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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 8ª RIUNITE 8ª(Lavori pubblici, comunicazioni) 18 COLTORTI La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REFERENTE 1883 - d-l n. 76/2020 semplificazioni DDL 1883 Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (Esame e rinvio) Interviene sull'ordine dei lavori la senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ), lamentando il fatto che l'incarico di relatore per l'8ª Commissione sia stato attribuito alla senatrice Sudano, che è stata preferita a numerosi colleghi di maggioranza che sin dall'inizio della legislatura si occupano dei temi oggetto del provvedimento e che avrebbero potuto aspirare a un simile incarico. Il presidente COLTORTI osserva che la senatrice Sudano è entrata a far parte della 8ª Commissione e che essa ha titolo esattamente come tutti gli altri componenti di essere nominata relatrice. Si dice certo che nel corso dell'esame tutti i membri della Commissione avranno modo di fornire un contributo qualificato e, nel cedere la parola alla relatrice Sudano, le dà il benvenuto a nome di tutti i senatori. La senatrice SUDANO ( IV-PSI ), relatrice per l'8 a Commissione, illustra innanzitutto il Titolo I, che reca semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia. Le misure in materia di contratti pubblici introducono innanzitutto una disciplina derogatoria delle procedure di affidamento, da applicare qualora la determina a contrarre o altro avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021. Per i contratti sotto soglia, l'articolo 1 prevede: l'affidamento diretto nel caso di lavori, servizi e forniture di importo inferiore ai 150.000 euro e, comunque, per servizi e forniture nei limiti delle soglie di cui all'articolo 35 del codice dei contratti pubblici; la procedura negoziata senza bando per contratti di importo pari o superiore ai 150.000 euro fino alle soglie di rilevanza europea, previa consultazione di un numero di operatori economici variabile. L'aggiudicazione avviene, a scelta delle stazioni appaltanti, sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa ovvero del prezzo più basso con esclusione automatica delle offerte anomale, anche nel caso in cui le offerte ammesse siano pari o più di cinque. Per tutti i contratti sotto soglia è inoltre stabilito che: il mancato rispetto dei termini fissati per l'aggiudicazione (due o quattro mesi, a seconda dei casi), i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell'avvio dell'esecuzione possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all'operatore economico, costituiscono causa di esclusione dalla procedura o di risoluzione del contratto; le stazioni appaltanti richiedono le garanzie provvisorie solo nei casi in cui ricorrano particolari esigenze che le giustifichino e, in tal caso, il loro ammontare è dimezzato rispetto a quanto stabilito dall'articolo 93 del codice dei contratti pubblici. Con riferimento ai contratti sopra soglia, l'articolo 2 prevede il ricorso alla procedura aperta, ristretta o, previa motivazione sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, competitiva con negoziazione, con aggiudicazione o individuazione definitiva del contraente entro sei mesi dall'avvio del procedimento. Anche in questo caso, gli eventuali ritardi possono essere valutati ai fini della responsabilità erariale e costituire causa di esclusione per l'operatore economico o di risoluzione del contratto. Può inoltre essere utilizzata la procedura negoziata senza bando nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti dagli effetti negativi della crisi causata dalla pandemia o dal periodo di sospensione delle attività determinato dalle misure di contenimento, i termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie non possono essere rispettati. In tali casi e nei settori dell'edilizia scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria, delle infrastrutture per la sicurezza pubblica, dei trasporti e delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, lacuali e idriche, ivi compresi gli interventi inseriti nei contratti di programma ANAS-MIT 2016-2020 e RFI-MIT 2017-2021 e relativi aggiornamenti, nonché gli interventi funzionali alla realizzazione della transizione energetica, e per i contratti relativi o collegati ad essi, le stazioni appaltanti, per l'affidamento e per l'esecuzione dei contratti, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, salvo il rispetto della normativa antimafia, dei vincoli europei, dei principi di cui agli articoli 30, 34 e 42 del codice dei contratti pubblici e delle disposizioni in materia di subappalto. L'articolo 3 mira a semplificare il sistema delle verifiche antimafia, introducendo norme transitorie, applicabili fino al 31 luglio 2021, che consentono alle pubbliche amministrazioni: di corrispondere ai privati agevolazioni o benefici economici, anche in assenza della documentazione antimafia, con il vincolo della restituzione laddove in esito alle verifiche antimafia dovesse essere pronunciata una interdittiva; di stipulare contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture sulla base di una informativa antimafia liberatoria provvisoria, valida per 30 giorni, con il vincolo del recesso se le verifiche successive dovessero comportare una interdittiva antimafia. La disposizione consente inoltre di eseguire le verifiche antimafia attingendo a tutte le banche dati disponibili e demanda al Ministro dell'interno l'individuazione di ulteriori misure di semplificazione per quanto riguarda le verifiche che competono alle prefetture. Per tutto il resto, continuerà ad applicarsi la disciplina generale del codice antimafia, integrata dalla previsione di protocolli di legalità. L'articolo 4 contiene disposizioni in materia di conclusione dei contratti pubblici e di ricorsi giurisdizionali. La stazione appaltante è tenuta a concludere il contratto nei termini previsti dalla legge e un eventuale differimento del termine per la stipulazione può essere concordato con l'aggiudicatario a condizione che sia giustificato dall'interesse alla sollecita esecuzione del contratto. La mancata stipulazione deve essere motivata con specifico riferimento