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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 389 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI: Misto-I-C-EU; Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. MARGIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Corte costituzionale, composizione PRESIDENTE . In data 15 dicembre 2021, il Primo Presidente aggiunto del Consiglio di Stato ha inviato la seguente lettera: «Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 2, terzo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, ho l'onore di comunicarLe che in data odierna il Collegio previsto dal medesimo articolo 2, lettera b ), ha eletto giudice della Corte costituzionale il Presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi. F.to Franco Frattini». Al neo membro della Corte auguriamo buon lavoro. Sul grave fenomeno delle morti sul lavoro PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per ricordare Marco, Roberto e Filippo, le tre persone che hanno perso la vita sotto una gru a Torino. Soltanto qualche mese fa ricordavamo Luana, impressionati da quella foto di gioventù morta per lavoro. Il mio foglio di appunti è bianco, perché non trovo le parole oggi per ricordare le ennesime morti sul lavoro. È bianco come definiamo queste morti, le morti bianche, che sono la più alta forma di ingiustizia umana. Filippo, Marco e Roberto erano nostri fratelli, nostri cognati, nostri genitori, nostri figli: uno di loro aveva solo vent'anni. Dobbiamo fermare il Paese quando accade questo, ma non per commemorare, bensì per interrogare ogni giorno le nostre coscienze e fare quotidianamente qualcosa per evitare e scongiurare le morti sul lavoro. Abbiamo tre persone al giorno che escono di casa per lavorare e non vi fanno più rientro. Dobbiamo fermare il Paese per questo. Dobbiamo fare tanto, molto di più. Quanto ai controlli abbiamo aumentato gli ispettori sul lavoro. Stiamo discutendo del superbonus: verifichiamo se la normativa sull'iscrizione delle aziende alla Camera di Commercio è corretta, facciamo tutto il possibile. Stamattina, un grande abbraccio e una immensa vicinanza alle famiglie di Marco, Roberto e Filippo per il loro dolore. PRESIDENTE . Senatrice Parente, la ringrazio. Ovviamente la Presidenza si unisce al cordoglio e al ricordo da lei svolto. Discussione congiunta e approvazione dei documenti: Doc Doc. VIII, n. 7 Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 Doc Doc. VIII, n. 8 Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2021 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti VIII, nn. 7 (rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020) e 8 (Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2021). Il relatore, senatore Pesco, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, come ogni anno l'Assemblea del Senato si trova ad esaminare gli atti relativi al bilancio interno dell'istituzione. Questa volta si tratta del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 e del progetto di bilancio relativo all'anno 2021 che il Consiglio di Presidenza ha deliberato nella riunione dello scorso 14 dicembre. Limitandomi a un esame essenziale di questi due documenti contabili e iniziando dal rendiconto relativo allo scorso esercizio finanziario, osservo innanzitutto come la spesa complessiva effettiva (al netto dei risparmi da versare allo Stato) sia risultata pari, nel 2020, a euro 483.718.048,80, in diminuzione di 2.624.178,37 euro rispetto al dato consuntivo dell'esercizio 2019. Va inoltre considerato che questo dato di riduzione della spesa, essendo espresso in termini nominali, non tiene conto della dinamica inflazionistica e dunque risulterebbe ancora più marcato, ove venisse espresso in termini reali. Peraltro, le entrate del Senato evidenziano che la dotazione finanziaria è rimasta invariata dal 2012 nella misura di circa 505 milioni di euro. Per conseguenza, rispetto alla dotazione richiesta nel 2011, pari a euro 526.960.500, si registra una riduzione annua di 21,6 milioni di euro. La costante riduzione della spesa negli ultimi anni si è dunque accompagnata a una sostanziale stabilità della principale entrata del Senato, con assestamento però di quest'ultima su un livello significativamente più basso rispetto agli anni antecedenti alla crisi del 2011. Per quanto riguarda la composizione della spesa, quella di funzionamento è risultata pari, nel 2020, al 54,59 per cento della spesa complessiva, contro il 45,41 di quella previdenziale, mantenendosi sostanzialmente costanti tali due elementi nel corso degli anni. Per quello che riguarda il bilancio di previsione 2021, oltre al dato già evidenziato della minor dotazione richiesta anche per l'anno in corso, si registra, per quanto riguarda le spese di natura previdenziale, un leggero aggiustamento per l'anno in corso rispetto all'anno precedente (in diminuzione per lo 0,09 per cento). Tuttavia, va rilevato che tale importo comprende anche le somme accantonate a seguito delle riduzioni introdotte sia per i vitalizi dei senatori sia per i trattamenti pensionistici dei dipendenti. In particolare, si evidenzia che i risparmi dovuti all'applicazione della riforma del calcolo dei vitalizi approvata nel corso dell'anno 2018 sono stati lasciati in un apposito fondo istituito prudenzialmente fino alla fine dell' iter processuale in corso presso gli organi di giustizia interna. Anche per quanto concerne l'applicazione del comma 261 della legge n. 145 del 2018, che prevede la riduzione dei trattamenti pensionistici superiori a determinati importi annui lordi, si è proceduto all'istituzione del fondo del risparmio sui trattamenti pensionistici di importo elevato, così come stabilito dalla stessa legge al comma 265. Occorre inoltre evidenziare la circostanza che nello scorso esercizio finanziario la spesa corrente obbligatoria ha rappresentato ben il 91,20 per cento di tutte le spese del Senato. Tale aggregato risulta in diminuzione da anni e comprende i risparmi e i costi per senatori ed ex senatori, personale di ruolo, in quiescenza o estraneo all'amministrazione, nonché tutti gli oneri collegati, quali quelli fiscali e previdenziali. Si registra altresì una leggera diminuzione nel triennio 2018-2020 anche per quanto riguarda la spesa corrente di funzionamento in senso stretto. Tale aggregato si compone di tutte le spese sostenute per l'erogazione di servizi e forniture di supporto al funzionamento del Senato, quali le prestazioni professionali per l'amministrazione, le spese per attività delle Commissioni, i costi per i servizi informatici, di comunicazione, assicurativi, ristorazione, trasporto, locazione, pulizie e altri. Risulta altresì in diminuzione la spesa in conto capitale tra il 2018 e il 2020, che è passata da circa 2.465.013,75 euro a 2.277.204,10. La spesa in conto capitale, che costituisce l'aggregato meno rilevante in termini assoluti tra quelli precedentemente citati, comprende le spese per l'acquisto di beni mobili inventariati, le spese di manutenzione straordinaria, nonché quelle di acquisto e conservazione del patrimonio della biblioteca e dell'archivio storico. A fronte di una così marcata riduzione, le spese come quella registrata a partire dal 2012, la sfida è stata ed è tutt'ora quella di rendere compatibili i risultati finanziari conseguiti, che testimoniano la partecipazione del Senato allo sforzo di stabilizzazione della finanza pubblica compiuto negli ultimi anni, con il mantenimento di un elevato standard qualitativo dei servizi erogati, tanto più in un contesto che ha visto, almeno fino alla fine del 2020, una costante riduzione del personale di ruolo dell'Amministrazione. PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà. DE POLI, senatore Questore . Signor Presidente, ringrazio il presidente Pesco per la sua illustrazione. Cari colleghi, quest'anno ci apprestiamo ad approvare il rendiconto delle entrate e delle spese del 2020 e il bilancio interno del Senato per il 2021. Ringrazio i colleghi Paolo Arrigoni e Laura Bottici, assieme ai quali in questi ultimi due anni abbiamo lavorato in un momento di grande difficoltà dovuto al Covid, che purtroppo ha colpito più persone anche all'interno dell'Assemblea del Senato. Abbiamo tuttavia lavorato in maniera importante per mettere in sicurezza sia l'Aula sia tutti gli ambienti del Senato e lo abbiamo fatto con gli uffici per la prevenzione e assieme a tutti i nostri uffici. A tal proposito, vorrei in primis ringraziare il dottor Marini, con cui abbiamo cercato di dare maggior sicurezza ai senatori, ma anche a tutto il nostro personale interno e a tutti i collaboratori, con una serie di screening e di attenzioni. (Applausi) . Capisco che tante volte abbiamo avuto il dovere di essere un po' pesanti rispetto ad alcuni colleghi e a tutte le persone, però abbiamo cercato di operare per il bene comune e per rendere sicuro il nostro Senato della Repubblica e credo che ci siamo riusciti. Siamo intervenuti dando le stesse prescrizioni che hanno avuto tutti gli italiani: nessun privilegio, niente di diverso; credo che questo sia un ulteriore importante segnale che il Senato ha voluto dare a tutti i nostri cittadini. Per entrare subito nell'esame del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020, la spesa complessiva del Senato è pari a 483.718.048,80 euro, in diminuzione di 2,6 milioni rispetto al 2020. Il trend rimane sempre decrescente. Vi è una riduzione importante della spesa nominale effettiva del Senato, pari al 7,09 per cento, nel periodo compreso tra il 2012 e il 2020. È questo un trend di attenzione alla spesa pubblica che stiamo seguendo negli anni. La spesa del Senato è infatti pari allo 0,045 di quella dello Stato. Sul versante delle entrate, si è registrato un risultato complessivo nel 2020 pari a 542.905.117,10 euro. Questo è un altro degli aspetti importanti. Come si evince dai documenti in esame, con la delibera di approvazione del rendiconto, si provvede inoltre ad accertare un avanzo di esercizio per l'anno finanziario 2020 pari a 59.187.068,30 euro. Abbiamo dedicato uguale attenzione all'Assistenza sanitaria integrativa (ASIS), pagata direttamente dai senatori, che per l'anno finanziario 2020 ha registrato un avanzo (si tratta, quindi, di un aspetto positivo) di 2,5 milioni di euro. Come si evince dai dati del rendiconto, l'azione di contenimento della spesa riguarda tutti gli ambiti della macchina amministrativa e credo che questo sia un altro aspetto fondamentale. Il rapporto tra spese di funzionamento e spese previdenziali rimane costante, essendo le prime pari a circa il 55 per cento e le seconde al 45 per cento. L'aggregato della spesa corrente obbligatoria rappresenta oggi il 91,20 per cento della spesa complessiva e credo che questo sia un altro aspetto da tenere in considerazione. Mi fermo qui per quanto riguarda il Rendiconto e passo al bilancio di previsione 2021 che, come sapete, rispetto al bilancio provvisorio approvato a dicembre dal Presidente del Senato non presenta alcun tipo di variazione. Anzi, la validità tecnica e finanziaria e i numeri sono decisamente uguali a quelli attuali. Le riduzioni della spesa del 2021 per il funzionamento della macchina amministrativa hanno un importo stimabile pari a 12 milioni di euro. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2021 di un importo pari a 322,5 milioni di euro. Ciò è stato reso possibile da una minore dotazione di Palazzo Madama (abbiamo chiesto minori risorse dello Stato, che chiaramente negli anni si sono accumulate, pari, per ogni anno dal 2012 a oggi, a 21,6 milioni) e dal risparmio effettuato ogni anno dal 2013 a oggi (anche quest'anno si tratta di 12 milioni di euro), per un totale complessivo pari a 128 milioni di euro. Come sono stati ottenuti questi risparmi? Penso alle integrazioni funzionali tra le amministrazioni di Camera e Senato. Stiamo facendo insieme una serie di procedure pubbliche e gare e ciò crea una fondamentale collaborazione fra i due rami del Parlamento e anche una sinergia e una riduzione dei costi, avendo una massa maggiore rispetto a quello che si va a definire. Quanto alle retribuzioni del personale dipendente, si registra una riduzione, dal 2012 a oggi, pari al 22,45 per cento. Con riferimento alle spese di natura previdenziale, registriamo un piccolo scostamento in negativo dello 0,09 per cento (sono quindi praticamente rimaste invariate). Quanto alle indennità parlamentari e competenze accessorie, ci sono una serie di economie che si stimano essere pari a circa 77 milioni di euro. Anche in questo caso, anno dopo anno stiamo aumentando tali economie. Nel 2001 avevano un peso sul bilancio del Senato pari al 19 per cento, mentre oggi il dato è praticamente dimezzato in quanto pari al 10 per cento. Con i colleghi Arrigoni e Bottici, tengo a far presente che paghiamo le fatture ai fornitori entro trenta giorni. Ci attestiamo tra i primissimi, se non proprio come primi, per la tempestività dei pagamenti nel contesto della pubblica amministrazione a livello europeo. Credo che in un momento di difficoltà come quello di questi anni sia un dato veramente positivo e importante. Per quanto riguarda il capitolo delle risorse umane, sapete che siamo in grave difficoltà. Molto personale è andato in quiescenza e non abbiamo più avuto concorsi. Finalmente sono ripresi i concorsi con l'anno 2021-2022, sia per quanto riguarda i coadiutori parlamentari, sia per gli assistenti parlamentari. È necessario avere personale che segua i lavori delle Commissioni e dell'Assemblea, nonché la parte amministrativa. Quest'anno sono stati fatti diversi interventi in Aula, nelle Commissioni e nei palazzi del Senato; in modo particolare, vi sono stati gli ammodernamenti dei sistemi audio-video delle aule di tutte le Commissioni con i sistemi di videoconferenza. È stata finalmente informatizzata la procedura di scrutinio del voto di fiducia, come avete visto negli ultimi tempi. In primavera sarà ammodernato l'impianto audio-video della 4 a Commissione, che è l'ultima mancante in questo percorso. Siamo intervenuti - sotto la diretta supervisione del collega Arrigoni - per il superamento delle barriere architettoniche: è stata eliminata la barriera della 14 a Commissione e ora si sta lavorando sulla 6 a e sull'11 a per dare la possibilità di accesso anche alle persone con disabilità. Particolare cura abbiamo dedicato al miglioramento dei ricambi d'aria all'interno sia dell'Aula in cui ci troviamo, sia delle aule di Commissione. Dobbiamo ancora intervenire su alcune in maniera importante, ma stiamo predisponendo progetti e interventi, in maniera tale da rendere sempre più sicuri e sani i luoghi in cui lavoriamo. Abbiamo fatto una serie di interventi sulle politiche green del Senato: il 90 per cento delle lampade è a basso consumo, sono stati installati pannelli fotovoltaici, eccetera. Sul fronte delle infrastrutture informatiche, si è intervenuti con tecnologie di virtualizzazione e tecnologie cloud , che ci permettono di lavorare a distanza. Il rinnovo di queste infrastrutture, che tengono conto anche degli aspetti green rispetto ai consumi, ci ha dato la possibilità di un risparmio di 15 milioni di euro dal 2016 ad oggi. Credo che questo sia un altro aspetto per avere un Parlamento sempre più 4.0, con tutta una serie di applicazioni, come l' app "Tabulas", che consente ai senatori di accedere ai documenti parlamentari, l' app "Senato Media" e una serie di altri interventi che stiamo facendo, tra cui la presentazione in modalità digitale degli atti parlamentari, su cui la collega Bottici si sta ulteriormente impegnando per lo snellimento degli aspetti procedurali. Infine, abbiamo lavorato sull'implementazione della web TV del Senato, con sette canali in contemporanea. Un altro aspetto su cui la collega Bottici si sta impegnando in maniera importante riguarda il tema delle pari opportunità, cui si intende prestare sempre maggiore attenzione; proprio per questo motivo, nel 2022 (anche se parliamo del bilancio 2021 stiamo già programmando per l'anno prossimo) abbiamo in previsione un'iniziativa per la salvaguardia delle donne, in particolare con un progetto (che sta seguendo in maniera diretta la collega Bottici) che mira all'inclusione delle donne afghane nel loro contesto di vita. Volendo sintetizzare questo bilancio, si può dire: risparmiare di più per spendere meglio. Infatti, da una parte, abbiamo risparmiato e, dall'altra, abbiamo realizzato una serie di interventi su vari settori per dare una migliore possibilità a tutti noi. Concludo ringraziando ancora i miei colleghi, senatori Questori Bottici e Arrigoni, per la collaborazione, che ci vede tutti i giorni assieme per governare al meglio le politiche del Senato. Vorrei ringraziare il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, per la conduzione dell'Assemblea e per essere la figura che segue tutti gli aspetti. (Applausi) . Grazie ancora al presidente Calderoli, che è oggi qui con noi, e a tutti i colleghi. Poi vorrei fare a tutti voi veramente un augurio di buon Natale e di buon 2022, a ognuno di voi: alle vostre famiglie e ai vostri cari (Applausi) ; a tutto il personale del Senato, che in questo ultimo anno è stato a sua volta attento, assieme a noi, per rendere la vita migliore possibile, a partire chiaramente dal segretario generale, la dottoressa Elisabetta Serafin, che ringrazio di cuore; ai vice segretari generali, dottor Federico Toniato e dottor Alfonso Sandomenico; a tutti i direttori dei servizi e chiaramente al personale tutto, veramente di cuore; alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e dei Vigili del fuoco, che sono qui e che garantiscono la sicurezza per tutti noi (Applausi) ; e chiaramente anche a quelli che lavorano nella Guardia di finanza all'interno delle Commissioni, quindi a tutto il Corpo che è qui con noi; infine, non di certo ultimi per importanza, ai nostri assistenti parlamentari, che garantiscono in Aula la sicurezza e all'interno del Senato tutte le procedure che tutti noi conosciamo. (Applausi) . Quindi grazie a tutti voi e tanti auguri ancora a voi e famiglie. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione congiunta. È iscritto a parlare il senatore Marilotti. Ne ha facoltà. MARILOTTI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, le spese ordinarie della Biblioteca e dell'Archivio storico del Senato sono state confermate: questo ovviamente è fonte di soddisfazione. La più peculiare delle competenze della Commissione per la Biblioteca e l'Archivio storico, da me presieduta, però, è redigere il piano editoriale del Senato. Lo abbiamo presentato nel giugno 2019, ma l'organo investito della sua approvazione, il Consiglio di Presidenza, non lo ha ancora esaminato. Entriamo nell'ultimo anno di legislatura e la stampa di discorsi parlamentari come quelli di Banfi, di Cossiga, di Alma Capiello ancora non è potuta avvenire, in ragione di questo adempimento mancato. I Questori sono stati espliciti, sin dalla scorsa legislatura (XXI Collegio, 19 giugno 2014), sulla necessità della gara per l'individuazione dell'editore con il quale instaurare il rapporto di coedizione avente ad oggetto la pubblicazione dei volumi delle collane dell'Archivio storico. Ne deriva che, senza la possibilità di proroga dei vecchi editori e con un bando ancora da approvare, l'attività editoriale dell'Archivio storico procede a stralcio, come per le ristampe che meritoriamente la Presidente ha richiesto per Angelina Merlin o che noi abbiamo disposto per Emilio Lussu o Araldo di Crollalanza, utilizzando collane esterne. Altra modalità di intervento suppletivo è la coedizione con soggetti esterni, che, partecipi del progetto culturale di valorizzazione di documenti del nostro Archivio, si dichiarano disposti a scegliere e pagare l'editore. Abbiamo proposto la convenzione con la Fondazione Ferrovie dello Stato, ma la trattazione in Collegio dei Questori è stata rinviata. Spero che venga ripresa quanto prima, in modo tale da consentire questa importante edizione. Lo proporremo di nuovo per il volume sui senatori del regno ebrei, avendo acquisito il consenso della presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI), ma vorremmo garanzie di non trovarci di nuovo davanti a un diniego di fatto. Altra conseguenza del blocco del piano editoriale è stata che ovviamente una delle risorse umane dedicate, con grande apprezzamento, all'attività di redazione dei discorsi parlamentari è stata distolta e inviata altrove, aggiungendosi ai molti segretari che, assunti come archivisti storici, svolgono mansioni in altri settori dell'amministrazione. Questo mentre la progressiva apertura alle desecretazioni, avvenuta nel luglio del 2020 con il decreto del presidente del Senato, comporta la gestione, nella nuova banca dati dell'Archivio, di oltre un milione di immagini scansionate soltanto per la Commissione stragi. Di qui la mia richiesta che nella prossima batteria di concorsi si contempli anche la professionalità archivistica o comunque una modalità per ricostruire il numero iniziale di unità dell'epoca della presidenza Pera. Non tutto comunque dipende da noi; anche se riuscissimo ad esitare in tempi celeri la richiesta di desecretazione di 130.000 pagine provenuta dall'onorevole Casson, la modalità ordinaria di attivazione degli interpelli appare vistosamente inadeguata. Ecco perché attendiamo dalla Presidenza del Consiglio risposta alla proposta di una nuova e più agevole modalità di esame delle richieste di declassifica. Nel frattempo, abbiamo dato istruzioni di dare attuazione in Senato all'ordine del giorno approvato in 7 a Commissione il 23 novembre scorso sul segreto archivistico. Ricordo poi che le ristrettezze di bilancio hanno indotto a remunerare solo con titolo onorifico di consulenti coloro che, dedicando tempo ed energie, aiutano chi versa fondi privati ad inventariarli per poi renderli consultabili secondo il sistema di gestione archivistico presente in Senato. Questa modalità, totalmente gratuita, ritarda il conferimento dei fondi privati all'utenza; andrebbe ripristinata pertanto da parte del Collegio dei questori la maggiore disponibilità che a questo scopo era dedicata nelle scorse legislature alla stipula di contratti di acquisizione a titolo oneroso. Per concludere, voglio spendere una parola sulla lapide apposta nel cortile d'onore; se la monarchia ha fatto l'Italia, la Repubblica ha completato il pactum societatis con la promessa di maggiore giustizia sociale. Ho chiesto ripetutamente e chiedo in questa sede un completamento iconografico di quel fronte del cortile con richiami della Repubblica e della Costituzione. Mi aspetto che i Questori si dimostrino sensibili a questa proposta e che vogliano imprimere nell'ultimo anno del loro mandato una svolta culturale alla loro azione. Per mio conto, la Commissione procederà, con i mezzi di cui dispone, a valorizzare i suoi fondi archivistici e quelli che in sinergia con altre istituzioni culturali sta contribuendo a rendere noti. È il caso dei processi matteottiani, il cui restauro da parte dell'Archivio di Stato di Roma sarà oggetto di una mostra che svolgeremo in Senato nella prima metà dell'anno prossimo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Trentacoste. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, l'ordine del giorno G3, che ho voluto sottoporre all'attenzione dell'Assemblea, ha l'obiettivo di disciplinare il rapporto di lavoro tra i parlamentari e i rispettivi collaboratori per porre fine all'annosa questione dell'inquadramento contrattuale di questi ultimi. Nonostante le Camere mettano a disposizione di ciascun parlamentare somme destinate al rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, all'interno del Parlamento si rileva che parte dei collaboratori non ha un contratto regolare e non sempre la gestione di tali rapporti di lavoro appare limpida. Ciò non è concepibile, sia per la dignità del lavoratore sia per la mancanza di trasparenza, richiesta invece al mondo politico e alle Istituzioni da parte dell'opinione pubblica. Non è previsto uno specifico inquadramento contrattuale e di fatto i collaboratori parlamentari vengono equiparati ai dipendenti di studi professionali. È necessario tutelare la figura professionale del collaboratore parlamentare, ancor di più dopo il taglio dei parlamentari, che produrrà un aumento del carico di lavoro per i singoli, attraverso una regolamentazione chiara e trasparente che determini il contenuto essenziale dei contratti stipulati sia sotto l'aspetto economico sia sotto quello normativo. Rivolgo un invito ai senatori Questori perché avanzino in Consiglio di Presidenza del Senato una proposta per giungere al pieno riconoscimento della figura del collaboratore parlamentare, prendendo come modello le soluzioni adottate da molti Paesi europei e dal Parlamento europeo, nel rispetto dei seguenti principi: la gestione amministrativa e finanziaria delle posizioni lavorative dei collaboratori parlamentari sia ricondotta all'amministrazione del Senato, ferme restando la natura fiduciaria del rapporto di lavoro e la durata del contratto di collaborazione, legata come termine massimo alla durata della legislatura e del mandato parlamentare; l'istituzione di una voce nel bilancio del Senato della Repubblica vincolata e destinata esclusivamente alla retribuzione dei collaboratori parlamentari con contratto; l'individuazione di tipologie contrattuali specifiche e relative fasce retributive, mutuando quanto in uso per i collaboratori dei senatori facenti parte del Consiglio di Presidenza o dei Presidenti di Commissione, nonché la disciplina degli uffici di diretta collaborazione della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri. Colleghi, oggi autorevoli quotidiani nazionali chiamano in causa il Parlamento, i parlamentari e questa Istituzione, che discute un passaggio così importante. A proposito dei collaboratori parlamentari, ritengo che sia giunta l'ora di fare chiarezza su questo punto, facendo in modo che nelle istituzioni parlamentari non alligni nessuna forma di potenziale illegalità. Invito dunque i senatori Questori, nei quali ripongo massima fiducia, a fare in modo che un'azione sia svolta per risolvere questo annoso problema. Mi auguro che possa esserci un percorso condiviso anche con la Camera dei deputati, che arrivi a dare finalmente piena dignità e riconoscimento a coloro che quotidianamente ci accompagnano nella nostra attività e nell'azione parlamentare. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione congiunta. Ha facoltà di parlare il senatore Questore, che invito anche ad esprimere il parere sugli ordini del giorno in esame. DE POLI, senatore Questore . Signor Presidente, ringrazio i colleghi intervenuti. In particolare, mi rivolgo al senatore Marilotti, per quanto riguarda tutta una serie di situazioni all'interno della Biblioteca, sulle quali nel 2022, prima della fine della legislatura, vedremo come intervenire per dare delle risposte. Per quanto riguarda il senatore Trentacoste, che ha presentato un ordine del giorno, come pure i colleghi De Falco e Paragone, come sapete, si sta lavorando in collaborazione stretta con i colleghi della Camera proprio per dare un'unica soluzione di intervento in relazione ai collaboratori parlamentari. Come ha detto anche lei, senatore Trentacoste, dal 2023, in conseguenza della nuova riforma, interverrà il taglio dei collaboratori. Su questo punto si sta studiando assieme per dare un aspetto normativo che preveda che il rapporto di lavoro continui a intercorrere direttamente fra senatore e collaboratori e sia caratterizzato da una natura fiduciaria - chiaramente, perché così dev'essere - ma che tutti gli oneri a carico del datore di lavoro siano assunti a carico dell'istituzione del Senato, che svolgerebbe questo tipo di attività. Al riguardo va subito precisato che la proposta in questione è già da tempo oggetto di attenta analisi da parte del Collegio, che è sensibile a questa problematica ed è convinto che una soluzione debba essere trovata dalla prossima legislatura, ovviamente nei limiti delle attuali disponibilità di bilancio, poiché non si può sforare. Come dicevo prima, la questione è oggetto di esame anche presso l'altro ramo del Parlamento, dove pure sono stati presentati analoghi ordini del giorno. L'intenzione del Collegio è di ricercare una soluzione più idonea, di concerto con i colleghi della Camera dei deputati e del suo Ufficio di Presidenza, in maniera tale da rendere uniforme eventualmente l'intervento in questo ambito. Per quanto concerne gli ordini del giorno G5 e G6, ci sono tutta una serie di premesse, che però lascio agli atti, affinché vengano allegate al Resoconto, senza soffermarmi ad illustrarle. A questo punto, chiederemo ai colleghi di ritirare i loro ordini del giorno. Tralasciando le premesse, che chiaramente sono diversificate, chiediamo che la parte dispositiva venga riformulata come già abbiamo indicato. Se non si accettasse la riformulazione, il parere resterebbe contrario, andremmo al voto e deciderebbe l'Assemblea sovrana. Il senatore Trentacoste dovrebbe avere il testo proposto, così come la Presidenza, quindi possiamo darlo per letto: questa è la nostra indicazione di riformulazione degli ordini giorno che, in linea di massima, sono tutti uguali, ovvero rappresentano il problema dei nostri collaboratori parlamentari. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore. PESCO, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Chiedo al senatore Trentacoste se intenda accettare la proposta di riformulazione avanzata dai senatori Questori. TRENTACOSTE (M5S) . Sì, Presidente, accetto la proposta di riformulazione, invitando caldamente i senatori Questori a che ciò possa vedere la luce in questo scorcio di fine legislatura. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G1, G2, G4, G5 e G6 non verranno posti ai voti. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G3 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo alla votazione dei documenti. CARBONE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, interverrò molto brevemente e lo farò per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI ai due provvedimenti: il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 e il bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2021. Desidero in primo luogo ringraziare sia il presidente del Senato Alberti Casellati sia il collegio dei senatori Questori per l'ottimo lavoro svolto con dedizione e senso delle istituzioni. Tengo altresì a dare conto anche del processo e della strada intrapresa già da qualche anno per la razionalizzazione delle spese del Senato, ma soprattutto della qualità delle stesse, nel rispetto del principio certamente dell'economicità, ma anche dell'efficienza. La nostra è infatti un'istituzione che ha bisogno di funzionare al meglio per le competenze che ci vengono assegnate. Questo aspetto viene in rilievo soprattutto sotto il profilo della razionalizzazione dell'attività amministrativa, al fine di raggiungere gli obiettivi che sono stati individuati in sede programmatica. Voglio sottolineare questo risultato a maggior ragione con riferimento al rapporto rispetto alla qualità della spesa. Vorrei soffermarmi in questa sede su due aspetti in particolare: un primo aspetto riguarda la significativa riduzione, come già avvenuto nel periodo precedente 2012-2019, della dotazione del Senato. La riduzione dall'inizio della scorsa legislatura è di oltre 190 milioni di euro. Questo modus operandi assume, a mio avviso, un significato importante: vuol dire che il contenimento della spesa non avviene in maniera sporadica, solo per quest'anno, ma sta assumendo carattere strutturale e sistematico. Questo aspetto non è di poco conto, posto che investe nel complesso l'intera Istituzione e riverbera i propri effetti anche al suo esterno. Strettamente correlata a questo specifico profilo, come sottolineato dal collega De Poli nella sua relazione, è la progressiva riduzione del peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica, frutto di scelte meritevoli, che sono state sviluppate in maniera costante nel corso di questi anni. Si tratta di un peso sulla finanza pubblica che si è ridotto in maniera considerevole (per più di 300 milioni di euro): questa riduzione, come già sottolineato, è, per l'appunto, il frutto di una serie di risparmi che sono stati effettuati nel periodo in questione. Il contenimento della spesa ha poi riguardato anche le indennità parlamentari e le competenze accessorie, con una diminuzione di 77 milioni di euro rispetto alla dinamica tendenziale. La percentuale della spesa per le indennità dei senatori rispetto al bilancio del Senato si è pressoché dimezzata, dal 2001 al 2021, passando dal 19 al 10 per cento. Infine, due note in merito ai fondi di riserva, l'uno obbligatorio, quello della legge n. 145 del 2018 per la riduzione dei trattamenti pensionistici superiori a determinati importi, che quindi va a costituire uno specifico fondo di risparmio, e l'altro riguardante le spese di natura previdenziale, in applicazione della riforma del 2018 per la riduzione dei vitalizi, istituito in maniera prudenziale e precauzionale in attesa che termini l' iter processuale interno agli organi di giustizia; mi sembra anche questa una scelta intelligente nella gestione finanziaria. Volendo brevemente entrare nel merito delle singole voci, mi soffermo unicamente su un aspetto. Si evidenzia come i principali scostamenti rispetto alle previsioni dell'anno 2020 siano il frutto di un aumento dello stanziamento resosi necessario per l'istituzione di nuove Commissioni d'inchiesta, per le quali, come sappiamo, le norme istitutive hanno previsto il relativo stanziamento di spesa a carico del Senato della Repubblica. Mi preme sottolineare questo importante aspetto, perché la giustificazione dello scostamento, in questo caso, risiede proprio nelle ragioni di interesse pubblico richiamate espressamente dal dettato costituzionale, all'articolo 82. Consentitemi un'ultima osservazione. Lo sblocco del turnover , che avevamo tanto auspicato lo scorso anno, si è effettivamente verificato, pur nelle difficoltà che hanno caratterizzato le procedure concorsuali in questi mesi di pandemia. Mi permetto dunque di auspicare un'accelerazione di nuove assunzioni, affinché il personale dei nostri uffici venga supportato al più presto in modo adeguato e sufficiente a garantire una lineare attività per l'esercizio delle funzioni che ci sono assegnate, quindi per dare il massimo dell'autorevolezza ai compiti che il Senato è chiamato a svolgere. Concludo il mio intervento con i ringraziamenti al presidente Casellati, al collegio dei senatori Questori. Ci tengo a ringraziare la dottoressa Serafin, che svolge il suo lavoro di Segretario generale con passione e dedizione, senza risparmiarsi mai, come anche i Vice Segretari generali del Senato. Desidero altresì ringraziare il dottor Sassoli per il suo prezioso e sempre attento contributo ai lavori dell'Assemblea. Un doveroso ringraziamento va anche ai direttori dei Servizi, ai funzionari di Commissione e soprattutto, in questo particolare periodo, al dottor Marini, che ci ha sostenuto con la sua professionalità nei difficilissimi mesi di pandemia. Un ringraziamento va anche ai Vice Presidenti che ci assistono sempre con pazienza. Infine, un grazie affettuoso a tutti i dipendenti e alle dipendenti del Senato per l'alto livello di professionalità con il quale quotidianamente ci supportano e, io dico, "ci sopportano" nelle nostre attività. (Applausi) . COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo qui come tutti gli anni per una verifica del lavoro che facciamo in Senato dal punto di vista organizzativo e funzionale. Veniamo da una riflessione che è partita lo scorso anno, quando abbiamo iniziato a fare i conti con i primi passi necessari per affrontare la pandemia, adottando quei comportamenti con i quali abbiamo cercato di continuare a dare il nostro apporto al Paese, facendo quello che dovevamo fare. Credo che ci siamo riusciti in modo molto soddisfacente, grazie all'impegno del Collegio dei senatori Questori, oltre a quello dello staff del dottor Marini, che insieme hanno provveduto a individuare le procedure che ci hanno consentito di frequentare in sicurezza il Senato. Spesso, quando parliamo della pandemia, ripetiamo la frase: «Niente sarà come prima». Mi chiedo allora come cambieranno il Senato e il nostro lavoro in Senato dopo la pandemia. Credo infatti che non dobbiamo ragionare solo in termini organizzativi, ma, dopo questa esperienza, anche per valutare la qualità del nostro lavoro. La pandemia non ci ha solamente costretto ad entrare nei luoghi chiusi con il green pass , a farci misurare la temperatura, a disinfettarci le mani e a tenere la mascherina, ma ci ha portato a vivere un periodo di impegno istituzionale molto diverso e straordinario, perché il Senato - come tutto il Paese - è stato sottoposto ad un'attività di decretazione d'urgenza da parte del Governo che ha sostanzialmente modificato i tempi di lavoro della nostra istituzione e quelli dei senatori e dei Gruppi. Non so se mi spiego: non è solamente una questione di organizzazione e di come stiamo dentro al Senato, ma anche di qualità del lavoro che qui svolgiamo. Dopo l'esperienza del Covid-19, dobbiamo guardare con criteri differenti al nostro lavoro dentro al Senato e capire quali sono le condizioni che ci consentono di fare un lavoro istituzionale, parlamentare e politico di qualità in questa Istituzione. Da una parte c'è il tema della modernizzazione, della rifunzionalizzazione e della digitalizzazione, cioè di tutti quei presidi nuovi e dei dispositivi che dobbiamo mettere in campo per affrontare le nuove sfide della partecipazione e della rappresentanza all'interno delle istituzioni; dall'altra parte, c'è da fare un ragionamento sulle condizioni che dobbiamo garantire per dare qualità al nostro lavoro. Il criterio dei risparmi forse è arrivato in fondo alla sua declinazione acritica e direi quasi dogmatica. Oggi dobbiamo misurare i costi in funzione della qualità del lavoro. Ritengo che le risorse che dovranno essere destinate ai Gruppi nella prossima legislatura non potranno essere inferiori; so che è già stato aperto un tavolo di confronto con i Questori, perché abbiamo risorse umane e competenze. Una logica di riduzione dei costi e del numero dei parlamentari non può determinare una perdita di qualità e della capacità di dare qualità al nostro lavoro. Sottolineo questi aspetti, perché il lavoro che è stato fatto in questi anni è stato importantissimo e decisivo per dare credibilità, nel tempo che abbiamo vissuto, all'Istituzione nella quale siamo. Quindi, rivolgo un grande ringraziamento per il lavoro svolto al collegio dei Questori, alla presidente Alberti Casellati, al Consiglio di Presidenza, al segretario generale Serafin, ai vice segretari Toniato e Sandomenico e a tutti i dipendenti del Senato, perché senza la loro collaborazione questo percorso, se non condiviso, difficilmente sarebbe potuto arrivare in fondo. Invece, il lavoro svolto ha consentito di mettere a valore la condivisione degli obiettivi, che insieme sono stati raggiunti. Ora però dobbiamo fare un salto di qualità: uscire dal binario del criterio della riduzione dei costi e passare su quello della qualità del lavoro che dev'essere svolto dal Senato, in condizioni anche difficili. Quest'anno abbiamo vissuto ritmati dall'uscita dei decreti-legge, avevamo tempi inferiori e spesso non abbiamo potuto sviluppare un'attività parlamentare normale, legata al bicameralismo (che vi ricordo esisterà anche nella prossima legislatura). Quindi, abbiamo funzionato, come spesso risuona in quest'Aula, con la formula del mono cameralismo alternato. Credo ci dobbiamo dare le risorse e l'organizzazione per lavorare qualitativamente in modo migliore, anche rispettando il dettato costituzionale nella dinamica del rapporto che ci deve essere tra le due Camere. Non so quanto durerà il Covid, ma spero poco. Auspico che la responsabilità che abbiamo assunto qui come parlamentari, ma che anche i cittadini italiani stanno assumendosi in questi mesi per far fronte e arginare la pandemia, continui e ci dia dei risultati definitivi e decisivi in tempi brevi. Oggi, però, stiamo vivendo una situazione che non ci dà certezze per il futuro e, quindi, probabilmente dovremo continuare ad agire a fronte di provvedimenti che ci costringeranno a tenere ritmi serrati. Credo che questi siano tutti elementi che devono far riflettere noi, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori per immaginare un futuro in cui, con numeri inferiori e con la riorganizzazione di cui si sta discutendo nella Commissione deputata, la situazione risulti affrontata in modo positivo ed efficace. Dobbiamo saper immaginare un modo di lavorare qualitativamente migliore di quello di quest'anno. Giudico positivamente il lavoro fatto e il percorso portato avanti finora, ma secondo me oggi dobbiamo cambiare i criteri e fare un ragionamento diverso. Ringrazio tutti per il lavoro compiuto e ovviamente il contributo del Gruppo Partito Democratico sarà sempre positivo, costruttivo e a disposizione per sviluppare ragionamenti di tal genere. (Applausi) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine i lavori. Abbiamo trascorso tutta la notte in Commissione bilancio. Siamo stati chiamati a votare il bilancio del Senato, ma adesso il presidente Pesco ci annuncia che in Commissione si torna a votare. Vorrei capire come possiamo sdoppiarci e votare qui in Aula il bilancio del Senato e in Commissione il bilancio dello Stato. Chiedo anche ai colleghi di maggioranza di mettere un po' di ordine, perché si sarebbe potuto anche spostare il voto del bilancio del Senato. Abbiamo deciso di interrompere il lavoro di Commissione e adesso siamo in Aula. Presidente, non è possibile sdoppiarsi. Cerchiamo di fare tutto; assecondiamo le tempistiche assolutamente senza precedenti di una maggioranza che fa votare per tutta la notte il bilancio dello Stato in Commissione, ma ci si deve consentire di votare quello del Senato senza essere assenti in Commissione. Presidente, mi affido a lei. (Applausi) . PRESIDENTE . Verifichiamo l'andamento dei lavori in Commissione bilancio per accertare se si stia votando o meno. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, nell'esprimere il nostro convinto voto favorevole come LeU-Ecosolidali, voglio ringraziare i senatori Questori e tutti coloro che nell'Amministrazione (i funzionari, gli impiegati e la Segreteria generale) si sono occupati del bilancio per il risultato raggiunto anche quest'anno. Non è mai facile tagliare i costi di un'azienda così complessa senza avere ripercussioni negative sulla vita e sulla qualità del lavoro dei dipendenti, siano essi personale amministrativo o senatori. I numeri parlano chiaro. E le giuste riflessioni del collega Collina ci impongono sempre di più, prendendo atto della necessità e dell'obbligo di convivere con questo convitato di pietra, con la pandemia, di percorrere insieme nuove strade. Prima dicevo dei numeri. Il Senato ha risparmiato più di 330 milioni di euro nelle due ultime legislature. Di questi, 194 milioni derivano dalla minore dotazione da parte dello Stato e 128 milioni da altri risparmi per il suo funzionamento. Negli ultimi quattordici anni il trend del rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa dello Stato è risultato sempre decrescente, passando dallo 0,083 per cento allo 0,045 per cento. Il contenimento della spesa riguarda, in particolare, le indennità dei senatori e le altre competenze accessorie (meno 77 milioni di euro) e il loro rapporto con il bilancio del Senato, che risulta più che dimezzato negli ultimi vent'anni. C'è poi da considerare la riduzione della spesa per il personale, che ha portato a un risparmio di oltre il 22 per cento; numeri che risultano dall'opera di costante razionalizzazione dell'attività amministrativa in un'ottica di qualità, distinguendo sempre tra oneri di funzionamento, il cui contenimento della spesa è avvenuto in maniera trasversale, e oneri di natura strettamente previdenziale, che restano pressoché invariati. Ulteriori risparmi potranno derivare, per circa 12 milioni di euro per il 2021, dalle integrazioni delle amministrazioni di Camera e Senato, che hanno consentito la nascita del polo della documentazione parlamentare e del polo informatico parlamentare, oltre al rafforzamento del polo bibliotecario. Anche quest'anno l'azzeramento dei fondi di riserva pone una conferma sul tema della trasparenza, con tutte le uscite dettagliate voce per voce, pianificate, verificate, rendicontate. Gli scostamenti rispetto alle previsioni del 2020 hanno, in realtà, riguardato spese finalizzate a rendere il lavoro parlamentare ancora più efficiente e soprattutto più approfondito. Si tratta delle spese per le attività delle Commissioni di inchiesta, che sono aumentate di numero, e del necessario adeguamento delle strutture dei sistemi informatici. A ciò si aggiunge la locazione degli spazi necessari per lo svolgimento dei concorsi previsti per il 2021. C'è ancora da fare. Pensiamo soltanto alle opportunità di risparmio e di efficientamento in chiave ecologica, che derivano dall'uso delle tecnologie. Insomma, l'augurio è che anche i futuri risparmi possano coniugarsi con gli standard qualitativi che necessariamente deve mantenere una così alta istituzione. Ecco perché, a nome della componente Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali, esprimo il nostro convinto voto a favore. Signor Presidente, approfitto dell'occasione per augurare un buon Natale a tutta l'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Ciriani, accertato che la sua richiesta non determina unanimità dall'altra parte, la Presidenza chiede alla 5 a Commissione di sospendere le votazioni. Invito i colleghi che ancora devono intervenire in dichiarazione di voto di farlo nel minor tempo possibile, in modo da far proseguire i nostri lavori anche in 5 a Commissione. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto ritengo doveroso ringraziare il Collegio dei Questori, per il lavoro rigoroso e di qualità svolto fin dall'inizio della legislatura; il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati; il Segretario Generale, dottoressa Serafin; il Vice Segretario Generale, dottor Toniato, e attraverso loro tutta l'Amministrazione, il Consiglio di Presidenza e tutto il personale, che quotidianamente operano con impegno per garantire il miglior funzionamento del sistema Senato. (Applausi) . Un dato emerge dalla relazione del questore De Poli: dal 2013 ad oggi il Senato è riuscito a realizzare economie di spesa pari complessivamente a 322,5 milioni di euro, a riprova del grande equilibrio, della razionalità e del buon senso con cui è stata amministrata la Camera alta. (Applausi) . È bene ricordare che il lavoro svolto dal Collegio dei Questori ha due grandi obiettivi: garantire il miglior funzionamento della macchina legislativa, rendendo nel contempo la nostra istituzione, il Senato, una casa di vetro trasparente per i cittadini. Come abbiamo sentito, i numeri parlano chiaro: 194,4 milioni di minore dotazione da parte dello Stato dal 2013 ad oggi, a cui si aggiungono ulteriori risparmi pari a oltre 128 milioni, di cui una stima di 12 milioni di risparmi solo con riferimento al 2021. Sono la dimostrazione di come questa macchina amministrativa venga condotta con competenza e rigore, anche in un momento che è stato e continua a essere di grande difficoltà per tutto il Paese a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19. (Applausi) . A proposito di tutela sanitaria, il nostro pensiero va al dottor Federico Marini, che ringraziamo per la costante disponibilità e la preziosa competenza. (Applausi) . Il Senato, infatti, anche nel cuore della pandemia, durante il lockdown dello scorso anno, non ha mai smesso di lavorare. I senatori Questori hanno saputo mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire - da un lato - la continuità dell'attività legislativa e - dall'altro - la sicurezza sanitaria e la tutela della salute, a cui hanno contribuito parlamentari, personale e quanti fanno funzionare quotidianamente l'istituzione rispettando le regole. Il Senato ha dimostrato di sapersi adattare alla situazione emergenziale con tempestività, scelte strategiche e con investimenti anche tecnologici. La gestione del Senato si è dimostrata virtuosa, anche nella più difficile fase emergenziale in cui è stato più complicato riuscire a contemperare il doveroso risparmio con il buon funzionamento della macchina legislativa. C'è sempre il rischio, infatti, che, perseguendo l'obiettivo del taglio dei costi, si lasci indietro la qualità del lavoro, a maggior ragione nei momenti di crisi che hanno coinvolto e stanno purtroppo ancora coinvolgendo anche la gestione della nostra istituzione. I dati che sono stati richiamati dal senatore Questore anziano evidenziano, invece, che siamo in presenza di un'azione di attento monitoraggio dei flussi di spesa, decrescente nel tempo. Vorrei ricordare che la riduzione di spesa ha riguardato tutti gli ambiti della vita amministrativa e ricordo che, dall'inizio della scorsa legislatura, solo sul fronte delle indennità parlamentari e delle competenze accessorie, la stima delle economie di spesa si attesta su un importo pari a 77 milioni di euro, un cifra significativa. Come ho già sottolineato, però, ai cittadini interessano non soltanto i risparmi, ma anche l'efficienza delle nostre istituzioni. Per questo diventa importante migliorare e rendere più performanti i processi organizzativi interni. Penso - ad esempio - ai termini del pagamento delle fatture nei confronti dei fornitori, che avviene entro trenta giorni nel rispetto delle disposizioni comunitarie. Penso al fatto che ridurre le economie di spesa vuol dire farlo con intelligenza e razionalità, non rinunciando quindi agli investimenti, con una prospettiva che sappia guardare al futuro. Per queste ragioni - come ha illustrato bene il senatore questore De Poli - noi riteniamo che sia stato importante e rilevante investire su fattori chiave come il digitale e l'innovazione tecnologica: il rinnovo delle infrastrutture informatiche ha portato a un risparmio pari a 15 milioni di euro, senza dimenticare gli aspetti fondamentali come le politiche green - lo abbiamo sentito - l'attenzione all'ambiente, il contrasto alle barriere architettoniche; quindi tutti gli interventi realizzati per consentire l'accesso non solo a Palazzo Madama, ma anche agli altri, a tutti. Da ultimo, ma certamente non per importanza, va ricordata l'attenzione alle politiche per le pari opportunità e per il mondo della cultura, che ha visto la nostra istituzione aprirsi ad eventi e incontri mensili promossi dal nostro presidente Alberti Casellati. Nel prossimo futuro ci aspettano dei cambiamenti radicali, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari e, di conseguenza, del numero delle Commissioni e delle competenze del Regolamento. Si andrà verso una nuova disposizione per il Gruppo Misto, con una maggiore corrispondenza tra liste di eletti e Gruppi parlamentari. E di tutto ciò il bilancio interno del Senato dovrà tener conto, affinché al risparmio continuino a corrispondere l'efficienza e l'efficacia dell'azione legislativa, nonché di rappresentanza e di collegamento ancor più dinamico tra le due Camere. È un percorso impegnativo in cui sono già coinvolti i nostri Questori in quest'ultima parte di legislatura. Li ringraziamo ancora per il lavoro svolto e per quanto continueranno a fare in questo passaggio molto delicato e complesso. Questore anziano De Poli, questore Bottici, questore Arrigoni, grazie per il lavoro e la disponibilità nel risolvere i piccoli e grandi problemi della vita di tutti noi nell'istituzione. (Applausi) . Il Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC voterà convintamente a favore del rendiconto 2020 e del progetto di bilancio interno del Senato 2021. (Applausi) . BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Rivolgo nuovamente il mio appello alla sintesi perché, finché non votiamo, la Commissione bilancio non può riunirsi e procedere con l'esame del bilancio di previsione dello Stato. BORGHESI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo. Siamo consapevoli che anche per il 2021, come per lo scorso anno, l'attività del Senato è stata caratterizzata e influenzata dall'emergenza sanitaria Covid-19, che ha portato a modificare l'organizzazione dei lavori, ad accelerare sull'innovazione e sulla digitalizzazione e a spostare molte attenzioni ed energie dalle attività ordinarie verso quelle straordinarie e impreviste. Ricordo l'introduzione dell'obbligo del green pass per accedere alle sedi del Senato a partire dallo scorso 15 ottobre e del super green pass a partire dal 6 dicembre, per la partecipazione a iniziative istituzionali e culturali, convegni e conferenze stampa. Certamente apprezziamo i numeri positivi contenuti nei documenti del bilancio. Per il funzionamento del Senato, dal 2013 a quest'anno, si sono spesi meno 322,5 milioni. La spesa effettiva di questo ramo del Parlamento è in continua diminuzione sul totale della spesa statale, arrivando allo 0,045 per cento (dato che si evince dal rendiconto 2020). Vi è un progressivo contenimento della spesa per l'indennità parlamentare di noi senatori che, rispetto al bilancio dell'istituzione a cui abbiamo l'onore di appartenere, è passata dal 19 per cento del 2001 al 10 per cento del 2021, pressoché dimezzandosi. È apprezzabile anche il fatto che il dover affrontare l'emergenza Covid non ha determinato alcun sforamento delle voci di spesa del bilancio, il che - soprattutto in questi due difficili anni trascorsi - è un segnale positivo e doveroso verso il sistema economico del nostro Paese in difficoltà, ma con gran voglia di ripartire nonostante le insidie del caro energia. Certo, giungere alla fine dell'anno, al termine dell'esercizio, a votare nell'Aula del Senato il bilancio di previsione 2021 è eccessivo, anche se so che il Collegio dei Questori lo aveva licenziato da tempo. Confido che il prossimo anno - per il quale tutti auspichiamo che i problemi e le conseguenze del Covid-19 per il nostro Paese si possano davvero attenuare - si possa procedere all'approvazione del bilancio preventivo nei primi mesi. Dobbiamo farlo per una questione di serietà dell'istituzione che rappresentiamo, visto che amministriamo soldi pubblici e soprattutto per il rispetto che dobbiamo ai cittadini. Concludo annunciando il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, non prima però di ringraziare il Collegio dei Questori e soprattutto il personale dell'amministrazione del Senato, a partire dal Segretario generale, dottoressa Elisabetta Serafin; i due Vice Segretari generali, dottor Toniato e dottor Sandomenico; i responsabili di Servizio e tutto il personale. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al dottor Marini che, insieme ai questori De Poli, Arrigoni e Bottici, dall'inizio dell'emergenza Covid, ha messo in atto molte misure per contrastare il virus , garantendo - da un lato - la sicurezza sanitaria per prevenire e controllare il contagio di noi senatori e del Presidente del Senato e - dall'altro - la continuità legislativa del Senato. (Applausi) . FENU (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, ciò che ci accingiamo a votare è un progetto di bilancio interno che - come emerso dalla relazione dei senatori Questori - si pone in linea con il processo di razionalizzazione della spesa di questa istituzione, ormai in corso da diversi anni e volto a renderla più efficiente e meno costosa; una razionalizzazione della spesa che, per il secondo anno consecutivo, ha dovuto tenere conto della situazione pandemica e delle conseguenti regole di condotta e svolgimento dei lavori, tanto per l'Assemblea quanto per le Commissioni. In quest'ottica, l'incremento di spesa per i cosiddetti servizi informatici, necessari per rendere più sicure le nostre infrastrutture e di conseguenza il nostro lavoro, rientra appieno nella mission di rendere questa istituzione più efficiente, oltre che più moderna. Aver garantito il giusto compromesso tra attività in presenza e in remoto ha permesso di non perdere il contatto, indispensabile e insostituibile, con il Paese reale, permettendoci di continuare ad audire associazioni, comitati e rappresentanze, assumendo così decisioni con maggior consapevolezza. Per quanto appena esposto, vorrei ringraziare tutto il personale del Senato, oltre che il Collegio dei senatori Questori, per l'incessante lavoro svolto per l'organizzazione delle nostre attività e il loro svolgimento in sicurezza. Un personale ringraziamento vorrei rivolgere al dottor Marini, che in questi anni, ma soprattutto nell'ultimo anno, ha mostrato grande disponibilità e sensibilità nei confronti di tutti, indistintamente. (Applausi) . Guardando nell'immediato futuro, sono tante le sfide in ambito organizzativo e regolamentare che dobbiamo continuare ad affrontare. Con il termine di questa legislatura, ordinario o anticipato che sia, il nuovo Senato sarà composto da un numero inferiore di membri, ma resteranno invariate le richieste di sviluppo, crescita e risoluzione dei problemi che arriveranno dal Paese e che sono alla base del nostro lavoro quotidiano. Un numero inferiore di senatori, quindi, dovrà sopportare un carico di lavoro pari o maggiore a quello che oggi condividiamo tutti. In quest'ottica, il 2022 è l'ultimo anno utile in cui possiamo intervenire, tanto in ambito regolamentare, quanto di bilancio, per garantire ai futuri senatori uffici e assistenti parlamentari in grado di affrontare con successo la delicatissima sfida. Concludo, signor Presidente, dichiarando il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle e ringraziando ancora una volta l'intero personale del Senato per il lavoro che svolge ogni giorno. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio per il momento in cui mi dà la parola. Anche Fratelli d'Italia apprezza l'andamento di questi anni di riduzione della spesa del Senato. Ricordo che, se la dinamica della spesa generale dello Stato avesse seguito quella del Senato, adesso avremmo problemi di sovrabbondanza e di sapere dove allocare i soldi in più che abbiamo risparmiato, anziché aumentare il debito pubblico. Sappiamo che le dinamiche sono molto diverse - per carità - ma sicuramente il Senato ha dato il buon esempio, in particolare negli ultimi due anni, in cui l'emergenza da Covid-19 ha richiesto un ulteriore sforzo, senza che ciò incidesse negativamente sul saldo del bilancio. Ciò che più conta, nonostante l'emergenza, è che il Senato abbia potuto continuare a lavorare. Ricordiamo sempre che, nonostante qualcuno avesse scritto diversamente, il Senato è una delle istituzioni che ha continuato a lavorare anche nel periodo di più forti chiusure, quando la maggior parte delle altre attività era ferma, come era giusto che facesse, proprio perché c'era un'emergenza. Questo però ha richiesto un particolare sforzo e deve essere rivendicato con orgoglio, sapendo di aver fatto il nostro dovere. Tutto questo è stato possibile grazie, naturalmente, al grandissimo lavoro del personale del Senato, per cui un ringraziamento va al tutto il personale, in particolare al Segretario generale, dottoressa Serafin, e ai vice segretari generali Toniato e Sandomenico. Naturalmente un ringraziamento va ai senatori questori De Poli, Bottici, Arrigoni - li cito in ordine di anzianità -, alla Presidenza del Senato, qui rappresentata dal vice presidente Calderoli, e al Consiglio di Presidenza. Credo che l'importante in tutto questo sia che il Senato possa fare il proprio lavoro, importantissimo e fondamentale, affidatogli dalla Costituzione, con sobrietà ma con efficienza. Questo è il nostro primo compito e su questo ci concentriamo. E, grazie al supporto che ci danno le strutture, possiamo portarlo avanti con efficacia. Rivolgo per ultimo un ringraziamento al dottor Federico Marini, medico anziano del Senato, che, seppure particolarmente sotto pressione nel periodo di pandemia, è sempre stato una grande risorsa per questa istituzione. (Applausi) . Pertanto, Fratelli d'Italia voterà ovviamente in modo favorevole sul rendiconto e sul progetto di bilancio interno. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 ( Doc . VIII, n. 7). (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2021 ( Doc. VIII , n. 8). (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, non sono riuscito a votare. PRESIDENTE . Indicheremo nel Resoconto che aveva intenzione di esprimere un voto favorevole, come annunciato anche dal senatore Malan. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Chiedo al senatore Pesco, presidente della Commissione bilancio, di riferire sull'andamento dei lavori in merito al disegno di legge n. 2448. PESCO (M5S) . Signor Presidente, a breve concluderemo i lavori in Commissione. Quindi, nel pomeriggio dovremmo essere pronti per iniziare la discussione generale. Chiedo conferma ai relatori. Penso che le ore 15,30 siano un orario consono. PRESIDENTE . Se non vi sono osservazioni, sospendo la seduta fino alle ore 15,30. (La seduta, sospesa alle ore 10,52, è ripresa alle ore 16,02) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Discussione del disegno di legge: Doc 2448 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2448. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei fare una proposta all'Assemblea. Ovviamente tutti sanno che si è conclusa - per fortuna - la maratona in Commissione bilancio e che quindi ci apprestiamo ad iniziare la discussione generale con i relatori. La mia proposta prevedrebbe - sempre che questo sia possibile e naturalmente che ci sia l'accordo di tutti i Capigruppo - di proseguire oggi la discussione generale, ma di non chiuderla, perché molti vorrebbero intervenire, ma, avendo fatto la maratona, magari vorrebbero farlo in maniera un po' più lucida. Chiedo quindi di dare questa possibilità, ossia che la discussione generale vada avanti e poi, a un certo punto, che la si possa interrompere, per farla proseguire nella giornata di domani. Qualora nel frattempo la Commissione dovesse concludere l'esame del decreto-legge n. 152 del 2021 (sul PNRR) e portarlo all'esame dell'Assemblea, in attesa del maxiemendamento alla manovra, che probabilmente arriverà nella giornata di giovedì, propongo di esaminarlo prima della manovra stessa. Questo ci consentirebbe di guadagnare tempo, di non avere quei lunghi tempi di attesa che di solito si verificano quando si aspetta il maxiemendamento (questo lo dico per esperienza personale), in modo tale da finire di esaminare i provvedimenti importanti che sono in questo momento all'esame del Senato. Naturalmente ciò ha bisogno di due opzioni (anzi, quantomeno di due autorizzazioni): in primo luogo, che si possa iniziare la discussione generale per poi interromperla e passare ad un altro argomento, che sarebbe l'esame del decreto-legge n. 152 del 2021; in secondo luogo, occorre chiaramente che tutti i Capigruppo siano d'accordo. Lascio questo intervento agli atti. Dopodiché, i Capigruppo interloquiranno con la Presidenza per capire come procedere e se questa proposta può essere interessante, così da arrivare a delle conclusioni. (Applausi) . PRESIDENTE . Presidente Romeo, mi sembra molto ragionevole la sua prospettazione, fermo restando che bisogna capire se, al contrario, concludere tutta la discussione generale per poi andare a domani. In ogni caso, non essendo adesso presenti in Aula tutti i Presidenti di Gruppo, inizierei la discussione generale, chiedendo loro di svolgere una consultazione per le vie brevi che coinvolga tutti i Gruppi e, soprattutto, quello di opposizione. RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, ho ascoltato la proposta del collega Romeo e adesso lei ha aggiunto alcuni elementi. Indubbiamente è necessario un passaggio, se non nella Conferenza dei Capigruppo, comunque tra i Presidenti dei Gruppi. Voglio anticipare - lo dico con calma, ma anche con fermezza - che il Gruppo Fratelli d'Italia non condivide la proposta fatta. Condividiamo infatti la proposta di una discussione generale partecipata e ragionata sul disegno di legge di bilancio (quindi tra oggi e domani) per portare dei contributi, ma non - invece - quella di riempire nel frattempo il vuoto esaminando il decreto sul PNRR. Non voglio aprire una ferita polemica su come siamo giunti fin qui e quindi non dirò nulla, tuttavia riteniamo che il PNRR meriti attenzione e non fretta, con tempi di discussione e confronto adeguati. Nell'economia del tempo disponibile, visto il percorso accidentato, noto a tutti, che ci ha portato fin qui, crediamo quindi che il tema sia meritevole di essere affrontato dopo Natale. Questa è la nostra posizione che poi, nelle sedi deputate, ribadiremo. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, ferma restando la posizione espressa dalla senatrice Rauti, darei il tempo a tutti i Gruppi di fare una consultazione per le vie brevi, per poi, al momento opportuno, riprendere la discussione. Nel frattempo, procediamo con i nostri lavori. I relatori, senatori Pesco, Rivolta ed Errani hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. (Commenti). Non mi è sfuggita l'assenza del rappresentante del Governo in Aula, ma preferiamo iniziare sapendo che, avendolo già sollecitato, è in arrivo. Dico questo anche per dare conto del lavoro molto faticoso svolto in Commissione da tutti i senatori. Qualora il rappresentante del Governo non arrivi tempestivamente, come è stato sollecitato a fare, interromperemo i lavori. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto devo dire di essere molto soddisfatto per il buon lavoro svolto in Commissione insieme ai colleghi, concluso pochi minuti fa. Grazie all'aiuto di tutti, a partire dagli Uffici, siamo riusciti a concludere il lavoro in un tempo sufficientemente breve per rispettare gli impegni imposti dalla contabilità pubblica. Siamo quindi ora in Aula per discutere il disegno di legge di bilancio e consentitemi nuovamente di ringraziare veramente tutti, a partire dai colleghi e dagli Uffici. Sono molto felice per l'esperienza che ho maturato insieme ai colleghi relatori, che è stata veramente innovativa. Ogni volta si impara qualcosa e ne farò tesoro per il resto della mia esperienza professionale qui in Senato. Venendo al merito del disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022, vi annoio con alcuni numeri. Il disegno di legge è suddiviso, come sappiamo bene, secondo quanto prescritto dalla legge di contabilità e finanza pubblica, in due sezioni: la prima dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario e provvede alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente, al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi. Essa contiene, per ciascun anno del triennio di riferimento, le misure quantitative necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, definiti a livello macroeconomico dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NADEF), ossia il recinto entro il quale dobbiamo stare. La seconda sezione evidenzia, per ciascun programma, gli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni contenute nella prima sezione, il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative. Queste ultime includono anche i finanziamenti, i rifinanziamenti e la riprogrammazione di entrate e di spese. La manovra di finanza pubblica per il triennio 2022-2024, disposta con il disegno di legge di bilancio, si compone delle modifiche e delle innovazioni normative della prima sezione del disegno di legge di bilancio e dei finanziamenti, dei rifinanziamenti e delle riprogrammazioni contenuti nella seconda sezione. La manovra include, inoltre, gli effetti derivanti dal decreto-legge n. 146 del 2021, il cosiddetto decreto-legge fiscale. Il disegno di legge di bilancio è coerente con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella NADEF 2021 e approvati dalle Camere con apposite risoluzioni parlamentari. La Nota fissa un livello programmatico di indebitamento netto in rapporto al PIL pari al 5,6 per cento nel 2022, al 3,9 nel 2023 e al 3,3 nel 2024; è quindi un po' più alto nel 2022 e progressivamente scende fino al 3,3, riportandoci ai valori pre-crisi. Il corrispondente livello del saldo netto da finanziare programmatico di competenza del bilancio dello Stato potrà aumentare fino a 203 miliardi di euro nel 2022, a 180,5 miliardi nel 2023 e a 116,8 miliardi nel 2024. Il saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 280 miliardi nel 2022, a 245,5 miliardi nel 2023 e a 174 miliardi nel 2024. Soprassiedo alla parte relativa alle competenze. Per effetto delle disposizioni adottate, è atteso un incremento delle entrate per un importo di circa 2,2 miliardi di euro nel 2022, di circa 0,5 nel 2023 e una riduzione di circa 2 miliardi di euro nel 2024. Le spese - e questo è un dato sostanziale della manovra di bilancio - aumentano di circa 47,8 miliardi di euro nel 2022, di 53 miliardi nel 2023 e di 38,1 miliardi nel 2024. Le spese finali di competenza del 2022 ammontano a circa 829,9 miliardi di euro. Le spese correnti sono pari a 605,6 miliardi, mentre quelle in conto capitale sono pari a 147,9 miliardi. Nel complesso, le misure recate nel disegno di legge di bilancio sono riconducibili ai seguenti settori di intervento: riduzione della pressione fiscale e contributiva, crescita degli investimenti per lavoro e famiglia, riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, sanità, scuola e molti altri. Io mi soffermo soprattutto sui primi due, ovvero sulla riduzione della pressione fiscale e sulla crescita degli investimenti. L'articolo 2 è molto interessante perché reca i famosi 8 miliardi di euro utili a ridurre il carico fiscale. Sono state, poi, definite, grazie a proposte dal Governo approvate in Commissione, le innovazioni sulle aliquote fiscali per il prelievo, che hanno ridotto il peso fiscale per gran parte dei cittadini italiani; si tratta della famosa riduzione delle aliquote, cui poi si è aggiunta una riduzione del carico contributivo per molti cittadini nelle fasce di reddito più basse. L'articolo 3 posticipa al 1° gennaio 2023 la decorrenza dell'efficacia della cosiddetta plastic tax e della cosiddetta sugar tax , istituite dalla legge di bilancio 2020. L'articolo 4 riduce l'IVA sui prodotti igienici femminili. L'articolo 5 modifica la governance sul fronte delle entrate in riscossione: è molto importante per riuscire a migliorare il rapporto tra i cittadini e chi gestisce la riscossione. L'articolo 6 è molto importante perché riporta l'esenzione dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria per i certificati anagrafici rilasciati in modalità online . L'articolo 9 proroga la misura del superbonus. Quando il disegno di legge di bilancio è stato approvato in Consiglio dei ministri alcuni, tra cui molti di noi, sono rimasti perplessi perché il superbonus veniva un po' depotenziato, ma grazie all'intervento che siamo riusciti a fare in Commissione lo abbiamo riportato a livelli adeguati, soprattutto per ciò che riguarda la durata. È stato esteso, per tutto il 2023, anche alle case unifamiliari, è stato tolto il tetto dell'ISEE, è stato tolto il vincolo della prima casa per le case unifamiliari, è stato tolto il vincolo della CILA, che doveva essere presentata nell'anno scorso. Insomma, siamo riusciti ad apportare tantissime innovazioni, che consentiranno a molti cittadini che hanno una casa unifamiliare di fare i lavori. L'unico vincolo un po' stringente - dobbiamo ricordarlo - è quello di riuscire a fare almeno il 30 per cento dei lavori entro giugno 2022. Sappiamo che le aziende sono già piene di lavoro e che ci sono pochi ponteggi; però diciamo che, se una persona è in gamba e si affida a tecnici competenti, probabilmente riuscirà a iniziare i lavori e a efficientare la propria casa dal punto di vista energetico attraverso il superbonus 110 per cento. L'obiettivo finale di questa misura è riuscire effettivamente a inquinare meno, bruciando meno combustibile per riscaldare la propria casa; è un obiettivo compatibile con tutti gli obiettivi internazionali ed europei di riduzione delle emissioni gassose in atmosfera per contrastare il cambiamento climatico. Questa è una cosa molto importante. Passiamo all'articolo 10, che disciplina il credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo; esso è molto importante per la transizione ecologica, per l'innovazione tecnologica 4.0 e per altre attività innovative. L'articolo 11, molto importante anche questo, reca l'autorizzazione di spesa inerente alla concessione di contributi statali riconosciuti in base alla misura agevolativa denominata Nuova Sabatini, importantissima per chi ha un'azienda, perché permette di innovarsi scaricando un po' degli oneri di finanziamento sul pubblico, nel senso che viene pagata una parte degli interessi per i finanziamenti, che è una cosa molto importante. L'articolo 12, molto importante anche questo, prevede i seguenti interventi: la dotazione di un fondo rotativo a favore delle imprese italiane che operano sui mercati esteri, mentre la dotazione del fondo per la promozione integrata è incrementata di 150 milioni di euro. Questo è molto importante, perché le nostre aziende hanno bisogno soprattutto di strutturarsi, per presentarsi meglio sui mercati esteri e per offrire i loro prodotti e i loro servizi in modo adeguato, soprattutto per quanto riguarda la concorrenza con le aziende estere. Mi fermerei qui. Ho fatto un piccolo excursus sulle misure economiche e finanziarie a vantaggio delle famiglie, per quanto riguarda l'ecobonus, e delle imprese. C'è molto altro nel disegno di legge di bilancio. Siamo in tre, quindi ognuno di noi parlerà un po' di misure diverse. Siamo qui per ascoltare ciò che avrete da proporre e soprattutto ciò che siete riusciti a proporre e a far approvare in Commissione. Di nuovo grazie a tutti e mi fermo qui. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di proseguire con gli interventi degli altri relatori, do notizia all'Assemblea che domani, alle ore 9,30, è convocata la Conferenza dei Capigruppo per decidere sul prosieguo dei lavori, fermo restando che, sulla proposta se concludere la discussione generale nella serata avanzata o se invece proseguire domani mattina, sono sempre in attesa che i Capigruppo si sentano e ci facciano pervenire una proposta condivisa. Sul prosieguo dei lavori la Presidenza fa sapere che è convocata una Conferenza dei Capigruppo domani. Ora, avevo dato la parola ai relatori, perché era imminente l'arrivo del rappresentante del Governo e quindi avevo privilegiato il prosieguo dei lavori. Siccome siamo ancora in attesa del Governo, sospendo la seduta per alcuni minuti, in modo da consentire al rappresentante del Governo di essere presente. Le chiedo scusa, senatrice Rivolta, ma non ho voluto ovviamente interrompere il presidente Pesco. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 16,19, è ripresa alle ore 16,32) . Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Rivolta. RIVOLTA, relatrice . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, ci presentiamo, come magari non tutti sanno, un po' "sgualciti", perché, forse più che in altri anni, la sessione di bilancio è stata frenetica, dati i tempi dei lavori che la Camera e il Senato si sono trovati ad affrontare. Quindi, la contemporaneità del decreto-legge concernente l'attuazione del PNRR alla Camera e la partenza della manovra di bilancio qui da noi ha creato un ingorgo al MEF. Questo ha rallentato in parte i normali ritmi. Devo dire comunque che, insieme ai colleghi relatori, il presidente Pesco e l'esperto senatore Errani, abbiamo cercato di organizzare un lavoro ordinato che, proprio per la composizione della maggioranza di quest'Assemblea, ha visto un contatto continuo con tutti i Gruppi proprio per cercare di addivenire a risultati comuni su temi importanti. Quello delle bollette energetiche è stato il tema importante; tutto l'aspetto del superbonus 110 per cento è stato un altro elemento molto importante; il terremoto in qualunque legge di bilancio rimane sempre un nodo da sciogliere, un argomento sul quale lavorare parecchio, ma anche aspetti legati alla salute della persona, alla violenza, alle necessità che questa pandemia ha messo in evidenza: la sofferenza delle persone, degli adulti ma anche dei più piccoli e dei ragazzi, con tutte le varie sfaccettature che vediamo nella realtà, con la debolezza e la fragilità di tantissime persone. Questi sono alcuni fra i temi più importanti che abbiamo trattato, cui si è aggiunto anche quello del lavoro. Ci sono stati tavoli continui, a volte anche un po' estenuanti, perché essere in riunione per giornate intere è abbastanza faticoso; questo ci ha però consentito di arrivare a interloquire con il Governo con molta determinazione. La cosa più importante era l'aiuto alle famiglie per le bollette energetiche, soprattutto alle famiglie più deboli e devo dire che il Premier e il Governo tutto hanno dimostrato attenzione. Talvolta si dice che non è mai abbastanza, perché purtroppo i costi sono sempre altissimi, però è stata chiara la scelta di aiutare le famiglie, soprattutto quelle più deboli, a non soccombere travolte dal peso dei costi fissi di casa. Ci siamo occupati anche di un altro aspetto con i colleghi dei vari Gruppi, su cui ci siamo raccolti e siamo riusciti a fare sintesi, cioè quello relativo a TOSAP e COSAP, dando la possibilità, soprattutto ai commercianti e a tutti coloro che utilizzano spazi esterni, di essere aiutati perché, anche se difesi dai vaccini e anche se molto più esperti di comportamenti corretti (l'igiene, il distanziamento, la mascherina), le modalità di vita sono cambiate e abbiamo imparato a vivere la socialità all'esterno anche d'inverno. Gli esercenti devono quindi essere aiutati, così come devono essere aiutati i Comuni. Si è scelto dunque di coprire la Tosap per almeno tre mesi: poi c'è chi dice che al Sud c'è una temperatura e al Nord è molto più difficile, però questa è stata una scelta che abbiamo fatto praticamente all'unanimità. Come dicevo, tanta attenzione è stata riservata alle persone e alle famiglie. Bello leggere dei giovani: ci sarebbe piaciuto avere molte più risorse per poter aiutare a nostra volta in modo significativo anche i giovani, aumentando la detrazione o elevando l'età rispetto agli affitti e alla ricerca di autonomia, però è stato davvero difficile intervenire con dei fondi comunque limitati, ma soprattutto limitati dalle scelte comuni che erano state fatte. In ogni caso, siamo andati avanti e abbiamo lavorato in questo modo. Secondo me è importante vedere come nasce un'idea di famiglia e come sia chiaro a tutti che si debba cercare di aiutare le persone ad essere famiglia, ad aiutarsi, a creare delle realtà di sicurezza e di crescita comune. In questa direzione va la previsione, contenuta nel disegno di legge di bilancio, degli aiuti per la fascia di età da zero a sei anni, con la costruzione di asili nido anche nelle zone in cui vi è una densità abitativa molto più bassa. C'è stata inoltre un'attenzione particolare da parte del Governo, che però è stata confermata anche dalle scelte emendative dei senatori, nel puntare ad aiutare le persone fragili e disabili, perché siano sempre più coinvolte e possano vivere in un contesto maggiormente inclusivo. Ad esempio, sono stati dati fondi ai Comuni per coprire i costi del trasporto scolastico per i disabili, ma è stata data anche un'attenzione particolare, nell'idea di turismo, all'accessibilità delle località turistiche da parte dei disabili. Questo ha una duplice valenza: è una platea particolare, ma è una platea che merita di vivere dei momenti felici in posti belli, magari anche facendo sport. Questo vuol dire cercare un modo migliore di vivere, di stare insieme ed è importante che tutti ce ne rendiamo conto. Come dice il ministro Garavaglia - che cito sempre - il turismo è la nostra industria maggiore. Non dobbiamo fare tantissimo, perché abbiamo già come base un Paese straordinariamente diverso e bello, ma dobbiamo imparare a farlo conoscere, farlo desiderare e renderlo facilmente usufruibile in tutti i sensi, nonostante le difficoltà orografiche, di strade e di città costruite male. Bisogna focalizzarsi sul miglioramento del patrimonio che abbiamo e la misurabilità è data proprio da quanto si voglia coinvolgere i disabili. È stata data molta attenzione, anche da parte dei colleghi, a molte associazioni e al mondo della disabilità, perché è giusto così, ma è stata data anche attenzione al mondo del lavoro. Siamo riusciti infatti, con l'Ape social a trentadue anni, a pensare a quei lavoratori che, facendo un lavoro molto usurante, hanno bisogno di terminare la fase lavorativa e vivere un meritato periodo di riposo e di attività più salubre. Tutte queste previsioni sono molto importanti, ma l'altra parte significativa era la casa e il superbonus per permettere di migliorare le condizioni di molte abitazioni da un punto di vista energetico, ma anche da un punto di vista più generale. Si è fatto ancora di più e lo abbiamo consentito noi con tutte le nostre proposte: abbiamo introdotto nelle categorie del superbonus anche le RSA e le ONLUS. È quindi una norma assolutamente importante. Un'attenzione grandissima è stata data anche a una realtà che purtroppo è in grandissima crescita: mi riferisco al fenomeno dell'autismo. Penso che tutti i Gruppi, negli ultimi grandi provvedimenti, abbiano dedicato attenzione a questo tema: è stato fatto anche questa volta, perché riuscire a coinvolgere queste persone, renderle più autonome possibili, vuol dire permetter loro di pensare ad un progetto di vita più sereno, avere un progetto lavorativo e di famiglia. Ciò vuol dire che la nostra comunità progredisce, ma non dobbiamo dimenticarci, purtroppo, dei 3 milioni di poveri che ci sono in Italia. È incredibilmente straziante pensare che ci siano così tanti bambini sotto i sei anni che vivono nella povertà. Saremo più civili quando riusciremo a migliorare la vita anche di queste fasce così deboli e troppo spesso misere non soltanto per mancanza di beni e di denari ma anche di valori che sono in una situazione di grande fragilità. Abbiamo affrontato tanti di questi aspetti e penso abbiamo fatto un bel lavoro insieme. Sarò felice di ascoltare, insieme ai colleghi relatori, i contributi che i nostri colleghi e le nostre colleghe vorranno darci. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Errani. ERRANI, relatore . Signor Presidente, colleghe e colleghi, vorrei partire con un dato di verità: è stato un lavoro molto difficile per tante ragioni, a cominciare dal fatto che il disegno di legge di bilancio è arrivato con oltre un mese di ritardo, per la scelta del Governo di mettere emendamenti pesanti dentro la legge di bilancio e perché la maggioranza si avvicina sempre di più alla scadenza presidenziale. Sono tutti elementi che ci hanno messi di fronte a un quadro forse più impegnativo del solito. Siamo riusciti a realizzare un obiettivo, certamente non senza limiti o difficoltà. Abbiamo cercato di impostare il nostro lavoro sulla correttezza e sul dialogo, che si è sviluppato tra i relatori, il Governo e i diversi Gruppi, compresi i Gruppi della opposizione, che per la loro disponibilità a costruire questo dialogo credo sia giusto ringraziare. Abbiamo cercato di migliorare una manovra già espansiva. Il presidente Pesco ha spiegato i dati più ampi di macroeconomia: il disegno di legge di bilancio si colloca in una fase delicata di crescita che - non dovremo mai dimenticare - è inaspettata anche per noi e non solo per gli analisti, che spesso non fanno previsioni corrette. Anche per noi, comunque, è stata una notizia abbastanza inaspettata. La ripresa, comunque, fa i conti ancora con una pandemia e, a mio parere, con un progressivo disagio sociale e psicologico di cui non sempre riusciamo a cogliere la profondità. Non di rado siamo autoreferenziali e pensiamo che la bandierina su questa o quella questione possa rappresentare parte di una risposta al Paese. Io credo, invece, che siamo di fronte alla necessità di fare un salto di qualità nella capacità - e in questo il PNRR è importantissimo - non semplicemente di fare le opere, non semplicemente di investire le straordinarie risorse contenute nel PNRR, ma di definire un profilo nuovo di questo Paese. Noi siamo di fronte a cambiamenti inediti, che mutano l'antropologia di questo Paese. Il Covid-19, per me, ha certamente cambiato l'antropologia di questo Paese e dobbiamo fare i conti con sfide inedite per ampiezza e profondità, come la transizione ecologica, la crisi climatica, la rivoluzione tecnologica che produce sempre nuove forme di analfabetismo, di separazione e di frantumazione della società. Su questi spunti di riflessione, non di analisi, se ci domandiamo che risposte dia il disegno di legge di bilancio, io credo che due scelte le abbia fatte: prima nella proposta del Governo, ma poi, con modestia e sensibilità possiamo sottolinearlo, anche grazie al lavoro che abbiamo svolto in Commissione, scegliendo alcuni temi. La prima scelta è quella di continuare a pensare che il superbonus non sia semplicemente un intervento per aiutare le famiglie, per le ristrutturazioni e per la riqualificazione energetica, ma sia uno strumento per interpretare quella sfida. Per questo abbiamo fatto alcune scelte importanti, come, ad esempio, la scelta irrinunciabile del fotovoltaico, senza perdere di vista che le ONLUS o le RSA avevano diritto a entrare in questo processo. La scelta più significativa che, per quel che riguardava la disponibilità del Parlamento, abbiamo realizzato è stata quella di dire che la transizione ecologica non è una scelta reversibile e che, anzi, dobbiamo costruire molto di più perché essa non sia reversibile. Abbiamo inoltre fatto scelte importanti sul sociale, perché non esiste transizione ecologica senza rivoluzione industriale, nel senso dell'industria che diventa protagonista di una nuova impresa: ne parliamo poco, troppo poco. Parliamo troppo di incentivi e troppo poco del nuovo progetto industriale di questo Paese. Forse questo è un limite di questo disegno di legge di bilancio, che o si incrocia con le strategie del PNRR, che guardano e vanno in questa direzione, o su questo avrebbe un respiro troppo corto. Il Governo ha fatto anche i conti con il problema fiscale. Noi, su questo, non siamo intervenuti sostanzialmente. A tale proposito voglio esprimere una opinione strettamente personale che non riguarda in nessun modo gli altri relatori, che ringrazio per il lavoro importantissimo che hanno svolto. Devo dire che l'intervento è significativo, è di 8 miliardi; il cosiddetto mini maxiemendamento parla complessivamente di 12 miliardi, ma ci vuole molto più coraggio per interpretare la riforma fiscale in questo Paese. Rimaniamo un Paese che paga un prezzo alto, Banca d'Italia parla di 109 miliardi di evasione fiscale, ma è difficile trovare un evasore, non perché non lo si trovi, ma perché nessuno pensa di esserlo: la stragrande maggioranza pensa di essere vessato dalle tasse. A mio parere a questo proposito c'è un problema culturale assai significativo. Lo so che questa discussione è difficile, ma in fondo la politica è anche destinata a tracciare un futuro, a dare un indirizzo al Paese, a spiegare perché non siamo sempre dalla stessa parte, perché c'è una parte e perché ce n'è un'altra, in relazione alla strategia, alla visione, a dove si vuole portare questo Paese e i suoi cittadini, né sopra, né contro di loro, ma neanche alla ricerca di un consenso effimero, giocato sul solleticare tutte le forme di egoismo. Su questo bisogna dunque riflettere, perché le disuguaglianze in questo Paese crescono e non calano. Mi chiedo allora come interpretiamo in forme moderne la redistribuzione, dentro a una inedita dinamica di accumulazione delle ricchezze. Io credo che nemmeno in epoche lontane l'accumulazione di ricchezza fosse così significativa come oggi, ma questi temi fanno parte anche della dialettica politica. In tutto questo, con posizioni diverse, siamo riusciti a costruire una sintesi e questa è la cosa di cui sono più soddisfatto. Si tratta di una sintesi in cui ognuno ha pagato dei prezzi. In fondo la politica è la capacità di capire anche fin dove ti puoi spingere e a che cosa sei disponibile a rinunciare. Io credo che questa sia la sintesi politica. Se non sai chi sei e se non sai dove vuoi andare, è difficile fare una mediazione, anche la più banale. Noi, con un dibattito a tratti aspro - non voglio fare una descrizione geografica della nostra discussione - e non privo di polemiche, tuttavia questa sintesi siamo riusciti a farla e la mettiamo a disposizione dell'Assemblea, dei Gruppi o meglio dei cittadini, perché in fondo - e mi avvio alla conclusione - ancora una volta questa è l'unica lettura del disegno di legge di bilancio. Non voglio rinunciare ad affrontare questo problema. C'è qualcosa che non va, c'è qualcosa che via via, diventando patologico, propone un problema significativo di funzione non solo dell'Assemblea, non solo dei Gruppi, non solo del Senato e della Camera, ma della politica e non perché c'è Draghi, un tecnico, come Presidente del Consiglio. No, ciò è avvenuto perché non riusciamo a sviluppare come dovremmo. Comincia a essere un problema confrontarsi e rapportarsi sulla dialettica tra tempi, tempo e possibilità di incidere, anzi di dire la propria. Questo è un grande problema. Non si può, l'ultimo mese prima del Natale, dover esaminare il disegno di legge di bilancio, il decreto sul PNRR, la legge delega sulla disabilità, il decreto fiscale e altri provvedimenti. Questo problema appesantisce e soprattutto indebolisce la politica non perché non si riesce a far approvare l'emendamentino, bensì perché in questo modo la politica perde di senso. Forse in questo difficile e a tratti anche abbastanza faticoso lavoro che tutti insieme abbiamo fatto, con il coinvolgimento di tutti i Gruppi, un piccolo contributo siamo riusciti a darlo. (Applausi) . PRESIDENTE. Il relatore di minoranza, senatore Calandrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Calandrini. CALANDRINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare il Presidente della Commissione bilancio e i relatori, senatore Errani e senatrice Rivolta. In particolare, mi ha fatto molto piacere che dall'intervento del senatore Errani sia emersa la sua comprensione per la sensibilità avuta dall'opposizione in una fase così delicata come quella dell'approvazione di questa manovra finanziaria. Lo ringrazio perché ha capito la responsabilità che l'unico partito e Gruppo parlamentare di opposizione ha mostrato nella conduzione di questo momento particolare della vita del Paese, con riferimento a una manovra che è l'ultima che approveremo in quest'Aula del Parlamento (la prossima sarà approvata nell'altro ramo). Vorrei però far notare chiaramente che c'è molta delusione per i lavori della Commissione, che sono stati svolti in tempi velocissimi e ristretti. Si sono sconvocate decine e decine di sedute (cosa che avevamo sempre detto di non fare), per poi avere una seduta fiume la notte scorsa e stare diciotto ore in Commissione per approvare la manovra e dare mandato ai relatori per venire oggi in Aula. Prima di arrivare in Aula la manovra conteneva degli interventi abbastanza indefiniti, che avrebbero dovuto accentuare la sua presunta espansività. Il Governo si è riempito la bocca (passatemi il termine) con questa espansività della manovra, che io ho valutato solo per un aspetto in particolare. La manovra è espansiva fondamentalmente per due ordini di motivi e non per meriti del Governo: abbiamo un Piano nazionale di ripresa e resilienza, così come detto dai colleghi (che vale 200 miliardi di euro, più 30 miliardi di un fondo complementare), ma la cosa più importante è la clausola di salvaguardia, ossia la sospensione del Patto di stabilità. Quindi questi sono i motivi per cui oggi si parla di espansività della manovra. Come dicevo, il lavoro della Commissione, sia per il tempo ristretto, sia per le forti divisioni di questa maggioranza, come faceva notare anche il collega Errani, forse perché si è alla fine di un percorso, non è servito, per quanto ci riguarda, ad apportare significativi miglioramenti al testo. Questo perché, come si è letto e si è detto spesso - e non ho dubbi a confermarlo -, questa manovra vale 37 miliardi di euro, a fronte dei quali ci sono risorse coperte per 13,7 miliardi, con un conseguente incremento del deficit per 23,3 miliardi di euro. Rispetto a quanto dicevo a proposito dell'espansività, va sottolineato che rispetto al 2020, quando l'Italia veniva pesantemente impattata dalla pandemia e da disastrose misure restrittive, la situazione è certamente migliorata, ma per i fatti oggettivi che prima ricordavo: da una parte il Piano nazionale di ripresa e resilienza e, dall'altra, il mantenimento della clausola di salvaguardia, con la conseguente sospensione del Patto di stabilità. Questa manovra porta in dote dei risparmi, che in parte sono stati - badate bene - valutati dall'unica forza di opposizione, cioè da Fratelli d'Italia. In primo luogo, infatti, vi è la nostra battaglia storica contro il cashback che, grazie alla sua sospensione dall'anno 2022, porterà in dote a questa maggioranza, a questo Governo e a questo Parlamento un miliardo e mezzo di euro. Voglio altresì ricordare un nostro emendamento - rispetto al quale abbiamo dovuto faticare con il Vice Ministro per fargliene comprendere l'importanza - presentato dall'unica forza politica di opposizione, che fa risparmiare 130 milioni di euro nel settore del cross financing . Per una partita di giro legata all'IVA, con questo emendamento, approvato grazie alla nostra sensibilità, ci sarà un risparmio di 130 milioni di euro. Quanto ai contenuti, mi ha fatto piacere sentire quanto detto prima dal senatore Vasco Errani a proposito di riduzione della pressione fiscale, ossia che serviva più coraggio. È vero, serviva più coraggio per fare questa riforma fiscale. C'è stato un taglio di 8 miliardi di euro, un terzo dei fondi totali, rispetto alla manovra, ma è poco più dell'1 per cento delle entrate tributarie totali dello Stato, che ammontano - voglio ricordare - a più di 500 miliardi di euro. Pertanto, sulla riforma fiscale, diciamo che va sempre bene quando si riducono le tasse, però questa riduzione varrà, come diceva qualche quotidiano nazionale, qualche caffè non al giorno, ma a settimana. Ci saremmo aspettati, invece, da questa risorsa così importante nell'importo, un effetto moltiplicatore, che evidentemente non ci potrà essere con una riduzione che, quando andrà bene, varrà 200-300 euro l'anno, considerando che abbiamo inglobato anche i 100 euro di Renzi. Prenderemo quindi qualche centinaio di euro l'anno e ne perderemo 1.200. Effetti moltiplicatori con questa riduzione delle tasse purtroppo non ce ne saranno. Oltre a questo, desidero affrontare un altro capitolo spinoso, quello del reddito di cittadinanza, rispetto al quale abbiamo condotto una battaglia. Pensavamo che potesse essere in qualche modo non dico stravolto, ma almeno cambiato; purtroppo questo non è accaduto. Il reddito di cittadinanza, come sapete, secondo noi, avrebbe dovuto essere una misura di reintroduzione al lavoro, ma non ha funzionato, perché sappiamo che solo un terzo dei percettori del reddito di cittadinanza è occupabile. Questo non lo diciamo noi, ma la Corte dei conti, che attesta che solo il 25 per cento dei percettori ha trovato lavoro, per lo più con contratti a tempo determinato, e solo il 15 per cento ancora oggi è occupato. Se vogliamo entrare nel merito, per quanto riguarda altri temi che hanno affrontato i colleghi, come i bonus edilizi, rispetto al testo iniziale effettivamente c'è un miglioramento. I lavori parlamentari sono riusciti, in questo caso specifico, a migliorare quanto era inizialmente previsto per il superbonus, eliminando dei paletti che il Consiglio dei ministri aveva messo nello schema di bilancio, che limitavano a tutto il 2022 la proroga del bonus per i lavori sulle case unifamiliari effettuati da persone fisiche. Effettivamente oggi con gli emendamenti vengono eliminati tutta una serie di paletti che creavano notevoli incertezze a questa misura. Ma, nonostante questo, va segnalata una tendenza che frena gli investimenti. Mi riferisco all'abitudine di cambiare le carte in tavola. Il superbonus, dalla sua entrata in vigore a oggi, ha già subito numerosi correttivi, che hanno in parte scoraggiato famiglie e imprese nello sfruttarlo per l'incertezza della sua validità, legata anche alle scadenze previste da una serie di misure. Rispetto ad altri temi contenuti nella legge riteniamo di essere in presenza di una manovra che non dà risposte né alle imprese, limitandosi a prorogare interventi già adottati negli anni passati, e neppure ai contribuenti, che continuano a essere perseguitati dall'Agenzia delle entrate. Voglio ricordare, una per tutte, le cartelle esattoriali, cioè le rate della rottamazione- ter del saldo e stralcio, che il 14 dicembre sono scadute; nessuno ha avuto il coraggio di intervenire almeno per rinviare, in un momento delicato, questa misura così particolare. Proprio per questo dal Governo dei migliori c'era da aspettarsi una legge di bilancio ben diversa; non dovevamo certamente scomodare il presidente Draghi. Per quanto ci riguarda, questa è una manovra senza una visione politica, essendoci una maggioranza così eterogenea, che rinvia le scelte fondamentali e che dimentica totalmente la crescita. Un iter accelerato e allo stesso tempo frenato dai continui rinvii e dalle continue tensioni tra le forze di maggioranza ha evidentemente impedito di incidere e di migliorare questa manovra. Con questa breve relazione - chiaramente mi riserverò in dichiarazione di voto di fare un intervento prettamente politico - ho voluto motivare la valutazione contraria al testo approvato dalla Commissione. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (FdI) . Signora Presidente, devo preliminarmente sottolineare alcuni aspetti che hanno caratterizzato la discussione su questa manovra. Nell'andare a sottolineare alcuni aspetti di metodo, voglio anche riallacciarmi a quanto detto poc'anzi dalla senatrice Rauti, che molto elegantemente ha rinviato a un altro momento qualsiasi tipo di ragionamento sul modo attraverso il quale si è arrivati oggi a discutere questa manovra di bilancio. Mi ha fatto piacere - lo ha sottolineato poc'anzi anche il collega Balboni - il riconoscimento che ci è pervenuto, da parte del senatore Errani, sul ruolo responsabile che Fratelli d'Italia ha saputo svolgere all'interno di questo contesto. Ma il fatto che ci sia stata riconosciuta questa dignità di opposizione responsabile non ci esime dall'esercitare la responsabilità anche nei confronti dei nostri elettori. Questo significa denunciare con forza il metodo adottato: mi riferisco ai continui rinvii che hanno caratterizzato la discussione di bilancio. La scorsa settimana la Commissione è stata convocata tre volte e tre volte quotidianamente è stata sconvocata. Siamo arrivati alla prima e unica riunione della Commissione bilancio, quella che si è svolta questa notte, che ha concluso i lavori e ci ha permesso finalmente di arrivare in Aula. Questo significa l'ennesima mortificazione nei confronti del Parlamento (Applausi) , l'ennesima mortificazione nei confronti dell'unica opposizione presente in Parlamento, l'ennesima mortificazione nei confronti delle aspettative che tanti italiani avevano riposto negli emendamenti che Fratelli d'Italia ha presentato in Commissione bilancio. Il fatto che ci sia riconosciuta questa dignità di opposizione responsabile non solo ci fa piacere, ma la rivendichiamo anche nel modo attraverso il quale il Gruppo si era organizzato, un modo che almeno personalmente ho condiviso e che credo, anzi ne sono sicuro, abbiano apprezzato tutti i colleghi parlamentari, perché siamo stati coinvolti tutti, a prescindere dai componenti della Commissione bilancio appartenenti al Gruppo Fratelli d'Italia. Permettetemi di esprimere dunque un sentito ringraziamento nei confronti del capogruppo Ciriani, del capogruppo in Commissione bilancio, senatore Calandrini, ma anche e soprattutto nei confronti dei colleghi parlamentari che hanno partecipato con attenzione, rigore e competenza a tutta la discussione preliminare che si è svolta all'interno del nostro Gruppo, che però non hanno avuto possibilità di esprimersi. Grazie anche al lavoro del gruppo legislativo e di tutta la segreteria del Gruppo parlamentare, abbiamo messo in campo una squadra vera che ha espresso o meglio avrebbe potuto esprimere in termini di competenza, un lavoro serio e approfondito. Questo non c'è stato consentito, perché i tanti rinvii susseguitisi non ci hanno permesso di illustrare gli emendamenti e di spiegare la ratio di ogni singola proposta emendativa presentata. Questo per quanto riguarda il metodo, ma ovviamente ci sono anche alcuni aspetti di merito che caratterizzano la nostra delusione. Mi riferisco in particolare a un comparto che non solo non è stato attenzionato nei giusti modi e termini, ma è stato addirittura vessato da un provvedimento in particolare, che ha comportato all'interno del mondo dell'associazionismo una serie di misure negative che andranno a caratterizzare fortemente questo mondo. Ricordo che esso rappresenta all'incirca 20 milioni di italiani, con una percentuale importante del PIL sia per quanto riguarda il mondo dell'associazionismo riferito al sociale, sia per quanto concerne lo sport, e che non è stato degnato della dovuta attenzione in questa manovra. In particolare c'è un provvedimento che grida vendetta, che è stato corretto in maniera parziale, andando a lasciare irrisolti i problemi che andrà a creare. Mi riferisco alla misura introdotta nel decreto fiscale, che andrà a modificare il campo di applicazione dell'IVA per quanto riguarda il mondo associazionistico. Un provvedimento pesantissimo, che è stato corretto solo parzialmente, utilizzando a mio avviso un modo di fare piratesco. La Commissione bilancio infatti, andando ad approvare il relativo emendamento, ha spostato in là il problema di un paio d'anni. Viene da dire che, tutto sommato, il problema temporaneamente è stato risolto. No, non solo è stato differito, ma addirittura ha aggravato la situazione di tutto il comparto. Sono cose che non sto dicendo solo io, non le sta dicendo soltanto Fratelli d'Italia, ma le dice il forum del terzo settore, l'unica parte sociale riconosciuta dallo Stato italiano, che ha violentemente e pesantemente criticato questa manovra. Il provvedimento di rinvio non ha prodotto e non produrrà risultati efficaci. Il mondo delle associazioni infatti, che deve ancora cercare di capire se trasformare la propria natura giuridica da associazione semplice ad associazione di promozione sociale, andando a modificare il proprio statuto, con questa spada di Damocle rimasta sulla sua testa, non prenderà in gran parte minimamente in considerazione l'ipotesi di trasformarsi in associazioni di promozione sociale. È un aspetto importante che non solo non è stato risolto, ma addirittura è stato appesantito; il rinvio non è assolutamente la panacea per la soluzione del problema e mi auguro che in futuro si possa arrivare a una definizione, la più perentoria possibile, che risolva radicalmente la questione introdotta con l'approvazione del decreto fiscale. C'è poi un altro aspetto che deve essere a mio avviso affrontato. Siamo ancora nel campo dell'associazionismo. Questa volta siamo di fronte alle problematiche del mondo dello sport che da sempre, almeno in Italia, presenta un problema endemico relativo alla sua partenza dal basso. Mi riferisco alla presenza dello sport all'interno delle scuole. Da sempre diciamo che non ci potrà essere una crescita omogenea dello sport nel nostro Paese senza una sua crescita equilibrata all'interno delle nostre scuole. Ebbene, avevamo salutato con attenzione, curiosità e anche con rispetto l'introduzione all'interno del disegno di legge di bilancio di una norma che prevedeva l'inserimento dell'attività motoria nella scuola primaria: un fatto epocale, veramente importante, rispetto al quale - ripeto - ci eravamo impegnati a seguire con attenzione l' iter di questa parte della manovra. Purtroppo, questo aspetto legato alla possibilità di poter far finalmente crescere il mondo dello sport all'interno dell'istituzione scolastica è stato rivoluzionato, svuotato di significati e di investimenti, ed è stato ridotto a un mero provvedimento di facciata che andrà per l'ennesima volta a rinviare il problema. Ci sono anche altri aspetti che riguardano il mondo dello sport, un comparto che è stato lasciato ai problemi creati dalla pandemia e a quelli strutturali che riguardano tutto l'ordinamento sportivo, ma non è di questo che voglio parlare ora; ci sarà modo e possibilità di poterne parlare. Per quanto riguarda il disegno di legge di bilancio, lo sport è clamorosamente assente. Mi avvio a concludere. Cito soltanto rapidamente gli emendamenti che Fratelli d'Italia ha presentato, che non sono stati minimamente degnati neanche di una discussione e che riguardavano la possibilità che le spese derivanti dalla crisi pandemica potessero essere affrontate con risorse da parte dello Stato per attenuare le perdite, che assommano a circa il 50 per cento dei proventi medi abituali dell'attività sportiva. Abbiamo chiesto l'inserimento di un bonus wellness , un intervento per il pagamento delle utenze, il differimento per il pagamento dei mutui e dei leasing , ma tutto questo non ci è stato riconosciuto e non ci è stato neanche permesso di illustrarlo. Lo voglio denunciare con forza in quest'Aula e voglio concludere il mio intervento denunciando altresì la scarsa sensibilità da parte del Governo, ma anche del Parlamento, nei confronti di questa importante materia sociale. Già da ora segnalo e sottolineo il voto negativo di Fratelli d'Italia su tutta la manovra. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, dopo un giorno e una notte passati nel confronto alla ricerca di una sintesi tra senatori, tra Gruppi e con il Governo, siamo qui a svolgere una discussione generale all'interno di un percorso di approvazione del lavoro importante fatto in Commissione. Un disegno di legge di bilancio che già in origine era sicuramente molto espansivo: oltre 30 miliardi, di cui 4 miliardi destinati alle spese sanitarie, 3 miliardi al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, 3 miliardi agli ammortizzatori sociali, 2 miliardi e mezzo di interventi nel sociale, 2 miliardi per contenere i costi dell'energia, 1,5 miliardi per gli enti territoriali, 8 miliardi di riduzione di imposte, 2 miliardi di investimenti pubblici, 1,5 miliardi destinati direttamente alle imprese. Sono numeri assolutamente importanti di una manovra imponente, che aveva e ha il compito di iniettare in tutto il sistema economico di questo Paese una scossa importante e molto forte. In agricoltura, tema di cui mi occupo prevalentemente ormai da anni, anche in occasione di questo disegno di legge di bilancio, siamo di fronte ad una manovra dai numeri molto elevati, probabilmente la più imponente degli ultimi anni. Vorrei citare l'esenzione Irpef, che vale quasi 250 milioni; la decontribuzione per gli under 40, che vale oltre 50 milioni in tre anni; l'intervento sull'IVA per la zootecnia da carne, che vale quasi 75 milioni; la gestione del rischio, che vale quasi 700 milioni in sei anni; l'intervento sulle assicurazioni, che ammonta a 250 milioni; l'intervento tramite Ismea di sostegno all'attività delle imprese agricole (quasi 80 milioni di euro). Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,25) ( Segue TARICCO). Ancora, l'intervento di forestazione: 30 milioni per gli anni 2022-2023 e 40 a decorrere dal 2024; il tema delle filiere produttive, con 160 milioni stanziati per le filiere; i distretti del cibo (120 milioni); interventi sulla pesca; il fondo stesso sulla montagna: 100 milioni per molte aree rurali a più complicato contesto di sviluppo e a minore densità abitativa. Tutto questo a fianco degli straordinari interventi che sono partiti e stanno partendo per il PNRR, che inietterà quasi 7 miliardi di investimenti per logistica, meccanica, filiere, sistema irriguo e interventi di natura energetica. Dicevamo che è stato un lavoro importante, quasi due giorni no stop di lavoro in Commissione dove, come è già stato detto dai relatori, sono state affrontate sfide molto importanti: interventi destinati alla scuola, alla cultura, all'ambiente, allo sport, alla ricerca, alle infrastrutture, al settore marittimo. Si sono affrontati temi delicati e molto complicati, come il tema cui si è fatto riferimento relativo all'IVA per il terzo settore, che nasceva da un rischio di infrazione comunitaria; la ridefinizione del bonus energetico; il tema molto delicato delle delocalizzazioni; questioni connesse alla libera professione. Ancora, il tema della riduzione fiscale e delle misure di natura previdenziale. Anche in campo agricolo si sono portati avanti interventi importanti a favore delle carni bianche, con un fondo che andrà a sostenere questo settore che sta attraversando oggettivamente una stagione di grande difficoltà generale legata, per certi versi, anche alle vicende Covid che hanno colpito questo mercato; interventi destinati al settore del biologico, alla frutta in guscio, alle filiere minori, al settore apistico, alla birra, al comparto enogastronomico. In questo disegno di legge di bilancio sono previsti interventi finalizzati a rafforzare il Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea), il Sistema informatico nazionale (SIN), l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), uno dei vanti del nostro Paese, che dall'anno prossimo sarà chiamato a occuparsi anche di contrasto e prevenzione delle pratiche commerciali sleali. C'è poi un provvedimento molto specifico sulla prevalenza, importante soprattutto in un'annata come quella che abbiamo alle spalle, con il gelo che ha colpito moltissime aziende. Si tratta del meccanismo di computo, secondo cui le aziende agricole devono avere prevalenza della loro attività specifica, per cui se sono frutticole, ortofrutticole o altro devono avere la prevalenza di quel comparto su tutti i comparti accessori. Nel momento in cui questo settore è pesantemente colpito dal gelo, si rischia di perdere l'identità stessa di aziende agricole, quindi un chiarimento normativo era importante e siamo riusciti a inserirlo nel disegno di legge di bilancio. È una manovra sicuramente molto significativa in una stagione straordinaria sia per le sfide che l'agricoltura, ma un po' tutta la società è chiamata ad affrontare in un momento di grande cambiamento, sia per le misure messe in campo. Come dicevo prima, tanti sono gli interventi sull'agricoltura; una stagione che vede all'orizzonte la nuova PAC e l'attuazione del PNRR con tutte le risorse e gli investimenti che andranno messi in campo. Una stagione straordinaria anche per le riforme che dovranno accompagnare il PNRR e che in agricoltura toccheranno tantissimi aspetti vitali: dalla digitalizzazione a tutta una serie di riforme organizzative di sistema; ma anche per il cambiamento di percezione che ruota intorno all'agricoltura. L'Unione europea, interpretando la sensibilità dei cittadini europei, ha recentemente approvato delle linee di indirizzo - dalla strategia Farm to Fork alla tutela della biodiversità - che tendono a ripensare in una strategia di conversione l'agricoltura e il rapporto con il territorio in un'ottica di sostenibilità ambientale e sociale, di sostenibilità complessiva che guarda al futuro di queste produzioni. Sicuramente, come ho detto prima, l'agricoltura sarà chiamata a confrontarsi con una serie di sfide molto imponenti (la transizione digitale, energetica, ambientale), che richiederanno un cambiamento di paradigma organizzativo per certi versi, ma anche di ripensamento strategico delle propria finalità e modalità operative. La riforma in corso di SIN SpA e di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) tende a un ripensamento in una prospettiva di semplificazione, nell'ambito di una transizione di grande complessità, per arrivare ad avere un sistema più digitale, più informatizzato, più semplice e più accessibile. Quanto al tema della gestione del rischio, credo che questa legge di bilancio sarà ricordata nei prossimi decenni come quella che ha cambiato il sistema della tutela di fronte ai rischi catastrofali (gelo, siccità e alluvioni) per l'agricoltura, con un fondo mutualistico universale che andrà a sostenere le aziende agricole in tutto il Paese rispetto a tutti questi rischi, in un sistema, quello assicurativo, che in questo momento, alla luce dei grandi danni che ha subito l'agricoltura, oggettivamente rischia di saltare. Ci sono poi molte altre questioni. Credo che l'agricoltura sia chiamata nei prossimi anni e nei prossimi mesi a sfide molto importanti. Penso di poter dire che con questa legge di bilancio ci siamo corredati di una sorta di cassetta degli attrezzi che permetterà a tutte le istituzioni che lavorano a contatto con l'agricoltura di avere più strumenti cui attingere per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Ritengo che in questa legge di bilancio abbiamo fatto un passo importante. Sicuramente ci attendono impegni grandi nei prossimi mesi, ma credo che ciò che abbiamo messo a dimora con questa legge possa aiutarci a cogliere appieno le sfide che abbiamo di fronte sia in agricoltura sia per il Paese tutto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, il collega ha parlato di quasi due giorni di discussione in Commissione. Con tutto il rispetto per il collega, già detta così fa un po' ridere, trattandosi della legge di bilancio; in ogni caso, non è così. Abbiamo discusso della legge di bilancio per il 2022 una mattinata intera, oltre a qualche manciata di ore in seduta notturna, perché la Commissione bilancio del Senato ha aperto le porte alle ore 2,25 con il primo voto e alle ore 15,30 eravamo già qui in Aula e parlo delle 15,30 della stessa giornata. Dobbiamo fare un atto di verità, come ha detto il relatore e per questo dobbiamo dire che sul tavolo abbiamo due questioni importanti. La prima è la questione dell'emergenza democratica, che è visibile. Siamo in caduta libera: in nove anni che sono in Senato, dopo due legislature e l'avvicendarsi di sei Governi, non ho mai visto una cosa del genere. Qualche collega da un punto di vista parlamentare più anziana di me mi ha detto che neanche lei; un collega nei corridoi mi diceva che, con il tanto contestato Governo Berlusconi, si era alla presenza di signori. Credo che noi possiamo datare, dal 1994, una caduta libera per quanto riguarda questa istituzione parlamentare. Mi hanno raccontato che per modificare la Costituzione c'è un iter molto complicato e c'è un articolo della Costituzione per difendere il quale il Gruppo politico e parlamentare di cui facevo parte salì sui tetti, perché c'è un iter che vuole custodire le regole parlamentari. Il Parlamento, oltre ad essere legislatore, anche se non lo è più da tempo, è anche controllore del Governo, ma neanche questo è più. Allora cos'è? Certo, con il taglio del numero dei parlamentari, con una legge elettorale che non verrà cambiata, perché non ci sarà il tempo, e se verrà cambiata lo si farà con un tetto che si palesa al 5 per cento, questa istituzione non varrà nulla. Le nuove regole sul "cambio di casacca", come sono state denominate, non valutano, ad esempio, che uscire da un Gruppo parlamentare al 33 per cento per entrare in un Gruppo parlamentare al 2,7 per cento forse non denota un interesse personale e, forse, se è il partito a cambiare politica, il parlamentare è autorizzato, per il proprio mandato elettorale, a uscirne. Ma parliamo di altro. Innanzitutto, non sono d'accordo - ed è raro che non lo sia - con il collega Errani. Non sono d'accordo che questa sia una manovra espansiva, perché noi abbiamo sì una riduzione delle tasse, ma innanzitutto non in maniera equa e non in maniera distributiva; stiamo lavorando a questa espansione - come è stato detto dalla destra - grazie alla sospensione della clausola di salvaguardia, che però scadrà nel 2023. Quindi, stiamo lavorando su soldi che non abbiamo. Infatti, 23,3 miliardi sui 37 sono a deficit e tra poco dovremo rendere conto di tutti questi movimenti a debito. In questa legge di bilancio sarebbe stato necessario fare tante cose e farle bene. Si discute da tanto tempo della necessità di presentare un decreto-legge che risolva la questione delle delocalizzazioni. Ebbene, la montagna ha partorito un topolino; anzi, ad ascoltare chi ha ben presente quali siano le conseguenze di questo emendamento del Governo, sembra che la pezza sia peggiore del buco, perché ponendo la questione soltanto in termini di pagamento, di prebende e di una maggiore multa, stiamo creando il binario e dando la possibilità a chi vuole delocalizzare di farlo secondo norme e riduciamo tutto al bon ton istituzionale, andando a "sgridare" letteralmente quelle aziende che comunicano i licenziamenti con un sms. Eppure, una delle cose più importanti da fare è rivedere proprio la disciplina aziendale, secondo gli articolo 41 e 42 della Costituzione, perché non dobbiamo dimenticare che l'articolo 41, al comma 1, prevede sicuramente che l'imprenditore abbia ragione e possa essere garantito nel suo ius utendi , ma al comma 2, laddove vieta un agire di impresa in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana, nega lo ius abutendi . La conseguenza è che le imprese che intendono disimpegnarsi in via definitiva da un sito produttivo per ragioni non determinate da squilibrio patrimoniale, economico o finanziario possono venderlo ma non procedere alla sua chiusura. Eppure nessuna di queste procedure è prevista in questo emendamento. Nessuno dei subemendamenti all'emendamento del Governo, che prevedeva un iter che consentiva agli stessi operai di subentrare nell'azienda, è stato preso in considerazione. La visione del Governo, quindi, si può tradurre proprio in questa inadempienza grave nei confronti delle delocalizzazioni. Un disegno di legge è stato scritto con costituzionalisti e tecnici del settore grazie all'aiuto degli operai della GKN ed è stato depositato al Senato e alla Camera. Nonostante ciò, il Governo, senza ascoltare nessuna delle parti, è andato per la sua strada e, quindi, emetteremo multe che sarà facile pagare per chi vuole comunque prendere i soldi pubblici dell'Italia e poi andare a lavorare altrove. Ci sono sicuramente tante altre questioni sul tavolo. Penso, per esempio, alle autonomie, cui viene aperta una porta con la legge di bilancio, anche se esclude il dibattito parlamentare. Eppure, con l'emergenza sanitaria abbiamo avuto prova di quanto il Titolo V sia stato deleterio e di quanto, invece che procedere sulla strada sbagliata, sarebbe necessario tornare a mettere mano al Titolo V per rimediare agli errori. Avevo firmato anch'io un emendamento che prevedeva un aiuto per le Città metropolitane. La collega Valente lo aveva presentato e io lo avevo sottoscritto, ma sapevo che sarebbero arrivate le condizionalità, il cappio al collo per le città che sono state invece il bancomat dello Stato. La sottosegretaria Castelli era una delle grandi fautrici del risarcimento dei Comuni... (Il microfono si disattiva automaticamente). Hanno pagato e hanno fatto pagare ai cittadini un debito nazionale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi del Governo, colleghi presenti in Aula, di questi cinque minuti - sono veramente pochi per esprimere un giudizio sulla legge di bilancio - voglio riservare il primo a sottolineare le critiche di metodo e di sistema, che mi auguro davvero che in questo ultimo anno di legislatura che ci attende possano essere corrette per consegnare alla prossima legislatura uno stile e una prassi parlamentare con una nuova vitalità. Le tre critiche sono le seguenti: abbiamo inventato un sistema monocamerale a corrente alternata, una volta noi del Senato, una volta la Camera. Ciò di fatto pregiudica la ricchezza e la potenzialità del Parlamento. La seconda critica coincide esattamente con quella che hanno fatto alcuni dei nostri colleghi: si è cominciato a votare a notte fonda. Necessariamente, quindi, la consapevolezza di quanto scritto nel disegno di legge e di ciò che diventerà operativo è quantomeno limitata dal tempo, se non dallo stato di vigilanza. La terza critica, che è la mia critica sistematica, mira a sottolineare come, con una maggioranza al 75 per cento dell'intero Parlamento, il ricorso alla fiducia sembra quasi un segno di sfiducia nei confronti del Parlamento stesso. Sono tre critiche di sistema, critiche procedurali che reputo importanti e che mi piacerebbe venissero ascoltate. Detto questo, quali sono gli aspetti che considero più interessanti e positivi di questa manovra di bilancio? Voglio soffermarmi, ovviamente, sul campo di nostra competenza, che è, al tempo stesso, un campo che riguarda la sanità ed uno che riguarda l'università. Per quanto riguarda il mondo della sanità, ho apprezzato molto l'aumento di due miliardi al fondo sanitario nazionale. Tanti o pochi che siano segnano, in modo in questo caso inequivocabile, l'inversione di tendenza, la considerazione che i costi per la salute non sono mai solo costi, ma sono sempre e soprattutto investimenti per la salute. Certamente, due milioni che sono stati investiti quasi tutti per vaccini, che non possono che essere, in questo momento, la principale preoccupazione di tutti noi. La nuova ondata omicron sembra quasi far ribaltare le nostre prospettive, le nostre speranze e ci pone davvero molti dubbi, molte incertezze. Siamo tutti fortemente impegnati, in questo momento, nella campagna di vaccinazione che riguarda i bambini. Io non posso che rallegrarmi per quello che è stato l'emendamento, a mia prima firma, per l'ospedale del Bambin Gesù, per sostenere gli ospedali che oggi si occupano dei bambini, che sono in questo momento la categoria più esposta. Bisognerebbe sentir parlare i pediatri, su queste polmoniti interstiziali, a volte molto gravi, con cui stanno arrivando ad horas i bambini, che richiedono poi di essere intubati. Sostenere gli ospedali dei bambini diventa, quindi, in questo momento, la misura più coerente rispetto all'obiettivo che ci siamo dati. Mi rallegro anche perché è aumentato il fondo per i farmaci innovativi. Noi ci siamo rallegrati, poche settimane fa, per l'approvazione della legge sulle malattie rare. Abbiamo più volte sottolineato come una legge sulle malattie rare non possa essere efficace se non si sostiene la ricerca sui farmaci cosiddetti orfani e la sperimentazione che, mai come nel caso delle malattie rare, va verso farmaci innovativi, perché dobbiamo inventare farmaci che non esistono e non hanno un parametro di riferimento con altri. In questo contesto, mi rallegro anche di altre due misure. Una è l'aumento di 12.000 borse di specializzazione per gli studenti, per i giovani laureati in medicina. 12.000 borse in più significa in qualche modo recuperare quel gap , che era alle nostre spalle e che vedeva un imbuto che si stringeva e condannava in qualche modo, se non alla disoccupazione, alla inoccupazione o alla occupazione meno qualificata tanti giovani medici, che comunque presentano un costo non irrilevante per la loro formazione. Lo stesso discorso vale per la stabilizzazione del personale assunto durante la pandemia, come vale anche per le maggiori risorse all'università e alla ricerca, anche in campo tecnologico. Mi dispiace che non sia stata prestata la dovuta attenzione, come avevamo chiesto, anche alle risorse ai collegi di merito. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, un intervento per mettere a fuoco alcuni elementi che, a mio avviso, hanno caratterizzato questa legge di bilancio, sicuramente complessa e resa complicata dal contesto generale nel quale ci stiamo muovendo. Difficoltà anche a chiudere i conti, difficoltà a dare delle risposte complessive al Paese, che tengano conto di tutte le complicazioni che abbiamo davanti. Sicuramente il lavoro fatto dai relatori merita rispetto, attenzione e considerazione e in questo senso li ringrazio particolarmente. Non mi sento però di essere altrettanto generoso nei confronti del Governo, perché onestamente non è la quantità di risorse messe a disposizione che deve poi determinare l'applauso, ma la modalità con cui ci si rapporta per costruire una legge di bilancio importante. È evidente che stiamo facendo questo passaggio con tempi stretti e con difficoltà, come ha correttamente detto il senatore Errani, che ringrazio per l'attenzione particolare che ha messo su alcuni emendamenti relativi a Vigili del fuoco. Lo stiamo facendo con tempi che sembrano oggettivamente comprimere la discussione nonché l'analisi dei problemi. Il disegno di legge di bilancio in esame è composto di grandi capitoli: al suo interno ci sono temi enormi che hanno trovato una risposta, se non complessivamente esaustiva, certamente soddisfacente per la dimensione dei problemi e per le risorse a disposizione. Penso a tutto quanto riguarda la riformulazione delle norme sulle tasse e la messa a disposizione, che abbiamo insistentemente voluto e sostenuto, delle risorse per poter togliere le tasse ai nostri commercianti: penso alla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e tutto quanto riguarda le categorie in difficoltà. Penso ancora ai costi enormi della bolletta energetica, che ci preoccupano ben oltre la dimensione delle risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio. Ci sono tuttavia anche tante misure minute, magari per qualcuno meno importanti, ma per noi davvero rilevanti, che abbiamo voluto sottolineare: in particolare, penso alle risorse messe a disposizione per le disabilità. Accanto a tutto questo, accanto a questi pesi massimi, ci sono poi questioni che non dobbiamo trascurare. Mi riferisco in particolare a un elemento che in futuro dovremmo tenere maggiormente in considerazione: la legge di bilancio non può essere il ricettacolo delle pulsioni e delle aspettative parcellizzate di singoli senatori o di singole richieste del territorio, perché alla fine la narrazione esterna tenderà ad essere inevitabilmente quella di un Parlamento bloccato con settimane e giorni di lavoro (mentre il Governo è molto laborioso), per portare avanti delle piccole marchette, come vengono anche definite in termini tecnici. Questo non è corretto, perché il lavoro fatto in Commissione è impegnativo, difficile ed importante. Forse sarebbe meglio e più dignitoso ricondurre questo tipo di iniziative a un singolo provvedimento specifico: una volta la chiamavano in maniera dispregiativa «legge mancia», ma al suo interno si mettevano tante misure, magari anche l'intervento per sostenere una scuola o un'associazione, che è cosa differente rispetto ai macrocapitoli e ai macrotemi che devono invece entrare nella legge di bilancio. Oggi, il fatto di trovare mescolati questi due elementi sicuramente non rende un favore al Parlamento e non dà neanche l'idea della difficoltà del lavoro svolto e delle risposte date. Ciò detto, signor Presidente, mi soffermerò su alcuni temi specifici che ho particolarmente seguito. Penso a tutto quanto è stato inserito nel disegno di legge di bilancio riguardo al comparto sicurezza e soccorso, quindi mi riferisco ai Vigili del fuoco. Nel provvedimento in esame trovano finalmente risposta alcune aspettative e alcune istanze, come quelle dei sei scatti contributivi che abbiamo voluto insieme ad altri Gruppi e che il Governo ha consentito, con una riformulazione adeguata, di poter inserire nel disegno di legge di bilancio. Penso altresì alla riformulazione che ha raggruppato emendamenti fatti da più Gruppi che, come il nostro, richiedevano un rafforzamento degli organici dei Vigili del fuoco. Su questo bisognerà stare molto attenti perché è un meccanismo che pesca da un unico grande contenitore, all'interno del quale andranno a prendere le loro quote sia la Polizia di Stato che le altre polizie o i Vigili del Fuoco. Dipenderà dalla capacità che avrà il Ministero, e in questo senso saremo guardinghi, affinché non ci siano solo le briciole per i Vigili Fuoco, ma un significativo potenziamento del contingente di persone a disposizione. Ci sono poi interventi importanti, e a questo proposito ringrazio particolarmente il capo dipartimento e il prefetto Frattasi che oggi ho visto attivi per la messa a disposizione di risorse. Tale intervento è stato fatto dal relatore Errani per trovare 4 milioni di euro di risorse da mettere a disposizione dei Vigili del fuoco per una equiparazione salariale. Stiamo parlando di qualcosa che è da tempo atteso e che pian piano va sempre più avvicinandosi al completamento, rendendo possibile un riconoscimento del lavoro fatto dai nostri soccorritori identico, quanto a stipendi, a quello riconosciuto alle Forze dell'ordine. Si tratta di un buon lavoro e un buon risultato. Un emendamento che abbiamo voluto e per il cui finanziamento abbiamo particolarmente insistito riguarda la responsabilità civile e le spese legali che devono sopportare i nostri servitori in divisa quando, compiendo il loro dovere, si trovano a dover rispondere degli eventuali danni arrecati. Adesso sanno che avranno a disposizione anche queste risorse per la copertura assicurativa e le spese legali. Chi veste una divisa deve sapere che lo Stato è sempre dalla sua parte. (Applausi) . Signor Presidente, le chiedo un minuto in più per concludere l'intervento. PRESIDENTE. Prego, senatore Candiani. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . C'è tuttavia una parte che, a mio avviso, è rimasta immotivatamente non soddisfatta, riguardante l'emendamento che avevamo presentato per consentire lo sgravio dell'IVA per l'acquisto delle attrezzature per il soccorso a favore dei Vigili del fuoco volontari. Signor Presidente, al netto del contenuto (sul quale insisteremo fino a quando non avremo ottenuto questo tipo di sgravio), c'è un atteggiamento che ritengo non consono alla circostanza: quello del Governo di dare la parola nell'assumere degli impegni, per poi tradirli. Questo è un rimprovero che ho già fatto l'altra sera al ministro D'Incà, tenendo conto che ci era stato richiesto di ritirare gli emendamenti presentati al decreto incendi, con l'impegno del Governo a presentare gli stessi al disegno di legge di bilancio. Gli antichi dicevano « pacta sunt servanda »: si devono mantenere sempre gli impegni, al netto delle loro dimensioni. Se si manca nella parola, non c'è più fiducia. Chi rappresenta il Governo deve essere il primo a garantire il mantenimento della parola data nei confronti del Parlamento. (Applausi) . Questo è un atteggiamento che fa male non solo a chi ha sottoscritto l'emendamento o dato la parola per poi tradirla, ma al rapporto tra istituzioni. Credo che su questo richiamo dovremmo tutti meditare molto soprattutto... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Senatore Candiani, il tempo a sua disposizione è esaurito. Comunico che la seduta terminerà alle ore 20, come convenuto tra i Gruppi parlamentari. Vi prego pertanto di rispettare i tempi a disposizione. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare la Commissione bilancio e i relatori, che sono al lavoro da giorni e in maniera ininterrotta da ormai trentasei ore. Veramente grazie per l'enorme lavoro che avete fatto. (Applausi) . Se stiamo per concludere l'esame del disegno di legge di bilancio è solo grazie alla responsabilità di tutti i Gruppi parlamentari e - mi sento di dire - chiaramente di quello cui appartengo. Non è però questo il modo di lavorare, in quanto non si può continuare a mortificare così il ruolo, la funzione del Parlamento. È chiaro che ci troviamo in una fase delicata, ma vanno sempre preservati e tutelati tutti gli equilibri costituzionali e, soprattutto, il ruolo del potere legislativo. Questa è la manovra dei numeri record sia positivi, che negativi. È certamente negativo lo stanziamento di così pochi fondi per il Parlamento (appena 600 milioni di euro) ed è negativo che il primo voto in Commissione bilancio sia stato espresso solo la notte scorsa, visto che siamo ormai a fine dicembre. È inoltre negativo che alcuni Ministeri continuino, ormai da anni, a ignorare la volontà politica di alcuni Gruppi. Questo avviene perché non si vogliono scontentare lobby o gruppi di potere. È negativo in questa manovra che gli uffici abbiano dovuto lavorare fino all'ultimo su emendamenti governativi che continuavano ad essere depositati, nonostante la contrarietà di tutti i Capigruppo; quindi gli uffici purtroppo non hanno avuto modo e tempo di completare tutte le istruttorie sugli emendamenti segnalati dai Gruppi. Come al solito, il Gruppo più sacrificato è stato il mio, il Gruppo di maggioranza relativa. Mi lasci anche dire, Presidente, che questo Gruppo però non è più disposto al sacrificio: dei nostri 140 emendamenti segnalati, quasi la metà purtroppo non vede la luce perché carente di relazione tecnica o di parere o di istruttoria. Eppure abbiamo lavorato per settimane, con grande impegno, per far sì che le poche risorse a disposizione del Parlamento fossero utilizzate in maniera efficace, provando a convergere su temi comuni. Le assicuro che in una maggioranza così variegata trovare la sintesi non è assolutamente semplice. Abbiamo trascorso ore e ore in riunioni che sono state purtroppo inutili, perché alla fine le modifiche erano impossibili dato che il tempo era ormai scaduto. Quindi, Presidente, come Capogruppo del MoVimento 5 Stelle mi lasci rappresentare oggi tutto il disagio che sta vivendo il mio Gruppo parlamentare. Mi lasci anche chiedere al Governo e ai dirigenti degli uffici ministeriali più attenzione per questo Gruppo parlamentare. Questa, però, è anche la manovra di alcuni record positivi e di questo parleranno i colleghi che mi seguiranno. Tra le cose positive certamente vi è la proroga dell'estensione del superbonus. (Applausi) . Vi sono poi tutti gli interventi a favore della scuola e delle zone sismiche, l'esonero dalla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), le assunzioni per le Forze dell'ordine e i Vigili del fuoco, le misure a sostegno della parità di genere e contro la violenza di genere, le misure a tutela degli animali, le misure in ambito sanitario, come l'istituzione del fondo per la genomica oncologica o il fondo per il contrasto dei disturbi alimentari, il fondo per la fibromialgia e, ancora, i tanti interventi a sostegno della ricerca. Qualcuno dei miei colleghi, però, evidenzierà anche le tante cose che purtroppo non siamo riusciti a fare. Non siamo riusciti ad erogare l'indennità di specificità agli infermieri. Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze, ma avevamo un parere contrario del Ministero della funzione pubblica. Non siamo riusciti ad estendere l'indennità prevista per gli operatori del Pronto soccorso anche agli operatori del 118: medici e infermieri sono stati i nostri eroi in questa pandemia, eppure ancora oggi non diamo risposte concrete a tutti. (Applausi) . Non ci sono le misure a sostegno dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) o per la stabilizzazione dei ricercatori degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). Ce l'abbiamo messa tutta, però purtroppo queste battaglie non sono state condivise dagli altri Gruppi politici. Anche in questo disegno di legge di bilancio, nonostante le poche risorse, alcuni hanno preferito destinare i fondi ad interventi locali e - mi lasci dire - troppo territoriali, che dovrebbero essere finanziati in altro modo. Tra questi vi sono - cito solo degli esempi - il rifacimento del lungomare di Nicotera e i lavori di manutenzione della strada comunale per il mare o l'assunzione di due unità di personale per il Comune di Verduno. È chiaro, tutti i Comuni hanno bisogno di risorse. Noi avremmo voluto istituire un fondo proprio a supporto dei Comuni, per assumere più personale. Signor Presidente, il mio auspicio è quindi che questo Parlamento abbia una visione più ampia, che corrisponda al futuro di questo Paese. L'Italia è un grande Paese, gli italiani sono un grande popolo e la politica deve essere all'altezza del compito che le è stato affidato. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, ho ascoltato con attenzione il Capogruppo del principale Gruppo di maggioranza, che ha appena concluso il suo intervento. E devo dire che il Capogruppo del principale Gruppo di maggioranza sta rubando il mestiere all'opposizione, perché si è giustamente lamentato del fatto che questo Governo, il Governo Draghi, non ha innovato in alcun modo la prassi dei precedenti Governi, ma anzi l'ha aggravata, nella misura in cui i tempi a disposizione del Parlamento per esaminare un provvedimento importantissimo come la legge di bilancio non solo non sono stati dilatati, ma sono stati ulteriormente compressi, con la gara - aggiungo io - di tutti i Gruppi a portare a casa il loro piccolo risultato di campanile. Anche su questo faceva considerazioni assolutamente condivisibili la principale forza politica della maggioranza: ognuno porta a casa il suo piccolo risultato di cortile, di campanile, ma poi la visione complessiva rischia di essere persa o - peggio ancora - di essere imposta al Parlamento, che non ha più alcun margine per incidere sulle scelte importanti del prossimo anno, anno che sarà decisivo per la ripresa economica, ma anche per lenire le molte piaghe che la pandemia, da un lato, e l'inefficienza dei Governi che l'hanno dovuta affrontare, dall'altro, hanno purtroppo lasciato in tutto il Paese. Ebbene, cari colleghi, se questo è il giudizio della maggioranza, del principale Gruppo di maggioranza, che cosa dovremmo dire noi dell'opposizione? Dobbiamo dire che avete perfettamente ragione; che non si può continuare con fiducia su fiducia; che non si può continuare a mortificare l'Aula del Parlamento; che non si può continuare a trasformare il Senato, come del resto la Camera dei deputati, in una scatola vuota, priva di ogni valore. Ma vede, cara collega Capogruppo del MoVimento 5 Stelle, tra noi e voi c'è una differenza: voi vi lamentate e rimanete esattamente al vostro posto a eseguire gli ordini che vi arrivano dall'alto; mentre noi, forse un po' più coerentemente di voi, rimaniamo all'opposizione e diamo il nostro contributo costruttivo quando veniamo ascoltati, le rare volte in cui veniamo ascoltati. Un paio di volte certamente ci siamo riusciti. Li citava prima il relatore di minoranza, il senatore Calandrini, che ringrazio, come esponente di Fratelli d'Italia, per il lavoro che ha fatto, certamente preziosissimo. Ha citato alcuni esempi, ai quali voglio aggiungere il fondo da 10 milioni per i proprietari di case che non riescono a rientrare in possesso del loro immobile: subiscono il furto del loro immobile, lo Stato non reagisce e non glielo riconsegna nei tempi dovuti. Abbiamo tenuto un fondo da 10 milioni per ristorarli e risarcirli. Voglio ricordare la battaglia importantissima per tutelare i professionisti che hanno un infortunio e si ammalano. Sono provvedimenti che Fratelli d'Italia ha fortemente voluto e che per fortuna si è riusciti a ottenere. Ma purtroppo, come Vice Presidente della Commissione giustizia del Senato, non posso tacere sul vergognoso emendamento riguardante la magistratura onoraria che il Governo ha appiccicato, quasi alla fine di questo pur modestissimo confronto, per far fronte alla procedura di infrazione annunciata dall'Europa nei nostri confronti, per il modo in cui l'Italia, in tutti questi anni, ha trattato e continua a trattare i magistrati onorari: trattati come veri e propri rider della giustizia, anzi peggio, perché adesso i rider fortunatamente verranno regolarizzati e stabilizzati. I giudici onorari - come sappiamo tutti benissimo - risolvono quasi la metà di tutti gli affari della giustizia, la quale, senza di essi, semplicemente si fermerebbe. Senza i vice procuratori onorari non sarebbe possibile tenere udienza, e non dico davanti al giudice di pace, ma nemmeno davanti al tribunale; senza i circa 2.000 giudici onorari di tribunale sarebbe impossibile comporre una infinità di collegi. Sappiamo tutti molto bene che, senza i magistrati onorari, la giustizia domani mattina in Italia semplicemente si bloccherebbe. Si tratta di magistrati che, per anni, hanno lavorato senza tutele e senza i minimi diritti elementari che dovrebbero spettare ad ogni lavoratore, come ha riconosciuto l'Europa e finalmente, anche la magistratura italiana con alcune importanti sentenze. Ebbene, qual è il riconoscimento, quale la gratitudine che il Ministro della giustizia e il Governo manifestano con l'emendamento citato nei confronti di questa categoria che ha tenuto in piedi la giustizia italiana? Si tratta di un emendamento che parifica il magistrato onorario al personale amministrativo, mortificando non questa figura, ma la funzione giurisdizionale che esercita. Parificandolo al personale amministrativo, voi non offendete soltanto la magistratura onoraria, ma anche l'alta funzione giurisdizionale svolta in nome del popolo italiano. È una vergogna che in quest'Aula noi vogliamo denunciare in modo molto forte e chiaro. Come denunciamo l'illogicità, l'incongruenza e la contraddizione di pretendere di sottoporre a una prova selettiva con tanto di esame, seppur orale, magistrati che hanno fatto il loro dovere per dieci, quindici o venti anni nelle aule di giustizia. Anche questa è un'ulteriore umiliazione che il Governo doveva e poteva risparmiare a questi fedeli funzionari dello Stato. Caro Presidente, la cosa però veramente vergognosa è che con questo emendamento il Governo impone per legge al magistrato, che dovesse accettare questa pur umiliante stabilizzazione, nel momento stesso in cui firma la domanda di adesione alla selezione, anche nel caso in cui non dovesse superarla, di rinunciare a tutti i diritti. Ai diritti che spettano a tutti i lavoratori, per il passato, deve rinunciare agli arretrati, ai diritti previdenziali e assistenziali. Deve rinunciare a tutto quanto. È un ricatto imposto per legge che grida vergogna nei confronti di chi ha un minimo senso di giustizia. Ma quale Stato di diritto si comporta in questo modo nei confronti dei suoi fedeli servitori, come hanno dimostrato di essere i giudici onorari anche rischiando la vita durante la pandemia? Cari colleghi, penso che sarebbe stata giusta una maggiore riflessione sul punto e soprattutto sarebbe stato giusto lasciare che la disciplina molto delicata e importante della magistratura onoraria fosse stata affrontata e risolta nelle sedi opportune: la Commissione giustizia, prima, e l'Aula del Senato, poi, e ovviamente la Camera, dove si doveva affrontare non certamente sotto l'urgenza di una legge di bilancio ma - come voi stessi dite - con il tempo necessario per poter analizzare e discutere. Voi avete voluto chiudere ogni confronto, ancora una volta con un atto di forza, fregandovene dei diritti di una categoria di lavoratori così importante, collegata addirittura all'esito del PNRR. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ringrazio anch'io i membri della Commissione bilancio, i relatori e il Presidente, che hanno lavorato alla difficile costruzione della legge di bilancio. Voglio partire anch'io - come hanno fatto la senatrice Castellone e il senatore Candiani - da un punto: è evidente che anche l' iter di questa legge di bilancio conferma che non può funzionare in questo modo. Non c'è solo un tema che riguarda il monocameralismo di fatto; non c'è solo un tema che riguarda l'emergenza costante con cui lavoriamo. È evidente però che, se vogliamo evitare - come dice il senatore Candiani - il continuo incrocio tra ciò che dovrebbe fare la legge di bilancio, e cioè definire i grandi asset , i grandi assetti, gli investimenti e un'idea di futuro del Paese, dobbiamo trovare il modo di evitare che questo procedimento vada insieme a un procedimento assolutamente legittimo, nell'ambito del quale i parlamentari cercano di portare avanti istanze o territoriali o di parte. C'è quindi un tema. Io non sono per il rimpallare le responsabilità tra Governo e Parlamento. Sono però tra coloro che credono che ci dobbiamo porre un problema che ormai si pone da diversi anni, e dobbiamo farlo prima, per capire come si può impostare in maniera diversa la discussione e il lavoro sulla legge di bilancio. C'è una cosa a cui tengo, signor Presidente, e lo dico con forza a lei e alla Presidenza: queste difficoltà non possono tradursi nel tentativo continuo e costante, che vedo apparire su molti mezzi di informazione, di alimentare un antiparlamentarismo di cui non c'è bisogno. Scaricare sul Parlamento e sull'istituzione tutte le responsabilità di quello che non funziona (Applausi) non credo sia accettabile, e credo che quest'Assemblea debba rispondere. Nelle trasmissioni televisive di oggi, quasi ovunque i commentatori spiegavano che il Parlamento non funziona. Credo che le cose siano un po' più complicate e che alimentare l'antiparlamentarismo non sia utile. Detto questo, penso che quello di bilancio sia un disegno di legge importante, ricco di cose positive per il Paese: sostiene la ripresa; si occupa davvero della salute dei cittadini stanziando grandi risorse sul tema della sanità in un momento così difficile di emergenza e di pandemia come quello attuale; mette in campo investimenti per aiutare la ripresa; aiuta i lavoratori e i più deboli della nostra società. Credo che vada comunque detto con grande chiarezza e sottolineato il fatto che, in un Paese dove sono aumentate le differenze e le diseguaglianze - un Paese che, come ci è stato spiegato l'altro giorno, è primo in classifica in questo - e dove il potere d'acquisto dei salari non aumenta da molti anni, c'è stata una diminuzione significativa delle tasse sui salari dei lavoratori dipendenti e dei pensionati; si è confermato il bonus dei 100 euro per i redditi fino a 15.000 euro; l'intervento sulle bollette aiuta soprattutto i più deboli; si interviene sulle due figure più penalizzate in questa società: i giovani e le donne. Credo che la norma sull'apprendistato, che esonera dai contributi, e quindi ci porta a superare l'orribile pratica degli stage gratuiti, sia una misura importante; così come credo sia importante la norma sulla parità salariale tra uomo e donna. A mio avviso, anche questo è un tema fondamentale. Parliamo di interventi significativi che vanno nel senso della riduzione delle diseguaglianze. E lo abbiamo fatto con una maggioranza ampia, una maggioranza tra diversi, e rivendico questi risultati che mi paiono importanti. Allo stesso modo, reputo significativo rivendicare il fatto che, in questo disegno di legge di bilancio, ci sono scelte importantissime sul welfare . Definiamo l'universalità di ammortizzatori sociali che universali non erano, e abbiamo cominciato a farlo con la pandemia perché prima non era così. Oggi i lavoratori autonomi e i lavoratori delle aziende sotto i 15 dipendenti potranno contare sugli ammortizzatori sociali, sulla cassa integrazione, sul sostegno nei momenti più difficili. Anche in questo caso rivendico il lavoro che abbiamo fatto. Ancora, l'idea di estendere l'Ape sociale, e quindi anticipare la previdenza e la pensione per i lavoratori edili e altre categorie come i ceramisti, è una misura a - mio avviso - importante, che guarda a questo come a un disegno di legge di bilancio che, sulle questioni sociali e del lavoro, fa fare passi avanti rispetto alla riduzione delle diseguaglianze. C'è poi la scelta del superbonus, la reiterazione, il sostegno, l'aumento delle risorse: è una straordinaria occasione per il Paese, per le aziende, dal punto di vista sia della possibilità di lavorare sia dell'opportunità di innovare. Oggi abbiamo l'occasione di incentivare tutte le aziende a innovare, perché pensare all'efficientamento energetico, alle tecnologie che servono per l'energia alternativa, per le pompe di calore e altri sistemi, vuol dire spingerle a innovare, a mettersi sul mercato con la forza di una capacità tecnologica e di innovazione mai avuta in passato. Ovviamente il superbonus vuol dire anche tutela dell'ambiente e della sicurezza del nostro costruito e significa, complessivamente, qualità sociale della città. Signor Presidente, concludo citando la questione della giustizia. Contrariamente al senatore Balboni, penso che bisogna dare atto al Governo di una cosa: ritengo importante che siano state stanziate risorse per risolvere il problema della magistratura onoraria, per dare ad essa risposte e certezze e superare la procedura di infrazione. Penso che il Governo, in piena autonomia, si sia assunto la responsabilità di scegliere come usare quelle risorse e ne prendiamo atto. Avremmo preferito anche noi che quell'emendamento venisse discusso col Parlamento, che stava lavorando da tempo sulla riforma, ma il Governo ha scelto un'altra strada. Avremmo preferito una strada che coinvolgesse il Parlamento: vediamo se quella strada produrrà l'effetto di superare il rischio di infrazione europea e se raccoglie le istanze delle associazioni. (Richiami del Presidente). Signor Presidente, concludendo, si tratta di una manovra figlia del lavoro di sintesi di una maggioranza larga e inedita. È stato un lavoro positivo, che serviva e serve all'Italia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, all'inizio di questo dibattito - come ricordava il collega senatore Barbaro - ci avete riconosciuto la dignità di opposizione responsabile, che suona un po' come l'onore delle armi. Tale dignità di opposizione responsabile è dettata dal fatto che il Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato oltre 700 emendamenti ragionati, di buon senso e propositivi al disegno di legge di bilancio, quando ancora speravamo di poter apportare qualche miglioramento. Colleghi, non ne abbiamo presentati migliaia, come le forze di maggioranza, ma oltre 700 ragionati ed è inutile che ve li racconti in questa sede. Forse ci riconoscete la dignità di opposizione responsabile per le nostre presenze in Commissione, naturalmente quando le sedute si sono svolte, perché - come sappiamo - la Commissione è stata continuamente sconvocata e paralizzata dai veti incrociati tra le forze di maggioranza. Onorevoli colleghi, non vi nascondo però un senso di frustrazione, anche nel guardarci qui intorno, in quest'Aula spopolata, per i tempi, per i modi, per come arriviamo oggi fin qui e perché non si riesce mai a migliorare ciò che è più importante per la Nazione. E ce l'abbiamo messa tutta, dal buon senso, alla buona volontà. Ce l'abbiamo messa tutta, ma sbattiamo contro un muro di gomma e la sensazione, che riguarda tutti e non soltanto l'opposizione, è quella di un progressivo svuotamento del Parlamento, di un suo svilimento e di una sua umiliazione. Voglio allora ricordare che il Governo dei migliori ci ha condotto fin qui, mentre la manovra per il 2019, con il Governo giallo-verde, è stata presentata il 31 ottobre 2018, è stata approvata l'8 dicembre 2018 dalla Camera dei deputati, è stata approvata dal Senato con modifiche - bei tempi! - il 23 dicembre 2018 ed è stata approvata definitivamente dalla Camera dei deputati il 30 dicembre 2018. La manovra per il 2020, del Governo giallo-rosso, è stata presentata al Senato il 2 novembre 2019, è stata approvata il 16 dicembre 2019 - bei tempi anche quelli, direi - ed è stata approvata senza modifiche dalla Camera dei deputati il 24 dicembre 2019. La manovra per il 2021, varata dal Governo giallo-rosso post -pandemia, è stata presentata alla Camera dei deputati il 18 novembre 2020, approvata il 27 dicembre 2020 ed approvata dal Senato, senza modifiche, il 30 dicembre 2020. Ebbene, il Governo dei migliori ha il record peggiore dei tempi di presentazione e di gestione di questa manovra. Infatti, la road map del disegno di legge di bilancio, che letta oggi fa quasi ridere, prevedeva quanto segue: il 28 ottobre il Consiglio dei ministri adotta il disegno di legge di bilancio, che si presumeva sarebbe stato trasmesso al Senato in data 2 novembre. Come tutti sanno, non fu così e in quella road map si ipotizzava una possibile approvazione in prima lettura qui al Senato tra il 13 e il 17 dicembre e una possibile approvazione definitiva alla Camera tra il 20 e il 23 dicembre. Letta oggi la road map fa un po' ridere, se non addirittura piangere, perché questa è la storia. Com'è andata lo sappiamo bene e lo sento dire, tra l'altro, anche da esponenti della maggioranza. Evidentemente non siamo noi dei visionari negativi, morbosi e malati; anzi, noi abbiamo cercato di contribuire, ma la realtà oggettiva è spaventosa ed è quella che oggi qui, tra pochi intimi, ci stiamo raccontando. Questo era il metodo, o meglio l'assenza di metodo, e poi parlerò anche del merito. Voglio inserire tra le righe soltanto un argomento, non marginale - a nostro avviso - prima di arrivare al merito del disegno di legge. Ne abbiamo fatto oggetto di un emendamento e poi di un ordine del giorno che è stato approvato in Commissione: mi sto riferendo alla nota tampon tax , ovvero all'articolo 4. È evidente che prendiamo atto che il Governo ha inserito nella legge di bilancio una significativa variazione dell'aliquota IVA, dall'ordinaria al 22 per cento all'agevolata al 10 per cento, per i prodotti dell'igiene femminile non compostabili, in quanto gli altri già godono di una IVA agevolata. Questo è in linea, tra l'altro, con la direttiva della Comunità europea relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, che prevede che gli Stati membri possano applicare una o due aliquote ridotte, non inferiori al 5 per cento, per la cessione di beni e prestazioni di servizi di alcune categorie. Tra gli altri, vengono menzionati, accanto ai prodotti farmaceutici, proprio i prodotti per la protezione dell'igiene femminile. Allora, nel disegno di legge di bilancio si è passati dal 22 al 10 per cento. Faccio presente che questo argomento, la tampon tax , è stato calcolato non da me, ma dall'Istat: stiamo parlando di una platea di donne interessate, naturalmente in età fertile, di quasi 13 milioni. Sono le stesse donne che hanno subito le conseguenze della pandemia e del Covid, che magari hanno pagato un prezzo alto alla pandemia, che magari hanno perso il lavoro; sono quelle stesse donne che sento invocare sempre come vittime ma, quando si tratta di dare un aiuto, vengono meno gli argomenti. Noi invece gli argomenti ce li abbiamo. (Applausi) . Questo è un elemento tra i tanti. Perché non farlo? Perché non fare uno sforzo in più? Va bene; apprezziamo che l'aliquota sia stata ridotta dal 22 al 10 per cento, ma perché non dal 10 al 5 per cento? Non si tratta di un bene voluttuario. Vi ricordate quella finanziaria che dimezzò l'IVA sui tartufi, che mi pare non siano un bene necessario? Su un bene necessario come questo, invece, avete il braccino corto. Io penso che il 10 per cento non sia sufficiente e bisognerebbe scendere al 5 per cento. Visto che l'ordine del giorno è stato approvato in termini di valutazione, ci auguriamo che lo valutiate davvero e si faccia un atto di coraggio, che ci metterebbe peraltro sulla linea europea. La Francia è già scesa al 5,5 per cento, la Germania al 7 per cento, il Belgio al 6 per cento, il Portogallo al 6 per cento, l'Irlanda naturalmente è intervenuta prima della direttiva del 2006 e ha addirittura annullato l'IVA. Johnson, nel Regno Unito, prima l'aveva abbassata al 5 per cento e adesso l'ha annullata e se l'è venduta come un effetto della Brexit. Quindi, stiamo parlando non di cose irrilevanti, ma di un riconoscimento, un sostegno, un aiuto e un segnale alle donne, in quanto si tratta di un bene - ripeto - necessario e non voluttuario. È uno sforzo che potete fare. Faccio presente che abbiamo fatto lo stesso ragionamento di abbassamento dell'aliquota e di aliquota agevolata al 5 per cento per i prodotti legati alla prima infanzia, che sono tantissimi e costosissimi, e ciò aiuterebbe le famiglie. Quando sento parlare di inverno demografico, in realtà penso che la situazione sia molto più grave: siamo in completa emergenza demografica perché i figli non li fa più nessuno. Allora, quando c'è la legge di bilancio, abbassate l'aliquota IVA al 5 per cento sui prodotti per la prima infanzia. Una mano a quelli che vogliono fare i figli la vogliamo dare o vogliamo soltanto predicare quando non ci costa niente? (Applausi) . Sarebbe stato bello portare strumenti e idee concrete nel contenitore della legge di bilancio qualora ci fosse stato un confronto serio e serrato. Ho esaurito purtroppo i minuti a mia disposizione, ma molto altro avremmo da dire. Fratelli d'Italia ha presentato oltre 700 emendamenti su tantissimi argomenti, ma duole dover rilevare che sinceramente da Mario Draghi ci si aspettava un po' di più. La manovra finanziaria non è il capolavoro di questo Presidente del Consiglio: è un esercizio di ragioneria. Non è un'opera d'arte di ragionevolezza fatta sulla base delle reali esigenze della Nazione. Per esempio, Fratelli d'Italia ha chiesto di concentrare il taglio sul cuneo fiscale, sul costo del lavoro per sostenere le imprese. Abbiamo fatto delle proposte concrete e invece niente. Probabilmente la legge di bilancio è soltanto l'effetto di un compromesso al ribasso di forze contrapposte con idee diverse che vogliono stare insieme e che, però, insieme non riescono a fare nulla. Il compromesso al ribasso produce l'assenza di una visione: non c'è visione politica in questa manovra; non c'è rilancio per la Nazione perché non c'è amore per la Nazione italiana e per quella che noi chiamiamo patria. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, vorrei riallacciarmi al discorso introdotto dalla collega Rauti, che ha puntualmente evidenziato come il tema demografico sia una questione da affrontare con attenzione. In verità mi ha sorpreso anche l'intervento di circa mezz'ora fa della collega Nugnes sul tema. Non basta effettivamente fare una professione di intenti. Spesso e a tratti sentiamo degli interventi da parte del presidente Draghi o dal ministro dell'istruzione Bianchi o da altri esponenti del Governo. Ma, se di fatto non si pongono in essere delle soluzioni, è chiaro che rimangono parole al vento. In questa manovra con gli emendamenti abbiamo provato a dare una prospettiva in questa direzione. È importante in questo momento evidenziare anche un passaggio compiuto da un nostro europarlamentare, l'onorevole Procaccini, il quale proprio qualche giorno fa ha depositato una risoluzione per chiedere alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen di porre attenzione su questa tematica proponendo delle possibili soluzioni o i primi step . È chiaro, appunto, che è una visione - come diceva la collega Rauti - che richiederà degli interventi a breve, medio e lungo termine. La proposta che viene fatta in Commissione europea è di destinare delle quote dei fondi dell'Unione europea agli Stati membri per far fronte a queste necessità. Come abbiamo visto dagli ultimi dati Istat, l'Italia registra, dal gennaio 2021 al settembre 2021, 1,17 figli per donna. Eravamo a circa 1,59 l'anno precedente. Il crollo è stato repentino, tenendo conto del fatto che, a livello europeo, la media è di 2,1 come soglia di sostituzione, per permettere appunto un ricambio generazionale. Ecco, quindi, che, tra le tante proposte che riteniamo essere importanti, oltre a quelle già poste in essere quali la costruzione di asili nido o delle mense scolastiche, vi è quella del congedo parentale o, meglio, dell'astensione facoltativa dal lavoro. È una misura da proporre per uomo e donna, ma noi sappiamo benissimo che, tra il compenso mensile di uomo e donna, c'è uno scarto di circa il 30 per cento, chiaramente a discapito del sesso femminile. Quindi, è chiaro, a fronte delle opportunità, quale quella attualmente in vigore, del congedo parentale fino a sei mesi dell'età del bambino con una decurtazione dello stipendio del 70 per cento, quale dei due sessi vi farà maggiormente ricorso. Comunque, non è solo questo il punto. Il punto è anche legato a una esigenza di tipo pedagogico, alla crescita armonica, anche serena, del bambino e, soprattutto, a dare l'opportunità alle famiglie e alle giovani coppie di scegliere la soluzione più consona alla propria situazione di vita. A questo si potrebbe anche accompagnare - come molti hanno anche rilevato e come Fratelli d'Italia dice spesso - l'abbassamento del cuneo fiscale, ma anche un intervento per le piccole e medie imprese, e quindi per gli imprenditori, nel momento in cui avviene l'assunzione. Chiaramente, il datore di lavoro che facesse ricorso ad un provvedimento del genere dovrà sostituire la figura mancante. Perché non pensare - ad esempio - a una priorità per i giovani neolaureati o neodiplomati, che vediamo puntualmente migrare? Questo è un aspetto importante. Quando parliamo di inverno demografico, nell'immaginario collettivo ci si sofferma semplicemente sulla denatalità, che poi tanto semplice non è. Ma il fenomeno non è solo questo. Il fenomeno racchiude anche l'emigrazione giovanile. Parliamo di giovani dai diciannove ai trentanove anni, una generazione che rappresenta il cuore di una Nazione; proprio quella fascia di età che incide notevolmente nell'economia di un Paese, stimolando anche l'indotto. Quindi, perché vederli fuggire e non iniziare, invece, a pensare insieme a una possibile soluzione? Come volevasi dimostrare, l'emendamento non è stato nemmeno tenuto inconsiderazione, ma vi è stata la possibilità di trasformarlo in ordine del giorno. Non deve essere il contentino, però, l'ordine del giorno, per dare la possibilità a Tizio, Caio e Sempronio di fare un piccolo comunicato stampa per un momento di gloria. L'ordine del giorno, con la formula «a valutare l'opportunità di», è un investimento chiarissimo al Governo, che non può far finta di dimenticare o di conservare nel cassetto. Ciò significa che si spera che, nei prossimi provvedimenti, certe potenziali soluzioni possano essere prese in considerazione. E perché non pensare anche all'apporto che Fratelli d'Italia può dare in questa direzione? Sappiamo benissimo come Giorgia Meloni e tutto il partito siano attenti a questa tematica, attenti alle necessità dei giovani e alle famiglie. Su questo mi ricollego a un'altra tematica, che abbiamo cercato di rappresentare con degli emendamenti risolutivi, ovvero quella dei docenti che chiedono da anni il rientro nei propri luoghi di provenienza. Si tratta di docenti che sono stati destinati, a causa del famoso algoritmo farlocco della legge n. 107 del 2015 varata dal Governo Renzi, e che da anni attendono il rientro. Un emendamento è collegato anche al fatto che in questo momento storico i sindacati e il Governo dovrebbero rivedere e riscrivere insieme il nuovo contratto collettivo nazionale integrativo. La proposta era quella di una mobilità straordinaria, visto che l'anno scolastico è cominciato da tre mesi e, quindi, si sarebbe ancora in tempo. Voi vi chiederete che relazione c'è con l'inverno demografico: c'è, eccome! Noi abbiamo nuclei familiari divisi, e ciò riguarda non solo il marito e la moglie, ma anche i figli all'interno dello stesso nucleo familiare. Spesso assistiamo a una gestione separata dei figli (chi rimane col padre, chi con la madre) e capite benissimo che molti hanno anche difficoltà cui non si dà il dovuto peso, oltre a quelle conosciute: mi riferisco cioè alle spese oggettive che gli insegnanti devono sostenere per vitto e alloggio, oltre al peso psicologico. Consideriamo inoltre che l'essere umano è un tutt'uno: la dimensione psichica, quella spirituale e quella fisica non sono a sé stanti, ma sono tra loro intersecate, giocano in armonia; per cui non permettere una vita serena ai docenti che hanno a che fare con delle risorse umane significherà chiaramente incidere anche negativamente sull'offerta formativa. Avevamo posto attenzione anche ai lavoratori fragili, in particolare a quelli della scuola, ma sarebbe da estendere a tutti. Assistiamo a una confusione che viene generata, confondendo la sorveglianza sanitaria eccezionale con il giudizio del medico competente. Sostanzialmente abbiamo chiesto un intervento sull'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, il cosiddetto decreto cura Italia, proponendo quindi una modifica in maniera tale da ritenere l'astensione dal lavoro per fragilità non computabile - scusate il gioco di parole - nel comporto, e cioè nella valutazione del massimo di assenze per malattie, e di modificare il Sistema informativo dell'istruzione (Sidi). Concludo dicendo che fra cinque giorni ricorreranno i tre anni dal sisma di Santo Stefano della Provincia di Catania; anche su questo abbiamo presentato un emendamento che ha avuto parere favorevole dal Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), dal Dipartimento casa Italia e anche all'interno del decreto-legge n. 121 del 2021 ha avuto gli stessi esiti. Tuttavia, mi sono sentita dire dal Vice Ministro che un emendamento costa. Ditemi voi se in questo modo il Governo non disconosce sé stesso. Vedremo se sarà stato accorpato all'interno degli emendamenti per il sisma, perché in caso contrario sarebbe veramente inaccettabile; esso permetterebbe infatti di estendere la normativa oggi utilizzata al Centro Italia per la ricostruzione post sisma anche ad altri territori, come Campobasso e i nove Comuni della Provincia di Catania. Rifiutare un provvedimento del genere, tra l'altro avvalorato in tutte le sue forme, significa manifestare insensibilità nei confronti dei terremotati che attendono di rientrare nelle loro case. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Vice Ministro, colleghi senatori, il disegno di legge di bilancio vale 30 miliardi e all'inizio del suo iter in questo ramo del Parlamento, per la nostra agricoltura e per tutto il nostro agroalimentare, era destinato un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro, se consideriamo anche tutti gli aspetti previdenziali, con la seguente ripartizione: 1,3 miliardi nel 2022, 1,2 miliardi nel 2023 e un miliardo nel 2024. Cito solo un dato che credo sia importante per capire anche la valenza sociale e previdenziale del presente disegno di legge di bilancio. La nuova assicurazione sociale per l'impiego (cosiddetta Naspi), che è un'indennità di disoccupazione avente la funzione di fornire la tutela al sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato (i dipendenti), vale in questa legge di bilancio, per il 2022, 250 milioni di euro. Pertanto, migliaia di lavoratori dipendenti del settore avranno la possibilità di usufruirne. Ricordiamoci sempre che nel settore agricolo vale il ricambio generazionale, perché molti giovani sostituiscono, anche e soprattutto per i lavori usuranti, i lavoratori dipendenti del settore agricolo. E questa è una funzione di accompagnamento e soprattutto di aiuto e sostegno verso la pensione. Nel testo iniziale erano presenti misure molto importanti: la valorizzazione della competitività delle filiere, l'esenzione del contributo INPS per i giovani, il bonus verde per i prossimi tre anni. Tra i provvedimenti più importanti individuati nel disegno di legge di bilancio c'è sicuramente il fondo mutualistico nazionale, che avrà un valore di 690 milioni di euro fino al 2027 e accompagnerà il fondo di solidarietà nazionale. Il valore vero di questa misura risiede nel fatto che ormai l'agricoltura è a rischio e il fondo previene i rischi derivanti dalle calamità naturali, dalla siccità, dalle alluvioni e dal gelo. Ciò è importante perché oggi i nostri agricoltori non si assicurano più in quanto, a fronte di un premio, sebbene abbattuto del 50 per cento dal fondo di solidarietà nazionale, c'è una franchigia del 30-40 per cento che non permette loro di recuperare non solo il raccolto perso, ma addirittura le spese. L'integrazione di questo fondo mutualistico è importantissima e ne vedremo già una molto importante nel 2022. (Applausi) . Tra le misure già ricordate in precedenza dai colleghi vi è anche il finanziamento della Strategia forestale nazionale. Per questo fondo, partito nel 2018 con l'allora ministro Gian Marco Centinaio, è prevista una dotazione pari a 420 milioni di euro fino al 2032. E ciò è molto importante. Credo che in Commissione sia stato fatto un buon lavoro e che noi ci siamo impegnati, a partire dall'emendamento, per noi fondamentale, riguardante le assunzioni presso il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea), che è il centro pubblico, forte e vero. Ricordo poi l'emendamento sul reimpianto di piante resistenti alla xylella . È fondamentale dare ai territori interessati dei reimpianti alternativi importanti. Penso poi al sostegno agli allevamenti degli animali da pelliccia (i visoni). Ringrazio il collega Bossi che si è molto impegnato in questo senso, come anche per il divieto delle emissioni di specie ittiche alloctone. Così facendo saremo in grado di ridare alla pesca nazionale un valore vero che si era perso nell'ultimo anno. Nessuno è stato in grado di metterci le mani: lo abbiamo fatto noi con questo emendamento che vale 150.000 euro per il 2022 e 150.000 euro per il 2023. (Applausi) . Daremo le risposte ai nostri pescatori, grandi appassionati di territorio che sono anche i custodi dell'ambiente, perché in prossimità di dove pescano riescono anche a essere le sentinelle del territorio. Un altro emendamento importante, promosso dal collega Zuliani, riguarda la promozione del territorio attraverso il QR code del vino sulle etichette. Chi acquisterà una bottiglia di vino nel mondo potrà identificare, attraverso il QR code , il Paese di origine, oltre alle caratteristiche del vigneto. Si tratta di una misura molto importante. Siamo riusciti, tutti insieme, a far approvare un fondo per la filiera carne cunicola, che vale 30 milioni di euro. Questa filiera, così importante a livello nazionale, ha avuto un problema enorme: da una parte, ha perso competitività a causa dei costi delle materie prime e dei costi energetici, anche e soprattutto negli allevamenti, nella logistica e nella trasformazione; dall'altra, è cresciuta una malattia che ha messo in ginocchio tutti gli allevamenti. Di conseguenza, questo sostegno permetterà agli allevatori italiani di continuare a produrre bene, in modo sano e salubre, così come sono capaci di fare. Penso anche alla filiera apistica, alla frutta a guscio e alla valorizzazione dei siti culturali UNESCO. Vi è, poi, un emendamento, cui tutti i Gruppi - credo - tenevano, relativo alla riduzione dell'accisa sulla birra; un valore importante, che permetterà ai nostri produttori di birra, autori di questo made in Italy straordinario, di produzioni vere, che tutti ci invidiano nel mondo, di poter abbattere i costi di produzione e avere un ricavo sufficiente a coprire i costi di produzione. Potevamo fare di più? Sì, credo che avremmo potuto fare di più. Ci sono emendamenti che non sono stati approvati e di straordinaria importanza. Penso a quello sull'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni sugli invasi, del valore di 2 miliardi di euro, importantissimo, ma non avevamo le risorse a disposizione. Pensiamo anche all'emendamento che riguardava le quote latte: nel sistema del mondo allevatoriale questa è una piaga, perché le colpe dei padri ricadono sui figli. È un tema importantissimo che non dobbiamo sottovalutare, perché molte aziende sotto pignoramento vivranno un Natale diverso da quello che vivremo noi e molti altri cittadini italiani. Diamo, allora, un sostegno, una mano a chi ha bisogno. Dobbiamo dare voce a chi voce non ha. Dall'altra parte, devo ricordare che noi abbiamo la forza, l'energia di fare le cose. Si poteva fare di più anche sulla fauna, con la modifica alla legge n. 157 del 1991, auspicata anche dal ministro Patuanelli. Non ci siamo riusciti, anche in questa legge di bilancio, ma dovremo farlo. Anche il registro di carico e scarico dei cereali sarà introdotto in un disegno di legge milleproroghe, perché sarà importante... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi. Commenti del senatore Bergesio). PRESIDENTE. Mi sembrava che avesse concluso. Le ho dato qualche secondo in più ma, se ha ancora da aggiungere qualcosa, lo faccia. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Desideravo solo augurare da quest'Assemblea ai nostri agricoltori, ai nostri produttori e alle famiglie che lavorano un buon Natale, con la fiducia e la speranza che attraverso questa legge di bilancio diamo loro qualche soddisfazione in più. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Gasparri. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, molti interventi hanno sottolineato le tante cose importanti che ci sono in questo disegno di legge di bilancio, che - come tutti i provvedimenti importanti - ha avuto una gestazione faticosa e impegnativa, ma poi un'accelerazione perché - come dice l'antico motto - «alla fine il moto è più veloce», detto in italiano. Voglio sottolineare alcune misure, tra le tante, che riguardano il comparto sicurezza e difesa. Nel 2010 - c'era un Governo di centrodestra - fu sancita la specificità del comparto sicurezza e difesa; con quella legge di undici anni fa si volle stabilire il principio che gli appartenenti alle Forze dell'ordine non svolgono un lavoro come quello degli altri: è un lavoro molto più logorante, nel quale il rischio di perdere la vita è superiore rispetto a quello che si corre in altre attività ordinarie. Fare il poliziotto, il carabiniere o il finanziere è un'attività rischiosa e impegnativa. Si volle allora sancire la specificità. All'epoca le rappresentanze degli organi sindacali del comparto chiesero maggiori risorse: una specificità senza risorse è un riconoscimento morale. Noi annunciammo che si sarebbero fatte delle scelte; ad esempio, il comparto fu escluso dall'applicazione della legge Fornero, perché non era ovviamente possibile applicare norme previdenziali con età di uscita troppo avanzata a chi svolge un'attività logorante. In questo disegno di legge di bilancio voglio sottolineare l'articolo 27, che istituisce, proprio sul tema previdenziale, un fondo per interventi perequativi di natura previdenziale per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo dei vigili del fuoco. Dobbiamo tutelare anche il loro destino previdenziale, perché comunque, con i calcoli che oggi si fanno delle pensioni, c'è il rischio che persone che hanno iniziato a lavorare ora vadano in pensione con assegni esigui. Sappiamo bene che gli stanziamenti economici non sono sufficienti, ma si è sancito un principio di specificità. L'articolo 27 va nel solco di quella legge del 2010, voluta dal centrodestra. Per la previdenza di queste persone, donne e uomini benemeriti, occorrono una perequazione, una integrazione, una possibilità di dar luogo a forme di indennità previdenziale integrativa. Ci sono degli stanziamenti per i prossimi anni, che dovranno essere integrati. Io mi auguro anche che venga approvata una proposta di legge che rafforzi questo indirizzo, che abbiamo sottoscritto insieme a tanti parlamentari di tutti i Gruppi; se n'è fatta promotrice la senatrice Pinotti e l'hanno firmato esponenti di tutti i Gruppi. Il provvedimento di cui all'articolo 27 va in questa direzione. Nel corso delle ultime ore si è molto discusso - ad esempio - sulle assunzioni per il comparto sicurezza e difesa e nella nottata ha preso corpo un emendamento che nasce da emendamenti che io stesso ho firmato, insieme ad altri colleghi di Forza Italia, ma che anche altri Gruppi hanno sostenuto e firmato. Si stanziano delle cifre significative per delle assunzioni che vadano a rivedere gli organici delle Forze di polizia. Ci sono stanziamenti che dal 2022 proseguono e si incrementano fino addirittura al 2032, con la possibilità di assunzioni nelle Forze di polizia in deroga alle ordinarie facoltà assunzionali. Nei giorni scorsi abbiamo tutti visto che, quando si è deciso di fare un uso più ampio dei certificati sanitari, altrimenti detti green pass , si è affidato il controllo non solo alle polizie locali, ma anche alle Forze di polizia nazionali e alle Forze armate, che rientrano in queste misure e in tali provvedimenti. Nella legge di bilancio si interviene anche per rifinanziare alcune prestazioni dell'operazione "Strade sicure". I militari nelle strade non solo alleggeriscono le Forze di polizia di molti compiti, ma collaborano anche alle attività connesse all'emergenza del Cina virus. Il controllo del certificato sanitario richiede un maggiore impegno e una maggiore azione; giustamente i vertici del Viminale e di altri Ministeri avevano sollecitato degli interventi. La legge di bilancio dà delle risposte anche in questa direzione. Ed è quindi un fatto assolutamente positivo, al quale hanno contribuito molto l'azione di Forza Italia e quella unitaria di tanti settori del Parlamento. Ci sono quindi interventi sulla previdenza, in ossequio alla specificità, e interventi sulle assunzioni. Poi si è avviata un'iniziativa importante, con un altro emendamento approvato nelle ultime ore, frutto di emendamenti che il sottoscritto, Forza Italia e altri Gruppi hanno presentato, con una volontà molto ampia e trasversale: si è istituito un fondo per la tutela legale degli esponenti delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo dei vigili del fuoco, attraverso polizze assicurative, per evitare che, a seguito di eventi dannosi (ma non dolosi ovviamente) verificatisi nello svolgimento del servizio, debbano anche sobbarcarsi - come spesso accade - le spese legali e altri oneri di varia natura. Noi riteniamo che nell'esercizio delle attività possano aprirsi delle controversie. Se c'è il dolo, ovviamente vale il principio penale, al quale nessuno è sottratto; ma in altri casi occorre che il personale che serve la sicurezza pubblica in divisa e può essere anche quello delle Forze armate, oltre a quello dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Vigili del fuoco, possa essere tutelato e salvaguardato. È stato pertanto istituito questo fondo, con una tabella di ripartizione; c'è anche la Polizia penitenziaria in tutti questi provvedimenti e la voglio ricordare. Quindi c'è un intervento concreto; altro ancora si dovrà fare sulla tutela sanitaria e su altri capitoli. Vorrei sottolineare in questo intervento l'attenzione al comparto sicurezza e difesa, che del resto attende anche la conclusione del contratto. Con il nuovo Governo e con il ministro Brunetta si sono riaperte le trattative per il contratto, che scade alla fine di quest'anno. Non era stata avviata dai precedenti Governi un'azione negoziale adeguata e tempestiva e adesso lo fa il Governo in carica, penso anche alla luce di questi segnali del Parlamento e della legge di bilancio su temi concreti, come le azioni per la tutela legale del personale e le assunzioni per organici che a volte non riescono a far fronte ai troppi impegni. Immagino e spero che questi fattori aiutino l'attuale Governo a chiudere il contratto per il comparto sicurezza e difesa, anche perché siamo alla fine del 2021 e il triennio era 2018-2021 e, quindi, bisognerà già mettere mano al contratto 2022-2024 e colmare un ritardo. Quante volte in queste Aule scattiamo tutti quanti in piedi nei momenti di commozione e di omaggio all'impegno delle Forze di polizia o - Dio non voglia - quando accadono eventi tristi e drammatici. Noi diciamo sempre che non bisogna limitarsi agli applausi, ma bisogna passare ai fatti. In questo momento non c'è certo pathos emotivo, ma ci sono rigore operativo e concretezza nell'appostare delle risorse. Il nostro Gruppo, io stesso e altri colleghi, siamo sempre stati attenti a queste esigenze. Ovviamente il fattore sicurezza e il fattore popolo in divisa è uno degli elementi caratterizzanti. Ci sono però anche tanti altri aspetti. Voglio anche ricordare un'altra proposta che è venuta da Forza Italia - sicuramente ci saranno stati anche altri colleghi, ma io ricordo le nostre proposte emendative - affinché la politica dei bonus per l'edilizia intervenisse anche sull'abbattimento delle barriere architettoniche, aiutando il mondo della disabilità, di cui abbiamo parlato in queste ore approvando una legge delega con un coro di consensi doveroso, nel disegno di legge di bilancio, nella riscrittura della parte dei bonus per l'edilizia che ha una sua importanza in assoluto. Abbiamo sostenuto molto la proroga e il rafforzamento dei bonus , il fatto che non si trattava delle ville dei ricchi, ma delle abitazioni unifamiliari che si trovano spesso nei paesi dell'Italia dei mille borghi. (Applausi) . La popolazione che vive nei piccoli centri è più numerosa di quella che vive nelle aree metropolitane. Abbiamo difeso a volte il bonus edilizio per le case unifamiliari. Ricordo che il ricco, alla fine, non aspetta il bonus per migliorare la sua abitazione. Spesso sono anche le case di paese o quelle case che le famiglie riscoprono nel tempo perché gli anni passano e a volte ereditare uno di questi immobili è più un guaio che un vantaggio. È infatti un onere fiscale ed è anche un dovere morale non abbandonarle. E allora nella politica dei bonus , che abbiamo fortemente sostenuto, abbiamo voluto che si inserisse anche l'abbattimento delle barriere architettoniche prevedendo degli stanziamenti. La modernizzazione dell'apparato edilizio serve anche ad abbattere ostacoli e difficoltà che sono ancora tanti non solo negli edifici pubblici, ma anche nelle dimore private e che impediscono l'effettiva parità tra i cittadini. Volevo ricordare questi aspetti concreti. Ce ne sono tanti altri sui quali altri colleghi interverranno nelle prossime ore. Voteremo quindi con convinzione a favore della manovra, avendo contribuito con senso di responsabilità a rafforzare punti fondamentali per la vita del Paese. In conclusione, voglio dedicare il mio intervento in particolare al popolo in divisa che tanto si adopera per la comunità nazionale. (Applausi) . PRESIDENTE . Quest'ultima dedica, senatore Gasparri, mi trova molto vicino alle sue parole. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, sono sempre fiero ed orgoglioso quando posso prendere la parola e rappresentare il mio partito, Fratelli d'Italia. Oggi però lo sono in modo particolare perché è una giornata storica per tutti i liberi professionisti italiani. Oggi, grazie all'impegno di ciascuno di noi, grazie all'impegno di Fratelli d'Italia e alla volontà di Giorgia Meloni, che ha deciso di dedicare tutta la dotazione finanziaria che aveva a disposizione per le libere professioni italiane, dopo venti anni di battaglie delle associazioni sindacali, di categoria, delle casse di previdenza, i liberi professionisti hanno riconosciuto il diritto alla salute. Molti non lo sanno, ma purtroppo, fino a ieri, questo diritto non era riconosciuto ai liberi professionisti. I liberi professionisti che si ammalavano o si infortunavano dovevano non solo pagare le conseguenze dell'infortunio, ma addirittura pagare le conseguenze sanzionatorie dell'impossibilità di poter svolgere la loro professione. Dovevano quindi risarcire i clienti per le sanzioni che lo Stato comminava loro in conseguenza della malattia del professionista. Una cosa scandalosa, considerato che siamo in un epoca di civiltà; una cosa scandalosa che veniva da tutti additata e considerata come tale, ma che poi regolarmente non si riusciva a modificare. Il Gruppo Fratelli d'Italia ci è riuscito da solo; dobbiamo dire con orgoglio che è riuscito da solo a vincere questa battaglia di civiltà per 2 milioni di professionisti italiani. È stata quindi una giornata per noi importante e un ringraziamento va a ciascuno di noi - mi sia permesso di dirlo - e ovviamente alla nostra leader Giorgia Meloni. Detto questo, voglio anche fare un ringraziamento cordiale, di cuore, sincero a ciascun parlamentare e soprattutto a ciascun membro della Commissione bilancio, di maggioranza e di opposizione, perché di fatto hanno dovuto rimanere ventiquattro ore, anche di più, bloccati in Commissione per cercare di arrivare in Assemblea con degli emendamenti approvati e con un apporto del Parlamento a quello che il Governo aveva fatto. Se non fosse accaduto questo, oggi ci saremmo trovati ad avere - e ad approvare nelle prossime ore - un disegno di legge di bilancio nel quale i parlamentari, ossia le espressioni democratiche della vita politica, non avrebbero potuto dire una parola. Ancora una volta, devo dunque dire grazie al mio partito e credo che sia tutto l'arco parlamentare a dover riconoscere all'opposizione costruttiva e seria di Fratelli d'Italia il fatto che abbiamo permesso alla maggioranza di arrivare in Parlamento con un lavoro svolto dalle Commissioni. Sarebbe bastato che un'opposizione, come tante ce ne sono state nel passato (mi basterebbe pensare alle opposizioni chiassose delle scorse legislature), avesse voluto fare del populismo e il Parlamento sarebbe stato completamente esautorato da ogni ruolo, lasciando al Governo l'assoluta e totale paternità della legge di bilancio: ricordo che è una cosa mai accaduta nella storia parlamentare. Ancora una volta, dunque, Fratelli d'Italia ha avuto un ruolo responsabile e costruttivo nell'interesse del Paese. Certamente questi ringraziamenti e riconoscimenti al mio partito e a tutti i parlamentari della Commissione che - lo ribadisco - hanno lavorato nottetempo, non possono purtroppo essere rivolti al Governo. Mi dispiace che in questo momento sieda tra i banchi del Governo un collega per il quale ho profonda stima, ma che oggi, per il ruolo che ricopre, rappresenta il Governo cosiddetto dei migliori. Al Governo dico: no, non ci siamo. Collega senatore Pichetto Fratin, non ci siamo non per sua responsabilità - l'ho detto più volte ed è noto il rapporto di stima che ci lega - ma perché purtroppo non è accettabile che il Governo operi non pensando ai tempi necessari alla valutazione del Parlamento, non pensando al fatto che il Parlamento non ha solo il diritto, ma ha il dovere civico e politico di interagire con il Governo nella esecuzione, nell'approvazione, nel miglioramento delle leggi e, in particolare, di un provvedimento così fondamentale qual è la legge di bilancio. Non solo siamo in ritardo (il disegno di legge di bilancio è stato presentato il 12 novembre, veramente in ritardo), ma addirittura in questo mese non si è fatto nulla per far lavorare le Commissioni. Siamo arrivati a questa notte, al 20-21 dicembre, per vedere il primo voto della Commissione, ossia il primo voto del Parlamento sulla manovra di bilancio: una cosa inaccettabile. È inaccettabile per quei parlamentari che hanno dovuto fare degli orari assurdi, ma soprattutto perché, con tutta la buona volontà, non si può fare in una notte quello che si poteva fare in una o due settimane. È inaccettabile finanche nei confronti degli impiegati e dirigenti dei Ministeri e degli organi dello Stato, che dovevano ovviamente dare il loro parere sulle proposte emendative e che sono stati costretti anche loro a lavorare male e in fretta. Quanto al cosiddetto Governo dei migliori, spero tanto che il presidente Draghi, con il rispetto che Fratelli d'Italia gli riconosce come persona, voglia anche lui calarsi un po' nell'umiltà che ogni cittadino deve avere e capire che gli organi parlamentari non sono un optional a disposizione di qualcuno, ma sono una necessità perché le istituzioni funzionino e svolgano il loro ruolo. Nello specifico, utilizzo gli ultimi minuti che ho disposizione per entrare nel merito di alcuni temi rispetto ai quali avremmo voluto vedere un altro atteggiamento. Signor Viceministro, le ricordo che questo Governo, nel recente decreto-legge fiscale, aveva preso un impegno preciso e puntuale con Fratelli d'Italia. Anche in quel caso, Fratelli d'Italia, con senso di responsabilità, aveva presentato un ordine del giorno impegnativo nel tempo e nel termine, con il Parlamento, non "a valutare l'opportunità di", ma a fare una certa cosa. Quella certa cosa, signor Presidente, era il rinvio della riscossione delle cartelle per rottamazione- ter e saldo e stralcio; un impegno che il Governo aveva preso con noi, quindi con gli italiani, per la legge di bilancio. Purtroppo, in questo disegno di legge di bilancio non è stato fatto nulla, nonostante lo abbiamo più volte ricordato. Avete disatteso un impegno non tanto con noi, ma con quei milioni di italiani che si trovano a dover pagare in pochi giorni quello che era stato sospeso per un anno e mezzo: è inaccettabile nel merito e nel metodo perché, quando prende impegni, un Governo li deve mantenere, Draghi o non Draghi; chiunque è obbligato a essere coerente con la parola data. Concludo con due concetti, signor Presidente. Avete tribolato tanto sul superbonus, ma ci voleva tanto a capire che su questo tema servono certezza dei tempi, semplificazione e ovviamente riconoscimento del valore della cessione del credito d'imposta? Vi chiedevamo solo questo, ve lo chiedevamo in tanti, e purtroppo avete fatto troppo poco anche in questa direzione. Il tempo non mi permette di dire altro; voglio comunque ribadire la nostra posizione su questi temi e richiamare il Governo prossimamente a un maggior rispetto delle istituzioni parlamentari. (Applausi) . PRESIDENTE. Colleghi, ci siamo un po' dilungati, se riuscite a stare nei tempi previsti parleranno tutti i senatori presenti in Aula. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, ci provo, considerando anche che siamo rimasti in pochi intimi. Che sarebbe stata una manovra deludente c'erano tutti i presupposti, e, purtroppo, si verifica quello che avevamo anticipato: il Governo ha scaricato il suo ritardo di presentazione, per l'ennesima volta, sul Parlamento, e nell'ultima settimana abbiamo assistito a un teatrino veramente molto deplorevole, a nostro avviso, per un Parlamento che ha già una configurazione anomala, con una maggioranza del 95 per cento, e che, per i dissidi interni alla maggioranza, comprime lo spazio di confronto nel luogo a questo deputato. Abbiamo visto già che degli emendamenti presentati, oltre l'85 per cento proveniva dall'area di maggioranza: praticamente una manovra completamente da rifare, secondo la stessa maggioranza. Come hanno sottolineato tutti i colleghi che sono intervenuti, per parte nostra abbiamo cercato, come è nostro solito, di interpretare il ruolo di opposizione patriottica e di dare contributi qualificati. Dobbiamo dire, con orgoglio, che oltre al risultato che è stato rappresentato dal collega De Bertoldi, esprimiamo soddisfazione per il fatto che il Governo ci abbia finalmente ascoltato, finanziando anche la ventilazione meccanica controllata nelle scuole. Si tratta di un modello messo immediatamente in campo dal nostro governatore delle Marche, Acquaroli, che da mesi proponevamo al Governo, affinché fosse portato in tutte le scuole italiane. Naturalmente resta però l'amarezza, sempre con riferimento alla scuola, per la mancanza della capacità e anche della volontà di intervenire in alcuni ambiti, che ormai da troppo tempo aspettano risposta. C'è grande delusione per la parziale proroga dell'organico Covid del personale ATA: con ciò che è stato stanziato, non sappiamo come si pensi di fronteggiarne le necessità. Come diceva la collega senatrice Drago, c'è tutta la questione riguardante la mobilità, sia degli insegnanti, sia dei dirigenti scolastici. Non viene data risposta ai direttori generali dei servizi amministrativi, con un aumento della loro indennità amministrativa. C'è poi la questione dei percorsi abilitanti: nella scuola abbiamo tanti precari, che sarebbero pronti ad essere immessi in ruolo e a riempire gli spazi disponibili - che ci sono - per fare in modo che la scuola italiana abbia personale adeguato, visto soprattutto quanto ha subito negli ultimi tempi. C'è poi la questione, che veramente non capiamo, degli idonei STEM ( science, technology, engineering and mathematics ), che hanno sostenuto un concorso e che aspettano da tempo di essere stabilizzati. Non si capisce per quale motivo tutte le forze politiche diano loro solidarietà a chiacchiere e poi invece non si assuma una decisione sacrosanta, che non ha un costo rilevante. Allo stesso modo sono molto deludenti gli interventi che riguardano la cultura e lo sport, di cui ha già parlato il collega Barbaro. Vorrei poi dedicare un passaggio alla questione degli enti locali e del rifinanziamento delle funzioni delle Province, tramite uno stanziamento assolutamente inadeguato, che non risolve assolutamente nulla. A questo proposito, anche alla luce delle elezioni che si sono tenute nello scorso fine settimana, voglio ribadire la necessità di riformare le Province. (Brusio). PRESIDENTE. Senatrice Papatheu, la sua voce supera quella del collega Iannone al microfono. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, è l'effetto della mascherina e della congestione. Come dicevo, assistere ad un'elezione in cui i politici votano altri politici, nell'indifferenza dei cittadini, è veramente mortificante, quando questi enti hanno ancora funzioni fondamentali, che riguardano le scuole e le strade provinciali. Il piano da 510 milioni di euro, per 94 enti, spalmato in tre anni, non rappresenta dunque assolutamente una risposta risolutiva. Allo stesso modo, secondo noi è un palliativo quello che si mette in campo per le Città metropolitane, attraverso un meccanismo cervellotico, con cui a nostro avviso si paga una cambiale elettorale, che però non salva né Napoli, né altre città, perché è evidente che per fronteggiare il gravame che viene da anni di squilibri amministrativi occorrerebbero ben altri interventi, per fare in modo che queste realtà amministrative, che rappresentano la prima interfaccia istituzionale dei cittadini sul territorio, possano avere amministratori nella condizione di agire davvero, dal punto di vista politico e amministrativo. Quindi, esprimiamo un giudizio estremamente negativo sulla manovra. Come ha detto la senatrice Rauti, è un'operazione di ragioneria, ma aggiungerei anche, in alcuni casi, di salumeria, viste le mancette che sono previste all'interno del testo. A prescindere da chi sarà il nuovo Capo dello Stato, è evidente che questo Governo, con la sua contrastante maggioranza, ha esaurito la sua vita e sembra sempre di più un gigante dai piedi d'argilla. (Applausi) . PRESIDENTE. La ringrazio, anche per la sintesi. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ero qui in trepidante attesa. Devo dire che la condizione è eccezionale, anche perché il Governo è rappresentato autorevolmente dal mio amico e collega Picchetto Fratin, Vice Ministro allo sviluppo economico, poi ci sono i colleghi di Forza Italia, i relatori, un rappresentante del redivivo Partito Comunista, oltre ovviamente alla collega Tiraboschi. Quindi, è un'occasione unica ed eccezionale. È un disegno di legge di bilancio estremamente importante, che entra in un momento particolare della vita degli italiani. Prima uno dei relatori, il senatore Vasco Errani, ha definito questo un momento di crescita inaspettata. Probabilmente era una crescita da programmare, o meglio, una crescita che qualcuno aveva pensato di programmare. Non so se il Covid sia stato un inedito strumento, oppure uno strumento sopravvenuto per caso. Sicuramente, è stato uno strumento che ha portato via decine di migliaia di persone da questa terra, ha sacrificato famiglie, ha sacrificato in un momento storico un'economia già ammalata, ma ha aperto gli occhi ad un sistema politico, nazionale, europeo ed internazionale, sul fatto che probabilmente i sistemi economici pensati, controllati e regolamentati fino a quel momento, non avevano più ragione di esistere. Aver sbloccato un sistema, purtroppo soltanto dopo una grave problematica quale la pandemia, ha causato un rimbalzo economico - arrivo alla nostra opportunità oggi - che non possiamo trascurare. Attenzione, perché di rimbalzo economico si tratta e noi dobbiamo essere capaci di coglierlo e renderlo strutturale. Ora, pensare che l'Italia possa crescere nei prossimi cinque anni del 6,2 per cento significherebbe avvicinarsi alla crescita degli ultimi dieci anni della Repubblica Popolare Cinese, il che mi parrebbe quantomeno un po' difficile e complicato. Tuttavia, le misure messe in atto e i sistemi che sono stati smontati e che hanno consentito una valorizzazione del sistema economico nazionale ed europeo, devono servire alla strutturazione delle imprese, della nostra società e a renderci seriamente interessati al futuro, non al presente. Cito nuovamente il collega Errani nel suo intervento introduttivo, quando ha detto che non si guarda l'arricchimento di questo periodo con negatività, ma al contrario; non deve essere, però, fine a se stesso: deve valere come obiettivo per un futuro consolidato di un'economia che ovviamente ha un'opportunità. Allora, dobbiamo essere noi imprenditori - mi ci metto anch'io, seppur piccolissimo - a guardare avanti con senso di responsabilità. Abbiamo lavorato molto bene. I bonus di cui parlavo poco fa valgono nell'edilizia complessivamente probabilmente oltre 100 miliardi di euro. Sono stati mantenuti liberi da vincoli e vincoletti; è stato fatto molto per evitare delle crisi che si sarebbero verificate. Abbiamo dato una spinta al turismo e alla cultura; abbiamo valorizzato ciò che per noi di Forza Italia è un elemento essenziale: la riduzione profonda delle tasse, una riduzione dell'IRAP, una riduzione dell'Irpef. Abbiamo combattuto... ( Il microfono si disattiva automaticamente ). Abbiamo lavorato molto in tal senso, però - lo ripeto - chiudo come ho iniziato: abbiamo un'opportunità; abbiamo lavorato bene insieme, seppur con difficoltà e con opinioni diverse; cerchiamo di fare in modo che il Paese capisca e che noi capiamo che questa è un'occasione che non possiamo perdere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghi, la discussione odierna verte sulla legge più importante che ogni anno il Parlamento si trova ad approvare, la legge di bilancio. Il provvedimento già in partenza era buono, ma che, come ogni volta, sarebbe stato possibile migliorare e per questo avevo presentato oltre 30 emendamenti a mia firma. Alcuni inspiegabilmente non sono stati accolti. Penso, ad esempio, a quello con cui chiedevo la soppressione del limite per i neopatentati di acquistare una macchina con un certo parametro entro il primo anno, non potendo quindi guidare nulla. Ebbene, dopo aver disimparato quanto appreso a scuola guida per l'esame, i neopatentati potrebbero ritrovarsi, infatti, a guidare qualsiasi veicolo. L'emendamento era a costo zero per lo Stato. È un provvedimento assurdo che è diventato anche anacronistico a causa del differente modo di calcolare il rapporto tra peso e potenza delle autovetture. L'emendamento, però, non è stato accolto. Non è stato accolto, altresì, l'emendamento con cui chiedevo di eliminare un'anomalia presente nel nostro sistema per cui i pickup , essendo immatricolabili solo come autocarri, possono essere utilizzati solo per l'esercizio dell'attività di impresa e, quindi, potrebbero trasportare solo gli addetti legati all'attività di quell'impresa. Noi, invece, sappiamo benissimo che vengono abitualmente utilizzati per il trasporto di persone, con il rischio che, nel caso di incidente, i trasportati non sarebbero coperti. Chiedevo di eliminare questa anomalia. Sarebbe costato zero allo Stato e quasi sicuramente ci sarebbe stato un gettito per l'erario, un introito perché, non essendo immatricolabili per scelta - l'attuale possibilità sarebbe rimasta - come autocarri, non ci sarebbe stato il recupero dell'IVA, né la detrazione delle spese sostenute. Sarebbe stato addirittura un vantaggio fiscale per lo Stato e avrebbe eliminato un problema che purtroppo riguarda centinaia di migliaia di mezzi. Vista la mia provenienza, come era lecito e logico aspettarsi, la maggior parte degli emendamenti riguardava il terremoto. Peccato che non sia stato approvato il provvedimento con cui si chiedeva la deroga per il calcolo delle piante organiche delle scuole del cratere. Era un provvedimento che avevo ottenuto da sindaco già nell'ottobre 2016, quando in occasione di un incontro con l'allora presidente del Consiglio Renzi ad Arquata del Tronto evidenziai che molte delle persone costrette ad andarsene dai nostri luoghi avevano dei figli che inevitabilmente avrebbero iscritto in altre scuole e che, quindi, serviva una deroga per evitare che la riduzione dei servizi offerti portasse quelle persone a non rientrare più. Purtroppo è un problema che non è stato risolto. Così come è un peccato non aver accolto un emendamento a prima firma del collega Briziarelli con cui si chiedeva l'istituzione di un osservatorio sui terremoti e su come era stata poi gestita la ricostruzione. Già tre anni fa, in Commissione, avevo chiesto di avviare l' iter per una legge di gestione delle emergenze. Questo perché, avendone vissute diverse direttamente sulla mia pelle, so perfettamente, anche da ex amministratore locale, quanto sia difficile, inopportuno e sconveniente dover ricominciare ogni volta daccapo, senza nemmeno sapere quali sono i ruoli. Quindi, approvare una legge di gestione delle emergenze prima, in tempo di pace, sicuramente ci consentirebbe di farci trovare pronti quando, purtroppo, si verificherà un'altra emergenza. Invece, la legislatura sta per finire, a prescindere se la sua scadenza sarà naturale o anticipata, e temo proprio che arriveremo alla fine della legislatura senza che questa legge sia approvata. Peccato. È per me un rammarico importante - infatti ogni volta presento questo emendamento - che non sia stato risolto il problema costituito dall'articolo 10 del decreto n. 189 del 2016, poi convertito nella legge n. 229 del 2016, che comporta l'assurdo per cui la ricostruzione di alcuni privati sarà pagata da altri privati. La proroga del superbonus sospende e rinvia questo problema, spostandolo alla fine del 2025 ma non risolvendolo. Quindi, prima o poi andrà risolto. Così, però, ho già introdotto una delle misure che, invece, mi soddisfano molto, appunto la proroga del superbonus per le aree terremotate. Da subito avevo evidenziato la necessità di questa proroga. Innanzitutto per motivi di equità, perché per me era assurdo creare la sperequazione per cui chi sceglieva discrezionalmente di fare un intervento usufruendo dei bonus non pagava nulla, mentre chi, invece, era costretto a fare l'intervento per causa di una calamità naturale si ritrovava ad avere degli accolli. Per equità, dunque, era giusto e opportuno che questo bonus venisse prorogato, anche perché nei comuni terremotati spesso ci si trovava nell'impossibilità di poter presentare i progetti. Pensiamo alle aree perimetrate perché all'interno dei centri storici distrutti; pensiamo alle aree interessate da un PSR, un piano speciale di ricostruzione. Tutte condizioni oggettive, impedimenti oggettivi, anche solo per la presentazione del progetto, quindi figuriamoci per rendicontare entro i termini previsti dalla legge. Era dunque necessario che questi bonus venissero prorogati, anche a causa dell'aumento enorme del costo delle materie prime, che ben conosciamo, perché ha già inciso direttamente sulle tasche di tutte le famiglie italiane e, purtroppo, ancora lo farà nel futuro. Tale aumento ha fatto sì che i costi ipotizzati inizialmente purtroppo non siano più attuali. Quindi, è una necessità oggettiva per la ricostruzione. Ovviamente ci sono altre soluzioni, chieste e ottenute, come ad esempio segnali di attenzione per i Comuni, come ad esempio segnali di attenzione per le attività produttive, che si ritrovavano nella condizione di dover anticipare per intero il costo dell'IVA. Tutte soluzioni che erano necessarie e che hanno avuto accoglimento in questa manovra. Approfitto del tempo che rimane per uno spunto di riflessione che propongo a tutta l'Assemblea. La ricostruzione non deve rimanere fine a se stessa. Purtroppo, in quelle aree abbiamo perso una generazione, perché molte persone, quasi tutte, sono state costrette ad andarsene nell'imminenza del terremoto. Molti di coloro che avevano dei figli, li hanno iscritti a nuove scuole, da cui poi non avrebbero potuto sradicarli per rientrare nei Comuni di appartenenza; altri sono stati costretti a trovare lavoro fuori; altri ancora sono stati costretti ad andarsene per i motivi più disparati. Comunque, noi abbiamo perso delle persone e questa generazione persa, in Comuni che hanno già decremento demografico, rischia di diventare mortale. Ecco perché io propongo all'Assemblea di riflettere, non tanto e non solo sulla ricostruzione, che appunto non dovrà mai diventare fine a se stessa, ma su un piano di ripresa di quelle aree. Un piano che deve essere infrastrutturale, deve essere sociale, deve essere economico, deve essere urbanistico, deve fare in modo che, appunto, quelle aree diventino appetibili non solo per chi ci dovrebbe tornare, ma anche per persone che dovessero sceglierle come luogo dove costruire la propria famiglia e il proprio futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, inizierò il mio intervento dicendo subito che i motivi per cui ho deciso di votare a favore del presente disegno di legge di bilancio sono l'innovazione e la capacità di incidere e di avanzare una prospettiva, elementi caratterizzanti della manovra finanziaria che la legano al superbonus 110 per cento. L'innovazione, da sempre al centro dell'azione politica del MoVimento 5 Stelle, e l'originalità contraddistingueranno sempre più le scelte di politica economica del MoVimento 5 Stelle. L'innovazione, come si sa, spiazza un po' tutti: all'inizio non è possibile comprendere il pieno potenziale di una misura, in che modo sarà capace di contribuire. Questo è in parte accaduto al superbonus 110 per cento, una straordinaria misura che è stata introdotta nel decreto-legge rilancio, nel maggio 2020, in tempo di pandemia, grazie al secondo Governo Conte. Tale misura sin dall'inizio ha lasciato increduli tanti, perché si chiedevano come era possibile che si potessero realizzare interventi a costo zero perseguendo l'obiettivo ambientale del risparmio energetico. Certo, non abbiamo mai pensato che sarebbe stato facile procedere con il superbonus e attivarlo al meglio e come MoVimento 5 Stelle siamo sempre intervenuti per migliorarlo. Ad esempio lo abbiamo fatto in occasione dell'introduzione della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), che avevamo già concepito proponendo un emendamento al decreto-legge sostegni nel marzo 2021, che è stato poi inserito all'interno del decreto-legge semplificazioni del luglio 2021. Non abbiamo certo pensato che potesse essere facile, nella misura in cui poche persone avevano sin dall'inizio capito quel meccanismo virtuoso, quella innovazione introdotta con il superbonus 110 per cento che dobbiamo tutti ricordare. Mi riferisco al meccanismo dello sconto in fattura e della certificazione, cessione e circolazione del credito a tutti gli altri bonus edilizi. Questo è il vero valore, questa è la vera chiave di lettura del superbonus 110 per cento. Quanto accaduto all'interno del presente disegno di legge di bilancio in tema di superbonus 110 per cento è il motivo per cui abbiamo supportato la nascita del Governo Draghi, cioè la capacità di incidere rimanendo al suo interno. I dati sono sotto gli occhi di tutti: possiamo dire che il 2021 è l'anno in cui il superbonus è andato a regime. Non siamo noi politici a dirlo, ma vari organismi economici, i centri di ricerca, gli ordini professionali. Vorrei ricordare alcuni risultati di questa misura: l'ultimo rapporto dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) al 30 novembre 2021 afferma che in Italia dall'inizio dell'anno sono stati attivati ben 70.000 cantieri, con un aumento del 4.200 per cento rispetto all'inizio dell'anno, che in termini di investimenti dovuti al superbonus significano 12 miliardi di euro (più 6.200 per cento rispetto all'inizio dell'anno). Secondo l'ultimo rapporto sull'impatto degli incentivi fiscali in edilizia, elaborato dal Servizio studi della Camera con il Centro ricerche economiche sociologiche e di mercato nell'edilizia (CRESME), tra superbonus e vari altri bonus edilizi sono stati generati lavori incentivati per 51 miliardi di euro (più 82 per cento rispetto al 2020). Questo significa in primo luogo che sono stati creati 510.000 posti di lavoro e in secondo luogo che ci siamo avvicinati molto agli obiettivi del Piano nazionale integrato per l'energia ed il clima in termini di risparmio energetico. Un ultimo studio fatto dal Consiglio nazionale degli ingegneri afferma che il superbonus consentirà di generare un prodotto interno lordo (PIL) di 12 miliardi di euro in Italia per il 2021 e ulteriori 153.000 posti di lavoro; proprio sui posti di lavoro si sofferma l'Osservatorio sul precariato dell'INPS, secondo il quale, rispetto a giugno 2020, nel giugno 2021 nell'edilizia sono stati attivati 92.000 posti di lavoro, di cui ben 52.000 sono contratti di lavoro a tempo indeterminato. Infine, uno studio di Unioncamere-Infocamere afferma che negli ultimi due anni sono state costituite ben 30.000 nuove imprese di costruzioni. Potrei ancora procedere con i dati, ma preferisco fermarmi e capire dove stiamo andando. Che questa sia la direzione giusta ce lo ha certificato la stessa Commissione europea con alcuni suoi rappresentanti, come il vice presidente Timmermans e la commissaria Simson, secondo i quali è da fugare ogni dubbio su questa straordinaria misura introdotta dal MoVimento 5 Stelle. Adesso possiamo però passare ai contenuti del disegno di legge di bilancio che, assieme al decreto-legge antifrode, hanno finito per disorientare alcuni operatori. Purtroppo alcune misure hanno finito per discriminare alcuni interventi rispetto ad altri, come pure si poteva temere ingessassero il meccanismo. Il MoVimento 5 Stelle ha proposto un pacchetto di emendamenti (parliamo di oltre 20 emendamenti soltanto sul superbonus) che ha condiviso con le altre forze di maggioranza ed è riuscito a formulare una serie di proposte che il Governo ha in larga parte accettato. Finalmente potremo contare sui seguenti risultati. Il primo, tanto atteso, è la proroga al 2022 del superbonus sulle case unifamiliari, senza alcun riferimento al tetto ISEE, alla CILA e all'abitazione principale, purché ci sia uno stato di avanzamento dei lavori pari al 30 per cento al 30 giugno 2022. Il secondo è la proroga del superbonus rafforzato e sostitutivo (nelle aree terremotate) per interventi di ricostruzione di case nelle aree colpite da sisma post 2009. Il terzo è l'allineamento della scadenza dei lavori trainati come per quelli trainanti, importante per migliorare di due classi energetiche l'efficientamento energetico della casa, come pure riconoscere le spese delle asseverazioni all'interno delle detrazioni fiscali previste dai bonus. Signor Presidente, abbiamo così restituito al superbonus l'ampiezza che meritava. In questo modo sarà in grado di continuare a sprigionare tutta la sua potenzialità in termini di crescita economica, generazione di posti di lavoro e tutela dell'ambiente. (Applausi) . Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose» (2483). Il provvedimento è stato assegnato alla 5ª Commissione, in sede referente, con il parere delle seguenti Commissioni: 1ª, 2ª, 3ª, 4ª, 6ª, 7ª, 8ª, 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª, 14ª e Questioni regionali. Le predette Commissioni sono autorizzate a convocarsi per l'esame del provvedimento. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2448 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Fazzolari. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, lo abbiamo detto subito: si tratta di un disegno di legge di bilancio deludente e privo di visione, come tale confermato fino alla fine. Veramente non serviva scomodare Draghi per una tale legge di bilancio. Ci sono un problema nel merito e uno nel metodo. Il disegno di legge di bilancio arriva in Aula il 21 dicembre (ancora non abbiamo votato nulla): è il solstizio d'inverno, la notte più lunga dell'anno e anche molto buia per il Senato, vedendo come è ridotto. Vedo gli interi banchi della sinistra difesi dall'eroico senatore D'Arienzo. Nel rivolgergli un complimento, rilevo però che ciò dimostra che la sinistra sta bene dove vengono prese le decisioni ed evidentemente la sede non è il Parlamento, altrimenti avremmo i banchi pieni. Si tratta di un pessimo testo all'origine, presentato dal Governo, e rimasto per lunghe ore in Commissione bilancio. Anche qua voglio aprire una parentesi, esprimendo un plauso a tutti i senatori della Commissione bilancio... (Brusio). PRESIDENTE. Capisco che sta parlando un senatore dell'opposizione, ma visto che siamo in pochi ascoltiamo. Prego, senatore Fazzolari. FAZZOLARI (FdI) . Tutte quelle ore in Commissione sono state usate dalle forze di maggioranza non per migliorare il testo, ma solamente per provare a strappare qualche marchetta. Ciò è molto triste e non tanto per le marchette. I giornali già ne hanno pubblicate diverse, visto che ce ne sono di svariate e vergognose: 82.000 euro per l'assunzione di due dipendenti in un piccolo Comune e un milione di euro per la ristrutturazione della palestra di uno specifico Comune. Un milione di euro per l'efficientamento energetico della piscina comunale di un Comune, che sarà di un senatore della maggioranza. Veramente da vergognarsi, e non solo per questo, ma proprio perché il Parlamento ha perso la sua funzione: non ha più l'ambizione di migliorare un pessimo testo del Governo, ma lo digerisce e ravana quello che può in mezzo ai rifiuti. Triste. Fratelli d'Italia a questo squallore, però, non è sceso. Abbiamo battagliato, soprattutto grazie ai nostri senatori in Commissione bilancio, per tentare di migliorare il testo. Con le nostre poche forze disponibili al Senato qualcosa abbiamo fatto; i miei colleghi lo hanno già raccontato e lo racconteranno anche domani. Penso al diritto finalmente esteso ai liberi professionisti di ammalarsi, senza che questo comporti la mancanza degli adempimenti tributari ai quali sono tenuti; penso alle risorse destinate alla ventilazione meccanica per l'areazione delle scuole. Il Covid-19, infatti, prospera soprattutto dove non c'è ricircolo d'aria: nelle scuole serve la ventilazione meccanizzata, non servono altre sciocchezze. (Applausi) . Lo abbiamo detto e ripetuto e siamo riusciti a stornare parte dei fondi inutilizzati destinati alle scuole per realizzare la ventilazione meccanizzata, anche se ne servirebbero di più. 10 milioni di euro per il fondo per gli immobili occupati: di questo andiamo fierissimi. Altro che 10 milioni per qualche marchetta in giro! Se a un proprietario di immobile residenziale occupano la casa fino ad oggi, prima dell'approvazione di questo disegno di legge di bilancio, egli continua a essere tenuto a pagare tutte le tasse su quell'immobile: la quota Irpef, la quota IMU, se non è prima casa, e la quota Tari. Grazie a Fratelli d'Italia, da quando viene fatta la denuncia di occupazione dell'immobile a quando quell'immobile non viene liberato, le tasse sull'immobile occupato non saranno dovute. Questa era la battaglia che poteva e doveva fare il Parlamento in Commissione e non il riscaldamento della piscina del Comune di uno dei senatori. Purtroppo non c'è stato spazio per molte altre battaglie che Fratelli d'Italia aveva provato a portare all'attenzione del Parlamento italiano. Gli italiani hanno bisogno di lavoro e noi da sempre abbiamo avanzato delle proposte, anche per questo disegno di legge di bilancio. Abbiamo proposto di ragionare su un modello che dica alle imprese: più assumi, meno tasse paghi. È una cosa di buon senso. Con un meccanismo composito, abbiamo proposto una super deduzione del costo del lavoro per le imprese ad alta intensità di lavoro; come abbiamo il superbonus per gli ammortamenti, facciamo il superbonus per chi assume persone in Italia. Questo agevola l'economia reale e sfavorisce le grandi concentrazioni economiche, che fanno utili in Italia senza assumere: bocciato l'emendamento. Purtroppo Gualtieri si era sbagliato quando aveva detto che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro a causa del Covid-19; il posto di lavoro l'hanno perso in moltissimi: lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, partite IVA. Sono in molti ad aver perso il posto di lavoro. Abbiamo proposto allora la creazione di un fondo per la ricollocazione di chi ha perso il posto di lavoro nel periodo della pandemia, attraverso sistemi collaudati, ossia ponendo a carico dello Stato il 50 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. È un meccanismo che, per esempio, già funziona per l'occupazione femminile o l'occupazione giovanile. Anche questa ci sembrava una misura semplice, immediata e di buon senso, ma è stata bocciata. Abbiamo anche sollecitato un intervento contro la concorrenza sleale che subiscono prevalentemente i nostri commercianti. Esiste il meccanismo delle imprese "apri e chiudi": chiunque sa che il fisco prende contezza di un'attività non prima di due anni. Legalmente, se io apro un'attività, posso tranquillamente non versare un euro allo Stato prima di ventiquattro mesi, non facendo qualcosa di illegale, ma semplicemente applicando la legge. Però, se io alla fine dei due anni sparisco, il fisco non mi rintraccia più. E allora ci sono delle piccole accortezze che si possono adottare: per i soggetti a rischio, prevalentemente chi è extracomunitario (non perché uno voglia fare discriminazione, ma perché è più facilmente non più reperibile), fare un fondo cauzionale o una fideiussione sulle tasse che saranno dovute. Un'altra cosa a costo zero per chiunque è l'obbligo di PEC per gli amministratori di società. Noi abbiamo un sistema nel quale c'è l'obbligo di PEC per le società, ma non c'è l'obbligo di PEC per gli amministratori delle società. Questo vuol dire che prendo una testa di legno, gli faccio fare la società, dopo i due anni chiudo, sparisce la società, non ho pagato un euro e non c'è neanche la possibilità di notificare l'atto. Non notificare l'atto vuol dire che, per esempio, il dipendente non pagato non ha neanche diritto a rifarsi all'INPS per il TFR non pagato. Perché ci avete bocciato la richiesta di obbligo di PEC per gli amministratori di società? Costava zero, avrebbe aiutato a combattere la concorrenza sleale e avrebbe aiutato i lavoratori. Purtroppo il tempo è finito e gli argomenti erano molti. Aggiungo solamente che Fratelli d'Italia pensa che all'Italia servano crescita e lavoro; per fare questo va aiutato il nostro tessuto produttivo. Questo disegno di legge di bilancio non lo fa ed è purtroppo un'occasione persa, non per Fratelli d'Italia, ma per la Nazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, ci accingiamo purtroppo a ratificare, come Parlamento, un disegno di legge di bilancio quasi intoccabile. Esiste sicuramente in questa legge di bilancio sia un problema di metodo che un problema di merito. Il Governo sicuramente ha ritardato, ben oltre il timing degli altri anni, l'approdo in Parlamento di questa manovra. L' iter di questo disegno di legge è apparso già segnato ben prima di cominciare. È sicuramente una legge di bilancio che prenderà qui la fiducia e arriverà blindata alla Camera. Per quanto riguarda la questione di merito, una delle cose importanti è che le liti all'interno di questa maggioranza hanno fatto sì che questa manovra non abbia dato nessun tipo di risposta alle imprese, che si vedono prorogate le misure già esistenti, e neanche ai contribuenti, che sono perseguitati dall'Agenzia delle entrate. C'è stato un taglio delle tasse di 8 miliardi, che sarà poco incisivo, mentre sarà finanziato il reddito di cittadinanza. È un documento che non ha nessun tipo di visione politica, a causa appunto di una maggioranza litigiosa che non ha affrontato il tema della crescita, ma l'ha rinviato. Uno dei temi forse più importanti avrebbe potuto essere quello relativo al superbonus 110 per cento; però purtroppo anche qui la burocrazia ha limitato molto le risposte. Nell'ultimo anno e mezzo sicuramente c'è stata una volontà da parte delle piccole e medie imprese, che hanno avuto nel superbonus 110 per cento solamente la possibilità di vedere incrementata la loro redditività; purtroppo il Governo non è riuscito a dare delle risposte importanti. Anche per quanto riguarda il merito della questione relativa allo stanziamento di risorse, occorre sottolineare che si continuano a finanziare - come dicevo prima - delle spese improduttive per il Paese, come il reddito di cittadinanza (anche se forse è stato un po' depotenziato), mentre si vanno a limitare enormemente quelle misure che in qualche modo erano già gravate da incertezza, ma che hanno rappresentato un volano di sviluppo per l'economia nell'ultimo anno e mezzo. Mi riferisco al superbonus del 110 per cento, che, nella formulazione attuale prevista in questo disegno di legge di bilancio prevede soprattutto delle forti limitazioni. In primis, la proroga fino al 2025 per i condomini non risulta veritiera proprio perché se la sburocratizzazione delle misure non è ancora avvenuta e al contempo la detrazione subisce un calo con il passare degli anni, chiaramente questa misura non è sicuramente attrattiva. Sempre per quanto riguarda il tema del superbonus, ho presentato personalmente, insieme ai miei colleghi, una serie di proposte emendative volte ad ampliare queste misure e, in parte grazie al lavoro dei colleghi del mio Gruppo in Commissione bilancio, il provvedimento è stato migliorato. Spero sia assodata la cancellazione del limite ISEE di 25.000 euro per accedere al superbonus per le villette unifamiliari. Confermeranno il vincolo del 30 per cento dei lavori da effettuarsi entro il 30 giugno 2022, come l'estensione del beneficio alle ONLUS e agli interventi trainanti. Termino, Presidente, dicendo che sicuramente la maggioranza non ha avuto coraggio e non ha avuto una visione per il Paese soprattutto perché ci sono state queste liti che hanno ritardato molto l'approvazione del bilancio. Un documento che senza avere nessun tipo di visione politica sicuramente creerà dei problemi nei prossimi mesi e anche nei prossimi anni. Noi come Fratelli d'Italia saremo vigili per migliorare, ove possibile, tutti i provvedimenti, in questo caso presentando degli emendamenti che possano migliorare il testo sempre di più perché il Paese ha bisogno sicuramente di una visione ampia. (Applausi) . PRESIDENTE . Ringrazio il senatore Nastri per aver ridotto il tempo del suo intervento, così come io non sono intervenuto per permettere di parlare almeno ai presenti. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La chiusura della seduta era prevista alle ore 20, ma per rispetto del ragazzo affetto dalla sindrome di Down, di cui lei vuole parlare, non posso non consentire il suo intervento. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, il Presidente della Repubblica la settimana scorsa ha consegnato gli attestati d'onore di alfiere della Repubblica, conferiti a ragazze e ragazzi che rappresentano modelli positivi di cittadinanza che si impegnano con azioni pregevoli che meritano riconoscimento. È con grande piacere e forte commozione che porto all'attenzione del Senato e della Nazione la nomina ad alfiere della Repubblica di Antonio Maria Granieri, premiato con la motivazione di essere diventato testimone di socialità e amicizia nell'attività dell'associazione «Down Dadi» di Padova, nel sostegno ai compagni che hanno bisogno di maggiore aiuto nel dialogo con i coetanei. Antonio è un ragazzo di diciotto anni di Vigonza, in provincia di Padova; è solare e socievole. La sua famiglia è composta da mamma Angela, papà Francesco, la sorella Teresa e la gemella Maria Elisabetta. Poi nonni, zii e cugini, lo avvolgono con tutto il loro amore. Frequenta il quarto anno dell'Istituto alberghiero di Abano, gli piace andare a scuola perché così può stare con i suoi compagni e divertirsi con loro, soprattutto durante il laboratorio di cucina. Nel tempo libero pratica due sport, ballo e baskin (basket inclusivo). Quasi ogni settimana frequenta «Casa Vela», un progetto di autonomia dell'Associazione «Down Dadi» di Padova. È qui che ha incontrato i suoi migliori amici. Un suo difetto è la testardaggine, ma questo lo porta a voler sempre trovare un modo per aiutare i suoi amici in difficoltà. I suoi pregi più belli sono infatti la bontà e l'altruismo verso chiunque, coetanei e non. Un piccolo dettaglio: Antonio ha la sindrome di Down. Nella società dello scarto sarebbe relegato ai margini, invece è la dimostrazione vivente che amati, stimolati e valorizzati dalla famiglia e da chi ci sta vicino, tutti possiamo essere felici e preziosi per la comunità. Antonio è icona dell'uomo che nella difficoltà sa valorizzare il disagio e si fa prossimo a chi soffre o non ce la fa. Parafrasando don Tonino Bello, Antonio è un ragazzo con una sola ala che abbraccia il fratello, anch'esso con una sola ala, e assieme si librano verso le vette più alte, quelle che rendono la vita degna di essere vissuta. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Quarto, la ringrazio per il suo intervento, a cui mi associo. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 22 dicembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 22 dicembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 20,05) . Testo integrale dell'intervento del senatore Questore De Poli nella discussione dei Docc . VIII, nn. 7 e 8 Gentile Presidente, cari onorevoli colleghi, a nome del Collegio dei senatori Questori ringrazio i colleghi Paolo Arrigoni e Laura Bottici per il lavoro fatto assieme. Sottopongo stamane all'attenzione dell'Assemblea, il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2020 e il progetto di bilancio interno del senato per il 2021. Prima di entrare nel merito dei documenti contabili che oggi illustriamo all'Assemblea, consentitemi di sottolineare quanto l'Amministrazione abbia voluto, in questi anni, guardare al futuro e investire su parole chiave come innovazione tecnologica, digitalizzazione e transizione green , pari opportunità. Cari colleghi, il bilancio non è mai fatto solo di fredde cifre. Dietro i numeri ci sono le persone e soprattutto decisioni strategiche che vanno in una direzione o in un'altra. Abbiamo lavorato e continueremo a lavorare, anche nel 2022, nella direzione di una prospettiva: garantire il migliore funzionamento della macchina legislativa e avvicinare l'istituzione parlamentare ai cittadini. Per un Senato che sia sempre più aperto agli italiani, sempre più dinamico, moderno e quindi con processi organizzativi interni efficienti ed efficaci, questa è la prospettiva - come dicevo - su cui continueremo nel nuovo anno che si appresta ad arrivare. Nell'attuale contesto di emergenza scatenata dal Covid-19, mi preme preliminarmente mettere in evidenza le iniziative del Collegio dei Questori e le misure organizzative e igienico-sanitarie adottate dagli organi di direzione politica in coerenza con le indicazioni formulate dalle autorità sanitarie nazionali e con le disposizioni vigenti in materia nell'ordinamento generale, per contrastare la crisi epidemiologica. Tali iniziative, da ultimo - e mi riferisco in modo particolare alle deliberazioni del Consiglio di Presidenza assunte lo scorso 5 ottobre e dal Collegio dei Questori lo scorso 2 dicembre - hanno riguardato l'obbligo del cosiddetto green pass : da venerdì 15 ottobre è infatti in vigore l'obbligo di esibire la certificazione verde Covid-19, rilasciata in conformità alle disposizioni vigenti, per accedere alle sedi del Senato; mentre con una delibera approvata dal Consiglio di Presidenza il 2 dicembre, esattamente in linea con la normativa generale e attuando le disposizioni previste dal decreto legge n. 172 del 2021, anche a Palazzo Madama è entrato in vigore, a partire dal 6 dicembre, il super green pass che viene richiesto per l'accesso ad una serie di ambienti e luoghi di Palazzo Madama e delle altre sedi del Senato per la partecipazione a iniziative istituzionali e culturali, convegni, congressi, conferenze stampa, e per l'accesso alla Biblioteca 'Giovanni Spadolini' e all'Archivio storico. Va detto altresì che abbiamo continuato ad applicare una serie di misure che, dall'insorgere dell'emergenza Covid-19 ad oggi, abbiamo intrapreso per contrastare il virus e quindi garantire, da un lato, la sicurezza sanitaria e la tutela della salute e, dall'altro, la continuità legislativa dell'organo costituzionale del Senato. È in questo contesto che oggi sottopongo all'attenzione del Consiglio di Presidenza i due documenti contabili che, come sappiamo, danno conto dell'attività svolta dall'Amministrazione. Partiamo dall'esame del rendiconto delle entrate e delle spese per l'anno finanziario 2020. La spesa complessiva del Senato, al netto dei risparmi da riversare allo Stato, nel 2020, ammonta a 483.718.048 euro in diminuzione di oltre 2,6 milioni di euro rispetto al consuntivo del 2019. Il trend è decrescente ed è ancora più marcato se mettiamo a confronto i dati del 2020 con quelli del 2012: in questo periodo, infatti, la spesa nominale effettiva del Senato si è ridotta del 7,09 per cento senza tenere conto degli effetti inflazionistici. A confermare l'andamento positivo è un altro dato: il rapporto tra la spesa effettiva del Senato e la spesa statale è pari a 0,045 per cento. In quattordici anni, dal 2006 al 2020, tale rapporto è sceso da 0,083 a 0,045. Continuiamo a leggere i dati di rendiconto. Sul versante delle entrate si è registrato un risultato complessivo, nel 2020, al netto delle partite di giro e dei movimenti di cassa, pari a 542.905.117,10 euro. Come si evince dai documenti all'esame, con la delibera di approvazione del rendiconto si provvede ad accertare un avanzo di esercizio per l'anno finanziario 2020 pari a 59.187.068,30 euro. Per ciò che riguarda il bilancio dell'Assistenza sanitaria integrativa dei Senatori (ASIS, che, come sappiamo, è interamente a carico dei Senatori), ad oggi si registra un avanzo di gestione complessivo pari a circa 2,5 milioni di euro. Come si evince bene dai dati di rendiconto, l'azione di contenimento della spesa coinvolge tutti gli ambiti della macchina amministrativa. Possiamo notare, ad esempio, che il rapporto tra spese di funzionamento e spese previdenziali rimane costante ed è pari a circa il 55 per cento per le prime e al 45 per cento per le seconde. Va anche sottolineato, prima di entrare nel dettaglio di alcune singole voci, che l'aggregato spesa corrente obbligatoria rappresenta oggi il 91,20 per cento di tutte le spese del Senato e, come si evince dai dati di rendiconto, questo aggregato che riguarda le spese per Senatori, ex Senatori, segreterie istituzionali, gruppi parlamentari, personale dipendente in servizio e in quiescenza, oneri previdenziali e fiscali a carico dell'Amministrazione - registra una riduzione dall'inizio della legislatura pari all'8,1 per cento. Entrando nel dettaglio del rendiconto, come accennavo prima, registriamo una riduzione trasversale in diverse voci del documento contabile in esame. Servizi di ristorazione: -15,58 per cento; cerimoniale e rappresentanza: -44,87 per cento; trasporto e spedizione: -7,91 per cento; locazioni e utenze: -23,80 per cento. Il bilancio di previsione 2021 che presentiamo oggi è stato redatto in ossequio agli indirizzi deliberati in Assemblea in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione per il 2020 e di quello pluriennale 2020-2022 per quanto concerne le dinamiche delle più importanti voci di entrata e di spesa, ricordando che nel 2020 si è verificata l'emergenza sanitaria Covid-19, con i conseguenti riflessi gestionali. I numeri e risultati del bilancio di previsione evidenziano, come vedremo tra poco, la costante opera di razionalizzazione dell'attività amministrativa al fine di raggiungere gli obiettivi definiti in sede programmatica. Questi risultati e queste cifre sono ancora più significativi se consideriamo la qualità della spesa, ovvero la distinzione tra oneri di funzionamento e quelli di natura strettamente previdenziale. Nel 2021, sulla scia di quanto è accaduto negli altri anni di questa legislatura, si registrano riduzioni della spesa di funzionamento della macchina amministrativa per un importo stimabile in 12 milioni. Questi risultati si aggiungono a quelli degli anni scorsi. Il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto dal 2013 al 2021 per un importo pari a circa 322,5 milioni di euro. Sono tutte risorse che, visto che vengono risparmiate, potranno essere impiegate per altre finalità di pubblico interesse. Come si compone questa cifra? Deriva innanzitutto dalla minore dotazione: Palazzo Madama, in parole povere, ha chiesto minori risorse allo Stato. Ogni anno, a partire dal 2012 fino ad oggi, la dotazione si è ridotta di 21,6 milioni di euro all'anno, rispetto all'ammontare del 2011. Non si tratta di una misura una tantum . Al contrario, è un'azione di contenimento della spesa strutturale che, in nove anni, dal 2013 al 2021, ci ha portato a un minore impatto sulla finanza pubblica pari a 194,4 milioni di euro (2013-2021). Si consolida quindi nel bilancio interno di Palazzo Madama un effetto di contenimento della spesa che non ha carattere di una tantum , ma riveste natura fortemente strutturale, anche al netto di ogni riflesso inflazionistico. Per effetto di tale riduzione, l'importo della dotazione, nel 2021, risulta pari a 505.360.500 euro. L'altra voce significativa che compone i 322,5 milioni di euro, insieme alla minore dotazione, è rappresentata dai risparmi effettuati nel periodo in questione: 27,12 milioni di risparmi per gli anni 2013-2014; 11 milioni di euro di risparmi relativi al 2015; 17 milioni derivanti dal contributo di solidarietà sui trattamenti previdenziali di ex senatori ed ex dipendenti nel triennio 2014-2016; 9 milioni di risparmi nel 2016; 16 milioni di risparmi nel 2017; 12 milioni di risparmi annui nel 2018 nel 2019 e nel 2020; e, come dicevo poco fa, ulteriori risparmi stimabili prudenzialmente in 12 milioni si registrano anche nel 2021. In sintesi, parliamo di una riduzione delle economie di spesa che, per il periodo in questione, ha portato complessivamente a 128,1 milioni di euro di risparmi, risorse che - come sappiamo - potranno essere utilizzate per altre finalità di pubblico interesse. Queste riduzioni della spesa di funzionamento della macchina amministrativa potranno derivare, oltre che dal proseguimento dell'opera di razionalizzazione della spesa, anche dall'attuazione delle misure previste nell'ambito delle integrazioni funzionali delle amministrazioni di Camera e Senato, che peraltro hanno comportato la nascita del Polo della Documentazione parlamentare e del Polo informatico parlamentare oltre al rafforzamento del già esistente Polo bibliotecario parlamentare e una più stretta collaborazione tra gli Archivi storici. In merito alle procedure di gara di rilevanza europea, prosegue il percorso di virtuosa cooperazione tra gli uffici di Camera e Senato, che ha già condotto allo svolgimento in forma congiunta di procedure ad evidenza pubblica, realizzando in molti casi importanti economie di scala. Nel corso del 2021, l'Amministrazione del Senato ha curato lo svolgimento e l'aggiudicazione della gara per il servizio integrato di monitoraggio delle fonti di informazione per il Parlamento, concernente i servizi di rassegna stampa per entrambe le Camere. È inoltre in corso l'istruttoria su una nuova gara, da indire all'inizio del prossimo anno, sul servizio di diffusione via satellite del programma televisivo dedicato ai lavori parlamentari del Senato e della Camera, che sarà gestita sempre dagli Uffici del Senato. A sua volta, la Camera dei deputati si sta occupando della procedura per l'affidamento dei servizi sanitari presso gli ambulatori di entrambe le Amministrazioni, ed è in procinto di pubblicare la gara per i servizi di cosiddetti "prestampa" degli atti parlamentari, a cui potrà aderire anche il Senato, attraverso l'esercizio di un'opzione prevista nel bando di gara. Invece, sul fronte esclusivamente interno, nel corso del 2021 sono state svolte e aggiudicate sei procedure ad evidenza pubblica, riguardanti: 1) la fornitura di energia elettrica; 2) il servizio di stampa centralizzato (cosiddetto Centro di riproduzione digitale) presente a Palazzo Giustiniani, e la fornitura in noleggio di macchine digitali da ufficio multifunzione dipartimentali; 3) i servizi di gestione dei sistemi informatici, di assistenza tecnica specialistica e di help desk ; 4) la fornitura in leasing operativo, in due lotti, di apparecchiature in tecnologia Forninet e Infoblox; 5) i servizi bibliotecari di catalogazione e ordinamento; 6) i servizi di revisione legale della contabilità dei Gruppi parlamentari del Senato. Tutte le procedure sopra menzionate sono state definite senza la presentazione di alcun ricorso da parte degli operatori economici partecipanti. Con riferimento alle gare ancora in via di svolgimento, sono in procinto di essere pubblicate le procedure ad evidenza pubblica relative al servizio di agenzia viaggi presso Palazzo Madama e alla fornitura di vestiario per gli assistenti parlamentari. Se guardiamo ai dati dei risparmi, nel dettaglio, vediamo che il contenimento della spesa c'è a 360 gradi, ovvero in tutti gli ambiti della macchina amministrativa. Penso al fronte delle retribuzioni del personale dipendente che registra una riduzione della massa stipendiale dal 2012 ad oggi pari al 22,45 per cento . Sul fronte delle spese di natura previdenziale (capitolo S.01.26) esse rimangono pressoché invariate con qualche leggero aggiustamento rispetto all'anno precedente (-0,09 per cento). Va sottolineato che le somme decurtate a causa dell'applicazione della riforma del calcolo dei vitalizi, approvata nel 2018, sono state lasciate in un apposito fondo, istituito prudenzialmente fino alla fine dell 'iter processuale in corso presso gli organi di giustizia interna. Inoltre evidenziamo che in merito all'applicazione del comma 261 della legge n. 145 del 2018 (che prevede la riduzione dei trattamenti pensionistici superiori a determinati importi annui lordi), si è proceduto all'istituzione del "Fondo risparmio sui trattamenti pensionistici di importo elevato", così come stabilito dalla legge stessa, al comma 265. Come si evince dai documenti contabili in esame, si assiste ad una riduzione generalizzata delle altre poste in bilancio, che mostrano l'attenzione dell'Amministrazione nella razionalizzazione dell'uso delle risorse pubbliche verso gli obiettivi di contenimento delle spese. Qui farò una veloce disamina della riduzione delle principali voci di bilancio. Sul fronte delle indennità parlamentari e delle competenze accessorie, dall'inizio della scorsa legislatura ad oggi, la stima delle economie di spesa si attesta su un importo pari a 77 milioni di euro. Rispettando così la curva dei dati degli anni precedenti, la percentuale della spesa per le indennità dei Senatori rispetto al bilancio totale del Senato si è pressoché dimezzata, dal 2001 al 2021, passando dal 19 al 10 per cento. Il Senato come esempio di buona amministrazione. Sappiamo bene che le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro trenta giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in sessanta giorni. Il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell'economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Vorrei sottolineare, in questo contesto, un risultato positivo della nostra Amministrazione: nonostante le difficoltà operative dovute al lockdown , il Senato ha pagato nell'anno 2020 le fatture ai propri fornitori entro circa trenta giorni, registrando performances migliori, secondo quanto viene riportato dall'European Payment Report, di Paesi come la Francia (quarantotto giorni). Capitolo Risorse umane. Come sappiamo, nel 2019, il Consiglio di presidenza con apposita delibera ha stabilito il programma di selezione e di reclutamento del personale. Sono stati banditi i concorsi per coadiutori parlamentari e assistenti parlamentari. Gli interventi su Aula, Commissioni e palazzi del Senato. Gli interventi per migliorare i nostri lavori non sono cessati neanche durante la pandemia. Sono stati ammodernati i sistemi audio-video delle aule di tutte le Commissioni e implementati dappertutto i sistemi di videoconferenza ed è stata finalmente informatizzata la procedura di scrutinio del voto di fiducia. Per la primavera sarà ammodernato l'impianto audio-video dell'aula della 4 a Commissione, l'ultima mancante. A Palazzo Carpegna è in fase di completamento l'ammodernamento dei servizi a disposizione degli utenti, anche di quelli diversamente abili. A tale ultimo proposito, proseguono i lavori per il superamento delle barriere architettoniche: ricordiamo che è stata eliminata la barriera per l'accesso all'aula della 14 a Commissione e, nel contempo, sono stati realizzati lavori di ammodernamento dei servizi rendendoli accessibili ai diversamente abili. Infine, presto si provvederà in tal senso anche per l'accesso alle aule della 6 a e della 11 a Commissione. Particolare cura è stata dedicata a migliorare i ricambi d'aria all'interno dell'Aula dell'Assemblea e delle aule delle Commissioni e delle altre dove si svolgono riunioni. Su questo terreno c'è ancora molto da fare ed i servizi tecnici sono già impegnati e da noi Questori sollecitati per il potenziamento dei sistemi di ventilazione meccanica controllata anche come misura di riduzione del rischio infettivologico. Sul piano dell'efficienza energetica, sono stati effettuati interventi per la riduzione dei consumi elettrici e termici e si stanno avviando interlocuzioni con esperti esterni per valutare azioni più incisive. Il contenimento della spesa, come dicevo poc'anzi, deve avvenire a 360 gradi, su tutti gli aspetti della macchina amministrativa. Penso alle politiche green del Senato. Dal potenziamento delle auto elettriche e ibride, al 90 per cento di lampade a basso consumo, ai pannelli fotovoltaici, alla graduale adesione del Senato alla sfida del " plasticfree ". In questi anni, Palazzo Madama ha compiuto piccoli passi in avanti sul fronte dell'attenzione alle politiche per l'ambiente e per migliorare la sostenibilità del patrimonio immobiliare del Senato. Proseguiamo in questa direzione. Per ciò che riguarda le infrastrutture informatiche, il Senato, com'è noto, ha investito molto in questi anni su questo settore, proprio perché abbiamo sempre ritenuto che l'innovazione tecnologica sia un fattore essenziale per migliorare la performance di un'Amministrazione come la nostra e, allo stesso tempo, per rendere il processo legislativo più efficiente ed efficace e far sì che la nostra Istituzione - che a me piace definire la "fabbrica delle leggi" - sia sempre più vista come il luogo della nostra democrazia parlamentare, sempre più vicino ai cittadini e alle loro esigenze. Come sapete, il Senato si è dotato da tempo delle tecnologie di virtualizzazione ed è diventato un modello per tutti i Parlamenti d'Europa grazie alla tecnologia Cloud. Con l'introduzione dei cosiddetti desktop virtuali - che hanno svolto un ruolo centrale, dall'inizio dell'emergenza ad oggi, abbiamo facilitato e accelerato la strada dello smart working per chi lavora in Senato. Già con il precedente rinnovo delle infrastrutture informatiche, Palazzo Madama ha accolto la sfida del digitale, per un Parlamento 4.0, realizzando in questi anni un risparmio pari a 15 milioni di euro dal 2016 ad oggi. Ci accingiamo ad un ammodernamento e potenziamento dei sistemi informatici che consentirà ulteriori risparmi di spesa, adottando soluzioni tecnologiche ancora più " green ". Come sappiamo, la trasformazione digitale e la transizione ecologica camminano necessariamente di pari passo. Anche questo intervento si svolge in sintonia con le linee strategiche a cui si ispira il PNRR. Parlamento 4.0. Le nuove tecnologie hanno cambiato le nostre vite, trasformando il modo che abbiamo di comunicare con gli altri e di vivere la quotidianità. Tutto ciò ha avuto ovviamente un impatto sul nostro lavoro di parlamentari. Oggi, infatti, le attività e le procedure del processo legislativo viaggiano in Rete e grazie alla Rete. Basti pensare alla app Tabulas (disponibile per IoS e Android): si tratta di uno strumento che consente ai senatori di accedere ai documenti parlamentari. Abbiamo previsto la app Senato Media per consultare agenzie di stampa e la rassegna di quotidiani cartacei e web . Abbiamo favorito e dato impulso attraverso la realizzazione di nuove procedure e sistemi alla presentazione in modalità digitale degli atti parlamentari, in particolare degli emendamenti che costituiscono una parte significativa del lavoro degli uffici. Sono allo studio ulteriori servizi informatici per l'inserimento diretto degli atti informatizzati nel sistema destinato alla loro gestione, con l'obiettivo di snellire tutte le relative procedure di lavorazione. È stato introdotto, fra l'altro, in modo consistente l'impiego delle videoconferenze, anche attraverso la modernizzazione degli impianti audio-video ed informatici delle aule di Commissione. Ciò ha consentito e tuttora consente lo svolgimento in sicurezza di un gran numero di audizioni, anche nei momenti più duri della crisi pandemica. Solo nell'ultimo anno registriamo oltre 3.000 videomeeting per un totale di quasi 21.000 ore di videoconferenza. È stato previsto un nuovo sistema di ripresa video dell'Aula, così come abbiamo promosso l'ammodernamento tecnologico e informatico dell'Aula e delle Commissioni. Per beneficiare delle potenzialità della Rete è indispensabile investire sulla connettività. La Rete Wi-fi è stata ampliata e aggiornata in Senato in questi anni. Oggi la Rete è composta da 270 access point e consente una connessione adeguata e sicura a circa 4.000 dispositivi complessivi. Infine, abbiamo lavorato all'implementazione della Web Tv del Senato (sette canali in contemporanea) che ha assolto un compito ancora più importante in termini di pubblicità e trasparenza, sopperendo alle forti limitazioni di presenze consentite all'interno dei palazzi istituzionali. Alcuni numeri: circa 3.400 eventi " live ", cioè in diretta streaming : tutte le sedute dell'Assemblea, oltre 2.200 sedute di Commissioni; circa 900 incontri pubblici (convegni, conferenze stampa, etc.). Solo nell'ultimo anno, a partire dal 10 gennaio 2021, si contano oltre 700 sedute di Commissioni e 400 incontri pubblici. Dal 23 marzo 2018, ovvero dall'inizio della legislatura, il canale YouTube del Senato (che conta 40.200 iscritti) ha totalizzato 5 milioni di visualizzazioni, per oltre un milione di ore di visualizzazione. Tra i filmati in archivio, uno dei più visti in assoluto è l'intervista di Senato TV alla senatrice a vita Liliana Segre, con quasi 80.000 visualizzazioni. Siamo convinti che le istituzioni tutte debbano, oggi, prestare sempre maggiore attenzione anche al tema delle pari opportunità. Proprio per questo motivo nel 2022, come Senato, abbiamo in previsione un'iniziativa sulla salvaguardia delle donne, con particolare attenzione a un progetto che mira all'inclusione delle donne afgane nel loro contesto di vita. Tutte queste misure si inseriscono in un contesto più ampio in cui l'obiettivo è rendere la nostra istituzione più aperta, trasparente, moderna e vicina alle esigenze dei cittadini. La nostra Istituzione si pone come modello rispetto ad altre amministrazioni dello Stato nell'aver intrapreso la strada del rigore e del contenimento della spesa sintetizzabile, se volete, in uno slogan : "risparmiare di più, spendere meglio". L'emergenza Covid-19 ha interessato tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana e ha interessato anche la nostra Istituzione che, come accennavo all'inizio della relazione odierna, si è adeguata alle disposizioni normative generali previste per la collettività, garantendo sempre l'esercizio delle prerogative democratiche, previsto dalla nostra Carta costituzionale. Tutto ciò conferma la centralità del Parlamento che è la linfa di una democrazia parlamentare come la nostra. Mi avvio alla conclusione, con i ringraziamenti dovuti e di cuore, da parte mia, della senatrice Bottici e del senatore Arrigoni, quindi da parte del Collegio dei senatori Questori: non sono ringraziamenti di circostanza ma sono veri e sinceri. Ringraziamo il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Insieme ai ringraziamenti per il lavoro svolto, vorrei, in occasione delle ormai imminenti festività natalizie, esprimere il mio augurio più sincero a Voi, cari colleghi, a tutto il personale del Senato, che realmente è l'anima di questa macchina (direi il cuore pulsante di questa Istituzione), a partire dal Segretario generale, la dottoressa Serafin, dai Vice Segretari generali, dottor Federico Toniato e Alfonso Sandomenico, dai Direttori dei servizi, da tutti i collaboratori, dal personale tutto alle donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, che sono qui e garantiscono la sicurezza dei nostri Palazzi; e infine per ultimi, ma non di certo per importanza, i nostri assistenti parlamentari che qui, in Aula, ci aiutano nel garantire lo svolgimento ordinato dei nostri lavori parlamentari. Auguri a tutti Voi e alle vostre famiglie. Vi ringrazio per l'attenzione. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Doc. VIII, n.8 sulla votazione finale, il senatore DeBonis avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Biti, Bongiorno, Bonifazi, Borgonzoni, Bossi Umberto, Briziarelli, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Corbetta, Dal Mas, De Poli, Di Marzio, Faggi, Floridia, Galliani, Ghedini, Lupo, Mantovani, Marino, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Nocerino, Petrocelli, Pichetto Fratin, Pizzol, Pucciarelli, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Turco e Vanin. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Grasso, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori Fattori e Pittella. Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti S.p.A., con lettera in data 7 dicembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 del testo unico di cui al Regio Decreto 2 gennaio 1913, n. 453, la relazione sull'attività della Commissione stessa per l'anno 2020, approvata nella seduta del 2 dicembre 2021 ( Doc . X, n. 2). Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, secondo comma, della Costituzione, presentazione di relazioni A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Cucca ha presentato la relazione sulla domanda di autorizzazione all'esecuzione dell'ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli nei confronti del senatore Luigi Cesaro nell'ambito di un procedimento penale ( Doc . IV, n. 9-A). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro del turismo Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Ministro della transizione ecologica Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Ministro per il Sud e la coesione territoriale Ministro dell'economia e delle finanze Ministro dell'istruzione Ministro dell'università e della ricerca Ministro per la pubblica amministrazione Ministro dell'interno Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Ministro della giustizia Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (2483) (presentato in data 21/12/2021) C.3354 approvato dalla Camera dei deputati. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Salvini Matteo, Romeo Massimiliano, Ostellari Andrea, Pillon Simone, Pellegrini Emanuele, Urraro Francesco, Pepe Pasquale, Pizzol Nadia Norme in materia di occupazione abusiva dell'immobile adibito a privata dimora (2484) (presentato in data 21/12/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 5ª Commissione permanente Bilancio Pres. Consiglio Draghi Mario (Draghi-I), Ministro turismo Garavaglia Massimo (Draghi-I) ed altri. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose (2483) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanità), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.3354 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 21/12/2021). Affari assegnati È deferito alla 4 a Commissione permanente (Difesa), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sul rafforzamento della difesa comune europea, anche sotto il profilo della razionalizzazione in chiave europea dei relativi settori di produzione (Atto n. 1030). Governo, trasmissione di atti Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 20 dicembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia nel periodo 16 giugno 2021-15 settembre 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente (Atto n. 1031). La Presidenza del Consiglio dei ministri, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: alla dottoressa Gelsomina Vigliotti, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; alla dottoressa Francesca Utili, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Massimo Provinciali, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; alla dottoressa Marialaura Ferrigno, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; alla dottoressa Teresa Esposito, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della difesa; al dottor Stefano Lorusso, dirigente dei ruoli della regione Basilicata, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della salute; al dottor Angelantonio Orlando, estraneo all'amministrazione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero della cultura; al dottor Francesco Mercurio, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'istruzione; all'ingegner Vito Di Santo, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale ad interim , nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; al dottor Alessandro Fiore, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; all'ingegner Fabio Riva, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale ad interim , nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; all'ingegner Umberto Volpe, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; al dottor Giovanni Spalletta, dirigente dell'Agenzia delle entrate, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Antonio Di Donato, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca; al dottor Michele Vitale, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Stefano Mantella, estraneo all'amministrazione, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero del turismo; all'ingegner Pietro Baratono, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; al dottor Salvatore Riccio, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Francesco Alì, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze. La Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della funzione pubblica, con lettera in data 17 dicembre 2021, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni - la comunicazione concernente il conferimento di incarico, al Consigliere Fortunato Lambiase, di Segretario Generale della Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA). Con lettere in data 10 dicembre 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Bardi (Parma) e Longobucco (Cosenza). Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche e gli affari europei, con lettera in data 9 dicembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti comunicazioni concernenti l'avvio di procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - notificate il 2 dicembre 2021 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti, nonché alla 14 a Commissione permanente: comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2021/2243, sui Trattati bilaterali di investimento (TBI) firmati dalla Repubblica italiana con Stati membri dell'UE (Bulgaria, Malta e Slovenia) - alla 2 a , alla 3 a e alla 10 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 125); comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2021/2223, sulla mancata comunicazione dei piani di gestione dello spazio marittimo previsti dalla direttiva 2014/87 - alla 2 a e alla 8 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 126); comunicazione di avvio della procedura di infrazione n. 2021/2180, sulla non conformità della legislazione nazionale con la direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo - alla 1 a , alla 2 a e alla 3 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 127). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL), con lettera in data 17 dicembre 2021, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 10 e 12 della legge 30 dicembre 1986, n. 936 - approvati da quel Consesso nella seduta del 25 novembre 2021 - i seguenti documenti, concernenti: osservazioni e proposte sul disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (atto Senato 2448). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XXI, n. 14); osservazioni e proposte riguardanti le proposte di legge recanti disposizioni in materia di lavoro agile e di lavoro (atti Camera nn. 2282, 2417, 2667, 2685, 2817, 2851, 2870, 2908, 3027 e 3150). Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XXI, n. 15). Assemblea parlamentare della NATO, trasmissione di documenti. Deferimento Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare della NATO ha trasmesso, in data 9 novembre 2021, il testo di sette risoluzioni adottate l'11 ottobre 2021 dall'Assemblea parlamentare della NATO durante la sessione plenaria svoltasi a Lisbona che sono deferite, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a e alla 4 a Commissione permanente: risoluzione n. 466 - Sviluppo di un approccio integrato e coordinato alla resilienza per le democrazie alleate, che sia rivolto alle società nella loro interezza ( Doc . XII- quater , n. 31); risoluzione n. 467 - Sostenere l'impegno della NATO per una difesa e una deterrenza rafforzate in vista del 2030 ( Doc . XII- quater , n. 32); risoluzione n. 468 - Gli insegnamenti legati all'impegno della NATO in Afghanistan ( Doc . XII- quater , n. 33); risoluzione n. 469 - Spesa per la difesa e sviluppo delle capacità degli alleati ( Doc . XII- quater , n. 34); risoluzione n. 470 - Mantenere l'attenzione della NATO sulla sfida russa ( Doc . XII- quater , n. 35); risoluzione n. 471 - Riaffermare la coesione transatlantica e attuare le decisioni del Vertice di Bruxelles del 2021 ( Doc . XII- quater , n. 36); risoluzione n. 472 - Rilanciare il controllo degli armamenti in un ambiente strategico dinamico ( Doc . XII- quater , n. 37). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti. Deferimento Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 11 ottobre 2021, i testi di ventuno documenti, approvati dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso della riunione della IV Parte della Sessione ordinaria, svoltasi a Strasburgo, e in videoconferenza dal 27 al 30 settembre 2021. Questi documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3 a Commissione permanente, se non già assegnati alla stessa in sede primaria: raccomandazione n. 2209 - Conseguenze umanitarie del conflitto tra Armenia e Azerbaijan / conflitto nel Nagorno Karabah. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 14 a e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 287); raccomandazione n. 2210 - Disuguaglianze socioeconomiche in Europa: ristabilire la fiducia sociale rafforzando i diritti sociali. Il predetto documento è deferito alla 1 a ,alla 2 a , alla 3 a , alla 11 a ,e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 288); raccomandazione n. 2211 - Radicare il diritto ad un ambiente sano: la necessità di un'azione più energica del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 289); raccomandazione n. 2212 - Più democrazia partecipativa per affrontare il cambiamento climatico. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 290); raccomandazione n. 2213 - Affrontare le questioni di responsabilità civile e penale nel contesto del cambiamento climatico. Il predetto documento è deferito alla 2 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 291); raccomandazione n. 2214 - Crisi climatica e Stato di diritto. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 292); raccomandazione n. 2215 - Politiche in materia di ricerca e tutela dell'ambiente. Il predetto documento è deferito alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 293); risoluzione n. 2391 - Conseguenze umanitarie del conflitto tra Armenia e Azerbaijan / conflitto nel Nagorno Karabah. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 14 a e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 294); risoluzione n. 2392 - Linee guida sulla portata delle immunità parlamentari di cui usufruiscono i membri dell'Assemblea Parlamentare. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 295); risoluzione n. 2393 - Disuguaglianze socioeconomiche in Europa: ristabilire la fiducia sociale rafforzando i diritti sociali. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a , alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 296); risoluzione n. 2394 - Rappresentanza di donne e uomini nell'Assemblea Parlamentare. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 297); risoluzione n. 2395 - Rafforzare la lotta contro i cd "crimini di onore". Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 298); risoluzione n. 2396 - Radicare il diritto ad un ambiente sano: la necessità di un'azione più energica del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 299); risoluzione n. 2397 - Più democrazia rappresentativa per affrontare il cambiamento climatico. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 300); risoluzione n. 2398 - Affrontare le questioni di responsabilità civile e penale nel contesto del cambiamento climatico. Il predetto documento è deferito alla 2 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 301); risoluzione n. 2399 - Crisi climatica e Stato di diritto. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 302); risoluzione n. 2400 - Combattere le disuguaglianze in materia di diritto a un ambiente sicuro, sano e pulito. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 11 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 303); risoluzione n. 2401 - Clima e migrazioni. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 304); risoluzione n. 2402 - Politiche in materia di ricerca e tutela dell'ambiente. Il predetto documento è deferito alla 3 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 305); risoluzione n. 2403 - La situazione in Afghanistan: le conseguenze per l'Europa e per la regione. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a , alla 13 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII- bis , n. 306); risoluzione n. 2404 - La strumentalizzazione della pressione migratoria ai confini della Lettonia, della Lituania e della Polonia con la Bielorussia. Il predetto documento è deferito alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 307). Mozioni Atto n. 1-00441 TOFFANIN FERRO DE POLI SERAFINI FLORIS GALLONE RONZULLI TIRABOSCHI DAMIANI MODENA - Il Senato, premesso che: la Speedline Srl, nata nel 1975, è specializzata nell'ambito dell'equipaggiamento di serie e in quello dei cerchioni per automobili sportive, in particolare quelli realizzati con tecnologia flow forming (ruote forgiate); attualmente l'azienda è insediata nel sito produttivo di Santa Maria di Sala (Venezia), occupando 605 lavoratori, e vanta fra i suoi clienti Ferrari, Lamborghini, Porsche e Aston Martin, ma anche numerosi altri produttori di automobili; il 26 settembre 2007, dopo travagliate vicende, il Ronal Group (RG), con sede in Svizzera, ha acquisito la maggioranza del capitale della Speedline. RG occupa circa 7.550 dipendenti, ha un fatturato di circa un miliardo di euro e 15 sedi in tre continenti. Dal sito Ronal si apprende che "con l'acquisizione di Speedline (...) il Gruppo (...) potenzia il know-how nel settore flow forming", ruolo che si rafforza ulteriormente con l'acquisizione nel 2010 dell'azienda produttrice di ruote forgiate APP-TECH di Padova; a inizio dicembre 2021 RG ha annunciato la chiusura del sito di Santa Maria di Sala, motivandolo con gli alti costi generali e del lavoro. Il gruppo ha altresì manifestato l'intenzione di trasferire la produzione specializzata in un altro Paese dell'Unione, Germania o Polonia; a parere dei proponenti del presente atto sono da ritenere inaccettabili le modalità con cui l'azienda ha manifestato le sue intenzioni (tramite avvocati esterni e una comunicazione di un dirigente locale), gettando lo spettro della disoccupazione su 600 lavoratori diretti e circa 200 dell'indotto. Altrettanto inaccettabile è il fatto che abbia disertato il confronto coi sindacati; il 7 dicembre 2021 si è tenuto un incontro tra le rappresentanze dei lavoratori e le autorità locali, in primis il sindaco della Città metropolitana di Venezia e Confindustria, e il Consiglio regionale ha votato un ordine del giorno nel quale chiede al Governo di costituirsi immediatamente parte attiva nella mediazione per la risoluzione della crisi; l'8 dicembre è stato organizzato un picchetto dinanzi alla fabbrica; non è inoltre accettabile la mera ipotesi di lavoro in base alla quale nei prossimi 9 mesi si dovranno individuare eventuali soluzioni alternative, come la riconversione del sito. Il reale problema è che una multinazionale priva il settore automotive italiano di una tecnologia di eccellenza, esportando competenze, know-how e macchinari; la paventata chiusura della Speedline rientra nella più generale crisi del settore automotive che si sta allargando in modo preoccupante: una situazione complessa nella quale si registrano chiusure di diversi stabilimenti legati al settore come Gkn, Timken e Gianetti Ruote. Si tratta di aziende che non erano in crisi, anzi avevano delle commesse e avrebbero potuto continuare a produrre; sul sito del RG ci si vanta delle eccellenze Speedline: "Gli 86 titoli mondiali FIA in Formula 1, nel Campionato del mondo di rally, nel Super Touring e nel GT Racing fino ad oggi ottenuti testimoniano la competenza del servizio e l'affidabilità della Speedline in fatto di performance dalle massime prestazioni"; nel medesimo sito, alla voce "sostenibilità" vi sono delle parole che suonano quasi come una beffa: "promuoviamo una cultura aziendale in cui i collaboratori (...) sono valorizzati e possono sviluppare il proprio potenziale". RG intende pure abbattere le proprie emissioni del 50 per cento al 2030 e lo fa trasferendosi nella Polonia che va a carbone, impegna il Governo: 1) ad adottare ogni utile e tempestiva iniziativa che consenta al Governo di costituirsi parte attiva nella mediazione per la risoluzione della crisi della Speedline, invitando il Ronal Group a prendere parte ad un tavolo di concertazione per discutere un nuovo piano industriale; 2) ad adottare tutte le misure necessarie affinché l'eccellenza tecnologica e il know-how della Speedline rimangano sul territorio nazionale e precisamente nel sito dove si sono sviluppati; 3) ad adottare eventuali misure a sostegno dei lavoratori. Atto n. 1-00442 PIZZOL OSTELLARI FREGOLENT VALLARDI ZULIANI TOSATO CANDURA MONTANI - Il Senato, premesso che: è di questi giorni la notizia in merito all'ennesima chiusura e delocalizzazione all'estero, a scapito dell'economia e occupazione nazionale; il 6 dicembre 2021 è giunta la conferma ufficiale dal gruppo svizzero Ronal, che ha la proprietà della Speedline di Tabina di Santa Maria di Sala (Venezia), azienda leader nella produzione di cerchi in lega per l'industria automobilistica, che intende chiudere il proprio stabilimento, trasferendone altrove la produzione; la decisione, presa da un giorno all'altro senza alcuna specifica avvisaglia, coinvolge circa 600 lavoratori che potrebbero aumentare ad 800 se si considera l'indotto e le piccole realtà produttive che operano in rapporto di esclusiva con la Speedline; la chiusura dello stabilimento, oltre che ingiusta, risulta incomprensibile; infatti, l'azienda ha sempre lavorato a livelli elevatissimi, in termini sia di quantità che di qualità del lavoro. I lavoratori dell'azienda vantano una competenza e un livello di specializzazione difficilmente rinvenibile e replicabile fuori dal territorio di riferimento. Inoltre, è ben noto che moltissime aziende chiedono che alcuni pezzi vengano specificatamente prodotti negli stabilimenti di Santa Maria di Sala, a conferma della qualità e competenza raggiunta negli anni. Non può andare disperso un così pregiato capitale umano leader nel comparto dell' automotive ; la decisione di delocalizzare impoverisce, come spesso accade, un'eccellenza tutta italiana che ha permesso all'azienda di crescere e di strutturarsi nel mercato nazionale; ciò non solo sminuisce il sistema di garanzie e tutele degli investimenti nel mercato italiano, ma è altresì in contrasto con gli impegni presi dall'azienda a favore della realizzazione di progetti di crescita e sviluppo sul territorio; appare chiaro che, atteso il livello altamente competitivo dei prodotti realizzati e l'impatto sociale derivante dalla perdita di così tanti posti di lavoro, risulti necessario porre un'attenzione particolare alla crisi in corso; risulta doveroso un intervento forte e tempestivo a fronte di un'azienda che, nonostante l'elevato numero di licenziamenti, si è resa quasi irreperibile, rifiutando di sedere ai tavoli di mediazione e agli incontri organizzati, impegna il Governo: 1) ad assicurare, ai lavoratori della Speedline S.r.l. adeguata tutela ponendosi quale intermediario qualificato in un'operazione di mediazione volta ad ancorare la società alle proprie responsabilità, sul piano industriale e sociale; 2) ad attuare tutti gli strumenti previsti dalla legge e in possesso dei Ministeri competenti per garantire la produzione, la retribuzione e la continuità lavorativa a dipendenti e all'intero indotto; 3) a valutare di porre in essere progetti alternativi, nel caso in cui non si riesca a trattenere la società Speedline S.r.l. sul territorio italiano, che possano comunque garantire il mantenimento degli impianti, la salvaguardia della produzione e la conservazione del know how che negli anni i lavoratori hanno saputo costruire. Atto n. 1-00443 DESSI' CRUCIOLI GRANATO ANGRISANI CORRADO MININNO GIANNUZZI LEZZI DI MICCO PARAGONE - Premesso che: con decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 viene istituita l'Agenzia delle dogane e dal 1° dicembre 2012 l'agenzia ha incorporato l'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato assumendo la nuova denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli; l'art 67 del predetto decreto legislativo prevede, tra gli organi delle Agenzie fiscali, il direttore, scelto in base ai criteri di alta professionalità, di capacità manageriale e di qualificata esperienza nell'esercizio di funzioni attinenti al settore operativo delle Agenzie fiscali, che è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Finanze, sentita la Conferenza Unificata Stato-regioni-autonomie locali; l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 dispone che "Le agenzie sono sottoposte all'alta vigilanza del Ministro, il quale la esercita secondo le modalità previste nel presente decreto legislativo"; il direttore attualmente in carica dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli è il dottor Marcello Minenna, nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 31 gennaio 2020, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, vista la deliberazione del Consiglio dei ministri del 29 gennaio 2020; in data 6 ottobre 2021, veniva presentata dal Senatore Emanuele Dessì l'interrogazione a risposta scritta 4-06074, indirizzata al ministro dell'Economia e delle Finanze, con la quale si portava all'attenzione del Ministro talune scelte gestionali operate dal direttore Minenna, che apparivano non conformi ai principi di buona amministrazione; in data 2 novembre 2021, il Senatore Emanuele Dessì, in un intervento di fine seduta, poneva ancora una volta l'attenzione sui fatti oggetto dell'interrogazione già presentata ed alla quale il ministro dell'Economia e delle Finanze non aveva ancora dato risposta; nel frattempo, ai fatti narrati, se ne aggiungevano altri, di cui si veniva a conoscenza attraverso gli organi di informazione e che non venivano mai smentiti dal diretto interessato. In particolare, nel corso della trasmissione giornalistica "Piazza Pulita", andata in onda su La7, in data giovedì 25 novembre 2021, veniva trasmesso un servizio, che evidenziava taluni fatti dai quali traspariva la mala gestio del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, dottor Marcello Minenna, contraddistinta particolarmente da spreco ingiustificabile di risorse pubbliche, assegnazione di incarichi ad amici e, ad avviso dei firmatari, da una dissennata gestione amministrativa dell'Agenzia; in particolare, venivano mandate in onda alcune dichiarazioni della dottoressa Anna Maria Forenza, che risulta legata da un contratto di consulenza con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli dal marzo 2020, con una retribuzione di 7.000 euro mensili, e dalle quali si evincerebbe che la stessa avrebbe ottenuto l'incarico di medico responsabile della task force medica COVID-19 dell'ADM, in virtù del rapporto di conoscenza personale col Minenna ed in quanto medico che si occuperebbe degli interventi estetici ed anti aging usufruiti dallo stesso; dall'esame del curriculum vitae della dottoressa Forenza risulta che la stessa, titolare di uno studio specializzato in trattamenti anti aging e in medicina estetica, sia in possesso di una specializzazione in patologia clinica; con determinazione direttoriale n. 414208 del 5 novembre 2021, a firma del direttore Minenna, veniva pubblicato un bando di concorso a 40 posti da dirigente di cui un posto per dirigente medico. Il requisito obbligatorio per la partecipazione per il posto da dirigente è proprio la specializzazione in patologia clinica posseduta dalla Forenza. Detto requisito, ad avviso dei firmatari, non corrisponderebbe ad un reale interesse pubblico, in quanto impedirebbe la partecipazione al concorso a medici del lavoro, ai medici generali o agli infettivologi, che avrebbero più titolo, per inerenza con le attività di un ente pubblico e con l'attuale stato pandemico, a parteciparvi. Sorge, pertanto, il dubbio che anche l'inserimento di tale requisito nel pubblico concorso sia dovuto ai rapporti amicali intercorrenti tra il Minenna e la Forenza; inoltre, dalle parole del direttore Minenna, nel corso dell'intervista andata in onda durante lo stesso programma "Piazza Pulita", si evince una condotta che sembrerebbe profilare il reato di peculato, avendo, lo stesso, ad una precisa domanda dell'intervistatore, dichiarato: "quando siamo andati a Ferragosto a Lampedusa c'era un importante incontro che dovevamo fare per le questioni dei migranti, dopodiché mi consenta torno a casa, era l'unica settimana di ferie che avevo, io ho la casa vicino a Brindisi, e quindi sono tornato da dove venivo" e quindi al giornalista che chiedeva come mai fosse stato mandato un autista di ADM a prenderlo all'aeroporto di Brindisi , risponde: "perché le regole dell'agenzia prevedono che dov'è il mio domicilio io debba tornare"; orbene, ai sensi dell'art. 43 del codice civile, il domicilio è il luogo dove si è stabilita la sede principale dei propri affari ed interessi, che, per Minenna dovrebbe essere la sede dell'Agenzia a Roma, e non certamente il luogo dove si trova la sua casa delle vacanze; inoltre, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 settembre 2014, recante "Determinazione del numero massimo e delle modalità di utilizzo delle autovetture di servizio con autista adibite al trasporto di persone, che si applica anche alle Agenzie fiscali, prevede espressamente: "L'utilizzo delle autovetture di servizio a uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione inserita nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuata dall'ISTAT ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorità indipendenti, esclusi le regioni e gli enti locali, è consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di ufficio"; considerata la gravità che sembra evincersi dalle condotte poste in essere dal direttore Minenna e descritte nel servizio giornalistico; ritenuto che dette condotte potrebbero mettere seriamente a repentaglio l'interesse pubblico e determinare un possibile blocco delle attività di ADM, in un momento particolarmente delicato dell'economia del Paese; visto l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 nonché l'allegato 1, numero 1, della Convenzione triennale per gli esercizi 2020-2022 (articolo 59, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300), che disciplina il potere di vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze; considerato che, secondo quanto riportato da notizie stampa, il direttore Marcello Minenna risulterebbe attualmente indagato dalla Procura di Roma per i reati di abuso d'ufficio e falso, a seguito degli episodi descritti; considerato che il Consiglio di Stato ha precisato, con sentenza n. 4641/2015, che il Ministero dell'economia e delle finanze non può eccepire l'autonomia delle Agenzie, per giustificare il suo mancato intervento in casi simili, rilevando inoltre che l'«alta vigilanza» attribuitagli, se non comporta una verifica dei singoli «atti di gestione» (articolo 60, comma 3, del decreto legislativo n. 300 del 1999), assegna certamente all'autorità politica il dovere di intervenire con direttive, di fronte a condotte in aperto contrasto con i princìpi del buon andamento dell'amministrazione, di legalità, imparzialità e trasparenza; ritenuto che, nel caso di specie, le irregolarità che sembrano trasparire delle condotte poste in essere dal direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, dottor Marcello Minenna, debbano necessariamente comportare l'intervento del Governo, per mezzo del ministro dell'Economia e delle Finanze, con l'esercizio del potere di alta vigilanza e di tutti gli atti ritenuti utili o opportuni a ripristinare una situazione di legalità e di gestione corretta ed imparziale degli interessi pubblici, impegna il Governo per mezzo del ministro dell'Economia e delle Finanze, ad esercitare il potere di alta vigilanza e controllo sull'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di ripristinare, ad avviso dei sottoscrittori, una situazione di legalità e corretta gestione amministrativa della predetta Agenzia fiscale. Interpellanze Atto n. 2-00098 DESSI' Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 viene istituita l'Agenzia delle dogane e dal 1° dicembre 2012 l'agenzia ha incorporato l'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato assumendo la nuova denominazione di Agenzia delle dogane e dei monopoli; l'art 67 del predetto decreto legislativo prevede, tra gli organi delle Agenzie fiscali, il direttore, scelto in base ai criteri di alta professionalità, di capacità manageriale e di qualificata esperienza nell'esercizio di funzioni attinenti al settore operativo delle Agenzie fiscali, che è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Finanze, sentita la Conferenza Unificata Stato-regioni-autonomie locali; l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 dispone che "Le agenzie sono sottoposte all'alta vigilanza del Ministro, il quale la esercita secondo le modalità previste nel presente decreto legislativo"; il direttore attualmente in carica dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli è il dottor Marcello Minenna, nominato con decreto del Presidente della Repubblica del 31 gennaio 2020, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, vista la deliberazione del Consiglio dei ministri del 29 gennaio 2020; in data 6 ottobre 2021, veniva presentata dal Senatore Emanuele Dessì l'interrogazione a risposta scritta 4-06074, indirizzata al ministro dell'Economia e delle Finanze, con la quale si portava all'attenzione del Ministro talune scelte gestionali operate dal direttore Minenna che apparivano non conformi ai principi di buona amministrazione; in data 2 novembre 2021, il Senatore Emanuele Dessì, in un intervento di fine seduta, poneva ancora una volta l'attenzione sui fatti oggetto dell'interrogazione già presentata ed alla quale il ministro dell'Economia e delle Finanze non aveva ancora dato risposta; nel frattempo, ai fatti sopra narrati, se ne aggiungevano altri, di cui si veniva a conoscenza attraverso gli organi di informazione e che non venivano mai smentiti dal diretto interessato. In particolare, nel corso della trasmissione giornalistica "Piazza Pulita", andata in onda su La7, in data giovedì 25 novembre 2021, veniva trasmesso un servizio, che evidenziava taluni fatti dai quali traspariva la mala gestio del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, dottor Marcello Minenna, contraddistinta particolarmente da spreco ingiustificabile di risorse pubbliche, assegnazione di incarichi ad amici e, ad avviso degli interpellanti, da una dissennata gestione amministrativa dell'Agenzia. In particolare, venivano mandate in onda alcune dichiarazioni della dottoressa Anna Maria Forenza, che risulta legata da un contratto di consulenza con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli dal marzo 2020, con una retribuzione di 7.000 euro mensili, e dalle quali si evincerebbe che la stessa avrebbe ottenuto l'incarico di medico responsabile della task force medica COVID-19 dell'ADM, in virtù del rapporto di conoscenza personale col Minenna ed in quanto medico che si occuperebbe degli interventi estetici ed anti aging usufruiti dallo stesso; dall'esame del curriculum vitae della dottoressa Forenza risulta che la stessa, titolare di uno studio specializzato in trattamenti anti aging e in medicina estetica, sia in possesso di una specializzazione in patologia clinica; con determinazione direttoriale n. 414208 del 5 novembre 2021, a firma del direttore Minenna, veniva pubblicato un bando di concorso a 40 posti da dirigente di cui un posto per dirigente medico. Il requisito obbligatorio per la partecipazione per il posto da dirigente è proprio la specializzazione in patologia clinica posseduta alla Forenza. Detto requisito, ad avviso dell'interpellante, non corrisponderebbe ad un reale interesse pubblico, in quanto impedirebbe la partecipazione al concorso a medici del lavoro, ai medici generali o agli infettivologi, che avrebbero più titolo, per inerenza con le attività di un ente pubblico e con l'attuale stato pandemico, a parteciparvi. Sorge, pertanto, il dubbio che anche l'inserimento di tale requisito nel pubblico concorso sia dovuto ai rapporti amicali intercorrenti tra il Minenna e la Forenza; inoltre, dalle parole del direttore Minenna, nel corso dell'intervista andata in onda durante lo stesso programma "Piazza Pulita", si evince una condotta che sembrerebbe profilare il reato di peculato, avendo, lo stesso, ad una precisa domanda dell'intervistatore, dichiarato: "quando siamo andati a Ferragosto a Lampedusa c'era un importante incontro che dovevamo fare per le questioni dei migranti, dopodiché mi consenta torno a casa, era l'unica settimana di ferie che avevo, io ho la casa vicino a Brindisi, e quindi sono tornato da dove venivo" e quindi al giornalista che chiedeva come mai fosse stato mandato un autista di ADM a prenderlo all'aeroporto di Brindisi , risponde: "perché le regole dell'agenzia prevedono che dov'è il mio domicilio io debba tornare"; orbene, ai sensi dell'art. 43 del codice civile, il domicilio è il luogo dove si è stabilita la sede principale dei propri affari ed interessi, che, per Minenna dovrebbe essere la sede dell'Agenzia a Roma, e non certamente il luogo dove si trova la sua casa delle vacanze; inoltre, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 settembre 2014, recante "Determinazione del numero massimo e delle modalità di utilizzo delle autovetture di servizio con autista adibite al trasporto di persone, che si applica anche alle Agenzie fiscali, prevede espressamente: "L'utilizzo delle autovetture di servizio a uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione inserita nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuata dall'ISTAT ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorità indipendenti, esclusi le regioni e gli enti locali, è consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di ufficio"; considerata la gravità che sembra evincersi dalle condotte poste in essere dal direttore Minenna e descritte nel servizio giornalistico; ritenuto che dette condotte potrebbero mettere seriamente a repentaglio l'interesse pubblico e determinare un possibile blocco delle attività di ADM, in un momento particolarmente delicato dell'economia del Paese; visto l'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999, nonché l'allegato 1, numero 1, della Convenzione triennale per gli esercizi 2020-2022 (articolo 59, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300), che disciplina il potere di vigilanza del Ministero dell'economia e delle finanze; considerato che, secondo quanto riportato da notizie stampa, il direttore Marcello Minenna risulterebbe attualmente indagato dalla Procura di Roma per i reati di abuso d'ufficio e falso, a seguito degli episodi descritti; considerato che il Consiglio di Stato ha precisato, con sentenza n. 4641/2015, che il Ministero dell'economia e delle finanze non può eccepire l'autonomia delle Agenzie, per giustificare il suo mancato intervento in casi simili, rilevando inoltre che l'«alta vigilanza» attribuitagli, se non comporta una verifica dei singoli «atti di gestione» (articolo 60, comma 3, del decreto legislativo n. 300 del 1999), assegna certamente all'autorità politica il dovere di intervenire con direttive, di fronte a condotte in aperto contrasto con i princìpi del buon andamento dell'amministrazione, di legalità, imparzialità e trasparenza; ritenuto che, nel caso di specie, le irregolarità che sembrano trasparire delle condotte poste in essere dal direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, dottor Marcello Minenna, debbano necessariamente comportare l'intervento del Governo, per mezzo del ministro dell'Economia e delle Finanze, con l'esercizio del potere di alta vigilanza e di tutti gli atti ritenuti utili o opportuni a ripristinare una situazione di legalità e di gestione corretta ed imparziale degli interessi pubblici, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di esercitare il potere di alta vigilanza e controllo sull'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al fine di ripristinare, ad avviso dell'interpellante, una situazione di legalità e corretta gestione amministrativa della predetta Agenzia fiscale. Atto n. 2-00099 DESSI' Al Ministro della giustizia Premesso che: il 19 dicembre 2021 è stata oggetto di notizie di stampa la richiesta di archiviazione adottata dalla Procura della Repubblica di Benevento in merito ad un procedimento per violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di una donna da parte del marito; il giorno successivo, 20 dicembre, la stessa donna oggetto del provvedimento, concedeva un'intervista apparsa su un importante organo di stampa, "la Repubblica"; considerato che appare grave a giudizio dell'interpellante la motivazione per l'archiviazione, con la quale si giustificherebbero le azioni contestate, statuendo che non ci sarebbe stato nessuno stupro e che l'uomo avrebbe adottato i suoi comportamenti solo per "vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale"; considerato che le dichiarazioni di seguito virgolettate della moglie mettono di fronte ad uno spaccato familiare lontanissimo da quanto esposto dal decreto di archiviazione: "io non potevo dire di no alle sue richieste, si faceva aggressivo, decideva lui come e dove e mi costringeva"..."so quel che dico. Se parlo di violenza è perché la mia volontà non contava. Ero un oggetto nelle sue mani"..."Mi svegliava nel cuore della notte, levandomi gli indumenti intimi e mi costringeva ad avere rapporti, anche se con noi dormiva il piccolo. Dicevo NO e NO"; ritenuto che detta vicenda sembra riportare indietro di almeno cinquant'anni, in contesti sociali lontanissimi dall'Italia del terzo millennio e, culturalmente, le parole usate nella parte motiva mandano un messaggio devastante che rischia di vanificare anni di battaglie contro la violenza sulle donne, per la libertà di scelta e per la parità di genere riportando con la memoria ai tempi del "delitto d'onore", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno nel più breve tempo possibile fornire elementi conoscitivi in merito alla vicenda descritta e se eventualmente intenda porre in essere, nell'esercizio delle sue funzioni e nel pieno rispetto dell'autonomia della Magistratura, iniziative volte ad evitare in futuro il ripetersi di vicende simili. Interrogazioni Atto n. 3-02992 PIRRO PAVANELLI L'ABBATE MARINELLO MATRISCIANO LANZI TRENTACOSTE Al Ministro della transizione ecologica Premesso che sono oltre venti gli incendi di diversa natura che hanno colpito il territorio della Città metropolitana di Torino negli ultimi sei anni coinvolgendo, nello specifico, aziende legate al ciclo dei rifiuti. Se ne citano alcuni a mero titolo esemplificativo: nel 2015 e nel 2017 gli incendi al CMT di La Loggia, impianto che raccoglie, stocca e tratta, tra gli altri, rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti soldi urbani; nel 2017 quello alla Teknoservice di Piossasco, impianto di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani e rifiuti ingombranti; nel 2018, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro, due incendi all'Ambientesis di Orbassano, la più grande piattaforma multifunzionale in Italia per il trattamento, il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali, sia liquidi che solidi; sempre nel 2018 al deposito di materie plastiche dell'Amiat di Collegno. Infine, il più recente: lo scorso 12 dicembre, a Beinasco, un intero capannone colmo di plastica della Demap, azienda specializzata in selezione e avvio al riciclo di imballaggi in plastica e plastica/metallo, è andato a fuoco; considerato che: secondo le ultime analisi condotte dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) del Piemonte nella zona di Beinasco, a causa dell'incendio, risulta essersi propagata una concentrazione di acido fluoridrico "che ha mostrato valori anomali rispetto al fondo di aree industriali similari, valore di almeno 10 volte rispetto al valore di fondo antropico non mediamente misurato nell'area di riferimento. La situazione monitorata è soggetta a variazioni durante il giorno dovute alla dinamica dell'atmosfera ovvero alla variazione dell'altezza dello stato di rimescolamento dei gas. La produzione di sostanze inquinanti che si generano dal raffreddamento della massa di rifiuti ancora soggetta ad azione dei vigili del fuoco è una costante durante l'intera giornata" ("arpa.piemonte", 14 dicembre 2021); inoltre ARPA specifica che, in seguito al crollo del tetto che era costituito da fibre di manufatti contenenti amianto, "sono state avviate le misure per la determinazione delle eventuali fibre aerodisperse in atmosfera attraverso la sistemazione di campionatori nell'area intorno al capannone interessato dall'incendio"; parallelamente al controllo degli inquinanti nell'aria, vi sono notizie preoccupanti anche riguardo il contenimento delle acque di raffreddamento che sono per la maggior parte confluite nella rete fognaria e solo in minima parte destinate al trattamento ad opera di aziende specializzate; dati così allarmanti non possono che destare preoccupazione, pertanto il sindaco del comune di Beinasco si è visto costretto a chiudere le scuole e a dichiarare zona rossa l'area intorno alla Demap, poiché circa 30 persone sono rimaste intossicate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente del grave problema degli incendi agli impianti legati al ciclo dei rifiuti che coinvolge tutto il territorio nazionale; quali iniziative intenda assumere per incentivare i controlli preventivi nei confronti degli impianti legati al ciclo dei rifiuti, nonché per evitare il riempimento dei relativi magazzini; se intenda adottare provvedimenti volti a potenziare gli impianti di sicurezza e videosorveglianza presenti all'interno degli impianti legati al ciclo dei rifiuti; come intenda intensificare la verifica dei limiti delle quantità di rifiuti stoccate nei singoli impianti ed evitare possibili e inevitabili accumuli. Atto n. 3-02993 GARAVINI Al Ministro della salute Premesso che: con il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172 si è provveduto, tra l'altro, a modificare le disposizioni relative alla durata delle certificazioni verdi COVID-19, ovvero a meglio definirle, procedendo, in particolare, a ridurre da 12 a 9 mesi il periodo di validità delle certificazioni in possesso dei soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, nonché di coloro che hanno ricevuto un nuovo green pass a seguito di guarigione da COVID-19 avvenuta successivamente alla vaccinazione; tra le modifiche introdotte dal suddetto decreto, anche in relazione alle dosi che costituiscono il ciclo vaccinale che dà diritto alla certificazione verde e al suo rinnovo, non figura un riferimento alle prescrizioni vaccinali indirizzate a coloro che guariscono dal COVID-19 dalla circolare del Ministro in indirizzo del 21 luglio 2021, la quale stabilisce che tale categoria può sottoporsi ad un'unica somministrazione di vaccino, purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro 6 mesi dalla certificazione della guarigione e comunque non oltre 12 dalla stessa; premesso inoltre che alcuni soggetti guariti dal COVID-19, nonché alcuni soggetti vaccinati non diagnosticati che potrebbero anche aver contratto la malattia in modo asintomatico, quando si sottopongono al test sierologico riportano alti livelli di anticorpi per mesi; considerato che: all'interrogante sono pervenute numerose segnalazioni di gruppi rappresentanti le categorie di soggetti citati, i quali presentano incertezze relativamente al numero di dosi di vaccino da ricevere in somministrazione dopo l'avvenuta guarigione, nonché dubbi e preoccupazioni relativamente alla necessità di sottoporsi all'inoculazione di dosi di vaccino, nonostante si registrino dei livelli di anticorpi elevati, anche alla luce della acclarata e robusta immunità presente in soggetti che hanno superato l'infezione ancora oltre i 12 mesi dalla guarigione e che presentano una protezione del 90 per cento pari a quella dei soggetti vaccinati nei primi mesi dopo l'inoculazione; a supporto dei dubbi riguardanti l'opportunità di valutare i livelli di anticorpi prima delle inoculazioni del vaccino, all'interrogante è stato reso noto che in altri Paesi, quali Svizzera, Israele e Austria, il green pass è rinnovato subordinatamente alla presentazione di referti di test sierologici, la cui eventuale rilevanza viene esaminata secondo standard internazionali; considerato quindi che: è noto che la diffusione della variante "Omicron" sta destando fondato allarme nella comunità internazionale, poiché, tra l'altro, porta con sé delle nuove incognite circa l'immunità delle varie categorie di soggetti; si è altresì a conoscenza delle risposte attualmente fornite dal Governo attraverso i suoi canali ufficiali di informazione circa l'irrilevanza del test sierologico al fine di valutare l'immunità, nonché dell'assenza di rischi per la salute nel caso in cui un soggetto con un alto livello di anticorpi riceva una prescritta dose di vaccino, si chiede di sapere: al fine di garantire una più efficace ed approfondita informazione ai cittadini, se il Ministro in indirizzo intenda diffondere attraverso i canali di informazione ufficiali e quindi condividere con il Senato i dati scientifici che hanno condotto il Governo a ridurre la durata delle certificazioni verdi COVID-19 da 12 a 9 mesi per le categorie di soggetti indicate in premessa e a stabilire a 6 mesi la durata dell'immunizzazione dei soggetti guariti, ovvero se intenda presentare un'illustrazione degli studi su cui si basa la conclusione di irrilevanza dell'esame dei livelli di anticorpi in un soggetto per la verifica della sua immunità al virus Sars-Cov-2, e quindi delle valutazioni scientifiche che conducono ad escludere che ci siano rischi per la salute per i soggetti che si sottopongono a vaccinazione, nonostante registrino ancora un'elevata presenza di anticorpi; se il Ministro possa confermare che le indicazioni per i soggetti guariti dal COVID-19 relative al ciclo vaccinale cui sottoporsi siano ancora quelle a loro indirizzate nella sua circolare del 21 luglio 2021; se il Governo stia valutando l'istituzione di un gruppo di controllo tra i soggetti guariti dall'infezione Sars-Cov-2 e tra i soggetti vaccinati ai fini di studiare scientificamente la risposta immunitaria al virus e meglio reagire alla pandemia. Atto n. 3-02994 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il Ministro in indirizzo, partecipando alla tavola rotonda "Tutela e valorizzazione del mercato dell'Arte, scenari e prospettive", organizzata a Roma l'11 novembre 2021 da "Osservatorio Nomisma" e "Gruppo Apollo" con la collaborazione di Intesa Sanpaolo, avrebbe promesso agli operatori economici del mercato dell'arte di rendere permanente il tavolo del "Progetto Apollo" aperto durante il suo primo mandato al Collegio Romano; la missione di quel tavolo, infatti, non è finita: le ricadute operative dei commi 176-177 all'art. 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, ad avviso degli interroganti predisposti su pressione di quella lobby , non sono considerate soddisfacenti (benché persino i decreti attuativi siano stati scritti dall'allora Ministro insieme a rappresentanti dei mercanti d'arte) da chi, giudicando la disciplina nazionale dell'esportazione dei beni culturali ancora troppo stringente e troppo lente le procedure di ingresso e di uscita delle opere dal Paese, auspica che il Ministro allenti ulteriormente le maglie dei controlli per favorire lo sviluppo dell'industria italiana dell'arte; considerato che: come stigmatizzato dagli interroganti nell'atto 3-02965 del 30 novembre 2021, sia il Ministro sia il capo di gabinetto, l'11 novembre "hanno imputato all'ostruzionismo dell'apparato burocratico del MiC la non completa e soddisfacente attuazione della normativa del 2017, assicurando però che lo sforzo per sburocratizzare sarà incrementato e favorito dal Recovery Fund"; per questa ragione, forse, nel decreto ministeriale 2 dicembre 2021, n. 431, istitutivo del "tavolo permanente per la circolazione delle opere d'arte", approntato già una ventina di giorni dopo l'incontro di palazzo Rospigliosi (ma la notizia è stata data ai media il 13) con lo scopo dichiarato di "approfondire le tematiche connesse alla circolazione delle opere d'arte, elaborando proposte al riguardo", gli operatori economici sono ampiamente inclusi nell'elenco dei partecipanti (8 unità), mentre l'amministrazione statale è sottorappresentata (7 unità del Ministero della cultura più uno) e minoritaria rispetto ai soggetti esterni anche per qualità; ci sono, infatti ( ex art. 2): "il Presidente dell'Associazione Antiquari d'Italia, o un suo delegato; il Presidente dell'Associazione Gallerie Arte Moderna e contemporanea, o un suo delegato; il Presidente dell'Associazione nazionale Case d'Asta italiane, o un suo delegato; il Presidente della federazione Italiana Mercanti d'Arte, o un suo delegato; il Presidente di Logistica Arte, o un suo delegato; l'avv. Giuseppe Calabi, in qualità di esperto; la dott.ssa Marilena Pirrelli, in qualità di esperta; l'avv. Francesco Salamone, in qualità di esperto"; per il Ministero, invece, sono previsti: "il Capo dell'ufficio legislativo, che lo presiede (...) il Direttore Generale Archeologia, belle arti e paesaggio, o un suo delegato; il Direttore Generale Archivi, o un suo delegato; il Direttore Generale Biblioteche e diritto d'autore, o un suo delegato; il Direttore Generale Creatività contemporanea, o un suo delegato; il Direttore Generale Musei, o un suo delegato; il Soprintendente Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, o un suo delegato; il Dirigente del Servizio VI - Eventi, mostre e manifestazioni del Segretariato generale, o suo delegato". In aggiunta a costoro, tutti coinvolti a titolo gratuito, per lo Stato figura anche "il Direttore dell'Agenzia delle Accise, dogane e monopoli, o un suo delegato"; valutato che, sempre per quanto risulta: il "fronte ministeriale" include anche il vertice amministrativo del settore del contemporaneo, benché le opere artistiche con meno di 70 anni e di autore vivente non siano riconosciute beni culturali dalla normativa vigente e perciò siano sottratte alla competenza del Ministero. Soprattutto alcune assenze, però, appaiono pesanti e pregne di significato; non c'è, innanzi tutto, il "Servizio IV-Circolazione" della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio, che coordina gli uffici esportazione attivi presso alcune soprintendenze e ne gestisce il sistema informativo S.U.E. Sono loro, soprattutto, quell'apparato burocratico del Ministero al quale Franceschini, a giudizio degli interroganti visibilmente stizzito, davanti alla platea non proprio benevola di palazzo Rospigliosi, imputava di aver fatto fallire l'attuazione della legge n. 124 del 2017, mettendolo nell'imbarazzante condizione di essere rimproverato dai lobbisti dell'arte per non avere mantenuto fino in fondo le promesse; non c'è l'Avvocatura dello Stato, che interviene in caso di contenziosi giudiziali ma verifica anche la legittimità degli atti, senza però essere condizionata dalle pressioni del Ministro come può accadere, invece, all'ufficio legislativo; non c'è, soprattutto, il comandante generale dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, o un altro rappresentante del TPC, nonostante che il generale Roberto Riccardi fosse tra i relatori dell'11 novembre, essendo il comando incardinato presso l'ufficio di gabinetto; quel prestigioso Corpo specializzato dei Carabinieri, forte di oltre 50 anni di esperienza in Italia ma ormai proiettato anche verso l'estero, vanta un bagaglio indiscusso di competenze indiscusso sulle "tematiche connesse alla circolazione delle opere d'arte". Eppure, se compito del tavolo permanente ( ex art. 1) è "elaborare proposte in tema di circolazione delle opere d'arte", una valutazione preventiva da parte dei Carabinieri TPC e della stessa Avvocatura delle conseguenze pratiche e dei rischi di devianza insiti nelle ipotesi formulande avrebbe potuto essere di grande utilità; non c'è neppure, e sfugge la ratio della decisione, il "Consigliere del Ministro per la circolazione delle opere d'arte", incarico istituzionale a titolo gratuito assegnato a Caterina Bon Valsassina dal 23 febbraio 2021, teste il portale del Ministero, mentre nel curriculum vitae allegato, datato 27 febbraio 2021, l'interessata dichiara di aver svolto tale compito dal 29 gennaio 2020 fino "alla caduta del governo Conte 2", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non colga l'inopportunità e l'evidente contraddizione insita nel creare un tavolo permanente per "approfondire le tematiche connesse alla circolazione delle opere d'arte, elaborando proposte al riguardo" e farvi poi sedere, per conto del Ministero che da Costituzione ha compiti prioritari di tutela del patrimonio storico artistico nazionale, l'ufficio legale e 6 direttori generali, cioè la parte tecnicamente meno ferrata (ma più esposta ad eventuali pressioni politiche) degli uffici istituzionalmente interessati all'argomento, mentre riserva un seggio a ciascun rappresentante delle maggiori sigle di operatori economici, ai due massimi legali di riferimento del settore (Calabi e Salamone) e alla giornalista de "Il Sole-24 ore" più attiva sui temi del mercato dell'arte e dell'economia della cultura (Pirrelli); se non ritenga doveroso aprire il tavolo anche a coloro che, lavorando per lo Stato, sono i veri esperti del settore (Servizio IV-Circolazione della Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero, Carabinieri TPC, Avvocatura dello Stato), invece di dimostrare ancora una volta ai mercanti d'arte la sua solidarietà, secondo una filosofia che gli interroganti ritengono di ispirazione neoliberista, fino al punto, per non metterli a disagio, di escludere dal tavolo i loro "avversari naturali". Atto n. 3-02995 CORRADO ANGRISANI GRANATO LANNUTTI Al Ministro della cultura Premesso che risulta agli interroganti che, con l'uscita di scena di Carlo Fuortes, amministratore delegato della RAI dal 16 luglio 2021, la Fondazione Teatro dell'Opera di Roma capitale sia rimasta priva del sovrintendente, unico suo organo di gestione; considerato che: in un articolo di Valerio Cappelli sul "Corriere della Sera" del 13 dicembre 2021, che riprende un'anticipazione del 24 ottobre della stessa prestigiosa testata milanese ("Teatro dell'Opera, dopo Carlo Fuortes arriva Francesco Giambrone" sull'edizione romana), si dà per certa la nomina, in sostituzione di Fuortes, di Francesco Giambrone, oggi sovrintendente del teatro Massimo di Palermo e presidente dell'Associazione delle fondazioni lirico-sinfoniche (ANFOLS) ("Francesco Giambrone sarà il nuovo sovrintendente dell'Opera di Roma" su "roma.corriere"); la conferma di Giambrone a Palermo, nell'estate 2019, era stata contestata dal Ministro pro tempore Bonisoli con una lettera al consiglio d'indirizzo della fondazione, trattandosi del fratello del vicesindaco ed ex senatore Fabio ("Bonisoli, inopportuna nomina Giambrone" su "ansa"), ma era stata poi ratificata ugualmente dopo le violente accuse di un'ingerenza illecita del vertice del Ministero non consentita dalla "legge Bray" ("Il Ministro Bonisoli contro Giambrone, uomo chiave del Teatro Massimo di Palermo" su "artribune"). In realtà, lo statuto della fondazione palermitana, approvato con decreto ministeriale 24 gennaio 2014, all'art. 10, comma 1 riserva la nomina del sovrintendente alla "Autorità statale competente in materia di spettacolo" proprio ai sensi della legge n. 112 del 2013; quanto a Roma, Cappelli scrive anche che Francesco Giambrone: "era il candidato del potente Salvo Nastasi, segretario generale al Ministero dei beni culturali, e dunque del titolare del dicastero di Dario Franceschini, che deve ratificare la nomina su proposta del Sindaco". Due righe più sopra, però, aveva snocciolato i nomi delle candidate in pectore di Roberto Gualtieri, presidente della fondazione e membro di quel consiglio d'indirizzo presieduto appunto dal sindaco al quale spetta la proposta di nomina del sovrintendente che il Ministro è chiamato a ratificare (si veda lo statuto del 2015), candidature sacrificate preventivamente ai desiderata del "potente Salvo Nastasi"; valutato che: ex art. 13, comma 2, del decreto legislativo n. 367 del 1996, il sovrintendente "è scelto tra persone dotate di specifica e comprovata esperienza nel settore dell'organizzazione musicale e della gestione di enti consimili"; le nomine dei sovrintendenti, già spettanti ai rispettivi consigli di amministrazione ex art. 4, comma 1, della legge n. 6 del 2001, sono oggi proposte dai consigli d'indirizzo e ratificate dal Ministro della cultura; all'interno di ciascun consiglio di indirizzo, un componente è designato dal Ministero, che ha compiti di sorveglianza nei confronti delle fondazioni, in capo alla Direzione generale spettacolo; su quest'ultima, il segretario generale esercita funzioni di coordinamento in attuazione degli indirizzi del Ministro ( ex decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 169 del 2019); nominato ai sensi dell'art. 19, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e operante alle dirette dipendenze del ministro Franceschini ex art. 6 del decreto legislativo n. 300 del 1999, segretario generale del Ministero della cultura è oggi l'avvocato Salvatore Nastasi, assunto dal Ministero quale funzionario amministrativo nel 2000; Salvatore Nastasi ha ricoperto ruoli apicali in diverse amministrazioni pubbliche, compresa quella che si occupa (anche) di spettacolo dal vivo, suo ambito d'interesse privilegiato, affiancando più ministri: capo di gabinetto con Bondi, Galan e Ornaghi, è tornato al Collegio Romano, come segretario generale, con il ministro Franceschini, entrambi poi confermati nell'Esecutivo Draghi. Le "piroette" di Nastasi sono state richiamate in un memorabile articolo su "il Fatto Quotidiano" del 7 settembre 2019, che riporta numerose imbarazzanti intercettazioni telefoniche e firmato da un improbabile Romano Collegi ("Il ritorno dei dinosauri. Garofoli e Nastasi verso Mef e Mibact" su "ilfattoquotidiano"); con Franceschini per la seconda volta ai beni culturali, Nastasi ha in effetti ricevuto un primo incarico dirigenziale di livello generale affidatogli il 13 settembre 2019 ai sensi del comma 6 dell'art. 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, compensato con 182.018,45 euro annui, poi rinnovato il 23 febbraio 2021; negli atti di nomina, peraltro, non si fa cenno alcuno al soddisfacimento delle condizioni necessarie per il conferimento di quel comma 6. Oggi, sul portale del Ministero, alla voce "Incarichi amministrativi di vertice - Dirigenti" della sezione "Trasparenza", aggiornata il 17 dicembre 2021, non c'è ancora traccia del documento attestante il conferimento del nuovo incarico di segretario generale accordatogli nella terza stagione di Franceschini al Collegio Romano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente del fatto che il citato articolo di Valerio Cappelli ha identificato "il titolare del dicastero" nel segretario generale anziché nel Ministro, lasciando dunque intendere che lo stesso non svolga il ruolo di vertice politico a lui istituzionalmente spettante; se la presunta ingerenza nella scelta del sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma sia già stata smentita ufficialmente dallo stesso Ministro o se questi intenda avallare l'opinione, diffusa dalla stampa, di un ribaltamento di ruoli per cui il titolare del dicastero subirebbe le decisioni del vertice amministrativo del Ministero; se, inoltre, non ravveda la necessità di smentire la circostanza che il vertice politico-amministrativo del Ministero abbia imposto al primo cittadino di Roma il proprio candidato a sovrintendente, invece di limitarsi a ratificare la proposta del consiglio d'indirizzo della fondazione, violando le prerogative di quello e del sindaco-presidente; se sappia riferire per quale ragione Francesco Giambrone sia riuscito a superare prima l'ostilità del ministro Bonisoli, dettata da oggettive ragioni di opportunità, al suo rinnovo a Palermo, poi ad imporsi con il successore, Franceschini, se i fatti daranno ragione a Cappelli, sulle presunte candidate del sindaco Gualtieri, senza che questa volta alcuno gridasse allo scandalo per l'ingerenza del Ministero in una scelta riservata al consiglio d'indirizzo della fondazione. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06388 LEONE VANIN TRENTACOSTE CROATTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 26 maggio 2017 venivano pubblicati in Gazzetta Ufficiale i concorsi per il reclutamento di complessivi 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato. Tra questi c'era il concorso pubblico, per esame, a 893 posti, successivamente elevati a 1.182, aperto ai cittadini italiani in possesso dei requisiti prescritti per l'assunzione nella Polizia di Stato, che allora prevedevano età non superiore a 30 anni e titolo di scuola media inferiore; al concorso venivano presentate 173.000 domande. La sufficienza alle relative prove scritte è stata raggiunta da 54.533 partecipanti, dei quali 3.421 sono stati selezionati per le successive prove psicoattitudinali (quelli cioè con votazione non inferiore a 9,62); considerato che: successivamente, con il decreto-legge n. 135 del 2018, è stata autorizzata l'assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato, mediante lo scorrimento della graduatoria della prova scritta del citato concorso del maggio 2017; detta autorizzazione, tuttavia, limita le assunzioni ai soggetti in possesso, alla data del 1° gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 335 del 1982, così come modificato dal decreto legislativo n. 95 del 2017. Pertanto vengono chiamati a svolgere le successive prove concorsuali esclusivamente i candidati di età non superiore a 26 anni e in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, alla suddetta data, penalizzando coloro che, pur avendo superato la prova preselettiva, non sono risultati idonei per punteggio, e che attendevano un ulteriore scorrimento da 8 a 6 punti; l'esclusione di candidati che soddisfacevano i requisiti del primo concorso risulta non solo penalizzante per gli stessi, ma, alla luce del prepensionamento di 20-30.000 unità che risulta all'interrogante, anche per lo stesso Corpo di Polizia, che si ritroverà sottorganico, ipotesi che imporrà all'amministrazione pubblica di bandire giocoforza altri concorsi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, possa prendere in considerazione quanto esposto e valutare la possibilità di intervenire al fine di reperire le risorse necessarie per garantire il prosieguo delle prove attitudinali e psicofisiche degli allievi agenti idonei ma esclusi del concorso pubblico, per esame, a 893 posti, aperto ai cittadini italiani, inserito nel bando di reclutamento di 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio 2017. Atto n. 4-06389 IANNONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: dopo 11 anni di commissariamento della sanità calabrese, la Corte costituzionale, nella sentenza nr. 168/2021, ha, ad avviso dell'interrogante, attestato, o meglio certificato, il fallimento dei Governi che hanno preceduto l'attuale; con tale sentenza, infatti, la Corte non ha solo dichiarato l'illegittimità costituzionale del decreto-legge n. 150 del 2020 (cosiddetto "decreto Calabria bis"), perché la misura in questione "? si dimostra irragionevole per la sua inadeguatezza alla situazione nella quale deve intervenire, segnata dal più che decennale commissariamento della sanità della Regione Calabria (?) che costituisce un unicum nel panorama nazionale, essendosi caratterizzato in modo particolare rispetto a tutti gli altri sinora intervenuti?", ma ha pesantemente censurato la gestione da parte del Governo di questi 11 anni di commissariamento, attesa "? l'incongrua modalità di disciplina del potere sostitutivo statale?"; il Governo recentemente è intervenuto su tale disastrosa situazione nominando il Presidente della Regione, quale Commissario ad acta , e affiancandolo, è la prima volta in tema di commissariamenti, da un ufficiale dei Carabinieri in servizio, il colonnello Maurizio Bortoletti, che, diretto collaboratore del prefetto Luigi De Sena a Reggio Calabria dopo l'omicidio Fortugno e, poi, del generale Nistri, nelle prime e più delicate fasi di avvio della Direzione generale del Grande Progetto Pompei, è soprattutto noto per aver restituito all'equilibrio operativo l'ASL di Salerno, che perdeva, da anni, in un silenzio assordante, 500 euro al minuto, cioè oltre 700.000 euro al giorno, cioè 830 milioni di euro nei 39 mesi precedenti il suo arrivo; purtroppo, dalla nomina in Consiglio dei ministri del 18 novembre 2021, le Amministrazioni interessate non hanno, però, ancora dato corso (sono trascorsi oltre 30 giorni), a tale decisione e alla consequenziale definizione della posizione di impiego del colonnello Bortoletti; in questi giorni, la Calabria ha perso ulteriori 20 milioni di euro ma, soprattutto, i tanti calabresi per bene hanno iniziato a veder vacillare le loro certezze circa la possibilità che il colonnello Bortoletti possa prestare la sua opera; in questi 32 giorni, si trattava solo di scegliere quale delle due soluzioni di successo copiare, per assicurare quella flessibilità operativa indispensabile in aree permeate da una forte presenza della criminalità mafiosa e in situazioni dove, a volte, non esiste nemmeno una norma da applicare. Nel marzo 2011, il Ministro pro tempore La Russa, il capo di Gabinetto gen. Graziano e il Comandante generale dell'Arma, gen. Gallitelli, impiegarono pochissimo tempo, per consentire al col. Bortoletti di operare nel migliore dei modi a Salerno con questa posizione di impiego: "A disposizione del Capo del II Reparto, quale consigliere del Ministro... e Commissario Straordinario dell'ASL di Salerno" . Non sono noti i tempi necessari per definire quella del gen. Nistri, una volta nominato direttore generale del Grande Progetto Pompei, ma il modello, peraltro esportato dal "modello Salerno" e adattato dal colonnello Bortoletti, che collaborò con l'ufficiale generale dalla nomina del 9 dicembre 2013 alla prima relazione al Parlamento nell'estate 2014, è analogo: "A disposizione del Comandante delle Scuole per incarichi di insegnamento e Direttore Generale del Grande Progetto Pompei" (usata anche per chi è, poi, succeduto al gen. Nistri nell'incarico), si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; per quanto ancora intenda attendere in tale situazione, al di là delle pastoie burocratiche; se non ritenga necessario rivedere, ora per allora, l'estrema significatività di un riconoscimento premiale al colonnello Bortoletti per quanto fatto a Salerno insieme a tutti quei dipendenti dell'Azienda che hanno creduto nel risanamento e che hanno reso possibile quello che è stato definito un miracolo laico, affermando, una volta di più, che lo Stato non può abdicare. Atto n. 4-06390 MONTANI BERGESIO FERRERO PIANASSO CASOLATI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del turismo Premesso che: la drammatica vicenda dello schianto della funivia del Mottarone, arrivata subito dopo i lunghi mesi di lockdown , ha avuto un effetto devastante sulle attività turistiche della zona, scosse e penalizzate dalla terribile tragedia; la funivia costituisce una delle principali vie di accesso al Mottarone, si tratta dunque di un'infrastruttura strategica per l'economia e per lo sviluppo della zona; in attesa che la Magistratura prosegua le sue indagini sulla drammatica vicenda, che ha riguardato il crollo della funivia, occorre assicurare la celere ripartenza di tutte le attività produttive del territorio, in particolare nel settore del turismo; al Mottarone, complice l'emergenza pandemica, si registra un calo del fatturato che raggiunge picchi dell'80 per cento, ed è per questo motivo che è diventato indifferibile aiutare quest'area che è tradizionalmente meta di turisti italiani e stranieri; la funivia sarebbe in grado di rendere maggiormente fruibili i luoghi di interesse turistico del territorio di riferimento, nonché di incentivare ed agevolare i relativi flussi, riducendo l'impatto ambientale e massimizzando efficienza e rapidità degli spostamenti; tra gli obiettivi principali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vi è il rilancio degli investimenti nel settore del turismo, settore considerato strategico per il nostro Paese, nonché la necessità di realizzare infrastrutture adeguate, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista ambientale, al servizio di cittadini e imprese, si chiede di sapere quali iniziative di competenza intenda adottare il Ministro delle infrastrutture, e con quali stanziamenti di risorse, al fine di assicurare il celere ripristino della funivia del Mottarone e quali il Ministro del Turismo al fine di incentivare la ripresa del turismo in tutto il territorio. Atto n. 4-06391 LANNUTTI ABATE ANGRISANI PRESUTTO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la Minerva Antonio & Figli Sas, domiciliata a Tricase (Lecce), in data 8 marzo 1990 apriva un conto corrente bancario presso la filiale di Acquarica del Capo della Banca del Salento, in seguito incorporata dal Monte dei Paschi di Siena. Il conto corrente veniva chiuso il 30 giugno 2001; negli anni la Minerva Antonio & Figli Sas ha versato alla Banca del Salento interessi passivi ultra legali, tanto che la società, dopo essersi rivolta all'associazione Adusbef, procedeva con una denuncia per anatocismo e l'11 aprile 2013 il Tribunale civile di Lecce - Seconda sezione civile - accertava e dichiarava nulle le clausole del contratto sottoscritto dalla Minerva Antonio & Figli Sas, in quanto veniva riscontrata l'illegittima "capitalizzazione trimestrale degli addebiti" e condannava "la stessa Banca alla restituzione degli importi indebitamente percepiti, come quantificati dal CTU all'esito dell'accertamento peritale in atti" e "al risarcimento danni da illegittima segnalazione degli attori in sofferenza" presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia (sentenza n. 1320/13); benché una sentenza del Tribunale avesse dunque riconosciuto l'illegittima applicazione di interessi ultra legali, condannando la Banca a risarcire per oltre 30.000 euro la società ricorrente, l'Istituto bancario ha comunque ceduto il 20 dicembre 2017 quello che considerava un suo credito nei confronti della Minerva Antonio & Figli sas, pari a 122.353,82 euro, a favore di Siena NPL 2018 Srl (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Parte Seconda n.151 del 23-12-2017), pertanto da questa data il Monte dei Paschi non era più l'interlocutore della Minerva Sas; considerato che: il 14 ottobre e il 18 ottobre 2021 il signor Minerva (nel frattempo la società è stata chiusa) si è visto recapitare le raccomandate datate entrambe il 29 settembre 2021 provenienti da Cherry106 S.p.A. (che il 7 ottobre 2021 si fondeva con il Banco delle Tre Venezie) aventi per oggetto: "Cessione pro soluto del credito di euro 122.353,82 ceduto da Siena NPL 2018 srl e originariamente vantato da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.", benché questo presunto credito sia non solo inesistente, come stabilito dalla sentenza del 2013 dal Tribunale civile di Lecce, e benché proprio il Monte dei Paschi sia stato condannato a risarcire i Minerva, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa; quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare per evitare che in futuro si ripetano situazioni come quella rappresentata in premessa, in cui da anni dei poveri correntisti sono in balia di società di recupero crediti, vittime persino di un'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi di Banca d'Italia, che di fatto impedisce loro di poter usufruire non solo dei servizi bancari, ma di svolgere una serena attività lavorativa; se ritenga di dover avviare iniziative che permettano di verificare a monte la regolarità delle cartolarizzazioni, anche per evitare che in futuro si ripetano situazioni come quella rappresentata. Atto n. 4-06392 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO CASTALDI Ai Ministri della giustizia e della transizione ecologica Premesso che: con legge 14 settembre 2011, n. 148, sono state adottate misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo ed è stato delegato il Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. È iniziato quindi un processo di riordino della geografia giudiziaria che ha comportato, tra le misure, una riduzione nel numero di alcuni tipi di ufficio; in base alla legge 24 aprile 1941, n. 392, è stato trasferito ai Comuni il servizio dei locali e dei mobili degli uffici giudiziari, gli immobili sedi degli uffici giudiziari dislocati sul territorio italiano (non ricompresi fra quelli demaniali), sono solo in uso degli uffici giudiziari, ma restano di proprietà dei Comuni di riferimento; questo ha significato la gestione della manutenzione degli immobili sedi degli uffici giudiziari a carico dei Comuni; considerato che: nel PNRR è stato previsto un investimento di appena 411,7 milioni di euro per efficientare gli edifici giudiziari (Investimento 1.2 efficientamento degli edifici giudiziari) con l'obiettivo di ristrutturarli con materiali sostenibili e misure antisismiche per la costruzione di edifici, riqualificazione e rafforzamento dei beni immobili dell'amministrazione della giustizia; oltre all'importante ruolo dato all'efficientamento dei consumi energetici, il programma mira a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi attraverso l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili. Gli interventi devono inoltre adattare le strutture per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici; l'intervento si focalizza sulla manutenzione di beni esistenti, consentendo la tutela, la valorizzazione e il restauro del patrimonio storico che spesso caratterizza gli uffici dell'amministrazione della giustizia italiani; il cronoprogramma degli interventi prevede di agire entro la metà del 2026 su 290.000 mq di uffici, tribunali e cittadelle giudiziarie, efficientando 48 strutture, migliorando tecnologicamente l'erogazione dei servizi (escluse le caldaie a gas naturale); l'elenco indicativo riportato nel piano PNRR dei comuni in cui si devono svolgere gli interventi comprende Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Latina, Messina, Milano, Monza, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Roma, Trani, Torino, Velletri e Venezia; la ricognizione delle informazioni identificative di tali immobili è possibile, pertanto, consultando le pubblicazioni delle amministrazioni comunali; se ne desume che gli interventi previsti con l'investimento 1.2 del PNRR non si potranno monitorare centralmente (presso il Ministero della giustizia o Ministero dell'economia), ma si dovranno inseguire le gare di appalto espletate in ciascun comune identificato; un monitoraggio di questo tipo sembra, oltre che dispendioso e complesso, anche poco efficace perché l'indicatore qualitativo (traguardi) previsto nel PNRR che riguarda le notifiche dell'aggiudicazione di tutti i contratti pubblici a seguito di una procedura di appalto pubblico, non dà informazioni sul completamento delle opere previste ed effettivamente realizzate a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale con l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili; le "notifiche dell'aggiudicazione di gara" è un obiettivo inadeguato per monitorare il risultato atteso ( output ) dell'investimento come la riduzione della vulnerabilità sismica di 48 edifici giudiziari e loro efficientamento energetico; manutenzione, tutela, valorizzazione e recupero di un vasto patrimonio storico; miglioramento delle strutture inadeguate che influiscono negativamente sull'amministrazione della giustizia; maggiore efficienza, resilienza ed erogazione tecnologica dei servizi giudiziari; verificato che: secondo i dati diffusi dal Ministero dell'economia attraverso il portale "Open Bdap", il Ministero della giustizia ha registrato una capacità di spesa dell'88 per cento lasciando in bilancio una fetta consistente di risorse finanziarie che potevano invece essere meglio utilizzate per investimenti per più di un miliardo di euro; in particolare non sono stati impegnati 83 milioni di euro per la realizzazione di nuove infrastrutture, potenziamento e ristrutturazione nell'ambito dell'edilizia carceraria ed ulteriori 34 milioni non spesi per la manutenzione delle strutture giudiziarie ubicate nelle regioni della Campania, Puglia, Calabria e Sicilia; ritenuto, ad avviso degli interroganti, che: la realtà penitenziaria italiana è caratterizzata da un elevato sovraffollamento delle strutture di detenzione e alla carenza dei posti disponibili si aggiunge l'obsolescenza delle strutture; soltanto il 36,8 per cento della spesa giudiziaria destinata agli investimenti è stata impegnata, una percentuale troppo bassa, di cui soltanto il 4 per cento della spesa è stata impegnata per l'acquisto l'istallazione e l'ampliamento di immobili strutture ed impianti per l'amministrazione penitenziaria; l'incapacità di spesa del Ministero della giustizia rappresenta quindi una criticità e un forte limite non trascurabile nell'attuazione del PNRR e delle ingenti risorse messe in campo rischiando che non verranno in parte utilizzate, si chiede di sapere: se si intendano analizzare le motivazioni della scarsa capacità di impegno di spesa in conto capitale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi; se si ritenga che le mere "notifiche dell'aggiudicazione di gara" previste nel PNRR siano sufficienti a garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi attraverso l'uso di materiali sostenibili e l'utilizzo di energia elettrica autoprodotta da fonti rinnovabili considerando che saranno i comuni a gestire i fondi; quali siano i criteri oggettivi in base ai quali è stato definito l'elenco indicativo riportato nel piano PNRR dei comuni in cui si devono svolgere gli interventi di riqualificazione. Atto n. 4-06393 BARBONI BERNINI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: con legge n. 84 del 2021 è stato stabilito il distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e la loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna; nel territorio del comune di Montecopiolo, in provincia di Rimini, è presente un comprensorio sciistico, al cui interno l'impianto di risalita denominato "OS52 Salbuccia", necessita sia di revisione speciale che di revisione generale trentennale; il comma 5 -bis dell'articolo 43 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalle legge 13 ottobre 2020, n. 126, come sostituito dal comma 18 -bis dell'articolo 57, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che in deroga al regolamento di cui al decreto n. 203 del 2015 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la vita tecnica degli impianti di risalita in scadenza nel 2018, 2019 e 2020, limitatamente agli skilift siti nel territorio delle Regioni Marche e Abruzzo, è prorogata al 31 dicembre 2021, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell'esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali; l'avvio delle procedure tecniche per effettuare le revisioni dell'impianto in scadenza avrebbe potuto beneficiare della proroga dettata dalla legge n. 126 del 2020, in quanto il comune di Montecopiolo e l'impianto sciistico interessato dalla procedura di revisione sino ad aprile 2021 ricadevano in territorio appartenente alla Regione Marche; a seguito dell'approvazione della citata legge n. 84 del 2021, ci sarebbe l'intenzione dell'Ufficio Speciale Trasporti a Impianti Fissi (USTIF), sede di Bologna, di voler procedere alla sospensione della procedura prevista dalla legge n. 126 del 2020 per le Regioni Marche e Abruzzo; l'articolo 13, comma 7 -bis del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, cosiddetto "Decreto Milleproroghe", stabilisce che in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da COVID-19, relativamente agli impianti a fune la cui vita tecnica è in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, gli adempimenti per il proseguimento dell'esercizio dopo la scadenza della vita tecnica, previsti dal paragrafo 2.5 dell'Allegato tecnico A, annesso al regolamento di cui al decreto ministeriale n. 203 del 1° dicembre 2015, sono eseguiti entro 120 giorni dalla data di cessazione del citato stato d'emergenza; la vita tecnica dell'impianto a fune presente nel comune di Montecopiolo ha scadenza al 16 gennaio 2020, motivo per cui non può beneficiare della proroga prevista nel cosiddetto decreto Milleproroghe, si chiede di sapere: quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di trovare una soluzione adeguata su una vicenda abbastanza compromettente per l'intero territorio interessato; visto il recente passaggio del comune di Montecopiolo dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna e la particolare situazione emergenziale che continua a caratterizzare il nostro Paese, quali valutazioni intenda esprimere al fine di presentare delle indicazioni tecniche specifiche nella risoluzione del problema, doveroso verso chi cerca di sopravvivere agli ingenti danni economici provocati dalla pandemia ancora in corso. Atto n. 4-06394 GIROTTO ROMANO VACCARO PUGLIA Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Atto n. 4-06395 VALLARDI PISANI Pietro IWOBI PIANASSO MARIN CORTI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il Ministero in indirizzo ha assegnato 2,8 mld di euro, previsti dal PNRR, e circa 20 mln di euro, derivanti dai residui 2019 e 2020 per l'attuazione del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare (PinQua), per la realizzazione di 159 interventi nell'ambito della rigenerazione urbana e dell' housing sociale; il "Programma innovativo della qualità dell'abitare" e la "rigenerazione urbana e l' housing sociale" sono volti ad incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, includendovi anche il finanziamento di progetti finalizzati alla rigenerazione dei centri urbani e delle periferie, con l'obiettivo di migliorarne l'accessibilità, la funzionalità e la sicurezza; il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha nominato un'apposita "alta commissione" con il compito di stilare una graduatoria dei progetti da finanziare; i criteri per la scelta sono elencati nell'art. 8 del decreto interministeriale n. 395 del 2020 e, fra questi, vengono privilegiati interventi in aree a maggiore tensione abitativa, per il recupero di beni culturali e paesaggistici e con un impatto limitato per quanto riguarda il consumo di suolo; di particolare importanza sono anche altri due criteri espressamente previsti nel PNRR: di non arrecare un danno significativo all'ambiente e di riservare almeno il 40 per cento delle risorse alle regioni del meridione; il 93 per cento dei progetti ammessi, ma non finanziati dalla graduatoria del bando per la rigenerazione urbana risultano essere riferibili a comuni settentrionali, penalizzano sensibilmente quei territori; fra questi progetti ammessi, ma non finanziati ve ne sono alcuni di grande rilevanza sociale e di particolare impatto ambientale, predisposti da Amministrazioni dotate di bilanci virtuosi e in grado di cantierare i lavori da subito, dando slancio alla ripresa economica di quelle zone; l'utilizzo dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale dell'ISTAT ai fini della valutazione dei progetti, basato su fattori quali l'alfabetizzazione, il grado di scolarizzazione, il reddito pro capite e la percentuale di disoccupazione e di inattività giovanile, rischia di penalizzare grandemente i progetti proposti dalle Amministrazioni comunali del nord Italia; grazie alla permanenza di questi criteri, pertanto, numerosi comuni del Settentrione, virtuosi e in possesso della documentazione necessaria, non possono affatto accedere a queste risorse, così fondamentali per la programmazione e l'investimento sul futuro dei loro territori e delle loro comunità, si chiede di sapere quali chiarimenti il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, intenda fornire sui fatti esposti in premessa e quali iniziative ritenga opportuno adottare al fine di consentire ai circa 540 progetti, già definiti e pronti, attualmente esclusi dal bando, di poter essere finanziati, anche reperendo risorse necessarie a tale scopo. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02993 della senatrice Garavini, sulla durata delle certificazioni verdi rilasciate a soggetti vaccinati e guariti da COVID-19; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02992 della senatrice Pirro ed altri, sugli incendi agli impianti legati al ciclo dei rifiuti.