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Comuni, Province e Città metropolitane - Norme della Regione Siciliana - Liberi Consorzi comunali e Città metropolitane - Elezione a suffragio universale e diretto del Presidente e del Consiglio del libero Consorzio comunale - Previsione del numero di componenti del Consiglio del libero Consorzio comunale e del Consiglio metropolitano - Violazione della competenza esclusiva statale in materia di legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali dei Comuni, Province e Città metropolitane e dei limiti statutari all'esercizio della legislazione regionale - Illegittimità costituzionale.. Sono dichiarati costituzionalmente illegittimi - per violazione, nel loro complesso, degli artt. 3, 5, 117, secondo comma, lett. p), e 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 1, commi 19, 20, 22, 24, 25, 58 e seguenti, 67, 69 e 84, della legge n. 56 del 2014, nonché degli artt. 14, 15 e 17 dello statuto di autonomia - gli artt. 1, 2, 3 e 4 della legge reg. Siciliana n. 17 del 2017, nella parte in cui, prevedono, i primi due articoli, l'elezione diretta a suffragio universale del Presidente del libero Consorzio comunale e del Sindaco metropolitano, e, i restanti due articoli, l'elezione diretta a suffragio universale dei componenti del Consiglio del libero Consorzio comunale e del Consiglio metropolitano, nonché il numero in misura maggiore rispetto alla soglia stabilita dalla legge n. 56 del 2014. L'intervento di riordino di Province e Città metropolitane, adottato dalla legge n. 56 del 2014, rientra nella competenza esclusiva statale nella materia "legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali dei comuni, Province e Città metropolitane", per cui il modello di governo di secondo grado - anche con riferimento alla questione residua della composizione numerica degli organi consiliari - rientra tra gli aspetti essenziali del complesso disegno riformatore della normativa interposta, funzionale al perseguito obiettivo di semplificazione dell'ordinamento degli enti territoriali, nel quadro della ridisegnata geografia istituzionale, e al contestuale e fisiologico fine di risparmio dei costi connessi all'elezione diretta. Le disposizioni della c.d. legge "Delrio", inoltre, si qualificano come norme fondamentali delle riforme economico-sociali, che in base alle norme statutarie evocate costituiscono un limite anche all'esercizio delle competenze legislative di tipo esclusivo. ( Precedenti citati: sentenze n. 32 del 2017, n. 202 del 2016, n. 159 del 2016, n. 265 del 2013 e n. 153 del 1995 ). Il novellato art. 114 Cost., nel richiamare al proprio interno, per la prima volta, l'ente territoriale Città metropolitana, ha imposto alla Repubblica il dovere della sua concreta istituzione. È proprio, infatti, tale esigenza costituzionale che fonda la competenza legislativa statale alla istituzione del nuovo ente, che non potrebbe, del resto, avere modalità di disciplina e struttura diversificate da Regione a Regione, senza con ciò porsi in contrasto con il disegno costituzionale che presuppone livelli di governo che abbiano una disciplina uniforme, almeno con riferimento agli aspetti essenziali. ( Precedente citato: sentenza n. 50 del 2015 ).