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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 47 COLTORTI La seduta inizia alle ore 15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore D'ARIENZO ( PD ) osserva che è in corso nel Paese un ampio dibattito avente ad oggetto la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali. Un tema così rilevante per lo sviluppo e la crescita sembrerebbe attualmente rimesso alla valutazione di un organo tecnico, quale è la commissione incaricata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di effettuare l'analisi costi-benefici in merito alla linea ferroviaria Torino - Lione. È invece assolutamente opportuno che tale dibattito approdi in una sede politica e che la Commissione lavori pubblici possa essere in esso coinvolta e svolgere il ruolo che le è proprio. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) si associa a quanto dichiarato dal senatore D'Arienzo. Il PRESIDENTE informa che richieste di analogo tenore sono già state avanzate - nel corso della riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi che è appena terminata - dal senatore Margiotta e dal senatore Ruspandini e che in quella sede si è convenuto di individuare in tempi rapidi le modalità più opportune per un coinvolgimento della Commissione. IN SEDE CONSULTIVA Ddl 944 - Legge di delegazione europea 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) La relatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il provvedimento in titolo. Il disegno di legge, relativo alla legge di delegazione per il 2018, giunge in Senato dopo l'approvazione da parte della Camera. La Commissione è chiamata ad esaminarlo in sede consultiva, per le parti che riguardano la sua competenza, ai fini della trasmissione di una relazione alla 14ª Commissione. Il testo si compone di 23 articoli e di un Allegato, che reca l'elenco delle direttive da recepire in base alla delega contenuta all'articolo 1. L'articolo 2 delega il Governo ad adottare disposizioni per la disciplina sanzionatoria di violazioni di atti normativi dell'Unione europea. Gli articoli da 3 a 23 definiscono i princìpi e i criteri direttivi specifici cui il Governo si deve attenere in sede di attuazione di alcune delle direttive ricomprese nell'Allegato A. Toccano materie di competenza della 8ª Commissione gli articoli 16, 17 e 18, non modificati nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, che si riferiscono al recepimento di tre direttive europee con le quali è stato rivisto il quadro normativo relativo a taluni aspetti del trasporto dei passeggeri su nave, al fine di apportarvi semplificazioni e di aumentare, al contempo, il livello generale della sicurezza. Tutte e tre le direttive fissano il termine di recepimento al 21 dicembre 2019. L'articolo 16, in particolare, riguarda l'attuazione della direttiva (UE) 2017/2108, che ha modificato alcune parti della precedente direttiva 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri, recante prescrizioni tecniche dettagliate in materia di costruzione, stabilità, protezione antincendio e attrezzature di salvataggio su tali navi. Nel fissare i princìpi e i criteri direttivi cui il Governo si deve attenere, il comma 1 dell'articolo indica innanzitutto la necessità di adeguare alle novità introdotte a livello europeo le disposizioni vigenti nell'ordinamento interno, con specifico riferimento al decreto legislativo n. 45 del 2000 sulla sicurezza delle navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali, abrogando esplicitamente le norme superate, nonché al regolamento n. 435 del 1991 sulla sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, allo scopo di uniformare il livello di sicurezza per tutte le categorie di navi. Nella relazione illustrativa del disegno di legge presentato dal Governo si sottolinea come, tra le modifiche recate dalla nuova direttiva, vi sia l'esclusione dal suo campo di applicazione per le navi da passeggeri inferiori ai 24 metri di nuova costruzione: nell'ordinamento interno, quindi, tale categoria di navi non potrà rientrare nella disciplina del decreto legislativo n. 45, che costituisce il riferimento per il recepimento della normativa comunitaria, quanto piuttosto in quello del regolamento n. 435: di qui l'esigenza di adeguare anche le norme di tale regolamento, al fine di armonizzare il livello di sicurezza per tutte le categorie di navi passeggeri. Gli ulteriori criteri direttivi indicati nel comma 1 dispongono la previsione di misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive per i casi di inosservanza delle norme di sicurezza o di altre violazioni, attribuendo la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative al capo del compartimento marittimo. Il comma 2 indica i Ministri coinvolti nella predisposizione dei decreti legislativi di recepimento della direttiva (UE) 2017/2108. Il comma 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 17 reca i princìpi e i criteri direttivi per l'esercizio della delega relativa all'attuazione della direttiva (UE) 2017/2109, che novella le direttive vigenti in materia sia di registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri sia di formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e in partenza da tali porti. La finalità della direttiva è quella di facilitare, alla luce dello sviluppo dei nuovi sistemi tecnologici, l'accesso alle informazioni sul numero e l'identità delle persone presenti a bordo delle navi, con particolare riferimento alle esigenze connesse alla gestione delle emergenze e degli incidenti in mare. I princìpi e i criteri direttivi, specificati al comma 1, prevedono la modifica e l'integrazione delle disposizioni vigenti nell'ordinamento interno, con esplicito riferimento al decreto-legge n. 179 del 2012, che ha recepito taluni aspetti della previgente direttiva 2010/65/UE sulle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri, nonché al decreto legislativo n. 196 del 2005, emanato in attuazione delle norme europee sull'istituzione di un sistema di monitoraggio e informazione sul traffico navale. Si prevede inoltre l'abrogazione, con una nuova formulazione della disciplina, del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 13 ottobre 1999, con il quale sono state dettate le norme per la registrazione delle persone a bordo delle navi. Anche in questo caso, come nel precedente, gli ulteriori criteri di delega riguardano la previsione di misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive per i casi di inosservanza delle norme che verranno introdotte ed individuano nel capo del compartimento marittimo l'autorità competente per l'irrogazione delle sanzioni. I commi 2 e 3 dell'articolo contengono, rispettivamente, l'indicazione dei Ministri coinvolti nella predisposizione dei decreti legislativi e la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 18 reca i princìpi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2017/2110, finalizzata a garantire l'esercizio in sicurezza di navi ro-ro da passeggeri (ossia navi aventi dispositivi che consentono di caricare e scaricare veicoli stradali e ferroviari e che trasportano più di 12 passeggeri) e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea, mediante la definizione di un sistema di ispezioni che assicuri livelli omogenei di controllo e sicurezza nei vari Stati membri ed elimini al contempo talune sovrapposizioni tra le varie tipologie di ispezioni attualmente previste da norme sia europee che interne. Anche in questo caso i princìpi e i criteri direttivi, contenuti nel comma 1, fanno riferimento alla necessità di modificare la normativa nazionale per adeguarne i contenuti a quelli della nuova direttiva. Si tratta, in particolare, di abrogare il decreto legislativo n. 28 del 2001, con il quale era stata recepita la normativa europea sulle visite obbligatorie per la sicurezza del trasporto passeggeri di linea, nonché di adeguare le disposizioni del decreto legislativo n. 53 del 2011, di recepimento della direttiva 2009/16/CE (cd. direttiva Port State Control ). Gli altri criteri di delega riguardano la necessità di introdurre misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive per la violazione della nuova normativa ed individuano nel capo del compartimento marittimo l'autorità competente per l'irrogazione delle sanzioni. Anche l'articolo in esame, ai commi 2 e 3, contiene l'indicazione dei Ministri cui compete l'adozione dei decreti legislativi nonché la clausola di invarianza finanziaria. Nell'Allegato A, che contiene l'elenco delle direttive da recepire secondo le procedure e i criteri indicati agli articoli 31 e 32 della legge n. 234 del 2012, oltre alle direttive richiamate negli articoli da 16 a 18 del disegno di legge, figurano altre tre direttive che interessano la competenza della 8ª Commissione. Si tratta, in particolare, della direttiva (UE) 2017/2397, che istituisce un quadro comune europeo in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali minime per la navigazione interna, stabilendo le condizioni e le procedure per la certificazione delle qualifiche ed il loro riconoscimento negli Stati membri. Il termine per il recepimento è fissato al 17 gennaio 2022, ma agli Stati, come l'Italia, le cui vie navigabili interne non hanno un collegamento transfrontaliero, è consentito recepire solo talune delle disposizioni introdotte. E' poi presente nell'Allegato la Direttiva (UE) 