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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 378 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI: Misto-I-C-EU; Misto-Italexit-Partito Valore Umano: Misto-I-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione del disegno di legge: Doc 2401 Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2401. Il relatore, senatore Girotto, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, adottato dal Governo al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale, giunge in Aula dopo un approfondito esame presso la 10 a Commissione, che, sin dall'inizio della legislatura, si è mostrata sempre attenta alle dinamiche relative al mercato energetico e ai conseguenti effetti per gli utenti. Voglio infatti ricordare la recente approvazione, il 22 luglio 2021, di una risoluzione piuttosto corposa sull'affare assegnato a gennaio 2020 sulla razionalizzazione, la trasparenza e la struttura di costo del mercato elettrico e sugli effetti in bolletta in capo agli utenti (Atto n. 397). È da moltissimo tempo che stiamo affrontando il tema in maniera strutturale, in particolare in questi ultimi mesi, in cui i prezzi, dopo la profonda discesa che ha caratterizzato il 2020, hanno visto una decisa impennata al rialzo determinata da una brusca accelerazione di tutti i costi delle materie prime, in conseguenza delle difficoltà occorse nelle filiere di approvvigionamento a causa della pandemia e delle alte quotazioni dei permessi di emissione di anidride carbonica, con variazioni che, nel giro di pochi mesi, hanno proiettato i prezzi delle materie prime decisamente verso massimi storici. L'incremento del costo dell'energia si è di recente ulteriormente acuito, con riferimento sia all'elettricità sia al gas. I forti aumenti sui prezzi dell'energia all'ingrosso hanno comportato un aumento delle tariffe elettriche di circa il 10 per cento nel terzo trimestre e di circa il 30 per cento nel quarto trimestre, aumenti peraltro limitati dall'intervento governativo (altrimenti sarebbero stati rispettivamente del 20 e del 40 per cento). Tali aumenti, i più consistenti degli ultimi vent'anni, hanno portato ad un massimo storico del costo dell'energia elettrica per i consumatori. Gli interventi adottati dal Governo per complessivi 3,5 miliardi di euro, inclusa la riduzione dell'IVA sul gas, hanno consentito non solo di attenuare gli effetti degli aumenti del prezzo per l'energia elettrica e il gas naturale per 29 milioni di famiglie, oltre a 6 milioni di utenze elettriche non domestiche, in larghissima parte microimprese e piccole imprese, ma anche - e vorrei ricordarlo - di neutralizzare del tutto l'aumento dei prezzi per i titolari dei bonus sociali, cioè per le classi deboli, per chi è in situazione di difficoltà. Nel settore elettrico lo stanziamento, anche per il quarto trimestre 2021, di ulteriori risorse pari a 2 miliardi di euro, ha consentito all'Autorità di annullare completamente le aliquote degli oneri generali di sistema per tutti i clienti domestici e non domestici per altri usi, con potenza fino a 16,5 chilowatt, e di confermare il livello delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema, già praticamente dimezzato nel terzo trimestre 2021 per tutti gli altri utenti elettrici. Per la famiglia tipo l'annullamento degli oneri di sistema per il quarto trimestre 2021 ha avuto l'effetto di mitigare, di almeno il 12 per cento, la spesa totale per l'elettricità, che ha consentito di controbilanciare in parte l'aumento della componente relativa al prezzo dell'energia elettrica. Questo contesto, se da un lato sottolinea la vulnerabilità energetica del nostro Paese, che risente più degli altri Paesi europei della variazione dei prezzi delle commodity , con conseguente rischio di perdita di competitività dei nostri comparti energy-intensive e tensioni inflazionistiche destinate a deprimere i consumi, dall'altro mostra come l'incremento delle fonti rinnovabili, come previsto dal recente pacchetto climatico Fit for 55 e dal green deal , può avere un importante effetto benefico sull'economia del Paese. Secondo le analisi di Banca d'Italia, i rincari energetici possono comportare nel 2021 in media un aumento inferiore al 2 per cento dei costi complessivi delle imprese. Tuttavia l'impatto presenterà forti eterogeneità tra le imprese: per la maggior parte delle aziende l'aumento sarà modesto, ma potrebbe arrivare anche a tre volte il valore medio per quelle con una più elevata incidenza dei costi energetici. Il rialzo della bolletta energetica di imprese e famiglie avrà un impatto sull'inflazione al consumo, il cui aumento persisterà nei prossimi mesi, ma auspicabilmente non dovrebbe estendersi al medio termine. Ci tengo a ribadire che l'impatto dell'incremento dei costi energetici è stato contenuto grazie alla presenza di numerosi impianti da fonti rinnovabili nel sistema elettrico (abbiamo più di un milione di impianti da fonti rinnovabili), in particolare per le utenze domestiche e non domestiche che hanno autoprodotto l'energia che poi hanno consumato. Per tali aspetti ritengo sia urgente superare l'attuale modello energetico fossile, inquinante e centralizzato, garantendo la reale partecipazione e corretta concorrenza tra le diverse tecnologie che operano nel mercato elettrico. Ricordo che tale condizione non è ancora pienamente realizzata, poiché la mancanza di determinate norme tecniche rende, di fatto, tale mercato ancora centralizzato e alimentato prevalentemente da fonti fossili. E questo, cari colleghi, l'hanno capito in pochi. Mi spiace dirlo, ma l'hanno capito in pochissimi. Avremmo voluto tutti fare di più su questo provvedimento. Sono state presentate proposte emendative in numero contenuto ma significative, che avrebbero potuto contribuire a migliorare il testo e soprattutto a sostenere in maniera strutturale - quindi non spot , non sporadica - i cittadini utenti e le imprese: dall'estensione delle agevolazioni relative alle tariffe elettriche riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati, alla riduzione dell'aliquota IVA al 5 per cento per ulteriori tipologie di utenti, agli interventi sugli oneri generali di sistema, alla concessione di garanzie da destinare alla realizzazione delle comunità energetiche, alla detrazione sulla realizzazione di accumuli, fino all'esenzione del canone per l'occupazione di suolo pubblico con cavi e condutture per i venditori di energia elettrica e gas. Pur comprendendo che in questo momento le risorse necessarie risultano scarse o quasi nulle, visto l'approssimarsi dell'apertura della sessione di bilancio, non possiamo che auspicare che il Governo voglia tenere in considerazione la rilevanza delle misure proposte. Da molte di esse dipende realmente la transizione ecologica, la tutela dei soggetti vulnerabili, la riduzione della dipendenza energetica del Paese, il contenimento delle tensioni sui prezzi dell'energia, la crescita economica del Paese, la ricerca e l'innovazione tecnologica. Venendo rapidamente al contenuto specifico del provvedimento, ricordo che l'articolo 1, comma 1, conferisce, anche per il quarto trimestre 2021, alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) l'importo di 1,2 miliardi di euro, destinati a parziale compensazione degli oneri generali di sistema per tutte le utenze elettriche, di cui 700 milioni di euro specificamente destinati al sostegno delle misure di incentivazione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Si tratta di somme dei proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica, mentre gli ulteriori 500 milioni sono trasferiti a CSEA entro il 15 dicembre 2021. In base al comma 2, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) provvede ad annullare per il quarto trimestre 2021 le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicati alle utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione per altri usi, con potenza fino a 16,5 kilowatt. A tale fine, entro il 15 dicembre 2021 sono trasferite a CSEA ulteriori risorse, pari a 800 milioni di euro. L'articolo 2, comma 1, riduce l'aliquota IVA applicabile alla somministrazione di gas metano per usi civili e industriali. Il comma 2, al fine di contenere per il quarto trimestre 2021 gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas, dispone che ARERA provveda a ridurre per il medesimo trimestre le aliquote relative agli oneri generali di gas, fino a concorrenza dell'importo di 480 milioni di euro. Tale importo è trasferito a CSEA entro il 15 dicembre 2021. L'articolo 3 assegna ad ARERA il compito di rideterminare per il trimestre ottobre-dicembre 2021 le agevolazioni relative alle tariffe elettriche riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati e in gravi condizioni di salute e la compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale, attualmente prevista a favore delle famiglie economicamente svantaggiate, aventi già diritto all'applicazione della tariffa agevolata per la fornitura di energia elettrica. L'articolo 4, al comma 1, reca l'abrogazione delle disposizioni di cui all'Allegato 1 al decreto-legge e di contenuto variegato che, non avendo tempo, mi limito a elencare: elusione della tassazione sul tabacco, razionalizzazione delle procedure contabili, valutazione ambientale preliminare, organici del personale amministrativo, istituti tecnici superiori, pubblica amministrazione con reclutamento e accesso e crediti acquisiti dagli ITS. L'articolo 4, comma 2, modifica la procedura con cui il corso di laurea magistrale in scienze della formazione primaria e il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria devono essere adeguate alle novità previste dall'articolo 12 della norma per l'accesso al corso di specializzazione. Il comma 3 dispone un'ulteriore proroga al 30 novembre 2021, in attesa di un apposito decreto, del termine per l'applicazione di un regime transitorio per la sorveglianza radiometrica per evitare il rischio di esposizione delle persone a livelli anomali di radioattività e di contaminazione dell'ambiente. Nel corso dell'esame in Commissione sono stati approvati pochi emendamenti, che vedremo tra poco. La Commissione poi ha approvato modifiche di carattere formale al testo del decreto-legge attraverso le proposte emendative 1.100, tit. 1 e coord. 1. Ringrazio gli uffici della 10 a Commissione per il prezioso contributo e tutti i suoi componenti, con i quali abbiamo portato avanti un confronto costruttivo, pure nelle diverse posizioni, che ha permesso al decreto-legge di giungere in Assemblea oggi. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, Governo, ho chiesto di intervenire sul tema perché ritengo - la relazione fatta mi ha confortato in questa opinione - che le problematiche relative all'aumento complessivo degli effetti degli aumenti dei prezzi sia nel settore elettrico che del gas naturale necessitino di due elementi di riflessione. Innanzitutto il Governo è intervenuto in modo tempestivo quando si sono cominciate ad avere le avvisaglie relative all'aumento sia dell'energia elettrica che del metano e ha stanziato una serie di risorse e - lo rifarà - abbiamo sentito in merito anche il Presidente del Consiglio - con la manovra di bilancio. Il provvedimento, come ha ricordato il relatore, mette sul piatto, per quanto riguarda il quarto trimestre, 1,2 miliardi per il settore elettrico, 608 milioni di euro per quello relativo ai consumi di gas naturale e 450 milioni per rafforzare il bonus sociale sulle bollette. Ciò che, però, a mio avviso, dovrebbe essere un momento di riflessione del Parlamento è il fatto che l'aumento complessivo dei prezzi delle materie prime e l'inflazione stanno diventando variabili che devono essere comprese. Quando, infatti, si sono cominciate ad avere le prime avvisaglie, probabilmente si pensava che si trattasse di un fenomeno contingente; oggi ci si interroga invece - c'è la massima attenzione da parte del Governo, dell'Unione europea e, credo, dell'intera comunità internazionale - sugli effetti e sul fatto che essi in qualche modo dovessero stabilizzarsi. Introduco il tema perché ieri ho ascoltato con una certa attenzione il dibattito sulle vicende delle proteste e il malessere che avvertiamo all'interno del Paese e nella popolazione. Probabilmente ci dovremmo interrogare sui motivi che ci sono dietro. Mi sono interrogata su ciò che può spingere delle persone a protestare semplicemente per una questione attinente a uno strumento di salute pubblica come il green pass o, se preferite, come giustamente dovrebbe essere chiamato, il certificato sanitario. Mi sono chiesta se è possibile che sia solamente questo il motivo che porta tanta rabbia in un momento in cui alla fine il Paese, pur con tutte le difficoltà che conosciamo, si è ripreso, ha affrontato la campagna di vaccinazione, ha risolto una serie di problemi e ha attivato una serie di procedimenti, compreso il fatto che stanno tangibilmente arrivando i flussi finanziari dall'Europa. E la risposta che mi sono data è stata che ogni giorno i cittadini, al di là dell'opera che fa soprattutto il Governo, ma anche il Parlamento nella traduzione dei provvedimenti, vanno a fare benzina e credo che oggi l'incertezza che viene trasmessa e che le persone avvertono sulle proprie spalle non sia solamente legata al timore di una nuova ondata pandemica, delle chiusure e di tutto il resto, ma a quello che vedono nelle proprie tasche, a fronte di un aumento dei prezzi che, a cominciare da quelli delle bollette - questione affrontata immediatamente dal Governo con un decreto - adesso a cascata sta interessando tantissimi settori. È di ieri la notizia che il Ministero dell'agricoltura ha assunto una serie di iniziative proprio per il contenimento dei prezzi di beni di primissimo consumo (come ad esempio del latte). Penso che la contrapposizione cui ho assistito ieri e che si riferiva alle questioni relative a pro vax, no vax, pro green pass o no green pass, debba essere analizzata più a fondo. In primo luogo per capire che evidentemente ha radici diverse e probabilmente sono di natura economica, ma in secondo luogo perché abbiamo il dovere di spiegare anche quello che sta facendo il Governo, che in quest'Aula, rispondendo ad alcune interrogazioni, ha confermato il fatto di avere la massima attenzione su queste tematiche, perché non c'è solo il problema contingente di questo aumento del prezzo del carburante e delle materie prime, ma c'è la necessità che il nostro Paese, naturalmente nel contesto europeo, predisponga e metta in atto tutta una serie di strumenti strutturali per evitare aumenti sconsiderati di generi che definisco - tanto per capirci - di primo consumo, cioè quello che si fa normalmente. Abbiamo quindi da un lato il dovere di comprendere, ma dall'altro anche il dovere di spiegare il fatto che queste sono azioni che si stanno portando avanti a livello europeo. Non a caso, è stato ribadito più volte e con forza il percorso che ci deve portare ad un'autonomia strategica, che vuol dire che se l'Europa - e con l'Europa l'Italia - dipende da troppi Paesi esteri per tutta una serie di forniture, è chiaro che poi si trova a dover combattere con l'inflazione da una parte, ma soprattutto con questo aumento dei prezzi, perché non riesce a governare il sistema. È chiaro che sono stati compiuti atti importanti. Ad esempio, questa cosa è passata un po' sotto silenzio, ma gli annunci statunitensi relativi al fatto che non verranno più posti i dazi in rapporto a degli accordi di carattere internazionale sono sicuramente un fatto rilevante, così come sono rilevanti le azioni che si stanno ponendo in essere per consentire la diversificazione degli approvvigionamenti delle materie prime. Il relatore ha ricordato un aspetto che condivido, per fare un esempio di come si possa reagire. Per molte famiglie, l'impatto relativo alle bollette elettriche è stato limitato grazie al fatto che venivano approvvigionati attraverso fonti di energia alternativa. Con questo ragionamento voglio dire che dobbiamo essere consapevoli che le azioni e soprattutto le risorse che il Governo stanzia per il problema delle bollette di energia elettrica e gas metano si ricollegano a interventi contingenti, ma l'attenzione delle forze politiche si deve concentrare sulla percezione che oggi i cittadini hanno e che, a mio avviso, è profondamente influenzata dall'aumento dei prezzi perché tutti i giorni, o quasi, fanno benzina. Questo è quello che passa e tale aspetto non va quindi trascurato. In secondo luogo, va capito e spiegato quello che il Governo (sostenuto da quasi tutte le forze parlamentari) sta facendo in questa fase con provvedimenti come quello in esame e con le iniziative assunte dai Ministeri competenti. In terzo luogo, va seguita e spiegata con grande attenzione e forza, nonché supportata, l'operazione che tutta l'Europa sta compiendo per evitare una problematica legata a inflazione, aumento dei prezzi e altro ancora (mi riferisco a rame, chip ). In caso contrario, rischiamo che i tanti sforzi che stiamo facendo adesso non vengano percepiti con la dovuta attenzione nel Paese, o magari si trasformino in forme di protesta che hanno un bersaglio diverso da quello vero, che a mio avviso è quello di carattere e natura economica. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mollame. Ne ha facoltà. MOLLAME (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, assistiamo ormai da un anno esatto alla crescita dei prezzi di tante materie prime come acciaio, rame, minerali come il magnesio, alluminio, petrolio, metano e anche materie prime alimentari come grano e cereali. L'incremento dei prezzi è dovuto a tante concause, tra cui - sicuramente - la ripresa che timidamente un anno fa, dopo alcuni mesi di lockdown , il mondo globalizzato ha cominciato a intraprendere. Oggi famiglie e aziende stanno pagando un prezzo molto alto. L'aumento dei prezzi del gas e soprattutto del petrolio, dopo la lieve flessione di qualche settimana fa, dà ancora segni di crescita. Atteso che gli analisti del mercato abbiano ragione nel dire che dopo il primo semestre del nuovo anno i prezzi torneranno a scendere, resterebbe comunque da passare un lungo inverno. È chiaro anche che la crescita del costo dell'energia ha ripercussioni dirette su tutti i prodotti (dalle materie prime per l'estrazione, ai lavorati), ma anche sui servizi. Qualcuno ha parlato di concomitanza e tempesta perfetta. Io parlerei di addendi di semplici eventi che, sommati, hanno poi dato un gravoso totale. Mi riferisco, in primis, alla richiesta dei Paesi asiatici, che hanno ripreso a pieno ritmo la loro attività produttiva un po' prima dell'Europa, ma anche ai processi di trasformazione dei sistemi di combustione di tante acciaierie, da carbone a metano. Penso alla riduzione di produzione degli impianti eolici del Nord Europa, dovuta semplicemente ad aspetti di carattere climatico (i venti non ci sono stati). Penso inoltre alla riduzione dell'estrazione del metano in Norvegia per semplici interventi manutentivi che sono stati eseguiti durante il periodo del lockdown . Ci sono dunque tanti fattori e varie cause, che in un sistema economico come il nostro, diventato incontenibilmente energivoro, hanno generato l'ennesima pesante crisi. Onorevoli colleghi, sono passati quasi cinquanta anni, ma tanti di noi si ricorderanno dell' austerity , quando il Consiglio dei ministri, convocato il 22 novembre 1973, varò diverse misure restrittive. La domenica si andava in giro con la bicicletta e confesso che da ragazzino ne ero anche felice. Fu vietata la circolazione dei mezzi motorizzati privati e i velivoli, fu ridotta la pubblica illuminazione delle città e i locali cominciarono a chiudere prima la sera. C'entrava anche allora il canale di Suez, che anche qualche mese fa è rimasto bloccato, sebbene per un breve periodo, aggiungendo un altro carico sul problema dell'incremento dei costi delle materie prime che oggi stiamo soffrendo. È chiaro che allora non c'era la dipendenza che abbiamo oggi nell'uso dell'energia, ma continua a esserci la medesima dipendenza che avevamo allora nei confronti di materie prime che non possediamo, se non per esigue quantità: mi riferisco nella fattispecie proprio al metano e al petrolio. Con il provvedimento in esame, che cerca di contenere gli effetti dell'aumento dei prezzi, con una parziale compensazione di quelli che vengono definiti oneri generali di sistema per il trimestre in corso, con la riduzione dell'aliquota IVA e il rafforzamento del bonus sociale per i clienti domestici economicamente svantaggiati o in gravi condizioni di salute, è certo che andiamo a mettere una toppa ad uno spiffero freddo che entra in casa nostra e lo facciamo per la prima parte della stagione invernale. È ovvio che si dovrà intervenire ancora, a meno che il fenomeno non rimanga congiunturale, senza diventare strutturale, come auspichiamo. Resto però convinto del fatto che una quota residuale di tipo strutturale rimarrà comunque, perché epocali sono i fenomeni che stiamo vivendo in questo inoltrato inizio di secolo, epocale è il fenomeno pandemico globale, come è epocale il cambio di passo di tanti Paesi che stanno vivendo una nuova rivoluzione industriale, che sta cambiando le sorti del pianeta, e la sempre maggiore richiesta di materie prime, dai metalli, alle risorse agroalimentari, come accennavo in precedenza. Tornando al tema delle risorse energetiche, oggi più che in passato occorre lavorare con urgenza ad un piano strategico nazionale (Applausi) , che tenga conto delle problematiche che sinteticamente ho testé riportato e della tanto conclamata e necessaria transizione sostenibile, compatibile con le esigenze di un sistema industriale in esercizio - non dimentichiamolo - ma che soprattutto cerchi di colmare la dipendenza da materie prime, che sappiamo procurarci, ma che non abbiamo, per le quali siamo soggetti alle fluttuazioni del prezzo, secondo le classiche ed elementari leggi di mercato, della domanda e dell'offerta. Oggi la transizione eco-sostenibile potrebbe diventare per l'Italia perfino economicamente vantaggiosa. Mi spiego meglio: l'unica fonte di energia di cui il pianeta dispone è quella solare e da questa poi derivano il vento, l'acqua utilizzabile in termini di energia cinetica, le biomasse, ma anche il metano, il petrolio e il carbone. È certo che in Italia abbiamo il sole, il vento, l'acqua in centinaia di invasi già realizzati e costruiti, e anche le biomasse. Ebbene, è su queste fonti (sole, vento, acqua e biomasse) che dobbiamo lavorare e investire con urgenza, proprio per ridurre la dipendenza dal metano e dal petrolio. Abbiamo iniziato e dobbiamo continuare, accelerando i processi necessari; lo dobbiamo fare sfruttando tutte le risorse diffuse, anche le più piccole. Dobbiamo utilizzare i tetti di cui disponiamo, quelli degli edifici industriali, artigianali e civili; dobbiamo utilizzare il vento, il moto ondoso, gli invasi artificiali esistenti. Voglio puntualizzare anche un aspetto fondamentale: mi voglio soffermare sull'esigenza, non più procrastinabile, di riuscire a superare il limite dell'accumulo dell'energia elettrica. Mi riferisco al fatto che siamo spesso costretti a fermare gli impianti di produzione da fonte rinnovabile; forse non tutti siamo al corrente di questo fatto. Accade tante volte di dover bloccare la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, nei periodi in cui la richiesta dell'utenza è minima; ad esempio accade di dover fermare gli impianti eolici esistenti. La soluzione c'è ed è quella di accumulare l'energia che si può già produrre e i cui picchi vengono tagliati. E lo possiamo fare nel modo più pulito e nel massimo rispetto dell'ambiente, raccogliendo il deflusso degli impianti idroelettrici in bacini a quota inferiore per ripomparlo, con l'energia dei picchi da fonte rinnovabile che oggi tagliamo, nell'invaso originario a quota superiore. Questi interventi non si fanno in pochi mesi, né in un anno; proprio per questo serve un piano urgente che programmi i necessari studi di fattibilità. Diversamente, rincorreremo sempre in emergenza, con provvedimenti urgenti. Oggi è il momento di programmare, nel rispetto del nostro pianeta; i fondi ci sono. È una richiesta espressa che avanzo al Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Anastasi. Ne ha facoltà. ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, capita raramente, nella storia di un Paese, che un decreto-legge così breve e così piccolo (appena tre articoli che parlano di bollette, più altri tre che parlano di altro) abbia una ricaduta così ampia sulla popolazione. In tre articoli praticamente ci prendiamo cura di tutte le famiglie italiane e di una parte importante delle piccole e piccolissime imprese. Lo facciamo ovviamente a tempo limitato, fino a dicembre, per attenuare un momento di disagio, che però - com'è stato ampiamente descritto in quest'Aula - è un disagio di lungo periodo, che proviene non dall'Italia, ma dai venti freddi dell'Europa dell'est e che ha origini lontane. Dobbiamo dedicare due minuti per fare un'analisi di tale disagio. In realtà, la questione politica che sottende questo decreto-legge è proprio la nostra incapacità di programmare una politica energetica per tempo. Non è un caso che il vice presidente della Commissione europea Timmermans abbia quasi chiesto scusa ai cittadini europei, dicendo che, se avessimo iniziato dieci anni prima le politiche sulle energie rinnovabili, oggi non ci saremmo trovati in questa condizione. Il mio intervento si concentrerà sui primi tre articoli di questo decreto-legge, perché l'articolo 4 parla totalmente di altro, con buona pace di chi, dal Colle in giù, dice che i decreti-legge devono essere omogenei. In realtà questo è tutt'altro che omogeneo. PRESIDENTE. Senatore, è una sua diretta interpretazione; assolutamente non chiamiamo in causa chi non ha alcuna responsabilità. ANASTASI (M5S) . Assolutamente; facevo una semplice una considerazione. PRESIDENTE. È una considerazione che non trova concreto riscontro in quello che sta dicendo. È una sua personale considerazione che però non ha fondamento. ANASTASI (M5S) . Questa è una sua considerazione, Presidente. Dicevo che la questione politica riguarda la programmazione della nostra politica energetica, che solo negli ultimissimi anni ha cominciato a concentrarsi sul nostro orizzonte temporale futuro, ovvero verso le energie rinnovabili, verso una sostenibilità energetica migliore. Ovviamente questo è avvenuto con gli ultimi due Governi, Conte 1 e Conte 2; prima si è fatto veramente ben poco. Le politiche energetiche non si improvvisano; essendo politiche di lungo respiro, esse devono cambiare l'approccio imprenditoriale di un Paese e l'approccio ai consumi. Ebbene, lo abbiamo fatto, per esempio, con leggi totalmente rivoluzionarie. Penso, ad esempio, al superbonus che va proprio in questa direzione, semplicemente prevedendo che possiamo ridurre gli usi finali di energia, tra l'altro portandoci dietro benefici ambientali e occupazionali, scardinando così quel modo di pensare becero di alcune forze politiche che dicono no alla transizione ecologica perché ha un costo insostenibile. Non è così. Se lo Stato fa quanto gli compete, e cioè, sposta la fiscalità da usi impropri a usi propri e rivoluzionari, si creano milioni di posti di lavoro. Solo il superbonus ha creato 135.000 unità di lavoro in più. Signori, sono dati reali; sono persone occupate, imprese che stanno lavorando e che porteranno nel lungo periodo l'effetto di ridurre l'uso dei fossili, e se riduciamo l'uso dei fossili, ridurremo anche la bolletta energetica perché le bollette energetiche riflettono semplicemente la più vecchia legge dell'economia, la legge della domanda e dell'offerta: riduci la domanda di energia, abbassi il costo dell'energia. Ecco che con una legge che abbiamo indirizzato al settore civile, che è responsabile dell'uso del 40 per cento dell'energia, ci ritroviamo con maggiore resistenza e resilienza del nostro sistema energetico, con più posti di lavoro e con bollette più basse; quindi, riduciamo le bollette attraverso questa legge. Peraltro, la legge è stata recentemente modificata dalla "arrivanda" - passatemi il termine - manovra di bilancio, che speriamo arrivi presto. Non sembra in realtà che sia rinnovata nel migliore dei modi; vedremo se il Governo di migliori saprà interpretare bene le varie sollecitazioni che provengono da tutto il mondo imprenditoriale: Confindustria, imprese, banche, tutto il mondo che, grazie a questa legge, si è messo in moto. Stiamo parlando di politica energetica. Dovremmo ridurre l'uso di gas, che è il responsabile dei rincari. Dico solo che nell'ultimo anno il gas è aumentato del 400 per cento: un prezzo che si forma all'estero, su cui non abbiamo alcun potere, non possiamo incidere minimamente. Dico questo anche con buona pace di chi in Italia - mi rivolgo ad alcune forze politiche - dice che dobbiamo trivellare di più per avere gas italiano. Ma di cosa stiamo parlando? Abbiamo idea di cosa stiamo parlando? In Italia consumiamo cinquantatré miliardi di metri cubi di gas e ne estraiamo tre: cinquantatré contro tre, ragion per cui con quello che estraiamo non abbiamo alcuna possibilità di influire sul prezzo. Peraltro, l'estrazione spesso viene fatta da compagnie straniere che poi rivendono il gas sui mercati internazionali; quindi, potremmo anche raddoppiare la produzione e non arrivare sostanzialmente ad alcun risultato. Non serve a niente trivellare maggiormente i nostri mari e soprattutto la nostra terraferma. Si parla della Val di Noto - centro di eccellenza - come possibile sito per un pozzo petrolifero. Per far capire un po' quello di cui stiamo parlando. Tutto questo ci spinge verso un uso più responsabile e migliore dell'energia. Dobbiamo ridurre l'uso del gas. Se vogliamo abbassare il costo delle bollette agli italiani, dobbiamo diminuire gli usi del gas e non aumentarne la produzione. Questa è la logica dell'idraulico: se hai una perdita, vai a riparare il danno e non ad aumentare la portata perché altrimenti il problema si aggrava. Bisogna ridurre l'uso del gas finale e del petrolio anche con buona pace di chi in televisione l'altro giorno ha detto che diminuiremo il costo delle bollette agli italiani - udite, udite - usando i soldi del reddito di cittadinanza. Questa è veramente bellissima. Mi sono messo a ridere per non piangere: si utilizzano i soldi di chi è in povertà assoluta per darli a chi è in povertà energetica. La solita guerra tra poveri e, poi, in Commissione e in Assemblea si spinge per dare una mano ai petrolieri. Complimenti. C'è da vergognarsi. Coloro che hanno pronunciato queste parole dovrebbero vergognarsi. Chiediamo strutturalmente di continuare la strada tracciata dagli accordi europei, dal Protocollo di Kyoto, dagli Accordi di Parigi, con gli obiettivi del 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, di attivare i pochi risultati ottenuti nella recente Cop26, piantando un milione di alberi. Signori miei, la cattura e il sequestro della CO2, da qualcuno citati, rappresenta una tecnologia che in Italia vogliamo implementare, ma che in America è stato dimostrato essere inutile, antieconomica e contro l'ambiente. E adesso noi vogliamo implementarla in Italia? No, noi dobbiamo attuare l'unica misura possibile per catturare e sequestrare la CO2 e cioè piantare più alberi. Dobbiamo piantare miliardi di alberi, come è stato stabilito nella Cop26. Dobbiamo poi sostanzialmente aumentare la flessibilità del sistema, implementando le comunità energetiche che in Italia non esistevano e che abbiamo portato noi, che ci aiuteranno a pagare meno bollette e ad utilizzare meglio le energie rinnovabili. Le comunità energetiche aiuteranno l'intero Paese. È una misura che ha realizzato orgogliosamente il MoVimento 5 Stelle, l'unica vera forza ecologista presente nel Parlamento. (Applausi) . Lo rivendico perché il mio Gruppo lo ha dimostrato con i fatti e non solo a parole. Signor Presidente, in conclusione vorrei rilevare che noi ripresenteremo comunque durante l'esame del disegno di legge di bilancio tutti gli emendamenti che per mancanza di copertura sono stati bocciati e vado anche qui a favore dei venditori di energia elettrica e gas che pagano in più oneri concessori ai Comuni, riversando poi i sovraccosti sui loro clienti. Ripresenteremo tutte le misure bocciate per andare a favore delle famiglie e delle imprese italiane. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, al di là dei toni trionfalistici che abbiamo appena ascoltato e delle dichiarazioni ed enunciazioni del Governo secondo cui le bollette oggi sono aumentate, domani si abbasseranno nuovamente e nel 2023 saranno ai livelli dei primi mesi del 2021, ci duole segnalare e fotografare, giusto per avere contezza di quello che accade veramente, una situazione abbastanza difficile. Una situazione abbastanza difficile che il provvedimento al nostro esame va ad intercettare solo in parte e in maniera assolutamente emergenziale. Ormai però sembra che in Italia tutto sia emergenza anche quando ormai la pandemia o i problemi energetici sono di dominio pubblico da anni, ci si rende conto e si viene ogni volta travolti dalle emergenze come se fossero processi ineludibili e assolutamente non preventivabili o quanto meno non pianificabili. Credo invece che ci sia un problema di base. Manca una strategia energetica, problema acuito, tra l'altro, da una visione prettamente ideologica di quella che dovrebbe essere la transizione ecologica, cioè di quella che dovrebbe essere l'energia non oggi ma tra qualche anno. Al di là di questo, sono convinto tra l'altro che la continua decretazione di emergenza e il continuo rincorrere le questioni non aiutino nemmeno la fiducia che i cittadini poi hanno nei confronti di questo Parlamento e anche di questo Governo. Ipotizziamo che sia vero che c'è stato un effetto Draghi, che con la sua grande autorevolezza, la sua grande conoscenza, la sua grande capacità di relazioni anche in Europa, ha aiutato nel primo periodo la gente a tranquillizzarsi. Faccio il sindaco e nel mio Comune - come in tutti gli 8.000 Comuni d'Italia - quando c'è un problema, quando c'è un'emergenza, è atavico che, indipendentemente dal colore del sindaco, la popolazione si stringa attorno a lui e lo veda come punto di riferimento; è una cosa pressoché normale. È accaduta la stessa cosa con Draghi. Oggi però tanti nodi stanno venendo al pettine, soprattutto grazie al fatto che ci si trova nel semestre bianco e quindi i partiti politici che sostengono la maggioranza, che fino a ieri in qualche maniera piegavano il capo oppure, con una forma di accondiscendenza un po' forzata, non osavano nemmeno criticare l'operato di Draghi, abbiamo visto che invece cominciano ad alzare un po' la cresta, forse sperando o pensando che, una volta votato il Presidente della Repubblica, ci si liberi anche di quello che ormai cominciano a definire "il fardello Draghi", per riprendere un controllo un po' più preciso e puntuale della situazione. E li capisco anche, perché quando da dieci anni non vinci un'elezione, ma regolarmente ti trovi al Governo della Nazione (Applausi) , fai di tutto perché nessuno disturbi il manovratore occulto. Ma in tutto questo c'è una Nazione, la nostra, che guarda caso soffre più delle altre. In Portogallo infatti di questi aumenti dell'energia non se n'è accorto nessuno; in Francia se ne sono accorti in maniera - diciamo così - leggera; in Italia, guarda caso, i cittadini se ne accorgono dalle bollette. Addirittura vi è un Governo che annuncia l'aumento delle bollette e che, anziché pianificare da subito un intervento, prima si premura di mettere la mano avanti dicendo che aumenteranno le bollette e dopo, quasi con una missione salvifica, arriva a mettere a terra qualche miliardo, sempre a debito (non si creda che questi miliardi siano scesi per il camino o li abbia portati Babbo Natale), riuscendo quasi a farci credere che se non ci fosse stato questo Governo oggi, le bollette sarebbero esponenzialmente più alte. Mi sembra leggermente disonesto intellettualmente il solo pensare che possa essere così. In realtà, quello che è accaduto è molto più semplice: manca una strategia nazionale sull'energia; molto più probabilmente, manca una vera strategia nazionale che vada al di là del contingente. Non c'è un Governo di lunga veduta e non può esserci, perché questa è una maggioranza raffazzonata che va dalla Lega e Forza Italia al MoVimento 5 Stelle, e che non può avere una visione strategica della Nazione, perché in essa ci sono dentro almeno cinque visioni differenti della Nazione. È evidente che continuate sempre ad arrovellarvi sulla vostra presunta capacità di risolvere i problemi attuali. In realtà, i problemi oggi non è che vengono solo dalle bollette delle famiglie. Cito ad esempio il caso degli artigiani di Murano, che dall'inizio dell'anno si sono visti aumentare il costo del gas del 400 per cento. Quello è un settore che, se non esiste una politica di pianificazione, non si accontenta di sapere che dal 2023 - come voi dite - le bollette torneranno al valore del 2020. Per quanto voi possiate essere credibili, non credo che la maggior parte degli italiani creda alle vostre favole; nella stessa maniera non ci credono perché lo toccano con mano tutti i giorni e si rendono conto che non è possibile per loro affrontare almeno un anno e mezzo in condizione di forte difficoltà. Sono costi e aumenti che non riguardano solo il settore artigianale. Pensiamo all'agricoltura, oggi si crede che la speculazione sui prezzi agricoli sia colpa degli agricoltori, ma in proposito ci sono sempre due visioni: quando si abbassano i prezzi non è merito degli agricoltori, ma della grande distribuzione e di chi sta sopra gli agricoltori; quando invece aumenta il costo delle materie prime è sempre colpa degli agricoltori, che, guarda caso, sono schiacciati dalla filiera e si vedono riconoscere una legge sulle pratiche sleali che di fatto è una cartina tornasole, perché non risolve il loro grande problema della fissazione di un prezzo minimo, come già accadeva. In Italia avevamo l'ammasso del grano, lo abbiamo smantellato insieme ai grandi consorzi, convinti che lì si annidassero i costi della politica nazionale; poi ci siamo resi conto, invece, che il grande costo di questa Nazione è il non fare strategia e l'essere al traino della strategia altrui, tant'è che addirittura la presidente von der Leyen sostiene che dovremmo fare una riserva europea di energia, perché abbiamo una dipendenza di gas del 90 per cento. Mamma mia che grandissima scoperta! Complimenti alla presidente von der Leyen che oggi, con l'aumento delle bollette, si rende conto della dipendenza anche per le imprese europee. Passando alle questioni di carattere nazionale, è vero che avete stanziato qualche miliardo sul provvedimento in esame. Beh, ne avete messi anche sul reddito di cittadinanza e continuate a destinarli a quel provvedimento che è un'altra mazzata per le imprese; pertanto, a fronte di questa mazzata che voi intendete dare al fato avverso, cioè all'aumento dei prezzi, si aggiunge quella da voi scelta, cioè di fare in modo che le imprese non trovino dipendenti, perché voi li pagate per rimanere a casa a non fare nulla. Non è quindi vero che siete a fianco delle imprese. Voi acuite la loro crisi con le vostre scelte scellerate (Applausi) : da una parte la scelta di non fare un piano strategico nazionale, dall'altra la decisione di porre in essere politiche ideologiche, come quella del reddito di cittadinanza, che hanno messo in ginocchio migliaia di datori di lavoro. Ma chi se ne importa? Una parte di voi li ha sempre definiti «prenditori», quindi quelli non si toccano. Visto che questi sono i preludi e questa è la situazione attuale, mi sembra evidente che noi siamo l'unico spicchio di Parlamento che oggi può addirittura permettersi di fare certe richieste. Sembra quasi che siate voi, con una sorta di benevolenza, ad accordarci la possibilità di dissentire rispetto a quello che dite. Guardate che quello che noi diciamo all'interno di quest'Aula, lo esprime la stragrande maggioranza degli italiani fuori di qui, perché il giorno in cui, tosto o tardi, darete ai cittadini la possibilità di votare, vi renderete conto che quelli che sono maggioranza oggi in quest'Aula non lo sono più nel Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, quest'estate ha avuto un grande impatto mediatico, come abbiamo registrato tutti quanti, la notizia che con le riaperture, il riavvio delle attività economiche e la ripresa si riscontrava un notevole rincaro delle bollette elettriche, quindi un aumento del 40 per cento dei costi per famiglie e imprese. Si tratta di una notizia che ha avuto un grande impatto politico, però finalmente ha riportato al centro del dibattito politico stesso il tema del caro bollette. Da subito ci siamo mobilitati tutti quanti, le forze politiche e il Governo, perché una tegola di questo genere, in un momento così particolare per il nostro Paese, non doveva e non deve esserci assolutamente. Siamo usciti da una fase difficile, finalmente intravediamo la luce in fondo al tunnel, quindi in questo momento particolare non possiamo assolutamente piegare i cittadini e le imprese con questi aumenti spropositati. Il tema del caro bollette è dunque ritornato prepotentemente al centro del dibattito politico, però ricordo molto bene che noi ci eravamo già interessati anche in passato al tema. Infatti, proprio nel periodo di chiusura e di lockdown , in cui si approvavano provvedimenti di sostegno alle famiglie e alle imprese, noi di Forza Italia abbiamo sempre posto al centro delle nostre attività politiche e delle nostre iniziative il tema dell'energia e dell'aumento dei prezzi, ma soprattutto del sostegno ai consumi delle famiglie. È quindi un tema assolutamente non nuovo ed è a noi molto caro, soprattutto per ciò che riguarda gli oneri di sistema, legati ai costi fissi per le aziende e dell'energia per uso domestico e familiare. Che cosa ha fatto il Governo a settembre? Continuando a seguire la scia, di uno Stato pronto ad aiutare cittadini e imprese in un momento particolare, ha emanato questo decreto-legge, perché gli effetti della crisi economica hanno colpito tanti settori; il blocco delle attività e subito dopo la ripresa hanno portato in questo momento particolare, dopo l'estate, ad un aumento dei prezzi, soprattutto delle fonti energetiche. Questo è stato un grave problema. Come succede sempre, gli aumenti dei prezzi alla fonte si scaricano sugli utenti finali e quindi su famiglie e imprese. I dati stimano che gli aumenti avrebbero inciso sulle famiglie, già a partire dall'imminente periodo natalizio, per circa 500-1000 euro l'anno in più a famiglia. Non possiamo permetterci tutto questo ed è necessario intervenire. È quello che il Governo e questa maggioranza stanno facendo con il decreto-legge in esame. Un'altra misura di aiuto e sostegno, analoga a quella per le famiglie, che poi esamineremo nello specifico, è quella per le imprese. Si è diffusa la notizia di tante grandi imprese in territori importanti, in tutta Italia, che stanno decidendo di ridurre la produzione e i consumi di energia in questo momento particolare. Non ce lo possiamo permettere, perché nel momento in cui stiamo rincorrendo con forza la crescita del nostro Paese, non possiamo pensare che le aziende rallentino o sospendano persino la produzione. È una spirale pericolosa che va disinnescata, perché in questo momento la priorità è la ripresa economica, che non può essere messa a rischio o limitata da questi aumenti intollerabili. Ecco perché è stato varato questo decreto-legge, che va a sostegno delle famiglie e delle imprese con circa 4 miliardi, che si aggiungono a quelli che stanzierà la manovra finanziaria in arrivo. Pertanto il tema del caro bollette oggi è centrale e non si esaurisce nel dibattito politico sulla conversione di questo decreto-legge, ma continuerà nella manovra finanziaria. Circa 3 milioni di famiglie oggi beneficeranno del bonus sociale elettrico, quelle che hanno redditi bassi e un ISEE basso, compresi i pensionati e le famiglie in difficoltà per problemi di salute e che utilizzano in casa strumenti elettromedicali. Per questi 3 milioni di famiglie oggi gli aumenti saranno completamente annullati. Poi vi sono 6 milioni di piccole imprese, che hanno un'utenza a bassa tensione, fino a 16,5 chilowatt, e altri 20 milioni di clienti domestici per i quali vengono azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il quarto trimestre 2021. È una misura imponente quella sulla riduzione degli oneri di sistema che chiedevamo da tempo, che oggi siamo riusciti ad ottenere. Vi sono anche 2,5 milioni di famiglie che usufruiranno del bonus gas, per cui sono quasi azzerati gli effetti previsti dall'aumento della bolletta nel quarto trimestre 2021. Anche l'IVA sugli utenti di gas naturale, famiglie e imprese, che in molti casi è del 10 o del 22 per cento, è portata al 5 per cento e gli oneri di sistema sono azzerati. È una misura necessaria in questo momento particolare. Chiaramente ci viene imputato che questa è una misura temporanea, però, come dicevo, non finisce qui, perché continueremo a lavorare e a tenere la questione al centro del dibattito, anche in manovra finanziaria, per sostenere le famiglie e le attività economiche. La crisi economica ha investito tanti settori. Sicuramente le imprese, in particolare quelle di maggiori dimensioni, sono energivore, come si usa definirle; ma noi dobbiamo fare in modo che anche le tante attività commerciali e di servizi (perché anche loro utilizzano l'energia) riescano a rientrare oggi tra le categorie definite energivore, affinché possano beneficiare di questi bonus e, in questo particolare periodo di rincorsa alla crescita, usufruire delle misure che stiamo approntando, in un'ottica che vada oltre l'emergenza del momento. Per quanto è necessario pensare a una revisione che riguardi i settori che devono essere coinvolti, perché il discorso non si ferma al decreto-legge n. 130 del 2021, ma viene portato nel dibattito sulla imminente manovra finanziaria, con la previsione di ulteriori risorse a sostegno a fronte del caro bollette. Sono questi i passaggi fondamentali, che si aggiungono alle altre misure che in questo momento particolare il Governo ha varato, proprio per far sentire, con forza, l'aiuto e il sostegno dello Stato nei confronti delle famiglie e delle imprese. È chiaro che saranno necessari ulteriori passaggi, perché occorre una riforma strutturale, che preveda la possibilità di trasferire, anche gradualmente, sulla fiscalità generale gli oneri di sistema che gravano sulla bolletta elettrica e interventi sull'IVA applicata in bolletta. Il momento è propizio. Ora dovremmo adottare proprio queste scelte. Parliamo tanto di transizione ecologica: è forse arrivato il momento giusto, visto che abbiamo aperto la discussione sull'energia, di parlare seriamente di questo tema e di adottare interventi a favore dei nostri cittadini e delle imprese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pianasso. Ne ha facoltà. PIANASSO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, il tema della discussione odierna è quanto mai importante e vitale per tante famiglie ed aziende del nostro Paese. L'aumento incontrollato dei costi energetici rischia, infatti, di avere un impatto devastante sui bilanci, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione, direttamente ed indirettamente. Direttamente, perché con la stagione invernale alle porte i consumi per luce e riscaldamento sono destinati a crescere; indirettamente, perché l'aumento dei costi energetici per le aziende, a cascata, provocherà un aumento di prezzi dei prodotti finiti, con il risultato di impattare ulteriormente in maniera negativa sui bilanci familiari, anche solo a livello dei costi da sostenere per fare la spesa, considerata la crescita combinata e finora incontrollata dei costi alla pompa del carburante. Basta vedere, già rispetto ad un anno fa, quanto siano aumentati i prezzi al dettaglio di molti prodotti. La situazione si è aggravata dopo che il costo dell'energia elettrica ha subito un deciso incremento dal secondo trimestre del 2020 all'agosto di quest'anno, passando da 16,08 a 22,89 centesimi di euro per kilowattora, stando ai prezzi del servizio di maggior tutela. Nel frattempo, però, i prezzi sono materialmente cresciuti in maniera considerevole. Basti pensare che il prezzo del petrolio è aumentato del 200 per cento dalla primavera del 2020 e quello del gas naturale del 30 per cento solo negli ultimi tre mesi. Quest'ultimo aspetto è particolarmente importante per la situazione del nostro Paese, visto che il gas naturale è impiegato per produrre il 40 per cento dell'energia elettrica. Tale situazione è stata provocata da una combinazione di fattori, tra i quali la minore disponibilità di gas prodotto direttamente in Europa e la diminuzione delle forniture dalla Russia, dalla quale l'Europa è fortemente dipendente in materia energetica. Senza volersi addentrare in considerazioni di ordine geopolitico, è evidente che la posizione dell'Italia è quanto mai debole, stando la notoria dipendenza energetica dalle forniture estere per coprire il fabbisogno interno. Si tratta di una condizione che in casi come questo, di aumento sconsiderato dei prezzi per effetto anche di indubbie speculazioni, accentua la fragilità della nostra economia. In tal senso, l'abbandono frettoloso della produzione energetica tramite centrali nucleari si sta rivelando dannoso per il nostro Paese dal punto di vista economico. (Applausi) . Il tema delle energie rinnovabili è sfruttato sempre in maniera ideologica senza dati concreti, ma la verità è che circa il 10 per cento del consumo di energia elettrica in Italia deriva dal nucleare ed è tutta di importazione, prevalentemente dalla vicina Francia, la quale peraltro produce circa il 75 per cento della propria energia elettrica con le centrali nucleari. Noi abbiamo rinunciato a produrre energia nucleare per ragioni ambientali, ma la compriamo oltralpe, con il risultato che paghiamo qualcosa che avremmo potuto produrre in casa, senza per questo essere al riparo dai presunti rischi legati alla sua produzione. Se c'è una lezione che ci deve servire per la crisi in cui stiamo dibattendoci, questa è rappresentata dal fatto che dobbiamo lavorare per ridurre il più possibile la dipendenza dalle importazioni di energia. (Applausi) . Se questo deve passare dalla reintroduzione di una produzione nucleare sfruttando le nuove tecnologie ad alta sicurezza e a basso impatto ambientale, allora è bene affrontare il tema, senza piegarsi alla propaganda strumentale dei fanatici dell'ambientalismo che, come ha detto qualcuno, provocano più danni della catastrofe climatica di cui si dibatte. (Applausi) . Il Governo, con il provvedimento di cui discutiamo oggi, ha messo in campo misure straordinarie per attenuare gli effetti dell'impennata dei prezzi di gas e luce, impegnando complessivamente molte risorse. Si tratta di cifre imponenti, ma nemmeno lontanamente sufficienti per coprire l'aumento dei prezzi dell'energia che acquistiamo dall'estero. Infatti, con il pesante sforzo economico studiato dal Governo gli aumenti previsti in bolletta saranno del 29,08 per cento per la luce e del 14,04 per il gas, impattando comunque in maniera gravosa sui bilanci di tante famiglie, ma non solo. Pensiamo, infatti, all'aumento dei costi delle altre materie prime come, ad esempio, l'acciaio e, combinandoli con gli aumenti del costo dell'energia, il risultato sarà di aumenti esorbitanti per i prodotti finali. Se il costo di produzione di un auto aumenta di pari passo con quello delle sue componenti, soprattutto delle parti in plastica e in acciaio, lo stesso avverrà in misura proporzionale con il prezzo al consumatore, con il risultato di diminuire la fetta di potenziali acquirenti. Una riduzione delle vendite di auto si traduce in minor produzione e in minor lavoro in primis per gli operai delle fabbriche di assemblaggio e in seguito per le aziende della componentistica, in un circolo vizioso che potrebbe avere effetti drammatici sull'economia del nostro Paese. L'esempio del settore automobilistico potrebbe essere replicato anche per altri settori. L'incubo di una nuova brutta stagione non è così distante e ovviamente non riguarda solo il nostro Paese, ma l'intera Europa con le debite proporzioni. In questo momento le nostre aziende - parlo in particolare della mia zona, il Canavese, dove peraltro si stampa il 70 per cento dell'acciaio in Italia - stanno vivendo una fase di ripresa, dopo una stagnazione dovuta all'esplodere della pandemia. Questa fase, però, rischia di terminare ben presto se non si pone un freno alla spirale dell'aumento dei prezzi delle materie prime. In questo senso, l'Unione europea è chiamata a svolgere un ruolo straordinariamente importante per evitare, o almeno attenuare, gli effetti di una crisi economica dalle proporzioni ancora non ben definite in tutta la loro gravità. È evidente che l'Italia non può continuare all'infinito a immettere risorse per calmierare i costi dell'energia, serve una risposta strutturale per affrontare le sfide che la situazione attuale ci impone e per pianificare una strategia volta a metterci al riparo dalle dipendenze e dalle importazioni di risorse energetiche. Queste risposte non possono che venire dall'Europa, dove crediamo che il nostro Paese potrà tornare a recitare un ruolo di prim'ordine grazie anche all'autorevolezza, alla competenza e all'esperienza del nostro Presidente del Consiglio. Riguardo alle misure del giorno per contenere gli aumenti delle bollette energetiche, noi della Lega siamo sicuramente favorevoli, pur consapevoli del fatto che si tratta di un palliativo che non può risolvere da solo il problema. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, onorevoli rappresentanti del Governo, il provvedimento di cui parliamo oggi in Aula si è reso necessario per le continue politiche energetiche intraprese da questo Paese nel passato che non sono all'altezza di quanto dobbiamo fare. Davanti a una transizione ecologica necessaria nel nostro Paese, richiesta dai giovani e dai movimenti come Fridays for Future, nati dall'azione di Greta Thunberg, richiesti dal nostro Pianeta e dagli sconvolgimenti climatici che tutte le città del nostro Paese vivono ormai da troppi anni, dovuti al surriscaldamento climatico per via delle emissioni dei gas serra, del metano, del CO 2 , direttamente responsabili, ci troviamo a dover trovare risorse per abbassare il costo dell'energia che consumiamo tutti i giorni. Ma perché ci troviamo a discutere di un provvedimento come questo? Per quale motivo dobbiamo ancora dipendere dai fossili in questo Paese? Per quale motivo continuiamo a parlare di CCS? Per quale motivo, in quest'Aula, continuiamo, dopo due referendum , a parlare di nucleare? (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle è l'unico Gruppo politico che continua a fare atti, a parlare di temi come le energie rinnovabili, gli incentivi per le auto elettriche, il retrofit , la mobilità sostenibile e alternativa, le comunità energetiche. Al nostro Movimento soprattutto e alla formazione di questo Governo si devono la nascita del Ministero della tradizione ecologica e provvedimenti come il super bonus al 110 per cento, che hanno avuto vita grazie al lavoro del presidente Girotto e del sottosegretario Fraccaro. (Applausi) . Siamo contenti che adesso tutti quanti parliate di super bonus, ma un anno e mezzo fa eravamo da soli a portare avanti questa tematica all'interno di quest'Assemblea. Adesso siamo tutti d'accordo che è necessario, manca la componente del Governo che capisca quanto è importante questo provvedimento. Dipendiamo da altri perché la politica anni fa ha incatenato alle fonti fossili questo Paese, che invece di guardare avanti, è rimasto prigioniero e fermo all'utilizzo di queste fonti. Le motivazioni sono state miopia, paura o forse motivazioni peggiori? Questi aumenti delle materie prime ora ricadono sulle bollette di tutti. Il MoVimento 5 Stelle è stato la prima forza politica alla Camera, con Davide Crippa, a parlare del tema con una mozione contro il caro bollette, poi sottoscritta da tutti gli altri Gruppi. Ora con questo decreto interveniamo per 3,5 miliardi per aiutare tre milioni di nuclei familiari. Si interviene per cercare di fermare questi tariffari. Limitare i maxi rincari servirà ad aiutare le famiglie e le piccole imprese e a salvaguardare il nostro tessuto economico-sociale, uscito con danni gravi dalla pandemia che purtroppo ha aperto nuove difficoltà per questo Paese. Come ripeto sempre, per fortuna c'è il reddito di cittadinanza, che alcuni continuano a contestare in questo momento. Ciò dimostra ancora una volta l'assoluta necessità di uscire dalla dipendenza dai fossili. Bisogna intervenire sulla crescita delle energie rinnovabili, sull'efficientamento energetico e sulla diffusione del sistema di accumulo. Logiche esterne all'Italia hanno portato le materie prime a dei massimi storici, a causa della pandemia, delle difficoltà delle filiere di approvvigionamento e delle alte quotazioni per i permessi di emissione di CO2. Tutto ciò ha portato a un aumento superiore al 45 per cento delle bollette elettriche e di oltre il 30 per cento di quelle del gas. Grazie alle misure varate dall'Esecutivo verranno abbassate, ma fuori continueremo ad avere aumenti sulle bollette. Con il precedente decreto su lavoro e imprese sono stati destinati 1,2 miliardi di euro alla riduzione degli oneri sul terzo trimestre. Il provvedimento in esame nasce per contenere gli aumenti dei prezzi di gas ed energia elettrica nel quarto trimestre per circa 3 milioni di famiglie che beneficeranno di un bonus sociale elettrico, per i nuclei familiari numerosi, per coloro con un ISEE inferiore a 8.265 euro, per i percettori di reddito e pensione di cittadinanza e per tutti gli utenti che versano in gravi condizioni di salute. Per quale motivo aumentano le bollette? Occorre considerare il trend in forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, la crescita di oltre l'80 per cento dei prezzi europei del gas nel terzo trimestre rispetto al secondo e i picchi nel mercato all'ingrosso di oltre 70 euro a megawattora nella seconda metà di settembre rispetto all'inizio anno, quando la cifra era pari a 20 euro. Inoltre, il trend è correlato anche al prezzo dei permessi di emissione di CO2, che ha raggiunto un record di quasi 60 euro a tonnellata. A titolo di confronto, si pensi che a settembre del 2020 era pari a 28 euro e che fra il secondo e il terzo trimestre c'è stato un aumento del 13 per cento. I prezzi di materie prime e CO2 hanno avuto forti ripercussioni sui costi nostri e degli altri Paesi che, come noi, sono collegati a queste fonti primarie. Un altro tema molto caldo che vorrei affrontare è quello delle bollette di energia elettrica e gas. Il 59,2 per cento del costo è riconducibile alla materia energetica, il 17,5 per cento al trasporto dell'energia e alla gestione del contatore, il 10,7 per cento agli oneri di sistema (che rappresentano una variegata somma di tematiche) e il 12,6 per cento alle imposte. I costi che noi sosteniamo sono quindi suddivisi tra energia, dispacciamento, perequazione e commercializzazione. Tutto questo aumenta i costi giornalieri. Per questo motivo è fondamentale creare un circuito virtuoso di autoproduzione. (Applausi) . Noi l'abbiamo tracciato e un anno e mezzo fa il presidente Girotto, anticipando tutti i Paesi dell'Europa, ha portato a conoscenza il tema delle comunità energetiche. Solamente con l'autoproduzione potremo uscire da questa impasse. Concludo con una dichiarazione del nostro presidente Conte proprio su questo tema. Sulla questione bollette il momento è propizio per una soluzione definitiva: dobbiamo cogliere l'occasione per alleggerire le bollette una volta per tutte, spostando gli oneri di sistema finalizzati agli investimenti di fonti rinnovabili e allo smantellamento del nucleare nella fiscalità generale, affinché vengano pagati in maniera proporzionale alla capacità di reddito personale, nel pieno rispetto del principio costituzionale della progressività dell'imposizione fiscale. Non ci vuole tanto per capire qual è la strada da intraprendere in questo momento. Il MoVimento 5 Stelle l'ha tracciata: comunità energetiche, super bonus , avvento della mobilità elettrica e incentivi alle auto elettriche, transizione 4.0 e Ministero della transizione energetica. (Applausi) . Si tratta di temi che abbiamo portato noi in Parlamento e che non avevano mai visto la luce. È importante mettere la transizione ecologica al primo punto dell'agenda politica, ora o mai più. (Applausi. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato gli interventi in discussione generale e si tratta di cose che diciamo dal 2013. Stiamo infatti pagando le scelte sbagliate dei decenni passati e il Covid ha semplicemente portato i nodi al pettine. Non c'è molto altro da aggiungere: abbiamo sbagliato le politiche energetiche negli ultimi vent'anni. Nel periodo 2008-2009, con i costi di allora, che erano cinque volte superiori a quelli di adesso e con una efficienza che era comunque più o meno la metà di quella attuale, installammo 9 gigawatt di fotovoltaico. Per chi non è pratico di potenze, ricordo che tutto il parco a gas che abbiamo in Italia è pari a 50 gigawatt . Onorevoli colleghi, in circa un anno installammo dunque una potenza pari ad quinto di tutte le centrali a gas che abbiamo realizzato negli ultimi vent'anni. Lo abbiamo fatto in un anno solo e con prezzi che erano cinque volte superiori a quelli attuali (scansando per un attimo l'aumento dovuto alla pandemia, che rientrerà). Quindi, a livello di rapporto tra costi e benefici, mi dispiace disilludere chi è convinto di poter perseguire altre strade, ma vinceranno le rinnovabili, semplicemente perché costano di meno. La California e la Florida, che non sono propriamente due Paesi governati dal MoVimento 5 Stelle o da associazioni ambientaliste - tra l'altro una è democratica e l'altra è repubblicana e quindi c'è la par condicio anche in questo caso - stanno costruendo non centrali a gas, né tantomeno centrali nucleari, ma centrali a fonti rinnovabili, con affiancati gli stoccaggi, e lo fanno perché costa di meno. Quindi, se vogliamo passare ai fatti, dalle tante parole e dal "bla bla bla" che ho sentito anche oggi, dobbiamo fare una cosa molto semplice: aumentare la produzione delle rinnovabili e questo passa per una semplificazione delle procedure amministrative. Adesso vedremo chi vuole passare veramente dai "bla bla bla" ai fatti, aumentando la produzione da fonti rinnovabili, proseguendo sulle politiche di efficienza energetica, sia dal lato industria, sia da quello della mobilità (ricordo che non c'è solo il tema della mobilità elettrica, ma va fatto anche un discorso di riorganizzazione logistica), sia dal lato del superbonus. I colleghi hanno detto che con il superbonus tagliamo moltissimo i costi di fabbisogno energetico, ma ne approfitto, visto che ne ho facoltà, per dire che così tagliamo anche i costi sanitari. Dobbiamo infatti avere presente che il superbonus serve anche a tagliare i costi sanitari, perché il 60 per cento del particolato presente nelle città - che come purtroppo sappiamo, in Italia, provoca 90.000 morti all'anno e tutte le malattie conseguenti, con i costi che deve sopportare il sistema sanitario e la riduzione delle ore lavorate - è dovuto ai camini delle caldaie. Bisogna quindi insistere con il superbonus, anche per questo motivo economico. Come ho detto prima, anche se in Parlamento sono in pochi che se ne occupano, non c'è solo la questione delle fonti energetiche e del passaggio alle fonti rinnovabili, ma c'è anche il fatto che il mercato elettrico - che sembra non interessarvi, colleghi - non è pronto per il passaggio. Il MoVimento 5 Stelle ci sta lavorando, troppo in solitudine, al fine di cambiare il mercato elettrico. Esso è nato infatti nei decenni passati, quando c'erano le grandi centrali e quindi tutto il mercato era conformato sulle grandi centrali, sulla produzione e poi sul dispacciamento. Colleghi, non so chi di voi conosca il mercato del giorno prima, il mercato dei servizi di dispacciamento, il mercato dei servizi ancillari, gli aggregatori, il capacity market , ma se non riformeremo queste cose, chi sarà nuovamente in Parlamento nella prossima legislatura dovrà spiegare agli italiani perché in questa legislatura non abbiamo riformato il mercato elettrico, con la conseguenza di non essere pronti ad accogliere tutta la produzione da rinnovabili. Invito un po' tutti a studiare di più questo argomento, perché altrimenti la transizione ecologica non si fa. La transizione ecologica per l'80 per cento è transizione energetica e la transizione energetica sono le rinnovabili; se il mercato elettrico non è pronto a recepire le rinnovabili, siamo punto e a capo. Qualcuno ha parlato del solito dibattito sull'aumento delle trivellazioni interne. A parte il fatto che il PiTESAI è molto restrittivo in questo senso (se qualcuno ha letto la proposta), rimane il fatto che, se anche estraessimo più gas o più petrolio interno, cioè italiano, comunque questi verrebbero prezzati con le dinamiche dei mercati internazionali, sulla base del loro costo generale. Pertanto non avremmo chissà quale beneficio. Ovviamente i miei colleghi del MoVimento 5 Stelle hanno già detto che la risorsa è estremamente scarsa e che ne avremmo per poco. C'è sempre il discorso del prezzo: infatti gli investitori stanno venendo per installare le rinnovabili, non per fare nuovi pozzi di petrolio o di gas. Due parole anche sul nucleare, il famoso nucleare. Do una notizia che evidentemente molti non sanno, semplicemente perché non è la loro materia; non gliene faccio una colpa, evidentemente sono esperti di altro. Vi faccio presente che questo famoso nucleare pulito ed economico, cioè la quarta generazione, non esiste; non nel senso che non la concepiamo, ma nel senso che tecnicamente non esiste. È come parlare della fusione nucleare: è una bellissima cosa, ma è ancora allo stadio prototipale. La quarta generazione potrebbe anche essere una bella cosa, ma non è stata assolutamente realizzata. Non parliamo poi dei costi, di cui nessuno ha idea. Anche a livello di sperimentazione e di prototipo, la quarta generazione, cioè una centrale fissile, non a fusione ma a fissione nucleare (pulita, sicura ed economica), non esiste; state parlando di una cosa che proprio non esiste. Leggete i testi scientifici: sono vent'anni che si parla di quarta generazione, ma non riusciamo nemmeno a fare la terza generazione, colleghi. Sono vent'anni che stanno cercando di costruire la terza generazione! (Applausi) . Ma vi rendete conto che in Francia il costo di installazione di una centrale da 1,6 gigawatt è salito a 29 miliardi? Il costo per gigawatt è 10-12 volte superiore rispetto alle rinnovabili: 1,6 gigawatt costeranno 29 miliardi. Ed è terza generazione e non riescono a costruirla. Colleghi, perché il nucleare va avanti? Togliamo la foglia di fico: il nucleare va avanti per questioni militari, esclusivamente per questioni militari. Sono i cittadini francesi che stanno pagando il nucleare. Vi do una notizia: Areva è fallita. (Applausi) . Sono i cittadini francesi che stanno pagando il nucleare e anche EDF è in notevole difficoltà. Mi stupisco poi di alcuni colleghi presenti in Commissione. Sono due anni che andiamo avanti con l'affare assegnato sui rifiuti nucleari. Colleghi, i rifiuti nucleari sono una mission impossible . Non abbiamo la soluzione. (Applausi) . In tutto il mondo, non solo in Italia, non esiste un deposito di rifiuti nucleari della terza categoria, cioè quelli che durano 200.000 anni. Avete idea di cosa significa costruire un deposito che duri 200.000 anni? In che lingua scriviamo le istruzioni per un deposito che deve durare 200.000 anni? Su che supporto le mettiamo? Su carta, su DVD, su una schedina SD, su un computer, su un disco rigido? Su cosa le mettiamo? Detto questo, se vogliamo passare dai "bla bla bla" ai fatti, adesso votiamo questo provvedimento, che è chiaramente un cerotto, e passiamo alle riforme strutturali. Le riforme strutturali sono: più generazione distribuita, più rinnovabili, più efficienza energetica, superbonus, comunità energetiche. E buon lavoro a tutti. (Applausi) . PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto stabilito nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibile, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, l'emendamento 2.0.2. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge. Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, più che per illustrare un emendamento, vorrei utilizzare il tempo a disposizione per fare alcune riflessioni su di esso e, più in generale, su quanto ha appena annunciato, e cioè l'esclusione di un emendamento per estraneità di materia. La domanda che allora vorrei rivolgere a lei, Presidente, così come agli uffici del Senato, all'Assemblea e alla Commissione, è qual è la materia di questo decreto-legge. Qual è la natura - o, meglio, il perimetro - di questo provvedimento? Presidente, lei ha appena dichiarato l'emendamento 2.0.2 inammissibile per estraneità di materia. Non entro nel merito, però le voglio far notare che il titolo del decreto-legge arrivato all'attenzione del Senato e della Commissione reca: «Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale». Ora, se questo è il titolo del provvedimento ed è il perimetro preciso e non discutibile all'interno del quale decidere qual è la materia estranea, perché c'è un comma che parla di modifiche dei piani di studio e di modalità attuative e organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica? (Applausi) . Me lo sa spiegare, Presidente? Cosa c'entrano l'inclusione scolastica e i corsi di pedagogia con le bollette del gas? Questo non è un tema su cui sorridere: il Governo può emanare decreti-legge di dubbia urgenza su materie eterogenee, ma lo stesso Governo e il Senato impediscono ai parlamentari di introdurre argomenti molto più attinenti, perché cade la tagliola dell'inammissibilità. Le chiedo ancora una volta, Presidente, che cos'è ammissibile e cosa inammissibile e qual è il criterio per cui si decide che un emendamento è ammissibile o meno. (Applausi) . Qual è il perimetro di questo decreto-legge? Presidente, mi riservo di intervenire nuovamente più tardi. Dico solo che in fondo al fascicolo degli emendamenti che è stato distribuito si inserisce una modifica tale per cui il decreto-legge non si chiama più come ho appena letto, perché alla fine - e cioè dopo l'esame in Commissione - si aggiunge: "nonché per l'abrogazione o la modifica di disposizioni che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi". Detto nel latinorum dei giuristi, significa che abbiamo messo una pezza giuridica al fatto che il decreto-legge contiene materie estranee al titolo dello stesso, però su questo nessuno dice niente, perché va tutto bene, se lo fa la maggioranza. Dopodiché, emendamenti su argomenti molto più pertinenti, su cui l'opposizione o alcuni colleghi di maggioranza tentano di ragionare, vengono "bocciati" dalla Presidenza del Senato, dalla 5 a Commissione e, se non bastasse, anche dalla Ragioneria generale dello Stato. (Applausi) . Questa non è più una democrazia, Presidente: chiamatela come volete, ma non è più tale. Mi rifaccio agli appelli che in anni recenti e meno recenti le massime autorità dello Stato hanno rivolto al Governo e al Parlamento in tema di decreti-legge omnibus (Brusio) ; so che non interessa ai colleghi, ma vorrei concludere. Mi rifaccio agli appelli istituzionali e accademici di chi, molto più preparato di me, ancora una volta ha denunciato il fatto che approviamo decreti omnibus senza alcun rispetto della Costituzione, del Parlamento, del Senato e delle forze di opposizione. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Ciriani, la Presidenza ha tenuto in considerazione tempistiche che rendono la norma non più temporale. Chiedo al senatore Girotto, che insieme alla presidente Alberti Casellati ha stabilito i termini per i quali l'emendamento è stato dichiarato improponibile, se vuole aggiungere riferimenti al senatore Ciriani per comprenderne l'improponibilità; altrimenti, come ben sa, essendo il giudizio della Presidenza inappellabile, considero l'emendamento improponibile, così come mi è stato indicato (per un problema di temporalizzazione, secondo le spiegazioni a me fornite) e come il senatore Girotto può confermare. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'ordine del giorno G1.2. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei segnalare che c'è stato un equivoco nella diversa numerazione degli ordini del giorno tra la Commissione e l'Assemblea. Chiedo pertanto il ritiro dell'ordine del giorno G1.4 e la riammissione alla trattazione dell'ordine del giorno G2.16. PRESIDENTE . Senatore Arrigoni, affronteremo l'ordine del giorno G2.16 quando arriveremo all'articolo 2. Considero ritirato l'ordine del giorno G1.4. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e ordini del giorno in esame. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.100 e contrario sull'emendamento 1.5. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.1. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.3, perché vi sia una riformulazione volta a inserire all'inizio la classica formula «a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE. La senatrice De Petris accetta la riformulazione proposta dal relatore. GIROTTO, relatore . Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.5, a patto che vi sia una riformulazione leggermente più complessa nell'impegno, inserendo all'inizio del secondo alinea «a valutare la possibilità di prevedere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, le ulteriori misure fiscali...». PRESIDENTE. Il senatore Castaldi accetta la riformulazione. GIROTTO, relatore . Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.6, con la riformulazione classica «a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE. Il senatore Castaldi accetta la riformulazione. GIROTTO, relatore . Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.7 e contrario sull'ordine del giorno G1.8. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore, con una precisazione sull'ordine del giorno G1.5, del senatore Castaldi: oltre alla riformulazione illustrata dal relatore, chiedo che la riformulazione preveda anche, nel primo capoverso, contenente il primo dei due impegni, di inserire le parole «a valutare l'opportunità di» davanti alle seguenti: «ad attivare con urgenza un tavolo». PRESIDENTE . Vedo il senatore Castaldi che annuisce, quindi la riformulazione è accolta. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.1 a 1.4 sono stati ritirati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dai senatori Garnero Santanchè e Nastri, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.6 a 1.9 e gli ordini del giorno G1.2 e G1.4 sono stati ritirati. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G1.1, G1.3 (testo 2), G1.5 (testo 2), G1.6 (testo 2) e G1.7 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.8, presentato dalla senatrice Toffanin. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.1 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei illustrare due ordini del giorno. Il primo è il G2.7 (testo 2), attraverso il quale chiediamo al Governo di utilizzare le risorse stanziate in legge di bilancio, a cui auspichiamo se ne possano aggiungere altre, per fare un intervento di mitigazione del caro energia per il primo trimestre del 2022, affinché non si tenga conto solamente dell'attuale platea dei beneficiari, ma la si allarghi per ricomprendere anche le medie e le grandi imprese, gli energivori del gas, e anche - perché non sono esenti da questa batosta del caro energia - le amministrazioni comunali, che da qualche mese a questa parte hanno difficoltà a far quadrare i bilanci. Quanto all'ordine del giorno G2.16, che ho chiesto poc'anzi di riammettere, chiediamo al Governo di valutare nel prossimo provvedimento che l'IVA agevolata sia erogata non solo alla somministrazione del gas, ma anche a quella dell'energia elettrica. GIARRUSSO (Misto-I-PVU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere gli emendamenti 2.0.1, 2.0.2 e 3.0.1. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.8 e 2.12. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.1 e sul G2.2, ove accolta una riformulazione volta ad aggiungere, prima della parte dispositiva, le seguenti parole: «a valutare l'opportunità di». Il parere è altresì favorevole sull'ordine del giorno G2.3, ove accolta una riformulazione più massiccia, tendente a eliminare la parte finale del testo dopo le parole «all'emanazione del decreto-legge in esame», in modo da cassare la seconda parte del primo impegno, dopo le prime quattro righe, e tutto il secondo impegno. PRESIDENTE. Senatore Collina, accetta le riformulazioni proposte? COLLINA (PD) . Signor Presidente, le accolgo. GIROTTO, relatore . Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.4 e sull'ordine del giorno G2.5, ove accolta una riformulazione volta ad aggiungere nell'impegno, dopo le parole: «approvvigionamento del gas», le seguenti: «a valutare l'opportunità di». Il parere è altresì favorevole sugli ordini del giorno G2.6 e G2.7 (testo 2), ove accolte, in entrambi i casi, le riformulazioni volte ad aggiungere, dopo le parole «impegna il Governo», l'espressione: «a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE. Senatore Arrigoni, accetta le riformulazioni proposte? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le accolgo. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, il parere sugli ordini del giorno G2.8 e G2.10 è favorevole. Il parere è altresì favorevole sull'ordine del giorno G2.11, ove accolta una riformulazione volta ad aggiungere nell'impegno, dopo le parole «a valutare», le seguenti: «l'opportunità di creare». Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.12, ove accolta una riformulazione volta ad aggiungere, dopo le parole «impegna il Governo», le seguenti: «a valutare l'opportunità di», all'inizio di tutti e tre i punti dell'impegno. PRESIDENTE. Senatore Anastasi, accetta tali riformulazioni? ANASTASI (M5S) . Signor Presidente, le accetto. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.13, ove accolta una riformulazione volta a cassare la parte successiva alle parole «agli articoli 17 e 24 del TUA». PRESIDENTE. Senatore Arrigoni, accetta la riformulazione proposta? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la accolgo. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G2.14 e G2.15; il parere è altresì favorevole sull'ordine del giorno G2.16, ove accolta una riformulazione volta ad aggiungere, dopo le parole «impegna il Governo», le seguenti: «a valutare l'opportunità di». Il parere è altresì favorevole sull'ordine del giorno G2.17, ove accolta una riformulazione volta ad espungere la parte finale del testo, dopo le parole: «utenti finali tramite teleriscaldamento». PRESIDENTE. Senatore Arrigoni, accetta le riformulazioni proposte? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le accolgo. GIROTTO, relatore . Sull'ordine del giorno G2.18 esprimo parere favorevole con la seguente riformulazione: prima delle parole «ad adottare le opportune iniziative», aggiungere le parole «compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica». PRESIDENTE. Chiedo al senatore Arrigoni se accetta la riformulazione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Accetto. GIROTTO, relatore . Esprimo parere contrario sull'emendamento 2.0.1. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. Sull'ordine del giorno G2.13, oltre all'espunzione dell'ultimo periodo dell'impegno, chiedo che siano inserite le parole «a valutare l'opportunità di», dopo l'espressione "impegna il Governo:". PRESIDENTE . Senatore Arrigoni, accetta l'ulteriore riformulazione? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Accetto. PRESIDENTE. Gli emendamenti da 2.1 a 2.7 sono stati ritirati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8, presentato dai senatori Garnero Santanchè e Nastri, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.9, 2.10 e 2.11 sono stati ritirati. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.12, presentato dai senatori Garnero Santanchè e Nastri, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.13 e 2.14 e l'ordine del giorno G2.9 sono stati ritirati. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.1, G2.2 (testo 2), G2.3 (testo 2), G2.4, G2.5 (testo 2), G2.6 (testo 2), G2.7 (testo 3), G2.8, G2.10, G2.11 (testo 2), G2.12 (testo 2), G2.13 (testo 2), G2.14, G2.15, G2.16 (testo 2), G2.17 (testo 2) e G2.18 (testo 2) non verranno posti ai voti. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.1, presentato dai senatori Paragone e Giarrusso, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.2 è improponibile. Gli emendamenti 2.0.3 (testo 3) e 2.0.4 sono stati ritirati. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GIROTTO, relatore . Esprimo parere contrario sull'emendamento 3.2. Sull'emendamento 3.0.1 esprimo parere contrario, mentre sugli emendamenti 3.0.8 (testo 4) e 3.0.11 esprimo parere favorevole. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . L'emendamento 3.1 è stato ritirato. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1, presentato dai senatori Paragone e Giarrusso, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.0.2 a 3.0.7 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.8 (testo 4), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge,che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, rispetto all'emendamento 4.1 (testo 2), su cui esprimo parere favorevole, specifico che sono state appena apportate ulteriori modifiche, che non trovate nel fascicolo, perché sono di mero drafting legislativo e non comportano oneri a carico delle finanze, quindi non c'è bisogno di chiedere il parere della 5 a Commissione. Ne do lettura. Dopo le parole «le seguenti modificazioni:», sono aggiunti i seguenti punti: « a) all'articolo 17, comma 2, la lettera h) è abrogata; b) all'articolo 26, comma 1, le parole: "o agli esiti negativi della valutazione di cui all'articolo 16, comma 1, lettere c) e d) " sono soppresse;». Sugli emendamenti 4.2 e 4.5 (testo 2 corretto) esprimo parere favorevole. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, vorrei chiedere se il relatore può illustrare meglio l'emendamento 4.5 (testo 2 corretto) della Commissione, perché non ho udito una sola parola di spiegazione, ma vorrei capirne bene il senso e il merito, se possibile. Mi è parsa un'illustrazione molto sbrigativa, quindi vorrei capire meglio i motivi, i contenuti e le finalità dell'emendamento - se è ancora possibile nel Parlamento fare una discussione tra maggioranza e opposizione - dato che il senatore Girotto non ne ha parlato affatto. Vorrei che il relatore mi spiegasse, perché sono ignorante, il motivo per cui esiste questo emendamento, le sue finalità e i suoi contenuti, se non è lesa maestà. PRESIDENTE. Senatore Girotto, vuole illustrare l'emendamento? GIROTTO, relatore . Signor Presidente, il contenuto è scritto nel fascicolo, per cui non vedo cosa ci sia da dire. Chiaramente sono... (Commenti). PRESIDENTE. Colleghi, il senatore sta spiegando. Alziamo leggermente il volume del microfono, perché probabilmente l'audio un po' basso non ha consentito la corretta interpretazione delle parole del collega. Prego, senatore Girotto. GIROTTO, relatore . Dicevo che il contenuto è visibile nel testo del fascicolo, non devo certo rileggerlo. Chiaramente, è un emendamento necessario, che abbiamo valutato positivamente in Commissione. Il testo stesso è esplicativo del contenuto. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1 (testo 2 corretto). CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, siamo in presenza di una novità assoluta: gli emendamenti autoesplicativi. La prossima volta, magari - lo consiglio a titolo collaborativo - scrivetelo a lato nel fascicolo: ci sono alcuni emendamenti e poi ce ne sono altri, che non meritano spiegazione, perché sono autoesplicativi. Ora, capisco l'imbarazzo del senatore Girotto, che deve portare la croce per provvedimenti che probabilmente neanche conosce né condivide, però, Presidente, ancora una volta facendo non solo opera di testimonianza, ma rendendo anche valore all'attività di questo Parlamento, che si è ridotto ad essere totalmente subalterno alle volontà del Governo - ripetiamo - che qui approviamo commi e articoli che neanche il relatore conosce: non so se ci rendiamo conto della gravità della situazione. (Commenti). Il relatore ci ha appena detto che l'emendamento è autoesplicativo. Ancora una volta, ribadisco che attendo di capire - e mi rivolgo a lei, Presidente - cosa c'entrino i corsi di specializzazione in pedagogia con le bollette del gas, perché ancora nessuno mi ha risposto (Applausi) , soprattutto il Governo. Presidente Taverna, non ce l'ho con lei, che in questo momento presiede l'Assemblea, ma mi rivolgo a lei in quanto rappresenta l'Istituzione del Senato in questo momento: vorrei capire perché è urgente inserire nel decreto sulle bollette energetiche e del gas un comma relativo alle definizioni dei corsi di pedagogia, a partire - come si legge - dall'anno accademico 2025 e 2026. Presidente, colleghi, dov'è l'urgenza di un comma inserito all'interno di un decreto-legge che riguarda le bollette energetiche, con valenza a decorrere dal 2025? Qualcuno me lo dovrà anche spiegare, prima o poi. So che siamo fastidiosi, perché ricordiamo all'Assemblea, ai colleghi e ai Gruppi che il Parlamento dovrebbe avere un minimo di dignità. Non si capisce perché è vietato al Parlamento ciò che è consentito al Governo ogni giorno. (Applausi) . Mi riferisco al fare ciò che gli pare con i decreti-legge, aggiungendo cose che non c'entrano nulla, nel silenzio assoluto. Ripeto ancora una volta che non difendiamo le ragioni di Fratelli d'Italia, ma quelle del Parlamento, se qualcuno è ancora in grado di capire la differenza. (Applausi) . Qualcuno avrà un sussulto di dignità per bocciare questo comma e rimandarlo nella Commissione competente, che non è quella dell'energia, per valutarlo e presentarlo insieme con calma nel primo provvedimento utile e coerente? Possiamo fare questo lavoro o non è possibile? Lo chiedo ai colleghi di maggioranza. Non ho qualcosa contro il contenuto, che non discuto, ma contro il principio per cui esiste solo il Governo e noi siamo qui dentro a fare solo i passacarte, a votare cose che nemmeno comprendiamo, perché la maggioranza non è in grado di spiegarci il contenuto dei testi. Preannuncio voto contrario. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1 (testo 2 corretto), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.3 e 4.4 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.5 (testo 2 corretto), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo ora all'emendamento Tit.1, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento Tit.1, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla proposta di coordinamento n. 1. GIROTTO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di coordinamento n. 1, presentata dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione finale. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, intervengo brevemente su questo testo. Sappiamo che il rincaro delle bollette di luce e gas era stato annunciato da tempo e questa notizia ha destato enorme preoccupazione, soprattutto in chi vive in condizioni di indigenza, dovute sia alla situazione personale, sia alle conseguenze della pandemia. La dinamica dei prezzi delle materie prime si avvia verso i massimi storici ed è ancora in forte crescita per la ripresa dell'economia, dopo i ribassi dovuti alla pandemia e alle difficoltà di approvvigionamento da parte delle filiere produttive; anche le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO 2 porteranno in tempi brevi a un aumento molto significativo, come ci è stato spiegato in maniera inequivocabile. Siamo anche in presenza di un incremento del costo delle materie prime più ampio ed imprevedibile rispetto ai precedenti. L'intervento celere e tempestivo del Governo - in questo senso, dobbiamo un ringraziamento, ancora una volta, all'attenzione e alla solerzia dell'Esecutivo verso queste patologie e criticità - che è confluito in questo decreto-legge cerca quindi di ammorbidirne gli effetti in una fase delicata della ripresa per proteggere i consumatori più fragili e più esposti. Si è scelto di dedicare maggiore attenzione alle famiglie in più grave difficoltà. Questo, tuttavia, non è sufficiente evidentemente: infatti, l'impoverimento non riguarda solo le fasce della popolazione che si trovavano in uno stato di indigenza grave già prima della pandemia, in quanto quello stato di indigenza, come sappiamo, ha raggiunto anche una percentuale di famiglie e di imprese che, pur essendo nella media, ormai faticano a sopportare la quotidianità. A maggior ragione, quindi, è necessario un lavoro per sfruttare tutte le opportunità di riduzione strutturale dei costi energetici e in questa direzione si è mossa anche la 10 a Commissione, a cui va evidentemente un ringraziamento da parte di tutti noi per il lavoro svolto, nei margini di ciò che era possibile fare, cercando di migliorare il testo originale. Penso anche a un emendamento che è stato fortemente voluto dal Gruppo Italia Viva - Partito Socialista Italiano, che predispone misure per aumentare la liquidità dei mercati dell'energia e contestualmente ridurre quindi i costi delle transizioni. Il rincaro delle bollette costituisce indubbiamente l'ennesimo problema, l'ennesima criticità che si somma all'impoverimento generale dovuto alla crisi economica, da quando è esplosa la pandemia ai giorni nostri. È una situazione che non riguarda solo una piccola parte del Paese, ma travolge in maniera trasversale molte famiglie, molte imprese e anche molti giovani, che si trovano a fare i conti con le spese connesse alla necessità di mantenersi autonomamente, a fronte però di un lavoro il più delle volte precario, a tempo determinato, che non garantisce stabilità e serenità nella conduzione della quotidianità. In questo quadro, quindi, l'intervento del Governo si è rivelato assolutamente indispensabile e necessario. Ancora una volta, è chiara la testimonianza del fatto che il Governo ha saputo e continua a intercettare tutte le difficoltà che il Paese sta vivendo e ha predisposto un provvedimento che sarà in grado non certamente di risolvere, ma almeno di mitigare parzialmente le conseguenze di un simile, gravoso rincaro. Tra l'altro, questo decreto-legge arriva proprio a ridosso delle festività natalizie, un momento che non dovrebbe essere lieto solo per i momenti che si passano in famiglia, ma anche perché tradizionalmente vede una ripresa delle attività economiche proprio in vista delle spese natalizie: è un momento che gli imprenditori e le imprese aspettano per tutto l'anno, perché è evidente che la spesa delle famiglie aumenta notevolmente. Tuttavia, con questo provvedimento, si spera che non venga sacrificata ulteriormente la ripresa di molti settori economici, che proprio nel periodo natalizio riescono a dare sollievo alle loro casse, soprattutto dopo gli ultimi due anni complessivi, nei quali evidentemente c'è stato un calo notevolissimo. Il provvedimento del quale discutiamo oggi prevede uno stanziamento di fondi straordinari per arginare in qualche modo questi rincari, limitando soprattutto i costi fissi, rappresentati dagli oneri di sistema e dall'IVA. Tale stanziamento comprende l'azzeramento dei costi fissi per le piccole imprese e misure per le famiglie con i redditi più bassi, per non far pesare in alcun modo su queste categorie gli aumenti delle spese di consumo energetico, quindi avrà un effetto molto positivo sul Paese e sulla sua economia. Il provvedimento interviene a tutela di oltre 3 milioni di persone che già beneficiano del bonus energia. Si tratta di nuclei familiari con un ISEE inferiore a 8.265 euro (o inferiore a 21.000 annui se con quattro figli), percettori di reddito o di pensione di cittadinanza e utenti che si trovano in gravi condizioni di salute. Queste sono le categorie più fragili per le quali sono tendenzialmente azzerati gli effetti degli aumenti delle bollette. I benefici riguardano, inoltre, le utenze domestiche e non in bassa tensione, con potenza fino a 16,5 kW. Sono annullate le aliquote relative agli oneri di sistema relative al quarto trimestre. Quanto al gas, per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del bonus sociale gas sono tendenzialmente azzerati gli effetti dell'aumento della bolletta. Per tutti gli altri utenti l'IVA, oggi prevista al 10 e al 22 per cento a seconda dei consumi, viene portata al 5 per cento. Sono evidenti la straordinarietà e l'importanza degli interventi decisi dal Governo con il provvedimento in esame per far fronte a un rincaro senza precedenti e che sicuramente avrà effetti molto pesanti sull'economia delle famiglie. È però anche evidente la necessità di individuare nuovi interventi strutturali e di più ampio respiro, capaci davvero di fornire degli strumenti idonei a fronteggiare i cambiamenti in corso nei mercati dell'energia. Con il provvedimento in esame stiamo però sicuramente dando un aiuto concreto a tantissime imprese e famiglie - a quelle più fragili, che si sono trovate in difficoltà estrema, se non addirittura a quelle famiglie che si trovano in stato di estrema indigenza - per fronteggiare le crisi negative che altrimenti si verificherebbero a causa dell'aumento dei prezzi, che abbiamo spiegato essere inevitabile. Il Gruppo Italia Viva-P.S.I., pertanto aderisce con entusiasmo a questo nuovo provvedimento del Governo che continua a prestare attenzione alle categorie più fragili. Nel preannunciare il nostro voto favorevole, sottolineo però che siamo consapevoli della necessità di andare avanti in questo percorso di aiuti verso le categorie più fragili - noi ci siamo e sosterremo questo tipo di azione - e di sostegno alla ripresa economica, i cui effetti favorevoli sono sotto gli occhi di tutti, ma che necessita davvero di un'azione molto incisiva. È necessaria un'azione unitaria del Parlamento a sostegno del Governo in questa direzione, con la consapevolezza che ci si sta muovendo nel verso giusto. L'Italia può riprendersi e ripartire in maniera adeguata se noi saremo capaci di svolgere quest'azione. (Applausi) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con attenzione gli interventi di alcuni colleghi e non riesco a capire la visione di grande trionfalismo, come se oggi si fossero risolti i problemi degli italiani sul caro bollette. Vorrei ricordarvi, perché forse vi è sfuggito, che il provvedimento in esame destina circa 3 miliardi di euro al contenimento degli aumenti, ma che l'impatto degli stessi sul caro bollette è pari a 9 miliardi di euro. C'è quindi una toppa - chiamiamola così - messa su un terzo degli aumenti. Vi chiedo, allora, se avete presente che i rimanenti 6 miliardi di euro verranno tolti dalle tasche delle famiglie, delle imprese e dei Comuni. Ricordo, infatti, che anche i Comuni dovranno pagare il rincaro delle bollette e lo faranno attraverso la spesa corrente: ciò vuol dire che toglieranno i soldi - perché sempre di spesa corrente si tratta - destinati agli interventi nel campo del sociale, a vantaggio degli ultimi e dei più bisognosi. Ci chiediamo, dunque, se sia veramente questa l'abitudine della casa, dell'attuale Governo, che dovrebbe essere il Governo dei migliori: così è nella narrazione. Colleghi, continuate invece a farvi travolgere dalle emergenze, a rincorrerle e a cercare di mettere delle toppe. Sapete che quello che si vota oggi forse servirà per il contenimento delle spese dell'ultimo bimestre di quest'anno? Sapete che le imprese, i lavoratori e le famiglie verranno travolti dagli aumenti del prossimo anno? Il decreto-legge in esame ci fa dunque capire la mancanza assoluta di visione del Governo, che è sotto gli occhi di tutti. Non ci vorrete per caso raccontare che non sapevate di tali aumenti? Ricordo che, anche in maniera non consueta, avete avuto un Ministro che è andato in giro, dicendo: "Aumenteranno le bollette del 40 per cento" e non "Risolveremo il problema, affinché l'aumento non impatti sulle imprese e le famiglie". Avete fatto una corsa contro il tempo, per cercare di arginare, senza riuscirci, un fenomeno non solo inevitabile, ma anche prevedibile. Non c'era, infatti, l'emergenza per qualcosa che è successo dall'oggi al domani, perché tutti sapevamo che sarebbe successo. Sapete anche quanto e in che maniera questo impatta sulle imprese? Colleghi, parlate con gli imprenditori? Faccio l'esempio del nostro distretto, quello delle ceramiche e delle mattonelle, che è un'eccellenza italiana. Lo sapete che questo aumento impatterà in maniera così grave che forse molte aziende dovranno chiudere, perché non potranno sostenere un aumento di costi così impattante? Chiedo dunque al Governo dei migliori: anziché finanziare con ulteriori risorse il reddito di cittadinanza, per far stare i nostri giovani a casa sul divano, magari a giocare alla playstation , perché non vi occupate delle politiche per il lavoro e del mantenimento del lavoro? Vi rendete conto che questo caro bollette impatterà in maniera enorme? Non vi viene una domanda spontanea e di buon senso? Capisco che ormai il buonsenso è molto lontano da questo Governo. Tutti voi, colleghi della maggioranza, vi riempite la bocca dell'aumento del PIL del 6 per cento per il prossimo anno, ma guardate che il rincaro di 9 miliardi di euro mette a repentaglio la nostra crescita, i nostri posti di lavoro e le nostre aziende. Di tutto questo, però, non siete assolutamente preoccupati. Quindi, non riuscite a capire come questi miliardi di euro di aumento impatteranno in maniera devastante. Ormai il vostro abitudinario modo di governare è quello di tamponare, senza avere assolutamente una visione e senza risolvere il problema, che rimane strutturale, cari colleghi. Questo dimostra che gli aumenti saranno ancora maggiori di quelli che prevediamo oggi. Ma - come ho già ricordato prima - le vostre scelte sono altre. Non tirate neanche in ballo l'Europa e anche a tal proposito mi rivolgo ai grandi europeisti. Da soli non possiamo risolvere il problema. Oggi troviamo le dichiarazioni della presidente von der Leyen, la quale dice che bisogna parlare di riserva strategica e della possibilità di appalti comuni europei. A me sembra Alice nel paese delle meraviglie. Questi sono problemi che, per quanto riguarda Fratelli d'Italia, abbiamo sempre avuto ben presenti. È sempre quella stessa Europa che lascia da soli e che, quando ci sarebbe bisogno di lei, non c'è, se non nei titoli e nelle dichiarazioni. È quell'Europa che pensa che Lampedusa sia il confine dell'Italia e non dell'Europa. È quell'Europa che si comporta nella stessa maniera con i migranti, pensando che il problema sia italiano e non europeo. Allora io credo veramente che dovreste fare un ragionamento più ampio. Bisognerebbe che voi capiste che c'è bisogno, c'è la necessità e l'urgenza di una riforma della politica energetica della nostra Nazione, che dovrà essere realmente capace di ridurre la nostra dipendenza dall'estero e di sfruttare le nostre molteplici riserve. In sostanza, è necessario fare un piano che metta veramente al centro la visione di questo settore assolutamente strategico e che invece voi non affrontate, se non con dei palliativi, venendo in Aula e credendo che gli italiani si possano convincere delle vostre parole, quando dite che mettete 3 miliardi e mezzo. Ma cosa sono 3 miliardi e mezzo rispetto ai 9 miliardi di aumento? Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,57) ( Segue GARNERO SANTANCHE'). Noi di Fratelli d'Italia non vogliamo essere delle Cassandre. Noi di Fratelli d'Italia siamo dei patrioti e crediamo nella nostra Nazione. Ma mi dovete spiegare come fa questo Governo, un Governo degli opposti che tiene insieme coloro che si erano contrapposti, a trovare delle soluzioni. No, colleghi: voi trovate delle mediazioni che non mettono mai al centro le risposte e le soluzioni per gli italiani. È per questo che annuncio il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi) . COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, colleghi, il decreto-legge in esame rinnova per il quarto trimestre di quest'anno le misure già introdotte con il decreto sostegni bis , relative al terzo trimestre. Esse riguardano l'abbattimento del costo delle bollette, attraverso lo spostamento di alcune voci che sono al loro interno (gli oneri generali di sistema) e l'abbassamento delle aliquote IVA. Mi sembra chiaro, anche dalla discussione di oggi, che può apparire abbastanza inadeguato parlare di bollette di fronte all'importanza del dibattito sui temi energetici. C'è una discussione che interessa l'intero pianeta e che è stata affrontata poche settimane fa nel G20; è in corso ora la COP26 a Glasgow, i cui esiti sono ancora incerti. C'è quindi una dimensione globale del tema, che tra l'altro vede in qualche modo defilati alcuni soggetti decisivi per la definizione di azioni incisive per il futuro, e parlo di grandi Paesi come la Cina o l'India. C'è anche una dimensione europea del problema. Ricordo quando il presidente Draghi è intervenuto in quest'Aula, prima di andare a Bruxelles al Consiglio europeo, a illustrarci i temi attraverso le sue comunicazioni; ebbene, la questione energetica e del caro energia è stato uno dei temi affrontati in modo più preciso e adeguato dal punto di vista del nostro Paese, che ha messo a fuoco l'esigenza di affrontarlo a livello europeo. Colleghi, in realtà quel Consiglio europeo ha sancito il fatto che a un problema europeo diamo non ancora una risposta europea, ma una risposta in piena autonomia dei singoli Paesi. Questo è infatti un tema ancora irrisolto all'interno dell'Unione e, quindi, rappresenta una difficoltà che pone ciascun Paese di fronte alle proprie capacità di affrontare il problema nella propria autonomia. Credo che questo sia un aspetto da sottolineare. Colleghi, la pandemia ci ha fatto fare - a livello europeo - un salto importante: abbiamo capito che c'è un'interdipendenza tra i Paesi nell'affrontare temi sovranazionali, e i sovranismi non sono una risposta a problemi di questa dimensione. Ecco, sul tema energetico, ma direi piuttosto sul tema ambientale e della transizione ecologica, non siamo ancora riusciti a fare questo passo. Se è vero che la pandemia ci ha fatto capire che i vaccini sono la risposta che andava presa, affrontata e portata avanti in modo comunitario, è altrettanto vero che sul tema dell'energia e della transizione ecologica questa consapevolezza ancora non l'abbiamo, e capiamo che dobbiamo fare passi importanti. Su questo voglio sottolineare un aspetto che deve essere una nostra consapevolezza: la transizione ecologica non è la transizione energetica tout court ; è la transizione del nostro sistema produttivo. Questo è il tema che dovremmo affrontare. Riconosco al MoVimento 5 Stelle di aver portato sensibilità rispetto ai temi dell'ecologia, della transizione ecologica e del rispetto del pianeta, con forza all'interno dell'istituzione; una forza che fino a quel momento non c'era ancora stata. Dopodiché, dobbiamo costruire questa transizione; abbiamo il compito di tracciare il percorso che arrivi all'obiettivo, che è la decarbonizzazione. Quell'obiettivo è da raggiungere per esserci in un pianeta vivo, ma dobbiamo arrivarci con un sistema produttivo e sociale vivo. Allora, questo deve essere il percorso che dobbiamo tracciare. Faccio solo un esempio: pochi giorni fa il capo della Volkswagen ha annunciato che ci saranno 30000 licenziamenti su 100.000 dipendenti totali nel settore automobilistico in Germania. È un annuncio che vale oggi per il prossimo anno. Costruire il percorso che dà una sostenibilità integrale alla transizione energetica significa tenere conto del complesso delle azioni che bisogna porre in essere per dare alla transizione ecologica il percorso giusto. La transizione non è un salto; il salto non è sostenibile. La transizione è il percorso che dobbiamo costruire. Il sostanziale fallimento del Consiglio europeo sui temi energetici, così come le discussioni che ci sono nella Cop26 come nel G20 stanno ponendo all'attenzione dell'Europa - penso alla Commissione, alla von der Lyen - la necessità di avanzare proposte che siano punti di sintesi che vanno nella direzione della decarbonizzazione. Da questo punto di vista dobbiamo mettere in campo una discussione e una riflessione che portino anche nel nostro Paese a una sintesi con tutti gli operatori, e non solo con gli stakeholder , ma anche con il mondo produttivo e le parti sociali. È un tema molto importante. Le risorse non sono infinite; la transizione va finanziata e sostenuta negli investimenti che devono essere fatti sia per incentivare le nuove tecnologie sia per sostenere gli investimenti di trasformazione del sistema produttivo. Sul punto dobbiamo arrivare a delle sintesi condivise. Credo che troviamo la dimensione della transizione nella capacità di individuare le varie fonti che ci devono accompagnare e devono consentirci di rendere sostenibile la transizione ecologica ed energetica. È chiaro allora che non possiamo immaginarci di arrivare al 2050 così come siamo, chiudendo tutto quello che porta aumento di CO2. In questi anni dobbiamo invece continuare ad avere competitività attraverso le fonti tradizionali mentre le andiamo a sostituire, attraverso un percorso di investimento e anche di avanzamento tecnologico, con le fonti che non danno impatto sull'atmosfera. Credo che al riguardo dobbiamo ancora fare tanta strada e ritengo che le contrapposizioni, che certe volte rilevo, non siano assolutamente produttive. Oggi abbiamo affrontato il tema del caro bollette. Pensate che se la Cina, facendo un salto importante, dovesse sostituire tutte le centrali a carbone e portarle a gas, dovrebbe assorbire il 40 per cento delle risorse mondiali del gas presenti nel pianeta. Abbiamo necessità di portare al tavolo della discussione soggetti importanti come la Cina perché, diversamente, tutti i nostri sforzi saranno non solo inutili, ma mineranno la nostra capacità di rimanere sul mercato con il sistema produttivo. Ritengo allora sia necessario fare dei passi avanti. Il provvedimento al nostro esame da un certo sollievo all'incremento dei costi, che in parte è congiunturale e, in parte, strutturale. Credo però che non dobbiamo perdere l'occasione di iniziare in modo significativo con il Governo una riflessione che ci faccia costruire il percorso sostenibile della transizione ecologica e della transizione del nostro sistema produttivo. (Applausi) . BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, gentili membri del Governo, illustri colleghi e colleghe, il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, che stiamo per convertire in legge, è sacrosanto; è uno di quei rari casi in cui evidentemente i criteri di urgenza e necessità trovano forma concreta in un intervento normativo di iniziativa governativa. La riduzione del costo delle bollette in relazione all'ultimo trimestre dell'anno in corso è stato, infatti, un intervento necessitato dalle notorie dinamiche dei prezzi delle bollette, soprattutto di elettricità e gas, dovute agli eventi - notori anch'essi - di ambito geopolitico e dei mercati internazionali dell'energia. Se le previsioni di aumento in relazione al trimestre in questione prevedevano un aumento dell'energia elettrica del 45 per cento e quello del gas del 30 per cento, grazie a questo intervento tali aumenti - purtroppo ci saranno ancora - saranno certamente attenuati dall'iniziativa legislativa. E saranno aumenti ridotti rispettivamente al 30 per cento per l'elettricità e dimezzati, cioè al 15 per cento, per il gas. È evidente che non riusciamo a eliminare completamente gli aumenti sulle bollette che cittadini e imprese andranno a pagare in relazione al trimestre in corso. Si tratta però di un intervento doveroso a cui possiamo far riferimento per dire che la politica c'è, nella misura in cui è possibile farlo. L'intervento del Governo e quello nostro parlamentare sono un atto di testimonianza e di vicinanza al tessuto imprenditoriale e alle famiglie italiane. L'abbattimento degli oneri di sistema - su cui mi soffermerò - avviene peraltro mediante una parte dei proventi delle aste delle quote di emissioni di CO₂. Sappiamo che, per quanto riguarda l'elettricità, saranno annullati sostanzialmente gli oneri di sistema per il trimestre in questione, fino a una potenza massima di 16,5 kilowatt. Per quanto riguarda il gas - come abbiamo visto - si interviene sull'IVA. Oggi l'IVA per gli usi domestici è al 10 per cento fino a un consumo annuo di 480 metri cubi; superata questa soglia, l'aliquota passa a quella ordinaria (22 per cento). Con il provvedimento in esame interveniamo stabilendo un'aliquota del 5 per cento. Anche per gli usi industriali il taglio sarà netto: dal 22 per cento attuale, fatta eccezione per alcuni settori che già oggi godono di incentivi (imprese estrattive, agricole e manifatturiere), riduciamo l'onere fiscale dell'IVA al 5 per cento, con i risparmi conseguenti. Ancor più apprezzabile è l'intervento previsto nell'articolo 3, dove il Governo e il Parlamento si preoccupano, attraverso dei bonus sociali, di azzerare gli aumenti per le categorie economicamente svantaggiate e i clienti domestici in gravi condizioni di salute. Si tratta quindi di un intervento sacrosanto; vi sono i presupposti di necessità e urgenza; il contenuto è condivisibile. Venendo a qualche riferimento più generale, in base anche al dibattito che si è svolto finora sia in fase di discussione generale che di dichiarazioni di voto, sembriamo essere tutti concordi nel dire che la via d'uscita, al di là di provvedimenti emergenziali seppur necessitati come questo, è pensare a riforme strutturali che incidano nel più breve tempo possibile (il che non vuol dire domani, perché magari il giorno dopo non è possibile). Gli interventi strutturali che la politica energetica nazionale deve perseguire sono quelli dell'abbandono delle fonti fossili: ce lo stiamo dicendo tutti, ma poi nel concreto dobbiamo capire quanto e come siamo disposti a scommettere e a credere veramente che il potenziamento delle fonti di energia rinnovabile, pur con i propri limiti e difetti, sia l'unica via che ci consentirà di staccare il cordone ombelicale che lega il nostro Paese, ma in sostanza l'Europa tutta e il mondo intero, alle fonti fossili. Abbiamo letto con preoccupazione che il Continente cinese - chiamiamolo così - addirittura prevede necessariamente l'aumento dell'utilizzo del carbone per il settore industriale, che poi alimenta quello manifatturiero, di cui gode - come sappiamo - soprattutto l'Occidente. Allora cosa possiamo fare noi? I colleghi dell'opposizione di Fratelli d'Italia hanno evocato un piano nazionale dell'energia, ma questo c'è e si sta costruendo giorno dopo giorno, grazie anche alla grande opportunità del PNRR. Dobbiamo aumentare grandemente la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, quello intelligente, quello fatto sui tetti, quello che utilizza le nuove tecnologie dell'agrovoltaico compatibili con la produzione agricola. Dobbiamo aumentare la produzione idroelettrica con l'eolico, soprattutto offshore , poco o per nulla impattante a livello visivo. Dobbiamo rafforzare con grande velocità, semplificando il semplificabile - come in parte è stato già fatto - questo tipo di direzione. La tematica dell'accumulo viene in risalto, come giustamente ricordava in discussione generale anche il collega della Lega. È vero: si stima che ci siano duecento bacini idrografici che possono essere potenziati per costruire e ottimizzare sistemi di accumulo per l'idroelettrico. A me piace ricordare anche in questa occasione che si sta sviluppando un'altra tecnologia e che grandi investimenti si stanno spostando verso il cosiddetto idrogeno verde, cioè quello prodotto da fonti rinnovabili, che può essere il vettore energetico che aiuterà la risoluzione dei problemi dell'accumulo di energia elettrica che - come sappiamo - deve avere un consumo immediato e, per essere conservata, necessita di sistemi a batteria molto costosi; l'idroelettrico ha limiti fisici. È curioso vedere che si stanno sperimentando anche altri sistemi di accumulo energetico, come il cosiddetto volt gravitazionale: enormi gru sollevano, portando in basso e in alto grandi blocchi di cemento di 35 tonnellate, utilizzando il movimento degli argani per produrre energia elettrica rinnovabile in sovrapproduzione per sollevare i pesi e poi, lasciandoli cadere, producono a loro volta energia che attiva turbine e si produce energia elettrica. Questo però lasciamolo a chi lo sta sperimentando e sta investendo in Paesi dove magari l'impatto visivo è più facilmente tollerabile: penso - ad esempio - alle zone desertiche. Oltre agli accumuli, all'idrogeno verde, al potenziamento delle fonti di energia rinnovabile, mi piace ricordare che in questo passaggio parlamentare è stato approvato un ordine del giorno - sia pur con l'ormai solita formula diluente per cui si impegna il Governo a valutare l'opportunità - a prima firma della senatrice De Petris, che interviene su un argomento collegato a questo, e cioè i cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi (SAD). Una commissione istituita nel 2019 ha già redatto alcune soluzioni che potrebbero portarci notevoli risparmi di spesa, da investire per l'ottimizzazione ecologica ed energetica del Paese, intervenendo su circa 34,6 miliardi non da un giorno all'altro e tutti insieme, ma in maniera intelligente, iniziando a eliminare i sussidi che diamo ancora per trivellazioni o fondi di ricerca per il gas, il carbone e il petrolio. Soprattutto, visto che il superbonus al 110 per cento è argomento di attualità nella legge di bilancio - con il limite di un Indicatore della situazione economica equivalente [ISEE] a 25.000 euro, che sembra confermato e che io trovo irragionevole con riferimento alle case unifamiliari - ricordiamoci che in quella misura qualcosa si potrebbe togliere, e cioè l'incentivo per le caldaie a gas. Pur essendo quelle di ultima generazione più performanti rispetto alle vecchie caldaie a gas, consumano ancora gas, e cioè ci tengono ancora attaccati alle fonti energetiche fossili, che ci vedono costretti a essere ancora dipendenti dall'approvvigionamento straniero e anche non ecologico, per le notorie perdite che il sistema del gas comporta. Sarebbe quindi bene tenere il punto su questo argomento per sfruttare ogni occasione futura per ottimizzare il lavoro che oggi stiamo facendo. Concludo il mio intervento annunciando il voto favorevole del Gruppo al provvedimento in esame. (Applausi) . TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, Forza Italia voterà a favore del provvedimento in discussione, apprezzando lo sforzo che il Governo ha sostenuto in tempi anche molto rapidi per sterilizzare l'aumento del conto energia. Tuttavia, non possiamo assolutamente non evidenziare una seria preoccupazione con riferimento ad alcuni dati che, se si dovessero verificare secondo le previsioni, avrebbero ripercussioni fortemente negative non solo sulle famiglie più povere, ma anche su quelle che hanno avuto serie difficoltà negli ultimi due anni, attingendo in parte significativa ai loro risparmi per poter andare avanti, così come sulla piccola e media impresa. Io credo che, per onestà intellettuale e soprattutto per avviare una riflessione molto pacata su questi argomenti, sia doveroso ricordare alcune cifre. Se dovessero rimanere invariate le aliquote tariffarie, il costo del gas naturale nel corso del 2022 sarebbe di circa 9,5 miliardi. Questo perché le quotazioni del gas sono doppie rispetto all'ultima rilevazione, quella di settembre, che abbiamo utilizzato per l'ultimo aggiornamento. Le quotazioni del gas restano tre, quattro volte più alte rispetto a quelle del periodo pre-Covid, anche se la Russia - per essere molto chiari - ha riaperto i rubinetti. Per la verità ci stiamo - per così dire - un po' strappando tali forniture tra Cina e Europa. Ricordo che la Cina - collega Buccarella - non è un continente, ma - grazie a Dio - ancora solo una Nazione, per quanto molto grande. (Applausi) . Come dicevo, per quanto la Russia abbia riaperto i rubinetti, la legge è quella di mercato e quindi la Cina risponde al fatto che esiste una forbice tra offerta e domanda di 4-5 punti percentuali. Risponde anche al fatto che sta attingendo alle riserve. Durante il periodo del Covid-19 non ci sono stati investimenti e questo è un altro elemento da attenzionare. Voi considerate che, prima di quel periodo, gli investimenti erano nell'ordine di 850 miliardi all'anno; durante il periodo del Covid sono scesi a 300 miliardi e oggi sono risaliti a 500 miliardi, ma la situazione non è ancora in equilibrio. L'energia all'Italia costa 4-5 volte di più di quello che costa agli Stati Uniti. La nostra industria è estremamente energivora e produciamo molta CO 2 , dovendo pagare anche le giuste tasse per le emissioni, i cosiddetti oneri di sistema. Tutto questo l'ho voluto dire, perché è vero che il Governo non ha fatto tutto quello che poteva fare, ma noi paghiamo - su questo non posso non dar ragione al relatore - le conseguenze di una mancata pianificazione che dura oramai da tantissimi anni. Purtroppo le cose non si improvvisano dalla sera alla mattina: ci vuole tempo per approntare gli investimenti, per dare una risposta strutturale in termini di mix energetico, e affrontare seriamente la transizione ecologica ed energetica. (Applausi) . Non sottovalutiamo la relazione abbastanza preoccupante di McKinsey che stima che, nei prossimi vent'anni, per una utility media, il danno da mancati ricavi e da costi di ricostruzione dovuti a eventi atmosferici estremi potrebbe essere nell'ordine di un paio di miliardi. Dico questo perché tutte le infrastrutture sono state progettate e costruite in epoche in cui le crisi climatiche e tutti gli eventi estremi che stiamo registrando nel corso degli ultimi dieci anni non esistevano e, quindi, saranno poste sotto stress in maniera significativa. Immaginate quali investimenti bisognerà fare e come questi si ripercuoteranno necessariamente sul prezzo finale che dovrà pagare l'utente. Sono eventi non trascendentali, ma effettivamente accaduti; ricorderete cos'è successo a luglio in Germania e un anno fa in Texas, quando quella crisi energetica ha portato allo spegnimento delle luci per un arco significativamente lungo di ore. Alcune azioni vanno previste in anticipo e non si può più arrivare all'ultimo momento. Così come non si può essere ancora in ritardo su una dipendenza energetica che il nostro Paese ha dall'estero. È esattamente la stessa dipendenza energetica che ha anche l'Europa, come ha ricordato correttamente il collega di Fratelli d'Italia. Ursula von der Leyen ha detto che il 90 per cento del gas naturale consumato in Europa viene importato e questo non è più sostenibile. Bisogna assolutamente pianificare in termini strategici gli approvvigionamenti e l'autosufficienza. (Applausi) . Chiaramente tutto questo va di pari passo con una revisione del metodo di calcolo delle bollette e quindi con tutto il discorso degli oneri generali di sistema. Ho sentito questa mattina il collega Damiani dire che sarà un argomento portato all'interno del disegno di legge di bilancio, quindi considerato dentro la fiscalità generale. E allora, con un atto di grande coraggio, secondo me, il nostro Governo, guidato dal nostro autorevole Premier , dovrebbe avviare, anche a livello di Commissione europea, il confronto sulla tariffa unica. Finché non arriviamo alla tariffa unica tutto quello che ho raccontato, in termini di autonomia del sistema energetico europeo, non può essere conseguito. Faccio un'altra piccola riflessione, collegandomi al prossimo disegno di legge di bilancio, sulla crescita economica. Sappiamo che la crescita economica è seriamente compromessa e questo va detto. Chiedo attenzione su un tema che non è stato ancora discusso all'interno del Gruppo Forza Italia (ma arriverà a brevissimo la manovra e credo che ci sarà occasione per farlo). Chiederei un'attenzione particolare sugli 8 miliardi di euro che sono stati assegnati al capitolo fiscale, proprio per agire seriamente sul cuneo fiscale. Bisogna infatti abbassare il costo del lavoro in capo ai datori di lavoro e dare più salario netto ai lavoratori, altrimenti, nel corso del 2022, per quanto il Governo cerchi di tamponare gli aumenti dei prezzi, non riusciremo a sostenere la domanda interna, perché necessariamente, con meno soldi, i consumi domestici deflettono. Un'ultima considerazione, dopo che il relatore ha fortemente espresso le sue critiche sul nucleare. Questa mia considerazione si rivolge al sistema universitario. Qualche giorno fa abbiamo sentito il coordinatore di tutti i rettori, il professor Resta, esortare a considerare l'università come un'organizzazione a fianco dello Stato e dei privati, in un momento estremamente complicato, in cui stiamo attraversando due importanti transizioni, quella ecologica e quella digitale, che - lo voglio ripetere ancora - si ibridano e che sono argomenti estremamente complessi, non di facile comprensione per tutti noi e per la comunità in generale. Perché non affrontare in termini molto seri il tema del nucleare? Il relatore ci ha detto che non esiste la tecnologia di quarta generazione. Io leggo, invece, che esiste e addirittura che l'Europa la sdoganerà per una forte pressione della Francia. (Applausi) . Chiedo quindi che il sistema universitario, attraverso la ricerca, l'innovazione e tutte le competenze, presenti e future, e con una grande opera di formazione dei futuri ingegneri, dei futuri biologi e dei futuri scienziati, ci aiuti a capire (perché la politica deve solo capire e poi deve assumersi la responsabilità delle scelte) se il nucleare deve essere considerato o no. (Applausi) . Per quel poco che ho letto, il nucleare deve essere assolutamente considerato e affrontato in termini non ideologici, altrimenti non potremo mai arrivare alla neutralità, alle emissioni zero, con l'attuale livello di tecnologia. Resterà sempre e solo un grande sogno. (Applausi) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in pochi mesi è la seconda volta che il Governo interviene per mitigare il caro energia. A maggio l'aumento del 30 per cento dei prezzi del gas legato alla ripresa delle economie e l'aumento dei prezzi di emissioni della CO 2 per effetto della decarbonizzazione imposta dalla UE hanno portato il Governo a stanziare 1,2 miliardi per contenere per il terzo trimestre l'incremento al 9,9 per cento della bolletta della luce, che diversamente sarebbe stato del 20 per cento. Le quotazioni, però, della CO 2 e soprattutto del gas hanno continuato impetuosamente a crescere e da settembre si sono impennate. Dalla burrasca ci siamo trovati nella tempesta perfetta: il gas nell'ultimo anno è a più 400 per cento e ha spinto i prezzi elettrici a livello record . Il Governo, intervenendo con questo decreto, stanziando 3,5 miliardi, ha consentito in questo quarto trimestre di ridurre l'impatto del 30 per cento per l'elettricità e del 14,4 per cento per il gas. In assenza della misura, gli aumenti sarebbero stati rispettivamente del 45 per cento e del 30 per cento. Si sono ridotti gli oneri in bolletta e l'IVA per il gas a 35 milioni di clienti domestici, microimprese e piccole imprese e si è rafforzato il bonus sociale energia a tre milioni di famiglie vulnerabili. Colleghi di Fratelli d'Italia, non possiamo dire che non si è fatto nulla. (Applausi) . Quella dell'Esecutivo è stata un'operazione straordinaria, assolutamente necessaria, ma che purtroppo non ha evitato la batosta del caro bollette a molti. Penso, per esempio, agli utenti del teleriscaldamento e a quelli del gas naturale per autotrazione, per il quale non è stata riconosciuta l'IVA agevolata al 5 per cento. Oltre ai mezzi pesanti, stiamo parlando di un milione di auto a metano che oggi rispetto a un anno fa pagano il combustibile il 70 per cento in più. Sono in ginocchio loro e l'intera filiera. Sono in difficoltà i sindaci per i bilanci del proprio Comune e, in generale, tutte le pubbliche amministrazioni, inclusi gli ospedali. Sono in difficoltà le medie e grandi imprese e quelle energivore del gas. Alcune imprese hanno aperto linee di credito con le banche per pagare le bollette. Penso all'accordo fatto da Confindustria Lecco-Sondrio. Altre imprese, nonostante siano pieni di ordini, stanno rallentando la produzione e talune si sono fermate perché produrre è diventato troppo costoso, come deciso da otto fornaci del distretto del vetro di Murano. Insomma, sono a rischio tanti posti di lavoro e ci saranno problemi sociali. A queste realtà in crisi la Lega ha cercato di dare risposte con emendamenti, ma il Governo, rinnovando l'impegno di intervenire anche con la manovra, in fase di conversione del decreto non ha previsto risorse aggiuntive e tutti gli emendamenti onerosi sono stati purtroppo respinti. Noi, però, li ripresenteremo in manovra. (Applausi) . Il fenomeno del caro energia non è ovviamente solo italiano; ha dimensione internazionale, ma l'Italia soffre molto di più perché paga inefficienze mai risolte e scelte discutibili fatte in passato come il conto energia che ha sostenuto gli impianti rinnovabili, dove sono state aumentate le speculazioni, sono aumentati gli oneri di sistema e non si è creata una filiera nel nostro Paese. I pesanti aumenti indeboliscono la competitività delle nostre imprese e colpiscono le famiglie, magari non tutte direttamente in bolletta grazie all'intervento governativo, ma indirettamente per l'inevitabile aumenti dei prezzi dei beni di consumo legati agli aumenti dei costi di produzione. I rischi che venga frenata la ripartenza post pandemia e che parta l'inflazione sono altissimi. La situazione è sempre più grave, sempre meno congiunturale e rischia di essere strutturale. Cerco di mostrarvelo. ( Il senatore Arrigoni mostra un grafico ). In questo primo grafico sono riportati i prezzi medi giornalieri dell'energia elettrica in Europa nel mese di settembre: più scuro è il colore, più alto è il prezzo dell'energia. Faccio due rilievi: l'Italia ha il triste primato del prezzo più alto. Noi, infatti, eravamo a 159 euro a megawattora, la Francia a 135 (meno 15 per cento) e la Germania a 128 (meno 20 per cento). Segnalo che nel 2019 il prezzo era da noi 52 euro, cioè un terzo. Evidenzio che proprio con i prezzi di settembre il Governo ha stanziato 3,5 miliardi per ridurre gli aumenti in bolletta. In questo secondo grafico, notate invece i prezzi del mese scorso, ottobre: i colori sono più scuri e questo deve far preoccupare. Faccio alcuni rilievi. L'Italia mantiene il triste primato del prezzo di energia elettrica più alto. Rispetto alla media di settembre, quando il prezzo italiano era di 159 euro a megawattora, quello medio di ottobre è salito a 218 (l'aumento è del 37 per cento). Mentre in Italia il prezzo ad ottobre era di 218, quello della Francia era 173 (meno 21 per cento) e quello della Germania era 140 (meno 36 per cento) e purtroppo il trend in questi giorni di novembre è costante. Anche l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) ieri ha fatto sapere che i prezzi del gas non scenderanno a breve, ma semmai dal prossimo mese di aprile. Insomma, il divario tra il nostro e gli altri Paesi europei è aumentato: perché? Forse perché la Germania - ma la mia è una domanda retorica - ha un ampio mix energetico con nucleare al 13 per cento, carbone e lignite al 35 per cento? (Applausi) . Peraltro, noi abbiamo deciso di spegnere le centrali a carbone entro il 2025, la Germania forse al 2038. Hanno tante biomasse che noi invece non sviluppiamo e poi hanno il gas, che ricevono direttamente dalla Russia, con il Nord Stream, che fra poco raddoppierà. Forse perché la Francia, con le sue 56 centrali, ha oltre il 70 per cento di nucleare da cui noi attingiamo mediamente il 10 per cento del nostro fabbisogno energetico (Applausi) e sappiamo che Macron ha rilanciato la costruzione di reattori nucleari ad impatto zero. Appare evidente che stanno meglio i Paesi che non hanno ancora rinunciato al carbone e che sfruttano il nucleare, peraltro evitando l'emissione di milioni e milioni di tonnellate di CO 2 al mondo. Quali conclusioni traiamo? Che la competitività delle nostre imprese e i bilanci delle famiglie italiane si stanno sempre più compromettendo e che i 2 miliardi stanziati in legge di bilancio per limitare il caro bollette nel primo trimestre 2022 sono decisamente insufficienti e lontani dall'avere effetto di mitigazione pari a questo trimestre. Poiché l'inverno si sta avvicinando, è il caso di preoccuparsene. Le cause di questa drammatica situazione italiana sono anche da ricercare nel nostro particolare mix energetico e nell'eccessiva dipendenza energetica dall'estero: per il gas è del 95 per cento e ci permettiamo il lusso, ipocritamente, di non sfruttare il nostro gas a chilometro zero, più pulito e sfruttabile a emissioni ridotte rispetto a quello che per almeno trent'anni saremo costretti ad importare. (Applausi) . Cosa fare, dunque? Nell'immediato - ripeto - serve un'iniezione molto maggiore di 2 miliardi e allargare la platea dei beneficiari e poi bisogna intervenire strutturalmente e ripensare alla politica energetica del Paese. L'Italia non può aspettare l'Europa che, dopo l'ubriacatura del solo rinnovabile e solo idrogeno verde, purtroppo è divisa su come affrontare il caro energia e forse solo a dicembre deciderà qualcosa. La nostra ricetta non può essere quella dei colleghi del MoVimento 5 Stelle, che spingono solo su fotovoltaico ed eolico. A proposito, le comunità energetiche non sono solo affare vostro, abbiamo contribuito anche noi come Lega ad introdurle. (Applausi) . Anche se i sistemi di accumulo saranno sviluppati tecnologicamente, non si risolve il problema della loro non programmabilità. Vedete, il problema di queste rinnovabili non si manifesta nei costi bassi di produzione dell'energia elettrica, ma nei costi altissimi della non produzione, non solo quando non c'è il sole o il vento, ma soprattutto in inverno e con le sole rinnovabili non si può rispondere alla domanda di energia crescente. Occorre dunque tornare ad investire con biomasse, geotermia e idroelettrico, deflusso ecologico permettendo. Occorre - ed è ormai indifferibile - abbattere strutturalmente gli oneri di sistema che pesano 15 miliardi e spostarli nella fiscalità generale. Occorre - è stato oggetto di diversi ordini del giorno della Lega approvati - incrementare l'efficacia del servizio di interrompibilità per le imprese energivore del gas, fondamentale con l'inverno alle porte e poi agire in sede comunitaria per definire un regolamento che stabilisca regole comuni per gestire in sicurezza gli approvvigionamenti del gas e gli stoccaggi e agire nel pacchetto sulla finanza sostenibile e sulla tassonomia per inserire il ruolo di accompagnamento strategico del gas naturale nella transizione ecologica sia ai fini del contenimento dei costi dell'energia, sia per garantire stabilità, sicurezza e resilienza del sistema energetico. Colleghi del MoVimento 5 Stelle, avete votato il nostro ordine del giorno G2.6, con cui si chiede di inserire il gas nella tassonomia. Occorre infine assumersi la responsabilità, per sfruttare il nostro gas naturale e ridurre la nostra dipendenza energetica, di investire per diversificare le fonti di approvvigionamento e decarbonizzare - sì - con nuovi alberi, caro collega Anastasi, ma anche con la cattura e lo stoccaggio della CO 2 e non chiudersi allo sviluppo e alla ricerca del nucleare di quarta generazione. In sintesi, occorre abbandonare l'ambientalismo ideologico anti-impresa e procedere con un approccio pragmatico. (Applausi) . Inoltre, vi è necessità di assicurare la sostenibilità ambientale, economica e sociale, nonché garantire la neutralità tecnologica perché tutte le tecnologie che contribuiscono a decarbonizzare devono essere impiegate. In conclusione, preannuncio che il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore del provvedimento in esame. (Applausi) . LANZI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, senatore Arrigoni, sulla tassonomia noi ci siamo astenuti e le ricordo che sul nucleare ci sono stati ben due referendum in Italia. (Applausi) . Ad ogni modo, oggi parliamo di bollette. La pandemia continua a produrre effetti nefasti sulla nostra economia. Superata la fase acuta, siamo oggi chiamati anche a fronteggiare le ricadute della progressiva ripartenza economica, come lo straordinario aumento dei prezzi di energia elettrica e gas. Tra i fattori scatenanti che hanno contribuito all'acuirsi di questo fenomeno vi è sicuramente la tendenza di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, arrivate ai massimi storici e ancora in forte aumento per la ripresa delle economie mondiali a seguito dei ribassi dovuti alla pandemia e alle difficoltà nelle filiere di approvvigionamento. Solo per fare qualche esempio, ricordo che i prezzi europei del gas sono aumentati di oltre l'80 per cento nel terzo trimestre 2021 rispetto al secondo e che sono in aumento anche i prezzi correlati al costo dell'anidride carbonica, che ha raggiunto il record di quasi 60 euro a tonnellata. Tutto ciò si traduce in aumenti intollerabili in bolletta che, per una famiglia tipo, sono stati stimati in circa 145 euro all'anno per quella dell'elettricità e 155 euro per quella del gas. (Brusio) . Colleghi, se non interessa interrompo. (Richiami del Presidente) . Ciò che desta maggiore preoccupazione sono anche le previsioni delle agenzie di rating, che per l'Europa e l'Italia attestano il sostanziale stazionamento degli aumenti anche nel 2022 e nel 2023 a causa dell'offerta che continuerà a contrarsi. Se le ragioni degli aumenti sono da rinvenire nelle citate concause di natura squisitamente internazionale, le conseguenze sono invece tutte interne al nostro Paese, condizionano la nostra economia e si ripercuotono direttamente sui consumatori finali. Da un lato, ci sono le famiglie (specialmente quelle meno abbienti e del ceto medio), che rischiano di essere sempre più oppresse da una pressione fiscale non più sostenibile. Per molte di loro il provvedimento in esame rappresenta certamente un primo passo avanti. Infatti, dal complesso degli interventi contenuti nel decreto-legge che ci apprestiamo a convertire emerge una generale riduzione dell'impatto degli aumenti che sarà invece pari a zero per oltre 3 milioni di famiglie in difficoltà. A ciò si aggiungono l'azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il quarto trimestre 2021 per circa 6 milioni di microimprese e circa 29 milioni di clienti domestici, nonché la riduzione dell'IVA per tutti gli utenti del gas naturale. Come già detto, si tratta di un primo passo certamente indefettibile, ma al tempo stesso provvisorio e pertanto anche non del tutto sufficiente. Quello di oggi, quindi, non può che essere un primo provvedimento che dovrà condurre verso un sentiero lastricato di azioni sinergiche da parte di tutti i Dicasteri interessati, partendo dalle necessarie iniziative volte a contenere alla radice il fenomeno dei rincari a livello internazionale e, parallelamente, con interventi economici mirati e concreti diretti al ceto medio e alle imprese di maggiori dimensioni. Mi riferisco in particolare alle medie e grandi imprese energivore, come quelle del settore ceramico, le cartiere o le fonderie, che a causa degli aumenti vedono lievitare i costi della propria produzione di diversi milioni di euro al mese e rischiano conseguenze potenzialmente devastanti, in alcuni casi addirittura la chiusura. Dobbiamo intervenire senza indugio, dando buone prospettive, affinché gli occupati abbiano una stabilità e siano in grado di sostenere le proprie famiglie e affinché gli imprenditori continuino ad innovare e ricercare per restare all'avanguardia: il made in Italy si difende anche così. Ritengo quindi necessario che vengano realizzate iniziative urgenti, anche in considerazione del fatto che gli interventi calmierati già adottati si esauriranno molto presto, esattamente al termine del quarto trimestre dell'anno. (Richiami del Presidente). Sin dalla scorsa estate, il MoVimento 5 Stelle è stata la prima forza politica a chiedere un intervento immediato contro il caro bollette. Lo abbiamo fatto in via ufficiale con una mozione di maggioranza, a prima firma del capogruppo alla Camera dei deputati, Davide Crippa, elencando anche i possibili interventi per affrontare strutturalmente il fenomeno. Siamo stati noi i primi a batterci anche per abbassare, in via generale, i costi elevati delle bollette. Da un lato continuiamo a sostenere la necessità di intervenire urgentemente sugli oneri di sistema, ma occorre tracciare anche un altro sentiero, che porti alla vera tradizione ecologica. Si tratta di un cammino che abbiamo già intrapreso, adottando misure concrete, come il superbonus 110 per cento e le comunità energetiche, in grado di ridurre immediatamente i consumi e quindi anche le emissioni a tutela dell'ambiente e di generare un risparmio immediato per i cittadini. Gli investimenti sulle rinnovabili, sull'efficientamento energetico, sulla diffusione e sui sistemi di accumulo sono obiettivi non più rinviabili, per i quali dovremo batterci fianco a fianco, tutti insieme. L'alternativa è quella di continuare a dipendere dalle fonti fossili e quindi soggiacere proprio a quel ricatto economico che oggi rischia di mettere in ginocchio milioni di cittadini e migliaia di imprese e che ci costringe a stanziare urgentemente ingenti risorse, che di certo non generano un ritorno economico positivo per la nostra economia. (Brusio). Signor Presidente, chiedo ai colleghi se mi ascoltano un attimo! PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un disturbo assoluto e intollerabile. LANZI (M5S) . Grazie, signor Presidente, vorrei dire qualcosa di importante a tutta l'Assemblea. Prima di concludere... (Brusio) . Ho chiesto un minuto di silenzio, colleghi. Me lo concedete, per favore? Prima di concludere, dunque, permettetemi di tornare sul superbonus, una misura pensata e voluta dal MoVimento 5 Stelle già nel decreto-legge rilancio, ma oggi condivisa, finalmente, da tutti i partiti. Ma c'è un «ma»: dalle ultime notizie, sembra infatti che il Governo non sia intenzionato a dare seguito agli impegni presi in quest'Aula su una proroga generalizzata fino al 2023. Vorrei dire a tutti i colleghi che non possiamo lamentarci del fatto che il Parlamento venga puntualmente esautorato, quando addirittura, pur essendo tutti concordi su un tema non divisivo, non riusciamo a convincere il Governo a seguire l'indirizzo politico espresso dal Parlamento. (Applausi) . Le premesse non sono affatto rassicuranti: su una manovra di bilancio di 30 miliardi di euro, non si può lasciare un margine di intervento così stretto al Parlamento, compromettendone, sebbene parzialmente, le prerogative. In particolare per le modifiche economicamente più rilevanti non c'è margine: o andiamo tutti ad annusare i meloni, riconoscendo la nostra irrilevanza, o siamo conseguenti e teniamo il punto nelle Commissioni. (Applausi) . Il Parlamento vuole il superbouns: punto! Invece accade che si tenti di bloccarne la lievitazione, disorientando cittadini ed imprese, che rinunciano dopo aver investito tempo e denari nelle progettazioni. Se lo vogliamo tutti, il risultato si porta a casa. Mi pare di essere stato chiaro: si agisca nelle Commissioni o si taccia per sempre! (Applausi) . Chiedo pertanto che sia il Governo a trovare le dovute coperture, per assicurare la proroga del superbonus, almeno fino al 2023, eliminando soglie ISEE e tutte le formule e le eccezioni che rischiano soltanto di creare incertezze e difficoltà applicative. (Applausi) . Con queste premesse e con l'auspicio che questo sia soltanto il primo dei provvedimenti che si renderanno necessari per salvaguardare cittadini e imprese, annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PARAGONE (Misto-I-PVU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto-I-PVU) . Signor Presidente, non possiamo non vedere gli sforzi del Governo nel fare il minimo del minimo, di fronte a un rincaro spaventoso e insostenibile per imprese e famiglie. Sotto la soglia prevista da questo intervento era impossibile andare; però tutto si ferma qui. Per questo ci asterremo. Dopo questo pit stop non c'è alcunché di strutturale che consenta alle piccole e medie imprese e alle famiglie di pagare bollette del gas e della luce meno care. Ve lo dico soprattutto alla luce delle intenzioni di switchare verso l'elettrico e verso le fonti rinnovabili, tant'è che, alla luce di quel che fate (o meglio di quello che non fate), ritengo che le rivoluzioni verdi saranno soltanto per chi ha portafogli ricchi e per chi ha bilanci floridi. Ho l'impressione che, fintanto che i grossi gruppi non vi consegneranno le norme da approvare (perché ve le hanno scritte loro) e gli interventi da apportare (che vanno bene a loro), voi starete in stand-by . Vi avevamo proposto di premiare in via definitiva, con bollette meno care, coloro che già consumano energia da fonti rinnovabili. Invece voi cosa fate? Rigettate la proposta, perché ci contestate il fatto che non è una misura a termine. In poche parole abbiamo sbagliato, secondo voi, a volere una norma che premiasse una volta per tutte chi consuma responsabilmente energia pulita. Tralascio anche il vostro voto contrario di fronte alla nostra proposta di rimborsare le bollette di chi ha avuto attività imprenditoriali chiuse durante il lockdown e di metterle in carico alle grandi società di distribuzione, che proprio nel periodo del lockdown hanno aumentato i loro profitti. Quindi, ricapitolando, la morale della vostra politica è: incentivi e premi per gli energivori (per i grandi) e bollette sempre care per famiglie e PMI. Quello che avete fatto - ripeto - è solo il minimo sostegno possibile. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 2326 Proroga del termine previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 21, per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto» PIARULLI ed altri. - PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 2326. La relazione è stata stampata e distribuita. Chiedo al relatore, senatore Ostellari, se intende integrarla. OSTELLARI, relatore . Signor Presidente, se lei mi consente, mi rifarei alla relazione contenuta nel fascicolo trasmesso dalla Commissione. PRESIDENTE . È cosa buona e giusta. (Applausi) . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. Passiamo alla votazione degli articoli, nel testo proposto dalla Commissione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 2. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Passiamo alla votazione finale. Ricordo che il tempo massimo per le dichiarazioni di voto è di cinque minuti e che è gradito anche meno. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, sarò molto sintetico. Intervengo semplicemente per sottolineare che siamo alla seconda proroga di questa Commissione d'inchiesta; l'auspicio è che vediamo risultati concreti del lavoro che dovrebbe essere fatto dalla stessa e che effettivamente ci si inizi a muovere in maniera un po' più concreta, in modo tale che i risultati vengano portati anche all'esame di quest'Assemblea. Com'è noto, c'è stata una discussione sulla data di termine della proroga, proprio per consentire all'Assemblea di esaminare i risultati su una vicenda sicuramente complessa e molto delicata alla quale dobbiamo prestare la massima attenzione. Voteremo ovviamente a favore della proroga, come abbiamo fatto anche in occasione della prima. Il tempo di operatività della Commissione di inchiesta era già ampiamente scaduto. Arriviamo al 1° ottobre 2022; ci auguriamo che in quella data, finalmente, potremo avere per le mani qualcosa di concreto. (Applausi). LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, la Commissione di inchiesta sui fatti de "Il Forteto", come sapete, sta lavorando da mesi su una vicenda che risulta essere una delle pagine più buie del nostro Paese, tanto che, se raccontassimo i fatti a chi non ne conoscesse minimamente l'esistenza, penserebbe a un film dell'orrore o comunque a una vicenda che non potrebbe accadere nel nostro Paese, tanto meno nella nostra civilissima Toscana. È vero che stiamo discutendo di una proroga, sottolineo necessaria, ma credo sia opportuno ricordare a noi tutti i punti fondamentali di questa vicenda. Il luogo, Vicchio di Mugello, una vallata dell'Appennino toscano, in provincia di Firenze: un luogo dove per circa trent'anni sono stati accolti minori in affidamento, allontanati da famiglie con gravi problemi; un luogo dove sono stati commessi gravi abusi sessuali e violenze su minori; un luogo dove si predicava o si attuava una teoria educativa, sociale, un modello di famiglia - sinceramente non saprei come definirlo - voluto e gestito da un certo Fiesoli, capo di quella comunità. Cito le stesse parole che ho usato in quest'Aula quando votammo la legge istitutiva della Commissione: "Il Forteto" è stata una setta totalizzante in cui si è annullata la personalità dei soggetti, di ragazzi con gravi problemi, e si sono rovinate decine, centinaia di famiglie e di persone, perché al "Forteto" non ci sono stati soltanto gravissimi abusi su minori, le violenze, le botte, i rapporti sessuali completi messi in atto dal Fiesoli; in quel luogo c'erano bambini che venivano fatti alzare all'alba per andare a lavorare, prima di essere portati a scuola, per fare un formaggio che magari mangiavano i tanti ospiti illustri - da politici a magistrati - che hanno frequentato la struttura. Dopo le due Commissioni di inchiesta della Regione Toscana e i processi, che hanno visto condanne, è emerso che in quel luogo è stato permesso di tutto nel silenzio e con la connivenza della politica, della magistratura, dei vertici socio-sanitari; con l'avallo e l'aiuto della Regione Toscana e delle amministrazioni locali, che per anni hanno considerato "Il Forteto" un esempio, finanziandolo e promuovendolo. (Applausi). Ancora oggi le responsabilità politiche non sono definite, non è ancora ben definito quale sia stato il meccanismo che ha creato il corto circuito del sistema; uno scaricabarile delle responsabilità fra chi doveva controllare e aveva il dovere di tutelare e proteggere quelle che allora sono state giovani vittime. In questi mesi abbiamo ascoltato molti di quegli attori: le vittime, i consulenti. Ancora oggi ci chiediamo come è possibile che sia successo tutto ciò, chi ha protetto Fiesoli. È possibile che i magistrati, i politici, gli operatori che hanno avuto a che fare con "Il Forteto" abbiano agito tutti in buona fede? È possibile che nessuno si sia mai accorto di nulla? Ancora queste domande non hanno una risposta completa e compiuta. Dobbiamo andare a fondo di questa vicenda, e per questo occorre altro tempo; troppi sono ancora gli angoli bui. Soprattutto mi rivolgo al Presidente della Commissione e ai colleghi: usiamo bene il tempo che ci viene nuovamente concesso per andare nel vivo della questione. Cerchiamo di individuare non solo i responsabili individuali su cui la magistratura si è già pronunciata, ma anche la responsabilità politica di tutto ciò al fine di non rendere vano il nostro lavoro. Lo dobbiamo prima di tutto alle vittime, ma anche alle Istituzioni e alla buona politica sporcata dalla vicenda. Tutto ciò senza scordare - voglio ricordarlo a me stesso e all'Assemblea - che se il "Forteto" rappresenta la parte più estrema e drammatica delle vicende degli affidamenti - purtroppo non unica nella sua drammaticità, penso ad esempio alla vicenda di Bibbiano - occorre ricordare quanto sia necessario approfondire in misura ancora maggiore il tema generale e delicato degli affidi. Per questi motivi e molti altri annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d'Italia. (Applausi) . BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico voterà a favore della proroga del termine per la Commissione d'inchiesta sul "Forteto" non convintamente, ma responsabilmente. Vorrei far notare che siamo già alla seconda proroga. È una Commissione che chiede responsabilità; noi siamo qui per questo, l'abbiamo sempre votata e abbiamo partecipato in tal senso. Dispiace che il senatore La Pietra abbia svolto già una relazione su una relazione. Ricordo che stiamo votando semplicemente una proroga. Faccio un appello a tutti i commissari, ma soprattutto, Presidente, a lei affinché si arrivi a votare una relazione su questo fatto increscioso, drammatico e tragico che riguarda sicuramente tutta l'Italia, ma in particolare una zona della Toscana, che mi è particolarmente cara. Si arrivi, per il rispetto che è dovuto a tutti gli interessati, a tutte le vittime dirette e indirette, a votare una relazione il prima possibile, senza aspettare ottobre. Abbiamo avuto degli intoppi dovuti all'emergenza Covid, che non può però essere una giustificazione per prorogare ulteriormente dei lavori che ci devono vedere dare risposte chiare e certe con senso di responsabilità. Sappiamo che c'è ancora qualcosa di non chiaro. La Commissione sta lavorando, ma non è tollerabile che ci sia ancora, in questo momento in cui, lo ricordo, votiamo solo la proroga, la strumentalizzazione di chi pensa di avere in Assemblea già una relazione sul tema. (Applausi) . Un tema che ci chiama, senatore La Pietra, ad avere responsabilità verso le vittime. Votiamo intanto la proroga e poi diremo nella relazione tutto quello che abbiamo riscontrato, ognuno nelle sue posizioni. (Applausi) . RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, il provvedimento all'esame dell'Assemblea rappresenta un importante atto di responsabilità che tutti i componenti della Commissione ed oggi tutti i senatori presenti hanno deciso di assumere per continuare a cercare quella verità che per troppo tempo, per decenni, è stata nascosta. In questi mesi, nonostante l'attività della Commissione abbia subito rallentamenti, abbiamo avuto modo di appurare che gli appelli lanciati negli anni non erano stati vani. Le parole del giudice Bouchard ne sono un esempio lampante. Ricordo che il giudice Bouchard dopo decenni di impunità ha presieduto il collegio che ha condannato Fiesoli, peraltro già inquisito nel 1978 per pedofilia, per i suoi abusi e maltrattamenti su minori perpetrati al Forteto; siamo però ancora qui ad aspettare che sconti la sua pena, troppo esigua per quello che ha fatto. Secondo le parole del giudice: «C'era una legge regionale toscana del 1980 che stabiliva tutta una serie di caratteristiche per aprire una comunità. Il problema è che qualunque fosse l'accezione che si volesse dare all'esperienza del Forteto nell'accoglienza del minore, mancavano totalmente i requisiti . Nessun tipo di autorizzazione, di procedura e di verifica è mai stata fatta sulle caratteristiche di quella struttura». Se le pratiche fossero state fatte, quella cooperativa non sarebbe durata neanche un giorno. (Applausi) . Queste le parole del giudice. Non c'era però interesse ad approfondire cosa accadeva perché i minori avevano sia condizioni difficili per una collocazione diversa sia perché il Forteto non chiedeva rette e per le Istituzioni rappresentava una soluzione davvero conveniente. Non chiedeva rette, ma aveva finanziamenti per milioni di euro all'anno. Ricordo ancora quando, nella XVI legislatura, Rodolfo Fiesoli venne in Senato a presentare il suo libro, presentato da una forza politica. Un vero e proprio j'accuse nei confronti del sistema che ha causato blackout e ha provocato danni a decine e decine di vittime minori, e non solo. Il caso di cui ci stiamo occupando ha bisogno di tempo e spazio per il dibattito, affinché lo Stato possa recuperare il rispetto che negli anni ha perso nel silenzio e nell'omertà. Sull'uscio di questa comunità si sono fermate, senza entrare, le istituzioni, i controlli dei servizi sociali, la magistratura, i giornalisti, accontentandosi della versione che dall'interno veniva fornita. (Applausi) . Una sorta di zona franca da cui lo Stato ha deciso di distogliere lo sguardo, di far finta che questa comunità, queste persone e quanto avveniva in quel luogo non esistessero. Di ottanta bambini, quattordici si sono suicidati. È nostro dovere approfondire, prima per coscienza individuale, poi per tutti coloro che rappresentiamo, gli italiani. Per queste ragioni, mi auguro che la Commissione possa recuperare il tempo perduto a causa dell'emergenza sanitaria, preparandosi anche a una vera riforma normativa che riguardi le case famiglia. In tutta Italia ci sono casi, forse non della gravità del Forteto, che chiedono vendetta e, soprattutto, controlli. Forza Italia vuole chiarezza per le famiglie e i bambini che soffrono tremendamente perché lontani dalla loro quotidianità. Questo per non parlare del giro di soldi denunciato, che passa tra alcuni assistenti sociali, giudici minorili e case famiglia, com'è emerso nella Commissione infanzia nella scorsa legislatura. Per queste ragioni, esprimo il voto favorevole a nome di Forza Italia. (Applausi) . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà . VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi parleremo sempre del Forteto in quest'Aula. Collega, capisco che il Partito Democratico abbia paura di parlare del Forteto in quest'Aula (Applausi) ; è logico che voi abbiate paura di parlare di questo argomento, perché è successo nella vostra terra. Trent'anni - ripeto, trent'anni - di continui affidi (Applausi) di bambini a una comunità, con delle sentenze passate in giudicato che condannavano dei soggetti per violenza (Applausi) ; per trent'anni si è continuato a dare dei figli al Forteto. (Commenti) . Parliamo di una mamma che è stata in carcere quattro anni, le hanno tolto i figli e poi si è scoperto che era tutto falso. A lei va il mio pensiero, cara collega. Ricordiamo allora il fatto: una comunità agricola fondata nel 1977, che poi dal 1978 ha la prima denuncia per atti di libidine su un bambino. Nel 1985 vi è stata una sentenza, passata in giudicato, in cui il fondatore viene condannato per maltrattamenti. Nel 2000 la Corte europea dei diritti dell'uomo condanna l'Italia perché ha dato ancora dei bambini a quella comunità agricola; ripeto, comunità agricola. (Applausi) . Finalmente nel 2015 vi siete arresi, perché è stata finalmente chiusa. Leggo alcune delle motivazioni della sentenza, perché è giusto ricordarle in quest'Aula; bisognerebbe fare un film su questa vicenda. Leggo dalla sentenza del tribunale: «nel condizionare le scelte di voto» - quello facevano - «in occasione di elezioni politiche ed amministrative»; il sistema Forteto «evidenziando le bizzarre, inverosimili, dannose teorie educative», tali gender (Applausi) , esaltando il non affetto tra genitori e figli. Questo è successo. La scarcerazione dei due condannati veniva festeggiata con politici e sindacati. Forse voi avete paura dei nomi di questi! (Applausi) . Vengo alle conclusioni perché la sentenza è pubblica e poi ne vedremo veramente delle belle. Ieri, come ha detto una mia collega, il presidente della sezione penale del tribunale di Torino ha ricordato una cosa che vorrei leggere: so per certo che, se questa sentenza del tribunale fosse successa, anziché a Firenze a Torino, l'intera classe si sarebbe posta delle domande su come sia potuto accadere questo. Concludo ricordando che la Commissione ha accumulato 70.000 pagine. Abbiamo fatto tantissime audizioni. Vorrei ringraziare di cuore il comandante della Guardia di finanza Leonardo Bernardi, che è stato veramente collaborativo e al quale vorrei che rivolgessimo un applauso, così come al Comando della Guardia di finanza che l'ha assegnato. Rivolgo un pensiero anche alla mamma a cui - come ho detto prima - sono stati tolti i figli e alla quale per fortuna adesso, dopo quattro anni di carcere, gliel'hanno restituiti, revocando integralmente la sentenza. Mi sono fatto una domanda e voi del PD me ne avete dato l'occasione oggi col vostro intervento; la risposta è che forse solo lì poteva succedere questo. (Applausi) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, in quest'Aula nella scorsa legislatura penso di aver sfinito tutti: è dal 2013 che parlo della questione del «Forteto». (Applausi) . Nel 2020 siamo riusciti a istituire la Commissione di inchiesta, poi per l'emergenza legata alla pandemia abbiamo dovuto rallentare la nostra attività. È stata costituita nel febbraio del 2020, in pieno periodo Covid, quando ancora non sapevamo nulla. Siamo andati avanti, abbiamo raccolto 71.771 pagine di documentazione. Comprendo che la Commissione d'inchiesta è stata istituita per un anno e ne è stata richiesta una prima proroga nel 2021, ma ora ne chiediamo un'altra per fare le cose bene e senza alcuna strumentalizzazione, perché le vittime non devono essere strumentalizzate né da una parte né dall'altra. (Applausi) . Per fare questo bisogna indagare e capire come è potuto succedere, per assegnare le responsabilità alle istituzioni rispetto a tutto quello che abbiamo ascoltato, nelle tantissime audizioni svolte, da parte delle vittime, degli assistenti sociali e dei magistrati, perché non si può sentire una persona dire che i bambini dovevano essere mandati da qualche parte o assegnati a qualcuno: è questo il problema. (Applausi) . La proroga non c'entra nulla con il fatto di fare qualcosa sul sistema degli affidi, perché in questa legislatura abbiamo istituito anche una Commissione apposita per il sistema degli affidi, che deve collaborare con noi; possiamo partire subito, appena conclusa la sessione di bilancio. Mettiamoci al lavoro sulla questione degli affidi, ma non togliamo la possibilità, mettendo fretta, di capire realmente cosa è successo al «Forteto» e dare le colpe a chi le ha, senza fare di tutta l'erba un fascio. Il MoVimento 5 Stelle dal 2013 in quest'Aula ha sempre portato avanti l'idea di tutelare le vittime e cercare di indagare il più possibile. Quindi, il nostro voto sarà favorevole al disegno di legge in esame. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per ricordare una figura, una senatrice: cent'anni fa, l'11 novembre del 1921, nasceva Alessandra Codazzi, partigiana, sindacalista della CISL e poi senatrice della Democrazia Cristiana nell'VIII, IX e X legislatura. Ho avuto l'onore di conoscere Sandra, che andavo a trovare nella sua abitazione nel quartiere Africano di Roma. Davanti a un buon tè, servito dalla sua figura minuta ma forte di animo e di spirito, mi dispensava con immensa generosità e competenza consigli per la mia attività di allora, responsabile del Coordinamento nazionale Donne CISL. Mi parlava qualche volta della sua lotta in clandestinità, nella Resistenza, come staffetta partigiana con il nome di Rosario. Mi diceva che non aveva mai avuto timore per lei, da gran combattente, ma aveva avuto paura per la sorte dei suoi figli e dei suoi fratelli minori. Mi raccontava con passione ed entusiasmo della sua esperienza di responsabile dell'Ufficio lavoratrici del sindacato negli anni Cinquanta, agli albori del sindacato di Giulio Pastore. Aiutava le donne - lei, da donna che aveva avuto la possibilità di studiare e laurearsi - a riscattarsi dalla loro condizione, anche dando istruzioni sulla propria igiene personale. Si era battuta, da sindacalista prima e da politica dopo, per la parità salariale, contro la precarizzazione del lavoro femminile. Dobbiamo a donne come Alessandra Codazzi le conquiste che anche oggi stiamo compiendo. Proprio adesso, in un tempo nel quale abbiamo tanta responsabilità di cambiamento, dalla transizione digitale a quella ecologica, alla necessità di politiche demografiche, voglio chiudere con una sua frase, tratta dal libricino «La CISL ha bisogno delle donne. Riflessioni su cinquant'anni di storia.»: ci sono dei momenti - diceva la Codazzi - dei periodi nei quali vivere è un privilegio; sono i momenti nei quali si operano cambiamenti che toccano l'essenza dell'uomo, non una categoria, non una classe, ma l'essenza stessa dell'umanità. Ritengo che questo nostro tempo sia simile al suo degli anni Cinquanta ed è uno di quei momenti che abbiamo il privilegio di vivere. Noi dovremmo essere all'altezza della capacità delle donne come Alessandra che, trasversalmente, insieme a donne di partiti diversi, hanno lavorato per il bene del Paese. (Applausi) . ABATE (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ABATE (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, sono passate quasi due settimane da quando ho chiesto al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli la convocazione di un tavolo tecnico per discutere dei gravi problemi che attanagliano la filiera della pera. A metà ottobre ho partecipato all'assemblea generale dei pericoltori emiliani, che si è tenuta a Mirandola, in provincia di Modena. L'evento, dal titolo «Dalla catastrofe al cambiamento per la rinascita del settore della pera», ha rappresentato un momento importantissimo per discutere con oltre 300 agricoltori della crisi che il settore sta attraversando e delle gravi problematiche derivanti dalle gelate tardive del 2021 e dalle altre emergenze fitosanitarie e anche di mercato, che colpiscono soprattutto le drupacee e le pere. Nel corso dei lavori abbiamo discusso dei numeri della crisi frutticola che sta investendo l'Emilia Romagna e che non ha precedenti nella storia. Basti pensare che stringe nella morsa circa 20.000 aziende agricole, 60.000 lavoratori e un patrimonio di oltre 50.000 ettari complessivi di frutteti. Questo senza contare il valore economico dei settori della trasformazione, distribuzione e dell'indotto che da essa derivano e ad essa sono collegati. Anche questo dibattito inevitabilmente si è incentrato sui motivi della crisi: cambiamento climatico, malattie, nuovi patogeni introdotti nella nostra Nazione attraverso il mercato globale, che solo in Emilia-Romagna mettono sotto scacco quasi il 70 per cento dell'intera produzione agricola regionale delle pere. Il grido d'allarme dei pericoltori italiani non va ignorato, perché quanto sta accadendo nel loro settore è lo specchio di quanto avviene in generale in tutto il settore ortofrutticolo, duramente colpito anche dalla pandemia. Conseguenzialmente, denuncio l'inerzia del Governo Draghi, già da molti mesi, ma vengo inascoltata. La filiera ortofrutticola, in questo caso il comparto delle pere emiliane, eccellenza italiana, non può assolutamente attendere ulteriormente risposte e aiuti. Il mio appello è anche quello degli imprenditori agricoli, ma al momento è rimasto lettera morta. Ora è il momento di agire. Il ministro Patuanelli dica finalmente da che parte stare, se da quella delle piccole e medie imprese agricole, cuore pulsante dell'agricoltura nazionale e del made in Italy , le cui proteste si fanno ogni giorno più vibranti, o se vuole continuare a stare dalla parte dei grandi gruppi del settore. MAIORINO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, Adelina Sejdini è la donna morta gettandosi da ponte Garibaldi lo scorso 6 novembre qui a Roma. Adelina Sejdini l'abbiamo conosciuta in parecchi in questa sede, perché venne a portare la sua testimonianza nel corso dell'indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione in 1 a Commissione e venne nonostante le sue precarissime condizioni di salute, nonostante un tumore invasivo di tipo C3, nonostante la chemioterapia cui era sottoposta e nonostante la mastectomia bilaterale che aveva appena subito al momento della sua presenza qui. Venne perché - sono le sue parole - «fino al mio ultimo respiro darò il mio contributo alla lotta alla tratta perché provengo da quello che definisco l'inferno della prostituzione». Chi era Adelina Sejdini non lo apprendiamo dai giornali, ma dalle sue vive parole e dalla sua testimonianza. «All'età di diciassette anni e mezzo venni sequestrata con la forza ed ero ancora come mia madre mi aveva fatto. Fui costretta a salire su una macchina e portata in un bunker , di quelli sotterranei che si usano nei Paesi in cui c'è la guerra, dove venni violentata da un gruppo di persone. Fatto questo, mi portarono poi in una casa, poi in un campeggio e mi hanno venduta di banda in banda con destinazione "prostituzione in Italia", dove sono arrivata a bordo di un gommone, sul quale c'erano tantissime altre ragazze. Prima di arrivare al gommone però, voglio ricordare il campeggio delle torture. In quel campeggio c'erano tantissime ragazze che venivano torturate e violentate, tutte destinate allo stesso gommone. Su quel gommone c'era anche la Polizia albanese che, dandoci pacche sulle spalle, ci raccomandava di fare tanti bei soldi al nostro arrivo in Italia. Io sono finita a prostituirmi nel Varesotto. Ho subito l'inferno delle torture e delle botte, tant'è che tutt'oggi porto le cicatrici sul mio corpo: ne ho una sulla gamba destra che mi hanno fatto aprendomi un taglio profondo con il coltello e mettendoci del sale dentro, per poi legarmi e farmi infine una doccia ghiacciata. La Polizia del Varesotto tutti i giorni veniva a chiedermi chi mi avesse messo lì e a dirmi che potevano aiutarmi, ma io avevo paura di fidarmi di loro perché associavo la loro divisa a quella della Polizia albanese. Un giorno, però, decisi di farlo, ribellandomi a un inferno di schiavitù e torture, ma lo feci solo dopo quattro anni. Grazie alla mia denuncia sono state liberate dieci ragazze, 40 sono stati gli arrestati, 80 i denunciati e tutti sono stati condannati a una pena dai quindici ai vent'anni di carcere. Così mi sono detta: visto che la vita è tanto bella, soprattutto se si è libere di scegliere e di fare quello che si vuole, allora tantissime altre ragazze potevano essere libere di scegliere. Ne ho, quindi, fatto una missione e, in collaborazione con le Forze dell'ordine, ne ho salvate numerose. La prostituzione sul nostro territorio - dico nostro anche se non sono nata in Italia, ma mi sento italiana e parte della società italiana - vede più di 120.000 donne vittime di tratta. Posso dirlo sia da ex vittima del racket della prostituzione sia da attivista. Bisogna fermare la domanda e rivolgo questa mia richiesta e questa supplica a chi ha il potere di fare qualcosa. Come fermare la domanda? Ad esempio, sanzionando i clienti. Per quanto riguarda la prostituzione sul territorio italiano, nessuna donna si può prostituire da sola, neanche se lo vuole. C'è chi parla di legalizzare i bordelli e le cosiddette zone rosse. Se oggi fossi ancora schiava, avrei paura che qualcuno mettesse una bomba a casa mia contro i miei familiari e io starei dentro a quel bordello. Così i miei sfruttatori prenderebbero i soldi, mentre lo Stato incasserebbe le tasse. Io, come qualsiasi altra donna, mi aspetto da chi rappresenta lo Stato - mi riferisco alle istituzioni, al Governo e a chi ha potere - di offrirmi opportunità dignitose. Io non tifo per alcun partito - lo giuro davanti a Dio - ma vi dico che modificare la cosiddetta legge Merlin eliminando il reato di favoreggiamento alla prostituzione vuol dire dare libertà alla criminalità organizzata. Infatti, se gli angeli in divisa - così chiamo i poliziotti e, in generale, tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine - riescono ad avviare una prima indagine per inchiodare i delinquenti che sfruttano migliaia di ragazze è proprio grazie al reato di favoreggiamento della prostituzione. Quindi, dico un forte no all'apertura dei bordelli e all'abrogazione del reato di favoreggiamento della prostituzione. Concludo, Presidente Adelina dice ancora: «Mi rivolgo con forza a chi ha il potere di fare qualcosa per queste ragazze. Prostituirsi in Italia già non è reato. Che cosa si vuole legalizzare? La schiavitù? Chi vuole prostituirsi da danni può andare a pagare le tasse, ma non lo fa. In conclusione, giuro davanti a Dio che se sono qui oggi è per dirvi che personalmente ho subito tutti i tipi di torture e quelle che ho subito io le stanno subendo tutte le ragazze. Fate qualcosa per queste ragazze, non permettete che venga legalizzata la schiavitù della prostituzione e vengano aperti i bordelli. Se domani il mio medico mi dovesse dire che sto per morire e mi chiedesse di esprimere un ultimo desiderio, direi che il mio desiderio è fermare la domanda di prostituzione che genera la tratta di esseri umani. Non lo dico tanto per dire, ma lo penso veramente. Bisogna fermare la domanda con sanzioni ai clienti, perché sono consapevoli». Questo è l'appello di Adelina Sejdini. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 16 novembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 16 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 13,27) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (2401) (V. nuovo titolo) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale (2401) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, recante misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato, con modificazioni al testo del decreto-legge, il disegno di legge composto del solo articolo 1. ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1. (Misure per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico) 1. Anche al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, confermando per il quarto trimestre dell'anno 2021 quanto disposto per il terzo trimestre del medesimo anno dall'articolo 5- bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, gli oneri generali di sistema per tutte le utenze elettriche sono parzialmente compensati mediante: a) l'utilizzo di una quota parte, pari a 700 milioni di euro dei proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica (CO2), di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, di competenza del Ministero della transizione ecologica. Le risorse di cui alla presente lettera sono destinate al sostegno delle misure di incentivazione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, che trovano copertura sulle tariffe dell'energia; b) il trasferimento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, entro il 15 dicembre 2021, di ulteriori risorse pari a 500 milioni di euro. 2. Al fine di contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, ulteriormente rispetto a quanto disposto dal comma 1, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente provvede ad annullare, per il quarto trimestre 2021, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW. A tal fine, sono trasferite alla Cassa per i servizi energetici e ambientali, entro il 15 dicembre 2021, ulteriori risorse pari a 800 milioni di euro. EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 1 ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 2. (Misure per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore gas naturale) 1. In deroga a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le somministrazioni di gas metano usato per combustione per gli usi civili e industriali di cui all'articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021, sono assoggettate all'aliquota IVA del 5 per cento. Qualora le somministrazioni di cui al primo periodo siano contabilizzate sulla base di consumi stimati, l'aliquota IVA del 5 per cento si applica anche alla differenza derivante dagli importi ricalcolati sulla base dei consumi effettivi riferibili, anche percentualmente, ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. 2. Al fine di contenere per il quarto trimestre 2021 gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore del gas naturale, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente provvede a ridurre, per il medesimo trimestre, le aliquote relative agli oneri generali gas fino a concorrenza dell'importo di 480 milioni di euro. Tale importo è trasferito alla Cassa per i servizi energetici e ambientali entro il 15 dicembre 2021. EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 2 ARTICOLO 3 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 3. (Misure per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale con il rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas) 1. Per il trimestre ottobre-dicembre 2021 le agevolazioni relative alle tariffe elettriche riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008, e la compensazione per la fornitura di gas naturale di cui all'articolo 3, comma 9, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono rideterminate dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, al fine di minimizzare gli incrementi della spesa per la fornitura, previsti per il quarto trimestre 2021, fino a concorrenza dell'importo di 450 milioni di euro. Tale importo è trasferito alla Cassa per i servizi energetici e ambientali entro il 15 dicembre 2021. EMENDAMENTI EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 3 ARTICOLO 4 DEL DECRETO-LEGGE E ALLEGATO 1 Articolo 4. (Abrogazione e modifica di disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi) 1. Le disposizioni di cui all'Allegato 1 al presente decreto sono abrogate. 2. All'articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, il comma 5 è sostituito dal seguente: « 5. Il corso di laurea in scienze della formazione primaria e il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l'inclusione scolastica sono adeguati alle disposizioni di cui al presente articolo ai sensi di quanto previsto dall'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127. ». 3. All'articolo 72, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, le parole: « 30 settembre 2021 » sono sostituite dalle seguenti: « 30 novembre 2021 ». Allegato 1 (di cui all'articolo 4, comma 1) ELENCO DELLE DISPOSIZIONI ABROGATE 1 Articolo 1, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo 15 dicembre 2014, n. 188. 2 Articolo 4 del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93. 3 Articolo 51, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120. 4 Articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66. 5 Articolo 1, comma 468, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. 6 Articolo 74, comma 7- ter , del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. 7 Articolo 1, comma 146, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. 8 Articolo 1, comma 51, della legge 13 luglio 2015, n. 107. EMENDAMENTI ARTICOLI 5 E 6 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 5. (Disposizioni finanziarie) 1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 2 e 3, determinati in 2.838,4 milioni di euro per l'anno 2021, che aumentano, in termini di indebitamento netto e fabbisogno a 3.538,4 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede: a) quanto a 700 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 120, comma 6, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; b) quanto a 1.709 milioni di euro, mediante corrispondente utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1, commi 1 e 5, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, di cui 32 milioni di euro per l'anno 2021 sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, da parte dell'Agenzia delle entrate; c) quanto a 129,4 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 44, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, come incrementato dall'articolo 40, comma 3, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69; d) quanto a 700 milioni di euro, mediante utilizzo di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 del 2021 di cui all'articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, destinata al Ministero della transizione ecologica, giacenti sull'apposito conto aperto presso la tesoreria dello Stato da reimputare alla Cassa per i servizi energetici e ambientali; e) quanto a 300 milioni di euro, mediante utilizzo delle risorse del fondo di cui all'articolo 32 del decreto legislativo del 3 marzo 2011, n. 28, giacenti sul conto di gestione intestato allo stesso Fondo, che sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, da parte della Cassa per i servizi energetici e ambientali. 2. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Articolo 6. (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. EMENDAMENTO AL TITOLO PROPOSTA DI COORDINAMENTO DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE Proroga del termine previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 21, per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto» (2326) ARTICOLI 1 E 2 NEL TESTO FORMULATO DALLA COMMISSIONE IN SEDE REDIGENTE Art. 1. 1. Il termine previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 21, entro il quale la Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità « Il Forteto » deve concludere i propri lavori, già prorogato al 31 dicembre 2021 dall'articolo 1, comma 4, della legge 26 febbraio 2021, n. 21, è ulteriormente prorogato fino al 1° ottobre 2022. Art. 2. 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo al disegno di legge n. 2401 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminati il disegno di legge in titolo e i relativi emendamenti, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, da cui risulta che: in relazione all'articolo 1, viene evidenziato che la disposizione si riferisce espressamente alla compensazione dei minori oneri generali di sistema delle utenze elettriche relative al quarto trimestre dell'anno 2021 e prevede il trasferimento delle risorse alla Cassa per i servizi energetici e ambientali entro il 15 dicembre 2021: pertanto, gli oneri sono riferiti all'esercizio 2021, come evidenziato nell'articolo 5 sulla copertura finanziaria; in relazione all'utilizzo ai fini di cui all'articolo 1 delle risorse di cui alla lettera a) (proventi delle aste CO2), indicate nella norma di copertura dall'articolo 5, comma 1, lettera d) e classificate in conto capitale, viene evidenziato che i proventi delle aste CO2 sono destinati dalla lettera a) al sostegno delle misure di incentivazione delle energie rinnovabili e dell' efficienza energetica, finalità compatibile con quelle previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47 recante "Attuazione della direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2018, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio, nonché adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392 relativo alle attività di trasporto aereo e alla decisione (UE) 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 2015 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato"; in relazione al comma 2 dell'articolo 1, sui criteri di stima riportati nella relazione tecnica viene rappresentato che in ogni caso la disposizione prevede uno stanziamento di 800 milioni di euro, commisurato alla stima riportata in relazione tecnica, destinato ad essere trasferito alla Cassa per i servizi energetici e ambientali affinché l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) possa adottare i provvedimenti necessari all'attuazione della disposizione con le risorse disponibili; in relazione all'articolo 3, che prevede il rafforzamento del bonus sociale elettrico e gas, viene confermato che l'ARERA è in effetti in grado di rideterminare le tariffe agevolate in modo da contenere gli oneri entro il tetto di spesa previsto, segnalandosi che già in altre occasioni - ad esempio, in base a quanto previsto dall'articolo 6 del decreto-legge n. 41 del 2021 - l'ARERA ha provveduto alla rideterminazione delle tariffe con propri provvedimenti nel rispetto dei limiti di spesa imposti dalla normativa; in relazione all'articolo 4, comma 1, allegato l, n. l, viene confermato che dall'abrogazione dell'articolo 1, commi 5, 6 e 7, del decreto legislativo n. 188 del 2014, non derivano effetti sulla finanza pubblica, trattandosi di disposizioni di carattere ordinamentale; in relazione all'articolo 5, che reca la copertura finanziaria del provvedimento, viene confermata la disponibilità delle risorse ivi previste, e che il loro utilizzo non determina una compromissione degli interventi già avviati a legislazione vigente, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con 1a seguente osservazione: in relazione all'articolo 5, si segnala che alcune delle coperture adottate per le finalità del provvedimento potrebbero, sia pure in misura limitata, determinare - con l'esclusione di quanto previsto alle lettere b) e d) - l'utilizzo di risorse in conto capitale per fronteggiare oneri di natura corrente. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.0.1, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10, 2.11, 2.12, 2.13, 2.14, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.3 (testo 2), 2.0.3 (testo 3), 2.0.4, 3.1, 3.2, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.3, 3.0.4, 3.0.5, 3.0.6. e 3.0.7. Sull'emendamento 4.4, il parere è non ostativo sulla lettera a) e contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla lettera b) . Su tutti i restanti emendamenti, il parere è non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 2401 sull'emendamento 2.0.1, il senatore Ortis avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 3.2, il senatore Ortis avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bruzzone, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Dal Mas, De Poli, Di Marzio, Fazzone, Floridia, Galliani, Ghedini, Giacobbe, Iwobi, Marilotti, Mautone, Merlo, Messina Assunta Carmela, Minuto, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Perosino, Pichetto Fratin, Pirovano, Pucciarelli, Quarto, Renzi, Ronzulli, Russo, Sbrana, Sbrollini, Sciascia, Segre, Sileri, Turco e Vaccaro. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Donno, Gasparri, Ortis e Pinotti, per attività della 4ª Commissione permanente; Ferrazzi, Garavini, Nugnes e Pavanelli, per attività della 13ª Commissione permanente; Pellegrini Marco, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere; Arrigoni, Castiello, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. È considerata in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, la senatrice: Fedeli. Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 11/11/2021 la 2ª Commissione permanente Giustizia ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: Sen. Piarulli Angela Anna Bruna ed altri "Proroga del termine previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 8 marzo 2019, n. 21, per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità «Il Forteto»" (2326) (presentato in data 15/07/2021) In data 11/11/2021 la 7ª Commissione permanente Pubbl. istruzione ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: Sen. La Pietra Patrizio Giacomo ed altri "Modifica all'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione del Pistoia Blues Festival" (1228) (presentato in data 10/04/2019) Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera del 27 ottobre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale recante istituzione della tabella triennale 2020-2022 degli enti privati di ricerca nonché riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'università e della ricerca per gli anni 2020, 2021 e 2022, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, con riferimento agli enti privati di ricerca (n. 322). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 10 novembre 2021 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con lettera del 4 novembre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 3, della legge 17 maggio 1999, n. 144 - lo schema di decreto ministeriale di approvazione del «Piano nazionale sicurezza stradale 2030: indirizzi generali e linee guida di attuazione» (n. 323). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 10 novembre 2021 - alla 8ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro della cultura, con lettera dell'8 novembre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 - lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma per l'utilizzazione delle risorse del Fondo per la tutela del patrimonio culturale, per gli anni 2021, 2022 e 2023 (n. 324). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 10 novembre 2021 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 4 novembre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 6 del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (n. 325). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema è stato deferito - in data 10 novembre 2021 - alla 1ª Commissione permanente e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro 30 giorni dalla assegnazione. L'8ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione permanente in tempo utile rispetto al predetto termine. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera del 4 novembre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2021, n. 109 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante regolamento del personale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (n. 326). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema è stato deferito - in data 10 novembre 2021 - alla 11ª Commissione permanente e, per i profili finanziari, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro 30 giorni dalla assegnazione. Le Commissioni 1ª e 8ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 11ª Commissione in tempo utile rispetto al predetto termine. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 28 ottobre e 3 novembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, tre procedure di informazione, attivate presso la Commissione europea dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, concernenti: la notifica 2021/0677/I relativa al progetto recante "Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento al relativo Capitolo 4, elaborato dall'AgID unitamente allo schema del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di approvazione dello stesso Piano Triennale" (Atto n. 1000). La predetta documentazione è deferita alla 1 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente; la notifica 2021/0679/I relativa allo schema di decreto ministeriale recante "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici di civile abitazione, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139", (Atto n. 1001). La predetta documentazione è deferita alla 1 a e alla 14 a Commissione permanente; la notifica 2021/0682/I relativa allo schema di decreto ministeriale recante "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d'ambito degli edifici civili, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139" (Atto n. 1002). La predetta documentazione è deferita alla 1 a , e alla 14 a Commissione permanente. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 8 novembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8- ter , comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 2002, n. 250, un decreto concernente l'autorizzazione all'utilizzo delle economie di spesa sul contributo assegnato con la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF, per l'anno 2014, per il recupero e valorizzazione del complesso monumentale San Michele nel comune di Santa Maria del Cedro (CS)". Il predetto documento è trasmesso, per opportuna conoscenza, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente, competente per materia. Governo, trasmissione di pareri del CNEL su atti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 9 novembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 28 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il parere approvato dall'assemblea del CNEL nella seduta del 28 ottobre 2021 sulla Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della Direttiva 2003/87/CE, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni del gas a effetto serra nell'Unione, della decisione (UE) 2015/1814, relativa all'istituzione ed al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissioni dei gas ad effetto serra e del Regolamento (UE)2015/757 (COM(2021)551 final). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto 999). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 10 novembre 2021, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria della Fondazione La Triennale di Milano, per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 486). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), trasmissione di atti Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), con lettera in data 4 novembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, i seguenti documenti approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 28 ottobre 2021, che sono trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti: Relazione di sintesi ai sensi dell'articolo 19 del regolamento degli organi del CNEL sulla consultazione pubblica sulla parità di genere - alla 1 a Commissione permanente (Atto n. 983); Ordine del giorno concernente la sollecitazione di interventi istituzionali in materia di cittadinanza degli immigrati regolari soggiornanti nel nostro Paese - alla 1 a Commissione permanente (Atto n. 984); Osservazioni e proposte sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 10 settembre 2021, n. 121, recante disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali - alla 8 a Commissione permanente (Atto n. 985); Osservazioni e proposte concernenti linee programmatiche per una proposta di legge in tema di equo compenso delle prestazioni professionali - alla 2 a Commissione permanente (Atto n. 986); Osservazioni e proposte riguardanti l'indagine conoscitiva sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro - alla 11 a Commissione permanente (Atto n. 987); Osservazioni e proposte per la riforma del Patto di stabilità e crescita - alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 988); Osservazioni e proposte relative all'esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4- bis - alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 989); Parere n. 270, espresso dal CNEL nella seduta del 28 ottobre 2021, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione, della decisione (UE) 2015/1814 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra e del regolamento (UE) 2015/757 (COM(2021) 551 final - alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 990). Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 5 all'11 novembre 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 124 BOTTO ed altri: sull'esclusione dalla corresponsione degli assegni sociali per gli invalidi civili con minimo reddito da lavoro (4-06179) (risp. ACCOTO, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali ) DE BONIS: sulla garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori dei tribunali, in particolare a Matera (4-05713) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) DE POLI: sull'erogazione dell'assegno mensile di invalidità per gli invalidi civili parziali (4-06211) (risp. ACCOTO, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali ) IANNONE: sulla validità delle prove di due concorsi per l'amministrazione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (4-05857) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione ) IWOBI: sulla situazione di crisi politica in Tunisia (4-05884) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) LANNUTTI, ANGRISANI: sulla condanna di un testimone in un processo, non presentatosi all'udienza perché in quarantena (4-05536) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) MALLEGNI: sull'asilo nido del palazzo di giustizia di Firenze (4-05701) (risp. CARTABIA, ministro della giustizia ) sulla chiusura per diversi giorni di agosto 2021 dell'ufficio postale di Vaiana (Lucca) (4-05837) (risp. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico ) Interrogazioni Atto n. 3-02931 EVANGELISTA Al Ministro della giustizia Premesso che: il recente disegno di legge di riforma del processo civile, approvato dal Senato il 21 settembre 2021 con il nuovo titolo "Delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata", ha conferito al Governo la delega finalizzata ad adottare uno o più decreti legislativi per il riassetto formale e sostanziale del processo, in particolare prevedendo, tra gli altri interventi, l'istituzione di un rito unitario per tutti i procedimenti relativi alle persone, ai minorenni ed alle famiglie allo scopo di dare un organico riordino alla materia; sarà istituito un Tribunale unico composto dalla sezione distrettuale presso ciascuna sede di Corte di appello o di sezione di Corte d'appello, e dalle sezioni circondariali costituite presso ogni sede di Tribunale ordinario, con un riparto di competenze derivanti da quelle assegnate al Tribunale dei minorenni, oltre a tutte le competenze civili attribuite in materia al Tribunale ordinario. La sezione circondariale si occuperà anche dei procedimenti di competenza del giudice tutelare e dei procedimenti che hanno ad oggetto la richiesta di danni endofamiliari; con questa ridistribuzione, il legislatore si è proposto di dare uniformità di disciplina e garantire la centralità dell'interesse del minore e della sua tutela; tuttavia, l'obiettivo della riunificazione organica della materia sembrerebbe non raggiunto, ove si consideri che, comunque, permane una "frammentazione" delle competenze come attribuite alla sezione distrettuale e a quella circondariale. In particolare, le sezioni circondariali costituite presso ogni sede di Tribunale ordinario, e, quindi, il giudice monocratico, saranno competenti per tutte le procedure de potestate riguardanti la responsabilità genitoriale, le limitazioni e la decadenza dalla stessa, l'allontanamento del minore, l'affidamento familiare o presso la comunità, le separazioni e i divorzi; detti procedimenti, che sono caratterizzati da una particolare complessità e delicatezza rispetto alla vita del minore e della sua famiglia, verrebbero ad essere decisi da un singolo giudicante, in assenza di collegialità ed interdisciplinarietà che, invece, sono volti a garantire un esame analitico ed attento di tutti gli aspetti che devono essere oggetto di valutazione. Né è possibile ipotizzare un ricorso esteso e generalizzato alle consulenze tecniche d'ufficio, delle quali il giudice monocratico si potrebbe avvalere per l'allungamento dei tempi che questo comporterebbe, tale da pregiudicare il superiore interesse del minore, quale soggetto fragile, ad ottenere un provvedimento efficace che in tempi rapidi risponda all'esigenza di protezione e cura; l'accentramento della competenza su un unico giudicante in questi specifici procedimenti, inoltre, parrebbe non garantire la dovuta attenzione alla fondamentale fase dell'ascolto del minore, che impone la presenza di un esperto in materia; anche la collegialità garantita dinanzi alla sezione distrettuale manifesta i suoi limiti, in particolare, nello svolgimento delle funzioni in materia penale, di sorveglianza e nella procedura di verifica dello stato di abbandono ed apertura e dichiarazione dell'adottabilità laddove ai giudici onorari, che compongono l'organo collegiale, non è riconosciuto diritto di voto; infine, il previsto trasferimento di competenza tra la sezione circondariale e quella distrettuale e viceversa, nelle ipotesi di modifica dei provvedimenti che volta per volta richiamino le diverse funzioni, fa venir meno l'unicità della disciplina del tribunale unico, si chiede di sapere: quali provvedimenti migliorativi possano essere assunti per il superamento dei limiti esposti, e se non si debba reintrodurre il principio di collegialità dell'organo giudiziario e quello di interdisciplinarietà, vista l'inderogabile urgenza di garantire un'effettiva uniforme ed organica disciplina per tutti i procedimenti relativi alle persone, ai minorenni ed alle famiglie, in particolare al fine di assicurare attraverso l'organo giudiziario unico la massima tutela del superiore interesse del minore; se il Ministro in indirizzo non giudichi necessario, per il raggiungimento di tale scopo, prevedere delle risorse aggiuntive con le quali garantire l'effettività della tutela dei diritti dei minori e delle famiglie attraverso un più idoneo sistema processuale loro dedicato. Atto n. 3-02932 LOMUTI CROATTI MARINELLO PISANI Giuseppe LOREFICE AUDDINO Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nel 2014, i Comuni lucani della val d'Agri Viggiano e Grumento Nova hanno commissionato uno studio epidemiologico, denominato "Valutazione d'impatto sanitario", per verificare e approfondire il rapporto tra le estrazioni di petrolio e gas effettuate da ENI e la salute dei residenti dell'area, nella quale si evidenzia l'ubicazione del centro oli della val d'Agri (COVA); lo studio è stato affidato al gruppo scientifico costituito da IFC-CNR, ISAC-CNR, ISE-CNR, dipartimento di biologia dell'università di Bari e dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario della Regione Lazio, coordinato dal professor Fabrizio Bianchi dell'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa; a settembre 2017, sono state pubblicate le conclusioni dei lavori del gruppo scientifico, prima vera indagine epidemiologica effettuata nei dintorni del COVA di Viggiano, impianto in esercizio dal 2001 nella zona industriale di Viggiano (Potenza) (circa 180.000 metri quadri di superficie) che si occupa del trattamento degli idrocarburi prodotti dal giacimento lucano attraverso la separazione tra oli, gas e acque di strato; i dati pubblicati dal gruppo di lavoro hanno certificato l'esistenza di un'associazione di rischio sanitario statisticamente rilevante tra i fumi dell'impianto COVA e i picchi di mortalità e ricoveri per patologie cardiovascolari e respiratorie registrati dal 2000 al 2013 a Viggiano e del vicino comune di Grumento Nova, con conseguente forte preoccupazione dei cittadini lucani, in particolare modo quelli della val d'Agri; nel marzo 2018, l'Istituto superiore di sanità, nel rispondere alla richiesta di parere da parte della Regione Basilicata, ha inviato a quest'ultima una relazione attraverso la quale rilevava diverse incongruenze nell'articolazione dello studio epidemiologico e in generale sottolineava i limiti che condizionano in modo determinante la validità complessiva del documento; successivamente sono state rilanciate critiche da ENI che ha evidenziato l'assenza di prove di una correlazione tra il COVA e un aumentato rischio per la salute della popolazione; nel mese di settembre 2018, per restituire certezza ai cittadini disorientati dalle tesi contrapposte, la Giunta regionale, presieduta all'epoca dei fatti dal Marcello Pittella, ha deciso di sottoscrivere un accordo di durata triennale con l'Istituto superiore di sanità, che per missione svolge proprio studi di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione per tutto ciò che è inerente alla salute pubblica; per realizzare gli ulteriori approfondimenti al lavoro svolto dal gruppo di studio condotto dal professor Bianchi, viene pattuito il corrispettivo di 980.000 euro da destinare in favore dell'ISS a carico della Regione Basilicata, che avrebbe provveduto a prelevare tale somma dal fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 (delibera di Giunta n. 543/2018); considerato che: il 4 settembre 2021 sono scaduti i 3 anni previsti dall'accordo Regione-ISS per portare a termine il progetto di ricerca intitolato "Valutazione dell'incidenza dei fattori ambientali sullo stato di salute della popolazione residente con particolare riferimento alle attività estrattive petrolifere"; con deliberazione n. 202100873, nella seduta del 29 ottobre 2021, la Giunta regionale della Basilicata, guidata dal nuovo presidente Vito Bardi, ha deciso di revocare all'ISS, quale soggetto attuatore, le risorse del FSC 2014-2020 pari a 980.000 euro, annullando ogni altro impegno assunto; al punto 3 della suddetta delibera, approvata con voto unanime della Giunta, si prendeva atto del mancato espletamento delle attività di cui al progetto di ricerca "Valutazione dell'incidenza dei fattori ambientali sullo stato di salute della popolazione residente con particolare riferimento alle attività estrattive petrolifere" nel territorio della val d'Agri, affidato all'ISS con delibera di Giunta regionale n. 543/2018, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente della situazione; quali iniziative, alla luce dei fatti descritti, intenda assumere; se intenda convocare un tavolo di confronto con la Regione Basilicata per trovare tempestivamente una valida e rassicurante soluzione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06258 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: per beneficiare dell'esenzione dall'IMU è indispensabile che il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto (CD) o imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritto nella previdenza agricola, abbia egli stesso la qualifica di CD o IAP, iscritto nella previdenza agricola; il Dipartimento delle finanze, con circolare prot. n. 2162 del 3 febbraio 2015, ha precisato che, in base ai nuovi criteri, l'esenzione si applica a tutti terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani, di cui all'elenco predisposto dall'ISTAT, nonché a quelli non coltivati, purché posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco ISTAT; non è, quindi, prevista esenzione se il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale non ha egli stesso la qualifica di CD o IAP, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano utile valutare la possibilità di estendere ai soggetti che non abbiano la qualifica di imprenditore agricolo professionale o coltivatore diretto l'esenzione dall'IMU qualora concedano il terreno in affitto o in comodato a un CD o IAP, al fine di sostenerli economicamente in quanto spesso sono anziani titolari di pensioni di importi minimi e, contestualmente, di salvare i terreni incolti dall'abbandono attivando il loro potenziale produttivo perché siano una risorsa per le nuove generazioni sempre più disponibili a intraprendere nuovi progetti agricoli rispettosi dell'ambiente. Atto n. 4-06259 SANTANGELO MALPEZZI DE PETRIS LANZI LEONE TRENTACOSTE MONTEVECCHI FERRARA PUGLIA CAMPAGNA Al Ministro della salute Premesso che: la legge 22 maggio 1978, n. 194, ha introdotto nell'ordinamento italiano le norma per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Precedentemente a tale intervento normativo, questa pratica era punita dal codice penale con una pena fino a 4 anni, mentre una pena fino a 5 anni era prevista per chi causava l'aborto a una donna; nel maggio 1981, la legge ottenne anche un forte riconoscimento popolare da parte di 21 milioni di cittadini che bocciarono il referendum abrogativo con il 68 per cento di voti contrari; la legge n. 194 ha rappresentato una vera e propria conquista di civiltà e tuttora rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la salute di tante donne congiuntamente al loro diritto a decidere senza imposizioni del proprio corpo e a scegliere liberamente se e quando essere madri; detto strumento normativo non ha però trovato piena e uniforme applicazione nell'intero territorio nazionale. In Sicilia, come denunciato da CGIL Sicilia e da diverse associazioni femminili, i principi sanciti dalla legge n. 194 sono costantemente messi in discussione a causa del fenomeno dell'obiezione di coscienza da parte di medici, anestesisti, ostetriche e finanche operatori socio-sanitari che operano negli ospedali siciliani e a causa delle resistenze alla diffusione dell'interruzione di gravidanza farmacologica; tale fenomeno produce effetti pregiudizievoli con particolare riferimento alle fasce di popolazione che dispongono di minori risorse, quali minorenni, donne straniere, donne in condizioni economiche precarie; la legge n. 194 del 1978 nel processo di interruzione volontaria della gravidanza assegna un ruolo centrale ai consultori familiari istituiti dalla legge n. 405 del 1975 con l'obiettivo di assistere la donna in stato di gravidanza; considerato che: in Sicilia il rapporto tra abitanti e consultori è ben lontano sia da quanto previsto dalla legge (decreto-legge n. 509 del 1995 che prevede un consultorio ogni 20.000 abitanti) sia dalla media nazionale. Al contempo, in Sicilia 5 ginecologi su 6 sono obiettori di coscienza. Dai dati del 2019 il tasso dei medici obiettori era dell'85,8 per cento, a cui va aggiunto quello degli anestesisti che è pari al 73,1 per cento; ci sono poi alcune città in cui la legge n. 194 rischia di non trovare applicazione, come ad esempio a Marsala (Trapani), dove non sono presenti medici non obiettori e più in generale nella provincia di Trapani dove è presente soltanto un medico non obiettore; secondo l'ultimo report del Ministero della salute, il dato delle interruzioni di gravidanza in Sicilia è risultato in discesa nel 2020 (4.920) rispetto al 2019 (5.281) nonché rispetto agli anni precedenti: una tendenza sulla quale è ragionevole pensare che abbia influito la difficoltà di ricorrere all'interruzione di gravidanza, ma anche celare il rischio che molte donne facciano ricorso a strutture clandestine; ad oggi, l'interruzione volontaria della gravidanza farmacologica con pillola Ru486 è possibile solo in 8 strutture in tutta la Sicilia. Sono altresì particolarmente onerosi gli spostamenti tra province o città anche molto distanti tra loro; al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 occorrerebbe prevedere per ogni struttura pubblica e privata accreditata una dotazione organica necessaria e adeguata prevedendo un numero minimo di medici e operatori non obiettori di coscienza, si chiede di sapere: quali azioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per garantire la piena applicazione della legge n. 194 a partire dal potenziamento dei consultori e dalle campagne di informazione soprattutto nelle scuole, fra i mediatori culturali e nelle comunità straniere; se non si intenda prevedere la presenza di centri di ascolto e sostegno psicologico nelle scuole con personale laico specializzato; se, per quanto attiene alle proprie prerogative, non intenda effettuare una verifica di tutti gli organici degli ospedali siciliani in relazione al numero di medici e anestesisti obiettori di coscienza; se non ritenga di dover promuovere specifiche procedure concorsuali pubbliche rivolte espressamente a medici non obiettori. Atto n. 4-06260 VANIN ANASTASI TRENTACOSTE MONTEVECCHI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: si apprende da notizie di stampa che il Coordinamento degli insegnanti precari di Bolzano assieme al consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Diego Nicolini, chiedono che si intervenga sulla situazione della scuola italiana in Alto Adige; in particolare si tratta di una vicenda che si trascina da diverso tempo, in quanto gli insegnanti delle scuole italiane in Alto Adige, alcuni con alle spalle più di 15 anni di lavoro, versano tuttora in una condizione di precarietà, essendosi abilitati prima del 2009 (ai tempi della scuola di specializzazione all'insegnamento secondario, nota come SSIS) oppure non avendo avuto la possibilità di abilitarsi affatto; di conseguenza, ogni anno ad agosto, decine di precari attendono l'arrivo di un nuovo incarico, destinati, nella maggior parte dei casi, a cambiare scuola e comune, mentre in certi casi la chiamata per il nuovo incarico non arriva per nulla; da oltre 3 anni, ossia dal 2018, esiste una norma di attuazione (art. 12 -bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 1983) che assegna la competenza per tutti i percorsi di formazione iniziale, di ogni ordine e grado scolastico, per i tre gruppi linguistici alla Provincia da attivare attraverso la Libera università di Bolzano. La scuola tedesca e ladina si sono mosse nell'immediato, attivando nel 2019 dei percorsi straordinari per stabilizzare i docenti con anni di servizio e, nel 2020, istituendo una serie di altri percorsi abilitanti. La scuola italiana è invece rimasta immobile; considerato che: i suddetti insegnanti precari e il consigliere M5S hanno evidenziato: "Nonostante sia fatto obbligo di osservare le norme di attuazione con più interrogazioni e mozioni, ci è stato risposto all'inizio che non si potevano attivare questi percorsi abilitanti, né bandire dei concorsi, perché mancava il naturale filtro linguistico. In un tempo successivo, concretizzandosi con una tale risposta una oggettiva discriminazione linguistica, ed avendo noi proposto un percorso limitato ai soli iscritti nelle graduatorie provinciali, si è prima ricorsi al pericolo di incostituzionalità ovvero impugnazione per questa limitazione territoriale e poi si è temporeggiato e perseguito una strategia degli annunci a vuoto. Nel frattempo la Provincia di Trento, che addirittura non gode di questa legge esclusiva, ha bandito recentemente un concorso straordinario abilitante per tutte le classi di concorso, ma limitato agli iscritti nelle graduatorie della provincia di Trento. Questo ha smentito nei fatti l'assessore provinciale quando dichiarava che un tale concorso non si poteva fare in quanto sarebbe stato impugnato" ("salto.bz", 30 ottobre 2021); il consigliere Nicolini, che a fine settembre 2021 aveva presentato un'interrogazione per chiedere perché la Provincia non avesse ancora attivato un analogo bando di concorso, definisce gravissime le risposte dell'assessore Vettorato, secondo il quale l'ostacolo sarebbe rappresentato dalla mancanza di un'"intesa" con il Ministero dell'istruzione. Si tratterebbe di un'affermazione grave nella prospettiva dell'autonomia normativa della Provincia che, in materia di formazione iniziale, ha una competenza esclusiva. In tale senso, dichiara sempre il consigliere Nicolini, anche il Ministero ha confermato che non serve nessuna intesa e che la Provincia di Bolzano, sempre ai sensi della citata norma di attuazione, può attivarsi autonomamente per individuare la propria formazione iniziale. Questa interpretazione era stata ribadita anche in una nota della FLC della CIGL, che sottolineava espressamente "non è prevista alcuna intesa con il Ministero"; inoltre, continua il consigliere M5S, l'assessore Vettorato dichiara nero su bianco che l'università nega al momento l'autorizzazione ai percorsi: fatto gravissimo, questo, se confermato, visto che non può negare un accordo stabilito per legge. Questo, nonostante una nota della Provincia di agosto 2021 prospettasse un accordo con l'università di Bolzano a settembre, che dava sostanzialmente il via libera a questi percorsi. In realtà, interpellata l'università, è stato comunicato che ai loro corsi di formazione possono partecipare tutti quelli che hanno i requisiti di accesso generali, assolutamente non connessi all'appartenenza di un gruppo linguistico determinato, quindi aperti a tutti. Pertanto ribadisce il consigliere: "La mancanza di attivazione di percorsi supplementari dipende soltanto dalla non volontà dell'intendenza"; Nicolini afferma inoltre che Vettorato continua a dichiarare che verrà bandito un concorso di cui però ancora non vi è traccia, e conclude dicendo: "Ancora una volta l'assessorato vuole impedire parità di trattamento ai docenti della scuola italiana. Adesso siamo già nei tempi supplementari, se vi è realmente la volontà di bandire un concorso straordinario simile a quello di Trento va fatto subito, altrimenti scordiamoci di poter entrare nelle graduatorie di ruolo anche nel 2022/2023" (sempre su "salto.bz"); a parere degli interroganti occorre fare chiarezza sulla vicenda, al fine di accertare se vi siano state le discriminazioni segnalate dal territorio ed eventualmente porvi fine, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti rappresentati; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere al fine di avviare le opportune verifiche e adottare i necessari atti di impulso per ripristinare la parità di trattamento tra docenti. Atto n. 4-06261 VANIN ANASTASI TRENTACOSTE PAVANELLI MONTEVECCHI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: si è appresso da notizie di stampa che il liceo "Benedetti" di Venezia, con sede in fondamenta Santa Giustina, avrebbe mandato in discarica i banchi a rotelle, circa 40, in quanto rimasti in magazzino e sembrerebbe mai utilizzati; in particolare, in data 28 ottobre 2021, la ditta di trasporti Boscaro Bielo si è recata presso il liceo e ha caricato questi banchi sulla propria imbarcazione per destinarli a smaltimento. L'immagine dell'imbarcazione, che caricava i banchi verdi a rotelle al fine di mandarli a smaltimento, ha fatto il giro dei social network ed è diventata virale suscitando indignazione e sgomento; alla notizia la prima firmataria del presente atto ha immediatamente contattato la dirigente scolastica del liceo Benedetti, la quale riferiva che tali banchi "non sono mai stati richiesti"; alla luce di tale riscontro, la prima firmataria ha altresì contattato e segnalato l'accaduto al direttore generale dell'USR per il Veneto, dottoressa Carmela Palumbo, manifestando ogni perplessità per la vicenda e sottolineando la necessità di svolgere le opportune verifiche visto che le procedure da mettere in atto al fine di ordinare i banchi scolastici, per tutte le scuole italiane, erano e sono molto precise; attraverso moduli on line i dirigenti scolastici hanno potuto ordinare direttamente gli arredi scelti dalle scuole, decidendo la tipologia di banchi e arredi e la loro quantità. La scelta, quindi, era a totale discrezione del dirigente scolastico e del consiglio d'istituto; considerato che: questi nuovi arredi scolastici hanno una precisa procedura di smaltimento in grado di permettere il recupero delle risorse e dei materiali di cui sono composti; si tratta di materiale di arredo scolastico acquistato con risorse pubbliche in un momento di grave crisi sanitaria nazionale e mondiale, al fine di garantire la continuità del servizio scolastico; è necessario fare chiarezza per accertare la responsabilità nella scelta degli arredi poi rimasti inutilizzati e ricondurle a chi ha preso la decisione: la scelta dei materiali e degli arredi per le scuole, quando c'è stata l'opportunità di organizzare in maniera diversa la logistica all'interno degli istituti scolastici, è stata presa direttamente dai dirigenti scolastici; l'accertamento delle responsabilità è poi, ovviamente, funzionale ad attivare ogni ulteriore procedura necessaria al risarcimento del danno subito dalle casse dell'erario, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti rappresentati; quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere, al fine di avviare le opportune verifiche o indagini approfondite per chiarire gli eventuali sprechi verificatisi, le relative responsabilità e le azioni a tutela dell'interesse pubblico leso di competenza del Ministero. Atto n. 4-06262 ENDRIZZI SANTILLO ANASTASI CROATTI VANIN GUIDOLIN TRENTACOSTE DE LUCIA BOTTICI ROMANO MONTEVECCHI PUGLIA GALLICCHIO EVANGELISTA MAIORINO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, in data 26 agosto 2021, Claudio Durigon rassegnava le dimissioni dal suo incarico di sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, con delega ai giochi. Tra i membri dello staff dell'allora sottosegretario, figurava l'avvocato Federico Freni; considerato che: l'avvocato Federico Freni, come si evince dal curriculum vitae è stato: dal 2016 consulente e, dal 2018, socio della Quorum studio legale e tributario associato; dal 2004 al 2016 avvocato associato dello studio legale MEA, Medugno e associati; dal 2014 socio fondatore dello studio MVL avvocati associati, insieme all'avvocato Luigi Medugno e all'avvocato Annalisa Lauteri; l'avvocato Luigi Medugno, come si legge dal suo curriculum vitae , ha, tra le varie competenze, maturato esperienze relativamente a "Concessioni e giochi pubblici: opera nel settore delle concessioni pubbliche sia nell'ambito della consulenza stragiudiziale sia in quello più prettamente giudiziale", relativi sia alla fase di gara per l'assegnazione dei titoli sia nella fase della contrattazione convenzionale, sia in ultimo nella fase dell'esecuzione del contratto. È stato o è consulente o rappresentante in giudizio, tra le varie menzioni, per: FIGC (consulente e fiduciario, nonché presidente del collegio arbitrale della Lega nazionale professionisti), FIG e Sisal S.p.A.; l'avvocato Annalisa Lauteri compare tra i professionisti del network Fair play lawyers, una struttura che, tra le altre, offre supporto legale specializzato alle imprese che operano nel settore dei giochi pubblici; considerato altresì che l'avvocato Medugno, insieme all'avvocato Annalisa Lauteri, hanno assistito Sisal S.p.A. nel giudizio di appello proposto innanzi al Consiglio di Stato, il cui oggetto era la richiesta di annullamento del provvedimento con il quale era stata disposta la prosecuzione, fino al 30 settembre 2028, della gestione della concessione relativa alla raccolta, anche a distanza, delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea ("gratta e vinci"), iniziata nel 2010, e la cui scadenza era stata prevista per il 30 settembre 2019; considerato infine che: con decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2021, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia "come disposto dall'articolo 10 della legge n. 400 del 1988", l'avvocato Federico Freni veniva nominato sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, con delega ai giochi, proprio in sostituzione di Claudio Durigon; in data 30 settembre 2021, il Consiglio dei ministri, nella seduta n. 38, ha approvato la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2021. A completamento della manovra di bilancio 2022-2024, il Governo ha dichiarato tra i collegati alla decisione di bilancio il disegno di legge per il riordino settore dei giochi; in data 12 ottobre 2021, Sisal S.p.A. ha presentato a Borsa italiana la domanda di ammissione delle proprie azioni ordinarie sul mercato telematico azionario e trasmesso a CONSOB la richiesta di approvazione del prospetto informativo relativo all'ammissione a quotazione delle proprie azioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se, viste le attività forensi dell'avvocato Federico Freni, nonché le attività pregresse e attuali degli avvocati menzionati, atte a tutelare gli interessi delle imprese nel settore dei giochi, sia ravvisabile un conflitto di interessi; se ritenga che il sottosegretario Federico Freni debba astenersi dalla gestione di fascicoli e istanze riguardanti Sisal S.p.A.. Atto n. 4-06263 MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: Biagio Aliperta, 73 anni, è l'unico superstite del conflitto a fuoco avvenuto sulla A11 nell'ottobre 1976 in occasione del quale Renato Vallanzasca uccise il collega agente di polizia Bruno Lucchesi; dopo 45 anni, colui che è stato condannato a 4 ergastoli per essere stato l'autore di decine di rapine e di almeno 4 omicidi confessati, è protagonista di interviste, libri autobiografici e film che fanno emergere un'epoca nella quale le forze dell'ordine sembravano inermi nei confronti della malavita organizzata; nel contempo il signor Aliperta, riconosciuto affetto da infermità per cause di servizio, quale vittima del terrorismo, del dovere e dell'eversione (ai sensi della legge n. 266 del 2005 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 243 del 2006), si è visto negare dal Ministero dell'interno l'istanza di aggravamento con il DPS n. 0018/19/9 del 4 novembre 2019; Biagio Aliperta, per quanto sopra, si è rivolto ad un legale per opporsi al predetto decreto ministeriale producendo una perizia di un medico legale, datata 8 gennaio 2021, comprovante le sue ragioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda; quali iniziative intenda adottare al fine di dare il giusto riconoscimento ad una vittima del terrorismo. Atto n. 4-06264 AUDDINO Al Ministro per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, e successive modificazioni, nell'ambito degli interventi urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, ha previsto e disciplinato la possibilità di istituzione delle zone economiche speciali (ZES) all'interno delle quali le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative; in particolare, l'articolo 4, comma 5, stabilisce: "Ciascuna ZES è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta delle regioni interessate"; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 maggio 2018, è stata istituita una zona economica speciale nella regione Calabria, nei termini di cui al piano di sviluppo strategico presentato dalla Regione; la ZES Calabria comprende 14 aree ricadenti nei principali nodi di trasporto portuali (Reggio Calabria, Gioia Tauro, Corigliano calabro, Villa San Giovanni, Crotone, Vibo Valentia) e aeroportuali (Lamezia Terme, Crotone, Reggio Calabria), nonché le aree industriali contigue ai suddetti nodi (Gioia Tauro, Sen Ferdinando, Rosarno, Crotone, Porto Salvo, Vibo Valentia, Schiavonea, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme); considerato che: i commi 6 e 6- bis dell'articolo 4 prevedono che il soggetto per l'amministrazione dell'area ZES è identificato in un comitato di indirizzo presieduto da un commissario straordinario del Governo nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, d'intesa con il presidente della Regione interessata; nel caso di mancato perfezionamento dell'intesa nel termine di 60 giorni dalla formulazione della proposta, il Ministro per il Sud sottopone la questione al Consiglio dei ministri che provvede con deliberazione motivata; il Consiglio dei ministri del 5 ottobre 2020 ha deliberato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri vista l'indicazione del Ministro per il Sud, la nomina di Rosanna Nisticò, ordinario di economia all'università della Calabria, a commissario straordinario per presiedere il comitato di indirizzo della ZES della Calabria; considerato, inoltre, che: fonti di stampa riportano che nell'estate il commissario nominato per la ZES Calabria, durante un dibattito pubblico, ha annunciato a sorpresa di essere stata sostituita e dal mese di agosto 2021 la zona economica speciale della Calabria è senza commissario con gravi ripercussioni sull'attività d'impresa: "il lavoro del Comitato di indirizzo è rimasto monco e sul sito gli ultimi verbali consultabili risalgono a febbraio", come si legge su "lacnews24", il 28 ottobre 2021; la medesima fonte di stampa riporta che "tra i capannoni delle 3 zone industriali che sorgono intorno al porto di Gioia Tauro, 74 aziende insediate confidavano molto sulle agevolazioni fiscali previste e non ancora varate"; considerato, infine, che in una nota stampa del 17 marzo 2021 riportata sul sito del Governo si legge: "Allo stesso tempo, ritengo fondamentale potenziare gli investimenti infrastrutturali e, in questa ottica, abbiamo deciso di destinare 600 milioni di euro per l'infrastrutturazione delle ZES attraverso una rimodulazione degli interventi all'interno della missione 5 del PNRR, al fine di assicurare, per queste aree, opere di urbanizzazione primaria, di connessione alla rete stradale e ferroviaria e di eliminazione dei colli di bottiglia nel passaggio dalle aree portuali e retroportuali alla ZES. Sarà, però, necessario un maggior coordinamento progettuale strategico tra le regioni e il commissario stesso, così da garantire, a differenza di quanto accaduto in passato, coerenza e sinergia tra le diverse azioni", si chiede di sapere quali urgenti iniziative di competenza il Ministro in indirizzo abbia intrapreso o intenda intraprendere affinché venga nominato al più presto il nuovo commissario straordinario del Governo per presiedere il comitato di indirizzo della zona economica speciale della regione Calabria. Atto n. 4-06265 PESCO CASTELLONE VANIN TRENTACOSTE LANZI DI GIROLAMO GALLICCHIO GAUDIANO PIARULLI L'ABBATE PAVANELLI ROMAGNOLI ROMANO DELL'OLIO LANNUTTI DE LUCIA MONTEVECCHI MANTOVANI PRESUTTO DI PIAZZA FENU MATRISCIANO AUDDINO PIRRO MAIORINO PERILLI DI NICOLA BOTTICI CROATTI GARRUTI FERRARA FEDE LOREFICE AGOSTINELLI LEONE NOCERINO CAMPAGNA PUGLIA RICCIARDI PISANI Giuseppe Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e dello sviluppo economico Premesso che: il Registro italiano navale è un ente privato senza fini di lucro, assimilabile a una fondazione, che dovrebbe svolgere in prevalenza attività di classificazione navale, ovvero certificare l'idoneità strutturale e meccanica delle navi a determinati impieghi o servizi secondo le norme ed i regolamenti da essa fissati e resi pubblici; il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, che ha attuato la direttiva 94/57/CE, relativa alle disposizioni e alle norme comuni per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime, e la direttiva 97/58/CE, che modifica la direttiva 94/57/CE, ha regolamentato l'attività di classificazione navale, attribuendo il potere autorizzatorio al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; il Registro italiano navale, con una quota di ampia maggioranza (70 per cento), è socio di riferimento di RINA S.p.A. e, quindi, del gruppo RINA, che controlla le principali sub- holding RINA Services S.p.A. e RINA Consulting SpA. Gli altri azionisti di RINA sono Naus S.p.A. (27 per cento) e il management RINA (3 per cento); nel tempo il RINA ha diversificato le proprie attività, estendendole alla certificazione dei sistemi di gestione, dei prodotti e del personale (in conformità con gli standard ISO in campo aziendale, di processo, ambientale, etico eccetera), oltre che all'ambito industriale (piattaforme offshore , impianti petroliferi, immobiliare); nell'esercizio 2019 i ricavi netti sono stati pari a 476 milioni di euro, in crescita del 7,5 per cento rispetto ai 443 milioni di euro al 31 dicembre 2018. Il 2019 è stato un anno di crescita per tutti i business del gruppo RINA, che sempre di più diventa un gruppo internazionale, con il 60 per cento dei ricavi fuori dall'Italia e una raccolta di ordini vicina ai 400 milioni di euro; considerato che: nel corso della puntata di "Presa diretta" trasmessa su RAI3 il 18 ottobre 2021 è andato in onda un servizio in cui si evidenziavano alcune tragedie navali, con migliaia di vittime e disastri ambientali causati da navi certificate dal RINA; in un'intercettazione telefonica si sente affermare che "il Rina fa tutto quello che vuole Fincantieri, secondo me andrà a finire così, farà delle prove a mare finte perché è interesse di tutti"; l'11 settembre 2012, a Karachi (Pakistan) è divampato un incendio nella fabbrica Ali Enterprises, che ha provocato la morte di 250 lavoratrici e lavoratori che non hanno avuto la possibilità di mettersi in salvo, a causa della mancanza delle misure di sicurezza, nonostante la fabbrica solo poche settimane prima fosse stata certificata come sicura in conformità allo standard social accountability international SA8000 dall'azienda italiana di revisione RINA; come riportato nell'articolo de "il Fatto Quotidiano" dal titolo "Sicurezza delle navi, maxi-inchiesta sul Rina: Certificazioni aggiustate pure dopo le stragi in mare. Le intercettazioni" la Procura di Genova sta indagando sulla correttezza dell'operato del RINA nel rilascio delle certificazioni; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che a fronte di politiche aziendali che puntano a risparmiare sulla sicurezza e sulla prevenzione, incuranti dei disastri di notevoli proporzioni che possono causare, dovrebbe esistere un sistema di autorizzazioni e certificazioni che tuteli l'interesse pubblico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della gravità dei fatti esposti; se, a prescindere dall'esito delle inchieste giudiziarie, ritengano doveroso attuare interventi di tipo normativo, per porre in essere misure di controllo più restrittive nei confronti delle società di certificazione, al fine di tutelare la salute delle persone e l'integrità dell'ambiente. Atto n. 4-06266 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la recente ordinanza della Cassazione civile, sezioni unite, 1° aprile 2020, n. 7645, nel ribadire che l'ENPAM svolge un'attività pubblica che si colloca nel quadro dell'articolo 38 della Costituzione, che prevede la funzione di previdenza e di assistenza obbligatoria e lo svolgimento di questo compito attraverso organi o istituti predisposti o integrati dallo Stato, ha sostenuto che la privatizzazione dell'ente rappresenta un'innovazione di carattere essenzialmente organizzativo, e ha anche richiamato, esprimendo condivisione, la sentenza della Cassazione, sezione VI, 17 febbraio 2016, n. 23236; tale sentenza ha stabilito, relativamente ad altra cassa previdenziale privatizzata (ENASARCO), riguardo alla trasformazione in fondazione di diritto privato: "È possibile solo sul piano della gestione perché l'ente continua a perseguire finalità di pubblico interesse, occupandosi della previdenza integrativa (a contribuzione obbligatoria) degli associati, imponendo tassazione ed erogando un servizio pubblico di previdenza e assistenza con la correlata vigilanza ministeriale e il controllo della Corte dei Conti; fruisce di un sistema di finanziamento tramite pubbliche risorse derivanti da quelle destinate a fini generali e connesso agli sgravi, alla fiscalizzazione degli oneri sociali e alla obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione garantiti agli enti previdenziali privatizzati; il suo patrimonio deriva dall'accumulazione delle imposte e dei contributi previdenziali pagati dagli obbligati per legge, che, poiché strumentale al servizio pubblico, anche se assunta nel patrimonio della fondazione, va gestita secondo il diritto pubblico. L'ente è una pubblica amministrazione che si occupa dell'assicurazione obbligatoria per invalidità e vecchiaia rientrante nella 'previdenza sociale' che, ex articolo 38 della Costituzione, comma 4, e della Legge del 12 giugno 1990, n. 146, articolo 1, costituisce pubblico servizio"; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: l'approvazione della riforma previdenziale ENPAM ha determinato, per i medici e gli odontoiatri che versano contributi nella "quota B" del fondo generale, penalizzanti riduzioni della valorizzazione dei contributi versati unite ad aumenti oltre il necessario delle percentuali di contribuzione previdenziale, violando addirittura anche i fondamentali principi ricordati di equità e imparzialità. Tali ulteriori non necessari sacrifici previsti per gli iscritti alla quota B erano funzionali esclusivamente a non aumentare la quota contributiva a carico dei contribuenti ad altri fondi previdenziali ENPAM e a non ridurne la sua valorizzazione; il presidente di ENPAM Alberto Oliveti ha scritto: "L'obbiettivo prioritario e istituzionale e? garantire a tutti i contribuenti attivi e futuri dell'Enpam la massima pensione possibile, purché sostenibile dall'autonomo equilibrio attuariale di ognuno dei fondi che lo compongono, senza compensazioni tra gli stessi"; la quota B, nell'ultimo bilancio tecnico presentato ai Ministeri vigilanti, relativo al periodo 2017-2067, presenta sempre, per tutti gli anni della previsione, un'ipercapitalizzazione patrimoniale che e? stata funzionale a permettere alla fondazione nel suo complesso a passare indenne le stringenti condizioni imposte dalla riforma del ministro Fornero, viste le difficolta? patrimoniali di altri fondi. L'ipercapitalizzazione patrimoniale della quota B in tutti gli anni delle previsioni del bilancio tecnico rende chiaro che i sacrifici imposti agli iscritti al fondo sono ingiustificati e andrebbero riequilibrati. Sono gli iscritti alla quota B che garantiscono con il loro eccesso di contributi (poco remunerati ai fini pensionistici, rispetto a quanto garantirebbe la salute intrinseca del loro fondo), la pluriennale stabilita? del sistema pensionistico ENPAM, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se intendano intervenire con efficienza e urgenza, ponendo in essere tutti i provvedimenti necessari ad eliminare la situazione di grave inefficienza dimostrata a carico degli iscritti ENPAM fondo generale-quota B, che lede addirittura i principi costituzionali di equità e imparzialità dell'agire dell'amministrazione pubblica, rimuovendo entro 90 giorni la grave inefficienza rilevata nell'approvazione della riforma previdenziale ENPAM; se ritengano si possa stabilire a partire dal 2020 per i contribuenti alla quota B del fondo generale: la riduzione del 20 per cento dell'aliquota contributiva ordinaria portandola dal 19,5 al 15,6 per cento, il mantenimento dell'aliquota di rendimento della contribuzione ordinaria all'1,25 per cento; in alternativa, se si possa prevedere per tutti i contribuenti al fondo generale-quota B la minor aliquota contributiva necessaria a mantenere a livelli equi il surplus patrimoniale rispetto all'obbligo di avere una riserva legale pari (anno per anno) a 5 volte la spesa pensionistica corrente, mantenendo sempre ferma l'aliquota di rendimento della contribuzione ordinaria all'1,25 per cento. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02931 della senatrice Evangelista, sull'istituzione di un rito unitario in tutti i procedimenti relativi a minorenni.