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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 284 STEFANO La seduta inizia alle ore 13. IN SEDE CONSULTIVA 1583 Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli DDL 1583 Disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli (Parere alla 9 a Commissione su testo ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con condizione) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, illustra uno schema di parere sul disegno di legge in titolo e sugli emendamenti ad esso riferiti, ricordando che l'articolo 1 prevede l'introduzione, nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea, di linee guida sulla trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola, al fine di assicurare ai produttori l'accesso non discriminatorio nel mercato mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita, nonché al fine di favorire accordi con la grande distribuzione organizzata e di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività nella vendita dei prodotti agrumicoli. Il Relatore ricorda anche che l'articolo 2 specifica, relativamente ai prodotti ortofrutticoli, le modalità della elaborazione dei costi medi di produzione, prevista dall'articolo 10- quater del decreto-legge n. 27 del 2019, precisando che si deve tenere conto del ciclo delle colture, della loro collocazione geografica e della destinazione finale dei prodotti, delle caratteristiche territoriali e organolettiche, e del differente costo della manodopera negli areali produttivi attraverso le stime fornite dal Ministero del lavoro, dall'ISTAT, dall'INAIL e dall'ANPAL, nonché dei differenti valori da attribuire alle quote di ammortamento degli impianti fruttiferi. Sottolinea, quindi, che la materia di cui al disegno di legge è oggetto anche del recente decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, nonché del regolamento (UE) n. 1308/2013, recante l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, in cui si riafferma il principio della libera negoziazione dei prezzi. In tal senso, il regolamento (UE) n. 1308/2013 non consente la fissazione di prezzi minimi di vendita, se non in condizioni eccezionali e temporanee, e secondo procedure bene definite. Similmente, la citata direttiva (UE) 2019/633, al considerando n. 22, ribadisce il principio della libera negoziazione dei prezzi e nell'articolato prevede una serie di obblighi e divieti a tutela del buon funzionamento del mercato agroalimentare per tutti i soggetti interessati. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della direttiva, non prevede la possibilità di fissare prezzi minimi di vendita, arrivando solo a prevedere il divieto, all'articolo 5, lettera b), dell'imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose per il venditore, ivi compresa quella di vendere prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione. Il Relatore propone, pertanto, di esprimere un parere non ostativo, sull'articolato e sugli emendamenti, a condizione che, dall'articolo 1, comma 1, lettera c), siano espunte le parole "mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita", demandando ad altre forme di tutela, la finalità di assicurare ai produttori un accesso non discriminatorio al mercato. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) sottolinea le difficoltà dei produttori agricoli, soprattutto quelli di piccole dimensioni, nel negoziare prezzi adeguatamente remunerativi e propone, pertanto, di aggiungere nell'osservazione l'invito all'individuazione, non solo di altre forme di tutela, ma anche di forme di sostegno, come per esempio la concessione gratuita di suolo pubblico ai produttori su cui consentire la vendita diretta ai consumatori dei loro prodotti agricoli. Il relatore CORBETTA ( M5S ) accoglie tale proposta di integrazione. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, come integrato, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (Esame e rinvio) La senatrice MASINI ( Misto-+Eu-Az ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge di delegazione europea 2021, presentato dal Governo il 13 luglio 2021 e approvato dalla Camera dei deputati il 16 dicembre scorso, con modificazioni e con l'inserimento di 7 nuovi articoli. Il provvedimento si compone quindi di 20 articoli, di cui l'articolo 1, come di consueto, reca la norma di delega per l'attuazione degli atti citati nell'articolato e nell'allegato A, e il richiamo ai i termini, le procedure e i principi e criteri direttivi generali di cui agli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il comma 3 rinvia la quantificazione degli oneri all'elaborazione dei decreti attuativi, da coprire mediante il fondo per il recepimento della normativa europea di cui all'articolo 41- bis della citata legge n. 234 del 2012, o mediante provvedimenti legislativi ad hoc . Al riguardo va ricordato che, ai sensi dell'articolo 31 della legge n. 234 del 2012, la delega deve essere esercitata entro il termine di quattro mesi antecedenti alla scadenza di ciascuna direttiva. Qualora tale termine della direttiva sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge, o scada entro i tre mesi successivi, la delega deve essere esercitata entro tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge. Inoltre, qualora la direttiva non preveda alcun termine di recepimento, la delega scade al termine dei dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge. Infine, il comma 3 dell'articolo 31 prevede una proroga di tre mesi nel caso in cui lo schema di decreto delegato sia presentato a ridosso delle predette scadenze, al fine di consentire comunque alle Commissioni parlamentari di esprimere il parere entro i 40 giorni previsti. L'articolo 2 delega il Governo all'adozione, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge in esame, della disciplina sanzionatoria per le violazioni di direttive recepite in via regolamentare o amministrativa, o di regolamenti pubblicati fino alla data di entrata in vigore della legge stessa. Precedentemente, tale delega aveva solitamente un termine di 24 mesi. La delega è esercitata fatte salve le norme penali vigenti e nel rispetto dell'articolo 33 della legge n. 234 del 2012, e dei princìpi e criteri direttivi generali di cui all'articolo 32, comma 1, lettera d), della medesima legge. L'articolo 3 reca i principi e criteri specifici di delega per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/2121, che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 per quanto riguarda le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere. L'articolo 4 detta i criteri specifici per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/2161, che modifica quattro direttive (93/13/CEE, 98/6/CE, 2005/29/CE e 2011/83/UE), ai fini di una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'Unione relative alla protezione dei consumatori. L'articolo 5 detta i criteri specifici per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/1504, che modifica la direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2020/1503, relativo ai fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese. L'articolo 6 reca una specifica delega per l'attuazione, entro dodici mesi, della raccomandazione CERS/2011/3 del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 22 dicembre 2011, relativa al mandato macroprudenziale delle autorità nazionali, e per l'attuazione degli articoli 23- ter , paragrafo 7, e 28, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/1011. L'articolo detta anche i criteri specifici a cui li Governo si deve attenere, oltre a quelli generali di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012. L'articolo 7 reca una delega al Governo, con criteri specifici di delega, per l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2021/23, relativo a un quadro di risanamento e risoluzione delle controparti centrali, intermediari essenziali dei mercati finanziari. L'articolo 8 delega il Governo ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2021/557, in materia di cartolarizzazione e che instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate al fine di sostenere la ripresa dalla crisi derivante dall'epidemia da COVID-19, e detta i criteri di delega. L'articolo 9 delega il Governo per il compiuto adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2017/1939, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea (EPPO), già recepito con il decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 9, modificando la disciplina della competenza prevista dal codice di procedura penale in modo da concentrare negli uffici giudiziari distrettuali la trattazione dei procedimenti per i reati che offendono gli interessi finanziari dell'Unione europea in ordine ai quali la Procura europea può esercitare la sua competenza, indipendentemente dalla circostanza che detta competenza sia esercitata. L'articolo 10 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2018/848, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, e al regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari, e detta i relativi criteri specifici di delega. L'articolo 11 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2018/1727, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), e detta i criteri di delega. L'articolo 12 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2018/1805, relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e confisca, e detta i criteri di delega. L'articolo 13 detta i criteri specifici per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1937, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione. L'articolo 14 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/816, che istituisce un sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di Paesi terzi e apolidi (ECRIS-TCN) e integrare il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali. L'articolo detta, a tal fine, i criteri specifici di delega. L'articolo 15 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/4, relativo alla fabbricazione, all'immissione sul mercato e all'utilizzo di mangimi medicati, e detta i criteri di delega. L'articolo 16 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/6, relativo ai medicinali veterinari, e detta i criteri di delega. L'articolo 17 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (CE) n. 1099/2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento, e detta i criteri di delega. L'articolo 18 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale al regolamento (UE) 2019/1009 che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti dell'UE, e detta i criteri di delega. L'articolo 19 delega il Governo per adeguare la normativa nazionale ai regolamenti (CE) n. 1071/2009, 1072/2009 e 1073/2009, in materia di trasporto su strada di merci e persone, nonché alle disposizioni dei regolamenti (UE) 2020/1054 e 2016/403, in materia di condizioni di lavoro dei conducenti e sull'uso dei tachigrafi, al regolamento (UE) n. 165/2014, in materia di tachigrafi nel settore dei trasporti su strada, e al regolamento (UE) 2020/1055, che modifica i regolamenti (CE) n. 1071/2009, (CE) n. 1072/2009 e (UE) n. 1024/2012 per adeguarli all'evoluzione del settore del trasporto su strada. L'articolo detta, a tal fine, i criteri specifici di delega. L'articolo 20 prevede un principio direttivo specifico di delega, relativo all'attuazione della direttiva (UE) 2020/1151, che modifica la direttiva 92/83/CEE relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sull'alcole e sulle bevande alcoliche, volto a garantire un'agevole transizione verso una metodologia armonizzata della produzione. L'allegato A reca l'elenco di 10 direttive, di cui cinque sono riprese nell'articolato, per stabilire i principi e criteri specifici della delega, mentre per le altre cinque sono quindi previsti solo i principi generali di delega di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012. Diversamente dal precedente disegno di legge di delegazione, nell'allegato non sono indicati i termini di recepimento stabiliti dalle stesse direttive. Le cinque direttive dell'allegato, non citate nell'articolato, sono le seguenti: direttiva (UE) 2019/2177 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2019, che modifica la direttiva 2009/138/CE, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II), la direttiva 2014/65/UE, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, e la direttiva (UE) 2015/849, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo; direttiva (UE) 2020/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2020, che stabilisce norme specifiche per quanto riguarda la direttiva 96/71/CE e la direttiva 2014/67/UE sul distacco dei conducenti nel settore del trasporto su strada e che modifica la direttiva 2006/22/CE per quanto riguarda gli obblighi di applicazione e il regolamento (UE) n. 1024/2012; direttiva (UE) 2020/1828 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2020, relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE (Testo rilevante ai fini del SEE); direttiva (UE) 2021/338 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2021, che modifica la direttiva 2014/65/UE per quanto riguarda gli obblighi di informazione, la governance del prodotto e i limiti di posizione, e le direttive 2013/36/UE e (UE) 2019/878 per quanto riguarda la loro applicazione alle imprese di investimento, per sostenere la ripresa dalla crisi COVID-19 (Testo rilevante ai fini del SEE); direttiva (UE) 2021/514 del Consiglio, del 22 marzo 2021, recante modifica della direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AG 352 Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci Doc n. 352 Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (Osservazioni alla 8 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni non ostative con rilievo) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La senatrice RICCIARDI ( M5S ), relatrice, illustra uno schema di osservazioni sul Documento in titolo, trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 2015, di attuazione della direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico, come modificato dal decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ricorda, quindi, che il Documento illustra le esigenze in materia di mobilità ferroviaria di passeggeri e merci, di manutenzione della rete ferroviaria, di valutazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale degli interventi, e di standard di sicurezza e resilienza dell'infrastruttura ferroviaria anche con riferimento agli effetti dei cambiamenti climatici, in vista del rinnovo, per il prossimo quinquennio 2022-2026, dei Contratti di programma con Rete ferroviaria italiana (RFI) per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura ferroviaria, in coerenza con il quadro definito nel PNRR. In particolare, in linea con le scadenze poste dal pacchetto climatico europeo Fit for 55 , il Documento mira ad aumentare del 50 per cento, entro il 2030, il traffico ferroviario ad alta velocità e il traffico ferroviario merci rispetto ai livelli del 2015, e a rendere a emissioni zero i trasporti di linea collettivi inferiori a 500 km, nonché a triplicare, entro il 2050, il traffico ferroviario ad alta velocità, raddoppiare il traffico merci ferroviario e dare piena realizzazione ai corridoi europei TEN-T che attraversano il territorio italiano. A tali fini, il Documento indica un valore complessivo dei progetti di investimento in corso e programmatici pari a circa 213 miliardi di euro, di cui 109 miliardi già finanziati con la programmazione 2017-2021 e 104 miliardi da finanziare con il nuovo CdP-I 2022-2026 (per circa 54,5 miliardi di euro) e con il successivo (per circa 49,5 miliardi di euro), mentre per la parte servizi, il CdP-S 2022-2026 prevede un fabbisogno complessivo annuo di circa 3,36 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi per le attività di manutenzione straordinaria e 1,16 miliardi per le attività in conto esercizio del contratto. Per quanto riguarda la copertura di tali fabbisogni, si attingerà al programma Connecting Europe Facility 2021-2027, dalla programmazione 2021-2027 del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) in complementarietà con le risorse del PNRR, dal Fondo