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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 159 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 16,15. IN SEDE REFERENTE Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1438, 1516 e 1555, congiunzione con l'esame dei disegni di legge nn. 1582 e 1714 e rinvio. Costituzione di un comitato ristretto) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 5 novembre 2019. Il PRESIDENTE avverte che, nella seduta del 19 novembre 2019, la Commissione deliberò di attivare lo strumento dell'articolo 47 comma 1 del Regolamento del Senato, per acquisire elementi informativi da funzionari ministeriali in ordine a talune discrasie tra il documento firmato dalle associazioni di magistrati onorari e la relazione al disegno di legge n. 1438. Il Ministro della giustizia con lettera del 23 dicembre 2019 ha autorizzato tale attività conoscitiva nei confronti dei funzionari della propria amministrazione; tuttavia, per il momento ci si riserva di valutare l'opportunità di valersi di tale autorizzazione, in considerazione della prioritaria esigenza di completare l' iter . Non facendosi osservazioni, così resta stabilito La relatrice VALENTE ( PD ), anche a nome della correlatrice Evangelista, illustra il disegno di legge n. 1582, di iniziativa dei senatori Balboni e altri, recante modifiche alla disciplina relativa alla magistratura onoraria. Nel merito esso consta di due articoli. L'articolo 1 reca una serie di modifiche al decreto legislativo n. 116 del 2017. Le previsioni di cui alle lettere da a ) a d ) del comma 1 ricalcano sostanzialmente quelle previste dalle lettere a - e ) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1714. Le lettere e ) ed f ) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1582 intervengono rispettivamente sull'articolo 25 relativo alle tutele sociali dei magistrati onorari e sull'articolo 26, il quale apporta modifiche al Testo unico delle imposte sui redditi al fine di qualificare le indennità corrisposte ai magistrati onorari. Con riguardo al profilo previdenziale, il disegno di legge demanda a un successivo decreto del Presidente della Repubblica la determinazione di più dettagliate norme regolatrici della materia, che consentano peraltro all'interessato di optare per il ricongiungimento dei contributi presso gestioni previdenziali ove risulti già iscritto (anche tramite adesione ai relativi sistemi di previdenza complementare) ovvero, alternativamente, presso sistemi di previdenza privata. La lettera g ) modifica l'articolo 29 del decreto legislativo relativo alla durata dell'incarico dei magistrati onorari in servizio, introducendo, fra le altre, similmente al disegno di legge n. 1714, la possibilità per questi di rimanere in servizio sino al compimento del settantesimo anno di età, anno di cessazione dall'incarico. La lettera h ) interviene sull'articolo 30 del decreto legislativo n. 116: vi si disciplinano le funzioni e i compiti dei magistrati onorari in servizio, prevedendo fra le altre che l'adesione dei giudici onorari di pace all'ufficio del processo avvenga su base volontaria. La lettera i ) apportando modifiche alla disciplina relativa all' indennità spettante ai magistrati onorari in servizio dettata dall'articolo 31 del decreto legislativo n. 116: l'impegno lavorativo massimo dei magistrati onorari è aumentato fino a cinque giorni; una parte della retribuzione resta collegata al conseguimento degli obiettivi prefissati. La lettera l ) introduce nel Capo XI del decreto legislativo due nuovi articoli (gli articoli 31- bis e 31- ter ). Il nuovo articolo 31- bis reca disposizioni in materia di trattamento giuridico dei magistrati onorari in servizio; si prevede, in particolare, che i magistrati onorari - che abbiano esercitato le funzioni giudiziarie anche onorarie per almeno dodici anni - maturano il diritto di iscriversi all'albo degli avvocati. Sono previste poi precise disposizioni con riguardo ai magistrati onorari dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, ai quali si riconosce la possibilità di collocamento in part time anche in deroga ai termini e alle condizioni previste dalla contrattazione collettiva o dagli ordinamenti di settore. Il nuovo articolo 31- ter prevede il regime disciplinare dei magistrati onorari in servizio, tipizzando le fattispecie che costituiscono illeciti disciplinari sia nell'esercizio che al di fuori dell'esercizio delle funzioni. Sono altresì elencati gli illeciti disciplinari conseguenti al reato. La disposizione disciplina anche in modo puntuale le sanzioni disciplinari (ammonimento, censura, sospensione temporanea dalle funzioni, revoca) conseguenti alla commissione degli illeciti. Si esclude espressamente che l'attività di interpretazione di norme di diritto, e quella di valutazione del fatto e delle prove, possano dare luogo a responsabilità disciplinare. La lettera m) interviene  similmente alla lettera l) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 1714  infine, sull'articolo 32 del decreto legislativo n. 116 per stabilire il regime applicabile ai magistrati onorari in servizio, riconoscendo ai magistrati che, per effetto di disposizioni introdotte dal decreto legislativo n. 116 del 2017, siano divenuti incompatibili con la sede di appartenenza, la precedenza nei trasferimenti presso sedi ove non sussistano cause di incompatibilità. Questi nel caso in cui non vi siano sedi disponibili nei circondari confinanti con quello di appartenenza possono permanere nella sede di appartenenza. L'articolo 2 del disegno di legge reca disposizioni finanziarie. Anche il disegno di legge n. 1714, di iniziativa dei senatori Romeo e altri, interviene sulla disciplina relativa alla magistratura onoraria. Nel merito il provvedimento consta di cinque articoli. L'articolo 1 apporta una serie di modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116. In particolare il comma 1, lettera a) , modifica l'articolo 5, intervenendo sul regime delle incompatibilità restringendone la portata nei casi di rapporti « parentali » (affinità, coniugio e unione civile) tra il magistrato onorario e un familiare esercente la professione forense, procede poi estendendo la disciplina relativa alla incompatibilità tra magistrati onorari, derivante da rapporti di parentela, ai rapporti tra magistrati onorari e magistrati ordinari. Attraverso l'introduzione nell'articolo 5 del decreto legislativo n. 116 di un nuovo comma 5- bis , ai fini della valutazione in concreto della sussistenza delle incompatibilità dei magistrati onorari, vengono richiamati gli stessi principi operanti per le ipotesi di incompatibilità previste con riguardo ai magistrati ordinari. La lettera b) del comma 1 modifica l'articolo 17, comma 4, ampliando le attività delegabili ai vice procuratori onorari. La lettera c) del comma 1 aggiunge all'articolo 18 un ulteriore comma, in virtù, del quale il magistrato onorario che presta assistenza a un familiare con disabilità potrà chiedere l'assegnazione ad altra sede. La lettera d) modifica conseguentemente la rubrica del capo V aggiungendovi il riferimento proprio all'assegnazione ad altra sede del magistrato onorario che assiste un familiare con disabilità. La lettera e) modifica l'articolo 23, comma 2, nella parte relativa alla cadenza con cui viene corrisposta l'indennità ai magistrati onorari, che da trimestrale diviene bimestrale. La lettera f) , interviene sull'articolo 29, relativo alla durata dell'incarico dei magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo: si prevede che gli stessi, ferma la conferma quadriennale, possano proseguire nell'incarico sino alla scadenza dello stesso per il raggiungimento dei limiti di età e non più, quindi, limitatamente ai quattro quadrienni successivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 116 del 2017. La lettera g) introduce poi la possibilità per gli stessi di rimanere in servizio sino al compimento del settantesimo anno di età, anno di cessazione dall'incarico. La lettera h) modifica l'articolo 30 del decreto legislativo n. 116, relativo alle funzioni e ai compiti dei magistrati onorari già in servizio, prevedendo che tale disciplina si applichi loro, non sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, bensì sino alla cessazione dell'incarico al settantesimo anno di età. Si prevede inoltre che l'assegnazione della trattazione di nuovi procedimenti civili e penali avvenga previa considerazione delle delibere del Consiglio superiore della magistratura. La lettera i) modifica l'articolo 31, relativo alle indennità spettanti ai magistrati onorari già in servizio, stabilendo che la disciplina - attualmente prevista sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo - continui ad applicarsi sino alla cessazione dell'incarico al settantesimo anno di età. Nel caso in cui gli stessi magistrati onorari optino, invece, per l'indennità in misura fissa, il relativo importo viene rideterminato in aumento, rispetto alla disciplina attuale prevista per i neonominati magistrati onorari. La lettera l) interviene sull'articolo 32 del decreto legislativo n. 116 per stabilire il regime applicabile ai magistrati onorari in servizio. Inoltre si riconosce ai magistrati onorari in servizio che, per effetto di disposizioni introdotte dal decreto legislativo n. 116 del 2017, siano divenuti incompatibili con la sede di appartenenza, di chiedere, in via straordinaria, l'assegnazione ad altre sedi che presentino vacanze in organico e in relazione alle quali non sussistano cause di incompatibilità. L'articolo 2 reca modifiche all'articolo 4 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273, il quale fra le altre fissa in 98 euro l'ammontare dell'indennità spettante ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari per l'attività di udienza. Il disegno di legge conserva la misura dell'indennità per i magistrati onorari in servizio (giudici o vice procuratori) prevedendone nel contempo il raddoppio nei seguenti casi: se il complessivo impegno lavorativo, sia esso correlato all'attività di udienza, alle funzioni esercitate a servizio dell'ufficio del processo o dell'ufficio di collaborazione del procuratore, superi le cinque ore nel corso della giornata. Si stabilisce inoltre che la durata delle udienze e la durata della permanenza in ufficio - per l'espletamento delle attività inerenti l'ufficio per il processo e l'ufficio di collaborazione del procuratore della Repubblica - sia rilevata dal capo dell'ufficio o da un suo delegato. A tal fine si tiene conto anche dei verbali di udienza e dell'attestazione scritta redatta dal magistrato onorario all'esito dell'attività. L'articolo 3 modifica l'articolo 54, comma 8, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, prevedendo una rimodulazione dell'imposta sul 40 per cento dell'ammontare complessivo dell'indennità annuale percepita dai magistrati onorari. Gli articoli 4 e 5 recano infine rispettivamente le disposizioni finanziarie e l'entrata in vigore delle modifiche recate dal disegno di legge. Stante la stretta connessione di materia, il PRESIDENTE propone che l'esame dei disegni di legge, testé illustrati, proceda congiuntamente con il seguito dell'esame dei disegni di legge n. 1438 e connessi. Il PRESIDENTE chiede alle relatrici di pronunciarsi sull'opportunità, che è emersa da informali contatti tra i Gruppi, di non procedere ad un voto divisivo sull'assunzione di uno dei 5 disegni di legge a testo-base, cui riferire gli emendamenti. La relatrice VALENTE ( PD ) conferma l'utilità di una sede ristretta nella quale valutare la possibilità di proporre un testo unificato. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) giudica preminente, in ogni caso, la redazione di un testo a fronte tra tutti i disegni di legge presentati, per individuare punti comuni e divergenze. Non facendosi ulteriori osservazioni, la Commissione unanime conviene sulla costituzione di un Comitato ristretto, presieduto dalle due relatrici e composto da un senatore per Gruppo: vengono a tale scopo indicati alla Presidenza i senatori D'Angelo, Urraro, Mirabelli, Grasso, Modena, Balboni, Cucca e Unterberger. Su invito del Presidente, si concorda che i lavori terminino entro il 31 maggio prossimo: entro tale data, le relatrici - laddove non richiedano maggior tempo - riferiranno alla Commissione sulla praticabilità della presentazione di un testo unificato dei disegni di legge proposti (nella doppia variante del testo del Comitato ristretto, se incontra l'unanimità dei Gruppi, ovvero del testo delle relatrici); ad esso andranno poi proposti gli emendamenti da parte dei senatori. Resta inteso che, se il Comitato ristretto non raggiunge l'unanimità, esse potranno tornare in Commissione plenaria proponendo, dopo la discussione generale, che sia assunto a testo base uno dei 5 disegni di legge originari. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto del Ministro dell&#39;economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell&#39;istruzione, il Ministro dell&#39;interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, concernente l&#39;erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie Doc n. 163 Schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione, il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, concernente l'erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie (Osservazioni alla 1 a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievo) La relatrice PIARULLI ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo, che reca uno schema di decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione, il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, concernente l'erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie. L'articolo 1 definisce l'oggetto della disciplina applicativa approntata dallo schema, la cui collocazione è posta alla confluenza di un triplice ordine di previsioni legislative. Si tratta della previsione di misure: in favore