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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 106 BORGHESI La seduta inizia alle ore 15,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore PARRINI ( PD ) chiede l'inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge costituzionale n. 1440 , già approvato dalla Camera dei deputati, recante modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica. Ritiene che la questione sia di particolare attualità, alla luce dell'ormai imminente approvazione definitiva del disegno di legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari, prevista nella odierna seduta della Camera dei deputati. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) concorda con le considerazioni del senatore Parrini. Il senatore GARRUTI ( M5S ), anche in considerazione dei tragici fatti accaduti a Trieste, dove due agenti di polizia sono rimasti uccisi, chiede la calendarizzazione del disegno di legge n. 876 , d'iniziativa del senatore Corbetta, con cui si propone l'estensione alle vittime del dovere dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene tale iniziativa molto opportuna e meritevole di essere sostenuta. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che anche il disegno di legge n. 971 , d'iniziativa della senatrice Pergreffi, attiene alle misure da assumere per le vittime del dovere e, pertanto, ne sollecita la calendarizzazione congiuntamente al disegno di legge n. 876 . Il PRESIDENTE avverte, quindi, che saranno inseriti all'ordine del giorno e calendarizzati il disegno di legge costituzionale n. 1440 , già approvato dalla Camera dei deputati, nonché i disegni di legge n. 876 e 971 . La Commissione prende atto. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sollecita nuovamente la ripresa dell'esame del disegno di legge n. 388 , per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea la necessità di completare l'esame del disegno di legge costituzionale n. 1089 , recante disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e di referendum , già in fase molto avanzata. IN SEDE CONSULTIVA (Doc. LVII, n. 2-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2019 Doc Doc. LVII, n. 2-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2019 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore GARRUTI ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, il documento in titolo, nonché i relativi allegati e annesso. Ricorda, preliminarmente, che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 aggiorna il quadro programmatico di finanza pubblica per il periodo 2020-2022 rispetto a quello contenuto nel Documento di economia e finanza dello scorso aprile. Alla Nota di aggiornamento risultano allegati: le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali, il rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali, il rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, nonché la relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva. È altresì presentata, in concomitanza con la Nota, la Relazione al Parlamento che illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di medio periodo. La Nota reca un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica. Questo prevede, innanzitutto, un incremento del PIL, in termini reali e non nominali, pari allo 0,1 per cento per l'anno in corso, allo 0,6 per cento per il 2020 e all'1 per cento per ciascuno degli anni 2021 e 2022, mentre il Documento di economia e finanza 2019 prevedeva un tasso di incremento pari allo 0,2 per cento per l'anno in corso e allo 0,8 per cento per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022. Si prevede altresì un tasso di disoccupazione pari al 10,1 per cento per l'anno in corso, al 10 per cento per il 2020, al 9,5 per cento per il 2021 e al 9,1 per cento per il 2022, mentre il Documento di economia e finanza 2019 prevedeva un tasso di disoccupazione pari all'11 per cento per l'anno in corso, all'11,1 per cento per il 2020, al 10,7 per cento per il 2021 e al 10,4 per cento per il 2022. Si prevede, inoltre, un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, in rapporto al PIL, pari al 2,2 per cento sia per l'anno in corso sia per il 2020, all'1,8 per cento per il 2021 e all'1,4 per cento per il 2022, mentre il Documento di economia e finanza 2019 prevedeva un tasso pari al 2,4 per cento per il 2019, al 2,1 per cento per il 2020, all'1,8 per cento per il 2021 e all'1,5 per cento per il 2022. Riguardo al valore strutturale del suddetto tasso di indebitamento. al netto delle misure una tantum e delle variazioni imputabili alla congiuntura economica, il nuovo quadro programmatico prevede l'1,2 per cento per l'anno in corso, l'1,4 per cento per il 2020, l'1,2 per cento per il 2021 e l'1 per cento per il 2022, mentre il Documento di economia e finanza 2019 prevedeva che il valore in esame fosse pari all'1,5 per cento per l'anno in corso, all'1,4 per cento per il 2020, all'1,1 per cento per il 2021 e allo 0,8 per cento per il 2022. Secondo la Nota in esame, gli obiettivi indicati nel nuovo quadro programmatico sono definiti tenendo altresì conto dell'intendimento del Governo di neutralizzare le clausole di salvaguardia contenute, da ultimo, nella legge di bilancio per il 2019. A tale riguardo, sottolinea che la loro attivazione determinerebbe un incremento dell'IVA e di alcune accise per oltre 23 miliardi di euro nel 2020 e per circa 29 miliardi nel 2021. L'ultima parte della Nota aggiorna lo stato di attuazione delle riforme illustrate nel Programma nazionale di riforma dello scorso aprile e illustra gli obiettivi programmatici del nuovo Governo. Contiene, inoltre, le osservazioni e le eventuali modifiche e integrazioni della sezione terza del DEF in relazione alle raccomandazioni del Consiglio dell'Unione europea. Con riferimento ai contenuti di tale programma, si sofferma sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali. In primo luogo, il Governo evidenzia come il progetto di innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione sia di importanza fondamentale per lo sviluppo e la crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa l'integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici e l'adozione di standard comuni in termini di procedure e servizi forniti ai cittadini e alle imprese. La Nota ricorda inoltre che tra marzo e aprile sono stati presentati due disegni di legge recanti deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione e in materia di semplificazione e codificazione, nell'ottica di potenziare la qualità e l'efficienza dell'azione amministrativa. In materia di immigrazione, la Nota richiama la necessità di migliorare la gestione dei flussi migratori anche attraverso una riforma del Regolamento di Dublino. Il Governo intende promuovere un approccio strutturale che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di un'organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all'immigrazione clandestina, ma che al contempo migliori drasticamente l'efficacia delle politiche di integrazione. Con riferimento alla sicurezza e all'ordine pubblico, la Nota ricorda il decreto-legge n. 53 del 2019, il cosiddetto decreto sicurezza - bis , che verrà presto sottoposto a un processo di rivisitazione alla luce delle osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica, e che contiene disposizioni per il contrasto all'immigrazione illegale, il potenziamento dell'efficacia dell'azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza, il contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive e alcune misure che incidono sull'efficienza della giustizia. Massima attenzione sarà assicurata al personale delle Forze di polizia e al personale civile dell'Amministrazione dell'interno al fine di garantire la piena attuazione delle politiche di sicurezza, valorizzando le rispettive professionalità nonché la formazione e l'aggiornamento professionale. La Nota di aggiornamento dedica poi uno specifico paragrafo al tema delle riforme costituzionali e dell'autonomia differenziata. In particolare, è richiamato il disegno di legge di riduzione del numero dei parlamentari, già approvato in seconda deliberazione dal Senato e ora all'esame della Camera. Tra le linee programmatiche compaiono anche la riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato e della Camera e l'introduzione di istituti che assicurino maggiore equilibrio al sistema e riavvicinino i cittadini alle istituzioni. È ritenuto altresì necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle Città metropolitane e di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli Comuni e sopprimendo gli enti inutili. Il Governo intende procedere lungo il percorso di autonomia differenziata, salvaguardando il principio di coesione nazionale e di solidarietà. Saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, al fine di evitare di aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Si apre la discussione generale. Il senatore VITALI ( FI-BP ) esprime un giudizio negativo sulla Nota di aggiornamento, in quanto prevede interventi e risorse poco significativi rispetto alla necessità di stimolare la ripresa