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Regione piemonte - Edilizia residenziale pubblica - Assegnazione degli alloggi e decadenza - Requisiti - Necessaria esclusione della titolarità del diritto di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili ubicati in qualsiasi località, con rendita catastale rivalutata - Assunto contrasto con la legislazione statale di principio - Sopravvenuta modifica del parametro costituzionale di riferimento - Restituzione degli atti al giudice rimettente.. Restituzione degli atti al giudice rimettente in ordine alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, lettera c) della legge della Regione Piemonte 28 marzo 1995, n. 46, nella parte in cui prevede, tra i requisiti per conseguire l'assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica e per conservarne il diritto al godimento, la "non titolarità del diritto di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su uno o più immobili ubicati in qualsiasi località, la cui rendita catastale rivalutata sia superiore a 3 volte la tariffa della categoria A/2 classe I del Comune o della zona censuraria in cui è ubicato l'immobile o la quota prevalente degli immobili; norma che - ad avviso del rimettente - sarebbe contrastante per più profili con la Costituzione: in quanto recante disciplina difforme rispetto alla legislazione statale di principio, per l'ingiustificata disparità di trattamento tra aspiranti all'accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per la contrarietà ai principî di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione. La restituzione si impone, infatti, a seguito della intervenuta modifica di una delle norme costituzionali assunte a parametro di giudizio, operata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, il cui art. 3 ha sostituito, appunto, l'intero testo dell'art. 117 della Costituzione. - V., per analoghe restituzioni, il richiamo alle ordinanze n. 166/2002, n. 165/2002 e n. 117/2002.