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Circolazione stradale - Guida sotto lieve influenza dell'alcool - Sanzione accessoria della sospensione della patente di guida - Beneficio della riduzione alla metà della sua durata in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità - Omessa previsione - Denunciata disparità di trattamento, nonché violazione delle garanzie convenzionali - Evocazione diretta di una fonte di diritto internazionale, omessa ricostruzione del contesto normativo di riferimento e richiesta di pronuncia manipolativa penetrante e indeterminata - Inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate inammissibili le questioni di legittimità costituzionale - sollevate dal Giudice di pace di Genova, in riferimento all'art. 3 Cost. e all'art. 29, secondo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - dell'art. 186, comma 9- bis , del d.lgs. n. 285 del 1992, aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. d ), della legge n. 120 del 2010, nella parte in cui non prevede un istituto o una prestazione che consenta alle persone incorse nella violazione di guida sotto lieve influenza dell'alcool di cui all'art. 186, comma 2, lett. a ), cod. strada, di beneficiare della riduzione alla metà della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, parimenti a quanto previsto per le ipotesi di cui alle successive lett. b ) e c ) dello stesso comma. Il richiamo immediato all'indicato art. 29, secondo comma, è inidoneo a individuare, ex se , un autonomo parametro di costituzionalità, trattandosi di fonte di diritto internazionale. Né la procedura di tipo "premiale" disciplinata dalla disposizione censurata può assumersi come tertium comparationis o come soluzione che possa applicarsi al caso in esame, per il suo evidente carattere speciale. La richiesta, infine, di una pronuncia additivo-manipolativa, risulta tanto penetrante quanto indeterminata nelle sue coordinate da invadere lo spazio riservato alla discrezionalità legislativa. ( Precedenti citati: sentenze n. 179 del 2020, n. 75 del 2020 e n. 198 del 2015; ordinanza n. 247 del 2013 ). I trattati internazionali sui diritti umani, come la generalità del diritto internazionale pattizio, vincolano il potere legislativo statale e regionale ai sensi e nei limiti di cui all'art. 117, primo comma, Cost., secondo le note scansioni enucleate dalle sentenze n. 348 e n. 349 del 2007, potendo altrimenti essere utilizzati soltanto quali strumenti interpretativi delle corrispondenti garanzie costituzionali. ( Precedenti citati: sentenze n. 102 del 2020, n. 120 del 2018, n. 349 del 2007 e n. 348 del 2007 ). Per costante giurisprudenza costituzionale, rientra nella discrezionalità del legislatore, sindacabile solo in caso di manifesta irragionevolezza o di arbitrarietà della scelta in concreto effettuata, la configurazione degli illeciti penali e amministrativi e la individuazione del relativo trattamento sanzionatorio, nonché degli istituti che possono incidere sulla determinazione in concreto della sanzione da applicare. ( Precedenti citati: sentenze n. 212 del 2019, n. 115 del 2019, n. 112 del 2019 e n. 88 del 2019 ). Per costante giurisprudenza costituzionale, la richiesta di una pronuncia additivo-manipolativa indeterminata nelle sue coordinate invade lo spazio riservato alla discrezionalità legislativa, precludendo l'esame nel merito della questione e determinandone l'inammissibilità. ( Precedenti citati: sentenze n. 153 del 2020, n. 21 del 2020, n. 7 del 2020 e n. 239 del 2019; ordinanza n. 261 del 2020 ).