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Ordinamento giudiziario - Magistratura - Lavoratrici madri - Mancata corresponsione dell'indennità giudiziaria nel periodo di astensione dal lavoro per maternità e puerperio secondo la disciplina vigente anteriormente alle modifiche di cui all'art. 1, comma 325, della legge n. 311 del 2004 - Violazione del principio di uguaglianza per disparità di trattamento rispetto al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie - Esclusione - Manifesta infondatezza della questione.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, primo comma, della legge 19 febbraio 1981, n. 27, nel testo anteriore alla modifica introdotta dall'art. 1, comma 325, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, censurato, in riferimento all'art. 3 Cost., nella parte in cui, per il personale di magistratura, vieta la corresponsione dell'indennità da esso prevista nel periodo di astensione obbligatoria per maternità. Invero, trattandosi di posizioni e funzioni diverse, non è possibile accomunare il regime dell'indennità di funzione riferito ai magistrati a quello riservato al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, sicché non è configurabile una irrazionale disparità di trattamento per il solo fatto che da tale raffronto discende una quantificazione diversa delle rispettive prestazioni. Né è possibile dedurre dall'intervento dell'art. 1, comma 325, della legge finanziaria per l'anno 2005 a favore dei magistrati assenti per maternità, l'intento del legislatore di rimuovere una situazione di illegittima disparità di trattamento, in quanto la novella citata costituisce la manifestazione della discrezionalità del potere legislativo nel collocare nel tempo le innovazioni normative. - Negli stessi termini, vedi, citata, ordinanza n. 137/2008 - Sulla non accomunabilità del regime giuridico dei magistrati e del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, vedi, citate, sentenza n. 15/1995 e ordinanza n. 290/2006.