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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 40 BAGNAI La seduta inizia alle ore 16,15. IN SEDE CONSULTIVA Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 DDL 822 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Relazione alla 14ª Commissione sul disegno di legge n. 822. Parere alla 14ª Commissione sul Doc. LXXXVI, n. 1. Parere alla 14ª Commissione sul Doc . LXXXVII, n. 1. Esame congiunto. Disgiunzione dell'esame congiunto del Doc . LXXXVI, n. 1 e del Doc. LXXXVII, n. 1 e rinvio) Il relatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ), soffermandosi sui profili di competenza del disegno di legge europea 2018, rileva che l'articolo 6 reca disposizioni relative all'IVA applicabile ai servizi di trasporto e spedizione di beni in franchigia, oggetto della procedura d'infrazione n. 2018/4000. L'attuale formulazione delle norme nazionali (articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 - D.P.R. IVA), per applicare l'esenzione IVA ai servizi di trasporto e di spedizione dei beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea, nonché ai trasporti relativi a beni in importazione, prevede che i relativi corrispettivi devono essere inclusi nella base imponibile ed altresì scontare l'IVA in dogana all'atto dell'importazione. Tali norme confliggono con il combinato disposto dell'articolo 144 e dell'articolo 86, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2006/112/CE (direttiva IVA), in base al quale non risulta conforme una normativa la quale prescrive, per l'applicazione dell'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto alle prestazioni accessorie, fra cui i servizi di trasporto, non soltanto che il loro valore sia compreso nella base imponibile, ma anche che tali prestazioni siano state effettivamente assoggettate all'imposta sul valore aggiunto in dogana, all'atto dell'importazione. Al fine di consentire l'archiviazione della procedura n. 2018/4000, le lettere a) e b) dell'articolo 6, comma 1, novellano rispettivamente l'articolo 9, comma 1, n. 2 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, sostituendo il riferimento all'assoggettamento ad imposta in dogana con il riferimento all'inclusione nella base imponibile. L'articolo 7 modifica l'articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica del 23 gennaio 1973, n. 43, recante il Testo Unico in materia doganale, con particolare riferimento ai termini di prescrizione dell'obbligazione doganale, al fine di garantire piena attuazione al Nuovo Codice Doganale dell'Unione, Regolamento (UE) n. 952 del 2013. Ai sensi dell'articolo 103 del nuovo Codice, nessuna obbligazione doganale (cioè l'obbligo di corrispondere un dazio) può essere notificata al debitore dopo la scadenza di un termine di tre anni dalla data in cui è sorta l'obbligazione doganale. A tale termine rinvia pertanto il nuovo articolo 84, comma 1, del TULD. La disciplina europea lasciava una opzione aperta per gli Stati membri nel caso in cui l'obbligo sorgesse a seguito di un comportamento penalmente perseguibile, elevando il termine per la notifica a da tre ad un minimo di cinque anni, fino a un massimo di dieci. Il nuovo articolo 84, comma 2 del TULD, ha previsto che tale termine sia di sette anni. Infine, al comma 3 è precisato che la nuova disciplina si applica alle obbligazioni doganali sorte dal 1° maggio 2016, data di applicazione del nuovo codice doganale dell'Unione. La norma in esame appare derogare all'articolo 3 della legge n. 212 del 2000 (Statuto dei contribuenti) in tema di efficacia temporale delle norme tributarie. Il richiamato articolo, infatti, (comma 1) prevede che le disposizioni tributarie non possano avere effetto retroattivo; inoltre occorrerebbe verificare se, in concreto, la norma in esame non rischi di violare il divieto (articolo 3, comma 3 dello Statuto) di prorogare i termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di imposte. L'articolo 8, infine, contiene disposizione volte alla piena attuazione del regolamento (UE) n. 1031/2010, che disciplina i tempi, la gestione e altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra. Le norme proposte intendono regolare la partecipazione degli intermediari alle aste delle quote, nel rispetto di specifiche regole di condotta e sotto la vigilanza della CONSOB. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ), in considerazione della specificità dei contenuti dei due documenti in titolo, necessariamente legati all'operato del precedente Governo, chiede che l'esame degli stessi venga disgiunto da quello relativo al disegno di legge n. 822. Il presidente BAGNAI constata che non ci sono osservazioni in senso contrario alla proposta del senatore Romeo. Resta pertanto stabilito che l'esame del disegno di legge n. 822 proseguirà disgiunto da quello riferito al Doc. LXXXVI, n. 1 e al Doc. LXXXVII, n. 2. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1164 recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno come modificata dalla direttiva (UE) 2017/952 recante modifica della direttiva (UE) 2016/1164 relativamente ai disallineamenti da ibridi con i paesi terzi Doc n. 42 Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1164 recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno come modificata dalla direttiva (UE) 2017/952 recante modifica della direttiva (UE) 2016/1164 relativamente ai disallineamenti da ibridi con i paesi terzi (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1, della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 23 ottobre. Il relatore SAVIANE ( L-SP-PSd'Az ) presenta uno schema di parere favorevole con osservazioni, il cui testo è pubblicato in allegato. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) ritiene che alcune osservazioni recate dallo schema di parere siano condivisibili, quali quelle di cui alle lettere b) e m), mentre il contenuto di altre risulta scarsamente comprensibile. Chiede pertanto di porre in votazione le singole osservazioni, al fine di poter specificare in maniera dettagliata la posizione del proprio Gruppo su ciascuna osservazione. Il presidente BAGNAI fa presente la natura tecnica di alcune osservazioni recate dallo schema di parere, basate su soluzioni proposte dal Dipartimento delle Finanze, già audito in sede di Ufficio di Presidenza. Puntualizza quindi che lo schema di parere favorevole si fonda sulla pluralità di osservazioni tra loro logicamente connesse e non ritiene accoglibile la richiesta di votazione per parti separate. Il senatore CASTALDI ( M5S ) fa presente la possibilità di presentare uno schema di parere alternativo a quello del relatore. A parere della senatrice CONZATTI ( FI-BP ) alcune delle osservazioni non risultano formulate con sufficiente chiarezza, quale quella di cui alla lettera o). Il presidente BAGNAI fa presente che l'osservazione - derivante dal documento consegnato dal Dipartimento - affronta la rilevata necessità di contrastare il disallineamento soggettivo. Si passa quindi alla votazione dello schema di parere. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) richiama l'attenzione sull'esigenza di contrastare il fenomeno degli ibridi in quanto strumento funzionale a condotte di slealtà fiscale e di agevolare l'impegno delle Istituzioni impegnate nel contrasto a tali fenomeni. Preannuncia quindi il voto favorevole del proprio Gruppo, stante l'opportunità dell'attuazione della direttiva (UE) 2016/1164, pur suscitando perplessità alcune osservazioni, che potenzialmente potrebbero determinare un indebolimento dell'apparato di contrasto all'elusione e all'evasione. La senatrice CONZATTI ( FI-BP ) interviene per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo, rilevando la coerenza dei contenuti in esame con le indicazioni dei principali organismi internazionali. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) dichiara i voto favorevole del proprio Gruppo, rilevando come siano state opportunamente recepite dal relatore alcune indicazioni dei soggetti auditi. Conclude esprimendo l'auspicio che la normativa in esame non si traduca in un aggravio a carico delle piccole e medie imprese. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) interviene per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo. Il senatore RUBBIA preannuncia un voto di astensione. Previa verifica della presenza del prescritto numero legale, la Commissione approva lo schema di parere proposto dal relatore. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Parere alla 1 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 23 ottobre. La relatrice DRAGO ( M5S ) presenta uno schema di parere favorevole, il cui testo è pubblicato in allegato. Il senatore D'ALFONSO ( PD ), intervenendo per dichiarazione di voto contrario, dopo aver fatto presente la complessità riguardante la gestione dei beni confiscati, che ha determinato in passato notevoli oneri finanziari, richiede chiarimenti in ordine alle garanzie, in termini di specifiche previsioni normative, rispetto al rischio del ritorno al controllo della criminalità organizzata dei beni confiscati venduti all'asta. Il senatore BUCCARELLA ( Misto ) motiva il proprio voto favorevole alla proposta di parere menzionando le disposizioni recate dal codice antimafia, recentemente novellato riguardo la questione sollevata, le quali costituiscono un complesso normativo atto a prevenire l'acquisizione dei beni confiscati da parte delle organizzazioni criminali. Verificata la presenza del numero legale, la Commissione approva la proposta della relatrice. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 886 Il presidente BAGNAI fa presente che oggi, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 886, recante conversione in legge del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, in sede di Ufficio di Presidenza sono stati auditi rappresentanti dell'Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (UNCAT), i quali hanno depositato documenti che saranno pubblicati sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 17,10. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 42 La 6 a Commissione (Finanze e tesoro), esaminato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/1164 (cosiddetta ATAD 1), che reca norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno (Atto del Governo n. 42); evidenziato come lo schema di decreto intenda recepire le disposizioni della citata direttiva (UE) 2016/1164 come modificata dalla direttiva (UE) 2017/952 (cosiddetta ATAD 2) relativamente ai disallineamenti da ibridi con i paesi terzi, sulla base dei principi e i criteri direttivi di delega contenuti nell'articolo 1 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge n. 163 del 2017); ricordato che la direttiva 2016/1164/UE fa parte del pacchetto antielusione varato dalla Commissione Europea, volto a introdurre una serie di limiti alla pianificazione fiscale aggressiva, con particolare riferimento alle situazioni in cui i gruppi societari sfruttano le disparità esistenti fra i sistemi fiscali nazionali; rilevato che, nella parte modificata dalla successiva direttiva (UE) 2017/952, la direttiva (UE) 2016/1164 è volta a contrastare i cosiddetti disallineamenti da ibridi che coinvolgono i Paesi terzi, ovvero le differenze di trattamento fiscale a norma delle leggi di due o più giurisdizioni fiscali per ottenere una doppia non imposizione; osservato che tali interventi riguardano, in particolare, la vigente disciplina della deducibilità degli interessi passivi; la cosiddetta imposizione in uscita ( exit tax ); la tassazione dei proventi di società controllate non residenti; le disposizioni in materia di disallineamenti da ibridi; la ridefinizione, ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, della nozione di intermediari finanziari e delle holding finanziarie e non finanziarie; richiamati i contenuti delle memorie depositate da rappresentanti del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, dell'Agenzia delle entrate, della Guardia di finanza, dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, di Assonime (Associazione fra le società italiane per azioni), nonché di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), nell'ambito delle audizioni svoltesi sul medesimo provvedimento; tenuto conto di quanto rilevato dai soggetti auditi, che hanno messo in evidenza come,con riferimento al settore delle imprese di costruzione, le disposizioni recate dall'articolo 1, comma 1, dello schema, le quali dispongono l'applicazione della deducibilità limitata degli interessi passivi anche ai mutui contratti per la costruzione o ristrutturazione di immobili alla cui produzione e scambio è diretta l'attività dell'impresa, rischino di penalizzare le imprese edili, per le quali il ricorso all'indebitamento costituisce un aspetto fisiologico dell'esercizio dell'attività; considerato che lo schema non sembra recepire la facoltà prevista all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva, di dedurre gli oneri finanziari eccedenti fino a 3.000.000 di euro, nonché tutti gli oneri finanziari eccedenti qualora il contribuente sia un'entità indipendente, ancorché si tratti di semplificazioni per i casi in cui la deducibilità è a minore, se non nullo, rischio di elusione; rilevata la necessità di chiarire, all'articolo 1, comma 3, dello schema, che gli interessi attivi riferiti a strumenti rappresentativi di capitale assumono rilevanza nella misura in cui concorrono, anche parzialmente, alla determinazione della base imponibile; rilevato come l'articolo 1 dello schema non rechi una specifica disciplina delle eccedenze degli interessi passivi maturate in vigenza della tassazione di gruppo, né disponga in ordine alla libera circolabilità delle stesse eccedenze nell'ambito del consolidato; considerata la necessità, all'articolo 2 dello schema, di garantire la compatibilità della normativa secondaria vigente che lo schema intende confermare con le disposizioni di attuazione delle norme proposte; considerata l'esigenza, con riferimento all'articolo 3 dello schema, di disciplinare anche l'ipotesi di trasferimento di asset dalla casa madre estera ad una stabile organizzazione in Italia, qualora lo Stato di provenienza non perda la potestà impositiva sugli asset trasferiti; rilevato che, sempre con riferimento all'articolo 3 dello schema, appare necessario precisare l'ambito soggettivo di applicazione della disciplina dell' entry tax ; considerato che, in relazione al combinato disposto dei commi 5 e 11 dell'articolo 167 del TUIR, novellati dall'articolo 4 dello schema, appare necessario alleggerire l'onere della prova a carico del contribuente in ordine all'esistenza di motivi non fiscali, nonché precisare il regime di validità dell'atto impositivo, qualora vi sia carenza di motivazione nell'avviso di accertamento; rilevato come appaia necessario allineare il testo dell'articolo 167, modificato dall'articolo 4 dello schema, alla previsione dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera a), della direttiva ATAD, che fa riferimento non solo alle cessioni ma anche agli acquisti di beni, nonché alle prestazioni di servizi rese e ricevute con valore economico aggiunto scarso o nullo, per individuare l'esistenza di elementi reddituali che determinano l'applicazione della disciplina CFC; considerata la necessità, ancora in relazione ai disallineamenti da ibridi, di precisare che, ai fini delle norme proposte, rileva fiscalmente il solo disallineamento concretamente verificatosi, nonché di consentire al contribuente di fornire la prova contraria della legittimità del proprio operato con riferimento alle operazioni infragruppo e di introdurre l'obbligo di motivazione rafforzata negli atti impositivi emanati nell'alveo della disciplina anti-ibridi; considerato quanto sottolineato nel corso delle audizioni circa il fatto che la regolamentazione anti-ibridi della direttiva cosiddetta ATAD 2 è disciplina cogente per tutti gli Stati UE, i suoi precetti sono vincolanti ed il loro eventuale inadempimento è sanzionabile e pertanto il contribuente dovrebbe disporre di adeguati strumenti giuridici che gli consentano di dimostrare che i tipici effetti dei fenomeni ibridi non si sono in concreto verificati; rilevato come sia emersa nel corso delle audizioni l'opportunità di chiarire se debbano o meno considerarsi intermediari finanziari anche gli intermediari finanziari non residenti che operino in Italia mediante una stabile organizzazione, tenuto conto che l'articolo 152 del TUIR impone alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti di redigere un rendiconto d'esercizio con le stesse modalità di redazione del bilancio seguite dai soggetti residenti aventi le medesime caratteristiche; nella medesima sede è emersa anche l'opportunità di chiarire, se la nozione fiscale di "società con partecipazione finanziaria" si applichi o meno anche nei confronti delle holding bancarie, nonché di intervenire sulle norme proposte per mantenere inalterato l'ambito soggettivo degli operatori finanziari che hanno l'obbligo di inviare le comunicazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi all'Anagrafe tributaria; considerato che in relazione alla normativa transitoria di cui all'articolo 13 dello schema, è emersa l'opportunità di: precisare il regime transitorio dei proventi e oneri finanziari che concorrono alla determinazione del "ROL fiscale"; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: a) con riferimento all'articolo 1 del provvedimento in esame che sostituisce l'articolo 96 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, valuti il Governo l'opportunità di estendere la nuova disciplina in materia di deducibilità di cui all'articolo 1 anche agli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare, di cui all'articolo 1, comma 36, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché agli interessi per spese di emissione delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e dei titoli similari, di cui all'articolo 32, comma 13, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134; b) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 1, alinea articolo 96, comma 3, sopprimendo la parola "integralmente", al fine di chiarire che gli interessi attivi assumono rilevanza nella misura in cui concorrono, anche parzialmente, alla determinazione della base imponibile; c) valuti il Governo l'opportunità di modificare il medesimo articolo 1, alinea articolo 96, comma 14, inserendo dopo la parola "soggetto" le parole ", ad esclusione di quella generatasi in periodi d'imposta anteriori all'ingresso nel consolidato nazionale,", per chiarire la disciplina delle eccedenze degli interessi passivi con riferimento alla tassazione di gruppo; d) valuti il Governo l'opportunità di modificare il medesimo articolo 1, inserendo dopo il comma 1, il seguente comma 2: "Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, agli articoli 84, comma 3, terzo periodo, 172, comma 7, quinto periodo, 173, comma 10 e 181, le parole "di cui al comma 4 dell'articolo 96" sono sostituite dalle parole "di cui al comma 5 dell'articolo 96"; e) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 2, comma 2 dello Schema, inserendo dopo la parola "Entrate" le parole ", ove compatibili,", con finalità di coordinamento tra le vigenti norme attuative e quelle eventualmente emanate in futuro; f) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 3, alinea articolo 166- bis , comma 1, sostituendo la lettera b) con la seguente: "b) un soggetto fiscalmente residente all'estero trasferisce attivi a una propria stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato"; g) al fine di chiarire l'ambito soggettivo delle norme introdotte, valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 3, alinea articolo 166- bis , comma 1, lettera e), inserendo dopo le parole "all'estero" le parole "che esercita un'impresa commerciale" e sostituendo le parole "una società fiscalmente residente nel territorio dello Stato, effettua una scissione a favore di una o più beneficiarie" dalle parole "un soggetto fiscalmente residente nel territorio dello Stato, effettua una scissione a favore di uno o più beneficiari", nonché sostituendo, ai commi 3 e 5, le parole "della società incorporata, di quello della società scissa" con le parole "del soggetto incorporato, di quello del soggetto scisso"; h) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 4 dello schema e, in particolare: al comma 1, alinea articolo 167, comma 5, valuti l'opportunità di modificare la disciplina dell'esimente specificando che non è necessaria, ai fini della sua applicabilità, la presenza di tutti gli elementi indicati nella norma, ben potendo verificarsi per talune tipologie di attività la possibilità di essere svolte, ad esempio, senza l'impiego di personale o di particolari attrezzature; al comma 1, alinea articolo 167, comma 11, prevedere specificatamente che ai fini dell'accertamento si applica il comma 6 dell'articolo 10- bis della legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), in quanto tale formulazione appare più aderente al dettato comunitario con riferimento all'onere della prova; valuti altresì l'opportunità di prevedere la sanzione della nullità ove l'atto impositivo non sia specificamente motivato in relazione ai chiarimenti forniti dal contribuente (cosiddetto obbligo di "motivazione rafforzata"); i) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 4, comma 1, dello schema, alinea articolo 167, comma 4, lettera b), sostituendo il numero 6) con i seguenti: "6) proventi derivanti da operazioni di compravendita di beni con valore economico aggiunto scarso o nullo, effettuate con soggetti che, direttamente o indirettamente, controllano il soggetto controllato non residente, ne sono controllati o sono controllati dallo stesso soggetto che controlla il soggetto non residente; 7) proventi derivanti da prestazioni di servizi, con valore economico aggiunto scarso o nullo, effettuate a favore di soggetti che, direttamente o indirettamente, controllano il soggetto controllato non residente, ne sono controllati o sono controllati dallo stesso soggetto che controlla il soggetto non residente"; ai fini dell'individuazione dei servizi con valore economico aggiunto scarso o nullo, valuti il Governo di tenere conto delle indicazioni contenute nel decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi del comma 7 dell'articolo 110, recante linee guida per l'applicazione delle disposizioni in materia di prezzi di trasferimento, il quale, all'articolo 7, definisce esclusivamente i "servizi a basso valore aggiunto" e non anche i beni"; l) valuti il Governo l'opportunità di esplicitare, nella disciplina dei disallineamenti da ibridi recata dagli articoli da 6 a 11 dello schema che, ai fini delle norme proposte, rileva il disallineamento concreto; valuti inoltre, in seno alla disciplina delle operazioni infragruppo, l'opportunità di prevedere la possibilità per il contribuente di fornire la prova della legittimità del suo operato; valuti l'opportunità di estendere alla disciplina anti-ibridi l'obbligo di "motivazione rafforzata" previsto dall'articolo 10- bis, comma 8 della legge n. 212 del 2000 e di chiarire che in caso di ricorso, i tributi o i maggiori tributi accertati, unitamente ai relativi interessi, sono posti in riscossione, ai sensi dell'articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e dell'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, soltanto in esito alla sentenza di primo grado eventualmente sfavorevole al contribuente; m) valuti il Governo l'opportunità di istituire un apposito elenco pubblico  da aggiornare periodicamente ed in modo sistematico  degli Stati che hanno introdotto e/o implementato normative nazionali anti-ibridi; n) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 12, comma 1, lettera d), alinea articolo 162- bis , lettera a), inserendo nella nozione di intermediari finanziari valevole a fini fiscali anche gli intermediari finanziari non residenti, ma che operino in Italia mediante una stabile organizzazione, nonché di sostituire, alla lettera b), le parole "di cui al numero 4 della lettera a)" con le parole "che esercitano in via esclusiva o prevalente l'attività di assunzione di partecipazioni in intermediari finanziari" al fine di inserire le holding bancarie tra i soggetti qualificati come società con partecipazione finanziaria; o) valuti il Governo l'opportunità di sostituire l'articolo 12,comma 4, con il seguente: "4. Il comma 10 dell'articolo 10 del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, è sostituito dal seguente: "10. Gli obblighi comunicativi di cui all'articolo 7, sesto e undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, permangono nei confronti delle società di partecipazione non finanziaria e assimilati di cui, alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 162- bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche se esclusi dagli obblighi dell'articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385" , per mantenere inalterato l'ambito soggettivo degli operatori finanziari che hanno l'obbligo di inviare le comunicazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi all'Anagrafe tributaria; p) valuti il Governo l'opportunità di modificare l'articolo 13, sostituendo il comma 3, lettera a), con la seguente: "a) non si tiene conto dei proventi e degli oneri rilevati all'interno del valore e dei costi della produzione nel conto economico dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2018 o degli esercizi precedenti e per i quali sussistono le seguenti condizioni: ai fini dell'articolo 96 TUIR, nel testo vigente anteriormente alle modifiche apportate dall'articolo 1, hanno concorso alla formazione del risultato operativo lordo dell'esercizio in cui sono stati rilevati contabilmente; al termine dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2018 non hanno ancora assunto, in tutto o in parte, rilevanza fiscale e assumono rilevanza fiscale negli esercizi successivi"; q) valuti inoltre l'opportunità di modificare il comma 4 del medesimo articolo 13, inserendo dopo le parole "tale data" le parole "a seguito di variazioni contrattuali"; r) valuti infine l'opportunità di sostituire il comma 5 con il seguente: "5. Nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2018 il contribuente può scegliere, ai fini della deduzione degli interessi passivi indicati nel comma 4, se utilizzare prioritariamente l'ammontare di cui alla lettera a) o l'importo di cui alla lettera b) del comma 4.". Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 840 La 6 a Commissione (Finanze e tesoro), esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: premesso che l'articolo 33, comma 1, prevede che, con la finalità di garantire le esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, a decorrere dal 2018 sia autorizzata la spesa di un ulteriore importo di 38.091.560 euro per il pagamento degli straordinari degli appartenenti alle forze di polizia e, pertanto, anche alla Guardia di Finanza. La spesa è a valere sugli stanziamenti di bilancio disponibili; il comma 2 specifica che i relativi pagamenti degli straordinari, nelle more dell'adozione del decreto annuale che determina l'ammontare massimo degli straordinari consentiti per le forze di polizia, sono autorizzati entro i limiti massimi del decreto applicabile all'anno precedente. I limiti a cui la disposizione si riferisce sono quelli relativi al numero complessivo massimo di prestazioni orarie aggiuntive per le esigenze funzionali dei servizi di polizia, da retribuire come lavoro straordinario che, ai sensi dell'articolo 43, tredicesimo comma, della legge n. 121 del 1981, deve essere stabilito annualmente con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da ultimo adottato nel 2015; l'articolo 35 istituisce un Fondo, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, finalizzato all'adozione di provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze di polizia e delle forze armate, volti a correggere ed integrare il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, e il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95; l'articolo 36, comma 3, apporta numerose modifiche all'articolo 48 del codice antimafia relativo alla destinazione dei beni e delle somme confiscate. Questo, al comma 3, nella formulazione precedente all'emanazione del decreto-legge in esame, prevede varie modalità di destinazione dei beni immobili confiscati. Questi in particolare possono: essere mantenuti al patrimonio dello Stato; essere trasferiti in via prioritaria al patrimonio del Comune ove l'immobile è sito; ovvero al patrimonio della provincia o della Regione per finalità istituzionali o sociali; essere assegnati gratuitamente all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata o ad una serie di altri soggetti; essere trasferiti al patrimonio del Comune ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di cui all'articolo 74 del testo unico in materia di stupefacenti; il comma 3 in esame, alla lettera a) : ricomprende le città metropolitane nel novero degli enti territoriali cui possono essere trasferiti i beni immobili confiscati, con la precisazione che essi confluiscono nel relativo patrimonio indisponibile, con ciò rendendo esplicito il vincolo che ne preclude il distoglimento dal fine pubblico assegnato; supera l'attuale automaticità del trasferimento al Comune dei beni nel caso di confisca conseguente al reato di cui all'articolo 74 del testo unico in materia di stupefacenti, per la loro destinazione a centri di cura e recupero di tossicodipendenti ovvero a centri e case di lavoro per i riabilitati; la successiva lettera d) riscrive i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 48 del codice antimafia, i quali delineano il procedimento di vendita dei beni confiscati; Il comma 5 è riformulato: prevedendo che l'avviso di vendita debba essere pubblicato sui soli siti dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e dell'Agenzia del demanio; ampliando la platea dei possibili acquirenti: si prevede la possibilità di aggiudicazione al migliore offerente, con il bilanciamento di rigorose preclusioni e dei conseguenti controlli, allo scopo di assicurare che comunque il bene non torni all'esito dell'asta nella disponibilità della criminalità organizzata. A tal fine la disposizione prevede il rilascio dell'informazione antimafia; i nuovi commi 6 e 7 ridelineano la disciplina relativa all'esercizio del diritto di prelazione. Si prevede in particolare che la prelazione all'acquisto può essere esercitata, a pena di decadenza, nei termini stabiliti dall'avviso pubblico, salvo recesso qualora la migliore offerta pervenuta non sia ritenuta di interesse. Inoltre è ampliato il novero dei soggetti cui è riconosciuta la prelazione all'acquisto; oltre che agli enti territoriali il diritto di prelazione è riconosciuto: agli enti pubblici aventi tra le altre finalità istituzionali anche quella dell'investimento nel settore immobiliare, alle associazioni di categoria che assicurano maggiori garanzie ed utilità per il perseguimento dell'interesse pubblico alle fondazioni bancarie; alle cooperative edilizie costituite da personale delle forze di polizia o delle forze armate; la lettera h) introduce all'articolo 48 del codice antimafia un ulteriore comma, il 15- quater , il quale prevede che i beni sequestrati e confiscati che rimangono invenduti decorsi tre anni dall'avvio della procedura, sono mantenuti al patrimonio dello Stato, con provvedimento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, alla quale resta peraltro affidata la gestione; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.