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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 113 BORGHESI La seduta inizia alle ore 9,15. IN SEDE CONSULTIVA (Doc. XXII, n. 24) Istituzione Commissione inchiesta salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Doc Doc. XXII, n. 24 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Parere alla 11ª Commissione su emendamenti. Esame. Parere in parte contrario, in parte non ostativo) Il PRESIDENTE , relatore, illustra gli emendamenti riferiti al Documento in titolo, il cui esame è stato rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri, e propone di esprimere un parere in parte contrario e in parte non ostativo, pubblicato in allegato. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore. IN SEDE REFERENTE (1570) D-l 105/2019 - sicurezza cibernetica DDL 1570 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (Esame e rinvio) La relatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra il decreto-legge n. 105 del 2019, in materia di sicurezza cibernetica, nel testo modificato dalla Camera dei deputati. Il provvedimento si compone di sette articoli. L'articolo 1 istituisce il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, al fine di assicurare la sicurezza di reti, sistemi informativi e servizi informatici necessari allo svolgimento di funzioni o alla prestazione di servizi, dalla cui discontinuità possa derivare un pregiudizio alla sicurezza nazionale. È demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, l'individuazione dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. In particolare, si fa riferimento ad amministrazioni pubbliche, nonché a enti e operatori nazionali, pubblici e privati  aventi una sede nel territorio nazionale, come specificato nel corso dell'esame presso la Camera - le cui reti e sistemi informativi e informatici sono necessari per l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, per l'assolvimento di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e il cui malfunzionamento, interruzione o uso improprio possono pregiudicare la sicurezza nazionale. Il medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dovrà fissare, sulla base di un'analisi del rischio e di un criterio di gradualità che tenga conto delle specificità dei diversi settori di attività, i criteri che i soggetti inclusi nel perimetro dovranno seguire nel compilare l'elenco delle reti, dei sistemi e dei servizi rilevanti ai fini della presente disciplina. Tale elenco dovrà essere aggiornato con cadenza almeno annuale. Resta ferma, per gli organismi di informazione e sicurezza, la specifica disciplina di cui alla legge n. 124 del 2007 recante "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto". Entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto, gli elenchi così predisposti sono inviati alla Presidenza del Consiglio dei ministri dai soggetti pubblici e dai soggetti che intendono fornire servizi fiduciari qualificati o svolgere l'attività di gestore di posta elettronica certificata o di gestore dell'identità digitale oppure dai soggetti che intendono svolgere l'attività di conservatore di documenti informatici; sono invece inviati al Ministero dello sviluppo economico dai soggetti accreditati dall'AgID. Quindi, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico inoltrano i rispettivi elenchi al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e all'organo per la regolarità e sicurezza dei servizi di telecomunicazione presso il Ministero dell'interno. Ancora a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è demandata la determinazione delle procedure di notifica degli incidenti prodottisi su reti, sistemi informativi e sistemi informatici inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e delle misure di sicurezza. Come specificato con una modifica introdotta dalla Camera dei deputati, sullo schema di decreto è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere nel termine di 30 giorni. Sono poi determinati i soggetti ministeriali preposti all'elaborazione delle misure di sicurezza ed è previsto un aggiornamento - almeno biennale - di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, anche in tal caso con l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari. Si rimette a un regolamento da emanarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, la definizione delle procedure, delle modalità e dei termini ai quali devono attenersi le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori nazionali, pubblici e privati, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica che intendano procedere all'affidamento di forniture di beni, sistemi e servizi ICT, destinati a essere impiegati sulle reti, sui sistemi informativi e per l'espletamento dei servizi informatici individuati nell'elenco trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dello sviluppo economico. A seguito di una modifica introdotta dalla Camera dei deputati, non si tratterà di tutti i beni, sistemi e servizi ICT potenzialmente oggetto di acquisto ma solo dei beni appartenenti a categorie individuate da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla base di criteri tecnici. Sono inoltre individuati alcuni compiti del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), con riferimento all'approvvigionamento di prodotti, processi, servizi di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e associate infrastrutture, qualora destinati a reti, sistemi informativi, sistemi informatici ricompresi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Sono previsti alcuni obblighi per gli operatori dei servizi essenziali, i fornitori di servizi digitali e le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Ulteriori disposizioni disegnano un articolato sistema sanzionatorio per i casi di violazione degli obblighi previsti dal decreto-legge e individuano nella Presidenza del Consiglio dei ministri e nel Ministero dello sviluppo economico le autorità competenti all'accertamento delle violazioni e all'irrogazione delle sanzioni amministrative, rispettivamente per le amministrazioni, gli enti e gli operatori nazionali pubblici e per gli operatori nazionali privati. Sono previsti opportuni raccordi con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e con l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e la regolarità dei servizi di telecomunicazione. Sono apportate due novelle al decreto legislativo n. 65 del 2018, che ha dato attuazione alla direttiva UE 2016/1148, recante misure per un livello elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione e si dispone che gli eventuali adeguamenti delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici - che amministrazioni pubbliche, enti pubblici ed operatori pubblici debbano intraprendere, per ottemperare alle prescrizioni di sicurezza come definite dal decreto-legge - siano effettuati con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente. Infine, una disposizione introdotta dalla Camera dei deputati affida al Presidente del Consiglio dei ministri il coordinamento della "coerente attuazione" delle disposizioni del decreto-legge che disciplinano il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, anche avvalendosi del DIS che assicura gli opportuni raccordi con le autorità titolari delle attribuzioni e con i soggetti coinvolti. L'articolo 2 autorizza il MISE ad assumere a tempo indeterminato, con incremento della vigente dotazione organica nel limite delle unità eccedenti, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, un contingente massimo di 77 unità di personale, di cui 67 di area terza e 10 di area seconda, nel limite di spesa di euro 3.005.000 annui a decorrere dal 2020, tenuto conto dell'esigenza di disporre di personale in possesso della professionalità necessaria per lo svolgimento delle funzioni del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN). Prevede altresì che, fino al completamento delle procedure di assunzione, il MISE possa avvalersi per le esigenze del CVCN di un contingente di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche amministrazioni per un massimo del 40 per cento delle unità di personale da assumere. Anche la Presidenza del Consiglio è autorizzata ad assumere fino a dieci unità di personale non dirigenziale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di digitalizzazione. La relativa autorizzazione di spesa è nel limite di 640.000 euro annui, a decorrere dall'anno 2020. Nelle more di tali assunzioni, la Presidenza del Consiglio potrà avvalersi di esperti o di personale di altre amministrazioni pubbliche. Il reclutamento del personale necessario al funzionamento del CVCN e allo svolgimento delle funzioni di digitalizzazione della Presidenza del Consiglio avviene attraverso l'espletamento di uno o più concorsi pubblici. L'articolo 3, modificato nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, detta disposizioni di raccordo tra il decreto in esame e la normativa in materia di esercizio dei poteri speciali governativi sui servizi di comunicazione a banda larga basati sulla tecnologia 5G. In particolare, si stabilisce che le disposizioni del decreto-legge si applicano ai soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, anche per i contratti o gli accordi - ove conclusi con soggetti esterni all'Unione europea  relativi ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, rispetto ai quali è prevista, dall'articolo 1- bis del decreto-legge n. 21 del 2012 in materia di poteri speciali, una notifica alla Presidenza del Consiglio dei ministri al fine dell'eventuale esercizio del potere di veto o dell'imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni. Sono poi dettate norme in materia di esercizio dei poteri speciali ed è stabilita una disciplina transitoria. L'articolo 4 è stato soppresso nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento: la materia è disciplinata in maniera più capillare all'articolo 4- bis inserito in quella sede e recante modifiche alla disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Contiene norme analoghe a quelle già recate dal decreto-legge n. 64 del 2019, non convertito, con una serie di modifiche e integrazioni. Le norme in esame, come già il decreto-legge n. 64, modificano il decreto legge n. 21 del 2012 in tema di poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (cosiddetto golden power ). Sono in sintesi riproposte le seguenti modifiche: viene in generale allungato il termine per l'esercizio dei poteri speciali da parte del Governo, con contestuale arricchimento dell'informativa resa dalle imprese detentrici degli asset strategici; si amplia l'oggetto di alcuni poteri speciali; sono modificati e integrati gli obblighi di notifica finalizzati all'esercizio dei poteri speciali; viene modificata la disciplina dei poteri speciali in tema di tecnologie 5G, per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l'esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale; viene ridefinito il concetto di "soggetto esterno all'Unione europea" e sono precisati i criteri per determinare se un investimento estero è suscettibile di incidere sulla sicurezza o sull'ordine pubblico. Rispetto al contenuto del decreto-legge n. 64, l'articolo aggiuntivo 4- bis : introduce ulteriori circostanze che il Governo può tenere in considerazione, per l'esercizio dei poteri speciali, nel caso in cui l'acquirente di partecipazioni rilevanti sia un soggetto esterno all'Unione europea; sottopone all'obbligo di notifica anche l'acquisizione, a qualsiasi titolo - in luogo del solo acquisto - di beni o servizi relativi alle reti 5G, quando posti in essere con soggetti esterni all'Unione europea; consente di aggiornare i regolamenti che individuano gli attivi di rilevanza strategica tramite decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, in luogo di decreti del Presidente della Repubblica, anche in deroga alle procedure richieste dalla legge n. 400 del 1988; viene semplificata la procedura per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti; disciplina la notifica riguardante delibere, atti e operazioni relativi a specifici asset di rilevanza strategica per l'interesse nazionale nei settori dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, in presenza di condizioni particolari relative alla provenienza dell'acquirente ovvero agli effetti delle operazioni compiute. L'articolo 5 dispone circa alcune attribuzioni emergenziali in capo alla Presidenza del Consiglio, in caso di rischio grave e imminente per la sicurezza nazionale. In particolare, prevede che il Presidente del Consiglio - su deliberazione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) - possa disporre la disattivazione, totale o parziale, di uno o più apparati o prodotti impiegati nelle reti, nei sistemi o per l'espletamento dei servizi interessati. Come specificato con una modifica introdotta presso la Camera dei deputati, entro 30 giorni il Presidente del Consiglio è tenuto a informare il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica delle misure disposte. Infine, l'articolo 6 reca la copertura finanziaria e l'articolo 7 dispone in ordine all'entrata in vigore del provvedimento. Il sottosegretario CASTALDI preannuncia la necessità di apportare una modifica di carattere tecnico al provvedimento. Tale ipotesi, tuttavia, al momento è ancora oggetto di verifiche. Non essendovi richieste di intervento in discussione generale, e considerato che il provvedimento è già stato inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea della prossima settimana, il PRESIDENTE propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti per le ore 17 di lunedì 4 novembre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1493) d-l 104/2019 - riordino ministeri DDL 1493 Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 29 ottobre. Il PRESIDENTE avverte che sono stati presentati sette subemendamenti agli emendamenti della relatrice, pubblicati in allegato. Comunica, inoltre, che è stato riformulato in un testo 2 l'emendamento 1.17, anch'esso pubblicato in allegato. Il sottosegretario CASTALDI precisa che le proposte di modifica del Governo saranno depositate in giornata. Il PRESIDENTE , alla luce di tale informazione e considerato che la Commissione bilancio ha espresso il proprio parere solo su una parte degli emendamenti presentati, propone di rinviare il seguito dell'esame a una seduta da convocare per martedì 5 novembre, riservandosi altresì di fissare il termine per la presentazione di subemendamenti alle proposte di modifica del Governo. La Commissione conviene. La seduta termina alle ore 9,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RIFERITI AL DOCUMENTO XXII, N. 24 La Commissione, esaminati gli emendamenti riferiti al documento in titolo, esprime parere contrario sull'emendamento 5.1, poiché incide su una materia che l'articolo 25, comma secondo, della Costituzione riserva alla legge. Esprime parere non ostativo sui restanti emendamenti. Allegato