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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE 2ª(Giustizia) 14 PARRINI La seduta inizia alle ore 14,20. IN SEDE REFERENTE 2040 (d-l 130/2020 - Immigrazione e sicurezza) DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. Riprende la discussione generale. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene che il provvedimento abbia più che altro un significato politico simbolico, in quanto il Partito democratico, fin dall'approvazione dei cosiddetti decreti sicurezza, aveva proclamato che, una volta al Governo, li avrebbe immediatamente modificati. Sottolinea, inoltre, che il Movimento 5 Stelle dovrà invece motivare ai propri elettori il proprio radicale mutamento di indirizzo, considerato che aveva sostenuto e votato il decreto-legge n. 53 del 2019, di cui adesso si propone la modifica, sebbene quel provvedimento abbia raggiunto i risultati attesi e cioè il contenimento degli sbarchi clandestini. Il provvedimento all'esame, invece, rende insignificanti le sanzioni per le organizzazioni non governative impegnate nel trasporto di immigrati nel mar Mediterraneo, riduce in modo rilevante il potere del Ministro dell'interno di limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nelle acque territoriali e introduce la possibilità di bloccare sostanzialmente in modo indeterminato il provvedimento di espulsione dell'immigrato irregolare. Se da un lato conviene sull' esigenza di rispettare gli accordi internazionali per la tutela dei diritti umani e sulle misure di protezione di carattere umanitario, dall'altro ritiene non si possa sottacere che molti immigrati approdano sulle coste italiane nella prospettiva di sfuggire facilmente ai controlli e compiere così attività criminali. Del resto, addirittura un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari, che aggravano anche il problema del sovraffollamento delle carceri e contribuiscono ad aumentare la sensazione di insicurezza dei cittadini italiani. Rileva che la vera urgenza attualmente consiste nel prevedere adeguati sostegni economici per famiglie, imprese e lavoratori autonomi. Si è preteso invece di modificare una normativa che stava producendo effetti positivi, ampliando l'ambito di intervento ben oltre i rilievi proposti dal Presidente della Repubblica. Con queste misure, tuttavia, il contrasto all'immigrazione clandestina continua a gravare solo sui Paesi frontalieri, senza che l'Unione europea sia in grado di offrire un adeguato sostegno. Sottolinea i gravi rischi che i flussi migratori possono causare sia per la tenuta dell'ordine pubblico, sia per il mantenimento di adeguate condizioni igienico-sanitarie, soprattutto in questa fase di recrudescenza della pandemia. Peraltro, senza adeguati correttivi, i costi dell'accoglienza finiscono per essere sostenuti solo dagli enti locali, costretti a ridurre i servizi essenziali per reperire le necessarie risorse economiche. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ), condividendo gli interventi dei colleghi che lo hanno preceduto, denuncia la mancanza dei presupposti di necessità ed urgenza in capo al decreto-legge citando, a sostegno delle sue tesi, significative pronunce della Corte Costituzionale in merito alla violazione dei presupposti dell'articolo 77 della Costituzione; denuncia poi la mortificazione delle prerogative parlamentari per il costante ricorso alla questione di fiducia. Dà conto della presentazione, da parte del suo Gruppo, di una questione pregiudiziale di costituzionalità in merito alla modifica, ad opera dell'articolo 7 del decreto, che incide sull'articolo 131- bis del codice penale. Denuncia errori tecnici nella previsione del decreto che interviene sull'articolo 391- ter del codice penale. Evidenzia l'incoerenza del partito di maggioranza relativa che nel primo governo Conte ha approvato i decreti di cui oggi chiede la trasformazione. Denuncia nella disciplina del decreto in conversione, il vizio di illogicità manifesta rispetto alla disciplina della successione di leggi a carattere sanzionatorio. Riprendendo l'odierna intervista del professor Flick sul tema della schizofrenia della legislazione, sostiene che questo scambio continuo di indirizzi su questioni delicate quali quelle dell' immigrazione favorisca le disfunzioni del sistema e disorienti il cittadino in merito alla comprensione delle norme, incidendo sulla intellegibilità dei precetti legislativi. Ritornando sul tema del funzionamento del sistema giustizia, citando la riforma della prescrizione, lesiva, a suo dire, del diritto alla difesa come riconosciuto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla Corte Costituzionale, denuncia ancora l'arretratezza delle politiche e criminali penitenziarie proprio in una fase in cui bisognerebbe essere più pronti a recepire gli spunti del Recovery Fund ; chiude il suo intervento ribadendo dubbi di costituzionalità sul provvedimento e si esprime favorevolmente sull'ammissibilità della questione di pregiudizialità costituzionale. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) richiama l'intervento del collega Caliendo circa la necessità di limitare gli interventi sul primo decreto sicurezza esclusivamente ai rilievi espressi dal Presidente della Repubblica in sede di promulgazione della legge di conversione del decreto-legge n. 53 del 2019. Denuncia i problemi di gestione del contenzioso civile e l'enorme arretrato di procedimenti presso la Corte di Cassazione dovuto al contenzioso relativo alla materia della protezione internazionale. Cita alcuni dati a dimostrazione dell'aumento esponenziale di tale contenzioso, provocato negli ultimi anni dalla irragionevolezza della disciplina del diritto dell'immigrazione, aggravati dal ricorso al rito collegiale invece che monocratico. Ricorda il contributo del gruppo Forza Italia attraverso la presentazione, in sede di esame del decreto presso la Camera dei deputati, di emendamenti finalizzati a migliorare i profili processuali e tuttavia puntualmente respinti. Invita ad avere una visione generale sull'efficienza della giustizia, che viene pregiudicata tutte le volte in cui si sposano atteggiamenti di chiusura da parte della maggioranza rispetto a proposte migliorative del sistema processuale. Evidenzia come tale decreto finirebbe con l'aggravare i problemi connessi al ricorso all'istituto del gratuito patrocinio, che comporta un esborso notevole per l'erario nazionale e di cui fruiscono sistematicamente gli stranieri extracomunitari. Chiude l'intervento manifestando la propria soddisfazione per il coinvolgimento della Commissione giustizia nella trattazione di questioni che la riguardano ratione materiae, auspicando che questa prassi possa ripetersi anche in futuro. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,55.