Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 202 GIROTTO La seduta inizia alle ore 13,35. IN SEDE REFERENTE Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Esame e rinvio) Il relatore COLLINA ( PD ), anche a nome del correlatore Ripamonti, ricorda preliminarmente che la legge annuale per il mercato e la concorrenza è prevista nell'ordinamento nazionale dal 2009, ma è stata in concreto adottata solo con la legge n. 124 del 2017. Rammenta altresì che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha ribadito la necessità di rispettare la sua cadenza annuale, "essendo essenziale per rivedere in via continuativa lo stato della legislazione al fine di verificare se permangano vincoli normativi al gioco competitivo e all'efficiente funzionamento dei mercati, tenendo conto del quadro socioeconomico". Secondo quanto esposto nel PNRR, una prima serie di misure in materia concorrenziale avrebbe dovuto essere presentata a luglio 2021 per entrare in vigore entro il 31 dicembre 2022, tenendo conto della Segnalazione adottata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) nel marzo 2021, considerato che la legge annuale sulla concorrenza fa parte della missione 1, componente 2, Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo. Rileva tuttavia che il disegno di legge è stato presentato in Senato il 3 dicembre 2021 e assegnato il 23 dicembre 2021. Dopo aver rimarcato che il disegno di legge n. 2469 è, peraltro, un collegato alla manovra di finanza pubblica e reca numerose deleghe, ne illustra il contenuto, segnalando che il provvedimento si compone di 32 articoli, suddivisi in 9 capi, che sono: Capo I - Finalità (articolo 1); Capo II - Rimozione di barriere all'entrata dei mercati. Regimi concessori (articoli 2-5); Capo III - Servizi pubblici locali e trasporti (articoli 6-10); Capo IV - Concorrenza, energia e sostenibilità ambientale (articoli 11-12); Capo V - Concorrenza e tutela della salute (articoli 13-18); Capo VI - Concorrenza, sviluppo delle infrastrutture digitali e servizi di comunicazione elettronica (articoli 19-22); Capo VII - Concorrenza, rimozione degli oneri per le imprese e parità di trattamento tra gli operatori (articoli 23-27); Capo VIII - Rafforzamento dei poteri in materia di Antitrust (articoli 28-31); Capo IX - Nomine nelle autorità amministrative indipendenti (articolo 32). Fa presente quindi che l'articolo 1 espone le finalità della legge, volta a promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche al fine di garantire l'accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni, nonché di contribuire al rafforzamento della giustizia sociale, di migliorare la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici e di potenziare la tutela dell'ambiente, il diritto alla salute dei cittadini e la tutela dei consumatori. L'articolo 2 delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per la costituzione e il coordinamento di un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici nell'ottica di promuovere la massima pubblicità e trasparenza, anche in forma sintetica, dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori, tenendo conto delle esigenze di difesa e sicurezza. Dopo essersi brevemente soffermato sull'articolo 3, relativo alla procedura di rilascio delle concessioni delle aree demaniali portuali, dà conto dell'articolo 4, in materia di valorizzazione delle reti di distribuzione del gas di proprietà degli enti locali e di rilancio degli investimenti nel settore della distribuzione del gas naturale. Rileva poi che l'articolo 5 interviene sulla disciplina relativa alle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, le quali devono svolgersi in ogni caso secondo parametri competitivi, equi e trasparenti, sulla base di un'adeguata valorizzazione economica dei canoni concessori e di un'idonea valorizzazione tecnica degli interventi di miglioramento della sicurezza delle infrastrutture esistenti e degli interventi di recupero della capacità di invaso, con la previsione di un congruo indennizzo, da porre a carico del concessionario subentrante, che tenga conto dell'ammortamento degli investimenti effettuati dal concessionario uscente, definendo la durata della concessione, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente, sulla base di criteri economici basati sull'entità degli investimenti. Nel richiamare i contenuti dell'articolo 6, recante delega al Governo per il riordino della materia dei servizi pubblici locali, da esercitare anche tramite l'adozione di un apposito testo unico, evidenzia che l'articolo 7 reca disposizioni finalizzate alla messa a regime del sistema dell'affidamento mediante procedure di pubblica evidenza nel trasporto pubblico locale (TPL). Accenna indi all'articolo 8, che prevede una delega volta a rivedere la disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea (vale a dire taxi e noleggio