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Spese di giustizia - Patrocinio a spese dello Stato - Condizioni per l'ammissione al beneficio - Riferimento esclusivamente ai redditi dell'istante e del suo nucleo familiare e non anche alla quantità e qualità delle uscite - Denunciata violazione del principio di ragionevolezza, dei doveri di solidarietà sociale e familiare, del diritto di difesa e del diritto alle agevolazioni in favore delle famiglie numerose - Richiesta di pronuncia additiva riservata alla discrezionalità del legislatore - Inammissibilità della questione.. È dichiarata inammissibile, per richiesta di pronuncia additiva riservata alla discrezionalità del legislatore, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 76, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002, censurato dal Tribunale di Verona - in riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 31, primo comma, Cost. - nella parte in cui, ai fini dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, prevede che lo stato di bisogno sia apprezzato con riferimento al solo parametro del reddito percetto, senza che siano valutate anche le effettive condizioni economiche del richiedente, derivanti sia dall'entità delle entrate che dalla quantità e qualità delle uscite del nucleo familiare, sostenute in ragione del numero dei suoi componenti, dell'età e delle condizioni di salute di essi. La richiesta del rimettente - che non attribuisce a tali elementi uno specifico valore - rimetterebbe la concessione del beneficio alla discrezionale determinazione del singolo giudice, quando invece la determinazione dei presupposti di accesso a tale provvidenza è riservata alla competenza del legislatore. ( Precedente citato: sentenza n. 237 del 2015, sulla possibilità di soglie reddituali differenziate a seconda del tipo di processo ).