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Gioco e scommesse - Norme della Provincia di Bolzano - Disciplina dei giochi pubblici con vincita in denaro - Introduzione di limiti alla collocazione nel territorio delle sale da gioco e di attrazione e delle apparecchiature per giochi leciti, nonché del divieto di attività pubblicitaria - Ricorso del Governo - Denunciata violazione della competenza statale esclusiva in materia di tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza - Esclusione - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2, comma 2, della legge della Provincia di Bolzano 22 novembre 2010, n. 13 (Disposizioni in materia di gioco lecito), che modificano, rispettivamente, la legge provinciale 13 maggio 1992, n. 13 (Norme in materia di pubblico spettacolo) - aggiungendovi l'art. 5- bis e novellandone l'art. 12 - e la legge 14 dicembre 1988, n. 58 (Norme in materia di esercizi pubblici), inserendo nell'art. 11 il nuovo comma 1- bis , sollevata in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. h ), Cost. Le norme impugnate, che dettano limiti alla collocazione nel territorio delle sale da gioco e di attrazione e delle apparecchiature per giochi leciti, pur investendo un bene giuridico fondamentale, quale la tutela dei minori, hanno riguardo a situazioni che non necessariamente implicano un concreto pericolo di commissione di fatti penalmente illeciti o di turbativa dell'ordine pubblico, quali interessi pubblici primari riconducibili alla materia «tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza» preoccupandosi, piuttosto, delle conseguenze sociali dell'offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché dell'impatto sul territorio dell'afflusso a detti giochi degli utenti. Sulla competenza legislativa statale in materia di «ordine pubblico e sicurezza» vedi sent. n. 35 del 2011. Sull'identificazione della materia con riferimento all'oggetto e alla disciplina stabilita dalle norme, tenendo conto della loro ratio , tralasciando gli aspetti marginali e gli effetti riflessi, vedi sent. n. 430 e n. 165 del 2007.