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IL MINISTRO DELLA SANITÀ Visto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265; Visto il testo unico della legge comunale e provinciale approvato con regio decreto 4 febbraio 1915, n. 148; Visto il regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320; Vista la legge 23 gennaio 1968, n. 34; Vista la legge 23 dicembre 1975, n. 745; Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto il decreto ministeriale 12 marzo 1987, n. 147, concernente la produzione, l'acquisto, la distribuzione ed impiego dei vaccini per le profilassi immunizzanti obbligatorie degli animali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 17 aprile 1987, e successive modifiche; Vista la legge 30 aprile 1976, n. 397; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1982, n. 475; Vista l'ordinanza ministeriale 7 febbraio 1987, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 1987; Vista l'ordinanza ministeriale 22 luglio 1987, n. 313, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 1987; Ritenuto necessario disciplinare, nelle province nelle quali è stata resa obbligatoria la vaccinazione antiaftosa dei suini, l'afflusso dei suini provenienti dalle altre province italiane e in importazione dai Paesi terzi allo scopo di consentire alle unità sanitarie locali di programmare in tempo utile e di attuare nei termini prescritti gli interventi immunizzanti previsti dalla ordinanza ministeriale 22 luglio 1987, n. 313, sopracitata; Ordina: Art. 1 All'art. 5 dell'ordinanza 22 luglio 1987, n. 313, citata in premessa, è aggiunto il seguente comma: "Agli stessi fini, coloro che intendono introdurre suini negli allevamenti siti nelle province di cui all'art. 1 della presente ordinanza, suini provenienti dalle altre province italiane o importati dall'estero devono comunicare alla unità sanitaria locale competente per territorio, con un preavviso di almeno dieci giorni, la data di arrivo ed il numero degli animali da sottoporre all'intervento vaccinale di cui alla lettera D) del precedente art. 2".