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Misure in favore degli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi. Onorevoli Senatori. – Secondo un rapporto della Commissione europea in Italia solo il 9-10 per cento degli universitari percepisce una borsa di studio a fronte del 25 per cento in Germania, del 30 per cento in Spagna e del 40 per cento in Francia. In Germania il programma di sostegno BAföG garantisce agli universitari under 30 un sussidio individuale che può arrivare fino a 735 euro al mese per un anno, composto per il 50 per cento da una borsa di studio erogata in base al merito (la cui entità, che va dai 300 ai 1.035 euro, dipende dal reddito e dalla situazione familiare) e per l'altra metà da un prestito garantito dallo Stato. L'investimento dei principali Paesi europei in università, ricerca e sostegno al diritto allo studio è considerevolmente superiore alla percentuale di PIL impegnato dall'Italia. Nel nostro Paese oltre 40.000 studenti (circa il 25 per cento del totale), pur risultando idoneo per reddito e merito, non riceve una borsa di studio: la distinzione tra idoneo e vincitore è tra le prime cause di iniquità del sistema. Gli alloggi disponibili non coprono neanche la metà del fabbisogno e al Sud addirittura meno del 20 per cento, con servizi differenziati tra regioni. Il finanziamento statale, pur incrementato negli ultimi anni, rimane insufficiente e tale da non consentire una programmazione di medio-lungo periodo agli enti che erogano il servizio. Di fronte a questi dati non bisognerebbe stupirsi del crollo degli iscritti e degli immatricolati dal 2008 in poi, in uno scenario di assenza di investimenti sul diritto allo studio e sull'università nel suo complesso. L'Italia, per potersi togliere la maglia nera delle classifiche OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), deve iniziare a investire in provvedimenti strutturali, mirati a ricostruire il sistema universitario, con risorse finalizzate al reclutamento, all'abbattimento delle barriere all'accesso, come il numero chiuso e le tasse universitarie (le terze più alte in Europa) e il bassissimo numero di studenti borsisti. Con questo disegno di legge si intende incrementare significativamente le risorse finanziarie destinate alle borse di studio universitarie per quei giovani meritevoli che, a causa delle scarse disponibilità economiche, sono costretti in molti casi ad abbandonare il percorso formativo che avrebbero potuto concludere con buone prospettive di entrare nel mondo del lavoro con un livello di preparazione elevato. L'attuale fondo viene portato da 217 milioni a 417 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019, attingendo al capitolo di bilancio relativo al cosiddetto bonus cultura, che si è rivelato un sostanziale fallimento, mostrando tutti i limiti di una misura generica di sostegno ai consumi e inadeguata a promuovere la formazione culturale dei giovani.. 1 1 Al fine di garantire gli strumenti e i servizi per il pieno successo formativo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, che presentino i requisiti di eleggibilità di cui all'articolo 8 del medesimo decreto legislativo n. 68 del 2012, il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio è incrementato di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. 2 All'onere di cui al comma 1 si provvede, per gli anni 2018 e 2019, mediante riduzione di analogo importo degli stanziamenti disposti dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, per l'utilizzo della Carta elettronica di cui all'articolo 1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.