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Stupefacenti e sostanze psicotrope - Disposizioni per favorire il recupero dei tossicodipendenti recidivi - Libertà di scelta da parte dell'utente tra strutture pubbliche e private operanti nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze - Qualificazione come livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera 'm)', della Costituzione - Previsione nel modificato comma 2 dell'art. 116 del d.P.R. n. 309 del 1990 - Ricorso della Regione Toscana - Inappropriato inquadramento della libertà di scelta tra i livelli essenziali delle prestazioni - Conseguente esorbitanza dai principi fondamentali riservati alla legislazione statale nella materia di concorrente «tutela della salute» - Illegittimità costituzionale parziale - Assorbimento delle ulteriori questioni sollevate.. E' costituzionalmente illegittimo, con assorbimento delle ulteriori questioni sollevate, l'art. 4- quinquiesdecies del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione 21 febbraio 2006, n. 49, nella parte in cui modifica il comma 2 dell'art. 116 del d.P.R. n. 309 del 1990, limitatamente alle parole «che rappresentano livelli essenziali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m ), della Costituzione». Infatti, l'inquadramento della libertà di scelta nell'ambito normativo dell'art. 117, secondo comma, lettera m ), Cost., non solo è concettualmente inappropriato, ma comporta conseguenze lesive dell'autonomia regionale, in quanto consente il superamento dei confini tra principi fondamentali della materia, riservati alla legislazione dello Stato, e disciplina di dettaglio, riservata alle Regioni, tipici della competenza ripartita di cui al terzo comma dell'art. 117 Cost., nel cui ambito ricade la normativa de qua , volta alla tutela della salute dei tossicodipendenti.