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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 100 LICHERI La seduta inizia alle ore 15,05. IN SEDE REFERENTE Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVII, n. 2 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 4 giugno. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Bonfrisco, in seguito alla sua elezione al Parlamento europeo, intende rinunziare all'incarico di relatrice sul disegno di legge. Pertanto, d'intesa con lei  alla quale rivolge i suoi migliori auguri , conferisce l'incarico di relatore al senatore Simone Bossi. La Commissione prende atto. Il PRESIDENTE comunica altresì che il Governo ha depositato i nuovi emendamenti 1.3, 5.0.1 e 19.3, pubblicati in allegato. In riferimento a questi, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti alle ore 11 di domani, 12 giugno. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Ratifica Accordo Fondazione internazionale UE- America latina e Caraibi DDL 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 (Parere alla 3ª Commissione. Esame e rinvio) Il senatore DI MICCO ( M5S ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di ratifica dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi dall'altra, sottolineando come esso miri a rafforzare le relazioni tra le Parti, attraverso la costituzione di una Fondazione internazionale UE-ALC, volta a favorire la conoscenza reciproca, realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l'UE e la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici (CELAC), promuovendo lo sviluppo di strategie comuni, l'organizzazione di conferenze, lo svolgimento di ricerche e studi, e lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori quali le istituzioni accademiche. Il relatore sottolinea inoltre che dal provvedimento in esame non discendono nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, poiché la Fondazione, secondo quanto previsto dall'articolo 16 dell'Accordo, si finanzia tramite contributi versati su base volontaria. Ricorda, quindi, il percorso che, sin dal VI vertice tra l'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, tenutosi a Madrid il 18 maggio 2010, ha portato nel 2016 alla conclusione dell'Accordo in ratifica, di costituzione della Fondazione UE-ALC, con sede ad Amburgo. L'Accordo non incide su leggi e regolamenti nazionali vigenti e, al di là dell'autorizzazione alla ratifica e all'ordine di esecuzione, non comporta l'adozione di norme di adeguamento del diritto interno. La sua entrata in vigore è prevista a trenta giorni dopo il deposito degli strumenti di ratifica o adesione di almeno otto Parti di ciascuna regione, comprese la Repubblica federale di Germania e l'Unione europea. Interviene la senatrice GINETTI ( PD ) per chiedere delucidazioni sulle concrete finalità dell'istituzione della fondazione, con riferimento alle politiche dell'Unione europea. La senatrice FEDELI ( PD ) sottolinea l'atipicità di un accordo internazionale di istituzione di una fondazione e suggerisce di verificare gli obiettivi e le procedure di gestione della stessa. La senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) concorda con la necessità di procedere con cautela, soprattutto con riferimento alle modalità di finanziamento della fondazione, di impiego delle risorse e dei soggetti destinatari dei progetti da finanziare, considerato anche il contesto geografico coinvolto. Il relatore DI MICCO ( M5S ), dopo aver enumerato gli obiettivi della fondazione, stabiliti all'articolo 5 dell'Accordo, presenta uno schema di parere favorevole sul disegno di legge, allegato al resoconto di seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Ratifica Accordo Italia-Repubblica dominicana cooperazione culturale e scientifica DDL 1138 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di Cooperazione culturale e scientifica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dominicana, fatto a Santo Domingo il 5 dicembre 2006 (Parere alla 3ª Commissione. Esame. Parere favorevole) La senatrice MASINI ( FI-BP ), relatrice, introduce l'esame dell'Accordo in ratifica, che fu esaminato nella scorsa Legislatura nell'ambito del disegno di legge A.S. 2813, su cui la Commissione espresse parere favorevole il 4 luglio 2017 e che non poté completare l' iter di approvazione. L'Accordo è finalizzato a fornire un quadro giuridico di riferimento per approfondire e disciplinare i rapporti bilaterali nei settori della cultura, della scienza, della tecnologia e dell'insegnamento linguistico, favorendo la collaborazione e lo scambio fra istituzioni accademiche, universitarie, archivistiche e bibliotecarie. Il disegno di legge si compone di 4 articoli. In particolare, con gli articoli 1 e 2 si autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di cooperazione culturale e scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dominicana e se ne stabilisce la piena esecuzione dalla data della sua entrata in vigore. L'articolo 3 contiene le disposizioni di copertura finanziaria relativamente ad alcune disposizioni dell'Accordo, mentre per le restanti disposizioni l'articolo 4 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 5 l'entrata in vigore della legge di ratifica. Non sussistendo profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, la relatrice illustra un conferente schema di parere favorevole. Il PRESIDENTE , accertata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di