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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 6 MORONESE La seduta inizia alle ore 14,35. IN SEDE REDIGENTE Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati DDL 218 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati DDL 570 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati DDL 627 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge, sospesa nella seduta di ieri. Il senatore FERRAZZI ( PD ) ribadisce la propria posizione a favore di una rapida approvazione del disegno di legge n. 627 e ritiene inopportuna la presentazione di emendamenti al fine di accelerare quanto più possibile il varo definitivo del testo. Segnala, tuttavia, due aspetti a cui sarebbe opportuno che la Commissione di inchiesta dedicasse maggiore attenzione: la necessità di incrementare il sistema della governance , come peraltro già evidenziato nella relazione finale della Commissione di inchiesta della passata legislatura, e la problematica dei rifiuti a mare. Seguono brevi interventi della presidente MORONESE , che condividendo le considerazioni espresse dal senatore Ferrazzi ricorda che la Commissione d'inchiesta, nel momento in cui provvederà a dotarsi di un proprio regolamento, potrebbe disciplinare più dettagliatamente i propri margini di intervento, e del senatore MIRABELLI ( PD ), che invita il relatore a individuare lo strumento più opportuno per l'approfondimento richiesto. Il relatore BRIZIARELLI ( L-SP ) ritiene, alla luce del dibattito svoltosi, che possano essere segnalate nella propria relazione all'Assemblea le tematiche richiamate dal senatore Ferrazzi, nonché le principali differenze fra i tre disegni di legge in esame, con particolare riferimento alla necessità che la Commissione presenti al termine dei propri lavori un rendiconto dettagliato della propria attività al Parlamento. Il sottosegretario di Stato Vannia GAVA condivide, a nome del Governo, la decisione di costituire la Commissione di inchiesta prevista dai disegni di legge in titolo, di cui auspica una rapida approvazione. La presidente MORONESE dichiara chiusa la discussione generale e propone di assumere come testo base il disegno di legge n. 627 e di fissare alle ore 19 di oggi, mercoledì 18 luglio, il termine per la presentazione degli ordini del giorno e degli emendamenti. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità DDL 648 Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore ORTOLANI ( M5S ) illustra il contenuto del disegno di legge in titolo per i profili di competenza della Commissione, soffermandosi sull'articolo 2 che reca norme per il riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Segnala che il comma 1 attribuisce al Ministero dell'ambiente le funzioni, attualmente esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, di coordinamento e monitoraggio degli interventi di emergenza ambientale di cui agli articoli 1 e 2 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, volti a garantire la sicurezza agroalimentare nei territori della regione Campania, nonché azioni e interventi di monitoraggio, anche di tipo sanitario, nei territori della regione Campania e nei comuni di Taranto e Statte. A tal fine, il comma 2 dispone una serie di novelle all'articolo 2 del citato decreto-legge n. 136 del 2013, stabilendo innanzitutto che il Comitato interministeriale per gli interventi di prevenzione del danno ambientale e dell'illecito ambientale ed il monitoraggio del territorio della regione Campania, di cui al comma 1 dell'articolo 2 del citato decreto-legge n. 136, sia istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e non più presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Si prevede inoltre che il Comitato sia presieduto dal Ministro dell'ambiente, in luogo del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro da lui delegato. Si interviene quindi in materia di composizione della Commissione, prevista dal comma 2 del predetto articolo 2 del decreto-legge n. 136 del 2013, stabilendo che essa sia presieduta dal rappresentante del Ministero dell'ambiente, mentre non viene più annoverato tra i componenti il rappresentante della Presidenza del Consiglio; risultano quindi aggiornate le nuove denominazioni "Ministro delegato per il Sud" e "Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo". Infine, si affidano i compiti di segreteria del Comitato e il supporto tecnico per la Commissione alle strutture organizzative del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - in luogo dei Dipartimenti di cui si avvale il Ministro per la coesione territoriale nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Il comma 3 dell'articolo 2 in esame