perequativo infrastrutturale e dalla legge di bilancio 2022. In particolare, il PNRR prevede alla Missione 3 Componente 1 "Investimenti sulla rete ferroviaria", un importo pari a 24,77 miliardi di euro per gli anni 2021-2026, e alla Missione 2 Componente 2 Investimento 3.4 "Sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto ferroviario", un importo di 0,3 miliardi di euro per gli anni 2021-2026. La Relatrice, quindi, valutato che il Documento strategico delinea un quadro d'insieme compatibile con l'ordinamento europeo e coerente con quanto previsto nel PNRR, propone di esprimere, per quanto di competenza, osservazioni non ostative con l'auspicio che l'attuazione del Documento strategico e dei nuovi Contratti di programma consentano la realizzazione degli interventi contemplati nel PNRR entro le scadenze stabilite con la decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia e del relativo allegato, ai fini della positiva valutazione, da parte della Commissione europea, sul raggiungimento dei pertinenti traguardi e obiettivi previsti per ogni scadenza e dell'erogazione delle risorse finanziarie europee corrispondenti. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. 1131, 1302, 1943, 1981, 2292, 2297 Misure per la rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana DDL 2297 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta dei borghi e dei centri storici e relative fortificazioni, torri e porte (Parere alla 13ª Commissione su nuovo testo unificato ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazione) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra uno schema di parere sul nuovo testo unificato, riferito ai disegni di legge in titolo, e sui relativi emendamenti, ricordando che il provvedimento reca misure finalizzate a favorire la rigenerazione urbana, prevedendo un insieme di azioni di trasformazione urbana ed edilizia da realizzarsi prioritariamente nelle aree caratterizzate da degrado edilizio, ambientale o socio-economico, secondo criteri che utilizzino metodologie e tecniche relative alla sostenibilità ambientale e che determinino un "saldo zero" di consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la bonifica, e l'innalzamento del potenziale ecologico-ambientale e della biodiversità urbana. Sottolinea, quindi, che gli obiettivi della rigenerazione urbana sono oggetto anche del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in modo trasversale a diverse Missioni, ma trattati in modo specifico nella Missione 5 "Inclusione e coesione", dove nella Componente 2 sono previsti a tale scopo più di 9 miliardi di euro, e che il provvedimento dovrà quindi, necessariamente, essere coordinato con il PNRR, in termini di coerenza degli interventi, tempistica e addizionalità delle risorse finanziarie. Ritiene che non sussistano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e propone, pertanto, di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo. La senatrice GIANNUZZI ( Misto ) esprime il suo favore nei confronti delle previste misure in favore della rigenerazione urbana e, a tal fine, propone di integrare il parere con un riferimento alla necessità di adottare misure specifiche di semplificazione normativa e di rispettare la timeline prevista dal PNRR, come concordato con l'Unione europea, al fine di assicurare il pieno impiego di tutte le risorse europee assegnate. Il relatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) precisa che il presente esame verte su una serie di provvedimenti che precedono il PNRR, ma ritiene di poter accogliere il suggerimento, considerata la stretta connessione delle due sedi. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. AS 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Parere alla 10 a Commissione. Esame e rinvio) La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, recante misure finalizzate a promuovere la tutela e lo sviluppo della concorrenza, principio cardine dell'ordinamento dell'Unione europea, considerato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza come fattore essenziale al fine di favorire l'efficienza e la crescita dell'economia nazionale e di garantire la ripresa dalla crisi conseguente alla pandemia. La legge annuale sulla concorrenza costituisce quindi, come evidenziato nella relazione illustrativa del Governo, un passaggio fondamentale per l'attuazione del PNRR, essendo richiesta nelle Raccomandazioni specifiche per Paese sin dal 2019 e programmata nella decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia e del relativo allegato, per l'entrata in vigore anche degli strumenti attuativi e delegati entro il 31 dicembre 2022. L'articolo 1 illustra le finalità della legge, la quale è volta ad incentivare lo sviluppo della concorrenza, garantire l'accesso ai mercati alle imprese di minori dimensioni, al rafforzamento della giustizia sociale, dell'efficienza dei servizi, della tutela dell'ambiente, del diritto alla salute e della tutela dei consumatori. L'articolo 2 delega il Governo all'adozione, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, di un decreto legislativo per la costituzione e il coordinamento di un sistema informativo che consenta la mappatura di tutte le concessioni di beni pubblici, al fine di promuovere la trasparenza dei dati ad esse relativi. L'articolo prevede a tal fine la spesa di 1 milione di euro per il 2022 e di 2 milioni di euro a decorrere dal 2023. L'articolo 