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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 16 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo DDL 1 Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo (Parere alla 6 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con condizioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il senatore LUCIDI ( M5S ), relatore, illustra un conferente schema di parere favorevole con condizioni, che riprende i punti principali contenuti nella relazione svolta. Nessuno chiedendo di intervenire, previa verifica del numero legale, il presidente PETROCELLI pone, quindi, in votazione lo schema di parere come predisposto dal relatore (pubblicato in allegato), che risulta approvato. AS 822 - Legge europea 2018, Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica UE, Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva UE DDL 822 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Relazione alla 14 a Commissione sul disegno di legge n. 822. Parere alla 14 a Commissione sul Doc. LXXXVI, n. 1. Parere alla 14 a Commissione sul Doc. LXXXVII, n. 1. Esame congiunto e rinvio) Il senatore CIAMPOLILLO ( M5S ), relatore, illustra, per i profili di competenza della Commissione Affari esteri, il provvedimento in esame, sul quale la Commissione è chiamata a rendere una relazione. Ricorda che la legge sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea (legge n. 234 del 2012) ha introdotto, in sostituzione della legge comunitaria annuale, l'obbligo di adozione di due distinti provvedimenti per l'attuazione del diritto dell'Unione europea (UE) nell'ordinamento nazionale: la legge di delegazione europea (quella relativa al 2018 è attualmente all'esame della Camera dei deputati), che reca le disposizioni di delega necessarie al recepimento delle direttive comunitarie e delle decisioni quadro; la legge europea, che contiene invece le disposizioni modificative o abrogative di norme interne oggetto di procedure di infrazione o di sentenze della Corte di giustizia, quelle necessarie per dare attuazione agli atti dell'Unione europea ed ai trattati internazionali conclusi dall'Unione europea e quelle emanate nell'ambito del potere sostitutivo. Il disegno di legge europea per il 2018 si compone di 13 articoli, divisi in otto Capi, che riguardano: la libera circolazione delle merci e delle persone (Capo I, articoli 1-3); la giustizia e la sicurezza (Capo II, articolo 4); i trasporti (Capo III, articolo 5); la fiscalità (Capo IV, articoli 6-8); il diritto d'autore (Capo V, articolo 9); la tutela della salute, (Capo VI, articolo 10); l'ambiente (Capo VII, articoli 11 e 12). Obiettivo prioritario sotteso al provvedimento è quello di ridurre ulteriormente il numero delle procedure di infrazioni aperte nei confronti dell'Italia. Ricorda, a tal riguardo, come ad oggi, il numero delle procedure d'infrazione a carico del nostro Paese ammonti a 64, di cui 56 per violazione del diritto dell'Unione e 8 per mancato recepimento di direttive, in ulteriore, sia pure lieve, diminuzione rispetto allo scorso anno. Nello specifico, con il testo in esame il Governo intende, fra l'altro: affrontare due procedure d'infrazione e tre casi di pre-contenzioso secondo il sistema EU-Pilot; garantire la piena attuazione di due Regolamenti UE sulle emissioni dei gas ad effetto serra e sui diritti doganali; dare concreta esecuzione a un Accordo internazionale concluso nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea in materia di giustizia. Per quanto attiene gli aspetti di stringente interesse per la Commissione Affari esteri, evidenzia come essi risultino del tutto residuali. In questa sede ci si limita pertanto a richiamare alcuni articoli che più di altri presentino profili in qualche modo correlati alle competenze della nostra Commissione, evidenziando, in particolare, gli interventi normativi volti a sanare o a risolvere le procedure di pre-contenzioso e di contenzioso. In particolare, gli interventi finalizzati a definire le procedure d'infrazione sono individuati dagli articoli 1, 2 e 6, che qui si richiamano per meri scopi ricognitivi, afferendo i relativi ambiti tematici alle competenze di altre Commissioni parlamentari. L'articolo 1, che reca disposizioni in materia di libera circolazione dei lavoratori, interviene sul decreto legislativo n. 206 del 2007 di attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, con modifiche finalizzate ad affrontare alcune delle contestazioni mosse dalla Commissione europea nell'ambito della procedura di infrazione n. 2018/2175. L'intervento è altresì finalizzato a rendere le disposizioni nazionali pienamente coerenti anche con i contenuti normativi della direttiva 2013/55/UE, nel frattempo intervenuta in materia, nonché per dare esecuzione, limitatamente agli adattamenti della direttiva 2005/36/CE, al Trattato concluso tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Repubblica di Croazia relativo all'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea. L'articolo 2, relativo alle attività incompatibili con l'esercizio della professione di agente d'affari in mediazione, è finalizzato ad affrontare un punto della procedura di infrazione n. 2018/2175 con cui la Commissione europea ha contestato alcuni specifici elementi relativi all'applicazione della direttiva 2005/36/CE, tra i quali la disciplina della professione di agente immobiliare. Con la novella legislativa introdotta, oltre a dare attuazione a quanto richiesto dalla Commissione con riferimento alle norme sui criteri di incompatibilità per l'esercizio dell'attività di mediazione, si intende garantire al contempo la tutela del consumatore con la previsione di una clausola finalizzata ad evitare ogni conflitto attuale di interessi tra il mediatore e l'oggetto della mediazione stessa. L'articolo 6, che riguarda il regime IVA applicabile ai servizi di trasporto e alla spedizione dei beni in franchigia, è finalizzato a superare i rilievi critici formulati alla normativa nazionale di settore dalla Commissione europea nell'ambito della procedura di infrazione 2018/4000. Gli interventi normativi finalizzati alla chiusura dei pre-contenziosi secondo il sistema EU-Pilot sono invece contemplati dagli articoli 3, 11 e 12 del provvedimento in esame. L'articolo 3, in particolare, modifica i criteri per il rilascio delle concessioni relative alle rivendite di tabacchi ed è finalizzato alla chiusura del caso EU-Pilot 8002/15/GROW. L'articolo 11, nell'ambito del Capo VII dedicato alla tutela dell'ambiente, è finalizzato a garantire la corretta attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), superando i rilievi che la Commissione europea ha formulato sul decreto legislativo n. 49 del 2014 attuativo della norma europea. La misura introdotta ha l'obiettivo di evitare la chiusura negativa del caso EU-Pilot 8718/16/ENVI e l'apertura di una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese. Analogamente, l'articolo 12, relativo allo smaltimento degli sfalci e delle potature del verde urbano, è finalizzato alla chiusura del caso Eu-Pilot 9180/17/ENVI, e al superamento dei rilievi della Commissione europea in ordine alla non corretta trasposizione di alcune norme della direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti. Richiama, infine, altri articoli del disegno di legge in esame che presentano aspetti di qualche interesse per la nostra Commissione, in particolare gli articoli 4, 8 e 9. L'articolo 4, che concerne la materia della cooperazione giudiziaria penale internazionale, prevede l'applicazione delle disposizioni della legge n. 69 del 2005 in materia di mandato di arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri, anche ai rapporti tra l'Italia e la Norvegia e tra l'Italia e l'Islanda. La disposizione risulta in attuazione dell'Accordo del 2006 tra l'Unione europea e l'Islanda e la Norvegia relativo alla procedura di consegna di persone e cose, semplificata rispetto ai tradizionali strumenti di estradizione, fra questi Paesi. Il perfezionamento di tale Accordo sul piano internazionale è previsto possa compiersi solo con la notifica alle altre Parti contraenti della conclusione delle procedure richieste per l'espressione del consenso dell'Unione europea ad essere vincolata dall'Accordo medesimo. Nel novembre 2014 il Consiglio dell'Unione europea, con l'adozione della decisione 2014/835/UE, ha definitivamente espresso il consenso dell'Unione europea ad essere vincolata dall'Accordo del 2006. Senza entrare nel merito dei meccanismi di cooperazione giudiziaria in esso contemplati, che afferiscono alla materia della giustizia, il relatore evidenzia come da allora l'Italia non