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Disposizioni in materia di credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno. Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge è finalizzato a prorogare fino al 2020 il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni del Mezzogiorno. L'intervento si rende necessario a seguito della mancata proroga nella legge di bilancio per il 2019 delle misure introdotte all'articolo 1, comma 98, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, la cui efficacia scadrà il 31 dicembre 2019. Secondo la disciplina vigente, l'agevolazione compete in relazione agli investimenti, realizzati fino al 31 dicembre 2019, per un importo massimo pari a 3 milioni di euro per le imprese di piccola dimensione, a 10 milioni di euro per quelle di media dimensione e a 15 milioni di euro per le grandi imprese. In precedenza tali tetti erano fissati a 1,5 milioni di euro per le piccole, 5 per le medie e 15 per le grandi imprese. La misura sta avendo un positivo impatto sull'economia meridionale. Risultano infatti già accolte istanze per oltre 2 miliardi di euro, attivati investimenti per 6,5 miliardi di euro e già compensati crediti per oltre 1,5 miliardi di euro. Anche per effetto del credito d'imposta, l'incremento degli investimenti nell'industria, registrato nel 2017, è stato maggiore nel Mezzogiorno (+7,7 per cento) rispetto al resto del Paese (+2,3 per cento) e, anche nel 2018, stando ai programmi dalle imprese industriali, il tasso di espansione degli investimenti dovrebbe essere più elevato nel Mezzogiorno (+14,9 per cento) che nel Centro-Nord (+7,3 per cento). Analogamente, il valore aggiunto dell'industria in senso stretto ha visto una accelerazione nel 2017 sensibilmente maggiore al Sud rispetto al resto del Paese (rispettivamente +4,1 per cento e +1,8 per cento). Ciò vale, in particolare, per la manifattura del Mezzogiorno (+5,8 per cento) rispetto al Centro-Nord (+1,6 per cento). Pertanto, alla luce dell'ampio utilizzo della misura, il disegno di legge propone di estendere l'agevolazione agli investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2020. Tale intervento non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica, considerato che pone a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione un onere di 300 milioni di euro e che vi sono spazi per una rimodulazione delle precedenti assegnazioni (già iscritte a bilancio) senza necessità di nuovi stanziamenti. Il restante onere, pari a 300 milioni di euro, è a valere sulle risorse dei fondi strutturali europei relative ai programmi operativi nazionali e regionali, utilizzabili in funzione della recente autorizzazione della Commissione europea a finanziare con fondi strutturali tutti i progetti cofinanziati relativi alle piccole e medie imprese.. 1 1 All'articolo 1, comma 98, primo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: « fino al 31 dicembre 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « fino al 31 dicembre 2020 ». 2 Agli oneri di cui al comma 1, pari a 600 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede per 300 milioni di euro mediante ricorso alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e per 300 milioni di euro alle risorse dei fondi strutturali europei relative ai programmi operativi nazionali e regionali. 3 Ai fini dell'attuazione dei commi 1 e 2, il CIPE è autorizzato a operare le necessarie azioni di rimodulazione delle assegnazioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Sono altresì adottate, con le rispettive procedure previste dalla normativa vigente, le occorrenti azioni di rimodulazione dei relativi programmi previa intesa, nel caso di utilizzo di risorse regionali, con le amministrazioni interessate.