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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 198 PARRINI La seduta inizia alle ore 9,45. IN SEDE REDIGENTE 1894 (giornata nazionale delle vittime da COVID-19) DDL 1894 Istituzione della giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di Coronavirus DDL 1861 Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da COVID-19, nonché interventi finalizzati a garantire un giusto ristoro in favore degli operatori sanitari e socio-sanitari deceduti o che hanno riportato lesioni o infermità di tipo irreversibile a causa dell'infezione da COVID-19 (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 3 novembre. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine, sono stati presentati sette emendamenti, pubblicati in allegato. Propone di rinviare alla prossima settimana l'illustrazione delle proposte di modifica. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) concorda. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 1970 (d-l 125/2020 - proroga misure di contrasto Covid-19) DDL 1970 Conversione in legge del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri, martedì 10 novembre. Il PRESIDENTE comunica che la relatrice ha presentato l'emendamento 4.0.100, pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna. Avverte che la Commissione bilancio non ha ancora ultimato i propri lavori. Propone pertanto di sospendere la seduta, in attesa della trasmissione del parere. La seduta, sospesa alle ore 9,50, riprende alle ore 10,35. Il PRESIDENTE avverte che, essendo pervenuto il parere della Commissione bilancio, si procederà all'esame e alla votazione degli emendamenti e subemendamenti precedentemente accantonati. Si passa all'emendamento 1.900 della relatrice, su cui la rappresentante del Governo esprime parere favorevole. L'emendamento 1.900 è posto ai voti e approvato. Si passa all'emendamento 1.500 (testo 2) e ai relativi subemendamenti. La relatrice VALENTE ( PD ) esprime parere contrario sui subemendamenti 1.500 (testo 2)/1 e 1.500 (testo 2)/2: su quest'ultimo, peraltro, la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Il sottosegretario MALPEZZI esprime parere conforme a quello della relatrice. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.500 (testo 2). Posti separatamente ai voti, i subemendamenti 1.500 (testo 2)/1 e 1.500 (testo 2)/2 sono respinti. È quindi posto ai voti e approvato l'emendamento 1.500 (testo 2) della relatrice. Si passa all'emendamento 1.501 (testo 2) della relatrice e ai relativi subemendamenti. La relatrice VALENTE ( PD ) invita a ritirare il subemendamento 1.501 (testo 2)/1. Esprime parere favorevole sul subemendamento 1.501 (testo 2)/2. Il sottosegretario MALPEZZI esprime parere conforme a quello della relatrice. Il senatore COLLINA ( PD ) ritira il subemendamento 1.501 (testo 2)/1. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) fa proprio il subemendamento 1.501 (testo 2)/1 e invita la relatrice e la rappresentante del Governo a rivalutare il parere contrario. Ritiene, infatti, che si tratti di una proposta ragionevole, soprattutto per i casi in cui le elezioni degli organi provinciali debbano svolgersi contemporaneamente o immediatamente prima di quelle comunali. Trattandosi infatti di elezioni di secondo livello, potrebbe verificarsi il caso che un consigliere provinciale appena eletto decada immediatamente dopo, nel caso che non sia confermato in carica negli organi rappresentativi comunali. Invita quindi a una riflessione sull'argomento, esprimendo sorpresa per la decisione del senatore Collina di ritirare l'emendamento, dopo le sollecitazioni ricevute dalla maggioranza a sostenerlo. Il senatore COLLINA ( PD ) precisa di aver maturato la determinazione a ritirare il subemendamento dopo un'interlocuzione con il Ministero dell'interno. La norma si inserisce in un quadro di interventi la cui efficacia dovrebbe terminare con la fine dello stato di emergenza, che al momento è fissata per il 31 gennaio. Sarebbe stato ragionevole accorpare il turno elettorale del 2020 con quello previsto per il 2021, anche in considerazione del fatto che le elezioni provinciali sono di secondo grado e sono disallineate rispetto al rinnovo delle amministrazioni comunali. Tuttavia, dal momento che non è possibile prevedere l'evoluzione della pandemia, sarà opportuno rivalutare la situazione nei prossimi mesi. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene incomprensibile l'orientamento contrario della relatrice e del Governo. In primo luogo, non vi sarebbe un aggravio di spesa proprio perché si tratta di elezioni di secondo livello. Inoltre, sarebbe auspicabile coordinare le elezioni provinciali con quelle comunali, proprio per evitare la decadenza di consiglieri provinciali eventualmente non confermati in carica nei rispettivi organi comunali. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene poco convincente la motivazione del ritiro del subemendamento in esame da parte del senatore Collina. Infatti, se è vero che il provvedimento prevede la fine dello stato di emergenza per il 31 gennaio, non si comprende per quale motivo la piattaforma Immuni dovrebbe essere in funzione fino al dicembre 2021. Posto ai voti, il subemendamento 1.501 (testo 2)/1 è respinto. Si passa alla votazione del subemendamento 1.501 (testo 2)/2. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che con il subemendamento in esame si finirà per accorpare le tornate elettorali dell'anno in corso e del prossimo. Ciò, a suo avviso, appare in contrasto con il respingimento del subemendamento 1.501 (testo 2)/1. Chiede pertanto spiegazioni alla relatrice e alla rappresentante del Governo. La relatrice VALENTE ( PD ) precisa che con il subemendamento 1.501 (testo 2)/2 si prevede semplicemente di interrompere i procedimenti elettorali, anche se già avviati; questi dovranno essere rinnovati integralmente e si svolgeranno entro il 31 marzo 2021. Per quanto riguarda il subemendamento 1.501 (testo 2)/1, invece, l'invito al ritiro era determinato da una ragione di coerenza con le altre misure contenute nel provvedimento, assunte sulla base della previsione che lo stato di emergenza termini il 31 gennaio. Ciò non impedirà una rivalutazione della norma in base all'evoluzione pandemica. È quindi posto ai voti e approvato il subemendamento 1.501 (testo 2)/2. Accogliendo la condizione espressa dalla Commissione bilancio, la relatrice VALENTE ( PD ) riformula l'emendamento 1.501 (testo 2) in un testo 3, pubblicato in allegato. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.501 (testo 3), su cui il sottosegretario MALPEZZI esprime parere favorevole. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) ne chiede la votazione per parti separate. Ritiene infatti condivisibile il primo comma, mentre esprime perplessità sulla restante parte dell'emendamento. La Commissione unanime conviene sulla richiesta. È quindi posta ai voti e approvata la prima parte dell'emendamento 1.501 (testo 3), riferita al comma 4- bis . Successivamente, è posta ai voti e approvata la restante parte dell'emendamento 1.501 (testo 3), nel testo emendato. La relatrice, nell'accogliere la condizione espressa dalla Commissione bilancio, riformula l'emendamento 1.502 in un testo 2, pubblicato in allegato, sul quale la rappresentante del Governo esprime parere favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 1.502 (testo 2) è approvato. Si passa all'emendamento 1.37 (testo 3). Il sottosegretario MALPEZZI invita i proponenti a riformulare l'emendamento apportando alcune correzioni principalmente di carattere formale. Il senatore COLLINA ( PD ) accoglie la proposta della rappresentante del Governo e riformula l'emendamento 1.37 (testo 3) in un testo 4, pubblicato in allegato. Con il parere favorevole della relatrice, l'emendamento 1.37 (testo 4) è posto ai voti e approvato. Si passa all'emendamento 1.0.100 del Governo e ai relativi subemendamenti. Il senatore DELL'OLIO ( M5S ) ritira il subemendamento 1.0.100/12 (testo 3). Sollecita tuttavia un intervento al fine di risolvere l'incongruenza determinatasi con l'articolo 68 del decreto-legge n. 18 del 2020. Si è verificato infatti un disallineamento tra i termini di decadenza e prescrizione nell'anno 2020 per la notifica delle cartelle di pagamento e il tempo concesso all'Agenzia delle entrate per lo svolgimento delle sue attività. Il sottosegretario MALPEZZI dà atto che nella Commissione bilancio - di cui fa parte il senatore Dell'Olio, che ringrazia per il suo apporto costruttivo - è stato svolto un lavoro molto approfondito sulle disposizioni in materia di riscossione. Assicura che tale argomento sarà affrontato più compiutamente in un provvedimento specifico. Il senatore SANTANGELO ( M5S ), nel recepire la condizione espressa dalla Commissione bilancio, riformula il subemendamento 1.0.100/16 (testo 2) in un testo 3, pubblicato in allegato. Contestualmente, presenta l'ordine del giorno G/1970/5/1, con il quale si intende impegnare il Governo a prorogare la sospensione dei termini per gli adempimenti fiscali e i versamenti dei contributi per gli armatori delle imbarcazioni sequestrate dalle autorità libiche. L'emendamento 1.0.100/16 (testo 3) e l'ordine del giorno G/1970/5/1 sono sottoscritti da tutti i componenti della Commissione. La relatrice VALENTE ( PD ) esprime parere favorevole sul subemendamento 1.0.100/16 (testo 3) e sull'emendamento del Governo 1.0.100. La rappresentante del Governo esprime parere favorevole sul subemendamento 1.0.100/16 (testo 3). Posto ai voti, il subemendamento 1.0.100/16 (testo 3) è approvato. È quindi approvato l'emendamento del Governo 1.0.100, nel testo emendato. Si passa all'emendamento 2.5 (testo 2), su cui la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. La relatrice VALENTE ( PD ) esprime parere contrario. La rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. La senatrice RICCARDI ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo in dichiarazione di voto, ritiene che non vi sia un problema di copertura della spesa. Sottolinea che è già stata emanata una ordinanza della Protezione civile con cui è stata prevista l'assunzione di personale per il tracciamento dei soggetti positivi e per l'inserimento dei dati nel database, attraverso contratti di collaborazione, da ripartire tra le Regioni a seconda delle necessità. Posto ai voti, l'emendamento 2.5 (testo 2) è respinto. Con il parere contrario della relatrice e della rappresentante del Governo, nonché della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, è altresì respinto l'emendamento 2.6 (testo 2). È quindi posto ai voti, con il parere favorevole della rappresentante del Governo, l'emendamento 3.900, che risulta approvato. Si passa all'emendamento 3.0.300, identico all'emendamento 3.0.5 (testo 2). La relatrice invita i proponenti ad apportare la seguente modifica: "al comma 1, lettera b), capoverso 2- sexies ) sostituire le parole: «data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto», con le seguenti: «data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125»". La senatrice MANTOVANI ( M5S ) fa proprio l'emendamento 3.0.300 e lo riformula nel senso richiesto in un testo 2, pubblicato in allegato. Anche la senatrice DE PETRIS riformula l'emendamento 3..0.5 (testo 2) in un testo 3 pubblicato in allegato. La relatrice VALENTE ( PD ) invita poi i proponenti degli emendamenti 3.0.6 e 3.0.7 a riformularli nel medesimo testo degli emendamenti 3.0.300 (testo 2) e 3.0.5 (testo 3). Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ), accogliendo l'invito della relatrice, riformula l'emendamento 3.0.6 in un testo 2, pubblicato in allegato. La rappresentante del Governo si rimette alla Commissione. Posti ai voti, sono approvati gli emendamenti identici 3.0.300 (testo 2), 3.0.5 (testo 3) e 3.0.6 (testo 2). L'emendamento 3.0.7 risulta pertanto assorbito. Il senatore GRIMANI ( IV-PSI ) ritira l'emendamento 3.0.17 (testo 2), su cui la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Si passa all'emendamento 4.0.100 della relatrice. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che l'emendamento è stato trasmesso solo ieri sera e non è stato neanche previsto un termine per eventuali subemendamenti. Il PRESIDENTE ricorda che per questo emendamento, su richiesta della relatrice, si era convenuto, all'unanimità, nella riunione dell'Ufficio di Presidenza di giovedì 4 novembre, di non prevedere un termine per subemendamenti, al fine di accelerare l' iter del provvedimento. Si apre un dibattito. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la norma che si propone di inserire non presenta i caratteri di generalità e astrattezza, essendo riferita a un caso specifico, cioè il contenzioso insorto tra la società anonima Vivendi e Mediaset. È noto, infatti, che la società francese ha acquisito il 28 per cento delle quote azionarie di Mediaset, che ha poi presentato una denuncia all'Autorità garante delle comunicazioni. Su questo punto, tuttavia, la Corte di giustizia europea ha già stabilito che non si può impedire a Vivendi di acquisire la quota desiderata nella società del gruppo Fininvest. Inoltre, la giurisprudenza costituzionale ha stabilito che non si possono introdurre disposizioni legislative finalizzate a influire sull'esito di specifici contenziosi in corso. Pertanto, l'emendamento in esame presenta anche profili di illegittimità costituzionale, che dovrebbero essere evidenziati dalla Commissione. Infine, su un piano politico, prende atto che il Movimento 5 Stelle, accettando di sostenere le aziende del presidente di Forza Italia, dimostra evidentemente la volontà, in contrasto con i principi originari del Movimento, di caratterizzare questa legislatura per alleanze di governo con l'intero arco delle forze politiche. La relatrice VALENTE ( PD ) ritiene infondati i rilievi di incostituzionalità della norma. Sottolinea, infatti, che la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 3 settembre scorso ha determinato una lacuna nell'ordinamento italiano. Si rende pertanto necessario un intervento normativo ponderato, che richiede del tempo. Con l'emendamento in esame, quindi, si demanda all'AgCom il compito - nei casi in cui vi sia il rischio che si determinino posizioni dominanti lesive del pluralismo dell'informazione - di avviare un'istruttoria da concludersi entro sei mesi. Respinge inoltre le critiche sulla mancanza di generalità e astrattezza della norma, in quanto potrà essere applicata in futuro per i casi simili a quello citato. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) evidenzia che la norma, lungi dal favorire soltanto Mediaset, è destinata in realtà a tutelare tutte le aziende italiane da scalate ostili di società straniere. Inoltre, si limita a prevedere un arco di tempo limitato di sei mesi per consentire all'Italia di approvare una normativa in linea con la sentenza della Corte di giustizia europea, in modo da colmare la lacuna che si è determinata nell'ordinamento. Il senatore PERILLI ( M5S ) concorda con le considerazioni della relatrice: l'emendamento in esame è volto a prevedere un termine congruo entro il quale colmare il vuoto normativo determinatosi a seguito della sentenza della Corte di giustizia, anche al fine di tutelare il pluralismo dell'informazione. Dal punto di vista politico, ritiene piuttosto paradossale che l'accusa al Movimento di aver tradito i propri valori provenga proprio dal senatore Grassi, il quale ha scelto di lasciarlo per aderire alla Lega. Il senatore GASPARRI ( FIBP-UDC ) sottolinea l'urgenza di un intervento normativo per tutelare le imprese e aziende italiane, come evidenziato anche in un rapporto pubblicato recentemente dal Copasir. Come è noto, è in atto una strategia molto aggressiva da parte di società straniere nei confronti di banche, aziende e marchi del lusso italiani. Ritiene pertanto opportuno lasciare il tempo al Parlamento e al Governo di predisporre una norma per adeguare l'ordinamento alle norme europee. Si potrebbe, a suo avviso, anche risolvere la questione attraverso l'esercizio del golden power da parte del Governo. Ricorda che la legge sul sistema radiotelevisivo italiano n. 112 del 2004, che porta il suo nome, aveva anticipato l'evoluzione del mercato, introducendo il concetto di sistema integrato delle comunicazioni, comprendente televisione, radio, stampa, editoria, Internet, cinema e pubblicità. Furono poi introdotti diversi limiti, al fine di evitare concentrazioni eccessive nel settore delle comunicazioni. Ritiene perciò sia giunto il momento di aggiornare i limiti antitrust alla luce dell'attuale evoluzione tecnologica, posto che i colossi della rete come Amazon, Google e Facebook realizzano ricavi elevatissimi, pagando tasse irrisorie. Il senatore SCHIFANI ( FIBP-UDC ) ritiene che i caratteri di generalità e astrattezza della norma vadano riconosciuti per il semplice fatto che è volta a tutelare superiori interessi nazionali. Ricorda, peraltro, che all'inizio dell'estate è stata votata all'unanimità una norma per la salvaguardia del mercato nazionale delle infrastrutture tecnologiche e digitali, che sostanzialmente penalizzava l'azienda cinese Huawei. Anche in questo caso, l'obiettivo è quello di evitare effetti distorsivi derivanti dalla concentrazione nel mercato delle comunicazioni elettroniche, a tutela del pluralismo, attraverso il filtro dell'AgCom. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) interviene per evidenziare che, nella riunione dell'Ufficio di Presidenza, la relatrice aveva dichiarato che l'emendamento sarebbe stato presentato con l'accordo di tutti i Gruppi. Evidentemente deve esserci stata una incomprensione. La relatrice VALENTE ( PD ) precisa di non aver presunto che ci fosse un accordo politico unanime. Ricorda di aver assicurato, piuttosto, che sulla norma si sarebbe facilmente raggiunto un ampio consenso. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che, per il futuro, sarebbe preferibile evitare situazioni analoghe, anche per non conculcare il diritto di tutti i senatori, anche quelli non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, o non componenti della Commissione, di presentare proposte di modifica. Il PRESIDENTE , riconosce che la mancata fissazione di un termine per i subemendamenti, in sé pienamente legittima, si discosta tuttavia dalla prassi prevalente e che, proprio per questo motivo, la decisione è stata assunta solo dopo aver acquisito il consenso unanime all'interno dell'Ufficio di Presidenza. Posto ai voti con il parere favorevole della rappresentante del Governo, l'emendamento 4.0.100 è approvato. La relatrice VALENTE ( PD ) presenta le proposte di coordinamento sugli emendamenti approvati Coord. 1 e Coord. 2. La Commissione approva la proposta Coord. 1. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) interviene sulla proposta Coord. 2 per precisare che traduce il testo di tre emendamenti identici approvati, tra cui il 3.6 (testo 2) a propria firma, operando non già l'anticipazione dell'entrata in vigore di alcune disposizioni del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, bensì apportando modifiche corrispondenti alla vigente legge fallimentare del 1942. La Commissione approva la proposta di coordinamento Coord. 2. Con il parere favorevole della rappresentante del Governo, sono posti separatamente ai voti e approvati all'unanimità gli ordini del giorno G/1970/1/1, G/1970/2/1, G/1970/3/1, G/1970/4/1 e G/1970/5/1. Previa dichiarazione di astensione del senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), è quindi conferito alla relatrice il mandato a riferire all'Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell'esame e con richiesta di autorizzazione a svolgere la relazione orale. La seduta termina alle ore 12. Allegato Allegato