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Disposizioni per la definizione di ruoli, funzioni e organizzazione nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado per garantire la dimensione collegiale e democratica prevista dalla Costituzione. Onorevoli Senatori. -- Dopo anni di riforme della scuola inutili o dannose, con il presente disegno di legge si vuole proporre al Paese un nuovo modello di scuola, migliore, basato sui princìpi di statualità, pubblicità e gratuità, che sia effettivamente democratica, aperta, inclusiva e innovativa. La situazione di criticità delle istituzioni scolastiche e, in generale, nella società, rappresenta l'indice di un evidente processo di trasformazione dei bisogni. Il fenomeno della fuga dalle istituzioni scolastiche risulta in deciso aumento. Tra i Paesi dell'area Ocse, l'Italia può vantare un primato poco invidiabile: è l'ultimo Paese per istruzione dei giovani. La media nazionale, infatti, è del 52,8 per cento contro la media degli altri Paesi Ocse che si attesta sul 73,7 per cento. Lo stesso può dirsi della perdita di riconoscimento della funzione di mediazione compiuta dalle istituzioni scolastiche le quali dovrebbero essere, al contrario, referenti riconosciuti e legittimi, posti a tutela e soddisfacimento dei bisogni della collettività. Il bisogno di nuove forme di autogestione e condivisione avanzano ovunque, come nel caso di gruppi di acquisto o del cohousing , e i modelli di transizione previsti dal presente disegno di legge, come i gruppi educativi autogestiti, lo rendono uno strumento utile a dare risposte ai problemi detti, perché capace di interagire in modo flessibile e dinamico con le istanze che provengono dalla società. In una società che non ha tempo, la sempre maggiore sintomatizzazione e medicalizzazione degli studenti, afflitti da disturbi di apprendimento, deficit di attenzione, iperattività, è un chiaro segnale del più generale disagio soggettivo vissuto nella scuola statale e nelle istituzioni che dovrebbero essere preposte all'aiuto. La realtà fattuale a noi tutti nota dimostra quanto ciò sia vero e per questo motivo la problematica è stata affrontata prevedendo l'istituzione del ruolo del pedagogista scolastico e, dove necessario, dello psicologo scolastico. Le istituzioni scolastiche pubbliche hanno necessità di mantenere un dialogo e uno scambio con quanti in esse operano in modo critico e attivo, nonostante forme sempre più massicce di controllo e omologazione messe in atto. Si ritiene sempre valida l'affermazione che, anche in contesti istituzionali, è necessario ed opportuno costruire rapporti significativi e fecondi. Ciò appare al proponente una opzione sempre possibile ed un'eventualità da salvaguardare e sostenere in ogni modo possibile. A partire da tale riflessione, questo disegno di legge è volto a riconoscere e divulgare quanto è stato fatto, e quanto si farà ancora e meglio, nelle scuole. Ciò è possibile grazie ad alcune esperienze che hanno saputo garantire un buon funzionamento e numerosi risultati grazie alla capacità di apertura a forme di sperimentazione e ricerca in campo educativo. Ciò è stato particolarmente utile, studiato e qui proposto in via generale, per dare la migliore soluzione in tutte quelle esperienze che non sono risultate efficaci e funzionali al miglioramento della qualità del percorso offerto. Il fine intrinseco è anche quello di contrastare i meccanismi di autoreferenzialità, burocratizzazione e verticismo, considerati inopportuni, per rispondere ai bisogni reali degli studenti, a partire dalla prima infanzia, offrendo a tutti una continuità metodologica nell'intero percorso formativo. In questo modo si pone l'attenzione sui cambiamenti significativi che si producono nelle relazioni sociali e familiari. Senza voler sminuire la funzione dell' homeschooling, si ritiene opportuno ribadire la centralità di un percorso scolastico vissuto con una relazione sociale e comunitaria, che garantisca il formarsi e lo svilupparsi di interazioni tra pari, aiutando a costruire la trasformazione dei saperi in abilità e competenze pratiche, nonché aiutando la naturale attitudine umana alla dimensione sociale della vita, mediante la scoperta di valori fondanti come la solidarietà, la responsabilità, la condivisione, la compartecipazione, il rispetto, l'autostima e l'autocontrollo. Innovativa la parte nella quale si propone una flessibilità organizzativa anche nel ciclo didattico delle scuole superiori, proponendo dinamiche strutturate al fine di favorire l'inserimento di attività laboratoriali, gruppi tematici di approfondimento o di rinforzo, nonché la possibilità di coinvolgere liberamente e gratuitamente le disponibilità dei genitori che offrono la propria competenza per sviluppare percorsi formativi in collaborazione tra scuola, famiglia e società. A tal fine è necessaria un'opera di valutazione e coordinamento, da realizzarsi attraverso appositi incontri tra tutti i soggetti interessati e con la presenza della figura professionale del pedagogista scolastico, al fine di definire le linee prioritarie di indirizzo. Si propone ciò per ottenere una costante riflessione collettiva su quali compiti e quali gruppi man mano debbano essere promossi ed attivati, predisponendo l'organizzazione di spazi e tempi adeguati. Ciascun ruolo, ed in particolare quello del dirigente scolastico, è concepito e proposto per favorire il lavoro in équipe , considerato il metodo migliore perché in grado di garantire ottimi risultati didattici, evitando quindi posizioni sovraordinate, spesso neanche supportate dalla necessaria autorevolezza, perché ciò può essere garantita solo dal confronto continuo, dal dibattito libero nel quale emerga spontanea la soluzione ottimale. Per essere ancora più espliciti, riteniamo che il personale amministrativo, tecnico e ausiliario svolga un'indispensabile funzione di supporto necessaria al buon esito del processo di formazione cognitiva. In questa ottica ogni ruolo è ben distinto, ma non separato, poiché il risultato finale dell'opera pedagogica è il frutto di un lavoro democratico e condiviso collettivamente. In questo modo la forza delle idee prevale sull'organizzazione gerarchica, senza giungere a risultati massimalisti e non voluti, che di fatto potrebbero rendere il ruolo del dirigente scolastico un mero involucro, privato di ogni effettività dirigenziale. Si sottolinea quindi che l'innovazione proposta deve misurarsi con la realtà fattuale per essere di aiuto e non prevaricare in alcun modo i veri protagonisti del processo di apprendimento e insegnamento: gli studenti. Il percorso qui delineato necessita di un cambio del paradigma valutativo fino ad ora adottato nelle scuole, garantendo una effettiva integrazione sostanziale dei metodi di valutazione. In funzione degli obiettivi e necessità emerse, sarà necessario creare un osservatorio delle esperienze in atto, in particolare delle proposte didattiche di alternanza scuola-lavoro, quale veicolo di una reale offerta di conoscenza e capacità di sviluppo delle proprie attitudini, da impiegarsi al termine del ciclo formativo. In conclusione, si ritiene che il maggior pregio della presente proposta sia individuabile nella capacità di salvaguardare le migliori esperienze del passato, cogliendone il legame con le profonde trasformazioni che attraversano la contemporaneità e facendone una sintesi virtuosa, che consenta di garantire a noi tutti e alle future generazioni una società aperta, libera e inclusiva per tutta l'umanità.. 1 (Definizioni e ruoli) 1 La scuola pubblica è una istituzione che, attuando i dettami della Costituzione, mira a rimuovere ogni tipo di ostacolo sociale, culturale ed economico, offrendo spazi, tempi e strategie didattiche per garantire a tutti l'acquisizione di strumenti di base e la padronanza nell'uso dei diversi linguaggi disciplinari, per conoscere, interpretare ed interagire con la realtà ed il sociale. La scuola pubblica favorisce, in collaborazione con le famiglie, lo sviluppo morale, emotivo e relazionale, per la formazione integrale della persona. A tal fine, nel rispetto dei programmi ministeriali, il corpo docente elabora collegialmente e singolarmente, nell'ambito dell’autonomia organizzativa e della libertà didattica, gli opportuni percorsi educativi e di apprendimento fondati sui princìpi di sussidiarietà, leale collaborazione, cooperazione, corresponsabilità e reciprocità. La scuola è il luogo fisico e la dimensione sociale entro la quale realizzare un'unitarietà di intenti capace di dare anche un sostegno educativo alla famiglia tramite una più stabile concertazione dell'opera svolta da docenti e familiari degli studenti finalizzata a: a valorizzare i fenomeni dell'apprendimento e dell'educazione come funzionali al miglioramento della persona, individualmente e collettivamente considerata; b potenziare ogni forma di relazione tra l'insegnante e lo studente, per formare coscienze libere e responsabili, dotate di senso civico e di pensiero critico per il perseguimento del bene comune; c promuovere e supportare ogni forma di condivisione esperienziale che fornisca allo studente abilità nella cooperazione e consapevolezza dell'importanza del pensiero autonomo, nel rispetto dell'altro e nella condivisione di finalità comuni; d sviluppare la cura e l'attenzione per la tutela dell'ambiente; e educare al rispetto e alla cura del proprio e dell'altrui corpo per il benessere e la salute di tutti; f limitare la formazione di preconcetti che determinano rigidità nelle posizioni e favorire la scoperta e l'apprezzamento delle diversità come ricchezza. 2 Lo studente è il soggetto principale a cui è rivolta l'intera attività scolastica. L'attività scolastica deve essere appropriata per recepire le istanze mutevoli di ogni studente, dovute al variare dell'età anagrafica, al livello di consapevolezza ad essa collegata, nonché al grado di maturità soggettivamente sviluppato. Lo studente è protagonista attivo e corresponsabile del proprio processo di apprendimento educativo e cognitivo, in costante cooperazione con gli insegnanti, considerati singolarmente e nel loro insieme. Lo studente interviene attivamente nella predisposizione del progetto educativo, singolarmente e all'interno della comunità scolastica di appartenenza. È tenuto a rispettarne le regole e i parametri organizzativi qualora risultino funzionali al buon funzionamento della scuola ed alla progressione di tutti e di ciascuno. Lo studente, sulla base dell'età, del grado di maturità e delle proprie possibilità, partecipa alle attività svolte, singolarmente o collettivamente, all'interno di gruppi dinamici o di livello, organizzati su base cooperativa e finalizzati a potenziare l'apprendimento individuale, nonché alla formazione di una definita consapevolezza dell'esistente, del proprio valore e del potenziale sviluppo che possa apportare nei futuri scenari possibili. Lo studente scopre ed interiorizza i valori della civile convivenza ed utilizza comportamenti, pensieri e linguaggi consoni a favorire il superamento delle conflittualità ed il rispetto dell'altro, riconoscendo in esso la bellezza e la ricchezza della diversità da sé. 3 Gli insegnanti curriculari sono individui caratterizzati dalla propria soggettività e coscienti dell'importanza della propria esperienza precedente, oltre che quella più generale acquisita in qualunque modo, nello specifico ambito scolastico. Essi mettono a disposizione il sapere ed esercitano la propria funzione, a partire dall'ascolto e dal dialogo costante e partecipativo con ciascuno degli studenti e con ciascun membro delle rispettive famiglie o figure tutoriali, con il dirigente e con le altre figure docenti o non docenti. Principio cardine dell'attività di insegnamento è quello che individua, nella relazione esistente tra l'attività di ricerca e la conseguente attività d'insegnamento, il fondamento di tutte le altre, servendosi delle esperienze personali e della comunità socio-politica ed economica esistente. Priorità degli insegnanti deve essere la creazione di un procedimento di apprendimento composto di relazioni biunivoche e costanti, da concretizzarsi innanzitutto nel riconoscimento del principio fondamentale dell'imparare scoprendo, facendo e sperimentando. Gli insegnanti devono tendere, pur nella diversità dei ruoli e delle funzioni, a realizzare una relazione di reciprocità con lo studente, basata sulla fiducia e sul rispetto, disponendosi anch'essi a imparare. In collaborazione con i dirigenti scolastici ed i genitori, essi sono attori responsabili della crescita educativa, umana, materiale e morale degli studenti, nonché punti di riferimento, eventualmente anche al di fuori della vita scolastica. In particolare, gli insegnanti: a costruiscono e gestiscono, sia singolarmente che collegialmente, il processo educativo ed istruttivo d'intesa e in accordo con gli studenti, considerati sia nella dimensione individuale che in quella d'insieme; b finalizzano il loro operato per potenziare le capacità e le attitudini individuali proprie e degli studenti; c attenzionano con cura e rispetto situazioni di particolare disagio familiare, affettivo, culturale, socio-economiche e situazioni patologiche dello stesso studente, essendo parzialmente responsabili nel caso di indifferenza o omissione quando si verifichino episodi di discriminazione, emarginazione, sopraffazione, bullismo, esclusione, disinteresse, ritardi nell'apprendimento, svogliatezza, negligenza, abulia; d partecipano in cooperazione alla definizione dell'orario scolastico finalizzato a garantire un'equa distribuzione del carico di impegno per gli studenti ed una rotazione annuale del proprio giorno libero settimanale; e svolgono aggiornamento in modo individuale o partecipano a corsi organizzati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca o dal dirigente scolastico, per conoscere, approfondire ed individuare le migliori strategie didattiche. 