economica del Paese. A suo avviso, infatti, in assenza di un approccio riformatore, peraltro in linea con gli indirizzi del precedente Governo, l'unico dato certo è rappresentato dal margine di flessibilità accordato dalla Commissione europea, che però si inserisce in un quadro di decrescita economica destinato a determinare gravi ripercussioni sul ceto medio. Ritiene irrealistico l'obiettivo del Governo di recuperare 7 miliardi grazie alla lotta all'evasione fiscale, anche attraverso gli incentivi all'uso della moneta elettronica. Sarebbe più efficace, invece, ridurre la pressione fiscale, che in Italia è molto elevata rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea, e sanzionare penalmente gli evasori. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) considera di fondamentale importanza la disattivazione delle clausole di salvaguardia, che avrebbero altrimenti causato l'aumento dell'IVA: tale obiettivo, infatti, ha assorbito risorse pari a circa 23 miliardi solo per il 2020. Al contrario di quanto sostenuto dal senatore Vitali, però, la Nota di aggiornamento prevede anche misure volte a stimolare la crescita economica, quali la riduzione del cuneo fiscale, il rilancio degli investimenti pubblici, lo stanziamento di risorse per la sanità e l'istruzione e la ricerca. Il senatore PARRINI ( PD ) si associa alle considerazioni del senatore Bressa. Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione. Il relatore GARRUTI ( M5S ) propone uno schema di parere favorevole, pubblicato in allegato. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) rileva che, nonostante la difficile situazione congiunturale, che risente anche delle tensioni sui mercati internazionali, aggravate dalla Brexit e dalla controversia tra Europa e Stati Uniti circa la imposizione di dazi sui prodotti d'esportazione, il Governo ha prospettato la riduzione del deficit al 2,2 per cento. Ciò ha consentito di negoziare una maggiore flessibilità in sede europea, che garantirà probabilmente di escludere dal rapporto deficit/PIL gli investimenti destinati a favorire la cosiddetta transizione ecologica, nel quadro della strategia Green new deal . Attualmente le cifre stanziate per l'attuazione di politiche in linea con l'Accordo di Parigi, confermato dal recente Vertice ONU di New York, risultano ancora insoddisfacenti, ma del resto sulla prossima manovra di bilancio pesa la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, che ha certamente condizionato la portata espansiva della manovra. Altrettanto si può dire in merito alla riduzione del cuneo fiscale: le risorse sono sicuramente insufficienti, ma è apprezzabile il nuovo approccio, volto a una finalità redistributiva. Esprime, quindi, un giudizio positivo anche sulle misure per la sanità e l'istruzione. Per quanto riguarda le materie di competenza della Commissione, valuta con favore l'attenzione alle forze di polizia. Oltre al riordino degli enti locali, sarebbe opportuno invece risolvere definitivamente la questione dei poteri speciali di Roma capitale. Infine, richiama l'attenzione sulla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (LEP), nell'ambito del processo di conferimento di condizioni di autonomia differenziata. Sulla base di tali considerazioni, dichiara il proprio voto favorevole. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea che l'applicazione delle clausole di salvaguardia è stata soltanto rinviata al prossimo anno e che comunque tale soluzione era stata sollecitata da tutti i Gruppi, attraverso specifici atti di indirizzo. Ritiene che le risorse stanziate per la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro siano irrisorie, tanto più che la misura sarà applicata soltanto a metà del 2020. Infine, rileva criticamente il dato che evidenzia nel primo biennio un aumento del debito pubblico pari a cento miliardi di euro. A nome del Gruppo, annuncia pertanto un voto contrario. Il senatore PARRINI ( PD ) replica al senatore Vitali, sottolineando che - come è noto - il dato riferito al debito pubblico da tenere in considerazione non è quello in termini assoluti, ma quello relativo al rapporto con il PIL, che risulta in diminuzione, in controtendenza rispetto agli ultimi anni. Rileva che la manovra di bilancio prefigurata dalla Nota di aggiornamento annuncia una svolta positiva, che ha consentito di recuperare credibilità sui mercati internazionali. Del resto, il nuovo Esecutivo garantisce una gestione responsabile, rispetto al precedente Governo, che puntava a una politica propagandistica e inutilmente aggressiva nei confronti dell'Unione europea. Ciò consente di risparmiare importanti risorse che altrimenti sarebbero state disperse per il pagamento degli interessi. Per questi motivi, a nome del Gruppo, dichiara un voto favorevole. La senatrice STEFANI ( L-SP-PSd'Az ) annuncia un voto contrario della propria parte politica. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva il parere favorevole, proposto dal relatore, pubblicato in allegato. IN SEDE REFERENTE (1493) d-l 104/2019 - riordino ministeri DDL 1493 Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 1° ottobre. Il PRESIDENTE comunica che nella giornata odierna si è svolto e concluso il ciclo di audizioni informali, e che alcuni dei soggetti invitati hanno presentato della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore VITALI ( FI-BP ) auspica un ripensamento da parte del Governo in merito al nuovo trasferimento, dopo solo un anno, al Ministero dei beni e delle attività culturali delle funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. In tal modo, si terrebbero nella dovuta considerazione i rilievi critici formulati in particolare dai rappresentanti del comparto agricolo, i quali hanno appunto evidenziato la stretta interrelazione tra turismo e settore primario. Il senatore GARRUTI ( M5S ) ritiene opportuno stabilire già in questa fase il termine per la presentazione degli emendamenti, al fine di accelerare i tempi della conversione del decreto. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene preferibile esaurire prima la discussione generale, anche perché il provvedimento non sarà esaminato dall'Assemblea prima della fine di ottobre e la settimana precedente sarà riservata ai lavori delle Commissioni. Il PRESIDENTE osserva che, alla luce di ciò, sarà possibile proseguirne l'esame con tempi adeguati. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (AG n. 117) 'Amministrazione pubblica sicurezza Doc n. 117 Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, recante regolamento per il riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell'Amministrazione della pubblica sicurezza (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 3, comma 4, lettera b ), del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 ottobre. Il relatore CORBETTA ( M5S ) comunica di aver predisposto uno schema di parere, pubblicato in allegato, che intende sottoporre preventivamente alla Commissione. Chiede, pertanto, un breve rinvio, per consentire di inserire nel testo eventuali rilievi formulati dai colleghi. Il PRESIDENTE , accogliendo la richiesta del relatore, rinvia il seguito dell'esame. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE (83 e connessi) Tutela costituzionale dell'ambiente DDL 83 Modifica all'articolo 9 della Costituzione in materia di protezione della natura DDL 212 Modifiche agli articoli 9 e 117 della Costituzione in materia di tutela degli animali, degli ecosistemi e dell'ambiente DDL 1203 Modifica dell'articolo 9 della Costituzione in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, protezione della biodiversità e degli animali, promozione dello sviluppo sostenibile, anche nell'interesse delle future generazioni (Esame congiunto e rinvio) La relatrice MAIORINO ( M5S ) illustra i disegni di legge in titolo, ricordando in primo luogo che la tutela dell'ambiente è parte integrante dell'ordinamento dell'Unione europea: è infatti oggetto di disposizioni specifiche del Trattato sul funzionamento nonché dell'articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali. È altresì parte integrante dell'ordinamento internazionale, attraverso protocolli e convenzioni sottoscritti anche dall'Italia. A livello interno, un'ampia legislazione ambientale, strettamente connessa al diritto dell'Unione europea, che ora include anche un codice dell'ambiente, ha dato vita a un vero e proprio "diritto dell'ambiente". L'esistenza di un diritto all'ambiente, peraltro è consolidata da tempo nella coscienza pubblica, nella prassi e nell'ordinamento, così come a livello giurisprudenziale: la Corte di cassazione, già con la sentenza n. 5172 del 6 ottobre 1979, collegando le disposizioni di cui agli articoli 2 e 32 della Costituzione, aveva precisato che ciascun uomo, essendo titolare di diritti inviolabili, sia come singolo, sia come membro delle formazioni sociali nelle quali si svolge la sua personalità, ha un diritto fondamentale alla salute non solo in quanto singolo, ma anche come membro delle comunità che frequenta e ha quindi diritto all'ambiente salubre. Tale diritto è stato inoltre riconosciuto dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 210 del 1987 e n. 641 del 1987. Con la riforma del Titolo V, l'ambiente ha fatto il suo ingresso nel testo della Costituzione: all'articolo 117, le materie della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema sono state riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato. Ancorché - secondo la giurisprudenza della Corte - l'ambiente sia assurto a valore costituzionalmente protetto, manca tuttora un riconoscimento integrale della protezione dell'ambiente tra i principi fondamentali su cui si fonda la Repubblica. I disegni di legge in esame intendono perciò introdurre nell'ordinamento un riconoscimento che è insieme programma di azione, in linea con quanto già proclamato in numerosi Paesi e con l'evoluzione della tutela ambientale elaborata in sede europea e internazionale. I tre disegni di legge costituzionale all'esame intervengono sull'articolo 9 della Costituzione. Il disegno di legge n. 83, d'iniziativa della senatrice De Petris, è volto a riconoscere la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi come diritto fondamentale della persona e della comunità e a promuovere le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Il disegno di legge costituzionale n. 212 , anch'esso a prima firma della senatrice De Petris, prevede, rispetto al precedente, un ulteriore comma aggiuntivo all'articolo 9 della Costituzione, al fine di sancire il riconoscimento degli animali quali esseri senzienti, disponendo che la Repubblica promuova e garantisca loro la vita, la salute ed un'esistenza compatibile con le caratteristiche etologiche. La norma prevede inoltre che, così come per la materia ambientale, la competenza in tal senso sia attribuita esclusivamente allo Stato, integrando l'articolo 117, secondo comma, lettera s) , della Costituzione. Il disegno di legge costituzionale n. 1203, d'iniziativa del senatore Perilli, modifica l'articolo 9 della Costituzione aggiungendo un terzo comma del seguente tenore: «La Repubblica tutela l'ambiente e l'ecosistema, protegge le biodiversità e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell'interesse delle future generazioni». In tal modo, si costituzionalizza il principio di solidarietà íntergenerazionale, in armonia con la naturale e inevitabile tensione verso il futuro che caratterizza l'ordinamento. Tale scelta consente di sviluppare in modo più adeguato il valore solidaristico già contenuto all'interno dei principi fondamentali della Costituzione e di confermare, al contempo, la necessità per il legislatore di farsi carico delle generazioni future. Del resto, l'espresso richiamo all'esigenza di rispettare i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, disciplinato dal comma 1, dell'articolo 117 della Costituzione, consente poi di recepire quanto previsto nei dei Trattati. Il preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione sancisce infatti che il godimento di tali diritti «fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future». Il senatore PERILLI ( M5S ) chiede se non sia opportuno prevedere un Comitato ristretto per la definizione di un testo unificato. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene opportuno svolgere innanzitutto un ciclo di audizioni informali. Il PRESIDENTE ritiene preferibile svolgere le audizioni, prima di assegnare eventualmente a un Comitato ristretto il compito di predisporre un testo unificato. Propone quindi di fissare per le ore 15 di venerdì 11 ottobre il termine entro il quale indicare i nominativi dei soggetti da convocare in audizione. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA ODIERNA SECONDA SEDUTA POMERIDIANA Il PRESIDENTE comunica che la odierna seconda seduta pomeridiana, convocata per le ore 18, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LVII, N. 2- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO La Commissione, esaminato il documento in titolo, gli allegati e l'annesso, premesso che: - con riferimento alla pubblica amministrazione, il Governo evidenzia come il progetto di innovazione e digitalizzazione della P.A. sia di importanza fondamentale per lo sviluppo e la crescita economica e culturale del Paese e che, a tal fine, sarà promossa l'integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici e l'adozione di standard comuni in termini di procedure e servizi forniti ai cittadini e alle imprese; - in materia di immigrazione, la Nota richiama la necessità di migliorare la gestione dei flussi migratori anche attraverso una riforma del Regolamento di Dublino, e che il Governo intende promuovere un approccio strutturale che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di un'organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone e all'immigrazione clandestina, ma che al contempo migliori drasticamente l'efficacia delle politiche di integrazione; - con riferimento alla sicurezza e all'ordine pubblico, la Nota ricorda il decreto-legge n. 53 del 2019, che verrà presto sottoposto a un processo di rivisitazione alla luce delle osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica, e che contiene disposizioni per il contrasto all'immigrazione illegale, il potenziamento dell'efficacia dell'azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza, il contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive e alcune misure che incidono sull'efficienza della giustizia; - massima attenzione sarà assicurata al personale delle Forze di polizia e al personale civile dell'amministrazione dell'Interno al fine di garantire la piena attuazione delle politiche di sicurezza, valorizzando le rispettive professionalità nonché la formazione e l'aggiornamento professionale; - la Nota dedica poi un specifico paragrafo al tema delle riforme costituzionali e dell'autonomia differenziata: in particolare, è richiamato il disegno di legge di riduzione del numero dei parlamentari, già approvato in seconda deliberazione dal Senato e ora all'esame della Camera; - tra le linee programmatiche compaiono anche la riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato e della Camera e l'introduzione di istituti che assicurino maggiore equilibrio al sistema e riavvicino i cittadini alle istituzioni; - è ritenuto altresì necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle Città metropolitane e di Roma capitale, attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli Comuni e sopprimendo gli enti inutili; - il Governo intende procedere lungo il percorso di autonomia differenziata, salvaguardando il principio di coesione nazionale e di solidarietà. Saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, al fine di evitare di aggravare il divario tra il Nord e il Sud del Paese, formula, per quanto di competenza, un parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 117 La Commissione, esaminato lo schema di d ecreto del Presidente della Repubblica concernente modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, recante riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell'Amministrazione della pubblica sicurezza (Atto Governo n. 117), rilevato che: lo schema di decreto in esame si colloca nell'ambito di un più ampio progetto di revisione dell'organizzazione e delle articolazioni periferiche dell'Amministrazione della pubblica sicurezza; il provvedimento trae origine dal decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, ed in particolare dall'articolo 4, comma 4, lettera b) , che prevede, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che siano apportate le necessarie modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 208 del 22 marzo 2001, con specifico riferimento alla revisione delle funzioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, anche in attuazione dell'articolo 18, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 2016, n. 177; l'intervento regolatorio dà, quindi, attuazione alle sopra elencate disposizioni, attualizzando la struttura organizzativa delle questure e ridisegnando l'articolazione delle funzioni di supporto tecnico-logistico a livello territoriale, con l'obiettivo di allinearne l'organizzazione tenendo conto della revisione dell'assetto ordinativo delle pertinenti Direzioni centrali, visto che: l'articolo 3, comma 2, lettera b) , del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, come modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , dello schema di decreto in esame, prevede che nell'ambito dell'ufficio polizia anticrimine operi il "gabinetto provinciale di polizia scientifica", deputato alle attività di sopralluogo e segnalamento foto-dattiloscopico, agli accertamenti tecnici di specifica competenza e all'effettuazione di riprese audio, video e fotografiche, anche nei servizi di ordine pubblico; l'articolo 3, comma 2, lettera d) , del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, come novellato dall'articolo 1, comma 1, lettera b) , dello schema di decreto in esame, definisce i compiti e le attribuzioni della "Squadra Mobile" con riferimento allo svolgimento delle attività investigative  di iniziativa o su delega dell'Autorità giudiziaria  in materia di criminalità comune e organizzata, per la repressione dei reati in ambito provinciale e per la ricerca e cattura dei latitanti, considerato che: le modifiche apportate al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, dallo schema di decreto in esame sono volte a migliorare i livelli di efficienza ed efficacia delle articolazioni periferiche attraverso soluzioni organizzative ispirate a criteri di flessibilità e correlate alle specifiche esigenze operative e di contesto dei territori di riferimento, superando taluni elementi di rigidità dell'attuale organizzazione; la funzione dei gabinetti provinciali di polizia scientifica è quella di supporto per i servizi di ordine pubblico  compresi i cosiddetti «grandi eventi» -, per i servizi di polizia giudiziaria e per le esigenze connesse al fenomeno dell'immigrazione irregolare; le metodologie e le procedure tecniche impiegate dalla polizia scientifica per il sempre più importante e trasversale concorso nelle attività istituzionali della Polizia di Stato devono rispondere a standard di qualità definiti a livello internazionale e che l'attività dei gabinetti provinciali di polizia scientifica viene svolta in stretto coordinamento tecnico con strutture specialistiche regionali o interregionali di polizia scientifica, a loro volta raccordate dal Dipartimento della pubblica sicurezza, di modo che sia assicurata l'uniformità operativa; l'assetto delle squadre mobili previsto dal citato articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 238 del 2007 non fa menzione delle strutture specializzate di contrasto alla criminalità organizzata, oggi costituite dalle sezioni "criminalità organizzata e catturandi" esistenti presso le Questure dei capoluoghi di distretto di Corte d'appello, istituite con decreto del Ministro dell'interno 5 giugno 1998, n. 234, in attuazione dell'articolo 12, comma 1, del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203; la criminalità organizzata, con particolare riferimento a quella di stampo mafioso, si è evoluta, nel corso degli anni, lungo due principali direttrici: la mimetizzazione delle strutture illecite e la progressiva assunzione di sembianze dell'impresa legale, nell'intento, da un lato, di conservare, avvalendosi della caratteristica forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, il monopolio dei mercati illegali e, dall'altro, di reimpiegare i proventi illeciti in attività legali; il contrasto al crimine organizzato, dunque, richiede una efficace evoluzione organizzativa e funzionale degli apparati di sicurezza, sia di livello centrale che periferico, connotati da una spiccata vocazione investigativa dell'associazionismo criminale e dei correlati fenomeni collusivi, unitamente a un continuo aggiornamento e raffinamento delle tecniche d'indagine; la presente proposta di riordino delle strutture centrali e periferiche del Dipartimento potrebbe costituire la premessa per una successiva revisione settoriale, mediante modifica del citato decreto del Ministero dell'interno del 5 giugno 2008, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dell'articolazione dei predetti servizi interprovinciali, nell'ambito della quale potrebbe prevedersi anche il rafforzamento dell'asse funzionale con il Servizio centrale operativo, istituito per effetto del citato articolo 12 del decreto legge n. 152 del 1991 e le cui competenze sono fissate dall'articolo 17 del decreto adottato dal Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze il 16 maggio 2017, esprime parer favorevole con le seguenti osservazioni: a) valuti il Governo l'opportunità, attese l'elevata specializzazione e la versatilità d'impiego che li connota, di far dipendere direttamente i gabinetti provinciali di polizia scientifica dai gabinetti regionali e interregionali di polizia scientifica, valutando altresì l'utilità di modificare l'attuale denominazione dei suddetti gabinetti provinciali, al fine di valorizzarne la dimensione territoriale operativa; b) valuti il Governo l'opportunità di procedere ad una revisione della struttura e delle articolazioni dei servizi interprovinciali determinati con il decreto del Ministro dell'interno 5 giugno 1998, prevedendo l'istituzione di strutture investigative, a competenza territoriale interprovinciale o interregionale, cui sia attribuita competenza in materia di contrasto delle organizzazioni più radicate e complesse di criminalità organizzate, nell'ambito dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3- bis , del codice di procedura penale. e che costituiscano articolazioni periferiche del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato.