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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 45 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,33). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 ottobre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 4 ottobre 2018 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'interno: «Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata» (840). Comunico che in data 6 ottobre 2018 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri: «Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive» (846). Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sul 55° anniversario del disastro del Vajont PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, come ha ricordato questa mattina il presidente Mattarella, oggi ricorre la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo. Nello scegliere la data per una giornata di riflessione e consapevolezza così importante, il Parlamento nel 2011 non ebbe alcun dubbio: il 9 ottobre è infatti un giorno scolpito nella storia italiana. Cinquantacinque anni fa la tragedia del Vajont colpì intere comunità, distrusse borghi, paesi, intere vallate. Le vittime accertate furono oltre 1.900, tra le quali circa 500 bambini; un disastro inaudito e dalle conseguenze incalcolabili, un disastro che poteva e doveva essere evitato. Il ricordo di quei giorni ci restituisce ancora l'immagine di una Nazione ferita, incredula, priva di certezze. Una Nazione che seppe rialzarsi, soccorrendo e sostenendo gli abitanti dei territori colpiti, ai quali vanno il mio pensiero e la mia vicinanza. Dopo quei tragici fatti il Parlamento seppe interpretare la necessità di una svolta culturale e legislativa, che oggi però appare, così come allora, superata dagli eventi, dai cambiamenti climatici, dalla storia. Il nostro dovere è creare le condizioni affinché non ci siano più tragedie come quelle del Vajont, non ci siano più ponti che crollano, non ci siano morti per frane, alluvioni o inondazioni. Siamo chiamati tutti ad una sfida che non ammette rinvii, non consente soluzioni occasionali, non contempla scorciatoie. Politica, istituzioni, imprese, comunità scientifica: è arrivato il momento di ripensare insieme l'intero patrimonio infrastrutturale nazionale. Sappiamo tutti quanto l'Italia sia straordinaria; lo è il nostro patrimonio storico, artistico, architettonico, così come ambientale, naturale e paesaggistico. L'Italia è però anche fragile. Starà a noi custodirla e amarla con rispetto, per consegnarla ancor più bella alle future generazioni. (Applausi). Sulla scomparsa di Franco Pannuti CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la ringrazio per la sua cortesia. Intervengo solo per ricordare ai colleghi un avvenimento triste che ha colpito la mia città, la città di Bologna, il 5 ottobre scorso. Ci ha lasciato il professor Franco Pannuti, oncologo primario della divisione di oncologia dell'ospedale Malpighi di Bologna dal 1972 al 1997, che nel 1978 ha dato vita a un'esperienza straordinaria per questo Paese, Associazione nazionale tumori (ANT), una realtà no profit che in quarant'anni di attività ha portato assistenza medica gratuita a oltre 125.000 persone malate di tumore. Parlandovi dell'ANT, solo così si può trasmettere il senso profondo della missione di quest'uomo straordinario, quello di garantire al malato oncologico la qualità e la dignità della vita nel momento difficile della malattia. Grazie a Franco Pannuti, precursore di una sanità capace di mettere al primo posto la dignità umana, ogni anno oltre diecimila malati vengono assistiti con profonda cura e amore e possono scegliere di vivere questo tragico momento della loro esistenza a casa propria, circondati dagli affetti familiari, senza per questo dover rinunciare a una qualificata assistenza medica e specialistica. L'ANT è questo: il progetto di assistenza gratuita a domicilio, che ha saputo moltiplicarsi a livello nazionale e oggi conta su venti équipe medico-sanitarie specialistiche presenti in undici Regioni italiane. A queste unità operative si affiancano oltre duemila volontari, che ogni giorno garantiscono un sostegno umano, sociale e psicologico ai pazienti colpiti da tumore a ai loro cari. In ottantasei anni Franco Pannuti ha dato tanto, anche come amministratore pubblico (è stato assessore nella giunta Guazzaloca), una figura ricordata da tutti e da tutte le amministrazioni di qualsiasi colore politico nella mia città. Voglio salutarlo con le parole che lui ci ha lasciato. Egli diceva:« Bologna mi ha amato e io ho amato lei, con la città ho avuto un grande debito, come cittadino, studente, professionista e amministratore, e ho avuto il privilegio di servirla. Bologna è stata per noi di ANT il punto di partenza e di arrivo, una grande mamma, un grande incoraggiamento per tutta l'Italia». Questo dichiarò il professor Pannuti qualche anno fa e credo che ricordarlo oggi in Aula sia motivo di orgoglio, per chi ha visto questo fiore, l'ANT, crescere e moltiplicarsi. Vorrei rivolgere un saluto alla figlia Raffaella, che ha preso il testimone di questa straordinaria organizzazione e che proprio tra qualche minuto, presso la Galleria Alberto Sordi presenterà (era un appuntamento programmato da tempo, prima di questo evento tragico) le nuove iniziative che l'associazione porrà in essere sul territorio nazionale. (Applausi). Discussione delle mozioni nn. 41 (testo 2), 43, 44 e 45 sui programmi di riqualificazione delle periferie PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00041 (testo 2), presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori, 1-00043 , presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori, 1-00044 , presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 1-00045 , presentata dai senatori Romeo, Patuanelli e da altri senatori, sui programmi di riqualificazione delle periferie. Ha facoltà di parlare il senatore Ferrazzi per illustrare la mozione n. 41 (testo 2). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 16,45) FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, oggi è una giornata importante perché, dopo settimane - anzi mesi - di parole spesso vane e purtroppo anche di chiacchiere, abbiamo la possibilità di tagliare la testa al toro: finalmente abbiamo la possibilità di dire nell'aula del Senato una parola chiara e definitiva sui fondi che sono stati tagliati poche settimane fa con il decreto milleproroghe. Mi riferisco agli 1,6 miliardi di euro che questa maggioranza e questo Governo, con un tratto di penna, hanno voluto sottrarre ai Comuni per il bando periferie. Un singolo articolo all'interno del decreto milleproroghe in un colpo solo ha fatto piazza pulita di accordi siglati con i Comuni e con le Città metropolitane; fa piazza pulita di migliaia di progetti attivati da centinaia di Comuni coinvolti, di centinaia di accordi di partenariato pubblico-privato che i Comuni, in virtù di un accordo, di una convenzione, di un contratto sottoscritto a Palazzo Chigi con l'allora presidente del consiglio Gentiloni Silveri, avevano deciso di portare avanti e dunque, alla luce di questa promessa verbalizzata e sottoscritta da parte dello Stato, avevano provveduto ad agire di conseguenza. Ebbene, signor Presidente, onorevoli colleghi, di tutto questo non c'è più traccia; o meglio, gli atti di questo ramo del Parlamento hanno definito con un tratto di penna che di colpo quegli 1,6 miliardi non ci sono più e sono rinviati a futuri finanziamenti di cui non si capisce bene quando, né come, ma soprattutto non si capisce bene per quali finanziamenti e per quali Comuni si vorrà provvedere. Signor Presidente, questa occasione, nella sua ufficialità, è anche molto utile per fare chiarezza su alcune questioni che sono state mal poste durante il dibattito di questi mesi, la prima delle quali riguarda gli avanzi. Lo stesso sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Castelli, immediatamente dopo il taglio operato all'interno del decreto milleproroghe, aveva detto che stavano sbloccando per i Comuni gli avanzi di amministrazione. Attenzione, colleghe e colleghi: gli avanzi di amministrazione sono già nelle disponibilità dei Comuni, perché sono soldi degli avanzi di amministrazione degli enti locali stessi; pertanto, sovrapporre le due cose non solo è artificioso, ma è del tutto scorretto, perché il fondo per le periferie è invece un finanziamento che lo Stato trasferisce nelle casse dei Comuni. Inoltre, anche in questo caso, la disposizione di sblocco degli avanzi di amministrazione non è stata una volontà del Governo, ma si è trattato di un recepimento tecnico sottoscritto giustamente dal Ragioniere generale dello Stato il 3 ottobre, con il quale si è preso atto di due sentenze della Corte costituzionale che ribadivano un concetto semplice: l'avanzo di amministrazione rimane nella disponibilità dell'ente che lo realizza. Questo è quanto ha scritto il Ragioniere generale dello Stato, citando le sentenze n. 247 del 2007 e n. 101 del 2008 della Corte costituzionale (che ribadiva esattamente quanto espresso nella prima sentenza). Nella mozione presentata dalla maggioranza e che verrà discussa oggi si arriva in pratica a dire: «Va bene, Comuni, sostituite il buco di bilancio che vi abbiamo creato e i soldi che vi abbiamo sottratto con gli avanzi di amministrazione. Al netto di quello che ho appena detto, Presidente, i Comuni che sarebbero in grado di sostituire la cifra con l'avanzo di amministrazione, su 326, sono solamente 15. Quindi, al netto di tutte le sottolineature appena fatte, riusciremmo a coprire solamente il 4 per cento dei Comuni di cui stiamo parlando oggi. Si è poi detto da parte di autorevoli esponenti del Governo che il bando per le periferie è incostituzionale: nulla di tutto ciò, Presidente. Semplicemente, la Corte costituzionale ha sentenziato che per una parte del finanziamento (800 milioni di euro, circa un terzo della totalità, che ricordo essere di 2,1 miliardi di euro) c'era una parziale incostituzionalità: si tratta della parte relativa alle intese con le Regioni. La stessa sentenza della Corte ha stabilito che era sufficiente convocare la Conferenza unificata, mettere all'ordine del giorno il punto, sottoscrivere l'accordo e tutto si sarebbe risolto; ebbene, né in occasione della riunione della Conferenza del 6 settembre né in occasione di quella del 20 settembre, il punto è stato posto all'ordine del giorno. Quindi è stata una specifica volontà di questo Governo quella di trovare una capziosa argomentazione per bloccare il fondo per le periferie: questo è il dato di fatto e questi sono gli atti giuridici amministrativi reali al di là delle parole. Signor Presidente, spero che nessuno in Aula oggi abbia l'ardire di ripetere ciò che ha dichiarato il ministro Stefani la scorsa settimana, quando il nostro Gruppo ha presentato un'interrogazione sul punto. Il Ministro ha detto che il Governo, in ragione anche degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'ANCI dell'11 settembre, intende adottare specifiche misure destinate alla legge di bilancio 2018, «per garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti». Questo non è politichese, ma è "iperpolitichese", per dire tutto e il contrario di tutto. È la totale assenza di un'indicazione da parte del Governo; anzi, è l'esplicitazione verbale, all'interno di questa Aula, del fatto che il Governo non sta provvedendo per nulla a risolvere la questione. Attenzione, Presidente e colleghi, non vorremmo nemmeno che si ponesse oggi in Aula un'altra questione, che abbiamo letto sempre nella mozione presentata dalla maggioranza, e cioè quella di dire ai Comuni: «Sapete che c'è? Potete fare mutui con la Cassa depositi e prestiti, potete sempre andare a mutuo e potete sempre fare debito». Questo c'è scritto e spero sia stato modificato. Questa sarebbe una soluzione assolutamente inaccettabile per i sindaci. Andatelo a dire ai sindaci: per il 33 per cento di questi bandi tutte le procedure sono già iniziate. Le procedure per le gare sono già state avviate; il 9 per cento di queste migliaia di progetti hanno già i cantieri aperti. Innumerevoli Comuni hanno già chiesto l'anticipazione, come previsto dal bando, del 20 per cento delle risorse. Di cosa stiamo parlando? Vogliamo farci un giro per i Comuni e per le periferie, dove ci sono i comitati dei cittadini, soprattutto quelli più indifesi e in difficoltà che aspettavano con ansia, finalmente, il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza di quelle aree? (Applausi dal Gruppo PD) . Quella sicurezza di cui questo Governo e questa maggioranza si sono riempiti la bocca in campagna elettorale e che ora, nel primo provvedimento ufficiale, tarpano e tagliano. Vi conviene forse alimentare il disagio per trarne un lucro dal punto vista elettorale? Vogliamo risolvere i problemi o vogliamo chiacchierare? (Applausi dal Gruppo PD . Alcuni sindaci presenti nelle tribune si levano in piedi ed indossano fasce tricolori. Applausi dal Gruppo PD all'indirizzo delle tribune). PRESIDENTE . Senatore Ferrazzi, le faccio concludere l'intervento appena è riportato l'ordine in Aula. (Commenti dal Gruppo PD). La prego di concludere l'intervento. Conoscete meglio di me le regole dell'Aula del Senato: non sono permesse manifestazioni nelle tribune. (Commenti dal Gruppo PD) . Sto mantenendo l'ordine nell'Aula del Senato e vi chiedo di collaborare nel rispetto anche del vostro collega, che deve concludere l'intervento. MALPEZZI (PD) . Presidente, lasci stare il tricolore. FERRAZZI (PD) . Presidente, qui è successo ciò che state facendo come Governo: state cacciando i sindaci, le comunità locali. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi riempite la bocca di provvedimenti e di attenzioni ma mettete sulle spalle di costoro i vostri debiti. Volete di fatto sottrarre... PRESIDENTE. Senatore, c'è un Regolamento per la gestione dell'Aula del Senato, del quale la prego di prendere visione. FERRAZZI (PD) . Non entro nel merito del Regolamento, Presidente, io parlo del provvedimento. Esso dice che di fatto avete tolto 1,6 miliardi di euro per le periferie per utilizzarli per il reddito di cittadinanza. Questo dice il vostro provvedimento, per mantenere le vostre promesse elettorali. Noi rappresentiamo tutti i 20 milioni di cittadini che hanno diritto a questo finanziamento perché i progetti di cui stiamo parlando riguardano 326 Comuni, tra cui i Comuni più grandi del nostro Paese, per un totale di 20 milioni di cittadini. Un cittadino su tre viene privato del finanziamento. Questo è inaccettabile. Presidente, il nostro appello è naturalmente rivolto a tutti. I sindaci, nel momento in cui vincono le elezioni e si apprestano a governare i territori, non hanno colore politico: rappresentano i territori, i cittadini e, in particolare, quelli che sono in difficoltà. Il nostro appello oggi è: dare risposta a tutti i sindaci, che siano della Lega del MoVimento 5 Stelle o di altri colori politici. Il nostro interesse è che con il provvedimento in questione si risponda finalmente e adeguatamente alla questione delle periferie. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Damiani per illustrare la mozione n. 43. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, ringrazio il Gruppo politico Forza Italia per la possibilità che mi dà di illustrare in Aula la nostra mozione sul cosiddetto bando per le periferie. Il bando è stato istituito con la legge di stabilità del 2016, che prevede un programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni capoluogo di Provincia. Con il bando si è previsto inizialmente uno stanziamento di 500 milioni di euro proprio per realizzare interventi urgenti di rigenerazione urbana, che oggi è un argomento all'attenzione di tantissimi Comuni del nostro Paese e anche di questo Parlamento perché sono notevoli gli approfondimenti che in queste Aule facciamo di continuo, settimana dopo settimana, sullo sviluppo della rigenerazione urbana nel nostro Paese. Questo bando prevedeva non soltanto progetti di rigenerazione, ma anche di mobilità sostenibile, di sviluppo di pratiche urbane, di modelli di welfare metropolitano e tutto ciò che poteva servire per ridare non soltanto decoro urbano alle nostre città, ma anche decoro sociale. Ripercorriamo i passaggi di questo di questo bando e, quindi, di quanto accaduto in questi ultimi due anni. Il 1° giugno 2016 sulla Gazzetta Ufficiale viene presentato il bando e vengono stabilite le modalità. Successivamente, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 dicembre 2016 vengono presentati tutti i progetti e sono in pratica 120 i progetti di Comuni capoluogo di Provincia che fanno domanda per ottenere questo finanziamento; e i primi 24 sono quelli subito utili in graduatoria per ottenere appunto i primi stanziamenti, i famosi 500 milioni di euro. Il 6 marzo 2017 i primi 24 Comuni sono chiamati a Palazzo Chigi, dove vanno a sottoscrivere le convenzioni direttamente con il Governo. Si prevede già, in quel momento particolare, un ampliamento della possibilità (perché tutti i progetti vengono ammessi e si rendono quindi finanziabili) di trovare le risorse che poi servono a continuare lo scorrimento della graduatoria e a portare a compimento tutti i 120 progetti. Ne restano fuori 96, che vengono poi finanziati con 800 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio successiva (quella per il 2017) e con un altro finanziamento di circa 800 milioni di euro sul Fondo per lo sviluppo e coesione 2014-2020. Per completare tutti questi progetti, si stanziano quindi e vengono messi a disposizione dei Comuni che si sono aggiudicati questo bando circa 1,6 miliardi di euro. Successivamente, con un altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del maggio 2017 (e relative delibere CIPE) viene perfezionato il percorso di massima, proprio per poter oggi finanziare e portare a compimento tutti i progetti, anche i residui 96. Dopodiché cosa accade? Con il pretesto (perché lo riteniamo sicuramente tale) di dare attuazione a una sentenza della Corte costituzionale del 13 aprile 2018, con una dichiarazione di illegittimità riferita soltanto a una parte, in cui si prevedeva che bisognava stipulare o trovare comunque un'intesa sui territori proprio in materia di competenza regionale (quindi, come si è detto anche in altri interventi su interrogazioni che abbiamo presentato in precedenza, basterebbe un'intesa con i Comuni per poter sbloccare questi finanziamenti), viene presa questa decisione, che noi riteniamo del tutto arbitraria e sproporzionata, che lede la collaborazione tra Governo ed enti locali. Noi riteniamo che oggi, con questa azione politica da parte del Governo, si interrompa questo processo, così come è stato ed è accaduto, perché seppure vi siano stati degli incontri con il Governo e gli enti locali rappresentati dall'ANCI non si è pervenuti assolutamente a una soluzione. Noi riteniamo, come indicato anche in alcuni studi fatti dall'ANCI, che questi siano progetti importanti, che oggi possono veramente portare a sviluppare una capacità non soltanto di crescita dei nostri territori ma anche degli investimenti. Con questi studi l'ANCI infatti ritiene che con soli 1.600 milioni di euro, quanto previsto per poter mettere in attuazione tutti i progetti, si possa sviluppare una crescita del nostro Paese per oltre 9 miliardi di euro. L'ANCI ha esaminato e ha continuato a esaminare tutti i progetti e ritiene che molti di questi siano già in stato di avanzamento (lo abbiamo verificato anche noi, toccando con mano tutte le nostre realtà). Molti Comuni hanno già deliberato e hanno già assegnato i lavori; quindi molti Comuni oggi sono veramente in difficoltà economica e finanziaria. L'11 settembre si è tenuto a Palazzo Chigi l'incontro richiesto dall'Associazione nazionale dei Comuni. In quel frangente c'è stata una dichiarazione molto importante da parte del presidente del Consiglio Conte: «Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell'ANCI e con i sindaci presenti ho condiviso l'obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. In sostanza, questo garantirà un'agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti». Queste sono le dichiarazioni del presidente del Consiglio Conte, che qui ancora oggi sono assolutamente disattese. Noi riteniamo pertanto che sia del tutto errato, da un punto di vista politico, posticipare un programma di investimenti così corposo a vantaggio dei nostri Comuni, che sono già fortemente penalizzati dai tagli a svariate tipologie di fondi e finanziamenti. Chiediamo pertanto al Governo di prevedere nell'imminente legge di bilancio per il 2019, che cominceremo ad affrontare già nei prossimi giorni e nelle prossime ore, disposizioni finalizzate a reintrodurre tutte le risorse necessarie ad assicurare l'integrale finanziamento delle restanti 96 convenzioni. Se così non fosse, saremmo costretti, ancora una volta, ad emettere un giudizio negativo sull'operato dell'Esecutivo in materia economica. Un Governo che conferma la sua allergia, a quanto pare, agli investimenti e che, con piena coscienza e volontà, penalizza gli enti locali, preferendo dirottare quelle risorse, che sarebbero state spese in opere pubbliche di elevata utilità sociale e avrebbero rimesso in moto un circuito virtuoso di lavoro e reddito, per foraggiare elargizioni di mero assistenzialismo: una visione che noi rifiutiamo e contro la quale chiediamo di intervenire con decisione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . ZANDA (PD) . Domando di parlare PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per intervenire sull'ordine del lavori. Ho consultato nuovamente il Regolamento del Senato, perché devo dirle che l'espulsione dalla tribuna di sindaci che avevano indossato, per mostrare il loro ruolo nell'ordinamento italiano, la fascia tricolore mi ha per la verità molto sorpreso. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Mallegni). Com'è evidente, il Regolamento non regola questa fattispecie: chiede soltanto che nelle tribune non vengano fatte delle dimostrazioni né di diniego né di consenso rispetto alla discussione in atto. Quindi, la decisione di voler espellere dall'Aula dei visitatori regolarmente accreditati per aver indossato la fascia con il tricolore per me è stata molto sorprendente. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini). Le chiedo quindi, Presidente, di porre nelle dovute sedi, che certamente lei è in grado di individuare meglio di me, la questione se sia ammissibile o meno che nelle tribune del Senato i sindaci del nostro Paese indossino quel contrassegno che non mi sembra dimostri niente: non dimostra né che si consente, né che si dissente da quello di cui si discute in Aula, ma dimostra soltanto che si tratta di sindaci italiani. (Applausi dal Gruppo PD). Mi sembra che questa sia una facoltà che noi non possiamo togliere ai sindaci. Credo che neanche l'autorità della Presidenza del Senato possa arrivare fino a questo. I sindaci nel nostro Paese hanno quel contrassegno, devo dire un bellissimo contrassegno: facciamoglielo indossare anche nella nostra tribuna. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni). PRESIDENTE . Senatore Zanda, i sindaci presenti in tribuna non indossavano la fascia tricolore. Nel corso dell'intervento del senatore Ferrazzi del Gruppo Partito Democratico hanno iniziato ad alzarsi, probabilmente per indossare la fascia, il cui uso è disciplinato per legge. Le leggo l'articolo 71 del Regolamento e le ricordo che io non ho mai chiesto l'espulsione di nessuno dalla tribuna, ma è stato riportato l'ordine per consentire il prosieguo dei lavori. L'articolo 71, senatore Zanda, recita: «Durante le sedute, le persone ammesse nelle tribune devono stare a capo scoperto e in silenzio, astenendosi da qualsiasi segno di approvazione o disapprovazione». (Commenti della senatrice Bellanova). Gli assistenti parlamentari hanno accompagnato i sindaci fuori perché, durante lo svolgimento dei lavori dell'Assemblea, si sono alzati e hanno creato un po' di confusione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Vivaci c ommenti dal Gruppo PD). Non è stato espulso nessuno e quindi, nel rispetto del collega che stava terminando il proprio intervento, appena si è ristabilita la tranquillità nell'Aula si sono portati avanti i lavori. LAUS (PD) . Mettete la fascia! DE POLI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE POLI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo solo per chiarire la situazione. Con la collega Questore, senatrice Bottici, siamo saliti nelle tribune, c'era anche un collega del Gruppo PD, il senatore Astorre. Abbiamo fatto risedere tutti i sindaci, quindi sono tutti qui dentro. Sotto questo aspetto, dunque, non c'è stato nulla di particolare. C'è una prassi consolidata dalla scorsa legislatura, ma già dalle legislature precedenti, adottata anche nei confronti dell'ANCI - che poi sia corretta o meno è un'altra valutazione che potremo rivedere - per cui tutti coloro che siedono in tribuna non indossano alcun segno di riconoscimento, a cominciare dalla fascia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . COMINCINI (PD) . Non è vero! DE POLI (FI-BP) . Le dico che questa è una prassi che ormai viene seguita. Se poi la si vuole cambiare, si va in Consiglio di Presidenza e lo si può fare tranquillamente. In ogni caso, voglio precisare che non c'è polemica; si tratta solo di fare chiarezza e lo dico con molta semplicità, salutando i sindaci che sono qui con noi perché rappresentano il popolo italiano dal quale sono stati eletti come tutti in questa Assemblea. (Commenti del senatore Comincini). Li ringraziamo dunque per la loro presenza, ci fa molto piacere. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az) . Purtroppo ci sono delle regole, ma siamo felici che siano qui con noi perché rappresentano i nostri territori e molti di noi hanno fatto il loro percorso anche all'interno del territorio: io stesso ho fatto il sindaco e il consigliere comunale, come tantissimi di noi e credo che questo sia l'aspetto più importante. I sindaci sono infatti i più vicini ai nostri cittadini, quelli che tutti i giorni devono dare una risposta ai problemi che ci sono e sui quali gli viene tirata la giacca, con situazioni che sono chiaramente molte volte anche difficili da risolvere e credo che siano qui per questo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Dopo l'intervento del senatore De Poli, Questore anziano del Senato, credo che la questione possa ritenersi chiusa. VOCI DAL GRUPPO PD. No! No! PRESIDENTE. Continuiamo allora con gli interventi. PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, io credo che da quest'Aula si possa guardare molto serenamente da una stessa prospettiva a quello che è accaduto. Lo abbiamo visto tutti. (Commenti del senatore Balboni). Presidente, io ho assistito alla seduta da quelle tribune... BALBONI (FdI) . Ma da dove vieni? Vieni dal bar, con le mani in tasca? PRESIDENTE . Senatore Balboni, consenta al collega di fare il suo intervento che non mi pare irrispettoso nei confronti di nessuno. Non credo che lei possa permettersi di riprendere un senatore che sta svolgendo un intervento in Aula. Mi scusi, eventualmente lo faccio io, non si preoccupi. Prego, senatore Perilli, prosegua il suo intervento. PERILLI (M5S) . Presidente, non mi offendo e va bene così. Rimaniamo sul punto. Abbiamo osservato tutti la stessa scena. Io sono stato su quegli spalti, Presidente: non ci si può alzare. Al di là della questione della fascia tricolore, il problema è stato quello di alzarsi in piedi. Gli assistenti sono intervenuti e i colleghi ... (Commenti dal Gruppo PD). Guardate, lo dico molto serenamente: si può fare polemica su tutto, si può strumentalizzare tutto, ma credo - e mi rivolgo al senatore Zanda - che non si possa richiamare il tema della rappresentanza che un sindaco ha della cittadinanza nell'ambito di una questione che non ha nulla a che vedere con la contestazione o con il fatto di espellere una persona dall'Aula. PRESIDENTE. Non sono stati espulsi. PERILLI (M5S) . Appunto. Dunque la questione dell'espulsione è stata pretestuosamente strumentalizzata in maniera propagandistica ancora una volta dal Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo M5S) . La cosa più grave è che stato utilizzato un argomento in maniera strumentale per impugnare la questione e fare della propaganda. (Commenti dal Gruppo PD) . I sindaci e la cittadinanza in questo caso non c'entrano niente. I sindaci si sono alzati e, come tutte le persone, sono stati fatti accomodare fuori. Nessuno ha espulso nessuno. Presidente, io so che il suo intervento è stata una risposta... PRESIDENTE. Le ricordo che i sindaci sono ora in tribuna. PERILLI (M5S) . Sono tornati in tribuna. Quello che voglio dire con il mio intervento, Presidente - e su questo credo che anche l'opposizione possa concordare - è che non possiamo interrompere i lavori dell'Aula in ogni momento con questioni che vengono strumentalizzate ad arte per impedire ... (Vivaci proteste dal Gruppo PD). Avete strumentalizzato una questione! PRESIDENTE. Concluda, senatore Perilli. PERILLI (M5S) . Presidente, si agitano e tutte le volte che qualcuno si agita vuol dire che le parole hanno avuto effetto, per cui sono contento che i colleghi si agitino perché significa che, più si agitano, più ho ragione. (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatore Endrizzi, sa perfettamente che non si possono fare riprese in Aula, per cui cortesemente si attenga anche lei al Regolamento. Grazie. PERILLI (M5S) . Dunque, Presidente, le comunicazioni della Presidenza ci sono state, così come la comunicazione dei Questori. Ci teniamo però a chiarire, come maggioranza e come parlamentari, che non si possono mischiare situazioni diverse: l'autorevolezza dei sindaci in tribuna che assistono ai lavori dell'Aula è una cosa sacrosanta e la rispettiamo. Cosa diversa è, invece, il rispetto da parte di tutti i cittadini, che i sindaci rappresentano, delle regole del buon ordine all'interno dell'Aula. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Mi dispiace, ma dovrete aspettare altre questioni per strumentalizzare. Questo è un fatto evidente, che non rende onore a voi (Vivaci commenti del senatore Laus) , all'Assemblea e a quei sindaci a cui avete mancato di rispetto. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, possiamo anche parlare oltre che votare, anche perché tra qualche settimana ci saranno voti da esprimere in favore dei sindaci. Intanto vorrei cogliere la proposta avanzata, come Questore anziano, dal senatore De Poli: si potrebbe fare un' innovazione, perché se vengono dei sindaci è come se venissero dei militari in divisa. Il sindaco che indossa la fascia ha infatti un aspetto simbolico, che è proprio del sindaco. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD ) . Quindi si potrebbe innovare la prassi e in Consiglio di Presidenza si potrebbe decidere di consentirlo ai sindaci, anche quando vengono con delle delegazioni a visitare il Senato: non c'è niente di male. (Commenti della senatrice Malpezzi). Vediamo gente con sandali e cose di ogni tipo: non sarà una fascia tricolore a spaventare il Senato. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Ciò detto, non voglio alimentare polemiche, ma mi fa piacere veder diventate elementi di ordine dell'Assemblea persone che legittimamente avevano avuto atteggiamenti diversi nel passato. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Si diventa grandi e quindi c'è la scoperta delle regole: seduti, alzati, in piedi. Abbiamo visto anche Grillo: non ricordo se era rimasto seduto in tribuna, ma nessuno si era messo a fare contestazioni. Un'ultima cosa seria. Vede, signor Presidente, i sindaci sono là e mica sono stati espulsi - ci mancherebbe - ma mentre si mettevano la fascia, gliel'hanno tolta. Ora, avete tolto loro la fascia, ma questo non è grave. Avete però tolto loro i soldi per le periferie e questa è la cosa grave che avete fatto, come Governo (Prolungati applausi dai Gruppi FI-BP e PD . Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sì, sono stati tolti: benissimo... PRESIDENTE. Senatore Gasparri, rimanga sull'ordine dei lavori. Non devo insegnarle nulla. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, mi faccia concludere. PRESIDENTE. La faccio concludere, ma rimanga sull'ordine dei lavori. GASPARRI (FI-BP) . La differenza è che il Governo stasera stessa, a differenza nostra, può emanare un provvedimento a favore dei sindaci. Se è stato un errore, correggetelo. Siamo qui per prenderne atto tutti insieme: diamo i soldi ai sindaci con la fascia. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni). ASTORRE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo che sull'ordine dei lavori può intervenire un rappresentante per Gruppo. È già intervenuto il senatore Zanda, ma le permetto di intervenire, come ultimo intervento. ASTORRE (PD) . Ma quanto è buona lei: grazie Presidente. Signor Presidente, tutto nella vita mi sarei aspettato, tranne che di applaudire a scena aperta il senatore Gasparri, ma la vita è fatta così e quando ha ragione lo applaudiamo. (Applausi dal Gruppo PD) . AIROLA (M5S) . Avete fatto un Governo insieme. ( Proteste dal Gruppo PD) . ASTORRE (PD) . Signor Presidente, certo che sentire il senatore Perilli... (Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE. Senatore Airola, la prego! ASTORRE (PD) . Senatore Airola, siamo amici e siamo stati amici per cinque anni. Signor Presidente, sentire il senatore Perilli fare l'uomo d'ordine, dopo che ha fatto il "cinema" per cinque anni, in altre sedute, mi dispiace proprio tanto. La prendo in parola, signor Presidente. Lei ha detto che ai sindaci è stata tolta la fascia e sono stati cacciati perché si sono messi in piedi, non potendolo fare: in proposito ci ha letto l'articolo 71 del Regolamento. PRESIDENTE . No, rettifichiamo. Non sono queste le cose che ho detto. Ho detto che i sindaci sono stati allontanati nel momento in cui si sono alzati. Non ho detto che non potevano tenere la fascia. Se si riferisce al commento del senatore Gasparri, parli di quello che ha detto il senatore Gasparri, non di quello che ha detto la Presidenza. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, le chiedo di essere innovatrice, come sa essere usualmente. I sindaci da seduti - non si alzano - si mettono la fascia. Qui in Aula sono ormai cinque anni che vedo spadoni, stelline e banane (Applausi dal Gruppo PD) , vedo tutti che si mettono dei simboli, ma mi pare strano che crei problemi il simbolo dell'Italia. Come ha detto il senatore Gasparri, se viene un militare, viene con la divisa e magari con la fascia azzurra da militare. Che facciamo in quel caso? Lo cacciamo? Allora, il sindaco può stare seduto, senza agitarsi e senza fare gesti, perché non si può applaudire e non si possono fare segni, anche se in quest'Aula, signor Presidente, è stato fatto di tutto e si è pure saltati sui banchi del Governo. Quindi - lo dico a lei, Presidente - vedere alcuni colleghi del Movimento 5 Stelle sostenere ora mozioni d'ordine in questa Assemblea mi fa sorridere. Ma lo sa cosa mi ha fatto più male, Presidente? Vedere i colleghi della Lega, che ho sempre stimato per il loro radicamento territoriale, battere le mani quando si diceva al senatore De Poli che i sindaci non dovevano indossare la fascia. Questo mi ha fatto veramente male. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Intervengo a conclusione di questa discussione ricordando al senatore Astorre che alle mie spalle c'è la bandiera italiana insieme a quella europea, per ricordare che siamo tutti cittadini italiani e appartenenti all'Unione europea. La richiesta è stata esplicitamente fatta al senatore De Poli, che si è impegnato a portare la questione in Consiglio di Presidenza, che è l'organo deputato a poter prendere decisioni di questo tipo. Ringrazio gli intervenuti, ringrazio i sindaci per essere ancora con noi. Ha facoltà di parlare il senatore Campari per illustrare la mozione n. 45. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi della maggioranza ma, soprattutto, dell'opposizione, che - ricordiamolo - all'unanimità votò a favore della norma da cui sono nate le mozioni odierne (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) : evidentemente un lampo di lucidità nel buio che vi attanaglia da alcuni mesi! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Sono felice di poter illustrare questa mozione perché dovrebbe finalmente porre fine a tutte le polemiche strumentali che in questi ultimi due mesi abbiamo dovuto leggere e ascoltare (in realtà, leggende più che polemiche, ma è lo stesso). Il bando periferie prevedeva il finanziamento di 120 progetti di Comuni capoluogo di Provincia e Città metropolitane. Erano divisi in 24 progetti per cui era stato messo a disposizione un primo stanziamento di fondi e 96 progetti che avrebbero dovuto beneficiare di un secondo stanziamento. Su questi 96 progetti voi avete creato il problema che noi abbiamo risolto: la realtà è molto semplice. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi). Qualora non vi fosse ancora ben chiaro - ma è evidente che lo sapete, altrimenti non avreste votato a favore della norma - dopo i primi 0,5 miliardi stanziati per i 24 progetti iniziali, il Governo Gentiloni Silveri ha tentato goffamente di stanziare successivamente ulteriori 1,6 miliardi circa per i restanti 96 progetti, dimenticandosi, però, di effettuare tutti i passaggi previsti per legge. La Corte costituzionale, tuttavia, non si è distratta, a differenza vostra, e ha giudicato incostituzionale l'utilizzo del fondo stanziato senza un preventivo accordo con le Regioni, come prevedeva la legge. Come se non bastasse, sono poi pervenute alla Presidenza del Consiglio dei ministri numerose istanze per rimodulare gli interventi poiché in realtà molti dei progetti non erano ancora di fatto pronti. Il Parlamento, poi, è dovuto così intervenire con un duplice scopo: in primo luogo, per rimodulare il finanziamento, utilizzando i fondi questa volta per una finalità consentita dalla legge e andando a sbloccare gli avanzi di bilancio per tutti gli 8000 Comuni italiani; in secondo luogo, per differire al 2020 l'efficacia delle convenzioni concluse. In pratica, abbiamo riparato ai danni ereditati e abbiamo legiferato per il bene di tutti i territori. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Andando oltre - ma qui andiamo ad aggiungere un nuovo concetto e non vorremmo che gli sforzi fossero un po' troppo intensi da parte della minoranza - va ricordato che le convenzioni non sono state bloccate, dunque le amministrazioni potrebbero procedere anche in autonomia con proprie risorse o in altro modo, per esempio accendendo forme di un'anticipazione finanziaria. Ad ogni modo, dando seguito a quanto già promesso dal premier Conte durante l'incontro ricordato, avvenuto l'11 settembre con l'Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI), con la mozione al nostro esame il Senato impegna il Governo su due fronti. In primo luogo a prevedere specifiche misure nella legge di bilancio 2018 volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie. In secondo luogo a provvedere al rimborso delle spese per gli interventi già sostenuti dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni. Il tutto con buona pace di ANCI e delle strumentalizzazioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Ciriani per illustrare la mozione n. 44. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, anche il nostro Gruppo ha predisposto una mozione che ripercorre in maniera succinta l' iter dell'emendamento che ha poi portato inaspettatamente l'abrogazione della norma sulle periferie. Abbiamo ricordato che la legge n. 208 del 2015 aveva istituito il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie; abbiamo fatto cenno ai passaggi parlamentari che ne hanno via via arricchito la disponibilità finanziaria con ulteriori 800 milioni di euro, fino ad arrivare ad una disponibilità complessiva di 1.600 milioni di euro a disposizione dei Comuni capoluogo. Abbiamo altresì fatto cenno al fatto che l'emendamento predisposto dalla maggioranza ha all'improvviso cancellato l'efficacia delle convenzioni che tutti i 96 Comuni ancora esclusi avevano sottoscritto. A questo proposito vorrei dire ai colleghi intervenuti prima, facendo dell'ironia sul fatto che il Senato abbia votato compattamente un emendamento che non condivideva, che non è una pagina di cui andare particolarmente fieri. Si è trattato infatti di un emendamento presentato in tutta furia e in maniera talmente oscura e sibillina da indurre il Senato ad un voto errato. Credo che questa non sia una pagina di cui menar vanto in alcuna occasione né da parte della maggioranza né da parte dell'opposizione. Il Senato dovrebbe essere infatti nelle condizioni di votare sapendo in maniera precisa e trasparente quali sono i provvedimenti e le responsabilità che esso assume; questo purtroppo non è stato possibile e di ciò ci siamo lamentati in tale occasione e lo facciamo anche oggi discutendo le mozioni. Sui particolari tecnici, che sono stati ricordati anche nell'intervento che mi ha preceduto, apriamo una disponibilità al dialogo con la maggioranza. Si è parlato della possibilità da parte dei Comuni di anticipare le risorse attraverso fondi propri e convenzioni con la Cassa depositi e prestiti. Si tratta però di ipotesi sulle quali non c'è certezza. È invece certo che in questo momento 96 amministrazioni rischiano seriamente di veder compromessa la realizzazione di progetti e la loro stessa sostenibilità economica. Voglio anche segnalare, affinché ne rimanga traccia a verbale, Presidente, che secondo un nostro approfondimento in sede tecnica, l'emendamento approvato potrebbe pregiudicare anche il rispetto dei termini di rendicontazione dell'Unione europea delle risorse stanziate a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, per il periodo di programmazione 2014-2020, con il rischio che un eccessivo ritardo potrebbe comportare l'inutilizzo del finanziamento europeo stesso. Questi però, per quanto importanti, sono aspetti tecnici. Il tema politico che noi ribadiamo anche in questa sede, Presidente, membri del Governo, è che è possibile ed, anzi, è più che probabile che il tema delle periferie sia stato usato in maniera un po' enfatica dalla maggioranza e dal centro-sinistra per ottenere un consenso sul territorio. È pur possibile che qualche sindaco sia stato forse privilegiato rispetto ad altri nell'assegnazione dei contributi e che in questo ci sia stata la longa manus della politica che governava a quel tempo. Però, la sensazione che abbiamo vissuto nelle ore immediatamente successive all'approvazione di quell'emendamento è stata alquanto negativa - e poi ne abbiamo avuto la conferma con qualche dichiarazione direi imprudente, per usare un eufemismo, di esponenti anche di primo piano della maggioranza - perché sembrava che il Governo e la maggioranza volessero dire: adesso siamo arrivati noi, comandiamo noi e i soldi che erano stati assegnati li destiniamo a chi decidiamo noi. Se è questa la logica, noi non possiamo condividerla perché pacta sunt servanda , i patti vanno rispettati, con i sindaci, con le istituzioni e soprattutto con i cittadini che non hanno nessuna responsabilità rispetto a questo e che attendono la realizzazione delle opere loro promesse. Ma c'è anche un patto da mantenere con le imprese, con i privati che hanno creduto a quei progetti e che adesso rischiano di vedersi beffati rispetto ad una condivisione di principi, di metodi e di realizzazioni che ha comportato anche grande fatica da parte loro. Ricordo che esiste il principio della leale collaborazione tra gli organi e le istituzioni del Paese che andrebbe sempre tenuto a mente. Ricordo anche che il vantaggio del mantenimento di quei progetti non è per i sindaci,, che peraltro, in molti casi, si sono avvicendati per cui le maggioranze sono cambiate e se c'era comunque un intendimento di carattere elettorale, probabilmente non è servito a nulla. Poter smobilizzare e mettere in circolo 1.600 milioni di euro è un vantaggio per l'intero Paese. Direi di più, è un vantaggio per il Governo che è alla ricerca disperata di una qualche forma di investimento, di qualche moltiplicatore degli investimenti che garantisca una crescita del prodotto interno lordo di questo Paese di cui ha un gran bisogno, soprattutto alla luce di ciò che sta avvenendo in borsa, nei mercati finanziari e un po' in tutta Europa. La teoria che si possano spostare questi soldi attraverso la liberazione degli avanzi di amministrazione ad altri Comuni che non ne hanno beneficiato, in particolare i Comuni non capoluogo di Provincia, regge fino ad un certo punto perché chi ha fatto l'amministratore sa che utilizzare quegli avanzi non sarà facile, all'interno dell'anno solare 2018, per una serie di complicazioni legate alla modifica del bilancio, del piano delle opere e quant'altro. Inoltre, mi pare alquanto singolare, e anche in questo caso uso un eufemismo, che il dispositivo della maggioranza preveda il rimborso delle spese già sostenute dai Comuni. Ma come? Paghiamo due volte le stesse spese? In un atto pubblico ufficiale del Senato della Repubblica si dice che i Comuni hanno già speso e anziché consentire loro di portare a compimento le spese già sostenute e di utilizzare le risorse che hanno già ricevuto, validate dalla Corte dei conti, si dice: avete speso? Ebbene, noi vi ristoriamo le spese. Spendiamo due volte per non fare nulla. Se questa è la novità, francamente mi pare una novità alquanto singolare, Presidente, non se ci sono dei precedenti ma questo è un modo di ragionare molto lontano dalla sensibilità di chi ha a cuore i conti pubblici, i conti dello Stato e anche i conti dei Comuni. In ultima analisi, e mi avvio alla conclusione, il nostro Gruppo fa appello alla ragionevolezza dei colleghi che conoscono le realtà locali, che sono stati amministratori e che sono stati eletti in collegi in cui molti sindaci sono preoccupati, perché abbiano un po' più di coraggio per ammettere che questo è stato un passo falso, che probabilmente qualche motivazione era anche giusta e c'era il problema della Corte costituzionale che si può facilmente superare, come tutti sanno. Noi chiediamo che, se non tutti, almeno i progetti che sono facilmente e immediatamente cantierabili siano salvaguardati perché quelli sono soldi che, ripeto, non vanno a beneficio del Comune, del sindaco o solamente dei cittadini, ma dell'intera economia nazionale. Chiediamo che siano privilegiati i progetti che hanno un cofinanziamento privato di particolare intensità. Chiediamo insomma, in una sola parola, che prevalga il buonsenso di cui spesso si è parlato e che purtroppo qualche volta scompare. Noi riteniamo che il senso delle istituzioni che dovrebbe governare questo provvedimento non sia né di destra, né di sinistra, né di centro ma sia semplicemente la possibilità di fare il bene di questo Paese, quindi confidiamo nel fatto che, dopo qualche sbandata, il Governo e il presidente Conte, che ha preso impegni puntuali con i sindaci, sappiano rispettarli nell'interesse non di Fratelli d'Italia e dell'opposizione ma del Paese intero. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno G1, già stampato e distribuito, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi abbiamo discusso a lungo della questione, sia durante l'esame del disegno di legge in Commissione, sia durante la discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge milleproroghe in terza lettura. Per la verità, la discussione ha avuto accenti molto diversi nella stessa interpretazione delle norme. Ci saremmo aspettati che, già allora, in sede di conversione del decreto-legge, in terza lettura (anche se non si voleva modificare il testo, visti i tempi ristretti), si intervenisse con un ordine del giorno che in qualche modo mettesse nero su bianco gli impegni assunti dal presidente del Consiglio Conte nell'incontro con il presidente dell'ANCI. Invece tutto questo non è accaduto. Ci troviamo oggi a discutere di mozioni e di un ordine del giorno che tentano, ancora una volta, non solo di fare chiarezza, ma di richiamare il Governo alle responsabilità, alle dichiarazioni e agli impegni assunti. In tutta questa vicenda francamente non ci è ben chiaro lo spirito per cui si è arrivati a quella modifica, anche se i sospetti sono molti. Infatti, se anche fosse stato necessario intervenire dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, vi sarebbero state delle modalità per consentire che quel fondo e quei progetti di rigenerazione urbana e di riqualificazione delle periferie avessero una possibilità effettiva di andare avanti. I progetti, come sapete meglio di me, sono di varia natura e - ci tengo a dirlo - riguardano anche amministrazioni comunali di orientamento politico diverso. Il fondo è stato istituito con la legge di bilancio del 2017. Vorrei ricordare che non era una legge che aveva visto il nostro voto favorevole; non per questo avremmo voluto, magari perché avevamo votato contro, impedire effettivamente l'utilizzo di quei fondi e soprattutto il dispiegarsi di quel progetto. Non capiamo davvero il motivo per cui ci si è voluti accanire in una sorta di interpretazione iperburocratica, che però, alla fine, cosa produce (ed è quello che mettiamo in evidenza nel nostro ordine del giorno)? Di fatto, produce un secco taglio di risorse a carico degli enti territoriali; è vero, poi nella mozione della maggioranza si dice che si rimborseranno le spese già affrontate, ma il punto è che la possibilità per molti Comuni, decisa e programmata, di intervenire per migliorare alcune parti della propria città non si produrrà più. Oltre tutto, queste risorse verrebbero spostate, secondo la ratio di quell'emendamento, da un periodo all'altro. Ma nei fatti non c'è neanche la copertura finanziaria per poter garantire questo spostamento. Un'altra vicenda, che vogliamo sottolineare e che, ancora una volta, ci fa porre con forza qualche dubbio sulla buona fede politica (e il sospetto c'è), è che lo spostamento deciso con l'emendamento alla fine produrrà un risultato che non è certamente auspicabile. Mi voglio augurare che neanche il Governo voglia proseguirlo. Infatti la facoltà di utilizzare, tra l'altro, gli avanzi di amministrazione produrrà, nei fatti, un vantaggio - ahimè (ahimè non nel senso che vorremmo danneggiare i Comuni del Nord) - dei Comuni del Nord e, di conseguenza, una ridistribuzione asimmetrica di quello che, invece, era stato un fondo rigidamente impostato secondo una logica distribuzione più equa su tutto il territorio nazionale. Questo perché si tratta di un dato oggettivo; l'80 per cento degli avanzi di amministrazione riguarda i Comuni del Centro-Nord e, quindi, da questo punto di vista è chiaro che si produrrà un'asimmetria nella ridistribuzione stessa. Per questi motivi noi ci permettiamo, ancora una volta, di sottolineare nell'ordine del giorno l'assunzione piena di quelli che erano stati, con fatti concreti, gli impegni concordati con il presidente Conte, ricordando anche il fatto che, anche nell'incontro con il Ministro per gli affari regionali, il presidente dell'ANCI, proprio davanti al fatto che non si era dato corso a quegli impegni, ha tra l'altro dichiarato l'interruzione delle relazioni istituzionali con il Governo, proprio per protesta contro il blocco dei finanziamenti del bando periferie. Quindi, noi chiediamo immediatamente di prevedere, in termini molto rapidi, interventi atti ad implementare la capacità di spesa degli enti locali; di stanziare tutte le risorse compensative alternative per finanziare lo sblocco degli avanzi di gestione; e, soprattutto, di avviare ogni utile iniziativa per favorire effettivamente un reale processo di riqualificazione urbana. Lo dico anche al signor Sottosegretario: credo che sia importante in questo momento, vista anche la Nota di aggiornamento, avere delle risorse a disposizione per gli investimenti pubblici. Questi sì, infatti, rappresentano un moltiplicatore non solo di benessere e di qualità urbana, contro la disgregazione sociale, ma sono un vero moltiplicatore di crescita. Quindi, ancora una volta rivolgiamo un appello alla maggioranza affinché solleciti il Governo a mettere in atto gli impegni assunti e, soprattutto, a valutare il fatto che queste risorse sono e sarebbero, in un momento così complicato per il bilancio del nostro Paese, assolutamente fondamentali, perché questi sì - gli investimenti pubblici - soprattutto nelle periferie, sarebbero un vero moltiplicatore di benessere e di crescita. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, ho poco tempo e non ripeterò quanto già detto dal mio collega Ferrazzi nell'illustrazione della nostra mozione. Brevemente, cercherò di illustrare il tradimento perpetrato dalle forze di Governo, Lega e MoVimento 5 Stelle, ai danni dei loro tanti elettori che vivono nelle periferie italiane. Il taglio dei fondi del bando per le periferie colpisce tante persone, oltre 326 Comuni e circa venti milioni di cittadini (un italiano su tre). A seguito di questo vero e proprio tradimento che ha visto il blocco delle convenzioni in essere ma non ancora finanziate, l'ANCI, precedentemente rassicurata dal presidente Conte, poi prontamente, come al solito, smentito dai suoi Ministri, ha sospeso le relazioni con il Governo. Il fatto che l'ANCI abbia sospeso le relazioni con il Governo è un fatto grave, anche se il rappresentante del Governo gioca con il telefonino e non mi ascolta! È un fatto molto grave! (Applausi dal Gruppo PD) . È un fatto molto grave, perché non è liquidabile con le soliti frasi e i soliti atteggiamenti autoritari, come vostra abitudine. Non potete dire: tanti nemici tanto onore! No, non le potete più dire! In realtà, non lo potete dire perché per ogni cittadino di un Comune, grande o piccolo che sia, la faccia dello Stato è quella del suo sindaco, anche se il rappresentante del Governo telefona invece di ascoltarmi. (Applausi dal Gruppo PD) . La faccia dello Stato è quella del sindaco, di quei sindaci che volevano dimostrare di essere tali con la loro fascia e che voi avete indecentemente fermato. È il sindaco colui a cui ci si rivolge, sia per le cose belle sia per quelle brutte: si chiede a un sindaco il certificato di nascita, si chiede al sindaco il certificato di morte. Dunque voi non avete danneggiato solo i sindaci. Guarda caso, molti dei Comuni colpiti sono guidati dal centrosinistra (guarda caso). Avete ancora una volta danneggiato i cittadini e vi spiego brevemente come. Signor Presidente, vorrei che il rappresentante del Governo ascoltasse, invece che parlare al telefono e vorrei che il mio tempo si fermasse finché non mi ascolta. Come faceva lei quando era seduta su questi banchi, presidente Taverna, che lo pretendeva. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo ad ascoltare gli interventi, che credo siano di suo estremo interesse. CIRINNA' (PD) . Non ascolta neanche lei, signor Presidente. Il Governo non ascolta nessuno. Il Governo non sa che ha fatto un danno gravissimo e voi vi siete prestati a questo. Avete ancora una volta danneggiato i cittadini e vi spiego brevemente come. Il bando periferie non funzionava e non finanziava solo opere pubbliche, manutenzione urbana e decoro. In tale bando erano previste molte opere ispirate all'urbanistica olistica, che per molti di voi è una parola sconosciuta: opere volte alla tutela della collettività, con una visione che tenga conto delle infinite interazioni tra territorio e conseguenze ambientali e sociali. È sulle conseguenze sociali che desidero soffermarmi. La città va pensata in funzione della comunità. Oggi la periferia non è più solo quella territoriale, fatta di quartieri lontani, meno curati, mal collegati, dormitori nei quali è relegata un'umanità varia e reietta, abbandonata, discriminata. C'è anche una periferia sociale, una periferia economica, una periferia culturale; ma soprattutto, signor Presidente, c'è una periferia dell'anima. Sì, una periferia dell'anima. La periferia dell'anima è una condizione della persona, è in un suo sentimento, è nella solitudine che produce isolamento, tristezza, ma anche insicurezza, rabbia e fragilità. Mi fermo di nuovo, perché il rappresentante del Governo ritiene nuovamente di non ascoltarmi. La prego, signor Presidente. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a prestare attenzione all'intervento, così possiamo concluderlo. CIRINNA' (PD) . Il mio tempo si esaurisce nel chiedere attenzione e questo mi sembra vergognoso. PRESIDENTE. Le ho riconosciuto un altro minuto per rispetto del tempo che è stato sprecato. Prego, senatrice. CIRINNA' (PD) . Sto concludendo su quella periferia dell'anima che si chiama solitudine, quella paura e quella rabbia che voi avete cavalcato in campagna elettorale, promettendo, promettendo, promettendo, come avete fatto nella mozione di maggioranza, promettendo che i fondi saranno rimessi nel bilancio: ma mi chiedo quando, come e dove, visto che state litigando su ogni centesimo. Tutte le parole che avete usato in campagna elettorale vengono contraddette dai fatti: ora che molte di queste periferie, che sono il vostro bacino elettorale, potrebbero essere riqualificate, ora che qualcosa potrebbe finalmente cambiare, voi negate col taglio dei finanziamenti a quei cittadini di poter veder riqualificati i loro quartieri, migliorata la loro vita, rivalutate le loro proprietà. Ed è ben chiaro il motivo, è chiaro a tutti: a voi serve che le che cose restino come sono, che la paura, la rabbia, la fragilità vengano continuamente alimentate e fomentate, per questo volete che grandi aree del Paese, penso ad esempio alla nostra capitale Roma, restino marginali, restino luoghi di degrado e solitudine, luoghi nei quali sperate di raccogliere ancora voti e consenso. Ma non sarà così. Presto i cittadini si accorgeranno delle vostre promesse vane, del vostro tutto cambi perché nulla cambi. Del resto, come state già vedendo, sta accadendo a Genova: in pochi giorni, dagli applausi ai fischi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo arrivati a un passaggio che speriamo sia decisivo. Qui c'è il sottosegretario Garavaglia che ha avuto modo di esprimersi altre volte. Purtroppo però quello che leggiamo nella mozione della maggioranza è chiaro. Il nostro impegno come opposizione su questo tema non finirà oggi, ma dovrà continuare, perché non c'è nessuna soluzione all'orizzonte. È una sorta di «armiamoci e partite» che il Governo dice ai Comuni. Il Governo approfitta del pronunciamento della Corte che sblocca gli avanzi per dire: «usate quei soldi, poi, se mancano, interverremo "compatibilmente", efficacemente, idoneamente, "forsemente" (senza forse). ( Applausi dal Gruppo PD) . Colleghi, mettetevi nei panni dei sindaci che adesso sono andati via, ma erano qui, e abbiamo dovuto discutere mezz'ora per capire se potevano stare qui con la fascia oppure no. Mettetevi nei panni di questi sindaci che non hanno più la certezza di avere i fondi. Se foste nei loro panni, iniziereste delle opere, magari da suddividere in stralci non funzionali, perché ovviamente i soldi non sono quelli previsti inizialmente, ma bisogna guardare quelli che si hanno in tasca, legati alla disponibilità degli avanzi? Quale sindaco inizierebbe oggi un percorso così improbabile, esponendo il bilancio del proprio ente a tali incertezze? Il nostro Paese ha già disseminato nel territorio tante opere incompiute. Pensate che questo iter è iniziato nel 2015; Sottosegretario, avessimo messo i soldi prima delle elezioni e, come operazione elettorale, foste arrivati voi per cambiarli, avrei potuto capire, ma stiamo parlando del 2015. Sono Comuni che hanno cominciato a fare i progetti tre anni fa, iniziando a ragionare con i loro cittadini e le loro comunità per riqualificare le periferie. (Applausi dal Gruppo PD) . Hanno creduto in un riscatto, in una riqualificazione e in un Paese migliore nel quale vivere e far vivere i propri figli. Ora vivono la delusione e la rabbia di sentirsi dire che «si vedrà». Si dice loro: «iniziate con i soldi che avete in cassa e quando li finite, fatevi vivi, che vediamo se si può far qualcosa»: compatibilmente, si intende. Ora è chiaro: in sede di conversione del decreto milleproroghe, abbiamo chiesto, inutilmente, di chiarire la volontà del Governo. Vede, collega della Lega, la prima volta abbiamo immaginato un futuro, ma la seconda volta che lei è passato di qui abbiamo presentato tanti emendamenti e ordini del giorno che non avete neanche preso in considerazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Se non ci saranno i finanziamenti in legge di bilancio, cioè tra una settimana, avremo il certificato dell'operazione effettuata: soldi sfilati dalle tasche dei Comuni. Voi direte: «No, abbiamo previsto tra i dodici collegati alla legge di bilancio il collegato sul dissesto dei comuni». Bene; cosa vuol dire? Vuol dire che quando affronteremo la legge di bilancio ci tirerete fuori un'altra mozione dove dite: «No, adesso non li mettiamo, ma li metteremo nel collegato». (Applausi della senatrice Malpezzi). E quando arriva il collegato, i buoi saranno scappati e le cose saranno andate male. Ecco: voi rovinerete questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, l'Esecutivo deve assolutamente intervenire e cambiare rotta sul taglio dei fondi riservati al bando per le periferie. Noi di Fratelli d'Italia siamo al fianco di tutti quei sindaci che stanno esprimendo da tempo la loro ferma protesta e condividiamo pienamente le loro preoccupazioni. È per questo che oggi chiediamo al Governo, attraverso la mozione illustrata dal nostro capogruppo Ciriani, di adoperarsi in modo fattivo per risolvere questa incresciosa situazione. Sono tantissimi gli enti locali interessati dal cosiddetto bando periferie e molti di questi hanno di fatto già avviato tutte le iniziative necessarie per la realizzazione dei progetti e, in molti casi, hanno già impegnato rilevanti risorse finanziarie. Ora questo Governo, che continua a definirsi del cambiamento, vuole rimandare al 2020 la distribuzione delle risorse promesse. Colleghi, se questo rinvio dovesse essere confermato, si rischia seriamente di compromettere la realizzazione dei progetti e la sostenibilità economica per le amministrazioni locali coinvolte, appartenenti, tra l'altro - lo voglio sottolineare - a tutti gli schieramenti politici. Inviterei, pertanto, tutti i colleghi a non strumentalizzare e ad avere maggiore rispetto per la fascia tricolore dei sindaci. Tale slittamento, inoltre, potrebbe pregiudicare il rispetto dei termini di rendicontazione all'Unione europea delle risorse stanziate a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, con il rischio che un eccessivo ritardo potrebbe comportare l'inutilizzo del finanziamento europeo stesso. Nel settembre 2018, in seguito all'incontro avvenuto con l'ANCI, il Presidente del Consiglio dei ministri ha pubblicamente assunto l'impegno di adoperarsi per giungere a una soluzione ottimale e tempestiva, anche paventando l'ipotesi di inserire, nel primo decreto utile, una norma che consentisse la realizzazione dei progetti già in fase avanzata. Bene, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Il Governo deve assumere tutte le iniziative opportune, anche di carattere normativo, volte a concretizzare gli impegni assunti e garantendo, in sostanza, lo sblocco delle risorse destinate al bando periferie. Inoltre, è necessario adottare i necessari provvedimenti affinché i progetti già avviati e volti al miglioramento della qualità del decoro urbano, quali manutenzione e funzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, possano essere completati, tenendo in considerazione che questi miglioramenti porteranno concreti vantaggi per l'economia nazionale. Per questo voglio ricordare che stamattina il ministro Tria ha sostenuto che il reddito di cittadinanza è un provvedimento molto utile soprattutto per il Mezzogiorno. Credo che questa dichiarazione sia tutt'altro che rassicurante e riteniamo che, invece, sia molto più corretto destinare le risorse al fondo per le periferie piuttosto che continuare con forme di assistenzialismo. Noi di Fratelli d'Italia, con la nostra mozione, vogliamo dare voce a tutti quei sindaci che hanno fortemente bisogno del fondo per riqualificare i diversi territori e impegniamo il Governo a ripristinare il bando, rispettando così gli impegni assunti a settembre scorso. Sono centinaia i Comuni italiani coinvolti a cui spettavano più di 1,5 miliardi di euro da destinare alla riqualificazione delle aree più disagiate. Quell'1,5 miliardi, ora bloccato, è indispensabile per consentire ai sindaci di sistemare i quartieri degradati, per risistemare definitivamente sobborghi ormai dimenticati da anni, per mettere in sicurezza le tante strutture scolastiche e per attuare interventi volti a migliorare la qualità della vita dei residenti. La riqualificazione urbana e ambientale è molto importante per consentire ai territori di riappropriarsi delle loro identità, oltre che per sviluppare le aree turistiche. Le città interessate dal bando periferie sono tantissime e i progetti presentati sono di un'importanza inimmaginabile. Le nostre città e i nostri sindaci non avranno i fondi per riqualificare le periferie, dato che il Governo ha cancellato un impegno assunto a dicembre con gli stessi sindaci. È arrivato il momento di concretizzare l'impegno. Bisogna sbrogliare la matassa dei tagli al bando periferie, altrimenti il piano periferie sarà fermato e sospeso per due anni, facendo giustamente infuriare i Comuni, ma soprattutto i cittadini. Fratelli d'Italia si sta battendo per far sì che le risorse destinate alle periferie non vengano disperse o dirottate altrove. Quello dei fondi ai Comuni è un tema che merita una particolare attenzione e il Governo non può pensare di affrontarlo con superficialità e a discapito delle periferie già da tempo lasciate in difficoltà. Il Governo deve garantire la restituzione dei soldi destinati al piano periferie, che la maggioranza ha scippato a progetti già cantierabili. Non possiamo accettare che il Governo cancelli all'improvviso i fondi già pronti e stanziati per le periferie. Per noi "Prima gli italiani" non è solo uno slogan elettorale, ma è un principio politico fondamentale, è un valore assoluto. Dico questo perché le periferie sono abitate da milioni di italiani, che vivono in situazioni di degrado. È proprio nei quartieri più abbandonati che la scolarizzazione è bassissima e le possibilità di lavoro sono inferiori rispetto ad altre realtà più sviluppate; è nelle periferie che i giovani sono spesso vittime della criminalità organizzata. Generalmente, quando si parla di periferia, ci si riferisce a un luogo senza identità, ma non è così ed è proprio attraverso questo bando che le periferie potranno riappropriarsi di quell'identità che le caratterizza. La vera emergenza sociale non è rappresentata soltanto dai barconi e dagli immigrati, ma anche e soprattutto dalle periferie, dove vivono milioni e milioni di italiani e dove evasione scolastica, disoccupazione, disagio psichico, numero di tossicodipendenti e fenomeni di microcriminalità sono in continuo aumento. Per questo per noi di Fratelli d'Italia è importante ridare fiato alle periferie e riqualificarle. Vie, piazze, giardini e spazi pubblici hanno bisogno di interventi strutturali. Il bando è quindi di fondamentale importanza, perché rappresenta un modo per disinnescare una vera e propria bomba sociale, che affligge le nostre città e che coinvolge milioni e milioni di italiani. Le città italiane hanno bisogno di un serio piano di investimenti per la loro riqualificazione, che rappresenta un grande investimento sociale. "Prima gli italiani" per noi di Fratelli d'Italia è un concetto reale, a cui vogliamo dare concretezza. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, la maggioranza e il Governo ci costringono a una discussione surreale non soltanto perché abbiamo assistito in quest'Aula all'obbligo per i sindaci di togliere la fascia tricolore. Essendo stato sindaco, sono rimasto profondamente colpito da un tale atto che, a mio avviso, dobbiamo risolvere immediatamente, perché sfilare la fascia tricolore ai sindaci significa creare un conflitto tra il territorio e lo Stato. (Applausi dal Gruppo PD) . Ma questa discussione è surreale anche perché io credo che essa apra una moltitudine di contraddizioni, innanzitutto per il Governo e dunque per il Paese. Stiamo discutendo la Nota di aggiornamento al DEF, dentro una cornice di finanza pubblica tutta orientata generare instabilità e sfiducia, tranne un punto, a mio avviso importante, che era rappresentato dal sostegno agli investimenti. Si parla, per il 2019, dell'obiettivo di raggiungere il 3 per cento degli investimenti sul PIL, ma in realtà siamo qui a bloccare investimenti già preparati, già pronti per le stazioni appaltanti, in grado di generare immediatamente una riqualificazione delle nostre periferie, semplicemente perché abbiamo sottratto uno spazio di intervento alle comunità locali, scambiandolo per un sostegno degli avanzi, che sono risorse peraltro in molti casi vincolate e non pronte per generare investimenti immediati. È una contraddizione enorme, soprattutto se la mettiamo insieme alle azioni che il Governo non ha determinato in materia di investimenti. Non è stata definita la ripartizione degli investimenti già previsti dal Governo precedente: 38 miliardi fermi in attesa di una redistribuzione tra le Regioni e il sistema degli enti locali. Per di più, si annunciano costantemente blocchi di opere in corso e si scambiano opere in corso per opere già realizzate. Insomma, se la misura strutturale per la crescita di questo Paese erano gli investimenti, qui si sta facendo l'esatto contrario. Si bloccano gli investimenti per un'azione rivolta al passato, si persevera in una opposizione al passato, ma al Governo italiano è chiesto di avere una visione per il futuro e questa visione per il futuro è assente perché questa azione è piena di contraddizioni. (Applausi dal Gruppo PD). Questa è la questione più importante dalla quale dobbiamo partire. Il secondo elemento è che vi esponente ad una moltitudine di conflitti, anche giuridici, con gli enti locali, perché ci sono Comuni che hanno sottoscritto convenzioni e hanno già avviato progetti. Premesso che scrivere in una risoluzione di maggioranza che si impegna il Governo a finanziare eventualmente le spese progettuali in corso significa incrementare la spesa pubblica non produttiva, non rilanciare gli investimenti, perché sottoporvi ad una moltitudine di conflitti che minano la leale collaborazione tra Comuni e Stato, che è indispensabile (perché le stazioni appaltanti sono nei territori) per la crescita del Paese? (Applausi dal Gruppo PD). Avremmo potuto, anche per valorizzare la qualità del dibattito in quest'Aula, firmare insieme una mozione nella quale si impegnava il Governo a ripristinare gli spazi finanziari, perché non dobbiamo dimenticare che non abbiamo sottratto le risorse, ma sono stati azzerati gli spazi finanziari per realizzare gli investimenti. Avremmo potuto scriverla e firmarla insieme, ci abbiamo provato in ogni Commissione e in ogni ambito, anche nella discussione del milleproroghe. Questa era la questione fondamentale, anche con una gradualità nell'attuazione dei progetti in relazione ai tempi di progettazione dei Comuni. In sostanza, si è voluta scrivere una pagina confusa, un'altra volta non nobile, in conflitto con i sistemi territoriali, anziché scrivere una pagina bella e positiva per il futuro di questo Paese. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, parlo con una certa cognizione di causa, avendo, nel mio impegno precedente di amministratore locale, svolto anche la funzione di vice sindaco della Città metropolitana di Milano e coordinato il progetto del bando periferie del territorio metropolitano milanese. Quel territorio ha visto riconosciuto il proprio bando nella prima tranche , si è classificato nei primi 24 posti della graduatoria e quindi si è viste riconosciute le risorse. Io ho potuto vedere che cosa i sindaci e le loro comunità hanno fatto e come hanno operato per risolvere alcuni dei tanti problemi che attanagliano i nostri territori, nella consapevolezza che non tutti possono essere risolti, ma la mano che lo Stato tendeva alle comunità locali, ai sindaci e ai territori era un'occasione davvero importante. L'abbiamo colta e con fortuna - o con bravura - abbiamo potuto beneficiare di questa posizione nei primi 24 posti per avviare il percorso. Oggi, guardando chi invece si trovava nelle altre 96 posizioni e che da un lato si è visto beneficiato comunque dallo Stato, che ha deciso di mettere mano al portafoglio e di andare a recuperare le risorse per finanziare tutti i 120 progetti della graduatoria, comprendo la posizione dei sindaci che quest'oggi sono qui per esprimere in qualche misura una protesta, perché si vedono defraudati due volte: da un lato delle risorse che sono state messe a disposizione e dall'altro di un patto civile con lo Stato, avendo sottoscritto insieme una convenzione. Presidente, questa è una cosa grave: pacta sunt servanda è una delle regole base del diritto romano e che fonda lo stesso nostro diritto, la nostra stessa civiltà giuridica. (Applausi dal Gruppo PD). Non si possono stracciare così i contratti che tra parti dello Stato vengono sottoscritti. Questa maggioranza - cito la mozione - vuole impegnare il Governo a prevedere specifiche misure nel disegno di legge di bilancio 2019 volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati - Presidente, chiedo anch'io che il Governo presti attenzione, insieme alla maggioranza che ha scritto questa mozione, tra le altre in discussione quest'oggi - aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie. È evidente che non esiste nessuna via più efficace e compatibile di quella che ristabilisce quanto era già stato previsto dal Governo precedente. Il presidente del Consiglio Conte su questo punto era stato chiaro con la delegazione dell'ANCI incontrata lo scorso settembre, riconoscendo il valore e l'importanza del provvedimento e assicurando un intervento nel primo atto normativo utile. Peccato che alle parole non siano seguiti i fatti. (Applausi dal Gruppo PD) . Non si meravigli quindi il Governo dell'atteggiamento dell'ANCI, che ha a cuore solo l'interesse delle comunità amministrate dalle centinaia di sindaci che ogni giorno operano nei nostri Comuni con fatica su più fronti. Il rischio serio, reale e concreto è che la misura si svuoti completamente, creando un grave danno agli amministratori che avevano messo in cantiere una serie di opere. La soluzione per uscire da questo impasse è molto semplice. Si vuole, come si afferma, garantire un'efficace allocazione delle risorse? Si metta in sicurezza il bando periferie; si mettano in sicurezza le opere studiate e progettate dalle amministrazioni comunali; si dia seguito agli impegni istituzionali presi dal Governo con i Comuni e, insieme, si ragioni su quale sia il modo migliore per garantire nel più breve tempo possibile il finanziamento e la realizzazione delle opere. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, Presidente, affermando che il Parlamento ha l'obbligo di dare una risposta e di lavorare affinché venga garantita l'esecuzione e la realizzazione di questa importante opera e quest'obbligo, al quale il Parlamento deve rispondere, lo si ottempera votando quest'oggi le mozioni che chiedono al Governo di rifinanziare i progetti che sono stati privati delle risorse che erano già a disposizione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, fa molto male a chi ha indossato la fascia vedere sindaci che devono in un certo senso arrivare a manifestare in quest'Aula in quanto privati di qualcosa che in qualche modo gli era stato promesso ed era stato chiaramente concesso. Credo che questo porti ad una riflessione sul diritto o quanto meno sul principio di sussidiarietà. Le periferie, com'è stato detto da molti, sono dei punti delicati e nevralgici dei sistemi città e naturalmente gli investimenti hanno un'importanza fondamentale anche nel riconoscimento della dignità dei cittadini che le vivono. È vero che noi di Forza Italia abbiamo votato l'emendamento 13.2 legato al decreto milleproroghe, ma lo abbiamo fatto perché in quel momento il Governo, nel corso dell'esame in Commissione, si era impegnato a garantire adeguate risorse nel passaggio del provvedimento alla Camera in seconda lettura. Il Governo ha disatteso questo impegno. Lo stesso Presidente del Consiglio aveva dichiarato che si sarebbe preso l'impegno diretto di sostenere immediatamente o comunque con un provvedimento successivo questo tipo di investimento e alla fine, ad oggi, non è arrivato ancora nulla, al punto tale che, come è stato detto, l'ANCI ha sospeso le relazioni con il Governo. Credo che questo ci debba far riflettere e portare a pensare, perché in quest'Aula molti hanno fatto i sindaci e gli amministratori. A mio modesto parere non è intelligente spostare d'emblée risorse semplicemente perché nel giochino delle tre carte, per un processo legato a due sentenze della Corte costituzionale, sono state tolte risorse al decreto periferie e messe sostanzialmente sulla liberalizzazione degli avanzi di amministrazione. Alla luce di questo viene da pensare che i sindaci e quindi le amministrazioni siano stati danneggiati due volte. Tecnicamente i sindaci di tutta Italia potevano avere e hanno avuto la liberalizzazione dell'avanzo, ma d'altra parte queste amministrazioni probabilmente avevano altre programmazioni dal punto di vista degli investimenti, perché sapete che quando si comprime troppo, nel momento in cui c'è la possibilità di spendere, molti progetti rimangono nel cassetto. Ciò dimostra ancora di più che questa azione è stata fatta artatamente. Credo che il Governo debba avere senso di responsabilità e soprattutto debba fare una profonda riflessione. Faccio un'altra considerazione, basata sui numeri: per i 96 progetti, si parlava di risorse pari ad 1.600 milioni di euro. La sommatoria di quanto è stato previsto nei quattro anni, dal 2018 al 2021, mi risulta essere pari ad 1.030 milioni di euro. Quindi, vi chiedo di spiegarmi dove sono spariti circa 600 milioni di euro: spariti, chiaramente, nel senso del meccanismo di bilancio. Sarebbe importante capirlo. Dunque, alla luce di tutto ciò, voglio ricordare che, come è stato detto, molti Comuni oltre i 24 si erano già attivati con convenzioni e progetti esecutivi, una notevole percentuale, pari al 33 per cento, era già andato in gara e il 9 per cento aveva già cantierato dei lavori. Quindi ci sono delle situazioni che sono chiaramente in movimento, ma che soprattutto hanno creato entusiasmo e una forte attesa sul territorio. Nel momento in cui ho sentito che la mozione del Gruppo della Lega parla di rimborso spese, ho pensato che in qualche modo, a questo punto, la situazione sia già stata definita, perché se rimborsiamo i Comuni che hanno avuto delle spese, si può pensare che la questione e il procedimento siano chiusi e che si sanino le situazioni precedenti e non si investa più sul futuro. Questa è un'ulteriore riflessione che viene da fare. Quindi, alla luce di tutto questo, chiediamo che ci sia un impegno sostanziale nella prossima legge di bilancio, che parifichi l'impegno, che era pari a 1.600 milioni di euro per i 96 progetti e che, soprattutto, ciò avvenga in tempi estremamente rapidi, con un impegno da parte del Governo. Ribadisco infatti che in Italia ci sono 96 amministrazioni che stanno attendendo di sapere come muoversi. Lo ribadisco: chi ha fatto l'amministratore sa che, dal punto di vista amministrativo, non si può tentennare, ci sono degli impegni e c'è tutta una serie di passaggi amministrativi che non possono sostenere i giochi di palazzo e i giochi di bilancio del Governo nazionale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Astorre. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, la mozione presentata dal Gruppo parlamentare Partito Democratico intende riportare al centro del dibattito pubblico e parlamentare un tema molto importante - e lo ha fatto - che riguarda la riqualificazione delle periferie e delle aree maggiormente degradate dei nostri Comuni. Si tratta di un tema sul quale in quest'Aula, nella passata Legislatura, ci ha invitato a riflettere Renzo Piano, uno dei più grandi architetti a livello mondiale, nonché senatore a vita, quando invitò noi legislatori ad adottare misure finalizzate a "rammendare" il nostro territorio e le nostre periferie, affinché quei luoghi potessero tornare ad esprimere vita sociale e di comunità. Durante i nostri Governi, Renzi e Gentiloni Silveri, avvertimmo l'importanza e il bisogno di dare delle risposte a questo tema e furono stanziati, negli anni, più di 2 miliardi di euro. Le città e i Comuni interessati si sono attivati, anche impegnando risorse finanziarie proprie, al fine di presentare le progettualità necessarie a riqualificare aree degradate, a mettere in sicurezza edifici scolastici, a migliore il decoro urbano. 120 progetti sono stati presentati e 24 primi cittadini hanno firmato con il Governo Gentiloni Silveri, nel dicembre 2017, le relative convenzioni per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle nostre periferie. Vorrei ricordarne alcuni (dei 96 progetti finanziati) di straordinaria importanza che riguardano territori a me più prossimi. Mi rivolgo ancora una volta ai colleghi della Lega, Presidente, che si vantano di essere presenti sul territorio. Voglio dirvi, colleghi, che parliamo di opere che non verranno realizzate o che verranno ritardate, e speriamo che verranno poste in essere: la realizzazione dell'Auditorium del mare a Fiumicino; la realizzazione di una pista ciclabile a Pomezia (presidente Taverna!); la realizzazione di un progetto di riqualificazione urbana a Monterotondo; la realizzazione di un polo culturale presso il Campus scolastico superiore a Guidonia Montecelio (eh, Presidente, a Guidonia e a Pomezia!); la realizzazione di un intervento di connessione di alcune aree urbane a Tivoli; un intervento di decoro urbano, con la realizzazione di marciapiedi a Fonte Nuova; un intervento di riqualificazione urbana e sicurezza delle aree periferiche a Anguillara Sabazia. Vedete, colleghi, sto parlando di misure concrete: dietro ai finanziamenti, dietro alle parole si nascondono opere concrete da realizzare per i cittadini. Ai succitati interventi si aggiungono tutti quelli previsti dagli enti. Rispetto al definanziamento - vorrei che restasse a verbale - noi abbiamo votato contro, sia alla Camera che in terza lettura al Senato; ci avete fatto passare l'emendamento spiegandoci che si trattava di altro: sia alla Camera in seconda lettura sia al Senato in terza abbiamo votato contro. (Applausi dal Gruppo PD). Ritengo che i progetti in titolo siano importanti per il territorio, per il decoro urbano, per la mobilità sostenibile, e proprio per questo - concludo, Presidente - ritengo sia stata una scelta sciagurata averli rimandati o definanziati. Sarebbe un segnale importante, di vicinanza concreta ai territori. Sono questi gli interventi tesi a migliorare la vita delle nostre comunità, non le dirette Facebook, di cui siete innegabilmente i migliori. Prima erano presenti tanti sindaci, anche di piccoli Comuni. Signor Presidente, lo chieda al Governo: che fine hanno fatto i 100 milioni di euro per i piccoli Comuni stanziati dalla legge Realacci? Che fine hanno fatto i finanziamenti che avrebbero dovuto migliorare la qualità di vita anche nei piccoli Comuni? Siamo qui a battagliare perché alle periferie e ai piccoli Comuni venga data dignità e voce. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di esprimere il parere sulle mozioni e sull'ordine del giorno presentati. GARAVAGLIA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla mozione n. 45, a prima firma dei senatori Romeo e Patuanelli. Sulle altre mozioni presentate e sull'ordine del giorno G1 il parere è contrario. PRESIDENTE . Passiamo dunque alla votazione delle mozioni e dell'ordine del giorno. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, la scorsa settimana, nell'incontro con l'ANCI, il sottosegretario Giorgetti ha rinnovato la disponibilità del Governo a risolvere il problema, confermando così quanto precedentemente annunciato dal presidente Conte. Per la sola città di Bolzano si parla di 18 milioni di euro per la riqualificazione dell'area di Via Alto Adige. Un progetto molto importante, al pari di tutti quelli che sono stati finanziati, perché hanno il merito di produrre un beneficio diretto e immediato sulla qualità della vita delle nostre città. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 18,25) ( Segue UNTERBERGER). Parliamo inoltre di una questione che ha visto insieme sindaci di ogni colore politico. Per questo poteva essere già archiviata nel corso dell'esame alla Camera del decreto-legge proroga termini, superando l'emendamento erroneamente approvato in quest'Aula. Ad ogni modo è importante la posizione del Governo che, almeno nelle intenzioni, sta dimostrando di aver compreso l'importanza della vicenda. Queste risorse devono ritornare nella disponibilità dei Comuni, così come è importante che si avvii un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei singoli interventi, come richiesto dall'ultimo punto del dispositivo della mozione. È un punto su cui siamo fortemente d'accordo, in virtù anche dell'importanza dei progetti finanziati. E allora, se davvero è una questione che travalica il colore politico e che riguarda l'interesse generale delle città e delle comunità, è giusto che il Senato impegni il Governo per una rapida e positiva risoluzione del problema. Per tutte queste ragioni il nostro Gruppo voterà a favore della mozione a prima firma Marcucci. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, il parere espresso dal Governo sulle mozioni e sull'ordine del giorno conferma purtroppo, ancora una volta, il fatto che si è deciso di assumere un atteggiamento che possiamo definire non solo di chiusura, ma, a questo punto, assolutamente ideologico. Può capitare infatti che durante l'approvazione di un provvedimento possano verificarsi degli errori, ma il Presidente del Consiglio, del quale forse voi non tenete molto in considerazione il parere, si era assunto ufficialmente un impegno con l'ANCI. Ricordo che la questione e il blocco del bando periferie riguarda tutti i Comuni, quelli amministrati dal centrodestra, quelli amministrati dal MoVimento 5 Stelle, quelli amministrati dal centrosinistra e quelli amministrati da liste civiche. Per questo motivo c'è stata una richiesta molto forte dell'ANCI per sbloccare la situazione o comunque dare dei segnali in merito. Erano quindi stati assunti degli impegni, ma, ancora una volta, sulle mozioni e gli ordini del giorno che richiamano impegni o comunque indicano la necessità di trovare una soluzione, qui si esprime parere contrario. Era invece necessaria, come forse era possibile o almeno auspicabile, visto che in altri momenti si è avuta una mozione unitaria del Senato per trovare un modo per uscire dalla situazione e dare delle prospettive. Se il Governo non voleva concordare con una serie di impegni o di premesse delle mozioni, poteva dare un'indicazione diversa, atta ad andare avanti. A parte i pochi progetti che probabilmente andranno avanti, ciò avrebbe consentito di trovare una soluzione per tutti gli altri impegni e convenzioni dei Comuni. Invece, il 25 settembre proprio il Governo ha comunicato ai vari Comuni il blocco dei 1.600 milioni, contravvenendo, molto dopo l'incontro, agli impegni assunti dal presidente Conte e dando un seguito assolutamente diverso. Torno a ripetere che non si riesce a comprendere, anche perché in questo modo il danno è doppio, perché vorrei capire come sia possibile recuperare con l'avanzo di amministrazione, il valore e l'impatto dei progetti. Si può discutere di quelli che piacciono o non piacciono, ma si trattava di risorse indubbiamente necessarie per le città. Poi qualcuno può fare obiezioni, come ho sentito fare. Ci sono state opinioni diverse e anche a me personalmente, forse, alcuni progetti piacevano e altri no, ma indubbiamente il valore di una serie di investimenti pubblici, finalmente, nelle aree periferiche delle nostre città è fondamentale. Vorrei ricordare che nella scorsa legislatura c'è stata una Commissione alla Camera proprio sulle periferie, che ha tracciato una linea d'intervento su quello che è fondamentale per un Paese. Lei, Sottosegretario, sa quanto me quanto oggi sia fondamentale intervenire nelle città e nelle periferie delle città. Tale intervento ha un valore sociale enorme. Avete presentato il cosiddetto decreto sicurezza: ma che pensate? Che la sicurezza nelle città si faccia solo e unicamente attraverso il respingimento degli immigrati? La sicurezza delle città si persegue facendo in modo di dare la possibilità di aumentare la qualità della vita, fornendo una serie di servizi, facendo in modo che quei cittadini non si sentano cittadini di serie C. Questo era il valore profondo. Volevate cambiare i progetti? Benissimo. Ma certamente fare questa operazione è sbagliato. Aggiungo, poi, che stiamo discutendo la Nota di aggiornamento al DEF ed era assolutamente fondamentale aumentare gli investimenti pubblici; torno a ripeterlo: è un fattore importante per la crescita del Paese, quindi ha un impatto certamente sociale ma anche dal punto di vista del valore economico in una situazione di scarsità di risorse, anche per quanto riguarda gli investimenti pubblici che voi indicate nella Nota di aggiornamento. Sapete meglio di me quanto l'investimento pubblico sia un moltiplicatore per quattro, altro che la spesa corrente! Quella è una cosa fondamentale. Non basta il reddito di cittadinanza per pensare di migliorare la qualità della vita nelle aree più periferiche delle città, dove c'è disagio sociale. Questo era il valore profondo e credo che fosse assolutamente necessario venirsi incontro, fare una proposta, poter arrivare anche ad una condivisione e ad una mozione unitaria, invece vi è la totale chiusura da questo punto di vista. A questo punto non possiamo che prendere atto che è solo e unicamente un fatto ideologico. Io non ho votato a favore della legge di bilancio in cui è stato inserito il fondo per le periferie, ma pensate forse che siccome non ho votato a favore di quella legge, l'anno dopo mi metterei a cancellare tutto? Questo è un modo assurdo di concepire l'amministrazione e il buon governo. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi è necessità di continuità, il lavoro non può essere legato a contrapposizioni e vendette. Non vi piacevano alcuni progetti? Si poteva intervenire, si poteva aprire un dialogo con le amministrazioni comunali. Ma la cancellazione è un intervento veramente ideologico e vendicativo. Questo non significa buon governo: non è un atto di buon governo sottrarre risorse alle amministrazioni comunali. Siete voi che siete venuti a spiegarci - e io concordo - quanto i Comuni, in tutti questi anni, abbiano dovuto stringere la cinghia, abbiano dovuto fare e subire tagli che sono finiti tutti quanti sul welfare e sui servizi. Ebbene, questo, in fondo, era anche un modo per risarcirli. E proprio voi, che siete venuti a dire che era finita l'epoca dei tagli ai Comuni, la prima cosa che fate è tagliare fondi, tra l'altro già impegnati, tradendo le aspettative, tradendo i patti, tradendo le convenzioni. Tutto questo, è un modo veramente incredibile di porsi nei confronti dei vostri stessi Comuni. Se questo voi lo chiamate Governo del cambiamento, io non posso che fare gli auguri a tutti gli italiani, perché il cambiamento rischia di essere veramente deleterio. (Applausi del senatore Zanda) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, la vicenda dei fondi per le periferie ha un tasso di paradosso veramente elevato; io, da senatore neo eletto, povero senatore di campagna, mi stupisco di tutte queste paradossalità che vengo vedendo, a cominciare dal fatto che Faraone applaude Gasparri: è una cosa francamente divertente, paradossale, creativa. E poi, questo voto del Senato; colleghi, siamo tutti incappati in questo voto, non starei di più di tanto, come ha detto il nostro Capogruppo, a calcare la mano sul fatto che il Senato quel giorno ha votato consapevolmente i contenuti di quell'emendamento; non andrei oltre su questa circostanza, mi fermerei alla semplice necessità di risolvere, di rimediare, di metterci una toppa, di ripristinare in qualche modo la certezza nei confronti del cittadino, dei Comuni e delle amministrazioni. Nel momento in cui i cittadini sottoscrivono con lo Stato un rapporto convenzionale, lo Stato deve incontrarli in modo corretto, consapevole e serio, cioè mantenendo gli impegni. Dopo di che, cosa sia successo con quell'emendamento è inutile che ce lo stiamo a raccontare. Anche questo ha un qualcosa di paradossale. Capisco la necessità, per i colleghi di maggioranza di difendere il provvedimento, ma non capisco, francamente, la rigidità del Governo, che interviene in Aula e, su mozioni che sono molto simili o di poco si discostano (ad esempio, non esito ad affermare che la nostra mozione potrebbe essere in parte assorbita da quella di maggioranza), esprime un parere contrario, come su tutte le altre mozioni, su un tema come questo, che suggerisce maggiore cautela perché, in effetti, è il Governo che cambia le carte in tavola ai Comuni e ai cittadini, non sono i Comuni e nessun altro. Un altro aspetto abbastanza paradossale è vedere i colleghi del PD che si sperticano, volendo dare lezioni, sempre con il ditino alzato. Francamente, riesco a capire poco, colleghi di maggioranza, perché se dovevamo correggere qualcosa delle tante malefatte fatte da questi signori, non dovevamo cominciare dalle periferie, c'era tanto altro materiale in cui andare a pescare, ma veramente tanto. Insieme al nostro Capogruppo ci interrogavamo, in corso di dibattito, su quale sarebbe potuto essere il nostro atteggiamento nei confronti della mozione di maggioranza. A nostro avviso, a parte qualche dettaglio lessicale, come quel «compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione» (che dire? Questo «compatibilmente» apre una finestra nella quale si può infilare un treno, un TIR), è una mozione nella quale noi ci saremmo potuti riconoscere. Tuttavia, colleghi, consideriamo l'atteggiamento del Governo, il dibattito che abbiamo potuto seguire in Aula e soprattutto il fatto che non si capisce bene che fine faranno queste risorse. Colleghi, io vengo dall'Umbria. Questo provvedimento sull'Umbria incide per 30 milioni di euro: non è un euro, non sono bruscolini. Le amministrazioni hanno progettato, hanno speso soldi, hanno anticipato. Non possiamo cancellarli in un attimo. L'Umbria è una Regione dove 30 milioni fanno la differenza. L'Umbria è una Regione dove c'è un problema di ricostruzione post sisma serio. Noi dobbiamo, in qualche modo, far presente che lo Stato esiste e che quando incontri lo Stato sei sicuro che non ti frega. Rispetto a tutto questo, è evidente che l'atteggiamento di Fratelli d'Italia non può che essere di censura nei confronti della mozione di maggioranza. Noi voteremo a favore, ovviamente, della mozione che abbiamo predisposto e presentato. Voteremo contro la mozione del Partito Democratico perché, comunque, è strumentale e piena di contenuti ideologici e perché va al sodo solo dopo aver fatto diecimila giri di retorica politica. E ci asterremo nei confronti della mozione dei colleghi di Forza Italia, nella quale ci rispecchiamo per la maggior parte. Colleghi, io sono preoccupato. Chiudo questo intervento manifestando questa sensazione: sono preoccupato, perché non possiamo non registrare questa malintesa compattezza, perché non è un problema dire che un passaggio va corretto, non è così grave. Ma questa ostentata compattezza, non so alla fine dove ci potrà portare. Lo vedremo adesso, nella legge di bilancio: nella mozione di maggioranza è scritto che nella legge di bilancio troveremo queste risorse. Ma io chiedo, a tutti voi colleghi di maggioranza: siete proprio sicuri che le troveremo, queste risorse? Siamo veramente certi che queste risorse le troveremo, nel provvedimento di bilancio che arriva fra un mese? Io non ne sono affatto certo e, rispetto a questo, perdonatemi, colleghi, ma vi manifesto tutta la mia reale e accalorata preoccupazione. (Applausi dal Gruppo FdI) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, come hanno fatto i miei colleghi in sede di discussione, avverto l'esigenza di aprire la mia dichiarazione di voto a nome del Gruppo Partito Democratico stigmatizzando quello che è avvenuto sulle tribune di quest'Aula: penso che la decisione di far uscire i sindaci perché si erano alzati per indossare la fascia tricolore sia stata una decisione gravemente sbagliata! (Applausi dal Gruppo PD) . Infatti, la fascia tricolore, che io ho avuto l'onore di indossare per nove anni, facendo il sindaco, è uno dei segni più alti di rispetto e di appartenenza alle istituzioni e non può mai essere considerata ragione di disordine e di turbamento della vita delle istituzioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Quindi, ponete riparo in qualche modo. Si riunirà il Consiglio di Presidenza e sarà riletto il Regolamento. A nostro avviso, non c'è niente, nel Regolamento del Senato, che giustifichi l'interpretazione che il presidente Taverna ha voluto dare. Venendo in Senato oggi avevo una speranza: che dal dibattito emergessero i segni di una presa di coscienza e di un ravvedimento da parte della maggioranza rispetto a quanto è accaduto sul bando periferie. Infatti, quello che avete combinato - mi rivolgo ai colleghi della maggioranza - è un grosso guaio! Un grosso guaio che danneggia, come ha ricordato la senatrice Cirinnà, 326 Comuni, dove abitano 20 milioni di nostri concittadini. Per il 33 per cento dei casi delle opere bloccate, si tratta di interventi per i quali è già stata avviata la gara d'appalto; nel 9 per cento dei casi, addirittura, abbiamo dei cantieri avviati. Come si può fare un danno di questo genere? Ricevere da tutte le parti la denuncia che si tratta di un danno grave e non fare niente per rimediare a questo danno? (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è il senso della discussione che oggi si conclude. E purtroppo io non ho sentito, nell'unico intervento della maggioranza che stasera c'è stato, niente che assomigli a una rassicurazione credibile. Ho sentito delle battute, delle parole ironiche e irridenti, che volevano essere convincenti e sono state soltanto imbarazzanti, deprimenti e, in alcuni casi, vergognose. Che cosa c'è allora di grave nella decisione di scippare così tanti Comuni di fondi, per oltre un miliardo di euro? In primo luogo, c'è il fatto che in una democrazia parlamentare la parola dello Stato deve essere sacra: lo Stato non si rimangia mai la parola, per definizione. Le maggioranze mutano e possono mutare; i Governi mutano e possono mutare; tuttavia, nella discontinuità dei Governi deve esserci la continuità dello Stato. La ragion d'essere di un Governo non può mai essere distruggere quanto ha fatto quello precedente! (Applausi dal Gruppo PD) . Avete violato una regola importante in una democrazia, avete fatto perdere credibilità al Governo centrale: i sindaci e i cittadini dei Comuni interessati adesso hanno un argomento per non fidarsi più della vostra parola e secondo me questo significa aver inferto una ferita nel rapporto tra i diversi livelli delle nostre istituzioni. È un errore molto grave. Il secondo problema riguarda la politica degli investimenti. Il più inascoltato e scavalcato dei Ministri del vostro Governo, il ministro Tria, ci dice quasi tutti i giorni che per l'Italia è fondamentale aumentare gli investimenti. Noi ci crediamo, ma le scelte fatte sul bando periferie vanno esattamente nella direzione opposta: si mettono in discussione investimenti che avrebbero potuto partire in tempi brevi, si va in senso contrario a quello che il Governo dichiara nei suoi documenti programmatici. Mi piacerebbe sentire anche l'opinione del ministro Toninelli, che dovrebbe essere il Ministro degli investimenti e invece spesso è dedito o al blocco degli investimenti o all'immaginazione di investimenti che ancora non sono compiuti: vede opere finite che invece ancora non esistono. (Applausi dal Gruppo PD) . Siamo a una sorta di "immagina, puoi", ma non siamo in uno spot televisivo, né in una barzelletta: siamo in uno dei periodi più delicati della nostra vita recente. Credo che il Partito Democratico, con la mozione n. 41 (testo 2), abbia posto una richiesta che dovete prendere in considerazione, quella di dare seguito all'accordo che era stato fatto con l'ANCI l'11 settembre, mantenere quell'impegno, ripristinare i fondi che sono stati scippati, fare fino in fondo il vostro dovere, che è quello di far credere ai sindaci di questo Paese che dello Stato ci si può fidare. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi diciamo questo con la nostra mozione, continueremo la nostra mobilitazione nel Paese e speriamo che cambiate strada presto, perché quella che avete imboccato è contro lo sviluppo, contro il lavoro, contro i Comuni, contro il rispetto tra istituzioni. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, quando un sindaco e i suoi amministratori sentono dire che finalmente il Governo ha stanziato fondi per le periferie attraverso un bando, sicuramente sono felici. È normale che ogni amministratore sia felice: finalmente qualcuno che pensa alle periferie, al disagio delle zone degradate, ai quartieri senza illuminazione, alle fognature rotte, alle strade da rifare, ai marciapiedi con le barriere architettoniche, a tutti quegli interventi d'urgenza che, per un motivo o per l'altro, non si è mai stati in grado di fare proprio lì, in quelle periferie che troppo spesso sono dimenticate. Questa, infatti, è l'idea che si ha di una periferia: una periferia sempre trascurata e bisognosa di interventi, per ridarle vita e decoro. In questi giorni abbiamo visto articoli strani sui giornali e siccome siamo particolarmente curiosi siamo andati a vedere i progetti dei 96 Comuni che hanno partecipato al bando. Non entro nel merito se siano fattibili o meno (non è compito nostro giudicarli, per quello ci sono i tecnici), però credo che una riflessione su come vengono spesi i soldi dei cittadini sia quantomeno doverosa. Devo dire che abbiamo trovato molti progetti seri e meritevoli di tutto l'impegno e l'attenzione del Governo per continuare la loro messa in opera e la loro fattibilità. Tuttavia Presidente, visto che qualche senatore insiste a erigersi paladino delle periferie, mi permetta di raccontare, sperando di essere smentiti, cosa andrà in alcuni casi veramente a finanziare il bando periferie, oltre ai progetti seri di cui parlavo prima. Ne cito solo alcuni perché, se dovessi farlo con tutti quelli che ho letto, non mi basterebbero i minuti a disposizione. Tra i famosi i 96 Comuni, che con ansia stanno aspettando ben 1,5 miliardi dallo Stato, ho trovato da Nord a Sud finanziamenti, oltre all'ormai famosa motonave di Ravenna, di questo tipo: un bel parco da picnic a Caltanissetta, la creazione di un'applicazione Beacon per fare la guida turistica a Siracusa, un progetto conferenze master a Carbonia, un progetto Card e App terre e laghi a Verbania, una mediateca delle Dolomiti a Belluno, una cineteca e un corridoio ciclo-eco-ortivo a Bologna, un glorioso museo emozionale titolato "Dalla preistoria al futuro". (Commenti dal Gruppo PD) . LAUS (PD) . Ma cosa stai dicendo? PRESIDENTE. Un secondo: credo stia dicendo quello che ritiene, non tocca a lei censurarlo mi pare. Non sta offendendo nessuno. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Senza bisogno di applausi. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Mi smentisca, la verità può fare male, ma è la verità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . LAUS (PD) . Ma leggili tutti! BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Sono tutte attività nobili e meritevoli di attenzione, per carità, però, si chiamava bando periferie. Volendo, posso continuare con le rotatorie di Foggia e Catanzaro, il campo da baseball di Cefalù, lo skate park di Biella, le ricercatissime cappelle votive di Caltanissetta, le inebrianti aiuole di Frosinone e la biodiversità di Vibo Valentia. (Commenti dal Gruppo PD) . RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Ascoltate una volta! Una volta! (Commenti della senatrice Malpezzi). PRESIDENTE. Senatrice, è senza microfono. Non si sente. Vi pregherei di restare ciascuno nel proprio ruolo: c'è l'oratore sta parlando e, in questo caso, gli altri ascoltano. Lo dico anche al collega Laus, che non ho richiamato, ma lo invito a desistere. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Per non parlare, signor Presidente, degli studi di fattibilità: quelli più fantasiosi sono quello di Pisa sul multilinguismo degli spazi urbani e quello di Matera sul project financing dello stadio. Studi di fattibilità degni di nota, che abbondano quasi più dei progetti: ad Ancona si fa lo studio specialistico per l'implementazione della resilienza urbana, ma non sono da meno ad Aosta, Nuoro e Potenza, oltre a Matera e Pisa, che ho citato prima. Più che bando periferie, si poteva chiamare bando sugli studi di fattibilità. Del resto, uno studio di fattibilità non si nega a nessuno, sia mai che si offendano gli amici consulenti! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) Presidente, è normale che non si possa e non si debba fare di tutta l'erba un fascio, io però nutro una grande stima per i piccoli Comuni e per quei sindaci che sanno rimboccarsi le maniche, gli stessi sindaci che, per la maggior parte, le buche sulle loro strade se le vanno a chiudere da soli, magari pagando anche il sacchetto di asfalto di tasca loro, quelli che sanno cosa vuol dire periferia degradata e frazione isolata, sindaci che, quando fanno un bando, lo fanno con serietà e ne rispettano le regole e gli indirizzi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Il mio rispetto va a tutti quei sindaci, mentre spero che altri oggi, invece, facciano una seria riflessione. Con questa riflessione di chiusura dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier - Partito Sardo d'Azione alla mozione presentata dai Gruppi di maggioranza. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni) . CAUSIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi del Senato, in Italia almeno 15 milioni di persone vivono in aree soggette a degrado, che sono situate in zone periferiche e centrali. Molte di queste persone vivono anche in piccoli capoluoghi di Provincia. Le città italiane sono profondamente cambiate negli ultimi vent'anni - molti di noi e di voi lo sanno, perché hanno fatto gli amministratori locali - e le persone e le loro condizioni di vita sono profondamente peggiorate. L'invecchiamento della popolazione, la sempre maggiore presenza di stranieri e la crisi economica, che dal 2007 in poi ha eroso fortemente il benessere delle famiglie e delle persone e anche la capacità di intervento della finanza pubblica, sono i maggiori fattori che hanno contribuito a peggiorare le condizioni di vita delle nostre città. Nel lavoro che ho svolto come past president della Commissione d'inchiesta sulle periferie, posso dire che siamo arrivati a una conclusione condivisa: il degrado delle nostre città non è frutto di casualità, ma è frutto, in modo particolare quello del patrimonio immobiliare pubblico e privato e delle infrastrutture, di scelte sbagliate o, peggio ancora, di scelte che non sono state fatte. Se non ci credete, vi invito - come hanno fatto alcuni colleghi e come ho fatto io - a visitare Scampia, lo Zen, il Corviale, le Dighe di Genova, il San Paolo di Bari e tantissimi altri quartieri, anche i caruggi di Genova, per esempio, e anche altre zone centrali delle città. Questi luoghi sono stati degli esperimenti sociali: in essi sono state concentrate delle fragilità economiche e sociali e oggi sono spesso zone dove cova la clandestinità, sono zone di occupazioni abusive, di economia illecita e di economia illegale. Con l'eccezione di Milano, che cresce ancora demograficamente e cresce dal punto di vista dello sviluppo economico, le nostre città decrescono demograficamente e cambiano il volto. Negli ultimi venticinque anni sono arrivati in Italia circa 6 milioni di immigrati: ci sono 6 milioni di stranieri e c'è una presenza stimata dalla Caritas di 700.000 irregolari, che sono invisibili per la legge italiana, ma che sono molto visibili per la criminalità organizzata e sono manodopera per l'economia illegale e l'economia illecita. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le persone anziane si trovano a vivere quindi in una situazione di solitudine e di povertà, in zone della città dove gli edifici sono in profondo degrado, dove i servizi di trasporto, di assistenza sanitaria e di assistenza sociale sono molto più carenti che nelle zone centrali delle città o nei piccoli capoluoghi di Provincia. La convivenza sociale è diventata difficile e per questo motivo cova la rabbia nel nostro Paese. Minimarket , phone center , money transfer e negozi etnici hanno progressivamente soppiantato i negozi di vicinato, i luoghi di socialità, i luoghi di comunità e alcuni luoghi delle nostre città sono stati oggetto di disinvestimento economico e sociale da parte delle pubbliche amministrazioni. L'esperienza che i cittadini vivono nelle nostre periferie è molto semplice: l'assenza di decoro del patrimonio pubblico e privato genera il degrado e porta l'illegalità. La socialità tradizionale ha lasciato così spazio a fenomeni economici che conosciamo: lo spaccio, la prostituzione, il commercio abusivo, i laboratori clandestini, il gioco d'azzardo. Per non parlare delle occupazioni abusive degli immobili pubblici e delle case popolari, che nelle periferie delle grandi città è un fenomeno diffuso: a Palermo c'è il 100 per cento di occupazioni abusive e chi occupa abusivamente una casa la sottrae a chi ha effettivamente bisogno e questa è una cosa immorale. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . È una cosa immorale, che lo faccia il singolo cittadino, un senatore della Repubblica o un parente di un senatore della Repubblica, e rappresenta un'ingiustizia nei confronti di chi ha effettivamente bisogno. Per non parlare poi dei quartiere dimenticati. Vogliamo parlare di Roma, di una città amministrata dal MoVimento 5 Stelle, dalla sindaca Raggi, dove ci sono insediamenti di campi rom a ridosso di zone periferiche segnate da forti criticità? È noto all'amministrazione locale di Roma, perché l'abbiamo segnalato, che lì c'è un continuo traffico per lo smaltimento illecito dei rifiuti, con continui roghi tossici, tutte le notti. Queste sono le periferie delle città italiane. C'è poi la disoccupazione giovanile, che voi della maggioranza, mentendo, sapendo di mentire, proponete di curare con il reddito di cittadinanza: non si cura così la disoccupazione in Italia, non si cura così la disoccupazione giovanile, soprattutto al Sud, nei quartieri e nelle periferie artificiali che sono stati creati negli anni Sessanta e Settanta e che sono un terreno di coltura e di reclutamento della criminalità organizzata. È pericoloso dare lì il reddito di cittadinanza. (Applausi della senatrice Masini). È per questa ragione che, nonostante Forza Italia, nella passata legislatura, fosse all'opposizione, abbiamo accolto positivamente la scelta di destinare i fondi per la riqualificazione di alcune aree degradate delle città italiane. Voglio dire che nel programma di Governo condiviso con la Lega Nord, la riqualificazione delle periferie doveva essere una priorità e invece, incredibilmente, nel decreto milleproroghe la maggioranza giallo-verde ha deciso di venire meno agli impegni assunti nei confronti delle città, una decisione che ha differito di tre anni l'efficacia delle convenzioni concluse, che non solo lede il rapporto di sacrosanta e leale collaborazione tra gli enti e lo Stato, ma offende e delude soprattutto le aspettative di oltre 15 milioni di persone che si attendono che la politica chieda scusa e dia una risposta al problema del degrado delle periferie delle nostre città. Non voglio dilungarmi sui numeri e sui danni prodotti dalla mancata attuazione del bando, che già hanno illustrato bene i miei colleghi, tuttavia ho l'obbligo di denunciare una maggioranza poco seria e vigliacca su questo argomento. Poco seria perché i patti si rispettano, gli impegni tra lo Stato e gli enti locali vanno rispettati, senza se e senza ma. Poco seria perché in politica valgono gli atti e non le chiacchiere. Sono consapevole che in un tempo in cui la politica si fa con i social , con gli slogan , con i selfie , filmandosi con il telefonino, gli atti siano una cosa obsoleta, ma penso e voglio pensare che sia ancora possibile credere che in politica, attraverso le leggi, gli atti e gli impegni da rispettare, si diano delle risposte ai cittadini. Noi non ci accontentiamo. Come ha dichiarato il professor Conte, Presidente del Consiglio, si vedrà, forse nel primo decreto utile si farà qualcosa. Questo non è sufficiente, serve un atto, bisogna dire quanto, bisogna dire quale decreto, bisogna dire se nella legge di stabilità, bisogna dire dove si fa l'atto e come lo si fa. Dicevo che è una scelta vigliacca perché non avete avuto neanche il coraggio di dire con chiarezza e trasparenza che a voi delle periferie, delle persone che vivono nelle periferie e delle loro condizioni non ve ne frega niente. Voi avete soltanto capito che su quella posta di bilancio c'erano tanti soldi per investimenti e avete deciso di saccheggiare quella posta di bilancio per fare altro. È una scelta politica legittima, ma dovete dichiararla, non fare finta di niente. È una scelta che porta a creare debito pubblico e spesa pubblica, alla faccia di chi lavora, di chi paga le tasse e soprattutto - questa è la cosa immorale - alla faccia di chi sta male. L'altro fatto grave, visto che prima abbiamo parlato di sindaci, è che i vostri sindaci li avete zittiti su questo argomento e in questi giorni il loro silenzio imbarazzato ha dimostrato che loro sono forse più dei servi sciocchi di una maggioranza o di un partito che non servitori dei cittadini tutti che li hanno eletti, perché un sindaco è sindaco anche di chi non l'ha votato e deve fare gli interessi della comunità. Forza Italia crede fortemente che questo sia non solo un tema centrale della legislatura, ma una vera e propria nuova questione sociale che deve essere affrontata con serietà. Forza Italia crede anche che le città piccole, ma soprattutto quelle grandi siano il motore dello sviluppo economico del nostro Paese e che ci sia una responsabilità diretta della politica rispetto alla qualità della vita dei cittadini. È per questo che noi, nella nostra mozione, chiediamo che nella legge di bilancio venga immediatamente reintrodotta la posta di bilancio per dare una risposta ai progetti in corso e per questa ragione voteremo a favore della mozione che porta la firma, per Forza Italia, del senatore Mallegni. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni). PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non voglio utilizzare questi pochi minuti della dichiarazione di voto per ricordare, ad esempio, che c'era un profilo di incostituzionalità che la Corte ha giustamente richiamato rispetto al mancato coinvolgimento degli enti locali, in particolare delle Regioni, sulla questione dei progetti che, appunto, prevedevano l'intervento degli enti locali. (Applausi dal Gruppo M5S). Non voglio ricordare che non abbiamo scippato o tolto risorse, ma che abbiamo sospeso le convenzioni per un anno, garantendo comunque che possano continuare i primi 24 progetti, che sono quelli che erano evidentemente valutati come maggiormente in linea con il bando e più apprezzati per i loro interventi. Abbiamo quindi garantito il risarcimento delle spese sostenute e abbiamo semplicemente spostato alcuni interventi. Non voglio ricordare invece gli scippi che ci sono stati - quelli sì reali - sugli enti locali, che per anni hanno dovuto pagare le scelte dei Governi centrali che hanno rimandato ai sindaci l'adozione di misure drammatiche nei confronti dei cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non voglio ricordare che quest'Assemblea, ad esempio, nella prima seduta sul tema in occasione della discussione del decreto milleproroghe, ha votato all'unanimità: o non avevate capito quell'emendamento oppure in quel momento eravate d'accordo. Voglio invece utilizzare - consentitemi questo termine - alcuni passaggi dell'intervento del senatore Causin, che mi ha preceduto, che ha centrato molti argomenti riguardo al tema delle periferie. Ho presente, peraltro, un evento al quale abbiamo partecipato assieme in campagna elettorale, in cui si diceva che probabilmente era sbagliata anche l'estensione del bando periferie a troppe periferie, mentre bisognava concentrare gli interventi su quelle in maggiore emergenza. Oggi assistiamo a qualcosa di molto evidente: c'è un ritorno alle grandi città e un ritorno, anche demografico, alle aree metropolitane, con un abbandono di tante periferie di tanti centri. Credo, tuttavia, che il percorso che ci deve portare a recuperare quelle periferie non si faccia con una politica dei bandi. Sono convinto che vada fatta una seria riflessione sulla riforma della legge urbanistica di questo Paese, che ha settant'anni e che ha necessità di superare il concetto di zonizzazione, di zone di espansione, di zone di completamento, di zone industriali e artigianali. Noi dobbiamo ragionare per riqualificare quella parte di periferie degradate con una sostituzione del nostro patrimonio immobiliare, con una riqualificazione dei centri, così da consentire alle persone di spostarsi verso i centri, là dove le città hanno dei decrementi demografici che ovviamente si ripercuotono sull'abbandono delle periferie. Credo che sia questo il ragionamento che quest'Assemblea e il Parlamento devono fare, riflettendo su una progettazione e una programmazione urbanistica di lunga gittata, partendo dalla necessaria riforma della legge urbanistica, nonché da una legge sui progetti urbanistici che questo Paese non ha mai avuto e che, invece, dovrebbe avere. Noi crediamo, peraltro, nell'impegno del Presidente del Consiglio, che noi ribadiamo con la nostra mozione, a prima firma del collega Romeo, ma appoggiata da tutta la maggioranza. Dobbiamo valutare che cosa sono veramente i 96 progetti che oggi sono sospesi; dobbiamo fare una valutazione su quali erano i progetti che realmente potevano andare a gara oggi ed essere realizzati con stati di avanzamento nel 2019. Penso allora che il ragionamento che ha fatto questo Governo, di liberare risorse che probabilmente non sarebbero state spese comunque nel 2019 a favore di chi ha gestito bene i propri Comuni e ha un avanzo di bilancio, sia un'operazione sensata. Questa operazione ha avuto l'appoggio della maggioranza, così come oggi ha l'appoggio della maggioranza una mozione che chiede una valutazione puntuale di quei 96 progetti. Credo che una riflessione su un eventuale rifinanziamento nella legge di bilancio rientri tra le tante azioni sensate che questo Governo in pochi mesi ha fatto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Prima di passare alla votazione, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le mozioni saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Dopo la votazione delle mozioni, ai sensi dell'articolo 160 del Regolamento, sarà posto ai voti l'ordine del giorno G1. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 41 (testo 2), presentata dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 43, presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 44, presentata dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della mozione n. 45, presentata dai senatori Romeo, Patuanelli e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha rimodulato il calendario corrente alla luce dell' iter della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e alla remissione alla sede referente dei disegni di legge in materia di sviluppo delle isole minori e sul voto di scambio politico-mafioso. La giornata di domani sarà dedicata ai lavori delle Commissioni, con particolare riguardo alla Commissione bilancio. La discussione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 e dell'annessa Relazione sullo scostamento dall'obiettivo di medio periodo - per la quale è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Senato -avrà luogo giovedì 11 ottobre. La Presidenza potrà stabilire una sospensione della seduta in relazione all'andamento dei lavori. Eventuali emendamenti alla risoluzione accettata dal Governo sulla Nota di aggiornamento dovranno essere presentati entro trenta minuti dall'espressione del parere. Le votazioni saranno indette intorno alle ore 17,30. Il question time già previsto per tale data non avrà luogo. Nella seduta di martedì 16 ottobre restano confermate le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sul Consiglio europeo. A partire dalle ore 16,30 i lavori proseguiranno con l'esame dalla sede redigente della proposta di istituzione della Commissione di inchiesta monocamerale sul femminicidio nonché con la discussione generale del disegno di legge sulle isole minori, che potrà proseguire anche oltre il normale orario di chiusura. Il seguito dell'esame di quest'ultimo provvedimento proseguirà nella seduta di mercoledì 17. I tempi di discussione sono stati ripartiti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Gli emendamenti dovranno essere presentati entro le ore 14 di domani, mercoledì 10 ottobre. Il calendario della settimana prevede inoltre la discussione dalla sede redigente, ove conclusi dalle Commissioni, dei seguenti provvedimenti: rete nazionale registri tumori; insegnamento educazione civica; istituzione Commissione di inchiesta sul sistema bancario. Nella settimana dal 23 al 25 ottobre saranno discussi i disegni di legge sulla legittima difesa e sul voto di scambio politico-mafioso. Resta confermato nelle sedute di giovedì 18 e 25 ottobre lo svolgimento del question time. Calendario dei lavori dell'Assemblea Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno STEFANO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, attraverso la sua persona voglio sollecitare la risposta, da parte del ministro Centinaio, all'atto n. 4-00551 , da me presentato. Con tale atto di sindacato ispettivo ho voluto chiedere aggiornamenti sul piano di contrasto all'epidemia della Xylella fastidiosa , più volte annunciato come imminente da parte del Ministro. Dopo aver sentito per settimane e settimane, per mesi, da parte di entrambi gli attori di questa composita maggioranza, che avevano la risposta per tutti i problemi del Paese, compresa la Xylella; dopo la passerella a luglio del ministro Centinaio nella zona infetta (alla quale è seguito prima l'annuncio che in un paio di settimane avrebbe lanciato un piano ad hoc per contrastare questo flagello e, successivamente, una volta incassato l'applauso, un aggiornamento del termine a settembre, dopo le ferie, anche in questo caso solo per raccogliere l'applauso), ebbene, oggi, 9 ottobre, non abbiamo ancora notizia su cosa si intenda a fare. Il Ministro delle politiche agricole si è fermato all'annuncio con una postilla: «dopo aver ascoltato tutti», un ascolto che però continua ma che credo non gli potrà portare più nulla, anche nelle Commissioni di inchiesta inspiegabili che vengono istituite. Nel mentre, credo si possa affermare che questa fastidiosa Xylella non è ferma, non è immobile ad aspettare che il signor Ministro giunga a giusto consiglio e si assuma la responsabilità di funzione attivandosi nei confronti di un'emergenza, ma anche di una comunità - quella pugliese - alla quale sono state fatte promesse che ora non vengono mantenute. Per questo, Presidente, le chiedo di sollecitare con forza la risposta a quell'atto di sindacato ispettivo con il quale chiedo a che punto siamo e se i tavoli annunciati si sono insediati o no. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, la ringrazio per questa opportunità poiché voglio richiamare, attraverso il suo ufficio, le attenzioni del Ministro competente per quanto riguarda il fatto che sono stati distolti 200 milioni di euro dal piano riferito alla Regione Abruzzo dei fondi Masterplan. Si tratta di fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) consentiti alla Regione Abruzzo per gli obiettivi del Masterplan. Sono stati sottratti 200 milioni di euro, con l'articolo 16, comma 2, lettera d), del decreto-legge Genova. Noi vogliamo che l'autostrada venga completata per quanto riguarda le sue attività di messa in sicurezza, ma questo non può comportare il sottrarsi di 200 milioni di euro in procedura contrattuale per quanto riguarda la definizione di progetti esecutivi, la messa in produzione di cantiere. Siccome oggi la seduta è stata dedicata a fondi tolti ai Comuni, non possiamo organizzare una "sagra" di fondi che vengono prima dati e poi sottratti, poiché questo cancella la credibilità dell'ordinamento nazionale. C'è bisogno di attivare investimenti, di mettere in sicurezza le autostrade, ma senza ogni volta azzerare la consistenza amministrativa precedente. Mi auguro allora che il Ministro voglia precisare quando verrà risolto questo maledetto articolo che toglie risorse alla Regione Abruzzo. GARAVINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . Signor Presidente, sono a sollecitare il Governo in merito all'atto 4-00019 , da me presentato in aprile, col quale chiedo al Governo di prendere posizione rispetto alle autorità belghe in merito a casi di espulsione di connazionali di origini italiane; non un caso, non dieci né cento casi, ma oltre 12.000 casi in soli sei anni. Una decina di giorni fa esponenti autorevoli del Governo rispetto ad un caso, soltanto apparentemente analogo, avvenuto in Germania, di una connazionale che rispetto alla richiesta di assistenza sociale si è vista minacciata di espulsioni, probabilmente in seguito alla solerzia eccessiva di un funzionario, esponenti del Governo si sono inalberati, mentre rispetto a questi casi - ripeto oltre 12.000 - di connazionali espulsi dal Belgio c'è il totale silenzio. Sollecito allora il Governo a prendere posizione, signor Presidente, anche perché questi casi non si possono verificare. Temo però che il Governo sia in realtà in difficoltà perché questi connazionali non sono altro che vittime di leggi che, purtroppo, il nostro Governo si appresta a sua volta ad introdurre, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Infatti, nella misura in cui si annuncia che l'introduzione del reddito di cittadinanza riguarderà soltanto cittadini italiani e non invece espressamente cittadini europei si rischia di creare i presupposti per una totale mancanza di rispetto dei diritti di democrazia e di uguaglianza, venendo tra l'altro meno alla direttiva europea che prevede la libera circolazione e soggiorno dei cittadini europei e dei loro familiari. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori colleghi, Asia Bibi il 14 giugno 2009 lavorava nei campi come bracciante, era andata al pozzo a prendere acqua, offrendola poi alle donne musulmane che lavoravano con lei, che non hanno accettato l'acqua in quanto hanno ritenuto che fosse ormai contaminata da una infedele. Lei ha spiegato che la sua fede in Cristo l'aveva portata a fare questo gesto di carità ed è stata denunciata dal mullah del luogo per blasfemia. Asia Noreen Bibi, madre di cinque figli, è incarcerata dal giugno 2009 e langue in un carcere pakistano da allora; picchiata, stuprata e poi condannata a morte per impiccagione. Il giudice che l'ha condannata a morte in data 8 novembre 2010 le offrì la revoca della sentenza in cambio della sua conversione all'Islam. Lei ha risposto che preferiva morire da cristiana che vivere da musulmana e ha detto al giudice: «Se lei mi ha condannato a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per lui». Non ho sentito femministe o grida di sostegno a questa donna coraggiosa che ieri è stata sottoposta all'ultimo grado di giudizio. Dalle notizie che abbiamo ricavato in queste ore sembra che il verdetto della Corte suprema del Pakistan sia stato emesso, ma sia riservato. Sembra che i giudici, secondo quanto riportato da «Asia News», vogliano evitare disordini o che scoppi la rivolta. Il suo avvocato chiede che i Paesi occidentali siano pronti a offrire immediato asilo politico. Io richiamo l'attenzione di quest'Assemblea e delle istituzioni del nostro Paese a questo tipo di asilo politico che ci interessa e che speriamo sia fatto in tempi brevi e immediati. Chiediamo che i Governi del mondo non possano più perseguire persone semplicemente perché cristiane. Ci piacerebbe che Asia Bibi fosse ospitata presto in Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . PRESIDENTE. La ringrazio per il suo puntuale e toccante intervento. RUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, 8 ottobre 1986 - 8 ottobre 2018: ieri ricorreva il trentaduesimo anniversario della morte del piccolo Claudio Domino, vittima innocente della mafia. A ricordarlo e a ricordare tutti i 125 bambini vittime innocenti della mafia, ieri a Palermo, sono stati i genitori e il gruppo Paolo Borsellino di Agende Rosse. Conobbi la mamma di Claudio quando intervenne durante la presentazione di un libro di un amico comune vittima della mafia. Quel giorno il racconto di una mamma che vede falciare la vita del proprio figlio gelò l'aria. Ucciso perché testimone scomodo, ucciso perché nel posto sbagliato. Non è vero che la mafia non tocca i bambini. Li giustizia con un colpo alla testa, con un'iniezione letale, li scioglie nell'acido. Da quel giorno sento il dovere di ricordare tutti i 125 bambini vittime delle mafie e di affidare la loro vita negata a quest'Assemblea perché ne mantenga viva la memoria. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e L-SP-PSd'Az). VONO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per la mia Calabria, martoriata dalle alluvioni degli ultimi giorni che hanno portato via alla gioia della vita Cristian, sette anni, e la sua mamma, mentre Nicolò, di soli due anni, è ancora disperso. Siamo tutti affranti da questa tragedia ma il nostro compito non può fermarsi alla normale, umana solidarietà. Dobbiamo intervenire con forza per dare risposte concrete che prescindano dalla vicinanza nel dolore e siano efficaci per la ripresa del territorio. In questi giorni ho potuto constatare di persona i cedimenti, gli smottamenti e le frane sulle principali strade provinciali di collegamento dell'area di Vibo Valentia e di Catanzaro. Avevo già consapevolezza che l'emergenza in Calabria è di fatto cronicità ma ho dovuto prendere consapevolezza che poco di quanto accaduto è dovuto al fato. Molto è dovuto all'incuria del territorio, all'assenza di interventi programmati per prevenire il dissesto idrogeologico, alla mancata manutenzione delle infrastrutture viarie che sono fondamentali. Nell'immediatezza vi chiedo uno sforzo unitario per la sottoscrizione di un emendamento condiviso per la Calabria che renda possibile il reperimento dei fondi necessari per eliminare l'isolamento. Non è il caso di recriminare sulle colpe. È il momento di assumersi le responsabilità, anche quelle che derivano da provvedimenti passati. È ora di agire con fermezza per difendere i nostri territori, agire per l'area del Lametino in cui si è verificata la tragedia delle vittime e dove dagli anni Ottanta si attende il completamento della strada che non c'è, arteria di collegamento delle province di Catanzaro e Cosenza; agire per l'area del Vibonese per cui, in spirito di collaborazione istituzionale, invito i dirigenti dell'ANAS nazionale e del compartimento Calabria a sbloccare le pratiche burocratiche per garantire la percorribilità attraverso la manutenzione ordinaria e straordinaria della ex strada statale 110, impraticabile per cedimento strutturale del manto stradale e causa di isolamento dei territori, in attesa del completamento della Trasversale delle Serre che è importante, un fondamentale tracciato che unisce le due coste della Calabria. Come calabresi allora chiediamo e, nel ruolo istituzionale, intimiamo l'ANAS di mantenere fede agli impegni assunti, adoperandosi per il completamento dei lavori rimanenti nella provincia di Vibo Valentia, ponendo fine alla condizione di conflittualità tra cittadini e istituzioni, quindi di concludere con solerzia i lavori di Monte Cucco e procedere all'apertura dello svincolo di Vazzano di accesso all'autostrada, già in ritardo di parecchi mesi, senza sfilate e tagli di nastri. Nulla di particolare, quindi, solo che ognuno, per quanto di competenza, faccia il proprio dovere per un autentico cambiamento e un veloce recupero dei ritardi subiti dal Paese, a cominciare da noi parlamentari. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Naturalmente ci uniamo alla richiesta, estendendola alle tante altre località di ogni parte d'Italia che hanno subito in questo periodo terremoti e alluvioni - penso alla Sicilia - con vittime e molti disagi. È un problema che credo tutte le forze politiche avvertano e mi auguro che principalmente quelle di maggioranza possano intervenire. ORTOLANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ORTOLANI (M5S) . Signor Presidente, oggi, come abbiamo sentito dal presidente Alberti Casellati, è la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo. Lei stessa ha pronunciato parole molto forti, richiamando l'attenzione delle istituzioni per avviare progetti di risanamento idrogeologico su tutto il territorio, che è stato trascurato. Cominciamo con un riferimento veloce al grande fenomeno del Vajont. Questi grandi fenomeni sono importantissimi perché consentono agli studiosi di capire quanto sia pericolosa la natura e come l'uomo vi si debba rapportare saggiamente. Alcuni dati. Il bacino del Vajont, retto da una diga, conteneva 115 milioni di metri cubi di acqua. Improvvisamente, dal versante orografico sinistro, si staccò una frana di 270 milioni di metri cubi, che precipitò nel lago a una velocità di 100 chilometri all'ora. Questa grande massa spostò tutta l'acqua del bacino, buttandola sul versante opposto, verso monte, e una grossa parte (oltre 20 milioni di metri cubi) verso la diga, che fu sormontata e scavalcata. Questo volume di acqua precipitò nella sottostante Valle del Piave, creando quella devastazione che abbiamo visto; grande fenomeno. Il processo cominciò nel 1968 e si concluse nel 2000. Fu accertato che si voleva forzare la natura, con un riempimento maggiore di quello consentito in sicurezza, perché il bacino artificiale privato doveva essere ceduto all'ENEL nel momento della nazionalizzazione. Nel 2000 si chiuse definitivamente il processo e ENEL, Montedison e Stato italiano furono condannati a pagare, per il 33,3 per cento ciascuno, tutte le spese. Perché anche lo Stato italiano? Perché funzionari dello Stato non avevano agito in modo trasparente nella difesa degli interessi dei cittadini e avevano avallato gli interessi della società privata che doveva vendere il bacino artificiale all'ENEL. Ecco, quindi, l'importanza di uno Stato molto attento, che sia veramente difensore di tutti i cittadini, prima di tutto. (Applausi dal Gruppo M5S) . MANGIALAVORI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, anch'io, come la senatrice Vono, volevo sottoporre all'attenzione dell'Assemblea e soprattutto del Governo (che purtroppo in questo momento non c'è) quanto è successo in Calabria: una tragedia che è stata ben descritta dalla collega Vono; una tragedia che richiede un immediato intervento da parte del Governo. Visto che la senatrice Vono ha detto che auspica un emendamento che possa reperire i fondi necessari per la risoluzione del problema, mi auguro che ciò possa avvenire al più presto; io sarò, se il collega vuole, il primo firmatario di questo emendamento - o anche l'ultimo se ella ritiene - ma chiedo che venga fatto nell'immediato perché ci sono troppi paesi disarticolati dal resto della Regione e quindi vi è l'assoluta necessità di fare bene e soprattutto presto. (Applausi dai Gruppi FI-BP e M5S) . VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, mi piacerebbe sapere se questo Governo non vuole rispondere mai alle interrogazioni o questo è un trattamento che usa soltanto nei confronti del sottoscritto interrogante. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Infatti, voglio sollecitare le risposte alle interrogazioni 3-00008 , 3-00009 e 4-00114 del 29 maggio, 4-00219 del 12 giugno, 4-00256 del 21 giugno, 4-00543 del 13 settembre e 3-00210 del 19 settembre. Mi piacerebbe appunto avere un riscontro. PRESIDENTE. La Presidenza trasmetterà la sua sollecitazione agli Uffici. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 11 ottobre 2018 VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Mozioni su programmi di riqualificazione delle periferie: sulle mozioni 1-00041 e 1-00043, il senatore Grasso avrebbe voluto esprimere rispettivamente un voto favorevole e un voto di astensione; sulla mozione 1-00045, il senatore Misiani avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Cattaneo, Cerno, Cioffi, Crimi, De Poli, Giacobbe, Giarrusso, Merlo, Messina Alfredo, Napolitano, Patuanelli, Rojc, Saccone, Santangelo, Sbrollini, Siri e Stancanelli. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Siclari, per partecipare ad un incontro istituzionale; Buccarella, Fazzone, Rampi e Vescovi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle, con lettera in data 5 ottobre 2018, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Maiorino, cessa di farne parte il senatore Romano; 4 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Romano, cessa di farne parte la senatrice Maiorino. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Onn. Salafia Angela, D'Uva Francesco, Molinari Riccardo, Cantalamessa Gianluca, Dieni Federica, Aiello Piera, Ascari Stefania, Barbuto Elisabetta Maria, Businarolo Francesca, Cataldi Roberto, Di Sarno Gianfranco, Di Stasio Iolanda, Dori Devis, D'Orso Valentina, Giuliano Carla, Palmisano Valentina, Perantoni Mario, Saitta Eugenio, Sarti Giulia, Scutella' Elisa, Bisa Ingrid, Boniardi Fabio Massimo, Di Muro Flavio, Marchetti Riccardo Augusto, Paolini Luca Rodolfo, Potenti Manfredi, Tateo Anna Rita, Turri Roberto Disposizioni in materia di azione di classe (844) (presentato in data 04/10/2018) C.791 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'interno Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (840) (presentato in data 04/10/2018); senatori Donno Daniela, Angrisani Luisa, Corbetta Gianmarco, Evangelista Elvira Lucia, Lannutti Elio, Marinello Gaspare Antonio, Pisani Giuseppe, Puglia Sergio, Trentacoste Fabrizio Delega al Governo in materia di accesso alla carriera militare per soggetti affetti da celiachia e da intolleranze alimentari (841) (presentato in data 04/10/2018); senatori Marilotti Gianni, Patuanelli Stefano, Petrocelli Vito Rosario, Lucidi Stefano, Montevecchi Michela Ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992 (842) (presentato in data 04/10/2018); senatori Taricco Mino, Ferrazzi Andrea, Alfieri Alessandro, Astorre Bruno, Bellanova Teresa, Bini Caterina, Boldrini Paola, Cirinna' Monica, Collina Stefano, Comincini Eugenio, D'Alfonso Luciano, D'Arienzo Vincenzo, Faraone Davide, Ferrari Alan, Garavini Laura, Giacobbe Francesco, Ginetti Nadia, Grimani Leonardo, Laus Mauro Antonio Donato, Magorno Ernesto, Malpezzi Simona Flavia, Manca Daniele, Margiotta Salvatore, Marino Mauro Maria, Messina Assuntela, Mirabelli Franco, Parrini Dario, Patriarca Edoardo, Pittella Gianni, Rampi Roberto, Sbrollini Daniela, Stefano Dario, Sudano Valeria, Vattuone Vito Misure per il contenimento del consumo del suolo e il riuso del suolo edificato (843) (presentato in data 04/10/2018); senatori Urso Adolfo, Ciriani Luca, Rauti Isabella, Balboni Alberto, de Bertoldi Andrea, Garnero Santanche' Daniela, La Russa Ignazio, Zaffini Francesco, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Ruspandini Massimo Modifica al codice penale recante l'introduzione del divieto di consumo alimentare di carni di cani e di gatto (845) (presentato in data 04/10/2018); Presidente del Consiglio dei ministri Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive (846) (presentato in data 06/10/2018); senatori Garavini Laura, Malpezzi Simona Flavia, Nannicini Tommaso, Faraone Davide, Patriarca Edoardo, Sbrollini Daniela, Boldrini Paola, Taricco Mino, Verducci Francesco, Iori Vanna, Fedeli Valeria, Pittella Gianni, D'Arienzo Vincenzo, Astorre Bruno, Vattuone Vito, Margiotta Salvatore Disposizioni per la concessione di contributi previdenziali figurativi per maternità o adozione (847) (presentato in data 09/10/2018); senatori Puglia Sergio, Castellone Maria Domenica, Maiorino Alessandra, Corbetta Gianmarco, Dell'Olio Gianmauro, Accoto Rossella, Lanzi Gabriele, Paragone Gianluigi, Pirro Elisa, Trentacoste Fabrizio, Lannutti Elio, Giarrusso Mario Michele, La Mura Virginia, Moronese Vilma, Romano Iunio Valerio, Donno Daniela, Pisani Giuseppe, Giannuzzi Silvana, Vanin Orietta, L'Abbate Patty Disposizioni per il consolidamento della posizione pensionistica individuale del lavoratore (848) (presentato in data 09/10/2018); senatori Maiorino Alessandra, Patuanelli Stefano, Perilli Gianluca Disposizioni volte a limitare la sofferenza animale durante l'abbattimento (849) (presentato in data 09/10/2018); senatori Bini Caterina, Vattuone Vito, Giacobbe Francesco, Astorre Bruno, Rojc Tatjana, Biti Caterina Modifica all'articolo 110 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale in materia di obblighi di comunicazione dei dati iscritti nel registro delle notizie di reato (850) (presentato in data 09/10/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Faraone Davide ed altri Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno dell'attività di cura nonché per il sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza (698) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 08/10/2018); In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'interno di concerto con Ministro per la pubblica amministrazione Ministro per gli affari europei Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ministro della giustizia Ministro dell'economia e delle finanze Ministro del lavoro e delle politiche sociali Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (840) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 04/10/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Presidente del Consiglio dei ministri Conversione in legge del decreto-legge 5 ottobre 2018, n. 115, recante disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive (846) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 08/10/2018). Disegni di legge, rimessione all'Assemblea Su richiesta di un quinto dei componenti la 2ª Commissione permanente - a norma dell'articolo 36, terzo comma, del Regolamento - il disegno di legge Giarrusso ed altri. - "Modifica dell'articolo 416- ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso" (510), già assegnato alla medesima Commissione in sede redigente, è stato rimesso alla discussione e alla votazione dell'Assemblea. Su richiesta di un quinto dei componenti la 13ª Commissione permanente - a norma dell'articolo 36, terzo comma, del Regolamento - i seguenti disegni di legge, già assegnati alla medesima Commissione in sede redigente, sono stati rimessi alla discussione e alla votazione dell'Assemblea: De Poli ed altri. - Disposizioni per favorire la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle isole minori (149); Moronese ed altri. - Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori (497); Briziarelli ed altri. - Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri (757); Ferrazzi ed altri. - Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri (776); La Pietra ed altri. - Istituzione di una zona franca produttiva nei comuni delle isole minori (789). Inchieste parlamentari, presentazione di testo proposto dalla Commissione In data 8 ottobre 2018, è stato presentato il testo degli articoli formulato in sede redigente dalla 1 a Commissione permanente, per la proposta d'inchiesta parlamentare: "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere" ( Doc . XXII, nn. 9, 1 e 8-A). Indagini conoscitive, annunzio La 7 a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sul Fondo unico per lo spettacolo (FUS). La 7 a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva per la ridefinizione dei profili e degli ambiti occupazionali delle figure di educatori e di pedagogisti. Camera dei deputati, trasmissione di documenti La Presidente della Camera dei deputati, con lettere in data 13 febbraio 2017, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, i documenti approvati: dalla VII Commissione (Cultura) della Camera dei deputati, nella seduta del 19 settembre 2018, concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma "Erasmus": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga il regolamento (UE) n. 1288/2013 (COM(2018) 367 final) (Atto 94); dalle Commissioni riunite X (Attività produttive) e XIII (Agricoltura) della Camera dei deputati, nella seduta del 26 settembre 2018, concernente la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare (COM(2018) 173 final) (Atto n. 95). Governo, trasmissione di documenti e assegnazione Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 4 ottobre 2018, ha presentato, ai sensi degli articoli 7, comma 2, lettera b), e 10- bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 ( Doc . LVII, n. 1- bis ). Con la medesima lettera, il Presidente del Consiglio dei ministri ha altresì trasmesso la relazione ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Doc. LVII, n. 1- bis - Annesso). Alla nota sono allegati: le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali, di cui all'articolo 10-bis, commi 3, 4 e 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Doc. LVII, n. 1- bis - Allegato I); il rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali, di cui al medesimo articolo 10-bis, comma 5-bis (Doc. LVII, n. 1- bis - Allegato II); il rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, di cui all'articolo 10-bis.1, comma 1, della predetta legge n. 196 del 2009 (Doc. LVII, n. 1- bis - Allegato III); la relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva, predisposta ai sensi del medesimo articolo 10-bis.1, comma 3 (Doc. LVII, n. 1- bis - Allegato IV). La Nota di aggiornamento e l'ulteriore documentazione richiamata sono state deferite, in data 5 ottobre 2018, ai sensi dell'articolo 125- bis del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, a tutte le altre Commissioni permanenti. Le Commissioni si esprimeranno in tempo utile affinché la Commissione Bilancio riferisca all'Assemblea nei termini stabiliti dal calendario dei lavori. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 8 ottobre 2018, ha inviato una nota concernente alcuni errata corrige alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 (Doc. LVII, n. 1- bis ). La predetta documentazione (Doc. LVII, n. 1- bis - errata corrige ) è stata trasmessa alla 5 a Commissione permanente nonché a tutte le altre Commissioni permanenti. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 2 ottobre 2018, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: di Fintecna S.p.A. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente (Doc. XV, n. 69); di C.I.R.A. (Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali) S.c.p.A., per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente (Doc. XV, n. 70). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, componenti della delegazione parlamentare italiana eletti dalla Camera dei deputati La Camera dei deputati ha proceduto in data 3 ottobre 2018 all'elezione dei propri rappresentanti nella Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Sono risultati eletti membri effettivi i deputati: Deborah Bergamini, Simone Billi, Maria Elena Boschi, Sabrina De Carlo, Carlo Fidanza, Paolo Grimoldi, Alvise Maniero, Andrea Orlando e Filippo Scerra. Sono risultati eletti membri supplenti i deputati: Marina Berlinghieri, Francesco Berti, Pino Cabras, Piero Fassino, Roberto Paolo Ferrari, Augusta Montaruli, Alberto Ribolla, Francesco Scoma e Simona Suriano. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Biti e Parrini hanno aggiunto la propria firma alle interrogazioni 3-00257 e 3-00258 della senatrice Bini. Mozioni Atto n. 1-00043 BERNINI MALAN AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CANGINI CARBONE CAUSIN CESARO CONZATTI CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FANTETTI FAZZONE FERRO FLORIS GALLIANI GALLONE GASPARRI GHEDINI GIAMMANCO GIRO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MASINI Alfredo MESSINA MINUTO MODENA MOLES PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO PICHETTO FRATIN QUAGLIARIELLO RIZZOTTI ROMANI RONZULLI ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TESTOR TIRABOSCHI TOFFANIN VITALI Il Senato, premesso che: la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016) all'articolo 1, commi da 974 a 978, ha istituito un Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia; il cosiddetto "Bando Periferie" prevedeva uno stanziamento iniziale si risorse pari a 500 milioni di euro finalizzato, in base a quanto disposto dal comma 974 della citata legge, alla "realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l'inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all'adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati"; il 1° giugno 2016 veniva pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 127 il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016 che ha stabilito le modalità e la procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 dicembre 2016, a seguito della presentazione dei progetti da parte di 120 tra città metropolitane e comuni capoluogo di provincia, ha previsto il finanziamento dei primi 24 progetti in graduatoria, prescrivendo i tempi per la stipula delle relative convenzioni e prevedendo che gli ulteriori progetti sarebbero stati finanziati con le ulteriori risorse che si sarebbero rese disponibili; il 6 marzo 2017 i primi 24 comuni e città e metropolitane in graduatoria hanno firmato a Palazzo Chigi le convenzioni per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle periferie previsti dal "Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia"; l'ampliamento della dotazione finanziaria per garantire la copertura dei restanti 96 progetti ritenuti ammissibili è poi avvenuto con uno stanziamento pari a circa 800 milioni di euro, previsto dall'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017) e con uno stanziamento previsto dall'articolo 1, comma 141, che regola l'utilizzo del fondo per lo sviluppo e coesione 2014-2020, pari a circa 798,17 milioni di euro; per il completamento di tutti i progetti del "Bando periferie" presenti nella graduatoria, ma non finanziati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016, sono quindi state stanziate risorse pari a 1,6 miliardi; in seguito, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017 e le relative delibere CIPE n. 2 e n.72 del 2017, è stato perfezionato il percorso di messa a disposizione delle risorse pari a 1 miliardo e 600 milioni di euro per il finanziamento dei successivi 96 progetti; considerato che: con il pretesto di dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale 13 aprile 2018 n. 74, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nella parte in cui non prevede un'intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale, il decreto­legge 25 luglio 2018, n. 91 (cosiddetto Milleproroghe), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2018 ha differito al 2020 l'efficacia delle convenzioni concluse senza che sia stato definito un termine perentorio da determinare l'esigibilità del cofinanziamento regionale; questa scelta, a parere dei proponenti del presente atto di indirizzo del tutto arbitraria e sproporzionata, non solo lede il rapporto di leale collaborazione tra enti, ma determina nei fatti la revoca, e non la semplice sospensione, del processo di realizzazione della convenzione riguardante la riqualificazione delle città; secondo uno studio dell'ANCI, esposto durante l'audizione alle Commissioni riunite I e V della Camera dei Deputati sul cosiddetto provvedimento Milleproroghe, il valore che si sarebbe generato dagli interventi ora annullati si sarebbe attestato attorno ai 9 miliardi di euro, e secondo il medesimo studio, sulla base dello stato di avanzamento dei progetti, le amministrazioni vincitrici del bando hanno già contrattualizzato già impegni per oltre 42 milioni di euro; l'Anci ha esaminato lo stato di avanzamento dei progetti di 39 delle 96 amministrazioni locali coinvolte e ne risulta che l'importo complessivo dei 39 progetti è di 1.218.483.706 euro. Le amministrazioni hanno contrattualizzato impegni per 42.717.919 euro. Le spese certificate dai soggetti affidatari ammontano a 12.381.058 euro, mentre i pagamenti sono stati effettuati per 8.832.529 euro. Nel 33 per cento dei casi sono già state attivate le procedure di gara per l'esecuzione dei lavori, per un importo complessivo vicino ai 65 milioni di euro, mentre nel 9 per cento dei casi i cantieri sono già stati aperti. Molti comuni hanno già chiesto l'anticipazione del 20 per cento dell'importo dovuto e ammesso a finanziamento, senza ricevere riscontro, e altri comuni, per il solo finanziamento delle spese iniziali di progettazione, hanno usufruito dell'apposito fondo rotativo costituito da Cassa depositi e prestiti; i comuni e le città metropolitane hanno dunque già sostenuto, a decorrere dalla data di efficacia delle convenzioni, spese, oneri amministrativi e gestionali, inserito nelle programmazioni triennali delle opere pubbliche tali investimenti, nei bilanci triennali le previsioni di spesa, convocato le conferenze dei servizi per l'acquisizione dei necessari pareri e autorizzazioni paesaggistiche, avviato procedure ad evidenza pubblica, assunto specifiche obbligazioni contrattuali. Insomma i comuni sono in fase avanzata nell'attuazione della misura; la confusione investe anche i comuni che hanno adempiuto con solerzia e precisione ai propri adempimenti: questa è una penalizzazione non accettabile in un Paese che avrebbe il dovere non solo di dare certezze ai cittadini, ma quanto meno di garantire gli impegni assunti in sede istituzionale; giova evidenziare che, durante la prima lettura al Senato del cosiddetto decreto Milleproroghe, Forza Italia ha votato l'emendamento 13.2 (Testo 2) alla luce dell'impegno assunto dal Governo nel corso dell'esame in commissione, di garantire le adeguate risorse durante il passaggio alla Camera, in seconda lettura, al fine di scongiurare questa grave situazione; l'11 settembre 2018, a Palazzo Chigi, a seguito dell'incontro richiesto dall'ANCI per porre rimedio a tale situazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite il sito del Governo, rilasciava alla stampa una nota ufficiale dichiarando: "Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell'Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l'obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. In sostanza, questo garantirà un'agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti"; attualmente il Governo non ha ancora adottato alcun decreto-legge diretto a dare attuazione a quanto sostenuto pochi giorni fa dal Presidente del Consiglio dei ministri, impegna il Governo a prevedere nella imminente legge di bilancio per il 2019 disposizioni finalizzate a reintrodurre tutte le risorse necessarie ad assicurare l'integrale finanziamento delle 96 convenzioni sospese dal decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108. Atto n. 1-00044 CIRIANI RAUTI BALBONI BERTACCO DE BERTOLDI FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MARSILIO NASTRI RUSPANDINI STANCANELLI TOTARO URSO ZAFFINI Il Senato, premesso che: l'articolo 1, commi da 974 a 978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016), ha istituito il "Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia", finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti; a tal fine era stata inizialmente autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per l'anno 2016; successivamente, al fine di garantire il progressivo e completo finanziamento di tutti i progetti in graduatoria (oltre ai primi 24 già coperti), la legge di bilancio per il 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha stabilito che, con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), venissero destinate ulteriori risorse a valere sulle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020; in attuazione di tale previsione, il CIPE, con deliberazione del 3 marzo 2017 (la n. 2/2017), ha disposto l'assegnazione al suddetto programma di 798,17 milioni di euro di risorse FSC 2014-2020; inoltre il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, concernente la ripartizione del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, aveva destinato alla finalità relativa alla riqualificazione urbana e alla sicurezza delle periferie, complessivamente 800 milioni di euro per il triennio 2017-2019 (270 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 260 milioni di euro per l'anno 2019); l'articolo 13 del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, al comma 02, ha disposto che l'efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 141, della legge n. 232 del 2016, sia differita all'anno 2020 e che conseguentemente, le amministrazioni competenti (ferma restando la dotazione complessiva loro assegnata) dovranno procedere alla rimodulazione dei relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo sviluppo e coesione; considerato che: gli enti locali interessati dal "Bando periferie" hanno, di fatto, già avviato tutte le iniziative necessarie per la realizzazione dei progetti e, in molti casi, già impegnato rilevanti risorse finanziarie; il differimento al 2020 dell'efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate, dunque, rischia seriamente di compromettere la realizzazione dei progetti e la loro stessa sostenibilità economica per le amministrazioni locali coinvolte, appartenenti a tutti gli schieramenti politici; tale slittamento, inoltre, potrebbe pregiudicare il rispetto dei termini di rendicontazione all'Unione europea delle risorse stanziate a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, con il rischio che un eccessivo ritardo potrebbe comportare il mancato utilizzo del finanziamento europeo stesso; a seguito dell'incontro con l'Anci, l'11 settembre 2018, il Presidente del Consiglio dei ministri ha pubblicamente assunto l'impegno di adoperarsi per giungere ad una soluzione ottimale e tempestiva, anche paventando l'ipotesi di inserire, nel primo decreto utile, una norma che consentisse la realizzazione dei progetti già in fase avanzata, impegna il Governo: 1) ad assumere tutte le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a concretizzare gli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri, garantendo, in sostanza, lo sblocco delle risorse destinate alle convenzioni di cui sopra; 2) ad adottare, in ogni caso, i necessari provvedimenti affinché i progetti già avviati, volti al miglioramento della qualità del decoro urbano, manutenzione e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, possano essere completati anche in considerazione dei benefici effetti indotti per l'economia nazionale. Atto n. 1-00045 ROMEO PATUANELLI ARRIGONI BOTTICI Simone BOSSI CASTALDI BRIZIARELLI CASTELLONE MONTANI DI NICOLA NISINI LOMUTI PIROVANO LUPO PUCCIARELLI MAIORINO RIPAMONTI PERILLI TESEI TAVERNA Il Senato, premesso che: l'articolo 1, commi 974-978, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha istituito un "Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia", finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all'accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l'inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all'adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 maggio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° giugno 2016, in attuazione delle predette disposizioni, ha stabilito le modalità e le procedure di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, la documentazione che gli enti interessati dovevano allegare ai progetti e il relativo cronoprogramma di attuazione e i criteri per la valutazione dei progetti; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 dicembre 2016 è stata approvata la graduatoria dei progetti (complessivamente 120) per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia: a) i Comuni capoluogo di provincia e le Città metropolitane dal n. 1 al n. 24 hanno beneficiato delle risorse previste all'art. 1, comma 978, della legge n. 208, nella misura complessiva di 500 milioni di euro. Per tali enti, le convenzioni sono state sottoscritte nel mese di marzo 2017 e sono state registrate dalla Corte dei conti in data 4 maggio 2017; b) per assicurare il finanziamento dei restanti enti (96 tra Comuni capoluogo di provincia e Città metropolitane) si è poi proceduto a rifinanziare le risorse stanziate dalla legge di stabilità per il 2016 ai sensi dei commi 140 e 141 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Per tali enti, le convenzioni sono state sottoscritte e poi registrate dalla Corte dei conti nei mesi di marzo, aprile e maggio 2018; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, sono stati assegnati al programma 800 milioni di euro a valere sul Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. Tali risorse sono state poi iscritte nel Fondo per lo sviluppo e la coesione; ai sensi del comma 141, con delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, è stato assegnato l'importo residuo di 761,32 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo al periodo di programmazione 2014-2020; rilevato che, in base alle convenzioni, le erogazioni in favore dell'ente beneficiario avvengono secondo le seguenti modalità: la quota di finanziamento anticipato del 20 per cento dell'importo del singolo intervento è erogata in esito alla verifica, effettuata dal gruppo di monitoraggio istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a seguito dell'approvazione da parte degli enti beneficiari dei progetti definitivi o esecutivi degli interventi proposti e del rilascio da parte delle autorità competenti di tutte le autorizzazioni o i nulla osta necessari per realizzare gli interventi; i pagamenti intermedi sono erogati fino al limite del 95 per cento, previa verifica da parte del gruppo di monitoraggio dello stato di avanzamento dei singoli interventi; la restante quota del finanziamento, pari al 5 per cento, è erogata in seguito all'effettiva approvazione degli atti di collaudo delle opere realizzate e della relazione tecnica conclusiva sulle opere e i servizi realizzati, attestante le spese sostenute a completamento dell'intervento, nonché la conformità degli interventi realizzati a quanto previsto nel progetto finanziato e il rispetto dei termini stabiliti per il conseguimento dei relativi obiettivi; considerato che: nel corso del complesso iter procedurale di attuazione delle disposizioni legislative è intervenuta la sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 7 marzo 2018 (depositata il 13 aprile), che ha dichiarato l'incostituzionalità del comma 140 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2017, nella misura in cui nei settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale concorrente (governo del territorio, protezione civile, grandi reti di trasporto) «non prevede un'intesa con gli enti territoriali»; sono pervenute alla Presidenza del Consiglio dei ministri numerose richieste da parte degli enti assegnatari di rimodulazione degli interventi, di aggiornamento dei cronoprogrammi di attuazione o di proroga dei termini di trasmissione degli atti di approvazione dei progetti definitivi o esecutivi; la recente modifica legislativa prevista dal decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (articolo 13, commi da 01 a 04), ha differito al 2020 l'efficacia delle convenzioni concluse con i Comuni capoluogo di provincia o Città metropolitana collocati nella suddetta graduatoria dal n. 25 al n. 120; i conseguenti effetti positivi sul fabbisogno e sull'indebitamento netto sono destinati ad un apposito fondo da utilizzare per favorire gli investimenti delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e a tal fine il Dipartimento della Ragioneria dello Stato ha adottato, il 3 ottobre 2018, un'apposita circolare che ne consentirà l'immediato utilizzo; le disposizioni recentemente entrate in vigore non determinano un blocco delle convenzioni e non pregiudicano per gli enti locali la possibilità di procedere in autonomia con riguardo agli interventi per i quali sono previste anche risorse derivanti dal cofinanziamento, ovvero di accendere forme di anticipazione finanziaria nei limiti già consentiti dall'ordinamento (ad esempio attraverso la Cassa depositi e prestiti), impegna il Governo: 1) a prevedere, anche alla luce degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'incontro con l'Anci dell'11 settembre 2018, specifiche misure nel disegno di legge di bilancio per il 2019 volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie; 2) a prevedere misure al fine di provvedere al rimborso delle spese per gli interventi, già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni. Interrogazioni Atto n. 3-00259 D'ARIENZO MARGIOTTA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 3 ottobre 2018 il Parlamento del Tirolo austriaco ha approvato all'unanimità nuovi provvedimenti che restringono ulteriormente il transito sul proprio territorio dei veicoli industriali, continuando, così, la politica dei limiti alle esportazioni italiane verso il nord Europa; in particolare sono stati approvati altri divieti che dal 2019 cominceranno a essere applicati in modo unilaterale e senza accordarsi con i Paesi confinanti, ossia Italia e Germania, nell'ambito del previsto "Brenner Meeting", luogo di incontro e di condivisione delle scelte tra Italia, Germania, Austria e Unione europea, nel quale si dovrebbero ricercare soluzioni condivise all'annosa tematica del transito sull'asse del Brennero; il divieto riguarderebbe i veicoli industriali con motore Euro IV, che dal prossimo anno non potranno circolare, proibizione che dal 2021 sarà estesa anche agli Euro V e agli Euro VI che da agosto 2019 saranno soggetti al divieto di circolazione settoriale e dal 2021 anche da quello nelle ore notturne; come se non bastasse, si starebbe valutando anche l'aumento del numero delle merci incluse nel divieto settoriale; alla base di queste scelte vi sarebbe la valutazione dell'Austria che ritiene, erroneamente, che le limitazioni possano favorire lo spostamento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia; tuttavia, come è noto, l'infrastruttura ferroviaria presente rende poco probabile che questo possa avvenire; la decisione presa appare come un atto unilaterale che nuoce gravemente all'economia italiana, oltre a rappresentare una violazione palese, da parte di uno Stato membro, della normativa UE sulla libera circolazione delle merci; considerato che, a parere degli interroganti: il Brenner Meeting non ha ad oggi prodotto risultati significativi e si sta rivelando del tutto inutile; i territori immediatamente limitrofi al confine austriaco subiranno pesanti conseguenze dalle scelte operate. In particolare, ne saranno colpiti i centri intermodali presenti lungo l'asse del Brennero, e, tra tutti, l'interporto veronese Quadrante Europa, anche a causa del possibile spostamento geografico del traffico merci su altre direttrici per superare il blocco tirolese; i limiti infrastrutturali presenti, inoltre, specificatamente quelli ferroviari, non possono essere un ostacolo per le attività imprenditoriali duramente colpite da quella scelta inaccettabile del Tirolo; come è noto, procedono spediti i lavori concernenti il traforo di base da Fortezza a Innsbruck che, successivamente al rinnovo della concessione autostradale alla società Autostrade del Brennero SpA per la gestione della tratta autostradale Modena-Brennero, riceveranno un ulteriore impulso economico, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere, anche in sede di Unione europea, per impedire le pesanti ripercussioni che l'economia italiana (centri intermodali e aziende del comparto) subirà a causa della inaccettabile scelta tirolese; se siano in valutazione eventuali azioni presso le sedi competenti dell'Unione europea avverso la decisione tirolese per violazione della normativa europea sulla libera circolazione; se ritenga che sia il caso di valutare ed approntare in tempi congrui forme risarcitorie per le attività economiche italiane che subiranno evidenti contraccolpi economici. Atto n. 3-00260 L'ABBATE MORONESE QUARTO LA MURA MANTERO DE FALCO NUGNES ANASTASI CROATTI COLTORTI DESSI' FERRARA TURCO MININNO GALLICCHIO GARRUTI GRASSI DELL'OLIO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Atto n. 3-00261 LOMUTI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2018, nel comune lucano di Scanzano Jonico (Matera), è andata in fiamme un'azienda che si occupa della vendita di prodotti per l'agricoltura; gli operatori intervenuti sul posto hanno constatato che il violentissimo rogo ha coinvolto una casa rurale letteralmente divorata dalle fiamme (fortunatamente non abitata) e un'autorimessa contenente mezzi agricoli, composta di legno lamierato, collassata a causa del calore sprigionato, tanto da impedire ai Vigili del fuoco di domare le fiamme, prima che distruggessero completamente gli attrezzi ivi custoditi, tra cui un escavatore, un trattore agricolo, un decespugliatore e altri strumenti vari come frese, frangizolle, spandiconcimi, trincia sarmenti, eccetera; dalle prime perizie emerge che l'incendio sia di natura dolosa; purtroppo, episodi del genere non sono una novità nei territori della fascia jonica lucana, dove comuni come Policoro e Scanzano sono da tempo nell'attenzione di gruppi malavitosi senza scrupoli; recenti relazioni della Direzione nazionale antimafia (DNA) mettono in evidenza come ormai sia acclarata non soltanto l'infiltrazione della 'ndrangheta e delle mafie pugliesi in Basilicata, ma anche una loro presenza ormai consolidata, soprattutto nella fascia jonico-metapontina; nella relazione del 2015 della Polizia inviata al Ministro dell'interno pro tempore , Angelino Alfano, si afferma che nel metapontino insistono 5 clan diversi, ciascuno coi suoi referenti di fuori regione, che vanno da Taranto fino alle 'ndrine di Reggio Calabria. Clan potenti, armati di kalashnikov , pronti a contendersi i traffici di cocaina; sempre la DNA, nelle sue relazioni, ha fatto riferimento a poderose informative della Polizia che compendiano incendi, strani furti, bombe, minacce e incursioni nei cantieri del materano; infatti, l'episodio del rogo nella notte tra il 16 e il 17 settembre non è altro che l'ennesimo, l'ultimo di una lunga serie che si è verificata nell'ultimo decennio; oggi, la sezione della squadra mobile di Potenza, mediante una sua precisa e dettagliata informativa, scaturita da anni di indagini, riporta che gli incendi delle aziende agricole da ormai circa un decennio sono atti intimidatori posti in essere dai clan della fascia jonico-metapontina. Si tratta, per gli incendi, soprattutto di racket ai danni di aziende agricole locali e non solo. Le città più colpite sono Scanzano Jonico, Policoro e Tursi; in ultimo, è notizia recentissima (datata 3 ottobre 2018) dell'arresto di 25 persone ad opera della Direzione distrettuale antimafia di Potenza nei confronti di gruppi criminali che agivano nel metapontino con le stesse modalità di clan pugliesi, campani, calabresi e siciliani. Uno di questi aveva addirittura come capo un ex carabiniere; considerato che: tra i reati che più strozzano l'economia e lo sviluppo di un territorio, ci sono proprio quelli del racket e delle estorsioni ad opera di attività criminali, che mirano a controllare determinati settori delle attività economiche e commerciali; le modalità, tristemente note, sono quelle delle minacce e delle intimidazioni varie all'incolumità delle persone, al fine di estorcere denaro o altre utilità, punendo materialmente chi si rifiuta di sottostare alle richieste; la forma più comune, diffusa e conosciuta è quella della "protezione" (cosiddetto pizzo) per cui i criminali si fanno pagare per offrire protezione dai crimini commessi da loro stessi. Il relativo giro di affari annuo in Italia è stimato in 10 miliardi di euro, con 360.000 esercizi commerciali coinvolti; al 95 per cento tale forma di racket è gestita dalla criminalità organizzata; il metapontino è l'area più ricca della regione Basilicata e la più densamente popolata ed è denominata la "California d'Italia" per le sue coltivazioni intensive ortofrutticole di ogni genere, i cui prodotti vengono quasi totalmente esportati. In particolare il metapontino è famoso per le fragole; pertanto, è pacifico che le attività criminali vanno a colpire al cuore la produttività di un'intera regione, che fatica ancora oggi a far partire la propria economia, continuamente agli ultimi posti nella classifica delle regioni con maggiore Pil, occupazione e ricchezza, alle prese con la peggiore patologia per un territorio: lo spopolamento demografico; dopo lo spostamento del commissariato di Polizia a Policoro, la città di Scanzano Jonico non ha presidi contro i gruppi criminali che operano nella sua area. Sul punto, la notizia da parte del responsabile del Viminale sull'imminente apertura della stazione dei Carabinieri a Scanzano (dove tra l'altro ci sarebbe già l'immobile a disposizione) è senz'altro un ottimo segnale di inizio; tuttavia una stazione di Carabinieri molte volte non basta a far fronte alle potenti infiltrazioni malavitose, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto riportato circa la situazione di diffusione dell'illegalità che sta vivendo la fascia jonico-metapontina; quali siano i mezzi e le azioni che si intendono mettere in campo per debellare la presenza di mafie nell'area e farvi tornare legalità e sicurezza. Atto n. 3-00266 MORONESE NUGNES CASTELLONE TRENTACOSTE LANNUTTI FLORIDIA VACCARO PIRRO PRESUTTO FENU CORRADO CASTALDI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: alla Regione Campania sono stati sottoposti recentemente due progetti da parte di due aziende private per la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti, entrambi rientranti nel comune di Pignataro Maggiore (Caserta); ai fini della realizzazione di una piattaforma polifunzionale per la gestione dei rifiuti pericolosi e non, sita nell'agglomerato industriale del comune, su richiesta della proponente azienda F.lli Gentile F. & R. Srl, è stata avviata dalla Regione Campania la procedura di valutazione di impatto ambientale in data 11 maggio 2017; il progetto prevede un impianto costituito da tre linee di lavorazione per differenti tipologie di rifiuti per un totale annuo complessivo di 437.812 tonnellate; ai fini della realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti per un totale annuo complessivo di 60.000 tonnellate su richiesta della proponente azienda Euthalia Srl in data 18 gennaio 2018 è stata avviata dalla Regione la procedura di VIA; successivamente la stessa Regione Campania ha deciso di escludere il progetto dell'assoggettabilità alla procedura di VIA con decreto dirigenziale n. 75 del 27 giugno 2018; considerato che: il comune in questione rientra nell'agro caleno, un territorio che comprende anche altri comuni tra cui Pastorano, Calvi Risorta e Sparanise, tutti territori dove insistono numerose industrie di tipo insalubre e di trattamento dei rifiuti, tra cui la mega centrale turbogas di Calenia Energia (760MW); inoltre il territorio è interessato dagli annosi problemi legati alla "terra dei fuochi", dal fenomeno dei roghi tossici incontrollati al rinvenimento di discariche abusive interrate, e più recentemente è stato interessato anche dagli incendi degli impianti di stoccaggio dei rifiuti; l'8 maggio 2017 andava in fiamme l'ex tabacchificio di Sparanise, il 7 giugno 2017 fu sottoposta a sequestro per disastro ambientale la discarica interrata di rifiuti tossici più grande d'Europa conosciuta come ex Pozzi-Ginori a Calvi Risorta, il 22 luglio 2017 ad essere interessato da un enorme incendio fu lo stabilimento della ditta Expert all'interno della zona industriale di Pastorano, successivamente l'11 agosto 2017 anche la Turbogas di Sparanise fu colpita da un grosso incendio, infine il 24 settembre 2018 è stato investito da un incendio l'impianto di stoccaggio rifiuti della GESIA SpA nella zona ASI di Pastorano; considerato inoltre che: inizialmente il progetto dell'aziena Euthalia SpA depositato ai fini della procedura di VIA e pubblicato sul sito istituzionale della Regione risulterebbe non essere stato completo in quanto composto da 265 pagine indicate nell'indice generale dello stesso a fronte delle sole 47 pagine effettivamente pubblicate; l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, in stretta collaborazione con la Regione Campania, l'ARPAC, la task force inter-ministeriale "Terra dei fuochi", le università campane, il CNR, l'ENEA ed altri enti di carattere scientifico nazionali ed internazionali, ha condotto un piano di campionamento integrato su aria, suolo, acque, matrici animali e vegetali, allo scopo di ottenere una rappresentazione del territorio e dell'esposizione dell'uomo a potenziali fonti inquinanti. Dall'attività svolta è stato pubblicato un documento protocollo n. 0002776 del 15 marzo 2017 all'interno del quale è riportato testualmente "Con la sola eccezione del Cu, il processo di bioaccumulo dei metalli si è rivelato più elevato nella zona di Caserta. Pertanto, quest'ultima si rivela essere l'area a più alto rischio ambientale e ciò potrebbe essere dovuto sia ad attività industriali presenti in tale area che alla gestione incontrollata ed illegale dei rifiuti"; il 28 aprile 2018 il Sottosegretario pro tempore per l'ambiente e per la tutela del territorio e del mare Barbara Degani rispondendo all'interrogazione 3-01910 nel merito della realizzazione dell'impianto per la produzione di biogas della società Biopower, che sarebbe sorto sempre nel comune di Pignataro Maggiore, dichiarava che i dati degli sforamenti delle centraline ARPAC di Sparanise avevano superato per 75 giorni i limiti Pm10 consentiti nel solo anno 2016 a fronte del limite annuo massimo di 35 giorni. Dunque a parere degli interroganti il territorio ed in particolare il comune di Pignataro Maggiore, interessato dalla potenziale realizzazione dei due impianti è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale, e pertanto non può essere gravato di ulteriori insediamenti industriali, allorché non emettessero in atmosfera gas di produzione, avrebbero comunque un impatto ambientale significativo a causa delle grosse quantità di rifiuti trasportati da e verso gli impianti; considerato infine che: il Comune di Pignataro Maggiore ha comunicato alla Regione Campania, nell'ambito di una conferenza dei servizi, il proprio dissenso alla realizzazione degli impianti, come disposto dall'art. 14- quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, con il protocollo n. 8683/2017 del 5 settembre 2017 per l'impianto della proponente azienda F.lli Gentile F. & R. Srl e con protocollo n. 00003011/2018 del 10 aprile 2018 per l'impianto della proponente azienda Euthalia Srl; a giudizio degli interroganti l'imposizione di impianti per il trattamento dei rifiuti nei comuni, senza la concreta attuazione di processi decisionali che vedano coinvolta la cittadinanza nelle scelte in materia di ambiente e salute, vanno a ledere i principi di fiducia che legano i cittadini alle istituzioni, oltre ad essere in contrapposizione con la Convenzione di Aarhus, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia informato dei fatti; se intenda assumere iniziative di competenza al fine di verificare se la Regione Campania intenda sospendere definitivamente le procedure autorizzative per gli impianti di trattamento dei rifiuti; se il Ministro intenda attivarsi, nei limiti delle proprie attribuzioni, al fine di appurare se la Regione Campania, considerati i gravi sforamenti delle Pm10 rilevati dalle centraline ARPAC, stia correttamente effettuando i monitoraggi ambientali, al fine di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini ricompresi nei territori dell'agro caleno. Atto n. 3-00267 FAZZOLARI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2012 è stato approvato l'Atto unico, costituito dalla convenzione per la gestione totale fino al 30 giugno 2044 del sistema aeroportuale romano (Titolo I) e dal contratto di programma in deroga (Titolo II), stipulati tra ENAC ed ADR; nella convenzione era, tra l'altro, previsto l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino a nord dell'attuale sedime su un'area di 1.300 ettari, di cui circa 1.200 ettari ricadenti all'interno della Riserva naturale statale del litorale romano; la Riserva è stata istituita con decreto del Ministero dell'Ambiente 28 luglio 1987 n. 428, ben 25 anni prima della firma dell'Atto unico convenzione-contratto di programma e successivamente regolamentata con decreto ministeriale 29 marzo 1996; essa, in particolare, prevede zone a tutela integrale (zona 1) e zone a tutela parziale (zona 2), comunque assolutamente incompatibili con la edificazione di un aeroporto; il progetto di Fiumicino nord comprende la realizzazione di due piste di volo aggiuntive, una nuova aerostazione, una nuova stazione ferroviaria, uno svincolo autostradale ed altri manufatti destinati al servizio di quello che, di fatto, costituisce un nuovo aeroporto posto accanto all'attuale, all'interno di un'area di massima tutela ambientale; l'ENAC, in data 31 marzo 2017, pur in presenza dei vincoli rappresentati dalla presenza della Riserva, proponeva al Ministero dell'Ambiente uno studio di impatto ambientale (SIA) relativo al progetto di Fiumicino nord, denominato "MasterPlan 2030", e finalizzato ad ottenere una positiva valutazione di impatto ambientale (VIA); ad oggi sono pendenti due ricorsi contro il Ministero dell'ambiente e avverso la riperimetrazione della Riserva intervenuta con decreto ministeriale 24 ottobre 2013 n. 311: il primo attivato da ADR presso il TAR del Lazio ed il secondo da ENAC presso la Presidenza della Repubblica; l'ENAC, in data 22 giugno 2018, ha chiesto alla Direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell'ambiente di "voler attendere per un periodo stimato di 10 mesi la definizione di tali questioni prima del prosieguo della procedura di VIA"; considerato che: il parere del Ministro pro tempore dell'Ambiente, inviato il 7 aprile 2015 al Consiglio di Stato, nelle more del citato ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, affermava espressamente che "le opere di cui si tratta (ndr FCO Nord) non si sarebbero potute realizzare atteso il parere della commissione di riserva, già citato, il quale escludeva recisamente ed in assoluto la compatibilità dell'ampliamento aeroportuale con la stessa esistenza della riserva statale e ciò a prescindere dalla venuta ad esistenza del decreto ministeriale"; il parere della Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento programmazione e coordinamento politica economica, al Consiglio di Stato del 23 febbraio 2018, conclude per l'inammissibilità e l'infondatezza nel merito del citato ricorso; la commissione della riserva naturale statale del litorale romano ha espresso parere negativo al progetto Fiumicino nord contenuto nel SIA richiamato; la richiesta di sospensiva avanzata da ENAC appare assolutamente incomprensibile, e quantomeno anomala; infatti, delle due l'una: al momento dell'avvio della procedura di VIA, o tutti gli elementi di giudizio per una corretta valutazione già esistevano, per cui non si comprende perché il Ministero dell'ambiente debba interrompere una procedura di evidenza pubblica oppure, come la stessa ENAC autodenuncia, non sussistevano, per cui il SIA era incompleto o comunque intempestivo; tale contraddizione, a parere dell'interrogante, cela unicamente la volontà di allungare i tempi, nella certezza di poter riattivare interlocuzioni in una fase successiva con interlocutori istituzionali più favorevoli al progetto complessivo, si chiede di sapere: quali ulteriori informazioni il Ministro in indirizzo ritenga di dover fornire in merito alla complessiva vicenda evidenziata in premessa, che presenta aspetti di evidente criticità e quali siano le valutazioni al riguardo; se, in particolare, non ritenga sussistenti evidenti e valide ragioni per dichiarare, in tempi celeri, l'inammissibilità del SIA presentato da ENAC, in considerazione della palese e autodenunciata violazione di vincoli ambientali preesistenti, che si auspica vengano quanto prima ridimensionati e/o rimossi, ma che al momento e soprattutto alla data di avvio della procedura di VIA (31 marzo 2017) erano e sono tuttora attivi a norma di legge; se, in ogni caso, non ritenga opportuno che sia negata la VIA, sino a quando sussisterà l'attuale configurazione della Riserva. Atto n. 3-00268 MANTOVANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: con i decreti ministeriali del 28 settembre 2010 e 12 novembre 2010, il Ministero dello sviluppo economico ha conferito i permessi di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi "Bugia" e "Fantozza" alla società AleAnna Resources LLC, per la durata di 6 anni e ricadente nel territorio delle province di Reggio Emilia e Modena. I due decreti di conferimento sono stati emanati a valle dell'acquisizione del giudizio positivo di compatibilità ambientale e dell'intesa della Regione Emilia-Romagna; il programma dei lavori previsto dai due decreti di conferimento prevedeva, tra l'altro, l'esecuzione di un rilievo geofisico 3D, la cui realizzazione è subordinata al rilascio dell'autorizzazione da parte dell'ufficio territoriale UNMIG di Bologna; la società AleAnna Resources LLC, con istanze presentate nel corso del 2014, ha, pertanto, chiesto all'UNMIG di Bologna l'autorizzazione all'esecuzione del rilievo geofisico 3D per la quale è stata chiesta l'intesa alla Regione e avviata la procedura di verifica di compatibilità ambientale come previsto dalle normative vigenti; a seguito degli eventi sismici occorsi in Emilia nel corso del 2012, la Regione con deliberazione della Giunta regionale n.547 del 23 aprile 2014 aveva disposto, tra l'altro, «la sospensione dei procedimenti regionali relativi all'espressione di pareri e valutazioni nonché all'adozione di atti di assenso comunque denominati tesi a consentire lo svolgimento sul territorio regionale di nuove attività di ricerca, prospezione, coltivazione e stoccaggio d'idrocarburi». Con successiva propria delibera (DGR n.903) del 13 luglio 2015 la Regione ha poi revocato la sospensione disposta con il precedente provvedimento; la sospensiva operata dalla Regione ha conseguentemente comportato un allungamento dei tempi per l'emanazione degli atti regionali necessari ai fini della richiesta autorizzazione. Il Ministero dello sviluppo economico, con 4 specifici decreti ministeriali del 15 aprile 2015 e dell'11 ottobre 2016 per il permesso Bugia e del 6 novembre 2015 e dell'11 ottobre 2016 per il permesso Fantozza, ha sospeso il decorso temporale dei due permessi ivi compresa l'intesa della Regione, quest'ultima necessaria ai fini dell'autorizzazione a effettuare il rilievo geofisico 3D previsto nel programma dei lavori; la Regione ha assentito alla fattibilità del progetto di esecuzione del rilievo geofisico nei due permessi con delibere di giunta n.1481 e n.1482 del 19 settembre 2016 (esito positivo con prescrizioni). Dette delibere sono state trasmesse all'ufficio territoriale competente della Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero (UNMIG di Bologna) che avrebbe dovuto provvedere al rilascio delle autorizzazioni finali; considerato che: la popolazione locale ha espresso più volte in passato la contrarietà per tali progetti di ricerca e trivellazioni al fine di difendere le oasi naturalistiche presenti, evitare il deprezzamento del territorio e dei prodotti tipici e fermare lo sfruttamento del suolo per una politica energetica basata sul petrolio invece che sull'utilizzo di energie sostenibili; tale malcontento ha portato alla nascita di specifici comitati di cittadini contro la ricerca avviata presso l'area "Fantozza" e l'approvazione, da parte di diversi Consigli comunali, di appositi ordini del giorno nei quali, oltre a esprimere preoccupazione per l'azione di ricerca avviata e l'intenzione di esercitare ogni azione possibile per la tutela del territorio, si ribadisce la contrarietà a qualsiasi intervento che possa avere impatto negativo sull'ambiente; rilevato inoltre che: la Regione Emilia-Romagna, con nota del 22 maggio 2017, ha ritenuto utile, in risposta alle richieste fatte dagli enti locali interessati al progetto, proporre una sospensione del decorso temporale del titolo minerario al fine di consentire l'avvio di un adeguato programma di comunicazione e confronto con la cittadinanza in merito alle attività programmate e alle tutele previste nel corso delle attività medesime; la società Aleanna Resources LLC, pertanto, in data 6 giugno 2017 ha presentato al Ministero ulteriori istanze di sospensione per i permessi. Il Ministero ha assentito in data 20 giugno 2017; con la delibera n. 1415 del 3 settembre 2018, la Regione ha rilevato che gli esiti degli incontri con la cittadinanza "hanno evidenziato una preoccupazione generalizzata dei cittadini che dimostrano avversione alla realizzazione dei progetti confermando le ragioni di insostenibilità sociale che gli enti locali avevano manifestato approvando gli ordini del giorno di cui sopra"; con tale atto, la Regione ha deliberato quindi "di comunicare, in attuazione del principio di leale collaborazione, al Ministero dello sviluppo economico che non si riscontrano allo stato attuale le condizioni per procedere al rilascio di ulteriori atti formali relativi ai permessi di ricerca Fantozza e Bugia al fine di garantire un interesse generale e la coesione sociale del territorio coinvolto; di chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di valutare ed accogliere le istanze di contrarietà espresse"; considerato infine che: appare all'interrogante chiaro, sulla base del manifesto malcontento espresso dalla popolazione e dagli enti locali, che l'intendimento della Regione sia quello di bloccare l' iter del procedimento descritto, che era stato, al contrario, prima sostenuto a ogni livello amministrativo previsto dalla normativa vigente; la legge n. 239 del 2004 di riordino del settore energetico all'art. 1, comma 7, lett. n) , conferma la riserva allo Stato delle determinazioni inerenti alla prospezione, alla ricerca e alla coltivazione di idrocarburi da adottare, per la terraferma, d'intesa con la Regione interessata, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire al fine di interrompere definitivamente l' iter del procedimento, sulla base delle contrarietà espressa dai cittadini e dagli enti locali delle zone interessate dai permessi "Bugia" e "Fantozza" e nella delibera n. 1415 del 3 settembre 2018 della Regione Emilia-Romagna e, nel caso, quali provvedimenti voglia adottare per dare seguito a tale intendimento. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00262 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: presso il Tribunale civile di Brindisi la sezione Lavoro è in affanno per la mancanza di giudici togati; inizialmente l'organico prevedeva 5 magistrati togati più gli onorari; successivamente l'organico è stato ridotto a 4 togati più gli onorari; attualmente sono in servizio 2 togati e due onorari; il carico complessivo della sezione ammonta a circa 10.000 cause e soltanto l'abnegazione del personale amministrativo ed il sacrificio degli attuali magistrati togati ed onorari fa sì che vengano esaminate le questioni più urgenti; mentre tutte le altre vengono rinviate in attesa della ricomposizione dell'organico con pregiudizio per l'utenza e disagi per l'avvocatura; sembrerebbe che, proprio per risolvere tale contingenza, siano stati assegnati a quella sezione da parte del presidente della Corte di appello di Lecce 2 magistrati specializzati; di contro, pare che per dette unità sia stato richiesto il posticipato possesso, a giudizio dell'interrogante vanificando, di fatto, le motivazioni che avevano indotto l'urgente assegnazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; che cosa intenda fare per regolarizzare la dotazione di personale della sezione Lavoro del Tribunale di Brindisi; se risulti plausibile da un lato assegnare due magistrati e dall'altro chiedere il posticipato possesso; se, di contro, non sia necessario ed opportuno anticipare la presa di possesso da parte dei magistrati assegnati. Atto n. 3-00263 ERRANI DE PETRIS GRASSO LAFORGIA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Sagemcom Energy&Telecom è una multinazionale francese con circa 4.000 dipendenti in 5 continenti e un fatturato di 1,6 miliardi di euro (al 2017), con sede a Rueil-Malmaison; il 27 luglio 2017 Sagemcom energy&Telecom acquisisce dai soci CPL Concordia, la cooperativa Bilanciai e la cooperativa Cooperare, il 100 per cento delle quote della società Meter Italia SpA, azienda di Concordia (Modena) con uno stabilimento produttivo a Campogalliano (Modena) specializzata nella produzione di contatori intelligenti industriali e domestici, che diventa così Sagemcom Italia SpA; all'epoca dell'acquisizione Meter Italia SpA vantava un fatturato di circa 48 milioni di euro con grandi prospettive di crescita successivamente confermate: un'azienda quindi in ottimo stato, mai entrata in crisi, che rappresenta un fiore all'occhiello del tessuto industriale modenese; lunedì 1° ottobre 2018 Sagemcom Italia SpA ha inviato ai sindacati e alle rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento di Campogalliano una comunicazione formale in cui dichiara l'intenzione di trasferire l'intera produzione e i 34 lavoratori presso lo stabilimento di Città di Castello (Perugia) a partire dal 26 novembre 2018; la decisione dell'azienda, priva di motivazioni comprensibili, di trasferire la produzione comporta la chiusura dello stabilimento modenese e implica di fatto il licenziamento collettivo dei lavoratori che vedrebbero il loro luogo di lavoro trasferito di centinaia di chilometri; le rappresentanze sindacali hanno immediatamente chiesto l'apertura di un tavolo istituzionale di confronto con la presenza dell'azienda per discutere una decisione che provocherebbe non solo l'impoverimento del tessuto produttivo locale ma anche il probabile licenziamento in blocco dei lavoratori; venerdì 5 ottobre si è tenuto un incontro tra le rappresentanze sindacali e la proprietà, cui non hanno potuto partecipare i rappresentanti delle istituzioni in quanto non ammessi dall'azienda; durante l'incontro l'azienda ha confermato l'intenzione di dare corso al trasferimento, ma si è impegnata a verificare con la capogruppo francese la disponibilità a costituire un tavolo di confronto con la presenza delle rappresentanze istituzionali per verificare la possibilità di trovare soluzioni che permettano il mantenimento del sito produttivo di Campogalliano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda convocare urgentemente un tavolo di confronto con l'azienda Sagemcom Italia SpA in modo da garantire il necessario confronto tra istituzioni, rappresentanze dei lavoratori e forze produttive in merito a decisioni cruciali che determinano il futuro delle economie dei territori; quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di scongiurare la decisione dell'azienda di spostare la produzione e di fatto licenziare i 34 lavoratori del sito di produzione di Campogalliano. Atto n. 3-00264 CUCCA CIRINNA' VALENTE MALPEZZI MIRABELLI Al Ministro della giustizia Premesso che: il 27 settembre 2018, il vice presidente del Consiglio dei ministri, nonché Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, Di Maio, in merito all'elezione del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, sulla sua pagina "Facebook" ha affermato: "Incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov'è l'indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. Il Sistema è vivo e lotta contro di noi"; poco dopo, il Ministro in indirizzo ha dichiarato: "Prendo atto che all'interno del Csm, c'è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica!"; a giudizio degli interroganti le dichiarazioni del Ministro in indirizzo ledono in modo gravissimo l'onorabilità dei magistrati, attribuendo loro moventi politici, in assoluto e improvvido dispregio della funzione della magistratura e configurano un attacco pesante, inaccettabile e inaudito al principio di indipendenza della stessa, al limite dell'eversione; a parere degli interroganti queste parole configurano un attacco che crea un vulnus profondo nella dialettica istituzionale e democratica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, che più volte ha dichiarato di avere a cuore l'indipendenza della magistratura, sia consapevole della gravità e dell'irresponsabilità delle sue parole, pronunciate nello svolgimento delle sue funzioni, e quali iniziative urgenti intenda adottare per rimediare a questo inaudito strappo istituzionale al fine di tutelare l'indipendenza, l'onorabilità e la dignità di chi nel nostro Paese è chiamato a svolgere l'indispensabile funzione di amministrare la giustizia, nonché il principio di indipendenza della magistratura dai condizionamenti del potere politico e il principio dell'equilibrio e del rispetto reciproco tra i poteri dello Stato. Atto n. 3-00265 MALPEZZI BINI VALENTE ASTORRE BELLANOVA BITI BOLDRINI BONIFAZI CIRINNA' COLLINA COMINCINI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FARAONE FEDELI FERRARI FERRAZZI GARAVINI GINETTI GRIMANI IORI MAGORNO MANCA MARGIOTTA MARINO Assuntela MESSINA MISIANI PARRINI PATRIARCA SBROLLINI STEFANO SUDANO ROJC LAUS Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: non si sono ancora placate le numerose polemiche da cui è stato investito, nelle scorse settimane, il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, riguardanti la sua partecipazione ad un concorso per un posto di professore ordinario di Diritto privato e civile all'università "La Sapienza" di Roma, che lo hanno costretto a ritirarsi dalla procedura selettiva bandita dall'ateneo romano, così mettendo in piena evidenza l'inopportunità della precedente scelta di mantenere la propria candidatura nonostante la nomina alla Presidenza del Consiglio; la settimana scorsa una nuova inchiesta giornalistica ha messo in luce le gravi incompatibilità e i conflitti di interessi concernenti il presidente della commissione giudicante che avrebbe dovuto valutare i titoli di Conte, il professor Enrico Del Prato, grazie al quale Giuseppe Conte avrebbe ottenuto nel giugno 2017, e mantenuto per un anno, l'incarico di presidente del collegio arbitrale nella causa che vede coinvolte presso la camera arbitrale di Milano la società Sogered, saudita, e la italiana Leonardo-Finmeccanica. Un incarico mantenuto da Conte anche quando, nel marzo 2018, il co-arbitro Del Prato è stato indicato dall'ateneo romano quale presidente della commissione d'esame che avrebbe giudicato i suoi titoli; considerato che: nei giorni scorsi sono emersi nuovi fatti, pubblicati ieri da uno dei maggiori quotidiani a tiratura nazionale, che attesterebbero come lo stesso concorso con cui Conte è diventato professore ordinario, nel settembre 2002, sarebbe stato viziato da una grave incompatibilità di uno dei componenti della commissione giudicatrice, il professor Guido Alpa, che sarebbe stato socio dell'attuale Presidente del Consiglio dei ministri proprio nello stesso periodo nel quale si trovava a giudicarne i titoli in un concorso pubblico; una tale grave incompatibilità, che determinerebbe l'irregolarità del concorso con cui Conte è divenuto professore ordinario, sarebbe provata secondo gli organi di stampa dalla costituzione congiunta in difesa del Garante per la protezione dei dati personali in una causa contro la Rai, depositata al tribunale civile di Roma nel 2002 da Conte e Alpa solo 60 giorni prima la data dell'esame nel quale Alpa giudicò l'attuale Presidente del Consiglio dei ministri idoneo al ruolo di professore ordinario; la collaborazione professionale e la conseguente comunione di interessi economici con un professore che poi lo avrebbe giudicato idoneo nel concorso per ordinario sarebbe attestata a pagina 4 dello stesso curriculum di Giuseppe Conte, che l'attuale Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato alla Camera il 17 settembre 2013, si chiede di sapere: se la ricostruzione operata sulla stampa in questi giorni corrisponda alla realtà dei fatti; se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga incompatibile con il rilievo pubblico, interno ed internazionale, legato alla sua funzione l'aver partecipato e vinto un concorso per professore universitario, sul cui svolgimento grava ancor oggi il sospetto di essere stato viziato da una grave incompatibilità di un componente della commissione giudicatrice; se non ritenga che tale vicenda esponga ulteriormente la sua carica di Presidente del Consiglio dei ministri ad un discredito che nuoce all'interesse generale del Paese. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00645 BONINO Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'avvocato Cristina Bibolotti, militante di "+Europa" e candidata alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 nel collegio senatoriale di Pisa, è stata recentemente fatta oggetto di un ennesimo atto intimidatorio, che si inserisce in una lunga serie di minacce e avvertimenti per il suo impegno politico e, in particolare, per la sua opposizione al sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi; gli atti compiuti ai danni della Bibolotti, dei suoi familiari e dei suoi conoscenti, in un crescendo di violenze prima verbali e poi anche materiali, fino ad atti di vero e proprio vandalismo, documentati nelle querele presentate dalle vittime, sono sempre stati rivendicati dall'autore come ritorsioni verso le posizioni politiche della Bibolotti; l'autore di questi atti si è prima "firmato" con profili manifestamente falsi ("SalviniMeloni", "Viola Viola", "Alexander Bond") fino a qualificarsi con quello di "Massimo Maccari"; non è noto all'interrogante se a Massimo Maccari (che nei post su "Facebook" ha dichiarato anche il luogo e la data di nascita) corrisponda un'identità reale o un profilo falso; nondimeno dal luglio 2017 gli atti persecutori sono proseguiti pressoché ininterrottamente con telefonate, messaggi sms o social fino ad oggi, con una particolare intensità nel periodo della gravidanza e in quello immediatamente successivo al parto della Bibolotti (un sinistro messaggio intimidatorio, diffuso su "Facebook", ha avuto anche ad oggetto il figlio neonato); l'ultimo episodio è del 30 settembre, quando uno sconosciuto ha compiuto atti vandalici sui beni (vasi e fioriere) e sull'auto di una congiunta della Bibolotti, rivendicando la ritorsione con la seguente scritta sulla fiancata dell'automobile danneggiata: "paga tutto la Bibolotti"; successivamente all'episodio, sul profilo "Facebook" di Massimo Maccari è comparso il seguente messaggio: "Noi avevamo avvisato con tutta la nostra buona volontà per riuscire a convincere l'avvocato Bibolotti a smettere con il suo Hobbies preferito (Stuzzicare Susanna), ma se la Bibolotti ha difficoltà a capire… (...). A questo punto aggiorniamo il risultato in tempo reale (1 - 0), dopodiché aspettiamo notizie dell'Avvocato Bibolotti per sapere se preferisce il 2-0 oppure facciamo basta così??? (...)"; il sindaco Ceccardi, malgrado le numerose richieste, non ha mai denunciato o condannato pubblicamente gli atti descritti in premessa, si chiede di sapere, nelle more del procedimento giudiziario avviato a seguito delle denunce presentate, quali misure il Ministro in indirizzo ritenga che vadano adottate a tutela della sicurezza e dell'incolumità di Cristina Bibolotti, dei suoi familiari e dei suoi conoscenti, ormai minacciate in forma manifestamente violenta. Atto n. 4-00646 MALLEGNI Al Ministro dell'interno Premesso che: le prime occupazioni dei CSOA (centro sociale occupato autogestito) in Italia sono riferibili ai primi anni '70. I movimenti extraparlamentari di estrema sinistra collegati alle frange violente dell'eversione antagonista ed anarco-insurrezionalista hanno pianificato come forma di lotta l'occupazione di immobili da utilizzare come base logistiche per l'aggregazione dei giovani militanti; negli anni, grazie ad un'eccessiva tolleranza delle istituzioni, locali, regionali e nazionali, queste occupazioni si sono moltiplicate e si sono sempre più organizzate, trasformando le strutture occupate in centri polifunzionali dove vengono svolte le più disparate attività, anche al fine di autofinanziare la lotta politica; i centri sociali sono dei luoghi dove anche le attività illegali vengono tollerate, basti pensare alle rituali iniziative periodiche finalizzate a propagandare il messaggio politico della legalizzazione delle droghe con iniziative della natura più diversa, dove l'uso e l'abuso di sostanze stupefacenti è noto e, contro ogni principio di legalità, in nessun modo contrastato o sanzionato dalle istituzioni; la volontà del Governo Conte di sgomberare le case e le proprietà occupate sarebbe una priorità; l'eversione extraparlamentare della sinistra antagonista ha caratterizzato negativamente la storia del nostro Paese, mettendo in atto azioni di lotta violenta sfociate a volte in fenomeni riconducibili alle organizzazioni terroristiche; in questi anni, sia i questori che i prefetti hanno fatto finta di nulla e ci sono centinaia di cittadini onesti che si trovano senza una casa e sono in lista di attesa; inoltre, è a parere dell'interrogante vergognoso che lo Stato applichi le norme soltanto per la gente per bene e non per chi delinque; a quanto risulta all'interrogante nel comune di Montignoso, sito nella provincia di Massa Carrara, ormai da diversi anni, è stato occupato un edificio di proprietà dell'Anas, una ex casa cantoniera, situata al chilometro 375.85 della strada statale Aurelia, da movimenti appartenenti all'estrema sinistra extraparlamentare; i fatti dimostrano che gruppi eversivi antagonisti presenti nel territorio, collegati alle strutture dei centri sociali occupati, rappresentano ad oggi un pericolo per la democrazia e per la stabilità sociale; tale occupazione, dapprima ampiamente tollerata dalle istituzioni, sta creando da tempo problemi di convivenza con i residenti, a causa delle attività che vi si svolgono; le amministrazioni comunali che si sono avvicendate hanno espresso più volte pubblicamente la volontà di riqualificare l'area per utilizzarla per progetti sociali capaci di coinvolgere tutti i cittadini; questo tipo di occupazioni rappresenta un problema anche per l'impatto sociale indiretto che causa nei cittadini, costretti a vivere in emergenza abitativa, che si trovano a constatare come ingiustizia la tolleranza delle istituzioni nei riguardi di questi fenomeni di illegalità; gli allacci all'impianto di fornitura di acqua e corrente elettrica risultano totalmente abusivi, data l'assenza degli appositi contatori e tale pratica, oltre ad essere illegale, è uno schiaffo morale rivolto alla cittadinanza, che regolarmente paga le forniture di cui usufruisce; la struttura dello stabile è stata alterata dagli occupanti come documentato dalle Forze dell'ordine, che hanno provveduto ad emanare provvedimenti e ad identificare le persone presenti al momento; attualmente lo stabile risulta privo di certificato di idoneità statica; gli articoli 50 e 54 del testo unico degli enti locali (di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000) specificano: che in caso di emergenze sanitarie o igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco quale rappresentante della comunità locale; che il sindaco, quale ufficiale di governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli, che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana; tale occupazione abusiva costituisce un costante pericolo per la sicurezza e l'incolumità della cittadinanza e di coloro che si trovano a transitare nella zona (via Aurelia); il sindaco ha piena autorità per ordinare lo sgombero dei locali della ex casa cantoniera come avvenuto in altre occasioni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta e quali provvedimenti intenda adottare per risolvere la problematica. Atto n. 4-00647 PATRIARCA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in una società che si interroga sul senso della famiglia, la figura del caregiver familiare diventa uno degli indicatori di qualità della relazione di cura a cui ogni membro di ogni famiglia ha diritto nella vita; il caregiver familiare è una figura che può essere indispensabile nella vita di una persona, ogni volta che si crea una condizione di dipendenza, una perdita di autonomia, più o meno prolungata, più o meno reversibile; il caregiver familiare svolge il suo ruolo per motivazioni affettive e in modo informale e gratuito, spesso per lunghi periodi di tempo (disabilità congenita, patologie cronico-degenerative) con pesanti impatti in termini di isolamento sociale, di salute, di condizione economica e lavorativa; i caregiver in Italia che assistono familiari, secondo una recente indagine Istat, sono stimati pari a 7.293.000 (14 per cento della popolazione). Si tratta per il 6,6 per cento di giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, per il 20,4 per cento di età compresa tra i 25 per il 44, al 44,9 per cento di persone di età compresa tra i 45 ed i 64 anni, e per il 20,8 per cento di età superiore ai 65 anni. 2.146.00 (ben 2 terzi sono donne) hanno un impegno assistenziale superiore alle 20 ore settimanali (sovente per 24 ore); si è caregiver in tutte le fasce di età e condizione: studenti, inoccupati, disoccupati, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati; i caregiver familiari in Italia sono prevalentemente donne, spesso costrette a lasciare il lavoro e questo dato coincide con la gravità dell' handicap e dell'età e se la persona malata o disabile è un figlio, quasi sempre uno dei genitori lascia il lavoro. Il caregiver familiare assolve una funzione non solo familiare, ma anche sociale; una funzione che necessita di riconoscimento, di servizi di supporto, di politiche intersettoriali, in primis di conciliazione; considerato che: nella legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017) varata dal Governo pro tempore Gentiloni, con un emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo e 150 senatori, è stato definito, a valere nella legislazione nazionale, la figura del caregiver familiare ed istituito un fondo a sostegno del relativo ruolo di cura ed assistenza (commi 254 e 255 dell'art. 1), con una dotazione triennale di 60 milioni di euro (20 milioni per annualità a partire dal 2018); si è trattato di un primo risultato, a lungo atteso dai milioni di caregiver familiari del nostro Paese; nessun riferimento al fondo appare nell'anticipo della Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza per il 2019, si chiede di sapere quali siano le risorse a sostegno dei caregiver familiari assegnate al fondo e quale sia lo stato di avanzamento del provvedimento attuativo sull'impiego di tali risorse. Atto n. 4-00648 BARBARO Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'atto aziendale 2017 dell'Asl di Caserta reitera una strutturazione dell'azienda sanitaria, che ha trascurato la "medicina preventiva", e appare in netto contrasto con le direttive ministeriali, volte a potenziare la prevenzione; nell'ambito dell'Asl di Caserta si annoverano: 107 stabilimenti riconosciuti con bollo CE e 140 strutture casearie riconosciute con bollo CE; 13.952 imprese registrate; 851 allevamenti bufalini; 1704 allevamenti bovini; 761 allevamenti ovini; 257 allevamenti caprini, che richiedono interventi di prevenzione distinti per aree funzionali, ciascuna delle quali dotata di un proprio direttore di strutture complessa; nell'Asl di Caserta non sono presenti, nell'ambito del servizio veterinario, i "responsabili dei servizi centrali", poiché anziché avviare un regolare concorso nazionale, si è proceduto tramite un "bando interno" ( ex art. 18 del contratto per la dirigenza medica veterinaria 1998-2001). La commissione esaminatrice, tuttavia, presenta diversa profili di illegittimità, come la presenza di uno psichiatra. La commissione ha inoltre redatto una graduatoria mai pubblicata, se non quella relativa al servizio "Sanità animale"; solo all'esito delle predette procedure, con deliberazione del direttore generale dell'Asl di Caserta, il ruolo di responsabile del servizio "Sanità animale" è stato conferito per "incarico diretto" al dirigente collocatosi al primo posto della graduatoria del "bando interno"; tale nomina è stata revocata successivamente dallo stesso direttore generale, con incarico conferito ad un dirigente veterinario non presente in graduatoria; l'atto aziendale e quelli ad esso consequenziali hanno completamente disatteso quanto stabilito dal "decreto Balduzzi" (di cui al decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012); con deliberazione del direttore generale dell'Asl di Caserta (n. 667 del 23 maggio 2018) è stato pubblicato un nuovo "avviso interno" per il conferimento degli incarichi di dirigente di struttura semplice e struttura semplice dipartimentale; con ulteriore deliberazione del direttore generale (n. 933 del 13 luglio 2018) si è provveduto a confermare per ulteriori 8 mesi i 49 medici veterinari assunti con il richiamato avviso pubblico; ritenuto che, a giudizio dell'interrogante: l'"avviso interno" n. 667/2018 presenterebbe profili di illegittimità, tra i quali: mancanza di competenze, mandato scaduto o nomine illegittime dei direttori di strutture complesse, che dovranno valutare i curricula dei candidati; criteri di valutazione sconosciuti; mancanza di requisiti di accesso alle varie posizioni funzionali; strutture semplici dipartimentali già state a dirigenti prima ancora che l'atto aziendale le individuasse; possibilità di partecipazione per dirigenti non hanno mai gestito personale; la deliberazione n. 933/2018 presenterebbe due gravissimi problemi: l'assunzione d'ufficio dovuta alla continuità del rapporto lavorativo per persone che non hanno i requisiti di legge; la proposta del rinnovo a firma del responsabile dell'UOC Veterinaria, nominato, intuitu personae , dal direttore generale in totale spregio della graduatoria, ex art. 18 del contratto per la dirigenza medica veterinaria 1998-2001, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri di indirizzo intendano intraprendere al fine di verificare i fatti e le circostanze esposte; se ritengano opportuno l'invio di ispettori ministeriali, prima che le deliberazioni n. 667/2018 e n. 933/2018 possano produrre i loro effetti, valutando, contestualmente la presenza di elementi di illegittimità nelle procedure di assunzione di personale svoltesi nell'ultimo quinquennio; se intendano attivarsi presso la Corte dei conti, al fine di valutare le recenti condotte della direzione generale della Asl, già assoggettata al "piano di rientro". Atto n. 4-00649 CASTIELLO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: il Comune di Agropoli (Salerno) è stato reso destinatario di un finanziamento pubblico per l'importo complessivo di 12.972.539,47 euro (in attuazione delle previsioni di accelerazione della spesa ai sensi della delibera di Giunta regionale della Campania n. 601 del 20 dicembre 2013) finalizzato alla "Messa in sicurezza permanente dell'ex discarica comunale di località Gorgo" che si situa a cavallo dei confini comunali di Agropoli e Prignano Cilento; l'appalto è stato aggiudicato all'associazione temporanea di imprese Tecnobuilding - Schiavo & C. - Ecotech - R.C.M. costruzioni, con sede in Eboli alla via Maestri del lavoro snc, per l'importo di 6.796.154,57 euro, oltre 2.011.755,92 euro per il costo del personale e 109.875,34 euro per il costo della sicurezza, per un totale complessivo di 8.917.785,83 euro; premesso, altresì, che dall'analisi di rischio ( ex art. 242, comma 4, del decreto legislativo n. 152 del 2006) conformemente ai codici di calcolo dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare era emerso chiaramente il superamento della concentrazione della soglia di contaminazione (CSC) e della concentrazione della soglia di rischio (CSR), risultando il sito inquinato in quanto in esso erano stati riscontrati rischi non accettabili per i contaminanti berillio, manganese, nichel, selenio, policlorobifenili (PCB), ferro, idrocarburi, eccetera; tenuto conto che: l'inizio degli sversamenti nel corpo della discarica "Gorgo" è riferibile (all'incirca) ai primi anni '80 e si è protratto, senza soluzione di continuità, fino all'anno 2001; la superficie in pianta della discarica, alla media profondità (7-10 metri), è stimabile incirca 40.000 metri quadrati, e, essendo la densità media dei rifiuti abbancati almeno pari a 0,7 tonnellate al metro cubo, si può agevolmente stimare che i rifiuti esistenti in discarica sono circa 280.000 tonnellate, che hanno dato origine, nel corso di oltre 20 anni di intensa attività, a rilevanti volumi di percolato (che si genera in seguito a processi di lascivazione e fermentazione delle sostanze organiche all'interno di una discarica) che è defluito lungo le pendici dei corpi di discarica per poi confluire, solo in minima parte, nelle vasche di stoccaggio ubicate a quota intermedia rispetto al punto più depresso del corpo di discarica; il percolato è defluito persistentemente per oltre un ventennio lungo il corpo di discarica, e, non ben captato e trattato, ha provocato inquinamento sia di falde acquifere di prossimità che ambientali, costituite dall'asta torrentizia denominata Vallone Gorgo, che confluisce nel fiume Testene e, quindi, sul lungomare San Marco di Agropoli prima di immettersi nel mar Tirreno; dagli archivi dei medici di medicina generale operanti nei territori comunali a sud di Salerno (da Agropoli a Sapri) è stata rilevata una percentuale significativa di assistiti ammalati di cancro, superiore alla media nazionale, si chiede di conoscere: quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate e di approntare le più adeguate misure dirette a prevenire e a contenere l'ulteriore diffusione sul territorio delle malattie tumorali; quali iniziative concrete intendano assumere per favorire l'autorità giudiziaria territorialmente competente nello svolgimento di idonee e opportune indagini dirette ad accertare l'identificazione dei colpevoli e le responsabilità penali, così creando i presupposti per il recupero delle somme che sono occorse per il risanamento del sito (pari a 12.972.539,47 euro) che non è giusto che vengano accollate alla collettività, violando il principio "chi inquina, paga". Atto n. 4-00650 FEDELI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con la legge 21 marzo 2016, n. 45, è stata istituita, con cadenza ogni 3 ottobre, la giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria; la riflessione sui temi dei diritti umanitari, dell'accoglienza e del dialogo tra i popoli ha dato vita, per iniziativa del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il sostegno del Fondo asilo migrazione e integrazione (FAMI), al progetto "L'Europa inizia a Lampedusa" che ha avuto come fulcro le celebrazioni delle giornate del 3 ottobre 2016 e 2017; nell'ambito del progetto il Ministero ha lanciato il bando "Porte d'Europa" rivolto a studentesse e studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni, frequentanti il terzo e quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado per l'elaborazione e presentazione di opere letterarie, visive e multimediali in partenariato con istituti di pari grado europei; nei primi due anni di realizzazione hanno partecipato all'iniziativa circa 12.000 studentesse e studenti provenienti da 67 istituti italiani e da 13 istituti di altri Paesi europei su 230 scuole che hanno risposto al bando di concorso lanciato dal Ministero nell'ambito del progetto; considerato che: il 20 aprile 2018 il Ministero ha pubblicato il nuovo bando per la selezione dei partecipanti al progetto "Porte d'Europa", nonché alle iniziative concomitanti con la celebrazione del 3 ottobre; il progetto si propone di sviluppare la cultura della solidarietà, dell'accoglienza e del dialogo, fondata sul rispetto dei diritti umani, mediante azioni di formazione partecipata all'interno delle scuole, rafforzando nei giovani la consapevolezza e la conoscenza sui temi del fenomeno migratorio e dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo, anche attraverso confronti diretti e momenti formativi organizzati in luoghi simbolo degli attuali processi migratori; il progetto prevede che le scuole di secondo grado, in collaborazione con una scuola di un altro Paese europeo, svolgano percorsi laboratoriali e formativi (della durata di almeno 10 ore), nell'ambito dei quali gli studenti producono elaborati destinati ad implementare la "sezione giovani" del museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo di Lampedusa, sulla base del protocollo d'intesa sottoscritto con il Comune di Lampedusa e il comitato "3 ottobre"; il bando prevede altresì che a seguito di una procedura selettiva vengano individuate 21 scuole (una per ciascuna Regione e Provincia autonoma) che, con il loro partner europeo, partecipino all'evento conclusivo in programma a Lampedusa il 3 ottobre e che in questo contesto studentesse e studenti italiani (3 studenti e un docente per ciascuna scuola per un totale di circa 200 partecipanti) ed europei si incontrino per partecipare a workshop e ad altre attività che si concluderanno con la celebrazione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione; tenuto presente che: il termine per far pervenire l'adesione era fissato dal bando entro e non oltre l'8 giugno 2018; in 4 mesi il dicastero non ha mai comunicato nulla agli istituti che hanno invitato i loro progetti come riportato dagli articoli dei quotidiani "la Repubblica", "Giornata dei migranti a Lampedusa, il Miur non la sostiene più", e de "il Fatto Quotidiano", "Lampedusa, Miur fa il bando per la Giornata del 3 ottobre ma poi non risponde alle scuole. I prof: 'Triste naufragio educativo'", pubblicati il 2 ottobre 2018; gli istituti che si sono recati a Lampedusa il 3 ottobre hanno dovuto affrontare a proprie spese viaggio e pernottamento per i circa 100 ragazzi che non hanno voluto rinunciare alla partecipazione agli eventi organizzati, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto riportato da "il Fatto Quotidiano" che cita una nota ricevuta via e-mail dal Ministero in data 1° ottobre, "i lavori inviati dalle scuole stanno per essere valutati in questi giorni a Lampedusa, dagli studenti dell'Istituto Pirandello e da studenti provenienti da circa 15 scuole di tutta Italia", in violazione di quanto previsto dall'art. 10 del bando, secondo cui a selezionare le scuole partecipanti deve essere "una commissione nominata dal Direttore generale per lo studente"; se tale commissione sia stata mai nominata e, in caso negativo, per quale motivo; perché i lavori inviati non siano stati valutati prima dell'evento del 3 ottobre 2018; perché il Ministero non abbia finanziato volo e pernottamento degli studenti, come avvenuto nelle precedenti edizioni. Atto n. 4-00651 LAFORGIA DE PETRIS GRASSO ERRANI Al Ministro dell'interno Premesso che: un gruppo di militanti di "Forza Nuova", in data 4 ottobre 2018, ha organizzato sui treni della linea Milano-Bergamo ronde illegali, denominate "Passeggiate della sicurezza", con l'obiettivo esplicito di "garantire sicurezza ai pendolari"; i promotori di quest'iniziativa, che hanno indossato felpe nere con scritto "Forza Nuova", hanno pubblicato le fotografie dei "controlli" sui propri profili sui social network e distribuito un volantino con un appello a partecipare: "Difendi la tua città. Aggressioni, degrado, caos. Volontari per la sicurezza. Scendi in strada: contattaci" e l' hashtag "diquinonsipassa"; da diversi anni l'Italia sta conoscendo un riemergere di movimenti di ispirazione fascista inquietante e intollerabile per la Repubblica; considerato inoltre che: il divieto di ricostituzione "sotto qualsiasi forma" del partito fascista è espressamente previsto dalla XII disposizione transitoria della Costituzione e comunque risulta dall'insieme delle norme e dei valori della nostra democrazia; lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo è previsto dalla legge n. 645 del 1952, e che le diverse sigle operanti in Italia, a cominciare da "Forza Nuova", siano senz'altro organizzazioni apologetiche del fascismo e del nazismo è stabilito da una pronunzia definitiva della Corte di cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449); iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre ad offendere la nostra coscienza civile e democratica, rappresentano fattore di grave turbamento per l'ordine pubblico in tutto il Paese; la legge n. 654 del 1975, di ratifica della convenzione internazionale contro le discriminazioni razziali, è animata da valori espressamente volti al contrasto di ogni ideologia razzista o neofascista, come da ultimo confermato dalla legge n. 115 del 2016 sul negazionismo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'iniziativa, documentata da diversi organi di stampa; quali iniziative urgenti e incisive intenda assumere per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti; se non intenda impartire alle Prefetture e alle Questure direttive più opportune e cogenti al fine di limitare la pericolosa attività illecita, provocatoria e violenta di tali organizzazioni. Atto n. 4-00652 GASPARRI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il portavoce del Presidente del Consiglio dei ministri, Rocco Casalino, avrebbe indirizzato ad alcuni giornalisti un messaggio audio attraverso "WhatsApp" con il seguente contenuto: "Nessuno mette in dubbio che il Ministro Tria non sia serio, un Ministro serio appunto si occupa dei problemi degli italiani non era riferito a Tria ma a un concetto più in generale. Comunque se domani vuoi uscire con una cosa che può essere simpatica la metti che nel Movimento 5 stelle è pronta una mega vendetta cioè chi giura (lo metti come fonte parlamentare però) che se poi non dovessero uscire all'ultimo i soldi per il reddito di cittadinanza tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del MEF, non ce ne fregherà veramente niente ci sarà una cosa ai coltelli proprio. Perché ormai abbiamo capito che Tria c'entra il giusto, relativamente. Ma qui il vero problema è che ci sono lì al Ministero dell'Economia una serie di persone che stanno lì da anni, da decenni, che hanno in mano tutto il meccanismo e che proteggono il solito sistema e quindi non ti fanno capire tutte le voci del bilancio nel dettaglio in modo che si possa tagliare perché non è accettabile che non si trovino dieci miliardi (...), cioè non stiamo parlando di duecento miliardi stiamo parlando di dieci miliardi, una manovra di venti - trenta miliardi la fanno tutti i governi non c'è niente di straordinario. Il fatto che c'è questa resistenza fa capire che c'è qualcosa che non va. Noi crediamo che tutto andrà liscio ma se per caso dovesse venire fuori che all'ultimo ci dicono che i soldi non li abbiamo trovati, nel 2019 ci dedicheremo soltanto, ci concentreremo a far fuori tutti questi (...) del MEF"; il contenuto, diffuso poi a mezzo stampa, al di là delle modalità con cui è stato reso noto, è stato ripreso da tutti gli organi di informazione e contiene evidenti minacce ai dirigenti del Ministero dell'economia e delle finanze, che non rientrano certamente nei compiti di un portavoce, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri fosse a conoscenza del contenuto dell'audio inviato da Casalino; se non ritenga deplorevole che il suo portavoce invii messaggi di questo tipo, che alcuni mezzi di informazione hanno definito "di stampo mafioso"; quali iniziative intenda intraprendere e se non ritenga opportuno che Casalino presenti le proprie dimissioni; a quanto ammonti il compenso di Rocco Casalino per l'incarico ricevuto; quante persone siano state assunte nello staff dello stesso Casalino e con quali costi; quali siano le direttive affidate a Casalino nel suo ruolo di portavoce; se il contenuto dell'audio risponda alle direttive ricevute o se si tratti di una iniziativa personale e, di conseguenza, di un palese abuso di potere. Atto n. 4-00653 IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante: con provvedimento del direttore generale del personale e della formazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, P.D.G. 3 aprile 2008, pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 11 del 15 giugno 2008, è stato indetto il concorso interno per titoli di servizio ed esame, consistente in una prova scritta e un colloquio, a complessivi 643 posti (608 uomini e 35 donne) per la nomina alla qualifica iniziale del ruolo maschile e femminile degli ispettori del Corpo di Polizia penitenziaria, per coprire le vacanze di organico nel ruolo ispettori accertate al 31 dicembre 2007; con provvedimento del direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, P.D.G. 16 gennaio 2017, vistato dall'Ufficio centrale del bilancio il 2 febbraio 2017, il numero dei posti del concorso interno è stato elevato da 643 a 1.232, dei quali 1.149 uomini e 83 donne; con decreto del direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, datato 7 luglio 2017, è stata disposta la rettifica del provvedimento del direttore generale 16 gennaio 2017, la prova preliminare preselettiva, consistente in una serie di domande a risposta multipla, si è tenuta a Roma a parere dell'interrogante inspiegabilmente a distanza di oltre 1 anno e 9 mesi dalla pubblicazione del concorso interno nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia ed esattamente dal 22 al 25 marzo 2010; la prova scritta si è tenuta a Roma a distanza di 6 anni dalla prova preliminare ed esattamente in data 23 marzo 2016; le prove orali si sono tenute a Roma, dal mese di maggio al mese di novembre 2017; con decreto del direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 30 novembre 2017 è stata approvata la graduatoria finale dei candidati, dichiarando vincitore il personale maschile e femminile (976 unità), di cui alle graduatorie allegate al predetto decreto, del concorso interno indetto con P.C.D. 3 aprile 2018, pubblicato nel Bollettino del Ministero della giustizia del 15 giugno 2008; l'invio al corso di formazione del personale dichiarato vincitore del concorso interno ha avuto inizio a distanza di ben 10 mesi dall'emissione del predetto decreto, come comunicato dal direttore generale della formazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, con lettera GDAP-0225704 del 9 luglio 2018; sono trascorsi quasi 11 anni per concludere una procedura concorsuale "interna", quindi in teoria con procedura semplificata, dal momento che non era prevista, per espressa previsione normativa, alcuna prova psicoattitudinale, nè, tantomeno, alcun accertamento di idoneità fisica, trattandosi di personale già incorporato nei ranghi del corpo di Polizia penitenziaria ed è evidente che qualcosa nel complesso meccanismo della macchina burocratica dell'Amministrazione penitenziaria non ha funzionato per motivi non ascrivibili a colpa dei dipendenti, ma alla sola inerzia dell'amministrazione. Non si sono registrati, infatti, contenziosi che abbiano potuto ritardare le procedure concorsuali; una procedura, si ribadisce interna, che normalmente avrebbe dovuto immettere in ruolo 643 vice ispettori (oggi 976) nel giro di massimo 2 anni e mezzo (a decorrere dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 11 del 15 giugno 2008: sei mesi per le prove preselettive, 1 anno per la prova scritta, 1 anno per la prova orale), a causa di chissà cosa, immetterà in ruolo detto personale solo dopo quasi 11 anni, è previsto infatti il termine del corso nel mese di marzo 2019; nel merito delle procedure concorsuali, praticamente la totalità delle segreterie generali della compagine sindacale di categoria, hanno indirizzato al ministro della giustizia e al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ai direttori generali del personale e delle risorse e della formazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, numerose missive volte a conoscere le motivazioni di un simile incomprensibile ritardo delle procedure concorsuali, sollecitando il Governo e i vertici dell'amministrazione penitenziaria a verificare i motivi di tali inadempienze, richiedendo di attivare iniziative legislative e/o procedure amministrative condivise, attraverso l'istituzione di appositi tavoli tecnici, volte a porre rimedio ad una palese violazione dei diritti soggettivi del personale coinvolto nelle procedure concorsuali che li vedono, ancora oggi, penalizzati sotto il profilo personale, familiare ed economico con evidente preclusione delle legittime aspettative di carriera. Il personale di Polizia penitenziaria che ha partecipato alle procedure concorsuali che, si ricorda, aver avuto inizio il 15 giugno 2008, a distanza di quasi 11 anni da allora, vanta un'età di servizio di almeno 20/25 anni con un'età anagrafica fra i 45 e i 55 anni e che, non avendo potuto oltremodo aspettare il termine delle procedure concorsuali ha, nel frattempo, dovuto operare scelte di vita importanti e radicali (si pensi alla decisione di avere un figlio o all'acquisto dell'abitazione) che non consentono più loro di poter affrontare un eventuale trasferimento in altra sede, distante anche centinaia di chilometri, subendo ora, dopo il danno economico e professionale degli inspiegabili e reiterati ritardi, anche la beffa di dover scegliere fra stravolgere la propria vita familiare e affettiva o rinunciare, dopo tanti sacrifici, all'accrescimento professionale ed al miglioramento delle proprie condizioni economiche derivanti all'inquadramento nel nuovo ruolo; il personale di Polizia penitenziaria che ha partecipato alle procedure concorsuali, dichiarato vincitore del concorso interno con decreto del direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 30 novembre 2017, proviene per il 35 per cento circa dal ruolo sovrintendenti con qualifica attuale di sovrintendente capo e per il restante 65 per cento circa dal ruolo agenti/assistenti con qualifica attuale di assistente capo coordinatore e che, proprio a causa della cronica carenza del personale appartenente al ruolo ispettori, negli ultimi 11 anni, ha svolto mansioni di coordinatore dei reparti detentivi e sorveglianza generale, quindi, con impiego in mansioni di gran lunga superiori a quelle previste per il ruolo di appartenenza e con assunzione di responsabilità eccedenti quelle normalmente attribuibili, poiché richiedono un livello di preparazione professionale adeguato. Mansioni che avrebbero potuto svolgere con altrettanta abnegazione, ma con una preparazione professionale adeguata e il giusto riconoscimento professionale ed economico, poiché già inquadrati nel ruolo ispettori del corpo di Polizia penitenziaria, se il concorso si fosse concluso in tempi ragionevoli; con l'entrata in vigore del decreto legislativo 95 del 2017, meglio conosciuto come "Riordino delle Carriere", sono state modificate in modo sostanziale le procedure di progressione di carriera di tutti i ruoli delle forze di Polizia prevedendo, nelle norme transitorie, procedure speciali per gli appartenenti ai vari ruoli che avranno termine nell'anno 2026 e che vedono oggi il personale di Polizia penitenziaria, vincitore del concorso bandito nel 2008, ancora una volta penalizzato a causa del ritardo nelle procedure; infatti a questo personale è stata, di fatto, preclusa la possibilità di progredire nella carriera, poiché nel 2026, data del termine delle norme transitorie, gli stessi non avranno maturato l'anzianità nel ruolo prevista per poter accedere alle qualifiche apicali del ruolo di ispettori del corpo di Polizia penitenziaria con le procedure semplificate previste dalle norme transitorie, nonostante avere di fatto espletato mansioni superiori negli ultimi 11 anni; il personale di Polizia penitenziaria, vincitore del concorso indetto con P.C.D. 3 aprile 2018, in data 16 febbraio 2018 si è costituito in un comitato denominato "CoIsp1232", con il fine di ottenere il riconoscimento del danno subito a causa dell'eccessivo ritardo nelle procedure concorsuali: in prima istanza per ottenere di essere ascoltati dai vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Governo per contribuire costruttivamente ad individuare possibili soluzioni normative che possano riconoscere agli stessi la retrodatazione della decorrenza giuridica della qualifica di vice ispettore ed il loro rientro in sede alla fine del corso e dare l'opportunità a quanti desiderassero di chiedere l'assegnazione ad una sede a loro più confacente; in ultima istanza, ove rimanessero inascoltate le loro proposte, ad ottenere il giusto risarcimento economico, si chiede di sapere: quali iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di restituire ai futuri ispettori quella serenità professionale e familiare che meritano, dopo la perdita di un'opportunità determinata da un ritardo di 11 anni ascrivibile integralmente all'amministrazione; se abbia intenzione di intervenire in modo definitivo affinché si ponga rimedio alle ingiustizie che il personale, vincitore del concorso interno per la nomina alla qualifica iniziale di vice ispettore del corpo di Polizia penitenziaria, indetto con P.C.D. 3 aprile 2008, pubblicato nel Bollettino del Ministero della giustizia del 15 giugno 2008, ha subito e continua a subire da ormai troppi anni. Atto n. 4-00654 GAUDIANO GALLICCHIO L'ABBATE ANGRISANI URRARO CASTELLONE MANTOVANI GUIDOLIN ORTIS GIANNUZZI FEDE DE FALCO LOMUTI CORBETTA Al Ministro della salute Premesso che: i cani possono soffrire di epilessia, ovvero quella condizione neurologica che equivale a una perdita di coscienza e convulsioni. Questa sorta di black out a livello neurologico può risultare temporaneo, sporadico, transitorio o ricorrente, ovvero, una conseguenza degli impulsi che arrivano al cervello possono risultare incontrollabili; la reazione è quasi sempre riconducibile alla convulsione, cioè allo svuotamento fisico e violento, ma quest'ultimo non sempre può indicare uno stato epilettico; la causa che scatena l'epilessia spesso è ignota e le motivazioni quasi sempre riconducibili a problematiche differenti, ma la patologia è identificabile, perché quasi sempre porta a malattie progressive intracraniche; dato che questa patologia affligge numerosi cani ed è in continua espansione, i possessori a vario titolo di questi sfortunati amici dell'uomo, in molti casi non riescono più a farsi carico del costo dei medicinali atti alla cura di detta patologia; fino a qualche tempo fa, la patologia era tenuta sotto controllo, somministrando ai cani il Gardenale in capsule da 100mg., oppure il Luminale, farmaci di uso umano facilmente reperibili in farmacia, previa prescrizione medico-veterinaria e acquistabili a prezzi accessibili; con nota del 29 marzo 2017, il Ministero della salute informava che dal 31 marzo 2017 sarebbe stato disponibile il farmaco veterinario Soliphen, farmaco a base di fenobarbital, e solo sino a quella data il veterinario, sotto la propria responsabilità, avrebbe potuto prescrivere medicinali autorizzati per l'uso umano ( ex art. 10 del decreto legislativo n. 193 del 2006); pertanto la descritta facoltà è cessata al momento dell'effettiva commercializzazione di Soliphen, farmaco molto più costoso di quelli menzionati, con il divieto al veterinario di prescrivere medicinali autorizzati per l'uso umano a base di fenobarbital (quali Gardenale e Luminale). L'unica eccezione riconosciuta dalla suddetta nota ministeriale deriva dalla controindicazione riportata dal foglietto illustrativo del medicinale: "non usare in cani con peso corporeo inferiore a 6 kg"; di conseguenza, non essendo disponibili in commercio medicinali veterinari specifici per animali di peso inferiore ai 6 chilogrammi, rimane lecito avvalersi, per la loro terapia, dell'uso in deroga previsto dal citato articolo 10; inoltre il Soliphen è farmaco cosiddetto "delicato" e soggetto ad essere annotato in specifico registro e a particolari procedure, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare in relazione alla descritta questione; se e quali iniziative intenda assumere affinché tutti i cani affetti da epilessia possano essere curati con farmaci ad uso umano, come già avvenuto in passato, dal costo accessibile e sostenibile. Atto n. 4-00655 CAUSIN Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze Premesso che: il Ministero della giustizia, con comunicato del 15 giugno 2018, ha reso noto l'elenco degli aventi diritto all'attribuzione delle borse di studio relative all'attività di stage 2017, per lo svolgimento di tirocini formativi presso gli uffici giudiziari, ai sensi del decreto interministeriale (giustizia-economia e finanze) del 22 dicembre 2017, come previsto dall'articolo 73 del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013; ciascun tirocinante che sarà ammesso in graduatoria potrà beneficiare dell'erogazione di una borsa di studio pari a 400 euro mensili, calcolata in base al periodo di svolgimento del tirocinio; per quanto risulta all'interrogante, la questione al momento sembra "bloccata" nei meandri del Ministero, i cui funzionari continuano a parlare di "massima celerità" leggendo e copiando sempre lo stesso comunicato a chiunque li contatti, ma a qualsiasi domanda più approfondita sembrano non avere la più pallida idea di che cosa stia succedendo; a quanto risulta, l'anno scorso, nello stesso periodo dell'anno, le ragionerie avevano già iniziato a liquidare; ad oggi, invece, risulta che a moltissimi tirocinanti non sia stato ancora richiesto l'Iban per procedere all'erogazione delle borse di studio; si pone quindi il concreto pericolo che il Ministero non riesca a versare i soldi entro il 2018, determinando come conseguenza un ritorno dei fondi al patrimonio del Ministero medesimo, con ulteriori ritardi nell'erogazione; l'affiancamento a magistrati con compiti di studio, ricerca e redazione di bozze è risultato particolarmente prezioso, considerate le carenze di organico della giustizia, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano, ciascuno per la propria competenza, di fornire chiarimenti in merito ai motivi che stanno generando il ritardo nell'erogazione delle borse di studio. Atto n. 4-00656 LANNUTTI PATUANELLI MORRA CORRADO LEONE DI NICOLA ANGRISANI GUIDOLIN FENU TRENTACOSTE PRESUTTO COLTORTI ROMAGNOLI CORBETTA VONO SILERI VANIN LOMUTI VACCARO PARAGONE ROMANO DRAGO DI PIAZZA AIROLA MAIORINO FEDE CASTALDI DI MARZIO MATRISCIANO AUDDINO CRUCIOLI PUGLIA DONNO PESCO Marco PELLEGRINI LANZI ACCOTO BOTTO DELL'OLIO PIRRO LUPO RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta agli interroganti: Anas SpA, gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale sottoposta al controllo e alla vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe provveduto, tra il 2015 e il 2018, ad un consistente rinnovo delle figure apicali conseguente al cambio di direzione e in particolare a 13 assunzioni di dirigenti, avvenute, a giudizio degli interroganti, in contrasto con la determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015 recante «Linee Guida per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle P.A. e degli enti pubblici economici» e con le norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, sancite dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175; tra i dirigenti assunti all'interno del Gruppo Anas, nel contesto del cambio di governance , figurano: Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Marco Bonamico, Claudio Arcovito, Enrico Giglioli, Adriana Palmigiano, Stefania Lombardi, Sergio Papagni, Edoardo Eminyan e Alessandro Rusciano; l'Anas diretta da Gianni Armani, avrebbe convertito in contratti a tempo indeterminato i contratti a termine di almeno 4 di queste figure dirigenziali, trasformandone la natura contrattuale proprio a far data dal 1° giugno 2018, cioè in corrispondenza con l'insediamento del Governo Conte; un'inchiesta della Procura di Roma ha concluso, ad agosto 2018, che all'interno di Anas era presente una vera e propria «cellula criminale», «che gestiva un giro di mazzette». Figura apicale attorno al quale, per l'accusa, «ruotavano le tangenti» era Antonella Accroglianò, la cosiddetta "Dama Nera" o "Zarina", potente ex capo del coordinamento tecnico amministrativo di Anas. La Accroglianò avrebbe confessato solo il minimo necessario per non coinvolgere le altre figure apicali del sistema, facendolo smantellare; Gianni Armani grazie alla presentazione di Papello Giovan Battista (nominato, anni prima, insieme a Pozzi Vincenzo e Brandani Alberto amministratore di ANAS proprio dal padre dell'attuale capo dell'azienda pubblica stradale, Pietro Armani), non appena nominato dopo l'uscita di Ciucci, affermava di non poteva fidarsi di nessuno e di voler "ripulire dalle sacche di malaffare" l'ANAS; si sarebbe invece adoperato per ricompensare coloro che lo avevano aiutato ad ottenere il prestigioso incarico, creandosi intorno un "cerchio magico" di fedelissimi (Palmigiano, Eminyan e Saponaro) supportato da un faccendiere libanese che risponde al nome di MIKHAEL RAYMOND; il "Libanese" veniva nominato amministratore delegato di TECNOSITAF GULF INTEGRATION SYSTEMS WLL (Società del Qatar fondata dall'italiana TECNOSITAF SpA, a sua volta controllata da A.N.A.S. SpA attraverso SITAF SpA, concessionaria dell'Autostrada A32 Torino-Bardonecchia e del Traforo del Frèjus); Tecnositaf Italia sottoscriveva solo il 49 per cento del capitale di Tecnositaf Gulf Integration Systems WLL, mentre il restante 51 per cento veniva acquisito da un partner locale, la GULF BUSINESS DEVELOPMENT GROUP di cui sembrano ignoti, al momento, sia i soci sia le quote azionarie possedute dagli stessi. Per individuare questo misterioso partner totalmente sconosciuto nel mondo dell'ingegneria e dei lavori pubblici, non risulta sia stata seguita alcuna procedura ad evidenza pubblica; secondo alcune risultanze dietro questo "partner locale" vi sarebbero nomi illustri e che la funzione di questa scatola vuota (non ha infatti dipendenti, mezzi ed attrezzature) sia solo quella di facilitare l'acquisizione di appalti e commesse sulla base dello stesso schema utilizzato da altre grandi industrie nazionali come ENI e Saipem, oggetto di inchieste giudiziarie per corruzione internazionale; la Gulf Business Development Group non avrebbe mai realizzato alcun tipo di lavoro o servizio prima della misteriosa partnership e della visita dell'Emiro del Qatar nel gennaio del 2016 eppure, grazie a Mikhael Raymond, riusciva a far sedere al proprio tavolo come socio di minoranza un colosso come la galassia Anas; la figura di Raymond Mikael sarebbe stata molto influente anche sul territorio italiano, con alcune imprese (Valori, Aleandri, Rillo, eccetera), che sarebbero state indirizzate da Armani e Palmigiano come consulente free lance esperto in materia di appalti pubblici proprio per ottenerli, i cui incontri si sarebbero svolti a Roma, in Via Poli, nella sede di un ex partito politico; non si conoscono i motivi di occultare tale partnership dietro al catena di controllo di SITAF, piuttosto che utilizzare ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE SpA, costituita proprio per operare sui mercati internazionali nell'ambito dei servizi integrati d'ingegneria e fare un accordo diretto e trasparente con i governi locali; questa operazione di ingegneria societaria agevolata, (con sponsor fees d'uso pari al 10 per cento) in Qatar e negli Emirati per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, potrebbe avere lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group; in questo scenario emergevano altri aspetti che confermano l'esistenza di un'attività poco trasparente in corso, con VITTONE OMAR (ex Presidente dell'Autostrada del Frejus ed un oscuro passato come dirigente nell'associazione "Stay Behind") che assumeva contestualmente sia il ruolo di Branch manager proprio di A.N.A.S. International in Qatar (che nulla centra con SITAF e TecnoSITAF) sia quello di Senior Policy Officer proprio della misteriosa Gulf Business Development Group; Tecnositaf Gulf Qatar controllata al cento per cento da Sitaf Italia segue moltissime opere in Qatar per AIE SpA; considerato che a quanto risulta agli interroganti: Bernardo Magrì ricopre la carica di direttore generale di Sitaf SpA e Amministratore delegato di AIE SpA, percependo circa 260.000 euro in Sitaf e 120.000 in Aie, mentre il dirigente Aie Francesco Ceprini avrebbe uno stipendio di 300.000 euro, entrambi al di sopra dei tetti retributivi; Paolo Massimo Armani, fratello di Gianni Vittorio, risulterebbe sia stato sindaco in una società italiana con Georges Mikhael fratello del CEO di Tecnositaf Gulf Quatar. Sempre Georges Mikhael in Italia risulta presidente di Sav (Val D'Aosta) e risulta socio di un'altra società con sede in Via Poli a Roma, mentre Rocco Girlanda risulterebbe avere una società in Italia con Gallina Sebastiano presidente di Sitaf SpA e della controllata Sitalfa SpA; AIE SpA è controllata al cento per cento da Anas SpA e dovrebbe aver applicato i tetti retributivi. In Aie e più specificatamente in Qatar risultano dipendenti impiegati con stipendi di oltre 100.000 euro. Inoltre sempre in AIE risulterebbero assunto un certo signor Meo, figlio di un ex dirigente Anas (ex addetto alla trasparenza), anche lui con stipendio che passa i 100.000 euro, si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti che all'interno di Anas siano tuttora presenti soggetti collegati con la "cellula criminale" attualmente sotto processo a Roma; se le retribuzioni, i doppi incarichi, il ruolo di aggiudicazione degli appalti tra Tecnositaf ed Aie, in Italia ed all'estero con la misteriosa Gulf Business Development Group, siano compatibili con il codice degli appalti, la normativa Anac con la stessa AIE, la quale, stando nel consolidato di Anas, dovrebbe applicare il regolamento degli appalti pubblici, con regolare evidenza pubblica; se i fatti esposti non debbano essere rigorosamente accertati dal Ministro in indirizzo, con la finalità di rimuovere con urgenza zone d'ombra ed illegalità sia all'estero che in Italia, alcune di esse già ben individuate dai magistrati romani che, a conclusione di un'inchiesta durata oltre 2 anni, hanno chiesto al Giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio di 38 persone fisiche e di 14 società, per fare chiarezza e trasparenza all'interno dell'Anas, la più grande stazione appaltante italiana chiamata a gestire miliardi di euro di appalti pubblici; se l'operazione di ingegneria societaria agevolata in Qatar e negli Emirati arabi per acquisire le commesse del Tunnel Dukhan e del Tunnel Saadiyat, abbia lo scopo di dirottare fondi a favore dei soci occulti della Gulf Business Development Group e se la figura di Raymond Mikael, molto influente anche sul territorio italiano, non sia adatta all'uopo; se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto in premessa, attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento, per fugare qualsiasi ombra nella gestione italiana ed estera di Anas, una delle più importanti aziende pubbliche bisognosa di nuovi manager , in grado di supportare il vento di maggiore legalità e trasparenza. Atto n. 4-00657 DE POLI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: dall'estate 2018 si susseguono con cadenza crescente innumerevoli episodi di furto nella città di Padova a danni di molti imprenditori e cittadini che vedono ridurre il proprio livello di sicurezza; la città di Padova ospita numerosi studenti e lavoratori, che producono un aumento sensibile della popolazione abitante a fronte del numero non proporzionale di uomini e donne delle forze dell'ordine impegnati costantemente sul territorio; si apprende da fonti giornalistiche che gli organici effettivi delle forze dell'ordine presso la città di Padova sono inferiori rispetto alle esigenze del territorio e che gli stessi sono stati integrati per la vigilanza delle aree ritenute sensibili dal personale delle forze armate impiegato nell'operazione nota come "strade sicure" istituita con decreto - legge 23 maggio 2008 n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125; i dati forniti dal Ministero della difesa su base nazionale (arrestate oltre 15.500 persone, controllate e identificate quasi 3 milioni di persone e sequestrati oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti) dimostrano come detta operazione, tutt'oggi ancora operante, sia un efficace mezzo di contrasto della criminalità, garantendo una maggiore sicurezza ai cittadini purtuttavia, anche per quanto concerne la componente delle forze armate il numero del personale impiegato nella città di Padova (circa 30 unità complessive su due siti) risulta insufficiente soprattutto alla luce di questi recenti e ripetuti eventi che interessano aree nuove del territorio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno verificare l'adeguatezza degli organici delle forze dell'ordine impiegate sul territorio di Padova prevedendone un aumento sensibile e se lo stesso non ritenga, nelle more delle nuove assegnazioni e dei nuovi arruolamenti, implementare la componente delle forze armate impiegata nell'operazione di "strade sicure", prevedendo un considerevole aumento del personale impiegato, un numero maggiore di siti e come da decreto indicato anche il pattugliamento di alcune aree urbane particolarmente sensibili, per garantire una maggiore sicurezza pubblica e scongiurare il ripetersi di fatti così gravi come quelli illustrati. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-00259, dei senatori D'Arienzo e Margiotta, sulla limitazione al transito di veicoli industriali verso il nord Europa; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00268, della senatrice Mantovani, sulla decisione della Regione Emilia-Romagna di bloccare la ricerca di idrocarburi; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00260, della senatrice L'Abbate ed altri, sulla realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti a Modugno (Bari); 3-00266, della senatrice Moronese ed altri, sulla realizzazione di due impianti di trattamento dei rifiuti a Pignataro Maggiore (Caserta).