Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 209 NENCINI La seduta inizia alle ore 16,30. IN SEDE REFERENTE dl n. 5/2021 CONI DDL 2077 Conversione in legge del decreto-legge 29 gennaio 2021, n. 5, recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) (Esame e rinvio) Il relatore VERDUCCI ( PD ) illustra il disegno di legge in titolo, ricordando preliminarmente che il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) svolge il ruolo di Comitato olimpico sul territorio nazionale. Esso è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, rappresenta la Confederazione delle federazioni sportive nazionali (FSN) e delle discipline sportive associate (DSA) e si conforma ai principi dell'ordinamento sportivo internazionale, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi emanati dal Comitato olimpico internazionale (CIO). La relativa disciplina è dettata dal d.lgs. 242/1999, come modificato dal d.lgs. 15/2004 e dalla L. 8/2018. Ripercorre quindi la disciplina normativa che regola il CONI stesso, soffermandosi sulle disposizioni introdotte con la legge di bilancio per il 2019, n. 145 del 2008, e sulla delega conferita al Governo per il riordino del CONI, con l'articolo 1 della legge n. 86 del 2019, non esercitata nei termini previsti. Riferisce inoltre sulle interlocuzioni informali e sulle missive inviate dal Presidente del CIO al ministro Spadafora, richiamate nella relazione illustrativa del Governo al disegno di legge di conversione, dalle quali è emerso l'avvio da parte del CIO di un'attività istruttoria per comprendere gli impatti che la legge n. 145 del 2018 ha avuto sull'assetto organizzativo del CONI e sul principio di autonomia e indipendenza sancito nella Carta olimpica. Il CIO ha dunque rappresentato all'Italia una serie di doglianze sul "ruolo, la missione, l'autorità e le responsabilità del CONI", assoggettato al rispetto dei requisiti minimi della Carta olimpica. In particolare - prosegue la relazione illustrativa - è stato eccepito che il personale del CONI "non potesse essere assunto e controllato da una entità esterna riconducibile allo Stato (Sport e salute S.p.A.)", ma dovesse avere una propria dotazione organica e una propria struttura amministrativa. Passa quindi a illustrare l'articolato; l'articolo 1, comma 1, dispone che il CONI è dotato di una propria dotazione organica nella misura massima di 165 unità di personale, di cui 10 unità di personale dirigenziale di livello non generale, in modo da poter essere pienamente operativo, autonomo e indipendente in qualità di componente del Comitato olimpico internazionale. La dotazione organica consente al CONI di espletare i compiti relativi al proprio funzionamento e alle proprie attività istituzionali; il livello di finanziamento statale del CONI è rideterminato dal successivo articolo 2, comma 1; in virtù delle abrogazioni disposte dall'articolo 2, comma 2, del presente provvedimento, il CONI non si avvale più di Sport e salute S.p.A. per lo svolgimento dei suoi compiti. Il personale di Sport e salute S.p.A. già dipendente del CONI alla data del 2 giugno 2002 che, alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame (30 gennaio 2021), presta servizio presso il CONI in regime di avvalimento, è trasferito nel ruolo del personale del CONI con qualifica corrispondente a quella attuale determinata in base alla tabella di corrispondenza di cui al comma 4. È fatto salvo ed è regolato il diritto di opzione per restare alle dipendenze di Sport e salute S.p.A.; per il personale trasferito è previsto il mantenimento trattamento economico complessivo attuale ove più favorevole. Espletata la procedura di trasferimento del personale, il completamento della pianta organica del CONI avviene mediante concorsi pubblici per titoli ed esami, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di assunzioni. Il 50 per cento dei posti messi a concorso, suddivisi per le singole qualifiche funzionali dirigenziali e non dirigenziale, è riservato al personale dipendente a tempo indeterminato della società Sport e salute S.p.A. che possiede i requisiti indicati. Anche questo personale conserva il trattamento economico complessivo attuale ove più favorevole. La definizione della tabella di corrispondenza del personale di Sport e salute S.p.A. e la definizione delle modalità di reclutamento del personale per le rispettive singole qualifiche professionali sono demandate a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità di Governo competente in materia di sport, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento d'urgenza in esame. Viene quindi regolata la posizione del personale dirigenziale e non dirigenziale di Sport e salute S.p.A. che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, si trova collocato in posizione di avvalimento presso il CONI fino a quando non saranno perfezionate le procedure di approvazione della tabella di corrispondenza e delle modalità di reclutamento, di trasferimento o opzione, ovvero le procedure concorsuali, e comunque fino al 31 dicembre 2022. Il CONI e Sport e salute S.p.A. possono regolare con appositi contratti di servizio lo svolgimento di specifiche attività o servizi ulteriori a quelli propri del CONI. Alla luce delle abrogazioni disposte dall'articolo 2, comma 2, del provvedimento in esame - tra cui vi è la norma che prevede un contratto di servizio annuale per regolare i rapporti tra CONI e Sport e salute S.p.A., previa approvazione da parte dell'Autorità di governo competente - parrebbe intendersi che i contratti di servizio richiamati dalla disposizione in commento, oltre a non avere una periodicità predeterminata e a riguardare oggetti specifici, non siano soggetti ad alcuna approvazione. L'articolo 2, prevede al comma 1, un aumento delle risorse per il CONI, che passano da 40 milioni a 45 milioni di euro annui, e una corrispondente riduzione di quelle per Sport e salute S.p.A., che passano da 368 milioni a 363 milioni di euro annui. L'articolo 2, comma 2, reca le abrogazioni disposte dal provvedimento, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, su cui riferisce. L'articolo 2, comma 3, precisa che al CONI si applica quanto previsto dall'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro. Tali amministrazioni non possono istituire uffici di diretta collaborazione, posti alle dirette dipendenze dell'organo di vertice dell'ente. L'articolo 2, comma 4, trasferisce al CONI, per il perseguimento delle sue finalità istituzionali, i beni individuati nell'Allegato A. Le modalità di attuazione del trasferimento dei beni sono demandate ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'Autorità di governo competente in materia di sport, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 5. Il CONI adegua il proprio statuto alle nuove disposizioni entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame, dunque entro il 30 maggio 2021. I successivi articoli 3 e 4 disciplinano, rispettivamente, la clausola di neutralità finanziaria e l'entrata in vigore. Conclude rimarcando la particolare importanza e complessità del provvedimento, in ordine al quale reputa opportuna l'effettuazione di un breve ciclo di audizioni informali. Concorda la Commissione. Il PRESIDENTE propone di fissare alle ore 12 di lunedì 8 febbraio il termine entro il quale far pervenire alla Presidenza eventuali proposte di audizione. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo Doc n. 226 Schema di decreto legislativo recante misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 6 della legge 8 agosto 2019, n. 86. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 10 dicembre. Il PRESIDENTE ricorda l' iter del provvedimento in titolo, le audizioni svolte e la documentazione acquisita. Poiché nessuno chiede di intervenire, il PRESIDENTE dà la parola alla relatrice. La relatrice DE LUCIA ( M5S ) presenta e illustra una proposta di parere favorevole con raccomandazioni e osservazioni, pubblicata in allegato, che tiene conto dei contenuti dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso 25 gennaio e di alcuni rilievi formulati nel corso delle audizioni. Il senatore BARBARO ( FdI ) interviene sull'organizzazione dei lavori chiedendo di non procedere alla votazione sulla proposta di parere nella seduta in corso, per consentire i necessari approfondimenti sui contenuti dell'intesa conseguita in sede di Conferenza Stato-Regioni sullo schema in titolo; un'esigenza che egli ritiene sussista anche per gli altri due atti del Governo n. 228 e 229, per i quali ugualmente anticipa sin d'ora che chiede sia rinviata la votazione dei pareri, sempre al fine di valutare le intese raggiunte su tali schemi di decreto legislativo, che costituiscono atti di particolare importanza e rilievo per il Governo in sede di adozione del testo definitivo. Si unisce la senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ). La relatrice DE LUCIA ( M5S ), pur riconoscendo che è intercorso poco tempo dalla trasmissione del testo delle intese, assicura di averne pienamente tenuto conto nella sua proposta di parere. Ritiene pertanto che nulla osti alla conclusione dell'esame con la votazione della proposta di parere nella seduta odierna. Il ministro SPADAFORA ricorda la ristrettezza dei tempi per l'adozione del testo definitivo, considerato che il Governo intende tenere conto dei pareri delle Commissioni parlamentari; ritiene pertanto preferibile tener fermi i tempi già indicati per la conclusione dell'esame. Il senatore CANGINI ( FIBP-UDC ) si unisce agli interventi dei senatori Barbaro e Saponara e, pur comprendendo le motivazioni del Governo, ricorda come il termine per l'esercizio della delega scada il 28 febbraio. La senatrice GRANATO ( M5S ) ricorda l'ampio ciclo di audizioni informali svolte e dunque l'ampia istruttoria in corso da tempo sugli schemi di decreto legislativo attuativi delle deleghe in materia di sport: ritiene preferibile procedere con la votazione nella seduta in corso. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) rammenta che gli schemi di decreto legislativo di cui agli atti del Governo nn. 226, 228 e 229 contengono numerose problematicità, analoghe a quelle a suo tempo da lei riscontrate, in qualità di relatrice, in ordine al Codice del Terzo settore. A suo giudizio è pertanto decisamente opportuno consentire ai commissari una valutazione approfondita dei contenuti delle intese raggiunte in sede di Conferenza Stato-Regioni e di Conferenza unificata. Ha nuovamente la parola il senatore BARBARO ( FdI ) che, nel richiamare quanto già precedentemente osservato, sottolinea la particolare valenza sostanziale dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il presidente NENCINI , registrata la diversità di posizioni emerse, avverte che il rinvio del seguito dell'esame con la votazione dei pareri ad altra seduta potrebbe essere oggetto di votazione, tenendo comunque conto dell'indicazione del Ministro che si è dichiarato disponibile ad attendere i pareri parlamentari fino al 7 febbraio. Il senatore VERDUCCI ( PD ) ritiene che si possa convenire di rinviare la votazione sulla proposta di parere della relatrice sull'atto in titolo a una seduta da convocare nella giornata di domani; ritiene che analoga organizzazione dei lavori potrebbe essere concordata anche con riferimento agli atti del Governo n. 228 e 229. Dopo una richiesta di chiarimenti da parte della senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) in merito all'intesa raggiunta sull'atto in titolo, il PRESIDENTE , raccogliendo la sollecitazione del senatore Verducci, propone quindi di rinviare la votazione sulla proposta di parere della relatrice sull'atto in titolo a una seduta che sarà convocata alle ore 12 di domani; propone di organizzare allo stesso modo i lavori in merito agli atti del Governo n. 228 e 229. Concorda la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi Doc n. 228 Schema di decreto legislativo recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 7 della legge 8 agosto 2019, n. 86. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 10 dicembre. Il PRESIDENTE ricorda l' iter del provvedimento in titolo, le audizioni svolte e la documentazione acquisita. Poiché nessuno chiede di intervenire, il PRESIDENTE dà la parola alla relatrice. La relatrice SBROLLINI ( IV-PSI ) presenta una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni, pubblicata in allegato. Il PRESIDENTE ricorda che, come convenuto poc'anzi nell'ambito dell'esame dell'atto del Governo n. 226, anche l'esame dell'atto in titolo proseguirà nella seduta che sarà convocata domani alle ore 12. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto legislativo recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali Doc n. 229 Schema di decreto legislativo recante misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 9 della legge 8 agosto 2019, n. 86. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 16 dicembre. Il PRESIDENTE ricorda l' iter del provvedimento in titolo, le audizioni svolte e la documentazione acquisita. Poiché nessuno chiede di intervenire, il PRESIDENTE informa la Commissione che il relatore Laniéce ha presentato una proposta di parere favorevole con una raccomandazione e osservazioni, pubblicata in allegato. La Commissione prende atto. Il PRESIDENTE ricorda che, come convenuto poc'anzi nell'ambito dell'esame dell'atto del Governo n. 226, anche l'esame dell'atto in titolo proseguirà nella seduta che sarà convocata domani alle ore 12. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto ministeriale recante l'elenco delle proposte di istituzione e finanziamento di comitati nazionali ed edizioni nazionali per l'anno 2020 Doc n. 239 Schema di decreto ministeriale recante l'elenco delle proposte di istituzione e finanziamento di comitati nazionali ed edizioni nazionali per l'anno 2020 (Parere al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 1° dicembre 1997, n. 420. Esame e rinvio) Il relatore NENCINI ( IV-PSI ) illustra lo schema di decreto in titolo, che reca l'elenco, per l'anno 2020, dei comitati nazionali di cui si propone l'istituzione, nonché dei comitati nazionali e delle edizioni nazionali già operanti di cui si propone il rifinanziamento. Ricorda, in primo luogo, i presupposti normativi in forza dei quali esso è adottato, segnalando che la competenza relativa agli istituti culturali, ivi inclusa la costituzione e il finanziamento dei comitati nazionali e delle edizioni nazionali, è passata dalla Direzione generale biblioteche e diritto d'autore del MIBACT alla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali con il D.P.C.M. n. 169 del 2019. In ragione di questo cambiamento, le risorse sono ora allocate sul capitolo cap. 2551/2 dello stato di previsione del MIBACT. Per il 2020 sono stati ripartiti complessivamente 1.100.256 euro, con una riduzione del 9,3 per cento rispetto ai fondi erogati nel 2019, pari a 1.213.256 euro. Peraltro, sul cap. 2551/2, per il triennio 2021-2023, in base alla legge n. 178 del 2020 sono previsti 1.100.256 per ciascun anno del triennio 2021-2023. Le risorse sono così suddivise: ai comitati nazionali sono destinati 680.000 euro, di cui 529.000 euro per i nuovi comitati e 151.000 euro per i comitati già operanti; alle edizioni nazionali spettano 420.256 euro, interamente destinati ai rifinanziamenti. Dà quindi conto dei lavori svolti dalla Consulta dei comitati nazionali e delle edizioni nazionali, alla quale la legge n. 420 del 1997 ha affidato il compito di deliberare sulla costituzione dei comitati nazionali per le celebrazioni o manifestazioni culturali, sull'ammissione al contributo finanziario statale e sulla misura dello stesso. Sottolinea come la Consulta abbia adottato un nuovo orientamento, in base al quale dal 2021 saranno oggetto di valutazione anche i comitati e le edizioni nazionali istituiti prima della richiamata legge n. 420. Per quanto riguarda i comitati nazionali, sono pervenute 24 domande di nuova istituzione e 13 richieste di rifinanziamento di comitati già operanti (più una pervenuta fuori termine e perciò esclusa); al riguardo, segnala che la Consulta ha deciso di finanziare 12 nuove richieste cui ha assegnato risorse per 529.000 euro. Quanto alle 13 richieste di rifinanziamento di comitati già operanti, ne sono state accolte 7 e respinte 6, con la relativa motivazione. Il totale delle risorse assegnate ai 7 comitati nazionali rifinanziati è pari a 151.000 euro. Per quanto riguarda le edizioni nazionali, sono pervenute 4 domande di nuova istituzione e 33 richieste di rifinanziamento. La Consulta ha deciso di non procedere ad istituire nessuna nuova edizione nazionale, mentre in merito alle 33 richieste di rifinanziamento di edizioni nazionali, la Consulta ha deciso di rifinanziarne 26, per un totale di 420.256 euro, prevedendo anche una proroga per quattro di esse, mentre un'altra edizione nazionale è stata oggetto di proroga, ma senza finanziamento. Segnala infine che non sono state rifinanziate 7 edizioni nazionali. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA Il PRESIDENTE avverte che, come convenuto poc'anzi, la Commissione è convocata per un'ulteriore seduta domani, mercoledì 3 febbraio, alle ore 12, con il medesimo ordine del giorno. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 17,10. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 226 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime parere favorevole, con le seguenti raccomandazioni: a. che l'articolo 3, comma 1, sia modificato escludendo dall'ambito di applicazione il settore dilettantistico: innovando rispetto a quanto previsto dall'articolo 1, comma 317, della legge n. 205 del 2017, che fa riferimento solo alle discipline sportive riconosciute dal CONI e solo ai contratti di prestazione sportiva professionistica, tale disposizione presenta infatti possibili profili di incoerenza rispetto ai principi di delega che prevedono interventi di riordino, dai quali secondo la giurisprudenza costituzionale sono esclusi interventi innovativi; b. che sia modificato l'articolo 11 in coerenza con la legge delega che demanda al decreto legislativo la definizione di un quadro sanzionatorio proporzionato ed efficace, anche con riferimento agli effetti dei contratti stipulati dagli assistiti, sopprimendo la disposizione che demanda invece al regolamento previsto dall'articolo 12, comma 1, la definizione della disciplina sanzionatoria sportiva per le violazioni, da parte dell'agente sportivo, di quanto disposto dal decreto legislativo, nonché delle altre fattispecie normative indicate dall'articolo 7, e provvedendo a dettare tale disciplina; e con le seguenti osservazioni: 1. si invita a valutare l'opportunità di inserire, nell'articolo 1, un esplicito richiamo alle competenze legislative, di cui all'articolo 117 della Costituzione, in base alle quali la disciplina di cui al decreto è adottata, nonché a prevedere la clausola di salvaguardia delle competenze delle autonomie speciali; 2. si segnala l'opportunità di modificare l'articolo 2, che reca alcune definizioni - quelle relative a "Scuola dello sport" e a "Sport e Salute S.p.A" - non utilizzate nell'articolato, mentre non ne contiene altre - come quella di "agente stabilito" - che sono invece utilizzate, rendendolo coerente con gli articoli successivi, verificandone la completezza e provvedendo quindi a inserire la definizione di "agente stabilito", da un lato, ed espungendo le definizioni non utilizzate, dall'altro; 3. si segnala l'esigenza di coordinare l'articolo 2, comma 1, lett. a), e l'articolo 3, comma 1, che recano definizioni parzialmente differenti di "agente sportivo", invitando a valutare l'opportunità di dettare tale definizione in un'unica disposizione; 4. si invita a valutare l'opportunità di integrare la definizione degli Enti di Promozione Sportiva recata dall'articolo 2, comma 1, lett. g), con un riferimento, tra le loro finalità, alla tutela delle minoranze linguistiche; 5. in merito all'articolo 4, comma 6, il quale stabilisce che ai lavoratori sportivi e alle società o associazioni sportive è vietato avvalersi di soggetti non iscritti al Registro, si invita a valutare, dal punto di vista della formulazione del testo, l'opportunità di eliminare lo specifico riferimento al concerto con il Ministero (rectius: Ministro) degli affari esteri e della cooperazione internazionale, previsto comunque dall'articolo 12, comma 1; 6. in merito all'articolo 14, comma 2, che fa salva la validità dei titoli abilitativi all'esercizio della professione di agente sportivo rilasciati prima del 31 marzo 2015, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 1, comma 373, della legge n. 205 del 2017 i cui decreti attuativi via via intervenuti hanno introdotto varie novità e considerato che il medesimo articolo 14, comma 2, è fatta salva anche la validità dei "titoli abilitativi rilasciati ai sensi dell'articolo 1, comma 373, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e dei relativi provvedimenti attuativi", si valuti l'opportunità di indicare nel testo le fattispecie di titoli pregressi validi per l'esercizio della professione come, da ultimo, indicati nel Decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport 24 febbraio 2020; 7. quanto alle incompatibilità sancite dall'articolo 6, dal punto di vista della formulazione del testo, si segnala l'esigenza di riferirsi alle situazioni di incompatibilità di cui alle lettere d) ed e) e alle situazioni di incompatibilità di cui alle lettere f) e g) (e non alla situazione di incompatibilità di cui alle lettere d) ed) e alla situazione di incompatibilità di cui alle lettere f) e g)) e si segnala, inoltre, la presenza di un doppio riferimento al comma 1 quando ci si riferisce alle lettere d) ed e); 8. in merito alle situazioni di conflitto di interessi di cui al medesimo articolo 6, al fine di evitare incertezze in sede applicativa, si valuti l'opportunità di individuare con maggiore determinatezza la fattispecie degli "interessi diretti ed indiretti"; 9. in merito all'articolo 14, comma 1, il quale dispone che, nelle more della emanazione del regolamento, continua ad applicarsi la disciplina del DPCM 23 marzo 2018, si invita a valutare l'opportunità di tale richiamo normativo, considerato che tale DPCM è stato, sostanzialmente, sostituito dal Decreto del Ministro per le politiche giovanili e lo sport 24 febbraio 2020, che ne ha ridisciplinato i contenuti; 10. in merito al medesimo articolo 14, che fa salva "la validità dei titoli abilitativi all'esercizio della professione di agente sportivo rilasciati prima del 31 marzo 2015, nonché quella dei titoli abilitativi, rilasciati ai sensi dell'articolo 1, comma 373, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e dei relativi provvedimenti attuativi", tenuto conto che per questa seconda categoria, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2018 è stato specificato che per l'iscrizione è richiesto il superamento di una prova generale presso il Coni e di una prova speciale presso la Federazione di competenza ed è stata confermata la validità delle iscrizioni intervenute tra il 31 marzo 2015 - ossia dalla data in cui è stata soppressa la previsione che richiedeva il superamento di una prova per l'accesso alla professione - e il 31 dicembre 2017, si invita a precisare che l'esenzione dall'obbligo della prova abilitativa trova applicazione anche per gli agenti che si sono iscritti al Registro FIGC, senza sostenere alcuna prova abilitativa, nel richiamato periodo intercorrente tra il 31 marzo 2015 e il 31 dicembre 2017; 11. quanto all'articolo 15, che prevede l'abrogazione dell'articolo 1, comma 373, della legge n. 205 del 2017 a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo che, a norma dell'articolo 16 è il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, si invita a valutare l'opportunità di posticipare il termine di abrogazione dell'articolo 1, comma 373, presupposto legislativo della disciplina attuativa vigente, che continua ad applicarsi fino all'intervento del regolamento previsto dall'articolo 12, comma 1, dello schema di decreto legislativo. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 228 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che l'articolo 1 della legge 8 agosto 2019, n. 86, delegava il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e della disciplina di settore, compresa quella di cui al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242; preso atto che il termine entro il quale esercitare la delega di cui al citato articolo 1 della legge n. 86 è scaduto il 30 novembre u.s. e la delega su tale materia non è stata esercitata; considerato che quindi resta quale unica disciplina "ordinamentale" applicabile e in vigore nei confronti del CONI quella di cui al decreto legislativo n. 242 del 1999 e successive modifiche e integrazioni e in particolare quanto stabilito dal suo articolo 5, comma 2, lett. c) , a norma del quale il Consiglio Nazionale del CONI delibera in ordine ai provvedimenti di riconoscimento, ai fini sportivi, delle federazioni sportive nazionali, delle società ed associazioni sportive, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni benemerite e di altre discipline sportive associate al CONI e alle federazioni, sulla base dei requisiti fissati dallo statuto, tenendo conto a tal fine anche della rappresentanza e del carattere olimpico dello sport, dell'eventuale riconoscimento del CIO e della tradizione sportiva della disciplina; considerato che, non avendo il Governo esercitato la delega "ordinamentale", di cui all'articolo 1 della legge n. 86 del 2019, entro il termine prescritto, non può disciplinare, in via indiretta e surrettizia e in attuazione della delega conferitagli dall'articolo 8 della legge delega richiamata, aspetti che finiscono con il modificare l'assetto dell'ordinamento sportivo; esprime parere favorevole, con le seguenti condizioni: che l'articolo 4, comma 1, sia modificato mantenendo al Coni la titolarità e la gestione del Registro Nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche; la permanenza in capo al Coni di tale competenza consegue a una valutazione ordinamentale, poiché il riconoscimento ai fini sportivi di un sodalizio sportivo, infatti, si perfeziona con l'iscrizione nel Registro: l'ingresso nell'interno dell'ordinamento sportivo così sancito, vale a dire il conferimento della "cittadinanza sportiva", può e deve essere disposto solo dal CONI in quanto organo apicale dell'ordinamento settoriale sportivo; il riconoscimento delle singole associazioni e società sportive viene inoltre concesso in base alla conformità dei loro statuti ai principi e alle norme dell'ordinamento sportivo; che sia soppresso l'articolo 17 dello schema di decreto legislativo in esame che dispone l'abrogazione dell'articolo 7 del decreto-legge n. 136 del 2004, mantenendo così il CONI come unico organismo certificatore a livello nazionale dell'effettivo svolgimento dell'attività sportiva; che conseguentemente, tutte le disposizioni dello schema in esame siano adeguate alla modifica di cui all'articolo 4, comma 1; e con le seguenti osservazioni: 1. in merito all'articolo 1, che specifica i contenuti dello schema di decreto, si valuti l'esigenza di integrarlo richiamando anche la tutela dei minori, in conformità all'articolo 8, comma 2, lettera e ), della legge n. 86 del 2019; 2. all'articolo 2, comma 1, recante le definizioni, si invita a integrare quelle di Disciplina sportiva associata, di Enti di promozione sportiva e di Federazione sportiva nazionale, alla luce di quanto previsto alla successiva lettera l) del medesimo comma 1 e all'articolo 5, specificando che tali soggetti sono riconosciuti dal CONI, nonché di integrare l'articolo con la definizione di "società sportiva professionistica", menzionata all'articolo16; 3. al medesimo articolo 2, comma 1, lettera g) , si segnala l'opportunità di integrare la definizione degli Enti di Promozione Sportiva recata dall'articolo 2, comma 1, lett. g) , con un riferimento, tra le loro finalità, alla tutela delle minoranze linguistiche; 4. al medesimo articolo 2, comma 1, lettera l) , si segnala l'opportunità di specificare che i contributi pubblici di cui si tratta sono quelli in materia di sport e diincludere tra i soggetti che devono essere iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche ivi previsto anche le società e le associazioni riconosciute dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), alla luce di quanto previsto all'articolo 5, comma 3; 5. in merito all'articolo 3, che esplicita le competenze legislative, di cui all'articolo 117 della Costituzione, in base alle quali la disciplina di cui al decreto è adottata, si invita a valutare l'opportunità di espungere il richiamo alla determinazione dei livelli essenziali di cui al medesimo articolo 117, primo comma, lettera m) , e di inserire quello alle competenze legislative statali esclusive di cui al medesimo articolo 117, primo comma, lettera g ), in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; 6. all'articolo 6, comma 4, lettera c) , si valuti la correttezza del riferimento normativo citato, che parrebbe più propriamente essere riferito all'articolo 1, comma 6, del D.P.R. n. 361 del 2000; si segnala altresì che non viene esplicitato entro quanti giorni i richiedenti debbano presentare la documentazione integrativa ovvero se si applichino i termini di cui al D.P.R. n. 361 del 2000; 7. al medesimo articolo 6, nel comma 6, sul piano della formulazione, si valuti l'opportunità di chiarire la locuzione "in esso previsti"; 8. ancora con riferimento all'articolo 6, si segnala l'opportunità di integrarlo con il riferimento a eventuali modifiche all'atto costitutivo, che sono invece citate dall'articolo 14, comma 3; 9. al fine della tutela delle minoranze linguistiche, si invita a considerare l'opportunità di prevedere, nell'articolo 11, l'istituzione di un'apposita sezione del Registro alla quale possono accedere le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche di cui all'articolo 5 con sede nella provincia di Bolzano; 10. all'articolo 13, sul piano redazionale, si valuti l'opportunità di riferirsi non all' "ente" ma alle "associazioni e società sportive dilettantistiche"; 11. all'articolo 14, che consente alle associazioni dilettantistiche - si intende quelle prive di personalità giuridica - di acquistare la personalità giuridica mediante l'iscrizione nel Registro, si invita a precisare, nel comma 2, il momento di decorrenza dei 20 giorni entro cui il notaio che ha ricevuto l'atto costitutivo di una associazione deve depositarlo, con i relativi allegati, precisando cioè se esso sia riferito o meno alla ricezione dell'atto costitutivo e precisando altresì che tale deposito deve essere operato presso gli uffici competenti; 12. al medesimo articolo 14, comma 1, si segnala l'opportunità di fare salvo quanto previsto dall'articolo 17 della legge 11 marzo 1972, n. 118, a norma del quale spetta alle province autonome di Trento e di Bolzano, per le materie di loro competenza, il potere di riconoscere le persone giuridiche private, operanti nell'ambito provinciale e dal successivo articolo 18, a norma del quale i presidenti delle giunte provinciali di Trento e di Bolzano sono delegati a provvedere al riconoscimento giuridico degli enti in questione, che esercitano la loro attività in settori non compresi nelle materie di competenza delle province medesime; nell'esercizio del predetto potere i presidenti delle giunte provinciali si attengono alle direttive generali che possono essere emanate dal Governo; 13. in merito al procedimento di riconoscimento, si segnala che in base all'articolo 14, comma 2, il notaio verifica preliminarmente la sussistenza delle condizioni previste dalla legge per la costituzione dell'ente, rectius dell'associazione, e in particolare dalle disposizioni del decreto con riferimento alla natura dilettantistica; ricorrendone i presupposti, l'ente è iscritto nel Registro stesso ai sensi dell'articolo 6; poiché dal combinato disposto degli articoli 7 e 14 potrebbe non risultare chiaro se l'istanza di riconoscimento di cui all'articolo 7 sia quella disciplinata in base all'articolo 14, comma 2, che prevede la mediazione di un notaio per "l'iscrizione" dell'ente, oppure se - nell'ottica della semplificazione - vi sia un unico processo di iscrizione al Registro dal quale discende anche l'acquisto di personalità giuridica, si segnala l'opportunità di un chiarimento al riguardo; 14. al medesimo articolo 14, comma 3, si precisa che le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto devono risultare da atto pubblico e diventano efficaci con l'iscrizione nel Registro, regolata ai sensi del comma 3, dell'articolo 6; al riguardo, nel ricordare che l'articolo 6, comma 3, dello schema in esame stabilisce che, entro 30 giorni dalla relativa approvazione o modifica, devono essere depositate, tra l'altro, le modifiche statutarie e gli statuti modificati - senza accennare in quella sede alle modifiche dell'atto costitutivo - si valuti se indicare che tali modifiche diventano efficaci dall'avvenuto deposito presso il Registro; 15. con riferimento all'articolo 16, che costituisce il contenuto del Titolo III, si valuti l'opportunità di modificare le rubriche sia del Titolo sia dell'articolo, considerato che le misure introdotte non riguardano soltanto la violenza di genere ma interessano anche la tutela dei minori e il contrasto di ogni forma di discriminazione. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 229 La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, esprime parere favorevole con la seguente raccomandazione: che l'articolo 12, comma 3, che impone l'obbligo per i gestori di dotare gli impianti di defibrillatori semiautomatici, sia modificato in coerenza allo specifico principio di delega di cui all'articolo 9, comma 1, lett. b), n. 2, della legge n. 86 del 2019, che prevede altresì l'obbligo, per i medesimi gestori, di assicurare la presenza di personale formato per il relativo utilizzo; e con le seguenti osservazioni: 1. all'articolo 1, che individua l'oggetto dello schema di decreto legislativo, si valuti, sul piano della formulazione, la correttezza della locuzione "nella pratica nelle discipline sportive invernali", alla luce del dettato della legge delega che fa riferimento alla "sicurezza nelle discipline sportive invernali"; 2. nel ricordare che l'articolo 9, comma 1, lett. a), della legge n. 86 del 2019 conferisce la delega al Governo anche per la revisione della disciplina applicabile agli impianti e dei relativi provvedimenti di autorizzazione e concessione, si invita a valutare l'opportunità di integrare l'articolo 1 con il richiamo anche alla revisione della disciplina applicabile agli impianti, oggetto degli articoli da 4 a 14 dello schema di decreto; 3. all'articolo 1 si invita a valutare l'opportunità di inserire un espresso richiamo al principio di auto-responsabilizzazione dello sciatore; 4. in merito all'articolo 2, che reca le definizioni ai fini del decreto, oltre a segnalare - sul piano redazionale - che l'articolo è privo di alinea, si invita a valutare l'opportunità di inserire, tra le definizioni: quella di "gestore degli impianti", tanto più che nel Capo II si utilizzando espressioni differenti ("gestore delle aree attrezzate", "gestore degli impianti", "gestore dell'impianto di risalita"); quella di snowpark, prevista dagli articoli 4, comma 5, e 8, comma 1; nonché, con riferimento alla definizione di Federazione sportiva nazionale (FSN), a valutare se specificare che la FSN è riconosciuta dal CONI; 5. si segnala l'opportunità di integrare l'articolo 2 con la definizione della figura del "Maestro di sci" e quella del Comitato Italiano Paralimpico, nonché con l'indicazione della disciplina dello "sci alpinismo"; 6. in merito all'articolo 4, comma 1, che riprende la definizione delle aree sciabili attrezzate di cui all'articolo 2, lett. a) dello schema, cui aggiunge l'esemplificazione degli sport sulla neve, si segnala che non viene esplicitamente citato il solo telemark, tra quelli indicati nell'articolo 2 recante le definizioni; 7. all'articolo 4, comma 3, si segnala l'opportunità di prevedere che l'individuazione delle aree da riservare alla pratica di evoluzioni acrobatiche sia operata in accordo con i gestori delle aree sciabili; 8. in merito al medesimo articolo 5, si valuti l'esigenza di segnalare nella cartellonistica e nello skirama le piste sconsigliate o interdette ai fruitori con disabilità; 9. all'articolo 6, comma 1, si segnala l'esigenza di integrare la lettera a) prevedendo, tra i requisiti tecnici che le piste devono prevedere, il riferimento al pericolo di valanghe; 10. al medesimo articolo 6, comma 1, in merito alla lettera b) si segnala l'opportunità di fissare a 15 metri la larghezza minima della pista, almeno per le piste già esistenti, anche alla luce di normative regionali che stabilivano limiti inferiori, mentre in merito alla lettera d), si segnala l'opportunità di mantenere la possibilità di stabilire per le piste di raccordo o trasferimento una larghezza minima proporzionata alla pendenza non inferiore a 3,50 metri; 11. si invita a valutare l'opportunità di un coordinare le disposizioni che individuano i compiti del direttore delle piste recati dall'articolo 7 e quelle recate da altri articoli, tra cui gli articoli 10 e 12 relativi, rispettivamente, alla manutenzione delle piste e al soccorso; 12. quanto alla disciplina delle piste di allenamento, si invita a valutare l'opportunità di chiarire se le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 8 riguardino - oltre alle piste riservate agli allenamenti di sci alpino e di snowboard - quelle riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard (snowpark), le quali sono anch'esse menzionate nel comma 1 del medesimo articolo 8, nonché in ogni caso di operare un coordinamento tra i commi richiamati e il precedente articolo 4, comma 5; 13. si valuti l'opportunità di un coordinamento tra la disciplina sanzionatoria per il mancato uso del casco da parte dei minorenni, di cui all'articolo 15, e quella per il mancato uso del casco da parte degli sportivi (minorenni e non) che svolgono un allenamento, obbligo sancito dall'articolo 8, la cui violazione è sanzionata a norma dell'articolo articolo 31, comma 2, lett. b); 14. si invita a riformulare l'articolo 8, comma 1, indicando limiti dimensionali minimi per l'individuazione delle aree sciabili presso le quali prevedere l'utilizzo riservato di tratti di pista per gli allenamenti degli atleti e per la pratica di evoluzioni acrobatiche e prevendo tale individuazione come facoltà, e non come obbligo, in capo ai gestori degli impianti; 15. sempre in merito alle piste di allenamento di cui all'articolo 8, si invita a considerare l'opportunità di specificare che tali piste devono essere omologate per una tutela assicurativa da parte di tutti, che gli obblighi di messa in sicurezza delle piste di allenamento restano in capo al gestore degli impianti, cui compete verificare le condizioni di sicurezza delle stesse prima della riapertura al pubblico; si segnala peraltro che il terzo periodo del comma 2 il riferimento all'"incaricato della gestione sportiva", che non trova riscontri nel testo, sia sostituito con quello al "direttore della pista" di cui al precedente articolo 7; nel comma 4, infine, occorre specificare che le corsie preferenziali sono destinate ad atleti e allenatori delle Squadre Nazionali; 16. in merito all'articolo 9, comma 1 e all'articolo 10, comma 2, si segnala l'esigenza di utilizzare le dizioni, consolidate nelle normative vigenti, di "ostacolo atipico" e "pericolo atipico" anziché quelle di "ostacolo" e di "pericoli oggettivi" troppo generiche e di precisare quella di "cattive condizioni del fondo"; 17. si invita a valutare l'opportunità di un coordinamento tra quanto previsto all'articolo 10, che pone in capo ai gestori delle aree il compito di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria, secondo le disposizioni regionali applicabili, assicurando che le piste rispettino i requisiti di sicurezza e siano dotate della segnaletica prescritta, e quanto disposto dall'articolo 7, che affida al direttore delle piste (le cui funzioni possono essere svolte anche dal gestore dell'impianto) il compito di indicare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di sovraintendere alla relativa realizzazione; 18. all'articolo 11, sul piano della formulazione, si segnala che, in virtù del nuovo statuto entrato in vigore ad agosto 2020, la denominazione corretta dell'Ente nazionale italiano di unificazione è "Ente italiano di normazione"; 19. si valuti inoltre l'opportunità di un coordinamento tra quanto previsto all'articolo 12, comma 1, a norma del quale si richiede che i gestori assicurino il primo soccorso degli infortunati lungo le piste e il trasferimento degli stessi in luoghi accessibili, ai fini del successivo trasporto presso i più vicini centri sanitari o di pronto soccorso, e quanto stabilito dall'articolo 7, che affida al direttore delle piste (le cui funzioni possono essere svolte anche dal gestore dell'impianto) il coordinamento e la direzione degli operatori addetti al servizio di soccorso; 20. si invita a considerare le serie difficoltà nel controllare il "limite massimo di affollamento" di cui all'articolo 12, comma 1, su uno specifico tracciato, anche in considerazione della interconnessione tra comprensori sciistici; 21. sempre nel comma 1 dell'articolo 12 si segnala l'opportunità di inserire il riferimento, oltre ai "dati raccolti dalle Regioni", anche a quelli raccolti "dalle Province Autonome, dalle Forze di Polizia e dall'Esercito" 22. al medesimo articolo 12, comma 3, si segnala l'opportunità di sostituire la dizione "punti di raccordo tra le piste", considerato troppo vago con il riferimento ai punti precedentemente concordati tra il gestore dell'area sciabile e gli operatori incaricati del servizio di soccorso; 23. ancora all'articolo 12, comma 5, si segnala l'opportunità di sostituire il riferimento ai "passeggeri" con quello ai soggetti interessati dall'incidente e, sotto il profilo redazionale, di specificare - in conformità a quanto esplicitato in altri articoli - che i gestori di cui al comma 1 sono i gestori delle aree individuate ai sensi dell'articolo 4, nonché di far menzione, nella seconda parte del comma 5, della fattispecie di blocco degli "impianti funicolari aerei in servizio pubblico" e di inserire nella rubrica un riferimento agli adempimenti in materia di sicurezza diversi dall'obbligo di soccorso; 24. sempre all'articolo 12, si segnala l'opportunità di chiarire se la sanzione prevista dal comma 6 per la violazione delle disposizioni di cui al primo periodo del comma 1 del medesimo articolo 12 riguardi solo l'obbligo prima richiamato ad assicurare il primo soccorso o anche quello - sancito nel medesimo periodo del comma 1 - a fornire annualmente all'ente regionale competente in materia l'elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste da sci, indicando, ove possibile, la dinamica degli incidenti; 25. si osserva che le disposizioni recate dal Capo II utilizzano le due espressioni "gestore delle aree sciabili attrezzate", presente nell'articolo 13, e "gestore degli impianti": al riguardo, si valuti l'opportunità di unificare le due espressioni oppure di chiarire, in alternativa, le differenze, ove sussistenti, tra le due figure; 26. in merito al contratto di assicurazione previsto dall'articolo 13, si valuti l'opportunità di inserire un massimale minimo a sinistro, parametrato sul numero di persone coinvolte; 27. all'articolo 14 si invita a valutare l'opportunità di prevedere la promozione della giornata della montagna, da tenere il giorno 11 dicembre di ogni anno; 28. sul piano redazionale, si invita a valutare l'opportunità di intitolare il Capo III "Norme di comportamento degli utenti delle aree sciabili attrezzate", in coerenza con le disposizioni dello schema di decreto; 29. all'articolo 15, si valuti di specificare che i caschi protettivi ivi previsti siano omologati CEE e di precisare che slitte e slittini devono circolare su piste dedicate, non sulle piste da sci; 30. in merito all'articolo 15, che estende l'obbligo del casco protettivo - attualmente previsto per i minori di quattordici anni - ai praticanti degli sport indicati (sci alpino, snowboard, telemark, slitta e slittino) minori di diciotto anni, tenuto conto che il comma 3 demanda la definizione delle caratteristiche del casco, nonché delle modalità di omologazione, degli accertamenti della conformità della produzione e dei controlli opportuni, a un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il competente organo del CONI, da emanare entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento in esame, si invita a valutare l'opportunità di chiarire in quali termini e per quale ambito di applicazione, siano efficaci le disposizioni del D.M. 2 marzo 2006, (recante "Caratteristiche tecniche dei caschi protettivi prescritti per i soggetti di età inferiore ai 14 anni nell'esercizio della pratica dello sci alpino e dello snowboard") nelle more dell'emanazione del nuovo decreto ministeriale; 31. all'articolo 20, comma 3, si segnala l'opportunità di inserire dopo la parola "devono", l'avverbio "possibilmente", considerato che lo sciatore infortunato potrebbe non essere in grado di portarsi a bordo pista; 32. all'articolo 22, nel comma 1 si segnala l'esigenza - per uniformità del testo - di sostituire la parola "ciaspole" con il riferimento a "racchette da neve", e al comma 2, si segnala l'opportunità di prevedere che, in caso di discesa della pista senza sci, sia obbligatorio transitare oltre il bordo, per evitare di generare pericolo per gli sciatori, soprattutto in caso di affollamento o scarsa visibilità; 33. al medesimo articolo 22, nel comma 2, si segnala l'opportunità di precisare che chi discende la pista senza sci deve tenersi oltre i bordi delle piste; 34. al successivo articolo 23, comma 2, si segnala l'opportunità che le segnalazioni acustiche e luminose di eventuali mezzi meccanici che possono accedere alle piste per casi di necessità ed urgenza, siano solo quelle installate a bordo dei mezzi stessi; 35. in merito all'articolo 24, comma 2, si segnala l'esigenza di correggere la dizione utilizzate per indicare i sistemi elettronici di ricerca e segnalazione facendo riferimento all'acronimo ARTVA (Apparecchio di Ricerca Travolti da Valanga) e quella di escludere l'obbligo di tali sistemi nei casi di semplici "attività escursionistiche in ambienti innevati", mantenendolo invece per lo "sci-alpinismo" e lo "sci fuori pista"; 36. all'articolo 27 si segnala l'esigenza di inserire nel titolo il riferimento al servizio di soccorso, oltre che a quello di controllo, e si invita a considerare l'opportunità di indicare tra i soggetti competenti al soccorso anche le Truppe alpine-Esercito, nonché di inserire un comma aggiuntivo che consenta ai gestori, per l'esercizio delle funzioni di vigilanza e soccorso, la stipula di convenzioni con i soggetti di cui al comma 1 e con l'Esercito, ovvero, in caso di impossibilità, anche con i soggetti diversi; 37. sul piano redazionale, si valuti l'opportunità di correggere l'articolo 28 richiamando i gestori delle "aree sciabili attrezzate"; 38. all'articolo 30 si invita a valutare l'opportunità di prevedere un coinvolgimento della Federazione Italiana Sport Invernali per la definizione dei parametri di valutazione della qualità dei comprensori sciistici; 39. in merito all'articolo 31, che disciplina il regime sanzionatorio per le violazioni delle disposizioni dello schema di decreto in esame, oltre a invitare a valutare l'opportunità di definire l'apparato sanzionatorio in un unico articolo, si segnala l'esigenza di modificare il comma 3, il quale, nel prevedere che le sanzioni sono irrogate dai soggetti competenti per il controllo e vigilanza (di cui al precedente articolo 27), richiama solo le sanzioni di cui al comma 2 dello stesso articolo e non anche le sanzioni comminate da altri articoli dello schema; 40. si segnala l'esigenza di integrare l'articolo 32, comma 1, con la categoria degli sciatori ipovedenti e non vedenti, cosiddetti "visually impared"; 41. in merito all'articolo 33, comma 1, si invita a non configurare un obbligo di assistenza con accompagnatore connessa a una condizione di cui non siano chiaramente stabilite le caratteristiche, evitando incertezze applicative con possibili ripercussioni in termini di tutela assicurativa; 42. con riferimento agli sciatori con disabilità che hanno necessità di un accompagnatore ("trasportati"), la cui funzione, ai sensi dell'articolo 33, comma 2, può essere svolta, tra gli altri, da personale formato da associazioni sportive, operanti nell'ambito della disabilità ed iscritte nell'apposita sezione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, si valuti l'opportunità di chiarire se il riferimento concerna anche le società - non aventi forma di associazione - iscritte nella suddetta sezione del Registro; 43. all'articolo 34, che impone ai disabili e ai loro accompagnatori l'obbligo di indossare pettorine, considerato l'uso ormai generalizzato di pettorine per gli allievi di scuole sci, si segnala l'opportunità di specificare che il colore arancione delle pettorine è riservato ai disabili e ai loro accompagnatori; 44. in merito all'articolo 36, che richiede che le persone con disabilità utilizzino, ai sensi dell'articolo 15 - relativo ai minorenni - un casco protettivo omologato nella pratica dello sci alpino, dello snowboard, del telemark, della slitta e dello slittino, si valuti l'opportunità di richiamare anche l' articolo 8, comma 2, che pone l'obbligo di utilizzo del casco protettivo omologato nelle piste di allenamento relative allo sci alpino e allo snowboard per tutti i soggetti a prescindere dall'età, nonché di chiarire i profili sanzionatori per il mancato utilizzo del casco protettivo omologato da parte delle persone con disabilità; 45. in merito al medesimo articolo 36, laddove si prevede che, in caso di incompatibilità all'utilizzo del casco dovuta al tipo di disabilità, il medico sportivo possa rilasciare un certificato attestante la relativa esenzione, si valuti l'opportunità di chiarire se tale esenzione riguardi anche la possibilità di praticare sci alpino e snowboard, considerato che la disciplina di delega prevede un obbligo generale di utilizzo del casco per le suddette due pratiche; 46. riguardo all'articolo 37, che estende anche ai soggetti che praticano snowboard, telemark e altre tecniche di discesa le disposizioni dello schema di decreto inerenti gli sciatori, si invita a valutare l'opportunità di menzionare espressamente anche la pratica della slitta - definita come "discesa su pista attrezzata" - e dello slittino, di cui all'articolo 2; 47. con riferimento all'articolo 38, che disciplina la modalità con cui regioni e province autonome sono tenute ad adeguare le rispettive normative allo schema di decreto in esame, prevedendo che le Regioni, entro sei mesi dalla (data di) entrata in vigore del decreto in commento, adeguino i propri ordinamenti alle disposizioni recate nel medesimo nonché a quelle che costituiscono principi fondamentali in tema di sicurezza individuale e collettiva nella pratica dello sci e degli altri sport della neve, in assenza di un riferimento alle province autonome, si segnala l'esigenza di un chiarimento circa l'estensione dell'obbligo di adeguamento alle disposizioni del presente decreto alle Autonomie speciali, inserendo il riferimento alle province autonome ovvero inserendo il termine "ordinarie" dopo la parola "regioni"; 48. sempre in merito all'articolo 38, si invita a valutare l'opportunità di mantenere il richiamo ai principi fondamentali in tema di sicurezza individuale e collettiva nella pratica dello sci e degli altri sport della neve, diversi da quelli contenuti nel provvedimento in esame, a cui le Autonomie territoriali dovrebbero conformare la propria normativa interna, atteso che siffatto obbligo incombe comunque sul legislatore delle Regioni e delle Province autonome nell'esercizio di competenze concorrenti, come nel caso dell'ordinamento sportivo, del governo del territorio e della tutela della salute, che non può prescindere dai principi ricavabili dalle norme legislative statali di riferimento; 49. si esprime infine l'auspicio che gli impianti siano dotati di strutture volte a garantire una reale accessibilità da parte dei disabili, quali casse degli impianti accessibili ai disabili, preferibilmente con corsie dedicate; posteggi riservati ai disabili situati in prossimità degli "imbarchi" in seggiovie e cabinovie o comunque con essi collegati tramite ascensori, scale mobili o servizi navetta; chiare e preventive indicazioni degli eventuali impianti inaccessibili allo sciatore disabile; strutture ricettive (rifugi, bar, servizi igienici) sulle piste prive di barriere architettoniche e con dotazione di almeno una sedia con ruote e così via; 50. si segnala infine l'opportunità di accogliere i rilievi formulati nell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata lo scorso 25 gennaio in quanto compatibili con la raccomandazione e le osservazioni che precedono.