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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 228 Presidenza del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. PUGLIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il presidente della 2 a Commissione permanente, senatore Ostellari, per riferire sui lavori della Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 1786. Ne ha facoltà. OSTELLARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la 2 a Commissione deve riunirsi alle ore 10,30 e deve esaminare ancora 143 emendamenti. Credo quindi che sia impossibile che per oggi il provvedimento sia pronto per la discussione in Aula. Probabilmente potrà essere pronto invece per martedì pomeriggio. PRESIDENTE . In relazione a quanto riferito dal senatore Ostellari, la discussione del disegno di legge all'ordine del giorno è rinviata ad altra seduta. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 15. Riprenderemo i nostri lavori per lo svolgimento del cosiddetto question time . (La seduta, sospesa alle ore 9,39, è ripresa alle ore 15,02) . Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia. Invito gli oratori a un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Magorno ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01676 sugli spazi di bilancio e i poteri di ordinanza dei Comuni, per tre minuti. MAGORNO (IV-PSI) . Signor Ministro, intanto la ringrazio per il prezioso lavoro svolto negli scorsi mesi durante l'epidemia e per la disponibilità a collaborare con gli enti territoriali, dimostrata anche nella recente videoconferenza con i sindaci delle Città metropolitane. L'emergenza epidemiologica da Covid-19 ha messo drasticamente a repentaglio la stabilità economica dei cittadini, delle famiglie, delle imprese e di tutto il sistema Paese. Le necessarie misure adottate per far fronte alla pandemia hanno avuto - e continuano ad avere - conseguenze drammatiche per il tessuto socioeconomico italiano. In questo contesto, gli enti locali sono tra le realtà che più di tutte hanno accusato gli effetti maggiormente negativi dell'emergenza: la sospensione degli obblighi fiscali, da una parte, e l'aumento della domanda dei servizi essenziali a favore dei cittadini, dall'altra, hanno progressivamente consumato le residue risorse economiche di cui i medesimi enti disponevano. Oggi, a ben vedere, la stabilità finanziaria degli enti locali risulta fortemente compromessa: non è più possibile indugiare rispetto all'esigenza sia di assicurare a tutti gli enti territoriali una maggiore flessibilità di bilancio e una sospensione per l'anno corrente degli oneri più gravosi sia di destinare a loro favore una maggiore quantità di risorse, anche tramite il rifinanziamento di strumenti adottati durante l'epidemia, che consenta loro di attingere alla liquidità imprescindibile per poter espletare le fondamentali funzioni loro assegnate. Parimenti, gli enti locali necessitano di ulteriori risorse per garantire la sicurezza, in special modo dei centri urbani. L'impatto del virus sulla salute delle persone, infatti, è stato fortemente ridimensionato anche grazie al rispetto delle misure restrittive adottate dal Governo. È del marzo scorso, a tal proposito, la lettera che anche da sindaco ho indirizzato all'attenzione del suo Ministero e con cui ho evidenziato la necessità, manifestata soprattutto dai Comuni del Mezzogiorno, di potenziare l'organico del personale della polizia locale, al fine di assicurare, a suo tempo, un'ancor più efficace vigilanza rispetto alle restrizioni imposte per contenere la diffusione dei contagi. Tuttavia rimane immutata ancora oggi, a poco più di un mese dalla fine del lockdown e a seguito delle progressive riaperture concesse in virtù della riduzione del livello dei contagi, la medesima esigenza di controllo sociale, che anzi è resa ancor più stringente dai gravi episodi di assembramenti non regolari cui abbiamo recentemente assistito anche dalle mie parti, che non solo rischiano di mettere a repentaglio la salute dei cittadini, ma possono anche vanificare i sacrifici compiuti negli scorsi mesi dall'intera comunità nazionale per uscire dall'emergenza. In conclusione, per questi motivi, le chiediamo quali siano i suoi orientamenti rispetto alle questioni appena descritte e quali iniziative urgenti intenda mettere in atto per potervi far fronte. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, l'interrogazione verte sulla difficile situazione finanziaria in cui si trovano gli enti locali, ancor più in questo difficile momento storico, e si chiede di conoscere quali iniziative di sostegno possano essere intraprese a loro supporto. Il Governo ha rivolto una particolare attenzione alle esigenze degli enti locali, nella consapevolezza dell'assoluta necessità di salvaguardare la loro capacità finanziaria, affinché possano essere erogati servizi pubblici di qualità e assicurate reti di protezione sociale solidale. Tra le iniziative intraprese, ricordo che lo scorso 29 marzo il Ministero dell'interno ha provveduto ad anticipare, rispetto all'ordinaria scadenza di maggio, l'emissione di mandati di pagamento relativi alla prima rata del Fondo di solidarietà comunale, pari al 66 per cento dell'intero importo. Le risorse per l'anno 2020, pari a circa 4,3 miliardi di euro, sono state destinate in favore di 6.579 Comuni. Come ulteriore misura, il Ministero dell'interno ha già provveduto a distribuire le risorse dei due fondi istituiti con il decreto-legge n. 18 del 2020, cioè 70 milioni di euro per il concorso al finanziamento delle spese di sanificazione degli uffici e dei mezzi degli enti locali e 10 milioni per l'erogazione dei compensi per lavoro straordinario, svolto dal personale delle polizie locali. Inoltre, in attuazione del cosiddetto decreto rilancio - il decreto-legge n. 34 del 2020 - il 29 maggio è stato disposto il pagamento in favore di Comuni, Province e Città metropolitane del 30 per cento delle quote loro spettanti del fondo finalizzato ad assicurare le risorse per l'espletamento delle funzioni fondamentali, al quale sono attribuiti complessivamente 3,5 miliardi per l'anno 2020. È stato poi disposto, in data 28 maggio, il pagamento in favore dei Comuni più colpiti dall'epidemia - parliamo di Brescia, Bergamo, Lodi, Cremona e Piacenza - delle risorse disponibili sullo specifico fondo, per un totale di 200 milioni di euro. Infine, nell'ambito di una più ampia strategia, volta ad assicurare agli enti territoriali maggiori risorse e flessibilità d'intervento, presso il Ministero dell'interno sono stati istituti tre fondi, con risorse complessive pari a circa 300 milioni di euro per il ristoro delle minori entrate a titolo sofferte dai Comuni. I relativi decreti attuativi sono in corso di perfezionamento. Come ricordato, proprio martedì scorso ho tenuto un incontro in videoconferenza con i sindaci delle Città metropolitane: il lungo e costruttivo confronto ha consentito di analizzare alcune questioni segnalate dai sindaci, relative alla sicurezza dei territori e alle difficoltà economiche sopra evidenziate. Ho condiviso l'esigenza manifestata dai sindaci di rafforzare i controlli nei quartieri della movida , sottolineando la necessità di proseguire in stretta collaborazione con le autonomie locali. La previsione dell'inefficacia delle ordinanze adottate dai sindaci in contrasto con le misure statali e regionali va letta in un'ottica di necessaria armonizzazione delle iniziative adottate: si tratta di misure evidentemente contingenti, destinate a venir meno alla fine della fase emergenziale. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Comincini, per due minuti. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Ministro, la ringrazio per la risposta che ci ha dato. Certamente, l'impegno del suo Ministero e il suo in particolare sono da apprezzare, perché è percepibile lo sforzo che si sta facendo. Al tempo stesso, anche per il ruolo che ha precedentemente svolto come prefetto, conosce bene l'importanza del ruolo giocato dai sindaci sul territorio. Oggi non abbiamo più solo una questione legata all'assetto finanziario, che rischia di saltare per le ragioni che abbiamo trattato in quest'interrogazione, ma ci sono anche dinamiche sociali che diventano pesanti. Nel momento in cui una serie di attività non dovesse ripartire, il Comune con il suo bilancio avrebbe certamente un contraccolpo finanziario per le mancate entrate derivanti dall'IMU, dalla Tari e da una serie di altri tributi, ma, al tempo stesso, si genererebbe un problema di carattere sociale, perché, come ben sa, città che risultano non essere più vive diventano meno sicure. Lo sforzo che quindi Governo e Parlamento devono fare insieme dev'essere massimo, non solo per una questione limitatamente finanziaria, ma proprio per una ragione legata alla vivibilità delle nostre città, che, se vivibili e vive, sono di certo più sicure. Su questo, la incoraggiamo a intraprendere il dialogo con i sindaci, anche metropolitani, per trovare insieme i giusti punti di equilibrio per favorire sia gli adeguati assetti di bilancio, sia le misure che permettono alle nostre città di tornare a essere vive, quindi sicure. PRESIDENTE . Il senatore Fazzolari ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01672 sulla gestione dell'immigrazione a partire dagli accordi di Malta del 2019, per tre minuti. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, il 23 settembre 2019 si è tenuto a Malta un vertice tra i Ministri dell'interno di Francia, Germania, Italia, Malta e Finlandia (che aveva la Presidenza di turno dell'Unione europea) e l'allora commissario europeo per le migrazioni. Scopo dell'incontro era trovare una soluzione condivisa per la gestione degli sbarchi nel Mediterraneo centrale. L'opinione pubblica conosce bene il famoso accordo di Malta, perché il Governo e le forze di maggioranza gli diedero grande pubblicità, sostenendo che finalmente il problema degli sbarchi di immigrati illegali in Italia fosse stato risolto: il presidente del Consiglio Conte parlò di un passo storico; lei, ministro Lamorgese, dichiarò che da quel giorno l'Italia non sarebbe stata più sola; fu detto che, grazie all'accordo di Malta, tutti i migranti sbarcati in Italia e a Malta sarebbero stati ridistribuiti tra gli altri Stati membri dell'Unione europea. Fratelli d'Italia fin da subito fece notare che l'accordo di Malta, come interpretato dal Governo italiano, era destinato a fallire in partenza, perché in ogni sede formale e informale gli Stati membri avevano detto e ripetuto che un eventuale accordo di redistribuzione avrebbe riguardato solo i veri rifugiati e non anche i migranti economici, concetto ribadito, tra gli altri, anche dal presidente francese Macron. I numeri ufficiali dicono che solo una piccola parte di chi sbarca in Italia ha diritto alla protezione internazionale secondo la Convenzione di Ginevra o a quella sussidiaria dell'Unione europea (circa il 15 per cento, secondo le statistiche del Viminale). Era difficile quindi pretendere di far passare in Europa un accordo che di fatto trasformava l'Italia nella porta d'accesso per qualsiasi immigrato irregolare, che poi sarebbe stato comodamente redistribuito tra gli altri Stati membri. L'accordo di Malta, infatti, in nove mesi non è mai stato neppure inserito all'ordine del giorno del Consiglio europeo. Nel frattempo, però, gli sbarchi illegali in Italia sono continuati: dalla firma dell'accordo di Malta, su 11.800 irregolari sbarcati, ne sono stati redistribuiti in Europa appena 464 (cioè solamente il 3,9 per cento o, se preferite, il 96 per cento di quanti sono sbarcati in Italia è rimasto nel nostro Paese). Di fronte a queste evidenze, Fratelli d'Italia chiede al Governo se abbia preso atto del palese fallimento degli accordi di Malta e quali iniziative urgenti intenda adottare per assicurare il contrasto all'immigrazione clandestina sul nostro territorio. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, gli onorevoli interroganti, nel far riferimento alla dichiarazione congiunta d'intenti di Malta del 23 settembre scorso, chiedono di conoscere quali siano le misure che il Governo intende adottare in materia di contrasto all'immigrazione clandestina. In primo luogo, ritengo necessario evidenziare che l'accordo di Malta ha costituito una tappa fondamentale per un maggior coinvolgimento dell'Europa nella gestione del fenomeno migratorio. Per la prima volta, infatti, Francia e Germania hanno assunto impegni formali per la redistribuzione sui loro territori di immigrati sbarcati in Italia. Ho ribadito in più occasioni che non considero l'intesa di Malta un punto di arrivo, quanto una forte spinta a sviluppare una strategia complessiva di riforma delle politiche migratorie, per le quali stiamo lavorando intensamente in vista dei prossimi negoziati europei. Nel periodo di vigenza del meccanismo di Malta (che con il coronavirus si è interrotto), sono stati trasferiti 540 migranti, pari all'86 per cento delle ricollocazioni effettuate in totale, con una concentrazione nel periodo dicembre-febbraio. Prima dell'accordo di Malta, complessivamente erano state ricollocate 85 unità. Mi preme evidenziare che la Commissione europea - sia quella uscente, sia quella entrante - sostiene il meccanismo concordato a Malta, riconoscendolo quale modello per future iniziative, anche in vista dell'adozione del nuovo prossimo patto europeo su emigrazione e asilo e delle relative proposte di riforma del sistema comune d'asilo europeo. Ci siamo mossi anche con altre iniziative. Segnalo, in primo luogo, la lettera che il 9 aprile scorso, insieme a Francia e Germania, abbiamo scritto alla Commissione europea, nella quale si riconosce l'esigenza di creare un meccanismo vincolante per un'equa distribuzione secondo criteri specifici, in particolare quando uno Stato membro subisce una pressione sproporzionata. Tale lettera chiarisce come l'azione italiana con Francia e Germania abbia consolidato un'importante unione di intenti, considerato il complesso contesto negoziale europeo. Richiamo inoltre l'iniziativa adottata di recente, il 5 giugno, che per la prima volta ha visto cinque Paesi mediterranei (Italia come capofila, insieme a Cipro, Grecia, Malta e Spagna) presentare alla Commissione, alla vigilia del Consiglio giustizia e affari interni, una posizione congiunta, volta a sostenere, anche in questo caso, la creazione di un meccanismo obbligatorio e automatico di attribuzione delle responsabilità sulle richieste d'asilo, fondato su una distribuzione pro quota per ogni Stato membro. Quest'iniziativa rappresenta un passo importante per il riconoscimento della specificità delle frontiere marittime esterne europee e dell'obbligatorietà delle procedure di ricollocamento dei migranti. Nell'ambito delle proposte avanzate, stiamo ricevendo dalla Commissione europea e dai diversi partner segnali positivi sulla prospettiva da noi indicata di adottare linee guida europee per le attività di ricerca e soccorso in mare condotte da imbarcazioni private, con l'obiettivo di definire standard tecnici omogenei per tali operazioni e responsabilizzare gli Stati di bandiera. Sempre su impulso del Governo, la Commissione europea e la prossima Presidenza tedesca collaboreranno con il nostro Paese per organizzare un'apposita conferenza sul contrasto al traffico di migranti, anche con la partecipazione dei Paesi del Nord Africa. L'iniziativa mira a orientare la strategia futura, basata anche su strumenti di partenariato con i Paesi terzi finanziati dall'Europa e volta ad accelerare l'utilizzo di piattaforme di scambio informativo tra Forze di polizia e agenzie europee e a potenziare il ruolo dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex). Concludo evidenziando come le iniziative intraprese stiano già consentendo all'Italia di orientare le prossime proposte della Commissione, con riguardo al riconoscimento delle peculiarità connesse alle attività di soccorso in mare e alla conseguente necessità di prevedere meccanismi ad hoc di redistribuzione dei migranti sbarcati a seguito di operazioni search and rescue (SAR); si tratta di questioni che non erano mai state sviluppate nell'agenda europea e questo ritengo sia un grande passo avanti. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Fazzolari, per due minuti. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, non posso essere soddisfatto, anzi sono allibito. Ministro, mi scusi, ci sono dei numeri, non possiamo raccontarne altri. L'86 per cento dei ricollocamenti totali sono stati fatti dall'accordo di Malta in poi: ma che statistica è? La statistica è un'altra: il 96 per cento di quanti sbarcano in Italia rimangono in Italia; a questo doveva rispondere. Non mi può rispondere con altre statistiche, tipo l'86 per cento di quelli sbarcati sono biondi. La domanda era: perché il 96 per cento di quelli sbarcati rimangono in Italia, visto che il Governo aveva dichiarato che c'era un accordo meraviglioso, che avrebbe realizzato una ridistribuzione su tutto il territorio europeo? Questa era la domanda e lei non ha risposto. Le comunico che i nostri Servizi - che lei conosce sicuramente molto meglio di me - hanno dichiarato che ci sono 20.000 migranti pronti a partire dalle coste libiche. Le Nazioni Unite dicono che sono 650.000 i migranti pronti a partire. A fronte di questo non bastano - lei ha citato - lettere, conferenze, impegni. Sembrano molto gli Stati generali a Villa Pamphili, ma qui servono risposte, non passerelle o lettere, conferenze o impegni. Vogliamo sapere come l'Italia assicurerà la difesa dei propri confini, che sono anche i confini esterni dell'Unione europea. Non abbiamo avuto una risposta. Ribadiamo un suggerimento: serve un blocco navale al largo delle coste libiche per impedire ai barconi di partire, per fermare il business degli scafisti e delle ONG, per impedire le morti in mare e per ripristinare la legalità in Italia. (Applausi). PRESIDENTE . La senatrice De Petris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01677 sullo sfruttamento dei lavoratori in edilizia anche in relazione alla normativa sull'immigrazione, per tre minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, lei sicuramente è a conoscenza e avrà seguito la vicenda di Thomas Daniel, che per molti giorni è rimasto anche senza identificazione, morto insieme a Ciro Perrucci, di sessantun anni, un altro operaio muratore sfruttato, che lavorava in nero nel quartiere di Pianura, una periferia occidentale di Napoli, tristemente nota, tra l'altro, per tanti fenomeni di abusivismo. Entrambi, Thomas Daniel e Ciro Perrucci, lavoravano in nero e sono rimasti uccisi il 1° giugno. Tra l'altro, la vicenda di Thomas Daniel credo sia abbastanza paradigmatica, come lei comprenderà, dell'evolversi della situazione negli ultimi tempi, dopo i cosiddetti decreti sicurezza. Thomas Daniel, infatti, insieme con la moglie, aveva chiesto asilo politico, che non gli era stato accordato, mentre aveva avuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Con l'abolizione della protezione umanitaria la sua condizione, insieme a quella di migliaia di persone in Italia, è diventata quella di veri e propri fantasmi, soggetti a uno sfruttamento incredibile. Sottopongo a lei, Ministro, la vicenda del caporalato anche in edilizia, che come lei sa non è un fenomeno che riguarda solo l'agricoltura. È uno dei motivi per i quali avevamo chiesto che la regolarizzazione fosse estesa anche al settore dell'edilizia. Tornando sulla vicenda e sulle questioni principali, connesse anche alla regolarizzazione prevista nel decreto rilancio, lei non ritiene, anche alla luce degli episodi di compravendita di contratti che si stanno verificando, che sia necessario intervenire nuovamente sulla materia, magari estendendola anche ai settori dell'edilizia? Quali altre forme possiamo mettere in campo per perseguire il fenomeno del caporalato all'interno del settore dell'edilizia? PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, nel ricordare il tragico episodio relativo alla morte di due operai in un cantiere edile, gli onorevoli interroganti richiamano l'attenzione sulla necessità di intervenire efficacemente nell'attività di contrasto al caporalato, sollecitando anche l'introduzione di modifiche nell'ambito dei cosiddetti decreti sicurezza. Come è noto, nella mattinata dello scorso primo giugno nel Comune di Napoli, in località Pianura, si è verificato il cedimento di un terrapieno prospiciente un immobile abusivo di due piani, in corso di realizzazione. L'evento franoso ha provocato purtroppo la morte di due operai, un cittadino italiano e un liberiano. Permettetemi al riguardo di rivolgere un pensiero di vicinanza alle famiglie dei due lavoratori. (Applausi). Sull'accaduto sono tuttora in corso le indagini da parte dell'autorità giudiziaria. In relazione al fenomeno del caporalato evidenzio come sia sempre costante l'impegno e la determinazione di tutte le Istituzioni contro ogni forma di sfruttamento della manodopera da parte di chi impone condizioni di vita degradanti a lavoratrici e lavoratori, approfittando del loro stato di vulnerabilità o di bisogno. Ciò in difesa dei diritti dei lavoratori e delle imprese che scelgono di operare nella legalità. Lo dimostrano in maniera tangibile i risultati ottenuti dalla magistratura e dalle Forze dell'ordine. Tra l'altro, proprio ieri, la Guardia di finanza ha condotto una brillante operazione che ha sgominato due organizzazioni criminali, operanti tra la Calabria e la Basilicata, dedite al reclutamento illecito di manodopera agricola, allo sfruttamento del lavoro, al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Inoltre, con specifico riferimento al caporalato, nel settore dell'edilizia il 26 maggio scorso la Polizia di Stato ha concluso anch'essa un'operazione che ha portato all'esecuzione di misure cautelari in carcere nei confronti di dieci soggetti ritenuti responsabili di associazione per delinquere e di numerosi altri reati connessi al reclutamento e allo sfruttamento delle maestranze in numerosi cantieri edili in Toscana e in Puglia. Con riferimento alle recenti misure adottate in materia di emersione del lavoro irregolare, mi preme evidenziare come l'obiettivo sia stato quello di incidere su alcuni comparti nei quali la presenza del cosiddetto lavoro nero è sensibilmente superiore alla media registrata in altri settori, con un elevato rischio di illegalità e abusi. Con il predetto intervento il Governo ha inteso garantire nel contesto emergenziale che stiamo vivendo la dignità delle persone, la sicurezza dei lavoratori, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro. Quanto infine alla sollecitazione mossa dell'interrogante in merito agli interventi correttivi dei decreti sicurezza, confermo che il lavoro svolto dal Viminale già prima dell'emergenza Covid-19 potrà essere ripreso con le modalità individuate collegialmente dal Governo, in un contesto certamente meno caratterizzato da esigenze emergenziali come quello che abbiamo appena vissuto. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro anche per aver ricordato il lavoro di revisione dei decreti sicurezza. Noi, con questa interrogazione, ne abbiamo sollecitato la ripresa e mi conforta il fatto che lei confermi la necessità di rimettere mano ai decreti sicurezza, ricordando il dato che solo con l'abolizione della protezione umanitaria noi abbiamo creato circa 110.000 fantasmi irregolari. Conosco il suo impegno nella lotta al caporalato e a tutte le forme di illegalità, le chiedo però di rendersi conto che nel momento dell'applicazione della regolarizzazione, bisogna ancor di più avere controllo su quanto sta accadendo. Arrivano infatti notizie di sfruttamento anche nell'ambito della stessa regolarizzazione. Sono uscite addirittura notizie sulla vendita di contratti di lavoro. Questo significa che forse dobbiamo ancor di più intervenire per rendere quelle norme assolutamente garantiste, a tutela di coloro che hanno necessità di veder garantiti i propri diritti. Mi permetto inoltre di ribadire che anche il settore dell'edilizia, come avevamo segnalato, è uno di quei settori che forse necessita di un ulteriore sforzo in ordine all'avvio di un processo di regolarizzazione. PRESIDENTE . Il senatore Tosato ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01673 sull'adozione di un piano per il contrasto all'immigrazione clandestina, per tre minuti. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Ministro, i dati pubblicati dal Ministero dell'interno hanno evidenziato che dal 1° gennaio all'8 giugno 2020, in poco più di cinque mesi, sono sbarcati nel nostro territorio irregolarmente 5.472 migranti a fronte di 2.033 sbarcati nello stesso periodo del 2019: un aumento di quasi il 200 per cento, tenendo anche presente che nei mesi di marzo-aprile questi sbarchi si sono rallentati a causa della mancanza di attività delle navi delle ONG. A fronte di questi numeri il Governo maltese ha ipotizzato, ad esempio, una politica di respingimenti; il Governo italiano ha addirittura lanciato segnali di incoraggiamento per l'accoglienza dei clandestini sul nostro territorio, prevedendo la regolarizzazione di 600.000 irregolari, e ha sottolineato l'urgente necessità di disporre di nuovi posti per l'accoglienza dei richiedenti asilo a fronte di arrivi che sono stimati in 20.000 unità. Ebbene, nel periodo dell'emergenza sanitaria è stato imposto un regime ferreo di distanziamento sociale per tutti i cittadini italiani, che sono stati costretti a restare chiusi in casa per mesi: imprese chiuse, negozi chiusi, tutto chiuso. I confini tra gli Stati europei sono stati sigillati; persino il collegamento tra le Regioni è stato proibito e solo da poco è stato riaperto. A parte la scarcerazione di delinquenti e mafiosi promossa dal vostro Governo in questo periodo, un unico confine non è mai stato chiuso, quello del Mediterraneo, che ha consentito lo sbarco continuo in Italia di clandestini. Ministro, i numeri parlano chiaro: il vostro Governo ha compromesso tutto ciò che di buono ha fatto il precedente, o meglio tutto ciò che di buono aveva fatto il ministro Salvini. (Applausi) . In un anno il ministro Salvini ha ridotto al minimo storico l'ingresso illegale di immigrati clandestini; ha combattuto con fermezza e coraggio la tratta di esseri umani nel Mediterraneo; ha stroncato il business milionario dell'accoglienza nel nostro Paese, facendo risparmiare agli italiani centinaia di milioni di euro; ha preso una posizione chiara e netta nei confronti dell'Europa. Ha dimostrato che con coraggio e determinazione si possono ottenere risultati insperati. Ebbene, Ministro, noi le chiediamo, a fronte di questi numeri, cosa intende fare per frenare questo sbarco continuo di immigrati, perché a noi non interessa la politica della redistribuzione se non viene prima affrontata con serietà ed efficacia la politica del blocco degli arrivi, così com'è stato fatto efficacemente nell'ultimo anno di governo da parte della Lega e del ministro Matteo Salvini. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Gli onorevoli interroganti, nel richiamare l'attenzione sul tema dell'immigrazione clandestina, chiedono quali iniziative il Governo intenda adottare per contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani. Evidenzio preliminarmente che la cooperazione con i Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi rimane essenziale nella lotta al traffico di migranti. L'Italia ha stipulato numerosi accordi di riammissione, vigenti con diversi Paesi di interesse prioritario, e continua a dialogare con i partner principali per ricercare soluzioni efficaci al fine di assicurare una più ordinata gestione dei flussi migratori in un quadro di legalità, rafforzando l'attività di collaborazione in materia di rimpatri. Questo è un aspetto che il nostro Paese sta promuovendo anche a Bruxelles, dove da tempo, in vista della redazione del nuovo Patto su migrazione e asilo, viene sostenuta la necessità di consolidare il dialogo europeo con i Paesi terzi, anche mediante lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie, facendo valere il peso negoziale dell'Unione sul tema dei rimpatri. L'azione diretta a contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani è di importanza fondamentale per lo sviluppo delle politiche di gestione dei fenomeni migratori. In tale ambito, assumono un rilievo strategico le iniziative di cooperazione di Polizia finalizzate a sviluppare collaborazioni info-investigative sia nel contesto europeo, sia in quello internazionale. Ricordo che il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato è in prima linea nella fondamentale attività di contrasto delle organizzazioni criminali transnazionali dedite al favoreggiamento dell'immigrazione irregolare e collabora proficuamente con analoghi organi investigativi europei ed extraeuropei e con Europol. Proprio in ambito Europol il Servizio centrale operativo ha un ruolo rilevante, con numerose iniziative volte a facilitare e migliorare la cooperazione con i Paesi dei Balcani occidentali. Evidenzio, inoltre, la collaborazione per la quale la Commissione europea ha già stanziato 7,5 milioni di euro con Austria, Francia, Germania e Paesi Bassi per il contrasto alle attività poste in essere dalle organizzazioni criminali nigeriane coinvolte nella tratta e nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per quanto riguarda la sorveglianza marittima delle coste nazionali, voglio ricordare che è tuttora in corso l'operazione Themis, finalizzata al controllo dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo centrale e sono in corso incontri bilaterali con Frontex, finalizzate alla predisposizione del nuovo piano operativo delle attività, grazie anche ai finanziamenti europei. Quanto all'operazione Irini, va evidenziato che la stessa è primariamente volta a facilitare la risoluzione della crisi libica ed è evidente, tuttavia, che la stabilizzazione della Libia è funzionale alla migliore gestione dei flussi migratori. Ricordo infine che su impulso del Governo italiano la Commissione europea e la prossima Presidenza tedesca dell'Unione europea collaboreranno per organizzare un'apposita conferenza dedicata al contrasto del traffico di migranti con la partecipazione dei Paesi del Nord Africa. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Tosato, per due minuti. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Mi dispiace, Ministro, ma il nostro Gruppo non può ritenersi assolutamente soddisfatto della sua risposta, perché al di là dell'elencazione di tutte le buone intenzioni e di tutte le politiche che voi avete intenzione di promuovere, i numeri parlano chiaro, non mentono e dimostrano che c'è stato un incremento di quasi il 200 per cento degli sbarchi e questo prova che le varie politiche attuate da questo Governo sono identiche a quelle dei Governi Gentiloni Silveri e Renzi, che hanno permesso l'invasione del nostro Paese da parte di migranti irregolari. (Applausi). I numeri non mentono e vanno letti per quello che sono. Non ci siamo e le chiacchiere ormai stanno a zero. L'emergenza rischia di riesplodere. Dopo aver svuotato molti centri di accoglienza durante il Governo precedente, ora rischiamo di ritornare all'arrivo indiscriminato sui territori a carico dei Comuni di migliaia di irregolari che cercano alloggio, sistemazione e mantenimento da parte dello Stato e quindi dei cittadini italiani. Noi vogliamo una politica efficace contro gli sbarchi e non una politica di chiacchiere e di presunti ricollocamenti, che non affrontano e non risolvono seriamente il problema. La verità è che con il nuovo Governo PD-LeU-Renzi-5 Stelle tutto è tornato come prima, anzi peggio di prima. (Applausi). Guardate che le risposte non le pretendiamo noi come Gruppo Lega al Senato, ma le pretendono i cittadini italiani. Non stanno arrivando e state dimostrando che, così come siete inerti e inaffidabili nell'emergenza che stiamo affrontando a livello sanitario, ma soprattutto a livello economico, anche sul fronte dell'immigrazione non siete all'altezza e la nostra preoccupazione è altissima, come credo sia quella di tutta la nostra comunità nazionale. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore Croatti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01671 sui rischi di diffusione di usura e riciclaggio, specie con riguardo alle imprese del turismo, per tre minuti. CROATTI (M5S) . Signor Ministro, l'emergenza coronavirus in Italia sta rischiando di mettere in ginocchio un settore strategico del nostro Paese, migliaia di imprese italiane e milioni di famiglie. Tra i settori più in crisi c'è proprio quello del turismo, azzerato dopo il lockdown. Nel nostro Paese il comparto è importantissimo, vale il 13 per cento del prodotto interno lordo e in alcuni territori come la riviera romagnola il turismo vale addirittura il 30 per cento del PIL. Il comparto turistico e le sue aziende sono in questo momento deboli e vulnerabili. Si stima che in primavera il 95 per cento delle strutture ricettive sia rimasto chiuso. Il trimestre di marzo, aprile e maggio è destinato a chiudersi con l'azzeramento dei ricavi e molte strutture ricettive stanno aprendo, con la stagione estiva alle porte, ma sono evidenti le difficoltà. Con la riduzione del fatturato, moltissime aziende turistiche potrebbero avere difficoltà anche a coprire i costi fissi di gestione. Molte subiranno perdite, con conseguenti fallimenti, innescando una pericolosa spirale di chiusure e svendite del patrimonio. Molte aziende turistiche potrebbero finire in zone oscure. A metà aprile, il capo di Gabinetto del Ministero dell'interno, Matteo Piantedosi, ha inviato una circolare a tutti Prefetti, lanciando un monito sul rischio di infiltrazioni mafiose nei settori resi più vulnerabili dalla crisi. Il 16 aprile scorso, l'Unità di informazione finanziaria, il braccio antiriciclaggio della Banca d'Italia, ha lanciato un allarme per il pericolo di truffe, fenomeni corruttivi, possibili manovre speculative anche a carattere internazionale e tentativi di sviamento e appropriazione degli interventi pubblici a sostegno della liquidità, nonché per il rischio che l'indebolimento economico di famiglie e imprese possa accrescere gli episodi di usura e possa facilitare l'acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Il prefetto di Rimini, Alessandra Camporota, il 22 aprile ha evidenziato il rischio, ripreso anche dal giornale «Il Sole 24 Ore», che la mafia potrebbe sfruttare il virus per infiltrarsi in alcune aree e sarebbero moltissime le offerte predatorie, che potrebbero arrivare sugli alberghi della riviera romagnola. Le ingenti disponibilità di liquidità accumulate dalla mafia, attraverso i tradizionali business illeciti, possono ulteriormente agevolare le operazioni di riciclaggio e di penetrazione dell'economia illegale, nelle forme più diverse. Si chiede di sapere dunque se il Ministro in indirizzo stia monitorando con attenzione questa situazione, in particolare nei territori più deboli e più fragili, in seguito all'emergenza del Covid-19, quali siano le strutture, gli strumenti e le risorse messe in campo per affrontare i rischi evidenziati e se siano allo studio misure normative, che consentano di rafforzare, in questa fase, i controlli antiriciclaggio. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, l'onorevole interrogante richiama l'attenzione sul pericolo che l'attuale emergenza sanitaria possa rappresentare un'opportunità di arricchimento per la criminalità organizzata. Il momento che stiamo attraversando è sicuramente uno dei più difficili della storia della Repubblica. L'attuale fase di emergenza, che ha inciso profondamente sul tessuto economico e sociale, e il conseguente deficit di liquidità, unito all'afflusso di ingenti finanziamenti pubblici, sia nazionali che europei, concretizzano condizioni di rischio e margini di infiltrazione per la criminalità organizzata nell'economia legale. È una situazione che riguarda tutti i comparti, ivi compreso quello del turismo. Su tali temi ho richiamato la massima attenzione delle Forze di polizia e ogni sforzo volto a intercettare e contrastare le possibili nuove dinamiche dell'azione criminale, anche in ragione della spiccata vocazione economica della criminalità organizzata e della sua capacità di repentino adattamento ai cambiamenti sociali e produttivi. Inoltre, già il 10 aprile scorso, con una specifica direttiva rivolta ai prefetti, ho sollecitato un'azione di intelligence sul territorio, volta a valorizzare le evidenze info-investigative e l'attività di analisi dei contesti e dei fenomeni criminali a cura delle Forze di polizia, proprio per garantire le coordinate di legalità, nella delicata fase di ripresa delle attività economiche. Le strategie messe in campo dalle Forze di polizia fanno leva su una complessa e approfondita azione, volta ad anticipare ogni iniziativa di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico, di condizionamento dei processi decisionali pubblici, funzionali all'assegnazione degli appalti. I consistenti interventi finanziari varati dal Governo rendono necessario individuare il giusto punto di equilibrio tra tempestività delle erogazioni e controlli. A questi fini, come previsto dal decreto-legge cosiddetto liquidità, dell'8 aprile 2020, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e la SACE SpA ed è stato appena perfezionato il protocollo con l'Agenzia delle entrate, previsto dall'articolo 25, comma 9, del decreto-legge n. 34, ancora in fase di conversione. Nel contempo, per agevolare l'accesso al credito e intercettare ogni segnale di possibile disgregazione del tessuto economico e sociale ho chiesto ai prefetti di assumere iniziative con l'ABI e le associazioni di categoria, dando il massimo impulso all'attività di confronto con gli attori istituzionali e i rappresentanti territoriali delle categorie produttive, delle parti sociali e del sistema finanziario e creditizio. Le prefetture hanno rafforzato il monitoraggio e l'analisi delle criticità presenti sul territorio, anche attraverso apposite riunioni dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica ed è stata avviata una specifica programmazione degli interventi a supporto dell'economia legale e delle fasce sociali maggiormente esposte, al fine di tutelare la coesione sociale. È in questo momento che lo Stato deve dimostrare di essere vicino ai cittadini, soprattutto nelle situazioni di estremo bisogno, e alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, che più di altre hanno sofferto della chiusura delle attività produttive e commerciali e che, quindi, possono diventare facile preda delle organizzazioni criminali. La lotta alle mafie è una priorità ed è massima l'attenzione dedicata da parte di tutte le componenti dell'Amministrazione dell'interno: su questo siamo presenti con il nostro impegno. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Croatti, per due minuti. CROATTI (M5S) . La ringrazio, signor Ministro, sono soddisfatto della risposta. Da questa analisi in realtà emergono due elementi. Il primo è che il rischio di infiltrazioni non è probabile, ma è reale nel tessuto del Nord del Paese e lo testimoniano le indagini, i sequestri patrimoniali e le denunce di riciclaggio. Negli ultimi due mesi sono stati 32 i soggetti interessati e sono state fatte richieste di sequestro per quasi 15 milioni di patrimonio. Il secondo messaggio che lei ha dato, molto importante, è che lo Stato c'è, che il supporto c'è e lo vediamo sui territori, dalle prefetture ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, con il lavoro in prima linea degli agenti sul territorio. Bisogna però fare di più, è importante intervenire in maniera forte. La settimana scorsa ci sono state ulteriori interdittive sul nostro territorio (altre tre) ed è stata respinta la richiesta di sospensione dell'esecuzione di un'interdittiva. È molto importante che si tenga alta la guardia e faccio sempre un appello alle banche, anche in questa sede, affinché aiutino gli imprenditori del territorio, facendo arrivare prima la liquidità in questa fase, quando ci sono richieste. In ogni caso, ripeto, sono molto soddisfatto della risposta. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Unterberger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01674 sul riequilibrio di genere nella magistratura, per tre minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Onorevole Ministro, le donne magistrato ricordano il 9 febbraio 1963 come una data fondamentale per il loro ingresso in magistratura. Da allora il numero delle donne vincitrici di concorso è stato quasi sempre superiore a quello degli uomini e dal 2015 il personale in magistratura è costituito prevalentemente da donne. Il dato è invece praticamente ribaltato, se si considerano gli incarichi direttivi e semidirettivi, il che trova conferma anche nella composizione del Consiglio superiore della magistratura, dove la differenza tra i generi è ancora più ampia e dove le donne non sono mai state più del 25 per cento sul totale. Nessuna donna finora ha mai ricoperto, per esempio, il ruolo di vice presidente del comitato di presidenza e anche tra i membri eletti del consiglio le donne figurano in misura molto limitata, con una percentuale di una su quattro nell'attuale composizione. I dati dimostrano quindi che, se si tratta di valutare preparazione e competenza, le donne restano sulla corsia di sorpasso, mentre, quando si tratta degli incarichi di vertice e delle posizioni apicali, questi continuano ad essere appannaggio quasi esclusivo degli uomini. Per realizzare l'uguaglianza sostanziale e l'effettiva parità di trattamento sono necessarie politiche di azione positiva volte ad abbattere quel soffitto di vetro che ancora oggi non consente alle donne di raggiungere posizioni di vertice. Visto che presso il suo Ministero è in corso di elaborazione un disegno di legge di riforma anche del Consiglio superiore della magistratura, le chiedo, signor Ministro, se concorda sulla necessità di prevedere apposite misure per il riequilibrio della rappresentanza di genere all'interno del Consiglio superiore della magistratura e quali siano quelle eventualmente al vaglio. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema della limitata presenza della componente femminile nei centri decisionali e nelle posizioni di vertice degli uffici giudiziari risulta quanto mai attuale in un momento nel quale siamo impegnati a riformare l'ordinamento giudiziario secondo criteri di democrazia, trasparenza e stringente tutela delle garanzie costituzionali. Mi viene chiesto se sia intenzione del Governo promuovere, nell'ambito della riforma che investe l'organo di autogoverno della magistratura, specifiche misure finalizzate a garantire un riequilibrio nella rappresentanza di genere. Permettetemi di ringraziare tutte le donne che ogni giorno danno un contributo fondamentale nel settore della giustizia. Ad oggi è evidente un fatto oggettivo: dati alla mano, il numero di donne che ricoprono posti direttivi, semidirettivi o di rilievo nell'ambito della magistratura è ancora troppo esiguo. A prescindere dalla causa cui imputare questo palese squilibrio, è necessario e opportuno concentrarsi sulle possibili soluzioni normative, anche perché ogni battaglia di uguaglianza sostanziale, prima che politica, rappresenta un'esigenza democratica per un Paese civile. L'obiettivo è trovare un meccanismo normativo che, senza scivolare nella logica delle quote riservate, consenta l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini, senza differenza di genere, a ruoli fondamentali per la giustizia italiana. La professionalità delle donne in magistratura va valorizzata, a prescindere dai posti ad esse destinati, proprio per evitare il rischio di rivendicare una concessione, invece che un vero e proprio diritto. La cosiddetta riforma del Consiglio superiore della magistratura, attualmente in cantiere, improntata alla valorizzazione assoluta della preparazione e della competenza di tutti i candidati che aspirano ad incarichi apicali, deve chiaramente garantire parità di accesso nei ruoli in questione, così come all'interno del Consiglio stesso. Un'ipotesi al vaglio tende a mutuare il sistema dettato dalla legge per l'elezione dei membri del Parlamento europeo, in base al quale si possono esprimere fino a 3 preferenze; nella scelta della pluralità di preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso. Si tratta di spunti che confido troveranno concretezza e approfondimento nei prossimi sviluppi del progetto di riforma da elaborare insieme a tutte le forze politiche. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Unterberger, per due minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, la sua risposta dimostra che lei ha la necessaria sensibilità per affrontare questa tematica. Le doppie preferenze sarebbero ovviamente un buono strumento per cercare di ottenere la parità sostanziale, ma non scarterei neanche le quote a priori. Infatti, è chiaro che se le donne possono esercitare la professione di magistrato solo da un po' più di cinquant'anni vuol dire che sono molto svantaggiate. Pertanto, non trovo niente di male nell'aiutarle per un certo periodo, anche ricorrendo a strumenti come quelli delle quote. Spero che misure già adottate in altri Paesi, e rivelatesi un successo, vengano adottate anche in Italia per garantire finalmente la parità sostanziale tra i generi. PRESIDENTE . La senatrice Valente ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01675 sulla ripresa delle attività giudiziarie, per tre minuti. VALENTE (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, l'emergenza epidemiologica (che speriamo di avere sostanzialmente alle nostre spalle) ha bloccato, tra le altre, anche l'attività giudiziaria, come le è ben noto. Non possiamo parlare di un rallentamento; dobbiamo parlare in prima battuta di un vero e proprio stop a tutta l'attività giudiziaria. Ciò ci ha imposto di intervenire; cosa che abbiamo fatto con l'adozione del cosiddetto decreto cura Italia, il quale, oltre a prevedere la sospensione di termini procedimentali e deroghe per le udienze che era indispensabile tenere, ha dato mandato ai capi degli uffici giudiziari di predisporre tutte quelle misure organizzative utili a contenere - o almeno a provare a contenere - gli effetti negativi di questo sostanziale stop. I capi degli uffici giudiziari hanno predisposto su tutto il territorio nazionale - seppure, talvolta, con qualche difficoltà e ritardo - misure organizzative utili in questa direzione. Ancora oggi, purtroppo, dopo oltre un mese dalla data in cui avrebbero dovuto partire le nuove misure - lo ricordo a tutti: il 12 maggio - dopo una ulteriore proroga, dobbiamo registrare ancora, in molti uffici giudiziari, rallentamenti e impossibilità a svolgere le udienze e tutte le attività correlate alle stesse. Ci giunge un grido di dolore importante dalla classe forense, non solo per i legittimi interessi e necessità degli avvocati, ma interpretando il grido di dolore che viene soprattutto dai loro assistiti, dai cittadini che chiedono di avere giustizia e di averla in tempi rapidi, e di vedersi riconosciuti i diritti, che altrimenti non potrebbero esserlo. Crediamo di non poter aspettare settembre. Non possiamo sicuramente pensare che tutto si risolverà dopo il mese di agosto. Riteniamo che sia il caso intervenire. Lei lo ha fatto, lo abbiamo detto; abbiamo iniziato a farlo con il decreto-legge cura Italia. È stato fatto un monitoraggio nella prima fase; vorremmo capire se è in atto un monitoraggio anche nella seconda fase. Registriamo che il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria in questi anni ha dato importante impulso al processo telematico, in modo particolare nel settore civile, e ha adottato anche misure di sicurezza che consentono un relativo utilizzo anche dello strumento del lavoro da remoto, quindi la possibilità di udienze da remoto. Tuttavia, l'emergenza e soprattutto le caratteristiche proprie del sistema della giustizia, ovvero la necessità di agire quasi sempre con la presenza delle parti - faccio riferimento in particolare al procedimento penale - impongono a tutti quanti noi una riflessione. Le chiediamo se intenda intervenire, Ministro, per tentare di rispondere a questo grido di dolore, e comunque di garantire, in maniera più efficace di quanto non sia accaduto fino a questo momento, l'attività giudiziaria in tutti gli uffici giudiziari d'Italia. (Applausi). PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, prendo atto delle profonde preoccupazioni dei senatori interroganti, che richiedono se sia stato avviato un monitoraggio delle attività giudiziarie e l'attuazione di misure organizzative, che, oltre a garantire una rapida ripresa, si presentino anche omogenee sul territorio. A seguito dell'insorgere dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, l'adozione delle misure organizzative messe in campo sino ad ora è stata una scelta obbligata per tutelare la salute degli addetti ai lavori e dei cittadini, alla luce di un quadro epidemiologico allarmante. Lo sforzo posto in essere dall'amministrazione ha certamente prodotto un radicale cambiamento dell'organizzazione del lavoro degli uffici, che ha avuto ripercussioni, ovviamente, su tutte le categorie interessate. Sono ben conscio della lamentata mancanza di omogeneità degli interventi, ma sul punto devo sottolineare che l'affidamento delle scelte organizzative ai singoli dirigenti è stato deciso per calibrare gli interventi sulle specifiche esigenze delle singole realtà giudiziarie e territoriali nel corso dell'emergenza. Al contempo, il Ministero ha continuato a fornire le indicazioni e il supporto a tutti gli uffici fin dalla fase acuta dell'emergenza epidemiologica. Nel corso della settimana scorsa, c'è stato anche un momento di dialogo molto importante sia con l'avvocatura che con la magistratura. Con l'inizio della fase 2, il Ministero ha dato avvio al graduale e progressivo ampliamento delle attività giurisdizionali amministrative. Adesso, grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia. In particolare, è imminente l'emanazione di una circolare che riequilibri il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo, e in generale miri a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze in condizioni di sicurezza già a partire dal 1° luglio 2020. Dal 22 maggio, poi, è stata istituita la cabina di regia nazionale per la gestione dell'attività giudiziaria durante la fase 2 dell'emergenza da Covid-19, proprio per garantire un monitoraggio della ripresa e per permettere interventi mirati ed efficaci. Inoltre gli ingenti investimenti stanziati con il cosiddetto decreto-legge rilancio stanno consentendo di provvedere all'installazione di tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell'autorità sanitaria, perché garantire un servizio significa assicurare che non comporti rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Rossomando, per due minuti. ROSSOMANDO (PD) . Signor Ministro, la ringrazio della risposta e delle rassicurazioni, di cui mi dichiaro abbastanza soddisfatta. Mi consentirà, però, qualche sottolineatura: lei ha opportunamente detto che adesso si ritornerà alla normalità dopo uno stato di necessità. Anche per la giustizia, infatti, siamo passati alla fase 2 che noi riteniamo molto delicata, sicuramente quanto la precedente. Le differenziazioni erano ovviamente necessarie ma ci sembra importante sottolineare che la giustizia è anch'essa una dimensione sociale della collettività e della nostra democrazia, quindi la ripresa della normalità non è un problema degli operatori di giustizia - sia che si tratti di magistrati che di avvocati - ma è un problema di accesso ai diritti e di tutela dei diritti. Proprio nella difficile situazione di cui tutti siamo consapevoli vi è un grandissimo bisogno di non dare neanche l'impressione di un abbandono, seppur dettato dalla necessità, perché sappiamo che sono proprio i più deboli che hanno bisogno di una tutela garantita dallo Stato: chi è già forte può supplire in altro modo. In conclusione, Presidente, pensiamo sia necessario un coordinamento delle linee organizzative anche alla luce di un monitoraggio dei primi esiti e dei primi risultati relativi alle difficoltà che si sono riscontrate. Il desiderio di normalità e di rassicurazione è molto importante e ha molto a che vedere con l'amministrazione della giustizia. Infine, signor Presidente e signor Ministro, tutto questo ha molto a che vedere con la questione economica perché il nostro sistema, per ripartire, ha bisogno di certezza e di tutele; mi riferisco in particolare a certezza del diritto, tempi e rassicurazioni, non soltanto per le nostre imprese ma anche per gli interlocutori e gli investitori all'estero. Siamo quindi rassicurati dal fatto che anche la giustizia sia una protagonista del cosiddetto provvedimento rilancio, attribuendosi alla stessa - fatto non così frequente - risorse importanti. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Modena ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01670 sulla necessità di una riforma della magistratura e della giurisdizione, per tre minuti. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la nostra interrogazione, come il Ministro può immaginare, nasce dai fatti che hanno nuovamente interessato le toghe e in linea generale soprattutto il loro organo supremo, cioè quello che dovrebbe essere l'organo di autogoverno. Nasce perché, naturalmente, siamo passati attraverso una fase in cui la giustizia sembrava un conflitto fra poteri e oggi invece spaventa il cittadino che si chiede con quale giudice capiterà, magari con uno che è stato messo al suo posto da Tizio o da Caio o comunque con un soggetto che non è affidabile. Quindi, dopo trent'anni di denuncia dell'uso politico della giustizia, in un certo senso oggi siamo arrivati all'apice, dove addirittura si parla di cerchi magici e di inchieste ad orologeria. Dopo trent'anni abbiamo la prova provata. (Applausi) . Mi interesserebbe sapere da lei, Ministro, siccome ha detto anche prima che avete una riforma in cantiere, su quali punti intende eventualmente collaborare con le opposizioni. Ce n'è uno irrinunciabile, quello relativo alla legge perché non si può, come è successo con la cosiddetta legge Severino, emanare un decreto legislativo. Inoltre va risolta la questione che riguarda la distinzione fra pubblica accusa e giudice, cioè la cosiddetta separazione delle carriere, e la questione della riforma del CSM. A noi interessa non avere più una terza camera politica (Applausi) , la famosa terza camera politica dove c'è un correntismo esasperato per cui abbiamo una forma di potere. Ci sarebbe un altro aspetto e cioè la necessità di regolare in modo diverso i distacchi dei magistrati soprattutto al Ministero della giustizia perché c'è una commistione fra potere esecutivo e magistratura anche nei fuori ruolo. Questi sono i temi che pongo alla sua attenzione nel presente question time . PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, onorevole Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, la credibilità e il prestigio della magistratura sono stati duramente colpiti dagli eventi emersi recentemente nel contesto del cosiddetto caso Palamara, che non ho esitato a definire come vero e proprio terremoto per la magistratura. Siamo al punto di non ritorno: non è più rimandabile un intervento netto e profondo a tutela dei cittadini e della stragrande maggioranza della magistratura che guarda con sdegno a quel tipo di dinamiche. La riforma interverrà in un settore delicato che coinvolge diritti fondamentali e organi di rilevanza costituzionale. Ho sempre creduto nel metodo del confronto all'interno delle forze che compongono la maggioranza così come con le opposizioni e, a maggior ragione, per questa riforma auspico che la discussione sia la più ampia possibile e che, pur con le legittime divergenze, conduca ad approvare un impianto normativo capace di porre rimedio a tutte le distorsioni che coinvolgono la magistratura. Proprio con questo spirito la settimana scorsa, mercoledì 3 giugno, ho avuto un primo incontro con le forze di opposizione, ascoltando i vari punti di vista, le considerazioni e le proposte che venivano presentate in un dialogo che, almeno finché eravamo all'interno del Ministero, è stato costruttivo. Mi riprometto di confrontarmi con gli addetti ai lavori e, cioè, l'Associazione nazionale magistrati, il Consiglio nazionale forense e le associazioni rappresentanti l'avvocatura e nuovamente con le forze di opposizione. Due settimane fa ho rappresentato alla Camera che la riforma dovrà prevedere un nuovo sistema elettorale per eliminare le degenerazioni del correntismo; meccanismi per garantire, in un'ottica di eliminazione del cosiddetto carrierismo, che solo il merito sia al centro dei criteri con cui si procede nelle nomine e nell'avanzamento di carriera; una separazione tra politica e magistratura con previsione di regole che chiudano definitivamente le cosiddette porte girevoli; rigide previsioni che, più in generale, demarchino in maniera netta la linea tra lo svolgimento delle funzioni proprie del magistrato rispetto a tutti gli incarichi che lo stesso potesse essere chiamato a svolgere fuori dal ruolo della magistratura. Tra l'altro, sebbene già sussistono rigidi meccanismi di separazione funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente, nell'attuale bozza di riforma in cantiere viene prevista una riduzione del numero dei cosiddetti transiti da una funzione all'altra. Queste sono le direttrici sulle quali sono disponibile al confronto, nella consapevolezza che, solo attraverso un serio dibattito, si possono ritrovare le soluzioni indifferibili per ripristinare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nell'operato della magistratura. ( Applausi ). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Modena, per due minuti. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, abbiamo avuto molti momenti di scontro con il Ministro perché la pensiamo in modo drasticamente diverso su tante cose, a cominciare dallo spazzagiustizia; le ricordo, per esempio, che quella era una legge che siete riusciti a fare in quattro mesi in Parlamento. La questione del CSM è fondamentale, a nostro avviso, e, quindi, non va ringuattata - mi perdoni il termine, ma rende l'idea - come è successo l'anno scorso quando era esplosa e poi all'improvviso la riforma è scomparsa. In caso contrario, noi avremo sempre un problema: tutte le volte che viene messo sotto accusa un personaggio politico ci chiederemo se è un'accusa vera oppure se si è in situazioni come quelle che si sono verificate con Berlusconi per molto tempo e oggi con il ministro Salvini. Va chiusa un'epoca. Questa è la sfida. Capisco che lei ce l'ha sulle sue spalle, però su questo noi non molleremo la presa perché è tempo di voltare pagina. Lo dobbiamo al Paese e a un equilibrio costituzionale corretto che è stato immaginato e che va portato a compimento. ( Applausi ). PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare il Governo rispetto a un tema che io credo vada affrontato con un piglio diverso; mi riferisco al mancato conferimento da parte dell'INPS del bonus di 600 euro ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Purtroppo, infatti, la scelta di riprocessare le istanze rigettate non ha risolto il problema. Probabilmente, numeri alla mano, solo 23.000 lavoratori si vedranno riconosciuta questa indennità a fronte di stimati 181.000 lavoratori che rimangono di fatto scoperti e non otterranno questa misura, tanto eccezionale quanto necessaria per un settore che si trova in ginocchio e che da giorni manifesta e protesta per vedersi conosciuto questo bonus. Mi rivolgo quindi a lei, signor Presidente, affinché venga sollecitata la risposta da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali all'atto di sindacato ispettivo 3-01649 , sottoscritto da me e da numerosi colleghi del Gruppo Partito Democratico, con il quale chiediamo al Ministro se intende intraprendere ulteriori iniziative per risolvere il problema di tutti i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, perché mai come nel lavoro uno vale uno. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUCCIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, si chiamava Zohra, aveva otto anni e, anziché vivere con la propria famiglia, frequentare la scuola e magari giocare con le bambole, faceva la domestica. Per me è impossibile anche solo immaginare una bambina di otto anni che per sopravvivere o poter studiare deve accudire un bambino più fortunato di lei. Ma non è bastato. Zohra è stata ammazzata e forse abusata dai suoi datori di lavoro, quelli che dovevano strapparla all'estrema povertà e magari darle un'istruzione. È stata ammazzata perché aveva liberato due pappagallini dalla gabbia. Per il suo omicidio nessuno si è inginocchiato; la sua uccisione non ha fatto scalpore: pochissimi articoli sono apparsi sulla stampa. Non esiste nemmeno una sua foto (quella che circola è di un'altra bambina). Aspetto ancora di leggere qualche comunicato dell'ONU o dell'Unione europea attraverso l'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Borrell su questo feroce crimine. Tuttavia, nonostante le continue ricerche che ho fatto per trovare qualcosa in merito, ad ora non ho trovato nulla. Zohra se n'è andata nell'indifferenza dei più e senza far rumore. Nel mondo il fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile coinvolge circa 152 milioni di bambini dai quattro anni in su. Se questi bambini vivessero tutti in un unico Paese, sarebbe il nono Stato più popoloso al mondo: più del doppio dell'Italia e più grande della Russia. Di questi, circa 40 milioni sono utilizzati nelle miniere, ma questo dato è da aggiornare in aumento a causa del boom dell'estrazione di cobalto. Abbiamo parlato di bambini sfruttati nelle miniere, ma anche nei campi, nelle discariche, per sesso o per i loro organi. Spesso sono bambini fantasma, poiché molti non vengono censiti alla nascita: in Pakistan sono 200 milioni i bambini costretti a lavorare. Qui è frequente l'utilizzo di bambine povere come domestiche. Spesso è la povertà estrema che spinge molti genitori a mandare i propri figli a lavorare presso famiglie ricche, con la promessa illusoria di una scolarizzazione e di un'istruzione; oppure semplicemente sono bambini che abbandonano la scuola per aiutare economicamente la propria famiglia. Quasi sempre è la povertà assoluta la causa principale dello sfruttamento dei bambini; povertà che rischia di aumentare notevolmente anche a causa del Covid, oltre che per i recenti disastri ambientali, con la conseguenza che proprio i bambini sono ancora più a rischio. La morte di Zohra dovrebbe far riflettere l'intera comunità internazionale su ciò che deve essere messo in atto per far sì che ad ogni bambino venga garantito il diritto di essere bambino. In tal senso, occorre aiutare quei Paesi che si trovano in estrema povertà, con misure concrete e mirate al loro sviluppo economico, oltre che alla loro indipendenza, con progetti che consentano l'istruzione di ogni bambino, oltre che il diritto alla salute e all'alimentazione. Se dopo la morte di Zohra non ripartiamo da questo, Zohra sarà uccisa un'altra volta; se non garantiamo ai bambini la cultura, l'istruzione, cibo e cure, li condanniamo ad essere schiavi o a finire come lei. Il 12 giugno è la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, istituita nel 2002. Qualcosa è stato fatto, ma è sempre insufficiente. Troppo spesso le giornate per ricordare alcuni fenomeni riescono solo a lavarci le coscienze e questo non possiamo accettarlo. Impariamo dal sacrificio di Zohra e aiutiamo i bambini sfruttati a uscire da queste gabbie. Piccola Zohra, vola libera insieme ai tuoi pappagallini. (Applausi). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 16 giugno 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 16 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,17) . Allegato A Interrogazione sugli spazi di bilancio e i poteri di ordinanza dei Comuni Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Airola, Alderisi, Alessandrini, Auddino, Barachini, Bertacco, Bongiorno, Bossi Umberto, Bruzzone, Campagna, Castaldi, Cattaneo, Cirinnà, Crimi, De Poli, Di Piazza, Faggi, Garnero Santanchè, Giacobbe, Grassi, Lucidi, Malpezzi, Margiotta, Marti, Merlo, Misiani, Montevecchi, Monti, Napolitano, Rivolta, Romano, Ronzulli, Ruotolo, Sciascia, Segre, Sileri e Turco. Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, variazioni nella composizione Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale il senatore Tommaso Nannicini in sostituzione del senatore Alessandro Alfieri, dimissionario. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Maiorino Alessandra, Angrisani Luisa, Castellone Maria Domenica, Leone Cinzia, Lannutti Elio, Botto Elena, Pavanelli Emma, Dell'Olio Gianmauro, Presutto Vincenzo, Vanin Orietta, De Lucia Danila, Gaudiano Felicia, Floridia Barbara, Romano Iunio Valerio, Granato Bianca Laura, Donno Daniela, Russo Loredana, Pirro Elisa, Giannuzzi Silvana, Mollame Francesco, Accoto Rossella, Moronese Vilma, Gallicchio Agnese Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione di minori da parte di cittadini singoli (1843) (presentato in data 10/06/2020); senatrice Pacifico Marinella Modifica all'articolo 14 del decreto legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, sui criteri di liquidazione dei compensi degli esperti estimatori (1844) (presentato in data 10/06/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Urso Adolfo ed altri Disposizioni in materia di sicurezza nazionale volte a rafforzare la tutela degli interessi strategici economici e il ruolo del Parlamento ed estensione del golden power al settore creditizio e finanziario (1759) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 11/06/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Rizzotti Maria ed altri Disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali e degli atti vessatori in ambito lavorativo (1628) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 11/06/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Vescovi Manuel Misure per il sostegno in materia di locazioni (1780) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 11/06/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Vanin Orietta Modifiche al decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, in materia di locazione breve (1807) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Grassi Ugo ed altri Modifiche a norme del codice civile in materia di riduzione di quote di riserva e quote di riserva a natura creditoria (1810) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 11/06/2020); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Sen. Cangini Andrea ed altri Disposizioni per i cittadini italiani che si recano in Paesi ritenuti ad alto rischio e non sicuri (1823) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Saponara Maria ed altri Istituzione di una zona economica speciale (ZES) nella provincia di Parma (1475) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Sbrollini Daniela Modifiche al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, in materia di titolarità e commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi (1776) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Romeo Massimiliano ed altri Disposizioni in favore delle scuole paritarie e degli asili nido privati (1787) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. Mautone Raffaele ed altri Disposizioni per la conoscenza e la promozione della dieta mediterranea nelle istituzioni scolastiche d'ogni ordine e grado (1456) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Rufa Gianfranco ed altri Modifica alla tabella A allegata al decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, in materia di benefici per le attività lavorative usuranti (1734) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 11/06/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Stabile Laura Disposizioni in materia di revisione del modello organizzativo del Sistema di emergenza sanitaria territoriale «118» (1634) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Rauti Isabella ed altri Istituzione della Giornata nazionale sulle dipendenze patologiche (1765) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 11/06/2020); Commissioni 8ª e 10ª riunite Sen. Lucidi Stefano ed altri Disposizioni in materia di occupazione del suolo pubblico (1808) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); Commissioni 10ª e 13ª riunite Sen. De Bonis Saverio Disposizioni in materia di ridefinizione e aggiornamento dei valori massimi di concentrazioni in atmosfera di idrogeno solforato, rideterminazione delle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi, nonché reintroduzione del piano delle aree per l'esercizio delle attività petrolifere (1593) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); In sede referente 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Buccarella Maurizio Delega al Governo per la realizzazione della transizione energetica e la promozione e diffusione della tecnologia dell'idrogeno rinnovabile (1643) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020); Commissioni 1ª e 2ª riunite Sen. Balboni Alberto ed altri Disposizioni in materia di candidabilità dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative (1408) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 11/06/2020). Governo, trasmissione di documenti Il Ministro della salute, con lettera in data 9 giugno 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, della legge 22 maggio 1978, n. 194, la relazione sull'attuazione della legge concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza, relativa all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XXXVII, n. 2). Il Ministro della salute, con lettera in data 9 giugno 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 16 marzo 1987, n. 115, la relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di diabete mellito, aggiornata al 31 dicembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . LXIII, n. 1). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione - Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione (COM(2020) 456 definitivo), alla 1 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 7 a , alla 10 a , alla 11 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente; Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che, in considerazione della pandemia di Covid-19, stabilisce misure temporanee circa i termini per le fasi di raccolta, verifica ed esame di cui al regolamento (UE) 2019/788 riguardante l'iniziativa dei cittadini europei (COM(2020) 221 definitivo), alla 5 a , alla 10 a , alla 12 a , e alla 14 a Commissione permanente; Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sull'attuazione e i risultati del programma Pericle 2020 per la protezione dell'euro contro la contraffazione monetaria nel 2019 (COM(2020) 230 definitivo), alla 2 a , alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 10 giugno 2020, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria di ALES - ARTE LAVORO E SERVIZI S.p.A. per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 289). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 11 giugno 2020, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma InvestEU (COM (2020) 403 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 7 settembre 2020. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 4 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 7 a , alla 8 a , alla 9 a , alla 10 a , alla 11 a , alla 12 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente. Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Lucidi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03637 della senatrice Lunesu ed altri. Il senatore Candiani e la senatrice Stefani hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03640 del senatore Briziarelli ed altri. I senatori Candiani, Lunesu, Montani, Ostellari e Stefani hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03641 della senatrice Fregolent ed altri. I senatori Alessandrini, Fregolent, Grassi, Ostellari, Rivolta e Stefani hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03642 del senatore Briziarelli ed altri. Interrogazioni, nuovo destinatario L'interrogazione 3-01660, del senatore Stefano ed altri, già indirizzata al Ministro dell'economia e delle finanze, è invece rivolta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 5 all'11 giugno 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 67 ARRIGONI ed altri: sulle criticità nel trattamento dei rifiuti nell'emergenza COVID-19 (4-03080) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) BATTISTONI: sulla tutela e valorizzazione del castello di Colle Casale, ultima residenza di Pasolini (4-00904) (risp. ORRICO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo ) BOSSI Simone: sul rapimento di padre Pierluigi Maccalli in Niger (4-03450) (risp. SERENI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) CASTIELLO: sullo sversamento di inquinanti tossici nei terreni agricoli in provincia di Salerno (4-01703) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) DE BONIS: sull'eventuale trasferimento della sede della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo a Napoli (4-02561) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) sul progetto di potenziamento del turismo sull'isola Palmaria di Portovenere (La Spezia) (4-02741) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) IANNONE: sulla riconversione in impianto di compostaggio dell'ex Stir di Battipaglia (Salerno) (4-03154) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) IWOBI: sulla possibile invasione delle isole Pratas da parte della Cina (4-03488) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) IWOBI ed altri: sulla partecipazione del ministro Di Maio alla riunione del G20 (4-02520) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) LANIECE: sull'individuazione della linea di confine italo-francese sul monte Bianco (4-02207) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) LANNUTTI ed altri: sulle tecnologie a ultrasuoni (4-03430) (risp. PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione ) PERGREFFI ed altri: sulle criticità legate alla tutela della privacy dell'app "Immuni" (4-03458) (risp. PISANO, ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione ) Interrogazioni Atto n. 3-01681 RAUTI CIRIANI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nel mese di gennaio 2020 il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re, ha ribadito ad una delegazione della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati l'interessamento del dicastero per le questioni di sua competenza inerenti al mondo della diaspora adriatica, quali il debito di Slovenia e Croazia, in quanto Stati successori della Jugoslavia, nei confronti dell'Italia in base al Trattato di Osimo, la questione del "giusto ed equo indennizzo" atteso dagli esuli e dai loro familiari da parte dello Stato italiano e la consegna della medaglia d'oro al valor militare al gonfalone della città di Zara; durante la cerimonia istituzionale del giorno del ricordo, svoltasi lunedì 10 febbraio al Senato della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha ricordato "il mancato risarcimento" dei beni abbandonati dagli esuli nelle terre annesse alla Jugoslavia, nazionalizzati e confiscati dal regime comunista e utilizzati dall'Italia per pagare parte delle riparazioni di guerra dovute a Belgrado, contravvenendo alla tutela delle proprietà degli optanti prevista dal trattato di pace; il tavolo di lavoro tra Governo ed esuli, presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e luogo istituzionale deputato alla soluzione delle questioni ancora aperte, non si è ancora