Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Parola 4 - Seconda parola accesso diretto ===================================================================== | | | | | | | | T T | SCC | CHANLOC | CHANLOC | RSVD | P | | 1 2 | = | | | = | | | = | 11 | | | 00 | | | 10 | | | | | | ===================================================================== 2 2 11 11 2 12 Parola 5 - Terza parola accesso diretto ===================================================================== | | | | | | | | T T | SCC | CHANLOC | CHANLOC | RSVD | P | | 1 2 | = | | | = | | | = | 11 | | | 00 | | | 10 | | | | | | ===================================================================== 2 2 11 11 2 12 La seconda parola di Indirizzo esteso e' inviata soltanto come Parola 3 se la Parola 2 e' un ordine Ritmo di conteggio. In questo caso le parole Riprova diretta e Accesso diretto 3,4 (e 5), non sono inviate. L'interpretazione dei campi dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Se e' inviata solo la Parola 1, porre a 1 2 '00' nella Parola 1. Se e' inviato un messaggio a parola multipla, porre a '01' nella Parola 1 e a '10' in ogni parola successiva. DCC - Campo codice di colore digitale MIN1 - Prima parte del Numero di Identificazione Mobile (vedere Sez. 2.3.1). MIN2 - Seconda parte del Numero di Identificazione Mobile (vedere Sez. 2.3.1). SCC - Codice colore SAT (vedere la Tavola 3.3.1-2) ORDER - Campo ordine. Identifica il tipo di ordine (vedere la Tavola 3.3.1-1). ORDQ - Campo di qualificazione dell'ordine. Qualifica l'ordine per una azione specifica (vedere la Tavola 3.3.1-1). LOCAL - Campo controllo locale. Il campo ORDER deve essere impostato per controllo locale o per ritmo di conteggio (vedere Tavola 3.3.1-1) affinche' questo campo possa essere interpretato. Se il campo ORDER e' impostato per controllo locale, allora il campo e' specifico per ciascun sistema. Se il campo ORDER e' impostato a ritmo di conteggio, allora il campo LOCAL fa parte parte della parola di qualificazione del ritmo di conteggio (vedere la Tavola 3.3.1-1). VMAC - Campo codice attenuazione vocale del mobile. Indica il livello di potenza della stazione mobile associato con il canale vocale designato (vedere la Tavola 2.1.2-1). CHAN - Campo numero di canale. Indica il canale vocale designato. CHANPOS - Campo posizione del canale. Indica la posizione di un canale di controllo rispetto al primo canale di controllo (FIRSTCHA). CHANLOC - Campo posizione del canale. Indica la posizione assoluta di un canale di controllo. RSVD - Riservato per uso futuro, tutti i bits devono essere come indicato, a zero. P - Campo parita'. e Tavola 3.3.1-1 (segue) ORDINI E CODICI DI QUALIFICAZIONE DELL'ORDINE Codice Codice Funzione Ordine Qualificazione Ordine 00000 000 chiamata (o origine) 00001 000 allarme 00011 000 rilascio 00100 000 riordine 00110 000 fine allarme 00111 000 verifica 01000 000 invio indirizzo chiamato 01001 000 intercettazione 01010 000 manutenzione 01011 000 cambio di potenza a livello di potenza 0 (ved. Sez. 2.1.2.2) 01011 001 cambio di potenza a livello di potenza 1 01011 010 cambio di potenza a livello di potenza 2 01011 011 cambio di potenza a livello di potenza 3 01011 100 cambio di potenza a livello di potenza 4 Tavola 3.3.1-1 (continuazione) ORDINI E CODICI DI QUALIFICAZIONE DELL'ORDINE Ordine 01011 101 cambio di potenza a livello di potenza 5 01011 110 cambio di potenza a livello di potenza 6 01011 111 cambio di potenza a livello di potenza 7 01100 000 riprova diretta - non ultimo tentativo 01100 001 riprova diretta - ultimo tentativo 01100 010 accesso diretto 01101 000 registrazione 101XY NNN ritmo di conteggio (X, Y, N, possono essere 0 o 1) 11101 000 chiamata accodata 11110 000 controllo locale (Tutti gli altri codici sono riservati) La costruzione della parola di qualificazione del ritmo di conteggio di 10 bit e' la seguente: i 10 bits rappresentano un numero da 0 a 1023 indicante il numero di decimi di secondi attribuiti per una unita' di conteggio; il valore zero rappresenta una chiamata libera. CAMPO: ORDINE LOCALE ORDQ X Y NNN ========================== | | | | | | | | | | ========================== Numero di bits 1 1 5 3 MSB LSB Tavola 3.3.1-2 CODICE DI COLORE SAT (SCC) BIT FREQUENZA SAT 00 5970 Hz 01 6000 Hz 10 6030 Hz 11 (Nessuna designazione di canale) 3.3.1.2 MESSAGGIO DI SUPERVISIONE Un campo OHD di tre bit e' usato per identificare i tipi di messaggio di supervisione. Codici dei tipi di messaggio di supervisione sono elencati nella Tavola 3.3.1-3, e sono raggruppati nelle seguenti classi funzionali: * Messaggio di supervisione di parametri di sistema, * Messaggio di supervisione ad azione globale, * Messaggio di identificazione di registrazione * Messaggio di controllo multiplo. I messaggi di supervisione sono inviati in un gruppo chiamato sequenza di messaggio di supervisione. Il primo messaggio della sequenza deve essere il messaggio di supervisione dei parametri di sistema. I messaggi ad azione globale e/o il messaggio di registrazione ID devono essere aggiunti alla fine del messaggio di supervisione dei parametri di sistema. Il numero totale di parola in una sequenza di messaggi di supervisione e' uno piu' il valore del campo NAWC contenuto nella prima parola del messaggio di supervisione dei parametri del sistema. L'ultima parola nella sequenza di messaggi di supervisione e' identificata da "1" nel campo END di quella parola; il campo END di tutte le altre parole nella sequenza deve essere posto a "0". Ai fini del conteggio di NAWC, i messaggi di controllo multiplo inseriti (vedere Sez. 3.3.1.2.4) non devono essere conteggiati come parte della sequenza di messaggio di supervisione. Il messaggio di supervisione dei parametri di sistema deve essere inviato ogni 0,95 secondi (con tolleranza di +/-0,3 secondi) su ciascuno dei seguenti canali di controllo: * Canale di controllo diretto di accesso a chiamata combinati (cioe' CPA = 1, vedere Sez. 3.3.1.2.1), * Canale di controllo diretto di chiamata separata (cioe', CPA = 0), * Canale di controllo diretto di accesso separato (cioe', CPA = 0) quando il messaggio di controllo multiplo e' inviato con il bit WFOM posto a "1" (vedere Sez. 3.3.1.2.4). I messaggi di azione globale e il messaggio di identificazione registrazione sono inviati solo quando e' necessario. 3.3.1.2.1 MESSAGGIO DI SUPERVISIONE DEI PARAMETRI DI SISTEMA Il messaggio di supervisione dei parametri di sistema consiste in due parole. Parola 1 ===================================================================== | | | | | | | | | T T | | | RSVD | | OHD | | | 1 2 | DCC | AID1 | = | NAWC | = | P | | = | | | 000 | | 110 | | | 11 | | | | | | | ===================================================================== 2 2 14 3 4 3 12 Parola 2 ===================================================================== | | | | | | | | | | T T | | | | | | | | | 1 2 | DCC | S | E | REGH | REGR | DTX | FREG | | = | | | | | | | | | 11 | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 1 1 1 1 1 1 ===================================================================== | | | | | | | | | N-1 | RCF | CPA | CMAX-1 | END | OHD | P | | | | | | | = | | | | | | | | 111 | | ===================================================================== 5 1 1 7 1 3 12 L'interpretazione dei campi dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Posto a "11" indicando una parola di 1 2 supervisione. OHD - Campo tipo di messaggio di supervisione. Il campo OHD della parola 1 e' posto a "110" indicando la prima parola del messaggio di supervisione dei parametri di sistema. Il campo OHD della parola 2 e' posto a "111" indicando la seconda parola del messaggio di supervisione dei parametri di sistema. DCC - Campo codice di colore digitale. AID1 - Prima parte del campo di identificazione dell'area di traffico. NAWC - Campo del numero di parole addizionali che debbono arrivare. Nella parola 1 questo campo e' posto a un valore inferiore ad uno del numero totale di parole nella sequenza del messaggio di supervisione. S - Campo numero di serie. E - Campo indirizzo esteso. REGH - Campo di registrazione per stazioni mobili operanti sul loro sistema preferito. REGR - Campo di registrazione per stazioni mobili non operanti sul loro sistema preferito. DTX - Campo trasmissione discontinua. FREG - Campo registrazione forzata. N-1 - N e' il numero di canali di chiamata nel sistema. RCF - Campo di lettura controllo multiplo. CPA - Campo di accesso/ricerca combinati. CMAX-1 - CMAX e' il numero dei canali di accesso nel sistema. END - Campo indicazione di fine. Posto a "1" per indicare l'ultima parola della sequenza del messaggio di supervisione; posto a '0' se non e' l'ultima parola. RSVD - Riservato ad uso futuro, tutti i bits devono essere posti come indicato. P - Campo parita'. 3.3.1.2.2 MESSAGGIO DI SUPERVISIONE AD AZIONE GLOBALE Ciascun messaggio di supervisione ad azione globale consiste di una parola. Ogni numero dei messaggi ad azione globale puo' essere aggiunto ad un messaggio di supervisione dei parametri di sistema. I formati per i comandi ad azione globale sono i seguenti: Messaggio ad Azione Globale riscansione ===================================================================== | | | | | | | | | T T | | ACT | RSVD = | END | OHD | | | 1 1 | DCC | = | 000...0 | | = | P | | = | | 0001 | | | 100 | | | 11 | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 16 1 3 12 Messaggio ad Azione Globale di incremento registrazione ===================================================================== | | | | | | | | | | T T | | ACT | REGINCR | RSVD | | OHD | P | | 1 2 | DCC | = | | = | END | = | | | = | | 0010 | | 0000 | | 100 | | | 11 | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 12 4 1 3 12 Messaggio ad Azione Globale di impostazione di un nuovo canale di accesso ===================================================================== | | | | | | | | | | T T | | ACT | NEWACC | RSVD | | OHD | P | | 1 2 | DCC | = | | = | END | = | | | = | | 0110 | | 0000 | | 100 | | | 11 | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 11 5 1 3 12 Messaggio ad Azione Globale di controllo sovraccarico ===================================================================== | | | | O | O | O | O | O | 0 | O | O | | T T | | ACT | L | L | L | L | L | L | L | L | | 1 2 | DCC | = | C | C | C | C | C | C | C | C | | = | | 1000 | O | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | | 11 | | | | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 1 1 1 1 1 1 1 1 ===================================================================== | O | O | O | O | O | 0 | O | O | | | | | L | L | L | L | L | L | L | L | END | OHD | | | C | C | C | C | C | C | C | C | | = | P | | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | | 100 | | | | | | | | | | | | | | ===================================================================== 1 1 1 1 1 1 1 1 1 3 12 Messaggio ad Azione Globale dei parametri del tipo di accesso ===================================================================== | | | | | | | | | | T T | | ACT | BIS | RSVD = | | OHD | P | | 1 2 | DCC | = | | 000...0 | END | = | | | = | | 1001 | | | | 100 | | | 11 | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 1 15 1 3 12 Messaggio ad Azione Globale dei parametri del tentativo di accesso ================================================== | | | | | | | T T | | ACT | MAXBUSY | MAXSZTR | | 1 2 | DCC | = | -PGR | -PGR | | = | | 1010 | | | | 11 | | | | | ================================================== 2 2 4 4 4 ================================================== | | | | | | | MAXBUSY | MAXSZTR | END | OHD | | | - OTHER | - OTHER | | = | P | | | | | 100 | | | | | | | | ================================================== 4 4 1 3 12 Messaggio di controllo Locale 1 ===================================================================== | | | | | | | | | T T | | ACT | | | OHD | P | | 1 2 | DCC | = | CONTROLLO LOCALE | END | = | | | = | | 1110 | | | 100 | | | 11 | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 16 1 3 12 Messaggio di controllo Locale 2 ===================================================================== | | | | | | | | | T T | | ACT | | | OHD | P | | 1 2 | DCC | = | CONTROLLO LOCALE | END | = | | | = | | 1111 | | | 100 | | | 11 | | | | | | | ===================================================================== 2 2 4 16 1 3 12 L'interpretazione dei campi dei dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Porre a "11" indicando la parola di 1 2 supervisione. ACT - Campo azione globale. Vedere la Tavola 3.3.1-4 BIS - Campo stato occupato-libero. DCC - Campo codice di colore digitale. OHD - Campo del tipo di messaggio supervisione. Porre a "100" indicando il messaggio di azione globale. REGINCR - Campo incremento di registrazione. NEWACC - Campo del punto di partenza del nuovo canale di accesso. MAXSBUSY- Campo di massimo numero di eventi "occupato" -PGR (Risposta a chiamata) MAXSBUSY- Campo di massimo numero di eventi "occupato" (altri -OTHER accessi). MAXSZTR - Campo di massimo numero di tentativi di cattura (risposta -PGR a chiamata). MAXSZTR - Campo di massimo numero di tentativi di cattura (altri -OTHER accessi). OLC N - Campo classe sovraccarico (N = da 0 a 15) END - Campo indicazione di fine. Posto a "1" per indicare l'ultima parola della sequenza di messaggio di supervisione; porre a "0" se non e' l'ultima parola. 3.3.1.2.3 MESSAGGIO "ID" DI REGISTRAZIONE Il messaggio di registrazione ID consiste in una parola. Quando e' inviato, il messaggio, deve essere aggiunto al messaggio di supervisione dei parametri di sistema in aggiunta ad ogni messaggio ad azione globale. ===================================================================== | | | | | | | | T T | | | | OHD | | | 1 2 | DCC | REGID | END | = | P | | = | | | | 000 | | | 11 | | | | | | ===================================================================== 2 2 20 1 3 12 L'interpretazione del campo di dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Porre a "11" indicando la parola di 1 2 supervisione. DCC - Campo di colore digitale. OHD - Campo tipo di messaggio di supervisione. Porre a "000" indicando il messaggio di registrazione ID. REGID - Campo di registrazione ID END - Campo indicazione di fine. Porre a "1" per indicare l'ultima parola della sequenza del messaggio di supervisione; porre a "0" se non si tratta dell'ultima parola. P - Campo del bit di parita'. Tavola 3.3.1-3: TIPI DI MESSAGGI DI SUPERVISIONE Codice Ordine 000 registrazione ID 001 controllo multiplo 010 riservato 011 riservato 100 azione globale 101 riservato 110 parola 1 del messaggio dei parametri di sistema 111 parola 2 del messaggio dei parametri di sistema. Tavola 3.3.1-4: TIPI DI MESSAGGIO AD AZIONE GLOBALE Codice di Azione tipo 0000 riservato 0001 canali di chiamata e riscans. 0010 incremento di registrazione 0011 riservato 0100 riservato 0101 riservato 0110 posiz. canale di nuovo accesso 0111 riservato 1000 controllo sovraccarico 1001 parametri del tipo di accesso 1010 parametri del tentativo di accesso 1011 riservato 1100 riservato 1101 riservato 1110 controllo locale 1 1111 controllo locale 2 3.3.1.2.4 MESSAGGIO DI CONTROLLO MULTIPLO Il messaggio di controllo multiplo consiste in una parola, ed e' inviato quando non c'e' alcun altro messaggio da inviare sul canale di controllo diretto. Tale messaggio puo' essere inserito sia tra i messaggi, sia tra blocchi di parole di un messaggio multiparola. Il messaggio di controllo multiplo e' scelto in modo tale che, quando viene inviato, la sequenza di sincronizzazione di parola lunga 11 bit (11100010010), non appare nel flusso di messaggio, indipendentemente dallo stato del bit occupato-libero. Il messaggio di controllo multiplo e' usato anche per specificare un codice di comando attenuazione mobile (CMAC) utilizzato dalle stazioni mobile che accedono al sistema sul canale di controllo inverso, e include un bit di attesa messaggio di supervisione (WFOM), che indica se le stazioni mobili debbono o meno leggere una sequenza di messaggi di supervisione prima di accedere al sistema. ===================================================================== | | | | | | | | | | | | | | T T | | | |RSVD| |RSVD| 1 |WFOM| 1111 |OHD | | | 1 2 |DCC |010111 |CMAC| = | 11 | = | | | | = | P | | = | | | | 00 | | 00 | | | |001 | | | 11 | | | | | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 6 3 2 2 2 1 1 4 3 12 L'interpretazione dei campi dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Porre a "11" indicando la parola di 1 2 supervisione. DCC - Campo del codice di colore digitale. CMAC - Campo di controllo dell'attenuazione del mobile. Indica il livello di potenza della stazione mobile associato al canale di controllo inverso (vedere Tavola 2.1.2-1). RSVD - Riservato per uso futuro; tutti i bit vanno posti come indicato. WFOM - Campo di attesa del messaggio di supervisione. OHD - Campo del tipo di messaggio supervisore. Porre a "001" indicando la parola di controllo multiplo. P - Campo del bit di parita'. 3.3.1.3 RESTRIZIONI SUI DATI La sequenza di sincronizzazione di parola lunga 11 bit (11100010010), e' piu' corta della lunghezza di una parola, e quindi puo' essere contenuta in una sola parola. Normalmente, la sincronizzazione di parola contenuta nella parola stessa non causa problemi perche' la successiva parola da inviare non conterra' la sequenza di sincronizzazione di parola. Ci sono, tuttavia, tre casi nei quali la sequenza di sincronizzazione di parola puo' apparire periodicamente nel flusso FOCC. Questi casi sono: * messaggio di supervisione, * messaggio di controllo plurimo, * Messaggi di controllo per stazione mobile con chiamate a stazioni mobili aventi determinati numeri di identita' di stazione. Questi tre casi vengono risolti: 1) riducendo la velocita' di trasmissione del messaggio supervisore a circa un messaggio al secondo; 2) progettando il messaggio di controllo multiplo in modo da escludere la possibilita' di simulazione della sequenza di sincronizzazione di parola, tenendo conto dei vari bits occupato- libero; 3) restringendo l'uso di particolari sequenze di cifre. Per evitare la simulazione della parola di sincronizzazione di parola all'interno del messaggio di controllo della stazione mobile, occorre porre delle restrizioni su alcune sequenze delle cifre dalla quarta alla decima dell'identita' della stazione mobile IMSI (V. Sez. 2.3.1). Infatti, se tali restrizioni non fossero applicate, e alcune stazioni mobili venissero chiamate consecutivamente con queste sequenze di cifre, quelle stazioni mobili, che tentassero di sincronizzarsi con il flusso dei dati, potrebbero non riuscire a farlo per la presenza di una falsa sequenza di sincronizzazione di parola. Pertanto, i numeri di identita' delle stazioni mobili con le sequenze di cifra dalla quarta alla decima presenti nella Tavola 3.3.1-5 non devono essere usate per stazioni mobili. Tavola 3.3.1-5 (segue) RESTRIZIONI SULLE CIFRE DALLA QUARTA ALLA DECIMA MNC Parte di MSIN cifra 4 cifre 5, 6, 7 cifre 8, 9, 10 1 100-199, 210-229, 231-238 000-999 8 700-709, 750-799, 811-814 000-999 7 250, 255-259, 262, 262 000-999 3, 7 695-698, 000-999 1, 3, 5, 7, 9 915, 916 000-999 0-9 897 000-999 0-9 016, 404 100-599, 610-619, 621, 622 0-9 075, 207, 563, 819 600-609, 620, 623- 799, 810-869, 871- 878 0-9 005, 337, 593, 849 300-309, 360, 367- 599, 610-619, 621, 622 0-9 224, 352, 470, 508, 736, 864, 100-199, 210-229, 992 231-238 0-9 063, 167, 231, 295, 359, 423, 700-709, 750-799, 487, 551, 615, 679, 707, 743, 811-814 871, 935, 999 0-9 035, 067, 099, 103, 139, 171, 430-459, 461, 462 235, 267, 299, 331, 363, 395, 427, 459, 491, 523, 555, 587, 619, 651, 683, 715, 747, 779, 807, 811, 843, 875, 903, 939, 971 Tavola 3.3.1-5 (continuazione, segue) RESTRIZIONI SULLE CIFRE DALLA QUARTA ALLA DECIMA MNC Parte di MSIN cifra 4 cifre 5, 6, 7 cifre 8, 9, 10 0-9 001, 021, 037, 053, 069, 085, 140, 143-149, 151- 105, 125, 141, 157, 173, 189, 158 201, 221, 237, 253, 269, 285, 317, 333, 349, 365, 381, 397, 409, 413, 429, 445, 461, 477, 493, 505, 525, 541, 557, 573, 589, 601, 621, 637, 653, 669, 685, 717, 733, 749, 765, 781, 797, 809, 813, 829, 845, 861, 877, 893, 905, 925, 941, 957, 973, 989 0-9 014, 020, 022, 038, 054, 060, 250,255-259,261,262 062, 078; (134, 140, 142, 158) " " " " " e i valori di 3 cifre formati incrementando rispetitivamente questi 4 numeri di 40 (cioe' 174, 180, 182, 198, 214, " " " " " ..., 998); (000, 002, 046, 086, 0,94, 106, 118, 126, 166) e tutti i valori di 3 cifre formati incrementando rispetitivamente questi 9 numeri di 200. Tavola 3.3.1-5 (continuazione) RESTRIZIONI SULLE CIFRE DALLA QUARTA ALLA DECIMA MNC Parte di MSIN cifra 4 cifre 5, 6, 7 cifre 8, 9, 10 0-9 (000, 002, 006, 014, 018,) e 695-698 tutti i valori di 3 cifra formati incrementando rispettivamente questi 5 numeri di 20. 0-9 Numeri pari 000-998 915, 916 0-9 000-999 897 ========================================= 3.3.2 CANALE VOCALE DIRETTO Il canale vocale diretto (FVC) e' un flusso di dati a larga banda inviato dalla stazione fissa alla stazione mobile. Questo flusso di dati deve essere generato ad una frequenza di 8 kbit/sec +/- 0,1 bit al secondo. La Figura 3.3.2-1 illustra il formato del flusso di dati FVC. ================================================================ | | | | | | | | | | | SINC BIT | SINC | RIPETIZ 1 | B.S. | W.S. | RIPETIZ 2 | B.S.| | | | PAROLA | DI | | | DI | | | | | | PAROLA | | | PAROLA | | ===================================================================== 101 11 40 37 11 40 37 ===================================================================== | | | | | | | | | | | W.S. |RIPETIZ 9 | B.S.| W.S. |RIPETIZ 10|B.S.|W.S.|RIPETIZ 11 | | | | DI | | | DI | | | DI | | | |PAROLA | | |PAROLA | | |PAROLA | | ===================================================================== 11 40 37 11 40 37 11 40 SINC BIT = 1010 ... 101; SINC PAROLA = 11100010010 FLUSSO DEL MESSAGGIO SUL CANALE VOCALE DIRETTO (da stazione fissa a mobile) Figura 3.3.2-1 Una sequenza di sincronizzazione di bit lunga 37 bit (1010..101) e una sequenza di sincronizzazione di parola lunga 11 bit devono essere inviate per consentire alle stazioni mobili di ottenere la sincronizzazione con i dati pervenuti ad eccezione della prima ripetizione di parola, in quanto viene utilizzata una sequenza di sincronizzazione di bit lunga 101 bit. Ciascuna parola contiene 40 bits, incluso il bit di parita', ed e' ripetuta undici volte insieme alla sequenze di sincronizzazione di bit lunga 37 bit e di sincronizzazione di parola lunga 11 bit; pertanto ci si riferira' ad essa come ad un blocco di parole. Un parola e' formata dalla codifica del contenuto di 28 bits in un codice BCH (40, 28) che ha una distanza di 5 (40, 28; 5). Il bit piu' a sinistra (cioe' il primo pervenuto) sara' denominato bit piu' significativo. Il generatore polinominale e' lo stesso di quello usato per il canale di controllo diretto (vedere la Sezione 3.3.1). Il messaggio di controllo della stazione mobile e' il solo messaggio trasmesso sul canale vocale diretto. Il messaggio di controllo della stazione mobile consiste di una parola. Messaggio di Controllo della Stazione Mobile 2 2 2 9 5 3 5 12 ===================================================================== | | | | | | | | | | T T | SCC= | | RSVD= | LOCAL | ORDQ | ORDER | P | | 1 2 | 11 | PSCC | 000..0 | | | | | | = | ==== | | ============================= | | | 10 | SCC | | RSVD= | VMAC | CHAN | | | |(DIVE-| | 000...0 | | | | | | RSO) | | | | | | | | 11 | | | | | | | | | | | | | | ===================================================================== 2 2 2 8 3 11 12 L'interpretazione dei campi dei dati e' la seguente: T T - Campo del tipo. Porre a "10". 1 2 SCC - Codice di colore SAT per il nuovo canale (vedere la Tavola 3.3.1-2) PSCC - Codice di colore del SAT presente. Indica il codice di colore SAT associato con il canale presente. ORDER - Campo ordine. Identifica il tipo di ordine (vedere la Tavola 3.3.1-1). ORDQ - Campo di qualificazione dell'ordine. Qualifica l'ordine ad una azione specifica (vedere la Tavola 3.3.1-1). LOCAL - Campo di controllo locale. Il campo ORDER deve essere impostato per il controllo locale o per il ritmo di conteggio (vedere Tavola 3.3.1-1) affinche' questo campo possa essere interpretato. Se il campo ORDER e' impostato per controllo locale, allora il campo e' specifico per ciascun sistema. Se il campo ORDER e' impostato per il ritmo di conteggio, allora il campo LOCAL fa parte della parola di qualificazione del ritmo di conteggio (vedere la Tavola 3.3.1-1). VMAC - Campo del codice di attenuazione vocale del mobile. Indica il livello di potenza della stazione mobile associata al canale vocale designato (vedere la Tavola 2.1.2-1). CHAN - Campo numero di canale. Indica il canale vocale designato. RSVD - Riservato per uso futuro; tutti i bits devono essere posti come indicato. P - Campo del controllo di parita'. APPENDICE A A.1 CONDIZIONI DI PROVA A.1.1 CONDIZIONI DI PROVA NORMALI ED ESTREME Le prove sono effettuate nelle condizioni normali di prova e, quando esplicitamente indicato nelle presenti norme, anche nelle condizioni estreme di prova. Le condizioni e le procedure di prova sono descritte nelle seguenti Sezioni A.1.2, A.1.3 e A.1.4. A.1.2 SORGENTE DL ALIMENTAZIONE DI PROVA Durante le prove l'alimentazione dell'apparato viene sostituita da una sorgente di alimentazione di prova in grado di fornire le tensioni di prova normali ed estreme secondo quanto precisato nelle Sezioni A.1.3.2 e A.1.4.2. L'impedenza interna della sorgente di alimentazione di prova deve avere un valore sufficientemente basso, tale, cioe', da influire in maniera irrilevante sui risultati delle prove stesse. Al momento delle prove, la tensione della sorgente di alimentazione deve essere misurata ai morsetti di ingresso degli apparati. Nel caso in cui l'apparato richieda un cavo di alimentazione permanentemente collegato con esso, si deve assumere a tensione di prova quella rilevabile nei punti di connessione del cavo all'apparato. Durante tutto il corso dell'esecuzione delle prove la tensione di sorgente di alimentazione deve essere mantenuta costantemente uguale al suo valore iniziale in ciascuna prova, con una tolleranza di +/- 3%. A.1.3 CONDIZIONI NORMALI DI PROVA A.1.3.1 CONDIZIONI NORMALI DI TEMPERATURA ED UMIDITA' Si intendono per condizioni normali di temperatura ed umidita' quelle corrispondenti a qualunque combinazione dei valori di temperatura ed umidita' compresi nei limiti seguenti: Temperatura da +15 gradi Celsius a +35 gradi Celsius Umidita' relativa dal 20% al 75% A.1.3.2 ALIMENTAZIONE NORMALE DI PROVA A.1.3.2.1 TENSIONE E FREQUENZA DI RETE Per le apparecchiature destinate ad essere connesse alla rete di alimentazione in corrente alternata la tensione normale di prova e' la tensione nominale di rete o ognuna delle tensioni per cui l'apparecchiatura e' stata progettata. La frequenza della tensione di rete deve essere compresa tra 49 e 51 Hz. A.1.3.2.2 SORGENTE DI ALIMENTAZIONE SU VEICOLI COSTITUITA DA UNA BATTERIA AL PIOMBO DOTATA DI REGOLATORE Quando l'apparato radio e' previsto per funzionare su un veicolo fornito di una sorgente di alimentazione costituita da una batteria al piombo di tipo corrente con regolatore, la tensione normale di prova deve essere 1,1 volte la tensione nominale della batteria (6 V, 12 V, ecc.). A. 1.3.2.3 ALTRE SORGENTI DI ALIMENTAZIONE Per gli apparati previsti per funzionare con sorgenti di alimentazione diverse da quelle indicate nei paragrafi A.1.3.2.1 e A.1.3.2.2, la tensione nominale di prova deve essere quella dichiarata dal costruttore. A.1.4 CONDIZIONI ESTREME DI PROVA A.1.4.1 TEMPERATURE ESTREME Per le prove alle temperature estreme, le misure debbono essere effettuate sulla base delle indicazioni fornite nella Sezione A.1.4.3. Le temperature estreme rispettivamente minima e massima devono essere: -10 gradi Celsius e + 55 gradi Celsius A.1.4.2 VALORI ESTREMI DI PROVA PER L'ALIMENTAZIONE A.1.4.2.1 TENSIONE E FREQUENZA DI RETE Le tensioni estreme di prova per le apparecchiature alimentate dalla rete in corrente alternata sono quelle corrispondenti al +/- 10% della tensione nominale di rete. La frequenza della tensione nominale di rete. La frequenza della tensione di rete deve essere compresa tra 49 e 51 Hz. A.1.4.2.2 SORGENTE DI ALIMENTAZIONE SU VEICOLI COSTITUITA DA UNA BATTERIA AL PIOMBO DOTATA DI REGOLATORE Se l'apparato radio e' stato progettato per funzionare su un veicolo fornito di una sorgente di alimentazione costituita da una batteria al piombo di tipo corrente con regolatore, le tensioni estreme di prova devono essere pari a 1,3 e 0,9 volte la tensione nominale della batteria (6 V, 12 V, ecc.). A.1.4.2.3 ALTRE SORGENTI DI ALIMENTAZIONE Il valore estremo minimo della tensione di prova per gli apparati alimentati con pile e' il seguente: 1) per le pile di tipo Leclanche': 0,85 volte la tensione nominale della pila; 2) per le pile di tipo a mercurio: 0,9 volte la tensione nominale della pila; 3) per altri tipi di pile: la tensione di fine utilizzazione dichiarata dal costruttore dell'apparecchiatura. Per le apparecchiature che usano altre sorgenti di alimentazione, ovvero in grado di operare con piu' tipi di sorgenti di alimentazione, le tensioni estreme di prova debbono essere quelle in- dicate dal costruttore. A.1.4.3 ESECUZIONE DELLE PROVE ALLE TEMPERATURE ESTREME A.1.4.3.1 PROCEDURA DI PROVA Prima di effettuare le misure e' necessario verificare che gli apparati sistemati nella camera climatica abbiano raggiunto l'equilibrio termico. Gli apparati durante il periodo di stabilizzazione della temperatura, non devono essere alimentati. Qualora non sia possibile controllare l'equilibrio termico per mezzo di misure, e' consentito assumere come periodo di stabilizzazione un intervallo di almeno un'ora ovvero un diverso intervallo di tempo che deve essere stabilito dall'autorita' responsabile dell'esecuzione delle prove. Onde evitare di incorrere in fenomeni di condensazione eccessiva, si deve avere cura di scegliere convenientemente l'ordine di svolgimento delle prove, nonche' la regolazione del tasso di umidita' nella camera climatica. Prima di effettuare le prove alla temperatura massima, l'apparato deve essere sistemato nella camera climatica e deve restarvi fino al raggiungimento dell'equilibrio termico. L'apparato deve poi essere messo in condizioni di trasmissione per la durata di un minuto e successivamente, per 4 minuti, in condizioni di ricezione. Dopo tale periodo l'apparecchiatura deve soddisfare i requisiti specificati. Per le prove alla temperatura minima l'apparecchiatura deve essere lasciata nella camera climatica fino allo stabilirsi dell'equilibrio termico. L'apparato viene successivamente acceso in condizioni di attesa o ricezione per la durata di un minuto. Dopo tale periodo l'apparecchiatura deve soddisfare i requisiti specificati. Nel caso di apparati contenenti stabilizzatori di temperatura progettati per funzionare in modo continuo, e' ammesso che detti circuiti siano alimentati nei 15 minuti successivi allo stabilirsi del'equilibrio termico; dopo tale intervallo l'apparecchiatura deve soddisfare i requisiti specificati. Tali apparati devono essere dotati dal costruttore di un circuito di alimentazione del termostato dei quarzi distinto dall'alimentazione del resto dell'apparecchiatura. A.2 CONDIZIONI GENERALI DI PROVA A.2.1 MODULAZIONE NORMALE DI PROVA La modulazione normale di prova e' quella generata da un segnale sinusoidale di frequenza pari ad 1 kHz e di ampiezza tale che la risultante deviazione di frequenza e' pari +/- 5,7 kHz. Dal segnale di prova deve essere eliminata, per quanto possibile, ogni modulazione di ampiezza. A.2.2 POTENZA NOMINALE DI USCITA DEL RICEVITORE Per potenza nominale di uscita del ricevitore deve intendersi la potenza massima indicata dal costruttore, in corrispondenza alla quale risultino soddisfatte tutte le condizioni imposte dalle presenti specifiche. La potenza nominale di uscita ad audiofrequenza va misurata, utilizzando la modulazione normale di prova (Sez. A.2.1), su di un carico resistivo equivalente al carico con cui il ricevitore normalmente opera. Il valore di tale carico deve essere dichiarato dal costruttore. A.2.3 ANTENNA ARTIFICIALE Se le prove sul trasmettitore della stazione mobile sono eseguite con un'antenna artificiale, questa deve essere costituita da un carico non reattivo e non irradiante del valore di 50 ohm. A.2.4 PREDISPOSIZIONI DI CONTROLLO Il costruttore deve predisporre nell'apparecchiatura i mezzi necessari ad attuare, nel corso delle prove, le seguenti azioni: a) per ogni Classe di stazione mobile, deve essere possibile inserire e disinserire la portante a tutti i livelli di potenza specificati nella sezione 2.1.2.2. b) Deve essere possibile sintonizzare la frequenza di funzionamento dell'apparato su ognuna delle frequenze di canale specificate nelle sezioni 2.1.1 e 2.2.1. c) Deve essere possibile comandare il dispositivo di silenziamento audio. Il dispositivo di silenziamento audio deve essere disabilitato durante le prove di ricezione. d) Deve essere possibile comandare il circuito di espansione. L'espansore deve essere disabilitato durante le misure SINAD. e) I segnali di supervisione (SAT), il tono di segnalazione (ST) ed i dati a larga banda debbono essere disabilitati sia quando al trasmettitore e' richiesto di trasmettere senza modulazione esterna, sia durante le misure di deviazione di frequenza di picco. f) L'alimentazione di ogni quarzo deve essere controllabile separatamente dall'alimentazione del resto dell'apparecchiatura. A.2.5 DISPOSITIVO DI ACCOPPIAMENTO A.2.5.1 GENERALITA' Al costruttore puo' essere richiesto di fornire un dispositivo di accoppiamento adatto a permettere, sul campione sottoposto per l'omologazione, l'esecuzione delle misure relative. Il dispositivo di accoppiamento deve disporre, alle frequenze di lavoro dell'apparecchiatura, di una terminazione a radio frequenza di 50 ohm. Inoltre il dispositivo di accoppiamento deve essere provvisto sia dei raccordi di ingresso e di uscita ad audiofrequenza sia dei raccordi per l'alimentazione esterna. Le caratteristiche operative del dispositivo di accoppiamento, nelle condizioni normali di prova ed in quelle estreme, sono soggette all'approvazione dell'autorita' responsabile dell'esecuzione delle prove. Il dispositivo di accoppiamento deve soddisfare i seguenti requisiti a) le perdite di accoppiamento non debbono essere superiori a 30 dB; b) la variazione della perdita di accoppiamento in funzione della frequenza non deve causare, al momento della misura, errori superiori a 2 dB; c) il dispositivo di accoppiamento non deve contenere elementi non lineari. Come alternativa al dispositivo fornibile dal costruttore, l'autorita' responsabile dell'esecuzione del collaudo puo' utilizzare per l'esecuzione delle prove un proprio dispositivo di accoppiamento con caratteristiche conformi a quanto descritto nella Sezione A.2.5.2. A. 2.5.2 LINEA A CONDUTTORI PIANI PARALLELI (STRIPLINE) Tale dispositivo di misura puo' essere costituito da una linea a conduttori piani paralleli di diversa dimensione, composta da una piastra di massa e da un conduttore piano di larghezza "W". Il piano conduttore deve essere fissato ad una altezza costante "h" al di sopra della piastra di massa per mezzo di supporti isolanti. Per avere una impedenza di 50 ohm il rapporto "W/h" deve essere pari a 4,95; in questo caso, allo scopo di evitare effetti disturbanti ed ottenere una impedenza costante, la larghezza del piano di massa deve essere pari ad almeno tre volte "W". Per rendere possibile il collegamento con la "stripline", la larghezza del conduttore ad entrambe le estremita' della "stripline" e' rastremata e la sua distanza dal piano di massa e' ridotta per mantenere costante il rapporto "W/h". Alle due estremita' della "stripline" si trovano due connettori coassiali adattati a 50 ohm; di questi uno e' terminato su di un carico resistivo di 50 ohm, mentre l'altro e' utilizzato per il raccordo con gli strumenti utilizzati nella misura. Per tutte le frequenze alle quali sono effettuate le misure il ROS non deve essere superiore a 1,2. Nell'esecuzione delle prove, occorre fare attenzione affinche' l'apparato sotto misura ed ogni oggetto riflettente, presente nelle vicinanze, non disturbino il campo prodotto nel dispositivo di accoppiamento. Un piccolo foro deve essere fatto al centro del piano di massa per permettere il collegamento con i circuiti ad audio frequenza. L'apparato sotto misura deve essere collocato, in quella parte del dispositivo di accoppiamento ove il campo risulta essere omogeneo, su di un supporto isolante di altezza tale da non pregiudicare il comportamento radioelettrico della struttura. A.2.6. POSTO DI MISURA E DISPOSIZIONI GENERALI PER LE MISURE CON CAMPI IRRADIATI Per una guida generale vedere anche la Sezione A.2.7. A.2.6.1 POSTO DI MISURA Il posto di misura deve essere situato su di una superfice o terreno sufficientemente piano, in cui si disponga di una zona piatta di almeno 5 metri di diametro. L'apparato da sottoporre a misura va collocato al centro di tale zona su un supporto non conduttore, capace di ruotare di 360 gradi nel piano orizzontale, ad una altezza di 1,5 metri dal suolo. L'area utilizzata per le misure deve essere grande abbastanza da permettere l'erezione di una antenna di misura o trasmittente ad una distanza dall'apparato almeno uguale al piu' grande tra i due valori seguenti: lambda/2 ovvero 3 metri. La distanza effettivamente impiegata dovra' essere registrata insieme con i risultati delle prove eseguite. Devono essere prese sufficienti precauzioni onde evitare che le riflessioni causate da oggetti estranei vicini al luogo di misura e le riflessioni dovute al terreno non degradino i risultati della misura. A.2.6.2 ANTENNA DI MISURA L'antenna di misura e' usata per ricevere le irradiazioni del campione sotto misura, nonche' quelle dell'antenna di sostituzione, nel corso delle misure di irradiazione. All'occorrenza, essa puo' essere utilizzata come antenna trasmittente, quando il posto di misura e' utilizzato per la verifica delle caratteristiche del ricevitore. Questa antenna va montata su un supporto che le consente di essere utilizzata con polarizzazione sia orizzontale che verticale, rendendo altresi' possibile la regolazione dell'altezza del suo centro fra 1 e 4 metri dal suolo. E' preferibile utilizzare una antenna di misura dotata di una pronunciata direttivita'. La lunghezza dell'antenna di misura lungo la direzione in cui viene effettuata la prova non deve superare il 20% della distanza fra l'antenna di misura e l'apparato. Per le misure di irradiazione, l'antenna di misura e' collegata ad un ricevitore di misura in grado di essere sintonizzato su una qualunque delle frequenze da provare ed adatto a misurare con precisione i livelli dei segnali applicati al suo ingresso. Quando necessario (per le misure di ricezione) il ricevitore di prova e' sostituito da un generatore di segnali. A.2.6.3 ANTENNA DI SOSTITUZIONE L'antenna di sostituzione deve essere un dipolo a mezza onda, accordato alla frequenza di misura, oppure un'antenna piu' corta, tarata rispetto al dipolo a mezza onda. Il centro di questa antenna deve coincidere con il punto di riferimento dell'apparato in esame che essa sostituisce. Questo punto di riferimento deve coincidere con il centro del volume occupato dall'apparato da esaminare nel caso di antenna incorporata, ovvero con il punto di collegamento fra l'antenna ed il contenitore dell'apparato nel caso di antenna esterna. La distanza tra l'estremita' piu' bassa del dipolo ed il suolo deve essere almeno di 30 cm. L'antenna di sostituzione va collegata ad un generatore di segnali, qualora si intendono eseguire misure di irradiazione, o ad un ricevitore di misura calibrato, se lo scopo della misura sono le caratteristiche del ricevitore. Il generatore di segnali ed il ricevitore devono essere accordati sulla frequenza di misura e devono essere connessi all'antenna tramite una rete di accoppiamento adattata. A.2.6.4 POSTO DI MISURA INTERNO AD UN EDIFICIO Se la frequenza dei segnali da misurare e' superiore ad 80 MHz, le misure possono essere effettuate anche all'interno di un edificio. Se viene utilizzata questa configurazione alternativa, questo deve essere riportato nella relazione della prova. L'area destinata alle operazioni di misura puo' essere una sala di laboratorio avente almeno le dimensioni di metri 6 x 7 ed un'altezza di almeno metri 2,7 metri. L'ambiente non deve contenere, per quanto possibile, oggetti riflettenti all'infuori delle pareti, del pavimento e del soffitto, eccezion fatta, ovviamente, per le attrezzature destinate all'esecuzione delle misure e per l'operatore. La disposizione dell'apparecchiature nell'area di misura e' mostrata, in linea di principio, dalla Figura A.1. Le riflessioni potenziali prodotte dalla parete dietro l'apparato in esame devono essere ridotte ponendo uno strato di materiale assorbente davanti alla parete stessa. L'antenna di misura e' dotata di un diedro riflettente per ridurre gli effetti delle riflessioni sulla parete opposta come pure sul pavimento e sul soffitto in caso di misure con polarizzazione orizzontale. Inoltre tale diedro riduce gli effetti delle riflessioni sulle pareti laterali nel caso di misure con polarizzazione verticale. Per le bande di frequenza inferiori a circa 175 MHz, sia il diedro riflettente sia la parete assorbente possono anche mancare. Per ragioni pratiche, l'antenna a lambda/2 di Figura A.1 puo' essere sostituira da un'antenna di lunghezza costante, la cui lunghezza, alle frequenze di misura, deve essere compresa tra lambda/4 e lambda sempreche' la sensibilita' del sistema di misura sia sufficiente. Parimenti anche la distanza dell'antenna dal vertice del diedro puo' essere variata. L'antenna di misura, il ricevitore di misura, l'antenna di sostituzione ed il generatore di segnali calibrato sono usati in un modo simile a quello del metodo generale. Per garantirsi da errori dovuti ad annullamento del segnale a causa di combinazioni fra il segnale diretto e il segnale riflesso, l'antenna di sostituzione puo' essere spostata di +/- 10 cm lungo la direzione dell'antenna di misura e nelle altre due direzioni perpendicolari. Qualora questi cambiamenti di distanza producano delle variazioni di segnale superiori a 2 dB, l'apparato in prova deve essere opportunamente riposizionato onde far rientrare la variazione entro il limite di 2 dB. A.2.7 GUIDA PER L'UTILIZZO DEI POSTI DI MISURA CHE COMPORTANO L'USO DI CAMPI IRRADIATI Per misure che comportano l'uso dei campi irradiati, occorre utilizzare un posto di misura conforme ai requisiti descritti nella Sezione A.2.6. Quando ci si serve di tale posto di misura, bisogna osservare le seguenti condizioni per assicurare la consistenza dei risultati delle misure. A.2.7.1 DISTANZA DI MISURA Fatti evidenti indicano che la distanza di misura non e' un fattore critico e non influisce significativamente sui risultati delle misure, a condizione che, alla frequenza di misura, detta distanza non sia inferiore a lambda/2 e che siano osservati i provvedimenti precauzionali descritti in questa sezione. A.2.7.2 ANTENNA DI MISURA Possono essere utilizzate antenne di misura di vari tipi in quanto, effettuando le misure col metodo di sostituzione, gli errori di calibrazione dell'antenna di misura non inflenzano il risultato. La possibilita' di variare l'altezza dell'antenna di misura, in una gamma che va da 1 a 4 metri, allo scopo di trovare il punto in cui e' massima l'intensita' del campo elettromagnetico, e' un requisito essenziale. La variazione dell'altezza dell'antenna di misura puo' non essere necessaria per le frequenze inferiori a circa 100 MHz. Sono consigliate distanze di misura di 3, 5, 10 e 30 metri. A.2.7.3 ANTENNA ARTIFICIALE Le dimensioni dell'antenna artificiale utilizzata devono essere piccole comparate al campione sotto prova. Dove possibile, deve essere utilizzato un collegamento diretto tra l'antenna artificiale e l'apparato in prova. Nei casi in cui e' necessario usare un cavo di connessione, si devono prendere i provvedimenti necessari per ridurre le irradiazione di questo cavo, per esempio mediante l'uso di nuclei toroidali in ferrite, o cavi coassiali a dippia schermatura. A.2.7.4 CAVI AUSILIARI Variazioni nei risultati delle misure possono essere causate dalla posizione dei cavi ausiliari (per esempio i cavi di alimentazione, i cavi microfonici, ecc.). Per assicurare la ripetibilita' delle misure tali cavi ausiliari devono essere montati verticalmente verso il basso attraverso un foro praticato nel supporto isolante o nella piastra di base della colonna di acqua salata. A.3 MISURA DELLE CARATTERISTICHE RADIOELETTRICHE A.3.1 TRASMETTITORE A.3.1.1 SCARTO DI FREQUENZA A.3.1.1.1 DEFINIZIONE Lo scarto di frequenza del trasmettitore e' la differenza tra la frequenza misurata sulla portante ed il suo valore nominale. A.3.1.1.2 METODO DI MISURA Per le stazioni mobili equipaggiate con un connettore di antenna la frequenza della portante deve essere misurata in assenza di modulazione esterna (Sezione A.2.4) dopo aver collegato il trasmettitore ad una antenna artificiale (Sezione A.2.3). Per le apparecchiature portatili dotate di una antenna incorporata ("hand held"), l'apparato deve essere posto nel dispositivo di accoppiamento definito nella Sezione A.2.5. La misura deve essere eseguita sia nelle condizioni normali (Sezione A.1.3) sia nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4) A.3.1.1.3 LIMITI Fatta eccezione per la fase in cui avviene la commutazione di canale (ved. par. 2.1.2.1), lo scarto di frequenza deve essere mantenuto entro +/- 2,5 parti per milioni (ppm). Tale stabilita' di frequenza deve essere raggiunta entro 10 secondi dall'istante in cui l'apparato mobile e' acceso. A.3.1.2 POTENZA DEL TRASMETTITORE A.3.1.2.1 DEFINIZIONE Per le stazioni mobili equipaggiate con un connettore di antenna, la potenza del trasmettitore e' la potenza media fornita all'antenna artificiale in un ciclo di frequenza radioelettrica, in assenza di modulazione esterna. Per le apparecchiature portatili ("hand held") equipaggiate con una antenna incorporata, la potenza del trasmettitore e' la potenza effettiva irradiata (ERP) nella direzione di massima intensita' di campo elettromagnetico, in assenza di modulazione esterna. La verifica deve essere eseguita in accordo alle condizioni di misura specificate nella Sezione A.2.6. A.3.1.2.2 METODO DI MISURA Per le stazioni mobili equipaggiate con un connettore di antenna, il trasmettitore va collegato ad una antenna artificiale (Sezione A.2.3) e viene quindi misurata la potenza fornita a tale antenna artificiale. La misura deve essere effettuata sia nelle condizioni normali (Sezione A.1.3) sia nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4). Per le apparecchiature portatili ("hand held") equipaggiate con una antenna incorporata, la misura della potenza del trasmettitore deve essere eseguita nel campo di misura specificato nella Sezione A.2.6, ponendo l'apparato in prova sul supporto nella condizione seguente: a) nel caso di apparato con antenna interna, questo deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparato, che nella posizione normale di funzionamento e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo; b) nel caso di apparato con antenna esterna rigida, l'antenna deve essere verticale; c) nel caso di apparato con antenna esterna non rigida, l'antenna deve essere tesa verticalmente verso l'alto per mezzo di un supporto non conduttore. Il trasmettitore deve funzionare in assenza di modulazione esterna (Sezione A.2.4) ed il ricevitore di misura deve essere accordato alla frequenza del segnale da misurare. L'antenna di misura deve essere orientata nel piano di polarizzazione verticale e la sua altezza deve essere regolata fino a che il segnale misurato dal ricevitore di misura sia massimo. Il trasmettitore dovra' essere ruotato fino a 360 gradi in modo tale che il segnale ricevuto sia massimo. Il valore di questo massimo puo' essere inferiore al valore ottenibile ad altezze diverse da quelle specificate. Il trasmettitore deve essere sostituito dall'antenna di sostituzione (Sezione A.2.6) e l'altezza di misura deve essere regolata in modo da assicurare che il segnale ricevuto sia ancora massimo. Il livello del segnale di ingresso all'antenna di sostituzione deve essere regolato in modo da ottenere nel ricevitore di misura un livello uguale a quello proveniente dal trasmettitore o avente con quello un rapporto noto. La potenza del trasmettitore e' uguale alla potenza fornita all'antenna di sostituzione aumentata, se necessario, del rapporto sopramenzionato. La misura deve essere ripetuta per ogni altra antenna alternativa fornita dal costruttore. La misura deve essere ripetuta su altri piani di polarizzazione al fine di verificare che il valore ottenuto sia massimo. Se nel corso di tali verifiche si ottengono valori maggiori, questo fatto deve essere annotato nel verbale di misura. A.3.1.2.3 LIMITI Per ogni Classe di terminale mobile la potenza effettiva irradiata (ERP) rispetto al dipolo a mezza onda non deve essere superiore a 12 dBW (15,8 W). Per ogni Classe di terminale mobile la potenza nominale al connettore di antenna non deve essere superiore a 8,5 dBW (7 W). Nella seguente tabella, per ciascuna Classe di stazione mobile, sono riportati i valori nominali della potenza effettiva irradiata (ERP) e della corrispondente potenza al connettore di antenna. Classe della ERP Potenza corrispondente al stazione connettore di antenna Classe 1 10 dBW (10,0 W) 8,5 dBW (7,0 W) Classe 2 6 dBW ( 4,0 W) 4,5 dBW (2,8 W) Classe 3 2 dBW ( 1,6 W) 0,5 dBW (1,1 W) Classe 4 -2 dBW ( 0,6 W) -3,5 dBW (0,45 W) Nella valutazione della potenza al connettore di antenna si e' ipotizzato, per l'antenna, un guadagno di 1,5 dBd (dBd=dB rispetto al dipolo a mezza onda). Per ciascuna Classe di Stazione mobile, l'ERP (o la corrispondente potenza al connettore di antenna assumendo un guadagno di antenna di 1,5 dBd) non deve discostarsi di oltre +2dB/-4dB dal livello nominale elencato sopra. Per le apparecchiature aventi un guadagno di antenna diverso da quello sopra indicato, la corrispondente potenza al connettore di an- tenna deve essere ottenuta dall'ERP sottraendo a questo il guadagno di antenna. Anche in questo caso, la potenza al connettore di antenna cosi' derivata deve rispettare la tolleranza +2dB/-4dB. A.3.1.3 DEVIAZIONE DI FREQUENZA DI PICCO A.3.1.3.1 DEFINIZIONE La deviazione di frequenza e' la differenza massima fra la frequenza istantanea del segnale radioelettrico modulato e la frequenza della portante in assenza di modulazione. A. 3.1.3.2 METODO DI MISURA Per le apparecchiature mobili equipaggiati con un connettore di an- tenna, la deviazione di frequenza deve essere misurata all'uscita del trasmettitore connesso ad una antenna artificiale (Sezione A.2.3) per mezzo di un apposito apparecchio di misura in grado di misurare la deviazione massima. Per le apparecchiature portatili ("hand held") equipaggiati con una antenna incorporata la misura deve essere effettuata ponendo il trasmettitore nel dispositivo di accoppiamento definito nella Sezione A.2.5. La deviazione di frequenza deve essere misurata prelevando il segnale trasmesso per mezzo dell'antenna di sostituzione. La frequenza di modulazione del segnale di prova deve essere variata tra 300 Hz e 3 kHz. Il segnale audio di prova deve avere un livello superiore di 20 dB rispetto al livello necessario a produrre la modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). La misura deve essere effettuata in assenza dei segnali di supervisione e dei segnali dati a larga banda (Sezione A.2.4). La deviazione misurata include anche i contributi dovuti alle armoniche ed ai prodotti di intermodulazione che sono generati nel trasmettitore stesso. A.3.1.3.3 LIMITI La deviazione di frequenza istantanea di picco non deve essere superiore a +/- 9,5 kHz. Questo limite non si applica ai segnali di supervisione (ved. sez. 2.4) e ai segnali dati a larga banda (ved. sez. 2.1.3.2). A.3.1.4 IRRADIAZIONI NON ESSENZIALI A.3.1.4.1 DEFINIZIONE Per irradiazioni non essenziali sono da intendersi tutte le irradiazioni su qualunque altra frequenza diversa da quella della portante e delle bande laterali associate al normale processo di modulazione. Le irradiazioni non essenziali vanno rilevate misurando: (a) il loro livello di potenza all'uscita del trasmettitore, (b) la loro potenza equivalente irradiata dal contenitore e dalle varie parti dell'apparato. Per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata il livello delle irradiazioni non essenziali deve essere calcolato come la somma delle potenze equivalenti irradiate dall'antenna incorporata e dal contenitore dell'apparato. A.3.1.4.2 METODO DI MISURA DEL LIVELLO DI POTENZA (CASO A) Il livello di potenza su ciascuna frequenza deve essere misurato tramite un analizzatore di spettro od un voltmetro selettivo con il trasmettitore chiuso su di un carico di 50 ohm. Il trasmettitore operante alla massima potenza applicabile alla sua Classe non deve essere modulato. Le misure debbono essere effettuate in una gamma di frequenze estendentesi da 100 kHz a 4000 MHz, eccezion fatta per il canale sul quale il trasmettitore deve operare e per i canali adiacenti. Le misure devono essere ripetute con il trasmettitore modulato con la modulazione di prova normale (Sezione A.2.1). Le misure devono anche essere ripetute con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). A.3.1.4.3 METODO DI MISURA DELLA POTENZA EQUIVALENTE IRRADIATA (CASO B) L'apparato va sistemato in un posto di misura conforme ai requisiti indicati nella Sezione A.2.6. Il trasmettitore operante alla massima potenza applicabile alla sua Classe non deve essere modulato. Per gli apparati equipaggiati con un connettore di antenna, la misura deve essere effettuata collegando il trasmettitore ad una antenna artificiale (Sezione A.2.3). Le misure debbono essere effettuate in una gamma di frequenze estendentesi da 30 MHz a 4000 MHz, eccezion fatta per il canale sul quale il trasmettitore deve operare e per i canali adiacenti. Le irradiazioni non essenziali devono essere rilevate per mezzo dell'antenna di misura e del ricevitore di misura. Per ogni frequenza in corrispondenza alla quale e' rivelata una irradiazione, l'apparato in prova deve essere orientato opportunamente in modo tale da rendere massimo il valore del campo misurato. La potenza irradiata su ciascuna componente deve essere determinata con un metodo di sostituzione. Le misure devono essere ripetute anche con l'antenna di misura posta nel piano di polarizzazione ortogonale a quello in precedenza scelto. Le misure debbono essere ripetute con il trasmettitore modulato con modulazione di prova normale (Sezione A.2.1). Le misure debbono in- fine essere ripetute anche con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). Per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata, le misure sopra indicate devono essere ripetute con ciascun tipo di antenna incorporata che il costruttore dell'apparato fornisce in alternativa. A.3.1.4.4 LIMITI La potenza di irradiazione non essenziale non deve superare i valori sottoindicati: CASO A Nella gamma da 100 kHz a 1000 Mhz (con l'eccezione delle bande 872,0 - 905, 0 MHz e 917,0 - 950,0 MHz): 0,25 uW con il trasmettitore in condizioni di esercizio, 2 nW con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). Nella gamma da 1000 MHz a 4000 MHz: 1 uW con il trasmettitore in condizioni di esercizio, 20 nW con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). CASO B Nella gamma da 30 Mhz a 1000 Mhz (con l'eccezione delle bande 872,0-905,0 Mhz e 917,0-950,0 Mhz): 2,5 uw con il trasmettitore in condizioni di esercizio, 2 nw con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by). Nella gamma da 1000 Mhz a 4000 Mhz: 1 uw con il trasmettitore in condizioni di esercizio, 20 nw con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). Oltre ai valori sopra riportati devono inoltre essere rispettati i seguenti limiti: nella banda di frequenza compresa tra 872,0 MHz e 905,0 MHz, il livello di ogni irradiazione non essenziale (sia condotta sia irradiata), valutato in una banda di 25 kHz centrata ad una distanza di almeno 50 kHz dalla portante, deve essere inferiore a -24 dBm (4 uW). Come eccezione a tale valore, in questa banda e' ammessa la possibilita' di avere fino ad un massimo di 10 "canali" da 25 khz in cui il livello dell'irradiazione parassita puo' essere pari a -9 dBm (125 uW). Quest'ultime irradiazioni perturbatrici a piu' alto livello non devono comunque essere a frequenza fissa; la loro frequenza deve cambiare al variare della frequenza operativa del trasmettitore. Nella banda di frequenza compresa tra 917,0 MHz e 950,0 MHz il livello di ogni irradiazione non essenziale (sia condotta sia irradiata), valutato in una qualunque banda di 25 kHz, non deve ( essere superiore a (-80 dBm (10 pW ) vedi nota 1 appendice D). ) A.3.2 RICEVITORE A.3.2.1 MASSIMA SENSIBILITA' UTILE A.3.2.1.1 DEFINIZIONE Per massima sensibilita' utile del ricevitore si intende: a) nel caso di apparati equipaggiati con un connettore di antenna, il minimo livello di segnale ai terminali di ingresso del ricevitore, alla frequenza nominale del ricevitore, con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1) oppure b) nel caso di apparati equipaggiati con una antenna incorporata, il minimo livello di campo elettromagnetico alla frequenza nominale del ricevitore, con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1) sufficiente a produrre: 1) una potenza di uscita in bassa frequenza almeno uguale al 50% della potenza nominale di uscita (Sezione A.2.2). 2) un valore di 20 dB del rapporto S+N+D/N+D misurato all'uscita del ricevitore attraverso una rete di pesatura psofometrica del tipo descritto nella Raccomandazione CCITT 0.41, Red Book, 1984, (gia' denominato P.53a) (S=Segnale, N=Rumore, D=Distorsione). Le caratteristiche del filtro elimina-banda, sulla frequenza di 1 kHz, usato nelle misure di S+N+D/N+D debbono essere tali da garantire, in uscita al filtro, un'attenuazione di almeno 40 dB su tale frequenza di 1 kHz senza pero' superare 0,6 dB a 2 kHz. La caratteristica del filtro deve mantenersi piatta entro una fascia di 0,6 dB per le frequenze comprese tra 20 Hz e 500 Hz e per le frequenze comprese tra 2 kHz e 4 kHz. In assenza di modulazione, il filtro non deve introdurre attenuazioni superiori ad 1 dB sulla potenza totale di rumore all'uscita ad audiofrequenza del ricevitore sotto prova. A.3.2.1.2 METODO DI MISURA PER APPARATI DOTATI DI CONNETTORE DI ANTENNA La misura deve essere eseguita con il trasmettitore in funzione. Al terminale di ingresso del ricevitore deve essere applicato un segnale modulato con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1), di frequenza uguale alla frequenza nominale del ricevitore. Al terminale di uscita del ricevitore debbono essere collegati un carico ad audiofrequenza ed un distorsiometro, comprendente un filtro elimina-banda ad 1 kHz e la rete di pesatura psofometrica indicata nella Sezione A.3.2.1.1. Dove possibile, il controllo di volume del ricevitore deve essere regolato per avere una potenza pari al 50% della potenza nominale di uscita (Sezione A.2.2); nel caso in cui il controllo di volume e' di tipo discreto, questo deve essere regolato sulla prima posizione in grado di fornire una potenza almeno pari al 50% della potenza nominale di uscita. Il livello del segnale di prova in ingresso deve essere regolato fino ad ottenere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB; il livello del segnale di prova in ingresso in tali condizioni e' il valore della massima sensibilita' utile. La misura deve essere effettuata sia nelle condizioni normali di prova (Sezione A.1.3) sia nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4) A.3.2.1.3 METODO DI MISURA PER APPARATI EQUIPAGGIATI CON UNA ANTENNA INCORPORATA La misura deve essere eseguita con il trasmettitore in funzione. Nel campo di misura specificato nella Sezione A.2.6, l'apparato in prova deve essere posto sul supporto nella condizione seguente: a) nel caso di apparato con antenna interna, questo deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparato, che nella posizione normale di funzionamento e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo; b) nel caso di apparato con antenna esterna rigida, l'antenna deve essere verticale; c) nel caso di apparato con antenna esterna non rigida, l'antenna deve essere tesa verticalmente verso l'alto per mezzo di un supporto non conduttore. L'antenna di misura (Sezione A.2.6.2) deve essere posta ad una distanza conveniente dal ricevitore sotto misura. Il segnale di prova, fornito all'antenna di misura dal generatore di segnale di prova, deve avere frequenza uguale alla frequenza nominale del ricevitore e deve essere modulato con modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). Al terminale di uscita del ricevitore debbono essere collegati un carico ad audiofrequenza ed un distorsiometro, comprendente un filtro elimina-banda ad 1 kHz ed la rete di pesatura psofometrica indicata nella Sezione A.3.2.1.1. Dove possibile, il controllo di volume del ricevitore deve essere regolato per avere una potenza pari al 50% della potenza nominale di uscita; nel caso in cui il controllo di volume e' di tipo discreto, questo deve essere regolato sulla prima posizione in grado di fornire una potenza almeno pari al 50% della potenza nominale di uscita. Il livello del segnale di prova in ingresso deve essere regolato fino ad ottenere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB. Questa operazione deve essere ripetuta, facendo subire al ricevitore una rotazione di 360 gradi attorno al proprio asse, fino ad ottenere il piu' piccolo valore del segnale di uscita del generatore di prova che permetta di avere un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB. Mantenuta a questo livello l'ampiezza di uscita del generatore di prova, si sostituisce al ricevitore in prova l'antenna di sostituzione, connessa ad un ricevitore di misura calibrato, e si prende nota dell'intensita' del campo elettromagnetico, espressa in dB rispetto ad 1 uV/m. Tale valore di campo elettromagnetico e' la massima sensibilita' utile. A.3.2.1.4 LIMITI Nel caso di stazioni mobili equipaggiati con un connettore di an- tenna, la massima sensibilita' utile non deve superare il livello di -113 dBm nelle condizioni normali di prova (Sezione A.1.3) e di -110 dBm nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4). Nel caso di stazioni mobili equipaggiati con una antenna incorporata, la massima sensibilita' utile, espressa come valore di campo elettromagnetico, non deve superare il valore di 26 dBuV/m. Tale valore puo' subire un degrado di 3 dB nelle condizioni estreme di prova (Sezione A.1.4). Nota: per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata la misura nelle condizioni estreme di prova non e' obbligatoria. Per le stazioni mobili di Classe 4, indipendentemente dal fatto che siano equipaggiate o meno con una antenna incorporata, e' ammesso, per la sensibilita', un degrado di 3 dB ai limiti sopra indicati. Se pero' la stazione mobile e' installata in un veicolo in configurazione tale da cambiare la sua Classe, allora la sensibilita' dell'intero nuovo sistema ricevente, cosi' ottenuto, deve essere conforme ai limiti piu' stringenti sopra riportati. A.3.2.2 PROTEZIONE CONTRO LE RISPOSTE PARASSITE A.3.2.2.1 DEFINIZIONE Per attenuazione delle risposte parassite si intende una misura della capacita' del ricevitore ad operare una discriminazione tra il segnale utile modulato, sulla frequenza nominale, ed un segnale disturbante su qualunque altra frequenza, in corrispondenza della quale si presenta in uscita al ricevitore una risposta. A.3.2.2.2 METODO DI MISURA All'ingresso del ricevitore debbono essere applicati due segnali per il tramite di una opportuna rete combinatoria (Sezione A.6). L'impedenza presentata all'ingresso del ricevitore deve essere 50 ohm. Il segnale utile, alla frequenza nominale del ricevitore, deve essere modulato con la modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). Il segnale disturbante deve essere modulato da un tono a 400 Hz con una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 5,7 kHz. Inizialmente il segnale disturbante non va applicato, mentre l'ampiezza del segnale utile in ingresso deve essere regolata ad un livello tale da ottenere in uscita un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB (con un filtro psofometrico). Si applica successivamente il segnale disturbante la cui ampiezza deve essere regolata ad un livello di -33 dBm. La frequenza deve quindi essere variata nell'intervallo di frequenze da 100 KhZ A 2000 MHz. In corrispondenza ad ogni frequenza per cui si ottiene una risposta del ricevitore, il livello di ingresso del segnale disturbante deve essere regolato fino a che, in uscita al ricevitore, il rapporto S+N+D/N+D risulti ridotto (con un filtro psofometrico) da 20 a 14 dB. La protezione contro le risposte parassite e' quindi espressa dal rapporto in dB tra il livello del segnale utile ed il livello del segnale disturbante all'ingresso del ricevitore per i quali si verifica la suddetta riduzione del rapporto S+N+D/N+D. Per le stazioni mobili equipaggiate con una antenna incorporata la misura deve essere effettuata con le metodologie sopra descritte utilizzando il dispositivo di accoppiamento specificato nella Sezione A.2.5. Se i dispositivi utilizzati nella prova non sono idonei a misurare le frequenze al di sotto di 10 MHz, una annotazione in proposito deve essere riportata nella relazione di collaudo. A.3.2.2.3 LIMITI Su ogni frequenza che si discosta dalla frequenza nominale del ricevitore di un valore superiore a 50 kHz, la protezione contro le risposte parassite deve essere superiore a 60 dB per le stazioni mobili di Classe 1 e 2, o superiore a 55 dB per le stazioni mobili di Classe 3 e 4. A.3.2.3 PROTEZIONE CONTRO L'INTERMODULAZIONE A.3.2.3.1 DEFINIZIONE La protezione contro l'intermodulazione e' l'attitudine del ricevitore ad inibire la generazione, nella banda utile, di segnali presenti a causa della ricezione di due o piu' segnali interferenti distinti da quello utile. A.3.2.3.2 METODO DI MISURA a) Collegare l'apparecchiatura in prova come mostrato in Figura A.2. I due generatori disturbanti (generatori A e B) sono collegati agli ingressi del combinatore 1. Il segnale utile (generatore C) e l'uscita del combinatore 1 sono connessi agli ingressi del combinatore 2. L'uscita del combinatore 2 e' collegata al ricevitore sotto misura. Maggiori dettagli sulle reti di combinazione sono descritti nella Sezione A.6. b) Inizialmente i generatorei disturbanti A e B devono essere spenti. Il segnale utile del generatore C, alla frequenza nominale del ricevitore, deve essere modulato con la modulazione normale di prova (Sezione A.1.3). Il livello del generatore C deve essere regolato in modo da ottenere all'ingresso del ricevitore la massima sensibilita' utile (20 dB S+N+D/N+D pesati psofometricamente). c) Il generatore A deve essere modulato con un tono a 400 Hz e con una deviazione di frequenza di picco pari a +/-5,7 kHz. Il generatore B non deve essere modulato. La frequenza del generatore A deve essere regolata ad un valore che si discosti dalla frequenza nominale del ricevitore di una quantita' pari ad otto volte il passo di canalizzazione, in senso positivo e negativo. La frequenza del generatore B deve essere regolata ad un valore che si discosti dalla frequenza nominale del ricevitore di una quantita' pari a quattro volte il passo di canalizzazione, in senso positivo e negativo. I generatori A e B debbono ora essere accesi. I livelli di uscita dei generatori A e B devono essere mantenuti uguali ed aumentati di pari passo fino a produrre all'uscita del ricevitore un rapporto S+N+D/N+D di 14 dB (con un filtro psofometrico). d) Se necessario possono operarsi leggere modifiche alla frequenza del generatore A al fine di ottenere il minimo valore del rapporto S+N+D/N+D. I livelli dei due generatori disturbanti (generatori A e B) debbono essere, in tal caso, riregolati per ristabilire il rapporto di 14 dB di S+N+D/N+D. La protezione contro l'intermodulazione e' il rapporto in dB fra il livello di uno dei due segnali disturbanti (misurati nel punto X in Figura A.2) ed il livello del segnale utile (misurato all'uscita del generatore C). Per le apparecchiature portatili ("hand held") equipaggiate con una antenna incorporata la misura deve essere effettuata con le metodologie sopra descritte utilizzando il dispositivo di accoppiamento specificato nella Sezione A.2.5. A.3.2.3.3 LIMITI La protezione contro l'intermodulazione non deve essere inferiore a 65 dB per le stazioni mobili di Classe 1 e 2, o inferiore a 55 dB per le stazioni mobili di Classe 3 e 4. A.3.2.4 BLOCCAGGIO O DESENSIBILIZZAZIONE A.3.2.4.1 DEFINIZIONE Il bloccaggio o desensibilizzazione del ricevitore e' una variazione (generalmente una riduzione) della potenza utile in uscita dal ricevitore, ovvero una riduzione del rapporto S+N+D/N+D, dovuta alla presenza di un segnale disturbante su un'altra frequenza. A.3.2.4.1 METODO DI MISURA Due segnali debbono essere applicati all'ingresso del ricevitore attraverso una rete di combinazione opportuna (Sezione A.6). L'impedenza presentata all'ingresso del ricevitore deve essere 50 ohm. Il segnale utile, alla frequenza nominale del ricevitore, deve essere modulato con la modulazione normale di prova (Sezione A.2.1). Inizialmente il segnale disturbante non viene applicato ed il livello del segnale utile in ingresso deve essere regolato per ottenere in uscita un rapporto S+N+D/N+D di 20 dB (con un filtro psofometrico). Dove possibile, il controllo di volume del ricevitore deve essere regolato per avere una potenza pari al 50% della potenza nominale di uscita; nel caso in cui il controllo di volume e' di tipo discreto, questo deve essere regolato sulla prima posizione in grado di fornire una potenza almeno pari al 50% della potenza nominale di uscita. Il segnale disturbante non deve essere modulato e la sua frequenza deve variare all'interno delle seguenti bande: Banda A: 917,0 - 950,0 MHz (dalla misura sono escluse le frequenze che cadono nella banda di +/- 1 MHz rispetto alla frequenza