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Art. 2 1. Per l'accettazione delle domande di cui all'art. 1 la Commissione nazionale del pioppo sente il parere del proprio Comitato tecnico di cui all'art. 3. In caso di accoglimento della domanda il clone viene considerato "in corso di osservazione e sperimentazione"; il selezionatore od il richiedente da lui debitamente autorizzato si impegna a consegnare tempestivamente agli Istituti di cui all'art. 1, comma 2, il materiale di vivaio secondo le modalità stabilite dagli Istituti medesimi. 2. Gli esami relativi ad un clone "in corso di osservazione e sperimentazione" possono terminare anche prima della conclusione della sperimentazione ufficiale per i motivi di cui al punto 1.3 dell'allegato C al decreto del Presidente ella Repubblica n. 494/82, oppure se da osservazioni preliminari il Comitato tecnico di cui al comma 1 desume con ragionevole certezza che tale clone non può superare i requisiti richiesti per la registrazione. Tale decisione viene assunta con provvedimento motivato del Presidente della CNP, su proposta del Comitato tecnico. Se la sperimentazione ha dato esito soddisfacente la CNP propone l'iscrizione del clone nel RNCF. 3. Per ogni clone iscritto nel RNCF viene nominato un responsabile della conservazione in purezza. L'affidamento della responsabilità è disposto dal Ministro per le risorse agricole, alimentari e forestali con il medesimo provvedimento di iscrizione e sentito il parere della CNP. L'affidamento può essere richiesto dal selezionatore, dal detentore dei diritti sul clone o ai loro aventi causa e, in mancanza di essi, da un istituto, ente od altro soggetto che offra la garanzia del mantenimento in purezza del clone. 4. Prototipi di tutti i cloni iscritti nel RNCF vengono conservati, oltre che presso il selezionatore od il detentore, anche in almeno due arboreti, gestiti per la CNP dall'Istituto di sperimentazione per la pioppicoltura di Casale Monferrato, dall'Istituto sperimentale per la selvicoltura di Arezzo o dal Centro di sperimentazione agricola e forestale di Roma. 5. Il Presidente della CNP su richiesta del Comitato tecnico propone al Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali la cancellazione dal RNCF di quei cloni di pioppo che per comprovati motivi non risultano più consigliabili per la coltivazione. La cancellazione avviene con decreto del Ministro per le risorse agricole, alimentari e forestali da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Note all'art. 2: - Il testo dell'art. 23 della legge 22 maggio 1973, n. 269, è il seguente: "Art. 23. - Nel registro dei cloni forestali di cui al precedente art. 21, sono iscritti anche i cloni di pioppo, secondo modalità stabilite con decreto, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, emanato dal Ministro per l'agricoltura e le foreste, su conforme parere della commissione nazionale per il pioppo, istituita con decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 1969. Con lo stesso decreto sono altresì stabilite modalità particolari concernenti il rilascio dei certificati di cui al precedente art. 11, il cartellino previsto dal precedente art. 10, nonché la trasmissione del verbale di verifica, di cui al successivo art. 24, terzo comma. Per i cloni di pioppo, l'accertamento di cui all'articolo seguente è effettuato dalla commissione nazionale per il pioppo, di cui al primo comma, a mezzo di tecnici specializzati". - Il D.P.R. 10 maggio 1982, n. 494, reca disposizioni sull'attuazione della direttiva (CEE) n. 75/445 relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione. - Il testo dell'allegato C del D.P.R. 10 maggio 1982, n. 494, è il seguente: "ALLEGATO C NORME PER EFFETTUARE LE PROVE COMPARATIVE AI FINI DELL'AMMISSIONE DEI MATERIALI DI BASE DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI DI PROPAGAZIONE CONTROLLATI. 1. Generalità. 1.1. Le prove comparative effettuate per consentire l'ammissione di materiali di base devono essere predisposte, costituite, condotte e i relativi risultati devono essere interpretati in modo da comparare obiettivamente materiali di propagazione tra loro e con uno o preferibilmente più testimoni scelti in precedenza. 1.2. Devono essere prese tutte le disposizioni per garantire che i materiali di propagazione, inclusi i testimoni, siano rappresentativi dei materiali di base esaminati. 1.3. Se, durante le prove, si dimostra che i materiali di propagazione non sono conformi almeno ai caratteri: d'identificazione dei rispettivi materiali di base, tali materiali di propagazione devono essere eliminati; di resistenza del materiale di base nei confronti di organismi nocivi che provocano danni di importanza economica, tali materiali di propagazione possono essere eliminati. 2. Dispositivi sperimentali. 2.1. I materiali di propagazione devono essere piantati, nella fase di vivaio e nelle prove di campagna, in modo da consentire ripetizioni con distribuzione a caso che consentano di controllare le varie fonti di variabilità sia genetica che di ambiente, le interazioni e gli errori di sperimentazione. 2.2. Le parcelle sperimentali devono contenere un numero di alberi sufficiente per poter valutare le caratteristiche proprie di ciascun materiale da esaminare. 2.3. I materiali di base rappresentati e le ripetizioni devono essere in numero sufficiente a garantire un soddisfacente grado si esattezza statistica. 