riunito nel corso di questa Legislatura, risalendo l'ultima riunione al 29 marzo 2017; il Ministro in indirizzo si è recentemente recato a Lubiana affrontando, con i rappresentanti istituzionali della Repubblica di Slovenia, tematiche attinenti ai rapporti transfrontalieri, alla minoranza slovena in Italia e alla comunità italiana in Slovenia; considerato che: l'incontro è avvenuto mentre il primo Ministro della Repubblica Slovena, Janez Jansa, commemorava le decine di migliaia di vittime: si parla di una cifra stimata tra i 50.000 e i 140.000 sloveni, croati e italiani uccisi a guerra finita, anche attraverso quella pratica omicida comunemente chiamata "infoibamento"; i massimi rappresentanti della Repubblica di Slovenia e della Repubblica di Croazia non hanno mai ritenuto opportuno recarsi presso il monumento nazionale della foiba di Basovizza per commemorare i morti italiani nelle foibe e la tragedia dell'esodo mentre, nell'incontro fra il ministro Di Maio e la diplomazia slovena, è stata ribadita la volontà dell'Esecutivo italiano di concedere alla minoranza slovena di Trieste il palazzo che oggi è dell'università di Trieste e che 100 anni fa ospitava l' hotel "Balkan" e il Narodni Dom; una concessione che causerà un esborso, per le casse italiane, di oltre 10 milioni di euro e che vede l'opposizione di gran parte della popolazione triestina e delle associazioni degli esuli dettata dal fatto che alla minoranza slovena sono stati concessi, negli anni scorsi, numerosi immobili a Trieste tra cui, come risarcimento diretto per il palazzo dov'era il Narodni Dom, il teatro stabile sloveno di via Petronio, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere per risolvere, nella cornice della cooperazione e della collaborazione fra Paesi membri dell'Unione europea, le questioni rimaste aperte con le Repubbliche di Slovenia e di Croazia riguardanti i diritti negati degli esuli istriani, fiumani e dalmati e dei loro discendenti. Atto n. 3-01683 DAL MAS Ai Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 23 marzo 2019 il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha accolto a villa Madama il Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Al termine dei colloqui si è svolta la cerimonia di firma degli accordi e delle intese tra i competenti Ministri italiani e cinesi e tra le imprese dei due Paesi; tra gli accordi sottoscritti spicca il memorandum d'intesa sulla "nuova via della seta", iniziativa strategica commerciale della Repubblica popolare cinese per migliorare i suoi collegamenti con i Paesi dell'Asia e dell'Europa; è forte il timore che dietro la nuova via della seta si celi una strategia di espansione della Cina, che avrebbe individuato nei Paesi ad alto debito pubblico partner deboli da assoggettare. Un rapporto "privilegiato" con la Cina preoccupa, anche alla luce dell'annosa questione relativa ai rapporti tra il gigante asiatico e Hong Kong, recentemente tornati ad essere tesi e forieri di manifestazioni popolari, che vengono represse; forte è quindi il rischio che attraverso i capitali cinesi si assista ad una progressiva perdita di sovranità, in particolar modo per quanto riguarda i trasporti marittimi; con capitali cinesi è in corso di realizzazione un terminal container nel porto di Vado ligure (Savona), ma le aziende di Stato cinesi punterebbero a prede ben più ambite: i porti di Genova, Trieste e Taranto. Proprio a Taranto, sarebbe forte l'interesse del gruppo Ferretti, ormai da anni controllato da una società cinese; nella risposta all'interrogazione 3-00788, svolta il 20 giugno 2019, il Viceministro dello sviluppo economico Galli non ha fornito dettagli in merito ai programmi e progetti di sviluppo intercorrenti tra autorità portuale triestina e partner cinesi, essendo essi definibili "nei tempi e nei modi" che la stessa autorità riterrà più opportuni. Eppure, i presidenti delle autorità portuali sono nominati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il presidente della Regione interessata, e quindi dovrebbero rispondere al Governo (italiano, non cinese) delle proprie azioni; sulla citata piattaforma logistica sarebbe ricaduto l'interesse di molte aziende straniere, tra cui COSCO, compagnia di Stato cinese, che offre servizi di spedizione e logistica e che ha investito nel terminal di Vado ligure; durante il vertice del 23 marzo 2019, è stato firmato il primo progetto di cooperazione italo-cinese inerente all'economia triestina, un accordo che riguarderebbe importanti investimenti sulle infrastrutture ferroviarie, sottoscritto dal presidente dell'Autorità portuale, Zeno D'Agostino, e dai rappresentanti della China communications construction company (CCCC); la rappresentanza diplomatica statunitense in Italia ha manifestato forti perplessità circa la sottoscrizione da parte del Governo italiano del memorandum con la Repubblica popolare cinese, per ragioni sia economiche che geopolitiche; le forze politiche di opposizione hanno evidenziato che configurandosi come un trattato internazionale il memorandum necessita della ratifica da parte del Parlamento. Il Governo si è affrettato a definirlo una semplice intesa, per cui non è necessaria alcuna ratifica, con ciò evitando i passaggi parlamentari; l'esplodere dell'emergenza COVID-19 ha rallentato anche i lavori di definizione degli accordi connessi alla nuova via della seta, ciò non ha impedito alle aziende cinesi di portare avanti il proprio lavoro diplomatico, è infatti notizia dello scorso aprile che la CCCC ha donato 10.000 mascherine al porto di Trieste; i rapporti con la Cina sono poi proseguiti nel mese di maggio, anche tramite il riavvio dei contatti per lo sviluppo della filiera del vino, nell'occasione, Mario Sommariva, segretario generale dell'Autorità portuale di Trieste, ha dichiarato: "quel che si è seminato, pur in situazione molto complessa va avanti e i rapporti non sono cessati"; nei primi giorni del giugno 2020, l'Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato decaduto, per inconferibilità dell'incarico, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, Zeno D'Agostino, in carica dal 2016; lo stesso D'Agostino e il Ministero delle infrastrutture hanno annunciato ricorso al TAR contro la decisione dell'ANAC; restano dubbi sulla sorte che toccherà agli atti sottoscritti dal novembre 2016, compresi quelli relativi all'accordo sulla nuova via della seta, accordi di cui non sono ancora stati resi i particolari; colui che, secondo la risposta all'interrogazione 3-00788, avrebbe dovuto fornire dettagli in merito agli accordi sottoscritti coi partner cinesi è stato dichiarato decaduto ed è quindi necessario che sia il Governo a farsi carico di rendere noti tali dettagli, si chiede di sapere: se le circostanze riportate corrispondano al vero; se non si condivida la preoccupazione di fare della Cina un monopolista dei porti italiani e dell'intero Mediterraneo; quali siano nel dettaglio i contenuti esatti dell'accordo di cooperazione firmato il 23 marzo 2019 tra Autorità portuale di Trieste e China communications construction company, a latere del protocollo fra Italia e Cina, sancendo di fatto l'ingresso del porto di Trieste nella cornice dell'iniziativa "Belt and road initiative"; se verranno adottati specifici atti amministrativi per scongiurare la nullità degli atti sottoscritti dal decaduto presidente dell'Autorità portuale Zeno D'Agostino; quali ricadute in termini logistici e infrastrutturali avrà tale accordo per l'area di Trieste, con particolare riferimento alle infrastrutture ferroviarie collocate nella regione portuale del mare Adriatico orientale rientranti nel progetto "Trihub", il piano integrato di rinforzo del sistema infrastrutturale ferroviario nell'area fra Cervignano del Friuli, Villa Opicina e Trieste, sviluppato in collaborazione con il gestore della rete ferroviaria RFI; se siano state valutate, anche in conseguenza alla crisi economica mondiale provocata dalla pandemia da COVID-19, le possibili ricadute occupazionali derivanti dall'accordo tra Autorità portuale di Trieste e CCCC, e in caso affermativo quali siano le stime nel breve e medio periodo. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01682 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: i pazienti affetti da linfedemi primari cronici (malattie rare del sistema circolatorio linfatico, a cui è associato il codice di esenzione RGG020) si sentono da tempo discriminati e non vedono riconosciuti i loro diritti, tanto più in questo periodo di criticità legata all'epidemia da COVID-19; sempre più marcata appare la differenza tra malati affetti da linfedemi primari cronici e malati affetti da linfedemi secondari a terapie oncologiche; questi ultimi sono spesso considerati più gravi di quelli primari, anche se i fattori di rischio potrebbero essere ridotti notevolmente per i pazienti secondari, se si creassero le condizioni di un lavoro in équipe con medici di comprovate conoscenza ed esperienza linfologica clinica e chirurgica; in parte le criticità sono infatti generate da una non adeguata conoscenza della linfologia clinica e chirurgica anche da parte dei medici della rete delle malattie rare, per cui i pazienti affetti da linfedemi primari cronici non si sentono presi in carico da parte delle reti regionali; il mancato rilascio del piano terapeutico da parte dei medici della rete nei confronti di alcuni pazienti mostra che tali medici non osservano le linee guida internazionali di questa patologia (peraltro aggiornate di recente e disponibili sul sito della Società internazionale di linfologia) e neppure le vigenti linee di indirizzo nazionali, firmate in sede di accordo Stato-Regioni a settembre 2016 (linee contenute anche nell' e-book redatto da "Sos Linfedema" e dalla società scientifica ITALF); la mancata circolazione di corrette informazioni riguardanti la possibilità di ricevere in esenzione prodotti non farmaceutici (quali integratori, creme per garantire l'integrità della cute, prodotti dietetici, ausili e medicazioni) da parte dei malati rari, come peraltro pubblicato anche dall'osservatorio OMAR, e l'esistenza della cosiddetta terapia decongestiva complessa (TDC), " gold standard " per ottenere un miglioramento o, comunque, cercare di evitare un peggioramento del quadro clinico dei pazienti, così come la conseguente mancata (o non idonea) presa in carico dei pazienti primari, rendono la gestione di questa malattia rara di natura multi-sistemica (per alcuni pazienti riconducibile ad una patologia cronico-degenerativa) sempre più complessa anche a livello di sostenibilità economica individuale, causando l'abbandono del percorso terapeutico prescritto; tra gli oneri economici da sostenere sono incluse anche le spese di trasporto e di eventuale soggiorno in strutture sanitarie lontane dal domicilio, a cui si aggiunge il rischio di perdita del lavoro, per le assenze frequenti per malattia, in quanto solo in rari casi i datori di lavoro privati autorizzano congedi per cure in presenza di un'invalidità civile che deve essere superiore al 50 per cento, non essendoci in Italia una rete linfologica territoriale; alcuni pazienti denunciano di aver subito un licenziamento per "esubero" per aver scelto di curarsi in modo idoneo, secondo quanto prescritto da un team multidisciplinare di specialisti italiani, in un centro distante dal loro domicilio; è noto l'elevato costo di guaine elastocompressive su misura che i pazienti dovrebbero indossare al termine della fase 1, detta fase di attacco, della TDC per mantenere i risultati ottenuti a livello di decongestione degli arti inferiori o superiori; le guaine dovrebbero essere erogate in esenzione ai pazienti con linfedema primario cronico in esenzione, come previsto nell'allegato 5 dei nuovi LEA 2017. In realtà, salvo deroghe da parte delle singole aziende sanitarie territoriali i pazienti primari sono ancora in attesa di ricevere un paio di guaine ogni 8 mesi, mentre chi si cura in alcune cliniche linfologiche tedesche riceve 2 paia di guaine su misura al termine del ciclo di riabilitazione intensiva, con rimborso diretto delle prestazioni riabilitative (dietro rilascio del modello autorizzativo S2) e rimborso indiretto anche dei ticket pagati alla struttura estera per ottenere guaine su misura, come dimostrano varie delibere firmate da varie aziende sanitarie locali e consultabili accedendo agli archivi degli albi pretori on line ; sembra, a detta di molti malati, che il rispetto dei principi di uguaglianza, equità, pari opportunità e del diritto costituzionale alla salute e all'accesso alle cure non valga per pazienti affetti da linfedemi primari cronici; nonostante esista una disabilità grave (ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, pazienti non sempre ricevono un piano riabilitativo individualizzato, indispensabile per essere inserito nelle liste di attesa; i pazienti italiani devono aspettare lunghi mesi e anni prima di accedere alle prestazioni riabilitative di qualunque tipologia, si chiede di sapere: a chi debbano rivolgersi i pazienti che si trovano nelle condizioni descritte per accedere tempestivamente a prestazioni riabilitative, qualora siano prescritte all'interno del referto clinico specialistico; se e come, in assenza di possibilità di accesso a strutture del SSN, per tempi di attesa eccessivamente lunghi, abbiano il diritto ad accedere alle cliniche linfologiche estere per avere l'erogazione in esenzione di guaine compressive su misura; se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare misure volte a prevedere il diritto ad un rimborso delle guaine necessarie in strutture private italiane che offrono una continuità di presa in carico, a volte non rinvenibile in regime di SSN. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03647 AIMI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: a oggi, nonostante l'avvio della "fase 2" e del superamento di numerose limitazioni legate alla necessità di contenere il contagio da COVID-19, continuano a non essere celebrate le processioni religiose. Le comunità cattoliche di fedeli, pertanto, non potranno nemmeno partecipare alle solenni processioni del Corpus Domini ; mentre in tutta Italia si assiste a manifestazioni antirazziste, con assembramenti inaccettabili e palesemente in violazione delle norme anti contagio, vengono ancora poste incomprensibili restrizioni sul fronte della libertà religiosa; giova ricordare che durante il lockdown sono stati numerosi i sacerdoti multati per aver celebrato la messa, anche quando le distanze di sicurezza e le misure anti contagio erano rispettate; il tutto, con un'ingerenza a parere dell'interrogante illogica e anche incostituzionale; le modalità di svolgimento delle celebrazioni religiose, e dunque anche delle processioni, attengono strettamente alle competenze della chiesa: l'art. 7 della nostra Costituzione espressamente afferma che "Stato e Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" e che i loro rapporti sono governati dai Patti Lateranensi. Tuttavia, in tale caso, è da rimarcare anche l'atteggiamento eccessivamente accondiscendente della CEI che, in tutto il periodo dell'emergenza sanitaria, si è strettamente attenuta alle disposizioni governative; anche durante il lockdown , il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 aprile 2020 ha stabilito che "l'apertura dei luoghi di culto è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro", lasciando dunque aperta la possibilità di celebrare messa a patto che fossero rispettate le norme di sicurezza, si chiede di sapere quali iniziative di competenza si intenda assumere, anche in accordo con la CEI, al fine di ripristinare con urgenza le manifestazioni di carattere religioso come le processioni, che sono parte integrante della vita di fede di tutti i cattolici. Atto n. 4-03648 D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in seguito alla procedura comunitaria d'infrazione n. 2001/2084, lo Stato italiano ha proposto una revisione delle condizioni di affidamento di alcune tratte ad alta velocità e alta capacità, fra cui la Milano-Verona, stabilendo di assegnare una determinata quota di lavori a imprese terze "nel rispetto delle procedure comunitarie applicabili"; il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, all'articolo 12 ha previsto la sostituzione del comma 8- sexiesdecies dell'articolo 13 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, prevedendo che: "per effetto delle revoche di cui al comma 8- quinquiesdecies i rapporti convenzionali stipulati da TAV S.p.A. con i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 ed in data 16 marzo 1992 continuano senza soluzione di continuità, con RFI S.p.A. e i relativi atti integrativi prevedono la quota di lavori che deve essere affidata dai contraenti generali ai terzi mediante procedura concorsuale conforme alle previsioni delle direttive comunitarie"; alla luce di tali modifiche sono stati introdotti, negli atti integrativi alle convenzioni stipulate nel 1991, i seguenti vincoli in capo ai contraenti generali: 1) affidamento al mercato, mediante procedure di gara, dell'intera quota da far eseguire a terzi del 60 per cento delle opere civili e di armamento (le infrastrutture); 2) individuazione di lotti minimi di valore tale (superiore a 80 milioni di euro per la metà della quota e, per il restante, comunque superiore alla soglia comunitaria) da interessare imprese comunitarie; 3) individuazione della normativa di riferimento per gli affidamenti a terzi nelle disposizioni dettate nella direttiva 93/37/CEE per gli appalti di concessionari di lavori pubblici; per la tratta Milano-Verona, il consorzio CEPAV2, contraente generale, è obbligato, in forza del secondo atto integrativo, a fare eseguire da imprese terze, selezionate tramite procedure comunitarie di gara ad evidenza pubblica, lavori civili e di armamento per un importo pari al 70,04 per cento; per il lotto Brescia-Verona sono stati pubblicati 4 appalti su 8. Due sono andati deserti e due hanno ricevuto una sola offerta. Peraltro una delle due offerte ricevute è stata ritenuta non idonea. Da ciò si desume una condizione di difficoltà del mercato con inevitabili rischi per il contraente generale legati a potenziali default dell'appaltatore. Non si esclude che le ragioni siano da ricercare nelle crisi delle imprese del settore e dalla conseguente recessione nel campo dei lavori infrastrutturali in Italia; i tempi di ripubblicazione sono lunghi e, stante la contingente situazione, è forte il rischio che possa ripetersi la medesima evenienza anche nei restanti appalti con margini di recupero sui tempi evidentemente nulli; la situazione di difficoltà che il consorzio CEPAV2 sta affrontando nell'assegnazione degli appalti impone la ricerca di una soluzione alternativa a quella prevista dal secondo atto integrativo, pur nel rispetto dei principi comunitari; se la gara pubblica per l'individuazione delle imprese terze cui affidare il 70,04 per cento dei lavori dell'intera tratta risulterà deserta o comunque non aggiudicata, il contraente potrebbe procedere con affidamenti diretti purché le condizioni iniziali dell'appalto non siano sostanzialmente modificate; ritenuto, altresì, che, alla luce di una corretta interpretazione degli impegni assunti dal Governo italiano in sede comunitaria, l'obbligo di affidare al mercato, mediante procedure di gara, una quota parte dei lavori da far eseguire a imprese terze deve ritenersi assolto da parte del contraente anche nel caso in cui un appalto non venisse aggiudicato in sede di prima pubblicazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda addivenire in tempi rapidi ad una ridefinizione degli obblighi contrattuali del secondo atto integrativo per consentire, nelle condizioni esposte, la possibilità di affidamenti diretti da parte del contraente generale in modo da ultimare le opere affidate nel rispetto delle tempistiche contrattuali, senza che ciò possa essere considerato quale violazione degli impegni assunti dallo Stato italiano in sede comunitaria. Atto n. 4-03649 PEROSINO Al Ministro dell'interno Premesso che: sempre più sovente i sindaci indossano indifferentemente la fascia tricolore a tracolla della spalla destra o a tracolla della spalla sinistra, arrecando confusione circa la corretta modalità d'uso del distintivo del sindaco; la fascia tricolore, meglio definita come sciarpa o fusciacca, secondo quanto indicato nell'araldica civica è quella "lunga sciarpa indossata sulla spalla destra (e annodata sul fianco sinistro) dal Sindaco e dal Presidente della Provincia, nonché dai loro delegati nelle cerimonie ufficiali"; in origine la legge n. 142 del 1990, all'art. 36, comma 7, così come modificato dalla "legge Bassanini", legge n. 127 del 1997, art. 4, disponeva che: "Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica, da portarsi a tracolla della spalla destra", per cui era chiaro ed evidente che la fascia tricolore dovesse indossarsi pedissequamente "a tracolla della spalla destra"; successivamente però la legge n. 265 del 1999, all'art. 11, comma 14, ha disposto che: "Al comma 7 dell'articolo 36 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come sostituito dall'articolo 4, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, sono soppresse le parole: 'della spalla destra'", creando l'equivoco che la fascia tricolore del sindaco potesse essere indossata senza avere l'obbligo in questione; a ciò si aggiunga che il testo unico dell'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL) disciplina l'uso della fascia tricolore all'art. 50, comma 12, che statuisce: "Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla. Distintivo del Presidente della Provincia è una fascia di colore azzurro con lo stemma della Repubblica e lo stemma della propria provincia, da portare a tracolla"; il testo unico, pertanto, conferma quanto disposto in precedenza e prevede l'obbligo per il sindaco di indossare la fascia tricolore e per il presidente della Provincia la fascia di colore azzurro portandola solo "a tracolla"; il Ministero dell'interno, al fine di fare chiarezza sul corretto uso della fascia del sindaco, ha emanato la circolare n. 5/1998, sottolineando come la stessa "si caratterizza per il suo valore altamente simbolico"; da ciò discende che, sebbene l'attuale disciplina vigente in materia con l'art. 50, comma 12, del decreto legislativo n. 267 del 2000 non disponga nulla sulla posizione della fascia tricolore, motivi simbolici e storici individuano come modalità più corretta quella di indossare la fascia tricolore sulla spalla destra con la parte verde vicino al collo; tale interpretazione è stata confermata dal Ministero dell'interno, con il parere n. 05.01 del 1° settembre 2004 nel quale si legge: "Al riguardo, si fa presente che il riferimento alla 'spalla destra', originariamente introdotto ad opera del comma 7 dell'art. 36 della legge n. 142/1990, è stato successivamente eliminato dall'art. 11, comma 14 della legge n. 265/99. Tuttavia, sebbene anche l'attuale disciplina vigente in materia nel TUEL non disponga nulla sulla posizione della fascia tricolore, si ritiene che, pur non sussistendone l'obbligo normativo, la modalità più corretta, per motivi di ordine storico ed evidenti esigenze di uniformità, sia pur sempre quella di indossare la fascia tricolore sulla spalla destra con la parte verde vicino al collo", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno diramare una circolare che definisca in modo corretto le modalità di indossare la fascia tricolore da parte dei sindaci, posto che la fascia ha un alto valore simbolico e costituzionale, richiamando il tricolore previsto dall'art. 12 della Costituzione e rappresentando tangibilmente il principio costituzionale dell'unità ed indivisibilità della Repubblica italiana. Atto n. 4-03650 PERGREFFI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'emergenza epidemiologica da COVID-19 se da un lato ha indotto il Governo a disporre la sospensione di molte attività economiche e produttive, non ritenute indispensabili, dall'altro ha messo in seria difficoltà moltissimi imprenditori titolari delle medesime; gli aiuti disposti dal Governo ed erogati nelle ultime settimane hanno la finalità di attenuare l'impatto negativo che la crisi economica, conseguente all'emergenza epidemiologica ed alle misure di contenimento predisposte, ha prodotto nel sistema economico e produttivo; precondizione indispensabile, però, è che gli aiuti vadano ad agevolare le imprese e gli imprenditori, poiché in caso contrario finirebbero per tradursi paradossalmente in inutili appesantimenti burocratici o creerebbero ulteriori difficoltà alle attività già stremate dalla crisi; un esempio del genere si riscontra proprio nel caso di un'azienda artigiana della provincia di Bergamo, che ha usufruito della sospensione dei pagamenti contributivi, prevista ai sensi dell'articolo 61 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", cosiddetto decreto "cura Italia", il quale dispone appunto la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, dal 2 marzo al 30 aprile 2020, in favore di una serie di enti ed imprese; la medesima azienda, produttrice di alberi agitatori e miscelatori, ha sospeso le attività dal 13 marzo al 4 maggio 2020, ed alla riapertura si è trovata a fatturare le lavorazioni effettuate nei confronti di un cliente, il quale ha richiesto di allegare il documento unico di regolarità contributiva (DURC) aggiornato; paradossalmente, la richiesta di emissione del DURC non è stata accettata dalla sede INPS di Bergamo, che ha altresì emesso un invito a regolarizzare la posizione in quanto l'azienda risulta inadempiente per 443 euro, cioè per i versamenti non effettuati ai sensi della sospensione disposta dal decreto-legge; l'azienda è stata quindi costretta ad avviare prontamente il pagamento dei contributi previdenziali sospesi, per non dover aggiungere al danno della crisi in corso anche la beffa di non poter presentare al cliente le necessarie credenziali per il normale incasso del credito; la vicenda assume contorni ancora più paradossali e grotteschi se si tiene conto che l'articolo 103, comma 2, del medesimo decreto-legge prevede espressamente che i DURC in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile 2020 conservano validità sino al 15 giugno 2020; non è ben chiaro come possa l'INPS negare una certificazione di regolarità contributiva ad un'azienda alla quale si imputa di non aver effettuato un versamento che, per legge, è temporaneamente sospeso, si chiede di sapere: come si configuri, ai fini del DURC, la posizione contributiva delle aziende che hanno usufruito della sospensione dei pagamenti contributivi prevista dal decreto-legge n. 18 del 2020; quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di evitare che analoghe vicende possano ripetersi, penalizzando ulteriormente le attività economiche e produttive del nostro Paese, peraltro in applicazione di norme che dovrebbero, per contro, sostenerle. Atto n. 4-03651 BATTISTONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'autostrada A24, denominata strada dei Parchi, è da lungo tempo soggetta a numerosi restringimenti di carreggiata che ne impediscono una corretta, sicura e fluida percorrenza; attualmente vi sono sei cantieri, compreso quello lungo il traforo del Gran Sasso di 10,176 chilometri, che ormai da molti mesi può essere percorso utilizzando una sola corsia in entrambi i sensi di marcia; dall'inizio dell'anno i lavori sembrano essere bloccati; la tariffa per il pedaggio non ha subito variazioni in diminuzione per compensare i disagi, si chiede di sapere: quale sia lo stato dell'arte dei cantieri aperti lungo il tratto della Roma-Teramo ed i tempi previsti per la conclusione dei lavori; per quali motivi, nonostante gli enormi disservizi lungo l'intero percorso, il costo del pedaggio non sia stato ridotto. Atto n. 4-03652 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: con i vari decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato demandato ai capi degli uffici giudiziari la trattazione degli affari giudiziari, tra il 12 maggio e il 31 luglio 2020; la giustizia italiana sta vivendo, e vivrà ancora per molto tempo, nel caos più totale e ciò anche per la creazione di protocolli (circa 200 diversi nel Paese) che derogano a leggi; tale situazione ha determinato nell'avvocatura confusione e malcontento, oltre a numerosi problemi interpretativi ed applicativi; in questo modo e in questo momento così difficile si è rinunciato ad esercitare la funzione regolatrice e di indirizzo delle modalità di svolgimento della giurisdizione, che spetta al Governo e non può essere demandata ad altri, con la conseguenza che, di fatto, ci si trova di fronte alla "sospensione di ogni attività giurisdizionale", con la conseguenza che i capi degli uffici giudiziari hanno emanato decreti e protocolli diversi, mentre servivano linee guida univoche; considerato che: doveva essere il legislatore a normare e fissare le regole, anziché rimettere tutto alla sensibilità locale dei capi degli uffici giudiziari: se ci fosse stato un lavoro di coordinamento a monte, a livello nazionale, forse la giustizia non si sarebbe trovata nel caos nel quale si trova oggi; tale modus operandi ha comportato l'estromissione dell'avvocatura dalle aule di giustizia e persino dalle cancellerie, pur avendo tutta la buona volontà di dotarsi di una disciplina che fosse capace di regolare lo svolgimento dell'attività giudiziaria; la conseguenza è: un avvocato che un giorno avrà udienza a Salerno, Nocera e Vallo della Lucania si vedrà costretto, il giorno prima, a consultare il protocollo redatto da ciascun Tribunale circa la trattazione delle udienze penali; la diversità dei protocolli che rappresentano una violazione dei più elementari principi che reggono il processo, è uno dei più grandi problemi da risolvere; il Ministro in indirizzo si è sottratto a questa incombenza, portando l'avvocatura nel più totale caos e la stessa adesso necessita dell'emanazione immediata di linee guida univoche per tutti gli uffici giudiziari italiani per la ripresa delle attività dei tribunali, altrimenti il Governo contribuirà alla creazione di una nuova classe di poveri; oggi gli avvocati non possono entrare nelle cancellerie, e neanche prenotarsi a mezzo di posta elettronica certificata o telefono in quanto non si hanno risposte; non deve e non può passare il messaggio che l'avvocatura non vuole fare i processi, per cui tale situazione di caos e incertezza dovrà essere nota ai cittadini, i cui diritti l'avvocatura ha il compito di tutelare, ma al contrario non è messa nelle condizioni di lavorare; il legislatore così facendo ha rinunciato ad esercitare la funzione regolatrice e di indirizzo delle modalità di svolgimento della giurisdizione, demandandola semplicisticamente a livello locale del capo dell'ufficio; i documenti (decreti e protocolli, a giudizio dell'interrogante emanati in violazione della riserva di legge fissata dall'art. 111 della Costituzione) hanno riscritto un nuovo codice di procedura penale quantomeno in ordine alla celebrazione del dibattimento, in ogni ufficio giudiziario; la perdurante sospensione ha provocato e sta provocando danni incalcolabili a una larga fetta dell'avvocatura, già ferma da oltre due mesi; compito del legislatore è quello di riportare immediatamente gli avvocati in udienza per celebrare i processi; va rivista la geografia giudiziaria, sia dal punto di vista logistico (si necessita di spazi in modo da consentire e rispettare il distanziamento interpersonale) sia dal punto di vista dell'organico amministrativo; gli avvocati del comprensorio di Nocera inferiore stanno vivendo momenti bui e auspicano un intervento normativo uniforme che garantisca la trattazione dei processi con modalità certe ed univoche nei differenti tribunali; in uno Stato di diritto che si rispetti, il legislatore, in una materia che è di suo esclusivo appannaggio, in questo periodo emergenziale, non avrebbe dovuto demandare al singolo capo dell'ufficio giudiziario la modalità di trattazione delle udienze penali, cosa che non è avvenuta nel campo economico e imprenditoriale, si chiede di sapere, visto che di giustizia non si è parlato nel "decreto rilancio", mentre ogni giorno l'avvocatura scende in piazza perché vuole riprendere a lavorare per tutelare i diritti dei cittadini, quali iniziative normative, e in quali tempi, il Ministro in indirizzo intenda assumere per apportare il necessario correttivo alla situazione, in modo da evitare che l'avvocatura debba attendere settembre per la ripresa dell'attività. Atto n. 4-03653 IANNONE Ai Ministri dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze Premesso che: il centro italiano ricerche aerospaziali (CIRA) è l'unico asset nazionale dedicato alla ricerca aerospaziale, in cui operano 330 persone ed in cui sono presenti, su una superficie di 167 ettari, impianti unici al mondo per i quali lo Stato ha investito oltre 400 milioni di euro e la cui gestione incide ogni anno sul bilancio pubblico per circa 22 milioni di euro; è una società consortile per azioni a maggioranza pubblica, che annovera nella compagine l'Agenzia spaziale italiana (ASI) con una partecipazione del 47 per cento, il CNR con il 5 per cento, la Regione Campania (attraverso un consorzio) con il 16 per cento e le principali aziende aerospaziali italiane tra cui Leonardo SpA; è destinatario di fondi pubblici erogati dal Ministero dell'università e della ricerca in quanto soggetto attuatore del PRORA (programma nazionale di ricerche aerospaziali), ai sensi del decreto interministeriale n. 305 del 1998; il CIRA vive, da oltre un quinquennio, uno stato di continua transizione gestionale che ha visto l'avvicendamento di 4 presidenti e 5 direttori generali; ha esaurito i fondi del PRORA ex decreto ministeriale n. 305 del 1998, per la parte investimenti, progettando, realizzando e mettendo in esecuzione negli anni impianti di ricerca unici al mondo, come ad esempio il "Plasma wind tunnel" e l'"Icing wind tunnel", che contribuivano annualmente al valore della produzione del CIRA per svariati milioni di euro; il CIRA con i contributi ormai prossimi all'esaurimento ha altresì impegnato non meno di 70 unità lavorative nello sviluppo di nuove tecnologie aerospaziali; la dichiarazione dell'ASI di esercitare controllo di fatto sul CIRA non si è concretizzata in un efficientamento della struttura ed anzi ne ha portato semplicemente a condividere le tormentate vicende gestionali. Non è un caso che il CIRA abbia dovuto assorbire nei suoi ranghi tre dirigenti ASI, appesantendo ulteriormente gli elevati costi del personale, ed oggi si stia considerando una nuova struttura aziendale di tipo iperverticistico che non garantisce i principi generali di segregazione dei rischi e di separazione dei controlli stabiliti dal decreto legislativo n. 231 del 2001; il nuovo PRORA, attualmente in fase di approvazione, prevede, a differenza del precedente, solo una copertura parziale da parte dello Stato dei costi d'investimento previsti, utilizzando il fondo patrimoniale della società costituitosi negli anni (invero negli anni precedenti all'ultimo sventurato quinquennio) attraverso l'accantonamento degli utili di esercizio; prevede quindi l'azzeramento di tale fondo, senza che si siano prima stabilite le corrette strategie di sussistenza della società e del lavoro dei circa 330 dipendenti, portando il CIRA a un capitale sociale del tutto inadeguato in quanto il fondo è stato di fatto l'unica vera garanzia patrimoniale della società e mettendo a rischio la sostenibilità dell'unico ente nazionale di ricerca aerospaziale e il poderoso investimento di fondi pubblici operato in questi anni, che ha portato alla realizzazione di competenze ed impianti unici al mondo; tenuto conto: del notevole ruolo che il settore aeronautico e spaziale riveste non solo per lo sviluppo dell'impresa e per la collocazione strategica dell'Italia nel mondo ma anche per le ricadute sul miglioramento della vita dei cittadini (come nell'ambito della medicina, del controllo e della gestione dell'ambiente, nelle comunicazioni e nelle previsioni meteorologiche eccetera); della tragica messa in evidenza nell'emergenza coronavirus della necessità di aumentare notevolmente la spesa in ricerca, già estremamente bassa rispetto ai principali Paesi europei, e di valorizzare anche le retribuzioni e le opportunità di crescita dei ricercatori; della più volte messa in evidenza, da parte del Governo, esigenza di un piano di rilancio dell'Italia per uscire dalla emergenza creata dal coronavirus, creando nuovo sviluppo in Italia; nell'ambito di tale intervento governativo, il problema dello sviluppo del Meridione si coniuga con quello di tutta l'Italia, ed in particolare con il mantenimento e la valorizzazione di quanto è stato già sviluppato ed opera a livello nazionale ed internazionale come il CIRA; dei significativi fondi dedicati dall'ASI ai progetti dell'Agenzia spaziale europea; dell'esigenza che anche le imprese si prendano carico di un significativo coinvolgimento del CIRA nelle loro attività di ricerca e sviluppo tecnologico, si chiede di sapere: se il Governo, al fine di garantire la corretta attuazione del PRORA e la salvaguardia del CIRA, primaria istituzione nazionale di ricerca in ambito aerospaziale, intenda procedere all'approvazione del PRORA solo dopo aver inserito il CIRA nel piano di rilancio dell'Italia e quindi assicurando nell'ambito del piano le dovute risorse di investimento; se, relativamente ai fondi pubblici, intenda individuare i modi per un maggior coinvolgimento del CIRA da parte dell'industria italiana; se, relativamente ai fondi investiti nell'Agenzia spaziale europea, intenda individuare i modi per un maggior coinvolgimento del CIRA nello sviluppo delle attività ed in particolare dei suoi impianti; quali provvedimenti intenda varare in relazione al riassetto del CIRA per preservarne il ruolo centrale nella ricerca aerospaziale nazionale e risolvere le criticità di natura economico-finanziaria che mettono a rischio la vita del centro. Atto n. 4-03654 DE BONIS MARTELLI DE FALCO NUGNES CIAMPOLILLO BINETTI BUCCARELLA SERAFINI SACCONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: "Tempa Rossa" è un giacimento petrolifero situato nell'alta valle del Sauro, nel cuore della Basilicata. Il progetto si estende principalmente sul territorio del comune di Corleto Perticara (Potenza). 5 pozzi si trovano sul territorio dello stesso comune, mentre il sesto pozzo si trova nel comune di Gorgoglione. Altri 2 pozzi saranno perforati una volta concesse le autorizzazioni. L'area dove verrà realizzato il centro di stoccaggio GPL si trova, invece, nel comune di Guardia Perticara; a regime l'impianto avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo; con delibera di Giunta regionale n. 877/2019, la Regione ha verificato l'ottemperanza alle prescrizioni di cui alla delibera di Giunta n. 1888/2011 ed alla delibera CIPE n. 18/2012, rendendo così possibile l'esecuzione delle prove funzionali di esercizio dell'impianto relativo al centro olio Tempa Rossa; anche la sezione di Napoli dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (UNMIG) ha emesso la propria autorizzazione in data 11 dicembre 2019, prot. n. 3292; le prove sono iniziate immediatamente con idrocarburo proveniente dai pozzi della concessione e, inizialmente, dal pozzo "Gorgoglione 1". Tali prove hanno subito solo un rallentamento a fronte dell'emergenza COVID-19; considerato che: i componenti del direttivo del comitato "La voce di Corleto" hanno ricevuto, il 3 giugno 2020, una lettera anonima, corredata da fotografie che ritraggono uno scarico di acque apparentemente reflue, ma in realtà putride e maleodoranti miste ad un liquido marroncino-nero che tanto richiama il colore del greggio, posto all'interno del centro oli, precisamente sopra il pozzo Gorgoglione 1, quello dal quale oggi si estrae l'idrocarburo. Atteso che con la menzionata delibera la giunta regionale ha verificato l'ottemperanza ed ha recepito l'autorizzazione UNMIG al fine di conferire le acque di produzione e quelle meteoriche eccedenti la capacità di riutilizzo interno presso impianti autorizzati per lo smaltimento a mezzo di autobotti, ci si chiede come mai questo possa essere accaduto; quanto emerge dalle foto è un'immagine della valle del Sauro che poco si confà all'agognata isola felice e, mentre la Total va avanti con le prove autorizzate, pare che il sindaco di Corleto, uno dei comuni maggiormente interessati dalle estrazioni, abbia pensato principalmente all'anticipazione delle royalty , dimenticando il suo importante ruolo di autorità sanitaria; durante questo periodo di chiusura, determinato dall'emergenza COVID-19, a Tempa Rossa la multinazionale francese ha continuato a pompare petrolio dalle viscere della terra lucana (non i 10.000 barili al giorno da questi riferiti bensì circa 25.000 barili, secondo alcune fonti) anche provocando, in alcune circostanze, il fenomeno di " gas flaring ", ovvero la bruciatura in torcia nell'aria di gas contenenti componenti pericolosi per la salute pubblica. Le autorizzazioni rilasciate ammettono l'utilizzo delle torce esclusivamente quali dispositivi di emergenza o sicurezza; l'articolo 271, comma 14, del decreto legislativo n. 152 del 2006 chiarisce che, al pari di quanto avviene nei periodi di avviamento ed arresto o di altri periodi transitori riconosciuti dall'autorità competente, il rispetto dei valori limite di emissione è escluso nei periodi in cui si verificano anomalie o guasti tali da non permettere il rispetto dei valori stessi, specificando che tali situazioni vadano gestite con prescrizioni specifiche; alla luce degli sviluppi normativi, invece, le emissioni in atmosfera da dispositivi di sicurezza ed emergenza in situazioni di "normale esercizio" (ovvero che non configurano anomalie, guasti, avvii, arresti) possono e devono essere espressamente autorizzate nel rispetto delle norme generali definite al titolo V dello stesso decreto; nonostante le quotidiane denunce dei cittadini attraverso qualsivoglia mezzo di comunicazione, nulla è stato fatto davanti allo scempio e alla prepotenza dei francesi della Total che, in data 6 febbraio, hanno affermato che non classificano l'accaduto come "un evento che sia potenzialmente in grado di inquinare il sito" e quindi soggetto ad obblighi comunicativi agli organi competenti. In data 5 maggio 2020, riguardo alle sfiammate del 28 aprile e 2 maggio, la Total in una nota ha precisato che "nessuna anomalia è stata registrata come lo scorso 19 marzo", attribuendo le responsabilità al maggiore contenuto di gas derivante dall'inserimento in produzione di un pozzo aggiuntivo e alle condizioni meteo; dal canto suo, l'assessore regionale per l'ambiente e l'energia, Gianni Rosa, chiarisce che "La foto a corredo dell'articolo apparso sui quotidiani ritrae un particolare di uno dei tanti canali del sistema di drenaggio realizzato durante la fase di preparazione del Centro Olio. La finalità del sistema di drenaggio è quella di allontanare le acque piovane dalle aree esterne alla recinzione del Centro Olio e dai rilevati. Questa mattina, da parte di alcune persone del luogo, ci è pervenuta una foto dello stesso canale. La situazione è completamente diversa. La foto pubblicata probabilmente si riferisce al periodo di operatività del cantiere in un momento in cui non avvenivano estrazioni. È quindi datata e non restituisce, forse malevolmente, lo stato dei luoghi attuale", e inoltre "La Total non può effettuare alcuno scarico delle acque di produzione nel periodo di prove di esercizio funzionali degli impianti del Centro Olio Tempa Rossa e per un periodo di almeno cinque anni a partire dall'avviamento della fase di esercizio dello stesso Centro Olio. Questo è stato prescritto alla società petrolifera con la delibera della Giunta regionale n. 877/2019"; l'assessore ha certo fatto dichiarazioni in merito alla situazione, ma ha omesso la questione più importante e cioè la necessità di effettuare verifiche, cosa che in Basilicata spesso accade, salvo interventi successivi anche da parte della magistratura, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di effettuare un'attualizzazione dei luoghi per verificare la veridicità di quanto riportato dagli articoli di stampa sulle acque putride presso il centro oli e come queste vengano smaltite; perché la Total non abbia ottemperato ai dettami delle prescrizioni autorizzative per i reflui e se abbia ricevuto espressa autorizzazione per le frequenti emissioni di gas in torcia, nel rispetto delle norme generali definite al titolo V del decreto legislativo n. 152 del 2006; se non ritenga di dover vigilare sullo svolgimento delle attività estrattive sin dalla fase delle prove funzionali di avvio della produzione per la salvaguardia della salute e dell'incolumità dei cittadini della valle del Sauro, oltre che dell'integrità dell'ambiente, considerato che entrambi potrebbero essere posti in grave pericolo. Atto n. 4-03655 CRUCIOLI MININNO RICCARDI Al Ministro della giustizia Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01263 della senatrice Corrado ed altri, sul conferimento di docenze universitarie a dipendenti del Ministero per i beni culturali; 3-01277 della senatrice Corrado ed altri, sull'acquisto da parte del museo del Louvre del cosiddetto Apollo pompeiano; 3-01359 della senatrice Corrado ed altri, sulla direzione del museo archeologico di Reggio Calabria; 3-01531 della senatrice Corrado ed altri, sull'organizzazione di una mostra dei marmi della collezione Torlonia.