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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 58 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 1570 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica DDL 1570 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (Parere alla 1 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 105 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, già approvato dalla Camera dei deputati, sul quale la Commissione è chiamata a rendere un parere, per i profili di competenza, alla 1 a Commissione. Il decreto-legge in esame è finalizzato prioritariamente ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi, consentendo, al contempo, la più estesa fruizione dei più avanzati strumenti offerti dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Fra i presupposti di necessità e urgenza, il provvedimento richiama, in particolare, anche la necessità integrare ed adeguare il quadro normativo in materia di esercizio dei poteri speciali da parte del Governo con riguardo a tutte le società che svolgono attività di rilevanza strategica, di cui al decreto-legge n. 21 del 2012, al fine di apprestare idonee misure di tutela alle reti, ai sistemi informativi e ai servizi strategici di comunicazione a banda larga basati sulla tecnologia 5G. Nel sintetizzare i contenuti del provvedimento, il relatore si limita, in questa sede, ad evidenziare unicamente le disposizioni che presentano aspetti di interesse anche per la Commissione esteri. Composto di 7 articoli, il decreto istituisce innanzitutto (articolo 1) il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, da realizzarsi al fine di assicurare la sicurezza di reti, sistemi informativi e servizi informatici necessari allo svolgimento di funzioni o alla prestazione di servizi, dalla cui discontinuità possa derivare un pregiudizio alla sicurezza nazionale. Il testo (articolo 1, commi 1 e 2) demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, su proposta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) - l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, riferendosi in particolare ad amministrazioni pubbliche, nonché a enti e operatori nazionali, pubblici e privati le cui reti e sistemi informativi e informatici siano necessari per l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, per l'assolvimento di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e il cui malfunzionamento, interruzione o uso improprio possono pregiudicare la sicurezza nazionale. I successivi commi dell'articolo 1 provvedono, quindi, a disciplinare - fra le altre misure - le procedure di segnalazione degli incidenti prodottisi su reti, sistemi informativi e sistemi informatici inclusi nel perimetro (commi 3-5), nonché la determinazione delle procedure e delle modalità per l'acquisizione di sistemi di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nel perimetro di sicurezza nazionale (comma 6). Ulteriori commi (commi 7 e 19) dell'articolo 1 provvedono, inoltre, a definire alcuni compiti del Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), già istituito dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 15 febbraio 2019 - tra cui la partecipazione all'elaborazione delle misure di sicurezza, lo svolgimento di attività di valutazione del rischio e l'elaborazione di schemi di certificazione cibernetica - e a disciplinare il sistema sanzionatorio per i casi di violazione degli obblighi previsti dal decreto-legge (commi 9-11 -bis ). Per quanto concerne gli aspetti di più stretto interesse per la Commissione esteri, il relatore segnala - sempre con riferimento all'articolo 1 - che il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) di cui al comma 2, chiamato a formulare una proposta circa l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica avvenga, è un organismo di consulenza e deliberazione sugli indirizzi e le finalità generali della politica dell'informazione per la sicurezza, tra i cui membri figura anche il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, oltre al Presidente del Consiglio dei ministri, all'Autorità delegata e ai Ministri dell'interno, della difesa, della giustizia, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. Fra gli ulteriori organismi richiamati dall'articolo 1, merita una menzione anche il Nucleo per la sicurezza cibernetica che, operante all'interno del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) con il compito di promuovere la pianificazione operativa della risposta a situazioni di crisi cibernetica da parte delle amministrazioni e degli operatori privati interessati, costituisce il punto di riferimento nazionale per i rapporti con l'ONU, la NATO, l'Unione europea, altre organizzazioni internazionali ed altri Stati. Tale struttura, in particolare, presieduta da un vice direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, designato dal direttore generale, è composta dal Consigliere militare e da un rappresentante rispettivamente del DIS, dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI), del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, oltre che dei Ministeri dell'interno, della difesa, della giustizia, dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze, del Dipartimento della protezione civile e dell'Agenzia per l'Italia digitale. Il successivo articolo 2 del decreto in esame - che non presenta aspetti di stretta pertinenza per gli ambiti di interesse della Commissione esteri - autorizza il Ministero dello sviluppo economico ad assumere a tempo indeterminato, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, un contingente massimo di 77 unità di personale per lo svolgimento delle funzioni del citato Centro di valutazione e certificazione nazionale, nonché la Presidenza del Consiglio ad assumere fino a dieci unità di personale non dirigenziale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di digitalizzazione, avvalendosi, nelle more di tali assunzioni, di esperti o di personale di altre amministrazioni pubbliche. L'articolo 3 detta disposizioni di raccordo tra il decreto in esame e la normativa in materia di esercizio dei poteri speciali governativi sui servizi di comunicazione a banda larga basati sulla tecnologia 5G, stabilendo in particolare che le disposizioni del decreto-legge si applichino ai soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, anche per contratti o accordi - ove conclusi con soggetti esterni all'Unione europea  relativi ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, rispetto ai quali è prevista, dall'articolo 1 -bis del decreto-legge n. 21 del 2012 in materia di poteri speciali, una notifica alla Presidenza del Consiglio dei ministri al fine dell'eventuale esercizio del potere di veto o dell'imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni. L'articolo 4- bis , introdotto durante l'esame presso la Camera dei deputati e che afferisce anch'esso ad aspetti di interesse della Commissione esteri, detta disposizioni in materia di esercizio dei poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni, recando norme analoghe a quelle già contenute nel decreto-legge n. 64 del 2019, poi non convertito. Le norme in esame modificano il decreto-legge n. 21 del 2012 in tema di poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (cd. Golden Power ), prevedendo - fra l'altro - un allungamento del termine per l'esercizio dei poteri speciali da parte del Governo, con contestuale arricchimento dell'informativa resa dalle imprese detentrici degli asset strategici, un ampliamento dell'oggetto di alcuni poteri speciali, una modifica della disciplina dei poteri speciali in tema di tecnologie 5G, per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l'esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale. Le norme ridefiniscono, inoltre, il concetto di "soggetto esterno all'Unione europea", puntualizzando altresì i criteri per determinare se un investimento estero sia suscettibile di incidere sulla sicurezza o sull'ordine pubblico. Il relatore precisa come la definizione di soggetto esterno all'Unione europea comprenda, oltre alle persone fisiche e giuridiche stabilite fuori dello spazio economico europeo (soggetti esterni in senso stretto), quelle in esso stabilite ma controllate direttamente o indirettamente da soggetti esterni, nonché quelle che siano stabilite in Europa al fine di eludere l'applicazione della disciplina in argomento. Come emerge anche dalla documentazione di