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Modifica dell'articolo 1, comma 57, della legge 7 aprile 2014, n.56, in materia di costituzione di zone omogenee per specifiche funzioni nell'ambito delle province e di elezione del presidente della provincia e del consiglio provinciale. Onorevoli Senatori. -- Per la prima volta nella legislazione nazionale, con la legge 7 aprile 2014, n. 56, viene riconosciuto un regime di specialità alle province interamente montane e confinanti con Stati esteri. Questo riconoscimento è motivato da oggettive caratteristiche geografiche, fisiche, economiche, sociali ed etnico-culturali e, nel caso della provincia di Belluno, in virtù della presenza di diverse minoranze linguistiche. Tutte caratteristiche particolari che rendono indispensabile attribuire a questi territori forme speciali di autogoverno che fermino lo spopolamento attualmente in atto. In tale provvedimento si obbligano le rispettive regioni (in particolare il Veneto nei confronti della provincia di Belluno) a trasferire alle aree montane la maggior parte delle funzioni e delle competenze e quindi delle relative partite di bilancio. L'articolo 40, comma 4, primo periodo, del disegno di legge di revisione della parte seconda della Costituzione, attualmente in discussione in Parlamento, prevede che la legge dello Stato disciplini i profili di ordinamento generali degli enti di area vasta tenendo conto della specifica condizione delle aree montane. La disposizione appena citata deve essere letta congiuntamente a quelle della legge n. 56 del 2014, che prevedono una normativa specifica per le province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri (si veda l'articolo 1, commi da 51 a 57 e da 85 a 97). Questi territori, pur presentando condizioni orografiche e sociali simili a quelli ad essi confinanti, siano essi Stati esteri o regioni o province autonome, godono di un’autonomia normativa e finanziaria decisamente inferiore, a causa di ragioni storiche e di vincoli derivanti dal diritto pattizio internazionale. Prendendo atto delle legittime rivendicazioni di questi territori ad ottenere forme di autonomia che consentano loro di affrontare più adeguatamente le difficoltà dei territori di montagna e nell'intento di rispondere allo stato di diffuso malcontento, appare ora quanto mai necessario uno sforzo congiunto delle istituzioni per realizzare un progetto di riforma che restituisca pari dignità e uguali opportunità ai territori montani, in particolare a quelli interamente montani e transfrontalieri, dove sia al contempo rinvenibile una pluralità di minoranze linguistiche e la vocazione a uno sviluppo economico integrato alle altre realtà territoriali dell'arco alpino. In fase di prima attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, si sono manifestate, in particolare, problematiche di ordine finanziario, di organico e di rappresentanza per l'ente provincia di Belluno, problematiche alle quali occorre trovare al più presto una soluzione, onde evitare anche pericolose forme di disaffezione da parte della popolazione che si sente ingiustamente penalizzata nelle proprie prerogative. Non dimentichiamo infatti che questi territori delle Alpi presentano una tradizione secolare di autogestione del patrimonio collettivo silvo-pastorale ed ambiscono da sempre ad esercitare forme di autogoverno responsabile. Significativamente la provincia di Belluno ha chiesto, con un atto approvato dal consiglio provinciale recentemente, di essere ammessa come osservatore al Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) «Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino» e i territori interessati hanno già espresso un parere positivo. Con il presente disegno di legge, riconoscendo in tutte le fasi di attuazione legislativa delle riforme la specificità delle aree montane come sopra specificato, si prevede, all'interno del percorso delle riforme e a valle dell'applicazione concreta della legge n. 56 del 2014, la possibilità di procedere per statuto all'elezione diretta del presidente e del consiglio della provincia, anche equiparando gli organi di rappresentanza di queste ultime a quelli delle città metropolitane.. 1 1 All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, il comma 57 è sostituito dal seguente: « 57 . Ferma restando la competenza regionale in materia di unioni di comuni, gli statuti delle province di cui al comma 3, secondo periodo, possono prevedere, la costituzione di zone omogenee per specifiche funzioni in vista della riorganizzazione amministrativa e dei servizi territoriali, nonché per l'adempimento degli obblighi di cui alla legge 14 ottobre 1999, n. 403, in relazione agli ambiti che Stato e regioni, in sede di Conferenza unificata, individueranno ricadere nelle competenze delle province con territorio interamente montano e confinanti con Stati esteri, nonché abitati da significative minoranze linguistiche riconosciute da legge statale. A tale scopo lo statuto può istituire organismi di coordinamento, all'interno dei quali le cariche sono esercitate a titolo gratuito, collegati agli organi provinciali, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In attuazione dell'articolo 44 della Costituzione, lo statuto che istituisce le suddette zone può prevedere che il presidente della provincia e il consiglio provinciale siano eletti a suffragio universale e diretto con il sistema elettorale determinato con legge statale. In fase di prima applicazione si possono considerare zone omogenee le ripartizioni territoriali elencate negli statuti provinciali già approvati ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del testo unico».