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Sanità pubblica - Regione Puglia - Gestioni liquidatorie delle cessate Unità Sanitarie Locali - Prevista sottoposizione, con decreto del Presidente della Giunta regionale, al regime della liquidazione coatta amministrativa e sottrazione delle relative controversie alla cognizione del giudice ordinario competente per materia e per territorio - Denunciata indebita legislazione regionale in materia processuale, nonché in materia finanziaria e non strettamente sanitaria - Difetto di motivazione sulla rilevanza - Inammissibilità della questione.. E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 11, comma 3 -bis , della legge della Regione Puglia 9 dicembre del 2002, n. 20, introdotto dall'art. 43, comma 2, della legge regionale 7 marzo 2003, n. 4, come modificato dall'art. 32 della legge regionale 7 gennaio 2004, n. 1, censurato in riferimento all'art. 117, comma secondo, lettera l) , della Costituzione. Invero, l'ordinanza di rimessione è carente di motivazione in ordine alla rilevanza della questione, posto che nella medesima non vi è alcun cenno alla problematica - da esaminare in via preliminare e derivante dalla applicazione nel giudizio principale, in virtù del rinvio operato dall'art. 201 della legge fallimentare, dell'art. 52, comma secondo, della medesima legge - della possibilità per il giudizio di proseguire in sede contenziosa ordinaria; possibilità legata all'interpretazione del disposto (previgente) dell'art. 95, comma terzo, della legge fallimentare, a norma del quale «Se il credito risulta da sentenza non passata in giudicato, è necessaria l'impugnazione se non si vuole ammettere il credito».