3 novella l'articolo 18 della legge n. 84 del 1994, sul riordino della legislazione in materia portuale, prevedendo l'introduzione di procedure di evidenza pubblica, volte a promuovere la trasparenza e l'effettiva concorrenza delle procedure di affidamento delle concessioni delle aree demaniali portuali, in linea con il corrispondente obiettivo previsto nel PNRR. L'articolo 4 elenca disposizioni volte a valorizzare le reti di distribuzione di gas di proprietà degli enti locali e al rilancio degli investimenti nel settore del gas naturale, che si applicano a decorrere dall'entrata in vigore della legge in esame. L'articolo introduce altresì delle modifiche alla disciplina in materia di concessioni di distribuzione del gas naturale al fine di favorire l'efficace svolgimento delle gare da parte degli Ambiti territoriali minimi, in linea con il corrispondente obiettivo previsto nel PNRR. L'articolo 5 prevede modifiche alla disciplina in materia di concessioni di grande derivazione idroelettrica volte a promuovere la trasparenza e la concorrenza nelle procedure di assegnazione delle concessioni con la previsione di un congruo indennizzo a carico del concessionario subentrante. L'articolo fissa inoltre al 31 dicembre 2022 il termine entro cui devono essere avviate le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Tali modifiche si pongono in linea con i corrispondenti obiettivi in materia previsti nel PNRR. L'articolo 6 reca la delega al Governo per il riordino, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, della disciplina in materia di servizi pubblici locali, da coordinare con la normativa in materia di appalti e in materia di società in partecipazione pubblica per gli affidamenti in autoproduzione, anche tramite l'adozione di un apposito testo unico. L'articolo reca principi e criteri direttivi corrispondenti agli obiettivi in materia previsti nel PNRR. L'articolo 7 dispone misure volte a mettere a regime il sistema di affidamento mediante procedure di pubblica evidenza nel trasporto pubblico locale attraverso l'attestazione, da parte delle regioni a Statuto ordinario, dell'avvenuta pubblicazione dei bandi di gara, nonché la conformità delle medesime alle misure di cui alle delibere dell'Autorità di regolamentazione dei trasporti, in linea con i corrispondenti obiettivi in materia previsti nel PNRR. L'articolo 8 contiene una delega legislativa volta a rivedere la disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea e prevede principi e criteri direttivi di delega quali: la definizione di una disciplina volta a garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini; l'adeguamento dei servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l'uso di applicazioni web ; la riduzione degli adempimenti amministrativi a carico degli esercenti degli autoservizi pubblici non di linea; l'armonizzazione delle competenze regionali e degli enti locali in materia e l'adeguamento del sistema sanzionatorio per le violazioni amministrative. L'articolo 9 modifica la disciplina vigente in materia di risoluzione delle controversie tra operatori economici che gestiscono reti, infrastrutture e servizi di trasporto e utenti consumatori al fine di rafforzare i meccanismi di risoluzione di tali controversie. L'articolo 10 modifica la disciplina dei controlli e la disciplina sanzionatoria che riguarda le società partecipate attribuendo alle sezioni riunite della Corte dei conti la competenza di controllo sull'atto deliberativo di costituzione della società o di acquisizione della partecipazione in società già costituite, innovando l'oggetto e le modalità del controllo. L'articolo 11 prevede l'introduzione di procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie nella selezione, da parte dei concessionari autostradali, dell'operatore che richiede di installare punti di ricarica elettrica veloce, in linea con i corrispondenti obiettivi in materia previsti nel PNRR. L'articolo 12 dispone alcune novelle al codice dell'ambiente in merito al periodo minimo entro cui le utenze non domestiche che producono rifiuti assimilati agli urbani possono servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al mercato, nonché rispetto all'introduzione di due nuovi compiti in capo all'ARERA e all'esclusione, dal novero dei soggetti coinvolti nell'accordo di programma CONAI sui rifiuti di imballaggio, dei gestori delle piattaforme di selezione. L'articolo 13 prevede la soppressione della possibilità di accreditamento provvisorio da parte della regione relativo a nuove strutture sanitarie o sociosanitarie, pubbliche o private, o a nuove attività in strutture preesistenti e modifica la disciplina sulla selezione dei soggetti privati titolari del suddetto accreditamento. Gli articoli 14, 15 e 16 dispongono misure in materia di obbligo di detenzione, rimborsabilità e definizione del prezzo dei medicinali stabilendo: l'obbligo di detenzione, da parte dei grossisti, di medicinali oggetto di autorizzazione all'immissione in commercio ed ammessi a rimborso  inclusi medicinali generici e alcuni medicinali omeopatici  tale da rispondere alle esigenze del territorio; l'abrogazione della norma che esclude la possibilità di inserimento dei medicinali equivalenti tra i medicinali a carico del servizio sanitario nazionale; e l'introduzione di una disciplina suppletiva per l'inclusione di alcune fattispecie di farmaci nel novero dei medicinali rimborsabili