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Ripristino della festività nazionale del 4 novembre. Onorevoli Senatori. – Il 4 novembre 1918 l'Italia vinceva la Prima guerra mondiale dopo quarantadue mesi di combattimenti. Il conflitto bellico rappresentò uno scontro feroce tra nazionalismi che non avevano saputo trovare nella politica e nella diplomazia la via della conciliazione tra interessi divergenti e spesso contrapposti: un fallimento della comunità internazionale che si tradusse in un'orrenda strage che fece quasi venti milioni di morti e chiese all'Italia l'altissimo tributo di oltre un milione di vittime tra civili e militari (pari a circa il 3 per cento della popolazione). Le conseguenze di quella catastrofe politica e culturale segnarono in profondità la storia europea e mondiale del ventesimo secolo, lasciando una scia di contrapposizioni nazionalistiche, intolleranze etniche e tensioni sociali che avrebbe aperto la strada sia ai totalitarismi nazifascisti sia alla dittatura staliniana e che avrebbe condotto, di lì a poco, ad un nuovo e ancora più devastante conflitto mondiale. Negli anni dello scontro armato l'eroismo civile e militare della nazione italiana si mostrò appieno nelle trincee di combattimento e con l'impegno costante e sempre più gravoso di milioni di donne e di uomini sui luoghi di lavoro. Si trattò, dunque, di un'immane tragedia, come tutte le guerre, ma anche di una grande vittoria, che fece sì che uno Stato da poco formato diventasse davvero Nazione. Il passato è parte integrante dell'identità di un popolo e, pur nell'esaltazione di un moderno spirito pacifista di fratellanza fra le nazioni, è giusto mantenere viva la memoria collettiva di un evento che ha caratterizzato la storia d'Italia. Con la legge 5 marzo 1977, n. 54, a causa della crisi economica che stava vivendo l'Italia alla fine degli anni settanta, le feste nazionali della Repubblica e dell'Unità nazionale divennero « feste mobili » e, da allora, furono celebrate, rispettivamente, nella prima domenica di giugno e nella prima domenica di novembre, cessando « di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre ». Nel 2001, anche grazie all'interessamento dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con la legge 20 novembre 2000, n. 336, la celebrazione della festa nazionale della Repubblica è stata ripristinata come giorno festivo il 2 giugno. Se oggi il 2 giugno è tornato ad essere un giorno di festa in cui celebrare la nascita della Repubblica, il 4 novembre continua ad essere ricordato solo dalle Forze armate e non da tutta la popolazione italiana. Vista l'importanza di tale data nella nostra storia nazionale e considerato l'alto valore simbolico del 4 novembre e l'importanza di valorizzare appieno le nostre Forze armate, appare doveroso reintrodurre il 4 novembre quale festività nazionale, promuovendo, nel contempo, iniziative e attività, a partire dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, volte a favorire lo studio e la conoscenza di quel che significò per gli italiani combattere la Grande Guerra, al fine di recuperare la memoria storica della Nazione. L'obiettivo è anche quello di dare vita ad un percorso storico, culturale e didattico finalizzato a far ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, avvenimenti e momenti drammaticamente significativi per la storia del nostro Paese, favorendo lo studio delle ragioni che condussero al conflitto mondiale e delle conseguenze che ebbe sullo sviluppo economico e produttivo dei Paesi coinvolti, affinché dal passato si possa trarre realmente insegnamento per un futuro di pace e prosperità comune.. 1 (Ripristino della festività nazionale del 4 novembre) 1 A decorrere dall'anno 2021 la celebrazione della Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate ha nuovamente luogo il 4 novembre di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato come giorno festivo. 2 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .