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Allegato 1 (articolo 4) Redazione degli elenchi dei corpi idrici sotterranei riceventi e dei corpi idrici donatori da parte delle Regioni e delle Province autonome 1. Individuazione preliminare dei corpi idrici sotterranei idonei a ricevere interventi di ricarica controllata (CISR). Le Regioni e le Province autonome, nell'effettuare la ricognizione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), acquisiscono, sulla base della classificazione risultante dai Piani di Gestione e di eventuali altri dati disponibili, validati dalla Autorità di Bacino di riferimento ed utili a migliorare lo stato conoscitivo, le informazioni sullo stato quantitativo e chimico, dei corpi idrici sotterranei riceventi (CISR), tra cui quelli in stato non «buono» e, tra i corpi idrici sotterranei, quelli in stato buono che tuttavia presentano una tendenza significativa e duratura all'aumento delle concentrazioni di inquinanti, valutata in base all'allegato 6, al decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, e/o particolari criticità dal punto di vista quantitativo. In caso di corpi idrici con utilizzazioni idropotabili in atto, le regioni e province autonome individuano a monte delle captazioni idropotabili, le possibili misure volte a proteggere la captazioni idropotabili stesse dall'arrivo di sostanze indesiderate. Per i corpi idrici sotterranei condivisi tra più regioni, le stesse devono assicurare un coordinamento nella fase di individuazione dei CISR. L'elenco è aggiornato nel contesto dell'aggiornamento del piano di gestione ed è pubblicato sui siti regionali e sui siti delle Autorità di bacino. 2. Individuazione preliminare dei corpi idrici donatori idonei per gli interventi di ricarica controllata (CID). Le risorse idriche potenzialmente utilizzabili per la ricarica, purché conformi ai requisiti di cui all'articolo 3, includono: a) acque prelevate da corpi idrici superficiali; b) acque sotterranee derivate da altri corpi idrici sotterranei; La risorsa idrica deve provenire da una fonte affidabile che assicuri quantità sufficienti e qualità idonea per il sito oggetto della ricarica. I corpi idrici superficiali di cui al punto a) sono individuati conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a) che presentano adeguati valori di portata, regime idrico perenne e un surplus idrico che garantisca il mantenimento dello stato «buono» Possono essere considerati idonei per i prelievi anche corpi idrici superficiali a carattere torrentizio o intermittente durante i periodi di piena stagionale, quindi con portata fluente superiore al deflusso minimo vitale. I corpi idrici sotterranei di cui alla lettera b) sono individuati tra quelli classificati «in stato buono», ai sensi dell'allegato 1 alla Parte Terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che presentano un bilancio idrico adeguato a sostenere il prelievo senza comprometterne lo stato «buono». Per i corpi idrici donatori condivisi tra più regioni le stesse devono assicurare un coordinamento nella fase di individuazione. L'elenco dei corpi idrici donatori viene aggiornato nel contesto dell'aggiornamento del piano di gestione di Distretto. B. Criteri per il rilascio dell'autorizzazione alla ricarica controllata dei corpi idrici sotterranei. Fermi restando gli adempimenti di cui alla normativa nazionale e regionale in materia di procedimenti di Valutazione d'impatto ambientale, l'autorizzazione è rilasciata dietro presentazione di: 1) un progetto preliminare che deve includere almeno le seguenti informazioni relative al corpo idrico sotterraneo ricevente e al corpo idrico donatore, rispettivamente scelti dagli elenchi di cui ai punti a.1 e a.2: a) informazioni generali sul corpo idrico sotterraneo ricevente (scala del corpo idrico): 1) esplicitazione degli obiettivi degli interventi di ricarica controllata ( miglioramento qualitativo, riequilibrio piezometrico, riattivazione delle risorgive di valle, accumulo stagionale, contrasto dell'intrusione salina, contrasto della subsidenza, vivificazione degli ecosistemi terrestri dipendenti, etc.) corredata dalle