Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Art. 2 1. Le imprese che intendono ottenere il contributo di cui all'art. 27 della legge n. 234/1989 ed all'art. 2 del decreto-legge 18 ottobre 1990, n. 296, devono per ciascuna unità presentare al Ministero della marina mercantile domanda contenente, oltre alla dichiarazione di essere in possesso dei requisiti per essere proprietari di navi italiane ai sensi degli articoli 143 e 144 del codice della navigazione, la indicazione degli elementi di individuazione dell'impresa, del codice fiscale e del tipo, della stazza lorda e delle caratteristiche principali dell'unità. Alla domanda devono essere allegati: a) certificato dell'autorità marittima straniera attestante la data di prima immatricolazione o documento equipollente da cui risulti il suddetto elemento; b) copia autenticata dell'atto di compravendita; c) copia del piano generale; d) copia delle fatture, o conferme d'ordine da sostituire successivamente con le fatture ovvero con documento rilasciato da una società di revisione attestante la conformità delle copie delle fatture con gli originali, riguardanti l'acquisto delle attrezzature considerate pertinenti ai sensi della legge e del presente regolamento; e) certificato d'iscrizione dell'unità nei registri previsti dall'art. 146 del codice della navigazione o, nelle more dell'iscrizione, passavanti provvisorio da sostituire con il predetto certificato non appena disponibile; f) relazione tecnica particolareggiata sulle caratteristiche generali della nave e sulla relativa specifica impiantistica; g) copia del certificato di classe da sostituire appena possibile con il certificato del Registro italiano navale attestante il possesso della più alta classe, ovvero certificato di navigabilità; h) attestazione rilasciata dall'autorità marittima o consolare in merito alla data dell'avvenuta consegna dell'unità. 2. L'individuazione delle attrezzature pertinenti avverrà in conformità del comma ottavo della deliberazione del CIPE in data 29 luglio 1982, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 8 settembre 1982, n. 247. 3. La richiesta di eventuali deroghe all'importo massimo del contributo deve essere accompagnata da una apposita relazione contenente gli elementi che possano giustificare il superamento del limite massimo indicato, in particolare quelli concernenti le componenti del costo di esercizio dell'unità acquistata e il numero complessivo delle unità di cui l'impresa stessa è proprietaria. Note all'art. 2: - Per il testo dell'art. 27 della legge n. 234/1989 si veda in nota al titolo. - Per il testo dell'art. 2 del D.L. n. 296/1990 si veda in nota al titolo. - Si trascrive il testo degli articoli 143, 144 e 146 del codice della navigazione: "Art. 143 (come sostituito dall'articolo unico della legge 9 dicembre 1975, n. 723) (Nazionalità dei proprietari di navi italiane). - Rispondono ai requisiti di nazionalità richiesti per l'iscrizione nelle matricole o nei registri indicati dagli articoli 146 e 148 le navi che appartengono, per una quota superiore a dodici carati: a) a cittadini italiani; b) a persone giuridiche italiane, pubbliche o private; c) a società relativamente alle quali sia riscontrata dall'amministrazione della marina mercantile e da quella dei trasporti, rispettivamente per le navi per le quali venga richiesta l'iscrizione nei registri marittimi e della navigazione interna, la prevalenza di interessi nazionali negli organi di amministrazione e di direzione e, se costituite all'estero, si trovino nelle condizioni di cui agli articoli 2505 e 2506 del codice civile ed abbiano nello Stato il rappresentante legale o vi sono rappresentate da persona munita di procura istitoria. Agli effetti della lettera c) del precedente comma, la prevalenza degli interessi nazionali negli organi di amministrazione e di direzione si considera sussistente quando sono cittadini italiani: nelle società in nome collettivo, la maggioranza dei soci; nelle società in accomandita, la maggioranza dei soci accomandatari; e nelle società per azioni, a responsabilità limitata e cooperative, la maggioranza degli amministratori, tra cui il presidente e l'amministratore delegato, nonché la maggioranza dei sindaci ed i direttori generali. Nel caso di società costituite all'estero, le persone che rappresentano stabilmente la società nel territorio dello Stato devono essere cittadini italiani. Restano salve le disposizioni previste dagli articoli 7 e 221 del trattato istitutivo della Comunità economica europea". "Art. 144 (Stranieri e società equiparati). - Per motivi di interesse nazionale il Ministro per le comunicazioni (ora Ministro della marina mercantile o Ministro dei trasporti, rispettivamente per le navi adibite alla navigazione marittima o alla navigazione interna, n.d.r.) può, con decreto emanato di concerto col Ministro per le finanze e con quello per le corporazioni (ora di concerto con il Ministro del tesoro, n.d.r.) equiparare ai cittadini e alle società di cui al precedente articolo, stranieri domiciliati o residenti nella Repubblica da oltre cinque anni e società costituite nella Repubblica, che non abbiano i requisiti di cui all'articolo precedente, nonché società costituite all'estero, le quali abbiano nella Repubblica la sede dell'amministrazione ovvero l'oggetto principale dell'impresa". "Art. 146 (Iscrizione delle navi e dei galleggianti). - Le navi maggiori sono iscritte nelle matricole tenute dagli uffici di compartimento marittimo e dagli altri uffici designati dal Ministro per le comunicazioni (ora Ministro della marina mercantile, n.d.r.). Le navi minori e i galleggianti sono iscritte nei registri tenuti dagli uffici di compartimento e di circondario o dagli altri uffici indicati dal regolamento. Per le navi e i galleggianti addetti alla navigazione interna i registri sono tenuti dagli ispettori di porto e dagli altri uffici indicati da leggi e regolamenti". - Per il testo del comma ottavo della deliberazione CIPE 29 luglio 1982 si veda in nota all'art. 1.