approfondimento resa disponibile dai Servizi Studi delle due Camere, rispetto al contenuto del decreto-legge n. 64 non convertito, l'articolo aggiuntivo 4- bis introduce ulteriori circostanze che il Governo può tenere in considerazione, per l'esercizio dei poteri speciali, nel caso in cui l'acquirente di partecipazioni rilevanti sia un soggetto esterno all'Unione europea. Inoltre, il medesimo articolo sottopone all'obbligo di notifica anche l'acquisizione, a qualsiasi titolo  in luogo del solo acquisto - di beni o servizi relativi alle reti 5G, quando posti in essere con soggetti esterni all'Unione europea, consente di aggiornare i regolamenti che individuano gli attivi di rilevanza strategica e disciplina la notifica riguardante delibere, atti e operazioni relativi a specifici asset di rilevanza strategica per l'interesse nazionale nei settori dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, in presenza di condizioni particolari relative alla provenienza dell'acquirente ovvero agli effetti delle operazioni compiute. L'articolo 5 del decreto in esame dispone circa alcune attribuzioni emergenziali in capo alla Presidenza del Consiglio, in caso di rischio grave e imminente per la sicurezza nazionale. In particolare, prevede che il Presidente del Consiglio - su deliberazione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) - possa disporre la disattivazione, totale o parziale, di uno o più apparati o prodotti impiegati nelle reti, nei sistemi o per l'espletamento dei servizi posti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Alla luce di quanto esposto, sottopone all'attenzione della Commissione una conferente proposta di parere favorevole. Nessun commissario chiedendo di intervenire in sede di discussione generale, seguono, quindi, le dichiarazioni di voto del senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), il quale dà conto dell'astensione del proprio Gruppo, e del senatore URSO ( FdI ), il quale - dopo aver sottolineato l'importanza del provvedimento in esame, che, effettivamente, riordina la disciplina di un settore fondamentale e delicato per l'Italia come quello della sicurezza cibernetica - esprime la posizione di astensione del suo Gruppo di riferimento. Successivamente, quindi, previa verifica del numero legale, il presidente PETROCELLI pone in votazione lo schema di parere favorevole (pubblicato in allegato), che risulta approvato. IN SEDE REFERENTE A.S. 667 Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala l'11 giugno 2010 DDL 667 Ratifica ed esecuzione degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, adottati a Kampala il 10 e l'11 giugno 2010 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 marzo. Il senatore AIROLA ( M5S ) interviene brevemente per ribadire l'importanza degli emendamenti allo Statuto della Corte penale internazionale, di cui al disegno di legge in titolo, la cui approvazione costituirà indubbiamente un notevole passo in avanti sulla via della tutela globale dei diritti fondamentali dell'uomo. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1172 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 DDL 1172 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, fatta a Libreville il 28 giugno 1999 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 giugno. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Airola a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1506Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar, fatto a Roma il 16 aprile 2012 DDL 1506 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar, fatto a Roma il 16 aprile 2012 (Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica dell'Accordo di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica, sottoscritto nell'aprile 2012 tra l'Italia e il Qatar. Ricorda che l'Emirato del Qatar, indipendente dal 1971 ed abitato da poco più di 2,3 milioni di abitanti, occupa una penisola di grande importanza strategica posta fra l'Arabia Saudita e il Golfo Persico. Monarchia costituzionale dal 2005, l'Emirato, che stanzia una quota rilevante del suo bilancio per spese militari ma anche per lo sviluppo del locale sistema educativo, vanta ricchissimi giacimenti di petrolio e di gas naturale che ne fanno uno dei Paesi con il più alto reddito pro capite al mondo. Affermato nel panorama mondiale quale interlocutore politico ed economico anche grazie all'emittente "Al Jazeera", in parte di proprietà della famiglia reale, e all'attivismo nei settori dell'educazione, della sanità e dell'arte, l'Emirato si è anche contraddistinto in passato per una vivace attività diplomatica e negoziale, ricoprendo un ruolo di mediazione nelle crisi del Libano, di Eritrea e Gibuti. Questi aspetti e la grande disponibilità di risorse economiche hanno consentito al Qatar di accreditarsi come Paese ospite di numerose manifestazioni, conferenze, negoziati oltreché dei prossimi Campionati di Calcio 2022. Non è peraltro possibile sottacere alcuni aspetti problematici del Governo qatariota, per la difficoltà di quest'ultimo a bloccare, soprattutto in anni passati, flussi di finanziamento verso diverse organizzazioni jihadiste, per il suo sostegno ai Fratelli Musulmani, per le presunte attività corruttive poste in essere in vista dell'assegnazione dei Mondiali di calcio 2022, ed infine per le condizioni di vita in cui versano molti dei numerosissimi lavoratori immigrati che dimorano in Qatar, denunciate da tante organizzazioni sindacali ed umanitarie. L'Italia vanta in ogni caso buoni rapporti con le autorità di Doha, anche in ragione di una consonanza di vedute su molti dossier regionali, così come sul sostegno alle candidature presentate dall'Italia nelle sedi internazionali, tanto che si sta assistendo, negli ultimi anni, ad una significativa intensificazione della collaborazione in svariati settori di interesse bilaterale, nonché all'aumento delle visite ufficiali a vario livello. L'Emirato, peraltro, mira a salvaguardare i suoi legami preferenziali con i partner occidentali, e con gli Stati Uniti in primo luogo, ma anche con Russia e Turchia, soprattutto dopo che nel 2017 sono esplose in modo visibile le divergenze con gli altri Paesi dell'area - in particolare con Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti ed Egitto - su molti dossier strategici. Da allora, la sua economia, anche a causa dell'embargo imposto dai Paesi del cosiddetto Quartetto arabo, ha subito un certo rallentamento, che nel lungo periodo dovrebbe comportare un freno a quella politica di diversificazione economica prevista sin dal 2008 con l'approvazione del Qatar National Vision 2030 e che contemplava, fra gli altri, anche sforzi per sviluppare una "economia della conoscenza", capace di trasformare il Paese in un polo di eccellenza nei settori dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione. La cooperazione con l'Italia, comunque, non ha, in questo periodo, subito rallentamenti, a partire dal primo «Programma esecutivo» di scambi bilaterali, valido per gli anni 2016-2018, che prevede azioni di cooperazione nel campo delle arti visive, della musica e del teatro, dell'editoria, della tutela del patrimonio culturale, dei mezzi di comunicazione e dello sport. In particolare, nell'ambito della cooperazione inter-universitaria sono stati stipulati sei accordi bilaterali con università del Qatar da parte degli atenei di Siena, Sassari, Milano, Venezia e Roma. L'Accordo di cooperazione in esame, composto di un breve preambolo e di 13 articoli, ha l'obiettivo di estendere la cooperazione bilaterale in materia di istruzione, università e ricerca scientifica e mira a definire un quadro di riferimento per programmi di cooperazione diretta tra istituzioni scolastiche e universitarie. Più in dettaglio, l'intesa prevede la promozione di scambi e di visite di esperti in tutti i campi dell'istruzione, nonché l'organizzazione di mostre e lo scambio di documenti e di curricoli elaborati dalle rispettive autorità scolastiche (articolo 1). Nel testo vengono altresì favorite la partecipazione a corsi di formazione congiunti nel settore dell'istruzione (articolo 2) e la promozione dello studio della lingua dell'altra Parte (articolo 3). Di rilievo è il contenuto dell'articolo 4 che disciplina lo scambio di esperienze e informazioni relativamente alla scuola dell'infanzia, all'istruzione tecnica, all'amministrazione scolastica, alle risorse per l'apprendimento, alle misure per gli studenti con bisogni educativi speciali, alla valutazione, alla valorizzazione delle eccellenze e alle tecnologie applicate alla didattica delle lingue. L'Accordo stabilisce altresì l'impegno delle Parti a favorire la cooperazione accademica e gli accordi tra le facoltà, gli scambi di visite tra docenti, lettori e ricercatori, lo sviluppo della ricerca scientifica applicata e la produzione di studi, documenti, pubblicazioni e dati tra i due Paesi (articolo 6). Di rilievo è anche l'articolo 8, che prevede l'assegnazione di borse di studio a studenti e laureati che intendano proseguire all'estero gli studi per conseguire un titolo universitario o un dottorato. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 5 articoli. Per la copertura dei relativi oneri economici, l'articolo 3 autorizza una spesa complessiva di 196.165 euro annui a decorrere dall'anno 2019. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea, né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 DDL 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in sostituzione del senatore Giacobbe, relatore, impossibilitato a prendere parte all'odierna seduta, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica dell'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica sottoscritto nel maggio 2016 tra l'Italia e Singapore. Ricorda, innanzitutto, che la Città-Stato di Singapore, abitata da oltre 5 milioni di persone, repubblica parlamentare indipendente dal 1965, membro del Commonwealth e cofondatrice dell'Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico (ASEAN), è uno dei principali centri finanziari ed economici globali, che vanta uno dei livelli di reddito pro capite più elevati al mondo e costituisce il primo acquirente e destinatario delle esportazioni italiane nella regione. Forte di un sistema politico e istituzionale particolarmente stabile, Singapore, da sempre impegnata nel sostegno alla liberalizzazione del commercio internazionale e nell'attrazione degli investimenti esteri e divenuta essa stessa negli anni un " hub " strategico, commerciale, finanziario e logistico di assoluto rilievo, favorisce tutte le iniziative volte alla creazione sul suo territorio di centri di eccellenza nei settori dell'educazione, delle infrastrutture mediche, della ricerca, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle banche e dei servizi in generale. L'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica in titolo, composto di un preambolo e di 10 articoli, si pone il duplice obiettivo di sviluppare ulteriormente i rapporti di amicizia tra l'Italia e Singapore e di approfondire e strutturare ulteriormente la collaborazione in campo scientifico e tecnologico, già prevista da una precedente intesa bilaterale risalente al 1990, prevedendo anche la possibilità di finanziare progetti e attività congiunte. A tal proposito, ricorda come nel corso degli ultimi anni la cooperazione inter-universitaria tra Italia e Singapore si sia sviluppata in modo considerevole, coinvolgendo numerosi e qualificati atenei italiani alcune fra le più prestigiose università del Paese asiatico, dalla National University of Singapore alla Nanyang Technological University, dalla Singapore Management University fino alla Singapore University of Technology and Design. Più in dettaglio, il testo dell'Accordo prevede lo sviluppo delle attività di cooperazione tra le due Parti, per scopi pacifici e vantaggio reciproco, nell'ambito delle scienze e della tecnologia (articolo I), con l'obiettivo di promuovere, mediante i rispettivi enti di cooperazione, la prosperità economica per scopi pacifici dei due Paesi (articolo II). L'intesa prevede altresì che le Parti incoraggino e favoriscano i contatti e la cooperazione tra gli enti di cooperazione e la conclusione di appositi protocolli esecutivi (articolo III) e che, ai fini dell'attuazione dell'Accordo, possano istituire una Commissione congiunta, destinata a riunirsi alternativamente in Italia e a Singapore, con il compito di supervisionarne l'attuazione e l'approvazione di programmi e protocolli (articolo IV). Ulteriori disposizioni riguardano, inoltre, la distribuzione di informazioni scientifiche e tecnologiche non di proprietà riservata e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale derivanti da attività di cooperazione (articolo V). Gli articoli conclusivi dell'Accordo disciplinano, infine, le modalità con cui le Parti possono sostenere i costi relativi alle attività di cooperazione (articolo VI), la risoluzione di eventuali controversie interpretative fra le Parti (articolo VII), le modalità di revisione, modifica ed emendamento dell'intesa bilaterale (articolo VIII) e la sua durata (articolo X). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 440.000 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 449.000 euro a decorrere dall'anno 2021. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1508 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo di Giamaica per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocolli, fatto a Kingston il 19 gennaio 2018 DDL 1508 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo di Giamaica per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocolli, fatto a Kingston il 19 gennaio 2018 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica dell'Accordo per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, sottoscritto nel gennaio 2018 dall'Italia e dalla Giamaica. Ricorda, innanzitutto, che la Giamaica, Paese caraibico di 3 milioni di abitanti, già colonia britannica divenuta indipendente dal 1962 nell'ambito del Commonwealth, ha un'economia fortemente dipendente dai servizi che rappresentano oltre il 70 per cento del prodotto interno lordo nazionale, ed, in particolare, connessa al turismo, alle rimesse dei migranti, nonché all'industria estrattiva, ancora rilevante nonostante la diminuzione delle esportazioni di bauxite, minerale di cui il Paese è fra i maggiori esportatori al mondo. L'Accordo in questione risponde all'esigenza di disciplinare, in maniera più efficiente ed equilibrata, gli aspetti fiscali delle relazioni economiche fra i due Paesi, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione, di prevenire le evasioni fiscali e di porre gli investitori italiani in una posizione privilegiata rispetto agli operatori economici di altre nazionalità. L'Accordo, che si compone di 32 articoli e di un Protocollo, richiama il modello di convenzione fiscale dell'OCSE, accettando tuttavia l'inserimento di alcune disposizioni ispirate al modello di convenzione predisposto dall'ONU, nel quadro di un necessario compromesso con le richieste della controparte. Il testo trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti (articolo 1), limitatamente all'imposizione sui redditi (articolo 2), e - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il testo definisce il concetto di residenza (articolo 4), di stabile organizzazione (articolo 5) e di utili di impresa (articolo 7), accogliendo il principio generale in base a cui gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell'impresa stessa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una organizzazione stabile, e disciplina le modalità di tassazione dei redditi immobiliari (articolo 6) e degli utili derivanti da navigazione marittima e aerea (articolo 8). La disciplina relativa ai dividendi (articolo 10) prevede la tassazione definitiva nel Paese di residenza del beneficiario e della concorrente facoltà di prelevare un'imposta alla fonte entro il limite del 5 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi, nel caso in cui il beneficiario effettivo sia una società che detiene almeno il 25 per cento del capitale della società che paga i dividendi, oppure il 10 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi in tutti gli altri casi. Con riferimento alle imposizioni sugli interessi (articolo 11) e sui canoni (articolo 12), l'Accordo promuove il principio di tassazione esclusiva nel Paese di residenza, mentre, con riferimento ai compensi per servizi (articolo 13), prevede la tassazione concorrente di tali remunerazioni nello Stato della fonte, con un'aliquota massima del 10 per cento, indipendentemente da una presenza minima temporale dell'operatore non residente nel suo territorio, con l'esclusione di alcune significative tipologie di servizi amministrativi e di supporto «di routine» connessi al normale svolgimento dell'attività d'impresa. I successivi articoli disciplinano il trattamento fiscale degli utili da capitale (articolo 14), dei redditi derivanti da professioni indipendenti (articolo 15), da lavoro subordinato (articolo 16), i compensi degli amministratori (articolo 17) e da attività di artisti e sportivi (articolo 18). In materia di pensioni, l'Accordo (articolo 19) stabilisce il criterio della tassazione esclusiva nel Paese di residenza del soggetto al quale dette remunerazioni sono corrisposte, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche stabilisce di regola la tassazione nello Stato pagatore (articolo 19). Nel caso di somme ricevute da studenti per le spese relative al proprio mantenimento, istruzione e formazione professionale, a condizione che esse provengano da fonti situate fuori della Parte contraente di soggiorno, il testo prevede (articolo 21) l'esenzione da imposta in quest'ultima Parte contraente, mentre per gli insegnanti e i ricercatori residenti di uno Stato contraente, che soggiornino nell'altro Stato contraente per un periodo non superiore a due anni, le remunerazioni derivanti dalle relative attività di insegnamento e ricerca esercitate nell'altro Stato contraente sono ivi esenti da imposta (articolo 22). Per quanto attiene ai meccanismi intesi ad evitare le doppie imposizioni, l'Accordo prevede (articolo 24), per entrambe le Parti, il ricorso al metodo di imputazione ordinaria. I successivi articoli dispongono, quindi, un principio di non discriminazione (articolo 25), una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di imposizione non conformi all'Accordo (articolo 26), lo scambio di informazioni fra le autorità competenti degli Stati contraenti (articolo 27) e l'intangibilità dei privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari (articolo 28). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di quattro articoli e, corredato di relazione tecnica, non ascrive all'intesa bilaterale effetti finanziari. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulle missioni svolte in Azerbaigian dal 14 al 18 ottobre 2019 e in Cina dal 15 al 21 ottobre 2019 Il presidente PETROCELLI informa che una delegazione guidata dal Vice Presidente della Commissione Affari esteri, senatore Tony Chike Iwobi, e composta dai senatori membri della medesima, Francesco Giacobbe e Marinella Pacifico, si è recata in Cina dal 15 al 21 ottobre 2019, per svolgere una visita di approfondimento delle relazioni parlamentari bilaterali tra i due Paesi, su invito dell'omologa Commissione della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC). Per l'intera durata della visita, la delegazione senatoriale è stata accompagnata dall' ex Ambasciatore cinese in Italia, signor Li Ruiyu, attualmente membro della suddetta Commissione affari esteri della CPPCC. Nella prima giornata di lavoro, i senatori hanno avuto l'opportunità di incontrare il Vice Presidente della Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture (AIIB), dottor Luky Eko Wuryant, il quale era accompagnato dai signori Yanning Wang (Assistant Corporate Secretary), Gregory Liu (Manager), Pramod Vijayasankar (Principal Investment Officer) e David Morgado (Senior Energy Policy Specialist). Alla riunione ha preso parte il dottor Fabrizio Costa, addetto finanziario dell'Ambasciata d'Italia a Pechino, il quale ha, prima dell'incontro, svolto un breve briefing ai parlamentari, per spiegare, soprattutto, il coinvolgimento dell'Italia alle attività della banca stessa. Il vice presidente Wuryant ha preliminarmente illustrato gli scopi e le modalità di funzionamento dell'AIIB, informando che essa è stata formalmente istituita a Pechino il 24 ottobre 2014, alla presenza dei capi di Stato e di Governo dei 21 Paesi aderenti: Bangladesh, Brunei Darussalam, Cambogia, Cina, Filippine, India, Kazakistan, Kuwait, Laos, Malesia, Mongolia, Myanmar, Nepal, Oman, Pakistan, Qatar, Singapore, Sri Lanka, Tailandia, Uzbekistan e Vietnam. Nella primavera del 2015 sono giunte ulteriori adesioni, tra cui quelle di 14 Paesi UE (inclusi Italia, Francia, Germania e Regno Unito). Il 29 giugno 2015 si è tenuta a Pechino la cerimonia di firma del Trattato Istitutivo, mentre il primo board of governors della Banca ha avuto luogo nel giugno del 2016. Al 2019 il numero di membri ha raggiunto quota 93. Con una decisione inattesa - nella tempistica - per una banca multilaterale di sviluppo appena istituita, Moody's ha assegnato il 29 giugno 2017 la tripla A alle obbligazioni a lungo termine in valuta che l'AIIB emetterà per finanziare i progetti di sviluppo infrastrutturale in Asia e Pacifico. La decisione di Moody's è principalmente dovuta all'ampiezza del capitale della Banca, 20 miliardi di dollari di capitale versato e 80 miliardi richiamabile, che colloca l'AIIB ai primi posti tra le diverse banche multilaterali di sviluppo. La Cina ha sottoscritto la metà del capitale e ha una quota di voto del 28,7 per cento, sostanzialmente più grande rispetto alla seconda, quella indiana, di 8,3 per cento. Questo divario è il più grande nelle banche multilaterali di sviluppo esistenti. Dopo l'esposizione, sono seguiti alcuni quesiti posti dai parlamentari: il senatore Iwobi ha domandato se la Banca è coinvolta in iniziative di investimento che riguardino anche il continente africano; il senatore Giacobbe ha chiesto lumi circa i criteri, di natura micro e macroeconomica, adottati dalla Banca per valutare se un determinato progetto sia o no workable ; la senatrice Pacifico ha domandato se l'istituto di credito si occupa di finanziare anche investimenti nel settore aeroportuale e navale, chiedendo altresì se, in via generale, l'area di operatività della banca sia quella strettamente asiatica e, infine, in quale misura è configurabile il finanziamento di programmi messi in cantiere da imprese italiane. In sede di replica, il Vice Presidente ha precisato che, dal punto di vista teorico, lo statuto della Banca non prevede alcuna limitazione di carattere geografico del proprio raggio d'azione. Ne consegue, quindi, che si può realizzare l'ipotesi del finanziamento di progetti che hanno come base il territorio asiatico e che, tuttavia, possano riverberarsi in ulteriori ricadute in Paesi out of area : in effetti, così è accaduto nel caso di un determinato investimento che interessava una impresa cinese collegata ad un progetto portato a termine in Egitto. L'interlocutore, comunque, ha tenuto a precisare che i Paesi dell'area Euro membri della banca, tra cui l'Italia, sono orientati a sostenere l'opzione per cui la Banca debba focalizzare prioritariamente la sua attività creditizia nella regione asiatica. Detto diversamente, ciò sta a significare, all'atto pratico, che la Banca potrebbe anche arrivare ad autorizzare il finanziamento di iniziative promosse fuori dalla sua area di competenza, purché si compia la condizione essenziale che queste medesime iniziative abbiano una ricaduta ed una incidenza nella crescita del PIL asiatico. La prima giornata della visita si è conclusa, in serata, con un evento conviviale offerto dall'Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia a Pechino, Giuseppe Fedele, durante il quale i parlamentari hanno avuto la possibilità di essere aggiornati sulla situazione politica cinese, nonché sull'attività più recente del locale Istituto di cultura, grazie alla presenza del relativo direttore Franco Amadei. La giornata del 17 ottobre ha registrato, dopo la visita all'archivio della CPPCC, l'incontro con il Vice Presidente della medesima Conferenza, nonché membro del Comitato Rivoluzionario del Guomindang cinese, Zheng Jianbang, il quale ha rammentato lo stato ottimale dei rapporti bilaterali tra Italia e Cina, risalenti, peraltro, ad epoche lontanissime, in quanto avviati dal mercante veneziano Marco Polo, sottolineando altresì come essi siano stati accresciuti notevolmente, in questi ultimi anni, grazie alla firma del Memorandum di cooperazione, lo scorso marzo, a Roma tra il presidente Xi e il presidente Conte. A suo modo di vedere, tale accordo sarà suscettibile di instaurare una nuova era nelle relazioni tra i due Paesi. Del resto, la Cina considera l'Italia un Paese nevralgico nel contesto europeo, essendo anche Paese fondatore dell'Unione europea, e si riconosce nell'approccio, condiviso anche dall'Italia, che cerca di favorire un mondo multipolare. Dopo aver evidenziato che nel Parlamento cinese sono rappresentati oltre al Partito Comunista, altri otto partiti minori, nonché esponenti appartenenti a ben cinque religioni presenti nell'intero