all'interesse della stazione appaltante e a quello nazionale alla sollecita esecuzione del contratto nonché valutata ai fini della responsabilità del dirigente preposto. La pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisce giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto. Il giudizio deve essere di norma definito in esito all'udienza cautelare e sono dettate disposizioni volte ad accelerare il deposito della sentenza con la quale si definisce il giudizio. L'articolo 5 indica in maniera tassativa i casi in cui, fino al 31 luglio 2021, è possibile procedere alla sospensione dell'esecuzione di opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie europee e disciplina le modalità di prosecuzione dei lavori, anche per il caso in cui non sia possibile la prosecuzione con il soggetto designato. L'applicazione di tali ultime previsioni è estesa anche ai casi di ritardo dell'avvio e dell'esecuzione dei lavori che non rientrano nelle ipotesi tassativamente indicate e che siano pari o superiori ad un decimo del tempo stabilito per la realizzazione dell'opera e, comunque, pari ad almeno trenta giorni per ogni anno stabilito per la realizzazione dell'opera. Si prevede inoltre che le parti non possano invocare l'inadempimento della controparte o di altri soggetti per sospendere l'esecuzione dei lavori ovvero le prestazioni connesse alla tempestiva realizzazione dell'opera. L'articolo 6 rende obbligatoria - per i lavori di importo pari o superiore alle soglie europee e fino al 31 luglio 2021 - la costituzione, presso ciascuna stazione appaltante, di un collegio consultivo tecnico, al quale, oltre a compiti in relazione alla prosecuzione dell'opera sospesa, introdotti all'articolo 5, sono attribuite funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche che possono emergere nel corso dell'esecuzione del contratto. L'articolo 7, sempre con riferimento alle opere di importo pari o superiore alle soglie europee, istituisce un Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, finalizzato a corrispondere alla stazione appaltante le somme necessarie per garantire la regolare prosecuzione dei lavori nei casi di maggiore fabbisogno finanziario dovuto a sopravvenute esigenze motivate ovvero per temporanee insufficienti disponibilità finanziarie annuali. L'accesso al Fondo, che non può essere attivato per finanziare nuove opere, non può essere reiterato se non nel caso in cui la carenza delle risorse derivi da un'accelerazione della realizzazione delle opere rispetto al cronoprogramma aggiornato. La definizione delle modalità operative è rinviata ad un successivo decreto ministeriale, mentre è disciplinato il meccanismo di alimentazione del Fondo, la cui dotazione per il 2020 è quantificata in 30 milioni di euro. L'articolo 8 contiene una serie di misure che incidono su diversi aspetti della disciplina degli appalti. L'articolo 9 novella l'articolo 4 del decreto-legge "sblocca cantieri" in relazione alla disciplina dei Commissari straordinari, dei quali si prevede la nomina se necessaria per la realizzazione o il completamento degli interventi infrastrutturali particolarmente complessi che saranno individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri entro il 31 dicembre 2020. Entro il 30 giugno 2021, sempre con D.P.C.M. potranno essere individuati ulteriori interventi, con le medesime caratteristiche dei precedenti, per i quali disporre la nomina di Commissari straordinari. Sono ridefinite le deroghe consentite ai Commissari in relazione alla normativa vigente, prevedendone l'estensione, oltre che ai Commissari straordinari per il dissesto idrogeologico e a quelli per l'attuazione degli interventi idrici, come già previsto nella legislazione vigente, anche alle attività del Commissario unico nazionale per la depurazione e dei Commissari per la bonifica dei siti di interesse nazionale. Sono quindi integrate le previsioni del decreto-legge n. 133 del 2014 per stabilire che i Presidenti delle Regioni, nell'esercizio dei poteri attribuiti in qualità di Commissari straordinari delegati alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati negli accordi di programma sottoscritti da regioni e Ministero dell'ambiente, possano chiedere di avvalersi di tutti i soggetti pubblici e privati, ivi comprese società in house delle amministrazioni centrali dello Stato dotate di specifica competenza tecnica, non solo per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi previsti nei suddetti accordi di programma ma anche per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico comunque finanziate a valere su risorse finanziarie nazionali, europee e regionali. Al fine di garantire l'uniformità delle gestioni commissariali, è poi stabilito che tutti i Commissari nominati per la realizzazione di opere pubbliche operino con i poteri di cui all'articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge n. 32 del 2019. Vengono inoltre indicati i commissari che restano esclusi da tale previsione e che continuano pertanto ad operare secondo la disciplina specificamente prevista. L'articolo 10 reca una serie di disposizioni di semplificazione in materia edilizia. L'articolo 11 introduce disposizioni volte ad accelerare e a semplificare la realizzazione degli interventi per la ricostruzione pubblica nelle aree colpite da eventi sismici. In particolare, si stabilisce che alle gestioni commissariali per la ricostruzione post-sismica attualmente in corso possono essere applicate tutte le norme di semplificazione procedurale o relative a maggiori poteri commissariali introdotte dal decreto in esame, anche se riferite alla scelta del contraente, all'aggiudicazione di pubblici lavori, servizi e forniture, alle procedure concernenti le valutazioni ambientali o ai procedimenti amministrativi di qualunque tipo. Con ordinanza del Commissario straordinario per la ricostruzione in Centro Italia sono individuati gli interventi e le opere urgenti e di particolare criticità, anche relativi alla ricostruzione dei centri storici dei comuni maggiormente colpiti, per i quali i poteri di ordinanza del Commissario sono esercitabili in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e del codice dei beni culturali, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea. L'elenco di tali interventi e opere, per la cui realizzazione il Commissario straordinario può avvalersi di due sub-commissari, è comunicato al Presidente del Consiglio dei ministri, che può impartire direttive. Infine, i lavori di competenza delle diocesi e degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, di importo non superiore alla soglia comunitaria per singolo lavoro, seguono le procedure previste per la ricostruzione privata per l'affidamento sia della progettazione che dei lavori. Nell'ambito del Titolo IV del provvedimento in esame - che reca semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy - l'articolo 38 reca modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche, complessivamente volte a semplificare la realizzazione delle attività relative alle reti e ai servizi di comunicazione elettronica. L'articolo 42, che riguarda l'attività del CIPE, prolunga anche per il biennio 2021-2022 l'applicazione della disposizione di cui al decreto-legge "sblocca cantieri", nella quale è stabilito che le varianti devono essere approvate dal CIPE solo se superano il 50% del valore del progetto approvato. Per le varianti di valore inferiore, si prevede l'approvazione da parte del soggetto aggiudicatore, anche ai fini della localizzazione e, ove occorrente, previa convocazione della conferenza di servizi. Ulteriori disposizioni riguardano l'utilizzo di eventuali ribassi di gara o risorse liberatesi in corso d'opera in relazione ad interventi infrastrutturali il cui finanziamento sia stato approvato dal CIPE senza contestuale approvazione dei progetti, con particolare riferimento agli interventi per i sistemi di trasporto rapido di massa. Si prevede che l'utilizzo dei ribassi venga autorizzato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tenuto a rendere un'apposita informativa al CIPE. Viene poi semplificato l' iter per l'approvazione delle proroghe della dichiarazione di pubblica utilità e del vincolo preordinato all'esproprio in scadenza su progetti approvati dal CIPE, prevedendo che vi provveda direttamente il soggetto aggiudicatore. Sono infine rafforzati gli obblighi informativi del CIPE verso il Parlamento. L'articolo 45 proroga al 31 dicembre 2020 il termine per la restituzione del finanziamento di 400 milioni di euro concesso ad Alitalia con il decreto-legge n. 137 del 2019. L'articolo 46 integra la disciplina delle zone economiche speciali (ZES), specificando le funzioni affidate al Commissario di Governo che presiede il Comitato di indirizzo che amministra l'area ZES, riducendo alcuni termini procedurali e differendo al 31 dicembre 2020 il termine entro il quale i Comitati di indirizzo potranno proporre la perimetrazione di zone franche doganali intercluse. L'articolo 48 reca semplificazioni relative alle procedure di autorizzazione delle opere da realizzare nelle aree portuali, ai dragaggi e alla riperimetrazione dei siti di interesse nazionale rientranti nei limiti territoriali di competenza delle Autorità di sistema portuale. Esso reca inoltre precisazioni sulle finalità degli interventi per la digitalizzazione della logistica, con particolare riferimento ai porti, agli interporti, alle ferrovie e all'autotrasporto e autorizza il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti a ridefinire la convenzione con la società UIRNet per la gestione della piattaforma logistica nazionale. L'articolo in esame consente inoltre alle navi da crociera iscritte nel registro internazionale di effettuare, fino al 31 dicembre 2020, servizi di cabotaggio anche in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, per svolgere esclusivamente servizi di crociera. Vengono infine introdotte precisazioni in relazione all'applicazione dell'IVA per la prestazione dei servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili a breve termine di imbarcazioni da diporto. L'articolo 49 prevede l'adozione di apposite linee guida per la programmazione e l'esecuzione delle attività di indagine sullo stato di conservazione, nonché per l'esecuzione delle ispezioni e la programmazione degli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza delle gallerie esistenti, rispettivamente, sia lungo le strade statali o autostrade gestite da ANAS o da concessionari autostradali che lungo le altre infrastrutture stradali, diverse da queste. È poi novellata la disciplina sul monitoraggio dinamico sulla sicurezza di ponti, viadotti, cavalcavia e opere similari su strade e autostrade, già previsto dalla legislazione vigente, e sono introdotte differenti linee guida anche per la valutazione della sicurezza e la gestione del rischio di tali infrastrutture. L'articolo disciplina, infine, la titolarità, in caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti a enti diversi, delle strutture che realizzano l'opera d'arte principale del sottopasso o sovrappasso. L'articolo 50 apporta una lunga serie di modifiche alla disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA) contenuta nel codice dell'ambiente, volte a perseguire principalmente l'accelerazione delle procedure, soprattutto tramite una riduzione dei termini e la creazione di una disciplina specifica per la valutazione ambientale, in sede statale, dei progetti necessari per l'attuazione del PNIEC (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima). Diverse modifiche sono inoltre finalizzate ad allineare la disciplina nazionale a quella europea al fine di superare la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia per non conformità alla normativa europea in materia di VIA. Ulteriori modifiche riguardano: la definizione dei contenuti del progetto e dello studio di impatto ambientale; il coordinamento tra le procedure di VIA e VAS per quanto concerne i progetti di opere e interventi da realizzare nell'ambito del Piano di sviluppo aeroportuale; la fase di avvio del procedimento di VIA; la disciplina degli Osservatori ambientali per le verifiche di ottemperanza al provvedimento di VIA; la formazione del personale di supporto della Direzione generale del Ministero dell'ambiente competente in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali. Con l'articolo 51 sono introdotte disposizioni finalizzate a snellire la procedura di VIA per gli interventi urgenti - da individuare con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - finalizzati al potenziamento o all'adeguamento della sicurezza delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche esistenti, nonché a prolungare la durata dell'efficacia dei provvedimenti assunti con riferimento alle medesime categorie progettuali, prevedendo che la durata dell'efficacia del provvedimento di VIA non possa essere inferiore a 10 anni e quella dell'autorizzazione paesaggistica sia pari a 10 anni. L'articolo 52 integra il codice dell'ambiente al fine di ampliare e semplificare, nei siti oggetto di bonifica, la realizzazione di interventi che non pregiudichino né interferiscano con l'esecuzione e il compimento della bonifica, né determinino rischi per la salute dei lavoratori. L'articolo 53 introduce, con riferimento ai siti di interesse nazionale, una procedura preliminare che consente di effettuare le indagini preliminari nel sito oggetto di bonifica e, solo qualora si riscontri un superamento delle contaminazioni, procedere alle successive fasi di caratterizzazione, analisi di rischio e redazione del progetto di bonifica. Si prevede, altresì, un iter alternativo per la bonifica dei SIN, che unifica le fasi della caratterizzazione e dell'analisi di rischio, al fine di giungere al progetto di bonifica e ridurre i passaggi amministrativi intermedi. Si prevede poi il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica anche per la sola matrice suolo (escludendo le matrici del sottosuolo e delle acque), secondo determinate condizioni, e l'erogazione delle risorse per le bonifiche dei cd. siti "orfani". L'articolo 54 introduce semplificazioni in materia di interventi contro il dissesto idrogeologico. Prevede in particolare che, nel corso del procedimento di rilascio delle autorizzazioni, l'autorità procedente possa convocare la Conferenza di servizi, ove lo ritenga necessario, e fissa il termine per il rilascio del parere in 30 giorni. Ai fini della predisposizione del Piano di interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico consente inoltre, fino al 31 dicembre 2020, lo svolgimento di Conferenze di servizi con modalità telematiche. Nelle more dell'adozione dei piani stralcio contro il dissesto idrogeologico (PAI), attribuisce infine alcune facoltà alle Autorità distrettuali di bacino. L'articolo 55 apporta una serie di modifiche alla legge quadro sule aree protette, con particolare riferimento alle disposizioni sulla nomina del Presidente e del Direttore dell'Ente parco, alle procedure di approvazione del regolamento del parco e del piano parco, agli interventi di natura edilizia nelle zone di promozione economica e sociale e all'utilizzo beni demaniali in concessione da parte degli enti gestori delle aree protette. L'articolo 56 reca disposizioni volte a semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi per la realizzazione degli impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili. Prevede meccanismi volti ad incentivare il potenziamento o la ricostruzione di impianti obsoleti di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Interviene, inoltre, sulla disciplina dei controlli e delle sanzioni in materia di incentivi, al fine di assicurare condizioni di certezza e stabilità per gli investimenti a lungo termine che le imprese effettuano nel settore delle energie rinnovabili. L'articolo 57 disciplina dettagliatamente la realizzazione di punti e stazioni di ricarica dei veicoli elettrici, con misure di semplificazione procedimentale volte a favorirne la diffusione sul territorio nazionale. L'articolo 58 è volto a disciplinare i trasferimenti statistici di energia rinnovabile dall'Italia ad altri Stati membri dell'Unione europea, mentre l'articolo 59 estende ai comuni con popolazione fino a 20.000 residenti il meccanismo dello scambio sul posto cosiddetto "altrove" e interviene sulle modalità con le quali il Ministero della difesa può usufruire di tale meccanismo. L'articolo 60 reca interventi di semplificazione dei procedimenti autorizzativi delle infrastrutture di rete facenti parte della rete nazionale di trasmissione dell'energia elettrica e della rete nazionale di trasporto del gas naturale. Esso inoltre interviene sul Testo unico in materia di espropriazione di pubblica utilità e contiene infine una disposizione volta a garantire l'approvvigionamento di energia alla Sardegna a prezzi sostenibili e in linea con quelli del resto d'Italia e un'autorizzazione al MISE a impiegare personale appartenente ad altre pubbliche amministrazioni per accelerare la realizzazione di interventi finalizzati a favorire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del PNIEC. L'articolo 61 demanda al Ministro dello sviluppo economico l'adozione di linee guida nazionali per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi riguardanti la costruzione e l'esercizio delle infrastrutture appartenenti alle reti di distribuzione elettrica e prevede che le pubbliche amministrazioni utilizzino il SINFI (Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture) per agevolare la procedura di valutazione di impatto dei progetti sul territorio e consentire un celere svolgimento dei procedimenti autorizzativi, attraverso l'inserimento dei dati relativi alle aree vincolate. L'articolo 62 interviene sulla disciplina relativa alla costruzione e all'esercizio degli impianti di energia elettrica, prevedendo: che l'esecuzione di tutti gli interventi che non costituiscono modifica sostanziale di impianti esistenti è subordinata alla sola comunicazione preventiva al Ministero dello sviluppo economico (invece che alla autorizzazione unica). Esso prevede inoltre che gli interventi concernenti nuove opere civili o modifica di opere civili esistenti da effettuare all'interno dell'area di centrale che non risultano connessi al funzionamento dell'impianto produttivo e che non comportino un aumento superiore al 30 per cento delle cubature delle opere civili esistenti sono realizzabili mediante SCIA. Esso detta infine le procedure per la realizzazione degli impianti di accumulo elettrochimico funzionali alle esigenze del settore elettrico, ivi inclusi i sistemi di