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Art. 6 1. La Direzione generale delle risorse forestali, montane e idriche ha competenza in materia di: a) politica forestale e montana negli aspetti protettivi, produttivi e ambientali; b) partecipazione all'elaborazione di direttive e regolamenti comunitari inerenti il comparto forestale; c) interventi di carattere nazionale nella materia sub a); d) adempimenti relativi alle convenzioni internazionali in materia di protezione della fauna e della flora, salvo quanto previsto all'art. 7, comma 1, lettera e); e) ricerca e sperimentazione in materia forestale; f) attività di cui all'art. 5, comma 1, lettera m), limitatamente alle specie forestali; g) polizia forestale e ambientale; h) programmazione e coordinamento nonché attività e interventi di carattere nazionale per la prevenzione degli incendi boschivi e la difesa dagli stessi; i) istruttoria per il coordinamento delle iniziative regionali nella elaborazione dei piani di irrigazione; l) interventi strutturali di carattere nazionale relativamente all'irrigazione, alla bonifica e alla sistemazione del territorio; m) assetto, anche urbanistico, del territorio rurale, disciplina e salvaguardia dell'ambiente naturale; n) iniziative per la difesa del suolo; o) affari concernenti le funzioni di cui all'art. 2, comma 4, lettera d), della legge n. 491 del 1993. 2. La Direzione generale delle risorse forestali, montane e idriche esercita le funzioni di cui all'art. 2 del decreto legislativo 12 marzo 1948, n. 804, e successive modificazioni ed integrazioni, e sovraintende alla gestione dei beni dell'ex Azienda di Stato per le foreste demaniali e di quelli di cui all'art. 68 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616. 3. Le funzioni di cui alle lettere h), m) ed n) del comma 1 sono svolte fatte salve le competenze degli altri dicasteri. Note all'art. 6: - La lettera d), comma 4, dell'art. 2 della citata legge n. 491/1933 prevede il trasferimento al Ministero, nei limiti di cui al comma 3 (v. in nota all'art. 5), delle funzioni "in materia di opere di raccolta, adduzione e distribuzione primaria della acque irrigue di rilevanza nazionale, ivi comprese quelle già esercitate dal Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e dall'Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, in attuazione della previsione di cui all'art. 3, comma 1, lettera c), della legge 19 dicembre 1992, n. 488, ed agli articoli 7, 9 e 10 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, fatte salve le determinazioni in ordine alle relative strutture ed al personale connesso, da adottare in sede di attuazione complessiva dello stesso art. 3 della citata legge n. 488 del 1992". - Il testo dell'art. 2 del D.Lgs. n. 804/1948 (Norme di attuazione per il ripristino del Corpo forestale dello Stato) è il seguente: "Art. 2. - I servizi forestali sono esercitati al centro da una Direzione generale delle foreste presso il Ministero dell'agricoltura e delle foreste, la quale presiede anche all'amministrazione del personale forestale. La Direzione generale sostituisce il Comando centrale della soppressa Milizia nazionale forestale già previsto nell'art. 1 del regio decreto 29 maggio 1941, n. 489. Conseguentemente è istituito un posto di Direttore generale (grado 4›). Ai servizi di ragioneria provvede la Ragioneria centrale presso il Ministro dell'agricoltura e delle foreste". - Si trascrive inoltre l'art. 33 della legge n. 991/1952 (Provvedimenti in favore dei territori montani): "Art. 33 (Direzione generale per l'economia montana e per le foreste). - La Direzione generale delle foreste, presso il Ministero dell'agricoltura e delle foreste, assume la denominazione di Direttore generale per l'economia montana e per le foreste. Oltre le funzioni fin qui esercitate, alla suddetta Direzione generale spetta anche il compito di presiedere e coordinare tutte le attività contemplate dalla presente legge e di gestire i fondi dei quali è prevista l'erogazione". - L'art. 68 del D.P.R. n. 616/1977, in materia di delega e di trasferimenti di funzioni statali alle regioni a statuto ordinario, è così formulato: "Art. 68 (Azienda di Stato per le foreste demaniali). - L'Azienda di Stato per le foreste demaniali è soppressa. Le funzioni e i beni dell'Azienda sono trasferiti alle regioni in ragione della loro ubicazione. Dal trasferimento sono esclusi: i terreni dati in concessione al Ministero della difesa e sui quali sono stati realizzati impianti militari; le caserme del Corpo forestale dello Stato; i terreni e le aree boschive, in misura non superiore all'1 per cento della superficie complessiva della aree costituenti il patrimonio immobiliare dell'Azienda, da destinare a scopi scientifici, sperimentali e didattici di interesse nazionale. Tali aree sono identificate entro il 31 dicembre 1978 con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministri per l'agricoltura e le foreste e per la difesa. Dal trasferimento possono essere altresì esclusi, ove non destinabili ad attività di competenza regionale, alberghi, edifici di abbazie o di conventi ed altri fabbricati, previa identificazione da effettuare entro il 31 dicembre 1978, da parte della commissione di cui all'art. 113. Sono parimenti trasferiti alle regioni i rapporti giuridici relativi a beni in corso di acquisizione da parte dell'Azienda al momento dell'entrata in vigore del presente decreto. I crediti e i debiti sono ripartiti fra le regioni in proporzione alla superficie dei beni patrimoniali attribuiti a ciascuna di esse. L'amministrazione statale, ai fini di cui al primo comma, punto c), dell'art. 71, può avvalersi delle eventuali aziende forestali regionali e delle strutture regionali e locali di gestione dei patrimoni boschivi. I rapporti reciproci sono regolati da apposite convenzioni".