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Lavoro - Deleghe al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro - Principi e criteri direttivi per la riforma della disciplina del lavoro a tempo parziale - Previsione di interventi di politica attiva del lavoro - Asserita invasione della potestà legislativa regionale concorrente in materia di “tutela e sicurezza del lavoro” - Riconducibilità della disciplina censurata nella materia “ordinamento civile”, di competenza esclusiva dello stato - Non fondatezza della questione.. Non sono fondate le censure mosse all'art. 3, comma 1, lettere a), b) e c), della legge n. 30 del 2003 – nella parte in cui prevedono, quali principi e criteri direttivi della delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro: l'agevolazione del ricorso a prestazioni di lavoro supplementare nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale cosiddetto orizzontale (lettera a), l'agevolazione di forme flessibili ed elastiche di lavoro a tempo parziale cosiddetto verticale e misto (lettera b), l'estensione delle forme flessibili ed elastiche anche ai contratti a tempo parziale a tempo determinato (lettera c) -, sollevate in riferimento agli artt. 117 e 118 Cost., sul presupposto che esse rientrino nella materia “tutela e sicurezza del lavoro” e che, quindi, per quanto concerne la competenza legislativa, soggiacciano al criterio dell'attribuzione allo Stato della competenza a determinare i principi fondamentali e della spettanza alle Regioni di tutto ciò che non rientri tra questi. Ed invero, la disciplina intersoggettiva di qualsiasi rapporto di lavoro, e quindi anche di quello a tempo parziale, rientra nella materia “ordinamento civile”, di competenza esclusiva dello Stato.