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Ratifica ed esecuzione dello Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo status giuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ripropone parzialmente il testo del disegno di legge di ratifica presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura (atto Senato n.2978) che, già approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati (atto Camera n.4609), fu esaminato ed approvato dalla Commissione affari esteri, emigrazione del Senato nelle sedute del 7 e 20 dicembre 2017, ma non poté vedere completato il proprio iter di approvazione parlamentare a causa della conclusione della legislatura. Con questo disegno di legge si chiede alle Camere l'autorizzazione alla ratifica dello Scambio di lettere tra la Repubblica italiana e l'ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo status giuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017. L ’ International centre for the study of the preservation and the restoration of cultural property (ICCROM) è un'organizzazione intergovernativa alla quale aderiscono attualmente 136 Stati, che promuove a livello internazionale la conservazione, la tutela e il restauro del patrimonio culturale. È stata istituita per decisione della IX Conferenza generale dell'UNESCO nel 1956. A seguito della sottoscrizione dell'Accordo di sede tra l'Italia e l'UNESCO del 1957, ratificato con la legge 11 giugno 1960, n. 723, il Centro ha stabilito la propria sede a Roma nel 1959 ed è attualmente ospitato presso un'ala del complesso monumentale di San Michele a Ripa. Gli organi di governo dell'ICCROM sono il Segretariato, l'Assemblea generale – in cui sono rappresentati tutti gli Stati membri – e il Consiglio. Quest'ultimo è composto da membri eletti dall'Assemblea generale, nella proporzione di uno ogni cinque Stati membri, da un rappresentante del Governo italiano, un rappresentante dell'Istituto superiore per il restauro e la conservazione, un rappresentante dell'UNESCO, un rappresentante dell'International council of museums (ICOM), un rappresentante dell’ International council on monuments and sites (ICOMOS) e un rappresentante dell'International union for the conservation of nature (IUCN). L'attuale Direttore generale dell'ICCROM è Webber Ndoro, storico e archeologo dello Zimbabwe, eletto in occasione della 30ª Assemblea Generale tenutasi nel novembre 2017, il cui mandato fa seguito a quello svolto dall'italiano Stefano De Caro dal 2011 al 2017. L'Organizzazione ha attualmente in organico 35 dipendenti, di cui 14 di nazionalità italiana (13 strutturati e un consulente esterno). L'Italia partecipa al bilancio ordinario dell'Organizzazione con un contributo obbligatorio erogato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale – Direzione generale per la promozione del sistema Paese, ufficio VI, pari nel 2014 a 168.000 euro. Lo Scambio di lettere tra il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'ICCROM ha l'obiettivo di emendare l'Accordo di sede del 1957 modificando la disciplina relativa alle esenzioni fiscali concesse al personale dell'Organizzazione. L'articolo 11 dell'Accordo di sede attualmente vigente prevede che i funzionari dell'ICCROM, con l'esclusione di quelli di nazionalità italiana o di coloro che avevano residenza abituale in Italia prima dell'istituzione del Centro, godano dell'esenzione dalle imposte sugli emolumenti e sulle indennità versate a titolo di remunerazione dall'Organizzazione. Per compensare questa differenza di trattamento, nel 1978 il Consiglio dell'ICCROM ha approvato una risoluzione che impegna l'Organizzazione a rimborsare ogni anno i funzionari italiani delle tasse da loro versate allo Stato italiano in relazione al salario percepito dall'ICCROM. Di contro, la Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite, principale fonte normativa a livello multilaterale in questo settore, prevede che tutti i funzionari delle agenzie delle Nazioni Unite debbano beneficiare dell'esenzione fiscale dalle imposte dirette sulle remunerazioni, senza distinzioni basate sulla nazionalità. L'Italia ha ratificato la Convenzione in oggetto nel 1985, 28 anni dopo l'Accordo di sede con l'ICCROM, peraltro formulando una riserva all'atto di adesione all'Accordo in base alla quale il Governo italiano si è riservato la facoltà di limitare, in sede di negoziazione di un accordo di sede, l'applicazione dei privilegi fiscali. La questione della corretta applicazione dell'articolo 11 dell'Accordo di sede si è posta con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 1992, dell'elenco degli istituti specializzati delle Nazioni Unite nei confronti delle quali si assicurava l'applicazione senza restrizioni della citata Convenzione del 1947. L'elenco includeva l'ICCROM, che ha pertanto maturato l'aspettativa che nell'applicazione senza restrizioni fosse compresa anche la materia delle esenzioni fiscali. Il 17 settembre 2013 l'Agenzia delle entrate, rispondendo a un interpello proposto dall'ICCROM, ha chiarito che l'estensione dell'esenzione fiscale ai funzionari italiani è possibile solo attraverso un emendamento all'articolo 11 dell'Accordo di sede, non potendo essa essere accordata in via interpretativa sulla base di quanto previsto nell'elenco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 1992. Una mancata soluzione negoziata della questione del trattamento fiscale dei funzionari italiani potrebbe riflettersi negativamente sul mantenimento della sede dell'ICCROM in Italia. Per l'ICCROM, a partire dal 2013, il costo del rimborso delle tasse ai dipendenti italiani è più elevato del contributo italiano all'Organizzazione. Questo aspetto ha allarmato l'Assemblea generale degli Stati membri dell'ICCROM, riunitasi a Roma nel novembre 2013, poiché la differenza tra il rimborso e il contributo italiano potrà essere coperta solo attingendo al bilancio dell'Organizzazione, cui contribuiscono tutti gli Stati membri. L'Assemblea generale in quell'occasione ha pertanto approvato una mozione, votata all'unanimità e con la sola astensione dell'Italia, che invitava il Direttore generale dell'ICCROM ad avviare un negoziato con il Governo italiano per consentire l'esenzione dei dipendenti italiani dalla tassazione nazionale, in applicazione della Convenzione del 1947 sui privilegi e le immunità degli istituti specializzati delle Nazioni Unite. Qualora non si pervenisse a un aggiornamento dell'attuale quadro istituzionale dell'Accordo di sede con l'Italia, l'Organizzazione potrebbe interpellare la comunità degli Stati membri per accogliere altre manifestazioni di interesse ad ospitare la sede dell'Organizzazione, a condizioni più vantaggiose di quelle attualmente offerte dall'Italia. L'emendamento dell'articolo 11 dell'Accordo di sede avrà un effetto positivo sulla permanenza dell'ICCROM nel nostro Paese. Si tratta di un'organizzazione intergovernativa tra le prime agenzie della famiglia delle Nazioni Unite ad essere state insediate in Italia, grazie all'indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. Nonostante le ridotte dimensioni, l'ICCROM rappresenta una platea di 136 Stati e svolge, da più di mezzo secolo, attività nel campo della formazione e della tutela dei beni culturali, settori a cui tradizionalmente l'Italia annette grande rilevanza e che ci offrono visibilità sul piano internazionale. Sotto il profilo economico, la presenza dell'ICCROM nel nostro Paese garantisce, inoltre, un ritorno collegato sia alle forniture di beni e servizi acquistati da imprese nazionali sia alla quota di reddito disponibile del personale dell'Organizzazione spesa in Italia. Il mantenimento della sede dell'ICCROM in Italia rappresenta pertanto per il nostro Paese un interesse di particolare rilevanza. La richiesta dell'ICCROM di estendere ai funzionari italiani i benefìci fiscali appare peraltro coerente con quanto già previsto negli accordi di sede degli istituti specializzati delle Nazioni Unite presenti sul territorio italiano. L'esenzione fiscale sugli emolumenti percepiti per tutti i dipendenti, senza discriminazioni basate sulla nazionalità, è assicurata ai funzionari della FAO [Accordo di sede del 1950 tra la FAO e l'Italia, articolo XIII, sezione 27, lettera d) ]; ai funzionari del WFP [Accordo del 1991 tra l'Italia da una parte e le Nazioni Unite e la FAO dall'altra, articolo XIII, lettera e) ]; ai funzionari dell'IFAD [Accordo di sede del 1978 fra l'Italia e l'IFAD, articolo XV, sezione 32, lettera e) ]; ai funzionari del Centro internazionale di formazione dell'organizzazione internazionale del lavoro (Accordo complementare sui privilegi e le immunità del centro internazionale di formazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro a Torino, fatto a Roma il 20 aprile 1993, articolo 10); ai funzionari impiegati nella base logistica delle Nazioni Unite di Brindisi [ Memorandum d'intesa del 1994 tra l'Italia e le Nazioni Unite sull'uso delle istallazioni militari in Italia, articolo XVII, lettera b) ]; ai funzionari dello United Nation system staff college UNSSC [Accordo di sede del 2003 tra l'Italia e l'UNSSC, articolo VIII, comma 1, lettera c) ]; ai funzionari dell'Organizzazione mondiale della sanità – OMS (Accordo tra l'Italia e l'OMS del 2001 per l'istituzione dell'ufficio europeo dell'OMS per gli investimenti in salute e per lo sviluppo, articolo 8); ai funzionari del World water assessment programme di Perugia (Accordo di sede del 2012 tra l'Italia e l'UNESCO, articolo 8). Lo scambio di lettere prevede, inoltre, la corresponsione di un milione di euro una tantum a saldo totale delle somme dovute dallo Stato italiano per la manutenzione della sede dell'ICCROM, secondo quanto statuito dall'articolo 2 dell'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare lo Scambio di lettere tra Repubblica italiana e ICCROM aggiuntivo all'Accordo di Parigi del 27 aprile 1957 e allo Scambio di note del 7 gennaio 1963 sull'istituzione e lo status giuridico del Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali, fatto a Roma il 17 marzo 2017. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data allo Scambio di lettere di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dalle lettere medesime. 3 (Copertura finanziaria) 1 Per l'attuazione allo Scambio di lettere di cui all'articolo 1 è autorizzata la spesa di un milione di euro per l'anno 2019 ed è valutato un onere di 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2019. 2 Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .