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Reati e pene - Conversione delle pene - Conversione delle pene pecuniarie non eseguite per insolvibilità del condannato - Lavoro sostitutivo - Fissazione di un tetto massimo di durata - Lamentata irragionevolezza nonche' lesione del principio di eguaglianza e della finalità rieducativa della pena - Richiesta di decisione additiva 'in malam partem' - Manifesta inammissibilita' della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 103, comma secondo, della legge 24 novembre 1981 n. 689, nella parte in cui fissa un tetto massimo (sessanta giorni) alla durata del lavoro sostitutivo della pena pecuniaria. Così come prospettata, infatti, la questione condurrebbe ad un intervento additivo in 'malam partem', che si risolverebbe in un trattamento sfavorevole per il condannato insolvente, non consentito alla Corte costituzionale. - Sulla necessità della previsione d'un tetto massimo per il lavoro sostitutivo, v. ordinanza n. 152/1992. M.R.