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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 185 GIROTTO La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE CONSULTIVA Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e altre disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo DDL 2418 Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e altre disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo (Parere alla 11ª Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore CROATTI ( M5S ) ricorda preliminarmente che il disegno di legge in titolo, approvato dalla Camera dei deputati il 13 ottobre 2021, reca una serie di modifiche ed integrazioni alla disciplina sulle pari opportunità tra uomo e donna, in particolare con riferimento all'ambito lavorativo. Illustra quindi l'articolo 1, che modifica la disciplina sulla relazione biennale alle Camere, recante i risultati del monitoraggio sull'applicazione della legislazione in materia di parità e pari opportunità nel lavoro e sugli effetti delle disposizioni del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. La novella prevede che la relazione sia presentata dalla consigliera o consigliere nazionale di parità, anche sulla base del rapporto annuo che la medesima o il medesimo deve presentare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro delegato per le pari opportunità, nonché sulla base delle indicazioni fornite dal Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici. Dà indi conto delle novelle di cui all'articolo 2, che modificano le nozioni di discriminazione diretta e indiretta in ambito lavorativo. In particolare, la lettera a) del comma 1 inserisce nella nozione di discriminazione diretta l'ipotesi che la medesima discriminazione riguardi le candidate e i candidati, in fase di selezione del personale. Ricorda al riguardo che la formulazione vigente della norma oggetto della suddetta novella considera come discriminazione diretta qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento, nonché l'ordine di porre in essere un atto o un comportamento, che produca un effetto pregiudizievole, discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso, e, comunque, un trattamento meno favorevole rispetto a quello di un'altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga. La successiva lettera b) - prosegue il relatore - inserisce nella nozione di discriminazione indiretta la suddetta ipotesi che la discriminazione riguardi le candidate e i candidati, in fase di selezione, e specifica che la discriminazione indiretta può riguardare anche un aspetto di natura organizzativa o incidente sull'orario di lavoro. Osserva inoltre che la novella di cui alla successiva lettera c) opera una revisione della norma di chiusura secondo la quale costituisce in ogni caso discriminazione ogni trattamento o modifica dell'organizzazione delle condizioni e dei tempi di lavoro che, in ragione del sesso, dell'età anagrafica, delle esigenze di cura personale o familiare, dello stato di gravidanza nonché di maternità o paternità, anche adottive, ovvero in ragione della titolarità e dell'esercizio dei relativi diritti, ponga o possa porre il lavoratore in almeno una delle seguenti condizioni: posizione di svantaggio rispetto alla generalità degli altri lavoratori; limitazione delle opportunità di partecipazione alla vita o alle scelte aziendali; limitazione dell'accesso ai meccanismi di avanzamento e di progressione nella carriera. Passa quindi ad illustrare l'articolo 3,recante una revisione della disciplina che richiede, per le aziende pubbliche e private che superino un determinato numero di dipendenti, la redazione di un rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile, con riferimento ad ognuna delle professioni ed in relazione allo stato di assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell'intervento dei trattamenti di integrazione salariale, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta. In primo luogo, con le novelle di cui alle lettere a) , b) e c) del comma 1 dell'articolo 3: si riduce la suddetta soglia, estendendo l'obbligo alle aziende (pubbliche e private) che abbiano un numero di dipendenti compreso tra 51 e 100; si stabilisce una cadenza del rapporto fissa biennale, mentre la norma vigente prevede una cadenza "almeno" biennale; si specifica che le aziende al di sotto della nuova soglia dimensionale hanno facoltà di redigere il rapporto in esame, con le medesime modalità previste per le aziende assoggettate al relativo obbligo; si estende l'accesso al rapporto - già previsto per la consigliera o il consigliere regionale di parità - alla consigliera (o consigliere) di parità della città metropolitana o provincia (mentre viene confermata la trasmissione, da parte della medesima azienda, alle rappresentanze sindacali aziendali); si amplia l'ambito dei soggetti pubblici ai quali la consigliera o il consigliere regionale di parità deve inviare i risultati elaborati sulla base dell'esame del rapporto; si prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblichi, in un'apposita sezione del proprio sito internet , l'elenco delle aziende che hanno tramesso il rapporto e di quelle che non l'hanno trasmesso. Dopo essersi soffermato sulle novelle di cui alle successive lettere d) ed e) ,che demandano ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali la definizione delle disposizioni attuative della disciplina in esame, riassume i contenuti delle novelle di cui alle lettere f) e g) , che modificano la disciplina sui profili sanzionatori relativi all'obbligo di redazione