degli orfani per crimini domestici, per borse di studio e per l'orientamento, formazione e sostegno ai fini dell'inserimento nel lavoro; di sostegno e di aiuto economico in favore delle famiglie affidatarie degli orfani minorenni per crimini domestici; infine per borse di studio o per l'orientamento e formazione e sostegno ai fini dell'inserimento nel lavoro - nonché per spese mediche e assistenziali - a favore degli orfani per crimini domestici nonché degli orfani di madre per omicidio conseguente a stalking o violenza sessuale individuale o di gruppo. L'articolo 2 reca un novero di definizioni, circa i beneficiari ed altri soggetti che intervengono nel procedimento di erogazione delle provvidenze. I destinatari dei benefici sono gli orfani per crimini domestici e di genere nonché le famiglie affidatarie. Rientrano tra gli orfani beneficiari tutti quelli minorenni nonché quelli maggiorenni se di età infra-trentennale e non economicamente autosufficienti. Il Capo II comprende gli articoli da 3 a 7 relativi alle misure di sostegno al diritto allo studio. Esso provvede a ripartire le risorse, in base a determinati criteri, destinandole a specifiche misure, nonché ad individuare i requisiti dei beneficiari. L'articolo 3 ripartisce le risorsedel Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell'usura e dei reati intenzionali violenti nonché agli orfani per crimini domestici. L'articolo 4 individua i benefici che possono essere finanziati dalle risorse di cui all'articolo 3, quali: borse di studio, cui sono destinati i due terzi delle predette risorse; gratuità e semigratuità della frequenza presso convitti, educandati o istituzioni educative in generale. In base all'articolo 5, le risorse non impegnate per una delle due tipologie di benefici descritti sono destinate al soddisfacimento delle domande nell'ambito dell'altra tipologia, fermo restando che le economie di spesa risultanti dopo la ripartizione vengono riassegnate per esigenze legate agli altri Capi del regolamento. L'articolo 6 disciplina i requisiti dei beneficiari e i criteri di ripartizione delle risorse. I benefici decorrono dalla data dell'eventodelittuoso, fermo restando che il possesso dei requisiti per l'ammissione ai benefici è verificato sulla base: degli atti del procedimento penale che non siano coperti da segreto, del decreto che dispone il giudizio, di sentenza anche non passata in giudicato, di decreto penale di condanna anche non divenuto irrevocabile, di sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti. Le risorse per ciascuna annualità sono attribuite nei limiti degli stanziamenti del Fondo. Qualora siano insufficienti, nell'anno di riferimento, è previsto l'accesso al Fondo in misura proporzionale. Ai minori di età è riservato almeno il settanta per cento delle risorse disponibili. La quota restante è destinata, o ve ne ricorrano i presupposti, agli interventi in favore dei soggetti maggiorenni di età non superiore a 30 anni economicamente non autosufficienti. L'articolo 7 disciplina le modalità concrete di accesso ai benefici. Gli articoli da 8 a 14 compongono il Capo III dello schema. In particolare, gli articoli da 8 a 10 destinano unaquota delle risorse finanziarie del Fondo oggetto ad iniziative di orientamento e formazione al lavoro e definiscono le procedure di riparto (tra le regioni e le province autonome) e di rendicontazione delle medesime risorse. Gli articoli da 11 a 13 prevedono - nel rispetto di determinati limiti di spesa (a valere sul suddetto Fondo) - un incentivo all'assunzione - con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato - di soggetti orfani rientranti in una delle nozioni summenzionate. L'articolo 13 in particolare prevede che il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivodel lavoratore, nei 24 mesi successivi all'assunzione per la quale sia stato riconosciuto l'incentivo in esame, comporti la revoca del medesimo ed il recupero delle somme corrispondenti al beneficio già fruito. L'articolo 14 consente il reimpiego delle risorse finanziarie non utilizzate, ai fini del soddisfacimento delle altre domande presentate per le iniziative di orientamento e formazione o per gli incentivi in esame. Le eventuali economie di spesa (successive alla suddetta procedura di reimpiego) sono riassegnate per l'attuazione delle misure previste dagli altri Capi del regolamento. Gli articoli 15, 16, 17 compongono il Capo IV dello schema. In particolare, gli articoli da 15 a 17 destinano unaquota delle risorse finanziarie del Fondo al rimborso di spese relative a prestazioni mediche e di assistenza materiale e psicologica, sostenute dagli orfani. Le disposizioni del Capo V (articoli 18-24) dello schema hanno per oggetto le famiglie affidatarie degli orfani di crimini domestici e di genere che siano minorenni. Al raggiungimento della maggiore età da parte dell'orfano affidato, il beneficio cessa. Il beneficio per la famiglia affidataria consiste in 300 euro mensili per ciascun minore affidato. L'articolo 18 definisce le misure per le famiglie affidatarie. Le misure di sostegno ed aiuto economico si intendono come volte a garantire il mantenimento, la crescita e lo sviluppo dei minori affidati. L'articolo 19 definisce i soggetti beneficiari, i quali sono appunto le famiglie affidatarie, incluse le famiglie parentali. Con riguardo ai requisiti di accesso, si prevede che il sostegno e l'aiuto economico siano "corrisposti ai beneficiari minorenni" ad una duplice condizione: che la famiglia sia riconosciuta affidataria, ai sensi della normativa vigente in materia di affidamento; che l'orfano sia ancor minorenne alla data del 1° gennaio 2020 . Il beneficio decorre della data del provvedimento giudiziario di affidamento del minore (articolo 20). L'articolo 21 reca norme relative alle modalità di accesso ai benefici. L'articolo 22 definisce l'ammontare del beneficio, mentre l'articolo 23 dispone la cessazione dei benefici al raggiungimento della maggiore età dell'orfano affidato. Il Capo VI reca le disposizioni finali. In tale Capo si dispone circa: il limite di età - che non può essere superiore a trent'anni - degli orfani beneficiari delle misure a valere sul Fondo di solidarietà (articolo 24); la durata dei benefici - che è annuale - per cui l'istanza di accesso deve essere presentata ogni anno (articolo 25); la cumulabilità tra loro dei benefici (articolo 26); la gestione ed il monitoraggio della spesa, i quali sono effettuati dall'Ufficio del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà, anche per il tramite del Concessionario indicato nel provvedimento di attribuzione del beneficio (articolo 27); la cessazione dei benefici; l'esclusione dell'obbligo di restituzione dell'aiuto economico percepito allorquando una sentenza penale definitiva accerti la non ricorrenza di un crimine domestico o di violenza di genere (articolo 28); il trattamento dei dati personali (articolo 29); la clausola di invarianza finanziaria, in ordine all'attuazione della disciplina recata dallo schema (articolo 30); l'entrata in vigore, decorsi quindici giorni dalla data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (articolo 31). Si apre la discussione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) esprime alcune perplessità in merito al fatto che per un grave errore nella formulazione della legge del 2017, citata dalla relatrice, la disciplina legislativa di riferimento consideri solo l'ipotesi dell'uccisione della donna ai fini della concessione delle provvidenze economiche. Pertanto, nel caso in cui ad essere vittima di omicidio nelle circostanze indicate dalla legge sia un uomo, gli orfani resterebbero privi della tutela giuridica prevista. Chiede pertanto se, piuttosto che continuare ad avallare questo errore in cui è incorso il legislatore, non sia il caso in questa sede di rimediare: ciò potrebbe avvenire mediante una condizione che suggerisca al Governo una formulazione del regolamento di attuazione, tale da comprendere il più ampio concetto di genitore e non limitare l'ambito applicativo all'ipotesi di uccisione del genitore di sesso femminile. Interviene la senatrice VALENTE ( PD ) che invece ritiene si debba mantenere l'originaria formulazione prevista dall'Atto del Governo in esame; seguendo l'opinione espressa dal senatore Pillon, si rischierebbe di mandare un messaggio pericoloso: va invece positivamente ribadito che le vittime della violenza di genere sono quasi esclusivamente donne. Dopo interventi di consenso della senatrice EVANGELISTA ( M5S ) e di dissenso del senatore CUCCA ( IV-PSI ), l'intervento della senatrice Valente provoca una replica del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), che mantiene le sue posizioni: a suo dire è in gioco non solo la tutela degli orfani, veri beneficiari di tale provvedimento, ma anche il principio di uguaglianza e non discriminazione imposto dall'articolo 3 della Costituzione. Il senatore BALBONI ( FdI ) condivide la proposta del senatore Pillon e denuncia anch'egli una disparità di trattamento: le norme, anche se secondarie ed aventi funzione meramente regolamentare, debbono comunque essere generali ed astratte; preannuncia pertanto il proprio voto sfavorevole, qualora non vengano accolte le osservazioni del senatore Pillon. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) ribadisce come il provvedimento in esame miri a tutelare gli orfani: pertanto, se una formulazione può portare ad una maggiore protezione nei loro confronti, non può essere certo ostacolata. Si esprime favorevolmente ad un utilizzo in tal senso delle osservazioni che la Commissione deve esprimere. La senatrice EVANGELISTA ( M5S ) interviene ribadendo che condivide l'opinione espressa dalla senatrice Valente, considerato che il provvedimento in titolo è dedicato alla tutela dalla violenza di genere: ciò garantisce che esso ricomprende anche le vittime di sesso maschile, senza la necessità di ulteriori precisazioni. La relatrice PIARULLI ( M5S ) chiede una breve sospensione. La seduta, sospesa alle ore 17,30, riprende alle ore 17,40. La relatrice PIARULLI ( M5S ) in sede di replica, propone che le osservazioni rilevino l'opportunità di un'interpretazione costituzionalmente orientata, secondo il testo pubblicato in allegato al resoconto. Accertata la presenza del numero legale, la Commissione conviene a maggioranza sulla proposta della relatrice. Documento di economia e finanza 2020 e relativo annesso Doc Doc. LVII, n. 3 Documento di economia e finanza 2020 e relativo annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore CRUCIOLI ( M5S ) illustra il documento di economia e finanza 2020, in cui si rileva come l'epidemia causata dal COVID-19 ha cambiato in modo repentino e drammatico la vita degli italiani e le prospettive economiche del Paese. In relazione a tale drammatica situazione il Documento reca un nuovo quadro economico e di finanza pubblica, in considerazione degli effetti determinati dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dalle esigenze ad essa conseguenti. Il nuovo quadro (comprensivo degli effetti delle "nuove politiche" contemplate dal Documento) prevede: una riduzione del PIL (in termini reali e non nominali) per il 2020, pari all'8,0 per cento, ed un incremento del valore nel 2021, pari al 4,7 per cento (la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza per il 2019 ed il Documento programmatico di bilancio per il 2020 prevedevano un incremento pari allo 0,6 per cento per il 2020 ed all'1,0 per cento per il 2021); un tasso di disoccupazione pari all'11,6 per cento per il 2020 ed all'11,0 per cento per il 2021 (i precedenti documenti summenzionati prevedevano un valore pari al 10,0 per cento per il 2020 ed al 9,5 per cento per il 2021); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 10,4 per cento per il 2020 ed al 5,7 per cento per il 2021. Tali valori comprendono per il 2021 anche gli effetti della soppressione delle cosiddette clausole di salvaguardia, per complessivi 23,1 miliardi, allo scopo di ridurre il carico fiscale per le famiglie e le imprese, consistenti in aumenti dell'IVA e di accise: si tratta di clausole previste a legislazione vigente a decorrere dal 2021 e di cui il Documento in esame prevede la soppressione (a decorrere dal medesimo anno). I valori previsionali suddetti concernono solo l'anno in corso ed il 2021, in quanto il Governo ha ritenuto di avvalersi delle possibilità di semplificazione nella redazione dei Programmi di stabilità ammessa dalla Commissione europea (Linee Guida del 6 aprile 2020) in considerazione dell'incertezza economica e finanziaria determinata dall'emergenza epidemiologica e delle relative azioni che gli Stati stanno svolgendo. La premessa del Documento osserva inoltre che "coerentemente con l'orientamento espresso anche da altri Paesi europei e alla luce delle linee guida riviste della Commissione Europea, si è deciso di posporre la presentazione del Programma Nazionale di Riforma e dei principali allegati al DEF". Nella sezione I denominata "Programma di stabilità" tra le misure urgenti di rilancio economico, si segnalano le ulteriori misure che il Governo sta approntando rispondono all'esigenza di aumentare ulteriormente le risorse per il sistema sanitario, la protezione civile e la sicurezza pubblica. Inoltre va segnalato il rifinanziamento e l'estensione dei sostegni ai redditi dei lavoratori e degli imprenditori più colpiti dalla crisi, all'occupazione, alla liquidità delle imprese e all'erogazione di credito all'economia. Nello specifico per quanto concerne le materie di competenza della Commissione Giustizia, il Decreto con le misure urgenti di rilancio economico sarà organizzato a garantire gli interventi per l'efficiente ripresa dell'attività giudiziaria e impulso all'innovazione tecnologica del sistema giustizia; per quanto concerne l'impatto finanziario delle riforme adottate da aprile 2019 si illustrano gli effetti sull'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche a legislazione vigente derivante dai provvedimenti normativi adottati da aprile 2019 alla data di presentazione del Documento, alla luce delle raccomandazioni rivolte all'Italia nell'ambito del Semestre Europeo. Si raccomanda poi di ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio razionalizzando e facendo rispettare le norme di disciplina procedurale: ciò avviene ponendo in particolare l'accento sui regimi di insolvenza e sul miglioramento dell'efficacia della lotta contro la corruzione e la riduzione della durata dei processi penali. Nell'ambito delle azioni intraprese e delle linee di tendenza, giova ricordare che tra le misure finalizzate al contrasto dell'evasione fiscale, la recente manovra di bilancio prevede, da un lato, l'introduzione di alcune importanti misure finalizzate al recupero di gettito nel corso del prossimo triennio; dall'altro, una strategia più ampia di contrasto all'evasione fiscale con effetti positivi e strutturali in termini di miglioramento della tax compliance in un periodo più lungo. Le nuove misure di contrasto dell'evasione fiscale previste dalla manovra di bilancio 2020 sono ora indirizzate a contrastare la terza componente dell'evasione, ossia l'omessa fatturazione o evasione con consenso, attraverso due principali innovazioni: 1) l'ampliamento del patrimonio informativo attraverso nuove acquisizioni di microdati, nonché attraverso l'utilizzo integrato delle banche dati a disposizione dell'Amministrazione fiscale; 2) l'incentivo all'uso di strumenti di pagamento elettronici in settori in cui il contante è ancora troppo diffuso (cosiddetto piano "Italia Cashless"). Queste misure si collocano nel quadro di un'importante riforma strutturale, che non è limitata solo al contrasto all'evasione ma che persegue obiettivi strategici di riduzione del gap nell'utilizzo dei pagamenti digitali rispetto al contante e di modernizzazione del sistema Paese. Nella sezione II (Analisi e tendenze della finanza pubblica) la Giustizia compare nelle tabelle di dettaglio sull'analisi economica dei pagamenti effettuati nel triennio 2017-2019. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) lamenta l'ampliamento dell'ingerenza statuale mercé l'acquisizione di un più vasto patrimonio informativo sui cosiddetti microdati: dietro lo schermo della lotta all'evasione fiscale, si opera una inaccettabile generalizzazione del sistema della fattura elettronica. A fronte delle pressioni esercitate dalla direzione dell'Agenzia delle entrate, il Governo enfatizza l'obiettivo della tracciabilità totale per gli accertamenti fiscali, sottoponendo le transazioni dei cittadini ad un regime vessatorio che non riconosce alcun diritto a tutela delle loro posizioni reddituali: pertanto il suo Gruppo voterà contro. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) concorda sulla pericolosità del ricorso al bancomat ed alla moneta virtuale, come incentivato dal documento in titolo: si tratta di un espediente non a somma zero per il cittadino, che è costretto a pagare commissioni che arricchiscono il sistema bancario. Il relatore CRUCIOLI ( M5S ), in sede di replica, propone l'espressione di un parere favorevole. Accertata la presenza del numero legale, la Commissione conferisce a maggioranza mandato al relatore a redigere un parere favorevole. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI Il PRESIDENTE avverte che dei tre cicli di audizioni programmate dall'Ufficio di Presidenza integrato, nell'ambito dei disegni di legge in materia di magistratura onoraria nn. 1438, 1516, 1555, si sono potuti svolgere solo due; i soggetti di cui era stata programmata la prosecuzione delle audizioni o una nuova audizione  richiesti in marzo, alla luce delle difficoltà che incontravano all'epoca gli spostamenti sul territorio nazionale  hanno preferito trasmettere contributi scritti, che sono stati tutti messi a disposizione dei senatori attraverso l'area virtuale condivisa del Senato. Non facendosi osservazioni, la Commissione conviene che anche tali documenti - come già avvenuto per quelli precedentemente depositati - saranno resi disponibili per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. La seduta termina alle ore 17,45. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 163 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 163 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, esprime, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli rilevando altresì che il termine "madre", all'articolo 2, comma 1, lettera a) nn. 2 e 3 richiede un'interpretazione costituzionalmente orientata in senso estensivo tale da includere tutti i genitori vittime di omicidio.