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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 87 MORONESE La seduta inizia alle ore 16,55. IN SEDE REFERENTE Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 DDL 1547 Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 (Seguito dell'esame e rinvio) Riprende l'esame sospeso nella seduta di ieri. La presidente MORONESE comunica le determinazioni testé assunte all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza in relazione alle modalità di svolgimento dell'esame del disegno di legge in titolo. Al riguardo l'Ufficio di Presidenza ha convenuto sull'elenco dei soggetti da audire, sulle modalità di svolgimento delle audizioni e sull'elenco dei soggetti ai quali verrà richiesta la presentazione di un documento scritto. Ha inoltre convenuto di dedicare due sedute nella giornata di martedì allo svolgimento della discussione generale - prevedendo, ove necessario, a tal fine, la convocazione di un'ulteriore seduta nella giornata di mercoledì - e di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti a giovedì 31 ottobre, alle ore 10. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006 Doc n. 107 Schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006 (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazione) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 15 ottobre. Rispondendo alle richieste di chiarimenti del senatore Pazzaglini e del senatore Arrigoni, formulate nella seduta pomeridiana del 15 ottobre scorso, il sottosegretario MORASSUT rileva, in via generale, che lo schema di decreto legislativo in titolo è volto a dare attuazione all'articolo 25 del Regolamento (UE) n. 517/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 sui gas fluorurati a effetto serra, che pone l'obbligo, in capo agli Stati Membri, di emanare norme sulle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni del regolamento europeo citato e che tali sanzioni debbano essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Con l'intervento regolatorio, dunque, si intende risolvere l'attuale problema dell'assenza di un'efficace deterrenza alla violazione delle disposizioni del citato regolamento. A tal proposito va segnalato che, al fine di provare a scongiurare l'apertura della relativa procedura di infrazione, è stato dato seguito alla richiesta della Commissione europea di discutere della sostanza del provvedimento e valutare l'efficacia e il livello delle sanzioni proposte, che devono tener conto anche dell'aumento dei prezzi dei gas fluorurati e delle sanzioni previste negli altri Stati Membri, fermo restando che la disciplina sanzionatoria in argomento viene modulata da Paese a Paese in base alle specificità dell'ordinamento nazionale di riferimento e quindi non vi possono essere fattispecie sanzionatorie uniche per tutti i Paesi interessati. Dopo tale confronto, l'intero impianto sanzionatorio, così come proposto, è stato ritenuto adeguato anche dalla Commissione europea. Nello schema di decreto quindi è stato nel complesso rafforzato l'apparato sanzionatorio in materia rispetto a quanto previsto a legislazione vigente, in quanto sono state riprese le sanzioni già esistenti e ne sono state introdotte di nuove. Pur tuttavia, la definizione dell'apparato sanzionatorio è stata operata caso per caso, procedendo, qualora ritenuto praticabile e in linea con la normativa europea, a una riduzione di talune sanzioni. La relatrice L'ABBATE ( M5S ) illustra quindi una proposta di parere favorevole con osservazione, pubblicata in allegato al resoconto, evidenziando come la stessa tenga conto di una delle indicazioni formulate in sede consultiva dalla 14 a Commissione. Il rappresentante del GOVERNO si esprime favorevolmente, facendo presente che il Governo si riserva di valutare l'osservazione contenuta nella proposta di parere. Il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il rappresentante del Governo per la risposta che supera però solo parzialmente le valutazioni critiche della sua parte politica sullo schema in esame, permanendo le stesse in particolare sotto il profilo della genericità di alcune previsioni sanzionatorie. Previa verifica del prescritto numero legale, la proposta di parere favorevole è infine posta ai voti e approvata. La seduta termina alle ore 17,10. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 107 La Commissione, esaminato lo schema di decreto in titolo, premesso che: la legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante le norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 33, rinvia alla legge di delegazione europea la disciplina sanzionatoria delle violazioni di obblighi contenuti in direttive europee attuate in via regolamentare o amministrativa, ai sensi delle leggi di delegazione europee vigenti, o in regolamenti dell'Unione europea pubblicati alla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea considerata, richiamando l'articolo 32, comma 1, lettera d), della medesima legge n. 234 del 2012, che prevede i limiti minimo e massimo delle sanzioni penali ed amministrative comminabili, e facendo salve le norme penali vigenti, salvo criteri specifici diversi; lo schema di decreto in titolo è volto a dare attuazione all'articolo 25 del regolamento (UE) n. 517/2014, sui gas fluorurati a effetto serra, che prevede la definizione del regime sanzionatorio applicabile per casi di inosservanza del regolamento medesimo; lo schema di decreto è stato predisposto ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (legge di delegazione europea 2016-2017), che prevede una delega al Governo per adottare disposizioni recanti sanzioni penali e amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in direttive europee attutate in via regolamentare o amministrativa o in regolamenti dell'Unione europea pubblicati alla data di entrata in vigore della medesima legge n. 163; considerato che la Commissione europea, con lettera di messa in mora C(2019) 4634 del 25 luglio 2019, ha avviato nei confronti dello Stato italiano la procedura d'infrazione 2019/2142, contestando la violazione dell'articolo 25 del regolamento (UE) n. 517/2014, che impone agli Stati membri di notificare alla Commissione stessa, entro il 1° gennaio 2017, le sanzioni da applicare in caso di inosservanza degli obblighi di cui al citato regolamento (UE) n. 517/2014; rilevato che lo schema di decreto in titolo contiene disposizioni volte ad adeguare, integrare o confermare le disposizioni sanzionatorie già previste dalla legislazione vigente (decreto legislativo n. 26/2013), relativamente alle ipotesi di violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 517/2014; viste le osservazioni formulate dalla 14ª Commissione in data 15 ottobre 2019, esprime parere favorevole con la seguente osservazione: valuti il Governo, in riferimento alle disposizioni sanzionatorie previste nello schema di decreto in titolo e considerate anche le analoghe disposizioni del decreto legislativo in abrogazione, l'opportunità di mantenere o introdurre - in relazione rispettivamente alle fattispecie di illeciti amministrativi ovvero penali oggetto del provvedimento in esame - le clausole di salvezza "salvo che il fatto non costituisca reato" o "salvo che il fatto non costituisca più grave reato".