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Incentivo per la realizzazione di opere finalizzate al recupero e al riutilizzo delle acque meteoriche. Onorevoli Senatori. – L'intenso sfruttamento del territorio, a causa della costruzione di infrastrutture stradali, di insediamenti urbani e di zone artigianali e industriali, va di pari passo con la sempre crescente impermeabilizzazione del suolo. Questo influenza negativamente il ciclo naturale dell'acqua disturbando l'equilibrio fra precipitazione, evaporazione, alimentazione della falda acquifera e deflusso superficiale. Sulle superfici impermeabilizzate le precipitazioni defluiscono quasi per intero e si raccolgono nelle canalizzazioni; l'evaporazione e l'alimentazione della falda vengono invece fortemente limitate. Tutto ciò causa eventi di piena più gravosi. I cambiamenti climatici che si stanno palesando andranno, con tutta probabilità, ad accentuare le conseguenze delle piene e delle siccità. Per tale motivo è particolarmente importante favorire il ciclo naturale dell'acqua nei territori urbanizzati imprimendo un cambiamento di rotta nella gestione delle acque meteoriche: superare la tradizionale canalizzazione dei deflussi meteorici e favorire la ripermeabilizzazione del suolo, l'infiltrazione delle acque meteoriche o il loro recupero per l'utilizzazione. In natura, solamente una piccola parte dell'acqua meteorica defluisce superficialmente. La maggior parte dell'acqua evapora o viene assorbita dallo strato superficiale del suolo dove poi si infiltra contribuendo all'alimentazione della falda acquifera. Questo insieme di fenomeni costituisce il ciclo dell'acqua in condizioni naturali. Nel caso di superfici non pavimentate, con copertura vegetale, il deflusso superficiale è, di regola, compreso fra lo 0 per cento e il 20 per cento del totale della precipitazione. Nel caso, invece, di superfici impermeabilizzate, come ad esempio tetti, pavimentazioni in asfalto o in calcestruzzo, defluisce superficialmente oltre il 90 per cento della pioggia. Rimane, dunque, un'aliquota minima di evaporazione e di alimentazione della falda, definito ciclo dell'acqua nelle aree impermeabilizzate. L'approccio tradizionale al drenaggio urbano persegue la raccolta di tutti i deflussi meteorici dalle superfici completamente impermeabilizzate, indipendentemente dal loro inquinamento. Le acque meteoriche vengono immesse, secondo le condizioni locali, in un'apposita fognatura separata per acque meteoriche oppure, insieme alle acque nere, nella cosiddetta fognatura mista. L'immissione rilevante e repentina di acque meteoriche convogliate tramite fognature comporta modificazioni all'andamento naturale delle portate nei corsi d'acqua. Soprattutto in zone urbanizzate a elevato grado di impermeabilizzazione, piccoli corsi d'acqua possono trasformarsi rapidamente in torrenti in piena; durante periodi prolungati di tempo asciutto gli stessi corsi d'acqua possono invece persino prosciugarsi a causa della mancanza d'acqua di falda. Questo stress idrico innaturale ne pregiudica anche la qualità ecologica. Inoltre, quando il sistema fognario è misto, gli impianti di depurazione non sono in grado di depurare le grandi quantità di acqua meteorica che affluiscono in occasioni di eventi di pioggia intensa o di periodi piovosi prolungati. Le acque in eccesso vengono di solito scaricate nei corsi d'acqua tramite i cosiddetti scaricatori di piena, direttamente oppure previo trattamento meccanico. Quindi vengono immesse nei corsi d'acqua anche sostanze inquinanti, fra cui anche sostanze che possono determinare problemi igienico-sanitari. Ciò non pregiudica solamente la capacità di auto-depurazione dei corsi d'acqua ma anche il loro aspetto. Anche nel caso del sistema fognario di tipo separato, qualora non vi siano idonei impianti di trattamento delle acque meteoriche, possono essere immesse nei corsi d'acqua sostanze inquinanti, considerando che il notevole deflusso superficiale, causato dalla crescente impermeabilizzazione del suolo, viene, in massima parte, convogliato in reti fognarie, che possono risultare idraulicamente insufficienti a ricevere le piogge intense, determinando quindi rigurgiti delle acque in strada. Se vengono convogliate in reti fognarie elevate quantità d'acqua meteorica, l'acqua si infiltra in misura notevolmente ridotta. Ciò comporta un abbassamento rilevante del livello della falda acquifera. Se l'acqua meteorica viene drenata rapidamente dalle superfici impermeabilizzate solamente una minima parte può evaporare. Ciò comporta una diminuzione dell'umidità dell'aria e un aumento della temperatura nell'ambiente circostante. Infine, per lo smaltimento delle acque meteoriche tramite fognatura separata o mista sono necessarie reti fognarie di dimensioni rilevanti e a volte anche impianti per la ritenzione e il trattamento delle acque meteoriche che richiedono però elevati costi di investimento e di gestione. La gestione sostenibile delle acque meteoriche comporta quindi evidenti vantaggi: non solo il ciclo naturale dell'acqua può essere mantenuto quasi inalterato oppure essere ristabilito e la qualità di vita nelle zone urbanizzate può essere influenzata positivamente, ma la raccolta e l'utilizzo dell'acqua meteorica consentono un risparmio d'acqua potabile pregiata. Infatti l'utilizzo di acqua meteorica sostituisce, risparmiandola, l'acqua potabile, soprattutto per innaffiare il verde e per gli sciacquoni dei servizi igienici, inoltre è utilizzabile per la lavatrice, per la pulizia della casa o come acqua di raffreddamento. In questo modo, utilizzando significative quantità di acqua meteorica al posto di altrettanta acqua potabile, il risparmio dell'acqua potabile può raggiungere il 50 per cento. Lo scopo che si prefigge questo disegno di legge è, dunque, incentivare adeguati sistemi di recupero e di riutilizzo delle acque meteoriche, al fine di gestire in modo oculato la risorsa più preziosa per la nostra vita, l'acqua potabile, contribuendo, insieme alle misure necessarie alla riqualificazione energetica, a rendere i nostri edifici e le nostre vite più sostenibili.. 1 (Definizione) 1 All'articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo la lettera g) è inserita la seguente: « g-bis) acque meteoriche: le acque provenienti dalle precipitazioni atmosferiche, che dilavano tetti, pensiline e terrazzi degli edifici e delle installazioni;». 2 (Incentivo) 1 All'articolo 16- bis , comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: « l-bis) relativi alla realizzazione di opere certificate finalizzate al recupero e al riutilizzo delle acque meteoriche, come definite ai sensi dell'articolo 74, comma 1, lettera g-bis) , del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».