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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 165 PITTONI La seduta inizia alle ore 8,35. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario Anna Laura ORRICO risponde all'interrogazione n. 3-01511 della senatrice Corrado ed altri concernente il fondo bibliografico appartenuto a Palma Bucarelli, figura di grande rilievo nel panorama culturale italiano, nonché Direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna per un lungo periodo storico. Precisa, anzitutto, che sugli eventi antecedenti all'acquisizione di competenze da parte del Ministero in materia di tutela del patrimonio bibliografico non statale, in forza del decreto-legge n. 78 del 2015, competenze fino a quel momento esercitate dalle Soprintendenze Bibliografiche delle Regioni, non si hanno notizie certe e si può solo riferire quanto dichiarato dai vertici dell'Accademia di San Luca nelle comunicazioni scritte e in occasione dei ripetuti sopralluoghi effettuati a partire dal 2017. Come correttamente ricordato, Palma Bucarelli, morta il 28 luglio 1998, era proprietaria di un ricco fondo bibliografico e di un archivio. Prima della sua morte donò all'Archivio centrale dello Stato il proprio fondo archivistico (l'atto di donazione e il versamento del materiale avvennero tra il febbraio e l'agosto del 1998) e - secondo quanto risulta dai documenti esibiti dall'Accademia di San Luca alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio - dispose della sua biblioteca a favore dell'Accademia nazionale di San Luca, di cui era membro. Il 30 aprile 1998 scrive infatti al Presidente dell'Accademia, chiedendo di accettare la donazione della biblioteca, di riordinarla rapidamente e di metterla a disposizione degli studiosi, e si dichiara disponibile a effettuare il trasferimento del bene immediatamente dopo il perfezionamento della donazione. In quel momento, a detta della stessa Bucarelli, i libri si trovano in parte nella sua abitazione, in parte imballati in un garage e in una cantina ad essa sottostanti. Il 1° luglio 1998 il Presidente dell'Accademia accetta la donazione e resta in attesa di istruzioni per il trasporto dei volumi. Si può ipotizzare che il trasferimento fisico sia avvenuto poco dopo. Su richiesta della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, il 19 giugno 2018 l'Accademia ha esibito la corrispondenza sopra citata e una serie di allegati relativi all'avvio del contenzioso, nel 2002, con l'erede Anna Bucarelli. Nei primi anni del Duemila è stata realizzata una prima ricognizione del fondo Palma Bucarelli, allora depositato presso la sacrestia della Chiesa dei SS. Luca e Martina, che ha portato alla compilazione di un data base (per circa 5000 volumi tra libri, opuscoli e riviste); il data base è stato messo a disposizione della Soprintendenza per i Beni Archivistici e Librari del Lazio (SAB) riservatamente, nel corso delle indagini, dal Reparto operativo dei Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC). Acquisite ormai le competenze in materia di tutela del patrimonio bibliografico non statale, il 30 maggio del 2017 due funzionarie bibliotecarie effettuano un sopralluogo in qualità di ausiliarie di polizia giudiziaria del Comando carabinieri TPC  Reparto operativo  Sezione Archeologia, accompagnate dai Carabinieri Reparto operativo TPC e alla presenza dell'erede Bucarelli e del suo avvocato, presso il luogo in cui il fondo librario era conservato "da circa 20 anni". Il fondo, a detta delle funzionarie, presenta materiale di indubbio valore, con dediche di artisti e documentazione inserita nei volumi, ma anche vistosi ammaloramenti dovuti alla conservazione non idonea in un locale non adatto e all'interno di circa 150 scatoloni accatastati su una pedana; le funzionarie del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo constatano, inoltre, che "il materiale è stato immagazzinato senza un elenco né una inventariazione sommaria, elementi di base per la tutela di qualsivoglia materiale bibliografico". L'8 gennaio del 2018 l'Accademia di San Luca comunica alla SAB del Lazio che, "per motivi di necessità e urgenza", il 4 gennaio 2018 è stato effettuato lo spostamento del Fondo dal deposito in cui versava "in condizioni di deteriorabilità e nell'impossibilità fisica di essere ispezionato, ad altro deposito, appositamente approntato (...), dove in condizioni di sicurezza sarà possibile, dopo un primo lavoro di pulitura, di ricollocazione in scatoloni adatti alla conservazione, avviare una puntuale ricognizione e verifica dell'intero contenuto del Fondo." Il 30 gennaio 2018 la SAB Lazio effettua un'ispezione presso il nuovo deposito e rileva: "il fondo  che risulta ancora custodito in scatoloni di grandi dimensioni e non è stato ancora inventariato  è stato spostato in due box contigui ... al fine di permettere un primo lavoro di pulitura, la ricollocazione in scatole adatte alla conservazione, la puntuale ricognizione e la verifica del contenuto. ( ) I due box dove attualmente sono conservati i circa 200 colli contenenti materiale bibliografico risultano sufficienti per contenerli e in buone condizioni igieniche; si rileva tuttavia che, durante i mesi invernali, le temperature risultano parecchio rigide e l'umidità molto elevata ( ). Da quanto visto e appurato lo stato di conservazione generale risulta meno drammatico rispetto alla precedente situazione e la maggior parte degli esemplari malridotti appare comunque sanabile con operazioni di pulitura e restauro. La situazione è comunque in via di consolidamento migliorativo". Si stabilisce dunque di continuare a monitorare il recupero e la selezione del materiale (per effettuare eventuali scarti) e di effettuare un nuovo sopralluogo a conclusione delle operazioni di recupero e dopo il trasferimento della raccolta nella sede dell'Accademia. Il 21 marzo 2018 la Direzione generale Biblioteche, su richiesta del Comando Carabinieri TPC, chiede alla SAB Lazio se sia stato avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale sul Fondo Bucarelli, segnalando anche che lo stesso è oggetto di accertamenti nell'ambito di un procedimento penale avviato su impulso del Comando Carabinieri TPC. Il 27 marzo 2018 la SAB Lazio risponde alla Direzione generale Biblioteche e al Comando Carabinieri TPC che è "in attesa di ricevere dall'Accademia di San Luca la documentazione comprovante la natura giuridica del Fondo stesso, se esso cioè sia pervenuto all'Accademia in qualità di donazione o deposito" e che, non appena la situazione giuridica sarà stata chiarita, si procederà con l'avvio del procedimento. Il 28 marzo 2018 la SAB Lazio richiede all'Accademia nazionale di San Luca "la documentazione comprovante le modalità attraverso cui il Fondo Bucarelli è pervenuto in Accademia e ogni altro elemento utile a chiarire lo stato attuale di conservazione" e, dopo numerose sollecitazioni, il 19 giugno 2018 l'Accademia trasmette una "Relazione donazione Fondo Palma Bucarelli" con 6 allegati (A-F). Lascia a disposizione della Commissione il contenuto della predetta Relazione, per un eventuale approfondimento conoscitivo. Il 4 luglio 2018 la SAB Lazio trasmette alla Direzione generale Biblioteche e al Comando Carabinieri TPC la documentazione inviata dall'Accademia, relativa ai rapporti intercorsi tra Bucarelli e l'Accademia stessa, ravvisando che "non è ancora giunta a questa Soprintendenza notizia della conclusione delle operazioni di ricollocazione del materiale librario di Palma Bucarelli inscatolato e collocato presso il deposito dell'Accademia sito in via Filippo Bernardini 3, né è stato inviato alcun elenco del materiale funzionale alla valutazione della consistenza e dell'interesse del Fondo Bucarelli". Dopo varie richieste per le vie brevi, il 28 agosto 2019 la SAB Lazio scrive all'Accademia per richiedere aggiornamenti sullo stato dei lavori sul fondo. L'Accademia risponde l'11 settembre 2019 comunicando che dal 16 settembre successivo sarebbe stata installata una scaffalatura compatta nel magazzino al piano terra della sede, per la sistemazione della parte del Fondo Bucarelli presente nei depositi di Via Filippo Bernardini. Il 19 settembre 2019 la SAB effettua un sopralluogo ispettivo presso il deposito di via Filippo Bernardini e il 24 settembre 2019 impartisce all'Accademia dettagliate prescrizioni di salvaguardia sia del materiale bibliografico che di ulteriori "30 faldoni di materiale archivistico; a una prima sommaria ricognizione riconducibile all'attività di Palma Bucarelli come Sovrintendente della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea. Per tale materiale si prescrive di non alterare la disposizione attuale, in modo da permettere una successiva più puntuale valutazione del materiale recuperato. Sarà cura di questa Soprintendenza effettuare al più presto un sopralluogo presso la sede dell'Accademia al fine di valutare la consistenza e la qualità della porzione del Fondo Librario Bucarelli ivi conservato, funzionale all'avvio di dichiarazione di eccezionale interesse culturale della totalità del Fondo. Per tale motivo si ribadisce l'assoluta urgenza di provvedere alla ricongiunzione delle due parti del fondo in un unico luogo". Il 28 ottobre 2019 la SAB effettua un sopralluogo ispettivo alla porzione del fondo Bucarelli conservato presso la sede dell'Accademia per valutarne la consistenza, verificare le condizioni dei locali adibiti alla conservazione del fondo e l'installazione di scaffalature idonee ad accogliere i volumi conservati presso il deposito di Via Filippo Bernardini, e il 12 novembre comunica all'Accademia l'esito dell'ispezione e le seguenti relative prescrizioni. Il Fondo Bucarelli occupa un'intera parete all'interno di un magazzino situato al piano terra della sede dell'Accademia. I volumi, disposti all'interno di palchetti in numero di 1907 (come si evince dal registro topografico relativamente alla sezione FPB) sono stati catalogati con fondi erogati dalla regione Lazio e sono presenti sul sistema SBN. Il fondo è costituito da monografie a stampa, qualche edizione antica conservata in un armadio chiuso a chiave, cataloghi d'arte e di mostre, opuscoli, libretti relativi alla storia dell'arte. Vicino alla libreria sono collocate 12 scatole di cartone, contraddistinte dalla scritta "scarto Bucarelli": all'interno è stato collocato il materiale che ai tempi dell'acquisizione del fondo era stato ritenuto non attinente con il resto della raccolta; all'interno di alcune scatole sono presenti circa 30 raccoglitori nei quali sono conservati opuscoli, miscellanee relative alla storia dell'arte che non sono stati oggetto di catalogazione. A seguito della situazione riscontrata si prescrive di procedere ad una verifica puntuale del materiale non catalogato e di predisporre un elenco dettagliato dei volumi conservati presso il deposito di Via Filippo Bernardini prima che vengano inscatolati e trasportati in Accademia, in modo da avere informazioni precise sulla sua consistenza (ogni scatola dovrà essere numerata e contenere all'esterno un elenco dettagliato con l'indicazione dell'autore, del titolo e dell'anno di edizione dei materiali all'interno), di realizzare nel più breve tempo possibile il trasferimento in Accademia dei materiali conservati presso il deposito di Via Filippo Bernardini, per scongiurare l'ulteriore degrado dei volumi, essendo state predisposte in Accademia strutture adeguate ad accogliere l'intero fondo. L'Accademia è stata più volte contattata telefonicamente dalla SAB Lazio per chiedere aggiornamenti: l'ultima conversazione risale al 17 febbraio 2020. La SAB Lazio ha in programma un'ispezione non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno. La funzionaria bibliotecaria della SAB Lazio che sta seguendo la vicenda ha aggiornato più volte il Reparto operativo Carabinieri TPC in merito all'evoluzione della vicenda Bucarelli nei mesi di luglio e novembre 2019, e nel febbraio 2020. Per comprendere quali interventi siano stati effettuati in passato sul fondo librario, il 28 agosto 2019 la SAB Lazio chiede alla regione Lazio di condividere la documentazione disponibile sul fondo Bucarelli. Il 10 settembre 2019 la regione Lazio risponde che "nell'ambito dei piani annuali 2006, 2008 e 2009 riservati agli Istituti Culturali iscritti all'Albo regionale, sono stati stanziati alcuni contributi all'Accademia nazionale di San Luca. Tali risorse erano destinate alla catalogazione in SBN del fondo [Bucarelli] e anche di altri fondi librari Questi contributi sono stati regolarmente rendicontati e le opere catalogate risultano presenti nel Polo SBN RMR". Il 12 settembre 2019 la SAB richiede alla regione Lazio la documentazione relativa alla concessione dei finanziamenti all'Accademia di San Luca per il Fondo Bucarelli e il 22 novembre 2019 la regione Lazio comunica i contributi erogati all'Accademia nazionale di San Luca per la catalogazione del fondo librario Bucarelli e per altri fondi. In merito ai rapporti con la Galleria Nazionale di Arte Moderna e con l'Archivio centrale dello Stato, precisa che nel deposito della Galleria sono stati rinvenuti anche documenti archivistici di Palma Bucarelli e che il 20 settembre 2019 la SAB Lazio ha fatto richiesta di accesso all'Archivio Bucarelli presso Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma e all'Archivio centrale dello Stato, per verificare la complementarietà del materiale rinvenuto con quello posseduto dalla Galleria e quello donato all'Archivio centrale dello Stato nel 1998. Il 2 ottobre 2019 l'Archivio Centrale dello Stato ha autorizzato a visionare il fondo archivistico donato da Palma Bucarelli la SAB Lazio, che ha successivamente effettuato un riscontro. L'11 ottobre 2019 la Galleria ha comunicato alla SAB Lazio, che ha poi effettuato un riscontro, la presenza di un Archivio bioiconografico di materiali inerenti all'attività della Bucarelli come Direttrice. Ribadisce che i fatti riferiti nelle premesse dell'atto parlamentare costituiscono avvenimenti accaduti antecedentemente all'acquisizione di competenza sul bene da parte dello Stato, e sui quali il Reparto operativo del Nucleo TPC sta appunto conducendo indagini. Dal 2017 ad oggi il MiBACT (Direzione generale Biblioteche e SAB Lazio) si è costantemente interessato della vicenda, curando, tra il 7 giugno 2017 e il 17 febbraio 2019, l'invio e la ricezione di oltre 25 atti formali e numerosi contatti telefonici nell'ambito del procedimento relativo. In merito all'avvenuto perfezionamento del contratto di donazione di Palma Bucarelli all'Accademia nazionale di San Luca, precisa che, su richiesta della SAB Lazio, nel giugno 2019 l'Accademia ha esibito una corrispondenza tra Palma Bucarelli e l'Accademia stessa, in cui la prima manifesta la volontà di donare e la seconda di accettare la donazione, nonché la notizia di un successivo trasferimento del bene in locali dell'Accademia. Sono tuttora in corso ricerche volte ad accertare lo stato del bene. In merito alle altre richieste, puntualizza che, per dar corso all'attività di tutela perseguita dal MiBACT fin dal 2017, è indispensabile che l'intera raccolta sia, quanto meno, sommariamente descritta: come segnalato nella relazione del primo sopralluogo effettuato dal MiBACT nel 2017, la parte di materiale in deposito è "senza un elenco né una inventariazione sommaria, elementi di base per la tutela di qualsivoglia materiale bibliografico". Poiché i locali del deposito di Via Filippo Bernardini non presentano condizioni ambientali di accessibilità prolungata, in occasione delle ispezioni periodiche la SAB Lazio ha prescritto il trasferimento del materiale librario presso la sede di Palazzo Carpegna, con obbligo per l'Accademia di redigere un elenco sommario delle opere, contestualmente alle operazioni di inscatolamento funzionali al trasferimento stesso. La SAB Lazio ha effettuato l'ultima ispezione presso la sede di Palazzo Carpegna il 28 ottobre 2019 per valutare lo stato di conservazione della porzione della raccolta Bucarelli ivi custodita e la sua catalogazione, e la possibilità di procedere rapidamente al trasferimento del restante materiale. Il 17 febbraio scorso, a ridosso dell'emergenza sanitaria che ha costretto l'Istituto alla chiusura, il Presidente dell'Accademia - nella già menzionata interlocuzione telefonica - ha comunicato che, entro i 15 giorni successivi, sarebbero state predisposte le scaffalature necessarie al rientro in Accademia della parte del Fondo depositata in Via Filippo Bernardini. Successivamente, dal 10 marzo, l'emergenza sanitaria ha comportato la chiusura dell'Accademia e la sospensione delle attività in presenza. In conclusione, assicura che non appena i due nuclei librari e documentari saranno ricongiunti nella sede dell'Accademia di Palazzo Carpegna, sarà avviata l'istruttoria per il procedimento di dichiarazione di eccezionale interesse culturale della raccolta libraria ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera c) del Codice dei beni culturali e del paesaggio. La senatrice CORRADO ( M5S ), manifestata soddisfazione per la disponibilità del Ministero per i beni e le attività parlamentari e per il turismo a iniziare a rispondere alle numerose interrogazioni da lei stessa presentate, si dichiara soddisfatta della risposta. Pur apprezzando l'intensa attività svolta dal Ministero a partire dal 2017, ricorda tuttavia che il Fondo Palma Bucarelli era soggetto a vigilanza sin dal 1998 e che a suo tempo non si è proceduto alla compilazione di un elenco dei singoli beni e a una loro valutazione; parte di questo patrimonio di inestimabile valore è ora disperso in quanto gravemente danneggiato o finito sul mercato, come stanno appurando indagini in corso. Resta, a suo giudizio, non chiarita la natura pubblica o privata del fondo, con le conseguenti ripercussioni circa la possibile contestazione del reato di peculato, nel primo caso, o di "semplice" appropriazione indebita nel secondo. Si rallegra infine dell'intenzione di procedere alla dichiarazione di eccezionale interesse culturale della raccolta libraria. Il sottosegretario Anna Laura ORRICO risponde quindi all'interrogazione n. 3-01359 della senatrice Corrado ed altri sulla direzione del museo archeologico di Reggio Calabria. La competente Direzione generale Musei ha puntualmente riferito al riguardo, specificando che il nuovo Museo Archeologico Nazionale è stato inaugurato dopo sette lunghi anni di lavori e continui rinvii. La politica culturale dinamica e decisamente inclusiva condotta dal Direttore ha prodotto progressivi aumenti in numero e gradimento dei visitatori, trasformando completamente il Museo. Alla ricerca scientifica, alla conservazione e all'esposizione delle collezioni, tutte attività proprie dell'istituzione museale, si è affiancata la concreta collaborazione con istituzioni, enti e associazioni volta a promuovere e valorizzare la straordinaria ricchezza del territorio. In pochi anni il Museo è divenuto spazio rappresentativo delle espressioni culturali più vivaci, non solo della città, ma di tutta l'area dello Stretto. Concerti, convegni, conferenze, mostre e degustazioni di prodotti identitari del territorio rendono oggi il Museo un luogo vissuto dalla comunità, ma anche uno spazio nel quale i turisti italiani e stranieri possano scoprire e apprezzare la complessità e la ricchezza della cultura calabrese. La nuova connotazione inclusiva ha portato a un aumento degli impegni istituzionali, sia all'interno che all'esterno del Museo, mentre progressivamente è diminuito il personale in servizio, ormai dimezzato rispetto all'organico previsto. La nomina di un collaboratore che potesse rappresentare la Direzione in momenti istituzionali ai quali il Direttore era impossibilitato a partecipare e per eventi previsti in orari in cui personale idoneo del Museo non era in servizio, è stata ritenuta dal Direttore una possibile soluzione funzionale al completamento dell'attività del Museo. La stessa Direzione generale Musei ha tuttavia richiesto al Direttore del Museo l'annullamento, in via di autotutela, dell'incarico attribuito; incarico che è stato in effetti revocato già a dicembre dello scorso anno, compensando le casse del Museo di quanto dovuto per il lavoro svolto nelle poche settimane di attività. Circostanza, questa, che esclude ogni ipotesi di danno erariale. Per quanto riferito all'inventariazione del patrimonio, autorizzata dalla Direzione generale Musei il 1° agosto dello scorso anno, è stato chiarito che il ritardo è dovuto all'assenza di un elenco completo dei beni conservati presso il Museo, così come dichiarato dal Funzionario Archeologo della Soprintendenza di Reggio Calabria responsabile del passaggio di consegna delle collezioni. Tale attività, che ha permesso l'istituzione del primo inventario digitale del Museo, affianca il riordino dei depositi e la valutazione del loro stato conservativo nel quadro della programmazione delle attività espositive e di restauro. Per quanto riguarda l'archivio fotografico, esso è stato acquisito al Museo ai sensi dell'articolo 1 del decreto ministeriale n. 43 del 2016 ed è in fase di riordino e di digitalizzazione. Per la prima volta è stata effettuata una ricognizione completa del patrimonio fotografico, con un computo analitico in vista del grande progetto di digitalizzazione promosso dall'Istituto centrale catalogo e documentazione (ICCD). L'accesso per la consultazione della documentazione, su richiesta, viene autorizzato agli altri Istituti (compresa la Soprintendenza) e agli utenti esterni, compatibilmente con le fasi di riordino. L'obiettivo sarà di rendere pubblico e accessibile l'intero patrimonio in formato digitale, consultabile anche via web . Infine, rispetto all'asserita scomparsa di pezzi di collezione dal Museo di Reggio Calabria, alla competente Direzione generale Musei non risultano comunicazioni, ad eccezione di una denuncia fatta proprio dal Direttore del Museo nel 2018, sull'irreperibilità di due reperti bronzei del relitto di Porticello. Ad oggi non sono state segnalate novità da parte dei competenti organi giudiziari. Il Museo, nonostante le ricordate carenze di organico, cura con attenzione le collezioni e le altre funzioni museali. La problematica del passaggio di consegne e gestione degli archivi, invece, è stata recentemente risolta sia con un accordo di gestione congiunta tra il Soprintendente per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ed il Direttore del Museo, a seguito di nota congiunta delle Direzioni generali Musei e Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del 27 febbraio 2020, sia di un recente accordo tra le predette Direzioni generali del 6 maggio 2020, attualmente in corso di perfezionamento. La senatrice CORRADO ( M5S ) si dichiara non soddisfatta; premesso che le questioni oggetto dell'interrogazione non hanno carattere localistico, essendo rappresentative di difficoltà derivanti dalla cosiddetta riforma Franceschini, sottolinea come la nomina di un portavoce da parte del Direttore del museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, istituto dotato di autonomia, sia in violazione della legge, come è confermato dal successivo annullamento in autotutela del contratto. Cuore dell'interrogazione è la gestione del patrimonio del museo; in particolare, ribadisce che l'attuale Direttore trattiene nel museo, senza averne titolo, l'archivio storico fotografico dell'ex Soprintendenza archeologica della Calabria, la cui eredità documentale, grafica e fotografica spetta all'odierna Soprintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio, attribuendone invece la titolarità al museo stesso. Stigmatizza il diniego opposto dal Direttore del museo all'accesso del personale della Soprintendenza all'archivio fotografico e ai depositi del museo, nonostante le ripetute richieste, per lo svolgimento di attività istituzionali da parte della Soprintendenza stessa e dell'Istituto centrale catalogo e documentazione e ritiene incomprensibile la riconferma del Direttore alla guida del Museo, valutando inattendibile la sua scheda di valutazione della performance . Il PRESIDENTE ricorda che è convocato un Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari prima dell'inizio dei lavori dell'Assemblea; propone di rinviare lo svolgimento delle altre interrogazioni all'ordine del giorno ad altra seduta. Con l'assenso dell'interrogante, senatrice CORRADO ( M5S ) e del sottosegretario Anna Laura ORRICO, non essendovi obiezioni, così resta stabilito. Lo svolgimento delle restanti interrogazioni è quindi rinviato. La seduta, sospesa alle ore 9,15, riprende alle ore 19,30. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce sugli esiti della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena conclusa. In quella sede si è convenuto di integrare l'ordine del giorno delle sedute che saranno convocate la prossima settimana con l'esame in sede consultiva dello schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, atto del Governo n. 181. Sarà inoltre esaminata, in sede consultiva su atti del Governo, la proposta di nomina n. 53. La conclusione dell'audizione del ministro Franceschini sulle iniziative di competenza del suo Dicastero connesse all'emergenza epidemiologica Covid-19 nei settori dei beni e delle attività culturali, già programmata nella seduta di ieri, avrà luogo nella seduta che sarà convocata alle ore 8,30 di giovedì 25 giugno. Prende atto la Commissione. Quanto al ciclo di audizioni informali in merito all'impatto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 sul settore della cultura, l'Ufficio di Presidenza ha concordato un primo elenco di audizioni, riservandosi di riesaminare altre richieste già pervenute e di integrare in un momento successivo detto elenco. Le audizioni, che saranno svolte in videoconferenza, saranno avviate la prossima settimana. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 19,40.