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Introduzione dell'insegnamento di educazione ambientale nei programmi didattici delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge persegue l'istituzione dell'insegnamento obbligatorio di educazione ambientale nelle scuole. L'Italia, tra tutti i suoi ritardi, annovera senz'altro una seria politica ecologica che adotti un « Piano strategico nazionale per l'energia ». Un piano che ben più facilitante rispetto ad altri progetti chimerici, creerebbe posti di lavoro (le ricerche parlano di centinaia di migliaia di addetti con un indotto economico di decine di miliardi di euro in un decennio), e sarebbe fondato sulle fonti rinnovabili, sull'efficienza energetica, sullo studio attento del ciclo dei rifiuti, il riuso e l'adeguamento del patrimonio edilizio nazionale. Un piano che implichi una battaglia forte contro gli sprechi, l'effetto serra, il riscaldamento globale, e che avalli un'alleanza virtuosa tra economia ed ecologia, cioè un'opportunità di sviluppo sostenibile che sia anche un'occasione concreta di sviluppo economico occupazionale. Un nodo fondamentale delle politiche ambientali ed energetiche è, oggi, quello del citato ciclo dei rifiuti. Infatti, incrementando la raccolta differenziata che è alla base del concetto di riciclo, lo Stato avrebbe non solo un grande ritorno ecologico ma anche economico, e infliggerebbe un duro colpo alle organizzazioni criminali le cui attività sono connesse proprio con il ciclo dei rifiuti. L'educazione ambientale, in questo quadro, andrebbe intesa come primo, fondamentale passo di sensibilizzazione di giovani e giovanissimi verso temi che ormai da tempo sono considerati, nel resto del mondo, importanti tanto quanto la conoscenza delle lingue straniere o l'alfabetizzazione informatica, che in Italia sono ancora sottovalutate. Una disciplina che si porrebbe come scopo principale la trasmissione allo studente della possibilità concreta di vivere in maniera eco-sostenibile, ovvero senza alterare completamente gli equilibri naturali. Una disciplina attenta al paesaggio e alla tutela del patrimonio storico-artistico. L'educazione ambientale significa anche educazione alimentare, a maggior ragione in Italia, una nazione la cui tradizione eno-gastronomica è giustamente considerata un patrimonio pari a quello monumentale e culturale. Tra l'altro, delle sane abitudini alimentari sono molto importanti per una buona qualità della vita. L'ambiente, dunque, viene inteso come habitat dell'uomo e, in quanto tale consiste in un insieme di elementi la cui tutela e valorizzazione vanno di pari passo con la qualità della vita del cittadino. Il concetto di educazione ambientale è dunque strettamente legato allo sviluppo sostenibile non solo inteso come un processo di evoluzione che coinvolge come detto l'uso razionale delle risorse naturali, le scelte economiche, l'orientamento dei progressi tecnologici ma anche i mutamente istituzionali e sociali. Una società è sostenibile quando i bisogni primari di tutti sono soddisfatti, nel rispetto delle differenze storiche, sociali e culturali, poiché povertà e ineguaglianza sono la causa di ogni crisi ambientale che è prima di tutto crisi culturale.. 1 1 Al fine di rendere consapevoli i giovani dell'importanza della conservazione di un ambiente sano e del rispetto del territorio, nonché della realizzazione di tutte le pratiche utili per l'attuazione di uno sviluppo sostenibile, è attivato l'insegnamento di educazione ambientale come disciplina curriculare nei programmi didattici delle scuole primarie e secondarie di primo grado. 2 Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono definite le modalità attuative delle disposizioni del comma 1, nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.