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Edilizia - Disciplina generale in tema di interventi in alternativa a concessioni e autorizzazioni - Ricorsi delle regioni toscana, umbria ed emilia-romagna - Assunta violazione della competenza residuale delle regioni - Esclusione - In subordine, lesione, con una disciplina di dettaglio, della competenza concorrente nella materia “governo del territorio” - Enunciazioni di principio non qualificabili di dettaglio - Non fondatezza della questione.. La disciplina sul regime degli interventi edilizi, contenuta nei commi da 6 a 12 dell'art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, rientra nella materia del "governo del territorio", oggetto di competenza concorrente, e non ha nulla che non sia riconducibile ad una enunciazione di principio e che possa essere qualificato normativa di dettaglio. Infatti, essa persegue il fine, che costituisce un principio dell'urbanistica, che la legislazione regionale e le funzioni amministrative in materia non risultino inutilmente gravose per gli amministrati e siano dirette a semplificare le procedure e ad evitare la duplicazione di valutazioni sostanzialmente già effettuate dalla pubblica amministrazione; reitera il principio dell'onerosità del titolo abilitativo; fa salva la previgente normativa vincolistica, senza alterare il preesistente quadro delle relative competenze. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, commi da 6 a 12, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, sollevata, in riferimento all'art. 117 della Costituzione, sull'assunto che lo Stato avrebbe violato la competenza residuale delle Regioni in materia edilizia o, subordinatamente, la competenza regionale concorrente in materia di governo del territorio. - Per la correzione di errore materiale occorso nella epigrafe di questa sentenza, vedi ordinanza n. 22/2004.