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Processo penale - Procedimenti dinanzi al tribunale in composizione monocratica - Inosservanza delle disposizioni di ordinamento giudiziario relative alla ripartizione tra sede principale e sezioni distaccate o tra diverse sezioni distaccate - Rilevabilità, in caso di precedente impossibilità, anche dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado - Mancata previsione - Lamentata irragionevolezza e lesione del principio del giudice naturale - Questione che difetta del carattere della pregiudizialità - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 163-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, introdotto dall’art. 217 del decreto legislativo n. 51 del 1998, sollevata in riferimento agli articoli 3 e 25, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede che l’inosservanza delle disposizioni di ordinamento giudiziario relative alla ripartizione, tra sede principale e sezioni distaccate o tra diverse sezioni distaccate, dei procedimenti nei quali il tribunale giudica in composizione monocratica, possa essere rilevata anche dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, qualora la erronea indicazione del 'locus commissi delicti' emerga solo nel corso dell’istruttoria dibattimentale. La questione di legittimità costituzionale, infatti, difetta del carattere della pregiudizialità, in quanto il rimettente, nel trasmettere gli atti del procedimento al Presidente del Tribunale, come previsto dal comma 2 della disposizione impugnata, ha esaurito la fase di sua competenza nel sub-procedimento in esame e si è, quindi, precluso la possibilità di sollevare la questione stessa. – Sul difetto di pregiudizialità delle questioni che hanno ad oggetto una norma di cui il rimettente ha fatto applicazione nel giudizio 'a quo', v. le richiamate ordinanze n. 331/2002, n. 264/1998, n. 67/1998 e n. 300/1997.