4 Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) svolge una funzione di supporto, distinta ma non separata da quella garantita dagli altri attori più direttamente coinvolti nel processo di formazione cognitiva. La missione del personale ATA è fortemente orientata all'attività di apprendimento circolare, è parte integrante dell'istituto scolastico, assicurando un fondamentale supporto all'intero svolgimento dell'attività didattica e assumendo in capo a sé adempimenti e oneri in grado di consentire il miglior svolgimento delle incombenze proprie di ognuno degli attori partecipanti all'attività stessa, nonché garantendo una funzione essenziale per il buon andamento del servizio dell'istruzione. In particolare il personale ATA: a riveste un ruolo centrale tra le figure professionali dell'istituzione scolastica contribuendo in modo determinante a fornire risposte concrete ed efficaci ai bisogni basilari di funzionalità e sicurezza delle scuole, in particolare svolgendo al meglio le funzioni amministrative, contabili, gestionali, del personale docente e di sorveglianza, in collaborazione con il dirigente scolastico e gli insegnanti; b cura con competenze specifiche le procedure di iscrizione, trasferimento e predisposizione di atti e documenti per gli insegnanti, i genitori e gli studenti; c in collaborazione con il dirigente scolastico predispone circolari e documenti autorizzativi per uscite didattiche, progetti di potenziamento dell'offerta formativa, acquisto di materiale, interventi di manutenzione di impianti e arredo o interventi tecnici per i laboratori scolastici; d fornisce cooperazione, supporto, sostegno e ogni altro elemento qualificante necessario agli insegnanti e agli studenti per la realizzazione della consapevolezza del proprio io, connessa alla creazione e trasmissione della conoscenza. 5 La funzione di dirigente scolastico ha una durata temporale pari a quattro anni, ripetibili una sola volta, e può essere svolta in un solo istituto scolastico o in un istituto comprensivo. Non è consentita la reggenza. Il dirigente scolastico è esentato dall'attività didattica disciplinare per tutto il tempo del mandato, ma deve proseguire nell'impegno all'autoformazione; al termine del proprio mandato egli torna a svolgere le funzioni di insegnante. Il dirigente scolastico dialoga con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in nome e per conto della comunità scolastica che rappresenta come mediatore di informazioni e proposte tra il Ministero e la comunità scolastica stessa. Il dirigente scolastico è il garante del buon esito del progetto educativo e del corretto funzionamento dell'istituto che dirige direttamente, coordina l'intera organizzazione scolastica e partecipa al lavoro cooperativo della formazione di classi e gruppi di alunni per la realizzazione di progetti e l'attivazione di attività. A tal fine, il dirigente scolastico: a propone il piano dell'offerta formativa ed il piano triennale dell'offerta formativa e ne dà attuazione dopo la ratifica del collegio dei docenti; b garantisce un adeguato organico funzionale, in cooperazione con l'Ufficio scolastico regionale ed il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca; c attiva richieste e assunzioni del personale docente e ATA, nel pieno rispetto delle graduatorie e delle normative vigenti; d supervisiona la gestione amministrativa dell'istituto scolastico e conclude contratti di appalto e lavori per la messa in sicurezza, ratificati dal collegio dei docenti; e promuove e favorisce la conoscenza del territorio, della sua storia, del patrimonio culturale e paesaggistico e delle sue peculiarità identitarie, sociali ed economiche; f nel caso in cui abbia segnalato una situazione di pericolo inerente la struttura o le strutture ove si svolge l'attività didattica, di qualunque tipo essa sia, non è responsabile di eventuali danni arrecati a beni e persone. 6 L'insegnante di sostegno deve attivare forme adeguate di supporto, ad uno o più alunni afflitti da disabilità psicofisiche accertate, all'interno della comunità scolastica. Ha compiti professionali e responsabilità per contribuire, in collaborazione con tutte le figure docenti e non docenti, ad una serena integrazione dello studente svantaggiato ed offrire il maggior numero di occasioni per condividere con tutti gli altri coetanei le esperienze dell'offerta formativo-educativa. A tal fine, l'insegnante di sostegno: a propone investimenti strutturali di adeguamento dell'ambiente scolastico alle esigenze dovute alla presenza fisica di persone portatrici di disabilità e avanza richieste di opportuni materiali, strutturati e non, per facilitare l'apprendimento e lo sviluppo psicomotorio, nonché per promuovere la graduale conquista di maggior autonomia; b possiede competenze e una formazione personale fondata sulle dimensioni emotive, esistenziali e culturali più direttamente coinvolte nell'incontro con l'altro, con la disabilità e con la sofferenza psicologica; c è in grado di tessere reti di relazioni significative a livello professionale con gli altri insegnanti, con il personale assistenziale, con i familiari, con gli operatori sociali e sanitari, con i rappresentanti degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni; d esercita la capacità di ascolto, di empatia professionale e personale, di riconoscimento della dignità professionale dell'altro, di mediazione, di sostegno, decisionale e di problem solving ; e mette in campo strategie volte alla soluzione di conflitti e ad un'adeguata comunicazione ed interazione relazionale; f in collaborazione con la famiglia, gli insegnanti curriculari e gli specialisti, redige il piano educativo individualizzato, da attuare e verificare periodicamente in team ; g assicura che il piano educativo individualizzato sia completo, globale ed equilibrato, integrato con le attività della classe, rispondente ai bisogni evolutivi e alle caratteristiche individuali, nonché flessibile ed aperto alla sperimentazione e alle integrazioni modulari; h definisce, in modo condiviso con i colleghi, obiettivi e percorsi possibili e i criteri di verifica e valutazione degli obiettivi e dei percorsi intrapresi; i recepisce i bisogni dello studente e tutela gli interessi esistenziali dell'alunno disabile; l si pone come mediatore tra la famiglia e la scuola per promuovere accettazione e consapevolezza dei limiti e delle potenzialità del bambino. 7 Il mediatore culturale si occupa di favorire la comprensione e la comunicazione tra studenti appartenenti a culture diverse. A tal fine, il mediatore culturale: a fornisce un adeguato supporto agli insegnanti italiani per l'accoglienza e l'inserimento di studenti provenienti da Paesi e culture diverse; b ha il compito di spiegare agli insegnanti le difficoltà iniziali, i comportamenti e le competenze precedentemente acquisite dagli studenti immigrati, per agevolare e garantire loro il miglior inserimento, l'apprendimento e il successo scolastico; c fornisce supporto linguistico, in particolare per la traduzione dei curricula scolastici del Paese d'origine, la comprensione dei programmi scolastici italiani, la comprensione della lingua italiana orale e scritta e la spiegazione dei linguaggi disciplinari; d facilita il dialogo e i rapporti, sia dal punto di vista linguistico che culturale, tra le famiglie degli studenti immigrati e gli insegnanti. In ogni caso è tenuto a facilitare la comprensione delle esigenze diverse per darne soluzione grazie all'azione collettiva della comunità scolastica, che deve essere sempre coinvolta ed informata perché possa essere eventualmente protagonista dell'individuazione migliore dei problemi e delle possibili soluzioni ad esse collegate. 8 Il pedagogista specializzato nel processo educativo svolge funzioni di progettazione e coordinamento con l'intera comunità scolastica e cura personalmente la gestione degli eventuali interventi educativi necessari. È un professionista che espleta la propria attività in modo esclusivo presso le istituzioni scolastiche. In particolare deve garantire, in accordo con la comunità scolastica e la famiglia, consulenze cognitive per fornire un supporto mirato e specializzato in ambito educativo, formativo, pedagogico e per facilitare i processi di apprendimento, emotivi-affettivi e comunicativo-relazionali. Il pedagogista specializzato nel processo educativo promuove e contribuisce, con riferimento agli ambiti emotivo, relazionale e comportamentale, all'approccio olistico a carattere interdisciplinare mirato alla formazione integrale della persona. Elabora e condivide con la comunità scolastica forme di protezione e prevenzione primaria del disagio emergente all'interno della comunità stessa, con particolare riguardo al disagio dell'infanzia e dell'adolescenza, nei processi di insegnamento e apprendimento in ambito familiare, scolastico e sociale. L'esercizio della professione è subordinato al conseguimento di uno specifico titolo mediante formazione universitaria, di un corso di alta formazione post laurea e di un tirocinio formativo. Ogni scuola è dotata di un numero adeguato di pedagogisti, specializzati nel processo educativo, proporzionale al numero degli studenti. In nessun caso il loro numero può essere inferiore a due. 9 Lo psicologo scolastico entra a far parte, quando necessario, dell' équipe della scuola per supportare uno sviluppo affettivo e sessuale armonico e per analizzare culture e prevenire comportamenti omofobici. Lo psicologo scolastico segue lo studente con disabilità, collabora con l'intero corpo docente della classe e con l'insegnante di sostegno. Lo psicologo scolastico, in particolare: a fornisce servizi di psicologia scolastica al fine di dare un sostegno specializzato e settoriale al processo educativo, contribuendo all'individuazione delle cause del disagio del singolo studente e dell'intera comunità scolastica, partecipa al mantenimento e accrescimento del benessere individuale e collettivo, contribuendo al miglioramento della coesione sociale all'interno della comunità scolastica e favorendo relazioni positive tra le persone; b monitora i processi di gruppo e didattici, supportando gli studenti, gli insegnanti, i genitori e tutti gli attori. Promuove la prevenzione finalizzata allo star bene a scuola, con sé stessi, in famiglia e nella società. 10 Lo psicologo dell'azienda sanitaria locale interviene, all'interno della comunità scolastica, su richiesta del pedagogista scolastico e su delibera del consiglio di classe, sentita la famiglia dello studente interessato, per fornire al singolo studente o al gruppo classe il proprio ulteriore supporto. 2 (Continuità didattica in tutti gli ordini di scuola) 1 Nel pieno rispetto delle attività dedicate alle discipline scolastiche curriculari, sin dalla scuola dell'infanzia e primaria, si costituiscono gruppi di alunni per classe e gruppi di livello e di interesse. 2 Nelle scuole superiori, per garantire la continuità di tale modalità didattica, è introdotto il progetto denominato crosscurriculum , in base al quale ogni studente può beneficiare, in un giorno della settimana, individuato all'inizio dell'anno scolastico, di laboratori didattici organizzati in alternativa alle attività svolte all'interno dell'unità di base attuale, la classe. 3 L'attività si svolge all'interno di un distinto aggregato, definito gruppo di livello di competenza. In alternativa, l'aggregazione degli studenti può essere realizzata in base al criterio dell’attitudine vocazionale o in base a quello del bisogno formativo. 4 In ogni scuola deve essere prevista una giornata dedicata alla didattica laboratoriale che possa svolgersi anche ricorrendo al contributo di esperti esterni volontari, con particolare attenzione alle disponibilità offerte dai genitori che offrono la propria competenza per sviluppare percorsi formativi in collaborazione tra scuola, famiglia e società, al fine di incrementare il beneficio per lo studente derivante dall'appartenenza alla comunità scolastica. 5 L'articolazione del monte ore è suddivisa in moduli unitari pari a cinquanta minuti al fine di garantire un'offerta formativa opzionale e obbligatoria. 6 Il monte ore accantonato viene erogato in un giorno predefinito della settimana, durante il quale gli studenti, articolati in classe aperta in base ai criteri sopra descritti, seguono diversi laboratori crosscurriculum , nei quali si svolge attività didattica di recupero o potenziamento della conoscenza assimilata nel corso dell'attività didattica ordinaria, senza esclusione di materie o ambiti di apprendimento. 7 Tale modalità di apprendimento e conoscenza è adottata per garantire un adeguato supporto agli studenti più deboli con interventi di recupero gratuiti e in orario curriculare al fine di supportare gli studenti: a del biennio che vengono settimanalmente preparati ad affrontare le prove ordinarie; b maturandi nella preparazione all'esame di Stato; c più capaci nel potenziamento dei loro talenti e nella preparazione alle scelte universitarie; d nell'apprendimento delle conoscenze digitali e di lingue straniere; e nella valorizzazione della verticalizzazione degli apprendimenti, delle attività a classe aperta e della trasversalità degli obiettivi formativi. 8 La didattica laboratoriale connessa consente agli studenti di essere protagonisti del proprio sapere perché coinvolti nel processo complesso di insegnamento-apprendimento, quindi responsabilizzati circa i risultati. 9 La funzione primaria del progetto crosscurriculum è quella di darsi degli obiettivi comuni alternativi, formativi e trasversali, dandogli stabile collocazione all'interno della comunità scolastica. 10 La pratica didattica della ricercazione, ovvero quella proposta dai docenti per il potenziamento del lavoro dipartimentale e di socializzazione dei materiali, delle esperienze e dei prodotti finali, è quella privilegiata nell'ambito del progetto crosscurriculum . 11 La dimensione flessibile e articolata dell'offerta formativa risponde ai bisogni emergenti e alle scelte operate dagli studenti in merito alle competenze che sono interessati ad acquisire. 12 Nell'ambito del progetto crosscurriculum , si possono ulteriormente sperimentare forme di alternanza scuola-lavoro in orario curriculare.