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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 183 BAGNAI La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE REDIGENTE Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all&#39;Arma dei carabinieri o al Corpo nazionale dei vigili del fuoco DDL 1443 Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri o al Corpo nazionale dei vigili del fuoco DDL 1521 Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco o al Corpo di polizia penitenziaria (Seguito e conclusione della discussione congiunta) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 10 giugno. Il presidente BAGNAI informa che è pervenuto il prescritto parere della 5 a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti ad esso riferiti, che sono già stati illustrati. Prende atto la Commissione. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 1.2 e, insieme ai senatori Montani e Saviane, sottoscrive l'emendamento 1.1. Si passa alla fase delle votazioni. Il relatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) esprime parere favorevole sull'emendamento 1.1. Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, pur manifestando perplessità in merito all'emendamento, nel rispetto del lavoro svolto in sede parlamentare, si rimette alla Commissione. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.1 è posto ai voti e approvato, previa dichiarazione di astensione del senatore MARINO ( IV-PSI ). Previa dichiarazione di voto astensione del senatore MARINO ( IV-PSI ), viene quindi posto ai voti l'articolo 1, nel testo modificato, che risulta approvato. Si passa all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 2, sul quale il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA si rimette alla Commissione, sottolineando peraltro che esso deriva direttamente dal parere della Commissione bilancio. In dichiarazione di voto favorevole interviene la senatrice BOTTICI ( M5S ), che giudica positivamente la modifica dell'impianto del disegno di legge con la finalizzazione dell'istituto del 5 per mille per il finanziamento del fondo assistenza per il personale in servizio delle Forze di polizia e delle Forze armate e per il sostegno, l'assistenza e per attività a favore di congiunti di appartenenti alle rispettive amministrazioni deceduti per causa di servizio o in servizio. Per dichiarare il voto di astensione prende la parola il senatore MARINO ( IV-PSI ), secondo il quale l'attuale previsione normativa, oltre a generare confusione, potrebbe snaturare le specifiche e originarie finalità dell'istituto del 5 per mille. Messo in votazione, l'emendamento 2.100 è approvato. È quindi posto ai voti e approvato l'articolo 2, nel testo modificato. Si passa alla votazione del mandato al relatore. Previa dichiarazione di voto contrario del senatore MARINO ( IV-PSI ), la Commissione conferisce quindi mandato al relatore, senatore Montani, a riferire favorevolmente all'Assemblea per l'esame in sede redigente sugli articoli del testo unificato adottato dalla Commissione per i disegni di legge nn. 1443 e 1521, di cui si propone l'assorbimento, autorizzandolo ad apportare le eventuali modifiche di coordinamento e a richiedere la relazione orale. IN SEDE CONSULTIVA 1721 - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Relazione alla 14ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Relazione favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 16 giugno. In assenza della relatrice Drago, il presidente BAGNAI , di intesa con il senatore Fenu, attribuisce a quest'ultimo l'incarico di relatore. Il senatore FENU ( M5S ) presenta una nuova proposta di relazione favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato, che prevede, con riferimento alla prima osservazione, la sostituzione della parola "prorogare", con le altre: "di suggerire la proroga". Nessuno chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la nuova proposta di relazione del relatore è posta ai voti e approvata. La seduta termina alle ore 9,25. Allegato RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1721 La Commissione Finanze e tesoro, esaminato, per quanto di competenza, il disegno di legge recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019", premesso che: l'articolo 10 del provvedimento in esame detta i princìpi e criteri direttivi specifici che il Governo è tenuto a osservare, in aggiunta ai princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012, nell'esercizio della delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/878 e per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/876; l'obiettivo dell'articolo 10, come chiarito anche in sede di audizione dalla Banca d'Italia, è quello di tener conto delle lacune emerse con le grandi crisi finanziarie del 2008 e del 2011, rafforzando conseguentemente i requisiti prudenziali delle banche e delle imprese di investimento nei punti in cui i precedenti interventi, attuati con il Regolamento (CRR) del 2013, non avevano inciso. Tale obiettivo, di per sé condivisibile, potrebbe trovare un oggettivo ostacolo nel rilevante cambio di prospettiva imposto dalla crisi derivante dall'epidemia da Covid-19, anche per gli aspetti di gestione prudenziale; in particolare, l'articolo 10, comma 1, lettera d), detta un criterio di delega specifico per esercitare la discrezionalità nazionale relativa all'identificazione dell'autorità deputata ad esercitare il potere  peraltro già previsto dalla normativa vigente  di aumentare, tra l'altro, i fattori di ponderazione del rischio applicati alle esposizioni garantite da immobili, se necessario per riflettere l'effettiva rischiosità del comparto. Si tratta evidentemente del riflesso della crisi finanziaria che identificava proprio nella garanzia degli immobili un possibile fattore di debolezza e di fragilità dell'intermediario creditizio; tuttavia alla luce del probabile indebolimento della capacità delle imprese di ripagare i prestiti e il possibile aumento dei crediti insofferenza, appare gravido di conseguenze considerare i prestiti alle imprese più rischiosi proprio perché garantiti da immobili, laddove le banche sono chiamate oggi ad ampliare il credito erogato. Pertanto l'introduzione di tale facoltà assegnata alla Banca d'Italia, che comunque assume l'obiettivo della stabilità degli intermediari quale scopo della vigilanza, potrebbe affievolire la capacità delle banche stesse di erogare credito e dunque la norma rischierebbe di avere un effetto prociclico; tale approccio trova riscontro nella decisione della Commissione europea (Atto comunitario COM (2020) 310) di proporre una modifica al regolamento CCR al fine di massimizzare la capacità degli enti creditizi di erogare prestiti e di assorbire le perdite connesse alla pandemia di Covid-19, garantendo nel contempo che rimangano resilienti e considerando altresì che, a livello internazionale, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha approvato il rinvio di un anno del termine fissato per l'attuazione degli elementi finali del quadro di Basilea III, nonché per la concessione di maggiore flessibilità ai fini dell'introduzione graduale degli effetti dell'IFRS 9 sul capitale; premesso inoltre che: sempre in riferimento alla proposta della Commissione Europea di cui all'Atto comunitario 310, il regolamento CRR II ha introdotto un nuovo articolo 92, paragrafo 1 bis, che impone un requisito di riserva del coefficiente di leva finanziaria agli enti a rilevanza sistemica a livello globale. La data di applicazione della riserva era originariamente fissata al 1º gennaio 2022 ma, nel contesto della pandemia di Covid-19 e in linea con il calendario di attuazione riveduto concordato dal Comitato di Basilea, la data di applicazione fissata all'articolo 3, paragrafo 5, del CRR II è rinviata di un anno, al 1º gennaio 2023 (articolo 2, paragrafo 2, della proposta); risulta, dunque, rinviata la data di entrata in vigore di disposizioni sulla ponderazione del rischio per attività accantonate a fronte di prestiti, ovvero in materia di trattamento di prestiti garantiti da stipendi pensione; tenuto conto che: nell'ambito dei criteri definiti dal disegno di legge in esame all'articolo 10, la lettera g) del comma 1 reca alcune modifiche da apportare alla normativa sugli assetti proprietari delle banche e degli altri intermediari disciplinati dal TUB (intermediari ex art. 106 TUB, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica) e dal TUF (imprese di investimento e società di gestione del risparmio); l'obiettivo di tale norma è quello di consentire il recepimento di alcune specifiche indicazioni contenute negli Orientamenti delle Autorità di vigilanza europee ( Guidelines for the prudential assessment of acquisitions in the financial sector di EBA, ESMA ed EIOPA) allo scopo di integrare opportunamente il perimetro delle partecipazioni cd. "qualificate" (ossia quelle che comportano il controllo, l'influenza notevole o il superamento di alcune soglie di capitale o di diritti di voto), la cui acquisizione deve essere preventivamente autorizzata dall'autorità di vigilanza; all'articolo 10, la lettera g) del comma 1 reca disposizioni non riconducibili alla direttiva oggetto del recepimento e consente di integrare e modificare una norma di rango sub-primario, come il decreto legislativo, facendo riferimento agli orientamenti delle autorità di vigilanza europee. Sarebbe pertanto preferibile che fosse esplicitato il riferimento ai documenti che assumono la forma di Linee Guida con indicazione precisa. Inoltre, occorrerebbe indicare con minore genericità gli interventi del legislatore delegato, stante la indeterminatezza dei criteri, che rimangono al livello di mera descrizione degli ambiti normativi senza prefigura scelte e indicazioni che nella materia appaiono piuttosto delicati e rilevanti; considerato che: la direttiva 2019/879, che si intende recepire all'articolo 11, non modifica la sostanza e gli istituti di riferimento delle procedure di risoluzione degli enti creditizi, ma si pone in continuità normativa con l'indirizzo di adeguamento alla disciplina internazionale di assorbimento delle perdite, del requisito dei fondi propri delle banche e delle passività ammissibili al bail-in ; la tutela dei risparmiatori rimane punto centrale della normativa in oggetto, mostrando grande attenzione ad un tema estremamente delicato. Si è infatti introdotta una categoria di prodotti finanziari ammissibili al bail-in così da aumentare la capacità delle banche in caso di crisi e, in corrispondenza a ciò, sono stati rafforzati i limiti per la vendita al dettaglio di tali prodotti; proprio perché la delega è ampia e lascia agli Stati Membri il compito di applicare le prescrizioni MIFID anche ad altri prodotti finanziari, si rende perciò opportuno precisare la portata dei criteri di delega e valutare la data di entrata in vigore rispetto alla data di emissione dei prodotti finanziari, in quanto occorre evitare che vi siano prodotti finanziari per i quali la tutela prevista non sia poi applicabile; si ribadisce la convinzione che i prodotti sottoponibili a bail-in siano solo i prodotti finanziari emessi dopo il 2016; si renderebbe perciò opportuno integrare tra i principi di delega degli articoli 10 e 11 criteri e indicazioni che derivino dalle recenti determinazioni assunte dall'Unione Europea in tema di CRD, in relazione alle misure dirette a fronteggiare gli effetti della crisi pandemica da Covid 19; rilevato che: il disegno di legge in esame non fa riferimento ad alcuni atti normativi europei rispetto ai quali si pone un'esigenza di adeguamento dell'ordinamento nazionale; per alcuni di essi ciò potrebbe dipendere dalla circostanza che sono stati pubblicati successivamente alla stesura dello schema del disegno di legge. In particolare, non si fa riferimento ai seguenti atti normativi europei: (i) al regolamento (UE) 2017/2402 in materia di cartolarizzazioni; (ii) alla direttiva (UE) 2019/2034 (c.d. investment firms directive , IFD) e al regolamento (UE) 2019/2033 (c.d. investment firms regulation , IFR); (iii) alla direttiva (UE) 2019/2162 e al regolamento (UE) 2019/2160 in materia di obbligazioni bancarie garantite ( covered bonds ); (iv) al regolamento UE 2019/2088 relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari; rilevato altresì che: nell'allegato A, il Governo ha inserito la direttiva (UE) 2019/1153 in materia di uso agevolato di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine, o perseguimento di determinati reati, senza che siano indicati specifici principi e criteri direttivi di delega, esprime una relazione favorevole con le seguenti osservazioni: 1) valuti la Commissione di merito l'opportunità di suggerire la proroga al 2023 dell'entrata in vigore delle disposizioni di recepimento, con particolare riferimento alle norme attuative dell'articolo 10, comma 1, lettera d); 2) valuti la Commissione di merito l'opportunità di modificare l'articolo 10, comma 1, lettera g), indicando con minore genericità gli interventi del legislatore delegato, stante la indeterminatezza dei criteri, che rimangono al livello di mera descrizione degli ambiti normativi senza prefigurare scelte e indicazioni che nella materia appaiono piuttosto delicati e rilevanti; 3) valuti la Commissione di merito l'opportunità di inserire un articolo aggiuntivo con i criteri di delega per il recepimento della direttiva 2019/1153, che preveda, in via generale, l'acquisizione del parere del Garante per la protezione dei dati personali sullo schema di decreto legislativo di recepimento della menzionata direttiva, al fine di consentire l'accesso alle informazioni sui conti bancari e alle informazioni e analisi finanziarie nel rispetto di adeguate garanzie per i diritti e le libertà dell'interessato conformemente alle norme applicabili in materia di privacy , eventualmente con la previsione della garanzia di accesso alle informazioni finanziarie e a quelle di altro tipo in misura proporzionale alle finalità perseguite dalla richiamata direttiva, così da assicurare il rispetto dell'assetto istituzionale e di competenze definito dall'ordinamento nazionale. Ciò, alla luce della natura, dello status organizzativo, dei compiti e delle prerogative già riconosciute alle autorità competenti in ordine alla prevenzione, all'accertamento, all'indagine e al perseguimento dei reati nonché dei meccanismi esistenti per proteggere i sistemi finanziari dal riciclaggio e dal finanziamento del terrorismo; 4. valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere il recepimento anche delle direttive non inserite nell'originario disegno di leggecitate in premessa; 5. valuti la Commissione di merito l'attivazione di un meccanismo attraverso cui i fondi di private equity possano essere collocati, in quote molto parcellizzate, anche presso il risparmiatore e, conseguentemente, dando sempre priorità all'opzione nella quale è previsto l'obbligo del test di adeguatezza.