conversione di energia, i collegamenti alla rete elettrica e ogni opera connessa e accessoria. L'articolo 63 prevede la predisposizione di un Programma straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano e di un Piano straordinario per la manutenzione e la realizzazione di opere irrigue e di bonifica e di difesa idraulica. Esso prevede inoltre l'impignorabilità delle risorse necessarie alla realizzazione e alla manutenzione di opere infrastrutturali anche irrigue e di bonifica idraulica nella disponibilità di enti irrigui con personalità di diritto pubblico o che svolgono attività di pubblico interesse. Esso, infine, autorizza la proroga di contratti di lavoro a tempo determinato del personale dell'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI). L'articolo 64 predispone un meccanismo semplificato per il rilascio della garanzia pubblica, attraverso SACE S.p.a., sui finanziamenti a favore dei progetti volti all'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile enunciati nell'ambito della strategia italiana per il green new deal . L'articolo 65 disciplina l'entrata in vigore. Il relatore GARRUTI ( M5S ) illustra le disposizioni di competenza della Commissione affari costituzionali. Il Titolo II, suddiviso in quattro Capi, dispone in merito a semplificazioni procedimentali e responsabilità. In particolare, l'articolo 12 reca alcune modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo (legge n. 241 del 1990), in funzione di semplificazione e accelerazione dell'azione amministrativa. Alcune misure riguardano i termini del procedimento amministrativo e prevedono l'obbligo per le amministrazioni di misurare e rendere pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti, nonché di aggiornare i termini dei procedimenti di rispettiva competenza, prevedendo una riduzione della loro durata. Al fine di incentivare il rispetto dei termini procedimentali, nonché di garantire la piena operatività dei meccanismi di silenzio assenso, viene stabilita l'inefficacia di alcuni provvedimenti adottati fuori termine. Un secondo gruppo di disposizioni introduce misure volte a favorire e rafforzare l'uso della telematica nel procedimento amministrativo. Viene poi modificata la disciplina della comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, sostituendo l'interruzione dei termini del procedimento, attualmente prevista, con la sospensione degli stessi e introducendo altre modifiche sulla motivazione del diniego al fine di evitare i rischi di plurime reiterazioni del procedimento con il medesimo esito sfavorevole. Con ulteriori novelle alla legge n. 241 del 1990 in materia di attività consultiva delle pubbliche amministrazioni, si prevede che in caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere, ancorché si tratti di un parere obbligatorio, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'espressione del parere. Viene introdotto un meccanismo per superare l'inerzia delle amministrazioni proponenti per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi e, infine, si interviene in materia di autocertificazione per aggiornare la normativa e valorizzarne l'applicazione. L'articolo 13 prevede una procedura di conferenza di servizi straordinaria, utilizzabile fino al 31 dicembre 2021. In questo tempo determinato, le pubbliche amministrazioni hanno facoltà, in caso di conferenza di servizi decisoria, di procedere mediante una conferenza semplificata in modalità asincrona, che prevede una tempistica più rapida rispetto a quella ordinaria. L'articolo 14, al fine di disincentivare l'introduzione di nuovi oneri regolatori, dispone che, qualora gli atti normativi statali introducano un nuovo onere che non trova compensazione con una riduzione di oneri di pari valore, questo sia fiscalmente detraibile. L'articolo 15 dispone, al comma 1, ulteriori misure di semplificazione amministrativa, con particolare riguardo a: l'adozione, entro il 30 settembre 2020, di un'Agenda per la semplificazione per il periodo 2020-2023; il completamento della ricognizione dei procedimenti amministrativi da parte dello Stato, delle Regioni e delle autonomie locali, finalizzata a individuare i diversi regimi applicabili e ad applicare ulteriori misure di semplificazione; l'estensione dell'ambito di applicazione della modulistica unificata e standardizzata. Con il comma 2 è soppresso l'obbligo di approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi della Scuola nazionale dell'amministrazione (SNA) da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri. L'articolo 16 reca alcune disposizioni che intervengono sulle procedure relative al voto degli italiani all'estero per il referendum confermativo sul testo della legge costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari del 20 e 21 settembre 2020. In particolare, si prevede: l'anticipazione di 48 ore del termine entro il quale devono pervenire agli uffici consolari le buste contenenti le schede elettorali inviate dagli elettori all'estero (martedì 15 anziché giovedì 17 settembre); la possibilità che la spedizione delle buste con le schede votate dagli italiani all'estero all'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero avvenga con valigia diplomatica non accompagnata da un corriere; l'aumento del numero di elettori necessario per la costituzione dei seggi elettorali con la conseguente diminuzione del numero dei seggi medesimi; l'aumento del 50 per cento dell'onorario in favore dei componenti dei seggi elettorali. L'articolo 17 dispone il rinvio di termini e la temporanea disapplicazione di disposizioni nell'ambito della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale degli enti locali. L'articolo 18 restituisce ai sindaci la pienezza dei poteri di ordinanza previsti dall'ordinamento vigente prima dell'introduzione dei limiti dettati in relazione all'emergenza da Covid-19. Nello specifico, esso sopprime l'articolo 3, comma 2, del decreto-legge n.19 del 2020, con cui erano dettati tali limiti. L'articolo 19, al comma 1, apporta alcune modifiche alla legge n. 240 del 2010 in materia di organizzazione del sistema universitario. Nello specifico, sono eliminate le condizioni, previste dalla legislazione vigente, cui è subordinata la possibilità, per le università, di derogare alle norme generali relative all'organizzazione interna, sperimentando modelli organizzativi e funzionali diversi. È precisata la cadenza mensile della quantificazione figurativa delle attività di ricerca, studio e insegnamento di professori e ricercatori. Si introduce una disciplina transitoria in materia di mobilità interuniversitaria dei professori e dei ricercatori. Inoltre, si puntualizza che i trasferimenti fra sedi universitarie sono computati nella quota di un quinto dei posti di ruolo disponibili destinata alla chiamata di soggetti in servizio presso altre università.Un'ulteriore modifica consente di conferire o rinnovare assegni di ricerca per una durata inferiore a un anno, ma non inferiore a sei mesi, per lo svolgimento di progetti di ricerca. Inoltre, si prevede la possibilità di anticipare già a dopo il primo anno di contratto per ricercatore a tempo determinato di tipo B il passaggio nel ruolo dei professori associati, a determinate condizioni. Il comma 2 modifica la disciplina dell'accreditamento dei corsi di studio universitari, attualmente prevista dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 19 del 2012, demandando la sua definizione ad un regolamento di delegificazione. Il comma 3 equipara al master di secondo livello il titolo finale rilasciato dalle scuole superiori a ordinamento speciale al termine dei corsi ordinari di durata corrispondente ai corsi di secondo livello dell'ordinamento universitario. Il comma 4 detta una nuova disciplina per il collegio dei revisori legali dei conti delle fondazioni universitarie di diritto privato. Il comma 5 modifica la disciplina (finora di natura regolamentare) che esclude alcune categorie di soggetti dal riconoscimento dei titoli ai fini delle graduatorie per l'ammissione dei medici alle scuole di specializzazione. Il comma 6 modifica la disciplina relativa alla designazione dei membri della commissione di valutazione da costituire per la selezione del direttore e dei membri del comitato direttivo dell'Agenzia nazionale per la ricerca istituita dalla legge di bilancio 2020. L'articolo 20 reca disposizioni volte alla valorizzazione retributiva del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. In particolare, ridefinisce la misura delle componenti fisse e continuative del trattamento economico del personale del Corpo (stipendio, indennità di rischio assegno di specificità); incrementa la misura delle componenti di natura accessoria, comprese quelle destinate al personale che espleta funzioni specialistiche; ridefinisce la retribuzione del personale direttivo e dirigente del Corpo. La disposizione utilizza le risorse finanziarie del fondo istituito dalla legge di bilancio 2020, allo scopo appunto di adottare provvedimenti normativi volti alla valorizzazione del Corpo, anche nell'ottica di una maggiore armonizzazione del trattamento economico con quello del personale delle Forze di polizia. L'articolo 21 interviene in materia di responsabilità amministrativa-contabile. Oltre a prevedere che per la prova del dolo sia necessaria la dimostrazione della volontà dell'evento dannoso, la disposizione limita al solo dolo la responsabilità per danno erariale conseguente ad azioni del soggetto agente, con riguardo ai fatti commessi dal 17 luglio 2020 al 31 luglio 2021. L'articolo 22 interviene sulla disciplina dei controlli concomitanti della Corte dei conti, ossia dei controlli che i giudici contabili effettuano sulle gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento, introducendo una procedura speciale in caso di accertamento di gravi irregolarità gestionali, ovvero di rilevanti e ingiustificati ritardi nell'erogazione di contributi per la realizzazione dei principali piani, programmi e progetti relativi agli interventi di sostegno e di rilancio dell'economia nazionale. L'articolo 23 modifica la disciplina del delitto di abuso di ufficio per circoscrivere l'ambito di applicazione della fattispecie. Per determinare l'illiceità della condotta del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio, nello svolgimento delle sue funzioni, viene infatti attribuita rilevanza non più alla violazione di norme di legge o di regolamento, bensì alla violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge, dalle quali non residuino margini di discrezionalità per il soggetto agente. Il Titolo III contiene misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale ed è suddiviso in quattro Capi. L'articolo 24 reca un insieme di disposizioni relative a: l'estensione dell'ambito del diritto di accesso digitale; il domicilio digitale; gli indici nazionali dei domicili digitali, con previsione di un divieto di comunicazioni commerciali, se sprovviste di autorizzazione del titolare del domicilio digitale; sistema pubblico di identità digitale (SPID) e carta d'identità elettronica; identità digitale, quanto a verifica ed effetti; gestori dell'identità digitale accreditati. Prevede che le amministrazioni pubbliche dal 28 febbraio 2021 utilizzino esclusivamente le identità digitali e la carta di identità elettronica, ai fini dell'identificazione dei cittadini che accedano ai propri servizi online . Inoltre, le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di rendere fruibili i propri servizi in rete tramite applicazione su dispositivi mobili attraverso il punto di accesso telematico (il riferimento è all'applicazione IO). A tale fine, le amministrazioni sono tenute ad avviare i relativi progetti di trasformazione entro il 28 febbraio 2021. A partire da tale termine i prestatori di servizi di pagamento abilitati devono utilizzare esclusivamente la piattaforma PagoPA, per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni. E ancora da quel termine (28 febbraio 2021) è posto per le amministrazioni il divieto di rilasciare o rinnovare credenziali per l'identificazione e l'accesso dei cittadini ai propri servizi in rete, diverse da SPID, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Infine, viene posta specifica previsione circa il rinnovo anticipato per le carte d'identità, al fine di favorire la diffusione delle carte elettroniche. L'articolo 25 reca una serie di novelle al codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005) incidenti sul servizio di conservazione dei documenti informatici e al decreto legislativo n. 141 del 2010, introducendo disposizioni in materia di gestione dell'identità digitale. L'articolo 26 disciplina le modalità di funzionamento della Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione, prevista dall'articolo 1, comma 402, della legge n. 160 del 2019. Il suo sviluppo è affidato, tramite Poste italiane Spa e con il riutilizzo di infrastrutture tecnologiche esistenti, alla società PagoPA Spa. In particolare, l'iniziativa mira a semplificare, attraverso l'uso delle tecnologie e in coerenza con gli obiettivi dell'agenda digitale, l'attività dell'amministrazione di notificazione degli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, al contempo rendendo questi ultimi maggiormente accessibili ai destinatari attraverso l'uso di strumenti informatici e telematici (App IO, accesso via internet, sistemi di avvisatura digitale). Si prevede che le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, gli agenti della riscossione e, limitatamente agli atti emessi nell'esercizio di attività ad essi affidati, i soggetti incaricati per le medesime attività di riscossione, ai fini della notifica possano avvalersi della piattaforma notifiche della pubblica amministrazione.L'attività che dovrà porre in essere l'amministrazione che intende notificare un atto è quella di «rendere disponibili», con modalità telematiche, gli atti, i provvedimenti, gli avvisi e le comunicazioni oggetto di notificazione, sulla piattaforma. La loro formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale avviene nel rispetto del codice dell'amministrazione digitale (CAD) e delle linee guida adottate in esecuzione dello stesso. Resta ferma la possibilità, per le amministrazioni, di effettuare la notificazione dei propri atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, con le modalità previste dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile o secondo le modalità previste dalle leggi speciali, non prevedendo la norma l'obbligatorietà dell'uso della piattaforma. L'articolo 27, ai commi 1 e 2, interviene sulle procedure di verifica dell'identità dell'utente ai fini del rilascio della firma elettronica avanzata, individuando tre strumenti alternativi di identificazione per l'effettuazione di tale verifica: credenziali attribuite dal soggetto che eroga la firma elettronica avanzata all'utente che la richiede già identificato dall'intermediario bancario e finanziario; sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale (SPID) basato, almeno, sul secondo livello di sicurezza di autenticazione informatica; carta di identità elettronica. Il comma 3 apporta alcune semplificazioni in materia di obblighi antiriciclaggio. L'articolo 28 interviene sulla disciplina concernente la comunicazione al Ministero della giustizia, da parte delle pubbliche amministrazioni, dell'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), da utilizzare per la ricezione di comunicazioni e notificazioni. La norma in esame prevede la possibilità di comunicare gli indirizzi PEC di organi o articolazioni, anche territoriali, delle pubbliche amministrazioni. Si prevede, inoltre, la possibilità di comunicare ulteriori indirizzi PEC delle amministrazioni che si costituiscono in giudizio tramite i propri dipendenti. L'articolo 29, comma 1, apporta modifiche alla legge n. 4 del 2004, recante "Disposizioni per favorire l'accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici", già modificata dal decreto legislativo n. 106 del 2018, di recepimento della direttiva (UE) n. 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici. Le modifiche formulate sono volte ad estendere gli obblighi di accessibilità già previsti dalla normativa vigente anche ai soggetti privati che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a 900 milioni di euro. Il comma 2 modifica l'articolo 1, commi 489 e 491, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019), al fine di destinare il Fondo per l'accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità alla realizzazione di una piattaforma unica nazionale informatica di targhe associate a permessi di circolazione dei titolari di contrassegni rilasciati ai sensi dell'articolo 381, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 1992 ("Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada"). L'articolo 30 novella l'articolo 62 - riferito all'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) - del codice dell'amministrazione digitale. Inoltre, modifica alcune disposizioni del regolamento anagrafico della popolazione residente (d.P.R. n. 223 del 1989). Al riguardo, nota che si tratta di novelle di disposizioni regolamentari recate con fonte legislativa. L'articolo 31 detta disposizioni che incidono sul codice dell'amministrazione digitale, in materia di lavoro agile, di Agenzia per l'Italia digitale (Agid), nonché, per un profilo procedimentale, di difensore civico digitale. Inoltre, le centrali di committenza vengono escluse - in caso di affidamento di forniture di beni o servizi ricadenti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica - dall'obbligo di comunicazione al Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN), istituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Infine, è istituita una Direzione centrale per l'innovazione tecnologica per l'amministrazione generale, presso il Ministero dell'interno e si prevede una funzione per SOGEI di " innovation procurement broker ". L'articolo 32 prevede, mediante l'introduzione di un apposito articolo nel codice dell'amministrazione digitale, un codice di condotta tecnologica, chiamato a definire modalità di elaborazione, sviluppo e attuazione dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni. Si prevede inoltre che il codice rechi alcune indicazioni circa l'utilizzo da parte delle amministrazioni di esperti di comprovata competenza in processi complessi di trasformazione digitale. L'articolo 33 ha ad oggetto la disponibilità di dati delle pubbliche amministrazioni, introducendo un meccanismo sanzionatorio per i dirigenti responsabili di inadempimento e prevede un obbligo per i concessionari di servizi pubblici, di rendere disponibili all'amministrazione concedente i dati acquisiti nella fornitura del servizio agli utenti. L'articolo 34 riscrive l'articolo 50- ter del codice dell'amministrazione digitale, che ha istituzionalizzato il progetto di Piattaforma digitale nazionale dati, già introdotto nel Piano triennale per l'informatica 2017-2019, finalizzata a favorire la conoscenza e l'utilizzo del patrimonio informativo detenuto dalle amministrazioni pubbliche per scopi istituzionali, nonché la condivisione dei dati tra i soggetti che abbiano diritto ad accedervi, ai fini della semplificazione degli adempimenti amministrativi dei cittadini e delle imprese. Una riscrittura dell'articolo 50- ter è stata già disposta dal decreto-legge n. 34 del 2020 (cosiddetto "'decreto rilancio", all'articolo 264, comma 2, lettera c) ). Tale impianto permane nella nuova formulazione, benché venga ora meno l'esclusione dal campo di applicazione della Piattaforma dei dati detenuti dalle autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione. L'articolo 35 prevede che la Presidenza del Consiglio dei ministri promuova lo sviluppo di una infrastruttura ad alta affidabilità distribuita sul territorio nazionale, destinata alle pubbliche amministrazioni e volta alla razionalizzazione e al consolidamento dei loro CED. L'articolo pone alle amministrazioni pubbliche un obbligo di migrazione dei loro CED (perseguendo una maggiore diffusione altresì di soluzioni cloud ) e disciplina le funzioni dell'Agenzia per l'Italia digitale circa il censimento dei CED e la strategia di sviluppo delle infrastrutture digitali delle amministrazioni. L'articolo 36 definisce un procedimento autorizzatorio speciale - facoltativo, semplificato, accentrato presso la Presidenza del Consiglio ma con coinvolgimento del Ministero per lo sviluppo economico - per le attività di sperimentazione condotte da imprese, università, enti di ricerca, se attinenti alla trasformazione digitale e alla innovazione tecnologica. L'articolo 37 interviene sulla disciplina relativa all'obbligo da parte delle imprese di comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata digitale al registro delle imprese, prevedendo che le imprese costituite in forma societaria comunichino il proprio domicilio digitale al registro delle imprese entro il 1° ottobre 2020, se non già comunicato in precedenza. Ulteriori disposizioni riguardano la procedura di iscrizione del domicilio digitale da parte di imprese di nuova costituzione o già iscritte nel registro, l'indicazione di un nuovo domicilio digitale in caso di domicilio inattivo. È disciplinata la procedura di iscrizione del domicilio digitale dei professionisti iscritti in albi ed elenchi ed è abrogata la vigente disciplina relativa all'uso della posta elettronica certificata da parte delle pubbliche amministrazioni. Il comma 2 disciplina la procedura di iscrizione del domicilio digitale da parte di una nuova impresa individuale o di imprese individuali già attive e non soggette a procedura concorsuale. Il Titolo IV contiene disposizioni di semplificazione in materia di attività di impresa, di ambiente e di green economy . Tra queste dà conto degli articoli 39, 40, 41, 43, 44 e 47. L'articolo 39 introduce alcune modifiche alla misura di sostegno agli investimenti delle imprese cosiddetta "Nuova Sabatini". In primo luogo, innalza la soglia entro la quale il contributo statale in conto impianti è erogato in un'unica soluzione. Inoltre, semplifica e rende più efficace la misura per le imprese del Mezzogiorno, prevedendo un decreto del MiSE, di concerto con il MEF, per la definizione di specifiche modalità operative e l'erogazione del contributo in unica soluzione a conclusione del programma di investimento, nonché la possibilità di utilizzo dei fondi europei. L'articolo 40, oltre a semplificare il procedimento di cancellazione delle imprese individuali e delle società di persone dal registro delle imprese, introduce, con riguardo alle società di capitali, una ulteriore ipotesi di cancellazione d'ufficio dal registro stesso. La disposizione apporta poi modifiche alle procedure di cancellazione dalla sezione speciale delle start up innovative e delle piccole e medie imprese innovative. Interviene, inoltre, in materia di enti cooperativi. L'articolo 41 introduce alcuni nuovi adempimenti informativi relativi al codice unico di progetto (CUP) in capo alle amministrazioni pubbliche che finanziano o attuano progetti di investimento. Dispone altresì che una quota pari a 900.000 euro annui del fondo per il finanziamento delle unità tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, ivi compreso il coordinamento del CIPE, sia assegnata al finanziamento delle attività del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP). Stabilisce infine che sistemi di gestione e controllo dei Piani di sviluppo e coesione siano improntati a criteri di proporzionalità e semplificazione. L'articolo 43 contiene una serie di disposizioni volte a semplificare taluni procedimenti amministrativi in ambito agricolo. Prevede che il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) sia aggiornato in modo da poter identificare le parcelle agricole e i fascicoli aziendali attraverso applicazioni grafiche e geo-spaziali. Apporta modifiche alla normativa in materia di controlli coordinati nei confronti delle imprese agricole, includendo nel sistema anche le imprese alimentari e mangimistiche. Interviene sul testo unico del vino, nonché in materia di sanzioni in caso di sospensione o esclusione dal metodo di produzione biologica e introduce la comunicazione individuale, al posto dell'attuale espletata attraverso pubblicazione sul sito dell'INPS, degli elenchi annuali dei lavoratori agricoli e delle variazioni intervenute nel corso dell'anno. L'articolo 47 reca disposizioni volte a favorire l'accelerazione nella realizzazione degli interventi finanziati dal Fondo sviluppo e coesione e, in generale, degli investimenti comunque finanziati dalle risorse del bilancio europeo, attraverso una accelerazione dei procedimenti amministrativi relativi ad atti e attività connesse all'utilizzazione delle suddette risorse. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 9,30.