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Art. 2 1. Con decreto del Ministro della sanità è autorizzata l'immissione in commercio in Italia delle preparazioni di chimosina microbica da DNA-ricombinante, già utilizzate per la caseificazione nello Stato nel quale avviene la produzione ovvero in uno Stato della Comunità economica europea, esclusivamente per la produzione di formaggi diversi da quelli disciplinati dalla legge 10 aprile 1954, n. 125, e successivi decreti di applicazione, in sostituzione totale o parziale del caglio animale e di altri enzimi coagulanti, previa verifica della sussistenza dei seguenti requisiti: a) provenienza da ceppi di microrganismi non patogeni e non tossigeni; b) titolo non inferiore a 1: 10.000 per le preparazioni in forma liquida o a 1: 100.000 per le preparazioni in forma di polvere; c) differenziabilità dal caglio animale mediante applicazione di un metodo di analisi per l'identificazione della chimosina microbica da DNA-ricombinante. 2. Con il decreto di cui al comma 1 vengono definiti i requisiti di purezza in funzione del microrganismo e della tecnologia di produzione. 3. Le preparazioni di cui all'art. 1, eventualmente addizionate, se in forma liquida, con sostanze conservative antimicrobiche del tipo ed in quantità non superiori a quelle previste per il caglio o pre- same dal decreto ministeriale 31 marzo 1965, e sue successive modificazioni ed integrazioni, sono poste in commercio in confezioni che riportino sulle stesse o su etichette apposte le seguenti indicazioni: a) la denominazione di vendita: "enzima coagulante: chimosina"; b) il nome del microrganismo da cui la chimosina è stata ottenuta con la specificazione "geneticamente modificato"; c) l'attività; d) le modalità di conservazione e di impiego; e) il nome o la ragione sociale e la sede del produttore nonché quelli dell'importatore autorizzato; f) il peso netto; g) la specificazione: "per uso di caseificio". Note all'art. 2: - Per il contenuto della legge n. 125/1954 si veda nelle note alle premesse. I formaggi ricadenti sotto la disciplina della predetta legge n. 125/1954, e successivi decreti di applicazione, risultano al momento essere quelli di seguito elencati: 1) Gorgonzola; 2) Grana Padano; 3) Parmigiano Reggiano; 4) Pecorino romano; 5) Pecorino siciliano; 6) Fiore sardo; 7) Bra; 8) Castelmagno; 9) Murazzano; 10) Raschera; 11) Canestrato pugliese; 12) Formai de Mut dell'Alta Val Brembana; 13) Pecorino toscano; 14) Provolone; 15) Fontina; 16) Toma (provincia di Vercelli e provincia di Aosta); 17) Asiago; 18) Robiola di Roccaverano; 19) Montasio; 20) Caciocavallo; 21) Pressato; 22) Ragusano; 23) Grana Padano Trentin; 24) Mozzarella di bufala; 25) Taleggio. - Il D.M. 31 marzo 1965, pubblicato nel suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 22 aprile 1965, e successive modificazioni, concernente la disciplina degli additivi chimici consentiti nella preparazione e per la conservazione delle sostanze alimentari, elenca tra l'altro i conservativi che possono essere impiegati nella preparazione del caglio animale o presame, fissando nel contempo le dosi massime.