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Articolo 32 Regolamento interno delle conferenze ed altre riunioni 340 Il regolamento interno è applicabile senza preclusioni alle disposizioni relative alla procedura di emendamento contenute nell'articolo 55 della Costituzione e nell'articolo 42 della presente Convenzione. 1. Ordine dei posti 341 Alle sedute della conferenza, le delegazioni sono disposte secondo l'ordine alfabetico dei nomi in francese dei Membri rappresentati. 2. Inaugurazione della conferenza 342 1. (1) La seduta inaugurale della conferenza è preceduta da una riunione dei capi delegazione durante la quale è stabilito l'ordine del giorno della prima seduta plenaria e sono presentate proposte concernenti l'organizzazione e la designazione dei presidenti e vice-presidenti della conferenza e delle sue commissioni, secondo un principio di rotazione, di ripartizione geografica, ed in base alla competenza necessaria secondo le disposizioni del numero 346 qui di seguito. 343 (2) Il presidente della riunione dei capi delegazione è designato in conformità con le disposizioni dei numeri 344 e 345 qui di seguito. 344 2. (1) La conferenza è inaugurata da una personalità designata dal governo che invita. 345 (2) Qualora non vi sia un governo invitante, essa è inaugurata dal capo delegazione più anziano. 346 3. (1) Nella prima seduta plenaria, si procede all'elezione del presidente che è in generale una personalità designata dal governo invitante. 347 (2) Qualora non vi sia un governo invitante, il presidente è selezionato in considerazione della proposta formulata dai capi delegazione durante la riunione di cui al numero 342 sopra. 348 4. La prima seduta plenaria procede inoltre: 349 a) all'elezione dei vice-presidenti della conferenza; 350 b) alla costituzione delle commissioni della conferenza ed all'elezione dei rispettivi presidenti e vice-presidenti; 351 c) alla designazione del Segretariato della Conferenza, secondo il numero 97 della presente Convenzione; il segretariato può essere rafforzato, se del caso, con del personale fornito dall'amministrazione del Governo invitante. 3. Prerogative del presidente della Conferenza 352 1. Oltre all'esercizio di tutte le altre prerogative che gli vengono conferite nel presente regolamento, il presidente pronuncia l'apertura e la chiusura di ciascuna seduta plenaria, dirige i dibattiti, vigila sull'applicazione del regolamento interno, dà la parola, mette le questioni ai voti e proclama le decisioni adottate. 353 2. Il presidente della Conferenza ha la direzione generale dei lavori della conferenza e vigila sul mantenimento dell'ordine durante le sedute plenarie. Delibera sulle proposte e le mozioni d'ordine, ed ha in particolare potere di proporre l'aggiornamento o la chiusura del dibattito, di togliere o di sospendere una seduta. Può anche decidere di rinviare la convocazione di una seduta plenaria, se lo ritiene necessario. 354 3. Il presidente della Conferenza protegge il diritto di tutte le delegazioni di esprimere liberamente e pienamente il loro parere sull'argomento in discussione. 355 4. Il presidente della Conferenza vigila affinchè i dibattiti siano limitati all'argomento in discussione e può interrompere ogni oratore che si discosti dal tema trattato, per ricordargli la necessità di attenersi all'argomento. 4. Costituzione delle commissioni 356 1. La seduta plenaria può costituire commissioni per esaminare gli argomenti sottoposti alle deliberazioni della conferenza. Queste commissioni possono costituire sotto-commissioni. Le commissioni e le sotto-commissioni possono anche costituire gruppi di lavoro. 357 2. Sono costituiti, se necessario, sotto-commissioni e gruppi di lavoro. 358 3. Con riserva delle disposizioni previste ai numeri 356 e 357 di cui sopra, saranno costituite le seguenti commissioni: 4.1. Commissione di direzione: 359 a) Questa Commissione è di regola composta dal presidente della conferenza o della riunione, che la presiede, dai vice-presidenti della conferenza e dai presidenti e vice-presidenti delle commissioni; 360 b) La commissione di direzione coordina tutte le attività attinenti ad un corretto svolgimento dei lavoro e stabilisce l'ordine ed il numero delle sedute, evitando, se possibile, ogni simultaneità, data la composizione ristretta di alcune delegazioni. 4.2. Commissione delle credenziali 361 La Conferenza di plenipotenziari, la conferenza delle radiocomunicazioni o la conferenza mondiale delle telecomunicazioni internazionali, nomina una Commissione per le credenziali incaricata di verificare le credenziali delle delegazioni alle sue conferenze. Detta commissione presenta le sue conclusioni in seduta plenaria, entro le scadenze stabilite da quest'ultima. 4.3 Commissione di redazione 362 a) I testi elaborati, per quanto possibile nella loro forma definitiva dalle varie commissioni, tenendo conto dei pareri formulati, sono presentati alla commissione di redazione, la quale è incaricata di perfezionarne la forma senza alterarne il significato e se del caso di riunirli con i testi precedenti non emendati. 363 b) Questi testi sono sottoposti dalla commissione di redazione alla seduta plenaria, la quale li approva o li rinvia, ai fini di un nuovo esame, alla commissione competente. 4.4. Commissione di controllo del bilancio 364 a) All'apertura di ogni conferenza, la seduta plenaria nomina una commissione di controllo del bilancio incaricata di valutare l'organizzazione ed i mezzi di azione messi a disposizione dei delegati, di esaminare e di approvare i conti delle spese sostenute per tutta la durata della conferenza. Questa commissione include, oltre ai membri delle delegazioni che desiderano parteciparvi, un rappresentante del Segretario generale e del Direttore dell'ufficio interessato, e se vi è un governo invitante, un rappresentante di quest'ultimo. 365 b) Prima dell'esaurimento del bilancio approvato dal Consiglio per la conferenza, la commissione di controllo presenta alla seduta plenaria, in collaborazione con il segretariato della conferenza, in rendiconto provvisorio delle spese. La seduta plenaria ne tiene conto, al fine di decidere se i progressi compiuti giustificano un prolungamento della conferenza oltre la data alla quale si provvede l'esaurimento del bilancio approvato. 366 c) Alla fine di ciascun conferenza, la commissione di controllo del bilancio presenta alla seduta plenaria un rapporto che indica il più esattamente possibile, l'importo previsto delle spese della conferenza, nonché quelle che possono eventualmente essere comportate dall'attuazione delle decisioni adottate da tale conferenza. 367 d) Dopo aver esaminato ed approvato tale rapporto, la seduta plenaria lo trasmette al Segretario generale con le sue osservazioni, affinchè lo presenti al Consiglio nella sua prossima sessione ordinaria. 5. Composizione delle commissioni 5.1 Conferenza di plenipotenziari 368 Le commissioni sono composte da delegati dei Membri e degli osservatori previsti al numero 269 della presente Convenzione, che ne hanno fatto richiesta o che sono stati designati dalla seduta plenaria. 5.2 Conferenze delle radiocomunicazioni e conferenze mondiali delle telecomunicazioni internazionali 369 Le commissioni sono composte dai delegati dei Membri, dagli osservatori e dei rappresentanti di cui ai numeri 278, 279 e 280 della presente Convenzione che ne hanno fatto richiesta o che sono stati designati dalla seduta plenaria. 5.3 Assemblee delle radiocomunicazioni, conferenze di normalizzazione delle telecomunicazioni e conferenze di sviluppo delle telecomunicazioni. 370 Oltre ai delegati dei Membri ed agli osservatori di cui ai numeri 259 a 262 della presente Convenzione, i rappresentanti di ogni ente o organizzazione che figurano nella lista appropriata di cui al numero 237 della presente Convenzione, possono partecipare alle assemblee delle radiocomunicazioni ed alle commissioni delle conferenze di normalizzazione delle telecomunicazioni e delle conferenze di sviluppo delle telecomunicazioni. 6. Presidenti e vice-presidenti delle sotto-commissioni 371 Il presidente di ciascuna commissione propone a quest'ultima la scelta dei presidenti e dei vice-presidenti delle sotto-commissioni da essa costituite. 7. Convocazione alle sedute 372 Le sedute plenarie e quelle delle commissioni, sotto-commissioni e gruppi di lavoro sono annunciate, sufficientemente in anticipo, sul luogo di riunione della conferenza. 8. Proposte presentate prima dell'inizio della conferenza 373 Le proposte presentate prima dell'inizio della conferenza sono suddivise dalla seduta plenaria tra le commissioni competenti costituite in conformità con le disposizioni della sezione 4 del presente Regolamento interno. Tuttavia, la seduta plenaria può trattare direttamente qualunque proposta. 9. Proposte o emendamenti presentati durante la conferenza 374 1. Le proposte o emendamenti presentati dopo l'inizio della Conferenza sono consegnate al presidente della conferenza, al presidente della commissione competente o al segretariato della conferenza a fini di pubblicazione e di distribuzione come documento di conferenza. 375 2. Nessuna proposta o emendamento scritto può essere presentato se non è firmato dal Capo della delegazione interessata o dal suo sostituito. 376 3. Il presidente della conferenza, di una commissione, di una sotto-commissione o di un gruppo di lavoro può presentare in ogni tempo proposte miranti ad accelerare il corso del dibattito. 377 4. Ogni proposta o emendamento deve contenere in termini concreti e precisi il testo da esaminare. 378 5. (1) Il presidente della conferenza o il presidente della commissione, della sotto-commissione o del gruppo di lavoro competente decide, per ciascun caso, se una proposta o un emendamento presentato durante la seduta, deve essere oggetto di una comunicazione verbale o se deve essere depositato a fini di pubblicazione e di distribuzione alle condizioni previste al numero 374 precedente. 379 (2) In generale, il testo di ogni proposta importante che deve essere oggetto di una votazione, deve essere tempestivamente distribuito nelle lingue di lavoro della conferenza, in modo da poter essere esaminato prima della discussione. 380 (3) Inoltre, il presidente della Conferenza, che riceve le proposte o emendamenti di cui al numero 374 precedente, li trasmette, a seconda dei casi, alle commissioni competenti o alla seduta plenaria. 381 6. Ogni persona autorizzata può leggere o domandare che sia letta in seduta plenaria ogni proposta o emendamento da essa presentato durante la conferenza e può esporne i motivi. 10. Condizioni richieste per ogni esame, decisione o voto concernente una proposta o un emendamento 382 1. Nessuna proposta o emendamento può essere introdotta nel dibattito se non è appoggiata, al momento del suo esame, da almeno un'altra delegazione. 383 2. Ogni proposta o ogni emendamento debitamente appoggiato deve essere presentato per esame e poi per decisione, se del caso a seguito di una votazione. 11. Proposte o emendamenti omessi o rinviati 348 Se una proposta o un emendamento è stato omesso o se il suo esame è stato differito, spetta alla delegazione che ha patrocinato tale proposta o emendamento, di accertare che si proceda in seguito al suo esame. 12. Svolgimento dei dibattiti in seduta plenaria 12.1 Quorum 385 Affinchè una votazione effettuata durante una seduta plenaria sia valida, devono essere presenti o rappresentate alla seduta oltre la metà delle delegazioni accreditate alla conferenza ed aventi diritto di voto. 12.2 Ordine della discussione 386 (1) Le persone che desiderano prendere la parola possono farlo solo dopo aver ottenuto il consenso del presidente. In linea di massima, esse debbono innanzitutto indicare a che titolo esse parlano. 12.3 Mozioni e punti d'ordine 387 (2) Ogni persona che ha la parola deve esprimersi lentamente e distintamente, separando accuratamente le parole ed scadendo i tempi di pausa necessari affinchè tutti possano comprendere bene il suo pensiero. 388 (1) Durante il dibattito, una delegazione nel momento che ritiene opportuno può presentare una mozione d'ordine o sollevare un punto d'ordine, che daranno immediatamente luogo ad una decisione, adottata dal presidente in conformità con il presente Regolamento interno. Ogni delegazione può appellarsi contro la decisione del presidente ma quest'ultima rimane valida nella sua integralità se la maggioranza delle delegazioni presenti e votanti non vi si oppone. 389 (2) La delegazione che presenta una mozione d'ordine non può, nel suo intervento, trattare nel merito la questione dibattuta. 12.4 Ordine di priorità delle mozioni e punti d'ordine 390 L'ordine di priorità da assegnare alle mozioni ed ai punti d'ordine di cui al numero 388 precedente è il seguente: 391 a) ogni punto d'ordine relativo all'applicazione del presente regolamento interno, comprese le procedure di voto; 392 b) sospensione della seduta; 393 c) scioglimento della seduta; 394 d) rinvio del dibattito sull'argomento in discussione 395 e) chiusura del dibattito sull'argomento in discussione 396 f) ogni altra mozione o punto d'ordine che potrebbe essere presentato e la cui priorità relativa è stabilita dal presidente. 12.5 Mozione di sospensione o di scioglimento della seduta. 397 Durante la discussione di ogni argomento, una delegazione può proporre di sospendere o di togliere la seduta, indicando i motivi della sua proposta. Se tale proposta è appoggiata, la parola viene data a due oratori che si esprimono contro la mozione ed unicamente su questo argomento, dopodiché la mozione è messa ai voti. 12.6 Mozione di rinvio del dibattito 398 Durante la discussione di ogni argomento, una delegazione può proporre il rinvio del dibattito per un periodo determinato. Nel caso in cui la mozione sia oggetto di una discussione, vi possono prendere parte solo tre oratori oltre all'autore della mozione, uno a favore della mozione e due contro, dopodiché la mozione è messa ai voti. 12.7 Mozione di chiusura del dibattito 399 In qualunque momento, una delegazione può proporre che il dibattito sull'argomento dibattuto sia dichiarato chiuso. In tal caso, la parola sarà concessa solo a due oratori sfavorevoli alla chiusura, dopodiché tale mozione sarà messa ai voti. Se la mozione è adottata, il presidente chiede immediatamente che si voti sull'argomento che è oggetto del dibattito. 12.8 Limitazione degli interventi 400 (1) La seduta plenaria può se del caso limitare la durata ed il numero degli interventi di una stessa delegazione su un determinato argomento. 401 (2) Per quanto riguarda la procedura, il presidente limita la durata di ciascun intervento a cinque minuti al massimo. 402 (3) Quando un oratore supera il tempo di parola che gli è stato concesso, il presidente ne informa l'assemblea e chiede all'oratore di concludere rapidamente il suo intervento. 12.9 Chiusura della lista degli oratori 403 (1) Durante un dibattito, il presidente può dare lettura della lista degli oratori iscritti; egli vi aggiunge il nome delle delegazioni che manifestano il desiderio di prendere la parola e, con il consenso dell'assemblea può dichiarare che la lista è chiusa. Tuttavia, se lo ritiene opportuno, il presidente può concedere a titolo eccezionale il diritto di rispondere ad ogni intervento precedente, anche dopo la chiusura della lista. 404 (2) Quando la lista degli oratori è esaurita, il presidente pronuncia la chiusura del dibattito sull'argomento in discussione. 12.10 Questioni di competenza 405 Le questioni di competenza che possono sorgere devono essere risolte prima che si voti nel merito dell'argomento in discussione. 12.11 Ritiro e nuova presentazione di una mozione 406 L'autore di una mozione può ritirarla prima che essa sia messa ai voti. Ogni mozione, emendata o non, che sia in tal modo ritirata, può essere ripresentata oppure ripresa sia dalla delegazione autrice dell'emendamento, sia da ogni altra delegazione. 13. Diritto di voto 407 1. In tutte le sedute della conferenza, la delegazione di un Membro dell'Unione debitamente accreditata da quest'ultimo a partecipare alla conferenza, ha diritto ad un voto in conformità con l'articolo 3 della Costituzione. 408 2. La delegazione di un Membro dell'Unione esercita il suo diritto di voto alle condizioni specificate all'articolo 31 della presente Convenzione. 409 3. Se un Membro dell'Unione non è rappresentato da un'amministrazione ad un'assemblea delle radiocomunicazioni, ad una conferenza mondiale di normalizzazione delle telecomunicazioni o ad una conferenza di sviluppo delle telecomunicazioni, i rappresentanti dei gestori riconosciuti del Membro interessato hanno insieme diritto ad un solo voto, a prescindere dal loro numero, con riserva delle disposizioni del numero 239 della presente Convenzione. Le disposizioni dei numeri 335 a 338 della presente Convenzione relative alle procure si applicano alle succitate conferenze. 14. Votazione 14.1 Definizione di maggioranza 410 (1) La maggioranza è costituita da oltre la metà delle delegazioni presenti e votanti. 411 (2) Le astensioni non sono prese in considerazione nel calcolo dei voti necessari per rappresentare la maggioranza 412 (3) In caso di parità di voti, la proposta o l'emendamento è considerato respinto. 413 (4) Ai fini del presente regolamento si considera come "delegazione presente e votante" ogni delegazione che si pronuncia a favore o a sfavore di una proposta. 14.2 Non partecipazione al voto 414 Le delegazioni presenti che non partecipano ad un determinato voto o che dichiarano espressamente di non volervi partecipare, non sono considerate assenti dal punto di vista della determinazione del quorum ai sensi del numero 385 della presente Convenzione, né astenute dal punto di vista dell'applicazione delle disposizioni del numero 416 qui di seguito. 14.3 Maggioranza speciale 415 Per quanto riguarda l'ammissione di nuovi Membri dell'Unione la maggioranza richiesta è stabilita all'articolo 2 della Costituzione. 14.4 Oltre il cinquanta per cento di astensioni 416 Quando il numero delle astensioni supera la metà del numero dei voti espressi (a favore, a sfavore, astensioni) l'esame dell'argomento in discussione è rinviato ad una seduta successiva durante la quale non si terrà più conto delle astensioni. 14.5 Procedure di voto 417 (1) Le procedure di voto sono le seguenti: 418 a) a mano alzata, come regola generale, a meno che non sia richiesta una votazione per chiamata nominale secondo la procedura b) o una votazione a scrutinio segreto secondo la procedura c); 419 b) per chiamata nominale nell'ordine alfabetico francese dei nomi dei Membri presenti ed abilitati a votare: 420 1. se almeno due delegazioni, presenti ed abilitate a votare, lo chiedono prima dell'inizio della votazione, a meno che non sia stata richiesta una votazione a scrutinio segreto secondo la procedura c), oppure 421 2. Se da una votazione secondo la procedura a) non emerge chiaramente una maggioranza; 422 c) a scrutinio segreto, se almeno cinque delle delegazioni presenti ed abilitate a votare lo chiedono prima dell'inizio della votazione. 423 (2) Prima di far procedere alla votazione, il presidente esamina ogni richiesta concernente il modo con cui tale votazione sarà effettuata, poi annuncia ufficialmente la procedura di voto che sarà applicata e l'argomento messo ai voti. Dichiara poi che la votazione è iniziata e quando quest'ultima è terminata, ne proclama i risultati. 424 (3) In caso di votazione a scrutinio segreto, il Segretariato adotta immediatamente le disposizioni atte ad assicurare il segreto dello scrutinio. 425 (4) Se è disponibile un sistema elettronico adeguato, e se la conferenza decide in tal modo, la votazione può essere effettuata per mezzo di un sistema elettronico. 14.6 Divieto d'interrompere una votazione quando è iniziata 426 Quando la votazione è iniziata, nessuna delegazione può interromperla, salvo se si tratta di una mozione d'ordine relativa allo svolgimento della votazione. Tale mozione d'ordine non può includere una proposta che comporti una modifica della votazione in corso o una modifica riguardo al merito della questione messa ai voti. La votazione ha inizio con la dichiarazione del presidente indicante che la votazione è iniziata e termina con la dichiarazione del presidente che proclama i risultati. 14.7 Spiegazione del voto 427 Il presidente dà la parola alle delegazioni che desiderano spiegare il loro voto successivamente al voto stesso. 14.8 Voto di una proposta in parti 428 (1) Se l'autore di una proposta lo richiede, oppure se l'assemblea lo ritiene opportuno, o se il presidente, con l'approvazione dell'autore, lo propone, tale proposta è suddivisa e le sue varie parti sono messe ai voti separatamente. Le parti della proposta che sono state adottate sono poi messe ai voti come un tutto unico. 429 (2) Se tutte le parti di una proposta sono respinte, la proposta stessa è considerata respinta. 14.9 Ordine di voto delle proposte relative ad una stessa questione 430 (1) Se la stessa questione è oggetto di varie proposte, queste sono messe ai voti nell'ordine in cui sono state presentate a meno che l'assemblea non decida diversamente. 431 (2) Dopo ogni voto, l'assemblea decide se sia il caso o meno di mettere ai voti la proposta successiva. 14.10 Emendamenti 432 (1) Si considera come emendamento ogni proposta di modifica che comporta unicamente una soppressione, un'aggiunta ad una parte della proposta originale o la revisione di una parte di questa proposta. 433 (2) Ogni emendamento ad una proposta che viene accettata dalla delegazione che presenta questa proposta è subito incorporato al testo originale della proposta. 434 (3) Nessuna proposta di modifica è considerata come un emendamento se l'assemblea ritiene che è incompatibile con la proposta iniziale. 14.11 Votazione sugli emendamenti 435 (1) Se una proposta è oggetto di un emendamento, tale emendamento è messo ai voti in primo luogo. 436 (2) Se una proposta è oggetto di più emendamenti, quello che si discosta maggiormente dal testo originale è messo ai voti in primo luogo. Se questo emendamento non raccoglie la maggioranza dei voti, viene messo ai voti l'emendamento tra i restanti emendamenti e che si discosta maggiormente dal testo originale, e così via fino a quando uno degli emendamenti non abbia ottenuto la maggioranza dei voti; se tutti le proposte di emendamento sono state esaminate senza che nessuna di loro abbia ottenuto la maggioranza, la proposta originale non emendata viene messa ai voti. 437 (3) Se uno o più emendamenti sono adottati, la stessa proposta così modificata è successivamente messa ai voti. 14.12 Ripetizione di una votazione 438 (1) Trattandosi di commissioni, sotto-commissioni e di gruppi di lavoro di una conferenza o di una riunione, una proposta, parte di una proposta o un emendamento che sono già stati oggetto di una decisione a seguito di un voto in una delle commissioni o sotto-commissioni o in uno dei gruppi di lavoro, non possono essere rimessi ai voti nella stessa commissione o sotto-commissione o nello stesso gruppo di lavoro. Questa disposizione si applica a prescindere dalla procedura di voto prescelta. 439 (2) Trattandosi di sedute plenarie, una proposta, parte di una proposta o un emendamento non devono essere rimesse ai voti, a meno che non siano soddisfatte le due condizioni qui di seguito: 440 a) la maggioranza dei Membri abilitati a votare ne abbia fatto richiesta; 441 b) si può fare domanda per ripetere la votazione almeno un giorno completo dopo la votazione. 15. Svolgimento dei dibattiti e procedure di voto in commissioni e sotto-commissioni 422 1. I presidenti delle commissioni e sotto-commissioni hanno competenze analoghe a quelle conferite ai presidenti della conferenza dalla sezione 3 del presente Regolamento interno. 443 2. Le disposizioni di cui alla sezione 12 del presente Regolamento interno per lo svolgimento dei dibattiti in seduta plenaria sono applicabili ai dibattiti delle commissioni o sotto-commissioni, salvo in materia di quorum. 444 3. Le disposizioni di cui alla sezione 14 del presente Regolamento interno son applicabili alle votazioni nelle commissioni o sotto-commissioni. 16. Riserve 445 1. In linea di massima, le delegazioni che non riescono a far accettare il loro punto di vista alle altre delegazioni, devono sforzarsi, nella misura del possibile di aderire all'opinione della maggioranza. 446 2. Tuttavia, qualora sembri ad una delegazione che una decisione è di natura tale da impedire al suo governo di aderire agli emendamenti alla Costituzione o alla presente Convenzione, o alla revisione dei Regolamenti amministrativi, questa delegazione può formulare riserve a titolo provvisorio o definitivo nei confronti di tale decisione; tali riserve possono essere formulate da una delegazione a nome di un Membro che non partecipa alla Conferenza ma che ha consegnato una procura a detta delegazione per firmare gli Atti finali in conformità con le disposizioni dell'articolo 31 della presente Convenzione. 17. Processi verbali delle sedute plenarie 447 1. I Processi-verbali delle sedute plenarie sono stabiliti dal Segretariato della conferenza che provvede a distribuirli alle delegazioni il prima possibile ed in ogni caso non oltre 5 giorni lavorativi successivamente ad ogni seduta. 448 2. Dopo che i processi verbali sono stati distribuiti, le delegazioni devono depositare per iscritto presso il Segretariato della conferenza, il più rapidamente possibile, le correzioni che ritengono giustificate, nonché, se del caso modifiche orali durante la seduta nel corso della quale i processi verbali sono approvati. 449 3. (1) In regola generale, i processi verbali contengono solo le proposte e le conclusioni, assieme ai principali argomenti sui quali sono basati, redatte nella maniera più concisa possibile. 450 (2) Tuttavia, ogni delegazione ha diritto di chiedere l'inserimento analitico o in extenso di ogni dichiarazione da essa formulata durante i dibattiti. In questo caso essa deve in linea di massima annunciarlo all'inizio del suo intervento, in vista di agevolare il compito dei relatori. Deve inoltre fornire, essa stessa, il testo al Segretariato della conferenza nelle due ore che seguono la fine della seduta. 451 4. In ogni caso, la facoltà concessa al numero 450 di cui sopra per quanto riguarda l'inserimento delle dichiarazioni deve essere usata con discrezione. 18 Resoconti e rapporti delle commissioni e sotto-commissioni 452 1. (1) I dibattiti delle commissioni e sotto-commissioni sono riassunti, seduta per seduta, in resoconti stabiliti dal Segretariato della conferenza e distribuiti alle delegazioni non oltre 5 giorni lavorativi dopo ciascuna seduta. I resoconti mettono in risalto i punti essenziali del dibattito, le varie opinioni di cui conviene prendere nota, nonché le proposte e conclusioni che emergono dall'insieme. 453 (2) Tuttavia, ogni delegazione ha anche il diritto di avvalersi della facoltà di cui al numero 450 precedente. 454 (3) In ogni caso occorre avvalersi solo con discrezione della facoltà concessa al numero 453 di cui sopra. 455 2. Le commissioni e sotto-commissioni possono elaborare i rapporti parziali che ritengono necessari, e qualora le circostanze lo giustifichino, possono, alla fine dei loro lavori, presentare un rapporto finale nel quale riepilogano in forma concisa le proposte e le conclusioni che risultano dagli studi loro affidati. 19. Approvazione dei processi-verbali, resoconti e rapporti 456 1. (1) In linea di massima, all'inizio di ciascuna seduta plenaria o di ciascuna seduta di commissione o di sotto-commissione, il presidente chiede se le delegazioni hanno osservazioni da formulare in merito al processo verbale, o, se si tratta di una commissione o sotto-commissione, al resoconto della seduta precedente. Tali processi verbali o resoconti sono considerati come approvati se nessuna correzione è stata comunicata al Segretariato o se nessuna opposizione è manifestata a voce. Nel caso contrario, vengono apportate al processo-verbale o al resoconto le correzioni necessarie. 457 (2) Ogni rapporto parziale o finale deve essere approvato dalla commissione o sotto-commissione interessata. 458 2. (1) I processi-verbali delle ultime sessioni plenarie sono esaminati ed approvati dal presidente. 459 (2) I resoconti delle ultime sedute di una commissione o sotto-commissione sono esaminati ed approvati dal presidente di questa commissione o sotto-commissione. 20. Numerazione 460 1. I numeri dei capitoli, articoli e paragrafi dei testi sottoposti a revisione sono mantenuti fino alla prima lettura in seduta plenaria. I testi aggiunti riportano provvisoriamente il numero dell'ultimo paragrafo precedente del testo primitivo, cui si aggiunge "A", "B" ecc. 461 2. La numerazione definitiva dei capitoli, articoli e paragrafi è di regola affidata alla commissione di redazione dopo la loro approvazione in prima lettura, ma può anche essere affidata al Segretario generale con decisione adottata in seduta plenaria. 21. Approvazione definitiva 462 I testi degli Atti finali di una Conferenza di plenipotenziari, di una conferenza delle radiocomunicazioni o di una conferenza mondiale delle telecomunicazioni internazionali, sono considerati come definitivi se sono approvati in seconda lettura dalla seduta plenaria. 22. Firma 463 I testi degli Atti finali approvati dalle conferenze di cui al numero 462 precedente sono sottoposto alla firma dei delegati muniti dei poteri definiti all'articolo 31 della presente Convenzione, secondo l'ordine alfabetico dei nomi dei Membri in francese. 23 Rapporti con la stampa ed il pubblico. 464 1. I comunicati ufficiali sui lavori della conferenza possono essere trasmessi alla stampa solo con l'autorizzazione del presidente della conferenza. 465 2. Nella misura in cui ciò è possibile in pratica, la stampa ed il pubblico possono assistere alle conferenze in conformità con le direttive approvate alla riunione dei capi delegazione di cui al numero 342 di cui sopra ed alle disposizioni pratiche adottate dal Segretario generale. La presenza della stampa e del pubblico non deve in alcun caso disturbare l'ordinato svolgimento dei lavori di una seduta. 466 3. Le altre riunioni dell'Unione non sono aperte alla stampa ed al pubblico, salvo se i partecipanti alla riunione in questione decidono diversamente. 24. Franchigia 467 Durante la durata della conferenza, i Membri delle delegazioni, i rappresentanti dei Membri del Consiglio, i membri del Comitato del Regolamento delle radiocomunicazioni, gli alti funzionari del Segretariato generale e dei Settori dell'Unione che assistono alla conferenza ed il personale del segretariato dell'Unione distaccato presso la conferenza hanno diritto alla franchigia postale, alla franchigia dei telegrammi nonché alla franchigia telefonica e telex nella misura in cui il governo ospite ha potuto stipulare intese a tale riguardo con gli altri governi e con i gestori riconosciuti interessati.