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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 232 STEFANO La seduta inizia alle ore 15,25. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 maggio. Il PRESIDENTE informa che, nel corso delle audizioni informali sul disegno di legge n. 2169 (legge europea 2019-2020), svoltesi il 4 maggio scorso e in data odierna, in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, è stata acquisita documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione, al pari di quella che sarà depositata in occasione delle successive audizioni. Comunica altresì che il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è posticipato al prossimo 18 maggio, alle ore 19, al fine di consentire lo svolgimento di alcune importanti audizioni. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1921, 2087) Disciplina della professione di guida turistica DDL 1921 Disciplina della professione di guida turistica DDL 2087 Disciplina della professione di guida turistica (Parere alla 10 a Commissione. Esame congiunto e rinvio) La senatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ), relatrice,introduce l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, che recano disposizioni atte a regolamentare la professione di guida turistica. Le iniziative nascono dalla necessità di chiarire definitivamente la natura dell'attività di "guida turistica", che non è quella di un mero servizio turistico, ma di una vera e propria professione, distinguendola dall'attività di "accompagnatore turistico". L'Italia è espressione di un patrimonio culturale esteso e diffuso che, incontrandosi con le tradizioni e le specificità proprie di ciascun territorio, diventa unico al mondo e, come tale, deve essere valorizzato e salvaguardato. Per questo motivo è importante che chi illustra professionalmente tali realtà sia competente e abbia una conoscenza specifica dei territori. Con i disegni di legge in esame si intende anche rafforzare le politiche di formazione delle guide e di attivare le necessarie misure di tutela verso le guide turistiche italiane. La Relatrice ricorda che, in materia, il 6 settembre 2012 la Commissione europea, nell'ambito della procedura EU-Pilot 4277/12/MARK, aveva contestato la compatibilità con la normativa dell'Unione europea della legislazione nazionale relativa alle guide turistiche, laddove essa prevedeva la validità dell'abilitazione all'esercizio della professione di guida turistica solo nella regione o provincia di rilascio. Tali norme violavano, secondo la Commissione, la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno e in particolare il paragrafo 4 dell'articolo 10 che stabilisce la portata nazionale dell'autorizzazione ad esercitare la professione. Con l'entrata in vigore della legge 6 agosto 2013, n. 97 (legge europea 2013), è stato chiuso il contenzioso con l'Europa, avendo stabilito che l'abilitazione alla professione di guida turistica è valida sull'intero territorio nazionale e che anche le guide turistiche abilitate in altri Stati membri possono operare in regime di libera prestazione di servizi sull'intero territorio nazionale senza necessità di ulteriori autorizzazioni o abilitazioni. La norma ovviamente vale anche per i professionisti italiani, al fine di evitare una disparità di trattamento rispetto ai professionisti provenienti da altri Stati membri. Le guide turistiche nazionali hanno così assistito ad una dequalificazione della propria professione, per necessità di allineamento con la normativa europea, a scapito della migliore valorizzazione del patrimonio culturale italiano. In tale contesto, i disegni di legge in esame intendono chiarire definitivamente che le guide turistiche, essendo una vera e propria categoria di professionisti specializzati, non possono essere assoggettate all'ambito di applicazione della direttiva servizi 2006/123/CE, nella quale si sono ritrovate per un mero errore di traduzione. Nel considerando 33 della direttiva, infatti, sono disciplinati i servizi turistici dei " tour guides ", che sono quelli offerti dagli "accompagnatori turistici", addetti alla supervisione e all'organizzazione del viaggio. Questo termine è stato erroneamente tradotto come "guide turistiche", e ciò ha creato confusione tra le due professioni, che sebbene in Italia siano entrambe regolamentate, risultano tuttavia ben distinte: l'accompagnatore e la guida turistica. Il termine inglese corretto che identifica le guide turistiche non è infatti " tour guides ", ma " tourist guides ". La guida turistica, intesa come persona che guida i visitatori nella loro lingua e interpreta il patrimonio culturale e naturale di un'area per la quale possiede una qualifica specifica, riconosciuta e certificata dall'autorità preposta, esula pertanto dal campo dei servizi organizzativi, rientrando a tutti gli effetti nell'ambito di applicazione della direttiva 2005/36/CE, sulle qualifiche professionali. Ritenendo quindi che le guide turistiche siano gli unici professionisti specializzati a illustrare correttamente ai visitatori il patrimonio culturale italiano, migliorandone la divulgazione e contribuendo così alla sua valorizzazione e tutela, con i disegni di legge in esame si intende chiarire i requisiti professionali necessari per l'esercizio della professione di "guida", distinguendola dalla figura dell'accompagnatore turistico. Entrambi i disegni di legge stabiliscono negli articoli 1 e 2 rispettivamente le finalità e la definizione di "guida turistica". All'articolo 3, dettano le modalità di esercizio della professione di guida turistica. Circa l'esame di abilitazione, disciplinato dall'articolo 3 del disegno di legge n. 1921 e dall'articolo 5 del disegno di legge n. 2087, si prevede che sia sostenuto previa frequenza di appositi corsi di formazione. I disegni di legge, con l'articolo 4, istituiscono l'elenco nazionale delle guide turistiche, cui sono iscritti tutti coloro che hanno superato l'esame di abilitazione. Per quanto riguarda la formazione, il disegno di legge n. 2087 prevede corsi di formazione per l'acquisizione delle specializzazioni, mentre il disegno di legge n. 1921 stabilisce che i corsi sono connessi all'area territoriale in cui si sostiene l'esame di abilitazione e si svolge la professione. Gli articoli 6 e 7 del disegno di legge n. 1921 stabiliscono le disposizioni che danno accesso alla professione ai cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea. Il disegno di legge n. 2087 stabilisce nell'articolo 8 il riconoscimento del diritto all'ingresso gratuito, in tutti i siti in cui esercitano la professione, alle guide turistiche munite di tessera professionale. L'articolo 9 dello stesso garantisce compensi adeguati e proporzionati alla qualità e alla quantità del lavoro svolto. Il disegno di legge n. 2087, nell'articolo 10, definisce divieti e sanzioni. La Relatrice ribadisce, quindi, l'importanza del prefigurato intervento normativo, volto a riconoscere la qualificazione professionale della guida turistica, distinguendola dagli accompagnatori turistici, considerata anche la necessità di tutelare tale figura professionale dalla concorrenza degli accompagnatori turistici, tra cui quelli provenienti da altri Paesi dell'UE dove sono previsti requisiti di formazione spesso meno qualificanti, e considerato che in altri Paesi sono talvolta previste specializzazioni specifiche per singoli musei o beni culturali. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. (2201) d-L 42/2021 - Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare DDL 2201 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (Parere alla 2 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, che reca la conversione in legge del decreto-legge n. 42, sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare, già approvato dalla Camera dei deputati e ivi integrato con gli articoli 1- bis e 1- ter . L'articolo 1 si è reso necessario e urgente per modificare, prima della sua entrata in vigore del 26 marzo, il decreto legislativo n. 27 del 2021, che adegua la normativa nazionale al regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e mangimi, sulla salute degli animali e sulla sanità delle piante. La modifica mira, infatti, a mantenere in vigore una pluralità di disposizioni della legge n. 283 del 1962 e del suo regolamento di esecuzione, nonché della legge n. 441 del 1963, relative a divieti, autorizzazioni, prescrizioni e sanzioni in materia di igiene alimentare, la cui abrogazione era prevista dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 27 del 2021, al fine di evitare che molti illeciti, compiuti a danno della salute dei consumatori, rimangano impuniti. Si tratta di norme relative a divieti e sanzioni in materia di: preparazione di alimenti e bevande; produzione e commercio di fitofarmaci; impiego di materiali nella produzione e commercio di utensili da cucina o da tavola; informazione ai consumatori di sostanze alimentari; vendita o distribuzione di sostanze alimentari adulterate, contraffatte o non rispondenti alla denominazione; indicazioni essenziali nelle confezioni o etichette. A tale riguardo, si osserva che, sebbene i divieti che si prevede di mantenere in vigore possano coincidere in buona parte con la disciplina europea di cui al citato regolamento (UE) 2017/625, sarebbe più opportuno che il relativo impianto sanzionatorio fosse riferito alle disposizioni europee, evitando di mantenere in vigore norme nazionali che si sovrappongono alla regolamentazione europea direttamente applicabile. L'articolo 1- bis , introdotto dalla Camera dei deputati, modifica il medesimo decreto legislativo n. 27 del 2021, in materia di controlli sulla sicurezza alimentare, per stabilire il diritto della parte interessata di presenziare alle analisi e di assistere alle operazioni di revisione, anche in relazione ai campioni prelevati in un'unica aliquota per limiti alla ripetibilità dell'analisi. Inoltre, si elimina la previsione per cui le procedure di controversia di cui all'articolo 8, nei settori dei controlli di sicurezza alimentare e salute animale e delle piante, si sostituiscano alle procedure di cui all'articolo 223 del decreto legislativo n. 271 del 1989, relativo ad analisi di campioni e garanzie per l'interessato. Infine, l'articolo 1- ter , modificando il decreto-legge n. 91 del 2014, estende l'istituto della diffida anche contro le violazioni delle norme in materia di sicurezza alimentare, oltre a quelle già previste in materia agroalimentare, e si prevede la possibilità di riduzione del 30 per cento della sanzione comminata in caso di mancata ottemperanza alla diffida, se già prevista in misura ridotta, nel caso di pagamento effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, anche nel caso in cui la sanzione amministrativa pecuniaria sia accompagnata da un'ulteriore sanzione. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2020) 93 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi Doc n. COM(2021) 93 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il senatore NANNICINI ( PD ), relatore, introduce l'esame della proposta di direttiva in titolo, che mira a contrastare il persistere di un'applicazione inadeguata del diritto fondamentale alla parità retributiva tra uomini e donne e a garantire il rispetto di tale diritto in tutta l'UE, stabilendo norme in materia di trasparenza retributiva per consentire ai lavoratori di rivendicare il loro diritto alla parità retributiva. Nonostante l'esistenza di un quadro giuridico europeo sulla garanzia della parità retributiva, che comprende la direttiva 2006/54/CE sulle pari opportunità e la parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, integrata nel 2014 da una raccomandazione della Commissione sulla trasparenza retributiva, l'effettiva attuazione e applicazione di tale principio nella pratica continua a rappresentare una sfida nell'UE. Il divario retributivo di genere nell'Unione continua, infatti, ad attestarsi intorno al 14 per cento, ostacolato in particolar modo dalla mancanza di trasparenza retributiva. In base a una serie di studi svolti negli ultimi anni, e in particolare dalla valutazione del 2020 (SWD(2020) 50), è emerso che il diritto alla parità retributiva non è applicato in modo adeguato né attuato nella pratica e che in molti Stati membri manca un'effettiva trasparenza retributiva. In particolare, è emerso che l'attuazione del principio della parità retributiva è ostacolata da una mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi, da una mancanza di certezza giuridica sul concetto di "lavoro di pari valore" e da ostacoli procedurali giurisdizionali incontrati dalle vittime di discriminazione. Per questi motivi, la Commissione europea ha annunciato, nella Strategia per la parità di genere 2020-2025 (COM(2020) 152), il suo impegno volto a promuovere ulteriori misure giuridiche per affrontare il problema. In tale contesto, l'iniziativa in esame si pone come obiettivo specifico non solo quello di garantire la trasparenza retributiva all'interno delle organizzazioni, ma anche quello di agevolare e rafforzare l'applicazione dei concetti chiave relativi alla parità retributiva, compreso quello di "retribuzione", intesa a comprende tutti gli altri vantaggi pagati direttamente o indirettamente, in contanti o in natura, dal datore di lavoro al lavoratore a motivo dell'impiego di quest'ultimo (tra cui bonus , indennità per gli straordinari, servizi di trasporto, indennità di alloggio, compensazioni per la partecipazione a corsi di formazione, indennità di licenziamento, indennità di malattia), e quello di stabilire misure volte a migliorare i meccanismi di applicazione e l'accesso alla giustizia. Per il conseguimento delle suddette finalità, si stabiliscono standard di trasparenza in materia di retribuzioni e garanzie di accesso a determinati strumenti di tutela giurisdizionale in favore dei lavoratori. In particolare si disciplina l'obbligo, per i datori di lavoro, di fornire, prima dell'assunzione, informazioni sul livello retributivo medio dei lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Viene inoltre specificato che gli Stati membri provvedono affinché i diritti e gli obblighi derivanti dalla presente direttiva siano discussi con le parti sociali, alle quali può essere affidata l'attuazione della direttiva. Un ulteriore provvedimento prevede l'obbligo di predisporre a tutela dei lavoratori, dopo un eventuale tentativo di conciliazione, procedure giudiziarie facilmente accessibili anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, per i casi di asserita violazione del principio di parità retributiva. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, si osserva che la base giuridica è individuata nell'articolo 157, paragrafo 3, del TFUE, il quale prevede che l'UE adotti misure volte ad assicurare l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, ivi compreso il principio della parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. La proposta di direttiva risulta conforme al principio di sussidiarietà in quanto, come emerge in particolare dalla valutazione del 2020, solo mediante un'iniziativa a livello dell'UE è possibile prevedere azioni omogenee e esiti comparabili in tutto il territorio dell'UE, per promuovere la parità retributiva. Le varie misure nazionali che esistono negli Stati membri in materia di trasparenza retributiva, scarse e frammentarie, aumentano il rischio che le imprese competano in condizioni di disparità, e ciò ostacola il buon funzionamento del mercato interno. La proposta di direttiva mira quindi a un'armonizzazione minima dei sistemi degli Stati membri, consentendo loro di affidare l'attuazione alle parti sociali, a condizione che siano sempre in grado di garantire la realizzazione dei risultati perseguiti. La proposta in esame risulta altresì conforme al principio di proporzionalità in quanto mira esclusivamente al raggiungimento dell'obiettivo di un'attuazione più efficace del principio della parità retributiva tra uomini e donne, senza andare oltre quanto necessario al suo raggiungimento. Da un lato, la proposta garantisce ai lavoratori il diritto alle informazioni in base alle quali possano individuare le discriminazioni retributive basate sul genere e difendere il loro diritto alla parità retributiva e, dall'altro, tiene conto dei possibili costi e oneri per i datori di lavoro, in particolare per le micro, piccole e medie imprese. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Infine, il Relatore osserva che la proposta è oggetto di analisi presso 18 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Considerata l'importanza della materia, il Relatore propone lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. COM(2021) 842 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) Doc n. COM(2020) 842 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 aprile. Il relatore, senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), ribadisce l'orientamento favorevole già espresso in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. La Commissione prende atto. COM(2021) 108 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/625 per quanto riguarda i controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale esportati dai paesi terzi nell'Unione per garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici Doc n. COM(2021) 108 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/625 per quanto riguarda i controlli ufficiali su animali e prodotti di origine animale esportati dai paesi terzi nell'Unione per garantire il rispetto del divieto di taluni usi degli antimicrobici (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. Il relatore, senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), ribadisce l'orientamento favorevole già espresso in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. La Commissione prende atto. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) Doc n. COM(2021) 85 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 aprile. La relatrice, senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), ribadisce l'orientamento favorevole già espresso in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. La Commissione prende atto. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che giovedì 13 maggio, alle ore 16,30, è prevista l'audizione, in videoconferenza, del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, sulle prospettive del settore del vino nell'ambito del negoziato sulla riforma della PAC 2021-2027. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16.