3. Trattamento del materiale in esame. 3.1. I materiali di propagazione, inclusi i testimoni, devono essere trattati, nella fase di sementi o talee, nella fase piantamadre, nella fase vivaio, nella fase di campagna e fino al termine delle prove in modo identico, per quanto si riferisce alla concimazione, agli sfollamenti, ai diradamenti e a qualsiasi altro metodo o tecnica colturale. 3.2. Per quanto riguarda i diradamenti, il metodo applicato deve tener conto del grado di vigore di ciascun materiale di propagazione. 4. Condizioni di scelta e di raccolta dei materiali di propagazione soggetti alle prove, compresi i testimoni. 4.1. I materiali di base devono essere: I) ben definiti per quanto concerne la provenienza, la costituzione, la composizione ed un sufficiente isolamento contro impollinazioni estranee; II) di età e di sviluppo tali da poter prevedere una sufficiente stabilità delle caratteristiche del materiale di propagazione. 4.2. I materiali di propagazione sessuale devono essere: I) raccolti durante anni di buona fruttificazione, a meno che sia stata effettuata una impollinazione artificiale; II) raccolti secondo metodi che consentano di garantire la rappresentatività dei campioni ottenuti. 4.3. I materiali di propagazione vegetativa devono provenire in origine da un unico individuo per via vegetativa. 5. Condizioni supplementari per i testimoni. 5.1. I testimoni devono essere possibilmente noti da tempo nella regione in cui ha luogo la prova. Sono rappresentati da materiali che hanno dato buoni risultati per la selvicoltura, al momento in cui ha avuto inizio la prova o nelle condizioni ecologiche considerate per le quali si propone l'ammissione del materiale. Devono provenire possibilmente da materiale di base ammessi. 5.2. Nel caso dei materiali di propagazione sessuale, possono essere utilizzati come testimoni anche cloni o discendenti da impollinazioni controllate. 5.3. Possibilmente, devono essere utilizzati più testimoni. In caso di necessità giustificata, un testimone può essere sostituito dal materiale di propagazione che sembra essere il più adatto tra i materiali di propagazione soggetti alle prove. 5.4. Gli stessi testimoni devono essere utilizzati nel maggior numero di prova possibile. 6. Caratteri soggetti ad esame. 6.1. I caratteri soggetti ad esame sono: caratteri di identificazione per quanto concerne i materiali di base; caratteri di comportamento; caratteri di produzione. 6.2. I caratteri di identificazione per quanto concerne i materiali di base sono presentati sotto forma di scheda descrittiva sufficientemente completa. 6.3. Per quanto concerne i caratteri di comportamento e di produzione, l'esame verte normalmente sull'accrescimento, sull'adattamento e sulla resistenza ai fattori abiotici e agli organismi nocivi di importanza economica. Inoltre, altri caratteri ritenuti importanti, tenuto conto dell'obiettivo perseguito, sono considerati e valutati in funzione delle condizioni ecologiche della regione in cui ha luogo la prova. 7. Analisi dei risultati e valutazione. 7.1. I risultati delle prove, per quanto concerne i caratteri di comportamento e di produzione, devono essere presentati sotto forma di dati numerici e separatamente per ciascun carattere valutato in virtù del punto 6.3. Tali caratteri sono valutati indipendentemente gli uni dagli altri. 7.2. L'analisi deve portare, per ciascun carattere di comportamento e di produzione e per ciascun ambiente considerato, ad una classificazione indicante i valori di ciascun materiale di propagazione in base alla media ed eventualmente alla varianza intramateriale. Va indicato il livello di significatività delle differenze. La differenza, sia in valore assoluto che in valore relativo, deve essere espressa possibilmente in termini di guadagno genetico rispetto al valore tipo. Deve essere indicata l'età del materiale di propagazione al momento della valutazione del carattere. 7.3. Dovrà essere constatata una superiorità significativa, dal punto di vista economico e statistico (alla soglia 95%) rispetto ai testimoni, per almeno uno dei caratteri valutati in virtù del punto 6.3. In caso di constatazione di una superiorità significativa solo per un unico carattere, i valori di almeno altri due caratteri valutati a norma del punto 6.3. devono raggiungere come minimo i valori medi dei testimoni per i due caratteri in questione. Bisogna indicare chiaramente i caratteri valutati in virtù del punto 6.3. per i quali si è constatata una significativa inferiorità (alla soglia 95%) rispetto a quelli dei testimoni. Tuttavia se i loro effetti possono essere compensati da caratteri favorevoli ciò dev'essere precisato. 7.4. Quando la prova ha lo scopo di ammettere un materiale di base in funzione di un carattere essenziale per la sopravvivenza in condizioni ecologiche estreme, non è più richiesto il requisito della uguaglianza al valore medio dei testimoni per gli altri caratteri. 7.5. Il metodo applicato per la prova e i particolari relativi ai risultati ottenuti sono accessibili a tutti coloro che abbiano un interesse giustificato. 8. Esami precoci. Gli esami precoci in vivaio, in serra o in laboratorio sono ammessi come esami precoci validi qualora sia dimostrato che esiste una stretta correlazione tra i valori dei caratteri valutati nella prima fase e nelle successive fasi di sviluppo".