2018/131, con la quale viene attuato l'accordo europeo tra le parti sociali del 5 dicembre 2016, finalizzato ad introdurre nell'ordinamento dell'Unione europea le modifiche alla Convenzione sul lavoro marittimo (CLM) del 2006 concordate in sede di Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Il termine per il recepimento, in questo caso, è fissato al 16 febbraio 2020. L'ultima direttiva di interesse è la direttiva (UE) 2018/645, che modifica le precedenti direttive sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri e sulla patente di guida. Per questa direttiva, il termine di recepimento è fissato al 23 maggio 2020. Il seguito dell'esame è rinviato. Ddl 1018 - d-l n. 4/2019 reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Parere alla 11 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore FEDE ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo. Nel Capo I (articoli 1- 13), l'articolo 1 istituisce, a decorrere dal 1° aprile 2019, il reddito di cittadinanza. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, il nuovo istituto assume la denominazione di pensione di cittadinanza. Gli articoli 2 e 3 disciplinano i requisiti e la misura del beneficio, mentre l'articolo 4 stabilisce i relativi obblighi (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e sottoscrizione di un Patto per il lavoro o di un Patto per l'inclusione sociale).L'articolo 6 dispone l'istituzione di due piattaforme digitali, presso l'ANPAL e presso il Ministero del lavoro, al fine di consentire l'attivazione e la gestione dei suddetti Patti e per finalità di analisi, monitoraggio, valutazione e controllo. Le cause di decadenza, ovvero di riduzione del beneficio, sono definite dal successivo articolo 7, che reca anche sanzioni penali.L'articolo 8 introduce incentivi in favore: dei datori di lavoro privati che assumano, a tempo pieno e indeterminato, soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza; degli enti di formazione accreditati, qualora essi concorrano all'assunzione dei suddetti beneficiari; dei beneficiari medesimi che avviino un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione del reddito. L'articolo 12 reca un complesso di norme finanziarie per l'attuazione del reddito di cittadinanza. Oltre a definire i limiti di spesa per l'erogazione della misura, esso destina risorse: in favore di ANPAL Servizi S.p.A., al fine di consentire la stipulazione di contratti con le professionalità necessarie ad organizzare l'avvio del reddito di cittadinanza e per la stabilizzazione del personale a tempo determinato; per le attività dei centri di assistenza fiscale relative al reddito di cittadinanza e alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU); per l'assunzione di personale da parte dell'INPS; nonché per le spese organizzative e di comunicazione del Ministero del lavoro. Il Capo II del decreto-legge (articoli 14-26) introduce, in via sperimentale, per il triennio 2019-2021, il diritto a conseguire la pensione anticipata in presenza di un requisito anagrafico pari a 62 anni e di un'anzianità contributiva minima di 38 anni (cosiddetta "Quota 100"). Il Capo reca anche ulteriori disposizioni pensionistiche. Tra l'altro, l'articolo 15 concerne la disciplina generale della pensione anticipata, confermando fino al 31 dicembre 2026 il requisito consistente in un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. L'articolo 16 estende l'istituto sperimentale per il pensionamento anticipato delle donne ("opzione donna"). L'articolo 17 blocca fino al 31 dicembre 2026 gli incrementi dell'età pensionabile per effetto dell'aumento della speranza di vita in favore dei lavoratori precoci. L'articolo 18 proroga dal 2018 al 2019 l'applicazione dell'istituto sperimentale dell'APE sociale. L'articolo 20 detta disposizioni in materia di riscatti di periodi non coperti da contribuzione presso forme di previdenza obbligatoria né soggetti ad alcun obbligo contributivo, nonché dei corsi di studio universitario. L'articolo 25 reca alcune modifiche all'ordinamento dell'INPS e dell'INAIL. Il Capo III del decreto-legge (articoli 27-29) reca le disposizioni finali. In particolare, l'articolo 27 reca una serie di disposizioni in materia di giochi. Si prevedono, tra l'altro, l'elevamento di alcune imposte, l'introduzione di corrispettivi una tantum nell'ambito di alcuni procedimenti amministrativi, nonché alcune modifiche intese all'inasprimento e all'ampliamento dell'apparato sanzionatorio. L'articolo 28 prevede l'incremento del Fondo per interventi strutturali di politica economica e reca le norme per la copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle disposizioni del decreto-legge, nonché norme sul monitoraggio e la salvaguardia