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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 73 PINOTTI La seduta inizia alle ore 15. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il sottosegretario CALVISI risponde all'interrogazione 3-01156 della senatrice Donno ed altri, sullo stato giuridico degli appartenenti all'ex ruolo speciale ad esaurimento dell'Arma dei Carabinieri evidenziando come l'attuale normativa, di cui alla Tabella 4, quadro IV, allegata al Codice dell'ordinamento militare, preveda l'avanzamento ad anzianità esclusivamente sino al grado di Capitano e un successivo avanzamento a scelta sino al grado di Colonnello. L'articolo 2247- octies del citato Codice, nel disciplinare il regime transitorio dell'avanzamento degli ufficiali del ruolo speciale a esaurimento dell'Arma dei carabinieri, prevede che sino all'anno 2023 gli avanzamenti sino al grado di tenente colonnello compreso si effettuino ad anzianità con le modalità di cui all'articolo 1055 del Codice. Tale ultimo articolo prevede che l'avanzamento ad anzianità si effettui promuovendo gli ufficiali nell'ordine di iscrizione nel rispettivo ruolo, secondo quanto previsto dal successivo articolo 1071 del Codice che stabilisce, al terzo comma, che le promozioni ad anzianità siano conferite con decorrenza dal giorno del compimento delle anzianità di grado richieste. Evidenzia altresì come nell'ambito della suindicata normativa di riferimento in materia, il regime transitorio incida sulla modalità di valutazione e non sugli anni di permanenza, "congelando" l'ordine di ruolo per consentire un agevole transito nel Ruolo normale unico, ove i transitati usufruiscono di un'ulteriore riduzione dei tempi di permanenza per la valutazione a Colonnello, da 8 anni nel Ruolo speciale a esaurimento a 6 nel Ruolo normale. In tale ottica, sottolinea come l'interpretazione delle norme da parte dell'Amministrazione militare sia stata nel senso di confermare, sino al 2023, una permanenza nel grado di Capitano e Maggiore rispettivamente di 7 e 5 anni, in coerente applicazione dei principi generali dell'avanzamento e in linea con le parallele progressioni del Ruolo normale, in cui è consentito il transito secondo l'ordine di ruolo pregresso proprio fino al 2023. Con la decisione richiamata dagli interroganti - nello specifico la sentenza del TAR Lazio n. 08692/2019 - il Collegio ha avuto modo di rilevare "le pregevoli argomentazioni difensive dell'Avvocatura dello Stato, che ha richiamato anche una " ratio " interpretativa volta a non creare una disparità di trattamento palesemente iniqua tra gli ufficiali appartenenti al ruolo speciale a esaurimento, soggetti ad avanzamento ad anzianità con decorrenza "immediata" al maturarsi del requisito, rispetto a quelli soggetti ad avanzamento a scelta, destinati a conseguire l'avanzamento l'anno successivo a quello di maturazione del requisito di anzianità, all'esito della valutazione nel quadro di avanzamento". Rileva come il Collegio giudicante, tuttavia, abbia operato una diversa ricostruzione logico-argomentativa delle normative di riferimento, rispetto all'Amministrazione militare, sottolineando come gli ufficiali iscritti nel ruolo speciale a esaurimento continuassero a seguire il criterio dell'anzianità e come i periodi di anzianità utili ai fini della promozione non potessero che essere quelli indicati nella richiamate Tabella 4, quadro IV, senza che potesse applicarsi loro la previsione dell'articolo 1053, ai fini della determinazione del raggiungimento dell'anzianità prevista per la promozione. Secondo i giudici amministrativi "l'art. 1053 disciplina, infatti, le modalità della promozione degli ufficiali a valutazione con l'inserimento nei quadri di avanzamento e non riguarda l'aspetto sostanziale della fissazione del periodo di maturazione dell'anzianità. In altri termini, per gli ufficiali nel ruolo speciale a esaurimento, la normativa in esame, nel fare riferimento ai periodi di anzianità ai fini della promozione, non può che richiamare quelli specificamente indicati nella tabella più volte richiamata, non potendo tale dato