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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 79 BORGHESI La seduta inizia alle ore 10,10. IN SEDE REFERENTE (897 e conn.) prevenzione di maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità DDL 200 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 262 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 264 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio DDL 546 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 1020 Modifica all'articolo 61 del codice penale, in materia di circostanza aggravante comune per i delitti commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di minori all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, e altre disposizioni per garantire la sicurezza presso le medesime strutture DDL 1034 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 10 aprile. Il PRESIDENTE avverte che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) comunica che, al fine di superare i problemi di copertura del provvedimento volto a introdurre la videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili, è stato presentato un apposito emendamento - sottoscritto dai rappresentanti di tutti i Gruppi - al disegno di legge n. 1248 (cosiddetto "decreto sblocca cantieri"), attualmente all'esame delle Commissioni riunite 8 a e 13 a . Propone, quindi, di attendere l'esito dell'esame di tale provvedimento, prima di proseguire l' iter dei disegni di legge in titolo, considerato che ancora non sono pervenuti tutti i pareri delle Commissioni permanenti né le relazioni tecniche dei Ministeri competenti. La senatrice MALPEZZI ( PD ) sottolinea che anche il Gruppo PD ha sottoscritto la proposta di modifica volta ad accelerare lo stanziamento delle risorse necessarie per l'introduzione dei sistemi di videosorveglianza. Tuttavia, la questione della copertura finanziaria è solo uno degli aspetti da tenere in considerazione: il provvedimento, infatti, ha una portata più ampia, ed è stato ulteriormente valorizzato nel corso dell'esame in sede referente, anche grazie alla disponibilità della relatrice ad accogliere le proposte delle opposizioni. In particolare, ricorda l'obiettivo di garantire la formazione di tutti gli operatori, riconoscere anche alle scuole paritarie i fondi necessari per l'attuazione della norma ed evitare che gli ulteriori oneri finiscano per gravare sui bilanci degli enti locali. Il senatore PARRINI ( PD ) ricorda che la sua parte politica ha sempre avuto un atteggiamento responsabile nell'esame del provvedimento, segnalando fin dall'inizio la necessità di garantire risorse adeguate per l'attuazione della norma e di disciplinare l'utilizzo delle immagini, a tutela della privacy dei soggetti coinvolti. Inoltre, ritiene indispensabile intervenire sul piano della formazione ed educazione per prevenire casi di violenza e abusi su bambini, anziani e disabili, essendo insufficiente la mera repressione. In ogni caso, stigmatizza i ripetuti rinvii nella espressione dei pareri e nella predisposizione delle necessarie relazioni tecniche, da parte del Governo, che ostacolano il seguito dell'esame in sede referente. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) condivide le preoccupazioni e gli auspici espressi dai colleghi del Partito democratico. In effetti, il provvedimento è molto articolato e non si esaurisce nel reperimento di fondi per la copertura finanziaria. Nell'esprimere il proprio rammarico per l'ulteriore rinvio, auspica che l'emendamento al decreto "sblocca cantieri" consenta finalmente di agevolare la conclusione dell'esame del provvedimento. Il senatore GRASSI ( M5S ), nel replicare al senatore Parrini, precisa che l'installazione di sistemi di videosorveglianza ha una finalità preventiva e non repressiva. In ogni caso, condivide l'opportunità di migliorare la formazione degli operatori delle strutture assistenziali e per l'infanzia. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) sottolinea che sull'emendamento al decreto "sblocca cantieri", volto a reperire le risorse necessarie ad evitare aggravi per i bilanci degli enti locali, potrebbero verificarsi in Commissione bilancio le stesse difficoltà rilevate finora sul provvedimento, anche per la mancanza delle relazioni tecniche. Quanto al contenuto del testo, le cui finalità repressive sono peraltro evidenti, occorre porre l'accento sulla formazione degli operatori, sull'accreditamento delle strutture per gli anziani e sulla tutela della privacy di tutti i soggetti coinvolti. Del resto, la presenza delle videocamere non è un deterrente sufficiente ad evitare episodi di violenza, se si considera che la loro diffusione nelle città non ha inciso sulla riduzione della criminalità. Il sottosegretario ZOCCANO assicura il proprio impegno affinché i Ministeri competenti esprimano al più presto il parere sul provvedimento in esame, che è meritevole di essere approvato in via definitiva. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta, sospesa alle ore 10,25, riprende alle ore 10,35. 1089 (Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum DDL 1089 Disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 6 marzo. Il PRESIDENTE comunica che si è concluso il ciclo di audizioni informali. Il relatore GRASSI ( M5S ) ritiene che le audizioni abbiano fornito interessanti spunti di approfondimento, all'esito del quale si introdurrà nell'ordinamento una iniziativa legislativa popolare assistita da procedura rinforzata, che può concludersi - al verificarsi di alcune condizioni di ammissibilità - con lo svolgimento di una consultazione referendaria. Si associa il relatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), ritenendo necessario un supplemento di riflessione per valutare le modifiche da apportare al testo approvato dalla Camera dei deputati, tenuto conto delle osservazioni degli esperti di diritto costituzionale. Si apre la discussione generale. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) ricorda che il provvedimento costituisce un punto qualificante del programma del Movimento 5 Stelle, in quanto volto a introdurre uno strumento di partecipazione dei cittadini alle decisioni del Parlamento. Attraverso il confronto costruttivo con il comitato promotore, a suo avviso, sarà possibile pervenire a una soluzione condivisa e approfondita, senza conflittualità. Infatti, il Parlamento potrà esercitare la propria potestà legislativa, modificando - se necessario - il disegno di legge d'iniziativa popolare e il testo non necessariamente sarà sottoposto a referendum , poiché i promotori potranno rinunciare a chiedere la consultazione referendaria, accettando la riformulazione predisposta dalle Camere. Sottolinea, inoltre, che in prima lettura sono state accolte alcune modifiche proposte dalle opposizioni, in particolare con riferimento all'obbligo per il comitato promotore di indicare i mezzi per la copertura degli oneri derivanti dalla norma, al controllo di costituzionalità - ai sensi dell'articolo 71, quarto comma, della Costituzione - del testo approvato dalle Camere e all'introduzione di un quorum del 25 per cento per il referendum propositivo. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene apprezzabile l'introduzione di un referendum propositivo, in una prospettiva di integrazione degli strumenti di democrazia diretta nel sistema di democrazia rappresentativa. Tuttavia, per assicurare il funzionamento effettivo della procedura prevista per l'iniziativa legislativa popolare rinforzata e, al tempo stesso, non ostacolare l'attività delle Camere, ritiene indispensabile approfondire alcuni aspetti, evidenziati nel corso delle audizioni informali. Innanzitutto, non essendo stata espressamente esclusa la possibilità che l'iniziativa legislativa popolare rinforzata disponga l'abrogazione di una legge, vi è il rischio che si persegua tale obiettivo eludendo in questo modo i limiti più rigorosi attualmente stabiliti per il referendum abrogativo. Occorre poi verificare la sospensione del termine previsto per l'approvazione del progetto popolare, nel caso di scioglimento delle Camere. Peraltro, il limite dei 18 mesi potrebbe incidere anche rispetto all'obbligo di indicazione dei mezzi di copertura degli oneri derivanti dalla norma, in quanto questi potrebbero fare riferimento a un esercizio di bilancio precedente a quello in cui giunge ad approvazione il testo. Il senatore DURNWALDER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) rileva la necessità di prevedere la possibilità di un intervento delle Regioni e delle Province autonome nel giudizio preventivo di legittimità costituzionale, a tutela delle loro competenze legislative statali e regionali. Anticipa la presentazione di una proposta emendativa in tal senso. Il senatore PARRINI ( PD ) sollecita una riflessione approfondita, in quanto i rilievi formulati dagli esperti nel corso delle audizioni sono circostanziati e riguardano non solo il merito del provvedimento ma anche aspetti procedurali, oltre ad alcuni passaggi da riscrivere per una migliore comprensione. Sottolinea che la sua parte politica annette particolare rilievo agli strumenti di democrazia partecipativa, purché siano volti al miglioramento della funzione legislativa delle Camere e non a indebolire le prerogative del Parlamento. Ritiene opportuna una valutazione sui limiti di materia per il referendum approvativo, non solo per evitare che sottenda in realtà una finalità abrogativa, ma anche per evitare conflitti con i principi costituzionali e della democrazia parlamentare. Domanda infine se sia intenzione dei relatori presentare un nuovo testo. Il relatore GRASSI ( M5S ), anche a nome del relatore Augussori, assicura che saranno esaminati con molta attenzione i rilievi proposti nel corso delle audizioni dai costituzionalisti, pur sottolineando che alcune osservazioni riguardano altri provvedimenti, di natura ordinaria e perciò da esaminare in altra sede, quali la legge n. 352 del 1970, che disciplina i referendum e l'iniziativa legislativa popolare, e la legge n. 87 del 1953, sul funzionamento della Corte costituzionale. Si tratta, quindi, di un lavoro complesso, da affrontare con particolare ponderazione per una sintesi delle osservazioni formulate. All'esito di ciò si potrà anche valutare se sia necessaria la presentazione di un nuovo testo. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) auspica che la discussione generale possa proseguire anche in altra seduta, perché dal dibattito possono emergere ulteriori spunti di riflessione, di cui i relatori potranno tenere conto, oltre ai rilievi formulati dagli esperti di diritto costituzionale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) stigmatizza il tentativo della maggioranza di apportare numerose e distinte modifiche alla Carta costituzionale, senza un progetto riformatore organico complessivo. In tal modo, infatti, vi è il rischio di compromettere il disegno armonico della Costituzione, anche considerato che - a suo avviso - nell'attuale Parlamento non vi sono esperti di livello paragonabile a quello dei membri dell'Assemblea costituente. Esprime, quindi, l'assoluta contrarietà della sua parte politica all'introduzione di meccanismi che potrebbero scardinare i principi della democrazia rappresentativa. Il PRESIDENTE assicura che la discussione generale potrà proseguire nelle prossime sedute. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1124) DDL 1124 Abrogazione dell'articolo 99 della Costituzione, concernente il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Esame e rinvio) Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge costituzionale in titolo, volto all'abrogazione dell'articolo 99 della Costituzione, al fine di privare il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) del suo fondamento costituzionale e perciò della qualità di «organo di rilievo costituzionale», nell'ottica della sua successiva abolizione. In particolare, l'abrogazione della disposizione costituzionale è oggetto dell'articolo 1, mentre l'articolo 2 prevede la soppressione, in via consequenziale, dei richiami all'articolo 99 della Costituzione contenuti nella legge n. 936 del 1986 («Norme sul Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro»), in particolare quello al potere di iniziativa legislativa che, ai sensi dell'articolo 71 della Carta, non può essere riconosciuto da una legge ordinaria. Sottolinea che l'Assemblea costituente aveva previsto il CNEL animata dalle migliori intenzioni, riprendendo esperienze sia interne che straniere: il Consiglio superiore del lavoro di giolittiana memoria, il Consiglio economico del Reich previsto dalla Costituzione di Weimar e il Consiglio economico della Costituzione francese del 1946. All'esito di un dibattito non lineare, l'Assemblea configurò un "Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro", composto da tecnici e rappresentanti delle categorie produttive, nei modi stabiliti dalla legge, che fosse titolare dell'iniziativa legislativa e contribuisse all'elaborazione della legislazione sociale, per le materie e nei limiti stabiliti dalla legge, inserito in Costituzione tra gli "organi ausiliari", accanto al Consiglio di Stato e alla Corte dei conti. Il CNEL fu concretamente istituito, in attuazione della previsione costituzionale, dalla legge n. 33 del 1957, poi sostituita dalla vigente legge n. 936 del 1986, oggetto nel tempo di varie novelle. Ricorda, in particolare, il decreto-legge n. 201 del 2011, che ne ha diminuito i componenti, e la legge n. 190 del 2014, con la previsione che l'espletamento di ogni funzione connessa alla carica di presidente o consigliere del