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Disposizione per la costituzionalizzazione dei princìpi dello statuto del contribuente. Onorevoli Senatori. – Sono passati ventitré anni dall'entrata in vigore dello statuto dei diritti del contribuente, recato dalla legge 27 luglio 2000, n. 212, e oggi la costituzionalizzazione dei principi dello statuto si rende sempre più necessaria. La maggior parte dei vigenti principi normativi in materia tributaria è infatti raccolta nello statuto del contribuente ed essi trovano ampia eco all'interno del sistema di diritti e libertà sanciti in Costituzione. Le principali difficoltà di attuazione dello statuto sono legate al fenomeno della cosiddetta pressione legislativa rappresentata dall'enorme quantità di norme che disciplinano la materia tributaria, molte delle quali sono precedenti all'entrata in vigore dello statuto del contribuente, dal susseguirsi, a breve distanza di tempo, di norme di modifica, dalla contraddittorietà tra le previsioni che riguardano la stessa materia, dall'inserimento di norme tributarie in provvedimenti disciplinanti altre materie e dalla scarsità di meccanismi di coordinamento e semplificazioni. Infatti ogni anno in Italia sono migliaia le nuove disposizioni tributarie emanate e capita spesso che le regole fiscali varino o siano di non chiara interpretazione, anche nello stesso esercizio finanziario, ponendo in serie difficoltà coloro che vogliono adempiere agli obblighi fiscali. La normativa fiscale in Italia cresce a ritmi molto più elevati rispetto agli altri Paesi europei e i soli adempimenti tributari costano 18,3 miliardi all'anno ai titolari di partita IVA e alle piccole e medie imprese. L'insieme di queste tasse, al di là della pressione fiscale, determina costi aggiuntivi non calcolati a carico dei cittadini, in termini di complicazioni, scarsa trasparenza e adempimenti burocratici. Occorre invece migliorare il rapporto di collaborazione e buona fede tra contribuente e amministrazione finanziaria, anche attraverso un rispetto delle prescrizioni dello statuto e rafforzando l'osservanza dei principi in esso contenuti. Nelle intenzioni del legislatore, tale norma avrebbe dovuto rendere più trasparente il rapporto tra fisco e contribuente, a garanzia di quest'ultimo. È purtroppo però un fatto largamente accertato che lo statuto del contribuente sia la norma meno rispettata del nostro ordinamento giuridico. La sua natura di fonte primaria infatti consente al legislatore di introdurre norme che deroghino ai suoi principi senza difficoltà, poiché entrano in vigore successivamente e, in ragione del criterio cronologico, prevalgono sulle disposizioni dello statuto. Pertanto, l'unica soluzione per renderlo realmente cogente e vincolante per lo stesso legislatore, dando maggiore certezza e garanzia alle norme, è elevare a rango costituzionale alcuni suoi principi, e nella fattispecie quelli relativi a chiarezza, semplicità e irretroattività delle disposizioni tributarie.. 1 1 All'articolo 53 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: « L'ordinamento tributario osserva i princìpi della leale collaborazione e della buona fede, nonché della chiarezza, della semplicità e dell'irretroattività delle relative norme ».