abbia ancora provveduto a recepire l'Accordo, tanto da essere stata sollecitata lo scorso 16 luglio dal Consiglio dell'Unione europea a trasmettere, al più presto, le proprie dichiarazioni e notificazioni al fine di rendere pienamente operativa la procedura nelle relazioni di cooperazione giudiziaria internazionale individuate dal testo internazionale. Con il richiamato articolo 4 si provvede, dunque, a superare tale inadempienza, prevedendo espressamente che le disposizioni di cui alla legge n. 69 del 2005 costituiscano attuazione dell'Accordo internazionale, anche in relazione al mandato di arresto, nel rispetto dei principi dell'ordinamento costituzionale in tema di diritti e libertà fondamentali. Il relatore richiama, per il riferimento indiretto agli obblighi internazionali per l'Italia, anche l'articolo 8, che reca disposizioni relative alla partecipazione alle aste delle quote di emissioni dei gas a effetto serra, garantendo la piena attuazione al Regolamento (UE) n. 1031/2010 che disciplina i tempi, la gestione e gli altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. Rammenta che il Sistema europeo di scambio delle emissioni ( European Union Emissions Trading Scheme - EU ETS ) è il sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni nei settori maggiormente energivori nell'Unione europea e che dal 2013 l'assegnazione delle quote agli impianti avviene a titolo oneroso attraverso piattaforme d'asta gestite da mercati regolamentati. La materia richiama dunque gli obblighi internazionali più generali in materia di lotta ai cambiamenti climatici che l'Italia ha sottoscritto nel corso degli anni, in particolare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), a partire dalla firma nel 1998 del Protocollo di Kyoto, alla ratifica nel 2016 dell'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto, fino alla sottoscrizione dell'Accordo di Parigi del dicembre 2015. La lotta ai cambiamenti climatici costituisce peraltro anche uno degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel settembre 2015 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2016. Anche l'articolo 9, che reca disposizioni in materia di diritto d'autore, nell'attuare la direttiva (UE) 2017/1564 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 settembre 2017, risulta indirettamente in attuazione del Trattato di Marrakech, documento sottoscritto da parte dell'Unione europea nell'aprile 2014. L'Accordo internazionale, in particolare, ha imposto l'adattamento del diritto dell'Unione mediante l'introduzione di una eccezione obbligatoria e armonizzata del diritto d'autore e dei diritti connessi, per gli utilizzi da parte delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, delle opere pubblicate. Successivamente, il relatore dà conto della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2018, essendo stata presentata lo scorso gennaio dall'Esecutivo Gentiloni, sconta, inevitabilmente, il limite di non rappresentare gli orizzonti programmatici del Governo attualmente in carica, tanto da essere definita dagli estensori stessi come un "esercizio a sovranità limitata". Ciononostante, il testo merita un esame approfondito, almeno per le parti di più stringente interesse per la Commissione, stante l'ampia ricognizione che è in grado di offrire su numerosi aspetti che costituiscono altrettante sfide e opportunità per il nostro Paese nell'ambito del processo di integrazione europea. Il Documento illustra i contenuti e gli obiettivi politici attesi dal precedente Esecutivo, per l'anno 2018, in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Esso è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al quadro istituzionale e al processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nell'ambito delle questioni istituzionali, la Relazione rimarca la necessità di rilanciare il progetto di integrazione europea, per realizzare un'Europa sicura, prospera e sostenibile, mantenendo peraltro l'impegno all'attuazione dell'Accordo istituzionale "Legiferare meglio" del 2016. Sarà altresì necessario, secondo gli estensori della Relazione, continuare a lavorare perché il negoziato in vista del recesso del Regno Unito dall'Unione avvenga riducendo al minimo gli effetti negativi sui cittadini e sull'economia. Fra le politiche settoriali, il relatore pone in evidenza l'obiettivo prioritario sulla migrazione, finalizzato ad ottenere un rafforzamento dell'impegno dell'Unione e dei suoi Stati membri per una concreta applicazione dei principi di solidarietà e responsabilità, in relazione alla gestione dei flussi migratori, al controllo delle frontiere esterne, alla riforma del Sistema comune europeo d'asilo, nonché allo sviluppo del dialogo con i Paesi terzi di origine e di transito dei migranti. Nell'ambito della parte terza, quella espressamente dedicata ai temi di interesse per la nostra Commissione, ovvero la dimensione esterna dell'Unione europea, il Documento sottolinea l'opportunità di continuare a sostenere l'azione dell'Alto Rappresentante, di attribuire ulteriore centralità, nel quadro dell'attuazione della Strategia globale UE, al Mediterraneo, di elaborare politiche migratorie efficaci, di sostenere il percorso di stabilizzazione della Libia, di contrastare la minaccia terroristica e di ricercare una soluzione al conflitto siriano. Nel capitolo dedicato alla politica di sicurezza e difesa comune, le priorità indicate sono ascrivibili alla necessità di attuare il Piano d'azione europeo per la difesa (EDAP), alla rapida messa in opera del Fondo europeo per la difesa (EDF), alla realizzazione delle iniziative discendenti dalla Cooperazione strutturata permanente (PESCO) - avviata già nel 2017 -, nonché all'accrescimento dell'efficacia, della flessibilità e della rapidità di impiego delle operazioni e missioni PSDC. In tema di allargamento, la Relazione conferma il tradizionale appoggio italiano alla politica di allargamento, con riferimento ai Paesi appartenenti alla regione dei Balcani occidentali, sostenendo altresì il dialogo con la Turchia, Paese di importanza strategica per gli equilibri regionali. Con riferimento alla politica di vicinato, il Documento richiama l'opportunità di promuovere la nuova azione nelle sue dimensioni meridionale e orientale, in particolare attraverso la richiesta di un impegno comune a favore delle democrazie poste ai confini meridionali dell'Unione, per il ruolo prezioso che possono avere nel contribuire a ridimensionare le minacce che da quell'area geografica possono derivare per la sicurezza della stessa Europa. Sul piano della collaborazione con i Paesi terzi, la Relazione sottolinea la necessità di approfondire le relazioni transatlantiche, in modo da rafforzare le sinergie tra Stati Uniti, Canada e Unione europea dinanzi alle maggiori sfide globali, cercando di realizzare al contempo una maggiore integrazione economica fra le due sponde dell'Atlantico. Nei confronti della Russia, viceversa, il testo evidenzia come la possibilità di un rilancio del partenariato strategico resti condizionata dalla crisi in Ucraina e dalla necessità di fondarsi sulla condivisione di valori democratici. Nell'ambito del capitolo dedicato alle politiche di cooperazione allo sviluppo, la Relazione rimarca l'opportunità che, nel definire la cornice del partenariato con i Paesi ACP, vengano salvaguardati i principi basilari dell'Accordo di Cotonou, ribadendo la centralità dell'Africa e delle tematiche migratorie. Di rilievo anche il riferimento all'opportunità che l'Esecutivo continui a garantire il proprio supporto alle candidature italiane all'interno del Servizio europeo di azione esterna (SEAE), con particolare attenzione alle aree di prioritario interesse per il nostro Paese quali i Balcani, il Medio Oriente e l'Africa, nonché ad aumentare la presenza italiana nei quadri intermedi, a livello centrale e nelle delegazioni dell'Unione europea, contribuendo al contempo anche ad accrescere la presenza femminile. Successivamente, il relatore, quindi, dà anche conto della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea ricostruisce, nei differenti ambiti, l'impegno dell'Esecutivo italiano nel 2017 per lo sviluppo del processo di integrazione europea e del nuovo quadro istituzionale dell'Unione, nonchéper l'attuazione delle varie politiche di settore. Si tratta dell'ultimo rendiconto stilato dall'Esecutivo Gentiloni, aspetto questo che rimanda dunque alla responsabilità politica delle forze di maggioranza della scorsa legislatura per gli impegni in esso descritti. La Relazione si articola in quattro parti: lo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali; le principali politiche orizzontali e settoriali; l'attuazione delle politiche di coesione; il coordinamento nazionale delle politiche europee. Il testo contiene, inoltre, interessanti appendici in cui sono inseriti, oltre all'elenco dei Consigli dell'Unione europea e dei Consigli europei, anche una scheda sull'andamento dei flussi finanziari  pari ad oltre 8,1 miliardi di euro - dell'Unione europea all'Italia nell'anno di riferimento, un quadro sullo stato di recepimento delle direttive, e, soprattutto, uno specifico allegato sui seguiti degli atti parlamentari di indirizzo, approvati nel corso del 2017. Per la prima parte, il relatore segnala, oltre alla questione Brexit , il paragrafo relativo allo "stato di diritto" in cui viene evidenziato l'impegno dell'Esecutivo italiano per far valere il carattere vincolante delle regole in materia di diritti fondamentali per l'Unione e gli Stati membri, nonché per ribadire gli obblighi di solidarietà tra Stati membri. Nella seconda parte, nel capitolo dedicato ai temi delle politiche sulla migrazione, viene sottolineato l'impegno del Governo italiano finalizzato ad ottenere un rafforzamento ed una maggiore integrazione delle politiche migratorie, interne ed esterne, dall'Unione europea, con l'obiettivo prioritario di contenere i flussi migratori provenienti dal Nord Africa e di garantire un adeguato sostegno ai Paesi europei maggiormente esposti, oltre che di migliorare le condizioni di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo. Fra gli aspetti positivi di tale impegno, la Relazione annovera l'attivazione di un gruppo di lavoro per la revisione del Piano operativo di Triton, con l'obiettivo di renderlo più aderente alle esigenze operative italiane, la stesura del Codice di condotta per le ONG operanti nel Mediterraneo, l'aumento delle risorse europee per l'Africa, anche grazie al Fondo fiduciario di La Valletta, oltre alla flessione del 34,2 per cento dei flussi di arrivo dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale nell'arco del 2017 rispetto all'anno precedente. Di contro, la Relazione ammette lo stallo nei negoziati per la modifica del Regolamento di Dublino, oltre che la sostanziale difficoltà nel rendere effettiva l'attuazione delle decisioni del Consiglio sulla relocation dei richiedenti asilo dall'Italia. Con riferimento alla Politica estera e di sicurezza comune, il Documento evidenzia l'impegno dell'Esecutivo italiano a sostegno delle iniziative intraprese dall'Alto Rappresentante per il rafforzamento di un approccio integrato alla gestione delle crisi internazionali, per l'elaborazione di più efficaci politiche migratorie e per sviluppare la capacità dei Paesi vicini di gestire in proprio fenomeni che impattano sulla sicurezza europea. Viene poi ricordata l'attenzione per la stabilizzazione del vicinato strategico, con particolare attenzione al Mediterraneo e al Sahel, il rafforzamento delle istituzioni libiche, il dialogo regionale nell'ambito dei Processi di Rabat e di Khartoum, nonché il sostegno all'Inviato speciale Staffan De Mistura per la Siria e l'impegno a favore delle istituzioni statali dell'Iraq e per la tutela delle minoranze religiose. L'Italia ha altresì cercato di favorire un approfondimento delle relazioni politiche, economiche e culturali con l'Iran nell'ambito dell'Unione europea. Nella Relazione si sottolinea altresì che il Governo ha proseguito, anche nel 2017, il proprio tradizionale sostegno al percorso di integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, in particolare attraverso la presidenza di turno nell'ambito del "processo di Berlino", culminata con l'organizzazione del vertice di Trieste nel luglio del 2017. Nel testo viene anche sottolineato l'impegno italiano per favorire il dialogo con la Turchia e per garantire un approccio bilanciato da parte dell'Unione europea in relazione alla crisi ucraina. Nell'ambito del paragrafo dedicato alla politica di sicurezza e difesa comune, viene ricordato l'impegno dell'Esecutivo per lo sviluppo di una difesa europea più strutturata, efficace e visibile, a partire dal livello istituzionale. A tal riguardo viene ricordato il più significativo dei progressi raggiunti, ovvero l'istituzione della Cooperazione permanente strutturata (PESCO) quale meccanismo di collaborazione più stretta tra alcuni Stati membri dell'Unione europea nel settore della sicurezza e della difesa , ed al quale hanno aderito 25 Stati membri. Nel testo viene poi richiamato l'impegno dell'Esecutivo nell'ambito della politica di vicinato, per l'aggiornamento della politica di sviluppo dell'Unione, a partire dalla revisione del Consenso europeo in materia di sviluppo, nonché per garantire una nuova centralità all'Africa e alle tematiche migratorie. La Relazione evidenzia inoltre come nel corso del 2017 sia proseguita l'azione finalizzata a consolidare ed accrescere la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio europeo di azione esterna. Il PRESIDENTE , ringraziato il relatore per l'esauriente esposizione svolta, apre la discussione generale congiunta degli atti in esame. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. IN SEDE REFERENTE AS 678 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo in materia di cooperazione culturale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea, fatto a Roma il 21 ottobre 2005; b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, con allegato, fatto a Roma il 16 febbraio 2007 DDL 678 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo in materia di cooperazione culturale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea, fatto a Roma il 21 ottobre 2005; b) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Corea in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, con allegato, fatto a Roma il 16 febbraio 2007 (Esame e rinvio) Il senatore CIAMPOLILLO ( M5S ), relatore, illustra il provvedimento in titolo, d'iniziativa parlamentare, recante ratifica ed esecuzione degli Accordi di cooperazione nelle materie culturale e tecnico-scientifica, sottoscritti dall'Italia e dalla Repubblica di Corea rispettivamente nell'ottobre 2005 e nel febbraio 2007. Come si evince dalla relazione introduttiva, il testo in esame ripropone, sia pure parzialmente e limitatamente ai soli due Accordi con la Corea del Sud, l'Atto Senato 2813 recante ratifica di numerosi Accordi internazionali bilaterali, che, presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura, venne esaminato dalla Commissione Affari esteri, emigrazione del Senato il 28 giugno 2017, ma non poté vedere completato il proprio iter parlamentare per la chiusura della legislatura. Gli Accordi in via di ratifica sono finalizzati a definire la cornice giuridica entro cui far crescere la già ottima collaborazione fra Italia e Corea del Sud nei settori delle arti, della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia. In particolare, con il primo dei due testi, quello sulla cooperazione culturale, che si compone di 22 articoli, le Parti esprimono il comune auspicio a voler promuovere la cooperazione, bilaterale e multilaterale, nei settori delle arti, della cultura, dell'istruzione, del patrimonio culturale ed archeologico, dei giovani e dello sport (articoli 1 e 2). L'Accordo prevede l'adozione di iniziative finalizzate ad incoraggiare l'insegnamento delle rispettive lingue nei due territori, nonché ad agevolarne lo studio (articolo 3), a promuovere lo scambio di documenti ed esperti (articolo 4), le collaborazioni universitarie e quelle fra gli enti governativi competenti in materia di spettacolo e cultura (articoli 6-7). Di rilievo anche le previsioni relative allo sviluppo della cooperazione diretta fra musei ed istituzioni archeologiche (articolo 11), all'assegnazione di apposite borse di studio per studenti e insegnanti (articolo 13) e finalizzate a prevenire e a eliminare il traffico illegale di opere d'arte (articolo 14). Il testo prevede inoltre l'istituzione di una Commissione mista preposta all'attuazione delle misure del Trattato (articolo 19). L'Accordo in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, composto di 11 articoli e di un annesso sulla proprietà intellettuale, è finalizzato a superare un precedente Trattato bilaterale di settore risalente al 1984, e a promuovere lo sviluppo della collaborazione scientifica e tecnologica nei settori di mutuo interesse (articolo 1), sia sul piano bilaterale - in particolare mediante la stipula di specifici accordi fra Ministeri, istituzioni, università e centri di ricerca coinvolti nella ricerca scientifica e nell'innovazione tecnologica (articolo 2) - che su quello multilaterale (articolo 3). Fra i settori prioritari individuati per la collaborazione, vengono indicati - fra gli altri - quelli della fisica, della chimica, dell'energia, delle telecomunicazioni, delle nanotecnologie, dell'agricoltura, dell'industria alimentare, dell'ingegneria elettronica e civile, e dei trasporti (articolo 4). Fra le attività di cooperazione il testo annovera lo scambio di esperti e di informazioni, l'organizzazione congiunta di seminari, la realizzazione di progetti congiunti di ricerca e formazione e l'erogazione di borse di studio (articolo 5). Il testo prevede, inoltre, un sostegno specifico alle attività di cooperazione da parte dei rispettivi Governi, sia pure nei limiti delle disponibilità dei fondi (articolo 6) e l'impegno per una tutela della proprietà intellettuale (articolo 7), nei termini specificati dall'annesso all'Accordo medesimo. Ad una Commissione mista è affidato il compito di dare attuazione all'Accordo e di verificarne l'applicazione (articolo 8). Il disegno di legge di ratifica dei due Accordi consta di quattro articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica, all'ordine di esecuzione, alle disposizioni finanziarie e all'entrata in vigore. Gli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati complessivamente in circa 790.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, e in 815.170 euro a decorrere dall'anno 2020. Il relatore ricorda che - anche in questo caso - il disegno di legge, di iniziativa parlamentare, è privo degli strumenti di analisi tecnica del provvedimento che accompagnano normalmente i disegni di legge di iniziativa governativa, ovvero dell'analisi tecnico-normativa (ATN), dell'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e della relazione tecnico-finanziaria. Pur in assenza di tali strumenti, si evidenzia come la ratifica degli Accordi non dovrebbe in ogni caso presentare profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea econ gli altri obblighi internazionali assunti dall'Italia, risultando i testi in esame strettamente correlati agli altri strumenti giuridici internazionali dedicati ai temi culturali e scientifici già sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , nell'apprezzare l'illustrazione svolta, dichiara aperta la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 14,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; espresso l'apprezzamento per l'impostazione complessiva del disegno di legge, che si ispira ai principi umanitari che informano l'ordinamento costituzionale del nostro Paese e che, attraverso le apposite Convenzioni internazionali in materia, sono adottati dalla parte più avanzata della comunità internazionale; condiviso l'obiettivo di impedire il finanziamento e il sostegno alle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni cluster da parte delle banche e delle altre società di investimento o di intermediazione finanziaria, dei fondi pensioni e delle Fondazioni bancarie; fatti propri i rilievi del Presidente della Repubblica in relazione ai contenuti dell'articolo 6, comma 2, che rischiano di determinare una depenalizzazione di alcune condotte di assistenza finanziaria - già sanzionate penalmente da disposizioni precedenti - a beneficio di società che svolgano, direttamente o indirettamente, attività di costruzione, produzione, sviluppo, detenzione, delle mine antipersona, delle munizioni e submunizioni cluster o di parti di esse, costituendo di fatto una elusione degli obblighi derivanti dalla Convenzione di Ottawa del 1997 sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione e della Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo del 2008; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti condizioni: che siano sottratte ai divieti di cui all'articolo 1, comma 1, le attività di demilitarizzazione riguardanti le mine anti-persona, le munizioni e le sub-munizioni a grappolo, tenuto conto che una movimentazione internazionale di tali materiali finalizzata esclusivamente ad esigenze di demilitarizzazione risulta pienamente compatibile con le Convenzioni di Oslo e di Ottawa, rappresentandone una delle modalità pratiche di attuazione; che i contenuti dell'articolo 6 siano resi conformi agli obblighi derivanti per il nostro Paese dalla Convenzione di Ottawa del 1997 sul divieto d'impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione e dalla Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo del 2008.