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Art. 50. I provvedimenti disciplinari che i Consigli nazionali o regionale o sezionale possono prendere a carico dei singoli iscritti, sentito il Collegio dei "probiviri", possono essere: a) il richiamo, per lievi mancanze di carattere disciplinare o per incuria nelle mansioni che gli siano state affidate; b) il biasimo, per mancanze di una certa gravità che abbiano nociuto al buon nome ed al decoro della Associazione o per essere stati più volte richiamati; c) la sospensione, a tempo determinato o indeterminato, quando la infrazione allo statuto o il danno cagionato all'Associazione sia tale da ritenere utile l'allontanamento del socio da ogni attività associativa; d) l'espulsione, quando, per gravissimi motivi di carattere morale, il socio si sia reso indegno di appartenere alla Associazione secondo lo spirito degli articoli 9 e 10 del presente statuto. Contro un provvedimento di carattere disciplinare il socio colpito può sempre appellarsi all'organo direttivo superiore a quello che glielo ha notificato, entro trenta giorni dalla notifica. Sia la notifica che il reclamo devono essere trasmessi per iscritto con lettera raccomandata.