con conducente  NCC), nonché all'articolo 9, che interviene con alcune modifiche all'articolo 37 del decreto-legge n. 201 del 2011 al fine di rafforzare i meccanismi di risoluzione delle controversie tra operatori economici che gestiscono reti, infrastrutture e servizi di trasporto e i consumatori. Illustra quindi l'articolo 10 che modifica la disciplina dei controlli sulle società partecipate attribuendo alle sezioni riunite della Corte dei conti la competenza del controllo sull'atto deliberativo di costituzione della società o di acquisizione della partecipazione diretta o indiretta in società già costituite, innovando, al contempo, l'oggetto e le modalità di tale controllo. Sottolinea poi che l'articolo 11 modifica una disposizione della legge di bilancio 2021 in materia di dotazione della rete autostradale di punti di ricarica elettrica veloce, prevedendo che i concessionari autostradali debbano selezionare l'operatore che richieda di installare colonnine di ricarica mediante procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie, mentre l'articolo 12 reca alcune novelle al Codice dell'ambiente relative: alla scelta - da parte delle utenze non domestiche che producono i cosiddetti rifiuti assimilati agli urbani - di servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al mercato; ai compiti dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA); all'esclusione, dal novero dei soggetti coinvolti nell'accordo di programma CONAI sui rifiuti di imballaggio, dei gestori delle piattaforme di selezione. L'articolo 14 - prosegue il relatore - modifica la disciplina sull'obbligo, a carico dei grossisti di farmaci, di detenzione di un assortimento relativo ai medicinali oggetto di autorizzazione all'immissione in commercio ed ammessi a rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale e ad alcuni medicinali omeopatici. La novella, tra l'altro, sopprime la percentuale fissa del novanta per cento relativa all'ampiezza minima dell'assortimento. Dà indi conto dell'articolo 15, che abroga la norma che esclude la possibilità di inserimentocon decorrenza anteriore alla data di scadenza della tutela brevettuale - relativa al medicinale di riferimento - dei medicinali equivalentinell'ambito dei medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale e dell'articolo 16 cheintroduce, con riferimento ad alcune fattispecie di medicinali, una disciplina specifica, di natura suppletiva, per l'inclusione degli stessi nell'elenco dei medicinali rimborsabili (da parte del Servizio sanitario nazionale), con la connessa determinazione di un prezzo di rimborso. Illustra poi l'articolo 17, che apporta modifiche alla disciplina sul sistema di produzione dei medicinali emoderivati, individuando i principi che fondano il sistema di plasmaderivazione italiano basati sulla donazione volontaria e gratuità del sangue e definendo quali indennizzi ristorativi sono compatibili con tale sistema, mentre l'articolo 18modifica la disciplina sul conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa nell'ambito degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale. Dopo aver descritto i contenuti dell'articolo 19, recante alcune modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo n. 33 del 2016 che definisce un quadro di regole volto a ridurre i costi per la realizzazione di reti a banda ultra-larga, passa ad illustrare l'articolo 20, che ha lo scopo di razionalizzare gli interventi dedicati alla realizzazione di reti di accesso in fibra ottica, e l'articolo 21, che introduce delle disposizioni volte a rendere più efficace il contrasto al persistente fenomeno delle attivazioni inconsapevoli e di quelle fraudolente di servizi di telefonia e di comunicazioni elettroniche. Nel rilevare che l'articolo 22 reca alcune modifiche all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, in materia di regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio, evidenzia che l'articolo 23 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per procedere ad una nuova ricognizione dei regimi amministrativi delle attività private e alla loro semplificazione mediante eliminazione delle autorizzazioni e degli adempimenti non necessari. Quanto all'articolo 24, il relatore osserva che esso delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per semplificare, rendere più efficaci ed efficienti e coordinare i controlli sulle attività economiche, ed in particolare, eliminare gli adempimenti non necessari, favorire la programmazione dei controlli per evitare duplicazioni, sovrapposizioni e ritardi al normale esercizio dell'attività di impresa, consentire l'accesso ai dati e allo scambio delle informazioni da parte dei soggetti con funzioni di controllo, anche attraverso l'interoperabilità delle banche dati. L'articolo 25 - precisa il relatore - interviene sulla disciplina della comunicazione unica per la nascita dell'impresa, riducendo da sette a quattro giorni il termine entro cui le amministrazioni competenti comunicano, per via telematica, all'interessato (che ha presentato la comunicazione) e al registro delle imprese (che accoglie la comunicazione) i dati definitivi relativi alle posizioni registrate. Illustra inoltre l'articolo 26, che delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1020, al fine di rafforzare la concorrenza nel mercato unico dell'Unione europea, assicurando adeguati livelli di controllo sulle conformità delle merci, e di promuovere, al contempo, una semplificazione e razionalizzazione del sistema di vigilanza a vantaggio di operatori e utenti finali. Dopo aver dato conto dell'articolo 27, che estende anche alle imprese di assicurazione con sede legale in altri Stati membri operanti nel territorio della Repubblica (cosiddette imprese comunitarie) la procedura di risarcimento diretto prevista dall'articolo 149 del codice delle assicurazioni private, fa presente che l'articolo 28 apporta modifiche alla disciplina sulla valutazione e controllo delle operazioni di concentrazione da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato sulle soglie di fatturato, da cui scaturisce l'obbligo di notifica delle operazioni di concentrazione e sul trattamento delle imprese comuni. Osserva altresì che l'articolo 29 modifica ed integra la disciplina dell'abuso di dipendenza economica nell'attività di subfornitura tra imprese, introducendo una presunzione di dipendenza economica nelle relazioni commerciali con un'impresa che offre i servizi di intermediazione di una piattaforma digitale, allorché quest'ultima abbia un ruolo determinante per raggiungere utenti finali e/o fornitori, anche in termini di effetti di rete e/o di disponibilità dei dati. Si sofferma poi sull'articolo 30, che introduce la disciplina della transazione (cosiddetta settlement ) nei procedimenti amministrativi condotti dall'AGCM in materia di intese restrittive della libertà di concorrenza e abuso di posizione dominante, nonché sull'articolo 31, che estende i poteri d'indagine della suddetta Autorità. In conclusione, sottolinea che l'articolo 32 detta disposizioni comuni sul procedimento di nomina dei membri delle autorità amministrative indipendenti. In particolare, si prevede l'istituzione di una Commissione tecnica, per ciascuna autorità e per ciascuna nomina, chiamata a selezionare le candidature a presidente e componente delle authorities, nell'ambito delle qualii soggetti competenti alla nomina potranno procedere alla designazione, fatta salva l'autonomia di Camera e Senato e dei rispettivi Presidenti nel disciplinare le procedure di nomina di rispettiva competenza. Si apre un dibattito sull'ordine dei lavori. Il presidente GIROTTO osserva che la particolare complessità del provvedimento impone l'effettuazione di un ciclo di audizioni. Le imprescindibili esigenze di natura conoscitiva dovranno, tuttavia, essere conciliate con quelle, parimenti importanti, di garantire un ordinato e regolare svolgimento dei lavori. Sarebbe pertanto opportuno, a suo avviso, svolgere solo le audizioni ritenute essenziali da parte dei Gruppi, limitandosi, riguardo ad ulteriori proposte, a richiedere delle memorie scritte. Ipotizza quindi di fissare per la fine della prossima settimana il termine entro il quale i Gruppi possono far pervenire eventuali proposte di audizione. Il relatore COLLINA ( PD ) osserva incidentalmente che, nel definire il programma delle audizioni, si dovrà altresì tener conto degli impegni connessi alle imminenti procedure di elezione del Presidente della Repubblica. Il senatore MARTI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'opportunità di non iniziare il ciclo di audizioni sino a quando le operazioni di scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica non saranno concluse. Il senatore CROATTI ( M5S ) e la senatrice GARNERO SANTANCHE' ( FdI ) si associano a quanto osservato dal senatore Marti. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) pone l'accento sulla necessità di definire criteri razionali per l'effettuazione delle audizioni. Ciò in quanto, stante la particolare struttura del disegno di legge, articolato sostanzialmente su tre aree di intervento (una recante disposizioni di natura pubblica, come ad esempio i trasporti pubblici locali, una relativa all'avvio delle attività imprenditoriali - sia di natura commerciale che industriale - ed una relativa al regime dei mercati, con disposizioni che interessano entrambe le aree precedenti), si potrebbero verificare inopportune sovrapposizioni, con la stessa tematica trattata in più audizioni. Ad avviso del relatore COLLINA ( PD ), l'organizzazione del ciclo di audizioni potrebbe ricalcare quella già adottata in occasione dell'esame di importanti provvedimenti congiuntamente alla Commissione ambiente. Anche in quell'occasione, infatti, si era concordato di procedere alle sole audizioni ritenute assolutamente necessarie da parte dei Gruppi. In relazione ad ulteriori soggetti, invece, si era proceduto a richiedere della documentazione scritta. Il senatore MARTI ( L-SP-PSd'Az ), nel concordare con quanto prima rilevato dal relatore Collina, e la senatrice GARNERO SANTANCHE' ( FdI ), pur riconoscendo la fondatezza delle osservazioni espresse dalla senatrice Tiraboschi, si pongono tuttavia problematicamente su un'eventuale implementazione pratica delle stesse. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) replica ribadendo che l'individuazione di criteri per l'effettuazione delle audizioni è di fatto imposta dalla particolare articolazione del provvedimento, fondate sulle aree tematiche prima descritte. Osserva quindi che la concreta definizione dell'organizzazione dei lavori potrà aver luogo posteriormente alla formulazione, da parte dei Gruppi, delle rispettive proposte di audizione. Il relatore COLLINA ( PD ) osserva che, qualora si volesse seguire un criterio per materia nella definizione del ciclo di audizioni, fondato sui singoli Capi in cui si compone l'articolato, si dovrebbe quanto meno fissare un limite, per ogni Gruppo, di due proposte di audizione per ogni Capo del provvedimento ed anche in questo caso l'elenco risulterebbe particolarmente lungo. Il senatore Pietro PISANI ( L-SP-PSd'Az ) invita la Commissione a valutare la possibilità di acquisire anche il lavoro svolto da altre Commissioni, inclusi gli organi bicamerali, sulla tematica oggetto del disegno di legge, ai fini di un auspicabile contenimento dei tempi di esame. Con riferimento alle osservazioni formulate dalla senatrice Tiraboschi, il presidente GIROTTO rileva che le norme inerenti l'attività imprenditoriale sono di fatto racchiuse in un solo articolo, che opera peraltro degli interventi di natura circoscritta. Ribadisce quindi l'opportunità, già sottolineata all'inizio del dibattito, di circoscrivere l'effettuazione delle audizioni ad una cerchia di soggetti ritenuta assolutamente imprescindibile. Sul punto, sarà pertanto cruciale raggiungere un'efficace sintesi politica tra tutti i Gruppi parlamentari. Il relatore COLLINA ( PD ), nell'osservare che le singole audizioni avranno formalmente luogo sull'intero provvedimento - con oggettiva e conseguente difficoltà ad articolarle rigidamente ratione materiae - e nel rilevare che la concreta organizzazione potrà definirsi una volta che i Gruppi avranno fatto pervenire le loro proposte, ricorda che la Commissione si può avvalere anche di opzioni di natura telematica, come le videoconferenze. Sotto il profilo del merito, osserva infine che, ancorché non si tratti di un decreto-legge, il provvedimento iscritto all'ordine del giorno, d'iniziativa del Governo, è particolarmente importante, in quanto impiega le risorse stanziate dal PNRR. La Commissione, infine, su proposta del PRESIDENTE , delibera di fissare per venerdì 21 gennaio, alle ore 12, il termine entro il quale i Gruppi potranno far pervenire le rispettive proposte di audizione. Il presidente GIROTTO comunica peraltro che i documenti acquisiti nel corso dell'istruttoria sul disegno di legge in titolo saranno resi disponibili sulla pagina web della Commissione. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI Normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento Doc n. 980 Normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV, n. 59) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 dicembre. Il relatore CROATTI ( M5S ) presenta e illustra uno schema di risoluzione sull'affare assegnato in titolo, pubblicato in allegato, precisando che al fine di tenere conto delle ultime evoluzioni della crisi pandemica sono stati aggiunti due specifici impegni al Governo: il primo sollecita ad adottare le opportune misure per compensare il settore dell'intrattenimento a seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 221 del 2021 ed il secondo invita a valutare l'opportunità di sospendere le disposizioni relative all'imposta sugli intrattenimenti di cui al decreto legislativo n. 60 del 1999. Dopo che il presidente GIROTTO ha reso noto che lo schema di risoluzione è stato in precedenza trasmesso all'Esecutivo e che il Dicastero dello sviluppo economico ha fatto pervenire il proprio nulla osta per le parti di competenza, poiché nessuno chiede di intervenire, previa verifica del numero legale, lo schema di risoluzione poc'anzi illustrato dal relatore è posto ai voti e approvato. La seduta termina alle ore 13,55. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO n. 980 ( Doc. XXIV, n. 59) La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 980 sulla normativa concernente la capienza dei locali da intrattenimento, anche mediante un ciclo di audizioni dei più significativi portatori di interessi, premesso che: in Italia, nel 2019, vi erano più di 3.000 aziende che svolgevano attività di intrattenimento. Ad oggi, si stima una diminuzione del 30 per cento della presenza di tali imprese anche a seguito dell'emergenza pandemica da COVID-19. Si tratta di un settore che impiega circa 90.000 addetti e che è in grado di produrre un fatturato annuo di circa 2 miliardi di euro; il termine " capienza ", nel settore intrattenimento, è tecnicamente utilizzato per definire, numericamente, la capacità di massimo affollamento di un determinato luogo reso agibile all'attività di pubblico spettacolo. Tale indicazione numerica viene determinata dalle Commissioni provinciali di vigilanza istituite presso le prefetture ed incaricate della verifica di igiene, sicurezza e solidità dei suddetti luoghi; gli aspetti principali presi in considerazione per la determinazione della "capienza di sicurezza" di un locale di pubblico spettacolo sono sostanzialmente: l'igiene, quindi il numero dei servizi igienici a disposizione di clienti e personale, le dotazioni sanitarie, le attrezzature e gli impianti di ricambio dell'aria; la sicurezza, con specifico riferimento alla capacità di deflusso, alle uscite di emergenza per lo sfollamento dei luoghi ed ai presidi antincendio; l'attuale normativa che disciplina la valutazione della capienza massima nei locali di pubblico spettacolo è contenuta nel decreto del Ministro dell'interno 19 agosto 1996, sull'approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, il quale ha mantenuto sostanzialmente inalterata la regolamentazione precedente, risalente agli 50, basando la determinazione della capienza su due criteri principali: il numero massimo di persone che può essere presente contemporaneamente in un locale, sulla base del numero di posti a sedere o, in caso soli posti in piedi, dal prodotto tra superficie del locale e l'indice di affollamento previsto dalla normativa; la possibilità di garantire che le vie di esodo, per numero, distribuzione, lunghezza dei percorsi e larghezza delle uscite, siano idonee a garantire l'uscita delle persone previste; è, inoltre, prassi consolidata, che le Commissioni possano decidere di disporre diversamente e limitare la capienza in ragione del particolare stato e natura dei luoghi o del tipo di manifestazione sulla base della specifica valutazione dei rischi potenzialmente presenti; il decreto del Ministro dell'interno 19 agosto 1996, successivamente modificato ed integrato dal decreto del Ministro dell'interno del 6 marzo 2001, prevede come capienza massima consentita una densità di affollamento pari a 1,2 persone al metro quadrato per le sale da ballo e le discoteche e 0,7 persone al metro quadrato per i locali di trattenimento. La superficie considerata ai fini del calcolo dell'affollamento massimo è quella rappresentata dal perimetro interno delle pareti, al lordo delle tramezzature interne e comprendendo tutti gli spazi accessibili al pubblico; l'agibilità di un locale e la sua capienza sono rappresentate dal contemporaneo rispetto di tutte le suddette prescrizioni normative tecniche, pertanto, la densità di affollamento attraverso la quale è calcolata la capienza consentita del singolo locale è strettamente correlata alla verifica di rispondenza delle norme prescrittive in ragione di dotazioni di sicurezza ed igiene; preso atto che: il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante "Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229" , affida al Ministero dell'interno la competenza relativa alla definizionedelle misure di sicurezza antincendio e dei relativi controlli, con il concerto del Comitato centrale tecnico-scientifico dei Vigili del fuoco per la definizione delle misure tecniche di prevenzione incendi; peraltro, l'approccio adottato dal Ministero dell'interno fino a quel momento era di natura prescrittiva, cioè volto a definire precise misure tecniche, il cui rispetto è obbligatorio per ritenere raggiunto un adeguato livello di sicurezza; l'adozione del cosiddetto Codice di prevenzione incendi, di cui al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, ha determinato un nuovo approccio alla regolamentazione, al fine di garantire il raggiungimento del livello di sicurezza attraverso l'adozione di diversi gruppi di misure (cosiddette soluzioni conformi) e facilitare i titolari delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi nella progettazione, superando la rigidità delle misure adottate in virtù della normativa sopradescritta; ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, i titolari hanno la possibilità di presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio, qualora le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi presentino caratteristiche tali da non consentire l'integrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi vigenti, secondo l'istituto della deroga, l'autorizzazione ad adottare misure