parere predisposto dalla relatrice, e pubblicato in allegato al resoconto. La Commissione approva. Ratifica Accordo partenariato e sviluppo UE-Afghanistan DDL 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 (Parere alla 3ª Commissione. Esame e rinvio) Il senatore DI MICCO ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge in titolo, di ratifica dell'accordo che istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in molteplici settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. L'Accordo prevede anche la cooperazione fra l'Unione europea e l'Afghanistan nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. L'Accordo stabilisce inoltre un'importante piattaforma di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto e la pace, contribuendo anche al sostegno dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna. Con l'Accordo, oggetto di ratifica, viene codificata e disciplinata la cooperazione tra l'Unione europea e l'Afghanistan iniziata nel 2001 e inclusa nella strategia dell'Unione europea a favore dell'Afghanistan per il periodo 2014-2016. L'Afghanistan è, altresì, incluso nel programma indicativo pluriennale 2014-2020, nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea. La vasta gamma di materie trattate, sia di competenza dell'Unione, sia di competenza dei Paesi membri, inserisce il documento in quelli che sono definiti "accordi misti" e che, pertanto, necessita della sottoscrizione sia dell'UE che dei singoli Stati membri. Va evidenziato, tuttavia, che le parti di competenza dell'UE, sono già applicate in via provvisoria a decorrere dal 1° dicembre 2017, mentre le restanti, di competenza statale, verranno applicate quando l'accordo sarà ratificato da tutti gli Stati membri (avviso pubblicato sulla GUUE L 273 del 24 ottobre 2017). L'applicazione provvisoria avrà effetto a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla data di ricevimento della notifica dell'Unione europea relativa all'espletamento delle procedure necessarie a tal fine, e del deposito dello strumento di ratifica, da parte dell'Afghanistan, conformemente alle sue procedure e alla sua legislazione applicabile. L'Accordo è valido per un periodo iniziale di dieci anni ed è automaticamente prorogato per periodi consecutivi di cinque anni, a meno che una delle Parti notifichi per iscritto sei mesi prima della scadenza della sua validità, la propria intenzione di non prorogarlo. Come precisato anche nella relazione tecnica allegata al provvedimento in esame, i costi derivanti dall'attuazione della cooperazione rafforzata, dal funzionamento del Comitato Misto e dall'organizzazione di dialoghi settoriali sarà interamente a carico dell'UE. Il provvedimento, infatti non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il relatore presenta quindi uno schema di parere favorevole, allegato al resoconto di seduta, considerato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità del disegno di legge con l'ordinamento dell'Unione europea. Interviene la senatrice BONINO ( Misto-PEcEB ) per conoscere il numero dei Paesi che hanno già provveduto alla ratifica dell'Accordo, esprimendo perplessità in relazione ai recenti sviluppi interni all'Afghanistan che non lasciano prefigurare un'evoluzione positiva in termini di valori democratici e civili, e di attuazione degli obiettivi posti dallo stesso Accordo. Il relatore DI MICCO ( M5S ) rassicura sul fatto che l'Accordo non entrerà in vigore in via definitiva se non dopo la ratifica di tutte le Parti firmatarie. Il PRESIDENTE , in base ad informazioni reperite sul sito internet del Consiglio UE, informa che hanno proceduto alla ratifica ad oggi i seguenti Paesi: Afghanistan, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Spagna, Ungheria, Croazia, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Portogallo, Romania, Finlandia e Slovenia. Manca ancora la ratifica di Belgio, Austria, Cipro, Danimarca, Francia, Regno Unito, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Svezia, Slovacchia e della stessa Unione europea. Il senatore LOREFICE ( M5S ) chiede un rinvio al fine di svolgere un approfondimento. La senatrice FEDELI ( PD ), per converso, dichiara che avrebbe espresso un voto favorevole. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. TUTELA VITTIME VIOLENZA DI GENERE DDL 1200 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (Parere alla 2ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 9 maggio. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, illustra uno schema di parere favorevole, pubblicato in allegato al resoconto, in cui, preliminarmente richiama la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), la proposta di decisione del Consiglio del 4 marzo 2016 (COM(2016) 109), relativa alla conclusione da parte dell'Unione europea della Convenzione di Istanbul, e la risoluzione del Parlamento europeo del 12 settembre 2017. Evidenzia quindi come vengano in rilievo l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del TUE (parità tra uomini e donne), gli articoli 8 (parità tra uomini e donne) e 19 (lotta alle discriminazioni basate sul sesso) del TFUE, gli articoli 21 (non discriminazione) e 23 (parità tra uomini e donne) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché la legislazione dell'Unione europea vigente in materia di ordine di protezione europeo (direttiva 2011/99/UE), diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato (2012/29/UE), sfruttamento e abuso sessuale dei minori (direttiva 2011/93/UE), asilo e migrazione (direttiva 2004/81/CE). Nelle osservazioni, rileva che la Convenzione di Istanbul include, al Capitolo V ("Diritto sostanziale"), specifiche clausole convenzionali di interesse penalistico volte a sancire obblighi di penalizzazione di condotte costitutive di fattispecie di violenza, ovvero lesive di diritti fondamentali e discriminatorie. Tra le condotte nelle quali può sostanziarsi la violenza di genere la Convenzione annovera anche le mutilazioni genitali femminili (articolo 38) e il matrimonio forzato (articolo 37). Andrebbe, quindi, valutata l'opportunità di inserire tali fattispecie, previste nell'ordinamento italiano, rispettivamente, dall'articolo 583- bis c.p. (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili) e dall'articolo 558- bis c.p. (Costrizione o induzione al matrimonio), come introdotto nel disegno di legge in esame, nel catalogo dei reati contro la violenza domestica e di genere, al fine di assicurare anche a questi delitti la particolare disciplina prevista dal disegno di legge. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,55. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1137 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1137 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che l'Accordo in ratifica mira a rafforzare le relazioni tra l'Unione europea e i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi (ALC) attraverso la costituzione di una Fondazione UE-ALC  organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica a norma del diritto internazionale  volta a favorire la conoscenza reciproca, realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l'UE e la Comunità degli Stati latino-americani e caraibici (CELAC), promuovendo lo sviluppo di strategie comuni, l'organizzazione di conferenze, lo svolgimento di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori quali le istituzioni accademiche; rilevato che il disegno di legge si compone di 4 articoli. In particolare, con gli articoli 1 e 2 si autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale UE-ALC e se ne stabilisce la piena esecuzione dalla data della sua entrata in vigore. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore della legge di ratifica; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1138 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1138 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, ricordato che l'Accordo in ratifica fu esaminato nella scorsa Legislatura nell'ambito del disegno di legge A.S. 2813, su cui la Commissione espresse parere favorevole il 4 luglio 2017 e che non poté completare l' iter di approvazione per l'intervenuta fine della Legislatura; considerato che l'Accordo è finalizzato a fornire un quadro giuridico di riferimento per approfondire e disciplinare i rapporti bilaterali nei settori della cultura, della scienza, della tecnologia e dell'insegnamento linguistico, favorendo la collaborazione e lo scambio fra istituzioni accademiche, universitarie, archivistiche e bibliotecarie; rilevato che il disegno di legge si compone di 4 articoli. In particolare, con gli articoli 1 e 2 si autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di cooperazione culturale e scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dominicana e se ne stabilisce la piena esecuzione dalla data della sua entrata in vigore. L'articolo 3 contiene le disposizioni di copertura finanziaria relativamente ad alcune disposizioni dell'Accordo, mentre per le restanti disposizioni l'articolo 4 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 5 l'entrata in vigore della legge di ratifica; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1141 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1141 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che l'Accordo in ratifica, che si compone di 60 articoli, istituisce un partenariato per rafforzare il regolare dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le due Parti e per sviluppare la cooperazione in molteplici settori, fra cui la sicurezza, lo sviluppo sostenibile e il commercio, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e incoraggiare l'inserimento dell'Afghanistan nel sistema economico internazionale. L'Accordo prevede anche la cooperazione fra l'Unione europea e l'Afghanistan nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. L'Accordo stabilisce inoltre un'importante piattaforma di dialogo per la promozione e il sostegno di valori quali il rispetto dei princìpi democratici, lo Stato di diritto e la pace, contribuendo anche al sostegno dei diritti umani e delle libertà fondamentali, fra cui la parità fra uomo e donna; considerato che il disegno di legge, che si compone di 4 articoli, prevede agli articoli 1 e 2 l'autorizzazione al Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo e la piena esecuzione dal momento della sua entrata in vigore, mentre l'articolo 3 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore della legge di ratifica; valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità del disegno di legge con l'ordinamento dell'Unione europea e che l'Accordo in ratifica è stato concluso in base agli articoli 216 e seguenti del TFUE, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1200 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1200 La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che esso individua un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e, in relazione a queste fattispecie, interviene sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l'instaurazione del procedimento penale e, conseguentemente, accelerare l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime. Il provvedimento, inoltre, incide sul codice penale per inasprire le pene per alcuni dei citati delitti, per rimodulare alcune aggravanti e per introdurre nuove fattispecie di reato; ricordata la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), adottata dal Consiglio d'Europa l'11 maggio 2011 ed entrata in vigore il 1° agosto 2014. Ad oggi la Convenzione è stata ratificata da 34 Stati, tra cui 17 Stati membri dell'UE, ivi inclusa l'Itala (con legge n. 77 del 2013). La suddetta Convenzione è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante il cui principale obiettivo è quello di creare un quadro globale e integrato che consenta la protezione delle donne contro qualsiasi forma di violenza, nonché prevedere la cooperazione internazionale e il sostegno alle autorità e alle organizzazioni a questo scopo deputate; rilevato che la Commissione europea, nella sua proposta di decisione del Consiglio del 4 marzo 2016 (COM(2016) 109), relativa alla conclusione da parte dell'Unione europea della Convenzione di Istanbul, sottolinea che: " la violenza contro le donne è una violazione dei loro diritti umani e una forma estrema di discriminazione, radicata nella disparità fra i generi e che contribuisce a mantenerla e rafforzarla. La parità tra donne e uomini è un valore e un obiettivo fondamentale dell'Unione europea, riconosciuto nei trattati: articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea (TUE), articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea "; considerato che il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 12 settembre 2017, "condanna tutte le forme di violenza contro le donne e deplora che le donne e le ragazze siano spesso esposte a violenza domestica, molestie sessuali, violenza psicologica e fisica, atti persecutori (stalking), violenza sessuale, stupri, matrimoni forzati, mutilazioni genitali femminili, aborto forzato, sterilizzazione forzata, sfruttamento sessuale, tratta di esseri umani e altre forme di violenza, che costituiscono una grave violazione dei loro diritti umani e della loro dignità; denuncia il fatto che sempre più donne e ragazze sono vittime di violenza di genere su Internet e sui social media; invita gli Stati membri ad adottare misure concrete per affrontare queste nuove forme di reato, tra cui estorsione sessuale, adescamento di minori, voyeurismo e pornografia a scopo di vendetta, e a proteggere le vittime, che possono subire traumi gravi che conducono talvolta anche al suicidio"; visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del Trattato sull'Unione europea (parità tra uomini e donne); visti gli articoli 8 (parità tra uomini e donne) e 19 (lotta alle discriminazioni basate sul sesso) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea; visti gli articoli 21 (non discriminazione), 23 (parità tra uomini e donne) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; considerato che la legislazione dell'Unione europea vigente in materia di ordine di protezione europeo (direttiva 2011/99/UE), diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato (2012/29/UE), sfruttamento e abuso sessuale dei minori (direttiva 2011/93/UE), asilo e migrazione (direttiva 2004/81/CE) presta particolare attenzione alle esigenze specifiche delle vittime della violenza di genere; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: il disegno di legge in esame si pone in linea con il contenuto della direttiva 2012/29/UE, recante norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato; la violenza domestica o di genere viene ricondotta dal disegno di legge alle seguenti fattispecie: - maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.); - violenza sessuale, aggravata e di gruppo (artt. 609- bis , 609- ter e 609- octies c.p.); - atti sessuali con minorenne (art. 609- quater c.p.); - corruzione di minorenne (art. 609- quinquies c.p.); - atti persecutori (art. 612- bis c.p.); - diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612- ter c.p.); - lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 582 e 583- quinquies , aggravate ai sensi dell'art. 576, primo comma, nn. 2, 5 e 5.1 e ai sensi dell'art. 577, primo comma n. 1 e secondo comma). Al riguardo, si rileva che la Convenzione di Istanbul include, al Capitolo V ("Diritto sostanziale"), specifiche clausole convenzionali di interesse penalistico volte a sancire obblighi di penalizzazione di condotte costitutive di fattispecie di violenza, ovvero lesive di diritti fondamentali e discriminatorie. Tra le condotte nelle quali può sostanziarsi la violenza di genere la Convenzione annovera anche le mutilazioni genitali femminili (art. 38) e il matrimonio forzato (art. 37). Si valuti, quindi, l'opportunità di inserire tali fattispecie, previste nell'ordinamento italiano, rispettivamente, dall'articolo 583-bis c.p. (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili) e dall'articolo 558-bis c.p. (Costrizione o induzione al matrimonio), come introdotto nel disegno di legge in esame, nel catalogo dei reati contro la violenza domestica e di genere, al fine di assicurare anche a questi delitti la particolare disciplina prevista dal disegno di legge. Allegato