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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 98 BAGNAI La seduta inizia alle ore 14,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE In riferimento all'assegnazione del disegno di legge n. 1165, di conversione del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea, il presidente BAGNAI specifica che il relatore designato è il senatore Di Piazza e che l'esame sarà avviato a partire da martedì 2 aprile, mentre l'inizio della discussione in Assemblea è stato programmato per il 18 aprile, ove la trattazione in Commissione sia già conclusa. Propone quindi di porre il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle ore 10 del 5 aprile. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) chiede che la Commissione possa disporre di tempi più ampi, in considerazione della necessità di esaminare opportunamente il testo, da poco reso disponibile. Il presidente BAGNAI propone di porre il termine alle ore 12 del 5 aprile. La Commissione conviene. Il PRESIDENTE comunica infine che si riserva, d'intesa con il presidente Ostellari, di convocare le Commissioni 2 a e 6 a riunite nelle giornate del 2 e 4 aprile per il seguito e la conclusione dell'esame dell'Atto del Governo n. 71. La Commissione prende atto. ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2018)135 definitivi Doc COM (2018) 135 definitivo Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai gestori di crediti, agli acquirenti di crediti e al recupero delle garanzie reali (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 21 marzo. Il presidente relatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ), ricordato che il Parlamento europeo ha modificato il testo originario della proposta stralciando sostanzialmente la parte riguardante l'escussione extragiudiziale delle garanzie e che la votazione sulla parte restante del provvedimento è prevista per l'8 aprile in assenza di sostanziali margini di emendabilità, fornisce alcuni ragguagli circa l'impostazione dello schema di risoluzione che si riserva di presentare alla Commissione. Osserva innanzitutto che l'aumento del volume dei crediti deteriorati registrato negli anni scorsi è strettamente collegato all'andamento negativo del quadro macroeconomico, a sua volta influenzato dall'adozione reiterata di politiche fiscali di carattere prociclico, risultando minoritario, ancorché non rilevante, il fattore legato a pratiche creditizie scorrette. Menziona quindi alcuni dati in merito ai tassi di recupero delle sofferenze riportati in studi accademici e in pubblicazioni della Banca d'Italia, i quali testimoniano da un lato la maggiore tenuta dei valori dei crediti gestiti internamente a differenza di quelli ceduti e, dall'altro, l'emersione di perdite di capitale che hanno accentuato, anziché diminuire, l'erosione della capacità di erogazione del credito delle banche; rileva pertanto come la sussistenza di un nesso causale tra l'accumularsi di sofferenze e la restrizione del credito postulata dal legislatore europeo non sia sufficientemente dimostrata. Occorre chiedersi quindi se l'obiettivo di ridurre drasticamente i crediti deteriorati per via normativa sia funzionale alla sostenibilità del sistema, che appare invece in grado di operare come fatto finora. Manifesta infine l'intenzione di sollecitare il Governo a presentare un disegno di legge specifico per il recepimento della direttiva, al fine di consentire un esame parlamentare della materia, da parte della Commissione, correlato all'esame del documento in titolo, focalizzando adeguatamente le specifiche esigenze del sistema bancario italiano. Auspica infine la più ampia condivisione dei principi enunciati. Il senatore LANNUTTI ( M5S ), intervenendo in discussione generale, dopo aver fatto riferimento ad alcuni procedimenti giudiziari in corso, segnala come l'ingente quantità di sofferenze sia piuttosto riconducibile a condotte scorrette degli amministratori dei gruppi bancari, finalizzate al conseguimento di interessi particolari, giudicando negativamente i contributi accademici volti ad attenuare le responsabilità dei singoli istituti di credito. Il presidente relatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) richiama l'opportunità di un equilibrio tra visione sistemica e attenzione a singoli casi di mala gestione. Ritiene peraltro essere congrua rispetto all'interesse nazionale un'impostazione che ponga nel giusto rilievo la ricaduta della recessione e delle politiche procicliche rispetto al fenomeno dei crediti deteriorati. Ha quindi la parola il senatore D'ALFONSO ( PD ), il quale richiama l'attenzione sull'importanza di un impegno dell'Unione europea finalizzato a determinare un quadro di certezza in materia di bilanci del settore creditizio, a scopo preventivo rispetto al possibile reiterarsi di situazioni di difficoltà degli istituti: la materia dei crediti deteriorati costituisce un terreno di confronto tra la sostenibilità finanziaria dei soggetti privati e l'ambito proprio dell'intervento pubblico. Il presidente relatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) sostiene l'opportunità di un'attenzione rivolta alla tenuta del sistema bancario in prospettiva futura, a fronte dell'esperienza finora compiuta, che sta imponendo un ampio ripensamento sulle regole recentemente approvate, quali l'istituto del bail in . Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 1028 e 1095 - Parità di accesso agli organi di società quotate DDL 1028 Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati DDL 1095 Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, per l'equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate (Discussione congiunta e rinvio) Il relatore FENU ( M5S ) osserva che i disegni di legge in discussione hanno la finalità di prevedere un periodo di sei mandati consecutivi (originariamente previsto per tre mandati) del regime previsto dagli articoli 147- ter e 148 del testo unico delle norme in materia di intermediazione finanziaria (TUF) - introdotto dalla legge n. 120 del 2011 - per assicurare che il riparto dei componenti dei consigli di amministrazione e del collegio sindacale delle società quotate sia effettuato con un criterio che assicuri l'equilibrio dei generi. Nel rinviare ad una successiva seduta una più compiuta analisi degli effetti della normativa citata, condivide l'accento positivo sulle dinamiche innescate, ferma restando l'opportunità di una discussione sulla proroga proposta. Ricorda infine che il decreto legislativo n. 175 del 2016, recante il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, dispone al comma 4 dell'articolo 11 che per gli organi di amministrazione sia adottato il criterio di equilibrio dei generi. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,45.