CNEL, nonché di qualsiasi attività istruttoria finalizzata alle deliberazioni, non potesse comportare oneri a carico della finanza pubblica ad alcun titolo: previsione peraltro abrogata dalla legge n. 205 del 2017. Attualmente il CNEL è composto da 64 membri (erano 121 fino al 2011), incompatibili con la carica di parlamentare, membro del Governo o consigliere regionale, che durano in carica cinque anni e che possono essere riconfermati, cosi come possono essere revocati su richiesta delle istituzioni od organizzazioni che li hanno designati: - 10 esperti in ambito economico, sociale e giuridico, dei quali otto nominati dal Presidente della Repubblica e due proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri; - 48 rappresentanti delle categorie produttive; - 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato. Formalmente, le competenze del CNEL, stabilite dalla legge n. 936 del 1986, sono molteplici, tra cui: - espressione, su richiesta del Governo, di valutazioni e proposte sui principali documenti ed atti di politica e di programmazione economica e sociale; - esame del Documento di economia e finanza e della Nota di aggiornamento; - approvazione di rapporti su richiesta delle Camere o del Governo; - espressione di valutazioni sull'andamento della congiuntura economica; - espressione di pareri ed elaborazione di studi e indagini, sia su richiesta delle Camere o del Governo o delle Regioni o delle Province autonome, sia di propria iniziativa; - potere di l'iniziativa legislativa (nella presente legislatura, tale iniziativa è stata esercitata presentando in Senato il disegno di legge n. 1232, per la creazione di un codice unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro, da realizzarsi in collaborazione con INPS; sul finale della scorsa XVII legislatura, fu trasmesso al Senato un disegno di legge n. 2778, recante alcune modifiche alla legge che disciplina il CNEL). La legge gli attribuisce anche altri poteri, quali la designazione di rappresentanti delle categorie e di componenti in organismi pubblici e la tenuta e aggiornamento dell'archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro. In concreto, tuttavia, il CNEL si è dimostrato poco incisivo sia per l'esiguo numero di iniziative legislative presentate sia per il limitato ruolo di raccordo effettivamente svolto con le categorie economiche e sociali. Peraltro, proprio questo ruolo di raccordo, che in origine rappresentava la ragione principale della sua istituzione, è stato superato e di fatto sostituito da un rapporto sempre più diretto tra i rappresentanti economici e sociali, il Governo e il Parlamento anche attraverso il sistema dei partiti. Per tali motivi, prosegue, il CNEL è risultato inefficace rispetto alla funzione di assicurare la partecipazione politica delle forze sociali: la sua abolizione risponde alla volontà di innovare le istituzioni, nell'ottica di una maggiore semplificazione e di un coinvolgimento più diretto dei cittadini. Non è un caso, quindi, se questa non è la prima volta in cui il Parlamento affronta la questione del mantenimento del CNEL. Nella XIII legislatura, infatti, il testo di riforma costituzionale predisposto dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali ("Bicamerale D'Alema") aveva proposto significative modifiche all'articolo 99, tra cui la soppressione della facoltà d'iniziativa legislativa, anche se non prevedeva la sua abolizione. Il disegno di legge costituzionale approvato dal Parlamento nella XVII legislatura, e non confermato dal referendum del 4 dicembre 2016, comprendeva invece la soppressione dell'articolo 99 della Costituzione e conteneva anche alcune disposizioni finali e transitorie sui profili amministrativi della soppressione del CNEL, in particolare attraverso la nomina di un commissario straordinario, a cui affidare la gestione provvisoria del CNEL, per la liquidazione del patrimonio dell'organo e per la riallocazione delle risorse umane e strumentali. Quanto agli aspetti finanziari, ricorda che nel bilancio dello Stato di previsione 2019-2021 sono iscritti stanziamenti per il CNEL pari a 7,123 milioni di euro annui, a valere sullo stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze. Assommando alcune altre entrate, le disponibilità del CNEL per l'anno 2019 ammontano (secondo il suo bilancio preventivo) a 8,368 milioni. Di questa cifra, si segnalano i 613.000 euro riservati alla governance , i 2,341 milioni di euro di spese correnti (compresa la gestione della sede, Villa Lubin, immobile demaniale in uso gratuito) e, soprattutto, i 5,067 milioni per l'amministrazione e servizi comuni. Tra questi ultimi, più di 4 milioni di euro sono riservati alle retribuzioni del personale a tempo indeterminato che, a novembre 2018, ammontava a 56 unità, tra cui 4 dirigenti (la pianta organica del 2014 prevede però 75 unità tra cui 7 dirigenti). In sintesi, il disegno di legge, nella sua attuale formulazione, consiste in una proposta di "decostituzionalizzazione" del CNEL e non in una soppressione dell'organo, conseguibile mediante l'abrogazione della legge n. 936 del 1986, che potrà essere effettuata con legge ordinaria. Sia dal punto di vista della gerarchia delle fonti, sia da quello di una puntuale disciplina della soppressione dell'organo, quella prescelta si pone senz'altro come la strada più ordinata e sintetica. Vi è tuttavia il rischio che, in tal modo, il CNEL possa continuare a sopravvivere ancora a lungo, ancorché derubricato. Perciò - anche sulla base di quanto emergerà nel dibattito in Commissione - si riserva di formulare, in qualità di relatore, proposte per garantire l'effettività della sua abolizione, ricercando idonee soluzioni tecniche che tuttavia non si spingano fino al livello di dettaglio della riforma della XVII legislatura, a suo avviso incongruo per una legge costituzionale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (944) Legge di delegazione europea 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame. Relazione favorevole) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, riferisce sul disegno di legge di delegazione europea 2018, già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, su cui la Commissione è chiamata a esprimersi in sede consultiva, per le parti di propria competenza, ai fini della trasmissione di una relazione alla 14ª Commissione. Il testo si compone di 23 articoli, che recano disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 24 direttive europee, nonché l'adeguamento della normativa nazionale a 9 regolamenti europei. L'articolato contiene inoltre principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 13 direttive. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, sono stati inseriti un nuovo articolo e due direttive nell'Allegato A. Sono state inoltre apportate numerose modifiche agli articoli. Nello specifico, l'articolo 1 reca la delega al Governo per l'attuazione delle direttive elencate nell'allegato A, mentre l'articolo 2 delega il Governo a emanare disposizioni sanzionatorie di violazioni di obblighi discendenti da atti normativi dell'Unione europea. I successivi articoli contengono i principi e i criteri direttivi specifici cui il Governo deve attenersi in sede di attuazione di alcune delle direttive ricomprese nell'allegato A. Rilevato che il provvedimento in esame non presenta riferimenti ad atti normativi dell'Unione europea attinenti ai profili di competenza della Commissione, propone di formulare una relazione favorevole. Non essendovi richieste di intervento, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la relazione favorevole sul disegno di legge n. 944, pubblicata in allegato. IN SEDE REFERENTE (1144 e 720) Distacco-aggregazione comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio DDL 1144 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione DDL 720 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione Doc n. 326 - e petizioni Doc n. 351 e (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'11 aprile. Il PRESIDENTE comunica che nella giornata di ieri si è svolto e concluso il ciclo di audizioni informali. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), sulla base delle informazioni acquisite nel corso delle audizioni, sottolinea che l'unico atto formale con valenza giuridica di cui la Commissione dovrebbe tenere conto è il referendum previsto dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione e svolto nel 2007. Proprio perché è trascorso molto tempo, ritiene opportuno procedere senza ulteriori indugi. Il senatore PARRINI ( PD ) rileva che, nel corso delle audizioni, sono emerse alcune criticità. Innanzitutto, occorre tenere in considerazione il lungo periodo di tempo intercorso dallo svolgimento del referendum ; nel frattempo, infatti, vi è stato un tasso di rotazione della popolazione pari al 33 per cento e sono mutate profondamente le condizioni di fatto che avevano determinato l'inizio della procedura per il distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla provincia di Pesaro-Urbino. Inoltre, alcuni rappresentanti di quei territori hanno evidenziato che