Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 78 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,40. IN SEDE REFERENTE Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso DDL 510-B Modifica dell'articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso (Esame e rinvio) La relatrice RICCARDI ( M5S )illustra il disegno di legge in titolo, volto alla modifica dell'articolo 416- ter del codice penale, in materia di voto di scambio politico-mafioso, già approvato dal Senato, che torna nuovamente all'esame della Commissione, in quanto il testo è stato modificato dalla Camera per mezzo dell'approvazione di due distinti emendamenti presentati da esponenti del Gruppo del Movimento 5 Stelle. Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione giustizia della Camera ha ritenuto, anche all'esito delle audizioni svolte, di integrare la disposizione che prevedeva che la promessa di procurare voti dovesse provenire da soggetti la cui appartenenza all'associazione mafiosa - di cui all'articolo 416- bis - fosse nota alla persona che conclude l'accordo elettorale, ciò al fine di scongiurare un eventuale restringimento dell'area della punibilità, per il fatto che la consapevolezza dell'appartenenza all'associazione mafiosa del soggetto promittente i voti, si acquisirebbe soltanto in conseguenza di una sentenza giudiziale. Pertanto, al fine di estendere l'ambito di applicazione della disposizione, l'emendamento approvato in corso di esame in commissione giustizia alla Camera, ha previsto che i voti dovessero essere promessi o procurati in alternativa da soggetti appartenenti ad associazioni mafiose, di cui all'articolo 416- bis del codice penale, ovvero da soggetti che si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, quindi richiamando le modalità illustrate dal terzo comma dell'articolo 416- bis . Inoltre, un ulteriore emendamento approvato nel corso dell'esame in Assemblea, novella il secondo comma dell'articolo 416- ter estendendo l'applicazione della norma anche all'accordo tra il politico ed il mafioso, raggiunto anche a mezzo intermediari. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57, e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 945 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57, e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale (Esame e rinvio) La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo che muove dall'intenzione di novellare la normativa di riferimento in materia di magistratura onoraria. Il quadro normativo vigente prende le mosse dalla legge n. 57 del 2016, che ha delegato il Governo ad un complessivo riordino del ruolo e delle funzioni della magistratura onoraria, dalla quale sono scaturiti un primo decreto legislativo, il n. 92 del 2016, che ha consentito il mantenimento in servizio dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei viceprocuratori onorari che esercitano le funzioni alla data di entrata in vigore del decreto, previo superamento di una procedura di conferma straordinaria, ed un successivo, il decreto legislativo 13 luglio 2017, n.116, che ha proceduto ad una complessiva riforma della magistratura onoraria. Il disegno di legge è formato da 8 articoli. L'articolo 1, aumenta di un giorno, dai 2 attualmente previsti dall'articolo 1, comma 3 del decreto legislativo n. 116 del 2017, l'impegno settimanale dei magistrati onorari nell'ambito dello svolgimento delle attività previste dal citato decreto. L'articolo 2, al comma 1, prevede la riscrittura dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 116 del 2017, in materia di organizzazione dell'ufficio del giudice di pace. Attualmente il coordinamento dell'ufficio spetta al presidente del tribunale mentre il disegno di legge in esame, ripristinando la disciplina previgente alla riforma del 2017, attribuisce i compiti di coordinamento al giudice di pace più anziano. Il comma 2, dell'articolo 2, in conseguenza della modifica apportata dal comma 1, sopprime la previsione di delega, contenuta nella legge 57 del 2016, che prevede il potere di coordinamento del presidente di tribunale nei confronti dei giudici onorari e la normativa prevista all'articolo 5 della suindicata legge che prevede norme in materia di coordinamento dell'ufficio del giudice di pace. L'articolo 3, novella il comma 3 dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 116 del 2017, elevando a 68 anni, rispetto ai 65 previsti a legislazione vigente, l'ambito temporale di cessazione dell'incarico di magistrato onorario. L'articolo 4, interviene sull'articolo 21 del decreto legislativo n. 116 del 2017, aumentando il novero dei provvedimenti disciplinari che possono essere comminati nei confronti dei magistrati onorari; a quelli attualmente previsti a legislazione vigente della decadenza, della dispensa e della revoca, sono aggiunti: l'ammonimento, la censura e la sospensione. Diretta conseguenza di quanto testé annunciato sono le modifiche di coordinamento proposte ai commi 9 e 10 relativi al procedimento da seguire per l'adozione dei provvedimenti disciplinari. L'articolo 5, modifica in più punti l'articolo 23 del decreto legislativo n. 116, relativo alla determinazione delle indennità dei magistrati onorari. Il disegno di legge eleva sia l'indennità fissa da corrispondere ai magistrati onorari che esercitano funzioni giudiziarie - a cui vanno aggiunti gli oneri previdenziali e assistenziali -, sia l'indennità di risultato connessa al raggiungimento degli obiettivi, individuata in una misura percentuale del 30 per cento, del 40 per cento ovvero del 50 per cento dell'indennità fissa a seconda che siano stati conseguiti gli obiettivi, di modesto superamento degli stessi, ovvero di notevole superamento. L'articolo 6, al comma 1, modifica l'articolo 25 del decreto legislativo n. 116, relativo alle tutele sociali dei magistrati onorari. Nello specifico si interviene sul comma 2, relativo alla gravidanza, prevedendo un diritto all'indennità, nella misura dell'ottanta per cento, durante i due mesi precedenti la data del parto e nei tre mesi successivi, ovvero a partire dal mese precedente alla data del parto e ai quattro mesi successivi. Il comma 3, dell'articolo 25, prevede un obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS dei giudici onorari di pace e dei vice procuratori onorari. Viene disposto che il Ministero della giustizia sia tenuto al versamento di una contribuzione rapportata alla base imponibile, per un'aliquota di finanziamento pari a 32 punti percentuali, di cui 8.20 a carico del contribuente. In relazione alla modifica prevista al comma 4, del citato articolo 25, viene estesa anche agli iscritti agli albi forensi, che svolgono le funzioni di giudice onorario di pace o di vice procuratore onorario, l'applicazione delle disposizioni previdenziali testé illustrate. Il comma 2, dell'articolo 6, dispone l'abrogazione dell'articolo 26, il quale apporta modifiche al TUIR al fine di qualificare le indennità corrisposte ai magistrati onorari come reddito assimilato a quello da lavoro autonomo. L'articolo 7, reca disposizioni relative ai magistrati onorari in servizio. La presente disposizione interviene sull'articolo 29 del decreto legislativo n. 116 del 2017, elevando il limite massimo di età per l'esercizio delle funzioni di magistrato onorario a 72 anni. Inoltre, si prevede l'abrogazione dei commi da 9 a 11, i quali disciplinano norme relative ai magistrati onorari al quarto mandato. In ultimo, viene modificato l'articolo 31, inerente le indennità spettanti ai magistrati onorari in servizio, aumentandone in maniera considerevole l'importo. Infine, l'articolo 8, interviene sul comma 3 dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 116 del 2017 prevedendo, su richiesta degli enti locali, la riapertura di quegli uffici del giudice di pace soppressi dal decreto legislativo n. 156 del 2012 (c.d. riforma della geografia giudiziaria). Viene specificato che saranno totalmente a carico degli enti locali le spese di funzionamento e di erogazione del servizio, unitamente ai costi del personale amministrativo. Interviene il sottosegretario MORRONE facendo presente come sul tema della riforma della magistratura onoraria sia in corso da mesi il confronto presso un tavolo tecnico governativo delle associazioni sindacali con cui si è giunti alla predisposizione di un testo condiviso che verrà presentato da qui ad un mese. Interviene il senatore CALIENDO ( FI-BP ) chiedendo che vengano coinvolte le opposizioni ed i membri della Commissione tutta in merito allo svolgimento della iniziativa governativa. Il rappresentante del GOVERNO si esprime favorevolmente alla proposta, ritenendo che la più ampia partecipazione all'istruttoria sulla proposta di legge sia da salutare con favore. Il PRESIDENTE , preso atto di tale sopravvenienza, a norma dell'articolo 51 del Regolamento, sospende l'esame del disegno di legge in oggetto per consentire al Governo di presentare il testo oggetto della propria iniziativa. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 1076 - Introduzione reato diffusione video privati DDL 1076 Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale in materia di pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale DDL 1134 Introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale (Seguito della discussione del disegno di legge n. 1076, congiunzione con la discussione del disegno di legge n. 1134 e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 14 marzo. Il presidente relatore OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge n. 1134, di iniziativa del senatore Aimi ed altri, che similmente all'Atto Senato n. 1076, propone di contrastare l'attualissimo fenomeno del revenge porn . Nel merito il disegno di legge si compone di un solo articolo, il quale introduce, nel codice penale, all'articolo 612- ter , il reato di diffusione illecita di immagini di carattere sessuale. Più nel dettaglio il primo comma dell'articolo 612- ter del codice penale punisce con la reclusione da uno a quattro anni e la multa non inferiore a 5.000 euro chiunque distribuisce, divulga, diffonde, pubblicizza, offre o cede, anche a titolo gratuito, con qualsiasi mezzo, senza l'espresso consenso della persona o delle persone interessate, immagini o filmati contenenti rappresentazioni di carattere sessuale, realizzati, acquisiti o trasmessi sotto la ragionevole aspettativa della riservatezza. Il secondo comma reca prevede una serie di aggravanti, al ricorrere delle quali la pena prevista è della reclusione da due a sei anni. Dettagliatamente il reato è aggravato se: la diffusione avviene attraverso la rete internet o mediante l'utilizzo di tecnologia digitale, messaggistica istantanea e multipiattaforme digitali o comunque con mezzi idonei a ottenere una massiccia diffusione delle immagini e dei filmati di cui al primo comma; il fatto è commesso dal coniuge o dall' ex coniuge, dal convivente o dall' ex convivente o da persona che è o è stata legata alla persona offesa da relazione sentimentale; l'acquisizione delle immagini o dei filmati diffusi è stata realizzata all'insaputa della vittima; dalle rappresentazioni fotostatiche o audiovisive diffuse emergono elementi idonei ad identificare il soggetto ritratto, ovvero se alla diffusione si accompagnano informazioni ad esso relative; la condotta è perpetrata al fine di cagionare alla vittima un danno di qualsivoglia natura, ivi compresa la sola umiliazione o la vessazione morale; la diffusione del materiale di carattere sessuale cagiona nella persona offesa un grave e perdurante stato d'ansia, ovvero un fondato timore per la propria incolumità o la modifica delle proprie abitudini di vita. Infine il terzo comma prevede che il delitto sia punito a querela della persona offesa, il cui termine per la proposizione è di sei mesi. Nelle ipotesi delle circostanze aggravanti, la remissione della querela può essere soltanto processuale. Il PRESIDENTE propone la congiunzione della discussione del disegno di legge n. 1134 testé illustrato con il seguito della discussione del disegno di legge n. 1076, recando entrambi i disegni di legge disposizioni in materia di introduzione del reato per la diffusione dei video privati. La Commissione conviene. Nessun altro chiedendo di intervenire il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA DDL N. 189 - Disturbi del comportamento alimentare DDL 189 Introduzione dell'articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare (Parere alla 12 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame del testo e dei relativi emendamenti. Parere non ostativo con condizioni e osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 12 marzo. Il PRESIDENTE ricorda che lo scorso 12 marzo era stato illustrato uno schema di parere. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) presenta un nuovo schema di parere (pubblicato in allegato). Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) manifestando alcune perplessità sulla formulazione dell'articolato che a suo dire sarebbe poco rispettoso del principio di tassatività e sufficiente determinatezza della norma incriminatrice nella parte in cui fa riferimento genericamente alla nozione di "restrizione alimentare". Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) interviene facendo presente la necessità che la legge determini i termini di durata del TSO. Il relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) esprime condivisione per entrambe le osservazioni facendole proprie in una versione ulteriore dello schema di parere (pubblicato in allegato). Nessun altro chiedendo di intervenire, verificata la presenza del numero legale, la nuova proposta di parere è messa ai voti, ed è approvata. La seduta termina alle ore 15,10. Allegato NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere non ostativo con le seguenti condizioni: - all'articolo 2 che introduce nel codice penale l'articolo 580- bis (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provare l'anoressia o la bulimia) , al primo comma, occorre eliminare il ricorso congiunto alla sanzione penale e alla sanzione amministrativa dal momento che si rappresenta il rischio che tale sanzione amministrativa possa essere considerata, alla luce dei criteri della giurisprudenza CEDU, sostanzialmente penale con il conseguente rischio di violazione del ne bis in idem. Va al riguardo richiamato il concorrente principio affermato da ultimo dalla giurisprudenza della suprema corte della cassazione a seguito delle sentenze della Corte EDU 4 marzo 2014, Grande Stevens c. Italia e 8 giugno 1976, Engel c. Paesi Bassi, nel caso di procedimento penale avente ad oggetto il medesimo fatto per il quale sia stata già irrogata una sanzione amministrativa di natura "sostanzialmente penale" secondo l'interpretazione dell'art. 4 Protocollo n. 7 CEDU adottata dalla Corte EDU. - all'articolo 2, secondo comma, occorre eliminare la concorrenza tra sanzione penale e amministrativa. - occorre sopprimere l'ultimo comma dell'articolo 2 per la violazione dell'articolo 13 della Costituzione nella parte in cui non si provvede a determinare modi e limiti della limitazione della libertà personale connessa al trattamento obbligatorio. In materia è necessario tener presente quanto affermato dalla corte costituzionale nelle sentenzen. 307 del 1990 e n. 438 del 2008. Si esprime altresì la seguente osservazione: - all'articolo 2, secondo comma, occorre modificare l'espressione "persona in minorata difesa"; si suggerisce pertanto di riformulare il testo predisponendo una circostanza aggravante per chi ha commesso il fatto nei confronti di un minore di anni 14 o nei confronti di una persona in stato di infermità o deficienza psichica; Relativamente agli emendamenti esprime parere non ostativo osservando quanto segue: - all'emendamento 2.01, occorre eliminare il cumulo tra sanzione penale e sanzione amministrativa; - all'emendamento 2.1, occorre eliminare il cumulo tra la sanzione penale e la sanzione amministrativa. Si fa altresì presente come la previsione secondo cui la pena detentiva può essere commutata nell'obbligo di effettuare sedute con uno specialista per aiutarlo a comprendere i danni che questo comportamento può arrecare alle altre persone e a sé stesso e motivarlo a sottoporsi a un percorso di cura darebbe luogo ad un trattamento sanitario obbligatorio indeterminato, nei modi e nei tempi di attuazione e pertanto violativo della riserva di legge di cui all'articolo 32 comma 2 della Costituzione inoltre, la commutazione è tecnicamente impropria; - all'emendamento 2.5 occorre modificare il riferimento alla minorata difesa; - agli emendamenti 2.6 e 2.7 si segnala come non sia possibile tecnicamente parlare di una commutazione della sanzione detentiva, pertanto sarebbe più corretto precisare che non si applica alcuna sanzione detentiva e tuttavia vi è l'obbligo di segnalazione da parte dell'autorità giudiziaria agli organismi sanitari competenti, quali i Centri di riferimento per la cura dei DCA o in assenza, ai Dipartimenti di Salute Mentale o Servizi per le Tossicodipendenze, che dovranno avviare la presa in carico del reo e attuare tutte le procedure diagnostico-terapeutiche del caso; - all'emendamento 4.0.1 si segnalano i profili di dubbiacompatibilità costituzionale della previsione di un ricovero ospedaliero forzato nei confronti del paziente che rifiuti l'alimentazione ed il trattamento. Tale previsione normativa sembra porsi in contrasto con gli approdi ultimi della giurisprudenza, che sebbene per profili diversi, ha affermato l'esistenza del diritto a rifiutare le cure e di conseguenza l'estrema eccezionalità del trattamento sanitario obbligatorio; - all'emendamento 6.1 si segnala che il comma 1 è in parte ultroneo, poiché prescrive che le agenzie, le società o le federazioni di moda, pubblicitarie, di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica non possono avvalersi di modelle, ballerine, ginnaste che non presentano certificato medico, mentre le società sportive sono già obbligate per legge a richiedere certificato medico di idoneità all'attività sportiva agonistica o non agonistica; quanto al comma 2 si segnala che le società di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica affiliate a federazioni sportive nazionali godono di autonomia organizzativa e normativa, che deve quindi essere salvaguardata da un eventuale intervento invasivo da parte della normativa statale. Non si ritiene pertanto opportuno adottare normative sui requisiti degli atleti che invaderebbero l'autonomia di tale ambito. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 189 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere non ostativo con le seguenti condizioni: - all'articolo 2 che introduce nel codice penale l'articolo 580- bis (Istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provare l'anoressia o la bulimia) , al primo comma, occorre eliminare il ricorso congiunto alla sanzione penale e alla sanzione amministrativa dal momento che si rappresenta il rischio che tale sanzione amministrativa possa essere considerata, alla luce dei criteri della giurisprudenza CEDU, sostanzialmente penale con il conseguente rischio di violazione del ne bis in idem. Va al riguardo richiamato il concorrente principio affermato da ultimo dalla giurisprudenza della suprema corte della cassazione a seguito delle sentenze della Corte EDU 4 marzo 2014, Grande Stevens c. Italia e 8 giugno 1976, Engel c. Paesi Bassi, nel caso di procedimento penale avente ad oggetto il medesimo fatto per il quale sia stata già irrogata una sanzione amministrativa di natura "sostanzialmente penale" secondo l'interpretazione dell'art. 4 Protocollo n. 7 CEDU adottata dalla Corte EDU. - all'articolo 2, secondo comma, occorre eliminare la concorrenza tra sanzione penale e amministrativa. Si esprimono altresì le seguenti osservazioni: - occorre specificare l'ultimo comma dell'articolo 2 nella parte in cui non si provvede a determinare modi e limiti della limitazione della libertà personale connessa al trattamento obbligatorio. In materia è necessario tener presente quanto affermato dalla corte costituzionale nelle sentenzen. 307 del 1990 e n. 438 del 2008; - occorre specificare la descrizione della fattispecie incriminatrice di cui all'articolo 2 rendendola tassativa e determinabile; - all'articolo 2, secondo comma, occorre modificare l'espressione "persona in minorata difesa"; si suggerisce pertanto di riformulare il testo predisponendo una circostanza aggravante per chi ha commesso il fatto nei confronti di un minore di anni 14 o nei confronti di una persona in stato di infermità o deficienza psichica. Relativamente agli emendamenti esprime parere non ostativo osservando quanto segue: - all'emendamento 2.01, occorre eliminare il cumulo tra sanzione penale e sanzione amministrativa; - all'emendamento 2.1, occorre eliminare il cumulo tra la sanzione penale e la sanzione amministrativa. Si fa altresì presente come la previsione secondo cui la pena detentiva può essere commutata nell'obbligo di effettuare sedute con uno specialista per aiutarlo a comprendere i danni che questo comportamento può arrecare alle altre persone e a sé stesso e motivarlo a sottoporsi a un percorso di cura darebbe luogo ad un trattamento sanitario obbligatorio indeterminato, nei modi e nei tempi di attuazione e pertanto violativo della riserva di legge di cui all'articolo 32 comma 2 della Costituzione inoltre, la commutazione è tecnicamente impropria; - all'emendamento 2.5 occorre modificare il riferimento alla minorata difesa; - agli emendamenti 2.6 e 2.7 si segnala come non sia possibile tecnicamente parlare di una commutazione della sanzione detentiva, pertanto sarebbe più corretto precisare che non si applica alcuna sanzione detentiva e tuttavia vi è l'obbligo di segnalazione da parte dell'autorità giudiziaria agli organismi sanitari competenti, quali i Centri di riferimento per la cura dei DCA o in assenza, ai Dipartimenti di Salute Mentale o Servizi per le Tossicodipendenze, che dovranno avviare la presa in carico del reo e attuare tutte le procedure diagnostico-terapeutiche del caso; - all'emendamento 4.0.1 si segnalano i profili di dubbiacompatibilità costituzionale della previsione di un ricovero ospedaliero forzato nei confronti del paziente che rifiuti l'alimentazione ed il trattamento. Tale previsione normativa sembra porsi in contrasto con gli approdi ultimi della giurisprudenza, che sebbene per profili diversi, ha affermato l'esistenza del diritto a rifiutare le cure e di conseguenza l'estrema eccezionalità del trattamento sanitario obbligatorio; - all'emendamento 6.1 si segnala che il comma 1 è in parte ultroneo, poiché prescrive che le agenzie, le società o le federazioni di moda, pubblicitarie, di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica non possono avvalersi di modelle, ballerine, ginnaste che non presentano certificato medico, mentre le società sportive sono già obbligate per legge a richiedere certificato medico di idoneità all'attività sportiva agonistica o non agonistica; quanto al comma 2 si segnala che le società di danza, di atletica, di ginnastica ritmica, artistica affiliate a federazioni sportive nazionali godono di autonomia organizzativa e normativa, che deve quindi essere salvaguardata da un eventuale intervento invasivo da parte della normativa statale. Non si ritiene pertanto opportuno adottare normative sui requisiti degli atleti che invaderebbero l'autonomia di tale ambito.