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Disposizioni per la tutela professionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago. Onorevoli Senatori. -- Con il presente disegno di legge ci proponiamo l'obiettivo: a) di realizzare la tutela di quanti operano nell'ambito del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago; b) di rivedere le disposizioni fiscali previste per il settore dello spettacolo e in particolare per la programmazione e l'esercizio della musica dal vivo. Allo stato attuale non esiste in Italia una strategia culturale e di mercato che si occupi seriamente del settore, con regole adeguate, capaci di tutelare i lavoratori che vi operano e, nel contempo, di rilanciarne la competitività interna e internazionale, anche attraverso una programmazione nazionale della musica dal vivo e dello spettacolo, regolamentata nell'ambito di un nuovo quadro normativo-fiscale che determini specifiche quote percentuali di esecuzione dei diversi generi e stili musicali e dello spettacolo. I lavoratori coinvolti sono, oltre a musicisti e cantanti, artisti del teatro, del cinema, dell'audiovisivo, cabarettisti, presentatori, animatori, disc jockey , ragazzi immagine, cosiddetti «cubisti» (intesi come professionisti dell'intrattenimento), ballerini e ballerine, tecnici. In molti casi questi soggetti operano con forme lavorative per lo più sommerse, precarie e senza alcuna tutela, caratterizzate da sfruttamenti, disagi e da una pressoché totale anarchia. In Italia, le poche leggi esistenti in merito sono antiquate, obsolete, confuse e contraddittorie: sotto questo profilo il nostro Paese rappresenta in Europa il «fanalino di coda». Occorre dare una precisa tutela al lavoro intermittente, cioè quello caratterizzato da una prestazione d'opera forzatamente e volutamente saltuaria con cambiamento, anche quotidiano, dei luoghi e dei datori di lavoro, allo scopo di cercare di raggiungere e di programmare il numero più elevato possibile di prestazioni. Il lavoro intermittente è tipico del mondo dello spettacolo, poiché lo spettatore difficilmente vede uno spettacolo più di una volta e dunque vi è una continua esigenza di cambiamento. È un lavoro particolare, perché subordinato alle esigenze sia del datore di lavoro sia dello spettatore, pur mantenendo l'artista le proprie caratteristiche di autonomia e di creatività; ciò riduce fortemente i diritti del lavoratore dello spettacolo. In materia fiscale, ad esempio, i lavoratori del settore sono obbligati a emettere fattura per le prestazioni professionali occasionali e per le prestazioni artistiche, analogamente ai liberi professionisti; devono pagare i contributi e gli oneri previdenziali come i dipendenti, senza avere spesso la possibilità di detrarre i costi legati all'attività (spese di trasporto della strumentazione, per la promozione, per la pubblicità e per l'abbigliamento, spese di gestione, per la sala prove, per il vitto e l'alloggio, per le autostrade e per i mezzi di trasporto pubblico). Tutti costi non detraibili, per legge, né ai fini fiscali né ai fini previdenziali, se non tramite partita IVA, partita IVA a regime minimo o a regime fiscale normale e, nel caso delle suddette partite IVA, con obbligo di studi di settore non congrui con la realtà dei fatti. Tali costi, molto spesso, non sono rimborsati dal datore di lavoro se non, a volte, con una diaria non coerente con le spese sostenute (12-13 euro giornalieri per legge) che dovrebbe coprire le spese di vitto e alloggio. In tale disegno di legge si propone, inoltre, l'adeguamento dei rimborsi spese di viaggio, vitto e alloggio a quelli dei liberi professionisti di altre categorie professionali, come da tabella ACI per i viaggi e produzione di fatture e scontrini per il vitto e alloggio prevedendo un massimo di tetto di spesa (per vitto e alloggio) di 40 euro giornalieri. Il presente disegno di legge si compone di sette articoli. L'articolo 1 è volto a prevedere l'estensione di alcune tutele ai lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, che ora ne sono sprovvisti. In primo luogo si provvede a individuare i lavoratori a cui applicare la nuova disciplina. I beneficiari sono tutti i lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, artisti e tecnici, che hanno rapporti di natura autonoma o subordinata, ma saltuari, e