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Ratifica ed esecuzione del Memorandum d'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei Ministri della Bosnia ed Erzegovina sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 30 gennaio 2013. Onorevoli Senatori. -- 1. Finalità Il Memorandum in questione ha lo scopo di fissare la cornice giuridica entro cui sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, nell'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Peraltro, la sottoscrizione di tale atto, che mira anche ad indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali dei due Paesi, va intesa come azione stabilizzatrice di un'area di particolare valore strategico e di alta valenza politica, considerati gli interessi nazionali e gli impegni internazionali assunti dall'Italia nella regione dei Balcani. In particolare, la finalizzazione di tale Accordo si propone anche lo scopo di sostenere lo sviluppo delle capacità operative dello strumento militare bosniaco al fine di assistere il Paese nel processo di integrazione euro-atlantico. Si segnala, in proposito, che la Bosnia-Erzegovina è un Paese membro dell' Euro-Atlantic Partnership Council , e in qualità di stato partner dell'Organizzazione del Nord-Atlantico il 4 maggio 1994 ha sottoscritto l'Accordo tra gli Stati partecipanti al Trattato del Nord Atlantico e gli altri Stati partecipanti al «Partenariato per la Pace» concernente lo status delle loro forze (PfP SOFA). 2. Contenuti Il quadro normativo in disamina è composto da un breve Preambolo, in cui viene richiamata la comune adesione alla Carta delle Nazioni unite, e undici articoli. L'articolo 1 enuncia i principi ispiratori e lo scopo dell'Accordo, dichiarando che esso, al fine ultimo di rafforzare la pace e la stabilità mondiale, intende incoraggiare, agevolare e sviluppare la cooperazione nel settore della difesa sulla base dei principi di reciprocità ed uguaglianza, nonché in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici, con gli impegni internazionali precedentemente assunti e, per quanto concerne la Parte italiana, anche con la normativa europea. Gli articoli 2, 3 e 4 disciplinano le linee guida e le modalità di attuazione della cooperazione tra i Ministeri della difesa dei due Paesi, i quali cureranno l'organizzazione, in concreto, della cooperazione medesima. In particolare, l'articolo 2 prevede che la cooperazione si sviluppi sulla base di piani annuali e pluriennali elaborati dalle Parti e sottoscritti da rappresentanti a ciò appositamente autorizzati, che indicheranno le linee guida della cooperazione, nonché i dettagli delle singole attività da svolgere. L'articolo 3 indica i campi in cui la cooperazione tra i due Paesi potrà svilupparsi, individuandoli nei seguenti: - politica di sicurezza e difesa; - operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; - sicurezza e controllo degli armamenti, nel rispetto dei trattati internazionali in materia di difesa; - organizzazione delle Forze armate, strutture ed equipaggiamento dei reparti militari, gestione del personale; - formazione ed addestramento in campo militare; - questioni relative alla polizia militare, all'ambiente e all'inquinamento causato da installazioni militari; - industria della difesa; - politica degli approvvigionamenti, subordinata ai rispettivi Ministeri della difesa; - logistica per la difesa; - sanità militare, storia militare, sport militare e diritto; - altri settori di interesse comune. L'articolo 4, infine, declina le modalità attraverso le quali la cooperazione potrà essere attuata, identificandole essenzialmente in: - incontri tra i rappresentanti di vertice delle istituzioni della Difesa; - scambio di esperienze tra esperti delle due Parti; - partecipazione ad attività addestrative ed esercitazioni militari, nonché a corsi, a seminari, conferenze e simposi; - partecipazione ad operazioni umanitarie e di mantenimento della pace; - visite a navi, aeromobili militari e ad altre strutture militari; - scambi di informazioni e di pubblicazioni di carattere didattico, nonché nel campo degli eventi culturali e sportivi. L'articolo 5 regola gli aspetti finanziari derivanti della cooperazione, stabilendo che ciascuna Parte sosterrà le spese di propria competenza per l'esecuzione del Memorandum , ad eccezione di quelle relative all'alloggio, ai pasti e ai trasporti sul territorio dello Stato ospitante, che faranno carico a quest'ultimo, così come l'assistenza medica di base in occasione di eventi connessi all'attuazione del Memorandum medesimo. Inoltre al paragrafo 5, viene stabilito espressamente che tutte le eventuali attività condotte ai sensi del documento in esame saranno subordinate alla disponibilità delle necessarie risorse finanziarie delle Parti. L'articolo 6 regolamenta il risarcimento degli eventuali danni provocati in occasione dell'esecuzione delle attività di cooperazione. In particolare, sarà a carico della Parte inviante il risarcimento dei danni provocati all'altra Parte durante o in relazione alla propria missione/esercitazione nell'ambito del presente Memorandum ; mentre sarà a carico di entrambe le Parti il rimborso dell'eventuale perdita o danno, causato nello svolgimento delle attività disciplinate dal presente Memorandum e di cui esse siano congiuntamente responsabili. Inoltre, l'articolo contempla una disposizione specificamente riferita ad eventi verificatisi in occasione della partecipazione a corsi organizzati dalla Controparte. Tale disposizione -- inserita su richiesta della Parte bosniaca che, nel corso della negoziazione, ha più volte espresso il forte interesse alla frequentazione dei corsi di formazione italiani da parte del proprio personale -- è tesa a rafforzare la tutela della Parte ospitante, limitandone la responsabilità attraverso l'ampliamento delle fattispecie per le quali l'obbligo del risarcimento incombe sulla Parte inviante. L'articolo 7 tratta le questioni attinenti alla giurisdizione. In particolare, si riconosce il diritto di giurisdizione allo Stato ospitante, nei confronti del personale ospitato, per i reati commessi sul proprio territorio e puniti secondo la propria legge; tuttavia lo Stato di origine conserva il diritto di giurisdizione, in via prioritaria, nei confronti del proprio personale, sia esso militare o civile, per reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio, nonché per quelli commessi durante o in relazione al servizio. Si prevede, infine, quale motivo ostativo al diritto di giurisdizione dello Stato di soggiorno, il caso in cui il personale ospitato venga coinvolto, direttamente o indirettamente, in eventi per i quali la legislazione dello Stato ospitante preveda l'applicazione di sanzioni in contrasto con i principi fondamentali dello Stato di origine: in tali circostanze, le Parti dovranno addivenire ad un'intesa che salvaguardi il personale interessato. In proposito, si rappresenta che la Bosnia Erzegovina ha abolito la pena di morte dal 2001 e che, come già più sopra evidenziato, in qualità di Stato « partner » dell'Organizzazione del Nord-Atlantico il 4 maggio 1994 ha sottoscritto l'Accordo tra gli Stati partecipanti al Trattato del Nord Atlantico e gli altri Stati partecipanti al «Partenariato per la Pace» concernente lo status delle loro forze (PfP SOFA). L'articolo 8 disciplina l'eventuale cooperazione nel campo industriale, stabilendo che le Parti si offriranno reciproca assistenza e collaborazione nel campo dell'approvvigionamento di materiali militari dalle industrie di difesa nazionali. L'articolo 9 regola il trattamento delle informazioni, dei documenti, dei materiali e degli atti classificati, specificando che il loro trasferimento a terzi potrà avvenire solo per il tramite di canali governativi approvati dalle rispettive Autorità nazionali per la sicurezza, e che essi dovranno essere conservati e salvaguardati secondo le leggi nazionali, nonché utilizzati esclusivamente per gli scopi contemplati dal Memorandum . L'articolo 10 stabilisce che le controversie derivanti dall'interpretazione o dall'applicazione del presente Memorandum verranno risolte tramite consultazione e negoziati tra le Parti, per il tramite dei canali diplomatici. Infine, l'articolo 11, nel definire la data di entrata in vigore del Memorandum come quella di ricevimento dell'ultima notifica scritta di avvenuto espletamento delle procedure interne di ratifica, conferisce durata indeterminata al Memorandum stesso, che resterà pertanto in vigore fino a quando una delle Parti si avvalga della facoltà di notificare per iscritto all'altra Parte, con un anticipo di sei mesi, la propria volontà di denunciarlo. Esso, inoltre, potrà essere emendato o revisionato attraverso protocolli aggiuntivi, sottoscritti da rappresentanti autorizzati dalle Parti, che costituiranno parte integrante del presente Memorandum . È, da ultimo, stabilito che le lingue ufficiali del testo del Memorandum sono l'italiano, il bosniaco, il croato, il serbo e l'inglese, tutte le versioni facenti ugualmente fede; in caso di divergenze nell'interpretazione, farà fede la versione in lingua inglese.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il Memorandum d'intesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei Ministri della Bosnia ed Erzegovina sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 30 gennaio 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data al Memorandum d'intesa di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 11 del Memorandum d'intesa stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dall'articolo 4, lettera a) , del Memorandum d'intesa di cui all'articolo 1, valutati in euro 986 annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro della difesa provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro della difesa, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie rimodulabili di parte corrente di cui all'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione nell'ambito del programma «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari» e, comunque, della missione «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al presente comma. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dalle disposizioni del Memorandum d'intesa di cui all'articolo 1, ad esclusione dell'articolo 4, lettera a) , non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Agli eventuali oneri derivanti dall'articolo 6 del Memorandum d'intesa di cui all'articolo 1 si fa fronte con apposito provvedimento legislativo. 5 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .