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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 154 BAGNAI La seduta inizia alle ore 10,45. IN SEDE REDIGENTE AS 788 Disposizioni volte ad agevolare le prospettive di recupero dei crediti in sofferenza e a favorire e accelerare il ritorno in bonis del debitore ceduto DDL 788 Disposizioni volte ad agevolare le prospettive di recupero dei crediti in sofferenza e a favorire e accelerare il ritorno in bonis del debitore ceduto (Discussione e rinvio) Il presidente BAGNAI comunica che sono assegnati alla Commissione i disegni di legge n. 79 e n. 1287 a prima firma, rispettivamente, della senatrice De Petris e del senatore Lannutti, che vertono sulla stessa materia del disegno di legge n. 788. Ricorda inoltre che il senatore Fenu aveva sollecitato l'esame proprio del disegno di legge n. 1287, precedentemente assegnato alla 2 a Commissione e poi riassegnato alla Commissione in data 13 gennaio. Propone pertanto alla Commissione di avviare l'esame con la relazione del senatore Buccarella in merito al disegno di legge n. 788, a prima firma del senatore Urso, rinviando poi la decisione circa l'abbinamento delle tre proposte di legge ad altra seduta. La Commissione conviene. Il relatore BUCCARELLA ( Misto ) introduce il provvedimento, soffermandosi soprattutto sull'articolo 1, che definisce le finalità dell'intervento e il suo ambito di applicazione. In particolare, l'obiettivo è quello di agevolare le prospettive di recupero dei crediti in sofferenza e di favorire e accelerare il ritorno in bonis del debitore la cui posizione sia stata oggetto di cessione, col duplice effetto di contribuire allo sviluppo e alla competitività del sistema economico e di favorire la ripresa dell'accesso al credito per le famiglie, i liberi professionisti e le piccole e medie imprese, nel rispetto della normativa europea in materia. Rientrano nell'ambito di applicazione del disegno di legge in esame i crediti qualificati come deteriorati in base alle disposizioni dell'autorità competente e ceduti a terzi (società cessionarie) da banche e intermediari finanziari iscritti nell'albo di cui all'articolo 106 del decreto legislativo n. 385 del 1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia - TUB). Tale ambito di applicazione viene limitato dalla definizione di tre condizioni applicabili a tali cessioni. Nello specifico, il credito ceduto deve essere stato classificato come deteriorato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2018; il titolare della posizione debitoria ceduta (debitore) deve essere una persona fisica o una piccola e media impresa (PMI); la posizione debitoria deve essere stata ceduta nell'ambito di una cessione di portafoglio o di operazioni di cartolarizzazione entro il 31 dicembre 2019. Il relatore passa quindi ad illustrare l'articolo 2, che stabilisce, per le cessioni di crediti che rispondono a tali requisiti, un diritto di opzione del debitore ceduto, per effetto del quale quest'ultimo può estinguere una o più delle proprie posizioni debitorie, per un valore comunque non superiore a 25 milioni di euro, in essere presso una singola società cessionaria, mediante pagamento, a saldo di quanto dovuto, di un importo di esercizio pari al prezzo di acquisto della posizione da parte di detta società cessionaria, aumentato del 20 per cento. Inoltre, definisce, ai fini dell'esercizio del diritto di opzione, il valore delle posizioni debitorie e il prezzo di acquisto della posizione. In particolare: il valore delle posizioni debitorie è determinato dall'ammontare complessivo lordo e nominale della singola posizione, quale risultante dalle scritture contabili della società cessionaria all'atto dell'acquisto del credito, ovvero dall'ultimo saldo comunicato al debitore dalla società cessionaria; il prezzo di acquisto della posizione è determinato dal rapporto percentuale tra valore nominale lordo del credito e prezzo effettivamente pagato per il portafoglio dei crediti in cui rientra la posizione debitoria di cui si chiede l'estinzione. Il successivo articolo 3 dispone gli obblighi informativi a carico del soggetto cedente e cessionario, finalizzati a consentire l'esercizio del diritto di opzione, nonché la procedura mediante la quale tale diritto può essere esercitato. Il cedente e il cessionario sono tenuti a comunicare tempestivamente per iscritto al debitore l'avvenuta cessione della sua posizione debitoria, comunque non oltre dieci giorni dalla stessa. La comunicazione deve contenere l'indicazione del prezzo di acquisto e, in allegato, idonea documentazione atta a comprovare la completezza e la veridicità della stessa. In mancanza di tale comunicazione il soggetto cedente e la società cessionaria non possono, a pena di nullità, avviare azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore. Il debitore può esercitare l'opzione comunicando tale volontà per iscritto alla società cessionaria, o ai suoi successivi aventi causa, entro trenta giorni dalla data della comunicazione di avvenuta cessione. La comunicazione con cui viene manifestata la volontà di esercizio dell'opzione deve contenere l'impegno irrevocabile ad effettuare il pagamento dell'importo di esercizio, entro il termine massimo di novanta giorni, salvo diverso accordo tra le parti, nonché l'indicazione dell'indirizzo cui inviare le successive comunicazioni. Infine, l'articolo 4 detta norme transitorie volte ad adeguare la procedura appena descritta con riferimento alle cessioni già avvenute alla data di entrata in vigore della legge, mentre l'articolo 5 dispone che l'avvenuto pagamento del debito a seguito dell'esercizio dell'opzione comporta l'automatica cancellazione della posizione debitoria in sofferenza dalla Centrale dei rischi della Banca d'Italia. In conclusione, il relatore si riserva di approfondire ulteriormente i contenuti dei disegni di legge nn. 79 e 1287, già ricordati dal Presidente, ai fini dell'eventuale abbinamento per il prosieguo dell'esame. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) chiede se, per una maggiore e più ampia conoscenza della materia, si intenda procedere con un breve ciclo di audizioni informali. Il relatore BUCCARELLA ( Misto ) si dichiara favorevole all'ipotesi prospettata dal senatore Marino. Si associa il PRESIDENTE , che ritiene tuttavia da valutare se attendere il completamento della prima fase istruttoria e poi individuare i soggetti da coinvolgere sulla materia dei crediti in sofferenza, anche in vista dei provvedimenti europei in fase di elaborazione. Ricorda quindi le problematiche relative agli investimenti in zone a rischio climatico, con la consapevolezza che al sistema creditizio italiano, nonostante gli sforzi passati, potrebbe essere chiesto un impegno ancora maggiore. Il seguito della discussione è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che, d'intesa con i presidenti delle Commissioni 5 a e 14 a , senatori Pesco e Licheri, è programmato per il 30 gennaio nel primo pomeriggio un incontro con il vice presidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis sui temi afferenti al suo portafoglio e che sono in corso intese con le Presidenze delle omologhe Commissioni della Camera per svolgere tale procedura in sede congiunta. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) chiede che tale incontro non si svolga prima delle ore 15 in quanto alle ore 14 è prevista l'audizione del ministro Gualtieri presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria. Si associano alla richiesta i senatori FENU ( M5S ) e DE BERTOLDI ( FdI ). Il PRESIDENTE assicura che, ove possibile, si terrà conto della esigenza manifestata. Infine, ricorda che nella giornata di domani, alle ore 13,30, sono state convocate le Commissioni 2ª e 6ª riunite per proseguire l'esame dei disegni di legge in tema di giustizia tributaria e iniziare l'esame dell'atto del Governo n. 143 sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell'Unione europea. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 11. Allegato