normativo essere integrato con la disciplina dettata dall'articolo 1053 che riguarda le modalità di promozione nel caso di iscrizione in quota di valutazione e non le promozioni per anzianità, come quella relativa al caso in esame." Per le suesposte ragioni, sottolinea come il TAR Lazio abbia dato ragione ai ricorrenti che avevano impugnato il provvedimento dell'Amministrazione militare con cui non era stata riconosciuta l'anzianità di servizio. Rende infine noto che avverso la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, la Direzione generale del Personale militare del Ministero della Difesa ha proposto ricorso al Consiglio di Stato, che - nelle more della decisione nel merito - il 5 dicembre 2019 ha disposto la sospensione cautelare del provvedimento impugnato. Sul punto sottolinea come i giudici di secondo grado abbiano considerato favorevolmente apprezzabili le ragioni cautelari addotte dall'Amministrazione, "in precipua considerazione della circostanza che il principio di diritto enunciato dalla sentenza gravata potrebbe, in tesi, determinare l'insorgere di un rilevante contenzioso e comporterebbe per l'amministrazione la rideterminazione dell'anzianità di servizio di un rilevante numero di ufficiali e la ristrutturazione dei ruoli di anzianità". Specifica, infine, che proprio sull'articolo 2247- octies , comma 1, citato in premessa, è intervenuta un'interpretazione autentica, con l'aggiunta del comma 1- bis , introdotta dall'articolo 25 del decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172, recante "Disposizioni interpretative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95" concernente Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, con il quale è stato espressamente sancito che "il comma 1 si interpreta nel senso che le permanenze minime previste per l'avanzamento ad anzianità di cui all'articolo 1055 sono stabilite in due anni nel grado di sottotenente, cinque anni nel grado di tenente, sette anni nel grado di Capitano e cinque anni nel grado di Maggiore". Replica la senatrice DONNO ( M5S ) che, nel dichiararsi parzialmente soddisfatta delle delucidazioni ricevute dal Governo, rimane in attesa della conclusione del procedimento giudiziario. Il sottosegretario CALVISI risponde quindi all'interrogazione n. 3-01897 della senatrice Pucciarelli, sul programma NLSP di assistenza logistica alle unità navali italiane nei porti di scalo estero, evidenziando come le Unità Navali della Marina militare, quando impegnate in attività operativa/addestrativa al di fuori delle acque nazionali, abbiano la necessità di usufruire di diversi servizi durante le soste in porto - dal rimorchio alle prestazioni di ormeggio, dal pilotaggio all'allaccio delle utenze, dallo smaltimento dei rifiuti solidi allo sbarco di acque grigie ed oleose, fino al rifornimento di viveri e combustibile navale - che devono essere inevitabilmente programmati e attivati con largo anticipo rispetto all'effettivo ingresso dell'Unità in porto. Al riguardo, sottolinea come il supporto logistico alle Unità Navali nei porti esteri sia assicurato mediante una delle seguenti procedure, ovvero quella di individuazione di fornitori o di provveditore marittimo locali e successiva attivazione a cura delle strutture diplomatiche o degli addetti militari nello Stato di sosta, quella di fruizione, ove possibile, di prestazioni a titolo gratuito e/ o a titolo oneroso, secondo accordi vigenti, presso le basi navali dei Paesi NATO, e infine quella di utilizzo di agenzia marittima internazionale privata, competente per area geografica, individuata tramite gara dalla NATO Support and Procurement Agency (NSPA). Con l'eccezione della procedura di fruizione di prestazioni presso le basi NATO, che prevede un sistema di compensazione finanziaria tra Stati, le acquisizioni dei beni e servizi marittimi - rappresentati principalmente da viveri, combustibile navale e servizi portuali - avvengono attraverso fornitori dello Stato ospitante, in considerazione della "natura territoriale" delle prestazioni richieste. Ricorda come nel 2006 la Marina militare abbia aderito al programma Naval Logistic Support Partnership (NLSP) di NSPA, riscontrando numerosi benefici in termini di correttezza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa rispetto alle altre tipologie di procedura. In particolari, i suddetti benefici hanno riguardato gli aspetti di trasparenza e semplificazione dell'attività amministrativa, alla luce dei ridotti tempi di gestione correlati alla durata della sosta dell'Unità Navale, di predeterminazione ed uniformità della maggior parte dei costi unitari sostenuti dalle Unità Navali per ciascun porto, di eliminazione dell'uso del contante nei pagamenti e di incremento della capacità di proiezione della Forza armata nel contesto internazionale, grazie alla copertura pressoché globale del programma. Tanto rappresentato, osserva che i servizi logistici resi in porto estero alle Unità della Marina militare non sarebbero comunque erogabili da ditte nazionali, alle stesse condizioni e allo stesso prezzo di quelle fornite dallo Stato ospitante. D'altra parte, stante la connotazione strettamente vincolata al territorio ed i tempi ristretti di esecuzione, sottolinea come anche le Unità di Marine estere in sosta nei porti nazionali si avvalgono di fornitori italiani attivati da contractors NSPA e, peraltro, per quanto noto, non sussiste alcuna limitazione per la partecipazione delle imprese italiane alle gare indette da NSPA per l'individuazione di contractors di area. In conclusione, sottolinea come l'adesione della Forza armata al programma NLSP non sottragga risorse alle imprese nazionali, né ponga alcun limite alla loro partecipazione ai bandi di gara; al contrario consenta una gestione amministrativa più trasparente ed efficace, riducendo all'essenziale le spese di cambio valuta e l'immobilizzo di capitali a bordo delle Unità Navali. Replica la senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) dichiarandosi insoddisfatta delle delucidazioni ricevute. A suo giudizio le Marine militari di altri Paesi beneficiano di offerte più vantaggiose rispetto a quella italiana, in termini di costi e di qualità dei servizi fruiti. La presidente PINOTTI dichiara concluse le procedure informative. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (A.g. n. 195) cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle forze di polizia della Repubblica Federale Solama Doc 195 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala (Parere al Ministro della difesa, ai sensi dell'articolo 311, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Esame e rinvio) La relatrice DONNO ( M5S ) osserva innanzitutto come l'atto del Governo in esame, presentato dal Ministero della difesa il 7 settembre scorso, trovi il proprio fondamento giuridico nel comma 2 dell'art. 311 del Codice dell'Ordinamento militare, che prevede la cessione ad altri Paesi di armamenti obsoleti, di natura difensiva e previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Per molti anni questa norma ha avuto scarsa attuazione, perché le cessioni di armamento venivano disposte in atti legislativi, ossia nei decreti-legge di proroga delle missioni internazionali. Con l'entrata in vigore della legge n. 145 del 2016 (ovvero della cosiddetta "legge quadro" sulle missioni internazionali), e il conseguente abbandono dello strumento del "decreto missioni", la previsione ha trovato nuove occasioni di applicazione. Osserva come il provvedimento all'esame della Commissione - che è chiamata a formulare un parere al Governo entro il 12 ottobre - preveda la cessione a titolo gratuito a favore della forza di polizia somala di due Veicoli multiruolo nella versione protetta, denominati VM-90P, oltre che di vari equipaggiamenti per l'ordine pubblico, ovvero 200 scudi quadrati, 200 caschi con maschera e 50 scudi tondi. Evidenzia come la relazione illustrativa predisposta dallo Stato maggiore della Difesa precisi che i veicoli oggetto della cessione sono stati dichiarati "fuori servizio" dall'Ispettorato Logistico dell'Arma dei carabinieri, perché ormai vetusti e con elevati oneri manutentivi e limitate possibilità di impiego, nonché già sostituiti, nel tempo, da materiali nuovi