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Processo penale - Misure cautelari - Custodia cautelare in carcere - Applicazione nei confronti della madre di minori imputata per gravi reati - Divieto solo in presenza di prole di età non superiore a sei anni - Eventuale pronuncia della Corte costituzionale che affermi l'applicabilità del divieto oltre il sesto anno d'età del minore nei casi di assenza del padre - Eccentricità della sua ratio rispetto alle disposizioni del codice di procedura penale e dell'ordinamento penitenziario, attualmente orientate ad assicurare in via primaria il rapporto del minore con la madre.. Lungi dal giovare alla continuità del rapporto tra madri imputate e figli minori, una pronuncia - peraltro non richiesta dal rimettente Tribunale di Roma - che affermi, nei casi di assenza del padre (in specie, esso pure ristretto in custodia carceraria), il divieto di disporre o mantenere la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti della madre, pur oltre il limite del sesto anno di età del minore (previsto dall'art. 275, comma 4, cod. proc. pen.), risulterebbe ispirata al principio dell'indispensabile presenza di uno dei due genitori, giustificando persino la custodia in carcere della madre se il padre è presente, secondo una ratio del tutto eccentrica rispetto al contesto normativo desumibile dalle disposizioni del codice di procedura penale e dell'ordinamento penitenziario, attualmente orientate nel senso di assicurare in via primaria il rapporto del minore con la madre.