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PROTOCOLLO Nel firmare l'Accordo tra il Governo della Repubblica Araba d'Egitto ed il Governo della Repubblica Italiana relativo alla promozione ed alla protezione degli investimenti, i sottoscritti Plenipotenziari hanno inoltre concordato le seguenti disposizioni, che debbono essere considerate come parte integrante del detto accordo. Per specifici casi non considerati dal presente Accordo, entrambe le parti concordano sulla possibilità di consultazioni bilaterali, qualora essenziali interessi di investitori di uno degli Stati Contraenti suggeriscano l'opportunità di fare ricorso ai principi o alle disposizioni del presente Accordo. 1. In relazione all'Articolo (3). (a) A tutte le attività implicanti l'acquisto, la vendita ed il trasporto di materie prime e loro derivati, energia, combustibili e beni strumentali ed ogni operazione connessa sarà garantito un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle attività connesse ad investimenti effettuati da cittadini dello Stato ospitante o dagli investitori di paesi terzi, qualunque sia quello più favorevole. Non ci sarà alcun impedimento al normale esercizio di tali attività, purché esse siano svolte in conformità delle leggi e dei regolamenti del paese ospitante ed in osservanza delle disposizioni del presente Accordo. (b) Ai cittadini autorizzati a lavorare nel territorio e nelle zone marittime di uno degli Stati Contraenti saranno assicurate adeguate condizioni per lo svolgimento delle loro attività professionali. (c) Gli Stati Contraenti faciliteranno, nel contesto dei loro ordinamenti giuridici nazionali, il rilascio dei visti d'ingresso e delle autorizzazioni relative al soggiorno, al lavoro ed agli spostamenti dei cittadini di uno Stato Contraente e connessi con un investimento nel territorio e zone marittime dell'altro Stato Contraente. 2. In relazione all'Articolo 5: Le disposizioni del presente Articolo si applicheranno ad ogni provvedimento di esproprio, di nazionalizzazione o altre analoghe misure, come il congelamento di disponibilità finanziarie relative ad investimenti effettuati da investitori dell'altro Stato Contraente. 3. In relazione agli Articoli 4, 5 e 6: (a) il termine "senza indebito ritardo" quale richiamato dal disposto degli articoli 4, 5 e 6 deve intendersi rispettato se il rimpatrio ha luogo entro i periodi di tempo normalmente richiesti dalle consuetudini finanziarie internazionali e, in ogni caso, non oltre tre mesi. (b) I redditi dei capitali investiti godranno delle stesse facilitazioni e della stessa protezione di cui gode l'investimento originario. 4. In relazione all'Articolo 9: Per quanto riguarda l'arbitrato di cui al paragrafo (2) dell'Articolo 9 da doversi effettuare in conformità alle norme sull'arbitrato della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL), il Tribunale Arbitrale sarà composto come segue: (a) Il Tribunale Arbitrale sarà composto da tre arbitri. Ogni Parte sceglierà un arbitro. Questi due arbitri designeranno, di comune accordo, un presidente che sarà cittadino di uno Stato terzo che abbia relazioni diplomatiche con entrambi gli Stati Contraenti. Gli arbitri saranno nominati entro due mesi dalla data in cui una delle due parti nella vertenza abbia informato l'altra parte circa la sua intenzione di sottoporre la vertenza all'arbitrato. Se le nomine non saranno state effettuate entro il periodo di tempo sopramenzionato, ognuna delle due parti nella controversia potrà invitare il Presidente dell'Istituto di Arbitrato della Camera di Commercio di Stoccolma ad effettuare entro due mesi le nomine richieste. (b) Il Tribunale Arbitrale deciderà a maggioranza di voti. La sua decisione sarà definitiva e vincolante per entrambe le parti coinvolte nella controversia e verrà da queste ultime eseguita in conformità con i rispettivi ordinamenti interni. (c) Il lodo arbitrale verrà emesso in conformità con gli ordinamenti nazionali, ivi incluse le norme relative ai conflitti di leggi dello Stato Contraente che accetta gli investimenti ed in conformità con le disposizioni del presente Accordo, nonché con i principi generali di diritto internazionale riconosciuti ed osservati da entrambi gli Stati Contraenti. (d) Ogni parte nella controversia sosterrà le spese relative al proprio arbitro ed al proprio legale nei procedimenti arbitrali. L'onere relativo al Presidente ed i rimanenti costi del tribunale arbitrale saranno sostenuti in parte uguale dalle due parti nella controversia. Redatto in duplice copia al Cairo il 2 marzo 1989 in lingua italiana, araba e inglese, tutti i testi facenti egualmente fede. In caso di divergenza, prevarrà il testo inglese. PER IL GOVERNO DELLA PER IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ARABA D'EGITTO REPUBBLICA ITALIANA Parte di provvedimento in formato grafico