Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 188 PARENTE La seduta inizia alle ore 8,15. IN SEDE REFERENTE d.l 150/2020 - d-l Calabria DDL 2045 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, recante misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario (Esame e rinvio) La relatrice CASTELLONE ( M5S ) riferisce sul provvedimento in titolo. Il capo I del decreto-legge in esame reca un complesso di misure transitorie relative al Servizio sanitario della Regione Calabria, mentre il capo II pone norme transitorie sul rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario. Riguardo alle misure di cui al capo I, la relazione illustrativa del disegno di legge di conversione del presente decreto-legge n. 150 osserva che, non essendo stati interamente attuati tutti gli interventi previsti dalle precedenti norme transitorie, appare necessario un nuovo complesso di misure temporanee, intese alla prosecuzione e all'integrazione del regime speciale inerente alla gestione commissariale del Servizio sanitario della regione Calabria. Le norme in esame di cui capo I - ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del presente decreto - si applicano fino all'11 novembre 2022 ovvero, come specificato dalla Camera, fino ad un termine anteriore a tale data, in caso di raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 1, comma 1. Questi ultimi sono gli obiettivi previsti nei programmi operativi di prosecuzione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione in esame. Ai sensi del suddetto articolo 1, comma 1, il Commissario ad acta nominato dal Governo attua tali obiettivi ed assicura l'attuazione delle misure contemplate dal capo I in oggetto. Il Commissario ad acta è coadiuvato, ai sensi del successivo comma 3, da uno o più subcommissari, il cui numero - come ha specificato la Camera - non può essere superiore a tre. Il comma 2 dello stesso articolo 1 concerne le dotazioni di personale, di uffici e di mezzi che la regione Calabria è tenuta a mettere a disposizione del Commissario ad acta , mentre il comma 4 prevede che il medesimo Commissario si avvalga del supporto tecnico ed operativo dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS). Si prevede che, a questo fine, l'AGENAS possa avvalersi di personale comandato nel limite di dodici unità e che, per profili professionali attinenti ai settori dell'analisi, valutazione, controllo e monitoraggio delle performance sanitarie, prioritariamente con riferimento alla trasparenza dei processi, possa stipulare contratti di lavoro flessibile nel limite di venticinque unità, con soggetti individuati tramite procedura selettiva. Gli oneri finanziari relativi a tali contratti sono coperti mediante utilizzo dell'avanzo di amministrazione della medesima AGENAS. Si prevede altresì che, ai fini del supporto in esame, i contratti di lavoro flessibile già stipulati dall'AGENAS in base alle precedenti norme transitorie summenzionate, possano essere prorogati fino al 31 dicembre 2020. Il successivo comma 4- bis - inserito dalla Camera - prevede che, al fine di garantire l'esigibilità dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nella Regione Calabria (anche in relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19), il Ministro della salute, al verificarsi delle condizioni di cui al successivo articolo 6, comma 2, sulla base del fabbisogno rilevato dalle aziende del Servizio sanitario regionale e sentito il Commissario ad acta , autorizzi quest'ultimo ad un piano straordinario per l'assunzione di personale medico, sanitario e socio-sanitario (anche per il settore dell'emergenza-urgenza) in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente relativi agli oneri per il personale del Servizio sanitario nazionale e nel rispetto del limite di spesa di 12 milioni di euro annui (a decorrere dal 2021), limite di cui al comma 4- ter (anch'esso inserito dalla Camera). Quest'ultimo comma prevede, ai fini della relativa copertura finanziaria, per il 2021, l'utilizzo di una quota pari al 20 per cento delle risorse finanziarie di cui al successivo articolo 6, comma 1 (le quali possono essere impiegate solo al verificarsi delle condizioni di cui al citato articolo 6, comma 2) e, per gli anni successivi, la riduzione dell'accantonamento relativo al Ministero della salute del fondo speciale di parte corrente. Per le assunzioni in oggetto il comma 4- bis prevede in via prioritaria il ricorso agli idonei delle graduatorie in vigore. L'articolo 2 prevede la nomina di Commissari straordinari per ogni ente - ovvero anche per più enti - del Servizio sanitario della regione Calabria. Alla nomina provvede il Commissario ad acta , previa intesa con la Regione, nonché con il rettore nei casi di aziende ospedaliero- universitarie (per i casi di mancanza d'intesa con la Regione, la nomina è effettuata secondo la procedura sostitutiva di cui al comma 1). Il comma 2 del presente articolo 2 disciplina alcuni profili della nomina e della posizione giuridica dei Commissari straordinari, prevedendo, tra l'altro, che essi siano scelti fra soggetti (anche in quiescenza) di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale. Il successivo comma 3 demanda ad un decreto ministeriale la determinazione di un compenso aggiuntivo per i medesimi Commissari straordinari, ad integrazione del compenso di base ad essi spettante (quest'ultimo è pari a quello previsto dalla normativa regionale per il direttore generale del relativo ente sanitario); il compenso aggiuntivo non può in ogni caso essere superiore a 50.000 euro (su base annua), al lordo degli oneri riflessi a carico del Ministero della salute. Una norma inserita dalla Camera subordina il riconoscimento del compenso aggiuntivo alla valutazione positiva in sede di verifica periodica dell'operato del Commissario straordinario da parte del Commissario ad acta - verifica periodica prevista dal successivo comma 6 e alla quale, in caso di valutazione negativa, consegue la revoca dell'incarico -. Il comma 4 del medesimo articolo 2 prevede che, entro 90 giorni dalla nomina (60 giorni nel testo originario, così modificato dalla Camera), i Commissari straordinari adottino l'atto aziendale - atto avente ad oggetto la disciplina dell'organizzazione e del funzionamento dell'azienda e che è successivamente approvato dal Commissario ad acta - ed approvino i bilanci aziendali relativi agli esercizi già conclusi. Il comma 5 definisce le procedure sostitutive per i casi di mancato rispetto del suddetto termine (mancato rispetto a cui conseguono, in ogni caso, ai sensi del comma 6, come modificato dalla Camera, la decadenza automatica dall'incarico e l'esclusione del riconoscimento del compenso aggiuntivo). Il comma 7 concerne le procedure di sostituzione (per le ipotesi di vacanza delle relative titolarità) dei direttori amministrativi e sanitari degli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria. Il comma 8 prevede informative periodiche, da parte di ciascuno dei Commissari straordinari in esame, alla conferenza dei sindaci e - come aggiunto dalla Camera - alle organizzazioni sindacali. Il comma 8- bis - inserito dalla Camera - reca ulteriori prescrizioni, con riferimento all'emergenza epidemiologica da COVID-19, sulle medesime informative alla conferenza dei sindaci. L'articolo 3, comma 1, disciplina le procedure per l'affidamento di appalti, lavori e forniture per gli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria. In primo luogo, si demanda in via esclusiva al Commissario ad acta l'espletamento delle procedure per l'affidamento di appalti, lavori e forniture, strumentali all'esercizio delle proprie funzioni, di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza comunitaria. A tal fine, il Commissario ad acta si avvale degli strumenti di acquisto e di negoziazione, aventi ad oggetto beni, servizi e lavori di manutenzione, messi a disposizione dalla società Consip S.p.A. nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione ovvero, previa convenzione, dalla centrale di committenza della Regione Calabria o da centrali di committenza di regioni limitrofe. Resta ferma, in ogni caso, la facoltà di avvalersi del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria. Sempre ai sensi del comma 1, il Commissario ad acta può delegare l'espletamento delle procedure in questione ai suddetti Commissari straordinari. Questi ultimi provvedono, inoltre, all'espletamento delle procedure di appalto di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, fermo restando, tuttavia, il potere di avocazione e di sostituzione esercitabile da parte del Commissario ad acta in relazione ai singoli affidamenti. Il successivo comma 2 prevede che il Commissario ad acta adotti, nel termine di 30 giorni dalla sua nomina, il programma operativo per la gestione dell'emergenza da COVID-19 e definisca, nel termine di 60 giorni dalla nomina (30 giorni nel testo originario, così modificato dalla Camera), il Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione. Il comma 3 prevede che gli interventi in materia di edilizia sanitaria finanziati da risorse statali siano attuati - qualunque sia il livello di progettazione raggiunto - dal Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, il quale provvede in base a procedure negoziate ed anche avvalendosi della società Invitalia S.p.A. L'articolo 4 concerne l'eventuale scioglimento di singoli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria, ai sensi del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, e reca norme di coordinamento tra le disposizioni del medesimo testo unico e le norme di articoli precedenti del decreto in esame. In particolare, il comma 1 prevede che, nel caso di adozione dei provvedimenti di scioglimento summenzionati, la Commissione straordinaria per la gestione dell'ente (nominata con il decreto di scioglimento dell'ente medesimo) - fermi restando i compiti e le prerogative ad essa attribuiti dalla legislazione vigente - operi, a garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA), in coordinamento con il summenzionato Commissario ad acta , nonché in conformità con gli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario e con gli obiettivi dei piani di riqualificazione dei servizi sanitari. Il comma 2 prevede che la medesima Commissione straordinaria si avvalga, per le questioni tecnico-sanitarie, di un soggetto di comprovata professionalità ed esperienza in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale, nominato dal Ministro dell'interno, d'intesa con il Ministro della salute. Ai sensi del comma 3, per il conseguimento delle finalità stabilite dal presente articolo 4, la Commissione straordinaria può avvalersi in via temporanea, in posizione di comando o di distacco ed anche in deroga alle disposizioni vigenti, di esperti nel settore pubblico sanitario, nominati dal prefetto, su proposta del Ministro della salute, con oneri a carico del bilancio dell'azienda sanitaria locale od ospedaliera interessata. Il comma 4 - sempre per le ipotesi di aziende sanitarie sciolte - demanda alla suddetta Commissione straordinaria l'adozione dell'atto aziendale, avente ad oggetto la disciplina dell'organizzazione e del funzionamento dell'azienda, e l'approvazione, sentito il Commissario ad acta , dei bilanci aziendali relativi agli esercizi già conclusi; in base alle modifiche operate dalla Camera, sia tali atti sia l'atto aziendale sono adottati dalla Commissione straordinaria entro il termine di 90 giorni, decorrenti dall'entrata in vigore del decreto in esame ovvero dalla data dell'insediamento della Commissione, qualora da tale criterio derivi un termine più ampio (al riguardo, il testo originario del decreto prevedeva invece, con riferimento al solo atto aziendale, un termine di 60 giorni). La riformulazione introdotta dalla Camera prevede altresì che, nel caso di mancato rispetto del suddetto termine di 90 giorni, il relativo atto sia adottato dal Commissario ad acta , sentito il Ministero dell'interno (l'atto aziendale, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del presente decreto, è in ogni caso successivamente approvato dal Commissario ad acta ). Il comma 1 e il comma 1-bis (inserito dalla Camera) dell'articolo 5 concernono, rispettivamente, la collaborazione del Corpo della Guardia di finanza e dell'Agenzia delle entrate con il Commissario ad acta per il Servizio sanitario della Regione Calabria; il comma 2 reca la clausola di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 1 dell'articolo 6 prevede che, al fine di supportare gli interventi di potenziamento del Servizio sanitario della regione Calabria, sia accantonata, a valere sulle risorse nazionali destinate all'attuazione dei progetti di carattere prioritario in ambito sanitario, una somma di 60 milioni di euro in favore della Regione stessa per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; una quota delle risorse suddette è utilizzata per le assunzioni di cui al precedente articolo 1, comma 4- bis . L'erogazione della somma di cui al suddetto comma 1 nonché l'utilizzo per le assunzioni summenzionate della quota delle medesime risorse sono subordinati (comma 2 del presente articolo 6 e comma 4- bis dell'articolo 1) alla presentazione ed approvazione del programma operativo di prosecuzione del Piano di rientro per il periodo 2022-2023 e alla sottoscrizione - entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (termine introdotto dalla Camera) - di uno specifico accordo tra lo Stato e le regioni, contenente le modalità di erogazione delle risorse in oggetto (la verifica degli adempimenti previsti dall'accordo è demandata alle sedi di cui al comma 3 dell'articolo 6). Il comma 4 dello stesso articolo 6 autorizza una spesa di 15 milioni di euro in favore della Regione Calabria per la sottoscrizione dell'accordo di programma concernente la realizzazione di interventi diretti a garantire la disponibilità e le possibilità di interpretazione di dati economici, gestionali e produttivi delle strutture sanitarie operanti a livello locale, ai fini dello svolgimento delle attività di programmazione e di controllo regionale ed aziendale in attuazione del Piano di rientro. Tale autorizzazione di spesa è prevista a valere sulle risorse in materia di edilizia sanitaria. Il comma 2 dell'articolo 7 prevede che il Commissario ad acta invii al Ministro della salute e al Ministro dell'economia e delle finanze, nonché, come aggiunto dalla Camera, al Presidente della regione, ogni sei mesi, una relazione sullo stato di attuazione delle misure di cui al presente capo I, anche con riferimento all'attività svolta dai Commissari straordinari di cui all'articolo 2. I commi 3 e 4 dell'articolo 7 pongono specifiche norme transitorie e finali. L'articolo 8 detta disposizioni, per l'anno in corso, sui termini entro i quali hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, in deroga alla normativa vigente, a motivo della gravità del quadro epidemiologico sul territorio nazionale. In particolare, il comma 1 dispone che, per il 2020, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario si svolgano non prima del novantesimo giorno e non oltre il centocinquantesimo giorno successivo alla data in cui si siano verificate le circostanze che rendano necessario il rinnovo, ovvero nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori. La disciplina si applica con riguardo sia agli organi già scaduti sia a quelli per i quali si verifichino le condizioni per il rinnovo entro il 31 dicembre 2020. Con riferimento alle medesime fattispecie, il successivo comma 2 reca le norme transitorie, riguardanti il periodo precedente l'insediamento dei nuovi organi elettivi. L'articolo 9, infine, pone le clausole di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica, con riferimento all'attuazione del precedente articolo 8. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA d-l 130/2020 - immigrazione e sicurezza DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Parere alle Commissioni 1 a e 2 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Riprende la discussione generale. La senatrice MARIN ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che il tema dei minori stranieri non accompagnati, che giungono in Friuli Venezia Giulia dalla rotta balcanica, non sia stato mai adeguatamente affrontato né in Commissione sanità né presso altre Commissioni. Nonostante la legge n. 47 del 2017 disponga che i minori non accompagnati siano collocati presso familiari presenti sul territorio, rileva che la maggior parte di loro nella Regione Friuli- circa 800 unità, di nazionalità kosovara, pakistana, bengalese e afghana - viene affidata alle comunità di accoglienza, pur in presenza di parenti entro il quarto grado. Lamenta inoltre che, nonostante l'intenzione manifestata dai minori medesimi di essere ricongiunti ai propri familiari, si verificano casi di diniego da parte del Tribunale minorile o del Servizio sociale comunale. Giudica incomprensibile il pagamento di circa 100 euro di retta giornaliera da parte del Comune per il mantenimento del singolo minore presso strutture di accoglienza, gestite da cooperative senza gara d'appalto. Fa presente che i Comuni interessati stipulano convenzioni con le singole strutture di accoglienza, lasciando agli assistenti sociali discrezionalità dell'affidamento dei minori alle medesime. Osserva che ciò comporta un ingente impegno di risorse pubbliche, senza alcun controllo sulle reali necessità dei minori ospitati. Si sofferma poi sulle criticità dell'affidamento dei minori, da parte del Tribunale, a tutori volontari, che non hanno la possibilità di svolgere un reale controllo sugli stessi. Rileva altresì la difficoltà nell'accertamento dell'età dei ragazzi pakistani e afghani, molti dei quali sprovvisti dei documenti di riconoscimento, che sulla base delle loro dichiarazioni vengono destinati alle strutture per minori non accompagnati. In proposito, reputa che sarebbe opportuno permettere alle forze dell'ordine di eseguire approfondimenti clinici per l'accertamento dell'età. Da ultimo, esprime il convincimento che il quadro testé delineato favorisca l'illegalità e incentivi l'ingresso illegale di stranieri. Il senatore DORIA ( L-SP-PSd'Az ), premettendo di non voler suscitare polemiche sul tema, ricorda che in passato anche gli italiani sono stati costretti a emigrare, principalmente per motivi economici, verso Paesi, come gli Stati Uniti, che comunque effettuavano controlli sanitari prima dell'autorizzazione allo sbarco. Ritiene che anche oggi, causa emergenza epidemiologica, sia necessario garantire tali controlli alle frontiere, soprattutto nei punti di accesso più fragili, come la Sardegna: una immigrazione non controllata crea problemi di ordine pubblico e sanitario. Per limitare il fenomeno migratorio verso l'Europa, giudica indispensabile sostenere con iniziative economiche i Paesi d'origine, in modo da limitare il traffico di essere umani. La senatrice FREGOLENT ( L-SP-PSd'Az ) critica il mutato atteggiamento da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle sulle politiche in tema di immigrazione. Ritiene che il provvedimento in esame derivi da una scelta ideologica che non porterà benefici né agli immigrati né agli italiani. Ricorda che i "decreti Salvini" sono stati adottati per andare incontro alle istanze degli amministratori locali, delle Forze dell'ordine e degli stessi cittadini, allo scopo di limitare il continuo approdo di migranti sulle nostre coste. Segnala che, a seguito dell'annunciata revisione di tali decreti, si è verificata un'inversione di tendenza, che ha fatto registrare nel 2020, rispetto all'anno precedente, numeri consistenti di approdi. Reputa che il provvedimento in esame non possieda i prescritti requisiti di necessità ed urgenza e, soprattutto, che esso non tenga conto della situazione economica del Paese e dell'emergenza sanitaria. E' dell'avviso che l'urgenza sia in questo caso di natura ideologica: si è voluto ricreare un sistema di accoglienza indistinta e priva di controlli, ampliando a dismisura il rilascio di permessi di soggiorno e determinando una discriminazione tra immigrati regolari e irregolari, senza prevedere ulteriori risorse a favore dei Comuni o delle Forze dell'ordine. Afferma altresì che l'adozione del decreto-legge in esame è funzionale al mantenimento degli equilibri politici all'interno della maggioranza di Governo. Fa rilevare che il rispristino del sistema di accoglienza diffusa potrebbe, peraltro, favorire il business dell'immigrazione clandestina. Con riferimento ai contenuti del provvedimento in esame, si sofferma sulla prevista conversione in permesso di soggiorno per motivi di lavoro di un ulteriore novero di permessi (protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto cittadinanza, attività sportiva, lavoro artistico), che a suo avviso minerà la programmazione dei flussi migratori. Critica inoltre le disposizioni che impediscono al Ministro dell'interno di limitare o vietare il transito di navi in mare territoriale e di multare, sequestrare e confiscare le navi in caso di violazione del divieto d'ingresso, e l'impostazione lassista in tema di trattamento sanzionatorio e di ingresso nel mare territoriale delle navi delle ONG (consentito qualora si comunichino operazioni di soccorso). Si dichiara d'accordo sull'accoglienza di coloro che fuggono da situazioni di conflitto armato, ma stigmatizza i tentativi di ingresso illegale nel territorio italiano, ricordando il caso di Carola Rackete. Lamenta, altresì, la soppressione del limite temporale e delle quote stabilite per il "decreto flussi" annuale e l'ampliamento dei motivi di non respingimento ed espulsione, fino a ricomprendere l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Evidenzia che l'erogazione di servizi sia per coloro che hanno i requisiti per la protezione internazionale sia per coloro sono in attesa di un pronunciamento comporta per le finanze dello Stato un costo di 5 miliardi di euro annui. Sul punto, si interroga sulle motivazioni per cui in Italia il sostegno giornaliero degli immigrati è più oneroso rispetto ad altri Paesi europei, adombrando che vi sia la volontà di finanziare le associazioni che gestiscono i servizi di accoglienza. Deplora altresì il limitato ambito di intervento concesso a sindaci e amministratori locali, con il rischio che essi possano trovarsi a gestire situazioni assai delicate sul piano dell'ordine pubblico. Nel ricordare che il 30 per cento degli immigrati proviene dalla Tunisia, Paese che reputa privo di criticità evidenti, si interroga sulla motivazione dell'accoglienza di tali migranti. Invita l'Esecutivo a una politica estera più incisiva in tema di cooperazione internazionale, avvalendosi a tal fine dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo. Infine, suggerisce all'attuale compagine di Governo di perseguire una politica più orientata a sostenere la famiglia tradizionale, evitando di trasformare l'Italia nell'unico porto sicuro d'Europa per gli immigrati. Il senatore SICLARI ( FIBP-UDC ) paventa che il decreto in conversione possa favorire una immigrazione clandestina senza controllo. Rileva, al riguardo, che con le modifiche apportate dall'articolo 1 si consente la permanenza degli studenti stranieri in Italia per tutta la durata del loro percorso di studi. Tale innovazione potrebbe, a suo giudizio, creare problemi al sistema scolastico e universitario. Reputa che il provvedimento in esame sia basato esclusivamente su un permissivismo mascherato da esigenze umanitarie e manifesta il timore che tale approccio, allargando le maglie del sistema, favorirà l'immigrazione irregolare e impedirà il controllo sul rispetto delle regole e l'integrazione. La senatrice BINETTI ( FIBP-UDC ) rileva che sul tema dell'immigrazione si fronteggiano due posizioni diverse: da un lato, una politica di respingimenti, percepita come politica di durezza; dall'altra, una posizione ideologica, fondata su un principio di fraternità universale, che non si cura delle conseguenze delle scelte, nel breve e medio periodo. Fa presente che i recenti fatti di terrorismo, accaduti in Belgio e Francia, rappresentano la spia di un disagio sociale profondo da parte delle seconde generazioni di immigrati, che non sono riusciti ad integrarsi. Il provvedimento in esame, a suo giudizio, non affronta le problematiche dell'inserimento sociale degli immigrati di seconda generazione, i quali, se privi di prospettive, esprimono uno scontento che può degenerare in criminalità. Cita, a mo' d'esempio, la concentrazione di stranieri immigrati nel quartiere romano dell'Esquilino, dove, all'interno dei plessi scolastici, si verificano casi di classi composte in misura prevalente da bambini stranieri. Segnala che la mancata integrazione tra bambini italiani e bambini di etnie diverse potrebbe far emergere forme di disagio, in difetto di misure di integrazione sociale. Paventa che l'iscrizione a corsi universitari da parte di ragazzi stranieri possa costituire un escamotage per l'ottenimento del permesso di soggiorno. In considerazione poi dello scarso numero di giovani immigrati che completano il ciclo universitario, manifesta la preoccupazione che le strutture universitarie possano venire appesantite dalla presenza di studenti che non possiedono i requisiti per portare a termine la propria formazione. Sul tema della gestione dei minori non accompagnati, osserva che spesso questi ultimi diventano preda della criminalità organizzata, in tre diverse direzioni: il traffico di droga, con episodi di microcriminalità; la prostituzione minorile; il prelievo di organi. Pur concordando con la ratio dei "decreti Salvini" sul tema dei minori non accompagnati e sul freno posto all'immigrazione non controllata, ritiene che tali problematiche non siano state comunque affrontate in maniera adeguata sin dall'origine. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 8,55.