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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 202 COLTORTI La seduta inizia alle ore 14,15. IN SEDE REFERENTE 1679 Riordino disposizioni legislative in materia di costruzioni DDL 1679 Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , in sostituzione del relatore Cioffi, illustra il provvedimento in titolo, che delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per il riordino, il coordinamento e l'integrazione delle disposizioni legislative in materia di costruzioni. La relazione illustrativa ricorda i principali provvedimenti assunti, a partire dagli anni '70, per disciplinare i vari aspetti dell'attività edilizia e sottolinea come la sovrapposizione di norme e l'evoluzione intervenuta nel settore nel corso degli anni rendano ormai necessaria l'introduzione di una disciplina organica che, aggiornando le regole sull'intero settore delle costruzioni e non solo dell'edilizia, consenta il superamento delle criticità che si presentano quotidianamente nella pratica applicativa, faccia chiarezza sulle procedure e adegui i contenuti normativi al mutato contesto socio-economico e territoriale. In particolare, il nuovo quadro giuridico dovrebbe essere impostato su tre pilastri, ai quali possono essere ricondotti i princìpi e i criteri direttivi ai quali il Governo si deve attenere nell'esercizio della delega. Il primo pilastro è quello della disciplina delle attività edilizie, volto a ridefinire le procedure tecnico-amministrative e i provvedimenti sanzionatori tesi a regolare le trasformazioni del territorio e del patrimonio edilizio esistente. Il secondo pilastro dovrebbe riguardare la sicurezza delle costruzioni, con l'obiettivo di riordinare la disciplina tecnica sia delle nuove costruzioni che di quelle esistenti. Il terzo pilastro dovrebbe essere quello della sostenibilità ambientale delle costruzioni, la cui applicazione dovrebbe essere estesa oltre gli aspetti presi in considerazione dalla normativa attualmente vigente ed essere riferita a tutte le tipologie di costruzioni. Nel dettaglio, il disegno di legge si compone di un solo articolo. Il comma 1 contiene la delega, mentre il comma 2 elenca i princìpi e i criteri direttivi cui attenersi per il suo esercizio. In particolare, con i decreti legislativi si dovrà procedere all'aggiornamento e alla revisione delle categorie di intervento edilizio, introducendo una chiara distinzione tra interventi sul patrimonio edilizio esistente e interventi di trasformazione del suolo inedificato, anche in funzione dell'incentivazione dei processi di rigenerazione urbana, tenuto conto dell'obiettivo di consumo del suolo a saldo zero. Si dovrà inoltre prevedere una razionalizzazione dei processi amministrativi, in un'ottica di semplificazione e di progressiva digitalizzazione dei procedimenti, nonché dei titoli abilitativi, definendo anche nuovi criteri per la determinazione dell'onerosità degli interventi edilizi e verificando l'efficacia della ripartizione delle destinazioni d'uso in macro-categorie funzionali. Occorrerà rivedere la disciplina dell'accertamento di conformità, anche attraverso l'individuazione univoca delle diverse fattispecie, sia con rifermento alle costruzioni nuove che a quelle esistenti, nonché procedere alla definizione di nuovi assetti organizzativi per la demolizione degli abusi edilizi. Si prevede inoltre di dare attuazione alle raccomandazioni della Conferenza unificata in materia di anagrafica delle costruzioni, di formazione degli operatori e di criteri per l'aggiornamento delle nuove tecniche per le costruzioni e di procedere a ridefinire e aggiornare il regime sanzionatorio in relazione alle violazioni delle norme vigenti in materia edilizia. Per quanto riguarda la sicurezza delle costruzioni, si dovrà pervenire ad una definizione organica della normativa di riferimento, ponendo attenzione al rapporto tra rischio e sicurezza e declinando il concetto di sicurezza in un quadro di sostenibilità generale e di appropriate analisi costi-benefici. Sarà poi necessario rivedere le finalità della disciplina sulla certificazione di agibilità degli edifici, che deve essere concepita non come procedimento amministrativo esclusivamente correlato all'esecuzione di interventi edilizi, ma come certificazione resa da professionista abilitato, soggetta a periodica verifica o aggiornamento, e che consideri la destinazione d'uso degli stessi edifici ed il potenziale rischio atteso per l'interferenza con persone o cose. Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla revisione del processo di autorizzazione sismica, in un'ottica di semplificazione ed efficienza che consenta di coniugare la necessità dei controlli con l'efficacia degli interventi, anche con riferimento alle attività relative al collaudo statico. Occorrerà inoltre definire norme e procedure più snelle in materia di agibilità post-evento, anche prevedendo specifici interventi in tema di strutture temporanee di grande impatto sulla sicurezza delle persone. Sarà necessario introdurre una disciplina specifica per le opere legate al dissesto idrogeologico e al rischio incendio nelle costruzioni, individuando un sistema di controlli e di autorizzazioni per le opere di interesse statale. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale delle costruzioni, il Governo dovrà definire criteri indicativi della sostenibilità ambientale applicabili a tutte le categorie di costruzioni e non esclusivamente agli edifici, come attualmente previsto dalla normativa vigente, nonché individuare ulteriori parametri di valutazione, quali la qualità acustica, la gestione dei materiali derivanti dall'attività di demolizione, l'utilizzo di materiali riciclati, l'efficientamento energetico e l'obiettivo del consumo di suolo a saldo zero. La diffusione della sostenibilità ambientale delle costruzioni potrebbe inoltre essere incentivata con la previsione di un apposito sistema premiante. Oltre all'introduzione di una disciplina transitoria che consenta di prevenire i possibili effetti distorsivi della riforma sui procedimenti in corso e sugli strumenti urbanistici vigenti, al comma 3 si prevede che con i decreti legislativi si proceda al coordinamento delle disposizioni legislative vigenti in modo da garantire la coerenza, la semplificazione e l'aggiornamento del quadro normativo complessivo, nel rispetto dei princìpi dettati nella legislazione e nella giurisprudenza dell'Unione europea. Sempre nella medesima ottica, sarà necessario introdurre l'indicazione esplicita delle norme abrogate. I commi da 4 a 6 definiscono le procedure e la tempistica per la predisposizione e l'adozione dei decreti legislativi, prevedendo tra l'altro che, con atto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti vengano individuate forme di consultazione degli ordini professionali, dei consigli nazionali della rete delle professioni tecniche e delle associazioni di rappresentanza di costruttori e di altri operatori. Il comma 7 contiene la clausola di invarianza finanziaria. Il comma 8 stabilisce che entro due anni dall'entrata in vigore dei decreti legislativi possano essere adottate disposizioni integrative e correttive, sulla base di una relazione presentata alle Camere che indichi le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le motivazioni dell'intervento normativo proposto. Si apre la discussione generale. Il senatore SANTILLO ( M5S ), in qualità di primo firmatario, illustra le finalità del disegno di legge in esame, che è volto a semplificare un quadro normativo estremamente complesso, nel quale non solo i privati, ma anche i professionisti del settore hanno difficoltà ad orientarsi. È dunque necessario adottare un nuovo codice che disciplini in maniera chiara e onnicomprensiva tutti i profili dell'edilizia, operando una generale sburocratizzazione. Osserva che un punto di partenza potrebbe essere costituito dal lavoro che, per quanto a lui noto, sarebbe già stato compiuto in passato all'interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) conferma che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, durante il precedente Governo, aveva svolto un lavoro approfondito di rivisitazione della normativa in materia di edilizia, ma era poi mancato il veicolo normativo adatto in cui collocarlo e, in particolare, era stato ritenuto che da un punto di vista della tecnica legislativa la soluzione migliore sarebbe stata una delega legislativa. Per cui, il provvedimento in esame potrebbe servire esattamente a ridare vita a tutto quel lavoro, autorizzando il Governo a trasfonderlo in un decreto legislativo. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) concorda pienamente con quanto dichiarato dal senatore Santillo circa la necessità per gli operatori del settore delle costruzioni di avere un unico testo normativo di riferimento, che superi la frammentarietà delle fonti e risolva le attuali incertezze interpretative e applicative. Il riordino delle disposizioni legislative in materia di costruzioni, che costituisce l'obiettivo del disegno di legge in esame, può costituire inoltre l'occasione per dare uniformità a talune procedure, come ad esempio quelle relative agli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche o per la rigenerazione urbana a saldo zero, che sono spesso molto diverse nei vari territori, nonché per semplificare la modulistica da utilizzare, sempre nell'ottica di rendere più facile la vita ai cittadini e di agevolare l'attività delle imprese e dei professionisti che operano nel settore. Con riferimento ad alcuni dei princìpi da osservare nell'esercizio della delega indicati nel provvedimento, sottolinea l'urgenza di riformare la disciplina in materia di accertamento di conformità, al fine di superare le criticità che si riscontrano in occasione degli interventi su edifici la cui costruzione è risalente nel tempo, in relazione ai quali le difformità che oggi vengono riscontrate spesso dipendono dalla diversità dei criteri e dei sistemi di rilevazione attualmente utilizzati. Appare poi necessario approfondire le problematiche sottese alla certificazione di agibilità degli edifici: si tratta di una procedura complessa, il cui aggiornamento periodico rischia di comportare oneri eccessivi per i cittadini. Occorre infine individuare la definizione più precisa possibile dei criteri in materia di sostenibilità ambientale delle costruzioni, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni con la disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale. Il senatore FEDE ( M5S ) si sofferma sulle problematiche relative all'accertamento della conformità edilizia, evidenziando come, nella fase di applicazione della disciplina del cosiddetto "superbonus", sia emerso che lievi difformità nella realizzazione di parti degli edifici rispetto al titolo edilizio originario, che molto spesso dipendono dalla minor precisione dei metodi di costruzione e di accertamento utilizzati nel passato rispetto agli attuali - si pensi ad esempio alle piccole differenze riscontrate nell'altezza dei solai - rendano di fatto impossibile usufruire delle agevolazioni. Si tratta dunque di avere il coraggio di utilizzare l'occasione offerta dal disegno di legge in esame per risolvere tali problematiche: certamente non si tratta di sanare l'abusivismo, ma di fare uno sforzo per rendere più semplice la vita ai cittadini. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta, sospesa alle ore 14,40, riprende alle ore 14,55. IN SEDE REDIGENTE 797 Libretto infrastruttura DDL 797 Disposizioni in materia di libretto dell'infrastruttura (Discussione e rinvio) Il relatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, che istituisce il libretto dell'infrastruttura per ciascuna infrastruttura viaria che comprenda ponti, viadotti o gallerie (articolo 1, comma 1). Ai sensi dell'articolo 2, comma 6, le disposizioni del provvedimento in esame si applicano a tutte le infrastrutture viarie ricadenti nel territorio nazionale. Per le opere e i lavori realizzati in data successiva a quella dell'entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999, le disposizioni del provvedimento in esame sono complementari e integrative alle norme attinenti: al Piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti, di cui all'articolo 23 del codice di contratti pubblici; al Piano di manutenzione della parte strutturale dell'opera, di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018, nonché all'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche e al sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità, di cui, rispettivamente, agli articoli 13 e 14 del decreto-legge n. 109 del 2018 (decreto Genova). Il disegno di legge si compone di 7 articoli. L'articolo 1 prevede che l'ente gestore dell'infrastruttura viaria debba redigere il libretto, conservarlo e aggiornarlo con cadenza non superiore a 5 anni. Sul libretto: sono annotate le informazioni relative al manufatto, di tipo identificativo, progettuale, strutturale, impiantistico e ambientale; sono registrate le modifiche apportate rispetto alla configurazione originaria; sono programmati gli interventi di manutenzione. La produzione del libretto, debitamente aggiornato, è presupposto del rilascio di autorizzazioni o certificazioni di competenza dell'ente gestore relative all'intera infrastruttura o a singole parti della stessa. Al momento della stipula di un contratto d'appalto di manutenzione è resa, da parte dell'ente gestore, apposita dichiarazione circa l'avvenuto adempimento degli obblighi previsti dal provvedimento in esame. Alla compilazione del libretto provvede un tecnico abilitato secondo quanto stabilito ai sensi dell'articolo 5, architetto o ingegnere, sulla base della documentazione tecnico-amministrativa fornita dall'ente gestore o, qualora necessario, previa acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi, di indagini e rilievi. Ai sensi dell'articolo 2, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, enti locali, ANAS, concessionarie delle tratte autostradali e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ognuno per quanto di propria competenza, devono: individuare, sulla base di una serie di criteri, le aree al cui interno sono comprese le infrastrutture da assoggettare prioritariamente al programma di messa in sicurezza e le misure tese a favorirne la manutenzione programmata; redigere un catasto delle infrastrutture, valutando lo stato di conservazione dei manufatti in base alle seguenti classificazioni: a) pericoloso nell'immediato; b) necessarie indagini; c) conforme. Nell'ambito della ricognizione dei manufatti deve essere considerata la redazione di un catasto del sottosuolo al fine di mappare le reti di sottoservizi collegate all'infrastruttura in oggetto. Ai sensi dell'articolo 3, per i manufatti che ricadono nelle aree al cui interno sono comprese le infrastrutture da assoggettare prioritariamente al programma di messa in sicurezza, ai sensi del suddetto articolo 2, il libretto deve essere predisposto entro 12 mesi dall'avvenuta individuazione delle aree. Per i manufatti che ricadono in aree esondabili a rischio frana e, nei comuni classificati a rischio sismico 1 e 2, per quelli realizzati anteriormente al 1980, il libretto deve essere comunque predisposto entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame. Ai sensi dell'articolo 4, il professionista incaricato, all'atto di predisporre il libretto e in occasione di ogni aggiornamento, rilascia una delle seguenti certificazioni: a) attestazione di conformità alla originaria configurazione dell'infrastruttura, nel caso in cui il manufatto non abbia subito modifiche sostanziali sia sotto il profilo strutturale che funzionale, e di rispondenza degli impianti alla vigente normativa, nonché dichiarazione di assenza di elementi rilevabili senza ausilio di specifica strumentazione che possano far ritenere necessarie ulteriori verifiche; b) certificazione di idoneità statico-funzionale dell'infrastruttura in relazione alle attuali condizioni di esercizio della stessa, nel caso siano state apportate modifiche sostanziali rispetto alla configurazione originaria del manufatto o siano stati prescritti, in sede di redazione del libretto, interventi ritenuti necessari al fine del raggiungimento di adeguate condizioni di sicurezza. Nell'impossibilità di immediato rilascio della attestazione di cui alla lettera a), il professionista incaricato propone all'ente gestore, in apposita relazione tecnica, le ulteriori indagini e gli eventuali interventi da predisporre o i provvedimenti da assumere al fine di poter dichiarare, entro i successivi 12 mesi, l'idoneità del manufatto sotto il profilo sia statico che funzionale o l'adeguamento alla normativa vigente per quanto attiene all'impiantistica. L'articolo 5 prevede che il professionista incaricato dello svolgimento delle attività professionali inerenti alla predisposizione del libretto debba avere un'anzianità di iscrizione nel rispettivo albo professionale non inferiore a 10 anni e dimostrare di aver acquisito, nel settore di competenza, adeguati titoli specialistici parametrati alla tipologia e complessità dell'infrastruttura. L'articolo 6 rimette a un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame: l'approvazione dello schema tipo del libretto; l'indicazione dei contenuti e delle modalità di redazione e di aggiornamento dello stesso; la definizione delle modalità per la gestione online e l'accessibilità, da parte dei soggetti interessati, del catasto delle infrastrutture e del libretto. L'articolo 7 demanda al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alle Prefetture il controllo sugli adempimenti indicati nel provvedimento in esame da parte degli enti gestori. In conclusione, sottopone a tutti i colleghi l'opportunità - già condivisa dai componenti del suo Gruppo, a partire dalla senatrice Pergreffi, capogruppo in Commissione - di intervenire in fase emendativa sull'articolo 1, al fine di estendere l'oggetto del provvedimento per ricomprendervi anche gli impianti a fune, alla luce dei recenti tragici eventi. Il seguito della discussione è rinviato. 2037-2053 Volo da diporto DDL 2037 Riforma della disciplina del volo da diporto o sportivo DDL 2053 Legge quadro per la valorizzazione e la promozione del volo da diporto e sportivo e dell'avioturismo (Discussione congiunta e rinvio) Il relatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) illustra i disegni di legge congiunti in titolo, che derivano dagli approfondimenti svolti dall'8 a Commissione nel corso dell'esame dell'affare assegnato sul volo da diporto e che sono frutto di un'ampia condivisione. Il disegno di legge n. 2037, presentato dal senatore Urso insieme ad altri senatori del gruppo Fratelli d'Italia, si compone di 14 articoli, che introducono un nuovo quadro per la disciplina del volo da diporto o sportivo sostitutivo della normativa vigente. L'articolo 1 chiarisce che per volo da diporto o sportivo (VDS) si intende l'attività di volo per scopi ricreativi, diportistici e sportivi effettuata su aeromobili, con o senza motore, che abbiano le caratteristiche specificate nell'allegato 1 della proposta nonché le attività di volo libero disciplinate dal successivo articolo 3. L'articolo 2 indica le competenze in materia di addestramento e di rilascio delle licenze e delle abilitazioni per la conduzione degli aeromobili per lo svolgimento delle quali il Ministero delle infrastrutture si avvale dell'Aero Club d'Italia (AeCI). Gli articoli da 3 a 5 sono dedicati al volo libero, quale attività fisica, motoria e sportiva svolta nel rispetto delle regole del volo a vista diurno e dei regolamenti vigenti per gli spazi aerei impegnati, mediante velivoli privi di motore, che rientrano nella categoria degli attrezzi sportivi propulsivi. Vengono definiti i titoli e le qualifiche professionali per l'esercizio dell'attività di istruttore di volo e delle nuove attività di accompagnatore e guida di volo libero, mentre la disciplina di tutti gli aspetti relativi al volo libero (accertamento dell'idoneità psicofisica, corsi per il conseguimento delle qualifiche professionali e delle licenze di volo, coperture assicurative, requisiti di sicurezza, riconoscimento delle licenze ottenute all'estero) è demandata ad un regolamento, da adottare con decreto del Ministro delle infrastrutture su proposta dell'AeCI. L'articolo 6 prevede l'adozione di un ulteriore regolamento del Ministro delle infrastrutture per la disciplina di tutti gli aspetti relativi al volo con aeromobili VDS provvisti di motore. Tale regolamento dovrà definire anche la disciplina transitoria per i titoli di volo già rilasciati nonché la normativa da applicare agli aeromobili già iscritti nel registro di cui allo statuto dell'AeCI. L'articolo 7 indica le modalità per la diffusione di eventuali disposizioni limitative delle attività di volo che impattino sulle attività di VDS, mentre l'articolo 8 reca una modifica al codice della navigazione di coordinamento rispetto alle disposizioni introdotte. Gli articoli da 9 a 13 individuano nel dettaglio le sanzioni da applicare nel caso di violazione delle norme introdotte. L'articolo 14 prevede l'abrogazione delle disposizioni vigenti. Il disegno di legge n. 2053, presentato dal senatore Briziarielli insieme a senatori dei gruppi della Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Autonomie e Gruppo Misto, all'articolo 1, introduce finalità e definizioni. Con l'articolo 2, similmente al disegno di legge n. 2037, viene confermata l'attribuzione all'AeCI della competenza in materia di attività preparatoria per l'uso dei velivoli per il volo da diporto e sportivo e di relativa certificazione. L'articolo 3 reca norme per la sicurezza del volo. L'articolo 4 stabilisce poi che vengano individuati i criteri per la valutazione dei titoli di volo e delle abilitazioni rilasciati nell'ambito del VDS ai fini del conseguimento delle licenze di volo dell'aviazione generale. L'articolo 5 disciplina l'uso delle aree per il decollo e l'atterraggio dei velivoli VDS. L'articolo 6 prevede che le autorità competenti procedano ad adeguare all'evoluzione tecnologica dei velivoli impiegati per il volo da diporto e sportivo gli spazi aerei e i criteri per il loro utilizzo. L'articolo 7, in analogia con quanto previsto dal disegno di legge n. 2037, affida a regolamenti del Ministro delle infrastrutture il compito di definire la disciplina dei vari aspetti del volo. Con l'articolo 8 vengono introdotte una serie di semplificazioni in materia edilizia per facilitare la realizzazione di nuove aviosuperfici, idrosuperfici ed elisuperfici o di strutture ad esse collegate nonché la realizzazione di interventi su aviosuperfici già esistenti. Gli articoli da 9 a 12 contengono disposizioni per il riconoscimento e la promozione dell'avioturismo, quale strumento per sostenere lo sviluppo turistico italiano agevolando il diporto aereo. A tal fine si prevede che le regioni e le province autonome effettuino una ricognizione degli scali avioturistici presenti sui loro territori e si introduce la possibilità per gli aeroclub, le scuole di volo e le associazioni sportive di effettuare voli finalità turistico-ricreative. Uno specifico stanziamento incrementa poi le risorse da trasferire alle regioni per promuovere l'avioturismo nell'ambito della programmazione turistica adottata periodicamente. L'articolo 13 istituisce la "Giornata nazionale del volo", per il 19 aprile di ogni anno, nonché il riconoscimento della "Città dell'aria", per i comuni italiani con storia e tradizioni legate all'aeronautica. L'articolo 14 dispone che il Governo proceda ad adeguare la normativa vigente alle disposizioni introdotte dal provvedimento. In conclusione, ribadisce l'ampia condivisione dei provvedimenti, sottolinea il fatto che alcune iniziative previste dal disegno di legge n. 2053 abbiano già trovato un importante riscontro sui territori e sollecita fin d'ora la Commissione a richiedere la riassegnazione dei provvedimenti in sede deliberante. Il PRESIDENTE comunica che presso la IX Commissione della Camera dei deputati è in corso l'esame congiunto della proposta di legge n. 2493, recante "Disciplina del volo da diporto o sportivo", d'iniziativa dei deputati Bendinelli e altri, e della proposta di legge n. 2804, recante "Disciplina del volo da diporto o sportivo", d'iniziativa dei deputati Maschio e altri, e che dunque procederà a informare il Presidente del Senato, ai fini di quanto previsto dall'articolo 51, comma 3, del regolamento del Senato, in tema di raggiungimento delle possibili intese. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), ad integrazione di quanto già ricordato dal Relatore, segnala che, successivamente alla data del deposito, numerosi altri senatori di vari Gruppi hanno aggiunto la firma al disegno di legge n. 2053, e coglie l'occasione per ringraziare, in particolare, il senatore Margiotta del Partito democratico e le senatrici Vono e Sudano di Italia Viva. Informa inoltre che numerosi enti locali, operatori e associazioni di settore si sono espressi a favore del provvedimento e che un'importante convergenza si è registrata anche con la Repubblica di San Marino. Ricorda che anche il Gruppo del MoVimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge in materia, a prima firma del Presidente Coltorti, che verrà presto assegnato alla Commissione. Osserva, infine, che il disegno di legge n. 2053 ha un oggetto molto più ampio di quelli all'esame della Camera dei deputati, contenendo infatti disposizioni in materia di infrastrutture, avioturismo e promozione del volo, del tutto assenti nei testi dell'altro ramo del Parlamento. Il seguito della discussione congiunta è rinviato. 2107 Riduzione disagio abitativo DDL 2107 Misure per la riduzione del disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati (Discussione e rinvio) Il relatore ASTORRE ( PD ) illustra il provvedimento in titolo, che affronta un tema di particolare rilevanza per tanti cittadini, disponendo l'approvazione, da parte del CIPE, di un Piano nazionale di edilizia residenziale pubblica, che prevede il coinvolgimento delle regioni e una dotazione finanziaria significativa, pari a 200 milioni a partire dal 2022. Il disegno di legge interviene inoltre sulle procedure di alienazione degli immobili di proprietà dei comuni, degli enti pubblici anche territoriali e degli IACP, prevedendo che possano essere anche derogate le disposizioni procedurali previste dalla legge n. 560 del 1993. Ritiene che ciò sia corretto, in quanto le amministrazioni comunali incontrano attualmente notevoli ostacoli burocratici nel processo di dismissione. Il provvedimento è quindi ispirato alla volontà di dare una casa a chi ne ha bisogno e ciò è particolarmente importante nel Sud del Paese, in quanto il Nord presenta una maggiore mobilità. Esso reca inoltre ulteriori finanziamenti e detrazioni fiscali. Ritiene dunque necessario che la Commissione affronti un tema così importante. Il seguito della discussione è rinviato. Resoconto stenografico. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata domani, giovedì 10 giugno 2021, alle ore 8,30, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,15.