Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 3ª RIUNITE 3ª(Affari esteri, emigrazione) 1 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REFERENTE AS 773 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014 DDL 773 Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014 (Esame e rinvio) Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ), relatore alle Commissioni riunite, illustra il disegno di legge in esame, recante ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta nel settembre 2014 nella cittadina svizzera di Magglingen. Ricorda, innanzitutto, che, nella scorsa legislatura, un provvedimento di contenuto pressoché identico era stato già esaminato ed approvato nel novembre del 2017 in prima lettura dalla Camera dei deputati (Atto Camera n. 4303), ma non poté vedere completato il suo iter di approvazione in Senato (Atto Senato n. 2980) a causa della fine della legislatura. L'esigenza di uno specifico testo convenzionale in materia discende dalla consapevolezza che l'accresciuta commercializzazione degli eventi sportivi e la loro esposizione mediatica hanno prodotto, soprattutto negli ultimi anni, un consistente incremento di interessi economici legati ad alcuni risultati sportivi, incentivando lo sviluppo di un circuito legale di scommesse, nonché di un consistente mercato illegale. Quest'ultimo, in particolare, è potenzialmente in grado di offrire agli utenti margini di rendimento particolarmente elevati, e risulta dunque attrattivo per organizzazioni criminali interessate alla manipolazione delle competizioni sportive, ai profitti e alla possibilità di riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Alcuni fenomeni corruttivi in ambito sportivo sono peraltro già oggetto di convenzioni internazionali, come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità organizzata transnazionale, sottoscritta a Palermo nel 2000 e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione fatta a Mérida nel 2003, testi che, tuttavia, non considerano, espressamente i casi di manipolazione delle competizioni sportive dal momento che essi esulano dal contesto della criminalità transnazionale o dalla nozione di corruzione in senso proprio. Passando alla Convenzione oggetto di ratifica, ricorda che essa è stata predisposta da un apposito gruppo di redazione intergovernativo ed è finalizzata espressamente a prevenire, individuare e combattere le partite truccate e la manipolazione e tutte le possibili modifiche intenzionali e irregolari dello svolgimento o del risultato delle competizioni sportive. Nel merito la Convenzione si compone di 41 articoli, suddivisi in nove capi. Il Capo I individua lo scopo, i principi guida e le definizioni rilevanti (articoli 1-3). Il Capo II (articoli 4-11) oltre a disciplinare gli aspetti relativi alla prevenzione, alla cooperazione e alle altre misure che le Parti possono adottare in relazione alla lotta alla manipolazione delle competizioni sportive, fra cui le misure riguardanti il finanziamento delle organizzazioni sportive (articolo 8), quelle relative all'autorità di controllo sulle scommesse (articolo 9) e quelle riguardanti gli operatori di scommesse sportive (articolo 10), dispone anche l'obbligo per gli Stati Parte di individuare ed adottare, in conformità con la legge applicabile e con la giurisdizione interessata, i mezzi più adeguati di lotta contro le scommesse illegali (articolo 11), quali il blocco o la limitazione diretta o indiretta dell'accesso agli operatori «remoti» di scommesse illegali e chiusura degli operatori stessi, il blocco dei flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori, il divieto per gli operatori di pubblicizzare le loro attività illegali, la sensibilizzazione dei consumatori verso i rischi connessi alle scommesse illegali. Il Capo III (articoli 12-14) disciplina lo scambio di informazioni tra le autorità pubbliche e le organizzazioni sportive coinvolte, prevedendo, fra le altre misure, l'identificazione di una piattaforma nazionale operativa nella lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive, che fungerà da centro di informazioni, raccogliendo e trasmettendo i dati rilevanti alle autorità e alle organizzazioni interessate. I Capi IV (articoli 15-18) e V (articoli 19-21) dettano norme relative al diritto penale sostanziale, alle questioni giurisdizionali e al procedimento penale, stabilendo che la manipolazione delle competizioni sportive venga espressamente sanzionata dal diritto interno degli Stati Parte, così come le attività intenzionali di concorso nella commissione dei reati previsti dalla Convenzione. Con riferimento alle sanzioni penali ed a quelle amministrative, il Capo VI (articoli 22-25) contempla, oltre a quelle a carico delle persone fisiche, anche sanzioni dirette per le persone giuridiche e altre di natura amministrativa. Il successivo Capo VII (articoli 26-28) disciplina il settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, prevedendo tra l'altro che gli Stati Parte cooperino tra loro nella misura più ampia possibile a fini investigativi e processuali in conformità agli strumenti nazionali e internazionali vigenti, oltre che in tema di estradizione e di assistenza giudiziaria in materia penale, in base ai trattati internazionali, regionali e bilaterali applicabili. Gli ultimi due Capi del testo, VIII (articoli 29-31) e IX (articoli 32-41) disciplinano rispettivamente tutto ciò che concerne l'aspetto di verifica dell'attuazione della Convenzione e le disposizioni finali. Passando al disegno di legge di ratifica della Convenzione, il relatore spiega che esso si compone di 7 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), all'Autorità per la regolamentazione delle scommesse sportive (articolo 3), alle misure relative all'applicazione di pene accessorie (articolo 4), ai reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati (articolo 5), alla clausola di invarianza finanziaria (articolo 6) ed all'entrata in vigore (articolo 7). Di indubbio rilievo per la Commissione giustizia sono le disposizioni di cui agli articoli da 3 a 5 del disegno di legge, i quali introducono disposizioni di adeguamento dell'ordinamento nazionale alle previsioni della Convenzione. Più nel dettaglio, l'articolo 3 dà attuazione nell'ordinamento italiano all'articolo 9 della Convenzione, che invita gli Stati a identificare una autorità responsabile per la regolamentazione delle scommesse sportive e per l'applicazione di misure di contrasto delle manipolazioni delle competizioni. L'autorità competente viene individuata dal legislatore nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. E' necessario, infatti, ricordare che l'Agenzia, in veste di amministrazione dei monopoli, è garante della legalità e della sicurezza in materia di gioco e svolge funzioni di controllo sulla produzione e vendita dei tabacchi al fine di assicurare il regolare afflusso delle imposte. In particolare, nel comparto dei giochi, l'Agenzia provvede alla verifica della regolarità del comportamento degli operatori e al contrasto dei fenomeni di gioco illegale. L'articolo 4 dà invece attuazione all'articolo 25 della Convenzione, che richiede agli Stati Parte di adottare le misure legislative necessarie a consentire il sequestro e la confisca di beni, dei documenti e degli strumenti utilizzati per commettere i reati o dei profitti dei reati, anche attraverso l'aggressione a beni di valore equivalente a tali profitti. A tal fine, il disegno di legge disciplina la confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato. Con l'inserimento nella legge n. 401 del 1989 (recante Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive) di un nuovo articolo 5- bis , il provvedimento prevede che in caso di condanna (o patteggiamento) per uno dei delitti previsti dalla legge (frode in competizioni sportive e altri delitti di esercizio abusivo di giochi o scommesse), il giudice debba ordinare la confisca penale (comma 1) e, se questa non è possibile, ordinare la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità anche indirettamente o per interposta persona (comma 2). E' opportuno ricordare che l'istituto della confisca per equivalente mira a impedire che l'impiego economico dei beni di provenienza delittuosa possa consentire al colpevole di garantirsi il vantaggio che era oggetto specifico del disegno criminoso. La confisca colpisce, infatti, somme di denaro, beni o altre utilità di cui il reo abbia la disponibilità per un valore corrispondente al prezzo, al prodotto e al profitto del reato, ed è prevista dal legislatore solo per talune fattispecie criminose allorquando sia intervenuta condanna (cui è equiparata l'applicazione della pena su richiesta delle parti) e sia impossibile identificare fisicamente le cose che ne costituiscono effettivamente il prezzo, il prodotto o il profitto. L'istituto è attualmente disciplinato dall'articolo 322- ter c.p., inserito nel capo relativo ai delitti dei pubblici ufficiali contro la P.A.: proprio a tale disposizione fa rinvio espressamente il secondo comma del nuovo articolo 5- bis . In particolare, il richiamo nella legge speciale al terzo comma dell'articolo 322- ter c.p. comporta che spetta al giudice, nella sentenza di condanna, determinare le somme di denaro o individuare i beni assoggettati a confisca. L'articolo 5 introduce, poi, nel decreto legislativo. n. 231 del 2001 la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati di frode in competizioni sportive e di esercizio abusivo di giochi e scommesse, dando così attuazione all'articolo 23 della Convenzione. Più nel dettaglio, il disegno di legge inserisce un nuovo articolo 25 -duodecies nel catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie per la commissione dei reati di frode nelle competizioni sportive e di scommesse illecite. La riforma prevede che: in caso di commissione di delitti, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 500 quote; in caso di contravvenzioni, all'ente si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma corrispondente a massimo 260 quote. Inoltre, il comma 2 dell'articolo 5 prevede, per la sola condanna relativa a delitti, l'applicazione delle sanzioni interdittive per l'ente previste dall'articolo 9 del decreto legislativo. n. 231 del 2001 (interdizione dall'esercizio dell'attività; sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni; divieto di contrattare con la PA; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi), per una durata non inferiore a un anno. L'articolo 6 prevede, poi, che si sia attuazione alle disposizioni della legge di ratifica con le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. L'articolo 7 prevede, infine, l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, senza vacatio legis . Il presidente PETROCELLI , nell'apprezzare la relazione svolta, dichiara aperta la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ) chiede, con riferimento all'identificazione, in ciascun Paese parte della Convenzione in argomento, della piattaforma nazionale per la lotta alla manipolazione delle manifestazioni sportive, se è prevista una qualche forma di collegamento tra tutte le suddette piattaforme nazionali. Si interroga, infine, sulla possibile mancanza, nell'Accordo, di un'adeguata definizione del reato di riciclaggio. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) esprime perplessità sulla formulazione dell'articolo 4 del disegno di legge in esame, che inserisce un nuovo articolo alla legge n. 401 del 1989 per disporre la confisca penale. Il presidente PETROCELLI , valutata la circostanza dell'imminente avvio dei lavori dell'Aula del Senato, rinvia il seguito della discussione generale e comunica che il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è fissato per le ore 10 di martedì 20 novembre. Le Commissioni riunite convengono. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.