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Processo penale - Custodia cautelare all'estero in esecuzione del mandato d'arresto europeo - Computo anche agli effetti della durata dei termini ordinari di fase - Mancata previsione - Denunciata violazione dei principi di uguaglianza e di inviolabilità della libertà personale nonché lesione del diritto di difesa - Intervenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della disposizione censurata - Necessità di un nuovo esame della rilevanza della questione - Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.. Restituzione al giudice rimettente degli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 33 della legge 22 aprile 2005, n. 69, censurato, in riferimento agli artt. 3, 13 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che il periodo di custodia cautelare all'estero, in esecuzione del mandato d'arresto europeo, sia computato anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3, del codice di procedura penale. Successivamente alle ordinanze di rimessione, la disposizione censurata, con sentenza n. 143 del 2008, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima proprio nella parte in cui non prevede che la custodia cautelare all'estero, in esecuzione del mandato d'arresto europeo, sia computata anche agli effetti della durata dei termini di fase previsti dall'art. 303, commi 1, 2 e 3 del codice di procedura penale, sicché si rende necessario un nuovo esame della rilevanza delle sollevate questioni. - V., citata, sentenza n. 143 del 2008.