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Spese di giustizia - Straniero extracomunitario sottoposto a limitazioni della libertà personale - Revoca del decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato per mancata produzione della prescritta certificazione dell'autorità consolare relativa ai redditi prodotti all'estero - Efficacia solo dalla scadenza del termine di venti giorni dalla presentazione dell'istanza di ammissione al patrocinio - Asserita disparità di trattamento in danno dei soggetti in stato di libertà che sono esclusi sin dall'inizio dal beneficio, essendo l'onere di documentazione previsto a pena d'inammissibilità dell'istanza - Insussistenza - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 114 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di spese di giustizia nella parte in cui stabilisce che la revoca del decreto di ammissione al patrocinio a spese dello Stato per la mancata produzione, da parte del cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea sottoposto a limitazioni della libertà personale, della prescritta certificazione dell'autorità consolare relativa ai redditi prodotti all'estero ha effetto solo dalla scadenza del termine accordato dall'art. 94, co. 3, del testo unico per tale produzione documentale, per violazione dell'art. 3 Cost., sotto il profilo della irragionevole disparità di trattamento tra soggetti in stato di libertà e soggetti sottoposti a limitazioni della libertà personale. Al riguardo va infatti osservato come le due situazioni poste a raffronto dal giudice a quo, per desumerne la violazione del principio di eguaglianza - quella dello straniero libero e quella dello straniero detenuto - siano eterogenee tra loro: la previsione di una disciplina di maggior favore per il soggetto detenuto si giustifica in ragione delle limitazioni alla libertà di movimento cui l'interessato è sottoposto.