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Art. 2 Modalità di gestione e di ripartizione delle somme 1. Le somme versate nel fondo sono ripartite fra gli avvocati e procuratori in servizio, in proporzione allo stipendio determinato in base alle tabelle di cui alla legge 2 aprile 1979, n. 97 e alla legge 19 febbraio 1981, n. 27, maggiorato degli aumenti derivanti dalla progressione economica relativa alla sola anzianità di servizio effettivamente prestato nella qualifica e classe di appartenenza: a) per il cinquanta per cento fra gli avvocati e procuratori di ciascun ufficio cui appartiene l'avvocato o procuratore che ha espletato la funzione di arbitro alla quale inerisce la quota di compenso versata al fondo; b) per il restante cinquanta per cento fra tutti gli avvocati e procuratori dello Stato in servizio. 2. La ripartizione viene effettuata quadrimestralmente, secondo le modalità di cui agli articoli 3, 10, 11, 12 commi secondo, terzo, quarto e quinto, 14, 15 e 16 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 febbraio 1972, recante «regolamento per la riscossione, da parte dell'avvocatura dello Stato, degli onorari e delle competenze di spettanza e per la relativa ripartizione», e successive modificazioni. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 4 dicembre 2009 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 4 dicembre 2009 Il Presidente: Berlusconi Visto, il Guardasigilli: Alfano Registrato alla Corte dei conti il 21 gennaio 2010 Ministeri istituzionali, registro n. 1, foglio n. 142 Note all'art. 2: - La legge 2 aprile 1979, n. 97, recante: «Norme sullo stato giuridico dei magistrati e sul trattamento economico dei magistrati ordinari e amministrativi, dei magistrati della giustizia militare e degli avvocati dello Stato» è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 6 aprile 1979, n. 97. - La legge 19 febbraio 1981, n. 27, recante«Provvidenze per il personale di magistratura» è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 21 febbraio 1981, n. 52. - Si riportano gli articoli 3, 10, 11, 12, commi secondo, terzo, quarto e quinto, 14, 15 e 16 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 febbraio 1972, recante: «Regolamento per la riscossione, da parte dell'avvocatura dello Stato, degli onorari e delle competenze di spettanza e per la relativa ripartizione»: «Art. 3. Al pagamento degli onorari e delle competenze da parte delle amministrazioni a favore dell'avvocatura dello Stato, ai sensi degli articoli 21 del testo unico 30 ottobre 1933, n. 1611 e 62 del regolamento di pari data n. 1612, si provvede mediante emissione di ordinativi diretti di pagamento a favore e con quietanza dell'apposito capo ufficio dell'avvocatura e, per l'Avvocatura generale dello Stato, del segretario generale o del funzionario da essi appositamente delegato.». «Art. 10. Nel caso di nuova qualifica o di aumento di stipendio attribuito con effetto retroattivo, il nuovo stipendio non è considerato per i quadrimestri anteriori alla data del provvedimento. Si terrà conto, invece, della nuova qualifica o dell'aumento di stipendio disposti nel corso del quadrimestre, e per il periodo relativo, purché il provvedimento sia stato registrato alla Corte dei conti prima della scadenza del termine quadrimestrale. Nel caso di trasferimento da uno ad altro ufficio l'interessato partecipa, per l'intero quadrimestre, al riparto di quest'ultimo ufficio, qualora il provvedimento abbia decorrenza da data anteriore alla scadenza del termine quadrimestrale.». «Art. 11. Colui che entra a far parte dell'avvocatura dello Stato nel corso del quadrimestre, partecipa al riparto soltanto per il tempo decorso dalla data di immissione in possesso dell'ufficio.». «Colui che senza giustificato motivo abbandoni l'ufficio e non ottemperi all'invito di ritornarvi, perde la quota quadrimestrale corrispondente al tempo dell'abusiva assenza. Non si ha, inoltre, diritto a riparto per tutto il tempo trascorso in aspettativa, a disposizione, in disponibilità o in congedo straordinario, esclusi i casi previsti dall'art. 37, secondo comma del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, nonché i casi dell'aspettativa per richiamo alle armi e per infermità per causa di servizio, di cui, rispettivamente, al II comma dell'art. 67 e al VII comma dell'art. 68 del testo unico predetto. Il diritto al riparto viene, altresì, meno per tutto il tempo durante il quale, per qualsiasi causa, non spetti o sia ridotto lo stipendio. - Si perde il diritto di concorrere al riparto allorché sia stata comminata la destituzione o dichiarata la decadenza ovvero la dispensa per scarso rendimento; in tali casi la partecipazione al riparto predetto cessa dal momento in cui si è verificato il fatto risolutivo del rapporto d'impiego. Nel caso di collocamento a riposo, di accettazioni di dimissioni volontarie, di passaggio in altre amministrazioni dello Stato, l'impiegato partecipa al riparto fino alla data di decorrenza del provvedimento.». «Art. 14. L'avvocatura generale, fatti gli opportuni riscontri sui singoli rendiconti, resi ai sensi del precedente art. 6, dispone il pagamento delle somme divisibili, al netto dell'imposta di R.M. e degli altri tributi erariali, mediante mandato firmato dall'avvocato generale dello Stato, a norma dell'art. 11 del decreto legislativo 2 marzo 1948, n. 155 e tratto sull'apposito capitolo di spesa istituito in corrispondenza di quello di entrata di cui al precedente art. 4, intestato, a seconda dei casi, agli avvocati, procuratori dello Stato o impiegati, con quietanza del capo dell'ufficio o del segretario generale o di un funzionario dagli stessi appositamente designato. Ai mandati di cui al comma precedente saranno allegati i rendiconti e i documenti indicati nell'art. 6. Le somme ritenute per imposta di R.M. e altri tributi erariali sono versate immediatamente con imputazione ai rispettivi capi e capitoli di entrata del bilancio dello Stato.». «Art. 15. Gli avvocati, procuratori ed impiegati dovranno rilasciare al capo dell'ufficio, al segretario generale o all'impiegato designato di cui all'articolo precedente la delegazione a riscuotere, giusta l'art. 383 del regolamento di contabilità generale dello Stato. La delega viene unita al rendiconto per essere posta a corredo del mandato di pagamento.». «Art. 16. Nel caso di morte dell'impiegato la quota ad esso spettante sino al giorno del decesso, è pagata agli eredi, i quali dimostrino tale loro qualità con i documenti prescritti dalle norme di contabilità generale dello Stato.».