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Disciplina dell'autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria del comune di Napoli. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge è volto a promuovere il progetto di autonomia statutaria, amministrativo e finanziaria del comune di Napoli. In particolare, si prevede che il comune di Napoli, in conformità con quanto previsto dall'articolo 118, secondo comma, della Costituzione, assuma la denominazione Napoli utonoma (NA) quale ente dotato di speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria per la cura dello sviluppo strategico del territorio, per la gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della comunità, nonché per la cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello di città autonoma, patrimonio UNESCO, sede nazionale dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni e motore propulsivo per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il territorio di NA coinciderà con i confini dell'attuale area del comune di Napoli e il consiglio comunale, dotato di autonomia statutaria e regolarmente, in forza di quanto previsto dal presente disegno di legge, sarà denominato assemblea partenopea. Obiettivo fondamentale del disegno di legge è, innanzitutto, quello di rendere NA titolare di funzioni amministrative proprie e dotarla, in aggiunta a quelle già previste a legislazione vigente, di ulteriori funzioni come quelle relative al concorso e alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e culturali previa definizione dell'accordo con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; lo sviluppo economico e sociale nell'interesse dell'area metropolitana, con particolare riferimento alla finalizzazione della programmazione dei fondi europei e alla valorizzazione dei settori produttivo, portuale, turistico, commerciale, universitario e delle comunicazioni; lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale generale, ivi comprese, per gli aspetti di competenza, le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, la difesa del suolo, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente con particolare riferimento alla tutela delle risorse idriche, l’organizzazione del ciclo di gestione dei rifiuti e dei servizi di igiene urbana; l'edilizia pubblica e privata; l'organizzazione e il funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; la protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Campania. Inoltre, il disegno di legge in questione, nel tentativo di cancellare dall'immaginario collettivo l'etichetta storicamente negativa, anche ingiustamente attribuita, alla città di Napoli di «città assistita» o «sussidiata» dallo Stato, prevede una serie di diposizioni volte a renderla completamente autonoma dal punto di vista tributario e fiscale, ma nella situazione attuale appare, tuttavia, necessario individuare risorse proprie per 259 milioni di euro al fine di svicolare il comune di Napoli dalla partecipazione solidaristica al Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228: fondo, che tra le altre cose, pesa anche sugli altri comuni ed è soggetto a continui interventi legislativi che ne rendono aleatorio sia l'importo sia i tempi di erogazione, delineando un meccanismo di funzionamento peraltro non aderente a quella che dovrebbe discendere da una piena e corretta applicazione dei princìpi del federalismo fiscale alla luce di quanto previsto dall'articolo 117, secondo comma, lettera m) , e dall'articolo 119, terzo e quarto comma, della Costituzione, dalla legge delega n. 42 del 2009 e dai decreti attuativi del federalismo municipale del 2011. Si prevede, inoltre, che a NA sia destinata parte delle entrate derivanti da due imposte strettamente riferite al territorio, ovvero le imposte sui trasferimenti degli immobili e la compartecipazione al gettito dell’IRPEF. La prima delle due, ovvero quella relativa alle imposte sui trasferimenti al territorio, corrisponde a livello nazionale a 8.930 milioni di euro tra IVA (4.260 milioni di euro), imposte di registro e di bollo (2.640 milioni di euro), imposte ipotecaria e catastale (1.420 milioni) e imposte di successioni o donazioni (620 milioni di euro). Nel decreto legislativo n. 23 del 2011 sul federalismo municipale si prevedeva la devoluzione ai comuni di tale imposta, ma tale previsione fu successivamente abrogata con l'articolo 1, comma 729, della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013) e la relativa quantificazione per la città di Napoli è stimabile in circa 150 milioni di euro. Ebbene, la compartecipazione IRPEF ha per effetto la cessione al comune, dove sono residenti i contribuenti IRPEF, di una quota del gettito. Una volta che il predetto gettito di 150 milioni di euro dovesse risultare opportunamente accertato, rimarrebbe da compensare un gettito di 109 milioni di euro che a Napoli è grosso modo stimabile in 1,2 punti di IRPEF. Il presente disegno di legge è, quindi, volto a compensare esattamente i 259 milioni di euro del saldo netto del Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, per il 2015, facendo salvo quanto dovuto dallo Stato nei confronti del comune di Napoli a titolo di ristoro integrale dell'IMU e della TASI prima casa ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, comma 17, della legge n. 208 del 2015 (legge di Stabilità 2016) tenuto conto dell'esenzione di cui ai commi da 10 a 16, 53 e 54 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 208 del 2015. Alla luce di quanto precede, il saldo per la città di Napoli per il 2016 corrisponderebbe per definizione a zero, a seguito della rinuncia dallo stesso anno al predetto Fondo di solidarietà comunale e l'aumento delle entrate attraverso l'integrale assegnazione al bilancio del comune di Napoli delle imposte sui trasferimenti di immobili e la compartecipazione di 1,2 punti di IRPEF. A questo punto, per il contribuente napoletano non solo non si produrrebbe alcun aggravio sia di carattere economico che burocratico, ma ci sarebbe addirittura la certezza di attribuire una quota maggiore delle proprie imposte pagate alla propria città. È stato riscontrato che per i comuni diversi da quello di Napoli si dovrebbe registrare un avanzo netto di 259 milioni di euro come saldo tra minor gettito IMU di Napoli (65 milioni di euro) e minore esborso del Fondo di solidarietà comunale (324 milioni di euro). Per lo Stato vi sarebbe un minore gettito di entrate proprie di 259 milioni di euro che, pur tuttavia, verrebbe compensato in tutto o in parte attraverso un prelievo dal Fondo di solidarietà comunale, portando a zero anche il saldo per i comuni. In buona sostanza, per il comune di Napoli con l'approvazione del presente disegno di legge si realizzerebbe finalmente un diretto collegamento tra il miglioramento delle condizioni economiche generali della popolazione e il relativo gettito tributario.. 1 1 Il comune di Napoli, in conformità con quanto previsto dall'articolo 118, secondo comma, della Costituzione, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, assume la denominazione Napoli autonoma (NA) ente dotato di speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria nei limiti stabiliti dalla Costituzione, per la cura dello sviluppo strategico del territorio, per la gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della comunità, nonché per la cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello di città autonoma, patrimonio UNESCO, sede nazionale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e motore propulsivo per lo sviluppo del Mezzogiorno. 2 Il territorio di NA coincide con l'area del comune di Napoli. 3 Il consiglio comunale di NA, dotato di autonomia statutaria e regolamentare, assume la denominazione di assemblea partenopea. 2 1 NA è titolare di funzioni amministrative proprie. Ulteriori funzioni possono essere conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze, ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione. 2 Ferme restando le funzioni amministrative attribuite a legislazione vigente, spetta a NA l'esercizio delle seguenti funzioni amministrative: a concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e culturali previa definizione dell'accordo con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; b sviluppo economico e sociale di NA nell'interesse dell'area metropolitana, con particolare riferimento alla finalizzazione della programmazione dei fondi dell’Unione europea e alla valorizzazione dei settori produttivo, portuale, turistico, commerciale, universitario e delle comunicazioni; c sviluppo urbano e pianificazione territoriale generale, comprese, per gli aspetti di competenza, le strutture di comunicazione, le reti dei servizi e delle infrastrutture, la difesa del suolo, la tutela e la valorizzazione dell'ambiente con particolare riferimento alla tutela delle risorse idriche, nonché l’organizzazione del ciclo di gestione dei rifiuti e dei servizi di igiene urbana; d edilizia pubblica e privata; e organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; f protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Campania. 3 L'esercizio delle funzioni di cui al comma 2 è disciplinato con appositi regolamenti adottati dall’assemblea partenopea nel rispetto della Costituzione, della legislazione nazionale e regionale e dei limiti imposti dalla normativa dell’Unione europea e internazionale. 4 L'assemblea partenopea, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di NA che entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della regione Campania. 5 Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio del ministri, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, è disciplinato l'ordinamento finanziario di NA, con specifica individuazione delle funzioni di cui al comma 2, e sono definite le modalità per il trasferimento a NA delle relative risorse umane, strumentali e finanziarie, nonché dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell'amministrazione centrale. 3 1 In via sperimentale, nelle more di una piena e corretta applicazione del federalismo fiscale e di quanto previsto dall'articolo 117, secondo comma, lettera m) , e dall'articolo 119, terzo e quarto comma, della Costituzione, a NA, è attribuita, per l'anno 2016, una quota di tributi propri di importo pari a quanto già conferito dal Fondo di solidarietà comunale di cui all'articolo 1, comma 380, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, per il 2015 nella misura corrispondente a 259 milioni di euro, a titolo di saldo tra finanziamento e contributo. 2 Per gli anni 2016, 2017 e 2018 NA non è tenuta al versamento della quota solidaristica del Fondo di solidarietà comunale fermo restando quanto dovuto dallo Stato nei confronti del comune di Napoli a titolo di ristoro integrale dell'imposta municipale propria e della tassa sui servizi indivisibili sulla prima casa, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 1, commi 380- ter , 380 -quater , 380- quinquies , 380- sexies , 380- septies e 380- octies , della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e tenuto conto dell'esenzione di cui ai commi da 10 a 16, 53 e 54 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208. 3 Ai sensi di quanto previsto dal comma 2, per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 il Governo, con apposito decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, può effettuare un prelievo straordinario a carico de Fondo di solidarietà comunale, fino a un massimo di 259 milioni di euro. 4 Per gli anni 2016, 2017 e 2018 le imposte sui trasferimenti di immobili relative a beni ricadenti nel comune di Napoli sono integralmente assegnate al bilancio di NA. 5 Per l'anno 2016 a NA è, altresì, assegnata una percentuale di compartecipazione al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) relativa ai redditi dell’anno 2015 dei residenti del comune di Napoli la cui quota è stabile in modo da compensare, insieme alle risorse rinvenienti dall'applicazione di quanto previsto dal comma 4, l'importo di 259 milioni di euro. I versamenti effettuati al comune di Napoli nell’anno 2016, prima della data di entrata in vigore della presente legge, sono considerati acconti ai sensi di quanto previsto dal presente comma. La percentuale di gettito IRPEF, individuata con decreto dal Ministero dell'economia e delle finanze entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assegnata al bilancio di NA nell'anno 2017 e nell'anno 2018 in misura invariata, indipendentemente dalle eventuali variazioni di gettito dell'IRPEF e delle imposte sui trasferimenti di immobili di cui al comma 4. 4 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.