Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Onorevoli Senatori . – L'articolo 1 del decreto-legge che si presenta per la conversione dispone il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali (MIBAC) delle funzioni esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo (MIPAAFT) in materia di turismo e disciplina il conseguente trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie tra i due Ministeri. Il comma 1 prevede il trasferimento della competenza in materia di turismo al MIBAC; i commi 2 e 3, a seguito della soppressione del Dipartimento del turismo presente presso il MIPAAFT e del trasferimento al MIBAC dei posti funzione dirigenziali connessi, reca le conseguenti variazioni nelle dotazioni organiche dirigenziali dei due Ministeri. In particolare, sono trasferiti al MIBAC i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e sono istituiti i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale, così da rafforzare la struttura organizzativa. In analogia e continuità con le valutazioni che hanno condotto alla istituzione del Dipartimento del turismo ed alla sua articolazione presso il MIPAAFT, si ritiene infatti che sia indispensabile disporre di una struttura articolata e più robusta. Con rifermento a tali posizioni di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale, è prevista una apposita copertura degli oneri. La soppressione del dipartimento del turismo presso il MIPAAFT determina altresì il ripristino dei due posti dirigenziali di livello non generale che erano stati soppressi ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, con conseguente rideterminazione della dotazione organica dirigenziale. Dunque la dotazione organica dirigenziale del MIBAC è rideterminata nel numero massimo di ventisette posizioni di livello generale e di centosessantasette posizioni di livello non generale; la dotazione organica dirigenziale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo è rideterminata nel numero massimo di undici posizioni di livello generale e di sessantuno posizioni di livello non generale. Il comma 4 prevede che i due Ministeri coinvolti modificheranno, entro il 15 dicembre 2019, i propri regolamenti di organizzazione con le medesime modalità già previste dall'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, che aveva precedentemente operato il trasferimento della competenza in materia di turismo attribuendola al MIPAFFT. L'articolo aveva previsto che i regolamenti di organizzazione dei Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione, possono essere adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del Consiglio dei ministri. Tali decreti sono soggetti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 3, commi da 1 a 3, della legge 14 gennaio 1994, n. 20 e sui medesimi il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di richiedere il parere del Consiglio di Stato. Nelle more dell'adozione del regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo di cui al primo periodo dell'articolo 1, la Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste, ai fini gestionali, si considera collocata nell'ambito del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale. Il comma 5 stabilisce che fino alla data del 31 dicembre 2019 il MIBAC si avvale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di turismo, delle competenti strutture e dotazioni organiche del MIPAAFT. Il comma 6 disciplina il trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie tra i due Ministeri, a far data dal 1° gennaio 2020. Per la disciplina di tale trasferimento si fa riferimento al recente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018, adottato ai sensi del decreto-legge n. 86 del 2018, al fine di individuare le risorse oggetto del trasferimento da MIBAC al MIPAAFT. Si è ritenuto infatti che la ricognizione effettuata con il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri possa tuttora risultare idonea a individuare le risorse da trasferire, tra i medesimi Ministeri. Con riferimento alle risorse umane, si prevede che venga ritrasferito al MIBAC, senza nuova eventuale opzione, il personale del MIPAAFT a tempo indeterminato, ivi compreso il personale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni, nonché il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro i limiti del contratto in essere: il personale interessato è quello individuato con il decreto direttoriale del MIPAAFT in data 2 gennaio 2019, concernente l'inquadramento del personale trasferito dal MIBAC al MIPAAFT ai sensi del decreto-legge n. 86 del 2018. È previsto altresì che la revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, sia di competenza del MIBAC. Con riferimento alla mancata previsione della facoltà di opzione, si precisa che il trasferimento non determinerà cambiamento di sede di lavoro, in quanto entrambi i Ministeri hanno la propria sede a Roma e che è espressamente previsto il mantenimento di eventuale assegno ad personam. I commi 7 e 8 statuiscono che sino al 31 dicembre 2019 la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche in materia di turismo, compresa la gestione dei residui passivi e perenti, è esercitata dal MIPAAFT; dal 1° gennaio 2020, invece, i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al medesimo Ministero in materia di turismo transitano in capo al MIBAC. Analogamente a quanto avvenuto con il precedente passaggio di competenze tra i due Ministeri, al fine di procedere nella attuazione del trasferimento delle risorse, il comma 7 prevede che con la legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 o con successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze si provvederà ad effettuare le occorrenti variazioni di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra gli stati di previsione interessati. Il comma 9 autorizza il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Con riguardo al trasferimento del personale, i successivi commi 10 e 11 prevedono rispettivamente, l'incremento della dotazione organica del MIBAC in misura corrispondente alle unità di personale trasferito, con contestuale riduzione della dotazione organica del MIPAAFT, e la disciplina del trattamento economico del personale. In merito alle risorse finanziarie, il trasferimento opera con riferimento alle risorse finanziarie, non impegnate alla data del decreto, afferenti alle spese di funzionamento e quelle relative ai beni strumentali, ivi compresi gli oneri di conto capitale, trasferite al MIPAAFT ai sensi del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018, e in particolare come da tabella 4 allegata al medesimo decreto, le quali sono nuovamente iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del MIBAC. Ai sensi del comma 12, dal 1° gennaio 2020, le risorse finanziarie afferenti al trattamento economico del personale trasferito, compresa la quota del Fondo risorse decentrate, sono allocate sui pertinenti capitoli iscritti nello stato di previsione della spesa del MIBAC. Con il comma 13 si apportano le necessarie modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, riferite, in particolare alle attribuzioni dei due Ministeri – con il passaggio della competenza del turismo dal MIPAAFT al MIBAC –, al numero di Dipartimenti del MIPAAFT, che è fissato in numero non superiore a tre rispetto ai quattro previsti con l'attribuzione della competenza del turismo con il decreto-legge n. 86 del 2018, e al numero di uffici dirigenziali del MIBAC fissato in numero non superiore a ventisette. Con i commi 14 e 15 si modificano nuovamente le disposizioni del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106 (articolo 16 concernete la vigilanza sull'ENIT) e delle leggi 26 gennaio 1963, n. 91, e 2 gennaio 1989, n. 6 (concernenti rispettivamente l'ordinamento del Clu alpino italiano (CAI) e l'ordinamento della professione di guida alpina) al fine di ripristinare l'attribuzione al MIBAC delle funzioni attribuite al MIPAAFT con il decreto-legge n. 86 del 2018. Il comma 16 indica le nuove denominazioni dei due Ministeri, « Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo » e « Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali », che sostituiscono ad ogni effetto e ovunque presente in provvedimenti legislativi e regolamentari, le denominazioni « Ministero per i beni e le attività culturali » e « Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ». Il comma 17 stabilisce che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo statuto dell'ENIT-Agenzia nazionale del turismo sia modificato al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che riassume la competenza in materia di turismo. L'ultimo comma reca la clausola di invarianza di spesa riferita all'attuazione delle disposizioni dell'articolo, fermo restando quanto previsto dal comma 2 in merito alla copertura degli oneri derivanti dalla istituzione delle posizioni dirigenziali presso il MIBAC. L'articolo 2 trasferisce al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese. In questo modo, si intende valorizzare la crescente componente economica della politica estera e conferire una visione sempre più unitaria e coerente della promozione dell'interesse nazionale all'estero. I commi da 1 a 4 trasferiscono al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le competenze e le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie per realizzare i nuovi compiti, che peraltro ampliano ed integrano quelle funzioni di diplomazia economica da sempre svolte dalla Farnesina e dalla rete diplomatico-consolare all'estero. I commi da 5 a 15 riordinano, in coerenza con il trasferimento delle competenze tra i due Ministeri, le disposizioni che regolano gli ambiti oggetto dell'intervento, in particolare l'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle competenze attualmente spettanti al Ministero dello sviluppo economico in materia di: - istituzione e soppressione di posti commerciali nelle ambasciate e nei consolati (comma 5); - vigilanza sull'Agenzia italiana per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane – ICE (commi 6 e 7); - responsabilità in materia di piano straordinario per la promozione del made in Italy , della Società italiana per le imprese all'estero ( SIMEST Spa) e di gestione dei fondi per l'internazionalizzazione e dei consorzi per l'internazionalizzazione (commi da 8 a 13); - autorizzazioni alle esportazioni dei materiali che rientrano nella Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, ratificata ai sensi della legge 18 novembre 1995, n.496, e dei beni e materiali a duplice uso di cui al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221 (commi 14 e 15). Il comma 16 prevede le modalità per l'adeguamento del regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico e dispone inoltre che, nelle more della definizione del trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale si avvale delle competenti strutture del Ministero dello sviluppo economico. I commi 17 e 18 autorizzano il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio e prevedono la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 3 è finalizzato a garantire, con i commi da 1 a 5, l'effettività e l'efficacia dei provvedimenti normativi – attualmente in avanzata fase di predisposizione da parte delle Amministrazioni interessate – da adottarsi in attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) e b) , della legge 1° dicembre 2018, n. 132, in materia di revisione dei ruoli del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, nonché correttivi dei decreti legislativi 29 maggio 2017, n.94, e 29 maggio 2017, n.95. Tali provvedimenti mirano a realizzare un quadro organico di interventi, taluni di carattere temporaneo e altri di carattere strutturale, destinati a integrare efficacemente misure già predisposte e a superare alcune residue disarmonie, migliorando, quindi, la funzionalità delle Amministrazioni e l'operatività del personale del Comparto sicurezza-difesa. Con riferimento al comma 6, la norma si propone di incrementare il monte ore medio di straordinario del personale effettivamente impiegato nei servizi di vigilanza di siti ed obiettivi sensibili, portandolo dalle attuali 14,5 a 21 ore mensili, con la premessa, una volta reperite le necessarie risorse finanziarie, di ulteriori interventi normativi che consentano il pieno soddisfacimento dell'esigenza (almeno 38 ore mensili). Ciò permetterebbe sia di gratificare il personale militare impegnato sia di ridurre i giorni di assenza dai reparti operativi per recuperi maturati, contribuendo ad elevare il livello di efficienza ed operatività. Il comma 7 reca la disposizione concernente la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'intervento normativo di cui al comma 6. L'articolo 4, al comma 1, prevede l'istituzione, fino al 31 dicembre 2020, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di una apposita struttura tecnica, posta alle dipendenze funzionali del Ministro. Alla struttura saranno assegnati essenzialmente compiti e funzioni di tipo ispettivo finalizzati a rafforzare il sistema dei controlli di regolarità amministrativa, contabile e di gestione di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286. Il comma 2 prevede che la Struttura tecnica stabilisce i criteri generali per assicurare la migliore e razionale utilizzazione delle risorse pubbliche mediante il controllo di gestione, nonché vigila e svolge verifiche di audit interno, anche a campione, sulla base di parametri definiti in raccordo con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e con l'Organismo indipendente di valutazione, al fine di vagliare la conformità dell'azione amministrativa dei Provveditorati interregionali per le opere pubbliche e degli uffici centrali e periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle vigenti disposizioni normative e alle specifiche direttive del Ministro in materia di organizzazione, funzionamento, prevenzione della corruzione, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché ai princìpi di imparzialità, efficacia, efficienza ed economicità, anche ai fini dell'esercizio dei poteri ministeriali di cui all'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il comma 3 stabilisce che la Struttura tecnica si avvale di quindici unità di personale, di cui una con qualifica dirigenziale di livello generale, due con qualifica dirigenziale di livello non generale e dodici funzionari di Area III del comparto funzioni centrali dipendenti dalle pubbliche amministrazioni. Con riferimento al personale di livello non dirigenziale si prevede che lo stesso venga individuato tra quello appartenente ai ruoli del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero tra il personale delle altre amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, collocato in posizione di comando o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti, secondo le modalità di cui all'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e all'articolo 56, settimo comma, del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Con specifico riguardo alle tre unità di personale di livello dirigenziale, si prevede la non applicazione delle percentuali previste dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e dei limiti riferiti alla durata degli incarichi previsti dall'articolo 19, comma 2, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 4 attribuisce alla Struttura tecnica la facoltà di avvalersi, in aggiunta al contingente stabilito dal comma 3, di un numero massimo di dodici esperti o consulenti nominati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001. Il comma 5 dispone che si proceda all'adeguamento, anche con riferimento ai compiti ed alle funzioni previste dai commi 1 e 2, delle strutture organizzative del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ivi compresi gli uffici di diretta collaborazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 6 provvede ad individuare la copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 4. L'articolo 5 provvede, in primo luogo, a ridefinire l'organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sopprimendo la figura del Segretario generale, istituendo due dipartimenti e una nuova direzione generale interamente dedicata ai cambiamenti climatici. Si prevede di riorganizzare l'attuale modello di governance del Ministero superando il modello incentrato sul segretariato generale e, adeguandosi alla maggior parte delle strutture ministeriali vigenti, introducendo una organizzazione per dipartimenti individuati in numero di due di cui uno dedicato alle attività di risanamento ambientale ed economia circolare e l'altro dedicato ai processi di miglioramento della qualità dell'aria e di crescita sostenibile. L'articolo 6 provvede a ridurre il numero di posti di direttore generale nella dotazione organica del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che era stata incrementata con la norma di legge che viene ora emendata (articolo 1, comma 345, della legge 30 dicembre 2018, n. 145), atteso il difficile contesto economico e finanziario che impone urgenti scelte di maggior rigore nella gestione della spesa pubblica. Ad una più attenta valutazione le finalità di tale norma possono infatti essere parimenti perseguite pur rinunciando ad un posto dirigenziale di livello generale presso l'Amministrazione centrale del ministero. Il presente intervento normativo, inoltre, risponde alla necessità istituzionale di garantire con la massima urgenza il corretto funzionamento del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nella attuale fase in cui il regolamento di organizzazione, adottato ai sensi dell'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 97 del 2018, non ha ancora trovato concreta attuazione a causa di una impossibilità di perfezionare le procedure di nomina dei dirigenti di livello generale, anche a seguito dei rilievi formulati dall'organo giurisdizionale preposto al controllo preventivo, che ha evidenziato profili di illegittimità delle procedure poste in essere, determinando così una situazione di paralisi amministrativa. I dirigenti generali preposti alle strutture organizzative dell'Amministrazione a livello centrale e periferico infatti stanno continuando ad operare, sin dal 23 giugno 2019, in una condizione di incertezza, come « funzionari di fatto », al fine di assicurare la necessaria continuità dell'azione amministrativa. Tale situazione, tuttavia, espone l'Amministrazione al rischio di contenziosi e gravi disfunzioni nell'erogazione del servizio pubblico cui è preposta ai sensi della normativa vigente. A tali fini, si procede con la predetta riduzione di un posto dirigenziale di livello generale presso l'amministrazione centrale del Ministero e si provvede alla conseguente riorganizzazione delle strutture mediante l'adozione di nuovi regolamenti di organizzazione da adottarsi con le modalità di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge n. 86 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 97 del 2018, se emanati entro il termine del 31 ottobre 2019, anche al fine di semplificare ed accelerare il riordino dell'organizzazione del Ministero. Nelle more della definizione della nuova organizzazione ministeriale, affinché sia garantita la necessaria continuità amministrativa e superata la situazione di stallo venutasi a determinare, si dispone che i soggetti che sono titolari di incarichi dirigenziali non ancora scaduti ovvero venuti a scadere in questa fase transitoria, fermo restando quanto previsto dall'articolo 19, comma 8, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e le cessazioni per collocamento a riposo, continuano ad operare in virtù degli incarichi dirigenziali di livello generale in precedenza conferiti e perfezionati. Tali incarichi, pertanto, continuano ad avere efficacia sino a quando non si perfezionano le procedure per l'attribuzione dei nuovi incarichi dirigenziali. L'articolo 7 dispone che il Presidente e i componenti del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui all'articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in carica alla data del 19 settembre 2019, continuano a esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all'insediamento del nuovo Consiglio e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2019, al fine di garantire la necessaria continuità nell'esercizio delle relative funzioni nelle more della procedura di nomina dei componenti del nuovo Consiglio. L'articolo 8 prevede che il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in materia di turismo) 1 Al Ministero per i beni e le attività culturali sono trasferite le funzioni esercitate in materia di turismo dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Al medesimo Ministero sono altresì trasferite, secondo le modalità di cui al comma 6 e seguenti, le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, destinate all'esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento, fatta eccezione per quelle relative alla Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste non riferite ad attività di sviluppo, promozione e valorizzazione del turismo. 2 Con decorrenza dal 1° gennaio 2020, il Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è soppresso e i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale sono trasferiti al Ministero per i beni e le attività culturali. Presso il Ministero per i beni e le attività culturali sono altresì istituiti i posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale. Agli oneri derivanti dal presente comma, nel limite massimo di 530.000 euro annui a decorrere dall'anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Conseguentemente la dotazione organica dirigenziale del Ministero per i beni e le attività culturali è rideterminata nel numero massimo di ventisette posizioni di livello generale e di centosessantasette posizioni di livello non generale. 3 La soppressione del Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo determina il ripristino presso la medesima Amministrazione di due posti funzione dirigenziale di livello non generale equivalenti sul piano finanziario. Conseguentemente la dotazione organica dirigenziale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo è rideterminata nel numero massimo di undici posizioni di livello generale e di sessantuno posizioni di livello non generale. 4 Al fine di semplificare ed accelerare il riordino dell'organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, fino al 15 dicembre 2019, i rispettivi regolamenti di organizzazione, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione, sono adottati con le modalità di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97. Nelle more dell'adozione del regolamento di organizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo di cui al primo periodo, la Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste, ai fini gestionali, si considera collocata nell'ambito del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale. 5 Fino alla data del 31 dicembre 2019 il Ministero per i beni e le attività culturali si avvale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di turismo, delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo. 6 A decorrere dal 1° gennaio 2020 sono ritrasferite dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo al Ministero per i beni e le attività culturali le risorse umane, strumentali e finanziarie individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2018. Con riferimento alle risorse umane, il trasferimento opera per il personale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo a tempo indeterminato, ivi compreso il personale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni, nonché il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro i limiti del contratto in essere, individuato con il provvedimento adottato in attuazione del decreto-legge n. 86 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018. La revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, rientra nella competenza del Ministero per i beni e le attività culturali. Con riferimento alle risorse finanziarie, il trasferimento opera con riferimento alle risorse finanziarie non impegnate alla data del presente decreto afferenti alle spese di funzionamento e quelle relative ai beni strumentali, ivi compresi gli oneri di conto capitale, trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 novembre 2018, come da tabella 4 allegata al medesimo decreto, le quali sono nuovamente iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali. 7 Sino al 31 dicembre 2019 la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche in materia di turismo, compresa la gestione dei residui passivi e perenti, è esercitata dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Con la legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 ovvero con successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze si provvede ad effettuare le occorrenti variazioni di bilancio, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra gli stati di previsione interessati. 8 A decorrere dal 1° gennaio 2020, i rapporti giuridici attivi e passivi, facenti capo al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in materia di turismo transitano in capo al Ministero per i beni e le attività culturali. 9 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 10 La dotazione organica del Ministero per i beni e le attività culturali è incrementata in misura corrispondente al personale non dirigenziale trasferito dal Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo, ai sensi del comma 6, con contestuale riduzione della dotazione organica del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. 11 Al personale delle qualifiche non dirigenziali trasferito ai sensi del presente articolo si applica il trattamento economico, compreso quello accessorio, previsto nell'amministrazione di destinazione e continua ad essere corrisposto, ove riconosciuto, l'assegno ad personam riassorbibile secondo i criteri e le modalità già previsti dalla normativa vigente. 12 Sino al 31 dicembre 2019, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo provvede alla corresponsione del trattamento economico, spettante al personale trasferito. A partire dal 1° gennaio 2020, le risorse finanziarie afferenti al trattamento economico del personale, compresa la quota del Fondo risorse decentrate, sono allocate sui pertinenti capitoli iscritti nello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attività culturali. Tale importo considera i costi del trattamento economico corrisposto al personale trasferito e tiene conto delle voci retributive fisse e continuative, del costo dei buoni pasto, della remunerazione del lavoro straordinario e del trattamento economico avente carattere di premialità di cui al Fondo risorse decentrate. 13 Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 1, il numero 7) è sostituito dal seguente: « 7) Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; » e il numero 12) è sostituito dal seguente: « 12) Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; »; b all'articolo 33, comma 3, la lettera b-bis) è abrogata; c all'articolo 34, comma 1, la parola: « quattro » è sostituita dalla seguente: « tre »; d all'articolo 52, comma 1, le parole: « e ambientali, spettacolo e sport » sono sostituite dalle seguenti: « , beni paesaggistici, spettacolo, cinema, audiovisivo e turismo »; e all'articolo 53, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il Ministero cura altresì la programmazione, il coordinamento e la promozione delle politiche turistiche nazionali, i rapporti con le regioni e dei progetti di sviluppo del settore turistico, le relazioni con l'Unione europea e internazionali in materia di turismo, fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e i rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche. »; f all'articolo 54, comma 1, la parola: « venticinque » è sostituita dalla seguente: « ventisette ». 14 All'articolo 16 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: « Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo », ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: « Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo »; b le parole: « Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo », ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: « Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ». 15 Nelle leggi 26 gennaio 1963, n. 91 e 2 gennaio 1989, n. 6: a le parole: « Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo », ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: « Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo »; b le parole: « Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo », ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: « Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ». 16 La denominazione: « Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo » sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente in provvedimenti legislativi e regolamentari, la denominazione: « Ministero per i beni e le attività culturali ». La denominazione: « Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali » sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente in provvedimenti legislativi e regolamentari, la denominazione: « Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ». 17 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo statuto dell'ENIT-Agenzia nazionale del turismo è modificato al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. 18 Fatto salvo quanto previsto al comma 2, dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 (Attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle competenze in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del sistema Paese) 1 Al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono trasferite le funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese. Al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono trasferite, a decorrere dal 1° gennaio 2020, le risorse umane, strumentali, compresa la sede, e finanziarie, compresa la gestione residui, della Direzione generale per il commercio internazionale del Ministero dello sviluppo economico, nei limiti e con le modalità di cui ai commi 2 e 3. 2 Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo, la Direzione generale per il commercio internazionale del Ministero dello sviluppo economico è soppressa a decorrere dal 1° gennaio 2020 e i posti funzione di sette dirigenti di livello non generale sono trasferiti al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con conseguente istituzione di sette uffici di livello dirigenziale non generale presso la stessa amministrazione. Presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono altresì istituiti un posto di vice direttore generale e tre uffici di livello dirigenziale non generale da assegnare in via esclusiva al personale della carriera diplomatica in servizio. Con le modalità di cui all'articolo 17, comma 4- bis , lettera e) , della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla ridefinizione, in coerenza con il presente articolo, dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La dotazione organica dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico resta confermata nel numero massimo di diciannove posizioni di livello generale ed è rideterminata in centoventitre posizioni di livello non generale. 3 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, si provvede alla puntuale individuazione di un contingente di cento unità di personale non dirigenziale e di sette unità di personale dirigenziale non generale assegnato alle direzioni generali di cui agli articoli 7 e 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 158, alla data del 4 settembre 2019, nonché delle risorse strumentali e finanziarie ai sensi del presente articolo e alla definizione della disciplina per il trasferimento delle medesime risorse. Conseguentemente la dotazione organica del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è incrementata con corrispondente riduzione della dotazione organica del Ministero dello sviluppo economico. Per le finalità di cui al primo periodo è redatta una graduatoria, distinta tra personale dirigenziale e non, secondo il criterio prioritario dell'accoglimento delle manifestazioni di interesse espresse sulla base di apposito interpello e, in caso di loro numero incongruente per eccesso o per difetto, secondo il criterio del trasferimento del personale con maggiore anzianità di servizio e, a parità di anzianità, del personale con minore età anagrafica, entro venticinque giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. Il personale non dirigenziale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale e accessorio, ove più favorevole, corrisposto dall'amministrazione di provenienza al momento dell'inquadramento, mediante assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. La revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, rientra nella competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il personale transitato nei ruoli del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, svolge le funzioni di esperto ai sensi dell'articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, è mantenuto nelle medesime funzioni fino alla scadenza dell'incarico biennale in corso alla medesima data, che può essere rinnovato per un ulteriore biennio, fermi restando il limite complessivo di otto anni di cui al quinto comma del suddetto articolo 168 e il numero massimo di posti funzione istituiti ai sensi del medesimo articolo. All'esito del trasferimento del personale interessato, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale provvede all'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo nell'ambito delle risorse umane disponibili a legislazione vigente. 4 Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 12, comma 1, dopo le parole « trattati sull'Unione europea » sono inserite le seguenti: « ; di definizione delle strategie e degli interventi della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sostegno dell'internazionalizzazione del sistema Paese, ferme restando le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero dello sviluppo economico e delle regioni »; b all'articolo 27, comma 2- bis , la lettera e) è abrogata; c all'articolo 28: 1 al comma 1, la lettera b) è abrogata; 2 al comma 2, sono soppresse le parole « promozione di ricerche e raccolta di documentazione statistica per la definizione delle politiche di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano; analisi di problemi concernenti gli scambi di beni e servizi e delle connesse esigenze di politica commerciale; ». 5 All'articolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, il primo comma è abrogato. 6 All'articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono apportate le seguenti modificazioni: a ai commi 18, 18- bis , 20, 21 e 23, le parole « dello sviluppo economico » e « degli affari esteri », ovunque ricorrono, sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale » e « dello sviluppo economico »; b al comma 19 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « A decorrere dall'esercizio finanziario 2020, il fondo è trasferito allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. »; c al comma 25, le parole da « apposita convenzione » a « previo nulla osta del Ministero degli affari esteri » sono sostituite dalle seguenti: « decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Con il medesimo decreto è individuato, su proposta del direttore generale dell'Agenzia, il contingente massimo di personale all'estero nell'ambito della dotazione organica di cui al comma 24. Il personale all'estero può essere notificato »; d al comma 25, quinto periodo, le parole « dal Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero degli affari esteri » sono sostituite dalle seguenti: « dalla Cabina di regia di cui al comma 18- bis ». 7 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo statuto dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane – ICE è modificato, al solo fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa, per le materie di competenza, con il Ministero dello sviluppo economico. 8 All'articolo 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « A decorrere dall'esercizio finanziario 2020 il fondo di cui al presente comma è trasferito allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ». 9 All'articolo 30 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Le modifiche al piano di cui al presente comma sono adottate con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali con riferimento alle azioni di cui al comma 2, lettere c) , d) , e) ed f) , rivolte alle imprese agricole e agroalimentari, nonché alle iniziative da adottare per la realizzazione delle suddette azioni »; b ai commi 5 e 7, ovunque ricorrono le parole « dello sviluppo economico » e « degli affari esteri e della cooperazione internazionale » sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale » e « dello sviluppo economico »; c al comma 8, le parole « dello sviluppo economico d'intesa » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico e ». 10 L'esercizio delle funzioni di cui alla legge 24 aprile 1990, n. 100, spettanti al Ministero dello sviluppo economico è trasferito al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. 11 All'articolo 1, comma 270, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole « dello sviluppo economico » e « degli affari esteri e della cooperazione internazionale » sono rispettivamente sostituite, ovunque ricorrono, dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale » e « dello sviluppo economico ». 12 All'articolo 6, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole « dello sviluppo economico, di concerto » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e ». 13 All'articolo 42, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole « dello sviluppo economico, di concerto » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico e ». 14 Alla legge 18 novembre 1995, n. 496 sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 3, comma 2, le parole « dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del Ministero del commercio con l'estero » sono sostituite dalle seguenti « dello sviluppo economico e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale »; b all'articolo 3, comma 3, le parole « dell'industria, del commercio e dell'artigianato » sono sostituite dalle seguenti « dello sviluppo economico »; c all'articolo 3, il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale rilascia le prescritte autorizzazioni, previo parere del comitato di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221, e successive modificazioni, con le modalità e nelle forme ivi stabilite. A tali fini il comitato, quando è chiamato ad esprimere il proprio parere su domande di autorizzazione presentate ai sensi della presente legge, può avvalersi di esperti in materia di difesa, sanità e ricerca. »; d all'articolo 4, le parole « del commercio con l'estero » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale ». 15 Al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 4, comma 1, le parole « dello sviluppo economico – Direzione generale per la politica commerciale internazionale – » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale »; b all'articolo 5, il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3. Il Comitato è nominato con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ed è composto dal direttore dell'unità di cui all'articolo 7- bis della legge 9 luglio 1990, n. 185, che svolge le funzioni di presidente, e da un rappresentante per ciascuno dei Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, della salute, dei beni e delle attività culturali e del turismo, nonché da un rappresentante dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. »; c all'articolo 5, commi 4 e 7, le parole « dello sviluppo economico » sono sostituite dalle seguenti: « degli affari esteri e della cooperazione internazionale ». 16 Entro il 15 dicembre 2019, sono apportate al regolamento di organizzazione del Ministero dello sviluppo economico le modifiche conseguenti alle disposizioni del presente articolo con le modalità di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97. Fino alla data del 31 dicembre 2019, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale si avvale delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero dello sviluppo economico. 17 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 18 Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 3 (Rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate) 1 Le risorse del fondo di cui all'articolo 35 del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, sono determinate in euro 68,70 milioni per l'anno 2019, di cui euro 49,70 milioni in conto residui, euro 119,08 milioni per l'anno 2020, euro 118,97 milioni per l'anno 2021, euro 119,21 milioni per l'anno 2022, euro 119,30 milioni per l'anno 2023, euro 119,28 milioni per l'anno 2024, euro 118,99 milioni per l'anno 2025, euro 119,19 milioni per l'anno 2026, euro 118,90 milioni per l'anno 2027, euro 119,27 milioni annui a decorrere dall'anno 2028. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, al fine di garantire copertura finanziaria all'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettere a) e b) , della legge 1° dicembre 2018, n. 132, le risorse iscritte sul fondo di cui al comma 1, sono ridotte di euro 8.000.000 per l'anno 2019, di euro 7.000.000 per l'anno 2020, di euro 6.000.000 per l'anno 2021, di euro 7.000.000 per l'anno 2022 e sono incrementate di euro 17.000.000 per l'anno 2023 e di euro 11.000.000 per l'anno 2024. 3 Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di euro 6.500.000 per l'anno 2019, di euro 4.500.000 per l'anno 2020, di euro 3.500.000 per l'anno 2021 e di euro 3.800.000 per l'anno 2022. 4 Agli oneri derivanti dai commi 2 e 3 pari a euro 6.500.000 per l'anno 2019, di euro 4.500.000 per l'anno 2020, di euro 3.500.000 per l'anno 2021 e di euro 3.800.000 per l'anno 2022, a euro 17.000.000 per l'anno 2023, a euro 11.000.000 per l'anno 2024, si provvede: a quanto a euro 8.000.000 per l'anno 2019, a euro 7.000.000 per l'anno 2020, a euro 6.000.000 per l'anno 2021, a euro 7.000.000 per l'anno 2022, mediante riduzione delle risorse del fondo di cui al comma 1; b quanto a euro 17.000.000 per l'anno 2023 e a euro 11.000.000 per l'anno 2024 mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 5 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 6 Al fine di soddisfare le esigenze di pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale delle Forze armate di cui all'articolo 1, comma 688, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, così come incrementato dall'articolo 27, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, e dall'articolo 10 del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2019, n. 77, è autorizzata la spesa aggiuntiva per un importo complessivo di euro 4.645.204 per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2019. 7 Agli oneri derivanti dal comma 6, pari ad euro 4.645.204, si provvede con le risorse iscritte sullo stato di previsione del Ministero della difesa per l'anno 2019, mediante riduzione di euro 3.737.108 sul fondo di cui all'articolo 613 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e di euro 908.096 sul fondo di parte corrente alimentato dalle risorse rinvenienti dal riaccertamento dei residui passivi, istituito ai sensi dell'articolo 34- ter , comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modificazioni. 4 (Istituzione della Struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) 1 Al fine di potenziare il sistema dei controlli interni di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 in materia di regolarità amministrativa e contabile e di controllo di gestione, è istituita, fino al 31 dicembre 2020, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, una struttura tecnica, operante alle dirette dipendenze del Ministro e denominata Struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, retta da un dirigente appartenente esclusivamente all'amministrazione dello Stato. 2 Fermo restando quanto previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, dagli articoli 14 e 30 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e dall'articolo 12 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, la Struttura di cui al comma 1 svolge le seguenti attività: a stabilisce i criteri per assicurare la migliore e razionale utilizzazione delle risorse pubbliche mediante il controllo di gestione, nonché i parametri del controllo interno secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità anche al fine di misurare i risultati dell'attività amministrativa sotto il profilo della funzionalità organizzativa; b sulla base di parametri definiti in raccordo con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di cui all'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190 e con l'Organismo indipendente di valutazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, vigila e svolge verifiche di audit interno, anche a campione, sulla conformità dell'azione amministrativa dei Provveditorati interregionali per le opere pubbliche e degli uffici centrali e periferici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle vigenti disposizioni e alle specifiche direttive del Ministro in materia di organizzazione, funzionamento, prevenzione della corruzione, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché ai princìpi di imparzialità, efficacia, efficienza ed economicità, anche ai fini dell'esercizio dei poteri ministeriali di cui all'articolo 14, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 3 In deroga alla dotazione organica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla Struttura tecnica di cui al comma 1 sono assegnate quindici unità di personale, dotate delle necessarie competenze ed esperienze, di cui una con qualifica dirigenziale di livello generale, due con qualifica dirigenziale di livello non generale e dodici funzionari di Area III del comparto funzioni centrali. Il personale di livello non dirigenziale è individuato tra il personale dei ruoli del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero, con trattamento economico complessivo a carico dell'amministrazione di destinazione, tra il personale dei ruoli delle altre amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, che viene collocato in posizione di comando o fuori ruolo o altro analogo istituto previsto dai rispettivi ordinamenti e al quale si applicano l'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e l'articolo 56, settimo comma, del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Al conferimento degli incarichi dirigenziali di cui al primo periodo non si applicano i limiti percentuali previsti dall'articolo 19, commi 5- bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e i limiti riferiti alla durata previsti dall'articolo 19, comma 2, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001. 4 In aggiunta al contingente di cui al comma 3, la Struttura tecnica di cui al comma 1, nel limite di spesa di 144.000 euro per il 2019 e di euro 480.000 per il 2020, può avvalersi fino ad un massimo di dodici esperti o consulenti nominati ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 5 All'adeguamento, anche con riferimento ai compiti ed alle funzioni previsti dai commi 1 e 2, delle strutture organizzative del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ivi compresi gli uffici di diretta collaborazione, si procede, secondo le modalità di cui all'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 6 Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 4, pari a complessivamente a 400.000 euro per il 2019 e a 1,5 milioni di euro per il 2020, si provvede, quanto ad euro 400.000 per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente « Fondo speciale » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, quanto ad euro 1,5 milioni per l'anno 2020, si provvede mediante parziale utilizzo della quota di entrate previste dall'articolo 1, comma 238, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. All'articolo 1, comma 238, terzo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 le parole: « di 7.309.900 euro a decorrere dall'anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « di 5.809.900 euro per l'anno 2020 e all'importo di 7.309.900 euro annui a decorrere dall'anno 2021 ». 5 (Organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) 1 All'articolo 37 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il comma 1 è sostituito dal seguente: « 1. Il Ministero si articola in dipartimenti disciplinati ai sensi degli articoli 4 e 5 del presente decreto. Il numero dei dipartimenti non può essere superiore a due, in riferimento alle aree funzionali definite all'articolo 35 del presente decreto. ». Al fine di assicurare l'invarianza finanziaria, i maggiori oneri derivanti dalla presente disposizione sono compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalente sul piano finanziario. La dotazione organica dirigenziale del Ministero è rideterminata nel numero massimo di dieci posizioni di livello generale e quarantotto posizioni di livello non generale senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Al fine di semplificare ed accelerare il riordino dell'organizzazione del Ministero, con riferimento agli adeguamenti conseguenti alle disposizioni di cui al presente articolo, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il regolamento di organizzazione, ivi incluso quello degli uffici di diretta collaborazione, può essere adottato con le modalità di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97. 6 (Interventi urgenti sull'organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) 1 All'articolo 1, comma 345, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 sono apportate le seguenti modifiche: a al primo periodo le parole « di consentire una maggiore efficacia dell'azione amministrativa svolta a livello centrale dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché » sono soppresse, e le parole « due posti dirigenziali » sono sostituite dalle seguenti « un posto dirigenziale »; b il secondo periodo è soppresso e sostituito dai seguenti « Conseguentemente il Ministero medesimo provvede ad adeguare la propria organizzazione mediante nuovi regolamenti, ivi incluso quello degli uffici di diretta collaborazione, che possono essere adottati con le modalità di cui all'articolo 4- bis del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, se emanati entro il 31 ottobre 2019, anche al fine di semplificare ed accelerare il riordino dell'organizzazione del Ministero. Nelle more dell'entrata in vigore dei nuovi regolamenti di organizzazione, gli incarichi dirigenziali di livello generale continuano ad avere efficacia sino all'attribuzione dei nuovi. ». 7 (Misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) 1 Il Presidente e i componenti del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui all'articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249, in carica alla data del 19 settembre 2019, continuano a esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all'insediamento del nuovo Consiglio e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2019. 8 (Entrata in vigore) 1 Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Napoli, addì 21 settembre 2019. MATTARELLA Conte, Presidente del Consiglio dei ministri Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali Bellanova, Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Patuanelli, Ministro dello sviluppo economico Guerini, Ministro della difesa Lamorgese, Ministro dell'interno De Micheli, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Costa, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Fioramonti, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Gualtieri, Ministro dell'economia e delle finanze Dadone, Ministro per la pubblica amministrazione Visto, il Guardasigilli : Bonafede