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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall’altra, fatto a Bruxelles il 27 giugno 2012. Onorevoli Senatori. -- 1.1 Contesto dell'Accordo Allo scopo di approfondire ed ampliare il dialogo politico con Hanoi, l'Unione europea ha promosso il negoziato e la conclusione di un Accordo di partenariato e cooperazione con il Vietnam ( Partnership and Cooperation Agreement -- PCA) che, dopo trattative non prive di difficoltà (quali le forti le resistenze vietnamite ad assumere impegni in tema di diritti umani), è stato quindi firmato il 27 giugno 2012 a Bruxelles. L'Accordo -- il terzo ad essere concluso dall’Unione europea con un Paese dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), dopo quelli con Indonesia e Filippine -- consentirà, una volta in vigore, di avviare la cooperazione in settori quali la lotta al terrorismo, lo sviluppo sostenibile ed i diritti umani e di sviluppare un partenariato di ampia portata strategica. Il PCA contribuirà a rafforzare l'insieme delle relazioni dell'Unione europea con i Paesi del sud-est asiatico, dando nuovo slancio ai processi negoziali in corso con gli altri membri dell’ASEAN (quali Thailandia, Malaysia, Brunei). L'Accordo integra l'attuale quadro giuridico delineato nel 1995 dall'Accordo tra la Comunità europea e il Vietnam, nonché dall'Accordo di cooperazione del 1980 tra la Comunità economica europea ed i Paesi ASEAN, esteso al Vietnam nel 1999. L'Accordo costituisce la base di un impegno più efficace dell'UE, e dei suoi Stati membri, nei confronti del Vietnam e rappresenta un ulteriore progresso verso un maggiore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione nel sud-est asiatico. Anche l'Accordo con il Vietnam contempla le clausole standard dell’Unione europea in materia di diritti umani, corte penale internazionale, armi di distruzione di massa, armi leggere e di piccolo calibro e lotta antiterrorismo nonché per l'attuazione delle politiche dell'Unione europea in materia tributaria e di migrazioni. L'Accordo copre inoltre settori quali sanità, ambiente, cambiamenti climatici, energia, istruzione, cultura, lavoro, occupazione, affari sociali, scienza, tecnologia e trasporti. Tra i settori di cooperazione vengono richiamati anche la cooperazione giudiziaria, il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, la lotta alla criminalità organizzata ed alla corruzione. In attesa del consenso del Parlamento europeo e della formale ratifica, sia da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione europea che di Hanoi, la Commissione europea e il Vietnam hanno concordato di anticipare di fatto, prima della sua entrata in vigore, l'attuazione delle disposizioni di alcuni capitoli del PCA, ritenuti prioritari e di particolare interesse per entrambe le Parti: oltre al dialogo sui diritti umani, si tratta di iniziative ad hoc in materia di cooperazione sugli standard sanitari e fitosanitari e, come richiesto dall'Italia, il lancio della Multilateral Trade Strategy. 1.2 Iter procedurale di Firma dell'Accordo Nel maggio 2007 il Consiglio dell’Unione europea aveva autorizzato la Commissione a negoziare un accordo quadro di partenariato e cooperazione con il Vietnam, in linea con le direttive già conferite all'esecutivo comunitario per gli analoghi negoziati allora in atto con Thailandia, Indonesia, Singapore, Filippine, Malaysia e Brunei, a loro volta autorizzati nel novembre 2004. I negoziati tra Unione europea e Vietnam sono stati avviati ad Hanoi nel novembre 2007 e l'Accordo è stata parafato dalle Parti il 4 ottobre 2010 a Bruxelles, dove il 27 giugno 2012 ha avuto luogo anche la cerimonia ufficiale di firma. L'Accordo è stato firmato per l'Unione europea dall'Alto Rappresentante Ashton e dai Ministri degli esteri degli Stati membri e, per la controparte vietnamita, dal Ministro degli esteri, Pham Binh Minh. 1.3 Finalità dell'Accordo L'obiettivo principale dell'Accordo è l'intensificazione del dialogo politico e della cooperazione settoriale. Fra le aree di cooperazione prioritaria figurano, in particolare: sviluppo sostenibile (salute, ambiente, affari sociali, cambiamenti climatici, agricoltura); istruzione e cultura; giustizia, libertà e sicurezza (cooperazione giuridica, migrazione, lotta al narcotraffico, contrasto della criminalità organizzata, della corruzione, del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo). La cooperazione settoriale dovrà tener conto del diverso livello di sviluppo tra le Parti, prevedendo la promozione di programmi e progetti di assistenza tecnica e capacity building . L'approfondimento delle relazioni politiche costituisce il presupposto per il rafforzamento della cooperazione commerciale e garantisce la necessaria coerenza nelle relazioni dell'Unione europea con il Vietnam e con tutti i Paesi del sud-est asiatico. La conclusione del PCA faciliterà, infatti, la conclusione di un accordo di libero scambio con il Vietnam, in linea con l'obiettivo dell'Unione europea di inscrivere le relazioni con i Paesi ASEAN entro un quadro economico e politico coerente, che consenta di inquadrare le relazioni bilaterali in un contesto di ampia portata strategica. I negoziati per la conclusione di un Accordo di libero scambio tra Unione europea e Vietnam (Free Trade Agreement -- FTA) sono stati avviati il 26 giugno 2012. Il settimo round negoziale si è tenuto a Bruxelles dal 13 al 17 gennaio 2014. 1.4 Esame delle disposizioni Titolo I: Natura e ambito di applicazione (articoli 1-4) Le Parti ribadiscono la loro adesione ai princìpi generali del diritto internazionale, fra cui il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani, che rappresentano un elemento essenziale dell'Accordo. L'articolo 1 richiama, tra l'altro, i principi della Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Altri elementi essenziali dell'Accordo sono rappresentati dagli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, compresi gli obiettivi di sviluppo del millennio. Viene, inoltre, ribadito l'impegno a potenziare le prestazioni della cooperazione allo sviluppo, richiamando la dichiarazione di Parigi del 2005 sull'efficacia degli aiuti, il programma d'azione di Accra, nonché la Dichiarazione fondamentale di Hanoi del 2006 sull'efficacia degli aiuti. Nella realizzazione delle attività di cooperazione, le Parti devono tenere conto del diverso livello di sviluppo, delle differenti capacità e bisogni dei rispettivi sistemi economici e normativi. Viene ribadita l'importanza del commercio e dei programmi di preferenze commerciali per lo sviluppo e la crescita dei Paesi in via di sviluppo, tra i quali va considerato anche il Vietnam (articolo 1, paragrafi 4-5). Tra i principali obiettivi della cooperazione (articolo 2) -- quali già illustrati al punto 1.3 della presente relazione e di seguito meglio specificati nella presentazione degli altri Titoli dell'Accordo -- rientrano il rafforzamento delle relazioni bilaterali, grazie ad un dialogo globale e ad una cooperazione estesa a tutti i settori di reciproco interesse, ed in particolare la cooperazione allo sviluppo, nonché in tutti i settori commerciali e di investimento, da coordinare in modo coerente e complementare rispetto alle iniziative regionali Unione europea-ASEAN. Le Parti si impegnano inoltre a cooperare a livello bilaterale e regionale anche nell'ambito delle organizzazioni internazionali e regionali cui appartengono tra cui l’ONU e le relative agenzie ed organizzazioni; il dialogo tra Unione europea e ASEAN; il Forum regionale dell'ASEAN (ARF); il vertice Asia-Europa (ASEM), nonché l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Il rafforzamento della cooperazione tra Unione europea e Vietnam previsto dall'Accordo potrà anche offrire sostegno all'integrazione e allo sviluppo della comunità dell'ASEAN. Titolo II: Cooperazione allo sviluppo (articoli 5-7) Negli articoli 5 e 6 vengono enunciati i principi generali e le finalità della cooperazione bilaterale, che deve mirare a realizzare gli obiettivi di sviluppo del millennio: quali l'eliminazione della povertà; lo sviluppo sostenibile; l'integrazione del Vietnam nell'economia mondiale, ciò tenendo conto delle strategie e dei programmi di sviluppo socio-economico del Vietnam. Alla cooperazione allo sviluppo viene riconosciuto un ruolo centrale al fine di conseguire la crescita economica sostenibile, promuovere lo sviluppo umano e sociale, le riforme e lo sviluppo istituzionali, nel rispetto dell'ambiente e delle buone pratiche di conservazione ambientale, prevenendo le conseguenze dei cambiamenti climatici. All'articolo 7, infine, si prevede lo scambio di informazioni circa le migliori pratiche in materia di efficacia di aiuti. Titolo III: Pace e sicurezza (articoli 8-11) In questo Titolo vengono recepite le clausole standard comunitarie in tema di armi di distruzione di massa (articolo 8); armi leggere e di piccolo calibro (articolo 9); lotta al terrorismo (articolo 10) e cooperazione giudiziaria (articolo 11). L'Unione europea ed il Vietnam si impegnano a consultarsi regolarmente in sede di comitato misto sul contrasto e la prevenzione del terrorismo e sul rafforzamento della cooperazione in tali settori, sia in ambito bilaterale che internazionale. In tutti i settori citati, le Parti si impegnano ad approfondire il dialogo politico e la cooperazione, assicurando il necessario coordinamento delle rispettive iniziative e, con riferimento alla cooperazione giudiziaria, si impegnano a collaborare per il potenziamento delle capacità del settore giudiziario e del sistema giuridico, oltre che in materia di giustizia penale internazionale. Viene richiamato il ruolo della Corte penale internazionale quale istituzione indipendente il cui operato contribuisce alla pace e alla giustizia internazionali. Le Parti concordano altresì di potenziare il quadro giuridico di riferimento per prevenire i crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale, convenendo sulla possibilità di aderire allo Statuto di Roma. Titolo IV: Cooperazione in materia di scambi e di investimenti Nell'attuazione del Titolo IV, le Parti tengono conto dei rispettivi livelli di sviluppo (articolo 12) e si informano sull'evoluzione delle politiche connesse al commercio quali le politiche agricole ed ambientali, di sicurezza alimentare, di tutela dei consumatori, oltre a promuovere il dialogo e la cooperazione per sviluppare gli scambi e gli investimenti bilaterali, anche per risolvere problemi commerciali e poter disporre di programmi di assistenza tecnica e di potenziamento delle capacità. La cooperazione in ambito commerciale verrà ulteriormente disciplinata dall'Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Vietnam (articolo 12 paragrafo 7), i cui negoziati sono tuttora in corso e che, una volta concluso, contribuirà a migliorare le relazioni in materia di scambi ed investimenti. Le Parti istituiscono un dialogo in materia di questioni commerciali e di scambi bilaterali e multilaterali al fine di intensificare le relazioni commerciali bilaterali e di migliorare il sistema degli scambi multilaterali. L'impegno comune deve mirare a sviluppare e diversificare gli scambi in maniera reciprocamente vantaggiosa, impegnandosi a realizzare migliori condizioni di accesso al mercato, eliminando gli ostacoli non tariffari e le restrizioni al commercio, migliorando la trasparenza, facendo riferimento a quanto realizzato dalle Organizzazioni internazionali a cui appartengono sia l'Unione europea che il Vietnam. Nel riconoscere l'importanza del commercio quale fattore indispensabile per lo sviluppo, le Parti si impegnano ad intensificare le consultazioni per l'effettiva attuazione dei regimi di preferenze commerciali, ivi compreso il sistema dalle preferenze generalizzate (SPG) e il trattamento speciale e differenziato previsto dall'OMC. In materia di questioni sanitarie e fitosanitarie (articolo 14) le Parti ribadiscono gli impegni derivanti dell'Accordo dell’OMC sulle misure nelle citate materie, intensificando la cooperazione e gli scambi di informazioni sulla legislazione e le procedure di attuazione, certificazione, ispezione e controllo in materia sanitaria e fitosanitaria, in linea con quanto previsto dall'Accordo dell’OMC in materia, dalla convenzione internazionale per la protezione dei vegetali (CIPV), dall'Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE) e dal CODEX Alimentarius. Al riguardo, le Parti convengono sia di cooperare sulle questioni sanitarie e fitosanitarie tramite il potenziamento delle capacità e l'assistenza tecnica, sia di promuovere una cooperazione adeguata alle necessità specifiche di ciascuna Parte e tale da consentire di prestarsi reciproca assistenza finalizzata a garantire conformità tra i rispettivi quadri normativi anche in materia di sicurezza alimentare, fitosanitaria e veterinaria nel rispetto delle previsioni della pertinente normativa internazionale. Le Parti convengono infine di cooperare anche in materia di benessere degli animali. La cooperazione in materia di ostacoli tecnici agli scambi (articolo 15) si svolge mediante il dialogo attraverso i canali preposti, i progetti comuni ed i programmi di assistenza tecnica e di potenziamento delle capacità. Le Parti promuovono l'introduzione delle norme internazionali sulle regolamentazioni tecniche e sulle procedure di valutazione della conformità previste nel quadro dell'Accordo dell’OMC sugli ostacoli tecnici agli scambi (TBT). Le Parti si impegnano altresì a colmare il divario in materia di conformità e standardizzazione, al fine di migliorare convergenza e compatibilità tra i rispettivi sistemi, cercando di verificare la possibilità di applicare la certificazione ad opera di terzi per agevolare i flussi commerciali bilaterali. In tema di cooperazione in materia doganale e di facilitazione degli scambi (articolo 16), le Parti si impegnano a semplificare importazioni, esportazioni e procedure doganali, a sviluppare la cooperazione sulle questioni doganali e ad elaborare dispositivi efficaci per l'assistenza amministrativa reciproca, senza trascurare l'aspetto della sicurezza. La cooperazione in tale ambito deve parimenti mirare a garantire un'applicazione più efficace ed efficiente dei diritti di proprietà intellettuale a livello doganale. L'articolo 17 prevede incentivi ai flussi di investimento attraverso la creazione di un ambiente favorevole e l'elaborazione di norme stabili, trasparenti, volte a promuovere ed agevolare i flussi bilaterali di investimento, garantendo pari condizioni agli operatori di entrambe le parti. Nel campo della politica della concorrenza (articolo 18), le Parti si impegnano ad applicare le rispettive norme nazionali in modo efficace, trasparente e non discriminatorio, al fine di garantire maggiore certezza giuridica nei rispettivi territori. Anche in tale ambito l’Unione europea e il Vietnam possono, inoltre, concordare programmi di assistenza e potenziamento delle capacità. Le Parti istituiscono un dialogo regolare in materia di servizi (articolo 19), al fine di informarsi sui rispettivi sistemi regolamentari e di promuovere l'accesso ai rispettivi mercati e facilitare gli scambi di servizi. Le Parti ribadiscono di attribuire grande importanza alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale (articolo 20) ed alla piena attuazione degli impegni internazionali in materia -- quali l’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale (The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights-TRIPS) , e la Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (UPOV) -- al fine di garantirne una tutela efficace. Il paragrafo 2 dell'articolo 20 richiama, in particolare, la tutela e la registrazione delle indicazioni geografiche nei territori delle Parti contraenti, che deve essere effettuata tenendo conto delle norme, delle migliori pratiche in atto e degli sviluppi internazionali in questo settore e delle rispettive capacità. Le Parti incoraggiano infine una maggiore partecipazione degli attori economici privati, incentivando l'operato delle rispettive Camere di commercio e industria e la cooperazione tra le associazioni di categoria, incoraggiando il dialogo tra i rispettivi enti di regolamentazione e attori del settore privato, al fine di promuovere scambi ed investimenti (articolo 21). L'articolo 22 prevede quindi la possibilità di avviare consultazioni tra le Parti su eventuali controversie che possano insorgere in materia commerciale. Titolo V: Cooperazione nel settore della giustizia (articoli 23-26) La cooperazione tra le Parti nel settore della lotta alla criminalità organizzata e la corruzione (articolo 23) avviene attuando e promuovendo le norme internazionali, quali le convenzioni ed i protocolli addizionali dell’ONU contro la criminalità organizzata e la corruzione. La collaborazione tra le Parti riguarda altresì l'azione di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo -- secondo le raccomandazioni della task force «azione finanziaria» (FATF) -- allo scopo di promuovere l'efficacia dei meccanismi di lotta contro le attività illecite, in particolare attraverso lo scambio di informazioni tra le autorità competenti nell'ambito dei rispettivi quadri normativi, che devono prevedere norme equivalenti a quelle adottate dalle Parti e dagli organismi internazionali che operano nel settore, quali la FATF (articolo 24). Le Parti cooperano nella lotta al narcotraffico (articolo 25) attraverso un efficace coordinamento tra le rispettive autorità competenti -- anche in materia di assistenza tecnica ed amministrativa all'elaborazione della legislazione e delle politiche nazionali -- nonché nella creazione di istituzioni e centri nazionali di informazione, di monitoraggio e di formazione del personale, grazie anche alla cooperazione giudiziaria e di polizia. Analogamente, lo scambio di informazioni, conoscenze e assistenza tecnica viene utilizzato dalle Parti anche per quanto attiene alla protezione dei dati personali (articolo 26). Titolo VI: Sviluppo socioeconomico e altri settori di cooperazione (art icoli 27-51) Il Titolo VI disciplina la cooperazione finalizzata a promuovere lo sviluppo socio-economico e definisce gli ambiti di quella settoriale. A tal fine, le Parti instaurano un dialogo su tutte le questioni specificatamente rilevanti per i settori interessati; la cooperazione viene attuata sulla base delle valutazioni delle esigenze specifiche, frutto della reciproca consultazione, e viene realizzata nel rispetto delle pertinenti normative in vigore, sia europee che nazionali. La cooperazione tra le Parti ha lo scopo di armonizzare la regolamentazione e le metodologie utilizzate in settori specifici, intensificando la collaborazione a livello regionale ed internazionale, anche attraverso progetti di assistenza tecnica e di capacity building . La cooperazione in materia di migrazione (articolo 27) ha lo scopo principale di favorire le opportunità di migrazione legale e di elaborare un'efficace politica di prevenzione dell'immigrazione clandestina, del traffico dei migranti e della tratta di esseri umani, nel rispetto della Convenzione relativa allo status dei rifugiati, firmata il 28 luglio del 1951, e del relativo Protocollo, firmato il 31 gennaio 1967, in particolare per quanto riguarda i principi di non respingimento e di ritorno volontario. Nel campo dell'istruzione e della formazione (articolo 28), la cooperazione deve avvenire nel rispetto della diversità, valorizzando le opportunità di formazione, sia nell'Unione europea che in Vietnam. Le Parti cercheranno di favorire i contatti tra i rispettivi istituti di istruzione ed agenzie specializzate, favorendo lo scambio di informazioni, di know-how , di studenti e di esperti, promuovendo la realizzazione dei programmi rivolti all'istruzione superiore, quali Erasmus Mundus , ed altri programmi di formazione, nonché incoraggiando gli istituti di istruzione a cooperare a corsi di laurea e programmi di ricerca congiunti, al fine di incentivare cooperazione e mobilità interuniversitaria. L'articolo 29, dedicato alla cooperazione nel settore della sanità, prevede che le Parti si impegnino a potenziare il sistema sanitario -- onde migliorare le condizioni di salute e il benessere sociale -- collaborando tempestivamente sia per prevenire e controllare forme epidemiche sia in materia di sicurezza alimentare. L'articolo 30 disciplina la cooperazione in materia di ambiente e di risorse naturali, sottolineando la necessità di salvaguardare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali e la biodiversità, al fine di migliorare l'ambiente per contribuire allo sviluppo sostenibile. Viene sottolineato, tra l'altro, come tutti i settori di cooperazione debbano tenere in considerazione le problematiche ambientali. Le Parti promuovono la rispettiva partecipazione attiva all'attuazione degli Accordi ambientali multilaterali cui hanno aderito -- quali le convenzioni di Basilea, Stoccolma e Rotterdam -- promuovendo l'utilizzo di tecnologie, prodotti e servizi rispettosi dell'ambiente, anche mediante l'uso di strumenti normativi e di mercato, nonché prevenendo i movimenti transfrontalieri illeciti di rifiuti, ivi compresi i rifiuti pericolosi e le sostanze che riducono lo strato di ozono. Infine, le Parti si impegnano a potenziare la cooperazione in ambito bilaterale e multilaterale anche tramite programmi di assistenza tecnica volti a promuovere lo sviluppo, il trasferimento e l'utilizzo di tecnologie rispettose dell'ambiente. L'articolo 31 -- cooperazione in materia di cambiamenti climatici -- stabilisce che lo scopo della cooperazione in tale ambito deve mirare ad accelerare la lotta ai cambiamenti climatici ed alle conseguenze sul degrado ambientale e sulla povertà, promuovendo strategie che contribuiscano ad attenuare i cambiamenti climatici e i relativi effetti negativi -- in particolare per quanto riguarda l'innalzamento del livello del mare -- e che possano indirizzare le rispettive economie verso una crescita sostenibile a basse emissioni di carbonio, in linea con i principi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC). Le Parti si impegnano a migliorare le prestazioni energetiche delle rispettive economie, promuovendo l'efficienza e il risparmio energetico, nonché l'utilizzo di energia sicura e sostenibile da fonti rinnovabili, operando verso una produzione ecologica che contribuisca a spianare la strada alla rivoluzione dell'energia verde. Le Parti si impegnano, inoltre, a promuovere modelli di produzione e di consumo sostenibili per le proprie economie, suscettibili di contribuire a ridurre al minimo la pressione sugli ecosistemi, suoli e clima compresi. A tal scopo, le Parti intensificano dialogo politico e cooperazione a livello tecnico, promuovendo la cooperazione nelle attività di ricerca e sviluppo anche nel settore delle tecnologie a basso tasso di emissioni. Le Parti convengono infine di potenziare le capacità e le rispettive istituzioni competenti, promuovendo azioni di sensibilizzazione. Per quanto riguarda il settore agricolo (articolo 32, relativo a agricoltura, foreste, allevamento, pesca e sviluppo rurale), l'Accordo rappresenta un'intesa preliminare di base, sulla quale dovrà svilupparsi il futuro negoziato per un Accordo di liberalizzazione commerciale tra Unione europea e Vietnam. In tale contesto, gli obiettivi indicati nell'Accordo quadro per la cooperazione bilaterale risultano rappresentativi delle attuali problematiche legate agli ostacoli al commercio ed alla difesa delle produzioni di qualità. Le Parti convengono di intensificare la cooperazione in tale ambito anche attraverso una politica di qualità che valorizzi le indicazioni geografiche protette e la produzione biologica. Le Parti devono cooperare per lo sviluppo di una agricoltura sostenibile e rispettosa dell'ambiente. La cooperazione in materia di parità di genere (articolo 33) ha lo scopo di potenziare la capacità istituzionale, sostenendo l'attuazione di strategie nazionali sulla parità di genere che riguardino i diritti delle donne e l'emancipazione femminile, permettendo ad entrambi i sessi il pieno godimento dei diritti fondamentali. La collaborazione tra le Parti deve peraltro garantire che le politiche ed i programmi di sviluppo tengano conto delle questioni di genere. Le Parti intensificano parimenti la cooperazione bilaterale, il dialogo e i programmi di assistenza in materia di: -- residuati bellici (articolo 34), al fine di eliminare gli ordigni inesplosi, nel rispetto dei trattati internazionali a cui hanno aderito; -- diritti umani (articolo 35), per promuoverne il rispetto e potenziare la collaborazione in ambito ONU; -- riforma della pubblica amministrazione (articolo 36), al fine di migliorare l'efficacia delle rispettive pubbliche amministrazioni, migliorando il quadro legislativo ed istituzionale ed incrementando l'efficienza organizzativa; -- associazioni e organizzazioni non governative (articolo 37), a cui le Parti riconoscono un ruolo e un contributo potenziale nel processo di cooperazione delineato dall'Accordo, prevedendo che queste possano partecipare al processo decisionale e alle consultazioni sulle strategie di sviluppo e di cooperazione e sulle politiche settoriali, oltre ad attuare i programmi di cooperazione nei settori di competenza; -- cultura (articolo 38), il rispetto della diversità deve guidare la promozione e la cooperazione culturale, che si sviluppa sia in ambito regionale -- nell’ambito del vertice Asia-Europa (ASEM), per sostenere la Fondazione Asia -- Europa (ASEF) -- che in ambito multilaterale, a livello dell’UNESCO, al fine di tutelare il patrimonio culturale e promuovere la ratifica della Convenzione sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, intensificando la collaborazione volta alla sua attuazione, integrando le tematiche culturali nelle strategie di sviluppo sostenibile e di riduzione della povertà ed agevolando lo sviluppo di specifiche industrie culturali. In tema di cooperazione scientifica e tecnologica (articolo 39) le Parti promuovono progetti e programmi comuni di ricerca e sviluppo, incoraggiandone l'integrazione con quelli di investimento ed assistenza pubblica allo sviluppo. Le attività di cooperazione in tale settore (articolo 39, paragrafo 4) deve -- oltre a favorire la partecipazione delle PMI e dei rispettivi centri di istruzione e ricerca -- avvenire nel rispetto dei principi di reciprocità, parità di trattamento e reciproco vantaggio, garantendo una tutela adeguata dei diritti della proprietà intellettuale. Il dialogo tra Unione europea e Vietnam in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (articolo 40) promuove la ricerca e lo sviluppo nel settore, ivi compresi gli aspetti legati a sicurezza e lotta alla cybercriminalità, incoraggiando la cooperazione ed il trasferimento di tecnologia tra le imprese dei settori audiovisivo. L'articolo 41 disciplina in dettaglio le modalità di collaborazione tra le Parti nel settore dei trasporti, nel cui ambito viene espressamente evocato anche il comparto dei servizi di trasporto marittimo internazionale. In base all'articolo suddetto le Parti concordano che la cooperazione nel campo dei trasporti sia mirata principalmente a potenziare ed ampliare le possibilità di investimento, a migliorare la circolazione delle merci e dei passeggeri, a promuovere la sicurezza dei trasporti aerei e marittimi -- con speciale attenzione alle operazioni di ricerca e salvataggio e di lotta alla pirateria -- ed a ridurre l'impatto ambientale di tali trasporti, puntando nel contempo ad una maggiore efficienza dei rispettivi sistemi organizzativi e logistici. La predetta collaborazione comprenderà, tra l'altro, lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche e pratiche adottate in materia di trasporti -- anche con riguardo al segmento marittimo ed alla connessa catena logistica complessiva --, di interconnessione ed interoperabilità delle reti di trasporto multimodali; lo scambio di informazioni sul sistema di navigazione satellitare europeo (il cosiddetto sistema Galileo); azioni comuni nell'ambito dei servizi di trasporto aereo, della sicurezza aerea e della cooperazione rafforzata nel settore dell'aviazione civile; l'applicazione delle norme di sicurezza e anti-inquinamento, specialmente per quanto attiene ai traffici aerei e marittimi, in linea con le pertinenti Convenzioni internazionali; e ciò anche attraverso un'adeguata concertazione nelle sedi internazionali competenti, nonché nelle operazioni di ricerca, salvataggio e di indagine sui sinistri eventualmente occorsi e sulle conseguenti vittime. Così enucleati gli obiettivi generali che le Parti contraenti si prefiggono nel campo dei trasporti, il paragrafo 2, lettera d) , del citato articolo 41, concernente, in particolare, i soli servizi di trasporto marittimo internazionale, stabilisce che le Parti promuoveranno un dialogo finalizzato ad un accesso illimitato ai mercati e agli scambi marittimi internazionali, su basi commerciali; alla non introduzione di clausole di ripartizione dei carichi ed alla graduale eliminazione dei sistemi esistenti di riserva dei carichi medesimi; alla concessione del diritto di stabilimento alle imprese prestatrici di servizi di trasporto marittimo internazionale, compresi i servizi ausiliari, dell'altra Parte; all'estensione alle navi gestite da cittadini o società dell'altra Parte sia del trattamento nazionale che della clausola cosiddetta della «nazione più favorita» (NPF), per quanto riguarda l'accesso ai servizi ausiliari e portuali; nonché all'approfondimento delle questioni correlate ai servizi di trasporto «porta a porta». Nel settore dell'energia (articolo 42) lo scopo principale della cooperazione bilaterale è quello di diversificare l'approvvigionamento energetico, onde garantire maggiore sicurezza -- anche per quanto riguarda l'energia nucleare -- e sviluppare nuove forme di energia rinnovabili, creando condizioni favorevoli agli investimenti. Per garantire lo sviluppo equilibrato e sostenibile del turismo (articolo 43), attenuandone le conseguenze negative, le Parti richiamano sia il Codice etico mondiale dell'Organizzazione mondiale del turismo che i princìpi di sostenibilità alla base del processo cosiddetto di «Agenda 21» locale , al fine di sviluppare il turismo ecologico e culturale, incrementare il contributo positivo dell'industria turistica allo sviluppo sostenibile delle comunità locali, nel rispetto dell'integrità e degli interessi di queste ultime. La cooperazione in materia di politica industriale e PMI (articolo 44), tributaria (articolo 46) in materia di servizi finanziari (articolo 47), nonché il dialogo sulla politica economica (articolo 45) devono tener conto delle rispettive strategie e finalità economiche, promuovere la collaborazione al fine di migliorare la competitività delle PMI, incentivando gli investimenti comuni, creando joint ventures e reti di informazione, sostenendo le attività dei settori privati e delle associazioni imprenditoriali delle Parti. La cooperazione in tale ambito deve promuovere sia la responsabilità sociale delle imprese sia pratiche commerciali responsabili -- anche in termini di consumo e produzione sostenibili -- senza trascurare il ruolo dei consumatori nel mercato. Nel potenziare le attività economiche, le Parti si impegnano ad applicare i principi del buon governo in materia tributaria nonché a garantire i principi della trasparenza e dello scambio di informazioni nell'ambito degli Accordi fiscali bilaterali conclusi tra gli Stati membri e il Vietnam. Le Parti concordano infine di intensificare la cooperazione in materia di lotta all'evasione fiscale ed alle altre pratiche fiscali dannose. La cooperazione in materia di prevenzione e attenuazione delle catastrofi naturali (articolo 48) ha lo scopo di ridurre al minimo le perdite in termini di vite umane e danni materiali causati all'ambiente e al patrimonio culturale. Altro importante settore di cooperazione e partenariato è quello della pianificazione e sviluppo urbani e regionali (articolo 49), considerato il loro ruolo centrale ai fini della crescita economica, della riduzione della povertà e dello sviluppo sostenibile. Le Parti intensificano la cooperazione nell'ambito delle pertinenti organizzazioni internazionali, quali il programma ONU per gli insediamenti umani (UN-HABITAT) ed il Forum urbano mondiale. Allo scopo di valorizzare la dimensione sociale della globalizzazione, Unione europea e Vietnam hanno altresì convenuto di intensificare la cooperazione in tema di lavoro, occupazione e affari sociali (articolo 50) -- intesi quali elementi chiave dello sviluppo sostenibile e della riduzione della povertà -- conformemente alla risoluzione 60/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ed alla dichiarazione ministeriale del Consiglio economico e sociale dell'ONU del luglio 2006, tenendo conto delle differenze esistenti e della natura diversa dei rispettivi sistemi socioeconomici. Le Parti ribadiscono l'impegno a rispettare, promuovere e applicare le norme internazionalmente riconosciute in materia di lavoro, quali definite sia dalle Convenzioni dell’OIL a cui hanno aderito, che dalla Dichiarazione dell'OIL sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro. Le forme di cooperazione possono riguardare iniziative, programmi e progetti su temi di comune interesse, sia a livello bilaterale che multilaterale, in ambiti quali ASEM, Unione europea -- ASEAN ed OIL. Le Parti convengono inoltre di promuovere la cooperazione per sviluppare e armonizzare metodologie statistiche (articolo 51), in sede regionale ed internazionale, anche tramite progetti di assistenza tecnica e di capacity building . Titolo VII: Quadro istituzionale (articolo 52) Il comitato misto previsto dall'articolo 52 -- composto da rappresentanti delle Parti al massimo livello -- ha il compito di garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione dell'Accordo, di monitorare lo sviluppo delle relazioni bilaterali e di risolvere le controversie connesse all'applicazione o all'interpretazione dell'Accordo medesimo, esaminando tutte le informazioni ed effettuando le consultazioni necessarie al fine di trovare una soluzione accettabile ad entrambe le Parti, conformemente a quanto previsto dall’articolo 57. Il comitato istituisce sottocomitati e gruppi di lavoro specializzati che lo assistono nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, tra i quali rientra anche quello di garantire il corretto funzionamento di tutti gli Accordi o Protocolli settoriali già conclusi o che potranno essere conclusi tra le Parti in futuro. Titolo VIII: Disposizioni finali (articoli 53-65) Le Parti convengono di mettere a disposizione mezzi e risorse finanziarie adeguate per conseguire gli obiettivi di cooperazione oggetto del presente Accordo, incoraggiando la Banca europea per gli investimenti (BEI) a proseguire i suoi interventi in Vietnam (articolo 53). La clausola evolutiva -- disciplinata nell'articolo 54 -- conferisce alle Parti la possibilità di ampliare l'ambito di applicazione dell'Accordo e di intensificare la cooperazione anche attraverso Protocolli o ulteriori Accordi (da stipulare successivamente, come quello di libero scambio attualmente in corso di negoziato) riferiti a settori o attività specifiche. Gli Accordi in vigore -- conclusi tra le Parti in settori di cooperazione specifici, rientranti nell'ambito di applicazione del presente Accordo -- sono considerati parte delle relazioni bilaterali e del quadro istituzionale comune. L'articolo 55 disciplina le relazioni con gli altri Accordi conclusi dalle Parti e con gli obblighi da queste contratti nei confronti di Paesi terzi, stabilendo per gli Stati membri la facoltà di avviare attività di cooperazione bilaterale -- o di concludere nuovi Accordi di partenariato e cooperazione -- con il Vietnam. In caso di controversia sull'applicazione ed interpretazione dell'Accordo le Parti possono rivolgersi al comitato misto, che può decidere con una raccomandazione (articolo 56). In materia di adempimento degli obblighi (articolo 57): nel caso di inadempimento di una delle Parti, l'altra può prendere le misure del caso (articolo 57, paragrafo 2), da adottare conformemente al diritto internazionale e proporzionalmente all'inadempimento degli obblighi del presente Accordo; e ciò onde evitare di turbarne il funzionamento. Le Parti forniscono informazioni al comitato misto, a cui possono rivolgersi al fine di trovare una soluzione accettabile per tutti. L'articolo 59 richiama le dichiarazioni allegate all'Accordo che, firmate dalle Parti, ne formano parte integrante. A norma dell'articolo 63, l'entrata in vigore dell'Accordo è prevista per il primo giorno del mese successivo alla data dell'avvenuta notifica della ratifica da parte di tutti i Contraenti. L'Accordo è valido per cinque anni e viene automaticamente prorogato per periodi successivi di un anno, a meno che una delle Parti non comunichi per iscritto l'intenzione di non prorogarlo. L'Accordo può essere modificato di concerto tra le Parti, come pure può essere denunciato per iscritto. I testi facenti fede sono quelli redatti in tutte le lingue degli Stati membri dell’Unione europea, nonché il testo in lingua vietnamita (articolo 65). 1.5 Dichiarazioni Allegate all'Accordo Allegate all'Accordo, le Parti hanno firmato le seguenti Dichiarazioni: -- Dichiarazione comune sullo status di economia di mercato, nella quale le Parti si impegnano ad intensificare la cooperazione affinché -- nel rispetto dei criteri tecnici necessari -- lo status di economia di mercato possa essere riconosciuto quanto prima al Vietnam; -- Dichiarazione comune sull'articolo 24 (Cooperazione nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo), con cui le Parti concordano che il comitato misto stilerà un elenco delle Autorità competenti responsabili dello scambio delle informazioni in tale ambito; -- Dichiarazione comune sull'articolo 57 (Adempimento degli obblighi), nella quale le Parti specificano che per «violazione sostanziale dell'Accordo» ai sensi dell’articolo 57, paragrafo 3, ed in conformità all’articolo 60, paragrafo 3, della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei trattati, debbano intendersi una denuncia dell'Accordo non sancita dalla citata Convenzione di Vienna o una violazione di un elemento essenziale dell'Accordo stesso. Infine con la Dichiarazione unilaterale dell'Unione europea sul sistema delle preferenze generalizzate (SPG) l'Unione europea riconosce l'importanza del sistema SPG per lo sviluppo del commercio e si impegna a cooperare ulteriormente per consentire al Vietnam di valorizzare al massimo i benefici previsti dal sistema SPG, nel rispetto della normativa in vigore (regolamento (UE) n. 978/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che disciplina il nuovo sistema delle «preferenze generalizzate») e tenendo conto dell'evoluzione della politica commerciale dell'Unione europea.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo quadro globale di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, fatto a Bruxelles il 27 giugno 2012. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 63 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'articolo 41, comma 2, lettera d) , dell'Accordo, valutato in euro 10.595 a decorrere dall’anno 2015, si provvede mediante riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili ai sensi dell'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196 nell'ambito del programma «Sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e per vie d'acqua interne» e, comunque, della missione «Diritto alla mobilità e sviluppo dei sistemi di trasporto» dello Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .