Document Type: resaula
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 77 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 14,10). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge: Doc 981 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) Discussione e approvazione della questione di fiducia posta sull'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo 1 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 981, già approvato dalla Camera dei deputati. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, il Governo sottopone alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 161, comma 3 -ter del Regolamento del Senato, il testo di un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 981 «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», sul quale, acquisita l'autorizzazione del Consiglio dei ministri, verrà posta la questione di fiducia. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Applausi ironici dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Bravi! FARAONE (PD) . Vergogna! Siete senza dignità. PRESIDENTE . In conformità all'articolo 161, comma 3 -ter del Regolamento, la Presidenza si riserva di valutare il testo dell'emendamento ai sensi degli articoli 8 e 97 del Regolamento, nonché alla luce del parere della 5 a Commissione permanente - cui l'emendamento viene immediatamente trasmesso - ai sensi del combinato disposto degli articoli 102 -bis e 128, comma 6, del Regolamento. (Vivaci proteste dal Gruppo PD) La seduta è sospesa fino al termine dei lavori della Commissione bilancio. (La seduta, sospesa alle ore 14,16, è ripresa alle ore 19) . Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.9000, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge. NISINI, segretario . La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento del Governo 1.9000, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con le seguenti condizioni, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione: - i commi da 160- bis a 160- novies dell'articolo 1 siano soppressi; - al comma 421 dell'articolo 1, le cifre ivi indicate siano sostituite con quelle indicate, in riferimento al medesimo comma, dalla Relazione tecnica; - al comma 653 dell'articolo, le cifre ivi indicate siano sostituite con quelle indicate, in riferimento al medesimo comma, dalla Relazione tecnica; e con le seguenti osservazioni: - i commi 163- octies e 163- novies dell'articolo 1 dovrebbero essere espunti, in quanto non compatibili con il comma 187- quaterdecies del medesimo articolo; - al comma 167- bis dell'articolo 1, per un errore materiale, non sono state allegate le tabelle I e II che il Governo deposita in seduta e di cui sono a disposizione le copie; - il comma 429- bis dell'articolo 1, per un errore materiale, viene riprodotto tre volte, per cui occorre rinumerare come ter la seconda disposizione e sopprimere la terza, che è identica alla precedente; - l'emendamento reca, alle pagine 189 e seguenti, una serie di modifiche alla II Sezione del disegno di legge, che andrebbero espunte, per un'esigenza di coordinamento con gli identici emendamenti approvati dal Senato nella seduta di ieri. PRESIDENTE. Chiedo al rappresentante del Governo se intende intervenire. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo accolgo le condizioni e le osservazioni formulate dalla 5 a Commissione permanente che entrano a far parte integrante del testo. (Il senatore Marcucci fa cenno di voler intervenire). PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, alla luce del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente e dell'intervento del Governo, la Presidenza ritiene ammissibile l'emendamento 1.9000, come riformulato. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, domando di parlare. E gliel'ho chiesto anche prima! RENZI (PD) . Almeno la parola gliela dia! PRESIDENTE. Ne ha facoltà, senatore Marcucci. E comunque non mi sembra di avergliela mai negata. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, io credo che, forse, si doveva quantomeno contestualizzare cosa è successo poc'anzi in Commissione bilancio. (Applausi dal Gruppo PD) . Il Parlamento ha assistito a un'ulteriore offesa, prevaricazione e violenza da parte di questa maggioranza. La Conferenza dei Capigruppo aveva dedicato due ore ad approfondire e capire, due ore che sono un tempo limitatissimo. Il Governo, invece, si è presentato in Commissione bilancio e ha proposto, nuovamente, un'ulteriore modifica del maxiemendamento! VERDUCCI (PD) . Vergogna! MARCUCCI (PD) . E ci ha messo un'ora e venti minuti per scrivere cinque righe. E ha poi impedito che si discutesse su questo! (Commenti dal Gruppo PD). LAUS (PD) . Vergogna! MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, ci sono dei diritti previsti dalla Costituzione. Ci sono dei doveri previsti dalla Costituzione. VALENTE (PD) . Questa è la vostra trasparenza! MARCUCCI (PD) . La Commissione bilancio ha il diritto di poter approfondire. Ci avete dato venti minuti dalle ulteriori modifiche. VOCE DAL GRUPPO PD. Vergognatevi! MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, lei sta avallando dei vulnus nei confronti del Parlamento che sono sempre più gravi. Tutte le minoranze non hanno partecipato al voto. (Applausi dal Gruppo PD) . VERDUCCI (PD). Dovete rispettare il Parlamento! MARCUCCI (PD) . Tutte le minoranze! E lo sa perché? La maggioranza, in maniera metodica, continuativa, in queste settimane, con violenza, ha lavorato affinché il Senato non potesse leggere questa manovra, che è ricca di cose molto gravi per il Paese! (Applausi dal Gruppo PD) . Allora, signor Presidente, faccia la Capigruppo, ma non credo che nel rispetto dell'articolo 72 della Costituzione si possa procedere alla votazione come se nulla fosse. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ogni minuto c'è un'offesa in più, c'è una ferita in più nei confronti della democrazia. Lei e il Senato vi dovete opporre! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! VERDUCCI (PD) . State ingannando gli italiani! Vergognatevi! BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, siamo sconcertati. Non siamo costernati, ma siamo sconcertati. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Ilarità dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . C'è poco da ridere, colleghi. Voi non siete solo dei dilettanti, non siete solo ridicoli... (Commenti dal Gruppo M5S) . BINI (PD) . Che cosa dite? BERNINI (FI-BP) . ...siete pericolosi! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti dal Gruppo M5S ) . Diteci che cosa state tenendo nascosto agli italiani. Fateci vedere le carte. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Basta con questi giochi di prestigio sulla pelle degli italiani. Signor Presidente, ieri abbiamo avvertito il Governo e abbiamo detto al ministro Fraccaro, nel massimo rispetto per la persona, che questa situazione è ridicola. Stiamo facendo la figura dei cialtroni nei confronti del Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Stiamo rappresentando in maniera imbarazzante tutti quegli elettori che hanno creduto nella maggioranza e che questa manovra potesse avere un significato. Questo è un fallimento politico, lo sappiamo; non vogliamo dire Caporetto? Diciamo Waterloo. (Ilarità dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, abbiamo cercato di difendere la maggioranza da se stessa. Mi fa piacere che voi siate così ilari. È bello che il pensiero di ridurre gli italiani in mutande vi diverta tanto. Bravi! Complimenti! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Vogliamo vedere una manovra che purtroppo si annuncia di tagli, di tasse, di tanta IVA e di clausole di salvaguardia che scatteranno e purtroppo ogni giorno non è quello giusto. Noi abbiamo detto - ne è testimone lei, Presidente, il testimone più qualificato, ma ne è testimone anche il ministro Fraccaro - di votare domenica. Non rendetevi ulteriormente ridicoli. Non mettete questo Parlamento ulteriormente in difficoltà nei confronti del Paese. Colleghi, amici, la figuraccia la stiamo facendo tutti, e non solo voi che gestite questa manovra in maniera dilettantesca. Stiamo tutti qui cercando di lavorare e non ci riusciamo per colpa vostra. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Sia chiaro che questo ritardo che ci sta portando a balzelloni verso l'esercizio provvisorio è colpa vostra. Noi siamo sempre qui pronti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Commissioni che si convocano, che si sconvocano, streaming negati: ma di che cosa avete paura? Questo Governo si compone anche di una forza politica che faceva della trasparenza e dell'apertura del Parlamento come una scatoletta di tonno la sua cifra distintiva. Amici, vi è scappato il tonno! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Anziché una scatoletta di tonno aperta, volete farci approvare questa manovra a scatola chiusa. Noi non ci stiamo. Signor Presidente, chiediamo ancora una volta - ce ne dispiacciamo e ce ne vergogniamo un po', anche se non è colpa nostra, perché i ritardi non sono colpa nostra, li stiamo subendo esattamente come il popolo italiano e li pagheremo sulla nostra pelle esattamente come il popolo italiano - di convocare un'altra Conferenza dei Capigruppo per cercare nuovamente di fare quell'esercizio inutile di fissazione di tempi che abbiamo fatto da dieci giorni a questa parte, sperando che sia la volta buona. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Abbiamo cercato, ministro Fraccaro, di difendervi da voi stessi ieri, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Ci proveremo anche questa volta con un'ennesima Conferenza dei Capigruppo, se il presidente Alberti Casellati ce la concederà. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, pensavamo di essere arrivati proprio al fondo, ma ci eravamo sbagliati perché evidentemente al peggio non c'è mai limite. Presidente, abbiamo chiesto e chiediamo - così ci chiariamo - che venga convocata la Conferenza dei Capigruppo perché denunciamo qui quello che è accaduto in Commissione bilancio: c'è una violazione chiara e precisa dell'articolo 161, comma 3 -quater , del nostro Regolamento. È chiarissimo: sono degli incapaci, e non voglio dire altro. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD . Commenti del senatore Laus). Sono degli incapaci che hanno in mano il destino del Paese: carta vince, carta perde. Mettono delle norme, poi le tolgono; non vogliono dare spiegazioni; nella relazione tecnica c'è scritto altro. Le ricordo, Presidente - ma lei lo conosce meglio di me - l'articolo 161, comma 3 -quater , del Regolamento: «Nel caso in cui la questione di fiducia sia posta sull'approvazione di un emendamento di iniziativa governativa, prima della discussione il Governo può precisarne il contenuto esclusivamente per ragioni di copertura finanziaria o di coordinamento formale del testo». Non può intervenire per mettere o togliere norme per motivi politici o di convenienza del momento. Signor Presidente, non possiamo più accettare che ci siano continue e sistematiche violazioni del Regolamento. Altro che umiliazione del Senato e del Parlamento! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD ) . Siamo continuamente calpestati: in Commissione non c'è stato neanche il buon gusto - non so cos'altro dire - o la buona educazione, visto che da giorni, o meglio da settimane, siamo qui a chiedere spiegazioni, perché rispondano. Arroganza, incapacità. Ha ragione la mia collega Bernini: siete pericolosi per questo Paese. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD ) . Presidente, le chiedo la convocazione della Conferenza dei Capigruppo e il motivo mi sembra chiaro: violazione esplicita e chiara del Regolamento. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, FI-BP e PD) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta, onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia... (Urla e vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD. I senatori Misiani e Laus lanciano dei fogli in aria. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . RAMPI (PD) . Sei fuori! VERDUCCI (PD) . Ma stiamo scherzando? MALPEZZI (PD) . Non puoi! MARCUCCI (PD) . Siete dei delinquenti! FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. ... sull'approvazione dell'emendamento 1.9000, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 981 «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», che recepisce le condizioni e le osservazioni formulate dalla 5 a Commissione permanente e accettate dal Governo. LAUS (PD) . Delinquenti! PRESIDENTE . Per favore, colleghi. La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge. (Urla e vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD). Così come richiesto, convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo per organizzare il relativo dibattito. MALPEZZI (PD) . Buffoni! PRESIDENTE. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 19,14, è ripresa alle ore 19,59) . Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha nuovamente rimodulato i tempi della discussione sulla questione di fiducia, posta dal Governo sull'emendamento interamente sostitutivo della prima sezione della legge di bilancio, spostando le dichiarazioni di voto finali alle ore 23,30 al fine di consentire lo svolgimento della discussione nei tempi già definiti ieri, vale a dire circa tre ore e trenta minuti. Pertanto la diretta televisiva avrà luogo nel nuovo orario delle 23,30. BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, comincio dalla fine questa volta. Ci sembra, dopo quello che è successo oggi in Commissione, una rottura totale dello spirito costituzionale e democratico: numeri sbagliati, conti che non tornano, stralci, presidenti barricati dentro la Commissione, oltretutto sempre di quel movimento politico che faceva della trasparenza, dello streaming , come dicevamo prima, il suo tratto caratterizzante. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Signor Presidente, verrebbe veramente voglia, soprattutto dopo venti giorni di esasperazione, di aderire allo spirito proprio di quel movimento politico che dianzi menzionavo, in una sua famosa manifestazione a Bologna nel 2007, il famoso Vaffa day. Non ne possiamo più. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Ma il problema, signor Presidente, è che loro stanno mandando a quel Paese gli italiani! Questa è una presa in giro nei confronti degli italiani! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non stanno imbavagliando noi, che abbiamo chiesto di poter votare domani mattina, chiedendo le dichiarazioni di voto e il voto finale in diretta televisiva domani mattina. Ancora una volta, di che cosa avete paura? Avete paura che si veda il contenuto di questa manovra, che sarà di lacrime di sangue per gli italiani? Avete paura che gli italiani la domenica mattina se ne accorgano? Non volete turbare la loro sensibilità? (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Più povertà per tutti: se ne accorgeranno! Noi voteremo alle 23,30. Anzi, no, molto più tardi. Alle 23,30 comincerà la diretta televisiva. Quindi, noi voteremo alle 2 di notte. E chi si aggira di notte, a parte la Befana? Chi si aggira alle 2 di notte a parte la Befana, viste le festività natalizie? Quelli che entrano di nascosto nelle case degli italiani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Avete paura! Avete paura di farvi giudicare dagli italiani. Voi, quelli dell'onestà! Voi, quelli della trasparenza! Voi, quelli dell' hashtag : streaminglaveritàpertutti! Non avete il coraggio di far sentire la voce delle minoranze prima delle 2 di notte! Vergognatevi! Vergognatevi! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . State rendendo un servizio infame alla democrazia. Non abbiamo più parole per dirvi quanto orribile sia questo comportamento parlamentare. Ancora una volta, mi suggeriscono: sconcio. Avete paura di dire che pagherete il reddito di cittadinanza con i soldi dei pensionati che guadagnano 1.300 euro al mese, dopo una vita di lavoro? Avete paura: ditelo! Non ditelo alle 2 di notte! Abbiate il coraggio di dirlo alla luce del sole, non come i ladri di notte o come la Befana! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Gli italiani si troveranno un pacco di Natale molto doloroso e molto vuoto sotto l'albero. Avete paura di dire che avete tagliato tutti gli incentivi possibili e immaginabili a quelle categorie produttive cui avevate promesso tutto: agli artigiani, ai commercianti, alle partite IVA e agli imprenditori. Avete tolto loro la vita! Avete paura di dirlo? Abbiate il coraggio delle vostre azioni. Non fateci votare alle 2 di notte. Ricordatevelo: gli italiani lo capiranno. Lo sapranno comunque! Noi che abbiamo spirito democratico siamo rimasti qui fino alla fine, ma non ve la perdoneremo. Non ve la perdoneremo! E faremo fino in fondo la nostra battaglia, perché gli italiani sappiano che cosa c'è dentro questo orribile, sconcio pacco di Natale! Non ci arrenderemo! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . E ribadisco, signor Presidente, che ancora una volta noi speriamo - ma più che una speranza è quasi un periodo ipotetico dell'irrealtà - in un ravvedimento operoso ed attivo. Speriamo che ci mettiate in condizione di farci sentire dal Paese quando diremo le nostre verità, che evidentemente sono più forti delle vostre se non ce le volete far raccontare. Speriamo che si voti domani mattina. Speriamo che gli organi di informazione trasmettano queste cose, anziché continuare a dire che non esiste opposizione. L'opposizione c'è! Dateci voce! Fateci sentire! Dateci voce! Noi ci siamo e lotteremo fino alla fine, perché voi dovete rendere conto di questo scempio agli italiani. Da adesso in poi, noi ci saremo sempre! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. I senatori del Gruppo FI-BP si levano in piedi. Molte congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, abbiamo avuto una difficile Conferenza dei Capigruppo. Mi domando dove sia andato il ministro Fraccaro, a dimostrazione della considerazione che ha già mostrato in questi mesi per il Parlamento e per il Senato della Repubblica. Capisco che nel periodo di Natale si fanno tante cene, c'è da comprare i regali e il ministro Fraccaro, come del resto il presidente Salvini e il presidente Di Maio, sono molto impegnati. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Avrei preferito che fosse stato qua in Aula, anche perché ora ripeterò quanto ho detto in Conferenza dei Capigruppo, cioè che il problema è certamente quello che è successo in queste settimane e in questi giorni, ma in particolare nella giornata odierna. Il ministro Fraccaro, nella sua nuova veste non di Ministro per i rapporti con il Parlamento, ma di burattinaio, si è seduto nell'anticamera del Presidente della Commissione bilancio, è andato personalmente a gestire i lavori e a dirigere i tempi e, caro signor Presidente, ha fatto una cosa che non si può fare: strumentalmente ha deciso di prendersi un'ora e trenta, delle due ore che nella Capigruppo avevamo deciso per approfondire il maxiemendamento, per scrivere cinque righe per la modifica presentata in quel momento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Queste sono violenze fatte al Parlamento, violenze gravi! Noi del Gruppo Partito Democratico e tutte le opposizioni - lo ribadisco - di fronte a questo hanno deciso di non votare. È una cosa grave e non è mai successo. Però, il presidente Pesco, che prima ha provocato e ha annunciato che avrebbe espulso chiunque l'avesse interrotto, in realtà aveva il suo piano: doveva far votare senza discutere. Complimenti, Presidente ha lavorato bene dietro la regia del ministro Fraccaro. Complimenti! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Vede, signor Presidente, lo abbiamo studiato tutti a scuola: ci sono delle regole nella democrazia. Non possiamo e non dobbiamo accettare che l'Esecutivo, con il proprio Ministro per i rapporti con il Parlamento, venga a dettare la linea in Commissione. Non possiamo accettare che il Governo svolga anche la funzione del Senato, del legislativo. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ci dobbiamo ricordare della divisione dei poteri, caro signor Presidente. È per questo che il Partito Democratico, viste le gravissime violazioni dell'articolo 72, non del Regolamento, ma della Costituzione italiana, quella Carta alla quale tutti noi ci dovremmo ispirare, esprime la volontà di sollevare, come Gruppo parlamentare, ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione, il ricorso diretto alla Corte costituzionale, affinché il giudice delle leggi si pronunci sulle enormità che si sono compiute e si stanno compiendo sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . È una vergogna! Questo è un Governo violento che se ne frega del Parlamento, dei diritti del Parlamento e viene a fare prepotenze e ferite senza precedenti. È una cosa inaudita e siamo costretti ad andare alla Corte costituzionale per la prima volta nella storia della Repubblica, perché dovete conoscere la gravità di quello che state combinando contro il Paese e contro gli italiani! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. I senatori del Gruppo PD si levano in piedi) . VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, devo dire che nella mia non breve carriera politica - ho frequentato aule meno prestigiose di questa - difficilmente mi è capitato di dire: «Non ho parole». In questa occasione devo dire che io personalmente e i colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia siamo rimasti senza parole, perché lo spettacolo messo in scena da parte della maggioranza francamente è difficile da commentare rimanendo fedeli al dettato del rispetto istituzionale che noi dobbiamo a voi e voi dovete a noi, Presidente e colleghi della maggioranza. Non voglio fare un intervento di politica - ne parleremo più avanti nel corso della serata e della notte - ma voglio fare un semplice discorso di metodo e di rispetto. Francamente, abbiamo acconsentito tante volte ai cambiamenti di programma da parte della maggioranza; abbiamo sempre atteso pazientemente che la maggioranza decidesse quando e come discutere, anche del maxiemendamento. Anche questa volta abbiamo ricevuto "pesci in faccia" rispetto alla nostra disponibilità e responsabilità. Se volessimo avere rispetto innanzi tutto di noi stessi, colleghi, e del ruolo che svolgiamo per mandato popolare, dovremmo chiedere perlomeno due-tre giorni di esame in Commissione per capire almeno superficialmente cosa c'è scritto in quel pacco di maxiemendamento che soltanto oggi pomeriggio il Governo ha consegnato in Commissione. Tuttavia, ci rendiamo conto, noi forse prima della stessa maggioranza, che questo significherebbe l'esercizio provvisorio, e noi abbiamo a cuore prima di tutto gli interessi del nostro Paese, prima ancora e forse addirittura di più di quanto non ne abbia la maggioranza, che ha dimostrato - devo dire la verità - grave irresponsabilità e dilettantismo nella gestione di questa partita così importante. Faremo quello che la maggioranza chiede: ci chiede di stare qua tutta la notte? Staremo tutta la notte a discutere e a portare il nostro contributo, spero costruttivo, nonostante il muro che la maggioranza ha creato intorno al proprio maxiemendamento. Mi consenta soltanto - e ho concluso, Presidente - una piccola nota nei confronti del ministro Fraccaro, che adesso non è in Aula. Quando si è seduti in maniera così evidente dalla parte del torto, un Ministro della Repubblica, prima di alzarsi e chiedere la fiducia, con un tono - mi consenta - vagamente provocatorio, dovrebbe avere un minimo di intelligenza politica - lo dico senza alterigia, come un consiglio amichevole - di dire due parole: «Scusateci, senatori». (Applausi dai Gruppi FdI, FI-BP e PD) . Dovrebbe dirci: «Scusate, membri del Senato; vi chiediamo scusa per le condizioni in cui siete costretti ad operare». Lo avremmo apprezzato, e sicuramente il clima della discussione che ci aspetta sarebbe stato migliore. Invece, nonostante gli errori, si continua con un atteggiamento che o è provocatorio o ha bisogno di altra aggettivazione che devo risparmiarmi perché siamo nel Senato. Signor Presidente, invito quindi lei, i colleghi della maggioranza e il Governo a rendersi conto delle condizioni in cui siamo costretti ad operare. Noi manteniamo la linea della responsabilità, ma, mi creda, non è un'impresa facile. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, anzitutto vorrei dire al senatore Ciriani che il ministro Fraccaro si occupa molto della democrazia diretta ma evidentemente non ha molta dimestichezza con la democrazia parlamentare. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questo è quello che evidentemente rivela. Lei sa, Presidente, che tutti noi siamo qui tra l'esasperato e l'esausto; anche lei credo sia forse un po' esasperata - mi permetto di attribuirglielo - perché rispetto a quello che si è visto in questi giorni, francamente - lo dico anche con tristezza - è difficile trovare precedenti simili, anche andando indietro nel tempo. Ha fatto tutto la maggioranza, incapace di riuscire a farci lavorare in Commissione, a determinarsi, a dare un minimo di compostezza. Lo sappiamo tutti - ahimè - che cosa sta accedendo; dovremmo riflettere a lungo rispetto a cosa è diventata la prassi della fiducia, ma questa sarà una riflessione che tutti quanti dovremo fare pacatamente. Qui siamo però arrivati al punto in cui, nonostante tutto quello che è accaduto in queste settimane, che gli impegni presi in Commissione sono stati puntualmente traditi. L'ultimo impegno ieri era quello di avere almeno la possibilità di avere due ore. Presidente, due ore! (Applausi della senatrice Malpezzi). Lei sa che anche nella proposta calendario che abbiamo fatto ieri avevamo chiesto, tra l'altro, di avere un po' più di tempo almeno in Commissione. Quello che è accaduto è che si è agito artatamente: la Commissione è stata convocata alle 16 ed è stata chiesta subito la sospensione, e non l'ha chiesta certo l'opposizione, Presidente, ma la maggioranza. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Si sono presi un'ora e poi dopo cosa hanno fatto, ancora davanti alle richieste di avere le ulteriori modifiche presentate? Come si fa a non pensare che come al solito era tutto prestabilito? Ovviamente la discussione, il Parlamento, le Commissioni sono di impiccio e di impaccio. Tutto per coprire ancora una volta l'incapacità a scrivere un maxiemendamento, a determinarsi. Peraltro, Presidente, in questo maxiemendamento, per quello che abbiamo potuto vedere, ci sono cose molto diverse anche rispetto a quelle che in qualche modo si erano adombrate. Noi ci troviamo con ulteriori tagli pesanti. Vogliamo parlare dell'ulteriore pesantissimo taglio agli investimenti? Che cosa significa questo? Questo è quello che esce da questo maxiemendamento. Menomale che la chiamavano una manovra espansiva: questa è una manovra ancora una volta recessiva e rigorista, che fa cassa nel solito modo: colpendo i pensionati. Mettete davanti le pensioni di platino - la novità è che vengono chiamate in questo modo - per coprire ancora una volta il taglio delle pensioni dei poveri disgraziati, di 1.500 euro lordi. Lo sa, Presidente a quanto corrispondono 1.500 euro lordi? A 1.100-1.150 euro netti. E noi tagliamo lì ancora una volta per far cassa, nel solito modo! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Dovevate chiamarvi il «Governo del cambiamento» per fare quello che si è ripetutamente fatto, sulla pelle degli italiani. Noi chiedevamo solo di poter discutere, di avere spiegazioni. Si mettono le norme e poi si tolgono, si arriva lì, si dicono delle cose per iscritto (poi riparleremo del comma 161, che peraltro hanno messo per iscritto loro). Questo ancora una volta diventa un modo per prenderci in giro, anzi per impedire strumentalmente la possibilità di qualsiasi discussione. Si arriva con il parere; questa è una cosa, veramente incredibile, Presidente. È inaudito quello che è successo. Si sta per votare una manovra - che vi voterete da soli - che questo Parlamento non ha avuto la possibilità neanche di finire di leggere. Questo è veramente inaudito. Come si fa? Siamo andati tutti al Quirinale e abbiamo sentito le parole del Presidente della Repubblica, che non ha richiamato solo me o solo lei, ma tutti. Ha richiamato tutti a ridare forza e a rimettere al centro il Parlamento, perché questa è una democrazia parlamentare. La Costituzione non si difende soltanto per motivi strumentali, quando fa comodo, ma la Costituzione si difende sempre. Sempre! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Per questo, Presidente, io le chiedo - gliel'ho già detto e avanzo nuovamente qui la proposta - almeno quello che era stato garantito nel calendario votato ieri in Conferenza dei Capigruppo e poi qui in Aula, ovvero di avere almeno la possibilità che la Commissione possa esaminare il maxiemendamento. Questa è la nostra proposta. Non intendiamo rinunciare a nulla, non intendiamo rinunciare a quello che vogliamo dire, non intendiamo rinunciare alla discussione parlamentare, alla discussione sulla fiducia, perché finché avremo voce noi ci faremo sentire e non potremo più sopportare soprusi. L'ho detto ai Capigruppo. Presidente, io ho combattuto davanti a tutti i soprusi compiuti in quest'Aula e continuerò a farlo, perché con quello che sta accadendo evidentemente l'appetito vien mangiando. Ancora una volta mettete l'asticella ancora più in alto, ma noi questa asticella prima o poi ve la faremo abbassare. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Senatrice De Petris, vorrei soltanto rappresentarle che, avendo il Governo ormai posto la fiducia sul maxiemendamento, come lei sa, il maxiemendamento ormai non può più tornare in Commissione. Questo è soltanto per una risposta ad una richiesta che lei ha fatto. DE PETRIS (Misto-LeU) . Va cambiato. PRESIDENTE. Mi sembra che ci sia soltanto la proposta della senatrice Bernini, che ha chiesto di spostare la dichiarazione di voto e la votazione finale a domenica. MARCUCCI (PD) . Il 26 dicembre. PRESIDENTE. Il senatore Marcucci, invece, di spostare la votazione finale al 26 dicembre. Metto ai voti la proposta del senatore Marcucci volta a spostare le dichiarazioni di voto... (Proteste dal Gruppo PD. Diversi senatori del Gruppo PD scendono nell'emiciclo, strappano i fascicoli del maxiemendamento e li lanciano verso i banchi del Governo) . VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! LAUS (PD) . È carta straccia! PRESIDENTE. No, no. Andate via. VOCI DAL GRUPPO PD. Vergognatevi! PRESIDENTE. Chiedo ai senatori Questori di intervenire. (Vivaci commenti del senatore Marcucci). LAUS (PD) . Vergognatevi! (Applausi dal Gruppo PD. Vivaci commenti del senatore Licheri). PRESIDENTE. Senatori Questori... Senatrice Malpezzi, torni al suo posto. Per favore, colleghi, tornate ai vostri posti. (Vivaci commenti dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Noi non torniamo ai nostri posti! PRESIDENTE. Senatore Marcucci, sto mettendo in votazione la sua proposta. Mi ha appena sollecitato a metterla in votazione. VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! PRESIDENTE. Senatore, non vuole più metterla in votazione? (Urla e commenti dal Gruppo PD). Non capisco quello che state dicendo. Non riesco a capire. (La senatrice Malpezzi fa cenno di voler intervenire). Senatrice Malpezzi, cosa c'è? Io ho messo in votazione la proposta del senatore Marcucci e non ho capito cosa sia successo. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, al netto di una semplice manifestazione di consegna di pagine che per noi non hanno valore (Commenti dal Gruppo M5S) , perché non abbiamo avuto la possibilità di leggerle e di analizzarle, il questore Bottici, al posto di calmare gli animi, qualora ce ne fosse stato bisogno, si è permessa di mettermi le mani addosso. (Vivaci commenti dal Gruppo M5S) . VERDUCCI (PD) . Vergogna! MARCUCCI (PD) . Buffoni! MALPEZZI (PD) . C'erano gli assistenti, che stavano facendo il loro lavoro... (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, non si capisce niente. Se fate così, devo sospendere la seduta. Se parliamo tutti insieme, non riusciamo a capire nulla. (Urla e vivaci proteste dal Gruppo PD). Non riesco a capire nulla. MARCUCCI (PD) . Vogliamo che la senatrice Bottici risponda. PRESIDENTE. Siamo in votazione. VOCI DAL GRUPPO PD. No! Sospenda la seduta! VALENTE (PD) . Signor Presidente, noi rivendichiamo le prerogative di quest'Assemblea! VERDUCCI (PD) . È una continua provocazione! PRESIDENTE. Siamo in votazione sulla proposta... (Vivaci commenti dal Gruppo PD). Per cortesia, ciascuno torni al proprio posto. Chiedo che ciascuno torni al proprio posto. Per cortesia. (Urla e vivaci proteste dal Gruppo PD). MALPEZZI (PD) . Signor Presidente... PRESIDENTE. Non sento niente. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, io desidero che siano garantiti tutti in quest'Aula. Questo è il suo ruolo. Noi in questi giorni abbiamo visto cose indicibili. Nel momento in cui noi stavamo consegnando solo dei fogli il questore Bottici, al posto di fare il suo lavoro, mi ha messo le mani addosso. (Urla e proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Lei ha espresso la sua opinione ed è stata ascoltata. (Urla e reiterate, prolungate proteste dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Non è un'opinione. PRESIDENTE. Per cortesia, ognuno riprenda il proprio posto. VERDUCCI (PD) . È una provocazione continua, Presidente! PRESIDENTE. Siccome sono abituata a verificare tutte le posizioni, se c'è stato qualche atteggiamento offensivo, questo sarà verificato. (Reiterate proteste dal Gruppo PD). Io non l'ho visto; devo poterlo vedere. (Urla e proteste della senatrice Bellanova). Lo verificherò nell'interesse della garanzia dei diritti di tutti. (Vivissime e reiterate proteste dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Vede, signor Presidente, noi qualche ora fa abbiamo segnalato già alla Presidenza che la senatrice Bottici, nonché Questore del Senato, si era permessa, in un suo intervento, di offendere i senatori del Partito Democratico. Lei ha ritenuto di non fare niente. Lei ha ritenuto che fosse giusto che un Questore del Senato potesse offendere i suoi colleghi. Oggi cosa ritiene? Che sia giusto che un Questore del Senato possa spingere i suoi colleghi? Non è nei loro compiti e lei lo deve impedire. Lei si va ora a vedere il filmato, sennò qua noi l'Aula la occupiamo sul serio stasera. Ha capito? Lei deve garantire che gli organi del Senato rispettino tutti e non quello che è successo in Commissione stasera. Sospenda e vada a vedere i video! VALENTE (PD) . Sospenda i lavori dell'Assemblea! PRESIDENTE . Se mi fate parlare, forse… (P roteste dal Gruppo PD). CORO DI VOCI DAL GRUPPO PD. Sospenda! Sospenda! PRESIDENTE. Non sospendo affatto. (Vivissime e reiterate proteste dal Gruppo PD). BELLANOVA (PD) . Non si fa così! PRESIDENTE. Siccome ho già detto... (Urla e vivaci proteste della senatrice Bellanova). Senatrice Bellanova, io senza microfono non sento niente. (Vivissime, reiterate proteste dal Gruppo PD). VALENTE (PD) . Sospenda la seduta! PRESIDENTE. Vorrei chiarire questa posizione e dire al senatore Marcucci che io stavo ponendo in votazione, come da sua richiesta… (Urla e proteste dal Gruppo PD). Ma se non riesco a parlare! Lei chiede sempre che ci sia rispetto e i diritti sono di tutti, anche il mio, d'accordo? MARCUCCI (PD) . È inaudito! LAUS (PD) . Sospenda! RAMPI (PD) . Non esiste! VERDUCCI (PD) . Non ve lo permettiamo! PRESIDENTE. Poiché il senatore Marcucci si intende abbia rinunciato alla sua richiesta, metto ai voti la proposta di rinviare le dichiarazioni di voto e la votazione finale a domenica, avanzata dalla senatrice Bernini. (Urla e proteste dal Gruppo PD). Non è approvata. (Vivissime, reiterate proteste dal Gruppo PD). LAUS (PD) . Sospenda! PRESIDENTE. Non essendoci altre richieste di modifica, rimane confermata l'organizzazione approvata in Conferenza dei Capigruppo. (Vivaci commenti della senatrice Bellanova). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 981 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. (Vivacissime proteste dal Gruppo PD). RAMPI (PD) . Presidente, guardi quello che sta succedendo! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. (Vivacissime, prolungate proteste dai Gruppi FI-BP e PD). VOCI DAL GRUPPO PD. Sospenda! Si dimetta! RAMPI (PD) . Guardi quello che sta succedendo! È un disastro! PRESIDENTE. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 20,31, è ripresa alle ore 20,34) . È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, converrà con me che non è facile prendere la parola in questo momento in cui è evidente il conflitto tra maggioranza e opposizione, certamente dovuto ai tempi con cui la manovra è arrivata, ma ancora più al mancato confronto tra maggioranza e opposizione, prima in Commissione e oggi in quest'Aula. Il confronto, però, non è stato possibile evitarlo con la Commissione europea e la mannaia europea è caduta pesantemente sulla nostra manovra, la manovra di uno dei Paesi fondatori. L'Italia è stata sottoposta a una pessima figura e ha pagato in termini di credibilità, ma anche di perdita del valore del risparmio dei cittadini e delle imprese. Presidente, continuo a parlare, ma penso di parlare a me stesso perché l'Assemblea è al di fuori di ogni controllo e ciò mi dispiace, mentre, con piacere, apprezzo che sia presente il ministro Tria e ringrazio i Sottosegretari presenti. Mi dispiace però che non ci siano gli artefici principali di questa manovra che sono i due Vice Premier . (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Bellanova) . Avrei voluto la loro presenza, ma non perché ascoltassero quello che dico, ma per il rispetto che devono al Parlamento e il rispetto parte dalla testa, non può partire dalla coda. Questo è ciò che veramente mi dispiace. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Si è evitato il confronto tra maggioranza e opposizione e ci si è riusciti perché in Commissione non si è parlato della manovra, ma non si è potuto evitare il confronto con la Comunità europea, con l'Unione europea; un confronto che è avvenuto facendo precedere in tutti gli organi di stampa il fatto che fosse uno degli Stati fondatori, richiedendo quindi tutta la credibilità e l'onorabilità che avrebbero dovuto essere riconosciute a uno Stato fondatore. Il confronto non è però avvenuto all'interno del Parlamento. Mi pare che ci sia stata davvero una grande codardia, (Applausi dal Gruppo FI-BP) , nell'evitare il confronto diretto tra maggioranza e opposizione sulla legge più importante che regola la vita di tutta la nostra comunità. Ciò non può che dispiacermi e mi dispiace anche quale componente della Commissione lavoro, perché la manovra incide pesantemente sui lavori della nostra Commissione. Ci riferiamo al reddito di cittadinanza, così come a Quota 100 e, perché no, anche al turnover nella pubblica amministrazione, che ha effetti diretti per quanto riguarda i dipendenti pubblici, ma anche per chi ogni giorno si confronta con la pubblica amministrazione. Tre grandi temi, affrontati solo parzialmente nella manovra, dove manca ancora il dettaglio normativo. Tre grandi temi che vanno misurati con attenzione e tenuti fuori da una facile propaganda. Sì, da una facile propaganda. Essi riguardano infatti la vita delle persone, il loro reddito, la loro capacità di lottare in una società sempre più esclusiva nel senso letterale e cioè una società che esclude i più deboli. Invece voi: fatto, fatto, fatto! Non può essere questa la risposta, specie quando c'è qualcuno che non riuscirà a passare un Natale felice. Gli italiani però non sono stupidi (Applausi dal Gruppo FI-BP) - questo è il vostro difetto; avete peccato anche di presunzione - e stanno capendo che la saggezza, non quella dei capelli bianchi come i miei, ma quella di chi ha studiato, di chi ha costruito qualcosa, di chi lavora, dei pensionati, forse sta tornando di moda. L'onestà, signori del Governo, è un prerequisito per chi fa politica. Poi però bisogna riuscire a comprendere che ogni decisione politica ha effetti sulla vita quotidiana di tutte le persone della nostra Repubblica. Quindi la valutazione della manovra, attraverso le votazioni delle proposte emendative, non sarebbe stato un esercizio inutile, anche perché le modifiche ci sono comunque state e sono state pesantissime, scritte prima dalla burocrazia nostrana - anche lei, ministro Tria, ha collaborato a riscrivere la manovra - e poi dall'euro burocrazia; esse hanno ridotto gli importi delle tre misure citate, giudicandoli pericolosi per i conti pubblici. Anche se ora subiscono uno slittamento nel tempo per ragioni di copertura finanziaria, la pericolosità rimane per gli anni successivi al 2019, tanto che ci hanno chiesto di fare delle coperture straordinarie, fino a quasi 29 miliardi (non so come farete la manovra dell'anno prossimo, se ancora ci sarete e mi auguro francamente di no), attraverso l'aumento dell'IVA fino al 26,5 per cento. Avete capito cosa significa per i nostri lavoratori, per i nostri cittadini e per le imprese un aumento dell'IVA? Forse non ve ne siete resi conto, ma rimango sul tema del lavoro. Cari amici del MoVimento 5 Stelle, dovete ricordarvi che il reddito di cittadinanza è attuato nei Paesi dove c'è piena occupazione, che consente di avere contributi tali da poter sostenere le spese per quei pochi lavoratori che lasciano il mondo del lavoro o che sono licenziati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . In Italia la questione è totalmente diversa perché un terzo dei nostri giovani non lavora. Come fate a promettere un reddito di cittadinanza con i fondi che non avete e che vi ha tagliato ulteriormente l'Unione europea? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siete dei folli. State incitando alla rivoluzione il popolo promettendo cose che non potete mantenere. Questa è la grave accusa che vi faccio. Dovrei parlare della quarta rivoluzione industriale e dell'impossibilità dei nostri lavoratori di essere formati per prepararsi alla stessa, che ridurrà drasticamente il lavoro manuale poiché si ricercherà sempre più lavoro qualificato e professionalmente preparato. Signor Presidente, in conclusione mi rivolgo al Ministro. Questa manovra fantomatica, riveduta, corretta più volte e non sappiamo se prevalente nelle tinte tra il giallo e il verde sono sicuro che non accontenterà nessuno. Non accontenta voi - ma poco male - soprattutto non accontenta chi la dovrà subire. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Congratulazioni) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 20,42) PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro dell'economia, onorevoli colleghi, il fatto che si siano registrate le sceneggiate che abbiamo visto in questa giornata non può impedirci una riflessione di natura economica sulla legge di bilancio. Altri colleghi del Partito Democratico - che ringrazio per il lavoro svolto in queste settimane e in questi giorni - interverranno per stigmatizzare l'unicità della procedura che si è seguita. Io mi limito a dire, rivolgendomi per sua tramite, signor Presidente, in particolar modo al Ministro dell'economia, che vi era grande interesse nel mondo per la prima manovra del Governo populista italiano. Il Presidente degli Stati Uniti la settimana scorsa ha discusso e litigato con il Presidente della Federal Reserve . Il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping ha tenuto un discorso straordinario nel 40° anniversario del grande discorso di Deng Xiaoping. L'economia rallenta a livello mondiale dappertutto. Paesi molto diversi dell'Unione europea come la Francia e l'Ungheria vedono in questo momento manifestazioni di piazza complicate da affrontare e, dunque, il vostro lavoro, il lavoro di questo Governo era visto con grande attenzione. Mi riferisco al merito e non alle squallide procedure. Qual è il simbolo di questa legge di bilancio? È forse un provvedimento? No, signor Ministro e lei lo sa. Il simbolo di questa legge di bilancio è il balcone di Palazzo Chigi, che si apre per la prima volta dal 1982. Allora l'Italia aveva vinto i mondiali. Il Presidente del Consiglio era Giovanni Spadolini. Vi si affaccia il capo del primo partito italiano, nonché Vice Premier e Ministro del lavoro, per urlare al mondo che hanno abolito la povertà, che la sfida all'Europa è lanciata e che non si può tornare indietro dal 2,4. La stampa italiana ha considerato il riferimento al balcone come un riferimento legato al ventennio fascista. Sicuramente nella storia italiana tanti sono i balconi: chi di noi è più romantico può pensare a Giulietta e Romeo, anche se l'immagine di Casalino e Di Maio non fa lo stesso effetto. Chi di noi invece conosce un po' di politica economica sa che il balcone evoca per i mercati internazionali - lo sa bene il ministro Tria - l'immagine del peggior populismo: il peronismo, quel modello argentino che ha distrutto una delle più grandi economie - la numero quattro - della prima metà del ventesimo secolo, ovvero l'economia argentina. Tutti i mercati internazionali hanno dipinto Di Maio su quel balcone come un neo-peronista e l'immagine del Paese ne ha risentito in modo drammatico. È iniziata una precipitosa retromarcia, signor Presidente. La manovra del popolo è diventata la retromarcia dei populisti e vorrei che restasse agli atti, qui in Senato, che avevate vinto le elezioni promettendo la flat tax e la flat tax c'è solo per gli evasori (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Avevate vinto le elezioni promettendo un reddito di cittadinanza di 780 euro al mese per tutti, con un costo stimato di 63 miliardi di euro, e i denari aggiuntivi per il reddito di cittadinanza sono tre o quattro miliardi di euro al massimo. Avevate promesso di abolire la legge Fornero e siete arrivati al punto di negare l'indicizzazione ai pensionati italiani. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Oggi la realtà vi presenta il conto: avete mentito, avete truffato gli italiani il 4 marzo. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Voi eravate il cambiamento e adesso siete il vecchio e questa vostra continua battaglia procedurale non toglie la realtà per quella che è. La vostra misura economica, la vostra manovra di bilancio non portano il Paese a crescere, se è vero come è vero che già nei primi sei mesi di Governo il PIL ha rallentato e i posti di lavoro hanno iniziato a diminuire. Se è vero come è vero che forse otterrete la fiducia - anzi, sicuramente la otterrete - avete però perso la fiducia delle imprese e dei consumatori, semplicemente con la forza dei vostri proclami in libertà. Questa è la discussione che avremmo dovuto fare. Do atto al senatore Bagnai di aver fatto un bellissimo intervento sull'Europa. Non lo condivido, ma ha fatto un bellissimo intervento per raccontare che cos'è l'Europa secondo lui e come va cambiata. Però, signor Presidente, il Senato è stato testimone del fatto che il populismo e il sovranismo nostrani non soltanto si sono fatti dettare la legge di bilancio da Bruxelles, ma siamo arrivati al paradosso che abbiamo dovuto rinviare una seduta del Senato di un'ora (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) perché il Presidente del Consiglio non aveva avuto l'autorizzazione dal Commissario lituano e dal Commissario francese. Sembra una barzelletta: c'è un italiano, un lituano e un francese... (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . No, la barzelletta è la legge di bilancio! Avete raccontato che il Presidente del Consiglio era l'avvocato del popolo che ha difeso l'Italia. Il Presidente del Consiglio a Bruxelles ha patteggiato, non ha difeso l'Italia (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) eil conto lo pagherà, nel 2019, la classe media del Paese. Quello che però rimane come punto ineludibile e di tristezza di questa discussione non riguarda i rapporti tra Governo e opposizione. Essi sono storicamente complicati e il Presidente sa meglio di chiunque altro, per la sua esperienza, quante volte in quest'Aula l'opposizione ha lamentato il mancato rispetto dei propri diritti. Ora c'è però una cosa diversa, signor Presidente: per la prima volta nella storia del Senato in discussione non è il rapporto tra il Governo e le opposizioni, ma quello tra il Governo e la sua maggioranza. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Lo dico, con rispetto, innanzitutto ai senatori del MoVimento 5 Stelle e della Lega: ad essere messa in discussione non è la nostra funzione di fare opposizione. Può piacere o meno, ma quella è. Quella che è stata messa in discussione, con un emendamento al buio, che neanche voi avete letto, è la vostra funzione di rappresentanti del popolo italiano. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Perché? Cosa è successo, signor Presidente? È successa una cosa semplice. È successo - termino ripartendo da quel balcone - che vi considerano bravi per andare ad applaudire la notte quando il Vice Presidente del Consiglio deve dare annunci storici all'umanità e partecipare alla cerimonia corale dell'applauso, ma non vi considerano in grado neanche di presentare un emendamento, perché ci pensano i tecnici e gli euroburocrati. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Vi considerano soltanto capaci di partecipare ai talk show . C'è una cosa che oggi questa legge di bilancio dimostra. A Natale ci sono i doni; questa legge di bilancio porta soltanto i condoni, da quello che vediamo. (Applausi dal Gruppo PD) . C'è però un aspetto che vi deve rimanere impresso per il prossimo anno. Voi siete il partito di maggioranza del Parlamento in questa legislatura e avete il diritto e il dovere di portare a casa i vostri risultati. Tuttavia, voi siete stati trattati da questo Governo come si fa con il pubblico dei talk show : capaci di applaudire, non capaci di dire alcunché. (Applausi dal Gruppo PD) . Potete ingannare tutti una sola volta; potete ingannare qualcuno per sempre; non potrete ingannare tutti per sempre. E oggi, con oggi, è finito il tempo del Governo dei populisti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, gentili colleghi, voglio iniziare il mio intervento con una riflessione sul significato della parola fiducia: «sentimento di attesa ottimistica verso qualcuno o qualcosa». Ognuno di noi esercita l'attività di parlamentare, perché ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Dobbiamo quindi dare le risposte a coloro ai quali abbiamo dato ascolto. Ciascuno di noi ha quindi il dovere di trasformare in atti legislativi il mandato popolare. È con profondo rammarico che, da parlamentare neoeletta, noto di trovarmi davanti a un muro dove le proposte, anche ragionevoli, mie e dei miei colleghi rimbalzano indietro, come quando giochi a squash . E questo dimostra che chi fa parte di questo Governo, detto del cambiamento, è diventato sordo come chi lo ha preceduto. Anzi, peggio. Io sono membro della Commissione politiche dell'Unione europea, che, come sapete, si occupa di recepire ogni direttiva o regolamento europeo. Ogni singola cosa che interessa la vita pubblica italiana ormai ci viene dettata da Bruxelles e noi la recepiamo. Laddove non venga recepita correttamente nel nostro ordinamento, viene aperta una procedura di infrazione, da sanare. Ora siamo andati oltre. La Commissione europea, cioè un consesso di non eletti da nessuno, ha letteralmente dettato le nuove norme a un Governo guidato da un Presidente del Consiglio non eletto da nessuno. Il Parlamento è stato completamente esautorato dell'esame della manovra e la democrazia è stata messa in soffitta, alla faccia della Costituzione e dei Trattati europei, che devono rispettare anche la nostra legge fondamentale. A Bruxelles hanno avuto gioco facile. Si sono trovati di fronte a un Governo che ha cambiato il disegno di legge diverse volte e a una maggioranza che palesa sempre più le proprie contraddizioni. La ragione è semplice: ci sono due partiti diversissimi tra loro. Da una parte, uno con un programma zapatista e con proposte surreali che ha voluto inserire nella legge di bilancio, perché aveva tratto il proprio consenso dalle promesse contenute in quei punti programmatici. Dall'altra parte, vi è invece un partito storico, che aveva condiviso un programma elettorale liberale e riformatore con l'intera coalizione del centrodestra. Era evidente che fossero due programmi largamente inconciliabili tra loro. E l'elettorato si era chiaramente distinto. L'unico collante tra i due schieramenti così diversi è stata l'idea, alquanto bislacca, che, facendo ulteriore spesa pubblica, questa avrebbe fatto crescere il prodotto interno lordo e contrastato il debole sviluppo del Paese rispetto agli altri Paesi che adottano l'euro. Si sono però dovuti scontrare col fatto che uno non è più uguale a uno, non solo per i 5 Stelle, ma anche per chi sostiene le teorie keynesiane, perché quelle politiche non hanno nulla di espansivo, ma sono solo di spesa. L'unica cosa che non si è fatta mancare l'Italia finora è una spesa corrente in continua ascesa, non di rado allocata male, spesso inefficiente, a volte utilizzata per sperperi. Invece di agire in maniera prioritaria su questa spesa, per riqualificarla, tagliando sprechi, inefficienza, burocrazia, inefficacia nell'allocazione delle risorse, hanno pensato di moltiplicarla. Purtroppo - o per fortuna - è un gioco che all'Europa non è piaciuto. Questa volta si dovrebbe quasi rendere grazie all'Europa matrigna, che in questo caso si è comportata come una madre saggia e lungimirante, che vuole fare rispettare le regole al proprio figlio un po' discolo. Se parliamo d'Italia, parliamo di un figlio concreto, parliamo dell'impresa italiana, della manifattura, dell'ingegno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Perché ora si vuole trasgredire regole che sono poste a tutela della propria rettitudine? Le regole sul debito e sul deficit servono a questo. Non sono numeri scientificamente inattaccabili, ma, tutto sommato, sono numeri che anche l'Italia ha condiviso, firmando i trattati e i regolamenti. Le eccezioni alla regola inflessibile sulla spesa fatta indebitandosi, che limita il ricorso al deficit , ci sono già, cara Italia, ci ha detto l'Europa. Vi accordiamo spazi finanziari in deficit per le emergenze degli anni precedenti e per quelle nuove: per l'emergenza migranti, che seppur attenuata continua; per il dissesto idrogeologico che subisce il vostro Paese; spazi per il ponte Morandi, per la manutenzione delle strade danneggiate e per i ponti sul fiume Po. Ma non venite a parlarci di reddito di cittadinanza e nemmeno di rivedere le regole pensionistiche. Ora noi ci auguriamo che quel 2 per cento di deficit venga utilizzato veramente per le urgenze di questo Paese. Tra queste, certamente non c'è il reddito di cittadinanza, sul quale il Governo voleva sprecare 9 miliardi di euro. Ora butterà un miliardo sui centri per l'impiego, che non servono assolutamente a nulla. Il problema del lavoro e della disoccupazione rimarrà, perché è una misura assolutamente inutile. Diverso sarebbe stato aiutare coloro che sono rimasti indietro (e per questo serviva un reddito di dignità, come quello che abbiamo proposto noi). Anche la riforma delle pensioni deve seguire misure che rendano più dinamico ed inclusivo il mercato del lavoro, altrimenti il rischio è di mandare in pensione dei lavoratori, ma di non avere nessuno che prenderà il loro posto, perché in una fase recessiva o di crescita moderata dell'economia difficilmente le imprese assumeranno nuovi lavoratori. (Richiami del Presidente). Concludo. Lasciatemelo dire: due forze politiche che volevano imporre un cambiamento al Paese hanno finito per riproporre misure tradizionali, tagli alle agevolazioni alle imprese, nuove tasse, nuove aliquote, interventi micro settoriali in ogni angolo della manovra. Insomma, una manovra che non ha nulla di nuovo, che perpetua antichi vizi della vecchia politica, aggiungendo una totale indifferenza nei confronti di quei parlamentari che potevano apportare, con la loro esperienza del mondo reale, un contributo effettivo e solido. Ricordiamoci che il nostro lavoro è volto a contribuire al bene comune e, alle volte, un po' di ascolto e di confronto sarebbero utili. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, signori del Governo, la discussione sulla questione di fiducia ci consente di fare considerazioni che vanno oltre la triste pagina che il Governo sta scrivendo in questi giorni con il disegno di legge di bilancio. Mi faccia esprimere, Presidente, la preoccupazione, che trova conferma in quello che è successo anche oggi, per il piglio e il modo con cui entrambe le forze di maggioranza hanno interpretato questi mesi di Governo. Hanno cambiato idea su tutto, fatto altisonanti proclami sull'Europa per poi farsi scrivere la finanziaria. Hanno spiegato agli italiani che mai sarebbero scesi sotto il 2,4 per cento di deficit e oggi ci presentano una manovra che prevede il 2. Ma c'è un tratto comune che unifica i due leader di Lega e 5 Stelle, su cui si sono mostrati coerenti e coesi dall'inizio, ed è la manifestazione costante di un fastidio crescente verso le regole del confronto democratico, una voglia di delegittimare tutte le istituzioni di garanzia, di mettere in discussione l'autonomia delle agenzie fino alla magistratura. Chi, da questi ambiti, che sono quelli che garantiscono tutti, esprime nel proprio ruolo idee ed opinioni che contrastano con quelle della maggioranza, viene denigrato, delegittimato, invitato a candidarsi. Avete l'idea che chi vince comanda, non che governa nel rispetto degli equilibri istituzionali. C'è un'idea della democrazia più simile a quella di Orban che a quella disegnata dai nostri costituenti. Si attacca la stampa e si vuole rendere la vita più difficile all'informazione. E oggi si fa di più in un passaggio decisivo per il Paese, come quello della legge di bilancio: si scavalca il Parlamento, si impedisce la discussione, si umiliano i rappresentanti dei cittadini, tutti i rappresentanti dei cittadini. Chi vince può fare tutto, anche sfidare il buon senso, come si sta facendo con questa finanziaria. Questo è il messaggio: umiliare il Parlamento Questo messaggio è un messaggio nuovo, è un messaggio preoccupante. Non è mai successo. Avete fatto una manovra che serve a far finta di mantenere le promesse, ma non ci riuscite. In compenso, però, essa rischia di mettere il Paese in ginocchio. Non sappiamo cosa resterà del reddito di cittadinanza. Con meno di un terzo delle risorse che avevate promesso di investire, rischia di essere inutile e ininfluente sulla vita delle persone povere. Leggeremo, quando ci sarà un testo su cui discutere, in cosa si tradurrà il reddito di cittadinanza. Ma di una cosa siamo già certi: non solo non sconfiggerà la povertà, ma non produrrà neanche quella crescita dei consumi che, assurdamente, avevate venduto come un effetto positivo del reddito di cittadinanza. Anzi, questa manovra, che blocca l'indicizzazione delle pensioni, non quelle d'oro, ma le pensioni sopra i 1.300 euro, che vieta il cumulo, che aumenta le tasse, ridurrà i consumi. Anche su quota 100, vedremo il provvedimento, che si sta traducendo in un'operazione che consentirà a qualche migliaio di persone di andare in pensione prima, ancora non si sa quando, con meno soldi e con l'illusione che questo procuri lavoro ai giovani. Mentre ciò che è certo è che in questo provvedimento non ci sarà nulla per i giovani, non ci sarà nulla per garantire pensioni decenti a chi andrà in pensione nei prossimi anni, che non beneficerà di quota 100 e che, col contributivo, rischia di andare in pensione col 40 per cento del reddito di lavoro che percepisce. Forse questa era una priorità. D'altra parte, sarà proprio il futuro dei giovani e del Paese a pagare il prezzo più alto di questa finanziaria, il prezzo più alto alla vostra propaganda e alla campagna elettorale delle forze di maggioranza. L'anno prossimo dovremo sterilizzare non 12 miliardi di clausole di salvaguardia, come dobbiamo fare da anni, dopo che, lo ricordo, la Lega, insieme al Governo Berlusconi, ha dovute metterle. Dal prossimo anno dovremo pagare 23 miliardi e, nel 2021, 28. Significa non poter più investire sul futuro di questo Paese. Vuol dire che, alla fine, l'IVA dovrà essere aumentata, se vogliamo continuare a mantenere i servizi essenziali. E saranno i più deboli a pagare. Sarà proprio quel popolo che, secondo voi, doveva scrivere la manovra. Forse è questa l'idea che avete del Governo. Saranno i giovani a pagare, perché non si potrà investire sul futuro, sullo sviluppo, sulla ricerca e sulla formazione. Ci dite, a giustificazione, che avete trovato un debito pubblico altissimo. Fatemi fare una domanda: non lo sapevate, quando avete spiegato in campagna elettorale che il reddito di cittadinanza, quota 100 e la flat tax erano sostenibili, che questo Paese aveva un debito pubblico altissimo? (Applausi dal Gruppo PD) . Ci avete spiegato che era solo un problema di volontà politica. Ora sapete che non è così: benvenuti nella realtà, benvenuti nel mondo! Stiamo vedendo che state cambiando in peggio questo Paese. Ci avete per anni accusati di non voler contrastare, per esempio, il gioco d'azzardo e oggi aumentate le previsioni di entrata, prorogate le concessioni delle sale scommesse che noi volevamo ridurre e rimandate la rottamazione delle slot . Adesso usate il gioco per aumentare le entrate. Dov'è finito l'impegno per cancellare, senza se e senza ma, il gioco d'azzardo? (Applausi dal Gruppo PD) . Avete fatto un'inutile legge contro la corruzione e ora consentite di fare affidamenti diretti senza gara per appalti fino a 150.000 euro, riattivando lo strumento più efficace che noi avevamo tolto, con cui le mafia e i corrotti hanno derubato per anni i cittadini di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Senza contare le altre misure: l'abolizione del Sistri, che garantisce la tracciabilità del trasporto dei rifiuti. In un Paese in cui il trasporto illecito di rifiuti è diventata la regola, si elimina l'unico strumento di tracciabilità esistente. Ebbene, state facendo tutto questo dopo averci spiegato che eravate contro la corruzione e per la moralità e che avreste cambiato questo Paese. Lo state cambiando in peggio, anche da questo punto di vista. (Applausi dal Gruppo PD) . Ci avete spiegato per molto tempo - ma noi lo sapevamo - che i dati macroeconomici positivi che si sono registrati negli scorsi anni non corrispondevano a un miglioramento delle condizioni di vita concrete delle persone. È vero, è stato così, ma oggi che peggiorano dovete essere consapevoli che la vita delle persone peggiorerà di gran lunga e soprattutto peggiorerà la vita dei più deboli. Peggiorerà in pochi mesi. Avete fermato il PIL, avete bruciato miliardi mettendo a repentaglio la nostra credibilità come Paese. Avete fatto scendere la fiducia dei consumatori e delle imprese. Avete contribuito a bloccare ciò che - lo diciamo, perché è così - il jobs act aveva avviato, cioè una grande operazione sul mercato del lavoro che ha consentito negli ultimi anni di aumentare l'occupazione nel Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Quelle imprese che sono scese in piazza in Lombardia e in tutto il Nord, ma non solo, vi segnalano che non ci sono più con questo Governo le condizioni di credibilità per far sì che le imprese investano sul futuro e che riprendano ad assumere. State facendo tutto questo umiliando in Parlamento; non le minoranze, non l'opposizione, ma il Parlamento. Il collega Bagnai ha disegnato, con la solita narrazione propagandista, un Paese devastato e distrutto. Ha dipinto la solita situazione catastrofica in cui avrebbe trovato il Paese. Non voglio replicare (non ne ho neanche il tempo), ma voglio dire una cosa: con questa manovra, caro Bagnai, non ci sarà più Stato sociale, ma ce ne sarà ancora meno. Con questa manovra non ci sarà meno povertà, ce ne sarà di più. Non ci sarà più crescita. (Applausi dal Gruppo PD) . L'unica cosa che ci porterà questa manovra è sicuramente meno democrazia e meno futuro per tutti. (Applausi dal Gruppo PD . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa manovra è già stato detto tutto e il contrario di tutto. Questo non stupisce, visto che rimane fino all'ultimo una manovra fantasma e come tutti i fantasmi inquieta. È dannosa per il Paese ed è una follia arrivare agli ultimi giorni dell'anno con il rischio concreto di entrare in esercizio provvisorio e non mettere i parlamentari, espressione del popolo, in condizioni di poter analizzare e discutere il provvedimento più importante per il Paese. Alle molte incognite generali su questa manovra, si affiancano alcune certezze negative: questo disegno di legge di bilancio prevede, in quattro anni, l'aumento di 70 miliardi di IVA; non c'è un aumento delle pensioni minime e in più avete penalizzato le pensioni sopra i 1.500 euro lordi, con il blocco delle indicizzazioni, trattando come pensionati d'oro onesti lavoratori in pensione. Il cosiddetto reddito di cittadinanza, la misura tanto sbandierata da parte di questa maggioranza, ha fondi risicati e, se sarà implementata, tra sei mesi, distribuirà risorse irrisorie dimostrandosi per quello che è: un insulto alle persone, una presa in giro per il popolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete veicolato il messaggio errato dell'assistenzialismo e per giunta non darete seguito a quanto promesso. Tra le varie certezze negative, c'è ancora la mancanza di incisività sulla Bolkestein, un taglio ai premi INAIL per le aziende limitatissimo e, sempre sul fronte imprese, la mancanza completa di un intervento strutturale di ampio respiro, che sia utile a supportare in maniera sussidiaria le condizioni utili per creare e dare lavoro. Questa è l'ennesima dimostrazione che a questo Governo manca prima di tutto una visione complessiva di cosa si debba fare per lo sviluppo. Senza crescita delle imprese è recessione. Dove non ci sono politiche di sviluppo, non ci sono ipotesi per il futuro e questa manovra delle promesse mancate declina i suoi difetti in tutti i settori, compreso quello dell'agricoltura. Il sottosegretario Manzato è venuto in Commissione non a smentire quello che tutti abbiamo evidenziato, ovvero che i fondi stanziati sono esigui, ma a dirci che è intenzione del Ministero avviare nel futuro tavoli di confronto con tutti gli operatori delle varie filiere produttive. Siamo ancora una volta nel capitolo delle ipotesi per il futuro. Nessuno nega che un intervento di ascolto e confronto sia utile; però, quando si è al Governo, bisogna governare e non procrastinare continuando a fare annunci da campagna elettorale permanente. Le parole del Sottosegretario in Commissione avevano, poi, evidenziato come sul fronte agricoltura - cito testualmente - «il Governo interviene soprattutto per fronteggiare questioni specifiche o particolari emergenze». Tuttavia, quello che Forza Italia ha detto per prima e per molto tempo su questo fronte, non viene recepito. Con i colleghi diciamo dall'autunno della necessità di intervenire a sostegno delle emergenze e dei danni che coinvolgono l'agricoltura sia dal punto di vista atmosferico che da quello della fauna selvatica. Ora, però, per quanto abbiamo potuto vedere, ci si sarebbe aspettati l'individuazione di risorse; ma, a questo punto, le risorse non ci sono. Questo Governo continua, purtroppo, a compiere scelte al massimo ribasso o sulla pelle degli italiani e non mette in bilancio su queste partite risorse sufficienti. Questo a fronte di produzioni agricole talvolta distrutte, come dicevo, dal maltempo e a danni per milioni di euro. Anche su questo fronte il giudizio non può che essere, dunque, negativo, così come negativo è il giudizio su tutta la partita agricoltura, dove si investe zero, e parliamo di un pilastro dell'economia nazionale di importanza capitale. Un settore che offre opportunità occupazionali, di sviluppo, di crescita, tutte parole che a questo Governo non piacciono. Un settore che non è più soltanto lavoro nei campi, ma che è filiera, agroalimentare, marketing , un mondo sul quale si deve investire e al quale questo Governo non offre opportunità. La soluzione dei problemi viene posticipata e nel presente si costruiscono misure fortemente recessive. Sulla concretezza prevalgono i proclami ai quali poi non si riesce a dare seguito. Questa manovra è la cartina di tornasole della compagine governativa, dove sembra prevalere un'anima del poi; l'idea che nulla debba essere fatto: né il sostegno all'agricoltura né le grandi opere, né un intervento strutturale e strategico sulla raccolta e sul riciclo dei rifiuti né l'abbassamento delle imposte dirette, e nemmeno la flat tax , la tassa piatta e unica che tanto servirebbe al Paese. In conclusione, Forza Italia non può consentire, e non consentirà, che questa visione nichilista prevalga e continuerà a lavorare contro l'idea di un Paese di assistiti e di decrescita infelice che dice no a tutto. Noi vogliamo un futuro virtuoso e libero, nel quale vengono valorizzate le eccellenze, vengono messe le risorse in chiave sussidiaria dove necessario e viene dato lo spazio che merita al fare, al creare, al produrre. Per voi queste cose sono lontanissime e questa legge di bilancio lo testimonia. Noi continuiamo a lavorare perché al Paese migliore sia dato lo spazio che merita. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magorno. Ne ha facoltà. MAGORNO (PD) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghi senatori, un grande scrittore calabrese, uno dei più grandi scrittori della nostra Regione, Corrado Alvaro, nel secolo scorso soleva dire che la gente di Calabria, i calabresi «vogliono essere parlati». In verità, tutti i popoli desiderano di «essere parlati», ognuno va alla ricerca di una parola, ma in quel momento storico, un momento difficile per il Mezzogiorno d'Italia e per la nostra Regione, se mai il Mezzogiorno d'Italia in questi ultimi secoli ha vissuto dei momenti facili, voleva dire che c'erano Governi che avrebbero dovuto parlare in maniera diversa alla gente del Mezzogiorno e alla nostra Regione, alla nostra gente. Probabilmente il voto che il MoVimento 5 Stelle è riuscito a prendere il 4 marzo è un voto che si basa sul presupposto che noi non siamo stati in grado di parlare alla gente del Mezzogiorno, dovevamo parlare meglio. Certo, abbiamo fatto qualcosa, ma dovevamo fare di più. Il risultato è che questo Governo è sordo alla gente del Mezzogiorno, perché in questa legge della instabilità è rimasto sordo alle richieste della gente del Mezzogiorno ed è muto rispetto alle istanze e alle richieste che in maniera forte erano uscite dalle urne del Mezzogiorno d'Italia, dai seggi del Mezzogiorno d'Italia. Mi riferisco a due o tre questioni specifiche che riguardano il Mezzogiorno e anche la mia Regione. Non ha saputo parlare ai lavoratori precari calabresi. Dietro quella sigla ex LSU ed ex LPU ci sono uomini e donne, lavoratori e lavoratrici ai quali noi, nei passati Governi di centrosinistra, abbiamo dato dignità, uomini e donne che oggi lavorano, avviando il processo di stabilizzazione e mettendo in campo le risorse per la proroga e soprattutto per le deroghe. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi che non li avete ascoltati e che non avete saputo parlargli, avete messo in campo le risorse per mantenerli fino all'ottobre del 2019, assumendo che è possibile stabilizzarli nel corso dei prossimi dieci mesi. Non avete saputo parlare alle Regioni, non avete saputo parlare ai municipi del Mezzogiorno d'Italia e della mia Regione, la Calabria. Ho letto la nota dei senatori calabresi che esultano per i nove milioni di euro dati all'aeroporto di Crotone in tre anni. Omettono di dire, però, che questa legge di instabilità ha tolto dal fondo di coesione delle Regioni 850 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo PD) . Avete idea di quanti milioni di euro in meno avranno il Mezzogiorno d'Italia e la mia Regione? Non avete saputo parlare alle piccole imprese del Mezzogiorno d'Italia e della mia Ragione, non avete previsto nessun incentivo; non potranno né investire, né conseguentemente creare posti di lavoro. Questa è la vostra legge di instabilità. Ci sono tante ragioni per le quali noi questa legge non la possiamo votare, ma ce ne sono altre due che vorrei sottolineare. Questa doveva essere la legge di stabilità del cambiamento e invece è la legge di stabilità dello sbandamento e dell'arretramento. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi con questa gloriosa macchina siete andati a sbattere contro il muro dell'Europa; avete fracassato la macchina di questo Governo e in più avete creato lesioni al Paese che sono pericolosissime per quello che potrà accadere alla nostra economia. È la legge di stabilità dell'arretramento perché voi avete risposto alla richiesta forte dei giovani del Mezzogiorno e della mia Regione, che volevano «essere parlati», con il reddito dell'assistenzialismo e non con il reddito della cittadinanza, perché essere cittadini per un giovane significa avere il posto di lavoro. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, signor Presidente. Se fosse ancora vivo Corrado Alvaro, vi direbbe che non solo non avete saputo parlare agli uomini e alle donne del Mezzogiorno d'Italia, ma che «non sono stati parlati» perché li avete imbrogliati. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, confesso di provare disagio nell'intervenire. Diciamo, con una sintesi, che intervengo perché ero iscritto a parlare. Infatti, l' iter di questo provvedimento, per un senatore di prima nomina come me, ma di lungo percorso politico, è qualcosa di incomprensibile, un quadro di Magritte. Confesso uno spaesamento notevole nel non poter in nessuno modo capire che cosa sta accadendo, che cosa stiamo votando, quali decisioni stiamo prendendo. E non mi sento minorato in questo, perché sfido molti dei miei colleghi presenti in Aula a dimostrarmi il contrario. Peraltro, colleghi, qualcosa è già successo quando abbiamo votato i fondi per le periferie. Quindi, in buona sostanza il mio intervento, più che sul merito, che è stato ampiamente discusso e sarà molto meglio di me illustrato dai colleghi, a cominciare dal collega De Bertoldi che ha seguito tutta la vicenda in Commissione, si soffermerà brevemente sul metodo. Mi riferisco alla follia di bruciare i provvedimenti in questo modo. Io sono in quest'Assemblea - come tutti voi - dal suo insediamento e posso dire, senza tema di smentita, di non aver potuto approfondire nessuno dei provvedimenti che abbiamo licenziato. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). È qualcosa che a me personalmente crea disagio, perché poi quando esco da qui qualcuno mi interpella, e credo capiti a tutti voi. Insomma, non è carino dire: «vediamo che cosa succede»; «vediamo che cosa esce»; «andiamo a leggerlo quando lo vedremo approvato». Personalmente mi reputo un senatore, un senatore della Repubblica italiana, eletto peraltro in un collegio importante, qual è il capoluogo della mia Regione; ho una altissima considerazione del mio ruolo e - se mi consentite - anche di me stesso. Io non valgo uno. Qualcuno qui dentro pensa che uno vale uno, ma seduti in questo scranno non valiamo uno. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Colleghi, ognuno di noi, qualcuno meritatamente e qualcuno immeritatamente - ma questa è la democrazia, evidentemente - non vale uno, ma vale uno per ogni voto che ha registrato; e vale uno per ogni istanza portata avanti dalla sua parte politica. È una cosa seria, una cosa importante. Nelle istituzioni gli strappi, come quelli verificatisi in questi giorni e come quello accaduto oggi, sono ferite che si rimarginano male; sono ferite su cui noi, col precedente, mettiamo il sale. Perché il precedente, nel governo delle istituzioni, è una cosa micidiale e non c'è mai fondo. Al peggio non c'è mai fine, non c'è mai fondo; non si rimbalza mai da ferite così profonde inferte ai Regolamenti, ai tempi, per non parlare del comprimere i tempi in modo da rendere impossibile qualunque tipo di dibattito. Ho sentito dire da una collega della maggioranza, un rappresentante del Governo che c'è un eccesso di democrazia ma in realtà colleghi, ciò si verifica quando funziona la partita. Questo atteggiamento è pornografico; non è una storia normale, è una storia che va all'epilogo, è un brutto film, signor Presidente. Io credo, spero e voglio essere convinto che per il futuro non accadano più cose del genere e che non si debba provare il senso di disagio che credo tutti noi abbiamo avvertito in questi due giorni. Faccio appello al Presidente e al Consiglio di Presidenza: il decoro di questa istituzione sta dentro ognuno di noi ed è nella responsabilità di ognuno di noi. Affrontare gli atti consapevolmente e sapere che cosa abbiamo votato quando usciamo di qui è il minimo indispensabile per esercitare il nostro ruolo. Grazie, colleghi, e scusate se vi ho intrattenuto più del tempo che meritavo. (Applausi dal Gruppo FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, voi penserete che io sia intervenuta e vi abbia intrattenuto sin troppo. È per questo, signor Presidente, che le darò una buona notizia: mi sono privata di tre minuti e interverrò solamente per sette minuti. Vorrei tuttavia fissare ancora qualche punto, non solamente sul contenuto di questa manovra, su cui si stanno ampiamente intrattenendo i miei colleghi di Forza Italia e i colleghi delle opposizioni, ma anche sulla filosofia che questa manovra non incarna. Benvenuti, in Parlamento, a una manovra scatola vuota, che non ha una stella polare e non ha un'idea di Paese (Applausi dal Gruppo FI-BP) , ma che rappresenta solamente un insieme di piccoli egoismi personali che presidiano un contratto di Governo che rappresenta solo una spartizione di potere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una spartizione di potere tra due partiti che stanno al Governo, diversi, distinti, distanti e che hanno come unico elemento in comune il contratto di Governo. Noi, che crediamo veramente nella democrazia, noi che crediamo veramente che quando le promesse si fanno bisogna mantenerle, abbiamo un unico contratto valido e validato: il contratto che abbiamo stipulato il 4 marzo con il popolo italiano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E non è solo il nostro contratto; è un contratto di centrodestra, un contratto che non prevede l'assistenzialismo e il parassitismo di Stato a scapito dei poveri pensionati che hanno lavorato una vita per guadagnarsi 1.300 euro al mese, che vengono vampirizzati per dare il reddito di cittadinanza ai "disoccupati". Una categoria peraltro che questa manovra a scatola vuota non definisce; è una norma in bianco. Noi portiamo via - ma ci rendiamo conto? - noi portiamo via a persone che hanno la pensione di 1.300 euro al mese, con cui magari mantengono una famiglia (Applausi dal Gruppo FI-BP) , il figlio disoccupato, il nipote che va all'università, la moglie che fa il telelavoro perché non trova altro, ecco noi portiamo via a questa categoria di persone, da questi 1.300 euro, il reddito di cittadinanza. Cioè voi state colpendo il cuore pulsante del Paese, state massacrando quello che è rimasto del welfare italiano. A vantaggio di chi? Di soggetti non meglio identificati, che saranno titolari non di 780 euro (la famosa promessa, 780 euro per 6 milioni di italiani poveri). No. Volendo questo Governo continuare a sventolare le bandierine sbrindellate dei loro provvedimenti testimonial , il reddito di cittadinanza non sarà più di 780 euro, ma sarà di 83 euro al mese. Non ci si fa la spesa nemmeno per una settimana! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sarà di 83 euro al mese sottratti a pensionati che hanno 1.300 euro di pensione ogni mese. È una cosa di un'iniquità straordinaria e noi siamo terribilmente arrabbiati per questo. Non possiamo utilizzare altri aggettivi, siamo arrabbiatissimi, ci vergogniamo di avallare una cosa del genere (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci vergogniamo anche solo di essere presenti in quest'Aula dicendo no e no e poi no a queste misure (Applausi dal Gruppo FI-BP) , per cui un esimio e autorevole rappresentare di questo Governo, il ministro Di Maio, ha identificato una categoria: fatto. Allora 780 euro che diventano 83 euro al mese: fatto. Reddito di cittadinanza sottratto ai pensionati: fatto. 800 milioni sottratti alle Ferrovie dello Stato e quindi ai treni dei pendolari: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Incentivi rubati agli imprenditori, a quella categoria produttiva di artigiani, commercianti e partite IVA che ha creduto in tutti noi: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Insomma, per usare uno slogan : più povertà per tutti. (I senatori del Gruppo FI-BP si levano in piedi ed espongono cartelli recanti la scritta: «+ povertà per tutti: fatto»). PRESIDENTE . Colleghi, rimuovete quei cartelli. VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Vergogna! (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Almeno lei, senatrice Bernini, è il Capogruppo, non faccia la prima. (I senatori questori e gli assistenti parlamentari provvedono a rimuovere i cartelli) . I minuti che stiamo perdendo li toglierò al prossimo dei vostri... senatrice Bernini, non metta le mani addosso al povero senatore De Poli... complimenti senatore De Poli... Senatrice Ronzulli, basta. Il Gruppo Forza Italia è censurato nel suo complesso. Siete contenti? (Commenti e applausi ironici dal Gruppo FI-BP) . Almeno c'è qualche motivo per gioire. Volete anche dei provvedimenti singoli? È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, a questo punto del dibattito noi avremmo voluto dire che finalmente si era giunti in Aula con il provvedimento. In realtà non lo possiamo dire e questo provoca una grande amarezza nel cuore, sia per il metodo con cui siamo arrivati sin qui, sia per il merito. Per quanto riguarda il metodo, come hanno già detto i colleghi, in generale in tutti questi quindici giorni è stato calpestato pesantemente il ruolo di questa istituzione, il Senato, e oggi è stato completato, qualora ce ne fosse stato bisogno, il quadro di questo calpestamento. La prego di seguirmi, signor Presidente, perché credo che la Presidenza dovrà fare molta attenzione, riflettere molto, perché la continua ricerca oserei dire di un senso di responsabilità per evitare l'esercizio provvisorio... (Brusio dal banchi del Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. Senatrice Bernini, per cortesia chieda ai suoi colleghi di lasciar parlare il senatore Taricco. TARICCO (PD) . Credo che la Presidenza dovrà riflettere sul fatto che la responsabilità per evitare l'esercizio provvisorio e perché la manovra andasse avanti credo abbia rischiato molto di diventare acquiescenza verso la maggioranza e il Governo. Di fatto si sono lasciate calpestare totalmente le prerogative dell'Istituzione, del Senato e di ciascuno dei senatori presenti. Credo che le cose che sono successe, in questi giorni, in quest'Aula non possano essere rubricate a questione squisitamente formale. Qui è stata, nei fatti, calpestata la dignità dell'Istituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Credo però che il tema vero che abbiamo di fronte abbia a che fare con questioni di merito e di sostanza. Avremmo potuto impostare nei ragionamenti che siamo qui a fare riflessioni che riguardano ciò che voi avete detto in campagna elettorale e ciò che i rappresentanti di Governo hanno detto in campagna elettorale. Potremmo fare la differenza tra la campagna elettorale, l'inizio della discussione sulla manovra e il punto in cui siamo arrivati adesso. Si potrebbero fare tantissimi discorsi, ma credo che le questioni più puntuali siano quelle di merito. Mi permetto di citare tre questioni che sono a mio avviso puntuali nel tratteggiare il profilo di come nel concreto la maggioranza si sia calata nella pelle degli italiani. La prima è la questione dell'editoria; aver soppresso di fatto, in prospettiva del 2022, tutti i fondi che andavano a sostenere tanta piccola editoria locale, tante piccole testate che rappresentavano libertà di pensiero, con quotidiani settimanali sui territori, credo sia un atto che si commenta da solo. (Applausi dal Gruppo PD) . Aver posto in calce a quell'emendamento l'impegno a varare con decreto ministeriale una norma, che andrà a finanziare progetti scelti dalla Presidenza del Consiglio, credo sia la cifra del passaggio tra un dato di sostegno all'editoria ad un dato che rappresenta la scelta di coloro a cui si darà una mano. Credo che questo sia un tratto caratterizzante. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Bernini) . La seconda questione concerne la cancellazione dello sconto sull'Ires per il terzo settore. Si vanno a colpire enti di assistenza, fondazioni, società di mutuo soccorso, istituzioni di assistenza sociale, enti di assistenza e benevolenza, enti religiosi, istituti autonomi delle case popolari, per fare cassa; 120 milioni di euro il primo anno, che a regime diverranno 150 milioni. Credo che il provvedimento si commenti da solo. Avevate presentato la manovra con la scritta di testata «aboliremo la povertà», in realtà, andate ad abolire coloro che lottano contro la povertà. (Applausi dal Gruppo PD) . La terza questione è relativa all'annuncio del taglio delle pensioni d'oro. Avete detto che avreste tagliato le pensioni d'oro. Leggendo però le tabelle economiche della relazione tecnica, si scopre che alle pensioni d'oro tagliate 140 milioni l'anno, mentre invece alle pensioni che superano i 1.200-1.300 euro, attivandovi sulle indicizzazioni, di fatto tagliate, come dice la relazione tecnica, 415 milioni l'anno. Non è un taglio delle pensioni d'oro, ma sostanzialmente delle pensioni piccole e medie. Credo che questi tre tratti fotografano da soli la distanza che c'è tra le cose annunciate e le cose che sono presenti concretamente nel provvedimento. Ciò che però ci preoccupa di più è l'impianto generale che riguarda il futuro del Paese. Data la situazione che sta vivendo il Paese in questo momento, ci saremmo aspettati di trovare dentro la manovra, strumenti per consolidare la fiducia delle imprese, ridare fiato e respiro all'orizzonte verso cui esse guardano. pensavamo di trovare strumenti che rafforzassero gli investimenti e invece abbiamo trovato tagli e dirottamento di risorse destinate agli investimenti, abolizione di incentivi e di strumenti di sviluppo. Pensavamo di trovare strumenti finalizzati a rafforzare l'occupazione, a consolidare la crescita di tutto il Paese e invece è una manovra principalmente dedicata all'assistenza e che contiene una serie di misure veramente balzane, come quella che prevede di dare un pezzo di terra alle famiglie che hanno più di tre figli. Qualcuno poi spiegherà quale ragionamento sta dietro a questa misura. (Applausi dal Gruppo PD) . C'è poi una seconda questione che vorrei citare. Avete previsto un condono sulle casse private dei professionisti. Al di là del fatto che costituzionalmente bisognerà vedere come lo Stato possa intervenire su delle casse private prevedendo una forma di condono, credo che questa misura gridi vendetta. Ciò che però più ci preoccupa è quanto lasciamo in eredità al futuro. Noi nelle clausole di salvaguardia prevediamo ipotesi che costeranno 23 miliardi per il 2020 e 29 miliardi per il 2021. Lasciate sulle spalle delle future generazioni un peso astronomico che comprometterà qualunque tipo di ragionamento sul futuro. Chiudo con una considerazione. Si è sentito di tutto in questa Aula: che sarebbe responsabilità dell'Unione europea e responsabilità di tutti. L'altro giorno, nel suo intervento, il senatore Romeo ha detto che questa manovra non c'entra niente con l'Unione europea e che è una manovra che per la prima volta è scritta in Italia dagli italiani. Ecco io credo che il senatore Romeo avesse perfettamente ragione. L'Unione europea ha sicuramente lavorato perché i saldi, la sostenibilità e la compromissione per il futuro fosse ridotta, ma le scelte politiche della legge di bilancio sono le vostre. Vi dovrete assumere la piena responsabilità di fronte al Paese di tutto ciò che questo genererà. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, la cosa che a me più ferisce è che poteva essere veramente un'occasione per scommettere sul futuro, sulle potenzialità di sviluppo del Paese e sui giovani. Invece, è un'occasione persa, giocata totalmente alla caccia di consenso spicciolo con piccole misure, senza la capacità di una visione strategica. Io credo che questo sia il danno più grosso. È una straordinaria occasione persa che pagherà il Paese, ma soprattutto i nostri figli. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei iniziare con un numero: 12.147.000 sono i voti che il centrodestra ha preso alle elezioni del 4 marzo. Presidente, in questo Senato - lei lo sa meglio di me - ci sono 23 senatori di Forza Italia eletti con il sistema maggioritario e ce ne sono 19 della Lega eletti allo stesso modo. Sono 44 persone che hanno preso i voti da tutti i nostri elettori indistintamente. Su 118 senatori dei nostri Gruppi complessivamente, più del 40 per cento - quindi, oltre la quota prevista dalla legge, pari a 36, mentre per la quota proporzionale la percentuale è del 64 - sono stati eletti con il sistema maggioritario. Poi ce ne sono altri al Sud, ma non avendo avuto i voti della Lega, che all'epoca era quasi inesistente, sono rimasti a casa o altri sono stati eletti nel sistema proporzionale. In ogni caso, abbiamo combattuto la stessa identica battaglia e i nostri avversari sono quelli che siedono al centro e a sinistra di questo Parlamento. Ciò serve a dire che siamo sicuramente una famiglia politica che ormai da circa venticinque anni lavora per il bene degli italiani. Possiamo pensare di dissolvere tutto questo? No, io credo proprio di no. Fare il Governo con il MoVimento 5 Stelle è stato un errore, ma non solo perché ci siamo divisi. Come più volte abbiamo detto, infatti, è un danno per la Nazione. Se qualcuno vi ha detto che potevate farlo, secondo me ha sbagliato. È stato grave, anzi, gravissimo, ma non un errore nostro. Siete stati voi a farlo perché avete aderito. In questi mesi dal contratto di Governo ad oggi sono stati smarriti tutti o quasi tutti i principi per i quali abbiamo chiesto il voto ai nostri lettori il 4 marzo. L'unica cosa decente è la vicenda sulla Bolkestein, sulla quale abbiamo combattuto anni insieme e forse - visto che c'è il ministro Centinaio - si poteva o si doveva fare di più, ma capisco che questa è un po' la parvenza della Bolkestein a 5 Stelle. Avendo lei a che fare con i nemici dei balneari - perché il MoVimento 5 Stelle è nemico dei balneari (Applausi dal Gruppo FI-BP) - probabilmente di più non poteva fare. Quindi, le dico che ha fatto un buon lavoro. Purtroppo gli italiani hanno impiegato mesi a capirlo, ma finalmente stanno iniziando a farlo: stamani viene riportato da tutti i quotidiani che quasi sei italiani su dieci ritengono questo vostro lavoro una sconfitta: mi riferisco alla manovra finanziaria del Governo e a tutto quello che avete fatto in questi mesi. Se qualcuno avesse dei dubbi, in ogni caso, ci sono le sceneggiate di queste due settimane e quelle di oggi, tra Commissione e Assemblea, senza aver mai votato un emendamento. Avete fatto stampare da questo ramo del Parlamento quintali di carta, per la Commissione e per l'Assemblea: ma non eravate voi gli ambientalisti? (Applausi della senatrice Ronzulli) . L'Assemblea e la Commissione, però, non hanno mai discusso di nulla, rinviando continuamente, di ora in ora, la consegna di un testo che anche oggi, una volta arrivato, avete cambiato dopo dieci minuti, senza permettere a nessuno di noi di discutere il provvedimento (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) ,che risulta incompleto e frutto di compromessi, che non vanno nella direzione degli interessi degli italiani. Quindi gli italiani si sono tolti ogni dubbio sulla vostra totale incapacità di governare. Veniamo dunque ai numeri, perché i numeri sono importanti. Ieri mattina il Governo ci ha detto - o meglio, ha tentato di dirci - che per valorizzare il lavoro svolto ha enfatizzato alcune misure, che ha dichiarato essere alcune delle tante contenute in questa manovra, che noi però non conosciamo, visto che non abbiamo avuto neanche il tempo di leggere il maxiemendamento. Permettetemi però una riflessione in particolare sugli enti locali. Vi siete arrogati il merito di aver risolto la questione dell'avanzo di amministrazione e di poterlo spendere. Ebbene, se non fosse stato per la Corte costituzionale, che attraverso una propria decisione, contro una scelta scellerata di un provvedimento emesso dal Governo di centrosinistra di qualche anno fa, che bloccava la possibilità dei Comuni di spendere ciò che i propri cittadini avevano già pagato con le tasse, tutto ciò non l'avreste mai fatto, perché ovviamente è andato ad incidere sul famoso rapporto tra deficit e PIL. Voi, invece, cosa avete fatto per i Comuni e gli enti locali? Cosa avete fatto per consentire loro di trattenere l'IMU che viene pagata dalle famiglie e dalle imprese? Non eravamo noi - e quando parlo di noi, mi riferisco a noi di Forza Italia e a voi, colleghi della Lega - che dicevamo che le tasse pagate da un territorio dovessero restare su quel territorio e non entrare nel calderone dello Stato? Non siete voi che state minacciando una crisi di Governo se non vi portano in Consiglio dei ministri l'autorizzazione all'autonomia delle Regioni del Nord? Macché: nulla di tutto questo! Abbiamo forse perso la memoria? Tra Fondo di solidarietà comunale e immobili produttivi, i quattrini pagati ogni anno come IMU dalle famiglie e dalle imprese italiane vanno a finire direttamente nel calderone dello Stato: si tratta di oltre il 35 per cento di quello che pagano i nostri concittadini. Altro che un miliardo di euro di nuovi investimenti per la questione dell'avanzo di amministrazione. Si è poi parlato del sociale, ma se avete detto di aver appostato a bilancio 440 milioni di euro per la questione del sociale e per la disabilità, vi siete dimenticati di dire che ci sono più di 200 milioni di euro che vengono drenati, con l'aumento dell'Ires alle associazioni no-profit per i disabili, che passa dal 12 al 24 per cento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma quali sono queste associazioni? Secondo voi chi serve i disabili e dà loro la possibilità di avere una vita normale, se non le associazioni di volontariato? Abbiamo poi parlato della flat tax , da 65.000 a 100.000 euro di reddito. Vi ricordo che si tratta dell'1,2 per cento di questi soggetti, ovvero di una platea ridottissima e ciò non risolve certo i problemi degli italiani e delle imprese. In questa manovra sono stati previsti anche degli investimenti per le Province, quegli enti che la scellerata legge Delrio ha reso un ibrido inutile per il territorio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete detto che ci sono 250 milioni di euro per le strade e gli istituti scolastici. C'è un documento dell'Unione delle Province italiane che dice che le Province hanno bisogno di 1,5 miliardi di euro per gli investimenti, le strade e gli istituti scolastici e di 280 milioni di euro per la spesa corrente. Conoscete la differenza tra spesa corrente e investimenti? Direi di no. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, concludo, saltando molte delle cose che avrei voluto dire. Mi faccia dire un'ultima cosa sulle pensioni. Per recuperare 2,2 miliardi di euro e contrabbandando il taglio a pensioni d'oro (che sono 24.600 su un totale di 16.100.000 pensionati), voi andate a togliere a coloro i quali percepiscono da 650 a 1.600 euro al mese un pezzo del loro futuro, tagliando fino al 48 per cento l'incremento della loro pensione per l'anno 2019. Questa è una vergogna. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . E se questa è la manovra del cambiamento, noi facciamo bene a votare contro anche senza avere letto il maxiemendamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, membri del Governo (o almeno che quel residua in quest'Aula dell'Esecutivo), se c'è un primato che quest'Assemblea deve riconoscere alla maggioranza e all'attuale Governo è quello di essere campioni di contraddizioni e, forse, anche di bugie. Meritate l'alloro per l'abilità di dire una cosa e, poi, fare esattamente il contrario e di camuffare il tutto con una viscida gelatina di menzogne, una disinvoltura e un'arroganza di cui peraltro è davvero difficile trovare precedenti. Oggi ricorrete al paracadute del voto di fiducia, mascherando una discussione strozzata, mai come questa volta, su un provvedimento - anzi, sul provvedimento - più importante che la nostra Repubblica è chiamata ad adottare e che voi non siete stati in grado di sottoporre all'attenzione delle due Camere, così come avreste dovuto fare fin dallo scorso 20 ottobre. Solo oggi, agli esiti di una discussione finta e di un teatrino, di scuola casaliniana, architettato solo per nascondere la verità e i numeri dettati dai burocrati di Bruxelles (quei burocrati così tanto bistrattati in campagna elettorale), prende luce un provvedimento rabberciato, che necessita di essere approvato dalla due Camere in una manciata di giorni e che è pieno zeppo di strafalcioni. Penso alle vicende degli NCC e del demanio, che regaleranno all'Italia solo altre procedure di infrazione, che costeranno altri soldi agli italiani e non risolveranno le aspettative che colpevolmente avete alimentato. (Applausi dal Gruppo PD) . Ecco, dunque, il ricorso alla fiducia, quella stessa fiducia che solo qualche mese fa avreste tacciato come golpista e metodo da dittatura. E allora vi chiedo: quella a cui oggi fate ricorso, di grazia, come la chiamate? Come definite la negazione senza precedenti del dibattito nella sessione di bilancio? Cosa avreste fatto da questi banchi, a parti invertite? Forse avreste praticato l'ostruzionismo urlato, violento e ad oltranza, quello stesso ostruzionismo che nella precedente legislatura ha dato notorietà a gran parte degli esponenti dell'attuale Governo. Avreste certamente occupato i banchi della Presidenza e del Governo e inneggiato alla rivoluzione del popolo. Noi invece no, non lo facciamo. Vorrei fosse chiara la differenza tra voi e noi: noi siamo un'altra cosa per responsabilità, senso delle istituzioni e serietà. (Applausi dal Gruppo PD) . Intendiamoci, sarebbe stato legittimo ricorrere all'ostruzionismo. Ve ne erano tutte le motivazioni sia in Commissione, che in Assemblea per ragioni procedurali e - soprattutto - per i presupposti di questa manovra, che qualcuno sostiene - a ragione - avrebbero paradossalmente reso l'esercizio provvisorio il male minore. Siete inadeguati e pericolosi. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi abbiamo però saputo dimostrare senso di responsabilità. Lo abbiamo fatto nelle ultime due settimane e - ancora - in queste ore e giorni, anche davanti all'evidenza che non sarebbe stato - e non è stato - possibile discutere nulla di quanto contenuto nella legge più importante del Paese. Ci presentate la manovra di un re senza più corona né scettro; un disegno di legge di bilancio firmato da sovranisti senza più sovranità, che - paradosso tra i paradossi - non ci sottrae del tutto dal rischio di procedura di infrazione e, dunque, di una possibile nuova austerità. Certo - tengo a precisarlo e mi dispiace che il ministro Tria si sia di nuovo allontanato - eravamo contenti che si fosse evitata, almeno per ora, la procedura di infrazione per deficit eccessivo. Non siamo mai stati tifosi dello spread , ma favorevoli a tutelare gli interessi del Paese. Siamo, però, arrivati fino a questo punto perché è stato commesso un fiume di errori, che il Governo ha scaricato sul Paese e sulla credibilità dell'Italia, mettendo il Parlamento nelle condizioni, alla Camera, di dover votare una legge che non era scritta e, al Senato, di dover chiedere invano conto di numeri e cifre che avete ostinatamente nascosto e negato alla discussione. (Applausi dal Gruppo PD) . Quella che la vostra spacconeria aveva ironizzato come la letterina di Babbo Natale è diventata la missiva amara che, per vostra mano, la Commissione europea notifica all'Italia (Applausi dal Gruppo PD) e che vi costringe a tornare a un deficit dell'1,8 per cento, con quel taglio di 0,6 punti che, però, davanti a un calo del PIL - capisco che non siano cose comprensibili per tutti - disvela, in termini economici, un significativo aumento del peso del deficit sul Paese e, in termini politici, una retromarcia mai vista; un'affermazione di subalternità che solo gli occhi della propaganda, anche degli accademici prestati alla propaganda, riescono a non vedere. Domando: non eravate voi gli oratori dei tempi dell'opposizione o, appena pochi mesi fa, in campagna elettorale, coloro che battevano i pugni a Bruxelles? Quegli stessi pugni ora, però, cosa stringono? Forse stringono un pugno di mosche, a danno di un Paese intero, del suo futuro, del suo sistema di imprese, del Mezzogiorno. Il presidente Conte avrebbe dovuto essere qui anche questa sera ad ammettere che vi siete sbagliati a fare i conti sui costi di quota 100 e reddito di cittadinanza, assumendosi la responsabilità, perché tutto ciò è già costato almeno un miliardo e mezzo di euro, e questa cifra è stata pagata per intero dagli italiani, dalle imprese e dai risparmiatori. Certo, dall'avvocato del popolo ci saremmo aspettati ben altro: un soprassalto di dignità, un esercizio di verità. E invece no: ha continuato anche lui, imperterrito, la retorica del Governo del cambiamento, della campagna elettorale perenne, tutto sulla pelle degli italiani. Così la riscrittura fatta a Bruxelles ci consegna una manovra recessiva, in cui non ci sono misure per la crescita, né per gli investimenti, che penalizza le imprese, mortifica il Sud con pesantissimi tagli ai cofinanziamenti sui fondi Regionali, blocca il turnover nella pubblica amministrazione; una manovra che smaschera la propaganda di un reddito di cittadinanza e quota 100 dei quali resta poco più del titolo e la barzelletta incerta sui tempi di attivazione. Ecco in cosa si materializzano gli 11 miliardi di tagli nel 2019. Ripeto quanto ho già detto ieri: urla vendetta la riduzione di almeno 700 milioni di euro di fondi per le Regioni, già stanziati per cofinanziare i fondi strutturali europei. Altro che messa in sicurezza del Paese! Come urla vendetta il taglio di 800 milioni di euro dalla riprogrammazione del fondo di sviluppo e coesione. Altro che Ministro per il Sud! (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Vitali) . Ma urla vendetta anche il taglio di 850 milioni alla rimodulazione dei fondi di cofinanziamento nazionale: un vero e proprio martirio, che peserà almeno per due miliardi e mezzo sulla testa delle imprese. Ma avete fatto ancora peggio: con una scellerata cocciutaggine, invece di concentrare risorse per accompagnare i timidi ma chiari segnali di crescita registrati per più trimestri e fino all'avvio di questo Governo, cosa fate? Escogitate un taglio di 410 milioni di euro per colpire direttamente le agevolazioni alle imprese, attraverso i quali limate il credito d'imposta IRAP e azzerate totalmente - dico, azzerate - quello per l'acquisto di beni strumentali nuovi. Tagliate i fondi di agevolazione Ires e poi - giusto per farsi del male fino in fondo - vi producete in un taglio per ridurre anche lo stanziamento di risorse per il capitale immateriale. È una manovra che si legge al contrario e che produrrà tanti danni. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 22,01) ( Segue STEFANO). Con la stessa contraddizione, poi, avete più volte affermato di voler incrementare i consumi, di voler aumentare la domanda interna, che era alla base della vostra stima eccessiva di crescita più alta del PIL. Vi ricordate tutto questo teatrino? E poi che fate? Avete reso impossibile la sterilizzazione delle clausole dell'aumento dell'IVA e, quindi, l'IVA dal prossimo anno potrebbe arrivare al 26,5 per cento. È la più alta d'Europa: non lo dico solo io, ma lo ricorda ancora oggi l'Ufficio parlamentare di bilancio. L'IVA entra nelle tasche degli italiani. L'IVA taglia le banconote nel portafoglio: altro che chiacchiere. Componenti del Governo, davvero pensate di continuare a prendere in giro gli italiani? È vergognoso che non proviate un senso di vergogna per quello che state facendo. Per colpa vostra quest'Aula questa volta voterà una fiducia al buio, su un testo partorito di notte e votato di notte; un'oscurità simbolica, quasi metaforica del baratro che ci attende e verso il quale ci state spingendo. «Si avanza nel buio a tentoni fin dove, invano prevista, si apre sotto i piedi la botola», scriverebbe un poeta. Io spero che quella botola non si apra del tutto, che quella voragine che state scavando sotto i nostri piedi non ingoi per sempre la speranza di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Malpezzi. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, «il Governo non si azzardi a presentare al Senato il maxiemendamento sulla legge di bilancio per farlo poi passare in fretta e furia con l'ennesimo voto di fiducia e, infine, farlo ratificare alla Camera senza dibattito e senza un esame approfondito delle norme. Siamo pronti a dare battaglia pur di impedire questo ennesimo atto di arroganza, che priva il Parlamento delle sue legittime prerogative. Abbiamo già avvertito i Presidenti di Camera e Senato e i Presidenti della Commissione bilancio. Se non ci faranno discutere il testo nel merito, li faremo rimanere qui fino anche a Natale». Sa, signor Presidente, io immagino che non le suonino nuove queste parole e che non suonino nuove neanche a molti dei colleghi che sono qui presenti. Era il 18 dicembre del 2014. Questo passaggio proviene dal blog di Beppe Grillo. Ecco che cosa siete diventati: peggio di ciò che voi disprezzavate! (Applausi dal Gruppo PD) . Avete fatto peggio: avete gridato, per molto ma molto meno, all'eversione, al golpe , alla dittatura. Avete assalito, furiosi, i banchi del Governo. Avevate promesso di aprire il Parlamento ai cittadini e l'avete trasformato in un guscio vuoto, mortificando le istituzioni di questo Paese. Avete ridotto il luogo sacro della democrazia all'irrilevanza. Lo avete umiliato e, agendo in questo modo, avete umiliato i cittadini elettori che ci hanno dato il mandato. Li avete umiliati voi stessi. State attentando alla Costituzione della Repubblica. State stravolgendo anche il principio della distribuzione dell'equilibrio tra i poteri dello Stato. Oggi l'abbiamo visto plasticamente e lo hanno visto anche i cittadini da casa. Siete turisti della democrazia, perché non la praticate. Siete pericolosi. Siamo stati eletti per leggerle la manovra, per portare il nostro contributo, per valutarla con coscienza e nell'interesse degli italiani, anche di quelli che hanno eletto noi, perché non hanno eletto solamente voi. Fatevene una ragione: hanno eletto anche noi. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . Ce lo state impedendo. Ce lo avete impedito e avete messo il bavaglio al Parlamento. La collega Rauti ieri ricordava che siamo qui ad aspettare Godot, come in una sorta di commedia dell'assurdo. E, per ricalcare le citazioni letterarie, vorrei dare un suggerimento di lettura o di rilettura, ammesso che qualcun altro lo abbia letto: «Cecità» di Saramago, e non perché qualcuno possa pensare che stiamo facendo una manovra al buio, per quanto sia vero, ma perché la cecità è l'indifferenza con cui voi, colleghi parlamentari, accettate passivamente questo strappo che lede anche il vostro ruolo, perché non avete contribuito neppure voi alla stesura di questa manovra. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è la manovra del popolo, è la manovra dell'indifferenza, della vostra indifferenza. Entriamo però nel merito, perché voglio dirvi perché vi diciamo no. La manovra doveva essere lo specchio del vostro contratto, costruito sugli slogan della vostra campagna elettorale: reddito di cittadinanza da una parte, azzeramento della Fornero dall'altra. La maggioranza - e in questo noi crediamo - ha l'onere e l'onore di scegliere quale linea seguire. Non siete stati, però, in grado neppure di garantire, in minima parte, alcune delle promesse - per noi sbagliate - che avete fatto in campagna elettorale. Non c'è il reddito come lo avevate raccontato e non c'è l'abolizione della Fornero. Piuttosto, c'è un furto ai pensionati a 1.300 euro e il furto delle illusioni di chi si aspettava 780 euro e ne riceverà meno di 100, perché le bugie hanno le gambe corte. (Applausi dal Gruppo PD) . E non basta certo il post virale di Di Maio con la lista della spesa a provare a raccontare una verità che non c'è, perché le spunte a quelle voci si potranno fare forse fra trent'anni, ma voi per fortuna non ci sarete più. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi faccio qualche esempio di quelli che mi stanno più a cuore, occupandomi da una vita di futuro, essendo un insegnante. Di futuro in questa manovra non c'è nulla, perché non avete previsto nulla per scuola, cultura, università, ricerca, innovazione digitale e formazione, anche se avete il coraggio di scrivere sulle veline di regime, che mandate in giro sui social , in cui siete fortissimi, che avete fatto il tempo pieno nelle scuole. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma davvero avete il coraggio di dire che con l'assunzione di 2.000 docenti avete fatto il tempo pieno nelle scuole e avete risolto il problema? Fermo restando che con il decreto disoccupazione del vostro ministro Di Maio di insegnanti ne avete licenziati in tronco 5.000, il saldo è comunque negativo; su questo potete davvero mettere la spunta. Ne servirebbero 41.000 di docenti per fare il vero tempo pieno. Eppure, in campagna elettorale avevate parlato di investimenti per miliardi di euro sulla scuola: 15 miliardi, ve lo ricordate? Che credibilità avete? Su una manovra da 27 miliardi avete speso per la scuola 25 milioni. Avete cancellato la formazione iniziale degli insegnanti, perché non vi interessa che siano preparati, ma vi interessa fare cassa. Così 12 milioni li avete messi da parte. D'altra parte cosa ha detto il ministro Bussetti? La scuola faccia con quello che ha. Ora metteteci la faccia di fronte a questa affermazione; andate nelle scuole a dire che devono farcela con quello che hanno. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi non credete nel capitale umano dei nostri ragazzi, quelli che invece di mandare a lavorare volete tenere inchiodati ai sussidi o al divano, come ha detto Salvini. Dobbiamo invece - noi che ci crediamo - investire sulle nuove generazioni. Con voi niente di niente: di scuola, formazione e università. Nell'era del cambiamento si parla solo del presepe natalizio, dei compiti da non fare durante le vacanze, degli indegni regolamenti per escludere i bambini dalle mense scolastiche, delle telecamere fuori dai plessi o dei cani antidroga: bellissima visione che avete della scuola. Vi diciamo no, perché a voi dei giovani non interessa nulla. Voi, nel secondo Paese più vecchio al mondo, dove la disoccupazione giovanile è sempre troppo alta e dove i risultati degli apprendimenti certificano ritardi da colmare, non mettete un euro sul futuro dei giovani, ma fate ciò che di più triste potrà esserci: scommettere sul loro fallimento per poi dargli chiaramente 83 euro di reddito di cittadinanza. Bravi! Complimenti! (Applausi dal Gruppo PD) . Potevate decidere di sforare davvero, per investire però sull'edilizia scolastica: niente. Potevate ampliare la platea dei beneficiari della no tax area e abbassare le tasse universitarie: niente. Potevate investire ancora in Industria 4.0: tagliate. Potevate investire sulla formazione continua: niente. Potevate investire - lo avete detto in quest'Aula - sugli asili: niente, zero. Potevate aumentare i fondi alla ricerca di base: niente. Potevate investire sulle competenze per far fronte alla rivoluzione digitale: niente. Potevate investire sul collegamento scuola-lavoro: avete tagliato. Questo è il vostro cambiamento, quello dei tagli. Semplicemente chiaro: tagliate. (Applausi dal Gruppo PD) . Cambiare significa dare opportunità, costruire il futuro, valorizzare il nostro straordinario patrimonio. Ma voi cosa fate? Tagliate anche sulla cultura che con voi è destinata a una lenta e inesorabile estinzione: tagli e riduzioni colpiscono indiscriminatamente librerie, case editrici, sale cinematografiche, musei autonomi e il bonus cultura per i diciottenni. Tutta la serie di pesanti sforbiciate lasceranno il segno inequivocabile delle vostre scelte. Ma voi vi nutrite del degrado, che è la benzina del vostro consenso, e allora perché dovreste combatterlo? Oltre ad aver mortificato la cultura, avete minacciato e attaccato la libertà di stampa e i giornalisti, consapevoli che la libertà di stampa è uno dei principi fondamentali della vita democratica. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma per voi la democrazia è l'inutile orpello, il fastidio, l'ostacolo tra voi e il popolo. Ve lo ha insegnato Casaleggio: vi ha detto che il Parlamento è inutile, non vi serve, non ci serve. Vi siete vantati di aver messo 60 milioni sull'università e la ricerca. Sapete quanto valgono nei 27 miliardi? Valgono solo l'aumento di 40 milioni del Fondo di finanziamento ordinario, di cui il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico senza vergogna si vanta, è irrisorio rispetto alle risorse di cui il sistema universitario ha bisogno. (Commenti della senatrice Pacifico). Per darvi un'idea degli ordini di grandezza, basti pensare che un solo progetto di ricerca di un ateneo può valere più di 10 milioni. Al massimo, forse, ne avete valorizzati 2,5. Bloccate le assunzioni a tempo indeterminato anche nelle università. E questo colpisce quella fascia anagrafica tra i trenta e i trentacinque anni preparata, competente e contendibile a livello internazionale, che rischiamo di perdere. Questa - la vostra - è induzione alla fuga dei cervelli. Voi i ragazzi li fate fuggire. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti dal Gruppo M5S) . I pochi fondi destinati alle università non andranno a finanziare le idee brillanti dei nostri ricercatori. PRESIDENTE. Concluda, per cortesia. MALPEZZI (PD) . Ricordo che il Governo precedente, grazie alla ministra Fedeli, aveva destinato alla ricerca di base 400 milioni di euro con il bando PRIN 2017. Nulla è ancora arrivato da questo Governo. Voi, che dovevate abolire la povertà, avete abolito il futuro e la speranza. Il Paese - statene certi - non vi perdonerà. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che sta accadendo con questa manovra è qualcosa che non ha precedenti nella storia della Repubblica: si deve tornare forse addirittura ai tempi dell'antica Roma - quando Caligola nominò senatore il proprio cavallo - per rintracciare una tale delegittimazione del Parlamento, o ancora al Venezuela di Chavez per vedere una manipolazione dell'opinione pubblica, una demagogia populista che si prende gioco dei cittadini, quale è la strategia messa in atto da questo Governo. Finché quest'Assemblea, almeno sulla carta, continuerà a contare qualcosa, abbiamo il dovere di denunciare lo scempio che si sta compiendo alle spalle degli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete alzato il livello dello scontro con l'Europa, difendendo misure insostenibili, come il reddito di cittadinanza e quota 100. Avete bruciato miliardi, fatto impennare lo spread . Avete scritto una manovra senza investimenti, ma piena solo di spot elettorali. Avete alterato le stime di crescita. Avete portato l'Italia sull'orlo della procedura di infrazione. Avete ingaggiato una lotta di principio, per poi - dopo che per mesi vi avevano invitati a fare marcia indietro, dopo aver parlato di sovranismo, Italia agli italiani, invocato poteri forti che remano contro il Paese - alzare le mani e consegnare il destino del popolo italiano a Bruxelles, che ha corretto il compito dell'alunno somaro, lasciando dentro qualche misura spot degna al massimo di un manifesto elettorale. Reddito di cittadinanza, anziché misure che incentivassero l'occupazione: un provvedimento che aumenterà semplicemente il lavoro nero e peserà sulle casse dello Stato. La flat tax ? Dimenticata, sostituita da un banale allargamento del regime forfettario. Vi svelerò un segreto: defiscalizzare crea occupazione. Il lavoro, non i sussidi, è lo strumento principale per combattere la povertà, che il vice ministro Di Maio sostiene di aver abolito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voi, invece, avete abolito proprio il lavoro. Siete riusciti in qualcosa di incredibile: avete tradito gli imprenditori, avete tradito la classe media e persino chi vive sotto la soglia di povertà. Vogliamo poi parlare delle pensioni? Avete detto che avreste aiutato i pensionati. Avete fatto becera propaganda sulle pensioni d'oro, ma poi avete bloccato le indicizzazioni di quelle sopra ai 1.500 euro. E soprattutto, avete introdotto quota 100, ma nella manovra avete però bloccato le assunzioni nella pubblica amministrazione per tutto il 2019. Avete addirittura introdotto un blocco delle assunzioni nelle università, lasciando a piedi i giovani ricercatori che tanto fanno per questo Paese. Volete spiegare come saranno sostituiti i lavoratori che andranno in pensione, se bloccate nei fatti e al di là delle parole le assunzioni, in settori poi come le università, che sono la linfa in cui cresce e si forma la classe dirigente del domani? Vogliamo poi ricordare come avete attaccato la stampa - come è stato detto poco fa - punita con i tagli all'editoria, colpevole di raccontare la verità ai cittadini che avete tentato di prendere in giro, raccontando di un deficit al 2,04 anziché al 2,4, sperando che non si accorgessero di quello zero di troppo? E una trovata di cui, a quanto apprendo proprio dalla stampa, il portavoce del premier Conte, Casalino, si vanta ancora; becera propaganda, che dal web , in cui diffondente quotidianamente fake news , avete trasportato nelle stanze delle istituzioni. La propaganda non l'avete risparmiata neppure ai terremotati, promettendo loro di ridurre del 40 per cento i tributi dovuti - così come fece il Governo Berlusconi in occasione del sisma di L'Aquila del 2009 - bocciando i miei emendamenti che chiedevano lo stesso trattamento per i cittadini dei territori colpiti dal sisma successivo del 2016-2017, di fatto creando una disparità di trattamento tra i cittadini di L'Aquila e quelli, ad esempio, di altre Regioni e di altre Province del Centro Italia. E non è giusto. E adesso ci chiedete non solo di approvare la vostra manovra, ma anche di dare la fiducia a questo Governo; un Governo che, fino ad ora, ha prodotto solo misure devastanti per il Paese, a partire dal decreto dignità, che ha contribuito a diminuire ancora i posti di lavoro e a mettere in ginocchio le imprese, già prostrate, con la follia delle chiusure domenicali. Per continuare poi con la follia assoluta del decreto che voi avete chiamato spazzacorrotti, un'altra misura degna del Venezuela di Maduro che tanto piace al MoVimento 5 Stelle. Vi suggerirei, in merito, di leggere il rapporto Greco sull'Italia: il gruppo di Stati contro la corruzione ci chiede di intervenire sui regolamenti interni dei Gruppi in Parlamento. Un accenno, forse, a quei Gruppi che violando la Costituzione, introducono l'obbligo di mandato imperativo, comminando penali-truffa a quei parlamentari in dissenso con il proprio partito? Il vostro provvedimento, bocciato anche dal Consiglio superiore della magistratura, al contrario, non interviene su tutto ciò, limitandosi a trasformare gli uffici pubblici in luoghi di spia, invidia e terrore, abolendo la prescrizione e introducendo processi senza fine, che violano le norme sulla ragionevole durata del processo contenute nell'articolo 6 della CEDU e nell'articolo 111 della nostra Costituzione, e che se ne fregano del principio sancito nella Carta di una pena che deve invece tendere alla rieducazione del condannato. Voi che parlate di taglio agli sprechi, avete idea del denaro che lo Stato dovrà sborsare, in base alla legge Pinto, per risarcire le vittime di processi troppo lunghi? No, non credo che abbiate idea di tutto ciò. Per tutto questo e per molto altro, voteremo no a questa manovra, né daremo la fiducia a questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Collina) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, sarei tentata di entrare nel metodo e nel merito di questa manovra, che definirei senz'anima. L'ho fatto già ieri e non lo farò con questo intervento; l'hanno fatto i miei colleghi prima di me e lo faranno anche dopo. Io invece, con spirito costruttivo ma anche combattuto, e per spirito di opposizione patriottica, voglio entrare in un merito specifico, anzi in due. Mi riferisco - vorrei davvero l'attenzione del Governo - al comma 326 in cui, nell'ambito delle disposizioni in tema di indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti, con legge di riferimento, si parla di indennizzo corrisposto in favore del coniuge superstite. Vi prego di fare una specifica su questo punto, che è la seguente: «ove il coniuge non abbia cagionato o contribuito a cagionare la morte della vittima». (Applausi dai Gruppi FdI e Misto-LeU). Altrimenti noi, con questa semplice ma gravissima dimenticanza, andremo a legittimare casi che la cronaca ha restituito, paradossali ma che si sono verificati, di autori di omicidi che, rimessi in libertà, hanno potuto godere della reversibilità della pensione della propria moglie o compagna uccisa. Questi non sono dettagli e allora vi prego di emendare questa parte. Ma non è solo su questo che voglio intervenire. C'è un altro punto di merito sul quale voglio e sento di dover intervenire in quest'Aula. Mi riferisco al comma 255 relativamente all'incremento del Fondo per le vittime di violenza domestica per un totale di 5 milioni. Sicuramente è bene incrementare il Fondo, ma lasciate che io dica, senza voler polemizzare su questa materia, che non si risparmia però sugli orfani di femminicidio. Voi stessi avevate immaginato un incremento di 12 milioni di euro, mentre la misura ne prevede 5. Voglio anche dire che in Commissione bilancio alla Camera avete bocciato un emendamento che proponeva 12 milioni di incremento. Qui in Commissione bilancio al Senato avete respinto il nostro emendamento. Lo avete ripreso, respingendo il nostro e lo avete fatto vostro, ma avete ritoccato al ribasso drammaticamente le cifre, perché siete scesi da 12 milioni a 5 milioni. La richiesta era di 2 milioni per le borse di studio e le attività di formazione (ed è rimasta), e ancora di 10 milioni per quelle famiglie affidatarie di orfani di femminicidio, e cioè per quei parenti, nella maggior parte dei casi nonni, che crescono bambini a cui è stata uccisa la madre. Stiamo parlando di donne uccise nella maggior parte dei casi dai loro mariti, o comunque dai loro partner o compagni, e quasi sempre gli autori dell'omicidio sono i padri degli stessi bambini. Alle famiglie di quei bambini - ricordo che non sono numeri ma orfani di femminicidio, bambini a cui è stata uccisa la madre - famiglie che li assistono, li guidano e li crescono, con la difficoltà che tutto ciò comporta, questo Governo decide di dare 5 milioni di euro. E allora io dico: se avete trovato i fondi per i professionisti del divano, se avete investito tanto e urlato sul reddito di cittadinanza, qualche soldo in più per gli orfani di femminicidio dovevate e potevate trovarlo. Poiché la matematica non è un'opinione - e la politica deve anche ragionare in termini di matematica - e siccome gli orfani di femminicidio sono meno di 2.000, se dividete le somme che avete stanziato per il numero degli orfani, capirete che si tratta veramente e vergognosamente di pochi spicci. Non si risparmia sugli orfani di femminicidio, non si risparmia sui bambini, non si finanziano i divanisti a danno degli orfani di femminicidio! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Questo è il punto. Questo ve lo dovete ricordare. E questo lo fate in un momento in cui aumentano le violenze e gli omicidi di donna: 149 donne uccise nel 2016 (il 51 per cento aveva figli), 123 donne uccise nel 2017 (il 54 per cento aveva figli), 106 donne uccise nei primi dieci mesi del 2018, 3.100 donne uccise lasciando figli dal 2000 a oggi. E allora a queste vittime collaterali il Governo deve dare, con senso di responsabilità, maggiore sostegno. A quei 3 miliardi stanziati dal precedente Governo avete aggiunto solo 5 milioni: è uno spot elettorale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatrice Rauti le ho dato dei minuti in più, ma non posso proprio fare per lei un'eccezione vistosa. La ringrazio. In ogni caso, il suo intervento credo abbia toccato il cuore di tutti e, se posso permettermi, le do la mia personale solidarietà. È iscritto a parlare il senatore Moles. Ne ha facoltà. MOLES (FI-BP) . Signor Presidente, sul vergognoso iter di questa manovra in realtà è stato detto tutto da tanti, forse tantissimi. Finalmente pare che la manovra sia stata avvistata e forse qualcuno l'ha letta. Ho letto poco fa un post del ministro Toninelli, che dice che stanno lavorando giorno e notte. Io il ministro Toninelli non l'ho visto, ma forse starà passeggiando sul ponte di Messina. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti della senatrice Bellanova) . Mi sono interrogato in realtà sul significato del mio intervento e ho concluso che non può che essere, signor Presidente, un intervento di sola e forse inutile testimonianza, perché tanto non lo ascolteranno e non lo ascolterete. È come se il passaggio al Senato di questo maxiemendamento, deciso da pochi, anzi direi pochissimi, fosse solo una fastidiosa formalità. Una persona a me molto cara mi ha detto ieri cosa sarebbe successo se tutto questo fosse accaduto nella sua azienda. Bene: se fosse successo in una qualsiasi azienda privata ciò che è successo con la manovra finanziaria, sarebbero state giustamente tagliate molte teste, per palese e manifesta incompetenza e malafede. C'è chi, invece, pensa di poter ancora giocare con il bilancio dello Stato come con il pallottoliere, di giocare con i risparmi degli italiani a suon di post e dichiarazioni come fuochi d'artificio; e magari ci ridono anche sopra con arroganza. Mai vista un'accozzaglia così. TAV sì, anzi no, forse la sospendiamo. I soldi ci sono, 9 miliardi, 18, anzi sono 37, cinquina e tombola. Spezzeremo le reni all'Europa, viva l'Europa, più tardi telefoniamo all'Europa, chi se ne frega dell'Europa, stasera a cena dall'Europa. E ancora: no euro, viva l'euro. L'Ilva la chiudo, forse la riapro, grande successo per l'Ilva. Fornero no, Fornero forse, Fornero forse un po'. 2,4 sì, 2,4 forse, vabbè, facciamo 2,04. Per i bambini non servono i vaccini; per i trasporti non servono le infrastrutture; per i disoccupati non serve creare lavoro; per fare il Ministro non è necessaria la competenza. Ai più volenterosi dei Ministri 5 Stelle proporrei tre tracce. Storia contemporanea: chi era il commissario Calabresi? Geografia: esiste il tunnel al Brennero? Economia: come si calcola il PIL? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ancora: Di Maio e il complotto della manina? Fatto. Virginia Raggi e il complotto dei frigoriferi: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Toninelli Ministro: fatto. Sapere tutto dei fatti dei padri degli altri, ma far finta di non sapere nulla di quello che faceva il suo? Fatto. I cittadini vanno informati a 370 gradi? Fatto. Portati colazione e caffè a Juncker: fatto. Bugie sul deficit dal 2,4 al 2,04: fatto. Bugie sulla crescita del PIL dall'1,5 all'1 per cento: fatto. Bravi: vedo che avete imparato la lezioncina di Di Maio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E ancora: truffa sul reddito di cittadinanza, da 780 a 83 euro mensili; niente pagamento dei debiti della pubblica amministrazione; blocco dell'indicizzazione delle pensioni da 1.500 euro; via la flat tax , IVA in due anni al 26,5 per cento; cancellati gli investimenti per ferrovie e cantieri; Sud abbandonato; ridotto credito imposta; militari tappabuchi, e una collega ieri ha detto che si è passati dalle truppe d'assalto alle truppe d'asfalto; blocco delle assunzioni pubbliche; massacrato il risparmio degli italiani e BTP invenduti; ecotassa non solo sui SUV; tagli e bavagli all'editoria; Italia in recessione: fatto? Fatto! Per dare un'illusione di reddito di cittadinanza ammazzate la classe media; per finanziare il vostro clientelismo elettorale ammazzate tutti gli italiani. Voi, i nuovi, i diversi, quelli che non erano casta, quelli che hanno sbraitato per anni di rispetto del Parlamento, di competenza, meritocrazia e preparazione, avete fatto peggio di Monti e Renzi (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Apoteosi del fancazzismo eletto a filosofia sociale; il vostro credo è la filosofia del fallimento, il credo degli ignoranti, il vangelo dell'invidia; la vostra caratteristica intrinseca è la condivisione della povertà. Quindi, votatevela questa manovra scritta dagli altri e poi, dopo l'approvazione della manovra contro il popolo, esultate platealmente e potrete dire: fatto! La credibilità, cari colleghi 5 Stelle, è come la verginità: difficile da mantenere, facile da perdere, impossibile da recuperare, e voi l'avete persa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La fiducia: chi più la mette meno la merita e voi non la meritate. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laniece. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, i ritardi importanti che abbiamo registrato qui in Senato sui tempi, ma anche le critiche sulle modalità di approvazione della manovra economica dello Stato sono già stati oggetto, in precedenza e anche questa sera, degli interventi di tante colleghe e colleghi che sono intervenuti. Sicuramente le cause sono da individuare in tutti i passaggi politici e tecnici di una nuova manovra economica portata avanti nei mesi scorsi in modo molto muscolare ed intransigente. Sono state fatte delle scelte sicuramente di rottura, come il reddito di cittadinanza e la quota 100 sulle pensioni, che personalmente vorrei riservarmi di valutare fra qualche mese per vedere le reali ricadute sui cittadini. È quindi comprensibile che tutto ciò abbia portato a dei rallentamenti, soprattutto legati ai passaggi nelle interlocuzioni nei rapporti con l'Unione europea. Ritengo tuttavia che la causa principale del ragguardevole ritardo e dell'incertezza generale degli ultimi giorni sia da individuare nei rapporti fra due partiti di maggioranza. Forse ora i nodi vengono al pettine e i tagli previsti per rimodulare la manovra sono stati l'oggetto del lungo contendere. Un tema - ad esempio - è quello dell'autonomia delle due grandi Regioni del Nord, il Veneto e la Lombardia, e relativi oneri finanziari ritengo sia stato uno dei nodi da sciogliere, argomento che peraltro noi autonomisti seguiamo con attenzione. Tuttavia, a mia volta, devo sottolineare che è stata negata la possibilità a tutti i senatori di poter contribuire al miglioramento di questa manovra. Non vi sono stati alcun voto in queste settimane, nessuna discussione di merito su alcun argomento: nulla di nulla. Il Parlamento della Repubblica è stato - mi duole dirlo - retrocesso a mero passaggio formale e questo è gravissimo. Detto questo, vorrei entrare nel merito del presente disegno di legge di bilancio. La prima cosa che mi sento di sottolineare come componente di un Gruppo Parlamentare che rappresenta le autonomie alpine e, quindi, la montagna, è la scarsa considerazione delle politiche ad essa legate. È noto a tutti come l'ambiente montano sia meraviglioso, ma per certi versi anche molto impegnativo, per chi voglia viverci dignitosamente. Allora il sottoscritto, con i colleghi del Gruppo, ha cercato di proporre degli emendamenti che recepissero le istanze del territorio, rappresentate, ad esempio, dai professionisti del turismo, dai lavoratori di alta montagna e dagli agricoltori, per introdurre dei miglioramenti che andassero a qualificare meglio la manovra. Parlo di sgravi fiscali per imprese turistiche, come quelli relative all'assunzione del personale a tempo indeterminato e stagionale, beni strumentali e canone Rai. Parlo anche del rilancio degli stabilimenti termali attraverso accordi transfrontalieri per rilanciare il turismo della salute ad esso collegato. Non si trovano purtroppo punti specifici sull'agricoltura di montagna nella manovra e ricordo come lo scorso anno, su iniziativa anche del nostro Gruppo, furono stanziati più di 4 milioni di euro per finanziare il sostegno all'attività agropascolare di alta montagna. La nostra è un'agricoltura eroica che merita un'attenzione particolare e che però con grande dispiacere non trovo nella manovra. Negli interventi sulla previdenza non vi è poi traccia della volontà di riconoscere il carattere usurante delle attività dei lavoratori della montagna: guide alpine, guardaparco, addetti agli impianti di risalita e maestri di sci, tanto per citarne alcune, che proprio per l'esposizione costante a climi rigidi meriterebbero una considerazione dal punto di vista pensionistico. Non c'è neppure traccia della possibilità da me rilevata di una esenzione dai pedaggi autostradali per Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile nelle loro funzioni di soccorso. Nelle attività produttive e in quello delle energie rinnovabili spiace ancora constatare la scarsa attenzione da parte del Governo verso la produzione idroelettrica, l'energia pulita che rappresenta uno dei gioielli della nostra realtà montana. Spero vivamente in un cambio di atteggiamento della maggioranza nei confronti di un settore così strategico per tutte le Regioni dell'arco alpino e so che in questi giorni c'è un braccio di ferro con le Regioni e il Governo su questo tema. Abbiamo infine cercato di proporre il tema dell'ammodernamento della linea ferroviaria Aosta-Torino, della problematica della lunetta di Chivasso, dell'elettrificazione, chiedendo finanziamenti specifici. Purtroppo nel maxiemendamento nulla di tutto ciò è stato recepito, anzi la cosa più spiacevole è che nulla è poi neanche stato discusso. E così, per le politiche della montagna non c'è un posto particolare nei pensieri del Governo. Insisto sulle politiche dei territori montani perché se noi che abitiamo le Regioni alpine non abbiamo strumenti particolari dal punto di vista normativo ed economico, non possiamo pensare di mantenere i servizi alla persona, le scuole, gli ospedali, le micro comunità per anziani e i poliambulatori, nelle nostre bellissime vallate, spesso difficili da vivere, che meritano una sforzo particolare dal punto di vista amministrativo e politico per poter attuare tutte le opere necessarie. È proprio in quest'ottica che vorrei anche sottolineare come nella manovra vi sia anche l'accordo economico finanziario che la Regione autonoma Valle d'Aosta ha siglato con il Governo un mese fa circa. Si tratta di un passaggio significativo che si somma agli accordi siglati nelle passate legislature e con le finanziarie scorse, che contribuisce a dare più tranquillità agli enti locali e alla Regione autonoma nel costruire il loro bilancio. In questo accordo la parte sicuramente più importante è la chiusura dei contenziosi in essere, anche se spesso le cifre contenute e il ritorno economico per la Valle d'Aosta appaiono al ribasso e sotto le aspettative. Ciò per far capire quanto sia difficile rapportarsi su questi temi con gli organi del Governo. In conclusione, per ribadire a mia volta e, purtroppo, l'esclusione di fatto del Senato e del Parlamento nel percorso di approvazione di questo disegno di legge di bilancio e la mortificazione delle sue prerogative costituzionali non posso che esprimere un sentimento di preoccupazione generale verso la manovra finanziaria, che contiene tanti interrogativi sospesi, ma soprattutto una forte perplessità sui metodi che il Governo ha voluto seguire in questa delicata e importante fase della vita del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, dopo aver abolito la povertà, spazzato i corrotti, festeggiato sui balconi, prolungato i processi a vita, simulato aggressioni subite, fatto scempio della grammatica, sbeffeggiato il sapere, condonato se stessi e gli amici, annunciato bibliche chiusure del commercio, immaginato bambini festosi giocare nelle corsie di emergenza dei viadotti, promesso i soldi di chi paga le tasse e di chi ha una pensione da 1.100 euro senza implementazione, elevato lo spread , abbattuto la borsa, fatto la guerra all'Europa, bruciato 300 miliardi di ricchezza, tassato imprese e automobili, hanno detto di aver sbagliato, hanno ritrattato tutto, anche male. La sanità è la grande assente e quel poco che c'è è fatto male e con poche risorse neppure certe. Sembra il gioco delle tre carte su quanto c'è per la sanità. È prevista la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie. Sono stanziati 150 milioni per l'implementazione e l'ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche. Certamente sono da implementare, ma forse prima serviva pensare di formare il personale che le dovrebbe utilizzare, pensare che tutti i centri potessero essere dotati di banda larga e alla cyber security , problema da non sottovalutare. Soprattutto serviva implementare il personale che dovrebbe aiutare per le prestazioni diagnostiche e pensare al sottoutilizzo delle apparecchiature tecnico-diagnostiche. Magari il Ministro non sa che dovrebbe ricevere un rapporto ogni anno per andare a fondo sui motivi per cui esistono tempi di attesa biblici per fare una TAC o una risonanza magnetica. Per il rinnovo contrattuale e lo sblocco del turnover praticamente è tutto demandato alle Regioni virtuose, come per tanti altri argomenti. Non mi si venga a dire la solita cosa delle Regioni virtuose perché sappiamo perfettamente - lamentandosi del turismo sanitario delle Regioni del Sud, cosa vergognosa - che una persona che si ammala al Sud ha circa tre anni di vita in meno rispetto a persone che vivono nelle Regioni del Centro-Nord, ma è anche vero che le spese di chi, ad esempio, parte dalla Calabria per farsi curare al Nord vengono pagate dai cittadini lombardi perché la Calabria ha 400 milioni di debito che non darà mai. Il personale sanitario rimane tagliato fuori dai fondi stanziati per i rinnovi contrattuali e sappiamo quanto questo sia necessario, soprattutto per i professionisti delle cure primarie, formati nella gestione del cronico, della complessità, attenti alla salute e alla comunità. Senza un rinnovamento e un miglioramento della formazione dei medici di famiglia non è possibile mettere in atto quanto stabilito anche nel decreto semplificazione. Parliamo di edilizia sanitaria. Stimo moltissimo la professionalità del sottosegretario Garavaglia e mi dispiace per quanto deve subire. Sono stati stanziati 4 miliardi in dodici anni, dal 2021 al 2032. Ma le formiche negli ospedali ci sono adesso, non aspettano il 2021. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Commenti del sottosegretario Garavaglia) . Non parliamo dei soliti assenti. Noi abbiamo i nuovi LEA e i nomenclatori tariffari. I nomenclatori non corrispondono a una rubrica con i numeri di telefono delle persone, ma a dispositivi medici impiantati sulle persone, alle protesi che le persone si devono comprare da soli perché il nomenclatore è obsoleto, con dispositivi vecchi, malfatti e pericolosi, che però vengono comunque impiantati, per questioni di risparmio, sui pazienti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quanto al superticket, la prima cosa che il ministro Grillo avrebbe voluto fare era la sua abolizione. Adesso ha detto che per quest'anno non si può fare, ma confida, come al solito, nelle Regioni. D'altronde si confida nelle Regioni per tante altre cose, come la disabilità. Per quel che riguarda il Fondo per i farmaci innovativi oncologici - e non parliamo poi dei fondi per la ricerca, che sono spariti - vi rendete conto che ci sono pazienti che aspettano, con la speranza di poter ricevere una cura grazie a questo tipo di farmaci, che peraltro farebbe risparmiare molti soldi al Servizio sanitario nazionale, oltre a dar loro una qualità di vita di gran lunga migliore, perché non ci sarebbero le complicanze a cui le malattie croniche oncologiche vanno incontro. Ci volete dire chiaramente quanti sono questi soldi e come verranno utilizzati? Per quel che riguarda il sostegno ai disabili, abbiamo visto che il sostegno alla famiglia sarebbe dovuto essere una delle priorità del Governo, ma abbiamo visto anche come vengono spezzettate le risorse e non si sa bene come. Il Gruppo Forza Italia, con molti emendamenti - addirittura anche con emendamenti a costo zero, che avete rifiutato - ha provato a rimediare agli errori commessi. Non parliamo poi del Fondo per gli orfani, che ha citato già la collega Rauti. Ricordo solo che si sta mettendo una miseria e si tratta magari di quegli stessi nonni a cui avete anche tagliato la pensione da 1.100 euro al mese. In compenso, vedo che ci sono 6 milioni di euro stanziati per dare un'integrazione sociale ai disabili uditivi. Si tratta di un tema che mi sta molto a cuore, peccato che vengano dati per implementare l'insegnamento della lingua dei segni. Mi sembra di tornare alla scorsa legislatura, quando il Governo Renzi stanziò un milioni di euro, nel cosiddetto decreto Mezzogiorno, a sostegno di un istituto per disabili uditivi di Palermo che era stato chiuso ventidue anni fa. PRESIDENTE. Senatrice Rizzotti, si avvii a concludere. RIZZOTTI (FI-BP) . Concludo dicendo che, prima di dare 6 milioni di euro, che magari andranno alla Ente nazionale sordi, che si occupa della formazione dei disabili uditivi, visto che siete giustamente per la trasparenza, come lo siamo anche noi, avreste potuto chiedere contezza dei 16 milioni di euro spariti dal bilancio dell'Ente nazionale sordi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Però intanto 6 milioni di euro si stanziano lì. Credo quindi che al danno di non aver capito le nostre proposte, il Governo abbia aggiunto una beffa: oltre alla macelleria sociale, avete fatto uno spezzatino anche in materia di sanità. Direi che vi dovreste vergognare. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, ho letto il testo del maxiemendamento e ho fatto anche un sacco di orecchie ai fogli, per evidenziare dei passaggi di cui non riuscirò a parlare nei minuti a mia disposizione. Vorrei però iniziare il mio intervento leggendo il comma 64, in cui si istituisce un fondo pluriennale, con tante belle centinaia di milioni stanziati, per il rilancio degli investimenti degli enti territoriali. Questo comma rimanda al comma 297, per la precisione, in cui però si definanzia una parte di quanto viene stanziato nel comma 64. Poi si rimanda anche al comma 487, che contiene un ulteriore definanziamento. Quindi, alla fine, dalla lettura di tutti questi commi, si scopre che questo fondo è integralmente definanziato in altri commi. Abbiamo aspettato venti giorni per arrivare a leggere questa roba qua. (Applausi dei senatori Mirabelli e Pichetto Fratin) . In secondo luogo, sempre per chi volesse andare a guardare esattamente il testo e non si fidasse delle cose dette, c'è il capitolo relativo alle pensioni e in particolare al blocco della rivalutazione delle pensioni, dal comma 142- bis in avanti. In questa norma si stabilisce che per le pensioni che oltrepassano il triplo del minimo lordo - si tratta di 1.500 euro lordi mensili - c'è un blocco parziale o anche totale delle rivalutazioni. Qualcuno vuol dirmi che queste sono pensioni da privilegiati? Guardate che all'interno di questa platea c'è gente che è andata in pensione con la legge Fornero e quarantadue anni di contributi, a cui viene anche bloccata la rivalutazione. Si tratta di gente che prende 1.200 o 1.300 euro al mese di pensione a cui viene bloccata la rivalutazione. Si tratta di 400 milioni di euro di gettito, mentre per le pensioni di platino, che adesso sono diventate di platino, sono 140. E queste pensioni di cosa sono fatte? Di carbone? Andiamo avanti e soffermiamoci sull'emergenza xylella, grande cavallo di battaglia. Mi chiedo se a volte si guarda esattamente a quello che viene votato. All'emendamento 374- bis si prevede di fare un catasto degli ulivi monumentali, esclusi quelli che si trovano nella zona di quarantena, soggetti a radicazione. Praticamente, tutti gli ulivi monumentali centenari sono condannati e non esiste più la tutela che c'era prima, perché fuori dal catasto sono morti, non esistono più. Nello stesso tempo si stanzia un milione di euro - è vero, è poco, ma è il principio che conta - per il reimpianto, nelle zone dove avete radicato ulivi con il batterio xylella, di varietà tolleranti, non immuni (ricordo che tollerante vuol dire che puoi essere veicolo dell'infezione). Che facciamo, allora? Sradichiamo degli alberi che possono infettare e ne mettiamo altri che possono infettare allo stesso modo, dando anche dei soldi? Quale sarebbe la logica dell'operazione? Passo all'ultimo tema. Sono previsti degli incentivi e disincentivi per gli autoveicoli. In particolare, si vogliono disincentivare i veicoli inquinanti. Non si sa bene perché, ma le macchine diesel che percorrono 23 chilometri con un litro sono cattive, mentre non lo sono i grandi veicoli inquinanti come i camion: 15.000 centimetri cubi, doppio turbo, 1,5 chilometri con un litro. Infine, si prevedono incentivi per l'acquisto di veicoli ibridi. La stessa Toyota ha detto che l'ibrido è una sòla , che l'hanno introdotto solo per motivi commerciali e che non hanno più intenzione di proseguire su questa strada. E noi vogliamo dare incentivi fino a 3.000 euro per comprare qualcosa che il costruttore ha detto essere una schifezza? Colleghi, io ci rifletterei prima di inserire queste disposizioni in una legge di bilancio. Fate voi. (Applausi dai Gruppi Misto, PD e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà. *QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, questa manovra voleva passare alla storia. Credo che per due motivi ci riuscirà. Signori del Governo, sono abbastanza vecchio di quest'Assemblea, in quanto ne faccio parte da quasi quindici anni e, prima, sono stato il collaboratore di un Presidente del Senato. Ho visto dunque forzature del Regolamento e, a volte, anche cose inaccettabili da un punto di vista etico. Nella scorsa legislatura addirittura si mise la fiducia su provvedimenti riguardanti la coscienza. Vi faccio però presente che qui stiamo parlando di legge di bilancio. Chiunque conosca la teoria della rappresentanza - sicuramente il ministro Tria è tra questi -, sa che si tratta del fulcro della democrazia, perché per gli anglosassoni, - coloro che hanno inventato il parlamentarismo, - non c'è la possibilità di tassazione senza rappresentanza: no taxation without representation . Il fatto di non aver discusso la manovra in Aula, né in Commissione, e di aver compiuto oggi una forzatura per portare lo svolgimento del dibattito a un orario più tardo, certamente non influenzerà i sondaggi elettorali, perché simili questioni di metodo in realtà non interessano i cittadini, soprattutto in questo momento. Tuttavia, si tratta di uno sbrego pesante per la teoria della rappresentanza e la democrazia. Quali sono i rappresentanti con cui avete discusso questa manovra? L'avete fatto con i rappresentanti del popolo in Assemblea? L'avete fatto con i componenti della Commissione bilancio? Forse lo avete fatto all'interno del vostro Governo; nemmeno con i membri della stessa maggioranza e nemmeno con tutti i membri del vostro Governo. Per un fatto paradossale, forse le persone con le quali avete più discusso questa manovra e con le quali più vi siete confrontati sono quei vertici europei contro i quali avreste dovuto dimostrare la vostra forza. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Vi chiedo: ma perché una parte dei cittadini italiani si dovrebbe sentire rappresentata, tra qualche tempo, quando gli effetti di questa manovra si chiariranno? Perché, ad esempio, si dovrebbero sentire rappresentati i cittadini dell'Aquila, ai quali avete negato alcuni emendamenti che non comportavano spesa e altri che avevano copertura? Quando ne ho chiesto conto al commissario, mi è stato risposto che si era trattato di un errore della Ragioneria: i fondi c'erano e ci saranno. Perché quell'errore non è venuto fuori? Perché non vi è stata una sede di confronto. Il vostro confronto si è consumato interamente rispetto alla proposta ideologica che racchiudeva la vostra manovra, quella per la quale non molto tempo fa vi siete affacciati dal balcone di Palazzo Chigi; è stato un confronto esclusivo con quell'Europa che avreste voluto punire e dalla quale vi sareste voluti emancipare. Se volessimo fermarci agli slogan , si potrebbe dire che la vostra è stata la manovra più europeista che si sia mai vista in quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non soltanto perché il confronto privilegiato è stato con quei vertici, ma anche perché avete effettuato - scusatemi - una fuga francese e una ritirata spagnola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se aveste dato ascolto all'inizio ad alcune giuste osservazioni del ministro Tria, probabilmente non vi sareste trovati in questo imbarazzo. Cari amici, se da tutto questo c'è da trarre una lezione, è che la sovranità non è un articolo di fede; non è neanche una pretesa ideologica. Rileggete Machiavelli: tutto sommato il vostro Presidente del Consiglio si è comportato pragmaticamente, come i suoi amici contadini della provincia di Foggia, con quella cultura saldamente pragmatica, e probabilmente alla fine ha fatto anche bene. Se avessedato ascolto anche al cancelliere della sua città adottiva, avrebbe compreso che la sovranità alla fine è un rapporto di forza, e che le forze devono essere contemperate; che l'Italia non si può comportare come l'America di Trump e neanche come altre Nazioni. L'Italia, infatti, è strutturalmente più debole; non è vostra responsabilità e non è responsabilità di questo Governo: la vostra responsabilità è quella di non averlo voluto vedere e, per un tratto ideologico, di aver reso l'Italia ancora più debole. Oggi, infatti, sulla nostra testa pesano come una mannaia quelle clausole che, se dovessero scattare, determinerebbe una catastrofe nazionale. E voi lo sapete molto bene. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Io ho seguito - perché lo seguo sempre e dice cose intelligenti - il sottosegretario Garavaglia nel suo intervento. Ha parlato della lotta alla burocrazia, dei soldi che verranno sbloccati, di tutte le potenziali risorse produttive che questa manovra mette in movimento. Peccato che si sia riferito a un solo piatto della bilancia; lui conosce perfettamente l'altro piatto, quello in cui c'è il reddito di cittadinanza, quello in cui ci sono norme sulle pensioni che possono pure rispondere a regole di equità, ma che non sono realizzabili nella situazione di debolezza del nostro Paese. E lui sa perfettamente che quella spesa improduttiva non consentirà la crescita necessaria affinché il nostro Paese non vada in recessione, e sa perfettamente che quelle clausole sono destinate a diventare realtà. Il vostro peccato è quello di aver reso l'Italia più debole e forse anche più divisa, perché questa manovra divide ancora di più il Nord dal Sud e divide ancora di più le zone interne, soprattutto quelle dell'Appennino meridionale, dalle zone costiere. Voi avete proposto il Governo del cambiamento. Con questa manovra probabilmente sarete i primi ad avere consapevolezza che tra qualche mese sarà necessario cambiare Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi speriamo che ciò possa avvenire attraverso le regole della democrazia rappresentativa o, magari, anche con un'elezione anticipata, e non attraverso un nuovo sbrego di sovranità, perché qualche straniero viene chiamato qui a riparare i danni che avete fatto per una proposta unicamente ideologica, che non ha nessun contatto con la realtà. Auguri! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, nonostante da varie settimane fosse chiaro che il Governo stava consumando uno scandalo parlamentare di dimensioni enormi, non pensavo d'intervenire in questo dibattito. Ho cambiato opinione per quello che ho sentito nella discussione generale e per quello che ho visto nelle ultime ore di questa vicenda. Credo che tutti qui, in quest'Aula, abbiano avvertito un sottofondo di spavento un senso di paura per il futuro, una consapevolezza che i nostri destini sono nelle mani di chi considera le regole dello Stato e dell'Europa due fastidiosi ostacoli da abbattere. (Applausi dal Gruppo PD) . Questa è la grande questione politica che sta distruggendo il futuro del nostro Paese. L'Italia è governata da forze che non credono nello Stato e non credono nell'Europa. E se, alla fine, Di Maio e Salvini hanno ceduto, certo non lo hanno fatto per spirito europeista, ma per la paura delle conseguenze cui la loro irresponsabilità stava, e sta tutt'ora, esponendo l'Italia. Anche negli interventi dei senatori di maggioranza, depurati dai toni laudatori cui sono obbligati, ho percepito inquietudine e grande incertezza. Persino i toni forti dei senatori Bagnai e Bottici, persino le grida scomposte dei senatori Romeo e Patuanelli nascondevano il disagio di chi è chiamato a difendere una causa che sa essere indifendibile. Ma io avverto nell'aria un elemento politico nuovo, signor Presidente, perché anche molti senatori della maggioranza stanno accorgendosi del cul de sac in cui il Governo ha ficcato l'Italia. Anche loro sanno che, nei prossimi mesi, poi per tutto il 2019 e dopo per gli interi anni 2020 e 2021, per l'Italia ogni giorno sarà durissimo, sempre con la spada di Damocle europea sulla testa, sempre alle prese con i controlli e le gravissime condizioni finanziarie cui siamo stati sottoposti in cambio delle mancate sanzioni. Una pace di Pirro che gli italiani pagheranno molto cara. L'Italia ha mostrato arroganza con l'Europa, ha ingiuriato la Commissione, ha predicato un sovranismo eunuco e, come conseguenza, è stata messa in libertà vigilata, non solo dalla Commissione, ma anche da tutte, proprio tutte, le Nazioni dell'Unione europea, compreso Orban, compresa Visegrad, compresa la Lega Anseatica. Quest'anno, né le Commissioni, né l'Assemblea del Senato hanno potuto, non dico votare o esaminare, ma neanche leggere il disegno di legge di bilancio e io stesso ora sto intervenendo senza conoscerne nel dettaglio il testo. È per questo che non parlo del merito delle misure, ma solo della dimensione politica del tradimento della democrazia che è in atto. Temo - lo dico seriamente - che neanche la maggior parte dei Ministri e dei Sottosegretari, escluso certamente il ministro Tria e il sottosegretario Garavaglia, abbiano potuto leggere la manovra, un testo che è arrivato al Senato due ore fa per essere votato con la fiducia tra poco più di un'ora. Mi rivolgo ai senatori del MoVimento 5 Stelle e della Lega che erano in Senato nella scorsa legislatura: sono certo che si ricordano le urla, gli insulti, il clima surriscaldato, i cartelli, le invasioni dell'emiciclo e persino l'occupazione dei banchi del Governo, con cui tante volte loro stessi protestavano contro una maggioranza che negli scorsi cinque anni mai si era permessa di mortificare e offendere il Parlamento. Quei senatori, ieri all'opposizione, oggi in maggioranza, ricordano tutto questo. Lo ricordano certamente e, conoscendo molti di loro, sono certo che sentono il peso non solo delle contraddizioni a cui sono costretti, ma anche della distanza siderale che separa le loro promesse elettorali dalle politiche che Salvini e Di Maio li costringono a votare. Tra poche ore la legge di bilancio tornerà alla Camera. I deputati della maggioranza saranno costretti ad approvarla con la fiducia, ad approvare un testo totalmente diverso da quello che hanno già votato un mese fa. Dopo poche settimane, due voti di fiducia a uno stesso disegno di legge, ma con due testi diversi. E se ci pensate con serenità, colleghi della maggioranza, è una situazione incredibile; in un Parlamento, come il nostro, dove i Regolamenti non consentono di ripetere il voto nemmeno su un emendamento approvato per errore, può accadere che la realtà superi la fantasia. Oggi accade che un disegno di legge venga completamente riscritto e fatto rivotare con la fiducia dopo pochi giorni. Sono certo che quei deputati che verranno chiamati a dare due voti di fiducia su due testi diversi, si renderanno conto di essere stati usati, di non contare nulla e di obbedire a personaggi senza equilibrio, senza esperienza e senza scrupoli. Ecco, osservando i senatori della maggioranza, interpretando i loro silenzi, la retorica dei loro interventi a sostegno del Governo e il loro visibile disagio, si possono incominciare a vedere tra loro delle crepe politiche, dei segni di inquietudine e la preoccupazione di non potercela fare. Questa disgraziata legge di bilancio verrà approvata. L'Italia eviterà l'esercizio provvisorio, ma il trauma di questi giorni avrà effetti politici rilevanti, signor Ministro, soprattutto nella coesione dei Gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega. Politicamente, quel che è accaduto in questi giorni mette la maggioranza su un piano inclinato, segna l'inizio di un percorso di declino, aprirà nei Gruppi parlamentari di Lega e 5 Stelle accesi dibattiti interni, approfondirà il solco tra i due partiti e costringerà il Governo a rendere sempre più esplicito il vero progetto di fondo che questa maggioranza intende propinare all'Italia. È sulla natura eversiva di questo progetto che con il Partito Democratico non è possibile nessuna trattativa. Ieri sera, al centro del bell'intervento della senatrice Bonino, c'era la denuncia dello scandalo di una maggioranza che non perde occasione per indebolire la nostra democrazia parlamentare. Ho molto apprezzato l'intervento della senatrice Bonino, ma con sincerità debbo dirle che lo strame che Governo e Parlamento stanno facendo della democrazia non mi ha proprio sorpreso: l'ho già detto molte volte e lo voglio ripetere. Nel progetto di democrazia diretta che è al centro del programma di Governo (poco fa c'era qui un Ministro che ha proprio questo incarico), il Parlamento è un intralcio che prima va indebolito e poi va abolito. La senatrice Bernini ha ricordato che Grillo ha detto: «Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno». Io non ci trovo niente da ridere in questa affermazione, perché cos'altro vuol dire, come è stato detto, che quando vi sarà un referendum alla settimana il MoVimento 5 Stelle potrà anche sciogliersi perché avrà raggiunto il suo obiettivo? E cosa vuol dire - è stato detto anche questo - che fra dieci anni si potrà abolire lo stesso Parlamento che sarà diventato inutile? Cosa vuol dire il Presidente del Consiglio quando si lagna di non poter controllare il Parlamento? Cosa vogliono dire gli attacchi continui dei due Vice Presidenti del Consiglio alla magistratura, alla Banca d'Italia, ai dirigenti del Ministero dell'economia, alle organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori, alle associazioni di volontariato, alla libera stampa? Signori senatori, tutto è stato chiaramente detto e a nessuno di noi sarà più permesso di dire: «Io non sapevo, io non avevo capito». La verità è che la democrazia diretta che la maggioranza pentaleghista vuole imporre all'Italia (Il microfono inizia a lampeggiare) - mi dia ancora un minuto, Presidente - al posto della democrazia parlamentare non tollera né corpi intermedi né bilanciamento dei poteri; prevede che alla fine possano sopravvivere solo due livelli: il popolo e il capo. Ecco, questo è il regime che vogliono per l'Italia e al quale si può dare un solo nome possibile: peronismo (peronismo in salsa Salvini, naturalmente; peronismo in salsa Di Maio). Concludo, signor Presidente, con un appello al Presidente del Senato e al Presidente della Camera, per cui le chiedo di farmi da tramite. Davanti allo scempio dell'onore del Parlamento di cui questo disegno di legge di bilancio è solo l'ultimo atto, le Presidenze delle Assemblee non possono più far finta di niente, e devo dire con franchezza al Presidente del Senato che il suo richiamo di ieri sera va apprezzato, ma non basta: la ferita è troppo profonda perché tutto finisca così. Rispetto il Presidente del Senato e so che è stata eletta per tutelare e difendere le prerogative della nostra Assemblea e il prestigio dei senatori, ma so anche che solo il presidente del Senato può intervenire non chiedendo, ma pretendendo con la sua autorevolezza che il Senato non venga offeso, umiliato e mortificato. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi senatori, che contiamo così poco, non possiamo fare un granché; solo il presidente del Senato può dare battaglia dall'alto della sua carica, a favore non di una parte ma dell'intero Parlamento, ricordando a Governo e maggioranza che le istituzioni possono, anzi debbono essere riformate, ma bisogna farlo a viso aperto e non così, spolpandole surrettiziamente come un carciofo, un giorno sconvolgendo le prassi parlamentari e un'altro stravolgendo l'istituto del referendum , oppure trattando la riduzione del numero dei parlamentari non come una misura di riqualificazione del Parlamento, ma come uno dei tanti paragrafi della riduzione dei costi della politica. E avete capito bene. VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSd'AZ. Basta! PRESIDENTE. Va bene, la ringrazio, senatore Zanda. ZANDA (PD) . Mi scusi, Presidente, mi faccia finire. PRESIDENTE. Le ho già dato un minuto e mezzo in più. La ringrazio, senatore Zanda. Tra l'altro, credo che la sua argomentazione fosse comprensibile e completa. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sull'umiliazione del Parlamento abbiamo detto molto in questi giorni e in queste ultime ore. Abbiamo detto della sua mortificazione, che però vorrei dire qui - e spero che anche il senatore Zanda mi ascolti - purtroppo, è una mortificazione le cui radici si sono insinuate, come un male oscuro, da molto tempo. Forse non siamo stati in grado di capire che era necessario mettere in campo gli anticorpi per ridare forza alla democrazia parlamentare. La tentazione di mettere in disparte i corpi intermedi, di costruire un rapporto diretto tra il capo e il popolo è stata avvertita ed è stato denunciato da molti di noi negli ultimi tempi. Il punto - lo dico al ministro Fraccaro e gliel'ho detto anche prima - non è contrapporre la democrazia diretta alla democrazia parlamentare, perché rafforzare gli istituti di partecipazione serve non per sostituire la democrazia parlamentare, ma per rafforzarla. Rafforzare gli istituti di partecipazione significa ridare forza e voce alla società e ai corpi intermedi e soprattutto rafforzare il Parlamento: esattamente il contrario di quello che abbiamo visto in questi giorni e in queste ore. Qualcuno ha parlato di sconcio o di mortificazione, ma è come se avessi sentito quasi un fastidio diffuso e continuo da parte del Governo, anche e soprattutto della maggioranza, a voler discutere e esercitare il proprio ruolo. Lo dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle: quando protestavate per le tante fiducie - protestavo anch'io e continuo a farlo - avevate promesso anche questo ai cittadini, nella battaglia referendaria in difesa della Costituzione, quando avevate fatto un tour , e avevate tenuto comizi per dire che bisognava ridare forza alla Costituzione. Noi di Liberi e Uguali siamo rimasti fedeli a quella battaglia costituzionale e ribadiamo qui che la Costituzione si difende sempre, non solo quando si sta all'opposizione o quando si scambia la discussione o una battaglia referendaria ampia e istituzionale solo per una battaglia politica. Dico questo nel momento in cui questo Parlamento e quest'Aula del Senato, che noi abbiamo difeso strenuamente anche nella battaglia referendaria, sono stati assolutamente umiliati. A proposito di umiliazione, è stato umiliato anche il nostro Paese, perché la battaglia sovranista, fatta guardando solo alla propaganda, invece che alla sostanza, ha prodotto il fatto che invece di costruire alleanze in Europa per mettere in discussione quelle regole del rigore che ci hanno strozzati e che hanno prodotto tanta sofferenza in Italia, voi alzate i toni, provocate, non costruite alleanze, forse perché i vostri alleati erano solo e unicamente quelli che erano più rigoristi degli altri. Non avete costruito una strategia - non c'è il senatore Bagnai questa sera, ma in qualche modo lui l'ha detto ieri nel suo intervento - anche nel momento in cui era possibile costruirle, queste alleanze, perché c'era uno scontro aperto tra i vari Paesi. Voi siete riusciti nel miracolo di farli unire tutti contro il nostro Paese. Tutto questo ha portato a un esito disastroso. Volevate fare una prova di resistenza, ma in realtà il cedimento è stato strutturale. La prova di resistenza ha prodotto un cedimento strutturale e l'elemento simbolico più eloquente è l'ordine di Bruxelles di ritardare l'intervento di Conte in Aula perché ad annunciarlo dovevano essere Dombrovskis e Moscovici. Per questo parlo di umiliazione. L'Italia oggi è più subalterna che mai e, soprattutto, siete riusciti nel miracolo di farci legare le mani più di quanto non fosse a settembre e la Commissione ha fatto in modo che fosse assolutamente chiaro. L'Italia sarà d'ora in poi un sorvegliato speciale, tenuto costantemente sotto tiro dalla Commissione con le verifiche - i due miliardi di caparra, tra l'altro, stanno a significare questo - a gennaio e a luglio. Invece voi continuate. Soprattutto i leader di 5 Stelle e Lega ci hanno ripetuto che le clausole di salvaguardia imposte dall'Europa non significano niente. È una bugia, come dimostra lo sforzo che si è dovuto fare quest'anno per sterilizzare l'aumento dell'IVA. È questa la voce che pesa più e per questo dicevo che siamo legati per tre anni: perché la vecchia clausola era di 13 miliardi, la nuova clausola per il 2020 è di 23 miliardi e per il 2021 è di 28 miliardi. Questo, con il deficit strutturale a zero virgola qualcosa, sapete cosa significa? Che noi, per tre anni, altro che manovra espansiva! Questo è il miracolo che siete riusciti a fare. Particolare significativo è che l'Italia l'anno prossimo non potrà ricorrere al deficit, avendo già portato il deficit a zero, né alla flessibilità, avendo già usato quest'anno quella possibile per il triennio. L'accordo capestro con l'Europa ha salvato la vostra propaganda di Governo. È significativo il giochino del 2,4 per cento diventato poi 2,04 per cento, pensando che gli italiani siano tutti non in grado di comprendere e avendo detto che sul 2,4 per cento di deficit non sareste mai tornati indietro. Questo accordo ha salvato la vostra propaganda, ma solo in cambio di una ghigliottina pronta ad abbattersi di nuovo sul nostro Paese e sui cittadini. Il tentativo di far credere che si possano fare le stesse cose con circa 10 miliardi in meno, altri 2 miliardi congelati per il prossimo anno e oltre 30 miliardi in meno nel triennio, è ridicolo ed è un insulto all'intelligenza degli italiani. Poi, magari, il ministro Tria ci spiegherà come si potranno fare questi miracoli. La realtà è che questa manovra darà poco a pochi e costerà molto a molti. Il maxiemendamento non abbiamo potuto esaminarlo in Commissione, ma abbiamo visto le nuove sorprese: ci troveremo ulteriori tagli agli investimenti, altri cinque miliardi di tagli. Esattamente il contrario di quello che avevamo detto. Avevamo detto che per noi il problema non è lo sforamento ma far ripartire il Paese, investire su un piano verde per fare medie e piccole opere, per costruire occupazione. C'è il rinvio delle assunzioni nella pubblica amministrazione e il blocco della indicizzazione delle pensioni medio-basse. Voi propagandate la questione delle pensioni d'oro o di platino, ma intanto andate a spiegare al pensionato, che avrà 1.050-1.100 euro, che ancora una volta dovrà pagare lui. Lo dico al senatore Lannutti: sempre nello stesso modo si fa cassa in questo Paese. E poi tagli per l'editoria - perché vi dà fastidio - che colpirà soprattutto i piccoli giornali. Nel complesso, il Paese alla fine sarà più povero, sia in termini di soldi che di pluralismo e cultura. La cosa più grave della manovra è quello che non c'è: il deficit sforato, ma non per un piano di investimenti pubblici capace di creare lavoro e reddito. Non è così solo per il presente ma anche per il futuro. Le clausole accettate implicano che non sarà possibile farlo neppure nei prossimi anni. Vi siete venduti il futuro in cambio della campagna elettorale per la prossima primavera e osate ancora parlare di una manovra espansiva. Ci vorrà un pochino, ma guardate che alla fine pagherete il conto, perché i cittadini lo capiranno. Dovreste riflettere, perché i sondaggi durano poco, poi arriva la realtà. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardo anche ai banchi del Governo, dove in questi giorni e in queste settimane raramente ho visto una presenza consistente del Governo. Questa sera, questa notte, vedo il ministro Tria e lo ringrazio, perché ritengo che questo Parlamento, che il Senato della Repubblica necessiti di avere un interlocutore e necessiti di essere ascoltato, perché il popolo italiano, i cittadini devono essere ascoltati. Purtroppo oggi è una serata, è una giornata, è un periodo che a noi che siamo qui a rappresentare il popolo italiano dà una certa tristezza. Credo che questa sia la volta nella quale il mio intervento avviene con più difficoltà. Faccio davvero fatica, colleghi, a trovare la forza e l'entusiasmo per rappresentare il pensiero che è in me stesso. Lo faccio per il clima politico che ho vissuto in queste due settimane: sono quindici giorni che io e molti altri miei colleghi della Commissione bilancio siamo rimasti qui, incollati al nostro territorio, alle nostre Commissioni e alle nostre sedie, per cercare di apportare un contributo al nostro Paese, però la disillusione è stata totale. Il nostro impegno, la nostra volontà, la nostra caparbietà in certi momenti, non sono serviti a nulla. Le istituzioni che rappresentiamo - e loro sì che sono importanti, non noi - purtroppo sono state delegittimate dal comportamento politico di questo Governo e di questa maggioranza. Oggi nella Commissione bilancio siamo stati chiamati ad esprimere un parere, che è qui e che avrebbe dovuto essere, per quanto di nostra competenza, un parere non ostativo oppure ostativo. Ebbene, io mi chiedo come abbiano fatto i colleghi ad avere la capacità di esprimere un parere in dieci minuti su circa 500 pagine di maxiemendamento. Noi di Fratelli d'Italia, per rispetto delle istituzioni, quelle istituzioni che sempre e comunque vogliamo onorare, proprio perché rappresentano il popolo italiano, siamo rimasti seriamente e responsabilmente in sede di Commissione, ma non abbiamo potuto e voluto votare, perché non avevamo gli elementi per esprimere alcun parere, visto che in dieci minuti non era possibile analizzare 500 pagine, tabelle, commi su commi. Questo è il clima nel quale noi oggi siamo arrivati a questa serata. Questo è il clima che mi porta a concludere gli interventi dei miei colleghi di Fratelli d'Italia e che poi porteranno il mio capogruppo, senatore Ciriani, ad annunciare il voto sulla fiducia. La responsabilità, però, ci dovrebbe portare tutti, maggioranza e opposizione, a un comportamento diverso. Non ho apprezzato neppure - e lo dico con quella sincerità che mi appartiene - un certo atteggiamento che il Partito Democratico ha avuto all'inizio di questa seduta. Dobbiamo rispettare le istituzioni; non è urlando o buttando carte per aria che si fa politica. Quindi, come la maggioranza non ha, per me, rispettato il Parlamento, nel momento in cui non ha permesso al Parlamento e alla Commissione di lavorare, ritengo che anche il Partito Democratico non sia stato coerente con quella serietà che il popolo italiano pretende da chi siede su questi scranni. Credo che ciascuno di noi, al di là dei partiti, debba prima di tutto essere qui non per fare del cinema o del teatro, ma per rispettare se stesso, i propri avversari politici e le istituzioni. Abbiamo il modo di farlo e di dirlo, possiamo dire le cose con forza e anche con una certa cattiveria, se vogliamo, ma dobbiamo farlo sempre in modo rigoroso e coerente, senza fare sceneggiate, perché il popolo ci guarda, signori. Cari colleghi, il popolo ci sta guardando e, come guarda la maggioranza, guarda anche la serietà con la quale l'opposizione porta avanti le proprie idee. Peraltro, mi sembra anche di ricordare che negli ultimi anni si sia andati avanti spesso a colpi di fiducia, magari non arrivando fino al punto di non far lavorare le Commissioni, ma il malcostume è iniziato da diverso tempo e pertanto da oggi, visto che siamo nell'imminenza del Natale, visto che siamo nell'imminenza (per chi ci crede) di una festività che ricorda la nascita, ciascuno di noi dovrebbe cercare di portare la rinascita nella politica, di portare una risposta, un senso di responsabilità, per il rispetto - lo dico e lo ribadisco - di chi ci ha votato, ma anche di chi non ci ha votato, ma ci vuole interpreti della volontà e della idealità di un Paese intero. Venendo al merito, signor Presidente, mi accingo a parlare di questa fiducia. Quale fiducia dovremmo discutere, quale fiducia dovremmo dare o negare a questo Governo? La fiducia su provvedimenti che secondo la nostra opinione non sono stati in linea con quello che serve al popolo italiano. È di pochi giorni fa l'approvazione da parte del Senato e della Camera della legge anticorruzione, che ha ricevuto perfino la disapprovazione degli avvocati e dei magistrati; un provvedimento che rischia, grazie a una demagogia che non ci appartiene, di lasciare sulla graticola per anni dei cittadini magari onesti, ma che si trovano a doversi confrontare con la giustizia. Penso alle prerogative costituzionali disegnate dai nostri Padri costituenti, che vengono trascinati per la giacca, perché qui tutti si fanno difensori della Costituzione salvo poi averla tagliata, rigirata e presa a proprio modo, per cui la Costituzione va bene da una parte, però non va bene quando difendeva le prerogative dei parlamentari nei confronti della giustizia, né quando ha portato alla difesa dei vitalizi; cioè sostanzialmente la Costituzione va bene quando va bene per noi e non quando doveva andare bene all'intero arco costituzionale. Ebbene, secondo me il provvedimento anticorruzione ha fatto scempio della Costituzione da un punto di vista giuridico e io mi auguro che nessuno di voi nei prossimi anni debba patire le conseguenze di questo giustizialismo demagogico che ha portato il Governo ad approvare quel provvedimento. La fiducia su questi argomenti sicuramente a noi non appartiene, ma forse dovremmo darla per quanto è successo in Commissione giustizia in questi giorni, per il fatto che, tramite un parere (che speriamo non venga recepito), voi avete cercato di estendere al diritto fallimentare delle norme che vogliono assolutamente negare la meritocrazia: volete aprire ai consulenti del lavoro l'attribuzione delle curatele fallimentari, cioè di materie che non appartengono loro. Sono tanti comunque gli esempi che dimostrano come la fiducia non si può dare. In questo disegno di legge di bilancio voi state andando a ledere l'autonomia delle casse professionali, cioè sostanzialmente andate a dire ad una cassa privata che si possono condonare i versamenti non dovuti. Le casse professionali, cari colleghi, sono private e come tali vanno rispettate, mentre questa maggioranza che oggi ci chiede la fiducia non rispetta neppure le casse professionali, oltre a non rispettare il merito, come ho detto prima. Fate dei tagli per 38 miliardi nel percorso triennale del disegno di legge di bilancio in esame che investono la produzione di questo Paese. Tagliate sulle ferrovie. Già, l'alta velocità non vi piace, amici a 5 Stelle, purtroppo. L'alta velocità è iniziata storicamente nel 1936, quando i primi treni andarono a oltre 180 chilometri orari, cercando di unire il nostro Paese, un'alta velocità colleghi - e lo ridico con forza perché la storia non la cancella nessuno - che ha permesso all'Italia di essere oggi il Paese più avanzato in Europa e se leggete e analizzate le cronache economiche, sapete quanto l'avvicinamento delle aree urbane e suburbane possa aiutare l'economia. Ebbene voi siete contro l'alta velocità, ma non solo, siete pure contro il rinnovamento delle linee ferroviarie regionali, perché gli avete tolto 800 milioni di euro. Avete attaccato i pensionati e coloro che guadagnano 1.500 euro da oggi in poi avranno un minore adeguamento del proprio reddito grazie al vostro intervento con questa legge. Potrei proseguire, ma purtroppo il tempo non me lo permette. Cari amici, cari colleghi, non è facendo demagogia e assistenzialismo che si crea ricchezza per il Paese. Purtroppo, e concludo, quella al nostro esame è una manovra finanziaria dell' austerity , che tra l'altro porterà il prossimo Governo, in vista del 2020, ad una manovra finanziaria già scritta. Avremo le mani legate grazie alla Legge di bilancio che voi oggi, in questa serata, vi attendete ad approvare. Fratelli d'Italia certamente non potrà dare il proprio voto. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, ci avviamo a votare la legge di bilancio in una condizione che ha pochi precedenti, una condizione di strappo istituzionale e di aperta violazione delle regole, come purtroppo abbiamo visto nella seduta di oggi della Commissione bilancio. Una settimana in Commissione a fare finta di discutere della legge e degli emendamenti, senza votarne nemmeno uno. Un maxiemendamento che ha completamente riscritto la manovra che era stata approvata dalla Camera, presentato in enorme ritardo, con errori, fino al pasticcio dell'emendamento sul noleggio con conducente, prima inserito e poi tolto, appellandosi ad un inesistente problema di copertura, per fare poi un decreto, a quanto pare, in una seduta notturna del Consiglio dei ministri. Personalmente trovo spiacevole che questo importante dibattito, la discussione generale sul più importante provvedimento che assume il Parlamento, non veda l'intervento dei senatori della maggioranza, tra i quali si annoverano molte persone di valore. (Applausi dal Gruppo PD) . Ci avrebbe fatto piacere conoscere il loro pensiero, ma evidentemente c'è un ordine di scuderia. Non possono parlare e non possono dire quello che pensano. Non fatevi trattare come delle marionette. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il luogo della democrazia e del confronto delle idee tra maggioranza e opposizione e anche voi avete il diritto e il dovere di dire la vostra. Stiamo discutendo al buio la legge di bilancio, al termine di un percorso gestito disastrosamente. Presidente, se non ci fossero di mezzo i soldi degli italiani, che sono una cosa seria, questo percorso potremmo definirlo una farsa in tre atti. L'avvio del primo atto l'abbiamo tutti bene in mente: la notte del 27 settembre, il balcone di Palazzo Chigi, il vice premier Di Maio accompagnato dai suoi Ministri e dalla claque di parlamentari e portaborse, che festeggiavano la manovra del popolo, il 2,4 per cento per tre anni, l'abolizione della povertà, lo smantellamento della legge Fornero. Avevamo evidenziato da subito i limiti di quella manovra e di quella propaganda: l'enorme debito pubblico, l'assenza di misure per la crescita, una manovra totalmente sbilanciata sulle spese correnti. Voi, invece, per due mesi avete alimentato nel Paese una grande illusione: che fosse possibile accontentare tutti, che fosse possibile rispettare un contratto di governo irrealizzabile, l'illusione di finanziare a debito la manovra e di prescindere dall'Europa, dalla zona euro e dai partner con cui condividiamo la moneta unica. Avete avviato con l'Unione europea uno scontro insensato, tutto politico e finalizzato a fare di quello scontro un pezzo della campagna elettorale per le elezioni europee del 2019. Così facendo, signor Presidente, il Governo e la maggioranza hanno lanciato l'Italia a tutta velocità contro un muro, mandando lo spread alle stelle, avviando la crescita dei tassi d'interesse per le famiglie e per le imprese, provocando un crollo ininterrotto della fiducia dei consumatori e delle imprese, una fuga di capitali con pochi precedenti e, purtroppo, lo scivolamento del Paese verso la recensione dopo quattordici trimestri di crescita consecutiva. (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate, prima o poi bisognerà fare i conti su quanto siano costati agli italiani questa follia e questi due mesi di gestione insensata della legge di bilancio. Sono costi che possiamo valutare in miliardi di euro bruciati in interessi sul debito pubblico e in miliardi di euro di ricchezza dei risparmiatori andati in fumo. Il secondo atto inizia tra il 21 e il 22 novembre. Ministro Tria, il 21 novembre la Commissione europea respinge la seconda versione del documento programmatico di bilancio e avvia i primi passi della procedura di infrazione. Il 22 novembre suona il vero campanello d'allarme: l'asta dei BTP Italia va semideserta, il flop peggiore dal 2012, l'allarme vero per un Paese che l'anno prossimo dovrà collocare 400 miliardi di debito pubblico con il rischio che nessuno si compri il debito pubblico italiano, a partire dai risparmiatori italiani. In quei due giorni avete scoperto che il problema più grosso dell'Italia non era nelle stanze di Bruxelles, ma nel nostro Paese, in un muro verso cui avevate lanciato l'Italia e che era molto più vicino di quanto voi stessi vi poteste rendere conto. In quel momento avete innestato la retromarcia e ripreso il negoziato con l'Unione europea, ma l'avete ripreso nelle condizioni peggiori, con un Paese isolato come mai era accaduto in passato. Era isolato rispetto ai grandi partner europei, isolato anche nei confronti di quei Governi sovranisti, che teoricamente dovrebbero essere amici di Matteo Salvini e del MoVimento 5 Stelle e che, invece, sono stati i più duri a pretendere il rientro dell'Italia nei parametri europei. (Applausi dal Gruppo PD) . I vostri amici e i vostri alleati sono stati i primi a mettervi con le spalle contro un muro e a costringervi a innestare la retromarcia. Vengo, infine, al terzo atto di questa farsa. Il 19 dicembre, due giorni fa, si raggiunge l'accordo con l'Unione europea. Il vice premier Salvini - che vedo fare capolino in quest'Aula - aveva con il suo solito tono sprezzante parlato di una letterina di Babbo Natale. Vice premier Salvini, la letterina c'è stata, ma è stata quella che il presidente del Consiglio Conte e il ministro dell'economia Tria hanno mandato a Jean Claude Juncker, Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis dicendo che l'Italia era pronta a tornare indietro sui suoi passi, che la manovra del popolo era uno scherzo e che si andava invece a riequilibrare per rispettare le regole europee. (Applausi dal Gruppo PD) . Tutto ciò avveniva nella mortificazione del Parlamento italiano, costretto a fare da spettatore a questa farsa e privato di informazioni essenziali che erano state date alla Commissione europea, ma non al Senato della Repubblica, con tanti saluti alle parole d'ordine sovraniste, alla Repubblica italiana e a una manovra del popolo che dal 19 dicembre non esiste più. Signor Presidente, noi siamo felici che l'Italia abbia evitato la procedura di infrazione. Sia chiaro: noi facciamo sempre il tifo per il nostro Paese. La procedura di infrazione sarebbe stato il colpo di grazia per un Paese avvitato nell'instabilità finanziaria. Gli italiani, però, devono sapere il prezzo altissimo di questi due mesi di follia che saranno costretti a pagare per l'insipienza, il dilettantismo e l'avventurismo con cui è stato gestito il percorso della legge di bilancio. È un prezzo che sta scritto nelle tabelle che vi siete rifiutati di dare alla Commissione bilancio e che finalmente abbiamo potuto leggere. È il prezzo di una manovra che non è più espansiva: è neutra nel 2019 e recessiva negli anni successivi. È il prezzo di due bandiere propagandistiche, il reddito di cittadinanza e quota 100, che hanno un terzo delle risorse in meno rispetto agli stanziamenti iniziali. Cari amici, gli italiani non hanno le fette di salame sugli occhi e non potrete andare avanti a lungo a raccontare che, con un terzo di soldi in meno, interesserete la stessa platea e con la stessa tempistica a provvedimenti come il reddito di cittadinanza e quota 100. Le nozze non si fanno con i fichi secchi. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, le risorse per la crescita erano già molto limitate nella versione iniziale e il maxiemendamento che ha presentato il Governo riduce le risorse per gli investimenti. Altro che crescita! Questa è diventata una manovra tutta sulla parte corrente ed è una manovra che fa cassa sulle pensioni di 3 milioni di italiani, blocca le assunzioni nella pubblica amministrazione e lascia sulla testa degli italiani una gigantesca spada di Damocle, con 23 miliardi di euro di aumento dell' IVA nel 2020 e 29 miliardi di euro nel 2021. Sapete quali saranno le conseguenze di questa spada di Damocle? Chi avrà la sfortuna di impostare la manovra per il 2020 potrà fare solo due cose: aumentare le tasse, perché nessuno è in condizione di smontare questa clausola di salvaguardia, e dire agli italiani che abbiamo scherzato e che quota 100 e reddito di cittadinanza sono le promesse di una stagione, buone per le elezioni europee, ma che non ci saranno i soldi per andare avanti a lungo con queste misure. (Richiami del Presidente). Ho concluso, signor Presidente. Abbiamo evitato di andare contro un muro - questo sì - ma abbiamo messo un cappio sulla testa degli italiani, perché l'IVA al 26,5 per cento è un cappio e una spada di Damocle. (Applausi dal Gruppo PD) . Con questa manovra tirate a campare per i prossimi mesi, ma avete compromesso il futuro di questo Paese. Noi non lo accetteremo e voteremo contro, ma saranno gli italiani a non perdonarvelo. (Applausi dal Gruppo PD. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tosato. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei chiarire che anche per il Gruppo Lega è un rammarico che non si sia potuti arrivare in Aula con i relatori e, nonostante questo, penso si possa affermare che il lavoro in Commissione, al di là degli avvenimenti delle ultime ore, non sia stato inutile. Il lavoro è stato utile, sia nell'Aula della Commissione bilancio, sia negli incontri informali e se oggi abbiamo un maxiemendamento, lo abbiamo anche perché i componenti della Commissione bilancio, di maggioranza e di opposizione, hanno lavorato insieme per migliorare questa manovra. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). È stata fatta una scelta obbligata, a fronte di una trattativa con la Commissione europea che è durata, ahimè, fino al 19 dicembre. È stata fatta una scelta necessaria per evitare l'esercizio provvisorio ed è stato un tempo utile, perché ha permesso al nostro Paese di evitare la procedura di infrazione. Quindi, dispiace per quanto accaduto, ma abbiamo la certezza di aver fatto tutto il possibile perché il dibattito parlamentare non fosse inutile e avesse una sua utilità. VOCE DAL GRUPPO PD. Quale dibattito? TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Parliamo dei contenuti della manovra. Innanzitutto per noi era fondamentale riformare la legge Fornero. Era un patto che avevamo preso con i cittadini e che dovevamo onorare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Con questa manovra si fa giustizia per centinaia di migliaia di cittadini che hanno subito una riforma ingiusta e inaccettabile. Si è parlato di vergogna, ma quella legge è stata una vergogna e dovrebbe vergognarsi chi l'ha votata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Non certamente le forze politiche che oggi si assumono la responsabilità di cambiarla e riescono a realizzare questo importante risultato. Forse sfugge a qualcuno il significato della parola esodati, ma ricordiamo bene che quella legge ha causato anche questo dramma. Negli ultimi anni il nostro Paese è passato dalle cosiddette baby pensioni a una delle età pensionabili più alte d'Europa. Era una cosa inaccettabile, che con questa manovra viene cambiata. La manovra contiene altri provvedimenti che riteniamo utili, a cominciare dall'inizio della flat tax, che parte da soggetti spesso colpiti dal fisco (parlo delle partite IVA). Vi sono inoltre provvedimenti riguardanti l'Ires (che viene abbassata dal 24 al 15 per cento per chi investe in attrezzature e creazione di posti di lavoro), il taglio del 30 per cento delle tariffe dei premi INAIL per le aziende, l'aumento della deducibilità dell'IMU sui capannoni, la cedolare secca per i negozi sfitti, nonché lo stanziamento di 15 miliardi di euro per investimenti pubblici per la manutenzione di strade, scuole e infrastrutture. Ricordo altresì la previsione di 1,5 miliardi per i risparmiatori truffati, anche questa una grande vergogna del passato, su cui finalmente interveniamo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Parliamo di una manovra che prevede uno stanziamento di un miliardo di euro per la famiglia, aumenti significativi per il sociale, maggiori stanziamenti per la sanità e l'edilizia sanitaria, la redistribuzione del reddito per le famiglie che più risentono della crisi economica e lo sblocco delle risorse per gli enti locali (dall'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, al fondo di 400 milioni per i Comuni e 250 milioni per le Province che devono fare manutenzione di scuole superiori e strade). Ci sono anche altri provvedimenti che costituiscono per noi motivo di orgoglio. Penso, ad esempio, alla proroga di quindici anni delle concessioni demaniali marittime, il no alla cosiddetta direttiva Bolkestein, grazie alla tenacia del ministro Centinaio, del capogruppo Romeo e del senatore Ripamonti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In poche parole, questa è una manovra che mette al centro equità, giustizia sociale e investimenti per lo sviluppo. C'è poi il capitolo riguardante la trattativa con l'Europa. Qualcuno ha affermato ripetutamente che noi ci siamo arresi, ma ricordiamo da dove arriviamo. Noi veniamo da sei anni di manovre che sono state letteralmente dettate e imposte da Bruxelles. Noi abbiamo invece avviato una trattativa ferma e responsabile. Come tutti ricorderete, nel 2011 un Governo è caduto perché qualcuno voleva imporre la manovra al nostro Paese (gli amici di Forza Italia dovrebbero ricordarselo prima di tutti). Dopo di che, abbiamo avuto il Governo Monti, con il cosiddetto decreto salva Italia, una manovra di 18 miliardi di tagli lineari e 18 miliardi di nuove tasse: questi sono i provvedimenti votati da chi oggi è all'opposizione e ci fa la morale! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Dopo aver votato quella manovra e la legge Fornero, è ridicolo fare la morale a questa maggioranza e a questo Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . I successivi Governi del PD hanno fatto ancora peggio: avete svenduto il Paese in cambio dell'autorizzazione a spendere in deficit ; avete autorizzato l'arrivo di centinaia di migliaia di presunti profughi in cambio di flessibilità sui conti pubblici. Questa è la verità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è il recente passato e, con il voto dello scorso 4 marzo, gli italiani lo hanno cancellato, lo hanno spazzato via. Questo Governo non poteva fare una manovra con un deficit pari all'1,6 per cento, come voleva imporre l'Unione europea. Grazie al lavoro del nostro Presidente del Consiglio e del Ministro dell'economia e delle finanze abbiamo ottenuto un ottimo 2,04 per cento, che dà speranza per il futuro. Sappiamo che molto di più si doveva fare e molto c'è ancora da fare per rimediare a una situazione che è ancora drammatica per la nostra economia e per il Paese. Con questa manovra non abbiamo risolto tutti i problemi del nostro Paese - non abbiamo questa presunzione - ma sicuramente siamo orgogliosi di molti dei provvedimenti in essa contenuti. Ci sono anche degli aspetti negativi, che voglio citare. Ve ne sono due su tutti. Mi riferisco all'abrogazione delle agevolazioni Ires per gli enti non profit ; si tratta di un provvedimento necessario, dettato probabilmente da alcune sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, cui prima o poi dovremo porre rimedio. Dispiace poi non essere riusciti a rivedere la norma sulla fatturazione elettronica, che - ricordo - è stata voluta dal precedente Governo, con una copertura di due miliardi di euro: noi non eravamo nelle condizioni di aumentare le tasse, né di operare ulteriori tagli per un ammontare pari a due miliardi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Siamo tutti consapevoli che per governare serve grande umiltà e grande equilibrio, ma anche grande determinazione e questo Governo sta dimostrando di avere queste qualità. Accettiamo certamente le critiche dei cittadini rispetto a questa manovra; non potremmo fare altrimenti, è normale che accada così. Ma una cosa è certa: non accettiamo lezioni da chi ha sostenuto i Governi degli ultimi sei anni. Non accettiamo lezioni da chi ha sostenuto il Governo Monti, il Governo della recessione, delle tasse e dei tagli indiscriminati. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Non accettiamo lezioni da chi ha messo in ginocchio gli enti locali, da chi ha approvato l'infame legge Fornero, da chi ha svenduto gli interessi del Paese, da chi ha trasformato l'Italia nel campo profughi d'Europa. Non accettiamo lezioni da chi ha arricchito il business delle cooperative dell'accoglienza. Non accettiamo lezioni da chi non ha saputo tutelare i risparmiatori truffati dalle banche. Non accettiamo lezioni, in definitiva, da chi ha fallito. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Perché l'Italia è il fanalino di coda in Europa per la crescita del PIL, per il tasso di disoccupazione, per i milioni di famiglie sotto la soglia di povertà. Questo Governo rappresenta una speranza per la maggioranza degli italiani e non intendiamo e non vogliamo deluderli. Vogliamo dimostrare che si può essere orgogliosamente europei, senza essere schiavi di un sistema perverso che schiaccia senza scrupoli i più deboli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Noi non vogliamo un'Europa che, per tutelare gli interessi dei pochi, cancelli i diritti dei molti. Questo è il vostro modello di Europa, non il nostro. Il Governo ha piena legittimità per continuare: ha la fiducia in Parlamento e ha la fiducia nel Paese. Mi rivolgo al Governo: avete dimostrato equilibrio e determinazione, coraggio e senso di responsabilità. Il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione si assumerà la responsabilità di sostenere questa manovra e l'azione del Governo del cambiamento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Abbiamo la consapevolezza che questa non è una manovra perfetta, ma anche la forza e la determinazione di chi ha la fiducia della maggioranza dei cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Finché sarà così, non saranno certamente le vostre urla in Parlamento a poterci fermare. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. I senatori del Gruppo L-SP-PSd'Az si levano in piedi. Molte congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli senatori, signori del Governo, avrei voluto iniziare il mio intervento sottolineando come, nonostante l'andamento a dir poco discutibile dei lavori d'esame di questo disegno di legge di bilancio, dal confronto parlamentare potesse uscire comunque qualcosa di buono e utile per i cittadini. Invece - ahimè - così non è stato. Vorrei soffermarmi, prima di tutto, su un aspetto del maxiemendamento. Come senatore, come Presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, ma soprattutto come donna e come mamma, è un aspetto che ritengo della massima importanza. Mi riferisco al tema degli orfani per crimini domestici: oggi, nel testo che ci apprestiamo a votare, restano soltanto 5 milioni di euro, a fronte dei 12 milioni richiesti ma soprattutto necessari. Per finanziare, invece, il reddito di cittadinanza, nell'estremo tentativo di riconquistare la fiducia e la fedeltà del vostro elettorato, avete trovato addirittura (ma forse solo sulla carta) 7 miliardi di euro per il solo 2019. (Brusio). Potete uscire se non vi interessa. Per gli orfani del femminicidio è iniziata in anticipo la stagione dei saldi, ma sul dolore di chi resta non si può e non si deve fare nessuno sconto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma veniamo alla vostra sconfitta. Davanti al Paese, nonostante l'ora tarda, avete sollevato volontariamente - o forse inconsapevolmente - un polverone di annunci contrastanti tra loro, per non far capire nulla agli italiani e al Parlamento. Mi chiedo allora se ci fate o se ci siete, perché ancora non l'ho capito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Però vi avviso: potete toglierci tutto, ma non potete togliere a questo Parlamento il diritto di sapere come il Governo intende spendere i soldi degli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se viene meno la possibilità del Parlamento di effettuare questo controllo, viene meno proprio l'idea di rappresentanza parlamentare, viene meno la sovranità del popolo che il Parlamento rappresenta. È alquanto bizzarro che un Governo che si professa sovranista e populista sia poi, di fatto, contro la massima espressione della sovranità popolare. Doveva essere la manovra del cambiamento, ma è stato il cambiamento della manovra! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci avete concesso soltanto qualche misera ora per decidere le sorti degli italiani. Quindi, vi chiedo se per voi i cittadini italiani valgono soltanto qualche misera ora. Abbiamo fatto insieme a voi, Lega e MoVimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura una battaglia comune contro il Partito Democratico che faceva votare provvedimenti a colpi di fiducia notturna. Ma in una cosa siete riusciti: togliere il primato a Renzi! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voi state emulando il metodo delle slide , dei tweet , delle promesse cui non seguono i fatti, dell'apparenza e non della sostanza; ma, ancora di più, ci sorprende che state imitando i difetti della peggiore vecchia politica: Ministri e Sottosegretari che si sottraggono al giudizio del Parlamento, misure fantasma, sedute notturne per nascondere i contenuti agli italiani. Ieri gli interventi dei senatori Patuanelli e Romeo mi hanno colpito, perché il loro imbarazzo era talmente palpabile da far risultare il contenuto del loro intervento addirittura imbarazzante. Senatore Romeo (che non vedo), lei è riuscito a parlare di braccio di ferro con l'Europa. Le do due notizie: intanto, il braccio di ferro con l'Europa non è ancora finito. Questo round l'avete perso, ma, se vi fa piacere, l'avete perso con molta fermezza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La seconda notizia è che la conferma che questa meravigliosa manovra sia, al contrario di quanto lei ha affermato, il prodotto del copia-incolla dei fax di Bruxelles sta nel fatto che la stessa è stata benedetta dallo stesso senatore professor Mario Monti (che non vedo). Quindi, se addirittura il professor Monti, come già annunciato, voterà la fiducia, che ha confermato essere, mai come in questo caso, dettata da Bruxelles, allora sarà più semplice per gli italiani capire in che direzione andrà l'Italia nei prossimi mesi. Di una cosa, però, dobbiamo darvi atto di aver mantenuto la parola: non siete arretrati di millimetri ma di miliardi di euro. Avete fatto un'inversione a U e non siete stati promossi, ma rimandati a gennaio. La procedura di infrazione incombe ancora sulla testa degli italiani. L'Italia rimane un sorvegliato speciale sotto tutela, con tanti saluti al sovranismo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E risulta offensivo nei confronti dei cittadini che il MoVimento 5 Stelle sui social e in televisione si vantino di successi inesistenti, che continuino a raccontare menzogne su menzogne, delle quali ormai si è perso il controllo, perché ogni giorno ce ne sono di nuove e diverse che fanno dimenticare quelle del giorno prima. In confronto, la propaganda dell'Istituto Luce era una cosa da dilettanti. E diciamocelo chiaramente: questa manovra è un'enorme fake news . È una grave presa in giro per gli italiani che di questa fake news si ricorderanno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi spiace che non ci sia l'onorevole Di Maio in Aula, perché la sua lista della spesa con le cose fatte la trovo una truffa politica, una grande presa in giro per italiani. Però, visto che tra poco è Natale, forse ha immaginato di scrivere la sua letterina a Babbo Natale con l'elenco dei doni. Avrei voluto, però, dirgli che forse non si è accorto di aver ricevuto in largo anticipo un sacco carico di carbone che scaricherà sulla vita degli italiani. Prima il senatore Renzi è intervenuto citando Abraham Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre». Ed egli non fa questa citazione a caso, perché lui sa bene cosa significa e ha pagato sulla sua pelle politica le promesse non mantenute. Gli italiani, però, non hanno più gli anelli al naso e, quindi, io vi dico: attenzione, il consenso è come la passione, non dura per sempre, specie se fondato su menzogne. La menzogna più grande e quella più crudele è quella fatta sulle spalle dei nostri pensionati. Avete bloccato la rivalutazione delle pensioni di 1.500 euro. Sono le pensioni dei vostri genitori e dei vostri nonni. Altro che pensioni d'oro! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qui d'oro c'è soltanto la vostra incompetenza e, probabilmente, d'oro qui dovrebbe esserci soltanto il silenzio. In conclusione, non state facendo onore alla Patria, non state rendendo un servigio all'Italia e agli italiani e state invece sacrificando gli italiani e gli interessi degli italiani per salvare voi stessi e i vostri interessi. State offendendo e calpestando le regole democratiche. Uno scenario così non si era mai visto nella storia politica. Bisogna aggiungere altri punti alla lista di Di Maio: umiliata la democrazia parlamentare: fatto; violata la sovranità popolare: fatto; umiliati gli italiani: fatto; e - cosa più grave - messo in pericolo il futuro dell'Italia: fatto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vi faccio tanti auguri, perché ne avrete davvero bisogno. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dell'Olio. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, avevo scritto un intervento istituzionale, ma dopo quello che ho sentito e visto in quest'Aula in questi giorni ho stracciato quell'intervento e l'ho riscritto completamente, perché ritengo assolutamente corretto rivolgermi non solo alle colleghe e ai colleghi di quest'Assemblea, ma anche ai cittadini che ci stanno ascoltando da casa, a quelli che a mezzanotte ci sono o ci ascolteranno domani, perché noi non siamo qui per fare lo show televisivo nei confronti degli italiani, ma per mandare avanti questo Paese, e poco importa se votiamo a mezzanotte, alle 5 o alle 10 di mattina. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti ironici dal Gruppo PD) . La fiducia - cito dal dizionario - è un «atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità». LONARDO (FI-BP) . Chi vivrà, vedrà! Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 00,07) ( Segue DELL'OLIO). Basterebbe questo per chiudere qui la discussione: noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fiducia nelle capacità di questo Governo, per tutto un insieme di situazioni e circostanze già ampiamente provate con parole e fatti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Quella che stiamo per approvare è una manovra che finalmente ha il coraggio di portare avanti un approccio completamente diverso ai problemi dell'Italia. E non avrebbe potuto essere diversamente visto il disastroso quadro economico e sociale che abbiamo ereditato dai precedenti Governi, e quindi abbiamo il dovere di imparare dagli errori del passato. Credetemi che qui abbiamo un ampio bagaglio da consultare per poter migliorare questo Paese. Questa viene chiamata manovra «del» popolo, ma più correttamente la definisco la manovra «per il» popolo, perché è per il popolo che la stiamo facendo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). È il voto popolare che stiamo onorando e rispettando e noi siamo sempre qui in Aula, al contrario di quei senatori eletti che invece qui non si fanno mai vedere, e sarebbe bello che i cittadini se ne potessero ricordare alle prossime elezioni. LONARDO (FI-BP) . Ma che dici? DELL'OLIO (M5S) . Non ne faccio un problema di soldi incamerati per un lavoro non effettuato, ma una questione di rispetto del voto popolare e delle istituzioni, proprio quel rispetto delle istituzioni che una collega ieri ci ha detto che non abbiamo e che invece rivendico con orgoglio, perché se siamo qui in quest'Aula è proprio per il rispetto delle istituzioni e l'amore per il nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Siamo qui per cercare di rimediare agli errori di tutti quelli che hanno governato l'Italia negli ultimi trent'anni e che l'hanno messa in ginocchio. Perdonatemi un altro inciso sulla questione del rispetto: se vogliamo ricevere rispetto, in quest'Aula e fuori di qui, dobbiamo esseri prima di tutto noi a rispettare gli altri, perché il rispetto non parte dalla testa, ma da noi stessi. Pertanto mi auguro che qui in futuro nessuno più si possa permettere di indirizzarsi al Presidente del Consiglio dei ministri, come è stato fatto ieri, definendolo "avvocaticchio". (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Questo oltre che essere un termine di basso livello, perché ci si può attaccare politicamente... LAUS (PD) . La vergogna è un sentimento nobile! PRESIDENTE. Senatore Laus! DELL'OLIO (M5S) . Ci si può attaccare politicamente per le idee diverse, ma non offendere: è offensivo su base personale, oltre a essere una mancanza di rispetto delle istituzioni. Come è mancanza di rispetto delle istituzioni dire al Presidente del Senato che oggi siete andati a «consegnare dei fogli» al Governo - quelli della manovra - quando abbiamo visto tutti chiaramente che sono stati lanciati in aria, con un pièce teatrale (Applausi dal Gruppo M5S) che mi auguro non sia andata in onda, e non per la vostra immagine, ma per il basso livello di rispetto delle istituzioni che state dimostrando al Paese. (Commenti della senatrice Lonardo. Proteste dal Gruppo PD). MALPEZZI (PD) . Non parlare di rispetto, sciacquati la bocca! PRESIDENTE. Prima ho dato una censura collettiva a un Gruppo; evitiamo di farlo. (Commenti della senatrice Malpezzi). Lei stia zitta e ascolti, che c'è sempre da imparare. (Commenti del senatore Laus). Prego, senatore Dell'Olio. DELL'OLIO (M5S) . Dicevo, questa manovra è per il popolo ed è la prima volta che con una manovra si pensa davvero a chi in questo Paese non viene considerato, a chi esce dal mercato del lavoro e non sa come rientrare, a chi vuole cominciare a lavorare nella legalità, ma non ce la fa per i mille lacci e laccioli che imbrigliano i nostri imprenditori e liberi professionisti, a chi vorrebbe andare in pensione dopo una vita di lavoro e non può farcela per colpa di una legge che ha innalzato i limiti di età. Parliamo di fiducia sulla manovra. Partiamo dalla Comunità economica europea, che poi è diventata Comunità europea e infine Unione europea: Comunità, che poi diventa Unione, e il termine «economica» che scompare via via, segno che l'intento era di creare un insieme di Nazioni che partisse dagli aspetti economici per poi arrivare, nel tempo, a essere una unione di Nazioni liberamente aggregatesi. Per unificare le Nazioni si è partiti unificando quell'elemento comune più semplice da gestire, la moneta, che è stata il driver che in tutti questi anni ci ha gestiti. L'euro doveva essere il primo passo, il più semplice da gestire e importante per unire questi Paesi; il fattore abilitante per fare tutto il resto e migliorare la vita di tutti. «Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più», ricordate? Ma ci si è praticamente fermati lì, e non lo dico con cattiveria, chiariamoci, ma perché chi ci ha malgovernato in questi anni ha ritenuto che fosse sufficiente gestire l'aspetto economico per poter unire davvero i popoli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cinque Paesi che si trovano oltre il 100 per cento di rapporto debito-PIL; altri 10 tra il 60 e il 100 per cento; Paesi che sono andati in default o quasi, come Grecia e Portogallo, e per quanto riguarda l'Italia 5 milioni di poveri sotto la soglia della povertà assoluta. Mi dispiace che in quest'Aula si citi molto spesso il falso, dicendo, per esempio, che si vanno a ridurre le pensioni da 1.300-1.500 euro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Queste pensioni, invece di ricevere un aumento di indicizzazione a gennaio di 17 euro, lo riceveranno di 16,7 euro: 30 centesimi di minore aumento, non di riduzione. MIRABELLI (PD) . Non è vero! VALENTE (PD) . Bugiardi! MALPEZZI (PD) . Bugia! DELL'OLIO (M5S) . E il massimo minore aumento sarà di 12 euro per le pensioni oltre i 5.000 euro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . O, peggio ancora, quando qualcuno che ha guidato questo Paese ha detto che il reddito di cittadinanza costa 63 miliardi di euro: ma dove lo ha letto? E poi subito dopo ha detto: «Avete mentito, avete truffato gli italiani». Qui chi mente agli italiani è chi ha promesso, dopo aver perso il referendum , di andarsene a casa e invece è seduto in quest'Aula. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . VERDUCCI (PD) . Vergognati! MALPEZZI (PD) . Hanno votato i cittadini, porta rispetto. (Commenti del senatore Laus). PRESIDENTE. Senatore Laus, basta. Dopo la terza censura si vince il premio! DELL'OLIO (M5S) . Tra l'altro, ha anche detto che il presidente del Consiglio Conte è andato a patteggiare con l'Unione europea; ma se il presidente Conte ha patteggiato - come dice lui - per evitare di far andare in infrazione l'Italia, e quindi per il bene dell'Italia, lui invece ha svenduto l'Italia quando è andato a farsi autorizzare gli 80 euro per una necessità elettorale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). Cosa c'entra questo con la fiducia? C'entra, perché la fiducia che i nostri passati Presidenti del Consiglio hanno fatto venir meno da parte dell'Europa nei nostri confronti è fondamentale per la sopravvivenza del nostro Paese nell'Europa stessa. Quindi, ecco che invece la capacità del presidente Conte, e di tutto il Governo, di affrontare una complessa trattativa con l'Europa si è tradotta in un risultato eccellente: quello di riuscire a evitare la procedura di infrazione, senza che il Governo dovesse rinunciare alla filosofia ispiratrice e alle misure di investimento sociale che caratterizzano la legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questo è un passo - e neanche tanto piccolo - verso la direzione di riguadagnare la fiducia in Europa e di dare a noi italiani un motivo in più per dare fiducia a questo Governo. Dal prossimo anno possiamo mettere in campo il reddito di cittadinanza, il superamento della legge Fornero, l'aumento delle pensioni minime, il riconoscimento dei sacrosanti diritti dei risparmiatori traditi dalle banche, forti interventi di investimenti in infrastrutture, soprattutto nelle aree più disagiate del Paese (applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) : tutte azioni già ampiamente illustrate dai colleghi, sui quali non torno. MALPEZZI (PD) . Lo vedremo. Bugiardi! DELL'OLIO (M5S) . Qui mi ricollego a quanto detto prima in termini di comunità: con questa manovra abbiamo il merito, e siamo orgogliosi di aver dimostrato, anche alla Commissione europea, che mai come oggi è necessario mettere a fuoco che la stabilità finanziaria, quella tanto cara a Bruxelles, non può essere più scissa dalla stabilità sociale. L'Unione europea che verrà, quella che in primavera verrà rinnovata nei suoi organi, che nel tempo ha lasciato indietro troppi cittadini, sarà senza ombra di dubbio un'Unione europea con un ampio punto di vista sul sociale e, finalmente - ce lo auguriamo tutti - diventerà davvero un'Europa unita, non più solo formalmente per via della moneta, ma di fatto perché le politiche sociali - interne e comunitarie - verranno affrontate e gestite dando a ogni Paese il giusto spazio per migliorare economicamente e socialmente. Il MoVimento 5 Stelle e la Lega, quando hanno firmato il contratto di Governo, un altro segno di rispetto delle istituzioni (non certo un patto del Nazareno nascosto o altri inciuci, ma un documento liberamente consultabile da tutti), lo hanno fatto inserendo oltre 30 punti da portare avanti nella legislatura: oltre la metà di questi punti sono stati affrontati in questa manovra ed è solo la prima. È una manovra perfetta? No, certo, sempre e comunque si può migliorare, e avremmo voluto fare sicuramente di più e meglio, ma data la situazione disastrosa in cui abbiamo trovato questo Paese, e la spada di Damocle della procedura di infrazione, non possiamo chiedere di meglio oggi. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . E a sostegno di ciò devo citare due cose: la prima è che nel documento famoso in cui si annunciava la procedura di infrazione in realtà si diceva che la causa era proprio lo sforamento del deficit effettuato dai Governi precedenti Renzi e Gentiloni Silveri e la regola del debito era solo il capro espiatorio; la seconda è che quando parliamo della sterilizzazione delle clausole dell'IVA, come è stato già detto dalla collega Bottici, occorre ricordare che dal Governo Monti in poi queste clausole sono sempre state previste, con gli impegni di ogni Governo a sterilizzarle per l'esercizio successivo, e proprio il senatore Monti, parlando di polvere sotto il tappeto, anzi di tappeto volante, ne ha assunto la responsabilità dicendo - testualmente - che questa situazione «in parte l'abbiamo costruita noi». Quindi, cara opposizione, se volete prendervela con qualcuno, per una situazione che nel tempo è peggiorata, non gridate «al lupo, al lupo!» ma mettetevi una mano sul cuore e l'altra sulla bocca, e non parlate più di questo argomento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). Volevate gli investimenti, ci sono circa 150 miliardi di euro fermi; cosa ha fatto il Governo precedente per far ripartire questi investimenti? Nulla. Cosa sta facendo questo Governo? Tanto. COLLINA (PD) . Basta! DELL'OLIO (M5S) . Ha già sbloccato gli avanzi di amministrazione per i Comuni, ha creato una cabina di regia e sta facendo questa analisi di costi e benefici perché le grandi opere e gli interventi vanno fatti e i soldi vanno spesi, ma vanno spesi bene, perché è nostro compito amministrare bene i soldi dei cittadini e avere il buonsenso del padre di famiglia (ricordiamoci il codice civile). LAUS (PD) . Basta! DELL'OLIO (M5S) . E ancora, il taglio alle pensioni d'oro… PRESIDENTE. Adesso concluda. DELL'OLIO (M5S) . Il MoVimento 5 Stelle ha fortissimamente voluto sia l'adeguamento dei vitalizi dei parlamentari sia il taglio delle pensioni d'oro. E questo è solo l'inizio, per cui volendo prendere i punti... BITI (PD) . Tempo! FEDELI (PD) . Tempo! PRESIDENTE. Basta senatore, il suo collega interverrà in dichiarazione di voto. Siamo a dodici minuti. DELL'OLIO (M5S) . Sono le ultime parole, Presidente. C'era un margine di miglioramento rispetto alle manovre precedenti molto ampio a mio avviso, pertanto la fiducia in questa manovra e in questo Governo per noi del MoVimento 5 Stelle è massima, e questo è solo il primo passo verso il cambiamento che questo Paese aspettava da molto, troppo tempo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. CARIO (Misto-MAIE) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARIO (Misto-MAIE) . Signor Presidente, signori membri del Governo, cari colleghi, il MAIE - Movimento Associativo degli Italiani all'Estero è presente in Parlamento dal 2008 e per la prima volta constatiamo che una maggioranza di Governo realizza quanto è stato promesso in campagna elettorale. Come italiani all'estero, siamo orgogliosi di un Governo che difende gli interessi del nostro Paese, conciliandoli in maniera intelligente con l'Europa. Nel merito delle misure di nostro diretto interesse quali italiani all'estero, intendiamo apprezzare in particolare la decisione di autorizzare l'incremento in 350 unità del personale assegnato alla rete consolare (300 unità di personale di ruolo e 50 contrattisti). È da trent'anni che non accade questo. (Applausi M5S e L-SP-PSd'Az). Una misura per noi rivoluzionaria che ha un duplice significato: da un lato, si conferma un impegno contenuto nel contratto di Governo al punto 10; dall'altro, consentendo di migliorare i tempi dei servizi consolari, è una misura decisiva per combattere efficacemente quella che possiamo definire la "mafia degli appuntamenti". È così e lo ripeto: la mafia degli appuntamenti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 00,21) ( Segue CARIO). Quella rete di intermediari che, benché contrastata dai Consolati, si è sviluppata negli ultimi anni e impone a tanti connazionali il pagamento di cifre assurde per poter accedere a un servizio cui hanno diritto, al rinnovo del passaporto o pratica di cittadinanza. Inoltre, vorremmo sottolineare il fatto che questa legge preserva la stampa italiana all'estero, un servizio che oltre a dare informazione, promuove la nostra lingua, la nostra cultura e il made in Italy . Per tali ragioni, signor Presidente, il MAIE voterà sì a questa manovra e alla fiducia al Governo. (Vivi applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, in queste settimane abbiamo visto cose che speravamo di non dover vedere. Prima il balcone di Palazzo Chigi, poi il conflitto con le istituzioni europee, lo spread che aumentava, la Camera costretta ad approvare una legge di bilancio provvisoria, la promessa che il Senato avrebbe avuto modo e tempo di lavorare sulla manovra. Per giorni siamo rimasti in attesa dell'accordo con l'Europa. Poi è venuto il Presidente del Consiglio in Aula ad annunciare che non ci sarebbe stata la procedura d'infrazione. Noi abbiamo espresso il nostro sollievo e abbiamo detto: «Adesso però fateci lavorare». In Commissione c'erano migliaia di emendamenti e maggioranza e opposizione avevano già fatto una cernita dei più importanti, proprio per dimostrare spirito di collaborazione. Intanto, però, il maxiemendamento non arrivava, ma arrivava invece la peggiore delle decisioni, quella del testo presentato direttamente in Aula. Lo dico a beneficio di chi ci guarda da casa: vuol dire che tutte le proposte, tutto il lavoro preparatorio della Commissione, tutti i confronti, le segnalazioni, le riformulazioni valevano quel che valevano: poco. Come bisogna anche dire che è inutile anche l'Assemblea, perché con la fiducia non c'è nessuna possibilità di dialettica parlamentare e di modifica del testo, ma solo la possibilità di prendere o lasciare. Sono state messe in fila una serie di forzature senza precedenti; in tanti anni vissuti nelle istituzioni locali non avevo mai visto nulla del genere. Noi ci uniamo alle parole che la presidente Alberti Casellati ha espresso ieri in quest'Aula e al grido d'allarme lanciato dal presidente Napolitano. Il Senato non può essere trasformato in una sala d'aspetto. Il Senato non può essere privato delle sue funzioni e delle sue prerogative. Il Senato non può essere umiliato in questo modo. Signor Presidente, devo dire che sono rimasto perplesso di fronte a ciò che è successo negli ultimi quattordici giorni in Commissione e in Assemblea. Da rappresentante di una minoranza dico che per noi la democrazia parlamentare è l'unica garanzia per una minoranza, perché è essa che ti costringe a trovare il compromesso e ti costringe a trovare sempre la soluzione nella moderazione e non nelle posizioni estreme. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), PD e FI-BP). Ed è questo che garantisce anche una minoranza linguistica come la nostra. Quindi mi fa paura se vedo che la democrazia parlamentare viene così umiliata. Noi non avevamo pregiudizi su una manovra espansiva, che, a costo anche di qualche forzatura, puntasse con decisione alla crescita e allo sviluppo. Invece qui, nonostante i tanti annunci, non solo la crescita viene dimenticata, ma la pressione fiscale non diminuisce e rischia di alzarsi sia per le imprese, che per le famiglie. Se l'Italia fosse una famiglia si potrebbe ben dire che le sono state fatte firmare una montagna di cambiali, che andranno onorate nel volgere in pochi mesi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Le clausole di salvaguardia penseranno come macigni sull'attività del Governo: 23 miliardi di euro da trovare entro il 2020 e 29 miliardi di euro entro il 2021, altrimenti l'IVA schizzerà prima al 25 e poi al 26,5 per cento. Non voglio adesso continuare su questa tematica, perché chiunque, qui e anche fuori, tutti i cittadini sanno cosa voglia dire per i consumi se l'IVA aumenta al 26,5 per cento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sulle misure chiave noi la pensiamo così. Il problema delle pensioni non può essere inquadrato solo dal punto di vista di chi vuole andare in pensione, ma anche da quello di chi pagherà quelle pensioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Difficilmente quota 100 aiuterà il turnover nel mondo del lavoro. Lo dicono tutti, lo spiegano le ricerche: l'automatismo tra una persona che lascia il lavoro e una che entra non esiste. Sul reddito di cittadinanza scommettete sul fatto che i centri per l'impiego sapranno dare un lavoro a chi non ce l'ha; ma il lavoro lo creano le imprese e in questa manovra secondo me le imprese vengono trascurate (modestamente ho letto la manovra per quel che si può, tante pagine nei pochi minuti che avevamo). Quindi il rischio, molto concreto, è che sarà solo una misura assistenzialistica, che favorirà addirittura, se non fate attenzione, il lavoro nero. Lo abbiamo detto con forza in queste settimane: mettete al centro la crescita e lo sviluppo. E invece scopriamo che avete congelato 650 milioni di euro a favore del sistema produttivo con la clausola di salvaguardia in uscita; avete cancellato gli investimenti su ferrovie e cantieri; avete destinato appena un miliardo all'innovazione, quando un Paese come la Francia nel 2016 ne metteva 10; avete cancellato 850 milioni per le politiche comunitarie, con il rischio di rallentare l'esecuzione dei progetti finanziati per il 2019 all'interno della programmazione 2014-2020; avete ridotto le agevolazioni fiscali per gli enti non commerciali, ossia le attività di volontariato, di assistenza sociale e di impegno nel sistema socio-sanitario. Con la web tax sono in molti a dire che a pagare non saranno i colossi della rete, come sarebbe giusto, ma soprattutto le piccole e medie aziende italiane che hanno costruito piattaforme di vendita digitale. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Ci sono poi i tagli ombra per gli enti locali, a cominciare dal rinvio delle assunzioni per la pubblica amministrazione. Vede, signor Presidente, è difficile essere contenti quando una legge di bilancio, che nelle intenzioni doveva restituire risorse ai cittadini, rischia di fare l'esatto opposto. Noi siamo sollevati - e lo dico con sincerità - per il fatto che sia stata evitata la procedura di infrazione; e lo saremo anche quando saremo certi che si eviterà l'esercizio provvisorio. Ma questo sollievo non può cancellare le fortissime perplessità per una manovra che non ha respiro, che scommette tutto su due misure bandiera e sulla quale probabilmente anche alla Camera verrà posta la questione di fiducia. Questa manovra è una nube nera sull'economia italiana. Per il bene dell'Italia, speriamo che la tempesta non scoppi mai, ma è molto difficile; è molto difficile non sentirsi pessimisti. Per tutte queste ragioni, signor Presidente, annuncio il voto contrario del Gruppo Per le Autonomie alla legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FI-BP, PD e FdI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, signore e signori del Governo, colleghe e colleghi, abbiamo avuto a disposizione il disegno di legge di bilancio alle ore 16 di quest'oggi e fra qualche decina di minuti la voteremo. È un record storico: mai è accaduta una cosa del genere. La Camera ha votato la fiducia su una manovra finta; la Commissione non ha potuto discuterne e affrontarla perché la manovra non si conosceva. Come ha detto il senatore Quagliarello a ragione, forse nell'immediato non interessa molto ai cittadini italiani, ma il problema - lo dico ai colleghi e alle colleghe - non è l'umiliazione che come me hanno vissuto molti senatori e senatrici, penso anche della maggioranza e non solo dell'opposizione. Il problema è più serio ed è l'umiliazione che ha avuto la sovranità popolare, (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, FI-BP e PD) , perché è la Costituzione che definisce la sovranità popolare, che sta in queste Aule. Ringrazio il presidente Conte per la sua presenza, ma perché siamo arrivati a questo punto? Voi chiamate in causa i burocrati dell'Europa e i burocrati della Ragioneria generale dello Stato; ma quand'è che vi assumerete la responsabilità di essere Governo di questo Paese? (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Quando ve la assumerete questa responsabilità? Non vi sfiora nemmeno il fatto che di fronte ai tempi così stretti avreste dovuto chiedere a quest'Assemblea di fare uno sforzo e le minoranze vi avrebbero detto di sì. No, schiaffi e schiaffoni, perché tanto questo è l'unico linguaggio: schiaffi e schiaffoni. Ma questo non è il problema. Il racconto che è colpa di questi o di quelli si infrangerà nella verità. Avete affrontato la trattativa con l'Europa; è un fatto assolutamente positivo che non ci sia la procedura d'infrazione, almeno per ora. Quindi, bene presidente Conte, ma a nostro parere il Governo ha sbagliato tutto e vorrei cercare di motivare questa affermazione. In fondo, infatti, non è successo nulla di nuovo; sapevate tutto già da prima, vi bastava ascoltare il ministro Tria, che due mesi fa vi aveva detto come stavano le cose. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Tutti i centri internazionali, europei e mondiali ci avevano spiegato che l'economia stava prendendo un'altra strada, così come sapevate che i mercati non si sarebbero impressionati dalle dichiarazioni di Di Maio e di Salvini. I mercati non si impressionano delle dichiarazioni di Di Maio e Salvini: i mercati le ascoltano e scelgono di colpire l'Italia ed è quello che è successo. Voi siete partiti per suonarle all'Europa e siete stati suonati dall'Europa. Qualcuno di voi ha detto: «Me ne frego». Sì, ma a sbattere c'è andata l'Italia. Voi ve ne potete fregare, ma i risparmiatori, le imprese, le famiglie italiane purtroppo non se ne possono fregare. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD). Qual è l'errore che avete fatto? Voi non avete chiesto di cambiare le regole. Avete approvato, senza batter ciglio, la riforma del Fondo taglia Stati. Non avete chiesto, come sarebbe stato utile per il Paese, al Parlamento italiano. Assumiamo una posizione insieme, andiamo in Europa e chiediamo di cambiare le regole che non condividiamo, che non vanno bene, che sono recessive. No, non avete fatto questo. Voi avete dato schiaffi, schiaffoni e ne avete presi tanti, ma non avete chiesto. Noi vi avremmo dato il nostro sostegno per andare in Europa a chiedere, dopo quanto è accaduto (Genova, le alluvioni, il rapporto deficit -PIL al 2 per cento), sette, dieci miliardi di investimenti per la messa in sicurezza del Paese e un piano verde. Noi saremmo stati con voi. Lei, presidente Conte, sarebbe andato con il voto di questo Parlamento e avrebbe avuto la forza per provare a cambiare qualcosa. No, non avete fatto questo e avete compiuto un grave errore, che il Paese paga e soprattutto pagherà. Potevate chiedere e proporre. Senatore Bagnai, lei dice sempre cose intelligenti e io la ascolto sempre con grande attenzione, ma non una traccia di un'iniziativa politica del Governo per cercare di costruire un altro rapporto con l'Europa. No, voi avevate bisogno della spesa corrente e di finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza. Siete andati dritti per quella strada e qui il paradosso: vi siete isolati prima di tutto dai Governi sovranisti che sono stati i più duri a chiedere di punire l'Italia. Sento adesso qualcuno dire che arriveranno le elezioni europee e andranno avanti i sovranisti. Peggio mi sento. Se andranno avanti i sovranisti saranno durissimi con noi (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) e me lo spiegherete voi come faremo a retribuire 23 miliardi di IVA e 52 miliardi in due anni. Chi la farà la manovra? Quanto dovranno pagare gli italiani? Questo è il problema, questo è il punto; vi siete messi in un vicolo cieco in nome della demagogia fatta dal popolo a sua insaputa. I pensionati non sapevano che gli avreste bloccato l'aumento delle pensioni; 2,2 miliardi in tre anni. Le pensioni d'oro invece sono un'altra cosa. Voglio però soffermarmi ancora su un punto che mi interessa molto. Ciò che sta succedendo non è, a mio avviso, frutto dell'inesperienza. Non ho mai detto e non dirò mai che siete degli incapaci. Io i miei avversari politici li rispetto. Io temo qualcosa di più serio. Temo che qui ci sia un'idea di democrazia o di democratura che va nella direzione di Orbán, Putin ed Erdoğan. Vi prego di pensarci; la democrazia senza bilanciamenti, l'insofferenza per gli enti autonomi, Banca d'Italia, magistratura, qualsiasi ente autonomo, è un problema per l'Italia e per la qualità della sua democrazia. Questa legge non l'hanno fatta i malati. Voi prevedete un aumento di un miliardo, già annunciato dal Governo Gentiloni Silveri, che non è nemmeno sufficiente a coprire il contratto del comparto e i livelli essenziali di assistenza bloccati al MEF. Non è nemmeno sufficiente questo. Non c'è il taglio del superticket, che è un boomerang anche economico nei confronti del Servizio sanitario nazionale. I medici fanno sciopero. La povertà non si combatte solo con l'assegno. Colleghi, il 35 per cento delle famiglie in povertà non hanno problemi di lavoro e non troveranno lavoro. Sovrapporre il reddito di cittadinanza con la questione del lavoro è un gravissimo errore. Voi avete fatto una manovra recessiva. Avete tagliato, come dice l'Ufficio parlamentare di bilancio, gli investimenti da 1,4 miliardi a 400 milioni. Avete detto che con un taglio di oltre 10 miliardi della vostra manovra farete le stesse cose che avete annunciato prima. È chiaro che non sarà così. Quando la narrazione si scontrerà con la realtà, allora ci sarà un problema molto serio per la qualità della nostra democrazia. Noi di Liberi e Uguali esprimiamo un voto semplice e chiaro, un voto per gli italiani, mettendo prima di tutto davanti gli italiani, le imprese che pagheranno più tasse, il fatto che non c'è un'idea di sviluppo e di crescita, una politica industriale e una visione. Noi daremo un voto contrario a tutela degli interessi dell'Italia e di tutti gli italiani. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU, FI-BP e PD) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, presidente Conte, signori del Governo, probabilmente per la prima volta nella sua storia il Senato si accinge a votare una manovra di bilancio che non ha letto, non ha potuto emendare, non ha potuto studiare e non ha potuto nemmeno tentare di migliorare. La responsabilità di questo vulnus istituzionale piuttosto grave ricade sulle spalle del Governo e della maggioranza. Non ci sono scuse accoglibili sotto questo profilo. Presidente e colleghi, la verità, purtroppo, è che i dettagli, anche minimi, di questa manovra li conoscono il signor Juncker e il signor Moscovici, ma non li conoscono i senatori della Repubblica italiana. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Per cortesia, evitateci le scuse che abbiamo ascoltato in questi giorni in Aula e nei comunicati stampa del Governo e della maggioranza, che vorrebbero farci credere che il ritardo imbarazzante con cui avete consegnato il maxiemendamento è una dimostrazione della vostra autonomia rispetto ai Diktat europei. Purtroppo, la verità la intuisce chiunque ed è esattamente il contrario. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Il problema è che la Commissione europea vi ha lasciato talmente pochi spazi liberi che state litigando da settimane per decidere come riempirli perché i soldi sono pochi e le promesse tante, probabilmente troppe. Presidente Conte, noi in quest'Aula più volte - e lo ribadiamo ancora in questa occasione - abbiamo detto che avremmo fatto un'opposizione responsabile, leale e - direi - patriottica ed è quello che continuiamo a fare, nonostante mille difficoltà. Presidente, vorrei, però, che fosse chiara una cosa: se il Paese riuscirà a evitare la tragedia dell'esercizio provvisorio, sarà grazie al senso di responsabilità dimostrato dalle opposizioni all'interno del Senato della Repubblica e, in particolare, grazie alla responsabilità che noi abbiamo dimostrato anche oggi quando lei, purtroppo, essendo assente, non ha potuto seguire il nostro dibattito. (Applausi dai Gruppi FdI, FI-BP e PD) . Insieme ai colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia che fanno parte della Commissione - che ringrazio - abbiamo depositato decine di emendamenti collaborativi e di proposta. Vi abbiano chiesto - potrei dire che vi abbiamo scongiurato - di non rendere obbligatoria la fatturazione elettronica, che ha l'unico scopo di incassare due miliardi di euro dal portafoglio di commercianti e artigiani, che già adesso fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, ma è stato tutto inutile. Vi abbiamo proposto di ragionare insieme sul quoziente familiare, vi abbiamo ribadito la nostra proposta della flat tax incrementale, che non costa nulla e che garantirebbe incassi allo Stato. Vi abbiamo proposto di ragionare intorno alla riduzione del cuneo fiscale, perché la nostra idea non è di regalare soldi a chi sta a casa, ma di mettere più soldi nel portafoglio di chi lavora, che sia un operaio, un impiegato o un imprenditore (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP), ma anche questo appello, purtroppo, è rimasto disatteso. Presidente Conte, colleghi della maggioranza, ribadiamo che tutto il male che pensate della Commissione europea e dei dieci anni di rigore, noi lo pensiamo moltiplicato per due, per tre, per cinque o per dieci volte, perché la politica che ha seguito l'Europa nell'ultimo decennio è stata la politica della sordità rispetto al fatto che il ceto medio si è impoverito. La Commissione europea, composta da euroburocrati, è stata sorda rispetto al dolore dei ceti sociali colpiti dalla globalizzazione. Ci attendevamo però qualcosa di diverso. Signor Presidente del Consiglio, se ci avesse chiesto - glielo ricordiamo ancora una volta - un impegno per il taglio delle tasse, per le famiglie, per i lavoratori e per le imprese, per uno shock fiscale, se ci avesse chiesto il nostro impegno e il nostro aiuto per un piano straordinario di investimenti, sia pubblici che privati, per la manutenzione del nostro Paese, per investimenti ad alta tecnologia, che sono il futuro dell'Italia, saremmo stati al vostro fianco fino all'ultimo respiro. Il problema è che, dopo mesi di battaglie annunciate, di guerre giornalistiche e poi di ritirate sufficientemente vergognose, tutto questo caos che avete creato, al di là degli effetti sullo spread , sui risparmi e sulla borsa, serviva ed è servito ad un unico obiettivo politico: garantire al MoVimento 5 Stelle il reddito di cittadinanza e garantire quindi la possibilità di sventolare una bandiera elettorale, per quanto ormai logora e bucherellata, perché il reddito di cittadinanza non sarà certamente quello promesso in campagna elettorale. Questa è la semplice e triste verità. Tutto l'impegno che avete profuso per una finta guerra con l'Unione europea serviva semplicemente e solo a poter annunciare dal balcone di Palazzo Chigi - beati voi! - la cancellazione e l'abrogazione per legge della povertà e per poter annunciare dagli schermi televisivi la consegna di sei milioni di tessere prepagate per il reddito di cittadinanza, da consegnare ad altrettanti cittadini ed elettori. Vi siete assunti la responsabilità di trasformare la legge di bilancio del settimo Paese più industrializzato del mondo in una meschina operazione elettorale: non c'è niente di più. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Non c'è niente di più in questa manovra, anche se naturalmente la controlleremo ai raggi X, appena ne avremo la possibilità. Signor Presidente, devo ricordare che qualche giorno fa, a un convegno organizzato da una fondazione di destra, il sottosegretario Giorgetti, probabilmente voce dal sen fuggita, ha detto che il reddito di cittadinanza piace all'Italia che non gli piace. Il problema è che voi, alla fine, lo voterete e noi non lo voteremo. Lo voterete nonostante siate assolutamente consapevoli dei danni che provocherà, sia in termini sociali che in termini economici, per i suoi effetti recessivi. Dov'è finita la manovra espansiva, primo ministro Conte e ministro Tria? Facciamo davvero fatica a vederla. Dove sono finiti il taglio delle tasse e la flat tax ? Per favore, non raccontateci che la flat tax è l'aumento del regime forfettario, che riguarda poche centinaia di migliaia di persone, a fronte di milioni e milioni di partite IVA e di imprenditori che vedranno le tasse aumentare. Potremmo parlare a lungo delle promesse che avete squadernato in questi mesi, di cui non c'è traccia in questa manovra. Signor presidente Conte, le chiedo ancora una volta: dov'è la manovra espansiva? Noi vediamo soltanto un cortocircuito, fatto da più tasse, meno investimenti, un PIL che cresce in maniera striminzita, più debito e, soprattutto, più sfiducia da parte dei consumatori e delle imprese. Il fatto più grave, anche se è il più difficile da spiegare ai cittadini e a chi ci ascolta, è la vostra decisione di sottoscrivere le clausole di salvaguardia, che valgono 50 miliardi di euro nei prossimi due anni. Rispetto a queste, quelle previste dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri sono acqua fresca. Presidente Conte, credo che lei si renda conto che voi avete deciso di commissariare il nostro Paese. Vi siete autocommissariati, perché chiunque avrà l'avventura di governare l'Italia nel dicembre dell'anno prossimo si troverà a partire da meno 23 miliardi di euro, a cui facilmente dovrà aggiungere il mancato gettito derivante dalle dismissioni dei beni pubblici. Infatti, in Italia - lo sanno anche i bambini - tutto quello che di pubblico si poteva vendere è già stato venduto, mentre quello che è rimasto non si vende per la semplice ragione che nessuno lo vuole comprare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . In più, dovete anche aggiungere il fatto che le risorse stanziate per il prossimo anno per il reddito di cittadinanza coprono nove mesi, mentre per il 2020 la previsione è di dodici mesi. Quindi, è facile immaginare che chiunque governerà l'anno prossimo partirà da meno 25-30 miliardi di euro, pari a 2 punti di PIL da recuperare soltanto in questa direzione. Quindi, altro che manovra sovranista, ritorno all'autonomia nazionale e primo passo di cinque anni di Governo. Con i vincoli che avete sottoscritto non ci sarà più possibilità di fare alcunché nei prossimi anni, perché chiunque governerà non potrà avere la minima libertà fiscale, né sociale. Il prossimo bilancio lo scriveranno i funzionari del Ministero, perché, una volta coperte le spese obbligatorie e correnti, non ci saranno più soldi per nulla. La narrazione politica con cui ci avete ossessionato negli ultimi anni - quota 100 e reddito di cittadinanza - non descrive l'Italia vera. Sembra che l'Italia sia divisa tra chi vuole andare in pensione, legittimamente, in anticipo e smettere di lavorare e chi non ha nemmeno voglia di cominciare a lavorare. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Ma questa non è l'Italia. L'Italia è un'altra cosa, è fatta dalle imprese, da chi lavora, si sacrifica, si alza presto la mattina, studia, ha un futuro e compete nei mercati internazionali. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . A questa Italia voi non parlate, perché sembra non vi interessi. Siete preoccupati di distribuire la ricchezza, che però va prima creata. La vostra è una manovra che ha come orizzonte temporale il maggio 2019, come se il giorno dopo l'Italia non ci fosse più. Avete pensato ai bisogni, ma in questo Paese ci sono anche i meriti. Per rispondere ai bisogni occorre ricorrere alla politica sociale e non all'assistenzialismo. È etico regalare una pensione di cittadinanza a chi non ha mai versato un euro, togliendo i soldi a chi ha una pensione di 1.000 euro dopo quarant'anni di versamenti? È questa la novità della politica sociale del Governo del cambiamento? (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . Signor Presidente, mi avvio a concludere. Visto che abbiamo atteso fino all'una di notte per intervenire, penso che mi concederà un altro minuto di tempo perché ce lo meritiamo. Ci tengo a dire una cosa in conclusione. Il Gruppo Fratelli d'Italia e io personalmente riconosciamo al presidente Conte - voglio dirlo pubblicamente - di aver messo la faccia a Bruxelles nella difficilissima trattativa, che secondo noi, è stata una grande sconfitta, cercando di limitare i danni. Gli riconosciamo il fatto che lo ha fatto da solo, perché coloro che hanno dichiarato guerra all'Europa si sono tenuti ben lontani dal campo di battaglia al momento della resa, dell'umiliazione e del compromesso. (Applausi dal Gruppo FdI) . Presidente Conte, il nostro Gruppo ha dato la disponibilità a migliorare la manovra in senso collaborativo, ma abbiamo trovato di fronte un muro. La manovra che voi approvate non è quella che avevamo immaginato e sognato e - soprattutto - non è quella per cui abbiamo chiesto il voto ai cittadini. Per noi l'impegno con i cittadini è una cosa seria e importante. Il nostro voto non potrà pertanto che essere contrario. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, autorevoli Ministri e rappresentanti del Governo, cari colleghi, sono state settimane, giorni e ore molto difficili in quest'Assemblea. La ferita è profonda. Noi riteniamo che il Senato della Repubblica e il Parlamento italiano siano stati continuamente offesi dal vostro atteggiamento, dal vostro modo di fare e dal vostro modo di intendere la politica. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente del Consiglio, è la prima volta nella storia della Repubblica che viene fatto un disegno di legge di bilancio totalmente e completamente extraparlamentare, che non ha permesso alle Commissioni tutte, in particolare alla Commissione bilancio, come previsto dalla Costituzione, di approfondirlo. Lei, signor Presidente del Consiglio, ci ha messo del suo: è arrivato a dichiarare che era dispiaciuto di non poter controllare il Parlamento; ma lei, che è un autorevole professore, sa che esiste la divisione dei poteri, sa che il Parlamento è autonomo, sa che il Parlamento ha dei diritti. (Applausi dai Gruppi PD e FI‑BP) . Signor Presidente del Consiglio, credo che lei, il suo Governo, i suoi Vice Presidenti, i suoi Ministri questi diritti, in queste settimane, li abbiate più volte calpestati. (Applausi dal Gruppo PD). Credo che si sia usata della violenza, nelle ultime ore anche fisica, ma, nell'arco di questi giorni, sicuramente violenza politica da parte vostra. Avete avuto atteggiamenti molto pesanti; avete volutamente, con intenzione, con metodo, fatto in modo che le nostre Commissioni, il nostro Parlamento, i nostri parlamentari, i vostri parlamentari non potessero conoscere la manovra che questa sera andiamo a votare . (Applausi dal Gruppo PD) . Se dubbi ve ne erano su questo, sono stati fugati in Assemblea pochi minuti fa. Ringrazio il senatore Tosato e il senatore Dell'Olio, perché il loro intervento ha testimoniato, con chiarezza, con trasparenza, in maniera limpida, che neanche i senatori di maggioranza conoscono la manovra. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ne hanno fatto una descrizione irreale; non posso dire falsa, perché non conoscevano la manovra, ma hanno dimostrato quello che è incredibile, impossibile in una democrazia parlamentare. Quello che avete fatto è molto, molto grave. Ho apprezzato molto le parole della senatrice Bonino, perché ci ha messo in guardia dai vostri comportamenti, dal vostro modo di essere e dal vostro modo di intendere la politica. Badate bene, avete sbagliato anche nel porvi nei confronti della Commissione europea: ci avete ridicolizzato, avete ridicolizzato il Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Ricordo le parole del vice premier Di Maio dal balcone, quando ha abolito la povertà. Molti italiani ancora si interrogano su questo. Ricordo anche le parole del vice premier Salvini, quando ha detto che non si sarebbe mai arretrato dal 2,4 per cento di deficit . Mi domando: chi rappresentavano nel momento in cui parlavano? Rappresentavano, signor Presidente del Consiglio, il suo Governo? O rappresentavano semplicemente la loro fantasia o la loro voglia di ingannare gli italiani? (Applausi dal Gruppo PD) . Ricordo poi le parole sullo spread , strafottenti; ricordando D'Annunzio (dimostrando anche che i nostri Vice Premier hanno una cultura adeguata al ruolo che ricoprono), hanno detto che loro se ne sarebbero fregati dello spread , che lo spread non interessava a nessuno. «Io me ne frego», sono state le parole dette testualmente dal presidente Salvini. Perché «Io me ne frego»? Perché i denari, tanti, i miliardi di euro buttati al vento dal suo Governo, a danno degli italiani, non venivano dalle loro tasche, non erano nel loro interesse. (Applausi dal Gruppo PD) . Perché l'interesse dell'intera Nazione non è, evidentemente la vostra priorità . (Applausi dal Gruppo PD) . E poi anche le offese. Mi ricordo anche le offese. Le offese del presidente Salvini al presidente Juncker. Mi dispiace che il presidente Salvini non sia in Aula, ma bisogna stare attenti. Non è corretto e non è giusto, anche da un punto di vista etico, offendere le persone per dicerie, anche perché le dicerie riguardano tutti. La vita privata l'hanno tutti e, allora, se si dovessero affermare le dicerie come verità, forse anche il vice premier Salvini dovrebbe stare attento. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi non siamo di questa partita, perché noi non seguiamo le dicerie. Noi non offendiamo le alte cariche istituzionali, né internazionali, né europee, né italiane. E forse il presidente Salvini da lei, signor Presidente del Consiglio, dovrebbe essere richiamato ad avere rispetto istituzionale e personale. Ribadisco: tutti hanno qualcosa da nascondere. Ricordiamocelo. Era forse un modo per distogliere l'attenzione dalle tante bugie? Allora, ricordiamo il vice presidente Di Maio, con quell'elenco divertente di fake news e di bugie su cose fatte. Io ho una lista diversa delle cose che voi avete fatto, signor Presidente. Voi avete certamente, dopo il decreto dignità, aumentato la disoccupazione. Come direbbe Di Maio: fatto. Bravi. Complimenti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Voi, signor Presidente del Consiglio, con l'aumento dello spread avete buttato al vento molti danari degli italiani: fatto. Complimenti, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Voi, signor Presidente del Consiglio, con il decreto sicurezza, voluto dal vice premier Salvini, avete sicuramente aumentato il numero delle persone non regolari e sicuramente avete aumentato l'illegalità in questo Paese: fatto. Complimenti, signor Presidente. (Applausi dai Gruppi PD FI-BP) . Forse, da una parte, non c'è conoscenza del lavoro dell'impresa da parte del ministro Di Maio. Forse, dall'altra, da parte del senatore vice presidente Salvini, c'è la volontà di avere un Paese più insicuro, un Paese che abbia paura, un Paese che richiami e richieda l'ordine. Questo fa parte di un disegno pericoloso che lei, il suo Governo e i suoi Vice Presidenti state portando avanti! (Applausi dai Gruppi PD FI-BP) . E poi c'è questa manovra. Questa manovra disastrosa, pericolosa per il futuro del nostro Paese, sulla quale continuate a raccontare in maniera metodica, continuativa, con grande determinazione, molte bugie. Ci sono le imprese che faticano e voi che aumentate le tasse. Ci sono le esigenze della macchina pubblica e voi che bloccate il turnover . C'è la cultura, la scuola, l'università, la ricerca, che voi penalizzate con grande forza e determinazione. Non sarà un caso. (Applausi dal Gruppo PD) . Poi ci sono gli altri provvedimenti, con l'accanimento nei confronti dei pensionati che prendono 1.500 euro lordi, signor Presidente: 1.500 euro lordi! Voi bloccate loro gli aumenti. Voi li volete penalizzare e volete finanziare i vostri assurdi provvedimenti con i soldi dei pensionati. Io credo che questo sia davvero molto grave! (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Non parliamo dell'IRAP, ma parliamo, per esempio, del volontariato al quale voi avete raddoppiato le imposte. Vi dà noia il volontariato; vi dà noia l'azione di solidarietà; vi dà noia perché non è nelle vostre corde, perché volete la tensione sociale, perché volete una società conflittuale dove si combatte per sopravvivere. Complimenti per tutto questo! (Applausi dal Gruppo PD) . VOCE DAL GRUPPO PD. Bravo! MARCUCCI (PD) . Ma i colleghi del Partito Democratico nella discussione generale hanno analizzato bene questa vergognosa manovra che stasera, all'oscuro dei parlamentari, nel bel mezzo della notte ci volete far approvare. Però, signor presidente Conte, io ho un dubbio che le voglio rivelare. Perché lei fa tutto questo? Perché questo odio nei confronti dell'Italia e degli italiani? (Applausi dal Gruppo PD) . Lei si è presentato al Paese dicendo che sarebbe stato l'avvocato del popolo. Lei sta affondando questo Paese! Lei vuol negare il futuro a questo Paese! Lei sta facendo una manovra pericolosa, che pregiudica lo sviluppo di questo Paese, che accentuerà la crisi e le difficoltà di questo Paese, avendolo fatto inginocchiare come non mai di fronte alla Commissione europea! (Applausi dal Gruppo PD) . VOCE DAL GRUPPO PD. Bravo! MARCUCCI (PD) . Chiedo scusa, Presidente, ma dopo tante situazioni complicate in questi giorni, le chiedo ancora due minuti, che ha concesso a tutti. Signor Presidente del Consiglio, vorrei avere delle risposte su questo. Vorrei avere risposte da lei, perché conosciamo la vocazione autoritaria del vice premier Salvini, conosciamo la vocazione populista del vice premier Di Maio, ma vogliamo conoscere le sue motivazioni: lei, i suoi uomini, mi permetta, i suoi manipoli che sono venuti in Parlamento a umiliare il Parlamento su suo mandato. (Applausi dal Gruppo PD) . Il ministro Fraccaro è venuto a determinare il blocco della discussione nelle Commissioni e non viene un Ministro a caso. Viene perché il Presidente del Consiglio lo manda per impedire la discussione all'interno delle Aule parlamentari. Credo che la vergogna debba ricoprire il vostro il vostro volto in una serata triste per il nostro Paese e per la nostra storia. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, signor Presidente: i tempi di questa discussione parlamentare sono stati questi per vostra volontà. E concludo, anche per rilassarci un pochino, con le parole di un autore che a noi abitanti dell'Appennino sono molto care e molto caro è questo autore: «Voi tenetevi le ghiande, lasciateci le ali». Le ali per volare di nuovo con questo Paese, che noi del Partito Democratico amiamo, nel quale crediamo e per il quale continueremo a combattere difendendolo dalla vostra politica scellerata. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, caro Presidente del Consiglio, autorevoli rappresentanti del Governo, il Partito Democratico non può accettare questo iter Parlamentare che va contro la Carta costituzionale e contro le regole. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi non possiamo dare il nostro voto stasera. Ascolteremo tutto il dibattito e poi non passeremo sotto questo banco per dare credito alla vergogna e all'offesa che state portando a questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Non è possibile e rinunceremo all'espressione del nostro voto. (Applausi dal Gruppo PD, che si leva in piedi. Congratulazioni) . MALPEZZI (PD) . Vergogna! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli senatrici, membri del Governo, intanto un ringraziamento va a tutti i membri della Commissione bilancio, a partire dal Presidente, che sono qui da più di dieci giorni a discutere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Sono qui a portare avanti gli emendamenti, molti dei quali sono contenuti nel maxiemendamento, a testimonianza che il Parlamento ha discusso della manovra economica. Al di là degli scenari apocalittici evocati dalle opposizioni...a proposito, da quando avete cominciato a dire «forza spread », lo spread è calato... (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Eravate quasi certi della procedura di infrazione e l'abbiamo scongiurata. Queste previsioni nefaste ci fanno pensare, se è vero che la regola è «non c'è due senza tre», che la nostra economia crescerà nel prossimo anno. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Compito della maggioranza è mettere in evidenza le note positive della manovra economica. Partiamo dalla famiglia, che per noi è un valore: negli ultimi anni il fondo per le politiche familiari di Palazzo Chigi era sceso, dal 2008 ad oggi, a 3,4 milioni. FEDELI (PD) . Quale famiglia? VOCE DAL GRUPPO PD. La famiglia di Di Maio? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Bene, noi mettiamo 100 milioni di euro su questo fondo (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Allo stesso modo, aumentiamo gli incentivi per gli asili nido, confermiamo il bonus bebè, rendiamo strutturali quelle misure fondamentali per aiutare le famiglie, per una ragione molto semplice: è dalle culle che dipende il futuro del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Sono previsti, come è stato detto, fondi anche per i disabili e i non autosufficienti. Nelle scorse manovre si doveva sempre rincorrere - io ero in Regione Lombardia, ma chi era in Regione anche in altre parti d'Italia lo sa benissimo - i tagli: dal trasporto ai disabili al Fondo per la non autosufficienza. No, questa volta abbiamo 100 milioni di euro in più sul Fondo per la non autosufficienza; 100 milioni in più sul fondo per i disabili; 100 milioni per il trasporto dei disabili, perché per noi gli ultimi non sono solo gli immigrati. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Parliamo delle imprese. Ci è stato detto che abbiamo aumentato le tasse perché sono andati a vedere una tabellina sulla manovra e dicono di aver visto 5 miliardi di euro in più nel 2019. Scusate, tutti dovrebbero sapere che gli effetti di una manovra economica si vedono nell'anno successivo: dovete andare a vedere sulla tabella nel 2020 cosa c'è scritto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . C'è scritto -0,5 miliardi di euro, a conferma che le tasse le abbassiamo. Vi mancano i fondamentali per leggere la manovra di bilancio. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ci dicono che abbiamo perso la fiducia nelle imprese. Ho ascoltato il dibattito degli ultimi anni sul tema della riduzione del costo del lavoro. Per quanti anni abbiamo detto che era necessario ridurre il costo del lavoro? Bene, per la prima volta c'è un Governo che, con la riduzione dei premi INAIL, il taglio del costo del lavoro lo fa davvero e seriamente per 1,7 miliardi di euro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Per non parlare del taglio dell'Ires per gli utili reinvestiti e per i giovani che verranno eventualmente riassunti a tempo indeterminato; la riconferma di buona parte del pacchetto Industria 4.0, a testimonianza che quando si governa seriamente non si buttano via le misure che hanno fatto i Governi precedenti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Il raddoppio della detraibilità dell'IMU sui capannoni (dal 20 al 40 per cento) va proprio nella direzione dei tanti industriali imprenditori che hanno sofferto quella tassa che è stata messa non certo dal nostro Governo. (Commenti della senatrice Bellanova). Parliamo poi delle riforme fiscali, perché ho sentito dire che la flat tax (fino a 65.000, il 15 per cento; poi portata nel 2020 fino a 100.000 con la tassazione al 20 per cento) è poca cosa: partite IVA, professionisti, artigiani, commercianti; tra l'altro c'è anche la cedolare secca per gli affitti proprio per aiutare gli esercizi commerciali in difficoltà. Ebbene, la misura è stata snobbata, non considerata, sminuita, e per quale motivo? Perché i professionisti, gli artigiani per anni sono stati sminuiti: altro che evasori; sono quelli che tirano la carretta. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Solo quelli che mantengono questo Paese da sempre, noi li aiutiamo. Certo che si può fare di più, ma è il primo anno; non è che si può fare tutta la flat tax . Lo avete detto voi che non si poteva fare in un anno solo, e adesso vi lamentate perché abbiamo dato solo l'avvio? Mettetevi un po' d'accordo anche tra di voi. Parliamo di piccoli professionisti che non hanno mai vissuto con i sussidi dello Stato, sia ben chiaro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Non possiamo non parlare anche del tema degli investimenti che è stato trattato in più di un'occasione: il rilancio degli investimenti, che non sono solo le grandi opere, importanti certamente, ma non sono solo quelle. Per noi sono importanti soprattutto - crediamo sia questo il vero partito del PIL - quei piccoli e medi imprenditori che, grazie alle misure che abbiamo inserito nella manovra, cominceranno ad aprire i cantieri per mettere in sicurezza nei nostri territori scuole, ospedali, tribunali, ponti, strade; la manutenzione dell'esistente. ( Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Del resto, come facciamo a prendere lezioni sugli investimenti da chi ne ha messi 4,5 miliardi l'anno scorso e alla fine ha speso zero? Noi invece aiutiamo i Comuni: un miliardo vale solo l'aver sbloccato l'avanzo di amministrazione, 250 milioni alle Province tanto bistrattate (poi ci lamentiamo che ci sono le scuole che vanno a pezzi); non va dimenticato poi il bonus per gli enti locali (400 milioni inseriti nel maxiemendamento, che costituiscono un sostegno e un aiuto ai Comuni fino a 20.000 abitanti); lo sblocco dei finanziamenti che ci ha ricordato bene il sottosegretario Garavaglia per le Regioni (80 miliardi di euro): c'era un contenzioso aperto che noi abbiamo risolto. Risorse per Regioni ed enti locali che negli anni passati sono stati depredati. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). E invece questa volta non solo non ci sono i tagli, ma addirittura gli diamo una mano, aiutiamo il nostro territorio. Ha ragione chi ha detto in quest'Aula - sempre, se non ricordo male, il sottosegretario Garavaglia - che mentre in Francia ci sono i gilet gialli, qui da noi ci saranno i gilet arancioni per tutti i cantieri che verranno aperti presto e questo farà prodotto interno lordo, questo muove l'economia. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD). E poi arriviamo, dulcis in fundo , ovviamente alla quota 100, tanto vituperata dai membri della minoranza: con questa misura possiamo dire che si è davvero concretizzata una grande vittoria del negoziato che il nostro Paese ha condotto con l'Europa, perché se ricordate bene, a marzo, poco dopo le elezioni, la Commissione europea è intervenuta per dire che non si poteva toccare la riforma Fornero, perché la nostra spesa pensionistica era troppo alta. Questo era il monito, l'intimazione della Commissione europea. Ebbene, nei giorni scorsi abbiamo assistito a qualcosa di diverso: da una riforma intoccabile, siamo passati alle dichiarazioni del commissario dell'Unione europea Moscovici che ha dovuto ammettere che l'Unione europea non mette in discussione la riforma delle pensioni che spetta al Governo italiano (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , riconoscendo quella sovranità nazionale tanto indigesta a chi parlava di crisi indotte per costringere gli Stati a cedere la sovranità nazionale. Noi ce lo ricordiamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Basta crisi indotte, questa è assolutamente una vittoria dell'Italia, anche perché ho sentito parlare di retromarcia - ovviamente chiedo anch'io, Presidente, un paio di minuti in più, perché non vorrei essere da meno del collega - ho sentito che qualcuno addirittura ha usato l'espressione «ritirata elegante». (Commenti dal Gruppo PD). Io posso dire che oggi se c'è qualcuno che deve battere la ritirata, e noi consigliamo che sia silenziosa perché siamo buoni, sono coloro che hanno approvato la sciagurata riforma Fornero. Voi dovete battere in ritirata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). E tutti quei partiti che l'hanno votata, altro che sconcerie su questa manovra. Ricordiamoci in passato cosa è successo e prendiamoci tutte le responsabilità. (Commenti dal Gruppo PD). È ovvio che la nostra manovra non è una manovra perfetta, perché nessuna manovra può essere perfetta. (Commenti ironici dal Gruppo PD). Possiamo però ragionevolmente pensare che sia una manovra migliore di tante altre che abbiamo visto in passato. BITI (PD) . Ma non ci credi nemmeno tu! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Nell'augurare a tutti quanti - alla maggioranza, alla minoranza, al Governo, a tutti i cittadini italiani - buone feste da parte del Gruppo Lega, annunciamo il nostro voto favorevole a questa manovra. Noi ci crediamo, avanti e faremo di tutto sempre per il bene del Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD). PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, credo che la giornata di oggi rappresenti e abbia chiuso purtroppo un percorso, una procedura che ha mortificato il Parlamento, nella sua massima espressione di rappresentanza del popolo italiano, sia in quest'Aula sia nel percorso della Commissione. Quindi, ha mortificato proprio quei cittadini che frequentemente vengono citati. Colleghi, io sono membro della Commissione bilancio e, unitamente ad altri colleghi, ho vissuto questi quindici giorni in un dibattito anche aperto sui tanti temi di questa norma frastagliata formata da centinaia di commi, ma anche misurando nell'opposizione e nella maggioranza - anche se ufficialmente non si dichiara - uno stato di frustrazione rispetto al ruolo che il Parlamento della Repubblica, come massima espressione, deve avere. (Applausi dai Gruppi FI-PD e PD). Purtroppo è un percorso da colpo di mano, iniziato ieri pomeriggio alle 14; un provvedimento con all'interno tante questioni, alcune promesse, tanti tradimenti. Un provvedimento frastagliato, pieno di contraddizioni, senza un disegno politico, come ha avuto modo di dire nei vari interventi della giornata di ieri il presidente del nostro Gruppo Bernini, senza un disegno del Paese. Più soldi da una parte, più soldi dall'altra, più soldi presi a chi lavora duramente o a chi ha lavorato e gode di pochi euro di pensione. L'orgoglio dei poveri, ai quali, con una di quelle misure del provvedimento annunciate e oggetto del vostro contratto, date ormai un'elemosina, voi lo state calpestando. Per onorare una parte di questo contratto, una promessa elettorale, voi calpestate la dignità e l'orgoglio di molte famiglie italiane (Applausi dal Gruppo FI-BP) , di molte famiglie che vivono con la cosiddetta pensione minima, di molte famiglie che non riescono a pagare tasse e tariffe della loro casa. Noi crediamo in un Governo che debba dare l'esempio e l'indirizzo, ed è giusto che chi ha la maggioranza governi e lo faccia. Però avremmo voluto che ai giovani, i grandi ignorati da questa manovra, venisse data una speranza, una promessa di percorso di formazione, di studio, di lavoro. Invece abbiamo il taglio ai fondi per la ricerca. Avremmo voluto che venisse data una promessa di lavoro, anziché una promessa di 780 euro che calcolati bene sui sei milioni di soggetti a cui sono stati promessi, sono diventati 83 euro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Credetemi, non è per fare demagogia: la speranza dei giovani è anche la speranza delle loro famiglie, quindi anche di tutti quegli anziani che, nella società attuale, aiutano e mantengono i giovani (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché le famiglie dei giovani non resisterebbero. La nostra struttura sociale, la struttura sociale di questo Paese, ancora di più al Sud e forse un po' meno nel nostro Nord, ha come riferimento la struttura sociale familiare e il patrimonio, la casa. L'Italia è un Paese fondatore dell'Unione europea. I motivi dei ritardi sono stati imputati alla trattativa e al tira e molla con l'Unione europea. L'Italia - dicevo - è un Paese fondatore; chi vi parla e il Gruppo da cui parlo è un Gruppo che dice e che ha detto più volte in quest'Aula che è giusto discutere con l'Unione europea, è giusto trattare, ma, da Paese fondatore, è giusto anche discutere le regole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quindi si abbia il coraggio, come Paese, di rendersi conto che le regole di vent'anni fa non sono più applicabili oggigiorno, salvo la convenienza di altri Paesi e di altre Nazioni. Uso il termine «Nazione», e lo uso anche orgogliosamente. Il Governo non può usare l'Europa per danneggiare i propri cittadini, perché si ferma alla parte di trattativa nell'ultimo momento; è questo che noi imputiamo al Governo. La trattativa dell'ultimo mese (è vero che è di moda l'ultimo chilometro o l'ultimo metro) ha comportato la dissipazione di 300 miliardi di capitalizzazione, ovvero i risparmi degli italiani, i risparmi del popolo italiano, in un tira e molla con l'Europa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ora annunciate che nel 2019 compenserete una parte di questo popolo, del nostro popolo, con una forma che non si sa ancora identificare: i 780 euro, con un modello che non conosciamo. Nel contempo si mortifica l'altra gente, quella che lavora. Forse quelli è necessario invece prenderli per mano, accompagnarli e portarli a lavorare, non a ricevere il contributo elettorale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quale democrazia abbiamo, se obiettivo del Governo non è più il bene del popolo, bensì l'esercizio alla punizione di chi non sta nei vostri sogni o nei vostri interessi, ma solo nella vostra convenienza elettorale? Questa è la questione (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi vorremmo e saremmo orgogliosi di opporci a una manovra di Governo che, diversa dal nostro pensiero e diversa da come la vorremmo fare noi, fosse almeno una manovra con un disegno di Paese, non un contratto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . I temi, i grandi temi sono certo il reddito di cittadinanza, già trattato e che, come dicono molti di noi, è un insulto, un modello di propaganda del momento, certamente rispetto a chi lavora. Colleghi, l'altra gamba è la revisione della legge Fornero, che è una norma mal costruita e onerosa per la gente che lavora. Tale revisione era ed è parte del programma elettorale del centrodestra, quindi di Forza Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi valuteremo la proposta senza alcun pregiudizio. Il Governo ha annunciato a settembre che ci sarebbe stata una crescita dell'1,5 per cento; sulla base di tutti gli indicatori, in quest'Aula abbiamo contrapposto l'ipotesi che non era possibile. Oggi la rivede all'1 per cento, ben 9 miliardi in meno; 9 miliardi sono 300.000 posti di lavoro, 300.000 famiglie. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo un Paese che ha bisogno di infrastrutture e di mantenere quello che ha. Noi apprezziamo positivamente quanto il sottosegretario Garavaglia ha espresso in quest'Aula e quanto è forse leggibile dal documento (che abbiamo ricevuto oggi e che quindi valuteremo a scatola chiusa, dopo che sarà stato approvato) a proposito degli interventi a favore degli enti locali e delle manutenzioni. Ma non possiamo che rimarcare il passo indietro sugli investimenti e - permettetemi, io vengo dal Nord - il fatto che si fermino investimenti già avviati, quali la TAV. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il Governo ora annuncia che farà un miliardo in più di dismissioni. Una precisazione: se sono una finzione, si rischia di usare male il risparmio postale degli italiani. Se sono vere, stiamo attenti a non dare l'ultimo colpo al mercato immobiliare italiano, al valore degli immobili d'Italia, che davvero potrebbe essere devastante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Neera stata data una per 3 miliardi del 2012 e gli effetti sono stati probabilmente pari a quasi 100 miliardi di minori introiti per lo Stato. Voi direte: e allora? Allora in questo momento il risultato sono 23 miliardi di IVA in più nel 2020 e 29 nel 2021 per coprire la restrizione del 2019. Noi avremmo voluto anche prendere in considerazione un intervento sull'IVA, ma con contestuale valutazione della riduzione, anche se non proprio sotto forma di flat tax, dell'IRPEF. Questo era il disegno del centrodestra e questo è il disegno che speriamo i colleghi della nostra coalizione elettorale (e attualmente della vostra coalizione di Governo) portino avanti. È una manovra d'azzardo, non solo per le tasse sui giochi, per i tagli sulle ferrovie, sul cofinanziamento dell'Unione europea, che vanno quindi moltiplicati, i tagli sul Fondo per lo sviluppo e la coesione. Colleghi, se apprezziamo l'azione che il Governo ha fatto su alcuni settori, come la sicurezza, non possiamo non rimarcare come non è apprezzabile la parte di politica economica che riguarda la politica sociale di questo Paese. Se non riuscite a rilanciare il Paese con il bilancio, fatelo almeno con le regole: non obbligate al licenziamento dopo ventiquattro mesi a causa del decreto dignità, non fate chiudere gli esercizi commerciali la domenica, fate in modo che almeno con le regole si possa lavorare e produrre. Per questi motivi il voto del Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente sarà contrario. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Fedeli. Congratulazioni) . PARAGONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARAGONE (M5S) . Signor Presidente, qualcuno voleva imporci una manovra con un rapporto deficit- PIL pari all'1,6 per cento, ma non ci è riuscito perché questa è una manovra scritta in Italia, made in Italy , e non è made in Europe (Applausi dal Gruppo M5S) . Qualcuno aveva interesse a spingerci verso l'esercizio provvisorio di bilancio, ma ha fatto male i calcoli e non ci è riuscito. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Qualcuno voleva che il popolo non avesse la possibilità di dire: adesso è il nostro turno, adesso tocca a noi e non ci è riuscito, perché per il Governo del cambiamento il popolo è sovrano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). L'Europa, del resto, non poteva scrivere questa manovra, semplicemente perché conosce soltanto la grammatica dell'austerità e cari professori, cari oppositori, voi ormai parlate la stessa lingua dell'austerità, la stessa lingua dell'Europa, per questo non riuscite a capire questa manovra. Se l'Europa avesse avuto soltanto la metà della sensibilità sociale che caratterizza questa manovra, oggi non vivrebbe la crisi sociale e popolare che è sotto gli occhi di tutti (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). La rivolta dei gilet gialli è la rivolta dei nuovi miserabili, quelli schiacciati dall'austerità, i nuovi miserabili creati dal cortocircuito tra una globalizzazione senza regole, per la quale facevate il tifo, e il fanatismo mercatista e finanziario. Onorevoli colleghi, siamo andati a Bruxelles, sì, ma siamo andati per indicare una nuova rotta, che è la rotta sociale (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Chi ha creato la rottura sociale ora sta chiedendo scusa: Macron, il vostro nuovo guru, si sta piegando al volere del popolo, perché quando il popolo impone una trattativa ha già cominciato a vincere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Reddito di cittadinanza e quota 100 sono l'opposto di quello che l'Europa avrebbe voluto. Altro che dettatura; avere una stabilità finanziaria, senza avere una stabilità sociale, significa guidare ad alta velocità, a fari spenti nella notte, vuol dire andarsi a schiantare e questo noi per l'Italia e gli italiani non lo vogliamo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Cara opposizione, cari oppositori, un giorno ci ringrazierete per avere protetto l'Italia dalle tensioni sociali, perché un Paese in subbuglio incrina qualsiasi equilibrio finanziario. Questa manovra, se la dovessi e la potessi raffigurare con un'icona, la raffigurerei come una mano tesa, che tendiamo a chi cerca di rialzarsi, a chi cerca un conforto. Che cosa è il reddito di cittadinanza, che tanto non piace a questi signori, se non un'altra chance che offriamo? Potete giocare con le sottrazioni magiche, ma l'unico numero è 7,1 miliardi per il reddito e le pensioni di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Voi ci avete lasciato 5 milioni di poveri; non ce lo possiamo dimenticare, non è tana libera tutti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Ora con che voce volete impartire lezioni di equità sociale? Con la stessa voce con cui difendete il Senato dopo che lo volevate tagliare? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Ci avete lasciato una platea di pensionati invisibili che vanno a raccattare la merce in fondo alle periferie dei mercati e questo è profondamente ingiusto, cari signori. Ci avete lasciato questa platea di pensionati invisibili e noi gli daremo la pensione minima di 780 euro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Vi siete fatti ordinare dall'Europa una riforma delle pensioni, la famigerata riforma Fornero, ingiusta, crudele e iniqua. Noi la cambiamo, anche se all'Europa non piace. Voi avevate scritto sotto dettatura dell'Europa quella riforma, noi la cancelliamo con il volere del popolo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MARGIOTTA (PD) . Bugiardo! PARAGONE (M5S) . Non avete mai toccato le pensioni d'oro, forse per non urtare la sensibilità dei vostri amici, e ci tocca sentire in televisione il piagnisteo di gente che dice che non sa più come vivere con una pensione d'oro di 4.000 o di 5.000 euro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . A chi è toccato dire basta a questa ingiustizia? Al Movimento 5 Stelle e a questo Governo. Ci avete consegnato una sanità sempre più lontana dai cittadini e con gli investimenti previsti in questa manovra noi ridurremo drasticamente i tempi di attesa e faremo altre cose per puntellare una sanità che deve essere pubblica. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . E che dire dei risparmiatori truffati. Ci voleva questo Governo per mettere un miliardo e mezzo in un fondo per risarcire i truffati dalle banche; quindici volte di più di quello stanziato precedentemente. Avete il coraggio di negarlo? Voi inciuciavate con i banchieri, noi risarciamo i risparmiatori. (Proteste dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . E diamo ai risparmiatori la possibilità di rivalersi anche verso la Banca d'Italia, la Consob e le banche, perché noi non abbiamo amichetti da difendere, da coprire o parenti da tutelare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Così come del resto non abbiamo avuto fuori dalla porta i lobbisti che chiedevano di cambiare la manovra. Dicevate che non c'erano investimenti; abbiamo previsto un fondo importante per realizzare opere che interessano la quotidianità dei cittadini. Cari cittadini, pretendete dai vostri sindaci le opere che davvero chiedete, dalle strade alla messa in sicurezza degli edifici scolastici o altre infrastrutture. E voi, cari sindaci, ora finalmente avete i soldi per fare quelle opere che chiedono i vostri concittadini. MIRABELLI (PD) . Dove sono tutti questi soldi? PARAGONE (M5S) . Spendeteli per il bene dei vostri concittadini e non per gli appetiti di amichetti o di cartelli di imprenditori, anche perché con lo spazza corrotti la mangiatoia è chiusa. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD). Avete detto che non c'è nulla per gli imprenditori e per le imprese e chi ha messo in manovra il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione? (Commenti delle senatrici Malpezzi e Valente) . Ora, se qualcuno avesse voglia di farsi il pellegrinaggio, è libero di farselo perché ora quei soldi ci sono. CORO DI VOCI DAL GRUPPO PD. Condono! Condono! PARAGONE (M5S) . Abbiamo portato la deducibilità dell'IMU sui capannoni dal 20 al 40 per cento. (Commenti dal Gruppo PD) . Bene, ci fa piacere che finalmente il centrosinistra che non è stato in grado di scrivere una manovra sociale finora ha il coraggio di parlare. (Proteste dal Gruppo PD). Abbiamo fatto la flat tax e abbiamo cominciato il percorso di revisione fiscale. Lo abbiamo fatto per una platea di piccolissimi imprenditori e per le partite IVA. C'è il taglio delle tariffe INAIL. (Vivaci proteste dal Gruppo PD) . LAUS (PD) . Imbroglioni! VERDUCCI (PD) . Vergogna! PARAGONE (M5S) . Ci sono gli incentivi per chi assume e chi eccelle negli studi universitari. C'è il bonus Sud e tanto altro. Cari colleghi, questo è un cambio di passo. (Commenti dal Gruppo PD) . Questo è l'inizio di una manovra con la forte densità sociale che un tempo la sinistra poteva scrivere mentre ora non è più in grado di farlo. CORO DI VOCI DAL GRUPPO PD. Condono! Condono! LAUS (PD) . Buffoni! PARAGONE (M5S) . Questa è una manovra tutta scritta in Italia; porta il marchio del made in Italy . Questa è la manovra del cambiamento e per questo il Gruppo MoVimento 5 Stelle dice sì. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Commenti dal Gruppo PD . Alcuni senatori del Gruppo FI-BP espongono cartelli con la scritta «+ povertà per tutti: fatto» . I senatori del Gruppo PD escono dall'Aula). PRESIDENTE. Per favore, tirate giù i cartelli. CORO DI VOCI DAL GRUPPO M5S. Onestà! Onestà! Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 981, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Hanno chiesto di votare per primi, e l'ho concesso, i senatori Bongiorno, Bossi Umberto, Carbone, D'Alfonso e Salvini. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello di tali senatori. (I predetti senatori rispondono all'appello). Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice La Mura). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice La Mura. NISINI, segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Auddino, Augussori Bagnai, Barbaro, Bergesio, Bonfrisco, Bongiorno, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Briziarelli, Bruzzone, Buccarella Calderoli, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cantù, Cario, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Centinaio, Cioffi, Coltorti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli D'Angelo, De Bonis, De Lucia, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Evangelista Faggi, Fattori, Fede, Fenu, Ferrara, Ferrero, Floridia, Fregolent, Fusco Gallicchio, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Giarrusso, Girotto, Granato, Grassi, Guidolin Iwobi L'Abbate, La Mura, Lannutti, Lanzi, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lucidi, Lupo Maiorino, Mantero, Mantovani, Marilotti, Marin, Marinello, Marti, Matrisciano, Mautone, Merlo, Mininno, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Naturale, Nisini, Nocerino, Nugnes Ortis, Ortolani, Ostellari Pacifico, Paragone, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pillon, Pirovano, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quarto Riccardi, Ricciardi, Ripamonti, Rivolta, Romagnoli, Romano, Romeo, Rufa, Russo Salvini, Santangelo, Santillo, Saponara, Saviane, Sbrana, Sileri, Siri, Solinas, Stefani Taverna, Tesei, Toninelli, Tosato, Trentacoste, Turco Urraro, Vaccaro, Vallardi, Vanin, Vescovi, Vono Zuliani. Rispondono no i senatori: Aimi, Alderisi Balboni, Barachini, Barboni, Battistoni, Berardi, Bernini, Bertacco, Berutti, Biasotti, Binetti, Bressa Caliendo, Cangini, Carbone, Casini, Cesaro, Ciriani, Conzatti, Craxi Dal Mas, Damiani, De Bertoldi, De Petris, De Poli, De Siano, Durnwalder Errani Fantetti, Fazzolari, Fazzone, Ferro, Floris Gallone, Gasparri, Giammanco, Giro, Grasso Iannone La Pietra, La Russa, Laforgia, Lonardo Maffoni, Mallegni, Mangialavori, Marsilio, Martelli, Masini, Messina Alfredo, Minuto, Modena, Moles Nastri Pagano, Papatheu, Paroli, Pichetto Fratin Quagliariello Rauti, Rizzotti, Ronzulli, Rossi, Ruspandini Saccone, Schifani, Serafini, Siclari, Stabile, Steger Testor, Tiraboschi, Toffanin Unterberger, Urso Vitali Zaffini. Si astengono i senatori: De Falco, Lanièce, Monti. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge n. 981, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 249 Senatori votanti 248 Maggioranza 123 Favorevoli 167 Contrari 78 Astenuti 3 Il Senato approva. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati all'articolo 1 del disegno di legge. Onorevoli colleghi, poiché sono stati esaminati tutti gli articoli al disegno di legge, il Governo dovrà ora procedere alla stesura della conseguente Nota di variazioni, che sarà trasmessa al Senato non appena possibile. La 5 a Commissione permanente è sin d'ora autorizzata a convocarsi per l'esame di tale documento e quindi a riferire all'Assemblea. In attesa della presentazione da parte del Governo della Nota di variazioni al bilancio, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 2,37, è ripresa alle ore 2,59) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 2,59) Onorevoli colleghi, il Ministro dell'economia e delle finanze ha presentato la Seconda Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021, con la quale il Governo ha provveduto ad introdurre nel testo del disegno di legge e nelle annesse tabelle le modificazioni conseguenti alle determinazioni adottate dal Senato in sede di esame della prima sezione. Tale Nota è stata deferita alla 5 a Commissione permanente. Ha facoltà di intervenire il presidente Pesco per riferire sulle conclusioni adottate dalla 5 a Commissione permanente in ordine alla Seconda Nota di variazioni. PESCO (M5S) . Signor Presidente, si tratta della Seconda Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021, predisposta al fine di recepire gli effetti degli emendamenti approvati dal Senato al disegno di legge di bilancio. Si segnala che la suddetta Nota aggiorna i valori contabili dell'articolo 16 (Totale generale della spesa) del disegno di legge di bilancio e comporta modifiche: ai quadri generali riassuntivi per il triennio 2019-2021 in termini di competenza e di cassa; allo stato di previsione dell'entrata (Tabella n. 1 ) e a tutti gli stati di previsione della spesa dei Ministeri (Tabelle da 2 a 14). Si producono, in conseguenza, anche le modifiche ai relativi allegati tecnici per capitoli. I prospetti sono organizzati per unità di voto e gli allegati tecnici presentano l'intero bilancio dello Stato e con evidenza delle unità e dei capitoli che hanno subito variazioni per effetto degli emendamenti al disegno di legge; le variazioni connesse agli emendamenti approvati sono esposte in apposite colonne, distintamente per la Sezione I e la Sezione II. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione della Seconda Nota di variazioni. Con l'approvazione della Nota di variazioni si intenderà modificato di conseguenza il testo su cui il Senato si è pronunciato nelle precedenti fasi della procedura, in riferimento sia agli articoli del disegno di legge, sia alle annesse tabelle. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della Seconda Nota di variazioni. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 981, nel suo complesso, nel testo emendato. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az, i cui senatori si levano in piedi). Colleghi, come volevasi dimostrare, abbiamo votato domenica mattina presto. (Ilarità e applausi) . Quindi, vi auguro buongiorno, buon rientro a casa, tanti auguri veramente a tutti e tornate più buoni, anche se quello a cui questo invito doveva essere rivolto non lo vedo presente in Aula. Stiamo scherzando? Alle 3,05 ci sarebbero otto interventi di fine seduta... che faremo nell'anno 2019. (Ilarità e applausi). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 9 gennaio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 9 gennaio 2019, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 3,06 di domenica 23 dicembre) . Integrazione all'intervento del senatore Floris nella discussione sulla questione di fiducia posta sull'emendamento 1.9000 interamente sostitutivo del disegno di legge n. 981 Signor Presidente, rappresentati del Governo - del sedicente Governo del cambiamento, che ha deciso di evitare il confronto interno al Parlamento con le opposizioni, ma ha dovuto confrontarsi con la Commissione europea - prendo la parola in un clima che certamente indica il conflitto tra maggioranza e opposizione causato dal mancato confronto parlamentare tra maggioranza e opposizione sulla legge più importante per la vita degli italiani. La mannaia europea è caduta pesantemente sulla manovra di uno dei Paesi fondatori. L'Italia è stata sottoposta a una pessima figura e ha pagato in termini di credibilità, ma anche di perdita del valore del risparmio dei cittadini e delle imprese. Le misure più importanti di questa legge di bilancio riguardano il mondo del lavoro. Ci riferiamo al reddito di cittadinanza. Ma anche a quota 100. E persino il turn over nella pubblica amministrazione ha effetti sul mondo del lavoro, per i dipendenti pubblici e per chi si confronta ogni giorno con la pubblica amministrazione. Tre grandi problemi affrontati solo parzialmente in questa manovra dove manca ancora il dettaglio normativo. Tre grandi temi che vanno misurati con attenzione e vanno tenuti fuori da una facile propaganda. Riguardano, infatti, la vita delle persone, il loro reddito, la loro capacità di lottare in una società sempre più esclusiva, nel senso letterale, cioè, che esclude i più deboli. Fatto! Fatto! Fatto! Non può essere questa la risposta. Specie quando c'è qualcuno che non riuscirà a passare un Natale sereno e felice. Ma gli italiani non sono stupidi. E quindi stanno capendo che la saggezza, non voglio dire di chi ha i capelli bianchi, ma quella di chi ha studiato, di chi ha costruito qualcosa di buono nella vita, di chi lavora, dei pensionati, forse sta per tornare di moda. L'onestà, signori del Governo, è un prerequisito per chi fa politica. Poi però bisogna riuscire a comprendere che ogni decisione che prende la politica ha effetti sulla vita di ogni giorno delle persone. Quindi la valutazione, attraverso le votazioni delle proposte emendative, non sarebbe stato un esercizio inutile. Anche perché poi le modifiche alla manovra ci sono, comunque, state e sono state pesanti, scritte, prima dalla burocrazia nostrana e poi dall'euro burocrazia, e hanno ridotto gli importi delle tre misure citate, giudicandoli pericolosi per i conti pubblici, anche se ora subiscono uno slittamento nel tempo per ragioni di copertura finanziaria. Ma la loro pericolosità rimane sugli anni successivi al 2019; tanto che ci hanno chiesto delle coperture straordinarie, fino a quasi 29 miliardi attraverso l'aumento dell'IVA sino al 26,5 per cento, con conseguenze devastanti per il Paese. Ma rimango sul tema del lavoro. Innanzitutto vi dovete ricordare che il reddito di cittadinanza è un istituto che hanno i Paesi con piena occupazione che sostengono i propri cittadini nel momento in cui, lasciato o perso un lavoro, ne cercano un altro. L'Italia ha un giovane su tre disoccupato e non può permettersi di far credere che avranno un reddito dallo Stato. Ci sono già 3,3 milioni di lavoratori pubblici, su 23 milioni, 1 lavoratore su 7. E ci sono 16 milioni di pensionati, cui adesso andate a tagliare gli adeguamenti dell'assegno, senza pensare che spesso con una pensione, soprattutto al Sud e nelle isole ci vivono più famiglie. Siamo convinti che occorrano disposizioni per contrastare la povertà e l'emarginazione. Però non si possono promettere soldi pubblici a tutti. Occorrono invece misure che colleghino il percorso scolastico a quello del lavoro. Mi riferisco soprattutto al lavoro 4.0 e alla sicurezza flessibile ad esso collegata. Queste misure devono essere valutate insieme con le imprese, le sole che hanno il quadro dei reali fabbisogni, in maniera prospettica, cioè quello che servirà quando i ragazzi inizieranno il percorso di studi. Solo le aziende possono garantire un reddito e una opportuna formazione, che lo Stato, o peggio, gli inefficienti centri per l'impiego, non possono dare. E su questi, per i tempi ristretti, tralascio ogni considerazione. Il link scuola-lavoro deve essere forte, costante e duraturo. Così come deve proseguire il link lavoro-formazione. Non è detto che si debba, si possa o si voglia fare lo stesso lavoro per tutta la vita. E infine il link lavoro-pensione, consentendo, a chi lo desideri, di portare il proprio bagaglio di esperienze alla collettività. Tutto questo nel disegno di legge in esame non c'è. Ci sono buoni soldi buttati! 20.000 amministrazioni pubbliche, un costo di 164 miliardi per i redditi da lavoro dipendente. Si affronta nuovamente il tema dell'assunzione nel pubblico impiego, senza prima avere una visione d'insieme. E intanto esistono interi settori nella pubblica amministrazione sprovvisti di figure professionali come sanità, scuola e Forze dell'ordine. Altri, invece, che ne hanno in soprannumero. Tutto questo incide anche sullo sviluppo del sistema Paese, soprattutto e in modo evidente al Sud e nelle isole, che soffrono in maniera ulteriore questa situazione, con territori senza una sanità adeguata, caserme dei carabinieri costrette a chiudere e inadeguati servizi scolastici che fanno spopolare i Comuni delle aree interne. Serviva, allora, uno sguardo che comprendesse una visione d'insieme, che manca nella manovra presentata, come assente era nel disegno di legge concretezza e nel decreto-legge dignità. Quindi il giudizio rimane contrario sul merito, sul metodo e sul mancato confronto parlamentare. Siamo un Parlamento giovane di elezione, ma che porta in sé molte preziose esperienze, che sono rimaste completamente inascoltate. Per concludere, Ministro, questa manovra, fantomatica, riveduta, corretta più volte, non sappiamo se a tinte più gialle o più verdi, sono sicuro non accontenta nessuno, né chi l'ha prodotta, tantomeno chi la subirà. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alfieri, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Cirinna', Crimi, De Poli, Faraone, Manca, Marino, Merlo, Monti, Napolitano, Santangelo, Sbrollini, Siri e Sudano. Nessun senatore è assente per incarico avuto dal Senato. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Paroli Adriano Modifiche al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di circoscrizioni di decentramento comunale (996) (presentato in data 21/12/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Gasparri Maurizio ed altri Modifica dell'articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito (950) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali) (assegnato in data 22/12/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Pergreffi Simona ed altri Disposizioni in materia di libretto dell'infrastruttura (797) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 22/12/2018); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Dep. Gadda Maria Chiara ed altri Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico (988) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.290 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.410, C.1314, C.1386) (assegnato in data 22/12/2018). Governo, trasmissione di atti La Presidenza del Consiglio dei ministri - Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), in data 14, 19 e 20 dicembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le seguenti delibere adottate dallo stesso Comitato, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti: Delibera CIPE, n. 1/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 10/2018, alle Commissioni 5 a , 7 a ; Delibera CIPE, n. 29/2018, alle Commissioni 5 a ; 8 a ; Delibera CIPE, n. 36/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a ; Delibera CIPE, n. 51/2018, alla Commissione 5 a ; Delibera CIPE, n. 58/2018, alle Commissioni 1 a , 5 a ; Delibera CIPE, n. 68/2018, alle Commissioni 5 a , 8 a . Governo, trasmissione di documenti e assegnazione Il Ministro dell'economia e delle finanze ha inviato la "Seconda Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021" (981/II). Tale documento è stato trasmesso alla 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti atti e documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Seconda relazione sui progressi compiuti nella lotta alla tratta di esseri umani (2018) a norma dell'articolo 20 della direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime (COM(2018) 777 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa all'attuazione del regolamento (UE) n. 531/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2012, relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione, come modificato dai regolamenti (UE) 2015/2120 e (UE) 2017/920 (COM(2018) 822 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione riguardante gli orientamenti alle autorità nazionali di regolamentazione sulla trasparenza e sulla valutazione delle tariffe per le consegne transfrontaliere di pacchi a norma del regolamento (UE) 2018/644 e del regolamento di esecuzione (UE) 2018/1263 della Commissione (COM(2018) 838 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio Relazione sul funzionamento del mercato europeo del carbonio (COM(2018) 842 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'esecuzione del regolamento (UE) n. 1260/2013 relativo alle statistiche demografiche europee (COM(2018) 843 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del regolamento (CE) n. 428/2009 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (COM(2018) 852 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 4 a e 14 a . Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 14 al 22 dicembre 2018) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 15 PRESUTTO ed altri: sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturali nel porto di Napoli (4-00382) (risp. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) TOTARO: sul recupero del carcere Pozzale di Empoli (Firenze) (4-00526) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) Interrogazioni Atto n. 3-00483 TARICCO BELLANOVA LAUS PARRINI COMINCINI FEDELI ROJC GRIMANI FARAONE D'ARIENZO COLLINA MARGIOTTA MALPEZZI PARENTE PITTELLA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la Alstom Ferroviaria SpA, con circa 2.600 persone occupate in Italia, rappresenta per numero ed importanza dei progetti realizzati oltre che per contenuto tecnologico, una delle principali realtà industriali italiane nel settore ferroviario e un'azienda riconosciuta come leader nel mercato italiano e mondiale, con le sue solide radici nella storia industriale italiana, produce treni da 160 anni, sistemi di trazione da 60 anni e sistemi di segnalamento da 90 anni, contando ad oggi 8 siti, 31 depositi su tutto il territorio nazionale e due centri di eccellenza: Savigliano (Cuneo) per i treni pendolino ad alta velocità, basati sulla tecnologia tilting e i treni regionali, e Bologna, per il segnalamento ferroviario e i sistemi di trazione; nel febbraio 2017 Alstom, il Ministero dello sviluppo economico, la Regione Piemonte e la Regione Lombardia hanno siglato un protocollo d'intesa per svolgere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei siti di Alstom di Savigliano e Sesto San Giovanni (Milano); nel settembre 2017 il Governo francese, azionista al 19,9 per cento, ha annunciato l'avvio delle procedure per la fusione multimiliardaria tra Alstom, società simbolo transalpina, e Siemens Mobility, la controllata del colosso industriale tedesco che si occupa di mobilità e attività ferroviarie, per creare così un "campione industriale europeo", un gigante europeo nel settore ferroviario per quanto riguarda rotaie, treni di tutti i tipi, locali, ad alta velocità e quelli hi-tech a lievitazione magnetica, metropolitane e tram da circa 16 miliardi di dollari di fatturato all'anno, fusione che richiederebbe l'approvazione della Commissione europea ed in particolare dell' Antitrust ; sempre nel settembre 2017, a Milano, è avvenuto un incontro tra sindacati e rappresentanti della multinazionale francese, i cui punti all'ordine del giorno sono stati il rinnovo del premio di produzione e le garanzie occupazionali dopo l'annunciata sinergia tra i gruppi Alstom e Siemens; la futura nuova società, con sede centrale a Parigi e quotata in borsa francese, sarebbe diventata il secondo gruppo mondiale nel settore, dopo la holding statale cinese Crrc, che costruisce nella China Mainland, in Asia ed in Africa; nel novembre 2018 la Commissione europea blocca il progetto di una maxiunione fra Alstom e Siemens Mobility, branca di Siemens AG specializzata in mobilità, esprimendo una serie di obiezioni all'accordo, ritenuto incompatibile con il mercato continentale per il timore di un duopolio fra i due colossi aziendali e costringendo a congelare l'intesa, in attesa di misure correttive ai segmenti come treni ad alta velocità, sistemi di controllo e network regionali; il 12 dicembre 2018, a seguito delle obiezioni alla proposta avvenuta del 29 ottobre scorso, le due società hanno assunto l'impegno di presentare una soluzione per arrivare ad una riduzione del fatturato con la cessione di attività ad altri costruttori - tecnologie per i treni ad alta velocità e attività di segnalazione di Alstom in Europa, oltre ad alcuni asset di segnalazione Siemens per rispondere alle preoccupazioni europee in tema di antitrust ; più precisamente, per quanto riguarda il segnalamento i prodotti in questione sono TCS e interlocking riguardante circa 600 persone coinvolte. Per l'Italia si tratta di circa 20-30 persone sul sito di Bologna, mentre per il materiale rotabile, parrebbero essere due le possibili proposte: 1) cessione di tutte le attività riguardanti il "pendolino", dei contratti di manutenzione Pkp Polonia che coinvolgerebbe circa 80 persone e delle attività sull'ETR 610 Sbb a Savigliano che coinvolgerebbero circa 200 persone, oltre alla manutenzione pendolino Evo, che vede circa 120 persone coinvolte. Per quanto riguarda il sito di Savigliano, inoltre, verrebbero offerte le aree del reparto Fitting , reparto collaudo statico con il personale impiegatizio per poter portare a completamento la commessa NTV, cedendo anche il futuro Smart pendolino - oggi ancora in fase di progettazione; 2) cessione del treno Velaro alta velocità di Siemens; il 18 dicembre 2018 la commissaria europea Vestager ha espresso preoccupazione per un piano di Siemens-SIEGn.DE - e Alstom-ALSO.PA, mirante a creare un campione ferroviario franco-tedesco ed il suo conseguente effetto sui treni ad alta velocità in Europa, sostenendo che la fusione tra i due gruppi ridurrebbe le possibilità di scelta dei sistemi ferroviari nazionali, danneggiando passeggeri ed imprese della logistica; considerato che le rappresentanze sindacali unitarie, riunite in consiglio di fabbrica, seriamente preoccupate sull'evolversi della situazione occupazionale dei dipendenti ed unitamente al coordinamento nazionale, hanno richiesto con urgenza un incontro con la direzione Alstom Italia per venire a conoscenza degli effetti di tali future scelte aziendali e le eventuali ricadute occupazionali sui siti italiani sia di produzione sia di manutenzione; rilevato che: il gruppo Alstom, che conta 32.800 occupati in tutta Europa, più di 500 treni pendolino costruiti in Italia e venduti in 13 Paesi, tra cui il Regno Unito, la Russia, la Finlandia e la Cina, più di 400 treni regionali per operatori del trasporto pubblico, privato e regionale, sistemi ERTMS di livello 2 per le linee di alta velocità italiane, le prime in Italia ad essere attrezzate con i nuovi standard interoperativi, lo scorso anno ha annunciato un piano per dimezzare la produzione di TGV, e quindi dimezzare i livelli occupazionali, nei suoi stabilimenti francesi; il sito produttivo di Savigliano, a partire dal 2011, ha rappresentato su scala nazionale un caso di eccellenza, aggiudicandosi commesse importanti e, ad oggi, sono occupati circa 830 dipendenti diretti tra operai ed impiegati; è parte integrante dell'accordo tra Alstom e Siemens un patto per garantire la protezione dei rispettivi lavoratori nei prossimi 4 anni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tutto quanto esposto in premessa; se non ritenga necessario intraprendere azioni a salvaguardia del futuro di una realtà produttiva di alta specializzazione, come l'Alstom Ferroviaria SpA, in particolare nello specifico del sito di Savigliano, uno dei complessi di eccellenza per la realizzazione di treni regionali (JAZZ e, ad alta velocità, NTV e pendolino) ed un esempio di Industria 4.0 con una sala di realtà virtuale 3D all'avanguardia, che permette ai nostri ingegneri di progettare treni per una manutenzione più agevole; se non ritenga utile mettere in campo azioni concrete ed immediate, essendo il settore ferroviario fortemente strategico per il nostro Paese, alla luce del fatto che il prossimo 18 febbraio 2019 la Commissione europea dovrà decidere sull'approvazione delle proposte dei due gruppi industriali e sull'eventuale costituzione della nuova società Alstom-Siemens. Atto n. 3-00484 TARICCO IORI PITTELLA D'ARIENZO STEFANO CUCCA FEDELI GIACOBBE FERRAZZI GINETTI GARAVINI BELLANOVA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: la direttiva europea 2011/110/CE definisce il miele "sostanza dolce naturale che le api - Apis mellifera - producono dal nettare di piante (…) che esse bottinano, trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nel favi dell'alveare"; stabilisce inoltre che: "il miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano non è aggiunto di alcun ingrediente alimentare, neppure di additivi, e non viene effettuata alcuna altra aggiunta se non di miele"; la prima indagine sul settore effettuata dalla Commissione europea nel 2015 ha dimostrato "un'importante percentuale di frodi e adulterazioni nei mieli commercializzati nell'Unione europea", rivelando la presenza di miele annacquato e adulterato con sciroppo di mais, barbabietola e di riso; nel database americano Pharmacopeia's Food Fraud del 2018, il miele è indicato come il terzo alimento al mondo oggetto di adulterazione, preceduto solo da latte e olio d'oliva; considerato che: in ogni area geografica l'apicoltura e la produzione di miele sono oggetto di flessioni sia a causa di avversità climatiche o della diffusione di parassiti, sia a causa di sempre crescenti difficoltà di carattere ecologico-ambientale, quali l'incremento delle monocolture, la riduzione del numero di api dovuta ai pesticidi, il cambiamento climatico, la diffusione di nuove parassitosi; il rischio che soprattutto i grandi gruppi aziendali (per stabilizzare l'offerta, per non creare diseconomie organizzative e non subire perdite nonché per soddisfare la domanda in crescita) possano cedere alla tentazione di integrare i prodotti dell'alveare di provenienza certa con mieli di dubbia natura, che potrebbero essere stati oggetto di aggiunte di zuccheri di varia origine o mischiati con produzioni di bassissima qualità, distruggendone la genuinità, ed in ultima analisi alterandone illegalmente le caratteristiche, è purtroppo una crescente realtà; a livello globale il Paese che parrebbe non risentire di flessioni o di crisi nei prodotti da apicoltura è proprio la Cina, la cui produzione aumenta costantemente ed in maniera stabile, e dal quale le importazioni nell'Unione europea sono cresciute di 10.284 tonnellate all'anno, con il miele come principale prodotto in entrata; tali importazioni, in molti casi di dubbia conformità sia al "Codex alimentarius" sia al complessivo quadro normativo vigente all'interno dell'Unione europea, anche a causa dei sistemi impiegati dai produttori di miele in quel Paese che cambiano continuamente rendendo molto complessa l'analisi della composizione del prodotto finale; sono ancora troppi i Paesi nei quali le barriere e le porte di controllo all'entrata di questo prodotto sono assolutamente insufficienti e che dovrebbero rafforzare i loro controlli in modo molto più puntuale ed approfondito; rilevato che: dal 2010 ad oggi, la domanda netta globale di miele è cresciuta, in media, di circa 20.000 tonnellate all'anno, e ciò è dovuto in parte anche al fatto che una fetta sempre maggiore della popolazione mondiale ha accresciuto la qualità della propria dieta alimentare, ma anche per la preferenza dei consumatori, sempre più interessati ad alimenti naturali e sani, che ha determinato il successo di questo nettare delle api; il miele è un prodotto di grande pregio, risultato del lavoro e della collaborazione costruita negli anni tra api e apicoltore; è un prodotto dell'alveare e non da laboratorio; e per questo richiede tempo, pazienza ed esperienza e diventa vieppiù prezioso per via dei frequenti cambiamenti climatici, ai quali né api, né apicoltori sono in grado di far fronte, se non cercando di limitarne i danni; il miele made in Italy ha visto accrescere la propria credibilità ed immagine a livello mondiale e il gradimento da parte dei consumatori, perché frutto di un territorio straordinario e perché percepito come autentico, e prodotto con passione e dedizione dall'apicoltura italiana; a tutela di questa qualità il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in questi anni, ha messo in campo azioni quali l'obbligo dell'indicazione del Paese di origine in etichettatura e l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF) ha effettuato su tutto il territorio nazionale controlli sia sulla produzione che sulla commercializzazione di mieli di diversa origine botanica (uniflorali e millefiori) e diversa regime origine geografica (Stati membri della UE e Paesi terzi), nonché, sui mieli biologici, anche analisi specifiche per rilevare eventuali presenze di residui di prodotti fitosanitari non consentiti, ed anche indagini analitiche specialistiche per individuare eventuali zuccheri esogeni attraverso tecniche isotopiche IRMS ( isotope ratio mass spectrometry ) anche con il supporto dell'Istituto di ricerca internazionale con la fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige (Trento); inoltre, con raccomandazione C (2015) n. 1558 del 12 marzo 2015 risulterebbe attivato nella UE un piano di controllo coordinato in tutti gli Stati membri mirante ad evidenziare frodi anche sul miele, in base al quale l'ICQRF ha eseguito centinaia di controlli; nonostante tale impegno, da molte inchieste e analisi risulterebbe un problema "falso miele", comunemente associato a provenienza cinese che parrebbe raccolto spesso immaturo (non lasciato quindi maturare nei favi), portato nelle cosiddette "fabbriche del miele" (ambienti nei quali saranno poi gli uomini e non le api a "lavorarlo, filtrarlo e deumidificarlo"), ed oggetto di altri interventi "correttivi", risultando oltretutto spesso non in linea con la legislazione europea; questo problema non riguarderebbe solo la produzione effettuata in Cina, ma anche in Paesi più vicini dell'est Europa, che in alcuni casi non lo producono neanche direttamente, ma contribuiscono a importarlo attraverso meccanismi di "triangolazione", operazione attraverso la quale un miele di produzione extracomunitaria entra illegalmente in un Paese membro e conseguentemente diventa "comunitario"; sono stati riscontrati casi di contraffazione attraverso addirittura il ricorso allo sciroppo di riso o di zucchero con l'aggiunta di polline ed aromi diversi, trasformando così un prodotto ottenuto in laboratorio in "miele", rendendo la contraffazione non facilmente riscontrabile in quanto gli zuccheri contenuti sono simili a quelli naturali del miele e le analisi, anche quelle isotopiche, sono oggettivamente complicate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se non ritenga necessario adottare ogni dovuta precauzione per una piena tutela dei nostri consumatori, intensificando i controlli sull' import del miele, per individuare e distinguere il falso dall'autentico, e attivando con ogni mezzo un'attenzione particolare alla tracciabilità, alla certificazione e alla definizione dell'origine del prodotto, anche al fine dell'accertamento di responsabilità e contraffazioni punibili; se non ritenga necessario ripristinare il progetto di monitoraggio degli alveari "BeeNet", strumento essenziale di osservazione dello stato di salute degli alveari e dell'ambiente, in grado di fornire puntuali informazioni sullo stato ecologico del nostro territorio. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01059 DI MICCO GAUDIANO LOREFICE GIANNUZZI ANGRISANI AUDDINO BOTTO CATALFO MININNO MORONESE VACCARO PRESUTTO ANASTASI RICCIARDI TRENTACOSTE CASTELLONE LANZI LUCIDI RICCARDI PACIFICO SANTILLO Ai Ministri della difesa, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: nell'area compresa tra i comuni casertani di Sessa Aurunca e Carinola sorge la base Nato "Proto" (nota anche come base di Mondragone) del comando delle forze terrestri alleate del sud Europa situata nel monte Petrino; il sito fu progettato e realizzato negli anni 1955-1958 e doveva servire da comando in caso di attacchi nucleari, chimici e batteriologici. La struttura, infatti, fu dotata di protezioni elettromagnetiche (EMP), di impianti di aria pressurizzata, di varchi antiradiazioni e generatori di corrente; la base fu abbandonata nel 1996 e dopo alcuni anni è passata sotto la responsabilità della Marina militare, la quale sembrerebbe abbia avviato la pratica per la riconsegna all'Agenzia del demanio; considerato che, nel corso della XVII Legislatura, veniva presentata un'interrogazione a prima firma della sen. Moronese (3-02390), nella quale si evidenziava come il sito, di fatto abbandonato nel corso degli anni, versava in uno stato di totale degrado. Inoltre nell'atto si riportava: l'ammissione da parte della Marina militare delle condizioni di allarme ecologico del sito dovute alla presenza di rifiuti di varia natura abbandonati; il mancato interesse operativo sul compendio, dichiarato dallo Stato maggiore della Marina, il quale avrebbe espresso parere favorevole alla dismissione definitiva del sedime; la comunicazione del nulla osta alla dismissione dell'area, formulato dallo Stato maggiore della Difesa su richiesta della Marina, non rivestendo più il sito alcun interesse per la difesa; considerato inoltre che: secondo quanto si evince dalla risposta all'interrogazione, fornita il 27 giugno 2017 dal sottosegretario di Stato per la difesa, il sito non rientrerebbe tra quelli da sottoporre a bonifica in quanto, stante il certificato di avvenuta bonifica, emesso dall'azienda sanitaria di Aversa e comunicato al comando Nato nel 1996, il materiale inquinante risulterebbe essere stato rimosso così come la parte relativa al piazzale "versante Carinola" non risulterebbe interessato da fenomeno di abbandono di rifiuti; tuttavia alla luce di un recente sopralluogo, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha avuto modo di constatare che il sito risulta essere ancora oggetto di sversamento di rifiuti di vario genere; il Ministero della difesa confermava, altresì, che: il complesso, ancora nella disponibilità del Ministero, era stato inserito nell'elenco di immobili da dismettere; che fosse ancora in atto la procedura per la riconsegna del sito all'Agenzia del demanio; che eventuali ed ulteriori interventi sul sito stesso sarebbero stati valutati solo all'esito della definizione della procedura, si chiede di sapere: se la procedura per la riconsegna dell'ex base Nato "Proto" all'Agenzia del demanio sia giunta a conclusione, ovvero, quali siano i tempi previsti per la sua definizione; in caso di avvenuto trasferimento, se siano previste iniziative per procedere alla bonifica, al risanamento o messa in sicurezza del sito; se vi sia l'intenzione di riqualificare il sito, come accaduto già per altre basi Nato. Atto n. 4-01060 LANNUTTI MORRA DELL'OLIO PELLEGRINI Marco PRESUTTO PIRRO ACCOTO GALLICCHIO PESCO DI NICOLA LOMUTI URRARO LEONE Ai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e dell'interno Premesso che: Pasquale Scotti, nato l'8 settembre 1958, detto Pasqualino 'o collier', storico capo della nuova camorra organizzata cutoliana e ultimo custode dei segreti inconfessabili che ruotano attorno alla trattativa Stato-camorra-brigate rosse per la liberazione, negli anni '80, dell'assessore campano Dc Ciro Cirillo e al finto suicidio del banchiere Roberto Calvi, condannato ad un ergastolo, è ritenuto responsabile di innumerevoli altri delitti e reati; come si apprende da un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 30 gennaio 2016, «nel corso della presentazione del libro "Il Camorrista fantasma - le mille vite del super latitante Pasquale Scotti" scritto da Enzo Musella, Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti e Luigi De Stefano per Iupper Edizioni avvenuta il 22 gennaio 2016 al Pan di Napoli, pungolato da una domanda l'ex presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi e all'epoca dei fatti giudice istruttore dell'inchiesta sul rapimento di Cirillo con un sussurro, dice: "Pasquale Scotti ha vissuto protetto da servizi segreti come protetti sono stati Vincenzo Casillo (aveva un tesserino dei servizi segreti- ucciso il 29 gennaio 1983 con un'autobomba a Roma a poca distanza dalla sede del Sismi) e Corrado Iacolare (considerato un falso agente, arrestato, estradato in Italia dall'Uruguay negli anni Novanta ma rispedito di nuovo nel paese sud americano per un difetto della pratica di estradizione dove vi è morto lo scorso luglio"»; nel corso della detenzione Pasquale Scotti promise che avrebbe collaborato, rivelando diversi aspetti dell'organizzazione di Raffaele Cutolo cui era affiliato. Ma si trattò di una collaborazione fittizia. Scotti evase infatti la notte di Natale del 1984 dall'ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per una ferita alla mano. Dal 1985 dunque fu ricercato per omicidio e occultamento di cadavere; venne dunque condannato all'ergastolo in contumacia nel 2005, dalla terza sezione della Corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere ed inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi del mondo; il 26 maggio 2015 il Ministro della giustizia pro tempore ne annunciò l'arresto in Brasile, e fu finalmente estradato in Italia il 10 marzo 2016, con l'accordo che avrebbe collaborato attivamente; all'inizio di agosto 2018 la Direzione distrettuale antimafia) ha scritto alla commissione centrale del Ministero dell'interno, l'organo che sovrintende alla gestione dei collaboratori di giustizia, per ottenere la revoca del "programma di protezione": le sue dichiarazioni non avrebbero portato infatti nulla di rilevante per le indagini. A quanto risulta agli interroganti, l'attività di protezione era stata sancita dal "protocollo Farfalla", come si apprende da un altro articolo de "il Fatto Quotidiano" del 28 settembre 2014, «l'accordo di sei pagine stipulato nel maggio 2004 tra il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il Sisde», una «gestione separata e segreta dei boss detenuti», «che portava denaro nelle casse dei padrini stragisti in cambio d'informazioni provenienti direttamente dal ventre molle di Cosa Nostra». Questo è ciò che va «in scena nei penitenziari di massima sicurezza italiani dopo il 2004: rapporti borderline tra servizi segreti e detenuti in regime di 41 bis»; considerato che: il Banco Ambrosiano, una delle principali banche private cattoliche italiane, fondato nel 1896, è fallito nel 1982 a seguito di uno dei più gravi dissesti bancari italiani sotto la presidenza di Roberto Calvi, soprannominato "il banchiere di Dio"; si legge su "Wikipedia": «il 9 giugno 1982 Calvi si allontanò da Milano, giungendo a Roma in aereo, dove incontrò Flavio Carboni, col quale organizzerà la fuga verso l'estero. L'11 giugno il banchiere si diresse a Venezia, per poi raggiungere Trieste, e successivamente la Jugoslavia. Dal paese slavo proseguirà poi per Klagenfurt. Il 14 giugno Calvi incontrò Carboni al confine con la Svizzera, per poi partire il 15 giugno verso Londra, dall'aeroporto di Innsbruck. Il 16 giugno Carboni partì da Amsterdam per raggiungere Calvi a Londra. Il 18 giugno venne trovato impiccato da un impiegato postale, sotto il Ponte dei Frati Neri sul Tamigi in circostanze molto sospette, con dei mattoni nelle tasche, le mani legate dietro la schiena e 15.000 dollari addosso. Fu trovato anche un passaporto con le generalità modificate in "Gian Roberto Calvini". Nelle sue tasche venne ritrovato anche un foglio con alcuni nominativi: quello dell'industriale Filippo Fratalocchi (noto produttore di apparati di guerra elettronica e presidente di Elettronica S.p.A), del politico democristiano Mario Ferrari Aggradi, del piduista Giovanni Fabbri, di Cecilia Fanfani, dell'amico di Sindona ed ex consigliere del Banco di Roma Fortunato Federici, del piduista e dirigente BNL Alberto Ferrari, del piduista e dirigente del settore valute del Ministero del commercio con l'estero Ruggero Firrao e del Ministro delle finanze del PSI Rino Formica. Il 17 giugno si era suicidata la sua segretaria personale, Graziella Corrocher, lanciandosi dal quarto piano dell'edificio dove ha sede il Banco Ambrosiano. La magistratura inglese liquidò la morte di Calvi come suicidio (...). Sei mesi dopo, la Corte Suprema del Regno Unito annullò la sentenza per vizi formali e sostanziali ed il giudice che l'aveva emessa venne incriminato per irregolarità; il secondo processo britannico lasciò aperta sia la porta del suicidio, sia quella dell'omicidio», si chiede di sapere: se le dichiarazioni dell'ex presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi abbiano un fondamento di verità e se non occorrano i dovuti approfondimenti giudiziari; se Pasquale Scotti sia attualmente detenuto in regime di 41- bis oppure subisca un diverso trattamento carcerario; se al boss sia mai stato applicato il "protocollo Farfalla"; se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento che potrebbero profilare palesi violazioni di leggi e norme, per fare luce sugli anni più bui della Repubblica, che ruotano attorno alla trattativa Stato-camorra-brigate rosse per la liberazione negli anni '80 dell'assessore campano Dc Ciro Cirillo e al finto suicidio del banchiere Roberto Calvi, impiccato a Londra sotto il ponte dei Frati Neri il 18 giugno 1982 e al crac del Banco Ambrosiano. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-00484, del senatore Taricco ed altri, sulla tutela del miele italiano; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00483, del senatore Taricco ed altri, sul futuro della Alstom Ferroviaria SpA.