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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 18 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,45. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. n. 16 (Riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di detentiva e lavoro penitenziario) Doc n. 16 Schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario in materia di vita detentiva e lavoro penitenziario (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere g ), h ) e r ), della legge 23 giugno 2017, n. 103. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. La relatrice PIARULLI ( M5S ) illustra una nuova proposta di schema di parere, (pubblicata in allegato). Intervengono in relazione alla seconda condizione contenuta nella proposta di parere i senatori GRASSO ( Misto-LeU ), Valeria VALENTE ( PD ), GIARRUSSO ( M5S ) e PILLON ( L-SP-PSd'Az ). La Commissione conviene quindi di sospendere la seduta per un esame di tale questione. La seduta, sospesa alle ore 16,05, riprende alle ore 16,50. La senatrice VALENTE ( PD ) stigmatizza la durata della sospensione e rimarca nei confronti delle opposizioni maggiori attenzioni e tutele in merito alla organizzazione dei lavori. Ricorda, inoltre, la necessità che su una materia tanto delicata la Commissione proceda con la dovuta attenzione all'esame di complesse questioni giuridiche. Il PRESIDENTE , prendendo atto delle rimostranze della senatrice Valente, fa presente che la sospensione è stata determinata da un'esigenza di migliore analisi di un testo importante e complesso. La relatrice PIARULLI ( M5S ) si riserva di presentare un'ulteriore proposta per la seduta di domani. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE DDL N. 536 - Istituzione Commissione inchiesta 'Il Forteto' DDL 536 Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" (Seguito e conclusione della discussione) Prosegue la discussione sospesa nella seduta antimeridiana di ieri. Il PRESIDENTE ricorda che della discussione è redatto il resoconto stenografico. Informa che sono pervenuti i pareri non ostativi delle Commissioni 1 a e 5 a su testo ed emendamenti e della Commissione 11 a sul testo del provvedimento. Ricorda che sono stati presentati emendamenti (pubblicati in allegato al resoconto della seduta antimeridiana di ieri). Il senatore CUCCA ( PD ) manifesta perplessità sull'organizzazione dei lavori in merito ai termini stringenti concessi per la presentazione degli emendamenti sul provvedimento in titolo. Tuttavia ritira tutti gli emendamenti presentati al fine di favorire una rapida conclusione dell' iter di approvazione e a riprova della mancanza, da parte del suo Gruppo parlamentare, di qualsiasi intenzione ostruzionistica. Il presidente OSTELLARI ricorda che restano quindi presentati solo gli emendamenti della relatrice. La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) illustra gli emendamenti a propria firma 1.4, 2.6 e 8.3 e ne sollecita l'approvazione. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole su tali emendamenti. Il presidente OSTELLARI avverte quindi che si passa alla votazione degli emendamenti relativi all'articolo 1. Presente il numero legale per deliberare, l'emendamento 1.4, messo a voti, è approvato. Il presidente OSTELLARI fa notare che l'approvazione è avvenuta all'unanimità. Con successiva votazione, è approvato all'unanimità l'articolo 1, così come modificato. Si passa alla votazione degli emendamenti relativi all'articolo 2. L'emendamento 2.6, posto a voti, è approvato all'unanimità. Si passa alla votazione dell'articolo 2, così come modificato. Posto ai voti, è approvato all'unanimità. Posto ai voti, è approvato senza modifiche l'articolo 3, cui non sono riferite proposte emendative, all'unanimità. Posto ai voti, è approvato senza modifiche l'articolo 4, cui non sono riferite proposte emendative, all'unanimità. Posto ai voti, è approvato senza modifiche l'articolo 5, cui non sono riferite proposte emendative, all'unanimità. Posto ai voti, è approvato senza modifiche, l'articolo 6, cui non sono riferite proposte emendative, all'unanimità. Posto ai voti, è approvato senza modifiche l'articolo 7, cui non sono riferite proposte emendative, all'unanimità. Si passa alla votazione dell'emendamento della relatrice 8.3 che, posto ai voti, è approvato all'unanimità. Si passa alla votazione dell'articolo 8, così come modificato. Posto ai voti, è approvato all'unanimità. Si passa alla votazione dell'articolo 9, cui non sono stati presentati emendamenti. Posto ai voti, è approvato all'unanimità. Il presidente OSTELLARI avverte che si passa alla votazione del mandato alla relatrice. La senatrice MODENA ( FI-BP ) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo. Si riserva una più ampia riflessione sul funzionamento delle cosiddette "casa famiglia", che costituisce un tema delicato di intervento normativo. Il senatore CUCCA ( PD ) preannuncia a sua volta il voto favorevole del suo Gruppo condividendo l'intervento della senatrice Modena. Sottolinea la necessità che nell'operatività della Commissione d'inchiesta vi sia una adeguata vigilanza su tali profili. I senatori STANCANELLI ( FdI ), GRASSO ( Misto-LeU ), Juliane UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ), PILLON ( L-SP-PSd'Az ) e Angela Anna Bruna PIARULLI ( M5S ) preannunciano il voto favorevole. La Commissione unanime conferisce infine mandato alla relatrice a riferire favorevolmente sul testo degli articoli del disegno di legge n. 536 così come modificato, nonché a richiedere lo svolgimento della relazione orale. SULL'ESAME DEGLI ATTI DEL GOVERNO NN. 20 E 29 Il rappresentante del GOVERNO riferisce che la Conferenza unificata Stato-Regioni, ha espresso oggi un parere critico sugli atti del Governo nn. 20 e 29. Visto l'esito dei pareri e la delicatezza della materia assicura che il Governo attenderà l'espressione del parere da parte della Commissione anche successivamente al termine del 5 agosto. La senatrice VALENTE ( PD ) e il senatore CUCCA ( PD ) chiedono ulteriori ragguagli in merito. Il presidente OSTELLARI chiarisce che il tempo ulteriore assicurato dal Governo rispetto al termine assegnato alla Commissione del 5 di agosto, è motivato dal sopravvenuto esito del parere reso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni. La seduta termina alle ore 17,15. Allegato NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 16 NUOVO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 16 La Commissione esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo: premesso in via generale che: la legge 23 giugno 2017 n. 103 recante: "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario" ha delegato il Governo ad adottare decreti legislativi per la riforma della disciplina in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni e di giudizi di impugnazione nel processo penale nonché per la riforma dell'ordinamento penitenziario; il comma 85 dell'articolo 1 esplica i criteri e i principi direttivi a cui il Governo dovrà attenersi per la riforma dell'ordinamento penitenziario; nello specifico lo schema di decreto legislativo in titolo è volto ad attuare le deleghe previste alle lettere g) , h) e r) del già citato comma 85 che prevedono: l'incremento delle opportunità di lavoro retribuito, sia intramurario sia esterno, nonché di attività di volontariato individuale e di reinserimento sociale dei condannati, anche attraverso il potenziamento del ricorso al lavoro domestico e a quello con committenza esterna, aggiornando quanto il detenuto deve a titolo di mantenimento - lettera g)- ; maggiore valorizzazione del volontariato, sia all'interno del carcere sia in collaborazione con gli uffici di esecuzione penale esterna - lettera h)- ; al miglioramento della vita carceraria, attraverso la previsione di norme volte al rispetto della dignità umana mediante la responsabilizzazione dei detenuti, la massima conformità della vita penitenziaria a quella esterna - lettera r) -; Considerato che: le disposizioni previste all'articolo 1 del citato schema di decreto novellano in gran parte il capo II - condizioni generali- e l'articolo 26 della legge 354 del 1975. Le modifiche nell'ordine riguardano: a) le caratteristiche degli edifici penitenziari; b) la previsione che le aree residenziali siano dotate di spazi comuni al fine di consentire ai detenuti e agli internati una gestione cooperativa della vita quotidiana nella sfera domestica; c) la previsione della collocazione in spazio separato dei servizi igienici rispetto alle camere pernottamento; d) l'obbligo per gli istituti di dotarsi di strumenti ulteriori rispetto quelli presenti nelle biblioteche dei penitenziari; e) l'obbligo per gli istituti di dotarsi di strumenti e strutture in alcuni casi ulteriori rispetto a quelli presenti relativamente alla materia religiosa e alle pratiche di culto; le novelle in questione sono quindi volte alla modifica delle norme inerenti al trattamento del detenuto. I singoli interventi sono accumunati dalla mancata considerazione della vexata quaestio del sovraffollamento carcerario. Infatti prevedere specificatamente un elenco di locali e strumenti che tassativamente devono essere presenti all'interno degli istituti di pena, può in questo momento essere un obiettivo irrealizzabile in quanto la previsione di ulteriori locali, oltre che onerosa in un momento di notevole necessità di risorse per l'edilizia carceraria, ridurrebbe drasticamente l'ampiezza di quelli destinati al pernottamento e alla vita dei detenuti; Considerato altresì che: l'articolo 1, al comma 1, lettera b), capoverso "Art. 6", al comma 5, garantisce ai condannati alla pena dell'ergastolo il pernottamento in camere singole, fatta salva la contraria prescrizione del sanitario, ovvero il caso in cui le particolari situazioni dell'istituto non lo consentano; la novella in questione non tiene conto dei monitoraggi effettuati dal Dipartimento amministrazione penitenziaria che per mezzo di circolari, ha ribadito che lo stato di privazione della libertà reca ai detenuti disturbi fisici e psicologici non sempre visibili e le allocazioni in stanze singole accentuerebbero ancora di più la possibilità di atti autolesionistici da parte degli stessi; inoltre la novella andrebbe considerata in rapporto all'annoso problema del sovraffollamento carcerario che, in linea di massima, rende assai complesso poter destinare ad un singolo soggetto un locale destinato al pernottamento; Rilevato che: l'articolo 2, comma 1, alla lettera a) , capoverso "Art. 20", al comma 8, prevede la possibilità per gli organi centrali e territoriali dell'amministrazione penitenziaria di stipulare apposite convenzioni di inserimento lavorativo con soggetti pubblici o privati o cooperative sociali interessati a fornire opportunità di lavoro a detenuti o internati; in relazione alla novella con la quale si interviene sull'articolo 20 dell'Ordinamento penitenziario relativo al lavoro penitenziario, andrebbero previsti maggiori controlli e l'assoluta trasparenza nelle procedure di selezione delle cooperative sociali e degli altri soggetti privati con le quali stipulare le convenzioni di inserimento lavorativo; Rilevato ancora che: l'articolo 2, comma 1, alla lettera c) , introduce nella legge sull'ordinamento penitenziario un autonomo articolo relativo al lavoro di pubblica utilità, sganciandone l'operatività dal lavoro esterno e quindi prevedendolo anche all'interno del carcere; il lavoro di pubblica utilità svolto all'esterno del carcere, non essendo più ricompreso nell'ambito dell'articolo 21, dovrebbe essere soggetto alle limitazioni soggettive previste al comma 1, dell'articolo 21 dell'Ordinamento penitenziario. Quindi nei casi di persona condannata alla pena della reclusione per uno dei delitti indicati nei commi 1, 1- ter e 1- quater dell'articolo 4- bis , l'assegnazione al lavoro di pubblica utilità svolto all'esterno può essere disposta dopo l'espiazione di un terzo della pena e comunque di non oltre cinque anni. Nei confronti dei condannati all'ergastolo l'assegnazione può avvenire dopo l'espiazione di almeno dieci anni; Rilevato ulteriormente che: l'articolo 2, comma 1, lettera c) , capoverso "Art 20- ter ", al comma 7, prevede che il numero e la qualità dei progetti di pubblica utilità promossi dagli istituti penitenziari costituiscano titolo di priorità nell'assegnazione dei fondi da parte della Cassa delle ammende per i programmi di reinserimento dei detenuti nel mercato del lavoro; la disposizione appare di difficile applicazione pratica e soggetta a notevole discrezionalità in quanto il mero riferimento al numero e la qualità dei progetti non sembrano parametri idonei e bastevoli ai fini dell'assegnazione dei fondi; Rilevato altresì che: l'articolo 2, comma 1, alla lettera l) , novella l'istituto della liberazione anticipata, aggiungendo all'articolo 54 della legge 354 del 1975, il comma 3- bis, estende fino a 60 giorni per ogni semestre - nella misura di un giorno per ogni 5 giorni di partecipazione al progetto e comunque non superiore a 15 giorni -, dai 45 attualmente previsti all'articolo 54 dalla legge 354 del 1975, la detrazione di pena concessa al condannato a pena detentiva in caso di proficua partecipazione ai progetti di pubblica utilità; sul punto si osserva che i principi e criteri direttivi in conformità ai quali deve essere esercitata la delega in esame non fanno alcun riferimento al Capo VI del titolo I dell'ordinamento penitenziario - nell'ambito del quale si colloca appunto la disciplina della liberazione anticipata - né peraltro gli altri principi e criteri direttivi della delega di cui al comma 85 dell'articolo 1 della citata legge n. 103 del 2017, anche aventi ad oggetto le materie di cui al predetto Capo VI, fanno alcun riferimento espresso al meccanismo di riduzione della pena da espiare caratteristico dell'istituto della liberazione anticipata. Il silenzio della previsione di delega - che è invece esplicita laddove autorizza il legislatore delegato ad intervenire su altri istituti che incidono sullo stato detentivo - induce pertanto ad escludere che il legislatore delegato sia stato abilitato ad intervenire in modo così significativo sulla misura della detrazione di pena conseguente al riconoscimento del beneficio della liberazione anticipata; Rilevato infine che: L'articolo 3 detta una disposizione transitoria in tema di liberazione anticipata in relazione all'espletamento di progetti di pubblica utilità, prevedendone l'applicazione retroattiva a far data dall'entrata in vigore del decreto legge 1 luglio 2013, n. 78; in relazione alle criticità relative alla modifica prevista all'articolo 2, comma 1, alla lettera l) , relativa alla estensione della liberazione anticipata, si richiede la soppressione dell'articolo; Esprime parere non ostativo con le seguenti condizioni: a) che, all'articolo 2, comma 1, lettera a) , capoverso "Art 20", al comma 8 venga previsto maggiore controllo e trasparenza nelle procedure di selezione delle cooperative sociali ed altri soggetti privati con le quali stipulare convenzioni di inserimento lavorativo, nonché controlli e requisiti più stringenti con riferimento ai singoli membri delle stesse autorizzati che in qualche modo si rapportano con i detenuti; b) che all'articolo 2, comma 1, lettera c) , capoverso "Art 20- ter " venga sostituito il comma 6 con il seguente: "I detenuti e gli internati possono essere assegnati al lavoro di pubblica utilità svolto all'esterno in condizioni idonee a garantire l'attuazione positiva degli scopi previsti dall' articolo 15 . Tuttavia, se si tratta di persona condannata alla pena della reclusione per uno dei delitti indicati nei commi 1, 1- ter e 1- quater dell' articolo 4- bis , l'assegnazione al lavoro di pubblica utilità svolto all'esterno può essere disposta dopo l'espiazione di almeno un terzo della pena e, comunque, di non oltre cinque anni. Nei confronti dei condannati all'ergastolo l'assegnazione può avvenire dopo l'espiazione di almeno dieci anni"; c) che all'articolo 2, comma 1, venga soppressa la lettera l) , e conseguentemente venga soppresso l'articolo 3; e con le seguenti osservazioni: a) all'articolo 1, comma 1, valuti il Governo l'opportunità di sostituire alla lettera a) le parole: "artigianali sportive, di culto e di socializzazione con le seguenti: " ove possibile, culturali, sportive e religiose"; b) all'articolo1, comma 1, lettera b) , capoverso "Art 6", valuti il Governo l'opportunità di sopprimere il comma 2; c) all'articolo1, comma 1, lettera b) , capoverso "Art 6", valuti il Governo l'opportunità di sopprimere il comma 5; d) all'articolo 1, comma 1, lettera c) , valuti il Governo l'opportunità di sopprimere il comma 2; e) all'articolo 1, comma 1, valuti il Governo l'opportunità di sopprimere le lettere d) ed e) ; f) all'articolo 2, comma 1, lettera c) , capoverso "Art 20- ter" , valuti il Governo di sopprimere il comma 7.