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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 77 Simone BOSSI La seduta inizia alle ore 15,10. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE informa che nel corso delle audizioni sul disegno di legge n. 944 (Legge di delegazione europea 2018), svolte in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, in data 28 febbraio 2019, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA Norme in materia di produzione e vendita del pane DDL 169 Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane DDL 739 Norme in materia di produzione e vendita del pane (Parere alla 10 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. La senatrice ANGRISANI ( M5S ), relatrice, illustra uno schema di parere favorevole sul disegno di legge n. 739, adottato come testo base dalla Commissione di merito, rilevando che esso mira a migliorare la consapevolezza degli acquisti dei consumatori, aumentando il grado di trasparenza sul mercato in merito alle tipologie di pane commerciate, alla loro conservabilità, ai prodotti utilizzati per la lievitazione, nonché all'attribuzione, nell'ambito dei panifici, di una precisa responsabilità sulle verifiche di conformità dell'attività produttiva alla normativa vigente. La relatrice, richiamati gli articoli di maggiore attinenza alla valutazione di compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, e in particolare gli articoli 1, 9 e 15, e richiamato anche il decreto ministeriale 1 ottobre 2018, n. 131, recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e della dicitura «pane conservato», propone di esprimere un parere favorevole, suggerendo, tuttavia, una più chiara formulazione della clausola sul mutuo riconoscimento di cui all'articolo 9, riprendendo quella contenuta nel citato decreto ministeriale. Propone, inoltre, di richiamare l'articolo 53 della legge n. 234 del 2012, auspicando che la normativa in esame non comporti una disparità di trattamento per i produttori italiani, rispetto a quelli degli altri Stati membri dell'UE. Infine, in riferimento all'articolo 15, propone di suggerire alla Commissione di merito di rimodulare il previsto termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, stabilito per l'applicazione delle disposizioni della legge, con la tempistica della procedura di notifica alla Commissione europea, prevista dalla direttiva (UE) 2015/1535, recepita con il decreto legislativo n. 223 del 2017, che stabilisce tre mesi di standstill dalla notifica, in cui il progetto di regola tecnica non può essere adottato, prorogabili a sei in caso di parere circostanziato emesso dalla Commissione europea o da Stati membri. A tale riguardo, ritiene opportuno integrare lo stesso articolo 15 con il richiamo anche al decreto legislativo n. 223 del 2017, attuativo della direttiva (UE) 2015/1535. Interviene la senatrice GINETTI ( PD ) per ribadire i dubbi sull'articolo 9 e per confermare l'opinione che si tratti di un uso eccessivo dello strumento legislativo ordinario, relativamente a una normativa che è in buona parte già disciplinata dal richiamato decreto ministeriale n. 131 del 2018. Preannuncia, pertanto, il voto di astensione del suo Gruppo. La senatrice TESTOR ( FI-BP ) ritiene che, in riferimento all'articolo 9 sul mutuo riconoscimento, che consente ai prodotti di altri Paesi di essere venduti in Italia senza dover essere conformi alla normativa in esame, vada previsto l'obbligo di rendere evidente ai consumatori italiani se il pane è prodotto in Italia. Preannuncia, quindi, il voto favorevole del suo Gruppo. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere proposto dalla relatrice e allegato al resoconto di seduta, che è approvato. Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale DDL 594 Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale DDL 622 Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale (Parere alla 10 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere favorevole sul testo e parere non ostativo sugli emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 27 febbraio. Il senatore LOREFICE ( M5S ) illustra nuovamente uno schema di parere favorevole sul testo del disegno di legge n. 594, adottato come testo base dalla Commissione di merito, e di parere non ostativo sugli emendamenti ad esso riferiti. Nessun senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, allegato al resoconto di seduta, che è approvato. La seduta termina alle ore 15,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 169-739 La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge n. 739, adottato come testo base dalla 10ª Commissione permanente in data 29 gennaio 2019; rilevato che esso mira a migliorare la consapevolezza degli acquisti dei consumatori, aumentando il grado di trasparenza sul mercato in merito alle tipologie di pane commerciate, alla loro conservabilità, ai prodotti utilizzati per la lievitazione, nonché all'attribuzione, nell'ambito dei panifici, di una precisa responsabilità sulle verifiche di conformità dell'attività produttiva alla normativa vigente; valutato che: - l'articolo 1 non si limita a sottolineare la finalità di garantire il diritto di informazione al consumatore, ma sottolinea che, in linea con gli orientamenti legislativi dell'Unione, in particolare con l'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1169/2011 sull'etichettatura alimentare, l'informazione debba essere corretta, e che proprio la corretta informazione al consumatore costituisce elemento decisivo per la valorizzazione del pane fresco; - l'articolo 9 richiama il principio del mutuo riconoscimento, secondo cui il pane prodotto e commercializzato in un altro Stato membro (o Stato membro del SEE) non deve rispettare le disposizioni del provvedimento in esame per essere venduto in Italia, ferme restando le norme sull'igiene dei prodotti alimentari di cui al regolamento (CE) n. 852/2004; - l'articolo 15 prevede la notifica delle disposizioni in esame alla Commissione europea, in osservanza della direttiva (UE) 2015/1535, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche; visto il decreto ministeriale 1 ottobre 2018, n. 131, Regolamento recante disciplina della denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell'adozione della dicitura «pane conservato» ( Gazz. Uff. 19 novembre 2018, n. 269), formula per quanto di competenza parere favorevole, con le seguenti osservazioni: in riferimento all'articolo 9, relativo al mutuo riconoscimento, ai fini di maggiore chiarezza, si suggerisce di utilizzare la formulazione contenuta nell'articolo 4 del citato decreto n. 131 del 2018, secondo cui "Fermo restando quanto previsto dal regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, i prodotti legalmente fabbricati e commercializzati negli altri Stati membri dell'Unione europea o in Turchia o in uno Stato parte contraente dell'accordo sullo Spazio economico europeo possono essere commercializzati nel territorio italiano"; a tale riguardo si auspica che la normativa non comporti un una disparità di trattamento per i produttori italiani, ai sensi dell'articolo 53 della legge n. 234 del 2012, secondo cui "Nei confronti dei cittadini italiani non trovano applicazione norme dell'ordinamento giuridico italiano o prassi interne che producano effetti discriminatori rispetto alla condizione e al trattamento garantiti nell'ordinamento italiano ai cittadini dell'Unione europea"; in riferimento all'articolo 15, si ritiene opportuno coordinare il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione, previsto per l'applicazione delle disposizioni della legge, con la citata direttiva (UE) 2015/1535, recepita con il decreto legislativo n. 223 del 2017, che stabilisce la procedura di notifica alla Commissione europea, alla quale devono seguire 3 mesi di standstill , in cui il progetto di regola tecnica non può essere adottato, prorogabili a 6 in caso di parere circostanziato emesso dalla Commissione europea o da Stati membri. Gli adempimenti necessari sono a carico del Ministero con competenza istituzionale prevalente nella materia (articolo 5- bis , comma 4, del decreto legislativo n. 223); infine, sempre all'articolo 15, si suggerisce di introdurre il richiamo anche al decreto legislativo n. 223 del 2017, di attuazione della direttiva (UE) 2015/1535. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 594 -622 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge n. 594, adottato come testo base dalla 10ª Commissione permanente in data 5 dicembre 2018; richiamati, in riferimento ai profili di compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, gli articoli 8, 9 e 11, e tenuto conto dei vincoli derivanti da norme di diritto internazionale ed europeo relative al commercio mondiale e dei conseguenti limiti posti agli interventi del legislatore nazionale che si esplicano nella riduzione delle barriere doganali o in interventi di utilità sociale, nonché della giurisprudenza della Corte di giustizia europea in materia; considerato, che: - la Commissione europea, già nel 1999 e successivamente nel 2009, aveva rilevato nelle due comunicazioni COM(1999) 619 e COM(2009) 215 la necessità di migliorare il quadro giuridico relativo al commercio equo e solidale, nell'ambito della politica per la cooperazione allo sviluppo, al fine di favorirne lo sviluppo e la sensibilizzazione dei consumatori; - con la comunicazione "Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015) 497), la Commissione europea si è impegnata alla promozione di regimi commerciali più etici; - in materia di aiuti al commercio, la Commissione europea ha posto al centro della sua strategia la sostenibilità ambientale da un lato e la promozione del commercio equo ed etico e di pratiche imprenditoriali responsabili dall'altro (COM(2017) 667); - la normativa europea vigente in materia di appalti pubblici prevede (come ad esempio al considerando n. 97 della direttiva 2014/24/UE) che le amministrazioni aggiudicatrici, al fine di una migliore integrazione di considerazioni sociali ed ambientali nelle procedure di appalto, possano ricorrere a criteri di aggiudicazione o a condizioni di esecuzione concernenti la provenienza del prodotto dal commercio equo, che includano l'obbligo di pagare ai produttori un prezzo minimo e una maggiorazione di prezzo; esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 594 e valutato che essi non presentano profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, formula per quanto di competenza parere favorevole sul testo del disegno di legge n. 594 e parere non ostativo sugli emendamenti ad esso riferiti.