l'orientamento delle comunità locali è mutato. Considerato che non vi sono motivi di urgenza, si potrebbe ripetere la consultazione referendaria, i cui costi peraltro sarebbero contenuti, in modo da accertare quale sia l'effettiva volontà degli abitanti dei Comuni interessati, al fine di evitare forzature e tensioni. Il relatore GRASSI ( M5S ) sottolinea che la maggioranza non intende assumere decisioni che prevarichino la volontà degli abitanti dei due Comuni. Tuttavia, è anche vero, da un lato, che è trascorso molto tempo dallo svolgimento del referendum e, dall'altro, che le firme raccolte a sostegno della petizione contraria al distacco non sono state autenticate. Ritiene comunque opportuna una riflessione più approfondita, per giungere a una soluzione rispettosa sia del principio di legalità, sia degli interessi dei cittadini. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), a integrazione del proprio intervento, sottolinea che la raccolta di firme non ha alcun rilievo, sotto il profilo giuridico, al contrario del referendum , svolto secondo le prescrizioni costituzionali. Evidenzia, inoltre, che i sindaci attualmente in carica - i quali si sono pronunciati decisamente a favore del distacco dalla Regione Marche - sono stati eletti dopo il 2007 dalle rispettive comunità locali, che erano quindi consapevoli del loro orientamento. Ritiene, pertanto, che non vi siano ragioni per attendere ancora, proprio nel rispetto della volontà dei circa 2.500 abitanti coinvolti e, quindi, dei principi della democrazia. Anche dal punto di vista geografico, i due Comuni sono due territori molto più vicini a Rimini che a Pesaro, soprattutto a seguito dell'aggregazione - avvenuta nel 2009 - alla Regione Emilia-Romagna di altri sette Comuni marchigiani limitrofi. Auspica, pertanto, una conclusione spedita dell' iter dei provvedimenti in titolo. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'opportunità di ascoltare in ogni caso la volontà dei cittadini. La questione è tuttavia alquanto complessa, perché nella consultazione referendaria del 2007 era stato raggiunto il quorum e la maggioranza si era espressa a favore del distacco. Considerato che è trascorso molto tempo da allora, si potrebbe verificare la effettiva volontà dei cittadini attraverso un pronunciamento dei rispettivi consigli comunali, uno dei quali sarà a breve rinnovato: pur privo di valenza giuridica, sarebbe tuttavia un atto politico rilevante. Il senatore PARRINI ( PD ) accoglie con favore la disponibilità del relatore a un ulteriore approfondimento. Del resto, è impossibile ignorare la mobilitazione delle due comunità locali per chiedere di sospendere la procedura di distacco dalla Regione Marche, al di là del valore giuridico della petizione. Sarebbe incomprensibile che il Parlamento, dopo un lungo periodo di inerzia, si attivasse proprio ora contro gli interessi e l'orientamento degli abitanti di quel territorio. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la validità del referendum non viene meno in ragione del tempo trascorso. Tuttavia, occorre anche considerare che negli ultimi dodici anni sono intervenuti numerosi cambiamenti sul territorio, anche nella gestione delle Province, tali da determinare probabilmente un diverso orientamento dei cittadini, che si potrebbe verificare solo ripetendo la consultazione referendaria. Concorda, quindi, sulla opportunità di una ulteriore riflessione, prima di procedere. Il senatore PERILLI ( M5S ), al di là della questione in esame, ritiene necessario rivedere le procedure di trasferimento degli enti locali ad un'altra Regione, soprattutto con riferimento alla previsione di termini certi entro i quali il Parlamento deve ratificare la proposta di distacco approvata con referendum dalla maggioranza della popolazione. Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Il relatore GRASSI ( M5S ), intervenendo in replica, ribadisce l'opportunità di assumere una decisione ponderata, dopo una riflessione approfondita. Il PRESIDENTE propone in ogni caso di fissare alle ore 15 di martedì 14 maggio il termine per la presentazione di emendamenti, da riferire al disegno di legge n. 1144 , che propone di adottare come testo base per il seguito dell'esame. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,40. Allegato RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 944 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che non presenta riferimenti ad atti normativi dell'Unione europea attinenti ai profili di propria competenza, si esprime in senso favorevole.