Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Ripristino della festività nazionale del 4 novembre. Onorevoli Senatori . – Può darsi, come dicono molti, che gli italiani, fin dai tempi dei Comuni e delle Signorie, amino dividersi in fazioni; ai tempi di Dante, padre della Patria e « gran maestro dell'Italica favella », in Guelfi e Ghibellini, in Bianchi e Neri. Oggi, ed è accaduto anche al principio della legislatura appena iniziata, molto si è dibattuto e si dibatte sulle feste nazionali e sul valore unificante o divisivo di alcune date. L'iniziativa qui proposta intende ridare la dignità che merita al 4 novembre, festività istituita poco più di 100 anni fa, nel 1919, ed allora chiamata Festa della Vittoria, ricordando per l'appunto l'esito vittorioso della Grande Guerra appena combattuta, che segnava il coronamento del sogno risorgimentale, con la redenzione di Trieste e Trento ed il completamento dell'unità nazionale; la fratellanza nazionale si era cementata nelle trincee tra diverse genti d'Italia che per la prima volta si trovarono davvero unite e fianco a fianco, scrivendo pagine di comunità, solidarietà, valore ed eroismo, con l'enorme tributo di 650.000 caduti per la Patria. La festività del 4 novembre si celebrò per quasi settant'anni e fu sempre la più sentita e partecipata: nel 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare istituzionalmente nella prima domenica di novembre. Poi, con la presidenza Ciampi che volle anche introdurre il doveroso ricordo della prima unificazione Italiana (17 marzo 1861) si riportò il 4 novembre alla forma attuale: « Festa dell'Unità nazionale », ma mantenendola come giorno lavorativo. In diverse occasioni, le alte cariche dello Stato hanno voluto sottolineare il valore fondante dell'unità nazionale e richiamare gli italiani a un nuovo e moderno patriottismo. Ebbene, a queste parole è opportuno seguano i fatti e dunque che la festa nazionale del 4 novembre sia ripristinata nella sua integrità. A chi afferma che si tratterebbe di cosa vecchia, patriottarda, priva di senso nell'attuale epoca della globalizzazione viene retoricamente da chiedere se non ci si sappia guardare attorno e prendere ad esempio altri Paesi, vicini e lontani da noi: dite a un francese che è roba vecchia il 14 luglio (1789) o ad uno statunitense il 4 luglio (1776). Restituiamo dunque al 4 novembre la dignità che gli compete, nel ricordo di tanti generosi, dei loro familiari, dei loro discendenti e, soprattutto, dei nostri giovani che cercano dei valori nei quali credere sui libri di storia e nel racconto degli anziani. Sarebbe un segno di rispetto e memoria, per trasfondere dagli anziani ai più giovani il valore dell'unità, dell'indipendenza e dell'identità nazionale, per valorizzare le nostre più libere tradizioni, per manifestare vicinanza e solidarietà alle nostre Forze armate, al servizio della pace in Italia e nel mondo, per indicare il sentimento di amor di Patria al popolo italiano e alle generazioni che verranno.. 1 1 La celebrazione della festa delle Forze armate, della vittoria e dell'unificazione dell'Italia ha nuovamente luogo il 4 novembre di ogni anno, che pertanto è ripristinato come giorno festivo.