nominale di ricezione) Banda B: 872,0 - 905,0 MHz e 970,0 - 980,0 MHz Il livello in ingresso del segnale disturbante deve essere regolato, in corrispondenza a tutte le frequenze indicate, in modo tale da produrre: a) una riduzione di 3 dB della potenza nominale di uscita del ricevitore (Sezione A.2.2) oppure b) una riduzione a 14 dB del rapporto S+N+D/N+D all'uscita del ricevitore misurato con un filtro psofometrico, tenendo presente che puo' prodursi per primo indifferentemente l'uno o l'altro di questi due effetti. Tale livello in ingresso del segnale disturbante e' il livello di bloccaggio in corrispondenza alla frequenza considerata. Per le stazioni mobili equipaggiate con una antenna incorporata la misura deve essere effettuata con le metodologie sopra descritte utilizzando il dispositivo di accoppiamento descritto nella Sezione A.2.5. Il livello di ingresso al ricevitore deve essere misurato sostituendo il ricevitore con l'antenna di sostituzione collegata ad un ricevitore di misura calibrato. Il livello di ingresso deve essere misurato in dB rispetto ad 1 uV/m. A.3.2.4.3 LIMITI Il livello di bloccaggio deve essere: 1) per tutte le frequenze del segnale disturbante appartenenti alla Banda A: - 50 dBm, 2) per tutte le frequenze del segnale disturbante appartenenti alla Banda B: - 23 dBm, I corrispondenti limiti per le stazioni mobili equipaggiate con una antenna incorporata devono essere: i) + 89 dBuV/m per la Banda A, ii) + 116 dBuV/m per la Banda B. A.3.2.5 IRRADIAZIONI PARASSITE A.3.2.5.1 DEFINIZIONE Le irradiazioni parassite sono tutte le irradiazioni del ricevitore. Il livello delle irradiazioni parassite deve essere misurato tenendo conto: (a) del loro livello di potenza al connettore di antenna del ricevitore, (b) della loro potenza equivalente irradiata dal contenitore e dalle varie parti dell'apparato. Per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata il livello delle irradiazioni non essenziali deve essere calcolato come la somma delle potenze equivalenti irradiate dall'antenna incorporata e dal contenitore dell'apparato. A.3.2.5.2 METODO DI MISURA DEL LIVELLO DI POTENZA (CASO A) Le irradiazioni parassite debbono essere espresse dal livello di potenza di ciascuna componente presente al connettore di antenna del ricevitore al quale e' collegato un analizzatore di spettro o un voltmetro selettivo aventi una impedenza di ingresso di 50 ohm. Il ricevitore deve essere acceso. Nel caso in cui il dispositivo di misura non risulti tarato, per la determinazione del livello di ciascuna componente occorre ricorrere ad un metodo di sostituzione che utilizzi un generatore di segnali. Le misure devono essere effettuate su un campo di frequenza che si estende da 100KHz a 4000 MHz. A.3.2.5.3 METODO DI MISURA DI POTENZA EQUIVALENTE IRRADIATA (CASO B) L'apparato va sistemato in un posto di misura conforme ai requisiti indicati nella Sezione A.2.6. Il ricevitore deve essere alimentato tramite un filtro a radio frequenza al fine di evitare l'influenza delle irradiazione che potrebbero aver luogo dalla linea di alimentazione. Le irradiazione parassite devono essere rilevate per mezzo dell'antenna di misura e del ricevitore di misura. La misura va effettuata nel campo di frequenze compreso tra 30 MHz e 4000 MHz. Per ciascuna frequenza in corrispondenza alla quale e' rilevata una irradiazione l'apparato in prova deve essere orientato opportunamente in modo tale da rendere massimo il valore del campo misurato e la potenza equivalente irradiata su ciascuna componente deve essere determinata con un metodo di sostituzione. Le misure devono essere ripetute anche con l'antenna di misura polarizzata su un piano ortogonale a quello in precedenza scelto. A.3.2.5.4 LIMITI La potenza di ogni irradiazione parassita sia condotta che irradiata non deve superare i seguenti limiti: nella gamma da 100 kHz a 1000 MHz (con l'eccezione delle bande 872,0 MHz - 905,0 MHz e 917,0 MHz - 950,0 MHz) : 2 nW (- 57 dBm); nella gamma da 1000 MHz a 4000 MHz: 20 nW (- 47 dBm); nella banda di frequenza da 872,0 MHz a 905,0 MHz: - 60 dBm; nella banda di frequenza da 917,0 MHz a 950,0 MHz: - 80 dBm; ( (vedi nota 1 appendice D). ) A.4 MISURA DELLE CARATTERISTICHE TELEFONICHE Qualora i terminali mobili siano equipaggiati con dispositivi per la cancellazione del rumore, come descritto nel paragrafo 2.1.3.1.3, le prove previste nelle Sezioni A.4 debbono essere eseguite con tale dispositivo predisposto nello stato di alto guadagno. A.4.1 SENSIBILITA' IN EMISSIONE A.4.1.1 METODO DI MISURA 1) L'apparato mobile in prova deve essere connesso ad un dispositivo simulante il funzionamento di una stazione radio base del sistema cellulare, conformemente a quanto mostrato nella Figura A.3. Le caratteristiche elettroacustiche del dispositivo di prova sono definite nell'Allegato 1 a tale Appendice. La sensibilita' di demodulazione del dispositivo di prova deve essere regolata in maniera tale che posto in ingresso al dispositivo un segnale radioelettrico, modulato da un tono sinusoidale di frequenza pari ad 1 kHz con una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 2,3 kHz, si ha in uscita, nel punto B di Figura A.3, un tono a 1 kHz avente un livello pari a - 15 dBV rms. A tale valore corrisponde una sensibilita' microfonica complessiva (Smj), dell'insieme del terminale mobile e della stazione radio base, di - 10 dBV/Pa. 2) L'apparato mobile equipaggiato con un connettore di antenna e' connesso al dispositivo di prova tramite un attenuatore da 60 dB; nel caso di apparato mobile equipaggiato con una antenna incorporata, il terminale mobile deve essere connesso al dispositivo di prova per mezzo del dispositivo di accoppiamento descritto nella Sezione A.2.5. 3) Il microfono del terminale mobile deve essere montato in posizione rigida rispetto al corrispondente auricolare. Il microtelefono deve essere posizionato conformemente a quanto specificato nell'Allegato A della Raccomandazione del CCITT P. 76. L'auricolare deve chiudere ermeticamente il bordo dell'orecchio artificiale. 4) La sensibilita' microfonica Smj, e' determinata utilizzando la procedura descritta nelle clausole 6 e B.1 (metodo dell'inviluppo superiore) della Raccomandazione CCITT P.64. La tensione di uscita deve essere misurata alla frequenza fondamentale del segnale di eccitazione. I risultati devono essere espressi in dBV/Pa. A.4.1.2 LIMITI Alla frequenza di 1 kHz la sensibilita' microfonica dell'apparato mo- bile, collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3, deve essere pari a -10 dBV/Pa con una tolleranza di +/-2dB. A questo valore corrisponde una pressione acustica di -5 dBPa che produce una deviazione di frequenza di picco pari a +/-2,3 kHz. Nota: Come prerequisito alle misure dell'indice dell'intensita' soggettiva in emissione (Send Loudness Rating) durante le prove di omologazione e' generalmente permesso regolare la sensibilita' microfonica dell'apparato mobile al valore sopra riportato. Tuttavia, nel caso in cui l'apparato in esame abbia una risposta in frequenza con variazioni prossime ai limiti mostrati nella maschera di Figura A.4, puo' essere necessario regolare la sensibilita' microfonica per soddisfare il criterio SLR. In questo caso essendo il soddisfacimento del criterio SLR prioritario rispetto alla sensibilita' microfonica ad 1 kHz, e' ammesso per quest'ultima grandezza il mancato rispetto del limite sopra indicato. A.4.2 INDICE DELL'INTENSITA' SOGGETTIVA IN EMISSIONE (SEND LOUDNESS RATING) A.4.2.1 METODO DI MISURA Utilizzando la procedura di misura descritta nella Sezione A.4.1.1 devono essere valutati i valori della sensibilita' microfonica dell'apparato mobile (Smj) alle 14 frequenze (Fn) indicate nella Tabella A.1. L'indice dell'intensita' soggettiva in emissione (SLR) e' successivamente calcolato utilizzando la seguente formula: 14 10 0,0175 (Smjn -Wn) SLR= - ------ log / 10 0,175 10 / n=1 dove si e' indicato con: Wn il fattore di pesatura microfonico dato nella tabella A.1, Smjn la sensibilita' microfonica dell'apparato mobile alla frequenza Fn espressa in dBV/Pa. A.4.2.2 LIMITI L'SLR dell'apparato mobile, collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3 deve essere pari a 6 dB con una tolleranza di +/- 2 dB ( (vedi nota 2 appendice D). ) A.4.3 SENSIBILITA' DI RICEZIONE A.4.3.1 METODO DI MISURA 1) L'apparato mobile deve essere collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3. La sensibilita' di trasmissione del dispositivo di prova deve essere regolata in maniera tale che un segnale audio di ingresso, alla frequenza di 1 kHz, avente nel punto A di Figura A.3 un livello di -25 dBV rms produca una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 2,3 kHz. 2) L'apparato mobile deve essere predispoto conformemente a quanto descritto nei punti 2 e 3 della Sezione A.4.1.1. Se il microtelefono dell'apparato mobile e' dotato di un controllo di volume, questo deve essere posizionato al centro del suo campo di regolazione (10 dB di attenuazione nel caso in cui il controllo di volume ha un campo di regolazione di 20 dB ovvero 5 dB di attenuazione nel caso in cui il controllo di volume ha un campo di regolazione di 10 dB). 3) Il generatore audio di misura deve essere predisposto per fornire una f.e.m. di -25 dBV rms. 4) La sensibilita' di ricezione (Sje) deve essere misurata alla frequenza di 1 kHz come descritto nella Clausola 8 della Raccomandazione del CCITT P.64. La pressione sonora deve essere misurata alla frequenza fondamentale del segnale di eccitazione. Il risultato deve essere espresso in dBPa/V. A.4.3.2 LIMITI La sensibilita' di ricezione dell'apparato mobile, collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3, deve essere, alla frequenza di 1 kHz, pari a 15 dBPa/V con tolleranza di +/- 2dB. Questo valore corrisponde ad un segnale audio di frequenza pari ad 1 kHz, che applicato nel punto A di Figura A.3 con livello tale da dare una deviazione di frequenza di picco di +/- 2,3 kHz, produce come uscita dall'auricolare dell'apparato mobile una pressione acustica di -10 dBPa. Nota: Come prerequisito alle misure dell'indice dell'intensita' soggettiva in ricezione (Receive Loudness Rating) durante le prove di omologazione e' generalmente permesso regolare la sensibilita' di ricezione dell'apparato mobile al valore sopra riportato. Tuttavia, nel caso in cui l'apparato in esame abbia una risposta in frequenza con variazioni prossime ai limiti mostrati nella maschera di Fig. A.5, puo' essere necessario regolare la sensibilita' di ricezione per soddisfare il criterio RLR. In questo caso essendo il soddisfacimento del criterio RLR prioritario rispetto alla sensibilita' di ricezione ad 1 kHz, e' ammesso per quest'ultima grandezza il mancato rispetto del limite indicato in A.4.3.2. A.4.4 INDICE DELL'INTENSITA' SOGGETTIVA IN RICEZIONE (RECEIVE LOUDNESS RATING) A.4.4.1 METODO DI MISURA 1) Utilizzando la procedura di misura descritta nella Sezione A.4.3.1 devono essere valutati i valori della sensibilita' ricevuta dall'apparato mobile (Sjen) alle 14 frequenze, Fn, indicate nella tabella A.1. L'indice dell'intensita' soggettiva in ricezione (RLR) e' successivamente calcolato utilizzando la formula: 14 10 0,0175 (Sjen - Len - Wrn) RLR= - ------ log / 10 0,175 10 / n=1 dove si e' indicato con: Wrn il fattore di pesatura di ricezione dato dalla tabella A.1, Len la perdita reale dell'orecchio reale (espressa in dB) data dalla tabella A.1, Sjen la sensibilita' di ricezione dell'apparato mobile espressa in dBPa/V. La procedura deve essere ripetuta regolando il controllo di volume del microtelefono in maniera da avere la massima intensita' sonora; sono quindi registrati i nuovi valori di Sjen ed il nuovo valore di RLR deve quindi essere calcolato da questi usando la formula sopra riportata. A.4.4.2 LIMITI L'RLR dell'apparato mobile collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3 e con il controllo di volume del microtelefono regolato al centro del suo campo di variazione, deve essere pari a -3,5 dB con tolleranza di +/- 2dB. Il valore minimo ammesso per l'RLR (cioe' il valore piu' sensibile), misurato con il controllo di volume del microtelefono impostato per il volume massimo, ( deve essere pari a -13 dB (vedi nota 2 appendice D). ) A.4.5 INDICE DELL'INTENSITA' SOGGETTIVA DELL'EFFETTO LOCALE (MASKED SIDETONE LOUDNESS RATING) A.4.5.1 METODO DI MISURA 1) L'apparato mobile deve essere collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3. 2) Per ciascuna delle 14 frequenze elencate nella tabella A.1, il livello di pressione sonora in aria libera, misurato nel punto di riferimento della bocca (Pmn), deve essere regolato a -5 dBPa. La pressione sonora che si genera nell'orecchio artificiale (Pen) deve essere misurata con il metodo descritto nella Raccomandazione P.64 del CCITT alla frequenza fondamentale dello stimolo; il suo valore deve essere espresso in dBPa. In corrispondenza di ciascuna delle 14 frequenze Fn indicate nella tabella A.1, deve essere calcolata la perdita dell'intensita' dell'effetto locale mediante la seguente formula: LMeSTn = Pmn - Pen dove si e' indicato con: LMeSTn la perdita dell'intensita' dell'effetto locale espressa in dB, Pmn la pressione sonora in aria libera al punto di riferimento della bocca espressa in dBPa, Pen la pressione sonora generata nell'orecchio artificiale espressa in dBPa. L'indice dell'intensita' soggettiva dell'effetto locale, STMR (espressa in dB) deve essere calcolata per mezzo della formula: 14 10 -0,0225 (LMeSTn + Len - Wtn) STMR= - ------ log / 10 0,225 10 / n=1 dove si e' indicato con: Wtn il fattore di pesatura dell'effetto locale dato nella tabella A.1, LMeSTn la perdita dell'intensita' dell'effeto locale espressa in dB, Len la perdita reale, espressa in dB, che si ha nell'orecchio data nella tabella A.1. A.4.5.2 LIMITI L'STMR dell'apparato mobile, connesso al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3, deve essere pari a 21 dB con una tolleranza di -3/+9 dB. A.4.6 PERDITA DI ECO TRA RICEZIONE E TRASMISSIONE A.4.6.1 METODO DI MISURA 1) L'apparato mobile deve essere collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3. L'installazione del microtelefono deve essere conforme a quanto descritto nel punto 3 della Sezione A.4.1.1. Le caratteristiche acustiche dell'ambiente in cui e' effettuata la prova devono essere conformi a quanto stabilito dall'ente omologatore. 2) Se l'apparato mobile e' dotato del controllo di volume sul microtelefono, questo deve essere predisposto sul valore massimo. 3) Un segnale audio e' immesso nel punto A del dispositivo di prova mostrato in Figura A.3, ed il livello del segnale di ritorno, alla stessa frequenza, e' misurato nel punto B; il livello del segnale di ritorno e' espresso in dBV. Il livello del segnale audio nel punto A deve essere pari a -25 dBV rms; la sua frequenza deve variare tra 300 Hz e 3400 Hz. La perdita di ritorno (RTL) e' la differenza, espressa in dB, tra il livello del segnale audio nel punto A e quello dello stesso segnale nel punto B. 4) La perdita di eco (EL), espressa in dB, deve essere calcolata tramite la formula: n EL = 3,24 - 10 log / (A + A ) (log f - log f ) 10 / i i-1 10 i 10 i-1 i=1 dove -(RTLi)/10 Ai = 10 e' la perdita di ritorno calcolata alla frequenza fi, Ao e' il valore calcolato a Fo = 300 Hz, An e' il valore calcolato a Fn = 3400 Hz. La misura deve essere effettuata utilizzando frequenze audio spaziate non piu' di un dodicesimo di ottava. Non e' necessario che le frequenze audio siano tra loro in relazione armonica. A.4.6.2 LIMITI La perdita di eco tra ricezione e trasmissione non deve essere inferiore a 19dB. A.4.7 MISURA DELLA PERDITA DI STABILITA' TRA RICEZIONE E TRASMISSIONE A.4.7.1 METODO DI MISURA 1) L'apparato mobile deve essere collegato al dispositivo di prova come mostrato in Figura A.3, senza pero' effettuare il collegamento alla bocca e all'orecchio artificiale. La prova deve essere eseguita ponendo il microtelefono, o la parte dell'apparecchiatura mobile che contiene i trasduttori acustici (microfono e auricolare), in una posizione meccanicamente molto stabile, al centro di un tavolo piano con superficie dura, avente le seguenti dimensioni: altezza 800 mm +/- 200 mm larghezza 800 mm +/- 200 mm lunghezza 1625 mm +/- 375 mm. L'apparato in prova deve essere posto ad una distanza di almeno 1250 mm da ogni ostacolo diverso dal tavolo. Le caratteristiche acustiche dell'ambiente in cui e' effettuata la prova devono essere conformi a quanto stabilito dall'ente omologatore. 2) Se l'apparato mobile e' dotato di un controllo di volume sul microtelefono, questo deve essere posizionato per il massimo volume. 3) Un segnale audio e' immesso nel punto A del dispositivo di prova mostrato in Figura A.3, ed il livello del segnale di ritorno, alla stessa frequenza, e' misurato nel punto B; il livello del segnale di ritorno e' espresso in dBV. Il livello del segnale audio nel punto A deve essere pari a -25 dBV rms; la sua frequenza deve variare tra 300 Hz e 3400 Hz. A.4.7.2 LIMITI Per ogni frequenza compresa nel campo da 300 Hz a 3400 Hz il livello del segnale misurato nel punto B di Figura A.3 non deve essere superiore a -30 dBV. A.5 PRECISIONE DELLE MISURE La seguente tabella indica i valori di tolleranza ammessi per ciascuna rispettiva grandezza in misura: Tensione continua +/- 3% Tensione di rete in corrente alternata +/- 3% Frequenza di rete in corrente alternata +/- 0,5% Tensione, potenza alle frequenze acustiche +/- 0,5% Frequenza acustica +/- 1% Distorsione e rumore dei generatori ad audio frequenza 1% Frequenza radioelettrica +/- 50 Hz potenza della portante alle frequenze radioelettriche +/- 10 % Tensione alle frequenze radioelettriche +/- 2 dB Intensita' di campo alle frequenze radioelettriche +/- 3 dB Potenza del canale adiacente +/- 3 dB Impedenza dei carichi artificiali, unita' di combinazione, cavi, connettori, attenuatori, ecc. +/- 5 % Impedenza interna dei generatori ed impedenza di ingresso dei ricevitori di misura +/- 10 % Attenuazione degli attenuatori +/- 0.5 dB Temperatura +/- 1 C Umidita' +/- 5% A.6 ESEMPIO DI RETE DI ACCOPPIAMENTO Un esempio di una rete di accoppiamento utilizzante un partitore ibrido ad anello e' mostrato nella Figura A.6. Il funzionamento di questo dispositivo e' indicato di seguito. Il particolare ibrido ad anello e' costituito da spezzoni di cavo coassiale le cui lunghezze sono multipli di quarti di lunghezza d'onda alla frequenza media di funzionamento. La potenza del generatore "Ga" si ripartira' equamente tra il punto terminale A (provvisto che la rete sia terminata in quel punto con una resistenza Ri) ed il resistore R1, il cui valore e' uguale ad Ri. Ai terminali di uscita del generatore "Gb", i segnali provenienti dal generatore "Ga" tramite i due rami dell'anello si annulleranno vicendevolmente poiche' i due percorsi differiscono di mezza lunghezza d'onda. Poiche' la potenza del generatore "Gb" e' analogamente divisa tra i due rami dell'anello, le sue componenti si annulleranno all'uscita del generatore "Gb". Poiche' il cavo coassiale utilizzato per realizzare il partitore ibrido ad anello ha un basso fattore di qualita' (Q), l'annullamento dei segnali non voluti alle uscite dei due generatori sara' efficace per differenze di frequenze, tra la frequenza del generatore "Ga" e quella del generatore "Ga", che si estendono su un ampio intervallo. L'impedenza interna Rs, della intera rete di accoppiamento, sara' uguale a Ri se e' utilizzato un cavo coassiale avente un'impedenza caratteristica Rc pari a: Rc = (Ri x 1,414) Nel caso in cui Ri e' uguale a 50 ohm, l'impedenza caratteristica del cavo coassiale Rc deve essere pari a circa 71 ohm. VEDI FIGURA A PG. 217 FIGURA A1: POSTO DI MISURA ALL'INTERNO DI UN EDIFICIO (CASO DI MISURE CON POLARIZZAZIONE ORIZZONTALE) | A | | | | | | | | COMBINER 1|---| | B | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | TRANSMISSION| | | | COMBINER 2|--| PATH |--| RECEIVER | | C | | | | (SEE NOTE 1)| | | | | WANTED | | | | | | SIGNAL | | | | | | | | DISTORTION | | ANALYSER | | | Fig. A.2: Disposizione per le misure di intermodulazione. Nota 1: Nel caso di stazioni mobili equipaggiate con un connettore di antenna, la rete di accoppiamento e' normalmente una linea coassiale. Nel caso di stazioni mobili con antenne integrate, la rete di accoppiamento e' descritta nella Sezione A.2.5. Nota 2: La quarta porta di ogni circuito combinatore deve essere terminata su un carico adattato. Nota 3: Errori di misura possono derivare dall'intermodulazione tra i generatori, dal rumore dei generatori e dalla desensibilizzazione del ricevitore. VEDI FIGURA A PG. 219 FIGURA A3: DISPOSITIVO DI PROVA E DISPOSIZIONE PER LA MISURA DELLE CARATTERISTICHE TELEFONICHE. VEDI FIGURA A PG. 220 FIGURA A4: MASCHERA DI RISPOSTA AMPIEZZA/FREQUENZA DEL COMPLESSO MICROFONICO. VEDI FIGURA A PG. 221 FIGURA A5: MASCHERA DI RISPOSTA AMPIEZZA/FREQUENZA DEL COMPLESSO AURICOLARE. VEDI FIGURA A PG. 222 FIGURA A6: ESEMPIO DI UNA RETE COMBINATORIA IMPIEGANTE UN ANELLO IBRIDO. n Fn Len Wrn Wn Wtn Hz dB 1 200 8.4 85.0 76.9 86.4 2 250 4.9 74.7 62.6 81.9 3 315 1.0 79.0 62.0 78.5 4 400 -0.7 63.7 44.7 78.2 5 500 -2.2 73.5 53.1 72.8 6 630 -2.6 69.1 48.5 67.6 7 800 -3.2 68.0 47.6 58.4 8 1000 -2.3 68.7 50.1 49.7 9 1250 -1.2 75.1 59.1 48.0 10 1600 -0.1 70.4 56.7 48.7 11 2000 3.6 81.4 72.2 50.7 12 2500 7.4 76.5 72.6 49.8 13 3150 6.7 93.3 89.2 48.4 14 4000 8.8 113.8 117.0 49.2 Nota: I valori di Fn sono estratti dalle Norme ISO 266:1975 TABELLA A.1: Parametri richiesti per calcolare SLR, STMR e RLR ALLEGATO ALL'APPENDICE A Scopo del presente allegato e' quello di specificare le caratteristiche elettroacustiche del dispositivo di prova che e' necessario per la definizione delle misure previste nella Sezione A.4 ("MISURA DELLE CARATTERISTICHE TELEFONICHE") di tale Appendice. a.1 CARATTERISTICHE DI MODULAZIONE a.1.1. REQUISITI ELETTROACUSTICI PER I SEGNALI VOCALI La sezione trasmittente del dispositivo di prova e' costituita da un modulatore di frequenza preceduto dai seguenti stadi di elaborazione del segnale vocale disposti nell'ordine elencato qui di seguito: 1 Filtro passabanda 2 Compressore 3 Preenfasi 4 Limitatore di deviazione 5 Filtro passabasso successivo al limitatore di deviazione a.1.1.1 SENSIBILITA' DI TRASMISSIONE La sensibilita' complessiva dell'insieme costituito dagli stadi di elaborazione del segnale vocale e dal modulatore deve essere tale che, posto in ingresso al dispositivo un segnale audio alla frequenza di 1 kHz, avente livello pari a - 25 dBV, si deve avere, sulla portante all'uscita del modulatore, una deviazione di frequenza di picco pari +/- 2,3 kHz. a.1.1.2 FILTRO PASSABANDA La caratteristica di attenuazione del filtro passabanda, posto in ingresso al circuito compressore di dinamica, deve essere tale da garantire, al di sotto di 300 Hz e al di sopra di 3000 Hz, una attenuazione che aumenta di almeno 24 dB per ottava. a.1.1.3 COMPRESSORE DI DINAMICA Questo stadio deve essere costituito nella parte di compressione di un compandor sillabico avente un rapporto 2 a 1. Il compressore deve impiegare un circuito di controllo di guadagno a controreazione costituito da un rettificatore lineare e da una rete di filtraggio a resistenza e capacita', ovvero da un circuito con prestazioni equivalenti (Riferimento: Annesso 5 della Assemblea Plenaria del CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagina 445). La tensione nominale di riferimento per il compressore (cioe' il livello che non subisce compressione) deve essere pari a -25 dBV. Posto all'ingresso del compressore un tono a 1000 Hz, avente il livello nominale di riferimento, si deve avere all'uscita del modulatore una deviazione di frequenza di picco pari +/- 2,3 kHz. Al variare del livello del segnale di ingresso in un intervallo di valori compreso almeno nella fascia +25 dB -30 dB rispetto alla tensione nominale di riferimento, il compressore deve seguire la sua caratteristica nominale di compressione (2:1) con una tolleranza di uscita di +/- 0,5 dB. Tale caratteristica nominale di compressione deve essere rispettata al variare della frequenza del segnale di ingresso in un intervallo che si estende almeno da 300Hz a 3000 Hz. Il compressore deve avere un tempo di attacco nominale di 3ms ed un tempo di rilascio nominale di 13,5 ms (Riferimento: Raccomandazione G162, Asseblea Plenaria del CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagine 52-60). a.1.1.4 CIRCUITO DI PRE-ENFASI Nella banda di frequenza compresa tra 300Hz e 3000 Hz, la caratteristica ampiezza frequenza del circuito di preenfasi deve avere una pendenza di + 6 dB per ottava con tolleranza di +/- 1 dB. a.1.1.5 LIMITATORE DI DEVIAZIONE Per ogni segnale di ingresso applicato agli stadi di elaborazione del segnale vocale, il valore massimo ammesso per la deviazione di frequenza di picco e' pari a +/- 9,5 kHz. Tale limite deve essere rispettato escludendo i segnali di supervisione (sez. 2.4) ed i segnali dati a larga banda (sez. 2.1.3.2). a.1.1.6 FILTRO PASSABASSO SUCCESSIVO AL LIMITATORE DI DEVIAZIONE In uscita al limitatore di deviazione deve essere inserito un filtro passabasso avente la seguente caratteristica minima di attenuazione: Banda di Frequenza Attenuazione relativa a 1000 Hz 3000-15000 Hz 40 log (f/3000) dB oltre 15000 Hz 28 dB a.1.1.7 DISTORSIONE DI MODULAZIONE La deviazione di frequenza efficace, prodotta dai contributi di distorsione ad una audiofrequenza che si generano nei circuiti di elaborazione del segnale vocale in presenza di un tono a 1 kHz avente un livello che produce una deviazione di frequenza di picco di +/- 6,4 kHz, deve essere almeno 32 dB piu' bassa di quella dovuta al tono a 1000 Hz. Il livello di tale distorsione deve essere misurato attraverso una rete di pesatura psofometrica del tipo descritto nella Raccomandazione CCITT 0.41. a.2 CARATTERISTICHE DI DEMODULAZIONE a.2.1 REQUISITI ELETTROACUSTICI PER I SEGNALI VOCALI La sezione ricevente del dispositivo di prova e' costituita da un demodulatore di frequenza seguito dai seguenti stadi di elaborazione del segnale vocale disposti nell'ordine elencato qui di seguito: 1 De-enfasi 2 Filtro passabanda 3 Espansore a.2.1.1 SENSIBILITA' DI RICEZIONE La sensibilita' complessiva del demodulatore e degli stadi di elaborazione del segnale vocale deve essere tale che, posto in ingresso al dispositivo un segnale radioelettrico modulato da una frequenza a 1000 Hz con una deviazione di frequenza di picco pari +/- 2,3 kHz, si deve avere in uscita al dispositivo un livello nominale di linea pari a -15 dBV. a.2.1.2 CIRCUITO DI DE-ENFASI Nella banda di frequenza compresa tra 300Hz e 3000 Hz, la caratteristica ampiezza frequenza del circuito di deenfasi deve avere una pendenza di - 6 dB per ottava con tolleranza di +/- 1 dB. a.2.1.3 FILTRO PASSABANDA La caratteristica di attenuazione del filtro passabanda posto in uscita al circuito di deenfasi deve essere tale da garantire una variazione dell'attenuazione di almeno 24 dB per ottava, al di sotto di 300 Hz, e di almeno 36 dB per ottava al di sopra di 3000 Hz. a.2.1.4 ESPANSORE DI DINAMICA Questo stadio deve essere costituito dalla parte di espansione di un compandor sillabico avente un rapporto 2 a 1. L'espansore deve impiegare un circuito di controllo di guadagno a controreazione costituito da un rettificatore lineare e da una rete di filtraggio a resistenza e capacita', ovvero da un circuito con prestazioni equivalenti (Riferimento: Annesso 5 della Assemblea Plenaria del CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagina 445). Applicando all'ingresso RF del dispositivo un segnale radioelettrico con livello pari a -50 dBm, modulato a 1000 Hz con deviazione di frequenza di picco variabile tra +/- 0,4 kHz e +/- 9,7 kHz, il livello di bassa frequenza in uscita all'espansore deve variare tra -30 dB e +25 dB rispetto al livello corrispondente alla deviazione di frequenza di picco di +/- 2,3 kHz (livello che non subisce espansione) con una tolleranza di +/- 1 dB. L'espansore deve avere un tempo di attacco nominale di 13,5 ms ed un tempo di rilascio nominale di 13,5 ms (Riferimento: Raccomandazione G162, Assemblea Plenaria CCITT, Maggio-Giugno 1964, Libro Blu, Vol III, pagine 52-60, con x=0,75 e y=1,5 nel metodo di misura definito nella nota 3 di pagina 59). Il processo di espansione del segnale deve essere successivo a tutti gli altri processi di banda base (incluso la rete di deenfasi ed il filtraggio). a.2.1.5 DISTORSIONE DI DEMODULAZIONE Applicando all'ingresso RF del dispositivo un segnale radioelettrico con livello pari a -50 dBm, modulato a 1000Hz con deviazione di frequenza di picco pari a +/- 6,4 kHz, il livello distorsione armonica totale generata nel dispositivo deve essere almeno di 32 dB piu' basso del livello del tono ad 1 kHz. La distorsione deve essere misurata all'uscita di bassa frequenza del dispositivo attraverso una rete di pesatura psofometrica del tipo descritto nella Raccomandazione CCITT 0.41. L'espansore deve essere disabilitato. Inoltre, applicando all'ingresso RF del dispositivo una portante non modulata avente un livello di -50 dBm, il ronzio ed il rumore residuo, misurati all'uscita di linea, debbono essere almeno 34 dB piu' bassi del livello che sarebbe prodotto da una portante modulata con un tono di 1 kHz avente una deviazione di frequenza di picco pari a +/- 6,4 kHz. APPENDICE B B.1 CODICE IDENTIFICATORE DI AREA (AID) In ambito nazionale, con riferimento alla sezione 2.3.8, i 5 bit piu' importanti del Codice Identificatore di Area (AID), sono definiti come segue: Bit n. 14 13 12 11 Codice di Nazione 1 1 0 0 Bit n. 10 Codice di Operatore X B.2 NUMERO DI IDENTIFICAZIONE MOBILE (MIN) Come definito nel paragrafo 2.3.1 relativo al Numero di Identificazione del Mobile (MIN: Mobile Identification Number) utilizzato nella procedura di segnalazione sul canale radio, e' derivato dalle 10 cifre dell'Identificativo Internazionale della stazione mobile (IMSI). Gli apparati radiomobili per la rete italiana dovranno contenere in questo identificativo i seguenti valori: * Codice della Nazione di appartenenza (MCC): 222 (in accordo alla Raccomandazione CCITT E. 212) * Codice della rete di appartenenza (all'interno della Nazione) MNC: 0,1 ...9 I codici 0-2-4 sono assegnati alla Concessionaria SIP. B.3 CLASSI DI CONTROLLO DI SOVRACCARICO DI ACCESSO Le Classi Di Sovraccarico di Accesso sono definite come segue (vedi la Sez. 2.6.3.4): numero di bit Assegnazione ACCOLC 0 - 9 Distribuiti casualmente tra apparecchiature mobili "normali" 10 Apparecchiature mobili di prova 11 Apparecchiature mobili usate per servizi di emergenza. 12 - 15 Riservato APPENDICE C C.1 SERVIZI NON VOCALI DI TIPO PUNTO-PUNTO I servizi non vocali di tipo punto-punto che possono essere attuati tra gli apparati della rete radiomobile ed i terminali connessi alla Rete Telefonica Pubblica Commutata devono soddisfare i requisiti descritti nei paragrafi successivi. C.1.1 SEGNALI MULTIFREQUENZA A DUE TONI C.1.1.1 FORMATO DI CODIFICA Il segnale trasmesso dall'apparato alla rete per rappresentare ciascuna cifra e' costituito da due sole frequenze, il cui valore nominale, per ciascuna cifra, e' dato come segue: Cifra da codificare Valore della frequenza in banda bassa 1 2 3 A 697 4 5 6 B 770 7 8 9 C 852 * 0 D 941 Valore della frequenza in 1209 1336 1477 1633 banda alta ===================================================================== Le frequenze emesse debbono essere comprese entro +/- 1,5% del loro valore nominale. C.1.2 LIVELLI DI SEGNALAZIONE L'indice di modulazione per i toni in banda alta (1209, 1336, 1477, 1633 Hz) deve essere costante e pari a 2,16. Le corrispondenti deviazioni di frequenza di picco devono essere, rispettivamente, pari in moduli a: 2,61, 2,88, 3,19, 3,52 KHz. L'indice di modulazione per i toni in banda bassa (697, 770, 852, 941 Hz) deve essere costante e pari a 2,16. Le corrispondenti deviazioni di frequenza di picco devono essere, rispettivamente, pari in modulo a: 1,20, 1,32, 1,47, 1,62 KHz. C.2 ALTRI SERVIZI NON VOCALI Il livello di potenza media dei segnali non vocali fornito in un minuto alla RPTN (Rete Pubblica Telefonica Nazionale) non deve essere maggiore di -9dBm. Per l'apparato mobile, a questo livello massimo deve corrispondere un indice di modulazione massimo di 1,82, mentre per l'apparato terminale, al livello massimo di -6dBm, citato nella Tavola C.1, deve corrispondere un indice di modulazione massima di 2,16. Per esempio, per un segnale a 450 Hz la deviazione di frequenza di picco della portante sara' +/- 0,98 kHz. C.3 APPARATI MOBILI CON FUNZIONE AUTOMATICA DI RICHIAMATA Questi apparati debbono soddisfare i requisiti riportati nei paragrafi seguenti. C.3.1 SCHEMI DI CHIAMATA Quando l'impegno di una linea della Rete Pubblica Telefonica Nazionale e' parte di una sequenza di tentativi ripetuti per stabilire un collegamento verso uno stesso numero di abbonato senza intervento diretto dell'utente durante i tentativi di chiamata di quella sequenza, il numero delle ripetizioni dei tentativi di chiamata e la durata minima fra queste ripetizioni, deve essere conforme allo schema o agli schemi di chiamata designati dal fornitore tra quelli elencati nella Tavola C.1. C.3.2 SEQUENZE DI TENTATIVI RIPETUTI In tutte le sequenze di tentativi ripetuti, l'apparato e' inibito ad operare in una combinazione di schemi di chiamata A, B e C riportati nella Tavola C.1. C.3.3 Nel caso in cui l'apparato puo' operare automaticamente con entrambi gli schemi di chiamata A o B dati nella Tavola C.1, non ci deve essere piu' di una sequenza dello schema scelto verso lo stesso numero di abbonato della RPTN, nel periodo di 2 ore dall'inizio del primo tentativo di chiamata. C.3.4 Quando una sequenza di tentativi ripetuti e' richiesta sotto il controllo diretto dell'utente mentre e' in svolgimento una sequenza di tentativi ripeturi verso lo stesso numero di elenco RPTN, l'apparato deve comportarsi conformemente ad uno dei seguenti casi: (a) Non fare nulla in risposta alla richiesta; oppure (b) Fare un unico tentativo al numero di elenco RPTN in aggiunta al resto dei tentativi della sequenza di ripetizione esistente; oppure (c) Cancellare la sequenza di ripetizione di tentativi esistente ed iniziare una nuova sequenza di tentativi ripetuti. C.3.5 Lo schema di chiamata D deve essere proposto solo se l'apparato e' capace di riconoscere il tono di apparecchiatura occupata. L'apparato non deve essere capace di funzionare in accordo allo schema di chiamata D a meno che esso non stia ricevendo e riconoscendo il tono di apparecchiatura occupata. Se lo schema di chiamata D e' iniziato alla ricezione e riconoscimento del tono di apparecchiatura occupata attraverso uno degli schemi di chiamata A, B, C: (a) Non deve essere usata la durata minima di 5 secondi specificata per lo schema di chiamata D nella Tavola C.1; e (b) l'apparato deve ritornare alla restante parte dello schema di chiamata originario alla ricezione e riconoscimento dei toni RPTN diversi dal tono di apparecchiatura occupata. NOTA al C.3. Si raccomanda che, se sono senza successo tutti i tentativi di chiamata ripetuta degli schemi di chiamata A o B, o una gran parte dei tentativi di chiamata ripetuta degli schemi di chiamata C o D, allora l'apparato non dovrebbe iniziare