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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 32 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 11,13). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 agosto. Sul processo verbale FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, a norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto contrario per stigmatizzare quanto avvenuto nella seduta ultima del 3 agosto in merito all'emendamento 6.10. Come già sottolineato dal nostro presidente Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane all'interno di un decreto-legge tipicamente amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito, intendiamo lasciare agli atti una dichiarazione, rilanciando l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». (Applausi dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. No, il tempo a vostra disposizione è esaurito. Poiché il tempo è stato contingentato, il contingentamento vale per tutte le richieste da parte dei Gruppi. MALPEZZI (PD) . Ma è un intervento sul processo verbale! PRESIDENTE . La Presidenza intende rispettare il Regolamento. Pertanto, ai sensi dell'articolo 60, comma 3, da lei appena invocato, che disciplina la possibilità di rettifica, io le ho concesso la parola, senatore Ferrari. Stando ai tempi assegnati, il Partito Democratico risulta sotto di due minuti e ventitré secondi. Ora si vota su questa proposta di rettifica e, essendo i tempi contingentati, non c'è possibilità di avere ulteriore tempo. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, ma ci sono altre proposte di modifica rispetto al processo verbale e, quindi, noi vorremmo avere la possibilità d'intervenire sul processo verbale. Questo è il punto, sostanzialmente. PRESIDENTE . Per poter agevolare questa vostra richiesta, mettete allora per iscritto le rettifiche che intendete apportare e su queste vi sarà una votazione. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, leggo una di queste rettifiche, che è già scritta: abbiamo infatti letto il verbale e, sostanzialmente, ci sono delle questioni che non ci vedono d'accordo, sempre a norma dell'articolo 60, comma 3, del Regolamento del Senato, quindi sempre sul processo verbale. Annuncio dunque il mio voto contrario, per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. In modo particolare, in quella seduta il senatore Arrigoni ha affermato che la comunità scientifica sarebbe divisa in materia di vaccini. PRESIDENTE. Senatrice... MALPEZZI (PD) . È un'affermazione gravissima e assolutamente non vera, come dimostrano l'appello dell'ordine dei medici e la presa di posizione netta e inequivocabile di tutta la comunità scientifica e internazionale. Non è assolutamente vero, inoltre, che tutti i bambini potranno andare a scuola. Questo Governo vuole ripristinare... PRESIDENTE . Senatrice, lei sta criticando un'affermazione, non sta proponendo una rettifica. Non possiamo censurare le affermazioni, possiamo rettificare oppure verificare un verbale e può essere avanzata una richiesta di rettifica, che va votata. Quindi, se il senatore Arrigoni ha detto qualcosa che non le piace, non possiamo rettificarla: mi pare evidente. Dunque, se vuole identificare la proposta di rettifica, la poniamo ai voti. Dopo farò presente i tempi che spettano a tutti i Gruppi, visto che c'è un contingentamento e che il Partito Democratico ha già superato di due minuti il tempo a disposizione. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, appellandoci all'articolo 60, comma 3, chiediamo di parlare per un semplice annuncio di voto contrario. Quindi, se lei concede ai senatori che lo richiedono la possibilità di pronunciarsi su un eventuale voto contrario, possiamo procedere in questo modo. Io per primo ho annunciato la motivazione, dopodiché lei può concedere la parola, per dichiarare un voto contrario ad un verbale, che contiene la parte che ho stigmatizzato. Altrimenti consegneremo un testo scritto identico a quello che ho letto nel mio primo intervento. PRESIDENTE . Chi sono i senatori che vogliono fare questo annuncio di voto sulla rettifica? (Numerosi senatori del Gruppo PD fanno cenno di voler intervenire. Commenti dal Gruppo PD) . Senatore Ferrari, può dirmi quale punto del processo verbale intende rettificare? Non mi è chiaro. FERRARI (PD) . Signor Presidente, nel mio intervento iniziale ho chiesto di parlare per dichiarare il mio voto contrario al verbale, non per modificare il verbale, ma semplicemente per dire che non accettiamo che l'Assemblea assuma un verbale in cui è stato approvato un emendamento, che a nostro avviso è viziato da estraneità di materia. Quindi non vogliamo che sia messo agli atti il nostro voto favorevole a questo verbale. PRESIDENTE . Il voto per tutti può essere annunciato dal Capogruppo. Dal mio punto di vista il Capogruppo può annunciare il voto e fare una dichiarazione, atteso che, essendo i tempi contingentati - lo ripeto - il tempo è già esaurito ( Applausi della senatrice Bottici . Proteste dal Gruppo PD) . Proprio perché mi pare sia necessario dare una possibilità in più, faccio parlare il Capogruppo per tutti, ma non è permesso a tutti, perché il tempo è esaurito (Commenti dei senatori Faraone e Laus. Il senatore Taricco fa cenno di voler intervenire) . Se cominciamo ad allungare i tempi, questo va fatto per tutti. TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'annuncio di voto è sì o no. TARICCO (PD) . Io vorrei dire un'altra cosa. Vorrei fare un richiamo al Regolamento e dire che sul processo verbale non esiste il contingentamento dei tempi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Esiste il contingentamento per prassi consolidata. Vada a vedere la prassi, perché non è possibile che ogni volta si inventi qualcosa. (Proteste dal Gruppo PD). C'è un Regolamento e c'è una prassi. Io do la parola a tutti, però non è possibile ogni volta andare oltre. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'AZ, FI-BP e FdI) . TARICCO (PD) . Mi faccia parlare. Mi fa parlare? PRESIDENTE. Le tolgo la parola. (Applausi dal Gruppo M5S. Proteste dal Gruppo PD) . Senatore Taricco, dica sì o no. TARICCO (PD) . Signor Presidente, voglio poter parlare, credo di averne diritto. PRESIDENTE. Lei può parlare quando può parlare. TARICCO (PD) . Io chiedo di poter esprimere il mio pensiero sul Regolamento. Se oggi abbiamo dieci provvedimenti contingentati, su quale di questi calcola il tempo del mio intervento sul processo verbale? Il processo verbale non c'entra nulla con il contingentamento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Non c'entra nulla il tempo del processo verbale. Voi avete superato il tempo a vostra disposizione. (Proteste dal Gruppo PD) . Mi prendo la responsabilità di quello che faccio. Senatore Taricco, per un sì o un no. Intervenite tutti per un sì o per un no. Prego, sì o no? LAUS (PD) . Signor Presidente, intervengo se mi dà la voce; non siamo mica a scuola, qui. PRESIDENTE . Forse dovreste andare a scuola, d'accordo? (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'AZ, FI-BP e FdI) . Ho detto che siccome avete esaurito il tempo a vostra disposizione e il tempo è contingentato: vi do la parola per dire se siete favorevoli o contrari. Prego, lo dica. LAUS (PD) . Esprimo un giudizio contrario sul processo verbale e lo devo motivare per forza; dunque do la motivazione. Lei me lo deve far motivare, perché io sono andato a scuola. PRESIDENTE. Perché discute? Finisca! LAUS (PD) . A norma dell'articolo 60, comma 3, del Regolamento del Senato sul processo verbale prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto e dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso in merito all'emendamento 6.10. PRESIDENTE. Basta così, ho capito. LAUS (PD) . Ma non deve capire lei! MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le chiedo però di far pervenire un elenco delle persone che desiderano intervenire, perché l'alzata di mano diventa scomposta. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, io mi permetto di sottoporle la sua decisione, anche supportata dagli uffici, rispetto ai precedenti. Non credo sia possibile che i tempi delle dichiarazioni di voto sul processo verbale vadano a ridurre dei residui, qualora ve ne siano, o comunque ad impattare sul contingentamento dei tempi sul provvedimento. Io stesso, infatti, ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo in cui si è andati a determinare nello specifico i tempi per il singolo provvedimento. È un diritto soggettivo di ogni parlamentare quello di poter esprimere il proprio favore o la propria contrarietà rispetto all'approvazione del processo verbale. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Rossi) . Lei non può dare a me la responsabilità di svolgere un intervento per tutto il Gruppo, quando questo è un diritto soggettivo. Noi le presentiamo immediatamente l'elenco, i nostri colleghi vi si atterranno puntualmente esprimendo solo il favore o la contrarietà rispetto all'approvazione del processo verbale. Comunque, signor Presidente, volendo essere formali, se i tempi sono stretti e abbiamo tutti fretta, la seduta deve cominciare puntualmente alle ore 11 come previsto. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Non penso che lei si riferisca a me per il ritardo, perché io c'ero, forse qualcuno non c'era e sarà stata richiesta la sua presenza. Vorrei comunque ricordare all'Assemblea che il contingentamento dei tempi è stato stabilito all'unanimità nella Conferenza dei Capigruppo e se allora il contingentamento non vale per le questioni che oggi voi ponete, vuol dire che noi possiamo allungare a iosa tutti i tempi e il contingentamento non conta più. Ditemi, perché in questo modo si può ampliare. Io non ho alcuna difficoltà a stare qui, sono arrivata ieri sera, resterò oggi, domani, dopodomani e fino a Ferragosto. Per me è indifferente, basta che lo stabilisca la Conferenza dei Capigruppo, il resto non mi interessa, non è questione che mi riguardi. Men che meno ho tolto la parola a nessuno, visto che state parlando da circa un quarto d'ora. (Applausi dai Gruppi M5S e, L-SP-PSd'AZ) . Senatrice Malpezzi, allora mi dia l'elenco di coloro che vogliono intervenire: visto che questa cosa vi stava tanto a cuore, magari potevate far pervenire questo elenco alla Presidenza prima dell'inizio della seduta. (La senatrice Malpezzi consegna l'elenco alla Presidenza). Darò la parola soltanto per dichiarare se si è favorevoli o contrari, perché il tempo è esaurito, quindi non datemi motivazioni, visto che chi ha parlato prima di voi ha già stabilito qual è il tema oggetto della votazione e l'oggetto del vostro annuncio di voto. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, voto contrario. Posso consegnare il testo scritto del mio intervento? PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. FEDELI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Voto contro questo processo verbale e le consegno il testo scritto delle motivazioni, ma vorrei anche aggiungere, se me lo permette, signor Presidente, che non è indifferente la motivazione per la quale noi votiamo contro. PRESIDENTE. La motivazione è stata espressa, senatrice Fedeli. FEDELI (PD) . Gliela riconsegno perché è importante che resti agli atti per ricordarci il grave danno che siamo ancora in tempo a rimediare - lo voglio dire a questa Assemblea - anche con un voto diverso per salvare la vita delle nostre bambine e dei nostri bambini. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza a consegnare il testo scritto. PINOTTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PINOTTI (PD) . Voto contro anch'io, signor Presidente, le consegno la motivazione scritta e questo atto lo facciamo tutti quanti perché riteniamo quanto avvenuto in quest'Aula molto grave non solo per il Senato... (Il microfono si disattiva automaticamente). PITTELLA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Il mio voto è contrario, le consegnerò il testo scritto della mia motivazione. Concordo pienamente con quanto scritto dall'Ordine... (Il microfono si disattiva automaticamente). VALENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Intervengo per esprimere il mio voto contrario al processo verbale, perché nel processo verbale viene riferita una modifica ad un decreto e questa modifica al decreto viene riferita e raccontata come... (Il microfono si disattiva automaticamente). VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario e consegno le motivazioni politiche che consistono nello stigmatizzare il voto di venerdì, che mette a rischio la sicurezza e la salute delle famiglie italiane. D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, esprimo il mio voto contrario al processo verbale nella parte che si riferisce... (Il microfono si disattiva automaticamente). MANCA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente... FARAONE (PD) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori, signor Presidente. PRESIDENTE. No, si sieda. (Commenti del senatore Faraone) . Le do dopo la parola. (Commenti del senatore Faraone) . Do io la parola, quando ritengo. MANCA (PD) . Signor Presidente, il mio è un voto contrario, che voglio però rappresentare, perché non basta, su un argomento... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. No, basta. BITI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto contrario sul processo verbale di cui lascerò agli atti le motivazioni. Noi siamo a favore dei vaccini che salvano... (Il microfono si disattiva automaticamente) . GINETTI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GINETTI (PD) . Signor Presidente, nella scorsa seduta è stato approvato un emendamento che mette a rischio la salute dei nostri bambini, per la modifica del decreto sui vaccini. PRESIDENTE. Favorevole o contrario? GINETTI (PD) . Voto contrario e ne deposito agli atti le motivazioni. COMINCINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, mi affido alla sua sensibilità istituzionale perché trasmetta al Presidente... PRESIDENTE. Favorevole o contrario? COMINCINI (PD) . ...la nostra contrarietà al provvedimento contro i vaccini. Ne consegno le motivazioni scritte. ALFIERI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, anch'io sul tema dei vaccini, per esprimere la totale contrarietà del Gruppo Partito Democratico. MARINO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARINO (PD) . Signor Presidente, pur avendo molte perplessità sull'interpretazione data all'articolo 60, terzo comma, mi adeguo ed esprimo voto contrario. RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, ognuno ha motivazioni diverse. Io, ad esempio, non credo all'evidenza scientifica... PRESIDENTE. Dica soltanto favorevole o contrario, altrimenti le tolgo la parola. RAMPI (PD) . Non si assuma, però, la responsabilità di mettere a tacere l'Assemblea. Io sono contrario con motivazioni diverse da quelle di altri colleghi del Gruppo, che lascerò agli atti. Penso che... (Il microfono si disattiva automaticamente . Commenti dal Gruppo M5S). PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, vorrei richiamare un fatto che personalmente mi ha fatto ritenere... PRESIDENTE. Dica favorevole o contrario. PARRINI (PD) . Vorrei richiamare un fatto che personalmente mi ha fatto ritenere leso nelle mie prerogative di parlamentare. PRESIDENTE. Dica soltanto favorevole o contrario, altrimenti le tolgo la parola. PARRINI (PD) . Signor Presidente, su una questione fondamentale... (Il microfono si disattiva automaticamente) . ASTORRE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, dovrebbe dare però il tempo di argomentare il voto contrario o positivo. PRESIDENTE. Favorevole o contrario? ASTORRE (PD) . Penso che l'altro giorno sia stato fatto, nella norma del decreto-legge... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PATRIARCA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, preannuncio il voto contrario. Siamo contro l'emendamento che è stato proposto... (Il microfono si disattiva automaticamente) . FARAONE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FARAONE (PD) . Signor Presidente, le chiedo sempre, poi, di intervenire sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Lei chieda dopo. Favorevole o contrario? FARAONE (PD) . Vorrei intervenire su un altro passaggio che riguarda il... (Il microfono si disattiva automaticamente) . SUDANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SUDANO (PD) . Signor Presidente, le consegnerò le motivazioni per iscritto, però anch'io, come tutti i miei colleghi... PRESIDENTE. Le depositi. Lei è favorevole o contraria? SUDANO (PD) . Sono contraria all'emendamento sui vaccini. BELLANOVA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BELLANOVA (PD) . Signor Presidente, credo che oggi stiamo scrivendo davvero un gravissimo precedente. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È vero, è un precedente che non mi piace. BELLANOVA (PD) . Vorrei invitarla ad esplicitare i precedenti su... PRESIDENTE. Favorevole o contrario? BELLANOVA (PD) . No, signor Presidente... PRESIDENTE. Dica favorevole o contrario. Basta. BELLANOVA (PD) . Presidente, mi può dare un attimo di tempo? PRESIDENTE. No, non ce l'ha. Lo chieda agli altri partiti. L'avete già esaurito. (Commenti della senatrice Bellanova) . SBROLLINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (PD) . Signor Presidente, preannuncio il mio voto contrario... (Commenti della senatrice Bellanova) . PRESIDENTE. La smetta di parlare, senatrice Bellanova, faccia parlare la sua collega. SBROLLINI (PD) . Esprimo il mio voto contrario... (Commenti della senatrice Bellanova). PRESIDENTE. Senatrice, se non la smette la devo allontanare. SBROLLINI (PD) . Esprimo il mio voto contrario, perché stiamo discutendo... (Commenti della senatrice Bellanova). PRESIDENTE. Senatrice Bellanova, si sieda. SBROLLINI (PD) . Perché stiamo parlando della salute dei nostri ragazzi... (Il microfono si disattiva automaticamente) . NANNICINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NANNICINI (PD) . Signor Presidente, anch'io depositerò le motivazioni per il mio voto, diverse da quelle del collega Rampi. Annuncio il mio voto contrario. MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, mi appello al comma 3 dell'articolo 60 e voto contro questo processo verbale lasciando agli atti le motivazioni. Non si scherza con la salute dei bambini! (Applausi dal Gruppo PD) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, annunciando che depositerò le motivazioni della mia contrarietà, in quest'Aula abbiamo votato da apprendisti stregoni che giocano contro la salute pubblica... (Il microfono del senatore Ferrazzi si disattiva automaticamente). D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Antigone mi dice di votare contro. Voto contro poiché siamo andati contro il diritto all'umanità. (Applausi dal Gruppo PD) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Voto contro l'approvazione del processo verbale, perché mi sento responsabile... (Il microfono si disattiva automaticamente). GARAVINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . Anch'io voto contro e le faccio notare che non è questione se a lei piaccia o no... (Il microfono si disattiva automaticamente). GIACOBBE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, anch'io voterò contro e consegnerò le motivazioni per iscritto. PARENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, la ringrazio anche per la gentilezza istituzionale che sta usando in quest'Aula, annuncio il voto contrario e deposito le motivazioni. COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario. STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, anch'io annuncio il voto contrario e depositerò le motivazioni, alle quali aggiungo anche secondo me che il resoconto... (Il microfono si disattiva automaticamente. Commenti del senatore Stefano) . PRESIDENTE. Ha già detto che è contrario. Depositi le sue motivazioni. STEFANO (PD) . Lei deve far parlare! MESSINA Assuntela (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, voterò contro e depositerò le motivazioni. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, sempre per la scienza contro l'ignoranza: voterò contro. GRIMANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, vogliamo tutelare la salute dei nostri bambini. PRESIDENTE. Basta. Dica sì o no. GRIMANI (PD) . Per questo voto contro il processo verbale. PRESIDENTE . Metto ai voti il processo verbale. È approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ricordo ai colleghi quali sono i tempi rimasti per la discussione, in modo che non ci siano questioni ulteriori, visto che - ripeto - il tempo è contingentato e la decisione è stata votata all'unanimità in Conferenza dei Capigruppo. Il tempo residuo per il Gruppo MoVimento 5 Stelle è di un'ora e tredici minuti; per il Gruppo Forza Italia quindici minuti; per il Gruppo Lega quarantasei minuti e cinquantotto secondi; il Gruppo Partito Democratico è sotto di due minuti e ventitre secondi; Fratelli d'Italia è sotto di sette minuti e cinquantanove secondi; il Gruppo Misto ha dieci minuti e trenta secondi; il Gruppo delle Autonomie ha ventuno minuti e dodici secondi. Per gli interventi in dissenso sono rimasti tre minuti e ventisette secondi. Il relatore ha trentasei minuti e il Governo trentanove minuti. Ci sono poi venti minuti per le votazioni. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, desidero intervenire sull'ordine dei lavori per avanzare una proposta. Abbiamo appreso adesso che il nostro Gruppo avrebbe già sforato i tempi a sua disposizione di sette minuti. Noi non avevamo avuto questa impressione. Più in generale, vorrei avanzare una proposta, in termini assolutamente collaborativi. A noi pare che una rimodulazione dei tempi possa essere una scelta di buon senso, anche rispetto a quanto sta avvenendo in Assemblea. Lei ha detto, correttamente, che la Conferenza dei Capigruppo ha deliberato in maniera unanime sulla ripartizione dei tempi, ma è anche vero che la Conferenza dei Capigruppo si è riunita prima delle novità politiche che sono state introdotte di sera in Commissione. Pertanto, se lei è d'accordo, chiedo che la Conferenza dei Capigruppo venga convocata al fine di allargare, in maniera collaborativa, i tempi a disposizione dei Gruppi parlamentari affinché la discussione si svolga in maniera un po' più ordinata di quella a cui stiamo assistendo. (Applausi dal Gruppo PD) . In caso contrario, credo che forse gli effetti saranno peggiori. PRESIDENTE . Senatore Ciriani, faremo una riunione della Conferenza dei Capigruppo anche su questo tema, però il tempo non è un'impressione. Se esso viene rigorosamente osservato, il fatto che possa essere un'impressione mi lascia francamente un po' perplessa. A me va benissimo allargare i tempi di discussione, ma ciò va deciso in Conferenza dei Capigruppo. Tra l'altro, senatore Ciriani, il suo Gruppo ha terminato il tempo a disposizione, ma, come si è sempre fatto, potete chiedere agli altri Gruppi se vi cedono parte del loro. Questa è una possibilità. (Applausi della senatrice Bonfrisco). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, cediamo volentieri dieci minuti del nostro tempo al Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dal Gruppo FdI) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, anche il MoVimento 5 Stelle è disponibile a cedere dieci minuti del suo tempo al Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, apprezziamo molto gli interventi dei Capigruppo della Lega e del MoVimento 5 Stelle. Ovviamente, il tempo è stato ceduto solo al Gruppo Fratelli d'Italia perché ha avanzato la richiesta. Chiedo, pertanto, che i minuti che vengono messi a disposizione siano di tutti i Gruppi di opposizione che hanno terminato il loro tempo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Sarebbe auspicabile una cessione di tempo anche al Partito Democratico, che ha già consumato quello a sua disposizione. PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, la disponibilità è stata dichiarata nei confronti del Gruppo Fratelli d'Italia perché l'ha esplicitamente proposto. Visto l'intervento del presidente Marcucci, da parte nostra c'è ovviamente la disponibilità a cedere dieci minuti anche al Gruppo Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anche il Gruppo Per le Autonomie cede dieci minuti del proprio tempo al Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 717 Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 717. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 7. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.1. RAMPI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, questa è un'opportunità che offriamo alla maggioranza e al Governo, quindi non possiamo accettare l'invito al ritiro; anzi, invitiamo a un ripensamento, che c'è già stato in passato. Lei sa benissimo che su 18app nella scorsa legislatura l'attuale maggioranza si espresse in maniera profondamente contraria, addirittura sostenendo che si trattasse di una mancia elettorale. Ma una mancia non poteva essere, visto che il provvedimento è durato nel tempo. All'inizio di questa legislatura il Ministro dei beni culturali si espresse in maniera profondamente contraria annunciando di voler cancellare il provvedimento. Poi, per fortuna, come ci ha spiegato anche in questa Aula, ci ha ripensato. Questo si collega a quanto di spiacevole è successo all'inizio di questa seduta. Dentro quest'Aula noi ci dobbiamo parlare e ci dobbiamo ascoltare. Noi non siamo qui per un pro forma , non dobbiamo dire «sì» e «no» tanto perché il Regolamento lo prevede. Noi dobbiamo provare ad approfondire i temi ed andare in profondità nel trattare le questioni. Probabilmente, andando in profondità, ci si accorge che quello di 18app non è un terribile provvedimento perché l'ha proposto e portato avanti il Partito Democratico, o perché - cosa ancora più grave - l'ha fatto suo l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, quindi tutto quello che ha fatto il presidente del Consiglio Matteo Renzi bisogna cancellarlo, per via della damnatio memoriae . Questo è il clima che si è creato in questo Paese, un Paese che funziona sempre così e guardate che alimentare un clima del genere vorrà dire che prima o poi lo stesso succederà a qualcuno che c'è oggi, perché questa è la storia d'Italia. Proviamo a cambiarla, questa storia; proviamo a guardare al merito delle cose. Questo provvedimento è stata una grande occasione per tantissimi ragazzi e ragazze italiani di accedere al teatro, al cinema, alla musica, ai concerti. Ripeto, è stata una grande occasione. Credo che quei ragazzi e quelle ragazze poi, al momento del voto, esprimeranno voti profondamente diversi. Credo che lo abbiate capito e che lo abbia capito soprattutto il Ministro dei beni e delle attività culturali e infatti in questo provvedimento si introduce la proroga per il 2018, quindi i ragazzi e le ragazze nel 2018 potranno accedere a 18app. Ma non si capisce perché non potranno farlo e non c'è la certezza di farlo per i ragazzi e le ragazze del 2019. Noi chiediamo semplicemente di prorogare anche al 2019 questa possibilità; ci sono già le risorse a bilancio, perché le avevamo messe noi nell'ultima legge di stabilità. Sta a voi governare; potrete correggere come vorrete l'applicazione di questo provvedimento, ma almeno vi chiediamo di prorogarlo e di dare la garanzia anche a quei ragazzi e a quelle ragazze di poter accedere alla musica, al cinema, a i libri, alla letteratura e alla cultura in generale. Per questo chiedo davvero, in scienza e in coscienza, ad ognuno di voi di esprimere un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (La senatrice Lonardo segnala un malfunzionamento del sistema di voto della sua postazione). Senatrice, registriamo il suo voto. LONARDO (FI-BP) . Era un voto contrario, signor Presidente. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, per un errore mi sono astenuto, ma il voto sarebbe stato contrario. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Non sono riuscita a votare. Esprimo voto contrario. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. L'emendamento 7.2 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3, presentato dal senatore Pagano, identico agli emendamenti 7.4, presentato dal senatore Verducci, e 7.5, presentato dal senatore Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.6, presentato dal senatore Pagano, identico all'emendamento 7.7, presentato dal senatore Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 7.8 e 7.9 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G7.1, presentato dai senatori Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.0.1. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, mi rivolgo al Governo, perché questo emendamento non necessita di alcuna copertura. Il vice ministro Castelli lo sa: chiede la proroga per la consegna della documentazione per il progetto «Bellezz@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati». La documentazione scadeva ai primi di giugno, quindi in una fase un po' di interregno, molti Comuni non hanno fatto in tempo ed erano Comuni già assegnatari delle risorse che ora, per un ritardo, rischiano di non vedere i loro progetti approvati. Siccome i fondi c'erano e la ripartizione era stata fatta, si tratta semplicemente di concedere una piccola proroga per la consegna di documenti. Governo, mi rifaccio a voi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.0.1, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 8.1 riguarda la ricettina veterinaria. Abbiamo dibattuto di questo argomento in Commissione sanità, abbiamo votato ovviamente favorevolmente alla proroga fino al 31 dicembre, ma abbiamo ottenuto la disponibilità - e l'abbiamo raccomandata in sede di approvazione della proposta del Governo - ad allungare i termini al 1° febbraio 2019. È una proroga assolutamente indispensabile, per dar modo all'intero sistema della sanità veterinaria di adeguarsi a questa tempistica e alle nuove modalità di ricettazione. Il problema non è solo dei veterinari, ma di tutto il comparto della medicina veterinaria, anche per quanto riguarda la distribuzione, quindi le farmacie. Questi tempi sono ritenuti indispensabili, dunque raccomandiamo l'approvazione dell'emendamento in esame per dar modo all'intero sistema di recuperare funzionalità e operatività. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 8.500, 8.4 (testo 3), 8.8 (testo 2) e 8.0.2. Propongo invece una riformulazione dell'emendamento 8.301, di cui do lettura: « Al comma 2, sostituire le parole : "A decorrere dal 1º dicembre 2018" con le seguenti: "A decorrere dal 1º gennaio 2019"». Al testo così riformulato, il mio parere è favorevole. Invito al ritiro di tutti gli altri emendamenti, altrimenti esprimo parere contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE. Invito il Presidente della 5 a Commissione ad esprimersi sulla riformulazione in esame. PESCO (M5S) . Trattandosi di materia ordinamentale, signor Presidente, non ci sono problemi. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500/1, presentato dai senatori Zaffini e La Pietra. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.500, presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.1 è assorbito dalla precedente votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.300, presentato dal senatore Berutti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.2 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.301 (testo 2), presentato dal senatore Berutti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.3 è ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.4 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.5, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.6, identico all'emendamento 8.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.6, presentato dai senatori Moles e Mallegni, identico all'emendamento 8.7, presentato dal senatore Quagliariello. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.8 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.9 è assorbito dalla precedente votazione. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.10, identico all'emendamento 8.318. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nell'eventualità vi fosse la possibilità del Governo ad accoglierlo, chiedo di poter trasformare questo emendamento in ordine del giorno. PRESIDENTE . Senatore Mallegni, il suo emendamento 8.318 è identico all'emendamento 8.10. Le chiedo se intende anch'ella chiederne la trasformazione in un ordine del giorno. MALLEGNI (FI-BP) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta di trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 8.10, identico all'emendamento 8.318. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G8.10 e G8.318 non verranno posti ai voti. L 'emendamento 8.11 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.12, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 8.13 è improponibile. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno G8.1 e G8.2. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, ritengo che l'ordine del giorno G8.1 possa essere accolto dal Governo come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, l'ordine del giorno G8.1 è accolto come raccomandazione. L'ordine del giorno G8.2 verrebbe accolto come raccomandazione se venisse riformulato come l'ordine del giorno G8.1. PRESIDENTE. Chiedo alla senatrice De Petris se accetta la proposta del Governo. DE PETRIS (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G8.1 e G8.2 (testo 2) sono accolti come raccomandazione. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.1. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, chiedo al relatore e al Governo di riconsiderare il parere su questo emendamento, che va ad incidere sul decreto legislativo n. 29 del 2017 e prevede, sostanzialmente, che gli operatori economici che producono materiali che vengono a contatto con alimenti debbano segnalare all'autorità sanitaria competente questa loro produzione. Il termine per la segnalazione scadeva alla fine del 2017. Dai dati in nostro possesso sono pochissime le imprese che hanno segnalato. Pertanto, sono teoricamente tutte in infrazione. (Applausi del senatore Ferrazzi). Prevediamo la proroga soltanto a fine anno, in modo da mettere in condizione le aziende di poter segnalare all'autorità sanitaria competente e di mettersi in regola. È una questione squisitamente formale, ma che diversamente vedrebbe fuori legge la stragrande maggioranza delle imprese che producono questi materiali. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.1, presentato dai senatori Taricco e Faraone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.2. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 8.0.2 riguarda i MOCA, cioè i materiali e gli oggetti che entrano a contatto con gli alimenti. È stato proposto dalla Lega, ma è stato sottoscritto da senatori di tutti i Gruppi parlamentari, a eccezione del PD che, abbiamo appreso, ha presentato un emendamento similare. L'emendamento è stato sollecitato dal Comune di Deruta, anche a nome di altre amministrazioni iscritte all'Associazione nazionale città della ceramica, nel corso di un incontro ufficiale con il sottosegretario Lucia Borgonzoni. Nello specifico, esso prevede la riapertura per quattro mesi dei termini di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 29 del 2017 sulla disciplina sanzionatoria per la violazione dei regolamenti comunitari in materia di MOCA. L'articolo 6 prevedeva la comunicazione alle ASL competenti per territorio degli stabilimenti interessati e prevedeva, per la mancata comunicazione, una sanzione dai 1.500 ai 9.000 euro. Con questo intervento noi permettiamo alle aziende di potersi mettere a posto e di regolarizzare la propria posizione. Resta ovviamente aperta l'esigenza di far comprendere e di far valutare in sede europea le peculiarità e le unicità delle produzioni italiane. Nel caso di specie, mi permetta l'Aula, con il massimo rispetto, di sottolineare la differenza fra un piatto in ceramica prodotto artigianalmente e una scodella bianca un po' triste prodotta a livello industriale in qualche altro Paese europeo. Quindi il nostro voto sarà ovviamente favorevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, le chiedo solo, se possibile, che venga dichiarato assorbito il mio precedente emendamento 8.0.1, che è praticamente identico e che è stato respinto. PRESIDENTE. Lei faccia la sua dichiarazione di voto su questo emendamento. Adesso non possiamo fare una dichiarazione di voto retroattiva. TARICCO (PD) . Se possibile, signor Presidente, le chiedo di poter apporre la mia firma all'emendamento 8.0.2, visto che è l'unica soluzione. PRESIDENTE. È un emendamento della Commissione, senatore Taricco. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, va tutto bene, io ho firmato l'emendamento 8.0.2 e sono d'accordo, come sa. Però ha ragione il collega Taricco. L'emendamento precedente è stato respinto. Dunque teoricamente - signor Presidente, risolva lei - l'emendamento in votazione rischierebbe di essere precluso. Ora, cerchiamo di vedere se c'è una risposta. Questa è la dimostrazione, colleghi, che, se lavoriamo senza maschera, forse facciamo del bene. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Chiedo al relatore se l'emendamento 8.0.1 e l'emendamento 8.0.2 della Commissione sono identici. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, non sono identici, altrimenti avrei espresso un parere identico. PRESIDENTE. Siccome su questo c'è una contestazione, le volevo chiedere se siamo certi o no che non ci sia un'identità. BORGHESI, relatore . Non c'è, signor Presidente. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge , che invito i presentatori ad illustrare. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, la proposta emendativa 9.2 di cui sono primo firmatario, così come altri emendamenti, assume come proprio bersaglio ed oggetto positivo l'allungamento dei termini per le controdeduzioni, al fine di evitare le conseguenze di una procedura di infrazione circa la vita giuridica ed economica delle imprese del cratere sismico aquilano. Si raccoglie quindi uno sforzo corale, per fare in modo che all'inizio sia il lasso di tempo a consentire la controdeduzione documentale, ma poi si abbia anche tempo e modo per attivare e avviare un'interlocuzione competitiva con Bruxelles, poiché ci sarà la questione di controdedurre sul piano della documentazione. Chiedo dunque di votare a favore della proposta a mia prima firma che allunga il lasso di tempo per consentire maggiore agibilità alle imprese aquilane del cratere sismico. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo solo per annunciare che Forza Italia ha depositato una proposta emendativa collegata all'articolo in esame del provvedimento di proroga termini, che riguarda ciò che ha appena detto il collega senatore D'Alfonso, in merito alla procedura di infrazione della Commissione europea su alcune contestazioni alle imprese aquilane, relative alle tasse non versate o sospese, a cui ci associamo totalmente, avendo anche noi sottoscritto emendamenti di tal fatta. Abbiamo presentato anche altri emendamenti, che comunque hanno a che fare con l'emergenza del terremoto del 2016-2017, che giustamente abbiamo collegato per competenza. Ci siamo infatti permessi, doverosamente, di sottolineare l'aspetto dell'emergenza dei terremotati del 2016-2017, perché è noto ormai a tutti che c'è stata una diversità di trattamento tra i terremotati dell'Aquila del 2009 e quelli successivi, del periodo 2016-2017. Già nel momento in cui abbiamo depositato emendamenti al cosiddetto decreto sisma, abbiamo colto, da parte del sottosegretario Castelli, qui presente in Aula, e poi, successivamente, anche del sottosegretario Guidesi, la volontà di venire incontro a questi emendamenti e ai temi in essi contenuti, sottolineando una condivisione nel merito, senza però avere la capacità e la forza di dare una risposta corretta a tali istanze. Ribadisco dunque che, in questa sede, avvertiamo il dovere di sottolineare e di insistere affinché questi emendamenti vengano approvati, non essendo pensabile che il tema dei terremotati, con riferimento non solo a quelli di cui all'articolo 9, ma anche a quelli del terremoto successivo, non sia considerato come una priorità nazionale. Voteremo quindi per gli emendamenti che abbiamo presentato, a prescindere dal parere contrario che su di loro è stato espresso. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, all'articolo 9 abbiamo presentato una serie di emendamenti, cercando di colmare i difetti e le mancanze che, in particolare sulla vicenda del terremoto, purtroppo a distanza di diversi anni ancora esistono; per quello aquilano in particolare sono quasi dieci anni che si attendono risposte definitive, ma gli anni passano anche per terremoti più recenti. Atteso che per chi ha vissuto e vive ancora senza casa e senza vedere l'inizio di uno straccio di ricostruzione un anno o due sono ere geologiche, dobbiamo renderci conto che il tempo che stiamo perdendo rischia di essere mortale per il futuro di queste zone. Non perdiamo dunque questa occasione, come invece abbiamo in larga parte fatto sul decreto-legge sul terremoto esaminato il mese scorso. All'interno del decreto milleproroghe abbiamo presentato delle richieste per prorogare alcuni interventi che rendano possibile la ricostruzione e il rilancio dell'economia dei territori. L'assunto principale è il seguente: i tempi dell'emergenza e della ricostruzione stanno slittando anche ope legis , nel senso che la legge ha riconosciuto la persistenza delle condizioni di criticità e di emergenza che giustificano questo stato dovuto alla ricostruzione; tuttavia non sono state prorogate le misure varate all'epoca in cui, magari con un po' di ottimismo, si pensava che oggi l'emergenza sarebbe stata superata per cui quelle azioni erano state pensate in costanza di tale situazione. È come se lo Stato dicesse qualcosa del tipo: riconosco che siamo in ritardo, quindi l'emergenza durerà un altro anno o due (in alcuni casi la durata è prevista fino al 2020). Vi sono tuttavia questioni inerenti alle provvidenze per fare le assunzioni nei Comuni con i contratti di collaborazione, per assumere e mantenere sul posto personale ormai qualificato che nelle graduatorie normali non si troverebbe; sulla zona franca urbana, per permettere alle imprese di andare su quei territori e ottenere agevolazioni fiscali economiche e sociali per potersi impiantare, nonché circa la copertura dei maggiori oneri dovuti ai Comuni. Faccio l'esempio solo dell'Aquila, ma varrebbe per ogni altro Comune. All'Aquila tale copertura è particolarmente onerosa perché parliamo di un Comune il cui intero centro storico è ancora spopolato e quindi deve organizzare i servizi (trasporti pubblici, raccolta dei rifiuti) su una estensione territoriale molto più ampia; pertanto, mentre questo Comune ha un minor gettito perché le case, che non si abitano perché sono ancora pericolanti, non producono gettito IMU, né in compensazione né direttamente (se fossero seconde case), il Comune spende più soldi per portare l'autobus, la raccolta dei rifiuti, gli scuolabus per i bambini e ogni altro servizio nelle frazioni ormai sempre più distanti. Questo determina per quel Comune (ma penso che analoghi esempi si possano fare per diversi altri anche se più piccoli) l'impossibilità di chiudere il bilancio. Tutti gli anni passati il Comune dell'Aquila ha avuto delle interlocuzioni con il Governo in maniera univoca, ma oggi non si sa nemmeno chi risponde per i problemi del cratere sismico; il precedente Governo ha scelto il commissariamento e quindi c'era un commissario che se ne occupava. Se ne vuol nominare un altro o si pensa di confermare questo? Si vuol superare (come noi pensiamo sia meglio) il regime del commissariamento? Che ci si vengano indicati un Ministro, una struttura di missione, un Sottosegretario, un responsabile con il quale i sindaci del cratere possano parlare invece di parlare con dieci Ministri diversi per ognuna delle singole competenze. Noi chiediamo di approvare questi emendamenti. Per esigenza di tempo raccolgo l'invito del Presidente a concludere il mio intervento e pertanto non li indicherò uno per uno ma li conoscete, molti sono anche condivisi e sottoscritti da esponenti di altri Gruppi. Insisteremo per la votazione e ci appelliamo al vostro senso di responsabilità nel non perdere questa occasione. Molti di questi emendamenti non necessitano nemmeno di coperture, perché i pareri contrari talvolta pervenuti dalla Commissione bilancio derivavano solo dall'automatismo... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Prego, termini. MARSILIO (FdI) . Dall'automatismo dovuto al fatto che non avendo noi potuto scrivere la relazione tecnica, si è espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ma i fondi ci sono e sono già previsti dalle contabilità speciali già esistenti. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, io preannuncio il mio appoggio a tutti gli emendamenti presentati dal Gruppo Liberi e Uguali all'articolo 9, ma vorrei intervenire su un caso umano che ha fatto interessare tutto il Paese, cioè quello di nonna Peppina, la novantacinquenne Giuseppina Fattori, che ha visto sequestrata la sua casa in legno abusiva, dove vorrebbe abitare senza lasciare la sua terra, dopo che è stata sconvolta dal sisma. Il caso è relativo all'emendamento 9.0.100, proposto dal Governo e accolto dalla Commissione, con cui si apporta una serie di modifiche alla disciplina contenuta nell'articolo 8- bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, come recentemente riscritto dall'articolo 07 del decreto-legge n. 55 del 2018. Questo emendamento ha lo scopo di porre rimedio alle criticità evidenziate dal Presidente della Repubblica in seguito alla promulgazione della legge di conversione proprio del decreto-legge n. 55 del 2018 in una lettera diretta al Presidente del Consiglio Conte. Io pregherei il relatore e il Governo, se possono, di prestare attenzione. Il Presidente della Repubblica, in questa lettera, fra l'altro ha scritto: «Non posso fare a meno di segnalare taluni aspetti di criticità dell'articolo 07 che, pur non costituendo una palese violazione della legittimità costituzionale, suscitano forti perplessità. Tra l'altro proseguiva il presidente Mattarella - «il comma 3 prevede l'inefficacia - oltre che dei provvedimenti amministrativi - anche del sequestro preventivo. La disposizione risulta asistematica e lesiva della intangibilità dei provvedimenti giudiziari, sottraendo alla magistratura l'esclusiva competenza a valutare i presupposti per il permanere delle misure di sequestro». Con questo emendamento, espungendo il riferimento al sequestro preventivo, si limita, secondo il suggerimento del Quirinale, l'inefficacia prevista dalla norma alle sole ordinanze di demolizione e restituzione in pristino, cioè provvedimenti amministrativi, e non si fa più riferimento alle «misure di sequestro preventivo». Inoltre, con l'aggiunta di un nuovo periodo, si prevede che: «Per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1», sono revocati i provvedimenti di «sequestro sia probatorio che preventivo, adottati fino alla data del 25 luglio 2018, per la violazione della disciplina edilizia e paesaggistica». In estrema sintesi, questa disciplina è finalizzata a mettere al riparo, nelle more del processo di ricostruzione, il soggetto vittima del sisma che ha effettuato installazioni temporanee abusive da eventuali sanzioni penali e da eventuali ordinanze di demolizione, di restituzione in pristino o delle misure di sequestro. Io vorrei che fosse chiaro, però, che tale disciplina, definita come la norma salva nonna Peppina, ancora una volta rischierebbe di non produrre l'effetto sperato, e cioè di far ritornare nonna Peppina nella sua casa di legno, in quanto tra le condizioni introdotto dall'articolo 07 del decreto-legge n. 55 del 2018 vi è quella che le predette opere o manufatti o strutture consistono in installazioni di opere leggere, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere ( roulotte , camper , case mobili) che siano utilizzati come abitazioni che però siano amovibili, che cioè si devono poter spostare. (Richiami del Presidente). Mi consenta, la prego: noi il tempo lo abbiamo e possiamo utilizzarlo. Tale non si può ritenere la costruzione realizzata per nonna Peppina, solidamente infissa al suolo su una base di cemento, almeno secondo la procura di Macerata, che però, con una interpretazione che si ricollega alla originaria normativa del decreto-legge 189 del 2016 piuttosto che alla recente modifica entrata in vigore il 25 luglio scorso, ha depositato, il 4 agosto scorso, presso il gip il parere favorevole al dissequestro della struttura e si aspetta adesso la decisione del gip. Ma, come si vede, c'è bisogno dell'attenta e prudente valutazione del magistrato. PRESIDENTE. Le chiedo di concludere, per cortesia. GRASSO (Misto-LeU) . Se mi fa concludere; io vorrei utilizzare il tempo che abbiamo. Presidente, devo arrivare alla conclusione. PRESIDENTE. Lei ha cinque minuti per l'illustrazione e li ha terminati. GRASSO (Misto-LeU) . Devo arrivare alla conclusione, se mi consente. PRESIDENTE. Ci arrivi. GRASSO (Misto-LeU) . Come si vede, c'è bisogno della valutazione della magistratura per decidere, tra le pieghe delle successioni di leggi, se revocare o mantenere i provvedimenti di sequestro. Pertanto, suggerirei al relatore e al Governo, per mettere in risalto l'esclusiva competenza della magistratura nella valutazione dei provvedimenti giudiziari emessi e anche per non ricadere nelle criticità connesse ai profili di incostituzionalità rilevati dalla Presidenza della Repubblica, una diversa formulazione dell'emendamento 9.0.100 che nell'attuale dizione: «sono revocati i provvedimenti di sequestro», potrebbe far pensare a un automatismo di revoca imposto ex lege , e che potrebbe, come nel caso di nonna Peppina, non produrre gli effetti voluti. Pertanto, propongo un subemendamento all'emendamento 9.0.100 della Commissione che preveda che sia l'autorità giudiziaria a valutare «i presupposti per il permanere o per la revoca dei provvedimenti di sequestro, sia probatorio che preventivo, adottati sino alla data del 25 luglio 2018 per la violazione della disciplina edilizia o paesaggistica». Ho qui il testo della nuova formulazione, che posso far pervenire al relatore e al rappresentante del Governo. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e l'ordine del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 9.5 (testo 2), 9.1000, 9.44, 9.79 (testo 2), 9.86 (testo 2), 9.91, 9.0.2 (testo 2) e 9.0.100. Invito al ritiro, altrimenti esprimo parere contrario, sui restanti emendamenti. Rispetto all'ordine del giorno riferito all'articolo 9 sono favorevole al suo accoglimento come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sugli emendamenti all'articolo 9 esprimo parere conforme al relatore. Per quanto riguarda gli ordini del giorno sono tutti accolti come raccomandazione, ad eccezione dell'ordine del giorno G9.1 che credo sia superato dall'eventuale approvazione dell'emendamento 9.91. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, alla luce del parere favorevole del Governo sull'emendamento 9.91, l'ordine del giorno G9.1 non ha ragione di essere e quindi lo ritiro. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.96, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, e 9.3, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.4, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.5 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.31, 9.6, 9.7, 9.8 e 9.9 sono preclusi dalla precedente votazione. Gli emendamenti 9.10 e 9.11 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.12, identico agli emendamenti 9.13, 9.14 e 9.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, passiamo alla votazione. RIZZOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, voterò a favore di questi emendamenti e non capisco perché il Governo non voglia accettare la proroga dei termini per i Comuni terremotati, mentre è stato approvato in quest'Aula un emendamento scellerato che proroga di un anno l'iscrizione a scuola dei bambini con il certificato di vaccinazione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questa è una cosa inconcepibile. Il ministro Grillo aveva prorogato l'autocertificazione, ma evidentemente ha vinto il popolo dei No Vax, dei No TAV, il popolo del no al diritto alla salute. (Applausi dei Gruppi FI-BP, PD e Misto-LeU). Sono morte due bambine di pertosse, presa dalle madri non vaccinate all'ospedale di Bergamo dieci giorni fa e un vostro esponente del MoVimento 5 Stelle che fa il pediatra da quarant'anni ha detto che in quarant'anni non ha mai visto morire di vaccinazioni, ma ha visto molte encefaliti per il morbillo e altre malattie infettive. (Prolungati applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto-LeU) . Vi vorrei ricordare, da medico, che un encefalite da morbillo colpisce un bambino ogni mille e un encefalite post vaccinica colpisce un bambino ogni milione. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto-LeU. I senatori dei Gruppi FI-BP e PD si levano in piedi). E vorrei ricordare anche che il diritto alla salute e all'istruzione ce l'hanno anche i bambini immunodepressi! Perché sappiamo che non sarà possibile avere delle classi e delle mense differenziate. Il Governo ha fatto il furbo sulla salute dei bambini con l' escamotage della proroga di un anno, in attesa di un disegno di legge parlamentare. Il Governo si deve vergognare perché non si gioca con la salute dei bambini! (Vivissimi prolungati applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto- LeU). VOCI DAI GRUPPI PD e FI-BP. Vergogna! Vergogna! Vergogna! PRESIDENTE. Colleghi, non si capisce niente. Consentite alla senatrice Rizzotti di terminare l'intervento. Con il vostro applauso non riusciamo a capire i contenuti. RIZZOTTI (FI-BP) . Vorrei ricordare che chi non vaccina il proprio figlio è un criminale! (Vivissimi prolungati applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto- LeU. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.12, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.13, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, 9.14, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e 9.15, presentato dal senatore Balboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.16 e 9.17 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 9.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, chiedo di trasformare l'emendamento 9.18 in ordine del giorno. L'argomento è lo stesso trattato dagli emendamenti testé messi in votazione, ossia l'esenzione dal pagamento dell'IMU per gli immobili che sono stati danneggiati dal sisma del 2012, che potrebbe continuare. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta di trasformazione dell'emendamento 9.18 in ordine del giorno. BORGHESI, relatore . Esprimo parere favorevole alla trasformazione in ordine del giorno. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il Governo è disposto ad accoglierlo come raccomandazione. PRESIDENTE . Poiché la presentatrice non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G9.18 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'emendamento 9.19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.19, presentato dal senatore Balboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.20 è ritirato. Passiamo all'emendamento 9.21, sostanzialmente identico agli emendamenti 9.22 e 9.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Chiedo di poter trasformare l'emendamento 9.21 in un ordine del giorno. PRESIDENTE . Senatrice Bellanova, lei chiede che l'emendamento 9.22 confluisca nell'ordine del giorno G9.21? BELLANOVA (PD) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Anche i presentatori dell'emendamento 9.23 accettano che lo stesso confluisca nell'ordine del giorno G9.21. Invito pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G9.21. BORGHESI, relatore . Esprimo parere favorevole a un accoglimento dell'ordine del giorno G9.21 come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il Governo lo accoglie come raccomandazione. PRESIDENTE . Poiché la senatrice Mantovani non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G9.21 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti 9.24 e 9.25 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.26, identico agli emendamenti 9.27, 9.28 e 9.29, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.26, presentato dal senatore Balboni, identico agli emendamenti 9.27, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, 9.28, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 9.29, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.30 è già stato votato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1000, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.32, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.32, presentato dal senatore Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.33 e 9.34 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.35, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.35, presentato dal senatore Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.36, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.36, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.37, identico agli emendamenti 9.38, 9.39 e 9.41, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 9.39 ritorna sul sisma dell'Emilia-Romagna del 2012. Vedo che sono stati presentati emendamenti anche da tante altre forze politiche, comprese quelle che compongono il Governo attuale, che, purtroppo, non sono stati accolti. Questo emendamento, in particolar modo, andrebbe a prorogare l'autorizzazione per l'assunzione di personale, che sappiamo essere utile al commissario, alle prefetture, agli enti locali e anche agli uffici territoriali del MIBAC (mi fermo perché, quando abbiamo presentato l'emendamento c'era anche la T). Se tale personale non verrà prorogato, non ci sarà nessuno. Ricordo che si tratta della ricostruzione di beni monumentali, quali le chiese, che sono ancora tutte da ricostruire, e naturalmente devono essere ricostruite con sistemi particolareggiati e con l'attenzione ai beni di cui stiamo trattando. Ricordo anche che l'emergenza comunque è stata prorogata al 2020, per cui non si capisce perché non si interviene in questo provvedimento, visto che i contratti scadranno il 31 dicembre 2018 e, se ci allunghiamo a ridosso della legge di bilancio, come mi sono sentita dire, abbiamo tempi strettissimi, con la preoccupazione che il personale adeguato non possa continuare il proprio lavoro. Ad ogni modo, abbiamo già presentato ordini del giorno. Ho sentito prima la collega accettare la trasformazione di un emendamento in ordine del giorno, accolto come raccomandazione. Nel precedente decreto sul sisma del Centro Italia ci siamo sentiti dire che sarebbero stati accolti degli ordini del giorno specificamente per il sisma del 2012 in Emilia-Romagna, che non è ancora terminato. Vedo che gli ordini del giorno continuano ad essere accolti in maniera sistematica, ma non vedo atti concreti - è questo che mi preoccupa - che possano mettere un punto rispetto a quanto stiamo dicendo. Stiamo ancora aspettando rispetto a delle proroghe importanti, considerato tra l'altro che altre proroghe non sono state accolte, come è accaduto con l'IMU: sì, vi è stato l'accoglimento come raccomandazione, ma i cittadini delle raccomandazioni - vi dico la verità - non se ne fanno nulla e vorrebbero atti concreti. Credo che invece il nostro Governo si debba mettere davvero una mano sul cuore, visto che molti rappresentanti di questo Governo appartengono al territorio dell'Emilia-Romagna. Credo che debbano approvare questo emendamento e far sì che si continui la ricostruzione, come è giusto che sia. Non credo che i cittadini del mio territorio siano contenti rispetto a quello che sta decidendo il Governo. Per questo io mi batterò continuamente finché non verranno approvati (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatrice Mantovani, lei aveva chiesto di poter trasformare l'emendamento 9.41 in ordine del giorno. MANTOVANI (M5S) . Esatto. PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G9.41. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, sono favorevole a che venga accolto come raccomandazione. GUIDESI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Lo accolgo come raccomandazione. PRESIDENTE . A lei va bene, senatrice Mantovani? MANTOVANI (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché la presentatrice non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G9.41 è accolto come raccomandazione. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. He ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU). Signor Presidente, faccio presente al relatore, al Governo e a tutti noi che nella Commissione speciale sul decreto terremoto noi avevamo detto qualcosa di più rispetto di una raccomandazione: abbiamo sancito un impegno, per la verità non nel milleproroghe (che non sapevamo nemmeno che ci sarebbe stato) ma nella legge di bilancio, ad affrontare i temi di Ischia, Emilia e Centro Italia. Va bene la raccomandazione, ma trasformiamola in un impegno, perché già in quella sede avevamo detto questo. Dopodiché, mi va bene la trasformazione in ordine del giorno. PRESIDENTE. Senatore Arrigoni, l'emendamento 9.40 era stato ritirato. Vuole aggiungere la firma sull'ordine del giorno? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, assolutamente sì. Infatti ne avrei chiesto il ritiro e la trasformazione in ordine del giorno, non prima di aver ricordato ai colleghi che, a normativa vigente, è comunque garantita per tutto il 2019, quindi anche per il prossimo anno, l'assunzione del personale per i Comuni coinvolti nel sisma dell'Emilia-Romagna. L'emendamento avrebbe chiesto una proroga al 2020, quindi certamente la maggioranza farà tesoro di questa raccomandazione per il Governo. Ad ogni modo, garantisco per il 2019 le assunzioni sono garantite. PRESIDENTE . Senatore Balboni, lei mantiene l'emendamento 9.37? BALBONI (FdI) . Signor Presidente, va bene e l'ordine del giorno accolto come raccomandazione. PRESIDENTE. Senatore Pagano, a lei va bene la trasformazione dell'emendamento 9.38 in ordine del giorno accolto come raccomandazione? PAGANO (FI-BP) . Sì, signor Presidente. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 9.36, che abbiamo già votato, era identico. L'unica differenza con altri era che noi avevamo provveduto ad indicare una copertura. A questo punto, dal momento che lo abbiamo già votato, potremmo aggiungere le firme sulle altre trasformazioni in ordine il giorno. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. VERDUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, faccio riferimento a tutti gli emendamenti presentati dal Partito Democratico per vincere contro il terremoto, per sostenere la ricostruzione nei territori del Centro Italia - colpiti esattamente due anni fa - e per fare in modo che continuino a vivere degli strumenti importantissimi, che, invece, il voto contrario di Lega e MoVimento 5 Stelle rischia di far terminare. Sono strumenti per proteggere il lavoro, le imprese ed i cittadini con progetti per rivitalizzare e per ripopolare i territori colpiti. In questi emendamenti c'è un'idea per i nostri territori colpiti, e per i prossimi decenni, imperniata sul lavoro da difendere, e anche da creare attraverso nuove imprese e nuovi servizi, ma voi, signori del Governo, avete detto «no» un mese e mezzo fa e continuate oggi a dire «no». È incomprensibile come possiate dire «no» alla continuazione di uno strumento come la zona franca urbana per le imprese, che è fondamentale per far vivere manifatture diffuse; come possiate dire «no» al sostegno alle partite IVA, che, per un territorio artigiano come il nostro, sono le figure professionali più diffuse; come possiate dire «no» al sostegno al servizio civile, che permette a tantissimi giovani di lavorare per la coesione di comunità che sono state ferite; come possiate dire «no» al fatto che continuino a lavorare oltre 700 tecnici indispensabili ai nostri Comuni per le esigenze del sisma; come possiate dire «no» alla continuazione degli ammortizzatori sociali e del sostegno al reddito per i lavoratori delle imprese colpite dal sisma. Signori del Governo, fatemelo dire: i vostri «no» sono un insulto, non al Partito Democratico, ma alle aspettative e ai bisogni di tantissimi che aspettano perché ogni giorno che passa è decisivo e, quando chiude un'azienda, non riapre. Quando un lavoratore del nostro territorio perde il lavoro è costretto a cercarlo fuori dal cratere. La vostra indifferenza è inquietante. Mi viene da chiedere: voi da che parte state? A voi non interessa nulla di terremoto e di ricostruzione? State smantellando quanto fatto dai nostri Governi in questi due anni per il lavoro, per le imprese, per i Comuni e per i cittadini. Mentre noi lavoravamo, voi denigravate. Signori che oggi siete al Governo, voi gettavate fango, ma adesso che tocca a voi non ci siete: vi girate dall'altra parte e dite di no; non avete idee e cancellate quelle che si erano e si sono concretizzate. Presidente, aggiungo che noi stiamo insistendo sulla vertenza della Whirlpool di Comunanza, perché è l'azienda più importante della parte più colpita del cratere. Un mese e mezzo fa abbiamo ottenuto sei mesi di ammortizzatori sociali per i lavoratori di quella azienda; chiedevamo due anni; e continuiamo a farlo. Un mese e mezzo fa ci avete detto di non preoccuparsi perché il 6 luglio ci sarebbe stato un tavolo di crisi al Ministero dello sviluppo economico. Signori del Governo, quel tavolo era stato convocato dal Governo del Partito Democratico. Il vostro Governo quel tavolo lo ha cancellato e, allora, io chiedo: dov'è il ministro Di Maio? (Applausi dal Gruppo PD) . Quando il ministro Di Maio darà una data per questo tavolo di crisi industriale così importante? Basta selfie ! Noi vogliamo risposte concrete. Signori del Governo, potete ingannarci un giorno, ma non potrete ingannarci ogni giorno. Questo non lo permetteremo. (Applausi dal Gruppo PD) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, mi dispiace molto aver ascoltato l'intervento del senatore Verducci, con cui abbiamo lavorato in Commissione speciale in modo - credo - costruttivo e con impegno. Per quanto riguarda ovviamente il tema del terremoto in quel momento, con impegno, abbiamo detto di allineare - per quanto possibile - le scadenze al 31 dicembre 2018 per poi avere il margine e lo spazio d'intervenire in modo approfondito su tutti i temi del terremoto come farà questo Governo, nella legge di bilancio. Questo ci consentirà ampi margini operativi, per continuare gli interventi e le cose fatte fino ad oggi, che hanno funzionato, e capire se troveremo strumenti nuovi per passare finalmente da una fase d'emergenza a una di ricostruzione, che riteniamo necessaria. Ritengo allora sostanzialmente ingiusto parlare con quel tono dei temi che abbiamo affrontato insieme fino a ieri. Anche per questo motivo, abbiamo avuto grande difficoltà a trovare i 300 milioni di euro che servivano per prorogare lo stato d'emergenza al 31 dicembre 2018, quindi ci aspettiamo certamente un impegno forte del Governo per trovare altre forme di finanziamento. Abbiamo parlato prima di un emendamento del Partito Democratico che riguarda la card-cultura o la 18app: l'abbiamo prolungata per il 2018 perché serviva una norma ordinamentale per continuare quel provvedimento. Abbiamo inteso non prolungarla nel 2019, come proposto, proprio perché magari i 290 milioni necessari per quell'intervento potrebbero esserci utili - e forse più utili - per aiutare le popolazioni terremotate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). TESEI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TESEI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, devo dire di aver ascoltato con grandissimo stupore le parole del senatore Verducci, che sono quelle di una persona che non conosce i luoghi terremotati dell'Italia centrale. (Commenti del senatore Verducci). Sono anche sindaco di una città dell'Umbria, dove il terremoto è stato gestito nel peggiore dei modi (Commenti del senatore Verducci. Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) , per quanto attiene sia alle zone del cratere sia a tutti gli altri Comuni, che, pur non rientrandovi, hanno subito danni veramente gravissimi all'economia e ai territori. Si è parlato di emergenza, che non è finita, perché è ancora tutto lì. Abbiamo assistito ad una serie di passerelle del precedente Governo, con lo sfondo ininterrotto dei mucchi di macerie, che hanno fatto il giro del mondo, bloccando così anche l'unica attività che era rimasta ai Comuni non terremotati, ossia quella turistica. Tale sistema è stato del tutto sbagliato, perché è stato completamente centralizzato e siamo ancora nell'emergenza più totale. Abbiamo assistito al sorteggio delle casette per i poveri terremotati: una cosa vergognosa. Inoltre, molte delle risorse economiche messe a disposizione sono state mal utilizzate. Alcune procedure di messa in sicurezza o di messa in emergenza avrebbero potuto benissimo essere risparmiate, dando contributi diretti per l'eliminazione del problema della ricostruzione delle opere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-Sp-PSd'Az). Non ha funzionato nulla: burocrazia a non finire, questa è la realtà delle zone terremotate dell'Italia centrale e dell'Umbria in particolare, che conosco in prima persona. Qui bisognerà che il Governo e tutti noi ci impegniamo a fare una riflessione seria e a cambiare il sistema, perché quello attuale non ha funzionato, non funziona e così non potrà continuare a funzionare. (Commenti del senatore Mirabelli. Applausi dai Gruppi L-Sp-PSd'Az, M5S e FI-BP). CANGINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANGINI (FI-BP) . Signor Presidente, mi associo ai rilievi critici della collega, nel senso che di sicuro il Partito Democratico non ha titolo per rivendicare alcun merito sul terremoto: son passati due anni, nei quali non è stato fatto assolutamente nulla. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Mi sorprende però che tale critica venga da chi si trova al Governo oggi, perché nulla continua ad esser fatto: in questo, il Governo del cambiamento è in perfetta continuità con i Governi del PD. Tutti i nostri emendamenti sono stati respinti con argomenti precisi da parte del vice ministro Castelli e del sottosegretario Guidesi (quindi grillini e leghisti), dicendo che il Governo non reputa opportuno reperire nuove risorse per il terremoto. Perché non reputa opportuno reperire nuove risorse per il terremoto? Perché le risorse sono poche e preferiscono destinarle alle loro bandierine elettorali. Quindi avremo una finta flat tax , avremo un finto reddito di cittadinanza e tutto questo sulla pelle dei 37.000 terremotati che ancora vivono fuori dalle loro case e che non hanno nessuna garanzia di rientro e nessuna prospettiva di futuro. (Applausi dal Gruppo FI-BPe del senatore Verducci) . Io chiedo formalmente in quest'Aula che chi è stato eletto per rappresentare gli interessi dei terremotati, quei sindaci di Comuni colpiti dal terremoto - penso al leghista Pazzaglini, per esempio, ma anche a tanti altri - rimettano il loro mandato di senatore, perché è una questione di decenza, di onore e di rispetto del mandato elettorale che hanno ricevuto e così evidentemente tradito. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto che sono stato chiamato in discussione personalmente, ritengo di poter intervenire eludendo i limiti. Mi conferma la possibilità dell'intervento? PRESIDENTE. Interviene per fatto personale, senatore Pazzaglini? Il suo Gruppo ha già parlato. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Certo. Il senatore Cangini mi ha chiamato in ballo personalmente, riferendosi al mio ruolo di sindaco. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Per fatto personale si parla a fine seduta. PRESIDENTE . Per fatto personale parlerà a fine seduta, senatore Pazzaglini. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.42, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.43 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.44. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, voglio intervenire allora su questo emendamento, visto che sul precedente non stato in grado di farlo. Come probabilmente sarà stato notato, io sul terremoto ho cercato di parlare il meno possibile, perché, da unico terremotato di quest'Aula, da unico sindaco di un Comune terremotato di quest'Aula e da unico che era amico personale di alcuni di quelli che si sono tolti la vita, di quelli che sono in difficoltà quotidianamente con le loro attività lavorative, di quelli che ancora non sono rientrati nelle SAE (soluzioni abitative di emergenza) e di quelli i cui interventi ancora non sono stati ammessi a finanziamento, perché gran parte della normativa del terremoto non lo consente, ho preferito evitare strumentalizzazioni su questo tema. Capisco che non è uno scrupolo che posso chiedere ai colleghi senatori (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) e capisco che qualcuno, in mancanza di argomenti e soprattutto in mancanza di legami con il territorio che l'ha espresso, cerca di ricavarsi un ruolo strumentalizzando una vicenda che vede già troppe persone soffrire. Quindi, senatore Cangini, io non ho mai preso posizione su nulla di quello che ha scritto, però, se lo devo fare qui davanti a tutti, le direi che dovrebbe vergognarsi a strumentalizzare una situazione di cui non sa nulla. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. Io preferirei che la vergogna restasse fuori da quest'Aula. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Comunque, ritengo che si debba continuare con i lavori di questa assise, anche nell'interesse di molti di quei temi che possono essere portati avanti. Quindi concludo il mio intervento, riproponendomi di intervenire di nuovo sui temi che potranno veramente essere di aiuto alle troppe persone che hanno molte aspettative sulla nostra attività. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.44, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.45 è precluso dalla precedente votazione. Passiamo all'emendamento 9.46, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.46, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.47, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GRIMANI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, il mio vuole essere un intervento che intende porre l'attenzione su alcuni aspetti che hanno riguardato la disciplina dei procedimenti riguardanti la ricostruzione e le misure che questo Parlamento ha voluto formulare sul tema del terremoto. Riteniamo che sia stato un errore non sostenere le nostre richieste relativamente all'introduzione di una maggiore assistenza alle popolazioni, a partire dal tutti i temi che abbiamo posto all'attenzione delle Commissioni di questo Parlamento: l'estensione delle rate per quanto riguarda il pagamento dei tributi sospesi, la decurtazione del 40 per cento degli stessi contributi, il sostegno alle partite IVA e, così, tante altre forme di sostegno che avevamo proposto all'attenzione di questo Parlamento, che sono state cancellate perché non si è voluto lavorare per trovare la sostenibilità economica di questi provvedimenti. Ci tengo a sottolineare che secondo me è sbagliato cercare di utilizzare quest'Aula per attaccare dei territori e dipingere una realtà che non è così come viene dipinta: a partire dalla regione Umbria, laddove non è vero che ci siano state delle omissioni sul tema della ricostruzione e dell'impegno da parte dell'amministrazione regionale e da parte dei Comuni coinvolti. Sono anch'io un sindaco: anche se non di un'area terremotata, so quanto impegno vi sia stato da parte delle amministrazioni comunali, di concerto con la Regione, per trovare delle soluzioni e per proporre la possibilità di salvaguardare quelle popolazioni che tanto hanno sofferto. Non è vero che la nostra Regione è circondata da macerie; anzi, da questo punto di vista la Regione Umbria è molto avanti, più di altre Regioni, su questo punto di vista; non è una soddisfazione ma sta a testimoniare che non si può utilizzare questo tema per farne una questione di parte Il Governo della precedente legislatura è quello che ha stanziato più risorse sul tema del terremoto e della ricostruzione nella storia italiana di eventi di questa natura. E non accettiamo inoltre che si venga tacciati di aver fatto delle passerelle nei luoghi del terremoto! (Applausi dal Gruppo PD) . Non accettiamo questo perché l'impegno del Governo è stato serio, circostanziato e direi anche di basso profilo. Piuttosto, vorremmo chiedere al Presidente del Consiglio, che una bella passerella l'ha fatta ad inizio di legislatura, cosa pensa di questi temi e cosa pensa delle popolazioni che ancora stanno soffrendo per quanto riguarda la vicenda del terremoto. Magari, chiederemmo di evitare passerelle e dire qualcosa invece a queste popolazioni e a questo Parlamento su questo tema. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.47, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.48 è improponibile. Passiamo all'emendamento 9.49, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.49, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.51, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, il 2 agosto abbiamo avuto notizia del fatto che il Governo ha deliberato, per sei mesi, lo stato di emergenza per l'evento sismico che ha interessato i Comuni dell'isola di Ischia. Questo è un fatto fondamentale, perché va a sottolineare un impegno del Governo, già preso attraverso il cosiddetto decreto terremoto. Attraverso l'emendamento 9.51 ho inteso chiedere al Governo un impegno e quindi sono disponibile a trasformarlo in ordine del giorno, chiedendo se il Governo lo accoglie, confermando quindi il suo impegno per Ischia. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta del senatore Puglia. BORGHESI, relatore . Propongo che l'ordine del giorno sia accolto come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, lo accogliamo come raccomandazione, che tra l'altro è stata già assolta. PRESIDENTE . Senatore Puglia, è d'accordo? PUGLIA (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G9.51 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'emendamento 9.50, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MODENA (FI-BP) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, intendo intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento in esame, perché è necessario rappresentarne l'urgenza. Esso serve infatti, in sostanza, alla proroga del sostegno al reddito di coloro i quali sono rimasti fuori dai provvedimenti della cassa integrazione e cioè i lavoratori del settore turistico e dell'agricoltura. Non avendo fatto la proroga, per quanto si chiacchieri molto, le aziende che operano nel settore del turismo - vi invito in proposito ad andare a parlare con le aziende di Cascia o con gli alberghi limitrofi - o in quello dell'agricoltura non hanno i lavoratori per andare avanti e chi aveva questo sostegno al reddito è rimasto a spasso. Sicuramente, da un punto di vista istituzionale, devo dichiarare il mio rispetto al relatore per come ha seguito i lavori per la conversione del decreto-legge n. 55 nella Commissione speciale, ma in quell'occasione in Commissione si era preso prima l'impegno di rivedere alla Camera dei deputati e poi successivamente si è finito per rimandare la questione alla legge di bilancio. A noi non interessa, se non per valutarne i danni, quello che ha fatto il precedente Governo, che non appoggiavamo, ma ci interessa quello che fa il Governo oggi, come ha detto giustamente il collega Cangini, e quella in esame è una misura che serve subito, immediatamente, per sostenere non solo i lavoratori, ma anche le imprese che operano nel settore del turismo. Non l'abbiamo detto solo noi, ce l'ha chiesto l'associazione dei commercianti e la Federalberghi. Siccome abbiamo capito il metodo, per cui una volta che i provvedimenti sono approvati da una Camera, all'altra arrivano blindati, perché c'è il finto fatto di non mettere la fiducia, ma i provvedimenti si blindano e nell'altro ramo del Parlamento non si cambia niente, chiediamo al Governo, al relatore e alla maggioranza di ragionare sull'emendamento in esame, perché tanto alla Camera dei deputati il decreto milleproroghe non verrà modificato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.50, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.52 e 9.53 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.55, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.55, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.54 è ritirato. Passiamo all'emendamento 9.56, identico agli emendamenti 9.178, 9.179 e 9.180, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.56, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio, identico agli emendamenti 9.178, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, 9.179, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e 9.180, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.57, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.57, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.58, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.58, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.59, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.59, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.60 e 9.64 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 9.65, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, chiedo di trasformare l'emendamento in ordine giorno. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, sono favorevole acché venga accolto come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G9.65 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'emendamento 9.61, identico agli emendamenti 9.62 e 9.63, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.61, presentato dal senatore Collina e da altri senatori, identico agli emendamenti 9.62, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e 9.63, presentato dal senatore Balboni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.67, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.67, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio, fino alle parole: «31 dicembre 2020";». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9.68 a 9.70. L'emendamento 9.72 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.182, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.71, 9.73 e 9.74 sono assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 6.13. Gli emendamenti 9.612 e 9.75 sono ritirati. Passiamo all'emendamento 9.76, identico agli emendamenti 9.77 e 9.78, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.76, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio, 9.77, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, e 9.78, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.80 e 9.81 sono stati ritirati, Ricordo che l'emendamento 9.82 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.79 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.66, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PUGLIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, ne chiedo la trasformazione in ordine del giorno e mi raccomando al Governo affinché l'impegno per Ischia prosegua così come abbiamo già notato in questi giorni. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, sono favorevole acché venga accolto come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G9.66 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'emendamento 9.83, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.83, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.84, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.84, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.85, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.86 testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.88, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.88, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.89, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Annullo pertanto la votazione. STEFANO (PD) . Signor Presidente, volevo soltanto dirle che alla votazione precedente ho espresso voto contrario. Non mi ha dato il tempo. PRESIDENTE. Poteva farci effettuare la votazione. STEFANO (PD) . Io non le ho fatto annullare niente, ho chiesto la parola e quando glielo ha riferito la Segreteria lei me l'ha data. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.89, presentato dalla senatrice Modena. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.90, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.90, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.91. *QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, questo emendamento, che ha registrato il parere favorevole del Governo, si riferisce al pasticciaccio brutto della restituzione delle tasse all'Aquila. Vorrei ricordare all'Assemblea che questa situazione ha avuto come concausa una interpretazione dei termini. C'era un temporary framework , che valeva a livello europeo, fino a dicembre del 2011. Quel termine cadeva nelle more di una legge finanziaria che venne approvata il 12 novembre del 2011, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 14 novembre del 2011 ed entrò in vigore il 1° gennaio del 2012. Dunque, quella disposizione non è stata fin qui applicata alla fattispecie in esame, e ciò per un solo giorno. Tutta questa situazione si è dunque legata anche a tale interpretazione dei termini. Noi abbiamo prolungato una prima volta il termine di consegna della documentazione con il decreto terremoto, e una seconda volta lo stiamo facendo in questa occasione. Si sono però creati nel mezzo dei buchi temporali e questi buchi temporali vengono sanati dalla disposizione in esame. Attraverso l'approvazione di questo emendamento abbiamo quindi dato certezza a tutti gli imprenditori e gli artigiani che sono coinvolti nel problema della restituzione delle tasse. Di questo, ovviamente, non posso che ringraziare il Governo. Con la stessa disposizione, sine ira , vorrei però evidenziare una cosa. Noi siamo in sede di proroga dei termini. Molte delle disposizioni di cui si è chiesta una proroga, in realtà, non sono state fino in fondo sfruttate dalle popolazioni terremotate soprattutto per disfunzioni dello Stato. Questo dobbiamo dirlo con chiarezza, perché si sono creati problemi burocratici e soprattutto problemi relativi alla mancanza di personale, che non hanno consentito un espletamento delle pratiche nei tempi dovuti. Capirete che, se questi termini non vengono prorogati, come evidentemente è accaduto, il segnale che si dà a queste popolazioni è inequivoco: è il segnale che lo Stato fa un passo indietro e che le iniziative prese in qualche modo in considerazione per il rilancio di questi territori non si possono più realizzare. Vorrei che il Governo si rendesse conto di questo segnale e che trovasse i modi per riparare. Per quelle popolazioni i segnali sono infatti determinanti. Molte di queste persone sono rimaste all'interno delle aree terremotate contando sull'intervento dello Stato. Non hanno aderito a quella che purtroppo è una tendenza di massa: spostarsi dalle zone dell'interno verso la costa, abbandonando territori che stanno diventando un problema nazionale anche per quanto riguarda gli indici demografici e la condizione di spopolamento. Signori del Governo, il segnale che è venuto in questo caso non è positivo. Vi prego di trovare i modi per dire: ci siamo e continueremo ad operare. (Applausi dal Gruppo FI‑BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.91, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei segnalare un malfunzionamento. Intendevo votare a favore. PRESIDENTE. Ne prendo atto. L'emendamento 9.92 è improponibile. Passiamo all'emendamento 9.93, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.93, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.94, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.94, presentato dal senatore De Siano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 9.95 è stato ritirato. Gli emendamenti 9.97, 9.98 e 9.99 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.100, presentato dal senatore Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.101, 9.102 e 9.103 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 9.104, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.104, presentato dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.105 e 9.106 e l'ordine del giorno G9.1 sono stati ritirati. L'emendamento 9.0.1 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.2 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento 9.0.3, che riguarda la proroga incentivi e l'acquisto di abitazioni in classe energetica elevata, perché riteniamo che questo sia un tema sul quale bisogna porre l'attenzione. Dobbiamo stimolare un certo tipo di ricostruzione che privilegi naturalmente anche la salvaguardia della classe energetica elevata. Colgo l'occasione per ricordare al senatore leghista che è intervenuto, sindaco di un Comune terremotato, che quando il collega Cangini ha parlato di una disaffezione da parte delle popolazioni terremotate, della continuità di gestione e soprattutto del malcontento che c'è in quei territori, ebbene mi dispiace purtroppo smentire il collega della Lega, ma è vero, tant'è che oggi verranno qui a Roma per protestare alcuni sindaci abruzzesi che non hanno avuto alcun tipo di risposta neanche da questo Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.3, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. BORGHESI, relatore . Esprimo parere favorevole sull'emendamento 10.2. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . L'emendamento 10.1 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.2. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, intervengo per confermare il voto favorevole del Partito Democratico sull'emendamento 10.2 e per chiedere, così come abbiamo già anticipato in Commissione e con il consenso dei firmatari, di aggiungere all'emendamento le firme dei rappresentanti del Gruppo in Commissione e del nostro Capogruppo. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Prima di passare all'esame dell'articolo 11, faccio presente che il Gruppo Forza Italia non ha più tempi, il Gruppo MoVimento 5 Stelle ha quarantasei minuti, la Lega ventisei minuti, il Partito Democratico sei minuti, Fratelli d'Italia quattordici minuti, il Gruppo Misto due minuti e le Autonomie dieci minuti. TOFFANIN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei comunicare che nella precedente votazione ho erroneamente espresso voto contrario, ma volevo esprimere voto favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11, che invito i presentatori ad illustrare. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 11.7. L'articolo 37- bis , comma 1, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, prevede la possibilità di costituire, nelle Province autonome di Trento e Bolzano, gruppi bancari cooperativi provinciali. In questo modo il legislatore ha tenuto conto della particolarità del sistema delle banche di credito cooperativo presente nelle due Province, in special modo in Alto Adige, dove attualmente si sta costituendo il gruppo bancario provinciale tra le casse Raiffeisen e le rurali. Le casse Raiffeisen sono strettamente legate al territorio e hanno contributo a sostenere in modo efficace lo sviluppo dell'economia locale, fatta soprattutto di piccole e medie imprese. Considerato che l'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (che è lo Statuto di autonomia della Regione Trentino‑Alto Adige) attribuisce alla Regione competenza legislativa concorrente in materia di ordinamento delle casse rurali e delle aziende di credito a carattere regionale, noi proponiamo l'attribuzione al Presidente della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol della competenza di stabilire, per il relativo gruppo provinciale, la soglia minima di partecipazione delle casse rurali e casse Raiffeisen al capitale della relativa capogruppo. Questo è il contenuto del nostro emendamento e, dal momento che riguarda il nostro territorio, ne chiediamo l'approvazione da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole agli emendamenti 11.6 (testo 2), 11.0.1 (testo 2), 11.0.3 e 11.0.100. Invito a ritirare tutti gli altri emendamenti, altrimenti il parere sarà contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.300, presentato dai senatori Perosino e Sciascia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.2, presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.3, presentato dai senatori La Russa e De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.5. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.6 (testo 2). FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 11.6 (testo 2) vuole porre la parola fine a ogni ipotesi di rinvio su una questione fondamentale, relativa all'adozione del decreto per la costituzione del fondo per le vittime dei reati finanziari delle banche. Si tratta di una questione vergognosa. Solo nel Veneto (che è stato l'epicentro della vicenda, che non ha però colpito - purtroppo - solo la nostra Regione) 200.000 famiglie sono state di fatto truffate. La gestione è stata delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso. Sono mancati anche i sistemi di controllo e ovviamente ogni approfondimento andrà fatto. I Governi precedenti non sono stati con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese e, da ultimo, è stato adottato un provvedimento, con la legge di bilancio 2018, che, per la prima volta - caso unico al livello europeo - salva anche gli azionisti, pur sapendo, appunto, che c'è un rischio proprio in chi acquista azioni. È stata comunque riconosciuta la violazione normativa, e quindi l'azione fraudolenta da parte di coloro che hanno compiuto questi atti vergognosi. Ebbene, Presidente, in Commissione avevamo proposto una data molto più anticipata; proponevamo, cioè, che il decreto-legge fosse adottato finalmente entro il 31 agosto, quindi entro poco più di venti giorni. Abbiamo accolto la richiesta di spostare la data al 31 ottobre, quindi entro due mesi, e siamo assolutamente favorevoli perché si acceleri. Presidente, il provvedimento in questione mette nelle tasche degli italiani che sono stati derubati in maniera fraudolenta - e sono famiglie, perlopiù povere, che hanno accantonato il TFR per i figli, magari portatori di handicap - 100 milioni di euro. C'è chi dice che non sono sufficienti, e siamo d'accordo, infatti dobbiamo incrementare questo fondo. A chi dice, però, che serve stanziare un miliardo perché 100 milioni non sono sufficienti rispondiamo che siamo d'accordo, ma iniziamo a mettere 100 milioni; domani metteremo i restanti 900 milioni. Non togliamo i 100 milioni per mettere, forse, 1.000 milioni domani. Sappiamo benissimo che c'è un fondo dormiente vincolato di 1,4 miliardi. Si usi a piene mani, ma si inizi immediatamente a rispondere a questi cittadini. Non c'è tempo da perdere per i cittadini; non c'è tempo da perdere per le imprese, che non sono solo quelle del Nord-Est. Andiamo avanti compatti. Crediamo che il voto di questa Assemblea, esattamente come è avvenuto in Commissione, possa essere un atto di buona politica. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.6 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . MORONESE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, chiedo che il mio voto venga rettificato: era favorevole e per sbaglio ho votato contrario. PRESIDENTE . La Presidenza ne prendo atto. L'emendamento 11.7 è improponibile limitatamente alla lettera b) . Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo della lettera a) dell'emendamento 11.7, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.8, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.301. PEROSINO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PEROSINO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su questo e sugli emendamenti 11.300, 11.302 e 11.303, presentati insieme al collega Sciascia, perché riteniamo che le modifiche apportate dall'articolo 11 alla legge n. 49 del 2016 sulle banche di credito cooperativo siano troppo deboli. In sostanza, crediamo che ci siano state nella citata legge violazioni al principio di mutualità e autonomia che dovrebbe essere proprio dei suddetti istituti; pertanto chiediamo di modificarla in questo senso: aumentare la percentuale che deve essere posseduta dalle singole banche di credito cooperativo nella Capogruppo dal 60 all'80 per cento, affinché non siano scalabili. Riteniamo infatti che qualche banca, soprattutto straniera, possa accalappiare qualcuno nel margine tra 51 e 60 e comprare il sistema. Ancora, secondo il principio di autonomia, se gli amministratori di una banca singola non piacciono alla capogruppo, questa non può avere titolo a sindacare le nomine e farsi proporre una terna di tre nomi. Perciò proponiamo di sopprimere le parole al capoverso 3- ter della lettera e) e del comma 2. Inoltre, avevamo fatto una proposta, ma c'è già stata la votazione. Chiediamo che la scelta possa essere fatta dalle singole banche entro il 31 maggio 2019, perché 180 giorni sono troppo pochi in quanto siamo in corso di esercizio. Chiedo comunque al Governo di tenere conto di questi emendamenti, che credo siano voluti dalla base delle banche di credito cooperativo e non dai vertici romani: questa è un'affermazione molto importante e delicata. Infine, esprimo il mio sostegno alla senatrice Rizzotti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.301, presentato dai senatori Perosino e Sciascia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.9, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.302, presentato dai senatori Perosino e Sciascia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.303, presentato dai senatori Perosino e Sciascia. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.10, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.304. CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, trasformo l'emendamento 11.304 in ordine del giorno. È un motivo di festeggiamento, questo, perché sappiamo che negli scorsi giorni i tre gruppi bancari (sia i due gruppi nazionali, Cassa centrale banca e ICCREA, che il gruppo territoriale altoatesino Raiffeisen) sono stati autorizzati. Quindi la riforma del credito cooperativo è nel vivo; è una riforma importantissima. Quello del gruppo è un modello equilibrato, che tiene assieme la valenza territoriale, la centralità delle banche di credito cooperativo, il valore mutualistico con una logica internazionale. Per potersi definire «banca» serve essere solidi, efficienti, in modo da poter garantire i clienti. In questo senso, abbiamo chiesto e appoggiato l'aumento della percentuale di partecipazione delle banche di credito cooperativo nelle capogruppo del 51 per cento al 60 per cento, e non ci spieghiamo come mai all'articolo 11, lettera f) il Presidente del Consiglio dei ministri possa derogare questa percentuale minima senza limiti, senza fattispecie. Chiediamo dunque al Governo di occuparsene, affinché anche nel caso in cui il Presidente del Consiglio dei ministri agisca d'urgenza, ci sia una percentuale minima di partecipazione delle banche di credito cooperativo. Non possiamo snaturare il futuro e la natura di un grandissimo valore per l'Italia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G11.304. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, invito il Governo ad accoglierlo come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. Aggiungo solamente che in quest'Aula non so in quanti oggi avrebbero scommesso che nel testo del decreto-legge ci fosse quello che c'è scritto. Siamo arrivati a un buon punto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G11.304 è accolto come raccomandazione. L'emendamento 11.11 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.12. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, sono molto stupita del fatto che questo emendamento non sia stato accolto in Commissione, sapendo che è stato anche abbastanza dibattuto. La sua approvazione avrebbe consentito di prorogare il termine, confermando il regime attuale che permette alle cooperative preesistenti, rispetto al Testo unico bancario (quindi ante 1993), di continuare ad operare a vantaggi dei soci cooperanti. In attesa di un riordino complessivo degli strumenti di intermediazione finanziaria, avrebbero potuto continuare a svolgere la propria attività senza obbligo di iscrizione all'albo decine di migliaia di società cooperative. Una banale proroga di termini sarebbe potuta essere una delle ultime possibilità di salvezza per i piccoli in un sistema dominato dai grandi. Ecco perché faccio appello a questa Assemblea di ripensarci. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.12, presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.1 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.2, presentato dal senatore Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.3, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Ricordo che l'emendamento 11.0.5 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.0.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Poiché all'articolo 12 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti, passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 13.2 (testo 2), 13.4 (testo 2), 13.0.14 e 13.0.500 (testo 2). Su tutti gli altri emendamenti invito i presentatori a ritirarli, altrimenti il parere è contrario. Propongo di accogliere l'ordine del giorno G13.0.9 come raccomandazione. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.1, presentato dai senatori Parrini e Collina. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.2 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.3. MARGIOTTA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, l'articolo è relativo allo sviluppo infrastrutturale. Sul tema il Governo fa solo proroghe. Nel frattempo, nel silenzio del presidente Conte, assistiamo basiti al balletto del No TAP-Sì TAP, No TAV-Sì TAV. I protagonisti di questi giorni sono Di Maio, Salvini, Lezzi e Toninelli e, da terre lontane, è giunto anche il parere aulico del Di Battista. Il Ministro pensa di aver inventato l'analisi costi-benefici, istituto che esiste da trent'anni. Apprendiamo in queste ore che la Commissione chiamata a esprimersi sulla TAV è composta da tecnici che negli anni si sono pubblicamente espressi contro l'opera. Diciamo che non è proprio un caso di oggettività e di equilibrio. Nel frattempo - è proprio il caso di dirlo - dum Romae consulitur , il Paese è totalmente fermo. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni ). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.3, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.4 (testo 2). BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole su questo emendamento, che recepisce un'intesa che è stata raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni nel febbraio di quest'anno. RAMPI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, per la verità avevo chiesto di intervenire già da un po' per lasciare agli atti alcune considerazioni. PRESIDENTE. Senatore, lei può alzarsi in piedi e chiedere di intervenire. È stata data la parola a tutti. RAMPI (PD) . No, le assicuro che non se ne è accorta, come metà dell'Assemblea. Ha perso anche voti, perché... PRESIDENTE. Prego, senatore, dica pure. RAMPI (PD) . Vorrei che rimanesse agli atti che il parere favorevole espresso in Commissione sull'ordine del giorno G7.1 è diventato parere contrario nella discussione in Aula del provvedimento, ma su questo non sono riuscito ad intervenire. Allo stesso modo, è stato dichiarato inammissibile per materia un emendamento relativo alla proroga di una misura su cui lo stesso ministro Bonisoli si è dichiarato favorevole; come ho detto, ne è stata dichiarata l'inammissibilità per materia, quando sono state introdotte molte altre misure che per materia non hanno nulla a che fare con il provvedimento in esame. Voglio che questo rimanga agli atti perché, facendo le cose in fretta e pro forma , a volte si fanno male. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.4 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. RICHETTI (PD) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento. PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 13.0.2, identico agli emendamenti 13.0.3, 13.04 e 13.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 13.0.2. PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.3, presentato dal senatore Pagano, identico agli emendamenti 13.0.4, presentato dai senatori Steger e Durnwalder, e 13.0.5, presentato dal senatore Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.0.6, sostanzialmente identico agli emendamenti 13.0.7 e 13.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.6, presentato dal senatore Pagano, sostanzialmente identico agli emendamenti 13.0.7, presentato dai senatori Steger e Durnwalder, e 13.0.8, presentato dal senatore Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 13.0.9 è stato trasformato nell'ordine del giorno G13.0.9, che è stato accolto come raccomandazione. Poiché la presentatrice non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G13.0.9 è accolto come raccomandazione. Gli emendamenti 13.0.10 e 13.0.11 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 13.0.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.13, presentato dai senatori Gasparri e Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.14, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.0.500 (testo 2)/1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, a meno che non venga riformulato. Intende riformulare l'emendamento, senatrice De Petris? DE PETRIS (Misto-LeU) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.500 (testo 2)/1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.0.500 (testo 2)/2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.500 (testo 2)/2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.500 (testo 2)/3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.0.500 (testo 2). FANTETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FANTETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per segnalare all'Assemblea e stigmatizzare una duplicazione delle risorse pubbliche che questa iniziativa permette, attraverso il rifinanziamento del commissario straordinario per la riforma digitale in Italia, che precedentemente era gratis, mentre adesso costerà 220.000 euro, e che si va a sommare all'attività dell'Agenzia digitale italiana. Il Paese ha certamente bisogno di aumentare le risorse per la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, ma non ha certamente bisogno di duplicare le strutture che si dedicano a questo. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Collina) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il nostro voto contrario, anche perché onestamente non solo vi è una moltiplicazione, ma addirittura si crea un commissario straordinario, a cui vengono dati compensi ed altro. Il mio subemendamento, signor Presidente, chiedeva che fosse a titolo gratuito e paradossalmente la Commissione bilancio ha espresso parere contrario. Dico questo perché rimanga agli atti. È incredibile il fatto che al commissario per le universiadi di Napoli venga tolta la possibilità di qualsiasi rimborso spese, mentre qui invece si aggiungono costi non indifferenti per la pubblica amministrazione. (Applausi del senatore Collina) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.0.500 (testo 2), presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Brusio). Invito i colleghi che stanno uscendo dall'Aula a farlo velocemente affinché il senatore Steger possa fare la sua dichiarazione di voto. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il nostro Gruppo si è limitato a presentare emendamenti mirati, di semplificazione per le imprese, il settore agricolo, gli artigiani. Ne cito tre. L'emendamento finalizzato a prorogare di sei mesi la scadenza per i nuovi adempimenti delle strutture alberghiere e dei rifugi alpini sulla sicurezza antincendio. L'obiettivo era quello di non costringere gli albergatori a dover effettuare i lavori nel pieno della stagione turistica, ossia l'estate del prossimo anno. L'emendamento, importante per il settore agricolo, mirava a prorogare l'entrata in vigore della norma sulla tracciabilità dei pagamenti. Lo scopo era quello di dare tempo ad ABI e Poste Italiane per mettere in campo iniziative volte a ridurne l'impatto burocratico. Sempre per le imprese agricole, la proroga sull'obbligatorietà della certificazione antimafia ai fini della richiesta di contributi europei. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 14,12) ( Segue STEGER). La motivazione era quella di scongiurare il rischio concreto che gli uffici preposti non facciano in tempo ad esaminare tutte le pratiche, con relativa perdita dei contributi. Purtroppo il Governo non ha accolto queste ed altre proposte di puro buon senso, limitandosi ad accogliere solo quello sull'adeguamento dei rifugi alpini. Almeno i rifugi alpini hanno adesso il tempo necessario per adeguarsi alle norme antincendio. Sulle banche di credito cooperativo, invece, è per noi positiva la decisione di prorogare i termini per l'adesione dei gruppi. Avevamo presentato un emendamento sulle Raiffeisen affinché fosse il Presidente della Regione, sentita la Banca d'Italia, a stabilire le soglie di partecipazione delle banche di credito cooperativo alla società capogruppo. Noi riteniamo che sarebbe stato utile e opportuno, perché la Presidenza della Regione ha piena conoscenza del territorio. Siccome si tratta di un raggruppamento di banche a livello territoriale sudtirolese, noi avremmo visto bene questa norma che, purtroppo, il Governo e la maggioranza non hanno concesso. È un tema sul quale bisognerà tornare in futuro. Serve una riflessione approfondita per quanta riguarda il credito cooperativo per salvaguardare i principi mutualistici e il legame con il territorio, che sono i valori fondanti del credito cooperativo. Il limite maggiore della riforma riguarda l'obbligo di dover aderire a un gruppo bancario cooperativo pena la perdita della licenza bancaria. La solidarietà per garantire la stabilità del sistema non può arrivare a compromettere la propria identità e libertà di iniziativa economica che è, del resto, garantita dalla Costituzione italiana. Chiediamo pertanto che il tempo guadagnato con la proroga serva per sciogliere tutte le criticità legate alla riforma e a questa riflessione io invito la maggioranza di questo Parlamento. Non siamo tra quelli che criticano lo strumento del proroga-termini come primo vero atto in quest'Aula del nuovo Governo. Crediamo sia legittimo, purché questo tempo venga usato in maniera proficua per il credito cooperativo e per tutti gli altri ambiti interessati dal provvedimento. Ad ogni modo, ci colpisce che non vi sia stata una vera volontà al confronto su diverse proposte, tra cui anche le nostre, che non richiedevano alcun impegno di carattere economico e che ponevano questioni reali. Sarebbe bastato un pizzico in più di buona volontà e di buon senso. Per queste ragioni che annuncio il voto d'astensione del Gruppo per le Autonomie. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi siamo invece tra coloro che criticano lo strumento del decreto mille proroghe: tra l'altro, si tratta di uno dei temi che, in generale, abbiamo posto anche in occasione della questione pregiudiziale di costituzionalità. Riteniamo infatti che aver fatto diventare il decreto mille proroghe una prassi costante - ciò ovviamente non riguarda solo il Governo in carica, ma anche tutti i precedenti - non è segno di buona amministrazione, ma è quasi una sorta di autodenuncia dei Governi e dei Ministeri, che non riescono ad attuare le norme. Tra l'altro, vi sono norme che vengono prorogate da moltissimo tempo, senza che si abbia il coraggio di mettervi mano e di cambiarle definitivamente. Devo anche dire, però, che siamo molto meravigliati del fatto che il mille proroghe sia stato uno dei primi atti dell'attuale Governo, innovando una prassi, signor Presidente, che lei conosce bene: questa volta, infatti, abbiamo al nostro esame un mille proroghe estivo. In occasione della discussione degli emendamenti in materia di terremoto, abbiamo appreso che sicuramente a fine anno ci sarà anche il decreto mille proroghe di prassi, quello invernale. Visto che si parla del Governo del cambiamento, si tratta effettivamente di una novità, perché possiamo addirittura arrivare all'emanazione di due decreti mille proroghe. L'altra questione è che nel decreto milleproroghe al nostro esame vi è una serie di interventi di proroga, colleghi del Governo e della maggioranza, dovuta al fatto che non avete ancora un'idea ben chiara di come agire su alcune questioni. L'articolo 13 del provvedimento in esame, in materia di infrastrutture, è significativo da questo punto di vista. Chi mi conosce sa quanto abbia fatto le mie battaglie contro il TAP e contro la TAV. Ma è evidente a tutti, vista la discussione pubblica nata all'interno della maggioranza, che l'articolo 13 serve soltanto per trovare forse una mediazione. Invece sarebbe stato bene - ad esempio - a proposito dell'articolo 13, sulla parte infrastrutturale, mettere mano una volta per tutte a quello sterminato elenco che c'è al CIPE, che prevede ancora un numero stratosferico di opere. Come avevamo chiesto varie volte, anche in occasione dell'approvazione del codice degli appalti, era necessario finalmente che tutti cascami della legge obiettivo fossero ripuliti. Era dunque necessario ripulire quell'elenco e stabilire davvero le priorità importanti per il Paese, che - per quanto ci riguarda e come abbiamo ripetuto varie volte - consistono in un vero piano di investimenti che finalmente, anche con un finanziamento in deficit per un punto di PIL, possa intervenire sulle grandi criticità del Paese, su tutta la parte della cura del territorio, ma anche sul trasporto pubblico locale, ormai in condizioni penose, e su tutta la mobilità sostenibile. Questo tentativo di prender tempo, per poi decidere non so quando - spero che l'estate vi porti consiglio - si dissemina un po' per tutto il decreto mille proroghe. Anche sulla questione dei vaccini, su cui - come è noto - anche per quel che riguarda chi parla, le posizioni sono abbastanza articolate, si rischia di fare un pasticcio. Da una parte, si è detto che si fa l'autocertificazione e, dall'altra, adesso è intervenuto l'emendamento di proroga. Quindi, visto che il decreto mille proroghe non sarà convertito prima dell'estate, il risultato è che a settembre il Paese, le scuole e i genitori si troveranno in un caos totale. È per questo motivo che il vice presidente della Commissione igiene e sanità, il mio collega, senatore Errani, ha chiesto un'audizione del Ministro sull'argomento. Quanto agli altri interventi contenuti nel decreto milleproroghe in discussione, è stato approvato, con nostro grande piacere, un emendamento all'articolo 6 che mette mano a una questione su cui in campagna elettorale non solo noi, ma anche Lega e MoVimento 5 Stelle hanno fatto promesse per risolvere, ossia la questione dei diplomati magistrali. Subito dopo l'approvazione dell'emendamento ognuno di noi, ben contento, ha pensato che si fosse trattato di ottemperare anche agli impegni elettorali assunti nelle manifestazioni; subito dopo invece ci siamo trovati un comunicato da parte del relatore e della maggioranza con cui si annuncia il fatto che sarà soppresso e si intende intervenire di nuovo nel passaggio alla Camera sull'emendamento stesso. Io trovo tutto ciò strabiliante e anche in questo caso vi dovreste assumere le vostre responsabilità, perché è facile fare certe affermazioni in campagna elettorale e poi invece fare altro. Visto, invece, che l'occasione c'è stata, considero motivo d'onore per tutta questa Assemblea metter mano finalmente a quella vicenda che rischia di mandare a casa, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, diverse decine di migliaia di insegnanti che in tutti questi anni hanno assicurato il buon andamento della scuola elementare. Invece di dichiarare di cancellarlo, bisognerebbe implementarlo e riuscire finalmente a chiudere definitivamente la vicenda del precariato nella scuola. Noi abbiamo posto molte altre questioni che non sono state accolte; per carità, alcuni interventi hanno visto anche il nostro favore: penso - per esempio - allo spostamento di un anno per l'ingresso nel mercato libero, che aiuterà moltissime famiglie. Altra questione fondamentale contenuta nel decreto milleproroghe in discussione riguardava il terremoto e tutti gli interventi già promessi durante l'esame del decreto-legge sul terremoto stesso. Ebbene, in questo frangente abbiamo appreso ancora una volta il rinvio alla legge di bilancio e a un secondo milleproroghe. Possiamo dunque affermare dire che il decreto milleproroghe in esame non solo è di proroga, ma addirittura sancisce un rinvio delle decisioni, perché la maggioranza dovrà trovare le proprie le proprie composizioni. E questo accade dal punto di vista formale dell'utilizzo dello strumento. Dal punto di vista del risultato, anche laddove si sono avute misure positive - ritorno sulla vicenda del nostro emendamento - si annuncia che si vorrà cambiare durante l'esame da parte della Camera. Noi vediamo non solo un uso molto confuso dello strumento stesso e delle norme di proroga, ma in realtà anche un nuovo modo di presentare il milleproroghe che ancora non si era visto: il milleproroghe in attesa delle decisioni che devono essere assunte all'interno la maggioranza, verificando in che modo si legga il contratto di Governo. Per tutti questi motivi annuncio il voto contrario dei senatori del Gruppo Misto Liberi e Uguali. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, in premessa vorrei fare una notazione di stile, che è anche contenuto quando si discute dell'approvazione di testi così importanti come quello in esame. Noi come Gruppo forse pagheremo lo scotto di essere in gran parte alla prima esperienza parlamentare, ma registriamo una grande difficoltà a seguire i lavori, l' iter di approvazione di norme come quelle in discussione. Secondo noi, non è possibile che tutto avvenga con fretta e confusione (Applausi dal Gruppo FdI) . Il Governo ha sicuramente il diritto, previsto dalla Costituzione, di approvare, anche con decreto-legge, i provvedimenti che ritiene e non apriamo in questa sede un dibattito sull'utilità dei decreti e sulla loro corrispondenza a quanto previsto dalla Costituzione. Tuttavia, che si voti di notte, di giorno, a distanza di poche ore, senza avere un testo a fronte tra quello proposto dal Governo e quello uscito dall'esame della Commissione; senza avere la possibilità di emendare in maniera chiara e ordinata i testi, secondo me non appartiene alle regole del Senato della Repubblica, che devono essere condivise. Io riproporrò queste argomentazioni e critiche anche al Presidente in sede di riunione dei Capigruppo, e segnalo che soprattutto per i Gruppi di opposizione non è facile trovare il bandolo della matassa rispetto a una congerie di norme che arrivano in Aula senza nemmeno l'ausilio di un testo notiziale. Dico questo non per amore di polemica, ma perché ci siamo accorti di quanto grande sia stata la confusione anche nei banchi della Presidenza e del Governo. Lo certifica anche il fatto - come ho ricordato - la senatrice di Liberi e Uguali appena intervenuta - che il Governo si è sbagliato - così ha detto - nel dare indicazioni di voto rispetto a un provvedimento che riguarda gli insegnanti precari. Questo sicuramente può accadere, ma è stato facilitato dalle condizioni ambientali in cui abbiamo operato. Noi ribadiamo in questa sede, Presidente, colleghi, che il nostro atteggiamento rispetto alla questione del precariato nelle scuole non è cambiato. Riproporremo alcuni emendamenti, se ci sarà necessità, alla Camera, come abbiamo fatto in campagna elettorale. Registriamo il fatto che tutti hanno promesso molto, ma di quello che è stato promesso si è visto ben poco. Forse non era il caso di scherzare con il destino professionale e umano di migliaia di insegnanti precari, perché a loro molti partiti che adesso governano hanno promesso mari e monti. Quello che possiamo constatare è che alle promesse non hanno fatto seguito le realizzazioni concrete. Registriamo una innovazione normativa e giuridica con la nascita di un nuovo istituto giuridico che è la anticipatio e qui rubo la battuta al mio collega Iannone: prima avevamo la prorogatio , ma adesso il Governo e la maggioranza hanno deciso di anticipare le scadenze dei termini della vita amministrativa delle Province, creando un precedente - a mio parere - alquanto pericoloso e di assai dubbia costituzionalità. Ma credo che altri organi fuori da quest'Aula avranno presto la possibilità di esprimersi rispetto alla legittimità di quanto avete votato, senza peraltro darci una sola parola di giustificazione né adesso né prima. Sul terremoto, abbiamo proposto una nutrita serie di emendamenti, tutti di carattere collaborativo, e abbiamo votato a favore di quelli di mediazione che il Governo ci ha proposto, perché crediamo che sia prevalente l'interesse delle popolazioni terremotate. Tuttavia, ci aspettavamo qualcosa di più. La tagliola dell'articolo 81 in sede di Commissione bilancio non può essere utilizzata a intermittenza contro le opposizioni e a favore della maggioranza, perché il Governo ogni tanto deve anche farsi carico delle difficoltà tecniche che hanno i Gruppi a individuare le relazioni tecniche e finanziarie di copertura dei provvedimenti. Se c'è la volontà politica di risolvere i problemi, si trovano anche le coperture tecniche e finanziarie. Spesso abbiamo avuto la sensazione che ci fosse una discriminante di natura politica più che di natura tecnica. Infine, Presidente, vengo alla questione dei vaccini. Come ho già detto in Commissione e l'altro giorno qui in Assemblea, ripeto ancora adesso che trovo del tutto fuori luogo che una questione così complessa e così delicata, che riguarda direttamente la vita e la salute delle persone e in particolare dei bambini, venga discussa, trattata e votata nel giro di cinque minuti, con un emendamento presentato nottetempo dalle forze di maggioranza. Non è serio a prescindere dal giudizio che ognuno di noi dà su questa materia. Noi abbiamo ascoltato in quest'Aula il Presidente Conte dire che è finita l'epoca delle ideologie, che tutti i partiti devono farsi carico del fatto che le ideologie sono morte e poi ci troviamo l'ideologia, la politica, i partiti, la propaganda politica persino nella virologia e nella immunologia, per cui non conta più quello che dicono i medici e gli scienziati. Vi siete presi questa responsabilità di fare un uso strumentale - probabilmente elettorale - di una materia così importante. Altro che morte dell'ideologia: avete messo la politica persino nella scienza medica. Ribadisco ancora una volta che l'obbligo vaccinale non è una congiura messa in campo da un esercito di sadici al soldo delle multinazionali, ma è purtroppo una scelta necessitata dal fatto che, senza l'obbligo, le percentuali dei bambini che si iscrivevano nelle scuole con copertura vaccinale scendeva di anno in anno in tutte le Regioni d'Italia. L'obbligo, quindi, è purtroppo un male necessario per riportare nelle nostre scuole la garanzia che i bambini possano frequentare le aule senza correre il rischio di ammalarsi. Lo ribadiamo ancora una volta e sfidiamo il Governo a dire parole di chiarezza su questo argomento, perché ne abbiamo ascoltate di tutti i colori. Abbiamo ascoltato il Governo - almeno attraverso i comunicati stampa - e gli esponenti della maggioranza in quest'Aula, che hanno difeso convintamente - hanno usato questo avverbio - i vostri emendamenti. Abbiamo ascoltato i sì, i forse e i ma, i distinguo da parte degli esponenti più importanti di questa maggioranza. Abbiamo ascoltato i distinguo del Ministero della salute, che dice che c'è l'obbligo ma non c'è la sanzione. Questa è davvero un'innovazione piuttosto strampalata del modo di fare legislazione: non mi risulta che, essendovi l'obbligo di pagare le tasse, se non si pagano, non c'è sanzione. Non mi risulta che si possa andare in giro senza le cinture di sicurezza perché non c'è la sanzione. L'obbligo prevede la sanzione, altrimenti non è un obbligo, ma è una presa in giro. Ma su questi temi francamente non dovrebbe esserci la presa in giro. Dico al ministro Di Maio - oggi alle agenzie di stampa ha detto che sono per la vaccinazione, ma non obbligatoria, e sono per il raggiungimento dei limiti di sicurezza, ma non attraverso la coercizione - che adesso governa questo Paese; non è più all'opposizione, non è più in campagna elettorale, non è a un talk show televisivo: è al Governo di un grande Paese industriale, moderno e civile, come l'Italia. Da lui pretendiamo risposte certe. Le leggi non si fanno con i forse, con i ma e con la frase «si vedrà». Sul tema dei vaccini la maggioranza decida qual è la sua posizione e la renda nota al Parlamento, senza distinguo, senza sì, no, forse o vedremo, perché il tempo è abbondantemente scaduto. Su tutto il resto ci siamo espressi nel corso della discussione sull'articolato. Il nostro voto sarà contrario. (Applausi dal Gruppo FdI) . FERRARI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, il giudizio del Partito Democratico sul provvedimento in esame è molto negativo e va molto al di là del fatto che su alcuni emendamenti, in particolare sulla parte che ha riguardato il terremoto, il nostro atteggiamento è stato costruttivo, ragionevole e razionale. È un giudizio negativo che riassumo in tre parole dure, e faccio poi una specifica. Le tre parole sono: incompetenza, arroganza e ambiguità. (Applausi dal Gruppo PD) . Voglio, però, precisare, Presidente, proprio perché nelle mie considerazioni non c'è nulla di personale, che doto queste parole di aggettivi. Parlo quindi di incompetenza tecnica, di arroganza istituzionale e di ambiguità politica. Proprio queste penso siano la cifra dal lavoro che ha tenuto insieme Governo e maggioranza, 5 Stelle e Lega, negli ultimi due mesi e che ci ha visto al lavoro in queste settimane sul provvedimento in esame. Parto dall'incompetenza tecnica. Sembra, se vogliamo, il tema meno importante, ma io credo sia importante, fondamentale, che nel primo vero provvedimento ampio che discute quest'Assemblea lasciamo agli atti che così non si può lavorare. Abbiamo tenuto bloccate le Commissioni affari costituzionali e bilancio per molte ore, senza che si seguisse ciò che deve essere seguito di norma per arrivare ad approvare e mettere nelle condizioni i commissari di illustrare un emendamento, e cioè conoscerne l'ammissibilità ed eventualmente le coperture. La scelta del Governo di dotare o no un emendamento di copertura: nei lavori dell'Assemblea abbiamo usato e stiamo usando in modo improprio l'articolo 81 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo PD) . Tutte le volte in cui non si sa dove andare, si usa l'articolo 81. Voglio chiarire che l'articolo 81 non è un autobus. L'articolo 81 è una norma seria, prescritta dalla nostra Costituzione, che induce una scelta e un dovere nel rispettarla. Ripeto che non è un autobus. E penso che rileggere quanto accaduto, anche questa notte, sul decreto dignità ci aiuti ad assumerci tutti la responsabilità su come far lavorare il Parlamento, anche nel rispetto della fretta. Ci rendiamo conto e sappiamo benissimo che può capitare che il Governo e la maggioranza abbiano fretta di approvare un provvedimento, ma non può essere che l'articolo 81 sia usato con questa leggerezza. Poi c'è l'incompetenza del Governo: il decreto milleproroghe al nostro esame arriva sei mesi dopo un altro milleproroghe e, in realtà, proroga diverse scadenze che sono al 31 dicembre di quest'anno. Quindi ci state dicendo che non avete la capacità di risolvere problemi da qui alla fine di dicembre? Questo è ammissione di incompetenza. È ancor più grave, perché essere incompetente è chi non sa, mentre l'arrogante è chi non sa e fa. L'arroganza istituzionale dove la troviamo in questo provvedimento? Penso alla questione delle Province, dove si è fatto un pasticcio, una forzatura e dove c'è traccia di incostituzionalità. Avete stabilito un giorno perché votino tutte le Province: il 31 ottobre 2018. Ebbene, avete stabilito la data senza che accadesse ciò che deve accadere, e cioè che sia il Presidente della Provincia a indicare al Governo qual è il giorno per le elezioni: si tratta di un precedente grave che è stato stigmatizzato ampiamente anche durante i lavori di Commissione. Non è un election day : non usiamo più questi argomenti, tant'è vero che la maggioranza addirittura voleva anticipare tutto ad ottobre, anche ciò che va in scadenza a gennaio. Non è un election day , perché a ottobre facciamo votare per 40 presidenti di Provincia e poi a gennaio votano i 40 consigli collegati. Vi sembra un modo per risparmiare? Vi sembra un modo di rispettare quelle istituzioni che avete detto in quest'Assemblea di voler difendere? Penso di no, ma soprattutto è un precedente di incostituzionalità che vogliamo segnalare e lasciare agli atti. Dopodiché chiedo, in particolare ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, per suo tramite Presidente, e anche a lei: proprio voi che non avete mai partecipato alle elezioni della Provincia, non vi state chiedendo per quale motivo il Governo faccia questa forzatura? Vi state ponendo il tema di quale sia la finalità di questa forzatura? Vi state provando a chiedere quali sono la finalità e il sistema di controllo che si stanno cercando di attuare attraverso l'approvazione dell'indizione di una data che fa sì che alcune Province vadano al voto prima della loro scadenza? Vi invito a stare molto attenti e non vi nascondiamo la nostra grande preoccupazione. Penso che l'ambiguità politica sia il tratto più comune del Governo in carica, accompagnato da una maggioranza che con la mano sinistra ha detto di fare alcune cose e con la mano destra ha fatto tutt'altro. Con la mano sinistra, addirittura, si è definita una competenza dell'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, quando è del tutto evidente che non ce n'era bisogno, ed è del tutto evidente quanto sia incoerente con la nostra struttura parlamentare. Addirittura si continua a ribadire che uno vale uno. Si continua a blandire il popolo e a lisciargli il pelo sulle cose più irrazionali. I rappresentanti del Governo, con una frequentazione che sta diventando quasi esclusiva dei social - anziché essere nei Ministeri che vanno governati con attenzione, rigore e impegno - lasciano intendere che la differenza tra la maggioranza e gli altri sta nel fatto che gli altri che siedono nei luoghi istituzionali si occupano di potere. Voi che state nei social costantemente siete cittadini normali, come quelli con cui vi confrontate in quei social , come a lasciar intendere che in fondo stare in quest'Aula sia semplicemente un atto dovuto, un passaggio di ratifica; un atto più che altro noioso e che ha a che fare per alcuni con questioni di potere. Mentre fate questo con la mano sinistra, con la mano destra fate tutto quello che riuscite a fare per piegare le prerogative del Parlamento. E non serve nemmeno andare oltre, citando il caso della RAI. È già sufficiente richiamare quello che avete fatto nei giorni scorsi, che è esattamente all'insegna di quell'ambiguità che richiamavo prima e che abbiamo trovato, in modo chiaro, sul bonus cultura. Mai nessuno dice che sono finiti i soldi per i diciottenni. Mai nessuno dice che quella era un'iniziativa sbagliata che ha premiato circa 600.000 giovani del nostro Paese e li ha messi nelle condizioni di andare al cinema, a teatro e fare attività culturali. No, nessuno lo dice. Peccato che, quando c'è un emendamento con cui si ricorda che per il 2019 c'è già uno stanziamento, voi - furbescamente - nel cosiddetto decreto milleproroghe non lo sostenete. Questa è ambiguità. (Applausi dal Gruppo PD) . Ripeto, questa è ambiguità. Tuttavia, signor Presidente, l'ambiguità più grave è in tema di vaccini. Ne abbiamo viste veramente tante. Non pensavamo di vederne e sentirne così tante. Avete scelto deliberatamente di spostare l'entrata in vigore dell'obbligo vaccinale, che è una cosa incredibilmente pericolosa e dannosa sul piano del merito, con un decreto che riguardava le proroghe. Questa è elusione dell'atto legislativo. (Applausi dal Gruppo PD) . Ripeto, questa è elusione. Avete preso in giro il Parlamento, introducendo una variazione significativa di una legge importante come quella promossa dal ex ministro Lorenzin, facendola passare come uno spostamento di data dell'obbligo. Avete creato caos , perché l'emendamento approvato non entrerà in vigore prima del prossimo anno scolastico e le Regioni, le famiglie e le scuole entreranno in un regime di difficoltà e confusione totale. Avete addirittura parlato di obbligo flessibile. Francamente a me sembra un ossimoro e, in ogni caso, non ne capisco il senso. Lo capiranno gli italiani, che non sapranno cosa fare. Avete confuso un'immunità di gregge, che vi assumete la responsabilità di diminuire, con una marchiatura delle bestie. (Applausi dal Gruppo PD) . Avete detto che i bambini immunodepressi dovranno andare in aule insieme a dei bambini vaccinati. E se non si vaccina nessuno? Non ho capito, cosa succede? Che tipo di differenziazione è questa? (Applausi dal Gruppo PD) . Tutte queste cose, compresi gli attacchi vili e fascisti al virologo Burioni, dimostrano che non siamo nelle condizioni di meritare di essere uno dei più grandi Paesi al mondo, che il grado di inciviltà sta aumentando e che le prerogative, l'ambizione e la presunzione di essere la più grande istituzione di questo Paese stanno scadendo. Queste sono forme di inciviltà e di una situazione che altro che dissertazioni sul Governo possibile del cambiamento nella democrazia del narcisismo, con cui ci stanno dilettando una serie di studiosi! A me pare che questo sia il Governo dell'ambiguità e, nel caso dei vaccini, dell'irresponsabilità, in una democrazia sempre più medievale. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, mi avvio a concludere. Gli esseri umani si dividono in tre categorie: quelli che preferiscono non avere niente da nascondere, piuttosto che dover mentire; quelli che preferiscono mentire, piuttosto che non avere niente da nascondere; quelli che amano sia mentire, che nascondere. Preciso: questa è la cifra del vostro Governo e dell'alleanza tra MoVimento 5 Stelle e Lega. (Applausi dal Gruppo PD) . Per questi motivi, preannuncio il voto contrario e durissimo del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, anzitutto vorrei ricordare che il provvedimento in esame è stato definito da qualcuno un centoproroghe, nel senso che non è il solito decreto milleproroghe che viene adottato alla fine dell'anno. Si tratta di un atto eccezionale dovuto a urgenza e necessità impellenti, tali per cui si è deciso di procedere alla proroga proprio in questo momento, prima della pausa estiva, che abbiamo accorciato appositamente nell'interesse dei cittadini italiani. In Commissione affari costituzionali, di cui ho l'onore di far parte, la maggioranza - Lega e MoVimento 5 Stelle - ha fatto un grandissimo lavoro per cercare di portare a termine l'esame del provvedimento. Ringrazio anche i colleghi dell'opposizione per l'assiduità con cui hanno partecipato ai lavori della Commissione, essendo stati partecipi e avendo portato il loro contributo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Il provvedimento in esame è straordinario. Noi abbiamo cercato di migliorare il testo originario, apportando delle modifiche che andassero solo ed esclusivamente nell'interesse dei cittadini, favorendo i piccoli e anche il mondo produttivo e dell'impresa. Non voglio soffermarmi su tutto quello che è stato fatto in questo decreto-legge, anche grazie agli emendamenti che abbiamo portato alla vostra attenzione, perché se ne è discusso a lungo. Voglio, però, ricordare che alcuni temi non sono stati trattati non perché non siano importanti o all'attenzione del Governo e del Parlamento, ma perché non è questo il momento di discuterne. Ci sono questioni molto importanti per il nostro Paese che necessitano non di interventi estemporanei, ma di revisioni e riforme generali. Mi riferisco in particolare alle Province, visto che è un tema di cui si è molto discusso in quest'Assemblea. Mi fa un po' strano che sia proprio il PD a parlare di Province e ad arrabbiarsi, perché abbiamo deciso di fare un election day almeno per il 2018 (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ricordo che in Commissione è stato proposto alle minoranze di estendere la misura comprendendo anche quei Consigli provinciali che andavano a elezione nel gennaio 2019: ci è stato detto di no. Quindi, la proposta da noi è arrivata, ma è stata bocciata. Quanto alle Province, si può essere d'accordo o meno sul fatto di tenerle, ma il problema grosso è che sono state distrutte prima di essere cancellate. Ricordo che il Ministro dell'interno, proprio qui al Senato, di fronte alle Commissioni affari costituzionali delle due Camere, il 25 luglio scorso ha dichiarato che è necessaria una riforma per garantire a questo ente che esiste di continuare a lavorare per il bene dei territori e dei cittadini. Non è vero, quindi, che non ci siamo interessati alla questione; semplicemente non era questo il momento per farlo. Stesso discorso vale per gli enti locali. Abbiamo esaminato il pacchetto di emendamenti relativi ai Comuni, ma, anche in siffatto caso, salvo qualche impegno da parte del Governo, si è deciso di posticipare la discussione perché non era urgente per il mese di agosto e da qui alla fine dell'anno. Se ne discuterà più avanti. Voglio ricordare anche i provvedimenti importanti adottati con il decreto-legge in esame che riguardano anzitutto le zone colpite dal terremoto, oltre al contributo indispensabile che è stato dato dal Consiglio dei ministri prorogando lo stato di emergenza a Ischia, visto che scadeva proprio ad agosto. Ma sono state altresì previste misure importanti, come quella che garantisce ai bambini di andare a scuola anche nelle classi dove il numero degli alunni non sarebbe sufficiente; sono state date le proroghe per l'adeguamento della normativa antincendio e per le verifiche di vulnerabilità sismica; e ciò avviene nell'immediato per garantire ai bambini di andare a scuola. Per lo stesso motivo è stato deciso di non applicare la sanzione - sottolineo la sanzione - per quei bambini che non hanno presentato la certificazione di vaccinazione. Non è stato abolito l'obbligo di vaccinazione, ma è stata abolita una delle sanzioni per garantire ai bambini da zero a sei anni - così come per i loro compagni dai sei ai sedici anni - di poter andare a scuola per non discriminare i bambini, nel caso i genitori non avessero ancora ottemperato. Anche di ciò si discuterà più avanti e, quindi, trovo molto pretestuose, anche da questo punto di vista, le critiche dell'opposizione. Altro provvedimento molto importante: abbiamo salvato il Gran Premio di Monza, che, per questioni burocratiche, non avrebbe più potuto svolgersi, con conseguente danno non solo all'immagine del Paese ma anche all'economia di interi territori. Abbiamo dato una mano alle televisioni locali, che avrebbero rischiato di lasciare a casa circa 5.000 persone, perché non potevano usufruire dei contributi accordati. Anche in questo caso si è data un'attenzione ai territori, nello specifico all'informazione locale, che è fondamentale e garantisce attenzione ai nostri cittadini, anche con fili diretti, attraverso l'impegno sui nostri territori. Abbiamo previsto diversi interventi per quanto riguarda la scuola. Per esempio, abbiamo esteso all'anno accademico 2018/2019 la possibilità di ricorrere alla graduatoria a esaurimento per l'attribuzione di incarichi di insegnamento nei corsi di alta formazione artistica, musicale e coreutica, e nello stesso tempo di mandare nelle scuole italiane all'estero la selezione degli insegnanti prorogando le graduatorie. In materia di università, abbiamo prorogato al 31 ottobre i termini per le commissioni che stanno procedendo a conferire l'abilitazione scientifica nazionale per i ruoli di professore universitario. In materia di cultura, abbiamo esteso - anche se per l'opposizione non è sufficiente - anche al 2018 il bonus cultura per i diciottenni. Solo misure rivolte ai cittadini, pensate per i cittadini, e non abbiamo finito qui. Abbiamo approvato delle misure rivolte e pensate per i cittadini, e non abbiamo finito. Mi chiedo come sia possibile che le opposizioni pensino che in due mesi dall'insediamento del Governo si possano risolvere tutti i problemi che sono stati causati negli ultimi anni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ricordo anche l'attenzione particolare rivolta ai nostri territori e alle nostre Regioni. Ad esempio, abbiamo approvato un emendamento nel quale abbiamo ridotto il blocco dell'erogazione degli atti di assegnazione da parte del Ministero dei trasporti rivolti al finanziamento del trasporto pubblico locale. Questo influisce molto sulla vita quotidiana, soprattutto dei nostri cittadini pendolari, ma non solo, e di tutti i ragazzi che vanno a scuola. Abbiamo introdotto diverse innovazioni e dato una mano anche ai cittadini in difficoltà economica, sospendendo la quota capitale dei mutui per le famiglie in difficoltà e abbiamo salvaguardato posti di lavoro - come vi ho detto prima - nei territori grazie alla proroga fatta per quanto riguarda l'emendamento chiamato MOCA, nel quale è interessata una quarantina di città italiane che vivono, attraverso l'artigianato e per l'indotto collegato, sulla produzione di ceramiche artistiche. Si tratta di un altro esempio dei problemi causati dalle normative europee che non tengono conto della peculiarità delle produzioni e delle tipicità del nostro Paese Anche questo è un esempio lampante, perché noi proroghiamo qualcosa che è sbagliato, non per la legge in sé, ma perché deve essere recepito dai Paesi membri in base alle esigenze della produzione locale. Anche in questo caso erano a rischio molti posti di lavoro, il turismo e l'economia di molte città del nostro Paese. Voglio ringraziare ancora una volta - credo sia incredibile - che quest'Assemblea sia qui riunita oggi, un lunedì di agosto. Non so se sia mai successo in passato... (Commenti dal Gruppo PD). VOCE DAL GRUPPO PD. Sempre. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Sempre? A me dicevano che c'era un mese di ferie, solitamente. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Sbagliavano. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Credo sia abbastanza singolare che ci siano stati dei colleghi senatori che hanno lavorato sabato e domenica scorsi fino a tarda ora nelle Commissioni anche per il decreto dignità. Io credo che, se si riuscisse a discutere nei contenuti e non a utilizzare quello che non viene fatto come un'accusa nei confronti di un Governo neonato, forse tutti riuscirebbero a lavorare un po' meglio e con più serenità per il bene del nostro Paese. Alla luce di quanto dichiarato e di tutti i provvedimenti approvati, che non sono tutti quelli che verranno fatti quest'anno, ma solo una parte - la più urgente - dichiaro voto favorevole a nome del Gruppo della Lega Nord-Salvini Premier -Partito sardo d'Azione (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi senatori e senatrici, siamo qui intervenire in dichiarazione di voto per il Gruppo di Forza Italia, che si è molto impegnato. Giova ricordare che quest'anno si è lavorato fino ai primi giorni di agosto, ma non è assolutamente la prima volta: in realtà è una consuetudine - come ha già ricordato la collega Rizzotti - che esiste ormai da tanti anni, o almeno da due legislature. Questo sta a significare che non vi è nulla di nuovo nell'attività lavorativa che stiamo svolgendo: è il nostro dovere e il nostro compito e siamo qui a farlo per il popolo italiano, come è giusto che sia (Applausi dal Gruppo FI-BP ) . Detto ciò, per venire alla questione di merito, noi siamo qui a discutere di un provvedimento che di cambiamento non rappresenta nulla, perché la proroga dei termini, o quello che viene più banalmente e popolarmente definito provvedimento milleproroghe, in realtà non è altro che una consuetudine anche delle legislature passate e dei Governi passati (Brusio). Un po' di silenzio sarebbe gradito. Si potrebbe almeno fare chiarezza su ciò. Anche in questa legislatura si è fatto ricorso alla decretazione d'urgenza, senza che necessità e urgenza vi fossero: ancora una volta si è un po' abusato di questa regola. Ma veniamo alle materie e alle questioni sollevate e discusse in Commissione e poi qui, in Aula, con gli emendamenti. Cominciano con le Province. Nulla è avvenuto di particolarmente significativo per cercare di andare oltre la riforma Delrio, che tanti guasti ha creato e che doveva essere semplicemente una riforma ponte tra quel che erano le Province e la loro abolizione, che sarebbe dovuta giungere con la riforma della Costituzione che poi, invece, è fallita. Eppure, in questa circostanza, le disposizioni previste dal comma 1 dell'articolo 1 confermano, anche per il 2018, le modalità di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio a favore delle Province e delle Città metropolitane. Prosegue, quindi, una disorganica e dannosa sovrapposizione fra le competenze affidate ai due enti (parlo delle Città metropolitane e delle Province). Sarebbe stato decisamente opportuno che il Governo avesse affrontato la questione, prevedendo perlomeno lo svolgimento delle elezioni provinciali in occasione della tornata elettorale europea e non certo anticipando quel voto, che è comunque un'anomalia che non si è mai vista prima e che noi non possiamo considerare certamente una novità positiva. All'articolo 2 si è parlato di intercettazioni. Noi abbiamo sempre affermato con chiarezza che questo tema va affrontato con le dovute cautele, anche perché siamo assolutamente certi, statistiche alla mano, che di intercettazioni, purtroppo, si abusa nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È giusto ricordarlo: sono intercettati circa 80 cittadini italiani ogni 100.000, 140 volte più che negli Stati Uniti d'America. Dico questo per far capire l'impressionante violazione della libertà dei cittadini e della privacy , che noi tutti dovremmo tutelare secondo anche i principi della nostra Costituzione. Nel 2015 lo Stato italiano per effettuare queste intercettazioni - per le quali non solo vi è non abuso in termini di persone intercettate, ma anche e soprattutto per la diffusione inadeguata e non coerente con quanto le nostri disposizioni di legge prevedono - ha speso ben 280 milioni di euro (nel 2014 erano stati 250 milioni). Dico questo per farvi capire qual è la situazione. Abbiamo voluto cercare di porre rimedio anche ai guasti che la direttiva Bolkestein sta provocando ai tanti esercenti attività commerciali sulle spiagge italiane. La direttiva Bolkestein procura un danno enorme a chi ha investito sugli stabilimenti balneari, i cosiddetti balneatori. Sono imprenditori che in questo momento dobbiamo necessariamente aiutare e cui dobbiamo mostrare di essere al loro fianco, così come agli esercenti le attività commerciali sulle nostre spiagge. Abbiamo fatto un tentativo di venire incontro alle loro istanze e alle loro esigenze, ma anche in questo caso ci è stato detto di no e non si è voluta dare una risposta. Sono tante altre le questioni delle quali ci siamo occupati in questa occasione. Abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze soprattutto delle vittime del terremoto. Con l'articolo 9 - ne abbiamo parlato poco fa, quando si è discusso degli emendamenti ad esso riferiti - solo parzialmente viene presa in considerazione l'esigenza di andare incontro alle tante imprese per le quali era stata sospesa l'erogazione dei tributi nel periodo del terremoto. Poi, in seguito a un intervento della Commissione europea, sono stati messi in ginocchio centinaia di imprenditori nei confronti dei quali abbiamo il dovere di dare risposte. Su questo articolo abbiamo proposto una serie di altri emendamenti coerenti con la proroga termini e, quindi, con la competenza per la quale erano stati presi in considerazione i nostri terremotati, ritenendo assolutamente prioritario venire incontro alle loro esigenze, alle esigenze di chi in questo momento sta soffrendo per un evento naturale che lo ha messo in ginocchio, lo ha piegato, gli ha sottratto la casa e la possibilità di lavoro. Eppure quel che risulta in modo evidente è che nel 2009, col Governo Berlusconi, quando c'è stato il terremoto dell'Aquila, che ha causato tanti morti e tanti danni, c'è stata una risposta dell'Esecutivo assolutamente efficiente, efficace e al fianco delle popolazioni terremotate. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La stessa cosa, purtroppo, non è avvenuta in occasione dei terremoti del 2016-2017, con una risposta che non è stata data dal Partito Democratico. Ci spiace dirlo, ma voglio ricordare anche le parole del collega Cangini, che difendo fino in fondo: vi è una continuità, purtroppo - mi spiace, ma è così - tra il Governo del Partito Democratico e l'attuale Governo per quanto riguarda la situazione di persone che in questo momento vivono uno stato di disagio e di sofferenza, che deve essere per noi una priorità assoluta e rispetto al quale non viene assolutamente data una risposta. Anche oggi alcuni esponenti del Governo - del MoVimento 5 Stelle e della Lega - hanno detto, almeno a parole, di voler attendere e di voler cercare le risorse economiche per dare delle risposte. Queste risorse economiche però evidentemente non arrivano, perché si dà priorità ad altri provvedimenti e non invece alle popolazioni locali. Voglio ricordare che proprio in queste ore sono qui presenti decine dei sindaci dei Comuni terremotati dell'Abruzzo, del Lazio, dell'Umbria e delle Marche per testimoniare il loro disagio, la loro scontentezza e il loro malcontento rispetto alle risposte che questo Governo sta dando loro ed è giusto da parte nostra sottolinearlo in questa sede. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Altro aspetto che riteniamo assolutamente fondamentale - che è stato oggetto di un emendamento, sia della Lega che del MoVimento 5 Stelle e che crea un disagio assoluto - riguarda la risposta chiara ed evidente data dall'attuale Governo a un'emergenza nazionale e a un'emergenza in materia di salute, su cui la collega Rizzotti, abilmente e con grandi capacità e competenza, si è già espressa nel corso della discussione sugli emendamenti. Mi riferisco alla proroga dell'obbligatorietà della certificazione vaccinale per l'iscrizione alla scuola dei più piccoli. Ebbene, è giusto ricordare come attualmente un'offerta vaccinale basata sulla sola raccomandazione comporterebbe, come già ampiamente provato prima dell'obbligo, il progressivo calo delle coperture vaccinali, mettendo a rischio la salute dei bambini e di tutta la popolazione, specialmente dei soggetti più fragili e vulnerabili, ovvero di coloro che per particolari condizioni di salute non possono essere vaccinati e che, invece, sarebbero protetti dall'immunità di gregge. Basti pensare all'epidemia di morbillo - voglio fornire qualche dato - che dallo scorso anno coinvolge i Paesi dell'Unione europea: quasi 15.000 casi nel 2017, con 10.000 casi solo tra Italia e Romania e, purtroppo, 30 decessi che potevano essere evitati; altri due morti si sono registrati nel 2018 in Sicilia e anche in questo caso potevano essere evitati. Si tratta, pertanto, di una scelta irresponsabile che calpesta pesantemente evidenze scientifiche consolidate, finalizzata alla mera ricerca del consenso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Pertanto, non saremo mai d'accordo con chi gioca con la salute degli italiani e pretende di attaccare i centri vaccinali e chi vi lavora anche tra enormi difficoltà. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il Gruppo Forza Italia voterà contro questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . GRASSI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il MoVimento 5 Stelle voterà a favore del provvedimento in esame. È mia intenzione indicare lo spirito che ha animato la maggioranza nella redazione di questo atto di normazione. Avrete notato che è un decreto milleproroghe particolarmente ridotto. Questa è una scelta politica che dà già conto di quello che noi intendiamo per Governo del cambiamento: che sia necessario con un atto di normazione primaria prorogare dei termini è conseguenza dell'uso della legislazione primaria con una funzione amministrativa. Non è un caso che il primo decreto milleproroghe risalga ai primi anni Duemila, cioè a quegli anni in cui è iniziata progressivamente l'alterazione delle funzioni del Governo e del Parlamento, talvolta con un Governo che si sostituiva al Parlamento e, in altri casi, con un Parlamento che si sostituiva al Governo. Siamo dunque di fronte a un provvedimento che in una legislazione ordinata non avrebbe motivo di esistere: l'apposizione di termini è tipica attività amministrativa. Abbiamo dunque, in ragione del ritorno a questi antichi principi, deciso di utilizzare con parsimonia questo strumento, con la speranza che nel prosieguo sia possibile ridare alla normazione primaria, cioè alla normazione del Parlamento, i caratteri di generalità ed astrattezza tipici della legislazione, lasciando all'amministrazione il compito di indicare i termini. Permettetemi adesso di soffermarmi solo su alcuni di questi provvedimenti e di queste disposizioni, per non tediarvi, utilizzando le disposizioni più significative che diano conto, appunto, dello spirito che ci ha animato. Abbiamo introdotto una disposizione che consente di nuovo ai Comuni di investire sui propri territori, per permettere, nell'arco di quattro anni, di riorganizzare le proprie attività per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane. Ricordo poi il provvedimento che ha avuto il compito di coordinare meglio l'innovazione introdotta nel 2017 in ordine ai piani di riordino dei conti dei Comuni. Noi sappiamo che i piani di riordino prevedono dei controlli intermedi. Nel 2017 questi piani di riordino sono stati emendati e si è consentito ai Comuni di approvare dei piani più lunghi. È apparso perciò a noi razionale stabilire che i controlli intermedi, alla luce di questi nuovi piani, non valessero per la valutazione di predissesto. Ancora, faccio riferimento alla proroga del termine per la certificazione dell'avvenuta realizzazione degli interventi in ordine ai programmi straordinari di manutenzione della rete viaria delle Province e delle Città metropolitane, sempre a riprova della grande attenzione per le realtà locali. Degno di nota è l'emendamento, apparentemente di stretta valenza amministrativa, ma in realtà carico di un'occulta valenza politica, che sposta al 31 ottobre il termine ultimo per consentire alle commissioni delle valutazioni scientifiche nazionali di portare a termine i loro lavori. È stato necessario intervenire perché la legge di riferimento pone dei termini automatici, senza che si possa avere riguardo alla quantità di domande che sono di volta in volta presentate. Ecco un tipico caso in cui la legge non dovrebbe svolgere le attività tipiche dell'amministrazione. È stato necessario un intervento di normazione primaria per consentire ad alcune commissioni, gravate da un carico di lavoro inaspettato, di completare le valutazioni con la dovuta attenzione e ponderazione di giudizi. Ricordo poi un'altra disposizione, certamente discussa, in tema di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici ed asili nido. Si tratta di un emendamento che ha richiesto da parte nostra estrema attenzione. La verità è che i fondi che sono stati stanziati non sono stati assegnati in tempi ragionevoli agli istituti scolastici ed alcuni istituti, loro malgrado, si sono trovati in difficoltà nello svolgimento degli interventi necessari per l'adeguamento alle norme in questione. Ci siamo trovati, perciò, di fronte ad una drammatica alternativa: non intervenire e determinare la chiusura di questi istituti con successivo aggravio dei disagi o introdurre una deroga scegliendo, dunque, il male minore. Ancora, penso alle disposizioni in materia di interventi edilizi eseguiti per immediate esigenze abitative a seguito di eventi sismici. Qui abbiamo consentito di rinviare il termine per la valutazione degli interventi eseguiti per immediate esigenze abitative. Anche in questo caso abbiamo avuto la necessità di prevedere una disposizione per rimediare ad un'emergenza. Ricordo anche l'intervento che proroga il termine per l'accorpamento delle sezioni distaccate dei tribunali per alcune importanti isole. La legislazione che ha imposto l'accorpamento, ancorché abbia sull'immediato dato conto di un risparmio, sul medio periodo (neanche il lungo periodo) ha evidenziato gravi criticità. Le difficoltà che hanno trovato i cittadini nella risoluzione delle loro controversie hanno un costo sociale assai maggiore del risparmio che si è conseguito con quell'accorpamento; e ben sappiamo quali siano le doglianze della magistratura in ordine a quell'iniziale provvedimento. Noi siamo intervenuti là dove possibile e abbiamo differito il termine per la chiusura di quelle sedi distaccate. Consentitemi, infine, una considerazione sulla proroga del termine per i certificati vaccinali. Permettetemi di sottolineare questo passaggio. Si è voluto trarre da quell'emendamento un sillogismo errato. (Commenti dal Gruppo PD e della senatrice Ronzulli). Vi prego! Il fatto che il MoVimento 5 Stelle e la Lega abbiano votato a favore di questo emendamento non vuol dire che questa maggioranza sia dominata da un pensiero magico o antiscientifico. I vaccini - deve essere detto con chiarezza ed è la scienza che lo dice - sono tecnicamente una vantaggiosa permuta di rischi! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Vuol dire che noi barattiamo il rischio di complicanze determinate da determinate malattie con rischi limitati e vantaggiosi. (Brusio). Sto dicendo, appunto, che i vaccini sono utili all'umanità! Sto dicendo che è grazie ai vaccini che si è eradicato il vaiolo. Noi non lo dimentichiamo. Non ci dovete attribuire una posizione antiscientifica che non ci appartiene! Non sono contro i vaccini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). RONZULLI (FI-BP) . Ma se avete votato a favore! MALPEZZI (PD) . E allora vota contro! GRASSI (M5S) . Spero che vi sia almeno chiaro quello che ho detto. Io sto esprimendo una posizione chiara: non siamo contrari ai vaccini. I vaccini proteggono la salute! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dal Gruppo PD) . Attenzione, però: la proroga di un termine non implica che il MoVimento 5 Stelle abbia posizioni antiscientifiche e non significa anche che non si possa migliorare - uso questo termine: migliorare - i precedenti provvedimenti nel rispetto della salute della popolazione. (Commenti dai Gruppi PD e FI-BP. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . MALPEZZI (PD) . Allora rispettate le date! GRASSI (M5S) . Signor Presidente, ho esaurito la rapida elencazione dei principali provvedimenti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal Gruppo. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, esprimo e dichiaro il mio voto contrario, assieme al senatore Laniece, in dissenso del Gruppo Per le Autonomie. Molte cose non funzionano nel decreto-legge in esame e, nonostante l'indiscutibile sapienza giuridica del senatore Grassi, nemmeno la sua intelligenza è riuscita a confutare in maniera credibile una cosa inaccettabile, incomprensibile e imperdonabile come l'emendamento vaccini, che calpesta i principi fondamentali della nostra Costituzione (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . E la cultura del limite, che è il fondamento del costituzionalismo, che consente ai diritti di libertà di non diventare puro arbitrio. Il riconoscimento delle libertà collettive, patrimonio non solo della persona, ma anche della comunità, fondamentale principio della nostra Carta costituzionale, viene calpestato. Si entra anche così - e non solo ignorando la scienza - nel Medioevo, che non è più prossimo venturo, ma è ben presente in quest'Aula, quest'oggi, con il voto che i senatori di MoVimento 5 Stelle e Lega si apprestano a dare al decreto-legge in esame, che più che milleproroghe, dovrebbe essere definito milleerrori e milleinganni. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). PRESIDENTE . Avverto che il relatore, senatore Borghesi, ha presentato la proposta di coordinamento C1, che si intende illustrata. Ai sensi dell'articolo 103, comma 5, del Regolamento, metto ai voti la proposta di coordinamento C1, presentata dal relatore. È approvata. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Senatori del Gruppo PD espongono cartelli che mostrano il dottor Burioni imbavagliato sotto la scritta e il simbolo delle Brigate rosse). MALPEZZI (PD) . Sentitevi responsabili! FARAONE (PD) . Vergogna! PRESIDENTE. Invito i senatori Questori a far tornare l'ordine in Aula. Appena terminato, possiamo procedere con il prossimo punto all'ordine del giorno. (S enatori del Gruppo PD urlano: «Vergogna! Vergogna!») . Non mi costringete a sospendere la seduta, grazie. Ripristiniamo l'ordine della seduta e andiamo avanti con l'ordine del giorno. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, nella precedente votazione non sono riuscito a votare. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Sull'ordine dei lavori MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, non abbiamo detto niente in precedenza e abbiamo lasciato continuare i lavori, altrimenti l'interpretazione sarebbe stata legata al pessimo contenuto del provvedimento precedente. Sinceramente, oggi, avere la sua presenza, in attesa dell'esame della videoregistrazione annunciata dal presidente Alberti Casellati e del conseguente giudizio, rispetto alle offese che lei avrebbe lanciato da quel banco, rispetto a tutti i colleghi e rispetto all'Assemblea, è una situazione che ci crea un grosso imbarazzo e una grossa difficoltà. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Giarrusso) . Lo dico con tono costruttivo e ragionevole, affinché la Presidenza decida di lavorare in maniera diversa. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, apprezzo che abbia usato il condizionale e sono perfettamente tranquilla su quello che è stato il mio comportamento, che è stato già deferito al Presidente, con l'indicazione di controllare i filmati, che riguardano sia il mio comportamento, sia quello di tutti i membri del Senato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . In attesa del giudizio della Presidenza, io le consiglio, essendo molto sicura del mio atteggiamento in Aula, di lasciar proseguire i lavori. MIRABELLI (PD) . Stai facendo il Presidente del Senato e stai minacciando. PRESIDENTE. Andiamo avanti con l'ordine del giorno. MALPEZZI (PD) . No! PRESIDENTE. Andiamo avanti con l'ordine del giorno. MARCUCCI (PD) . Chiedo di parlare, non andiamo avanti. PRESIDENTE. La ho già fatta intervenire, presidente Marcucci, e le ho risposto. MARCUCCI (PD) . Chiedo nuovamente di intervenire. (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ho già dato la parola al senatore Marcucci e ho risposto. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. (Proteste dal Gruppo PD). Prego, senatore Mallegni. (Vivaci, prolungate proteste dal Gruppo PD). Possiamo far parlare il senatore Mallegni? Sto dando la parola a un altro senatore. MARCUCCI (PD) . Legga il Regolamento. Lei ha detto delle bugie. Lei ha minacciato. MALPEZZI (PD) . Lei ha minacciato. PRESIDENTE. Non ho minacciato nessuno. Prego, senatore Mallegni. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, al di là della scelta che lei presieda, doveva lei astenersi, nell'attesa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Colleghi, non lo dico perché ho qualcosa contro il vice presidente Taverna, tutt'altro, ma nell'interesse del vice presidente Taverna. Prima di andare a presiedere quest'Assemblea facendo finta che non sia accaduto alcunché, visto che per settembre è stato convocato il Consiglio di Presidenza per esaminare questo provvedimento ed essendo in Aula i vice presidenti Calderoli, La Russa e Rossomando, credo fosse il caso di far presiedere l'Assemblea in questo scorcio estivo di legislatura da un altro Vice Presidente. La prego, nel suo interesse, lasci il banco della Presidenza. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Rispetto l'ordine delle richieste di intervento. GIARRUSSO (M5S) . Ma quante volte parla? MALPEZZI (PD) . È il Capogruppo. Hai studiato il Regolamento? PRESIDENTE. Senatore Giarrusso, lasci intervenire il Capogruppo del Partito Democrartico. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, rispetto alla questione, da lei posta anche con tono minaccioso, che verranno guardati tutti i video, osservo che è dall'inizio della legislatura che io chiedo al Consiglio di Presidenza - e lei era presente - che tutti i video e tutti i comportamenti vengano controllati e considerati dalla Presidenza; questo - lo ricorderà - fin dalla vicenda Airola, che è ancora in attesa, è ancora lì. (Applausi dal Gruppo PD) . Allora prendeteli davvero in visione tutti, e non lo dica con tono minaccioso. Lei dovrebbe tener conto anche di un altro tema, cioè che esiste una certa dignità e un certo rispetto verso tutta l'Assemblea e lei, per dignità e rispetto dell'Assemblea, oggi si sarebbe dovuta esimere dal presiedere i nostri lavori, e la invito a farlo oggi! (Commenti del senatore Giarrusso. Proteste dal Gruppo PD). PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, credo che abbiamo conosciuto la senatrice Taverna che, dai banchi dell'opposizione, ha svolto interventi memorabili , che alcuni condividono e altri no. (Commenti dal Gruppo PD. Proteste dal Gruppo M5S) . Abbiamo conosciuto la senatrice Taverna anche in questa legislatura e, quando da senatore è seduta sul banco che le spetta, fa interventi politici che ritengo in quest'Aula abbiano dignità di essere fatti. Tuttavia abbiamo anche conosciuto, ed è una novità in questa legislatura, la vice presidente Taverna che fino ad oggi ha condotto l'Assemblea in maniera magistrale e quindi ha tutto il diritto e il dovere di sedere anche oggi su quel banco. La ringrazio, vice presidente Taverna. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD). TOTARO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOTARO (FdI) . Signor Presidente, credo che sia una discussione surreale, almeno per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il nostro Gruppo, questa che si verifica in continuazione. I Gruppi parlamentari sono assolutamente padroni di fare l'opposizione come meglio credono e di instaurare in Aula il clima che vogliono - ne abbiamo viste di tutti i colori nel corso degli anni, quanto meno io sono mancato per una legislatura da questo ramo del Parlamento - e ovviamente i Gruppi di opposizione, quando fanno l'opposizione, devono essere tutelati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Detto questo, però, francamente vediamo questa polemica che si trascina da alcuni giorni, addirittura con richieste per le quali il Vice Presidente di questa Assemblea si dovrebbe astenere dal presiedere l'Assemblea, quando mi pare - ma io forse vengo da un altro pianeta - che in questi anni abbiamo visto presiedere le Assemblee parlamentari anche da pregiudicati o da persone che avevano dei procedimenti penali fuori da quest'Aula. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az) . Ora - lo voglio dire con la massima tranquillità, senza polemica - si spacca il capello per sapere come il presidente Taverna abbia agito nel ruolo di senatrice, perché poi c'è il ruolo di senatore e c'è quello di chi presiede l'Assemblea. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 15,26) ( Segue TOTARO). Potrei portare molti esempi di personaggi che hanno fatto una durissima opposizione dai banchi dell'opposizione e poi, quando sono stati Vice Presidenti delle Assemblee parlamentari, hanno avuto un ruolo super partes . Ora, francamente, vi dico, dalla mia esperienza parlamentare di questi anni, che mi sembra che il presidente Taverna svolga il suo ruolo in maniera super partes , almeno finora. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az) . Poi, per il futuro, la metteremo alla prova e saremo i primi a criticarla. Questo volevo dire perché si può fare polemica su tutto, ma francamente questa mi sembra una polemica un po' campata in aria. PRESIDENTE . Faccio una doverosa precisazione: sono qui in Aula perché alle 15,30 scadeva il turno del vice presidente Taverna e non per un'altra ragione. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Scusatemi, ma già la volta scorsa ho precisato che avrei fatto tutti gli approfondimenti che fossero utili per capire se quella manifestazione c'è stata o non c'è stata. Questi approfondimenti li stiamo facendo, visionando anche tutti i filmati. In quest'Aula non si fanno sconti a nessuno, quindi io pregherei di avere un attimo di pazienza perché, ove ci fossero stati - e ripeto: ove ci fossero stati - comportamenti disdicevoli, questi saranno sanzionati. Era però inutile oggi ripetere quello che è stato detto la scorsa volta, perché la Presidenza aveva già riferito che avrebbe fatto gli accertamenti. A tempo debito, sarete resi edotti delle risultanze di questo accertamento. Discussione del disegno di legge: Doc 741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 741, già approvato dalla Camera dei deputati. Il presidente della 6 a Commissione permanente, senatore Bagnai, riferisce sui lavori delle Commissioni riunite 6 a e 11 a . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le Commissioni 6 a e 11 a del Senato si sono riunite dal 3 al 6 agosto in sei sedute per oltre ventidue ore complessive. Ritengo utile specificare che due sedute, quella di sabato e di domenica, si sono protratte in orario notturno, proseguendo fino alle prime ore del giorno successivo. Nella giornata del 3 agosto le Commissioni 1 a , 2 a , 7 a , 8 a , 9 a , 10 a , 12 a e 14 a avevano espresso il loro parere. Il termine per la presentazione degli emendamenti, come concordato, su espressa richiesta delle forze di opposizione, era stato fissato per le ore 11 del 4 agosto. Sono stati presentati 716 emendamenti e 55 ordini del giorno. Voglio sottolineare che l'esame degli emendamenti è iniziato dopo l'espressione del parere per i profili finanziari da parte della Commissione bilancio sul testo, così come modificato dalla Camera dei deputati; la stessa Commissione ha espresso parere sui profili finanziari su tutti gli emendamenti nella serata di ieri, 5 agosto. Nel corso delle sedute di sabato e domenica è stato più volte rivendicato, in modo estremamente civile, devo dire, pacato e costruttivo, da parte delle forze di opposizione, il ricorso a quegli strumenti ai quali l'opposizione ha diritto e che il Regolamento consente, anche a fini che sono stati dichiarati ostruzionistici. Tengo a precisare che è stato un comportamento sempre estremamente rispettoso dei lavori della Commissione e che questo è stato riconosciuto in Commissione da tutti e da tutte le forze politiche presenti. È un diritto dell'opposizione agire in tal senso ed è stato comunque un comportamento che ha permesso di andare a fondo nell'analisi del provvedimento. Tuttavia, ricordo anche che nell'ultima Conferenza dei Capigruppo era stato preso un impegno politico all'unanimità per portare il provvedimento in Aula nella giornata di oggi; quindi, dalle contraddizione fattuale fra il comportamento in Commissione e l'impegno preso nella Conferenza dei Capigruppo, a un certo punto la Presidenza è stata costretta ad attenersi al principio generale ad impossibilia nemo tenetur , quindi, alle ore 10,45 di oggi, preso atto della materiale impossibilità di votare il mandato ai relatori di maggioranza e di minoranza, la seduta è stata tolta. Pertanto adesso il provvedimento è all'esame dell'Assemblea senza la formale designazione, senza un formale mandato a un relatore, né di maggioranza, né di minoranza. Questo è lo stato dell'arte, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto riferito dal senatore Bagnai, il disegno di legge n. 741, non essendosi concluso l'esame nelle Commissioni riunite, sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, mi verrebbe da dire: siamo alle solite. Altro giro, altra corsa, altro provvedimento, altro decreto-legge. Ancora una volta un decreto-legge nel quale non riusciamo a intravedere i presupposti e i requisiti richiesti dall'articolo 77 della Costituzione; un decreto-legge che è tutt'altro che in linea con le indicazioni della Corte costituzionale, che ha invitato il legislatore a usufruire di questo strumento per materie omogenee e non per materie disomogenee, come in questo caso, in cui si parla di lavoro, di ludopatia e di semplificazione fiscale. Non c'è urgenza e manca l'omogeneità della materia. Anche il titolo è vago, generico, senza un ambito di intervento. Credo che la pratica di ricorrere ai decreti-legge sia una maniera per delegittimare le prerogative del Parlamento: si presenta un decreto-legge, si ha il vantaggio di rendere immediatamente operativa la norma, che si deve discutere entro sessanta giorni, altrimenti il decreto-legge decade. Si fa un finto approfondimento in uno dei due rami del Parlamento e poi si arriva nell'altro senza che, a seconda dei casi, la Camera o il Senato abbiano la possibilità di interloquire. In buona sostanza, si bloccano l'attività legislativa e la prerogativa del Parlamento. Allora di cosa parla questo decreto-legge ? Vuole offrire interventi urgenti e immediati nel campo del lavoro. Sarebbe troppo facile se, per risolvere il problema occupazionale che affligge soprattutto il Mezzogiorno e i giovani del Mezzogiorno, fosse sufficiente un decreto-legge. Sarebbe troppo facile e ci sarebbe da chiedersi perché, nelle legislature precedenti e con altri Governi, non si sia pensato a emanare un decreto-legge per risolvere il problema dell'occupazione, soprattutto giovanile e soprattutto del Mezzogiorno. Invece voi emanate provvedimenti che rappresentano una strettoia nel mercato del lavoro, tant'è vero che Confindustria, che è la più importante organizzazione datoriale nel nostro Paese, reagisce e si ribella, perché non è creando lacci e lacciuoli al lavoro determinato che favorite il lavoro indeterminato, perché il lavoro indeterminato non si favorisce soltanto con gli incentivi per le assunzioni. Le imprese non assumono, ancorché con gli incentivi, se non c'è produzione e la produzione c'è soltanto se aumentano i consumi e i consumi aumentano soltanto se vi è una detassazione fiscale che consente di far ripartire le spese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Poi intervenite su una norma che potrebbe anche essere condivisibile: quelle aziende che hanno usufruito di aiuti di Stato e che vanno a delocalizzare, cioè portano la loro azienda fuori dai confini nazionali, è giusto che debbano restituire, anche con interessi e con sanzioni, le risorse ricevute. Forse l'avremmo dovuto fare un po' di anni fa, quindici, venti o trenta anni fa, quando ci sono state aziende che hanno diviso con il pubblico le perdite, ma si sono incassate gli utili. Meglio tardi che mai. Il problema è un altro: voi confondete delocalizzazione con internazionalizzazione, andando a mettere bavagli e limitazioni a quelle aziende che si vanno a internazionalizzare, non per scappare dall'Italia, ma per creare maggiori opportunità lavorative nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete fatto confusione e avete ottenuto il risultato opposto: invece di favorire quelle aziende che si internazionalizzano, non per delocalizzare, ma per creare maggiori opportunità nel nostro Paese, voi le punite tutte quante. Poi siete intervenuti a piedi uniti nella materia dei giochi. Per la fretta di legiferare, per dare uno slogan e un manifesto che sarà privo di contenuti, avete omesso di valutare le legittime, corrette e pertinenti osservazioni che sono state fatte dal Servizio studi del Senato, che vi ha indicato che l'articolo 9 di questo decreto-legge è assolutamente in contraddizione con il cosiddetto decreto Balduzzi, che rimane assolutamente in vigore e valido nel nostro Paese. Da un lato, si vieta la pubblicità per i giochi d'azzardo, dall'altro si lascia la libertà di agire prevista dal decreto Balduzzi, che aveva già creato limitazioni, creando una disparità di trattamento tra le persone che voi vorreste favorire, i cosiddetti attinti dal disturbo da gioco d'azzardo, e quelli che invece operano in questo settore, quasi che i primi siano meritevoli di dignità e i secondi invece siano meritevoli di indegnità. La verità è che questo decreto-legge è completamento indegno, dalla prima all'ultima parola, e non fa differenza di sorta nei confronti di alcuno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Nell'intervenire anche nel settore dei giochi, avete dimenticato di coordinarvi con la normativa comunitaria. Mi riferisco alla raccomandazione della Commissione europea del 14 luglio 2014, che non suggerisce l'imposizione di divieti di comunicazione, ma, diversamente da quello che voi avete sostenuto e realizzato, afferma che le comunicazioni commerciali sui servizi di gioco d'azzardo on line possono svolgere un ruolo importante nell'orientare i consumatori verso offerte permesse e controllate. Avete stabilito con una norma manifesto una limitazione, senza dare al Parlamento una relazione, senza aver avviato un'indagine e offerto dei dati. Siete intervenuti a piedi uniti in un settore delicato, aggravando l'imposizione fiscale e favorendo, di fatto, il gioco illegale. (Applausi della senatrice Rizzotti). Quindi, il decreto‑legge in esame non centra alcuno degli obiettivi. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto che l'invito che sto per fare cadrà nel vuoto, ma sento il dovere di farlo ugualmente. Fermatevi, finché siete in tempo. Fermatevi dal legiferare in questo modo schizofrenico e irrazionale. In due mesi non siete stati capaci di presentare in questo Parlamento un disegno di legge, che fosse uno. Avete soltanto adottato decreti-legge. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E mi rivolgo soprattutto a quella parte del Parlamento che contro i decreti‑legge ha fatto in questa sede una battaglia politica e istituzionale e che oggi non utilizza questo strumento, ma ne abusa contro il Parlamento e le sue prerogative. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Fermatevi, siete ancora in tempo. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la senatrice Parente per illustrare la questione pregiudiziale QP2. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, l'uso dello strumento del decreto‑legge ha costretto le Commissioni riunite 6ª e 11ª a esaminare il testo in tempi brevissimi, limitando enormemente la possibilità di approfondire, dibattere e avere una dialettica sana tra maggioranza e opposizione. Signor Presidente della Commissione finanze e tesoro, in queste ultime giornate e nottate siamo stati insieme. Ricordo a tutti noi che il provvedimento è arrivato in Senato venerdì scorso e, su richiesta della minoranza, è stato incardinato quando il testo era completo. Infatti, ci volevano far discutere sul testo trasmesso dalla Camera dei deputati al Senato e neanche su quello del Senato. Pertanto, il provvedimento è stato incardinato venerdì alle ore 14,30 e la scadenza per la presentazione degli emendamenti è stata fissata alle ore 11 di sabato. Un tempo più che ragionevole per eliminare le richieste della minoranza per approfondire un testo che è molto complesso. Ripeto, il testo è molto complesso, in quanto non tratta una sola materia. Stupisce - lo dico senza polemica ai membri di questo ramo del Parlamento - che nonostante le forze politiche di maggioranza abbiano promesso una rinnovata centralità del Parlamento e delle attività delle Commissioni nell'esercizio della funzione legislativa, ci troviamo oggi compressi nell'esame di un decreto‑legge. (Applausi dal Gruppo PD) . Come dicevo, signor Presidente, questi tempi ristretti non hanno consentito una valutazione approfondita delle disposizioni contenute nel provvedimento. A questo proposito - può sembrare una banalità, ma non lo è - non abbiamo avuto neanche la relazione di analisi di impatto della regolazione (AIR), nemmeno nella forma semplificata consentita dal Regolamento. Ebbene, a fronte di un dettato normativo chiarissimo, la mancanza dell'AIR può essere giustificata in determinati casi, anzitutto qualora il provvedimento in esame non impatti significativamente sulla platea dei destinatari (e, quindi, questo decreto-legge è un decreto annuncio). Oppure, considerato che gli effetti socioeconomici del provvedimento saranno tutt'altro che esigui, la mancanza dell'AIR significa che il Governo è stato manifestamente insolvente nel fornire dati adeguati relativi al provvedimento. Analisi che, anche alla luce del notevole ritardo tra l'adozione del decreto-legge e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale , appare abbastanza verosimile. Altro che atteggiamento ostruzionistico delle minoranze: non abbiamo avuto né il tempo né la documentazione necessaria per approfondire il provvedimento, e non c'è stata neanche una normale e sana dialettica tra maggioranza e opposizione, come dovrebbe avvenire in questo bellissimo ramo del Parlamento, e in generale in Parlamento. Ciò che mi ha colpito, signor Presidente, è che a un certo punto nelle Commissioni sono stati ritirati anche gli ordini del giorno della maggioranza: questo vuol dire che si è privato totalmente il Parlamento, non solo l'opposizione, ma anche la stessa maggioranza, della possibilità di dare un indirizzo impegnando il Governo, come sempre avviene. Non ci si può non chiedere, poi, in cosa consistano la necessità e l'urgenza di questo provvedimento, laddove proprio la disciplina più importante, a detta del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, e cioè quella del contratto di lavoro a tempo determinato, viene rinviata nella sua applicazione - con riferimento ai rinnovi e alle proroghe contrattuali - al 31 ottobre 2018. Sul regime transitorio è stato effettuato un pasticcio di dimensioni colossali. Abbiamo cercato come opposizione di intervenire con il Governo e con la maggioranza almeno per sanare questa parte del decreto-legge, e mi fa piacere che il Presidente abbia riconosciuto il nostro atteggiamento civile, io direi di proposta di contenuto. Il decreto-legge, inoltre, ha un titolo altisonante - questo mi sta particolarmente a cuore, l'ho già detto in Assemblea in occasione di un'altra discussione - che richiama la dignità dei lavoratori e delle imprese. Si tratta molto più prosaicamente di misure su: disciplina del contratto a tempo determinato, somministrazione, indennità di licenziamento, delocalizzazione, ludopatia e semplificazione fiscale. Un provvedimento complesso. Perché dico che non va bene il titolo di questo decreto-legge? Perché il Parlamento, come sappiamo bene, esamina e approva provvedimenti diretti a realizzare quella pari dignità sociale che la Repubblica deve garantire a cittadini e cittadine come recita il bellissimo articolo 3 della nostra Costituzione. Quindi, non è prerogativa di nessuno chiamare un decreto-legge "dignità", tantomeno del Governo che, finché la Costituzione italiana è questa, ha potere esecutivo, quindi non è titolare in prima persona del potere legislativo che spetta al Parlamento. Vengo a due questioni di merito del decreto-legge, la prima delle quali riguarda il lavoro in somministrazione. Ricordiamo che, con la sentenza dell'11 aprile 2013, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato non è applicabile al lavoro in somministrazione, alla luce del fatto che la normativa europea sul contratto a termine separa espressamente questa tipologia contrattuale rispetto a quella del lavoro somministrato. Altra confusione giuridica nel provvedimento: lo abbiamo sottolineato in tantissimi interventi, fino a stamattina nella Commissione, chiedendo al Governo di sanare questo quadro giuridico ambiguo, non rispondente alla giurisprudenza europea. Mi preme sottolineare un altro aspetto: l'innalzamento dell'indennità di licenziamento ingiustificato di due mensilità ulteriori, come prevede il decreto-legge, ogni anno, rispetto a quanto previsto dal decreto legislativo n. 23 del 2015, solleva forti dubbi di costituzionalità, soprattutto in riferimento al innalzamento della soglia delle ventiquattro mensilità, a nostro avviso per violazione dell'articolo 3, comma 1, della Costituzione nella misura in cui introduce un'irragionevole differenziazione tra lavoratrici e lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015. Sappiamo tutti che l'orientamento della giurisprudenza ha più volte ribadito che sono possibili disparità e differenziazioni di trattamento solo nel caso in cui siano giustificati e, comunque, ragionevoli, per esempio, per aumentare l'occupazione, cosa che non avviene in questo decreto-legge. Infatti, a parità del medesimo licenziamento ingiustificato per fatto sussistente che non sia di gravità tale da giustificare il licenziamento e a parità di anzianità, ora avremo che un lavoratore o una lavoratrice, assunti prima del 7 marzo 2015, percepiranno un'indennità inferiore al medesimo dipendente assunto successivamente. Per noi è una violazione del dettato costituzionale. C'è poi tutta la questione dei contratti di lavoro stipulati con docenti in possesso di diploma magistrale. Anche qui si fa un pasticcio nel provvedimento. L'intervento che concede al MIUR centoventi giorni di tempo per dare esecuzioni a ogni provvedimento giurisprudenziale che comporti la decadenza di contratti di lavoro stipulati appunto con docenti in possesso di diploma magistrale conseguito nell'anno scolastico 2001-2002, inseriti con riserva nelle graduatorie a esaurimento, rappresenta una misura che si limita a rinviare l'adozione di una soluzione strutturale del problema facendo ricadere sugli alunni, sulle famiglie e sull'ordinato svolgimento del percorso formativo gli effetti dell'eventuale incertezza occupazionale di queste insegnanti. Inoltre, l'abolizione della norma sui trentasei mesi, senza una data certa dei concorsi, rischia di provocare non solo nuove sanzioni per l'Italia, ma l'apertura di una nuova stagione del precariato. Concludo perché il testo della questione pregiudiziale è già stato consegnato alla Presidenza. Le misure in materia di delocalizzazione risultano essere assolutamente contrarie alla data di conclusione dell'investimento agevolato e risultano contrarie al processo di attrazione degli investimenti, che l'Italia e le aziende italiane devono fare. Prefigurano, inoltre, anche in questo caso, un aumento fortissimo di contenziosi - sono norme di dubbia applicabilità - e sono, infine, contrarie al processo di internazionalizzazione delle nostre imprese, che non ha riscontro in nessuna altra realtà. PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, sulle questioni pregiudiziali presentate si svolgerà un'unica discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. PATRIARCA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, ancora una volta ci preme ribadire quanto ha già dichiarato la collega Parente. Ci pare improprio l'utilizzo fatto, ancora una volta, della decretazione d'urgenza, che, tra l'altro, recita: «disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese». A noi pare - se ne è parlato anche in sede di dibattito nelle Commissioni riunite 6 a e 11 a e lo ha ricordato la collega Parente - che questa urgenza abbia prodotto un testo assai fragile e di scarsissima qualità. Mi si consenta anche di dire che si tratta di un testo incompetente. Nonostante il passaggio alla Camera, questo testo che abbiamo discusso e sul quale ci siamo confrontati nelle Commissioni riunite evidenziava, passo dopo passo, la mancanza anche di rigore normativo. A volte, anche i riferimenti non erano corretti. Signor Presidente, tra l'altro, questo testo nasconde anche un altro elemento politico interessante. Questa maggioranza, durante la campagna elettorale, aveva dichiarato in maniera chiara e forte la sua posizione contraria alla riforma sul lavoro del Governo Renzi e alla riforma Fornero. Aveva dichiarato che avrebbe smontato tutto e, in realtà, cos'è accaduto nel cosiddetto decreto dignità o, come mi piace chiamarlo, nel decreto "indignità"? Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 15,56) ( Segue PATRIARCA). È successo che questa maggioranza, nascondendolo e senza citar la fonte, ha utilizzato alcune norme del Governo Gentiloni Silveri in maniera errata. Ha usato malamente quanto di buono il Governo precedente aveva cercato di costruire. Forse sarebbe stato meglio e sarebbe stato giusto dire con estrema chiarezza: «Ripartiamo dal jobs act ; ripartiamo dalla riforma del lavoro approvata nella precedente legislatura. Lavoriamo su questo». Che cos'è accaduto in realtà nel decreto "indignità"? Sostanzialmente si colpisce il lavoro a tempo determinato, sbagliando ancora una volta obiettivo, credendo che, colpendo il lavoro a tempo determinato, appesantendolo di norme e facendolo costare anche di più alle imprese, si promuova automaticamente il passaggio ovvio e scontato, quasi naturale, al tempo indeterminato. Sappiamo - lo sanno gli esperti che lavorano nel mondo del lavoro - che questo non accade. È un decreto-legge scritto malamente, che a nostro parere non ha compreso qual è oggi la realtà del mondo del lavoro e che queste norme creano problemi, creano disoccupazione. Avremo una nuova stagione, una nuova fase di esodati, gli esodati prodotti dal decreto "indignità". È un decreto-legge che ha dimenticato - e noi lo abbiamo ribadito nel dibattito presso le Commissioni riunite 6ª e 11ª - quali sono le sacche di precarietà, quelle vere, che noi abbiamo proposto e riproposto in Commissione. Abbiamo ribadito quali sono i punti che a tutt'oggi nel mercato del lavoro creano precarietà. Abbiamo allora proposto il tema delle cooperative spurie, il tema delle false partite IVA, il tema del part-time edei riders , che non può essere risolto con un semplice post su Instagram di Di Maio insieme ai giovani. Abbiamo dunque indicato una soluzione concreta per il problema dei riders. Ecco, tutto questo non è presente nel testo che andremo a votare. Inoltre, signor Presidente, il testo non parla per esempio dei giovani, ne parla vagamente: è un testo che non tocca il tema dei giovani. È un testo che crea distrazione di massa, perché fa dimenticare che questo Paese in autunno probabilmente vedrà una contrazione del prodotto interno lordo: probabilmente avremo un Paese che avrà difficoltà a continuare quella ripresa che in questi anni abbiamo cercato di coltivare. Questo decreto-legge creerà problemi di disoccupazione. Per questo motivo, Presidente, continueremo a chiamare questo provvedimento decreto disoccupazione e, mi si consenta, decreto "indignità". (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5 del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata, con diverse motivazioni, dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1) e dal senatore Marcucci e da altri senatori (QP2). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . MATRISCIANO (M5S) . Signor Presidente, il mio sarà un intervento breve, finalizzato a portare all'attenzione dell'Aula il cuore e lo spirito del decreto dignità. Il testo del provvedimento, come licenziato dall'altro ramo del Parlamento, è stato potenziato nei suoi capitoli, conservandone ratio e spirito. La dignità è e rimane il cuore di questo intervento normativo. Signor Presidente, vorrei sottolineare il coraggio di questa maggioranza per aver voluto trattare in Parlamento, come prima misura, un intervento pensato per chi in questi anni ha sofferto di più la devastante crisi, prima finanziaria e poi economica e sociale, che ha colpito i cittadini e i lavoratori italiani. Questo provvedimento è il primo passo per invertire la rotta. Le politiche ultraliberiste portate avanti negli ultimi anni hanno impoverito il lavoro, al punto da renderlo instabile e precario. Non a caso, la norma in discussione oggi pone innanzitutto un argine all'uso distorto dei contratti di lavoro a tempo determinato da parte delle imprese. Un primo dato che vorrei rilevare è quello secondo cui nell'ultimo anno oltre il 90 per cento dei nuovi contratti in Italia è a termine; una forma di precarietà inaccettabile, a cui è necessario porre rimedio non solo per restituire stabilità e fiducia ai lavoratori, ma anche per agire direttamente sulla vita economica del Paese, in quanto un alto livello di precarietà non può che incidere negativamente sulla propensione ai consumi. Allo stesso modo, il provvedimento ha lo scopo di aiutare i giovani. Nel Paese in cui la disoccupazione giovanile supera il 30 per cento è inconcepibile non attribuire la massima priorità a questa emergenza. Nel decreto-legge che andiamo a discutere e a convertire in legge è stato inserito un intervento mirato per affrontare concretamente il problema, incentivando le imprese ad assumere con contratti di lavoro stabile subordinato a tempo indeterminato chi ha meno di trentacinque anni. Rispondiamo a chi dice che il decreto dignità va contro le imprese che gli imprenditori corretti, che sono tanti, non saranno danneggiati, ma sicuramente avranno linee guida molto più chiare nella stipula dei contratti a termine. Ricordo lo sgravio del 50 per cento sui contributi previdenziali per trentasei mesi per l'assunzione di giovani, che garantirà 62.400 posti a tempo indeterminato tra il 2019 e il 2020, e la restituzione dell'intero contributo addizionale in caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, quindi l'1,4 per cento più lo 0,5 per cento. Ricordiamo che il limite delle proroghe non si applica alle start up innovative per i primi quattro anni dalla loro costituzione. Ci è stato chiesto perché ci siamo incaponiti contro il contratto a termine; rispondiamo che il nostro non è un accanimento contro il contratto di lavoro a tempo determinato o contro la somministrazione di lavoro a termine, ma una volontà di tutelare tutti quei lavoratori che in questi anni sono stati mortificati dall'abuso di queste tipologie contrattuali, che sono stati privati della possibilità di programmare più a lungo termine la propria vita, perché lasciati nell'incertezza di un posto di lavoro instabile. Ventiquattro mesi, di cui i primi dodici senza causale, sono un tempo più che congruo per poter anche effettuare la valutazione di una risorsa, nel caso in cui nel frattempo le condizioni aziendali prevedessero l'apertura di nuove posizioni a tempo indeterminato. Questo è un primo passo per restituire qualità e dignità al lavoro e garantire sicurezza e protezione a tutti i cittadini. È un primo tassello, ma è un tassello importante, anche perché, come rilevato da un recente sondaggio, è sostenuto dal parere favorevole del 73 per cento degli italiani. Concludendo, ci accingiamo ad approvare una legge che vuole sconfiggere le paure degli italiani e ridare loro dignità. Vogliamo cancellare lo spettro della precarietà, il timore di non avere più soldi, la complessità della burocrazia di Stato, la paura di non avere più lavoro, l'ansia di non poter scegliere un futuro. Abbiamo iniziato un cambiamento vero e reale, che non è più rinviabile. La direzione intrapresa è quella giusta e procediamo con determinazione per assicurare a tutti la garanzia e la tutela della dignità del lavoro. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Carbone. Ne ha facoltà. CARBONE (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, intraprendere una battaglia ideologica contro il lavoro dipendente a tempo determinato va non solo contro la logica di un mercato del lavoro dove domanda e offerta si stanno bilanciando, ma anche contro una realtà che si scontra con i numeri. I numeri dicono che in Italia non esiste un'emergenza grave del lavoro a termine; anzi, è cresciuto, in contemporanea con la ripresa dell'economia, in modo fisiologico e in parallelo a quello a tempo indeterminato. Il primo provvedimento legislativo del nuovo Governo è più un manifesto elettorale che una riforma in grado di incidere sulla vita delle imprese e dei lavoratori, tanto che il suo obiettivo principale sembra quello di dare soddisfazione agli elettori del MoVimento 5 Stelle, ai quali si era promessa una guerra a tutto campo contro il precariato. Il decreto dignità blocca i meccanismi virtuosi del mercato perché è basato sul principio di ridurre la durata dei contratti a termine, mediante divieti ai loro rinnovi, aumenti dei contributi sociali e l'inserimento di clausole "causali" per giustificare i rinnovi che si prestano a contenziosi costosi e rischiosi per le imprese. Agli esponenti della maggioranza dico: non sarebbe stato più dignitoso ammettere che non esistono ricette magiche per migliorare la vita degli italiani? Non sarebbe stato più onesto dire agli italiani che la situazione dei conti pubblici è molto delicata e non consente interventi dissennati? Siamo stufi di sentirvi giocare con le parole per trasformare la realtà; ma siamo anche stufi di ascoltare le vostre continue delegittimazioni rivolte a questa Assemblea e a tutti i suoi rappresentanti. Quest'Aula non è una piazza per i vostri comizi. Il disprezzo che continuate a gettare sugli istituti rappresentanti la democrazia è inquietante. Questo tipo di politica, che avete ridotto ormai a sceneggiata, può dare qualche soddisfazione momentanea, ma a lungo andare non farà che peggiorare la situazione. Questo decreto-legge sarà un autogol pazzesco, ma questa volta da ridere ci sarà ben poco, perché questo provvedimento segna uno spartiacque nella vita del Parlamento. Sarà la prima volta che le Camere approveranno un provvedimento di espulsione dal mercato di lavoro di migliaia di persone che provocherà la scomparsa di ottomila posti l'anno per i prossimi dieci anni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il ministro Di Maio ha deciso che per combattere le disuguaglianze la mossa più sicura è cancellare per decreto-legge i diseguali. Come tutte le ideologie utopiche, a partire dal marxismo, il grillismo non ha un programma che aderisce alle richieste dei cittadini, ma si prefigge di mutare i cittadini per farli aderire alla propria ideologia. Ed in questo caso quella ideologia, vecchia nemica del lavoro, è sorella dell'inesperienza. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non avendo idee originali, avete rispolverato ricette vecchie, fallite in tutto il mondo. Sembra incredibile, ma Di Maio ripropone nel 2018 soluzioni veterocomuniste, già sconfitte nel Novecento e alle quali non credono più nemmeno i sindacati seri. (Applausi della senatrice Lonardo) . Avremo dunque più disoccupati e più sfruttati. Non è certo quello che vogliono i giovani del Sud senza lavoro, ma non è neppure quello che si aspettavano le piccole e medie imprese del Nord che hanno dato fiducia al programma del centro destra. Solo pochi mesi fa ai giovani del Mezzogiorno avete estorto il voto facendo credere che potevano stare tranquillamente seduti sul divano ad aspettare con il telefonino in mano l'accredito del bonifico del reddito di cittadinanza. Il reddito si produce lavorando. Se il lavoro non c'è, il compito del Governo è porre le basi per crearlo e non - come fate con questo decreto-legge - impedire alle imprese di assumere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo provvedimento avrà un impatto devastante soprattutto al Sud, che pagherà un prezzo altissimo in termini di posti di lavoro e di sviluppo. MoVimento 5 Stelle e Lega sembrano avere altre priorità, ma del resto il primo contratto di Governo non conteneva nemmeno un accenno ai problemi del Sud. Quindi, non possiamo proprio meravigliarci. Noi di Forza Italia abbiamo presentato molte proposte, come quella di introdurre agevolazioni per chi al Sud assume disoccupati. Proposte che non sono state approvate, ma che continueremo a riproporre, difendendo il diritto di chi nasce e cresce al Sud affinché possa avere gli stessi diritti di chi nasce in altre aree del Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Puglia. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, questo è un testo fortemente condiviso, al punto da rendere sensibile e rapido l' iter parlamentare in queste Camere. Un impegno mantenuto, un'azione diretta sulla vita e sulla quotidianità di tanti italiani. Io sono stato fiero di lavorare con un gruppo di persone che non hanno badato a orari e li ringrazio. Ringrazio ciascuno per rendermi fiero di far parte di un bellissimo gruppo di cittadini che tenta di venire qua in Parlamento a portare l'urlo di dolore di tanti Italiani. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo FI-BP). È finalmente una trasformazione codicistica e normativa della volontà di tanti italiani. Signor Presidente, qui si è cominciato ad introdurre in Italia alcune norme per regolare fattispecie presenti nella legislazione lavoristica e che da anni stanno rendendo precario il lavoro. Cosa vuol dire, in realtà, rendere precario il lavoro? Non si tratta soltanto una parola aleatoria, ma vuol dire spezzare le ali ai giovani, che vogliono guardare all'Italia come una Nazione in cui rimanere a vivere. Voglio dire allora a questi giovani: attendete giusto un altro po' e verrete di nuovo in Italia, perché ci sarà futuro. Elimineremo il precariato, faremo in modo che, quando andrete a chiedere un mutuo, finalmente ve lo concederanno e potrete costruirvi un futuro. Fate una famiglia, venite qua, fate figli, perché anche il nostro sistema previdenziale ne ha bisogno! Combattere il precariato vuol dire modificare lo status quo della vita di tante persone e, accanto a questo, che magari potrebbe sembrare, come dice qualcuno, qualcosa di sinistra, subito vi dico che abbiamo anche introdotto agevolazioni ulteriori, affinché i datori di lavoro, assumendo persone a tempo indeterminato o trasformando i lavori precari in lavori stabili, abbiano un beneficio, in termini di sconti sui contributi da versare all'INPS. Questa è dunque una politica di destra, ma destra e sinistra non esistono più, quando esistono le idee, che da fuori entrano forti in Parlamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . C'è poi un'altra fattispecie che abbiamo voluto ri-regolare, ovvero la somministrazione del lavoro. Qualcuno può anche definirla una vendita del lavoro, ma chiamiamola con il nome tecnico di somministrazione. In questo caso abbiamo introdotto dei meccanismi per evitare la cosiddetta somministrazione fraudolenta, facendo in modo che tale fattispecie non venga utilizzata da tanti datori di lavoro, che ordinariamente svolgono un dato lavoro e che, anziché assumere e dare speranza, facendo in modo che il giovane possa guardare al futuro in maniera tranquilla e stabile, utilizzano invece questa tipologia per i lavori ordinari. Basta! Anche questo diventa precariato. Ci sono anche altre misure nel provvedimento: ad esempio abbiamo aumentato il risarcimento del danno in caso di licenziamento ingiustificato. Qualcuno potrebbe dire che siamo di sinistra. Quando invece andiamo a dire che renderemo più semplice la gestione della fatturazione, qualcuno potrebbe dire che siamo di destra. Lo dico ancora una volta: siamo dei semplici cittadini, che vogliono rendere semplice la vita anche degli imprenditori, perché l'imprenditore deve fare l'imprenditore e non il produttore di carte, perché all'imprenditore dobbiamo consentire di fare impresa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Signor Presidente, pur essendo presenti anche altri temi, concludo su un punto importantissimo: stiamo evitando che lo Stato italiano si faccia complice di un problema sociale gravissimo. Stop alla pubblicità al gioco d'azzardo. (Applausi dal Gruppo M5S) ! Non possiamo consentire che i nostri figli, in maniera indiretta, ricevano dei messaggi pubblicitari, che fanno vedere loro l'azzardo come un giochino. L'azzardo distrugge le famiglie. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'azzardo sta distruggendo le persone! Stop al gioco d'azzardo; anzi, stop all'azzardo patologico. No Slot ! (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio i colleghi che sono rimasti in Aula, spero con idonea attenzione, per rimediare ai buchi e ai vuoti d'esame istruttorio che purtroppo abbiamo dovuto misurare nel difficile lavoro all'interno delle Commissioni riunite sul decreto-legge dignità. Abbiamo esaminato sia il profilo giuslavoristico, di cui dirà con bravura e coinvolgimento il collega Laus, sia quello riguardante le questioni dell'attrazione degli investimenti, che viene messa in seria difficoltà dal punto di vista della vitalità imprenditoriale e della capacità di aumentare la presenza di imprese dalla dimensione internazionale, in Italia e nei nostri territori. Allo stesso modo abbiamo esaminato e messo in evidenza i limiti della misura normativa riferita, per esempio, alla vita delle società sportive dilettantistiche e poi anche a ciò che viene definito come la complessa manovra della semplificazione fiscale, non tralasciando quanto è stato scritto nel decreto-legge sulla limitazione all'utilizzo, alla distribuzione e diffusione dei giochi a ricaduta danarosa. Qual è il giudizio che diamo su questo complesso decreto-legge in discussione? Si tratta, peraltro, di un testo complesso e compresso, poiché ne è stata limitata la durata temporale dell'istruttoria. Ho anche riconosciuto in Commissione che il testo ha dentro di sé, "in pancia", il 30 per cento delle promesse del contratto di Governo e già questo avrebbe dovuto consentire un esame onesto e genuino, che permettesse il confronto dialogico ad opera anche di tutte le opposizioni; confronto rispetto al quale abbiamo provato a rimediare presentando 708 emendamenti, con la volontà però di renderli fruttuosi rispetto al merito e al contenuto dell'originario decreto-legge. Non è stato possibile, perché avete compresso e ucciso i tempi dell'istruttoria. Quali sono i giudizi di condanna che esprimiamo per quanto riguarda la misura che, dal vostro punto di vista, dovrebbe conservare l'industrialità nazionale rispetto al rischio di un suo allontanamento? Voi dite che attiverete sanzioni per quelle imprese beneficiate che poi se ne vanno in un lasso di tempo di cinque anni dal beneficio. Intanto avete omesso di ricordare, di sapere e di stimare che dal dicembre 2013 c'è una norma di garanzia su questo fronte (e non si tratta di una disposizione emotiva, neroniana, che allunga, allarga e ingrandisce), inoltre non è stato posto il tema della concretezza e della capacità delle norme di entrare nell'ordinamento. Si possono, infatti, approvare delibere in Assemblea legislativa, ma se poi queste non hanno la capacità di entrare nell'ordinamento, di diventare norma, sono degli ululati, non dei provvedimenti che aiutano l'economia, la comunità e la società. Dal dicembre 2013 c'è una norma che favorisce, coltiva, fa in modo che chi è venuto qui ad investire ricevendo benefici, entro tre anni non possa allontanarsi, dimenticando l'impegno contrattuale assunto con l'ordinamento nazionale. In aggiunta, oltre all'aumento degli anni, voi prevedete anche la sanzione pecuniaria, che arriva addirittura al doppio e al quadruplo della cifra economica ricevuta, non ponendovi il tema di come attivare, il ricevimento della sanzione; per di più, addirittura delegate agli uffici periferici del Ministero dello sviluppo economico (MISE) un combattimento da contenzioso giudiziario che mai e poi mai si può immaginare essere ogni volta vittorioso per la mano pubblica. Non avete previsto un euro per il contenzioso, perché non potete immaginare che l'impresa beneficiata e beneficiaria si faccia colpire dalla sanzione senza reagire. Quello che diciamo è che questa misura raccoglie un'esigenza, ma la risposta non è all'altezza: è emotiva, è da manifesto, è comiziante, non è una risposta dell'ordinamento. Dall'altra parte, questa misura normativa riguardante il rischio deindustrializzazione allontana e spaventa le imprese operanti nella dimensione internazionale. Per non parlare di quello che è stato fatto contro l'associazionismo dilettantistico sportivo, una norma generale fatta venti mesi fa, che aiuta le decine di migliaia di realtà associazionistiche sportive che vengono messe alla berlina: con un colpo solo si colpisce alla schiena questa straordinaria realtà della comunità nazionale togliendo le facilitazioni fiscali, le facilitazioni giuslavoristiche, le facilitazioni nell'utilizzo dell'impiantistica sportiva comunale e scolastica e addirittura si costituisce un fondo nelle mani della realtà di Palazzo Chigi che, senza regole e procedure, decide fiduciariamente a chi, cosa e quando dare. Non mi pare che questo sia rispettoso della liberaldemocrazia e neanche della cultura che nella sensibilità intrinseca a qualche realtà politica al vostro interno troverebbe anche terreno fertile. Riflettiamoci, allora, e usiamo il tempo dell'istruttoria parlamentare per fare in modo che non ci sia estetica e formalità, ma che sia un lavoro sincero quello che si fa nelle Commissioni. Sono contento che sia presente qui a presiedere il presidente Calderoli, perché nell'esercizio della sua funzione è custode del diritto della dialettica parlamentare, che non è un'attività ginnica, è un'attività che dà luogo al miglioramento della norma, purché ci sia onestà intellettuale e non una sorta di frettolosità, soltanto per far vedere che al comizio ha fatto seguito inchiostro su carta e per dire che è arrivata la norma (che poi non ce la fa a migliorare la realtà). (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mangialavori. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, unico membro del Governo, onorevoli colleghi, prima di tutto ci tengo a fare un passaggio su quanto detto dal senatore del MoVimento 5 Stelle Puglia, abituato agli slogan (anche se io mi auguravo che gli slogan fossero su temi reali), il quale ha annunciato e gridato che questo Governo pone uno «stop al gioco d'azzardo». No, questo Governo non ha posto nessuno stop al gioco d'azzardo: ne ha vietato semplicemente la sponsorizzazione da parte di società che gestiscono giochi d'azzardo. Se aveste voluto eliminare il gioco d'azzardo, avreste fatto un altro provvedimento. Venendo a un altro tema, avete detto di essere i portatori dell'urlo di dolore dei tanti giovani che ci sono in Italia. Ebbene, se questo decreto-legge entrerà in vigore, penso che più che essere i portatori dell'urlo sarete gli amplificatori dell'urlo dei tanti giovani italiani. Signor Presidente, c'è un equivoco di fondo nel decreto -legge in discussione: pur inquadrando tematiche opportune e sentite nel Paese, le affronta con strumenti così profondamente dannosi da ottenere risultati opposti a quelli sperati. Cercherò - naturalmente secondo le mie idee - di riportare alcune incongruenze che ho notato in questo decreto-legge. Innanzitutto, va detto che il provvedimento in esame interviene sul tema del lavoro a tempo determinato, che non registra un abuso rispetto al tempo indeterminato. Il tempo determinato, infatti, rappresenta in Italia soltanto il 15 per cento delle tipologie contrattuali. Il dato, insomma, testimonia che in Italia vi è, dopo la Germania, il più alto tasso di dipendenti assunti a tempo indeterminato. Con la riduzione dei contratti a termine, invece, è ipotizzabile un solo effetto e cioè quello di una riduzione dell'occupazione. L'aumento significativo dell'indennità per i licenziamenti illegittimi avrà quale suo effetto, da un lato, quello di scoraggiare le imprese ad assumere a tempo indeterminato e, dall'altro, quello di incentivare i contenziosi. Quest'ultimo mi sembra un dato assolutamente negativo. Il Governo in carica, molto probabilmente, ha compreso i limiti della sua azione e ha cercato di porvi qualche rimedio, come prolungamento del sistema di incentivo per le stabilizzazioni dei giovani, che, per la verità, era già stato introdotto dal precedente Governo; sì, aumentandolo e allargandolo fino ai lavoratori di trentacinque anni di età, però uno dei limiti di tale decisione, che contrasta con l'obiettivo del famigerato reddito di cittadinanza, è l'esclusione del beneficio per l'assunzione di lavoratori che hanno avuto precedenti occupazioni. In tal modo, risultano penalizzati i lavoratori che, per motivi di una crisi economica, per esempio, abbiano perso il posto di lavoro e siano privi di occupazione. Queste persone, se volessero essere assunte, non avrebbero diritto ad alcun incentivo. Evito di parlare dei voucher perché ne parleranno i miei colleghi. Parleremo delle delocalizzazioni, che, a nostro avviso, avvengono secondo modalità assolutamente discutibili. Non c'è dubbio che sia condivisibile punire azioni puramente speculative, ma mi sarei aspettato dal Governo in carica non che punisse chi delocalizza, ma che andasse a vedere quali sono le cause che portano tanti imprenditori a delocalizzare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Di conseguenza, mi aspettavo che questo Governo fosse intervenuto per far sì che questa Nazione potesse diventare nuovamente un Paese attrattivo dal punto di vista economico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Da questo punto di vista, invece, assolutamente nulla. In più questa norma mi sembra assolutamente demagogica. Essa punisce esclusivamente le aziende che delocalizzano al di fuori dei Paesi dell'Unione europea, che rappresentano percentualmente il 10 per cento del totale. Ciò significa, quindi, che si potrà continuare a delocalizzare in Polonia, in Romania, in Ungheria, in Slovenia, eccetera. (Richiami del Presidente). Infine due parole su spesometro e reddito di cittadinanza. PRESIDENTE. Deve concludere, senatore. MANGIALAVORI (FI-BP) . Concludo, signor Presidente. In politica l'elemento dell'improvvisazione può anche offrire qualche momento di popolarità o posizione di rendita, ma non porta mai benefici a chi è governato. Per dare dignità al Paese io ritengo che occorra cambiare passo. Devo dare ragione a chi di voi ha definito questo come un Governo che rompe con il passato: in effetti, questo Paese aveva una tradizione di giuslavoristi di primo livello, ma da questo punto di vista può affermarsi veramente che questo Governo rompe con la tradizione italiana. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatori, signori del Governo, ancora una volta, sul provvedimento in esame, non vediamo alcuna discontinuità rispetto al Governo precedente, a partire dal titolo dello stesso, molto evocativo, ma, a mio giudizio, obliquo. In particolare, noi esprimiamo un giudizio negativo per quanto riguarda la questione della scuola. La legge n. 107 del 2015, la cosiddetta buona scuola, ha creato un girone dantesco di migliaia di precari della scuola. Abbiamo assistito a una campagna elettorale nella quale, alle diverse tipologie di insegnanti che venivano coinvolte, è stato promesso di tutto e di più; campagne elettorali con tanto di hashtag , alle quali segue solo questa norma, che fa soltanto prolungare la loro agonia e mortificare la loro dignità di educatori. Noi di Fratelli d'Italia ci iscriviamo a quella tradizione politica della destra che ritiene che le promesse vadano sempre mantenute e che i limiti e le possibilità che ha il Governo vadano assolutamente verificati prima. Caro Governo, era allora il momento per dare un vero segnale di cambiamento, ma come ieri la buona scuola si è trasformata nella "buona sola", oggi il decreto dignità si trasforma nel "decreto viltà". Noi porteremo avanti gli emendamenti che abbiamo già presentato alla Camera dei deputati. Riteniamo che, pur se la cosa è avvenuta nella confusione, l'emendamento De Petris vada sostenuto e mantenuto per dare una risposta di giustizia e dignità vera ai nostri insegnanti. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in sede di conversione del decreto-legge al nostro esame non ci può esimere da un giudizio complessivo e di visione generale sul tema stesso del lavoro, se non anche della interpretazione della funzione sociale dell'impresa e del capitale, nel quadro della pur difficile ricerca di un equilibrio, necessario, fra gli interessi in gioco. A questo Governo va dato atto il merito di aver voluto muovere i primi passi della sua esperienza proprio sui grandi temi della sicurezza e del lavoro, dando quindi prova di avere autenticamente a cuore due questioni esiziali per la prosperità degli italiani. In questo decreto-legge, seppur complesso ed eterogeneo, è scorgibile un filo conduttore che disegna una architettura nuova del diritto e dei diritti: libero dal peso degli interessi di lobby e gruppi di pressione, il Governo si proietta verso una legislazione che sappia avere riferimenti etici, che conosca e riconosca la necessità di interventi volti ad attuare, concretamente, un'aspettativa diffusa nel Paese di giustizia e di equità. Il confronto parlamentare e il raffronto con tanti, troppi anni di inadeguate politiche precedenti, dà modo a noi e alla pubblica opinione di percepire, fin da subito, quante differenze valoriali e interpretative della sovranità nazionale, dell'ordinamento e della stessa civiltà del lavoro sussistono fra questa maggioranza e quelle che l'hanno preceduta, che poi sono il fondamento stesso della cifra del cambiamento che vogliamo dare all'Italia. In questa sede cercheremo, con sforzo di sintesi, di tratteggiare solo alcuni passaggi, fra i più salienti, del decreto-legge che ci apprestiamo a convertire e che hanno determinato il nostro assoluto convincimento. È recente, onorevoli colleghi, uno studio dell'università di Oxford, secondo il quale, oggi, negli Stati Uniti, i progressi della robotica, della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale comportano un rischio per il 47 per cento dei posti di lavoro nella grande impresa. Occorre prendere atto che nell'industria si licenzia perché di lavoro umano c'è sempre meno bisogno, quindi viene messo ai margini del processo produttivo, a meno che esso non costi una miseria, sia privo di garanzie e di tutele, non obblighi a rapporti lunghi e regolamentati, meno che mai sindacalizzati. Ecco perché si delocalizza nei Paesi in via di sviluppo o, tristemente peggio, si riempie l'Italia di forza lavoro proveniente da quelle realtà, per smantellare la nostra cultura del diritto del lavoro e vanificare conquiste sociali che invece sono veri e propri pilastri giuridici e morali della legislazione italiana. Le solite risposte non bastano più se non si capisce che occorre riscrivere completamente una mappatura sistemica del mercato del lavoro, nella costruzione di una nuova alleanza sociale che veda il capitale produttivo e la forza lavoro alleati contro i potentati delle economie finanziarie globali e globaliste, contro il capitalismo transnazionale e per ciò stesso antinazionale, contro il neoschiavismo dell'iperliberismo finanziario. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Una alleanza sociale, dicevo. Certo, all'imprenditore farà sicuramente sempre piacere godere di benefici e di esenzioni e, certo, al disoccupato farà sempre sempre comodo una certa duttilità di ingresso nel mercato del lavoro, ma ciò che conta veramente è quella visione politica che poi trasforma in concretezza il rapporto e lo eleva in dato macroeconomico; ciò a favore delle maestranze che potranno godere di stabilità e dignità, e anche a favore della impresa, tenuto conto che quando il monte salari è troppo basso, la produzione non può che restare invenduta. Nella nostra epoca, e già da molto tempo, il vero problema non è l'offerta di beni e servizi in quanto tale (perché possiamo produrre mille volte i beni di cui abbiamo bisogno), bensì il consumo. Per aumentare l'occupazione e renderla stabile e tutelata occorre una politica che sappia muovere le leve della domanda interna. I Governi che si sono succeduti negli ultimi sette anni hanno deliberatamente praticato un'austerità che ha compresso la domanda interna. Ciò ha tolto il mercato alla piccola e media impresa, fosse essa commerciale, industriale o artigianale. Economisti, politici e sindacalisti parlano esclusivamente di competitività nei mercati internazionali e si concentrano sui dati dell'esportazione. Quello che invece occorre fare è dare a chi produce più clienti, ossia accrescere il potere d'acquisto degli italiani, e non limitarsi a interventi volti a permettere licenziamenti più facili o assunzioni per due settimane l'anno. La lotta alla precarietà del lavoro è uno dei temi nevralgici del cosiddetto decreto dignità. Per troppo tempo una politica dal fiato corto e priva di visione, se non addirittura inadeguata, ha favorito la precarietà, anziché combatterla. Potremmo contare decine, centinaia di dichiarazioni di politici, espressione anche del Governo, che hanno sostenuto la tesi che sia meglio lavorare poco, piuttosto che niente e che sia meglio lavorare senza tutele, piuttosto che non lavorare proprio. Tali argomentazioni sono la testimonianza del fallimento della politica, della sua resa incondizionata e della sua inutilità. La politica ha invece il dovere di porre le condizioni per il raggiungimento della piena occupazione e di garantire ogni singolo lavoratore come se, in ogni contratto, le parti negoziali non siano due (datore e lavoratore), ma sempre tre: i due soggetti precedenti più lo Stato, che, pur nel libero mercato, disciplina e regola i rapporti, avendo a riferimento gli interessi nazionali in materia di produzione, concorrenza, dignità del lavoro e partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione dell'impresa. Per questi motivi, diamo un'adesione convinta al decreto dignità. Il provvedimento in esame è il primo passo del Governo del cambiamento per invertire la rotta e va giustamente sostenuto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghe, colleghi, il provvedimento in esame, approvato dalla Camera dei deputati, è il frutto di un intenso e costruttivo confronto parlamentare, che ha portato all'elaborazione di un testo che ridà finalmente dignità a tanti italiani. Occorre fare attenzione perché alcuni di questi provvedimenti, specialmente in tema di lavoro, sono solo i primi tasselli di un mosaico che si comporrà in autunno. Siamo sicuri e determinati a chiudere il cerchio nei prossimi mesi per combattere la piaga della precarietà e dell'emergenza sociale cui assistiamo ogni giorno. Desidero focalizzare il mio intervento sull'articolo 9 del provvedimento in esame. Si tratta, secondo me, di un articolo molto significativo ed emblematico della politica che stiamo portando avanti e che ci ripromettiamo di perseguire anche in futuro. Con il cosiddetto decreto dignità andiamo a regolamentare un settore, quello delle scommesse e del gioco d'azzardo, che negli ultimi anni ha vissuto e prosperato nella mancanza di paletti e regole. Innanzitutto - ribadiamolo - questo Governo e questa maggioranza politica non proibiscono le scommesse o il gioco in sé. Non siamo al proibizionismo, né mai ci arriveremo. Qui si vieta solamente la pubblicità, diventata ormai troppo pervasiva in tutti i media , tradizionali e non. Si vietano l'incitamento a scommettere e il messaggio e l'idea per cui scommettere sia la via più facile per la ricchezza e per superare le difficoltà. Dobbiamo essere chiari: le scommesse e l'azzardo sono una vera piaga sociale che amplifica le difficoltà e la marginalità sociale, gettando centinaia di famiglie nello sconforto. Negare che negli ultimi anni ci sia stato un proliferare di agenzie virtuali di scommesse con annessa pubblicità significa negare l'evidenza dei fatti. In dieci anni la raccolta dalle scommesse sportive, ad esempio, è triplicata, toccando il tetto dei 10 miliardi di euro. Nel 2017 hanno giocato almeno una volta oltre 17 milioni di italiani, contro i 10 milioni del 2014, ma il dato allarmante è che lo hanno fatto anche oltre un milione di studenti. I nostri figli - in generale, i giovani - sono i più facilmente sensibili alle lusinghe della pubblicità relative alle scommesse. Secondo i dati del CNR, tra i giovani che hanno profili problematici con le scommesse la stragrande maggioranza è preda delle scommesse sportive. Si tratta di scommesse che, tra l'altro, i minorenni neanche potrebbero fare. A parte, quindi, un evidente problema nei controlli, è chiaro come i giovani, ma anche i meno giovani, siano spinti a scommettere anche a causa della pubblicità diventata ormai pervasiva e onnipresente. La linea del Governo e di questa maggioranza è molto chiara. Il nostro obiettivo è quello di tendere al bene comune, guardando alle persone e non ai portatori di interesse. Nel mese di luglio abbiamo visto molti imprenditori, politici e dirigenti sportivi stracciarsi le vesti per contrastare la nostra battaglia. Se qualcuno, per esempio, vuole sostenere che lo sviluppo futuro del calcio italiano avrà problemi o meno a causa dell'abolizione della pubblicità sul gioco d'azzardo è fuori strada. Piuttosto, questo dipenderà dalla capacità di chi lo amministra e non certo dalle agenzie di scommesse. Tra l'altro, chi guida la Lega Calcio dovrebbe parlare di sport e occuparsi dei giovani, che più riusciremo a mantenere lontani dalle scommesse e dal gioco d'azzardo meglio sarà. In conclusione, voglio rivendicare con orgoglio il fatto che questa maggioranza e questo Governo confermano ancora una volta come la bussola da seguire sia quella che converge verso l'interesse delle persone e dei giovani, non verso interessi e poteri forti, come è accaduto in passato, ma a supporto dei più deboli e di coloro che, fino all'arrivo del MoVimento 5 Stelle nei palazzi del potere, non si sono mai sentiti rappresentati da parlamentari, troppo spesso poco attenti alle esigenze degli italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, vorrei rivolgermi ai senatori del MoVimento 5 Stelle perché quando è stato varato questo provvedimento ci siamo chiesti che senso potesse avere. L'unico senso che ha, da un punto di vista politico, infatti, era quello di riprendere la scena - probabilmente occupata in modo un po' troppo pieno - dal ministro dell'interno Salvini che, avendo bloccato parecchie navi, era diventato per questo un leader sostanzialmente oscurante l'altro Vice Presidente del Consiglio. Questa è la risposta che ci siamo dati, perché il decreto-legge dignità o lotta al precariato - come lo volete chiamare - in realtà rappresenta un'illusione di carattere comunicativo e mediatico. Mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che occupano questi banchi parlamentari perché quello del precariato e della speranza di tanta gente di avere un lavoro a tempo indeterminato è un problema talmente grave da non poter essere utilizzato come illusione mediatica per recuperare qualche punto su un alleato di Governo. Il senso del decreto-legge dignità, secondo noi, è tutto qui, perché il concetto di lavoro a tempo indeterminato, che in realtà ci chiede - a volte anche malamente, secondo il mio modesto parere - l'Unione europea (perché deriva da lì la questione del rapporto a tempo indeterminato) ha fatto breccia in una Nazione che, però, ha sicuramente un problema di carattere economico e di disperazione che nasce dalla mancanza del lavoro. La domanda che vi sareste dovuti porre, e che vi chiedo di porvi - perché non è con le illusioni e con i giochi pirotecnici che risolviamo i problemi di questo Paese - è allora la seguente: chi paga i fantomatici lavori a tempo indeterminato che dovrebbero venire fuori dal decreto-legge dignità? Non li paga nessuno, perché le imprese non sono nelle condizioni di fare assunzioni; se potessero, ne farebbero a bizzeffe di rapporti a tempo indeterminato perché significa fare un investimento su un dipendente, soprattutto le piccole e medie imprese che voi andate nella sostanza ad ammazzare con questo tipo di provvedimento La scelta non è, come voi la volete rappresentare - anche questo in modo illusionistico - tra gruppi di interessi oscuri, che ogni tanto vengono definiti o che volete definire le élite , e il popolo. Qui la scelta era la tutela delle piccole e medie imprese che dovevano e devono ridare il lavoro alla nostra gente. Con questo tipo di provvedimenti andate a innescare una processo decisamente inverso. Le imprese piccole e medie devono avere un tessuto per cui riprendono a guadagnare. Avrete letto « Il Sole 24 Ore» di oggi, che dà cinque o quattro scadenze. Stanno tutti a fare i conti ad agosto per capire come fare a non licenziare i dipendenti. Siccome questo è il punto, credo che la riflessione che si debba fare in sede di esame di emendamenti è se si voglia dare un supporto a chi dà lavoro, affinché il concetto di lavoro a tempo indeterminato non sia un'illusione, ma diventi una realtà in questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laus. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, l'uso dello strumento del decreto-legge ha costretto le Commissioni ad esaminare il testo in tempi molto brevi, limitando enormemente la possibilità di sviluppare nelle Commissioni riunite un dibattito approfondito sul senso e la funzionalità delle modifiche proposte. L'istruttoria legislativa nelle Commissioni ne esce così profondamente mortificata e fortemente limitata. Chi, nel recente passato, si è ammantato del ruolo di difensore della Costituzione repubblicana contrastando proposte di revisione che promuovevano una maggiore rapidità del procedimento legislativo, oggi è intento ad affollare i lavori delle Camere di decreti-legge in evidente spregio delle prerogative del Parlamento sulla funzione legislativa. (Applausi dal Gruppo PD) . Per settimane è stato annunciato un decreto-legge che avrebbe cambiato drasticamente il mondo del lavoro, debellato finalmente la precarietà ed offerto nuove prospettive ai giovani. A questo decreto-legge è stato dato un titolo altisonante: decreto dignità. Se, volendo concedere il beneficio del dubbio, il Governo davvero ritiene che questo decreto-legge sia risolutivo degli annosi e tragici problemi che affliggono il nostro Paese, non ci si può non chiedere per quale motivo non vi abbia inserito quelle misure che in tema di lavoro sono ritenute imprescindibili dal contratto per il Governo del cambiamento sottoscritto da MoVimento 5 Stelle e Lega. Mi aspetto, mi aspettavo e ci aspettavamo l'eliminazione totale del jobs act , da voi definito il cancro del Paese (Applausi dal Gruppo PD) ; la reintroduzione dell'articolo 18 (la cui abolizione avrebbe determinato un altro cancro del Paese); l'abolizione della legge Fornero con l'introduzione della cosiddetta quota 100. E poi ancora il reddito di cittadinanza, il salario minimo, misure di contrasto alla povertà, decontribuzione sul lavoro a tempo indeterminato, decontribuzione per le persone svantaggiate, decontribuzioni sul lavoro giovanile, decontribuzioni sugli over 50, agevolazioni per i dipendenti delle startup , agevolazioni per gli apprendisti e i tirocinanti. Su questi punti nemmeno una pallida ed infedele traccia abbiamo trovato nel vostro testo normativo. (Applausi dal Gruppo PD). Noi, invece - chiaramente ad esclusione del jobs act e ad esclusione della reintroduzione dell'articolo 18 - nelle Commissioni abbiamo inanellato una serie di emendamenti, puntualmente bocciati uno dietro l'altro senza nemmeno l'ascolto. Signor ministro Di Maio, approfitto della sua presenza qui in questo momento. Un testo assolutamente confusionario e raffazzonato, certificato dal suo annuncio di una circolare interpretativa delle norme relative al periodo transitorio. Cioè lei dice: visto che siete in difficoltà nell'interpretare questo, che è il testo di legge che è ancora aperto, vi assicuro che nel prossimo futuro farò una circolare interpretativa. Perché allora non modificare subito il testo? (Applausi dal Gruppo PD). Una risposta però l'abbiamo ottenuta in Commissione dal Governo. La risposta recita testualmente: le norme non le scriviamo noi; le norme vengono scritte dagli uffici, noi diamo un indirizzo politico. Se fossimo stati in questo momento al bar, avrei detto: «Roba da pazzi!». Non lo posso dire perché siamo al Senato, ma il senso, confidenzialmente parlando, è quello. Non c'è corrispondenza né consequenzialità tra quanto scritto nel contratto di Governo e i primi provvedimenti del Governo, tra le dichiarazioni altisonanti e i fatti, tra l'urgenza annunciata e le disposizioni contenute nel decreto-legge. In sintesi, si tratta di un provvedimento da cui non risulta chiara alcuna visione del mondo del lavoro, che penalizza e mortifica sia i lavoratori che le imprese, che non dà sicurezza agli investitori, che non tiene conto della realtà del mondo del lavoro, dove la competitività delle imprese, lungi dall'essere un obiettivo contrastante con il benessere dei lavoratori, fa parte di un unico quadro che deve essere realizzato con misure organiche e strutturali. Si tratta di un provvedimento che, non secondo il Partito Democratico, ma secondo professori di diritto del lavoro, sindacalisti e imprenditori, produrrà l'unico effetto di aumentare il numero dei disoccupati. Purtroppo, oggi non siete in grado di valutare gli effetti di questo decreto-legge, che saranno evidenti solo alla prova dei fatti. Ci auguriamo di sbagliare. Ciò che temiamo è che si tratterà di una sentenza inappellabile, cui sarà molto difficile porre rimedio, e che le vittime principali di queste scelte dissennate e davvero poco lungimiranti saranno i giovani e i nostri figli. (Applausi dal Gruppo PD . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Vecchis. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il decreto-legge che ci accingiamo a convertire in legge prevede la riduzione del rinnovo dei contratti a tempo determinato quale misura di fondamentale importanza per ridurre quel precariato che ormai da anni impedisce a intere generazioni di trovare la pace sociale che solo il lavoro può dare. Mi riferisco alle condizioni di agio che permetterebbero a tutti i lavoratori di creare una famiglia, di accendere un mutuo per acquistare una casa, di vivere in quelle condizioni di pari dignità che la stessa nostra Costituzione proclama solennemente all'articolo 3 e che il jobs act e tutti i provvedimenti realizzati dal precedente Governo in materia di lavoro hanno ostacolato, eliminando i diritti e le tutele previsti per i lavoratori. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e Gruppo M5S) . I dati Istat, in particolare quelli sulla disoccupazione, hanno infatti certificato il fallimento del jobs act e questo decreto-legge, anche grazie alle migliorie apportate dalla Lega in sede di conversione, intende dare risposte e soluzioni concrete al problema tutt'altro che trascurabile della precarietà. Nel mercato del lavoro è necessario contemperare due diverse esigenze, la flessibilità e la tutela dei lavoratori. Ecco perché vogliamo reintrodurre i voucher , ma solo per il settore agricolo, per le strutture turistico-ricettive e per le aziende alberghiere, cioè solo per quei settori nei quali l'impossibilità di usare i voucher ha prodotto danni irreversibili nel tempo di cui è responsabile il Governo di centrosinistra. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e Gruppo M5S) . Con questo decreto-legge finisce la pacchia anche per tutte le imprese che hanno gli incentivi statali e delocalizzano all'estero perché delocalizzare è tradire l'Italia. Questo è tradimento! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e Gruppo M5S) . Nello stesso solco, si inserisce l'introduzione del divieto del gioco d'azzardo. La lotta alla ludopatia è un tema fondamentale per la Lega, che si batte per la dignità dei cittadini italiani e delle famiglie che veramente vengono vessate da questa maledetta malattia, che ha rovinato centinaia e centinaia di famiglie. Noi, signor Ministro, riporteremo al centro della nostra politica la dignità dei cittadini. Ministro, Sottosegretario, noi siamo con voi: viva la dignità! Parlo della dignità che il Partito Democratico ha svenduto alle multinazionali. Viva la democrazia! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lomuti. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, il decreto dignità è il segnale di un Governo che vuole dare avvio ad un vero cambiamento, un cambiamento che inizia finalmente a mettere le persone al primo posto, un cambiamento che guarda al bene comune, all'interesse dei tanti e non dei pochi. Si interviene sulle tutele dei lavoratori, con una tutela reale, cioè quella economica: il diritto del lavoratore è nella giusta compensazione, in un giusto risarcimento. Aumentare questa garanzia farà in modo che il datore di lavoro licenzi solo se necessario o se esistono realmente condizioni di incompatibilità. Quanto alla riduzione dei tempi dei contratti a termine, qualunque datore di lavoro o impresa è in grado di valutare nell'arco di due anni se il dipendente ha le caratteristiche per essere assunto a tempo indeterminato. Andare oltre tali tempi favorisce solamente la speculazione su una forma contrattuale precaria. Allo stesso modo è elementare buon senso chiedere motivazioni di recesso e introdurre la richiesta di causali che giustifichino l'eventuale necessità di rinnovare o prolungare un contratto determinato. Nessun datore di lavoro licenzia un dipendente capace e affidabile e, se licenzia, è giusto che paghi adeguatamente, perché non è solo l'impresa ad investire nel dipendente, ma è anche il dipendente che investe il suo tempo e il suo impegno nell'impresa. Riequilibrare un rapporto di dignità: questo è ciò che fa il decreto-legge. Per quanto riguarda la delocalizzazione, il decreto-legge inserisce delle norme in contrasto alla delocalizzazione, delle disposizioni che non sono altro che un freno verso coloro che vogliono avvantaggiarsi di finanziamenti pubblici per speculare. Non esiste nessuna impresa responsabile che, in caso di investimento, non predispone una pianificazione con una strategia a medio termine di cinque anni, considerando nel business plan variabili, imprevisti e difficoltà. Qualunque imprenditore programma e pianifica un investimento in un arco temporale di cinque anni: delocalizzare prima vuol dire aver pianificato la delocalizzazione già nel business plan . Le norme contenute in questo provvedimento sono quindi una difesa degli investimenti pubblici, dei lavoratori e degli imprenditori seri e responsabili di cui l'Italia ha bisogno. Chi si oppone a queste proposte evidentemente vuol fare gli interessi di quelle aziende che non sono un tessuto produttivo, ma semplici speculatori. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per quanto riguarda i limiti alla pubblicità del gioco d'azzardo, su questo argomento c'è veramente poco da dire: lo Stato non può permettere la promozione, la réclame del gioco d'azzardo. Le persone sono libere di bere, di fumare o di avere abitudini non salutari, però sono libere scelte individuali. Stessa cosa vale per il gioco d'azzardo: non si può permettere che le persone vengano stimolate e, quindi, incoraggiate a prendere queste abitudini; non si può permettere che le persone vengano spinte verso comportamenti che possono avere conseguenze sociali importanti come la ludopatia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Queste norme sono il minimo che uno Stato che abbia dignità deve applicare. Lo Stato può rispettare le scelte individuali, ma non invogliare a comportamenti potenzialmente dannosi. Quanto alla semplificazione fiscale, si tratta di un'altra misura che apporta modifiche per iniziare a rendere un po' più facile la vita delle imprese. Si inizia a modificare il rapporto tra fisco e imprese, per cui lo Stato inizia a percorrere un sentiero diverso, avvicinandosi al contribuente, anziché porsi come nemico oppressivo, facilitandone la vita, anziché anteporre ostacoli. Questo decreto-legge è un inizio: è l'inizio di un cambiamento, l'inizio di una nuova prospettiva. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, cercando di ristabilire uno spirito leggermente diverso, ma senza grandi ambizioni, intervengo sulla parte del provvedimento che reputo più interessante e rispetto alla quale riconosco una notevole importanza. Mi riferisco alla parte riguardante il divieto di pubblicità del gioco d'azzardo al fine di contrastare il disturbo da gioco d'azzardo. È una materia veramente importante, colleghi, rispetto alla quale sono intervenuti associazioni, gruppi di cittadini ed enti locali. Io stesso, da consigliere regionale all'opposizione, sono stato relatore unico della legge regionale della Regione Umbria, una legge che è stata poi ripresa da altre Regioni, nel tentativo di limitare i danni del fenomeno, agendo secondo una logica di riduzione del danno, per usare un termine caro alla sinistra su altri argomenti. In realtà, questo provvedimento rompe un muro di ostracismo. Sappiamo che questo provvedimento va a scomodare gruppi di potere notevoli; io nel mio piccolo, nella mia esperienza da consigliere regionale, questa cosa l'ho verificata, in una Regione piccola come l'Umbria, quindi non mi riesce difficile immaginare a quali pressioni possano essere sottoposti in questo momento i rappresentanti del Governo riguardo a un provvedimento del genere. Come ogni altro provvedimento però (e come del resto le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni), anche questo contiene luci e ombre. Reputo assolutamente interessante e meritevole di encomio aver messo mano a questa materia, che è un'autentica piaga sociale per le dimensioni che ha raggiunto in Italia. Reputo interessante e positivo, ad esempio, utilizzare la tessera sanitaria per accedere al gioco elettronico e alle macchinette elettroniche, anche se aspetto di vedere come sarà attuato nella concretezza questo intendimento; esso però, qualora attuato, è sicuramente un provvedimento positivo. Reputo interessante, infine, l'istituzione del logo "no slot", che è un logo che noi assegniamo ai buoni; l'abbiamo fatto anche nella legge regionale. Però - e qui veniamo alle cose che a mio avviso vanno aggiustate e sulle quali presenteremo degli emendamenti - nessun esercizio commerciale applicherà il marchio "no slot" se non adeguatamente incentivato. È evidente che oggi un esercizio commerciale ha una perdita secca nel non ospitare gli apparecchi per il gioco automatico. Questa perdita in qualche misura deve essere colmata, o con una incentivazione o con una minor tassazione. Insomma, in poche parole, delle due l'una: è evidente che chi non installa apparecchi per il gioco automatico deve essere in qualche misura incentivato a non farlo. Non bastano qui le buone intenzioni, assolutamente. Signor Presidente, io dovrei avere sei minuti, se non vado errato. PRESIDENTE. No, lei ne ha quattro e gliene ho già dati cinque. ZAFFINI (FdI) . Abbiamo corretto, signor Presidente. PRESIDENTE. Allora li toglierò alla senatrice Rauti. ZAFFINI (FdI) . Sì, infatti, abbiamo corretto in quel senso. I fatti positivi in realtà finiscono qui, colleghi, perché poi, anche se il Governo ci promette che entro sei mesi produrrà una riforma del gioco d'azzardo - e di questo siamo ben felici, perché questo è un provvedimento che incide su un'infinitesima parte del problema - siamo invece fortemente preoccupati nel momento in cui nella relazione in Commissione il relatore ci comunica che il Governo intende garantire almeno l'invarianza delle entrate. Ora, colleghi, questa è una trappola gigantesca. Lo Stato italiano è diventato uno Stato biscazziere, di questo parliamo, perché il gioco d'azzardo produce all'erario un gettito significativo, anche se a nostro avviso tutto da valutare, specialmente in proporzione ai suoi costi sanitari; però diciamo che è un gettito significativo. Se si vuole riformare nel senso di ridurre l'impatto del dramma legato alla disponibilità eccessiva di gioco sulle famiglie italiane, lo si può e lo si deve fare solo limitando questa disponibilità. Ma, nel momento in cui limitiamo questa disponibilità, è assolutamente impossibile che il gettito per l'erario resti invariato. Chiudo, signor Presidente, con una considerazione significativa. Non si può scrivere sulle macchinette "Questo gioco nuoce alla salute", quando poi, come purtroppo facciamo anche per le sigarette, lo Stato guadagna sugli introiti di quel gioco. Lo Stato non può dire al cittadino: questo gioco nuoce. E poi, da quel gioco, esso ricava denaro. È una contraddizione e una ipocrisia drammatica. Signor Presidente, la ringrazio per il tempo concessomi e spero, la prossima volta, di gestirlo meglio. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo e colleghi senatori, consentitemi di iniziare con un pensiero rivolto alle vittime dei due incidenti che hanno colpito l'Italia: le vittime del bolognese, con due morti accertati e diversi feriti, tra i quali anche dei bambini, e le vittime del foggiano. Si legge che sono arrivati ad undici i soggetti che hanno perso la vita in quell'incidente, undici lavoratori e, quindi, undici persone che dovrebbero spingerci a prendere ancora più seriamente il nostro compito odierno: far sì che questo decreto-legge possa, non solo portare dignità a quei lavoratori, ma anche a tutti quelli che per pochi euro l'ora, in condizioni di estremo disagio, senza nessun tipo di tutela, rischiano addirittura la vita per poter andare avanti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Io ho ascoltato con molto interesse gli interventi di coloro che mi hanno preceduto, anche gli interventi di quelli che non hanno votato la fiducia al presente Governo. Questo perché ho sempre avuto il massimo rispetto per le minoranze. Sono sempre stato convinto che esse hanno, forse sì, un ruolo demagogico, ma di sprone, e che dovrebbero spingere la maggioranza a lavorare meglio. Oggi, però, di minoranza ne ho vista poca. Ho visto tanta opposizione: ruolo legittimo, per carità, ma, a mio avviso, del tutto inutile. È un'opinione personale, evidentemente, ma ritengo, comunque, che non ci sia utilità nel far impiegare a quest'Aula quarantacinque minuti di tempo per approvazione dei verbali. Tra l'altro, con il pretesto di pronunciarsi su un tema che non aveva nessuna attinenza con l'oggetto della votazione! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Dai banchi del PD ho sentito, poi, un richiamo alla nostra Costituzione e questo mi ha reso impossibile non pensare all'articolo 1 della nostra Costituzione: «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro». Se penso, però, a quale tipo di lavori sono stati tutelati fino ad ora, qualche dubbio mi viene: forse il lavoro dello scafista è stato tutelato nel recente passato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Individui che venivano pagati per trasportare delle persone da una sponda all'altra del Mediterraneo venivano sollevati da questo onere dopo poche miglia, perché il 90 per cento del lavoro lo facevamo noi. Se fosse stato un lavoro regolare, l'Unione europea ci avrebbe sanzionato per violazione delle norme sulla concorrenza. Non è l'unico lavoro, però, che è stato tutelato fino al recente passato. Nella malaugurata ipotesi che avessi ricevuto la visita di uno scassinatore, mi ero sempre riproposto di aprirgli la porta per evitare che, se questi si fosse fatto male rompendosi un unghia, magari nel tentativo di scassinarla, io sarei stato tenuto addirittura a risarcire i danni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È per questo che noi pensiamo che la difesa sia sempre legittima. Perché chi cerca ristoro dal lavoro degno, dal lavoro con cui mantiene la propria famiglia, deve avere il diritto ad essere sicuro in casa propria. Ora, però, vorrei passare al provvedimento in discussione, perché vedo che il mio tempo è praticamente esaurito. Ci sono misure a favore di diverse tipologie di lavoro, tutte finalizzate all'attuazione del nostro programma, che prevede di ridare dignità agli italiani a prescindere dal colore della pelle che hanno. È un programma che prevede la possibilità per tutti di ricostruirsi un futuro. Senza la possibilità di programmare la propria vita, infatti, senza certezze, senza tutte quelle opportunità che intendiamo attribuire con questo decreto-legge, poi non ci lamentiamo se continueremo ad essere un Paese in declino, un Paese che perde tutte le proprie possibilità. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, colleghi senatori, si consuma oggi, in questo pomeriggio d'agosto, l'epifania in questa Assemblea del decreto dignità. Un decreto-legge sul quale il vice premier Di Maio, presente questo pomeriggio in Aula, ha inteso costruire un primissimo annuncio a saldo degli impegni elettorali generosamente elargiti in una campagna elettorale, che ancora oggi non trova soluzione di continuità. È arrivato all'esame dell'Assemblea, insomma, il primo pagherò, in quota 5 Stelle, di questo Governo del cosiddetto cambiamento. Senza troppi giri di parole il decreto-legge in esame, complice forse anche il caldo nel suggerirlo, è un miraggio e un grande abbaglio. Cari colleghi della maggioranza, oggi leggiamo infatti a chiare lettere lo iato tra la vostra comunicazione, o meglio, la vostra propaganda, e la ricaduta reale dei vostri provvedimenti e ciò ha misure gigantesche. A pesare come un macigno sul decreto-legge in esame c'è la vostra fretta, un vero e proprio peccato originale, che inficia profondamente anche questa iniziativa del Governo. Si tratta infatti di un decreto-legge che presenta gli elementi della fretta, di un altro spot , e non i requisiti della necessità e urgenza, come vorrebbe la Costituzione. Nella indifferibile ricerca di guadagnare un po' di posto al sole - dato che Salvini fa un po' troppa ombra - avete messo in piedi questo provvedimento. L'avete battezzato con il termine, abbastanza impegnativo, di dignità, prendendo in prestito un po' gli usi propri del romano Pontefice in fatto di encicliche, ma soprattutto per cavalcare il cavallone della retorica estiva. Come in una foto di scarsa qualità, però, più abbiamo letto questo testo - e noi lo abbiamo letto - più sono emerse, in modo nitido, contraddizioni e problematiche, che avranno essenzialmente un unico terminale di sfogo: i lavoratori e/o i futuri ex lavoratori, o meglio i neodisoccupati. In quest'Aula, oggi, avendoci negato la possibilità di svolgere il nostro lavoro in Commissione, continuiamo a denunciare le contraddizioni tra quello che dite e quello che poi fate. La vostra fretta è stata così cieca che non vi ha fatto leggere le relazioni tecniche, in cui vengono riportati più volte i saldi negativi delle disposizioni contenute nel provvedimento in esame, impegnati nella caccia alle streghe, anzi alle "manine", quando i numeri diventavano seri e perciò preoccupanti anche per voi. Così, al limite della farsa, posso affermare che con il decreto Di Maio si è deciso di aumentare sia il costo dei contratti a tempo determinato che il costo dei contratti a tempo indeterminato, per cui la domanda che rivolgo alla maggioranza è tanto semplice quanto banale: come fate a ritenere accettabile una cosa del genere e immaginare che ciò si tradurrà in un aumento dell'occupazione? La simmetria massimalista e di fatto punitiva di questo combinato disposto normativo è tutt'altro che logica, è veramente qualcosa di insano. Come fate a non vedere che lo sfondo su cui avete costruito queste norme vira verso due opzioni tutt'altro che accettabili e antitetiche alla dignità del lavoro, quali sono, per l'appunto, la non assunzione o il lavoro in nero? Questo decreto-legge, che promette dignità a destra e manca, di fatto farà aumentare solo i disoccupati, ai quali, come se non bastasse, sarà corrisposto pure un sussidio di disoccupazione più basso, perché il calcolo della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) si fa sugli anni di lavoro svolto e, se si abbassano i termini per il rinnovo, automaticamente si abbassano anche il premio e la durata della NASPI. È solo mia la sensazione che vi siete incartati e che vi siete avvitati in una spira pericolosissima? Tutto questo in un solo decreto-legge. Come diceva stamane il collega Ferrari, incompetenza, arroganza, ambiguità come cifra del decreto milleproroghe. Non abbiamo più dubbi che questi stessi tre aggettivi saranno la cifra anche del provvedimento ora in discussione e forse dell'intera esperienza di Governo, e in questo senso non oso nemmeno immaginare cosa ci aspetterà nella prossima legge di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi senatori, le disposizioni normative che oggi siamo chiamati ad approvare sono necessarie per preservare la dignità dei lavoratori con interventi concreti ed efficaci. Non solo, esse danno una risposta alle istanze del mondo del lavoro rimaste inascoltate da coloro che attualmente siedono nei banchi dell'opposizione e che hanno, con poca onestà intellettuale, definito il provvedimento in discussione come "decreto disoccupazione" e "decreto disperazione", forse per esorcizzare quello che con il loro operato hanno prodotto nella precedente legislatura. (Applausi dal Gruppo M5S) : disoccupazione e disperazione appunto, in tutte le fasce sociali, dal lavoratore subordinato a quello autonomo, per finire con il libero professionista. Il provvedimento giunge in Aula al Senato dopo il voto estenuante della Camera, a conferma del cambio di passo in atto rispetto a quanto accaduto nella scorsa legislatura, ove i provvedimenti del Governo Renzi venivano approvati a colpi di fiducia dall'asse, ormai strutturato, PD-Forza Italia. Il testo è stato anche definito dalle opposizioni come un grave ritorno al passato. Questa, però, è una nota di merito e non di demerito, se pensiamo che si tratta delle stesse forze politiche che hanno abrogato l'articolo 18 e che ora strumentalmente, con un emendamento al decreto-legge in esame, avrebbero voluto reintrodurlo. (Applausi dal Gruppo M5S) . E ciò perché si vuole avviare un processo di superamento del precariato! Tra le misure contro il precariato desidero ricordare in particolare le nuove norme per i contratti a tempo determinato, la cui durata massima è di ventiquattro mesi, con l'obbligo di indicare la causale, e di dodici mesi senza causale, con un costo contributivo aggiuntivo per ogni rinnovo che potrà esservi per massimo quattro volte. Lo scopo di tale norma è di rendere più difficile per le imprese l'adozione del contratto a tempo determinato, spingendo le stesse a stabilizzare i dipendenti. Non è vero, infatti, che la nuova disciplina determinerà la perdita dei posti di lavoro, come malevolmente sostenuto dal PD. In questo momento stabilire in ventiquattro mesi anziché in trentasei il limite temporale del contratto a tempo determinato non può causare un aumento della disoccupazione, perché decorsi i ventiquattro mesi, l'impresa avrà interesse a proseguire il rapporto di lavoro col proprio lavoratore, a stabilizzare il dipendente che in quell'arco di tempo avrà accumulato la sufficiente esperienza lavorativa. Inoltre vi è di più. Se il contratto a termine supera i dodici mesi e non vengono indicate le cosiddette causali, ovvero le ipotesi specifiche che giustificano il superamento del limite di dodici mesi, il contratto si trasforma automaticamente a tempo indeterminato. È questa la vera lotta al precariato! (Applausi dal Gruppo M5S) . Tuttavia, nonostante la chiarezza della norma sul punto, le opposizioni, non potendo fare altro, del tutto strumentalmente agitano lo spauracchio del futuro incremento dei ricorsi in sede giudiziaria, laddove le causali siano generiche. Anche questa, però, è una falsa lettura alla luce della chiara portata della norma. Sempre allo scopo di ampliare la tutela del lavoratore vi è altresì l'elevazione da centoventi a centottanta giorni del termine per l'impugnazione del carattere determinato del contratto di lavoro, così come importante è la previsione di un periodo transitorio, fino al 31 ottobre, per l'entrata in vigore della norma, che darà alle imprese il tempo necessario per adeguarsi alla nuova disciplina, sebbene, caro senatore del PD, alcune imprese abbiano già convertito al 90 per cento i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Un esempio per tutti è la ditta Fiocchi munizioni Spa di Lecco, un'impresa che nasce nel 1876 e a cui va il nostro plauso. (Applausi dal Gruppo M5S) . L'estensione della disciplina prevista per il contratto di lavoro a tempo determinato al rapporto di somministrazione, la fissazione di un limite quantitativo secondo il quale il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato o contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere il 30 per cento del numero dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, l'introduzione della fattispecie della somministrazione fraudolenta, i limiti minimi e massimi della misura dell'indennità in caso di licenziamento illegittimo che vengono modificati, ma soprattutto la norma di chiusura: l'obbligo per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali di riferire annualmente al Parlamento in merito agli effetti occupazionali e finanziari derivanti dall'applicazione delle norme richiamate. Siamo di fronte, evidentemente, ad una totale assunzione di responsabilità da parte di questo Governo. C'è il contrasto alla delocalizzazione, vista la scarsa incisività della precedente disciplina contenuta nella legge di stabilità del 2014, con l'introduzione anche di una sanzione amministrativa pecuniaria che, signori del PD, non è assolutamente una normativa punitiva, ma una norma che farà rientrare il denaro delle sanzioni nel bilancio dello Stato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Concludo davvero, signor Presidente, ricordando che il decreto dignità è un provvedimento perfettibile, ma è un primo passo verso il cambiamento radicale delle politiche sociali ed economiche portate avanti fino ad ora dal PD e da Forza Italia, le uniche forze politiche che credono ancora di essere in campagna elettorale e lo stanno dimostrando queste settimane in Aula, dove esiste invece una maggioranza di Governo forte e coesa. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, devo dire che è un piacere essere ascoltati e lo è ancora di più in questi giorni, dopo aver trascorso ore e ore in Commissione cercando di persuadere la maggioranza della bontà delle nostre proposte. Eppure, ciò che volevamo proporre è quello che vogliono moltissimi italiani ed è una cosa semplice: vogliamo un Paese in cui lo Stato si occupi di fare regole leggere, affinché ci sia una società ricca di opportunità, una società paritaria, regole semplici per dare forma contrattuale alla voglia e al diritto, naturalmente, delle persone di lavorare, vogliamo uno Stato che investa pensiero e risorse in infrastrutture, in semplificazione, in riduzione delle imposte, della tassazione, affinché l'impresa possa fare ciò a cui è chiamata da sempre: fornire beni e servizi, occupare, formare le imprese e anche pagare le imposte, perché no? Per questo, non possiamo condividere l'impostazione del Governo gialloverde, che limita la possibilità dei lavoratori e ha come obiettivo principale quello di costringere le imprese a rendicontare con logica punitiva. Chi ha lavorato con le imprese sa che questo decreto-legge creerà enormi difficoltà a chi vuole lavorare e soprattutto a chi vuole lavorare bene. Parlo a chi ascolta e di conseguenza parlo alle imprese e ai lavoratori e a loro dico di lavorare insieme per cambiare rotta prima che ci portino ancora più giù. Parlo alle imprese e ai lavoratori per dire loro che siamo nella situazione in cui l'esigenza di fare un baffo a un decreto-legge per dire «fatto» viene prima dell'esigenza di fare le leggi per bene. Per noi continua a venire prima il merito, continua a venire prima il Paese e invece di punire i lavoratori azzoppando il contratto a tempo determinato, il contratto di somministrazione abbiamo proposto decontribuzioni per favorire imprese e lavoratori a convertire i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, abbiamo scritto emendamenti per defiscalizzare: sono gli emendamenti che abbiamo discusso e proposto con dovizia di dettagli agli articoli 1, 1- bis e 2, il Sottosegretario c'era e lo sa. Non sono stati ascoltati, ma possono diventare ordini del giorno che questo Governo può fare propri. Abbiamo proposto anche di non attribuire la presunzione di colpevolezza e di abrogare questo accertamento induttivo. È vero, l'articolo 38 c'è da tempo, ma è ora di abrogarlo, l'abbiamo letto tutti, la consapevolezza che non funziona c'è. Ci sono delle soluzioni alternative, creiamo delle piattaforme digitali tra tutte le banche dati esistenti: Agenzia delle entrate, PRA, INPS, catasto tavolare, conservatorie e controlliamo sulla base di dati certi, non presuntivi, senza importunare inutilmente i contribuenti onesti e assumendosi, da parte dell'Agenzia delle entrate l'onere di dimostrare gli errori di quelli meno onesti. Abbiamo proposto tutto questo in emendamenti all'articolo 10, non considerati - io credo - per superficialità, perché potevano essere benissimo recepiti (alcuni di questi non avevano nemmeno bisogno di copertura). Ora sono ordini del giorno, sono delle raccomandazioni: fatene buon uso. Invece di chiedere i passi evolutivi necessari scelti da questo Paese, in base alle direttive europee, in base alle scelte già fatte dall'Italia, alle imprese più grandi, più strutturate, più solide, si continua nell'atteggiamento di mettere in difficoltà i piccoli imprenditori. Parlo della fatturazione elettronica: già nel decreto-legge n. 79 del 2018 avevamo fatto presente che anche i subappaltatori devono essere assimilati ai cedenti di carburante nella proroga. Ma, non essendo stato fatto, almeno evitiamo che siano sanzionati, perché siamo in una condizione di caos organizzativo e normativo. Facciamo una sintesi. Questo non è un decreto dignità; forse è un "decreto visibilità". Ministro, faccia quello che a noi tutti sembra lei gradisca fare: faccia questo proclama a mezzo stampa; dica a quelli che stanno sotto gli ombrelloni di essere sicuri che questo Paese andrà bene. Per parte nostra, noi, che abbiamo a cuore la vita dei lavoratori, continueremo a occuparci di loro, seriamente, e di migliorare il futuro dell'impresa italiana. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Piazza. Ne ha facoltà. DI PIAZZA (M5S) . Signor Presidente, senatori, senatrici, rappresentanti del Governo, in occasione del mio intervento parlerò solamente dell'articolo 9, cioè dalla misura per il contrasto al disturbo da gioco d'azzardo. Questo perché ho cinque minuti e voglio puntualizzare esclusivamente su questo aspetto. Dal 1998 al 2016 la raccolta complessiva che definisce l'ampiezza del mercato è aumentata di cinque volte: se nel 1998 era di 12,5 miliardi di euro, al 31 dicembre 2016 ha raggiunto i 96 miliardi. Al 31 dicembre 2017 sembra che abbia superato i 102 miliardi, anzi, sicuramente ha superato i 102 miliardi. Il «Corriere della Sera» lo scorso 17 settembre 2017, a firma di Stella, riportava l'impennata mostruosa, pari al 668 per cento, del volume d'affari dall'azzardo legale, che nel 2016 superava, come ho detto, i 96 miliardi, pari a 1.587 euro l'anno a persona. Questo perché siamo il primo Paese in Europa consumatore di azzardo. Eppure nella legislatura precedente tantissimi sono stati i disegni di legge presentati da rappresentanti del Parlamento; questo a dimostrazione che c'è comunque tanta sensibilità su questo problema e lo abbiamo visto anche dagli interventi fatti in precedenza. Ho qui un elenco (che non leggo, altrimenti se ne andrebbero dieci minuti, altro che cinque) dei disegni di legge presentati, tantissimi ovviamente dal MoVimento 5 Stelle, ma tanti anche dalla Lega e da tutti i partiti, anche Forza Italia e Fratelli d'Italia; 18 disegni di legge presentati dal Partito Democratico contro l'azzardo. Eppure al Governo c'è stato il Partito Democratico. E cosa ha fatto il precedente Governo contro l'azzardo? Ha fatto un provvedimento nel 2015 (decreto Padoan) che ha previsto 50 milioni di euro per curare la ludopatia: è intervenuto sugli effetti, non sulla causa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Se vogliamo prevenire il fenomeno, invece, si devono rimuovere le cause. Ma cerchiamo di offrire gli elementi per capire di cosa parliamo quando trattiamo di azzardo. Per dirla con Papa Francesco, parliamo di quel capitalismo che crea continuamente scarti, cercando di nasconderli o curarli per non farli più vedere, perché queste persone sono studenti, disoccupati, anziani, lavoratori, benestanti, poveri, sono donne e uomini, grandi e piccoli, bianchi e neri: sono quelli che noi chiamiamo «i penultimi», perché non hanno visibilità. Per queste persone, caro Presidente, le assicuro che nessuno mai indosserà una maglietta rossa. (Applausi dal Gruppo M5S) . Si tratta di affrontare il quadro patologico della società nel suo complesso e perciò ogni intervento veramente preventivo deve rivolgersi alla cultura della riduzione antropologica che il ricorso all'azzardo rivela. Papa Francesco lo scorso 4 febbraio ebbe a dire: «La "dea fortuna" è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell'azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie nel mondo (...). Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna». Due sono gli interventi realizzabili in fretta e il MoVimento 5 Stelle lo ha detto in campagna elettorale: il primo intervento consiste nel decretare il divieto assoluto di pubblicità, comprensivo di ogni tipo di sponsorizzazione diretta e indiretta. Il secondo consiste nella trasparenza del settore: non è accettabile che società che operano in regime di concessione pubblica possano portare avanti la loro attività, senza dichiarare chi sono gli effettivi proprietari e quindi chi beneficerà dei proventi economici, perché dispersi dentro grandi fondi di investimenti internazionali o schermati da società fiduciarie. Questo è un compito che la costituenda Commissione antimafia dovrà sicuramente controllare e verificare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Concludo ringraziando il Governo per aver dato, appena costituitosi, una risposta immediata a un fenomeno veramente terribile. È probabile che dal 1° gennaio 2019, finalmente, non vedremo più la pubblicità di Lottomatica accanto alla rubrica di Saviano su «L'Espresso» del gruppo De Benedetti: questo ci vuole. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, ci troviamo ad affrontare e discutere il provvedimento più importante del Governo, un provvedimento al quale è stata data una grande enfasi e che ha creato anche una grande attesa. Vorrei soffermarmi sulla parte relativa al precariato nello specifico, perché nelle disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori - le lavoratrici non vengono specificamente menzionate - e delle imprese non ho trovato quello che mi sarei aspettata: un'attenzione specifica e particolare al lavoro femminile. Cercherò di spiegare perché mi aspettavo tale attenzione. Intanto perché l'Istat ci ha restituito un quadro relativo all'occupazione con un aumento dei contratti a termine - siamo al 12,4 per cento nell'anno 2017 - e un calo dei contratti permanenti, sia pure soltanto dello 0,3 per cento. Ancora, il primo semestre 2018 ci restituisce un aumento, se non un'impennata, di più 66.000 forme contrattuali precarie. Allora è evidente che questo provvedimento arriva non dalla luna, ma sulla terra, e questa terra è caratterizzata da un aumento dei rapporti di lavoro brevi e brevissimi, cioè a tempo determinato. Questo non lo dico io, ma lo dice l'Agenzia europea di statistica. Ancora, parliamo di contratti - mi riferisco a quelli brevissimi - con un rinnovo addirittura da quattro a sei mesi per volta. Ripeto, da quattro a sei mesi per volta. Il 2017 segna l'aumento dell'instabilità, almeno nella sua seconda metà. Tutti sanno, qui e fuori, che il precariato è soprattutto femminile. Il precariato, prima di essere maschile e giovanile, è donna. Ciò non sono io a dirlo, ma è evidenziato da tutte le statistiche e le stime di settore, che, anzi, dicono di più: il lavoro precario è quella parte di lavoro che accentua le differenze tra uomini e donne non solo in Italia, ma anche in Europa, dove il 27 per cento delle donne ha un lavoro incerto, rispetto al 15 per cento degli uomini. E ciò è stato recentemente sottolineato anche dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere dell'Unione europea (il famoso EIGE). Parliamo ora con i dati e le cifre alla mano. L'occupazione femminile è bassa in Europa e quella italiana è tra le più basse d'Europa. Mi aspettavo dal decreto dignità un'attenzione specifica e particolare, che significa non una tutela di nicchia, ma avere a cuore i reali problemi del Paese e possedere un approccio sociale per risolvere il nodo del precariato, che è anche femminile, oltre che maschile e giovanile. Il provvedimento contiene varie misure - talune apprezzabili, altre parzialmente inutili - in termini di agevolazioni, esoneri contributivi, modifiche alle precedenti forme lavorative e contrattuali, modifiche al jobs act e al contratto del lavoro a tempo determinato e somministrato. Va tutto bene, ma non ho trovato neanche una parola, che pure ci sarebbe stata assai bene, su uno dei tanti nodi che affliggono il mercato del lavoro. Mi riferisco alle scelte di maternità: una questione che non è mai stata assorbita dal mercato del lavoro e che viene lasciata sulle spalle delle donne, degli uomini, delle coppie e delle famiglie, perché è stata privata del suo aspetto sociale. La maternità, infatti, è una responsabilità sociale e non un peso individuale. Mi avvio a concludere, signor Presidente. Desidero fare ancora qualche riferimento quantitativo, oltre che di principio. Il decreto dignità ambisce a essere la lotta dichiarata al precariato. Noi di Fratelli d'Italia, che evidentemente siamo dalla parte della barricata della lotta contro il precariato e delle tutele del lavoro, temiamo che il decreto-legge, con le sue norme, non faccia altro che aumentare il problema del precariato. Il decreto dignità non dichiara guerra al precariato e non punta ad aumentare l'occupazione. Noi riteniamo, anzi, che esso riveli una visione anacronistica del mercato del lavoro, che ci riporta addirittura agli anni Sessanta su alcuni aspetti. Non c'è l'aiuto alle imprese... PRESIDENTE. Senatrice Rauti, la invito a concludere. Le ho già concesso un minuto in più. RAUTI (FdI) . Mi avvio a concludere, signor Presidente. Temiamo, in particolare, il ritorno delle causali, perché vediamo in questo una minaccia e non un aiuto ad assumere. E ciò non farà altro che produrre un effetto di ritorno negativo. Voglio concludere dicendo che nessuna scelta economica - e questo non lo dico in base al mainstreaming di genere, in quanto è evidente anche in base alla logica - ha una ricaduta sulla vita delle donne uguale a quella che ha sulla vita degli uomini. La precarietà per tutti - sia per gli uomini che per le donne - che il decreto-legge in esame non risolverà, non permette di vivere con dignità, perché crea dipendenza economica e sociale e impotenza. Vedete, colleghi, siamo preoccupati per questo decreto-legge che non restituisce dignità, ma anzi rappresenta un'occasione perduta. E quando parliamo di precarietà... PRESIDENTE. Concluda, senatrice, per favore. Non voglio toglierle la parola. RAUTI (FdI) . Quando parliamo di precarietà femminile, parliamo non di una questione di donne, ma di prodotto interno lordo. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nisini. Ne ha facoltà. NISINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di tutto vorrei rivolgere un ringraziamento a quei senatori della Lega e del MoVimento 5 Stelle che in questi giorni hanno lavorato incessantemente e seriamente, al di là di quanto è stato detto, ovvero che non hanno ascoltato o non sono stati attenti. Lo abbiamo fatto per dare risposte concrete a questo Paese e ai nostri cittadini (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S), portando in Assemblea, dopo l'approvazione alla Camera, il primo dei provvedimenti fondamentali della nostra legislatura. E permettetemi anche di ringraziare tutti gli uffici che, insieme a noi, in questi giorni, hanno lavorato notte e giorno. Al di là dei nomi di fantasia che ho sentito oggi in questa Assemblea - "decreto indignità", "decreto viltà" - il decreto-legge dignità, di cui oggi stiamo dibattendo, contiene misure di politica sociale che si propongono in primis di restituire, appunto, la dignità a quei lavoratori che per troppi anni hanno dovuto combattere - spesso inutilmente - per il riconoscimento di un diritto garantito dalla nostra Costituzione: il diritto al lavoro (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) ; un lavoro stabile e una tranquillità economica per quei lavoratori che vivono in uno stato di continua insicurezza, senza più alcuna garanzia di tutela e certezza del posto di lavoro. È una riforma, questa, resasi necessaria dal groviglio di norme del jobs act che voi, colleghi del PD, avete creato e che ha innescato un pesante squilibrio nel mondo del lavoro e l'insufficienza - e talvolta l'assenza - di strumenti per tutelare il lavoro e la dignità delle persone. Proprio voi che oggi ci accusate, siete proprio voi quelli che hanno tolto dignità ai cittadini; quegli stessi cittadini che hanno scelto il Governo del cambiamento, che hanno scelto noi. Badate bene: a mio avviso, questo decreto-legge rappresenta non solo il raggiungimento di un obiettivo, ma anche l'inizio di un lungo e impegnativo percorso che ci siamo presi la responsabilità di portare avanti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Vorrei inoltre ricordare, agli stessi colleghi dell'opposizione che quotidianamente ci accusano, che siamo ben consci che lavoratori e imprese, soprattutto le piccole e medie imprese, sono entrambi vittime del sistema che voi stessi avete messo in piedi. Come è ben evidente - perlomeno ai cittadini e a noi - la reintroduzione dei voucher si muove proprio in questo senso: per permettere alle imprese che operano in certi settori di poter lavorare senza le costrizioni e i limiti che voi avete introdotto e imposto. Abbiamo infatti reinserito i voucher per i lavoratori stagionali, per le aziende agricole, per le attività alberghiere e anche per gli enti locali, ascoltando proprio i nostri sindaci, che ci chiedono di poter far proseguire i lavori di pubblica utilità necessari per i nostri territori. Cari colleghi, vorrei ricordarvi che questo decreto-legge prevede molte altre cose. Con esso mettiamo uno stop alle delocalizzazioni selvagge, perché noi siamo da sempre dalla parte delle imprese e dei lavoratori onesti che credono nel nostro Paese e rimangono in Italia. E sia ben chiaro: mettere uno stop alle delocalizzazioni non significa essere contro l'internazionalizzazione; sono due cose ben diverse. Con questo decreto-legge siamo intervenuti sulla ludopatia, per contrastare questa piaga sociale che rovina le nostre famiglie. Come potete assumervi la responsabilità di dire che non è corretto vietare la pubblicità e la sponsorizzazione del gioco d'azzardo? Come potete assumervi la responsabilità di famiglie rovinate dal gioco? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Con questo decreto-legge ci siamo mossi anche per snellire il redditometro, che voi avete introdotto, soffocando questo Paese fatto di lavoratori, professionisti e imprese perbene, che tutti i giorni ci rendono orgogliosi di essere italiani. Abbiamo scelto di metterci dalla parte dello sport come momento di condivisione, perché pensiamo che quello dilettantistico non debba avere fine di lucro e, quindi, abbiamo abolito questa fattispecie, restituendo alle vere associazioni dilettantistiche meno burocrazia e la possibilità di operare senza le complicazioni che la normativa introdotta dal precedente Governo avrebbe invece comportato per tante decine di migliaia di volontari e appassionati. L'eliminazione della forma della società sportiva lucrativa, infatti, è pienamente meritevole di sostegno in quanto era priva di qualunque senso logico, giuridico e pratico. Non è infatti comprensibile come si possa legittimare l'esistenza di una società sportiva, che, anziché promuovere i tratti e i valori tipici del dilettantismo e del volontariato nello sport, persegua invece scopi riconducibili a schemi giuridici diversi, come quelli descritti dalla disciplina codicistica in tema di società. Le società sportive - come ha avuto modo di chiarire fin da subito la stessa Lega nazionale dilettantisti nel mondo del calcio - non hanno bisogno di complicazioni burocratiche; semmai di maggiori incentivi e semplificazioni. Elaborare una figura di società sportiva che, anziché sviluppare lo sport, consente a società che de facto svolgono attività commerciale di camuffarla come attività sportiva rappresenta solo il tentativo, clientelare e mal congegnato, di creare un sistema parallelo di finanziamenti e scambi di ricchezza. Sono orgogliosa di poter affermare, come assessore allo sport nella città di Arezzo, che ciò è il primo segnale che dà l'idea dell'attenzione che questo Governo porrà verso lo sport di base, lo sport nelle scuole e nelle associazioni dilettantistiche. Per questo, la Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà convintamente sì alla conversione in legge del decreto dignità. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, dal 1997 abbiamo assistito a una progressiva precarizzazione del mondo del lavoro, con la motivazione che quelle cosiddette riforme avrebbero modernizzato la regolamentazione dell'accesso al lavoro, con il conseguente aumento dell'occupazione. Ci raccontarono che chi si opponeva alle cosiddette riforme era fuori dal tempo, rappresentava il vecchio e che il mercato avrebbe risolto tutto, avvicinando la domanda all'offerta. Dopo il cosiddetto pacchetto Treu si sono susseguite norme su norme che hanno accolto tutte le richieste di flessibilità delle parti datoriali, ma nulla o poco è stato fatto in tema di sostegno ai lavoratori cosiddetti flessibili. In tal modo si è precarizzato sistematicamente il lavoro, tornando quasi a una sua concezione ottocentesca, reintroducendo di fatto il cottimo, chiamandolo con un bell'appellativo inglese: gig economy . Sono diminuiti i salari, e i consumi interni sono crollati provocando instabilità e incertezza, che si sono tradotte in un aggravamento della recessione e in ritardo dell'uscita dalla crisi esplosa nel 2008. Tutto ciò ha rubato il futuro e la speranza a un'intera generazione. I nostri giovani sono stati obbligati a lavori sempre più brevi, meno retribuiti, meno tutelati e con poche speranze di stabilizzazione del rapporto: tutti fattori che - per esempio - hanno impedito la loro uscita dai nuclei familiari di origine. E qualcuno, dopo aver provocato questi disastri epocali, ha anche avuto il coraggio di definirli "bamboccioni". Chi non ha accettato lo svilimento delle competenze acquisite e i compromessi al ribasso, e ne ha avuto la possibilità, ha scelto di lasciare il Paese, se di scelta può parlarsi. Il disastro compiuto dai precedenti Governi non solo ha distrutto le vite dei giovani, ma ha anche coinvolto i quarantenni e i cinquantenni, che avevano perso il lavoro a causa della crisi e non sono riusciti a trovarne uno nuovo: padri e madri di famiglia, lavoratori, piccoli imprenditori, lasciati soli senza un sostegno sistematico da parte dello Stato che permettesse loro di mantenere le famiglie. Abbiamo dovuto assistere con dolore a un susseguirsi di tragici suicidi di cittadini come noi, persone perbene travolte dalla disperazione. Il mantra di questi anni è stato flessibilità. Ma chi ha governato ha dimenticato di affiancarla con le necessarie tutele per chi era vittima di questa flessibilità in tema di diminuzione del salario. A tutto ciò vogliamo mettere riparo, e vuole farlo questa maggioranza. Quindi, con il decreto-legge in esame si amplia la platea dei giovani che possono usufruire dell'esonero contributivo per favorire l'occupazione. Si prevedono contributi aggiuntivi sui contratti a termine per favorire la trasformazione a tempo indeterminato, prevedendo che i datori di lavoro possano recuperare detti contributi in caso di stabilizzazione. Si reintroducono i voucher solo ed esclusivamente nei settori dove servono, cioè dove sono indispensabili per far emergere sacche di lavoro nero, ma al contempo impedendo gli abusi del passato che avevano causato la loro cancellazione. Si pongono finalmente vincoli per impedire alle aziende che usufruiscono di contributi pubblici volti a salvaguardare i livelli occupazionali di delocalizzare dopo aver intascato i contributi. Si elimina per i lavoratori autonomi l'obbligo dello split payment , misura che li ha messi in forte difficoltà. Sarà possibile finalmente la compensazione tra i debiti di cartelle esattoriali e i crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Si impone il divieto di pubblicità sul gioco d'azzardo dal 1° gennaio 2019, e sappiamo quanto questa misura porterà benefici alle famiglie, visto che l'azzardo ha gettato ancor più nella disperazione quelle persone che, in difficoltà economica per la perdita del lavoro, hanno creduto al falso mito della vincita facile. Con quest'atto cominciamo a risolvere i problemi del mondo del lavoro, ponendo le basi per iniziare un percorso virtuoso che porti all'incremento occupazionale e a un miglioramento dell'offerta di lavoro in termini di stabilità e durabilità dello stesso. Il decreto dignità costruisce finalmente un muro maestro dei diritti; un muro che fermerà la spirale negativa dello svilimento dei diritti e contribuirà a invertire la rotta restituendo dignità ai lavoratori e ai cittadini tutti. Chi si reca sul posto di lavoro deve essere consapevole di avere dei doveri, ma anche dei diritti. Oggi restituiamo speranza, restituiamo dignità. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi senatori, oggi discutiamo del decreto Di Maio. Non lo stiamo discutendo in un luogo qualsiasi, ma alla Camera alta del Parlamento, che, insieme alla Camera dei deputati, dovrebbe rappresentare il bicameralismo perfetto del nostro sistema legislativo. E dico «dovrebbe» perché, in realtà, non vi è stata in sede di Commissione e non vi sarà neppure in Assemblea alcuna possibilità di modificare una virgola dell'impianto del decreto-legge. Così come ci è arrivato. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Laus) . Ministro, tanta fretta e tanta urgenza per niente. Perché, infatti, utilizzare il decreto d'urgenza quale strumento legislativo non essendoci alcun provvedimento urgente da portare a normativa vigente? Ministro, l'urgenza vera sarebbe stata il tema della sicurezza sul lavoro e le tante morti che si susseguono, come quelle degli ultimi giorni attestano. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ma su questo tema neppure una parola. Non c'è nessun provvedimento urgente, se non quello di dare visibilità al ministro Di Maio. Ecco perché lo chiamo decreto Di Maio. Ma si può svilire o - come è più corretto dire - annichilire la democrazia e - quel che è peggio - produrre una norma che sortirà un disastro nel nostro sistema occupazionale ed economico solo per avere della mera visibilità? Non siamo noi a dirlo, ma sono i tanti lavoratori con contratto a termine in essere che sono già stati licenziati o che lo saranno con grande probabilità perché, in assenza di un regime transitorio ad oggi, il datore di lavoro rischierebbe dannosi contenziosi con le causali. Lo ribadiscono le associazioni di categoria, a cominciare da Confindustria, i tanti imprenditori e lo stesso presidente Zaia, presidente di una Regione economicamente importante. Il Veneto, tra l'altro, è stato protagonista negli ultimi anni di numerosi suicidi di imprenditori che, in difficoltà, non hanno sopportato il fallimento per senso di responsabilità nei confronti delle loro famiglie, ma soprattutto verso i propri dipendenti. E questi sono dati che bisognerebbe avere ben presente prima di stilare una legge. Il ministro Di Maio ha scelto questa serie di interventi normativi per emergere quale figura politica e istituzionale, perché si tratta di interventi a costo zero e perché facilmente attuabili, ma ciò non giova alla certezza del diritto sia per le imprese che per i lavoratori. I dati parlano chiaro: oggi le imprese operano sempre più sui mercati esposti a stagionalità, fasi, ciclicità e richieste impreviste. Nei primi undici mesi del 2017 nel settore privato si è registrato, infatti, un saldo pari a più 800.000 unità in relazione ad assunzioni e cessazioni di rapporti lavorativi: un aumento, quindi, ma che tipo di contratti sono aumentati? Sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato e aumentati quelli di apprendistato, quelli stagionali, di somministrazione e a chiamata. Noi tutti vorremmo il lavoro stabile e fisso, ma è evidente che, con un mercato ancora asfittico e una crescita economica lenta e lontana dai livelli pre-crisi, le aziende non investono e non possono investire nel contratto a tempo indeterminato, che tra l'altro in questo provvedimento, invece di essere incentivato, viene penalizzato con un aumento di eventuali penali sul cosiddetto licenziamento illegittimo. Ministro, se il decreto-legge avesse voluto veramente tutelare quei giovani precari che le stanno tanto a cuore, perché paradossalmente non si parla di apprendistato e di tirocinio? Perché non si parla di fasce deboli? In nome della proclamata lotta al precariato, le modifiche introdotte dal decreto-legge in esame potrebbero sortire l'effetto opposto a quello declamato dal ministro Di Maio: più turn over , inmobilismo, contenziosi, contrapposizioni tra lavoratore e datore di lavoro, tornando indietro di cinquanta anni. Questo è il cambiamento per voi? Si marcherà ancora di più il divario tra pubblico e privato. Non è incentivando il conflitto sociale, Ministro, che si crea sviluppo per il Paese. È evidente che con questo decreto-legge, non solo non si propone di incrementare l'occupazione, ma addirittura si accetta di diminuirla. Dove volete arrivare? Con il via libera all'assunzione nei centri per l'impiego - operazione assurda, perché i centri andrebbero riformati - è chiaramente indicato che si vuole arrivare ad avere molti clienti per il reddito di cittadinanza. Noi, invece, vogliamo il lavoro: questa è la vera dignità. Il lavoro non si fa con vincoli e vincoletti, ma incentivando lo sviluppo nelle imprese. Noi rabbrividiamo pensando alle parole pronunciate dalla senatrice Matrisciano in Commissione, quando ha detto che questo provvedimento è solo il primo passo. Penso, però, che rabbrividiscano di più tanti lavoratori, tanti imprenditori e intere famiglie italiane. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Endrizzi. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, signori rappresentanti del Governo, abbiamo migliaia e migliaia di persone in cura per l'azzardo, ma per ognuna di queste molte altre rinunciano perché sono disperate, rischiano di perdere la casa e allora ricorrono agli usurai e continuano. E molte più persone ancora non si rendono nemmeno conto di avere un problema: lo vedono i loro figli. Siamo il primo mercato d'azzardo in Europa e non abbiamo i redditi più alti d'Europa, per non parlare della disoccupazione. Anzi, si azzarda di più proprio nei territori più poveri, compreso il Nord. A Rovigo - ad esempio - che è l'unica provincia veneta ad avere un reddito inferiore alla media nazionale, si azzarda il doppio che nelle altre. Quanto ai ragazzi va detto che una recente ricerca dell'università di Padova ha messo in chiaro un punto gravissimo: i più poveri hanno una probabilità sette volte maggiore di diventare giocatori d'azzardo patologici. Tra i quindici e i diciotto anni un ragazzo su due ha già iniziato ad azzardare - è una ricerca Nomisma - e uno su 25 ha già impatti negativi sul profitto scolastico. La pubblicità è il principale veicolo di attrazione per i giovanissimi. È quanto mette in evidenza una recentissima ricerca della Caritas condotta su 1.600 ragazzi di età compresa tra i tredici e i diciassette anni: «Lo so che è vietato, lo so». La pubblicità continua e martellante è anche una corona di spine sul calvario di chi cerca di smettere, di recuperare la sua vita e la sua famiglia: è come una beffarda spugna d'aceto, che lo incita ad azzardare ancora, quando avrebbe invece il diritto di essere aiutato a curarsi e a recuperare la propria famiglia. È la dignità di queste persone, dei malati, dei ragazzi, degli imprenditori e delle famiglie che dobbiamo tutelare e non c'è tempo da perdere, non si può rimandare: dunque, divieto totale con un anno di tempo per i contratti in essere, non di più. Non temiamo i ricorsi, perché la salute viene prima e lo riconosce anche l'Unione europea: l'azzardo non rientra nella direttiva servizi. Durante la discussione sul testo, in materia di divieto della pubblicità del gioco d'azzardo abbiamo avuto molti spunti, anche dalle opposizioni: tutti concetti che avevamo inserito nella scorsa legislatura in una proposta di legge condivisa con i cittadini sulla nostra piattaforma Rousseau. È un bene che vi sia oggi questa ampia convergenza. Ad esempio, vengono inserite avvertenze sui Gratta e Vinci, le cosiddette lotterie istantanee e dunque rapide e ripetitive, che più facilmente possono portare a compulsività. Non so se ne siete a conoscenza, ma è stata inventata e messa in commercio una macchinetta che addirittura gratta blocchetti interi di Gratta e Vinci. Ebbene, proprio le lotterie istantanee sono le prime forme di azzardo praticate dai minorenni: tre su quattro di loro riferiscono di non aver avuto alcuna ostacolo ad azzardare. Questi tagliandi devono riportare dunque in modo chiaro che sono nocivi alla salute e le stesse scritte vanno apposte anche sui monitor delle slot machine gambling , che è l'unica cosa che una persona davanti alla macchina vede in quel momento. Poi sapete che, per legge, oggi i "Gratta e Vinci" devono dichiarare le probabilità di vincita. Bene, un tagliando che costa 5 euro e mi fa vincere 5 euro viene conteggiato tra le vincite. Ma, se ho giocato 5 e vinto 5, non è una vincita e non è neanche un rimborso, perché nel 95 per cento dei casi quelle persone ripuntano immediatamente e vanno in bocca alla probabilità di perdere. Questo è becchime per persone trattate da polli e siffatta vergogna oggi finisce. Poi, per azzardare sulle slot machine e sulle videolottery sarà necessario inserire la tessera fiscale. È una misura che l'industria è già pronta a recepire. Bene, in futuro sarà possibile prevedere un tesserino dedicato, con limiti di orario e di spesa, in rapporto al reddito, ed estendere controlli analoghi a tutte le forme di azzardo. Sparisce il termine "ludopatia". Perché piace all'industria dell'azzardo il termine "ludopatia"? È come dire che ti ammali per un gioco: il problema sei tu, la colpa è tua, hai sbagliato qualche cosa, hai esagerato. No, oggi sappiamo che è una dipendenza e come tale la definiamo; è una dipendenza che deriva anche dall'ambiente in cui le persone vivono e dalle caratteristiche delle forme di azzardo aggressive che vengono proposte. Avremo altre possibilità in futuro, che oggi non sono entrate nel decreto-legge in esame: estendere anche alle famiglie l'accesso al fondo antiusura; escludere i luoghi d'azzardo vicini a chiese, scuole e luoghi sensibili; preservare dall'azzardo gli orari del pranzo e della cena in famiglia. E questo dovremo e potremo farlo garantendo in tutte le Regioni d'Italia una tutela minima per i cittadini, fatta salva la potestà legislativa delle Regioni e regolativa dei Comuni di determinare forme di protezione anche maggiori. Potremmo ridurre il volume complessivo dell'azzardo (le 70 milioni di giornate lavorative che già nel 2012 la consulta antiusura stimava dedicate all'azzardo) e riportare il nostro Paese a una dimensione più ragionevole. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 18,03) ( Segue ENDRIZZI). A realizzare questo programma ci aiuterà la ripresa economica, che lo spostamento dei consumi verso forme a più alto moltiplicatore consentirà. Vinceremo anche questa, oggi è solo il primo passo (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, con il referendum del dicembre 2016 gli italiani hanno ribadito la volontà di mantenere due Camere uguali, che hanno lo stesso diritto e lo stesso dovere nel lavorare. Il Parlamento è in carica da marzo e il Governo da due mesi: eppure, siamo privati della possibilità di intervenire sul primo vero provvedimento. Ne è riprova quanto accaduto in Commissione bilancio: l'articolo 81 è stato adoperato come una tagliola sul merito delle questioni. Non mi sembra un inizio positivo. A ogni modo, il mio Gruppo vuole valutare i provvedimenti e quello in esame nel merito e nei suoi contenuti. Ed è di questo che voglio parlare. All'emanazione del decreto-legge abbiamo salutato positivamente le norme sul gioco d'azzardo. La Provincia di Bolzano è stata tra le prime a evidenziare questa piaga sociale con una legge già nel 2010 che porta la mia firma e che è stata poi estesa e rafforzata con due interventi legislativi. Siamo contenti che anche a livello nazionale ci sia un primo passo in questa direzione, perché fino a ora è stato assordante il silenzio delle istituzioni rispetto ai numeri impressionanti della ludopatia e alle denunce che venivano dai medici, dagli operatori sociali e dal quotidiano «Avvenire», che per molto tempo è stato l'unico a denunciare siffatto problema. Così come salutiamo positivamente l'abolizione dello split payment , su cui ho preparato un ordine del giorno per estenderla anche alle imprese, che spero il Governo voglia accogliere. Abbiamo poi chiesto che venissero reintrodotti i voucher . Solo nel settore vitivinicolo sono andati in fumo 50.000 posti di lavoro e non sono mancate le sollecitazioni anche da altri settori: il turismo, il commercio, gli enti locali, il sociale. Sui voucher in passato sono stati commessi degli abusi che era doveroso contrastare, ma allo stesso tempo permane la necessità di uno strumento agile a basso impatto burocratico, in grado di far incontrare domanda e offerta di lavoro occasionale. Diciamo che permane, perché la nuova versione dei voucher soddisfa solo in minima parte queste esigenze. Il nostro ordine del giorno sui voucher sociali, che spero venga accolto - alla Camera dei deputati è stato accolto - sarebbe un fatto positivo, ma purtroppo non risolutivo. Se si fosse data al Senato la possibilità di intervenire concretamente sul provvedimento, come Gruppo avremmo presentato delle migliorie e non credo saremmo rimasti da soli; così come ne avremmo presentate altre sulla parte legata alle causali, al numero dei rinnovi sui contratti a termine. Non è questa la strada per combattere il precariato. Si è creato un meccanismo punitivo nei confronti delle imprese con alto rischio di turnover e un ingolfamento delle aule dei tribunali per i possibili contenziosi. Tutto questo spingerà le aziende a non assumere, e lo farà perché anche le causali, così come sono state scritte, riflettono una concezione fordista dell'organizzazione aziendale. Quale azienda ha un'organizzazione così rigida delle mansioni lavorative? L'impegno di un'azienda lo fa il mercato, lo fanno le accelerazioni e le decelerazioni della domanda. Ci sono poi ambiti flessibili per definizione. Il mondo della ricerca è uno di questi, dove spero che il Governo perlomeno accolga l'ordine del giorno da noi presentato sui contratti a termine. Sappiamo, infatti, che nel mondo dell'università, nel mondo della ricerca, i programmi europei di finanziamento sono tutti triennali. In tutta Europa i ricercatori vengono assunti con contratti a termine triennali. Procedendo in questo modo non si combatte la precarietà, ma si favorisce un gioco al ribasso verso il lavoro nero che è una piaga ancora troppo presente. Altre aziende, invece, punteranno sulle consulenze esterne, spingendo i giovani lavoratori ad aprire la partita IVA. Questa strada verrà percorsa anche con quelli che oggi non possono accedere a regimi agevolati, se alle partite IVA ordinarie verrà estesa la tassazione del regime forfettario. La conseguenza più grave sarà che il lavoratore vivrà al di fuori del contesto del lavoro, limitandosi a erogare la prestazione da remoto e non frequentando l'azienda giorno dopo giorno E chi ha un minimo di esperienza di impresa sa quanto è importante per la stabilizzazione di un posto di lavoro di un ragazzo il fatto che lo si possa conoscere, il fatto di apprezzarne giorno dopo giorno la compatibilità caratteriale coi colleghi e il fatto che si senta e diventi parte di una squadra. L'azienda è fatta dalle persone e le decisioni di un datore di lavoro vengono prese non solo in virtù di un'analisi stringente dei costi e dei benefici economici. È grave che questo Governo, in cui vi sono forze che hanno un radicamento importante nei settori produttivi, non lo capisca. Lo abbiamo ripetuto più volte in queste settimane: il lavoro non lo si crea per decreto-legge. Davanti a noi abbiamo, invece, i rischi di un altro turnover . Abbiamo i dati dell'INPS che, come ha rilevato più di qualcuno, sono previsioni fin troppo prudenziali. Bisogna abbassare il costo del lavoro a tempo indeterminato ed è sicuramente un bene che qualcosa sia già stato fatto alla Camera. Soprattutto, però, occorre mettere le aziende nelle condizioni di competere e innovare. Condividiamo, pertanto, le perplessità che le imprese hanno espresso in queste settimane e che il lavoro compiuto alla Camera non è riuscito a fugare in alcun modo. Anzi, forse lo ha acuito, se penso all'automatismo dopo i dodici mesi dal contratto a termine a quello a tempo indeterminato. Sulle delocalizzazioni condivido il principio, ma la norma, per come è scritta, apre a scenari di incertezza giuridica. Gli investitori stranieri potrebbero rinunciare a investire nel nostro Paese, così come le aziende italiane che vogliono internazionalizzare potrebbero trovarsi in seria difficoltà. Signor Presidente del Consiglio, ministro Di Maio, avete fatto di questo decreto-legge la cifra del vostro Governo in materia di lavoro. È una cifra che a me non convince, perché non convince il nostro territorio e perché riflette un'idea superata delle imprese e del mercato del lavoro. Non mi dilungo in valutazioni politiche più complessive. Quel che so è che l'introduzione dei voucher è stata troppo timida e sul resto non si è mostrata alcuna reale volontà di ascoltare le parti sociali e le organizzazioni di impresa. Si sarebbe potuto migliorarlo. S speravamo che la Camera lo facesse e che a quest'Aula venisse data altrettanta possibilità. Si è deciso in altro modo e dobbiamo prenderne atto. Per questo il mio giudizio sul provvedimento è negativo e annuncio fin da ora il mio voto contrario, perché il decreto-legge in esame, signor Ministro, certo non crea lavoro, ma sono sicuro e certo che distruggerà posti di lavoro e ciò non serve al Paese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV e PD) ) . Sui gravi incidenti stradali avvenuti in Emilia-Romagna e in Puglia CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo solo per introdurre, purtroppo, una dolorosa parentesi. Credo che in Assemblea sappiano tutti cosa è successo quest'oggi, verso le ore 14,30: sulla tangenziale di Bologna, in località Borgo Panigale, c'è stato un incidente, le cui conseguenze sono andate oltre la normale dinamica di un incidente stradale, perché un'esplosione molto forte ha coinvolto una grandissima quantità di cittadini e anche diverse aziende, che hanno subito danni ingenti. So che il Governo sta seguendo con attenzione la vicenda, perché ho già visto che si sono espressi i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno e so che questa situazione comporterà problemi grossi, probabilmente anche di indennizzo da parte dello Stato e in tal senso il Governo dovrà operare in sintonia e in raccordo con la Regione e il Comune di Bologna. Anzitutto vorrei esprimere la mia solidarietà ai feriti, che sono tanti, sembra ci siano almeno due morti già accertati, per cui credo che il Senato debba amaramente prendere atto della situazione, nelle forme che la Presidenza riterrà opportuno. Ai carabinieri e agli agenti della polizia stradale, che essendo stati i primi soccorritori sono stati coinvolti e hanno avuto ustioni molto gravi e sono stati feriti, vorrei esprimere tutta la nostra solidarietà, perché hanno dimostrato lo spirito di servizio che conosciamo. (Applausi) . Pertanto, signor Presidente, mi rimetto a lei e spero che il Governo prima della pausa estiva possa venire a riferire in Senato. PRESIDENTE . La Presidenza si associa nell'esprimere solidarietà insieme all'Assemblea e chiede di osservare un minuto di silenzio. Poiché su questo argomento hanno chiesto di intervenire altri colleghi, li farei intervenire a conclusione della discussione generale: quindi non a chiusura della seduta d'Assemblea, ma a chiusura della discussione generale. (Commenti del senatore Romeo). Non vorrei fare una discussione al riguardo: a conclusione della discussione generale, darò la parola su questo e su altri temi. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . O le cose si fanno uguali per tutti o, altrimenti, è una scorrettezza che non accettiamo. PRESIDENTE. Senatore Romeo, re melius perpensa , visto che alcuni colleghi hanno chiesto di parlare su questo argomento, se siete d'accordo, concedo un minuto per Gruppo, su questo argomento. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi sembra il minimo, visto che credo vi sia una condivisione da parte di tutta l'Assemblea, di fare una commemorazione unica - non lo dico al senatore Casini, ma in generale - perché mi sembra giusto, visto quello che è successo. Stiamo parlando di una tragedia vera, per Bologna, ma non solo. Le prime stime parlano di almeno due vittime e di 70 feriti, molti dei quali gravi; parliamo del fatto che ci sono stati i soccorritori e come sempre le Forze dell'ordine sono state le prime a intervenire (Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco), con la solidarietà dei Vigili del fuoco del Veneto e della Lombardia che sono subito arrivati, appena chiamati, a dare aiuto. Non dimentichiamo che sono sempre le Forze dell'ordine a intervenire per prime. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono le prime ad esserci e sono sempre quelle che molto spesso perdono la vita per aiutarci e proteggerci. Non da ultimo, occorrerà anche fare la conta dei danni per quanto riguarda le strutture e le infrastrutture. La tangenziale è caduta e l'autostrada è crollata, la zona tutto intorno è devastata; parlano dello scoppio di macchine sottostanti che poi ha causato ancora la vampata e altri danni; si parla di una gomma di un camion è entrata in un ristorante, è esplosa e il locale ha preso fuoco. Dico questo per dare un'idea del quadro che c'è stato oggi a Bologna. Da parte del Gruppo Lega, come penso di tutta l'Assemblea, esprimo la nostra vicinanza, il ricordo, la nostra partecipazione al lutto per le vittime, il nostro augurio e la speranza di una guarigione completa e pronta per i feriti, con la rassicurazione che si dovrà fare un'attenta riflessione a mente fredda su quanto è accaduto oggi, lontani da polemiche sterili. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, come altri colleghi, avevo chiesto al presidente Calderoli di dedicare alla vicenda un momento che coinvolgesse tutto il Senato. In ogni caso, non c'è il problema di rincorrersi. Ringrazio il senatore Casini e concordo con quanto detto dal collega della Lega. Oggi è il momento del cordoglio; l'incidente è veramente terribile e bisognerà affrontare immediatamente i temi relativi al fatto che stiamo parlando di un nodo strategico per il Paese in un periodo fondamentale, con il turismo e le vacanze. È crollato un pezzo di tangenziale con tutte le conseguenze del caso. Ci sarà il momento per ragionare sui danni, ma oggi ci uniamo anche noi all'apprezzamento per il lavoro delle Forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco); poi arriverà il momento per una riflessione più strategica, in grado di dare una risposta a un nodo di questo Paese europeo che non riguarda solo Bologna e l'Emilia Romagna, perché c'è bisogno di risolvere questo problema. (Applausi) . AIMI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, quello che ci ha colpito così all'improvviso è un fatto davvero drammatico, per il quale proviamo tutti un profondo dolore. Rivolgiamo pertanto un pensiero alle vittime, ai loro famigliari e ai feriti. A nome del Gruppo, mi unisco poi al ringraziamento alle Forze dell'ordine che sono intervenute con tempestività in questo inferno assoluto che ha colpito Bologna e la sua viabilità. Chi ha avuto modo di vedere quelle immagini può rendersi conto davvero della tragedia immane che ha colpito quella città e quella comunità, in un momento difficile che è, per molti, quello dell'esodo verso le vacanze. Quella voragine che si è aperta, quell'esplosione drammatica che c'è stata è impressionante, un vero e proprio evento drammatico che ha colpito l'intera città. Voglio aggiungere, come ha detto prima il senatore Errani, con il quale abbiamo avuto modo di condividere tante battaglie politiche sul territorio, che credo che sia importante mettere mano anche alla viabilità, a questo punto, al passante che tutti attendiamo, perché nelle nostre battaglie politiche siamo stati facili profeti di quanto è avvenuto. Non voglio, in questo momento, aprire alcuna polemica, ma mi voglio limitare a dire che ho piacere che tutta l'Assemblea commossa abbia partecipato a questo evento terribile e spero che la nostra presenza quest'oggi e il nostro ricordo possano, per quanto possibile, lenire il dolore e far sapere ai famigliari che le istituzioni sono loro vicine. (Applausi). MANCA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, a nome del Partito Democratico desidero anch'io esprimere la vicinanza del Gruppo innanzitutto alle famiglie delle vittime, ma anche alle famiglie delle numerose persone purtroppo coinvolte e rimaste ferite in questo tragico e drammatico incidente che ha coinvolto uno dei nodi più strategici ed importanti dell'intero Paese. Certamente oggi è il giorno in cui lo Stato deve dimostrare di essere vicino innanzitutto ai familiari, così come è necessario ringraziare sin da subito le Forze di polizia, i Vigili del fuoco, l'Arma dei carabinieri e la Polizia stradale per il lavoro che hanno da subito prestato per soccorrere; purtroppo sono stati i primi a rimanere coinvolti in questa tragica fatalità, perché l'esplosione, unita ad un incidente così drammatico, ha portato anche tanti feriti tra coloro che servono le istituzioni e sono lì per operare per la nostra sicurezza. È importante dare un messaggio di vicinanza dello Stato ad uno dei nodi più importanti del nostro Paese. Oggi è il giorno della vicinanza nei confronti delle vittime e dei familiari coinvolti, ma c'è bisogno di aprire presto una riflessione rispetto all'importanza di questo nodo e alla necessità che dobbiamo tutti insieme salvaguardare la sicurezza di tutti, la sicurezza dei cittadini. Ci accorgiamo sempre di quanto sia importante lavorare in prevenzione. Prevenire innanzitutto: credo che sia qualcosa di molto importante che riguarda tutto il Senato e le istituzioni dello Stato. Vogliamo quindi, a nome del Partito Democratico, non solo esprimere la vicinanza nei confronti delle famiglie, ma anche chiedere al Governo un intervento immediato per dimostrare sensibilità e vicinanza delle istituzioni, ma soprattutto perché quello è un nodo fondamentale che rischia di separare e di dividere il Paese. C'è bisogno anche di dare una risposta immediata al ripristino delle condizioni necessarie per salvaguardare la sicurezza di tutti gli italiani. A questo facciamo riferimento in questa sede e auspichiamo che il Governo sia nelle condizioni immediate di poter intervenire e di poter garantire una presenza significativa ed importante del nostro Governo in una fase così difficile per una realtà che chiaramente rischia di dividere in due il Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, anch'io, come parlamentare dell'Emilia Romagna, desidero, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, unirmi alle parole di cordoglio di tutti i colleghi che mi hanno preceduto e della Presidenza del Senato. Il nostro pensiero va alle vittime, ai familiari delle vittime, ai tanti feriti, a tutti coloro che si sono trovati a operare - immaginiamo - in condizioni di assoluto pericolo per la propria vita, le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco e tutti i cittadini che si sono certamente trovati in quella che, guardando le immagini che vengono trasmesse in questi minuti, deve essere veramente una situazione tragica e molto difficile. Credo che oggi, come hanno detto tutti i colleghi, sia il momento del cordoglio e del pensiero commosso a tutti coloro che hanno purtroppo subito sulla propria pelle questo tragico evento; tuttavia, credo anch'io che, a mente fredda, bisognerà avviare un ragionamento sul trasporto di queste sostanze altamente pericolose, sulle misure di sicurezza che devono essere adottate, soprattutto in un mese, come quello di agosto, in cui notoriamente il traffico è molto superiore alla media del resto dell'anno. Anche su questi temi Fratelli d'Italia ci sarà e si impegnerà per dare il proprio contributo. (Applausi) . MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, a nome del Gruppo MoVimento 5 Stelle, anch'io, che vengo dall'Emilia Romagna, esprimo tutta la solidarietà e la vicinanza alle vittime dell'incidente che è avvenuto a Bologna, ai feriti e alle famiglie dei feriti e delle vittime, insieme alla vicinanza, all'attenzione e alla solidarietà verso le Forze dell'ordine e i Vigili del fuoco. Voglio, però, ricordare anche che è avvenuto praticamente nello stesso momento un altro incidente stradale molto grave, nel foggiano, con ben dodici vittime, che ha coinvolto un furgone di braccianti e un camion: si sono scontrati e dodici persone hanno perso la vita. Esprimiamo cordoglio a tutte le vittime. (Applausi) . PRESIDENTE . Grazie, senatrice. Aveva chiesto la parola sulla coincidenza di quest'altro tristissimo evento anche la senatrice Bellanova e avevamo stabilito di farlo in chiusura di discussione generale. A questo punto, do la parola alla senatrice Bellanova. BELLANOVA (PD) . Signora Presidente, di nuovo oggi, ancora in Puglia, siamo costretti a registrare un massacro di vite umane, vittime innocenti del bisogno di un reddito per sopravvivere: dodici cittadini di origine africana hanno perso la vita in un incidente stradale mentre tornavano dal lavoro nei campi, nel territorio di Foggia. Sono morti sul lavoro, che si aggiungono ai quattro lavoratori di origine africana che hanno perso la vita sabato 4 agosto. Signora Presidente, non lasciamo che un assordante silenzio copra il sangue che ha bagnato non solo l'asfalto, ma anche la coscienza di tanti benpensanti. La magistratura farà il suo corso e potrà utilizzare la civilissima legge contro il caporalato. Quello che oggi chiediamo al Governo è che venga a dare un'informativa urgente in Aula su questi gravi incidenti e su quali e quanti intrecci con la criminalità organizzata vivono dietro il mercato delle braccia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, come è stato evidenziato dai senatori che sono intervenuti poc'anzi, in poche ore ci sono state due tragedie, una in prossimità di Borgo Panigale, un'altra in località vicino Foggia, dove ci sono state dodici vittime. A Bologna ci sono state due vittime e diversi feriti, alcuni dei quali versano in condizioni gravi. Quello che possiamo assicurare, come Governo, è di venire quanto prima a rispondere alle richieste di informativa urgenti che sono state avanzate da alcuni senatori. Va, a nome di tutto il Governo, la vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti e un grazie alle Forze dell'ordine. Sono due tragedie che ci interrogano su tanti temi che sono stati posti, come la sicurezza stradale, la sicurezza dei trasporti pericolosi, il caporalato e tanto altro, su cui agiremo tempestivamente. (Applausi) . PRESIDENTE . La Presidenza si fa carico di accogliere le richieste di informativa e trasmetterle al Governo. GRASSO (Misto-LeU) . Un minuto di silenzio per Foggia! PRESIDENTE. Indubbiamente. Chiedo all'Assemblea di osservare un minuto di silenzio anche per le vittime dell'incidente di Foggia. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 741 PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, vista la gravità degli eventi verificatisi, abbiamo ritenuto opportuno interrompere il punto all'ordine del giorno e di questo ha risentito anche l'ordine degli interventi e la direzione delle espressioni di cordoglio. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, lei sa che noi di Liberi e Uguali, quand'è stato promulgato il decreto-legge cosiddetto dignità, avevamo pensato che potesse essere l'inizio di un'inversione di rotta, da quello che è stato il mantra - che ci ha accompagnato negli ultimi anni - della flessibilità del lavoro, con norme per renderlo sempre più flessibile, perché solo grazie a questa flessibilità si sarebbe poi prodotta più occupazione: un mantra , un dogma, un paradigma di cultura del lavoro e di cultura economica che è stato alla base di molti provvedimenti che ha caratterizzato forse gli ultimi venti anni, anche a livello ideologico, e che è stato alla base del jobs act . L'idea era che per poter garantire una maggiore crescita e un maggiore sviluppo anche sul piano occupazionale fosse necessario, ancora una volta, intervenire per la destrutturazione del mercato del lavoro e per eliminare regole e norme considerate quasi un retaggio del secolo scorso. Ciò ha prodotto, come è noto, anche sul piano simbolico, l'eliminazione di quell'articolo 18 considerato quasi il tappo che doveva saltare per rendere più fruibile il sistema dei vari contratti di lavoro. Certamente non solo il jobs act , ma questo mantra, questo paradigma che ha condizionato le scelte neoliberiste degli ultimi anni, cosa hanno prodotto? Lo chiedo di nuovo a quest'Assemblea. Non ha certamente prodotto più posti di lavoro, ha solo prodotto tanta precarietà, solo e unicamente precarietà. Soprattutto - in questo caso ci sta usare la parola dignità - ha prodotto l'umiliazione dei lavoratori, ha tolto loro la dignità, rendendo il lavoro una merce come un'altra, anzi, anche meno. Un'idea assolutamente sbagliata dal nostro punto di vista, che certamente non ha prodotto una crescita economica, perché se si continua a pensare di poter crescere svalutando il lavoro non si produce sviluppo economico, tantomeno di qualità. Ministro Di Maio, noi avevamo pensato che questo provvedimento potesse rappresentare un'inversione di rotta. Ancora una volta siamo stati, forse, degli illusi ad aver pensato che il provvedimento in esame avrebbe potuto rappresentare l'inizio di un percorso che cominciava a mettere discussione questo mantra, questo paradigma. (Brusio) . Signor Presidente, con questo brusio non si riesce a parlare. PRESIDENTE. Colleghi, sono giornate un po' faticose, ma vi prego di osservare silenzio e rispetto per chi sta parlando. Prego, senatrice De Petris. DE PETRIS (Misto-LeU) . Stavo parlando dell'illusione di uscire dalla crisi manomettendo le regole del lavoro e lavorando solo e unicamente sulla svalutazione del lavoro, pensando di poter rendere il Paese più competitivo a livello internazionale solo e unicamente diminuendo il costo del lavoro e rendendolo più flessibile. Faccio una domanda a tutti. Siamo usciti dalla crisi e abbiamo ripreso un percorso economico con una prospettiva un minimo seria? Assolutamente no. Infatti, se si pensa di competere su questo piano, nel mondo - ahimè - c'è chi riesce a competere ancora di più, in termini di schiavitù. Per questo motivo, avevamo pensato che un decreto-legge che nel suo titolo contiene la parola «dignità» e che cominciava a intervenire sui contratti a tempo determinato potesse rappresentare un'inversione di tendenza. Mi rivolgo ora al Governo. Nel passaggio alla Camera dei deputati, anche con la presentazione sia in Commissione, che in Assemblea di alcuni nostri emendamenti (evidentemente un po' diversi dal coro, che abbiamo sentito anche in quest'Assemblea, a cominciare dalle note dell'INPS, con cui si sosteneva che la disoccupazione sarebbe aumentata), abbiamo cercato di fare quel passo in avanti che ritenevamo e riteniamo assolutamente necessario per iniziare a cambiare la rotta e produrre un'inversione di tendenza. Tuttavia, questi emendamenti non sono stati presi in considerazione. Vogliamo parlare dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori? Colleghi del MoVimento 5 Stelle, non voglio rinfacciarvi nulla, perché in quest'Aula abbiamo condiviso la battaglia contro il jobs act e l'eliminazione dell'articolo 18. Avevamo pensato che quel segnale dovesse arrivare per dare sostanza al decreto-legge dignità. Penso anche ai contratti e ad altre norme che abbiamo proposto per quanto riguarda l'inserimento delle causali, per esempio, per i contratti di durata inferiore ai dodici mesi. Che dire, poi, del ritorno dei voucher ? Come si fa a pensare che rimettere i voucher ed estenderli dai tre ai dieci giorni sia lotta contro la precarietà? È ancora una volta - riflettete su questo - è un salvacondotto per il lavoro nero, al contrario di quello che dicevano altri miei colleghi. Pensate all'agricoltura, nel cui ambito si può assumere addirittura per una giornata: ditemi voi perché si dovrebbero usare i voucher - tra l'altro estesi da tre a dieci giorni - se non per poter coprire il lavoro nero e tenerseli in tasca per quando arriva un'ispezione. Diciamo questo perché - torno a ripeterlo - non ci siamo rapportati a questo decreto-legge con le pregiudiziali dogmatiche e ideologiche di cui sopra, ma perché pensavamo che lavorando, modificandolo, si potesse veramente produrre un'inversione di tendenza, quell'inversione di tendenza che è necessaria per questo Paese. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. DE PETRIS (Misto-LeU) . Un'inversione necessaria per ridare dignità ai lavoratori e dare davvero sostanza a questa parola che non si può usare così. Non vogliamo chiudere questa vicenda. In questo decreto-legge, ancora una volta, ahimè, in linea con quel contratto di Governo non ben specificato sul punto, vi siete messi non in discontinuità, non a invertire la rotta, ma in continuità con quello che è stato il mantra che ha ucciso in questo Paese la dignità dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, pensiamo che questo decreto-legge che lei, Ministro, con furbizia, ha chiamato dignità, sia in realtà un provvedimento che dovremmo più realisticamente chiamare disoccupazione e siamo preoccupati soprattutto del segnale che viene dato al mondo dell'impresa. Signor Ministro, molti osservatori sostengono che con questo decreto-legge lei abbia voluto rispondere da sinistra all'azione da destra, quella sì efficace, che il Ministro dell'interno ha sviluppato dando un segnale molto forte nei confronti dell'immigrazione clandestina, che, infatti, ormai sembra che non parta più dalla Libia verso l'Italia ma verso altre realtà. Questo segnale di sinistra, purtroppo, impone, in una logica pauperistica, più burocrazia, più limiti, più divieti, ed è fonte di maggiori conflitti e contenziosi, come dimostrano già i segnali negativi che vengono dal mondo dell'impresa e dell'occupazione. Avrà certamente letto, Ministro, il tweet di un precario bancario che ha perso il posto di lavoro come conseguenza del suo decreto-legge. C'era bisogno invece di un segnale del tutto diverso, che, peraltro, chi si è candidato nel centrodestra, compresi i cari amici leghisti, avevano sottoscritto nel contratto di programma con gli elettori, e cioè più libertà e meno vincoli, più sostegno all'impresa e meno limiti. Questo, Ministro, è un pessimo segnale, che si aggiunge a quello che in queste ore altri Dicasteri 5 Stelle stanno dando. Non capisco perché la Lega abbia lasciato tutti i Dicasteri produttivi ed economici in mano ai 5 Stelle: il Ministero del lavoro e dello sviluppo economico, che contiene in sé cinque Dicasteri (comunicazione, energia, industria, artigianato, consumatori); il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; il Ministero della salute; il Ministero dei beni culturali: tutti Ministeri che in qualche misura incidono sulle attività produttive ed economiche sono lasciati alla sua mano sinistra. Di conseguenza, abbiamo un dibattito in queste ore tra il vice premier Salvini e gli altri Ministeri in merito alla TAV, al Terzo valico, al Passante, alla Pedemontana, alla TAP, il gasdotto che porterebbe nuovo gas, quindi nuova energia e nuove libertà per il nostro Paese. Per questo siamo preoccupati, perché è un segnale estremamente negativo di una nuova lotta di classe. Non la lotta di classe di vecchio stampo di origine comunista tra chi, proprietario, ha i mezzi di produzione, e chi fornisce il proprio lavoro, tra chi lavora e chi fornisce i mezzi di produzione, tra gli operai e i datori di lavoro. È una nuova lotta di classe tra chi non lavora, aspirando, grazie a voi, ad essere mantenuto dallo Stato attraverso il reddito di cittadinanza, e chi produce ricchezza, sia esso proprietario dei mezzi di produzione o lavoratore. Questo nuovo conflitto di classe tra chi non lavora e spera soltanto di essere mantenuto dallo Stato, e chi invece, impresa e lavoratore, mantiene lo Stato e crea ricchezza e lavoro, è la lotta di classe che voi volete imporre in questo Paese, a danno di tutti coloro che producono. In conclusione, signor Vice Ministro, lei sa che il reddito di cittadinanza è stato recentemente abolito in Finlandia dopo un esperimento di un anno, perché risultava diseducativo? In Finlandia, figuriamoci in Calabria. Lei sa che l'altro giorno è stato abolito in Ontario (in Canada), perché risultava uno sperpero di risorse? Lei sa che la Scozia lo sta abolendo? Ebbene, in questa analisi costi-benefici, perché non tenete conto del fatto che altri Paesi, che l'hanno introdotto prima di noi, vi stanno rinunciando? Perché non ne tenete conto e perché non cambiate davvero rotta, dando più libertà all'impresa e più sostegno a chi lavora, invece di illudere che si risolva tutto mantenendo tutti all'interno del sostegno dello Stato? Credo che di questo ci sia davvero bisogno. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, colleghi, interverrò solo sull'articolo 9 del decreto-legge, perché credo che sulla vicenda del gioco sia utile, al di là della retorica e della propaganda, dire le cose come stanno, sapendo che non sottovalutiamo assolutamente l'importanza della proibizione della pubblicità. Credo che sia un provvedimento giusto, necessario per ridurre la domanda di gioco; un provvedimento importante che interviene dopo una regolamentazione che i Governi precedenti avevano già messo in campo sulla pubblicità, proibendo la pubblicità in RAI e stabilendo delle regole ferree rispetto agli orari in cui era possibile trasmettere pubblicità sulle reti generaliste. Riconosciamo che quella regolamentazione non era sufficiente. È evidente che, soprattutto in occasione degli avvenimenti sportivi e sulle televisioni specializzate nello sport, si è arrivati a un vero e proprio abuso della pubblicità, in particolare in relazione alle scommesse. Quindi è giusto proibire la pubblicità: non abbiamo difficoltà a riconoscerlo. Abbiamo detto dall'inizio di questa discussione che se c'era un punto su cui non ci convinceva quel provvedimento, era quello legato alle sanzioni, perché le sanzioni erano troppo basse: solo il 5 per cento del valore di una sponsorizzazione come multa da pagare nel caso si facesse la pubblicità, ci sembrava un provvedimento leggero; diciamo che non rendeva cogente la norma. Ho visto che, immagino anche grazie al nostro intervento e al ragionamento che abbiamo fatto, è stata aumentata al 20 per cento la sanzione. Continuo a non capire perché non si può dire che chi fa la pubblicità perde la concessione da parte dello Stato, che mi pare la cosa più chiara e radicale, che proibirebbe davvero la pubblicità. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Presidente, noi non abbiamo problemi a riconoscere che questo è un provvedimento importante. Ma voglio dire al senatore Di Piazza che noi riconosciamo questo, ma voi dovete riconoscere quello che è stato fatto dagli scorsi Governi e che voi non avete fatto; quello che è stato fatto nel 2015 e che voi non avete fatto. Mi riferisco, in particolare, alla riduzione delle AWP e delle slot . Noi non abbiamo solo proibito la pubblicità; non siamo intervenuti solo sulla domanda, ma sull'offerta. Abbiamo tolto un terzo delle macchinette dai bar e dalle tabaccherie. (Applausi dal Gruppo PD) . Abbiamo previsto l'accesso remoto perché quelle macchinette fossero più controllate. Io chiedo che venga riconosciuto. Dire, come è stato detto dal senatore Di Piazza, che noi abbiamo solo presentato disegni di legge non è vero. Forse sono proprio i Governi precedenti che hanno fatto molto su questo aspetto, molto di più di chi, negli anni precedenti, per fare cassa ha messo gli apparecchi con premi in denaro nei bar. (Applausi dal Gruppo PD) . Voglio anche rivendicare il fatto che alla Camera abbiamo contribuito a migliorare questo provvedimento, che è migliorato. Dicevo prima delle sanzioni più alte, ma vorrei riconoscimenti per gli emendamenti del Partito Democratico in virtù dei quali oggi, per giocare a una slot machine , sarà necessario un documento identificativo e l'utilizzo della tessera sanitaria. Serve, quindi, discutere. Se si fosse discusso anche sul resto del decreto dignità, forse avremmo potuto fare un intervento migliore per il Paese. Però anche sul gioco serve fare di più; serve un riordino vero; serve ridurre l'offerta, come abbiamo cominciato a fare noi. Servono regole per tutelare le persone, tante regole che riguardano il modo di giocare, la formazione degli operatori, regole che sono scritte e che si potevano già mettere in questo decreto-legge perché non costano nulla. Sono le regole che ha messo insieme la campagna «Mettiamoci in gioco». Servono regole per la trasparenza, per controllare le filiere e dare responsabilità ai concessionari. Signore Presidente, mi faccia dire una cosa: c'è un vulnus che mette in discussione tutto ciò che si è fatto. Si aumenta il prelievo erariale unico (PREU). Non solo si aumenta il PREU per coprire le perdite che lo Stato ha dalla proibizione della pubblicità, ma si aumenta ulteriormente il PREU, cioè si aumenta ulteriormente la tassazione sul gioco, per finanziare le decontribuzioni per le assunzioni. Allora, se volete combattere il gioco, non serve la retorica; non serve fare l'elenco di quanto male faccia il gioco. Cominciamo a dire che lo Stato si impegna a far entrare meno soldi dal gioco; che vuole usare meno soldi dal gioco e non che aumenta le tasse e usa il gioco per finanziare anche nuovi provvedimenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Altrimenti è un imbroglio. Dire giocate di meno, mentre lo Stato incassa di più per pagare provvedimenti che con il gioco non c'entrano niente è un imbroglio. (Applausi dal Gruppo PD . Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghe e colleghi, salvo clamorosi colpi di scena, a breve avremo tra le leggi dello Stato italiano la legge Di Maio. Si rende conto che grande Paese è il nostro? Lei, in un arco di tempo brevissimo e a un'età della vita invidiabile, è riuscito nell'impresa di passare da una condizione di lavoratore precario a Ministro che disciplina la vita dei lavoratori, e spero non dei precari. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A breve capiremo gli effetti della sua legge. Noi ovviamente riteniamo che questo provvedimento crei più danni che benefici e lo riteniamo non perché siamo dei gufi. Lo voglio dire ad alcuni amici che utilizzano ancora questo refrain . Anche il Governo precedente, quando riceveva qualche critica, intendeva definire chi lo criticava un gufo. Noi non siamo dei gufi, ma delle persone che purtroppo vogliono accendere il lume della illuminazione rispetto a questo Governo. Questa legge contiene un vulnus che permane. In questa legge vi è la totale incapacità di introdurre una flessibilità nel mercato del lavoro per eliminare il precariato. Vince e vincerà il precariato, che significa innanzitutto tornare indietro: significa togliere certezza a chi vuole costruirsi una famiglia, a chi vuole assumersi degli impegni finanziari, a chi vuole avere la speranza di passare da un tempo determinato a un tempo indeterminato. Basta ascoltare le persone, quelle vere, non i troll , quelle che investono nella loro impresa, nelle risorse umane, nell'innovazione della propria azienda. Noi le abbiamo ascoltate, piccoli e medi imprenditori, che unanimemente criticano senza alcun appello questa legge. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci hanno detto che tra gli effetti immediati di questo provvedimento ci sarà il non rinnovo di molti contratti in scadenza; temono nuovi provvedimenti in termini anche giudiziari di natura giuslavorista. Lo scorso anno, signor Ministro - lei lo sa - erano appena un migliaio le cause: con l'introduzione delle causali a maglie larghe aumenteranno certamente in modo esponenziale e in questo senso ringrazieranno gli avvocati. Ma, signor Ministro, su tutto è scattato negli imprenditori un meccanismo che per chi ama il mercato è drammatico: quello della paura e della sfiducia. Lei obietterà: «Si immagini quanti lavoratori siano sfiduciati». Il problema, signor Ministro, sta proprio lì, nell'aver alimentato una frattura tra impresa e lavoratori e ciò non porterà nulla di buono per il nostro Paese. Si dovevano apportare certamente alcuni aggiustamenti, ma stravolgere l'ingresso nel mondo del lavoro non creerà maggiore occupazione, tutt'altro. Allora, perché questa corsa contro il tempo? La sensazione è che non si voglia migliorare il mercato del lavoro, ma battere Salvini in termini di visibilità. Concludo, signor Presidente, richiamando un passaggio dell'intervento del capogruppo della Lega nella scorsa legislatura, senatore Centinaio, attualmente Ministro. Il capogruppo Centinaio, in occasione della discussione sul j obs act , dichiarava che si doveva tagliare il cuneo fiscale, si doveva portare l'aliquota al 20 per cento, abolire gli studi di settore e sburocratizzare. Ecco, cari amici della Lega, noi siamo ancora profondamente convinti che quella era, è e sarà la strada da percorrere per garantire i nostri lavoratori e le nostre imprese. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, ministro Di Maio, la fretta di questo provvedimento è giustificata da un motivo tanto giusto quanto banale: recuperare i disastri e i ritardi che il centrosinistra ha lasciato in Italia. Non abbiamo altro tempo da perdere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) . Questo provvedimento è talmente chiaro che chi non vede che si affronta per la prima volta in maniera organica, seria e perentoria la ludopatia, chi non vede che con l'abolizione del redditometro e dello spesometro si capovolge un punto di vista sugli italiani, che non sono più disonesti fino a prova contraria, ma sono onesti fino a prova contraria, è politicamente in malafede. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ). Allo stesso modo, chi non vede che con questo provvedimento si richiama all'ordine quell'impresa che, dopo aver avuto gli aiuti di Stato, con i soldi pubblici deve rimanere in Italia e non scappare là dove la manodopera non costa nulla, chi non vede che questo provvedimento è seriamente dedito a combattere il precariato, è politicamente in malafede dal punto di vista politico: non c'è altra spiegazione! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) . È un'altra rivoluzione, Ministro, che questo provvedimento comincia. È esattamente l'opposto di quanto ho sentito finora: accorcia tremendamente le distanze tra i lavoratori e le imprese perché il precariato - secondo la filosofia di questo provvedimento - verrà debellato e combattuto dal Governo insieme alle imprese, nell'interesse dei lavoratori. Certo, signor Ministro, un licenziamento ci sarà e farà un rumore tale che si avvertirà in tutta Italia: sarà licenziato finalmente il jobs act con tutti i suoi effetti negativi che sono ricaduti sull'Italia, a cominciare da quell'occupazione fasulla che faceva aumentare gli indici Istat, ma faceva impoverire le famiglie italiane. Quel provvedimento che era sì fonte di uno schiavismo del nuovo millennio; quel provvedimento che faceva illudere gli italiani, secondo il quale un solo giorno di lavoro significava che aumentava l'occupazione in Italia. Questo sistema viene definitivamente archiviato e capisco certamente la difficoltà della sinistra (o di quel che ne resta, veramente) (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) , che si vede superata su questo terreno dal Governo del cambiamento (Commenti dal Gruppo PD) , quella sinistra che per tanti, troppi anni ha illuso i lavoratori, quella sinistra che ha chiamato i compagni dai campi e dalle officine a imbracciare la falce e il martello. E, quando costoro in buona fede l'hanno fatto, la sinistra è andata al Governo e che ha fatto? Ha girato le spalle ai lavoratori e ha rivolto lo sguardo languido e servile verso i banchieri e verso i poteri forti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S ) . Questa è la vostra paura e questo è il Governo del cambiamento, che parla a ragion veduta di dignità, perché qualcuno ha anche detto che la dignità non appartiene al cittadino, ma appartiene all'uomo ed è insita nell'uomo. Certo, se non è stata debellata, se non è stata calpestata, se non è stata cancellata. E in quel caso, in uno Stato di diritto così com'è l'Italia, c'è soltanto un modo per ripristinarla: fare delle regole serie e fare delle leggi serie, così come è serio il decreto dignità. Quando parliamo di dignità - concludo, signor Presidente - parliamo di dignità dei giovani, che devono avere la speranza di mettere su una famiglia e quindi di avere un lavoro stabile e di sapere cosa sia il futuro; di un padre di famiglia, che deve poter crescere dei figli con altrettanta speranza, disegnando il loro futuro; ma anche di coloro i quali ancora oggi si spaccano la schiena a una certa età sui cantieri, pur di portare il pane a casa. Questo significa dignità. E siamo soltanto all'inizio, signor Ministro, cari colleghi: non ci resta che andare avanti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni ) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, dico subito che consegnerò il testo integrale del mio intervento, non riuscendo, nel tempo a mia disposizione, a disegnare un quadro completo di questo provvedimento. Si tratta di un provvedimento che nasce con tante speranze che sono state date ai cittadini. Questo decreto dignità sembrava poter cambiare le aspettative; tuttavia, man mano che lo scorriamo e man mano che approfondiamo i temi in esso contenuti, ci rendiamo conto che è solo un bluff , che è solo un qualche cosa che, anziché essere fatto - come si suol dire - da nuovi governanti, è fatto da governanti nuovi. Un provvedimento che non ha nulla di innovativo, ma che forse ha la parte più becera del sistema di produrre lavoro, che è quella di volerlo produrre attraverso un provvedimento di legge. È un provvedimento di legge che non tiene conto di quelle che sono le realtà lavorative presenti nel nostro territorio e della crisi che incombe nel nostro Paese. Vede, questo provvedimento parte dal principio secondo cui l'imprenditore è uno sfruttatore dei lavoratori. E questo giustifica le sanzioni, sempre più forti, che sono presenti nel provvedimento. Io sono un imprenditore, caro Ministro, e non mi diverto a licenziare i lavoratori, non mi sono mai divertito. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Anzi, cerco sempre di aumentare la massa dei lavoratori. Cerco di farli stare bene. Cerco di dare loro qualche cosa che va anche oltre il salario che viene determinato dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Signor Presidente, lei deve tener conto che le difficoltà ad assumere nascono dalla diversa modalità che esiste nel mondo dell'economia. Abbiamo paura di allargare la platea dei lavoratori nelle nostre imprese, perché siamo in un momento di transizione così veloce per cui ci sembra di essere un momento positivo dell'economia, che ci invita a produrre più posti di lavoro, e dopo un attimo arriva la crisi. Si parla della crisi del 2008, ma non possiamo dimenticare che c'è stata la crisi del 2011 e quella del 2012. Si parla veramente di difficoltà ad assumere laddove, come nel territorio di cui io sono rappresentante, non siamo ancora arrivati, come numero di occupati, a quelli che c'erano precedentemente al 2008. Ci sarà una ragione che non avete analizzato. Non è penalizzando i datori di lavoro che voi create impresa: è tutto il contrario! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il datore di lavoro ha paura di assumere e ricorre al lavoro straordinario perché sa che, se anche oggi ci sembra di vivere un momento di favore per la nostra impresa, l'indomani mattina, ciclicamente, come ci siamo abituati nella crisi 2008-2011, potremmo dover licenziare tutti. E licenziare cosa significa? Secondo voi dover pagare le penali? Licenziare quando siamo costretti ci costa veramente un sacrificio e un sacrificio notevole. In primo luogo perché la nostra impresa, che noi giudichiamo come una persona, con l'affetto che si dedica ad un familiare, entra in crisi. Licenziare a noi costa veramente molto, prima di tutto dal punto di vista psicologico. E invece voi cosa pensate? Che noi ci divertiamo a licenziare. E per questo aumentate le indennità di licenziamento. Signor Ministro, se si vogliono creare veramente posti di lavoro nuovi si devono mettere le nostre imprese nelle condizioni di competere con le imprese nazionali, ma anche con le imprese internazionali. Non significa scoraggiare chi vuol venire in Italia, così come non si può scoraggiare chi vuole investire all'estero, che sia nella comunità europea o che sia fuori dalla comunità europea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi dispiace che ci sia una visione veramente miopica all'interno del mondo di lavoro, ma non mi meraviglia molto, perché il lavoro lo può conoscere, lo può migliorare solamente chi lo pratica tutti i giorni, chi conosce il lavoro e chi conosce l'impresa. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Floris. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo pertanto l'autorizzazione a consegnare il testo integrale del mio intervento, dal momento che avrei dovuto essere il relatore di minoranza per quanto riguarda Forza Italia. Non sto rivolgendo nessuna accusa. Anzi, forse potrei fare una autoaccusa. Spero così di poter dare con questo scritto un contributo a chi volesse leggerlo. Caro signor Ministro, io sono italiano e, come le ho già detto un'altra volta, se lei ha successo abbiamo successo anche noi. Io, poi, cercherò di fare meglio di lei. Cercherò di fare in modo che il partito nel quale milito riprenda la maggioranza in Italia. Ma non sulle spoglie dell'Italia. No, a questo non ci sto. E mi spiace che il bicameralismo sia diventato, di fatto, un monocameralismo. La legge è stata migliorata? Non così come avremmo voluto. Noi avremmo voluto poterla discutere. Mi creda: non c'era nessuna fretta. Non c'era alcuna urgenza di esitare una legge qualsiasi. Quella che volevamo era una legge degna dell'aspettativa delle imprese italiane. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza a consegnare il suo intervento affinché resti agli atti. È iscritto a parlare il senatore Paragone. Ne ha facoltà. PARAGONE (M5S) . Signor Presidente, non pensavo, onestamente, che la parola dignità creasse il panico e che addirittura scatenasse terrore l'espressione dignità dei lavoratori. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Invece, a quanto pare, siamo a questi livelli. È vero: il lavoro non si crea attraverso una legge o un decreto, ma pessime leggi hanno cancellato la dignità dei lavoratori. Questo è accaduto: pessime leggi hanno, di fatto, reso invisibile il lavoratore, come se si dovesse piegare ogni volta ad un modello low cost anche del lavoro e quindi anche il lavoratore diventa una funzione e un soggetto interscambiabile. Ecco dunque qual è la potenza del decreto dignità: per la prima volta, proprio attraverso la parola dignità, il lavoratore ricompare, perché è inutile pensare di poter mettere a fuoco il concetto di lavoro quando è fuori fuoco il concetto di lavoratore. Ma è il lavoratore che è agganciato al lavoro (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) , è il lavoratore che è carico di diritti e, quando si parla di diritti del lavoratore, non si può pensare che il contratto a tempo indeterminato sia un colpo di fortuna che capita nella vita. Ecco perché è importante cominciare a rimasticare il concetto di un contratto solido, che dia prospettiva. Invece devo registrare delle frasi incredibili, come quelle di Zoppas, il presidente di Confindustria Veneto, che evidentemente parla lo stesso linguaggio di alcuni senatori appartenenti a questa Assemblea. Egli però è andato oltre e ha detto che il decreto dignità per gli imprenditori sarà un «cappio al collo». (Commenti dal Gruppo FI-BP) . Dunque il presidente di Confindustria Veneto sta citando una drammatica situazione, che imprenditori del Veneto purtroppo hanno vissuto e quegli imprenditori del Veneto si sono suicidati, perché non volevano licenziare! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP) . CAUSIN (FI-BP) . Vai a lavorare! Vergogna! PARAGONE (M5S) . Di cosa parli? Gli imprenditori per bene in questo Paese non hanno paura ad assumere. Invece chi sono gli imprenditori che hanno paura? Quelli che delocalizzano, quelli che giocano alla slot machine dei contratti! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . FLORIS (FI-BP) . Non conosci il mondo del lavoro! PARAGONE (M5S) . Allora forse sarà bene ricordare a Zoppas che in quel Nord-Est si suicidò un ragazzo, che si chiamava Michele e la sua lettera finì in prima pagina su tutti i giornali e sicuramente commosse tutti noi. Allora vale la pena citarne alcuni pezzi, quando dice: «Non è assolutamente questo il mondo, che mi doveva essere consegnato e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte». Noi dobbiamo consegnare ai giovani un mondo, se non perfetto, almeno che sia un mondo in cui abbiano i diritti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo FI-BP) . Sarà mica questo l'orizzonte che vogliamo per i lavoratori italiani? Quello in cui l'Istat registra nel solo mese di giugno del 2018 un aumento dei contratti a termine di 16.000 unità e, di contro, un arretramento di 56.000 unità a tempo indeterminato in un mese (Commenti del senatore Floris) . Ciò vuol dire che questa crescita non funziona, oppure poggia su delle basi che sono decisamente da rivedere. Vorrei anche dire al Presidente e a tutti coloro che parlano degli imprenditori, che i piccoli imprenditori, ad esempio quelli artigiani, non hanno paura ad assumere... (Richiami del Presidente). Vado a concludere. PRESIDENTE. Ha un minuto, senatore Paragone. PARAGONE (M5S) . Infatti il presidente di Confartigianato, in un tweet , l'ha detto chiaro e tondo... ( Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) PRESIDENTE. Facciamo terminare il senatore Paragone, che ha ancora quasi un minuto. PARAGONE (M5S) . Il presidente di Confartigianato, in un tweet , che quindi potete tranquillamente vedere anche voi, colleghi, ha detto che questi aiutini sono stati fatti a Confindustria, ma loro non assumono per poter licenziare (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) e parla di regalie e di jobs act. Quindi, quando parlate degli imprenditori, ricordate che i piccoli imprenditori non hanno paura di licenziare e hanno invece visto male il jobs act (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . Domandatelo a Merletti, presidente di Confartigianato. L'ultima notazione la vorrei dedicare a quelle multinazionali che, attraverso i giochi e le regole totalmente asimmetriche che regala l'Unione europea, possono minacciare ancora una volta i Governi e i lavoratori di andarsene, perché c'è sempre qualcuno da sfruttare un po' di più. Certo, se noi continuiamo a spingere i lavoratori nell'invisibilità, anche l'Europa dei popoli, l'Europa dei cittadini farà fatica a nascere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Avviandomi alla conclusione, faccio riferimento a quella che è un'autentica verità. Lì si diceva che la verità vi renderà liberi; io dico che la dignità rende liberi i lavoratori. Quindi andiamo avanti, signor Ministro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. DI MAIO, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, gentili senatori e gentili senatrici, prima di tutto vorrei cogliere l'occasione per rispondere a tutte o quasi tutte le osservazioni che sono state fatte. Non ho potuto ascoltare la prima mezz'ora di dibattito e me ne scuso, ma cercherò almeno di spiegare all'Assemblea del Senato della Repubblica quale sia stata la ragione che ci ha indotto a portare avanti un provvedimento del genere e a farlo per necessità ed urgenza. Il primo punto, posto anche nel dibattito alla Camera dei deputati che si è svolto la settimana scorsa, era proprio legato alla ragione di adottare un decreto-legge. Il decreto-legge secondo noi è giusto in quanto interviene su quattro emergenze della nostra società, vale a dire il precariato, l'emergenza delle delocalizzazioni (nei primi due mesi di questo Governo abbiamo avuto tre casi di aziende che dalla mattina alla sera hanno mandato centinaia di lettere di licenziamento ai loro dipendenti e se ne sono andate all'estero); abbiamo poi un'emergenza che dobbiamo affrontare con tutte le nostre forze ed è quella del gioco d'azzardo, l'azzardopatia, e quella della burocrazia. Vorrei fare due premesse, la prima delle quali è che questo non è uno strumento che risolve tutti i problemi di questo settore, ma comincia ad affrontarli in controtendenza rispetto al passato. Lo dico utilizzando questo termine, ma è anche naturale che sia così. Siamo stati forze politiche che si sono fatte opposizione negli anni passati perché avevamo due ricette differenti per i problemi del Paese; oggi queste forze politiche si sono alternate, alcune sono andate al Governo e altre sono all'opposizione. Considero anche normale che ci siano idee diverse e ognuno si prende la responsabilità dell'idea di Paese che porta avanti. Mi ha incuriosito, sia nel dibattito alla Camera che anche oggi pomeriggio al Senato, il fatto che gli estremi di questo Emiciclo accusino il decreto-legge in discussione di essere o troppo punitivo oppure di aver fatto troppo poco per il precariato. Non è un caso. Noi abbiamo deciso di affrontare per gradi il primo tema di questo provvedimento, ovvero il precariato, intervenendo prima di tutto su un punto, mettendoci in linea con la durata dei contratti a tempo determinato nella media europea, che è di ventiquattro mesi; lo abbiamo fatto reintroducendo le causali dal secondo contratto e aumentando le sanzioni per i licenziamenti ingiusti. Per qualcuno è troppo poco; per altri è troppo. Io dico che è un primo intervento di buon senso e ovviamente ci assumiamo tutta la responsabilità delle misure che disponiamo. Rispetto a chi dice che aumenterà il contenzioso, rispondo che il contenzioso è a zero perché il suo oggetto, che era uno dei diritti del lavoratore di poter essere assunto a tempo determinato per ragioni specifiche, è stato eliminato, perché la normalità per noi è il contratto a tempo indeterminato, mentre il contratto a tempo determinato deve servire per specifiche situazioni d'azienda, ma non dal primo. È logico infatti che nel primo rapporto di lavoro tra il datore e il dipendente ci si debba conoscere, si debba avere l'occasione e l'opportunità di apprezzare le capacità e anche i difetti del lavoratore. Sulla parte del precariato, vorrei dare anche umilmente a questa Assemblea l'orizzonte temporale con cui agisce questo provvedimento, che secondo me permetterà alle aziende e alle imprese di metabolizzare il cambiamento delle normative. Questo perché per i contratti in essere è prevista una norma transitoria che agisce dal 31 ottobre, e in ogni caso, per i nuovi contratti i primi dodici mesi sono senza causale. Qualcuno chiederà cosa accade dopo i ventiquattro mesi e io rispondo domandando cosa accadeva prima dopo i trentasei mesi. C'è forse una legge divina per cui a trentasei mesi si passa a tempo indeterminato e a ventiquattro mesi si viene licenziati? Io non credo. Credo semplicemente che facendo così noi avremo i nuovi contratti che permettono un rapporto di conoscenza tra datore di lavoro e dipendente nei primi dodici mesi senza causali e, per i contratti in essere dal 31 ottobre la nuova normativa comincerà a dispiegare gli effetti nell'ordinamento. Perché il 31 ottobre? Per una semplice ragione: perché nella legge di bilancio vogliamo dare maggiori agevolazioni agli imprenditori sul contratto a tempo indeterminato, abbassando il costo del lavoro e facendo di quello il contratto normale, la normalità; quindi gli permettiamo di arrivare fin lì. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Poi è chiaro che ci sono tanti aspetti che ci portano ad affrontare la questione del contratto a tempo determinato e a limitarne l'uso. Io penso che ci siano tanti ragazzi, tanti giovani in questo Paese che stanno vivendo nei primi anni della loro maggiore età un rapporto col lavoro a mio avviso devastante dal punto di vista culturale. Si crea una cultura del lavoro, nelle nuove generazioni, che può essere devastante, basata cioè sull'idea di lavorare senza guadagnare, pur di dire di stare lavorando. È una tendenza sempre più sviluppata, che coinvolge tante persone che, pur di dire di stare lavorando, sono disposte a rimetterci dal punto di vista economico, a rinunciare a un salario. Questo sta succedendo unitamente ad un altro fenomeno, che è l'alternarsi di contratti di somministrazione, contratti determinati, somministrazione, poi c'è lo stop and go . Tutto questo sta creando più precarietà e sta creando una cultura del lavoro che è devastante, perché quei ragazzi che a diciotto anni iniziano questa trafila che non finisce mai cominceranno a pensare che quello solo sia il lavoro e abbandoneranno qualsiasi ambizione di stabilità personale e familiare. Io non credo che con questo decreto-legge risolveremo tutti questi problemi, ma almeno abbiamo iniziato a limitarli, perché siamo convinti che un lavoro più stabile dia più produttività alle nostre imprese. E il tema della produttività delle nostre imprese è uno dei problemi più grandi che abbiamo dal punto di vista dello sviluppo economico dell'Italia. A questo si aggiungono i consumi: chi ha un contratto più stabile ha più possibilità di programmare la propria vita, consuma di più e quindi, ancora una volta, giova alle imprese. Poi potremo non essere d'accordo, ma non mi meraviglia perché - lo dico senza ironia e senza polemica - negli anni precedenti si sono seguite altre ricette, che altri Paesi europei stanno seguendo ancora, lo riconosco. Poi, quale sia il consenso di quei Paesi europei che stanno portando avanti quelle riforme iperprecarizzanti, lo andremo a vedere. Noi abbiamo avuto un mandato diverso, che abbiamo inserito nel contratto di Governo e che è il contrasto del precariato. Ci confronteremo, ovviamente, in quest'Aula, ma devo dire che su questo le ricette sono molto discordanti. Non abbiamo una visione comune. Perché quando si dice che dobbiamo aumentare la flessibilità, che è un'espressione gentile per dire molto spesso che dobbiamo aumentare a tal punto la precarietà, che dobbiamo aumentare il numero di contratti, non di occupati, a volte di contratti a pochi giorni o a poche settimane, allora è un problema. Si è citato molto il tema dei piccoli e medi imprenditori italiani, ma con queste norme diamo un po' di peso contrattuale, invece, a tanti giovani e meno giovani che lavorano nei centri commerciali, nelle multinazionali; a volte neanche i loro rappresentanti sindacali contano qualcosa; figuriamoci loro quando chiedono un diritto sul posto di lavoro. E ci siamo passati - immagino - in tanti in quest'Aula con i propri figli, con i propri nipoti o in prima persona. Ovviamente giudicheremo l'effetto di queste norme. Ce ne assumiamo la responsabilità come Governo, ma io credo sia giunto il momento di non inseguire più il dio mercato, e di cominciare a mettere di nuovo al centro la persona e le sue esigenze. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e del senatore Buccarella) . Infatti, già in questi primi due mesi di Governo, mi è capitato di avere a che fare con la maggioranza delle imprese italiane, che sono sempre molto collaborative quando ci sono delle crisi, e poi mi è capitato di avere a che fare con grandissime aziende, molto spesso straniere, che sul territorio nazionale stavano bene con i bilanci, ma stavano dismettendo gran parte della loro produzione. Ebbene, esistono due generi di impresa: quella che dice che vuole collaborare con il Governo per trovare una soluzione ai propri dipendenti, anche se non li può tenere, e quella che sta anche bene con i propri business plan , ma che ci dice: o me li fai sfruttare o ce ne andiamo dall'Italia. Un Governo non può subire assolutamente un ricatto del genere. Quando mi dicono così la risposta è una sola: proteggere i cittadini italiani e non cedere all'idea di farli sfruttare. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Sulla burocrazia c'è tanto da fare. Io non mi illudo che disattivando il redditometro, lo spesometro e lo split payment per i professionisti abbiamo risolto i problemi; per carità. Abbiamo tanto altro da fare e su questo stiamo lavorando, anche con sottosegretari come Dario Galli, che mi dà una mano al MISE lavorando sul dossier sulla semplificazione per le imprese. Ci lavoreremo in occasione della legge di bilancio, ma anche prima. Tuttavia, possiamo dire, come è stato detto prima da qualcuno, che disattivare il redditometro, prevedere un'ultima comunicazione per lo spesometro e poi farlo superare con la fatturazione elettronica, eliminare lo split payment per i professionisti, così da dar loro più liquidità è sicuramente un segnale in controtendenza rispetto al passato, quando si utilizzavano professionisti e imprenditori come vacche da mungere per trovare le coperture alla legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Sulle delocalizzazioni abbiamo avuto un ampio dibattito alla Camera dei deputati. Si dice che questa norma incida anche sulle internazionalizzazioni. Prima di tutto, devo dire che molto spesso qualche furbo - non sto parlando ovviamente del dibattito parlamentare - nel dibattito generale, nel mainstream , confonde volutamente internazionalizzazione con delocalizzazione per giustificare comportamenti che non sono giustificabili da parte di alcune imprese, che vanno via dall'oggi al domani. Ci sono dei casi che richiedevano una legge dieci anni fa e probabilmente oggi neanche esisterebbero. Ci sono casi di aziende che hanno ricevuto fondi dallo Stato (e ci siamo andati tutti a quei cancelli) e poi se ne sono andate; alcune sono venute quattro mesi fa al MISE a dire che i loro bilanci andavano bene, che erano pronte ad assumere nuove persone e poi, quattro mesi dopo, hanno mandato una lettera di licenziamento a tutti quanti. Qualcuno dirà che la norma sulle delocalizzazioni già c'era in alcuni regolamenti ministeriali del Ministero dello sviluppo economico per alcuni fondi. È vero, ma noi, con questa norma, stiamo dicendo un'altra cosa: che ogni genere di fondo che entra nelle casse di un'azienda pretende da quell'azienda serietà e rispetto per lo Stato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Ciò significa - e voi lo potrete vedere dalla norma - che, poi, ogni Ministero sarà chiamato a creare dei regolamenti propri per recuperare queste risorse. L'abbiamo rinviato alle amministrazioni proprio perché sappiamo che non c'è un solo Ministero che eroga finanziamenti alle imprese, ma ce ne sono tanti. Ci sono finanziamenti a vario titolo e il principio generale è che se vuoi una mano a sviluppare l'economia della tua impresa, sul territorio nazionale, assumendo cittadini italiani, noi ti stendiamo tappeti rossi e ti diamo una mano. Però, se poi te ne vuoi andare, dopo pochi anni, prendendo in giro lo Stato, ci devi ridare i soldi, gli interessi e devi pagare anche una multa pari fino a quattro volte i soldi che hai preso. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Abbiamo fatto una differenziazione: nel caso extra-UE prevediamo anche una sanzione; all'interno dell'Unione europea ci riprendiamo i soldi con gli interessi. Quindi anche per le delocalizzazioni all'interno dell'Unione europea abbiamo individuato una norma. Poi si dirà che così si colpisce l'internazionalizzazione. Su questo sono molto tranquillo per una semplice ragione: i fondi per l'internazionalizzazione sono un'altra cosa e, tra l'altro, sarà sempre il Ministero a muovere l'azione di recupero dei soldi che abbiamo dato alle imprese. Quindi, in ogni caso, è su istanza del Ministero. Perché abbiamo fatto una norma del genere? Perché molto spesso queste aziende si presentano ai tavoli di crisi e dicono: «No, noi ce ne andiamo, non vogliamo ascoltare». A volte neanche si presentano e lo Stato non ha alcuno strumento contrattuale per riuscire a convincere queste aziende a restare. Anzi, sono loro che dicono: «Ringrazia che delocalizzo solo uno stabilimento, altrimenti vi rovino». No, questa volta ti roviniamo un po' noi, se permetti, perché abbiamo qualche norma per riprenderci i soldi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e del senatore Buccarella) . Presidente, arrivo alla conclusione: sul tema dell'azzardopatia alla Camera dei deputati (ovviamente ci sono visioni diverse a seconda dei Gruppi e magari per i Gruppi di opposizione non è stato un dibattito soddisfacente), come riconosciuto prima anche da qualche senatore intervenuto, si sono fatti molti passi in avanti, anche grazie al dibattito parlamentare. Siamo intervenuti con una norma che vieta qualsiasi tipo di pubblicità del gioco d'azzardo, online , televisiva o altre forme di sponsorizzazioni. Poi avevamo individuato una sanzione al 5 per cento, ma grazie a un emendamento dell'opposizione siamo arrivati al 20 per cento di sanzione. Abbiamo inserito, grazie alla deputata Carnevali, il messaggio - che è come quello che troviamo sui pacchetti di sigarette - «nuoce gravemente alla salute» su tutti i prodotti del gioco d'azzardo. Sempre grazie a un emendamento dell'opposizione in Commissione abbiamo individuato uno strumento, quello del codice fiscale, per utilizzare le slot machine : questo ne rende anche impossibile l'utilizzo da parte dei minori. Tutto questo non basta. C'è tanto altro da fare. Abbiamo iniziato a fare questo perché uno studio della Caritas ci dice che il 90 per cento delle persone che gioca d'azzardo in Italia viene a conoscenza del gioco d'azzardo attraverso gli spot televisivi e online . Saranno vietati. Qualcuno dice che nel resto d'Europa non sono vietati e che, quindi, nel resto dei Paesi europei accadrà. Per una volta abbiamo un primato positivo in Europa: siamo il primo Paese in Europa ad aver vietato gli spot sul gioco d'azzardo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Vorrei dire un'altra cosa sul PREU: più aumenteremo il PREU e più diminuirà il gioco d'azzardo in Italia, perché è un deterrente. Aumentando la tassazione su un settore, lo penalizzi. Quindi noi utilizzeremo anche il PREU come deterrente alla proliferazione del gioco d'azzardo e continueremo a farlo anche nei prossimi anni. Con una consapevolezza, ma ovviamente nel dibattito generale si potrà maturare anche un'altra convinzione: siamo consapevoli che una parte di questi giochi debba rimanere nell'ordinamento italiano per evitare che una loro assenza produca un incentivo al gioco illegale. Combatteremo anche il gioco illegale: ci sono già proposte molto interessanti che sono arrivate dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e questo ci permetterà anche di continuare una lotta che è stata portata avanti e per cui voglio ringraziare le nostre forze dell'ordine. Sono consapevole di una cosa e su questo poi dovremmo fare una grande riflessione: a volte il gioco illegale e il gioco legale si fondono. Molto spesso ci siamo ritrovati con le nostre forze dell'ordine che hanno sequestrato sale slot legali in mano a organizzazioni criminali. Dovremmo quindi fare una riflessione a 360 gradi in merito a quanto possa continuare ad esistere nel nostro ordinamento questo genere di giochi. Certo, si poteva fare molto di più. Ho ascoltato molti interventi su aspetti che non vengono affrontati in questo decreto-legge. Ho ascoltato da molti senatori consigli per inserire altre norme in questo decreto-legge, ma dobbiamo metterci d'accordo: sono state presentate pregiudiziali di costituzionalità, alla Camera per esempio, per il fatto che questo decreto-legge era un provvedimento omnibus ; se le stesse persone che hanno presentato le pregiudiziali di costituzionalità poi vengono a dire che dobbiamo aggiungere altro e renderlo ancora più omnibus si crea un po' un cortocircuito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo) . L'unica cosa che posso dire è che con questo decreto‑legge abbiamo deciso di aggredire delle emergenze. Dovremo ancora intervenire in questi settori. Ora lo abbiamo fatto con la convinzione che bisogna iniziare a invertire la tendenza in tutti questi settori, ove possibile lavorando insieme. C'è però un discorso che ho fatto anche ai deputati, intervenendo alla Camera la settimana scorsa. È un diritto sancito dal Regolamento quello dell'opposizione di stravolgere questo provvedimento, perché non la pensa come noi (diritto utilizzato anche dai parlamentari dell'opposizione nel corso dell'esame alla Camera dei deputati). Tuttavia, è un diritto della maggioranza quello di portare a casa il provvedimento, perché siamo convinti delle misure che abbiamo introdotto all'interno del decreto-legge. Infine, il provvedimento contiene misure riguardanti altri due temi: la scuola e le associazioni sportive dilettantistiche. Avremo modo di discuterne. Su questo dico soltanto una cosa: c'è una sentenza che ha colpito una categoria di insegnanti. Noi ci prendiamo l'onere e la responsabilità di prendere una decisione e cominciare a intervenire per salvare il lavoro di queste persone. (Prolungati applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo) . MALPEZZI (PD) . Li hai licenziati! FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento del Senato, a nome del Gruppo Partito Democratico, chiedo di non passare all'esame degli articoli. MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo scusa, ma sono alla prima esperienza in quest'Assemblea e, quindi, se faccio degli errori vi prego di correggermi e non penalizzarmi. Ai sensi dell'articolo 99, comma 2, del Regolamento del Senato, una volta chiusa la discussione, «qualora il rappresentante del Governo, dopo l'intervento di cui al comma precedente, prenda nuovamente la parola sull'oggetto in esame, per ulteriori dichiarazioni otto Senatori possono richiedere che su tali dichiarazioni si apra una nuova discussione». Visti gli importanti contenuti che il ministro Di Maio ha portato all'attenzione dell'Assemblea, noi avremmo pertanto il piacere di poter dire ancora qualcosa. PRESIDENTE . Senatore, mi spiace, ma eravamo in fase di replica del Governo. Non essendo pervenute richieste di intervento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione). Il Senato non approva. ( v. Allegato B ). Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5ª Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Onorevoli colleghi, analogamente ai criteri seguiti dalle Commissioni riunite in sede referente, la Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti 1.71, 1.71a, 1.110, 1.111, 2 -bis .0.6, 3.0.1, 3- ter .0.1, 3- ter .0.2, 3. ter .0.4, 4.0.2, 4.0.3, 4.0.5, 4.0.6, 4.0.7, 4.0.8, 4 -bis .0.4, 9 -quater .6, 9 -quater .7, 10.9, 10.0.1, 10.0.2, 10.0.3, 10.0.4, 10.0.5, 10.0.6, 10.0.7, 10.0.8, 10.0.9, 10.0.10, 10.0.11, 10.0.12, 10.0.13, 10.0.14, 10.0.15, 10.0.16, 10.0.17, 10.0.18, 10.0.19, 10.0.20, 10.0.21, 10.0.22, 10.0.23, 10.0.24, 10.0.25, 10.0.26, 10.0.27, 10.0.28, 10.0.29, 10.0.100 (già 10.10), 10.0.30, 10.0.32, 11.0.1, 11 -bis .0.2, 12.0.2, 12.0.3, 12 -bis .0.1, 12 -bis .0.2, 12 -bis .0.3, 12 -bis .0.4, 12 -bis .0.5, 12 -bis .0.6, 13.0.1, 13.0.2, 13.0.3 e 14.0.1, nonché l'ordine del giorno G4.1. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, con riferimento all'emendamento 1.101, chiedo al Governo di trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo invita i presentatori a trasformare l'emendamento 1.3 in ordine del giorno. Anche l'emendamento 1.101, come chiedeva il collega, può essere trasformato in ordine del giorno e accolto come raccomandazione. Quanto all'emendamento 1.6, il Governo invita i presentatori a trasformarlo in ordine del giorno. Su tutti gli altri emendamenti il Governo esprime parere contrario. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 1.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Il Governo ha chiesto se i presentatori dell'emendamento 1.3 sono disponibili a una sua trasformazione in ordine del giorno. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, siamo disponibili a trasformarlo in ordine del giorno, espungendo una parte, come mi è stato richiesto dal Sottosegretario, ma mantenendo il corpo dell'emendamento che riguarda il cuneo fiscale. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.30 non verrà posto in votazione. L'emendamento 1.4 è simile, pertanto chiedo ai presentatori se intendono chiederne la votazione o se lo ritirano. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, lo ritiriamo. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 1.6 c'era una richiesta di trasformazione in ordine del giorno. Senatore Laforgia, accoglie la richiesta del Governo? LAFORGIA (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.60 non verrà posto in votazione. AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, vorrei chiedere ai presentatori di poter apporre la mia firma all'ordine del giorno G1.60. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . CRUCIOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, non ha funzionato il dispositivo di votazione. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 19,53) Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.14, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «non superiore a». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.20 a 1.22. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.25, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «ventiquattro mesi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.26 a 1.31. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.32, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.33, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.35, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.34. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, le segnalo che il meccanismo di voto non ha funzionato nella precedente votazione e che il mio voto era favorevole. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.36, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Annullo la votazione. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, volevo segnalare che nel voto precedente ho erroneamente votato a favore; invece il mio voto era contrario. PRESIDENTE. Lo poteva dire dopo la votazione, non le pare? Me l'ha fatta annullare. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, da che mondo è mondo, quando uno si è sbagliato lo segnala direttamente ai resocontisti ed evitiamo ogni volta di interrompere i lavori del Senato. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Era esattamente quello che avevo detto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.36, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.37, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «estranee all'ordinaria attività». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.38 e 1.39. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.40, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.41, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «dell'attività ordinaria». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1.42. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.43, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.45, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 1.44, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.46, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.47, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, identico all'emendamento 1.48, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.49, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «l'azienda utilizzatrice». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.50 e 1.51. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.52, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole « aggiungere la seguente: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.53 a 1.55. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.58, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.59, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole « il seguente: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.60 e 1.61. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.62, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.63, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.64, presentato dal senatore Nencini, identico agli emendamenti 1.65, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 1.66, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.68, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.67, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.67, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.69, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.70, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.71 e 1.71a sono improponibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.72. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, noi chiediamo l'approvazione di questo emendamento soppressivo della lettera b) del comma 1. Esso elimina la modifica apportata dal decreto-legge in esame, ripristinando il limite dei trentasei mesi per i contratti a tempo determinato. Esso conferma in cinque il numero delle proroghe nell'arco temporale di trentasei mesi, eliminando la necessità di motivare i rinnovi del contratto a tempo determinato successivi al primo rinnovo. Chiediamo, quindi, che si voti a favore dell'emendamento 1.72. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.72, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.73, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.74, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, identico all'emendamento 1.75, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.78, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.76, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.77, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.79, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.80 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.81, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 1.82, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 1.83 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.84, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.85, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.86, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.87, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 1.88, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.89, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.90, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole « del comma. ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.91 a 1.94. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.95, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.96, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.97, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole «ottobre 2018». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1.99 e 1.98. Passiamo all'emendamento 1.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, lo ritiriamo. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'emendamento 1.105, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.105, presentato dai senatori Papatheu e Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Il senatore Steger ha proposto di trasformare l'emendamento 1.101 in un ordine del giorno. Il Governo lo accoglie? CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo è disponibile ad accoglierlo come raccomandazione. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.101 è accolto come raccomandazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.102, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.104 a 1.106. Passiamo all'emendamento 1.107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.107, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.108, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.108, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.109, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.109, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.110 e 1.111 sono improponibili. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.1. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il Governo è disponibile ad accogliere l'ordine del giorno G1.1, ove accolta una riformulazione tendente ad espungere, dalla penultima riga del dispositivo, dalle parole: «e da associazioni» fino alla fine della frase. PRESIDENTE . Senatore De Bertoldi, accoglie la riformulazione proposta? DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, la accolgo. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Gli ordini del giorno G1.2, G1.3, G1.4 e G1.5 sono stati ritirati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.6. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo lo accoglie. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.6 non verrà posto ai voti. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.7. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo è disposto ad accoglierlo come raccomandazione. PRESIDENTE . Senatore D'Alfonso, insiste per la votazione? D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.7 è accolto come raccomandazione. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.8. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo lo accoglie come raccomandazione. PRESIDENTE . Senatore Patriarca, insiste per la votazione? PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G1.8 è accolto come raccomandazione. L'ordine del giorno G1.9 è stato ritirato. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G1.10. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo è favorevole. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.10 non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 1.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.1, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.2, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1- bis del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1- bis .1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .1, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .2, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .4, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, fino alle parole: «gennaio 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .7 a 1- bis .9. Passiamo all'emendamento 1- bis .10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .10, presentato dal senatore Siclari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .3, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1- bis .11 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1- bis .12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .12, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .13, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .16, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .18, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis. 19, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «gennaio 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 1- bis .20 e 1- bis .21. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .22, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis. 23, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «con le seguenti:». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .24 a 1- bis .26. Passiamo all'emendamento 1- bis .27, identico all'emendamento 1- bis .28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .27, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 1- bis .28, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G1- bis .1 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.100, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «regimi interessati». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1- bis .0.101. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.7, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «misure di riduzione ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .0.8 a 1- bis .0.10. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.6, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.12, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.1, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.4, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «da 113 a 115». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .0.5 a 1- bis .0.3. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.11, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1- bis .0.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.16, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1- bis .0.17 a 1- bis .0.19. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1- bis .0.13, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.14, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori, fino alle parole «tempo determinato». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 1- bis .0.15. Passiamo all'emendamento 1- bis .0.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.20, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori, fino alle parole «anno di età». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2- bis .0.4. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi fa molto piacere interrompere questo flusso di votazioni - stiamo andando in modo molto spedito - e mi fa piacere non solo perché così prendiamo un po' di ossigeno, ma anche perché questa è l'occasione per me per interloquire con il Governo e con la maggioranza (lo dico con un certo rammarico), dopo non averlo potuto fare nei due giorni in cui abbiamo lavorato in Commissione su questo provvedimento. Infatti, signor Presidente, i lavori sono stati una sorta di seduta solipsistica da parte delle opposizioni, che hanno giustamente fatto un lavoro emendativo, ma non hanno ricevuto una sola risposta e una sola interlocuzione da parte della maggioranza e del Governo. Da testimone dell'azione di alcuni dei protagonisti di questa maggioranza nella scorsa legislatura, il rammarico è quello di aver registrato un passaggio repentino da una opposizione baldanzosa, con tratti perfino rivoluzionari, a un aplomb istituzionale, ai limiti dell'afonia, che è un elemento di rammarico, ma anche di frustrazione. Penso, infatti, che si debba crescere collettivamente nella interlocuzione tra maggioranza e opposizione. Se mi è permesso, signor Presidente, anche cercando l'attenzione sua e dell'Assemblea, perché stiamo parlando di un tema, almeno dal mio punto di vista, molto importante, quello che presentiamo in questo articolo, tra gli altri, è un emendamento che passa come proposta di reintroduzione dell'articolo 18, ma - se mi è permesso un elemento di piccola presunzione - il tema è molto più grande del suo contenuto. Il tema è se vogliamo dichiarare chiusa per sempre, in modo persino trasversale alle forze politiche, la stagione nella quale in questo Paese si è pensato - lo ha detto molto bene la mia Capogruppo in discussione generale - che un sistema economico sociale e produttivo potesse risollevarsi solo a patto di manomettere le regole del mercato del lavoro, che alla fine, a ogni tentativo riuscito, ha voluto dire comprimere la sfera dei diritti dei lavoratori. È successo a fasi e a cicli politici alterni: lo hanno fatto governi di destra e lo hanno fatto - ahimè - anche governi che si dichiaravano di sinistra o di centrosinistra. Nella scorsa legislatura incomprensibilmente è stato eliminato l'ultimo brandello di statuto dei lavoratori. Guardi, signor Presidente, lo dico a lei e per il suo tramite ai membri della maggioranza e a questo punto anche a un bel pezzo dei membri dell'opposizione: l'articolo 18, che prevede la reintegra sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, nel caso in cui appunto il lavoratore dimostri la non giusta causa e quindi attraverso la decisione di un giudice decida non per l'indennizzo ma per essere integrato sul posto di lavoro, non è un feticcio del passato, ma è esattamente l'argine - vorrei dire persino di civiltà - che molti lavoratori, milioni di lavoratrici e di lavoratori hanno utilizzato in questo Paese per difendere i propri diritti. E lo dico non perché io ritenga che l'articolo 18 sia lo strumento per risollevare le sorti di un Paese, ma proprio perché - come sostiene qualcuno - quell'articolo e quello strumento è inutile, non bisogna toccarlo, perché riguarda la sfera di diritti dei lavoratori. Pensiamo che debba essere un atto dovuto quello di ragionare della necessità di ritornare a quello strumento. Lo dico per il passato naturalmente e l'ho già detto a coloro che questo strumento l'hanno colpevolmente cancellato. Lo dico però anche agli esponenti della maggioranza: qui vedo il ministro Di Maio che in passato si è fatto autore di questa battaglia e che alla prima grande occasione utile non è stato nelle condizioni, non so se politiche, personali o nel rapporto tra il suo pezzo di maggioranza e la Lega, di portare avanti questa giusta battaglia. Non mi permetto di fare un appello patetico al Governo, che spesso si fa quando si presentano gli emendamenti, per chiedergli di ripensarci, perché non lo farà, ma chiedo umilmente al Governo in futuro di riflettere seriamente sulla necessità di reintrodurre un elemento che non è soltanto di civiltà del diritto, ma di civiltà di un Paese. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 2. PARENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Avevo chiesto di intervenire prima, ma ha già dato la parola al rappresentante del Governo per i pareri. Per favore guardate anche da questa parte. PRESIDENTE. Non ho capito in cosa è consistita la sua protesta, visto che l'ho chiamata prontamente. Su cosa voleva parlare? PARENTE (PD) . Avevo chiesto di intervenire sull'articolo 2. Non mi avete visto. Adesso il rappresentante del Governo ha già espresso i pareri e non posso più parlare. PRESIDENTE . Senatrice Parente, può parlare durante la discussione sugli emendamenti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 2.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.4, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.6, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alla parola «singolo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.8, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole «da 30 a 40». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori, identico all'emendamento 2.12, presentato dal senatore Patriarca. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.13, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.15. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, con l'emendamento 2.15 cerchiamo di sanare un'ambiguità giuridica presente in tutto l'articolo 2. Come hanno già ricordato alcuni miei colleghi durante la discussione generale, ci sono due normative diverse per il contratto a termine e il contratto in somministrazione. Esse si riferiscono a due direttive europee diverse, collegate, a loro volta, a sentenze diverse della Corte di giustizia dell'Unione europea. Nel provvedimento si fa confusione tra i due istituti. Con l'emendamento in oggetto cerchiamo di sanare questa confusione, anche perché la propaganda diffusa su questi argomenti, che non corrisponde al vero, riguarda il fatto che il contratto in somministrazione non è un privilegio normativo, ma un istituto contrattuale completamento diverso, composto dal rapporto tra l'agenzia in somministrazione, il lavoratore e l'azienda utilizzatrice. Ricordo a quest'Assemblea che quando il lavoratore va in missione presso l'azienda utilizzatrice, è sottoposto a tutti i contratti di lavoro che sono in quell'azienda, a partire dalla parità economica e tutto quanto previsto dal contratto. Equiparare questo anche nella causale è sbagliato giuridicamente, ed è sbagliato nella realtà di questo istituto di somministrazione. L'articolo 2 è l'esempio della confusione che si fa e non corrisponde al vero. (Applausi dal Gruppo PD). Corrisponde invece a una sorta di propaganda, che ho sentito anche qui dal senatore Paragone. Sono questioni che non corrispondono al vero. State contravvenendo a un principio di realtà rispetto al lavoro e, siccome il lavoro è la vita delle persone, questo è molto pericoloso. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.15, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, fino alle parole «comma 01». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.16. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.17, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «19,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.18. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.19, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.20, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, stiamo andando troppo veloci. In questo modo confondiamo... (Brusio) . Scusate, colleghi, ma io ho votato l'emendamento precedente... PRESIDENTE . Senatrice Boldrini, per favore intervenga solo sugli emendamenti. Basta alzare la mano tempestivamente e io vado più piano. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.0.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «settore del». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.0.2. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2- bis del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sarò concisa, essendo già intervenuta. Chiediamo la soppressione della norma che reintroduce - estendendoli moltissimo - i voucher per il turismo e per l'agricoltura. Ne chiediamo l'abrogazione tout court : per il turismo viene ampliata la possibilità dell'utilizzo anche sotto ai cinque dipendenti; per quanto riguarda l'agricoltura, e in generale - questo è molto grave - si dà la possibilità di utilizzo temporale da tre a dieci giorni. Tale norma, di fatto - lo dico anche al Ministro - mette molto a repentaglio la legge n. 199 del 2016 sul caporalato, soprattutto nella parte in cui l'utilizzo viene esteso a dieci giorni e si possono spalmare le quattro ore sugli stessi dieci giorni. Quindi chiedo di riflettere molto bene su tale questione, perché tra l'altro in agricoltura - torno a ripeterlo - non si riesce a comprendere l'esigenza di questa norma, tanto più che il contratto nazionale degli agricoltori prevede la possibilità anche di assunzioni per una giornata lavorativa. Si tratta in questo modo di togliere alle donne la garanzia della maternità attraverso l'utilizzo dei voucher , che rischia di essere fraudolento e una specie di salvacondotto per il lavoro nero. Per questo chiediamo l'abrogazione. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, se il Governo è disposto ad accogliere l'ordine del giorno G2- bis .1, ritiro gli emendamenti 2- bis .15, 2- bis .16, 2- bis .17 e 2- bis .18. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad esprimersi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2- bis . PRESIDENTE. Anche sull'ordine del giorno su cui è appena intervenuto il senatore Steger? CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere è contrario. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, volevo far presente che un ordine del giorno formulato in modo identico al mio è stato approvato alla Camera dei deputati. PRESIDENTE. Il Governo vuole pronunziarsi in proposito? CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, l'ordine del giorno alla Camera conteneva l'espressione: «invita il Governo a valutare l'opportunità di». Se il senatore è disponibile, possiamo accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione, ma non nella formulazione attuale. PRESIDENTE . Senatore Steger, il suo ordine del giorno è accolto come raccomandazione. In virtù di ciò, ritira gli altri emendamenti a sua firma, come preannunciato? STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 2- bis .15, 2- bis .16, 2- bis .17 e 2- bis .18. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .2, presentato dal senatore Steger e da altri senatori, fino alle parole «è sostituito». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2- bis .3 e 2- bis .4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .5, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «attività lavorative». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2- bis .6 e 2- bis .7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .9, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .8, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «si intendono». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2- bis .10 e 2- bis .11. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .12, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori, fino alle parole «alberghiero e ricettivo,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2- bis .13 e 2- bis .14. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .19, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole « la seguente: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2- bis .20. Gli emendamenti 2- bis .15, 2- bis .18, 2- bis .17 e 2- bis .16 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .21, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .22, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori, identico all'emendamento 2- bis .23, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .24, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .25, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori, identico all'emendamento 2- bis .26, presentato dal senatore Nastri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2- bis .27. TIRABOSCHI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Chiedo di trasformare l'emendamento 2- bis .27 in ordine del giorno. PRESIDENTE . Chiediamo il parere del Governo. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .27, presentato dalla senatrice Tiraboschi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .28, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2- bis .29. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, pongo una domanda semplice al Governo e ai colleghi che saranno chiamati a votare. Noi siamo contro il lavoro nero? Vogliamo contrastare il lavoro nero? Non è ovviamente una domanda retorica. Nel provvedimento che si intitola sulla dignità, la schiavitù più pesante, ovvero il lavoro nero, la vogliamo contrastare o no? Perché allora non mi spiego il parere negativo e vorrei sapere come voteranno i colleghi, anche il senatore Paragone, che ha fatto un intervento così appassionato, su una questione molto semplice. Mi riferisco alla modifica di quella parte del provvedimento là dove si passa da tre a dieci giorni per la denuncia all'INPS dell'acquisto del voucher , pur sapendo che molti lavori durano meno di tre giorni e che questo è un formidabile strumento per usufruire surrettiziamente di lavoro nero. Quindi, se votiamo contro questo emendamento, dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che stiamo dando una mano al lavoro nero. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .29, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .30, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .31, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G2- bis .1 è accolto come raccomandazione. L'ordine del giorno G2- bis .2 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2- bis .0.1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2- bis .0.2 e 2- bis .0.3. L'emendamento 2- bis .0.6 è improponibile. L'emendamento 2- bis .0.4 è precluso dalla reiezione della prima parte dell'emendamento 1- bis .0.20. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2- bis .0.5, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, noi siamo ancora più sconcertati di quando abbiamo iniziato. Poniamo una questione che abbiamo già evidenziato in due o tre occasioni - poco fa l'ha fatto la collega Tiraboschi - che riguarda l'applicazione di questo provvedimento all'attività della ristorazione. Francamente sono ancora preoccupato per la questione dei voucher e della loro somministrazione e ancora di più per le attività stagionali. Lo dico non con polemica, ma con seria preoccupazione reale per quanto riguarda i conti economici delle imprese e l'occupazione dei giovani, i quali probabilmente già nella parte finale della stagione e in quella autunnale non troveranno posto, perché la stagionalità, rapportata all'approvazione di questa norma, verrà troncata in due. Probabilmente le previsioni di perdita di posti di lavoro saranno ulteriori rispetto a quelle che sono state inserite nella relazione tecnica. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, solo per una funzionalità dei lavori d'Aula, se facciamo l'illustrazione del complesso degli emendamenti, la dobbiamo legare necessariamente agli stessi e al voto. Sono le ore 20,55 e alle ore 21 si prevede di terminare la seduta. Io credo sia meglio esaminare domani tutto l'articolo 3. PRESIDENTE . Senatore Casini, ormai abbiamo già iniziato l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3. La concludiamo, dopodiché il Governo esprimerà il parere e i lavori proseguiranno domani mattina. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 3. L'ordine del giorno G3.1 è accolto come raccomandazione e sull'ordine del giorno G3.2 il parere è favorevole. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Presidenza prende atto di un accordo, che è intercorso tra i Capigruppo, di concludere la seduta alle ore 21. Pertanto, se non vi sono osservazioni da parte di alcuno, così rimane stabilito. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9,30 con la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge. Rinvio pertanto il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 7 agosto 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,57) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 741 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.3, 1.27, 1.67, 1.108, 1.109, 1.0.1, 1.0.2, 1.105, 1.107, 1.110, 1.111, 1.5, 1.6, 1.71, 1.71a, 1.100, 1- bis .10, l- bis .14, l- bis .15, l- bis .19, l- bis. 20, l- bis. 21, l- bis .0.12, l- bis .0.16, l- bis .0.17, l- bis .0.18, l- bis .0.19, l- bis .0.20, 1- bis 1, l- bis .2, l- bis .3, l- bis .4, l- bis .5, l- bis .6, l- bis .7, l- bis .8, l- bis .9, l- bis .12, 1- bis .23, l- bis .24, l- bis .25, l- bis. 26, l- bis .27, l- bis .28, l- bis .0.1, l- bis .0.3, l- bis .0.4, 1 bis .0.5, l- bis .0.6, l- bis .0.7, l- bis .0.8, l- bis .0.9, l- bis .0.10, l- bis .0.11, 2- bis .0.1, 2- bis .0.2, 2- bis .0.4, 2- bis .0.6, 2- bis .0.3, 3.1, 3.2, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13, 3.14, 3.15, 3.16, 3.17, 3.18, 3.19, 3.20, 3.21, 3.22, 3.23, 3.24, 3.25, 3.26, 3.28, 3.29, 3.31, 3.32, 3.34, 3.35, 3.0.2, 3.0.3, 3.0.8, 3- bis .300, 3- ter .0.3, 3.27, 3.30, 3- ter .0.1, 3- ter .0.4, 3- ter .0.5, 3- ter .0.6, 4.2, 4.3, 4.4, 4.52, 4.53, 4.57, 4.58, 4.59, 4.0.2, 4.0.3, 4.0.4, 4.0.5, 4.0.11, 4- bis .0.4, 4.1, 4.5, 4.6, 4.15, 4.24, 4.27, 4.28, 4.32, 4.33, 4.34, 4.35, 4.36, 4.37, 4.38, 4.39, 4.40, 4.54, 4.56, 4.0.1, 4.0.6, 4.0.7, 4.0.8, 4.0.9, 4.0.10, 4- bis .0.1, 4- bis .0.2, 4- bis .0.3, 4.7, 5.43, 5.0.1, 5.0.2, 8.0.1, 8.0.2, 8.0.3, 8.0.5, 5.42, 5.49, 5.60, 5.61, 5.62, 5.63, 9.1, 9.49, 9.50, 9.51, 9.62, 9.4, 9.5, 9.25, 9.56, 9.59, 9.61, 9.2, 9.31, 9.0.5, 9.0.8, 9.0.19, 9.0.20, 9.0.21, 9- quinquies .1, 9- quinquies .3, 9- quinquies .0.1, 9- quinquies .0.2, 9- quinquies .0.3, 9- quinquies .0.7, 9- quinquies .0.9, 9- quinquies .0.14, 9- quinquies .0.19, 10.2, 10.4, 10.5, 10.0.31, 11- bis .4, 11- bis .9, 11- bis .0.2, 12.5, 12.6, 12.7, 12.10, 12.11, 12.12, 12.0.1, 10.0.32, 11.6, 11.7, 11.8, 11.9, 11.10, 11.11, 11- bis .6, 11- bis .8, 12.1, 12.2, 12.9, 12- bis .0.1, 12- bis .0.2, 12- bis .0.3, 12- bis .0.4, 12- bis .0.5, 13.5, 13.6, 13.7, 13.10, 13.11, 13.13, 13.14, 13.0.2, 12- bis .2, 12- bis .3, 12- bis .0.7, 12- bis .0.8, 13.4, 13.8, 13.9, 13.19, 13.20, 13.21, 13.22 e 13.0.1. Il parere è di semplice contrarietà sulle proposte 2.20, 2.0.3, 2.0.1, 2.0.2, 2- bis .2, 2- bis .3, 2- bis .4, 2- bis .5, 2- bis .6, 2- bis .7, 2- bis .8, 2- bis .9, 2- bis .10, 2- bis .11, 2- bis .12, 2- bis .13, 2- bis .14, 2- bis .15, 2- bis .16, 2- bis .17, 2- bis .18, 2- bis .19, 2- bis .21, 2- bis .22, 2- bis .27, 2- bis .28, 2- bis .31, 3.0.6, 4.29, 4- bis .1, 4.30, 4- bis .2, 4.31, 4- bis .3, 4.55, 9.0.2, 9.0.4, 9.0.6, 9.0.7, 9.0.9, 9- quinquies .0.10, 9.0.10, 9- quinquies .0.11, 9.0.11, 9.0.12, 9.0.13, 9.0.14, 9.0.15 (limitatamente al comma 2), 9- quinquies .0.16 (limitatamente al comma 2), 9- quinquies .0.17, 9.0.17, 9- quinquies .0.13, 9.0.18, 9- quater .1, 9- quater .2, 9- quinquies .0.5, 9- quinquies .0.8, 9- quinquies .0.12, 9- quinquies .0.15 e 9- quater .4. Sull'emendamento 3.7, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del secondo e del terzo periodo. Sull'emendamento 3.8, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 1- quater . Sull'emendamento 3.0.1, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo il comma 12, del seguente comma: "12- bis . Dall'attuazione del precedente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.". Sull'emendamento 9.63, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "è istituito", delle seguenti: ", senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,". Sull'emendamento 9- quinquies .0.18, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, in fine, del seguente periodo: "Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.". Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Testo integrale dell'intervento della senatrice Mirabelli sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto amministrativo come il mille proroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni". Testo integrale dell'intervento della senatrice Fedeli sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto amministrativo come il mille proroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni". Testo integrale dell'intervento della senatrice Pinotti sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto amministrativo come il mille proroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni". Testo integrale dell'intervento del senatore Pittella sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto amministrativo come il mille proroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni". Testo integrale dell'intervento del senatore Verducci sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto amministrativo come il mille proroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'ordine dei medici: "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni". Testo integrale dell'intervento della senatrice Biti sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento della senatrice Ginetti sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Comincini sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Rampi sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un annuncio di voto: voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. Una forzatura pericolosa! A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Perché si rispetti la scienza» e per invitare tutti i colleghi, ognuno e ciascuno, a votare in scienza e in coscienza su un tema che riguarda la vita e la morte. Testo integrale dell'intervento della senatrice Sudano sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Nannicini sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Misiani sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Ferrazzi sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Giacobbe sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento della senatrice Parente sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. Testo integrale dell'intervento del senatore Stefano sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio dì voto per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare un modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento della senatrice Assuntela Messina sul processo verbale della seduta del 3 agosto 2018 A norma dell'articolo 60 comma 3 del Regolamento del Senato sul processo verbale, prendo la parola per fare un semplice annuncio di voto e per dire che voto contro per stigmatizzare quanto è avvenuto nella seduta del 3 agosto scorso, in merito all'emendamento 6.10. Come ha già sottolineato il nostro capogruppo Marcucci, è stata fatta passare una modifica sostanziale del decreto-legge Lorenzin, su un tema avvertito da tutte le famiglie italiane, all'interno di un decreto-legge amministrativo come il milleproroghe. A questo proposito intendiamo rilanciare l'appello diffuso sabato dall'Ordine dei medici: «Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza. L'emendamento della maggioranza non risponde all'evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni». Testo integrale dell'intervento del senatore Floris nella discussione generale del disegno di legge n. 741 Signor Presidente, colleghi senatori, vorrei iniziare questa intervento ricostruendo la genesi di questo decreto-legge. Il Consiglio dei ministri si è riunito il lunedì 2 luglio 2018, alle ore 20.55 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti. Al termine del Consiglio dei Ministri è stato emesso un Comunicato che indicava tra i provvedimenti approvati il decreto dignità, misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. Questo semplice comunicato, che ne indicava sommariamente i contenuti, insieme a bozze più o meno apocrife, ha guidato per diversi giorni il giudizio dei media e dei commentatori sul cosiddetto decreto dignità. Infatti il decreto-legge adottato dal Consiglio dei Ministri il 2 luglio sera è quindi letteralmente "sparito" per 10 giorni, per poi riapparire con il numero 87 ed essere pubblicato il 12 luglio 2018 sulla Gazzetta Ufficiale, come provvedimento che reca nel suo titolo "disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese". E quindi, durante questo periodo sono circolate differenti bozze del testo, così come diverse versioni erano girate dal momento in cui lo aveva annunciato il Ministro Di Maio, che guida i Dicasteri riuniti dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, sin dal suo esame nel Consiglio dei ministri del 2 luglio. Nel frattempo è stato alimentato, altresì, il giallo delle stime dell'INPS, inserite nella relazione tecnica, che valutava una perdita di 8.000 posti annui per 10 anni, a causa dell'introduzione delle nuove disposizioni in materia di lavoro a tempo determinato. Bisogna rilevare altresì che, in attesa di misure di questo Governo che contengano anche riforme strutturali e impegni e tagli di spesa rilevanti, questo è il primo provvedimento di una certa complessità adottato da questo Esecutivo. Premessa In premessa vanno rilevati taluni toni allarmistici scritti nella Relazione del Governo al disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame: "esigenza di introdurre nell'ordinamento in tempi brevi nuove misure che pongano limiti alle attuali condizioni di criticità su temi urgenti e strategici". Ed inoltre le ragioni per le quali il Governo ha deciso di intervenire con nuove misure "volte a limitare l'utilizzo di tipologie contrattuali che nel corso degli ultimi anni hanno condotto a un'eccessiva e allarmante precarizzazione, causata da un abuso nell'impiego di forme contrattuali che dovrebbero rappresentare l'eccezione e non la regola". Queste premesse, che hanno portato all'emanazione di un provvedimento necessario e urgente - secondo l'articolo 77 della Costituzione - sono smentite dai numeri che non fotografano alcuna emergenza e quindi alcuna impellenza di correre dietro a un decreto che è rimasto sostanzialmente immodifìcato, almeno nel suo impianto. Semmai esiste una perdurante difficoltà delle imprese ad uscire dalla crisi, ormai decennale, che vede nell'oppressione burocratica e fiscale il principale ostacolo da superare da parte delle imprese. Lo stesso provvedimento rimarrà ora completamente identico dopo l'esame del Senato, secondo questa nuova regola, non scritta, del "bicameralismo non paritario". Al contrario i temi qui affrontati, che sono seri e importanti, necessitano di un esame accurato da parte del Parlamento, senza spinte emergenziali o urgenze dettate da provvedimenti che hanno una scadenza per la propria conversione in legge. Certamente, qualora anche fossero vere le intenzioni e le intuizioni del governo, il decreto-legge in esame non risolverà, nel mese di agosto o settembre, alcuna delle criticità evidenziate. Allora sarebbe stata più opportuna una seria istruttoria delle tematiche affrontate - ascoltando in modo approfondito anche tutti gli attori coinvolti - per arrivare a una disciplina più largamente condivisa e duratura. In realtà le parti sociali che si sono espresse, hanno avuto giudizi pressocchè unanimi contro le norme del decreto dignità. Confmdustria e Rete Imprese Italia sono contro, cioè le principali organizzazione dei datori di lavoro, ma contro sono anche CGIL, CISL e UIL, le principali organizzazioni sindacali. E hanno articolato le proprie posizioni antitetiche alle modifiche del decreto anche autorevoli giuslavoristi ed esperti. La censura a un modo troppo semplicistico di operare cambiamenti a una disciplina complessa e che necessitava di una più opportuna istruttoria e di approfondimenti più pesati è stata ampia e piena di argomenti. A questo si aggiungano le stime tecniche, contestate dallo stesso Ministro del lavoro all'Ente da lui stesso vigilato, basate appunto sulle proiezioni dell'INPS, l'istituto che si occupa di raccogliere i contributi previdenziali riferiti alla generalità lavoratori e che quindi si incarica anche di fare stime sulle dinamiche delle entrate contributive. Stime peraltro richieste dal ministero dell'economia e delle finanze, ove la Ragioneria Generale dello Stato è tenuta a effettuare il vaglio definitivo sugli oneri di un provvedimento e sulle coperture finanziarie adottate e ad apporre la cosiddetta "bollinatura". Certamente, se l'obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro, la sola disincentivazione del tempo determinato non raggiunge lo scopo, laddove non sia accompagnata da una contemporanea incentivazione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. E quindi necessaria una sostanziosa riduzione del cuneo fiscale, che passi prima di tutto attraverso la riduzione del costo del lavoro a carico delle imprese. Va premiato, in generale, l'investimento delle imprese in capitale umano, sia che passi attraverso la formazione, la sicurezza e la qualità del lavoro. Va premiato ogni percorso che punti a criteri di maggiore produttività, di cui rendere partecipe anche il lavoratore. Ma bisogna, altresì, ricordare che la crescita di contratti a tempo determinato degli ultimi anni si è avuta nonostante fossero vigenti i premi e gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato e nonostante fosse stata rivista nel 2014 la disciplina degli indennizzi dei licenziamenti, incluso l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Questo significa che i nostri imprenditori hanno adottato lo strumento che ritenevano più utile alle esigenze delle proprie imprese e non quello più conveniente. Il contratto maggiormente utilizzato negli ultimi anni è stato quello a tempo determinato, perché si adattava meglio alla crescita dimensionale delle nostre aziende e alle prospettive di crescita della nostra economia. Va ricordato che soprattutto le piccolissime, piccole e medie imprese sono quelle che hanno aumentato il numero dei propri dipendenti di una percentuale a due cifre. Una percentuale di quasi otto-dieci volte la percentuale della crescita del nostro PIL (15/1,5). Non va dimenticato, inoltre, che il rapporto tra contratti a tempo indeterminato rispetto a quello dei contratti a tempo determinato rimane di cinque a uno. Ovvero che ogni sei contratti di lavoro, cinque sono senza scadenza e uno è a termine. E se l'intenzione era quella di dare dignità ai lavoratori, dopo questo decreto si rischia, al contrario di creare situazioni di maggiore incertezza e di maggiore fragilità. E nella fragilità si rischia facilmente di cadere in situazioni in cui la dignità viene meno. A ricordarcelo, purtroppo, c'è il costante aumento dei numeri della povertà assoluta, che ha raggiunto i 5 milioni di italiani e quelli della povertà relativa che ne colpisce altri 9 milioni, per un totale di oltre 14 milioni di individui che non riescono a garantirsi tutti i beni di cui avrebbero necessità. Anche il ricorso alle prestazioni occasionali, che è stato semplificato, diventerà un semplice allungamento della durata delle prestazioni (che possono essere svolte fino a dieci giorni, rispetto ai tre precedenti). Mentre al contempo si introducono nuovi obblighi al prestatore d'opera e non all'utilizzatore. Positivo è l'ampliamento per l'utilizzo delle prestazioni occasionali alle strutture ricettive alberghiere nel settore del turismo. Ma negativo il fatto che si siano lasciati fuori le imprese della ristorazione e i bar, soprattutto quelli che somministrano anche gli alimenti, creando, di fatto, delle situazioni di iniquità e di sleale concorrenza tra operatori in settori molto simili. Va detto, inoltre, che l'Italia sta imboccando un ciclo economico di riduzione della crescita - che si è stabilizzata su valori percentuali pari alla metà dei migliori in Europa - e quindi inserire norme che facciano lievitare il costo del lavoro, anche attraverso meccanismi di penalizzazione, non costituisce un elemento positivo. A questo punto non è difficile credere che proprio la "decrescita felice" sia alla base della filosoia che guida le scelte di politica economica di questo Esecutivo. I Contenuti Il decreto-legge, che inizialmente prevedeva quindici articoli, è stato modificato dall'esame della Camera dei deputati, che ha portato a ventisei articoli il testo ora esaminato dal Senato. Va rilevato che l'esame dell'altro ramo del Parlamento ha parzialmente modificato l'impianto totalmente illiberale e meramente sanzionatorio del decreto-legge. Il contenuto del decreto-legge, nel testo modificato, continua a registrare però un contenuto sostanzialmente punitivo nei confronti delle imprese, che va ricordato, sono i soggetti che creano il lavoro. E, ora, il testo al nostro esame, quindi, si articola in sei Capi e ventisei articoli. Il Capo I, contiene: misure per il contrasto al precariato. In questo Capo, che prevede sei articoli, vengono peggiorate in modo sostanziale diverse disposizioni in materia di lavoro, adottate, non solo nell'ultima legislatura, ma da un percorso innovatore della legislazione lavoristica a partire dalla introduzione della cosiddetta Legge Biagi nel 2003. Articolo 1 (Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato). Innanzitutto va quindi ricordato che il contratto a termine non è regolamentato dalla disciplina del cosiddetto jobs act , ma è normato dal cosiddetto decreto Poletti. E va precisato subito che il decreto-legge in esame interviene su un tema, quello del lavoro a tempo determinato, che non registra un abuso rispetto al tempo indeterminato. Come già rilevato, il tempo determinato rappresenta in Italia circa il 15 per cento delle tipologie contrattuali. Il nostro Paese registra il più alto numero di lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato, con una cifra inferiore in Europa alla sola Germania. Non esiste quindi un'emergenza precarietà. In molti casi i contratti a termine sfociano, come è naturale, in contratti a tempo indeterminato. Cosi come non esiste un'equazione secondo la quale se si proibisce di assumere secondo una determinata tipologia contrattuale, allora l'assunzione avviene a tempo indeterminato. Oltretutto è da dimostrare per quale ragione una assunzione a tempo indeterminato sia virtuosa e quella a tempo determinato non lo sia. Per varie ragioni la stabilità del posto di lavoro è ovviamente percepita dal lavoratore come un elemento di tranquillità e sicurezza per sé stesso e per la propria famiglia. Ci rendiamo tutti conto - ne sono consapevoli in particolare coloro che si occupano di assunzioni, in quanto imprenditori o capi azienda - che è interesse stesso dell'azienda "fidelizzare" il dipendente bravo. Al contempo siamo consci che ogni impresa necessità di determinate figure per coprire specifiche necessità che sono a volte ulteriori e temporanee, rispetto al normale organigramma che è costituito, di norma, da personale a tempo indeterminato. Per quanto riguarda le stime della Relazione Tecnica, che facevano riferimento ai dai INPS, anche le successive verifiche hanno confermato che, per effetto delle disposizioni in esame, ci sarà una perdita di circa 8.000 posti di lavoro, che durerà almeno dieci anni, i cui oneri sono quantificati a regime in quasi 54 milioni di euro di minori entrate contributive lorde. Non c'erano quindi "manine", che scrivevano contro il Governo, ma una puntuale analisi che ha subito diverse verifiche di quantificazione. Quindi, tentare di imporre per legge una tipologia di assunzione rispetto ad un'altra produrrà il risultato di non avere alcuna assunzione. Prima di caricarsi di nuovo personale, un'azienda farà ulteriori valutazioni che certamente non produrranno un aumento di assunzioni rispetto alla previdente disciplina. Articolo 1- bis (Esonero contributivo per favorire l'occupazione giovanile). L'articolo 1- bis è stato aggiunto durante l'esame delle Commissioni finanze e lavoro della Camera. La norma prevede la proroga della riduzione dei contributi previdenziali per gli assunti a tempo indeterminato al di sotto dei trentacinque anni di età, anche per il 2019 e il 2020, che non abbiano avuto precedenti contratti di lavoro. Questa è una disposizione che certamente favorisce il datore di lavoro orientandolo verso assunzioni a tempo indeterminato, ma ovviamente solo nel caso in cui la sua azienda abbia specifiche esigenze legate a una crescita dimensionale almeno di media durata. Le agevolazioni, infatti, nella misura massima del 50 per cento dei contributi e fino a 3.000 euro annui, durano solamente tre anni e valgono solo per le assunzioni effettuate nel biennio 2019-2020. Registriamo un dato positivo in quanto, finalmente, alla norma sono riferiti degli stanziamenti e le relative coperture finanziarie, che arrivano fino a circa 162 milioni nel 2021. Il contratto deve essere a tempo indeterminato e a tutele crescenti. Si possono stimare quindi circa 50.000-60.000 ulteriori contratti che riguarderanno questa tipologia di assunzione. Articolo 2 (Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro). L'articolo 2 intervenendo sulla materia di contratti di somministrazione a tempo determinato, prevede che vengano applicate alcune disposizioni della disciplina del contratto a termine che sinora ne erano escluse. Vengono così disposti i limiti quantitativi applicabili e si introduce la fattispecie della somministrazione fraudolenta. Ai contratti di somministrazione si applicano le norme in materia di apposizione del termine, di durata, di proroghe, di rinnovi e di causalità dei contratti a termine, mentre non si non si applicano le disposizioni in materia di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, di numero complessivo dei contratti e di diritto di precedenza. Le disposizioni non si applicano ai contratti della Pubblica amministrazione. Le disposizioni introdotte dall'articolo, parzialmente integrato dall'esame della Camera, non misurano effetti di bilancio in entrata o in uscita, in quanto hanno un carattere ordinamentale. Articolo 2- bis (Disposizioni per favorire il lavoratore nell'ambito delle prestazioni occasionali). Viene inoltre modificata la disciplina delle prestazioni occasionali, cosiddetti voucher . Rimane il limite di 5.000 euro annui per ciascun utilizzatore. I prestatori devono autocertificare la propria condizione all'atto della registrazione presso la piattaforma informatica INPS. I voucher potranno essere utilizzati in agricoltura ma con l'obbligo per il prestatore di autocertificare la non iscrizione, nell'anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Sono utilizzabili nel turismo, ma con il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive che operano nel settore del turismo e che hanno alle proprie dipendenze più di otto lavoratori e questa è una grave limitazione. Il meccanismo di funzionamento ripercorre sostanzialmente quello esistente, per il quale vi è solo un modesto ampliamento della platea di coloro che ne possono usufruire. Forza Italia ritiene che vada ridisciplinato il "lavoro accessorio" con riferimento ai diritti del lavoratore (assicurazione, riposo, compensi) e che vadano definiti limiti all'utilizzo di tale strumento, nonché i soggetti che possono farvi ricorso. Vanno disciplinati i "Carnet Buoni Lavoro". Rispetto alla normativa vigente del Libretto Famiglia e del Contratto Prest.O. è necessario superare le problematiche emerse sul fronte imprese e sul fronte famiglie per semplificare l'accesso alle prestazioni accessorie pur garantendo la massima tracciabilità e trasparenza. È ncessario intervenire inoltre prevedendo l'ampliamento dello strumento del carnet buoni lavoro anche all'agricoltura, al turismo e alle imprese di ogni settore ad esclusione di quello edilizio e dell'escavazione, come già previsto dalla normativa vigente. Il nuovo carnet di buoni lavoro deve essere digitale e questo prevede la registrazione sulla piattaforma INPS da parte di utilizzatori e prestatori. La differenza tra famiglie (persone fisiche non professionisti e non imprese) e imprese è solo nell'importo massimo per prestazioni accessorie a cui si può fare ricorso: 7.000 per le famiglie, 5.000 per le imprese. Articolo 3 (Indennità di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione contratto a tempo determinato). Con l'articolo del decreto-legge, integrato dalle modifiche delle Commissioni Camera, i limiti minimi e massimi della misura dell'indennità in caso di licenziamento illegittimo vengono incrementi, in alcune ipotesi, il contributo previdenziale addizionale concernente i rapporti di lavoro subordinato a termine. Vengono elevati i limiti minimi e massimi dell'indennità a 6 e a 36 mensilità (erano 4 e 24 mesi), limiti che per i datori, i quali non raggiungano i requisiti dimensionali summenzionati risultano pari a 3 e a 6 mensilità (aumentando il numero minimo da 2). Il comma 1- bis inserito in Commissione alla Camera - modifica i limiti minimi e massimi dell'importo dell'indennità che il datore di lavoro deve inserire nell'eventuale offerta di conciliazione, per evitare il giudizio relativo alla legittimità del licenziamento. Vengono elevati questi ultimi limiti, rispettivamente, a 3 e a 27 mensilità (erano 2 e 18). Il comma 2 prevede, per ogni ipotesi di rinnovo - e sarebbe opportuno distinguere tra rinnovo o proroga - di un contratto a termine nel settore privato, un incremento del contributo previdenziale addizionale a carico del datore di lavoro, dall'1,4 per cento all'1,9 per cento. Questa è certamente una misura che da una parte farà aumentare il contenzioso nelle sedi giudiziarie e da un'altra disincentiverà le assunzioni a tempo indeterminato per paura del contenzioso. Articolo 3- bis (Destinazione di quote delle facoltà assunzionali delle regioni all'operatività dei centri per l'impiego). L'articolo, inserito dalle Commissioni finanze e lavoro della Camera, prevede l'obbligo per le regioni di destinare una quota delle proprie facoltà di assumere personale per il rafforzamento degli organici dei Centri per l'impiego, al fine di garantirne la piena operatività, nel triennio 2019-2021. Qui va ricordato che sin dai decreti di attuazione in attuazione della legge Biagi del 2003 il sistema del collocamento è stato liberalizzato, consentendo di occuparsene non solo a soggetti pubblici, ma anche a soggetti, privati come le Agenzie per il lavoro. E va detto che purtroppo si sta dando ai Centri per l'impiego un credito, a nostro avviso, immeritato considerato posto che in questi anni la percentuale di persone in cerca di lavoro collocate attraverso queste strutture pubbliche è stata bassissima. Attualmente sono 556 centri, impiegano circa 8.000 persone, trovano lavoro solo al 3 per cento di coloro che vi si rivolgono, costano 600 milioni l'anno. Al contrario le Agenzie per l'impiego - una intuizione di Biagi - dovendo anche rispondere a una logica di profitto, oltreché di efficienza, confrontandosi sul mercato, riescono a dare risposte concrete al raffronto tra la domanda e l'offerta di lavoro e non costano nulla alla collettività. Articolo 3-ter (Relazione alle Camere). Del resto, il riscontro sull'efficacia delle disposizioni che riguardano il lavoro, contenute in questo decreto, si avrà sicuramente quando il Ministro del lavoro dovrà riferire con apposita relazione alle Camere, come previsto dal presente articolo aggiunto dalle Commissioni alla Camera. Noi riteniamo che una sorta di pagella contenente i giudizi sarà emessa dal mercato del lavoro assai prima. Certamente ne avremo contezza con i dati che l'INPS e l'Istat emetteranno sui contratti stipulati dal mese di agosto in poi, quando la legge di conversione sarà pubblicata, rispetto ai mesi precedenti. Capo l- bis MISURE FINALIZZATE ALLA CONTINUITÀ DIDATTICA Va ricordato che il capo 1- bis si è reso necessario in quanto alcune sentenze dei tribunali e del Consiglio di Stato hanno evidenziato delle problematiche relative ai docenti non laureati delle scuole primaria e dell'infanzia. Giudichiamo, quindi, questi interventi opportuni, in quanto mirano a risolvere un serio problema di copertura delle cattedre all'avvio del nuovo anno scolastico. Però nonostante siano opportuni rischiano di essere ancora incostituzionali. Sul tema si è infatti già espressa la Corte costituzionale, che con la sentenza 187 del 2016, ha rilevato i profili di incompatibilità di assunzioni come quelle paventate nel decreto, con la disciplina comunitaria sulla quale è già intervenuta la Corte di giustizia europea. Il personale della scuola deve essere messo a ruolo mediante espletamento di procedure concorsuali. Articolo 4 (Disposizioni in materia di diplomati magistrali e per la copertura di posti di docente nella scuola e disponibili nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria). Con questo articolo si salvaguarda la continuità didattica per l'anno 2018-2019 consentendo ai docenti in possesso di diploma magistrale consentendo a chi ne abbia esigenza (contratti colpiti da sentenze o contratti di supplenza) di firmare contratti a tempo determinato con scadenza il 30 giugno 2019. Inoltre i commi successivi dispongono una nuova disciplina per la copertura dei posti nella scuola primaria e dell'infanzia. Il 50 per cento dei posti vacanti e disponibili nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, sia comuni sia di sostegno, viene attribuito attingendo, fino al loro esaurimento, alle GAE e per il restante 50 per cento (o oltre, nel caso di esaurimento delle GAE) si procede mediante lo scorrimento delle graduatorie di merito dei concorsi banditi nel 2016 per gli idonei. E viene inoltre previsto un nuovo concorso straordinario da bandire in ciascuna regione e da cui attingere assieme alle graduatorie di concorsi banditi con cadenza biennale per titoli ed esami. Sicuramente sulle disposizioni che riguardano la posizione contrattuale dei docenti della scuola dell'infanzia e primaria si dovrà tornare ancora, considerati i tanti interventi giurisprudenziali in proposito e preso atto che nel tempo si è trascurato di armonizzare le varie disposizioni normative in proposito, adeguandole alla disciplina europea, come appunto evidenziato dalla Consulta. Articolo 4-bis (Modifica in materia di contratti a termine nel settore scolastico). Anche questo articolo, introdotto durante l'esame delle Commissioni alla Camera, pone un rimedio, purtroppo temporaneo, eliminando il termine massimo complessivo di durata previsto per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili. È ancora una soluzione provvisoria, in quanto non supera il limite dei 36 mesi ed è quindi soggetta ad ulteriori contenziosi da parte dei lavoratori per il riconoscimento dei diritti maturati. Una materia abbastanza complessa, i cui oneri e le cui ricadute sono state sinora sottovalutate. Queste norme non fanno altro che superare, ancora una volta, un'emergenza. Su un tema così importante, ed in generale sul reclutamento dei docenti e la loro contrattualizzazione, il Parlamento è tenuto a fare un serio approfondimento che superi le sentenze pendente e cerchi di coniugare le richieste di tutti i soggetti coinvolti. Capo II - MISURE PER IL CONTRASTO ALLA DELOCALIZZAZIONE E LA SALVAGUARDIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI Le norme contenute in questo capo, che nelle intenzioni del Governo, dovrebbero limitare le delocalizzazioni, hanno in realtà una portata molto limitata. La medesima logica punitiva prende di mira su questo tema gli imprenditori, in quanto alla delocalizzazione non necessariamente deve seguire un giudizio negativo. Spesso la delocalizzazione sottende anche una logica di internazionalizzazione dell'impresa e di conquista di mercati esteri. Articolo 5 (Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti). I limiti alla delocalizzazione consistono nella decadenza dei benefici statali ottenuti da un'azienda che decida di delocalizzare, anche solo una parte della propria attività economica in altri Stati, che non appartengano alla UE o a Stati dello Spazio economico europeo. Oltre alla decadenza è prevista una sanzione amministrativa da 2 a 4 volte l'aiuto fruito dall'azienda. Si limiterà quindi la possibilità di internazionalizzazione delle imprese che vogliano espandersi sui mercati del resto del mondo. Vale ricordare che l' export costituisce uno dei punti di forza dell'economia italiana. Superare la fatidica cifra dei 500 miliardi potrebbe diventare un obiettivo più lontano, posto che ora siamo oltre i 450 miliardi di export . Andava fatta una chiara distinzione tra il bene che ha usufruito di un aiuto, che eventualmente viene delocalizzato e l'attività economica nel suo complesso, che, al contrario, deve ampliare la sua visione e se serve anche la produzione su un livello internazionale. In generale la formulazione di questo articolo, oltre a non essere condivisibile nel merito, si presta a interpretazioni sulla nozione di aiuti e/o contributi pubblici, che potrebbe portare oltretutto a dei fastidiosi contenziosi. Articolo 6 (Tutela dell'occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti). In questo articolo 6 si prevede la decadenza dai benefici alle imprese che, pur avendo avuto degli aiuti pubblici, non abbiano mantenuto almeno il 50 per cento dei livelli occupazionali precedenti. Articolo 7 (Recupero del beneficio dell'iperammortamento in caso di cessione o delocalizzazione dei beni). L'articolo 7 prevede il recupero del contributo conseguente all'iperammortamento nei casi in cui chi abbia usufruito dell'agevolazione ceda o destini a strutture produttive estere i beni per i quali ha ricevuto il beneficio. Comunque si applica solo agli investimenti effettuati dopo l'entrata in vigore del decreto in esame. Ma certamente diventa assai complicato escludere gli investimenti a stabili organizzazioni all'estero di imprese italiane o agli investimenti già avviati. In ogni caso il recupero eventuale andrebbe fatto pro quota, cioè dall'inizio della dismissione e non dall'inizio del rapporto. Articolo 8 (Applicazione del credito d'imposta ricerca e sviluppo ai costi d'acquisto da fonti esterne di beni immateriali). Anche questo articolo 8 prevede una nuova limitazione per le imprese. Si escludono dal credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo alcuni costi inerenti l'acquisto di beni immateriali nelle operazioni infragruppo. Capo III MISURE PER IL CONTRASTO DEL DISTURBO DA GIOCO D'AZZARDO Le misure previste da questo capo sono orientate a contrastare, vietandone la pubblicità, la ludopatia e l'azzardopatia o meglio il "disturbo da gioco d'azzardo", come viene definito ora con l'introduzione di questo neologismo. Articolo 9 (Divieto di pubblicità giochi e scommesse). L'articolo 9 introduce appunto la nuova locuzione di "disturbo da gioco d'azzardo". Ma l'articolo soprattutto introduce il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse e al gioco d'azzardo. Al contempo si delega al Governo una riforma complessiva della materia dei giochi pubblici. Lo scopo è quello di assicurare l'eliminazione dei rischi connessi ai disturbi del gioco d'azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell'Erario. Sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita, le lotterie, le tombole, pesche o banchi di beneficienza, le manifestazioni di sorte locali. In conseguenza del divieto sono previste sanzioni amministrative, contestate e irrogate dalla Autorità per le garanzie delle comunicazioni, pari al 20 per cento del valore della sponsorizzazione della pubblicità (era il 5 per cento nel testo iniziale) e comunque per un importo non inferiore a 50 mila euro per ciascuna violazione. Le somme verranno destinate al Fondo per il contrasto al gioco d'azzardo patologico. L'aumento al 20 per cento deciso dall'Aula lo rende, di fatto, un divieto assoluto di pubblicità. Gli investimenti in pubblicità sono attualmente al di sotto dei 200 milioni di euro annui da parte dei concessionari del gioco. Va rilevata una sovrapposizione di competenze tra l'Autorità e l'Agenzia delle dogane e i monopoli, cui attualmente è delegata la competenza ad irrogare sanzioni per la pubblicità del gioco d'azzardo rivolta ai minori. Il comparto dei giochi è anche oggetto di una maggiorazione del PREU, il prelievo unico erariale sugli apparecchi destinati al gioco come le videolottery e le slot machine . Le maggiori entrate sono destinate alle coperture delle norme che prevedono la decontribuzione contributiva prevista da questo decreto per l'assunzione dei giovani. Va rilevato che il PREU è passato dall'aliquota originaria del 13,5 per cento all'attuale 19,75 per cento. Questa probabilmente è la via più inopportuna per diminuire i guadagni dei gestori degli apparecchi collegati in rete e consegnarli alla clandestinità, che come noto, non versa imposte allo Stato. Va rammentato che il giro d'affari complessivo riferito al gioco legale è ormai vicina ai 100 miliardi. Rimanendo sui dati complessivi, va detto che rispetto ai 96 miliardi di raccolta, sono state distribuite vincite per 77 miliardi, una spesa dei giocatori per 19 miliardi, 10 miliardi all'erario e, per differenza, circa 9 miliardi ai gestori. E tra l'altro questi numeri sono il risultato di un'articolata rete di vendita dei giochi che vede in tutta Italia 206 sale Bingo, 9.159 punti vendita dei concorsi pronostici, 33.881 punti vendita dei giochi numerici a totalizzatore, 3.387 tra punti e negozi di gioco ippico, 5.764 tra punti e negozi di gioco sportivo, 33.920 ricevitorie del lotto e 62.975 punti vendita delle lotterie, secondo i dati aggiornati al dicembre 2016. Si registra, quindi, la presenza sul territorio nazionale di circa 566 mila apparecchi (tra slot machine , videolottery e di altro tipo) Articolo 9-bis (Formule di avvertimento). L'Aula della Camera ha altresì approvato un emendamento che prevede la scritta "nuoce gravemente alla salute" sulle slot machine e sulle videolottery e sul fonte e sul retro dei tagliandi delle lotterie istantanee. Articolo 9-ter (Monitoraggio dell'offerta di gioco). Il monitoraggio dell'offerta del gioco è delegato al Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro della salute. Anche qui è previsto che vi sia una Relazione annuale al Parlamento su questi dati. I dati ufficiali del resto sono già ora facilmente reperibili sui siti istituzionali. L'augurio è che ci sia anche un monitoraggio attento sul gioco illegale. Articolo 9-ter (Misure a tutela dei minori). La misura inserita in questo articolo introdotto dalla Camera dei deputati prevede che l'accesso ai giochi sia consentito ai minori solo dietro presentazione della tessera sanitaria per identificarne con certezza l'età. E sono previste delle appropriate sanzioni amministrative. Articolo 9-quater (Logo No Slot). L'articolo prevede politiche di sensibilizzazione contro il gioco e istituisce il logo No Slot. I Comuni possono, quindi rilasciare un logo No Slot agli esercizi pubblici e ai circoli privati che ne abbiano i requisiti. Capo IV MISURE IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE FISCALE Le disposizioni di semplificazione fiscale hanno in realtà un impatto assai modesto, in quanto riguardano solo le cosiddette partite IVA, cioè i professionisti e non il mondo delle imprese che non è raggiunto da provvedimenti positivi in questo decreto. Il mondo delle piccole imprese rimane deluso in quanto le nuove misure non apportano in realtà alcun beneficio visibile alle imprese e manca la tanto attesa semplificazione che pure era stata promessa in campagna elettorale. Articolo 10 (Disposizioni in materia di redditometro). L'articolo 10 modifica, ma non abolisce, il cosiddetto redditometro, ovvero l'istituto dell'accertamento sintetico del reddito complessivo. Si prevede che il redditometro venga sospeso in attesa dell'emanazione di un decreto ministeriale, con il parere dell'Istat e delle associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori, per individuare la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti. Viene eliminato il decreto ministeriale che contiene gli elementi necessari per effettuare l'accertamento. Le disposizioni dello stesso decreto cessano al loro efficacia per gli anni d'imposta successivi al 2015, ma fino al 2015 bisognerà comunque fornire i dati e le notizie rilevanti ai fini dell'accertamento. I termini per l'accertamento dell'anno d'imposta 2016 finiscono nel 2024, in caso di omessa dichiarazione e nel 2022 ove sia stata presentata. Una disposizione, quella relativa al redditometro che andrebbe, non sospesa, ma totalmente abolita posto che l'accertamento sintetico ha portato a recuperi di imposta veramente limitati (5 milioni nel 2016 e 1 milione nel 2017) perdendo rilievo nell'azione di controllo fiscale. Articolo 11 (Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute). L'articolo riguarda il cosiddetto spesometro ovvero la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute da parte dei soggetti passivi IVA. Si tratta di una semplice posticipazione della comunicazione dei dati riferiti al terzo trimestre 2018, che non deve essere inviata entro il mese di novembre 2019, ma entro il 28 febbraio del prossimo anno. Di positivo registriamo l'eliminazione dello spesometro per i produttori agricoli assoggettati a regime IVA agevolato e l'esonero totale per i produttori residenti in zone montane. Del resto lo spesometro è già stato sostituito dalla legge di bilancio 2018 dall'obbligo di fatturazione elettronica. Viene anche previsto l'esonero dall'obbligo di annotazione delle fatture nei registri IVA. Articolo 11-bis (Proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante). L'articolo introdotto con un emendamento alla Camera riproduce integralmente il decreto-legge 79, già approvato dal Senato, che riguarda la proroga della fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti. Articolo 12 ( Splitpayment ). Questo articolo reca una disposizione che anche Forza Italia aveva sostenuto, l'abolizione dello split payment , soprattutto per i professionisti. Le norme escludono in modo esplicito dall'utilizzo dello split payment i compensi, per le prestazioni di servizi resi alle Pubbliche Amministrazioni, assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a ritenuta d'acconto per prestazioni di lavoro autonomo. Articolo 12- bis (Compensazione delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione). Anche questo articolo è stato approvato dalle Commissioni riunite della Camera. Estende a tutto il 2018 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi e soprattutto esigibili. I crediti devono essere maturati nei confronti della Pubblica amministrazione e certificati entro il 31 dicembre 2017, con i carichi affidati agli agenti della riscossione. Segue l'analoga disposizione del 2013, che era stato più volte prorogata sino all'anno 2017. Capo V DISPOSIZIONI FINALI E DI COORDINAMENTO Articolo 13 (Società sportive dilettantistiche). L'articolo abroga le disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2018, che prevedeva che le attività sportive dilettantistiche potessero essere esercitate anche da società sportive dilettantistiche, ma con scopo di lucro. Abroga anche le agevolazioni fiscali che erano state introdotte per questi soggetti. Queste risorse confluiscono in un nuovo Fondo destinato alle società sportive dilettantistiche. Lo stesso articolo ripristina le norme previdenti alle modifiche della ultima legge di stabilità in materia di impianti sportivi. Forza Italia ha chiesto con appositi emendamenti che il Fondo ricevesse maggiori finanziamenti e che venissero superati alcuni limiti per la fruibilità degli impianti da parte delle società sportive dilettantistiche. Inoltre il Governo dovrebbe dare garanzie che le risorse economiche destinate allo sport dilettantistico non siano, in generale, gravate da oneri dovuti alla gestione delle pratiche burocratiche. Ci attendiamo dall'esecutivo anche una conferma del Fondo per gli impianti sportivi del valore di 100 milioni di euro, da destinare soprattutto a quelle zone del Paese che ne sono maggiormente sprovviste. In particolare hanno necessità di nuovi impianti sportivi soprattutto le periferie e le aree del Centro-Sud. Articolo 14 (Copertura finanziaria). Le coperture di questo disegno di legge sono il primo segnale di una manifesta difficoltà a reperire risorse nel bilancio pubblico. Questo rappresenta un evidente campanello di allarme per l'attuale maggioranza di governo e le tante e costosissime promesse fatte agli italiani in campagna elettorale. In primis la promessa del reddito di cittadinanza che, nelle formulazioni originarie dei M5S andava oltre i 16 miliardi di euro. Articolo 15 (Entrata in vigore). Le norme del decreto sono entrate in vigore il 14 luglio 2018, mentre le modifiche entreranno in vigore dopo l'approvazione della legge di conversione. Per queste ragioni saranno necessarie norme interpretative o almeno di coordinamento tra le differenti versioni, specie in materia di contratti di lavoro. Conclusioni Se i risultati saranno quelli che temiamo, il decreto avrà raggiunto gli obiettivi opposti a quelli che pure si era prefissato sin dal proprio titolo. Questo provvedimento, adottato in un momento in cui l'economia internazionale sta rallentando, segnerà un ulteriore decelerazione della crescita delle attività economiche in Italia. L'irrigidimento delle disposizioni del mercato del lavoro e delle politiche fiscali qui previsto, preoccupa il mondo delle imprese, che, si può prevedere, diminuiranno i propri investimenti e le assunzioni di nuovo personale. Esso ottiene quindi un effetto che segue il ciclo economico, mentre al contrario ci sarebbe stato bisogno di misure anticicliche, attraverso incentivazioni agli investimenti ad alto moltiplicatore e alle assunzioni di nuovi lavoratori che seguissero tali investimenti. Si tratta, in conclusione, di un provvedimento sbagliato, che propone soluzioni inappropriate e deleterie alla disciplina del mercato del lavoro, che una volta attuate segneranno un ulteriore rallentamento della nostra economia. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 717: sugli emendamenti 9.88 e 9.90, il senatore Stefano avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 9.91, la senatrice De Petris avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 9.0.2 (testo 2), la senatrice Testor avrebbe voluto esprimere un voto favorevole e i senatori De Petris, Errani, Grasso e Laforgia avrebbero voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.300, il senatore Croatti avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 11.2 e 11.8, la senatrice Matrisciano avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.0.1 (testo 2), il senatore Pillon avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 11.0.100, i senatore Collina e Pesco avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 13.0.500, il senatore Ruspandini avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sulla proposta di coordinamento C1, il senatore Di Nicola avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; Disegno di legge n. 741: sulla questioni pregiudiziali, il senatore Trentacoste avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1.70 la senatrice Giannuzzi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 1- bis .10, il senatore Lannutti avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 2- bis .0.5, la senatrice Unterberger avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sugli emendamenti 2.0.1 (prima parte) e 2.0.3, il senatore Pellegrini Marco avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Caliendo, Campari, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, Cucca, De Poli, Iwobi, Licheri, Marti, Merlo, Napolitano, Rossomando, Santangelo, Sciascia, Siri e Zanda. È assente per incarico avuto dal Senato il senatore Nencini, per attività della 8 a Commissione permanente. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Ferro Massimo, Paroli Adriano Nuove disposizioni in materia di deducibilità delle minusvalenze prodotte dalla crisi di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza (744) (presentato in data 03/08/2018); senatori Saponara Maria, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Delega al Governo per l'introduzione dello studio dei patrimoni culturali, sociali, artistici e paesaggistici dei territori di riferimento, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado situate nei piccoli comuni e per l'istituzione della Giornata nazionale non festiva della Festa dei Popoli, per valorizzare la tipicità e le identità delle comunità locali (745) (presentato in data 06/08/2018); senatori Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni concernenti l'esposizione del Crocifisso nelle scuole e negli uffici delle pubbliche amministrazioni (746) (presentato in data 06/08/2018); DDL Costituzionale senatore Iannone Antonio Modifica all'articolo 32 della Costituzione, concernente l'introduzione del diritto di accesso allo sport (747) (presentato in data 06/08/2018); senatore Iannone Antonio Tutela e valorizzazione della Lingua italiana (748) (presentato in data 06/08/2018); DDL Costituzionale senatore Iannone Antonio Modifica degli articoli 6 e 12 della Costituzione, in materia di riconoscimento della lingua italiana come lingua ufficiale della Repubblica e dell'Inno Nazionale (749) (presentato in data 06/08/2018); senatori Bottici Laura, Gallicchio Agnese, Puglia Sergio, Ortis Fabrizio, Angrisani Luisa, Lanzi Gabriele, Trentacoste Fabrizio, Pirro Elisa, Corbetta Gianmarco, Romano Iunio Valerio, Mollame Francesco, Urraro Francesco, Lannutti Elio, Fenu Emiliano, Taverna Paola, Fede Giorgio, Lupo Giulia, L'Abbate Patty, Anastasi Cristiano, Di Girolamo Gabriella Disposizioni in materia di parchi, giardini pubblici e aree ricreative scolastiche inclusivi per l'infanzia (750) (presentato in data 06/08/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Giarrusso Mario Michele Soppressione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (591) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 06/08/2018). Affari assegnati In data 1° agosto 2018, sono stati deferiti alla 10 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento: l'affare "Sostegno alle attività produttive mediante l'impiego di sistemi di generazione, accumulo e autoconsumo di energia elettrica" (Atto n. 59); l'affare "Gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale" (Atto n. 60). Governo, trasmissione di atti Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 2 luglio 2018, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - le comunicazioni concernenti il conferimento dell'incarico di Ragioniere generale dello Stato al dottor Daniele Franco. Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente di coordinamento della Corte dei conti - Ufficio di controllo di cui all'articolo 162, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, con lettera in data 28 giugno 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 162, comma 5, del medesimo decreto legislativo, la relazione sull'attività di controllo sui contratti secretati, esercitata dalla Corte dei conti, riferita al periodo dal 1° giugno 2017 al 31 maggio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . LXX, n. 1). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti È pervenuto al Senato un voto della Regione Emilia-Romagna concernente "Modifica della legge n. 161 del 2017 al fine di introdurre la possibilità di creare strutture articolate sul territorio nazionale dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, ad avviare un confronto per definire un protocollo per un più efficace riutilizzo dei beni confiscati nel territorio emiliano romagnolo, nonché a valorizzare il protocollo d'intesa promosso dal Tribunale ordinario di Bologna per la realizzazione di un tavolo tecnico istituzionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati". Tale voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente (n. 10). Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Messina ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00132 del senatore Taricco ed altri. Il senatore Ferrazzi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00136 della senatrice Bellanova ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-00165 MARGIOTTA Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: l'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, dispone che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie approvino con decreto i criteri per la formulazione di un programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni e degli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati, costituiti anche in forma societaria, e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP, sia attraverso il ripristino degli alloggi di risulta, sia per il tramite della manutenzione straordinaria degli alloggi, anche ai fini dell'adeguamento energetico, impiantistico statico e del miglioramento sismico degli immobili; con il decreto interministeriale 16 marzo 2015, emanato in attuazione dell'articolo 4, comma 1, citato, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 21 maggio 2015, n. 116, sono stati approvati i criteri per la formulazione di un programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei comuni e degli istituti autonomi per le case popolari comunque denominati, costituiti anche in forma societaria, e degli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP; ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del richiamato decreto interministeriale, il programma di recupero risulta articolato in 2 distinte linee di intervento: a) interventi di non rilevante entità di importo inferiore a 15.000 euro finalizzati a rendere prontamente disponibili gli alloggi sfitti mediante lavorazioni di manutenzione ed efficientamento; b) interventi di ripristino di alloggi di risulta e di manutenzione straordinaria nel limite di 50.000 euro per alloggio; a seguito di accantonamento, ai sensi dell'art. 5 del decreto 16 marzo 2015 a fini di monitoraggio, le risorse effettivamente disponibili per gli interventi di cui alla lettera b) dell'articolo 2, comma 1, ammontano complessivamente a 400.230.784,50 euro; con il decreto ministeriale n. 9908 del 12 ottobre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2015, sono stati ammessi a finanziamento gli interventi compresi negli elenchi di lettera a) e b) trasmessi dalle Regioni unitamente agli elenchi contenenti le proposte eccedenti il limite delle risorse disponibili; con l'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), si è istituito un fondo, che consente il finanziamento di interventi in vari settori, compresa l'edilizia pubblica e sul fondo è stata attribuita, sul capitolo 7442 dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture, la somma di 321.116.384 euro per l'attuazione degli interventi di linea b) del programma; con il decreto direttoriale 21 dicembre 2017, n. 13255, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del citato decreto 12 ottobre 2015, sono state approvate le modifiche o le integrazioni agli elenchi degli interventi ammessi a finanziamento, nonché gli elenchi delle proposte eccedenti il limite delle risorse disponibili; sulla base del decreto direttoriale 21 dicembre 2017, n. 13255, è stato quantificato in 386.193.547,87 euro l'importo del fabbisogno necessario per soddisfare tutte le proposte di linea b) eccedenti il limite delle risorse già assegnate a fronte della disponibilità complessiva di 321.116.384 euro; dall'iniziale proposta ministeriale del 25 maggio 2018 (registro ufficiale del Ministero delle infrastrutture n. 005487), di assegnazione di risorse agli interventi della linea b) del programma che non hanno trovato in precedenza copertura finanziaria, la Conferenza delle Regioni e Province autonome all'unanimità, in data 26 luglio 2018, ha approvato e consegnato al Governo in sede di Conferenza unificata una ripartizione di tali risorse, con il riconoscimento di una quota in via perequativa a tutte le Regioni, si chiede di sapere: se il Ministro delle infrastrutture abbia conoscenza di tale nota e quali siano le motivazioni che lo avrebbero condotto a non farla propria e a proporre una nuova ripartizione di risorse fra le Regioni che, peraltro, non terrebbe in alcun conto la copertura del fabbisogno pregresso, già riconosciuto con il citato decreto n. 13255; quali siano gli intendimenti del Ministro per gli affari regionali e le autonomie in relazione al principio di leale collaborazione afferenti ai rapporti con il sistema delle Regioni ed autonomie locali, anche alla luce delle sentenze della Corte costituzionale, che hanno richiesto l'intesa in Conferenza unificata sul provvedimento citato. Atto n. 3-00166 URSO BALBONI CIRIANI DE BERTOLDI FAZZOLARI IANNONE MARSILIO RAUTI GARNERO SANTANCHE' RUSPANDINI ZAFFINI Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze, dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Atto n. 3-00167 URSO BALBONI DE BERTOLDI ZAFFINI RAUTI Ai Ministri dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari e forestali Atto n. 3-00168 URSO DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' IANNONE BALBONI Al Ministro dell'economia e delle finanze Atto n. 3-00169 URSO Ai Ministri per gli affari europei e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Atto n. 3-00170 URSO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Atto n. 3-00171 URSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Atto n. 3-00174 MORONESE Marco PELLEGRINI NATURALE NUGNES L'ABBATE QUARTO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che: il Comune di Cerignola fa parte del consorzio Foggia 4, assieme ai Comuni di Orta Nova, Carapelle, Ordona, Stornara, Stornarella, San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia e Trinitapoli. I citati Comuni decisero, a partire dagli anni 2000, di avviare una consorziata dal nome SIA, che avrebbe non solo gestito la raccolta e il ciclo dei rifiuti ma anche la discarica "Forcone Cafiero" in agro di Cerignola; il Comune di Cerignola possiede il 42 per cento delle quote e dunque del patrimonio della SIA Srl; nel consorzio conferiscono rifiuti ben 31 Comuni della provincia di Foggia su 61 totali, con costi di conferimento e servizi molto bassi rispetto alla media. Tuttavia dal 2014, con il rinnovo dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale), si riscontrano i primi problemi di gestione di una discarica ormai stracolma. Nell'attesa di individuare un ulteriore lotto, molti dei contratti di conferimento vengono meno, fino ad arrivare sull'orlo del fallimento; a tale situazione compromessa della SIA si aggiungono una serie di contenziosi con i Comuni consorziati che hanno generato negli anni pignoramenti e decreti ingiuntivi; quanto esposto ha compromesso la retribuzione del personale, che in base alle notizie in possesso degli interroganti non sarebbe retribuito regolarmente dal mese di maggio 2018, e conseguentemente le attività ordinarie di raccolta dei rifiuti; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: a partire dal mese di giugno 2018 la situazione è degenerata diventando una vera e propria emergenza ambientale. Si rinvengono rifiuti sparsi per le strade del centro città, anche a ridosso degli ospedali, e si diffonde sempre di più l'odore acre dei fumi dei roghi notturni; con ordinanza sindacale n. 79/Gab. del 28 giugno 2018, contingibile e urgente ex art. 50 del decreto legislativo n. 267 del 2000, per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani ed assimilati nel comune di Cerignola, il sindaco Francesco Metta ha ordinato alle ditte Ecodaunia Srl, Laveco Srl e Mondoeco Srl di coadiuvare la società SIA FG4 Srl con propri mezzi e personale alla raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani depositati sul territorio comunale, con un impegno stimato in 140.300 euro; i rifiuti accumulati a causa dell'emergenza nella gestione di raccolta e smaltimento, circa 600 tonnellate, sono stati quindi trasbordati nell'area interportuale. Tale decisione sarebbe stata giustificata dallo stesso sindaco in considerazione della posizione topografica del sito interportuale in un'area periferica rispetto al centro abitato; ad avviso degli interroganti questa attività di trasbordo rifiuti non ha tenuto in considerazione l'aumento delle temperature, tipico del periodo estivo, e le conseguenze connesse al fatto che i rifiuti sono stati depositati nell'interporto senza tuttavia essere allocati in cassoni impermeabili che avrebbero evitato l'infiltrazione di percolato e sicuramente reso più agevole il trasporto negli impianti di smaltimento; il 2 luglio 2018, i Carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Bari hanno sequestrato l'interporto, ritenendo il sito di trasbordo una discarica abusiva; in base alle informazioni in possesso degli interroganti il 20 luglio 2018 la Procura di Foggia ha autorizzato la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti, previa caratterizzazione mediante analisi chimiche, provvisoriamente presenti all'interporto. La stessa Procura ha anche derubricato l'ipotesi di infrazione; entro pochi giorni, appena terminata la caratterizzazione richiesta, i rifiuti avrebbero dovuto essere trasferiti a Massafra, mentre ad oggi le tonnellate di rifiuti si trovano ancora nell'interporto con evidenti effetti negativi in termini ambientali e sanitari, soprattutto per i campi agricoli limitrofi; considerato altresì che, per sanare la situazione economico-finanziaria della SIA Srl, determinata da tali contingenti fattori, l'assemblea del consorzio ha assunto la deliberazione n. 30 del 30 luglio 2018 con cui è stato deciso, in via temporanea, e nelle more della complessiva riorganizzazione societaria, che ogni Comune corrisponderà alla SIA Srl le somme dovute per il personale e individuato dall'amministratore in base ai criteri di ripartizione proposti dallo stesso ed approvati dall'assemblea. Il Comune di Cerignola verserà mensilmente alla SIA l'importo di 340.000 euro che l'amministratore unico di SIA Srl dovrà utilizzare per il pagamento del costo del personale; considerato infine che il decreto legislativo n. 152 del 2006, all'articolo 193, comma 12, prevede che "Nel caso di trasporto intermodale di rifiuti, le attività di carico e scarico, di trasbordo, nonché le soste tecniche all'interno dei porti e degli scali ferroviari, degli interporti, impianti di terminalizzazione e scali merci non rientrano nelle attività di stoccaggio di cui all'articolo 183, comma 1, lettera aa) purché siano effettuate nel più breve tempo possibile e non superino comunque, salvo impossibilità per caso fortuito o per forza maggiore, il termine massimo di sei giorni a decorrere dalla data in cui hanno avuto inizio predette attività", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se intendano attivarsi presso gli enti competenti affinché, in considerazione del mancato rispetto della tempistica prevista per il trasporto dei rifiuti dal citato articolo 193, siano verificate le tempistiche programmate per la rimozione e smaltimento dei rifiuti stoccati nell'interporto nonché siano indicate le motivazioni tecniche per cui i rifiuti non sarebbero stati allocati in appositi cassoni, anche al fine di facilitarne il successivo trasferimento; quali iniziative di competenza intendano intraprendere per risolvere la situazione emergenziale che sta generando danni ambientali e sanitari alla popolazione; se, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, intendano attivarsi affinché siano tutelati gli interessi dei cittadini, considerato che, a parere degli interroganti, l'impegno di spesa assunto dal Comune di Cerignola nei confronti della SIA Srl, pari a circa 4 milioni di euro in un anno, sarebbe del tutto ingiustificato soprattutto visto che ciò determinerà degli eccessivi aumenti sulla tassa sui rifiuti e che tale esborso si sarebbe potuto evitare con una puntuale attività di controllo e monitoraggio nei confronti del consorzio, di cui il Comune detiene il 42 per cento; se non ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, affinché sia fatta al più presto luce circa le responsabilità che hanno determinato la grave situazione. Atto n. 3-00175 LA PIETRA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il settore dell'ippica italiana sta vivendo un periodo di grande difficoltà soprattutto a causa della mancata riforma del gioco delle scommesse ippiche, dell'ammodernamento degli ippodromi, della competitività delle corse, degli allevamenti di puledri da trotto e galoppo; le imprese dell'ippica italiana, le scuderie, gli allevamenti e le società di corse non sono più in grado di fare impresa e rispettare gli impegni per la mancanza di interventi risolutori e programmatici da parte degli enti istituzionali competenti; da anni ormai gli operatori del settore attendono interventi risolutivi da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo per superare le criticità attuali che non permettono più la sopravvivenza di un comparto che conta oltre 8.000 addetti (oltre all'indotto) e circa 12.000 cavalli; considerato che: le procedure gestionali ministeriali evidenziano quotidianamente tutta una serie di criticità e ritardi che finiscono con l'aggravare ulteriormente la situazione già precaria; per quanto concerne ad esempio lo stato dei pagamenti, ad oggi, a quanto risulta all'interrogante, la situazione sarebbe questa: premi operatori al 4 per cento: fermi a marzo 2018; premi scuderie con partita Iva: fermi a dicembre 2017; premio aggiunto 2017 allevatori trotto: ad oggi non pagati; premi allevatori estero 2016: fermi da 14 mesi; premi allevatori estero 2017: ad oggi non pagati; restituzione iscrizioni gran premi dal 2012 al 2017: circa 7 milioni di euro (di soldi degli operatori) sarebbero "congelati" nei conti dello Stato; la questione dei ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione è di estrema importanza e costituisce senz'altro una priorità in quanto è evidente che se si blocca il flusso finanziario l'intero comparto si paralizza e va in difficoltà nei confronti soprattutto dei fornitori e del fisco; inoltre, per l'interesse dell'intero comparto vi sono altre questioni aperte che richiedono interventi non più procrastinabili come: la classificazione degli ippodromi; la ripartizione dei montepremi; il regolamento antidoping ; risultano quanto mai urgenti misure volte innanzitutto a risolvere nell'immediato la situazione di estrema emergenza che il settore sta vivendo e successivamente a riformare complessivamente il sistema, sopperendo all'evidente mancanza di capacità gestionale del comparto ippico da parte della struttura ministeriale, e riorganizzando la governance , anche attraverso la previsione di procedure più dinamiche e meno complesse, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere tempestivamente per il superamento della fase emergenziale che il settore dell'ippica sta vivendo in questi anni ed in particolare per la risoluzione dei problemi connessi ai ritardi nei pagamenti; in ogni caso, quali ulteriori misure di competenza ritenga di dover adottare al fine di avviare un serio percorso di riforma volto a rilanciare complessivamente il settore. Atto n. 3-00176 D'ARIENZO MARGIOTTA ASTORRE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: in seguito a un incidente stradale, un camion che trasportava sostanze infiammabili è esploso provocando un enorme incendio a Borgo Panigale, alla periferia di Bologna; dopo aver preso fuoco, il camion è esploso poco dopo. Questo ha provocato anche l'esplosione di diverse auto che si trovavano in un concessionario che si trova vicino al luogo dove è avvenuto l'incidente; l'incendio ha provocato ingenti danni alle abitazioni circostanti nonché il parziale crollo del ponte del raccordo autostradale di Casalecchio tra Bologna Casalecchio ed il bivio con la A14 Bologna-Taranto, che è stato chiuso in entrambe le direzioni; è stato chiuso anche il tratto sulla tangenziale di Bologna, tra Bologna Casalecchio e lo svincolo 3 Ramo verde in entrambe le direzioni; le chiusure hanno interessato anche la viabilità cittadina; in questo caso rileva certamente la natura del trasporto; appare doveroso esaminare quanto avvenuto in virtù dell'elevato grado di pericolosità che accadimenti simili portano naturalmente con sé e con l'intento di valutare tutto quanto è possibile fare per evitare in futuro situazioni simili; rientra tra gli obblighi delle società concessionarie di tratti autostradali la prevenzione di incidenti, in particolar modo quelli che possono occorrere a trasporti di questa natura; è naturale chiedersi se anche il trasporto in questione avesse tutti i requisiti per affrontare il viaggio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda avviare un'indagine per verificare che tutti i requisiti di sicurezza, sia quelli riferiti al trasporto, sia quelli posti in essere dal concessionario autostradale, siano stati rispettati; se non ritenga di avviare un riesame delle norme che regolano il trasporto di materiale infiammabile sulle strade ed autostrade italiane, al fine di valutare criticamente eventuali integrazioni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00172 ASTORRE FARAONE PARENTE PATRIARCA LAUS SUDANO RAMPI IORI Al Ministro dell'interno Premesso che: da un articolo pubblicato il 6 agosto 2018 su uno dei più noti quotidiani di Roma, "Il Messaggero", emerge una vicenda alquanto surreale che sembrerebbe coinvolgere, per tramite degli uffici competenti, l'amministrazione capitolina in una vicenda che riguarda l'apertura, la scorsa settimana, di una spiaggia sul Tevere, nei pressi di viale Marconi; emergerebbe una sorta di accordo, più o meno tacito, tra i competenti uffici comunali, nello specifico i vertici dell'ufficio Tevere per il Campidoglio, e il capo di un campo rom abusivo, situato nelle vicinanze della spiaggia. Nella sostanza l'accordo, secondo quanto riportato dall'articolo, sarebbe consistito in uno scambio per cui il capo rom avrebbe "concesso" l'area, fino a quel momento sotto il suo controllo, per la realizzazione di una spiaggia, offrendo come contropartita la garanzia che quella stessa area sarebbe stata affidata alla sua protezione e al suo controllo; una vicenda del genere sarebbe davvero preoccupante se corrispondesse alla realtà: un pubblico potere che, anziché contrastare l'illegalità, si fa connivente con essa, stringendo un "patto" per garantire controllo e sicurezza di una determinata area pubblica; considerato che secondo quanto affermato dal sindaco, Virginia Raggi, il "modello Tiberis" costituisce un aspetto fondamentale per il rilancio e la valorizzazione del Tevere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se e come intenda intervenire, nei confronti dell'amministrazione capitolina, al fine di ristabilire la legalità e il rispetto dello Stato di diritto; se e come intenda intervenire al fine di garantire un maggior controllo in termini di rispetto della legalità nelle altre progettualità esistenti ed interessanti le rive del fiume Tevere. Atto n. 3-00173 CASTALDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: la legge n. 633 del 1941, recante disposizioni in materia di protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, disciplina, tra l'altro, la raccolta e la successiva redistribuzione dei compensi per la riproduzione privata di videogrammi, prevedendo altresì, al comma 3 dell'articolo 71- octies , che la SIAE incassi detti compensi da chi fabbrica o importa nel territorio dello Stato apparecchi e supporti di registrazione video e li ripartisca, nella misura del 70 per cento e in parti uguali, tra i produttori originari di opere audiovisive, i produttori di videogrammi e gli artisti interpreti ed esecutori; ad oggi, destinatarie dei compensi risultano essere tre organizzazioni collettive, definite quali associazioni di categoria maggiormente rappresentative, facendosi rilasciare quietanza e manleva anche rispetto a quanto di spettanza dei produttori che non risultano associati. In particolare, l'associazione Univideo risulta essere beneficiaria dell'intero ammontare della quota dovuta ai produttori di videogrammi, mentre le associazioni Anica e APT, sulla base di un accordo stipulato nel 1998, risultano beneficiarie dell'intero ammontare della quota dovuta ai produttori originari di opere audiovisive, rispettivamente per due terzi e un terzo; alcuni produttori di videogrammi e di opere audiovisive non associati a tali associazioni hanno quindi proceduto, per il tramite di una nuova organizzazione collettiva, regolarmente iscritta all'elenco tenuto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), a richiedere alla SIAE di ricevere quanto loro spettante già per le competenze ancora non distribuite; risulta all'interrogante che la SIAE si sia rifiutata di procedere alla distribuzione dei compensi, nonostante la nuova organizzazione collettiva abbia debitamente attivato ogni possibile procedura, indicando come soluzione necessaria un accordo preventivo da trovarsi con le preesistenti associazioni di categoria; tali associazioni hanno tuttavia rifiutato qualsiasi confronto, affermando di essere gli unici soggetti legittimati a ricevere i compensi dalla SIAE. A fronte di tali posizioni, la SIAE, d'accordo con le tre associazioni, ha avanzato alcuni quesiti al Ministero dei beni e delle attività culturali riguardo alla possibilità per un'organizzazione collettiva non costituita in forma di associazione di partecipare alla ripartizione dei compensi; il parere successivamente formulato sembra voler avallare l'ipotesi di un'intermediazione obbligatoria in capo alle associazioni di categoria, smentendo quanto già espresso dalla stessa amministrazione nel luglio 2017, lì dove si affermava che la gestione dei compensi attraverso le associazioni di categoria rappresenta uno dei sistemi alternativi di gestione dei compensi. Se pur non giuridicamente vincolante, il parere fornisce l'alibi alla SIAE di continuare a distribuire i compensi unicamente alle tre organizzazioni, sulla base di obsoleti criteri stabiliti negli anni '90, mettendo, quindi, a rischio la sopravvivenza della nuova organizzazione; le associazioni che partecipano alla distribuzione sono le medesime in favore delle quali è stato concesso un ingiustificato vantaggio competitivo, lì dove con le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 35 del 2017, in violazione di quanto previsto dalla direttiva 2014/26/UE, è stato previsto che le associazioni di produttori di fonogrammi e videogrammi che distribuiscono i compensi per copia privata non si debbano costituire in organismo di gestione collettiva o ente di gestione indipendente, come invece previsto invece per tutte le altre organizzazioni, compresa la stessa SIAE; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a cui è stato affidato il compito di vigilare sul mercato dei diritti d'autore e diritti connessi, si è espressa contro l'esenzione concessa alle associazioni di categoria con propria segnalazione al Governo del 24 novembre 2017; la stessa SIAE, in ambito di gestione dei compensi di copia privata musicale, già a partire dal 2000, ammette alla ripartizione dei compensi ognuna delle singole organizzazioni, che a mano a mano si affacciano nel mercato, senza mai sollevare questioni riguardo alla loro natura giuridica; la SIAE è attualmente oggetto di un'istruttoria da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per grave abuso di posizione dominante (A508 - provvedimento n. 265319), si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati; come e in che tempi intenda intervenire al fine di consentire a tutti gli operatori collettivi di ricevere i compensi di loro spettanza; se non ritenga opportuno procedere ad una revisione della normativa, al fine di meglio definire e migliorare il sistema della gestione della copia privata. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00473 PILLON Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che per quanto risulta all'interrogante: secondo quanto riportato dagli organi di stampa, nella scuola primaria di Mocasina (Brescia), a fine febbraio 2018 una donna estranea al corpo insegnante avrebbe svolto nelle classi prime una lezione definita "percorso di educazione alla lettura-laboratorio intercultura"; la donna si sarebbe presentata ai bambini come la "strega Romilda" e avrebbe sostanzialmente simulato rituali magici ed esoterici davanti ai bambini, facendo loro bere dei liquidi da lei portati in un thermos , definiti pozioni magiche; la stessa avrebbe altresì consegnato ai bambini degli oggetti, definiti amuleti, che i minori avrebbero dovuto mantenere nascosti ai propri genitori, altrimenti i loro desideri (a suo dire) non si sarebbero mai realizzati; una madre avrebbe trovato uno di questi "amuleti" sotto il cuscino del figlio e quest'ultimo, interrogato sulla provenienza degli oggetti da parte della madre, sarebbe scoppiato in lacrime perché, a suo dire, "la strega ci ha detto che doveva restare un segreto e ora i desideri non si realizzeranno"; la vicenda ha avuto un'ampia diffusione sulla stampa, con giudizi contrastanti, ma tutti convergenti sul fatto che i genitori direttamente interessati non siano stati informati dettagliatamente dell'iniziativa e che non sia stato loro fatto sottoscrivere il consenso informato preventivo, come sarebbe stato d'obbligo; durante tale lezione, come ammesso dall'insegnante ad alcuni genitori il giorno successivo, a seguito di lamentele, l'insegnante titolare si sarebbe allontanata dall'aula; la persona in questione, intervista alla trasmissione di "Radio 24" intitolata "la Zanzara", non avrebbe negato di avere consegnato ai bambini di nascosto dai genitori oggetti da portare a casa, definendoli amuleti; tali fatti, qualora accertati, costituirebbero una gravissima violazione del patto di corresponsabilità educativa, nonché del primato della famiglia nell'educazione dei ragazzi; considerato che: le condotte della persona e della scuola sono state puntualmente contestate da alcuni genitori che si sono rivolti al comitato "Articolo 26"; quest'ultima associazione ha trasmesso al Ministero dell'istruzione, l'università e la ricerca un'apposita richiesta di chiarimenti in data 17 marzo 2018, ad oggi rimasta senza risposta, si chiede di sapere: se i fatti descritti corrispondano a verità; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il primato educativo della famiglia, assicurare che non si svolgano attività con personale extra scolastico all'insaputa delle famiglie, individuare modalità idonee ad informare i genitori ex ante e dettagliatamente circa le attività previste nel tempo scuola ed a formalizzare il necessario consenso preventivo degli stessi genitori, nonché a predisporre delle alternative per i minori nel caso in cui i genitori non vogliano che i rispettivi figli prendano parte alle iniziative proposte. Atto n. 4-00474 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la stazione ferroviaria di Nocera Inferiore (Salerno) rappresenta una delle strutture storiche della Campania, in quanto fu inaugurata il 18 maggio 1844 nell'ambito del prolungamento della Napoli-Portici; nel 1846 si otteneva anche la concessione per il prolungamento su Mercato San Severino e Avellino; nel 1882 la stazione assunse un ruolo di bivio con l'apertura della stazione Nocera Mercato e la linea per Codola; prima della realizzazione della galleria Santa Lucia, avvenuta nel 1977, tutti i treni da e per Salerno vi si dovevano fermare per agganciare (sganciare) un locomotore di supporto fornendo spinta per superare il dislivello presente tra Nocera e il capoluogo; la città di Nocera Inferiore è capoluogo e baricentro dell'agro nocerino-sarnese, il comprensorio più densamente popolato della provincia di Salerno e distretto industriale tra i più antichi della storia d'Italia, con una tradizione manifatturiera d'eccellenza; ancora oggi Nocera Inferiore è riferimento territoriale dell'agro, ma ha visto negli anni la sua storica stazione perdere d'importanza fino a degradare a scalo di treni regionali lenti; la stazione è dotata di biglietteria a sportello, biglietteria self service , posto di Polizia ferroviaria, sala di attesa, bar, servizi igienici, annuncio sonoro treni in arrivo, in partenza e in transito; adiacente alla stazione è stato creato un ampio parcheggio e sono stati realizzati lavori di ristrutturazione; risulta essere un controsenso avere una stazione che si presenta come nuova, ma che continua a mancare di treni diretti sulla linea Napoli-Salerno; è nato il comitato pendolari Nocera e linea storica, che chiede il superamento dei disagi di chi è costretto a viaggiare; la Regione Campania si è dimostrata sorda e il Comune di Nocera Inferiore impotente rispetto all'esigenza dell'utenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto rappresentato e se intenda attivarsi in accordo con Rete ferroviaria italiana per fare in modo che la stazione di Nocera Inferiore non resti poco più di un monumento storico, ma torni ad essere un riferimento reale per l'utenza, accostando, sulla linea Napoli-Salerno, ai treni regionali lenti i treni regionali diretti. Atto n. 4-00475 IANNONE Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: le attuali condizioni del fondale del porto di Salerno danneggiano fortemente le attività turistiche e commerciali della stessa città e coloro che hanno deciso di investire e scommettere su tale settore; il territorio salernitano subisce danni a causa dei paludosi iter burocratici, che impediscono ogni possibilità di riscatto e rilancio economico; emerge il dubbio sulla possibilità di completare l'escavo dei fondali del porto entro il 2020 e ciò potrebbe compromettere l' iter burocratico avviato dall'Autorità portuale di Salerno già dal 2012; tali tempi biblici e nemmeno certi sono a giudizio dell'interrogante vergognosi al confronto con altre nazioni europee, dando l'idea dell'immobilismo sulle necessarie azioni da attuare per fronteggiare le crisi sui territori; è necessario, invece, salvaguardare la capacità produttiva, valorizzare le potenzialità, le risorse umane e professionali; considerato che: la CISL di Salerno ha inoltrato un accorato appello al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al presidente dell'Autorità di sistema portuale Tirreno centrale, Pietro Spirito, al segretario generale dell'Autorità, Francesco Messineo, al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, al presidente della camera di commercio, Andrea Prete, e a tutti coloro che possono dare un contributo alla risoluzione dell'annosa questione; opere come il dragaggio del fondale devono realizzarsi nell'immediato, per annullare il fortissimo danno economico strutturale, riferito per esempio all'impossibilità di attracco per navi commerciali e da crociera di determinate dimensioni nel porto di Salerno; un dato certificato dalla stessa Autorità portuale testimonia che il numero di crocieristi in transito nello scalo salernitano dai 18.600 del 2007 sono passati nel 2015 a 189.500 per poi ridursi nel 2017 a 65.500 unità, con una perdita di 124.000 unità (65,5 per cento in meno) e la relativa riduzione di risorse e occupazione sul territorio da attività dirette e indirette; effettuare i dragaggi nei porti italiani è un'impresa molto complessa a causa della macchina burocratica, che prevede molteplici competenze e un continuo rimbalzo di responsabilità: le autorità dipendono da sette organismi, cui bisogna dar conto; lo scalo di Salerno può diventare uno degli scali più competitivi d'Europa, sia in termini commerciali che turistici; lo sviluppo economico non può essere condizionato dalle lentezze burocratiche; la velocità degli ammodernamenti è un elemento di competitività dei sistemi economici, si chiede di sapere: se il Governo ritenga priorità strategica avviare gli interventi sulle infrastrutture del porto di Salerno, come l'ampliamento dell'imboccatura, il dragaggio dei fondali e la riqualificazione delle banchine; se reputi tutto ciò necessario per il rilancio dello sviluppo commerciale e crocieristico di una realtà portuale che crea occupazione per il territorio; se intenda impegnarsi con un'attenzione particolare al porto di Salerno allo scopo di sburocratizzare e snellire le procedure per velocizzare gli indispensabili interventi. Atto n. 4-00476 GAUDIANO LOMUTI GRASSI Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: la Regione Campania ha stanziato 109.778.557 euro per la misura n. 19 del piano di sviluppo rurale (PSR) della Campania per le annualità 2014-2020, che si basa su una progettazione e gestione degli interventi per lo sviluppo da parte di attori locali, che si associano in una partnership di natura mista (pubblico-privata) affidando un ruolo operativo (gestionale e amministrativo) al gruppo di azione locale (Gal) sulla base della strategia di sviluppo locale (SSL) al fine di tradurre gli obiettivi in azioni concrete nelle macro aree rurali C e D; i Gal sono generalmente società consortili composte da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un'area rurale; con nota prot. n. 2018.0198604 del 26 marzo 2018 ad oggetto "Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Campania 2014/2020. Misura 19- Controlli" il Dipartimento della salute, Direzione generale Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Campania chiede di far compilare a tutti i componenti del consiglio di amministrazione del Gal, agli eventuali revisori dei conti, ai sindaci e al coordinatore una dichiarazione annuale di inconferibilità e incompatibilità di cariche fra sindaci e presidente di Gal; la dichiarazione di cui all'art. 20 del decreto legislativo n. 39 del 2013, recante "Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190", deve essere resa dal soggetto che riceve l'incarico dalle pubbliche amministrazioni o dagli enti di diritto privato in controllo pubblico; l'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) con propria interpretazione, poi recepita nella legge n. 190 del 2012 e nel decreto legislativo n. 33 del 2013, in relazione alle connesse normative in materia di anticorruzione e trasparenza, fa riferimento al concetto di ente privato in controllo pubblico, nel quale rientrerebbero in sintesi gli enti sottoposti a controllo pubblico ai sensi dell'art. 2359 del codice civile e gli enti in cui la totalità degli amministratori è nominata da enti pubblici; i Gal non sono quindi classificabili tra gli enti privati in controllo pubblico, con conseguente inapplicabilità dell'art. 20 del decreto legislativo n. 39 del 2013; non firmando la dichiarazione richiesta dalla Direzione generale politiche agricole, alimentari e forestali della Regione, i Gal non possono candidare progetti alla misura 19 del PSR 2014-2020 determinando, così, una mancata occasione di sviluppo per le aree rurali regionali; in Campania i presidenti dei Gal sono maggiormente sindaci che non possono autodichiarare l'insussistenza di una delle cause di inconferibilità e incompatibilità, di cui all'art. 20 del decreto legislativo n. 39 del 2013; a giudizio degli interroganti sarebbe necessario apportare alcune modifiche migliorative rispetto alla normativa introdotta, in quanto, pur avendo finalità apprezzabili e condivisibili, presenta ancora diverse lacune, che consentono di assumere la presidenza dei menzionati Gal, pur in presenza di potenziali situazioni di incompatibilità, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi, nell'esercizio delle proprie funzioni, affinché si ponga fine alla prassi, a giudizio degli interroganti irregolare, frequentemente praticata presso la Regione Campania, che sta determinando un danno allo sviluppo economico di tutto il territorio; quali iniziative, anche di carattere normativo, intenda assumere al fine di rendere più efficace la disciplina introdotta, garantendo la massima trasparenza circa l'operato delle pubbliche amministrazioni e dando la possibilità ai cittadini di conoscerne direttamente le attività, nell'ottica del contrasto a ogni forma di corruzione e in nome della democrazia. Atto n. 4-00477 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: secondo quanto riportato dal giornalista de "La Stampa", Gianluca Paolucci, in un articolo del 23 febbraio 2017, la Finpiemonte avrebbe prestato dei soldi a una società che faceva capo all'allora presidente della stessa finanziaria regionale del Piemonte per evitarle il fallimento: soldi che non sarebbero mai stati restituiti, causando un buco nel bilancio della Finpiemonte; scendendo nel dettaglio l'articolo ricostruisce tutta la vicenda che ha come «protagonista la società Gem Immobiliare, il cui azionista di maggioranza [Fabrizio Gatti, presidente di Finpiemonte] è "schermato" da una fiduciaria (prima Ersel e poi Corefi)». La Gem aveva deciso di investire nell'acquisto di un capannone e di una palazzina di uffici a Collegno, in provincia di Torino. Il primo avrebbe dovuto essere trasformato in una palestra, la seconda avrebbe dovuto essere venduta dopo aver costruito più piani un garage multipiano interrato. Il Comune, però, non ha concesso l'autorizzazione per i lavori della palazzina. La società che aveva intenzione di comprarla era la stessa intenzionata ad acquistare la palestra. Quindi, sono saltati entrambi gli affari; la suddetta operazione era stata finanziata, per 5 milioni euro, da una cordata di banche. La parte più ingente spettava alla Banca Intermobiliare-Bim (3 milioni di euro), a seguire Intesa Sanpaolo (un milione e mezzo di euro) e Monte dei Paschi di Siena (mezzo milione di euro). La Gem, inoltre, aveva accumulato debiti anche con svariati fornitori, per un totale di 9 milioni e 700.000 euro. Un debito che rischiava di farla fallire. La soluzione trovata fu un concordato fallimentare, un accordo con i creditori vidimato dal tribunale. Solo che anche per questo servivano soldi: 6 milioni e 400.000 euro. In base all'«articolo 182 della legge fallimentare, servirebbe un acquirente che metta soldi freschi e metta a tacere i creditori»; «prima che tutto vada male» si è fatta avanti una società disposta a pagare i 6 milioni di euro, acquistando la palestra: Csp SpA e si occupa di consulenza informatica, disposta a finanziare il doppio del proprio capitale nonostante non abbia nessuna competenza circa la gestione delle palestre. Il fatto è che la Csp lavorava molto con le pubbliche amministrazioni e la destinataria dei finanziamenti comunitari e regionali era appunto la Finpiemonte, presieduta dal proprietario della Gem, che la Csp avrebbe dovuto salvare; la seconda anomalia veniva dal fatto che nella causa per far riconoscere le proroghe chieste dalla Gem, la società di Gatti veniva difesa in Tribunale da Stefano Ambrosini, che all'epoca era presidente di Veneto Banca (controllante della Bim) e in seguito diventerà presidente della Bim e, infine, presidente proprio della Finpiemonte e successore di Gatti. Ma i soldi non arriveranno mai; allora, si è deciso di percorrere un'ultima strada: questa volta i soldi sarebbero dovuti giungere dalla società di Zurigo P&P Management, fondata 4 mesi prima, proprio per garantire il pagamento dei 6.400.000 da parte di una società che nel frattempo aveva rilevato il contratto di acquisto della palestra: la Gesi SpA. Quest'ultima a garanzia dell'operazione ha presentato fideiussioni a giudizio dell'interrogante improbabili: una società di riassicurazione romena, una finanziaria cinese; i soldi della P&P in realtà li avrebbe messi la Vontobel Bank, sempre di Zurigo. Si trattava di una banca nella quale la Finpiemonte di Gatti aveva investito 45 milioni di euro in una gestione patrimoniale. Riguardava un finanziamento particolare, in gergo "Prestito Lombard". In pratica, un finanziamento per cassa appoggiato a un portafoglio mobiliare, che viene mantenuto intatto ma sul quale la banca assume un pegno a garanzia del finanziamento. Solo che il portafoglio sul quale si appoggiava il prestito alla P&P di Zurigo era proprio quello di Finpiemonte; in altre parole, la finanziaria presieduta da Gatti prestava soldi a una banca svizzera per poterli a sua volta prestare a una finanziaria zurighese che li avrebbe girati alla società che avrebbe dovuto acquistare la palestra di proprietà della società immobiliare di Gatti, per permettere a quest'ultima di evitare il fallimento; la vicenda si è conclusa con la vendita della Gem Immobiliare da parte della Gedi Re, che nel frattempo ne aveva acquisito il controllo grazie ai soldi della Finpiemonte: vendita, però, fallimentare, visto che ha incassato solo 400.000 euro dopo averne spesi 6.400.000: un buco di 6 milioni, dunque, tutto a carico della finanziaria regionale, a cui il prestito non è mai stato restituito; considerato che: sono quindi stati sottratti 6 milioni di euro alle casse della finanziaria regionale Finpiemonte; la Regione Piemonte, che ha denunciato la vicenda, ha parlato nell'atto di "gravissime anomalie emerse in seguito a controlli contabili di routine", come emerge da un comunicato regionale del 12 dicembre 2017; il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ha dichiarato: "Si tratta di fatti che, ove accertati, sono molto gravi"; la Procura di Torino ha avviato un'inchiesta che vede tra gli indagati Fabrizio Gatti, l'ex direttore generale della Finpiemonte, Maria Cristina Perlo, e il direttore della filiale di Zurigo della Vontobel Bank, Francesco Cirillo; considerato inoltre che, a parere dell'interrogante, l'intreccio dei flussi finanziari della P&P e Vontobel Bank, sempre di Zurigo, banca nella quale la Finpiemonte di Gatti aveva investito 45 milioni di euro in una gestione patrimoniale, avrebbe dovuto essere monitorato da Banca d'Italia, a cui è affidata la vigilanza sulle finanziarie regionali, si chiede di sapere: se i Ministri indirizzo siano a conoscenza di iniziative assunte dalle autorità vigilanti, anche relativamente all'avvio di sanzioni verso gli autori del dissesto, in seguito all'inchiesta che vede tra gli indagati l'ex presidente e l'ex direttore generale della Finpiemonte nonché il direttore della filiale di Zurigo della Vontobel Bank; se non intendano attivarsi nelle opportune sedi di competenza affinché siano accertate le relative responsabilità tecniche anche al fine di scongiurare che vicende come quella descritta abbiano a ripetersi in futuro. Atto n. 4-00478 PEROSINO Ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: con la legge n. 205 del 2017 (legge di stabilità per il 2018) sono stati assegnati contributi per 850 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio nel limite complessivo di 150 milioni di euro per l'anno 2018, 300 milioni di euro per l'anno 2019 e 400 milioni di euro per l'anno 2020, ai sensi del comma 855 dell'articolo 1, l'attribuzione del contributo in favore dei Comuni deve essere determinata in base al criterio indicato al secondo periodo del comma, ovvero quello della minore incidenza dell'avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza, ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 risultanti dal rendiconto 2016; con la prima scadenza del 20 febbraio 2018 sono state presentate 5.904 istanze di finanziamento per un totale di circa 4 miliardi di euro; con decreto interministeriale del 13 aprile 2018 è stata approvata la graduatoria per l'assegnazione dei primi 150 milioni di euro per l'anno 2018; conseguentemente all'applicazione del criterio di cui al comma 855, i Comuni che hanno beneficiato del contributo risultano essere in dissesto finanziario, che in taluni casi fa trasparire una gestione poco virtuosa del denaro pubblico; tale criterio finisce quindi per premiare proprio i Comuni in dissesto a discapito di quei Comuni che hanno avuto una gestione economica e amministrativa oculata e che si potrebbe definire virtuosa; posto che per l'anno 2019 dovranno essere elargiti contributi per un ammontare di 300 milioni di euro e che entro il 20 settembre 2018 dovranno essere presentate le richieste, ci si domanda se non sia opportuno da parte dei Ministri in indirizzo procedere ad un intervento normativo d'urgenza di modifica del criterio in forza del quale viene redatta la graduatoria, e ciò al fine di consentire anche ai Comuni più virtuosi di accedere ai contributi; non può infatti essere un elemento penalizzante l'avere adottato una buona prassi amministrativa e di gestione finanziaria, considerato che anche il Comune più virtuoso ha la necessità ed il diritto di accedere a quei contributi statali che consentano di alleviare la gravosa situazione delle casse comunali; se rimanesse il criterio adottato in precedenza sarebbe inutile per i Comuni virtuosi partecipare alla seconda scadenza del 20 settembre 2018, in cui verranno assegnati ulteriori 300 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio; infatti analizzando la graduatoria di cui al decreto interministeriale del 13 aprile 2018, emerge come sia rimasta esclusa dal contributo per il 2018 una serie di progetti fino alla concorrenza di 150 milioni di euro il cui finanziamento è stato richiesto da Comuni in dissesto finanziario che sulla base della vigente normativa, saranno gli unici che potranno ambire ad essere "premiati" con gli ulteriori 300 milioni di euro che verranno assegnati; sarebbe opportuno intervenire urgentemente modificando il criterio stabilito al comma 855 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, introducendo criteri di merito, tenendo conto della mancata assegnazione di contributi statali nell'ultimo quinquennio, di essere un Comune inferiore a 5000 abitanti, di avere un corretto rapporto tra dipendenti e popolazione, si chiede di sapere: se e quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo, ognuno per la propria competenza, intendano adottare al fine di evitare una penalizzazione dei Comuni più virtuosi nell'accedere ai contributi di cui alla legge n. 205 del 2017 per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e del territorio; se intendano attivarsi con interventi normativi urgenti al fine di modificare il criterio stabilito al comma 855. Atto n. 4-00479 SANTILLO DI MICCO MORONESE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il Ministro in indirizzo ha dichiarato tramite il social network "Facebook": "Siamo il Governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale, soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini, che non abbia un risvolto etico. Ora la barra si sposta sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e di qualità dei loro spostamenti"; in questi giorni, relativamente a quasi tutte le tratte del servizio trasporti ferroviario regionale (coordinate dai vari gestori quali Trenitalia, Trenord, Ferrovie del Sud Est, eccetera) è unanime la lamentela dei passeggeri, in particolare dei pendolari, per treni sovraffollati e con impianti di condizionamento non funzionanti o, nei casi più fortunati, funzionanti a singhiozzo, per cui sempre più spesso i passeggeri accusano malori che richiedono l'intervento dei mezzi di soccorso del 118 con conseguenti ritardi, anche di ore, dei convogli; considerato che: il trasporto ferroviario regionale è gestito mediante contratti di servizio stipulati tra le Regioni e i diversi gestori, tenendo conto di tutti gli elementi fondamentali, quali le tracce (numero treno, orari e fermate), la composizione dei convogli con l'indicazione anche del tipo di materiale rotabile, i livelli minimi di qualità del servizio stesso, eccetera, nonché il costo complessivo, senza tuttavia indicare l'incidenza specifica del costo di ogni convoglio per le singole fermate e a chi spettino i costi di gestione ordinaria e straordinaria del materiale rotabile acquistato dalle singole Regioni o "revampizzato" dalle stesse; i servizi minimi di informazione, sia a bordo dei convogli che nelle stazioni, previsti dal regolamento (CE) n. 1371/2007, soprattutto in caso di ritardo, spesso sono carenti o errati, inducendo molti passeggeri a cercare lungo le banchine il capotreno per chiedere direttamente informazioni; considerato che: il regolamento, al fine di migliorare l'efficienza e l'attrattiva del trasporto ferroviario, sancisce i diritti e gli obblighi dei passeggeri; in particolare al capo VI, articolo 26, disciplina la sicurezza personale dei passeggeri, stabilendo che di concerto con le autorità pubbliche, le imprese ferroviarie, i gestori delle infrastrutture e i gestori delle stazioni adottano misure idonee nei rispettivi ambiti di responsabilità, adeguandole al livello di sicurezza stabilito dalle autorità pubbliche, per assicurare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e sui treni e gestire i rischi; inoltre stabilisce, all'allegato 2, parte II, le informazioni minime che le imprese ferroviarie e i venditori di biglietti devono fornire, con particolare riferimento alle informazioni durante il viaggio, tra cui i ritardi, le coincidenze principali e le questioni relative alla sicurezza tecnica e dei passeggeri; considerato altresì che, a quanto risulta agli interroganti: il 20 luglio 2018, sulla linea ferroviaria Roma-Napoli, via Formia, il servizio trasporto passeggeri è stato interrotto, con arresto del veicolo nella stazione di Roma Torricola, a causa del malore accusato da un passeggero, che necessitava di cure mediche; tale evento è stato riportato anche da alcune testate giornalistiche locali on line ; i vagoni del treno risultavano visibilmente sovraffollati e non era attivo il sistema di climatizzazione su parte di essi; durante l'intero periodo di arresto non sarebbe stato dato alcun annuncio agli utenti presenti sulle carrozze, né a coloro che, scesi dai vagoni per il caldo, si trovavano sulle banchine della stazione Roma Torricola, in attesa di ripartire; le testimonianze di utenti abituali della tratta, raccolte in quell'occasione dal primo firmatario del presente atto, riferivano della cronicità dei disagi descritti, anche lungo le tratte di collegamento tra Roma e i capoluoghi campani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se, alla luce dei gravi disagi che quotidianamente subiscono migliaia di pendolari per i loro spostamenti, intenda attivarsi nelle appropriate sedi di competenza affinché siano verificati i motivi per cui non sempre viene garantito il servizio di climatizzazione, la disponibilità dei posti e delle informazioni ai passeggeri durante il viaggio, soprattutto in caso di incidenti; se intenda porre in essere ogni opportuna iniziativa, per quanto di competenza, affinché tutti gli attori interessati al servizio di trasporto pubblico ferroviario regionale e locale (aziende di vettori e gestori delle infrastrutture) massimizzino l'attenzione verso la soddisfazione degli utenti, fino a rendere tale parametro prioritario quanto i parametri di profitto che sembrano guidare, in maniera unica, le scelte delle aziende ferroviarie. Atto n. 4-00480 MARSILIO Al Ministro dell'interno Premesso che: da notizie di stampa apparse il 6 agosto 2018 sul quotidiano "Il Messaggero", e successivamente riprese da altre testate, si apprende che il sindaco di Roma avrebbe autorizzato un soggetto soprannominato "Zorro", descritto come il "capo" dei rom insediati abusivamente nell'area del Tevere prossima a ponte Marconi, a svolgere compiti di sorveglianza e guardiania della spiaggia "Tiberis" appena allestita e inaugurata da Roma capitale sulle rive del Tevere; non è dato sapere in quale modo si sia proceduto a tale affidamento, né quali requisiti professionali e morali possieda il soggetto interessato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto descritto e quali valutazioni ne dia, e, nel caso, quali conseguenti azioni intenda intraprendere. Atto n. 4-00481 ARRIGONI Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: suscita grande preoccupazione la notizia della chiusura dell'ospedale "Mazzoni" di Ascoli Piceno e dell'ospedale "Madonna del soccorso" di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) per accorparli in una nuova struttura in zona Pagliare del Tronto (Ascoli Piceno); l'obiettivo della Regione Marche sarebbe quello di un risparmio sulla spesa sanitaria, in merito al quale l'interrogante esprime forti perplessità, in quanto ancora tutto da verificare; indubbiamente tale scelta finirà col ledere il diritto alla salute dei cittadini dell'area picena, già connotata da gravi disagi e carenze per quanto riguarda il numero di posti letto; per i cittadini, infatti, si tratterebbe sicuramente di un aggravio dei costi sanitari, in quanto costretti a migrare verso Ancona o verso l'Abruzzo; si tratta a parere dell'interrogante di un'ipotesi scellerata, che colpirebbe oltre ai cittadini, anche il territorio piceno stesso, già messo a dura prova dalla crisi e che, invece, necessiterebbe di investimenti importanti e non di dismissioni prive di logica; si ritiene, peraltro, causa dello stravolgimento dell'assetto sanitario nazionale, con dismissioni e chiusure di strutture pubbliche che stanno impoverendo i territori, il "decreto Balduzzi", di cui al decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali siano le ragioni che sottendono a tale decisione e se la stessa sia supportata da un'analisi di costi e benefici per il territorio piceno e per i cittadini coinvolti; se e quali iniziative di propria competenza intenda assumere con riguardo al decreto Balduzzi. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-00176, del senatore D'Arienzo e altri, sulla sicurezza del trasporto su strade e autostrade di materiali infiammabili e pericolosi; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-00175, del senatore La Pietra, su iniziative a favore del settore ippico; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00174, della senatrice Moronese ed altri, sulla gestione del consorzio SIA per il ciclo dei rifiuti in provincia di Foggia.