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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 279 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE REFERENTE 1438 e conn. - Magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 27 ottobre 2021. Il PRESIDENTE ricorda che i disegni di legge sulla magistratura onoraria, all'esame in sede referente presso la 2 a Commissione da quasi tre anni, hanno registrato un fatto nuovo nella scorsa sessione di bilancio: i commi da 629 a 633 dell'articolo 1 della legge n. 234 del 2021 hanno modificato il decreto legislativo n. 116 del 2017, con una conferma a domanda per i magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore di quel decreto. Questo fatto nuovo rende necessario adeguare la procedura di esame fin qui svolta, che viene dal Presidente brevemente rievocata. I rappresentanti del Governo in Commissione hanno sempre dichiarato la loro disponibilità ad un completamento della disciplina sulla magistratura onoraria: in che termini ciò debba avvenire è l'oggetto del quesito che il Presidente rivolge al Governo, per consentire poi ai Gruppi di valutare se sia necessario procedere alla redazione di un nuovo testo base. La sottosegretaria MACINA esordisce avvertendo che un ulteriore intervento di interpretazione autentica potrebbe rendersi necessario sulla norma approvata in sessione di bilancio, relativamente al requisito del numero delle giornate lavorative minime richieste ai giudici onorari; in ogni caso, dichiara la massima disponibilità del Governo a presenziare ed a contribuire fattivamente ad una nuova sessione di lavori, che adegui alle linee di indirizzo già approntate la disciplina a regime della magistratura onoraria. Del resto, anche la Commissione Castelli seguiva due filoni di intervento; in sessione di bilancio, l'obiettivo dell'intervento governativo era quello di disegnare uno status per i magistrati onorari che erano già in servizio al momento dell'entrata in vigore dell'intervento normativo, senza tuttavia in alcun modo intaccare l'emananda disciplina giuridica per coloro che entreranno a far parte della magistratura onoraria negli anni a venire. Al senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) - che esprime perplessità sul fatto che non vengono disciplinati i profili economici, per coloro che verranno immessi dalla magistratura onoraria - la Sottosegretaria dichiara che la linea tracciata per il pregresso potrà essere adeguatamente valorizzata anche per affrontare la normativa a regime. Il senatore BALBONI ( FdI ) interviene invitando il Governo a farsi carico definitivamente del problema mediante ricorso al decreto-legge, prendendo atto del fatto che l'iniziativa parlamentare si sia più volte arenata. Critica poi l'intervento da ultimo inserito nella legge di bilancio che, a suo dire, non risolve il rischio della procedura di infrazione in corso, ma anzi rappresenta un buon viatico per una nuova procedura di infrazione. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) si dice favorevole a riprendere in considerazione il testo base delle senatrici Evangelista e Valente, apportandovi i necessari adeguamenti: chiede che sin d'ora venga concesso un termine ai relatori per poter iniziare a lavorare immediatamente. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) ricorda le asperità e le criticità del percorso parlamentare della riforma della magistratura onoraria; si dice scettica circa la possibilità che essa venga approvata prima della fine della legislatura, considerando che comunque non è da escludere che la Camera dei deputati voglia modificare l'eventuale testo che sarà licenziato dal Senato (con ovviamente il rischio di un irrimediabile allungamento dei tempi per l'approvazione finale). Il senatore MIRABELLI ( PD ) auspica una soluzione della questione entro la fine della legislatura; tuttavia non esclude la possibilità che si possa fare ricorso all'intervento del Governo con decreto-legge. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) concorda con il senatore Mirabelli, ma si dice scettico sulla possibilità di risolvere la questione entro la fine della legislatura: nello sforzo di accontentare tutte le associazioni che rappresentano gli interessi di categoria, si rischia il risultato di non riuscire - ad oggi - a produrre un testo organico. Ad ogni modo si dice contrario ad un intervento d'urgenza del Governo. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) concorda sull'importanza del ruolo dei magistrati onorari per il funzionamento della giustizia che, altrimenti, sarebbe destinata al collasso, stante l'impossibilità numerica di una loro sostituzione con i magistrati ordinari; c'è perciò la necessità di riconoscere loro uno status giuridico ed economico organico e definitivo. Auspica l'adozione di una soluzione organica e non estemporanea o emergenziale stanziando, in proposito, le adeguate risorse economiche: l'importante è il contenuto e non il veicolo che si utilizzerà per l'intervento normativo, essendo, a suo dire, del tutto irrilevante il ricorso al decreto-legge o al disegno di legge di iniziativa governativa o di iniziativa parlamentare. La senatrice PIARULLI ( M5S ) ritiene urgente l'adozione di un provvedimento legislativo organico; auspica tuttavia un intervento del Governo mediante la decretazione d'urgenza; ad ogni modo si dice disponibile a collaborare all'ulteriore corso dell'iniziativa parlamentare. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) chiede al rappresentante del Governo di poter fornire un quadro fattuale a completamento dell'istruttoria, con i dati relativi al numero dei magistrati onorari in organico. Il presidente OSTELLARI , pur in parte comprendendo le ragioni del senatore Balboni, dissente dalla necessità di un intervento del Governo mediante un decreto-legge, che svuoterebbe il Parlamento delle proprie prerogative ed irreggimenterebbe la trattazione: insiste pertanto perché l'iniziativa rimanga in capo alla Commissione giustizia, proponendo di dare mandato ai relatori (magari prescindendo dalla costituzione di un comitato ristretto, esperienza già fatta nei mesi scorsi senza successo). Auspica una soluzione in tempi certi e rapidi e ritiene non impossibile l'adozione di una soluzione condivisa dalla Commissione. Non è implausibile il rispetto dei tempi mantenendo la sede referente, come luogo più appropriato per il varo di una disciplina a regime sulla magistratura onoraria: ovviamente la presenza proficua del rappresentante del Governo potrà utilmente contribuire al successo del tentativo, che dovrebbe essere esperito entro un arco di tempo limitato. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) indica in dieci giorni la tempistica più idonea per il tentativo prefigurato dal Presidente e, stante il venir meno dell'appartenenza alla Commissione di una relatrice, comunica alla Presidenza la disponibilità della senatrice Piarulli per sostituirla. Il PRESIDENTE prende atto della disponibilità testé espressa e ricorda che, per l'altra relatrice (la senatrice Valente), risulta depositata una sostituzione per l'intero corso dei provvedimenti in titolo: pertanto, in assenza di comunicazioni diverse da parte del Gruppo di appartenenza, i relatori saranno Valente, Urraro e Piarulli. Il senatore MIRABELLI ( PD ) conferma che la senatrice Valente resta interessata a seguire i provvedimenti in titolo. Dopo che la sottosegretaria MACINA ha riconfermato la piena disponibilità del Governo a collaborare con i relatori, la Commissione conviene a maggioranza (con il voto contrario del senatore BALBONI ( FdI ) e l'astensione del senatore CRUCIOLI ( Misto )) di dare mandato ai relatori a redigere una nuova proposta che possa essere sottoposta alla Commissione, entro dieci giorni, per l'assunzione a testo base. Resta inteso che - nella nuova fase aperta, nella sede referente, dalla norma approvata in sessione di bilancio - i Gruppi valuteranno quali degli emendamenti già proposti mantengano attualità, riferendoli all'eventuale nuovo testo base. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI Doc n. 360 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento ai sensi dell'articolo 1, della legge 22 aprile 2021, n. 53. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 marzo. La sottosegretaria MACINA evidenzia che la normativa ECRIS-TCN e il criterio di delega per la riforma del processo penale afferiscono ad ambiti profondamente eterogenei: la prima riguarda lo scambio, tra gli Stati membri, delle informazioni e dei dati sulle condanne (definitive, ovviamente) contenuti nei rispettivi casellari giudiziali, la gestione dei cui dati - oggetto di trasmissione - avviene nel rigoroso rispetto di ogni cautela prevista dalle norme sulla privacy ; il criterio di delega di cui all'art. 1, comma 25, della legge 4 ottobre 2021, n. 237, garantisce al cittadino - nei cui confronti sia stato emesso un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere - il diritto alla "deindicizzazione" delle eventuali informazioni, concernenti il suo pregresso coinvolgimento nel procedimento penale in qualità di indagato o, rispettivamente, di imputato. Il relatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) si dichiara soddisfatto della precisazione richiesta e propone l'espressione di un parere favorevole. Previa verifica del prescritto numero legale, la proposta di parere favorevole del relatore, posta ai voti, risulta approvata, con le dichiarate astensioni dei senatori BALBONI ( FdI ), GIARRUSSO ( Misto-IpI-PVU ) e CRUCIOLI ( Misto ). SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 758, 1948, 2139, 2322 E 2369 IN MATERIA DI GEOGRAFIA GIUDIZIARIA Il PRESIDENTE avverte che sulla geografia giudiziaria sono stati proposti cinque disegni di legge che, fino ad oggi, sono stati esaminati separatamente ed il cui termine per emendamenti è decorso. Mentre per due di essi non sono stati proposti emendamenti, se ne registrano: n. 7 per il disegno di legge 1948; n. 5 per il disegno di legge n. 2139; n. 100 per il disegno di legge n. 2322. La 5 a Commissione non si è ancora pronunciata su nessuno di essi. Invita poi i Gruppi a valutare la possibilità di una congiunzione di tutti i disegni di legge sulla geografia giudiziaria, ai fini di istituire un Comitato ristretto; esso avrebbe il compito di redigere un testo unificato, volto a decidere: se ed in quali realtà territoriali innovare l'attuale geografia giudiziaria; la procedura in base alla quale gli enti locali possano farsi carico delle relative spese o di parte di esse. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) è contraria all'unificazione dell' iter , stante la peculiare natura del disegno di legge n. 2139, della cui relazione è onerata. Si tratta infatti di un testo che delega alla revisione dei criteri adottati all'epoca del Governo Monti, in un nuovo contesto che richiede una maggiore prossimità nell'erogazione del servizio giustizia: ciò sia in ragione delle esigenze logistiche, sia per fronteggiare la criticità della situazione in cui versano alcuni territori privi di un presidio di legalità. Il senatore GIARRUSSO ( Misto-IpI-PVU ) rievoca il trauma sperimentato nella scorsa legislatura, quando fallì il tentativo di revisione della geografia giudiziaria per adeguarla al dato demografico. I Gruppi erano unanimi nel combattere il furore ideologico con cui la spending review aveva cancellato il 47 per cento delle sedi giudiziarie; eppure, la proposta non ebbe seguito, probabilmente perché il metodo prescelto - quello della delega - è destinato a tradire le buone intenzioni del Parlamento. Ispiratori della revisione degli uffici giudiziari - all'epoca del governo Monti - furono gli interessi corporativi di alcuni magistrati che, in realtà, penalizzarono le sedi periferiche di modo da poter vedersi assegnate, come sedi di lavoro, città di medie o grandi dimensioni ben collegate e con tutti i servizi essenziali. Auspica pertanto che questa nuova riforma della geografia giudiziaria venga realizzata con l'opportuna vigilanza delle forze politiche: se invece verrà delegata agli uffici ministeriali, sarà destinata - come la precedente - al fallimento. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) rievoca anche lui il tentativo della scorsa legislatura, ispirato al criterio dosimetrico offerto dagli studi francesi, secondo cui una forchetta tra 60 e 80 magistrati è la soglia ideale di efficienza per un ufficio giudiziario. Eppure, dalla scure della riforma della geografia giudiziaria è derivato in Italia un sistema totalmente irragionevole e disfunzionale, che ha prodotto l'abbandono del presidio di legalità rappresentato dai tribunali di alcuni territori finiti poi in balia delle infiltrazioni mafiose. Dopo il fallimento del tentativo della scorsa legislatura, sono rimasti inalterati gli abnormi effetti della revisione della geografia giudiziaria di quel decennio: ad esempio Sala Consilina è passata sotto il circondario di Corte d'appello di Potenza, Vigevano è stata soppressa come sede giudiziaria, Rossano Calabro resta senza un presidio di legalità importante e Chiavari vede un edificio, già completato e latistante rispetto al carcere, del tutto inutilizzato. Occorrerebbe invece una verifica non solo degli scostamenti demografici, ma anche delle ripercussioni della revisione delle circoscrizioni giudiziarie sull'efficienza della giustizia italiana: insiste affinché il Governo fornisca dati statistici che consentano di valutare l'impatto - che la precedente riforma della geografia giudiziaria può aver prodotto - sull'allungamento dei tempi e quindi sui disservizi al cittadino nella amministrazione della giustizia; scoprendo dove i processi sono diventati più lenti, si potrebbe individuare meglio dove offrire una soluzione, diversa dalla mera soppressione dell'ufficio giudiziario. Il senatore MIRABELLI ( PD ) apprezza la valenza conoscitiva della verifica testé richiesta, ma ricorda che almeno quattro disegni di legge tendono ad una puntuale riapertura di uffici giudiziari: rispetto a questo tipo di proposta, il disegno di legge invocato dalla relatrice D'Angelo segue un diverso schema di riorganizzazione non meno interessante. In ogni caso, auspica che si giunga alla approvazione di un testo condiviso, con criteri che consentano di riorganizzare con maggiore logicità e ragionevolezza le sedi giudiziarie. Il presidente OSTELLARI prende atto che per il momento non vi è il consenso unanime per una congiunzione dei disegni di legge, pur rimanendo scettico sullo strumento della delega: ciò sia per gli argomenti espressi dal senatore Giarrusso, sia perché essa osterebbe ad un passaggio alla sede deliberante. Quanto all'onore di firma, il testo unificato non lo pregiudica, ma anzi consente l'inserzione di proposte innovative come quella avanzata dal Consiglio regionale abruzzese. La seduta termina alle ore 16,15.