proposte dagli stessi che consentano di raggiungere il livello di sicurezza stabilito dalle norme; tale facoltà prevede, dove applicabile, il ricorso alle conoscenze dell'ingegneria della sicurezza antincendi, che può costituire un elemento di valutazione per la verifica dell'idoneità di specifiche soluzioni progettuali; ad esempio, tale possibilità è prevista dalla circolare del Ministero dell'interno del 18 luglio 2018, per le manifestazioni storiche caratterizzate da peculiari criticità. Le misure di sicurezza da adottare per queste tipologie di attività, previste nel Codice, possono essere di tipo conforme (rispetto integrale della strategia antincendio prevista dal Codice) oppure di tipo alternativo, cioè applicando, caso per caso, i metodi prestazionali e quindi i metodi della ingegneria della sicurezza antincendio (FSE); considerato che: il Comitato centrale tecnico-scientifico di prevenzione incendi del Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha approvato la nuova Regola Tecnica Verticale (RTV) sulle attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico, la quale è stata trasmessa lo scorso novembre alla Commissione europea per avviare l' iter che poi porterà all'emanazione del relativo decreto ministeriale; questo andrà ad integrare la normativa preesistente ed in particolare il Codice di prevenzione incendi il quale, pur confermando la densità di affollamento attuale di 1,2 persone per metro quadro, prevede anche, per locali al chiuso, privi di posti a sedere e di arredi e con carico di incendio non superiore a 50 MJ per metro quadro, una densità di affollamento pari a 2,0 persone per metro quadro; peraltro la nuova RTV conferma questa densità di affollamento indicata nel Codice; è ancora possibile intervenire sulla nuova RTV, prima dell'emanazione del decreto, superando il limite del carico di incendio (50 MJ/mq) ed elevando la densità di affollamento a 2,0 persone/mq, fermi restando tutti gli altri requisiti in materia di igiene, impianti in sicurezza, strutturali e di resistenza al fuoco, anche prevedendo l'implementazione del sistema di vie di esodo, attraverso l'aumento della larghezza unitaria per persona prevista nella RTV, anche al fine di ridurre il tempo di attesa per le persone in esodo; tramite l'implementazione del Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio(SGSA), garantendo un maggiore numero in presenza di addetti antincendio, in quanto personale necessario e fondamentale per regolazione dell'esodo delle persone; nonché con la limitazione del carico di incendio non superiore a 300 MJ/mq; considerato, inoltre, che: l'indice di affollamento previsto per i locali italiani è estremamente basso in confronto a quello degli altri Stati europei, in cui il coefficiente medio va da un valore minimo di 2 a 3,5 persone al metro quadro; a seguito della pandemia, come è noto, non solo le discoteche e le sale da ballo sono gli esercizi commerciali maggiormente e che più a lungo sono stati soggetti a restrizioni, ma sono anche quelli in cui in maggiore misura si pone il problema della "capienza anticovid", diversa rispetto alla "capienza di sicurezza" , e pertanto determinata secondo altre modalità e finalità, in quanto diretta a garantire un determinato distanziamento per la prevenzione da contagio COVID-19. Tale criterio è applicato indistintamente a tutte le categorie che esercitano attività di contatto con il pubblico come bar, ristoranti, negozi, uffici, locali serali di somministrazione, centri commerciali, spiagge e mense aziendali. Come è noto, al fine della valutazione del rischio contagio, la Conferenza Stato-Regioni ha approntato delle precise linee guida che indicano le diversificate strategie da adottare per l'esercizio delle attività in sicurezza, impegna il Governo: ad adottare ogni opportuna iniziativa volta ad allineare la normativa italiana a quella degli altri Stati membri dell'Unione europea, aumentando il coefficiente di affollamento ad almeno 2,0 persone per metro quadro, nonché a reintrodurre la facoltà del titolare dell'attività di certificare la volontà di diminuzione della capienza massima consentita; ad adottare le necessarie misure economiche atte a compensare il settore dell'intrattenimento per il grave pregiudizio recato dal decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, cosiddetto "decreto festività", che ha previsto la chiusura dei locali da ballo fino al 31 gennaio, annullando, per altro con brevissimo preavviso, gli eventi previsti per il Capodanno i quali da soli rappresentano il 15 per cento del fatturato annuo del settore; a valutare l'opportunità di sospendere per un periodo di sei mesi l'efficacia delle disposizioni relative all'imposta sugli intrattenimenti di cui al decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, al fine di fronteggiare gli effetti conseguenti all'emergenza epidemiologica da COVID-19.