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Danni di guerra - Indennizzo - Determinazione - Inadeguatezza del previsto coefficiente moltiplicatore - Omessa considerazione della rivalutazione monetaria ad opera del giudice - Prospettato contrasto con il principio di ragionevolezza e con quello di solidarietà - Evidente difetto di rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, primo comma, della legge 27 dicembre 1953, n. 968, il quale - prevedendo per la liquidazione di indennizzo da danni di guerra l'applicazione del coefficiente moltiplicatore 5 alla misura pari all'entità del danno valutato ai prezzi vigenti al 30 giugno 1943 -, precluderebbe qualsiasi ulteriore rivalutazione dell'indennizzo stesso ad opera del giudice. E infatti il 'petitum' della questione anzidetta è palesemente incongruo e comunque irrilevante rispetto al risultato che si vorrebbe perseguire, dal momento che la richiesta caducazione del previsto coefficiente di moltiplicazione non spiegherebbe alcun effetto ai fini della decisione sulla domanda di rivalutazione dell'indennizzo, su cui è chiamato a pronunciarsi il giudice rimettente.