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PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - PROCEDIMENTO PENALE NEI CONFRONTI DI UN DEPUTATO PER DICHIARAZIONI RESE NEL CORSO DI UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA CONDOTTA DAL PARLAMENTARE - DICHIARAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE, EMESSA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO DELLA CORTE D’APPELLO DI PALERMO, SEZIONE PRIMA PENALE - DENUNCIATA LESIONE DELLE ATTRIBUZIONI COSTITUZIONALMENTE GARANTITE - REQUISITI SOGGETTIVO E OGGETTIVO DI UN CONFLITTO TRA POTERI DELLO STATO - SUSSISTENZA - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - COMUNICAZIONE E NOTIFICAZIONE.. E’ ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d’appello di Palermo, sezione prima penale, nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione adottata da quest’ultima il 4 febbraio 2004, con la quale è stata ritenuta l’insindacabilità di opinioni asseritamene diffamatorie rese da un proprio componente, opinioni per le quali è pendente procedimento penale per diffamazione. Sussistono infatti i requisiti soggettivo e oggettivo per l’ammissibilità del ricorso, dal momento che sia la Corte ricorrente sia la Camera dei deputati sono legittimati ad esser parte di un conflitto, in quanto competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono o che rappresentano, e viene, inoltre, lamentata la lesione della sfera di attribuzione costituzionalmente garantita all’autorità ricorrente in conseguenza dell’esercizio del potere di dichiarare l’insindacabilità a norma dell’art. 68, primo comma, Cost.