Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Ratifica ed esecuzione del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018. Onorevoli Senatori . – Premessa Il Protocollo d'emendamento della Convenzione per la protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale è stato adottato il 18 maggio 2018, durante la centoventottesima sessione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, tenutasi ad Elsinore, in Danimarca. Il Protocollo è stato aperto alla firma il 10 ottobre 2018. Entro tre anni dall'apertura alla firma del Protocollo di emendamento gli Stati firmatari saranno tenuti ad adottare le misure necessarie per consentire la sua entrata in vigore. Sulla base della decisione con cui è stato adottato il Protocollo, gli Stati membri saranno altresì incaricati di effettuare una revisione semestrale dei progressi compiuti in materia di trattamento automatizzato di dati personali, conformemente al contenuto normativo del Protocollo stesso. L'Italia ha firmato il Protocollo il 5 marzo 2019. L'adozione del Protocollo d'emendamento della Convenzione per la protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati personali rappresenta un traguardo significativo che fa seguito ad un lungo e complesso processo negoziale. Il lavoro di ammodernamento della Convenzione 108 – adottata a Strasburgo nel 1981 – è nato dalla necessità di adeguare la stessa alle emergenti minacce alla privacy , derivanti dal crescente uso di nuove informazioni e comunicazioni tecnologiche, dalla crescente globalizzazione delle operazioni di trattamento dei dati e dal sempre maggiore flusso di dati personali. Il lavoro negoziale è stato svolto nel più ampio contesto delle riforme degli strumenti internazionali di protezione dei dati personali, parallelamente alla riforma della legislazione sulla protezione dei dati dell'Unione europea, entrata in vigore il 25 maggio ultimo scorso. Il recente regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, in materia di protezione dei dati personali, ha la finalità di superare i disallineamenti legislativi, generati dalla precedente direttiva (cosiddetta « direttiva madre »). In particolare esso: amplia la definizione di dato personale, introducendo nuove categorie di dati, quali quelli genetici e biometrici; consolida le garanzie e i diritti azionabili dall'interessato per il controllo delle proprie informazioni e l'esercizio dell'autodeterminazione, ereditati dalla direttiva, riaffermandone molti (diritto all'accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, revoca ed opposizione), rafforzandone altri (in primis la disciplina del consenso e della trasparenza), introducendone di nuovi (diritto alla portabilità, all'oblio, all'opposizione verso il trattamento di profilazione); accresce la responsabilità del titolare e del responsabile del trattamento con la positivizzazione del principio di accountability , che comporta una sostanziale assunzione di rischio, atteso che il titolare deve essere in grado di mettere in atto misure per garantire la conformità del trattamento al regolamento; introduce la valutazione di impatto del trattamento, che necessariamente lo precede; centralizza la governance e il controllo sul rispetto e la conformità dei trattamenti alla normativa, tramite la cooperazione e la valorizzazione delle autorità di controllo nazionali, incoraggiando meccanismi di certificazione, ampliando il sistema di vigilanza, rafforzando quello sanzionatorio. Il recente decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, in attuazione di quanto previsto dal regolamento, reca modifiche al codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Tra le principali novità si segnalano quelle in materia di trattamento per motivi di interesse pubblico rilevante, consenso del minore in relazione ai servizi della società di informazione, misure di garanzia per il trattamento di dati genetici, biometrici e relativi alla salute, di dati relativi a condanne penali e reati, disposizioni in materia di diritti dell'interessato, trattamenti a fini statistici o di ricerca scientifica, disposizioni sanzionatorie. Il presente Protocollo risulta in linea con le disposizioni del suddetto regolamento, ne discende che il disegno di legge di ratifica non necessita di norme di adattamento. La Convenzione si propone di proteggere l'individuo dagli abusi che possono accompagnare la raccolta e il trattamento di dati personali, nonché di regolare il flusso transfrontaliero di questi ultimi (ad esempio, imponendo delle restrizioni ai flussi transfrontalieri di dati personali verso Stati in cui la corrispondente normativa non offre una tutela equivalente). Oltre a fornire garanzie in relazione alla raccolta e al trattamento di dati personali, vieta il trattamento di dati « sensibili » sulla razza, sulla politica, sulla salute, sulla religione, sulla vita sessuale, sul casellario giudiziario, in assenza di adeguate garanzie legali. La Convenzione, inoltre, sancisce il diritto dell'individuo a conoscere le informazioni a suo riguardo che sono memorizzate e, se necessario, a correggerle. La limitazione dei diritti stabiliti nella Convenzione è possibile solo quando sussistono interessi prevalenti, come ad esempio la sicurezza dello Stato e la difesa. Contenuto del Protocollo II Protocollo d'emendamento della Convenzione per la protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati personali è strutturato in 40 articoli. È composto, inoltre, da un Preambolo in apertura e da un'Appendice in chiusura. Il Preambolo del Protocollo sancisce l'emergere di nuove sfide alla protezione delle persone rispetto al trattamento dei dati personali, da quando è stata adottata la Convenzione. Considera, inoltre, la necessità di garantire che la Convenzione continui a svolgere il suo ruolo preminente di protezione delle persone in relazione al trattamento dei dati personali e, più in generale, nella protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. A tal fine, gli Stati membri del Consiglio d'Europa e le altre Parti della Convenzione hanno convenuto quanto segue. L'articolo 1 del Protocollo modifica il preambolo della Convenzione e, più precisamente, i suoi consideranda. L'articolo 2 del Protocollo sostituisce l'articolo 1 della Convenzione (Oggetto e scopo) , secondo quanto segue: « Lo scopo di questa Convenzione è proteggere ogni individuo, indipendentemente dalla sua nazionalità o residenza, in relazione al trattamento dei suoi dati personali, contribuendo in tal modo al rispetto dei suoi diritti umani e delle sue libertà fondamentali, in particolare del diritto alla privacy ». L'articolo 3 del Protocollo modifica l'articolo 2 della Convenzione (Definizioni) . Più precisamente, lascia inalterata la lettera a) mentre modifica le lettere successive, introducendo le seguenti definizioni: lettera b) « trattamento dei dati » significa qualsiasi operazione o insieme di operazioni eseguite su dati personali, quali raccolta, conservazione, alterazione, reperimento, divulgazione, messa a disposizione, cancellazione o distruzione di, o esecuzione di logiche e operazioni aritmetiche su tali dati; lettera c) dove non viene utilizzato il trattamento automatizzato, « elaborazione dei dati » significa un'operazione o una serie di operazioni eseguite su dati personali all'interno di un insieme strutturato di tali dati che sono accessibili o recuperabili in base a criteri specifici; lettera d) « titolare del trattamento »: una persona fisica o giuridica, autorità pubblica, servizio, agenzia o qualsiasi altro organismo che, da solo o congiuntamente ad altri, ha potere decisionale in relazione al trattamento dei dati. Dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti: e) « destinatario »: una persona fisica o giuridica, un'autorità pubblica, un servizio, un'agenzia o qualsiasi altro organismo a cui i dati sono comunicati o resi disponibili; f) « responsabile »: una persona fisica o giuridica, un'autorità pubblica, un servizio, un'agenzia o qualsiasi altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento. L'articolo 4 del Protocollo modifica i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 3 della Convenzione, disponendo che ciascuna delle Parti si impegna ad applicare la presente Convenzione al trattamento dei dati soggetti alla sua giurisdizione nei settori pubblico e privato, garantendo in tal modo il diritto di ogni individuo alla protezione dei propri dati personali; la Convenzione, tuttavia, non si applica al trattamento di dati effettuato da una persona nel corso di attività puramente personali o domestiche. L'articolo 5 del Protocollo modifica il titolo del capitolo II della Convenzione, secondo quanto segue: « Capitolo II – Princìpi di base per la protezione dei dati personali ». L'articolo 6 del Protocollo modifica i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 4 della Convenzione e aggiunge un nuovo paragrafo successivo al secondo. Più precisamente si dispone che ciascuna delle Parti adotterà le misure necessarie per dare attuazione alle disposizioni della presente Convenzione e garantirne l'effettiva applicazione. L'articolo 7 del Protocollo modifica l'articolo 5 della Convenzione. Più precisamente è previsto che il trattamento dei dati deve essere proporzionato allo scopo legittimo perseguito e deve riflettere in tutte le fasi del trattamento un giusto equilibrio tra tutti gli interessi in questione, siano essi pubblici o privati, e i diritti e le libertà in gioco. Ciascuna Parte dispone che il trattamento dei dati non può essere effettuato che sulla base del consenso libero, specifico, informato e inequivocabile dell'interessato o di un altro legittimato previsto dalla legge. I dati personali sottoposti a trattamento devono essere trattati in modo lecito nonché: a) elaborati correttamente ed in modo trasparente; b) raccolti per scopi espliciti, specificati e legittimi e non trattati in modo incompatibile con tali scopi; c) adeguati, pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono trattati; d) accurati e, se necessario, aggiornati; e) conservati in una forma che consenta l'identificazione delle persone interessate per un periodo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali tali dati sono trattati. L'articolo 8 del Protocollo modifica l'articolo 6 della Convenzione. Più precisamente si dispone che l'elaborazione di dati genetici, dati personali relativi a infrazioni, procedimenti e condanne penali e misure di sicurezza, dati biometrici che identificano in modo univoco una persona, dati personali che rivelano l'origine razziale o etnica, le opinioni politiche, l'appartenenza sindacale, la religione o altre convinzioni, la salute o la vita sessuale, sono consentiti solo se sono previste garanzie di legge, a complemento di quelle della presente Convenzione. Tali garanzie tutelano contro i rischi che il trattamento di dati sensibili può presentare per gli interessi, i diritti e le libertà fondamentali dell'interessato, in particolare un rischio di discriminazione. L'articolo 9 del Protocollo modifica l'articolo 7 della Convenzione, Più precisamente: si prevede che ciascuna Parte disponga che il titolare del trattamento e, ove previsto, il responsabile del trattamento, adottino adeguate misure di sicurezza contro rischi quali l'accesso accidentale o non autorizzato ai dati personali, la loro distruzione, perdita, uso, modifica o divulgazione. Ciascuna Parte dispone che il titolare del trattamento notifichi, senza indugio, almeno all'autorità di controllo competente, le violazioni dei dati che possono seriamente interferire con i diritti e le libertà fondamentali delle persone interessate. L'articolo 10 del Protocollo aggiunge un nuovo articolo 8, successivo all'articolo 7 della Convenzione: « Articolo 8 – Trasparenza del trattamento ». Il titolare del trattamento deve fornire agli interessati le seguenti informazioni: a) la sua identità e residenza o stabilimento abituale; b) la base giuridica e le finalità del trattamento previsto; c) le categorie di dati personali trattati; d) i destinatari o le categorie di destinatari dei dati personali, se esistenti; e e) i mezzi per esercitare i diritti di cui all'articolo 9, cosi come ogni altra informazione necessaria al fine di garantire un trattamento equo e trasparente dei dati personali. I suddetti obblighi di informazione non sussistono se l'interessato ha già le informazioni pertinenti. Quando i dati personali non sono raccolti direttamente presso la persona interessata, il titolare del trattamento non è tenuto a fornire tali informazioni quando il trattamento è espressamente previsto dalla legge o ciò si riveli impossibile o comporti sforzi sproporzionati. L'articolo 11 del Protocollo modifica l'articolo 8 della Convenzione, che viene rinominato in « Articolo 9 ». Più precisamente, il titolo è sostituito dal seguente: « Articolo 9 - ( Diritti dell'interessato) ». Ogni individuo ha diritto a: a) non essere soggetto ad una decisione che lo riguardi in modo significativo basandosi unicamente su un trattamento automatizzato di dati senza che le sue opinioni vengano prese in considerazione; b) ottenere, a richiesta, a intervalli ragionevoli e senza eccessivo ritardo o spesa, la conferma del trattamento dei dati personali che lo riguardano, la comunicazione in forma intelligibile dei dati trattati, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine, sul periodo di conservazione e qualsiasi altra informazione che il titolare del trattamento è tenuto a fornire al fine di garantire la trasparenza del trattamento; c) ottenere, su richiesta, conoscenza del ragionamento alla base dell'elaborazione dei dati quando i risultati di tale trattamento gli vengono applicati; d) opporsi in qualsiasi momento, per motivi relativi alla sua situazione, al trattamento di dati personali che lo riguardano a meno che il titolare del trattamento non dimostri motivi legittimi per il trattamento che prevalgano sui suoi interessi, sui suoi diritti e sulle sue libertà fondamentali; e) ottenere, su richiesta, gratuitamente e senza eccessivo ritardo, rettifica o cancellazione, a seconda dei casi, di tali dati se questi sono, o sono stati, trattati in violazione delle disposizioni della presente Convenzione; f) avere un rimedio, ai sensi dell'articolo 12, nei casi in cui i suoi diritti sono stati violati ai sensi della presente Convenzione; g) beneficiare, a prescindere dalla sua nazionalità o residenza, dall'assistenza di un'autorità di controllo, nell'esercizio dei suoi diritti. L'articolo 12 del Protocollo aggiunge un nuovo articolo 10, dopo il nuovo articolo 9 della Convenzione. Più precisamente: Articolo 10 – (Obblighi aggiuntivi) . Ciascuna Parte dispone che i titolari del trattamento e, se del caso, i responsabili del trattamento adottino tutte le misure appropriate per conformarsi agli obblighi della presente Convenzione e siano in grado di dimostrare, fatta salva la legislazione nazionale, in particolare all'autorità di controllo competente, che il trattamento dei dati sotto il loro controllo è conforme alle disposizioni della presente Convenzione. Ciascuna Parte dispone che i titolari del trattamento e, se del caso, i responsabili del trattamento esaminino il probabile impatto dell'elaborazione dei dati sui diritti e le libertà fondamentali delle persone interessate prima dell'inizio di tale trattamento. Ciascuna Parte dispone che i titolari del trattamento e, se del caso, i responsabili del trattamento, attuino misure tecniche e organizzative che tengano conto delle implicazioni del diritto alla protezione dei dati personali in tutte le fasi del trattamento dei dati. L'articolo 13 del Protocollo sancisce che gli articoli da 9 a 12 della Convenzione diventano gli articoli da 11 a 14 della stessa. L'articolo 14 del Protocollo modifica il testo dell'articolo 9 della Convenzione (nuovo articolo 11). Sono consentite eccezioni, fatte salve le disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 4, dell'articolo 7, paragrafo 2, dell'articolo 8, paragrafo 1 e dell'articolo 9, quando tale eccezione è prevista dalla legge, rispetta l'essenza dei diritti e delle libertà fondamentali e costituisce una misura necessaria e proporzionata in una società democratica per: a) la protezione della sicurezza nazionale, della difesa, della sicurezza pubblica e di importanti interessi economici e finanziari dello Stato, l'imparzialità e l'indipendenza del potere giudiziario o la prevenzione, l'investigazione e il perseguimento di reati e l'esecuzione di sanzioni penali e altri obiettivi essenziali di interesse pubblico generale; b) la tutela della persona interessata o dei diritti e delle libertà fondamentali altrui, in particolare la libertà di espressione. Le restrizioni all'esercizio delle disposizioni di cui agli articoli 8 e 9 possono essere previste dalla legge in relazione al trattamento dei dati a scopo di archiviazione nell'interesse pubblico, a fini di ricerca scientifica o storica o statistici quando non vi è alcun rischio riconoscibile di violazione dei diritti e delle libertà fondamentali degli interessati. Ciascuna parte può prevedere, per legge e solo nei casi in cui costituisce una misura necessaria e proporzionata in una società democratica per raggiungere tale scopo, eccezioni all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 14, paragrafi 5 e 6, e all'articolo 15, paragrafo 2, lettere a), b), c) e d) . Ciò lascia impregiudicato il requisito che le attività di trattamento a fini di sicurezza nazionale e di difesa siano soggette a revisione e vigilanza indipendenti ed efficaci ai sensi della legislazione nazionale della rispettiva parte. L'articolo 15 del Protocollo modifica il testo dell'articolo 10 (nuovo articolo 12) della Convenzione, secondo quanto segue: « Ciascuna delle Parti si impegna a stabilire appropriate sanzioni giudiziarie e non giudiziarie e rimedi per le violazioni delle disposizioni della presente Convenzione ». L'articolo 16 del Protocollo modifica il titolo del capo III della Convenzione, come segue: « Capo III – Flussi transfrontalieri di dati personali ». L'articolo 17 del Protocollo modifica il titolo dell'articolo 12 della Convenzione (nuovo articolo 14) e ne sostituisce il testo. Più precisamente si prevede che una Parte non può, al solo scopo di proteggere i dati personali, vietare o subordinare a speciale autorizzazione il trasferimento di tali dati a un destinatario soggetto alla giurisdizione di un'altra Parte della Convenzione. Tuttavia, una parte può farlo se sussiste un rischio reale e grave che il trasferimento ad un'altra Parte o da questa altra Parte a una non-Parte, porti a eludere le disposizioni della Convenzione. Una Parte può farlo anche se vincolata da norme di protezione armonizzate, condivise da Stati appartenenti a un'organizzazione internazionale regionale. Quando il destinatario è soggetto alla giurisdizione di uno Stato o di un'organizzazione internazionale che non è Parte della presente Convenzione, il trasferimento di dati personali può avvenire soltanto laddove sia garantito un livello adeguato di protezione basato sulle disposizioni della presente Convenzione. Nonostante le disposizioni precedenti, ciascuna Parte può prevedere che il trasferimento di dati personali possa aver luogo se: a) l'interessato ha fornito un consenso esplicito, specifico e libero, dopo essere stato informato dei rischi in assenza di adeguate garanzie; b) l'interesse specifico dell'interessato lo richiede nel caso specifico; c) i prevalenti interessi legittimi, in particolare gli interessi pubblici importanti, sono previsti dalla legge e tale trasferimento costituisce una misura necessaria e proporzionata in una società democratica; d) sostituisce una misura necessaria e proporzionata in una società democratica per la libertà di espressione. L'articolo 18 del Protocollo aggiunge un nuovo capo IV, successivamente al capo III della Convenzione, secondo quanto segue: « Capo IV – Autorità di controllo ». L'articolo 19 del Protocollo introduce un nuovo articolo 15 che comprende le disposizioni dell'articolo 1 del Protocollo aggiuntivo del 2001 (STE n. 181), secondo quanto segue: « Articolo 15 – Autorità di controllo » – . Ciascuna Parte provvede affinché una o più autorità siano responsabili di assicurare il rispetto delle disposizioni della presente Convenzione. A tal fine, tali autorità: a) hanno poteri di investigazione e di intervento; b) svolgono le funzioni relative al trasferimento di dati di cui all'articolo 14, in particolare l'approvazione di misure di sicurezza standardizzate; c) hanno il potere di emettere decisioni in merito alle violazioni delle disposizioni della presente Convenzione e possono in particolare, imporre sanzioni amministrative; d) hanno il potere di avviare procedimenti giudiziari o di portare all'attenzione delle competenti autorità giudiziarie le violazioni delle disposizioni della presente Convenzione; e) promuovono: i) la pubblica consapevolezza delle loro funzioni e poteri; ii) la consapevolezza pubblica dei diritti degli interessati e l'esercizio di tali diritti; iii) la consapevolezza dei titolari del trattamento e dei loro responsabili. Le competenti autorità di controllo sono consultate su proposte di misure legislative o amministrative che prevedono il trattamento di dati personali. Ciascuna autorità di controllo competente cura le richieste e i reclami presentati dagli interessati in merito ai loro diritti di protezione dei dati e tiene informati gli interessati dei progressi. Le autorità di controllo agiscono in piena indipendenza e imparzialità nell'esercizio delle loro funzioni e nell'esercizio delle loro competenze e in tal senso non sollecitano né accettano istruzioni. L'articolo 20 del Protocollo sancisce che i capi da IV a VII della Convenzione sono rinumerati nei nuovi capi da V a VIII della stessa e che il titolo del capo V è sostituito da quanto segue: « Capo V – Cooperazione e assistenza reciproca ». Lo stesso articolo del Protocollo aggiunge un nuovo articolo 17 e gli articoli da 13 a 27 della Convenzione diventano gli articoli da 16 a 31 della Convenzione stessa. L'articolo 21 del Protocollo sostituisce l'articolo 13 della Convenzione (nuovo articolo 16), secondo quanto segue: « Articolo 16 – (Designazione delle autorità di controllo) ». L'articolo 22 del Protocollo aggiunge un nuovo articolo 17 dopo il nuovo articolo 16 della Convenzione. Più precisamente: « Articolo 17 – (Forme di cooperazione) ». L'articolo 23 del Protocollo sostituisce l'articolo 14 della Convenzione (nuovo articolo 18), secondo quanto segue: « Articolo 18 – (Assistenza agli interessati) ». Ciascuna Parte assisterà qualsiasi interessato, indipendentemente dalla sua nazionalità o residenza, nell'esercizio dei suoi diritti ai sensi dell'articolo 9 della presente Convenzione. L'articolo 24 del Protocollo sostituisce l'articolo 15 della Convenzione (nuovo articolo 19), secondo quanto segue: « Articolo 19 – (Misure di salvaguardia) – ». Un'autorità di controllo che ha ricevuto informazioni da un'altra autorità di controllo, che accompagna una richiesta o in risposta alla propria richiesta, non utilizza tali informazioni per fini diversi da quelli specificati nella richiesta. In nessun caso l'autorità di controllo può essere autorizzata a presentare una richiesta per conto di un interessato in modo autonomo e senza l'espressa approvazione dell'interessato. L'articolo 25 del Protocollo modifica l'articolo 16 della Convenzione (nuovo articolo 20), secondo quanto segue: « Articolo 20 – (Rifiuto delle richieste) ». L'articolo 26 del Protocollo sostituisce l'articolo 17 della Convenzione (nuovo articolo 21), secondo quanto segue: « Articolo 21 – (Costi e procedure) ». La norma precedente della Convenzione subisce solo modifiche formali. L'articolo 27 del Protocollo sostituisce il titolo del capo V della Convenzione, secondo quanto segue: « Capo VI – Comitato della Convenzione ». Gli articoli 28, 29 e 30 del Protocollo sostituiscono il termine « Comitato consultivo », di cui al paragrafo 1 dell'articolo 18 della Convenzione (nuovo articolo 22), con il termine « Comitato della Convenzione ». Inoltre dettano disposizioni sul Comitato della Convenzione. L'articolo 31 del Protocollo sostituisce i paragrafi da 1 a 4 dell'articolo 21 della Convenzione (nuovo articolo 25), dettando disposizioni in materia di emendamenti alla presente Convenzione. L'articolo 32 del Protocollo sostituisce il paragrafo 1 dell'articolo 22 della Convenzione (nuovo articolo 26), secondo quanto segue: « 1 La presente Convenzione sarà aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea. Essa è soggetta a ratifica, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d'Europa ». L'articolo 33 del Protocollo sostituisce il titolo e il testo dell'articolo 23 della Convenzione (nuovo articolo 27), secondo quanto segue: « Articolo 27 – (Adesione di Stati non membri o organizzazioni internazionali) ». L'articolo 34 del Protocollo sostituisce i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 24 della Convenzione (nuovo articolo 28), secondo quanto segue: « Ogni Stato, l'Unione europea o altra organizzazione internazionale può, al momento della firma, del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, specificare il territorio o i territori ai quali si applica la presente Convenzione ». 2 Qualsiasi Stato, l'Unione europea o altra organizzazione internazionale può, in qualsiasi momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d'Europa, estendere l'applicazione della presente Convenzione a qualsiasi altro territorio specificato nella dichiarazione. L'articolo 35 del Protocollo sostituisce il termine « Stato » nel considerando 27 della Convenzione (nuovo articolo 31) con il termine « Parte ». Inoltre, i riferimenti agli articoli 22, 23 e 24 nella lettera c sono sostituiti dai riferimenti agli articoli 26, 27 e 28. L'articolo 36 regola la firma, ratifica e adesione. L'articolo 37 disciplina l'entrata in vigore. L'articolo 38 riguarda le dichiarazioni relative alla Convenzione. L'articolo 39 disciplina le riserve, sancendo che nessuna riserva può essere fatta alle disposizioni del presente Protocollo. L'articolo 40 riguarda le notifiche.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data al Protocollo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 37 del Protocollo stesso. 3 (Autorità di controllo ai sensi dell'articolo 15 del Protocollo) 1 L'Autorità di controllo di cui all'articolo 15 della Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, come modificato dall'articolo 19 del Protocollo di cui all'articolo 1 della presente legge, è il Garante per la protezione dei dati personali. 4 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all'attuazione della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .