Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 54 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE CONSULTIVA (981) Legge di bilancio per il 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 DDL 981 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni (Rapporti alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Rapporto favorevole sulle Tabelle 2 e 2- bis , limitatamente alle parti di competenza. Rapporto favorevole con osservazioni sulle Tabelle 8 e 8- bis ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 dicembre. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione. Comunica altresì che è stato presentato un ordine del giorno, pubblicato in allegato, riferito alle tabelle 8 e 8- bis . Il senatore PARRINI ( PD ) illustra l'ordine del giorno G/981/1/1/tab.8, con il quale si impegna il Governo a incrementare le risorse previste per i Comuni che danno luogo a fusioni, in linea di continuità con l'azione dei precedenti Esecutivi. I processi di aggregazione tra enti locali, infatti, consentono non solo risparmi di spesa nella fornitura dei servizi, ma anche una capacità di risposta più efficiente alle esigenze dei cittadini. Ritiene pertanto indispensabile stanziare ulteriori risorse affinché i Comuni che hanno già pianificato o avviato i processi di fusione continuino a percepire il contributo stabilito a legislazione vigente. Tale misura compenserebbe almeno in parte l'assenza - nel disegno di legge di bilancio all'esame, su cui esprime un giudizio molto critico - di misure di sostegno ai Comuni, che tra l'altro risentiranno in modo negativo del minor gettito derivante dalla sanatoria prevista per le cartelle esattoriali non pagate per importi fino a 1.000 euro. Il sottosegretario CANDIANI ritiene ormai superata - anche per prassi amministrativa - la linea politica attuata in particolare dagli ultimi tre Governi, volta a favorire processi di fusione tra Comuni. Se, da un lato, infatti, è risultata più efficiente la gestione associata di funzioni e servizi, dall'altro, è emersa la necessità di offrire un sostegno ai piccoli Comuni, soprattutto in termini di semplificazione degli oneri amministrativi e contabili. In ogni caso, tale questione potrà essere adeguatamente valutata dal tavolo tecnico-politico istituito dal Governo per la revisione del testo unico degli enti locali, a cui partecipano anche l'Associazione nazionale dei Comuni italiani e l'Unione delle Province d'Italia. Pertanto, invita i proponenti a ritirare l'ordine del giorno in esame. La relatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) si associa al rappresentante del Governo. Il senatore PARRINI ( PD ) insiste perché venga posto in votazione. Con il parere contrario del rappresentante del Governo e accertata la presenza del prescritto numero di senatori, l'ordine del giorno G/981/1/1/tab.8 è posto in votazione e respinto. Il senatore GRASSI ( M5S ), relatore sullo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per le parti relative alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Tabelle 2 e 2- bis ), illustra una proposta di rapporto favorevole. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), relatrice sullo stato di previsione del Ministero dell'interno (Tabelle 8 e 8- bis ), illustra una proposta di rapporto favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. Sottolinea che l'inserimento di un rilievo circa la necessità di prevedere una dotazione indicativa di stanziamenti specificamente destinati al rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine o di provenienza è volto a recepire la segnalazione formulata dal senatore Vitali. Il senatore PARRINI ( PD ) dà conto di una proposta di rapporto alternativo contrario sulle Tabelle 8 e 8- bis , da lui presentata insieme ad altri senatori del proprio Gruppo, pubblicata in allegato. La Commissione approva, con separate votazioni, la proposta di rapporto favorevole, avanzata dal relatore Grassi, sulle Tabelle 2 e 2- bis, limitatamente alle parti di competenza , del disegno di legge di bilancio e la proposta di rapporto favorevole con osservazioni, avanzata dalla relatrice Saponara, sulle Tabelle 8 e 8- bis del disegno di legge di bilancio, pubblicate in allegato. Il PRESIDENTE comunica che lo schema di rapporto presentato dai senatori Parrini, Collina, Cerno e Zanda non viene posto in votazione e sarà inviato alla 5 a Commissione come rapporto di minoranza. IN SEDE REFERENTE (cost. 214 e connessi) Riduzione del numero dei parlamentari DDL 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari DDL 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica DDL 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 4 dicembre. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) rinuncia a intervenire in replica e presenta, una proposta di nuovo testo, pubblicata in allegato, che potrà essere adottata come testo base. Il PRESIDENTE comunica che la nuova proposta sarà adottata come testo base per il seguito dell'esame. Non essendovi osservazioni, così resta stabilito. Il PRESIDENTE propone di fissare per le ore 18 di venerdì 14 dicembre il termine per la presentazione di eventuali emendamenti da riferire al nuovo testo, adottato come base. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta, già convocata per le ore 14 di domani, giovedì 13 dicembre, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15. Allegato RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNO DI LEGGE N. 981 E 981- BIS - TABELLE 2 E 2- BIS ) La Commissione, esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni, nonché le allegate tabelle 2 e 2- bis , premesso che: si valuta con favore l'istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, di un fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, da ripartirsi sulla base di programmi settoriali presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato per le materie di propria competenza; si esprime altresì un giudizio favorevole sull'istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, di un fondo destinato al rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese, nei settori dell'edilizia pubblica, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali; si valuta positivamente l'innalzamento da 1.000 a 5.000 euro del limite di importo oltre il quale le amministrazioni pubbliche sono obbligate a effettuare acquisti di beni e servizi facendo ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), lo strumento di eProcurement pubblico gestito da Consip per conto del Ministero dell'economia e delle finanze; si segnala con favore l'istituzione di una struttura di missione temporanea, denominata "InvestItalia", per il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei ministri, relative al coordinamento delle politiche del Governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati; si esprime una valutazione positiva in merito all'assunzione, per il triennio 2019-2021, di consiglieri di Stato e referendari dei tribunali amministrativi regionali, nonché di referendari della Corte dei conti, anche in deroga alla vigente normativa in materia di turn over ; si segnala con favore l'introduzione di una nuova disciplina e di nuove finalizzazioni del Fondo per le politiche della famiglia, volto a finanziare interventi di sostegno alla famiglia, alla natalità, alla maternità e alla paternità, al fine prioritario del contrasto della crisi demografica, nonché per finanziare misure di sostegno alla componente anziana dei nuclei familiari; si segnala lo stanziamento per la spesa di investimento delle Regioni che aderiscono volontariamente alle misure, previste dall'articolo 6, comma 20, del decreto-legge n. 78 del 2010, di riduzione dei costi della pubblica amministrazione; si valutano positivamente gli interventi sulla disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi in essere in favore di coloro che abbiano rivestito la carica di presidente della Regione, di consigliere regionale o di assessore regionale; si segnala altresì con favore il rifinanziamento del Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano nonché il finanziamento del Fondo nazionale per la montagna, formula un rapporto favorevole. Allegato RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNO DI LEGGE N. 981 E 981- BIS - TABELLE 8 E 8- BIS ) La Commissione, esaminato il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni, nonché le allegate tabelle 8 e 8- bis , premesso che: si valuta positivamente l'autorizzazione al Ministero dell'interno ad assumere a tempo indeterminato, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali e nell'ambito dell'attuale dotazione organica, 775 unità di personale della carriera prefettizia e di livello dirigenziale e non dirigenziale dell'amministrazione civile dell'interno; si segnala con particolare favore l'autorizzazione ad assunzioni straordinarie nelle Forze di polizia - fino a complessive 6.150 unità, nel quinquennio 2019-2023 - finalizzate all'incremento dei servizi di prevenzione e di controllo del territorio e di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica; si apprezza l'incremento della dotazione organica della qualifica di vigile del fuoco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per complessive 1.500 unità, nel biennio 2019-2020, attingendo alle graduatorie esistenti; si evidenzia, in