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Art. 2 1. Le lettere a) e b) dell'art. 3 del regolamento delle spese da farsi in economia da parte dell'Azienda di Stato per i servizi telefonici, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1985, n. 91, sono sostituite dalle seguenti: " a) i capi degli ispettorati di zona, con qualifica di dirigente superiore, entro il limite di L. 150.000.000; b) i capi dei reparti amministrativi ed i capi dei reparti esercizio e manutenzione per la Sicilia e la Sardegna, con qualifica di primo dirigente, con sede rispettivamente a Palermo ed a Cagliari, limitatamente alle materie di competenza ed alle spese di cui all'art. 1, lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), m) ed n) i primi, lettere a) e b) i secondi, entro il limite di L. 75.000.000;". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 11 marzo 1989 COSSIGA DE MITA, Presidente del Consiglio dei Ministri MAMMÌ, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni AMATO, Ministro del tesoro Visto, il Guardasigilli VASSALLI Registrato alla Corte dei conti, addì 22 aprile 1989 Atti di governo, registro n. 77, foglio n. 15 Nota all'art. 2: Il testo dell'art. 3 del regolamento approvato con D.P.R. n. 91/1985, come modificato dal decreto qui pubblicato, è il seguente: "Art. 3. - Gli organi periferici dell'Azienda effettuano, nei limiti di cui al precedente art. 1 e dei fondi ad essi accreditati, servizi in economia per gli importi appresso indicati: a) i capi degli ispettorati di zona, con qualifica di dirigente superiore, entro il limite di L. 150.000.000; b) i capi dei reparti amministrativi ed i capi dei reparti esercizio e manutenzione per la Sicilia e la Sardegna, con qualifica di primo dirigente, con sede rispettivamente a Palermo ed a Cagliari, limitatamente alle materie di competenza ed alle spese di cui all'art. 1 lettere a), b), c), d), e), f), g), h), l), m) ed n), i primi, lettere a) e b) i secondi, entro il limite di L. 75.000.000; c) i dirigenti degli uffici telefonici interurbani limitatamente alle spese di cui all'art. 1, lettere b), e) ed f) - con l'esclusione degli acquisti - l) ed m), entro il limite di L. 1.500.000; d) i dirigenti delle stazioni telefoniche di manutenzione cavi, nelle sedi in cui l'Azienda provvede direttamente alla manutenzione della rete telefonica nazionale in cavo, limitatamente alle spese di cui all'art. 1, lettere a), d) ed e), entro il limite di L. 1.500.000".