un'agenda politica ambiziosa del Consigli d'Europa per l'uguaglianza di genere. Il predetto documento è deferito alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 131); raccomandazione n. 2158 - Mettere fine alla coercizione nella salute mentale: la necessità di un approccio basato sui diritti umani. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 132); raccomandazione n. 2159 - Mettere fine alla violenza contro i minori: il contributo del Consiglio d'Europa agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 133); raccomandazione n. 2160 - Mettere fine alla violenza contro i bambini migranti ed al loro sfruttamento. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 134); raccomandazione n. 2161 - Politiche e pratiche di respingimento del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 135); risoluzione n. 2287 - Rafforzare il processo decisionale dell'Assemblea parlamentare in materia di credenziali e voto. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 136); risoluzione n. 2288 - Le spese dell'Assemblea parlamentare per l'esercizio biennale 2020-2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 137); risoluzione n. 2289 - La Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne: risultati e sfide. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 138); risoluzione n. 2290 - Un'agenda politica ambiziosa del Consiglio d'Europa per l'uguaglianza di genere. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 139); risoluzione n. 2291 - Mettere fine alla coercizione nella salute mentale: la necessità di un approccio basato sui diritti umani. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 140); risoluzione n. 2292 - Contestazione, per ragioni sostanziali delle credenziali non ancora ratificate della delegazione parlamentare della Federazione russa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 141); risoluzione n. 2293 - L'assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo stato di diritto a Malta e oltre: garantire che emerga tutta la verità. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 142); risoluzione n. 2294 - Mettere fine alla violenza contro i minori: il contributo del Consiglio d'Europa agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 143); risoluzione n. 2295 - Mettere fine alla violenza contro i bambini migranti ed al loro sfruttamento. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 144); risoluzione n. 2296 - Il dialogo post monitoraggio con la Bulgaria. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 145); risoluzione n. 2297 - Far luce sull'omicidio di Boris Nemtsov. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 146); risoluzione n. 2298 - La situazione in Siria: quali prospettive per una soluzione politica? Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 147); risoluzione n. 2299 - Politiche e pratiche di respingimento nei Paesi membri del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente nonché, per il parere, alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 148). Petizioni, annunzio E' stata presentata la seguente petizione deferita, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alla sottoindicata Commissione permanente, competente per materia. Il signor Marco Preioni da Domodossola chiede disposizioni in merito all'esercizio della funzione giurisdizionale da parte degli organi di giustizia domestica delle Camere (Petizione n. 396, assegnata alla 1 a Commissione permanente).