con connessa determinazione del prezzo di rimborso. L'articolo 17 novella la disciplina sulla produzione di farmaci emoderivati da plasma italiano attraverso modifiche intese in primo luogo a risolvere un caso EU-Pilot. Al riguardo, la novella sopprime il vincolo secondo il quale gli stabilimenti per il processo di frazionamento del plasma raccolto in Italia possono essere ubicati, oltre che in Italia, solo in Paesi dell'Unione europea, a condizione che in tali Paesi viga un divieto di cessione a scopo di lucro del plasma raccolto. La nuova norma consente che gli stabilimenti siano ubicati in Stati membri dell'Unione europea o in Stati terzi che siano parte di accordi di mutuo riconoscimento con essa e a condizione che nello Stato viga il principio che il plasma ivi raccolto possa provenire esclusivamente da donatori volontari non remunerati. L'articolo 18 apporta delle modifiche alla disciplina sul conferimento degli incarichi di direzione di strutture complesse nell'ambito del servizio sanitario locale, concernenti: la composizione della commissione che procede alla selezione dei candidati; la soppressione della possibilità di scelta, da parte del direttore generale dell'ente, di un candidato diverso da quello che ha ottenuto il maggior punteggio; gli elementi da pubblicare sul sito internet dell'ente prima della nomina. L'articolo 19 introduce modifiche all'articolo 3 del decreto legislativo n. 33 del 2016 su un quadro di regole volto a ridurre i costi per la realizzazione di reti a banda ultra larga, prevedendo che il gestore o l'operatore di rete possa rifiutare l'accesso all'infrastruttura fisica esistente nel caso in cui questa non sia idonea a ospitare gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. L'articolo 20 prevede disposizioni volte alla razionalizzazione degli interventi relativi alla realizzazione delle reti di accesso in fibra ottica, prevedendo l'obbligo di coordinamento tra il gestore di infrastrutture fisiche e ogni operatore di rete che esegue opere di genio civile, al fine di limitare le duplicazioni degli scavi e delle connesse opere civili. Le disposizioni sono inoltre volte alla riduzione dei tempi di rilascio delle autorizzazioni e dei permessi da parte dell'ente locale. L'articolo 21 introduce disposizioni utili a contrastare il fenomeno dell'attivazione inconsapevole o fraudolenta di servizi aggiuntivi di telefonia e comunicazioni elettroniche senza il dovuto consenso espresso e documentato del consumatore. L'articolo 22 reca alcune modifiche all'articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, recante attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio, stabilendo il riesame periodico, da parte del Ministero dello sviluppo economico, dell'ambito di applicazione degli obblighi di servizio universale sulla base degli orientamenti della Commissione europea, delle esigenze degli utenti e delle offerte presenti sul mercato nazionale e segnalando al Parlamento le eventuali modifiche normative necessarie in ragione dell'evoluzione dei mercati e delle tecnologie. L'articolo 23 delega il Governo ad adottare, entro due anni dall'entrata in vigore della legge, decreti legislativi per la semplificazione dei regimi amministrativi e autorizzatori delle attività private, anche estendendo l'ambito delle attività liberamente esercitabili, al fine di stimolare il dinamismo concorrenziale. L'articolo si pone in linea con gli obbiettivi della riforma 1.9 sulla semplificazione della pubblica amministrazione (asse 3) della componente M1C1 del PNRR. L'articolo 24 delega il Governo ad adottare decreti legislativi volti a semplificare e coordinare i controlli sulle attività economiche. L'articolo 25 prevede la riduzione, da sette a quattro giorni, dei termini della comunicazione unica per la nascita dell'impresa, entro cui le amministrazioni competenti comunicano all'interessato e al registro delle imprese i dati definitivi sulle posizioni registrate. L'articolo 26 delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, decreti legislativi volti ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/1020 per rafforzare la concorrenza nel mercato europeo, assicurare il controllo di conformità delle merci e promuovere la semplificazione e la razionalizzazione del sistema di vigilanza. L'articolo 28 modifica la disciplina sul controllo esercitato dall'AGCM delle operazioni di concentrazione, sulle soglie di fatturato da cui scaturisce l'obbligo di notifica di tali operazioni e sul trattamento delle imprese comuni. Le modifiche sono volte ad adeguare la normativa nazionale al regolamento (CE) n. 139/2004 sulle operazioni di concentrazione. L'articolo 29 prevede il rafforzamento del contrasto all'abuso di dipendenza economica nell'attività di subfornitura tra imprese, disponendo che, salvo prova contraria, si presuma la dipendenza economica di un'impresa che utilizzi i servizi di una piattaforma digitale, qualora tale piattaforma abbia un ruolo determinante per raggiungere utenti finali o fornitori, grazie anche alla disponibilità di dati. L'articolo 30 introduce la disciplina della transazione nei procedimenti amministrativi condotti dall'AGCM in materia di intese restrittive della libertà di concorrenza e di abuso di posizione dominante. L'articolo 31 prevede l'estensione dei poteri di indagine dell'AGCM, per attribuirle anche la possibilità di richiedere, in ogni momento, alle imprese e