e più rispondenti alle esigenze operative. La medesima relazione specifica che gli equipaggiamenti per l'ordine pubblico (caschi e scudi), dichiarati anch'essi "fuori servizio", risultano in esubero e comunque non più rispondenti alle esigenze di impiego operativo dell'Arma dei carabinieri. L'intento sotteso alla cessione di tale materiale, come si evince ancora dalla relazione, è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra l'Arma dei carabinieri e le Forze di polizia somale nel quadro delle attività di collaborazione e di sostegno alle istituzioni locali. Ricorda altresì come il Paese africano sia impegnato da anni nel consolidamento della propria realtà statuale e nella lotta contro gruppi armati e destabilizzanti dell'autorità centrale, a partire dalla pericolosa componente islamista di Al-Shabaab . Con la Somalia l'Italia ha sottoscritto nel 2013 un Accordo bilaterale di cooperazione nel settore della difesa, finalizzato ad incrementare la collaborazione tra le Forze armate, consolidando le rispettive capacità difensive e migliorando la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Rimarca come quell'accordo annoveri lo scambio di materiali quale contributo ad accrescere l'interoperabilità fra i rispettivi dispositivi di polizia. Ricorda inoltre come lo scorso marzo si sia conclusa la Missione Bilaterale Somalia - MIADIT - che ha visto anche la partecipazione dei militari dell'Arma dei carabinieri - di addestramento delle Forze di polizia somale e gibutiane, volta a favorire la stabilità e la sicurezza della Somalia e dell'intera regione del Corno d'Africa, accrescendo le capacità nel settore della sicurezza e del controllo del territorio da parte delle Forze di polizia somala. Ricorda altresì come l'Italia sia anche impegnata da anni in attività di sostegno alle istituzioni transitorie del Paese del Corno d'Africa, e non solo nell'ambito della lotta al terrorismo ed alla pirateria. Sul piano multilaterale, in particolare, il nostro Paese contribuisce in maniera significativa alle tre diverse missioni dell'Unione europea, EUNAVFOR Operazione Atalanta, per l'azione di contrasto alla pirateria al largo delle acque territoriali somale, EUTM missione di addestramento per lo sviluppo delle capacità dell'esercito somalo ed infine EUCAP Somalia, missione civile per il rafforzamento delle capacità di sicurezza marittima del Paese. Sottolinea altresì come le iniziative pluriennali finanziate dalla Cooperazione Italiana in Somalia in corso siano 24. I fondi stanziati a favore della Somalia sono cresciuti di oltre il 100 per cento tra il 2014 (9 milioni di euro) e il 2017 (18,5 milioni di euro). Gli interventi sono sempre stati concepiti tenendo conto delle Linee Guida della Cooperazione Italiana, rispondendo in particolare agli obiettivi strategici inerenti alla riduzione della povertà, la creazione di nuove opportunità lavorative, la rimozione delle diseguaglianze, la promozione del Terzo settore privato e dell'imprenditoria femminile, il miglioramento della sicurezza alimentare, il contributo alla salute globale e all'educazione di base universale, la stabilizzazione post  conflitto e l'assistenza umanitaria. Evidenzia da ultimo come la cessione di mezzi e materiali prevista dal provvedimento appaia dunque in linea con gli sforzi profusi dal nostro Paese per offrire un contributo alla stabilizzazione della Somalia e per la sua uscita dalla lunga fase di transizione avviata. La presidente PINOTTI , ricorda che la Commissione difesa, prima di esprimersi nel merito dell'Atto in esame, deve attendere i pareri delle Commissioni affari esteri, emigrazione e bilancio che hanno tempo fino al prossimo 6 ottobre per potersi pronunciare. Nel merito del provvedimento, rimarca il costante sostegno assicurato dall'Italia alle autorità di Mogadiscio nel corso degli anni, con missioni sia bilaterali che in ambito Unione europea, tra cui EUTM, in cui la presenza italiana è decisiva. Ricorda, in particolare, che la sottoscrizione nel 2013 dell'Accordo bilaterale di cooperazione nel settore della difesa deriva dalla necessità di assicurare il massimo sostegno possibile per l'addestramento delle Forze somale impegnate a garantire condizioni accettabili di sicurezza e stabilità al Paese. Interviene in sede di discussione generale, il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) per sottolineare l'importanza del provvedimento in esame, che si configura quale contributo addizionale alle iniziative a favore di un Paese e di un popolo che vantano con l'Italia legami storici. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (Atto. n. 572) proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5ª e 14ª riunite. Esame. Parere favorevole) Il relatore DI MICCO ( M5S ) ricorda come la Commissione sia chiamata a rendere un parere alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea sulle "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", cioè sul programma con il quale l'Italia intende partecipare al Recovery Plan dell'Unione europea. Evidenzia come il documento sia stato approvato lo scorso 9 settembre dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali. Il testo definisce in via preliminare e sintetica gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che il nostro Paese sarà chiamato a presentare ufficialmente alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan . L'iniziativa proposta dalla Commissione Europea e approvata dal Consiglio Europeo il 21 luglio 2020, intitolata Next Generation EU che, al pari del Bilancio 2021-2027 dell'Unione Europea, è attualmente al vaglio del Parlamento Europeo per l'approvazione definitiva. Con le "Linee guida" il Governo italiano ha scelto di avviare da subito un dialogo informale con la Commissione europea, anche sulla base delle valutazioni di indirizzo che il Parlamento vorrà formulare. Ricorda come i regolamenti attuativi di Next generation EU non entreranno comunque in vigore prima dell'inizio del prossimo anno e solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente il nostro Piano Nazionale, previa approvazione definitiva da parte del Parlamento. Sottolinea come le linee guida innanzitutto offrano una disamina del contesto economico e sociale del nostro Paese negli ultimi anni. Viene evidenziata la spiccata vocazione manifatturiera della nostra economica, l'alto livello delle esportazioni, ma anche il dato relativo all'insufficiente crescita economica derivante, oltre che dal basso incremento della produttività determinato da una serie di gap tecnologici ed educativi. Vengono altresì menzionati il calo degli investimenti fissi lordi, i bassi tassi di partecipazione al lavoro e di occupazione e le dinamiche demografiche negative. Peraltro, l'alto debito pubblico dell'Italia - il secondo più elevato dell'Unione europea in rapporto al PIL dopo la Grecia -, secondo le previsioni a fine 2020 subirà un incremento di oltre 20 punti percentuali, a causa della pandemia e delle ingenti misure di sostegno all'economia e ai redditi. Ricorda come il documento sottolinei come solo una robusta e stabile crescita del PIL possa assicurare la sostenibilità del debito e la tenuta della situazione sociale del Paese, da cui deriva l'esigenza di aumentare gli investimenti pubblici e assicurare una maggiore competitività di sistema nazionale. Nel documento si precisa che le Linee guida sono coerenti con il Piano di Rilancio del Governo - che, presentato lo scorso giugno, è costruito intorno alle linee strategiche della modernizzazione del Paese, della transizione ecologica e dell'inclusione sociale, territoriale e della parità di genere - e contribuiscono a perseguire gli obiettivi economici e sociali concordati in sede europea e a rispondere alle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese dalla Commissione europea e dal Consiglio Europeo. Il testo individua inoltre gli obiettivi e le missioni del Programma di ripresa e resilienza. Gli obiettivi di lungo termine puntano a raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia italiana (dallo 0,8 per cento quantomeno all'1,6, in linea con la media UE), ad aumentare gli investimenti pubblici (per portarli almeno al 3 per cento del PIL), ad aumentare la spesa per ricerca e sviluppo, ad aumentare il tasso di occupazione, a ridurre i divari territoriali, a promuovere una crescita demografica e a garantire sostenibilità e resilienza della finanza pubblica. Evidenzia come le missioni del Piano nazionale siano: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; l'istruzione, la formazione, la ricerca e la cultura; l'equità sociale, di genere e territoriale; ed infine la salute. Rileva come il documento specifichi inoltre i criteri di selezione dei progetti del Piano, nonché le politiche e le riforme di contesto necessarie al fine di supportare adeguatamente il Piano (aumento degli investimenti pubblici, maggiore efficienza della pubblica amministrazione, maggiori risorse ricerca e sviluppo, riforme del sistema fiscale, della giustizia e del lavoro, ecc.,). Da ultimo, le linee guida offrono un quadro di sintesi delle risorse disponibili per l'Italia per l'attuazione del Piano, che ammontano complessivamente - fra programmi europei già esistenti e nuovi dispositivi - a 208,6 miliardi di euro. Le risorse messe a disposizione dal Recovery and Resilience Facility (RFF), che costituisce il principale strumento finanziario europeo per aiutare la ripresa degli Stati membri dell'Unione, ammontano a 191,4 miliardi di euro, di cui 63,8 in sovvenzioni e 127,6 in prestiti. Nel documento si specifica inoltre che i prestiti erogati all'Italia dalla Commissione Europea, se non compensati da riduzioni di altre spese o aumenti delle entrate, contribuiranno ad accrescere il deficit della PA e l'accumulazione di debito pubblico, aspetto inevitabilmente determinerà l'esigenza per l'esecutivo di affiancare al PNRR una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica nel medio termine dopo la forte espansione del deficit prevista per quest'anno in conseguenza della pandemia e degli ingenti interventi di sostegno all'economia che sono stati realizzati attraverso i decreti-legge di recente approvazione. Con riferimento agli aspetti di specifico interesse per la Commissione difesa, evidenzia come il documento, nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", espliciti l'impegno per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione - che include quindi anche uno sforzo di modernizzazione del Ministero della difesa. Nel paragrafo dedicato agli obiettivi e alle sfide per l'Italia, ricorda come il documento menzioni l'aumento degli investimenti pubblici e della spesa per Ricerca e Sviluppo, nonché il rafforzamento della sicurezza e della resilienza del Paese a fronte - fra gli altri - di crisi epidemiche e rischi geopolitici, tutti aspetti che evidentemente riguardano direttamente o indirettamente il comparto della difesa e delle Forze armate. Infine propone alla Commissione di esprimere un parere favorevole al documento in esame. La presidente PINOTTI constata che non vi sono iscritti a parlare in discussione generale. Interviene, per dichiarazione di voto il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ), preannunciando a nome del proprio Gruppo di appartenenza, un voto di astensione sul provvedimento in esame. Pur apprezzando la sintesi svolta dal relatore, evidenzia perplessità circa i contenuti dell'Atto, caratterizzato - a suo giudizio - da scarsa concretezza, in particolare con riferimento al comparto della Difesa. Previa verifica del numero legale, la proposta di parere favorevole del relatore viene infine approvata a maggioranza dalla Commissione. IN SEDE REFERENTE (1893) libertà sindacale personale militare DDL 1893 Norme sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 settembre. La presidente PINOTTI informa che sono pervenute proposte di audizioni, che saranno sottoposte all'attenzione del prossimo Ufficio di Presidenza per la definizione di un puntuale calendario dei lavori. Informa altresì che non è ancora stato assegnato alla Commissione l'Atto Senato 1542 recante "Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo", in cui si procederà appena possibile all'abbinamento con il testo approvato dalla Camera. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato La seduta termina alle ore 15,40.