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Caccia - Norme della Regione Piemonte - Calendario venatorio e disposizioni relative alla stagione venatoria - Adozione da parte della Giunta regionale con proprio provvedimento - Denunciata violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente - Erroneità del presupposto interpretativo - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata, per erroneità del presupposto interpretativo, la questione di legittimità costituzionale, promossa dal Governo in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s ), Cost., dell'art. 13, comma 1, della legge reg. Piemonte n. 5 del 2018, che prevede che la Giunta regionale adotti con proprio provvedimento, entro il 15 giugno di ogni anno, il calendario venatorio e le disposizioni relative alla stagione venatoria. È esclusa la possibilità che la disposizione impugnata determini un aumento delle specie cacciabili, sia perché essa prevede il necessario rispetto dell'art. 18 della legge n. 157 del 1992, che non lo prevede, sia in virtù del coordinamento dell'impugnata disposizione con l'art. 2 della legge reg. Piemonte n. 5 del 2018 - al cui rispetto la Giunta regionale è tenuta nell'adozione del calendario venatorio - che ha esteso le "specie non cacciabili", dettando una disciplina più rigorosa rispetto a quella statale. ( Precedente citato: sentenza n. 7 del 2019 ).