territorio nazionale, il vice presidente Zheng ha dato conto dell'attività ordinamentale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC), mettendo in risalto come essa svolga una cruciale funzione probuleutica nei confronti del Governo, grazie al fatto di avere tra i suoi componenti delle personalità che rappresentano le varie istanze sociali ed etniche del Paese. E' intervento, quindi, il senatore Iwobi, il quale, nel ringraziare il Vice Presidente per la calorosa accoglienza dimostrata verso la delegazione senatoriale, ha voluto sottolineare come l'Italia nel suo complesso, e indipendentemente dalle diversificazioni politiche, nonché dagli orientamenti di maggioranza o di opposizione - come noto, di recente, è cambiata la compagine dell'Esecutivo in carica - è interessata, in modo univoco, ad intrattenere rapporti di alto livello con la Cina sia in campo economico che commerciale. Esiste, inoltre, un consolidato interesse reciproco a rafforzare tali relazioni, come peraltro, attestato dalle recenti visite in Italia del presidente Xi ed in Cina del presidente Mattarella. Dal punto di vista dell'Italia, ha continuato il senatore Iwobi, si tratta di instaurare convintamente una collaborazione strategica tra Roma e Pechino che, come evidenziato dal suo stesso interlocutore, ha come presupposto la firma dell'Accordo sulla "Via della Seta". Del resto, ha concluso, i due Paesi rappresentano delle realtà politiche che affondano le loro radici entrambi in civiltà millenarie, destinate a cooperare ancora di più nell'epoca presente. Successivamente, si è tenuto l'incontro con l'onorevole Wang Min, Vice Direttore della Commissione degli affari esteri della CPPCC, cui si è rivolto il senatore Iwobi auspicando, in via preliminare, l'incentivazione della cooperazione parlamentare tra le due rispettive Commissioni esteri. L'onorevole Wang ha concordato sul fatto che il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Cina debba passare non solo mediante i legami governativi, ma anche attraverso il fondamentale canale della diplomazia parlamentare. Dopo aver svolto un excursus sulla storia della Cina, dal passato di Paese colonizzato all'epoca più recente, frutto del processo di modernizzazione avviato da Deng Xiao Ping, l'interlocutore ha richiamato l'attenzione dei Senatori sull'obiettivo strategico che la Cina intende raggiungere entro il 2049, come elaborato dal presidente Xi, ossia uno Stato moderno, caratterizzato da uno sviluppo equilibrato - tale da migliorare sostanzialmente le condizioni dei cittadini, che hanno diritto, tra l'altro, ad un ambiente più pulito - improntato ai princìpi del riformulato socialismo cinese. Si tratta di un modello, secondo il Vice Direttore, che ha dimostrato di funzionare egregiamente nel proprio Paese, tant'è che si è riusciti a far emergere dalla povertà un totale di circa 400 milioni di cittadini, appartenenti ormai alla classe media abbiente. Sotto tale profilo, ha continuato, la Cina ovviamente non pretende di ritenere il suddetto sistema economico come valido a livello universale, giacché ciascun Paese deve essere in grado di trovare la combinazione economica più adatta alle proprie caratteristiche nazionali. Il senatore Iwobi, nel prendere atto dell'illustrazione di quella che può essere definita la "via cinese" allo sviluppo economico, ha assicurato che avrebbe riferito al Presidente della Commissione esteri del Senato, senatore Petrocelli, l'esigenza, formulata dall'onorevole Wang, di addivenire, in futuro, a modalità più accentuate di collaborazione bilaterale tra le due Commissioni. Ha tenuto, infine, a rammentare che la prorompente espansione cinese nel mondo è in via di realizzazione non solo attraverso la cosiddetta "Via della Seta", ma anche in un continente dalle grandi potenzialità economiche come l'Africa, come ha, peraltro, potuto rendersi conto di persona visitando recentemente il proprio Paese di origine, la Nigeria, e intrattenendosi con il relativo Presidente della Repubblica, Buhari. La senatrice Pacifico si è soffermata, relativamente alla programmazione economica predisposta dalla leadership cinese, sui dati statistici riguardanti le aspettative di vita uomo-donna in Cina, che appaiono non completamente conformi al livello di benessere finora raggiunto. Ha, inoltre, richiamato l'attenzione dell'interlocutore sulla necessità di riequilibrare la situazione di fatto che si è venuta a creare per quanto riguarda l'insegnamento delle rispettive lingue nei due Paesi: in effetti, mentre in Italia esistono 130 scuole che prevedono la lingua cinese come materia curriculare, in Cina solamente in 3 scuole sono stati attivati corsi di italiano abilitati come lingua di esame. A tale ultimo riguardo, l'onorevole Wang ha riconosciuto che il proprio Paese deve ancora lavorare molto per pervenire ad uno sviluppo equilibrato che preveda, in generale, un miglioramento complessivo della qualità della vita e, in particolare, anche un innalzamento della durata media della vita di uomini e donne, anche se, tuttavia, negli ultimi decenni, sono stati realizzati progressi enormi in questo campo. Il Vice Direttore ha poi concluso il suo intervento focalizzando l'attenzione dei parlamentari su quanto sta succedendo ad Hong Kong dove, a suo parere, sono in atto comportamenti eversivi e violenti che non possono che costringere la Cina ad intervenire. Il senatore Giacobbe, nel sottolineare l'imprescindibile attualità del principio "un sistema, due Paesi", ha fatto presente, in primo luogo, che, per l'Italia, la Cina, pur geograficamente lontana, costituisce una entità politica e commerciale molto vicina. Quanto al cosiddetto "modello cinese di sviluppo", a suo modo di vedere, è da condividere qualsiasi approccio politico imperniato sulla centralità della persona umana, quale destinataria principale della condotta economica di un determinato Paese. Relativamente alla questione di Hong Kong, ci si trova di fronte ad un caso che attiene alla domestic jurisdiction, come si usa dire, della Cina e, pertanto, concorda con l'opportunità di ottemperare, in proposito, al principio di non ingerenza negli affari interni di un altro Paese. Tuttavia, in quanto rappresentante di un Paese democratico, che riconosce da tempo immemorabile i diritti fondamentali dell'uomo, esprime l'auspicio che vengano garantite le manifestazioni di critica, purché rigorosamente non violente. In ogni caso, gli avvenimenti di Hong Kong non devono essere suscettibili, a suo avviso, di inficiare le già ottime relazioni tra Italia e Cina, ricordando, al riguardo, che il proprio Paese ha molto da offrire in una partnership ben bilanciata tra Roma e Pechino. Basti menzionare, a tale proposito, i settori dell'arte, della musica, del design , del turismo, dell'innovazione tecnologica e dello scambio di esperienze tra giovani universitari dei due Paesi. Nella giornata del 18 ottobre, la delegazione si è trasferita nella citta di Xi'An, dove ha avuto l'occasione di incontrare il signor Yang Guanjun, Vice Presidente della CPPCC della provincia, ex Sottosegretario per le infrastrutture del Governo locale. Quest'ultimo ha dato conto delle considerevoli potenzialità dell'industria locale, che si è accresciuta in modo significativo nell'arco dell'ultimo decennio, tanto da trasformare la provincia in uno dei distretti energetici e tecnologici più dinamici dell'intero Paese, in ciò ravvivando la millenaria tradizione di centro propulsivo del continente cinese, che apparteneva all'antica Xi'An, già capitale del Regno di Mezzo. Il senatore Iwobi ha risposto evidenziando che la missione della delegazione parlamentare da lui guidata è proprio quella di rinsaldare ulteriormente i rapporti di amicizia e di cooperazione commerciale e culturale tra Italia e Cina, partendo dalla piattaforma predisposta dal Memorandum bilaterale siglato nello scorso mese di marzo e suggellato dallo scambio di visite, nei rispettivi Paesi, dei Presidenti Mattarella e Xi. Secondo il senatore Giacobbe, bisogna fare in modo che da Xi'An partano per l'Italia non solo più treni, ma anche più voli aerei, che poi facciano un corrispondente viaggio di ritorno verso la Cina, secondo i principi di complementarietà e reciprocità. Tale interscambio, inoltre, deve interessare altresì le giovani generazioni, che devono essere messe nelle condizioni di poter meglio conoscere le realtà dei due Paesi. Ha, infine, rammentato come l'Italia abbia molti atouts da mettere a disposizione della Cina. Non ultimo, a titolo di esempio, l'arte del restauro, sviluppatasi da noi nel corso di secoli, e che potrebbe risultare oltremodo utile per la manutenzione dell'immenso patrimonio artistico ed archeologico della Cina. Al riguardo, la senatrice Pacifico ha aggiunto come la città di Xi'An, in quanto capitale economica e culturale della Cina, si atteggi a rappresentare l'interlocutore ideale per accresciuti rapporti economici con l'Italia. Nella giornata del 19 ottobre i componenti la delegazione hanno visitato la zona industriale e l'interporto di Xi'An, da dove hanno origine i convogli ferroviari che, in 15 giorni, raggiungono l'Europa e, per quanto riguarda l'Italia, le città di Milano e Verona, per il trasporto di merci. Il presidente PETROCELLI , al termine dell'illustrazione della missione in titolo, apre la discussione tra i colleghi senatori. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), dopo aver ribadito l'importanza della missione, che si è risolta in un successo per l'Italia in generale, e dopo aver ringraziato i colleghi membri della delegazione per il supporto ricevuto, riportata all'attenzione del presidente Petrocelli la proposta, formulata dagli ospiti cinesi della CPPCC, di addivenire alla stipula di un protocollo di cooperazione con la Commissione Affari esteri del Senato. La senatrice PACIFICO ( M5S ), dopo aver espresso i propri complimenti al collega Iwobi, per le modalità con cui ha guidato il gruppo senatoriale, mette in risalto la necessità di mantenere costanti le relazioni con la controparte cinese. A suo avviso, inoltre, di particolare interesse si è rivelato l'incontro con la Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture (AIIB), anche in considerazione del fatto che l'Italia contribuisce in maniera non secondaria al relativo capitale sociale. Interviene, quindi, il senatore URSO ( FdI ) per riproporre la questione, peraltro già affrontata dalla Commissione, di predisporre un'indagine sulla drammatica situazione di Hong Kong. Il senatore MALAN ( FI-BP ), nell'associarsi a tale richiesta, chiede se l'argomento Hong Kong è stato trattato durante la suddetta missione. In proposito, il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce che tale tematica, come riportato nel resoconto della missione, è stata disaminata in via incidentale, evidenziando, da parte italiana, l'esigenza di contestuale rispetto dei principi di non ingerenza negli affari interni di uno Stato e di tutela dei diritti umani. Il senatore ZANDA ( PD ) ritiene opportuno che il Governo riferisca quanto prima sullo stato delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina, anche alla luce della circostanza per cui, dopo la firma del Memorandum nelle scorso marzo, risulta che le esportazioni italiane verso Pechino siano diminuite mentre quelle cinesi verso Roma siano aumentate. Il presidente PETROCELLI , nel riassumere i punti essenziali della discussione, fa notare al senatore Urso che il possibile approfondimento delle drammatiche vicende in corso ad Hong Kong è già stato oggetto di discussione durante un precedente Ufficio di Presidenza, sfociato, al riguardo, in un esito interlocutorio. Quanto alla richiesta formulata dal senatore Zanda, che condivide nella sostanza, fa presente che - stante l'imminente avvio della sessione di bilancio in Senato,che, come noto, preclude temporaneamente la calendarizzazione nelle Commissioni permanenti di qualsiasi affare legislativo e conoscitivo - già la prossima settimana, ovvero mercoledì 13 novembre, i membri delle Commissioni esteri di Senato e Camera avranno l'occasione di rivolgere tali quesiti direttamente al Ministro Di Maio, il quale riferirà, come avviene, solitamente, all'avvio di un nuovo Esecutivo, sulle linee programmatiche del proprio Dicastero. Il presidente PETROCELLI informa, quindi, che una delegazione composta da lui stesso e dal senatore Gianluca Ferrara, si è recata a Baku, in Azerbaigian, dal 14 al 18 ottobre 2019, allo scopo di rafforzare il dialogo politico esistente fra i due Paesi, ed in particolare con i parlamentari membri della Commissione per le Relazioni estere e interparlamentari dell'Assemblea nazionale azera ( Milli Majlis ). Ricevuta nella tarda serata di lunedì 14 ottobre dall'onorevole Azer Karimli, parlamentare indipendente e Presidente del Gruppo di Amicizia Azerbaigian-Italia presso il Milli Majlis azero, la delegazione della Commissione Affari esteri del Senato ha incontrato, nella mattinata di martedì 15 ottobre, l'Ambasciatore italiano a Baku, Augusto Massari, che, accompagnato nella circostanza dal vice capo missione Umberto Boeri, ha offerto una panoramica sugli aspetti più qualificanti delle relazioni bilaterali fra i due Paesi, nonché sulle difficoltà operative della sede diplomatica nel fronteggiare la crescente richiesta di visti di studio da parte dei giovani studenti azeri. L'Ambasciatore, in particolare, si è soffermato sulla evidente asimmetria esistente nell'interscambio commerciale imputabile alla consistente richiesta di energia azera da parte italiana, che verrà presumibilmente acuita dall'avvio, sul finire del 2020, delle forniture addizionali di gas tramite la nuova infrastruttura del Gasdotto Trans-Adriatico (TAP). L'Ambasciatore, dopo aver ricordato come da parte azera si nutrano particolari aspettative dalla visita di Stato che il presidente della Repubblica Ilham Aliyev dovrebbe svolgere in Italia nel febbraio del prossimo anno, nonché dalla possibile sottoscrizione di una dichiarazione di partenariato strategico bilaterale, ha informato i Senatori circa l'impegno organizzativo e realizzativo delle aziende italiane operanti sul territorio azero, che l'Ambasciata italiana e la locale sede dell'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane cercano di supportare al meglio. A seguire, la delegazione, accompagnata dall'Ambasciatore d'Italia a Baku, Augusto Massari, e dall'Ambasciatore azero in Italia, Mammad Ahmadzada, si è recata in visita dal Vice Presidente per gli investimenti e il marketing della State Oil Company of the Azerbaijan Republic (SOCAR) - la principale società produttrice di petrolio e gas naturale di proprietà statale del Paese -, Elshad Nassirov. L'incontro, avvenuto presso gli uffici della nuova sede della società ubicati in uno dei grattacieli più alti di Baku, ha rappresentato l'occasione per un confronto sulle strategie di approvvigionamento energetico dei due Paesi. Dopo aver ricordato come proprio l'Azerbaigian rappresenti il fornitore più sicuro per l'Italia, tenuto conto delle problematiche di ordine politico che potrebbero compromettere le forniture provenienti dalla Russia e dall'Iran, Nassirov, ha sottolineato il ruolo del suo Paese quale crocevia di reti energetiche che collegano anche il territorio del Turkmenistan, altro grande Paese produttore, e che consentono di rifornire anche vasta parte del mercato cinese. Alla delegazione italiana, che gli ricordava l'opportunità che si determini un bilanciamento nell'interscambio commerciale bilaterale, Nassirov ha replicato evidenziando le importanti ricadute di cui possono beneficiare anche le aziende italiane operanti nel settore energetico, tenendo conto che esse riescono spesso a garantirsi commesse nel settore estrattivo e dell'energia mediante la fornitura di tecnologie e di strumentazioni apposite, a partire dalle tubazioni. Pur ammettendo che sarebbe necessario un riequilibrio nella bilancia commerciale, ha evidenziato come il problema afferisca principalmente all'eccessiva dipendenza dagli idrocarburi da parte italiana. Con la messa in opera del TAP, peraltro, l'Italia potrà a suo giudizio svolgere un fondamentale ruolo di hub per la distribuzione del gas nel resto d'Europa, ad iniziare dalla zona balcanica. Nassirov ha quindi sottolineato come l'utilizzo del gas potrebbe persino contribuire a mitigare alcune questioni ambientali particolarmente spinose nel nostro Paese, tenuto conto del minore impatto che il gas garantisce rispetto al carbone, ipotizzando dei vantaggi significativi anche in relazione alla stessa ex ILVA di Taranto. Al presidente Petrocelli che gli aveva chiesto se la SOCAR stesse investendo anche sulle energie rinnovabili, Nassirov ha replicato affermando che la sua società, che annovera sedi commerciali anche a Singapore ed in altre parti del mondo e che esporta prodotti dal Giappone al Canada e persino in Uruguay, ha intenzione di continuare a fare del comparto degli idrocarburi il proprio core business , guardando tuttavia con favore allo sviluppo di progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche per ragioni di tipo economico, tenuto conto che la maggior disponibilità di energia in Azerbaigian consente alla società stessa di aumentare la quota di prodotto destinata all'esportazione, e di massimizzare quindi i conseguenti ricavi. A seguire la delegazione, sempre accompagnata dai due Ambasciatori, è stata ricevuta dal Ministro dell'Energia dell'Azerbaigian, Parviz Shahbazov, che ha sottolineato la qualità e la rilevanza delle relazioni politiche ed economiche fra i due Paesi, ricordando con particolare favore la recente visita a Baku del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Il presidente Petrocelli, che nella circostanza ha ricordato il rilievo che per gli scambi bilaterali assumerà la visita del presidente Aliyev in Italia il prossimo febbraio, ha chiesto al Ministro quali passi l'Azerbaigian stia predisponendo per la diversificazione delle fonti energetiche. Shahbazov, pur rilevando come già il gas debba essere considerata come una fonte energetica sostenibile sul piano ambientale, ha ricordato come il suo Paese intenda puntare risolutamente sulla diversificazione delle fonti produttive rinnovabili (in particolare sull'eolico e sul solare), predisponendo innanzitutto una legislazione puntuale in materia, indispensabile per attrarre investimenti, e sottoscrivendo al contempo una collaborazione finanziaria con organismi internazionali come la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca Asiatica per lo Sviluppo per il reperimento di adeguate risorse. Ha inoltre ricordato come siano in fase di avvio anche progetti per la produzione energetica da fonti rinnovabili di dimensioni più ridotte che stanno suscitando l'interesse di numerose aziende del comparto, auspicabilmente anche italiane. Interrogato dal senatore Ferrara circa il forte squilibrio commerciale esistente nell'interscambio fra i due Paesi, il Ministro ha rilevato come tale aspetto porti con sé anche opportunità di ulteriore crescita, auspicando in particolare un sempre maggiore coinvolgimento delle compagnie italiane, specialmente pubbliche, interessate a rafforzare forme di partenariato. Ha peraltro ricordato come già ad oggi siano numerose le aziende italiane coinvolte a vario titolo nel comparto del gas e del petrolio azeri. Solo in relazione al gasdotto TAP, ha rimarcato come le commesse per aziende italiane ammontino a 1,4 miliardi di euro. Anche per agevolare la crescita della quota italiana nell'interscambio bilaterale, il Ministro dell'Energia ha auspicato che l'istituzione di una Commissione intergovernativa bilaterale, già in via di definizione lo scorso settembre ma poi interrotta a seguito della crisi di governo in Italia, possa essere nuovamente messa all'ordine del giorno. Per la parte azera, sarebbe quanto mai utile poter aver un Ministro di riferimento a cui relazionarsi per l'istituzione della Commissione. La delegazione, dopo essersi recata con l'onorevole Azer Karimli nel Viale dei Martiri a rendere omaggio alle vittime della repressione sovietica del gennaio 1990 e del conflitto per il Nagorno-Karabakh, è stata di seguito accolta presso la sede dell'Assemblea nazionale azera per una colazione di lavoro con altri Parlamentari membri del Gruppo di Amicizia Azerbaigian-Italia. All'incontro hanno partecipato, oltre all'onorevole Karimli, anche i parlamentari del New Azerbaijan Party (YAP) - il partito del presidente Aliyev - Elashad Hasanov, Dilara Jabrayilova e Tahir Mirkishili (quest'ultimo anche Capo della delegazione azera presso l'Assemblea Parlamentare OSCE), e la parlamentare indipendente Ulviyya Aghayeva. L'occasione ha offerto la possibilità di uno scambio di opinioni sui rispettivi lavori parlamentari e di una riflessione sulla crescente richiesta di visti per motivi di studio da parte degli studenti azeri, ascrivibile al valore riconosciuto delle università italiane ed al minor costo per i cittadini azeri per la loro permanenza all'estero rispetto ad altri Paesi, europei ed extraeuropei. A seguire, la delegazione è stata ricevuta dall'onorevole Samad Seyidov, Presidente della omologa Commissione per le Relazioni estere ed interparlamentari del Milli Majlis . Nel corso dell'incontro, Seyidov ha sottolineato il valore strategico dei legami esistenti fra l'Italia e l'Azerbaigian e l'importanza dei rapporti personali fra i Parlamentari dei due Paesi, che hanno ricadute importanti anche in ambito multilaterale, in particolare in relazione alle discussioni che si svolgono presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Il presidente Petrocelli, nel concordare con il collega, ha rimarcato il grande contributo offerto da Azer Karimli per la crescita dei rapporti bilaterali, garantendo analogo impegno anche da parte del senatore Lucidi, nominato di recente quale Presidente del Gruppo di Amicizia Azerbaigian-Italia. A sua volta il senatore Ferrara, nel portare i saluti del collega Lucidi, ha ringraziato per l'accoglienza e l'ospitalità ricevute. Il presidente Seyidov ha quindi introdotto il tema dei difficili negoziati con l'Armenia per il Nagorno-Karabakh, lamentando un atteggiamento contraddittorio da parte delle autorità armene, a suo giudizio sempre disponibili al dialogo in ambito multilaterale ma di fatto ostili al processo di pace, stanti le reiterate dichiarazioni, fatte in territorio armeno da importanti esponenti dell'esecutivo nazionale circa il carattere permanente dell'occupazione militare in atto. Ha, viceversa, sottolineato come l'Azerbaigian sia da sempre favorevole a trattative sostanziali, esprimendo al contempo l'auspicio che possano essere fatti passi in avanti per consentire alle popolazioni della zona di moltiplicare reciproche occasioni di incontro. Il presidente Petrocelli, nel ribadire la linea di neutralità dell'Italia, ha ricordato di aver sottoposto al suo omologo collega armeno quale ipotesi di lavoro quella di un modello organizzativo per il Nagorno-Karabakh simile all'Alto Adige, in cui le popolazioni possano godere di larga autonomia organizzativa e di fondi addizionali resi disponibili dal Governo centrale. Il presidente Petrocelli ed il senatore Ferrara sono quindi stati ricevuti dall'onorevole Oktay Sabir Asadov , Presidente dell'Assemblea nazionale azera, che ha innanzitutto ricordato gli ottimi rapporti bilaterali esistenti fra i due Paesi ed i 44 Accordi che costituiscono la base giuridica che sostanzia il quadro delle relazioni economiche. L'Italia è il principale partner commerciale del Paese caucasico, con un interscambio commerciale pari a 6 miliardi di euro. L'imminente avvio delle forniture via TAP cambierà il panorama energetico dell'Europa, rafforzando indirettamente anche il peso dell'Italia. Ha quindi ricordato come la questione del Nagorno-Karabakh sia del tutto centrale per l'Azerbaigian, sottolineando con rammarico come il governo Armeno - ed in particolare il Ministro della difesa - continui non solo ad ignorare il diritto internazionale, ma anche le richieste del suo stesso popolo, ridotto a vivere in condizioni particolarmente approssimative, e costretto ad alimentare la diaspora, piuttosto che ad attenuarla. L'Armenia, infatti, a suo giudizio continua ad essere un Paese privo di risorse, che dipende anche militarmente dalla nutrita presenza di forze straniere dislocate sul suo territorio, a partire dalle basi russe che occupano aree di particolare rilievo strategico. Il presidente Asadov ha quindi espresso scetticismo sulle iniziative del Gruppo di Minsk, tenuto conto che dopo 25 anni di attività non ha saputo produrre risultati apprezzabili. Di contro molto validi sono a suo giudizio i rapporti, anche di tipo parlamentare, che l'Azerbaigian vanta con l'Italia, come testimonia lo scambio di visite avuto con la presidente Casellati, nonché il numero crescente delle occasioni di incontro. Il presidente Petrocelli, nel portare i saluti della Presidente del Senato italiano, ha ricordato l'importanza delle relazioni anche di tipo personale che si sono instaurate nel corso degli anni fra i rappresentati dei due Parlamenti. Ha quindi sottolineato il contributo qualificante che l'Azerbaigian svolge anche nell'ambito del dialogo interreligioso, ricordando le recenti visite che Papa Francesco ha svolto nell'area caucasica e a Tbilisi e Baku, in particolare. Ha quindi rimarcato il prezioso contributo offerto dal