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Referendum abrogativo - Processo penale - Disposizioni in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza come imputati - Richiesta di abrogazione referendaria dell'intera legge - Disposizioni non riconducibili alle categorie escluse dal referendum - Quesito omogeneo, chiaro ed univoco, siccome rispondente ad una matrice razionalmente unitaria - Ammissibilità della richiesta.. E' ammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante disposizioni in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza come imputati. L'oggetto del quesito referendario è rappresentato da disposizioni legislative che non rientrano nelle categorie per le quali l'art. 75 Cost. preclude il ricorso al referendum , né possono considerarsi ad esse collegate. Inoltre, la legge n. 51 del 2010 non è una legge costituzionale o di revisione costituzionale, né una legge a contenuto costituzionalmente vincolato, né, infine, costituzionalmente necessaria. Quanto alla formulazione del quesito, esso presenta i necessari requisiti di omogeneità, chiarezza ed univocità. Infatti, la domanda referendaria risponde ad una matrice razionalmente unitaria e l'elettore è posto dinanzi all'alternativa di eliminare, ovvero di conservare, una disciplina differenziata del legittimo impedimento a comparire in udienza, applicabile ai soli titolari di cariche governative. Il quesito è, poi, chiaro ed univoco, investendo un'intera legge, che si compone di due soli articoli, e rivelando chiaramente l'intento dei promotori di ripristinare l'applicabilità ai titolari di cariche governative della disciplina comune di cui all'art. 420- ter cod. proc. pen., senza le integrazioni e specificazioni introdotte dalla disciplina che forma oggetto della richiesta referendaria.