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Segreto di Stato - Procedimento penale a carico di un ex direttore del SISMI ed un ex collaboratore e poi dipendente del medesimo Servizio - Note del Presidente del Consiglio dei ministri di conferma del segreto di Stato opposto dagli imputati - Conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Perugia - Denunciata preclusione al giudice penale dell'accertamento del fatto di reato a causa dell'impossibilità dell'acquisizione di informazioni afferenti gli 'interna corporis' del SISMI - Sussistenza dell'esigenza di riserbo addotta negli atti impugnati - Dichiarazione che spettava al Presidente del Consiglio dei ministri emettere le note impugnate, con le quali è stata confermata, nei termini ivi indicati, l'esistenza del segreto di Stato opposto dagli imputati nel corso del procedimento a loro carico.. Va dichiarato che spettava al Presidente del Consiglio dei ministri emettere le note impugnate con le quali è stata confermata l'esistenza del segreto di Stato opposto da un ex direttore del Sismi ed un ex collaboratore e poi dipendente del medesimo servizio nel corso di un procedimento penale a loro carico. Mediante l'art. 41 della stessa legge n. 124 del 2007 il legislatore è venuto infatti a conferire portata generale al vincolo di riserbo, in sede processuale, dei pubblici funzionari riguardo alle notizie coperte da segreto di Stato, con previsione che si presta a ricomprendere, nella sua genericità, anche l'imputato e la persona sottoposta alle indagini. Peraltro quando pure la fonte di prova segretata risultasse essenziale e mancassero altre fonti di prova - con conseguente applicabilità delle disposizioni che impongono la pronuncia di una sentenza di non doversi procedere per l'esistenza del segreto di Stato (artt. 202, comma 3, cod. proc. pen. e 41, comma 3, della legge n. 124 del 2007) - non potrebbe scorgersi in ciò alcuna antinomia. Tale esito - espressamente previsto dalla legge - non è, infatti, che il portato della evidenziata preminenza dell'interesse della sicurezza nazionale, alla cui salvaguardia il segreto di Stato è preordinato, rispetto alle esigenze dell'accertamento giurisdizionale.