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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 88 CATALFO La seduta inizia alle ore 21,30. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all'esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018) DL n. 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito e conclusione dell'esame ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana di oggi. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) avverte che si procederà anzitutto con la votazione degli emendamenti accantonati. Sull'emendamento 2.578 (testo 2) la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) esprime parere contrario. Il sottosegretario COMINARDI propone di trasformare l'emendamento 2.578 (testo 2) in ordine del giorno, considerata la necessità di ulteriori approfondimenti. Il senatore NANNICINI ( PD ) sottoscrive e ritira l'emendamento 2.578 (testo 2). Vengono altresì ritirati gli emendamenti 4.7 e 4.8. Con riferimento all'emendamento 4.13, la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) evidenzia che il suo contenuto risulta parzialmente soddisfatto dall'emendamento 4.9 (testo 3) già accolto dalla Commissione. Il sottosegretario COMINARDI, a sua volta, sottolinea che l'emendamento dovrebbe trovare più appropriata collocazione in altro provvedimento. Previa verifica del numero legale, posto in votazione, l'emendamento 4.13 risulta respinto. Con successive e distinte votazioni, risultano respinti gli emendamenti 4.55, 4.57 e 4.83. Con riferimento all'emendamento 4.96 il sottosegretario COMINARDI palesa dubbi sulla terminologia adottata, nonché sul contenuto proposto, suggerendo un approfondimento ed una sua eventuale trasformazione in ordine del giorno in vista dell'esame dell'Aula. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) ritira l'emendamento 4.96. Con riferimento all'emendamento 4.148 la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) si dichiara contraria. Il sottosegretario COMINARDI esprime dei dubbi in relazione all'espressione "comuni limitrofi" e suggerisce un approfondimento ulteriore. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) esprime perplessità sul testo dell'articolo 4 insiste per le votazioni dell'emendamento. Posto in votazione, l'emendamento 4.148 risulta respinto. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e il rappresentante del GOVERNO propongono una trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 4.153. Il senatore NANNICINI ( PD ) sottoscrive e ritira l'emendamento 4.153. Sottoscrive altresì l'emendamento 4.154. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) evidenzia che anch'esso risulta già soddisfatto dall'emendamento 4.9 (testo 3) già accolto dalla Commissione. Il senatore NANNICINI ( PD ) ritira l'emendamento 4.154. L'emendamento 5.57, sottoscritto dal senatore BERTACCO ( FdI ), posto in votazione con parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, viene respinto. La Commissione altresì respinge l'emendamento 6.1, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO. Gli emendamenti 7.13 e 7.15, sottoscritti dal senatore NANNICINI ( PD ), all'esito di successive distinte votazioni, risultano respinti. E' analogamente respinto l'emendamento 7.34, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO. L'emendamento 8.19, dopo che la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) ha evidenziato che il suo contenuto è meglio definito dall'emendamento 8.21, sul quale si pronuncia favorevolmente, viene ritirato. La Commissione approva invece l'emendamento 8.21. Vengono altresì ritirati gli emendamenti 8.22 e 8.24. Posto in votazione l'emendamento 8.28, previo parere favorevole della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO, risulta approvato. E' invece ritirato l'emendamento 8.36, mentre l'emendamento 12.23 risulta respinto. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che l'emendamento 12.31 (testo 2) venga posto in votazione per parti separate. All'esito della votazione, la prima parte, relativa al comma aggiuntivo 7 -bis, risulta respinta; è invece approvata la seconda parte dell'emendamento, relativa al comma 7 -ter . Posti in votazione congiuntamente, sono respinti gli identici emendamenti 16.10 e 16.11, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e del rappresentante del GOVERNO. E' invece approvato l'emendamento 18.0.1, favorevoli la presidente relatrice CATALFO ( M5S ) e il rappresentate del GOVERNO. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) riformula l'emendamento 25.0.3 nell'emendamento 25.0.3 (testo 2), allegato al resoconto, accogliendo una sollecitazione avanzata dalla relatrice NISINI ( L-SP-PSd'Az ) nella seduta pomeridiana. L'emendamento 25.0.3 (testo 2), posto ai voti, risulta approvato. Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno derivanti dalla trasformazione degli emendamenti. Il sottosegretario COMINARDI accoglie come raccomandazioni gli ordini del giorno G/1018/12/11 (già 2.552), G/1018/13/11 (già 2.555 testo 2) e G/1018/14/11 (già 2.558). Vengono ritirati dal senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) gli ordini del giorno G/1018/15/11 (già 4.131) e G/1018/16/11 (già 4.141). Il sottosegretario COMINARDI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/1018/17/11, a condizione che l'impegno al Governo sia riformulato sostituendo le parole "ad adottare" con le seguenti: "a valutare l'opportunità di adottare". Il senatore NANNICINI ( PD ) accoglie l'invito del rappresentante del Governo, riformulando l'ordine del giorno (G/1018/17/11 (testo 2), pubblicato in allegato), che viene accolto come raccomandazione. Sono del pari accolti dal Governo come raccomandazione gli ordini del giorno G/1018/18/11 e G/1018/19/11. Si passa quindi alle dichiarazioni di voto finali. Il senatore BERTACCO ( FdI ) esprime profondo rammarico per l'atteggiamento tenuto dalle forze politiche di maggioranza, poco propenso a valutare la possibilità di apportare miglioramenti al testo. Tale atteggiamento di chiusura, peraltro, era stato fortemente stigmatizzato dal Gruppo Movimento5Stelle nella scorsa legislatura. Anche il rinvio della trattazione di importanti questioni sostanziali all'esame che si terrà in seconda lettura presso la Camera dei deputati di valutare costituisce, a sua avviso, un'ingiustificata mortificazione del ruolo del Senato. Osserva poi che il provvedimento iscritto all'ordine del giorno appare concepito frettolosamente e per esclusivi fini elettorali: il reddito di cittadinanza, infatti, non costituirà un efficace misura di sostegno per le classi disagiate, e comporterà, per contro, difficoltà organizzative e burocratiche in capo ai comuni e alle aziende. Conclude preannunciando, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) osserva che il reddito di cittadinanza, così come concepito dall'articolato, non sosterrà adeguatamente le fasce deboli. Restano infatti esclusi dal beneficio numerosi attori che versano in condizioni di oggettivo disagio, come le famiglie con figli numerosi, con disabili o con malati gravi. Stigmatizza quindi l'atteggiamento tenuto, nel corso dell'esame, dal Governo e dalle forze politiche di maggioranza, mai disponibili a un reale confronto sul testo. Il reddito di cittadinanza, inoltre, presenta ulteriori profili di criticità, soprattutto in relazione alle modalità attuative, che richiederanno anni prima di essere realmente efficaci. Le misure, inoltre, sono finanziate ricorrendo al deficit e ciò in un periodo di grave recessione economica, tra l'altro causata proprio dalle politiche adottate dal Governo con l'ultima legge di bilancio. Un più efficace sostegno alla povertà poteva invece scaturire dal rilancio degli investimenti e da misure in favore della crescita. Anche le disposizioni in materia pensionistica non sono esenti da difetti: la cosiddetta "legge Fornero" non è realmente abrogata e anche in questo caso gli oneri finanziari saranno posti a carico delle future generazioni. Dopo aver ricordato la particolare attenzione posta dalla sua parte politica alle persone che versano in stato di povertà, preannuncia il voto contrario. Il senatore NANNICINI ( PD ) sottolinea l'eccessiva mortificazione patita dal Parlamento a seguito dell'organizzazione dei lavori. Passando al merito del provvedimento e richiamando le posizioni già espresse in sede di discussione generale, ribadisce le proprie perplessità sul reddito di cittadinanza, a suo avviso occasione mancata per aiutare realmente i poveri e i disagiati, che avrebbero potuto beneficiare di interventi più incisivi e concreti attraverso il potenziamento del reddito di inclusione e degli ammortizzatori sociali. Esprime inoltre decisa contrarietà sulle misure approntate dal decreto-legge in materia pensionistica, di natura non selettiva e che daranno luogo a sperequazioni e iniquità tra numerose categorie di pensionati. Anche in questo caso, peraltro, le risorse previste a copertura degli interventi sarebbero state meglio impiegate a sostegno degli investimenti e della crescita. Conclude annunciando, a nome della propria parte politica, il voto contrario. Il senatore DE VECCHIS ( L-SP-PSd'Az ) annuncia invece, a nome del Gruppo di appartenenza, che voterà convintamente il provvedimento, esprimendo un giudizio positivo sui contenuti del decreto-legge: dopo anni di politiche a esclusivo favore delle lobbies e dei potentati economici, finalmente è stata rivolta la dovuta attenzione alle fasce sociali disagiate, aiutando concretamente oltre 5 milioni di poveri. Anche la cosiddetta "quota 100" in materia pensionistica consentirà di intervenire a favore di 62000 pensionati penalizzati dalla riforma Fornero, dando contestualmente la possibilità a molti giovani di accedere al mercato del lavoro. La senatrice MATRISCIANO ( M5S ) osserva che il decreto-legge è pienamente in linea con gli indirizzi formulati, in tema di reddito minimo garantito, dall'Unione europea sin dal 1992 e che non è affatto di natura propagandistica, recando, per contro, un efficace intervento a favore delle classi disagiate. Ricorda inoltre che le critiche formulate dalle opposizioni sul cosiddetto "decreto dignità" sono state recentemente superate dai recenti dati forniti dall'osservatorio sul precariato dell'INPS, dichiarandosi convinta che ciò avverrà anche in relazione al provvedimento iscritto all'ordine del giorno. Conclude preannunciando il voto favorevole del suo Gruppo. La Commissione conferisce infine il mandato alle Relatrici a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell'esame. I senatori NANNICINI ( PD ) e TOFFANIN ( FI-BP ) preannunciano, a nome dei rispettivi Gruppi, la presentazione di relazioni di minoranza. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ), prima di togliere la seduta, formula infine un sentito ringraziamento a tutti i commissari per il costruttivo apporto dato ai lavori. La seduta termina alle ore 22,30. Allegato