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Pensioni di guerra - Pensioni di reversibilità - Assegno supplementare - Diritto subordinato al requisito della convivenza dei coniugi, intesa come coabitazione - Prospettata disparità di trattamento rispetto ai soggetti percipienti pensione ordinaria di reversibilità - Disomogeneità delle situazioni confrontate - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 6 ottobre 1986, n. 656 - che sostituisce, con decorrenza dal 1° gennaio 1985, l'art. 9 del d.P.R. 30 dicembre 1981, n. 834 che, a sua volta, inserisce, dopo il terzo, tre commi all'art. 38 del d.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 - sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui prevede non il solo rapporto di coniugio, come è per la pensione ordinaria di riversibilità, ma anche la convivenza quale presupposto per l'erogazione dell'assegno supplementare previsto dall'art. 3 del d.P.R. n. 834 del 1981. Infatti non è irragionevole ed ingiustificata la 'ratio' della disciplina legislativa in questione, la quale tiene conto di una situazione completamente diversa da quella relativa alla reversibilità delle pensioni ordinarie e persegue lo scopo di assicurare un ristoro economico ulteriore a chi abbia prestato una costante e diuturna assistenza al mutilato o all'invalido di guerra.