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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 113 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33). Si dia lettura del processo verbale. PUGLIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente . PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1249 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l'emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1249, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Vallardi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli membri del Governo, colleghi senatori, quello che ci accingiamo a trattare oggi è un provvedimento recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, che contiene numerosi interventi che vanno sicuramente a vantaggio del comparto e di cui darò lettura. L'articolo 1 contiene misure per il settore del latte ovino: a tal fine, si istituisce un Fondo, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per l'anno 2019, destinato a migliorarne la qualità attraverso una pluralità di interventi, che devono soddisfare le condizioni dei regolamenti europei relativi al limite dei contributi elargibili nel regime de minimis e alla compatibilità degli aiuti con le regole del mercato interno. I contributi sono concessi nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2019. L'articolo 2 reca norme per agevolare la ristrutturazione del settore lattiero-caseario ovino caprino, stanzia contributi, nel limite massimo di spesa di cinque milioni di euro per l'anno 2019, per la copertura totale o parziale dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui bancari contratti entro il 31 dicembre 2018 dalle imprese che operano nel settore. Il contributo è concesso ad ogni singolo produttore in proporzione al numero dei capi di bestiame posseduti alla data di stipula del contratto di mutuo. L'articolo 3 detta disposizioni per il monitoraggio della produzione di latte vaccino, ovino e caprino e dell'acquisto di latte e prodotti lattiero-caseari a base di latte importati da Paesi dell'Unione europea o terzi, imponendo ad acquirenti e produttori di registrare mensilmente i quantitativi di latte scambiati nella banca dati del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN). Si fa salvo quanto già stabilito per il monitoraggio del latte vaccino, nonché per il divieto di ricostituzione del latte in polvere per l'alimentazione umana. L'articolo 4 interviene sulle modalità di effettuazione della riscossione coattiva degli importi dovuti sul prelievo supplementare del latte che, a decorrere dal 1° aprile 2019, viene effettuata mediante ruolo e quindi trasferita dall'AGEA e dalle Regioni all'Agenzia delle entrate (cui vengono trasmessi i ruoli e i residui e che subentra nelle garanzie). L'articolo 4- bis , inserito durante la discussione del provvedimento alla Camera in prima lettura, incide sulla movimentazione nel territorio nazionale degli animali delle specie sensibili al virus della lingua blu (la cosiddetta blue tongue ). A tal fine, l'intero territorio nazionale viene considerato quale area omogenea e non soggetta a restrizioni per quanto riguarda la movimentazione degli animali della specie bovina. L'articolo 5 incrementa di 14 milioni di euro per il 2019 la dotazione del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, al fine di favorire la distribuzione gratuita di alimenti ad alto valore nutrizionale (nello specifico, formaggi DOP da latte di pecora, quindi il pecorino, con particolari caratteristiche di stagionatura e nutrizionali). Tale misura è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea, previa notifica della misura da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. L'articolo 6 contiene misure di sostegno per le aziende agricole ubicate nei territori della Regione Puglia che hanno subìto danni dalle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018. A tal fine, si estende a tali aziende - a condizione che le stesse non abbiano sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi - l'accesso agli interventi per favorire la ripresa dell'attività produttiva di cui al Fondo di solidarietà nazionale. L'articolo 6- bis riconosce invece per il 2019 un contributo in conto capitale, per favorire la ripresa produttiva, ai frantoi oleari, comprese le cooperative di trasformazione, ubicati nei territori della Regione Puglia che, a causa delle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018, hanno interrotto l'attività e hanno subìto un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018, come risultante dai dati relativi alle movimentazioni di olive registrati nel SIAN. L'articolo 7 prevede un contributo per la copertura dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore olivicolo-oleario entro la data del 31 dicembre 2018. Il contributo è riconosciuto nel limite complessivo di spesa di 5 milioni di euro per il 2019 ed è concesso a ogni singolo produttore in proporzione alla media produttiva, adeguatamente documentata, relativa agli ultimi tre anni, nel rispetto del regime degli aiuti de minimis . La disciplina dei contributi è demandata ad un decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. L'articolo consente inoltre alle imprese del settore olivicolo-oleario ubicate nei Comuni di Calci, Vicopisano e Buti, in provincia di Pisa, che hanno subìto danni dagli incendi verificatisi nel mese di settembre 2018 e che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi, di accedere agli interventi compensativi a ristoro della produzione perduta per il 2019. L'articolo 8 reca misure di contrasto degli organismi nocivi da quarantena in applicazione di provvedimenti di emergenza fitosanitaria (stiamo parlando dunque della xylella). Anzitutto, si dispone che le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività connessa, compresa la distruzione delle piante contaminate, incluse quelle aventi carattere monumentale, sono attuate in deroga ad ogni disposizione vigente, ivi incluse quelle di natura vincolistica, nei limiti e secondo i criteri indicati nei provvedimenti di emergenza fitosanitaria. La norma precisa tuttavia che può essere consentito di non rimuovere le piante monumentali o di interesse storico, se non è accertata la presenza dell'infezione. Si prevedono poi sanzioni amministrative pecuniarie a carico del proprietario, del conduttore o del detentore, a qualsiasi titolo, di terreni sui quali sono riscontrate piante infette da organismi nocivi da quarantena in caso di mancata esecuzione delle prescrizioni di estirpazione di piante infette dagli organismi nocivi. Gli ispettori fitosanitari o il personale di supporto procedono all'estirpazione delle piante. Chiunque impedisce l'estirpazione coattiva è soggetto alla predetta sanzione, aumentata del doppio. Si stabilisce inoltre che, una volta comunicate le misure di emergenza fitosanitaria con le opportune forme di pubblicità, al fine di attuare le misure in questione, gli ispettori, gli agenti fitosanitari e il personale di supporto autorizzati accedono ai fondi nei quali sono presenti piante infettate. L'articolo 8- bis introduce poi un'apposita sanzione pecuniaria, da 516 euro a 30.000 euro, in caso di violazione degli obblighi di comunicazione da parte di chiunque venga a conoscenza della presenza di organismi nocivi sulle piante di olivo. L'articolo 8- ter reca misure per il contenimento della diffusione del batterio della xylella fastidiosa. Si prevede che, per un periodo di sette anni, il proprietario, il conduttore o il detentore di terreni possano estirpare, previa comunicazione alla Regione, gli olivi situati nella zona infetta, con esclusione di quelli ubicati nella zona di contenimento, in deroga ad ogni disposizione vigente, anche in materia di vincoli ambientali, e senza esperire i procedimenti di valutazione d'impatto ambientale, strategica e d'incidenza ambientale. Le imprese iscritte al Registro ufficiale dei produttori di piante non autorizzate a emettere il relativo passaporto, in quanto ubicate nelle aree delimitate dal batterio della xylella, possono essere autorizzate a produrre e commercializzare all'interno della zona infetta le piante indicate dall'articolo 1 della decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione. Le aziende autorizzate devono chiaramente garantire la tracciabilità delle piante prodotte e commercializzate e la loro salubrità. L'articolo 8- quater prevede l'adozione di un Piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia nelle zone risultate infette dal batterio della xylella fastidiosa. L'articolo 9 reca misure a sostegno delle imprese del settore agrumicolo, riconoscendo un contributo per la copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019 sui mutui bancari contratti dalle imprese del settore. L'articolo 10 incrementa la dotazione del Fondo di solidarietà nazionale di 20 milioni di euro per il 2019, a valere sul Fondo per l'attuazione del programma di Governo. L'articolo l0 -bis interviene sulla disciplina relativa alle provvidenze per i lavoratori agricoli in caso di calamità naturali, al fine di ampliare il relativo ambito soggettivo di applicazione. L'articolo 10 -ter autorizza l'anticipo del 50 per cento dell'importo dei contributi dovuti alle imprese agricole a titolo di pagamenti diretti nell'ambito del regime di sostegno configurato nella Politica agricola comune (PAC). L'articolo 10- quater disciplina i rapporti commerciali nell'ambito delle filiere agroalimentari (questo è molto importante): s'impone che, con modalità stabilite con decreto del Ministero delle politiche agricole, i contratti di cessione di alcuni prodotti agricoli stipulati obbligatoriamente in forma scritta - ad eccezione di quelli di carattere stagionale - abbiano una durata non inferiore a dodici mesi. L'articolo 10 -quinquies concerne le imprese del settore saccarifero in crisi, sulle quali gravano procedimenti di recupero degli aiuti previsti dai regolamenti comunitari, e sospende i procedimenti di recupero sino all'accertamento definitivo dell'obbligo a carico dei beneficiari. L'articolo 11 stanzia 2 milioni di euro per il 2019 per la realizzazione di campagne promozionali e di comunicazione per incentivare il consumo di olio extra vergine di oliva. L'articolo 11- bis istituisce un fondo nazionale per la suinicoltura, pari a un milione di euro per il 2019 e 4 milioni per il 2020. L'articolo 11 -ter interviene in materia di contrasto della pesca illegale e riordino del sistema sanzionatorio. L'articolo 12 disciplina una serie di misure per il completamento degli interventi urgenti di bonifica dell'ex stabilimento chimico Stoppani. Infine, gli articoli 13 e 14 recano rispettivamente disposizioni finanziarie e disciplinano l'entrata in vigore del provvedimento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i rappresentanti del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie di Martellago, in provincia di Venezia, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1249 PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore De Bonis, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta s'intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore De Bonis. DE BONIS, relatore di minoranza . Signor Presidente, il provvedimento in esame, anche a seguito delle integrazioni al testo del decreto-legge, approvate dall'altro del Parlamento, affronta indubbiamente molteplici questioni relative alle emergenze nell'ambito del settore agricolo. Preme tuttavia rilevare come, al di là della valutazione dei singoli interventi, il decreto-legge, pur corposo, non colga l'occasione per avviare a soluzione strutturale le criticità che affliggono il comparto agricolo italiano. Il provvedimento in esame si concentrava originariamente su due Regioni, Puglia e Sardegna, dove rispettivamente i danni da gelate e xylella e la crisi del settore ovicaprino sono stati di entità tale da aver messo in crisi entrambe le economie regionali nella loro interezza. Mi rammarica è il fatto che al Senato non sia stato possibile migliorare ulteriormente il provvedimento nei suoi punti essenziali, perché tutti gli emendamenti presentati hanno purtroppo ricevuto parere contrario dal Governo. Diversamente, nell'altro ramo del Parlamento è stato possibile introdurre tante nuove disposizioni da dare al provvedimento stesso un aspetto di decreto-legge omnibus. Non posso perciò nascondere che permangono limiti e lacune rispetto a un comparto strategico che avrebbe meritato un'attenzione più capillare sui tutti i fronti aperti. Nonostante le modifiche apportate alla Camera, purtroppo non troviamo adeguate risposte alle emergenze accertate e conclamate, alcune delle quali del tutto ignorate nel provvedimento. Lo dico perché, pur senza nutrire alcun pregiudizio nei confronti di chi ha la responsabilità di Governo in questa materia, avrei sperato che il provvedimento in esame rispondesse alle tante promesse mediatiche fatte e ai tanti impegni assunti dagli esponenti del Governo. Da senatore meridionale, sono costretto a constatare con grande rammarico che si è trattato di una propaganda ingannevole e che un settore strategico come quello dell'agricoltura si trova relegato ai margini delle attività e delle scelte importanti del Governo. Ricordo che questo avrebbe dovuto essere il Governo del cambiamento, eppure, a distanza di un anno, non vedo misure valide per l'agricoltura e cambiamenti necessari a una sua evoluzione. Sulle gelate e sui danni alle imprese registriamo l'esclusione di diverse emergenze ma, se è stato varato un decreto-legge che reca nel titolo tale parola, non vi è dubbio che dovrebbe contenere misure per tutte quelle esistenti. Sono costretto a constatare che non ci sono risorse disponibili nei segmenti dell'agricoltura che pure hanno una rilevanza per la nostra economia: mi riferisco a comparti come quello cerealicolo, del pomodoro, dell'allevamento cunicolo e tanti altri. Non vi è una voce di attenzione a questi settori. Apro una parentesi importante sul grano duro d'importazione contenente glifosato, poiché è di questi giorni la notizia della condanna della Bayer negli Stati Uniti. Trattandosi di una sostanza potenzialmente cancerogena che non vede ancora misure di contrasto da parte del Governo, è urgente disporre l'intensificazione delle attività di controllo e monitoraggio, con specifico riferimento al traffico commerciale e alle connesse operazioni in tutte le infrastrutture portuali italiane, in particolare nei porti della Puglia e della Sicilia, dove sbarcano navi contenenti grano duro proveniente dall'estero con residui di glifosato (che troviamo nella pasta, nel pane, nei biscotti e negli altri derivati), dovuti all'impiego in preraccolta per favorire la maturazione artificiale, pratica vietata in Europa e in Italia a seguito di specifici provvedimenti che recepiscono il principio di precauzione. A tal proposito ho presentato un emendamento in materia di trasparenza nelle relazioni contrattuali nelle filiere agricole per garantire l'istituzione e il buon funzionamento delle commissioni uniche nazionali (CUN), oltre ad aver presentato anche un disegno di legge in merito (Atto Senato 1147). La CUN è uno strumento prezioso per la trasparenza nel libero mercato perché determina in modo equo il prezzo delle materie prime nazionali e a Foggia la si attende da anni per i produttori di grano duro. Si sta parlando in questi giorni di sperimentazioni sulla CUN, che però vanno bene forse per le filiere che poi non funzionano, perché gli industriali puntualmente trovano cavilli e non rispettano gli accordi, penalizzando il mondo agricolo. Eppure la maggioranza, che vantava di aver portato alla luce la legge istitutiva della CUN, continua a parlarne in termini futuri, nonostante la crisi passata e attuale. Per gli altri settori dell'agricoltura a cui non è stata rivolta attenzione, ci sono aree territoriali a partire dalla Basilicata, alla Calabria, alla Sicilia, all'Emilia-Romagna che non sono ricomprese nel dovuto riconoscimento dei danni che eventi calamitosi hanno determinato per il comparto agrumicolo od olivicolo (fra queste, la Regione Basilicata aveva fatto istanza nei termini prestabiliti dalla legge). Il capo III nel decreto, pur essendo dedicato a questo tema, risulta oggettivamente insufficiente. In realtà occorrerebbero interventi strutturali finalizzati a garantire ai produttori un prezzo del prodotto destinato alla trasformazione che sia remunerativo e soprattutto valorizzi l'elevata qualità a tutela della salute dei consumatori. Non può poi non essere prioritario, come abbiamo detto, rafforzare i controlli sulla qualità dei prodotti e delle derrate provenienti dall'estero. Nel decreto-legge non si affronta la grave asimmetria sulle coltivazioni ecosostenibili: solo il 2,9 per cento dei finanziamenti della PAC premia oggi il modello agricolo che abbatte l'impatto dei pesticidi, difende la fertilità del suolo, protegge il clima e la biodiversità e viene impiegato nel 15 per cento dei campi. Il fatto che l'agricoltura integrata e quella conservativa abbiano una quota di finanziamenti superiore alla biologica è un evidente paradosso. Pur nella consapevolezza che le misure approvate per il comparto olivicolo siano un primo passo importante per sostenere le imprese agricole, ritengo però che le risorse finanziarie avrebbero già dovuto essere implementate in passato. Un altro tema che mi sta a cuore riguarda le misure che si vogliono adottare per contrastare la xylella fastidiosa. In sostanza, viene disposta la distruzione delle piante contaminate e di qualunque altro materiale possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi, introducendo pesanti sanzioni per chi non si adegua alle disposizioni. Non si possono sanzionare gli agricoltori già ampiamente vessati e non si possono abbattere gli ulivi monumentali pugliesi: la mancanza di prove non è prova di mancanza. L'articolo 8 del decreto emergenze innescherà una pericolosa deriva ambientale, sanitaria e democratica. Permettere alle misure fitosanitarie ufficiali l'attuazione in deroga a ogni disposizione vigente significa bypassare la Costituzione, le leggi nazionali, regionali e, infine, le norme europee, come nel caso della Valutazione ambientale strategica (VAS). È gravissimo inoltre inserire le misure fitosanitarie di emergenza tra i progetti che possono eludere la valutazione ambientale strategica. Stiamo parlando di derogare a un'importante norma europea emanata al fine di prevedere l'esame degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente naturale e al fine di contribuire a uno sviluppo sostenibile del nostro Paese e dell'Unione europea tutta. Ci rendiamo conto di come stiamo legiferando? La tutela della salute delle persone, dell'ambiente, del paesaggio, della proprietà privata e delle libertà personali sarà scalzata da meri interessi economici, come ci dimostra la sconcertante gestione della vicenda xylella con gli atti del gip Alcide Maritati e della procura di Lecce, che, come avrete sicuramente letto, ormai si palesa in tutte le sue reali intenzioni. L'articolo 8 ergerà il caso xylella ad un modello criminale, come ha anche annunciato il procuratore Caselli in due rapporti sull'agromafia. Con il presente provvedimento si potrà utilizzare qualunque emergenza fitosanitaria (o presunta tale) come pretesto per fare qualsiasi cosa, senza considerare l'impatto ambientale delle misure imposte; ancor peggio, però, è che si potranno imporre misure invasive e pericolose senza che vi siano stati un serio e aperto confronto scientifico, una reale partecipazione della cittadinanza alle decisioni che riguardano il territorio né una valutazione di alternative e sviluppi. Il caso xylella in Puglia dimostra come l'imposizione di eradicare su gran parte del territorio gli ulivi secolari e monumentali e un ampio uso di fitofarmaci si siano dimostrati pratiche inefficaci e scientificamente infondate, il tutto senza tener conto degli effetti di queste misure sulla salute pubblica e sulla sicurezza dei territori. Stiamo parlando della devastazione di un patrimonio paesaggistico che è la principale attrazione per milioni di turisti e viaggiatori, della fine dell'agricoltura biologica pugliese, uno dei pochi settori in costante e consistente crescita, e del comparto apistico, della rovina della biodiversità e soprattutto della distruzione di uno dei prodotti fiore all'occhiello del made in Italy , ossia l'olio pugliese. Tale deriva viene dimostrata dal fatto che la richiesta di istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare, supportata dalle firme di 50 senatori, giace ancora in Commissione dal 28 giugno, nonostante l'appello di migliaia di cittadini, compresi numerosi ricercatori. In merito al caso xylella il gip di Lecce ha affermato che gli interventi fatti finora da istituzioni, politica e ricerca si sono dimostrati disarticolati, tardivi, caratterizzati da scarsa trasparenza e professionalità e non consoni ad una corretta gestione dell'emergenza. Le misure adottate nel tempo per affrontare il problema xylella inoltre sono inadeguate, ma lo si sapeva già dall'inizio e tale inadeguatezza è stata sottolineata da gran parte della comunità scientifica nazionale e internazionale. A tal proposito vorrei ricordare a tutti i colleghi il parere di molti scienziati, auditi anche in 9 a Commissione, che ci hanno già messo in guardia da queste pratiche nonché l'appello giunto da oltre 2.000 tra esperti, medici, scienziati, professori e accademici che chiedono che l'articolo 8 del presente decreto-legge sia ritirato. Oggi invece stiamo dando il futuro del nostro territorio in mano a qualche scienziato che, senza autorevolezza, farà ciò che ritiene del nostro patrimonio agroalimentare, gastronomico, economico e turistico. Vogliamo che questo genere di persone abbia in mano le sorti del nostro Paese? Quando le loro linee guida si riveleranno inutili, i loro dati errati, i loro monitoraggi farlocchi (come è già successo con l'ulivo di Monopoli), chi pagherà i danni? Chi ridarà la salute a tutte quelle persone e a quei bambini che oggi sono costretti a respirare piretroidi e neonicotinoidi non si sa bene per quale motivo? Chi potrà mai restituire a quella terra e al nostro Paese l'inestimabile patrimonio che questo Governo sta distruggendo? Sul batterio ho presentato emendamenti finalizzati anzitutto alla ricerca della cura sostenibile, piuttosto che all'eradicazione delle piante. Per questo motivo, nella lotta al batterio è necessario adottare misure sostenibili che aumentino le difese naturali delle piante, come hanno sostenuto anche altri colleghi della Camera. Ho riproposto anche la soppressione all'articolo 41 del decreto-legge Genova sui fanghi di depurazione in agricoltura, una moratoria per il sostegno alla ripresa delle imprese agricole; ho presentato un ordine del giorno sull'IMU agricola che impegnasse il Governo a prevedere una disposizione di favore per le imprese e aiutare i Comuni in difficoltà (ma oggi continua a vigere per gli stessi Comuni e non è cambiato nulla). Il Governo sembra preoccuparsi solo del settore saccarifero, al quale ha concesso una moratoria. Noi riteniamo indispensabile una nuova riforma agraria che affronti le nuove strozzature del mercato: la perdita di autosufficienza negli approvvigionamenti di materia prima nazionale; una forte concentrazione nelle filiere zootecniche; una forte concentrazione nelle filiere agroindustriali, con poteri dominanti dal lato della domanda di acquisto; una forte concentrazione della distribuzione e la perdita della funzione di rappresentanza sindacale. Riteniamo che le sfide importanti e complesse vadano affrontate con una attenta valutazione della qualità tossicologica di ciò che arriva sulle nostre tavole. La globalizzazione senza diritti produce uno schiavismo e un autoritarismo che in Italia dobbiamo contrastare. Il settore agricolo non può più essere utilizzato per arricchire gli altri segmenti a valle della filiera e impoverire se stessa. Ritengo, quindi, che il Governo debba riflettere attentamente e decidere di varare provvedimenti che prevedano non solo ulteriori stanziamenti di risorse, ma anche l'introduzione di una programmazione a lungo termine, che possa risolvere finalmente le numerose criticità dell'intero settore agricolo. (Applausi dal Gruppo Misto e della senatrice Lonardo) . TESTOR (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo i dati pubblicati dall'Eurostat lo scorso anno, l'Italia, con i suoi 52,9 miliardi di fatturato, è la seconda potenza agricola europea, dietro alla Francia e davanti alla Germania. Se si guarda, invece, al valore aggiunto, si vede che l'Italia, in ambito agricolo, con i suoi trenta miliardi di euro è il primo Paese dell'Unione europea. Siamo il Paese dell'eccellenza agroalimentare e lo dimostra il nostro assoluto primato in ambito comunitario per numero di prodotti a denominazione di origine (quasi trecento). Sul tavolo possiamo mettere anche le nostre sessantamila aziende biologiche e i nostri 4.965 prodotti alimentari censiti. Dobbiamo tener ben presente queste cifre per essere consapevoli di quanto sia importante il comparto agroalimentare per la nostra economia; un settore che non fa differenze geografiche ma che, anzi, specie nelle aree meno sviluppate del nostro Paese, dà lavoro, speranza e futuro. Nel documento in esame viene trattata tutta una serie di emergenze che stanno colpendo la nostra agricoltura, in particolare il settore olivicolo-oleario della regione Puglia, piegato sia dalle eccezionali gelate del 2018 che dalla diffusione del batterio xylella fastidiosa, che sta diventando una vera e propria emergenza nazionale. Trovano, giustamente, spazio anche le questioni concernenti le emergenze dell'ovino-caprino e dell'agrumicolo, oltre a misure di sostegno per altri settori. Siamo stati un po' sviati dal titolo di questo decreto-legge che parla, appunto, di emergenze in agricoltura, e che poi interviene solo su alcune di esse, che sono emergenze importantissime, ma tutto ciò non basta, perché la nostra agricoltura, che pure è uscita meglio rispetto ad altri comparti dalla terribile crisi economica, vive un momento di forte difficoltà. Mi riferisco non solo agli eventi atmosferici dannosi, ormai sempre più frequenti, ma anche alla incapacità delle nostre imprese agricole a reggere alle sfide del mercato, così pesantemente disequilibrato da concorrenza sleale sul prezzo, da contraffazione di prodotti alimentari fatti all'estero ma spacciati per italiani e dalla penuria di infrastrutture del nostro sistema Paese. Le risorse messe in campo in questo testo, quindi, sono poche e maldistribuite, essendo finalizzate solo su alcune priorità. Quindi, ci chiediamo: qual è il disegno unitario che questo Governo vuole mettere in atto? Esiste una strategia di medio e lungo periodo che affronti seriamente i problemi strutturali del comparto agricolo? Affrontare emergenze, sì, ma non solo. I cambiamenti climatici ormai in atto ci impongono di avere una visione di lungo periodo. Molte Regioni sono state colpite da eventi atmosferici avversi, come il Lazio e il Veneto, e, proprio nelle ultime ore, ancora l'Emilia-Romagna, cui voglio rivolgere un pensiero, investita da un evento eccezionale di maltempo che ha danneggiato fortemente l'agricoltura. Conosco bene, purtroppo, quanto male possa fare un evento atmosferico eccezionale. Ho ancora negli occhi i boschi delle mie montagne, che in pochi minuti sono stati abbattuti da un vento eccezionale, che ha piegato alberi di centinaia di anni, trasformando uno dei polmoni verdi d'Europa in un deserto. D'altronde, Coldiretti ce lo ricorda di continuo: le campagne italiane sono ormai sotto scacco da grandine, pioggia e vento forte, esondazioni o, all'estremo opposto, dalla siccità. E questo inibisce i nostri imprenditori agricoli, perché non permette loro di programmare investimenti volti alla crescita. Nell'ultimo decennio tali disastri hanno influenzato la redditività del settore agricolo e le perdite di raccolta dovute a calamità naturali sono ormai ricorrenti e gravissime. La centralità della questione dei cambiamenti climatici è riconosciuta anche a livello dell'Unione europea, nella definizione delle nuove linee della politica agricola comune (la PAC) successiva al 2020. Per gli anni 2021-2027 la Commissione europea ha infatti proposto di inserire nella politica di coesione ulteriori obiettivi di sviluppo sostenibile e adattamento ai cambiamenti climatici. La nuova PAC per gli anni 2021-2027 dovrebbe essere più coraggiosa e spingere gli agricoltori verso obiettivi più ambiziosi in materia ambientale. Il 30 per cento - ad esempio - della dotazione degli Stati membri per lo sviluppo rurale dovrebbe essere dedicato a misure ambientali e il 40 per cento del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all'azione per il clima. Per questo chiediamo al Governo una politica che agisca in maniera sistemica e complessiva su un comparto di estrema importanza come l'agricoltura, che può e deve diventare un'opportunità straordinaria per aumentare l'occupazione giovanile. Dobbiamo e possiamo essere protagonisti in Europa, incidendo di più sulla politica agricola comune; dobbiamo porci al fianco dei nostri agricoltori, specialmente di coloro che puntano su produzioni di qualità. Siamo la seconda potenza agricola d'Europa e pertanto l'Italia, per mantenere questa posizione, deve uscire dalla mera gestione della fase emergenziale e costruire un progetto di lungo periodo che preveda incentivi per l'innovazione e la crescita della competitività, nel quadro di una decisa sostenibilità ambientale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pietro Pisani. Ne ha facoltà. PISANI Pietro (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, con l'approvazione degli interventi contenuti nel provvedimento in esame, stiamo dando risposte importanti e concrete ai nostri pastori e agricoltori. Quelli che accingiamo a discutere sono senza dubbio interventi attesi da tantissimi addetti del settore agricolo e ittico che, negli ultimi anni, si sono sentiti dimenticati dalla politica. Nel provvedimento in esame, oltre agli strumenti per il settore lattiero-caseario del comparto ovino e caprino, ci sono soluzioni reali e contenuti concreti volti a incidere sui settori olivicolo-oleario e agrumicolo, in ragione dello stato di crisi nel quale versano. A essi si aggiungono interventi di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e una disciplina destinata allo stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto. Rispetto all'impostazione iniziale del decreto-legge, dopo l'esame presso la Camera dei deputati, il provvedimento risulta arricchito con ulteriori importanti interventi. La finalità del provvedimento è dettata dalla necessità e l'urgenza di sviluppare, per i settori colpiti dalla crisi, un piano di interventi per il recupero della capacità produttiva e di sostenere concretamente le imprese agricole in crisi, anche per il perdurare degli effetti dei danni causati dagli eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale dello scorso anno e dalle infezioni di organismi nocivi ai vegetali. L'agricoltura ha bisogno di tutta l'attenzione possibile e il ministro Centinaio sta dimostrando, con atti concreti, di avere la giusta attenzione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'agricoltura ha anche bisogno di una ristrutturazione, altrimenti ci troveremo sempre nella condizione di dover affrontare continue emergenze che, in alcuni comparti, mettono a rischio non solo l'occupazione, ma anche la tenuta di quei territori a vocazione agricola che contraddistinguono il nostro Paese nel mondo e realizzano prodotti di straordinaria eccellenza. È per questo motivo che, giustamente, si deve intervenire. Con questo provvedimento ci sono tutti gli strumenti per rilanciare alcuni settori in crisi. Penso, in particolare, al settore agrumicolo, che negli anni ha subìto contraccolpi e un susseguirsi di eventi atmosferici, quali esondazioni e gelate, che hanno messo in ginocchio l'intera produzione, ritardando in alcuni casi la maturazione dei prodotti e causando la rovina del raccolto. A questi ritardi si è aggiunto anche l'eccesso di offerta di prodotti provenienti da Spagna e Marocco a prezzi estremamente competitivi, che ha reso impossibile per i nostri produttori recuperare le perdite subite a causa dei danni derivanti dagli eventi atmosferici. Anche qui, con questo decreto-legge si sono investite risorse importanti per poter ristrutturare il settore, come il sostegno alle aziende che hanno contratto i mutui proporzionalmente alla produzione che hanno fatto, in modo da rilanciare un settore sicuramente importante per l'Italia e, in particolar modo, per il Sud. Voglio riportare altre disposizioni che ritengo importanti, come quelle relative al settore suinicolo, con le quali si istituisce un Fondo nazionale per la suinicoltura, con una dotazione di un milione di euro per il 2019 e di 4 milioni di euro per il 2020, destinati a rafforzare i rapporti di filiera; ad aumentare l'informazione e la promozione dei prodotti suinicoli verso il consumatore; a migliorare la qualità e il benessere animale promuovendo le innovazioni, i contratti di filiera e le organizzazioni d'impresa. Il settore suinicolo italiano ha visto negli ultimi sei mesi un crollo dei prezzi. Le importazioni dall'estero ovviamente influiscono negativamente sui prezzi. Un aumento delle importazioni sia di suini vivi che di carne fresca suina, insieme all'aumento meno sostenuto delle esportazioni, contribuisce al peggioramento della bilancia commerciale. Inoltre, il settore suinicolo deve affrontare anche uno dei maggiori rischi sanitari dato dalla peste suina africana, con conseguenze devastanti quanto a mortalità e il numero dei casi di malattia registrati. La peste suina africana non è una patologia contagiosa per l'uomo, ma è una delle più grosse problematiche a cui la zootecnia mondiale sta assistendo. Il virus responsabile della malattia nelle popolazioni di animali selvatici si sposta a macchia d'olio, colpendo progressivamente le popolazioni adiacenti. La diffusione della malattia è favorita dal contatto tra popolazioni domestiche e selvatiche o da trasmissioni indirette, dovute al cosiddetto fattore umano, che si realizzano mediante spostamenti di materiale infetto attraverso mezzi di trasporto, animali, merci contaminate e persone provenienti dalle zone interessate verso le zone indenni. In Europa è presente in oltre dieci Paesi e da ultimo è arrivata in Belgio, dove ha causato un crollo del prezzo e il blocco delle esportazioni in tredici Paesi in giro per il mondo. Richiamo, inoltre, l'attenzione sull'annosa questione relativa alla xylella fastidiosa. Nel decreto-legge si sono anche in questo caso messe in campo misure concrete che avrebbero dovuto essere adottate già da molto tempo per scongiurare il disastro che oggi ci troviamo a dover affrontare, visto che il disseccamento degli olivi pugliesi è una tragica realtà che si trascina ormai da molti anni. Purtroppo, allo stato la scienza non ha ancora individuato rimedi sicuri per arrestare la xylella, se non quelli del contenimento e, nei casi più gravi, dell'eradicazione degli alberi malati. Non esistono, quindi, allo stato attuale soluzioni definitive, ma era necessario comunque agire e in fretta. Il Ministero delle politiche agricole, come comunicato dalla sottosegretaria Pesce durante l'esame in Commissione agricoltura, ha da tempo costituito un tavolo sul problema con tutte le parti coinvolte, elaborando un pacchetto di misure di azione fitosanitaria, che è stato concordato in sede di Conferenza Stato-Regioni, conducendo infine alle norme contenute, prima, in un apposito decreto ministeriale e poi nel provvedimento che stiamo esaminando oggi, per agevolare il contenimento della fitopatologia e la rigenerazione del patrimonio olivicolo pugliese. Siamo intervenuti anche su un'altra questione importante che colpisce le aziende che si occupano di allevamenti. Parlo del caso blue tongue o lingua blu. La lingua blu è una malattia che colpisce in maniera mortale gli ovini, ma rende portatori sani anche i bovini e, se non si gestisce lo spostamento dei capi bovini in maniera adeguata, si rischia che per pochi capi di ovini malati si blocchi totalmente la movimentazione dei capi bovini. Ciò sicuramente, per le aziende che vivono in parte o solo con questo tipo di allevamento, in zone particolarmente difficili, può essere motivo di un ulteriore impoverimento del comparto. Cari colleghi, concludo dicendo che il nostro Paese è fatto di molteplici realtà che rappresentano, anche se dimensionalmente piccole, grandiose eccellenze, con un valore inestimabile di storie, culture e tradizioni. Le aziende che lavorano e producono devono poter guardare al futuro dei propri figli con speranza, ma soprattutto con la consapevolezza che questo Governo è dalla loro parte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Perosino) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, chiunque conosca il contributo fondamentale che il settore agricolo dà al Paese in modo trasversale non può che accogliere favorevolmente qualsiasi provvedimento che ponga rimedio ai problemi che lo toccano. Dall'inizio di questa legislatura Forza Italia non ha mai mancato di dare il suo apporto in questo senso in tutte le occasioni, purtroppo sempre troppe, nelle quali il mondo dell'agricoltura ha incrociato difficoltà di varia natura, connesse sia alle condizioni meteorologiche e climatiche, che - ad esempio - a questioni "di mercato" dai contorni complessi. Penso alla raccomandazione del dicembre dello scorso anno, voluta da Forza Italia, relativa all'istituzione di fondi volti a contrastare i danni all'agricoltura causati da maltempo e animali selvatici, così come al nostro impegno nei confronti dei pastori sardi e in generale del mondo del latte, della sua filiera e della trasformazione nel suo complesso, l'ingranaggio di sistema che può offrire al mondo agricolo un'occasione ulteriore di forza a vantaggio di chi investe creando lavoro. Il provvedimento che ci accingiamo a convertire, nelle sue finalità generali, non può dunque che essere accolto favorevolmente. Stiamo infatti parlando di un provvedimento per mezzo del quale si mettono per il prossimo triennio, come doveroso, diversi milioni di euro per far fronte almeno ad alcune - anzi, purtroppo solo ad alcune - delle emergenze in agricoltura. Il favore al provvedimento, però, non può che limitarsi alle finalità generali del testo, che - come spesso accade con questo Governo - si dimostra essere anche un'occasione perduta e allo stesso tempo uno strumento per una facile speculazione che non offre le soluzioni strutturali che il mondo agricolo certamente merita. Penso alla necessità di riformare in maniera adeguata il settore delle assicurazioni agricole, per mettere in condizione le aziende di tutelarsi contro i danni sempre più frequenti derivanti dagli eventi atmosferici avversi; eventi che, come dimostrano le recenti - recenti, a maggio - nevicate a bassa quota o le grandinate che da fine aprile e sino allo scorso fine settimana hanno colpito l'Astigiano, il Casalese e l'Alessandrino, sono ormai una costante rispetto alla quale bisogna porre le condizioni per intervenire in modo strutturale. Allo stesso modo si deve intervenire strutturalmente sul fenomeno della xylella fastidiosa, rispetto alla quale è necessario investire di più in un'ottica di ricerca orientata anche alla prevenzione, in modo da evitare una propagazione del batterio; una minaccia non solo per la Puglia, ma anche per tutte le Regioni italiane in cui si produce olio, che dobbiamo sventare considerando anche la significativa riduzione della produzione avvenuta nell'ultimo decennio. Non dobbiamo dimenticare neanche la flavescenza dorata. Penso - per fare un ultimo esempio - al settore saccarifero, rispetto al quale sarebbe necessario avviare un piano di interventi strutturali, dato che la crisi del comparto dura ormai da molti anni, al punto che molte aziende hanno dovuto abbandonare la coltivazione delle barbabietole. Il testo di cui discutiamo è dunque ricco, purtroppo, di occasioni mancate, non ultima quella di metodo, in ragione della quale il Governo e la maggioranza non hanno consentito modifiche, che pure sarebbero state necessarie. È il caso dei danni causati all'agricoltura dalla fauna selvatica, rispetto ai quali si è confermato di non volervi fare alcun cenno, e ciò, nella prospettiva di questo Governo potrà, forse, essere legittimo. Ci si consenta però di dire che sarà altresì legittimo che questa parte dell'Emiciclo si faccia carico con responsabilità di avanzare una proposta di intervento ad hoc , che solo una compagine governativa sorda alle istanze del Paese potrebbe non condividere. Quello di cui siamo certi, sin qui, è che con il provvedimento che andiamo a convertire, si è troppo diffusamente deciso di non agire, o di agire poco, a riprova del fatto che, sorda o no alle istanze del Paese, per buona parte della maggioranza è comunque più facile opporsi e dire di no, invece che agire e governare con coraggio. Ne prendiamo atto con rammarico. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Naturale. Ne ha facoltà. NATURALE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura italiana e i prodotti che ne derivano hanno l'urgenza di essere valorizzati in campo nazionale e internazionale. Il primato riconosciuto all'Italia dei prodotti tutelati ha bisogno di ulteriori sforzi in favore del più ampio apprezzamento; di una maggiore redditività per gli agricoltori; di una promozione che miri a valorizzare la qualità di tutto il comparto agroalimentare, in modo da mantenere e accrescere la nostra supremazia in Europa, alla ricerca di nuove direzioni oltre il nostro Continente, per stabilire e rafforzare le rotte commerciali, come sta avvenendo in maniera efficace con questo Governo. Ed è proprio per dare seguito alle predette buone intenzioni che è necessario porre attenzione alle crisi che attraversano i vari settori dell'agricoltura, aggravati dai sempre più frequenti fenomeni atmosferici dannosi. Questo è stato fatto con il decreto-legge in questione che ci avviamo a convertire in legge. È stata posta immediatamente l'attenzione all'insostenibile calo dei prezzi del latte ovino caprino e alle produzioni lattiero-casearie, problema evidente in Sardegna che ha motivato le clamorose proteste dello scorso febbraio. Per superare questa drammatica condizione l'impegno è stato massimo in modo da garantire una maggiore trasparenza nelle relazioni contrattuali, trovando un accordo con i rappresentanti di categoria al fine anche di individuare le misure di sostegno al comparto e un prezzo accettabile del latte, visto il drastico calo ben al di sotto dei costi di produzione. Abbiamo istituito un fondo con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per quest'anno, volto a favorire la qualità e la competitività del latte ovino attraverso il sostegno ai contratti di filiera e di distretto; la promozione di interventi di regolazione dell'offerta di formaggi ovini a denominazione di origine protetta (DOP), nel rispetto della vigente normativa europea, nonché attraverso la ricerca, il trasferimento tecnologico e gli interventi infrastrutturali del settore di riferimento. L'auspicio ora è quello di una celere attuazione delle misure previste dato il pesante stallo nel quale le aziende sono state costrette per troppo tempo. Nel rilancio dei settori agricoli in crisi e nel sostegno alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale sono state previste specifiche misure a vantaggio del settore agrumicolo. Al riguardo, è stato istituito un fondo con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2019 volto a coprire le spese sostenute per gli interessi sui mutui bancari. Attenzione particolare, poi, è stata dedicata alle aziende olivicole pugliesi. Il settore olivicolo-oleario, che rappresenta il cuore pulsante dell'economia territoriale pugliese, ha subìto ingenti danni con le gelate tardive di fine febbraio e inizio marzo del 2018. È stato perciò necessario risollevare le sorti di tantissimi agricoltori in difficoltà che, presi alla sprovvista, non hanno sottoscritto le relative polizze assicurative. Attraverso il disposto dell'articolo 6 del decreto-legge oggi in esame, dunque, si è esteso l'accesso agli interventi previsti per favorire la ripresa delle attività produttive proprio alle imprese agricole ubicate nella Regione Puglia, aspramente colpite dal maltempo. A queste risorse disponibili si aggiunge la possibilità di attivazione di ulteriori misure di aiuto a carico di fondi europei destinati al ripristino della potenzialità produttiva, presenti nel Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Puglia. L'olivicoltura pugliese è in ginocchio anche a causa del batterio xylella nella penisola salentina, che chissà dove potrebbe spingersi. La politica passata non è mai stata in grado di affrontare seriamente il problema e di arrivare a una soluzione concreta. Questo Governo si è invece impegnato seriamente nella ricerca della migliore soluzione possibile, essendo consapevole dei danni che il batterio ha cagionato e continua a cagionare agli olivicoltori, ormai stremati da anni di criticità irrisolte. È ora di agire e, proprio per difendere il paesaggio e l'ambiente, è necessario essere incisivi per contenere questo fenomeno patologico conclamato, senza però perdere di vista la salvaguardia degli ulivi monumentali. Per tale motivo, dopo aver studiato a fondo la questione e aver ascoltato il parere di esperti, è stato messo in risalto che è possibile eradicare anche i soli ulivi infetti, evitando così di distruggere l'inestimabile ricchezza paesaggistica, economica e sociale costituita dagli uliveti pugliesi. A tal fine, è necessaria un'attenzione particolare nel mettere in atto interventi mirati. È, infatti, indispensabile monitorare costantemente la presenza dell'infezione e nel contempo attuare regolari buone pratiche agricole. Ampiamente supportata, la ricerca scientifica continuerà il suo incessante lavoro sulle cultivar resistenti al batterio autoctone e rispettose della biodiversità per comprendere con sempre maggior oggettività scientifica le concause e le modalità di propagazione dell'infezione da xylella. Prendere le idonee misure per arginare e contenere il fenomeno dannoso è necessario e urgente. Allo stesso tempo è indispensabile studiare ogni soluzione in grado di prevenire un possibile riproporsi della batteriosi. Inoltre, l'Esecutivo deve impegnarsi a valutare, ogni volta in cui è prevista la rimozione delle piante, la possibilità di attribuire un interesse storico all'intero uliveto e non soltanto a singole piante e, quindi, valutare se l'uliveto in questione abbia caratteristiche pregevoli e funzionali all'assetto idrogeologico quali zone in pendio. Risulta, infine, indispensabile avviare un dialogo urgente con la Commissione europea, d'intesa con la Regione Puglia, sentiti gli enti territoriali, gli enti di ricerca e la comunità scientifica, le associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste, con lo scopo di rimodulare e ridiscutere le decisioni prese in sede europea in merito alla emergenza xylella. Come accennato all'inizio del mio intervento, la promozione e la ricerca di nuovi mercati internazionali, unitamente allo stimolo interno al consumo di prodotti di qualità nostrani, devono rappresentare una priorità per il Governo e per noi legislatori. Abbiamo l'obbligo di esaltare l'agroalimentare italiano, sorretti dai dati ISMEA che vedono l' export in aumento e l' import in calo, anche se la crescita del settore ha un momento di incertezza. La funzione economica, sociale e ambientale che svolge la nostra agricoltura deve essere consolidata, forti del riconoscimento internazionale della nostra cultura enogastronomica e dei tanti prodotti di qualità. Conservare il vantaggio di settore che abbiamo nei confronti dei Paesi del resto del mondo con il nostro made in Italy è un dovere imprescindibile. È da apprezzare un intervento eseguito ieri in Provincia di Foggia dai NAS che, coordinati dal procuratore Ludovico Vaccaro, hanno scoperto e quindi fermato un traffico di olio contraffatto. Sono state emesse ventiquattro misure cautelari e altre misure per bloccare il traffico illecito di olio di semi di girasole che veniva trattato con clorofilla e betacarotene. Questo è un attentato al cuore dell'olivicoltura. Il Governo con la promozione del nostro made in Italy sta facendo tanto in questo campo. Pertanto, faccio un plauso anche alle Forze dell'ordine del mio territorio. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Ripamonti) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Biti. Ne ha facoltà. BITI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, ringrazio per l'opportunità di esaminare finalmente in Aula un provvedimento che porta al centro del nostro dibattito un settore così importante per il nostro Paese, quello agricolo, agroalimentare, zootecnico e tutto quello che gli sta intorno. Direi che è la prima volta che quest'Assemblea si trova a esaminare nello specifico un tema che riguarda un settore importante sia economicamente che culturalmente per il nostro Paese - come accennato prima di me anche dalla collega di Forza Italia - che vale più di 59 miliardi e che ci pone ai primi posti in Europa, e probabilmente non solo. Ci troviamo finalmente a esaminare un tema così importante per l'Italia, ma lo facciamo con un decreto-legge che viene trasformato e non è ancora dato modo a quest'Assemblea, al Parlamento e alla Commissione - ne approfitto per ringraziare il Presidente e tutti i colleghi della Commissione - di costruire una visione seria per un comparto tanto importante. Infatti, in generale il decreto-legge, e quello in esame nello specifico, ci pone già preconfezionata tutta una serie di azioni a tutela del comparto agroalimentare, zootecnico e agricolo. Già prima di me è stato elencato tutto quello che il decreto-legge ha in sé: praticamente ha tutto, nel senso che possiamo dire che si tratta dell'ennesimo omnibus che ci troviamo a esaminare in quest'Aula. Si parla del comparto ovicaprino, sia per il latte che per la carne; di tutto il comparto zootecnico; del sostegno alla suinicoltura; del settore saccarifero; del contrasto alla pesca illegale; della previdenza e assistenza ai lavoratori agricoli; del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale. Inoltre, il provvedimento interessa il settore agrumicolo, l'emergenza fitosanitaria, le gelate. Ripeto che c'è veramente di tutto. Noi, ovviamente, non possiamo essere contrari alla conversione del decreto-legge in esame, perché contiene comunque azioni importanti, ma c'è un però, Presidente, che sottopongo alla sua attenzione e, tramite lei, al Sottosegretario. Dispiace che il Ministro non sia presente - lo dico sinceramente - perché è assente la prima volta che in Aula dedichiamo una giornata alle questioni legate al suo Ministero. Ringrazio comunque, nuovamente, il Sottosegretario per la sua presenza. Presidente, a lei dico, però, che abbiamo delle questioni da sollevare, ovvero dov'è la politica in questo settore, dov'è la visione? Qualcuno ha detto che la politica è fatta di passione, di senso di responsabilità e soprattutto di lungimiranza. Ecco, ancora una volta nell'esaminare - lo ripeto - argomenti così importanti e di cui ci si riempie così tanto la bocca nel dibattito politico sui social , sui giornali e nei programmi televisivi, manca completamente la politica, manca la visione. È giusto parlare di cambiamenti climatici e porre in emergenza delle soluzioni a queste situazioni. È giusto porre delle soluzioni alle gelate primaverili - e lo facciamo oggi con questo provvedimento - alla xylella di cui ha parlato la collega prima di me, alla siccità e a tante altre questioni prima elencate. È giusto porre delle soluzioni immediate ed emergenziali ma la politica - colleghi - deve fare altro. A noi è data la responsabilità di guardare un po' più lontano, di fare altro che dare il voto a soluzioni emergenziali. Mi chiedo e vi chiedo, quindi, che cosa vogliamo fare per il comparto agricolo e zootecnico in questo Paese. Qual è la visione? Sottosegretaria, Presidente, non c'è una visione. Ripercorrendo i vari atti che sono passati in Commissione, l'unica visione per il futuro che abbiamo davanti è dare un terreno agricolo da coltivare, con un incentivo anche economico per comprare una casa, a chi ha più di tre figli, dal terzo figlio in poi. L'unica azione lungimirante è questa. Per il resto agiamo soltanto in via emergenziale. Questo dobbiamo dircelo e lo faccio senza timore di essere smentita. Vorrei sapere che cosa intendiamo fare sull' export e per garantire i nostri prodotti all'estero. Che cosa facciamo? Aspetto ancora dal Ministro una risposta sul CETA: è d'accordo o no? Parte di questo Governo sembra esserlo e una parte sembra non esserlo. Con la Cina facciamo una cosa e con altri Paesi come il Canada ne facciamo un'altra? Io vorrei sapere qual è la visione sull' export , per esempio. Come intendete rispondere alle sfide delle fitopatie? Sulla questione xylella, giustamente, interveniamo in emergenza, ma cosa intendiamo fare perché il problema sia quanto più contenuto possibile, per non osare dire sconfitto? Quando porterete all'attenzione del Parlamento la vostra visione? Noi ci saremo perché a noi ciò interessa. Ci interessa dare al comparto le risposte da tempo attese e che non possono e non devono essere soltanto basate sull'emergenza, perché la politica fa altro. In caso contrario, potremmo lavorare semplicemente con i tecnici competenti che decidono che alcune risorse debbano andare in un senso e altre in un altro; che giustamente si deve combattere la xylella; si deve dare supporto al settore olivicolo e sostenere il settore della pesca e tutta la zootecnia. Posso elencarle tutte. Cari colleghi, ribadisco un'altra volta, a costo di essere noiosa, che siamo chiamati a fare altro. Vorrei dirlo al Ministro, ma non è oggi presente, e allora lo dico al Sottosegretario e al presidente Calderoli, chiedendo loro di farsi da tramite con il Governo. Lo dico al Presidente della mia Commissione e a tutti i colleghi. È un tema quello in esame sul quale ci sarebbe moltissimo da fare e tutti insieme potremmo costruire un futuro davvero importante lavorando seriamente e dare risposte che possano rendere chi lavora nel comparto veramente sicuro per il futuro. La sfida è questa: andare oltre il decreto-legge che viene convertito oggi e avere una visione per tutto il comparto agroalimentare, agricolo e zootecnico che possa dare anche a noi la soddisfazione di aver fatto qualcosa di importante per esso, del quale ci riempiamo troppo spesso la bocca e per il quale invece sono necessarie delle soluzioni serie e di lungo periodo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi senatori, la cronaca delle ultime ore fa tornare drammaticamente di attualità la questione che oggi stiamo affrontando. L'Italia, in queste ore, è stata flagellata da eventi climatici che definirei quasi innaturali per il momento, che stanno mettendo veramente a grave rischio un comparto molto importante per la nostra Nazione, che è quello, appunto, dell'agricoltura. Questi eventi sono oggi una piaga biblica per il nostro Paese e soprattutto per l'agricoltura. Mi riferisco, in particolar modo, alla grandine che colpisce nel mese di maggio soprattutto quelle colture che sono pronte per il raccolto. Sono calamità naturali che distruggono l'agricoltura. In Puglia in questi giorni - vorrei fare già qui, agli esponenti del Governo, un resoconto di quello che sta accadendo - ci sono seminativi, ciliegi e mandorleti devastati nelle province di Bari, di Taranto e della Valle d'Itria. Le associazioni di categoria hanno già fatto delle prime stime e dei primi conti: i danni ammontano a centinaia di migliaia di euro. Nelle nostre province di Bari e della Barletta-Andria-Trani, invece, ad andare perso oggi è il 60 per cento di una particolare qualità di ciliegia molto importante che doveva essere ora raccolta. Si parla, quindi, veramente di grandi danni per l'agricoltura e soprattutto per quella pugliese che - come ben sapete tutti - è flagellata negli ultimi anni da un problema storico che è quello della xylella . Noi di Forza Italia vi abbiamo chiesto già da tempo degli interventi ad hoc , degli interventi specifici per il problema della xylella in particolar modo e poi soprattutto per le gelate del 2018. Purtroppo oggi possiamo soltanto dire che nel titolo del provvedimento in esame si parla di disposizioni urgenti, ma di urgente non c'è assolutamente nulla. Oggi questo decreto-legge è solo un tentativo di ristoro, in quanto in agricoltura un anno è un tempo lunghissimo, nel corso del quale si sono perse giornate di lavoro, perché il raccolto è andato perso, la produzione agricola è stata persa nell'immediato. Si arriva con un anno di ritardo e si è enormemente lontani dal risolvere il problema. E non solo il decreto-legge arriva con ritardo. Per quanto riguarda le gelate avvenute nel mio territorio della Provincia di Foggia, Bari e di Barletta-Andria-Trani, per i danni subiti da circa 25.000 imprese agricole per 300 milioni di euro, oggi nel Fondo di solidarietà si appostano soltanto 20 milioni di euro, che sono una percentuale quasi nulla rispetto ai danni subiti. Un mio emendamento in Commissione bilancio per aggiungere un'altra elemosina di appena 5 milioni di euro è stato respinto dagli esponenti del Governo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quello che avete proposto, quindi, è solo una goccia nel mare. Se il Governo ci avesse ascoltato lo scorso anno, quando fu sottoposto il problema, di sicuro saremmo arrivati a un provvedimento ad hoc sia per la xylella che per le gelate. L'ondata di gelo che ha colpito la Puglia soprattutto nel 2018 è stato un evento storico. Pur con il dovuto rispetto per tutte le altre problematiche che stanno affliggendo le altre Regioni d'Italia o riguardano altri settori del Paese, per i problemi evidenziati il Governo avrebbe dovuto emanare un provvedimento ad hoc. Voglio ricordare che il settore olivicolo della Puglia fa il PIL nazionale e i danni subiti dall'olivicoltura pugliese hanno inciso sull'intero PIL della nostra Nazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È bene che il Governo riguardi questi dati e li ricordi a memoria. Oggi il Governo nazionale e anche quello regionale sono complici dei ritardi perché, se si fosse intervenuti per tempo, anche e soprattutto sul problema della xylella, forse oggi non avremmo dovuto assistere alla devastazione che ha colpito il nostro territorio. Oggi servono interventi radicali, anche se traumatici e se posti in essere con il dolore al cuore. Servono poteri straordinari per poter debellare il problema. I dati sono veramente sconvolgenti: nel 2018 la Puglia ha perso 317 milioni di euro di produzione lorda vendibile e un milione di giornate lavorative. Da gennaio a settembre siamo stati costretti a importare 304 milioni di euro di olio dall'estero: un danno per il nostro territorio. Nelle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani si registrano 90.000 ettari di colture colpite, 300 milioni di euro di danni e 20.000 posti di lavoro in meno. Il comparto agricolo oggi ha bisogno di riforme strutturali, vanno rivisti i meccanismi del Fondo di solidarietà, che oggi non è assolutamente sufficiente ed è molto macchinoso e vanno riviste le polizze multirischi, perché non riescono a dare delle risposte agli agricoltori, costano tantissimo e soprattutto non coprono in caso di eventi eccezionali. Mi rivolgo quindi agli esponenti del Governo, che non si possono appuntare nessuna medaglia sul petto per il provvedimento in esame, perché arriva tardi, è insufficiente e soprattutto è deludente, su questioni che erano sul tavolo dell'Esecutivo già da un anno. Quindi, in un anno avete fatto ben poco e ciò è un esempio, come al solito e come è accaduto anche per altri provvedimenti, della capacità del Governo di perdere tempo prezioso, penalizzando chi lavora e chi produce. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, mi concentrerò specificamente sull'articolo 8 e sui suoi fratellini, che vengono successivamente, cioè gli articoli che riguardano la xylella fastidiosa, le misure di contenimento e quant'altro. Vorrei partire con una considerazione: visto che tutti quelli che parlano di xylella e sostengono che non ci sia una correlazione definitiva tra la presenza del batterio e il disseccamento delle piante vengono bollati come negazionisti antiscientifici, allora metto la matematica in campo, che è l'unica scienza esatta da almeno 2.500 anni: è giusta da quando è nata. Avete costruito la seguente proposizione: la presenza di xylella fastidiosa, sottospecie fastidiosa, equivale al disseccamento e alla morte dell'olivo. Questa è la vostra proposizione: è un se e solo se. La matematica e la teoria proposizionale insegnano che se trovo un esempio, che si chiama controesempio, che fa fallire questa proposizione, essa è totalmente falsa. Non esistono infatti proposizioni che sono vere un po' di volte e un po' di volte sono false: o sono sempre vere, oppure non sono vere e basta e si fa un'altra cosa. La prova sta nei dati ufficiali pubblicati dalla Regione Puglia, che è stata incaricata di fare il monitoraggio: su 350.000 campionamenti, che sono un campione significativo dal punto di vista statistico, la presenza del batterio sulle piante è di circa il 2 per cento. Quindi non c'è una correlazione e non c'è l'equivalenza tra le due proposizioni che avete indicato, ovvero la presenza del batterio non comporta disseccamento e deperimento della pianta. Queste è la mia prima considerazione. Quindi, tutto quello che è stato costruito nel decreto-legge in esame, che si basa su questo, non funziona semplicemente perché si basa su un'ipotesi falsa. Un teorema con un'ipotesi falsa non è un teorema, è una fesseria, come direbbero i miei professori dell'università. Detto questo, andiamo a vedere cosa prevedono nel dettaglio le misure in esame. Esse prevedono di obbedire pedissequamente alle direttive europee e alla decisione di esecuzione della Commissione europea - il cui testo ho in mano in questo momento - che dice esattamente di fare quello che c'è scritto nel decreto-legge, alla faccia dell'intenzione di andare in Europa a puntare i piedi. Io sono in Senato da sei anni e non ho ancora visto un Governo che abbia detto di voler andare in Europa a puntare i piedi e lo abbia fatto davvero. Invece si torna tutti con la coda tra le gambe, la direttiva in mano e si fa esattamente quello che c'è scritto. Peraltro, nella direttiva richiamata in questo caso si parla in di un allegato con l'elenco di tutti i patogeni da quarantena e l'allegato non si trova. Sarebbe interessante possedere questo allegato, per capire esattamente dove vuole arrivare la Commissione europea, perché capire esattamente quali sono i patogeni all'interno di quell'elenco fa comprendere quali settori della nostra agroindustria e anche della filiera agroforestale possono essere coinvolti. Oltretutto noto delle contraddizioni all'interno di quello che è stato scritto, se confrontato con due commi della legge di bilancio per il 2019, che se non vado errato sono i commi 657 e 661 dell'articolo 1. Nel testo al nostro esame c'è scritto che, al di là delle estirpazioni anche di olivi monumentali, che con il comma 661 erano stati esclusi dal registro degli alberi monumentali, mettendo quindi di fatto un bel bersaglio sopra, con su scritto «Uccidetemi», viene consentita (c'è scritto «può» e dunque si parla di una facoltà) l'estirpazione di olivi anche in assenza di patologia evidente e dunque di epifenomeni. Tale norma, combinata con il comma 657 dell'articolo 1 della citata legge bilancio, che stanziava fondi per la rigenerazione dell'olivicoltura pugliese, con l'estirpazione delle piante malate e il reimpianto di piante tolleranti o resistenti, di fatto favorisce in primo luogo l'estirpazione e in secondo luogo la conservazione dell'incubazione del batterio della xylella. Pianta resistente, infatti, non vuol dire che arriva la sputacchina, capisce che la pianta è resistente e quindi fa il giro largo; significa che la presenza del batterio non causa alcun problema alla pianta, come non lo causa nel 98 per cento delle piante attualmente esistenti. Tollerante significa che il batterio causa qualche cosa - anche se la scienza non ha ancora deciso cosa - e la pianta deperisce. In un caso come nell'altro, queste piante risultano essere vettori delle infezioni che qua si vorrebbe combattere; quindi, il decreto-legge all'esame non risponde alla presunta esigenze di contenimento. Ancora, avete mai sentito parlare di malattia di Pierce? È una malattia endemica in California, causata da una variante dello stesso batterio (xylella fastidiosa in un'altra subspecies ) che affligge le viti. Ebbene, è da cento anni che provano a eradicare il batterio e si sono arresi; hanno deciso che è impossibile, quindi si sono affidati non alla lotta chimica, ma ad altre pratiche colturali. Nessuno si è procurato o preoccupato - nonostante la Regione Puglia abbia addirittura finanziato le sperimentazioni alternative - di andare a verificare che effettivamente metodi alternativi di lotta al complesso del disseccamento rapido hanno funzionato. Colleghi, bisogna anche studiare: il batterio xylella agisce sulla pompa dell'acqua all'interno della pianta; impedisce all'acqua di andare alle foglie e di far evaporazione, quindi di fatto impedisce alla pianta di far funzionare il suo sistema di refrigerazione. Le foglie seccano perché raggiungono un'elevata temperatura in quanto la fotosintesi non è molto efficiente e produce molto calore di scarto. Quindi, che cosa dovremmo fare? Dovremmo chiederci innanzi tutto perché la xylella riesce a insediarsi su alcune piante e perché su alcune di esse agisce. È tutto un insieme di concause: aumento della temperatura ambientale, aumento della temperatura del suolo, mancata copertura vegetale, eccessivo uso di disseccanti e di altri presidi, alcuni dei quali sono considerati neurotossici e vietati dell'Unione europea, ma permessi in Italia. Nessuno ha indagato su questi aspetti, quindi qualunque risultato che venga nominato come scientifico e che manchi di tutte queste osservazioni in pieno campo non vale niente. Faccio un'ultima considerazione, e questa è una mia esperienza personale: è la pecora nera che fa fallire il vostro teorema. Esperimento su una popolazione di cipressi delle paludi afflitti da marciume fogliare; applicazione del presidio fitosanitario; conclusione postuma: il problema non era nelle foglie, non era nel fungo ma nella colloidificazione del terreno dovuta a un eccesso di concimazione azotata. Quindi, un primo approccio era quello di mettere il presidio; seconda osservazione: data la pianta al patologo per l'esame, non era colpa del fungo, il quale si era insediato nel momento in cui la pianta risultava indebolita da altre cause. In mancanza di tutto questo, mi chiedo come si possa arrivare a scrivere un provvedimento come questo, per cui l'articolo 8 andrebbe assolutamente stralciato in assenza di evidenze scientifiche. (Applausi dei senatori Buccarella e De Petris) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, cari colleghi e care colleghe, l'agricoltura è uno dei comparti che fanno del made in Italy l'oro del nostro Paese, in quanto settore di partenza di tutto il sistema, anche di quello enogastronomico. In particolare, l'olio italiano è sempre stato riconosciuto come uno dei migliori al mondo e la sua produzione ha garantito il sostentamento economico delle zone di coltivazione degli ulivi. In Italia ci sono 150 milioni di alberi di ulivo; nella sola Puglia e nel Salento ce ne sono 60 milioni. Ciò vuol dire che solo in Puglia e nel Salento il numero degli ulivi è pari al numero degli abitanti dell'Italia intera, e, di questi 60 milioni, 300.000 sono piante secolari, se non millenarie, veri e propri monumenti storici. Oggi una piaga sta flagellando un patrimonio, che non è solo agricolo ma anche paesaggistico, turistico, culturale, gastronomico, economico - come diceva bene il collega Damiani, contribuisce al PIL dell'Italia - rischiando di provocare per ogni comparto che ho nominato danni incalcolabili, ma soprattutto danni davvero irreparabili. Questa peste, che si chiama xylella fastidiosa, è un microscopico batterio alieno per i nostri territori, importato, che rischia di compromettere l'agricoltura nazionale, perché non colpisce solo gli ulivi, ma anche tutti gli alberi da nocciolo. La questione della xylella, infatti, che sta mettendo in ginocchio il comparto olivicolo, non è da guardare solo come un problema locale del Salento e della Puglia, ma come una tragedia per tutto il Paese. Gli stanziamenti non vanno presi solo dalla quota spettante alla Puglia, ricordatelo, questo è il punto. Nessuno può girare la testa su una calamità che fino ad oggi ha già provocato danni per più di un miliardo di euro e che non si ferma. Il batterio avanza alla velocità di due chilometri al mese e per il momento ha provocato il catastrofico crollo della produzione di olio e la chiusura delle attività - attenzione - soprattutto dei piccoli produttori pugliesi e salentini, che oggi sono disperati e soli. Pare, tra l'altro, che comincino ad esserci focolai anche in Toscana, ad Orbetello, sul Monte Argentario. La produzione di olio intanto in Italia è crollata dalle 600.000 tonnellate del 2008 alle 200.000 del 2018: solo quindici anni fa il nostro Paese era il primo produttore di olio al mondo; oggi arranchiamo dietro la Spagna, che però negli stessi ultimi quindici anni ha realizzato ben quattro piani olivicoli straordinari, che hanno permesso la sostituzione delle vecchie piante poco produttive con piante nuove. Tornando al problema della xylella in Italia, le misure contenute nel provvedimento che stiamo per votare possono essere anche parzialmente condivisibili, ma, come al solito, è la dotazione finanziaria ad essere assolutamente scarsa per attivare la serie di azioni coordinate necessarie ad una battaglia che si deve combattere su più fronti. Come sempre, è questione di lungimiranza e di ordine di priorità. Se si finanzia il reddito di cittadinanza, misura assolutamente pannicello, non si può e non si deve risparmiare su ciò che invece andrebbe a sostentare lavoro, economia e reddito in uno dei comparti più importanti su cui si basa lo sviluppo italiano qual è quello dell'agricoltura. C'è da fare una considerazione importante. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi, l'Italia è il Paese dei piccoli Comuni ed è intorno a questi che si concentrano le produzioni agricole, per buona parte realizzate dai piccoli produttori. I piccoli Comuni, però, proprio perché non adeguatamente sostenuti, rischiano di svuotarsi, di spopolarsi e sappiamo benissimo che cosa vorrebbe dire tutto questo, con città che esplodono e territori abbandonati. Per questo motivo Forza Italia presenterà fra poco più di un disegno di legge per attivare l'istituzione delle zone a economia speciale per i piccoli Comuni, con sollievi fiscali, semplificazioni burocratiche e agevolazioni edilizie per chi mantiene le proprie attività sui territori disagiati. Vorremmo che il Governo ci seguisse in questo percorso di affiancamento a chi è in difficoltà perché non ce la fa più a sostenere la propria impresa agricola: non si possono infatti attivare misure contro la povertà, da un lato, e, dall'altro, non intervenire per prevenirla. Oggi stiamo assistendo a una catastrofe annunciata e non possiamo rimanere indifferenti; soprattutto, non possiamo lasciare che solo il Ministero delle politiche agricole si occupi di una questione che deve vedere tutto il Governo schierato a fianco degli olivicoltori e degli agricoltori, in particolare dei piccoli. La mia proposta è quella di muoversi su più fronti in maniera coordinata e sinergica, da un lato sul piano della ricerca, alla quale devono essere destinati fondi adeguati dal Governo, dalla Regione e dall'Unione europea e, dall'altro, dal punto di vista dell'azione e del sostegno ai piccoli agricoltori e ai sindaci che li rappresentano. Per finire - questo oggi chiediamo con forza - è necessaria la creazione di un tavolo tecnico-politico dedicato, trasversale, per seguire ogni passaggio e coinvolgere ogni attore specializzato che possa aiutare a superare questo momento critico, ridando speranza a una terra meravigliosa. Vi invito a venire a vedere con i vostri occhi; vi assicuro che vi verrà da piangere. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bruzzone. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, non voglio ripetere, né approfondire i temi inerenti all'importanza dell'agricoltura nel nostro Paese e al ruolo determinante che essa ha per l'economia, oltre che per la gestione del territorio, perché l'agricoltura viene praticata sul territorio del nostro Paese, interessandone la parte più importante e più estesa. Vorrei però riprendere alcuni temi, perché poc'anzi ho sentito mettere in rilievo il ruolo dell'olivicoltura e il peso elevato della produzione dell'olio nel nostro Paese, ma finora nessuno ha detto - poi entrerò anche nel merito del decreto-legge - che uno dei principali creatori di problemi del settore agricolo è un'Europa che ha inteso dare risposta all'olivicoltura con l'importazione di olio tunisino (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa non è la risposta che deve essere data ai nostri olivicoltori e in generale. Cito soltanto l'olio per non andare troppo fuori tema, perché il provvedimento non tratta di questo, però potrei citare tanti altri prodotti del nostro Paese che devono essere incentivati e che invece sono in crisi proprio a causa di scelte europee sbagliate, che speriamo il prima possibile possano essere ricondotte a opzioni più opportune e che tengano in maggiore considerazione la nostra realtà. Il decreto-legge dà risposte importanti a emergenze del nostro Paese. Credo che tutti dobbiamo - e ringrazio anche una parte dell'opposizione che ha fatto presente questo dato - dare atto al Governo di aver affrontato questi temi in modo serio e anche concreto, con delle risposte che presto si trasformeranno in risultati positivi. Io però vorrei affrontare un tema non soltanto perché vengo dalla Liguria e proprio da quell'area geografica ove è ubicato ancora oggi l'ex stabilimento Stoppani. È noto che l'articolo 12 del decreto-legge in discussione affronta il tema e le problematiche della bonifica dell'area della Stoppani, probabilmente poco conosciuta ai più, ma molto nota e con un grande impatto in quella realtà geografica, in quella parte di riviera ligure a ridosso della città di Genova, inclusa fra i Comuni di Arenzano e di Varazze. La Stoppani è stata un'azienda chimica milanese con uno stabilimento ubicato a Cogoleto, in Provincia di Genova, che produceva composti di cromo principalmente esavalente: cromati e bicromati di sodio e potassio, acido cromico e solfato di sodio. Quest'azienda fu fondata nei primi anni del Novecento e durante i tantissimi anni di produzione e di attività, a Cogoleto, a causa dei suoi rifiuti pericolosi e tossici, sono state accertate gravi situazioni di inquinamento di aria, suolo, sottosuolo e sabbie delle spiagge; l'azienda è ubicata direttamente a ridosso del mare in un fondo valle dove c'è anche un torrente che sbuca proprio nel mare antistante. Questi problemi si estendevano a ponente sino a Varazze, nonché nei sedimenti e nella catena alimentare, a iniziare da pesci, molluschi e crostacei, proprio a causa della presenza di cromo esavalente e zinco nella discarica che è situata in località Molinetto. Lo stabilimento ha cessato la sua attività produttiva nel 2003 e dopo la chiusura della fabbrica la Stoppani ha cambiato nome e si è trasformata in Immobiliare Val Lerone. Come dicevo, l'articolo 12 del decreto-legge disciplina una serie di misure volte al completamento degli interventi urgenti necessari a favore dello stabilimento Stoppani, sito a Cogoleto (previsti peraltro nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 2006) e individuato quale sito di interesse nazionale per le procedure di bonifica ambientale. Con il provvedimento in esame vengono intraprese iniziative, vengono date delle disposizioni importanti per proseguire quell'opera che viene prima della bonifica vera e propria; mi riferisco alla messa in sicurezza che oggi non è ultimata. Durante l'esame alla Camera sono state introdotte diverse modifiche, inerenti anche alla gestione della discarica di Molinetto, ivi incluso anche il personale che si occupa di tali questioni ed è stata aggiunta una spesa straordinaria di cinque milioni di euro per andare nella direzione della bonifica. Il soggetto principale che sarà attuatore di questo percorso è il prefetto, che dovrà collaborare con il Ministero dell'ambiente che ringrazio per l'interesse, anche se leggermente tardivo rispetto alla scadenza del 21 dicembre scorso, rispetto a questa realtà che ha un peso enorme e che da alcuni decenni è oggetto di attività, a iniziare anche da quella della Regione Liguria. Dobbiamo riconoscere che il termine che viene proposto per la bonifica, cioè il 31 dicembre 2021, è molto ambizioso, perché si tratta di una grande opera, che richiede uno sforzo non da poco. Quindi, speriamo che si possa arrivare al 2021 per raggiungere gli obiettivi finali, anche se prima di pervenire alla bonifica vera e propria è necessario concludere il percorso di messa in sicurezza. Lo dico perché il comune di Cogoleto è cambiato moltissimo da quando è stata dismesso questo tipo di attività. Oggi può essere tranquillamente classificato - lo dico per chi non lo conoscesse - come una importante realtà anche di carattere turistico della riviera ligure di ponente. Arrivare in fondo a questo tipo di percorso, però, sicuramente offrirebbe un importante contributo per raggiungere e ridare la dovuta dignità a Cogoleto, così come agli altri Comuni della zona. Io vorrei, però, anche rispetto al provvedimento di cui stiamo discutendo, citare un altro tema, che - ahimè - è stato affrontato soltanto con due ordini del giorno, e non nel merito del decreto. Uno di questi ordini del giorno è del relatore Vallardi, che ringrazio per essersi fatto interprete di questo problema. Perché l'agricoltura ha un'emergenza in questo Paese. Lo dico al Governo e, in modo particolare, al signor Sottosegretario, che sicuramente è stato sollecitato più volte in questa direzione e nei tantissimi momenti di incontro che vi sono stati, non soltanto con le associazioni professionali agricole, ma anche con tutta quella micro agricoltura che sicuramente non è direttamente collegata a un indotto economico forte, ma che esiste nel nostro Paese. Ebbene, quella micro agricoltura, di passione o di tempo libero, che interessa alcuni milioni di cittadini nel nostro Paese, è assoggettata ad un impatto, quello della fauna selvatica, autoctona o alloctona che sia, che, non soltanto provoca dei danni, ma, in alcuni casi, addirittura impedisce lo svolgimento di storiche forme agricole naturali, quelle più naturali e più lineari. Questo problema è spalmato, praticamente, sull'intero Paese. È sufficiente andare a visitare le persone dedite a questo comparto perché tra i primi problemi che pongono sul tavolo c'è verificare proprio quello relativo all'impatto con la fauna selvatica. Giova qui ricordare un problema, in merito al quale io ho anche presentato un disegno di legge: la regolamentazione della gestione della fauna selvatica nel nostro Paese risale a una legge del 1992, quando la fauna selvatica era di natura diversa, quando certe forme di fauna selvatica di impatto sul mondo agricolo non erano presenti. Tale legge deve essere rivista. Lo dico a tutti; lo dico anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che, ripetutamente, hanno dato segnali contrari rispetto alla soluzione di questo tipo di problema. Cito l'ultimo caso, che ha creato un po' di arrabbiature anche all'interno del mondo agricolo, perché la risposta per la gestione della fauna selvatica che reca danni non può passare attraverso l'inasprimento delle sanzioni penali per chi abbatte una nutria piuttosto che uno storno. La soluzione deve essere di altra natura e non può passare attraverso sanzioni penali per chi fa uso di esche per combattere i topi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Sono cose che ho letto recentemente, signor Presidente, in una proposta di legge che va nella direzione opposta rispetto al problema, che mi auguro al più presto possibile venga affrontato con una importante modifica della legge nazionale n. 157 del 1992 che vada in questa direzione, come peraltro auspicato anche dall'ordine del giorno presentato dal relatore Vallardi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciampolillo. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso del presente intervento è quello di offrire un contributo di chiarezza, anche di natura scientifica, sulla presunta emergenza xylella in Puglia, con il proposito di indurre quest'Assemblea ad una seria e oggettiva riflessione sull'argomento e sulle migliori iniziative da assumere. Un primo aspetto fondamentale da chiarire è quello relativo all'effettiva diffusione del batterio xylella nel territorio meridionale della Puglia. Si parla abitualmente di epidemia xylella, delineando all'esterno l'immagine di un territorio devastato dal batterio, con conseguente gravissimo nocumento per l'agricoltura e l'industria olearia regionale e, ovviamente, per l'immagine di quella meravigliosa area della Puglia. Tale rappresentazione, invero, non trova alcun riscontro nei dati oggettivi e ufficiali pubblicati dalle stesse autorità interessate. Infatti, sulla base degli ultimi dati disponibili in possesso della Regione Puglia, la presenza del batterio riguarderebbe una percentuale estremamente bassa, comunque non superiore all'1,8 per cento degli olivi presenti nel territorio interessato. Sul punto, a conferma dell'oggettiva infondatezza dei toni allarmistici utilizzati in relazione al fenomeno de quo , giova sottolineare come le percentuali siano sostanzialmente analoghe - se non, per l'appunto, inferiori - a quelle di quattro anni fa, periodo in cui è stata accertata la comparsa del batterio in Puglia. Un punto fondamentale dell'intera vicenda, anche per gli interessi economici in gioco, legati soprattutto all'utilizzo dei fondi pubblici all'uopo dedicati, è di certo rappresentato dall'individuazione del tipo di misure da adottare per contrastare la xylella. La Regione Puglia e il Governo ritengono che occorra tagliare gli alberi infetti e quelli maggiormente esposti al contagio e sostituire gli stessi con olivi diversi da quelli autoctoni pugliesi e, almeno sulla carta, maggiormente resistenti al batterio. In tal senso si esprimono anche le organizzazioni sindacali di categoria, con richieste di ulteriori concessioni di fondi pubblici per l'eradicazione e la sostituzione degli olivi. Coloro che si oppongono al taglio degli olivi, ritenendolo una misura inutile e dannosa, sono accusati, a vario titolo, di essere negazionisti, chiacchieroni, ignoranti e addirittura delinquenti e oscurantisti. Probabilmente è utile chiarire alcuni aspetti. La xylella fastidiosa è un batterio polifago, che ha la capacità di sopravvivere su centinaia di piante sia erbacee, che arboree. In tal senso, appare evidente l'inutilità di eliminare un milione di alberi di olivo, come ipotizzato dai fautori delle eradicazioni, senza di fatto risolvere il problema. Il batterio, infatti, rimarrebbe comunque su milioni di piante spontanee, per poi trasferirsi tranquillamente sulle piante arboree limitrofe. È quindi indiscutibile un dato: il taglio degli olivi non elimina il batterio dall'ambiente circostante. A oggi non vi sono casi al mondo in cui l'eradicazione delle piante sia riuscita a contrastare il batterio, come chiarito dall'EFSA nel 2013 e poi - ancora - nel 2015. Del resto, nessuna ricerca nota indica gli abbattimenti, né i trattamenti con pesticidi come soluzioni risolutive. Il problema, dunque, rimarrebbe. E, allora, sorge naturale porsi una serie di quesiti. Che senso ha tagliare gli olivi? Perché distruggere l'ambiente pugliese? Perché buttare soldi pubblici per un'attività sostanzialmente inutile? E quindi, a monte, ne sorgono altri non meno significativi, e segnatamente: come mai, dopo cinque anni dalla comparsa del problema, con andamento sostanzialmente costante, solo l'1,8 per cento degli olivi risulta oggi infetto dal batterio? Ha senso oggi procedere con le politiche di eradicazioni di centinaia di migliaia di olivi, in gran parte nemmeno toccati dalla xylella (sono ulivi sani), quando - peraltro - si è consapevoli della relativa inutilità ai fini dell'eliminazione dall'ambiente del batterio? Con tali quesiti si intende non porre in dubbio l'esistenza della xylella - come si vuol far credere - ma solo evidenziare l'assoluta inutilità della eradicazione degli olivi quale misura di contrasto al batterio. Se, dunque, appare ineludibile convivere con la xylella fastidiosa non ci si può non porre il problema di quali debbano essere le pratiche agricole da adottare per far sì che, nel caso di specie, gli olivi possano resistere al batterio. Come emerso da recentissimi studi, un dato imprescindibile è la qualità dei terreni. L'agricoltura intensiva e i cambiamenti climatici hanno determinato la riduzione di carbonio organico nel suolo, con conseguente perdita di fertilità ed effetti negativi sulla qualità dei terreni. I suoli sono fondamentali per una buona produzione. Orbene, le analisi effettuate sul suolo dei siti localizzati nella zona infetta in Puglia hanno rilevato un'assoluta povertà di sostanze organiche. Le principali pratiche agricole per migliorare la fertilità e la struttura dei suoli e dei terreni riguardano l'applicazione di ammendati compostati, letame maturo, sovescio, inserimento spontaneo e minerali vari. I microrganismi presenti nel suolo proteggono le piante dall'attacco dei patogeni, favoriscono l'assorbimento dell'acqua e neutralizzano composti tossici inibitori della crescita delle piante. Un ulteriore rimedio è un'adeguata irrigazione dei suoli. Una buona gestione delle chiome prevede, infatti, frequenti potature, che svolgono un ruolo fondamentale per contrastare la xylella. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,14) ( Segue CIAMPOLILLO). In parole povere, in caso di attacco di xylella un olivo in buono stato idrico e nutrizionale, sottoposto a un corretto ciclo di potature, potrà resistere con nuovi germogli e una chioma ristrutturata. Come sottolineato in autorevoli studi scientifici, casi simili di altre fitopatie su diverse colture hanno dimostrato che è possibile convivere con il patogeno attraverso l'adozione di pratiche colturali volte a favorire il buono stato vegetativo della pianta e contenere la diffusione del patogeno. Le suddette considerazioni sono contenute nelle relazioni di settore allegate all'audizione conoscitiva innanzi alla Commissione parlamentare agricoltura del 9 ottobre 2018, rispettivamente del professor Cristos Xiloyannis dell'Università degli studi della Basilicata e della biologa patologa e vegetale, dottoressa Margherita D'Amico, nonché dimostrate da diverse ricerche sul campo, tra le quali quelle finanziate dalla Regione Puglia. Per ammissione dei diversi responsabili scientifici, le sperimentazioni dimostrano già ampiamente che è possibile curare il fenomeno del disseccamento, al di là della presenza o no del batterio, attraverso diverse tipologie di trattamenti associati a buone pratiche agronomiche. Sotto il profilo della netta ripresa vegeto-produttiva di olivi malati o perfino dati per morti, vi sono ormai numerose evidenze osservazionali e scientifiche positive, ottenute sul campo sia da singoli olivicoltori che da gruppi di ricerca (tra questi i professori Scortichini e Xyloyannis e i dottori D'Amico, Polo e Giovannetti). Tali risultati confermano la capacità delle piante di reagire agli attacchi dei patogeni senza ripercussioni sulla produzione. Ciò porta a concludere che non solo sia possibile la convivenza degli olivi con il batterio ma che, altresì, il disseccamento degli stessi non ne decreta la morte. Ciò è quanto dice la relazione Scortichini. Si può allora concludere, in linea con i più moderni studi scientifici, richiamando testualmente il titolo del recentissimo convegno da me organizzato lo scorso 2 maggio con il Gruppo MoVimento 5 Stelle qui in Senato «Come combattere efficacemente la xylella senza distruggere milioni di ulivi pugliesi», che il batterio può essere efficacemente combattuto e che gli ulivi, anche quelli malati, possono essere curati. Le cure, infatti, esistono e meriterebbero di essere promosse e sostenute dalle nostre istituzioni. Parlo di quelle del metodo Scortichini, delle recentissime scoperte sulla efficacia delle onde elettromagnetiche quale strumento atto a produrre la esplosione del batterio della xylella, verificata già in laboratorio, e dei prodotti naturali del metodo Nuovolivo, un sapone ormai diffusissimo nelle campagne salentine. Gli ulivi secchi sono tornati nuovi. Colleghi, vi invito a vederli. Mi permetto di richiamare la grande eco sulla stampa che ha avuto il predetto convegno, proprio per la notizia offerta sulla possibilità concreta di vincere la xylella. Si veda, a pagina 6 de «il manifesto», l'articolo «Xylella, scienziati contro "l'eradicazione di massa"» del 4 maggio 2019. Non dimentichiamo le tristissime pagine scritte dalla magistratura salentina sull'asservimento del CNR pugliese a logiche mercantilistiche e di accaparramento di finanziamenti pubblici, ben lontane dalla funzione propria che tale istituto avrebbe dovuto svolgere. Si veda l'indegno contenute delle intercettazioni dei colloqui del professor Boscia del CNR con altri colleghi, apparsi il recente 8 maggio 2019 sulla stampa nazionale: «"Omertà e interessi su Xylella". Il giudice stronca gli scienziati» di Laura Margottini su «il Fatto Quotidiano». (Applausi dal Gruppo Misto) . È ormai chiaro che il fine del CNR è stato quello di creare allarmismo e di ostacolare la ricerca di una vera cura, per favorire il piano scellerato - oserei dire «criminale» - di chi intende distruggere oltre 11 milioni di ulivi, quasi tutti sanissimi, per lucrare sui fondi pubblici e piantare alberelli insulsi e intensivi che richiedono un approvvigionamento idrico inesistente in Puglia e che producono un olio di scarso valore. Il brevetto di tali alberelli è riconducibile - guardate un po' - allo stesso CNR, con ogni conseguenza immaginabile. Tali fatti sono ora all'attenzione della procura della Repubblica di Bari; quella stessa procura che, su mia denunzia, ha fra l'altro provveduto a sequestrare l'ulivo di Monopoli, dove si è di recente accertato che in realtà non vi fosse il batterio della xylella. La Regione, sulla base di quel falso accertamento dell'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (ARIF) Puglia, al pari di tanti altri in passato non documentabili, ha provveduto però ad ampliare e ridefinire la fascia di contenimento, coinvolgendo così altri alberi sanissimi nella folle politica di eradicazione. Accertamenti falsi e superficiali, malafede delle autorità di ricerca, superficialità colpevole della politica, incapacità dell'amministrazione regionale sono tutti fattori che stanno condannando a morte il meraviglioso territorio della Puglia. Cari colleghi, vi invito a impedire questo scempio, questo indegno crimine contro il nostro ambiente e la nostra amata terra. (Applausi dal Gruppo Misto) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti della Scuola media internazionale di Bari, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . So che è presente anche la figlia del nostro collega Gianmauro Dell'Olio. La salutiamo. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1249 MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento in esame è complessivamente da tenere in considerazione, sebbene molte questioni importanti, emerse durante le audizioni delle organizzazioni professionali e cooperative del settore agricolo, restino ancora aperte e in attesa di una più incisiva risposta. Sotto diversi punti di vista sarebbe oltremodo utile, durante questa discussione, riaprire a un ragionamento che tenga conto di interventi migliorativi che diano effettivamente una risposta reale - e dunque una soluzione - a quanti, in questi anni, sono stati duramente colpiti dalle fortissime e inedite ondate di maltempo e dalla diffusione della xylella fastidiosa: eventi che hanno messo in enorme difficoltà settori strategici dell'economia pugliese e nazionale. Basti pensare alle note gelate verificatesi con memorabile durezza nei mesi febbraio e marzo del 2018, tali da distruggere migliaia di ettari di coltivazioni e per le quali fu chiesto lo stato di calamità naturale, nonché la gravissima e rapida diffusione della xylella fastidiosa, in grado di mettere in ginocchio il prezioso e rinomato settore olivicolo-oleario pugliese. Diverse associazioni di categoria hanno tentato di stimare l'ammontare dei danni procurati dal morbo. Lo scorso gennaio l'associazione dei Coltivatori diretti ha presentato un quadro dai contorni davvero spaventosi: un danno ambientale, economico e paesaggistico semplicemente non quantificabile. Da questa situazione, come si diceva, il comparto ne esce fortemente danneggiato: migliaia di posti di lavoro persi, centinaia di aziende costrette a chiudere i battenti, un prodotto come l'olio, simbolo della nostra Puglia, gravemente minacciato da un morbo che si diffonde a velocità preoccupanti e che è ormai arrivato alle porte della Piana degli ulivi monumentali. Come premesso, quindi, le dimensioni del dramma per l'agricoltura pugliese non autorizzano alcun attestato di completa soddisfazione per il provvedimento che sarà a breve approvato. Stimolano piuttosto la necessità di rafforzare ulteriormente gli interventi nel più complessivo quadro di attenzioni da rivolgere al rilancio di tutti i settori agricoli in crisi a livello nazionale e di sostegno a tutte le imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale. A questo proposito, il Gruppo del Partito Democratico ha presentato emendamenti e ordini del giorno che entrano nel merito delle questioni proprio per il raggiungimento dei necessari obiettivi. Se però non è più possibile restituire quanto la natura ha tolto, questo Parlamento può e deve mettere in campo interventi certi e netti per permettere a tutti di ripartire, assicurando un futuro lontano dai drammi sperimentati negli scorsi anni. Si deve far meglio: bisogna dare risposte di sostegno per le gelate dell'inverno scorso non solo a livello emergenziale. Adesso il nostro compito e la richiesta urgente e improrogabile che tutto il mondo agricolo ci rivolge è di strutturare ulteriormente questo provvedimento, apportando migliorie e misure tali da compensare anche alcune evidenti asimmetrie. Grazie ad ulteriori disposizioni da inserire nel disegno di legge si potrebbe porre (anzi si deve porre) un argine concreto alla diffusione della xylella, nonostante le posizioni ostruzionistiche e le follie antiscientifiche di alcuni che hanno rallentato tutte le azioni volte a fermare il disastro. Mettiamo al centro di questo provvedimento il come, ossia le modalità operative concrete attraverso le quali le autorità competenti avrebbero tutti i mezzi utili per arrestare davvero la fitopatologia e coinvolgere tutti quelli che ostinatamente vi si opporranno. È importante esserci, provvedendo indubbiamente allo stanziamento di risorse, ma soprattutto con una scientifica attenzione a una programmazione a medio e lungo termine che, oltre a risolvere, prevenga, consentendo di risollevarsi e di riprendere a camminare con le proprie gambe. È un'attenzione speciale quella che meritano la nostra terra e la nostra economia che hanno sempre rappresentato un'eccellenza, per la Puglia e per l'intera Nazione. A conclusione del mio intervento, Presidente, mi consenta di aggiungere anche una considerazione politica. Leggo oggi un'agenzia - la richiamo perché, a mio avviso, è estremamente significativa - di una dichiarazione del sottosegretario Crimi, il quale afferma che non bisogna offrire alcuna proroga alla convenzione con Radio Radicale: questa non è una decisione degna della nostra storia democratica e finché c'è tempo chiedo al Governo di cambiare linea e di lasciare voce a una radio che da tanti anni offre un importante servizio pubblico. Ringrazio per l'ascolto e per avermi dato la possibilità anche di sottolineare questo elemento che ritengo assolutamente importante per la vita democratica del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, i pochi milioni di euro messi a disposizione dal Governo per affrontare i danni della xylella e delle gelate del 2018 per alcuni possono sembrare un'elemosina, io però voglio essere propositiva e vederli come un inizio, come ho già detto in qualche incontro alla presenza del Ministro. Nel mio paese gli anziani dicono che tra il poco e il niente è preferibile sempre il poco. Forza Italia da sempre è dalla parte degli agricoltori, di coloro che fanno impresa e dei lavoratori del comparto che caratterizza la mia Regione, la Puglia. Servono ulteriori e adeguate risorse per rispondere alle due emergenze, ma serve anche accertare le responsabilità per evitare il ripetersi di tali gravissime inadempienze. Fra tutte, perdonatemi, quella del governo regionale. La xylella è ormai alle porte di Bari e continua ad avanzare ogni giorno, dopo aver distrutto, forse per sempre, l'olivicoltura del Salento. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,25) ( Segue MINUTO). Non dobbiamo nascondere le gravissime responsabilità dell'attuale governo regionale, perché è chiaro a tutti che ha fatto poco o nulla per fronteggiare in modo consono questa vera e propria tragedia. Di fatto, la Regione Puglia non ha provveduto alla declaratoria della calamità naturale, né ha accelerato le eradicazioni. Colleghi, se non si contrasta l'avanzata del batterio non basteranno, né serviranno mai, fondi per risarcire e risanare i terreni colpiti dall'emergenza. Altro aspetto che dovremo considerare è che la qualità e il corretto utilizzo dei fitofarmaci sono fondamentali per tutelare il nostro ambiente. Questo, signori, non lo dico io, ma gli agronomi e gli agricoltori del nostro territorio. Nel decreto governativo ci sono punti che riguardano un aumento del Fondo di solidarietà nazionale (pari a 20 milioni di euro) e la questione dei consorzi di bonifica che chiedono ulteriori risorse, ma che non dimostrano di rispettare quei parametri di efficienza e funzionalità minimi ed indispensabili. In esso inoltre sono stati stanziati 5 milioni di euro per gli interessi sui mutui agricoli del 2019, necessari per sostenere gli agricoltori. Diverse associazioni di categoria lamentano la limitatezza del fondo e io sono d'accordo che sia solo un punto di partenza necessario per far ripartire con forza le nostre politiche agricole. Poco, troppo poco è stato fatto invece per gli operatori del comparto ovino-caprino, che si aspettavano ben di più dei pochi euro a sostegno del prezzo: aspettavano risposte e proposte strutturali e di lungo periodo; promesse che sono state invece disattese. Altra questione è quella legata alla necessità di proteggere le nostre eccellenze agroalimentari, soprattutto quelle protette da denominazione di origine che caratterizzano il nostro bel Paese. È evidente che anche l'agricoltura sia scontando gli effetti negativi della globalizzazione, soprattutto per quello che concerne la contraffazione dei nostri beni e oggi più che mai è urgente attuare delle politiche chiare e stringenti che impediscano tali pratiche e che tutelino il comparto agroalimentare italiano. Urgono peraltro delle campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica incentrate sull'importanza di acquistare dei prodotti italiani e, quando possibile, quelli locali. Noi consumatori che andiamo a fare la spesa dobbiamo acquistare in maniera quanto più consapevole, al giusto prezzo, per rendere merito agli sforzi dei nostri agricoltori che producono prodotti eccellenti, in condizioni difficili, ma con gli standard qualitativi migliori del mondo (non dimentichiamolo mai). La qualità si deve pagare al giusto prezzo, non possiamo abituarci a mangiare prodotti standardizzati e magari pieni di sostanze che ne alterano i processi naturali. Lo vediamo - e mi rivolgo soprattutto alle donne senatrici - quando compriamo le nostre famose zucchine. Sono andata in giro per i terreni del nostro territorio. Quanta acqua viene fuori dalla cottura delle zucchine? Ciò significa che vengono iniettati ormoni, ci sono sostanze chimiche. Assaggiate invece la zucchina che viene coltivata in maniera naturale: durante la sua cattura non viene mai fuori acqua e fa bene al nostro organismo e all'ambiente. L'agricoltura del Sud peraltro soffre da decenni di vergognose carenze infrastrutturali - noi di Forza Italia non ci stancheremo mai di dirlo - che gli impediscono di competere ad armi pari sul mercato. I beni agricoli spesso sono altamente deperibili e, soprattutto in ambito export , è impossibile pensare di poter sviluppare economie senza che i nostri imprenditori abbiano la possibilità di inviare questi beni in poco tempo e nelle condizioni adeguate. Prima il senatore Bruzzone ha parlato dell'olio che arriva dalla Tunisia. È vero, probabilmente la politica europea in questi anni non ci ha tutelato abbastanza per quanto riguarda il nostro olio, però è anche vero che l'olio della Tunisia costa molto meno dell'olio che produciamo. Ma la politica è sempre stata così; ricordo che quando ero bambina i politici del tempo dicevano: «Noi del Sud produciamo un olio eccellente ma, quando arriva al Nord, tolgono l'etichetta e ci mettono la loro». Dobbiamo essere tutti uniti su queste battaglie, perché sono fondamentali per il bene del nostro Paese; non c'è chi vuole il bene e chi vuole il male: qui siamo tutti uniti per il bene del nostro Paese. I nostri giovani hanno voglia di creare nuove opportunità di sviluppo e lo vogliono fare nelle proprie terre, specie in ambito agroalimentare, magari puntando su delle misure volte alla valorizzazione dei terreni agricoli abbandonati e incolti. Il 1° maggio siamo andati in giro per vedere i nostri terreni e ce sono molti abbandonati, perché ormai i genitori diventano anziani, non coltivano più la terra e i figli vanno via noi. Dobbiamo convincerli a rimanere e dare possibilità a questi giovani affinché possano, ad esempio come è successo nel mio territorio, creare delle cooperative sociali e agroalimentari per coltivare questi prodotti. Bisogna dare questa possibilità. Tra l'altro, questi terreni se lasciati in uno stato di abbandono rappresentano un rischio ambientale, specie d'estate con gli incendi. Favorire l'imprenditoria giovanile con politiche economiche di formazione adeguata rappresenterebbe certamente una leva per aiutare questi ragazzi a rialzarsi e a farli camminare da soli. Nel nostro Sud i giovani vogliono investire, crescere e rialzarsi con le proprie forze, partendo, come ho detto prima anche dall'agricoltura, ma si sentono abbandonati dal Governo. Lasciatemi dire che forse non sono mai stata d'accordo sul reddito di cittadinanza, ma vi ho sempre visto un qualcosa di positivo per alcune persone. L'altra sera, in un'associazione alla quale partecipo dove ci sono degli anziani e in cui mi nutro del loro sapere, si è verificato un vero e proprio pellegrinaggio: mi chiedevano perché non fossero stati accettati per ottenere il famoso reddito di cittadinanza. Riflettendo mi sono resa conto che quand'ero ragazza c'erano le stesse persone che chiedevano i sussidi; sono passati trentacinque anni e ho sentito che stiamo facendo dei passi indietro perché abbiamo pensato di inserire nel mondo lavorativo queste persone mettendole a lavorare. In che modo? (Richiami del Presidente). Signor Presidente, mi conceda altri due minuti. PRESIDENTE.Senatrice, lei ha già superato di due minuti il tempo a sua disposizione. MINUTO (FI-BP) . Si è pensato di inserirli nel mondo lavorativo come lavoratori socialmente utili e poi con i cantieri. Non vuole essere una polemica, credetemi: abbiamo sempre cercato di aiutarli a trovare un'occupazione. Permettetemi in chiusura un pensiero per i nostri agricoltori pugliesi che, già piegati dalla xylella, proprio in queste ore stanno fronteggiando una nuova emergenza maltempo con la grandine, che ha colpito e distrutto decine di ettari di colture, specie di ciliegie. Sono abbandonati a loro stessi: non esiste infatti un vero piano di emergenza che li aiuti Oggi più che mai abbiamo bisogno di custodire i nostri agricoltori, gente semplice e seria che ama gli alberi, conosce il sole, il vento e tutte le forze che governano la nostra terra. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore D'Alfonso. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Russo. Ne ha facoltà. RUSSO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, oggi siamo chiamati a discutere il disegno di legge avente in oggetto la conversione del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi. Esso prevede, fra l'altro, fondi volti a migliorare la qualità dei prodotti suinicoli e il benessere animale nei relativi allevamenti. A tal fine, l'articolo 11- bis del decreto-legge in esame prevede l'istituzione di un Fondo nazionale per la suinicoltura, con una dotazione di 1 milione di euro per l'anno 2019 e di 4 milioni di euro per l'anno 2020. Per l'assegnazione delle suddette risorse, il decreto-legge oggi in discussione prevede che il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo definisca, con decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, i criteri e le modalità di utilizzazione del Fondo, nell'ambito di un apposito piano. Per l'assegnazione delle suddette risorse, il disegno di legge oggi in discussione prevede che il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo definisca, con decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e previa intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, i criteri e le modalità di utilizzazione del fondo, nell'ambito di un apposito piano. Il mio intervento mira a tutelare il rispetto del benessere animale, che deve essere perseguito soprattutto negli allevamenti intensivi dove è messo in serio pericolo. A tal fine mi auguro che l'ordine del giorno da me presentato possa trovare l'appoggio di questo Parlamento. Esso, infatti, mira ad impegnare il Governo affinché in fase di emanazione del suddetto decreto lo stesso rispetti il principio di legalità nella ripartizione e assegnazione del Fondo nazionale per la suinicoltura. Sì, cari colleghi, sembrano parole forti, quasi retoriche (legalità), ma non lo sono se riflettiamo sul fatto che alcune pratiche assolutamente vietate dalla normativa europea e nazionale sono tuttora utilizzate in numerosi allevamenti intensivi in tutta Italia. In particolare, per quanto riguarda la filiera suinicola, in data 8 marzo 2016, la Commissione europea ha adottato la raccomandazione n. 336 del 2016 relativa all'applicazione della direttiva n. 120 del 2008 del consiglio sulle norme per la protezione dei suini, con particolare riferimento alle misure per ridurre la necessità della caudectomia. La Corte dei conti europea, nella relazione speciale n. 31 del 2018 sul benessere degli animali, ha evidenziato come in alcuni settori permanevano debolezze connesse alle condizioni del bestiame presso gli allevamenti, con particolare riferimento all'abituale mozzamento della coda nei maialini, al mancato rispetto della normativa relativa al trasporto su lunghe distanze e il trasporto di animali non idonei, all'uso della deroga per la macellazione senza stordimento nonché a procedure di stordimento inadeguate. Infatti, negli allevamenti intensivi, in condizioni di vita animale stressante, se non viene fornito ai suini del materiale di arricchimento ambientale adeguato (come paglia o fieno) oppure se l'areazione non è ottimale o vi sono altri problemi relativi alla gestione dell'allevamento, i suini rivolgono la loro frustrazione sugli altri, mordendosi e anche mangiandosi tra di loro. Per questo la necessità di mozzare sistematicamente la coda dei maialini è molto spesso indice di problemi ambientali e di gestione dell'allevamento. Tant'è che la direttiva europea di protezione dei suini prevede la caudectomia come ultima ratio , e che prima di effettuarla è necessario modificare le condizioni ambientali con sistemi di gestione adeguati. Pratiche quali la troncatura o la levigatura dei denti, la castrazione, il mozzamento della coda di routine sono assolutamente nocive al benessere dei suini; tuttavia, vengono ancora abbondantemente praticate. Per porre fine a queste odiose pratiche, nel febbraio scorso è stata emessa una nota della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del Ministero della salute recante: «Chiarimenti sul Piano di azione nazionale per il miglioramento dell'applicazione del decreto legislativo n. 122 del 2011, che stabilisce norme minime per la protezione dei suini» e che prevede un preciso cronoprogramma per gli allevatori, con scadenze fisse per l'adeguamento. Il mio ordine del giorno mira proprio al rispetto della normativa vigente. Nell'emanando decreto, infatti, il Governo dovrà verificare che i fondi per la suinicoltura siano erogati agli allevamenti che rispettano la legge e che ad essa si stiano adeguando, attraverso un serio percorso volto alla promozione del benessere animale. Non possono esistere più rinvii, ce lo chiede la normativa sovranazionale e quella nazionale; me lo chiede il mio impegno pregresso per il rispetto dei diritti degli animali e l'aspirazione alla «fine dell'età delle gabbie». (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, gentili colleghi, l'agricoltura vive sempre di speranza. In agricoltura non si può aspettare domani perché stanotte piove e grandina e si perde il raccolto che è il duro lavoro di un anno intero. Non sono parole mie ma di un agricoltore che ho incontrato proprio l'altra sera ad Altavilla Silentina in provincia di Salerno, patria della filiera bufalina. Franco è uno dei tanti agricoltori delusi dai provvedimenti sin qui messi in campo per il mondo agricolo, che continua a vivere solo in emergenza e di emergenze. Nel provvedimento che stiamo discutendo, al di là delle proposte positive che pure colgo, sono previste comunque delle toppe; certo meglio la toppa che il buco, ma debbo rilevare che nonostante il tanto propagandato Governo del cambiamento si continua a gestire tutta la filiera agroalimentare solo e soltanto in emergenza e non si vedono grandi spiragli per addivenire ad una gestione che agisca direttamente sulla risoluzione delle varie ataviche problematiche. I disastri che continuano a colpire l'agricoltura, anche in queste ultime ore, causati dalle condizioni atmosferiche avverse, non ricevono con immediatezza riscontro da parte degli agricoltori; testimonianza ne è l'elargizione dei contributi per riparare ai danni della gelata in Puglia del lontano febbraio 2018, che sicuramente sarà apprezzata, ma arriva senza dubbio con ritardo e non in sintonia con i tempi dell'agricoltura. Gli agricoltori vivono di incertezze e di speranze, mentre per il tipo di lavoro dovrebbero essere incentivati in tempo reale per cercare di alleviare i loro enormi disagi; penso alle altre Regioni che ancora non vedono la luce, dopo i disastri che hanno dovuto affrontare: uno per tutti la distruzione delle vigne degli agricoltori nel mio Beneventano. Anche questi meritavano attenzione e non ne hanno ancora per intero; loro insieme a tanti altri in tutte le altre Regioni d'Italia. Come meritava e merita molta più attenzione, per esempio, la lotta alla xylella fastidiosa : al di là di quanto è stato già messo in campo, molti - studiosi e non - ritengono che non sia l'abbattimento di milioni di piante monumentali a risolvere la contaminazione. Molti sono quelli che ritengono che al fine di contribuire al rilancio dell'agricoltura della Puglia e in particolare di sostenere la rigenerazione dell'olivicoltura nelle zone infette (esclusa la parte soggetta alle restrizioni della zona di contenimento, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo), bisognava che fosse istituito un fondo per la realizzazione di un piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, con una parte percentuale di questo fondo da destinare al finanziamento di progetti di ricerca applicata che avessero come obiettivo unico ed esclusivo la sperimentazione di procedure terapeutiche e di lotta, a base chimica, biologica o integrata, mirate specificamente a contenere lo sviluppo del patogeno nelle piante attaccate aumentando il livello di tolleranza dell'infezione, ovvero a ridurre i livelli di inoculo negli ambienti di rilevanza delle coltivazioni olivicole. Tali progetti di ricerca potrebbero essere gestiti dal Ministero delle politiche agricole tramite bandi competitivi con l'ausilio di esperti valutatori di chiara fama individuati su scala internazionale. Occorre inoltre prevedere di destinare una parte dei fondi a progetti di ricerca applicata, dove la maggior parte delle risorse sono ad oggi state utilizzate per il monitoraggio e la caratterizzazione del patogeno e della relativa fitopatia. Mancano ad oggi interventi di rilievo mirati esclusivamente a sperimentare protocolli di lotta contro la xylella e i relativi sintomi, anche importati da altre esperienze di controllo dello stesso patogeno in altre aree geografiche e su diverse colture (un esempio per tutti è la malattia di Pierce negli Stati Uniti, causata da xylella su vite, per la quale è stato raggiunto da molti anni un livello accettabile di controllo e senza abbattimenti generali). Anche per il comparto agrumicolo si rileva una crisi imperante: il prezzo di molti prodotti di eccellenza è crollato tanto che i nostri agricoltori preferiscono lasciare marcire i frutti sull'albero, perché costerebbe più raccoglierli che la marginalità derivante dalla vendita. Intanto però i nostri supermercati sono inondati da tonnellate di prodotti esteri a prezzi stracciati, con la conseguente mortificazione di un tentativo di concorrenza impossibile da imbastire. Abbiamo tutti ancora negli occhi le immagini delle decine di ettolitri di latte caprino sversato per le strade della Sardegna, poniamoci l'obiettivo che la stessa cosa non accada anche con arance, clementine e limoni nel nostro Sud. Cerchiamo quindi di intervenire in tempi minori rispetto a quelli che si sono visti per la Puglia. Si spendono peraltro 14 milioni di euro per distribuire formaggio romano DOP agli indigenti, non si potevano spendere cinque milioni per distribuire agrumi, altrettanto ricchi di vitamine, agli stessi indigenti? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una menzione a parte dedicherei alla filiera della mozzarella di bufala: la filiera della mozzarella di bufala campana DOP rappresenta sia una eccellenza invidiata e imitata nel mondo sia una componente fondamentale del tessuto economico, specialmente per le Regioni dedite tradizionalmente alla sua realizzazione. L'allevamento del bufalo inoltre è una realtà economica rilevante per la zootecnia italiana e specialmente per le Regioni dedite tradizionalmente all'allevamento di questa specie. Il provvedimento per quanto riguarda il comparto lattiero-caseario si sofferma solo sul latte vaccino, ovino e caprino, ed ai relativi prodotti lattiero-caseari importati da Paesi dell'Unione europea e Paesi terzi. Molto bene, ma non basta. Nel testo in discussione nulla è stato fatto per questo comparto. Dobbiamo sempre e solo aspettare delle emergenze o il crollo del prezzo per fare qualcosa? Ho presentato diversi emendamenti, provenienti da questo mondo, ma ovviamente sono stati tutti respinti in Commissione. Li ho ripresentati in Aula, ma certo non ho alcuna speranza che possano venire accolti, come è successo nelle tantissime altre occasioni in cui ho presentato emendamenti, ed insieme a me tanti miei colleghi. Anche questo è dovuto al cambiamento propagandato? I territori non sono ascoltati, si ragiona solo per maggioranza, alla faccia della democrazia e del cambiamento. Si parla di gestione di tracciabilità, ma un esempio virtuoso di gestione della tracciabilità del latte e dei suoi derivati è già presente in Italia ed è utilizzato e collaudato per la filiera bufalina. Infatti, la piattaforma informatica per la tracciabilità della filiera bufalina, ideata dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, in collaborazione con il Dipartimento di medicina veterinaria dell'Università degli studi di Napoli, ed emanata con il decreto ministeriale del 9 settembre 2014, ha caratterizzato la crescita commerciale del latte di bufala e della mozzarella di bufala campana DOP, contribuendo all'aumento del prezzo alla stalla di circa il 40-50 per cento. La collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il Ministero della salute ha permesso la realizzazione di un sistema virtuoso in grado di aiutare, tutelare e valorizzare l'intero comparto bufalino. L'evoluzione del sistema, nata dalla necessità di tutti gli attori della filiera, rappresenta un modello sperimentato e applicabile ad altre specie animali, quali gli ovini, i caprini e i bovini. Pertanto mi chiedo perché non utilizzare questa piattaforma anche per queste specie, rivolgendosi a chi realmente l'ha già utilizzata? In definitiva, la creazione, l'applicazione e la gestione da parte di soggetti che hanno già una esperienza consolidata di un sistema già in essere e testato e che ha portato a dei risultati eccellenti potrebbe rappresentare un volano per la crescita del settore lattiero-caseario. L'ottimizzazione del sistema, attualmente sostenuto grazie all'impegno dell'Istituto zooprofilattico di Portici e alle poche risorse messe a disposizione dalla Regione Campania, risulta strettamente legata ad un apporto economico e non alla volontarietà dello stesso. Ho chiesto con un emendamento un sostegno di 700.000 euro, perché si possa continuare in questo progetto; ebbene, pure questa richiesta è stata respinta. Mi chiedo pertanto perché non utilizzatore la stessa piattaforma e gli stessi operatori che in questi anni hanno acquisito una competenza in tal senso. Il loro know-how potrebbe favorire la crescita commerciale del latte di altre specie. Si tratta di una soluzione che sembrerebbe non all'italiana e forse troppo ponderata: vediamo se il Governo del cambiamento vuole cambiare davvero. Per aiutare i giovani, perché non prevedere aiuti per il finanziamento a fondo perduto per la costituzione di mini-caseifici, per sopperire alle esigenze delle piccole aziende agricole delle aree interne? Sarebbe cosa buona e giusta, ma staremo a vedere cosa succederà. Inoltre, sarebbe stato il caso di migliorare il sistema di tracciabilità del latte e dei derivati lattiero-caseari, implementando sistemi di monitoraggio della derivazione geografica di provenienza dei prodotti, attraverso strumenti ad elevato contenuto di conoscenza (scienze omiche). Per rendere fruibile e facilmente utilizzabile l'elevata tecnologia, a tale scopo sarebbe stato il caso di prevedere finanziamenti per le ricerche scientifiche in questo particolare e peculiare settore. Insomma, gentile Presidente e gentili colleghi, resta tanto da fare. Attendiamo e aspettiamo di vedere cosa accadrà in prosieguo: noi faremo la nostra parte. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Buccarella. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, mi soffermerò anch'io sull'articolo 8 e successivi del decreto-legge in esame. Vorrei esordire dicendo che, per l'idea che mi sono fatto seguendo la vicenda non direttamente in Commissione ma perlopiù da cittadino proveniente dalle terre salentine, la questione xylella è un esempio di politica e scienza che si inchinano alle logiche di mercato, favorendo gli interessi delle multinazionali produttrici di pesticidi e gli speculatori agricoli, che intendono modificare il territorio a favore di produzioni iperintensive e speculazioni varie. Sullo sfondo ci sono centri di ricerca, che, complici i feroci tagli dei Governi negli ultimi anni, sono stati trasformati in aziende alla costante ricerca di finanziamenti privati, alle cui logiche sono piegati gli stessi dati scientifici. Voglio citare tre fatti accaduti nelle ultime due settimane, che rafforzano questo mio convincimento. Dodici giorni fa, il 3 maggio, il gip del tribunale di Lecce ha archiviato l'inchiesta aperta nel 2015 a seguito di tre esposti presso la procura di Lecce presentati da associazioni ambientaliste, perché non sono state ravvisate delle connessioni tra il propagarsi del batterio xylella e le condotte o sperimentazioni portate avanti dagli ex indagati. Negli esposti fatti nel 2014 dall'associazione No OGM si citava, tra le altre cose, l'inchiesta Xylella report, in cui si riteneva che i dirigenti del Servizio sanitario regionale avessero mentito agli ispettori europei, comunicando falsamente che gli alberi infetti da xylella nel 2013 risultavano essere il 100 per cento dei campioni analizzati, ben sapendo che in realtà risultano dalle analisi compiute 21 alberi infetti su 1.757 testati, quindi poco più dell'uno per cento. Si citavano grandi ritardi, negligenze e omissioni da parte di responsabili del servizio fitosanitario regionale nel rilevare e comunicare agli organi competenti l'esordio dei primi sintomi di fitopatie degli ulivi, segnalati fin dal 2008. Ammissioni emergono dalle dichiarazioni dei Giovanni Martelli, all'epoca direttore della cattedra di virologia vegetale dell'Università di Bari, in un articolo scritto sul sito dell'Accademia dei Georgofili. Da quell'anno fino al 2013, quando il problema emerse dai mass media , nessuna azione di contrasto o contenimento del batterio è stata pianificata o attuata, e secondo la procura i laboratori incaricati di effettuare le analisi avevano bisogno del tempo necessario per ottenere l'accreditamento al fine di poter effettuare la manipolazione del batterio. La procura, quindi, ha stabilito che vi sia stata incredibile sciatteria nelle operazioni di campionamento dei materiali su cui effettuare le analisi per provare la presenza del batterio. Dal decreto di archiviazione dell'inchiesta emergono inquietanti conversazioni tra gli indagati, ricercatori e dirigenti dell'osservatorio fitosanitario. Dallo scambio di e-mail tra gli indagati - la posizione di alcuni è stata archiviata a Lecce ma una parte dell'inchiesta è stata trasferita a Bari - si evince la preponderanza dell'interesse economico, ovvero la prospettiva di ottenere finanziamenti, rispetto alla finalità della ricerca scientifica. I pubblici ministeri Mignone e Licci affermano che questo secondo fine ha chiaramente condizionato l'approccio degli indagati alla questione sin dalle primissime battute, anche a discapito della trasparenza della ricerca scientifica. La procura ha tuttavia legittimamente chiesto di chiudere l'inchiesta perché non si può provare il nesso tra i comportamenti contestati agli ex indagati - prevalentemente dirigenti del servizio fitosanitario regionale, ma anche ricercatori - e la diffusione del batterio xylella. Un secondo episodio accaduto l'8 maggio 2019 è relativo a un ulivo nell'agro di Monopoli, in provincia di Bari, destinato all'abbattimento e risultato negativo a un accertamento da parte della Regione Puglia. I dati ufficiali forniti dalla Regione dicono che, su 450.000 piante campionate, solo il 2 per cento risulta infetto dal batterio xylella fastidiosa; appena qualche migliaio, e non tutte si disseccano. Tale circostanza è stata verificata anche in occasione dei lavori della TAP, quando, chiedendo l'azienda alla Regione Puglia l'autorizzazione dello spostamento di piante di ulivo per la costruzione del gasdotto, è emerso che, su 450, solo tre erano positive al batterio, nell'agro di Melendugno (lo 0,7 per cento). Dallo stesso piano xylella risulta che dalle analisi è stato individuato il 2 per cento di piante infette nella zona di contenimento e lo 0,1 nella zona cuscinetto. Insomma, semplicemente andando a pescare dalla cronaca recente si ritrova un ulteriore esempio di come sia falso l'assunto - che ho sentito ripetere anche in quest'Aula - secondo cui questo batterio pestifero, come una peste bubbonica di qualche secolo fa, sta avanzando al Sud verso il Nord della Puglia - con il rischio di propagarsi nel resto d'Italia - e sia la causa del fenomeno del disseccamento rapido dell'ulivo (Applausi del senatore Martelli) . Questo risulta dai dati scientifici. Cito un ultimo dato temporale. Ieri abbiamo sentito tutti che le azioni della Bayer (che ha acquisito la Monsanto, già società americana, produttrice, fra l'altro, di un prodotto che utilizza la molecola del glifosato) sono crollate in seguito all'ennesima - la terza e la più sostanziosa - sentenza di un tribunale californiano che la ha condannata a un risarcimento di 2 miliardi di dollari. Ebbene, quel crollo in borsa è sintomatico; sono sentenze non ancora definitive, attengono a danni direttamente alle persone. D'altra parte, che il glifosato incida sfavorevolmente anche solo nell'ambiente agricolo risulta essere accertato da tutte le evidenze scientifiche in ambito internazionale, che non sto qui a richiamare. Perché faccio un riferimento al glifosato? Perché quello di cui molti indizi convincono me - e più di me persone che seguono con competenze tecniche certamente superiori alle mie la materia agricola nel tentativo di delineare e capire ciò che sta succedendo, e cioè che ci sono migliaia di ulivi e ettari di coltivazione di ulivi completamente disseccati - è che verosimilmente il fenomeno del disseccamento è dovuto a una serie di concause di cui il batterio xylella, quando interviene, è soltanto una. Ribadisco infatti, a scanso di fraintendimenti, che ci sono piante colpite dal batterio che sono vive, vegetano e producono e ci sono piante disseccate che invece non sono colpite dal batterio. Basterebbe questo per far crollare - come sosteneva già prima il collega Martelli - l'assunto logico, prima ancora che tecnico e agronomico, del nesso causale per cui si vuole fronteggiare la xylella con metodi che sono evidentemente sbagliati, come quelli proposti nel decreto-legge che ci stiamo apprestando a convertire. L'eradicazione non serve a fermare il batterio, che non è verosimilmente la causa del disseccamento perché, come purtroppo evidenziano i dati dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), nella terra del Salento e in particolare nella provincia di Lecce, si è avuta una concentrazione di chilogrammi per ettaro di fitofarmaci, per lo più a base di glifosato, in percentuali doppie o triple rispetto alle altre province pugliesi e italiane. Insomma, è successo che negli ultimi decenni abbiamo impoverito il terreno di materia organica e di sostanze nutrienti e abbiamo desertificato la terra al punto tale da fare in modo che anche gli ulivi, piante millenarie che hanno resistito per secoli a incendi e a ogni tipo di avversità di tipo climatico, ora stanno morendo. Evidentemente la causa è stata l'uomo, che ha applicato la chimica industriale nell'agricoltura, con l'utilizzo di prodotti che fanno sì che nel territorio delle provincia di Lecce ci siano oggi alcune zone in cui la materia organica è inferiore all'1 per cento, con una situazione paragonabile a quella delle zone del Sahel. Tutto questo accade in una terra storicamente siccitosa, priva di acqua. Per questo credo che sia un'idea scellerata - se qualcuno la sta valutando - pensare di sostituire quelle coltivazioni storiche, che hanno anche un loro valore paesaggistico, culturale e di identità territoriale, con piantagioni intensive che avrebbero bisogno di un ulteriore incremento dell'utilizzo di chimica industriale e di acqua, che non abbiamo, perché in provincia di Lecce la falda si sta anche salinizzando. Ne riparleremo - spero - nei tempi che ci saranno concessi in fase di illustrazione degli emendamenti, quando, oltre alle proposte abrogative dei singoli commi dell'articolo 8, nonché degli articoli successivi, saranno esaminati anche altri emendamenti a mia firma - ma vedo anche di altri colleghi senatori - che tenderebbero ad ammorbidire l'impatto devastante che le misure contenute in questo decreto-legge comporterebbero per le terre pugliesi. (Applausi dei senatori De Petris e Martelli) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori e membri del Governo, pur consapevoli della situazione politica e dell' iter istituzionale che vede questo provvedimento in seconda lettura nell'Aula del Senato, non ci sottraiamo comunque al nostro compito, qualche volta di critica, ma spesso di sollecitazione nei confronti della maggioranza. È questo un provvedimento emergenziale, che cerca cioè di dare una soluzione, seppur temporanea, alle molteplici urgenze e necessità che purtroppo colpiscono il settore agricolo e indirettamente il settore agroalimentare che, vorrei ricordare a tutta l'Assemblea, grazie all'eccellenza del nostro made in Italy alimentare, non è solo uno dei più rilevanti settori di esportazione, ma anche uno dei più ragguardevoli e importanti e settori produttivi. Proprio per questo motivo, pur non essendo completamente soddisfatti di questo provvedimento, cerchiamo comunque di mantenere un atteggiamento positivo in questa discussione. L'agricoltura italiana ha bisogno di un nuovo piano strutturale - lo chiede a gran voce - che possa permettere di affrontare le nuove sfide che la attendono. Si tratta di sfide ambientali, dovute ad un cambio ormai assodato delle condizioni climatiche, che hanno trasformato eventi eccezionali e sporadici in eventi ricorrenti sempre più in forma anomala e violenta, e in questi giorni ne abbiamo la dimostrazione; sfide economiche e finanziarie, dovute a un mercato sempre più competitivo e aggressivo da parte di concorrenti stranieri sui nostri prodotti, che spesso purtroppo si spinge nell'illegalità con la contraffazione dei nostri marchi; sfide generazionali, dovute in parte a un invecchiamento dei nostri produttori e ad una mancanza di ricambio generazionale ed in parte a una carenza di infrastrutture ed arretratezza a livello tecnologico, motivata anche dall'ubicazione in zone disagiate delle stesse aziende. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12) ( Segue La PIETRA). Vi sono poi sfide politico-istituzionali con un'Europa che non vede di buon occhio la nostra specificità e il bisogno di conservare e proteggere le nostre produzioni, in quanto non comprende il valore delle nostre tradizioni e la nostra necessità e volontà di mantenere viva anche in questo settore la nostra identità nazionale. Dobbiamo impedire a questa Europa di andare verso un made in Europe eliminando il nostro made in Italy . Anzi, per noi di Fratelli d'Italia dovremmo andare oltre e sostituire la dicitura « made in Italy » con la dicitura «prodotto italiano» per rafforzare ancora di più la nostra unicità. Tuttavia Fratelli d'Italia è sicura che finalmente la linea politica della nuova Europa dopo il 26 maggio andrà in questa direzione. Entrando nel merito, permettetemi di spendere alcuni minuti sulla struttura del provvedimento che vede, come al solito, la cattiva abitudine di questo Governo di mischiare elementi completamente diversi e non omogenei nello stesso decreto-legge, distanziandosi anche dall'invito della stessa Presidenza del Senato a cercare di rendere gli atti il più omogenei possibile. Ricordo il cosiddetto decreto-legge Genova, dove le problematiche di quella città venivano trattate solo in parte e poi la discussione virava sul condono per Ischia e sui fanghi derivanti dalla depurazione da adoperare in agricoltura. Mi riferisco, signor Presidente, all'articolo 12, relativo ad interventi urgenti a favore dell'ex stabilimento chimico Stoppani ed al completamento della sua bonifica. Il provvedimento nei suoi commi va dal disciplinare i compiti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al definire i poteri del prefetto di Genova, alla definizione di un soggetto attuatore, all'aumento di personale e risorse alla prefettura per il compimento della sua azione; in sintesi, cerca di fornire gli strumenti necessari per chiudere una dolorosa ferita ambientale e sanitaria alla città di Genova. Niente in contrario, anzi siamo perfettamente d'accordo nella sostanza, ma mi domando cosa centri tutto ciò con il rilancio delle aziende agricole. Mi chiedo con quale consapevolezza della materia la 9 a Commissione abbia potuto esaminare questo articolo (ed infatti non è stato esaminato). Forse questo tema avrebbe meritato una diversa e più approfondita valutazione e sicuramente un disegno di legge specifico. Ripeto ancora che siamo favorevoli alla bonifica e a tutto quello che consenta di farla bene e velocemente, ma non gradiamo questo metodo. Uno dei punti principali che affronta il decreto-legge in esame è la crisi del settore relativo alla produzione del latte ovino. Le manifestazioni dei pastori sardi ed il loro gesto estremo di protesta hanno per giorni riempito le cronache dei giornali e gli schermi televisivi. Si tratta di un intervento che, da una parte, prevede lo stanziamento di fondi per il miglioramento del latte e, dall'altra, un contributo come rimborso dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui bancari contratti entro il 31 dicembre del 2018. Mi chiedo - e vi chiedo - per quale motivo non abbiamo fatto rientrare in questi parametri anche quelle aziende che hanno stipulato mutui fino ad oggi, fino all'entrata in vigore del provvedimento in discussione. Interessanti sono poi le norme sul monitoraggio della produzione, sia di latte che casearia. Al riguardo mi soffermerei sul fatto che manca un più approfondito esame sul rispetto delle norme dei disciplinari per la produzione dei prodotti con marchio IGP, DOP, eccetera. Occorrono più controlli e sanzioni più severe per chi produce e commercializza prodotti tutelati senza rispettare le regole. È un atto dovuto, non solo per salvaguardare i produttori e i trasformatori onesti, ma anche per colpire chi lede e reca così danno all'immagine dei nostri prodotti di qualità. Questo non lo possiamo permettere. Sempre per rimanere nel settore lattiero, l'articolo 4, di fatto, ripropone l'annosa questione delle multe relative alle quote latte. In particolare sospende e rinvia la riscossione coattiva. È giusto che vengano presi provvedimenti per chi non ha rispettato le regole. Ma mi chiedo anche cosa dovremmo fare per impedire che, a causa del pagamento coattivo di queste sanzioni, molte aziende vengano messe nella condizione di chiudere, peggiorando così la già critica situazione del comparto. Speriamo sia un rinvio che possa poi mettere la parola fine a questa vicenda, che negli anni è stata gestita malissimo sul piano politico e, soprattutto, lasciate sulle spalle delle aziende che hanno risentito di tutto ciò. Quanto al tema delle gelate, le risorse messe a disposizione dal Fondo nazionale di solidarietà sono sicuramente importanti e necessarie per una Regione come la Puglia, dove è concentrato oltre il 50 per cento dell'intera produzione nazionale dell'olio di oliva. Ma non possiamo scordarci le altre Regioni, dove gli eventi atmosferici hanno provocato ingenti danni alle produzioni agricole. Inoltre, teniamo presente le responsabilità della Puglia e di chi amministra questa Regione, che non ha saputo gestire, non solo questa emergenza, ma anche quella della xylella, che da anni, ormai, sta distruggendo le piante salentine. Oggi siamo riusciti a trovare soluzioni drastiche, ma necessarie per la distruzione delle piante infette. Chi doveva agire, e aveva gli strumenti per farlo, non lo ha fatto. Il maggior colpevole di quella che poteva essere una crisi circoscritta, ma che oggi sta diventando una emergenza nazionale, è la regione Puglia. Adesso c'è uno stanziamento di somme rilevanti per rigenerare il settore olivicolo della Puglia, ma auspichiamo che si metta la massima attenzione nella distribuzione di queste risorse e nel controllo della effettiva rigenerazione del tessuto produttivo pugliese. Non vorremmo ritrovarci, fra qualche anno, ad avere investito tante risorse e non avere neanche una nuova pianta di olivo. Una cosa che abbiamo apprezzato, finalmente, è di aver ufficializzato la determinazione da parte di ISMEA dei costi medi di produzione. I produttori saranno maggiormente tutelati rispetto a chi potrebbe imporre prezzi di acquisto bassi e al di sotto dei costi di produzione, innescando così un meccanismo di tutela nei confronti di pratiche commerciali sleali, salvaguardando in tal modo l'intera filiera. Bene la promozione e le campagne di comunicazione, che, a nostro avviso, devono andare in due direzioni. La prima nella promozione dei prodotti e l'altra nell'educazione dei consumatori per una alimentazione sana e di più alta qualità. Infine, possiamo esprimere una soddisfazione maggiore relativamente alle modifiche sulle sanzioni nell'ambito della pesca, nate dall'accoglimento degli emendamenti di Fratelli d'Italia durante la discussione in Commissione alla Camera. Mi riferisco ad emendamenti nati da un disegno di legge specifico presentato dal nostro partito nella scorsa legislatura, con lo scopo di alleggerire la pressione sanzionatoria sui nostri pescatori che spesso, anche per oggettività del tipo di pesca, incorrevano in sanzioni spropositate. Sulla pesca, però, avremmo apprezzato più coraggio. Occorre più determinazione per rilanciare un settore con enormi potenzialità. Oggi in Italia, su ogni cento chili di pesce, solo venti sono frutto del lavoro dei nostri pescatori. Su questo dobbiamo ancora lavorare: su nuove regole, su investimenti e agevolazioni per le aziende. Segnalo, infine, che nonostante la bocciatura dell'intero pacchetto degli emendamenti proposto da Fratelli d'Italia, attraverso il lavoro in Commissione, il nostro Gruppo è riuscito quantomeno ad ottenere degli impegni, grazie alla conversione di quattro dei nostri emendamenti in altrettanti ordini del giorno, tutti accolti dal Governo; impegni rispetto ai quali auspichiamo che il Governo dia effettivamente e rapidamente seguito, dando agli operatori di un settore in forte sofferenza un segnale concreto di intervento attraverso misure mirate, necessarie e non più rinviabili. Concludo, signor Presidente, con l'affermare che, come in tutte le cose, si può fare di più e di meglio. Fratelli d'Italia con i suoi emendamenti ha tentato di fare di più e di meglio. Non siamo soddisfatti, ma sicuramente questo provvedimento è un passo in avanti. Non perdiamo, però, altro tempo. (Applausi dal Gruppo FdI) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto tecnico industriale statale «Guglielmo Marconi» di Verona, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1249 FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, nel decreto in esame, che riguarda anche le realtà agropastorali, oltre ai contenuti, vi sono anche aspetti che riguardano lo stato di agitazione dei pastori. Mi concentro, in qualità di unico rappresentante sardo di Forza Italia, sullo sviluppo di alcune di queste tematiche riguardanti il mondo della pastorizia. La protesta, che continua, deriva da contenuti considerati assolutamente insufficienti dai pastori. Molti di loro, a causa delle precedenti proteste, sono stati rinviati a giudizio e, quindi, vivono ancora con angoscia questa situazione. La pastorizia - lo voglio ricordare - è una delle principali risorse per l'economia e l'occupazione della Sardegna. Si sta parlando di più di 15.000 aziende e di circa 40.000 addetti, con allevamenti che contano poco meno della metà di tutti i capi ovini nazionali e che generano un'economia che produce i due terzi del latte ovino prodotto in Italia. Signor Presidente, questa è gente fiera del proprio lavoro e prodotto, anche se poi si trasforma in un marchio che non è sardo, perché porta il nome di pecorino romano (prodotto, appunto, per il 97 per cento con il latte sardo). La protesta nasce da strani meccanismi di aste, che hanno ribassato il prezzo del latte dagli 85 ai 60 centesimi attuali. Ciò è stato il fatto principale che ha scatenato la protesta dei pastori. Peraltro, si tratta di un valore di prezzo incomprensibile, considerato che in Francia il latte ovino viene remunerato con 96 centesimi e in Spagna con 93 centesimi. Il prezzo del latte prima degli interventi governativi, pari a 60 centesimi, non copre nemmeno i costi di produzione. Infatti, i costi fissi sono tanti: per il mantenimento del bestiame, oltre che per la copertura degli altri costi e la remunerazione del lavoro dei tanti addetti del settore. Peraltro, la difficoltà del lavoro dei pastori sta nell'incertezza della produzione, legata anche alla salute delle pecore (ricordo il problema della blue tongue in Sardegna) e ai periodi di siccità, alternati ad altre calamità naturali, che diminuiscono il pascolo e costringono i pastori a integrare l'alimentazione delle pecore con altri foraggi, che ovviamente hanno un costo ulteriore, e così via. Nonostante la dedizione alla propria attività, i pastori sardi hanno visto la dignità del proprio lavoro calpestata da una politica dei prezzi del latte incomprensibile. Senza una programmazione seria e previdente della filiera, una seria tracciabilità del prodotto, una politica della remunerazione adeguata e il rispetto per il loro lavoro (che deve essere remunerato in modo giusto e non in base alle speculazioni del mercato italiano), certamente i pastori non possono andare avanti. Noi dobbiamo rispettare la loro dignità e il loro sacrificio. La speculazione, per effetto di aste al ribasso, ha portato il prezzo del latte a un livello non solo insostenibile, ma - consentitemi di dirlo - umiliante per il duro lavoro dei pastori sardi. Ora si annunciano nuove mobilitazioni dei pastori che vogliono giustamente dire la loro nella trattativa sulla vertenza del latte. Qui si innesta anche il problema delle vicende giudiziarie di coloro che sinora hanno manifestato e gettato il latte nelle strade. Molti di loro sono sottoposti a obbligo di dimora. Per concludere, i 74 centesimi, risultato della trattativa, sono ancora un prezzo troppo basso e, quindi, si devono attendere nuove proteste. Il prezzo del latte non può essere lasciato solo al mercato, ma devono intervenire anche per i pastori quei meccanismi di compensazione utilizzati per altri prodotti dell'agricoltura, anche trattando con l'Unione europea (chi deve avviare queste trattative non è solo l'Italia, ma tantissimi altri Paesi membri). I pastori scenderanno nuovamente in strada e protesteranno finché la politica non riuscirà a ridare loro la dignità che merita il duro e prezioso lavoro che svolgono. Sono certo che la politica sarda farà i suoi passi, ma sono il Governo nazionale e i nuovi rappresentanti dell'Unione europea che dovranno muoversi, nelle sedi di propria competenza, intervenendo sulla politica agricola comune (PAC). Questo ci aspettiamo, non solo durante l'esame degli emendamenti presentati al provvedimento (anche se sappiamo che non verranno accolti), ma anche nell'ulteriore percorso della nostra politica. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, Sottosegretario, colleghi, abbiamo atteso dieci lunghi mesi, trecento giorni di passerelle, annunci di soluzioni imminenti e post per arrivare oggi a votare un decreto-legge vuoto sull'emergenza agricoltura. Ricordiamo che il decreto è stato frettolosamente concepito - si fa per dire - come idea per mettere una toppa e fare il solito tweet in risposta alla massiccia protesta degli imprenditori olivicoli pugliesi, alla quale poi si è abilmente agganciata l'opportunità di cavalcare la protesta dei pastori sardi in una terra attraversata dal passaggio elettorale per le regionali. Tutti sappiamo che nelle campagne elettorali Lega e MoVimento 5 Stelle sono imbattibili perché sono maestri delle facili promesse, artisti della politica réclame e imbattibili geni della propaganda. Di questo parliamo: oggi, come ogni volta, le parole sciorinate al vento non si tramutano in concretezza. Per essere concreti, infatti, occorrerebbe rinunciare alla bulimica ossessione da fiction televisiva e da sceneggiatura per sedersi a pensare, studiare e approfondire insieme ai tecnici nei Ministeri per trovare le risposte più giuste ai drammatici problemi. C'è, però, l'ansia da prestazione social da gestire anche quando la gravità è la cifra di ciò che accade: siano esse disgrazie come quella del ponte Morandi a Genova o crisi economiche che falcidiano tessuti produttivi, come nel caso della batteriosi da xylella in Puglia. Ne è prova il giallo del ritardo nella pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale , proprio come accade - vi ricordate forse - per il ponte Morandi. Tanto, per quelli che sono al Governo, una volta pagata la voracità della promessa annuncio, il resto, come la pubblicazione o l'esame nei due rami del Parlamento, diventa una fastidiosa e poco produttiva perdita di tempo, perché l'ingordigia da consenso nel frattempo è stata placata. Oggi finalmente siamo qui. Tralascio il tema dei pastori sardi non perché non volessi parlare di quello, ma perché sono già pronti a un nuovo stato di agitazione, proprio perché insoddisfatti dal decreto-legge perché non risolve alcunché. Mi soffermo per un attimo sul comparto olivicolo invece, che avrebbe meritato molto di più da un Governo che si è presentato come panacea di tutte le disgrazie, assicurando di avere già pronta la risposta più adeguata a tutti i problemi. Ricordo ancora - lo ricordano tutti i pugliesi - le immagini del ministro Centinaio, che anche oggi non è qui in Aula, che a luglio del 2018 annunciava un piano entro quella estate. Invece, eccoci qui a commentare un'ennesima occasione perduta. Ecco cos'è questo decreto-legge, un provvedimento che tradisce un dato preoccupante e, cioè, che questo Governo sembra ancora non aver compreso la portata e le conseguenze che può determinare il flagello della xylella alla Puglia e al Paese intero. Oggi l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) lo ribadisce ancora una volta. Innumerevoli sono le domande che rimangono senza risposta. Ne pongo qualcuna: è stato fatto uno studio sulle ripercussioni degli espianti privi di programmazione rispetto al rischio idrogeologico, come dispone l'articolo 18- bis comma 1? Perché si dispongono sanzioni fino a 30.000 euro per i proprietari che non eradicano gli ulivi e nulla è previsto per le piante ospiti in aree pubbliche? Un esempio sono gli oleandri che cingono strade e autostrade. Forse pensate che la xylella si combatta solo con la guerra agli ulivi su suolo privato? (Applausi dal Gruppo PD) . Tralascio la farraginosità burocratica. Cito solo questo: il decreto prevede che per sette anni si possano estirpare, previa comunicazione alla Regione, gli olivi situati nella zona infetta. Nelle stesse disposizioni poi si prevede il divieto di abbattimento oltre il numero di cinque alberi ogni biennio e la necessità che la Camera di commercio addirittura autorizzi l'abbattimento in caso di accertata morte fisiologica. Invece che snellire l' iter prevediamo addirittura che l'autorizzazione parta dalle Camere di commercio. Altra domanda: il decreto, modificando la legge di bilancio 2019, tra le finalità per i contributi ai Comuni per il 2019 aggiunge gli interventi finalizzati al contenimento della diffusione della xylella previsti dal decreto del MIPAAF del 13 febbraio 2018, il quale prevede che siano assegnati ai Comuni contributi per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale nel limite complessivo di 400 milioni di euro. Entro il 15 gennaio 2019, il Ministero dell'interno avrebbe dovuto comunicare a ciascun Comune l'importo del contributo spettante. Tanto per sapere, mi rivolgo al Sottosegretario: a che punto siamo? Sono previsti canali ufficiali per avere risposta o mi suggerite di smanettare con lo smartphone sperando di vincere una telefonata con il sovranista Salvini per avere una possibile risposta? (Applausi dal Gruppo PD) . In ultimo, un vero e proprio capolavoro: l'articolo 8- quater . Sono stati promessi indennizzi e ristori alle aziende agricole per i mancati redditi nelle scorse annualità. Si prevede l'adozione di un piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo del Salento nelle zone infette. La dotazione finanziaria ammonta a 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Il comma 3 specifica che per gli oneri previsti per l'attuazione del suddetto piano si provvede attraverso corrispondente riduzione delle risorse disponibili, per gli anni 2020 e 2021, sul Fondo per lo sviluppo e la coesione. Parliamo di un fondo destinato al finanziamento di progetti strategici, infrastrutturali o immateriali, aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi tra loro funzionalmente connessi. Mi sapete dire che ci "azzecca" tutto questo con i ristori e gli indennizzi agli agricoltori penalizzati dalla xylella? (Applausi dal Gruppo PD) . Davvero, chi ha scritto il decreto-legge sembra essere quello che la psicologia definisce un bugiardo patologico: indora la realtà, non prova rimorsi, si sente più intelligente e furbo degli altri, racconta i fatti in modo avvincente, cambia versione dei fatti in base alla convenienza, crede alle sue stesse bugie e sfugge alle responsabilità. Ecco perché questo provvedimento è un'occasione perduta, l'ennesima occasione perduta, perché con la sua approvazione svanisce la possibilità di ridare vita a un intero territorio, ad un agrosistema, a un paesaggio turistico-rurale, ad intere filiere produttive e di trasformazione e confezionamento. Ogni eventuale contributo sarà destinato soltanto alle aziende agricole con partita IVA e iscritte alla Camera di commercio, dimenticando i semplici proprietari di piccoli fazzoletti di terra che costituiscono la stragrande maggioranza della penisola salentina, quella ormai totalmente infetta. Dunque, questo Governo si assume l'arbitrio di decidere chi può fare l'agricoltore e chi no, chi ha la possibilità di reimpiantare e chi no, chi potrà vivere e chi dovrà morire. Per non dire del rischio di deragliamento delle risorse della Puglia su misure nazionali (in questo - ahimè - mi sarei aspettato un po' di attenzione anche da parte della mia Regione): parliamo di 52 su 60 milioni di euro che la Regione Puglia stanzia per attività sull'intero territorio nazionale, come si evince dal Piano di intervento per il rilancio del settore. Il decreto-legge dice questo e io lo trovo assurdo. Risorse della Puglia al servizio di misure nazionali. Concludo, signor Presidente, dicendo che abbiamo provato a mettere mano a un decreto che già dalla Camera è partito con l'indicazione di non poter essere modificato per alcun motivo. Noi la consideriamo un'occasione persa. So già che lunedì Salvini e Centinaio verranno in Puglia a portare questo risultato, ma consiglio loro di non continuare a fare propaganda, perché c'è di mezzo la pelle dei pugliesi. Ne approfitto, concludendo, avendo intravisto per un attimo il sottosegretario Crimi, per dire che come sulla xylella, così su Radio Radicale, continuate a fare dichiarazioni insopportabili. (Applausi dal Gruppo PD. Il senatore Rampi espone un cartello recante la scritta «Salvate Radio Radicale») . Significa che oltre che con la scienza, nemmeno nel campo della libertà e della democrazia... PRESIDENTE. Senatore Rampi, per cortesia, metta via quel cartello. Non se lo faccia togliere. STEFANO (PD) . ...riuscite ad essere all'altezza del ruolo a cui siete stati chiamati. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento al nostro esame, a mio avviso, potrebbe tranquillamente intitolarsi «Risposte», anzi «Risposte in materia di agricoltura». A chi chiedeva la presenza del ministro Centinaio, rispondo che il ministro, come sempre, è a lavorare per il suo comparto agricolo, qui molto ben rappresentato dal sottosegretario Pesce. Ho notato anche un'incongruenza negli interventi del Partito Democratico; sono molto curioso di vedere come si esprimeranno nelle dichiarazioni di voto. Da tempo la categoria degli agricoltori e degli imprenditori agricoli, un tessuto economico e sociale fondamentale per il nostro Paese, attendeva delle risposte. Proprio in questo campo il ministro Gian Marco Centinaio da mesi, provvedimento dopo provvedimento, si occupa di dare risposte concrete, efficaci e di buon senso a temi di fondamentale importanza, come appunto quelli del settore agricolo, a noi, con lui, come maggioranza, e in sede di Commissione agricoltura qui al Senato. Il provvedimento è di particolare rilevanza poiché offre risposte a due Regioni purtroppo martoriate da grandi problemi, come quelli della xylella, delle gelate in Puglia, del settore ovicaprino in Sardegna e, più marginalmente, ma in modo analogo anche la questione dell'ex stabilimento Stoppani, sito nel Comune di Cogoleto, nella mia Liguria, una ferita da troppo tempo aperta che grazie al decreto finalmente vedrà la sua messa in sicurezza. Nello specifico il decreto-legge n. 27 dà risposte che in alcuni casi i Governi regionali non hanno purtroppo saputo dare. Mi riferisco in modo particolare a quello relativo all'emergenza xylella, fitopatia che ha portato alla rovina dell'enorme patrimonio olivicolo della Regione Puglia. È fuor di dubbio, signor Presidente, che la Puglia abbia una storia importantissima nel panorama olivicolo nazionale. Si è purtroppo atteso troppo tempo e ormai si contano migliaia di piante ferite e infette. Un fenomeno che ha certamente causato un indebolimento del territorio sia dal punto di vista economico che del patrimonio ambientale. Il Ministero competente non solo è intervenuto attraverso provvedimenti di carattere economico, ma ha voluto correttamente intervenire in modo significativo anche dal punto di vista normativo, consentendo in questo modo di arginare, anzi fermare, la fitopatia, scongiurandone così un'ulteriore proliferazione. Nel merito della Liguria, è noto come nel mercato dell' export delle piante aromatiche, si pensi ad Albenga e a Sanremo in particolare, siano fondamentali le norme relative all'assenza di questa fitopatia. Senza questo tempestivo intervento, il rischio di indebolire le nostre imprese sarebbe stato altissimo, per cui risulta evidente, signor Presidente, in questa difficile ripresa economica la necessità di scongiurare questa nefasta evenienza ad ogni costo. Sono messi a disposizione 300 milioni di euro per far ripartire questo comparto, che risulta fondamentale per l'ormai tradizionale ruolo di primo piano che i nostri produttori hanno nel panorama internazionale, nel quale la Puglia è uno dei principali attori. Molto si è detto, letto o visto sull'emergenza invece del settore ovicaprino in Sardegna, dove l'impegno senza sosta messo in campo dal ministro Centinaio e dallo stesso ministro Salvini, ha dato finalmente i suoi frutti. Lo scorso 8 marzo è stato trovato l'accordo sul prezzo del latte tra pastori e trasformatori, pari a 74 centesimi, con l'impegno di un conguaglio a novembre 2019. Senza dubbio passi avanti verso la giusta direzione. In questo settore esiste una chiara incongruenza tra chi produce il latte e chi lo trasforma. Sono stati stanziati inoltre 14 milioni di euro sul Fondo nazionale indigenti per l'acquisto di formaggi DOP, fatti con latte di pecora, allo scopo di favorire il consumo di scorte di formaggio e di abbassare così l'offerta, facendo innalzare il prezzo e dando altresì un prodotto di altissima qualità a persone economicamente disagiate. Risulta quindi importante, se non fondamentale, per il nostro formaggio che acquistare un prodotto DOP o IGP sia una garanzia per l'utente finale, il quale deve avere certezza che nel prodotto da lui acquistato sia imprescindibile la sua territorialità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Floridia) . Quel costo in più, quel valore aggiunto, che il consumatore paga volentieri per un prodotto di altissima qualità, è giusto che vada a favore di chi produce il primo anello della filiera. È giusto che vada quindi ai nostri allevatori. Sono stati messi a disposizione 10 milioni di euro a sostegno dei contratti di filiera e di distretto per la promozione, la ricerca e gli interventi strutturali. La Sardegna è una terra meravigliosa e straordinaria; impossibile non innamorarsi della sua bellezza. È una terra a cui sono particolarmente legato ed affezionato anche per ragioni sentimentali, e su questa vicenda la Regione non può e non potrà arretrare di un solo millimetro rispetto alla qualità dei suoi prodotti. La sfida che il ministro Centinaio ha lanciato qualche mese fa accorpando sotto il suo Ministero agricoltura e turismo deve essere raccolta senza indugi da tutti i governatori di Regione: è troppo importante il patrimonio agroalimentare e turistico del nostro Paese per non coniugarli tra loro. Sul tema xylella e su quello ovicaprino, chi ne aveva responsabilità regionale di certo non ha messo in campo tutto ciò che era nelle sue competenze per risolvere il problema, e chi ci ha preceduto al Governo di sicuro non ha stimolato i governatori con scelte di buon senso che questo provvedimento invece contiene. Siamo certi che il neopresidente della Regione Christian Solinas si farà carico di questo impegno, a tutela del suo popolo e dei suoi allevatori, in stretta collaborazione con il ministro Centinaio. L'agricoltura italiana è un settore che riteniamo decisivo per lo sviluppo del Paese e, pur avendo dovuto sopportare, soprattutto nell'ultimo anno, emergenze di una gravità assoluta, dovute in gran parte a calamità inaspettate, i segnali del suo sviluppo sono importanti, come ad esempio quello delle oltre 55.000 aziende agricole guidate da under trentacinque. Con questo dato l'Italia è al vertice dei Paesi dell'Unione europea. A proposito di Europa, tra pochi giorni ci sarà un importante appuntamento democratico, ossia le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Questa Europa non ci piace e indebolisce con le sue scelte i popoli e i territori. Occorre senza dubbio una rivoluzione democratica e del buon senso, che finalmente valorizzi le peculiarità dei suoi Stati membri, senza invece favorirne alcuni colpendone i più. È il momento in cui i nostri agricoltori, i nostri allevatori, i nostri pescatori, i nostri balneari e, più in generale, le imprese e i lavoratori del settore agricolo e turistico alzino la voce, contribuendo a rafforzare le scelte di questo Ministero, che sono rivolte alla loro tutela e sviluppo. Concludo con l'auspicio che si continui con questo tipo di impostazione nell'affrontare le emergenze, come in questo caso, ma anche le semplici esigenze di tutti i settori economici del nostro Paese, con la stessa determinazione e la stessa tempestività dimostrata con questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo LN-Aut. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Battistoni. Ne ha facoltà. BATTISTONI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, vale la pena ricordare l'importanza della nostra agricoltura, che corrisponde al 13,5 per cento di PIL; non solo, abbiamo anche 61 miliardi di valore agroalimentare. Vista questa importanza, è con un po' di rammarico che prendo la parola oggi, perché per l'ennesima volta non siamo riusciti a dare il nostro contributo per modificare un provvedimento che poteva essere molto più utile per questo importante settore. Con i colleghi di Forza Italia abbiamo lavorato a molti emendamenti e abbiamo fatto un lavoro preciso in Commissione. Li abbiamo illustrati e devo dire che, grazie alla mediazione del presidente Vallardi, qualcuno di questi è stato anche accolto come ordine del giorno; mi auguro però che l'ordine del giorno non finisca lettera morta come purtroppo molto spesso è accaduto. L'intenzione del provvedimento poteva essere lodevole, ma la fretta, come spesso accade, non è una buona consigliera. Abbiamo assistito in questi mesi a molte manifestazioni in Puglia, sotto il Ministero e in varie piazze d'Italia con del latte versato sulla strada, cosa che veramente ci ha fatto molto dispiacere e molto riflettere. A seguito di queste manifestazioni, si è voluto emanare un decreto-legge con delle indicazioni che potevano anche essere giuste in forma generale, ma che nello specifico non portano alla soluzione delle problematiche. Parliamo di xylella e mi fa piacere che anche i colleghi del MoVimento 5 Stelle si siano accorti che la xylella è un problema vero, da non sottovalutare. Purtroppo sia i ritardi della Regione Puglia che il negare l'esistenza di questa patologia hanno contribuito alla disastrosa perdita di uliveti in Puglia. Speriamo che con le misure approntate con questo decreto si possa ridurre al minimo il danno. Parliamo anche del settore del latte ovicaprino. Secondo me non basta dare un contributo al prezzo, ma va sempre più ridotto lo scarto esistente tra chi produce e chi trasforma, perché se non lavoreremo tutti insieme ad una riforma del sistema strutturale, andremo poco lontano. Ci lascia perplessi, poi, questa pseudo ulteriore sanatoria sulle quote latte, che a mio avviso è un po' inopportuna dato che, di fatto, mortifica chi fino adesso si è messo in regola, proprio nel momento in cui l'Italia va a discutere in Europa sulla procedura di infrazione. Mi auguravo, inoltre, che con questo provvedimento mettessimo veramente mano ad altre emergenze che a più riprese noi, come Gruppo Forza Italia, abbiamo sollecitato al Ministro in tutte le sedi. Mi riferisco - e mi ha fatto piacere l'intervento del collega Bruzzone in materia - alle problematiche della fauna selvatica, problematiche per le quali abbiamo trasformato un emendamento in ordine del giorno accolto poi dal presidente Vallardi, che però deve portare a conseguenti provvedimenti di legge. Infatti, il problema della fauna selvatica, purtroppo, da diverso tempo non riguarda più solo gli agricoltori e le nostre colture ma è diventato anche un problema di sicurezza pubblica. Infatti, ormai, le periferie delle nostre città vedono la costante presenza di questi animali. Qualche mese fa, purtroppo, c'è stato anche un incidente perché alcuni animali si sono trovati addirittura ad attraversare l'autostrada. Ci aspettavamo, quindi, qualcosa di più concreto su questa situazione. L'altro grande problema che purtroppo non riusciamo ancora a capire e che è diventato una costante nel settore agricolo è quello dei cambiamenti climatici. Veniamo da un anno terribile: grandinate, gelate, alluvioni che hanno provocato smottamenti. Basta guardare, senza andare troppo indietro, ad una settimana fa. La grandine ha causato enormi danni agli asparagi, ai kiwi e agli ortaggi e credo che abbia anche compromesso in maniera irreparabile i noccioleti e i castagni, che rappresentano una gran parte della nostra economia. In più, un altro aspetto che secondo me non è stato trattato è quello relativo al recupero dei frantoi. Infatti, andando a tagliare le piante malate per colpire la xylella, tutti i frantoi che sarebbero serviti per macinare le olive e produrre olio resteranno inutilizzati in questo periodo. Questo argomento non è stato trattato, non sono stati previsti fondi per la riconversione o progetti per stabilire cosa fare nel frattempo. Questa è una grande perdita di valore agricolo per il nostro territorio, perché chi si occupa di agricoltura sa bene che il frantoio è visto come un mini distretto industriale, un punto di riferimento per i nostri agricoltori, anche per veicolare le informazioni. Altra tematica che a mio avviso meritava un trattamento diverso è la cosiddetta blue tongue . Purtroppo ci sono nuovi focolai, ultimamente scoperti anche in Sicilia, in Lombardia e in Veneto e secondo me anche questa problematica andrebbe affrontata in maniera definitiva e concreta. Io credo che l'agricoltura, cari colleghi, non sia né gialla, né verde, né rossa, né azzurra. L'agricoltura è di chi produce, di chi alleva e di chi consuma, quindi noi ci siamo per poter dare il nostro contributo fattivo alla creazione di un modello agricolo nazionale. Credo che questa Nazione finalmente se lo meriti e ne abbia bisogno. Lavoriamoci seriamente tutti insieme, perché è un settore veramente importante, che va tutelato e soprattutto supportato. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, da anni è approdato in Puglia un temibile batterio da quarantena che ha colpito gli ulivi. È la xylella fastidiosa, subspecie pauca , ceppo Codiro, che può far morire anche piante in salute e curate con buone pratiche agricole. Il batterio è trasmesso da diversi cicadellidi. Il più importante è philaenus spumarius (detto sputacchina media), un insetto che si nutre della linfa xilematica, acquisendo le cellule batteriche dalle piante infette e inoculandole in quelle sane. Al momento, l'intero Salento è zona infetta, con una fascia settentrionale interessata da focolai sparsi (zona di contenimento) ed un'altra fascia esterna di osservazione (zona cuscinetto). Gli ulivi, simbolo della Puglia, che caratterizzano il superbo paesaggio, l'antica cultura, la consolidata olivicoltura, stanno soccombendo. Ci sono ulivi secolari che hanno resistito a cambiamenti climatici, a gravi fitopatie e finanche al fuoco, ma non alla xylella, malevolo dono di un sistema europeo di quarantena vegetale fallimentare. Una drammatica ecatombe, in veloce espansione, per gravi inerzie e colpe politiche dei Governi che ci hanno preceduto e della Regione Puglia. Ventidue milioni di ulivi infetti o ad altissimo rischio di infezione; di questi, quattro milioni hanno perso del tutto la propria capacità produttiva. Un paesaggio sconvolto, un'economia in ginocchio. Altro che il due per cento. Nell'intera Provincia di Lecce, il 99 per cento delle cultivar Ogliarola e Cellina di Nardò sono colpite dalla xylella. Acclarata la xylella nel 2013, a causa di inefficienze varie, nel 2015 giunse la decisione della Commissione europea, con successiva messa in mora e deferimento alla Corte di giustizia europea a giugno scorso. Tale decisione detta misure per la prevenzione, il controllo e il contenimento del batterio, tramite monitoraggi ed eradicazioni. Misure disattese. Così, la xylella avanza su per la Puglia con una velocità di due chilometri al mese. Dopo anni di inerzia e confusione, la Commissione agricoltura della Camera ha condotto di recente un'indagine conoscitiva. La relazione finale stabilisce che occorrono un piano di comunicazione; un monitoraggio continuo; un piano di lotta ai vettori; buone pratiche agronomiche; tempestivi interventi di eradicazione e rimozione delle piante infette, al fine di eliminare le fonti di inoculo del vettore nelle zone di contenimento e cuscinetto; reimpianto e innesto di varietà resistenti al batterio, ad oggi l'unica possibilità per salvare la Piana degli ulivi monumentali, un patrimonio che rappresenta la storia e l'essenza della nostra Regione Puglia. È ciò che la scienza ha prevalentemente indicato e il nostro Governo responsabilmente si è affidato alla scienza. Dopo il poco o nulla del passato, questo Governo ha già stanziato 100 milioni di euro per l'emergenza, poi è stato varato questo decreto-legge, opportunamente emendato alla Camera, ascoltando olivicoltori e stakeholder. L'ascolto finalizzato al bene collettivo è l'asso nella manica del Governo del cambiamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per il contrasto al batterio sono previste semplificazioni burocratiche, obblighi per l'eradicazione delle piante infette nelle zone di contenimento e cuscinetto, deroghe mirate per la tutela degli ulivi monumentali o storici e sanzioni per chi non rispetta le norme a tutela di ambiente, agricoltura e paesaggio. Non è una licenza ad avvelenare l'ambiente. Diventa obbligatorio diserbare nel periodo di sviluppo e schiusa delle uova di sputacchina e trattare gli ulivi due volte l'anno nel periodo di volo degli adulti (ciò che già normalmente si fa nell'olivicoltura), tra l'altro con gli stessi fitofarmaci che vengono usati più volte in città per la lotta a mosche e zanzare. Non è un assalto vandalico. Occorrerà eradicare alcune migliaia di ulivi nella zona di contenimento e poche centinaia di ulivi nella cruciale zona cuscinetto, da dove poi parte e avanza l'infezione. È sì doloroso, ma necessario, perché il medico pietoso fa la ferita verminosa. Comunque, contenere non significa debellare, ma abbiamo il dovere di rallentare la veloce cavalcata della xylella. Intanto la scienza non è ferma e potrebbe risolvere la fitopatia prima che sia compromessa la Puglia olivicola e, a seguire, tutta l'Italia. Inoltre, per il rilancio dell'agricoltura della Puglia e la rigenerazione dell'olivicoltura nelle zone infette, il decreto istituisce un fondo per un Piano straordinario, con 300 milioni di euro per il biennio 2020-2021. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore saranno definiti criteri e modalità per attuare gli interventi. Con l'ordine del giorno G8.1 (testo 2) a mia prima firma, offro un contributo per l'attuazione del decreto-legge e del Piano a venire, invitando il Governo a valutare l'opportunità di: attuare un programma di monitoraggio e contenimento anche nelle aree infette non del tutto compromesse, oggi abbandonate; promuovere la ricerca scientifica per individuare cultivar autoctone resistenti e per la lotta al batterio e ai vettori; promuovere buone pratiche agronomiche; attribuire all'intero uliveto e non solo a singoli alberi monumentali un interesse storico-ambientale, laddove mostri caratteri pregevoli o una funzione di tenuta idrogeologica dei versanti, come nel caso dei terrazzamenti in cui sono presenti ulivi secolari: in tali casi si effettuerebbe un'eradicazione chirurgica dei soli ulivi infetti, pur con le necessarie precauzioni, sostanzialmente estendendo un po' il comma 2 lettera b) dell'articolo 6 della decisione di esecuzione europea 789/2015. L'ordine del giorno invita altresì il Governo ad avviare un'interlocuzione con la Commissione europea, finalizzata alla rimodulazione delle decisioni, con lo scopo di salvaguardare gli ulivi monumentali infetti presenti nelle zone di contenimento e cuscinetto, tramite reinnesti e rigorosi isolamenti fisici, tecnicamente possibili, fermo restando il rispetto delle ulteriori misure di emergenza fitosanitaria. Il Governo del cambiamento oggi getta le basi per una rinascita dell'olivicoltura e dell'agricoltura pugliese, dopo decenni di abbandono da parte di tutti i Governi almeno degli ultimi trenta o quarant'anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Altro che nostro ritardo! Qualcuno si è lamentato del ritardo di dieci o di undici mesi: qui ci sono ritardi di decenni. Così come per la filossera della vite di fine Ottocento, occorre trasformare la tragedia xylella in grande opportunità di sviluppo. Noi lo faremo: se lo diciamo, lo facciamo e lo abbiamo ampiamente dimostrato. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. *ZANDA (PD) . Signor Presidente, non sono un esperto di agricoltura e quindi farò delle osservazioni politiche, su un aspetto che mi ha colpito nell'ascolto di questo dibattito. L'agricoltura è un settore straordinario: non è soltanto, anche se sarebbe già sufficiente, un'attività da cui dipende la nostra salute, quella delle nostre famiglie e dei nostri figli, e non è solo una forma straordinariamente efficace di difesa del suolo. È anche una grandissima risorsa economica: il pilastro dell'economia, del nostro PIL e del nostro export . Possiamo dire che il Governo stia dando alla nostra agricoltura l'attenzione che serve? Penso proprio di no. Guardate, colleghi, nonostante il decreto-legge parli nel suo titolo di rilancio dei settori agricoli, penso che questo sia un testo senz'anima; un provvedimento che non mostra alcuna strategia e credo che di queste assenze non ci si debba meravigliare. Colleghi, oggi in Italia il Ministero delle politiche agricole in realtà è diventato il Ministero del turismo. Ho simpatia - e credo di poter dire anche amicizia - nei confronti del ministro Centinaio, ma conosco i suoi interessi, che non sono nell'agricoltura ma nel turismo. Ebbene, come possiamo pensare di affrontare un tema così serio come quello dell'agricoltura in un Ministero che, pur nascendo per occuparsi esclusivamente di quel settore, ha ora un Ministro che ha un interesse su una materia completamente diversa? Qui c'è una forma che, politicamente, voglio chiamare di lottizzazione di agricoltura e turismo, segno di un metodo molto molto poco serio e molto diffuso che questo Governo sta utilizzando e non soltanto in questo settore. Stamattina ho letto qualcosa di analogo in tema di lottizzazione, su un giornale importante, a firma di un giornalista di grande rilievo e di assoluta attendibilità. Ho letto una notizia che circolava da alcune settimane in Parlamento, anche qui in Senato, e cioè che il Governo pare abbia richiesto con un proprio atto ai quattro vice direttori dei nostri servizi segreti di dimettersi per essere sostituiti. Ecco, si tratta di un caso, molto diverso - ma, se mi permettete, anche molto più grave - di lottizzazione, e, così come la lottizzazione del Ministero dell'agricoltura incide sulla nostra economia, quest'altra lottizzazione incide più gravemente sulla nostra sicurezza. Quale servizio segreto estero, infatti, si potrà più fidare di servizi italiani lottizzati dalla politica? Credo che con questo metodo non andremo molto lontano. In qualche modo queste misure sono anche affini alla decisione di sottrarre risorse a Radio Radicale così incidendo sulla nostra democrazia e sulla nostra libertà di parola. Non possiamo lamentarci per l'esplosione dello spread : è una conseguenza naturale degli atti di un Governo in cui si lottizzano agricoltura e turismo, di un Governo che lottizza i servizi segreti, di un Governo che toglie soldi a un'emittente che fa democrazia da alcuni decenni. Non possiamo veramente lamentarci se lo spread esplode. (Applausi dai Gruppi PD e Aut (SVP-PATT, UV)) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, utilizzerò questi minuti, che mi danno l'opportunità di replicare su questo decreto-legge, per sottolineare che dalla discussione, sicuramente costruttiva, ho capito che questo provvedimento era necessario e urgente. Credo che il decreto-legge servirà per intervenire con urgenza su questioni che erano improrogabili e assolutamente imprescindibili; lo abbiamo capito. E voglio rispondere sia al senatore Stefano, sia al senatore Damiani: quando si dice che siamo arrivati in ritardo, per quanto riguarda la xylella, è bene ricordare - non lo dico io ma l'Accademia dei Lincei - che xylella è arrivata nel Salento nel 2008-2009. Dal 2008 e 2009 sono passati esattamente 11 anni e credo che prima di questo Governo, che è intervenuto in soli otto mesi di lavoro, forse ci sono stati otto-nove anni di latitanza dei Governi precedenti, probabilmente anche a targa del Partito Democratico - caro senatore Stefano, lo dico con affetto - nei quali si poteva intervenire, per cui non si sarebbe passati dai 100-200 ulivi ammalati ai 20 milioni di ulivi che devono essere oggi assolutamente tolti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Mi rivolgo poi alla senatrice Biti, che mi dà l'occasione per ringraziare tutti i componenti della Commissione agricoltura, che hanno lavorato a questo decreto-legge in maniera costruttiva. Effettivamente, forse, fino a questo momento non c'è stata una visione sul settore dell'agricoltura, però so del grande lavoro che è stato fatto dal ministro Centinaio, dal sottosegretario Manzato e dal sottosegretario Pesce, che è qui e che ringrazio, per cui entro la fine dell'estate - sicuramente anche in Parlamento - ci verrà presentata la visione del settore agricolo per i prossimi vent'anni, quella visione che fino ad oggi non c'è stata, ma che assolutamente serve, filiera per filiera. Ne siamo coscienti e servono ancora pochi mesi di lavoro e questa visione arriverà quanto prima. Lo ha detto il ministro Centinaio, che qualcuno accusa oggi di non essere qui in Aula. Ricordo che il ministro Centinaio è in Cina per portare a casa dei risultati, così come ha fatto esattamente un mese fa, quando ha sottoscritto alcuni contratti con il Governo cinese, non solo per il settore delle arance - che fino a pochissimo tempo fa non potevamo assolutamente esportare in Cina - ma anche per il settore della suinicoltura. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Sappiamo benissimo come il mercato cinese possa spostare gli equilibri mondiali. In Cina ci sono 1,5 miliardi di abitanti: potete immaginare che cosa possono significare gli accordi con questo Paese per il made in Italy e per tutta la nostra esportazione. Qualcuno ci accusa del fatto che non stiamo facendo nulla. Io credo però che il recente decreto sull'etichettatura possa essere sicuramente la pietra miliare e la base di partenza per la rinascita della nostra agricoltura. Questo Governo lo ha fatto: molto probabilmente chi c'era prima di noi non ci ha mai pensato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. DE BONIS, relatore di minoranza . Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi dei colleghi su questo provvedimento molto importante, che è occasione di dibattito nell'Aula del Senato sul tema dell'agricoltura. Come ho illustrato in precedenza, la vera emergenza del comparto agricolo è la vendita sottocosto delle materie prime agricole e l'assenza di trasparenza che c'è nel nostro mercato. La vera emergenza è l'assenza di programmazione e di controlli sulle importazioni. La vera emergenza è lo scarso contrasto alle concentrazioni e alle speculazioni. La vera emergenza è non voler ammettere che le cure possono sostituire l'eradicazione di ulivi millenari. Il Ministro è stato con noi in Puglia, dove abbiamo visitato i campi sperimentali e abbiamo visto che le buone pratiche agricole possono porre rimedio a questo problema, che nel corso degli anni è stato così abilmente confuso e ammantato di verità che non coincidono con quelle scientifiche. E non può essere di certo la XVIII legislatura ad estinguere la storia millenaria degli uliveti che abbiamo nel Mezzogiorno. La vera emergenza è quindi l'assenza di un dibattito serio sul ruolo strategico che il nesso agricolo e ambientale riveste nel Paese, con tutti i servizi ecosistemici che l'agricoltura offre. Tutto questo richiederebbe non solo un dibattito confinato in una mattinata, ma una vera e propria conferenza agricola nazionale, che spero il Governo voglia promuovere quanto prima, affinché il ruolo dell'agricoltura in Italia non continui ad essere un ruolo da Cenerentola. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, ringrazio la 9 a Commissione e i senatori per il dibattito che abbiamo avuto e per i contributi emersi. Mi preme in questa sede sottolineare che il decreto-legge, per sua natura, affronta problematiche urgenti, ma in questo caso, nel farlo, abbiamo inserito anche alcune misure strutturali per evitare di tornare in situazioni di crisi, come nel caso del monitoraggio delle produzioni lattiero-casearie. Vorrei oggi citare i dati Istat che sono stati distribuiti ieri, in cui si evidenzia come nel 2018 l'agroalimentare abbia mostrato una sensibile ripresa, fatta eccezione per l'olivicoltura e per il settore degli agrumi, su cui si è incentrato il decreto-legge, a dimostrazione del fatto che abbiamo avuto un target assolutamente corretto nella nostra azione. In particolare, per l'olivicoltura, il Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia per la prima volta mette a disposizione risorse finanziarie consistenti per puntare alla ricostruzione del patrimonio produttivo, per realizzare una serie d'investimenti per la nostra olivicoltura e anche per il patrimonio culturale che questa rappresenta. Vorrei concludere evidenziando che il provvedimento in esame chiaramente rappresenta un tassello all'interno di un complesso sistema di azioni di valorizzazione dell'agroalimentare in un'ottica di filiera, per contrastare gli effetti sempre più forti del cambiamento climatico e per andare incontro a una sempre maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Il parere è invece favorevole sull'ordine del giorno G1.1 e contrario sull'ordine del giorno G1.2. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 13,02) PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Berutti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.2, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.6, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.3, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, fino alle parole «e per l'anno 2020». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, identico all'emendamento 2.2, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.2, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, fino alle parole «qualunque specie». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.3. Passiamo all'emendamento 3.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.5, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dalla senatrice Biti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.10, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, e 3.11, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.12, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.1. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, come hanno già detto i colleghi, in questo provvedimento ci sono tante cose che mancano. Mancano sufficienti risorse per affrontare tutti i temi. Mancano provvedimenti che coprano territori che sono stati ugualmente danneggiati da gelate. Mancano provvedimenti su altri settori in crisi che non sono stati ricompresi in questo provvedimento. Poi c'è questo articolo, l'articolo 4, che non esito a definire qualcosa di scandaloso. Non è che non ci aspettassimo questo provvedimento, che era nell'aria. Nel settore zootecnico si sapeva che sarebbe stata presentata una misura, in un qualche provvedimento, con il compito puntuale di bloccare l'esecutività delle procedure riguardo a coloro che non avevano accettato di rateizzare e pagare le multe relative alle quote latte. Ce lo aspettavamo; si trattava solo di capire dove sarebbe stata inserita questa misura e ce lo siamo trovati all'articolo 4 del provvedimento in esame. Da un certo punto di vista, verrebbe da dire che il provvedimento certifica che l'assassino torna sempre sul luogo del delitto, perché gli intrecci tra l'attività della Lega e la questione delle quote latte si sono ciclicamente ripetuti dentro il quadro legislativo di questo Paese. Da questo punto di vista, quindi, nulla di nuovo sotto il sole. Questo è un provvedimento che, con la scusa di migliorare le procedure di esecuzione, di fatto le sospende fino a metà luglio e, nel frattempo, trasferisce la competenza del recupero delle multe delle quote latte da Agea (che ne era titolare fino adesso) all'Agenzia delle entrate, quindi al sistema ordinario di riscossione di quanto dovuto allo Stato. In questo modo, verrà emanato un decreto con istruzioni sulle modalità con cui ciò dovrà avvenire e, di fatto, si ottiene il risultato, creando la frammentazione di un decreto e procedure che verranno ricomunicate a coloro che ne saranno oggetto, di ricreare lo spazio per ricorsi al TAR e opposizioni alle procedure. Quindi, ne riparleremo tra qualche anno, dopo le sentenze del TAR, del Consiglio di Stato e via discorrendo. In realtà, quello che sta accadendo è la ripetizione di ciò che è successo nel 2009 con la legge n. 33, che convertì il decreto-legge promosso dall'allora ministro Zaia, quando fu bloccata l'esecuzione, che stava partendo in tutte le Regioni del Nord Italia, e tutto fu trasferito ad Agea, con l'impegno a ridefinire le procedure. Con il Governo Berlusconi e Ministro dell'agricoltura Zaia, quelle procedure non furono mai precisate, tanto che la legislatura terminò senza che le norme fossero emanate, norme che emanerà poi, con la legge 24 dicembre 2012, n. 228, il Governo Monti, e troveranno le procedure di attuazione definitive nel novembre 2013, ossia nella passata legislatura. Quel percorso permise di bloccare tutti i procedimenti, per poi farli ripartire daccapo dopo i ricorsi. Dal mio punto di vista, tale questione grida vendetta ed è vergognosa perché è del tutto strumentale. Già dopo la misura adottata nel novembre 2013, Agea ha adottato una convenzione con l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, che di fatto curavano la riscossione. Quindi, passa semplicemente la titolarità del procedimento, ma la procedura rimane identica a quella di prima, con la conseguenza che non si ottiene alcun miglioramento in termini di risultati sul piano pratico. La cosa drammatica è che la Corte dei conti ha certificato il costo sostenuto dall'Italia per questo giochetto delle quota latte, per cui un partito si è impegnato con alcuni produttori (ricordo che si tratta di circa 500 produttori sui 35.000 totali del Paese) a non farli mai pagare in cambio del loro consenso. Ebbene, questo giochetto è costato all'Italia 4,5 miliardi di euro, come certificato alla fine del 2012 dalla Corte dei conti. Inoltre - si tratta sempre di dati della Corte dei conti - ci apprestiamo a compiere un ulteriore salasso ai danni dello Stato per 1,3 miliardi di euro. Se questo è il Governo del cambiamento, siamo sulla buona strada. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dalla senatrice Biti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.1, identico all'emendamento 4.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.1, presentato dai senatori Mirabelli e Stefano, identico all'emendamento 4.0.2, presentato dal senatore De Siano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.100, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4- bis , che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4- bis .1 (testo 2), presentato dalla senatrice D'Angelo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4- bis .2, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.1, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4- bis .0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.2, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori, identico all'emendamento 5.2, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 6.1. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G6.6 e contrario sui restanti ordini del giorno. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, sull'emendamento esprimo parere conforme a quello del relatore. Esprimo invece parere favorevole sugli ordini del giorno G6.1, G6.2, G6.4, G6.6 e G6.8, e parere contrario sui restanti ordini del giorno G6.3, G6.5, G6.7 e G6.9. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 6.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.1. TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, abbiamo presentato una serie di ordini del giorno che hanno ricevuto parere favorevole in Commissione, mentre adesso sugli stessi è stato espresso parere contrario: chiedo per questo al relatore di ripensare al parere. Tra l'altro, sono ordini del giorno che affrontano un tema molto serio: abbiamo posto in evidenza il fatto che il provvedimento interveniva sulle gelate della Puglia, ma lasciava scoperte le gelate di tutte le altre Regioni. Abbiamo presentato emendamenti che andavano in questa direzione e sono stati respinti. Abbiamo presentato poi degli ordini del giorno chiedendo che almeno si tenesse presente di questo in visione prospettica. Chiedo quindi al relatore di rivedere la sua posizione, che è poca cosa, affinché almeno si faccia in modo che rimanga un segno positivo sul fatto che l'emergenza esiste. (Applausi dal Gruppo PD) . VALLARDI, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, nella fretta c'è stata una sovrapposizione nei pareri. Li ripeto: esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G6.1 e G6.2. Rispetto all'ordine del giorno G6.3, esprimo parere favorevole previa riformulazione. PRESIDENTE . Rispetto all'ordine del giorno G6.3 sia lei che il Governo avevate espresso parere contrario. Ora è favorevole? Ha modificato il suo parere? VALLARDI, relatore . Chiederei alla Presidenza un minuto di sospensione per verificare questo ordine del giorno. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Non capisco più niente, per favore. Un attimo di pazienza per tutti. Devo capire questi pareri. Il relatore ha chiesto di parlare per proporre una riformulazione. Sull'ordine del giorno G6.3 era stato formulato un parere contrario sia da parte del relatore che da parte del rappresentante del Governo. Lei, senatore Vallardi, cosa sta dicendo adesso? VALLARDI, relatore . Signor Presidente, le chiedo, se possibile, di poter parlare trenta secondi con il rappresentante del Governo per vedere se è possibile trovare un punto di convergenza per poter accogliere questo ordine del giorno. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Per favore colleghi, non riesco a capire! Dispongo l'accantonamento dell'ordine del giorno G6.3. Sull'ordine del giorno G6.4 c'è un parere favorevole del Governo e contrario del relatore. Lo conferma? VALLARDI, relatore . No, signor Presidente, anche il mio parere sull'ordine del giorno G6.4 è favorevole. (Brusio) . PRESIDENTE . Sugli ordini del giorno G6.5 e G6.7 i pareri erano conformi e erano contrari, mentre sull'ordine del giorno G6.6 i pareri erano conformi e favorevoli. Sull'ordine del giorno G6.8 lei aveva espresso parere contrario, mentre il Governo era favorevole. Infine, sull'ordine del giorno G6.9 sia lei che il Governo avevate espresso parere contrario. Rimane tutto così? VALLARDI, relatore . Sull'ordine del giorno G6.8 esprimo parere favorevole, mentre sull'ordine del giorno G6.9 resta il parere contrario. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G6.1 e G6.2 non verranno posti ai voti. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, è difficile comprendere se trattasi di un mero problema tecnico o di un problema politico (ad ora non è chiaro), tanto è vero che è stata chiesta la sospensione e lei, Presidente, con un atto di grande generosità, ha dato la possibilità di accantonare un ordine del giorno che altrimenti, politicamente, avrebbe provocato un incidente. Ad ora stiamo messi in questo termini. (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Francamente il vero incidente sta nella mancanza di rispetto del fatto che questo è l'unico provvedimento, dopo un anno, che tratta di agricoltura e il Ministro non è presente dopo cinque ore di trattazione dell'argomento. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . In ogni caso, siccome avete impiegato dieci minuti a stabilire qual è il parere sull'ordine del giorno... PRESIDENTE. Si rivolga a me. Credo che, siccome chi è intervenuto prima... FERRARI (PD) . Siccome non ho concluso, mi lasci concludere. PRESIDENTE. Concluda l'intervento. FERRARI (PD) . Ho anche usato un termine molto delicato relativamente al fatto che il suo fosse un atto generoso per consentire alla maggioranza di uscire dall'imbarazzo, relativo certamente al peso che ha questo tema (Commenti del senatore Simone Bossi), quello di un ordine del giorno. Sono però in grado di essere in imbarazzo anche su un ordine del giorno. (Applausi della senatrice Malpezzi). Detto ciò, siccome non abbiamo capito quale sia la fonte di tale imbarazzo, le chiederei di mettere in votazione tutti gli ordini del giorno a prima firma del Partito Democratico, anche quelli che avranno il parere positivo da parte del Governo. PRESIDENTE . Volevo significare che è intervenuto prima il suo collega, il senatore Taricco del Partito Democratico, sollecitando il relatore a rivedere il suo parere sull'ordine del giorno, cosa che il relatore ha puntualmente fatto. Non possiamo dire tutto e il contrario di tutto. (Commenti dal Gruppo PD). Il senatore Taricco ha invitato il relatore a rivedere un parere, il relatore è intervenuto modificando il suo parere, cosa che ha fatto, e direi che dovrebbe essere di soddisfazione il fatto che l'ordine del giorno è stato accolto dopo il suo ripensamento. BELLANOVA (PD) . È la normativa! PRESIDENTE. Allora, se vogliamo fare polemica, la facciamo pure. Io, però, vi inviterei... FERRARI (PD) . Ho diritto di parlare sull'ordine dei lavori. LAUS (PD) . Lo faccia parlare. FERRARI (PD) . Mi dia la parola. BELLANOVA (PD) . Lei non deve fare polemica. PRESIDENTE. Lei ha parlato, ha detto quello che doveva dire. (Commenti dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, credo che le regole e il Regolamento del Senato debbano valere per tutti. Credo il senatore Ferrari avesse il diritto di parlare e anche di concludere il suo intervento. (Applausi dal Gruppo PD) . Lei non gli ha permesso di concludere l'intervento. Guardi i filmati, non gli ha permesso di concludere l'intervento. PRESIDENTE. Se non gli ho permesso di concludere l'intervento, chiedo scusa, e può continuare l'intervento. Non era nelle mie intenzioni interromperlo. MARCUCCI (PD) . La ringrazio. PRESIDENTE . Senatore Ferrari, concluda perché non ho capito che dovesse parlare ancora. Lo faccia e le chiedo scusa di non aver capito. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ci siamo capiti male. Dopo il dibattito c'è stata la dichiarazione di voto del senatore Taricco, che aveva diritto di svolgere, sull'ordine del giorno 6.1, nel corso della quale è stato chiesto di fare chiarezza tra Governo e relatore sul parere espresso sull'ordine del giorno e di cambiarlo qualora il relatore avesse mantenuto una posizione contraria. Questa è stata la dichiarazione di voto. Siccome sono poi passati alcuni minuti durante i quali non si è capito l'orientamento su tutti gli ordini del giorno, tra l'altro molto simili, e soprattutto quale sia la fonte dell'imbarazzo di quei minuti, sono intervenuto sull'ordine dei lavori per chiedere alla Presidenza di porre comunque in votazione, a prescindere anche da un parere positivo, tutti gli ordini del giorno riferiti all'articolo 6, a prima firma di un componente del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Va bene, questo non sposta nulla. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.1, presentato dal senatore Croatti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.2. SBROLLINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Faccio presente che avete esaurito il tempo a vostra disposizione. Comunque la faccio intervenire. Ne ha facoltà. (Commenti dal Gruppo PD). SBROLLINI (PD) . Signor Presidente, c'è stato un attimo di confusione tra Governo e relatore, e vorrei sottolineare - come hanno evidenziato i colleghi che mi hanno preceduto - che questi ordini del giorno avevano trovato accoglimento in Commissione agricoltura. L'ordine del giorno G6.2 e gli altri presentati dal Partito Democratico vogliono estendere misure urgenti e - secondo me - emergenziali a tutte quelle altre Regioni colpite, nei giorni del 25 e 26 marzo, da un'ondata di maltempo molto violenta che ha provocato ingenti danni alle colture della Regione Veneto, tanto che la stessa Regione ha già chiesto lo stato di calamità naturale. Successivamente, anche nei giorni scorsi, vi è stata un'ulteriore ondata di gelate eccezionali che ha compromesso del tutto il comparto agricolo, soprattutto per quanto concerne alcune specialità della zona - penso in modo particolare al Vicentino, al Bassanese, ma anche al Veronese e ad altre aree - come i ciliegi e il mais appena germogliato. Abbiamo anche depositato un'interrogazione circa un mese fa per chiedere di rivedere queste misure e utilizzare al meglio il Fondo nazionale di solidarietà, per evitare di compromettere un intero settore vitale, anche dal punto di vista del PIL, della Regione Veneto. Chiediamo un intervento urgente e di poter non solo adottare misure emergenziali e urgenti, ma anche rivedere per quanto possibile tutta quella parte che invece non prevede azioni strutturali per dare una visione organica a un settore che da troppi anni aspetta delle risposte. PRESIDENTE . Vi chiedo scusa, perché prima ho letto male: al Partito Democratico mancano ancora venti minuti. Ho sbagliato io a leggere e, quindi, vi chiedo ancora scusa. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.2, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G6.3. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G6.3 se viene accolta la riformulazione proposta. PRESIDENTE. Qual è la riformulazione? VALLARDI, relatore . Signor Presidente, nella prima parte del dispositivo proponiamo di sostituire le parole: «ad intraprendere iniziative legislative volte ad» con le seguenti: «a valutare la necessità di». Nel secondo impegno del dispositivo proponiamo di premettere le parole «a valutare l'opportunità di». PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, il mio parere è favorevole se vengono accolte le suddette modifiche, ma richiedo altresì di espungere l'ultimo punto del dispositivo, come da accordi presi in sede di Commissione agricoltura. MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, ovviamente accolgo le riformulazioni proposte. Voglio però sottolineare, dato che abbiamo presentato diversi emendamenti al riguardo, che negare alle imprese agricole dell'Emilia-Romagna le risorse necessarie per riconoscere i danni alle imprese stesse provocati dalla gelata non è solo sprecare un'occasione, ma significa anche tradire alla radice il titolo del provvedimento del presente decreto-legge il quale prevede proprio sostegno alle imprese agricole per lo sviluppo economico e per il rilancio del settore. Per me è una mancanza grave. Non voglio pensare male. Non vorrei che ci trovassimo di fronte a un nuovo regionalismo differenziato che differenzia gli interventi nel settore agricolo a seconda delle Regioni e dei governi delle Regioni stesse. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo dico perché qui vengono a mancare le risorse per l'Emilia-Romagna e lo vedremo dopo con gli emendamenti. Quindi, accolgo favorevolmente, nell'imbarazzo tra relatore e Governo, la riformulazione del presente ordine del giorno, ma segnalo che siamo in presenza di un provvedimento che nega alle imprese dell'Emilia-Romagna la possibilità di riconoscere i danni che le gelate del 2018, tra fine febbraio e inizio marzo, hanno prodotto nel nostro sistema regionale. E in questo modo si impedisce anche alla Regione di procedere alla delimitazione delle aree per le verifiche pertinenti. Alla faccia del sostegno alle imprese agricole! Sarebbe meglio un comizio in meno e un atto di Governo in più: meglio bloccare la campagna elettorale e occuparsi dei problemi seri delle imprese e dei nostri territori. Teniamo conto, Presidente, che lo stesso territorio è stato colpito proprio recentemente da un'alluvione e ancora non ho visto rappresentanti del Governo recarsi sul posto e assumersi le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Casini) . Questo mi porta a pensare che sia necessario un cambio di passo. La propaganda a fine del consenso ha un limite. Manca il governo dei procedimenti e negare le risorse a quel territorio significa compiere una discriminazione rilevante, che non ha nulla a che vedere con le regole fondamentali della democrazia e del sostegno a tutte le imprese del settore agricolo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.3 (testo 2), presentato dal senatore Manca e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.4, presentato dal senatore Manca e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.6, presentato dal senatore Lomuti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.7. VALLARDI, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, invito il senatore De Bonis ad accettare una riformulazione dell'ordine del giorno G6.7, aggiungendo alla formula «impegna il Governo» le parole: «a valutare l'opportunità di». Se tale richiesta di riformulazione è accolta, il parere sull'ordine del giorno G6.7 è favorevole. PRESIDENTE . Senatore De Bonis, accetta la riformulazione proposta dal relatore? DE BONIS (Misto) . Sì, Presidente, l'accolgo. PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Accolgo l'ordine del giorno riformulato. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.7 (testo 2), presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.8, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.9, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 6.0.100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.100, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla prima parte dell'emendamento 6.0.101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.0.101, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori, fino alle parole: «dell'articolo 10». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.0.1. Passiamo all'emendamento 6.0.102, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.0.102, presentato dal senatore Manca e da altri senatori, fino alle parole «dell'articolo 10». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 6.0.103 e 6.0.104. Passiamo all'emendamento 6.0.105, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.105, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.106, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.106, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.107, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.108, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.108, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 6.0.109, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.109, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6- bis del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Esprimo parere contrario sull'emendamento 6- bis .1 e parere favorevole all'accoglimento degli ordini del giorno G6- bis .1 e G6- bis .2. Esprimo inoltre parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G6- bis .3, qualora riformulato nel senso di invitare a valutare l'opportunità. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. Accolgo a nome del Governo gli ordini del giorno G6- bis .1 e G6- bis .2 e invito a riformulare l'ordine del giorno G6- bis .3 nel senso indicato dal relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 6- bis .1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6- bis .1, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G6- bis .1 e G6- bis .2 non verranno posti ai voti. Senatore Damiani, accoglie l'invito a riformulare l'ordine del giorno G6- bis .3? DAMIANI (FI-BP) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G6- bis .3 (testo 2) non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 7.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.2. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.4, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori, identico all'emendamento 7.5, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.6, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori, identico all'emendamento 7.9, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 7.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.7, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 7.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.8, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.10, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico agli emendamenti 7.11, presentato dalla senatrice Biti e da altri senatori, e 7.12, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G7.1 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati. Invito il Governo ad accogliere gli ordini del giorno G8.1 (testo 2) e G8.7 ed esprimo parere contrario su tutti gli altri. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 8.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dai senatori Ciampolillo e Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. (Il senatore Ciampolillo fa cenno di voler intervenire). Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.2, presentato dai senatori Ciampolillo e Nugnes. (Segue la votazione) . (Commenti del senatore Ciampolillo). PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, ormai abbiamo votato. Può intervenire sull'emendamento successivo. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, anche il senatore Martelli ha fatto cenno di voler intervenire. PRESIDENTE.Allora, dispongo l'annullamento della votazione appena effettuata. Chiedo però ai colleghi di evidenziare con chiarezza quando c'è una richiesta di intervento. CIRINNA' (PD) . Puglia, aiuta il Presidente! MARTELLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, intervengo molto semplicemente per chiedere di aggiungere la firma a tutti gli emendamenti a prima firma dei senatori Buccarella, De Bonis e Ciampolillo, qualora i presentatori concordino. PRESIDENTE . Non facendosi obiezioni da parte dei presentatori, la Presidenza ne prende atto. CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento 8.2, perché il decreto-legge prevede il taglio di 11 milioni di ulivi. E vi dico che sono tutti ulivi sani. Ciò si evince anche dalle intercettazioni della procura della Repubblica di Lecce che ha evidenziato tutta una serie di anomalie degli studi in particolare del CNR. Basterebbe ricordare qualche e-mail riservatissima addirittura, in cui Saponari - parliamo del 2014 - scriveva a Boscia, entrambi ricercatori del CNR: «Non ho capito chi sta scrivendo questa norma? Forse capisco perché ieri Savino mi chiedeva il piano di ricerca che mandammo alla Regione […] Non so, è solo una mia illazione». E ancora: «Adesso il Codile è diventato anche il centro cui segnalare nuovi focolai? […] Vuoi vedere che grazie al ruolo svolto nelle indagini, al Codile rimpinguano immediatamente i 360.000 euro? Ma qui stiamo impazzendo? Antonio dovrebbe essere più onesto con noi». Ancora, ascoltate cosa il ricercatore Boscia scrive a Maria Saponari: «Non banalizziamo la prova: se usiamo la coratina, la infettiamo con la fastidiosa, la osserviamo asintomatica per uno, due, tre… quindici anni, poi quando Martelli» - altro ricercatore - «sarà morto, Savino forse, io non so, la professoressa avrà avuto una crisi isterica perché non ci ha guadagnato nulla in tutti i sensi, tu avrai l'età mia e pubblicherai che (xylella, ndr) non è patogenica (ma questo lo sappiamo già): embè?». Davanti a questo dovremmo capire che c'è un'inutilità nel taglio degli alberi. All'inizio di quest'anno il consigliere regionale del PD Fabiano Amati ha girato un video in cui si diceva che la xylella stava avanzando. Ho sentito dire da molti colleghi che la xylella sta avanzando: è falso. I dati della Regione sono falsi. Ho fatto una denuncia in procura, colleghi, e la procura ha sequestrato quell'ulivo di Monopoli che - secondo l'osservatorio fitosanitario che aveva effettuato i controlli - era stato dichiarato infetto, per cui aveva spostato di 10 km la fascia di contenimento per tagliare altri alberi. La procura è intervenuta, ha sequestrato l'albero a seguito della mia denuncia e ha stabilito che non era vero che l'albero fosse infetto da xylella. Quindi, la procura di Lecce ha trasferito per competenza a Bari tutta una serie di atti, intercettazioni e i computer contenenti le e-mail . È inutile tagliare gli alberi, e per tale ragione, attraverso questo emendamento, chiedo di aspettare ventiquattro mesi prima del taglio perché parliamo di alberi vivi, sani. Alcuni alberi sono stati curati con il metodo Scortichini, che è scientifico, essendo stato certificato da tre riviste scientifiche di settore con il sistema peer review , che è l'unico che certifica scientificamente. Ebbene, questo metodo insieme ad altri, come Nuovo Ulivo, che è un sapone - come sapete, il sapone elimina i batteri e lo usiamo tutti i giorni per le nostre mani - o anche le onde elettromagnetiche sono rimedi per far guarire gli alberi dalla xylella, per curarli e farli ritornare verdi. Alcuni campi, che erano diventati ormai completamente secchi da secoli, sono tornati completamente verdi. Colleghi, con l'emendamento 8.2 almeno riusciamo a valutare in due anni la reale capacità di resistenza della pianta attraverso le cure. Se tagliamo gli alberi, la Puglia perderà 11 milioni di ulivi: un patrimonio irriproducibile. Ricordatevi, colleghi - mi rivolgo soprattutto ai senatori pugliesi - che i nostri ulivi non sono riproducibili e verranno sostituiti con piantine - lo dico per il bene di tutti - che sono di proprietà... PRESIDENTE.Concluda, per cortesia. CIAMPOLILLO (M5S) . Queste piantine sono alte mezzo metro e hanno bisogno di 15 litri di acqua al giorno, che in Puglia non c'è. L'olio vale meno di due euro al litro. Dove li hanno messi? In Almeria, in Spagna? Sono scappati, hanno abbandonato le terre, c'è la desertificazione: un disastro. Quegli alberelli non servono a nulla e, tra l'altro, non è vero che non si infettano, si infettano ugualmente. Quindi, che senso ha tagliare un albero vivo e sano, visto che quegli 11 milioni di ulivi sono per la maggior parte tutti sani? Solo l'1,8 per cento ha il batterio. Tra l'altro, non è vero che non si infettano, si infettano ugualmente. Pertanto, che senso ha tagliare un albero vivo e sano? La maggior parte di quegli 11 milioni di ulivi è sana: solo l'1,8 per cento presenta il batterio. Quindi, qui siamo di fronte a un grande inganno. PRESIDENTE. Per favore, senatore, concluda. CIAMPOLILLO (M5S) . Si vogliono utilizzare i fondi europei e lo abbiamo capito dalle intercettazioni della procura, che vi invito a leggere. STEFANO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che noi voteremo convintamente contro l'emendamento a prima firma del collega Ciampolillo, che esprime in maniera evidente quello che non bisognerebbe fare per contrastare la xylella in Puglia. Ritardare di ventiquattro mesi l'eradicazione di una pianta infetta è il metodo per continuare assolutamente a far diffondere la xylella alla rapida velocità che il batterio ha dimostrato di avere negli ultimi anni. Voglio anche dire che purtroppo, anche nell'attività emendativa, si continua con una sistematica diffusione di fake news . Proprio in queste ore l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sta dicendo che tutta l'Unione europea è a rischio, se non si applicano tempestivamente le misure di controllo che ha fissato. Credo che il senatore Ciampolillo renderebbe un servizio alla Puglia se iniziasse ad affidarsi alla scienza e non alle sue estemporanee visite a qualche albero infetto presente in Puglia. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Ciampolillo) . PRESIDENTE. No, per cortesia, dovete parlare con me. Si rivolga a me, senatore. DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per esprimere anch'io un voto di contrarietà sull'emendamento del collega Ciampolillo, perché prevedere trattamenti per una durata di ventiquattro mesi significa distruggere la Puglia che oggi è già stata distrutta da sette anni di negligenza dei Governi, anche regionali. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Richiamo l'attenzione dell'Assemblea, invece, sull'emendamento 8.12, che mira a snellire le pratiche di eradicazione e che invitiamo l'Aula del Senato a votare, al fine di velocizzare oggi l'eradicazione, perché si sta distruggendo la produzione olivicola pugliese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.2, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.3, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.4, identico all'emendamento 8.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.4, presentato dai senatori De Bonis e Martelli, identico all'emendamento 8.200, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. (Proteste dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (M5S) . Che problema c'è? PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, per cortesia. CIAMPOLILLO (M5S) . Che cosa c'è, colleghi? Vi dà forse fastidio che ho letto le indagini della procura? Vi dà fastidio questo? PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, io le ho dato la parola e, quindi, parli con me. CIAMPOLILLO (M5S) . Mi scusi, ma un collega parlava con me. PRESIDENTE. Parli con me e basta. Prego, senatore. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, mi dispiace che non sia presente oggi il ministro Centinaio. In verità, quando è venuto a Bari, è stato lui stesso a dire che si occupa di turismo: sarà per questo motivo che non c'è. È stato lui stesso a dire di essere esperto di turismo e di non comprendere nulla di agricoltura: sono parole sue, le ha pronunciate lui a Bari e non ero da solo in prefettura. (Brusio). Se non vi piacciono neanche le parole del Ministro, non è colpa mia. Ebbene, dal decreto di archiviazione sul caso xylella, che però è stato spostato per competenza a Bari, emergono alcune conversazioni riservate fra gli indagati, ricercatori e dirigenti dell'Osservatorio fitosanitario: quelli che per voi sarebbero la scienza sono tutti indagati. VOCI DAL GRUPPO PD. Ma cosa dici? CIAMPOLILLO (M5S) . Emerge, in particolare, quella che la procura definisce come incredibile sciatteria - non sono parole mie - nelle operazioni di campionamento dei materiali su cui effettuare le analisi per provare la presenza del batterio. Emblematiche in tal senso sono le fotografie estrapolate dai personal computer di Maria Saponari, ricercatrice del CNR, e di Vito Nicola Savino, direttore del centro «Basile Caramia» di Locorotondo, dove solo si possono eseguire le analisi. Quei dati della Regione sono tutti falsati, tanto è vero che, quando è intervenuta la procura, ha scoperto che non è vero che la xylella sta avanzando a Bari, ma quell'albero è completamente sano. Sono state trovate foto in quel computer in cui si vede un ragazzo che campiona a mani nude dopo aver saltato un cancello. Così hanno fatto i campionamenti. STEFANO (PD) . Era quasi meglio quando segnalavi i pianisti! CIAMPOLILLO (M5S) . Sono tutti dati che dimostrano esattamente il contrario. Dallo scambio di e-mail tra gli indagati viene a galla anche altro - sentite questo - cioè la preponderanza dell'interesse economico, ovvero la prospettiva di ottenere finanziamenti a beneficio esclusivo dell'università di Bari rispetto alla finalità della ricerca scientifica. Le pm Valeria Mignone e Roberta Licci dedicano a questo uno spazio importante, tanto da spingersi a dire che questo secondo fine (quello dei finanziamenti) ha chiaramente condizionato l'approccio degli indagati alla questione sin dalle primissime battute e già anche a discapito della trasparenza e della ricerca scientifica. Allora come esempio viene riportata una e-mail diretta ad Antonio Guario, allora dirigente dell'Osservatorio fitosanitario regionale di Bari, e a Donato Boscia, ricercatore del CNR, scritta da Franco Nigro, docente di patologia vegetale l'università di Bari - sono gli scienziati a cui fate riferimento voi - il 19 settembre 2013, nei giorni in cui si iniziava a discutere apertamente del problema grazie ad articoli di stampa. La e-mail è del seguente tenore: «Come avrai potuto notare dalla rassegna stampa, anche altri colleghi universitari sono al lavoro. Pertanto io credo che, per la parte di mia competenza, sarà necessario dare un'accelerata alle risultanze raccolte sia in questa fase che in precedenti prove effettuate in situazioni analoghe. Infine, sarebbe opportuno che il pool si riunisse a breve (possibilmente prima del 24 p.v.) per cercare di capire chi sta contattando risorse finanziare in suo nome e conto». È il documento della procura. Peraltro la procura nota anche che dalle e-mail trovate sui computer sequestrati «traspare una costante e quasi imbarazzante attenzione ai riflessi in tema di notorietà sul piano scientifico e alle prospettive economiche della gestione del fenomeno, poi avvenuta in regime di sostanziale monopolio da parte dell'università di Bari e dei laboratori a essa collegati. Si giunge persino a studiare e proporre bozze della normativa in materia di xylella, bozze nelle quali viene specificato anche l'importo dei finanziamenti da destinare in modo esclusivo alla ricerca condotta dall'università di Bari». Se neanche questo basta, non so che altro dire. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.5, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.201, presentato dai senatori Buccarella e Martelli, fino alle parole «piante contaminate». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.6, presentato dai senatori De Bonis e Martelli, fino alle parole «medesima decisione.». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 8.202 a 8.204. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.9... DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Annulliamo la votazione. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ovviamente il problema si risolverebbe se i senatori Segretari guardassero ogni tanto anche da questa parte, perché non è piacevole. Signor Presidente, questo è un emendamento molto semplice, che cerca di far comprendere e dare un contributo per evitare l'espianto di tutte le piante monumentali. Si chiede, quindi, almeno la soppressione della fattispecie dell'eradicazione anche delle piante monumentali, che sono uno dei valori aggiunti. Bisognerebbe invece, almeno su questa parte, fare un programma davvero speciale e di quarantena, perché sono uno dei valori aggiunti. Addirittura, ho visto emendamenti con cui si chiede di abrogare la legge della Regione Puglia che aveva tutelato tutte le piante non monumentali. Io invito tutti a riflettere su questo. Dovremmo fare una lunga discussione, ancora più approfondita, anche nelle sedi competenti dal punto di vista scientifico. Queste norme, però, sono in deroga a tutto: in deroga alle norme ambientali e in deroga alle norme paesaggistiche. Almeno, riduciamo il danno e cerchiamo di preservare le piante monumentali. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.9, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.205, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.206, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 8.10, identico agli emendamenti 8.11 e 8.12, il parere della 5 a Commissione è condizionato a riformulazione. Chiedo ai firmatari degli emendamenti in questione se accettano la richiesta di riformulazione. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, insistiamo sulla votazione degli emendamenti, in quanto le proposte non hanno aggravi di spesa; e ne abbiamo discusso in Commissione. Anzi, con l'approvazione di questi emendamenti, che sono tutti simili, sicuramente si andrà anche a risparmiare. Oggi, infatti, i capitoli di spesa, per quanto riguarda questi controlli, sono previsti. In questo caso, noi prevediamo che «nella zona infetta l'eradicazione delle piante contaminate, comprese quelle monumentali (…) è sempre assentita su richiesta dell'interessato, se non è espressamente negata con provvedimento di rigetto». In questo caso, quindi, non c'è assolutamente alcun aggravio di spesa e il parere della 5 a Commissione può essere favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.10, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico agli emendamenti 8.11, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori, e 8.12, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 8.207. BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, la modifica del testo che si propone riguarda proprio gli ulivi monumentali di interesse storico. Mentre nel testo proposto, nell'ultimo periodo del primo comma, sotto la voce «articolo 18- bis », si prevede che possa essere consentito di non rimuovere le piante caso per caso se non è accertata la presenza dell'infezione, io propongo, con il mio emendamento, di ribaltare il ragionamento. Ovvero, limitatamente agli ulivi monumentali di interesse storico, stabilire che non è consentito l'espianto di queste piante, a meno che non sia accertata la presenza dell'infezione. Mi sembra una misura ragionevole e opportuna, su cui invito il relatore e il Governo a meditare, prima di lanciarsi in un parere sfavorevole, e a valutare se sia il caso di accantonarlo. Non credo possa neanche da parte mia essere riformulato come ordine del giorno, dato il carattere dispositivo. Mi rimetto, però, alla generosità del Governo e del relatore. PRESIDENTE . Chiedo al relatore e al Governo se confermano il parere contrario sull'emendamento 8.207. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, confermo il parere contrario. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.207, presentato dai senatori Buccarella e Martelli, fino alle parole «dato areale». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.208. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.13, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.14, presentato dal senatore De Bonis e Martelli, fino alle parole « commi 2 ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.209. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.210, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.211, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.212, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.213, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.15, identico all'emendamento 8.214. BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, colleghi senatori, è il caso che chi di noi si è scandalizzato all'epoca e oggi ha cercato di mettere mano a quell'indigeribile principio di immunità penale con riferimento ad alcuni decreti cosiddetti salva-ILVA, osservi con attenzione quanto disposto dal comma 3 dell'articolo 8 del provvedimento, di cui propongo la soppressione con l'emendamento 8.214. La misura stabilisce che all'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (testo unico in materia ambientale), dopo la lettera c- bis ), sia aggiunta la seguente: « c- ter ) i piani, i programmi e i provvedimenti di difesa fitosanitaria adottati dal Servizio fitosanitario nazionale che danno applicazione a misure fitosanitarie di emergenza». Si sta così aprendo una finestra di sostanziale immunità o impunità con riferimento a dei piani. Per carità, è ragionevole il principio, perché è chiaro che per adottare delle misure emergenziali si può considerare l'ipotesi di tenere indenne qualcuno che opera. Tuttavia, sulla scorta dell'esperienza che stiamo affrontando, nonostante la mia voce sia in minoranza nell'esame di questo disegno di legge, vorrei che si prestasse la massima attenzione al dispositivo che propongo di abrogare. Infatti, anche qui rischiano di aprirsi falle nel sistema di legalità con riferimento anche a decisioni e determinazioni non mirate al bene comune (voglio usare questo giro di parole molto delicato). Pertanto, propongo di mantenere la disciplina attuale contenuta nel testo unico in materia ambientale e non consentire queste vie di fuga, di cui un domani potremmo pentirci. (Applausi del senatore Martelli). NUGNES (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento 8.15. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.15, presentato dal senatore Ciampolillo e da altri senatori, identico all'emendamento 8.214, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.215, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.216, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.19, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 8.217, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.20, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.16, identico all'emendamento 8.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. STEFANO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, il Gruppo Partito Democratico voterà a favore dell'emendamento 8.16, a prima firma del senatore La Pietra, che tenta di mettere una toppa alla mancata strategia che questo Governo porta con sé, anche in materia di xylella. Il provvedimento in esame è un'accozzaglia di misure, che traducono qualche comizio e tweet e anche in tema di xylella non dà strumenti attraverso i quali provare a gestire l'emergenza. Noi immaginiamo che il commissario straordinario possa garantire una gestione ragionevole dell'emergenza. Lo pensiamo oggi e lo pensavamo qualche anno fa con il ministro Martina. Allora ero all'opposizione, ma condivisi con lui l'idea di un commissario straordinario con poteri di protezione civile. Fu uno strumento che naufragò in conseguenza di quella indagine, ma anche di un blocco che i negazionisti fecero all'applicazione di un piano. Il commissario può essere una modalità attraverso la quale, con poteri straordinari, si affronta l'emergenza ed è per questo che voteremo a favore dell'emendamento. DAMIANI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, noi voteremo a favore sia dell'emendamento 8.16 che dell'emendamento 8.17. Credo che lo farà anche il senatore Stefano. Noi siamo convinti che, a mali estremi, estremi rimedi: serve un commissario per attuare tutte le misure necessarie per fronteggiare oggi un problema che non è solo della Puglia, ma a breve sarà un problema nazionale e, quindi, bisognerà ricorrere ad altre misure nell'immediato futuro. È necessario che il Governo convochi immediatamente un tavolo e nomini un commissario, perché è necessaria una struttura straordinaria per fronteggiare questa emergenza. Dichiariamo quindi il nostro voto favorevole ad entrambi gli emendamenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.16, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico all'emendamento 8.17, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8.21, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, fino alle parole «colpiti da Xylella ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8.18. Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.218. BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, lo ritiro. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.219, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G8.1 (testo 2) non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.2, presentato dai senatori Ciampolillo e Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.3, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.4, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.5, presentato dal senatore Stefano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8.6, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G8.7 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8- bis del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- bis .1 (testo 2), presentato dai senatori De Bonis e Martelli, identico agli emendamenti 8- bis .2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 8- bis .200, presentato dal senatore Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 8- ter del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Esprimo, inoltre, parere favorevole sugli ordini del giorno G8- ter .1 e G8- ter .2 e contrario sull'ordine del giorno G8- ter .3. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .1, presentato dai senatori De Bonis e Martelli, identico all'emendamento 8- ter .200, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .2, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8- ter .201. BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, l'emendamento 8- ter .201 vuole solamente ribadire che se è giusto - e ne siete proprio convinti - estirpare gli alberi infetti dal batterio, almeno che prima si accerti che quella pianta abbia il batterio: molto semplice. Sarebbe di una coerenza disarmante, ma temo che non sarà approvato e me ne dispiaccio molto. STEFANO (PD) . Fake news ! PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .201, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .202, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .203, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .204, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8- ter .3, presentato dalla senatrice Messina Assuntela e da altri senatori, fino alle parole «vivai accreditati». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 8- ter .4. Passiamo all'emendamento 8- ter .5, identico agli emendamenti 8- ter .6 e 8- ter .7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .5, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico agli emendamenti 8- ter .6, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, e 8- ter .7, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- ter .8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .8, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- ter .9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .9, presentato dal senatore Stefano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- ter .10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .10, presentato dalla senatrice Messina Assuntela e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- ter .11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .11, presentato dalla senatrice Messina Assuntela e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- ter .12, presentato dal senatore Stefano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G8- ter .1 e G8- ter .2 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G8- ter .3, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8- quater del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .1, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .200, presentato dai senatori Buccarella e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- quater .8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .8, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- quater .2, identico all'emendamento 8- quater .3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 8- quater .2 è stato trasformato in ordine del giorno. Vorrei capire perché è in votazione. PRESIDENTE. L'emendamento 8- quater .2 non risulta trasformato in ordine del giorno. LA PIETRA (FdI) . Sì, Presidente, è stato trasformato in ordine del giorno in Commissione e ha ricevuto parere favorevole dal relatore e dal rappresentante del Governo. PRESIDENTE . Forse lei lo ha proposto in Commissione e non in Assemblea. Ne chiede la trasformazione in ordine del giorno anche per l'Assemblea? Senatore Taricco, vuole trasformare l'emendamento 8- quater .3 in ordine del giorno? TARICCO (PD) . Siamo d'accordo a trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE. Chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di esprimere il loro parere. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme al relatore, con la formulazione «a valutare l'opportunità di». PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G8- quater .2 e G8- quater .3 non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 8- quater .9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 8- quater .9, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori, fino alle parole «per le cooperative». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 8- quater .4 e 8. quater .5. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .6, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .7, presentato dalla senatrice Lonardo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .0.1, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8- quater .0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8- quater .0.2, presentato dal senatore Vitali e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 9. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G9.1 PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9,1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.3, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.4, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.5, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.6, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.7, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.1 non verrà posto in votazione. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 10. Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G10.1. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G10.2. Esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G10.3. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 10.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 10.3, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 10.1, 10.2 e 10.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G10.1, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G10.2 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G10.3, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.1, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.2, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'ordine del giorno riferito all'articolo 10- bis del decreto-legge, che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G10- bis .1. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G10- bis .1 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10- ter del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 10- ter . PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10- ter .1, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, identico agli emendamenti 10- ter .2, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori, e 10- ter .3, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 10- quater del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti e sull'ordine del giorno G.10- quater .1. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10- quater .1, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10- quater .2, presentato dal senatore Battistoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G10- quater .1, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10- quinquies del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 10- quinquies .0.1 era già stato ritirato in Commissione e trasformato in ordine del giorno con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, ed è stato ripresentato in Aula per un mio errore. Ne chiedo nuovamente la trasformazione in ordine del giorno. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti sull'ordine del giorno in esame. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, vorrei chiedere al senatore La Pietra se il testo dell'ordine del giorno è identico a quello presentato in Commissione. In caso affermativo il mio parere è favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno. (Il senatore La Pietra fa un cenno di assenso con la testa) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, anche noi ritiriamo il nostro emendamento 10- quinquies .0.4, identico all'emendamento del senatore La Pietra, e chiediamo di trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE . Ne prendo atto. Senatore Battistoni, anche lei ritira il suo emendamento e lo trasforma in ordine del giorno, considerato che è identico ai due precedenti? BATTISTONI (FI-BP) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Il testo dell'ordine del giorno è identico a quello approvato in Commissione. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, accolgo gli ordini del giorno. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G10- quinquies .0.1, G10- quinquies .0.4 e G10- quinquies .0.5 non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 10- quinquies .0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10- quinquies .0.2, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10- quinquies .0.3, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati. Esprimo altresì parere favorevole sugli ordini del giorno G11.1 e G11.2. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.2, presentato dal senatore Berutti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G11.1 e G11.2 non verranno posti ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 11- bis del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 11- bis .1 fa riferimento al fatto che durante l'esame alla Camera è stato inserito in questo provvedimento l'articolo 11- bis , che prevede uno stanziamento per fronteggiare la crisi dell'allevamento suino. Vogliamo segnalare al Governo che non si può continuare come se niente fosse, come se non ci fossero le norme europee, anche quelle approvate recentemente sul benessere animale e su certe pratiche che continuano ad essere utilizzate e quindi gli aiuti non possono essere dati senza condizionamenti, come noi invece prevediamo di fare con questo emendamento, subordinando, quindi, qualsiasi forma di aiuto. Questo vale per il settore suinicolo adesso, ma può valere anche per altri settori. Va segnalato che esiste in particolare un problema di pratiche molto crudeli adottate proprio in questo comparto. Chiediamo pertanto che tutti gli aiuti siano subordinati alla verifica del rispetto delle norme minime previste per la protezione dei suini, di cui appunto non solo al decreto legislativo, ma alle nuove normative approvate dall'Unione europea. Noi ovviamente preferiremmo la via maestra dell'approvazione dell'emendamento, ma poiché vedo che è stato presentato un ordine del giorno a prima firma della senatrice Russo, chiedo di apporvi la firma. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'emendamento 11. bis .0.2 per trasformarlo in un ordine del giorno con lo stesso testo presentato in Commissione. TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per dire che a questo punto ovviamente chiedo di poter trasformare anche il nostro emendamento 11- bis .0.3 in ordine del giorno, perché è identico. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunciarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti per i quali c'è stata la richiesta di trasformazione in ordine del giorno. Il parere è contrario sui restanti emendamenti. PRESIDENTE . C'era una richiesta di trasformazione in ordine del giorno da parte del senatore Battistoni dell'emendamento 11- bis .0.4. Anche della senatrice De Petris? DE PETRIS (Misto-LeU) . Come ho dichiarato prima nell'illustrazione, io chiedo il voto favorevole sull'emendamento, ma ho detto che approfittavo della parola per dire che vi è un ordine del giorno sullo stesso argomento a prima firma della senatrice Russo a cui chiedo di aggiungere la firma. Mantengo quindi l'emendamento e chiedo di aggiungere la firma all'ordine del giorno. PRESIDENTE . Senatore Vallardi, le chiedo di esprimere il parere anche sugli ordini del giorno. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, invito ad accogliere gli ordini del giorno G11- bis .1 (testo 2) e G11- bis .2 (testo 2). Invito infine ad accogliere l'ordine del giorno G11- bis .3, presentato dai senatori Cucca e Taricco, se riformulato nella parte dispositiva, sostituendo le parole «ad adottare iniziative affinché la Commissione europea organizzi», con le parole «a sensibilizzare la Commissione europea al problema, anche attraverso». PRESIDENTE . Senatore Cucca, accetta la riformulazione proposta? CUCCA (PD) . Sì, signor Presidente, PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G11- bis .1 (testo 2), G11- bis .2 (testo 2) e G11- bis .3 (testo 2) non verranno posto ai voti. Passiamo all'emendamento 11- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.1, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G11- bi s.0.2, G11- bi s.0.3 e G11- bi s.0.4 non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 11- bis .0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la mia intenzione era di mantenere in votazione l'emendamento 11- bis .1, su cui l'Assemblea si è già espressa, bocciandolo, e inoltre di aggiungere la firma al successivo ordine del giorno. Per quel che riguarda l'emendamento 11- bis .0.5, intendo invece trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE . Senatrice De Petris, mi sembrava avesse detto una cosa diversa. L'ordine del giorno G11- bis .0.5, identico agli ordini del giorno G11- bi s.0.2, G11- bi s.0.3 e G11- bi s.0.4accolti dal Governo, non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 11- bis .0.6, identico all'emendamento 11- bis .0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.6, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori, identico all'emendamento 11- bis .0.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.8, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .0.9, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 11- ter del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Invito ad accogliere l'ordine del giorno G11- ter .1, mentre per il dispositivo dell'ordine del giorno G11- ter .2 propongo al primo firmatario, senatore Taricco, la seguente riformulazione: «Impegna il Governo a confermare le azioni di contrasto per le azioni di bracconaggio e della pesca illegale svolta con imbarcazioni non autorizzate all'esercizio della pesca sulla base delle vigenti sanzioni penali e amministrative; a predisporre un monitoraggio sugli effetti delle disposizioni di cui all'articolo 11 -ter e a riferire al Parlamento sull'efficacia delle suddette disposizioni». PRESIDENTE . Senatore Taricco, accoglie la proposta di riformulazione avanzata dal relatore? TARICCO (PD) . Sì, Presidente. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 11- ter. 1 esprimo parere contrario. Il Governo è disponibile ad accogliere il G11- ter .2, con la riformulazione presentata dal relatore. Sull'ordine del giorno G11- ter .1 esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11- ter. 1. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 11- ter .1 chiede di sopprimere alcune previsioni normative che francamente mi hanno davvero molto stupita e costernata. Come si fa, infatti, a prevedere la riduzione delle sanzioni per la pesca illegale, con tutto ciò che questo comporta? In un momento in cui ognuno fa dichiarazioni, firma appelli e fa tweet per la difesa del mare e dell'ecosistema, con questo decreto-legge inserite una norma che va a diminuire in modo significativo le sanzioni alla pesca illegale, tra l'altro con un grave danno per tutti coloro - la piccola pesca, i pescatori - che lavorano rispettando le norme e le regole. Poiché in questo caso un ordine del giorno non basta perché stiamo parlando di sanzioni, quindi servono norme ben precise, chiedo ai colleghi di abrogare, attraverso questo emendamento, la riduzione delle sanzioni per la pesca illegale. Questa volta parliamo di pesca, non di maiali né di cereali: è pesca. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in merito all'emendamento 11- ter .1 e al successivo, vorremmo fare un po' di chiarezza sottolineando due passaggi a nostro avviso importanti. Per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 11- ter , relativamente alla modifica del sistema sanzionatorio della pesca in mare, ricordiamo che è stato fortemente voluto dalla Lega e convintamente sostenuto da tutte le forze politiche con un proficuo lavoro di Commissione alla Camera. Tutti, infatti, avevano ben compreso la giusta finalità di tale disposizione. Il collegato all'agricoltura del 2016, modificando il decreto legislativo sulle misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, aveva operato una depenalizzazione derubricando a illecito amministrativo una serie di condotte qualificate precedentemente come illeciti contravvenzionali e introducendo sanzioni amministrative, che, però, in fase applicativa, erano risultate sproporzionate in relazione alle violazioni commesse. Le nuove sanzioni stabilite apparivano, quindi, non proporzionate, ingiuste e oltremodo troppo onerose rispetto a quelle che possono essere le violazioni compiute dall'impresa di pesca, andando in totale spregio al principio di proporzionalità invocato più volte anche dai regolamenti comunitari. Gli stessi organi di controllo si vedevano costretti a elevare verbali a cifre folli anche per le piccole violazioni perché non veniva data loro la possibilità di modulare la sanzione in proporzione all'entità della violazione commessa, considerando, quindi, tutti i pescatori alla stregua di delinquenti. La misura di tali sanzioni rischiava pertanto di compromettere la continuazione dell'esercizio dell'attività di pesca. Non volendo oltremodo entrare nel merito della funzionalità e della bontà del comma 1, che riguarda esclusivamente la pesca in mare, ma del quale tenevo a sottolineare il necessario e urgente intervento, ricordo tuttavia come occorra fare una seria riflessione sul comma 2, che introducendo il concetto di recidiva impatta sul bracconaggio nelle acque interne. Io ho visto ripresentato, senza alcuna vergogna, lo stesso emendamento che alla Camera era stato modificato e che qui troviamo nella sua prima formulazione. Esso tende a liberalizzare, ancora una volta, il bracconaggio tout court nelle nostre acque interne, che a mio giudizio era stato ben mitigato dal relatore del provvedimento alla Camera. Penso quindi che oggi sia stato svelato che, dentro al processo di concertazione e condivisione di intenti sulle acque marittime, si nascondeva l'insidiosa forzatura di voler interferire nelle acque interne, dimostrando proprio, con quell'emendamento del PD, di non conoscere minimamente quel sistema basato sull'equilibrio di una norma, l'articolo 40 della legge n. 154 del 2016, che vedeva fino ad oggi bloccare il bracconaggio ittico nei fiumi. Basterebbe sapere che in quelle acque i controlli non sono attuati dalla Guardia costiera, né dalla Guardia di finanza, né dai Carabinieri, bensì sono effettuati per il 90 per cento dalle guardie ecologiche, quindi da volontari. Si tratta di guardie volontarie che combattono con coraggio e con forza il bracconaggio e che non hanno dotazioni e strumentazioni sanzionatorie in grado di verificare la recidiva nel reato. Per questo motivo stiamo provvedendo a sistemare in maniera definitiva la mancanza creatasi, in modo che non vi sia più questo genere di problemi e che la pesca sportiva in acque interne sia tutelata, così come deve essere tutelato chi combatte il bracconaggio da anni, con mezzi propri e rischiando la vita, e che ha restituito a questo mondo il 70 per cento del pescato, che diversamente sarebbe finito in modo illegale in Paesi esteri. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, abbiamo ritirato l'emendamento 11- ter .2 e ne abbiamo chiesto la trasformazione in un ordine del giorno, che sostanzialmente prevede due cose. In primo luogo, alla luce del fatto ricordato prima il collega che da parte del settore della pesca proveniva la richiesta di una riparametrazione delle sanzioni, per meglio rapportarle all'entità dei fatti, prendiamo atto di questo emendamento. Abbiamo però chiesto che vi fosse tutta l'attenzione del Governo per quel che concerne la verifica, in modo che fosse escluso da questi benefici il bracconaggio. Inoltre, dal momento che si tratta di un'applicazione totalmente nuova delle sanzioni, chiediamo l'impegno del Governo a monitorare gli effetti e l'efficacia di questo provvedimento e a relazionare fra un anno, anche attraverso una relazione scritta (non abbiamo bisogno che vengano il Ministro o il Vice Ministro), che ci faccia sapere qual è il quadro dei risultati di questo anno, in modo da poter valutare se la norma va bene così o se occorre prendere qualche ulteriore provvedimento. Ci piacerebbe che l'ordine del giorno G11- ter .2 (testo 2), con questo tipo di impegni, fosse accolto dal Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .1, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G11- ter .1 e G11- ter .2 (testo 2) non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 11- ter .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.1, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- ter .0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.2, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11- ter .0.3. TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, vorrei solo fare una brevissima dichiarazione di voto. Noi voteremo contro questo emendamento, non perché non cogliamo l'esigenza e l'urgenza di dare una risposta strutturale a tutto il tema della documentazione antimafia; infatti, con una serie di emendamenti, abbiamo già proposto di rendere strutturale quella risposta che porta da cinque a 25.000 euro la fascia di esenzione. Noi voteremo contro l'emendamento 11- ter .0.3 perché l'esenzione è troppo alta: riteniamo cioè che arrivare a 150.000 euro sia eccessivo. Vorrei solo che rimanesse agli atti che siamo favorevoli alla revisione delle disposizioni in materia di documentazione antimafia, ma non in questa entità. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.3, presentato dai senatori Berardi e Battistoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- ter .0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.4, presentato dai senatori Berardi e Battistoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- ter .0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.5, presentato dai senatori Berardi e Battistoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- ter .0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- ter .0.6, presentato dai senatori Berardi e Battistoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. VALLARDI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'ordine del giorno G12.1 e su tutti gli emendamenti aggiuntivi. PESCE, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G12.1, presentato dal senatore De Bonis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.0.1, presentato dai senatori De Bonis e Martelli, fino alla parola: «(ISMEA)». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 12.0.4. Passiamo all'emendamento 12.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.2, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.3, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.0.5, presentato dai senatori De Bonis e Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il testo che stiamo per votare contiene misure importanti per il settore agricolo su cui c'è stata una sostanziale condivisione da parte di tutte le forze politiche, per cui il nostro Gruppo esprimerà voto favorevole. Lo facciamo però con la consapevolezza che il decreto-legge in esame è nato per affrontare alcune specifiche emergenze, quindi non esaurisce le questioni e i bisogni della nostra agricoltura. Nella passata legislatura c'è stata un'intensa azione normativa per portare l'agricoltura al centro del sistema Paese: ci sono state importanti semplificazioni burocratiche e una forte iniziativa per favorire il ricambio generazionale, nonché per valorizzare le produzioni di nicchia e di qualità. C'è stato anche l'impegno volto a riconoscere la funzione più generale dell'agricoltura di montagna come strumento di lotta contro il dissesto idrogeologico e per prevenire lo spopolamento dei territori. Il nostro augurio è che anche in questa legislatura l'agricoltura sia al centro dell'azione del Governo e del Parlamento. L'agricoltura ha bisogno di strumenti di lavoro agili, che favoriscano il rapido inquadramento della manodopera rispetto a esigenze immediate di produzione e di raccolto. Ci vuole poi un'attenzione specifica per la tutela dell'agroalimentare e di contrasto a quella contraffazione del prodotto italiano, che costituisce uno dei principali problemi dell'intero settore, come non mancano mai di ricordare le organizzazioni agricole. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 15,04) ( Segue DURNWALDER). Ci vuole un'agenda dedicata all'agricoltura di montagna che, come detto prima, gioca anche un ruolo dal punto di vista della coesione sociale e della tutela ambientale. E ci vogliono infine politiche che aggrediscano la burocrazia che, soprattutto per le piccole imprese, è un vero e proprio ostacolo per la crescita. In quest'ottica è sicuramente positiva l'approvazione alla Camera dell'emendamento per escludere le Province autonome dal nuovo disciplinare sulla febbre catarrale dei bovini, in virtù del fatto che nei nostri territori non si sono registrati casi del genere, e che tutto questo avrebbe assunto soltanto il profilo dell'aggravio burocratico. Con la stessa logica ci colpisce il mancato accoglimento dell'emendamento sull'esclusione delle piccole aziende lattiero-casearie dalla comunicazione periodica delle proprie produzioni. Per queste imprese si tratta di un costo importante, anche dal punto di vista economico, e quindi era una proposta di semplice buon senso che poteva essere accolta. Ad ogni modo, è indicativo che, nell' iter di conversione, il decreto-legge sia cresciuto inglobando norme e misure più generali: è la dimostrazione di quanto sia necessario intensificare il lavoro su questo settore, mettendolo al centro del lavoro del Governo e del Parlamento. È con questo auspicio che ribadisco il voto favorevole del Gruppo per le Autonomie al provvedimento. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, con molta chiarezza, in sede di dichiarazione di voto vorrei dire che ovviamente c'è dispiacere per il fatto che nella seconda lettura (ancora una volta, ma ormai qui siamo abituati che si faccia un solo passaggio), non vi sia stata alcuna possibilità di intervenire per modificare questo decreto-legge che, come dice, il titolo stesso, in realtà era dedicato esclusivamente alle emergenze e ad alcune disposizioni, appunto, di sostegno, soprattutto per le aziende colpite da eventi atmosferici. Francamente, anche relativamente alle disposizioni urgenti, di cui al titolo del provvedimento, «in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi», l'intervento previsto è a nostro avviso veramente molto parziale. Tutto questo dispiace perché, tra l'altro, questo credo sia il primo decreto-legge in materia agricola che viene in discussione qui in Parlamento. E io me ne dispiaccio perché credo che sarebbe assolutamente necessario, in un momento come questo, non solo procedere ad una generica riflessione - sono convinta che occorrerebbe, e il Governo forse dovrebbe riflettere su questo, una conferenza agricola sul futuro della nostra agricoltura - ma anche capire - perché non si è capito con questo provvedimento - quali siano le linee di azione per quanto riguarda l'agricoltura e il suo rilancio. Una questione è chiara: mentre stiamo parlando, abbiamo altri settori in crisi e abbiamo altre emergenze dal punto di vista atmosferico e credo sia ormai indispensabile affrontare tale questione in modo sistematico. Con i cambiamenti climatici, il Governo dovrebbe assumere immediatamente - spero anche con il contributo delle opposizioni - su di sé, una volta per tutte, tale questione, organizzando e strutturando un vero e proprio piano di adattamento dell'agricoltura ai cambiamenti climatici. Altrimenti, avremo in continuazione questi interventi tampone, che vengono fatti per tentare di risarcire i danni. Mentre stiamo parlando c'è di nuovo una crisi in Emilia-Romagna; probabilmente abbiamo avuto problemi anche in questa Regione, ma continueremo ad avere eventi estremi che impattano pesantemente sulla nostra agricoltura. Tra l'altro, la nostra agricoltura - tutti noi ci riempiamo la bocca - è un settore assolutamente cruciale per il nostro Paese, non soltanto con riferimento al comparto agroalimentare dal punto di vista economico, ma anche sul piano ambientale e paesaggistico. Quindi, ci saremmo aspettati, almeno in questo caso, un tentativo soprattutto per affrontare le crisi derivanti dalle emergenze atmosferiche, quindi di carattere eccezionale. Speravamo che su questo tema si presentasse una proposta e si avviasse una riflessione, ma ciò non è accaduto. Quanto ai settori in crisi, si affrontano casi urgentissimi come quello del latte ovino. Tuttavia, con specifico riferimento a tutta la vicenda dell'emergenza anche in Sardegna, nonostante venga istituito un fondo per i contratti di filiera e prevista una dotazione specifica, le misure - torno a ripetere - non sono sufficienti; è inutile che ci giriamo intorno. Infatti, sapete benissimo anche voi che i primi a manifestare l'insoddisfazione sono stati i pastori sardi, che hanno chiaramente comunicato che intendono riprendere la protesta. Arriviamo ora alla questione della xylella. Non ripeto cose già dette, ma questa vicenda si trascina e vi era stato anche il tentativo di introdurre pene più severe. C'è però un aspetto per noi assolutamente intollerabile (poi le discussioni sulla rilevanza scientifica di alcuni fatti probabilmente continueranno, anche per molto tempo, però certamente ci sono molti problemi): non è tollerabile che si possa intervenire andando in deroga a tutte le norme ambientali e paesaggistiche. Abbiamo presentato degli emendamenti, almeno su questo punto, per ridurre il danno, ma non si vuole comprendere che la questione è molto delicata. Continuando sempre con il metodo della deroga e, addirittura, con sanzioni molto pesanti e l'utilizzo della forza pubblica anche per le eradicazioni, non credo che andremo molto lontano, anche visto come sono stati confezionati gli interventi contenuti nel provvedimento e appostate le risorse; ho paura che il danno sarà notevole: ne riparleremo tra qualche tempo. Quanto al comparto agrumicolo, avevamo chiesto in Commissione, anche con la presentazione di un emendamento, che finalmente si varasse un piano di settore, perché per superare la crisi non basta andare in Cina. Il provvedimento contiene un intervento positivo, ma molto parziale. È stata riconosciuta l'esistenza di una crisi ormai molto profonda di tutto quanto il comparto. Certo, la creazione del fondo è un primo passo, ma non sufficiente, perché bisogna assolutamente arrivare urgentemente al piano di settore. Proseguendo, vi sono altri punti molto critici dal nostro punto di vista. Quanto all'intervento in favore degli allevamenti, noi non possiamo firmare gli appelli sul benessere animale e, al contempo, continuare a erogare aiuti a favore di allevamenti dove sappiamo perfettamente che vengono violate le norme sul benessere animale e le direttive europee. Da ultimo, anche l'intervento riguardante il settore della pesca ci sembra francamente, ancora una volta, fuori misura. Non è possibile continuare a fiancheggiare atteggiamenti e comportamenti illegali che producono di per sé un danno enorme, perché a scapito dell'ecosistema marino e di un sistema altamente fragile, come quello del nostro Mediterraneo. Facciamo le campagne plastic free (fino a un certo punto), ci mobilitiamo e poi alla fine cosa accade? Non riusciamo a tutelare la risorsa fondamentale del mare, e soprattutto, ancora una volta, premiamo i comportamenti illegali, a scapito di quelli legali. Con tutto ciò intendo dire che certamente ci sono degli aspetti positivi. Per quanto riguarda la distribuzione delle risorse, secondo me, si sono fatti figli e figliastri: nel Lazio, per esempio, nello stesso periodo abbiamo avuto dei danni enormi per gli eventi atmosferici di cui non ce n'è traccia nel provvedimento. Vi sono interventi per il rilancio del settore che, a nostro avviso, sono molto parziali e insufficienti e interventi, come quello sulla xylella - con tutte le deroghe alle normative vigenti - e sugli allevamenti ittici, che ci vedono fortemente contrari. Presidente, abbiamo abolito il valore contrario dell'astensione nel nuovo Regolamento, ma questo è il caso in cui sarebbe assolutamente necessario. Annunciamo il voto di astensione per le veramente tante ombre di questo decreto-legge e per alcune sue parti assolutamente negative, ma teniamo anche conto della circostanza che si viene incontro a dei settori e a delle imprese che effettivamente in questo momento hanno bisogno di un aiuto forte. (Applausi del senatore Errani). LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, membri del Governo, ho già avuto modo di esprimere il nostro pensiero in discussione generale quindi cercherò di non ripetere concetti già esposti. Il nostro è stato un atteggiamento soprattutto di stimolo nei confronti del provvedimento. Abbiamo cercato di dare un contributo positivo, pur nella consapevolezza della reale impossibilità di modificare il testo del decreto-legge uscito dalla discussione avvenuta alla Camera. Nonostante ciò, abbiamo presentato una serie di emendamenti puntuali, proprio con questo spirito. Penso agli emendamenti relativi all'articolo 2, che prevedono un contributo destinato alla copertura dei costi sostenuti per gli interessi sui mutui bancari contratti dalle imprese entro la data del 31 dicembre 2018. Abbiamo presentato delle proposte di modifica con la finalità di estendere tale contributo anche ad altre operazioni finanziarie oltre il 31 dicembre 2018 e fino all'entrata in vigore di questa legge e le coperture di questi costi non solo per il 2019 ma anche per il 2020. Penso agli emendamenti all'articolo 3, con cui abbiamo cercato di migliorare la tracciabilità del latte ovino e caprino attraverso l'identificazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione. Penso alla nostra proposta per un rifinanziamento del fondo di intervento per il settore olivicolo-oleario, con un incremento sostanziale da 5 a 10 milioni di euro, proprio per l'importanza del settore specifico. Penso alla questione della xylella, per cui abbiamo presentato degli emendamenti in cui si prevede una procedura di automatico assenso all'eradicazione delle piante contaminate della zona infetta oppure all'emendamento con cui chiediamo di istituire la figura di un commissario straordinario incaricato di attuare tutte le misure necessarie ad arginare la diffusione del batterio, senza contare la nostra richiesta di risorse ulteriori per il rilancio delle strutture di trasformazione; mi riferisco ai frantoi che, a causa della diminuzione del prodotto, rischiano di chiudere. Abbiamo fatto tutto ciò senza scordarci della reale responsabilità della Regione Puglia, che ha trasformato una situazione di normale gestione in una vera e propria emergenza nazionale. Abbiamo anche chiesto, tramite alcuni emendamenti, di estendere gli aiuti per gli eventi atmosferici del 2018 anche alle altre Regioni che, come la Puglia, hanno subito notevoli danni. Penso agli emendamenti volti a dare aiuti anche a seguito di altre emergenze, come quelle degli allevamenti avicoli e dei settori saccarifero e del mais, e, non ultimo, a un incremento del fondo per l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, che sta realizzando tutta la propria attività solo con fondi propri. Vi è insomma una serie di proposte concrete per migliorare questa legge, ma non solo: in Commissione abbiamo espresso voto contrario su pochissimi emendamenti; su alcuni ci siamo astenuti, ma sulla stragrande maggioranza abbiamo votato a favore, indipendentemente dalla parte politica che li aveva presentati, ritenendoli tutti di buonsenso e a favore dell'agricoltura, anche se poi sono stati respinti nella loro interezza dalla maggioranza di Governo. Peccato, perché si è persa un'ulteriore possibilità di contribuire, tutti insieme, a uno dei settori più importanti della nostra produzione. Segnalo infine che, nonostante la bocciatura dell'intero pacchetto degli emendamenti proposti da Fratelli d'Italia, attraverso il lavoro in Commissione il nostro Gruppo è riuscito quantomeno a ottenere alcuni impegni, grazie alla trasformazione di quattro dei nostri emendamenti in altrettanti ordini del giorno, tutti accolti dal Governo, anche in Aula. Si tratta di misure di buonsenso, che vanno dal supporto alle aziende a rischio chiusura in ragione del calo delle moliture e dal riconoscimento di contributi a sostegno dei frantoi e delle cooperative di trasformazione al fine di sostenere la capacità produttiva dell'olio d'oliva, all'estensione delle misure per la competitività delle imprese agricole nel comparto cerealicolo anche alla coltura del mais e, infine, alla facilitazione della prevenzione e del controllo delle infezioni negli allevamenti avicoli. Auspichiamo che questi impegni siano effettivamente onorati dal Governo, perseguendo con efficacia la finalità di rilancio di un settore in profonda sofferenza, che è propria di questo provvedimento. Per questi motivi, annuncio il voto di astensione del Gruppo Fratelli d'Italia e le chiedo di consentirmi di concludere, signor Presidente, con un appello al Governo, al Ministro e, nello specifico, al Sottosegretario in particolare. Il provvedimento al nostro esame cerca di dare soluzioni ad alcune emergenze, forse le maggiori, ma sicuramente non tutte: sarebbe stato preferibile allargare l'orizzonte d'intervento. Vanno bene gli aiuti e tutto quello che stiamo facendo, perché comunque il comparto agricolo ne ha bisogno; in tutto ciò, però, manca un intervento vero e concreto sulla più grande emergenza che soffoca la nostra agricoltura, ossia la burocrazia, signor Sottosegretario. I nostri coltivatori, allevatori e pescatori e tutta la filiera di trasformazione soffrono continuamente - quasi fosse un'emergenza, al pari degli eventi atmosferici - per una burocrazia asfissiante, che vede le nostre aziende, soprattutto quelle piccole e medie, combattere quotidianamente con un sistema che impedisce loro di produrre e lavorare con tranquillità. Nessuno, sia ben chiaro, vuole sottrarsi al rispetto delle regole, purché siano semplici e comprensibili. Signor Sottosegretario, intervenga con il Governo su quella che è la vera e più grande emergenza del mondo agricolo. (Applausi dal Gruppo FdI). TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, il provvedimento che ci apprestiamo a votare, come abbiamo già avuto modo di dire sia in Commissione sia negli interventi svolti qui in Aula, è ibrido. Da una parte, infatti, è tardivo, se intendeva essere un provvedimento di emergenza: siamo qui a discutere delle motivazioni che giustificherebbero l'intervento un anno e mezzo dopo che questa si è verificata; quindi, sotto questo profilo, essa si è già verificata. Dall'altra parte, il provvedimento purtroppo ha lasciato fuori troppe questioni fondamentali, che avrebbero dovuto innervarne la struttura, se avessimo voluto prenderci il tempo di varare un provvedimento sostanziale che affrontasse le questioni. Siamo convinti che nel decreto-legge siano presenti interventi volti ad affrontare la crisi del comparto ovino e caprino e quelle conseguenti alle gelate della Puglia e alla xylella, che pure avremmo voluto migliorare (e infatti abbiamo presentato emendamenti anche su questi punti); ugualmente, vi sono pure un abbozzo di risposta sui temi della crisi dell'agrumicoltura e della suinicoltura e un piccolo accenno alla situazione che sta vivendo il settore saccarifero. Di fatto abbiamo però lasciato fuori le crisi settoriali, tra cui quelle del settore cerealicolo, per il mondo vegetale, e del settore cunicolo, per il mondo animale, che avrebbero richiesto almeno altrettanta attenzione. Manca soprattutto una visione strategica complessiva. Cito due questioni. Una concerne il tema delle gelate; ritengo che un provvedimento, che si è preso il tempo di ragionare su tale questione, avrebbe dovuto affrontare il tema delle difficoltà dell'agricoltura nei momenti in cui avvengono le calamità e, quindi, il tema delle assicurazioni. Noi abbiamo un Paese spaccato in due, quanto meno sul fronte delle assicurazioni. Il provvedimento al nostro esame era necessario perché i danni sono stati di entità straordinaria, ma noi opereremo con le regole del Fondo di solidarietà nazionale e, quindi, con interventi che hanno portata molto ridotta sull'effettivo danno che hanno subito le aziende. Affrontare il tema dell'assicurazione, mettendo in condizioni le aziende di avere garantito e assicurato il reddito che si attendono, vuol dire fare tutto un altro tipo di ragionamento. Ragionare di questi temi, ad un anno e passa dagli eventi che si sono verificati, sarebbe stato fondamentale. Avremmo voluto che il tema fosse centrale in un provvedimento di questa natura. Credo che uno dei temi con cui il provvedimento si è confrontato sia proprio la modalità con cui si è affrontata la situazione critica. Ricordo ancora le grandi assemblee di piazza di sei mesi fa, nelle quali il Ministro arrivava, dicendo che ci avrebbe pensato lui, che era tutto risolto e che c'erano soldi per tutto. Credo che questa modalità, da una parte, generi aspettative fuori luogo perché Superman e Mandrake non abitano da queste parti; dall'altra, sappiamo che poi gli strumenti a disposizione non sono in grado di affrontare le problematiche a quel livello di aspettativa. Credo che la questione abbia creato purtroppo le premesse per il provvedimento che abbiamo nelle nostre mani diventato poi, aggiungendo un pezzo per volta, una sorta di omnibus arrivato molto in ritardo. Abbiamo presentato una serie di emendamenti volti a colmare le lacune, introducendo una serie di tematiche, così come hanno fatto colleghi di altri Gruppi parlamentari, con l'ambizione di colmare le lacune nei settori che dovevano essere affrontati. Anche per quel che riguarda le emergenze legate alle vicende climatiche abbiamo proposto di dare risposte di entità largamente inferiore, ugualmente pesanti però per le aziende che le hanno subite, anche per i territori non ricompresi nelle norme del provvedimento. In seconda lettura, visto che abbiamo atteso da inizio anno fino ad oggi, si poteva fare bene, approvando alcune norme integrative, e poi rimandare il provvedimento alla Camera. Non avremmo concluso l'esame prima delle elezione europee, ma credo che il tema non sia portare lo scalpo alle europee, ma dare risposte adeguate alle attese e alle aspettative delle aziende agricole che ci pongono la questione. Gli emendamenti sono stati tutti respinti. Abbiamo presentato una serie di ordini del giorno che hanno una funzione di promemoria. La mancanza di questi temi, Presidente, è legata anche al fatto che gli stessi ordini giorno che abbiamo presentato noi, li ha presentati anche la maggioranza. Una maggioranza che in un passaggio parlamentare si riduce a presentare ordini di giorno che segnalano problemi, rappresenta la certificazione plastica di un fallimento, perché vuol dire che le cose che bisognava fare, nella sostanza non sono state fatte e, quindi, per salvare almeno la faccia, si presenta un ordine del giorno che tenta di affrontare la questione. Sulla questione xylella voglio solo dire due cose: non stiamo decidendo quali e quante piante dovranno essere abbattute. Le norme che noi abbiamo approvato sono in parte condivise anche da noi. Anche qui avremmo voluto fare un ragionamento diverso, ma crediamo che tali norme affrontino il tema di fornire strumenti agli organismi fitopatologici regionali, che dovranno decidere come intervenire. Quindi, da questo punto di vista, non abbiamo abbattuto 10 milioni di alberi, come qualcuno ha asserito in quest'Aula. Sulla validità dei percorsi scientifici mi permetto solo di dire che la stessa procura che ha portato avanti l'inchiesta che aveva rallentato pesantemente i percorsi che in Regione dovevano essere effettuati per contrastare la xylella, a conclusione delle indagini ha chiesto l'archiviazione. Quindi, se serviva una certificazione per dire quanto questo tema sia stato strumentalizzato, credo che questo fatto possa essere utile a tale scopo. Il principale neo in questo provvedimento, come abbiamo già evidenziato in fase di votazione, è l'articolo 4 sulle quote latte. Credo che su questo tema avremo modo di tornare, perché voglio vedere, alla scadenza, quando il decreto verrà emanato e le norme verranno attuate, quali risultati porteranno. Come ho detto, la nostra netta sensazione è che questo provvedimento serva semplicemente a creare le premesse per poter reimpugnare tutti gli atti amministrativi che verranno emanati e rimandare a babbo morto la riflessione sulla chiusura della partita di questo settore. A tale proposito mi permetto di fare due considerazioni e le voglio fare convintamente, perché il danno che la vicenda delle quote latte ha prodotto all'agricoltura e alla zootecnia in particolare è incommensurabile, dal momento che ha creato una situazione di assoluta e profonda ingiustizia. Ci sono infatti aziende che hanno prodotto senza badare a regole e senza badare a nulla, perché qualcuno ha detto: «vai avanti tranquillo, perché ti proteggiamo noi»; e aziende che si sono attenute al rispetto delle regole. Su questo tema le cose che ho sentito anche in Commissione, e cioè che non ci sono certezze sui quantitativi effettivamente prodotti e che bisogna fare analisi per vedere come sono andate esattamente le cose, hanno trovato una risposta puntuale nella relazione della Corte dei conti del 2012, la quale dice una cosa semplicissima: quali che siano i quantitativi prodotti, se ci fosse stato margine per aumentare la produzione, questa non avrebbe dovuto riguardare soltanto le aziende che non avevano rispettato le regole, ma avrebbe dovuto essere ripartita tra tutti i produttori. Conosco centinaia di aziende che hanno ridotto il loro potenziale produttivo e il loro potenziale di investimenti per stare nelle regole, e conosco decine di aziende che hanno bellamente ignorato tutto quanto ed hanno utilizzato per fare investimenti quelle risorse che gli altri produttori hanno usato per pagare le multe e per acquistare le quote. Ed oggi queste aziende hanno indebitamente un vantaggio significativo nei confronti delle aziende che hanno rispettato le regole. Per questi motivi noi non voteremo contro, perché il provvedimento oggettivamente ha dei contenuti che crediamo siano attesi da mesi dal mondo agricolo. Ma, proprio perché ci sono cose che mancano e cose dal nostro punto di vista sbagliate, non potremo votare a favore. Pertanto, con molto rammarico ci asteniamo con la speranza che gli ordini del giorno approvati aprano lo spazio a risposte nuove maggiormente equilibrate e ponderate che il nostro Paese deve al mondo dell'agricoltura. (Applausi dal Gruppo PD) . BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghi senatori, per moltissimo tempo le richieste dei nostri agricoltori, degli allevatori e di tutti coloro che operano nel comparto agricolo italiano sono state via via derubricate a problemi secondari di un settore che dipingevano come se fosse sulla via del tramonto, un settore poco di moda, come se fosse poco incline al lavoro: la Cenerentola del nostro made in Italy . Faceva molto più scena occuparsi di alta finanza, di banche, di spettacolo, farsi i selfie con i cantanti o con gli attori, mentre chi si sporca le mani di terra dalla sera alla mattina rimaneva inascoltato. Per noi gli agricoltori sono da sempre i custodi delle tradizioni e colture del nostro territorio. Con la produzione di eccellenze e con il lavoro straordinario che ogni giorno compiono, possiamo avere sulle nostre tavole prodotti di alta qualità. Gli agricoltori si sono trovati a dover fronteggiare situazioni straordinarie quali i continui cambiamenti climatici, le fitopatie che sempre più attaccano le nostre colture, nonché la concorrenza sleale che viene dai Paesi in primis europei, ma anche extraeuropei, che il più delle volte esportano nel nostro Paese prodotti anche di scarsa qualità. Noi della Lega abbiamo rovesciato questo paradigma. Abbiamo messo queste categorie trascurate per troppi anni al centro della nostra azione politica. Era tanto emergenziale la situazione che il decreto-legge ha preso addirittura il nome di «emergenze in agricoltura». Il testo che approviamo oggi, con un consenso molto largo da quello che ho capito anche dagli interventi precedenti, contiene un insieme di interventi in materia di agricoltura che sono destinati a incidere sui settori olivicolo-oleario e lattiero-caseario, del comparto ovino e caprino e del settore agrumicolo, affrontando così lo stato di crisi nel quale versano. Il testo predisposto dal Governo, un Esecutivo del quale siamo fieri e che ha riservato un'attenzione al comparto agroalimentare che non si era mai conosciuta prima, affronta innanzitutto i problemi che si sono verificati nelle Regioni Puglia e Sardegna: il contagio della xylella e le gelate hanno messo in crisi il settore olivicolo in Puglia e quello ovino e caprino in Sardegna per l'eccessivo ribasso dei prezzi. Per affrontare la prima delle due emergenze, noi non ci siamo fatti travolgere né dalla smania di chi voleva abbattere tutto senza criterio, né da chi era ideologicamente - e lo è ancora - ostile ad eradicare anche solo una pianta malata. Con determinazione ed equilibrio affrontiamo questa fitopatia e facciamo ripartire il settore in Puglia stanziando 300 milioni di euro per la rigenerazione olivicola. Poi diamo immediatamente un contributo di otto milioni a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione per la ripresa produttiva dei frantoi oleari ubicati in Puglia. Diamo un contributo per la copertura totale o parziale dei costi sostenuti per gli interessi dovuti per il 2019, considerate le particolari criticità produttive e soprattutto le necessità di rilancio di una certa produttività, tenendo sempre presente il principio della competitività che c'è anche e soprattutto in questo settore. Della Sardegna, e del problema degli allevatori che ha messo in crisi l'economia dell'isola e stava per tramutarsi - per la gravità della situazione - in un problema di grave ordine pubblico, si sono occupati da subito il vice presidente del Consiglio e ministro Matteo Salvini e il ministro Gian Marco Centinaio ai quali, se mi consentite, vorrei riconoscere oggi, in questa occasione, di aver dato un chiaro e importante segnale di discontinuità rispetto ai loro predecessori. (Applausi dal Gruppo M5S) . I prezzi praticati fino a quel momento sul latte non erano più in grado di garantire l'alimentazione degli animali e costringevano alla chiusura numerose aziende, mettendo a rischio il lavoro, gli animali, le stalle, i prati, i pascoli custoditi da generazioni di questi allevatori. La vita o la morte di molte aziende dipendeva da pochi centesimi di euro per litro di latte. Infatti, se ben ricordate, Ismea, in una valutazione importante di inizio anno, aveva detto che il latte ovino si era orientato ormai a un costo di produzione superiore al prezzo di mercato. Non era più possibile continuare in questo modo. Con il provvedimento di oggi noi rilanciamo i nostri allevatori produttori di latte ovino e caprino, investendo 10 milioni che andranno a sostenere i contratti di filiera, di distretto, la promozione ma anche interventi strutturali nel settore. Abbiamo destinato - e non deve passare inosservato - 14 milioni al Fondo nazionale indigenti per l'acquisto di formaggi DOP fatti con latte di pecora. Questi serviranno a favorire il consumo delle scorte di formaggio, ad abbassare l'offerta facendo innalzare il prezzo, ma senza sprechi che sarebbero immorali in tempi moderni come questi che stiamo vivendo. Sosteniamo in questo modo il mercato e garantiamo a persone in difficoltà economiche di nutrirsi con prodotti di altissima qualità. Questo è un testo che abbiamo fortemente voluto ed è un decreto-legge che abbiamo migliorato insieme tutti, col contributo di tutti. In questa occasione, infatti, rispetto al testo originario del decreto-legge, solo in Commissione alla Camera i nostri colleghi parlamentari deputati hanno approvato ben 84 diverse proposte di modifica, introducendo importanti novità. Abbiamo contribuito a estendere il suo scopo originario per risolvere questioni le cui soluzioni si attendevano da anni, come quello della suinicoltura e della riforma sanzionatoria della pesca, che è stato già dibattuto in precedenza. Il provvedimento dagli iniziali 61 milioni impegnati per il 2019 è passato a 79 milioni, poi 150 milioni annui, per gli anni 2020 e 2021 relativamente al rilancio dell'agricoltura nella Regione Puglia. Il decreto-legge ha iniziato il suo iter in Commissione il 2 aprile 2019 ed è stato approvato dalla Camera dei deputati il 17 aprile 2019 e oggi 15 maggio viene approvato dal Senato. Credo che tale velocità nell'approvazione di questo provvedimento dimostri che c'è una coscienza da parte di tutti ed una comprensione della sua gravità e della sua importanza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei solo ricordare che quello che stiamo approvando qui in Aula lo dobbiamo ad un settore decisivo per il made in Italy , è la prima parte di quella filiera importante che è l'agroalimentare, che vale 205 miliardi e rappresenta il 12 per cento del PIL, dimostrandosi elemento di traino per l'intera economia. Questo settore vale 1,3 milioni di addetti, 33,3 per cento di crescita in cinque anni, 41,8 miliardi di euro di esportazioni. Le imprese agricole di eccellenza italiane e i principali marchi dell'industria alimentare nazionale raccontano di una realtà da primato del made in Italy nel mondo, e questo è fondamentale. L'agricoltura italiana continua a occupare un posto centrale nell'economia del nostro Paese sia in termini di produzione che in termini di servizi e funzioni. Su questa via noi intendiamo procedere. Vorrei solo ricordare che nella legge di bilancio abbiamo già approvato degli interventi sostanziali per il mondo dell'agricoltura. Abbiamo fatto un rapido conto di tutti gli interventi diretti sul mondo agricolo e, con il provvedimento odierno, valgono 950 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo Governo ha messo in mano all'agricoltura quasi un miliardo di euro. Non possiamo dire che non siano state fatte delle cose importanti. L'analisi della congiuntura del settore mostra intanto una ripresa del valore della produzione, come citava prima anche il sottosegretario Pesce, ma anche che i prezzi dei prodotti agricoli venduti hanno guadagnato sei punti percentuali e che dal lato dei consumi alimentari si consolida anche la ripresa della spesa delle famiglie (+2 per cento). Vorrei ringraziare innanzitutto il ministro Centinaio e tutta la struttura e la squadra del Ministero per il supporto (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , il sottosegretario Pesce, qui presente, il sottosegretario Manzato, il presidente del nostro Gruppo Romeo, il presidente della Commissione agricoltura Vallardi, tutti i senatori che in Commissione si sono impegnati e hanno capito l'importanza lo spirito di urgenza di questo provvedimento. Come altri colleghi hanno detto prima di me, nessuno cinquant'anni fa poteva immaginare che l'uomo potesse andare sulla Luna, e pochi anni fa non si poteva immaginare che avremmo potuto esportare dei prodotti italiani nel mondo, ma soprattutto in Estremo Oriente ed in Cina. Io credo che mai come oggi abbiamo visto che questo è fattibile. Il ministro Centinaio anche oggi è in Estremo Oriente in una missione importante: stiamo esportando arance, stiamo esportando carne suina, ma presto esporteremo anche altri prodotti. Per tutte queste ragioni, per quello che abbiamo fatto, per quello faremo anche in futuro, ma soprattutto per i contenuti di questo provvedimento, dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier Partito Sardo di Azione. Prima gli agricoltori italiani, sempre. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . SERAFINI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SERAFINI (FI-BP) . Signor Presidente, nel considerare il provvedimento in esame opportuno per i comparti interessati, mi preme porre l'attenzione su degli aspetti emersi durante l'esame del provvedimento in Commissione, cioè che l'attività del legislatore deve offrire stabilità economica e garantire un'opportunità di crescita attraverso strumenti legislativi che siano di supporto socioeconomico e siano funzionali per le imprese del settore, al fine di garantire, nel tempo, la sostenibilità ed il reddito. L'agroalimentare, nel suo complesso, è costituito da produzioni diversificate, estremamente importanti e strategiche per il nostro Paese, sia per lo stile della nostra tradizione alimentare, che per l'impatto socioeconomico che le aziende di questa filiera produttiva rivestono. È quell'area del nostro PIL, che in tutte le sedi istituzionali si dichiara di voler sostenere e difendere da contraffazioni e da quel fenomeno che interessa i prodotti realizzati all'estero, i quali, utilizzando il "suono" di un nome, ingannano i consumatori, facendo loro pensare che si tratti di prodotti italiani. Nel caso dell'Italia le produzioni agroalimentari garantiscono infatti non solamente la sostenibilità alimentare, ma assumono anche un valore culturale e un'attrazione di investimenti e di turismo. Ciascuna Regione si caratterizza per produzioni particolari e unicità che valorizzano questo o quel territorio. Per questo l'agroalimentare rappresenta da sempre una filiera strategica per l'economia italiana, se consideriamo che il fatturato del 2018 dell'industria alimentare sembrerebbe aver raggiunto 140 miliardi di euro e che, complessivamente, le esportazioni dei prodotti dell'industria alimentare nel 2018 si collocano attorno ai 41 miliardi di euro. Occorre rafforzare la catena alimentare, per migliorare la posizione degli agricoltori, la redditività e la competitività delle loro aziende, aumentando la conoscenza del contributo che le nuove tecnologie meccaniche ed informatiche possono offrire per un'efficace gestione sostenibile delle aziende agricole e la massimizzazione della produzione, nonché il ruolo importante che può svolgere il turismo per la vitalità delle aree rurali e nell'aumentare il valore aggiunto delle produzioni agricole attraverso la promozione dei prodotti locali. Rammento che la riunione in Giappone dei Ministri dell'agricoltura dei Paesi del G20, conclusasi domenica 12 maggio, ha evidenziato la necessità di promuovere l'agricoltura sostenibile attraverso le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, come l'intelligenza artificiale, la robotica e i droni, nonché aumentando la cooperazione tra agricoltori, imprese non agricole e università, intese come centri di ricerca e serbatoio di conoscenza e di giovani, che possono con le loro professionalità migliorare la catena produttiva e le possibilità commerciali del sistema agricolo. Reputo sia importante e indispensabile ragionare su ciò che da tempo si sarebbe dovuto affrontare, cioè la possibilità di superare, e con quali modalità, le criticità presenti nel sistema dell'agroalimentare per evitare che possano riproporsi e in che modo possiamo prevenirle. C'è bisogno di interventi strutturali che, come è emerso in Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, possano garantire ai produttori un prezzo remunerativo, la valorizzazione e la qualità del prodotto. Dobbiamo avere una visione articolata del sistema, di quello che è e di quello che potrebbe essere e agire con un approccio di programmazione e di sviluppo nel medio e lungo termine. Diciamo sempre che i beni culturali e ambientali e la nostra tradizione enogastronomica e agroalimentare sono il nostro tesoro, da valorizzare e salvaguardare: il nostro Paese ha molto ed è ciò che ci invidiano tutti gli altri Paesi. Quello che manca, talvolta, nei centri decisionali come il nostro, è una visione di insieme e la predisposizione di interventi strutturali, che sostengano, valorizzandolo, questo sistema in maniera efficace e duratura e che permetta anche ai piccoli produttori di avere i loro spazi. I piccoli produttori possono, con la loro presenza, evitare anche lo spopolamento dei piccoli borghi. Dobbiamo pensare alle produzioni agroalimentari come ad un collante per il Paese, in quanto genera ricchezza per i territori. Ci possono sempre essere delle crisi dovute a improvvise calamità naturali o ambientali, ma le criticità, in assenza di situazioni eccezionali, rappresentano distorsioni, che possono essere previste ed evitate con interventi concertati e condivisi rapidamente dal sistema pubblico e privato. Ci chiediamo anche se le criticità non risolte siano imputabili solamente a scelte poste in essere dai Governi o risiedano in una certa misura anche in un mondo agricolo frazionato, in una miriade di associazioni, che talvolta dimostrano di non condividere le stesse idee e anche gli stessi problemi. Mi domando, cioè, se il sistema dell'agroalimentare abbia anch'esso qualche responsabilità. Se il sistema pubblico può, come soggetto decisionale, creare quelle condizioni che permettono al sistema privato di esprimere le proprie potenzialità, mi chiedo se debba essere sempre il soggetto chiamato a redimere qualsiasi criticità o problema che il privato incontra e che il privato potrebbe risolvere se ben organizzato e strutturato. Talvolta, talune criticità si manifestano per mancanza di analisi e valutazioni preventive. Per tale ragione, reputo che il Governo dovrebbe chiedere alle associazioni agroalimentari di incoraggiare i loro associati all'uso di nuove tecnologie intelligenti per il clima, compresi i software che consentono un accesso più rapido e più facile ai dati meteorologici più recenti per mitigare i danni alle colture a causa di instabilità climatiche. Si apprezza l'attenzione del Governo sulla questione da noi sollevata della fauna selvatica e sulla necessità di istituire un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali per riuscire a far fronte agli ingenti danni che taluni animali arrecano all'agricoltura. Con riferimento ai danni causati dal maltempo, non sempre le coperture per proteggere l'ortofrutta sono efficaci e spesso le produzioni vengono danneggiate in modo gravissimo. Questo necessita di interventi immediati da parte delle strutture tecniche preposte che devono provvedere alla verifica tempestiva in quanto ritardi possono risultare dannosi ai fini della richiesta dello stato di calamità e del risarcimento dei danni. Servono verifiche accurate, rapide e meno burocrazia. Con riferimento alla xylella e al Piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia, mi chiedo se sarebbe stato possibile prevedere un reimpianto nelle medesime particelle di almeno un numero pari di ulivi che sono stati riconosciuti resistenti al batterio. Come sappiamo, per il Salento e per tutta la Puglia gli ulivi secolari rappresentano il territorio e lo caratterizzano. In quei territori colpiti da xylella, come una nostra collega della Camera ha ricordato, è come se fosse avvenuto un terremoto, un evento disastroso che ha deturpato la storia, la cultura, la tradizione e l'economia di quei posti. Apprezziamo che il Governo abbia dimostrato interesse verso un ordine del giorno che chiede, in sede di redazione del decreto applicativo dell'articolo 6- bis del provvedimento in esame, di valutare l'opportunità di consentire l'accesso ai fondi ivi previsti anche ai frantoi pugliesi che abbiano visto un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo 2016-2018, a causa della riduzione della produzione generata dal batterio della xylella. Pongo all'Assemblea e al Governo un aspetto di criticità che valuto importante per il futuro dell'agroalimentare e che auspico il Governo affronti quanto prima, nuovamente, a fronte di ulteriori dati già acquisibili. Mi riferisco all'occupazione giovanile e al ricambio generazionale, temi fondamentali dell'attuale nonché della futura politica agricola comunitaria, che riguardano la formazione di capitale umano, la consulenza e il trasferimento di innovazione. Malgrado l'intenzione di aiutare i giovani, pare vi siano ostacoli che frenano l'ingresso dei giovani nella costruzione di un'impresa agricola: gli elevati prezzi della terra, i costi iniziali di impianto, la forte selettività delle politiche esistenti, una legislazione e una burocrazia ancora troppo complesse e lunghe come tempistica. Penso, per il passato, ad esempio, ai tempi di emanazione dei decreti attuativi. Per sostenere il nostro futuro è da valutare, quindi, l'opportunità di ampliare - anche attraverso lo strumento dell'indagine conoscitiva - il ventaglio di misure di settore utilizzabili nel pacchetto a favore dei giovani, e di conoscere se le misure e gli incentivi fiscali disponibili risultino realmente efficaci. Molti giovani sono attratti dall'agricoltura, anche come stile di vita. (Richiami del Presidente) . Presidente, posso chiedere di lasciare agli atti il testo integrale del mio intervento? PRESIDENTE.Certamente, senatore Serafini. La Presidenza la autorizza in tal senso. SERAFINI (FI-BP) . La ringrazio, Presidente e mi avvio alla conclusione. Permangono i problemi legati alla diminuzione di produzione di olio d'oliva, che ha registrato un decremento del 34 per cento. Ci sono problemi legati all'Italian sounding, che, secondo Confindustria, sarebbe arrivato ormai a quota 90 miliardi di euro. Restano i problemi in termini temporali ed economici, legati agli indennizzi per i danni subiti dalle imprese per il maltempo, danni che le associazioni di categoria stimano, per gli ultimi eventi di questi mesi, in 10 miliardi di euro. Si tratta di danni alle piante o ai prodotti alimentari, che si ripercuotono sulla stabilità dell'impresa, sulle spese fisse, ad esempio per i dipendenti e per i fornitori, e sui contratti di vendita dei prodotti per il mercato interno ed estero. Permangono le criticità per i consorzi di bonifica. In particolare i costi dell'energia necessaria per il funzionamento degli impianti idrovori ed irrigui incidono pesantemente sui contributi a carico dei consorziati. Per tutti i motivi di criticità sovraesposti, valutando l'insieme del provvedimento insufficiente e assolutamente non risolutivo di numerose situazioni di reale emergenza per il comparto agricolo come sistema, esprimiamo come Forza Italia-Berlusconi Presidente un voto di astensione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MOLLAME (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLLAME (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, l'agricoltura italiana, settore di base e primario dell'economia del nostro Paese, grazie alla secolare cultura, alle varietà e alle eccellenze, continua a svolgere un ruolo fondamentale e di volano per il nostro prodotto interno. Resta, altresì, presidio del territorio, opera per la mitigazione degli effetti sul cambiamento climatico e si evolve sempre più verso metodi rispettosi dell'ambiente. L'analisi della congiuntura del settore mostra, da un lato, una ripresa del valore della produzione, dall'altro, un calo della produzione in termini di quantità, causato principalmente da un non favorevole andamento climatico. I prezzi dei prodotti agricoli hanno guadagnato in media 6 punti percentuali, quindi si consolida la ripresa degli investimenti, segno di recupero di un clima di fiducia degli operatori. È proprio la ripresa della fiducia che questo provvedimento vuole consolidare, intervenendo su realtà accomunate da un evidente stato di crisi. I settori interessati sono l'olivicolo-oleario, l'agrumicolo, il lattiero-caseario del comparto ovino e caprino, il settore suinicolo e il settore ittico, tutti settori fondamentali. Nel 2018 la produzione agricola è aumentata in termini quantitativi dell'1,5 per cento: una marcata crescita si è registrata per alcune produzioni, in particolare il vino (più 14,3 per cento) e frutta (più 1,5 per cento). Tra le coltivazioni erbacee, gli aumenti più rilevanti risultano quelli delle piante industriali (più 7 per cento), delle coltivazioni cerealicole (più 3,5 per cento) e dei prodotti orticoli (più 2,1 per cento). Purtroppo, la produzione di olio di oliva ha subito, invece, un forte calo (meno 36,9 per cento) e un netto ridimensionamento ha interessato anche le produzioni agrumicole (meno 6,8 per cento). Gli obiettivi che ci si pongono sono due. Il primo: intervenire con misure utili al superamento delle emergenze; il secondo: programmare interventi strutturali di crescita ed evitare che queste emergenze possano ripetersi. Veniamo ai singoli settori. Nel lattiero-caseario, in particolare latte ovino e caprino, abbiamo assistito a gravi proteste degli allevatori proprio in tempi recenti. Viene prevista una dotazione di 10 milioni di euro per il rilancio e il sostegno del comparto, a cui si sommano 5 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui delle imprese e 14 milioni di euro per il fondo indigenti, che consentirà l'acquisto di formaggi DOP prodotti esclusivamente con latte di pecora. È previsto uno strumento di monitoraggio della produzione di latte vaccino, ovino e caprino, a garanzia della qualità e della trasparenza delle singole operazioni che interessano la filiera. Con il decreto-legge in esame il prodotto italiano e quello importato saranno tracciati; con la tracciabilità dei prodotti gli allevatori potranno controllare l'andamento dei mercati ed avranno finalmente l'opportunità di contrattare un prezzo del latte che sia remunerativo ai fini della dignità del lavoro. Il provvedimento interviene anche nel settore olivicolo oleario, che ha subito nella Regione a maggior vocazione (la Puglia), dove si produce più del 50 per cento dell'olio extravergine di oliva italiano, una calamità naturale di carattere epocale, proprio come un sisma che abbatte monumenti e cattedrali. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di alberi secolari soggetti a disseccamento rapido. Da Maglie a Lecce, da Gallipoli fino a Brindisi è uno scenario apocalittico, catastrofico, un cinereo grigiore, esteso finché occhio coglie, di secolari ulivi anche monumentali, di alide ramificazioni. A quattro anni dalla decisione di esecuzione della Commissione europea n. 789 fino alla deliberazione della Giunta regionale della Puglia n. 1.890 dell'ottobre scorso, assistiamo ancora esterrefatti all'avanzare di codesto nefasto fenomeno sviluppatosi inizialmente entro un limitato focolaio. Se ciò non bastasse, si sono aggiunte anche le gelate. Oggi però, con il decreto-legge in esame passiamo dalle parole ai fatti. L'intento è rilanciare l'intero comparto olivicolo italiano, in primo luogo perché in giro per il mondo quando si parla di olio extravergine di oliva si rievoca di getto il nome del nostro Paese, poscia perché la domanda di olio extravergine di oliva di qualità è in continua crescita e sulla qualità di questo oro verde noi non siamo secondi a nessuno. Però, mentre qualche altro Paese europeo ha redatto e finanziato diversi piani olivicoli superandoci in termini di produzione e redditività, in Italia si è rimasti a guardare e anche a parlare. Per questo occorrono manovre concrete ed una visione finora assenti. L'obiettivo è risollevare l'olivicoltura italiana, partendo proprio dal Salento, con un piano di rigenerazione olivicola e di rilancio del comparto con l'impiego di 300 milioni di euro a valere sul fondo di solidarietà (resi dal ministro Lezzi), che si sommano ai 100 già stanziati in precedenza. Si interviene così su tutta la filiera, dai produttori frantoiani. Per questi ultimi, infatti, è stato stanziato un contributo di 8 milioni di euro in conto capitale. Si interviene altresì su settore agrumicolo con una dotazione programmata sul relativo fondo pari a 10 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui accesi dalle imprese del comparto. Con la conversione del decreto-legge viene dato anche un aiuto al settore suinicolo con 5 milioni di euro destinati a rafforzare il rapporto di filiera, a favorire l'informazione e la promozione dei prodotti suinicoli, a migliorare la qualità ed il benessere animale promuovendo innovazioni, contratti di filiera e organizzazioni d'impresa. Il decreto-legge trova altresì una soluzione al recupero del prelievo supplementare relativo alle quote latte, questione ormai annosa che si protrae dagli anni Novanta. Si permette l'autorizzazione dell'anticipazione del 50 per cento dell'importo richiesto sui pagamenti diretti PAC, dando respiro alle imprese agricole dei settori in crisi. Viene altresì incrementato il Fondo di solidarietà nazionale per indennizzi con ulteriori 20 milioni di euro; si interviene affinché i contratti di filiera recepiscano già di fatto tutti i parametri che permetteranno di evitare pratiche sleali e situazioni di squilibrio. È previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro per le imprese olivicole dei Monti Pisani, che hanno subito i devastanti incendi recenti. Di certo, la conversione in legge di questo decreto-legge segna un passaggio importante e peculiare per un comparto dell'economia italiana fondamentale, spesso non tenuto in debito conto. Soluzioni alle emergenze, qualcuna di queste anche annosa e ormai assai gravosa. Tutti atti propedeutici ad una programmazione volta ad interventi strutturali, per i quali il ritardo riferito ai nostri concorrenti è già di qualche decennio. Un lavoro frutto dell'ascolto delle istanze che provengono dai nostri agricoltori, dai nostri pescatori, dai nostri allevatori. Ridare fiducia - e ribadisco: fiducia - agli operatori del settore, ai giovani che vogliono cimentarsi nei tanti mestieri e specializzazioni del più esteso e grande nostro opificio, quello fatto di terre, mari e cielo. Annuncio, pertanto, il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . CIAMPOLILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CIAMPOLILLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il voto di oggi questo Parlamento condanna a morte oltre undici milioni di ulivi della mia amata Puglia: della nostra Puglia, cari colleghi pugliesi, forse più legati alle poltrone che agli impegni assunti con i cittadini. Mi risulta, peraltro, che oggi il presidente Conte, ancor prima delle decisioni del Senato, abbia formalmente invitato il presidente Emiliano a procedere al taglio degli ulivi. Un comportamento oltraggioso da parte di un soggetto, peraltro, nemmeno eletto dai cittadini. Il taglio degli ulivi, in gran parte nemmeno colpiti dalla Xylella, non riguardando le altre specie vegetali su cui è presente potenzialmente il batterio, non serve a nulla ai fini dell'asserito scopo di bloccare la propagazione del batterio medesimo. Inoltre, le nuove specie di ulivi di tipo superintensivo, formati da filari a piante basse, richiedenti un approvvigionamento idrico insostenibile in Puglia, oltre a rovinare il paesaggio, produrrebbero un olio di scarsissima qualità e di breve durata. Insomma, un vero scandalo. Che fare, dunque? Vi sono metodi di cura capaci di trattare lo xilema infetto degli ulivi senza che sia necessario il loro espianto. In particolare, l'uso rivoluzionario di onde elettromagnetiche che, opportunamente calibrate, sono capaci di arrivare al vaso infetto, trattandolo e curando gli ulivi. Inoltre, vi sono metodi assolutamente naturali, basati sui saponi, in grado di far rifiorire gli ulivi disseccati e contenere efficacemente il batterio. Le istituzioni, tuttavia, rifiutano qualsivoglia confronto sul tema. Questo è quanto pubblicato su «il Fatto Quotidiano» a firma di Laura Margottini: «I pareri a orologeria dell'Agenzia per la sicurezza alimentare UE-EFSA sul caso Xylella, EFSA li emette oggi. Dicono che non esiste cura e che solo il taglio è una soluzione. Emettono i pareri nelle stesse ore in cui è in approvazione il decreto emergenza che, all'articolo 8, prevede che le misure fitosanitarie ufficiali e ogni altra attività ad esse connessa, ivi compresa la distruzione delle piante contaminate, anche monumentali, sono attuate in deroga a ogni disposizione vigente. Un articolo che, se votato tal quale, innescherà una pericolosa deriva ambientale, sanitaria e democratica. Tagliare, tagliare, tagliare. Anche se l'ulivo di Monopoli, trovato infetto a gennaio nella zona considerata indenne, si è poi scoperto che non era infetto. Ma che importa?». In realtà, come la valente giornalista sa bene, ai cittadini importa. A questa politica, evidentemente no. Occorrerebbe una politica libera da interessi di parte, in grado di assumere scelte coraggiose a difesa dell'ambiente e del patrimonio della nostra terra. Il tutto in un programma più vasto e complesso di bonifica dei terreni e di buona agricoltura, alla base della reale risoluzione del problema. Questa politica, però non appartiene a questa maggioranza. (Il microfono si disattiva automaticamente). Signor Presidente, le chiedo ancora un minuto di tempo. PRESIDENTE. Mi spiace, senatore Ciampolillo, ma il suo tempo è esaurito. Se vuole, può consegnare l'intervento. STEFANO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. STEFANO (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di tutto come pugliese e come cittadino salentino e senatore del Salento, di quel Salento desertificato dalla xylella, non posso che esprimere, in dissenso dal Gruppo e con l'ufficialità che questa prestigiosa Aula mi consegna, il mio voto convintamente contrario a quello che è un vero e proprio "pacco" rifilato alla mia comunità e alla mia gente. È una occasione persa, perché con la sua approvazione svanisce la possibilità di ridare vita a un intero territorio e perché in questo decreto-legge c'è un pericoloso effetto trascinamento su misure nazionali, anche dei cinquantadue milioni di euro di risorse messe a disposizione dalla Puglia, senza vincolo di destinazione. E il fatto che il ministro Centinaio sia non qui a metterci la faccia, ma in Giappone a fotografare le carpe, è la riprova, qualora ce ne fosse bisogno, di quanto sia poco o affatto interessato all'agricoltura e ancor meno a quella pugliese. (Applausi dal Gruppo PD) . Tuttavia, il voto in dissenso mi dà anche l'occasione per ribadire che il rinvio a dopo il 27 maggio della discussione della mozione su Radio Radicale e ancor più le dichiarazioni di Crimi oggi alla stampa, che ribadiscono il no al rinnovo della convenzione, sono un attentato alla democrazia e alla libertà... (I senatori del Gruppo PD espongono cartelli recanti la scritta: «Salvate Radio Radicale»). PRESIDENTE . Senatore Stefano, se cercavate la scusa per mostrare i cartelli, non si fa in sede di dichiarazione di voto in dissenso. (Applausi dal Gruppo M5S) . Invito gli assistenti parlamentari a rimuovere i cartelli. Siamo a posto, se si sfruttano anche le dichiarazioni in dissenso per fare questo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, in ordine al disegno di legge: Doc 1122 Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione (Collegato alla manovra finanziaria) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, in ordine al disegno di legge n. 1122 recante: «Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione», collegato alla manovra di finanza pubblica. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per segnalare e ricordare che nella Conferenza dei capigruppo, con riferimento al cosiddetto decreto sblocca cantieri, il Governo si era impegnato a presentare in tempi molto rapidi gli emendamenti che ha già annunciato, affinché i tempi - e l'impegno di tutti è stato questo - siano sufficienti alle Commissioni di merito per approfondire le tematiche. Siccome non abbiamo ancora notizie su questi emendamenti, non vorremmo che la vicenda finisse come al solito, ossia che i lavori delle Commissioni di merito vengano compressi ogni oltre limite di tollerabilità. La mia richiesta alla Presidenza è pertanto di assicurarsi che il Governo ottemperi agli impegni presi con riferimento al provvedimento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, è presente in Aula il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Santangelo, che si farà diligentemente carico di questa comunicazione. Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere reso - sentito il Governo - dalla 5 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, in ordine al predetto disegno di legge. PUGLIA, segretario . «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, e sentito il rappresentante del Governo, rileva che le disposizioni del disegno di legge risultano funzionali a garantire l'efficienza, il miglioramento dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione, in primo luogo mediante una riforma del rapporto di lavoro che punti alla valorizzazione del merito, della competenza e delle capacità organizzative e relazionali del personale, in coerenza con gli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza 2019, e che esse appaiono, altresì, conformi al contenuto proprio dei collegati alla manovra di finanza pubblica, come disciplinato dall'articolo 10, comma 6, della legge di contabilità». PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 126- bis , comma 2- bis , del Regolamento, tenuto conto del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente e preso atto della posizione del Governo, comunico che il testo del disegno di legge collegato n. 1122 non contiene disposizioni estranee al proprio oggetto come definito dalla legislazione vigente. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ABATE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo a tutti che sarà tassativo il termine dei tre minuti a disposizione. ABATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottoporre alla vostra attenzione la situazione in cui versano le popolazioni di Thurio e Ministalla del Comune di Corigliano Rossano, colpite da un grave evento idrogeologico lo scorso novembre che distrusse interi raccolti e causò la morte di 600 capi di bestiame, lasciando oltre 60 persone fuori di casa. Nei giorni scorsi ho effettuato un sopralluogo sul fiume Crati per verificare lo stato in cui versano gli argini interessati dalla rottura. Nel corso della visita sono stata accompagnata dal soggetto attuatore per il commissario straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Calabria, l'ingegnere Carmelo Gallo. Dal confronto è emerso che su tutta l'area dell'asta fluviale del Crati, compresa tra la Sibaritide e Corigliano Rossano, sono previsti nei prossimi mesi due interventi: il primo, dovrebbe andare in appalto entro la fine dell'anno, per la somma di 7 milioni e 800 mila euro e ne è responsabile lo stesso soggetto attuatore; il secondo intervento è del valore di 1,2 milioni di euro ed è in capo al Dipartimento difesa del suolo, guidato dall'ingegnere Domenico Pallaria. Nelle scorse settimane, però, i cittadini hanno lamentato ancora una volta ritardi nei lavori. Se il fiume Crati non sarà messo in sicurezza, in quell'area le famiglie non hanno intenzione di risistemare le loro abitazioni e reinvestire nelle loro aziende. La paura, infatti, continua a essere tanta, anche perché le loro lamentele e denunce sono rimaste inascoltate e inevase per oltre dieci anni, fino alla esondazione gravissima del novembre 2018. Bisogna, quindi, agire subito e non perdere altro tempo per far sì che partano subito i lavori di messa in sicurezza nel tratto incriminato. Si può pensare, temporaneamente, di centralizzare il corso del Crati favorendo il deflusso delle acque del fiume nella parte centrale dell'alveo, in modo da alleggerire la pressione sulle sponde del fiume stesso. Da questa sede - che penso sia autorevole e infatti lo è - voglio sollecitare la protezione civile affinché provveda a istallare nell'alveo del fiume rilevatori per la sorveglianza idraulica, strumentazione tecnica con sensori pluviometrici e idrometrici che segnalano l'anomalo aumento della portata idrica, avvisando i residenti con diverse ore di anticipo sulla possibilità di esondazioni del fiume, in modo da poter mettere in salvo le vite umane e di animali. Per rafforzare il mio impegno verso la popolazione solleciterò la Regione Calabria affinché partano i lavori previsti con il finanziamento di 1,2 milioni di euro, che sarebbero vitali per la sicurezza di tutta l'area. (Richiami del Presidente). Le chiedo ancora un momento, Presidente. (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza a consegnare il testo scritto della restante parte del suo intervento. PIRRO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, intervengo in quest'Aula anche a nome dei colleghi piemontesi Airola e Matrisciano e di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle per esprimere la nostra solidarietà alla sindaca di Torino Chiara Appendino. Ancora una volta, ieri, la sindaca ha ricevuto minacce, questa volta sotto forma di un proiettile inviato per posta. Sono già in corso le indagini per identificare i responsabili e confidiamo che sia fatta piena luce su quest'ennesimo atto intimidatorio ai danni di Chiara Appendino. È chiaro che a più di qualcuno dà sempre più fastidio una sindaca che fa gli interessi dei cittadini, non si fa condizionare e amministra la sua città unicamente per il bene della collettività. La stessa sindaca ha dichiarato che quest'ennesima intimidazione non la fermerà e tirerà dritto per la sua strada. Noi le diciamo: «Forza Chiara, siamo tutti con te». E a coloro che pensano di spaventarla, magari perché donna e mamma, diciamo con forza che non hanno capito che le donne del MoVimento sono guerriere indomite e siamo tutte e tutti al fianco di Chiara Appendino. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni). CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, ieri, a fine seduta, il senatore Pagano ha espresso preoccupazioni in merito al Gran Sasso e al tunnel che sono anche mie, nostre e di tutti gli abruzzesi. Posso dire che il Governo è prossimo alla soluzione, nonostante le difficoltà dovute alla molteplicità delle amministrazioni coinvolte. La questione è molto complessa, ma si sta affrontando nel modo giusto, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Ricordo alla Regione Abruzzo - che oggi purtroppo sembra interessata solo e soltanto alla questione relativa all'autostrada - che il carattere pubblico dell'acqua è assicurato dallo Statuto regionale. Anticipo anche che nel decreto-legge sblocca cantieri stiamo predisponendo la nomina del commissario straordinario incaricato di sovrintendere alla progettazione, all'affidamento e all'esecuzione degli interventi necessari alla messa in sicurezza del sistema idrico. Insomma, come sempre, la nostra forza politica affronta a viso aperto le problematiche e si dedica a trovare soluzioni in tempi brevi. Come sapete, vi sono il rischio di reiterazione del reato e un problema di convivenza con un laboratorio: si sarebbe dovuto impermeabilizzare in maniera duratura e resistente alle sollecitazioni sismiche, ma le indagini della magistratura hanno evidenziato che purtroppo così non è stato fatto. È inevitabile quindi che si possa verificare il rilascio di sostanze inquinanti nel cuore del Gran Sasso, che è un incredibile serbatoio di acqua potabile. È un bene che la magistratura sia intervenuta, evidenziando l'arrogante sfruttamento di incredibili risorse naturali da parte di abituali prenditori. Ad oggi, non possiamo fare altro che lavorare per riparare, bene e in maniera duratura. Ancora una volta, la politica un po' distratta, per così dire, non ha controllato - mi auguro non volutamente - chi ha messo a rischio il rifornimento idropotabile di centinaia di migliaia di cittadini. Il Governo del cambiamento, anche stavolta, è costretto a sanare i danni perpetrati per anni e anni e a fare in modo che in futuro tutto questo non avvenga più. Resta prioritaria l'assunzione di responsabilità - mi auguro in prima persona - del nuovo Presidente della Regione Abruzzo. Credo, presidente Marsilio, che sia ora che inizi a battere qualche colpo. (Applausi dal Gruppo M5S). BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, desidero ricordare all'Assemblea, approfittando di questo momento, che oggi, 15 maggio, è la Giornata internazionale della famiglia, giornata che avrebbe meritato un'attenzione particolare dei nostri politici anche in termini di positiva calendarizzazione di provvedimenti a favore della famiglia. Credo che ne siano stati presentati da parte di tutti i Gruppi e ce n'è anche uno importante presentato da parte nostra, il nuovo codice per la famiglia. Al di là di tutto, mi dispiace molto assistere in questi giorni al rimbalzare dello stesso tema della famiglia, sulle prime pagine dei giornali, in una sorta di ping-pong tra i due Vice Presidenti, Salvini e Di Maio, nell'attesa di vedere chi fa le promesse più mirabolanti, ma lontane dai fatti concreti. Credo che una giornata come questa, oggi, meriti davvero di essere ricordata con impegni concreti e precisi, che tengano conto, per esempio, del progressivo livello d'impoverimento delle famiglie italiane, delle loro fasce che versano in condizioni di estrema fragilità e delle difficoltà cui vanno incontro quelle numerose. Impegni che tengano conto anche di quella diversa e quasi apparentemente contrapposta situazione, che è stata definita per il nostro Paese l'inverno demografico, cioè il Paese dalle culle vuote, il Paese in cui non nascono bambini. Mi sembra che in questo riecheggiare sul piano addirittura della competizione del dire «ci state rubando le idee», con cui Di Maio e Salvini interagiscono tra di loro, bisognerebbe davvero riuscire a mettere a fuoco alcune cose concrete. Sono diverse le legislature, come credo molti ricordino, in cui non è stato possibile che battaglie di tutti i tipi assumessero un carattere strutturale, mentre è prevalso l'atteggiamento puramente stagionale, tipo quello dei bonus . Mi piacerebbe che il Governo del cambiamento, del quale finora abbiamo assistito a ben pochi cambiamenti che fossero di fatto migliorativi rispetto al sistema, nei confronti della famiglia fosse in grado di dare vita, anche attraverso la discussione di iniziative di legge parlamentari, a un cambiamento efficace e costruttivo, che vada incontro alle esigenze reali e non soltanto alle ideologizzazioni che rimbalzano sulla stampa. TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'esprimere soddisfazione per la conversione in legge del decreto-legge relativo al rilancio dei settori agricoli in crisi, contenente misure di sostegno ai settori olivicolo-oleario, agrumicolo, lattiero-caseario e al comparto zootecnico ovino e caprino, in sofferenza da molti anni, non posso che sottolineare che tale provvedimento pone le premesse per un incremento delle nostre produzioni e, quindi, anche delle esportazioni, finendo per rafforzare sempre di più l'offerta agroalimentare sui mercati mondiali. Si tratta di un primo e importante passo cui seguiranno altri interventi a sostegno dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca del nostro Paese. Certamente è necessario intervenire quanto prima su una grave problematica che colpisce le nostre aziende agricole, mortificando il lavoro di migliaia di agricoltori italiani. Mi riferisco ai ritardi nei pagamenti di contributi e premi previsti dalla normativa europea, in particolare quelli del piano di sviluppo rurale da parte dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). La mole di tali inaccettabili ritardi, che si registrano da anni in tutta Italia, ha ormai assunto una proporzione tale da svolgere un ruolo sostanziale nella crisi del settore agricolo. Di tutto questo i maggiori effetti negativi sono risentiti dalle imprese agricole del Meridione, in particolare da quelle siciliane, costrette ad attendere anni prima di ricevere il pagamento dei contributi ad esse spettanti. Chi investe in agricoltura, soprattutto in quella biologica, con produzioni spesso di qualità, affronta costi notevoli e i ripetuti ritardi nei pagamenti compromettono la vita stessa delle aziende agricole. È sconcertante constatare che tantissimi imprenditori agricoli siano ancora in attesa di ricevere il pagamento dei fondi del Programma di sviluppo rurale (PSR) per le annualità 2015, 2016 e 2017. Alla luce di quanto esposto dobbiamo continuare a sostenere il settore agroalimentare come stiamo facendo oggi ed è per questo che dobbiamo chiudere le vecchie pratiche di pagamento, eredità dei Governi che ci hanno preceduto, così da mettere l'agricoltura in condizioni di essere un settore strategico per il nostro Paese. Sostenere l'agroalimentare italiano, i nostri agricoltori, allevatori e pescatori significa infatti aiutare il made in Italy e ridare slancio alla nostra economia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 28 maggio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 28 maggio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,28) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1249 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello stato e della Pubblica Amministrazione, esaminato il disegno di legge intitolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Esaminati altresì i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: - sull'emendamento 4- bis .0.2 parere non ostativo, a condizione che la disposizione ivi prevista sia formulata come facoltà, nel rispetto dell'autonomia riconosciuta alle Regioni in materia; - sugli emendamenti 6.0.103, 6.0.104, 6.0.105, 6.0.106 e 6.0.107 parere non ostativo, a condizione che le disposizioni a carico di alcune Regioni, in materia di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici, siano formulate come facoltà, nel rispetto dell'autonomia regionale; - sugli emendamenti 8- quater .l, 8- quater .8 e 8- quater .9 parere non ostativo, rilevando l'opportunità di assicurare, nei procedimenti di adozione dei decreti interministeriali ivi previsti, il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle competenze ad esse spettanti in materia; - sui restanti emendamenti, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi contenuti nella relazione tecnica aggiornata di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità, preso atto che: - in merito all'articolo 4, sulle modalità di effettuazione della riscossione coattiva degli importi dovuti relativi al prelievo supplementare di latte, vengono fornite rassicurazioni sia sull'assenza di effetti negativi per il gettito tributario sia sulla capacità dell'Agenzia delle entrate-Riscossione di svolgere le attribuzioni ivi previste con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente; - viene confermata la disponibilità delle risorse poste a copertura degli interventi compensativi disposti dall'articolo 7, commi 2- bis e 2- ter , in favore delle imprese del settore olivicolo-oleario ubicate in alcuni comuni della provincia di Pisa; - sono forniti elementi informativi volti a suffragare la sostenibilità della clausola di invarianza recata dal comma 4 dell'articolo 18- bis del decreto legislativo n. 214 del 2005, come modificato dall'articolo 8, comma 1, del decreto in esame; - con riguardo all'articolo 8- ter , comma 3, che inserisce gli interventi di contenimento della Xylella fastidiosa tra le finalità per le quali possono essere concessi contributi ai comuni per l'anno 2019, si rassicura sulla piena sostenibilità dell'ulteriore finalizzazione, dal momento che l'importo delle corrispondenti risorse trova sufficiente capienza in relazione al limite complessivo di spesa, anche tenendo conto degli impegni di spesa già assunti; - sono fomiti dati volti a suffragare la quantificazione degli oneri e la congruità della copertura dell'articolo 10- bis recante interventi previdenziali e assistenziali in favore dei lavoratori agricoli e dei piccoli coloni; - in merito all'articolo 10- ter sull'anticipazione delle somme dovute agli agricoltori nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, si rappresenta come tale disposizione non comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; - con riguardo all'articolo 10- quinquies recante interventi di sostegno alle imprese del settore saccarifero, si rassicura sull'assenza di effetti pregiudizievoli per la finanza pubblica e sul fatto che la sospensione del procedimento di recupero avviato da Agea non determina decrementi di gettito, non essendo ancora stato emesso alcun ruolo; - relativamente all'articolo 12 recante misure urgenti per l'emergenza nello stabilimento Stoppani di Cogoleto, viene fornita rassicurazione del fatto che gli interventi ivi previsti saranno comunque attuati nei limiti delle risorse disponibili, ossia quelle giacenti sulla contabilità speciale istituita dall'ordinanza n. 3554/2006 della Presidenza del Consiglio dei ministri, pari a poco più di 5 milioni di euro, oltre a 14,8 milioni a valere sulla programmazione della politica di coesione 2014-2020 e a 5 milioni di euro per il 2019 sull'accantonamento di conto capitale del fondo speciale del Ministero dell'ambiente, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. In relazione agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 2.5, 3.4, 3.0.1, 4.0.1, 4.0.2, 4- bis .0.1, 4- bis .0.2, 4.0.100 (già 4- bis .0.3), 6.1, 6.0.1, 6- bis .1, 7.1, 7.2, 7.7, 7.8, 8.1, 8.2, 8.3, 8.4, 8.5, 8.16, 8.17, 8.18, 8.21, 8.200, 8- ter .5, 8- ter .6, 8- ter .7, 8- ter .8, 8- ter .9, 8- ter .l0, 8- ter .11, 8- quater .2, 8- quater .3, 8- quater .4, 8- quater .5, 8- quater .8, 8- quater .9, 8- quater .0.2, 9.1, 9.2, 9.6, 9.7, 6.0.102 (già 9.0.1), 6.0.108 (già 9.0.6), 6.0.109 (già 9.0.7), 6.0.101 (già 9.0.8), 6.0.100 (già 9.0.9), 6.0.103 (già 9.0.2), 6.0.104 (già 9.0.3), 6.0.105 (già 9.0.4), 6.0.106 (già 9.0.5), 6.0.107 (già 9.0.10), 10.1, 10.2, 10.3, 10.4, 10.0.1, 10- ter .l, 10- ter .2, 10- ter .3, 10- quinquies .0.2, 11- bis .0.l, 11- bis .0.2, 11- bis .0.3, 11- bis .0.4, 11- bis .0.5, 11- bis .0.6, 11- bis .0.7, 11- ter .0.1, 11- ter .0.2, 11- ter .0.4, 11- ter .0.5, 11- ter .0.6, 12.0.1, 12.0.2 e 12.0.4. Sugli emendamenti 8.10, 8.11 e 8.12, il parere di semplice contrarietà è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del seguente periodo: «Gli eventuali accertamenti di merito della pubblica autorità sono effettuati senza aggravio di spese per il richiedente.». Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Serafini sul disegno di legge n. 1249 Nel considerare il provvedimento in esame opportuno per i comparti interessati, mi preme porre attenzione, in questo nostro intervento, su degli aspetti emersi durante l'esame del provvedimento in Commissione, cioè che l'attività del legislatore debba offrire stabilità economica e garantire un'opportunità di crescita attraverso strumenti legislativi che siano di supporto socio economico e siano funzionali per le imprese del settore, al fine di garantire, nel tempo, la sostenibilità ed il reddito. Importanza dell'agroalimentare. L'agroalimentare, nel suo complesso, è costituito da produzioni diversificate ed estremamente importanti e strategiche per il nostro Paese, sia per lo stile della nostra tradizione alimentare, che per l'impatto socioeconomico che le aziende di questa filiera produttiva rivestono. È quell'area del nostro PIL che in tutte le sedi istituzionali si dichiara di voler sostenere e difendere da contraffazioni e da quel fenomeno che interessa i prodotti realizzati all'estero, i quali utilizzando il "suono" di un nome ingannano i consumatori facendo loro pensare che si tratti di un prodotto Italiano. Nel caso dell'Italia le produzioni agro-alimentari garantiscono infatti non solamente la sostenibilità alimentare ma assumono anche un valore culturale e di attrazione di investimenti e di turismo. Ciascuna Regione si caratterizza per produzioni particolari di unicità che valorizzano questo o quel territorio. Per questo l'agroalimentare rappresenta sempre di più una filiera strategica per l'economia italiana se consideriamo che il fatturato 2018 dell'industria alimentare sembrerebbe avere raggiunto 140 miliardi di euro, e che complessivamente, le esportazioni dei prodotti dell'industria alimentare del 2018 si collocano attorno ai 41,8 miliardi di euro. Il settore agricolo, pesca compresa, secondo l'ISTAT ha raggiunto nel 2018 il valore di 59,3 miliardi di euro. Una catena alimentare da rafforzare per migliorare la posizione degli agricoltori, la redditività e la competitività delle loro aziende, aumentando la conoscenza del contributo che le nuove tecnologie meccaniche ed informatiche possono offrire per un'efficace gestione sostenibile delle aziende agricole e la massimizzazione della produzione, nonché il ruolo importante che può svolgere il turismo per la vitalità delle aree rurali e nell'aumentare il valore aggiunto delle produzioni agricole attraverso la promozione delle produzioni locali. Rammento che la riunione G20 in Giappone dei Ministri dell'agricoltura, conclusasi domenica 12 maggio, ha evidenziato la necessità di promuovere l'agricoltura sostenibile attraverso nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, come l'intelligenza artificiale, la robotica e i droni, nonché aumentando la cooperazione tra agricoltori, imprese non agricole e università, intese come centri di ricerca, serbatoio di conoscenza e di giovani che possono con le loro professionalità migliorare la catena produttiva e le possibilità commerciali del sistema agricolo. Criticità del sistema. Reputo sia opportuno ed indispensabile ragionare su ciò che da tempo si sarebbe dovuto affrontare, cioè se sia possibile superare, e con quali modalità, le criticità presenti nel sistema dell'agroalimentare per evitare che possano riproporsi e in che modo possiamo prevenirle. C'è bisogno di interventi strutturali che possano, come è emerso in Commissione agricoltura, garantire ai produttori un prezzo remunerativo, la valorizzazione del prodotto e la qualità del prodotto. Dobbiamo avere una visione articolata del sistema, di quello che è e di quello che potrebbe essere, e agire con un approccio di programmazione e di sviluppo nel medio e lungo termine. Noi diciamo sempre che i beni culturali ed ambientali e la nostra tradizione enogastronomica e agroalimentare sono il nostro tesoro, un tesoro da valorizzare e salvaguardare: il nostro Paese ha molto, ed è ciò che ci invidiano, nel senso buono, gli altri Paesi. Quello che manca, talvolta anche nei centri decisionali come il nostro, è una visione di insieme e la predisposizione di interventi strutturali che sostengano, valorizzandolo, questo sistema in maniera efficace e duratura, permettendo anche ai piccoli produttori di aver il loro spazio. Piccoli produttori che possono con la loro presenza evitare anche lo spopolamento dei piccoli borghi. Dobbiamo pensare alle produzioni agroalimentari come un collante per il Paese in quanto genera ricchezza ai territori. Ci possono sempre essere delle crisi dovute a improvvise calamità naturali o ambientali ma criticità in assenza di situazioni eccezionali rappresentano distorsioni che possono essere previste ed evitate con interventi concertati e condivisi rapidamente dal sistema pubblico e privato. Ci chiedono anche se le criticità non risolte siano imputabili solamente a scelte poste in essere dai Governi o risieda in una certa misura anche ad un mondo agricolo frazionato in una miriade di associazioni, che talvolta dimostrano di non condividere le stesse idee, e anche nei produttori. Cioè mi domando se il sistema dell'agroalimentare abbia anch'esso qualche responsabilità. Se il sistema pubblico può come soggetto decisionale creare quelle condizioni che permettono al sistema privato di poter esprimere le proprie potenzialità, mi chiedo se debba essere il soggetto chiamato sempre a redimere qualsiasi criticità o problema che il privato incontra e che il privato potrebbe risolvere se ben organizzato e strutturato. Talvolta talune criticità si manifestano per mancanza di analisi e valutazione preventiva. Per tale ragione reputo che il Governo dovrebbe chiedere alle associazioni agro alimentari di incoraggiare i loro associati all'uso di nuove tecnologie intelligenti per il clima, compreso i software che consentono un accesso più rapido e più facile ai dati meteorologici più recenti per mitigare i danni alle colture a causa di instabilità climatiche. Si apprezza l'attenzione del Governo sulla questione da noi sollevata della fauna selvatica e sulla necessità di istituire un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali per riuscire a far fronte agli ingenti danni che taluni animali arrecano all'agricoltura. Danni per condizioni atmosferiche. Con riferimento ai danni causati dal maltempo non sempre le coperture per proteggere l'ortofrutta sono efficaci e spesso le produzioni vengono danneggiate in modo gravissimo. Questo necessita di interventi immediati da parte delle strutture tecniche preposte che devono provvedere alle verifiche tempestivamente in quanto ritardi possono risultare dannosi ai fini della richiesta dello stato di calamità e del risarcimento dei danni. Servono verifiche accurate, rapide e meno burocrazia. Xylella. Con riferimento alla Xylella e al Piano straordinario per la rigenerazione del settore olivicolo della Puglia mi chiedo se sarebbe stato possibile prevedere un reimpianto nelle medesime particelle di almeno un numero pari di ulivi che sono stati riconosciuti resistenti al batterio. Come sappiamo, per il Salento e per tutta la Puglia gli ulivi secolari rappresentano quel territorio e lo caratterizzano. In quei territori colpiti da Xylella, come una nostra collega alla Camera ha ricordato, è come se fosse avvenuto un terremoto, un evento disastroso che ha deturpato la storia, la cultura, la tradizione e l'economia di quei posti. Apprezziamo che il Governo abbia dimostrato interesse verso un ordine del giorno che chiede che in sede di redazione del decreto applicativo dell'articolo 6- bis del provvedimento in esame di valutare l'opportunità di consentire l'accesso ai fondi ivi previsti anche ai frantoi pugliesi che abbiano visto un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo 2016-2018, a causa della riduzione della produzione generata dal batterio della Xylella. Giovani. Pongo all'Assemblea e al Governo un aspetto di criticità che valuto importante per il futuro dell'agroalimentare e che auspico le Camere ed il Governo affrontino quanto prima, nuovamente, a fronte di ulteriori dati già acquisibili: quella relativa all'occupazione giovanile e il ricambio generazionale, che sono temi fondamentali dell'attuale e anche della futura politica agricola comunitaria e riguardano la formazione di capitale umano, la consulenza e il trasferimento di innovazione. Malgrado l'intenzione di aiutare i giovani, pare vi siano ostacoli che frenano l'ingresso dei giovani nella costruzione di un'impresa agricola: gli elevati prezzi della terra, i costi iniziali di impianto, la forte selettività delle politiche esistenti, una legislazione e burocrazia ancora troppo complessa e lunga come tempistica penso, per il passato, ad esempio ai tempi di emanazione di decreti attuativi). Per sostenere il nostro futuro è da valutare quindi l'opportunità di ampliare, anche attraverso lo strumento dell'indagine conoscitiva, il ventaglio di misure di settore utilizzabili nel pacchetto a favore dei giovani, e di conoscere se le misure e gli incentivi fiscali disponibili risultino realmente efficaci. Molti giovani sono attratti dall'agricoltura, anche come stile di vita: un lavoro certamente impegnativo, ma vicino alla natura, stimolante e con possibilità di essere realmente redditizio. Il mondo agricolo è mutato in questi decenni: i giovani che si avvicinano, o che continuano l'attività di famiglia, lo fanno con forte taglio imprenditoriale, molto spesso con studi superiori universitari in economia e in gestione d'impresa. Molti di loro viaggiano, si confrontano con altre realtà, anche all'estero, fanno rete per creare sinergia con altre imprese o per posizionare i loro prodotti nei supermercati, nei ristoranti, nelle strutture alberghiere. C'è la volontà del giovane di affermare un prodotto di qualità ed un marchio. C'è la volontà di distinguersi e di emergere. E noi dobbiamo ragionare su come poter aiutare i giovani a fare qualche cosa in cui credono e possono fare bene. Dobbiamo agevolare in termini di tassazione perché non possiamo chiedere, e questo vale per tutte le aziende, che ai costi di avviamento, per il personale, per i macchinari, per l'inserimento in un mercato, si sommino prelievi fiscali tali da dissuadere molti giovani a fare impresa in Italia. Infatti, è bene essere chiari: gli interventi sino ad ora fatti dai Governi negli ultimi venti anni per frenare l'esodo verso altri Paesi dove le competenze dei giovani vengono valutate positivamente anche in termini di remunerazione si sono dimostrate totalmente inefficaci. Concludendo, pur riconoscendo che le risorse finanziarie disposte dal Governo non sono poche, rimane il fatto che il Governo si è concentrato unicamente su alcune situazioni mentre permangono delle criticità di fondo per rafforzare il sistema agricolo, ad esempio i costi di produzione che spesso sono superiori al prezzo di vendita, o le considerevoli importazioni di agrumi mentre i nostri rimangono invenduti, o la perdita di quote di mercato dell'olio italiano. L'Italia ha ben 822 prodotti tipici a certificazione di origine garantita da valorizzare, promuovere e commercializzare in maniera adeguata. Permangono le criticità burocratiche per far fronte ai danni causati dal maltempo, che continua ad interessare pesantemente le Regioni del Nord e del Sud. Non vi sono interventi efficaci per sostenere l'acquisto di nuove tecnologie che sono oramai necessarie per migliorare la qualità delle produzioni e la loro salvaguardia da condizioni atmosferiche avverse, incentivi che potrebbero sostenere soprattutto i piccoli imprenditori. E così accade che mentre in alcune aree del Paese la tecnologia è poco e assolutamente non utilizzata da anni in altre aree si usano trattori guidati da Gps, anche senza una guida umana, che permettono di posizionare le piante a distanza regolare, tracciando linee perfettamente regolari che migliorano l'efficienza della coltivazione. Permane l'utilizzo nell'agricoltura del caporalato nel Sud del Paese malgrado esista una legge e sia reato. Per l'agricoltura riguarda tutta l'ampia sfera delle filiere. Uno sfruttamento continuo delle persone, una forma di schiavitù che coinvolge imprenditori e intermediari e ravvisa i reati di associazione per delinquere, intermediazione illecita di manodopera, estorsione, violenza privata. Una situazione che ricade nella sfera giudiziaria, in quella dei diritti sul lavoro e nella questione sindacale. Situazioni di illegalità ben note alla Magistratura che ha tutti gli strumenti per procedere a tutela dei diritti delle persone e della legge. Permangono i problemi legati ai giovani e al ricambio generazionale. Un raffronto: in Germania l'8 per cento dei proprietari di aziende agricole ha più di sessantacinque anni, in Italia il 41 per cento ha più di sessantacinque anni. Permangono i problemi legati alla penetrazione dei mercati malgrado l'attrattiva del made in Italy . Il valore delle esportazioni dei prodotti agricoli e dei prodotti dell'industria alimentare dei principali Paesi dell'Unione europea evidenzia come l'Italia, pur disponendo di uno straordinario patrimonio di tipicità agricole e alimentari, si colloca dopo Olanda, Germania, Francia e Spagna. Gli obiettivi dell'Italia devono essere sempre più diretti alla promozione sui mercati esteri del modello alimentare italiano e quindi dei suoi prodotti. Permangono i problemi legati alla diminuzione di produzione di olio, che nel 2018 ha registrato un meno 34,7 per cento, e di agrumi (meno 4 per cento). Ci sono i problemi legati all' italian sounding che secondo Confindustria sarebbe arrivato ormai a quota 90 miliardi di euro. Restano i problemi in termini temporali ed economici legati agli indennizzi per i danni subiti dalle imprese per il maltempo, danni che le associazioni di categoria stimano, per gli ultimi eventi di questi mesi, in 10 miliari di euro. Danni alle piante o ai loro prodotti alimentari, che si ripercuotono sulla stabilità dell'impresa: sulle spese fisse, ad esempio per i dipendenti e per i fornitori, sui contratti di vendita dei prodotti per il mercato interno e per l'estero. Permangono le criticità per i consorzi di bonifica. In particolare i costi dell'energia necessari per il funzionamento degli impianti idrovori ed irrigui incidono pesantemente sui contributi a carico dei consorziati. Dopo le modifiche alla regolazione delle tariffe e degli oneri di sistema emanate dall'Autorità di Regolazione Energia Reti Ambiente, con decorrenza 1 gennaio 2018, che ha portato all'introduzione della quota potenza, prima inesistente, le condizioni economiche per i Consorzi di bonifica sono diventate ulteriormente gravose. Per tutti i motivi di criticità sovraesposti, valutando l'insieme del provvedimento insufficiente, e assolutamente non risolutivo di numerose situazioni di reale emergenza per il comparto agricolo come sistema, esprimiamo un voto di astensione. Integrazione all'intervento della senatrice Abate su argomenti non iscritti all'ordine del giorno Visto che, al momento, la responsabilità dell'alluvione pare essere dovuta alla mancata manutenzione dell'argine e visto che la sua responsabilità è in capo all'ente regionale stesso, nel frattempo, invito il presidente della Regione a sostenere gli abitanti di Thurio. Ma le alluvioni che hanno colpito molti territori d'Italia ci dicono che ormai bisogna prevedere un piano pluriennale di interventi sui corsi d'acqua e sui versanti per eliminare le situazioni di rischio. In questi giorni, intanto, ho invitato il Governo a prevedere nel decreto emergenze delle agevolazioni procedurali ed incentivi economici per chi si trova a ricostruire e portare avanti la propria impresa, per quelle aziende che hanno subito danni a causa del dissesto climatico e idrogeologico. Errori ci sono stati e non possiamo rimanere qui a guardare o aspettare anche questa volta come invece hanno fatto i Governi che ci hanno preceduto. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1249: sull'emendamento 2.5, il senatore Anastasi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 5.3, il senatore Coltorti avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G6.1, il senatore Ortis avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 7.3 (id. 7.5), il senatore L'Abbate avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 8.201 e sull'ordine del giorno G8.5, il senatore Dessi' avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 8.16 (id. 8.17), il senatore Martelli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G10.1, il senatore Verducci avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 10.0.2, la senatrice De Petris avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11-bis.1, la senatrice Russo avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 11-ter.0.6, il senatore Stefano avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 12.0.3, il senatore Croatti avrebbe voluto esprimere un voto contrario. sull'articolo 7, il senatore Castaldi avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bogo Deledda, Bonfrisco, Borgonzoni, Bossi Umberto, Candiani, Cangini, Cattaneo, Cioffi, Crimi, Dal Mas, D'Angelo, De Poli, Giammanco, Marti, Merlo, Montevecchi, Monti, Napolitano, Perilli, Rojc, Ronzulli, Rufa, Santangelo, Siri, Solinas, Toffanin, Vattuone, Vescovi e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i Senatori: Giro, per attività di rappresentanza del Senato (dalle ore 10.30 alle ore 14) ; Marilotti, per attività della 7ª Commissione permanente; Di Micco, Fazzone e Marinello, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Rampi Roberto ed altri Disposizioni per il contrasto alle violazioni internazionali dei diritti umani (1126) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), Commissione straordinaria diritti umani (assegnato in data 15/05/2019); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Testor Elena ed altri Disposizioni a tutela delle minoranze linguistiche a rischio di scomparsa (1157) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 15/05/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Marin Raffaella Fiormaria ed altri Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in materia di IVA agevolata per l'acquisto di autovetture da parte di soggetti con disabilità (1092) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 15/05/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Bottici Laura ed altri Norme riguardanti il trasferimento al patrimonio disponibile e la successiva cessione a privati di aree demaniali nel comune di Chioggia (1149) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 15/05/2019); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni sen. Durnwalder Meinhard ed altri Modifiche all'articolo 60 del nuovo codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di macchine agricole d'epoca e di interesse storico e collezionistico (1234) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare) (assegnato in data 15/05/2019); Commissioni 10ª e 13ª riunite sen. L'Abbate Patty Disposizioni per la disciplina dell'economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo, nonché istituzione del Tavolo di lavoro permanente sul riutilizzo (1077) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 15/05/2019). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Quagliariello Gaetano Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari (214-515-805-B) S.214 approvato in testo unificato dal Senato della Repubblica (T.U. con S.515, S.805) C.1585 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1172) (assegnato in data 15/05/2019); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Garavini Laura ed altri Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero (936) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 15/05/2019); Commissioni 4ª e 9ª riunite sen. Rauti Isabella ed altri Delega al Governo in materia di ripristino delle funzioni del ex Corpo forestale dello Stato e istituzione del Corpo di polizia municipale, forestale e agroalimentare tecnico-specialistico ad ordinamento civile (1120) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 15/05/2019). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 2 maggio 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 10, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 - lo schema di decreto ministeriale di approvazione della programmazione 2019-2020 relativa al fondo per la tutela del patrimonio culturale (n. 85). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 4 giugno 2019. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 9 maggio 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, le osservazioni formulate dalla Commissione europea, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2015/1535 riguardante la notifica 2019/0036/I concernente il progetto di regola tecnica "Schema di regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto dei prodotti assorbenti per la persona (PAP), ai sensi dell'art. 184- ter , comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152". La predetta documentazione è deferita alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 187- bis ). Il Presidente del Comitato per la sicurezza delle operazioni in mare, con lettera in data 6 maggio 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145, la prima relazione sullo stato e la sicurezza delle attività minerarie in mare nel settore degli idrocarburi, riferita agli anni 2016 e 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . CCXLVIII, n. 1). Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 8 maggio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 23 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2018 dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XLV, n. 2). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione delle disposizioni del regolamento (UE) 2015/2120 in materia di accesso a un'Internet aperta (COM(2019) 203 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 14 maggio 2019, ha trasmesso la seguente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, relativa ad una causa in cui la Repubblica italiana è parte, che è deferita, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente, competenti per materia: sentenza della Corte (Grande sezione) del 30 aprile 2019, causa C-611/17, Repubblica italiana contro Commissione europea. La Corte ha respinto il ricorso dell'Italia volto a ottenere l'annullamento del regolamento (UE) 2017/1398 del Consiglio che modifica il regolamento (UE)2017/127 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca ( Doc . XIX, n. 40). Garante per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di atti. Deferimento Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, con lettera in data 3 maggio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del Regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, n. 168, il conto finanziario dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 258). Mozioni, apposizione di nuove firme La senatrice Giammanco ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00115 del senatore Quagliariello ed altri. I senatori Marco Pellegrini, Romano ed Endrizzi hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00121 della senatrice Castellone ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 30 aprile al 15 maggio 2019) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 29 DE BERTOLDI: su un incendio appiccato in una caserma dell'Esercito in provincia di Trento (4-00170) (risp. TRENTA, ministro della difesa ) sull'intervento di un funzionario cinese nei confronti di una giornalista italiana durante la conferenza stampa al Quirinale (4-01477) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) BONINO: sull'attacco ad alcune imbarcazioni ucraine da navi militari russe nel mar Nero (4-00957) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MODENA: sulla realizzazione di "centri regionali di sbarco" in Nord Africa (4-01351) (risp. DEL RE, vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ) PELLEGRINI ed altri: sulla riorganizzazione della Direzione distrettuale antimafia di Foggia (4-00984) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) Mozioni Atto n. 1-00126 ALFIERI MALPEZZI GIACOBBE PINOTTI FEDELI CIRINNA' IORI MESSINA Assuntela PITTELLA GINETTI BOLDRINI - Il Senato, premesso che: nel 2008, un colpo di Stato militare guidato dal generale Mohamed Ould Abdel Aziz ha rimosso il presidente della Mauritania Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi e il primo ministro Yahya Ould Ahmed El Waghef, a seguito del quale la Mauritania è stata temporaneamente sospesa dall'Unione africana. Il generale Aziz è stato successivamente eletto presidente nel 2009 e nuovamente confermato al primo turno nelle elezioni del 2014 con l'82 per cento dei consensi, elezioni cui non hanno partecipato i partiti d'opposizione, denunciandone la mancanza delle necessarie garanzie democratiche; il 22 giugno e il 6 luglio 2019 sono stati indetti i due turni delle nuove elezioni presidenziali cui il presidente Aziz non parteciperà, avendo affermato di volere rispettare il limite dei due mandati fissato dalla Costituzione mauritana. Pertanto, il partito di governo "Union pour la République", UPR, ha presentato il dimissionario Ministro della difesa ed ex capo di Stato maggiore Ghazouani, mentre i partiti d'opposizione hanno candidato Sidi Mohamed Ould Boubacar, già primo ministro tra il 1992 e il 1996 e tra il 2005 e il 2007, sostenuto dal partito islamista Tawassoul e Biram Dah Abeid, leader dell'Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista; il 28 marzo 2019, i partiti dell'opposizione hanno denunciato la mancanza dei necessari requisiti di trasparenza e imparzialità della commissione elettorale incaricata dell'organizzazione degli scrutini per le presidenziali; infatti, la stessa è composta, con una sola eccezione, da dichiarati sostenitori dell'ex capo di Stato maggiore Ghazouani. Pertanto, le opposizioni hanno chiesto una composizione più equilibrata della commissione unitamente alla liberazione di alcuni esponenti politici in stato di arresto, al ritiro dei provvedimenti di espulsione e alla sospensione dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti e gli oppositori rifugiati all'estero. Inoltre, è stato richiesto l'aggiornamento degli elenchi degli elettori e la presenza di osservatori internazionali alle elezioni presidenziali di giugno; secondo quanto emerso da diversi rapporti presentati negli anni dalle Nazioni Unite, le comunità haratin e afromauritane, che si stima che costituiscano due terzi della popolazione mauritana, sono escluse da molti aspetti della vita politica, economica e sociale, nonché sistematicamente discriminate. La Mauritania, infatti, è l'ultimo Paese al mondo ad avere formalmente abolito la schiavitù nel 1981 e, secondo i dati del "Global slavery index", risulta ancora oggi tra i dieci Stati al mondo con la più alta incidenza del fenomeno, incidenza dovuta al profondo radicamento del concetto di schiavitù nella società mauritana. Si aggiunga che, nonostante l'approvazione negli anni di nuove disposizioni di legge volte a contrastare il fenomeno, le stesse finiscano poi con il non essere pienamente applicate da parte della Polizia e della magistratura; numerose organizzazioni non governative internazionali, quali Amnesty International, hanno denunciato la sistematica violazione dei diritti umani in Mauritania, attraverso intimidazioni, aggressioni, procedimenti giudiziari, arresti arbitrari e torture ai danni degli attivisti contro la schiavitù e degli oppositori politici; anche il leader del movimento antischiavitù Biram Dah Abeid, premiato nel 2013 dalle Nazioni Unite per il suo impegno per i diritti umani e ora candidato alle elezioni presidenziali del 2019, è stato più volte detenuto arbitrariamente dal regime, prima nel 2014 durante la campagna presidenziale, poi di nuovo nel 2016, nonché da ultimo tra i mesi di agosto e dicembre 2018 nel corso della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento, dei consigli regionali e municipali. Nelle ultime settimane, l'attivista e politico mauritano è stato impegnato in alcune visite istituzionali in Francia, Spagna, Germania, Olanda, Belgio e anche in Italia, dove, intervenendo all'iniziativa "La schiavitù nel XXI secolo", organizzata dalla Federazione italiana diritti umani, con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, ha denunciato le violazioni subite nel suo Paese e il timore che esse possano ripetersi nel corso della prossima campagna elettorale; si aggiunga che le autorità mauritane hanno negato l'ingresso nel Paese a una delegazione di Amnesty International giunta per indagare sul fenomeno della schiavitù; considerato che: l'Italia e l'Unione europea promuovono e tutelano i diritti umani, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto nel mondo e riconoscono il sostegno e la protezione dei difensori dei diritti umani come parte integrante della politica estera; l'attività di osservazione elettorale rappresenta sempre più una componente rilevante della politica dell'Unione europea e di numerose organizzazioni internazionali e regionali per rafforzare i processi democratici attraverso il monitoraggio della campagna e dell'organizzazione elettorale, del ruolo e dell'indipendenza dell'amministrazione pubblica, nonché degli spazi di libertà di espressione e della possibilità di accedere ai media concessi; l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ribadisce l'importanza della Dichiarazione universale dei diritti umani, nonché di tutti gli altri accordi internazionali in materia di garanzia dei diritti umani e indica i soggetti impegnati nell'aiuto allo sviluppo dei Paesi terzi quali responsabili nel garantire il rispetto delle libertà fondamentali negli stessi; nell'ultimo triennio, l'Italia ha stanziato diversi finanziamenti in favore del Governo mauritano per progetti volti ad aumentare la sicurezza alimentare e la produttività agricola nel Paese sahariano, per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di euro; il 1° aprile 2019, il Governo mauritano ha firmato un accordo con l'Unione europea per ottenere 25 milioni di euro di aiuti dal Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, di cui l'Italia, con 110 milioni di euro, è il secondo Paese donatore. Il sostegno è volto a rafforzare la capacità della Mauritania di attuare strategie nazionali per uno sviluppo accelerato e il benessere condiviso, oltre a rafforzare la gestione finanziaria pubblica e migliorare la governance della sicurezza in relazione alla migrazione illegale; precedentemente, in data 5 dicembre 2018, la Corte dei conti europea aveva pubblicato una relazione sull'impiego delle risorse del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa da parte della Commissione europea, evidenziando alcune criticità in relazione ai criteri per il finanziamento dei progetti e al monitoraggio degli interventi, impegna il Governo: 1) a condannare fermamente in tutte le sedi internazionali le discriminazioni che persistono in Mauritania contro gli appartenenti alle comunità haratin e afromauritane, spesso privati anche dei più fondamentali diritti e delle più essenziali libertà, nonché le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate ai danni degli attivisti impegnati contro la schiavitù, dei difensori dei diritti umani e degli oppositori del Governo; 2) a sollecitare presso l'Unione europea e le altre sedi competenti l'invio di osservatori internazionali in occasione delle prossime elezioni presidenziali in Mauritania, al fine di monitorare l'intero processo elettorale, vigilare che ai candidati e ai gruppi politici sia assicurata l'opportunità di esprimere il proprio pensiero politico, nonché accertare che le procedure elettorali garantiscano a tutta la popolazione un'effettiva libertà di voto; 3) a verificare che nell'attivazione dei programmi di cooperazione con la Mauritania non emergano contraddizioni tra gli obiettivi di sviluppo e la tutela dei diritti umani, monitorando i progetti e i programmi finanziati; 4) a rappresentare alla Commissione europea l'esigenza di aumentare la trasparenza del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, al fine di garantire che il contributo allo sviluppo dei Paesi beneficiari, al miglioramento dei servizi pubblici locali, al rafforzamento della partecipazione politica e della governance degli stessi avvenga nel pieno rispetto dei diritti umani. Atto n. 1-00127 MALLEGNI BINETTI GASPARRI GALLIANI BARBONI BATTISTONI BERARDI DAMIANI RIZZOTTI MALAN - Il Senato, premesso che: il Parlamento italiano ha approvato nella XVII Legislatura la legge 2 dicembre 2016, n. 242, recante "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa"; la legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa ("Cannabis sativa L"); la canapa industriale (Cannabis sativa L) è una pianta da fibra tessile o coltivata a scopo alimentare che, per essere piantata, deve avere per legge un contenuto complessivo di THC (principio attivo ad azione psicotropa) compreso tra lo 0,2 e lo 0,6 per cento; la canapa, utilizzata per scopi industriali, appartiene tuttavia alla "cannabis", specie di cui fa parte la canapa stupefacente, dalla quale la canapa industriale differisce per alcune caratteristiche morfologiche e per un basso tenore di tetraidrocannabinolo (THC), l'agente psicotropo della cannabis; la coltivazione della canapa industriale è pertanto soggetta in ogni caso ad una regolamentazione restrittiva; la coltivazione di tali piante da parte di istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali di ricerca può essere tuttavia autorizzata dal Ministro della salute per scopi scientifici, sperimentali o didattici; la sentenza n. 360 del 1995 della Corte costituzionale ha sancito che "la condotta di coltivazione di piante da cui sono estraibili i principi attivi di sostanze stupefacenti integra un tipico reato di pericolo presunto, connotato dalla necessaria offensività della fattispecie criminosa astratta"; la sentenza della Corte di cassazione, sezioni unite, n. 28605 del 2008, ha precisato che: costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, anche quando sia realizzata per la destinazione del prodotto ad uso personale; ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, spetta al giudice verificare in concreto l'offensività della condotta ovvero l'idoneità della sostanza ricavata a produrre un effetto drogante rilevabile; partendo dalla premessa della Corte costituzionale, la sentenza della Corte di cassazione n. 28605, in ossequio al principio di offensività, ha stabilito che spetta al giudice verificare se la condotta, di volta in volta contestata all'agente ed accertata, sia assolutamente idonea a porre a repentaglio il bene giuridico protetto. Pertanto, con riferimento allo specifico caso della coltivazione delle piante, l'offensività non ricorre soltanto se la sostanza ricavabile non è idonea a produrre un effetto stupefacente in concreto rilevabile; le sentenze della Corte di cassazione n. 22459 e n. 23082 del 2013 hanno affrontato la questione, egualmente con riferimento ai caratteri specifici della piantagione, affermando, ai fini della punibilità della coltivazione, l'irrilevanza della quantità di principio ricavabile nell'immediatezza, e la rilevanza, invece, della conformità della pianta al tipo botanico previsto e della sua attitudine a giungere a maturazione ed a produrre la sostanza stupefacente; se è vero che alcune sentenze della Cassazione del 2013 e 2014 hanno seguito un diverso e meno rigoroso percorso sulla concreta offensività della condotta quando il numero di piante è esiguo, le pronunzie di legittimità più recenti si pongono agevolmente nel solco dell'orientamento più restrittivo, espresso dalle sezioni unite nel 2008 (n. 28605 del 2008 citata), sulla base dei dettami della Corte costituzionale n. 360 del 1995 (si vedano le sentenze della Cassazione n. 3177 del 2015 e n. 38364 del 2015); ancor più di recente la Corte costituzionale, con sentenza n. 109 del 2016, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 75 del testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, riguardo alla parte in cui non include tra le condotte punibili con le sole sanzioni amministrative la coltivazione di piante di cannabis, finalizzata in via esclusiva all'uso personale della sostanza stupefacente, non raccogliendo l'invito della Corte remittente a considerare in tal modo violato il principio di eguaglianza (articolo 3 della Costituzione) sotto il profilo della disparità di trattamento, nonché il principio della necessaria offensività del reato (articoli 13, comma secondo, 25, comma secondo, e 27, comma terzo, della Costituzione); la decisione del Consiglio Giustizia e affari interni europeo n. 2004/757/GAI ha individuato anche la mera coltivazione tra le condotte per le quali la normativa europea consente ai singoli Stati membri l'applicazione di sanzioni penali, pur prevedendo le sole norme "minime"; la legge n. 242 del 2016 sembrerebbe contraddire per molti aspetti la citata giurisprudenza, sia della suprema Corte, sia della Consulta, prevedendo norme indirizzate alla legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della filiera della canapa e dei suoi derivati, in quanto depenalizzano alcune parti dell'impianto normativo vigente, che, al contrario, si basa sulla consolidata previsione di fattispecie di natura penale; considerato che: la stessa legge, all'articolo 5, demanda a un decreto del Ministro della salute, da adottare entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore, la definizione dei livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti; ad oggi il decreto ministeriale non è stato emanato, consentendo di fatto una libera gestione da parte degli operatori del settore; l'articolo 6, comma 1, dispone che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali annualmente destini risorse economiche nel limite massimo di 700.000 euro, per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa; secondo l'ultimo rapporto dell'agenzia europea delle droghe OEDT (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), l'Italia è al terzo posto per uso di cannabis tra i Paesi dell'Unione europea; il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri ha stimato, nella relazione annuale 2017 sullo stato delle tossicodipendenze, che gli italiani spendono ogni anno 14,2 miliardi di euro per le sostanze stupefacenti, di cui più di un quarto del totale in derivati della cannabis; lo stesso Dipartimento ha, altresì, stimato che circa una persona su 3, di età compresa tra i 15 e i 64 anni, ha utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale nell'arco della vita; detta percentuale aumenta al 43 per cento analizzando il campione dei giovani italiani tra i 15 ed i 34 anni; il primato di consumo va alla cannabis, utilizzata almeno una volta nella vita dal 33,1 per cento della popolazione e dal 42,5 per cento dei giovani adulti; in un parere richiesto il 19 febbraio 2018 dal Ministero della salute e recentemente reso pubblico, il Consiglio superiore di sanità ha raccomandato al Governo che "siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti"; infatti, ha evidenziato che "non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti", e va evitato che "l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per se stessi o per altri"; ha rilevato anche che degli effetti di tali sostanze su alcuni soggetti si sa ancora troppo poco, perché "non appare in particolare che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come sicura e priva di effetti collaterali si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione)"; ha ritenuto inoltre che "tra le finalità della coltivazione della canapa industriale" previste dalla legge n. 242 del 2016, "non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera', in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione"; la droga esercita un'azione distruttiva, sia sull'organismo, sia sul sistema nervoso, agendo direttamente sui neurotrasmettitori, altera la trasmissione degli impulsi nervosi determinando gravissime conseguenze quali: perdita della capacità di reagire agli stimoli, incapacità di valutare e controllare le proprie azioni, sdoppiamento della personalità, alterazioni mentali, distorta percezione dello spazio e del tempo e alterazione di tutte le funzioni fondamentali. Sull'organismo, la droga è in grado di arrecare danni irreversibili a diversi e molteplici organi ed è, in taluni casi, causa di tumori o patologie similari e ovviamente di morte; secondo numerosi studi ed analisi, la quasi totalità dei fruitori abituali di eroina o cocaina ha in precedenza fatto uso di marijuana. Appare quanto mai evidente una stretta correlazione tra l'uso delle droghe leggere ed il successivo approccio alle droghe pesanti, dove la cannabis può essere facilmente individuata quale anticamera, nella stragrande maggioranza dei casi, alla tossicodipendenza; secondo la SITD (Società italiana tossicodipendenze), in Italia, nel 2017, sono morte 196 persone per overdose : l'età media dei deceduti si attesta sui 38 anni circa; le rilevazioni sugli esiti nefasti per abuso di droga hanno avuto inizio in Italia a partire dal 1973 con l'unico caso segnalato in quell'anno e nei successivi 44 anni i morti sono stati complessivamente più di 25.000; secondo i dati forniti dal Ministero dell'interno, nel 2017 gli incidenti stradali rilevati da Carabinieri e Polizia stradale, nei quali sono state riportate lesioni a persone e almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, sono stati 1.355, pari al 2,3 per cento degli incidenti complessivamente rilevati; attualmente, in Italia, secondo i dati diffusi da "Magica Italia", la guida dedicata al mondo della cannabis, i negozi " grow shop " dediti alla libera vendita, anche online , della canapa con bassi livelli di THC e prodotti derivati, sono più di 400, almeno uno in ogni capoluogo di provincia, per un giro d'affari complessivo annuo di 40 milioni di euro; l'associazione culturale "Comunicazione e legalizzazione", con sede in piazzale Picelli a Parma, ha dato vita alla prima scuola di alta formazione sul mondo della cannabis denominata "Cannabis business school"; tenuto conto che: nei giorni scorsi, è stata pubblicata un'indagine svolta dall'istituto di ricerca "Health promotion & life science - Addition research group", in collaborazione con l'università della Florida e la Comunità di San Patrignano, riguardante le conoscenze e i comportamenti degli studenti veronesi sull'uso e la vendita della cannabis light ; gli autori dello studio, in primis il neuroscienziato Giovanni Serpelloni, direttore dell'unità operativa complessa Addiction department dell'Aulss 9 di Verona e senior NR fellow presso il Drug policy institute, Department of psychiatry in the College of medicine della University of Florida, hanno evidenziato la pericolosità e i potenziali problemi in termini preventivi e di condizionamento dei comportamenti di salute nei giovani; sono state registrate diverse informazioni estremamente preoccupanti sotto il profilo delle scarse ed errate conoscenze che sono in possesso degli studenti relativamente all'acquisto e all'utilizzo (prevalentemente attraverso la via respiratoria) della cannabis light . È infatti presente una serie di distorsioni cognitive potenzialmente in grado di alterare anche la percezione del rischio nei confronti della cannabis in generale e quindi di conseguenza i comportamenti di salute; nello studio viene rimarcato come "La condizione attuale di comunicazione mediatica e di esposizione ambientale di negozi fortemente connotati con insegne riportanti esplicitamente la parola e le immagini della cannabis, sono in grado inoltre di creare disorientamento e confusione relativamente allo stato di legalità di tali vendite ed uso. Dei 1484 studenti intervistati (di età compresa tra i 13 e i 19 anni, equamente divisi tra maschi e femmine) oltre il 40% ha dubbi o convinzione errate sulla ipotetica avvenuta legalizzazione della cannabis in generale. Il 48.8% degli intervistati erroneamente ritiene legale fumare le infiorescenze messe in vendita come prodotti da collezione, con etichette che riportano chiaramente "non per uso umano". Il 36.6% degli intervistati erroneamente ritiene legale la vendita delle infiorescenze per fumarle. Il 47.1% degli intervistati erroneamente ritiene legale acquistare le infiorescenze per fumarle. Il 46.8% degli intervistati erroneamente ritiene che la cannabis light possa curare le malattie. Il 31.4% degli intervistati erroneamente ritiene che i negozi non siano autorizzati per legge a vendere la cannabis light, solo per collezione o ricerca escludendo quindi l'uso umano. L'8.5% degli intervistati erroneamente ritiene che la cannabis light possa essere usata anche dai minorenni, mentre il 23.5% è in dubbio. Il 64.8% degli intervistati erroneamente ritiene o non sa che la cannabis light può far risultare positivo il drug test nei guidatori con il pericolo di venir quindi riscontrati positivi ai possibili controlli della Polizia Stradale alla guida di motocicli o auto. Gli studenti intervistati sottovalutano quindi il conseguente ritiro della licenza di guida, la confisca del mezzo e i problemi legali derivanti. Il 9.4% degli intervistati ha fumato cannabis light. Si tenga conto della giovane età degli intervistati per la maggior parte minorenni. Si evidenzia che anche nei soggetti con meno di 14 anni esiste una quota del 2,3% che ha usato (e quindi probabilmente acquistato) cannabis light. Tale percentuale tra i 15 e 17 anni arriva al 9.2. Il 22.2% degli intervistati ha fumato cannabis potenziata (illegale). Per meglio interpretare la gravità di questo dato si tenga conto della giovane età degli intervistati per la maggior parte minorenni. Si evidenzia che nei soggetti con meno di 14 anni esiste una quota del 4.8% che ha usato cannabis potenziata. Tale percentuale tra i 15 e 17 anni arriva al 22.8"; viene, inoltre, evidenziato come la ricerca scientifica ed in particolare quella nel campo delle neuroscienze abbia ampiamente dimostrato che l'uso di cannabis può produrre gravi effetti neurotossici, particolarmente importanti nello sviluppo del cervello degli adolescenti; lo studio contiene, altresì, dati relativi a problemi di disturbi psicotici, sottolineando che "persone che usano cannabis hanno maggior probabilità di sviluppare schizofrenia e altre patologie psichiatriche oltre che crisi di panico e sono più inclini a sviluppare depressione". Emerge, poi, che "la cannabis odierna è molto potenziata e può raggiungere alte percentuali di principio attivo, fino al 38% (la pianta in natura ha il 4%). Il pericolo nella cannabis light non è chiaramente la percentuale di Thc che è bassissima ma il fatto che le persone che la usano, soprattutto i minori, apprendono comportamenti e atteggiamenti verso le droghe sicuramente pericolosi in termini preventivi ed evolutivi. Però anche se la percentuale è bassa il Thc si può accumulare e dare comunque effetti tossici nel lungo termine. Prova ne sia che questi soggetti se testati (come per esempio fa la polizia stradale con i guidatori) risultano positivi al drugtest con tutte le conseguenze del caso (ritiro della patente, confisca dell'auto e differimento all'autorità giudiziaria con denuncia)"; ricordato che: nella seduta del 6 marzo 2019, l'Assemblea del Senato ha discusso e respinto le mozioni 1-00031, presentata dal senatore Mallegni e altri, e 1-00089, presentata dalla senatrice Boldrini e altri, sulla coltivazione e commercializzazione della canapa; in particolare, la mozione 1-00031 di Forza Italia recava l'impegno al Governo ad emanare urgentemente, a seguito del parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, un provvedimento per la sospensione della commercializzazione di tutti i prodotti della "cannabis light "; nel corso della discussione, il sottosegretario di Stato per la salute Bartolazzi ha accolto l'impegno, previsto da entrambe le mozioni, a definire con decreto i livelli massimi di residui THC ammessi negli alimenti; ha dichiarato disponibilità a valutare l'opportunità, in esito agli approfondimenti giuridici e scientifici in corso, di prevedere una nuova regolamentazione delle modalità di coltivazione e commercializzazione della canapa, ma non ha accettato l'impegno della mozione di FI ad emanare un provvedimento per sospendere la commercializzazione dei prodotti della cannabis light ; desta perplessità che, a distanza di soli due mesi dall'esito negativo delle citate mozioni, il Ministro dell'interno Salvini, cambiando evidentemente opinione sulla base di quanto proposto nella mozione di Forza Italia, abbia annunciato l'intenzione di voler procedere con la chiusura di tutti i "cannabis shop, che non fanno altro che incentivare il consumo di sostanze illegali", impegna il Governo: 1) ad emanare urgentemente, a seguito del parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, un provvedimento per la sospensione della commercializzazione di tutti i prodotti della "cannabis light "; 2) a valutare misure finalizzate in ogni caso al rimborso dei negozianti per le spese sostenute per l'apertura dei "cannabis shop "; 3) ad attivarsi con urgenza prevedendo una regolamentazione più stringente delle modalità di coltivazione e commercializzazione della canapa; 4) a valutare l'opportunità di destinare in altro modo le risorse economiche, di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge n. 242 del 2016; 5) ad emanare urgentemente il decreto ministeriale come prescritto dall'art. 5, comma 1, della legge per definire i livelli massimi di residui di THC ammessi negli alimenti; 6) a verificare se le condotte della "Cannabis business school" siano conformi alle prescrizioni di legge. Atto n. 1-00128 MIRABELLI MARCUCCI MALPEZZI STEFANO VALENTE COLLINA FERRARI BINI CIRINNA' PARRINI CUCCA - Il Senato, premesso che, i recenti luttuosi episodi di cronaca, ed in particolare i gravi episodi di violenza urbana, riconducibili spesso a organizzazioni della criminalità di stampo mafioso, hanno scosso l'opinione pubblica, anche in riferimento alle giovanissime vite innocenti coinvolte nei recenti episodi a Napoli, come nel caso di pochi giorni fa a piazza Nazionale, dove è stata ferita gravemente la piccola Noemi, o a San Giovanni a Teduccio, dove un nonno è stato giustiziato mentre portava il nipotino a scuola, oppure in riferimento a episodi di inaudita violenza di gruppo, come a Manduria, o ancora ai regolamenti di conti in pieno giorno in zone densamente abitate come a Cinecittà a Roma o in via Cadore a Milano o come nel caso del ferimento del giovane campione di nuoto Manuele Bortuzzo ad Acilia; tali gravi episodi di drammatica violenza contrastano chiaramente con l'immagine di sconfitta della criminalità che il Ministro dell'interno tende a propagandare continuamente, pubblicizzando dati statistici derivanti da un andamento in atto da diversi anni, ma che al momento non si è arricchito di nessuna significativa azione messa in campo dall'attuale Governo, che al contrario, con provvedimenti come quello della liberalizzazione della legittima difesa, tendono a consegnare la percezione di uno Stato che si allontana e promuove la "sicurezza fai da te", in contrasto con il dettato costituzionale che assegna allo Stato in via esclusiva la tutela della sicurezza e l'esercizio della forza; sempre tali episodi mettono in luce una significativa dissociazione tra l'evoluzione del fenomeno migratorio, al centro delle politiche del Ministro dell'interno, e la persistenza di fenomeni criminali di evidente forza e di natura chiaramente autoctona; è sempre più avvertita l'esigenza di una riflessione sul concetto di sicurezza, in particolare urbana ed integrata, che soprattutto oggi caratterizza la condizione di complessità propria dei grandi centri urbani, che richiede una serie di misure di rassicurazione della comunità civile globalmente intesa, finalizzate a rafforzare la percezione che le pubbliche istituzioni concorrono unitariamente alla gestione delle conseguenti problematiche, nel superiore interesse della coesione sociale e della sicurezza collettiva e individuale; il precedente Governo aveva disciplinato con il decreto-legge n. 14 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 48 del 2017, le modalità e gli strumenti di coordinamento tra le funzioni dello Stato, delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata; appare errata e controproducente, invece, la previsione inserita nella circolare ministeriale del 17 aprile 2019, firmata dal ministro Salvini, che privilegia il ruolo dei prefetti di fatto escludendo una collaborazione con i sindaci del territorio. Tale circolare, a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo, va ritirata; certamente, al fine di un complessivo rafforzamento dell'opera di prevenzione e repressione del crimine, appare necessario proseguire nell'opera di assunzione di nuovi operatori delle forze dell'ordine, al fine del raggiungimento di quanto previsto dalle nuove piante organiche, definite dal decreto legislativo n. 95 del 2017, adottato in attuazione della cosiddetta legge Madia (di cui alla legge n. 124 del 2015); altrettanto importante nell'ambito della riflessione sul concetto di sicurezza, in particolare urbana ed integrata, è l'iniziativa e l'impulso che gli ultimi Governi hanno messo in campo fin dal 2015 con l'istituzione di un vero e proprio programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, il "bando periferie"; questa iniziativa avrebbe potuto interessare quasi 20 milioni di abitanti tramite azioni di recupero urbano, trasformazioni, ristrutturazioni, migliore illuminazione, servizi, impianti sportivi con l'obiettivo di recuperare e "ricucire" i tessuti periferici con il corpo delle città, con il finanziamento di 120 progetti con 2.100.000 euro di fondi statali per la crescita, lo sviluppo e la sicurezza delle periferie, mentre avrebbe potuto mobilitare quasi 4 miliardi di euro considerando anche le risorse regionali e i contributi privati; tuttavia, il cosiddetto decreto milleproroghe (decreto-legge n. 91 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2018), adottato da questo Governo nell'agosto del 2018, aveva previsto un taglio di 1,6 miliardi di euro ai danni dei Comuni, spostando al 2020 l'efficacia di 96 delle 120 convenzioni già firmate dai sindaci con il Governo Gentiloni, bloccando di fatto i fondi destinati ai progetti vincitori del bando periferie e determinando una situazione di grave incertezza per gli enti locali che ha evidenziato una sostanziale avversità ad ogni processo di recupero sociale dei tessuti periferici; va altresì ricordato che la rigenerazione delle aree urbane degradate e la sicurezza territoriale passano anche per la lotta alla dispersione scolastica, ossia a quell'insieme di processi che, determinando rallentamenti, ritardi o altre interruzioni più o meno prolungate, possono alla fine portare all'abbandono di un iter scolastico, con gravi conseguenze in termini di esclusione sociale per i ragazzi che abbandonano prematuramente la scuola e che rischiano maggiormente la disoccupazione, con un grosso aumento dei costi socioeconomici tanto a livello individuale, quanto a livello collettivo; per attuare le necessarie strategie di prevenzione e intervento appare altresì indispensabile la creazione di un apposito fondo destinato alle politiche di integrazione ed educazione, quale strumento principale per la lotta alla dispersione scolastica al fine di accompagnare i giovani, sin dalla primissima scolarizzazione, con un adeguato sostegno, all'apprendimento e ad esempio prevedendo l'attivazione di misure di tutoraggio e di percorsi personalizzati, laddove necessario; pensare, come fa questo Governo, di affrontare il tema della sicurezza riducendola al contrasto dei reati di strada separandolo dal tema della battaglia per la legalità e contro le mafie è un errore: non è più sicuro un Paese in cui si fanno 9 condoni, come è successo quest'anno; la corruzione è un male che attanaglia la nostra società e sottrae ogni anno ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per politiche di sviluppo e di equità. Centinaia di appalti, che vogliono dire lavoro, occupazione e ripresa, restano spesso fermi a causa di illegalità e conseguenti inchieste; il Partito democratico, quando si parla di misure di contrasto alla corruzione, è sempre presente ed è sempre in prima linea. Quest'attenzione è stata dimostrata nella XVII Legislatura, quando ha introdotto una legislazione molto puntuale, con un aumento delle pene significativo per tutti i reati contro la pubblica amministrazione, con la reintroduzione del falso in bilancio, con l'introduzione del reato di autoriciclaggio, con l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione, che è stata dotata di personale, risorse e poteri per operare adeguatamente, e con l'approvazione della legge sul cosiddetto whistleblowing (legge n. 179 del 2017), cioè una legge finalizzata a garantire la possibilità della denuncia anche all'interno delle pubbliche amministrazioni di comportamenti lesivi della pubblica amministrazione stessa; la nascita dell'Anac, con la guida assegnata a Raffaele Cantone, ha permesso di dotare l'Italia di strumenti ancora più efficaci rispetto ad altri Paesi contro questa piaga e di liberare la realizzazione di grandi opere da continue interruzioni; il cosiddetto decreto sblocca cantieri (AS 1248, decreto-legge n. 32 del 2019) persegue invece, in nome della necessità di velocizzare le opere con l'idea pericolosa che ciò si faccia riducendo i controlli, obiettivi di segno opposto: togliere all'Anac poteri e funzioni, alzare le soglie per la trattativa senza gara, liberalizzare i subappalti e tornare al massimo ribasso; la Commissione europea, nella relazione per Paese relativa all'Italia del 27 febbraio 2019, ha riconosciuto che, per quanto riguarda il processo civile, nel complesso, le riforme dei Governi precedenti stanno iniziando a incidere positivamente sulla durata dei processi nei gradi di giudizio superiori; dal punto di vista organizzativo, nella XVII Legislatura, è stato rafforzato il personale amministrativo, riequilibrandolo rispetto al numero di magistrati. Nel triennio 2017-2019, inoltre, il settore giustizia bandendo nuovi concorsi o attingendo a graduatorie valide può già reclutare ulteriori mille amministrativi (in ruoli non dirigenziali) con contratto a tempo indeterminato. Tali ingressi andavano ad aggiungersi all'assunzione straordinaria di altri 1.000 assistenti giudiziari prevista dal decreto sul processo amministrativo telematico (di cui al decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012); si è poi attuato l'ufficio per il processo anche nell'ambito del processo amministrativo, dopo la positiva esperienza in ambito civile. Il processo civile telematico ha inoltre velocizzato enormemente i tempi di emissione dei decreti ingiuntivi telematici: si parla di risultati che viaggiano intorno ai 48 milioni di euro risparmiati e di un notevole recupero di efficienza anche in termini di tempi; l'introduzione del processo telematico è stata ampiamente avviata dal precedente Governo, che si è speso per il conseguimento dell'obiettivo in termini normativi, organizzativi e di progettazione (sta proseguendo il processo di digitalizzazione nei tribunali si è allargato il processo civile telematico presso la Corte di cassazione e si sono allineati i cantieri di lavoro che riguardano il processo amministrativo telematico, il processo penale telematico, il processo contabile telematico, il processo tributario telematico); per aggredire la problematica della durata complessiva dei procedimenti civili, per limitare gli abusi del processo e garantire un funzionamento più efficiente dei tribunali, il programma nazionale di riforma (PNR) prevede il raggiungimento dell'obiettivo di efficientamento del processo civile entro il 2019 mediante l'adozione di un disegno di legge delega di riforma complessiva del codice di procedura civile di cui, ad oggi, non vi è traccia; sempre sul tema della prescrizione, si è deliberatamente omesso di ricordare che un'ampia riforma della prescrizione è già stata compiutamente portata a termine nella XVII Legislatura all'interno della già citata riforma del processo penale, con l'obiettivo principale di limitare l'estinzione dei reati per prescrizione; la nuova disciplina della prescrizione, introdotta con la cosiddetta legge "spazzacorrotti" (legge n. 3 del 2019), non ha atteso neanche gli esiti della precedente riforma, i cui effetti saranno apprezzabili solo per i fatti commessi dopo l'entrata in vigore, e rischia di avere un impatto espansivo per quanto riguarda la durata dei processi; la risposta alla sfida delle mafie che hanno un'evidente dimensione internazionale non può che essere di carattere internazionale: serve una legislazione europea che introduca in tutto il continente il reato di associazione e la confisca dei beni ai mafiosi, e soprattutto serve accelerare l'istituzione della Procura europea, con un alto livello di indipendenza che possa avere in prospettiva competenza anche in materia di terrorismo e criminalità organizzata; nella XVII Legislatura sono state recepite fondamentali decisioni quadro, come quella sulle squadre investigative comuni, sul blocco e sequestro dei beni, sul reciproco riconoscimento delle decisioni pronunciate in assenza dell'interessato; alcune di esse risalgono addirittura a quindici anni fa, e si è attivato un potenziamento della cooperazione bilaterale con i Paesi extra Unione europea appartenenti ad aree strategiche per il contrasto al terrorismo, al crimine organizzato, al traffico clandestino di esseri umani, alla corruzione; sulla scorta dell'eccellente cooperazione tra organismi di prevenzione e di contrasto al terrorismo nell'ambito del comitato di analisi strategica antiterrorismo (CASA), il cui database è collegato con il sistema di informazione Schengen e con Interpol, sarebbe opportuno prevedere un analogo organismo di coordinamento anche per quanto concerne la lotta alle mafie; particolarmente grave, poi, è la disposizione introdotta dal "decreto sicurezza" (decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018) sulla possibilità di vendere i beni immobili confiscati alla mafia, facendo venir meno un principio fondante della legge Rognoni-La Torre (di cui alla legge n. 646 del 1982), quello della restituzione alla società di ciò che le mafie hanno tolto; fino a prima del decreto, infatti, l'istituto della vendita di questi beni era stato concepito solo come extrema ratio , nei soli casi in cui era impossibilitata la destinazione o il trasferimento per pubblico interesse; e in secondo luogo, destinatario della vendita non era certo "il miglior offerente", come previsto dal cosiddetto decreto sicurezza, ma un ente pubblico, coerentemente con le finalità proprie e quelle espresse dal valore di sintesi della pubblica utilità; la legge n. 109 del 1996 sul riuso sociale dei beni, in oltre 20 di vigenza, ha consentito ad oltre 720 realtà tra associazioni e cooperative di gestire i beni confiscati alle mafie in maniera pluralistica, e tenendo insieme l'esigenza di restituire quei beni alle comunità e di produrre, al tempo stesso, una economia sana, partendo dal lavoro pulito; al contrario, le disposizioni introdotte da questo Governo, attraverso la vendita diretta ai privati, rischiano ora di "restituire" quei beni confiscati proprio ai precedenti proprietari, anche alla luce del fatto che la criminalità organizzata opera quotidianamente attraverso prestanome e riciclaggio di denaro; sui beni confiscati il problema vero è quello di alimentare il fondo, istituito su proposta PD, per consentire agli enti locali di avere a disposizione le risorse necessarie per utilizzare gli immobili confiscati, impegna il Governo: 1) a rilanciare lo strumento del patto urbano per la sicurezza, e a promuovere e finanziare la stipula in tutto il Paese di questi patti integrati tra i vari soggetti locali; 2) al raggiungimento dell'obiettivo del completamento della pianta organica per le forze dell'ordine dei comparti sicurezza e soccorso pubblico nell'arco dei prossimi 5 anni così come di 5 anni è stata la pianificazione delle assunzioni straordinarie pianificate con il Governo precedente, anche tramite il rafforzamento delle strutture di formazione dei nuovi assunti, anche al fine di accelerare il ringiovanimento dell'età media degli operatori; 3) a confermare, al fine di continuare l'opera di investimento sul miglioramento delle condizioni contrattuali del comparto, l'aumento corrisposto nell'ultimo contratto triennale, di circa 104 euro medi mensili netti, anche nel nuovo contratto triennale, e a defiscalizzare la parte accessoria della retribuzione, caratteristica molto significativa per le forze dell'ordine, come per esempio nel caso degli emolumenti corrisposti per le ore di servizio straordinario; 4) nell'ottica di una maggior capacità preventiva, a programmare la costituzione in ogni Questura ed in ogni comando provinciale dei Carabinieri di un nucleo speciale per rapine e furti in appartamento, dedicato esclusivamente alla prevenzione ed alla repressione di tali reati, a forte impatto sociale, proprio per ribadire l'esclusiva prerogativa dello Stato nella tutela della sicurezza pubblica e nella tutela dell'integrità fisica delle persone, delle famiglie e dei loro patrimoni; 5) a rilanciare politiche coordinate e finanziate per la riqualificazione delle periferie, come per il bando del 2015, con un programma poliennale della durata di dieci anni, in modo tale da allestire un vero e proprio programma con continuità di finanziamenti e obiettivi. La promozione di un tale programma può consentire investimenti per 25-30 miliardi di euro in dieci anni. Le città italiane hanno bisogno di obiettivi e programmazione coordinata a livello nazionale e locale; 6) ad istituire un apposito fondo, con risorse adeguate, destinato alle politiche di integrazione ed educazione, quale strumento principale per la lotta alla dispersione scolastica al fine di accompagnare i giovani, sin dalla primissima scolarizzazione, con un adeguato sostegno e così riducendo gli altissimi costi individuali e sociali in termini di emarginazione sociale ed incremento della delinquenza minorile; 7) a rivedere le norme che di fatto smantellano il codice degli appalti e il ruolo e la funzione dell'Autorità anticorruzione come elemento caratterizzante di regolazione, indirizzo e prevenzione per il contrasto alla corruzione e all'infiltrazione delle mafie negli appalti e ad adottare, contestualmente, urgenti iniziative di rilancio e rafforzamento della stessa Autorità; 8) per quanto di competenza, ad assicurare, sul delicato tema della prescrizione, alla giurisdizione, tempi congrui allo svolgimento delle attività di accertamento dei fatti di reato e a garantire la ragionevole durata del processo, provvedendo, anche in sede di rideterminazione delle piante organiche degli uffici giudiziari a seguito delle nuove assunzioni, a porre particolare attenzione alla destinazione di un maggior numero, proporzionalmente adeguato rispetto agli effettivi fabbisogni di organico, di nuovi magistrati per le funzioni giudicanti e requirenti di merito di primo e di secondo grado, per quella di magistrato distrettuale, di coordinamento nazionale presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e per le funzioni semidirettive di primo grado, di primo grado elevate e di secondo grado; 9) a puntare, percorrendo tutte le strade opportune e assecondando i relativi processi decisionali e predisponendo gli strumenti e le risorse necessari, sulla Procura europea antiterrorismo e criminalità organizzata transnazionale; 10) a prevedere il ripristino della dotazione finanziaria del Fondo per l'attuazione della riforma del processo penale per ciascuno degli anni 2019-2021 e a garantire e implementare la funzionalità e l'organizzazione degli uffici e delle strutture di esecuzione penale esterna e per la messa alla prova, anche al fine di favorire il decremento della popolazione penitenziaria e concorrere così a determinare positivi effetti anche in termini di complessiva sicurezza sociale in ragione della conseguente riduzione della recidiva a provvedere in tempi celeri a proseguire, nel solco di quanto già avviato dai precedenti Governi di centrosinistra, con le riforme che rendano più celere ed efficiente la giustizia civile; 11) a procedere in tempi certi al rafforzamento ed efficientamento della distribuzione e allocazione delle risorse umane per gli organici amministrativi e per il personale della magistratura anche, eventualmente, prevedendo delle task force specifiche per le procure e tribunali con carichi eccessivi di lavoro; 12) a prevedere adeguati investimenti per procedere alla manutenzione, all'ammodernamento nonché all'aumento dei tribunali di ogni ordine e grado; 13) a istituire, da subito, non solo a livello nazionale ma anche nei territori più esposti alla penetrazione mafiosa, un tavolo permanente di coordinamento tra polizia giudiziaria, magistratura e servizi di intelligence quale importante strumento, a livello nazionale, di condivisione e valutazione delle informazioni, prevenzione e contrasto delle azioni criminali delle mafie, "casa dell'antimafia"; 14) a intervenire per sostenere economicamente i progetti di Comuni e di enti locali per il riutilizzo degli immobili confiscati alle mafie e a tornare a rendere residuale la possibilità di vendita dei beni confiscati alle mafie escludendo la vendita diretta ai privati, salvaguardando così la gestione pluralistica e la destinazione per pubblico interesse di questi beni. Interrogazioni Atto n. 3-00828 STABILE Ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: con il decreto del commissario straordinario n. 329 del 24 aprile 2019 in materia di servizio di trasporto intraospedaliero di pazienti a favore dell'azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (area ex AOUTS), si è preso atto formalmente della risoluzione unilaterale ed anticipata del contratto attivata dalla società Rekeep SpA e si è altresì dato atto dell'intervenuto scorrimento della graduatoria di merito e conseguente affidamento del servizio al secondo operatore economico utilmente posizionatosi, il costituendo raggruppamento temporaneo di imprese tra consorzio Fhocus home care united services di Trieste e Coopservice società cooperativa per azioni di Reggio Emilia, per il periodo dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2020; l'affidamento, come chiaramente emergente dagli atti di gara e dello schema d'offerta sottoscritto dalle partecipanti, era ed è da intendersi a misura, ovvero per consumo effettivo, per trasporti a tratta effettivamente erogati all'interno delle pertinenze aziendali dell'ospedale Maggiore e del nosocomio di Cattinara, nei giorni feriali in orario diurno; per l'esecuzione dei trasporti sono sorte più difficoltà del previsto e ne è stato quindi effettuato un numero inferiore rispetto a quanto ipotizzato, e, visto che agli operatori andava comunque garantita una retribuzione oraria, la società ha avuto delle uscite superiori rispetto alle entrate preventivate; il Fhocus consorzio e Coopservice hanno dato la disponibilità all'azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste a svolgere il servizio per i 20 mesi restanti nella consapevolezza dei bisogni dei pazienti, pur in presenza di un importo proposto inferiore di quasi il 35 per cento rispetto all'importo di gara, che era stato proposto nel 2016; questa riduzione ha rappresentato anche una minore necessità di operatori, e non ritenendo possibile scegliere tra i lavoratori, né licenziare nessuno, le società hanno optato nel ripartire il monte ore restante di 700 ore settimanali fra i 35 lavoratori, la maggior parte dei quali avrebbe percepito un totale netto di circa 400 euro al mese; la maggior parte dei dipendenti di Rekeep SpA, a seguito del recesso unilaterale del contratto, si è vista costretta a non accettare la proposta fatta da Fhocus consorzio e Coopservice, in quanto troppo penalizzante economicamente rispetto al precedente trattandosi di una proposta di drastica riduzione del monte ore lavorativo con conseguente riduzione degli stipendi, che avrebbe portato i lavoratori a non poter più far fronte al sostentamento delle proprie famiglie a causa di un reddito al di sotto della soglia di sopravvivenza; l'auspicio di trovare una soluzione adeguata e dignitosa per i barellieri degli ospedali di Cattinara e Maggiore, procedendo attraverso l'assunzione pubblica, ex art. 16 della legge n. 56 del 1987, da parte dell'azienda sanitaria, non ha trovato conferme e il fatto che la quasi totalità del personale non abbia accettato di essere assorbito dal raggruppamento di imprese, formato da Fhocus e Coopservice, ha determinato una situazione di disservizio inaccettabile nei confronti dei cittadini, oltre che degli operatori sanitari. Infatti, il cambio repentino di appalto ha oggettivamente creato a tutti difficoltà operative per cui, al fine di garantire il servizio, l'azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste ha provveduto ad assicurare il servizio mediante personale addetto alle pulizie e operatori sociosanitari dei servizi territoriali ed ospedalieri affiancati da tirocinanti assunti tramite progetti nazionali e regionali ("Garanzia Giovani"), in attesa che la ditta subentrante arrivi a garantire l'attività in completa autonomia; risulta evidente come il nuovo personale non sia effettivamente formato per svolgere tali incarichi, oltre al fatto che gli operatori sociosanitari svolgono il servizio durante il proprio orario di lavoro, sottraendo tempo all'assistenza o addirittura lavorando durante le giornate di riposo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le valutazioni in merito alla tutela della salute dei pazienti degli ospedali di Cattinara e Maggiore, in merito alla tutela dei lavoratori ai quali non è stata garantita continuità lavorativa e in merito alla formazione dei nuovi assunti, anche con riferimento a eventuali violazioni della normativa sull'obbligo di riposo dei lavoratori; se non ritengano di rivedere la normativa sugli appalti, considerato che quanto esposto può determinare condizioni insostenibili per i lavoratori, i quali invece dovrebbero vedersi garantite alcune clausole sociali, previste dai contratti collettivi. Atto n. 3-00829 FERRAZZI SBROLLINI D'ARIENZO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: è di queste ore la notizia che Alitalia ha deciso di ridurre l'offerta del trasporto aereo riducendo l'offerta sulla tratta che collega Venezia e Roma; dei tre voli mattutini, quello intermedio adesso è operativo solo a giorni alterni, così come uno dei due voli serali; le giustificazioni che l'azienda adduce a tale scelta da un lato vengono collegate alla necessità di garantire la sostenibilità economica del servizio, dall'altro alla possibilità di scelte alternative che i viaggiatori possono compiere comunque per il viaggio di andata e ritorno in giornata; considerato che: tale riduzione dell'offerta dei trasporti aerei nella tratta Venezia-Roma va a sommarsi alla riduzione di offerta del trasporto ferroviario decisa da Trenitalia a dicembre 2018 sempre sulla stessa tratta ed anche le giustificazioni date in quell'occasione da parte della compagnia di trasporti ferroviari somigliano molto a quelle date dalla compagnia di trasporto aereo; il 10 dicembre 2018, contestualmente all'entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia, è stata soppressa la corsa "Frecciarossa no-stop" Venezia-Roma delle ore 6.06, con arrivo a Roma Termini alle ore 9.30. Il treno super veloce, con ripartenza da Termini alle ore 17.30, non prevedeva alcuna sosta nelle stazioni intermedie, comprese Bologna centrale e Firenze Santa Maria Novella ed era sempre pieno di viaggiatori; in luogo del Frecciarossa senza fermate intermedie, è stata prevista una corsa del Frecciargento, peraltro a capienza inferiore, che parte da Venezia alle ore 6.25 e che arriva a Roma alle ore 10.10, facendo tappa nelle stazioni di Bologna e di Firenze. Oltre alla ritardata partenza si incrementa significativamente il tempo di percorrenza; il treno "Frecciarossa no-stop" Venezia-Roma ha sempre rappresentato un utile e necessario servizio per quanti hanno la necessità di raggiungere Roma nella prima mattinata; ancora non è stato progettato e realizzato il tratto ad alta velocità Padova-Bologna, che risulta essere l'unico nelle direttrici Venezia-Salerno e Torino-Salerno a non avere questa caratteristica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative intenda assumere per pervenire al ripristino del livello di servizio di trasporto aereo e ferroviario, offerto rispettivamente da Alitalia e Trenitalia, per la tratta che collega Venezia e Roma. Atto n. 3-00830 LANNUTTI PESCO DI NICOLA LEONE NATURALE FENU AGOSTINELLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge n. 99 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 121 del 2017, recante disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza SpA e di Veneto Banca SpA, presentato il 25 giugno 2017 dal Governo pro tempore Gentiloni, è stato oggetto di eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza nei confronti delle vittime dei dissesti bancari privati di ogni azione risarcitoria, senza alcuna motivazione plausibile; in occasione del subentro di UBI a CariFerrara, CariChieti e Banca Marche, diversi tribunali hanno sancito la responsabilità risarcitoria della banca subentrante, e la questione è allo scrutinio della Corte costituzionale; giova ricordare che il gruppo Intesa Sanpaolo ricevette dallo Stato 5,2 miliardi di euro cash (4,8 per tenere invariati i propri livelli di patrimonio e 400 milioni come garanzia immediata per alcuni crediti acquistati che rischiano di andare in difficoltà), oltre ad una garanzia pubblica di 12 miliardi di euro per coprire oltre 10 miliardi di crediti deteriorati e 1,7 per le partecipazioni (Arca Sgr, Bim-Banca Intermobiliare) che il gruppo Intesa rifiutava di acquisire, ossia gli attivi a carico della bad bank gestiti dai commissari liquidatori, quale premio per la chiusura di 600 filiali ed esuberi per 4.000 unità su base volontaria, con altri 1,28 miliardi (esenti da imposte) al fondo esuberi; rilevato che: nei giorni scorsi e dopo quattro anni di indagini, i pubblici ministeri Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori della Procura di Vicenza, nel processo che riguarda l'ex presidente della Banca Popolare di Vicenza (BpVi) Gianni Zonin e gli ex amministratori delegati Giuseppe Zigliotto, Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, Paolo Marin e Massimiliano Pellegrini, hanno avanzato la richiesta di archiviazione per 15 componenti del consiglio di amministrazione e 3 componenti del collegio sindacale; mentre Banca Popolare di Vicenza scivolava lungo il piano inclinato che l'avrebbe portata al collasso, con una perdita nel solo 2016 di un miliardo e 900 milioni di euro, dall'istituto di credito vicentino, al cui vertice stava Gianni Zonin, erano partiti gli ordini di rastrellare azioni e finanziare l'acquisto delle stesse da parte dei clienti, senza che gli altri vertici apicali ne sapessero nulla. Sarebbero stati all'oscuro delle manovre che avrebbero ridotto sul lastrico 120.000 famiglie e, se anche qualcosa avevano intuito, non ci sono prove che possano attribuire a consiglieri e sindaci responsabilità penali. I magistrati affermano di non aver raccolto prove sufficienti a loro carico per dimostrare che fossero coinvolti nei reati, né che i soggetti apicali fossero a conoscenza delle ormai famose "operazioni baciate" (chi voleva un prestito, un mutuo, un fido, era costretto ad acquistare le azioni illiquide delle banca, le cui valutazioni peritali pagate dal consiglio di amministrazione avevano portato il valore a 62,50 euro), delle quali sapevano solo Zonin ed i massimi dirigenti; dall'annotazione del procuratore generale del procedimento penale 5628-15, si potrebbe evincere che quanto meno il vice presidente Andrea Monorchio conoscesse tale prassi, se non altro perché era al contempo presidente di Micoperi SpA, società che, guarda caso, in data 11 dicembre 2012, avrebbe perfezionato un finanziamento di 20 milioni di euro (in conflitto di interessi tra la propria banca di cui era vicepresidente e l'impresa debitrice di cui era presidente) per poi, una settimana dopo, in data 18 dicembre 2012, acquistare 64.000 azioni della Banca Popolare di Vicenza per un controvalore di 4 milioni euro (come si evince da un articolo di "VicenzaPiù" del 7 aprile 2018); la stessa società Micoperi SpA avrebbe acquistato pochi mesi dopo, per un controvalore di altri 1,5 milioni di euro, 32.000 azioni di Banca Popolare di Vicenza; considerato che: UBI Banca è il nuovo soggetto al quale Banca d'Italia ed il commissario straordinario Roberto Nicastro regalarono 3 delle 4 "nuove" banche in risoluzione, dopo la creazione di una "cattiva" in cui furono lasciati prestiti in sofferenza svalutati a 1,5 miliardi di euro dagli originari 8,5 miliardi, operazione perfezionata a maggio 2017 al prezzo simbolico di un euro, compresa una "dote" fiscale col meccanismo delle imposte anticipate su perdite pregresse trasformate in crediti d'imposta. A distanza di un solo anno, Nicastro è stato cooptato alla vice presidenza di UBI Banca nell'assemblea del 12 aprile 2019, in uno schema di porte girevoli, nel quale chi cura gli accordi di vendita diviene, poi, dipendente dell'acquirente; nel sito della Consob si legge che la stessa UBI Banca risulterebbe inadempiente ad 82 lodi arbitrali, in cui il collegio arbitrale Consob aveva condannato UBI ad un risarcimento verso ex azionisti di Banca Marche ed Etruria; la ratio delle decisioni arbitrali di riconoscimento come soggetto passivo di UBI Banca viene evidenziata da Consob nei propri lodi: "come il Collegio ha già avuto modo di rilevare in casi analoghi, si deve ritenere che l'intermediario resistente, nella sua qualità di incorporante la Nuova Banca, sia succeduto nell'eventuale debito risarcitorio nei confronti delle ricorrenti per violazione delle regole di condotta da parte della Vecchia Banca nel collocamento o nella commercializzazione delle proprie obbligazioni subordinate. Ciò è conseguenza del fatto che il provvedimento di Banca d'Italia di definizione del perimetro dell'azienda bancaria oggetto di cessione ha disposto la cessione di tutte le posizioni attive e passive della Vecchia Banca con la sola eccezione di quelle espressamente escluse, tra le quali tuttavia non figura l'eventuale credito risarcitorio del cliente della Vecchia Banca che sia stato vittima di misselling nell'ambito della prestazione di un servizio di investimento", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non convengano che le norme del decreto-legge n. 99 del 2017 abbiano leso i principi costituzionali, costituendo un pericoloso precedente per successivi esoneri di responsabilità di qualsivoglia società privata, che può fare bancarotta e liberarsi dell'impresa, confidando nell'impunità patrimoniale e nel sacrosanto diritto di rivalsa; se talune decisioni, che impediscono ai risparmiatori di avere giustizia e sacrosanti risarcimenti, non confliggano con l'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali; se l'uguaglianza delle vittime dei dissesti bancari, privati di ogni azione risarcitoria senza alcuna motivazione plausibile, la cui continuità della responsabilità civile ha precedenti giurisprudenziali, non debba essere una priorità per il Governo del cambiamento; se il Governo intenda esercitare verso gli acquirenti delle good bank i diritti legali risarcitori che riceverà per gli importi a titolo di indennizzo erogati tramite Fondo indennizzo risparmiatori (FIR) agli ex azionisti ed obbligazionisti delle banche liquidate. Atto n. 3-00831 ROSSOMANDO IORI PATRIARCA Ai Ministri per i beni e le attività culturali e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con la recente sentenza C-331/17 del 25 ottobre 2018, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito la non conformità della normativa italiana sul lavoro a tempo determinato per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche al diritto comunitario; in particolare, la pronuncia della Corte ha interpretato il comma 5 dell'accordo quadro sul contratto di lavoro a tempo determinato, che prevede, al fine di evitare abusi, la non reiterabilità dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, termine oltre il quale il contratto a tempo determinato si trasforma a tempo indeterminato; tale norma attualmente non vale per i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche: infatti, ai sensi dell'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 81 del 2015, il termine massimo di 36 mesi non si applica al personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzione musicale, di cui al decreto legislativo n. 367 del 1996; questo ha generato negli anni il proliferare di rapporti di lavoro a tempo determinato reiterati più e più volte, creando di fatto una sorta di "precariato a vita", di cui sono vittime le lavoratrici e i lavoratori di questo particolare settore; la situazione del personale della fondazione Teatro regio di Torino, in particolare, vede la presenza di 44 lavoratori con contratto a tempo determinato, che fanno parte ormai da molti anni dell'organico del Regio, tanto da essere considerati lavoratori "strutturali" dalla direzione della fondazione; anche alla luce della citata sentenza del 2018, il 20 marzo 2019 si è svolto un incontro al Ministero per i beni e le attività culturali con i sindacati nazionali di settore, durante il quale, nel ribadire il ruolo dello Stato a sostegno del settore dello spettacolo dal vivo, è stata annunciata una norma di prossima emanazione per la stabilizzazione dei lavoratori, che dovrebbe prevedere la possibilità per le fondazioni lirico-sinfoniche di effettuare concorsi a titoli per il personale a tempo determinato, sia tecnico che artistico, che riguarderà coloro che avranno maturato 36 mesi di lavoro negli ultimi 5 anni; pur trattandosi di una previsione positiva, le organizzazioni sindacali del settore, con lettera del 24 aprile, hanno sottolineato la grave difficoltà nella quale si trovano questi lavoratori, i cui contratti a tempo determinato sono in scadenza a breve, e hanno richiesto un urgente intervento per via legislativa per evitare la paralisi del settore e l'ulteriore precarizzazione e frammentazione delle posizioni lavorative del personale a tempo determinato delle fondazioni lirico-sinfoniche; per quanto riguarda in particolare i lavoratori a tempo determinato della fondazione Teatro regio di Torino, i contratti scadranno per la grande maggioranza a giugno 2019 e, in attesa di un intervento da parte ministeriale, rischiano di vedere la loro situazione ulteriormente peggiorata con contratti ridotti o stagionali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario procedere con urgenza, valutata la situazione, con un intervento legislativo che regolarizzi la situazione contrattuale dei lavoratori a tempo determinato delle fondazioni lirico-sinfoniche, in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza della Corte di giustizia europea C-331/18 del 25 ottobre 2018; se non ritengano inoltre necessario, negli specifici casi di imminente scadenza dei contratti di questi lavoratori, come quello dei dipendenti a tempo determinato del Regio di Torino, prevedere una moratoria dell'attuale contratto in attesa della definizione di un intervento legislativo, che gli interroganti ritengono che debba essere imminente, si porrà in atto per la stabilizzazione del personale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Atto n. 3-00832 ROSSOMANDO IORI PATRIARCA Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con l'articolo 16 della legge n. 240 del 2010, recante "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario", è stata introdotta l'abilitazione scientifica nazionale, un'attestazione che certifica la qualificazione scientifica del personale docente universitario e che costituisce requisito necessario per l'accesso alle cattedre di prima e seconda fascia (ordinari e associati); la durata dell'abilitazione, inizialmente fissata a 4 anni, è stata aumentata a 6 anni (art. 14 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014) e contestualmente è stata modificata anche la modalità di indizione delle procedure per il conseguimento dell'abilitazione, non più a cadenza annuale ma "a sportello", ossia senza scadenze prefissate; a causa della sporadica indizione di concorsi locali nel corso di questi anni, non sufficienti ad assorbire, se non in minima parte, i circa 31.000 abilitati delle annualità 2012 e 2013, prossimi alla scadenza, costoro vedranno a breve vanificare l'attestazione senza aver avuto la possibilità di ottenere una cattedra; l'abilitazione scientifica nazionale è ad oggi l'unico strumento di avanzamento di carriera nel caso dei ricercatori già strutturati (a tempo indeterminato) ed è l'unico titolo da far valere in sede concorsuale da personale docente precario, ossia borsisti, assegnisti e personale non strutturato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare l'ipotesi di eliminare la scadenza dell'abilitazione scientifica nazionale, unica modalità per la partecipazione alle procedure concorsuali dei docenti universitari, e comunque di prevedere con urgenza una proroga della validità delle abilitazioni di prossima scadenza, al fine di dare la possibilità a quanti stanno già esercitando l'insegnamento di ottenere la stabilizzazione, per scongiurare il grande numero di richieste di conferma e di nuove domande ed eventuali ricorsi al Tar. Atto n. 3-00833 FERRARA PETROCELLI MAIORINO LANNUTTI ORTIS AIROLA MARILOTTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: le consegne di bombe aeree prodotte a Domusnovas (Sud Sardegna) dalla RWM Italia SpA all'Arabia saudita proseguono in esecuzione di accordi pluriennali di vendita autorizzati nel corso del 2016 dal Governo Renzi, verosimilmente inseriti in un più ampio contesto di contratti quadro di fornitura stipulati tra imprese comunitarie e la stessa Arabia saudita, Paese impegnato in un conflitto armato formalmente in linea con i principi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, pertanto senza che si configuri una formale violazione dell'articolo 1, comma 6, lettera a) , della legge 9 luglio 1990, n. 185; la risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2016 (2016/2515 - RSP), che chiedeva all'Unione europea di imporre un embargo sulle armi all'Arabia saudita "tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all'Arabia Saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell'8 dicembre 2008", non è stata ritenuta sufficiente dall'Unità per le autorizzazioni dei materiali d'armamento (UAMA)del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ad accertare le gravi violazioni dei diritti umani ex art. 1, comma 6, lettera d) , che avrebbero potuto costituire un fattore ostativo al rilascio delle autorizzazioni; successivamente, il Parlamento europeo ha ribadito questa posizione approvando altre due risoluzioni nel novembre 2017 (2017/2849 (RSP)) e ottobre 2018 (2018/2853 (RSP)); premesso, altresì, che: l'articolo 15 della legge n. 185, al comma 1, prevede, per le autorizzazioni rilasciate ex artt. 9, 10- bis e 13 della medesima norma, la sospensione provvisoria degli effetti possa attuarsi solo "quando vengano a cessare le condizioni prescritte per il rilascio"; non potendo accedere alla contrattistica relativa alle attuali consegne, in quanto secretata, non si può verificare, con certezza, se tali condizioni siano venute meno e conseguentemente se sia giustificabile la sospensione provvisoria di cui all'articolo 15; premesso, inoltre, che: il Trattato internazionale sul commercio di armamenti (Arms trade treaty, ATT), ratificato dall'Italia il 2 aprile 2014, stabilisce all'articolo 7, comma 7, che, qualora, a seguito dell'iniziale concessione di un'autorizzazione all'esportazione di materiali d'armamento, uno Stato esportatore venga a conoscenza di nuove informazioni rilevanti, esso possa rivalutare la suddetta autorizzazione dopo eventuali consultazioni con lo Stato importatore; nell'aprile 2018, l'associazione per i diritti umani yemenita "Mwatana" e le europee "European center for constitutional and human rights", "Rete italiana per il disarmo" e "Osservatorio permanente sulle armi leggere" hanno presentato alla Procura di Roma una denuncia penale a carico dei dirigenti di RWM Italia e di alcuni funzionari dell'Unità UAMA accusandoli di complicità nell'attacco aereo dell'8 ottobre 2016 su Deir Al-Hajari che uccise sei civili; lo scorso 28 agosto 2018 il gruppo di esperti sullo Yemen dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ha denunciato i crimini di guerra in Yemen, riferendosi ai bombardamenti da parte dell'Arabia saudita, messi in atto anche utilizzando le bombe aeree prodotte dalla RWM Italia in Sardegna; lo scorso novembre 2018 l'organizzazione "Save the Children" ha denunciato che, dall'inizio dell'intervento militare della coalizione a guida saudita, 85.000 bambini yemeniti sotto i cinque anni sono morti per fame o malattie gravi; considerato che: il punto 13 del contratto di governo, relativo all'immigrazione, prevede anche la necessità di "bloccare la vendita di armi ai Paesi in conflitto"; l'11 settembre 2018 il vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato: "non vogliamo continuare ad esportare armi verso Paesi in guerra o verso altri Paesi che, a loro volta, potrebbero rivenderle a chi è coinvolto in un conflitto bellico"; il 28 dicembre il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno, ha affermato che il Governo "sicuramente non è favorevole alla vendita di armi all'Arabia Saudita" per il ruolo che il Paese svolge nella guerra in Yemen e che "si tratta solamente di formalizzare questa posizione e di trarne delle conseguenze", si chiede di sapere se la legge 9 luglio 1990, n. 185, non fornisca sufficiente copertura legislativa per procedere alla sospensione prevista dall'articolo 15, nel rispetto dei valori fondanti della stessa legge n. 185, della posizione comune europea 2008/944/PESC del Consiglio dell'8 dicembre 2008 e del Trattato internazionale sul commercio di armamenti. Atto n. 3-00835 VITALI GALLIANI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la lega nazionale professionisti B, più comunemente nota come lega B o con la sigla LNPB, è l'organo che gestisce il campionato italiano di calcio di serie B, ovvero il secondo livello della piramide calcistica nazionale, il campionato primavera 2 e la supercoppa primavera 2. Fondata nel 2010, la lega B ha sede a Milano; il consiglio direttivo della lega nazionale professionisti serie B, riunito il 14 maggio 2019, vista la sentenza pubblicata il 13 maggio 2019 dal tribunale federale nazionale, immediatamente esecutiva, relativa all'unione sportiva città di Palermo, ha deliberato all'unanimità di procedere con le partite dei playoff con le date già programmate lo scorso 29 aprile; in conformità al dispositivo si procede al completamento delle retrocessioni, di cui tre già avvenute sul campo in data 11 maggio 2019 (Foggia, Padova, Carpi) e la quarta (Palermo) decisa dalla giustizia sportiva. Il tutto annullando la disputa dei play out , che avrebbero permesso al Foggia calcio, attualmente, di disputare lo spareggio salvezza contro la Salernitana; modificare le regole a torneo concluso è a parere degli interroganti di una gravità inaudita e senza precedenti, e dimostra una gestione rigida e, per tale ragione, è inopportuno condannare ulteriormente il Foggia calcio, che ha già subito una penalizzazione di 6 punti, che ha pregiudicato una salvezza comunque raggiunta sul campo; il sindaco della città di Foggia ha dichiarato di essere letteralmente indignato per un comportamento che calpesta i tifosi, la società ed una comunità sportiva, che in questo campionato è stata tra le più importanti, anche in termini economici, per la serie B; giova ricordare, oltretutto, che la lega l'estate 2018 ha lasciato trascorrere quasi un mese prima di decidere con quante squadre dovesse disputarsi la serie B. Oggi, invece, ha impiegato appena qualche ora per stracciare le regole ed annullare i play out , stabilendo chi debba essere favorito e chi danneggiato dalla sentenza con la quale il tribunale federale ha disposto la retrocessione del Palermo, si chiede di sapere: se il Governo intenda fare luce su una vicenda che appare estremamente indefinita e sugli eventuali interessi che vi si celano; se, alla luce di quanto premesso, non ritenga le dimissioni del presidente della lega di serie B un atto opportuno e doveroso. Atto n. 3-00836 RAMPI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a parere dell'interrogante: va riconosciuto nell'Unione europea e nelle sue istituzioni un primo nucleo costitutivo di quegli Stati uniti d'Europa, cui miravano Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi con il loro progetto federalista. In questo quadro è necessario il completamento del progetto di allargamento dell'Unione europea, con l'inclusione dei popoli del Mediterraneo, che intraprendano la via della democrazia e dell'affermazione dello Stato di diritto; va valutata con la massima attenzione la richiesta di ingresso della Turchia, Paese associato dal 12 settembre 1963 e candidato dall'11 dicembre 1999, in un negoziato di adesione che ha avuto inizio il 3 ottobre 2005 e che, da allora, è colpevolmente stagnante, in violazione della regola della buona fede. L'inclusione di questo grande Paese nell'Unione è fondamentale per il processo federativo delle varie espressioni politiche, religiose e culturali, aperte al mondo; considerato che, a giudizio dell'interrogante: occorre elevarsi al di sopra delle contingenze e delle convenienze immediate, dei particolarismi e degli egoismi nazionali, rimuovendo i veti frapposti al negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea. I veti all'esame dei capitoli negoziali, sin qui opposti, contraddicono il fine stesso della costituzione dell'Unione europea, che è di includere nel proprio seno i popoli d'Europa, che ne facciano richiesta, per condividere un grande progetto di libertà e di democrazia. Quei veti rappresentano un inaccettabile regresso dalla dimensione comunitaria ad una di mero livello interstatale, foriera di conflitti e ricatti, che paralizzano il progetto politico europeo, che è anche progetto di libertà, di democrazia, di apertura al futuro. Occorre invece salvaguardare lo scopo stesso delle istituzioni comuni, censurando la linea di condotta, sin qui seguita dagli organi dell'Unione verso la Turchia, nell'ambito della logica della cooperazione interstatale o, peggio, dello scambio utilitaristico, a discapito dei diritti umani e della possibilità del dissenso interno di appellarsi all'alto patrocinio delle istituzioni europee; i capitoli 23, su "sistema giudiziario e diritti fondamentali", e 24, su "giustizia, libertà e sicurezza", sono stati oggetto della disponibilità, espressa ancora il 7 marzo 2016 dal capo pro tempore del Governo turco, a porre immediatamente sotto scrutinio la situazione interna del Paese; non aver raccolto questa disponibilità rende oggi particolarmente inefficaci le possibilità di intervento, ed anche solo di parola, dell'Unione in ordine alle criticità della situazione delle libertà fondamentali, laddove, raccogliendone la sfida, si potrebbe procedere alla verifica dei "Criteri di Copenhagen" ai fini dell'adesione della Turchia all'Unione europea, si chiede di sapere quali siano le valutazioni del Governo in merito alla richiesta al Consiglio europeo della riapertura dei capitoli 23 e 24 nel negoziato di adesione della Turchia all'Unione europea, al fine di promuovere un engagement del Governo turco direttamente sui singoli dossier (libertà di stampa, informazione, indipendenza del potere giudiziario, Stato di diritto) che possano assicurare un saldo ancoraggio europeo alla penisola anatolica ed un trattamento umano, secondo standard europei, a chiunque vi si trovi. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00834 DI PIAZZA LEONE CAMPAGNA NOCERINO MOLLAME TRENTACOSTE RUSSO LANNUTTI TURCO LOREFICE GIARRUSSO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: in data 13 maggio 2019 il tribunale federale nazionale (TFN) della FIGC (Federazione italiana gioco calcio) ha sanzionato il Palermo Calcio, club della serie B italiana che si trovava in terza posizione e in diritto di disputare i playoff per la promozione in serie A, richiedendo l'ultimo posto in classifica e determinandone così la retrocessione in serie C, per presunti illeciti amministrativi consumatisi tra il 2014 e il 2017 dalla vecchia proprietà del club , dichiarando nel contempo inammissibile il procedimento nei confronti dell'ex presidente Maurizio Zamparini, per il quale la procura aveva chiesto 5 anni di inibizione con richiesta di radiazione; in data 14 maggio 2019 il consiglio direttivo della lega nazionale professionisti serie B, composto da Oreste Vigorito (presidente del Benevento), Paolo Rossi (Cremonese), Giovanni Vrenna (Crotone), Stefano Bonacini (Carpi), Marco Mezzaroma (Salernitana), Massimiliano Santopadre (Perugia) e Daniele Sebastiani (presidente del Pescara), si è riunito per discutere come gestire l'esito della sentenza di primo grado del TFN per cui il Palermo calcio aveva tempestivamente annunciato ricorso; il consiglio ha deciso di rendere esecutiva la sentenza di primo grado ai danni del Palermo deliberando "all'unanimità di procedere con le partite dei playoff con le date già programmate lo scorso 29 aprile. In conformità al suddetto dispositivo procede al completamento delle retrocessioni, di cui tre già avvenute sul campo in data 11 maggio 2019 (Foggia, Padova, Carpi) e la quarta (Palermo) decisa dalla Giustizia sportiva"; alla luce della decisione, si stabiliva dunque che al posto del Palermo avrebbe avuto accesso ai playoff per andare in serie A il Perugia in quanto quarto classificato, mentre per quanto riguarda i playout per stabilire le squadre da retrocedere non si sarebbero disputati, salvando così direttamente la Salernitana e il Venezia, condannando invece il Foggia alla retrocessione insieme al Palermo; considerato che: il "sistema calcio", da uno studio effettuato nell'aprile 2018 ha un valore di costo pari a 4 miliardi e 257,9 milioni di euro. Il 73 per cento di tale ammontare (equivalente a 2,6 miliardi di euro) è merito dei campionati professionistici, che quindi più di tutti incidono sulla formazione dei costi, mentre il 21 per cento (913 milioni di euro) è generato dal calcio dilettantistico o giovanile. La restante percentuale (pressoché 220 milioni) è conseguenza dei ricavi della FIGC e delle varie leghe calcistiche, contribuendo per un percentuale pari al 7 per cento alla crescita del PIL; gli occupati direttamente nel settore sono 40.000 e l'indotto economico generato è stimato in 18,1 miliardi di euro. Lo Stato guadagna in termini fiscali e previdenziali 14,4 miliardi di euro. Negli ultimi 10 anni l'ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del sistema calcio è stato pari a 10,2 miliardi di euro, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza dei fatti descritti e se intenda attivare tutte le interlocuzioni del caso con il Coni e le sue federazioni al fine di valutare: se possa configurarsi un conflitto d'interessi per alcuni componenti del consiglio direttivo della lega nazionale di serie B relativamente ad alcune decisioni prese; se vi siano state discriminazioni rispetto al trattamento riservato ad altre squadre coinvolte in episodi simili; se siano state commesse irregolarità che abbiano minato il regolare svolgimento del campionato; se la tempistica e le modalità di adozione delle decisioni della lega risultino congrue anche alla luce dei noti presunti illeciti imputati all'ex presidente del Palermo calcio Zamparini; se sia conforme alla normativa vigente la responsabilità della società per un illecito imputabile unicamente a un proprio dirigente; se ritenga opportuno assumere iniziative, per quanto di propria competenza, al fine di salvaguardare l'indotto economico, la dignità della città e dei suoi tifosi, i valori dello sport e il regolare svolgimento del campionato in corso; se non si reputi necessario intraprendere iniziative legislative volte a garantire la massima trasparenza nelle decisioni che vengono adottate dai consigli di lega, con il contributo di parti coinvolte direttamente o indirettamente. Atto n. 3-00837 ZANDA PINOTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: da notizie pubblicate nella giornata di mercoledì 15 maggio 2019 sul quotidiano "la Repubblica" si è appreso che il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe fatto pressioni, intimando, con un atto che non ha precedenti nella storia repubblicana, che i quattro vice direttori attualmente in carica (due al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, uno all'Agenzia informazioni e sicurezza interna e uno all'Agenzia informazioni e sicurezza esterna) rassegnino "volontariamente" le proprie dimissioni, portando di fatto all'azzeramento completo dell'intero quadro del vertice operativo dei servizi segreti italiani; tali fatti, se confermati, appaiono di una gravità assoluta, prevedendo l'applicazione di un sistema di rigido spoyl sistem e di una vera e propria lottizzazione politica applicata al sistema di intelligence , cui è affidata la sicurezza del nostro Paese, un bene supremo di tutti gli italiani e non appannaggio dei singoli partiti; un simile comportamento rischierebbe peraltro non solo di mettere in discussione l'efficienza operativa dei nostri sistemi di intelligence in un momento delicatissimo, ma anche di distruggere la loro credibilità nel prezioso reticolo informativo internazionale, che trova i suoi fondamenti nella professionalità, nell'indipendenza e nell'assenza di interessi politici nei vertici dei servizi segreti dei Paesi cui l'Italia è collegata; a parere degli interroganti, è una questione sulla quale non possono sussistere dubbi né opacità e, quindi, da chiarire con assoluta immediatezza, alla luce del fatto che la democrazia italiana si regge proprio sulla certezza di indipendenza degli organi vitali deputati a garantire la sicurezza, si chiede di sapere: se i fatti riportati corrispondano al vero e, in caso affermativo, se il Presidente dei Consiglio dei ministri intenda revocare la richiesta di dimissioni; quali iniziative urgenti intenda adottare per assicurare nel più breve tempo possibile che le nomine dei direttori e dei vice direttori del sistema di sicurezza italiano rispondano sempre a criteri di efficienza operativa e non siano mai assoggettate alle logiche della lottizzazione politica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01670 ROJC Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la direzione della fondazione Arena di Verona avrebbe manifestato, con una lettera trasmessa a marzo 2019 ai singoli lavoratori, l'intenzione di prelevare, direttamente dalle buste paga dei dipendenti in forza negli anni 2014-2015, del denaro, dichiarato illegittimamente percepito da un verbale del Ministero dell'economia e delle finanze del dicembre 2017; la comunicazione verbale ai sindacati dei lavoratori è arrivata solo in data 16 ottobre 2018, con ben 8 mesi di ritardo rispetto al recepimento dei rilievi del Ministero dell'economia, con grave nocumento ai diritti degli interessati, diversamente da quanto analogamente in atto nella fondazione Maggio musicale fiorentino; quello stesso giorno, i lavoratori della fondazione Arena di Verona hanno convocato un'assemblea permanente di protesta di 24 ore presso la sala riunioni della fondazione, un'occupazione che è terminata solo nel mese di aprile; considerato che: la legge che viene richiamata dal Ministero dell'economia e Ministero per i beni e le attività culturali, è la n. 100 del 2010, che considera illegittime parti delle retribuzioni ricevute, qualora erogate in un contesto di bilancio aziendale in passivo, ma solo se in assenza di stipula del contratto collettivo nazionale; da documenti ufficiali, la stipula del contratto collettivo sarebbe avvenuta il 27 luglio 2012, facendo così decadere la norma restrittiva addotta dal Ministero dell'economia nella sua richiesta; la direzione della fondazione Arena di Verona, pur avendo da subito manifestato la propria contrarietà ai rilievi dei Ministeri circa la restituzione da parte dei lavoratori delle somme percepite, e pur avendo prodotto una prima memoria di difesa, nella quale sostiene che tali erogazioni sono diritti acquisiti, nelle lettere individuali del marzo scorso chiede di fatto la restituzione di tali somme, seppur giustificando l'invio al fine di "interrompere i termini della prescrizione (…) ipotizzando un prosieguo legale con ricorsi giudiziari presentati dai dipendenti"; dopo il pronunciamento della fondazione, il sindaco di Verona ha assicurato il proprio impegno per bloccare la richiesta di restituzione, impegno che è stato ribadito successivamente anche dal direttore generale della fondazione; da parte loro, le segreterie provinciali Cgil, Uil e Fials hanno creato un collegio legale unitario, formato da tre avvocati, che si stanno adoperando con azioni di opposizione, al fine di evitare la restituzione di tali somme; secondo alcune interpretazioni giuridiche, l'azione di restituzione si pone come atto richiesto dalle autorità di controllo, anche avallato dalla stessa Avvocatura dello Stato, interpellata in merito all'obbligatorietà dell'azione di ripetizione; i lavoratori coinvolti sono circa 700, 250 fissi e 450 stagionali e, se confermata, la restituzione potrebbe costare agli stessi lavoratori migliaia di euro, andando così ad incidere pesantemente sulla loro retribuzione già ingiustamente tagliata nel passato triennio, a seguito del piano di risanamento economico; da mesi, le organizzazioni sindacali di categoria chiedono un incontro al Ministero per i beni culturali per risolvere tale questione; tenuto conto che i bilanci della fondazione Arena di Verona sono proposti dal sovrintendente, valutati artisticamente e contabilmente dai consiglieri nominati dai soci istituzionali, analizzati dal collegio dei revisori dei conti, il cui presidente è nominato dalla Corte dei conti, certificati da un'azienda terza di revisione contabile e che la verifica degli stessi da parte dei medesimi organi di controllo dopo molti anni non può conseguire ricadute sui lavoratori che in buona fede hanno ricevuto al tempo quanto stabilito dal loro contratto di lavoro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e se non intenda assumere iniziative di propria competenza volte a risolvere il contenzioso, anche attraverso l'avvio di un tavolo di concertazione con la fondazione Arena di Verona e le organizzazioni sindacali, perseguendo una soluzione condivisa che tuteli i diritti acquisiti, la professionalità e la dedizione dei lavoratori del settore. Atto n. 4-01671 LANNUTTI LEONE VONO PELLEGRINI Marco CASTELLONE BOTTO ANGRISANI NATURALE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: attualmente gli enti privati che gestiscono la previdenza, anche complementare, e l'assistenza dei liberi professionisti, ovvero le cosiddette casse previdenziali private, regolate dal decreto legislativo n. 509 del 1994 e dal decreto legislativo n. 103 del 1996, ammontano a 20; le casse previdenziali private, secondo quanto riferito nell'"VIII Rapporto dell'Associazione degli enti di previdenza privati (ADEPP) sulla previdenza privata relativo all'anno 2018", rappresentano oltre un milione e mezzo di professionisti, ovvero "una realtà complessa (...), che coniuga l'autonomia privata degli Enti stessi con la funzione pubblica esercitata", costituendo un tassello importante del sistema previdenziale italiano; tutte le casse hanno una propria autonomia normativa, gestionale, finanziaria e contabile, sebbene sotto la stretta vigilanza dei Ministeri competenti, in modo da declinare le misure previdenziali da erogare, secondo le caratteristiche proprie della professione e della platea demografica degli iscritti. Molte casse, inoltre, erogano anche trattamenti aggiuntivi rispetto alle prestazioni per la vecchiaia, l'invalidità e i superstiti, come trattamenti per la maternità, trattamenti specifici in favore dei familiari degli iscritti alle casse o trattamenti assistenziali o aggiuntivi, secondo il regolamento attuativo della gestione; la riforma pensionistica del 2011 ha ribadito l'autonomia delle casse e, nel contempo, l'obiettivo di assicurarne l'equilibrio finanziario delle gestioni; a fronte dell'autonomia degli enti previdenziali privati, il legislatore ha previsto numerosi strumenti di vigilanza e controllo, al fine di garantire gli interessi costituzionalmente tutelati dei relativi iscritti. Tra gli strumenti di vigilanza vi è la COVIP, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, chiamata dunque a vigilare sul complessivo risparmio previdenziale, che supera i 250 miliardi di euro e riguarda circa 10 milioni tra iscritti e pensionati. Nell'ambito della previdenza complementare, la COVIP costituisce ormai da molti anni l'autorità unica di vigilanza. Con riguardo alle 20 casse professionali, che dispongono di circa 85 miliardi di euro di patrimonio (19,7 miliardi l'ENPAM, bilancio 2017) a fronte di oltre 2 milioni di iscritti, l'azione della COVIP si inserisce, invece, in un più articolato sistema di vigilanza, che coinvolge altre istituzioni. In particolare, l'art. 4 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha attribuito alla COVIP il compito di vigilare sulla gestione finanziaria degli enti e sulla relativa composizione dei patrimoni, avuto riguardo alle competenze tecniche specialistiche maturate nella vigilanza esercitata sul risparmio previdenziale privato, nel contesto di un disegno normativo riorganizzatore, che affidava ad un regolamento interministeriale la concreta disciplina in materia di investimento delle risorse finanziarie, di conflitti di interessi e di depositario. Tale regolamento doveva essere emanato entro sei mesi dall'entrata in vigore della normativa citata. L' iter per l'adozione del regolamento non si è ancora concluso. Le casse risultano quindi oggi gli unici investitori istituzionali affrancati da una regolamentazione unitaria in materia, che è invece di livello primario e secondario per i fondi pensione; a dicembre 2018, il dottor Alberto Oliveti è stato riconfermato all'unanimità presidente ADEPP, ovvero dell'associazione che raccoglie le casse dei professionisti, che incidono per il 6 per cento sul Pil italiano, come evidenziato dall'ottavo report annuale sulla previdenza privata, presentato a dicembre scorso a Roma. Le casse appaiono anche dei "poltronifici", che generano compensi spesso oscuri e di difficile comprensione ad amministratori; considerato che: secondo il "Quadro di sintesi 2017" della COVIP su "Le politiche di investimento", "il 73 per cento dell'attivo delle Casse è di pertinenza delle 5 Casse di dimensioni più grandi (a Enpam fa capo il 25,7 per cento del totale, seguono la Cassa Forense con il 15 per cento, Inarcassa con il 13,1 per cento, Cassa dottori commercialisti con il 9,8 per cento ed Enasarco con il 9,2 per cento)" e, quindi, "le prime tre Casse raggruppano il 54 per cento del totale", mentre, sempre in riferimento all'anno 2017, "due Casse, Cassa Geometri e INPGI-gestione AGO, le prestazioni superano i contributi"; a puro titolo di esempio, il dottor Alberto Oliveti ricopre da diversi anni anche il ruolo di presidente ENPAM. Gli interroganti ritengono che i suoi compensi non siano "trasparenti": non è possibile risalire a dati recenti dell'ammontare del suo compenso annuo, in quanto non esplicitati negli ultimi bilanci dell'ENPAM e neppure individuabili dal sito della fondazione. Dati che per legge dovrebbero essere resi pubblici e che sono stati oggetto in passato di diversi atti di sindacato ispettivo, in particolare dall'interrogazione 5-03544 presentata dal deputato Michele Anzaldi il 15 settembre 2014, secondo la quale "emergono le informazioni utili a quantificare il trattamento economico per il presidente Alberto Oliveti, la cui indennità di carica si attesterebbe a quota 9.750 euro mensili lordi (117.000 euro annuali lordi), cui si aggiungono gli 82.000 euro lordi percepiti come presidente della società EnpamRe, nonché i 90.000 lordi corrispondenti al compenso per la presidenza di tre comitati consultivi di fondi di gestione immobiliari riferibili alla Fondazione Enpam. Cinque incarichi in tutto, dunque, per un totale di 658.000 euro annui lordi percepiti dallo stesso ente"; è del 19 febbraio 2019, con gli arresti di 5 persone per corruzione, tra cui il presidente e il direttore generale di ENPAPI (cassa infermieri), un imprenditore, un avvocato e un commercialista, che avrebbero pagato ai vertici dell'ente numerose tangenti in cambio dei vantaggi economici, goduti sotto forma di incarichi di consulenza conferiti loro dalle società di gestione dei fondi in cui l'ente previdenziale ha investito, che hanno fruttato compensi professionali per circa 50 milioni di euro dal 2012, l'ultimo scandalo di una lunga serie, che vede protagonisti le gestioni opache delle casse di previdenza; per non parlare dei dubbi investimenti che mettono a rischio il risparmio previdenziale, come quello del fondo Idea Fimit Sviluppo, fondo immobiliare gestito da Dea Capital Real SGR, con la fondazione ENPAM, che il 30 giugno 2018 risulta aver acquisito 966 quote del fondo Idea Fimit Sviluppo, per un controvalore di circa 25 milioni di euro, attraverso il fondo Ippocrate (gestito da Dea) di cui è quotista unico, su un terreno soggetto ai vincoli paesaggistici all'interno del parco regionale dell'Appia antica (atto di sindacato ispettivo 4-01382 del 6 marzo 2019), si chiede di sapere: a fronte di una situazione attuale, che vede per le 20 casse l'esistenza di 20 consigli di amministrazione, 20 collegi sindacali con conseguenti costi di gestione, quali siano le iniziative per rendere più efficiente il sistema di vigilanza sugli enti per prevenire scandali ed abusi e se si ritenga ipotizzabile un accorpamento delle funzioni con il rigoroso divieto del cumulo degli incarichi; quale sia, secondo le informazioni in possesso del Ministero vigilante, l'esatto ammontare dei compensi percepiti dal presidente dell'ENPAM, nonché presidente dell'ADEPP, e quali iniziative intenda eventualmente assumere il Governo per adeguare i suddetti compensi ai tetti di 240.000 euro all'anno, introdotti per i dirigenti della pubblica amministrazione, in un'ottica di risparmio ed a tutela degli iscritti; se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative per adottare un piano di riforma del settore, così come proposto nella relazione presentata il 24 maggio 2017 dalla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti; se non occorra imporre con urgenza alle casse che gestiscono il risparmio previdenziale e le future pensioni l'auspicato regolamento con rigidi sistemi di controllo analogo ai fondi pensione integrativi, per impedire spregiudicate operazioni che mettono a repentaglio il risparmio. Atto n. 4-01672 GIARRUSSO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'amministrazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) intende adottare un nuovo assetto organizzativo riguardante la funzione medico-legale, come è stata definita dal suo presidente, in una logica "cliente-centrica" e di "sistema aperto", integrato con il Paese, obiettivi da realizzare mediante una nuova articolazione territoriale, ottimizzata in base alle caratteristiche e ai bisogni del territorio di riferimento e si parla di "creazione di valore per l'utente", facendo riferimento ad "Assistenza ad utenti con ridotta mobilità attraverso unità mobili di servizio a domicilio"; il nuovo modello dell'ente comporterà la scomparsa delle direzioni aree metropolitane, agenzie complesse e agenzie territoriali, con centralizzazione delle attività produttive; uno dei cambiamenti che vorrebbe realizzarsi con la determinazione presidenziale n. 150 del 30 novembre 2018, sottende alla soppressione di varie strutture medico-legali territoriali, con accentramento in sede esclusivamente provinciale delle attività oggi in esse svolte; ad una prima analisi tale soluzione, a parere dell'interrogante, non sembra ben coniugarsi con l'asserita logica "cliente-centrica", né appare ottimizzata in base alle caratteristiche e ai bisogni del territorio di riferimento; volendosi riferire, a titolo esemplificativo, ad una relativamente recente attività afferente all'Istituto e cioè quella relativa all'invalidità civile, ci si chiede quanto ci sia di "sociale" nel costringere assistiti invalidi, e spesso non deambulanti o affetti da gravi patologie e residenti in comuni lontani dalle sedi di "accentramento" delle attività medico-legali, a percorrere anche centinaia di chilometri per accedere alla visita. Se strutture decentrate (e purtroppo quelle oggi esistenti sono poche) consentono di affrontare i dovuti spostamenti con un determinato costo per i cittadini, che nella maggior parte dei casi versano in gravissime condizioni economiche, raggiungere la sede di visita, dopo il progettato mutamento logistico, comporterà per forza di cose un costo ancora maggiore a carico del cittadino; va considerato anche che, quando un invalido si sposta per una visita medica, il più delle volte deve essere accompagnato. Se lo spostamento breve di un accompagnatore potrebbe non comportare spese inaffrontabili, è ragionevolmente prevedibile che esse lo diventino, raddoppiando le distanze. Analogamente, una sede distante dal luogo di residenza comporterà un maggior ricorso a congedo per ferie e questo è un altro costo per il cittadino. Senza accennare alle spese di viaggio e di vitto rese necessarie dal dilatarsi delle distanze; quotidianamente alle sedi di visita medica per invalidi giungono decine di ambulanze, che trasportano pazienti non deambulanti o in gravissime condizioni. Ebbene, anche questo costo gravante sul cittadino dovrà necessariamente amplificarsi per l'aumentare dei tratti e dei tempi di percorrenza; di conseguenza, in una tal situazione, lieviteranno le richieste di visita domiciliare che l'Istituto avrà il dovere di effettuare con un conseguente notevole aumento dei costi e l'altrimenti evitabile impegno di forza lavoro (medici delle commissioni, assistenti sociali, infermieri, eccetera) che graverà sull'Istituto rendendo praticamente vano il risparmio ottenuto con la riduzione dei locali e l'accentramento; considerato che, secondo quanto risulta all'interrogante: nella provincia di Siracusa ad oggi esistono due strutture medico-legali: l'unità operativa complessa di Siracusa e l'unità operativa semplice territoriale (UOST) di Noto; allo stato attuale, l'utenza della sola sede INPS di Siracusa è di circa 247.000 persone, se si escludono circa 105.000 residenti nei cinque comuni (Avola, Noto, Pachino, Portopalo, Rosolini) serviti dall'agenzia complessa di Noto; per quanto riguarda l'utenza di Noto (Portopalo di Capo Passero, Pachino, Rosolini, Noto e Avola), il disagio derivante dall'abolizione della UOST medico-legale sarà notevolissimo, considerando le caratteristiche geografiche dell'area interessata, le vie di comunicazione esistenti, che nei mesi invernali sono spesso soggette ad interruzioni per via delle abbondanti precipitazioni, e le distanze che verrà imposto di percorrere agli invalidi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché si provveda alla revisione del piano di rinnovamento, risolvendo la problematica che grava su una quota non indifferente della popolazione costituita per di più da soggetti invalidi e ammalati; se non ritenga piuttosto necessario un ampliamento del numero delle UOST medico-legali, lasciando attive quelle già esistenti in Sicilia in sede subprovinciale in quanto funzionali, efficienti ed efficaci nella gestione di un'utenza, per la quale sarebbe assai disagevole raggiungere le sedi provinciali relative; qualora il piano di riorganizzazione proposto venisse attuato, come aumenterà la spesa per l'Istituto e, di conseguenza, come si eviterà il disagio e il danno economico prospettato. Atto n. 4-01673 DE POLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: da fonti di stampa si apprende che la compagnia aerea Alitalia avrebbe rimodulato gli orari mattutini in partenza da Roma per Venezia e viceversa, mantenendo l'orario intermedio delle ore 7.45 soltanto a giorni alterni, adducendo come giustificazione la ridotta sostenibilità economica del servizio; la modifica oraria starebbe creando notevoli disagi a quanti, soprattutto professionisti ed imprenditori, devono raggiungere la capitale in orari flessibili e compatibili con i loro obblighi lavorativi; la situazione di disagio è inoltre ulteriormente aggravata dalla recente soppressione del treno Frecciarossa "direttissimo" Venezia-Padova-Roma delle ore 6.06 con arrivo a Roma alle ore 9.30, sostituito con un Frecciargento delle ore 6.25 ed arrivo alla stazione Termini alle ore 10.10; considerato che la maggior parte dei fruitori della tratta Roma-Venezia rappresenta un'area produttiva significativa per l'intera economia italiana, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa attuare un intervento incisivo e nel più breve tempo possibile, al fine di pervenire al ripristino dei voli cancellati e consentire a quanti quotidianamente devono spostarsi tra il Veneto e Roma di contare su orari diversificati, così da essere compatibili con gli impegni lavorativi. Atto n. 4-01674 PAGANO BARBONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Procura di Teramo ha aperto un'inchiesta, che ha coinvolto la società "Strada dei Parchi", società concessionaria delle autostrade A24 e A25, l'Istituto nazionale di fisica nucleare e la società Ruzzo Reti SpA, che gestisce il servizio idrico in 39 comuni della provincia di Teramo. Da fonti di stampa, si apprende che gli inquirenti contestano che l'ipotesi di rischio di inquinamento delle acque del Gran Sasso possa derivare dalla mancanza di isolamento tra superfici, condutture di scarico delle gallerie e falda acquifera; la Regione Abruzzo, con delibera di Giunta n. 33 del 25 gennaio 2019, ha chiesto a Strada dei Parchi un intervento per garantire l'isolamento delle condotte, per un importo di 104 milioni di euro; in data 5 aprile 2019 la società concessionaria, dopo aver presentato ricorso al TAR per chiedere l'annullamento delle delibera regionale, ha inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alle Prefetture per informare che "in assenza di precise indicazioni dirimenti sotto ogni profilo regolatorio e legale, al fine di evitare di incorrere in ulteriori contestazioni del procedimento penale in corso, si è vista costretta ad interdire al traffico la tratta A 24 su cui insiste il Traforo del Gran Sasso"; la Direzione generale sulla vigilanza delle concessioni autostradali ha riconosciuto l'estraneità ad intervenire della società Strada dei Parchi, come richiamato nella delibera regionale, in quanto gli interventi richiesti non sono contemplati dalla convenzione sottoscritta, si chiede di sapere quali azioni intenda assumere il Ministro in indirizzo, visto che dalle ore 24.00 del 19 maggio 2019 il traforo del Gran Sasso resterà chiuso a tempo indeterminato, e come intenda evitare il grosso disagio che ricadrà sulla collettività abruzzese, innanzitutto, ma non solo, se si considera che il collegamento da est a ovest del territorio verrebbe fortemente penalizzato, insieme ad aggravi di costi che ricadranno sempre sui cittadini, soprattutto in vista dell'apertura della stagione estiva, recando gravi danni al turismo. Atto n. 4-01675 BRIZIARELLI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: secondo quanto si evince dal sito istituzionale della Regione Umbria, nella mattinata del 9 maggio 2019, presso il Comune di Piegaro (Perugia), la Regione Umbria, i Comuni di Piegaro e Panicale (Perugia) ed Enel Produzione hanno firmato il protocollo di intesa per la riqualificazione dell'area industriale di Pietrafitta, che si innesta sull'accordo quadro sottoscritto nel 2016 da Regione ed Enel, per garantire un futuro sostenibile ai siti di Bastardo e Pietrafitta; con la firma del protocollo entra nel vivo a Pietrafitta il progetto "Futur-E", il piano di Enel per la riqualificazione di 23 impianti termoelettrici italiani a fonti fossili non più attivi o in fase di dismissione, che avranno una destinazione diversa da quella energetica; la Regione comunica che la sottoscrizione dell'accordo costituisce un elemento strategico per il futuro dell'area della Valnestore, al fine di creare un valore condiviso con il territorio in termini di ricadute socioeconomiche, occupazionali e ambientali; Enel, dal canto suo, conferma il proprio impegno nell'installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili o sistemi di accumulo con esclusione di impianti attinenti al ciclo dei rifiuti; il protocollo di intesa è stato adottato ai sensi dell'accordo quadro tra Regione Umbria e Enel, stipulato il 10 novembre 2016, nel quale le parti hanno convenuto di sottoscrivere un accordo di programma per l'attuazione degli impegni contenuti nel medesimo accordo quadro; considerato che: l'articolo 38, comma 5, del testo unico sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dispone che i Consigli comunali durino in carica sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare esclusivamente atti urgenti e improrogabili (cosiddetta prorogatio ); nella fase di prorogatio , anche la Giunta è tenuta a limitarsi all'adozione di atti urgenti ed improrogabili, in quanto il rapporto fiduciario con il Consiglio è fisiologicamente interrotto; i Comuni di Piegaro e di Panicale sono chiamati a rinnovare i propri organi rappresentativi in occasione delle elezioni amministrative convocate per il 26 maggio 2019; la sottoscrizione del protocollo di intesa è avvenuta il 9 maggio, successivamente alla pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, emanato dal prefetto della Provincia di Perugia con decreto del 21 marzo 2019, n. 32851; la sottoscrizione del protocollo non rappresenta certamente un atto urgente o improrogabile, pertanto si è registrata un'evidente violazione del testo unico sull'ordinamento degli enti locali; in ogni caso, il Consiglio comunale non è stato chiamato a pronunciarsi in merito al protocollo, in violazione delle competenze del Consiglio, così come definite dall'articolo 42 del testo unico degli enti locali, si chiede di sapere se e quali provvedimenti, rientranti nelle proprie attribuzioni, il Ministro in indirizzo stia valutando di adottare in ordine ai fatti descritti. Atto n. 4-01676 LANNUTTI PELLEGRINI Marco ANASTASI LEONE NATURALE FENU Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: Anas SpA, società per azioni del gruppo FS controllata indirettamente dal Ministero dell'economia e delle finanze, vigilata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gestisce la rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale; nell'imminenza dell'insediamento del Governo Conte sono stati assunti diversi dirigenti, come già riportato nell'interrogazione 4-00656 del 9 ottobre 2018; tra i principali beneficati assunti con la qualifica di dirigente alla Direzione affari istituzionali, subito distaccato al Ministero delle infrastrutture, vi è Rocco Girlanda, un cementiere egubino, con uno stipendio di 180.000 euro annui, oltre ai premi di risultato pari al 30 per cento della retribuzione, il cui contratto di lavoro è stato sottoscritto il giorno prima dell'entrata in vigore della legge Madia (legge n. 124 del 2015), che ne avrebbe impedito l'assunzione, come messo in luce da diverse testate giornalistiche, in particolare dal programma televisivo "Le Iene" del 30 ottobre 2016; l'assunzione sarebbe avvenuta in contrasto con le vigenti norme in materia di selezione del personale dipendente delle società partecipate, di cui al decreto legislativon. 175 del 2016, nonché con quanto previsto dalla determinazione Anac n. 8 del 17 giugno 2015. Sembra che la valutazione sia stata fatta dalla società di cacciatori di teste "Key2people", la stessa utilizzata dal ministro pro tempore Delrio ai tempi della sua presidenza all'Anci; Anas, all'atto dell'assunzione di Girlanda, non avrebbe provveduto ad attuare alcun iter di selezione, né a pubblicare alcun avviso di ricerca di personale per la posizione; Girlanda non risulta in possesso di alcun titolo universitario, condizione imprescindibile per l'attribuzione di mansioni dirigenziali di vertice all'interno di società sottoposte al controllo pubblico, come riportato anche da "L'Espresso" del 22 maggio 2013: "vanta nel suo curriculum una licenza di scuola media superiore" e come riportato sul sito dei Anas SpA; Girlanda, come pubblicato da "L'Espresso" del 23 maggio 2013, sarebbe l'uomo più vicino a Denis Verdini: "Più che i titoli di studio, nella nuova fase politica contano le amicizie. Girlanda può vantarne una importantissima, quella con Denis Verdini, il potente coordinatore nazionale del Pdl: sul suo sito si ritrovano dappertutto foto in compagnia di Denis, più che un amico un fratello". Ed ancora, come scrive Marco Lillo su "il Fatto Quotidiano" del 4 maggio 2013: "Quando era deputato del Pdl e guadagnava già il suo emolumento parlamentare, Rocco Girlanda ha continuato a fare gli interessi del cementificio Barbetti, del quale è stato un dirigente retribuito con 101 mila euro all'anno fino al dicembre scorso. Senza alcun imbarazzo Girlanda nel 2009 chiedeva all'allora patron del gruppo di costruzione BTP, Riccardo Fusi, di dare al cementificio, per il quale lavorava, una commessa da 80 milioni di euro per costruire la doppia superstrada tra Marche e Umbria che va sotto nome Quadrilatero"; nel 2015 ricevette un avviso di garanzia per il reato di turbativa d'asta, che nell'operazione denominata "Grandi opere", ha portato all'arresto di Ettore Incalza, capo struttura tecnica di missione del Ministero delle infrastrutture, come si può leggere da "Tuttoggi", testata on line , in un articolo dal titolo "Terremoto appalti pubblici, 4 arresti 50 indagati / Spunta nome Rocco Girlanda" del 16 marzo 2015; lo stesso giorno dell'assunzione in Anas, Girlanda sarebbe stato assegnato al Ministero delle infrastrutture. Sembrerebbe, però, che al Ministero non sia stato mai assegnatario di un ufficio nei due anni di "distacco"; nel frattempo sembra che sia Anas che il Ministero abbiano consentito a Girlanda di compilarsi il prospetto delle presenze senza il visto di un superiore, come invece avviene per tutti i dirigenti, quindi avrebbe percepito uno stipendio pieno come un lavoratore che si reca tutti i giorni a lavoro, addirittura gratificato con un premio di risultato di circa 40.000 euro; poiché il distacco è un istituto giuridico previsto tra società private e il comando è un'assegnazione tra enti pubblici, che Anas avrebbe negato negli anni precedenti ai propri dipendenti, appare singolare la regolarità di tale assegnazione al Ministero delle infrastrutture; dopo la caduta del Governo Renzi, terminò il distacco di Girlanda, costretto così a prendere servizio in Anas ed assegnato all'area progettazione presso sede secondaria, ma anche ciò appare opinabile, dato il suo curriculum vitae ed il suo alto stipendio da dirigente; come riportato dall'interrogazione 4-00656 del 9 ottobre 2018, sarebbe emerso un dubbio giro di affari di appalti di lavori in Qatar inerenti al mondo Anas e Sitaf (controllata Anas). Le riunioni per questi appalti sembra avvenissero in via Poli, nella sede di un ex partito politico; sembrerebbe che anche Girlanda frequentasse questo ufficio e che sia stato intestatario di una società con Sebastiano Gallina, il presidente della società Sitaf SpA di nome "7esse Srl", che avrebbe avuto una partecipazione nella catena di ristoranti Pastation della famiglia Verdini, le cui quote, secondo visure in Camera di commercio, risultano vendute nel 2018, sia da Girlanda che da Gallina, pochi giorni dopo la pubblicazione dell'interrogazione, il 9 ottobre 2018; appare singolare che un dirigente Anas ed il presidente di una società partecipata da Anas fossero titolari delle quote di un ristorante del figlio di un politico, il primo assunto dall'Anas, il secondo nominato presidente di Sitaf, società partecipata di Anas; considerato inoltre che la gestione Anas italiana ed estera avrebbe visto alcune situazioni critiche ed in palese conflitto di interessi. In particolare, nonostante i cambiamenti auspicati per rendere più trasparente la gestione, è possibile riscontrare l'ennesimo conflitto di interessi in Anas International (AIE), che controlla società in molte parti del mondo per lavori di progettazione, direzione lavori e consulenza, facendo leva sul know how Anas. Il nuovo amministratore delegato Guido Perosini, amministratore delegato della "Quadrilatero SpA", società pubblica di progetto controllata da Anas, con un compenso di 120.000 euro, sarebbe stato promosso amministratore delegato dell'AIE, la cui gestione non proprio trasparente era stato oggetto di interrogazioni; anche il suo predecessore, Bernardo Magrì, in carica fino al 10 ottobre 2018, era in palese conflitto di interessi, in quanto ricopriva anche la carica di direttore generale di una holding quotata in borsa (Astm, Sitaf, Tecnositaf, Sina, tutte società del gruppo Gavio); Ugo Dibennardo, direttore della Direzione e coordinamento territoriale Anas, ex capo compartimento Anas veneto, nominato amministratore delegato di CAV-Concessioni autostradali venete SpA, si chiede di sapere: se risponda al vero che il dirigente Anas Rocco Girlanda non si sia mai recato sul posto di lavoro, perché distaccato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e, in caso affermativo, se non si renda urgente verificare la liceità di assunzione ed incarichi, con conseguente richiesta di rifusione degli emolumenti percepiti durante il distacco al Ministero; se non si ritenga di segnalare agli organi competenti l'esistenza di eventuali danni erariali per la mancata vigilanza relativa al controllo delle presenze di Girlanda nel periodo di distacco; se il Ministro in indirizzo non abbia il dovere di fare chiarezza sulla passata gestione di Anas International, lambita da sospetti di irregolarità, e se la nomina di Perosino, già legato alla gestione di Armani, non vada proprio nella direzione opposta alla doverosa chiarezza e trasparenza. Atto n. 4-01677 PESCO BOTTICI LANNUTTI PARAGONE DELL'OLIO GALLICCHIO PELLEGRINI Marco ACCOTO PACIFICO CORBETTA DONNO LANZI ROMANO LA MURA D'ANGELO GUIDOLIN PIRRO PRESUTTO MANTERO MATRISCIANO GAUDIANO PETROCELLI FERRARA LOMUTI Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: nella puntata di "Quarto grado" del 15 giugno 2018 è stato ribadito un coinvolgimento di David Rossi con il Ministero dell'interno, che, nonostante i tentativi della redazione giornalistica, non ha ottenuto riscontri; i fatti relativi alla morte di Rossi sono già stati ripresi in altri atti di sindacato ispettivo, ma ulteriori dubbi sorgono sulle indagini condotte. Ci si riferisce in particolare a quanto emerso in data 1° febbraio 2019, durante la trasmissione televisiva "Quarto Grado": l'ingegnere Scarselli, ex consulente della famiglia "Rossi" avrebbe dichiarato la scomparsa di un telefono cellulare, modello "BlackBerry Curve 2011", uno dei tre che erano nella disponibilità del defunto manager . I telefoni erano originariamente due: oltre al modello citato, munito di tastierino alfanumerico che Rossi utilizzava come telefono master , ci sarebbe stato anche un vecchio modello BlackBerry Pearl 2010. Ogni apparecchio cellulare è dotato di un codice Imei univoco, registrato nei tabulati telefonici; da questi tabulati apparrebbe una significativa divergenza rispetto alla realtà e ne darebbe atto l'ingegner Scarselli durante la trasmissione; riferisce che amici e familiari della vittima ricordano che Rossi ha continuato a utilizzare il telefonino modello Curve anche dopo il 15 gennaio 2013, fino ai giorni prima della sua morte, a differenza di quanto riportato dai tabulati, che indicano come ultima data di utilizzo di quel codice Imei proprio il 15 gennaio. Data in cui Rossi avrebbe ricevuto un nuovo telefono aziendale modello "IPhone" (terzo apparecchio). Una nuova SIM venne inserita sul nuovo telefono "iPhone", come risulta dai tabulati, mentre l'altra SIM veniva trasferita nel vecchio BlackBerry Pearl, che venne da lì utilizzato in via preferenziale. Nell'istanza di acquisizione dei tabulati telefonici, inviata a tutti gli operatori telefonici, si richiedeva tutto il traffico telefonico relativo a tutte le SIM e a tutti i cellulari (Imei); secondo l'ingegner Scarselli però non furono cercati e forniti tutti i dati richiesti, ma solo le rilevanze inerenti al numero di telefono in uso a Rossi, visto che lo stesso Rossi continuò ad utilizzare, probabilmente con un'altra SIM, il modello BB Curve 2011, di cui però nei tabulati non risulta traccia; la tristemente nota e-mail che preannuncerebbe l'evento suicidario, che si presume Rossi abbia inviato al dottor Viola, è stata spedita il giorno 4 marzo, alle 10.13 di mattina; dopo la morte di Rossi risulta però che vennero ritrovati solo il vecchio BlackBerry e l'iPhone sulla sua scrivania. Il telefono BB Curve 2011 non è mai stato ritrovato e non risulta sia mai stato cercato o acquisito dalla magistratura, nonostante sia un elemento chiave delle indagini, dato che è stato visto in uso da Rossi fino all'ultimo. Comprendere come ciò sia stato possibile è di fondamentale importanza. Anche alla luce delle incongruenze riscontrate in merito agli hard disk in uso a David Rossi, come la trasmissione "Quarto Grado" (1° dicembre 2018) ha evidenziato: le copie forensi dei supporti di memoria, sia del personal computer da tavolo presente in ufficio, sia dei suoi due portatili, sarebbero illeggibili, e sembrano essere state eseguite in un orario improbabile (le 4 di notte del 7 marzo 2013, con l'ufficio di Rossi sigillato e inaccessibile). Stabilire quale strumento abbia utilizzato il defunto dirigente Monte dei Paschi di Siena per inviare il suo ipotetico messaggio di disperazione era forse il primo passaggio da assolvere nelle indagini, onde escludere il coinvolgimento di terze persone, soprattutto alla luce di tutti gli scambi e-mail precedenti e successivi, nei quali non si è mai fatto riferimento alla gravità delle parole di quel singolo, quindi anomalo, messaggio; e-mail in cui lo stesso giorno affermava di voler parlare coi magistrati che avevano perquisito casa sua pochi giorni prima, per "ricostruire gli scenari" che secondo lui lo vedevano come "elemento di un sistema e di un giro sbagliati". A cosa facesse riferimento non è ancora dato sapere: forse erano informazioni che si sarebbero potute recuperare dal vecchio BB Curve 2011, mai ritrovato e di fatto mai cercato; secondo la trasmissione "Le Iene" del 21 marzo 2019, Monteleone torna ai viaggi "romani" di Rossi, che sembrano essere confermati. Si apprende anche della presenza sulla scrivania di Rossi di un'annotazione riferita a Ettore Gotti Tedeschi, all'epoca direttore dello Ior e precedentemente promotore dell'acquisto per conto del Banco Santander della Banca Antonveneta successivamente venduta a banca Monte dei Paschi di Siena; il banchiere, intervistato, asserirebbe di non aver mai incontrato Rossi. Il post it in questione, nella foto scattata il 6 marzo 2013, non apparirebbe, mentre comparirebbe nella foto del 12 aprile successivo ("Quarto Grado" del 1° febbraio 2019). Su Antonveneta il banchiere dichiara "credo fosse vero" in merito all'esistenza di 4 conti correnti aperti da uomini riconducibili alla Fondazione Montepaschi. Conferma anche che quei conti possono essere stati utilizzati per pagare tangenti, dicendo: "Sono tangenti, mi pare evidente", e in riferimento a possibili tangenti per la politica risponde "È evidente! Ma nessuno le confermerà l'esistenza di quei conti, perché lì c'era di tutto! Qua si tratta della Curia vaticana. Lì dentro c'era tutto quello che lei non può immaginare. C'erano delle persone che in un secondo cambiavano le intestazioni di tutti i conti. Un sistema che non permetteva a nessuno, se non alla Cupola, di risalire ai conti. È molto probabile quindi che quei conti ci fossero. Stavo per perdere la fede". Si farebbe anche riferimento, nella puntata, all'eventualità che Rossi durante queste trasferte possa aver portato soldi contanti negli uffici dei manager della banca, si chiede di sapere: se il Ministro dell'interno in relazione alle informazioni in suo possesso possa confermare o smentire i rapporti intrattenuti, a qualsiasi titolo, da David Rossi con il Ministero o alcuni uffici e proprietà ad esso riconducibili; se i Ministri in indirizzo ritengano che sia possibile ottenere dai gestori telefonici conferme in merito all'effettiva cessazione di attività per il telefono BlackBerry Curve 2011, operando una ricerca per codice Imei; se risultino collegamenti con altri casi giudiziari, chiusi o ancora oggi pendenti, per verificare se risultino presenti attività telefoniche ricollegabili a Rossi e ai suoi strumenti di telefonia; se intendano valutare l'attivazione dei poteri ispettivi conferiti dall'ordinamento. Atto n. 4-01678 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: fanghi di colore rosso e puzza nauseabonda, si presenta così il fiume Cavone, nella zona di Pisticci e San Mauro Forte (in provincia di Matera), che da alcuni giorni è balzato all'attenzione delle cronache nazionali con l'allarme lanciato ai microfoni della trasmissione di "Striscia la Notizia", dall'associazione "Cova Contro"; dal ponte della strada provinciale 154, che da Pisticci arriva a Montalbano jonico, la visuale è ampia e il disastro appare chiaro; il prato verde diventa d'un tratto marrone e poi rosso, l'acqua del fiume Cavone non è più cristallina e ristagna, perché bloccata dai sedimenti di fanghi neri che si sono accumulati in questa area, sul fondo non nuotano pesci e alcuni cittadini raccontano di averne raccolti a decine, morti; tale situazione registrata in agro di Pisticci è stata posta all'attenzione, nei giorni scorsi, anche dell'ente provinciale di Matera, che ha ritenuto necessario predisporre alcuni sopralluoghi e verifiche per approfondire la questione. Primo passo una interlocuzione con l'Arpab, la quale ha effettuato dei prelievi sia sui sedimenti, sia nell'acqua e la preoccupazione maggiore è rappresentata dalla possibile presenza di metalli pesanti, che potrebbero creare seri problemi alla salute, oltre che all'ambiente; si legge dalla stampa locale che, in attesa che i risultati delle analisi effettuate dall'Arpab facciano chiarezza, dando così riposte alle preoccupazioni evidenziate dagli amministratori locali e dai cittadini, il sindaco di Pisticci, venerdì 10 maggio, ha emesso un'ordinanza che impone il divieto di prelievo, captazione, attingimento ed utilizzo delle acque del fiume Cavone. Provvedimento che fa seguito proprio alle prime indagini effettuate il 4 maggio 2019 dai Carabinieri forestali e dal NIPAAF (Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale) di Matera, i quali accertavano lungo la sponda sinistra del fiume Cavone, la presenza di una depressione nel terreno di forma semicircolare, ribassata di circa 2 metri, sul cui fondo e lungo i margini era presente materiale melmoso e di colore rosso ruggine; altro aspetto importante da chiarire, e su questo sono a lavoro i militari dell'Arma, è se i fanghi di colore rosso siano emersi dal fondo del fiume o siano entrati in contatto con l'acqua successivamente dai campi, magari dopo uno sversamento illecito di materiale. Anche questo è un tassello fondamentale per il seguito e l'eventuale sviluppo dell'indagine, ammesso che dalle analisi delle sostanze si evidenzino contaminazioni; se il materiale che ha invaso il Cavone arrivasse dal fondo del fiume, si tratterebbe di una contaminazione che arriva dal sottosuolo e quindi dalla rete idrografica del materano. In questo caso potrebbe trattarsi di rifiuti speciali interrati, pozzi abusivi di raccolta di fanghi come già ne sono stati sequestrati in passato. Se invece fosse provato che la contaminazione arrivasse dal terreno che circonda il fiume, potrebbe trattarsi di una discarica abusiva, di un illecito smaltimento di prodotti zootecnici o anche di sversamenti di prodotti chimici; in ogni caso, la preoccupazione degli abitanti è alta, anche perché di recente la magistratura ha indagato proprio su una contaminazione per la fuoriuscita di petrolio, che ha portato all'arresto di un dirigente dell'Eni. Il liquido, nel febbraio 2017, contaminò il reticolo idrografico della val d'Agri, la rete fognaria e poi la rete idrografica circostante, a due chilometri dalla diga del Pertusillo, che fornisce acqua alla Puglia per l'irrigazione di 35.000 ettari di terreno; il fiume Cavone, infine, sfocia nel golfo di Taranto tra Pisticci e Policoro, località balneari molto frequentate durante la stagione estiva, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare perché si faccia chiarezza sullo stato ambientale del fiume Cavone; se non ritenga urgente sollecitare le autorità competenti locali per un controllo attento e puntuale del fiume Cavone, procedendo alla definizione di una programmazione di monitoraggio delle acque superficiali e profonde, oltre che dei sedimenti; se non sia del parere che, oltre al piano di monitoraggio delle acque, sarebbe opportuno effettuare un controllo degli scarichi delle attività industriali, civili e agricole che insistono sul bacino del fiume e di quelli relativi ai pozzi di coltivazione di gas naturale attivi o dismessi nell'area del fiume. Atto n. 4-01679 GIANNUZZI PRESUTTO ANGRISANI DI MICCO VACCARO CASTELLONE PUGLIA LICHERI DONNO ROMANO TRENTACOSTE LEONE ANASTASI GIROTTO ROMAGNOLI CASTALDI CORRADO Ai Ministri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che a quanto risulta agli interroganti il 15 marzo 2019, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Napoli, la consigliera Matano prendeva la parola per denunciare con forza la pluridecennale condizione di pericolo per la salute pubblica e di profondo degrado sociale, riportate anche da fonti di stampa ("Il Mattino" del 22 gennaio e del 1° marzo 2019), concernente i cosiddetti "bipiani" del quartiere Ponticelli, appartenente alla VI municipalità del Comune di Napoli; rilevato che: per rispondere all'esigenza abitativa scaturita dal violento sisma del 1980, che interessò la città di Napoli, furono costruiti dei container trasformati in abitazioni temporanee per accogliere parte degli sfollati della città; questi container , di proprietà del Comune di Napoli, furono coibentati nei pavimenti, nelle travi e nei soffitti con lastre di amianto; ovviamente, ad oggi, queste strutture versano in stato di estremo degrado, sia per quel che concerne l'impiantistica (inclusa l'assenza di un regolare allaccio al sistema fognario), sia per quel che concerne lo stato di estremo deterioramento delle lastre di amianto, con cui sono costruite; dopo il parziale abbattimento nel 2003, ad oggi, restano in piedi e sono regolarmente occupati 18 container per un totale di 104 unità abitative, che ospitano circa 400 persone; l'esposizione all'amianto danneggia la salute, non solo delle 400 persone che abitano i container , cosa già di per sé indegna di un Paese che vuole definirsi civile, ma anche l'intero quartiere Ponticelli popolato da circa 200.000 persone, dove si sono già registrati casi di patologie e decessi riconducibili ad una prolungata esposizione all'amianto; la drammatica situazione odierna è evidentemente conseguenza dell'incompetente inadeguatezza delle Giunte comunali succedutesi dal 1996 in poi, in quanto, già in quell'anno, la Regione Campania aveva stanziato l'intera somma finalizzata all'abbattimento e alla bonifica del complesso; il 1° marzo 2019 la Asl NA1 ha diffidato il Comune di Napoli dal presentare un piano di sicurezza e a procedere alla rimozione dell'amianto pena, in caso di inottemperanza, la trasmissione degli atti alla Procura di Napoli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione esposta; quali iniziative, per quanto di propria rispettiva competenza, intendano porre in essere per sopperire alle evidenti carenze del Comune di Napoli, al fine di tutelare la salute pubblica e la dignità degli abitanti dei "bipiani" di Ponticelli. Atto n. 4-01680 ACCOTO PRESUTTO PIRRO SILERI TRENTACOSTE MATRISCIANO LEONE ANGRISANI LANZI CASTALDI ENDRIZZI GALLICCHIO CORRADO DONNO RICCARDI PACIFICO LUCIDI GRANATO LANNUTTI NATURALE FEDE TURCO GARRUTI DELL'OLIO PELLEGRINI Marco PESCO CROATTI VACCARO AGOSTINELLI LOREFICE DI GIROLAMO ORTOLANI GIANNUZZI DE LUCIA ROMAGNOLI MORONESE COLTORTI GAUDIANO Al Ministro della salute Premesso che: con delibera n. 397 del 1° aprile 2014, la Giunta regionale delle Marche ha richiesto all'azienda ospedaliera "Ospedali riuniti Marche nord" la predisposizione di uno studio di fattibilità, corredato da un'analisi della sostenibilità economico-finanziaria, per la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero dell'area a nord della regione; tale studio di fattibilità, datato 8 luglio 2014, descriveva nei seguenti termini le criticità relative all'eventuale localizzazione della nuova struttura presso la località Muraglia di Pesaro: "1) Il terreno presenta notevoli problematiche idrogeologiche dovute principalmente al fatto di essere ai piedi di un versante, di essere costituito in gran parte da terreni di scadente qualità con presenza al piede di acque di falda superficiali prossime al piano di campagna; 2) Analizzando il PAI [piano per l'assetto idrogeologico della Regione Marche] si evince che l'area confina a valle (…) con aree definite come aree a rischio esondazione medio, elevato e molto elevato; 3) Insufficienza dimensionale dell'area disponibile; 4) Elevati costi di costruzione dei fabbricati sia per la forma del terreno sia per le necessarie e costose opere di regimentazione di acque di superficie e di profondità e di consolidamento del versante"; con delibera n. 350 del 10 aprile 2017, la Giunta regionale ha individuato nella località Muraglia il sito da destinare alla realizzazione del nuovo complesso ospedaliero; in data 22 gennaio 2019, i quotidiani "Corriere Adriatico" e "Il Resto del Carlino" hanno riferito dell'avvenuta presentazione, presso la Procura della Repubblica di Pesaro, di un esposto volto ad accertare la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale nei fatti descritti; recentemente la zona indicata è stata interessata da eventi franosi, come quello avvenuto nel 2013 ai danni del villaggio AIL di Muraglia, dove alloggiano famiglie di bambini ricoverati, a ridosso del luogo in cui dovrebbe sorgere il nuovo ospedale; ai sensi dell'art. 1, comma 555, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, l'importo per l'esecuzione del programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico è stato elevato da 24 a 28 miliardi di euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi nelle sedi di competenza affinché sia favorita la riqualificazione e la riorganizzazione dei nosocomi esistenti invece che la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero a servizio dell'azienda "Ospedali riuniti Marche nord", e in ogni caso, anche alla luce del citato studio di fattibilità, affinché non venga costruita una nuova struttura sanitaria su un sito che presenta le rilevanti criticità descritte. Atto n. 4-01681 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: l'ultima edizione del piano nazionale di governo delle liste di attesa ha come obiettivo l'avvicinamento della sanità pubblica ai cittadini, attraverso l'individuazione di elementi di tutela e di garanzia per incrementare il grado di efficienza e di appropriatezza di utilizzo delle risorse disponibili; la realizzazione di un piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA) costituisce un impegno comune del Governo e delle Regioni e Province autonome, che convergono su azioni complesse e articolate, fondate sulla promozione del principio di appropriatezza nelle sue dimensioni clinica, organizzativa e prescrittiva, a garanzia dell'equità d'accesso alle prestazioni; nella realtà il Servizio sanitario nazionale, al cittadino che vuole informarsi su tempi di attesa e disponibilità di visite ed esami, appare come un sistema disorganizzato, e spesso difficilmente raggiungibile; in dieci anni, solo nove delle 21 Regioni e Province autonome hanno creato un sito web interattivo per orientare gli utenti a scegliere strutture e prestazioni; le altre si limitano a fornire un archivio storico o rinviano ai siti delle aziende sanitarie; non stupisce quindi che non tutte le Regioni abbiano rispettato la scadenza del 22 aprile 2019 per la predisposizione del piano regionale di governo delle liste di attesa, strumento attraverso il quale è possibile far diventare operativo a livello locale il nuovo piano nazionale; è mancato in molte Regioni l'impegno a elaborare un piano realistico, che tenesse conto delle risorse disponibili e dei livelli di richiesta dei cittadini. In questa chiave ha inciso in modo negativo anche il blocco del turnover nelle assunzioni; occorre evidenziare che non si potranno abbattere le liste d'attesa senza risolvere il problema legato alla carenza di personale. Per tale motivo, occorre avviare con impegno le procedure per le effettive assunzioni del personale specialistico necessario, considerato che, in assenza di personale, anche le attività intramoenia non potranno ottenere i risultati sperati; l'obiettivo del piano nazionale era proprio quella di attivare un sistema di controlli e di rendicontazione che è rimasto in gran parte solo sulla carta. Eppure gli strumenti non mancano, a cominciare dall'Osservatorio nazionale sulle liste d'attesa istituito dal piano 2019-2021. Le Regioni inoltre hanno avuto a disposizione 400 milioni di euro che il Governo a seguito dell'approvazione della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) e decreto fiscale (decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018) ha destinato per il triennio alla gestione delle liste d'attesa; non risulta che siano state finanziate infrastrutture tecnologiche adeguate a gestire i sistemi di prenotazione elettronica delle prestazioni e almeno per ora solo la metà delle Regioni ha fatto proprio il nuovo piano nazionale, che andava adottato entro il 22 aprile 2019, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda procedere per garantire il dovuto rispetto della scadenza prevista con il minor sforamento temporale, a fine di consentire l'accesso alle visite specialistiche in modo tempestivo, come prevede il diritto dei cittadini a tutela della salute. Atto n. 4-01682 TOSATO BERTACCO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: nella scorsa settimana i dipendenti della Elcograf, ex Mondadori Printing passata nel 2008 nelle mani del gruppo Pozzoni, hanno organizzato uno sciopero per protestare contro la ventilata ipotesi di chiusura di alcuni stabilimenti facenti capo all'azienda; l'azienda ha infatti registrato perdite nell'ordine di 3,5 milioni di euro nei primi due mesi del 2019, la qual cosa potrebbe alla lunga portare i vertici a decidere per la chiusura di uno o più stabilimenti produttivi; le perdite sarebbero derivanti da una costante riduzione di volumi ed attività, riconducibili anzitutto ad una più generale crisi del settore dell'editoria ma anche al venir meno delle commesse Mondadori per un contenzioso in atto tra le due società, oltre ad alcune scelte di politica industriale del gruppo Pozzoni; il calo di ordinativi ha avuto conseguenze critiche per i lavoratori, alcuni dei quali già collocati in cassa integrazione a zero ore; la situazione mette a rischio 440 posti di lavoro relativi allo stabilimento di Verona, cui si aggiungono i 130 dello stabilimento di Cles (Trento) e i 120 di Melzo (Milano), per un totale di circa 700 persone sul complesso di 1.900 lavoratori del gruppo in Italia; considerato che: con il decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, è stato adottato il regolamento che prevede l'armonizzazione, e quindi l'incremento, dei requisiti minimi di accesso al pensionamento di personale iscritto presso l'INPS, l'ex ENPALS e l'ex INPDAP, personale nel quale rientrano anche i lavoratori dipendenti di aziende editoriali e stampatrici di periodici e poligrafici; in considerazione della perdurante crisi del settore dell'editoria, la legge di bilancio per l'anno 2018 (articolo 1, comma 154, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha dettato norme che esentano dall'applicazione dei requisiti più stringenti previsti dal regolamento del 2013 i dipendenti di imprese editoriali che hanno cessato l'attività, anche in costanza di fallimento, e per le quali è stata accertata la causale di crisi aziendale, i quali siano stati collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria in forza di accordi di procedura sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 e il 31 maggio 2015, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo stia valutando di avviare un percorso condiviso al fine di individuare soluzioni che consentano la salvaguardia dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle professionalità anche attraverso percorsi di formazione e riqualificazione; se stia valutando di ripristinare per i lavoratori dipendenti di imprese editoriali in crisi, sia pure per un tempo predefinito, il vecchio requisito di anzianità contributiva vigente sino all'entrata in vigore del richiamato decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, di attuazione della riforma pensionistica Fornero (decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214). Atto n. 4-01683 DESSI' GRASSI Al Ministro dell'interno Premesso che: il legislatore nazionale, tramite interventi normativi specifici adottati nel corso degli ultimi 20 anni, ha dato attuazione a fondamentali riforme che hanno interessato la pubblica amministrazione, introducendo principi e disposizioni inderogabili in ordine a una corretta, trasparente ed efficace azione amministrativa; in particolare, tra i principi introdotti, risulta esservi quello della separazione dei poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e i poteri di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica; nello specifico, l'art. 107, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del 2000, recante "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" (TUEL), declina il principio di separazione dei poteri, in relazione al quale il potere di indirizzo e controllo amministrativo spetta agli organi di governo, mentre quello gestionale-amministrativo compete alla dirigenza, cui vengono, altresì, riconosciuti autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane strumentali e di controllo; specularmente, l'art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 prevede che spetta ai dirigenti l'adozione di atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nel rispetto delle norme legislative e regolamentari, degli atti amministrativi generali di programmazione, negli atti di indirizzo generali; la giurisprudenza, negli anni, ha confermato e ribadito in maniera netta ed inequivocabile la separazione dei poteri nei termini e nelle modalità stabilite dal richiamato art. 107 del testo unico (Consiglio di Stato, sezione V, sent. n. 6029/2004; Consiglio di Stato, n. 5312/2005, Consiglio di Stato, n. 6277/2012); considerato che, a quanto risulta agli interroganti: l'amministrazione comunale di Frascati, con deliberazione di Giunta comunale n. 72 del 18 aprile 2019, recante "Atto di indirizzo in ordine alla scelta di un Advisor", ha disposto che il dirigente competente si avvalesse, in qualità di advisor , di un soggetto, individuato dalla Giunta comunale medesima, cui affidare attività di supporto per la definizione e l'attivazione delle procedure atte all'individuazione, da una parte, di altro e distinto soggetto cui demandare la gestione del servizio di riscossione coattiva, e, dall'altra, la vendita di 11 unità immobiliari appartenenti al patrimonio comunale disponibile; alla luce della normativa e della giurisprudenza richiamate, appare evidente che la deliberazione di Giunta comunale non si limita a fornire al dirigente competente indicazioni di carattere generale, ma dà disposizioni inequivocabili in ordine alla scelta "obbligata" dell' advisor ; con tale disposizione operata dall'organo amministrativo di governo, il principio della separazione del potere politico-amministrativo da quello amministrativo-gestionale, spettante alla dirigenza, risulta essere stato violato, producendo un grave vulnus nella corretta e legale gestione della pubblica amministrazione; per contro, l'atto amministrativo assunto dalla Giunta comunale di Frascati avrebbe dovuto fornire esclusivamente indicazioni di carattere generale in ordine agli obiettivi definiti dall'amministrazione comunale, il raggiungimento dei quali sarebbe stato di esclusiva competenza dirigenziale nell'ambito dell'autonomia gestionale riconosciuta dalle disposizioni legislative vigenti; inoltre, la scelta dell' advisor sarebbe dovuta avvenire tramite determina dirigenziale conformemente alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 e alle linee guida ANAC e tenendo conto della comprovata e specifica competenza del soggetto riscontrabile e valutabile sulla base di idonea documentazione curriculare; l' advisor "suggerito" al dirigente risulterebbe individuabile per una serie di sfaccettature di supporto non meglio definibili, né comprovabili in carenza di idonea documentazione, che avrebbe dovuto corredare la menzionata deliberazione; a parere degli interroganti, la deliberazione per le motivazioni esposte e per la sua complessiva ed ambigua formulazione fa emergere evidenti criticità sotto il profilo della legittimità dell'atto stesso; il Comune di Frascati, in relazione al servizio della riscossione coattiva, si avvale della sua azienda speciale STS Multiservizi e, pertanto, l'affidamento di tale servizio ad un soggetto diverso dall'azienda speciale, come lascerebbe intuire la deliberazione della Giunta comunale, si configurerebbe come un'esternalizzazione dello stesso; considerato inoltre che: l'esternalizzazione dei servizi dovrebbe conseguire all'adozione di fondamentali atti di programmazione (DUP), nei quali contemplare le ragioni e le motivazioni alla base della scelta di implementare uno specifico modello gestorio a discapito di un altro. La scelta è il frutto di un'analisi puntuale circa la convenienza e l'opportunità di gestire un servizio in un modo o nell'altro nel rispetto dei principi di economicità, efficienza ed efficacia; tali atti di programmazione risultano essere di esclusiva competenza del Consiglio comunale, quali atti amministrativi fondamentali e propedeutici ai successivi provvedimenti di carattere meramente esecutivo e gestionale; nel caso di specie, non risultano agli atti indicazioni programmatiche assunte nel rispetto della normativa, né tanto meno gli stessi sono richiamati in narrativa della deliberazione. Anzi, essa è stata assunta in data anteriore (18 aprile 2019) agli atti di programmazione adottati dal Consiglio comunale (29 aprile 2019); per tali ulteriori aspetti, a giudizio degli interroganti, la deliberazione di Giunta comunale potrebbe evidenziare anche criticità sotto il profilo dell'abuso di potere, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare, considerato che la menzionata deliberazione della Giunta comunale di Frascati presenta ad avviso degli interroganti profili di illegittimità, essendo stata adottata in palese violazione dei richiamati principi di buona amministrazione introdotti dal legislatore nazionale; se intenda adottare gli opportuni provvedimenti a salvaguardia della corretta gestione amministrativa, nel rispetto dei ruoli e delle competenze tra gli organi politici di governo e dirigenza della pubblica amministrazione, come stabiliti dalla legislazione vigente. Atto n. 4-01684 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato dal sito internet "eutekne.info il quotidiano del commercialista", pubblicato il 15 maggio 2019, i dati ufficiali relativi al primo trimestre 2019 dell'Osservatorio sulle partite IVA del Dipartimento delle finanze consentono di elaborare alcune valutazioni sui riflessi comportamentali, determinati dall'innalzamento fino a 65.000 euro, a decorrere dal 2019, relativamente alla soglia massima di ricavi o compensi, al fine di rientrare nella " flat tax " delle partite IVA individuali, come stabilito dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio per il 2019); le nuove partite IVA aperte nei primi tre mesi del 2019 sono state 196.060, con un incremento di circa l'8 per cento rispetto al dato del primo trimestre 2018 (181.774) e 2019 (182.757); ciò nonostante, evidenza l'articolo, se si scompone il dato, in funzione della tipologia soggettiva della nuova partita IVA, emerge che l'incremento delle nuove partite IVA individuali ha raggiunto il 14 per cento, mentre l'apertura di nuove partite IVA da parte di società di persone registra invece una flessione per il 17 per cento; risulta, pertanto, evidente dai risultati numerici del primo trimestre 2019 la tutt'altro che imprevedibile dinamica in atto, nel senso che i significativi risparmi che possono derivare da una partita IVA individuale stanno funzionando come un vero e proprio incentivo alla frammentazione del già troppo dilatato mercato del lavoro autonomo, per il quale sarebbero invece auspicabili meccanismi in grado di incentivare i processi di aggregazione; a tal fine, l'interrogante evidenzia come il "manifesto dei commercialisti", presentato nei giorni scorsi in occasione degli stati generali della professione, pur esprimendo apprezzamento per l'attenzione dimostrata dal Governo nella manovra di bilancio per il 2019 nei confronti delle piccole partite IVA, ha esortato l'Esecutivo a fare in modo che l'esercizio di un'attività d'impresa o professionale in forma associata sia, se non incentivato, quanto meno non discriminato in peggio, rispetto al suo esercizio in forma individuale; tali osservazioni confermano nel complesso l'esigenza di estendere anche il regime forfettario della " flat tax " a tutti i soggetti IRPEF, al fine di evitare forme di concorrenza fiscale fra imprese determinate unicamente dalla natura giuridica o dalla dimensione aziendale, in un contesto socioeconomico e normativo più generale legato alla riduzione della pressione fiscale e burocratica, che rappresenta sempre di più un fardello insopportabile che grava sulle imprese e ne limita le capacità di competere ad armi pari in Europa, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se non ritenga necessario sostenere, nell'ambito dell'estensione del regime forfettario, le società di persone e soggetti assimilati, i cui dati del Dipartimento delle finanze risultano in flessione con riferimento all'apertura di nuove partite IVA, registrate nel primo trimestre del 2019; se, inoltre, non ritenga opportuno introdurre nei prossimi provvedimenti normativi in materia di economia e finanza misure volte a riformare in maniera organica il sistema fiscale, anche attraverso interventi di semplificazione e di riduzione della pressione tributaria, finalizzati a prevedere un regime forfettario reale al 15 per cento sui redditi incrementali per tutte le imprese e i cittadini, i cui effetti determinerebbero, ad avviso dell'interrogante, un formidabile volano di crescita per l'economia nazionale. Atto n. 4-01685 VITALI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: con bando di gara del 19 marzo 2014, Consip SpA ha indetto, per conto del Ministero dell'economia e delle finanze, una procedura aperta, suddivisa in 18 lotti geografici, per l'affidamento dei servizi integrati, gestionali ed operativi, da eseguirsi negli immobili, adibiti prevalentemente ad ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle pubbliche amministrazioni, nonché negli immobili in uso a qualsiasi titolo alle istituzioni universitarie pubbliche ed agli enti ed istituti di ricerca, da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (cosiddetta FM4, Facility Management 4); la procedura di gara, nonostante siano trascorsi 5 anni dalla sua indizione e 3 anni dalla conclusione delle operazioni di valutazione delle offerte tecniche e di quelle economiche, con la formazione delle relative graduatorie, non è stata ancora formalmente portata a termine con l'aggiudicazione definitiva dei singoli lotti; si rileva dagli organi di stampa che le società che ad oggi erogano i servizi attraverso contratti in proroga, la cui legittimità è tutta da verificare, sono coinvolte a vario titolo in indagini penali (Romeo Gestioni), sottoposte con sentenza di esclusione da parte del Consiglio di Stato n. 5424/2018 del 19 settembre 2018 dalla gara stessa (Romeo Gestioni, Manital), sotto indagine da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato per comportamento anticoncorrenziale (Manutencoop, Manital, Cofely, CNS) con l'ipotesi di gravi reati contro la pubblica amministrazione; il Consiglio di Stato ha rilevato che, nel caso della Romeo Gestioni, sulla base delle disposizioni del codice dei contratti pubblici (di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016, e successive modificazioni e integrazioni), l'illecito concorrenziale contestato al concorrente è riconducibile ad un "grave errore professionale" il che farebbe intendere l'implicito decadimento del rating di legalità e la stessa onorabilità del concorrente. A maggiore conferma, 10 dei 14 lotti della convenzione Facility Management 3 vedono oggi erogare i servizi negli immobili della pubblica amministrazione da società che in qualche modo sono implicate nelle indagini richiamate; la stessa società Romeo Gestioni continua ad erogare i servizi in ben 4 lotti nell'ambito della convenzione FM3 (Lombardia, Campania e Basilicata, Puglia e Molise, Roma 1° municipio), attraverso continue e ripetute proroghe la cui legittimità è tutta da verificare; la mancata aggiudicazione della gara FM4 consente alla Romeo Gestioni di continuare ad erogare i servizi nell'ambito della convenzione FM3, seppure in regime di proroga, con un costo superiore per le pubbliche amministrazioni rispetto a quello che si avrebbe per gli stessi servizi erogati nell'ambito della convenzione FM4 di oltre il 30 per cento, pari ad un mancato risparmio di oltre 800 milioni; durante la seduta pubblica del 12 luglio 2018, il presidente della commissione aggiudicatrice, sollecitato in merito alla data di aggiudicazione, dichiarava che essa sarebbe intervenuta a stretto giro durante il periodo di agosto-settembre 2018; Consip, in qualità di stazione appaltante, pur avendo pubblicato sul sito istituzionale la chiusura del procedimento in data 28 settembre 2018, continua a non procedere all'aggiudicazione definitiva della gara oltre a non fornire alcuna informazione ai concorrenti circa lo stato di avanzamento del procedimento e sulle motivazioni che la inducono a non aggiudicare definitivamente ai legittimi vincitori, arrecando alle aziende stesse un grave danno economico e finanziario; il tempo trascorso senza trovare una soluzione consona a questa situazione, al di là della proroga, e i ritardi nei tempi per l'aggiudicazione definitiva, come noto ad esclusiva gestione Consip, sembrerebbero attribuibili a una strategia il cui unico fine sarebbe solo quello di agevolare il "sistema" di aziende a vario titolo implicate in indagini penali e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, permettendo loro, viste le ripetute proroghe, di continuare ad erogare i servizi alla pubblica amministrazione. Queste aziende andrebbero escluse e la gara dovrebbe essere definitivamente aggiudicata, in modo da consentire l'accesso agli altri partecipanti al bando che, oltre ad essere aggiudicatari in quanto giudicati primi classificati, non sono coinvolti in alcuno degli scandali menzionati; il ritardo di aggiudicazione sta generando un grave danno economico sia per la pubblica amministrazione che per le aziende, per effetto della necessità di indire, sostenendo ulteriori costi, gare per l'erogazione di specifici servizi, attraverso la piattaforma SDAPA rinunciando alle prerogative introdotte dalle convenzioni di facility management ; le aziende concorrenti e provvisoriamente aggiudicatarie, per effetto del tempo trascorso dalla presentazione dell'offerta, oltre 4 anni fa, continuano a sostenere i costi delle polizze fideiussorie che ad oggi ammontano a oltre 150.000 euro, e che impediscono loro di partecipare ad altre gare per gli impegni finanziari presi nei confronti delle gare Consip; nella seduta del 17 aprile 2019 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, come riportato anche dagli organi d'informazione, ha accertato la sussistenza di un'intesa anticoncorrenziale avente ad oggetto proprio il condizionamento della gara stessa. Nel complesso sono state comminate sanzioni per un importo pari a 235.000.000 euro ai maggiori operatori del settore, fatte escluse solo due società alle quali non è stato accertato alcun illecito, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dei fatti esposti e se essi corrispondano al vero, e in tal caso come li valuti; quali iniziative intenda porre in essere al fine di sbloccare l' iter di aggiudicazione della convenzione Facility Management 4, con particolare riguardo alla deliberazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che accerta illeciti per alcune società, penalizzando egualmente anche le società rimaste completamente estranee agli illeciti che comunque pagano la mancata aggiudicazione della gara. Atto n. 4-01686 TURCO PACIFICO GUIDOLIN MININNO GAUDIANO ANGRISANI ROMANO GALLICCHIO CASTALDI ORTIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il 12 maggio 2019 la Puglia è stata duramente colpita dal maltempo. In tutta provincia di Taranto la grandine e le piogge torrenziali si sono abbattute su orti e frutteti ma anche, e pesantemente, sugli alberi di ulivo. In alcuni casi, la grandine ha avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti. Per ciliegie, albicocche, mandorli, alberi da frutto in genere e anche ortaggi, la grandinata arriva come l'ennesima "bomba" su una stagione già drammatica per gli agricoltori pugliesi; sono state particolarmente colpite le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina, ma anche la valle d'Itria, compresa la città di Martina Franca; nel dettaglio la grandine ha intaccato angurie, vigneti e melograni nell'area di Ginosa e Castellaneta. A Palagiano e Palagianello sono stati colpiti agrumeti e uliveti per una fascia di oltre 10 chilometri lungo l'arco jonico e fino alla Basilicata; i danni sono stimati per centinaia di migliaia di euro da parte della Confederazione italiana agricoltori (Cia); considerato che: il 13 maggio 2019 la Regione Puglia ha comunicato che gli uffici sono stati allertati ed è già iniziata l'attività istruttoria per verificare e quantificare con precisione i danni riportati dalle imprese agricole e agroalimentari nei territori colpiti; inoltre la Regione ha comunicato che a valle degli approfondimenti, e ai sensi del decreto legislativo n. 102 del 2004, e successive modificazioni e integrazioni, intende proporre al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo lo stato di calamità. La declaratoria da parte del Ministero consentirebbe l'utilizzo del Fondo di solidarietà nazionale, da ripartire alle ditte coinvolte da tale evento avverso; considerato altresì che la Puglia nei mesi di aprile e maggio è stata interessata da molti eventi atmosferici avversi: le grandinate e i bruschi abbassamenti di temperature del 14 aprile; il vento forte del 22-24 aprile e, da ultimo, le forti grandinate del 12 maggio, che si sono abbattute in particolare nel tarantino, si chiede di sapere: se sia pervenuta la richiesta dello stato di calamità naturale da parte della Regione Puglia e se il Ministro in indirizzo intenda accoglierla in tempi stretti; quali iniziative intenda assumere al fine di risarcire il danno sul prodotto, e non solo sugli impianti, impiegando gli stessi strumenti utilizzati in passato con le gelate del gennaio 2018, nonché valutare ulteriori interventi compensativi a ristoro della produzione perduta, nei limiti e alle condizioni stabilite dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato in agricoltura. Atto n. 4-01687 SBROLLINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: Vicenza è un capoluogo importante al centro del Veneto, snodo di una viabilità spesso insufficiente all'interno di un contesto provinciale ricco di paesi contermini densamente abitati; le attività industriali e commerciali che gravitano nella provincia di Vicenza sono molto vivaci e richiedono una viabilità efficiente; moltissimo traffico di attraversamento si scarica sull'attuale tangenziale che è stata negli anni incorporata dai quartieri della città capoluogo; considerato che: negli anni sono state presentate varie ipotesi di viabilità di aggiramento della città, con proposte e progetti che costituiscono un complesso di nuova circonvallazione anulare; nella stampa locale e nel dibattito politico si accavallano notizie di finanziamenti che vengono confermati e di altri che, viceversa, sono sospesi o addirittura stralciati; tenuto conto che i lavori che riguardano il "1° stralcio - 1° tronco", tra i comuni di Vicenza e Costabissara, che fanno parte del progetto denominato "completamento della tangenziale", oggetto di un protocollo di intesa stipulato tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Anas, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza, Comune di Costabissara e Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova SpA, hanno recentemente subito un rallentamento, si chiede di sapere: quale sia il quadro complessivo degli investimenti stanziati per la viabilità di circonvallazione della città di Vicenza; quali siano i progetti ritenuti indispensabili; quali siano i tronconi ritenuti prioritari. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3 a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-00833 del senatore Ferrara ed altri, sulla sospensione del commercio delle armi con l'Arabia saudita da parte dell'Italia; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00830 del senatore Lannutti ed altri, sulle conseguenze della liquidazione coatta di Banca Popolare di Vicenza SpA e Veneto Banca SpA; 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali): 3-00831 e 3-00832, della senatrice Rossomando ed altri, rispettivamente sulla regolarizzazione dei lavoratori a tempo determinato delle fondazioni lirico-sinfoniche e sulla scadenza dell'abilitazione scientifica nazionale; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-00828 della senatrice Stabile, sulla garanzia del diritto alla salute dei pazienti dell'ospedale Maggiore e del nosocomio di Cattinara (Trieste).