informazioni che evidenzino la necessità dell'intervento (stato quali-quantitativo, tendenza); 2) modello concettuale e bilancio idrico del corpo idrico sotterraneo interessato dall'intervento; 3) ubicazione del sito/siti in cui si prevede di effettuare l'intervento di ricarica controllata e modalità prescelte (Aree forestali di infiltrazione - AFI, pozzi di infiltrazione, trincee di infiltrazione, dispersione sub superficiale, altro); 4) informazioni sulle interazioni tra acque sotterranee e acque superficiali; 5) caratterizzazione geologica e geochimica del materiale costituente il serbatoio acquifero (zona satura e zona insatura); 6) caratterizzazione geochimica delle acque; 7) esame degli utilizzi in atto e/o prevedibili, con particolare riferimento all'approvvigionamento di acque da destinare al consumo umano. b) dettaglio relativo alle caratteristiche dei siti di ricarica (scala di sito): 1) geomorfologia del sito; stratigrafie del suolo e del sottosuolo; 2) idrologia superficiale e caratteristiche idrogeologiche del sito; 3) attività antropiche presenti e potenzialmente interferenti con il sito; 4) disponibilità e accessibilità delle aree. c) informazioni sul corpo idrico donatore: 1) nel caso di corpo idrico donatore superficiale: a) analisi delle pressioni e dati sullo stato ecologico (biologico, fisico-chimico, idromorfologico) e chimico; b) dati sulla qualità chimica, biologica e microbiologica al punto di prelievo; c) bilancio idrico del corpo idrico donatore (serie storiche dei valori di portata, dei dati meteo-climatici, prelievi e concessioni, ecc.); d) informazioni su interazioni con corpi idrici sotterranei; e) informazioni sul deflusso minimo vitale. 2) nel caso di corpo idrico donatore sotterraneo: a) modello concettuale dell'acquifero con analisi delle pressioni e stato chimico e quantitativo; b) dati sulla qualità chimica e microbiologica al punto di prelievo; c) bilancio idrico del corpo idrico donatore (serie storiche dei valori di portata sorgiva, dei livelli piezometrici, dei dati meteo-climatici, ruscellamento, evapotraspirazione, infiltrazione, prelievi e concessioni, ecc.); d) informazioni su interazioni con corpi idrici superficiali; e) informazioni su interazioni con altri corpi idrici sotterranei. 2) un progetto definitivo dell'intervento di ricarica redatto anche sulla base dei dati derivanti dal monitoraggio «ante operam» di cui al punto C. Il progetto definitivo deve riportare le modalità di realizzazione della ricarica, gli scenari idraulici, idrochimici e socioeconomici derivanti dall'intervento, evidenziando, in particolare: a) per il corpo idrico sotterraneo ricevente: 1) l'andamento dei livelli piezometrici del corpo idrico sotterraneo; 2) l'andamento delle portate delle sorgenti idrogeologicamente connesse al corpo idrico sotterraneo; 3) la capacità di immagazzinamento; 4) l'andamento temporale dei parametri chimici significativi; 5) le informazioni sul fenomeno della subsidenza e sui benefici che possono derivare da un intervento di ricarica controllata della falda; b) per il sito (o i siti) di ricarica: 1) le caratteristiche pedologiche; 2) le caratteristiche idrogeologiche; 3) la conducibilità idraulica verticale nella zona insatura e orizzontale nella falda; 4) la prossimità ad eventuali corsi d'acqua con alveo a quota inferiore rispetto alla piezometrica di riferimento (elementi drenanti); 5) la verifica nel tempo e nello spazio della interazione della ricarica con le eventuali captazioni preesistenti tramite modellizzazione e valutazione delle variazioni della qualità delle acque. c) per il corpo idrico donatore: 1) la modellazione del prelievo e della sua non interferenza con le altre concessioni già in essere. Il progetto definitivo comprende, inoltre: 1) la descrizione tecnica delle opere da realizzare; 2) l'analisi economica dell'intervento comprensiva dei costi ambientali e della risorsa; 3) l'analisi di rischio, includendo il rischio di contaminazione chimica e microbiologica in considerazione degli utilizzi delle acque, con particolare riguardo all'approvvigionamento di acque da destinare a consumo umano; 4) il piano di gestione e manutenzione; 5) il piano del monitoraggio e di controllo di cui al successivo punto C; 6) il piano di emergenza. Il progetto definitivo deve includere la descrizione dei sistemi di monitoraggio e controllo adottati dal proponente, con controlli periodici delle ARPA/APPA, finalizzati al: completamento della caratterizzazione del sito precedentemente all'intervento; monitoraggio post operam finalizzato alla valutazione dell'efficacia dell'intervento e alla individuazione di eventuali effetti indesiderati; monitoraggio di «prima allerta» sul corpo idrico donatore a monte della derivazione per poter interrompere la ricarica in caso di transito di sostanze indesiderate o di modificazioni quantitative del corpo idrico donatore (es. portata inferiore al minimo deflusso vitale). I parametri da considerare, i valori soglia e le frequenze del monitoraggio, in aggiunta a quelle già previste dal monitoraggio operativo per quel corpo idrico, deriveranno dall'analisi di rischio di cui al punto 3. Il monitoraggio quali-quantitativo delle acque destinate alla ricarica, predisposto a monte e a valle delle opere di infiltrazione, deve, inoltre, consentire la valutazione dei benefici raggiunti dalle misure di ricarica controllata, sia in termini di riequilibrio quantitativo che in termini di dinamica chimica delle acque nel sottosuolo. La configurazione minima del sistema di monitoraggio e controllo deve prevedere: 1) portate fluviali; 2) piezometria della falda acquifera in un adeguato numero di punti ed eventuali portate sorgive ad essa connesse; 3) parametri chimici e fisici atti a definire lo stato qualitativo dei corpi idrici coinvolti. C. Sistema di monitoraggio e controllo. 1) Monitoraggio ante operam: deve essere definita una rete di monitoraggio progettata specificamente per l'intervento, con punti a monte e a valle sia del sito/siti di ricarica, sia del sito/siti di prelievo. La finalità di questa fase è sia di definire il livello di base chimico e quantitativo su cui valutare l'efficacia dell'intervento, sia di ottimizzare la progettazione definitiva dell'intervento stesso. Il monitoraggio ante operam deve avere una durata di almeno 12 mesi e frequenza almeno mensile. 2. Monitoraggio post operam: il monitoraggio post operam si deve basare sulla stessa rete di cui al punto 1 (ante operam) e deve essere finalizzato sia a valutare l'efficacia dell'intervento, sia ad individuare un eventuale deterioramento dello stato del corpo idrico ricevente e/o del corpo idrico donatore. Le risultanze del monitoraggio sono trasmesse con frequenza almeno annuale all'Autorità concedente l'autorizzazione. Nei casi in cui i corpi idrici oggetto di interventi siano interessati da approvvigionamenti idro-potabili i risultati dei monitoraggio, insieme ad ogni altra informazione utile ai fini dell'analisi di rischio e contaminazione chimica e microbiologica, sono trasmessi alle Aziende unità sanitarie locali territorialmente competenti cui spetta il giudizio di idoneità d'uso dell'acqua destinata al consumo umano ai sensi dell'articolo 6, comma 5, del decreto legislativo n. 31/2001. 3. Monitoraggio di prima allerta: le infrastrutture per la ricarica controllata devono essere dotate, a monte del punto di derivazione, di un sistema di monitoraggio ad elevata frequenza o in continuo mediante, ad esempio, sonde multiparametriche, atto a misurare variazioni significative di variabili chimico-fisiche rappresentative. Tale sistema deve essere realizzato in modo da organizzare protocolli gestionali per l'interruzione (automatica e manuale) del flusso idrico di ricarica entro tempi tali da prevenire ogni impatto. Anche per le problematiche inerenti a fasi di scarsità idrica dovrà essere previsto un monitoraggio di prima allerta che avrà comunque una dinamica differente a seguito del fenomeno in osservazione. Riguardo alle variabili controllate sia nel corpo idrico donatore che in quello ricevente, dovranno essere preventivamente definiti i criteri, che verranno riportati nel piano di emergenza, per i quali si dovrà procedere all'interruzione del prelievo idrico e della ricarica controllata.