il cui impegno lavorativo è limitato alle diverse fasi della realizzazione di uno spettacolo. Si tratta delle figure professionali individuate dall'ordinamento dell'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (INPS-EX ENPALS), con l'esclusione di coloro che hanno rapporti di lavoro di natura subordinata e a tempo indeterminato e che, pertanto, già si vedono applicare tale regime. Le tutele in questione sono la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (comma 2) e l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (comma 3). Fondamentale, ai fini di un'esauriente e aggiornata applicazione delle suddette disposizioni, è la previsione del comma 1, volta a offrire una più precisa definizione di tali rapporti di lavoro e a individuare gli ambiti in cui si può esplicare l'attività delle varie figure professionali che contribuiscono alla produzione dei prodotti altamente culturali e dello spettacolo. All'articolo 2 è prevista la regolamentazione del rapporto di lavoro tramite un apposito «foglio d'ingaggio», ovvero un contratto di scrittura privata. Inoltre si rende necessario, tramite trattative sindacali, l'adeguamento del salario minimo sindacale previsto dal CCNL che ad oggi è di 47,68 euro netti giornalieri con un trattamento minimo mensile di pensione pari a 501,89 euro (dati ufficiali INPS). Si rende necessaria altresì una regolamentazione ufficiale che riguardi la tempistica massima di pagamento di tali prestazioni entro sessanta giorni continuativi dall'approvazione del finanziamento da parte di enti pubblici (comuni, regioni, Stato), per una manifestazione culturale è il pagamento dell'artista da parte del committente entro settantacinque giorni continuativi a partire dal giorno della firma del foglio d'ingaggio. Si rende necessaria una regolamentazione degli orari di prova. L'articolo 3 prevede le modalità di individuazione delle tipologie di spese deducibili ai fini della determinazione della retribuzione imponibile e la creazione di una partita IVA speciale dedicata ai lavoratori dello spettacolo a tempo determinato (INPS-EX ENPALS). Tale partita IVA, solo per coloro che risulteranno iscritti all'Albo, reintrodurrà la partita IVA a regime minimi (fino a 30.000 euro annui) valida fino al 2011 e una speciale partita IVA, sempre per gli iscritti all'albo, con IVA al 10 per cento. L'articolo 4 istituisce il registro dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, finalizzato alla certificazione della professionalità dei soggetti iscritti. L'articolo 5 indica i criteri per la programmazione della musica dal vivo. L'articolo 6 modifica l'ambito di applicazione del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, concernente la disciplina dell'imposta sugli intrattenimenti, e integra alcune disposizioni vigenti riguardanti l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa alla musica dal vivo. Sempre con riferimento alla musica dal vivo, il comma 2 dell'articolo in oggetto provvede a darne una precisa definizione. Il comma 4 prevede la possibilità per le aziende private che sponsorizzano eventi culturali di detrazioni fiscali per il 90 per cento della cifra devoluta a tali attività. L’articolo 7 prevede, infine, attraverso una novella all’articolo 48 del codice delle leggi antimafia, la costituzione presso ogni comune di un fondo per il finanziamento di eventi culturali, controllato da un ufficio apposito dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente.. I TUTELA PROFESSIONALE DEI LAVORATORI DEL SETTORE DELLO SPETTACOLO, DELL'INTRATTENIMENTO E DELLO SVAGO 1 (Tutele assicurative) 1 Le disposizioni previste dal presente capo si applicano ai lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago che nell'ambito delle categorie di cui all'articolo 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, sono raggruppati, con le modalità di cui al secondo comma del suddetto articolo 3, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 15 marzo 2005, recante adeguamento delle categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei lavoratori dello spettacolo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 7 aprile 2005. Tali lavoratori svolgono la propria attività per la realizzazione di spettacoli e di opere dell'ingegno, in modo saltuario, intermittente, differenziato nei tempi e nei luoghi e con rapporti di lavoro di natura autonoma o subordinata; tali attività possono avere luogo con o senza la presenza di pubblico, anche se comunque destinate a un pubblico o a un committente, e sono rese disponibili con ogni forma di rappresentazione e con la fissazione su ogni supporto tecnico disponibile, al fine di consentire ai destinatari di accedervi nei modi e nei luoghi scelti da essi individualmente. 2 La nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, si applica ai lavoratori di cui al comma 1. 3 L'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, prevista dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, è estesa ai lavoratori di cui al comma 1 e deve essere obbligatoria. 4 Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale dei prestatori e dei datori di lavoro del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono disciplinate le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo. 2 (Foglio d'ingaggio) 1 I rapporti di lavoro per i lavoratori di cui all'articolo 1 sono formalizzati con un contratto di scrittura privata, denominato «foglio d’ingaggio», in cui sono prioritariamente indicate, avendo a riferimento il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore, le condizioni economiche, le mansioni, la durata dell'incarico comprensivo dell'eventuale periodo di prova, nonché la disciplina relativa agli obblighi fiscali previdenziali e assicurativi, inclusa la previsione del pagamento dell'artista entro settantacinque giorni dalla data del contrattto. 3 (Retribuzione imponibile) 1 Ai fini della determinazione della retribuzione imponibile relativa alle attività previste dai fogli d’ingaggio, sono riconosciute le deduzioni per i costi di ammortamento per l'acquisto, la manutenzione e la riparazione delle strumentazioni tecniche, artistiche e coreografiche, nonché le spese relative ai mezzi di trasporto, al vitto e all'alloggio, per un massimo di 40 euro giornalieri, purché funzionalmente necessarie all'esecuzione della prestazione lavorativa e debitamente documentate. 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, sono individuate le tipologie di spese per le quali sono riconosciute le deduzioni di cui al comma 1. 4 (Registro dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago) 1 È istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il registro dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, di seguito denominato «registro», al quale si iscrivono i prestatori d'opera che svolgono le attività di cui all'articolo 1, comma 1, finalizzato alla certificazione della professionalità dei soggetti iscritti. 2 L'iscrizione al registro è requisito vincolante per l'esercizio delle attività di cui all'articolo 1, comma 1. 3 L'iscrizione al registro è riconosciuta ai lavoratori in possesso dei titoli rilasciati da istituti pubblici e privati autorizzati alla formazione artistica o professionale nelle attività di cui all'articolo 1, comma 1, o che possono dimostrare l'esercizio di tali attività, tramite la presentazione di contratti e programmi di sala. 4 Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, dell'intrattenimento e dello svago, sono definite le modalità di raccolta e di verifica delle richieste di iscrizione, nonché di gestione del registro, o di singole partizioni di esso, da parte di soggetti pubblici e privati abilitati a tale funzione sulla base di apposite convenzioni. II DISPOSIZIONI FISCALI PER LA PROGRAMMAZIONE E L'ESERCIZIO DELLA MUSICA DAL VIVO 5 (Criteri per la programmazione della musica dal vivo) 1 Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con proprio decreto, adotta apposite linee guida per la programmazione della musica dal vivo, da finanziare tramite lo stanziamento di apposite risorse del Fondo unico per lo spettacolo, tenendo conto delle specificità estetiche, musicali e artistiche delle opere dei diversi stili e generi musicali e, in particolare, dei seguenti criteri: a spettacoli e concertistica: programmazione di opere di musica classica per una quota pari al 70 per cento e di opere di musica contemporanea per una quota pari al 30 per cento. Le opere di musica contemporanea sono realizzate con finanziamenti pubblici; b enti teatrali e fondazioni: programmazione, realizzata prioritariamente con finanziamenti pubblici, di progetti multimediali e di opere teatrali contemporanei per una quota pari al 30 per cento e di opere teatrali e di balletti della tradizione locale, nazionale, europea e intercontinentale per una quota pari al 70 per cento; c mezzi di informazione: formazione e diffusione artistiche e culturali attraverso la Radiotelevisione italiana Spa (RAI), canale RAI Tre; quota percentuale riservata alla programmazione del settore del 30 per cento; d musica classica e contemporanea: produzione di composizioni specifiche, realizzate con finanziamenti pubblici, da commissionare ad autori di chiara fama internazionale e a giovani compositori italiani ed europei, mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza annuale o biennale; e ricerca artistica e scientifica: incentivazione di produzioni originali e individuali, scelte mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza semestrale o annuale; f istituzioni accademiche e universitarie: promozione di progetti di formazione iniziale e specialistica musicale, scelti mediante una selezione pubblica, per soli titoli artistici e culturali, da effettuare con cadenza annuale; g pubblicazioni: incentivazione di produzioni di tipo editoriale, discografico e multimediale, realizzate con finanziamenti pubblici; h organizzazioni non lucrative di utilità sociale: progetti di eventi con tematiche innovative e di ricerca scientifica e artistica, scelti mediante una selezione pubblica; i convegni e seminari: proposte di convegni e di seminari su tematiche innovative e su approfondimenti relativi alla musica e allo spettacolo dal vivo, realizzati con finanziamenti pubblici. 6 (Disposizioni fiscali) 1 I crediti d'imposta, previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 22 settembre 2000, n. 310, adottato ai sensi dell’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, si applicano alle attività di spettacolo, di intrattenimento e di svago, con riferimento alle sole esecuzioni musicali di qualsiasi genere, alle discoteche e alle sale da ballo per i soli eventi nei quali l'esecuzione della musica dal vivo ha un'opportuna rilevanza nel complesso delle esecuzioni di durata superiore a sessanta minuti giornalieri, nel rispetto delle seguenti condizioni: a i musicisti siano iscritti al registro; b i musicisti non siano organizzati in forme associative a carattere amatoriale. 2 Per musica dal vivo si intende l'emissione attraverso l'armonizzazione di suoni polifonici realizzati tramite l'uso diretto di uno o più strumenti originali, quali il pianoforte, la fisarmonica, la chitarra e l'organo. La musica eseguita con basi musicali precostituite, qualsiasi sia il supporto, è equiparata alla musica dal vivo solo se utilizzata in modo complementare e non sostitutivo. 3 L'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) relativa alla musica dal vivo eseguita nei luoghi di intrattenimento e di svago, nell’ambito di pubblici esercizi, discoteche, sale da ballo, concertini e piano bar comprese le multisale, è equiparata a quella relativa ai concerti e agli spettacoli teatrali e cinematografici previsti dalla tabella A, parte III, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. La medesima aliquota è applicata contestualmente nei fogli d’ingaggio di cui all'articolo 2 allo scopo utilizzati. 4 Le aziende pubbliche e private che sostengono eventi culturali di qualunque categoria, detraggono il 90 per cento della cifra investita. 7 ( Modifica all’articolo 48 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 ) 1 All’articolo 48 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: « 1- ter. L’Agenzia versa il 3 per cento del totale delle somme di cui al comma 1 per la costituzione di un fondo presso ogni comune finalizzato a sponsorizzare eventi musicali e culturali, nonché ad aiutare enti ed associazioni culturali nello svolgimento della loro attività educativa. L’uso di tale fondo è controllato da un apposito ufficio presso le sedi dell’Agenzia delle entrate territorialmente competenti. Le somme del fondo devono essere interamente investite alla conclusione dell’anno solare in corso. I comuni devono concedere l’uso gratuito, su richiesta, delle sale, dei palazzi storici e degli immobili di proprietà qualora richieste da enti o associazioni culturali, per lo svolgimento di iniziative culturali, siano esse gratuite o previa emissione di biglietto».