e trasmissione del rapporto. Quanto alla novella di cui all'articolo 4 - osserva il relatore - siintroduce, con decorrenza dal 1° gennaio 2022, in relazione alle aziende pubbliche e private, l'istituto della certificazione della parità di genere, e si demanda ad uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri la definizione dei criteri e delle modalità attuative. Si demanda inoltre ad un altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del Ministro delegato per le pari opportunità, l'istituzione, presso il summenzionato Dipartimento per le pari opportunità, di un Comitato tecnico permanente sulla certificazione di genere nelle imprese. Illustra inoltre i commi 1 e 2 dell'articolo 5che prevedono, per il 2022, uno sgravio contributivo in favore delle aziende private in possesso della suddetta certificazione; l'esonero è concesso nel limite complessivo di 50 milioni di euro, nonché nel limite, per ogni azienda, di 50.000 euro annui e di un punto percentuale, con riferimento al complesso dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, secondo i criteri e le modalità stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali; entro i limiti suddetti, l'esonero è riparametrato e applicato su base mensile. Inoltre, il comma 1 esplicita che lo sgravio non ha effetti sulla misura dei trattamenti pensionistici. Fa presente poi che il comma 3 dello stesso articolo 5 dispone, in favore delle aziende private che, nell'anno precedente a quello di riferimento, siano in possesso della certificazione summenzionata: il riconoscimento di un punteggio premiale, nell'ambito della valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei, nazionali e regionali, di proposte progettuali, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti; l'indicazione, da parte delle pubbliche amministrazioni, nei bandi di gara, negli avvisi o negli inviti relativi a procedure per l'acquisizione di servizi, forniture, lavori e opere, dei relativi criteri premiali (che le amministrazioni intendano applicare alla valutazione dell'offerta). Riguardo all'indicazione di questi ultimi criteri, la norma richiama, in ogni caso, la compatibilità con il diritto dell'Unione europea e con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità; inoltre, si fanno salve le disposizioni di cui all'articolo 47 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, relative ai bandi di gara, avvisi o inviti summenzionati che si avvalgano, anche per una sola quota degli investimenti pubblici oggetto della procedura, delle risorse derivanti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) o dal Piano nazionale per gli investimenti complementari. Avviandosi alla conclusione, segnala che l'articolo 6 estende alle società (costituite in Italia) controllate da pubbliche amministrazioni e non quotate in mercati regolamentati le norme in materia di parità di genere previste per la composizione degli organi collegiali di amministrazione delle società quotate in mercati regolamentati. In base a tali disposizioni, lo statuto societario deve prevedere che il riparto degli amministratori da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi e che, per i primi sei mandati successivi all'applicazione della norma, ogni genere sia rappresentato nella misura di almeno due quinti degli amministratori eletti; lo statuto provvede in particolare a disciplinare le modalità di formazione delle liste ed i casi di sostituzione in corso di mandato al fine di garantire il rispetto del suddetto criterio di riparto. Siprevede altresì che con regolamento governativo siano adottate le modifiche all'attuale disciplina regolamentare sulla parità di genere negli organi collegiali di amministrazione e di controllo delle suddette società, controllate da pubbliche amministrazioni e non quotate in mercati regolamentati. Propone quindi l'espressione di un parere favorevole. Non essendovi iscritti a parlare, né in sede di discussione generale, né per dichiarazione di voto, previa verifica del numero legale, il PRESIDENTE pone ai voti la proposta di parere favorevole del relatore, che risulta approvata. Conversione in legge del decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali DDL 2409 Conversione in legge del decreto-legge 8 ottobre 2021, n. 139, recante disposizioni urgenti per l'accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l'organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali (Parere alla 1ª Commissione. Esame. Parere favorevole con osservazione) La relatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, l'articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 1), che sostituisce - a decorrere dall'11 ottobre 2021 - il comma 1 dell'articolo 5 del decreto-legge n. 52 del 2021. L'ultimo periodo della disposizione introdotta stabilisce, tra l'altro, la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, quando non sia possibile assicurare il rispetto delle condizioni da essa contemplate, salvo quanto previsto dal nuovo comma 1- bis per la zona bianca. L'articolo 1, comma 1, lettera a ), numero 2), inserisce infatti il nuovo comma 1- bis nell'articolo 5 del citato decreto-legge n. 52, consentendo in zona bianca, a decorrere dall'11 ottobre 2021 (in base al comma 3 dell'articolo 1 in esame), lo svolgimento delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati. Le predette attività sono consentite nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020. Rammenta peraltro che l'accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, con tracciamento dell'accesso alle strutture e che vengono fissati i limiti di capienza delle predette strutture, che non può comunque essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all'aperto e al 50 per cento al chiuso, fermo restando che occorre garantire la presenza, nei locali al chiuso ove si svolgono le predette attività, di impianti di aereazione senza ricircolo dell'aria. Illustra poi la novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b) , recante un intervento di coordinamento in una norma che, per il periodo di stato di emergenza epidemiologica da COVID-1911, individua una serie di ambiti o servizi ai quali si può accedere solo con il possesso di un certificato verde COVID-19 o qualora si rientri in una fattispecie di correlata esenzione. La novella inserisce in tale elenco le attività che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati, in relazione alla novella di cui al numero 2) della precedente lettera a) . Segnala altresì che secondo l'articolo 1, comma 1, lettera c) , a decorrere dall'11 ottobre 2021, ferma restando l'applicazione delle eventuali sanzioni previste dall'ordinamento sportivo, dopo una violazione delle disposizioni relative alla capienza consentita e alla verifica del possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 in materia di spettacoli aperti al pubblico, di eventi e competizioni sportivi e di discoteche, si applica, a partire dalla seconda violazione commessa in giornata diversa, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni. Si sofferma quindi sull'articolo 3 operante un'integrazione della disciplina transitoria - valida per il periodo 15 ottobre 2021-31 dicembre 2021 - che richiede, per i lavoratori, pubblici e privati, il possesso di un certificato verde COVID-19 in corso di validità ai fini dell'accesso al luogo di lavoro (fatta salva l'esenzione per i soggetti per i quali un'idonea certificazione medica attesti una controindicazione relativa alla vaccinazione contro il COVID-19). La novella in esame prevede che, in caso di richiesta da parte del datore di lavoro, pubblico o privato, i lavoratori siano tenuti a rendere le comunicazioni relative al possesso o alla mancanza del suddetto certificato con un preavviso idoneo, fermo restando che, in ogni caso, il lavoratore privo del medesimo certificato (e che non rientri nelle fattispecie di esenzione) non può accedere al luogo di lavoro. Per l'ipotesi di inadempimento dell'obbligo di comunicazione - obbligo derivante, come detto, dall'eventuale richiesta del datore di lavoro - non sono previste sanzioni specifiche, ma possono trovare luogo, ove ne ricorrano i presupposti in base ai rispettivi ordinamenti, quelle disciplinari. In conclusione, la relatrice dà conto dell'articolo 9, comma 3, che riduce a trenta giorni il termine per il parere del Garante per la protezione dei dati personali su un novero di atti, tra cui, per quanto di interesse, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) 2030. Diversamente, il termine previsto per l'attività del Garante sarebbe di quarantacinque giorni. Sottolinea altresì che il termine di trenta giorni è improrogabile e che, qualora decorra senza che il parere sia reso, l'acquisizione di quest'ultimo non è necessaria ai fini del prosieguo del procedimento. Preannuncia infine l'intenzione di inserire una indicazione nello schema di parere che si accinge a presentare volta a ribadire la necessità di un ampliamento delle capienze per i locali da intrattenimento e le discoteche, fermo restando il mantenimento delle mascherine, tenuto conto che occorre anzitutto garantire la prosecuzione di attività economicamente rilevanti. In discussione generale interviene il senatore CROATTI ( M5S ), il quale rimarca con preoccupazione gli attuali problemi delle discoteche connessi senz'altro al tema delle capienze, ma non soltanto nella fase emergenziale. Precisa infatti che la normativa italiana è assai più restrittiva di quella degli altri Paesi europei, pur prevedendo anche controlli di tipo diverso. Si compiace pertanto delle previste riaperture, ma paventa il rischio che risulti ancora compromessa la sostenibilità economica di tali locali. Occorre dunque, a suo avviso, una riflessione, anche rispetto alla legislazione europea, in materia di parametri per l'accesso a tali locali. Concorda il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ), rammentando a sua volta che l'Italia ha adottato misure più penalizzanti, tanto per i locali quanto per i ristoranti, rispetto al resto d'Europa. Avanza dunque l'ipotesi di chiedere il deferimento di un affare assegnato, da svolgere rapidamente, per approfondire tali temi. Si associa il senatore COLLINA ( PD ). Il presidente GIROTTO riassume i principali contenuti del dibattito incentrati su due aspetti: in primo luogo, l'eliminazione dei limiti di capienza anche durante la fase emergenziale; in secondo luogo, la revisione dei parametri riguardanti il numero massimo di persone nei locali, a prescindere dalle misure connesse al contenimento della pandemia da COVID-19. Quanto alla proposta di assegnazione di un affare, assicura che sarà valutata in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi. Interviene incidentalmente il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) per sottolineare come, in questa sede, sia più appropriato fare riferimento esclusivamente al primo degli aspetti sottolineati dal Presidente, mentre il secondo tema potrebbe essere affrontato in una diversa sede. Seguono brevi interventi della senatrice ROSSI ( Misto-IeC ) sulla fissazione delle regole in materia di capienze, e del senatore PIANASSO ( L-SP-PSd'Az ) sugli attuali criteri impiegati per definire i limiti di affollamento. Concluso il dibattito, la relatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) illustra uno schema di parere favorevole con una osservazione, pubblicato in allegato. Previa verifica del numero legale, il PRESIDENTE pone ai voti la proposta di parere favorevole con osservazione della relatrice, che risulta approvata. Schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di disciplina dell'elenco pubblico delle organizzazioni e associazioni di cui agli articoli 840-bis del codice di procedura civile e 196-ter delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile Doc n. 313 Schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di disciplina dell'elenco pubblico delle organizzazioni e associazioni di cui agli articoli 840-bis del codice di procedura civile e 196-ter delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile (Osservazioni alla 2ª Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli) Il relatore MOLLAME ( L-SP-PSd'Az ) osserva che lo schema di regolamento è volto a dare attuazione agli articoli 1 e 2 della legge n. 31 del 2019 (Disposizioni in materia di azione di classe), definendo il necessario quadro regolamentare affinché le organizzazioni e le associazioni aventi come scopo la tutela di diritti individuali omogenei acquisiscano - mediante l'iscrizione nell'istituendo elenco - la necessaria legittimazione per attivare i prescritti meccanismi di tutela. Il testo, che si compone di 12 articoli, è corredato del parere del Consiglio di Stato, reso in data 26 agosto 2021 e di quello del Garante per la protezione dei dati personali, reso il 14 gennaio 2021. Illustra quindi l'articolo 1, che definisce l'oggetto del regolamento, costituito dall'istituzione dell'elenco. Si prevede che il regolamento disciplini: i requisiti e le modalità per l'iscrizione nell'elenco; i criteri per la sospensione e la cancellazione delle organizzazioni e associazioni dall'elenco; le modalità di aggiornamento dell'elenco; il contributo dovuto dalle organizzazioni o associazioni ai fini dell'iscrizione e del mantenimento dell'iscrizione. Fa presente che nel medesimo articolo sono esplicitate alcune definizioni dei termini utilizzati nel testo e che, in particolare, con le espressioni «organizzazioni» e «associazioni» si intendono gli enti del terzo settore - individuati dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 117 del 2017 - diversi dalle imprese sociali incluse le cooperative sociali, i cui obiettivi statutari comprendono la tutela di diritti individuali omogenei. Dà indi conto dell'articolo 2, sull'istituzione e sulla tenuta dell'elenco. In proposito, evidenzia per quanto di interesse che, ai fini della prima costituzione, sono incluse nell'elenco le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale che, al momento dell'entrata in vigore del decreto, risultano iscritte nell'elenco di cui all'articolo 137 del cosiddetto Codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, tenuto presso il Ministero dello sviluppo economico. Illustra successivamente l'articolo 3, suirequisiti per l'iscrizione, l'articolo 4, sul contenuto della domanda di iscrizione nell'elenco e sulle modalità per la sua presentazione, nonché l'articolo 5, relativo al versamento di un contributo iniziale quale quota annuale di mantenimento dell'iscrizione nell'elenco. Si sofferma quindi sull'articolo 6, recante il procedimento di iscrizione, e sull'articolo 7, relativo al mantenimento dell'iscrizione. Quanto all'articolo 8, rileva che l'aggiornamento dell'elenco è effettuato con cadenza annuale - entro il 31 ottobre - con decreto del Direttore generale, pubblicato sul sito internet istituzionale ed è preceduto dalla verifica del mantenimento da parte singole organizzazioni o associazioni dei requisiti disciplinati. Dopo aver accennato all'articolo 9, concernente la disciplina dei procedimenti di sospensione e cancellazione dall'elenco, passa ad illustrare l'articolo 10 che regola la sospensione dell'iscrizione - da un minimo di 4 fino ad un massimo di 12 mesi - nei casi in cui vengano meno i requisiti necessari per l'iscrizione dell'elenco, purché si tratti di carenze lievi, ed alla condizione che l'organizzazione o associazione dichiari per iscritto, entro dieci giorni dalla ricezione della relativa comunicazione, che provvederà a recuperare il requisito. Avviandosi alla conclusione, fa presente che l'articolo 11 detta la disciplina della cancellazione dall'elenco, e propone infine di esprimere osservazioni favorevoli. Nessuno chiedendo di intervenire, previa verifica del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di osservazioni favorevoli del relatore. Ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza DDL 2333 Ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Parere alla 7ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore COLLINA ( PD ) premette che il disegno di legge, recante la ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), è stato approvato in prima lettura dalla Camera il 20 luglio scorso. Nel ricordare il discorso di insediamento del presidente Draghi, sottolinea l'importanza del provvedimento al fine di coinvolgere il sistema produttivo nella riorganizzazione dell'istruzione e della formazione tecnica, anche attraverso l'individuazione di nuove aree tecnologiche, per aumentare la resilienza del sistema. Fa presente che il provvedimento opera la prima riforma legislativa organica degli istituti tecnici superiori (ITS), a tutt'oggi disciplinati da una fonte di rango secondario. Osserva dunque che l'intervento normativo interviene sul segmento formativo terziario post diploma, di durata biennale (o triennale, secondo quanto disposto dal presente disegno di legge), che punta sulla specializzazione tecnica da assicurare in sinergia, fra l'altro, con il mondo imprenditoriale e il sistema universitario. Rimarca peraltro che il disegno di legge interviene in uno degli ambiti di interesse del PNRR, in cui è stato assunto l'impegno di riformare il sistema ITS, al fine tra l'altro di rafforzarne la presenza attiva nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori, nonché di realizzare un'integrazione dei percorsi ITS con il sistema universitario delle lauree professionalizzanti. In sintesi, rispetto alla disciplina vigente, il disegno di legge presenta numerosi elementi di continuità ed alcuni aspetti del tutto innovativi, tra cui menziona: le nuove aree tecnologiche alle quali faranno riferimento gli ITS Academy ; la suddivisione dei percorsi degli ITS in due livelli; la governance degli ITS; i requisiti per l'individuazione dei docenti degli ITS Academy ; il sistema di accreditamento inziale e periodico degli ITS Academy , quale condizione per l'accesso al finanziamento pubblico; l'istituzione di un Coordinamento nazionale per lo sviluppo del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore. Passando all'articolato, evidenzia che l'articolo 1 inquadra l'oggetto del provvedimento in esame, specificando che formano parte integrante del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore: gli istituti tecnici superiori - indirizzati prioritariamente alla formazione professionalizzante di tecnici altamente specializzati e alla realizzazione degli altri obiettivi definiti dall'articolo in esame - i quali assumono la denominazione di "accademie per l'istruzione tecnica superiore" (ITS Academy ); i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, indirizzati a consolidare, aggiornare e specializzare le competenze tecnologiche e tecnico-professionali. Segnala che, da ultimo, il decreto-legge n. 130 del 2021 - all'esame della 10 a Commissione in sede referente (A.S. 2401) - ha abrogato la disposizione di cui all'articolo 1, comma 468, della legge di bilancio per il 2019, che prescriveva, a partire dall'anno 2020 e con frequenza biennale, l'attualizzazione degli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi ITS, nonché dei criteri di valutazione dei piani di attività realizzati, con particolare riferimento agli esiti occupazionali dei giovani specializzati e alla rispondenza alle esigenze di innovazione tecnologica e organizzativa delle filiere produttive a vari livelli territoriali. Quanto all'articolo 2, comma 1, che definisce la missione degli ITS Academy , sottolinea come ad essi sia attribuito tra l'altro il compito prioritario di potenziare e ampliare la formazione professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e tecnico-professionali per sostenere le misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo, consentendo di superare gradualmente il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, che condiziona lo sviluppo delle imprese, con particolare riguardo a quelle piccole e medie, nonché il compito di sostenere la diffusione della cultura scientifica e tecnologica. Sottolinea altresì che tra i settori di riferimento rivestono una posizione centrale: la transizione digitale; l'innovazione; la competitività e la cultura; la rivoluzione verde e la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile. Dà indi conto dell'articolo 3, comma 1, secondo cui dovranno essere individuate differenti areetecnologiche quali elementi caratterizzanti dei singoli ITS Academy , e del comma 2, che demanda ad un decreto interministeriale la definizione: delle figure professionali nazionali di riferimento, in relazione a ciascuna area tecnologica e agli eventuali ambiti in cui essa si articola a livello nazionale; degli standard minimi delle competenze tecnologiche e tecnico-professionali in relazione a ciascuna figura professionale e agli eventuali ambiti in cui essa si articola; dei diplomi di tecnico superiore rilasciati a conclusione dei percorsi formativi. Fa notare in particolare che, secondo il comma 4, occorre tener conto, nell'adozione del decreto di individuazione delle specifiche aree tecnologiche, delle principali sfide attuali e linee di sviluppo economico, con particolare riguardo alle seguenti: la transizione ecologica, compresi i trasporti, la mobilità e la logistica; la transizione digitale; le nuove tecnologie per il made in Italy , compreso l'alto artigianato artistico; le nuove tecnologie della vita; i servizi alle imprese e agli enti senza fine di lucro; le tecnologie per i beni ele attività artistiche e culturali e per il turismo; le tecnologie dell'informazione, della comunicazione e dei dati; l'edilizia. Il comma 5 consente ai singoli ITS Academy di fare riferimento a più di un'area tecnologica, purché nella medesima Regione non operino altri ITS Academy che fanno riferimento a quelle medesime aree nonché previa acquisizione dell'intesa con le Regione interessata. Illustra poi l'articolo 4, comma 1, in virtù del quale gli ITS Academy si costituiscono come fondazioni ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice civile, secondo il modello della fondazione di partecipazione, quale standard organizzativo nazionale della struttura. Le fondazioni ITS Academy acquistano la personalità giuridica mediante iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituito presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo della provincia nella quale hanno sede. Osserva quindi che nello standard organizzativo minimo deisoggetti fondatori delle fondazioni ITS Academy , devono essere presenti - tra l'altro - una o più imprese, gruppi, consorzi e reti di imprese del settore produttivo che utilizzano in modo prevalente le tecnologie che caratterizzano l'ITS Academy in relazione alle aree tecnologiche. Quanto all'articolo 5, comma 1, relativo all'articolazione in semestri dei percorsi formativi degli ITS Academy, rileva che possono esserereclutati esperti, con contratto a norma dell'articolo 2222 del codice civile (che disciplina il contratto d'opera), selezionati tra soggetti provenienti dal mondo del lavoro, ivi compresi gli enti di ricerca privati, e aventi una specifica esperienza professionale, maturata per almeno 5 anni, in settori produttivi correlabili all'area tecnologica di riferimento dell'ITS Academy , nonché tra esperti che operano nei settori dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertarne la maturata esperienza nel settore. Dopo essersi soffermato sull'articolo 7, comma 1, evidenzia che il comma 2 demanda la determinazione degli standard minimi nazionali a un decreto del Ministro dell'istruzione, da adottare sentiti i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, nonché su proposta del Tavolo istituzionale paritetico di cui all'articolo 12, che ne predispone lo schema. Fa notare inoltre che secondo l'articolo 10, comma 1, i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore devono essere conformati in modo da concorrere al superamento sia del disallineamento delle competenze tecnologiche e tecnico-professionali dei giovani e degli adulti rispetto alle richieste del mondo del lavoro e delle professioni, sia della carenza di figure professionali dotate di competenze digitali rispetto ai fabbisogni indotti dall'innovazione tecnologica del Paese. L'articolo 11 - prosegue il relatore - dispone in ordine all'istituzione, tramite decreto del Ministro dell'istruzione, del Coordinamento nazionale per lo sviluppo del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, operante presso il medesimo Dicastero, di cui fanno parte, per quanto di interesse, anche rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero della transizione ecologica, nonché delle associazioni dei datori di lavoro e delle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, degli organismi paritetici costituiti su iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Avviandosi alla conclusione, sottolinea che la riforma integra una serie di percorsi intrapresi nei territori, innestandosi dove già ci sono realtà produttive avviate. Dopo aver accennato all'esperienza della regione Emilia-Romagna, avrebbe auspicato un maggiore coinvolgimento della 10ª Commissione, tenuto conto che il provvedimento sottende la costruzione delle competenze in base alla definizione della filiera produttiva. Preannuncia quindi l'intenzione di esprimere un parere articolato. Il presidente GIROTTO , considerata lo stato avanzato dei lavori presso la sede di merito, prospetta la possibilità, per il relatore, di illustrare il parere che sarà approvato nella Commissione interessata, nonché di chiedere, ai sensi dell'articolo 39, comma 4 del Regolamento, che detto parere sia stampato in allegato alla relazione che la Commissione redigerà per l'Assemblea. Prefigura altresì l'ipotesi di essere coinvolti, in via informale, nel ciclo di audizioni in corso sul provvedimento. Ad una richiesta di chiarimento della senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) sulla natura delle fondazioni, risponde il relatore COLLINA ( PD ). Il seguito dell'esame è rinviato. Conversione in legge del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili DDL 2426 Conversione in legge del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili (Parere alle Commissioni 6ª e 11ª riunite. Esame e rinvio) Il relatore presidente GIROTTO ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di interesse, che i commi da 7 a 12 dell'articolo 5 prevedono una procedura per il riversamento spontaneo, senza applicazione di sanzioni e interessi, di crediti d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo da parte di soggetti che li hanno indebitamente utilizzati. Fa presente che l'accesso alla procedura è escluso nei casi di condotte fraudolente, di fattispecie simulate, di false rappresentazioni della realtà basate sull'utilizzo di documenti falsi, nonché nelle ipotesi in cui manchi la documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito d'imposta. Dopo aver evidenziato che la procedura non può essere utilizzata per il riversamento dei crediti il cui indebito utilizzo in compensazione sia già stato accertato con provvedimenti impositivi divenuti definitivi, mentre nel caso di indebito utilizzo constatato con un atto non ancora divenuto definitivo, il versamento deve obbligatoriamente riguardare l'intero importo del credito, rileva che la procedura si perfeziona con l'integrale versamento di quanto dovuto. Si sofferma altresì sull'articolo 5, comma 13, lettera a ),cheassoggetta alla disciplina contenuta nelle Sezioni 3.1 ("Aiuti di importo limitato") e 3.12 ("Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti") della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final (Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19), le seguenti misure di agevolazione: il contributo a fondo perduto per le start-up ; le varie misure fiscali di agevolazione e razionalizzazione connesse all'emergenza da COVID-19; l'esenzione dal versamento della prima rata dell'imposta municipale propria per gli operatori economici destinatari del contributo a fondo perduto; l'ulteriore contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che hanno la partita IVA attiva al 30 giugno 2021; l'estensione e la proroga del credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda. Osserva poi che la lettera b ) introduce il parere della Conferenza Stato-autonomie locali nell'ambito della procedura di emanazione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze chiamato a stabilire le modalità di attuazione della disciplina relativa alla concessione delle varie misure di aiuto sottoposte ai limiti e alle condizioni previsti dalle Sezioni 3.1 e 3.12 della suddetta comunicazione della Commissione europea. Illustra indi l'articolo 6, sulla disciplina del patent box, che prevede la parziale detassazione dei redditi derivanti da alcune tipologie di beni immateriali giuridicamente tutelabili, con un'agevolazione che maggiora del 90 per cento i costi di ricerca e sviluppo sostenuti in relazione a tali beni, consentendone così una più ampia deducibilità ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP. Sottolinea comunque che, come per il previgente patent box, la nuova disciplina è rivolta ai titolari di reddito d'impresa e secondo condizioni sostanzialmente analoghe e che ai beni immateriali agevolabili si aggiungono anche i marchi d'impresa. Nell'evidenziare che, per accedere all'agevolazione, è prevista la sola procedura di autoliquidazione del beneficio e che, rispetto all'originario patent box, non si contempla la procedura di ruling , che esita nella sottoscrizione di un accordo con l'Agenzia delle entrate, rimarca come le norme in esame regolino il regime transitorio applicabile e le condizioni, per i potenziali beneficiari, alle quali è possibile transitare nel nuovo regime. Dà poi conto del comma 1 dell'articolo 7, che rifinanzia per 100 milioni di euro il Fondo automotive istituito dal comma 1041 della legge di bilancio 2019, stabilendo la seguente destinazione di tali fondi: 65 milioni di euro per rifinanziare il cosiddetto ecobonus per l'acquisto, anche in locazione finanziaria, di autoveicoli elettrici e ibridi nuovi (con emissioni tra 0 e 60 gr di CO2/Km), di cui all'articolo 1, comma 1031, della legge di bilancio 2019, i cui fondi risultano attualmente esauriti; 20 milioni di euro per rifinanziare i contributi per l'acquisto di veicoli commerciali nuovi di categoria N1, anche in locazione finanziaria, o autoveicoli speciali nuovi di categoria M1, di cui all'articolo 1, comma 657, della legge di bilancio 2021, di cui euro 15 milioni riservati ai veicoli esclusivamente elettrici, i cui fondi sono esauriti; 10 milioni di euro ai contributi per l'acquisto, anche in locazione finanziaria, di autoveicoli con emissioni comprese nella fascia 61-135 gr di CO2/Km, di cui all'articolo 1, comma 654, della legge di bilancio 2021, i cui fondi non risultano peraltro ancora esauriti, ammontando, prima del rifinanziamento in commento, a più di 28 milioni di euro; 5 milioni di euro per rifinanziare i contributi per l'acquisto di autoveicoli usati (categoria M1) di cui all'articolo 73- quinquies , comma 2, lettera d) , del decreto-legge n. 73 del 2021, i cui fondi residui non sono ancora esauriti ed ammontano a più di 35 milioni di euro. Passa ad illustrare l'articolo 10, che prevede in favore dei lavoratori dipendenti di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner in amministrazione straordinaria la possibilità di concedere un periodo complessivo di ulteriori 12 mesi di trattamento straordinario di integrazione salariale previsto dalla normativa vigente per i dipendenti delle aziende commissariate, anche successivamente alla conclusione dell'attività del commissario e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2022. Per garantire le prestazioni integrative del suddetto trattamento a carico del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale viene altresì previsto un incremento di tale Fondo di 212,2 milioni di euro per il 2022. Segnala altresì che i commi da 1 a 12 dell'articolo 11 prevedono, in favore di alcune categorie di datori di lavoro, la possibilità di fruizione di un ulteriore intervento di integrazione salariale con causale COVID-19, nel periodo 1° ottobre 2021-31 dicembre 2021, e dispongono alcuni adeguamenti finanziari per il 2021 e per il 2022, di segno positivo o negativo, per alcuni istituti lavoristici, in relazione al quadro effettivo delle esigenze. In dettaglio, riferisce che le categorie interessate dai nuovi interventi di integrazione salariale con causale COVID-19 sono: nella misura di tredici settimane e nel rispetto di precisi limiti di spesa, i datori di lavoro esclusi dall'ambito di applicazione del trattamento ordinario di integrazione salariale e che rientrino, quindi, nell'ambito di applicazione di assegni ordinari di integrazione a carico di fondi di solidarietà bilaterali, ovvero nell'ambito di trattamenti di integrazione salariale in deroga; nella misura di nove settimane e nel rispetto di determinati limiti di spesa, i datori di lavoro nei settori delle industrie tessili, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili, con riferimento al trattamento ordinario di integrazione salariale con la causale suddetta. Avviandosi alla conclusione, menziona i commi 16 e 17 che riconoscono anche per il 2021, nel rispetto di un limite di spesa pari a 1,39 milioni di euro per il medesimo anno, un'indennità in favore dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, ubicate nel territorio della Regione Sicilia, i quali avessero cessato nel 2020 di fruire del trattamento NASpI (e che avessero già richiesto, in base ad una specifica disposizione, la summenzionata indennità per il 2020). L'articolo 17 reca infine le coperture finanziarie. Il seguito dell'esame è rinviato. ANTICIPAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI Il PRESIDENTE propone di anticipare l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi per la programmazione dei lavori, già convocato al termine della seduta. Conviene la Commissione. La seduta, sospesa alle ore 15,15, riprende alle ore 15,35. IN SEDE REFERENTE Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale DDL 2401 Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 26 ordini del giorno e 47 emendamenti al disegno di legge in titolo, pubblicati in allegato. Rende altresì noto di aver chiesto un incontro al Presidente del Senato per valutare congiuntamente l'improponibilità degli emendamenti per estraneità di materia, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, al fine di individuare un indirizzo comune. Avverte che si procederà nella fase di illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti. Il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'ordine del giorno G/2401/8/10, con cui si chiede al Governo di intervenire per spostare una parte degli oneri di sistema sulla fiscalità generale, e l'ordine del giorno G/2401/9/10, attraverso il quale si invoca un impegno per rivedere il servizio di interrompibilità del gas, considerata la situazione emergenziale in termini di approvvigionamento. In merito all'ordine del giorno G/2401/10/10, domanda all'Esecutivo di adoperarsi in sede europea affinché si consideri il ruolo strategico di accompagnamento del gas naturale nella transizione ecologica. Con l'ordine del giorno G/2401/11/10, propone di adottare misure per contenere l'aumento dei prezzi dell'energia e del gas naturale anche nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022. L'ordine del giorno G/2401/13/10 sollecita il Governo ad adottare le opportune iniziative per aumentare la produzione nazionale di gas e il relativo approvvigionamento. Si sofferma infine sui contenuti dell'ordine del giorno G/2401/14/10. I restanti ordini del giorno generali si danno per illustrati. In sede di articolo 1, prende la parola il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) per illustrare l'emendamento 1.4, volto ad estendere la cancellazione degli oneri di sistema anche alle somministrazioni di energia elettrica ricomprese in un contratto di servizio energia o in un contratto di rendimento energetico. I restanti emendamenti all'articolo 1, nonché l'emendamento volto a inserire un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 1, si danno per illustrati. Si passa all'illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli ordini del giorno G/2401/24/10, G/2401/25/10 e G/2401/26/10, che riprendono sostanzialmente i contenuti degli emendamenti presentati all'articolo 2. Al riguardo, dà conto dell'emendamento 2.5, di analogo contenuto al 2.2, attraverso il quale si intende estendere l'IVA agevolata anche all'autotrazione, considerando che la relativa filiera dipende completamente dal gas naturale. Si augura pertanto che l'esecutivo avvii una riflessione e stanzi le risorse occorrenti. Illustra quindi gli emendamenti 2.6 e 2.9, mediante i quali si chiede di estendere l'IVA agevolata anche alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell'ambito di un contratto di servizio energia. Quanto all'emendamento 2.11, si propone di includere nelle agevolazioni anche le forniture di energia termica per il tramite di reti di teleriscaldamento. I restanti emendamenti all'articolo 2, nonché quelli volti a inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 2, si danno per illustrati. In sede di articolo 3, si danno per illustrati gli emendamenti presentati. Con riferimento alle proposte emendative volte ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 3, prende nuovamente la parola il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) per illustrare l'emendamento 3.0.8 finalizzato ad aumentare la liquidità nel mercato elettrico e ad abbassare i costi delle transazioni. Illustra infine i contenuti dell'emendamento 3.0.11 attraverso il quale si modificano le competenze del Ministero della transizione ecologica, includendovi gli aspetti legati alla resilienza del sistema energetico. Poiché nessuno chiede di intervenire per illustrare gli altri emendamenti volti ad inserire articoli aggiuntivi dopo l'articolo 3 nonché gli emendamenti riferiti all'articolo 4, essi si danno per illustrati. Non essendovi ulteriori interventi in sede di illustrazione degli emendamenti e degli ordini del giorno, il PRESIDENTE dichiara conclusa tale fase procedurale. Il seguito dell'esame viene quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA PLENARIA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata domani, mercoledì 27 ottobre, alle ore 9, non avrà luogo. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 15,50. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2409 La 10ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, esprime parere favorevole con la seguente osservazione: si auspica un progressivo ampliamento delle capienze, anche durante la permanenza del periodo emergenziale, per tener conto della sostenibilità economica connessa alla gestione dei locali e delle discoteche, pur mantenendo l'obbligo di indossare la mascherina. Allegato