materia di immigrazione, sia la razionalizzazione della spesa per la gestione dei centri per l'immigrazione, tenuto conto della contrazione del fenomeno migratorio, sia la riduzione del costo giornaliero di accoglienza dei migranti. Da tali interventi, previa estinzione dei debiti pregressi, devono derivare risparmi connessi all'attivazione, locazione e gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari, pari almeno a 400 milioni di euro per il 2019, 550 milioni di euro per il 2020 e 650 milioni di euro a decorrere dal 2021; si valuta positivamente l'incremento del Fondo per la sicurezza urbana di 25 milioni di euro per l'anno 2019, di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022; lo stato di previsione del Ministero dell'interno prevede spese finali, in conto competenza nel bilancio integrato, pari a circa 24.347,7 milioni per il 2019, 24.333,8 milioni per il 2020 e 23.612,7 milioni per il 2021. In termini di cassa, le spese finali del Ministero sono pari a 24.789,7 milioni di euro nel 2019, 24.409,3 milioni nel 2020 e 23.631,2 milioni nel 2021; rispetto al bilancio a legislazione vigente 2018, le poste di bilancio per le missioni «Ordine pubblico e sicurezza» e «Soccorso civile» si mantengono all'incirca in linea, mentre per la missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti» si registra un decremento pari a circa 400 milioni; la maggior entità delle risorse stanziate nello stato di previsione del Ministero è assorbita dalla missione «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali», che rappresenta circa il 44 per cento del valore della spesa finale complessiva del medesimo Ministero e che registra un incremento complessivo di circa 221 milioni di euro, dovuto in particolare ad interventi riconducibili al programma «Elaborazione, quantificazione e assegnazione delle risorse finanziarie da attribuire agli enti locali»; la missione 3 dello stato di previsione del Ministero dell'interno, che reca i programmi relativi alle politiche di ordine pubblico e sicurezza, prevede stanziamenti a legislazione vigente pari a 8.141,3 milioni di euro per il 2019. In particolare, si segnala l'istituzione di un nuovo fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, destinato ad assunzioni nelle Forze di polizia, fino a complessive 6.150 unità, nel quinquennio 2019-2023, formula un rapporto favorevole, con la seguente osservazione: con riferimento al comma 5 dell'articolo 9 del disegno di legge di bilancio, nell'ambito della riassegnazione dei contributi relativi al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno al Fondo rimpatri, si ritiene opportuno prevedere una dotazione indicativa di stanziamenti specificamente destinati al rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di provenienza. Allegato SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI PARRINI, COLLINA, CERNO E ZANDA SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI PARRINI, COLLINA, CERNO E ZANDA SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO PER L'ANNO FINANZIARIO 2019 E PER IL TRIENNIO 2019-2021 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNO DI LEGGE N. 981 E 981- BIS - TABELLE 8 e 8- BIS ) La Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e il bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (A.S 981); premesso che: l'esame del disegno di legge di bilancio per il 2019 si inserisce in un contesto macroeconomico che desta forti preoccupazioni: nel trimestre luglio-settembre 2018 il prodotto interno lordo italiano ha ristagnato, per la prima volta dopo ben 14 trimestri consecutivi di crescita; nonostante il primo arresto alla crescita nazionale da tre anni e mezzo a questa parte, le riforme attuate nel corso della precedente legislatura hanno proseguito a segnare risultati positivi, particolarmente significativi nel mercato del lavoro  il numero degli occupati ha raggiunto un massimo storico e il tasso di partecipazione delle donne e delle classi di età più elevate si è finalmente innalzato  e proseguire in questa direzione di riforma strutturale del sistema Paese costituisce l'unica via per aumentare in prospettiva il potenziale di crescita e liberare risorse pubbliche per combattere la povertà e sostenere le fasce più deboli della popolazione; alcune delle misure previste in questa legge di bilancio costituiscono un pericoloso passo indietro rispetto al processo di riforma strutturale che, con il contributo del Paese tutto, si è portato avanti, e i loro effetti potrebbero rendere ancor più incisivi i rischi al ribasso sull'andamento dell'economia prefigurati dall'Ufficio parlamentare di bilancio, con un deterioramento dei conti pubblici a partire già dal 2019 che rischia di mettere in serio pericolo la solidità dei fondamentali dell'economia italiana; l'evidenza empirica, in particolare riferita agli anni precedenti alla crisi finanziaria globale, ci insegna che l'espansione del bilancio non si traduce automaticamente in un sostenuto aumento del prodotto, se le misure non sono adeguate a favorire la crescita potenziale nel lungo periodo; con questa manovra di bilancio il Governo accresce l'indebitamento netto, rispetto ai suoi valori tendenziali, in media di 1,3 punti percentuali del PIL all'anno nel triennio 2019- 2021 e per il prossimo anno programma di attuare interventi espansivi per circa 34 miliardi, coperti da aumenti delle entrate e riduzioni della spesa per poco più di un terzo, con un aumento del disavanzo di quasi 22 miliardi, ponendosi degli obiettivi di crescita particolarmente ambiziosi, definiti nei fatti più che ottimistici dai più autorevoli osservatori nazionali e internazionali; un'espansione di bilancio come quella delineata nel disegno di legge all'esame, non determinata principalmente dalle spese per investimento, ma piuttosto da voci di spesa corrente, non garantisce la crescita nel medio termine e può anzi metterla in pericolo a lungo andare, e con essa la stabilità del Paese, quando ci si troverà a dover fronteggiare fasi cicliche avverse; gli effetti della politica di bilancio non possono infatti essere valutati come se essa fosse isolata, dal momento che risentono delle condizioni finanziarie, particolarmente determinanti se in rapporto al Pil il debito pubblico è elevato: dopo soli sei mesi di Governo i segnali di indebolimento dell'economia sono allarmanti, la volatilità sui mercati finanziari è tornata ad aumentare e i tassi di interesse sul debito pubblico sono divenuti molto elevati; l'aumento dello spread si ripercuote sull'intera economia, ossia su famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che detengono il risparmio nazionale, e rispetto ad aprile 2018 è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di euro di interessi in più e, ipotizzando tassi coerenti con le attuali aspettative dei mercati, costerebbe oltre 5 miliardi di euro nel 2019 e circa 9 nel 2020 secondo le stime della Banca d'Italia; gli effetti della protratta incertezza degli investitori sugli orientamenti del Governo, in costante conflitto con le istituzioni europee, e sulla credibilità dell'impegno a conseguire i risultati di crescita annunciati, hanno determinato una crescita dei tassi di interesse sul debito pubblico che rischia dunque di vanificare tutto l'impulso espansivo atteso dall'Esecutivo con l'approvazione della Legge di bilancio; il 21 novembre la Commissione ha definito le priorità economiche e sociali dell'UE per il 2019, presentando i pareri sui documenti programmatici di bilancio e confermando l'esistenza di un'inosservanza particolarmente grave del patto di stabilità e crescita nel caso dell'Italia ai sensi dell'articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea; il 29 novembre il Comitato economico e finanziario del Consiglio europeo, organismo composto di alti funzionari dei ministeri dell'Economia dei Paesi membri e delle loro banche centrali, della Banca centrale europea e della Commissione, si è espresso a favore della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia; entro il 19 dicembre la Commissione europea, durante l'ultima riunione dell'anno del Collegio dei commissari, attende le correzioni richieste alla manovra che il Governo è tenuto a fornire per evitare l'approvazione della raccomandazione all'Italia che darebbe l'avvio alla procedura di infrazione; sui contenuti della manovra di bilancio, complessivamente intesa, la Commissione ha evidenziato che: la riforma del sistema pensionistico, che aumenta il peso delle pensioni di vecchiaia sulla spesa pubblica, mette a rischio la sostenibilità a lungo termine della finanza pubblica; alcune delle misure di pace fiscale potrebbero creare incentivi a favore dell'evasione fiscale; le misure che incrementano il prelievo fiscale sulle banche potrebbero produrre effetti negativi sull'offerta di credito, soprattutto se sommate all'impatto dell'aumento dello spread sui rendimenti dei titoli pubblici; il quadro di finanza pubblica che si delinea è imprudente e difficilmente sostenibile, anche perché corredato da strumenti di politica economica, finanziati in deficit nonostante siano stati presentati per anni come dotati di adeguata copertura finanziaria, che non solo non sembrano in grado di garantire i previsti risultati di crescita, ma che, per alcune misure qualificanti del programma di Governo, non sono neanche ancora stati definiti nel dettaglio, come nel caso del reddito di cittadinanza e del pensionamento anticipato, per cui il provvedimento si limita unicamente a istituire due fondi; mentre interventi, messi in campo nella precedente legislatura, di fondamentale impulso per la crescita attraverso il sostegno agli investimenti delle imprese e il rafforzamento del tessuto industriale, sono stati depotenziati; il 30 novembre l'Istat ha diramato la nota relativa ai conti economici trimestrali rilevando che nel terzo trimestre del 2018 il Pil è diminuito dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente dopo anni di crescita; rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna registrano diminuzioni, con una riduzione dello 0,1 per cento dei consumi finali nazionali e dell'1,1 per cento degli investimenti; questi dati vanno letti insieme a quelli diffusi sempre dall'Istituto Nazionale di Statistica relativi al calo degli occupati a cui si associa quello dei disoccupati (-2,5 per cento, pari a -70 mila) con un aumento anche degli inattivi (+0,4 per cento, +56 mila) sempre nell'arco dell'ultimo trimestre; rilevato che, per quanto concerne le materie di competenza della Commissione: il mancato inserimento delle risorse da "fondo IMU-Tasi" suscita gravi preoccupazioni. Si tratta di un contributo dovuto, in quanto derivante da modifiche nel regime fiscale locale (abolizione IMU sull'abitazione principale e istituzione della Tasi) che impedivano a un'ampia fascia di Comuni di mantenere il gettito già acquisito nel regime originario; non viene recuperata quella riduzione di risorse disposta per i comuni con il decreto-legge n. 66 del 2014 che aveva una durata temporanea (inizialmente fino al 2016 poi prorogata al 2018). Si tratta di 564 milioni di euro che fin dall'emanazione della norma venivano considerati un sacrificio eccezionale, da abolire una volta superata la fase più critica del risanamento finanziario. A questo riguardo andrebbe integrato il Fondo di solidarietà comunale per il reintegro delle somme dovute; andrebbe introdotta una maggiore gradualità per gli enti locali nell'applicazione delle disposizioni riguardanti l'accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità iscritto nel bilancio di previsione. Le attuali percentuali di accantonamento a FCDE appaiono troppo incisive, anche alla luce delle limitate risorse a disposizione degli enti locali per la chiusura dei bilanci di previsione, a fronte della crescente domanda di servizi da parte dei cittadini. Per assicurare la sostenibilità dell'accantonamento a FCDE nel bilancio di previsione sarebbe necessario graduare ulteriormente il percorso di avvicinamento al completo accantonamento dell'FCDE nel bilancio di previsione; sarebbe necessario prevedere anche per le Province e le Città metropolitane risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici di loro competenza a valere sul Fondo investimenti per gli enti territoriali come è stato fatto per i Comuni; appare molto preoccupante la previsione di cui al comma 436, che prevede interventi di razionalizzazione del Ministero dell'interno che coinvolgono la gestione dei centri per l'immigrazione e la riduzione del costo giornaliero per l'accoglienza dei migranti, interventi dai quali dovrebbe derivare un risparmio almeno pari a 400 milioni di euro per il 2019, 550 milioni di euro per il 2020 e 650 milioni di euro a decorrere dal 2021; tale disposizione, infatti va letta assieme al de-finanziamento di quasi 4 milioni nella stessa missione operato nella sezione II del Bilancio a carico degli Interventi a favore degli stranieri anche richiedenti asilo; dal combinato disposto della sezione I e della sezione II del disegno di legge di bilancio, il Programma 5.1 Flussi migratori, Interventi per lo sviluppo della Coesione sociale, garanzia dei diritti e rapporti con le confessioni religiose, risulta tagliati di quasi 404 milioni, che rischiano da un lato di incidere fortemente sul numero e la qualità dei servizi offerti dai centri di accoglienza; e dall'altro di prevedere un costo pro-capite per migrante all'interno dei centri di accoglienza talmente basso  per consentire effettivamente i risparmi di spesa sopra indicati  da non essere atto a garantire le condizioni minime per il rispetto dei diritti umani fondamentali; questi tagli pregiudicano in maniera gravissima le politiche di accoglienza e integrazione, in un momento nel quale dovrebbero essere invece fortemente sostenute. Una scelta politica scellerata che consegnando all'irregolarità migliaia di migranti stranieri alimenta di fatto l'insicurezza pubblica, delibera di riferire in senso contrario. Allegato