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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 54 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE REFERENTE AS 1362 Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Macedonia del Nord, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 DDL 1362 Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull'adesione della Repubblica di Macedonia del Nord, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 6 agosto. Il senatore MALAN ( FI-BP ) prende spunto dall'esame del disegno di legge di ratifica in titolo per rammentare il delicato problema connesso al finanziamento, da parte degli Stati membri, della NATO. Il sottosegretario Marina SERENI sottolinea la particolare importanza della suddetta ratifica da parte dell'Italia, che si concreta altresì in un messaggio politico rilevante nei confronti della Macedonia del Nord. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 257 e 207 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 257 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'8 gennaio. Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra l'emendamento 3.1 e la proposta di coordinamento Coord.1, pubblicati in allegato, riferitial testo unificato adottato come testo base dalla Commissione nella seduta del 5 dicembre 2018. In particolare, informa come l'emendamento 3.1 recepisca integralmente quanto contenuto nel parere non ostativo condizionato della Commissione Affari costituzionali. Per ultimo, auspica che si pervenga finalmente all'adozione della Convenzione in titolo, che assume una priorità per l'Italia, paese che detiene un patrimonio culturale ed artistico unico al mondo. Interviene, quindi, il sottosegretario Marina SERENI, la quale osserva come l'emendamento in parola, pur essendo condivisibile nel suo contenuto, appaia pleonastico e, quindi, sarebbe opportuno, a suo avviso, trasformarlo in un conferente ordine del giorno. Al riguardo, il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, insiste per l'approvazione della suddetta modifica emendativa, in quanto frutto di un faticoso lavoro di rielaborazione portato avanti in seno ad altre commissioni in sede consultiva, che non può essere disperso e che "anzi" va valorizzato. Segue, successivamente, un ulteriore intervento della rappresentante del GOVERNO, la quale si rimette alla volontà della Commissione. Prende, quindi, la parola il senatore AIMI ( FI-BP ) per esprimere la propria condivisione rispetto a quanto affermato dalla rappresentante del Governo: in effetti, l'emendamento 3.1 non fa che ripetere delle statuizioni del tutto ovvie e, quindi, inutili. Il senatore LUCIDI ( M5S ), avendo preso conoscenza di tale proposta emendativa solo ora, chiede che venga concesso ai commissari, come avviene abitualmente e ai sensi del Regolamento, un congruo termine per poterla subemendare. Si associa a tale richiesta il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ). Il PRESIDENTE , nel prendere atto dell'esigenza emersa, propone il termine delle ore 20 odierne per poter subemendare la suddetta proposta. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 1493 Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni DDL 1493 Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ) , relatrice, riferisce, per i profili di competenza, sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione di alcuni Ministeri. Il decreto-legge in esame, composto di 7 articoli, dispone il trasferimento di funzioni e la riorganizzazione di alcuni Ministeri, fra cui del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e disciplina altresì la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle forze di polizia e delle forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. I profili di interesse per la Commissione si rinvengono in relazione all'articolo 2 che reca l'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema paese. Più in dettaglio, l'articolo 2, comma 1, dispone il trasferimento al MAECI delle funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema paese, nonché delle risorse umane, strumentali e finanziarie - comprese la gestione residui e la sede - della Direzione generale per il commercio internazionale del MISE, a decorrere dal 1° gennaio 2020. Ricorda che le risorse per il 2019 destinate all'esercizio delle funzioni oggetto di trasferimento, attualmente iscritte nello stato di previsione della spesa del MISE, nella Missione "Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo" - che consta di due programmi di spesa denominati "Politica commerciale in ambito internazionale" e "Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy " - risultano pari a 265,7 milioni di euro in conto competenza, a 345,6 milioni in termini di cassa e a 191,3 milioni in termini di residui. Sulla medesima missione, per l'anno 2020, le previsioni assestate a legislazione vigente recano 194 milioni in conto competenza e 261,6 milioni in termini di cassa, mentre per l'anno 2021 recano circa 121 milioni sia in competenza che in cassa. L'articolo 2, comma 2, dispone altresì che a decorrere dal 1° gennaio 2020, la Direzione per il commercio internazionale del MISE sia soppressa e le dotazioni organiche dirigenziali non generali del MISE e i posti funzione di sette dirigenti di livello non generale siano trasferiti al MAECI, con conseguente istituzione di sette uffici di livello dirigenziale non generale presso la stessa amministrazione. È previsto, inoltre, che presso il MAECI siano istituiti un posto di vice direttore generale e tre uffici di livello dirigenziale non generale da assegnare in via esclusiva al personale della carriera diplomatica in servizio. Il successivo comma 3 stabilisce che con D.P.C.M., da adottarsi entro il 22 ottobre 2019 su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione e dello sviluppo economico, si provveda alla puntuale individuazione di un contingente di 100 unità di personale non dirigenziale e di 7 unità di personale dirigenziale non generale da assegnare alla Direzione generale per la politica commerciale internazionale e alla Direzione generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi, nonché delle risorse strumentali e finanziarie, oltre che alla definizione della disciplina per il trasferimento delle medesime risorse, alla data del 4 settembre 2019. Conseguentemente la dotazione organica del MAECI risulta incrementata con corrispondente riduzione della dotazione organica del MISE. Il medesimo comma 3 stabilisce altresì le modalità e i criteri per l'attuazione dei trasferimenti e disciplina gli aspetti relativi ai trattamenti economici del personale interessato. All'esito del trasferimento, il medesimo comma 3 dispone che il MAECI provveda all'esercizio delle funzioni in materia di commercio internazionale ed internazionalizzazione nell'ambito delle risorse umane disponibili a legislazione vigente. I successivi commi, coerentemente con l'attribuzione delle nuove competenze, novellano alcune disposizioni legislative previgenti: in particolare il comma 4, nell'apportare modifiche al decreto legislativo n. 300 del 1999 recante riforma dell'organizzazione del Governo, integra le attribuzioni del MAECI inserendovi la definizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sostegno dell'internazionalizzazione del sistema paese, ferme restando le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze, del MISE e delle Regioni. A sua volta, il comma 5 interviene sull'ordinamento dell'amministrazione degli affari esteri abrogando la disposizione  contenuta nell'articolo 33, comma 1, del D.P.R. n. 18 del 1967  che prevede il concerto con il Ministro dello sviluppo economico per l'emanazione del decreto di istituzione e di soppressione dei posti di organico istituiti in ciascuna rappresentanza diplomatica e in ciascun ufficio consolare in corrispondenza delle funzioni proprie della carriera diplomatica, cui sono collegate funzioni commerciali espletate dai funzionari diplomatici e per quelli che debbono essere ricoperti da personale della carriera degli assistenti commerciali. Di rilievo - prosegue la relatrice - è anche il comma 6 che interviene sulla disciplina dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane  ICE Agenzia, trasferendo dal MISE al MAECI i relativi poteri di indirizzo e di vigilanza, e confermando altresì in capo al Ministro degli affari esteri e la cooperazione internazionale e al Ministro dello sviluppo economico i poteri di indirizzo in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane, secondo un ordine invertito. Ferme le competenze dell'ICE in materia di assistenza e consulenza alle imprese italiane operanti nel commercio internazionale e di promozione della cooperazione nei diversi settori economici per incrementarne l'internazionalizzazione in raccordo con gli enti territoriali competenti e con gli altri soggetti pubblici e privati interessati, il comma rinvia ad un decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale  anziché ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico  l'indicazione delle modalità applicative e la struttura responsabile per assicurare alle singole imprese l'assistenza e il raccordo con i soggetti pubblici e le possibilità di accesso alle agevolazioni disponibili nei settori e nelle aree di interesse all'estero. Con riferimento all' iter di nomina del Consiglio di Amministrazione (CDA) dell'Agenzia, la norma introduce il riferimento alla proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale in luogo di quella del Ministro dello sviluppo economico, rimanendo ferma la successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri e la nomina del CDA con D.P.R.. Anche la determinazione circa i compensi spettanti ai membri del CDA, viene rimessa ad un decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Inoltre, sempre il comma 6, alla lettera b ), dispone il trasferimento del Fondo per la promozione degli scambi e l'internazionalizzazione delle imprese dallo stato di previsione della spesa del bilancio statale del MISE allo stato di previsione del MAECI. Il medesimo comma 6 prevede poi che con un decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale vengano fissati le modalità con le quali l'Agenzia opera all'estero nell'ambito delle Rappresentanze diplomatiche e consolari, e il contingente massimo di personale all'estero nell'ambito della sua dotazione organica. Ulteriori disposizioni riguardano la necessità di adeguare lo Statuto dell'Agenzia - ICE al fine di prevedere la vigilanza da parte del MAECI sul suo operato, d'intesa, per le materie di competenza, con il MISE (comma 7), il trasferimento allo stato di previsione del MAECI del Fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del Made in Italy (comma 8), lo scambio di competenze e responsabilità fra il MISE e il MAECI in relazione al Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, (comma 9) e il trasferimento al MAECI delle funzioni concernenti i rapporti con la Società italiana per le imprese all'estero S.p.A. (SIMEST) e l'esercizio delle relative funzioni di vigilanza ed indirizzo (comma 10). Ulteriori disposizioni volte ad attribuire al MAECI, anziché al MISE, competenze e responsabilità si rinvengono in relazione alla composizione del Comitato agevolazioni, organo competente ad amministrare il Fondo rotativo per la concessione di contributi agli interessi per il finanziamento di crediti all'esportazione e l'ulteriore Fondo rotativo per l'internazionalizzazione (comma 11), alla determinazione circa i termini, le modalità degli interventi, gli obblighi del gestore, la composizione e i compiti del Comitato per l'amministrazione del Fondo rotativo per l'internazionalizzazione (comma 12), alla ripartizione delle risorse, già iscritte sul capitolo 2501 dello stato di previsione della spesa del bilancio statale relativo al MISE, destinate al contributo in favore di istituti, enti, associazioni, consorzi per l'internazionalizzazione e di Camere di commercio italiane all'estero, per lo svolgimento di specifiche attività promozionali, di rilievo nazionale, per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (comma 13). Di rilievo è anche la previsione di cui al comma 14 che, novellando la legge di ratifica della Convenzione del 1993 sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, trasferisce al MAECI le relative competenze sulle autorizzazioni per le esportazioni di tali materiali. A sua volta, il comma 15, nell'apportare modifiche al decreto legislativo n. 221 del 2017 di recepimento della normativa europea di riordino e semplificazione delle procedure di autorizzazione all'esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice uso e dell'applicazione delle sanzioni in materia di embarghi commerciali, trasferisce al MAECI le competenze relative alle autorizzazioni per le esportazioni di beni e materiali a duplice uso. Da ultimo, l'articolo 2 dispone che entro il 15 dicembre 2019 debbano essere apportate al regolamento di organizzazione del MISE le modifiche conseguenti alle disposizioni sul trasferimento delle competenze oggetto del presente provvedimento (comma 16), autorizza il Ministro dell'economia e finanze ad apportare con proprio decreto le variazioni di bilancio occorrenti all'attuazione delle misure in esame (comma 17), e reca una clausola di salvaguardia finanziaria (comma 18). Al termine della sua esposizione, la relatrice dà conto di una relativa bozza di parere favorevole per la Commissione di merito (pubblicata in allegato). Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato la relatrice per l'esauriente illustrazione svolta, apre la discussione generale. Secondo il senatore MALAN ( FI-BP ) il provvedimento in esame si caratterizza essenzialmente per rappresentare una sorta di "prolungamento personale" delle competenze di un rappresentante del Governo che prima svolgeva le funzioni, tra le altre, di Ministro dello Sviluppo economico e poi di Ministro degli Affari esteri. In effetti, il trasferimento di funzioni connesse alle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero, nonché di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema paese, attengono più alla sfera di competenza del Ministero dello Sviluppo economico. Il senatore URSO ( FdI ), dopo aver riepilogato la storia ultradecennale delle varie scorporazioni e successivi accorpamenti della funzione incentrata sulla proiezione commerciale de paese, reputa, in ogni caso, più sensata l'opzione che vede concentrare, come secondo il provvedimento in titolo, la suddetta funzione presso il MAECI, che rappresenta, comunque, una amministrazione che da tempo ha dimostrato di possedere caratteristiche di sensibilità e attenzione avuto riguardo all'internazionalizzazione delle imprese nazionali. Secondo l'oratore, tuttavia, questa ennesima operazione di riordino ministeriale potrà avere un senso compiuto solamente se, al contempo, la Farnesina sarà in grado di enucleare, al suo interno, una specifica professionalità specializzata nelle politiche di commercio con l'estero. A suo modo di vedere, inoltre, sarebbe altresì indispensabile che, all'interno del MAECI, venga costituita una apposita struttura dedicata a tale funzione, prevedendo anche una sorta di "carriera diplomatica degli addetti commerciali". Segue, quindi, un breve intervento del senatore ALFIERI ( PD ), il quale, condividendo molte delle osservazioni svolte dal collega Urso, propone di integrare la proposta di parere presentata dalla relatrice. Previo assenso della senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, la Commissione conviene, quindi, di rinviare l'esame del disegno di legge ad una ulteriore seduta, allo scopo di far confluire nella bozza di parere i contributi emersi nel corso dell'odierna discussione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore AIMI ( FI-BP ) sollecita la conclusione dell'Affare assegnato n. 47 "Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione russa", visto che da tempo ormai sono terminate tutte le audizioni previste, chiedendo che la Commissione prenda visione della relativa bozza di risoluzione da approvare. Il senatore MALAN ( FI-BP ) chiede invece che la Commissione si occupi, in qualche modo, della tormentata vicenda di Hong Kong. Si associa a tale richiesta il senatore URSO ( FdI ), il quale informa di aver depositato, in proposito, una apposita mozione. Il PRESIDENTE , mostrando piena disponibilità per una pronta disamina delle due questioni testé sollevate, informa che esse potranno essere proficuamente trattate in occasione dell'Ufficio di Presidenza che si terrà la prossima settimana. La Commissione prende atto. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente PETROCELLI comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per la procedura informativa che sta per iniziare. PROCEDURE INFORMATIVE Seguito dell'indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo: audizione del Ministro Plenipotenziario Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la promozione del sistema paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta del 30 luglio. Il PRESIDENTE rivolge parole di saluto al ministro plenipotenziario, Vincenzo DE LUCA, Direttore Generale per la promozione del sistema paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il quale premette che la promozione della cultura e della lingua italiane nel mondo è una delle missioni principali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Si tratta di una sfida strategica per la politica estera italiana, che riflette il nostro interesse nazionale e investe obiettivi globali di natura politica ed economica. In effetti, la cultura è uno dei motori dell'economia italiana. Secondo uno studio di Fondazione Symbola e Unioncamere, il sistema produttivo culturale e creativo genera in Italia un reddito di quasi 90 miliardi di euro l'anno, pari al 6,1% del PIL, e 1,4 milioni di posti di lavoro. Se si considera l'indotto negli altri settori dell'economia, si arriva a 250 miliardi, ossia il 17% del PIL. In generale, si stima che più di un terzo del fatturato del settore turistico in Italia sia attivato dalla cultura. Da ciò deriva la necessità di una promozione integrata, in grado di coniugare in una logica di sistema i diversi profili della promozione - economico, culturale e scientifico  per massimizzarne l'impatto. L'obiettivo è di veicolare all'estero  in primis attraverso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti di cultura  un'idea dell'Italia in cui i punti di forza tradizionali legati al patrimonio artistico e culturale si sposano con l'innovazione, la tecnologia e la qualità del made in Italy. Su tali premesse, il Piano straordinario per la promozione della cultura e della lingua italiane - presentato con il motto "Vivere all'italiana" alla Conferenza dei Direttori degli Istituti di Cultura di Roma del dicembre 2016 e rilanciato nella successiva edizione del dicembre 2017- identifica alcuni settori-chiave che costituiscono gli assi di intervento prioritari del programma: lingua italiana, design, archeologia e tutela del patrimonio culturale, musei, arte contemporanea, sistema universitario, cucina, turismo culturale, industrie creative, ricerca scientifica e diplomazia economica. L'attività di promozione integrata  una promozione cioè in grado di coniugare, in una logica di sistema, le diverse componenti economiche, culturali e scientifiche, che grazie a questa interazione si rafforzano e si arricchiscono mutuamente - è andata ormai affermandosi sotto diversi aspetti: come componente della politica estera nazionale, come funzione specifica del MAECI, come veicolo di una narrativa volta a rafforzare l'attrattività del marchio Italia, come elemento di potere morbido capace, nei nostri rapporti internazionali, di tradurre in vantaggio la considerazione che ci circonda in tema di saper vivere e saper fare. Attraverso questa attività si vuole veicolare all'estero  in primis attraverso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti di Cultura  un'immagine dell'Italia i cui punti di forza tradizionali legati al patrimonio artistico e culturale si sposano con l'innovazione, la tecnologia e la qualità del made in Italy . La promozione integrata istituzionale è anche lo strumento più indicato per promuovere all'estero l'offerta turistica e culturale dei territori, da nord a sud, coinvolgendo gli enti locali in uno sforzo coordinato e non frammentato. Questo approccio si è rivelato come il più efficace, da un lato, per coinvolgere grandi attori culturali del nostro Paese  dal sistema museale ai teatri, dalle associazioni di settore all'industria cinematografica  in uno sforzo corale e condiviso; dall'altro, per varare schemi innovativi di collaborazione pubblico-privato con partner quali Altagamma, fondazioni per il sostegno alle arti, grandi aziende presenti sui mercati internazionali. Un altro punto che incoraggia a mantenere la guida della promozione integrata, oltre agli ovvi benefici di centralità e di intonazione della relativa comunicazione, sta nel fatto - prosegue il ministro De Luca - che essa consente di coinvolgere non solo settori "ricchi" ma anche quelle parti del tessuto produttivo non meno meritevoli di valorizzazione, ma che rischierebbero di esserne escluse, magari solo per un fattore di parcellizzazione, o di trascurare i mercati prioritari per i nostri interessi geopolitico. In altri termini, promozione integrata e diplomazia culturale, che della promozione integrata è il principale strumento, non sono una mera valorizzazione della creatività in generale o un sostegno all'internazionalizzazione delle imprese culturali, e neppure solo una più favorevole narrazione per facilitare le nostre relazioni, ma un autentico interesse nazionale. L'oratore passa poi a enunciare gli obiettivi del piano straordinario 2017-2020: utilizzare con efficacia e tempestività i fondi assegnati, esercitando un ruolo-guida rispetto all'azione di altri dicasteri competenti; rendere stabile il finanziamento straordinario, che allo stato attuale terminerebbe alla fine dell'esercizio finanziario 2020. Fondato sul concetto di promozione integrata, il DPCM del 6 luglio 2017 individua gli interventi da finanziare con il Fondo per il potenziamento della cultura e della lingua italiana all'estero, istituito con l'art. 1 comma 587 della legge di bilancio 2017, ed assegna 150 milioni di Euro a tal fine (ripartiti tra MIBAC, MIUR e MAECI) per il quadriennio 2017-2020. La maggior parte dei fondi è destinata a potenziare le attività che il MAECI svolge nell'ambito della propria missione istituzionale di promozione, sostegno, valorizzazione all'estero di tutte le componenti del sistema paese. La Farnesina, dopo diversi anni di severi tagli al proprio bilancio, anche in questo settore, diviene così destinataria di circa 110 milioni di Euro in quattro anni, a riconoscimento non scontato  in un ambito di competenze ministeriali concorrenti  di un ruolo centrale nella promozione esterna di lingua e cultura italiana; ruolo che andrà adeguatamente tutelato e legittimato nella pratica. Elemento qualificante delle attività di promozione svolte dalla rete degli uffici all'estero è l'elaborazione di un piano promozionale annuale, che all'inizio dell'anno viene sottoposto dalle singole sedi al Ministero, per ottenerne il finanziamento, nella misura, naturalmente, consentita dai fondi disponibili. E' grazie a ciò se si è passati nel triennio da circa 6 mila a circa 9 mila eventi, in oltre 250 città di 110 Paesi. Il Ministro focalizza, quindi, l'attenzione sul ruolo cruciale degli Istituti Italiani di Cultura, la cui rete è costituita, nel 2019, da 84 Istituti Italiani di Cultura in 60 Paesi. Si tratta di un network capillare, presente nei 5 continenti, con una prevalenza in Europa. Fra il 2017 e il 2018 sono stati aperti due nuovi Istituti Italiani di Cultura, ad Abu Dhabi e a Dakar: due avamposti per operare con maggiore incisività in scacchieri prioritari, nel quadro di un disegno complessivo per essere più attivi culturalmente in quelle aree dove finora siamo stati meno presenti. Nel 2018 le risorse accreditate sul cap. 2761, che consente il funzionamento della rete degli Istituti, hanno ammontato a 16.881.654 euro: la cifra comprende 3.800.000 euro stanziati per il potenziamento della promozione della lingua e cultura italiana all'estero (ex DPCM 6 luglio 2017) e 1.525.000 euro di variazioni compensative per spese relative alla messa in sicurezza degli Istituti. I fondi straordinari resi disponibili per il quadriennio 2017-2020 consentono di far fronte alla progressiva erosione della componente ordinaria del cap. 2761, rendendo possibile un incremento delle iniziative di promozione integrata organizzate dalla rete diplomatico consolare e degli Istituti italiani di Cultura (nel 2018 quasi 8.800 eventi eventi, +10% rispetto 2017). La quota dei fondi straordinari è in aumento per il 2019 e ammonta a 9.150.000 euro: questo porta la consistenza totale del capitolo per l'anno in corso a 20.795.105 euro. Come è noto, gli Istituti Italiani di Cultura sono il principale strumento pubblico per promuovere la cultura italiana all'estero. Sono, quindi, una risorsa primaria per il Sistema Italia, insieme agli altri attori per la promozione culturale e linguistica: le 8 scuole statali e le 42 scuole paritarie italiane all'estero, le 79 sezioni italiane presso le scuole europee e le scuole straniere, i 25 addetti scientifici che prestavano servizio a fine 2017 nelle sedi, i corsi di lingua e cultura italiana, i 110 lettori di ruolo, i 406 Comitati della Società Dante Alighieri. Nel quadro della promozione integrata, gli Istituti Italiani di Cultura collaborano con la rete degli Uffici ICE ed ENIT, per l'organizzazione di attività promozionali che abbiano un impatto sull'internazionalizzazione delle industrie culturali e creative. I funzionari dell'area della promozione culturale animano ogni giorno con dedizione la rete degli 84 Istituti Italiani di Cultura. Si tratta di importanti risorse a servizio del Paese, che risultano tuttavia ad oggi insufficienti: a fronte di un organico teorico della rete Istituti Italiani di Cultura di 141 unità, considerati gli ultimi pensionamenti, risultano attualmente in servizio circa 90 funzionari APC. Gli Istituti Italiani di Cultura completamente vacanti (nessun APC in servizio) sono 12: 3 in America Latina (Cordoba, Caracas, Santiago); 1 in America Centrale (Città del Guatemala); 2 in Asia (Mumbai e Osaka); 1 in Africa (Nairobi); 4 nell'UE (Vilnius, Bratislava, Stoccarda, Bucarest); 1 in Europa extra-UE (Kiev). Si tratta di una tendenza che solo recentemente, con il bando di concorso per 44 nuovi funzionari APC, l'Amministrazione sta invertendo: appare tuttavia necessario adottare, anche nell'ambito della gestione delle risorse umane, una prospettiva di medio-lungo periodo e prevedere per il futuro l'assunzione di nuovi funzionari APC su base regolare. Nel 2018, continua l'oratore, è proseguito il lavoro di attuazione della nuova norma che regola la Scuola italiana all'estero (Decreto legislativo n. 64/2017), emanando, innanzitutto, il decreto direttoriale n. 2501 del 8/01/2018 che stabilisce le discipline per le quali potere reclutare personale docente in loco nelle scuole statali all'estero; da settembre è stato portato a 674 unità il contingente dei posti del personale della scuola all'estero (con cinquanta unità aggiuntive rispetto al preesistente impianto); all'inizio dello stesso mese, a seguito di procedura interna di selezione, è stato ricondotto a 35 unità il personale del MIUR collocato fuori ruolo presso il MAECI (in base all'articolo 13 del Decreto legislativo n. 64/2017); a dicembre si è, infine, provveduto ad emanare un altro decreto direttoriale, il n. 6202 del 21/12/2018, che stabilisce la struttura del bilancio delle scuole statali. Nel corso del 2018 è altresì proseguito il lavoro per la definizione dei modelli di contratto del personale, a tempo sia determinato che indeterminato, delle scuole statali all'estero. La rete delle istituzioni scolastiche italiane all'estero è particolarmente estesa e differenziata, comprendendo istituti statali e non oltre a sezioni italiane presso scuole europee e straniere. Nello specifico, nell'anno scolastico 2018/2019, hanno operato: 8 istituti statali (ad Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo) 43 scuole italiane paritarie (la maggior parte delle quali è costituita da istituti onnicomprensivi presenti in varie aree geografiche nel mondo) e 2 scuole italiane non paritarie, rispettivamente a Basilea e a Smirne. A tale rete si affiancano le sezioni italiane presso le scuole straniere: in totale 79 sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali (di cui 63 nell'Unione Europea, 13 in paesi europei non UE, una in Asia, una nelle Americhe e una in Oceania) e 7 le sezioni italiane presso le Scuole europee (3 a Bruxelles e una rispettivamente a Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Varese). Nelle scuole statali nel corso dell'anno scolastico 2017/18, gli alunni sono stati 4.262, di cui 1.340 italiani e 2.922 stranieri. La frequenza nei vari livelli è stata così suddivisa: 30 nella scuola dell'infanzia, 1.809 nella scuola primaria, 920 nella scuola secondaria di 1° grado e 1.503 nella scuola secondaria di 2° grado. Per le scuole paritarie, gli alunni sono stati 16.379, di cui 2.503 italiani e 13.876 stranieri. La frequenza nei vari livelli è stata così suddivisa: 3.452 nella scuola dell'infanzia, 5.806 nella scuola primaria, 2.703 nella scuola secondaria di 1° grado e 4.418 nella scuola secondaria di 2° grado. Per le scuole non paritarie, gli alunni sono stati 110 di cui 41 italiani e 69 stranieri. La frequenza nei vari livelli è stata così suddivisa: 60 nella scuola dell'infanzia e 50 nella scuola primaria. Nelle sezioni italiane presso le scuole straniere gli alunni sono stati 8.658, di cui 1.791italiani e 6.867 stranieri. La frequenza nei vari livelli è stata così suddivisa: 98 nella scuola dell'infanzia, 2.213 nella scuola primaria, 1.698 nella scuola secondaria di 1°grado e 4.649 nella scuola secondaria di 2° grado. Nelle scuole europee, infine, gli studenti italiani frequentanti le sette sezioni italiane sono stati 2.069. La frequenza nei vari livelli è stata così suddivisa: 110 nella scuola dell'infanzia, 726 nella scuola primaria e 1.233 nella scuola secondaria. L'audito termina la sua esposizione, rinviando, per quanto concerne ulteriori elementi di dettaglio relativi alla proiezione culturale italiana nel mondo, ad una sua più esaustiva relazione che mette a disposizione della Commissione. Il PRESIDENTE invita, quindi, i senatori a porre eventuali quesiti. Il senatore AIROLA ( M5S ) mette l'accento sull'importanza delle scuole italiane all'estero, riferendosi in particolare, visto che la Commissione se ne sta occupando per l'esame di un apposito affare assegnato sul Corno d'Africa, a quella operante ad Asmara. Si tratta di capisaldi fondamentali della presenza italiana all'estero, che, a suo avviso, occorre incentivare con un concreto sostegno, anche finanziario. Tiene poi a mettere in evidenza quanto sia rilevante rendere operativo un canale televisivo in inglese di notizie italiane, che rappresenterebbe uno strumento senza pari di divulgazione e disseminazione della cultura e del modo di vivere italiani. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), nel prendere atto di un indubbio miglioramento, negli ultimi anni, della presenza italiana all'estero in materia culturale e nell'esprimere il suo plauso per il lavoro finora svolto dal Ministro De Luca, mette in guardia, tuttavia, dal sottovalutare la disseminazione del "marchio italiano" nell'area europea. A suo avviso, risulta corretta e ben impostata la scelta di allargare, su scala continentale, la rete degli istituti italiani di cultura, ma potrebbe risultare un errore ove tale scelta comporti una sorta di dimenticanza delle sedi tradizionali, dove tuttora si registra una notevole domanda di apprendimento della lingua di Dante. Richiama, infine, l'attenzione su due problemi che tuttora rimangono in agenda: il rilancio del cosiddetto "Fondo Cultura", che dovrebbe essere alimentato in maniera sistematica se non si vuole lasciar morire determinati progetti ed iniziative che hanno sempre implicato una ricaduta positiva soprattutto per le comunità di concittadini all'estero; le persistenti incongruenze nel finanziamento degli enti gestori, che, come noto, svolgono un lavoro fondamentale nell'erogazione di servizi alle varie comunità. In sede di replica, il ministro DE LUCA fa presente che il Governo italiano, in generale, ed il MAECI, in particolare, tengono molto all'attività che viene svolta dalle due scuole italiane di Asmara ed Addis Abeba, che da sempre contribuiscono in maniera non secondaria alla formazione della classe dirigente locale. Condivide, inoltre, l'utilità di creare una rete televisiva in lingua inglese (eventualmente con sottotitoli in italiano) che diffonda programmi e notizie sull'Italia. Tiene poi a precisare che, in ogni caso, l'allargamento della rete degli Istituti di Cultura non ha comportato minimamente la riduzione del numero degli stessi. Peraltro, di recente si è dovuto affrontare un grave problema di carenza del personale per tali istituti, che è stato risolto, come già detto, con l'indizione di un apposito concorso. Circa la questione degli enti gestori, richiama l'attenzione sul fatto che il MAECI è sempre pronto al trasferimento delle risorse laddove, tuttavia, i suddetti enti abbiano presentato la rendicontazione dovuta per legge in tempo utile. Conclude ricordando che le scuole italiane all'estero rappresentano, per antonomasia, l'immagine dell'Italia e, pertanto, sono stati accresciuti ultimamente gli sforzi per formare dei dirigenti scolastici che abbiano anche le caratteristiche del manager , oltre a quelle tipiche del preside, proprio allo scopo di avere in azione delle personalità che siano in grado di organizzare in maniera olistica l'intera offerta culturale dell'Italia. Il PRESIDENTE dichiara, quindi, conclusa l'odierna audizione. Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,30. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1493 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1493 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; espresso apprezzamento per l'intento complessivo del provvedimento, prioritariamente finalizzato al trasferimento di funzioni e competenze di alcuni Ministeri ed alla riorganizzazione amministrativa conseguente; esaminate in particolare le norme che recano l'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema paese; apprezzata anzitutto la motivazione sottesa al provvedimento, correlata alla necessità di conferire una visione unitaria alla promozione dell'interesse nazionale all'estero; condivisa l'opportunità che siano annoverate fra le attribuzioni del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale quelle relative alla definizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo del Paese; valutata la congruità delle disposizioni connesse alla riorganizzazione amministrativa ed al trasferimento delle necessarie risorse umane, strumentali e finanziarie conseguenti alla nuova attribuzione di competenze per il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; preso atto del trasferimento dei poteri di indirizzo e vigilanza sulle attività dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane  ICE al Ministero degli affari esteri e la cooperazione internazionale, e delle altre modifiche intervenute in relazione alla nomina ed alla determinazione dei compensi per i membri del Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia stessa; esaminate altresì le disposizioni relative al trasferimento del Fondo per la promozione degli scambi e l'internazionalizzazione delle imprese e del Fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del Made in Italy allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; preso altresì atto del trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle funzioni concernenti i rapporti con la Società italiana per le imprese all'estero S.p.A. e delle competenze sulle autorizzazioni per le esportazioni di materiali che rientrano nella Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, nonché per l'esportazione di prodotti e di tecnologie a duplice uso, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato