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ALLEGATO F CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO C.I.S.A.S. La C.I.S.A.S. - Confederazione italiana sindacati addetti ai servizi, maggiormente rappresentativa su base nazionale e quindi anche nel pubblico impiego di cui alla legge n. 93/83, consapevole del momento che attraversa la società e nello stesso tempo della necessità di ribadire l'inviolabilità dell'esercizio del diritto di sciopero, tenendo conto dei gravi disagi derivanti per la collettività dalla sospensione di servizi pubblici fondamentali ed essenziali, presenta i seguenti criteri, cui la Confederazione si atterrà nella effettuazione di scioperi che da essa potranno essere proclamati nel pubblico impiego: 1) La C.I.S.A.S., in caso di conflitto sindacale, si ritiene libera di proclamare lo sciopero o altre forme di lotta sindacale, con un preavviso non inferiore a quindici giorni ai sensi dell'art. 11 della legge-quadro sul pubblico impiego n. 93/83. 2) Lo sciopero, di qualsiasi comparto, viene proclamato dalle strutture confederali della C.I.S.A.S., dei rispettivi livelli territoriali. 3) Per l'effettuazione dello sciopero sono costituiti comitati di sciopero organizzati dalla organizzazione sindacale, perché siano garantiti i servizi essenziali e quelli di emergenza. Tali comitati provvedono alla organizzazione e alla regolamentazione pratica dello sciopero e costituiscono punto di riferimento per le informazioni intercorrenti tra le parti e con i lavoratori durante lo svolgimento dello sciopero. 4) La C.I.S.A.S. rifiuta la strumentalizzazione politico-partitica dello sciopero e ribadisce la propria autonoma determinazione di politica sindacale. 5) La C.I.S.A.S. dichiara che i sopra riportati principi saranno osservati dai propri associati e dalle proprie strutture (territoriali e funzionali) in ogni comparto del pubblico impiego. 6) La C.I.S.A.S. dichiara per ogni singolo comparto del pubblico impiego di cui alla legge n. 93/83 provvederà, inoltre, ad individuare ed elencare i servizi pubblici essenziali da garantire.