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SENT. 323/06 A. PROTEZIONE CIVILE - REGIONE EMILIA-ROMAGNA - DISCIPLINA E RIORDINO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE - RIDEFINIZIONE DI PRINCIPI, FUNZIONI , COMPITI E FINALITÀ DI PROTEZIONE CIVILE - RICORSO DEL GOVERNO - DENUNCIATA LESIONE DELLA POTESTÀ LEGISLATIVA STATALE CONCORRENTE - OGGETTO DELLA LEGGE REGIONALE - ESCLUSIONE DEGLI EVENTI CALAMITOSI CHE RICHIEDONO MEZZI E POTERI STRAORDINARI DELLO STATO - RISPETTO DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA MATERIA - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi 1, 2 e 3 della legge della Regione Emilia-Romagna 7 febbraio 2005, n. 1, censurato in quanto, nel ridefinire principi, funzioni, compiti e finalità di protezione civile, contrasterebbe con l'art. 117, terzo comma, della Costituzione. Infatti, posto che - ancor prima della riforma costituzionale del 2001 - il legislatore statale, istituendo il Servizio nazionale della protezione civile (legge n. 225/1992), aveva già rinunciato ad un modello centralizzato di protezione civile optando per un'organizzazione diffusa a carattere policentrico, la disposizione impugnata ha quale oggetto soltanto gli eventi calamitosi, incidenti sul solo territorio regionale, fronteggiabili con gli interventi "ordinari" di cui alle lettere a ) e b ) dell'art. 2, comma 1, della legge n. 225/1992, e non anche le calamità naturali, catastrofi o altri eventi destinati, per intensità ed estensione, ad essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari dello Stato ( ex art. 2, comma 1, lettera c , della stessa legge), nel rispetto della sfera di competenza ad esso attribuita dai principi fondamentali della materia concorrente in esame. - In ordine all'assetto delle competenze nella materia concorrente della «protezione civile», v. citate sentenze n. 327/2003 e n. 32/2006.