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SENT. 384/05 AA. LAVORO (TUTELA DEL) - RAZIONALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI ISPETTIVE IN MATERIA DI PREVIDENZA SOCIALE E DI LAVORO - ATTRIBUZIONE DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE PARTICOLARI ALLE DIREZIONI REGIONALI DEL LAVORO - PREVISIONE DELL’ADOZIONE CON DECRETO DEL MINISTRO DEL LAVORO DI UN MODELLO UNIFICATO DEI VERBALI DI RILEVAZIONE DEGLI ILLECITI AD USO DEGLI ORGANI DI VIGILANZA IN MATERIA DI LAVORO E DI PREVIDENZA E ASSISTENZA OBBLIGATORIA - RICORSO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA - DENUNCIATA VIOLAZIONE DELLA SFERA DI COMPETENZA REGIONALE IN MATERIA DI TUTELA DEL LAVORO, DEL PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE E DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ - RICONDUCIBILITÀ DELLE FUNZIONI A MATERIE DI COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO - FINALITÀ PROBATORIA DEI VERBALI DI ACCERTAMENTO DEGLI ILLECITI - NON FONDATEZZA DELLE QUESTIONI.. Non sono fondate, in riferimento agli artt. 117, comma terzo, e 118, commi primo e secondo, della Costituzione, le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 10, commi 3 e 4, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, il quale prevede la costituzione di gruppi d'intervento d'intesa con le direzioni regionali dell'INPS e dell'INAIL e con il comando del nucleo dei carabinieri presso l'ispettorato del lavoro per «contrastare specifici fenomeni di violazione di norme poste a tutela del lavoro e della previdenza e assistenza obbligatorie» (comma 3), nonché l'adozione, con decreto del Ministro, di un modello unificato di verbale per l'accertamento degli illeciti (comma 4). Si tratta, infatti, di attività rientranti in larga prevalenza in materie di competenza esclusiva statale e, comunque, posto che i verbali sono destinati a costituire fonti di prova anche a fini sanzionatori e quindi a incidere sull'applicazione di norme processuali, la relativa regolamentazione ad opera dello Stato non contrasta con i parametri costituzionali evocati.