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Art. 3 1. I datori di lavoro di cui all'art. 1 possono essere autorizzati dall'ufficio provinciale dello SCAU competente per territorio, a tenere il registro d'impresa presso gli uffici delle organizzazioni sindacali di categoria operanti nel comune, o in mancanza, nella provincia in cui è ubicata l'azienda. 2. In tal caso i datori di lavoro dovranno tenere sul posto di lavoro l'autorizzazione in originale o in copia autenticata. 3. I datori di lavoro, quando ne ricorrano le condizioni, possono sostituire il registro d'impresa con altri sistemi equipollenti, secondo le modalità previste per le aziende extra agricole. 4. Restano valide le disposizioni di cui all'art. 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, per la parte riguardante i libri paga e matricola. Nota all'art. 3: - L'art. 5 della legge 11 gennaio 1979, n. 12 (Norme per l'ordinamento della professione di consulente del lavoro), è il seguente: "Art. 5 (Tenuta dei libri e documenti di lavoro). - Per lo svolgimento dell'attività di cui all'art. 2 della presente legge i documenti dei datori di lavoro possono essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro. In tal caso devono essere tenuti sul luogo di lavoro, a disposizione degli incaricati alla vigilanza, una copia del libro di matricola ed un registro sul quale effettuare le scritturazioni previste all'art. 20, primo comma, n. 2), del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Le norme del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, concernenti il libro paga e di matricola si applicano anche alla copia del libro di matricola ed al registro di cui al comma precedente. I datori di lavoro che intendono avvalersi della facoltà di cui al primo comma devono comunicare preventivamente al competente ispettorato del lavoro le generalità del professionista al quale è stato affidato l'incarico, nonché il recapito dello studio ove sono reperibili i documenti. Il consulente del lavoro ed i professionisti di cui all'art. 1 che, senza giustificato motivo, non ottemperino entro quindici giorni dalla richiesta dell'ispettorato del lavoro, o di altro organo ispettivo a ciò abilitato dalla legge, di esibire la documentazione in loro possesso sono puniti con la sanzione amministrativa da lire cinquantamila a lire duecentomila. In caso di recidiva la misura della sanzioni varia da lire centomila a lire quattrocentomila".