Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 179 PARRINI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE 1642 (quorum referendum art. 132 Costituzione) DDL 1642 Modifiche all'articolo 132 della Costituzione in materia di validità dei referendum per la fusione di regioni o la creazione di nuove regioni e per il distacco di province e comuni da una regione e la loro aggregazione ad altra regione (Esame e rinvio) Il relatore GRIMANI ( IV-PSI ) riferisce sul disegno di legge costituzionale in titolo, che interviene sull'articolo 132 della Costituzione apportandovi modifiche in materia di validità del referendum indetto per la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni ovvero per consentire che Province e Comuni siano distaccati da una Regione ed aggregati a un'altra. Nell'attuale formulazione, l'articolo 132 stabilisce, al primo comma, che si può, con legge costituzionale, sentiti i consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse. Al secondo comma, prevede inoltre che si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i consigli regionali, consentire che Province e Comuni che ne facciano richiesta siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra. Con riferimento al secondo comma dell'articolo 132, ricorda che il testo originario della Costituzione non prevedeva alcun quorum e si limitava a introdurre la possibilità di consentire il distacco di Province e Comuni che ne facessero richiesta, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i consigli regionali. È stata la legge costituzionale n. 3 del 2001, nell'ambito della più generale riforma del Titolo V, a prevedere sia quali siano le popolazioni interessate, sia il quorum deliberativo della maggioranza di queste ultime, sul modello di quanto richiesto fin dall'origine dal primo comma per la fusione o la creazione di Regioni. Il disegno di legge si compone di un unico articolo, che modifica il primo e il secondo comma dell'articolo 132 della Costituzione e ne introduce un terzo, stabilendo che, per entrambe le fattispecie, la proposta sottoposta a referendum risulti accolta se approvata non più con il voto favorevole della maggioranza delle popolazioni interessate, bensì con la maggioranza dei voti validamente espressi, a condizione - e questo è l'oggetto del nuovo terzo comma - che sia raggiunto il quorum costitutivo della maggioranza degli aventi diritto, similmente a quanto previsto dall'articolo 75 della Costituzione per i referendum abrogativi. La proposta è motivata dalla notevole difficoltà di raggiungere l'elevato quorum deliberativo previsto, anche in considerazione della generale riduzione dell'affluenza al voto. Inoltre, viene rilevata, quanto al distacco-aggregazione di Comuni (spesso piccoli) di cui al secondo comma dell'articolo 132, la distorsione per cui i cittadini iscritti nelle relative liste elettorali ma residenti all'estero concorrono al calcolo del quorum sebbene non sia prevista l'espressione del voto da oltre confine. Il PRESIDENTE ritiene opportuno svolgere un ciclo di audizioni di esperti sull'argomento. Propone quindi di fissare il termine entro il quale indicare i soggetti da audire per le ore 12 di venerdì 25 settembre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 953 (diretta telematica sedute consigli comunali e provinciali) DDL 953 Modifiche all'articolo 38 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per l'introduzione dell'obbligatorietà della trasmissione in streaming delle sedute dei consigli comunali e provinciali (Discussione e rinvio) La relatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo, composto di due articoli, che intende sopperire alla mancanza di una precisa normativa in tema di trasmissione in streaming delle sedute consiliari di Comuni e Province, argomento che peraltro assume particolare rilevanza per il Movimento 5 Stelle. Ricorda che la pubblicità delle sedute consiliari è garantita dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, il quale demanda al regolamento comunale l'introduzione di eventuali eccezioni. L'articolo 1 novella il comma 7 dell'articolo 38 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, al fine di introdurre l'obbligo per Comuni e Province di effettuare la registrazione integrale audio e video delle sedute pubbliche del consiglio e la trasmissione in diretta streaming sul proprio sito internet istituzionale, garantendone la visualizzazione e la fruizione sul sito medesimo. Nel caso in cui ciò non sia possibile, colui che presiede dispone l'utilizzo dei sistemi tradizionali di resocontazione o di altri sistemi di registrazione, al fine di garantire sempre la fruizione da parte dei cittadini della seduta sul sito istituzionale dell'ente. L'articolo 2 reca la clausola di invarianza finanziaria. Segnala, al riguardo, che il comma 1 dell'articolo 73 del decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto cura Italia) nell'introdurre, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, la possibilità generalizzata, per i consigli dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane, di riunirsi in videoconferenza, ha previsto anche che sia garantita adeguata pubblicità delle sedute, secondo le modalità individuate da ciascun ente. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) ritiene opportuno svolgere un ciclo di audizioni informali sul tema. Il PRESIDENTE propone quindi di fissare il termine entro il quale indicare i soggetti da audire per le ore 12 di venerdì 25 settembre. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. 1894 (giornata nazionale delle vittime da COVID-19) DDL 1894 Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di Coronavirus (Rinvio della discussione) Il PRESIDENTE avverte che sul tema dell'istituzione di una Giornata in memoria delle vittime del Covid-19 è stato presentato anche il disegno di legge n. 1861 , anch'esso assegnato in sede redigente, oltre al disegno di legge n. 1775 , assegnato invece in sede deliberante. Considerato che anche il disegno di legge n. 1795 , sull'istituzione della Giornata dei camici bianchi, è stato esaminato in sede deliberante, propone di chiedere alla Presidenza la riassegnazione in tale sede dei disegni di legge n. 1894 e n. 1861 , in modo da svolgere così una discussione congiunta anche al disegno di legge n. 1775 . A nome dei rispettivi Gruppi parlamentari manifestano il proprio consenso i senatori AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), GRIMANI ( IV-PSI ), la senatrice MANTOVANI ( M5S ), i senatori PAGANO ( FIBP-UDC ) e RUOTOLO ( Misto ) e la senatrice VALENTE ( PD ). Il sottosegretario CASTALDI preannuncia un avviso favorevole del Governo. Il PRESIDENTE comunica che, acquisito l'assenso di tutti i Gruppi, procederà a chiedere le riassegnazioni nei termini prospettati. La Commissione prende atto. 1900 (commisisone di inchiesta sulla diffusione di informazioni false) DDL 1900 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione massiva di informazioni false (Discussione e rinvio) Il relatore RUOTOLO ( Misto ) illustra il disegno di legge in titolo, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, che si compone di nove articoli e prevede l'istituzione, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, di una Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta sulla diffusione massiva di informazioni false. Alla Commissione è attribuita una molteplicità di compiti, indicati all'articolo 2, volti ad acquisire elementi conoscitivi sulle attività di disinformazione nonché a valutare l'adeguatezza degli strumenti esistenti per fronteggiare il fenomeno, con eventuale proposta di iniziative affinché risultino più incisive la prevenzione e l'opera di contrasto. Tra i suoi compiti vi è innanzitutto quello di indagare sulle attività di diffusione massiva di informazioni e contenuti illegali, falsi, non verificati, oppure dolosamente ingannevoli sia attraverso i media tradizionali (fermi restando gli strumenti di controllo disciplinati dalla normativa vigente), sia attraverso le reti sociali telematiche e le altre piattaforme tecnologiche analogiche o digitali. Tali "attività di disinformazione" includono la creazione di false identità digitali o la produzione e la comunicazione di tali informazioni e contenuti in forma personalizzata da parte di soggetti che a questo fine utilizzano i dati degli utenti. Un ulteriore compito è quello di verificare se l'attività di disinformazione sia riconducibile a soggetti, gruppi od organizzazioni, anche aventi struttura internazionale, che si avvalgano anche del sostegno finanziario di soggetti interni o esteri con lo scopo di manipolare l'informazione e di condizionare l'opinione pubblica per specifici interessi, in modo particolare in occasione di consultazioni elettorali o referendarie. Alla Commissione sono attributi anche altri compiti: verificare se siano state compiute, e con quali effetti, attività di disinformazione in materia sanitaria, con particolare riguardo alle attività compiute nel corso dell'emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19; verificare se l'attività di disinformazione abbia finalità di odio, ossia di istigazione alla discriminazione o alla violenza; verificare se esistano correlazioni tra attività di disinformazione e attività di natura commerciale; verificare gli effetti derivanti dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sull'attività di disinformazione, anche con riguardo alla tutela dei dati sensibili e personali e al loro utilizzo. Nell'ambito dell'esame dell'adeguatezza degli strumenti esistenti per contrastare il fenomeno della disinformazione, la Commissione è tenuta tra l'altro a verificare, con riferimento al settore pubblico, lo stato di attuazione della normativa vigente, delle attività, delle procedure e delle risorse. Con riguardo al settore privato, è tenuta a verificare l'esistenza e l'idoneità delle procedure interne predisposte dai media e dai fornitori di servizi per la rimozione delle informazioni false e dei contenuti illeciti dalle proprie piattaforme, così come delle procedure per la gestione delle segnalazioni e dei reclami presentati dagli utenti e per la prevenzione e il contrasto dei reati commessi per mezzo delle medesime piattaforme, garantendo che tali procedure non siano lesive della libertà di espressione e di stampa, nonché a verificare la possibilità di adottare un codice di autoregolamentazione da parte dei medesimi soggetti. Infine, alla Commissione è attribuita la facoltà di proporre iniziative normative anche per contrastare il fenomeno del deepfake e di promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione. Gli articoli da 3 a 8 disciplinano la composizione, la durata, i poteri e le modalità di funzionamento della Commissione. L'articolo 3 prevede che la Commissione concluda i propri lavori entro diciotto mesi dalla sua costituzione, presentando alle Camere una relazione sull'attività svolta e sui risultati dell'inchiesta. L'articolo 4 prevede che ne facciano parte venti senatori e venti deputati, nominati dai Presidenti delle rispettive Camere in proporzione al numero dei membri dei Gruppi parlamentari e favorendo l'equilibrio nella rappresentanza dei sessi. Entro dieci giorni dalla designazione, la Commissione è convocata per la costituzione dell'Ufficio di Presidenza che si compone di un Presidente, due Vice Presidenti e due Segretari, eletti dalla Commissione a scrutinio segreto. L'articolo 5 definisce i poteri della Commissione, prevedendo lo svolgimento della funzione investigativa con gli stessi poteri e limiti dell'autorità giudiziaria. Tuttavia non può essere ricompresa nei poteri della Commissione la facoltà di adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni relative alle indagini stesse nonché alla libertà personale, salvo il caso, di cui all'articolo 133 del codice di procedura penale, di accompagnamento coattivo. Nello svolgimento della propria attività, la Commissione non interferisce con lo svolgimento delle campagne elettorali o referendarie. Qualora rilevi la diffusione di informazioni false che vedano coinvolto un giornalista, ne informa tempestivamente il presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti per la trasmissione degli atti al competente consiglio di disciplina territoriale. Inoltre, la Commissione ha facoltà di acquisire copie di atti e di documenti relativi a procedimenti giudiziari in corso, di documenti relativi a inchieste parlamentari nonché di atti e documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni. La Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia siano coperti da segreto. L'articolo 6 disciplina le audizioni a testimonianza innanzi alla Commissione prevedendo, in particolare, l'applicazione degli articoli 366 e 372 del codice penale e richiamando, per il segreto di Stato, la normativa prevista dalla legge n. 124 del 2007. All'articolo 7 si dispone l'obbligo del segreto per ogni componente della Commissione nonché per tutti coloro che collaborano con la Commissione stessa relativamente ad atti, documenti e indagini. L'articolo 8 demanda l'organizzazione delle attività e il funzionamento della Commissione a un regolamento interno, da approvare prima dell'avvio delle attività di inchiesta e prevede che le spese per il funzionamento, stabilite nella misura massima di 100.000 euro annui, siano poste per metà a carico del bilancio interno del Senato e per metà a carico del bilancio interno della Camera. L'articolo 9 dispone in merito all'entra in vigore del provvedimento. Conclude, sottolineando la necessità di un intervento per contrastare il fenomeno delle fake news , analizzando al contempo le ragioni della sua diffusione. A tale riguardo, occorre tenere presente che in Italia gli account su Facebook sono addirittura 35 milioni, pur in presenza di un tasso di analfabetismo digitale particolarmente elevato. Auspica, quindi, l'approvazione del testo. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) ritiene necessario approfondire l'argomento attraverso una serie di audizioni di esperti. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) segnala l'opportunità di ampliare l'oggetto della discussione anche al fenomeno delle chat in forma anonima, attraverso siti che non consentono l'individuazione dell'autore del messaggio, utilizzate anche per diffondere informazioni false e particolarmente rischiose per gli adolescenti. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine entro il quale indicare i soggetti da audire per le ore 12 di venerdì 25 settembre. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,25.