mecenatismo azero alle ricerche archeologiche in Italia, ed in particolare in relazione agli scavi in atto presso i Fori imperiali di Roma, che, pochi mesi or sono, hanno portato alla luce una testa di marmo di Dioniso di particolare pregio. In tema di politica internazionale, il presidente Petrocelli ha espresso l'auspicio che possa esserci una ripresa dei negoziati con l'Armenia per la questione del Nagorno-Karabah, ribadendo la sua personale preferenza per una soluzione organizzativa per l'area incentrata sul modello dell'Alto Adige. Da ultimo, la delegazione si è recata in visita dal Ministro degli Affari Esteri, Elmar Mammadyarov. Anche il Ministro ha ricordato l'eccellente livello delle relazioni bilaterali che certamente saranno ulteriormente migliorate con l'avvio delle forniture del TAP. A tal riguardo ha espresso l'auspicio che la procedura burocratica autorizzativa per l'ultimo anello mancante dell'infrastruttura venga conclusa nei tempi stabiliti, per non incorrere nelle penali previste. Ha rimarcato come l'Azerbaigian rappresenti un Paese aperto alle attività delle imprese italiane, auspicando la costruzione di un vero e proprio partenariato strategico non limitato al solo comparto degli idrocarburi. Ha infine espresso l'auspicio che l'Italia possa concorrere in modo incisivo sull'agenda di lavoro della prossima Commissione europea, in particolare nell'essere da stimolo alla individuazione di una strategia unitaria europea e al rilancio delle politiche di allargamento e di vicinato, soprattutto al fine di migliorare la connettività lungo la direttrice Est-Ovest. Ha inoltre prospettato l'opportunità del rilancio di una nuova Via della Seta, in grado di connettere l'Oriente, l'Iran e l'Europa attraverso l'area caucasica e, in particolare, i territori dell'Azerbaigian e della Georgia. Il presidente Petrocelli ha sottolineato l'ottimo livello esistente di relazioni bilaterali, confermato di recente anche da un colloquio con il Ministro Di Maio. Ha quindi rimarcato l'importanza degli scambi culturali e dei rapporti interpersonali fra i diversi rappresentanti istituzionali dei due Paesi. Sullo sviluppo dei commerci e delle rotte commerciali in direzione della Cina, il presidente Petrocelli ha ricordato gli impegni sottoscritti di recente dall'Italia e dalla Cina con la firma di un apposito Memorandum , ma anche le difficoltà conseguenti al peggioramento del clima internazionale nei confronti dell'Iran. Nel corso della giornata del 15 ottobre, la delegazione ha fatto anche una breve visita alla sede dell'Ambasciata italiana, situata nel centro storico di Baku. Alla presenza dell'Ambasciatore Massari e del vice capo missione Boeri, il presidente Petrocelli ha ringraziato tutto il personale della sede diplomatica, per il grande impegno e la professionalità dimostrate nel corso degli anni ed in particolare per aver saputo fronteggiare in tempi recenti l'aumento esponenziale di pratiche per il rilascio dei visti di soggiorno per motivi di studio a favore di cittadini azeri. Nelle successive giornate del 16 e 17 ottobre, la delegazione, ospite dell'onorevole Azer Karimli ed accompagnata dall'Ambasciatore azero in Italia Mammad Ahmadzada, si è recata in visita nell'entroterra del Paese caucasico, ed in particolare nel collegio elettorale dello stesso parlamentare azero, nel distretto di Qakh, il cui territorio - abitato da più di 53.000 persone e con componenti minoritarie piuttosto nutrite di Georgiani e di Tsakhuri - è stretto lungo i confini con la Repubblica russa del Daghestan a nord e la Georgia, a sud e ad ovest. Nel corso della visita, Karimli ha organizzato incontri con autorità ed imprenditori locali, ed in particolare con Musa Şəkiliyev, capo del potere esecutivo del distretto di Qakh sin dal 2010 ed iscritto al New Azerbaijan Party (YAP) . L'area del distretto, che vanta il 13 per cento delle riserve idriche dell'intero Caucaso, ha un'economia basata sulla produzione agricola e sull'allevamento di bestiame, sull'artigianato del tessile, sull'imbottigliamento dell'acqua minerale, ma anche sull'industria estrattiva, stante la presenza di minerali e materie prime per l'edilizia. In crescita anche il comparto turistico. Lungo il percorso da Baku, la delegazione è stata poi accompagnata a visitare Şəki, città di oltre 65.000 abitanti, il cui centro storico, unitamente allo splendido Palazzo del Khan, sono stati iscritti dallo scorso luglio nella lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Di interesse è stata anche la visita alle cantine dei vini Savalan , un'eccellenza fra le produzioni vinicole azere, frutto della collaborazione con enologi italiani e con aziende italiane produttrici di macchinari agricoli e di attrezzature per la viticoltura, che di recente ha fatto la sua apparizione anche al Vinitaly di Verona. La sera del 17 ottobre, di ritorno a Baku, la delegazione è stata ospite dell'Ambasciatore italiano in Azerbaigian, Augusto Massari, che ha organizzato un pranzo di lavoro con qualificati rappresentanti del mondo imprenditoriale e produttivo italiano, presenti nel Paese caucasico. Nel corso dell'incontro, cui hanno partecipato anche il vice capo missione della rappresentanza diplomatica italiana, Umberto Boeri, e il Direttore dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Maurizio Ferri, i rappresentati di SAIPEM, Maire Technimont , Technip Italia , nonché due enologi italiani impegnati nell'attività di riscoperta delle varietà autoctone di vitigni, hanno offerto una panoramica sulle difficoltà e sulle opportunità di operare in un contesto come quello dell'Azerbaigian. Il presidente PETROCELLI , al termine dell'illustrazione della missione in titolo, apre la discussione tra i colleghi senatori. Il senatore FERRARA ( M5S ) esprime la propria soddisfazione per la suddetta missione a Baku, che si è conclusa positivamente e ha contribuito ad accrescere i legami politici ed economici, peraltro, già consolidati tra i due Paesi. Seguono, quindi, brevi interventi del senatore AIROLA ( M5S ), che si interroga sulla effettiva necessità per l'Italia del gas azero, e del senatore URSO ( FdI ), il quale, invece, sottolinea il valore strategico del gasdotto TAP per il sistema economico nazionale, in un'ottica oculata di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico. SULLA NOMINA DEI RELATORI DELL'INDAGINE CONOSCITIVA SULLE CONDIZIONI E SULLE ESIGENZE DELLE COMUNITÀ DEGLI ITALIANI NEL MONDO Il presidente PETROCELLI informa di aver nominato i senatori Giacobbe e Vescovi relatori dell'indagine conoscitiva in titolo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1570 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1570 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; espresso apprezzamento per l'intento complessivo del provvedimento, prioritariamente finalizzato ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle Amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica; rilevato che l'articolo 1 demanda ad un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, riferendosi in particolare ad amministrazioni pubbliche, nonché a enti e operatori nazionali, pubblici e privati le cui reti e sistemi informativi e informatici siano necessari per l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato, e il cui malfunzionamento, interruzione o uso improprio possano pregiudicare la sicurezza nazionale; preso atto con favore che le disposizioni del decreto-legge si applicano ai soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica anche per contratti o accordi, ove conclusi con soggetti esterni all'Unione europea, relativi ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G; rilevato altresì che l'articolo 4- bis detta disposizioni in materia di esercizio dei poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni, estendendone l'ambito operativo e i termini di esercizio anche con riferimento alla tecnologia 5G; preso infine atto delle attribuzioni emergenziali che l'articolo 5 del decreto pone in capo al Presidente del Consiglio, con riferimento alla possibilità di disporre, su deliberazione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), la disattivazione, totale o parziale, di uno o più apparati o prodotti impiegati nelle reti, nei sistemi o per l'espletamento dei servizi posti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica in caso di rischio grave e imminente per la sicurezza nazionale, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.