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Acque termali - Riordino del settore - Interventi regionali - Mancato adempimento nel termine fissato - Poteri in via sostitutiva del governo - Ricorso della regione lombardia - Assunta lesione di competenze regionali e del principio di leale collaborazione - Non fondatezza della questione.. La norma di cui all'art. 1, comma 4, della legge 24 ottobre 2000, n. 323 – in base alla quale le Regioni, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge, devono definire "con gli enti interessati gli strumenti di valorizzazione urbanistico-ambientale dei territori termali, adottati secondo le rispettive competenze", potendo il Governo, in caso di mancato rispetto di tale termine, attivare i previsti poteri sostitutivi – non pone alcun vincolo di contenuto alle competenze regionali. L'eventuale esercizio, peraltro, del potere sostitutivo del Governo – finora non attuato, potendo così le Regioni adottare le misure del caso – potrà essere censurato dalle Regioni ove ritenuto in contrasto con le attribuzioni ad esse spettanti in base al nuovo titolo V. Non è pertanto fondata la relativa questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni ed agli articoli 3, 117 e 118; 3, 32 e 97 della Costituzione, in quanto la disposizione sarebbe ambigua – potendo essere interpretata nel senso che i centoventi giorni siano assegnati per l'esercizio della potestà legislativa oppure allo scopo di varare una serie di misure amministrative di tipo urbanistico-territoriale e ambientale – o non conforme a Costituzione, in ragione della brevità ed incongruità del termine assegnato alle Regioni. - In tema di principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, per come ricostruito dalla Corte, citate le sentenze n. 21 e 351/1991, n. 341/1996, n. 242/1997.