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Abrogazione dell'articolo 99 della Costituzione per la soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge costituzionale ha come scopo quello di ridurre i costi della politica. Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), come è noto, è un organismo di rilevanza costituzionale, al quale la nostra Costituzione affida una funzione di consulenza delle Camere e del Governo fondamentalmente sulle materie e sulla legislazione economica e sociale. Ad esso è anche riconosciuto dalla stessa Costituzione il potere di iniziativa legislativa. L'ente è stato per lungo tempo un simbolo dell'alta burocrazia statale tanto da essere definito la «terza Camera dello Stato». Per fare ciò il dettato costituzionale ha previsto che esso debba essere composto da persone esperte nelle materie anzidette, nonché da rappresentanti delle categorie produttive in relazione alla rispettiva importanza numerica e rappresentativa di queste ultime. Dopo oltre cinquanta anni di storia, il CNEL ha prodotto risultati nettamente inferiori a quelle che con tutta probabilità erano le aspettative dei Costituenti. Sono stati prodotti: 96 pareri, 350 testi di osservazioni e proposte, 14 disegni di legge, 270 rapporti e studi, 90 relazioni, 130 dossier che raccolgono gli atti di convegni ospitati al CNEL, 20 protocolli e collaborazioni istituzionali. Per un totale di 970 documenti dalla sua nascita. Ad oggi il CNEL è composto da 64 consiglieri (che nel 2011 erano persino 121), con mandato di 5 anni che può essere riconfermato. I consiglieri si suddividono in: 10 esperti qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente de Consiglio dei ministri; 48 rappresentanti delle categorie produttive, dei quali 22 in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui 3 in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, 9 in rappresentanza del lavoro autonomo e 17 in rappresentanza delle imprese; 6 in rappresentanza delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, rispettivamente tre designati dall'Osservatorio nazionale dell'associazionismo e tre designati dall'Osservatorio nazionale per il volontariato. Il presidente del CNEL viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica al di fuori degli altri componenti. Secondo i dati disponibili sul sito del CNEL, ogni anno lo Stato stanzia per l'organo consultivo tra i 15 e i 20 milioni di euro. Per l'anno 2015 l'ente ha potuto contare su entrate provenienti dal bilancio dello Stato per un importo di 8,715 milioni di euro. In sostanza, nelle attuali condizioni, il CNEL si presenta come un organismo sostanzialmente superfluo. Dotato di una struttura corposa e che ci costa milioni di euro l'anno ed è per questo che ritengo che la sua soppressione non possa in alcun modo incidere negativamente sul Paese. Tale provvedimento, contenuto nell'articolo 1 del presente disegno di legge costituzionale, permette di realizzare un forte risparmio all'anno, ma soprattutto rappresenta un segnale positivo che la politica può dare a tutti i cittadini. Confido in una sua celere approvazione.. 1 1 L'articolo 99 della Costituzione è abrogato.