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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 256 PARRINI, GARRUTI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE REFERENTE Quorum validità elezioni comunali DDL 1196 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e alla legge 25 marzo 1993, n. 81, concernenti il computo dei votanti per la validità delle elezioni comunali e il numero delle sottoscrizioni per la presentazione dei candidati alle medesime elezioni DDL 1382 Modifiche all'articolo 71 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di elezioni amministrative nei comuni con popolazione al di sotto dei 3.000 abitanti (Seguito e conclusione dell'esame congiunto) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta di ieri, martedì 25 maggio. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 7 subemendamenti riferiti all'emendamento 1.100 della relatrice, pubblicati in allegato. Inoltre, sono pervenuti i pareri della Commissione bilancio sul testo e sugli emendamenti. Dichiara improponibili per estraneità di materia i subemendamenti 1.100/3, 1.100/4, 1.100/5, 1.100/6 e 1.100/7, poiché riguardano il tema del certificato del casellario giudiziale richiesto dalla legge n. 3 del 2019. Si passa all'esame e alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) esprime parere contrario sul subemendamento 1.100/1. Invita i proponenti a ritirare il subemendamento 1.100/2. Segnala che, a seguito dell'eventuale approvazione dell'emendamento 1.100, l'emendamento 1.4 risulterebbe precluso e l'emendamento 1.8 sarebbe assorbito. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento 1.100 della relatrice. Sui subemendamenti 1.100/1 e 1.100/2 esprime parere conforme a quello della relatrice. Il subemendamento 1.100/1 decade per assenza dei proponenti. Il senatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ), accogliendo l'invito della relatrice, ritira il subemendamento 1.100/2. Previa verifica del prescritto numero di senatori, è posto ai voti l'emendamento 1.100 della relatrice, che risulta approvato. Pertanto, l'emendamento 1.4 risulta precluso, mentre l'emendamento 1.8 è assorbito. Si passa all'esame e alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento 2.100 della relatrice. Posto ai voti, l'emendamento 2.100 della relatrice è approvato. L'emendamento 2.2 risulta assorbito. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) presenta la proposta di coordinamento formale Coord. 1, pubblicata in allegato. All'articolo 2, invece di sostituire la sola lettera i) dell'articolo 3, comma1, della legge n. 81 del 1993, si sostituisce l'intero comma 1, riproducendo senza variazioni tutte le lettere da a) ad h) , e modificando le successive come da emendamento 2.100 appena votato. Ciò consente da un lato di denominare le lettere aggiuntive non come i- bis ), i- ter) e i- quater) , ma come l), m), n) , e inoltre di agevolare la lettura del provvedimento da parte dei cittadini, che troveranno, nell'articolo 2 della legge, la nuova disciplina integrale delle firme richieste per la presentazione delle liste. Posto ai voti, l'emendamento Coord. 1 è approvato. Si passa alla votazione del mandato alla relatrice. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'ottimo lavoro svolto dalla Commissione e dal Governo, con un orientamento quasi unanime. La modifica apportata al TUEL è di portata limitata, ma era attesa da tempo e soddisfa un'esigenza avvertita dai piccoli Comuni, a cui si intende così dare la giusta attenzione. Esprime inoltre soddisfazione perché il provvedimento sarà esaminato tempestivamente dall'Assemblea. Non essendovi altre richieste di intervento, è quindi conferito all'unanimità il mandato alla relatrice a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell'esame e con proposta di assorbimento del disegno di legge n. 1382, autorizzandola a richiedere l'autorizzazione a svolgere la relazione orale e ad apportare le correzioni di forma che si rendano necessarie, con particolare riferimento al titolo del decreto-legge. IN SEDE REDIGENTE 270 (Tutela dei minori e della dignità della donna nella comunicazione) DDL 270 Misure per la protezione dei minori e per la tutela della dignità della donna nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione (Discussione e rinvio) Il relatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ) riferisce sul disegno di legge in titolo, che raccoglie le risultanze dei più moderni studi in materia di comunicazione e formazione degli stereotipi di genere; si pone inoltre in armonia con le riflessioni svolte nell'ambito dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, presieduta dalla senatrice Valente, che è infatti anche prima firmataria del disegno di legge, oltre che quelle della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza nelle precedenti legislature. Si tratta di un testo di legge che rappresenta un importante tassello nel quadro complessivo della lotta dello Stato a tutela dei minori e contro la violenza di genere, andando a colmare le lacune esistenti nell'ordinamento in tema di protezione dei minori e tutela della dignità della donna nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione. In particolare, mira a individuare soluzioni alle articolate problematiche sorte in un ambito in rapida evoluzione come quello della comunicazione di massa, che non solo ha un impatto economico ma influenza profondamente anche il contesto sociale. Del resto, la pubblicità commerciale è uno strumento di comunicazione persuasiva intenzionalmente destinato, per sua stessa natura, a influenzare e orientare atteggiamenti e comportamenti dei fruitori del messaggio pubblicitario, per indurli all'acquisto e al consumo di beni o all'utilizzazione di servizi e quindi si connota per pervasività e intrusività. Questo specifico «linguaggio comunicativo» sta gradualmente imponendosi come modello comunicativo dominante nei mass media. Ogni anno in Italia sono prodotti dai mass media classici (stampa, televisione, affissione, radio, cinema) e internet, circa 80.000-100.000 diverse campagne pubblicitarie. Questa imponente produzione di messaggi comunicativi comporta la necessità di riconsiderare la disciplina normativa sulla materia, individuando come oggetto dell'intervento legislativo non più soltanto il singolo spot o le singole campagne pubblicitarie che si pongano in contrasto con beni e valori tutelati dall'ordinamento, ma l'effetto cumulativo, sul piano educativo e culturale, che la pubblicità determina nel suo insieme, compresi gli esiti involontari e collaterali che, proprio in quanto di massa, inevitabilmente produce. Da recenti studi è emerso che la famiglia, come istituzione sociale, è percepita dagli adolescenti intervistati come un luogo sostanzialmente esente da violenza. Il 25 per cento degli intervistati ha affermato che se un uomo maltratta una donna «non è senza motivo»; per il 40,6 per cento è all'uomo che spetta di dirigere la casa, mentre è compito della donna la cura della famiglia, dato che l'uomo «non è adatto» a farlo. L'obiettivo del provvedimento in esame è quindi quello di riaffermare, nella varietà dei ruoli dei due sessi e nella tutela e cura dei processi formativi dei minori, i principi di eguaglianza e dignità di ciascun individuo, anche in linea con la legislazione europea e internazionale e nel rispetto dei principi enunciati dalla più moderna giurisprudenza costituzionale. Nel dettaglio, il disegno di legge in esame si compone di sei articoli. L'articolo 1 definisce le finalità dell'intervento normativo. In particolare, si intende vietare la diffusione di messaggi che discriminano l'immagine femminile o ledono la dignità e i diritti delle donne e dei minori nella pubblicità e nei mezzi di informazione e di comunicazione attraverso l'utilizzazione di materiale fotografico, filmati, messaggi audio e video che rechino offesa alla dignità degli uomini e delle donne, nonché l'uso strumentale, offensivo e oltraggioso dell'immagine femminile utilizzata come mero richiamo sessuale. L'articolo 2 reca alcune definizioni, tra le quali quella di pubblicità sessista o lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e quella di pubblicità potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori. L'articolo 3 modifica il codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo n. 198 del 2006, inserendo il nuovo articolo 1-bis che introduce il divieto, per i mezzi di informazione, comunicazione e divulgazione pubblicitaria, di diffondere pubblicità che offrono rappresentazioni discriminatorie di uomini e donne. Prevede, inoltre, il divieto di utilizzare l'immagine della donna a fini pubblicitari in modo vessatorio, discriminatorio, sessista o, comunque, lesivo della sua dignità. L'articolo 4 definisce l'uso di pubblicità sessiste e discriminatorie quale pratica commerciale scorretta e nociva e apporta le opportune modifiche al codice del consumo, di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005. In particolare, introduce l'articolo 26-bis, ai sensi del quale è considerata lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori la pubblicità che: utilizza la figura femminile come strumento passivo di esaltazione di tipologie di prodotti di cui le donne stesse siano, implicitamente o esplicitamente, indicate come consumatrici o responsabili dell'acquisto; utilizza la figura femminile come elemento puramente accessorio e decorativo di altre immagini nella promozione di prodotti destinati ad altri soggetti, e in particolare ai consumatori di sesso maschile; inserisce la figura femminile in contesti nei quali essa è un soggetto passivo diretto da voci fuoricampo, in prevalenza maschili; propone la figura della donna come oggetto di sfruttamento o come soggetto destinato a svolgere ruoli umilianti e lesivi della sua dignità; propone immagini parziali e disumanizzanti del corpo femminile, rendendolo un oggetto analogo a quelli di cui si promuove la vendita; mostra figure femminili sottoposte a violenza, sopraffatte dalla forza fisica o psicologica di altri o vittime di abusi; allude alla sessualità femminile come merce o come mezzo di sollecitazione al consumo di merci; si rivolge ai minori esponendoli a messaggi di contenuto violento, razzista, xenofobo, erotico o pornografico, o ha caratteristiche di ossessivo incitamento ai consumi o sminuisce le figure familiari e sociali di riferimento per minori o adolescenti; si serve dei minori, o a loro si rivolge, per pubblicizzare beni e servizi che non li riguardano direttamente. L'articolo 5 attribuisce all'Autorità garante della concorrenza e del mercato l'esercizio delle attività di monitoraggio sull'attuazione delle nuove disposizioni, nonché la titolarità del procedimento istruttorio e sanzionatorio per la violazione delle medesime disposizioni. È modificato l'articolo 10 della legge n. 287 del 1990, al fine di ampliare da quattro a sette membri la composizione dell'Autorità. L'articolo 6 novella il codice del consumo, introducendo gli articoli da 27- quinquies a 27- octies , volti a disciplinare il procedimento dinanzi all'Autorità. In primo luogo, si dispone in merito alla fase istruttoria, nell'ambito della quale si prevedono una comunicazione all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e la richiesta del parere, non vincolante, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, qualora la pubblicità sia stata o debba essere diffusa attraverso la stampa, o per via radiofonica o televisiva o attraverso un altro mezzo di telecomunicazione. Ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e gravità, è prevista la possibilità per il professionista responsabile della pubblicità sessista, lesiva della dignità e dei diritti delle donne e dei minori e potenzialmente nociva per il corretto sviluppo dei minori di assumersi l'impegno di porre fine all'infrazione, cessando la diffusione della pubblicità o modificandola. All'esito dell'istruttoria, l'Autorità provvede con motivata decisione definitiva, con la quale può essere disposta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 5 milioni di euro. Infine, in tema di affissione di pubblicità, è prevista l'autorizzazione dell'Autorità alla copertura di pubblicità segnalate dai Comuni e sottoposte a verifica dell'Autorità stessa. Il PRESIDENTE propone di svolgere un ciclo di audizioni informali. Il relatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ) concorda. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine per indicare i soggetti da audire per le ore 18 di lunedì 31 maggio. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. 1650 (Imprese sociali di comunità) DDL 1650 Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità (Discussione e rinvio) Il relatore TONINELLI ( M5S ) sottolinea che il provvedimento in esame, d'iniziativa del Movimento 5 Stelle, è stato successivamente sottoscritto da colleghi di altri Gruppi. Auspica che un approfondimento del tema, anche attraverso audizioni di esperti, consenta una condivisione più ampia, da parte di tutte le forze politiche. Nel ritenere che la norma abbia un impatto sul territorio e sulla società, in quanto gli enti del Terzo settore posso contribuire a contenere gli effetti negativi dello spopolamento e della chiusura di attività, che causano degrado e dissesto urbanistico e idrogeologico, sollecita un esame attento ma anche veloce del testo, per una sua rapida definizione. A tal fine, sarebbe preferibile contenere il numero di soggetti da audire. Riferisce, quindi, sul disegno di legge in titolo, a prima firma del senatore Fenu, che si compone di sei articoli recanti modifiche alla disciplina normativa dell'impresa sociale, volte a introdurre, entro la tipologia di soggetti qualificabili come impresa sociale, appunto le "imprese sociali di comunità". L'articolo 1, introducendo alcune modifiche al decreto legislativo n. 112 del 2017, individua le imprese sociali di comunità secondo un duplice criterio definitorio: territoriale e per tipologia di attività. Per il primo, si prevede che l'impresa sociale di comunità stabilisca la propria sede legale e operi prevalentemente nei seguenti luoghi: uno o più Comuni individuati nella strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese; uno o più piccoli Comuni rientranti in una delle tipologie di cui all'articolo 1, comma 2, della legge n. 158 del 2017, recante misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni e per la riqualificazione e recupero dei loro centri storici; aree urbane degradate, ai sensi dell'articolo 1, comma 431, della legge n. 190 del 2014. Se svolta in tale ambito territoriale (da indicarsi anche nell'atto pubblico costitutivo dell'impresa sociale), si considera di interesse generale l'attività d'impresa svolta al fine di contrastare fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico. Più in particolare, la tipologia di attività è così definita dal disegno di legge: interventi finalizzati alla riqualificazione, potenziamento e adeguamento dei beni pubblici o beni privati di valore storico o artistico ovvero che assolvano a un interesse pubblico, volti al miglioramento della qualità del decoro urbano ovvero alla riduzione della marginalità e del disagio; interventi finalizzati alla realizzazione e gestione di reti a banda larga per le aree grigie e bianche e alla conseguente digitalizzazione dei cittadini e delle imprese; attività e servizi finalizzati all'autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile; attività di recupero e valorizzazione di terreni abbandonati o incolti ovvero di aree edificate, a uso industriale, artigianale, commerciale e turistico-ricettivo, in stato di abbandono e che siano a titolarità comunale; attività di produzione e consumo di prodotti agricoli, locali e biologici, nonché realizzazione di filiere locali della raccolta e riciclo; attività di produzione e vendita di prodotti dell'artigianato artistico locale; servizio di assistenza per la prenotazione telefonica o online di visite mediche e supporto tecnico per servizi sanitari; servizi di telemedicina; servizi con modalità preferibilmente innovative che altrimenti non sarebbero erogati ai cittadini in assenza di prestazioni analoghe da parte di soggetti pubblici o privati, tra i quali la raccolta e il successivo invio della corrispondenza nei centri abitati privi di ufficio postale, previa apposita convenzione con il gestore del servizio postale; servizio di biblioteca o noleggio libri; servizi di mobilità; vendita di generi alimentari e di prodotti di prima necessità; rivendita di giornali, quotidiani e riviste; ordine e consegna di medicinali; servizi di pagamento e servizio bancomat. Entro tale cornice definitoria, il disegno di legge mantiene una distinzione tra "impresa sociale di comunità" e "società cooperativa di comunità". Solo per le prime è previsto un vincolo per gli statuti, vale a dire la necessaria disciplina di alcuni profili: la nomina da parte degli utenti cittadini di almeno un componente dell'organo di amministrazione; il diritto degli utenti di richiedere una consultazione o di far pervenire domande anteriormente allo svolgimento dell'assemblea generale sui temi indicati all'ordine del giorno, alle quali l'organo amministrativo sia tenuto a rispondere prima dell'assemblea o durante il suo svolgimento; l'individuazione delle materie sulle quali l'organo amministrativo sia tenuto a richiedere il parere ai cittadini utenti. Per le cooperative, rimane ferma la disciplina posta dalla legge n. 381 del 1991, relativa all'insieme delle cooperative sociali. Inoltre, il disegno di legge pone una clausola di adeguamento della legislazione regionale così come degli statuti delle medesime imprese sociali, alle nuove disposizioni. L'articolo 2 modifica l'articolo 88 del codice del Terzo settore, introducendovi la previsione dell'applicazione dell'agevolazione sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) in favore degli enti del Terzo settore, o su altri tributi di pertinenza degli enti territoriali, o la non considerazione quale attività commerciale, ai fini dell'imposizione fiscale, di alcune attività, nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea sugli aiuti di importanza minore (cosiddetto "de minimis"') concessi alle imprese che forniscano servizi di interesse economico generale, con menzione espressa dell'apposito regolamento UE n. 360 del 2012. L'articolo 3 modifica l'articolo 48 del codice delle leggi antimafia (decreto legislativo n. 159 del 2011) onde inserire le imprese sociali di comunità tra i soggetti titolati a esercitare la prelazione all'acquisto di beni immobili confiscati alla mafia. L'articolo 4 incrementa la dotazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca, per 10 milioni annui, a decorrere dal 2020. Tale incremento è finalizzato alla promozione e allo sviluppo delle imprese sociali di comunità. L'articolo 5 modifica la legge n. 381 del 1991 sulle cooperative sociali. Una prima novella è volta ad allargare l'oggetto dell'attività delle cooperative sociali di comunità al settore delle filiere del commercio equo e solidale. Con una seconda novella si prevede che la potestà legislativa regionale possa intervenire nell'individuazione delle categorie di persone svantaggiate il cui inserimento lavorativo è ricompreso tra le attività proprie dell'impresa sociale. Infine, l'articolo 6 reca la copertura finanziaria. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine per indicare i soggetti da audire per le ore 18 di lunedì 31 maggio. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 2129 (Procedura di nomina dei rappresenatni di lista) DDL 2129 Modifiche all'articolo 25 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di procedura di nomina dei rappresentanti di lista (Esame e rinvio) Il presidente GARRUTI ( M5S ), in qualità di relatore, ricorda, preliminarmente, che all'articolo 25 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, si prevede che, con dichiarazione scritta su carta libera e autenticata da un notaio o da un sindaco della circoscrizione, siano designati due rappresentanti della lista, uno effettivo e l'altro supplente, e al contempo si disciplina il procedimento di presentazione dell'atto di designazione presso gli uffici elettorali di sezione. Il provvedimento in esame apporta alcune modificazioni a tale procedura, allo scopo di semplificare le varie fasi del procedimento e consentire una più agile partecipazione dei cittadini al ruolo di rappresentanti di lista. In particolare, il comma 1, lettera a) , dell'articolo 1 introduce la possibilità di presentare anche mediante posta elettronica certificata l'atto di designazione dei rappresentanti di lista presso gli uffici elettorali di sezione entro il venerdì precedente l'elezione. Il comma 1, lettera b) , inserisce invece un nuovo comma, volto a stabilire che la procedura di autenticazione di fronte al notaio non è necessaria qualora l'atto sia stato firmato elettronicamente dal delegato autorizzato a designare il rappresentante di lista, previsto dalla dichiarazione di presentazione della lista dei candidati, e qualora il documento sia stato trasmesso a mezzo pec. Sottolinea quindi la necessità di approvare quanto prima il provvedimento in esame, in vista delle prossime elezioni amministrative. Propone perciò, come convenuto in ufficio di Presidenza del 20 maggio, di istituire un Comitato ristretto, che inizierà a riunirsi probabilmente giovedì 3 giugno, e propone di fissare il termine per l'indicazione di un rappresentante per Gruppo per le ore 18 di lunedì 31 maggio. La Commissione conviene. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) anticipa che parteciperà al Comitato ristretto in rappresentanza del Gruppo della Lega. Segnala di aver presentato il disegno di legge n. 2242 , in materia di rilascio e pubblicazione dei certificati penali dei candidati alle competizioni elettorali, il cui esame dovrebbe essere congiunto a quello del provvedimento in titolo. Avverte che la scelta di procedere alla congiunzione di tutti i disegni di legge che introducono semplificazioni del procedimento elettorale, presentati o di prossima presentazione, per quanto opportuna, potrebbe mettere a rischio l'approvazione del testo in tempo utile per le prossime elezioni comunali. Il presidente GARRUTI ( M5S ), in qualità di relatore, segnala che si dovrà procedere anche alla congiunzione dell'esame del disegno di legge n. 862, recante "Modifiche alla disciplina sui rappresentanti di lista e sui membri dell'ufficio elettorale di sezione nelle elezioni politiche e comunali", già da tempo assegnato alla Commissione affari costituzionali. Come precisato nel corso della seduta antimeridiana, ribadisce che sarebbe preferibile ampliare l'ambito della trattazione, facendo confluire nella discussione tutti le misure che mirano a semplificare il procedimento elettorale, piuttosto che congiungere di volta in volta ulteriori proposte normative. In tal modo, si potrebbero accelerare i tempi e consentire l'approvazione della nuova disciplina al più tardi entro l'inizio del mese di luglio, in modo che sia applicata per le prossime elezioni amministrative. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al codice civile, nonché altre disposizioni in materia di tutela degli animali DDL 1078 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al codice civile, nonché altre disposizioni in materia di tutela degli animali (Parere alla 2ª Commissione. Esame e rinvio) Il presidente GARRUTI ( M5S ), in qualità di relatore, propone di rinviare il parere sul disegno di legge in titolo, il cui esame è stato rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri riunitasi ieri, martedì 25 maggio, in quanto sono in corso interlocuzioni tra i Gruppi. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DI SEDUTA Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per le ore 9 di domani, giovedì 27 maggio, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato