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Eguaglianza e ragionevolezza (principi di) - Canone di "razionalità" della legge - Fondamento e portata - Giudizio di ragionevolezza disgiunto da normative di raffronto - Possibilità solo se l'irrazionalità o iniquità delle conseguenze della norma sia manifesta e irrefutabile.. Dall'art. 3 Cost. si desume un canone di "razionalità" della legge svincolato da una normativa di raffronto, rintracciato nell'esigenza di conformità dell'ordinamento a criteri di coerenza logica, teleologica e storico-cronologica. Il principio di ragionevolezza è dunque leso quando si accerti l'esistenza di una irrazionalità intra legem, intesa come contraddittorietà intrinseca tra la complessiva finalità perseguita dal legislatore e la norma espressa dalla disposizione censurata. Tuttavia, non ogni incoerenza o imprecisione di una normativa può venire in questione ai fini dello scrutinio di costituzionalità, consistendo il giudizio di ragionevolezza in un apprezzamento di conformità tra la regola introdotta e la "causa" normativa che la deve assistere, che, quando è disgiunto dal riferimento ad un tertium comparationis, può trovare ingresso solo se l'irrazionalità o iniquità delle conseguenze della norma sia manifesta e irrefutabile. ( Precedenti citati: sentenze n. 87 del 2012, n. 245 del 2007, n. 434 del 2002, n. 416 del 2000, n. 89 del 1996 e n. 46 del 1993 ).