Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 56 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE REFERENTE (cost. 214 e connessi) Riduzione del numero dei parlamentari DDL 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari DDL 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica DDL 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori (Seguito e conclusione dell'esame congiunto) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 18 dicembre. Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Previa verifica del prescritto numero di senatori, posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.1 è respinto. Il senatore PARRINI ( PD ), a nome del proprio Gruppo, annuncia un voto favorevole sull'emendamento 1.2, con il quale si intende correggere il testo all'esame per non incidere in modo negativo sulla rappresentanza dei cittadini italiani residenti all'estero. Ricorda che tale criticità è stata rilevata, nel corso delle audizioni informali, anche dagli esponenti del Consiglio generale degli italiani all'estero. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 1.2 è respinto. Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.1 è respinto. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 2.2, precisa che la proposta di modifica va intesa nel senso di attribuire tre senatori a ciascuna delle due Province autonome di Trento e Bolzano, che compongono il Trentino-Alto Adige. In totale, quindi, alla Regione spetterebbero sei senatori, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale e dagli accordi internazionali. Ricorda, infatti, che l'attuazione della misura 111 del Pacchetto per l'Alto Adige, che garantisce adeguata rappresentanza alle popolazioni altoatesine di lingua tedesca, ha posto fine a un lungo contenzioso diplomatico tra Italia e Austria davanti all'ONU. La riduzione a quattro senatori per l'intera Regione, prevista dal testo proposto dal relatore, a suo avviso, non potrà che determinare gravi ripercussioni sulla rappresentanza delle comunità linguistiche della Provincia di Bolzano. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) replica al senatore Bressa, precisando che il Trentino-Alto Adige è contemplato nell'elenco delle Regioni riconosciute dall'articolo 131 della Costituzione ed è dunque da considerare come entità a sé stante, rispetto alle due Province autonome. Pertanto, secondo la lettera dell'emendamento 2.2, i quattro senatori del Trentino-Alto Adige sembrerebbero aggiungersi ai sei riconosciuti alle due Province autonome. Rileva inoltre che la legge n. 422 del 1991, con la quale si prevedeva l'attuazione della misura 111, nel disciplinare l'elezione dei senatori del Trentino-Alto Adige, faceva riferimento ai collegi e non ai seggi. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene pretestuosa l'argomentazione proposta dal relatore, dal momento che, secondo il sistema elettorale vigente, vi è una coincidenza tra seggi e collegi. Il senatore PARRINI ( PD ) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento in esame, concordando sulle ragioni politiche e logiche addotte a sostegno della proposta di modifica. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.2 è respinto. Il senatore PARRINI ( PD ), a nome del proprio Gruppo, dichiara un voto favorevole sull'emendamento 2.4, volto a riequilibrare la rappresentanza del Molise, già penalizzato rispetto alla Basilicata. Infatti, attualmente al Molise sono riconosciuti solo due senatori, a fronte dei sette della Basilicata, pur avendo la metà degli abitanti di quest'ultima. Con la proposta del relatore, la situazione è destinata addirittura a peggiorare, in quanto al Molise viene assegnato un solo senatore, come alla Valle d'Aosta. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.4 è respinto. Il senatore PARRINI ( PD ) preannuncia un voto favorevole anche sull'emendamento 2.5, che ha le medesime finalità dell'emendamento 2.4, ma propone di assegnare al Molise quattro senatori. Posto ai voti con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.5 è respinto. È quindi posto ai voti, con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, l'emendamento 2.6, che risulta respinto. L'emendamento 4.1, posto ai voti con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, è accolto. Il PRESIDENTE comunica che il relatore ha presentato la proposta di coordinamento Coord.1, pubblicata in allegato. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) precisa che la proposta introduce una modifica di mera forma all'articolo 3, comma 1. Posta ai voti, la proposta di coordinamento Coord.1 è accolta. Si procede quindi alla votazione del mandato al relatore. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) esprime rammarico per l'indisponibilità della maggioranza ad approfondire gli ulteriori aspetti connessi alla riduzione del numero dei parlamentari, segnalati con gli emendamenti dichiarati improponibili. Vi è infatti il rischio che la modifica costituzionale in via di approvazione incida negativamente sul principio di rappresentatività e sul pluralismo democratico, soprattutto se si considerano le ulteriori implicazioni connesse al sistema elettorale prefigurato con il disegno di legge n. 881, anch'esso all'esame della Commissione. Ribadisce che il numero di parlamentari proposto dai propri emendamenti 1.1 e 2.1 sarebbe stato in linea con quello dei principali Paesi europei, in particolare Francia, Germania e Spagna: un deputato per 114.000 abitanti e un senatore per 228.000 abitanti. Dichiara perciò il proprio voto contrario. Il senatore COLLINA ( PD ) esprime profonda delusione per l'andamento dei lavori. Posto che sul tema della riduzione del numero dei parlamentari vi è ampia condivisione, considerato che se ne discute ormai da più di trent'anni, sarebbe stato opportuno ampliare l'oggetto del dibattito almeno ad alcuni degli aspetti segnalati dai costituzionalisti, che erano infatti stati recepiti dagli emendamenti dichiarati improponibili nella seduta di ieri. Ricorda, in particolare, la modifica dell'elettorato attivo e passivo del Senato e la riduzione dei delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica. Sottolinea che non solo non è stata data alcuna risposta dal relatore e dal Governo su tali aspetti, ma è anche stata imposta, in modo ingiustificato, un'accelerazione dei tempi per la conclusione dell'esame in sede referente. Auspicando che, in occasione del dibattito in Assemblea, vi sia la disponibilità ad affrontare l'argomento in un quadro più organico, preannuncia un voto di astensione. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), richiamandosi alle considerazioni svolte nel corso del dibattito, critica l'approccio superficiale dimostrato dalla maggioranza a una modifica costituzionale che determinerà alcune distorsioni, in assenza dei correttivi proposti con gli emendamenti respinti o considerati improponibili. In riferimento alle considerazioni del relatore a proposito dell'emendamento 2.2, ribadisce che la Regione Trentino-Alto Adige è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, come stabilito dall'articolo 116, secondo comma, della Costituzione. Dichiara, quindi, il proprio voto contrario. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) conferma l'atteggiamento favorevole del proprio Gruppo verso il testo proposto dal relatore, in quanto anche il disegno di legge n. 214, d'iniziativa del senatore Quagliariello, proponeva di fissare il numero dei parlamentari in 400 deputati e 200 senatori. Tuttavia, a seguito del ciclo di audizioni informali, è emersa la necessità di una riflessione più approfondita sulle implicazioni di una riduzione lineare del numero dei membri delle Camere, non solo in rapporto al sistema elettorale, ma anche alle questioni relative alla rappresentanza degli italiani all'estero, all'equilibrio del collegio per l'elezione del Presidente della Repubblica e alla consistenza della rappresentatività del Senato. In attesa di un approfondimento ulteriore su tali argomenti all'interno del Gruppo, per verificare la possibilità di un disegno riformatore più ampio, preannuncia un voto di astensione. Il senatore GRASSI ( M5S ), a nome del Gruppo, dichiara un voto favorevole. La Commissione conferisce quindi al relatore Calderoli il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul nuovo testo adottato dalla Commissione, con le modifiche accolte nel corso dell'esame. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che il Partito Democratico ha già sottoposto all'attenzione del Presidente del Senato la dichiarazione di improponibilità, a suo avviso arbitraria, di emendamenti relativi a temi strettamente connessi alla riduzione del numero dei parlamentari. Ritiene, infatti, che la valutazione del Presidente della Commissione sia stata eccessivamente formalistica e di parte, in violazione del Regolamento. Il PRESIDENTE prende atto delle rimostranze espresse dal senatore Parrini, ribadendo di essere convinto della correttezza della propria valutazione. In ogni caso, al di là della differenza di opinioni sulla ammissibilità degli emendamenti, ritiene eccessive le critiche sul difetto di terzietà da parte della Presidenza. Il senatore GRASSI ( M5S ) interviene per sottolineare che ai Presidenti delle Commissioni è riconosciuta piena discrezionalità nella valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti, secondo una prassi costante codificata dalla circolare del Presidente del Senato sull'istruttoria legislativa nelle Commissioni del 10 gennaio 1997. Pertanto, pur nell'ambito della dialettica politica, ritiene che non si possa dubitare della correttezza della valutazione del presidente Borghesi. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per le ore 14 di domani, giovedì 20 dicembre, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,15. Allegato