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Modifiche all'articolo 48 della Costituzione in materia di attribuzione del diritto di elettorato attivo nelle elezioni regionali e degli enti locali ai cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età. Onorevoli Senatori. -- Il dibattito sull'abbassamento del diritto di voto ai sedicenni non è certo nuovo e già nel settembre del 2012 il Parlamento europeo ha emesso una dichiarazione favorevole all'estensione di questa possibilità, oggi circoscritta ad Austria, alcune isole della Corona britannica e qualche entità territoriale di Norvegia, Germania e Svizzera, a tutti i Paesi dell'Unione europea. Dunque, con la presentazione della presente proposta alle Camere, ci proponiamo di dare un contributo affinché l'Italia sia la prossima nazione a istituzionalizzare il voto per i giovanissimi. Riconoscere ai sedicenni il diritto di voto nelle elezioni amministrative e regionali significa prendere consapevolezza dei grandi cambiamenti che hanno riguardato la nostra società negli ultimi decenni. Significa essere consapevoli del fatto che oggi la cultura media è più elevata grazie alla scolarizzazione di massa e che è molto più facile informarsi e farsi un'opinione e dunque maturare più in fretta ed essere in grado di dare un contributo attivo alla società in termini di partecipazione e di decisionalità. Nello stesso tempo questa proposta rappresenta il tentativo di dare una risposta alla disaffezione dalla politica, di iniettare nel dibattito socio-politico nuove sensibilità e di aprirsi a diversi modi di intendere la realtà, per combattere la profonda incertezza che caratterizza il nostro oggi attraverso nuovi e differenti approcci. Insomma, soprattutto in un momento cosi incerto, il nostro Paese ha bisogno di investire sui suoi ragazzi, di dare loro mezzi e prospettive, ma anche la possibilità di contare veramente laddove si decide a chi affidare il futuro della propria comunità. La scelta di responsabilizzare le giovani generazioni, poi, potrebbe rivelarsi una carta vincente anche dal punto di vista civico, inducendo ad un maggiore interesse per l'insegnamento dell'educazione civica entro i programmi scolastici, che ancora oggi continuano a relegare questa materia nel novero delle nozioni poco interessanti utili solo per gli addetti ai lavori. Anche in questo senso la presente proposta rappresenta un'opportunità in più per i giovanissimi. Nel dare loro l'occasione concreta di collaborare a costruire una società sempre più a misura di tutti, che li veda protagonisti attivi della vita democratica in quanto custodi di un tesoro prezioso: speranza e fiducia nel futuro. Nello specifico, il disegno di legge in esame si compone di un solo articolo che va in modifica dell'articolo 48 della Costituzione, prevedendo che per le elezioni amministrative e regionali non sia necessario il raggiungimento della maggiore età ma il compimento dei 16 anni. Il disegno di legge in oggetto non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato e non necessita di una copertura finanziaria.. 1 1 All'articolo 48 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente: «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Per l'elezione degli organi delle regioni e degli enti locali, sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno compiuto il sedicesimo anno di età».