attribuisce poi al Ministero dell'ambiente l'esercizio delle funzioni - già attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri - in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e di difesa e messa in sicurezza del suolo, mentre restano ferme le funzioni di coordinamento interministeriale proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri. La disposizione reca a tal fine una serie di novelle. Tra queste, con un intervento sul comma 1074 della legge di bilancio per il 2018, si stabilisce che gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni del centro-nord vengano individuati nell'ambito di un programma nazionale approvato dal CIPE su proposta del Ministero dell'ambiente, e non più su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Viene altresì mutato il quadro dei soggetti chiamati a sottoscrivere l'apposito accordo di programma, che si prevede venga sottoscritto non più dal Presidente del Consiglio dei ministri, bensì dal Ministro dell'ambiente e dal presidente della regione o della provincia autonoma interessata al programma nazionale di investimento, risultando altresì modificato il quadro dei soggetti chiamati ad esprimersi nel processo autorizzatorio per la stipula di mutui a favore dei presidenti delle regioni o delle province autonome interessate. Il comma 4 dell'articolo 2 reca una serie di modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300: con la lettera a) del comma, si novella l'articolo 35, comma 2, del suddetto decreto legislativo, ove si aggiungono alle materie indicate dalla disposizione, di competenza del Ministero dell'ambiente, le politiche di promozione per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse - fatte salve le competenze del Ministero dello sviluppo economico - nonché il coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati. Con la lettera b) del comma 4 si novella, inoltre, l'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo n. 300, modificando la norma relativa al conferimento dell'incarico di Segretario generale del Ministero dell'ambiente: il rinvio all'articolo 19 decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 diviene generale e viene meno il richiamo al solo comma 5- bis della stessa. Il comma 5 dell'articolo 2 prevede poi che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il Ministro dell'ambiente, si provveda alla quantificazione puntuale e al trasferimento delle risorse finanziarie allocate e da allocare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento delle funzioni trasferite, mentre il comma 6 demanda ad un regolamento di organizzazione l'adeguamento delle strutture organizzative del Ministero dell'ambiente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La disposizione non prevede un termine per tale emanazione. Il comma 7 dell'articolo 2 stabilisce infine l'invarianza finanziaria delle disposizioni dell'articolo in esame. Il relatore segnala poi l'articolo 4 del decreto-legge in esame, che prevede, al comma 1, la soppressione del Dipartimento Casa Italia, istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le funzioni di indirizzo e coordinamento dell'azione strategica del Governo connesse al progetto "Casa Italia", e l'affidamento delle relative funzioni alla Presidenza del Consiglio. Il comma 2 stabilisce poi che la parte di risorse del Fondo da ripartire per accelerare le attività di ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017 - specificatamente destinata al finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici - confluisce nel Fondo unico per l'edilizia scolastica e può essere utilizzata esclusivamente per le verifiche di vulnerabilità degli edifici ricadenti nella zona sismica 1, mentre il comma 3 reca alcune modifiche all'articolo 1, commi 487-489, della legge di bilancio per il 2017, in materia di interventi di edilizia scolastica. Il senatore MIRABELLI ( PD ) rileva come il dibattito in sede consultiva sul decreto legge n. 86 del 2018, per quanto riguarda i profili di competenza della Commissione ambiente, non possa non evidenziare che alcune delle misure contenute nel provvedimento d'urgenza risultano sostanzialmente prive di una chiara motivazione. Questo vale innanzitutto per la soppressione della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, istituita presso la Presidenza del Consiglio, soppressione che in concreto parrebbe suscettibile di pregiudicare le finalità per cui fu istituita la predetta Struttura, consistenti nell'esigenza di assicurare, in una logica organica, una più celere attuazione degli interventi prioritari in materia di dissesto idrogeologico e la più efficiente utilizzazione degli stanziamenti a tal fine previsti. Non diverse perplessità suscitano le previsioni del decreto-legge che intervengono sul progetto "Casa Italia", facendo venire meno una impostazione normativa che era stata adottata nel presupposto che fosse quella più coerente per la realizzazione di un grande piano di prevenzione in tale ambito. La senatrice GALLONE ( FI-BP ) sottolinea come l'adozione del decreto-legge in conversione susciti perplessità sia in quanto gli interventi di riordino sono posti in essere ad invarianza degli oneri, quindi sostanzialmente senza che gli stessi siano accompagnati da nuove risorse finanziarie, sia in quanto, su un piano più generale, il continuo ricorso alla decretazione di urgenza da parte di un Governo, sostenuto da forze politiche che in passato hanno lamentato l'abuso di tale strumento, risulta palesemente contraddittorio e sintomo dell'incapacità di muoversi in una coerente logica di intervento normativo. Anche la senatrice TIRABOSCHI ( FI-BP ) manifesta perplessità sulle modalità con cui sono stati definiti i contenuti del provvedimento di urgenza in titolo, evidenziando in particolare - con specifico riferimento ai profili di competenza della Commissione - come l'insieme dei nuovi compiti attribuiti al Ministero dell'ambiente risulti non ancora adeguato rispetto all'esigenza di assicurare allo stesso un'effettiva centralità nell'azione di Governo e, soprattutto, un'efficace capacità di coordinamento di tutte le strutture ministeriali rilevanti nella prospettiva ambientale. Il senatore FERRAZZI ( PD ) rileva come il decreto-legge in titolo meriti una valutazione critica, ad avviso della sua parte politica, innanzitutto per l'evidente mancanza dei presupposti di necessità e di urgenza, mancanza che ovviamente sarà contestata in altra sede parlamentare. Nel merito, con più specifico riferimento ai profili di competenza della Commissione ambiente, ci si deve chiedere se lo strumento dell'accentramento sia davvero quello migliore per perseguire gli obiettivi di una maggiore efficienza nella realizzazione degli interventi di emergenza ambientale e di contrasto al dissesto idrogeologico o se invece, a tal fine, non sarebbe stata più utile la conservazione delle Strutture di missione, in quanto più idonee - anche per la loro collocazione presso la Presidenza del Consiglio - nella prospettiva di elaborare una coerente politica generale negli ambiti considerati. Sotto un diverso profilo il senatore chiede se le previsione del decreto-legge in conversione siano poi adeguate rispetto all'ulteriore esigenza di evitare che le misure di riordino implichino la dispersione di risorse umane e di competenze formatesi nel corso di questi anni. La senatrice NUGNES ( M5S ) non condivide le considerazioni critiche emerse nel corso del dibattito in ordine alla riorganizzazione delle funzioni ministeriali oggetto del provvedimento in titolo, sottolineando in particolare come, per quanto riguarda il Ministero dell'ambiente, queste misure si collochino proprio nell'ottica di assicurarne una nuova e più effettiva centralità e di potenziarne la funzione di coordinamento rispetto agli altri ministeri. Il senatore BRIZIARELLI ( L-SP ) ritiene che il ricorso alla decretazione di urgenza, nei termini risultanti dal decreto legge in titolo, non possa che essere considerato del tutto legittimo, inserendosi per di più in un contesto in cui interventi di questo tipo non rappresentano certamente una novità. Anche il senatore ARRIGONI ( L-SP ) condivide quanto testé fatto presente dal senatore Briziarelli sulla legittimità del ricorso alla decretazione d'urgenza nel caso in esame. Non essendovi ulteriori richieste d'intervento, la presidente MORONESE dichiara chiuso il dibattito. Interviene quindi il rappresentante del GOVERNO, il quale assicura alla Commissione che le misure di riordino previste dal decreto legge n. 86 del 2018 saranno comunque attuate assicurando, nel modo più completo possibile, la continuità dell'azione amministrativa e quindi, in particolare, facendo sì che non ci siano modificazioni nelle assegnazioni di fondi già disposte e che, anzi, sia garantita una più celere finalizzazione degli stessi. Dopo brevi interventi del relatore ORTOLANI ( M5S ), del senatore FERRAZZI ( PD ), del senatore MIRABELLI ( PD ), della senatrice NUGNES ( M5S ) e della presidente MORONESE , la Commissione conviene di fissare a domani, alle ore 20, il termine per la presentazione di ulteriori osservazioni di cui il relatore potrà tener conto ai fini della predisposizione di una proposta di parere. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI La presidente MORONESE avverte che la seduta di domani, giovedì 19 luglio 2018, non avrà luogo. La seduta termina alle ore 15,50.