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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 30 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,38). Si dia lettura del processo verbale. MONTEVECCHI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 31 luglio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sul 38° anniversario della strage di Bologna PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Signori senatori, il 2 agosto del 1980 fu inferta al nostro Paese una ferita insanabile. Alle ore 10,25 di quel sabato 85 innocenti persero la vita e oltre 200 tra uomini, donne e bambini rimasero feriti. Se alla stazione di Bologna tuttora c'è l'orologio fermo per sempre a quel drammatico momento, a ricordarci fin dove possono arrivare l'odio e l'orrore, le istituzioni hanno il dovere di fare in modo che il tempo non sia passato invano e non solo per impedire il ripetersi di gesti così folli, ma anche per lenire il dolore con tutto ciò che si ha a disposizione. Non ci possono essere zone d'ombra, a partire dalla ricerca di tutti i colpevoli e di tutte le connivenze. Questa non è, non può e non deve essere l'occasione per polemiche di alcun tipo. Oggi è il giorno in cui dobbiamo onorare le vittime, le loro storie e le loro vite e ricordare a noi stessi come il Paese sia riuscito, anche dopo quell'infausto giorno, a rialzarsi e a ricostruire le ragioni del nostro stare insieme, i valori della nostra comunità nazionale, i principi alla base del nostro Stato di diritto. Abbiamo ogni giorno il dovere di coltivare e tramandare la memoria di quanto accaduto, di come il terrorismo abbia cambiato per sempre la storia italiana dello scorso secolo e di come sia stato sconfitto a tutti i livelli. L'Italia non si arrese e seppe trovare, in nome della libertà e della democrazia, la forza per costruire un Paese migliore e pacificato. Alle famiglie delle vittime giunga il sentito cordoglio dell'Assemblea del Senato della Repubblica. Invito tutti i colleghi ad osservare un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea osservano un minuto di silenzio). Sulla seduta antimeridiana della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del 1° agosto MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, ieri mattina è accaduto un episodio spiacevole in Commissione agricoltura durante l'audizione del Ministro per la comunicazione delle linee programmatiche, com'è d'uso quando si insedia un nuovo Governo. L'episodio si inserisce in un quadro in cui troppo spesso è accaduto che ci fosse uno spazio troppo ristretto per le domande e gli interventi, non soltanto dei Gruppi, ma anche dei singoli senatori. Noi abbiamo sempre collaborato per rendere possibile lo svolgimento di questo importante atto della vita delle Commissioni, ma lamentiamo il fatto che troppo spesso gli spazi siano stati estremamente ristretti, al punto da poter parlare due, tre, a volte cinque minuti per Gruppo: il che pare davvero non sufficiente. Ieri mattina, quando una collega ha chiesto conto di due domande che aveva posto e alle quali il Ministro non ha risposto, c'è stata da parte del Ministro una reazione francamente inappropriata ad un'Aula parlamentare, anche con gesti che volevano, come dire, invitarla a stare zitta e, nel caso volesse porre delle domande, a presentare delle interrogazioni. Questo, però, è contraddire lo spirito dell'audizione, che dovrebbe essere una esposizione chiara, senza assalti da parte di nessuno: si vuole sapere dai Ministri, in questo caso da quel Ministro, quali sono le sue linee programmatiche. Ritengo che questo atteggiamento non sia un accettabile. Non si possono offendere i senatori e la dignità del Senato con atti di questo genere. Visto anche il filmato con l'atteggiamento sia del Ministro che del Presidente della Commissione, che ha, come è suo diritto e dovere, richiamato chi, da parte dell'opposizione, protestava anche con un certo vigore, io auspico che egli richiami anche il Ministro a tenere un comportamento consono a una Commissione parlamentare. Solo il Presidente della Commissione può dire a un senatore di stare zitto, se è previsto dal Regolamento, ma certamente non può dirlo il Ministro. Auspico che ci sia un rapporto di maggiore rispetto nei confronti dei senatori, del Senato, della Commissione, specialmente in un periodo in cui si sente parlare, da esponenti autorevoli di un importantissimo movimento politico, di abolizione del Parlamento e di sorteggio dei parlamentari, che equivale all'abolizione del Parlamento. Dunque, non possiamo non vegliare sulla dignità di queste Aule. Ciascuno, ivi incluso il Governo, ha il diritto di esprimere, anche con vigore, le proprie opinioni, ma ciascuno nel proprio ruolo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo in risposta all'intervento del senatore Malan. Ieri ho avuto l'onore di presiedere la Commissione agricoltura in occasione della relazione del Ministro sulle linee programmatiche e devo dire che non ho ravvisato tutta questa gravità dell'accaduto. Sicuramente, la dialettica si è un po' accesa in quel determinato momento, però ciò è stato frutto anche del calore con cui il Ministro esponeva il suo corposo programma. A difesa del Ministro (anche se non ne ha assolutamente bisogno) sottolineo che, fino a oggi, egli ha sempre dato ampia disponibilità, non solo in questi primi mesi di Governo, ma anche per il prossimo futuro. Ha detto, tranquillamente e in maniera esauriente, che ogni qual volta vi sarà un problema, anche su temi specifici, arriverà in Commissione a spiegare quali sono le linee programmatiche del Governo e le possibili soluzioni a eventuali problemi del mondo dell'agricoltura. Quindi, fino a oggi c'è stata grande disponibilità da parte del Ministro e ci sarà anche in futuro. Quanto ai fatti, credo che a volte il calore politico ci porti ad avere comportamenti che, magari, in un determinato momento, possono non essere consoni all'Aula istituzionale in cui ci si trova. Questo sta però a significare che egli tiene veramente alla questione agricoltura e alla soluzione dei relativi problemi. Credo - mi rivolgo sia al senatore Malan, che al senatore Battistoni - che si possa tranquillamente risolvere la questione tra gentiluomini, qui, nell'Aula del Senato o - eventualmente - nelle sedi opportune. (Commenti del senatore Parrini) . Per quanto mi riguarda, da Presidente della Commissione, ritengo sia possibile chiudere qui l'incidente, anche perché dobbiamo occuparci di temi sicuramente ben più importanti. Il mondo dell'agricoltura, lo sappiamo, è in difficoltà. Continuiamo a parlare di agricoltura, che credo sia la questione che più interessa i nostri agricoltori e tutti i cittadini. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, intervengo per condividere con il collega Malan il richiamo a un comportamento più consono e anche per stigmatizzare le dichiarazioni del Presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, che non può sminuire quanto accaduto e reso pubblico dal circuito audiovisivo del Senato. (Applausi dal Gruppo PD) . Parliamo di un Ministro che, in visita in Puglia, a seguito di una mia dichiarazione, si è permesso di dire, davanti a tutti i sindaci, che in questo Parlamento noi perdiamo tempo, mentre lui era lì a lavorare, rinunciando alle ferie. Pertanto, parliamo di una persona che - evidentemente - è vocata all'offesa del Parlamento e dei parlamentari. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Aimi e Cangini) . DE BONIS (M5S) . Bugiardo! STEFANO (PD) . Io credo che questo comportamento sia da stigmatizzare e occorre fare in modo che non si ripeta più. In una seduta in cui il Ministro è chiamato a dare delle risposte sulle linee programmatiche del suo Dicastero, se un senatore o una senatrice fa delle domande, egli deve rispondere e non additare con un segno o usare parole che possono essere ascoltate, e quindi valutate nella loro gravità, attraverso il circuito audiovisivo del Senato. Quindi, signor Presidente, le chiedo di cercare di sensibilizzare, al di là della calura agostana, ogni Presidente di Commissione affinché all'interno di quei consessi ci sia un clima diverso. Infatti, il clima che si respira in questi giorni e che ho respirato in qualche seduta della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare è oggettivamente non consono all'Assemblea parlamentare e all'impegno cui siamo chiamati. (Applausi dal Gruppo PD) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il Presidente della 1ª Commissione permanente, senatore Borghesi, per riferire sui lavori della Commissione in ordine al disegno di legge n. 717, di conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per informare l'Assemblea che la Commissione affari costituzionali è in attesa di ricevere i pareri della Commissione bilancio e, quindi, dobbiamo cominciare i lavori nella giornata di oggi. Sono pertanto a chiederle, se possibile, la sospensione dei lavori d'Assemblea. PRESIDENTE. Senatore Borghesi, fino a quando ritiene che ciò sia necessario? BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Ritengo che ci vorrà almeno tutta la giornata di oggi affinché la Commissione affari costituzionali possa esaminare tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . In relazione a quanto riferito dal presidente Borghese, l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 91, recante proroga termini, avrà inizio nella seduta di domani alle ore 9,30. PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, sono Capogruppo del Partito Democratico in Commissione affari costituzionali, con profonda preoccupazione e molto sconcerto - vi prego di credermi - vorrei denunciare quanto è avvenuto nella giornata di ieri nella mia Commissione, e, per quel che ho potuto sapere, anche nella Commissione bilancio. Ci siamo trovati di fronte a due riunioni della Commissione completamente improduttive: una volta mancavano i pareri di ammissibilità, poi i pareri di valutazione finanziaria della 5 a Commissione. Ci siamo riconvocati. Il presidente Borghese - gliene do atto - ha provveduto ad assolvere al proprio dovere; ci ha fatto avere i pareri di ammissibilità ma, ancora una volta, si siamo trovati privi dei pareri sulla ricaduta finanziaria del provvedimento. Le assicuro, Presidente, che è stato davvero sconfortante dovere assistere alla mancanza di coordinamento, al disordine dei lavori, a un pressappochismo che ci inquieta, perché non ci siamo potuti esprimere come avremmo voluto sugli emendamenti che il nostro Gruppo ha presentato. Riteniamo che questo fenomeno (relazioni tecniche tardive, assenza di risposte) sia qualcosa che va contro il diritto del Parlamento di approfondire i provvedimenti. (Applausi dal Gruppo PD). È una situazione particolarmente grave, signor Presidente - me lo lasci dire - per altre ragioni che voglio brevemente esporre. La prima che è ci troviamo di fronte alla prima lettura di un provvedimento molto complicato, uno dei più complicati che il Parlamento deve affrontare, come il milleproroghe. Questa Assemblea, questo ramo del Parlamento, lo esamina in prima lettura, e probabilmente non avrà un grande approfondimento nell'altro ramo del nostro Parlamento, perché sappiamo che così vanno le cose nel nostro ordinamento. Dato che si tratta della prima lettura, la compressione dei lavori delle Commissioni è particolarmente sconveniente e ci allarma. Dico di più: non abbiamo insistito noi perché questo provvedimento fosse incastrato nel calendario dell'Assemblea in questo momento. È la maggioranza che lo ha fatto, e dovrebbe fare tutto il possibile perché il lavoro in Commissione possa svolgersi ordinatamente. Infine, nella scorsa legislatura ci siamo dati un Regolamento che prevede - so che il Capogruppo del Partito Democratico lo ha segnalato più volte nella Conferenza dei Capigruppo - una compartimentazione bisettimanale tra i lavori d'Assemblea e quelli di Commissione. (Applausi dal Gruppo PD). Qual è la ragione della compartimentazione? Valorizzare al massimo l'apporto che alla produzione legislativa le Commissioni possono dare. Di fronte al primo complesso provvedimento emanato con decreto-legge, allora, ci troviamo dinanzi a un tentativo che va in direzione completamente opposta: probabilmente avremo una maggiore velocità nel lavoro di Commissione rispetto ai lavori dell'Assemblea, e questo non va assolutamente bene. Per suo tramite lo segnalo ai rappresentanti di tutti i Gruppi, perché questo Regolamento è un punto di riferimento per tutti. Signor Presidente, questa valutazione che esprimiamo rispettosamente, ma con estrema fermezza, è di grande forza perché intravediamo una volontà: c'è la sensazione che alla fine a queste contraddizioni si cercherà di porre rimedio attraverso l'arrivo in Assemblea senza votazione del mandato al relatore. Questo sarebbe, se avvenisse, di inaudita gravita. (Applausi dal Gruppo PD). Significherebbe scaricare sul Parlamento e sulla sua dignità l'incapacità di organizzare i lavori e di operare con efficienza da parte della maggioranza e del Governo. Quindi, le chiediamo di vigilare, per quanto in suo potere, affinché questo non avvenga. Capisco la devozione con cui i rappresentanti della maggioranza ascoltano i discorsi sulla democrazia morente e sul Parlamento superato, ma il Parlamento ancora c'è, e finché c'è va rispettato. (Applausi dal Gruppo PD). Anche quanto detto dal senatore Malan e dagli altri senatori dovrebbe essere ragione di grande preoccupazione. Capisco il senatore Vallardi. Non si è trovato in una posizione facile, però vorrei dirgli che le difese d'ufficio sono sempre imbarazzanti. (Applausi della senatrice Malpezzi). Quando si nutrono di lotta all'evidenza diventano doppiamente imbarazzanti. (Applausi dal Gruppo PD) . PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, in quest'Aula io rappresento la Commissione bilancio e dico che proprio perché non vogliamo essere pressappochisti, la Commissione ha bisogno del tempo necessario per valutare minuziosamente la portata finanziaria di tutti gli emendamenti, della maggioranza e dell'opposizione. Per questo abbiamo bisogno di tempo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Come ex deputato ho partecipato alla discussione di molte leggi di bilancio, in modo approfondito, anche se ero membro della Commissione finanze, e posso garantirle che i nostri predecessori ci hanno fatto aspettare molto tempo, e noi con pazienza abbiamo sempre aspettato. Quindi chiederei gentilmente alle opposizioni di fare il possibile per accettare una richiesta di tempo strettamente necessaria a valutare la portata finanziaria di tutti gli emendamenti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi scuso se interloquisco in questo momento con lei e con l'Assemblea, ma vorrei attribuire anche qualche motivazione e responsabilità rispetto a quanto sta accadendo. Per quel che mi riguarda, questa stortura del Regolamento, che ha chiamato ad esprimersi la Commissione bilancio su tutti gli emendamenti presentati è, appunto, una stortura che non si applica alla Camera. Mi sembra incredibile, infatti, che la Commissione bilancio debba verificare la copertura rispetto ad emendamenti che verranno sicuramente bocciati e non verranno mai neanche portati in Aula. La valutazione della Commissione bilancio dovrebbe limitarsi agli emendamenti approvati dalla Commissione e non estendersi a tutti quelli presentati. A tale stortura avevo posto rimedio con una proposta di modifica del Regolamento, portata in Aula, che prevedeva che la Commissione bilancio si sarebbe espressa solo sugli emendamenti approvati in Commissione e su quelli portati in Aula. È di qualcuno la responsabilità del fatto che tale modifica non sia stata introdotta? Sì, ed è proprio del Gruppo politico che oggi solleva dei problemi, cioè del Partito Democratico. (Vivi applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti della senatrice Malpezzi). Grazie alla presentazione di un emendamento del senatore Tonini, allora Presidente della Commissione bilancio, quella modifica venne cassata, per questo ci troviamo in questo stato dell'arte. A questo aggiungo, e concludo, che stando qui a parlare impediamo alla Commissione bilancio di riunirsi e quindi siamo causa del nostro male. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni. Vivaci proteste dal Gruppo PD). MIRABELLI (PD) . Presidente, lui dovrebbe garantire l'Assemblea! (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . VOCI DAL GRUPPOL-SP-PSd'Az. A lavorare! Dovete andare a lavorare! (Proteste dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intanto farei presente ad alcuni colleghi che ci invitano ad andare a lavorare che anche loro prendono un bello stipendio proprio per stare qui a lavorare. Questo è il vostro lavoro! (Applausi dal Gruppo PD) . Il vostro lavoro è preparare gli atti parlamentari come devono essere preparati. Parliamo di una situazione, signor Presidente, molto grave. Io credo che non si debba permettere ad alcuni colleghi di ricostruire la storia, compresa quella della modifica del Regolamento della quale, a seconda dei momenti e a fasi alterne, ci si prende il merito o meno. (Applausi dal Gruppo PD) . Infatti, se il Presidente Calderoli è responsabile di questo Regolamento, lo ha detto con vanto recentemente in quest'Aula, è responsabile anche di quanto sta succedendo oggi. Tutta la maggioranza è responsabile di ciò che sta succedendo oggi. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è il caso di dire che oggi, discutendo in Parlamento, impediamo alla Commissione di lavorare. Mi permetta di dire, signor Presidente, è lei che lo deve impedire. Non si può pensare di lanciare questo tipo di messaggio. Quando il Parlamento si riunisce e discute su questioni rilevanti mette in evidenza l'incapacità di questo Governo e di questa maggioranza di preparare gli atti (Applausi dal Gruppo PD) , mette in difficoltà le Commissioni. Autorevoli colleghi, le Commissioni sono state ferme per ore, per giorni, semplicemente per l'incapacità di preparare adeguatamente gli atti parlamentari. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo che la maggioranza abbia solo un modo per affrontare la situazione: da una parte cominciare a lavorare seriamente sui provvedimenti che presenta in Aula e al Paese, e dall'altra semplicemente chiedere scusa a noi e a tutto il Paese per lo spettacolo tremendo di incapacità (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) , di ignoranza, di improvvisazione e di superficialità che la Lega e il MoVimento 5 Stelle stanno dando all'Italia. (Applausi dal Gruppo PD. Proteste dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Vieni in Commissione. Fatti vedere, in Commissione, ogni tanto! (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE . No, senatore. Se deve protestare, esca dall'Aula . Stava protestando ed è uscito. (Proteste dal Gruppo PD). Scusate, ma non capisco niente di quello che dite, perché urlate. Mi pare che il vostro Capogruppo, il senatore Marcucci, abbia espresso il suo dissenso. LAUS (PD) . Prima della minaccia! PRESIDENTE. Questo è il Parlamento. Ognuno esprime la propria opinione... (Proteste delle senatrici Malpezzi e Valente). VERDUCCI (PD) . È stata una minaccia. PRESIDENTE. ...e mi pare che ognuno lo abbia fatto, questa mattina. Mi pare che non ci sia bisogno di ulteriori polemiche. Ognuno ha fatto le proprie osservazioni. Lo abbiamo fatto ed è appunto questo il luogo in cui poterlo fare. STEFANO (PD) . Ogni volta fanno quello che vogliono. PRESIDENTE. Prima di sospendere i lavori, vorrei formulare i miei complimenti più vivi al senatore Casini, che è stato eletto Presidente del Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare. Presidente Casini, auguri vivissimi. (Applausi) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Grazie, signor Presidente. PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15 con lo svolgimento del question time . (La seduta, sospesa alle ore 10,08, è ripresa alle ore 15,05) . Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo e il Ministro della giustizia. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Unterberger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00155 su misure a sostegno dell'occupazione femminile, per tre minuti. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, egregio signor Ministro, l'Italia è penultima in Europa nella classifica per tasso di occupazione delle donne, con una differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile che sfiora il 20 per cento. La drammaticità della situazione italiana è ulteriormente peggiorata dal fatto che, mentre negli altri Paesi europei alcune forme di flessibilità del lavoro (come il part time ) contribuiscono ad evitare un incremento del tasso di disoccupazione, in Italia invece l'accesso al part time è molto limitato, non essendovi alcuna garanzia a livello normativo che favorisca le donne con figli piccoli, con conseguente scelta obbligata di licenziamento. Inoltre l'Italia stenta anche sul numero di donne laureate e sul numero di figli per donna, con percentuali fortemente al di sotto della media europea. Per le donne è sempre più difficile conciliare lavoro e maternità, con conseguente naturale diminuzione del tasso di natalità. Sarebbe pertanto necessario rimuovere tutti gli ostacoli che disincentivano le donne dal cercare un lavoro, distribuendo in maniera più equa l'impegno familiare tra uomo e donna. Purtroppo nel contratto di Governo le donne sono menzionate come gli unici soggetti responsabili del dover conciliare i tempi da dedicare alla famiglia e al lavoro. Infine, molte delle misure introdotte dai precedenti Governi a sostegno delle madri sono in scadenza. Se non verrà rinnovato, scomparirà il cosiddetto voucher baby sitter per le donne che decidono di rientrare al lavoro, nonché il congedo di paternità obbligatoria, anch'esso in scadenza a fine 2018. L'interrogante chiede di sapere se da parte del Ministro vi sia consapevolezza della problematica espressa e quali misure intenda adottare per ridurre il divario con gli altri Paesi europei, valorizzando il talento femminile, favorendone l'alta formazione e introducendo nuove e apposite misure a sostegno delle madri che lavorano o, quantomeno, se intenda garantire il rifinanziamento delle misure già introdotte dai precedenti Governi. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, senatrici e senatori, siamo consapevoli che l'Italia si colloca agli ultimi posti in Europa rispetto ai tassi di occupazione femminile, con un gender gap molto marcato e un differenziale tra maschi e femmine in termini di occupazione pari al 19 per cento in media su tutto il territorio nazionale. A livello regionale ci sono molte variazioni e si va da un valore minimo di 10 punti percentuali di differenza in Valle D'Aosta a un valore massimo di 25 punti percentuali in Sicilia. La prima missione di questo Governo è riconoscere adeguate tutele ai lavoratori più deboli, superando forme di precariato e discriminazione. Le donne purtroppo rappresentano ancora una fascia particolarmente vulnerabile nel momento dell'ingresso e della stabile permanenza nel mondo del lavoro. In vista della prossima legge di bilancio, stiamo valutando un quadro di interventi in grado di assicurare risposte efficaci e durature. Stiamo valutando una razionalizzazione e una stabilizzazione di misure di sostegno finanziario alla natalità attualmente previste. Vogliamo investire nelle famiglie italiane e far sentire loro la vicinanza dello Stato in ogni momento in cui ne hanno bisogno. In particolare, stiamo considerando la possibilità d'introdurre una misura forte, di copertura totale del costo per gli asili nido, in modo da favorire la conciliazione famiglia-lavoro. Alla copertura degli oneri si potrà provvedere anche con risorse comunitarie del Fondo sociale europeo, oltre che con una riorganizzazione di diversi contributi, attualmente frammentati. Infine, dal momento che c'è un forte legame tra bassi tassi di occupazione e bassi tassi di scolarizzazione, vogliamo intervenire nel medio periodo su programmi mirati verso donne, giovani madri e donne con bassi tassi di scolarizzazione. Solo il 25 per cento delle donne con una licenza di scuola media lavora, mentre il 75 per cento di donne con una laurea lavora. Agiremo quindi su programmi mirati e sull'accrescimento delle competenze. In questa direzione va anche l'introduzione dello strumento del reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-Sp-PSd'Az). PRESIDENTE . Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Unterberger, per due minuti. Avrei però una preghiera, colleghi: in Aula non si fanno foto con i cellulari. È rigorosamente vietato, vorrei non doverlo dire di più. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Egregio Ministro, prendo atto della sua risposta e mi auguro che questa tematica finalmente trovi davvero l'attenzione che le spetta. Penso che sia una grande problematica dell'Italia quella di avere un potenziale di donne che non può lavorare perché non ci sono misure che permettono la conciliazione tra lavoro e famiglia. Purtroppo, come ripeto sempre, nel vostro contratto di Governo si parla delle donne nel capitolo delle misure per la famiglia e quando si parla di misure per la famiglia si parla solo dei compiti delle donne. In futuro, anche gli uomini dovrebbero assumersi una parte di tali compiti non retribuiti. (Applausi della senatrice Malpezzi). Inoltre, poiché tanti altri Paesi nel Nord d'Europa hanno un altissimo tasso di occupazione femminile e anche un tasso di natalità molto alto, si dovrebbe semplicemente osservare quali misure hanno adottato per arrivare a questo risultato e magari copiarne alcune; penso, ad esempio, ad un congedo di paternità che valga un mese, e solo per i padri, con una retribuzione dell'80 per cento. ( Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Il senatore Urso ha facoltà d'illustrare l'interrogazione 3-00150 sui trattamenti pensionistici dei sindacalisti, per tre minuti. URSO (FdI) . Signor Ministro, lei si è molto impegnato e soprattutto si è molto espresso in questi primi mesi di Governo - e anche nel suo precedente impegno politico - nei confronti della lotta ai cosiddetti privilegi, cosa sicuramente condivisibile, specialmente a fronte di quanto emerge dalle statistiche - com'è successo anche ieri - per esempio della Svimez, sul Mezzogiorno, o dell'Istat, sul crescente aumento della povertà in Italia e delle diseguaglianze tra ricchi e poveri e tra Regioni ricche e povere. L'abbiamo vista però stranamente silente su uno dei fronti che più colpiscono l'opinione pubblica e proprio i lavoratori, ossia i cosiddetti privilegi di alcuni sindacalisti. Nello stesso sito web dell'INPS - facilmente visibile a qualunque lavoratore voglia informarsi - c'è scritto che i sindacalisti hanno alcune regole contributive diverse dagli altri lavoratori, perché possono vedersi ugualmente versati i contributi - o addirittura lo stipendio - da enti terzi rispetto al sindacato presso il quale prestano effettivamente il proprio lavoro e perché, prima di andare in pensione, possono farsi pagare dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose. I sindacalisti svolgono una funzione assolutamente necessaria nel nostro Paese. Proprio per questo, trattandosi di una funzione necessaria che risponde anche alla vocazione etica di tutelare e rappresentare i lavoratori, dovrebbero avere, come chiunque altro svolge rappresentanza politica, sociale e sindacale, un comportamento che non sia scandaloso, come quello che è apparso a molti leggendo questo stesso sito web . Signor Ministro, le chiediamo se intende porre fine a questi privilegi. Essi riguardano certamente anche i contributi figurativi, come altre categorie; riguardano il distacco sindacale, soprattutto quando è fatto da enti pubblici - che sono tanti e troppi e, soprattutto, il decreto legislativo n. 564 del 1996, emanato su proposta dell'allora ministro Treu, che consente ai sindacalisti di aumentarsi la retribuzione negli ultimi mesi per gonfiarsi le pensioni. Per questo le chiediamo se lei risponderà alle richieste del presidente dell'INPS che dice che c'è bisogno solo del suo nulla osta per eliminare questo privilegio, quale sia il numero dei sindacalisti che ad oggi ne traggono beneficio e, inoltre, se intende procedere al ricalcolo delle pensioni anche… (Il microfono si disattiva automaticamente . Congratulazioni) . PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio il senatore interrogante. Innanzitutto tengo a ribadire in quest'Aula che questo Governo, così come è previsto dal contratto di Governo, vuole mettere fine a tutti i privilegi, vitalizi, auto blu e pensioni di privilegio. Tutto ciò che è privilegio va eliminato perché è ora che si ristabilisca che tutti i cittadini sono uguali e devono essere trattati alla stessa maniera. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questo discorso vale anche per i privilegi sindacali, sui quali chiaramente interverremo. Stiamo già lavorando, in collaborazione con l'INPS, per eliminare le cosiddette pensioni d'oro e le dico che nulla osta, secondo questo Ministero, a metter mano alla pensione dei sindacalisti. La peculiarità dell'ordinamento previdenziale per i sindacalisti consente loro di avere una pensione di privilegio incrementando la retribuzione pensionabile negli ultimi anni di servizio. Il versamento della contribuzione aggiuntiva produce, infatti, un incremento delle quote di pensione calcolate ancora con il sistema retributivo, in quanto risultano agganciate allo stipendio degli ultimi anni di servizio. Peraltro, c'è una notevole disparità di trattamento tra sindacalisti che sono dipendenti pubblici o iscritti ai fondi esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria e sindacalisti che non lo sono. Interverremo in maniera risoluta per impedire che questi privilegi vengano mantenuti. Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni dei sindacalisti in un così breve lasso di tempo, senza che nello stesso tempo risultino essersi verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacale conferiti perché ciò comporta degli sproporzionati privilegi in termini di prestazione pensionistica a danno della finanza pubblica e delle tasse dei cittadini. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Urso, per due minuti. URSO (FdI) . Signor Ministro, siamo soddisfatti perché le abbiamo dato questa possibilità di esprimersi finalmente su questo argomento anche in una sede pubblica. Siamo soddisfatti perché ha preso un impegno ufficiale a dare il nulla osta al presidente dell'INPS per eliminare da subito il privilegio più scandaloso: quello dei sindacalisti che vedono aumentata artificiosamente la retribuzione negli ultimi mesi del mandato per costruire delle pensioni d'oro. Pensioni che sono scandalose perché parliamo di chi deve difendere i diritti dei lavoratori. L'aspettiamo, pronti a giudicarla positivamente con un comunicato, quando lei firmerà il nulla osta. Sono passati due mesi di Governo. Capisco che il tempo è stato dedicato ad altro. Aspettiamo i prossimi giorni per ottenere la notizia e le chiediamo nel contempo, ma lo faremo anche in un altro momento, se come Ministro dello sviluppo economico vorrà dare continuazione anche al provvedimento, non riproposto dal Ministro precedente, in merito ai tetti degli stipendi dei manager pubblici, che nel frattempo, in mancanza di un suo provvedimento, si sono in alcuni casi triplicati, con retribuzioni che hanno raggiunto anche il milione di euro. L'aspettiamo anche su questo privilegio che viola una direttiva del Governo. (Applausi dai Gruppi FdI e M5S) . PRESIDENTE . Il senatore Floris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00157 sull'introduzione del reddito di cittadinanza, per tre minuti. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, se c'è una cosa del Regolamento che avremmo dovuto cambiare nella scorsa legislatura è proprio il question time , che non dà il tempo di esporre il quesito e naturalmente neanche la conseguente risposta. Il mio quesito verte sul tema del reddito di cittadinanza, signor Ministro: in una recente trasmissione televisiva lei ha annunciato che nel disegno di legge di bilancio 2018 saranno contenute le soluzioni per l'introduzione del reddito di cittadinanza. Se non sbaglio, si tratta di un reddito che comporta un esborso di circa 16 miliardi di euro. Poi naturalmente potrà correggermi e fornirmi i dati in suo possesso, ma non sappiamo da quali fonti e da quali cespiti verranno individuate queste risorse e in misura così importante. Secondo quanto proposto negli emendamenti degli scorsi anni, si pensa a un aumento del prelievo erariale unico sui giochi, peraltro già aumentato nel cosiddetto decreto dignità; a un aumento delle imposte addizionali; a un aumento delle imposte per chi estrae gas e via dicendo: in ogni caso si parla sempre di un aumento delle imposte. L'ultima novità che avevate proposto era quella di far derivare queste risorse dal taglio delle pensioni di sei volte il minimo (3.000 euro al mese), che avrebbero subito un taglio dallo 0,1 fino al 32 per cento. Il reddito di cittadinanza che volete introdurre a me pare che sia uno strumento abbastanza pericoloso, perché, soprattutto al Sud, potrebbe creare quella sorta di reddito per cui la persona disoccupata non cerca più di reinserirsi nel mondo del lavoro. Peraltro, laddove si dovesse reinserire, lo farebbe magari svolgendo lavoro in nero, con questo creando un danno alle tante imprese che lavorano rispettando la legge. Sul finanziamento in questione, a sostegno all'intrapresa del reddito di cittadinanza che lei vorrà realizzare, vorremmo conoscere da lei se sia più o meno vero che si partirà dal 2018 e se non ritenga di indicare le risorse necessarie, le modalità di recupero delle stesse e se e quali misure intende adottare per prevenire eventuali abusi nell'utilizzo di questo strumento. PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, faccio presente che il reddito di cittadinanza è una delle priorità di questo Governo e la sua istituzione è prevista proprio dal contratto che è stato stipulato tra le due forze politiche di maggioranza. Soprattutto, secondo noi, è una priorità per il Paese. Davanti al continuo impoverimento delle famiglie italiane non si può più restare inermi, né proporre palliativi che non risolvono il problema. C'è bisogno di una vera e propria manovra economica. Secondo l'ISTAT, le famiglie in condizione di grave deprivazione materiale sono oltre l'11 per cento del totale. Il reddito di cittadinanza ha la duplice funzione di togliere le persone dallo stato di povertà in cui vivono e di formare per il lavoro i cittadini che sono disoccupati. Esiste praticamente, in forme diverse, fatta eccezione per l'Italia e per la Grecia, in tutti i Paesi dell'Unione europea. È quindi ora che questa misura a riconoscimento della dignità della persona venga introdotta anche nel nostro Paese. La proposta di legge sul reddito di cittadinanza è pronta e stiamo già lavorando in tal senso in coordinamento con il Ministero dell'economia per gli ultimi dettagli. Avrete modo a breve di discutere tutti i dettagli del reddito di cittadinanza in questo ramo del Parlamento. Dal lato dell'incontro tra domanda e offerta predisporremo una banca dati per la classificazione e l'incrocio dei dati. Il sistema informativo unico verrà alimentato con informazioni elettroniche continue da Ministeri e istituzioni, con la registrazione elettronica di qualifiche e competenze dei lavoratori e con la creazione di un fascicolo personale elettronico. Per contrastare gli abusi, sono previste delle sanzioni pesanti per coloro che dichiarano il falso sulla situazione reddituale o lavorativa e possono così ottenere illegittimamente il reddito. Sono previste sanzioni anche verso i funzionari pubblici responsabili di un'assegnazione illegittima di questo strumento. Allo stesso tempo, i beneficiari devono impegnarsi a trovare lavoro con l'aiuto dei centri per l'impiego riorganizzati e devono rendersi disponibili a lavorare e ad accrescere le loro competenze. Si impegneranno anche in progetti utili alla collettività fino a un massimo di otto ore settimanali e non potranno rifiutare le offerte che saranno loro poste. Oltre ad impegnarsi in una ricerca attiva del lavoro per almeno due ore al giorno, dovranno formarsi, quindi non potranno starsene sul divano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Floris, per due minuti. FLORIS (FI-BP) . Signor Ministro, dovrei dirmi soddisfatto della sua risposta, fermo restando che non ha risposto al quesito più importante, ovvero come ritenete di potere avere la somma necessaria per pagare questo reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda le esperienze, posso dirle che, a mia conoscenza, esiste un precedente in Europa di introduzione del reddito di cittadinanza ed è la in Finlandia, dove l'esperimento coinvolgeva 2.000 soggetti. Dopo un anno, l'esperimento è stato interrotto, perché anche in Finlandia chi lo percepiva non cercava altro lavoro. Questo è il problema. Se poi lei mi dice che il lavoro deve essere cercato tramite i centri per l'impiego, allora sono sicuro che queste persone non verranno mai più reinserite nel mondo del lavoro. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Magari il centro per l'impiego funzionerà, ma ciò avverrà nell'arco dei prossimi due o tre anni, allorquando verrà totalmente modificato e lei, signor Ministro sa che i centri per l'impiego in Italia non funzionano, se è vero che solamente l'1 per cento della popolazione attiva trova lavoro tramite questi centri. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . La senatrice Lupo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00156 sul contratto relativo ad un velivolo di Stato, per tre minuti. LUPO (M5S) . Signor vice Presidente del Consiglio e ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, il quesito riguarda la vicenda dell'aereo di Stato Airbus A340-500, tornata da poco alla ribalta della cronaca politica, la cui situazione contrattuale è stata poco chiara fino a poco tempo fa. Risulta, tra l'altro, che Alitalia sia stata usata o chiamata in causa - quindi è un dossier nelle mani dello Sviluppo economico - per la stipula di un contratto che fino a poco tempo fa risultava difficile da sciogliere. Ora ci si chiede quale sia l' iter procedurale che ha seguito l'attuale Governo per la cessazione degli effetti del rapporto contrattuale; se risultino clausole negoziali che prevedono un'opzione di acquisto del velivolo e - in tal caso - a quale prezzo, e se lo stesso velivolo risulti aver operato una o più tratte o che non abbia quasi del tutto volato; se risulti chi abbia voluto e individuato il velivolo e se vi siano state delle deleghe da parte della Presidenza del Consiglio dell'allora Governo Renzi (commenti dal Gruppo PD) ; chi, soprattutto, abbia sottoscritto il suddetto contratto; quale sia oggi il valore del velivolo e il costo complessivo in termini di oneri diretti e indiretti connessi alla stipula contrattuale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MALPEZZI (PD) . La prossima volta, dillo con parole tue! PRESIDENTE. Il ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, l'Airbus A340-500 è per me uno dei simboli degli sprechi e dei privilegi che noi sentiamo il dovere di eliminare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Non c'è bisogno né di applausi né di contestazioni. Lasciate rispondere il Ministro. DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Con una lettera, io e i ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta abbiamo chiesto formalmente ai commissari Alitalia di risolvere quel contratto, che prevede quattro salatissime voci di spesa: prima di tutto il leasing , 81 milioni di euro; poi la manutenzione, 31 milioni di euro; poi l' handling , 12 milioni di euro, e l'addestramento piloti, 4 milioni di euro, per un costo complessivo che arriverebbe intorno a 150 milioni di euro in otto anni, con la mancata riconfigurazione interna dell'aeromobile. Si tratta di soldi che non vanno ad Alitalia, il nostro vettore, ma nella quasi totalità a beneficio di Etihad, la proprietaria dell'Airbus A340-500. Stiamo parlando di un quadrimotore turbofan , uscito dal mercato nel 2011 e quindi superato e obsoleto; un apparecchio fuori dal tempo, proprio come l'idea stessa di utilizzare questo velivolo per soddisfare esigenze puramente narcisistiche: uno spreco. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti e proteste dal Gruppo PD) . FARAONE (PD). Ma vergogna! DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, posso continuare? (Reiterate proteste dal gruppo PD) . PRESIDENTE. Lasciate finire il Ministro! Avrete modo di presentare, anche attraverso altre interrogazioni, il vostro punto di vista e chiedere quello che volete. È possibile? Sarà possibile. (Commenti della senatrice Bellanova). Non c'è bisogno di protestare, senatrice Bellanova. Faccia finire. LAUS (PD) . Falso! DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . La ringrazio, signor Presidente. Uno spreco multimilionario ai danni dei cittadini italiani. Per noi è una non questione banale, ma di principio. Qualcuno deve rendere conto della totale disinvoltura con cui sono stati usati i soldi pubblici. Qualcuno potrebbe raccontarci tutta la verità su questa storia. Qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di pagare un prezzo se ha sbagliato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti e proteste dal Gruppo PD) . Io prendo l'impegno, a nome del Governo e davanti a tutti gli italiani, di andare fino in fondo a questa storia e svelarne tutti gli opachi dettagli: quanto ci è costato realmente questo velivolo e quali siano stati i veri motivi del suo acquisto. Ricordo che anche la Corte dei conti sta indagando per vederci chiaro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti e proteste dal Gruppo PD) . Signor Presidente, poi mi fa recuperare il tempo. Io cerco di stare nei tempi. PRESIDENTE. Colleghi, dovrò concedere dei minuti in più al Ministro se continuate a interrompere! DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . È l'ultimo capoverso, e poi è finita la sofferenza! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Colleghi, io non credo che una seduta di Aula possa consistere in applausi e contestazioni. Ognuno può dire ciò che vuole. Il Ministro sta rispondendo a una interrogazione. Io chiederei silenzio, da una parte e dall'altra. MARCUCCI (PD) . Ma non sta rispondendo affatto! MIRABELLI (PD) . Ma anche il Ministro deve rispettarci! MALPEZZI (PD) . «Narcisismo» non è una risposta! DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Io mi sono recato a vedere il velivolo in questione nell' hangar di Fiumicino e mi ha letteralmente impressionato. (Commenti ironici dal Gruppo PD). Chi parla a sproposito di operazione di propaganda dovrebbe andare a vederlo e poi fare un giro nel mondo reale e constatare - ad esempio - in quali condizioni versano i treni regionali usati ogni giorno da migliaia di pendolari italiani. (Commenti dal Gruppo PD). VALENTE (PD) . Vergognati! FARAONE (PD) . Sei un buffone! Vai su Facebook! VOCI DAL GRUPPO PD. Ma vai via! PRESIDENTE. Allora, se continuate in questo modo, devo interrompere la diretta televisiva. Si farà così. Non ammetto che vi siano offese. (Proteste dal Gruppo PD) . Signor Ministro, termini per cortesia. DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . È l'ultima frase, Presidente. Se posso, la pronuncio; altrimenti, se il Senato non vuole, io vado via. (Commenti dal Gruppo PD) . VALENTE (PD) . Sii serio! PRESIDENTE. Senatrice, la invito a smetterla; altrimenti deve uscire dall'Aula. FARAONE (PD) . Fuori! PRESIDENTE. Fuori lo posso dire soltanto io e nessun altro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Prego Ministro. DI MAIO , vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, semplicemente noi pensiamo sia arrivato il momento di pensare solo ai cittadini italiani e, quindi, dismetteremo questo giocattolo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Rispondi ai rappresentanti dei cittadini! LAUS (PD) . Bugiardo! FARAONE (PD) . Bugiardo! PRESIDENTE . Colleghi, non vorrei arrivare al punto di farvi uscire dall'Aula. Se qualcuno qua dentro vuole offendere, sarò costretta a farlo uscire. Non trovo dignitoso per la politica, le istituzioni e questo Parlamento avere un atteggiamento di siffatto tipo. Ognuno dice quello che vuole, ma le offese non sono ammesse in quest'Assemblea. Non c'è bisogno di offendere per esprimere un proprio concetto o idea. FARAONE (PD) . Lo dica a lui! PRESIDENTE. Se succede ancora, sospendo la diretta televisiva e faccio uscire. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Lupo, per due minuti. LUPO (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, onde evitare ulteriori polemiche, dico subito di ritenermi molto soddisfatta per la risposta. (Applausi ironici dal Gruppo PD) . BELLANOVA (PD) . Bravo! LUPO (M5S) . Sono certa che questo Governo non userà più la compagnia nazionale Alitalia per altri fini. Signor Ministro, la ringrazio per la risposta e grazie anche all'opposizione per aver dimostrato che stiamo facendo un ottimo lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Fake news vivente! PRESIDENTE . La senatrice De Petris ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00151 sulle misure per contrastare le forme di illegalità nel lavoro agricolo, per tre minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, dispiace che il ministro Di Maio vada via, perché credo che la domanda dovrebbe in qualche modo interessare anche lui. Ministro Centinaio, lei conosce perfettamente i dati ISTAT relativi al 2017, che confermano, ancora una volta, che il settore primario è tutt'ora fortemente interessato da forme di illegalità nei rapporti di lavoro, con irregolarità rilevate che riguardano il 39 per cento dei rapporti di lavoro dipendente. Credo che lei sappia quanto me che, sulla base dei dati del Quarto rapporto agromafie e caporalato, sono tra i 400.000 e i 430.000 i lavoratori agricoli esposti al rischio di un ingaggio irregolare e sotto caporale. Di questi, più di 132.000 sono in condizione di grave vulnerabilità sociale e forte sofferenza occupazionale. Questi numeri, purtroppo, confermano uno scenario simile a quello degli anni precedenti: più di 300.000 lavoratori agricoli, ovvero quasi il 30 per cento del totale, lavorano meno di cinquanta giornate l'anno. È proprio in questo bacino in cui, presumibilmente, si annida il lavoro irregolare e grigio. Il tasso di irregolarità dei rapporti di lavoro in agricoltura è pari al 39 per cento. Secondo le stime, sono 30.000 le aziende che ricorrono all'intermediazione tramite caporale, ossia circa il 25 per cento del totale delle aziende del territorio nazionale che impiegano manodopera dipendente. Il 60 per cento di tali aziende ingaggia quelli che vengono definiti caporali capi squadra. Signor Ministro, credo che lei abbia potuto prendere visione delle condizioni dei lavoratori sottoposti in maniera molto grave a queste forme di sfruttamento di caporalato, con la paga media che varia dai 20 ai 30 euro al giorno, il lavoro a cottimo e lavoratori sotto caporale che devono pagare. Ministro, lei dovrebbe sapere - nella scorsa legislatura era senatore - quanto sia stato fondamentale approvare la legge n. 199 del 2016 in materia di caporalato. Eppure, dalle sue parole ha dato quasi l'idea di voler mettere mano a quella legge, che è entrata in vigore per la parte repressiva. Tutte le leggi hanno bisogno - a mio avviso - di un periodo di verifica per espletare i loro effetti, ma quello è stato un momento molto importante e significativo di civiltà del lavoro, di civiltà giuridica, di lotta contro le mafie e la criminalità organizzata. Non ritiene, quindi, lei, Ministro, che bisogna andare avanti nell'applicazione della legge, magari mettendo mano alle nuove disposizioni per quanto riguarda anche la parte sul trasporto e il collocamento su cui ancora si registrano ritardi? PRESIDENTE. Senatrice, la invito a concludere. DE PETRIS (Misto-LeU) . La domanda precisa è che cosa intende fare. Intende smentire categoricamente di voler cambiare la legge sul caporalato, ampliando piuttosto la rete nazionale di qualità, che permetterebbe di poter fare grandi passi in avanti anche nell'adesione delle aziende? (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, senatore Centinaio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CENTINAIO, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, onorevoli senatori, rilevo in premessa che sulle questioni rappresentate dagli interroganti, il Ministero è coinvolto direttamente in modo particolare per quanto riguarda la Rete del lavoro agricolo di qualità e la relativa cabina di regia, che costituiscono uno dei punti dell'azione di prevenzione del fenomeno del caporalato e del lavoro nero in agricoltura previsto dalla legge n. 199 del 2016. Tale norma si caratterizza per due componenti: una repressiva, che fornisce nuovi strumenti - come la confisca - e inasprisce le pene per chi sfrutta manodopera in stato di bisogno senza più la necessità di dover dimostrare l'uso della violenza come in passato; una preventiva, che mira a valorizzare le imprese in regola attraverso l'iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Su questa, il Ministero è fortemente impegnato e intende continuare a promuovere lo sviluppo di tale strumento anche attraverso l'incentivazione delle sezioni territoriali. Con la norma si è esteso l'ambito dei soggetti che possono aderire alla Rete e l'ambito delle funzioni svolte dalla cabina di regia della Rete stessa, che è presieduta dall'INPS e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e istituzioni. Allo stato attuale, sono iscritte alla Rete 4.000 imprese. Ritengo che tale risultato vada rafforzato ancora attraverso un'azione di promozione della Rete e di ulteriore semplificazione dell'accesso per le aziende agricole La Rete del lavoro agricolo di qualità si articola in sezioni territoriali a cui possono aderire i soggetti che hanno stipulato le convenzioni previste dalla norma in parola. Tra le attività a esse attribuite, rientra la promozione di iniziative per la realizzazione di funzionali ed efficienti forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro, anche mediante la stipula di convenzioni con gli enti locali. Ad oggi, grazie all'impulso della nostra amministrazione e del commissario di Governo per emergenza criminalità a Manfredonia, è stata creata una sezione territoriale della Rete a Foggia. Analoga richiesta di costituzione della sezione territoriale è stata avanzata dal prefetto per l'area di San Ferdinando- Rosarno. In merito alla questione voucher , molti fra voi si sono detti favorevoli alla modifica della disciplina vigente relativa alle prestazioni occasionali in agricoltura. Uno dei primi interventi di questo Dicastero si è mosso proprio in tal senso, riconoscendo che si tratta di un'esigenza reale, avvertita da parte tanto degli imprenditori quanto dei lavoratori che svolgono il proprio impiego principalmente in alcuni periodi dell'anno e che oggi non riescono a utilizzare lo strumento messo loro a disposizione, perché non rispondente alle reali necessità. Pensando alla stagionalità del lavoro, i settori che risultano maggiormente coinvolti sono quelli dell'agricoltura e del turismo, e sono proprio questi alla base dell'intervento normativo su cui stiamo lavorando. (Richiami del Presidente). Presidente, posso concludere? Altrimenti consegno il testo scritto. PRESIDENTE. Prego, Ministro, concluda molto rapidamente. CENTINAIO , ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Sappiamo bene che un'impresa agricola che si trovi a gestire, in un determinato periodo dell'anno, una mole di lavoro particolarmente gravosa ha la necessità temporanea di avvalersi di personale aggiuntivo. Si sta, quindi, lavorando in più direzioni, con lo scopo di superare le criticità sia dei vecchi voucher sia degli attuali. Prima di tutto, si vuole facilitare l'individuazione dei lavoratori disponibili; in secondo luogo, si vuole ampliare l'arco temporale in cui si può usufruire della prestazione, visto che, soprattutto in agricoltura, le condizioni meteorologiche potrebbero costringere ad un inevitabile ritardo dell'attività. Inoltre, senatrice, si intende facilitare l'erogazione del compenso che deve essere riscosso in modo semplice e veloce. Per finire, senatrice De Petris, non voglio modificare la legge sul caporalato. Non è mio interesse modificare la legge sul caporalato, ma verificare, insieme a voi, la sua applicabilità, la sua efficienza ed efficacia. ( Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, prendo atto del fatto che lei ha affermato che non intende modificare la legge sul caporalato e vuole verificarne l'efficienza. A tale proposito le dico subito, relativamente alla vicenda dei voucher , che noi riteniamo che l'aver reintrodotto le nuove norme sui voucher , in particolare in agricoltura, rappresenti di fatto un grimaldello per mettere in discussione quella legge, e le spiego anche perché: lei sa meglio di me che nel contratto nazionale dell'agricoltura è possibile anche l'assunzione giornaliera. Il voucher tra l'altro, spalmato per dieci giorni, significa, ancora una volta, un salvacondotto di fatto per il lavoro nero. Pensi soltanto che spalmare un voucher per dieci giorni significa un compenso di 2,80 euro al giorno. Praticamente fa concorrenza al prezzo stabilito dai caporali e dai criminali. Questo è il punto e non solo. Il contratto nazionale dell'agricoltura è il più flessibile di tutti e permette - anche con una giornata, o con mezza giornata - di poter riconoscere - per esempio - la maternità. Usare il voucher , invece, spalmato tra l'altro su dieci giorni, significa far saltare anche questo meccanismo. Significa ancora una volta che siamo pronti per l'ispezione. Per questo motivo, noi ovviamente ci batteremo contro le nuove norme sui voucher e, se lei davvero vuole applicare - e andare fino in fondo - la legge sul caporalato, dovrebbe essere il primo a opporsi alla loro introduzione. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00152 sull'incremento del sostegno accoppiato nel comparto agroalimentare, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, noi sappiamo che gli aiuti accoppiati riguardano comparti specifici di produzione agricola e sono mirati a sostenere l'attività. Trovano ragione nella peculiare importanza del settore, dal punto di vista economico, sociale e ambientale, e nel fatto che le aziende che vi operano siano sottoposte a particolari difficoltà o a criticità di breve o lungo periodo. Su questo piano si annoverano questi ambiti per i quali esiste un rischio di abbandono, di declino della produzione, con ripercussioni negative sull'equilibrio agroalimentare e socio-economico di aree territoriali importanti. Seguendo queste finalità, il 26 luglio la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema di decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo che prevede, per l'anno di domanda 2019, l'incremento del sostegno accoppiato previsto dalla politica agricola comune per le misure relative alla coltivazione della barbabietola da zucchero, del riso e del frumento duro. L'incremento del sostegno accoppiato per la barbabietola, il riso e il frumento duro, come specificato dallo stesso Ministero, è stato deciso per incoraggiare gli agricoltori ad assumere impegni ancora più incisivi in termini di sostenibilità dei processi produttivi, unica strada per differenziare le nostre produzioni italiane. Si trattava di un provvedimento molto atteso dal mondo produttivo e di un segnale concreto e deciso verso gli agricoltori. La filiera saccarifera ha un alto valore strategico per il nostro made in Italy , in quanto si tratta di una produzione di zucchero 100 per cento italiana, di qualità e che rispetta ogni regola sociale, ambientale, sicura e stabile nel tempo. Il settore dello zucchero, infatti, è reduce dalla fine delle quote a ottobre 2017 e da un processo di ristrutturazione molto forte. Lo stesso vale anche per il problema relativo alla coltivazione del riso. Il comparto sta attraversando una forte crisi. Noi siamo qui, Ministro, per chiedere se al fine di proseguire la linea intrapresa non ritenga opportuno favorire una concertazione tra tutte le parti interessate che coinvolga anche le Regioni, per trovare soluzioni che portino a un riequilibrio dei mercati e a un'equa valorizzazione a livello europeo delle eccellenze. Poi vorremmo sapere se non ritenga utile magari procedere a una valutazione degli effetti derivanti dall'applicazione di questo decreto-legge in termini di numero di aziende coinvolte e di benefici economici, e magari anche socio-economici, attesi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, senatore Centinaio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. CENTINAIO, ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, la proposta da me presentata per ottenere un mirato aumento del valore del pagamento accoppiato previsto dalla PAC in favore di barbabietola da zucchero, riso e frumento duro a tutela dei bieticoltori e dei risicoltori è stata approvata dalla Conferenza Stato-Regioni il 26 luglio ultimo scorso. Le progressive quotazioni in calo hanno reso necessario un tempestivo intervento per aumentare la redditività delle colture ed evitare che il protrarsi di situazioni particolarmente sfavorevoli e penalizzanti possa causare danni, anche irreversibili, alle aziende del settore bieticolo-saccarifero nazionale. Tali aspetti sono stati posti in varie occasioni all'attenzione delle istituzioni europee al fine di poter attivare misure mirate e specifiche che possano risultare più incisive per la difesa delle nostre produzioni, troppo spesso inficiate da condizioni sfavorevoli nei mercati europei e internazionali. Oltre a un costante monitoraggio sull'andamento dei mercati relativi alle produzioni che rappresentano il vanto del made in Italy agroalimentare, particolare risalto sarà attribuito all'etichettatura e alla rintracciabilità dei prodotti agricoli utilizzati in quanto tali o come ingredienti di prodotti agroalimentari. Peraltro, l'incremento del sostegno accoppiato in favore di barbabietole, riso e grano duro mira anche a incoraggiare gli agricoltori ad assumere impegni ancora più incisivi sulla sostenibilità dei vari processi produttivi, unica strada per differenziare le produzioni italiane di eccellenza e migliorarne la competitività sui mercati. La modifica dei pagamenti accoppiati rappresenta pertanto solo il primo passo nella direzione di valorizzare la produzione agroalimentare nazionale, in quanto molto di più dovrà essere fatto per affrontare le sfide che il prossimo decennio ci pone. Sarà necessario utilizzare con intelligenza e sinergia gli strumenti che la futura PAC ci offrirà, inaugurando una stagione di concertazione e condivisione utile a superare le divisioni del passato, sempre nel rispetto delle prerogative costituzionali delle Regioni in materia di agricoltura (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bergesio, per due minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, approfittiamo per ringraziare il signor Ministro per la chiarezza espositiva, ancorché - come recita anche il contratto di Governo che sta portando avanti questa legislatura - gli agricoltori si muovano in un sistema governato da politiche di settore ormai quasi di competenza esclusiva della Politica agricola comune. Troppo spesso i Governi italiani sono stati remissivi e rinunciatari in Europa rispetto alle vere esigenze del settore agricolo nazionale. È necessaria una nuova presenza del Governo italiano a Bruxelles per riformare la PAC. Signor Ministro, la difesa del lavoro degli agricoltori passa attraverso il suo lavoro, passa attraverso il lavoro del Governo, delle nostre Commissioni e di questa Assemblea. Io credo che, attraverso le azioni che sono state intraprese, si vede già che c'è un azione diversa, diversificata e più forte. Ricordiamo sempre che nel nostro Paese abbiamo bisogno di competitività, ma soprattutto di difesa dei prodotti e delle produzioni dei nostri agricoltori che riguardano zootecnia, anche il comparto cerealicolo, l'ortofrutticolo e l'itticoltura. Signor Ministro, le auguro, buon lavoro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Il senatore Cucca ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00153 su alcune dichiarazioni del Ministro della giustizia, per tre minuti. CUCCA (PD) . Signor Presidente, il tempo limitato a mia disposizione mi impone di richiamare il contenuto delle due interrogazioni a prima firma rispettivamente del senatore Parrini del 10 e 30 luglio scorso e della senatrice Valente del 30 luglio scorso. Considerate le gravi affermazioni che sono state rese dal Ministro della giustizia all'esito della seduta del Consiglio dei ministri del 24 luglio, durante la quale era stato approvato il cosiddetto decreto mille proroghe, a commento della norma che rinvia l'entrata in vigore della nuova normativa sulle intercettazioni, ella, signor Ministro, aveva mosso in maniera apodittica gravissime accuse verso il PD responsabile - a suo dire - di un comportamento diretto a legare le mani alla polizia giudiziaria e alla magistratura, impedendo altresì il diritto all'informazione, pur avendo la consapevolezza che l'obiettivo era esattamente il contrario. Considerato, altresì, che lei ha affermato più volte che uno dei primari obiettivi del Governo di cui lei fa parte è la lotta alla corruzione, che, data la diffusione, minerebbe alla radice le aspettative legittime dei cittadini onesti, prevaricate dal sistema delle raccomandazioni e della corruzione, salvo poi apprendersi dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, che come confermato in più sedi, anche ufficiali dalla stessa sindaca Raggi, era stato da lei segnalato proprio alla Raggi quale consulente su questioni rilevantissime, di estrema importanza; considerato, altresì, che appare quantomeno risibile il fatto che si debba ricordare al Ministro della giustizia che il suo compito precipuo è tutelare il principio di indipendenza della magistratura da condizionamenti del potere pubblico, si chiede di sapere da lei di quali informazioni il Ministro della giustizia sia in possesso per affermare che ogni volta che qualcuno del PD veniva ascoltato c'era il PD che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni, chiarendo altresì sulla base di quale legge dello Stato, con quali modalità e con quali finalità ella abbia ottenuto queste informazioni, e se non ritenga doveroso, vista la gravità dei fatti riportati, informarne subito il Parlamento. Si chiede di sapere se non ritenga che le sue affermazioni siano state gravemente lesive delle prerogative e dei compiti della magistratura e della polizia giudiziaria e se, nel suo ruolo di Ministro, si sia attenuto al rispetto dell'applicazione delle leggi vigenti, nonché alla tutela delle prerogative e dei compiti di cui ho testé parlato; se, al fine di tutelare il ruolo istituzionale che ricopre, non ritenga necessario chiarire in tempi brevi la natura dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, in relazione ai fatti riportati in premessa e in ragione di quali valutazioni abbia inteso indicarlo alla sindaca Raggi come consulente; se in relazione ai suddetti fatti, a tutela del prestigio e dell'integrità delle istituzioni, lei non ritenga doveroso spiegare se dal giorno in cui lei è stato eletto alla Camera dei deputati a oggi siano intercorsi rapporti di natura professionale o di altro tipo tra il suo studio e quello dell'avvocato Lanzalone. Si chiede, infine, quali iniziative intende adottare al fine di rassicurare il Parlamento e l'intero Paese sul fatto che, nonostante i fatti riportati in premessa minino - a giudizio degli interroganti - in modo grave la credibilità del suo Ministero, ella possa ricoprire l'importante compito che è chiamato ad assolvere con onore e disciplina, nel massimo rispetto del prestigio dell'istituzione che presiede. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, avvocato Bonafede, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, innanzitutto mi sia consentito dire che ricordavo, da parlamentare, che il question time fosse uno strumento serio e importante, con cui il Parlamento pungola i Ministri sugli atti presi... (Proteste dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Ma come si permette? MIRABELLI (PD) . Presidente, deve dire qualcosa. (Richiami del Presidente). PRESIDENTE. Non riesco a capire la protesta. Non la capisco francamente. BONAFEDE , ministro della giustizia . Ricomincio, Presidente? MALPEZZI (PD) . Stiamo scherzando? MARCUCCI (PD) . Siamo pazzi? Non capisce la protesta? PRESIDENTE. Senatore Marcucci, non capisco la protesta, per il semplice fatto che sta parlando di una sua esperienza. Non lo condividete, pazienza. Avanti. MIRABELLI (PD) . Ha occupato i banchi del Governo per cinque anni! MALPEZZI (PD) . Inizia con le scuse. Scusati subito! PRESIDENTE. Vi pregherei di essere rispettosi del parere degli altri, anche se non condiviso. Prego, Ministro. Magari saltiamo tanti preamboli, per proseguire meglio. MARCUCCI (PD) . È il Governo che deve essere rispettoso del Parlamento! BONAFEDE , ministro della giustizia . Signor Presidente, chiaramente il Partito Democratico avrà la possibilità di replicare rispetto a ciò su cui non concorda. VALENTE (PD) . Sì, grazie, ce la dai tu. MALPEZZI (PD) . Come la collega prima! BONAFEDE , ministro della giustizia . Dicevo, aventi ad oggetto atti del Governo. Non ricordavo che il question time fosse uno strumento per trasformare il Senato in un circolo ricreativo per forze politiche che non hanno niente da fare. PRESIDENTE. Ministro... FARAONE (PD) . Ma basta! (Proteste dal Gruppo PD . Applausi dal Gruppo M5S) . LAUS (PD) . Buffone! MALAN (FI-BP) . Vada via, Ministro! LONARDO (FI-BP) . Vergogna! Fuori! PRESIDENTE . Ministro, scusi, la pregherei... (Proteste dal Gruppo PD. Richiami del Presidente). Non riesco a parlare se non la smettete. Smettetela! Non riesco a parlare. (Vivaci proteste dal Gruppo PD). Interrompo la seduta. Non riesco a parlare. Smettetela. Ministro, la pregherei, però... (Reiterate proteste dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Sei un bugiardo, sei un pagliaccio! MALPEZZI (PD) . Vergognati! LAUS (PD) . Vergognati! PRESIDENTE. Se voi parlate non riesco a parlare. State protestando inutilmente, perché non riesco a parlare. Se si sovrappongono le voci, non si riesce a capire niente. (Vivacissime proteste dal Gruppo PD). Smettetela! MARCUCCI (PD) . Noi la smettiamo? La deve smettere il Ministro. PRESIDENTE. Ho detto di smetterla. Non riesco a parlare così! Rivendico il mio ruolo. MIRABELLI (PD) . Lo faccia! PRESIDENTE. Lo sto rivendicando. Ma se parlate voi, io non riesco a parlare. Uscite allora! VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna! VERDUCCI (PD) . Sei un provocatore! COMINCINI (PD) . Il circolo ricreativo! (Il senatore Comincini si avvicina ai banchi del Governo). CASTALDI (M5S) . Cosa fai? PRESIDENTE. Nessuno si avvicini ai banchi del Governo! Ministro, la pregherei di proseguire. FARAONE (PD) . Sei un buffone! MALPEZZI (PD) . Vergognati! (I senatori dei Gruppi FI-BP, PD e FdI abbandonano l'Emiciclo. Applausi ironici dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'AZ). PRESIDENTE. I Senatori Questori si avvicinino. Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 16,01, è ripresa alle ore 16,07) . La seduta è ripresa. Chiudo la diretta televisiva. Chiedo che vengano allontanati dall'Aula i senatori Rampi e Lucidi; che entrambi i senatori vengano allontanati dall'Aula. Chiedo che si allontanino spontaneamente. Allora, Ministro, prima di continuare, vorrei dirle una cosa, con tutto il rispetto che posso avere nei suoi confronti. Siccome non sono riuscita a dirlo prima, perché mi è stato impedito di parlare per il chiasso che si è verificato in questa sede, io vorrei dire che a nessuno è permesso di usare delle espressioni che possano offendere la dignità di quest'Aula. Lo dico a lei e lo dico a tutti. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP, Aut (SVP-PATT, UV) e Misto) . Quindi mi scusi, ma neppure lei lo può fare. Siccome prima stavo tentando di dire questo e me lo avete impedito, pregherei tutti di tenere i toni bassi, perché forse riusciremo a intenderci. Prego, signor Ministro, prosegua. BONAFEDE, ministro della giustizia . Signor Presidente, le chiederò un po' di tempo in più, visto che in tre minuti devo rispondere a due tematiche completamente differenti. Cominciamo dai miei rapporti con l'avvocato Luca Lanzalone, in particolare sul perché non l'avrei presentato alla sindaca Virginia Raggi nella mia qualità, allora, di coordinatore dei Comuni governati dal MoVimento 5 Stelle. Io davvero su questo fatto non ho più niente da aggiungere rispetto a quanto ho già ampiamente detto, e cioè che ho presentato un professionista eccellente... MARCUCCI (PD) . Eccellente! BONAFEDE , ministro della giustizia . ...che in quel momento aveva dimostrato a Livorno il suo valore. Chiaramente io ho pieno rispetto della magistratura... MALPEZZI (PD) . Meno male! BONAFEDE , ministro della giustizia . ...e non posso sapere quale sarà l'esito delle indagini. Ho presentato un avvocato che in quel momento ritenevo eccellente. Mi viene poi chiesto quali siano i rapporti tra l'avvocato Luca Lanzalone e lo studio legale Bonafede & Partners, cioè il mio. Su questo vi dico che, avendo avuto quattr'ore di tempo, non ho potuto preparare nemmeno un testo scritto, ma ho fatto mente locale: negli ultimi sei anni non ho avuto alcun rapporto professionale con l'avvocato Luca Lanzalone. Preciso che, per essere sicuro di rispondere correttamente, stamattina ho chiamato anche il mio commercialista per chiedergli se per caso, visto che il mio studio legale patrocinava cause in tutta Italia, ci fosse una fattura emessa dall'avvocato Luca Lanzalone nei miei confronti o viceversa, e non c'è. Spero che adesso questa faccenda possa ritenersi chiusa. Per quanto riguarda le intercettazioni, invece, non mi viene chiesto conto dell'atto, ma della rassegna stampa sull'atto e, in particolare, della mia seguente dichiarazione: «Ogni volta che qualcuno del PD veniva ascoltato, c'era il PD che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni». Mi viene chiesto perché. MARCUCCI (PD). Certo! BONAFEDE , ministro della giustizia . Ora, a parte, devo dire, un certo masochismo degli interroganti, spiegherò perché ho fatto quelle dichiarazioni. Il provvedimento in questione, sulle intercettazioni, veniva approvato il 29 agosto 2014 dal Consiglio dei ministri e rimaneva lì congelato; il 2 dicembre, però, dopo che scoppiava il caso Mafia Capitale, il Governo sentiva improvvisamente l'esigenza di mandarlo in Aula. Il 10 luglio 2015 veniva fuori un'intercettazione - chiaramente niente di penalmente rilevante - tra l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e il comandante Michele Adinolfi. Vuoi vedere che di nuovo per una coincidenza, pochi giorni dopo, il Governo sentiva l'esigenza di far convocare alla Commissione una seduta notturna, nella quale presentava l'emendamento Pagano, il cosiddetto emendamento bavaglio, che per fortuna, grazie anche all'attività del Parlamento, siamo riusciti a correggere in corsa. MIRABELLI (PD). E quindi? BONAFEDE , ministro della giustizia . Dopodiché, il 19 maggio 2017, all'indomani delle conversazioni - ripeto, non rilevanti da un punto di vista penale - tra l'allora premier Matteo Renzi e il padre emerse nel caso Consip, l'allora ministro Andrea Orlando dichiarava pubblicamente che il provvedimento sulle intercettazioni andava approvato in maniera celere, proprio per impedire quel tipo di intercettazioni. (Commenti del senatore Mirabelli). MARCUCCI (PD). Che c'entra? BONAFEDE , ministro della giustizia . A questo punto, ho rilevato nella conferenza stampa che c'è una strana coincidenza tra le varie circostanze e ho fatto una mia valutazione politica, che qui ribadisco e sottoscrivo nuovamente. MALPEZZI (PD). Era una valutazione personale. PRESIDENTE. Ministro, concluda. VOCE DAL GRUPPO PD. Sì, concluda, è meglio! BONAFEDE , ministro della giustizia . Detto questo, ho notato che le fonti che vengono prese in considerazione sono articoli di giornale e mie partecipazioni a trasmissioni televisive. Visto che la giustizia è una cosa seria, mi auguro che nei prossimi question time potremo affrontare con un grande livello di forte critica la mia attività di Ministro per i temi della giustizia che ai cittadini stanno a cuore. (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente). MARCUCCI (PD). Questo è un problema nostro! BONAFEDE , ministro della giustizia . Se si ritiene invece di dover continuare sulla scia del chiacchiericcio... MARCUCCI (PD). Nel quale si è specializzato... BONAFEDE , ministro della giustizia . ...segnalo allora agli interroganti che questa sera parteciperò ad una trasmissione radiofonica alle ore 19,30, che potrebbe essere spunto per il prossimo question time. (Applausi dai Gruppi M5S e L-Sp-PSd'Az). VERDUCCI (PD). È un provocatore! MALPEZZI (PD). Vergogna! PRESIDENTE. Ha facoltà d'intervenire in replica la senatrice Valente, per due minuti. VALENTE (PD) . Signor Presidente, non possiamo ovviamente che dirci totalmente insoddisfatti per le mancate risposte del ministro Bonafede, che in questo intervento ha continuato a fare illazioni e allusioni, senza essere mai puntuale né rispondere una volta nel merito alle accuse che gli sono state rivolte. Nessuna risposta è arrivata dal Ministro a difesa della dignità e dell'onorabilità della magistratura, oltre che della sua autonomia e indipendenza, a parte frasi fatte. (Applausi dal Gruppo PD). Non ha detto nulla sulla sentenza dei 49 milioni che non viene applicata, né ha detto alcunché soprattutto sulle dichiarazioni di Salvini rispetto al fatto che si sia trattato di una sentenza politica. Questo spetta a un Ministro della giustizia! (Applausi dal Gruppo PD). Lei, in questi giorni, continua a dire che la sua priorità è la lotta alla corruzione. L'avvocato Lanzalone sarà anche stato un professionista degno e rispettoso, come lei l'ha definito, ma oggi è indagato in un'indagine per corruzione seria e rilevante. La magistratura appurerà le sue responsabilità. Noi siamo garantisti e lo siamo sempre, perché la doppia morale la lasciamo a voi, che cambiate a seconda di dove state, a seconda se sedete in questi o quei banchi. (Applausi dal Gruppo PD) . Non vogliamo dire nulla su questo, però le voglio dire una cosa: un Ministro della giustizia parla innanzitutto delle cose che gli competono e, invece, lei, come Ministro della giustizia, di quello non parla. Però è stato solerte e puntuale quando si è trattato di avanzare segnalazioni e raccomandazioni di qualche suo amico collega, in questo caso l'avvocato Lanzalone. Signor Ministro, lei rischia di essere ricordato più che come un Ministro della giustizia, come un Ministro delle raccomandazioni. (Applausi dal Gruppo PD . Proteste dal Gruppo M5S) . Dovremo dire a tanti giovani, come me e come lei, che sono avvocati, che bisogna conoscere un Ministro amico come lei per arrivare a lavorare in qualche studio. Non bisogna studiare. (Applausi dal Gruppo PD). Le chiedo merito, trasparenza e onestà che avete predicato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatrice, vale anche per lei, quello che ho detto prima al Ministro. Vale anche per lei il rispetto che deve a quest'Aula, anche nelle sue affermazioni. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Presidente, mi spiace, ma parto da questa sua ultima reprimenda che sinceramente non ho compreso. Signor Presidente, credo che ogni parlamentare abbia il diritto di esprimere i propri giudizi e la replica ha proprio questa funzione: esprimere... PRESIDENTE. Basta che i giudizi siano rispettosi. MARCUCCI (PD) . I giudizi sono rispettosi per definizione. Se la collega ritiene che il Ministro abbia detto delle cose non vere o non sufficienti rispetto alle domande poste dal Partito Democratico, signor Presidente, abbiamo il diritto di dirlo all'Assemblea e al Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Oggi credo che abbiamo assistito a un pessimo spettacolo: il ministro Di Maio si è fatto preparare l'interrogazione dalla collega per poter dire e fare la sua banale propaganda. (Applausi dal Gruppo PD) . Questa non è una trasmissione televisiva; questa è un'Aula parlamentare e si deve rispondere dicendo la verità con la trasparenza nei confronti del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, lei ha il dovere di chiedere ai ministri Di Maio e Bonafede di rispettare il Paese e il Parlamento, di venire qua e rispondere puntualmente. (Proteste dal Gruppo M5S) . PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente! Deve parlare sull'ordine dei lavori. (Commenti del senatore Laus) . PRESIDENTE. Sta parlando sull'ordine dei lavori. Lo faccia finire. MARCUCCI (PD) . Capisco che il collega capogruppo Patuanelli abbia imbarazzo di fronte a queste verità, ma il tema è proprio l'ordine dei lavori. PATUANELLI (M5S) . Non mi imbarazzo per niente. MARCUCCI (PD) . Il tema è proprio sapere a cosa serve. Noi abbiamo il diritto di avere delle risposte puntuali come quelle che ha dato il suo collega Centinaio, che è stato rispettoso delle domande poste. Lei, signor ministro Bonafede, e il ministro Di Maio, che molto educatamente e poco rispettosamente è andato via subito, avete approfittato della giornata di oggi per fare propaganda, per non rispondere alle richieste puntuali, in particolare, dei partiti di opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo che l'urlo «vergogna!» si sia levato in conseguenza delle vostre mancate risposte. (Applausi dal Gruppo PD) . MALAN (FI-BP) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto la parola quando abbiamo abbandonato l'Aula di fronte alle offese ripetute e chiaramente volute del ministro Bonafede, un Ministro con delle competenze molto particolari. Ogni Ministro ha delle competenze importantissime, ma quello della giustizia più degli altri. Uno può esprimere l'opinione che vuole, ma quando si fa una deliberata offesa nei confronti del Senato, questo è davvero inaccettabile. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Presidente, la ringrazio per avere richiamato il Ministro a questa norma di comportamento. Io vedo con preoccupazione il moltiplicarsi di gesti e di parole che non sono rispettosi del Parlamento e della vita democratica in generale. Per questo bisogna tenerli sotto controllo, non ritenerli accettabili e contrastarli giorno per giorno. Noi lo facciamo e vedo che anche oggi lei, Presidente, lo ha fatto, come non dubitavamo che avrebbe fatto. Spero che questo avvenga in tutte le istituzioni democratiche, perché sono un bene preziosissimo: non possiamo additarle a ludibrio e usarle magari a scopo televisivo per fare una becera propaganda antidemocratica. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, l'imbarazzo che mi è stato attribuito dal presidente Marcucci, non solo lo respingo, ma credo che debba essere suo, quando sente rispondere in replica al Ministro sulla base di un testo scritto con mancate repliche a domande che non sono state fatte. Credo che l'imbarazzo debba essere del presidente Marcucci e che la lettura di un testo che si riferisce a domande non fatte e che accusa il Ministro di non aver risposto sia veramente ridicola. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Chiedo sempre al Gruppo che ho l'onore di presiedere di essere rispettoso di quest'Aula e nei confronti di tutti i componenti dell'Assemblea, ma il rispetto si dimostra anche non dando del bugiardo al Ministro del lavoro e dello sviluppo economico o non definendo Ministro delle raccomandazioni un Ministro della Repubblica, qual è il Ministro della giustizia. Se rispetto deve esserci, questo deve essere da ambo le parti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, non tocca a me e non tocca a noi - lo ha fatto lei molto bene - sottolineare i toni e i modi con cui ci si debba rivolgere in quest'Aula, quindi trovo superfluo che da parte nostra si insista nel sottolineare i toni, sicuramente non adeguati del Ministro, o sottolineare le reazioni, a mio avviso, spesso altrettanto non adeguate. Semmai tocca - almeno questo è il mio intento, visto che ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori - sottolineare che siamo ancora in question time . L'ordine dei lavori non può essere l'occasione per rinfacciarsi reciprocamente comportamenti o linguaggi sbagliati usati. Questo spetta al Presidente, che lo ha fatto benissimo. Mi rivolgo al collega Marcucci. Al di là del contenuto del suo intervento, che non voglio qui giudicare... ASTORRE (PD) . Sei più realista del re! LA RUSSA (FdI) . ...può darsi che fosse assolutamente giusto nei contenuti, ma trovo che sia stato un fuor d'opera da parte del collega Marcucci approfittare di una richiesta di intervenire sull'ordine dei lavori per svolgere un intervento politico. Su questo, Presidente, la prego di registrare il mio intervento. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az) . ASTORRE (PD) . Dai che ve la danno una poltroncina! DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, lei sa quanto io abbia sempre difeso la dignità di quest'Assemblea, anche in momenti molto complicati e difficili: la dignità dell'Assemblea, il fatto di invocare il rispetto di quest'Aula e la dignità del Senato della Repubblica. Quindi mi sono sentita particolarmente offesa - e come me, credo tutti i senatori - dalle parole del Ministro. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, PD e FI-BP) . Lei ha fatto bene a riprenderlo e mi dispiace, Ministro, che lei non abbia chiesto scusa a quest'Assemblea. Mi dispiace moltissimo, perché il Presidente l'ha richiamata giustamente, come ha richiamato tutti, ad essere rispettoso ed avere garbo istituzionale, anche quando ci si scontra in posizioni diverse, e io mi aspettavo da lei delle scuse. Questo non potevo non farlo presente: lei aveva il dovere, come Ministro della Repubblica, di farlo e quando entra in quest'Aula deve farlo in punta di piedi, perché questa è ancora una Repubblica parlamentare. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . L'ho ricordato qualche anno fa e lo voglio ricordare oggi: si entra in punta di piedi ai banchi del Governo. Non siamo un circolo ricreativo. Noi abbiamo difeso qui la dignità di quest'Aula, l'abbiamo difesa qui dentro come fuori e non possiamo tollerare, né prima, né tantomeno oggi, che questa dignità sia vilipesa. Noi siamo tutti quanti eletti dai cittadini, caro Ministro, non siamo un circolo ricreativo, non so a cosa lei sia abituato, ma ancora aspettiamo le scuse a quest'Assemblea. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, PD e FI-BP) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di venerdì 3 agosto 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, venerdì 3 agosto, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,26) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bogo Deledda, Bonifazi, Borgonzoni, Bossi Umberto, Campari, Candiani, Cantu', Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Crimi, De Poli, Faggi, Magorno, Merlo, Napolitano, Pittella, Renzi, Santangelo, Saviane e Siri. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori de Bertoldi Andrea, Ciriani Luca, Balboni Alberto, Bertacco Stefano, Fazzolari Giovanbattista, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, La Russa Ignazio, Maffoni Gianpietro, Marsilio Marco, Nastri Gaetano, Rauti Isabella, Ruspandini Massimo, Stancanelli Raffaele, Totaro Achille, Urso Adolfo, Zaffini Francesco Delega al Governo per l'introduzione di un'aliquota unica applicata per i redditi incrementali per tutti i contribuenti (730) (presentato in data 31/07/2018); DDL Costituzionale senatori Bernini Anna Maria, Mallegni Massimo, Pagano Nazario, Moles Giuseppe, Paroli Adriano, Berutti Massimo Vittorio, Vitali Luigi, Damiani Dario, Papatheu Urania Giulia Rosina, Barachini Alberto, Malan Lucio, Berardi Roberto, Carbone Vincenzo, Tiraboschi Maria Virginia, Lonardo Alessandrina, De Poli Antonio Modifiche all'articolo 114 della Costituzione in materia di abolizione delle Città metropolitane (731) (presentato in data 31/07/2018); senatore Urso Adolfo Estensione alle zone logistiche semplificate (ZLS) delle misure di agevolazione fiscale previste per le zone economiche speciali (ZES) (732) (presentato in data 01/08/2018); senatori Sileri Pierpaolo, Castellone Maria Domenica, Di Marzio Luigi, Endrizzi Giovanni, Marinello Gaspare Antonio, Mautone Raffaele, Pisani Giuseppe, Taverna Paola, Patuanelli Stefano, Castaldi Gianluca, Dessi' Emanuele, Di Girolamo Gabriella, Di Nicola Primo, Fede Giorgio, Gallicchio Agnese, Garruti Vincenzo, Grassi Ugo, Lannutti Elio, Lupo Giulia, Maiorino Alessandra, Montevecchi Michela, Ortis Fabrizio, Perilli Gianluca, Ricciardi Sabrina, Romano Iunio Valerio, Trentacoste Fabrizio Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e di ricerca scientifica (733) (presentato in data 01/08/2018); senatori Sileri Pierpaolo, Bottici Laura, Di Nicola Primo, Castellone Maria Domenica, Di Marzio Luigi, Endrizzi Giovanni, Marinello Gaspare Antonio, Mautone Raffaele, Pisani Giuseppe, Taverna Paola, Patuanelli Stefano, Botto Elena, Coltorti Mauro, Corrado Margherita, Croatti Marco, Dell'Olio Gianmauro, De Lucia Danila, Dessi' Emanuele, Di Girolamo Gabriella, Donno Daniela, Fede Giorgio, Gaudiano Felicia, Granato Bianca Laura, Guidolin Barbara, L'Abbate Patty, Lannutti Elio, Lanzi Gabriele, Lupo Giulia, Maiorino Alessandra, Matrisciano Susy, Montevecchi Michela, Moronese Vilma, Ortis Fabrizio, Piarulli Angela Anna Bruna, Pirro Elisa, Puglia Sergio, Quarto Ruggiero, Ricciardi Sabrina, Romano Iunio Valerio, Trentacoste Fabrizio, Vaccaro Sergio Disposizioni in materia di riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti di igiene intima femminile (734) (presentato in data 01/08/2018); senatori Pillon Simone, Ostellari Andrea, Candura Massimo, Pellegrini Emanuele, Piarulli Angela Anna Bruna, D'Angelo Grazia, Evangelista Elvira Lucia, Giarrusso Mario Michele, Riccardi Alessandra Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità (735) (presentato in data 01/08/2018); senatori Nencini Riccardo, Margiotta Salvatore, Giacobbe Francesco, Manca Daniele Legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche (736) (presentato in data 02/08/2018); senatori Bernini Anna Maria, Berutti Massimo Vittorio, Paroli Adriano, Mallegni Massimo, Moles Giuseppe, Stabile Laura, Barachini Alberto, Berardi Roberto, Tiraboschi Maria Virginia, Lonardo Alessandrina, De Poli Antonio, Pagano Nazario, Siclari Marco, Battistoni Francesco, Damiani Dario, Vitali Luigi, Papatheu Urania Giulia Rosina, Quagliariello Gaetano, Malan Lucio, Carbone Vincenzo Disposizioni in materia di elezione diretta del presidente della provincia e dei consiglieri provinciali e delega al Governo per il riordino delle province (737) (presentato in data 31/07/2018); senatori Causin Andrea, Gasparri Maurizio, Fantetti Raffaele, Serafini Giancarlo, Modena Fiammetta, Ferro Massimo, Barboni Antonio, Damiani Dario, Rizzotti Maria, Gallone Maria Alessandra Disposizioni per la concessione di una promozione, a titolo onorifico, agli ufficiali provenienti dai corsi allievi ufficiali di complemento (738) (presentato in data 02/08/2018); senatori Mollame Francesco, Abate Rosa Silvana, Trentacoste Fabrizio Norme in materia di produzione e vendita del pane (739) (presentato in data 02/08/2018); senatori Laforgia Francesco, Grasso Pietro, De Petris Loredana, Errani Vasco Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla condizione del lavoro degli italiani (740) (presentato in data 02/08/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Casini Pier Ferdinando Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento di matrice jihadista (258) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Iannone Antonio Modifiche all'articolo 64 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di incompatibilità tra la carica di assessore comunale e le funzioni di consigliere comunale (426) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Nastri Gaetano Istituzione del comitato territoriale per la sicurezza e misure per garantire la sicurezza nelle città (450) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Nencini Riccardo Disciplina della rappresentanza di interessi (484) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Calderoli Roberto Attribuzione alla regione Veneto di forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione (518) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 01/08/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Nastri Gaetano Modifica all'articolo 2426 del codice civile, in materia di ammortamento delle perdite subite a seguito di calamità naturali (449) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 01/08/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Gasparri Maurizio Modifica alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di reato di surrogazione di maternità commesso all'estero (519) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Sen. Garavini Laura Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione e la mobilità degli italiani nel mondo (273) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Individuazione dell'Ente nazionale per il microcredito quale centro nazionale di coordinamento delle attività degli enti locali per la promozione dello sviluppo economico mediante progetti di microcredito (445) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Istituzione di un sistema di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo e dei pagamenti differiti (446) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Agevolazioni fiscali in favore dei lavoratori frontalieri (447) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Modifiche alla legge 27 luglio 2000, n. 212, in materia di tutela dei diritti del contribuente (454) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Modifica all'articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concernente le deduzioni agli effetti dell'imposta regionale sulle attività produttive (457) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Introduzione dell'articolo 17-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di applicazione dell'imposta sul valore aggiunto agli acquisti di servizi per via telematica (459) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Disposizioni per la promozione dell'impiego di strumenti di pagamento elettronici (461) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Nastri Gaetano Disposizioni per favorire l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie mediante l'accesso alle prestazioni del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (464) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Bernini Anna Maria ed altri Disposizioni in materia di rottamazione dei ruoli (539) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Pittoni Mario ed altri Modifica alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di contratti a tempo determinato del personale docente (355) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Boldrini Paola Disposizioni per il sostegno e la valorizzazione delle bande musicali (437) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 01/08/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Sileri Pierpaolo ed altri Disposizioni in materia di insegnamento dell'educazione sanitaria nella scuola secondaria di primo e secondo grado (649) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Nastri Gaetano Disposizioni per l'esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali in caso di blocco del traffico (439) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Siclari Marco Norme per il trasporto marittimo agevolato e la continuità territoriale nell'area dello Stretto di Messina (490) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Lucidi Stefano Modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, in materia di obbligo di attivazione del servizio di safety check (541) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 01/08/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Nencini Riccardo Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per garantire l'incolumità dei ciclisti, degli automobilisti e dei minori (557) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Nastri Gaetano Istituzione di un fondo di garanzia per il sostegno del mercato immobiliare (440) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Nastri Gaetano Interventi in favore del distretto della rubinetteria del Cusio e della Valsesia (456) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Romeo Massimiliano ed altri Introduzione di un regime speciale per il commercio sulle aree pubbliche (600) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Testor Elena ed altri Modifiche alla disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali (527) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Bottici Laura ed altri Misure di salvaguardia a favore dei lavoratori delle cave (528) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Bernini Anna Maria ed altri Disposizioni in materia di lavoro accessorio (623) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Boldrini Paola Modifiche alla legge 4 luglio 2005, n. 123, recante norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia (477) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 01/08/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Boldrini Paola Disposizioni in materia di definizione di età pediatrica e ampliamento della competenza assistenziale dei medici pediatri di libera scelta fino al compimento del diciottesimo anno d'età (478) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 01/08/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Castellone Maria Domenica ed altri Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione (535) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Nugnes Paola Istituzione del fondo passività ambientali, nonché modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (493) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 01/08/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Moronese Vilma Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di introduzione del divieto di utilizzo dei richiami vivi (509) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); Commissioni 1° e 2° riunite Sen. Boldrini Paola, Sen. Iori Vanna Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di contrasto dell'istigazione all'odio e alla discriminazione (hate speech) (634) previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); Commissioni 1° e 4° riunite Sen. Nastri Gaetano Incentivi in favore del personale delle Forze di polizia trasferito d'ufficio in sedi disagiate (444) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 01/08/2018); Commissioni 8° e 13° riunite Sen. Dessi' Emanuele ed altri Disposizioni in materia di abbattimento delle barriere architettoniche (564) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); Commissioni 10° e 13° riunite Sen. Nastri Gaetano Concessione di finanziamenti a tasso agevolato per la promozione dell'occupazione in favore di soggetti operanti nei settori dell'economia ecologicamente sostenibile e della ricerca sulle tecnologie per il miglioramento della vita nella città (448) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); Commissioni 10° e 13° riunite Sen. Castaldi Gianluca ed altri Disposizioni in materia di divieto dell'utilizzo dell'air gun per le attività di ispezione dei fondali marini finalizzate alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi (504) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Bini Caterina Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato, nonché modifica all'articolo 69 del codice penale, in materia di concorso di circostanze aggravanti e attenuanti (417) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali) (assegnato in data 02/08/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Giarrusso Mario Michele Introduzione dell'articolo 416-quater del codice penale in materia di divieto di propaganda politica per gli appartenenti alle associazioni mafiose ed i sorvegliati speciali (534) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 02/08/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Castellone Maria Domenica ed altri Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in materia di dirigenza sanitaria (638) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 02/08/2018); In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Nannicini Tommaso, Sen. Valente Valeria Modifica all'articolo 117 della Costituzione in materia di tutela della salute (365) previ pareri delle Commissioni 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 01/08/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Vitali Luigi Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale (388) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Bernini Anna Maria ed altri Delega al Governo in materia di certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente (538) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 01/08/2018); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. Nastri Gaetano Delega al Governo per l'adozione di disposizioni volte allo sviluppo dell'agricoltura multifunzionale (442) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 01/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Calderoli Roberto Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (515) (assegnato in data 02/08/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Calderoli Roberto Modifica dell'articolo 75 della Costituzione, in materia di validità dei referendum (516) (assegnato in data 02/08/2018); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Sen. Petrocelli Vito Rosario Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale e di istruzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Montenegro, fatto a Roma il 15 aprile 2014 (659) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 02/08/2018); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Sen. Petrocelli Vito Rosario Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare democratica del Laos, fatto a Bangkok il 17 febbraio 2003 (676) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 02/08/2018); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Nannicini Tommaso, Sen. Marcucci Andrea Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi (472) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 02/08/2018). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 02/08/2018 la 2ª Commissione permanente Giustizia ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per i disegni di legge: Sen. Bottici Laura ed altri "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto"" (536) (presentato in data 28/06/2018). Inchieste parlamentari, annunzio di presentazione di proposte È stata presentata la seguente proposta d'inchiesta parlamentare d'iniziativa del senatore Iannone. - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul funzionamento e sulla gestione del servizio sanitario in Campania" ( Doc . XXII, n. 14). Inchieste parlamentari, ritiro di proposte La senatrice Donno, in data 1° agosto 2018, ha dichiarato di ritirare la seguente proposta di inchiesta parlamentare: Donno e altri. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla diffusione del batterio della Xylella fastidiosa nei territori della Puglia" ( Doc . XXII, n. 10). Documenti, richieste di parere In data 1° agosto 2018, la 10 a Commissione permanente è stata autorizzata ad esprimere, ai sensi dell'articolo 38 del Regolamento, il proprio parere alla 14 a Commissione permanente in ordine all'affare su: "Gli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea" (Atto n. 40). Governo, trasmissione di atti e documenti Con lettere in data 24 e 25 luglio 2018 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Carinaro (Caserta), Bacoli (Napoli), Lappano (Cosenza), Spirano (Bergamo) e Spigno Saturnia (Latina). I Commissari straordinari dell'Alitalia - Società aerea italiana SpA, con lettera in data 1° agosto 2018, hanno trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, commi 1- bis e 1- ter , del decreto-legge 27 aprile 2018, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2018, n. 77, la relazione concernente la situazione economica e finanziaria dell'impresa nell'ambito della procedura di cessione, cui sono allegate le relazioni sulla gestione del Gruppo Alitalia relative, rispettivamente, al periodo 2 maggio 2017 - 31 dicembre 2017 e al primo trimestre del 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 1). Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 16 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dallo stesso Ministero, relativa all'anno 2017, corredata del rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1- ter , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . CLXIV, n. 5). Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 25 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della legge 15 dicembre 1999, n. 482, la relazione - per l'anno 2017 - concernente l'attuazione degli interventi relativi alla promozione dello sviluppo delle lingue indicate all'articolo 2 della predetta legge diffuse all'estero e alla diffusione all'estero della lingua e della cultura italiane. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . LXXX- bis , n. 1). Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 20 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, l'elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferito al secondo trimestre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti ( Doc . LXXIII- bis , n. 2). Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione Il Ministro per gli affari europei, con lettera in data 26 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti comunicazioni concernenti l'avvio di procedure d'infrazione, ai sensi dell'articolo 258 e 260 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - notificate il 20 luglio 2018 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni: comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2018/4000, concernente il regime IVA applicato ai servizi accessori all'importazione di beni in franchigia - trasmessa alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 10); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2017/2114, sulla imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA) - trasmessa alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 11); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2018/4021, sulle problematiche relative ad irregolarità dei serbatoi di GPL ricondizionati - trasmessa alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 12); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2018/2175, concernente la non conformità alla Direttiva 2013/55/UE su riconoscimento delle qualifiche professionali - trasmessa alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 13); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2018/2079, relativa all'assenza del "progressive report" sulle informazioni minime universali sulla viabilità connesse alla sicurezza stradale previsto dalla Direttiva 2010/40/UE - trasmessa alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 14); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2017/2181, concernente la non corretta applicazione alla Direttiva 1991/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane - trasmessa alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 15); comunicazione relativa alla procedura di infrazione n. 2018/0190, concernente il mancato recepimento della direttiva 2017/2096 della Commissione, del 15 novembre 2017, recante modifica dell'allegato II della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso - trasmessa alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 16). Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 27 luglio 2018, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2009/2034 - avviata ai sensi dell'articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - concernente la cattiva applicazione della direttiva 1991/271/UE relativa al trattamento delle acque reflue urbane. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 7/1). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 26 e 27 luglio 2018, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - ENEA, per gli esercizi dal 2016 al 2017. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 54); di Difesa Servizi S.p.A. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 4a e alla 5a Commissione permanente (Doc. XV, n. 55); dell'Autorità Portuale di Ancona, per gli esercizi dal 2015 al 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento alla 5a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 56); dell'Autorità Portuale di Genova, per l'esercizio 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 57). Regioni e province autonome, trasmissione di atti Il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, con lettera in data 20 luglio 2018, ha inviato la deliberazione, approvata dal medesimo Consiglio regionale il 10 luglio 2018, concernente il Programma regionale di sviluppo della XI legislatura. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5ª Commissione permanente (Atto n. 51). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, i seguenti progetti di atti legislativi: in data 24 luglio 2018, la proposta di direttiva del Consiglio che istituisce un documento di viaggio provvisorio dell'UE e abroga la decisione 96/409/PESC (COM(2018) 358 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 19 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 1 a e 14 a ; in data 26 luglio 2018, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale ("notificazione o comunicazione degli atti") (COM(2018) 379 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 22 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 1 a e 14 a ; in data 2 agosto 2018, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 391/2009 per quanto riguarda il recesso del Regno Unito dall'Unione (COM(2018) 567 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 29 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla medesima 14 a Commissione, con il parere delle Commissioni 3 a e 8 a ; in data 2 agosto 2018, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1316/2013 per quanto riguarda il recesso del Regno Unito dall'Unione (COM(2018) 568 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 29 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla medesima 14 a Commissione, con il parere delle Commissioni 3 a e 8 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia: il Sig. Dario Bossi da Montegrino Valtravaglia (Varese) chiede: una modifica dell'articolo 161 del Codice di procedura penale in materia di domicilio dichiarato, eletto o determinato per le notificazioni, che sancisca l'idoneità della casella di posta elettronica certificata come opzione di elezione di domicilio (Petizione n. 161, assegnata alla 2 a Commissione permanente); l'introduzione dell'obbligo di residenza nel territorio nazionale per i parlamentari eletti e i Senatori a vita (Petizione n. 162, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la modifica dell'art. 4 del Codice penale al fine di eliminare il riferimento ai cittadini delle colonie e ai sudditi coloniali (Petizione n. 163, assegnata alla 2 a Commissione permanente); che tutte le Procure della Repubblica Italiana siano dotate di un indirizzo di posta elettronica certificata dedicato alla ricezione delle denunce querele, pubblicato sul proprio sito web; una modifica dell'art. 333 del codice di procedura penale che consenta di presentare le denunce querele alle Procure della Repubblica anche a mezzo posta elettronica certificata (Petizione n. 164, assegnata alla 2 a Commissione permanente); che tutte le Procure della Repubblica Italiana siano dotate di sito web con identica architettura informatica e che il sito web della Procura della Repubblica di Roma, competente anche per i reati all'estero, sia redatto sia in lingua italiana che in lingua inglese (Petizione n. 165, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica degli artt. 9, 10, 36, comma 1 e 184, comma 1, del Codice penale, al fine di eliminare il riferimento alla pena di morte (Petizione n. 166, assegnata alla 2 a Commissione permanente); l'abrogazione dell'art. 38 del Codice penale in materia di condizione giuridica del condannato alla pena di morte (Petizione n. 167, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica dell'art. 17 del Codice penale al fine di eliminare il riferimento alla pena di morte e di introdurre, nella lista delle pene, l'affidamento in prova (Petizione n. 168, assegnata alla 2 a Commissione permanente); la modifica del Capo II del Titolo II del Codice penale che preveda l'abrogazione dell'art. 21 e sostituzione con l'attuale art. 22; la rinumerazione dell'attuale art. 23 come art. 22; una nuova formulazione dell'art. 23, dal titolo "L'affidamento in prova" (Petizione n. 169, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Valente ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00132 del senatore Taricco ed altri. I senatori Faraone e Taricco hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00138 della senatrice Valente ed altri. La senatrice Testor ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00197 della senatrice Rizzotti ed altri. La senatrice Donno ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00431 del senatore Puglia ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-00145 DE PETRIS Al Ministro dell'interno Premesso che: autorevolmente il Presidente della Repubblica ha con forza chiesto un impegno del Governo contro l' escalation razzista cui si assiste nel nostro Paese. Con questa forte denuncia ha riportato l'attenzione dell'opinione pubblica sui binari della realtà, sottraendola, di fatto, al campo di quella che all'interrogante appare una cieca, sconsiderata, fanatica e propagandistica disputa politica; ciò dimostra che quello che sta accadendo in Italia non è purtroppo un'invenzione della sinistra. In pochi giorni alcuni immigrati sono state vittime di un vero e proprio tiro al bersaglio, colpiti da pallini ad aria compressa, sparati dalle cosiddette pistole soft air ; troppo numerose e continue sono ormai le aggressioni con armi ad aria compressa che si sono ripetute in varie città: Napoli, Caserta, Forlì, Latina, infine Roma. Bersagli sono stati immigrati e rom, come la piccola di 15 mesi colpita alla schiena su viale Togliatti a Roma, l'ultimo episodio in Veneto contro un operaio; all'inizio si sarebbe potuto pensare a casi isolati, ma ora il lungo elenco di episodi racconta un'altra storia: di razzismo e intolleranza. Una sorta di modalità nuova, probabilmente studiata a tavolino e preordinata. La detenzione di pistole ad aria compressa non richiede infatti il possesso del porto d'armi, ma solo la presentazione di un documento d'identità al momento dell'acquisto, almeno fino a un livello di energia prodotta di 7,5 joule ; la possibilità di usare con relativa facilità armi considerate di "serie B", ma che in determinate circostanze possono provocare danni gravi, consente agli aggressori di correre rischi minori fino al limite dell'impunità. È necessario quindi intervenire urgentemente e con il necessario rigore sul fronte delle regole relative alla detenzione ed uso di questo tipo di armi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire urgentemente per sottoporre ad una seria e rigorosa regolamentazione la vendita e il possesso delle armi ad aria compressa, vista la loro dimostrata pericolosità, se usate, troppo spesso vigliaccamente, contro esseri umani ignari e inconsapevoli del pericolo; quali iniziative, di carattere normativo e regolamentare, intenda prontamente porre in essere, al fine di arginare un possibile aumento del dilagare del fenomeno razzista in Italia, attraverso una più puntuale e severa applicazione delle misure già previste dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, la "legge Mancino", che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Atto n. 3-00146 FERRAZZI D'ARIENZO D'ALFONSO ASTORRE MAGORNO COLLINA STEFANO IORI PARRINI VERDUCCI BELLANOVA TARICCO SBROLLINI FEDELI BOLDRINI GRIMANI FARAONE MARGIOTTA LAUS ALFIERI VATTUONE CUCCA SUDANO PITTELLA GARAVINI MARINO MANCA BITI VALENTE MISIANI GIACOBBE BINI ROSSOMANDO CIRINNA' GINETTI PINOTTI PATRIARCA Al Ministro dell'interno Premesso che: è di queste ore la notizia dell'aggressione nei confronti di Daisy Osakue, campionessa azzurra di origine nigeriana, ferita mentre tornava a casa; secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, la ragazza è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato da un'auto in corsa. Trasportata all'ospedale oftalmico di Torino, l'atleta è stata operata per rimuovere un frammento di guscio dell'uovo che le ha provocato una lesione alla cornea; questo è solo l'ultimo caso, che segue almeno altri 8 verificatisi nell'ultimo mese. Questa volta la vittima è una campionessa italiana dell'atletica leggera, nata da genitori nigeriani, ma da sempre cresciuta in Piemonte. Daisy Osakue, 22 anni, è la primatista italiana under 23 di lancio del disco e rappresenta i colori azzurri nella disciplina del lancio del disco; tale episodio va ad aumentare la lunga lista di casi di intolleranza e violenza che si sono verificati negli ultimi mesi; considerato che: il 3 febbraio 2018, Luca Traini, un militante neofascita, ha aperto il fuoco sparando con una pistola dalla sua Alfa Romeo 147, per le strade di Macerata e ferendo 6 immigrati. Traini, che nel 2017 fu candidato dalla Lega, rintracciato dalle forze dell'ordine, si è fatto trovare avvolto nel tricolore, facendo il saluto romano; un altro episodio è avvenuto solo qualche tempo dopo a Vibo Valentia, il 3 giugno 2018, dove però, questa volta, un giovane è rimasto ucciso da alcuni colpi di fucile. Il giovane ucciso si chiamava Sacko Soumalya, originario del Mali, ucciso mentre raccoglieva lamiere di alluminio da una fabbrica abbandonata per costruirsi un ricovero di fortuna. A seguito di questo episodio, decine di ragazzi stranieri, molti dei quali lavoratori delle campagne calabresi, hanno deciso di scioperare e di scendere in piazza a manifestare pacificamente sotto gli uffici del Comune, chiedendo giustizia per il loro compagno; l'11 giugno a Caserta si è consumato un altro atto di violenza ai danni di due migranti originari del Mali, che sono stati colpiti da una pistola ad aria compressa, mentre un'auto in corsa passava loro affianco. I due, uno dei quali rimasto ferito, erano ospiti di un centro di accoglienza ed erano in possesso di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. Riguardo all'accaduto, hanno raccontato che l'auto da cui sono partiti i colpi era una Fiat Panda a bordo della quale vi erano due ragazzi che mentre facevano esplodere i colpi urlavano: "Salvini, Salvini"; il 20 giugno, a Napoli, un giovane malese di nome Konate Bouyagui, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, veniva ferito all'addome, mentre tornava a casa dal ristorante in cui lavorava, sempre dopo essere stato affiancato da un'auto in corsa; tra la sera del 3 e la sera del 6 luglio 2018, si verificano altri due episodi a Forlì, dove un ivoriano di 33 anni prima ed una donna nigeriana poi sono stati colpiti sempre da colpi di armi ad aria compressa. Il primo era stato avvicinato da un'auto in corsa mentre era sulla sua bicicletta ed è stato ferito all'addome, con una prognosi di 10 giorni. La donna, invece, è stata avvicinata da due persone su un motorino ed è stata colpita ad un piede mentre camminava sul marciapiede; la sera dell'11 luglio 2018, ancora, a Latina scalo, due giovani migranti di nazionalità nigeriana sono rimasti lievemente feriti dopo essere stati colpiti da alcuni spari esplosi da una pistola ad aria compressa, mentre aspettavano l'autobus. Attraverso l'analisi delle telecamere di videosorveglianza dei negozi vicini, e grazie alle dichiarazioni di una testimone, i carabinieri hanno individuato tre ragazzi di 23 anni della zona, che sono stati accusati di lesioni con finalità di discriminazione razziale; il 17 luglio 2018, il caso della bambina rom di un anno che, mentre era in braccio alla mamma, è stata raggiunta da un proiettile sparato da un fucile ad aria compressa nei pressi del campo nomadi di via Salone a Roma. La bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale "Bambino Gesù". L'autore del gesto, che è stato identificato è un pensionato di 59 anni, il quale si è difeso sostenendo che il colpo fosse partito accidentalmente. A seguito di questo episodio è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, le cui parole sono state molto significative: "L'Italia non può somigliare a un far west dove un tale compra un fucile e spara dal balcone ferendo una bambina di un anno, rovinandone la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione"; neanche 10 giorni dopo, giovedì 26 luglio 2018, a Cassola, in provincia di Vicenza, un operaio originario dell'isola di Capoverde viene ferito da alcuni colpi di pistola ad aria compressa, mentre era al lavoro su un'impalcatura. A sparare dalla finestra di fronte è stato un uomo italiano, originario dell'Argentina, con una carabina calibro 4,5 millimetri, il quale ha dichiarato che le sue intenzioni erano di voler sparare ad un piccione; un altro episodio, l'ennesimo, risale al 27 luglio, a San Cipriano d'Aversa (Caserta), dove un immigrato ha raccontato di essere stato colpito al volto dai colpi sparati da una pistola ad aria compressa, dopo essere stato avvicinato da due ragazzi in moto, che poi hanno fatto fuoco; a distanza di un giorno, il 28 luglio, a Partinico (Palermo), un giovane di 19 anni di origine senegalese, Dieng Khalifa, ospite di una comunità da due anni e che lavora presso un bar del posto, ha raccontato che alcuni ragazzi lo hanno aggredito all'esterno del bar provocandogli ferite al labbro e alle orecchie guaribili in 7 giorni. Il ragazzo sarebbe stato insultato e poi preso a pugni e calci, mentre il gruppo gli urlava: "Vattene via sporco negro"; la notte del 29 luglio, un altro episodio ha portato alla morte di un quarantatreenne marocchino nei pressi di Aprilia (Latina), perché sospettato di essere un ladro. L'uomo che era a bordo di un'auto è stato dapprima seguito a distanza da un'altra autovettura, poi inseguito e quando l'auto sospetta è finita fuori strada sarebbe stato raggiunto e picchiato da due persone, entrambe italiane, che sono state individuate dai Carabinieri e quindi denunciate in stato di libertà per omicidio preterintenzionale: a loro si è arrivati grazie all'esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, oltre che sulla base di alcune testimonianze, raccolte dagli investigatori, di persone che erano a conoscenza dell'accaduto; la sequenza di violenze contro gli immigrati, gli stranieri, o comunque contro chi presenta tratti somatici tali da poter essere identificato in una di queste categorie, desta grande preoccupazione, in quanto tali episodi, che non possono essere considerati in maniera isolata l'uno dall'altro, lasciano sorgere il ragionevole dubbio che ci possa essere un movente più profondo e radicato nella coscienza di chi compie questi atti. Tutto ciò meriterebbe a parere degli interroganti una maggiore attenzione da parte del Ministro in indirizzo, in quanto potrebbe essere necessario aprire un filone comune d'indagine su quelli che sono i reali motivi alla base di queste aggressioni che, oltre al susseguirsi con preoccupante frequenza, presenterebbero tutte un movente simile. Una maggiore attenzione necessaria affinché possa essere allontanato ogni ragionevole dubbio sul fatto che esista una matrice comune razzista alla base di questi gesti di violenza; il Ministro dell'interno, interrogato ha negato l'esistenza di un'emergenza razzismo in Italia, dichiarando una tale eventualità solo "una invenzione della sinistra". Tuttavia, i fatti degli ultimi tempi costringono ad interrogare il Ministro, seppur egli neghi l'esistenza di una tale emergenza; d'altra parte, con la sua dichiarazione rilasciata sui social media "Tanti nemici, tanto onore!", dove viene parafrasato niente poco di meno che Benito Mussolini, proprio nel giorno del 135° anniversario della sua nascita, non fanno altro che gettare inquietanti ombre ed ulteriore benzina sul fuoco; a giudizio degli interroganti sarebbe necessario che il Ministro in indirizzo dissipasse ogni ragionevole dubbio sul fatto che possa esistere una matrice razzista dietro agli episodi accaduti negli ultimi mesi. Inoltre, la gravità della situazione richiederebbe che il medesimo Ministro, in considerazione del ruolo istituzionale che svolge al vertice di un Ministero che dovrebbe garantire la sicurezza personale e l'ordine pubblico in tutto il territorio nazionale, prendesse posizione netta di fronte a chi si macchia di tali reati, e non rilanciare, invece, l'accusa a chi la violenza la subisce dichiarando che: "l'unico allarme sono i reati degli immigrati"; infine, citare Mussolini mentre ricorre l'ottantesimo anniversario dell'emanazione delle leggi razziali fasciste del 1938 in Italia è intollerabile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, invece di limitarsi a negare l'esistenza di un'emergenza razzismo in Italia, non ritenga opportuno prendere una posizione pubblica netta nei confronti di chi si è macchiato di tali reati; se intenda fare urgentemente luce su tali avvenimenti, in particolare per verificare la paventata matrice razzista degli stessi; se ritenga che la sequenza di violenze contro gli stranieri faccia soltanto parte di una serie di casi isolati, oppure, se vi sia un movente comune e se non sussista il pericolo che si crei un effetto reazione tra gli stranieri presenti in Italia; se non reputi necessario avviare delle indagini più approfondite che considerino e valutino nel loro insieme gli episodi che si sono susseguiti ognuno con le stesse dinamiche negli ultimi mesi, piuttosto che come episodi del tutto isolati l'uno dall'altro; se non ritenga gravemente inopportuno quale Ministro della Repubblica citare, a seguito di uno degli ennesimi episodi di grave violenza perpetrato contro persone immigrate, la frase del dittatore Mussolini, principale artefice delle leggi razziali in Italia. Atto n. 3-00147 GARAVINI MIRABELLI FERRARI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella giornata di lunedì 30 luglio 2018, la nave italiana "ASSO 28" ha partecipato alle operazioni di soccorso in mare di alcuni migranti nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia; le operazioni di soccorso in mare in quel tratto avvengono in coordinamento internazionale, ma ordinariamente le navi italiane segnalano le emergenze alla sala operativa della Guardia costiera italiana; alle ore 19 del 30 luglio 2018, la nave "ASSO 28" risulta aver attraccato nel porto di Tripoli, che anche recentemente è stato definito come "porto non sicuro" e dove, dunque, non possono essere sbarcati migranti che possono avere diritto alla protezione internazionale, si chiede di sapere: se la nave ASSO 28 abbia comunicato alla sala operativa italiana la propria partecipazione ad un'operazione di soccorso in mare di migranti, nel tratto di mare tra la Libia e l'Italia; se il Ministro in indirizzo intenda rendere noto chi abbia dato disposizioni alla nave di dirigersi verso il porto di Tripoli e non verso un altro dei "porti sicuri" presenti nel Mediterraneo; se qualcuno dei migranti soccorsi sia stato in qualsiasi modo identificato a bordo della nave ASSO 28 e se sia stato accertato che gli stessi non avessero diritto a nessuna forma di protezione internazionale, prevista dai trattati e dalle leggi in vigore in Italia; se non si ritenga che siano state violate norme e comportamenti di ordinaria solidarietà con chi fugge da guerre, carestie, violenze politiche e di genere, favorendo così i persecutori dei migranti nei vari Paesi di provenienza. Atto n. 3-00148 DURNWALDER Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231, recante "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015»" erano le autorità locali a decidere sui ricorsi avverso provvedimenti sanzionatori degli organi di controllo concernenti le violazioni del regolamento (UE) n. 1169/2011; il 9 maggio 2018, con l'entrata in vigore del citato decreto legislativo, la competenza per l'irrogazione delle sanzioni amministrative viene attribuita ( ex articolo 26) al Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e i direttori degli uffici territoriali dell'ICQRF sono i soggetti delegati all'emissione delle ordinanze - ingiunzione di pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie relativamente agli illeciti commessi nell'ambito della rispettiva circoscrizione territoriale di competenza; tenuto conto che: l'articolo 99 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670) prevede l'equiparazione della lingua tedesca a quella italiana; l'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, recante "Norme di attuazione dello Statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di uso della lingua tedesca e della lingua ladina nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei procedimenti giudiziari", prevede che nei rapporti con gli organi e gli uffici della pubblica amministrazione e degli enti pubblici situati nella provincia di Bolzano o aventi competenza regionale, nonché con i concessionari di servizi di pubblico interesse svolti nella provincia medesima, la lingua tedesca è parificata a quella italiana; l'articolo 3 dello stesso decreto n. 574 prevede che gli organi, gli uffici e i concessionari devono predisporre o adeguare le strutture organizzative al fine di consentire l'uso dell'una e dell'altra lingua; considerato che: le decisioni delle autorità locali sui ricorsi avverso provvedimenti sanzionatori degli organi di controllo concernenti le violazioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 erano, prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 231, formalizzate nella stessa lingua in cui erano stati presentati i ricorsi stessi; l'ufficio territorialmente competente per i ricorsi d'interesse del Trentino-Alto Adige è l'ICQRF Nord-Est, con sede a Conegliano Veneto; all'attribuzione della competenza per l'irrogazione delle sanzioni all'autorità statale non è conseguito l'adeguamento delle strutture organizzative territoriali delegate, in particolare di quella delegata sui ricorsi presentati in Sudtirolo in lingua tedesca, si chiede di sapere se e in che modo il Governo abbia provveduto a fornire all'ICQRF Nord-Est le indicazioni, i mezzi finanziari, la dotazione, il personale e la formazione per l'applicazione del bilinguismo e garantire così la tutela delle minoranze linguistiche. Atto n. 3-00149 NASTRI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 3-00150 URSO CIRIANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: sul sito web dell'Inps si accede ad una pagina intitolata "Le pensioni dei sindacalisti" da cui emerge come i sindacalisti costituiscano una delle tante "caste" del Paese dei privilegi pensionistici; viene espressamente indicato che essi "hanno regole contributive diverse dagli altri lavoratori perché possono vedersi ugualmente versati i contributi (o addirittura lo stipendio) da enti terzi rispetto al sindacato presso cui prestano effettivamente il proprio lavoro e perché possono, prima di andare in pensione, farsi pagare dalle organizzazioni sindacali incrementi delle proprie pensioni a condizioni molto vantaggiose"; inoltre, con il distacco sindacale retribuito, al lavoratore che ricopre una carica sindacale è consentito di sospendere l'attività lavorativa, completamente o parzialmente, per potersi dedicare allo svolgimento dell'attività sindacale; si apprende, tra l'altro, che per i sindacalisti in distacco delle pubbliche amministrazioni è previsto l'istituto della contribuzione aggiuntiva, il cui versamento ha riflessi importanti sul livello della pensione, soprattutto per i dipendenti pubblici, che si trovano nel regime misto o in regime retributivo ante "riforma Fornero"; infatti, i periodi di contribuzione aggiuntiva vengono riconosciuti ai fini del calcolo della quota di pensione determinata per le anzianità maturate fino al 1992; si parla di cosiddetta quota A di pensione, che è determinata sulla base della retribuzione percepita l'ultimo giorno di servizio, generando un deficit pensionistico enorme, poiché si riceverà una pensione nettamente superiore ai contributi maturati rivalutati; l' escamotage per triplicare l'ultimo stipendio consiste nel versare la contribuzione aggiuntiva dovuta al ruolo sindacale nella quota A (che riguarda le occupazioni fisse e continuative) invece che nella quota B (che raccoglie i contributi di chi esercita un ruolo temporaneo e provvisorio); a seguito di una sentenza della Corte dei conti che ha condannato tale pratica, l'Inps ha effettuato una serie di controlli su 119 pensioni decorrenti dal 1997 al 2016, scoprendo che, con l' escamotage di conteggiare i contributi aggiuntivi nella quota A invece che nella quota B, c'è chi ha avuto un incremento compreso tra un minimo del 18,9 per cento e un massimo del 62,5 per cento; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: il presidente dell'Inps, Tito Boeri, durante la trasmissione "Nemo-Nessuno escluso", andata in onda su "Rai2" nel mese di marzo 2017, annunciò di aver sottoposto al vaglio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali una circolare per cancellare i privilegi che i sindacalisti si sono concessi; il Ministero rispose che queste operazioni si sarebbero potute bloccare solo per il futuro; il presidente dell'Inps ha ribadito il 5 luglio 2018, su "Twitter", che "Per togliere il privilegio di cui godono i sindacalisti sulle pensioni non c'è bisogno di una legge: basta solo il nulla-osta del Ministero alla circolare che abbiamo proposto un anno fa", si chiede di sapere: quale sia il numero dei sindacalisti che ad oggi gode dei privilegi descritti e se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché si ponga fine ai citati privilegi; se, in ogni caso, non ritenga di attivarsi tempestivamente per predisporre le opportune misure di competenza, volte a procedere al ricalcolo delle pensioni già in essere, al fine di eliminare il privilegio di cui godono i sindacalisti in pensione rispetto agli altri lavoratori. Atto n. 3-00151 DE PETRIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che i dati ISTAT relativi al 2017 confermano che il settore primario è tuttora fortemente interessato da forme di illegalità nei rapporti di lavoro, con irregolarità rilevate che riguardano il 39 per cento dei rapporti di lavoro dipendente, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere, in primo luogo, per dare piena attuazione alle nuove disposizioni contro il caporalato e lo sfruttamento illegale della manodopera agricola, introdotte con la legge 29 ottobre 2016, n. 199, in particolare sul trasporto e collocamento; se non ritenga le nuove norme sui voucher , appena approvate dalla Camera dei deputati nel corso dell'esame del "decreto dignità", di cui al decreto-legge n. 87 del 2018, in palese contraddizione con tale legge; se non ritenga, inoltre, necessario ed urgente accelerare l'articolazione delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista dall'art. 8, e la predisposizione dei relativi piani, in accordo con gli enti locali, per il trasporto e la sistemazione logistica dei lavoratori; infine, se non ritenga opportuno prevedere forme di premialità per le aziende agricole che aderiscono alla Rete, anche attraverso l'istituzione di un marchio etico volontario da apporre sui prodotti. Atto n. 3-00152 BERGESIO VALLARDI RIPAMONTI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il comparto agroalimentare è un settore strategico per l'economia italiana ed è diventato negli ultimi anni il punto di forza del " made in Italy " nel mondo; gli aiuti accoppiati riguardano comparti specifici di produzione agricola e sono mirati a sostenerne l'attività. Trovano ragione nella peculiare importanza dal punto di vista economico, sociale o ambientale di questi comparti o nel fatto che le aziende che vi operano siano sottoposte a particolari difficoltà. Su questo piano si annoverano quegli ambiti per i quali esiste un rischio di abbandono o di declino della produzione, con ripercussioni negative sull'equilibrio agro-ambientale e socioeconomico delle aree territoriali interessate; seguendo queste finalità, il 26 luglio 2018 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato lo schema di decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo che prevede, per l'anno di domanda 2019, l'incremento del sostegno accoppiato, previsto dalla politica agricola comune (PAC), per le misure relative alla coltivazione della barbabietola da zucchero, del riso e del frumento duro; si tratta di un provvedimento che interviene a sostegno di alcuni dei prodotti di eccellenza del made in Italy che sono particolarmente esposti alla concorrenza internazionale; l'incremento del sostegno accoppiato per la barbabietola, il riso e il frumento duro, come specificato nel comunicato stampa del Ministero, "è stato deciso per incoraggiare gli agricoltori ad assumere impegni ancora più incisivi sulla sostenibilità dei vari processi produttivi, unica strada per differenziare le produzioni italiane di eccellenza e di migliorare la competitività sui mercati"; si tratta di un provvedimento molto atteso dal mondo produttivo ed è un segnale concreto e decisivo per gli agricoltori. Infatti il decreto interviene aumentando la percentuale del massimale annuo, di cui all'allegato II del regolamento (UE) n. 1307/2013, destinata ad incrementare la quota per la misure premi alla coltivazione del frumento duro, della coltivazione del riso e della barbabietola da zucchero; la filiera saccarifera ha un alto valore strategico per il made in Italy , in quanto si tratta di una produzione di zucchero al 100 per cento italiana, di qualità e che rispetta ogni regola sociale e ambientale, sicura e stabile nel tempo; il settore dello zucchero, reduce dalla fine delle quote ad ottobre 2017 e da un processo di ristrutturazione produttiva, ha subito in pochi mesi un crollo dei prezzi di mercato di quasi il 40 per cento, fortemente condizionato anche dalla speculazione internazionale. L'aumento del sostegno accoppiato permetterà alle imprese saccarifere di affrontare la prossima campagna con maggiore fiducia; per quanto riguarda il settore della coltivazione del riso, il comparto sta attraversando una forte crisi, a seguito dell'importazione indiscriminata da Paesi in cui i costi di produzione, così come le norme sulla tutela dei lavoratori, sono nettamente inferiori a quelli dell'Unione europea: Infine, sul fronte del grano duro, questo subisce continue oscillazioni produttive, a seguito di un andamento dei prezzi non remunerativo per la parte agricola; il provvedimento citato rappresenta un importante passo in avanti, anche in considerazione del momento di grande difficoltà in cui versa il comparto agricolo, che, come è noto, è esposto alla forte concorrenza internazionale, si chiede di sapere: se, al fine di proseguire la linea intrapresa, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno favorire una concertazione tra tutte le parti interessate, che coinvolga anche le Regioni, per trovare soluzioni che portino ad un riequilibrio dei mercati ed ad una equa valorizzazione a livello europeo delle eccellenze del made in Italy ; se, nell'ambito della concertazione promossa, non ritenga utile procedere ad una valutazione degli effetti derivanti dall'applicazione del decreto in premessa in termini di numero di aziende coinvolte e benefici attesi. Atto n. 3-00153 MARCUCCI CUCCA VALENTE PARRINI MALPEZZI MIRABELLI FERRARI COLLINA BINI CIRINNA' Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 10 luglio 2018, il sen. Parrini ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione con carattere d'urgenza (3-00065), indirizzata al Ministro della giustizia; in data 30 luglio 2018, il sen. Parrini ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione con carattere d'urgenza (3-00137), indirizzata al Ministro della giustizia; in data 30 luglio 2018, la sen. Valente ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione con carattere d'urgenza (3-00138), indirizzata al Ministro della giustizia; premesso inoltre che: secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa del 24 luglio 2018, il Ministro in indirizzo, al termine del Consiglio dei ministri dello stesso giorno, che ha approvato il decreto-legge recante disposizioni urgenti per la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative ("milleproroghe"), nel commentare la norma sulla proroga dell'entrata in vigore di alcune disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni, previste dal decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, avrebbe detto "Il picco del lavoro parlamentare sulle intercettazioni avveniva contestualmente a qualche scandalo che riguardava la politica. Possiamo dire che ogni volta che uno del Pd veniva ascoltato dai cittadini, il Pd tagliava la linea, le comunicazioni. L'intento era quello di evitare ai cittadini l'ascolto dei politici. La norma nella sua stesura finale era riuscita a mettere d'accordo sia tutti i magistrati che tutti gli avvocati, era insomma lesiva di tutti gli interessi in gioco. La norma che abbiamo bloccato, ripeto, ledeva tutti i diritti in gioco: la possibilità innanzitutto di portare avanti le indagini, dando alla polizia giudiziaria la possibilità di scegliere quali intercettazioni fossero rilevanti e quali no, un'attività che deve spettare al pm ma che in questo caso veniva tagliato fuori"; secondo quanto riportato da un'agenzia ANSA del 24 luglio, il Ministro avrebbe aggiunto: "Impediamo che venga messo il bavaglio all'informazione" perché "la riforma Orlando era stata scritta con l'intento di impedire ai cittadini di ascoltare le parole dei politici indagati"; secondo quanto riportato da un'altra agenzia ANSA dello stesso giorno, il Ministro avrebbe affermato che la riforma delle intercettazioni "era stata scritta per impedire ai cittadini di ascoltare le parole che i politici pronunciano con persone indagate, specie quando sono parole scomode e sconvenienti. Possiamo tranquillamente dire che ogni volta che qualcuno del Pd veniva ascoltato, c'era il Pd che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni. L'intento era quello di evitare ai cittadini di ascoltare i politici e si vede dal contenuto della norma"; a giudizio degli interroganti, probabilmente senza neanche rendersene conto, preso solo dalla volontà di screditare il Partito democratico, Bonafede ha pronunciato parole gravi e sconsiderate, lesive in primis del suo ruolo di Ministro della giustizia, nonché delle prerogative e dei compiti della magistratura e della polizia giudiziaria; non ci si può non chiedere di quali informazioni il Ministro in indirizzo sia in possesso per arrivare ad affermare che "ogni volta che qualcuno del Pd veniva ascoltato, c'era il Pd che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni", sulla base di quale legge dello Stato, con quali modalità e con quali finalità abbia ottenuto queste informazioni o se si tratti, come appare più probabile, di parole imprudenti e sconsiderate, non degne di chi riveste il ruolo di Ministro della giustizia; così come non ci si può non chiedere, fermo restando il diritto della libertà di stampa, sulla base di quale legge dello Stato il Ministro affermi il "diritto" dei cittadini di ascoltare le parole dei politici indagati, ignorando (o facendo finta di ignorare), in modo grossolano, le prerogative e i compiti della magistratura e della polizia giudiziaria, in palese dispregio del principio di indipendenza della magistratura; si è in presenza di un Ministro della giustizia che, nel suo delicato ruolo e non in quello di avversario politico, ha affermato che, al di là delle decisioni della magistratura, sussiste il diritto dei cittadini ad "ascoltare i politici" indipendentemente dalla rilevanza penale delle loro parole; si tratta di affermazioni sconcertanti estranee a quello che dovrebbe ancora essere uno Stato di diritto, che tutela le conversazioni private dei cittadini se queste ultime non hanno rilevanza penale, nella consapevolezza che, in una democrazia, un cittadino, anche se "politico", può ritenersi libero di parlare al telefono; il decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, prevede norme, oggetto della proroga, a tutela della riservatezza delle comunicazioni dei difensori e delle comunicazioni non penalmente rilevanti o contenenti dati sensibili, sulla procedura di selezione delle intercettazioni e di acquisizione del materiale intercettato al fascicolo delle indagini, al fine di disciplinarne le fasi in modo chiaro, sulla conservazione di tutti gli atti delle intercettazioni non acquisiti al fascicolo nell'archivio riservato, sull'uso delle intercettazioni nel procedimento cautelare, consentendo la riproduzione solo dei brani essenziali delle comunicazioni intercettate, che risultino necessari a sostenere la richiesta del pubblico ministero o a motivare la decisione del giudice, sull'acquisizione, da parte del pubblico ministero, al fascicolo delle indagini delle intercettazioni utilizzate per l'adozione di una misura cautelare e sulle intercettazioni tra presenti mediante immissione di captatori informatici elettronici portatili (i cosiddetti trojan ); queste sono, secondo il Ministro della giustizia, le misure che mettono "il bavaglio alla stampa"; più verosimilmente si tratta di misure a tutela dei cittadini introdotte nel rispetto dei principi fondamentali di un Paese civile e democratico e, al contempo, a tutela della ricerca della verità ad opera della magistratura; considerato inoltre che: in data 11 luglio 2018, in sede di comunicazioni sulle linee programmatiche del suo Dicastero alle Commissioni Giustizia della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il Ministro della giustizia ha reso dichiarazioni in merito al contrasto alla corruzione; alla Camera dei deputati il Ministro della giustizia ha affermato: "Il primo punto che voglio affrontare è quello della lotta alla corruzione. Il contrasto senza quartiere alla corruzione costituisce un architrave dell'azione del Governo e in particolare del ministero di cui ho la responsabilità. Il dilagare dei fenomeni corruttivi rappresenta storicamente, come dimostrato da corposa produzione di ricerche e di risultanze statistiche, uno dei limiti maggiori che grava sulla qualità complessiva del sistema Paese italiano, drenando risorse alle componenti sane del sistema economico e produttivo, riducendo gli spazi di libera concorrenza per le imprese virtuose, compromettendo il fisiologico funzionamento della pubblica amministrazione e mortificando, in tal modo, le legittime aspirazioni dei cittadini onesti. Combattere questa vera e propria piaga sociale è un imperativo etico e una necessità strategica per incrementare la possibilità di intraprendere un percorso di crescita economica, sociale e culturale duratura nel tempo e tangibile nei suoi effetti sulla società"; gli interroganti non possono non chiedere al Ministro della giustizia quale credibilità possono avere le sue parole e, di conseguenza, l'operato del suo Ministero, a seguito dei gravi fatti, riportati nell'interrogazione 3-00107, riguardanti il suo rapporto con l'avvocato Lanzalone; si ricorda, infatti, che in data 19 giugno 2018, intervistato nel corso del programma televisivo "Otto e mezzo", il Ministro in indirizzo ha ammesso di aver presentato, insieme all'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, l'avvocato Lanzalone a Virginia Raggi, circostanza corrispondente a quanto, secondo fonti di stampa non smentite, avrebbe dichiarato la stessa Virginia Raggi in un interrogatorio avvenuto presso la Procura della Repubblica di Roma, nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio dell'AS Roma; secondo quanto riportato da "Il Foglio" del 16 giugno 2018, il sindaco Raggi avrebbe affermato, nel corso del programma televisivo "Porta a Porta" del 14 giugno 2018, che "Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede all'epoca erano del gruppo enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto perché all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità"; secondo il suddetto quotidiano, il Ministro della giustizia indicò Lanzalone al sindaco Raggi come consulente per le questioni riguardanti il nuovo stadio dell'AS Roma; secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Sole 24-ore" del 16 giugno 2018, il sindaco Raggi chiese "un approfondimento sul concordato preventivo per alcune partecipate del Comune. Fraccaro e Bonafede mi suggerirono l'avvocato Lanzalone"; considerato inoltre che a parere degli interroganti è stato desolante dover ricordare al Ministro della giustizia, con l'interrogazione 3-00137, in merito alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il Ministro dell'interno, nonché segretario federale del partito Lega Nord, che uno dei suoi doveri è quello di tutelare il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico, oltre che l'onorabilità e la dignità della funzione giudiziaria, si chiede di sapere: di quali informazioni il Ministro della giustizia sia in possesso per affermare che "ogni volta che qualcuno del Pd veniva ascoltato, c'era il Pd che cercava di tagliare la linea e le comunicazioni", sulla base di quale legge dello Stato, con quali modalità e con quali finalità abbia ottenuto queste informazioni e se non ritenga doveroso, vista la gravità dei fatti riportati, informarne subito il Parlamento; se non ritenga che le sue affermazioni siano state gravemente lesive delle prerogative e dei compiti della magistratura e della polizia giudiziaria e che nel suo ruolo di Ministro della giustizia sia tenuto al rispetto e all'applicazione delle leggi vigenti; se, al fine di tutelare il ruolo istituzionale che ricopre, non ritenga necessario chiarire, in tempi brevi, la natura dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, in relazione ai fatti riportati in premessa e in ragione di quali valutazioni abbia ritenuto di indicare Lanzalone al sindaco Raggi quale consulente su questioni di rilevante importanza per l'amministrazione della Capitale; se, in relazione ai suddetti fatti e a tutela del prestigio e dell'integrità delle Istituzioni, il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso spiegare, altresì, se, dal giorno in cui è stato eletto alla Camera dei deputati, nella XVII Legislatura, ad oggi, siano intercorsi rapporti di natura professionale o di altro tipo, e in caso affermativo in cosa sono consistiti, tra lo studio legale dell'avvocato Luca Lanzalone e lo studio legale "Bonafede & Partners", attivo dal gennaio 2007 a Firenze e direttamente riferibile, secondo quanto riportato dal social network "Linkedin", ad Alfonso Bonafede; quali iniziative urgenti intenda altresì adottare al fine di rassicurare il Parlamento e l'intero Paese che, nonostante i fatti riportati in premessa minino, a giudizio degli interroganti, in modo grave la credibilità del suo Ministero, egli può ricoprire l'importante compito che è chiamato ad assolvere con onore e disciplina, nel massimo rispetto del prestigio dell'Istituzione che presiede. Atto n. 3-00154 PARENTE PITTELLA FEDELI ALFIERI GINETTI Ai Ministri per i beni e le attività culturali, del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: il 4 gennaio 2017 è stato pubblicato sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali e su quello del Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri il bando per la selezione per complessivi 1.050 volontari da impiegare in progetti in Italia; la selezione dei candidati è stata effettuata, ai sensi dell'art. 8 del decreto legislativo n. 77 del 2002, dal Ministero dei beni culturali, verificando per ciascun candidato la sussistenza dei requisiti previsti e provvedendo ad escludere i richiedenti che non ne fossero in possesso; considerato che: tra i settori di intervento nei quali si realizzano le finalità del servizio civile universale risulta la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese; i circa 1.050 volontari altamente specializzati nel settore culturale e nei settori connessi hanno dedicato ed investito un anno della propria vita nella tutela del nostro patrimonio culturale acquisendo ulteriori e specifiche competenze; secondo gli ultimi dati Eurostat diffusi a luglio 2018, la disoccupazione giovanile in Italia, al 32,6 per cento, raffrontata sul piano europeo, risulta migliore solamente al dato della Spagna; tenuto conto che: come previsto dal decreto legislativo n. 40 del 2017, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono definiti i criteri per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite dagli operatori volontari durante lo svolgimento del servizio civile universale, in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo; lo Stato, le Regioni e le Province autonome, nei limiti delle rispettive competenze, possono stipulare convenzioni con associazioni di imprese private, con associazioni di rappresentanza delle cooperative e con altri enti senza finalità di lucro, al fine di favorire il collocamento nel mercato del lavoro dei giovani che hanno svolto il servizio civile universale; ferme restando le riserve di posti previste dalla normativa vigente, ai fini della compilazione delle graduatorie di merito dei concorsi pubblici relativi all'accesso nelle carriere iniziali, le pubbliche amministrazioni possono prevedere nei relativi bandi, come titoli di preferenza, anche lo svolgimento del servizio civile universale completato senza demerito; dai dati forniti dal ministro Bonisoli l'11 luglio 2018 nel corso del question time alla Camera dei deputati, risulta una carenza attuale, rispetto alla dotazione organica prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 febbraio 2014 di organizzazione del Ministero di circa 3.000 unità, considerato inoltre che le cessazioni sono pari a circa 1.000 unità di personale per ciascun anno nel triennio 2018-2020, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo, per quanto di competenza, intendano intraprendere al fine di non disperdere la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite nel corso dei progetti di servizio civile nazionale svolti all'interno delle strutture del Ministero dei beni e delle attività culturali. Atto n. 3-00155 UNTERBERGER STEGER Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: stando ai dati Eurostat, l'Italia si riconferma agli ultimi posti in Europa nella classifica dei Paesi per tasso di occupazione delle donne, attestandosi al penultimo posto per il " gender gap ", con una differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile che sfiora il 20 per cento; i primi tre Paesi a livello europeo, cioè Svezia, Olanda e Danimarca, vantano ormai da anni, seppur per motivi differenti, un tasso molto elevato di partecipazione delle donne al lavoro, caratterizzato da una forte presenza femminile anche in ruoli di prestigio, mentre nei Paesi dell'Europa mediterranea, tra cui anche l'Italia, il tasso di occupazione femminile è rimasto, nel corso degli anni, sempre molto basso ed è tuttora pari a poco più del 50 per cento, ben distante anche dalla Germania, oltre che dalla Svezia e dalla Danimarca, tutte oltre il 70 per cento; la drammaticità della situazione italiana, il cui apice si riscontra al Sud, dove la maggior parte delle donne è fuori dal mercato del lavoro, è ulteriormente peggiorata dal fatto che, mentre negli altri Paesi europei alcune forme di flessibilità del lavoro, quali ad esempio il part-time , sono molto gettonate per il genere femminile e contribuiscono ad evitare un incremento del tasso di disoccupazione, in Italia invece l'accesso al part-time è molto limitato, non essendovi alcuna garanzia a livello normativo che favorisca le donne con figli piccoli, con conseguente scelta obbligata di licenziamento; l'Italia continua a stentare, altresì, sul numero di donne laureate, con una percentuale del 19 per cento rispetto al 34 per cento della Francia e al 42 per cento della Svezia, e sul tasso di fertilità, con 1,34 figli per donna, rispetto all'1,92 della Francia e all'1,85 della Svezia; per le donne risulta sempre più difficile riuscire a conciliare lavoro e maternità, con conseguente naturale diminuzione del tasso di natalità, e sarebbe, pertanto, necessario porre in essere delle misure volte a rimuovere tutti gli ostacoli che disincentivano le donne dal cercare un lavoro, distribuendo in maniera più equa l'impegno familiare tra uomo e donna; purtroppo, nel contratto di governo M5S-Lega, le donne sono menzionate come gli unici soggetti responsabili dell'oggetto di conciliazione dei tempi da dedicare alla famiglia e al lavoro; molte delle misure introdotte dai precedenti Governi a sostegno delle madri che lavorano sono in scadenza: se non rinnovato con un intervento legislativo e un rifinanziamento ad hoc , scomparirà il " voucher baby sitter ", per le donne che decidono di rientrare a lavoro, rinunciando al congedo parentale, nonché il congedo di paternità obbligatorio, anch'esso in scadenza a fine 2018, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia consapevole della problematicità dei dati relativi all'occupazione femminile in Italia e al " gender gap " e quali provvedimenti intenda adottare, al fine di ridurre il divario esistente con gli altri Paesi europei, valorizzando il talento femminile, favorendone l'alta formazione e introducendo nuove e apposite misure a sostegno delle madri che lavorano o, quantomeno, se intenda garantire il rifinanziamento di quelle già introdotte dai precedenti Governi. Atto n. 3-00156 LUPO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la vicenda dell'aereo di Stato Airbus A340-500 è tornata al centro dell'attualità politica, anche rispetto alla genesi del contratto perfezionato durante il Governo Renzi; risulta che Alitalia sia una parte chiamata in causa, e appare inquietante che una compagnia aerea privata sia stata utilizzata dallo Stato per la stipula di tale contratto; sarebbe risultato a suo tempo impossibile procedere alla risoluzione del vincolo contrattuale, si chiede di sapere: quale iter procedurale abbia seguito l'attuale Governo per la cessazione degli effetti del rapporto contrattuale; se risultino clausole negoziali che prevedono un'opzione di acquisto del velivolo, e a quale prezzo, e se lo stesso velivolo risulti aver operato tratte solo raramente; se risulti chi abbia voluto e individuato il velivolo e se vi siano state deleghe da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri pro tempore ; chi abbia sottoscritto il suddetto contratto; quale sia il valore del velivolo e il costo complessivo in termini di oneri diretti e indiretti connessi alla stipula contrattuale. Atto n. 3-00157 MALAN FLORIS TOFFANIN CARBONE DE POLI MALLEGNI PICHETTO FRATIN FANTETTI DAMIANI SACCONE FERRO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro Luigi Di Maio, intervistato nei giorni scorsi nel corso della trasmissione "Omnibus", ha preannunciato l'avvio del reddito cittadinanza con la prossima legge di bilancio e che il Governo presenterà le proprie istanze all'Europa spiegando che "vogliamo le stesse possibilità degli altri paesi europei", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo possa confermare quanto anticipato nei giorni scorsi; se non ritenga di specificare nel dettaglio le misure che intende adottare e se non ritenga di indicare le risorse necessarie e le modalità di recupero delle stesse; se e quali misure intenda adottare per prevenire eventuali abusi. Atto n. 3-00159 RAUTI BALBONI BERTACCO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA RUSPANDINI URSO Al Ministro della difesa Premesso che: la legge n. 125 del 2008, e successive modificazioni e integrazioni, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 92 del 2008, recante "Misure urgenti in materia di pubblica sicurezza", ha messo a disposizione dei prefetti delle Province comprendenti aree metropolitane o ad alta densità di popolazione un contingente delle forze armate, al fine di vigilare su siti sensibili, nonché di coadiuvare le forze di polizia nel pattugliamento delle città interessate; l'operazione "Strade sicure" svolge un'attività di prevenzione e di contrasto alla criminalità e di deterrenza alla minaccia terroristica; durante l'anno 2017 si è registrato un impiego di circa 7.000 unità dell'Esercito articolate su 13 comandi di raggruppamento per un totale di 53 piazze provinciali, di 287 siti vigilati, 165 itinerari pattugliati e 18 centri di accoglienza presieduti; dall'inizio dell'operazione, il contingente ha contribuito alla prevenzione degli episodi di criminalità, garantendo la sicurezza della popolazione, con l'arresto di oltre 15.500 persone, l'identificazione di quasi 2.930.000 individui, e finanche col sequestro di oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti; considerato che: a tale contingente devono essere garantite idonee condizioni di lavoro e sistemazione ai sensi dell'art. 3, comma 4, della legge n. 86 del 2001 il quale dispone che il personale possa essere impegnato fino ad un massimo di 120 giorni all'anno e per non più di 12 ore giornaliere, salvo il verificarsi di comprovate ed inderogabili esigenze di carattere operativo e che devono essere garantiti al personale il recupero delle energie psicofisiche e comunque la fruizione di adeguati turni di riposo; il servizio connesso all'operazione risulta articolato su turni di 6 ore continuative, a cui vanno ad aggiungersi gli spostamenti da e per l'obiettivo assegnato, con tempi decisamente più lunghi rispetto ai normali servizi di guardia svolti nelle caserme, generalmente della durata massima di 2 ore; l'articolazione ordinaria dell'orario di lavoro garantisce un equilibrio psicofisico del personale impiegato, evitando l'incidenza di naturali e fisiologici cali di attenzione e, comunque, le norme istitutive dell'operazione "Strade sicure" non autorizzano alcuna deroga all'ordinario orario di servizio; ritenuto che, pur non essendo intenzione degli interroganti attribuire alcuna responsabilità all'organizzazione delle forze armate, alla luce del fatto che da dicembre 2017 ad oggi sono 3 i militari impegnati nell'operazione che si sono tolti la vita e che 150 militari hanno ufficialmente rivelato, tramite i loro avvocati, di essere provati fisicamente e psicologicamente dalle condizioni di lavoro e talvolta dai doppi turni dovuti alla carenza di organico, si ritiene necessario approfondire il tema del benessere psicofisico del personale assegnato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se gli alloggi assegnati al personale siano idonei a garantirne il benessere psicofisico; se l'equipaggiamento e le dotazioni di servizio siano adeguate ai compiti assegnati; se l'articolazione dei turni di servizio rispetti il limite delle 36 ore settimanali contrattualmente previste e se le indennità retributive previste per la partecipazione all'operazione vengano tempestivamente corrisposte; se ritenga adeguato l'equipaggiamento fornito (arma lunga e mezzi Lince) mutuato dall'impiego in teatro operativo e non adeguato all'impiego in contesto urbano. Atto n. 3-00160 D'ALFONSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con la legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ai commi 1106-1109 dell'art. 1 si è istituito un fondo di ristoro finanziario con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018-2021 per l'erogazione di misure di ristoro in favore di risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico della finanza (decreto legislativo n. 58 del 1998, e successive modificazioni e integrazioni) in riferimento alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa; a tali risorse, senza nessuna distinzione tra obbligazionisti e azionisti, secondo quanto disposto, potranno accedere i risparmiatori delle ex banche popolari venete (Veneto banca e Popolare di Vicenza) e delle 4 banche poste in liquidazione (Cassa di risparmio della Provincia di Chieti SpA, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara SpA e Banca Marche); considerato che: con il comma 1107 si è stabilito che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovevano essere fissati i requisiti, le modalità e le condizioni necessarie all'attuazione di quanto disposto dai commi 1106, 1107, 1108 e 1109; altresì, da fonti giornalistiche si apprende che il Governo abbia intenzione di frenare l' iter di avvio del fondo pro risparmiatori, non adottando i decreti attuativi già pronti e messi a punto dal sottosegretario per l'economia pro tempore Pier Paolo Baretta, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi, in tempi brevi, per l'adozione dei decreti attuativi necessari per dare garanzie di risarcimento ai risparmiatori, azionisti e obbligazionisti delle banche citate, danneggiati dalla vendita di titoli rischiosi, e quali siano le reali cause di ritardo del piano esecutivo di riparto, dei criteri, delle modalità di erogazione e delle entità dei rimborsi del fondo di ristoro finanziario; se abbia fornito l'indirizzo politico-strategico al direttore del Dipartimento ministeriale preposto per il seguito di competenza; se intenda fare quanto di propria competenza per aumentare la dotazione finanziaria del fondo, in modo da consentire ad una maggior platea di risparmiatori l'accesso all'indennizzo. Atto n. 3-00161 FERRAZZI BELLANOVA PATRIARCA CUCCA PITTELLA FARAONE MARGIOTTA PARRINI VATTUONE ALFIERI D'ALFONSO SUDANO ASTORRE FEDELI GRIMANI MALPEZZI MAGORNO COLLINA BITI SBROLLINI BOLDRINI VALENTE D'ARIENZO MANCA GARAVINI PINOTTI GINETTI GIACOBBE STEFANO COMINCINI ROJC Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che si apprende dalle dichiarazioni rilasciate per mezzo stampa dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Luigi Di Maio, martedì 24 luglio 2018, della volontà di avviare un procedimento amministrativo finalizzato all'eventuale annullamento in autotutela del decreto del 5 giugno 2017 di aggiudicazione della gara Ilva; considerato che: a seguito di quelle dichiarazioni, nella giornata di mercoledì 25 luglio, si è tenuto un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico con la delegazione guidata da ArcelorMittal; successivamente il Ministro ha dichiarato di aver ricevuto una proposta "migliorativa" sul piano ambientale, ma contestualmente ha anche dichiarato che "parallelamente va avanti la procedura di accertamento della gara"; tali dichiarazioni denotano l'incertezza sul futuro del più grande gruppo siderurgico europeo, alla luce dei messaggi contraddittori in proposito emersi nelle dichiarazioni dei rappresentanti del Governo e della maggioranza, con il rischio di compromettere la necessità e l'urgenza di realizzare gli interventi di risanamento ambientale e di ammodernamento degli impianti già previsti dal vigente accordo tra Governo, parti sociali, la società acquirente e l'amministrazione straordinaria; l'incertezza sta rallentando gli interventi ambientali, azzerando ogni manutenzione, e rendendo sempre più insicuro l'impianto; l'Ilva perde oggi circa 30 milioni di euro al mese e i 900 milioni di euro pubblici sin qui stanziati sono quasi terminati. Inoltre, la gestione commissariale è costretta a posticipare al massimo i pagamenti ai fornitori potendo contare solo su un residuo di fondi che il Ministro pro tempore Calenda aveva lasciato come ultima riserva di emergenza disponibile; l'eventuale chiusura dell'Ilva potrebbe costare oltre 3,4 miliardi di euro e dato che l'azienda è in amministrazione straordinaria e la massa dei debiti da ristorare ammonterebbe, secondo le prime stime, a 2,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungerebbero altri 900 milioni riconducibili al prestito ricevuto dal Governo durante gli anni passati. Altri costi, non immediatamente quantificabili, sarebbero legati al finanziamento degli eventuali ammortizzatori per i 14.000 lavoratori e all'avvio delle bonifiche; rilevato che: l'accordo prevede un impegno di spesa da 2,4 miliardi di euro dal 2018 al 2024, di cui 1,15 miliardi per l'ambiente e 1,27 in investimenti industriali; in particolare, si prevede la sistemazione delle aree di stoccaggio delle materie prime e secondarie, con lavori da condurre fra il 2018 e il 2021, che dovrebbe costare 375 milioni di euro per la copertura dei "parchi minerali", i quali nei giorni di vento riversano le polveri di minerale nei territori circostanti, in particolar modo nell'area del quartiere Tamburi di Taranto e nella zona del comune di Statte; le linee di preparazione e trattamento delle materie prime, come la chiusura dei nastri trasportatori entro tubi colossali e gli interventi agli edifici in cui le materie prime vengono preparate all'utilizzo, costeranno 128 milioni di euro; l'investimento stimato per ammodernare le cokerie, ammodernando le linee dalla 7 alla 12 e smantellando le batterie più vecchie, prevede altri 226 milioni; la riduzione delle cosiddette fumate rosse dagli altiforni sarà ottenuta con l'intervento di risorse notevoli, come i 65 milioni di euro per l'altoforno numero 5; la maggiore attenzione alla gestione dei rifiuti e dei residui per un investimento di 90 milioni e di altri 65 milioni per investimenti sull'impianto antincendio; la depurazione dell'acqua piovana, che oggi penetra nel terreno portando con sé l'acqua contaminata, che invece deve essere intercettata e depurata, per una spesa prevista di 100 milioni di euro; gran parte degli interventi potrebbero essere compiuti entro il 2020, come le coperture dei parchi o gli interventi alle principali batterie di cokefazione; in ambito industriale circa 912 milioni di euro sono previsti nel potenziare le attività primarie dello stabilimento, che raggiungerà volumi di prodotti finiti pari a 8,5 milioni di tonnellate nel 2020 e di 9,5 milioni di tonnellate nel 2023. Per il finissaggio dei prodotti è prevista una spesa di altri 64 milioni di euro; sempre in ambito industriale, non vanno dimenticati gli investimenti importanti anche nelle altre sedi del gruppo, come a Genova (123 milioni), a Novi (74 milioni) e nelle succursali (84 milioni) per una spesa complessiva di 1.257 milioni di euro; infine, non va dimenticato che l'area di crisi di Taranto necessita di un lavoro di bonifica ambientale che si estende su oltre 500 chilometri quadrati. Tra gli interventi prioritari ci sono anche la rimozione dei rifiuti radioattivi pericolosi del deposito ex Cemerad di Statte, attesa da 25 anni e iniziata nel maggio 2017; la riqualificazione e la bonifica dell'area relativa al quartiere Tamburi e della zona del comune di Statte; la riqualificazione del primo seno del mar Piccolo che ha l'obiettivo di restituire a Taranto il suo nucleo fondativo e di consentire il ripristino degli allevamenti di mitilicoltura, oggi relegati solo al secondo seno; il tutto in una chiave di sviluppo e di rigenerazione ambientale sostenibile, si chiede di sapere: quali iniziative il Governo intenda adottare per porre fine alla costante incertezza sul futuro dell'Ilva, che già ha generato ritardi e il blocco di alcuni lavori importanti come la copertura dei parchi minerali; se sia consapevole della necessità di un piano di sviluppo ambientale integrato che si rivolga non solo all'impianto siderurgico, ma anche a tutto il territorio circostante, che era già stato avviato durante la XVII Legislatura e che oggi sta subendo dei ritardi a causa dell'incertezza sulle reali intenzioni governative; quale sia la reale entità di fondi che sono rimasti in capo alla gestione commissariale e se questi siano sufficienti a portare avanti le attività di risanamento che sono ormai improrogabili; se l'avvio del procedimento amministrativo finalizzato all'eventuale annullamento in autotutela del decreto del 5 giugno 2017 di aggiudicazione della gara Ilva, che prevede un termine di durata di 30 giorni, è compatibile con la disponibilità di fondi che sono rimasti in capo alla gestione commissariale; se intenda rendere noto il termine ultimo del regime di gestione commissariale in base ad una stima dei costi giornalieri e dell'entità di fondi residui in capo alla stessa, o se intenda stanziare ulteriori risorse pubbliche, oltre a quelle già stanziate dal precedente Governo, al fine di evitare la chiusura dell'impianto e di procedere al risanamento ambientale. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00144 FAZZOLARI BALBONI DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI BERTACCO Al Ministro dell'interno Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: nel nostro Paese risulta fortemente consolidata la presenza di gruppi criminali nigeriani e del centro Africa; tra le organizzazioni criminali di matrice africana, quella nigeriana è sicuramente la più pervasiva: essa, infatti, è formata da diverse cellule criminali indipendenti e con strutture operative differenziate, ma interconnesse, dislocate in Italia e in altri Paesi europei ed extraeuropei; il gruppo più forte e pericoloso radicato nel nostro Paese è quello denominato "Black axe", il cui vincolo associativo è caratterizzato da una forte componente mistico-religiosa; si tratta di un sodalizio criminale nato a Benin City negli anni '70 e poi gradualmente diffusosi in tutto il mondo: in Italia risulta attivo per lo più a Torino, Novara, Alessandria, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Palermo; già nel 2016 la Direzione investigativa antimafia (DIA), nella sua relazione periodica al Parlamento, aveva evidenziato che quella nigeriana rappresenta la mafia straniera più feroce e strutturata in Italia; l'ultima relazione, relativa al 2017, conferma la presenza di comunità di cittadini nigeriani, tra i quali numerosi irregolari, su buona parte del territorio nazionale; le attività investigative condotte dalle forze di polizia in questi anni hanno evidenziato come tali organizzazioni abbiano assunto la conformazione di vere e proprie associazioni per delinquere, caratterizzate da modus operandi tipicamente mafiosi e da comportamenti particolarmente aggressivi finalizzati al perseguimento dei propri interessi, anche economici; tali sodalizi risultano attivi soprattutto nel traffico e nello spaccio di stupefacenti, nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, nella tratta di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione (anche minorile); considerato che: a lanciare un serio allarme era stata già un anno fa la stampa estera: il "Time" aveva scritto: "Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano"; a parlare di gang criminali nigeriane e centrafricane attive in Italia era stato, altresì, il quotidiano "The Guardian"; secondo la stampa inglese il territorio italiano sarebbe, dunque, a forte rischio di "tribalizzazione territoriale", nel senso che le bande di migranti potrebbero appropriarsi di aree e difenderle come usano fare nelle zone del centro Africa, già attraversate da guerre civili e atavici conflitti tribali; queste organizzazioni molto gerarchiche, con capi presenti in molte città, potrebbero armare i centri d'accoglienza, e coloro che vivono nei palazzi occupati, per fronteggiare le forze dell'ordine in eventuali focolai di guerriglia urbana; il fenomeno, particolarmente preoccupante sotto il profilo dell'ordine pubblico, non va assolutamente sottovalutato soprattutto alla luce dell'acuirsi degli eventi criminosi, si chiede di sapere quali iniziative urgenti di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per fronteggiare efficacemente l'emergenza e arginare, così, i gravi rischi connessi al diffondersi delle organizzazioni criminali nigeriane. Atto n. 3-00158 SICLARI Al Ministro della salute Premesso che: la notizia diramata dal "Corriere della Calabria" e ripresa da tutti gli organi di stampa locali e nazionali ha dato conto di come al grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria manchino i gessi ed i pazienti vengano medicati con pezzi di cartone, nonostante si tratti di un DEA (dipartimento d'emergenza e accettazione di secondo livello); a giudizio dell'interrogante non si tratta di un caso isolato di malasanità, anzi il personale medico e paramedico fa del suo meglio, quanto piuttosto di una situazione imbarazzante e inverosimile, considerati i numerosi disservizi che da tempo si registrano nel nosocomio; il reparto ortopedia dell'ospedale, così come molte altre unità operative, è diventato il principale punto di riferimento della provincia, a causa dello smantellamento del reparto dell'ospedale di Melito di Porto Salvo, dell'operatività a singhiozzo di quello di Locri e dell'esiguità dei posti letto disponibili a Polistena; il giorno successivo all'inquietante notizia, l'interrogante ha chiesto, durante l'Ufficio di Presidenza della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) svoltosi alle ore 8.30, di convocare il commissario Scura ed il direttore generale dell'ospedale dottor Benedetto per riferire della situazione e la richiesta è stata accolta dal Presidente che li ha convocati in audizione; tutti le strutture pubbliche calabresi, purtroppo, sono carenti sotto tutti i punti di vista e si reggono solo grazie all'abnegazione del personale medico e paramedico che, pur in strutture il più delle volte fatiscenti e dotate di mezzi estremamente ridotti, riesce a garantire l'assistenza sanitaria; un caso identico a quello verificatosi nell'ospedale reggino era accaduto all'ospedale di Soveria Mannelli (Catanzaro); tutte le strutture sanitarie pubbliche calabresi sono al collasso e la politica di tagli operata dalla gestione commissariale ha determinato la chiusura di decine di reparti (da ultimo il reparto di ortopedia chiuso a Soverato), la scarsa funzionalità di molti presidi ospedalieri (solo in provincia di Reggio Calabria si pensi alla situazione degli ospedali di Locri, Polistena, Scilla e Melito di Porto Salvo scarsamente operativi o molto al di sotto delle potenzialità di ricettività); la situazione costituisce, a parere dell'interrogante, una palese violazione del diritto alla tutela della salute sancito dalla Carta costituzionale; infatti la Calabria, assieme alla Campania, anche a seguito del monitoraggio per l'anno 2016, risulta essere una Regione "inadempiente" nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), cioè di quei servizi e prestazioni che devono essere garantiti in modo uniforme, sull'intero territorio nazionale, e elencati proprio per evitare che il federalismo sanitario porti a diritti per i cittadini diversi a seconda della Regione. Il punteggio minimo previsto è 160 e la Calabria ha raggiunto solo i 144 punti. Ad aggravare la situazione concorre il declassamento della Regione Calabria rispetto all'anno precedente di ben 3 punti nel confronto con la Sicilia, il Molise e la Puglia che nel 2015 erano considerate Regioni "inadempienti" e nel 2016 sono tutte diventate "adempienti" con punteggi pari rispettivamente a 163, 164, 169. È quanto emerge dai dati provvisori del monitoraggio LEA 2016 del Ministero della salute, contenuti nel rapporto di coordinamento di finanza pubblica 2018 della Corte dei conti; il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di "Cittadinanzattiva", Tonino Aceti, ha dichiarato che "Se da una parte la riduzione da cinque a due delle Regioni considerate inadempienti rappresenta una buona notizia per i cittadini, dall'altra ci preoccupa il dato della Campania e ancora di più quello in calo della Calabria. Dai Piani di rientro dal debito sanitario è necessario passare sempre di più a Piani di rientro nei diritti dei cittadini in tutte le Regioni. Non più solo equilibrio di bilancio ma soprattutto servizi accessibili, sicuri e di qualità in tutto il Paese", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; se intenda decretare la fine del commissariamento per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo del servizio sanitario della Regione Calabria; quali altre iniziative intenda adottare a tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi; quali azioni intenda promuovere per evitare il ripetersi di disservizi gravi ed inaccettabili quali quelli descritti. Atto n. 3-00162 CROATTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: con decreto n. 323 del 28 novembre 2017 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stata verificata la compatibilità ambientale del progetto "Bianca & Luisella", promosso dalla ENI SpA, per l'installazione di una piattaforma adibita alla produzione di gas, la perforazione e la messa in produzione di 8 nuovi pozzi e l'installazione di 3 condotte sottomarine per il trasporto del gas dalla piattaforma Bianca-Luisella all'esistente piattaforma Brenda, da realizzarsi nell'area di coltivazione di idrocarburi A.C12.AG sita nel mare Adriatico centro-settentrionale; la concessione di coltivazione di idrocarburi A.C12.AG, vigente dal 1979 e con scadenza trentennale, è stata prorogata nel 2009 per anni 10, portando la scadenza del titolo al 2019, momento in cui devono essere realizzate le operazioni finali di ripristino ambientale; considerato che, a parere dell'interrogante: il progetto di sviluppo "Bianca & Luisella" prevede lo sfruttamento delle riserve per un ulteriore periodo di 11 anni: si andrebbe a prorogare ulteriormente la scadenza del titolo, variando gli originari termini della concessione e autorizzando di fatto un nuovo titolo minerario, senza che siano eseguite le procedure necessarie per il rilascio di una nuova concessione; l'area della concessione di coltivazione interessa la fascia di tutela delle 12 miglia marine in violazione dell'art. 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Più in particolare, è necessario interpretare la norma richiamata nella parte in cui dispone che "i titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento", per comprendere se il complesso intervento voluto dalla ENI rientri, o meno, nella disposizione transitoria. Ebbene, l'interpretazione della disposizione nell'attuale formulazione induce a ritenere (similmente a quanto aveva fatto il Consiglio di Stato in sede consultiva, sez. II, con il proprio parere n. 282 del 20 gennaio 2012 sull'affare n. 123/2011) che non ricadano nel divieto quelle sole attività che non comportino una modifica sostanziale del titolo abilitativo. Invece, se al titolare di una concessione di coltivazione nell'area di divieto è data la possibilità di modificare il programma dei lavori per aprire un nuovo pozzo, si finisce di fatto per autorizzare una nuova attività e, quindi, per approvare implicitamente un nuovo titolo minerario, pur sotto le mentite spoglie di una modifica del precedente. Proprio il medesimo ragionamento è stato posto alla base del parere del Consiglio di Stato richiamato, che, pronunciandosi sull'interpretazione dell'originaria formulazione dello stesso art. 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (come introdotto dal decreto legislativo n. 128 del 2010), ha rilevato che "devono (…) ritenersi esorbitanti dalla misura di salvaguardia ricordata quelle iniziative che si risolvono nell'esistenza di un nuovo titolo abilitativo o, comunque, in una modifica del titolo abilitativo già esistente, e ciò perché, tali iniziative essendo volte a tali finalità, da una parte suppongono nuovi procedimenti, in quanto tali regolati dalla nuova disciplina, dall'altra non si muovono nell'ambito delle autorizzazioni già emanate all'atto dell'entrata in vigore della nuova normativa, ma ne suppongono la modifica ovvero il superamento con un nuovo titolo abilitativo". Ebbene, il Consiglio di Stato ha considerato proprio la modifica del programma dei lavori fra quelle ipotesi che devono ricadere nel divieto; il decreto n. 323 è stato inoltre emanato in palese violazione di legge e, in particolare, dell'art. 25 del decreto legislativo n. 152 del 2006, che, nella formulazione previgente e applicabile al caso, richiedeva che, nel caso dei progetti di competenza dello Stato, venisse acquisito il parere delle Regioni interessate. Ebbene, la regione Emilia-Romagna risulta del tutto pretermessa nel procedimento, mentre il parere regionale delle Marche effettivamente inoltrato è stato emesso da un organo non competente (il dirigente della posizione di funzione valutazioni ed autorizzazioni ambientali della Regione Marche, anziché la Giunta regionale); considerato inoltre che: nonostante l'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2007 preveda che, per le valutazioni di impatto ambientale di opere per le quali sia riconosciuto un concorrente interesse regionale, la commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS debba essere integrata da un componente designato dalle Regioni interessate, la Regione Emilia-Romagna (diversamente dalla Regione Marche) non è stata posta in condizione di esprimere il proprio rappresentante; nell'ambito del procedimento che ha condotto all'emissione del provvedimento impugnato risulta pretermessa l'autorizzazione integrata ambientale, nonostante l'art. 6, comma 13, del decreto legislativo n. 152 del 2006 ne preveda espressamente la necessità per opere come quelle che sono state assentite nel decreto n. 323 del 28 novembre 2017; non è stata effettuata la revisione dell'autorizzazione integrata ambientale della centrale gas di Fano (Pesaro e Urbino), nonostante il chiaro disposto dell'art. 29- octies del decreto legislativo n. 152 del 2006 e il superamento di alcuni valori soglia; la capacità estrattiva del sito risulta assolutamente irrilevante rispetto al fabbisogno nazionale, contribuendo soltanto per lo 0,0000396 per cento; di converso, ciò va posto in contrapposizione con gli interessi pubblici prevalenti dell'area in considerazione quali la tutela dell'ambiente, del turismo, della fauna marina e della pesca che rappresentano i settori trainanti dell'economia locale; l'impatto di tale progetto potrebbe influire sull'ambiente e sull'economia dell'area proprio in considerazione del fatto che il settore trainante della comunità è rappresentato dal turismo e che quindi anche il minimo incidente potrebbe avere ripercussioni deleterie sul settore; è stato presentato ricorso dinanzi al TAR del Lazio dal Comune di Cattolica (Rimini) per l'annullamento del decreto n. 323, nel quale sono intervenuti ad adiuvandum numerosi Comuni interessati, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda provvedere al riesame delle procedure di compatibilità ambientale citate nell'interesse primario dell'ambiente e del turismo, fonte di sostentamento principale per i territori coinvolti; se intenda prendere in considerazione le osservazioni riportate al fine di tutelare e salvaguardare il territorio, i cittadini e l'ambiente anziché l'esclusiva soddisfazione di un interesse privato. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00448 CARBONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Comune di Giugliano (Napoli), nel 2013, è stato sciolto per infiltrazioni e condizionamento da parte della criminalità organizzata ed è stato amministrato dal 2013 al 2015 da una commissione straordinaria, che durante la gestione ebbe ad assumere nei settori strategici dell'ente (lavori pubblici, urbanistica e Polizia municipale) dirigenti a tempo indeterminato, essendo tra le varie motivazioni dell'atto di scioglimento coinvolti proprio i settori menzionati; l'amministrazione comunale, insediatasi nel 2015, su proposta del sindaco Antonio Poziello, con una totale inversione di azione, ha sostituito, proprio nei settori più a rischio, tutti i dirigenti vincitori di concorso a tempo indeterminato creando microsettori (cimitero, manutenzioni e anagrafe) in cui collocare gli stessi, incaricando nuovi professionisti, con qualifica D o addirittura C a contratto nei settori strategici; a causa dell'esautorazione dei dirigenti di ruolo, assunti dalla commissione straordinaria, prima dall'area urbanistica e poi dall'area lavori pubblici e Polizia municipale, è stato costituito di fatto un ufficio tecnico ed un comando Polizia municipale di nomina politica mediante individuazione intuitu personae da parte del sindaco dei vari responsabili; l'individuazione del dirigente dell'area urbanistica è caduta per ben due volte sulla stessa persona; risulta che l'amministrazione comunale di Giugliano abbia provveduto allo spostamento di ruolo del personale dirigente a fronte del rifiuto di adottare atti in difformità da quelli dovuti e previsti per legge; tale comportamento espone a parere dell'interrogante l'amministrazione a conseguenze di esposti e segnalazioni da parte dei dipendenti all'autorità giudiziaria, come già avvenuto in alcuni casi; risulterebbero, altresì, diverse condotte nel settore dell'urbanistica, adottate dopo il sequestro operato dalla Polizia municipale, anche di concerto con le forze dell'ordine, che hanno prodotto provvedimenti divergenti ovvero in sanatoria, che hanno di fatto vanificato l'azione della Polizia locale e comportato il dissequestro delle opere. Risulta, altresì, che talune opere sono state realizzate da soggetti legati alla criminalità organizzata; a parere dell'interrogante andrebbe esaminata anche la gestione poco limpida delle gare d'appalto per beni e servizi in alcuni settori e la totale inerzia dell'amministrazione che ha comportato per tutto il 2017 il ricorso a proroghe; da fonti pervenute all'interrogante risulterebbe che un dirigente a contratto, con decreti sindacali a tempo e specifici, è individuato di fatto come colui cui affidare le procedure di gara. In particolare, dovendosi espletare la gara sul trasporto pubblico locale, il servizio trasporti viene sottratto al settore di appartenenza (lavori pubblici diretto da dirigente di ruolo) per transitare nel settore politiche sociali e una volta espletata la gara è successivamente trasferito ad altro settore; la situazione riscontrata si rileverebbe anche per la gestione del Suap (Sportello unico per le attività produttive) ed ora per la Polizia municipale, in capo allo stesso dirigente. Sembrerebbe, infatti, che sanzioni amministrative comminate dalla sezione commerciale della Polizia municipale siano state annullate dal dirigente del Suap e che la prassi si ripeta ora che lo stesso è stato nominato dirigente della Polizia municipale; risulta inoltre che spazi comunali sarebbero stati concessi a ditta privata senza evidenza pubblica e per di più consentendo ad essa di percepire introiti pubblicitari; ulteriore questione che, a parere dell'interrogante, pone in risalto la palese illegittimità dell'attività dell'amministrazione comunale di Giugliano è riferibile alla perdurante violazione degli ordini dell'autorità giudiziaria; i consiglieri di minoranza hanno richiesto l'indizione di un referendum consultivo per la realizzazione di un eco villaggio da destinare alla popolazione rom. Il segretario generale del Comune di Giugliano, già segretario del Comune di Castellammare di Stabia, quando il sindaco Poziello rivestiva in quel Comune la carica di assessore, con nota n. 0078847 del 27 ottobre 2016 esprimeva un parere di inammissibilità del referendum di fatto arrestando l' iter procedurale, con avallo della Prefettura di Napoli; il Tar Campania adito con ordinanza n. 3795/2017 avrebbe stigmatizzato il comportamento del segretario generale, ricordando che "spetta al segretario generale un mero controllo di legalità e di regolarità formale della procedura, mentre è prerogativa del consiglio comunale ogni valutazione o decisione sull'ammissibilità e sul merito della consultazione referendaria"; l'amministrazione comunale non ha dato esecuzione alla sentenza TAR Campania ed ha appellato la sentenza. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 7704/2017, ha ribadito quanto già evidenziato dal TAR, ma ancora una volta il sindaco Poziello non ha dato esecuzione alla sentenza, nella totale inerzia della Prefettura di Napoli; il dirigente rimosso dall'incarico di comandante della Polizia municipale ha proposto ricorso al TAR Campania avverso la delibera con cui, in spregio della legge nazionale, regionale ed ai regolamenti comunali, veniva riorganizzato l'assetto dell'ente al solo scopo di rimuovere i dirigenti di ruolo; il TAR con ordinanza n. 461/2018, ravvisando il fumus boni iuris ed il periculum in mora rappresentati dalla palese violazione di norme di legge, sospendeva con effetto immediato la delibera impugnata; l'ordinanza è divenuta definitiva, in quanto il sindaco di Giugliano, prima ricorreva al Consiglio di Stato avverso l'ordinanza del TAR per poi, vista la palese inconsistenza del ricorso stesso, rinunciare al ricorso (ordinanza del Consiglio di Stato pubblicata il 20 luglio 2018); il sindaco Poziello ad oggi ancora non ha ottemperato all'ordinanza ed emanava ben due decreti, con cui, ignorando l'ordine dell'autorità giudiziaria, confermava la situazione pregressa. In particolare, paralizzando di fatto l'attività amministrativa, lasciava per ben 13 giorni i dirigenti privi di legittimazione per poi emanare un decreto di conferimento incarico retroattivo; ad aggravare la situazione vi è il condizionamento della criminalità organizzata, palesemente evidenziato dai fatti riportati dalla stampa: il 7 novembre 2017 un consigliere comunale di maggioranza viene indagato a piede libero dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, in quanto indicato dalla Direzione distrettuale antimafia come legato al clan Mallardo e come colui che "sorvegliava per conto del clan tutto quello che accadeva in consiglio comunale dagli appalti alle lottizzazioni". Nella stessa indagine restava coinvolto e tratto in arresto il nipote di questi, dipendente del Comune e cognato del capo clan Francesco Mallardo; più di recente, nel mese di luglio 2018, un imponente cantiere che prevedeva la costruzione di un supermercato a marchio nazionale è stato sequestrato perché in via di realizzazione su di un'area adibita dallo strumento urbanistico a servizi pubblici e non di commercio privato; tali circostanze sarebbero state rappresentate al prefetto, dalla Procura, dai dirigenti, dall'associazione nazionale comandanti della Polizia municipale e dai parlamentari nazionali e regionali, che hanno inteso attivare la via istituzionalmente preposta al controllo della permeabilità criminale negli enti locali; ciò che è emerso con chiarezza assoluta è che non sarebbero state attivate le procedure di verifica previste a carico della Prefettura di Napoli; il prefetto di Napoli si sarebbe limitato a richiedere all'amministrazione comunale di Giugliano informazioni su quanto evidenziato dalla Procura di Napoli nord su questioni che, da sole, indicano lo stato di permeabilità della gestione amministrativa del Comune di Giugliano, tralasciando di attivare le procedure per accertare se i fatti riportati con dovizia di particolari e riscontri corrispondano al vero e, conseguentemente, avviare le procedure per il ripristino della legalità; ad avviso dell'interrogante ancor più grave è il fatto che il prefetto, con la citata missiva, abbia informato il sindaco Poziello dell'esistenza di un'attività investigativa in Procura e su chi abbia sollecitato, per dovere di ufficio, detto intervento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adottare le opportune iniziative di competenza in merito ai fatti esposti in premessa e se vi siano le condizioni per sollecitare l'Ufficio territoriale del Governo di Napoli ad inviare una commissione di accesso per la verifica della correttezza e della legittimità dell'azione amministrativa per i casi segnalati ed ulteriori che dovessero emergere in corso di ispezione; quali iniziative intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per ripristinare la legittimità dell'azione amministrativa e verificare se sussistano nuove forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Atto n. 4-00449 CASTIELLO Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che la legge 6 ottobre 2017, n. 158, recante "Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni", all'art. 1, comma 4, prevede che: "Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito l'ISTAT, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i parametri occorrenti per la determinazione delle tipologie di cui al comma 2"; lo stesso art. 1, al comma 5, prevede che: "Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è definito, entro sessanta giorni dall'adozione del decreto di cui al comma 4 del presente articolo, l'elenco dei piccoli comuni che rientrano nelle tipologie di cui al comma 2"; la definizione dell'elenco dei piccoli comuni è condizione preliminare necessaria per l'effettiva operatività delle misure di sostegno previste dalla citata legge, che si impone con impellente urgenza come freno all'incessante spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne a rischio di desertificazione, si chiede di sapere: quali iniziative si intendano assumere per dare urgente attuazione alle misure di sostegno previste dalla legge n. 158 del 2017; considerata la modesta copertura finanziaria della legge, del tutto inadeguata a parere dell'interrogante rispetto agli obiettivi professati dalla legge stessa e all'ingente numero dei beneficiari, quali criteri si intendano stabilire al fine di garantire la necessaria priorità ai piccoli comuni caratterizzati da maggiori disagi insediativi e dai più alti livelli di spopolamento. Atto n. 4-00450 SEGRE Ai Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: diversi negozi di vendita on line , fra i quali Ibs, Hoepli, Amazon e Feltrinelli, ostentano nei rispettivi siti internet (con tanto di pubblicità automatica che evidenzia le copertine) libri di due case editrici di chiara ideologia fascista e nazista, la "Greco e Greco" e la "Ritter"; la prima delle due ha pubblicato, tra le altre nefandezze un volume intitolato "Ettore Muti, un eroe dimenticato", mentre la "Ritter" ha pubblicato svariati titoli sul nazismo inneggianti a "Hitler stratega militare" o agli "ultimi eroici difensori di Berlino"; nella relazione 2016 "Persona, diritti, innovazione" il Garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha dichiarato tra l'altro che "un numero esiguo di aziende possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che, un numero sempre piu? grande di persone - tendenzialmente l'umanita? intera - potra? subire condizionamenti decisivi. Gli Over the Top sempre piu? spesso intervengono, in un regime prossimo all'autodichia, per comporre istanze di rilevanza primaria, quali informazione e diritto all'oblio, liberta? di espressione, dignita? e tutela dalle discriminazioni, veridicita? delle notizie diffuse. E, ad un tempo, assumono un ruolo da protagonisti in campi anche molto lontani dalla loro vocazione originaria, dalla finanza alla genetica, dall'automazione alla realta? aumentata. Parallelamente, l'intervento statale e? reso piu? complesso dalla capacita? delle nuove tecnologie di scardinarne i presupposti essenziali: in primo luogo la territorialita?, quale criterio di competenza ed applicazione della legge"; di siffatte criticità sono dimostrazione icastica le clausole di policy che su "Facebook" hanno in passato prodotto l'oscuramento di alcuni nudi di Modigliani, di Rubens o del Caravaggio, mentre è potuto accadere che il sito "Google" nella sezione "Books" ospiti dal gennaio 2018 il testo apertamente antisemita Daniele Proietti, "Kalergi il conte genocida", edizioni della Lanterna, 2018; considerato inoltre che: la legge n. 115 del 2016 (che novella la legge n. 654 del 1975, come già modificata dalla legge n. 205 del 1993) sanziona le condotte volte alla propaganda ovvero all'istigazione e all'incitamento di reati quali la negazione della "Shoah" o dei crimini di genocidio e di quelli contro l'umanità, ma anche la negazione dei crimini di guerra; nel caso di crimini contro l'umanità, il rinvio è agli articoli 6, 7 ed 8 dello statuto della Corte penale internazionale, che recepisce i crimini definiti dall'art. 6 dello statuto del Tribunale militare internazionale, allegato all'accordo di Londra dell'8 agosto 1945 (cui fa peraltro riferimento diretto la decisione 2008/913/Gai dell'Unione europea, per gli stessi comportamenti); a giudizio dell'interrogante forme di propaganda o negazione volte ad esaltare gli sconfitti della seconda guerra mondiale, condannati a Norimberga e negli altri processi per crimini di guerra e contro l'umanità, rientrano senz'altro nell'ambito dell'antigiuridico; la giurisprudenza penale tende ad equiparare i prodotti cartacei a quelli su supporti informatici, telematici e comunque su piattaforme virtuali, tanto che i prodotti virtuali, collocati in rete pubblica internet da privati, non possono rientrare esclusivamente sotto la disciplina delle clausole contrattuali che i principali server , anche a livello internazionale, stipulano (il più delle volte per adesione) con l'utente in ordine al diritto di rimozione dei contenuti offensivi apparsi sul web o sulla moderazione dei contenuti; a giudizio dell'interrogante, per quanto certe clausole di tutela vadano incentivate (art. 3 della legge n. 71 del 2017), pure è innegabile che una multinazionale a Palo Alto ha una percezione dell'antigiuridicità diversa da quella dettata dal sistema giustizia dello Stato italiano, così come la concezione che possono avere gli " over the top " di cui parla Soro, in tema di "contenuti che incitano all'odio" (che pure sarebbero vietati, per esempio secondo le clausole di policy dei conferimenti sul sito "Google"), non può che divergere rispetto a quella prevalente nei popoli che hanno subito l'atrocità della persecuzione nazista; come dimostra la citata decisione 2008/913/Gai, gli ordinamenti giuridici europei, con assai maggiore efficacia di quelle clausole contrattuali stereotipate, a giudizio dell'interrogante ben saprebbero ricomprendere questo tipo di pseudo-storia tra i "contenuti che promuovono o giustificano l'uso della violenza contro persone o gruppi in base a razza, etnia, religione, disabilità fisiche, sesso, età, nazionalità" (ovvero "contenuti il cui scopo sia l'incitamento all'odio sulla base di tali caratteristiche", come recita la policy di "Google"), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo condividano l'affermazione che nella Repubblica italiana, fondata sulla Resistenza, la propaganda fascista o nazista non può avere alcun diritto di cittadinanza e va contrastata con la piena attivazione di tutti gli strumenti offerti dalla repressione penale; se non ritengano che le ideologie fascista e nazista, oltre ad essere vietate dalla "legge Scelba" (legge n. 645 del 1952), rientrino anche sotto l'apparato sanzionatorio della "legge Mancino" (legge n. 205 del 1993), che va dunque immediatamente attivato nei confronti degli autori dei libri citati in premessa; se in particolare non ritengano che la vendita on line di volumi ispirati alle ideologie sconfitte nel 1946 non configuri reato strumentale (rispetto al reato-fine della propaganda del fascismo), a fronte del quale dunque attivare, per le società che gestiscono le imprese di distribuzione editoriale, la responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001. Atto n. 4-00451 PATRIARCA Al Ministro dell'interno Premesso che: si esprime forte preoccupazione per la sicurezza sul territorio di Mirandola (Modena), città di 25.000 abitanti e importante punto di riferimento per un'area vasta che comprende la pianura modenese a nord del capoluogo provinciale e diversi comuni del basso mantovano; Mirandola è un centro di rilevanza europea per la presenza del distretto biomedicale ed è polo di attrazione, oltre che per chi vi lavora, anche per la presenza di un ospedale, delle scuole (con circa 4.000 studenti), di esercizi commerciali e di rilevanti attività di servizio. Il terremoto del 2012 ha provocato gravissimi danni alla città, dai quali la popolazione sta riuscendo, con molto lavoro e impegno, a risollevarsi. Oggi la situazione è in piena ripresa in tutti i settori, ad eccezione di quello della sicurezza, dove si scontano ormai croniche difficoltà e ritardi; è da lungo tempo che la comunità mirandolese denuncia difficoltà sul fronte della sicurezza ed in particolare la carenza di personale nella pianta organica del locale commissariato di pubblica sicurezza, un problema che ancora non è stato risolto; a differenza di anni fa, oggi si è di fronte ad un aumento dell'insicurezza aggravato dalle incertezze della crisi economica e dagli effetti del terremoto, che ci impongono una rinnovata attenzione a questi temi; considerato che: dopo il terremoto del 2012 il Comune ha chiesto ed ottenuto (in base ad un protocollo sottoscritto con l'Agenzia del demanio, in accordo con Prefettura di Modena, Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia-Romagna e Provveditorato interregionale delle opere pubbliche) di divenire soggetto attuatore degli interventi di ricostruzione volti a dotare le forze dell'ordine di sedi moderne e funzionali, attraverso il recupero e l'utilizzo di edifici demaniali. In particolare, sono in stato avanzato i progetti di recupero di 3 edifici danneggiati dal sisma: palazzo ex Gil, destinato a sede del commissariato di Polizia e della Polizia stradale; palazzo ex Milizia, destinato a sede di Carabinieri, Inps e Agenzia delle entrate; ex commissariato di via Fulvia, destinato a sede della Guardia di finanza; questi interventi saranno realizzati in un'ottica di risparmio delle risorse pubbliche, dal momento che le forze dell'ordine sono da anni in affitto presso privati. Si fa presente che, dopo il sisma e nonostante le difficoltà legate alla ricostruzione, nei mesi scorsi, la comunità ha iniziato ad accogliere diversi richiedenti asilo, facendo prevalere il senso di umanità e di responsabilità. Ciò ha ulteriormente messo sotto pressione il sistema di controllo e di risposta del Comune, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di incrementare il numero degli uomini e delle donne dislocati al commissariato di Mirandola, visto che nessuno degli ispettori di Polizia che termineranno il corso di formazione nel 2018 sarà destinato al commissariato di Mirandola; se intenda mantenere il massimo impegno sulle iniziative di recupero degli edifici del demanio che saranno destinati agli uffici della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza e quale sia lo stato di avanzamento dei suddetti procedimenti. Atto n. 4-00452 BINETTI MANGIALAVORI Al Ministro della salute Premesso che: l'attenzione prestata dall'attuale Governo alla normativa relativa alla selezione dei direttori generali delle ASL appare tutta centrata sulla valorizzazione del merito, sulla trasparenza delle nomine e su di un deciso passo indietro fatto dalla politica, perché non accada che interessi conflittuali o competenze inadeguate espongano i malati a rischi aggiuntivi oltre a quelli dettati dalla loro stessa malattia; le Regioni in deficit sono state tutte commissariate in questi anni e la scelta del commissario ha influito in maniera sensibile per consentire alle stesse di raggiungere il pareggio di bilancio e di conseguenza non essere più soggette a commissariamento. Ciò che comunque ha reso particolarmente interessante la fase commissariale è stato lo stretto monitoraggio del Ministero della salute, attraverso l'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), per cui gli obiettivi da raggiungere sono stati tutti oggetto di duplice controllo; quanto avvenuto recentemente in Calabria nell'area di ortopedia di un grande ospedale di Reggio Calabria, documentato da servizi fotografici drammatici, pone interrogativi inquietanti riguardo a tutta la filiera di controllo del SSN; pazienti con fratture e distorsioni vengono assistiti, da diversi giorni, in condizioni di urgenza-emergenza soprattutto notturna, con semplici cartoni, per di più di scarsa qualità, trattandosi di materiale di recupero, per mancanza di bende gessate, di ausili più moderni e più facilmente regolabili, come ormai avviene in tutti gli ospedali italiani; poiché è inimmaginabile un'emergenza legata ad una catastrofe umanitaria che abbia portato al rapido consumo di tutto il materiale ortopedico necessario nel reparto, a giudizio degli interroganti le ipotesi che si possono fare sono davvero inquietanti: 1) il materiale consumato non sarebbe stato prontamente sostituito dalla farmacia dell'ospedale in modo da garantire il fabbisogno necessario nei rispettivi reparti; 2) la direzione sanitaria non si sarebbe fatta carico delle richieste provenienti dal reparto e filtrate dalla farmacia ospedaliera; 3) la direzione generale avrebbe posto un indebito fermo agli acquisti di materiale di prima necessità, nonostante le sicure pressioni ricevute dalla catena precedente: primario ortopedico, direttore della farmacia, direttore sanitario; 4) il commissario regionale non sarebbe al corrente della situazione gravissima dell'ospedale di Reggio o non avrebbe capito l'urgenza o non si sarebbe attivato con la necessaria tempestività; in ogni caso, quelle foto documentano il fallimento globale della gestione della sanità in Calabria, compreso il recente commissariamento. Il Ministro in indirizzo, in merito a questi fatti, ha parlato di una ennesima "brutta figura di un sistema che dopo tutto non è così difficile da organizzare". Evidentemente in Calabria tutto supera la soglia di complessità gestibile, anche un servizio di ortopedia in pronto soccorso, in cui la più facile delle emergenze è proprio una frattura; questo è solo l'ennesimo episodio di malasanità, ma è evidente che l'intera filiera è mal governata; nonostante ciò l'Italia è piena di eccellenti medici calabresi in tutti gli ospedali, molti dei quali sono rettori e professori ordinari, dirigenti di unità semplici e complesse, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per il controllo della qualità della sanità in Calabria. Atto n. 4-00453 MANGIALAVORI BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: da autorevoli fonti di stampa si apprende che presso il pronto soccorso del grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, alcune persone a seguito di fratture agli arti siano state medicate non con stecche, tutori o bende gessate, bensì attraverso pezzi di cartone; le foto ritraggono persone adagiate sulle barelle e medicate attraverso sistemi rudi e privi di attrezzature idonee in un pronto soccorso situato in un comune con più di 200.000 abitanti; tale incresciosa situazione sembra che sia stata confermata al sito "Corriere della Calabria" dai vertici dell'azienda ospedaliera, che però non hanno voluto aggiungere altri particolari né commenti; il reparto di ortopedia è aperto solo fino alle ore 20, perché manca il personale che lo faccia funzionare. La sala gessi funziona solo in ortopedia, il pronto soccorso ne è sprovvisto. Così chi arriva con una frattura dopo le 20 deve attendere fino al mattino successivo l'arrivo degli specialisti. Ma al pronto soccorso mancano anche i tutori, le stecche rigide e le altre protezioni che facciano da rimedio momentaneo. Così il personale da qualche tempo si deve arrangiare con i pezzi di cartone, si chiede di sapere: se quanto descritto corrisponda al vero; se il Ministro in indirizzo non ritenga di inviare gli ispettori del Ministero presso la struttura ospedaliera per verificare lo stato della situazione; quale provvedimenti intenda assumere per risolvere questa grave situazione; se ritenga che il personale del pronto soccorso e del reparto di ortopedia debba essere incrementato; se non ritenga opportuno valutare la consistenza e la qualità degli strumenti utilizzati per medicare i pazienti presso il pronto soccorso ed il reparto di ortopedia. Atto n. 4-00454 D'ARIENZO Al Ministro dell'interno Premesso che: nel comune di Caldiero (Verona) il 18 settembre 2018 sarà inaugurata la nuova sede dei Vigili del fuoco, chiamata a rispondere alle esigenze di un'area di 20 comuni che potranno diventare, a regime, anche 30; il risultato è stato possibile grazie ad una serie di fattori: l'impegno personale sin dal 20 luglio 2017, data in cui l'interrogante aveva chiesto di ripensare la scelta già presa dal Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco di realizzare un distaccamento a San Michele Extra, nel comune capoluogo; la collaborazione dei Comuni dell'est veronese; la piena disponibilità del sindaco di San Martino Buon Albergo (Verona), da sempre indicato dai vigili del fuoco veronesi nelle loro pianificazioni strategiche come sede preferibile, ed ovviamente, del sindaco di Caldiero; il necessario e convinto supporto del comando provinciale; il Comune di Caldiero ha concesso in comodato d'uso al comando provinciale dei vigili del fuoco di Verona l'immobile preso in affitto per 12 anni; come deciso in vari incontri dei Comuni interessati, ai quali l'interrogante ha partecipato per dare una mano e fare da collante tra territorio e Ministero, l'affitto dell'immobile sarà ripartito tra gli oltre 20 Comuni che hanno aderito e che stanno aderendo; l'immobile utilizzato dal 18 settembre sarebbe una soluzione temporanea. Infatti, il Comune di Caldiero ha già messo a disposizione gratuitamente un lotto di terreno sul quale verrà costruita in futuro la nuova e definitiva caserma; i sindacati dei Vigili del fuoco di Verona, che hanno originato il movimento "Verona sicura, vigili del fuoco sul territorio. Uniti si può", hanno segnalato: una grave carenza di organico ed in particolare la mancanza di 60 pompieri in rapporto alle altre province venete; i rischi che questo comporterebbe sui tempi d'intervento che di fatto sarebbero troppo lunghi; il timore di non riuscire a far fronte all'apertura della nuova sede di Caldiero; la preoccupazione che la carenza di organico possa privare i vigili dei loro diritti fondamentali, compreso il diritto di partecipare ai cicli formativi periodici necessari per garantire un soccorso qualificato al cittadino; lamentano, altresì, l'esigenza di aprire un presidio permanente a Villafranca (Verona), in modo da colmare le difficoltà operativa in quella vasta area della provincia. Ad oggi, sarebbe previsto solo un distaccamento volontario che, come osservato dalle organizzazioni sindacali, "per propria natura, potrà assicurare solo una copertura intermittente, legata alla generosa disponibilità volontaria, privando così un importante territorio di una presenza permanente e professionale garantita, h24, per 365 giorni l'anno", si chiede di sapere: quali azioni il Ministro in indirizzo intenda avviare per destinare a Verona un numero sufficiente di vigili del fuoco tale da consentire di affrontare i gravosi compiti da svolgere, ivi compresa l'apertura del nuovo presidio di Caldiero; se ritenga di avviare le procedure per l'istituzione di un presidio permanente anche a Villafranca. Atto n. 4-00455 GIRO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: il consiglio di amministrazione di Enav SpA, riunitosi recentemente sotto la presidenza di Roberto Scaramella, ha approvato la nuova struttura organizzativa del gruppo, realizzata in coerenza con le linee strategiche delineate dal piano industriale 2018-2022; in particolare, la nuova struttura prevede, a diretto riporto dell'amministratore delegato, 4 macro aree focalizzate sul core business e 5 strutture di staff con l'obiettivo di assicurare la governance , la compliance e lo sviluppo del gruppo; il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato l'accordo per la risoluzione consensuale del rapporto tra la società ed il direttore generale Massimo Bellizzi, il quale cessa dalle sue funzioni e da tutte le cariche ricoperte nell'ambito del gruppo con effetto dalla data del 31 luglio 2018; l'accordo di risoluzione consensuale con Massimo Bellizzi prevede, a fronte dell'intervenuta risoluzione del rapporto dirigenziale con Enav e delle dimissioni rese da tutti gli incarichi ricoperti all'interno del gruppo, oltre che a titolo di corrispettivo del patto di non concorrenza, il riconoscimento dell'importo lordo di 690.000 euro. È prevista, inoltre, la corresponsione della somma lorda di 20.000 euro a titolo di transazione generale e novativa; sembrerebbe inoltre che, per distribuire maggiori utili agli azionisti di Enav, saranno trasferiti fuori regione i servizi esistenti di controllo di avvicinamento radar e procedurale, con gravi conseguenze per la competitività di diversi scali italiani; il piano aziendale della società per gli anni 2018-2022 sembrerebbe prevedere la riduzione da 4 a 2 dei centri di controllo presenti in Italia, con la riorganizzazione di quelli situati a Brindisi e Padova; questa iniziativa potrebbe avere ripercussioni anche sul piano occupazionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del nuovo piano industriale dell'Enav e della riorganizzazione in macrostrutture e se non ritenga che i maggiori profitti assegnati agli azionisti rischino di sottrarre risorse per la sicurezza di volo; se condivida la riduzione a 2 dei 4 centri di controllo, in particolare la chiusura del centro di Brindisi, le cui funzioni verranno esercitate "da remoto" dal centro di Roma, con gravissime ricadute in termini di sicurezza per l'intero Meridione; se la vera mission dell'azienda, seppur quotata in borsa, non sia quella di garantire la sicurezza degli aerei in volo sul territorio nazionale, e in modo omogeneo, dal Nord al Sud; se la revisione del piano industriale garantisca gli attuali livelli occupazionali. Atto n. 4-00456 PERGREFFI Al Ministro della salute Premesso che: nella sera di martedì 31 luglio, come si apprende oggi sulla stampa locale, si è verificata l'ennesima aggressione ad un operatore del pronto soccorso nell'ospedale "Giovanni XXIII" di Bergamo; secondo quando riportato dalla stampa, un gruppo di una trentina di rom avrebbe invaso la sala d'aspetto del pronto soccorso del principale ospedale di Bergamo per accompagnare una bambina che aveva riportato un taglio al dito di una mano; si legge che "la piccola, stando alle ricostruzioni, è stata immediatamente presa in carico per la visita e contestualmente messa in attesa per una radiografia. Ma gli accompagnatori della piccola, pretendendo che i medici che stavano seguendo altri pazienti smettessero immediatamente di fare quello che stavano facendo per seguire la piccola, hanno cominciato ad alzare la voce, mentre altri conoscenti rom arrivavano, alla spicciolata, all'interno del pronto soccorso. Oltre una trentina di persone, sempre più agitate e sempre più nervose"; in questa concitata fase un infermiere sarebbe stato colpito al volto da un pugno e un gruppo di rom avrebbe invaso la " shock room " del pronto soccorso dove alcuni utenti erano sottoposti a cure urgenti; solo all'arrivo delle forze dell'ordine e della sorveglianza dell'ospedale la situazione è tornata normale; constatato che: le aggressioni nei punti di pronto soccorso stanno diventando sempre più frequenti; i casi di aggressione da parte di rom negli ospedali sono tutt'altro che rari negli ospedali di tutta Italia; nei punti di pronto soccorso la gestione operativa e la valutazione dei codici di accesso degli utenti è fondamentale per curare e spesso salvare le persone; preso atto che non si possono accettare persone che con arroganza e prepotenza, come pare che abbiano fatto i 30 rom ieri al "Giovanni XXIII", decidono autonomamente la valutazione del codice di accesso prevaricando così gli altri utenti in attesa e in precarie condizioni di salute, si chiede di sapere: se le autorità di polizia condurranno immediatamente delle indagini per denunciare per aggressione coloro che hanno aggredito l'infermiere e interruzione di pubblico servizio tutti i partecipanti all'invasione del pronto soccorso e della shock room ; se sia nei programmi il potenziamento della sorveglianza dei punti di pronto soccorso a tutela sia degli operatori che degli utenti, al fine di frenare le frequenti aggressioni a danno di medici, infermieri e pazienti. Atto n. 4-00457 LANNUTTI ANGRISANI BOTTO BUCCARELLA CASTELLONE COLTORTI DESSI' DI GIROLAMO DI NICOLA DONNO DRAGO ENDRIZZI EVANGELISTA FENU FLORIDIA GALLICCHIO GAUDIANO GIARRUSSO GUIDOLIN LEONE LUPO MANTERO MARINELLO MAUTONE MONTEVECCHI MORRA NATURALE PARAGONE Marco PELLEGRINI Giuseppe PISANI PUGLIA RICCIARDI TRENTACOSTE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta agli interroganti: lo statuto dell'Università di Roma Tor Vergata prevede, all'articolo 11, comma 5, che l'incarico del direttore generale possa essere rinnovato; nella precedente selezione tenutasi nel mese di novembre 2015, l'apposita commissione, presieduta dall'attuale prorettore vicario Claudio Franchini, ha indicato al Magnifico Rettore, Giuseppe Novelli, quale migliore candidato alla carica di direttore generale, il dottor Giuseppe Colpani, laureato agronomo, già direttore amministrativo/generale di istituzioni universitarie e di ricerca; a seguito della selezione, e acquisiti i pareri favorevoli del Senato accademico e del consiglio di amministrazione, il Rettore ha nominato Colpani direttore generale per il triennio 2016-2018; con secondo gli interroganti ingiustificato anticipo, il Rettore ha sottoposto al parere del Senato accademico dell'Università (19 giugno 2018) e all'approvazione del consiglio di amministrazione (seduta del 26 giugno 2018) il rinnovo dell'incarico a Colpani per un ulteriore triennio (fino a tutto il 2021), nonostante le obiezioni sollevate da diversi componenti del Senato e del consiglio di amministrazione, visto che il mandato dell'attuale Rettore andrà in scadenza il 31 ottobre 2019 e lo stesso Novelli non potrà essere rinnovato; una scelta liquidata in poche righe, contenute in una proposta di delibera che non riporta elementi giustificativi del rinnovo in questione; la decisione, peraltro, non sarebbe stata oggetto di condivisione con le diverse categorie universitarie e non sarebbe stata supportata da un'adeguata istruttoria sottoposta agli organi, se non attraverso una lacunosa proposta, priva, peraltro, di argomentazioni fattuali e riscontrabili in merito ai risultati conseguiti da Colpani e tali da giustificarne il rinnovo nella carica di direttore generale; la conseguenza sarà che nei 36 mesi del rinnovato incarico, solo 10 riguarderanno il mandato del rettore Novelli e ben 26 quelli con un nuovo rettore che dovrà collaborare con un direttore generale non scelto da lui per un terzo del suo mandato; considerato che secondo quanto risulta agli interroganti: Colpani è stato nominato direttore generale nonostante abbia subito la condanna al pagamento di 37.592,30 euro, comminata nel luglio 2011 dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale regionale del Friuli-Venezia Giulia, quando era direttore generale del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, per danno erariale. Egli avrebbe conferito illecitamente più incarichi di consulenza e studio a persone estranee all'amministrazione; quando era (dal 2010 al 2015) direttore amministrativo/generale dell'Università di Bologna risulta agli interroganti sia stato oggetto di tali critiche e contestazioni da portare tutti e quattro i candidati alla carica di Rettore di quell'ateneo a manifestare pubblicamente la volontà, se eletti, di sollevarlo dall'incarico. Cosa accaduta prontamente non appena si è insediato l'attuale Rettore Ubertini; è un dato riscontrabile che, durante il suo mandato a Tor Vergata Colpani avrebbe creato un consistente deficit di bilancio, una riduzione degli studenti iscritti manifestato, un'incapacità gestionale acuita dalla mancanza di dialogo con i lavoratori, che, come i loro colleghi bolognesi, manifestano un crescente malessere per un direttore preoccupato, a detta loro, di favorire gruppi di potere interni e di accattivarsi le simpatie dei docenti che contano, a danno della maggior parte della comunità; nonostante il lavoro gravoso da svolgere a Tor Vergata, Colpani sarebbe costantemente impegnato in consulenze esterne. Alcune procurate dal rettore Novelli (Gruppo Neuromed di Isernia) e altre derivanti dai precedenti rapporti bolognesi; Colpani sarebbe anche a conoscenza di presunte irregolarità da parte di due docenti, riguardo a un concorso da ricercatore di diritto commerciale e, nonostante il suo ruolo lo obblighi ad aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei due indagati, il direttore generale non l'avrebbe ancora avviato; in qualità di direttore generale e di responsabile supremo dell'ufficio relazioni con il pubblico, Colpani avrebbe contribuito a far sparire la nota di una docente che doveva portare, ex legge ed art. 71 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, ad escludere una candidata dal concorso di diritto commerciale. Ad aggravare la sua posizione, risulterebbe agli atti una comunicazione tramite pec del 17 dicembre 2016 diretta a Colpani, in cui si farebbe presente tale omissione. Quest'ultimo, invece di attivarsi come stabilisce la legge, avrebbe omesso di verificare, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto; se non ritenga, anche in considerazione delle numerose inchieste giudiziarie in corso, necessario il commissariamento dell'Università di Tor Vergata di Roma Atto n. 4-00458 IANNONE Ai Ministri per la pubblica amministrazione e dell'interno Premesso che: la legge n. 135 del 2012, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 95 del 2012, aveva introdotto il divieto, per le amministrazioni pubbliche, di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti, già appartenenti ai ruoli delle stesse amministrazioni e collocati in quiescenza, che avessero svolto, nel corso dell'ultimo anno di servizio, funzioni e attività corrispondenti a quelle oggetto dello stesso incarico di studio e consulenza; la legge n. 114 del 2014, di conversione del decreto-legge n. 90 del 2014, ha aggravato le regole di incompatibilità per i pensionati allargandole ad incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni, ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali e dei componenti titolari di organi elettivi degli stessi; il provvedimento mette fine all'istituto del trattenimento in servizio che permetteva ai dipendenti pubblici di rimanere a lavoro per altri 2 anni anche una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento. I trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore sono stati fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore; per fare maggiore chiarezza sulla vicenda, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, ha diramato la circolare n. 6 del 2014, "Interpretazione e applicazione dell'articolo 5 comma 9 del decreto-legge n. 95 del 2012, come modificato dall'articolo 6 del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90", con la quale ha chiarito che la nuova disciplina si applica agli incarichi conferiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, vale a dire il 25 giugno 2014, con la conseguenza che non sono soggetti ai nuovi divieti gli incarichi conferiti fino alla data del 24 giugno 2014; l'eccezione ai divieti si applica ad incarichi e collaborazioni svolti a titolo gratuito, con rimborso delle spese documentate, per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, con l'obbligo da parte delle amministrazioni di valutare prudentemente la compatibilità dell'incarico o carica con la gratuità e con la durata limitata e con le responsabilità e i meccanismi di valutazione connessi all'incarico; rilevato che, per quanto risulta all'interrogante: con deliberazione n. 45 del 26 giugno 2014, dunque dopo l'entrata in vigore del decreto-legge n. 90 del 2014, il consiglio di amministrazione della società multiservizi consorzio Centro sportivo meridionale-bacino Salerno 3, con sede a San Rufo (Salerno) in via Camerino, ha prorogato la nomina del dottor Enrico Zambrotti, settantatreenne e da tempo in quiescenza, a direttore generale del consorzio fino ad indizione di pubblico concorso ed alle condizioni stabilite dalla precedente deliberazione n. 89 del 21 novembre 2011; ad oggi nessun concorso è stato bandito e il dottor Enrico Zambrotti permane nell'incarico nonostante sia trascorso ben oltre un anno dalla proroga ricevuta; la permanenza del dottor Zambrotti nell'incarico non è avvenuta a titolo gratuito, come prescritto dalla normativa vigente, ma alle condizioni economiche precedentemente stabilite con deliberazione del consiglio di amministrazione n. 89/2011; considerato che la permanenza costituisce una grave violazione del dettato normativo del decreto-legge n. 90 del 2014 sia per il protrarsi dell'incarico oltre il consentito sia per la non gratuità dell'espletamento delle funzioni, si chiede di sapere se quanto sopra risponda al vero e quali provvedimenti di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare per ripristinare un accettabile stato di legalità nella gestione del consorzio. Atto n. 4-00459 IANNONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: a quanto risulta all'interrogante il 4 gennaio 2018, l'ATO Salerno, ente d'ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, ai sensi della legge regionale n. 14 del 2016, ha emanato un avviso pubblico per manifestazione di interesse per il conferimento dell'incarico di direttore generale; l'assemblea dei sindaci eletti all'interno del consiglio di amministrazione ha scelto l'avvocato Bruno Di Nesta, ex direttore generale della Provincia di Salerno, costretto alle dimissioni da tale incarico in seguito alla contestazione da parte della Corte dei conti in merito alla legittimità dell'atto di nomina; la nomina di Bruno Di Nesta avrebbe fatto sorgere dei dubbi: alcune segnalazioni pervenute hanno fatto notare che all'interno dell'avviso pubblicato, tra i requisiti previsti ai fini della candidatura, veniva richiesto l'aver svolto per almeno 3 anni la funzione di dirigente (come gli anni maturati da Di Nesta), a differenza di altri bandi per gli ATO delle altre province campane, in cui si richiedeva un'esperienza in tal senso di almeno 5 anni; come riportato da alcune persone che hanno presentato la domanda, sembrerebbe che, da una complessiva panoramica dei curricula , vi fossero dei candidati con maggiore esperienza che avrebbero potuto essere scelti; da organi di stampa si apprende che Bruno Di Nesta, oltre a rientrare nella cerchia dei fedelissimi del presidente della Regione De Luca, sarebbe stato da tempo in attesa di collocazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative urgenti di propria competenza intenda assumere per verificare la correttezza delle procedure seguite. Atto n. 4-00460 RAMPI ALFIERI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 30 luglio 2018 si sono svolte le elezioni politiche in Cambogia; il partito di Governo (Partito popolare cambogiano, Cpp) ha proclamato la vittoria con oltre il 77 per cento dei consensi, e un'affluenza alle urne dell'82 per cento; in occasioni delle elezioni, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo partecipava ad un viaggio in Cambogia con una delegazione di osservatori composta da Matteo Angioli, della presidenza del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito (organizzazione non governativa riconosciuta dalle Nazioni Unite), e dal deputato giapponese Yukihisa Fujita, per incontrare una serie di organizzazioni che si occupano di diritti umani e alcuni rappresentanti dei partiti di opposizione; nel corso del viaggio emergeva l'evidenza circa la presenza di alcuni osservatori internazionali chiamati a supervisionare le elezioni dallo stesso partito di Governo; come emerso da fonti stampa cambogiane, tra questi osservatori, risultavano circa 7 italiani, tra i quali Luca Bellotti, esponente di Alleanza Nazionale, già sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali del Governo Berlusconi IV, Antonio Razzi, già parlamentare della Repubblica e Alessandro Musolino, già consigliere provinciale a Venezia; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: le Nazioni Unite hanno proposto al Governo di inviare degli osservatori per le elezioni di luglio, con la promessa di non interferire nei rapporti tra Governo e opposizione, né sullo scottante tema dei diritti umani. Tale presenza è stata rifiutata, pertanto le Nazioni Unite e l'Unione europea hanno concordato di non inviare osservatori internazionali in occasione delle elezioni; al contrario, la presenza di questi altri osservatori, chiamati dal Governo, è stata motivo di propaganda sulla stampa e sulle televisioni locali, e i rappresentanti stranieri sono stati utilizzati per negare le violazioni dei principali diritti umani che ogni giorno vengono compiute in Cambogia, si chiede di sapere: se si intenda fornire elementi informativi volti a qualificare la presenza degli osservatori italiani presenti in Cambogia su richiesta del Governo cambogiano in occasione delle recenti elezioni politiche di luglio 2018; se non si intenda stigmatizzare tale presenza, anche in considerazione di quanto denunciato dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea in relazione alla tutela dei diritti umani e dei diritti di voto in Cambogia. Atto n. 4-00461 RAUTI CIRIANI LA PIETRA URSO DE BERTOLDI IANNONE ZAFFINI BERTACCO GARNERO SANTANCHE' BALBONI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'agricoltura mantovana, all'interno del territorio lombardo che rappresenta in termini d'importanza la prima regione agricola italiana, è caratterizzata, oltre che da una produzione fortemente zootecnica, (in considerazione che la carne suina, bovina, le uova e il latte, concorrono per il 65 per cento della produzione lorda in commercio a livello provinciale) anche dalla diffusione di frutta e orticole di ottima qualità Igp, nonché da un comparto biologico e vitivinicolo di primo piano; in tale ambito, il sistema agricolo mantovano composto da circa 8.200 imprese, rappresenta un segmento dell'economia territoriale regionale e nazionale, strategico e di assoluto rilievo, per il sistema-Paese, se si valuta l'indice d'incremento di produttività e l'affermazione di più moderne ed efficienti strutture aziendali a livello nazionale, in grado di favorire i sistemi di interconnessione tra professionisti e consumatori; la Politica agricola comune (PAC) rappresenta a tal fine, per la provincia di Mantova un fattore non trascurabile dal punto di vista economico e finanziario, considerato che con la passata programmazione, venivano erogati annualmente a quasi 9.000 beneficiari, circa 100 milioni di euro di aiuti diretti, (ovvero il primo pilastro della PAC) di cui 88 milioni provenienti dal premio base disaccoppiato; a tal fine, secondo quanto evidenzia la Confagricoltura di Mantova, la riforma della PAC 2014 - 2020, come peraltro previsto, ha impattato negativamente sui premi delle imprese mantovane, tant'è che nel primo anno di applicazione, sono stati perduti circa 33 milioni di euro rispetto alla situazione di pre-riforma; ciononostante la stessa Confederazione, ritiene che per quanto riguarda la pianificazione del settore, la PAC sia comunque un complesso di norme, essenziale nel garantire un presidio per evitare il rischio di deterioramento del reddito agricolo degli 11 milioni di agricoltori dell'Unione europea; in tale ambito, si evidenzia un'ulteriore criticità che interessa le imprese agricole del mantovano, connessa all'incertezza e alla lunghezza dei tempi per i pagamenti dei premi, da parte dell'organismo pagatore dei contributi stabiliti dalla PAC dell'Unione europea, ovvero: l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), i cui ritardi stanno determinando gravi effetti economici nei confronti dell'attività produttiva delle aziende, con inevitabili ripercussioni anche sulla tenuta dei livelli occupazionali; secondo quanto risulta agli interroganti, l'Agea non ha infatti ancora disposto i pagamenti, per il rimborso dei premi assicurativi previsti della PAC, nei riguardi delle imprese agricole mantovane rispettivamente per gli anni 2015, (risulta pagato l'80 per cento) 2016, (risulta pagato il 20 per cento) 2017, (non risulta alcun pagamento), mentre per il 2018 le domande sono ancora in corso; il direttore dell'Agea, nel corso del suo intervento in 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato il 24 luglio 2018, ha sostenuto che sono stati fatti molti passi in avanti, per recuperare i ritardi accumulati e rendere più efficiente il sistema dei pagamenti in agricoltura, ricordando, altresì, che le suddette questioni esulano dal loro operato e si aggiungono alle difficoltà specifiche che Agea ha dovuto affrontare in questo periodo (riorganizzazione in atto, proroga con la legge di SIN SpA (legge n. 231 del 2005), gara per l'affidamento dei servizi in corso da due anni e procedure concorsuali); a giudizio degli interroganti, le esposte argomentazioni espresse dal direttore dell'Agea, appaiono insufficienti e tardive rispetto alle legittime richieste e aspettative delle imprese agricole mantovane, i cui ritardi nei pagamenti e nella gestione delle pratiche, (che coinvolgono anche per gli organismi pagatori regionali) si traducono in gap competitivi con le imprese degli altri Paesi europei, dove peraltro le pubbliche amministrazioni sono in grado di gestire la presentazione delle domande senza ritardi e di erogare nei termini i contributi previsti dai regolamenti comunitari; i numerosi atti di sindacato ispettivo, presentati a partire dall'inizio della XVII legislatura, le numerose sollecitazioni da parte delle associazioni agricole nazionali e delle aziende interessate, finalizzate a migliorare e velocizzare il sistema dei pagamenti e di coordinamento da parte dell'organismo pagatore, evidenziano a parere degli interroganti, la necessità di rivedere le funzioni attribuite all'Agea, al fine di evitare il proseguimento di inefficienze e rendere puntuale il sistema dei pagamenti diretti, spettanti alle imprese agricole mantovane e disposti dalla riforma della politica agricola comune; gli interroganti evidenziano inoltre, che i ritardi o i mancati pagamenti che coinvolgono numerose imprese agricole di altre regioni italiane, accrescono le difficoltà esistenti per il comparto agricolo, anche in relazione alle complessità legate all'accesso al credito bancario; la situazione che si è venuta a determinare nei confronti delle imprese agricole del mantovano rende pertanto urgente e indispensabile, a giudizio degli interroganti, l'adozione di iniziative, anche legislative, da parte del Ministro in indirizzo, nei riguardi dell'Agea, in considerazione del fatto che le aziende agricole italiane, attendono in media sei mesi in più rispetto a quelle dei Paesi Ue per ottenere i contributi europei o, come esposto in precedenza, addirittura anni prima di ricevere i fondi previsti, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, nei confronti dell'Agea, al fine di velocizzare il sistema dei pagamenti in favore delle imprese agricole mantovane, che attendono da anni, il saldo o addirittura l'intero importo dei premi assicurativi individuali, previsti dalla PAC, i cui ritardi mettono a serio rischio la copertura assicurativa di molte colture; se non convenga sulla necessità di rivedere l'intero sistema organizzativo dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, istituita con decreto legislativo n. 165 del 1999, le cui funzioni ad essa attribuite nell'espletamento della sua missione istituzionale, così come previsto dalla normativa comunitaria in materia di politica agricola comune, risultano inefficienti e scarsamente competitive con gli altri Paesi europei, in relazione al rispetto dei tempi previsti per le erogazione dei fondi comunitari, nei riguardi delle imprese agricole mantovane e in senso più generale nel resto del Paese e consentire pertanto un ruolo adeguato agli operatori pubblici cointeressati alla gestione dei fondi agricoli comunitari. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00160, del senatore D'Alfonso, sull'opportunità del fondo di ristoro finanziario per i risparmiatori vittime di crac bancari; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-00148, del senatore Durnwalder, sull'organizzazione dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari Nord-Est; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00161, del senatore Ferrazzi ed altri, sul futuro dell'Ilva; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00149, del senatore Nastri, su un caso di sversamento di liquidi contenenti cromo in provincia di Novara.