finanziaria. Con particolare riferimento ai profili di competenza dell'8ª Commissione, l'articolo 26 reca modifiche alla disciplina del Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo (anche denominato Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale). Tale Fondo è stato istituito con la finalità di favorire il mutamento e il rinnovamento delle professionalità, nonché di realizzare politiche attive di sostegno del reddito e dell'occupazione dei lavoratori del settore, mediante: il finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale anche in concorso con gli appositi fondi nazionali, territoriali, regionali o comunitari; l'erogazione di specifici trattamenti a favore dei lavoratori interessati da riduzioni dell'orario di lavoro (ivi compresi i contratti di solidarietà), da sospensioni temporanee dell'attività lavorativa o da processi di mobilità secondo modalità da concordare tra azienda ed organizzazioni sindacali. Il decreto-legge in esame interviene sulla destinazione delle maggiori somme derivanti dall'incremento di 3 euro dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco, disposto dall'articolo 6- quater del decreto-legge n. 7 del 2005. Il quadro normativo previgente prevedeva che tali somme fossero destinate, fino al 31 dicembre 2018, al suddetto Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale e che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, venissero invece integralmente riversate alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali dell'INPS. Il provvedimento in esame ha differito di un anno, al 1° gennaio 2020, tale cambio di destinazione, prevedendo che, per l'anno 2019, il 50 per cento delle somme vada al Fondo e il 50 per cento all'INPS. L'articolo 26 in esame ha inoltre abrogato i commi 5 e 6 dell'articolo 13- ter del decreto-legge n. 113 del 2016, che avevano introdotto, per il solo anno 2019, un ulteriore incremento dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco di 0,32 euro, che andava ad aggiungersi a quello già menzionato di 3 euro e il cui gettito sarebbe stato acquisito a patrimonio netto del Fondo. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) rileva che il decreto in esame ha un contenuto estremamente ampio, che molte delle disposizioni in esso contenute hanno natura ordinamentale e che esso fa rinvio ad un numero particolarmente elevato di provvedimenti attuativi, molti dei quali privi di un termine di adozione, sintomo dell'insussistenza delle circostanze straordinarie di necessità e urgenza che legittimano l'adozione di un decreto-legge. Nel merito, il reddito di cittadinanza rappresenta una misura assistenzialista con limitatissime possibilità di rappresentare un incentivo al lavoro. Al contrario, esso creerà soggetti privi della capacità di inserirsi nel mercato del lavoro. Tale misura, inoltra, viene realizzata attraverso un reperimento di risorse pubbliche totalmente in deficit , come previsto dall'ultima legge di bilancio, che secondo numerosi esponenti del Governo sarebbe funzionale alla lotta alla povertà, al rilancio dei consumi e degli investimenti privati. Ma questa è una visione demagogica e strumentale, in quanto l'unico modo di sconfiggere la povertà è l'occupazione, che consegue alla ripresa della produzione e di conseguenza dei consumi. L'introduzione del reddito di cittadinanza non rappresenta la soluzione della povertà, ma solo la certezza che la stessa viene stabilizzata ed estesa alle fasce più deboli della società con un aggravio insostenibile per il ceto medio, sul quale ricadrà il maggior peso fiscale del finanziamento del reddito di cittadinanza, quando il ricorso al deficit non sarà più praticabile. Sarebbe stato più sensato utilizzare le risorse stanziate per mettere le imprese in condizione di assumere e creare quel circolo virtuoso che solo la crescita della produttività può consentire e garantire. Inoltre, tutta la struttura del reddito di cittadinanza ruota intorno ai centri per l'impiego, ma secondo i dati dell'Istat, solo lo 0,7 per cento dei soggetti che si sono rivolti a un centro per l'impiego nel 2017 ha ricevuto un'offerta di lavoro. E, ad ogni modo, i tempi amministrativi per procedere al rafforzamento delle strutture burocratiche sono assolutamente incompatibili con la previsione dell'avvio della misura dal prossimo mese di aprile, con il rischio che in questo modo il reddito di cittadinanza diventi solo una misura assistenziale, non condizionata all'inserimento lavorativo. Se l'erogazione del reddito avverrà prima del potenziamento dei centri per l'impiego, il beneficiario potrà continuare a fruirne senza la necessità di dover accettare almeno una delle tre proposte di lavoro previste dal decreto-legge. E' inoltre censurabile il fatto che ai Comuni venga delegato il riscontro dei requisiti di residenza e soggiorno per i soggetti che richiedono la misura, senza prevedere a loro favore conseguenti stanziamenti di nuovi strumenti e risorse finanziarie. Un'altra criticità consiste nel fatto che il reddito di cittadinanza sarà erogato anche a soggetti non italiani, che quindi si troveranno ad essere mantenuti dallo Stato italiano anche a scapito dei cittadini italiani in stato di bisogno. In conclusione, ritiene sconcertante il fatto che un nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza possa ricevere un importo superiore a quello di famiglie che percepiscono un reddito da lavoro. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ricorda che lo stesso presidente Berlusconi, nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018, alla luce dell'elevatissimo numero di italiani che versano in condizioni di povertà, aveva assunto l'impegno di garantire un reddito di 1.000 euro al mese per chi versa in stato di "povertà assoluta", nonché un "reddito di dignità", consistente nella differenza tra l'introito mensile di una famiglia e quello che viene indicato dall'Istat come reddito di dignità necessario' cioè 1.150 euro al mese, per chi si trova in stato di "povertà relativa". Il presidente COLTORTI ( M5S ) osserva che in altri Paesi che hanno previsto il solo reddito, senza misure attive di avviamento al lavoro, si è comunque prodotto un beneficio per le finanze pubbliche in quanto, ad esempio, sono migliorate le condizioni di salute dei percettori e, conseguentemente, sono diminuite le spese per l'assistenza sanitaria. I percettori del reddito si sono anche dimostrati maggiormente attivi nella ricerca di un'occupazione. A maggior ragione, produrrà effetti positivi una misura che affianca all'erogazione del reddito un sistema per potenziare l'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro. Il senatore DE SIANO ( FI-BP ) si associa a quanto dichiarato dal senatore Mallegni. È incontestabile il fatto che vi siano sacche di persone che vivono in uno stato di grande difficoltà economica, ma mentre la maggioranza individua come soluzione il reddito, che fornirà un incentivo a lavorare di meno, il gruppo di Forza Italia ritiene che la soluzione sia completamente diversa: creare opportunità di lavoro nuove, soprattutto nelle zone d'Italia che si trovano nelle situazioni più critiche, quale il Centro-Sud. Si tratta di un'impostazione culturale totalmente diversa. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) osserva che è evidente a tutti che la povertà è un problema e i governi di centro-sinistra della scorsa legislatura hanno adottato importanti misure volte ad affrontarlo, quali gli "80 euro", peraltro avversati dal M5S, e il reddito di inclusione. Il punto, oggi, è che le misure messe in campo dall'attuale Governo drenano tutte le risorse a disposizione. È una scelta di cui pagheranno le conseguenze altri settori della vita produttiva, il Pil e, in ultima analisi, tutti gli italiani. Perché non si è deciso di utilizzare le risorse in questione per effettuare, ad esempio, un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione che, specialmente nel Mezzogiorno, ha un'enorme necessità di forze nuove? O per aiutare le imprese a crescere e ad assumere? Il reddito di cittadinanza costituisce un messaggio devastante per i giovani sul piano culturale e sociale. Come accade per ogni politica, bisognerà poi effettuarne la valutazione ex post , ma le premesse paiono negative e, a tal proposito, invita le forze di maggioranza a non sottovalutare i rischi connessi alla nuova fase di recessione. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ) esprime soddisfazione per il fatto che la Commissione possa svolgere un dibattito che non si limiti ai profili tecnici di competenza, ma assuma una valenza politica, e afferma di guardare con grande attenzione alle misure contenute nel provvedimento in esame. Ricorda che i governi precedenti hanno prodotto risultanti importanti in termini di crescita e di contrasto della povertà, ma che quest'ultima continua a costituire un grave problema. In merito alle soluzioni individuate dall'attuale Esecutivo, individua però alcune criticità. In primo luogo, le due anime della coalizione di governo hanno visioni e linee politiche differenti e contrastanti e ciò non potrà che produrre conseguenze negative anche sul mercato del lavoro. In secondo luogo, si mette in piedi una complessa organizzazione burocratica che rischia di inficiare il raggiungimento degli obiettivi: sarebbe stato più efficace limitarsi ad un rafforzamento del già esistente reddito di inclusione. Infine, per realizzare queste misure sono stati svuotati interi settori del bilancio dello Stato, quali, ad esempio, quelli relativi al piano Industria 4.0 e alla realizzazione e alla manutenzione delle infrastrutture. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) osserva che il piano Industria 4.0 non è scomparso, ma è stato semplicemente riorientato in un'ottica di maggiore attenzione verso le piccole e medie imprese e conseguentemente ribattezzato Impresa 4.0. Rileva che sia il Partito Democratico che Forza Italia avevano introdotto, o prospettato l'esigenza di introdurre, misure analoghe al reddito di cittadinanza, perché la questione è solo una: come afferma Eurostat, sotto i 780 euro mensili si vive in povertà e la Carta costituzionale impone di garantire la dignità di tutti i cittadini. Ciò che caratterizza la misura adottata dall'attuale Governo rispetto a quelle realizzate o proposte dalle forze di opposizione sono proprio l'investimento sui centri per l'impiego, l'importanza data alle politiche attive e il coinvolgimento delle imprese. Il presidente COLTORTI ( M5S ) concorda con il fatto che le sperequazioni tra chi ha tanto e chi non ha nulla sono sempre maggiori e che il provvedimento in esame è finalizzato a garantire la dignità di tutte le persone. Si tratta di una soluzione nuova, che si confronterà con un mercato del lavoro in rapida evoluzione a causa anche dell'evolversi delle tecnologie, ma ciò che è certo è che le soluzioni adottate finora hanno fallito e che la forbice tra ricchi e poveri è aumentata. La senatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) ricorda di essersi confrontata spesso, da amministratrice locale, con cittadini che versavano in situazioni di grande disagio economico e sociale e che a volte si sentivano così umiliati da non avere neanche il coraggio di rivolgersi ai servizi sociali. Ritiene che sia quindi indispensabile agire in fretta e fare qualcosa per dare un aiuto a chi ha perso anche la dignità. Le misure introdotte dal provvedimento in esame sono quindi necessarie e verranno poi monitorate in fase di attuazione, al fine di apportare eventuali miglioramenti. Il senatore SANTILLO ( M5S ) rileva che, al contrario di quanto sostenuto dal senatore Mallegni, il reddito di cittadinanza non costituisce una misura assistenzialistica, bensì una misura proattiva di sostegno nella ricerca del lavoro, e che nessun nucleo familiare in cui sono percepiti redditi da lavoro si troverà ad avere meno di quanto percepito da una famiglia che beneficia del reddito di cittadinanza. Sottolinea l'importanza che il provvedimento in esame ha nel mettere a sistema le banche dati e le piattaforme informatiche e rendere così realmente conoscibili le offerte di lavoro. Con riferimento all'osservazione del senatore Mallegni secondo cui il reddito di cittadinanza andrà a ricadere sulle spalle del ceto medio, ribatte che il reddito di cittadinanza nasce dalla volontà dei partiti della maggioranza di venire incontro proprio al ceto medio, che è stato eroso e impoverito impietosamente dalla crisi economica degli ultimi anni. Del resto, altri partiti hanno governato per anni, nel recente passato, ma non si è vista traccia del circolo virtuoso menzionato dal senatore Mallegni. E la riprova è data dal fatto che, alle ultime elezioni, i cittadini hanno votato per un programma molto preciso, che viene ora realizzato con il provvedimento in esame. Con riferimento a quanto affermato dal senatore Margiotta, ricorda che l'ultima legge di bilancio ha previsto assunzioni in numerosi settori, quali, ad esempio, le infrastrutture, la giustizia e i beni culturali. Il reddito di cittadinanza è una misura che serve a dare da mangiare a chi non ne ha. Esso si traduce in un investimento ben maggiore rispetto al reddito di inclusione e comporta un potenziamento dei centri per l'impiego e un'azione finalizzata a far incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), ad integrazione del precedente intervento, chiarisce che nessuno contesta la scelta di affrontare il problema della povertà, ciò che si contesta sono le modalità con cui questo viene fatto, ad esempio non riconoscendo un ruolo sufficiente ai Comuni nella procedura, nonchè il fatto che la misura sia finanziata in deficit , invece che andando a ridurre capitoli specifici, e che non si fa nulla per mettere le imprese nelle condizioni di creare lavoro. Il seguito dell'esame è rinviato. INTEGRAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO Il PRESIDENTE comunica che l'ordine del giorno della Commissione è integrato con l'esame in sede referente del disegno di legge n. 727 (delega trasporto aereo). La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,25.