agli enti, informazioni e documenti utili ai fini dell'applicazione della normativa nazionale ed europea in materia di libertà di concorrenza e abuso di posizione dominante. Infine, l'articolo 32 dispone in materia di procedure di selezione dei membri delle autorità amministrative indipendenti, prevedendo l'istituzione di una commissione tecnica con il compito di selezionare le candidature a presidente e componente delle autorità. La Relatrice comunica, quindi, di aver ricevuto sollecitazioni da parte di soggetti interessati a determinati contenuti del provvedimento in esame e chiede se la Commissione ha competenza ad approfondire tali aspetti ed esprimersi al riguardo nell'ambito del parere. Il PRESIDENTE precisa che la Commissione è chiamata a valutare la compatibilità delle disposizioni in esame rispetto alla normativa e alle politiche dell'Unione europea. Pertanto, è possibile svolgere ogni approfondimento, tra cui possibili interlocuzioni con soggetti terzi, utile a tale scopo. La senatrice GINETTI ( IV-PSI ) suggerisce di verificare la corrispondenza dei termini temporali relativi alle numerose deleghe legislative previste nel disegno di legge, rispetto alle scadenze dei corrispondenti interventi previsti nel PNRR. Inoltre, ritiene utile approfondire le disposizioni di cui all'articolo 4, relative alla valorizzazione delle reti di distribuzione di gas di proprietà degli enti locali oggetto di concessione pubblica, per quanto riguarda il controllo sulle stesse reti e il beneficio per il consumatore finale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 13,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1583 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1583 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La 14 a Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo e gli emendamenti ad esso riferiti; considerato che l'articolo 1 prevede l'introduzione, nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea, di linee guida sulla trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola, al fine di assicurare ai produttori l'accesso non discriminatorio nel mercato mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita, nonché al fine di favorire accordi con la grande distribuzione organizzata e di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività nella vendita dei prodotti agrumicoli; considerato che l'articolo 2 specifica, relativamente ai prodotti ortofrutticoli, le modalità della elaborazione dei costi medi di produzione, prevista dall'articolo 10- quater del decreto-legge n. 27 del 2019, precisando che si deve tenere conto del ciclo delle colture, della loro collocazione geografica e della destinazione finale dei prodotti, delle caratteristiche territoriali e organolettiche, e del differente costo della manodopera negli areali produttivi attraverso le stime fornite dal Ministero del lavoro, dall'ISTAT, dall'INAIL e dall'ANPAL, nonché dei differenti valori da attribuire alle quote di ammortamento degli impianti fruttiferi; rilevato che la materia di cui al disegno di legge è oggetto anche del recente decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della direttiva (UE) 2019/633in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, esprime, per quanto di competenza, sul testo del disegno di legge e sugli emendamenti ad esso riferiti, parere non ostativo, con la seguente condizione: in riferimento all'articolo 1, che prevede la definizione, nel rispetto della vigente normativa dell'Unione europea, di linee guida sulla trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola, con cui fissare prezzi minimi di vendita dei prodotti, al fine di assicurare ai produttori l'accesso non discriminatorio nel mercato, si ricorda che il regolamento (UE) n. 1308/2013, recante l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, non consente la fissazione di prezzi minimi di vendita, se non in condizioni eccezionali e temporanee, e secondo procedure stabilite dalla normativa europea. Il principio della libera negoziazione dei prezzi è ribadito anche dalla direttiva (UE) 2019/633in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (cfr. considerando n. 22), che prevede una serie di obblighi e divieti, a tutela del buon funzionamento del mercato agroalimentare per tutti i soggetti interessati. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198, di attuazione della predetta direttiva, non prevede la possibilità di fissare prezzi minimi di vendita, arrivando solo a prevedere il divieto, all'articolo 5, lettera b), dell'imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose per il venditore, ivi compresa quella di vendere prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione. Si ritiene pertanto necessario espungere, dall'articolo 1, comma 1, lettera c), le parole "mediante la fissazione di prezzi minimi di vendita", demandando ad altre forme di tutela e di sostegno, la finalità di assicurare ai produttori un accesso non discriminatorio al mercato. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 352 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 352 La 14 a Commissione permanente, esaminato l'Atto del Governo in titolo, trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ai sensi del decreto legislativo n. 112 del 2015, di attuazione della direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico, come modificato dal decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR); considerato che il Documento illustra le esigenze in materia di mobilità ferroviaria di passeggeri e merci, di manutenzione della rete ferroviaria, di valutazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale degli interventi, e di standard di sicurezza e resilienza dell'infrastruttura ferroviariaanche con riferimento agli effetti dei cambiamenti climatici, in vista del rinnovo, per il prossimo quinquennio 2022-2026, dei Contratti di programma con Rete ferroviaria italiana (RFI) per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura ferroviaria, in coerenza con il quadro definito nel PNRR; considerato che, in linea con le scadenze poste dal pacchetto climatico europeo Fit for 55 , il Documento mira ad aumentare del 50 per cento, entro il 2030, il traffico ferroviario ad alta velocità e il traffico ferroviario merci rispetto ai livelli del 2015, e a rendere a emissioni zero i trasporti di linea collettivi inferiori a 500 km, nonché a triplicare, entro il 2050, il traffico ferroviario ad alta velocità, raddoppiare il traffico merci ferroviario e dare piena realizzazione ai corridoi europei TEN-T che attraversano il territorio italiano; considerato il Documento indica un valore complessivo dei progetti di investimento in corso e programmatici pari a circa 213 miliardi di euro, di cui 109 miliardi già finanziati con la programmazione 2017-2021 e 104 miliardi da finanziare con il nuovo CdP-I 2022-2026 (per circa 54,5 miliardi di euro) e con il successivo (per circa 49,5 miliardi di euro), mentre per la parte servizi, il CdP-S 2022-2026 prevede un fabbisogno complessivo annuo di circa 3,36 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi per le attività di manutenzione straordinaria e 1,16 miliardi per le attività in conto esercizio del contratto; considerate le risorse disponibili derivanti dal programma Connecting Europe Facility 2021-2027, dalla programmazione 2021-2027 del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) in complementarietà con le risorse del PNRR, dal Fondo perequativo infrastrutturale e dalla legge di bilancio 2022; valutato che il Documento strategico delinea un quadro d'insieme coerente con quanto previsto nel PNRR e in particolare nella Missione 3 Componente 1 "Investimenti sulla rete ferroviaria" (di importo pari a 24,77 miliardi di euro per gli anni 2021-2026) e nella Missione 2 Componente 2 Investimento 3.4 "Sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto ferroviario" (pari a 0,3 miliardi di euro per gli anni 2021-2026), esprime, per quanto di competenza, osservazioni non ostative con il seguente rilievo: si auspica che il Documento strategico in titolo e la successiva adozione dei nuovi Contratti di programma che regolano il rapporto di concessione a Rete ferroviaria italiana (RFI) per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura ferroviaria, consentano la realizzazione degli interventi contemplati nel PNRR entro le scadenze stabilite con la decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia e del relativo allegato, ai fini della positiva valutazione, da parte della Commissione europea, sul raggiungimento dei pertinenti traguardi e obiettivi previsti per ogni scadenza e dell'erogazione delle risorse finanziarie europee corrispondenti. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL NUOVO TESTO UNIFICATO PER I DISEGNI DI LEGGE NN. 1131, 1943, 1981 E 2297 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL NUOVO TESTO UNIFICATO PER I DISEGNI DI LEGGE NN. 1131, 1943, 1981 E 2297 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La Commissione, esaminato il nuovo testo unificato, adottato come testo base in data 9 novembre 2021, riferito ai disegni di legge in titolo, e i relativi emendamenti, considerato che esso reca misure finalizzate a favorire la rigenerazione urbana, prevedendo un insieme di azioni di trasformazione urbana ed edilizia da realizzarsi prioritariamente nelle aree caratterizzate da degrado edilizio, ambientale o socio-economico, secondo criteri che utilizzino metodologie e tecniche relative alla sostenibilità ambientale e che determinino un "saldo zero" di consumo di suolo, la de-impermeabilizzazione, la bonifica, e l'innalzamento del potenziale ecologico-ambientale e della biodiversità urbana; considerato che gli obiettivi della rigenerazione urbana sono oggetto anche del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in modo trasversale a diverse Missioni, ma trattati in modo specifico nella Missione 5 "Inclusione e coesione", dove nella Componente 2 sono previsti a tale scopo più di 9 miliardi di euro. Il provvedimento dovrà quindi, necessariamente, essere coordinato con il PNRR, in termini di coerenza degli interventi, tempistica e addizionalità delle risorse finanziarie; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul nuovo testo unificato e sui relativi emendamenti, con la seguente osservazione: si auspica che l'attuazione delle misure corrispondenti a quelle contemplate nel PNRR e delle connesse semplificazioni procedurali e normative, sia assicurata entro le scadenze stabilite con la decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia e del relativo allegato, ai fini della positiva valutazione, da parte della Commissione europea, sul raggiungimento dei pertinenti traguardi e obiettivi previsti per ogni scadenza e dell'erogazione delle risorse finanziarie europee corrispondenti.