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Entrate erariali - Importi corrispondenti alla riduzione di compensi a dipendenti pubblici - Versamenti all’erario statale imposti a enti locali e aziende del servizio sanitario - Ricorsi delle regioni friuli-venezia giulia e siciliana - Dedotta lesione dell’autonomia finanziaria e delle spettanze regionali - Impugnazione di un atto meramente esecutivo della legge presupposta - Inammissibilità dei ricorsi.. Sono inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione promossi dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalla Regione Siciliana, in relazione all'art. 2, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 ottobre 1998, n. 486. Deve essere, infatti, affermato - contrariamente all'avviso delle ricorrenti - il valore meramente esecutivo del decreto impugnato rispetto alla legge 23 dicembre 1996, n. 662, dalla quale esso non si discosta, costituendo anzi uno strumento meramente attuativo della stessa legge: e sotto il profilo della destinazione all'erario statale, e non a quello regionale, degli importi corrispondenti alla riduzione dei compensi corrisposti da pubbliche amministrazioni a dipendenti pubblici (componenti di organi di amministrazione, di revisione e di collegi sindacali) - come è desumibile dalla chiara formulazione dell'art. 3, comma 216, della legge n. 662 - e sotto il profilo dell'inclusione delle Regioni a statuto speciale nella nozione di "amministrazioni pubbliche" di cui al decreto legislativo n. 29 del 1993. - Per l'inammissibilità dei ricorsi nei casi in cui l'atto impugnato sia meramente esecutivo o ripetitivo rispetto alle disposizioni di legge, v. richiamo alla sentenza n. 138/1999.