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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017. Onorevoli Senatori. – 1.1 Contesto dell'Accordo L'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo - Cooperation agreement on partnership and development (CAPD) conferma l'impegno dell'Unione europea nei confronti del futuro sviluppo del Paese durante il « decennio di trasformazione » (2014-2024). Esso rappresenta il quadro giuridico della cooperazione concreta tra Unione europea e Afghanistan sviluppata sin dal 2001 e sancita nella strategia dell'Unione europea a favore dell'Afghanistan per il periodo 2014-2016, adottata dal Consiglio nel giugno 2014, nonché nel programma indicativo pluriennale 2014-2020 nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea. Nel novembre del 2011 il Consiglio ha adottato una decisione per autorizzare l'inizio dei negoziati per la conclusione di un accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo fra Unione europea e Afghanistan. I negoziati si sono conclusi il 28 aprile 2015. L'Accordo è stato parafato il 2 luglio del 2015 e firmato a Monaco di Baviera il 18 febbraio 2017. L'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo costituirà la base delle relazioni tra l'Unione europea e l'Afghanistan per il prossimo decennio e potrà essere automaticamente prorogato per periodi di cinque anni. Analogamente ad altri accordi conclusi dall'Unione europea con i Paesi partner , l'Accordo stabilisce obiettivi e clausole politiche basati su valori comuni e condivisi. L'Unione europea e l'Afghanistan ribadiscono il loro impegno per quanto riguarda la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la lotta al terrorismo e alla non proliferazione. Il rispetto dei princìpi democratici, nonché del diritto internazionale e dei princìpi stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite, costituiscono la base per la cooperazione ai sensi dell'Accordo. L'Accordo contempla altresì forme di cooperazione in un'ampia gamma di settori quali la cooperazione allo sviluppo, il commercio e gli investimenti, la giustizia e lo Stato di diritto, comprendendo non solo clausole dettagliate sulla lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e il traffico di sostanze stupefacenti, ma anche un incremento della cooperazione in materia di migrazione, con esplicito riferimento alla conclusione di un accordo di riammissione. 1.2 Iter procedurale di firma dell'Accordo Le relazioni tra le Parti si sono basate sulla cooperazione sviluppata sin dal 2001, stabilendo nel novembre 2011 l'avvio dei negoziati per un accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra Bruxelles e Kabul, finalizzati dopo soli quattro round negoziali con la parafatura dell'accordo il 2 luglio 2015. La firma da parte dell'Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione e Vice Presidente della Commissione europea, Mogherini e del Ministro afgano delle finanze, Hakimi, ha avuto luogo a Monaco di Baviera il 18 febbraio 2017 in occasione della 53ma edizione della Conferenza sulla sicurezza, a seguito della decisione sulla firma e l'applicazione provvisoria adottata dal Consiglio il 13 febbraio 2017. L'accordo, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L67 del 14 marzo 2017, è in applicazione provvisoria dal 1° dicembre 2017 solamente per le materie che rientrano nella competenza dell'Unione, incluse quelle relative alla competenza dell'Unione europea di definire ed applicare una politica estera e di sicurezza comune (avviso pubblicato sulla GUUE L273 del 24 ottobre 2017). 1.3 Finalità dell'Accordo L'Accordo istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in un'ampia gamma di settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. L'Accordo prevede anche la cooperazione fra l'Unione europea e l'Afghanistan nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. L'Accordo stabilisce inoltre un'importante piattaforma di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto e la pace, contribuendo anche al sostegno dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna. Le disposizioni stabilite nell'Accordo, in considerazione delle loro finalità e del loro contenuto, rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 37 del Trattato sull'Unione europea e degli articoli 207, 209 e 218 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'accordo contempla l'istituzione di un comitato misto (articolo 49) il cui obiettivo è quello di agevolare lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra le Parti e garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione dell'accordo stesso. L'accordo prevede la possibilità di sospendere la sua applicazione in caso di violazione dei suoi elementi essenziali. 1.4 Esame delle disposizioni L'Accordo si compone di sessanta articoli, suddivisi in nove titoli: Natura e campo di applicazione (titolo I); Cooperazione politica (titolo II); Cooperazione allo sviluppo (titolo III); Cooperazione in materia di scambi e investimenti (titolo IV); Cooperazione in materia di giustizia e affari interni (titolo V); Cooperazione settoriale (titolo VI); Cooperazione regionale (titolo VII); Quadro istituzionale (titolo VIII); e Disposizioni finali (titolo IX). Titolo I: Natura e campo di applicazione (articoli 1-2) Le Parti definiscono i fondamenti della cooperazione basati sul rafforzamento delle loro relazioni strategiche a livello bilaterale, al fine di: a) sostenere la pace e la sicurezza in Afghanistan e nella regione; b) promuovere lo sviluppo sostenibile e l'integrazione dell'Afghanistan nell'economia mondiale; c) instaurare un dialogo sulle questioni politiche, compresa la protezione dei diritti umani; d) promuovere la cooperazione allo sviluppo con lo scopo di eliminare la povertà; e) sviluppare gli scambi e gli investimenti tra le Parti con reciproco vantaggio; f) migliorare il coordinamento tra le Parti per affrontare le sfide globali, promuovendo soluzioni multilaterali; g) promuovere il dialogo e la cooperazione in un'ampia gamma di settori specifici (articolo 1). La Parti confermano il loro impegno al rispetto dei princìpi democratici e dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto, enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la loro adesione ai valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Le Parti confermano l'impegno a cooperare per la piena realizzazione degli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, ribadendo l'importanza della tutela ambientale e di una società inclusiva basata sulla parità di genere. Le Parti riconoscono il popolo afgano, rappresentato dalle proprie istituzioni legittime secondo la costituzione afgana, come titolare dei processi di stabilizzazione, sviluppo e democratizzazione del Paese (articolo 2). Titolo II: Cooperazione politica (articoli 3-11) Le Parti instaurano un dialogo politico regolare che, ove ritenuto opportuno, può svolgersi a livello ministeriale, al fine di favorire una migliore comprensione reciproca e un sostegno degli interessi comuni, comprese le rispettive posizioni nelle sedi regionali e internazionali (articolo 3). Le Parti convengono di cooperare al fine di promuovere e tutelare efficacemente i diritti umani anche attraverso la ratifica o l'attuazione di strumenti internazionali pertinenti. Tale cooperazione può comprendere il sostegno, da parte dell'Unione europea, nella definizione e nell'attuazione di piani nazionali, il rafforzamento delle istituzioni che si occupano di diritti umani in Afghanistan e il potenziamento della cooperazione all'interno delle istituzioni delle Nazioni Unite che si occupano di diritti umani (articolo 4). Le Parti convengono di cooperare per consolidare le politiche e i programmi attinenti alle questioni di genere, potenziando la capacità istituzionale e amministrativa a sostenere l'attuazione di strategie sulla parità uomo-donna, anche garantendo che le questioni di genere siano integrate in tutte le strategie in materia di sviluppo e consentendo lo scambio di esperienze e migliori prassi in questo ambito (articolo 5). Le Parti riconoscono il ruolo e il contributo potenziale della società civile organizzata garantendone l'effettiva partecipazione (articolo 6). Le Parti sottolineano il proprio impegno ad adoperarsi a favore della pace promuovendo il dialogo tra i Paesi della regione e oltre i suoi confini, ribadiscono l'importanza del ruolo delle donne nella risoluzione dei conflitti e nella costruzione della pace (articolo 7). Le Parti ritengono che la piena operatività della Corte penale internazionale (CPI) costituisca un importante passo avanti ai fini della pace e della giustizia internazionali e convengono di cooperare al fine di promuovere l'adesione universale e la piena applicazione dello statuto di Roma (articolo 8). Ritenendo che la proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei relativi vettori costituisca una delle più gravi minacce per la stabilità e la sicurezza internazionali, le Parti convengono di cooperare nelle sedi internazionali per adottare misure per rafforzare l'applicazione degli strumenti internazionali sul disarmo e sulla lotta alla non proliferazione delle ADM. Le Parti si impegnano inoltre a cooperare per rafforzare le capacità istituzionali di attenuare i rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN), che possono avere conseguenze destabilizzanti per le società (articolo 9). Altra grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionale è costituita dalla fabbricazione, il trasferimento e la circolazione illecita di armi leggere e di piccolo calibro (SALW), e le relative munizioni. Le Parti stabiliscono di attuare i rispettivi obblighi di contrasto del commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, ai sensi degli accordi internazionali vigenti e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (articolo 10). Le Parti stabiliscono di cooperare sulle questione attinenti la lotta contro le attività terroristiche in tutte le sue forme, anche in ambito regionale, nel pieno rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale, e di collaborare per impedire la diffusione di ideologie estremiste e, in particolare, la radicalizzazione dei giovani, ai fini della completa attuazione della strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. È richiamata altresì l'importanza della condivisione di informazioni tra le Parti in materia di sicurezza internazionale (articolo 11). Titolo III: Cooperazione allo sviluppo (articolo 12) La Parti riaffermano il proprio impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio (e i parametri di riferimento successivi, come gli Obiettivi di sviluppo sostenibile – SDGs – previsti dall'Agenda 2030), l'eliminazione della povertà, lo sviluppo sostenibile e l'integrazione nell'economia mondiale, con particolare attenzione agli elementi più vulnerabili della società. Le Parti riconoscono che la cooperazione è fondamentale per affrontare le sfide dello sviluppo in Afghanistan e che il consolidamento istituzionale dovrebbe costituirne un elemento essenziale. Le Parti ribadiscono il proprio impegno a rispettare la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, il programma di azione di Accra e il documento finale di Busan, convenendo inoltre di promuovere attività di cooperazione conformemente ai rispettivi regolamenti e alle rispettive procedure e risorse, nel pieno rispetto delle regole e delle norme internazionali. Le Parti stabiliscono di sorvegliare periodicamente l'incidenza della loro cooperazione allo sviluppo, tramite un comitato misto, istituito a norma dell'articolo 49. Le Parti concordano inoltre sulla promozione dell'effettiva applicazione delle norme fondamentali sul lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) intensificando la cooperazione in materia di occupazione e questioni sociali, compresi i princìpi del lavoro dignitoso. Le Parti convengono che il commercio deve promuovere lo sviluppo sostenibile e che occorre valutarne le ripercussioni economiche, sociali e ambientali, incoraggiando le proprie imprese ad adottare le norme più rigorose per quanto riguarda una condotta aziendale responsabile. Le Parti si impegnano infine a collaborare nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali pertinenti, comprese le Nazioni Uniti e le relative agenzie, al fine di migliorare la suddivisioni dei compiti nella cooperazione allo sviluppo e l'efficacia degli aiuti sul campo. Titolo IV: Cooperazione in materia di scambi ed investimenti (articoli 13-23) Le Parti si impegnano ad avviare un dialogo sul commercio bilaterale e multilaterale, anche sostenendo l'adesione dell'Afghanistan all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Le parti si impegnano a promuovere lo sviluppo e la diversificazione degli scambi commerciali, eliminando gli ostacoli non tariffari e le restrizioni commerciali non conformi alle norme dell'OMC, migliorando la trasparenza e intensificando le consultazioni su questa materia (articolo 13). Le Parti si concedono il trattamento della nazione più favorita, in conformità delle disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) del 1994 (articolo 14). Le Parti collaborano sulle questioni sanitarie e fitosanitarie e di sicurezza alimentare per tutelare la vita o la salute dell'uomo, degli animali o delle piante nei rispettivi territori, richiamando le pertinenti norme e misure definite nei quadri multilaterali pertinenti quali l'OMC, la Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali, l'Organizzazione mondiale per la salute animale, e dalla Commissione Codex alimentarius ( articolo 15). Le Parti promuovono l'uso delle norme europee e internazionali da parte dell'Afghanistan come base per i regolamenti tecnici e le procedure di valutazione della conformità e si adoperano per intensificare la cooperazione tra le autorità doganali (articoli 16 e 17). Le Parti si impegnano a incentivare gli investimenti diretti esteri, riconoscendo in particolare la necessità di misure da parte del settore pubblico come l'accesso al credito e le garanzie sugli investimenti per potenziare il flusso di investimenti dall'Unione europea all'Afghanistan. Le Parti promuovono l'accesso reciproco nel settore dei servizi, l'agevolazione dei movimenti di capitale e l'instaurazione di un sistema di appalti pubblici moderno ed efficiente in Afghanistan (articoli dal 18 al 21). Le Parti riconoscono l'importanza della trasparenza in ambito commerciale, oltre che la tutela di diritti di proprietà intellettuale (articoli 22 e 23). Titolo V: Cooperazione in materia di giustizia e affari interni (articoli 24-30) Le Parti riconoscono l'importanza di incrementare la loro cooperazione in materia di giustizia e affari interni rafforzando le istituzioni a tutti i livelli per quanto riguarda l'applicazione della legge e l'amministrazione della giustizia, compreso il sistema penitenziario (articolo 24). Le Parti convengono di collaborare per contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, promuovendo le norme e gli strumenti internazionali pertinenti, quali la convenzione ONU contro la criminalità organizzata transnazionale. L'Accordo prevede un impegno a combattere il traffico di droghe illecite, il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite ed il finanziamento del terrorismo, ribadendo l'importanza di una gestione congiunta dei flussi migratori tra l'Afghanistan e l'Unione europea. Tale impegno verrà concretizzato attraverso scambio di informazioni pertinenti nell'ambito delle rispettive disposizioni di legge implementando misure appropriate per il contrasto dei suddetti fenomeni. Le Parti convengono inoltre, su richiesta di una di esse, di negoziare un accordo che disciplini gli obblighi in materia di riammissione (articoli da 25 a 28). Le Parti garantiscono la protezione consolare e la protezione dei dati personali in conformità con le norme internazionali (articoli 29 e 30). Titolo VI: Cooperazione settoriale (articoli 31-47) Le Parti convengono di collaborare per modernizzare la pubblica amministrazione e rafforzare la gestione delle finanze pubbliche onde creare una funzione pubblica professionale, indipendente ed efficiente in Afghanistan a livello nazionale e subnazionale. Al fine di incentivare le attività economiche, le Parti si impegnano a sviluppare un quadro normativo adeguato per attuare i princìpi del buon governo nel settore fiscale, migliorando i sistemi contabili, la vigilanza nei settori bancario e assicurativo introducendo i princìpi contabili internazionali nel mercato dei capitali dell'Afghanistan (articoli dal 31 al 34). Le Parti stabiliscono la cooperazione nel settore statistico in base allo scambio di conoscenze e del rispetto dei princìpi fondamentali delle Nazioni Unite in materia di statistiche ufficiali e del codice delle statistiche europee (articolo 35). Le Parti intensificano la cooperazione nella gestione del rischio di catastrofi e nella gestione e sfruttamento delle risorse naturali (articoli 36 e 37). Le Parti concordano nel promuovere la cooperazione nei settori dell'istruzione, della ricerca, della gioventù e della formazione professionale, attraverso opere di sensibilizzazione sulle opportunità di istruzione nell'Unione europea e in Afghanistan, anche intensificando la mobilità dei ricercatori (articolo 38). Le Parti riconoscono l'importanza di un mercato dell'energia sostenibile e si adoperano per scambiare informazioni in materia, impegnandosi a creare un contesto favorevole agli investimenti diretti esteri nel settore energetico (articolo 39). Le Parti stabiliscono di collaborare nel settore dei trasporti, con particolare interesse nel settore aereo, con l'intento di migliorare la circolazione delle merci e dei passeggeri, la sicurezza, l'incolumità e la tutela ambientale (articolo 40). Le Parti convengono altresì di collaborare nei settori dell'occupazione e dello sviluppo sociale, anche stabilendo programmi di comune accordo e collaborando in sede internazionale (articolo 41). Le Parti stabiliscono un dialogo nel settore dell'agricoltura, al fine di sviluppare le capacità agricole dell'Afghanistan, agevolando il commercio di prodotti agricoli, sostenendo politiche di sviluppo rurale e favorendo lo scambio di esperienze e di cooperazione tra operatori economici e agenti locali (articolo 42). Le Parti rafforzano la cooperazione in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti, con particolare attenzione alle risorse idriche, mirando a promuovere la ratifica, l'applicazione e l'osservanza degli accordi multilaterali inerenti (articolo 43). Le Parti instaurano forme di cooperazione per affrontare la riforma del settore sanitario e la prevenzione e il controllo delle malattie gravi, in attuazione con gli accordi internazionali in materia, includendo un maggiore accesso ai servizi sanitari di base in Afghanistan, un miglioramento della qualità dei servizi sanitari per i gruppi vulnerabili, in particolare donne e bambini, e un migliore accesso all'acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie (articolo 44). Le Parti si impegnano a promuovere la cooperazione in campo culturale per migliorare la comprensione reciproca e la conoscenza delle rispettive culture, favorendo uno scambio di opinioni in merito ai vari aspetti delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (in particolare per quanto riguarda il commercio dei prodotti elettronici e gli aspetti normativi delle comunicazioni elettroniche) ed agevolando gli scambi e i dialoghi tra le istituzioni e gli operatori pertinenti in materia di politica audiovisiva e dei media (articoli da 45 a 47). Titolo VII: Cooperazione regionale (articolo 48) Le Parti riconoscono la necessità di condurre iniziative di cooperazione regionale per ripristinare lo status dell'Afghanistan quale ponte continentale tra l'Asia centrale, l'Asia meridionale e il Medio Oriente, per stimolare la crescita economica, la stabilità politica della regione, e instaurare un clima di fiducia attraverso programmi di formazione, laboratori e seminari, scambi di esperti, studi o altre azioni concordate. Titolo VIII: Quadro istituzionale (articolo 49) Viene stabilita l'istituzione di un comitato misto composto da rappresentanti delle due Parti al massimo livello possibile, al fine di garantire un buon funzionamento e la piena attuazione dell'accordo. Il comitato ha il compito di fissare le priorità, formulare proposte d'interesse comune per promuovere gli obietti dell'accordo e di comporre eventuali controversie. Il comitato è copresieduto da entrambe le Parti. Si riunisce in alternanza a Kabul e a Bruxelles in date definite di comune accordo. Il comitato misto può decidere di costituire comitati speciali o gruppi di lavoro che possano coadiuvarlo nell'esercizio delle sue funzioni. Titolo IX: Disposizioni finali (articoli 50-60) L'Unione europea fornisce all'Afghanistan l'assistenza tecnica e finanziaria necessaria per attuare la cooperazione stabilita dall'accordo, mentre l'Afghanistan mette a disposizione i mezzi necessari, comprese le risorse finanziarie, per garantire il conseguimento degli obiettivi concordati (articolo 50). Le Parti si impegnano a prevenire e lottare contro le frodi, la corruzione o qualsiasi altra attività illecita a danno degli interessi finanziari nell'ambito delle loro politiche di cooperazione allo sviluppo. Ciascuna delle Parti può formulare suggerimenti per estendere il campo della cooperazione del presente accordo, ed ogni Parte può deferire al Comitato misto qualsiasi controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione dell'accordo. Le Parti possono integrare il presente Accordo concludendo accordi specifici in qualsiasi settore di cooperazione rientrante nel campo di applicazione dell'Accordo (articoli da 51 a 54). Le Parti convengono di accordare agli esperti e ai funzionari che partecipano all'attuazione della cooperazione gli strumenti necessari allo svolgimento delle loro mansioni, in conformità delle loro rispettive regolamentazioni e norme interne (articolo 55). La protezione adeguata alle informazioni scambiate nel quadro del presente Accordo è prevista nell'articolo 56. Per quanto riguarda la definizione delle parti e l'applicazione territoriale, l'Accordo si riferisce all'Unione europea e all'Afghanistan e si applica ai rispettivi territori (articoli 57 e 58). L'Accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti si sono notificate reciprocamente l'espletamento delle procedure giuridiche a tal fine necessarie. L'Unione europea e l'Afghanistan convengono di applicare provvisoriamente le disposizioni del presente Accordo, definite congiuntamente, in attesa della sua completa entrata in vigore. L'applicazione provvisoria ha effetto a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricevimento della notifica dell'Unione europea relativa all'espletamento delle procedure necessarie a tal fine, e del deposito dello strumento di ratifica, da parte dell'Afghanistan, conformemente alle sue procedure e alla sua legislazione applicabile. L'Accordo è valido per un periodo iniziale di dieci anni ed è automaticamente prorogato per periodi consecutivi di cinque anni, a meno che una delle Parti notifichi per iscritto sei mesi prima della scadenza della sua validità, la propria intenzione di non prorogarlo. Ciascuna delle Parti può denunciare l'Accordo dandone notifica per iscritto all'altra parte. La denuncia ha effetto sei mesi dopo che l'altra parte ha ricevuto la notifica. Le notifiche a norma del presente articolo sono fatte al Segretario generale del Consiglio dell'Unione europea o al Ministero degli affari esteri dell'Afghanistan, a seconda del caso (articolo 59). L'Accordo, i cui testi fanno tutti ugualmente fede, è redatto in duplice esemplare nelle lingue dell'Unione europea, pashtu e dari (articolo 60).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 59 dell'Accordo stesso. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .