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Art. 3 Coordinamento dell'attività normativa del Governo 1. Nell'esercizio dell'attività di coordinamento delle iniziative legislative e delle altre attività normative del Governo, l'Ufficio collabora con i Ministeri interessati alla formulazione degli schemi di disegni di legge, di decreti legislativi, di decreti-legge, nonché degli schemi di regolamento. 2. In relazione alle attività di cui al comma 1, l'Ufficio: a) richiede notizie, dati, atti e documenti in ordine agli schemi di atti normativi in elaborazione presso singoli Ministeri, avanzando proposte ed osservazioni; b) cura i rapporti con gli uffici cui è attribuita, nell'ambito dei Ministeri, specifica competenza in materia legislativa, per le occorrenti informazioni, comunicazioni e intese; c) promuove riunioni di coordinamento per la definizione del contenuto degli schemi di atti normativi, anche al fine delle necessarie concertazioni; d) individua, d'intesa con il comitato di cui all'art. 2, comma 2, le iniziative occorrenti per l'attuazione del programma di Governo. 3. Per quanto attiene agli schemi di atti legislativi, l'Ufficio si accerta in particolare: a) della conformità alle norme costituzionali e ai vigenti regolamenti della Comunità economica europea, nonché la coerenza con le direttive comunitarie; b) della rispondenza alle indicazioni del programma di Governo, in collegamento con il comitato di cui all'art. 2, comma 2; c) del rispetto delle norme concernenti la determinazione degli oneri e la relativa copertura finanziaria, in collegamento con il Ministero del tesoro; d) dell'adesione dei Ministri dei quali sia necessario il concerto. 4. Per quanto attiene agli schemi di decreti-legge e di decreti legislativi, oltre alle verifiche di cui al comma 3, l'Ufficio si accerta in particolare della loro rispondenza a quanto prescritto dagli articoli 14 e 15 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 5. Per quanto attiene agli schemi di regolamento, l'Ufficio, in relazione a quanto stabilito dall'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, si accerta in particolare: a) della conformità alle prescrizioni ed ai principi contenuti nelle leggi e nei decreti legislativi di riferimento; b) della rispondenza alle indicazioni del programma di Governo; c) della compatibilità con i vigenti regolamenti del Governo, nel caso di schemi di regolamento ministeriale o interministeriale; d) dell'adesione dei Ministri dei quali sia necessario il concerto. 6. L'Ufficio segnala al Presidente del Consiglio dei Ministri, tramite il segretario generale, le questioni di natura normativa per le quali appare opportuno il coordinamento a livello politico. 7. Ai fini dell'informazione relativa alle iniziative normative in corso di elaborazione o che debbano essere assunte nel quadro dell'attuazione del programma e della politica istituzionale del Governo, il capo dell'Ufficio convoca periodiche conferenze con i capi degli uffici cui è attribuita, nell'ambito dei Ministeri, specifica competenza in materia legislativa, riferendone al segretario generale. Note all'art. 3: - Il testo degli articoli 14 e 15 della citata legge n. 400/1988 è il seguente: "Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'art. 76 della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e con l'indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione. 2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo è trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza. 3. Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralità di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo può esercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio della delega. 4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo è tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere è espresso dalle Commissioni permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni". "Art. 15 (Decreti-legge). - 1. I provvedimenti provvisori con forza di legge ordinaria adottati ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione sono presentati per l'emanazione al Presidente della Repubblica con la denominazione di "decreto-legge" e con l'indicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di necessità e di urgenza che ne giustificano l'adozione, nonché dell'avvenuta deliberazione del Consiglio dei Ministri. 2. Il Governo non può mediante decreto-legge: a) conferire deleghe legislative ai sensi dell'art. 76 della Costituzione; b) provvedere nelle materie indicate nell'art. 72, quarto comma, della Costituzione; c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due Camere; d) regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti; e) ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento. 3. I decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve esser specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. 4. Il decreto-legge è pubblicato, senza ulteriori adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale immediatamente dopo la sua emanazione e deve contenere la clausola di presentazione al Parlamento per la conversione in legge. 5. Le modifiche eventualmente apportate al decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione, salvo che quest'ultimo non disponga diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge. 6. Il Ministro di grazia e giustizia cura che del rifiuto di conversione o della conversione parziale, purché definitiva, nonché della mancata conversione per decorrenza del termine sia data immediata pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale". - Il testo dell'art. 17 della citata legge n. 400/1988, è il seguente: "Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolarmente per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge; e) l'organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali. 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed interministeriali, che devono recare la denominazione di "regolamento", sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale".