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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 123 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE REFERENTE A.S. 2342 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 DDL 2342 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 ottobre. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che è pervenuto il prescritto parere non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. n. Schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2021-2023 Doc n. 316 Schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2021-2023 (Parere al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ai sensi degli articoli 12 e 13, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 125. Esame e rinvio) La senatrice ROJC , relatrice, dà conto dello schema di Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2021-2023, sul quale la Commissione è chiamata a formulare un parere, entro il prossimo 17 novembre. Ricorda che, a norma dell'art. 12, comma 2, della legge n. 125 del 2014 che disciplina la cooperazione internazionale per lo sviluppo del Paese, il Documento in esame deve indicare la visione strategica, gli obiettivi di azione e i criteri di intervento, la scelta delle priorità delle aree geografiche e dei singoli Paesi, nonché dei diversi settori nel cui ambito dovrà essere attuata la cooperazione allo sviluppo, nonché esplicitare gli indirizzi politici e strategici relativi alla partecipazione italiana agli organismi europei e internazionali e alle istituzioni finanziarie multilaterali. Sul Documento si è espresso favorevolmente lo scorso 15 ottobre, il Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS). Allegata allo schema, la Relazione riguardante l'attuazione della politica italiana di cooperazione allo sviluppo nel 2019 fornisce una ricognizione dettagliata dei settori dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) promossi dal nostro Paese e sulle risorse ad essi destinate. Il Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, nell'introduzione e nel primo capitolo, rimarca, innanzitutto, come, a fronte di una crisi globale generata dalla pandemia che sta ostacolando il cammino verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, lo scenario post Covid-19 sembri confermare la validità della visione strategica della Cooperazione italiana, volta a "promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui princìpi di interdipendenza e partenariato" e a favorire lo sviluppo sostenibile, creando opportunità e valorizzando l' expertise dell'Italia in settori strategici per i Paesi partner e per il nostro Paese. Una visione, di medio e lungo periodo, che ha come orizzonte di riferimento l'Agenda 2030 e i suoi pilastri, con un approccio fondato sul rispetto dei diritti umani, sul rafforzamento dello Stato di diritto, sulla giustizia sociale e che punta su un'azione multilaterale per produrre un impatto positivo sulla stabilità e sulla sicurezza globali. Prioritario sarà per la cooperazione italiana promuovere un'agricoltura ecologicamente sostenibile, migliorare l'accesso all'acqua pulita, concorrere a sistemi di energia economici e sostenibili, garantire istruzione, servizi di base, condizioni di lavoro dignitose, uguaglianza di genere, oltre al rafforzamento dei sistemi sanitari, alla prevenzione delle pandemie, alla produzione e all'equa distribuzione di farmaci, trattamenti e vaccini. Sempre nel paragrafo dedicato alla visione strategica della cooperazione allo sviluppo, si anticipa come l'impegno dell'Italia sarà rafforzato nelle principali aree di crisi, dall'Europa balcanica, al Medio Oriente, all'Africa, all'Asia, all'America Latina, con una strategia di risposta sinergica e coordinata e con azioni mirate al miglioramento dei sistemi di governance , al rafforzamento istituzionale e al sostegno dei processi di prevenzione, pacificazione e stabilizzazione post-conflitto. Sempre nell'ambito del primo capitolo, un paragrafo è dedicato alla Presidenza italiana del G20 in cui si sottolinea l'impegno italiano a sostenere i Paesi più in difficoltà nella lotta all'emergenza da Covid-19 e si ricorda come il programma di lavoro sarà incentrato sulle tre "P" delle Persone (con l'attenzione rivolta alle tematiche del lavoro, della parità di genere, della cultura e della salute), del Pianeta (con l'attenzione alle tematiche ambientali ed energetiche) e della Prosperità (legata principalmente alle questioni della digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale), che costituiscono tre dei Pilastri dell'Agenda 2030. Si rimarca altresì come la Presidenza italiana del G20 intenda dare nuova vitalità al Gruppo Sviluppo, nella convinzione che l'attuale crisi abbia dimostrato come la forte interdipendenza dei Paesi renda necessaria una risposta globale, coordinata e sistemica. Per quanto attiene le risorse destinate alla cooperazione, la relatrice evidenzia, innanzitutto, che la Relazione riguardante l'attuazione della politica italiana di cooperazione allo sviluppo nel 2019 rimarca come, dai dati definitivi trasmessi al Comitato per l'Aiuto allo Sviluppo (DAC) dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nel mese di luglio 2020, l'ammontare dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) comunicato dalle Amministrazioni pubbliche italiane per l'anno 2019 sia stato pari a 3.906,47 milioni di euro, corrispondente allo 0,22 per cento del reddito nazionale lordo (RNL), in diminuzione rispetto al 2018 quando l'ammontare complessivo era stato pari a 4.397,14 milioni di euro, corrispondenti allo 0,25 per cento del reddito nazionale lordo. Il Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, in relazione alle risorse per il triennio 2021-2023, presenta un quadro degli stanziamenti per interventi della Direzione generale della cooperazione allo sviluppo del MAECI (DGCS) e dell'Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (AICS) - che registra un andamento in diminuzione, fra il 2021 e il 2023, passando da complessivi 1.042,04 milioni di euro nel 2021, a 903,96 milioni di euro nel 2022 e infine a 791,17 milioni di euro nel 2023. Il Documento reca altresì il quadro degli stanziamenti per interventi multilaterali del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), evidenziando come per il triennio 2021-2023, le risorse di competenza nella legge di Bilancio 2021 ammontino a 1.709,6 milioni di euro, inclusi 1.082 milioni di euro per la partecipazione ai Fondi di Sviluppo, 272,9 milioni di euro per la sottoscrizione degli aumenti di capitale in corso nelle Banche Multilaterali di Sviluppo, 271,5 milioni di Euro per l'Iniziativa Multilaterale per la Cancellazione del Debito, e 82,5 milioni di Euro per il finanziamento dei vaccini. Da ultimo, il paragrafo reca il quadro complessivo degli stanziamenti (suddivisi per dicasteri) destinati al finanziamento di interventi a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo. Il dato che emerge è che lungo l'arco del triennio gli stanziamenti subiranno una contrazione, passando da 4.748,23 milioni di euro del 2021, a 4.610,81 milioni di euro nel 2022 fino a 4.541,87 milioni di euro nel 2023. Anche le previsioni di cassa relative agli stanziamenti previsti per interventi a sostegno di politiche di cooperazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione allo sviluppo risultano in diminuzione, passando da 1.232,31 milioni di euro nel 2021, a 1.111,73 milioni di euro nel 2022, fino a 958,93 milioni di euro nel 2023. In controtendenza il dato relativo al Ministero dell'Economia e delle Finanze (che peraltro include anche la stima relativa alla quota del bilancio dell'Unione europea destinata all'aiuto pubblico allo sviluppo), che passa da 1.783,98 milioni di euro nel 2021, a 1.763,26 milioni di euro nel 2022, fino a 1.868,33 milioni di euro nel 2023. Il paragrafo dedicato alle risorse dà anche conto della disponibilità (al 31 dicembre 2020) delle risorse del Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo per i crediti d'aiuto, che ammontano a 1.211,94 milioni di euro, nonché delle risorse non concessionali e di finanza mista rese disponibili da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. nella sua veste di istituzione finanziaria della cooperazione. Il Documento triennale dà quindi conto, prosegue la relatrice, delle priorità e degli obiettivi di azione della cooperazione allo sviluppo del nostro Paese nel prossimo triennio, individuando le priorità settoriali e le tematiche trasversali di intervento, nonché gli ambiti geografici ritenuti prioritari. Con riferimento alle priorità settoriali e alle tematiche trasversali della cooperazione italiana, il Documento sottolinea come nel triennio l'obiettivo di azione che ci si prefigge sia quello di destinare almeno l'85 per cento delle risorse ad attività nei settori prioritari, articolate attorno ai 5 Pilastri dell'Agenda 2030 (le cosiddette 5 "P"), ovvero Persone, Prosperità, Pianeta, Partenariati e Pace, in un arco temporale che guarda al 2030. Viene rimarcato come nel triennio di riferimento si porterà a completamento l'elaborazione delle Linee guida strategiche sul tema minori, sul nesso tra umanitario, sviluppo e pace, e su quello fra migrazione e sviluppo, e si avvierà l'elaborazione di Linee guida strategiche su agricoltura e sicurezza alimentare, salute, integrazione delle tematiche dell'ambiente e dei cambiamenti climatici nella cooperazione allo sviluppo. Nell'ambito dell'impegno per le Persone (afferente agli Obiettivi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 10 dell'Agenda 2030), vengono posti in rilievo gli obiettivi della eliminazione della fame e della povertà, per il raggiungimento di un quadro accettabile di sicurezza alimentare, per migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile. Altri obiettivi prioritari correlati al settore delle Persone sono quelli finalizzati a garantire una vita sana, a promuovere il benessere per tutti ad ogni età e ad assicurare un'istruzione di qualità, equa ed inclusiva, garantendo più ampie opportunità di apprendimento per tutti. Il raggiungimento dell'uguaglianza di genere e il rafforzamento del ruolo delle donne, nonché la garanzia della disponibilità e di una gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico sanitarie, costituiscono ulteriori impegni prioritari in questo settore, unitamente agli sforzi per la promozione dell'inclusione sociale e di una migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile. Relativamente al Pilastro del Pianeta (riconducibile agli Obiettivi 7, 13, 14 e 15 dell'Agenda 2030), il Documento annovera gli impegni per la protezione dell'ambiente, per la gestione delle risorse naturali e per la lotta ai cambiamenti climatici, con il richiamo agli sforzi per garantire l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili e sostenibili, all'adozione di misure urgenti per contrastare il cambiamento climatico, la desertificazione e per promuovere la conservazione e l'uso sostenibile di biodiversità ed ecosistemi. Con riferimento alla priorità settoriale della Prosperità (correlata agli Obiettivi 8, 9, 11 e 12 dell'Agenda 2030), il testo pone in rilievo gli obiettivi di incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile, l'impegno per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture, anche tecnologiche, dei Paesi partner , e per ridurre l'impatto ambientale negativo delle città. Fra le misure individuate, anche il rafforzamento dei servizi pubblici essenziali, il sostegno alle micro, piccole e medie imprese e all'economia sociale, oltre alla formazione. In tale ambito, inoltre, viene segnalato il ricorso allo strumento finanziario del matching , una forma di sostegno pubblico che prevede la concessione di un credito concessionale da parte di un Governo di un Paese OCSE in favore di un Paese in via di sviluppo al fine di controbilanciare un'analoga azione svolta da un altro Paese donatore. Da ultimo, sempre il tale ambito, viene rimarcato l'impegno a protezione e a salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e naturale e alla promozione del turismo sostenibile. Nell'ambito del Pilastro relativo alla Pace , il Documento segnala l'impegno per promuovere società pacifiche e più inclusive e per garantire l'accesso alla giustizia a tutti. L'impegno al rafforzamento istituzionale nei Paesi partner , viene sottolineato, sarà portato avanti attraverso iniziative per l'adozione di sistemi di governance e istituzioni solide, inclusive ed efficaci. Nel triennio, inoltre, viene rimarcato come l'Italia assicurerà il proprio contributo a programmi mirati a sostenere i processi di ricostruzione, stabilizzazione civile e peace-building , nonché a garantire l'accesso alla giustizia, il rafforzamento istituzionale, con interventi complementari e sinergici rispetto all'azione di aiuto umanitario, contribuendo in questo modo alla realizzazione dell'Obiettivo 16 (pace, giustizia e istituzioni forti) dell'Agenda 2030, nell'ambito del quale il nostro Paese ha assunto un ruolo di leadership . Infine, con riferimento ai Partenariati (Obiettivo 17 dell'Agenda 2030), il Documento rimarca gli obiettivi della mobilitazione delle risorse domestiche, dell'aumento dei fondi da destinare ai Paesi meno avanzati (fino ad almeno lo 0,20 per cento del rapporto CPS/RNL, cioè dell'indicatore tra Cooperazione pubblica allo sviluppo e il Reddito nazionale lordo) e del sostegno ai Paesi in via di sviluppo per il raggiungimento della sostenibilità del debito a lungo termine attraverso politiche coordinate volte a favorire il finanziamento del debito, nonché la riduzione e la ristrutturazione del debito. La scheda offre, a tal riguardo, approfondimenti sulle iniziative per la cancellazione del debito nel triennio 2021-2023 - dopo le 28 intese bilaterali già sottoscritte con altrettanti Paesi -, nonché sulle altre attività per la sospensione del servizio del debito e per le conversioni del debito. Ulteriori obiettivi con riferimento al quinto pilastro sono quelli della promozione dei partenariati fra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, e il rafforzare delle le capacità statistiche dei Paesi interessati. Il Documento individua, quindi, le priorità geografiche di intervento per l'Italia, scelte sulla base di legami storici, relazioni bilaterali consolidate, considerazioni di politica estera e ragioni di stabilità e sicurezza internazionale. Dei 20 Paesi prioritari per la cooperazione italiana, 10 sono classificati come meno Avanzati, quali il Burkina Faso, il Senegal, il Niger, l'Etiopia, la Somalia, il Sudan, e il Mozambico in Africa, l'Afghanistan e il Myanmar in Asia. Fra i Paesi prioritari molti sono quelli che ricadono nel Mediterraneo allargato, come l'Egitto, la Tunisia, la Giordania, il Libano, la Palestina, l'Iraq e l'Albania. L'Africa è il continente con il maggior numero di Paesi prioritari (11 Paesi, fra cui, oltre a quelli già menzionati, anche Kenya e Mali, con l'avvio di una sede AICS a Bamako), seguita dal Medio Oriente (4 Paesi prioritari), dall'Asia (2 Paesi prioritari), dall'America Latina e Caraibi (2 Paesi prioritari, Cuba e El Salvador) e dall'Europa (1 Paese prioritario). Nel testo si sottolinea, con maggiore dettaglio, come il Nord Africa continui a rivestire un'importante valenza strategica per il rapporto di interdipendenza che lega le due sponde del Mediterraneo, anche alla luce della sfida rappresentata dalla gestione dei fenomeni migratori. La priorità indicata è relativa al consolidamento del processo di transizione democratica in Tunisia e allo sviluppo socioeconomico in Egitto, con enfasi attribuita al sostegno alle piccole e medie imprese, all'agricoltura, alla creazione di lavoro soprattutto per i giovani e le donne, al rafforzamento istituzionale, in un quadro di promozione e tutela dei diritti umani. In considerazione del carattere strategico rivestito dalla Libia, il sostegno politico alla stabilizzazione del Paese sarà accompagnato da interventi di cooperazione volti a favorire il decentramento amministrativo e il rafforzamento delle capacità del governo locale e a migliorare le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione. In relazione al Corno d'Africa, il Documento, nel ricordare come si tratti di una regione estremamente fragile, tradizionalmente caratterizzata da conflitti protratti nel tempo, povertà diffusa, carenza di infrastrutture, bassi livelli di crescita economica e opportunità di lavoro, nonché marcate disuguaglianze nella distribuzione di beni e servizi, pone in rilievo quali settori prioritari di intervento quelli dell'agricoltura, dei servizi di base, energetico, della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, e della formazione professionale e universitaria. Con riferimento all'Africa Occidentale, si evidenzia in particolare il deterioramento delle condizioni di sicurezza nei Paesi del Sahel e l'impatto dei movimenti di persone lungo le principali rotte migratorie, che rendono prioritario intervenire per prestare diretta assistenza a migranti, rifugiati, sfollati e popolazioni ospiti, ma anche per creare opportunità di impiego per una popolazione giovanile in rapida crescita. Relativamente all'Africa Australe, il Documento evidenzia come gli interventi siano concentrati in Mozambico, in particolare nei settori di intervento del risanamento urbano, dello sviluppo rurale, dei servizi di base e della tutela dell'ambiente. In Medio Oriente, l'azione della cooperazione allo sviluppo proseguirà lungo assi prioritari d'intervento relativi alla promozione dei diritti umani e libertà fondamentali, al buon governo, ai processi di decentramento, democrazia e stato di diritto, per il sostegno alle piccole e medie imprese, per lo sviluppo rurale, la valorizzazione delle risorse idriche, e nei comparti dell'istruzione, della formazione e socio-sanitari. La priorità continuerà ad essere riconosciuta a Paesi come il Libano e la Giordania per il ruolo chiave da essi svolto in questi anni nel sostenere il flusso di profughi in fuga dal conflitto siriano. L'obiettivo prioritario in relazione ai Balcani Occidentali è quello rilanciare lo sviluppo economico della regione, creando opportunità lavorative, attraverso programmi di sostegno alle piccole e medie imprese, migliorare le condizioni di vita della popolazione attraverso il rafforzamento delle istituzioni e dei servizi sociali, educativi e sanitari in particolare in Albania e in Bosnia Erzegovina. Con riferimento all'Asia, obiettivo principale resta la promozione della stabilità istituzionale, requisito essenziale per una più efficace implementazione delle politiche di lotta alla povertà, in particolare in Afghanistan. Relativamente all'America Latina, il Documento rimarca come particolare attenzione sarà dedicata al rafforzamento dello Stato di diritto e alla tutela dei diritti umani, alla prevenzione della violenza giovanile, alla giustizia minorile, alla tutela dell'ambiente, al recupero del patrimonio culturale, allo sviluppo rurale, con uno specifico focus su Venezuela e Colombia. Nell'ambito del capitolo dedicato agli ambiti di applicazione, un paragrafo specifico è dedicato all'aiuto umanitario italiano, dove viene primariamente sottolineato come la risposta all'emergenza pandemica da Covid-19 continuerà ad avere un ruolo centrale negli interventi preventivati. Viene inoltre ricordato come gli interventi di assistenza umanitaria continueranno ad essere rivolti prioritariamente ai Paesi del Medio Oriente e Nord Africa, dell'Africa sub-sahariana e Australe, alle situazioni di conflitto e post conflitto, nonché a quelle climatiche estreme. Un approfondimento viene, quindi, riservato al tema della cooperazione multilaterale, in cui si sottolinea come l'approccio italiano continuerà lungo le direttrici già avviate nel triennio passato, ovvero quelle sostegno al riformato sistema delle Nazioni Unite per lo sviluppo, alla promozione dei poli internazionali per lo Sviluppo sostenibile aventi sede in Italia - il Polo romano delle Nazioni Unite, il terzo per rilevanza dopo New York e Ginevra, il Polo delle Nazioni Unite di Torino per la formazione e la ricerca, il Centro di Ricerca UNICEF di Firenze e il Deposito Umanitario del Programma Alimentare Mondiale (PAM) di Brindisi - e il sostegno ai Partenariati globali e agli impegni pluriennali, a partire dal Fondo Globale contro AIDS, Tubercolosi e Malaria (GFATM), l'Alleanza Globale per i Vaccini e l'Immunizzazione (GAVI) e il Partenariato Globale per l'Istruzione. Viene, inoltre, rimarcato come l'azione dell'Italia nell'ambito delle banche e dei fondi multilaterali di sviluppo (BMS) si ispiri ai principi e agli obiettivi adottati a livello internazionale, a partire dagli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (OSS). In questo ambito, si evidenzia come il Ministero dell'economia e delle finanze proseguirà anche nel triennio 2021-2023 la sua azione di indirizzo e di vigilanza sull'operato delle Banche multilaterali di sviluppo. Uno sguardo viene offerto anche alla partecipazione del nostro Paese ai programmi di cooperazione dell'Unione europea, lungo le direttrici della gestione indiretta dei fondi UE (doni, crediti e garanzie) da parte della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), nonché attraverso la promozione del sistema di cooperazione previsto dalla legge n. 125 del 2014 per la gestione degli stessi fondi. Con riferimento alla cooperazione bilaterale, il Documento sottolinea l'opportunità che si determini un rafforzamento delle relazioni tra l'Italia e i Paesi partner , e dei partenariati politici tra istituzioni, comunità, organizzazioni sociali, enti territoriali, istituti universitari e di ricerca, soggetti economici e culturali. Particolare rilievo sarà assicurato alle iniziative di partenariato con i soggetti del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo, favorendo in particolare l'interazione di Amministrazioni dello Stato, Università e altri Enti pubblici, enti territoriali, organizzazioni della società civile e soggetti senza finalità di lucro, nonché soggetti privati con finalità di lucro. Una speciale menzione in tale ambito viene poi assicurata agli interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, richiamando l'apposito fondo - oggetto di un particolare approfondimento da parte della nostra Commissione - per interventi di sostegno diretti alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi. Il Documento ricorda come tale fondo abbia una dotazione di 4 milioni di euro per il 2021 e di 4 milioni per il 2022. Il Documento ricorda, infine, anche il Fondo per interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi d'importanza prioritaria per i movimenti migratori che persegue finalità strettamente legate al fenomeno delle migrazioni, con una dotazione di 31,5 milioni di euro per l'anno 2021 e 40 milioni di euro per l'anno 2022. Le attività svolte con l'utilizzo di tali risorse sono in particolare volte all'assistenza di migranti, sfollati interni e rifugiati, nonché a favore delle comunità locali di accoglienza, oltre che alla promozione di programmi di assistenza tecnica alle autorità locali in ambito migratorio, ai rimpatri volontari assistiti, e a promuovere campagne informative, a beneficio dei potenziali migranti, sui rischi della migrazione irregolare. La relatrice conclude informando che un capitolo specifico del Documento viene dedicato alle conclusioni della Peer Review condotta dal Comitato per l'Aiuto allo Sviluppo dell'OCSE (OCSE-DAC) nel 2019 sulla cooperazione italiana, dove si evidenzia che tale strumento di valutazione ha consentito di svolgere un'analisi approfondita dell'efficacia degli strumenti normativi introdotti dalla legge n. 125 del 2014 e di valutare, a cinque anni dalla riforma, la funzionalità del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo. Il Rapporto mette in luce i progressi compiuti nell'attuazione della riforma, sottolineando molti aspetti qualificanti, fra i quali l'impegno dell'Italia a livello internazionale e il ruolo di leader assunto dal nostro Paese nei processi globali, oltre all'approccio multi-attoriale alla materia. Il Rapporto individua, peraltro, anche alcune aree critiche del sistema, fornendo raccomandazioni utili, in particolare in relazione all'allocazione di risorse sufficienti, alla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile dei Paesi partner , alla definizione delle strategie per i Paesi prioritari, al sostegno alle ONG nei contesti più fragili, al rafforzamento della valenza strategica a medio termine del Documento di programmazione e di indirizzo - per rendere più efficiente il sistema e più efficace l'azione di cooperazione allo sviluppo. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per l'esauriente esposizione e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ) rileva che, con il Documento di programmazione in titolo, ci si trova di fronte ad un testo estremamente ambizioso negli obiettivi che si vogliono perseguire ma in cui, in ultima analisi, è dato riscontrare, purtroppo, una riduzione significativa dei fondi in dotazione alla cooperazione italiana. Emergono, inoltre, tutta una serie di dubbi quando si va ad osservare l'ammontare dei fondi e le tipologie di intervento per determinati tipi di Paesi, quali, ad esempio, l'Etiopia, la Somalia e l'Egitto, Paese quest'ultimo su cui, a suo avviso, occorre svolgere una riflessione a parte. Per quanto concerne le priorità geografiche di intervento, fa presente che, tra i Paesi interessati, sembra mancare il Congo, dove, come noto, si è verificata la tragedia dell'uccisione dell'Ambasciatore Attanasio. Un ulteriore rilievo potrebbe essere espresso avuto riguardo all'Afghanistan, rispetto al quale occorrerebbe capire esattamente a quali soggetti saranno indirizzati i fondi italiani, dopo la dissoluzione del regime sostenuto dall'Occidente e l'arrivo al potere dei Talebani. Il senatore ALFIERI ( PD ) è dell'avviso che le risorse che l'Italia destina alla cooperazione allo sviluppo debbano registrare una decisa inversione della tendenza invalsa negli ultimi anni e che attesta, purtroppo, la loro riduzione. Pertanto, sarà necessario, soprattutto attraverso l'imminente manovra di Bilancio, procedere ad un cambiamento di rotta, sia relativamente al quantum delle somme da allocare per la cooperazione allo sviluppo, che ad una ridefinizione della lista dei Paesi prioritari, magari, a titolo di mero esempio, dando più attenzione ai Paesi collocati nel Sahel, data la crescente rilevanza strategica nell'area. Conclude esprimendo riconoscimento e stima per la grande professionalità delle donne e degli uomini che operano nel complessivo sistema della cooperazione italiana. Il Vice Ministro Marina SERENI, dopo essersi congratulata per l'esaustiva esposizione della relatrice Rojc, precisa che il documento in titolo rappresenta il frutto del lavoro non solamente del MAECI, ma dell'intero sistema della cooperazione allo sviluppo - che, notoriamente, comprende, oltre all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, tra gli altri, la Cassa Depositi e Prestiti e la Conferenza Stato-Regioni-Città - e che giunge al termine di un procedimento articolato che prevede, opportunamente, la possibilità di raccogliere in primis anche i suggerimenti provenienti dal Parlamento. Tiene, quindi, a sottolineare come il pur evidenziato gap tra le ambizioni e le risorse disponibili non ha mancato finora di consentire alla cooperazione italiana di essere molto apprezzata in tutto il mondo, anche perché affiancata da interventi e progetti privati, delle ONG. Mette in risalto ulteriormente come le risorse approntate mediante la programmazione triennale saranno, tuttavia, integrate, in maniera non secondaria, grazie alle previsioni della prossima legge di Bilancio, che quest'anno avvierà il suo iter proprio presso il Senato, e che prevede la seguente scansione di fondi aggiuntivi: cento milioni di euro per il 2022, duecento milioni di euro per il 2023, duecentocinquanta milioni di euro per il 2024, trecento milioni di euro per il 2025 e trecentocinquanta milioni di euro a regime, a partire dal 2026. Per quanto attiene all'Afghanistan, informa che le modalità di aiuto proveniente dall'Italia si concentreranno prevalentemente sull'assistenza umanitaria, realizzata nel quadro dei progetti delle Nazioni Unite, che riguardano soprattutto i servizi di base per la popolazione nonché i pagamenti degli stipendi dei dipendenti dei servizi pubblici essenziali. Rileva, inoltre, come determinati Paesi, quali, ad esempio, Myanmar, Etiopia e Sudan, dovranno essere attentamente monitorati, perché registrano un evidente, e a volte, drammatico, mutamento del loro contesto politico e sociale. Richiama, quindi, l'attenzione dei Commissari sulla circostanza per cui, nella lista dei Paesi prioritari, vengono inclusi non solamente quelli più bisognosi dal punto di vista umanitario o economico, ma anche quelli che, nella prospettiva dell'interesse nazionale, risultano essere importanti per l'Italia. Infine, informa che si è proceduto anche a modificare la collocazione di alcuni hub regionali: per i Balcani occidentali in Albania, per l'Asia in Vietnam e per l'America Latina in Colombia. Il presidente PETROCELLI ( M5S ) tiene a mettere in evidenza che, come è possibile desumere dal dossier di documentazione predisposto dagli uffici, l'Italia si posiziona, in ogni caso, tra i Paesi appartenenti al Gruppo G7, in termini percentuali di rapporto tra contributo fornito e reddito nazionale lordo, al sesto posto, ovvero prima degli Stati Uniti. Il PRESIDENTE , quindi, non rilevando ulteriori interventi, rinvia il seguito della discussione generale e dell'esame. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI comunica che Gabriella Gagliardo, Presidente di CISDA Onlus, intervenuta nell'ambito dell'Affare assegnato sulla partecipazione italiana all'intervento internazionale in Afghanistan, in sede di Uffici di Presidenza riuniti delle Commissioni Affari esteri e Difesa martedì 9 novembre, ha consegnato della documentazione. Comunica altresì che il Vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Marina Sereni, audita in data odiernain relazione all'Affare assegnato n. 975 (Italia e Africa tra aree di crisi, opportunità e possibilità di partenariato), ha depositato il testo del suo intervento. Entrambi i contributi saranno pubblicati sulla pagina web della Commissione. La seduta termina alle ore 15.