una successiva sequenza di schemi di chiamata A o B o continuare indefinitamente gli schemi di chiamata C o D, ma invece dovrebbe avvertire l'utente in modo che possa essere fatto un controllo del numero dell'elenco RPTN. Ove possibile, l'apparato dovrebbe registrare i dati relativi a tentativi di chiamata infruttuosi in modo da assistere l'utente nella ricerca delle cause. ===================================================================== | | | Tavola C.1 Ripetizione tentativi: numero dei tentativi | | e intervallo di tempo tra i tentativi | | | |===================================================================| | Tentativo di | Minima durata tra i tentativi di chiamata | | chiamata | per schema di chiamata | | | | | | A | B | C | D | | | | | | | | Tentativo | | | | | | iniziale | | | | | | | 5 s | 5 s | 5 s | 5 s | | tent. rip 1 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 2 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 3 | | | | | | | 1 min | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 4 | | | | | | | | | | | | | fine seg. | 2 min | 10 min | 3 min | | | (nota 1) | | | | | | | | | | | tent. rip 5 | | | | | | | | 2 min | 10 min | 3 min | | tent. rip 6 | | | | | | | | | | | | | | fine seq. | | | | | | (nota 1) | 10 min | 3 min | | | | | | | | tent. rip 7 | | | | | | | | | 10 min | 3 min | | ....... | | | .... | ... | | | | | 10 min | 3 min | | | | | | | | tent. rip n | | | | | | (nota 2) | | | | | | | | | | | | | | NOTA 1. Il massimo numero di chiamate per lo schema A e' 5 | | | | e per lo schema B e' 7. | | | | NOTA 2. Nessun limite e' specificato per il valore di 'n'. | | | | NOTA 3. Le durate date nella Tavola C.1 sono misurate | | | | dallo sgancio alla ricattura | | | | | APPENDICE D Nota 1: Il costruttore deve garantire il rispetto dei limiti di cui alle sezioni A.3.1.4.4 e A.3.2.5.4. Tuttavia se in fase di omologazione per motivi di incertezza della misura fosse critico valutare il limite considerato di -80 dBm, e' ammesso l'utilizzo di uno strumento capace di misurare correttamente i segnali aventi livello almeno pari -70 dBm. Nota 2: Il costruttore deve garantire il rispetto dei limiti di cui alle sezioni A.4.2.2 e A.4.4.2. Tuttavia se in fase di omologazione per motivi di incertezza della misura fosse critico rispettare i limiti considerati e' ammesso effettuare le misure con tolleranza +/- 3 dB anziche' +/- 2 dB. MISURE AL SIMULATORE PROTOCOLLO DI COMUNICAZIONE 1. Chiamata originata dal mobile - Controllo variazione di potenza RF - Comando di hand-off - Rilascio - Controllo della station class mark 2. Chiamata originata dal simulatore - Verifica dell'avviso di chiamata entrante o di ingresso in conversazione - Comando di hand-off - Rilascio MISURE IN CAMPO - Prove pratiche di collegamento radiotelefonico con chiamata originata dalla MS e chiamata originata dalla BS - Misura di ricezione del riordine - Risposta di messaggio di accesso diretto VISTO IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI PARTE II - METODI DI MISURA SEZIONE PRIMA - TERMINOLOGIA 1.1 GENERALITA' E DEFINIZIONI Per quanto concerne queste specifiche, e' stato fatto uso della seguente terminologia: BSS : Simulatore di Stazione Base (vedi il Simulatore di Sistema, Appendice D di questa Parte 2) MS : Stazione Mobile sotto test Nota : a) ( ) Quanto contenuto nelle parentesi quadre si riferisce a sezioni della Parte 1 della presente regola. b) Sigle e abbreviazioni che non sono definite in questa sezione appaiono nella Parte 1 oppure sono definite nel corso della loro prima comparsa nel testo. 1.1.1 TRASMETTITORE 1.1.1.1 POTENZA DELLA PORTANTE La potenza che in specifiche condizioni di esercizio e' disponibile ai terminali d'uscita a radio frequenza del trasmettitore, quando a questo ultimo e' connesso un carico specifico. 1.1.1.2 POTENZA EFFETTIVA IRRADIATA (ERP) La potenza effettiva irradiata (ERP) e' la potenza disponibile all'antenna, moltiplicata per il guadagno, riferito al dipolo a mezz'onda, dell'antenna stessa, in una specifica direzione. Nota: Questa definizione e' conforme con quanto stabilito dalle regolamento dell'UIT (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni). 1.1.1.3 MASSIMA DEVIAZIONE DI FREQUENZA (O FASE) AMMISSIBILE E' il valore di picco che la deviazione di frequenza (o di fase) non deve superare. 1.1.2. RICEVITORE 1.1.2.1 POTENZA AUDIO D'USCITA La potenza dichiarata dal costruttore, che, in determinate condizioni d'esercizio, deve essere disponibile ai terminali d'uscita del ricevitore quando questi ultimi sono connessi ad un carico specifico. 1.1.2.2 CARICO A FREQUENZA AUDIO Per un apparato dotato di trasduttore integrato d'uscita ad audio frequenza, il carico e' il trasduttore stesso. 1.1.2.3 RAPPORTO SEGNALE/RUMORE ( (SI.N.A.D.) ) ( SI+N+D ) E' il rapporto: ------- N+D dove: ( SI ) = Segnale utile ad audio frequenza dovuto alla modulazione normale di prova N = Rumore misurato alla modulazione standard D = Distorsione misurata alla modulazione standard Tale rapporto e' espresso in decibel ed e' denominato SINAD. Il valore di SINAD di riferimento e' pari a 20 dB quando non diversamente specificato. SEZIONE SECONDA - CONDIZIONI DI MISURA 2.1 CONDIZIONI DI MISURA STANDARD A meno che non sia diversamente stabilito nella descrizione del metodo di misura, tutte le prove sono eseguite in normali condizioni di misura 2.1.1 TEMPERATURA E UMIDITA' NORMALI E' considerata condizione normale, a cui eseguire una misura, ogni adeguata combinazione di temperatura e umidita' compresa nella seguente gamma di valori: Temperatura: da +15 gradi Celsius a +35 gradi Celsius Umidita' relativa: da 20% a 75% Nota: Quando non e' considerato convenientemente pratico eseguire le misure nelle condizioni sopra stabilite, i valori di temperatura e umidita' a cui la misura viene eseguita devono essere segnalati nel relativo rapporto. 2.1.2 CONDIZIONI NORMALI DI ALIMENTAZIONE 2.1.2.1 TENSIONE PRIMARIA La tensione normale a cui eseguire le prove di misura deve essere la tensione primaria nominale. Sara' considerata tensione nominale, la tensione dichiarata nelle specifiche di progetto dell'apparato o comunque una tensione, compresa nella gamma entro cui il corretto funzionamento viene dichiarato dal costruttore. La frequenza corrispondente alla tensione di alimentazione alternata sara' compresa tra 49 e 51 Hz. 2.1.2.2 BATTERIA STABILIZZATA AL PIOMBO-ACIDO SU VEICOLI Quando si prevede che l'apparato debba essere alimentato dalle usuali batterie al piombo - acido dei veicoli, la tensione normale di prova viene considerata essere 1,1 volte superiore alla tensione nominale della batteria (6 Volts, 12 Volts, ecc.). 2.1.2.3 ALTRE SORGENTI D'ALIMENTAZIONE Se si opera con altre sorgenti d'alimentazione o tipi di batterie (primarie o secondarie), sara' considerata tensione normale di prova quella dichiarata dal costruttore dell'apparato. 2.1.3 TEMPERATURE ESTREME Le prove eseguite in condizioni estreme di temperatura devono essere in accordo con quanto specificato nel paragrafo 2.1.4. Si considerano dati estremi di temperatura: il valore massimo di +55 gradi Celsius e minimo di -10 gradi Celsius. 2.1.4 VALORI ESTREMI DI ALIMENTAZIONE 2.1.4.1. TENSIONE PRIMARIA La tensione estrema di prova per apparati connessi ad una alimentazione primaria in alternata si deve scostare dalla tensione nominale di +/- 10%. La frequenza della tensione alternata deve essere compresa tra 49 e 51 Hz. 2.1.4.2. BATTERIA STABILIZZATA AL PIOMBO-ACIDO SU VEICOLI Quando l'apparato e' progettato per essere alimentato da normali tipi di batteria stabilizzata a piombo-acido, le tensioni estreme di prova saranno comprese tra 1,3 e 0,9 volte la tensione nominale delle batterie stesse (6 Volts, 12 Volts, ecc.). 2.1.4.3. ALTRE SORGENTI DI ALIMENTAZIONE Le minime tensioni di prova per apparati alimentati da batterie primarie devono essere le seguenti: 1) Per batterie tipo Leclanche': 0,85 volte la tensione nominale della batteria; 2) Per batterie al mercurio: 0,9 volte la tensione nominale della batteria; 3) Per batterie primarie d'altro tipo: valore dichiarato dal costruttore dell'apparato. Per apparati facenti uso di altre fonti di alimentazione, o in ogni caso funzionanti con varie differenti fonti d'alimentazione, le tensioni estreme di prova devono essere quelle concordate tra il costruttore e l'autorita' e devono essere evidenziate nel rapporto. 2.1.5 PROCEDURA PER PROVE A TEMPERATURA ESTREMA Prima di iniziare la misura l'apparato deve essere disposto in una camera climatica dove raggiungera' l'equilibrio termico. L'apparato durante questo periodo rimarra' spento (*). Se l'equilibrio termico non e' verificato da misure, un periodo di stabilita' termica di almeno un'ora, o di diversa durata stabilita dall'autorita' che gestisce le prove di misura, sara' considerato sufficientemente adeguato. La sequenza delle misure sara' scelta e l'umidita' contenuta nella camera climatica sara' controllata al fine di evitare il formarsi di eccessiva condensazione. Prima di iniziare le prove a temperatura massima l'apparato, disposto nella camera climatica, dovra' raggiungere l'equilibrio termico (*). L'apparato sara' quindi acceso ed il trasmettitore sara' attivato per il periodo di un minuto seguito da un periodo di quattro minuti in cui il solo ricevitore sara' in esercizio. Dopo di che' l'apparato dovra' soddisfare i requisiti specificati. Prima di iniziare le prove a temperatura minima, l'apparato sara' lasciato nella camera climatica fino al raggiungimento dell'equilibrio termico (*), quindi sara' acceso e disposto in condizione di ricezione o di stand-by per il periodo di un minuto dopo cui l'apparato dovra' soddisfare i requisiti specificati. Nota: In caso di apparati contenenti circuiti a stabilita' termica progettati per funzionare continuamente, tali circuiti devono essere accessi per 15 minuti dopo il raggiungimento dell'equilibrio termico. 2.1.6 MODULAZIONE NORMALE DI PROVA Si intende per modulazione normale di prova, quella che provoca, con un segnale modulante di 1 KHz, la deviazione di frequenza di +/- 5,7 KHz. Il segnale di prova sara' sostanzialmente esente da modulazione d'ampiezza (cioe' meno dell' 1%). 2.1.7 ANTENNA ARTIFICIALE Le prove sul trasmettitore della stazione mobile devono essere eseguite tramite un carico non-reattivo e non-irradiante di 50 ohm, connesso ai terminali d'antenna. 2.1.8 CONTROLLO D'APPARATO E INTERFACCE Il controllo dell'apparato sotto misura sara' effettuato per mezzo dei protocolli di segnalazione TACS standard, come specificato nel volume Uno di queste specifiche di omologazione, e per mezzo di ulteriori funzioni di controllo fornite dal costruttore, come specificato nel seguito. La segnalazione standard TACS sara' impiegata principalmente nel capitolo 5, test di segnalazione, e nel capitolo 3 e 4, dove si invieranno comandi alla stazione mobile perche' si disponga in uno stato tale che renda possibile l'esecuzione di specifiche prove richieste. Le ulteriori funzioni di controllo fornite dal costruttore sono specificate sotto. Queste funzioni sono richieste al fine di verificare il funzionamento della stazione mobile durante le prove descritte nei capitoli 3 e 4. a) Deve essere possibile commutare in accensione e spegnimento (on e off) la portante RF del trasmettitore al livello di potenza specificato per la classe di potenza della stazione mobile sotto misura. b) Deve essere possibile verificare il corretto funzionamento dell'espansore nello stadio di processamento audio del ricevitore. c) Deve essere possibile sintetizzare le frequenze di funzionamento dell'apparato, tra una qualsiasi frequenza di canale compresa nella banda di frequenza del sistema cellulare, tenendo conto del marchio di classe della stazione. d) Deve essere possibile verificare il silenziamento audio del trasmettitore e del ricevitore. Il dispositivo del silenziamento au- dio sara' disabilitato durante le prove di ricezione. e) I segnali di supervisione (SAT), e quindi sia i toni che i dati a larga banda, devono poter essere disabilitati per permettere al trasmettitore di trasmettere senza alcuna modulazione esterna. f) L'alimentazione di ogni quarzo deve poter essere controllata separatamente dall'alimentazione del resto dell'apparato. L'apparato deve fornire un punto di connessione (tipicamente per mezzo di un connettore volante) tra l'uscita del ricevitore e l'ingresso dell'auricolare. Il punto di connessione cosi' fornito deve avere una impedenza nominale di 600 ohms. Nota: Questa connessione sara' usata per ulteriori misure audio, oltre a quelle eseguite impiegando l'orecchio artificiale, per permettere che le seguenti prove siano eseguite a temperatura normale per apparati con antenna integrata e a temperatura estrema per apparati ad antenna non integrata: Prove sul Ricevitore 3.2.1., 3.2.3. 2.1.9 BANCO DI MISURA DI SEGNALE DI INGRESSO E USCITA PER APPARATI CON ANTENNA INTEGRATA Il carico di prova sara' l'antenna fornita dal costruttore. Per misure assolute sara' impiegato un banco di misura come quello descritto nell'appendice A, equipaggiato con strumenti di misura dell'irradiazione. Per misure relative, sara' usato un banco di misura avente caratteristiche di stabilita' nella gamma di frequenza da misurare, come descritto nell'appendice B. 2.1.10 RETI PER COMBINARE DIVERSE SORGENTI DI SEGNALE Esempi di reti combinatorie possono essere trovati nella appendice C. 2.1.11 LIVELLO DI SEGNALE DI INGRESSO A RADIO FREQUENZA Il livello del segnale di ingresso sara' espresso come forza elettromotrice (f.e.m.) presente all'uscita della sorgente non terminata del segnale di ingresso, quando l'impedenza della sorgente del segnale di ingresso e' uguale all'impedenza nominale dell'ingresso a radiofrequenza del ricevitore. I livelli del segnale di prova saranno espressi in termini di f.e.m. ai terminali di ingresso del ricevitore. Nota: L'impedenza di ingresso del ricevitore puo' non essere 50 ohms. I circuiti di ingresso possono essere sia adattati in potenza che adattati sul fattore di rumore. 2.1.12 FREQUENZE DI PROVA Le prove dovranno essere effettuate sui seguenti canali: 1, 300, 504. 2.1.13 SIMULATORE DI SISTEMA Il simulatore di sistema, come descritto in appendice D, sara' impiegato per eseguire tutte le prove relative alla radio frequenza, all'audio frequenza, e ai parametri di segnalazione degli apparati mobili e portatili. 2.1.14 DISPOSITIVO DI ACCOPPIAMENTO ACUSTICO Il dispositivo di accoppiamento acustico, descritto in Appendice G, deve essere usato in tutte le misure, in condizioni standard di prova, che richiedano: (a) L'ingresso di segnali di prova audio al microfono del microtelefono. (b) La misura dei segnali di prova audio all'uscita del ricevitore del microtelefono. (c) La misura della perdita di eco tra ricezione e trasmissione. Note: (1) Per la misura della perdita di stabilita' si richiede che il microtelefono operi in congiunzione con un apparato diverso dal dispositivo di accoppiamento acustico. La descrizione della misura, nel parag. 4, include una definizione dell'apparato. (2) Le prove che richiedono la misura dei livelli acustici di uscita in condizioni di prova estreme, devono impiegare la connessione audio diretta descritta al parag. 2.1.8. 2.2 CARATTERISTICHE DEL DISPOSITIVO DI MISURA Le caratteristiche del dispositivo di misura ed i suoi metodi di prova devono essere in accordo a quanto indicato in Appendice E. 2.3 TOLLERANZA DELLE MISURE Le tolleranze delle misure devono essere in accordo a quanto indicato in Appendice F. SEZIONE 3 - METODO DI MISURA DELLE CARATTERISTICHE DI POTENZA A RADIOFREQUENZA 3.1 TRASMETTITORE 3.1.1 POTENZA DELLA PORTANTE 3.1.1.1 DEFINIZIONE La potenza della portante del trasmettitore e' la potenza media inviata all'antenna artificiale durante un ciclo di radiofrequenza, senza modulazione esterna. Per apparecchiature con antenna incorporata, la potenza della portante del trasmettitore e' la potenza effettiva irradiata nella direzione di massima intensita' del campo elettromagnetico in accordo alle condizioni di misura specificate nel Par. 3.1.1.3. La potenza nominale della portante e' quella dichiarata dal costruttore. 3.1.1.2 METODO DI MISURA Il trasmettitore deve essere collegato ad un'antenna artificiale, come definito al Par. 2.1.7, e si dovra' misurare la potenza inviata all'antenna artificiale. La misura deve essere eseguita sia nelle condizioni normali (Par. 2.1.1 e 2.1.2), sia nelle condizioni estreme di prova (Par. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). 3.1.1.3 METODO DI MISURA PER APPARECCHIATURA CON ANTENNA INCORPORATA Nel posto di prova, con i requisiti dell'Appendice A.1.1, l'apparato in prova deve essere situato sul supporto nella seguente posizione: (a) nel caso di apparato con antenna interna questo deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparato, che nella posizione normale di funzionamento e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo. (b) nel caso di apparato con antenna esterna rigida, l'antenna deve essere verticale. (c) nel caso di apparato con antenna esterna non rigida, l'antenna deve essere estesa verticalmente verso l'alto mediante un supporto non conduttore. Il trasmettitore deve funzionare, in assenza di modulazione esterna, (par. 2.1.8), ed il ricevitore di misura deve essere sintonizzato sulla frequenza del segnale da misurare. L'antenna di misura deve essere orientata nel piano di polarizzazione verticale e la sua altezza deve essere regolata, entro i limiti specificati, fino a che il segnale misurato dal ricevitore di misura sia massimo. Il trasmettitore dovra' essere ruotato fino a 360 gradi in modo tale che il segnale ricevuto sia massimo. Nota: Il valore di questo massimo puo' essere inferiore al valore ottenibile ad altezze diverse da quelle specificate. Il trasmettitore deve essere sostituito dall'antenna di sostituzione, come descritto in Appendice A, e l'altezza dell'antenna di misura deve essere regolata in modo da assicurare che sia ricevuto ancora il massimo segnale. Il livello del segnale di ingresso all'antenna di sostituzione deve essere regolato in modo da ottenere nel ricevitore di misura un livello uguale a quello proveniente dal trasmettitore o avente con quello un rapporto noto. La potenza della portante e' uguale alla potenza fornita all'antenna di sostituzione aumentata, se necessario, del rapporto sopramenzionato. La misura deve essere ripetuta per ogni altra antenna alternativa fornita dal costruttore. La misura deve essere ripetuta su altri piani di polarizzazione al fine di verificare che il valore ottenuto sia massimo. Se si ottengono valori piu' alti, cio' deve essere annotato nel verbale di misura. Per misure in condizioni di prova estreme l'apparecchiatura deve essere posta in un dispositivo di accoppiamento (Appendice B) e si dovra' misurare la potenza fornita all'antenna artificiale. Le misure dovranno essere eseguite in condizioni normali di prova (Par. 2.1.1 e 2.1.2) ed estreme (Par. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). 3.1.1.4 LIMITI Per ogni classe di terminale mobile la potenza effettiva irradiata (ERP), rispetto al dipolo a mezza onda deve essere inferiore a 12 dBW (15,8 Watt). Per ogni classe di terminale mobile la potenza nominale al connettore di antenna non deve essere superiore a 8,5 dBW (7 W). Nella seguente tabella, per ciascuna classe di stazione mobile, sono riportati i valori nominali della potenza effettiva irradiata (ERP) e della corrispondente potenza al connettore di antenna. Classe della Potenza Effettiva Potenza corrispondente Stazione Nominale Irradiata al connettore di antenna Classe 1 10 dBW (10,0 Watts) 8,5 dBW (7,0 Watts) Classe 2 6 dBW ( 4,0 Watts) 4,5 dBW (2,8 Watts) Classe 3 2 dBW ( 1,6 Watts) 0,5 dBW (1,1 Watts) Classe 4 -2 dBW ( 0,6 Watts) -3,5 dBW (0,45 Watts) Nella valutazione della potenza al connettore di antenna si e' ipotizzato, per l'antenna, un guadagno di 1,5 dB rispetto al dipolo a mezza onda. Le stazioni mobili della Classe 1 possono essere solo configurate come stazioni mobili veicolari (Vedi Nota 1). Le stazioni mobili della Classe 2 possono essere configurate sia come mobili veicolari che come stazioni trasportabili (Vedi Nota 2), ma non come portatili a mano (Vedi Nota 3). Le stazioni mobili della Classe 3 a 4 saranno normalmente stazioni portatili a mano (Hand portable). Nota 1) Una stazione mobile veicolare e' un'apparecchiatura installata in un veicolo, per la quale l'antenna e' fisicamente montata all'esterno del veicolo. Nota 2) Una stazione mobile trasportabile e' un apparecchiatura che puo' essere portata a mano e dove l'antenna non e' fisicamente montata nella parte dell'apparecchiatura contenente il microtelefono. Nota 3) Una stazione mobile portatile e' un'apparechiatura che puo' essere portata a mano o indosso ad una persona e dove l'antenna puo' essere fisicamente attaccata alla parte di apparecchiatura che contiene il microtelefono. Per ciascuna classe di stazione mobile, l'ERP (o la corrispondente potenza al connettore di antenna assumendo un guadagno di antenna di 1,5 dB), misurata in condizioni normali ed estreme di prova, non deve discostarsi di oltre +2dB / -4dB dal livello nominale elencato sopra. Per le apparecchiature aventi un guadagno di antenna diverso da quello indicato, la corrispondente potenza al connettore di antenna deve essere ottenuta dall'ERP sottraendo a questo il guadagno di an- tenna. Anche in questo caso la potenza al connettore di antenna cosi' derivata, deve rispettare la tolleranza di +2 db / -4 dB. 3.1.2 CONTROLLO DELLA POTENZA DI USCITA A RADIOFREQUENZA 3.1.2.1 DEFINIZIONE La funzione di controllo della potenza di uscita a radiofrequenza e' un mezzo per ridurre la potenza in uscita di una stazione mobile, a passi, su comando della stazione fissa. 3.1.2.2. METODO DI MISURA Il trasmettitore deve essere connesso ad un'antenna artificiale, come definito nel sez. 2.1.7, e sara' misurata la potenza inviata a questa antenna artificiale. Messaggi di controllo della stazione mobile saranno inviati al terminale mobile dal Simulatore di Sistema. Questi messaggi saranno ordini di variazione della potenza, con il codice di qualifica dell'ordine fissato a turno a ciascuno degli 8 livelli di potenza. La misura deve essere eseguita in condizioni di prova normali (sez. 2.1.1 e 2.1.2) ed in condizioni di prova estreme (sez. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). 3.1.2.3 METODO DI MISURA PER APPARECCHIATURA CON ANTENNA INCORPORATA Nell'area di prova, con i requisiti dell'Appendice A.1.1, l'apparato in prova deve essere situato sul supporto nella seguente posizione: (a) nel caso di apparato con antenna interna questa deve essere disposto verticalmente in modo tale che l'asse dell'apparato, che nella posizione normale di funzionamento e' il piu' vicino alla verticale, sia perpendicolare al suolo. (b) nel caso di apparato con antenna esterna rigida, l'antenna deve essere verticale. (c) nel caso di apparato con antenna esterna non rigida, l'antenna deve essere estesa verticalmente verso l'alto mediante un supporto non conduttore. Il trasmettitore deve funzionare, in assenza di modulazione esterna (sez. 2.1.8), ed il ricevitore di misura deve essere sintonizzato sulla frequenza del segnale da misurare. L'antenna di misura deve essere orientata nel piano di polarizzazione verticale e la sua altezza deve essere regolata, entro i limiti specificati, fino a che il segnale misurato dal ricevitore di misura sia massimo. Il trasmettitore dovra' essere ruotato fino a 360 gradi in modo tale che il segnale ricevuto sia massimo. Nota: Il valore di questo massimo puo' essere inferiore al valore ottenibile ad altezze diverse da quelle specificate. Il trasmettitore deve essere sostituito dall'antenna di sostituzione, come descritto in Appendice A, e l'altezza dell'antenna di misura deve essere regolata in modo da assicurare che sia ricevuto ancora il massimo segnale. Il livello del segnale di ingresso all'antenna di sostituzione deve essere regolato in modo da ottenere nel ricevitore di misura un livello uguale a quello proveniente dal trasmettitore o avente con quello un rapporto noto. La potenza della portante e' uguale alla potenza fornita all'antenna di sostituzione aumentata, se necessario, del rapporto sopramenzionato. La misura deve essere ripetuta per ogni altra antenna alternativa fornita dal costruttore. La misura deve essere ripetuta su altri piani di polarizzazione al fine di verificare che il valore ottenuto sia massimo. Se si ottengono valori piu' alti, cio' deve essere annotato nel verbale di misura. Messaggi di controllo della stazione mobile saranno trasmessi alla stazione mobile dal Simulatore del Sistema. Questi messaggi saranno ordini di variazione della potenza, con il codice di qualifica dell'ordine fissato a turno a ciascuno degli 8 livelli di potenza. Per misure in condizioni di prova estreme l'apparecchiatura deve essere posta in un dispositivo di accoppiamento (Appendice B) e si dovra' misurare la potenza fornita all'antenna artificiale. Le misure dovranno essere eseguite in condizioni normali di prova (sez. 2.1.1 e 2.1.2) ed estreme (sez. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). 3.1.2.4 LIMITI La potenza in uscita a radiofrequenza della stazione mobile si deve ridurre a passi di 4 dB o 8 dB quando l'ordine appropriato di cambio potenza sia ricevuto dalla stazione mobile. I livelli di potenza nominali devono essere in accordo alla Tavola seguente: LIVELLI DI POTENZA NOMINALE DI STAZIONE MOBILE Livello di Codice di ERP Nominale (dBW) potenza di Attenuazione Classe di potenza di stazione mobile stazione mobile mobile (PL) (MAC) 1 2 3 4 0 000 10 6 2 - 2 1 001 2 2 2 - 2 2 010 - 2 - 2 - 2 - 2 3 011 - 6 - 6 - 6 - 6 4 100 -10 -10 -10 -10 5 101 -14 -14 -14 -14 6 110 -18 -18 -18 -18 7 111 -22 -22 -22 -22 La potenza nominale al connettore di antenna per ciascuna classe di potenza di stazione mobile e livello di potenza di stazione mobile puo' essere calcolata da ogni livello di ERP nominale assumendo un guadagno di antenna di 1,5 dB. Ciascun livello di potenza dovra' essere mantenuto entro il limite di +2 dB e -4 dB dal suo livello nominale nelle condizioni normali di prova (sez. 2.1.1 e 2.1.2) ed estreme (sez. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). 3.1.3 SCARTO DI FREQUENZA 3.1.3.1 DEFINIZIONE Lo scarto di frequenza del trasmettitore e' la differenza tra la frequenza misurata sulla portante ed il suo valore nominale. 3.1.3.2 METODO DI MISURA La frequenza sulla portante deve essere misurata in assenza di modulazione con il trasmettitore connesso ad una antenna artificiale (sez. 2.1.7). Le misure debbono essere fatte in condizioni normali di prova (sez. 2.1.1 e 2.1.2) ed estreme (sez. 2.1.3 e 2.1.4 applicate simultaneamente). Il metodo di misura per apparecchiature con antenna incorporata deve essere lo stesso che per apparecchiature mobili salvo che il trasmettitore sara' posto in un dispositivo di accoppiamento come descritto in Appendice B. 3.1.3.3 LIMITI Lo scarto di frequenza non deve superare +/- 2,5 parti per milione (ppm) su qualunque canale di frequenza assegnato, in condizioni normali ed estreme di prova, eccetto durante la commutazione di canale. Questa stabilita' della frequenza deve essere ottenuta entro 10 sec. dal momento in cui l'apparecchiatura e' accesa. 3.1.4 DEVIAZIONE DI FREQUENZA DI PICCO DEL TONO SAT 3.1.4.1 DEFINIZIONE La deviazione di frequenza di picco del tono SAT e' la massima differenza tra la frequenza istantanea del segnale radiofrequenza modulato e la frequenza della portante in assenza di modulazione, quando la sorgente di modulazione e' una soltanto delle tre frequenze del tono SAT. 3.1.4.2 METODO DI MISURA Una portante a radio frequenza sara' applicata al ricevitore della stazione mobile, sulla sua frequenza di ricezione, modulata con un tono di 6000 Hz. L'indice di modulazione del tono deve essere di 0,28 radianti (cioe' una deviazione di frequenza di 1,7 kHz). La deviazione di frequenza della stazione mobile sara' misurata all'uscita del trasmettitore connesso ad un'antenna artificiale (sez. 2.1.7), per mezzo di un misuratore di deviazione capace di misurare la massima deviazione, inclusa quella dovuta a qualunque armonica ed ai prodotti di intermodulazione che possono essere generati nel trasmettitore. Nel caso di apparecchiatura con antenna incorporata, la misura sara' eseguita usando un dispositivo di accoppiamento (Appendice B), l'uscita del quale e' connessa all'antenna artificiale. 3.1.4.3 LIMITI La deviazione di frequenza istantanea di picco deve essere di 1,7 kHz +/- 10% (cioe' un indice di modulazione del tono di 0.28 radian). 3.1.5. DEVIAZIONE DI FREQUENZA DI PICCO 3.1.5.1 DEFINIZIONE La deviazione di frequenza di picco e' la differenza massima tra la frequenza istantanea del segnale radioelettrico modulato e la frequenza della portante in assenza di modulazione. 3.1.5.2 METODO DI MISURA La deviazione di frequenza deve essere misurata all'uscita del trasmettitore connesso all'antenna artificiale (sez. 2.1.7), per mezzo di un misuratore di deviazione capace di misurare la massima deviazione, includendo i contributi dovuti alle armoniche ed ai prodotti di intermodulazione che possono essere generati nel trasmettitore. Nel caso di apparecchiatura con antenna incorporata, la misura sara' fatta usando il dispositivo di accoppiamento (Appendice B), la cui uscita e' connessa all'antenna artificiale La trasmissione del SAT deve essere inibita. Il segnale a frequenza audio sara' applicato al microfono al microfono del trasmettitore per mezzo di un dispositivo di accoppiamento acustico. (Appendice G). Il trasmettitore deve essere modulato con un segnale a frequenza au- dio che deve essere variata in frequenza tra 300 Hz e 3 kHz. Il livello di questo segnale di prova deve essere superiore di 20 dB rispetto al livello necessario a produrre la modulazione normale di prova. (sez. 2.1.6) 3.1.5.3 LIMITI La deviazione di frequenza istantanea di picco non deve essere superiore a +/- 9,5 kHz. 3.1.6 LARGHEZZA DI BANDA OCCUPATA 3.1.6.1 DEFINIZIONE La larghezza di banda occupata del trasmettitore e' quella permessa su ciascuna delle frequenze assegnate quando il trasmettitore e' modulato da segnali a frequenze vocali o dai dati a larga banda. 3.1.6.2 METODO DI MISURA La larghezza di banda occupata sara' misurata all'uscita del trasmettitore per mezzo di un analizzatore di spettro con una larghezza di banda di misura di 1 kHz. L'analizzatore di spettro sara' connesso al trasmettore per mezzo di un idoneo attenuatore a radiofrequenza e dovra' essere capace di indicare le componenti di modulazione. Nel caso di apparecchiatura con antenna incorporata la misura dovra' essere fatta con un dispositivo di accoppiamento (Appendice B), l'uscita del quale e' connessa all'attenuatore a radiofrequenza. Il segnale a frequenza audio sara' applicato al microfono del trasmettitore per mezzo di un dispositivo di accoppiamento acustico (Appendice G). Il trasmettitore sara' modulato da un segnale a frequenza audio di 25000 Hz. Il livello di questo segnale di prova deve essere superiore di 20 dB rispetto al livello necessario a produrre una deviazione di frequenza di picco pari +/- 5,7 kHz. La prova sara' ripetuta con la stazione mobile che invia messaggi dati a larga banda. 3.1.6.3 LIMITI I prodotti di modulazione al di fuori del campo di +/- 17 kHz dalla portante non dovranno superare un livello di 26 dB al di sotto della portante non modulata. I prodotti di modulazione al di fuori del campo di +/- 37,5 kHz dalla portante non dovranno superare un livello di 45 dB al di sotto della portante non modulata. I prodotti di modulazione al di fuori del campo di +/- 50 kHz dalla portante non dovranno superare un livello di 60 dB al di sotto della portante non modulata. 3.1.7 IRRADIAZIONI NON ESSENZIALI (entro la banda di frequenza operativa) 3.1.7.1 DEFINIZIONE Per irradiazioni non essenziali sono da intendersi tutte le irradiazioni su qualunque altra frequenza diversa da quella della portante e delle bande laterali associate al normale processo di modulazione. Le irradiazioni non essenziali vanno rilevate misurando: (a) il loro livello di potenza all'uscita del trasmettitore (b) la loro potenza equivalente irradiata dal contenitore e dalle varie parti dell'apparato. Per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata il livello delle irradiazioni non essenziali deve essere calcolato come la somma delle potenze equivalenti irradiate dall'antenna incorporata e dal contenitore dell'apparato. 3.1.7.2 METODO DI MISURA DEL LIVELLO DI POTENZA (CASO A) Il livello di potenza su ciascuna frequenza deve essere misurato tramite un analizzatore di spettro od un voltmetro selettivo con il trasmettitore chiuso su di un carico di 50 ohm. Il trasmettitore operante alla massima potenza applicabile alla sua classe non deve essere modulato. Le misure debbono essere effettuate in una gamma di frequenze estendentesi da 100 kHz a 4000 MHz, eccezion fatta per il canale sul quale il trasmettitore deve operare e per i canali adiacenti. Le misure devono essere ripetute con il trasmettitore modulato con una modulazione normale di prova (sez. 2.1.6). Le misure devono essere ripetute con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). 3.1.7.3 METODO DI MISURA DELLA POTENZA EQUIVALENTE IRRADIATA (CASO B) L'apparato va sistemato in un posto di misura, conforme ai requisiti indicati nella Appendice A. Il trasmettitore operante alla massima potenza applicabile alla sua Classe non deve essere modulato. Per gli apparati equipaggiati con un connettore di antenna, la misura deve essere effettuata collegando il trasmettitore ad una antenna artificiale (sez. 2.1.7) Le misure debbono essere effettuate in una gamma di frequenze estendentesi da 30 MHz a 4000 MHz, eccezion fatta per il canale sul quale il trasmettitore deve operare e per i canali adiacenti. Le irradiazioni non essenziali devono essere rilevate per mezzo dell'antenna di misura e del ricevitore di misura. Per ogni frequenza in corrispondenza alla quale e' rilevata una irradiazione, l'apparato in prova deve essere orientato opportunamente in modo tale da rendere massimo il valore del campo misurato. La potenza irradiata su ciascuna componente deve essere determinata con un metodo di sostituzione. Le misure devono essere ripetute anche con l'antenna di misura posta nel piano di polarizzazione ortogonale a quello in precedenza scelto. Le misure debbono essere ripetute con il trasmettitore modulato con modulazione normale di prova (sez. 2.1.6). Le misure debbono infine essere ripetute anche con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). Per gli apparati equipaggiati con una antenna incorporata, le misure sopra indicate devono essere ripetute con ciascun tipo di antenna incorporata che il costruttore dell'apparato fornisce in alternativa. 3.1.7.4 LIMITI La potenza di irradiazione non essenziale non deve superare i valori sottoindicati: CASO A Nella gamma da 100 kHz a 1000 MHz (con l'eccezione delle bande 872,0 - 905,0 MHz e 917,0 - 950,0 MHz): 0,25 uW con il trasmettitore in condizioni di esercizio, 2 nW con il trasmettitore in posizione di attesa ("stand-by"). Nella gamma da 1000 MHz a 4000 MHz: