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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 127 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,04). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1354 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (Approvato dalla Camera dei deputati) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1354, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri il senatore Bagnai ha riferito sui lavori delle Commissioni riunite e ha avuto luogo la discussione generale. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GARAVAGLIA, vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, senatrici e senatori, replicherò velocemente alle tante interessanti osservazioni avanzate nella seduta di ieri. Inizio il mio intervento con una questione di metodo: alcune critiche hanno riguardato la circostanza che questo ramo del Parlamento ha avuto poco tempo e non è riuscito a intervenire in maniera efficace sul provvedimento in esame. C'è da dire che il bicameralismo perfetto negli ultimi anni sta andando in questa direzione, per cui capita molto spesso che un ramo del Parlamento si occupi di un provvedimento e l'altro si occupi di un altro, tant'è che le stesse osservazioni sono state avanzate alla Camera dei deputati in relazione al decreto sbloccacantieri, di cui di fatto si è occupato unicamente il Senato. Il tutto è stato anche esasperato dalla circostanza che nel mezzo si sono tenute le elezioni europee. Al di là di ciò, in ogni caso, si è tentato di seguire con la massima attenzione possibile l'ultima fase, in relazione agli ordini del giorno, proprio per dare comunque la possibilità di intervenire e di esprimersi sui temi più rilevanti. Venendo al merito del decreto‑legge in esame, potrà non sembrare, ma un disegno dietro a tutto c'è. Come diceva correttamente la senatrice Conzatti ieri, se alla fine l'obiettivo è quello di favorire la crescita e il PIL, sono solo le aziende a fare PIL, crescita e posti di lavoro. E per dare una mano alle aziende a fare PIL, crescita e posti di lavoro, le leve sono sempre le stesse. Innanzitutto c'è la riduzione della tassazione, che è imprescindibile in un momento in cui a livello globale si va verso una riduzione delle imposte; dunque ogni cosa che aumenti i costi per le aziende, in un momento come questo, è mortale. È impossibile pensare di aumentare i costi per le aziende in una fase come l'attuale: anzi, bisogna fare di tutto per ridurli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . La seconda leva è quella della semplificazione (questo va da sé) e, infine, vi sono gli investimenti. Cerchiamo di fare un po' di ordine. Vediamo se un po' di questo c'è nell'insieme dei due decreti-legge, perché le cose vanno viste tutte insieme, non c'è un decreto a sé: il tutto deve avere una linea, possibilmente coerente. Ebbene, per gli investimenti guardiamo i dati. Ci sono anche investimenti privati, ma alla fine chi fa la spesa di investimento pubblico nel Paese? La fanno gli enti territoriali. L'errore che è stato fatto ultimamente, negli ultimi anni, è stato di pensare che centralizzare la spesa di investimento portasse a un incremento della stessa; non è così. I dati hanno certificato che è l'esatto opposto: più si centralizza la spesa di investimento, meno spesa di investimento si fa. Pensiamo a una situazione su tutte: il caos istituzionale creato con l'intervento sulle Province: abbiamo bloccato completamente la spesa di investimento su due asset fondamentali come le strade provinciali e le scuole superiori. Ebbene, facendo qualche piccolo intervento, che è proseguito nel decreto crescita, la situazione sta cambiando. È aumentata la spesa di investimento delle Regioni (nei primi due mesi, +80 per cento). Come mai? È stata fatta la cosa più semplice del mondo. In legge di bilancio abbiamo fatto uno switch tra spesa corrente e spesa di investimenti che vale 2,5 miliardi di euro nel triennio. Quindi, cambiare 2,5 miliardi da spesa corrente a spesa di investimento ha incrementato fortemente gli investimenti delle Regioni. Non era difficile capirlo, ed è stato fatto. Il grosso, però, lo fanno alla fine i Comuni. Sono i Comuni gli enti che fanno più spesa di investimento. Qui abbiamo realizzato due misure semplici. La prima è stato semplificare e togliere un po' di vincoli, che purtroppo ci sono, sulla capacità di investimento degli enti territoriali. È stato fatto in legge di bilancio, rivedendo un po' le soglie del codice degli appalti; è stato fatto, in maniera molto più pesante, con lo sbloccacantieri e qui vedremo gli effetti nei mesi a venire. Il risultato, però, è già tangibile: è aumentata di molto la spesa di investimento dei Comuni. Questo significa riempire il Paese di quei famosi gilet arancioni che noi vogliamo. Noi non vogliamo i gilet gialli, l'abbiamo già detto e lo ribadiamo: vogliamo riempire il Paese di gilet arancioni, di operai, di gente che lavora. Oltretutto, ricordiamo che le asfaltature non si importano. Pertanto, ogni lavoro fatto, piccolo o grande che sia, dai Comuni, rappresenta posti di lavoro e domanda interna. È tutto funzionale alla crescita. In quest'ottica, è stato anche istituito un fondo per le piccole opere dei piccoli Comuni, quelli che negli anni hanno maggiormente subito il calo della spesa di investimenti. È stato fatto precedentemente. Questi 450 milioni di euro sono stati letteralmente bruciati, perché lì c'era un semplice e unico vincolo: se non li spendi, me li ridai e li diamo al Comune a fianco. Risultato: spesi tutti. Nel decreto crescita abbiamo raddoppiato questo budget . Si arriva quasi a un miliardo di euro. Ma l'altro punto importante è che questo fondo è stato messo a regime (andando a memoria, mi sembra ammonti a 150 milioni di euro). Comunque, queste somme sono stanziate tutti gli anni per alimentare questo fondo. Poi, sarà capacità del Governo attuale e di quelli che seguiranno incrementarlo ulteriormente. Intanto, però, si danno una prospettiva e un messaggio chiari. Veniamo al secondo punto, riguardante le tasse alle imprese. Qui parliamo di crescita e, come abbiamo detto e ribadiamo, sono le imprese che fanno PIL e che fanno crescita. Per quanto riguarda le tasse alle imprese si è intervenuto ulteriormente in relazione a un disegno che ha una sua logica. Il primo intervento è stato fatto in legge di bilancio e riguarda il cosiddetto regime dei minimi, che è stato potenziato moltissimo. Il 15 per cento fino a 65.000 euro ha prodotto dei risultati: nei primi due mesi c'è stato un incremento dell'8 per cento delle partite IVA aperte, che in termini assoluti si traducono in 100.000 nuove partite IVA. Il dato interessante è stato registrato a fine aprile: 411.000 partite IVA hanno aderito al regime dei minimi. Tantissime di queste sono nuove partite IVA: sono posti di lavoro. L'articolo 1 della Costituzione dice che la Repubblica è fondata sul lavoro, non che è fondata sul lavoro dipendente; dice che è fondata sul lavoro e in questo è ricompreso anche il lavoro autonomo. Questo è un meccanismo molto importante per creare nuovi posti di lavoro e, da un lato, anche per far emergere del nero. Abbinato alla fattura elettronica, questo meccanismo consente di far emergere del nero. Alla fine, quando si può pagare solo il 15 per cento (che, in realtà, è anche molto meno deducendo i costi forfettariamente si arriva anche a circa il 10 per cento), chi è disposto a lavorare in nero e rischiare quando praticamente, spendendo quasi nulla, si è a posto e si può andare con dignità in banca a chiedere un prestito per la macchina o un mutuo per la casa? Ciò ha consentito di aprire tantissime nuove partite IVA. Si tratta di piccole attività con 65.000 euro di fatturato, ma dal 1° gennaio - è già legge - si arriva a 100.000 euro con un'aliquota del 20 per cento. In definitiva, le aliquote sono tre e questa è anche una semplificazione: 15 per cento per le piccole partite IVA, 20 per cento per attività fino a 100.000 euro e 20 per cento (che è la riduzione dell'IRES e anche dell'IRPEF per chi è in regime IRPEF) per le aziende in generale. Parlo del 20 per cento perché nel decreto crescita abbiamo fatto un'enorme semplificazione della cosiddetta mini-IRES, cioè della riduzione delle imposte per le aziende, seguendo un unico criterio: si lasciano i soldi in azienda e si paga il 20 per cento (ci arriviamo a scaletta: il primo anno c'è una riduzione; un'altra il secondo e al terzo si arriva al 20 per cento). Tra l'altro, già la prima riduzione vale due miliardi di euro (quindi, non sono bruscolini come riduzione di imposte alle aziende) e poi si arriva al 20 per cento. Ci sono, quindi, tre aliquote: 15 per i più piccoli; 20 per cento per attività fino a 100.000 euro con regime forfettario oppure 20 per cento per attività in regime IRES se si lasciano i soldi in azienda (24 per cento nel caso di dividendi). Questo è anche un modo per dare un quadro chiaro e semplice alle aziende. Inoltre, l'intenzione del Governo è di fare in modo che tutti gli eventuali ed ulteriori spazi siano indirizzati verso la riduzione della pressione fiscale: quindi il 20 per cento può scendere ulteriormente. L'altra cosa importante, al di là della semplificazione del messaggio che si dà, è l'obiettivo: l'investimento privato. Si dice banalmente di reinvestire nella propria azienda; se ciò avviene, si pagano meno tasse. È un unico semplice criterio. Noi non riteniamo efficace che sia lo Stato a decidere cosa deve fare l'imprenditore: «Fai questa cosa e paghi meno tasse o fai quell'altra e paghi meno tasse». Saranno gli imprenditori a decidere cosa fare. Semplicemente, se si reinveste si pagano meno tasse: il messaggio è chiaro e semplice. Un'ultima osservazione prima di concludere. Per quanto riguarda il costo del lavoro, è stato messo a regime lo sconto sull'assicurazione INAIL. Ieri qualcuno diceva che è dal 2023; attenzione, lo sconto medio del 30 per cento dei premi INAIL è già finanziato per i tre anni. Nel decreto crescita lo abbiamo semplicemente messo a regime e, quindi, non finisce ma è per sempre. Faccio una precisazione importante: ciò avviene senza nulla togliere alla sicurezza perché, per quanto riguarda l'INAIL - dobbiamo essere chiarissimi su questo argomento - nulla cambia per quanto riguarda la formazione (basta vedere gli ultimi bandi recentemente emanati per decine di milioni di euro); nulla cambia per gli incentivi a fondo perduto per la prevenzione e nulla cambia per il risarcimento danni (anzi, è stata anche adeguata la tabella che riguarda la rivalutazione del danno biologico). Non c'è quindi alcuna riduzione delle prestazioni, ma semplicemente una riduzione del costo del lavoro perché uno sconto del 30 per cento sull'INAIL è decisamente importante. In estrema sintesi, questo è il disegno che c'è dietro al decreto-legge e agli altri provvedimenti che abbiamo visto come lo sbloccacantieri e la legge di bilancio. Il lavoro non finisce qui e ci auguriamo che, nel prosieguo dell'attività di Governo, il Senato possa contribuire ulteriormente, con capacità di innovazione e con idee, per andare in questa direzione, che è semplice ed è l'unica che dobbiamo portare avanti: fare PIL sostenendo le nostre aziende. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Credo che non si possa accettare il ragionamento che il rappresentante del Governo ha appena illustrato all'Assemblea in merito alla questione per la quale il Governo, in barba alla Costituzione, ha deciso di cambiare l' iter delle leggi e in particolare dei decreti-legge. Credo che la Presidenza abbia il dovere di dire qualcosa su questo. Signor Presidente, lei, noi e tutta l'Assemblea non possiamo accettare questo tipo di atteggiamento e non possiamo accettare che il Governo ci venga a dire queste cose, dopo gli atteggiamenti che ha avuto in Commissione e dopo i ritardi che hanno avuto alla Camera dei deputati su questo provvedimento, chiaramente per loro responsabilità e per responsabilità della maggioranza. Arrivare a dire che ormai le leggi si discutono in una sola Camera e non nell'altra è oggettivamente inaccettabile. Signor Presidente, mi scusi, so che lei ci rimane male quando glielo dico, ma lei ha il dovere di difendere questa Assemblea e il Parlamento (Applausi dal Gruppo PD) , anche di fronte all'arroganza continua di questo Governo e dei suoi rappresentanti, che vengono qua con questo risolino. Signor Vice Ministro, le dispiacerebbe ascoltare? Abbia un atteggiamento corretto nei confronti del Senato! (Commenti e proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az ) . PRESIDENTE. Lei sta parlando con me, senatore Marcucci. Io la sto ascoltando con molta attenzione. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, se questo è il Senato che lei vuole, asservito al Governo, sappia che non è quello che vuole il Partito Democratico e che noi non glielo permetteremo. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Signor Presidente, noi auspichiamo, le chiediamo e la invitiamo a prendere dei provvedimenti nei confronti del Governo e dei modi con i quali lavora e con i quali tratta il Parlamento. (Proteste dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ognuno deve fare il proprio dovere, qua. (Applausi dal Gruppo PD). BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, noi abbiamo già manifestato tutto il nostro disagio e la nostra disapprovazione in sede di voto contrario sul calendario dei lavori. Però, signor Presidente, devo dire che, con tutta la stima per il vice ministro Garavaglia, i cui contenuti e la cui attività tecnica all'interno del Governo non sono in discussione, trovo ci sia molta supponenza in queste spiegazioni. Il bicameralismo perfetto, fino a prova contraria, non è ancora stato abolito. Quindi ciascuna Camera ha diritto, a prescindere dai tempi tecnici elettorali (della campagna elettorale permanente di questo Governo, diviso su tutto), di esaminare i contenuti di un provvedimento così importante come il decreto crescita, esattamente come la Camera - ma questo è un problema loro - avrebbe avuto eguale diritto di esaminare il contenuto del provvedimento sbloccacantieri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, su questo il Governo dice di investire moltissimo, su questo il Governo dice di legare i destini futuri del Paese. E dico «futuri», perché la cosa ridicola di questo provvedimento è che i contenuti vengono tutti rinviati almeno al 2023. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, questo allora non è il Governo del cambiamento, questo è il Governo del rinvio. Però basta, per cortesia, prenderci in giro! Vice ministro Garavaglia, le ribadisco tutta la stima, però non venga qua a raccontarci bugie o libri dei sogni, perché noi non siamo più disponibili a far finta di crederci. (Applausi dal Gruppo FI-BP . Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni). PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, onorevole Fraccaro. Ne ha facoltà. FRACCARO, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti né articoli aggiuntivi... MARCUCCI (PD) . Sei arrogante! FRACCARO , ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . ...dell'articolo unico del disegno di legge n. 1354, di conversione del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi... MARCUCCI (PD) . Non si capisce cosa dice! FRACCARO , ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta . ...nel testo approvato dalla Camera dei deputati. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 34, nel testo identico a quello approvato dalla Camera dei deputati. È convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per organizzare il relativo dibattito. Sospendo pertanto la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 9,25, è ripresa alle ore 9,47) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto-legge recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, nel testo approvato dalla Camera dei deputati Per la discussione sulla fiducia sono stati ripartiti un'ora e quaranta minuti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Seguiranno le dichiarazioni di voto finali e la chiama. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1354 PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, lo scopo del mio intervento era di interloquire con il vice ministro Garavaglia, che non vedo presente in Aula; quindi mi intratterrò con lei, Presidente. Continua il nostro percorso di apprendimento di una fase importante di riforme attuate da questo Governo del cambiamento. Non se ne sono accorti gli italiani e ritengo non se ne sia accorta neanche la gran parte del Parlamento, ma probabilmente - come mi suggeriva il mio collega, senatore Urso - ci è sfuggito qualche tweet . In buona sostanza, abbiamo appreso questa mattina che è stato riformato il bicameralismo perfetto, Presidente. (Brusio). Credo che sia importante, colleghi, perché poi ci regoliamo tutti, anche nella nostra gestione della vita politica: nella settimana in cui dibatteremo un provvedimento già incardinato alla Camera dei deputati, i colleghi senatori potranno decidere di restare a casa, visto che sappiamo già che accadrà ciò che è accaduto in questa settimana con il decreto crescita, che è arrivato all'esame dell'Assemblea senza relatori ed è stato sottoposto a voto di fiducia. Quindi, attraverso il voto di fiducia, il Governo attua la riforma costituzionale per la quale qualcun'altro è dovuto andare a casa. Abbiamo votato un referendum , qualcuno ha bocciato la proposta di revisione del bicameralismo perfetto, la prassi subentra alle lacune della Costituzione, secondo gli "illuminati" (quelli che io definisco i fenomeni di questa legislatura) e, attraverso l'istituto o l' escamotage (come credo sia più corretto chiamarlo) del voto di fiducia in uno dei due rami del Parlamento, viene esautorato l'altro, impedendogli l'approfondimento del provvedimento, la discussione degli emendamenti e il contributo delle opposizioni - e, mi pare di capire, anche di gran parte dei colleghi di maggioranza - a migliorare il provvedimento licenziato dall'altro ramo del Parlamento. Signor Presidente, senza la veemenza che caratterizza gli interventi del Capogruppo del PD, con tutta l'umiltà di un senatore neoeletto, quale io sono, credo che tutto questo vada fermato: credo che tutto questo sia un eccesso di speditezza che vada corretto. Mi fermo qui e mi affido a chi ha la responsabilità di governare l'Aula e di garantire per certi versi anche il decoro. Andando al merito del provvedimento, nel mio intervento di ieri ho già sottolineato che in questo decreto-legge c'è un pot‑pourri di idee e di misure alcune delle quali reputo condivisibili mentre altre no. Meglio di me commenterà l'intero provvedimento il collega De Bertoldi, il quale esprimerà anche la nostra dichiarazione di voto. Ciò che però mi colpisce e che mi procura un dubbio a cui mi è difficile dare una risposta è il seguente: il Vice Ministro delinea poteri taumaturgici di questo provvedimento e ne descrive le caratteristiche divinatorie. Io credo a lui, naturalmente, perché ha a disposizione dei dati di cui noi parlamentari non disponiamo in maniera così approfondita. Lui conosce i due mesi abbondanti di applicazione di questo provvedimento che - lo ricordo - è in vigore dal 1° maggio, quindi meglio di me ne conosce evidentemente anche le possibili ripercussioni positive sull'economia italiana. Il Vice Ministro però ci faccia capire, e ce lo faccia capire bene: è in corso un processo di revisione delle previsioni del DEF? Perché di questo dobbiamo parlare. Il DEF descrive la crescita del Paese prodotta da questo provvedimento, in combinato disposto con un altro provvedimento, lo sbloccacantieri, definito divinatorio, e lo riepiloga allo 0,1 per cento del PIL: credo che questo sia il dato che oggi abbiamo a disposizione. Da quanto descritto dal vice ministro Garavaglia, questo provvedimento ha invece in sé caratteristiche che possono portare a risultati ben maggiori. Allora due, e non altre, sono le ipotesi: o il vice ministro Garavaglia ci viene a raccontare cose di cui non solo lui non è convinto, ma nemmeno l'economia italiana, visto l'andamento di tutti gli indici che in questi due mesi non mi sembra abbiano avuto l'effetto benefico che lui descrive; oppure, come dicevo prima, lui ha a disposizione informazioni più dettagliate e reali di quelle provenienti dalle nostre normali fonti. Se così fosse, ci deve anticipare che è in corso una revisione delle previsioni del DEF, che dovrà essere almeno del 3-4 per cento. Dunque colleghi, e concludo, sotto i nostri inconsapevoli occhi sta avvenendo una riforma costituzionale. Ricordo che nei giorni scorsi, nel corso della discussione sul decreto Calabria, abbiamo evidenziato la presenza all'interno del provvedimento di quattro riforme importanti, per cui questo è un Governo che eccezionalmente realizza riforme importantissime. Oltre ad assistere, sotto i nostri occhi inconsapevoli e ignoranti, ad una riforma della Costituzione e del bicameralismo perfetto, ci troviamo però di fronte anche ad un'autentica rivoluzione dell'economia del Paese che sfugge ai più, ai commentatori e ai giornali economici. Lo stesso direttore de «Il Sole 24 Ore» non se ne è accorto e bisogna che glielo raccontiamo, perché stamattina evidentemente il vice ministro Garavaglia ci ha riferito che le previsioni secondo le quali lo sblocca cantieri, insieme al decreto crescita, avrebbe determinato un aumento dello 0,1 per cento del PIL non sono più reali e che c'è un altro miracolo economico che si sta verificando e del quale noi non ci siamo resi conto. Raccontatecelo meglio, allora, fotografate questo miracolo italiano e ne saremo ben felici. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, quando il Governo e la maggioranza hanno annunciato che avrebbero adottato dei provvedimenti per la crescita del Paese, abbiamo deciso di attendere le proposte che il Ministro competente avrebbe dovuto fare con un atteggiamento di apertura di credito, di attesa benevola, senza alcun pregiudizio e ciò per la semplice ragione che sappiamo che la crescita è un grande problema del Paese, una grande questione nazionale. Sappiamo in quale situazione ci troviamo dopo tredici mesi di Governo gialloverde, per cui abbiamo pensato che forse sarebbe arrivato qualcosa di nuovo e ci sarebbero state fatte delle proposte che ci avrebbero convinto a mutare il nostro giudizio: forse sarebbe arrivato qualcosa di utile per il Paese. Era una speranza vera, non retorica perché, nonostante quanto avvenuto nell'ultimo anno, con l'accumularsi di risultati fallimentari e di scelte sbagliate, sappiamo che può sempre arrivare il momento in cui qualcosa cambia. Che cosa sta alle nostre spalle e che cosa rendeva questo provvedimento un passaggio così importante come ho cercato di dire fino ad ora? In questi mesi non abbiamo visto niente di serio nel campo delle infrastrutture: balbettii, annullamenti di opere importanti, grandi esercizi di propaganda, ma nessun fatto concreto. Abbiamo visto un'attività decisamente insufficiente rispetto ai bisogni del Paese nel campo della gestione delle crisi industriali: ormai è lunghissimo l'elenco di crisi che non sono state gestite o che sono state mal gestite e che stanno portando a risultati assolutamente disastrosi. Abbiamo visto in questi mesi tutti gli indicatori economici principali volgere in breve tempo dal più al meno, senza che si riuscisse in nessuna maniera ad invertire la tendenza. Abbiamo visto - sono dati comunicati ieri dall'ISTAT e che tutti abbiamo accolto con grande preoccupazione - una variabile cruciale come quella della pressione fiscale, della quantità di tasse che nel Paese si pagano in rapporto al prodotto interno lordo, crescere fino a toccare (dato di ieri) un livello record negli ultimi cinque anni. Tutto questo rendeva urgente che venissero prese misure per la crescita. Purtroppo, dopo aver letto attentamente le prime bozze del provvedimento, approvato una prima volta e poi una seconda in Consiglio dei ministri, poi quasi sequestrato alla Camera dei deputati e infine praticamente nascosto al Senato della Repubblica, e dopo aver esaminato a fondo i contenuti del provvedimento in esame, ci siamo dovuti convincere che si stava perdendo un'altra occasione. Il problema sarebbe stato di poco conto se a perdere questa occasione fossero stati solo il Governo e la maggioranza, ma a perdere questa occasione è il Paese, che in una situazione molto difficile, di nervosismo sui mercati internazionali e di giudizio pesantemente negativo sull'affidabilità e la credibilità del nostro Governo nel mondo, non riesce a introdurre un segnale di svolta e un elemento di cambiamento. Dobbiamo dire che, invece di fare una scelta giusta, si è deciso di aggiungere un bruttissimo tassello al già inguardabile mosaico delle politiche per lo sviluppo, che la maggioranza ha portato avanti dal giugno 2018, quando si è insediata. Ci sono stati errori su tutti i fronti, nei tempi e nei modi, perché il provvedimento è stato approvato una prima volta in Consiglio dei ministri ad aprile e oggi è quasi la fine di giugno e ancora ne stiamo discutendo. Un iter così lungo per un decreto-legge, ovvero per un provvedimento che dovrebbe essere motivato dalla necessità e dall'urgenza e che riguarda una materia così delicata, come quella della crescita, che, come ho spiegato fino ad ora, davvero dovrebbe interessare tutti gli italiani, fa sorgere sospetti. Non si è poi sbagliato soltanto nei tempi, ma anche nei modi e nelle procedure. Quello che è accaduto, contro le prerogative del Senato della Repubblica, non lo possiamo liquidare come un'ordinaria mancanza di riguardo istituzionale per un ramo del Parlamento, perché per l'ennesima volta ci siamo trovati a dover fare valutazioni e a dover assumere decisioni su provvedimenti strategici, senza che fosse stato dato a questo ramo del Parlamento il tempo di farsi un'idea compiuta e di esaminare a fondo quanto ci veniva proposto. Pur non potendo scendere troppo nei dettagli in un intervento in discussione sulla questione di fiducia, ritengo sia tuttavia importante provare a far capire, con qualche esempio, cosa proprio non va nel provvedimento che ci viene proposto e che il Governo ha fatto oggetto di una grancassa propagandistica e di una retorica social spesso incomprensibile, data la modestia dei contenuti. Faccio soltanto tre esempi, il primo dei quali è quello che mi fa davvero più male, perché la crescita è davvero una grande questione nazionale e nel nostro Paese ci sono nodi che la frenano, da decenni. Tutti sappiamo che non è facile sciogliere completamente quei nodi, ma sappiamo anche che sarebbe estremamente necessario far vedere che si fanno passi nella direzione giusta. Prendiamo allora come esempio quello che è stato deciso di fare sul Piano industria 4.0, una delle misure più importanti, messa in campo nella legislatura in cui abbiamo governato. Prima si è demonizzata, si è detto che non serviva a niente e che era un insieme di regali alle aziende più grandi del Paese. Poi, dopo aver visto che la decisione di farla fuori, sostanzialmente, stava provocando non soltanto una rivolta, ma effetti economici estremamente pesanti, si è deciso, con il provvedimento in esame, di fare marcia indietro sul super-ammortamento. Apprezziamo la decisione di fare marcia indietro, ma non possiamo non dire, soprattutto in questo contesto, che la marcia indietro è troppo poco sincera e troppo poco decisa. Il ripristino degli incentivi è assolutamente parziale e, soprattutto, non si fa niente per quei due provvedimenti cruciali di industria 4.0, che avevano costituito uno dei vanti maggiori della nostra attività nella scorsa legislatura: il credito d'imposta per la formazione e il credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo. Se noi vogliamo finalmente cambiare la traiettoria della produttività in questo Paese, aumentare il potenziale di crescita e le chance della popolazione lavorativa e delle imprese, dovremmo preoccuparci della quantità di ricerca, sviluppo e formazione che riusciamo a garantire. Purtroppo non c'è stato alcun segnale da questo punto di vista. La scelta che invece fa più male, perché veramente rivela l'incapacità di avere una visione generale delle necessità di questo Paese sul piano dello sviluppo, è quella sul costo del lavoro. Il costo del lavoro, comunque lo si riduca, è quasi sempre una cosa giusta, c'è una probabilità su cento che si faccia una cosa sbagliata riducendo il costo del lavoro, eppure siete riusciti a infilarvi in quel caso su cento in cui anche la riduzione del costo del lavoro crea dei problemi. (Applausi dal Gruppo PD) . Infatti, si poteva ridurre la quantità di contributi previdenziali che le imprese sono chiamate a pagare per i loro lavoratori, si poteva agire sull'Irpef per aumentare il salario netto dei lavoratori stessi. Una cosa non si poteva fare: ridurre i premi assicurativi per gli infortuni sul lavoro, mettendo in apprensione il sistema della prevenzione e della repressione delle irregolarità per quanto riguarda la legislazione infortunistica sui luoghi di lavoro. (Applausi dal Gruppo PD) . Siete riusciti a fare anche questo e dovreste farvi delle domande. Quanto alla scelta su Alitalia, lasciatemi dire che invece di fare qualcosa di utile per una grande impresa di questo Paese che le restituisse competitività e le desse la prospettiva di un futuro sostenibile, si è deciso di fare l'ennesimo inchino a un dogma statalista e dirigista e soprattutto si è deciso per l'ennesima volta di buttare via denaro. Mi domando poi se questo sia un provvedimento o non sia soltanto un cumulo di scelte incoerenti, parziali, frammentarie, che non disegna una strategia ma solo una faticosissima e scomposta rincorsa verso consensi che purtroppo io credo siano in questo momento largamente superiori rispetto a quanto di utile state facendo per questo Paese. Penso che dovreste esaminare a fondo gli errori e le scelte sbagliate che ci sono in questa legge, ma sono sicuro che ancora una volta non sarà fatto e che si cercherà con il rumore della propaganda di coprire la miseria dei fatti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, ieri abbiamo parlato di questo atleta non particolarmente performante che è l'Italia. Abbiamo ricordato, per condividerli tra tutti, i dati che ci testimoniano come questa azione di Governo dell'ultimo anno non ci ha consegnato quella meraviglia, quel cambiamento positivo tanto proclamato nelle piazze, che ha già deluso moltissimi cittadini. Vogliamo ricordare che solo ieri l'ISTAT ha certificato che il deficit nel primo trimestre del 2019 è del 4,1 per cento: prendetelo come monito e da lì partiamo per dire che se è vero quello che prima ci ha raccontato il vice ministro Garavaglia, e cioè che la crescita si può fare solo attraverso le imprese che pensano al futuro, che ricercano, che creano lavoro, che danno lavoro, che esportano, e una pubblica amministrazione che fa quello che deve fare, cioè prendere i dati che ormai ha già tutti in forma telematica, metterli a sistema, compilare, semplificare la vita alle imprese, se è vero quello che ha detto, ovvero che le aziende non possono, in questo momento storico, avere un euro di costo in più, non si capisce cosa sia il salario minimo a nove euro, che uccide le imprese, sappiatelo. Non serve a niente un decreto crescita in cui sono investiti solo 400 milioni di euro se poi si uccide tutto il sistema Paese. Occorre fare una riflessione seria e la faremo nei prossimi giorni, ma non si possono uccidere in un colpo solo le aziende e la contrattazione collettiva. L'unica cosa intelligente che si può fare in questa fase sul salario minimo è fare quanto dice l'OCSE: al massimo sei-sette euro a livello europeo e quindi il salario minimo europeo, evitare il dumping salariale in Europa. Questa è l'unica cosa intelligente che si può fare in Italia con l'Europa, per l'Europa e per la crescita. L'altra cosa che non si può assolutamente fare è prendere in giro le imprese. I minibot sono un'enorme presa in giro per le imprese. La cosa intelligente che invece si può fare è negoziare flessibilità positiva, cioè andare in Europa da Paese esemplare di cos'è la nuova Europa e negoziare flessibilità positiva che dia aria e respiro alle imprese e all'Italia. Ieri abbiamo discusso moltissimo in senso critico. Oggi mi piacerebbe parlare di quello che abbiamo lasciato negli ordini del giorno, come testimonianza per il futuro. Ed è una misura per le imprese. Avete scritto per le imprese una cosa che era già molto controintuitiva: che, finalmente, il contribuente possa essere chiamato in contraddittorio in fase di accertamento. Avete anche scritto che va bene che le aziende tengono la contabilità sui registri meccanografici, perché non serve intasare di carta le nostre aziende. Quello che non avete scritto è il futuro delle imprese. È il futuro del controllo, è il futuro dell'accertamento. Se stiamo andando verso la meccanizzazione, l'informatizzazione, la conservazione sostitutiva dei documenti, anche l'Agenzia delle entrate, anche la pubblica amministrazione deve controllare online . Non ha assolutamente senso che si chieda, come è scritto in questo decreto-legge, di stampare in caso di accertamento. Ma stiamo scherzando? Dobbiamo stampare? La pubblica amministrazione si adegui. L'altra misura che non c'è in questo decreto, e lo abbiamo detto, è una visione sulle infrastrutture. Non abbiamo trovato niente sul TAV. Non abbiamo trovato niente sul futuro dei collegamenti e sulle infrastrutture. Nulla. Abbiamo trovato solo una grandissima confusione su quello che si vuole fare. Si privatizza ciò che si voleva pubblico, cioè l'acqua. Si nazionalizza ciò che si voleva privato, cioè Alitalia. E sulle infrastrutture autostradali una grandissima confusione. Un suggerimento ve lo abbiamo lasciato: il recepimento della direttiva europea che prevede di superare la totalizzazione. Non ha alcun senso che solo in Italia ci siano delle in house che devono essere partecipate al 100 per cento dal pubblico. In tutta Europa hanno capito che la partecipazione dei privati con questa logica efficientista e imprenditoriale aiuta l'efficienza e lo sguardo verso il futuro, anche delle in house . Questo è il suggerimento che voi avete approvato e che noi vi abbiamo lasciato sulle infrastrutture autostradali. Sulla crescita e sul lato consumi, anche qui un suggerimento. Se si vuole aumentare la crescita bisogna lasciare maggiore capacità di spesa alle famiglie. Di qui due emendamenti: uno importante, anche simbolico, sulla tampon tax. Perché le donne e le famiglie italiane devono pagare il 22 per cento di IVA oggi e il 26 per cento domani sugli assorbenti, visto che già sappiamo che non sarete assolutamente in grado di sterilizzare le clausole di salvaguardia? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lasciatela questa capacità di spesa. Fate quello che si fa in Europa. Riducete l'IVA al 5 per cento. Sono prodotti di prima necessità, come lo sono quelli per l'infanzia e quelli per le persone anziane. Se c'è una cosa giusta da fare, è lasciare maggiore capacità di spesa alle famiglie, alle persone, alle donne, per i bambini e per le cose che servono, cioè per la formazione. Arriviamo ai giovani. Quello che avete scritto non ha senso. Non ha alcun senso chiedere a delle persone super formate, che sono all'estero e che guadagnano tre volte tanto quello che si guadagna qui, di tornare in Italia per avere una detrazione di 250 euro al mese. Ma non è interessato nessuno a questa detrazione! Non la vuole nessuno! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo decreto-legge non è un decreto crescita. In primis , perché non ha nessuna visione di futuro e nessuna visione di come seriamente, con metodo, si voglia fare la crescita. Investite solo 400 milioni di euro, la stessa cifra che Veneto e Lombardia, pro quota , investono per le olimpiadi 2018. Avete già scritto che la crescita sarà dello 0,1 per cento del PIL, quando è già scritto, e per questo ce le hanno assegnate, che le Olimpiadi porteranno, solo loro, il 3 per cento di aumento del PIL. Non è serio. È un decreto d'urgenza sospeso. Mancano trentanove decreti attuativi. Moltissimi provvedimenti entreranno in vigore nel 2023. È anche un decreto facoltativo, come per le cartelle e i Comuni. Ma alcuni Comuni possono decidere se farlo o no, perché è facoltativo. Io capisco che ci debba essere il livello di decisione, ma che senso ha scrivere una norma del genere? Quanto agli investimenti sulle ZES e agli investimenti sulle aree di crisi, si usano i fondi senza alimentare i fondi, senza aggiungere un centesimo. Questa non è crescita. Non si può generare la crescita così; si può scrivere solo un titolo, che è ciò che avete fatto. Noi a tutto ciò diciamo basta e vogliamo semplicemente lavorare chiudendo un capitolo molto triste della storia italiana per costruire un futuro migliore. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, anche pochi minuti fa il vice ministro Garavaglia ci ha parlato del bicameralismo. In verità, questa discussione sul ruolo dell'Aula e del Senato nulla ha a che fare con il bicameralismo. Se il problema fosse una riforma costituzionale, come Governo del cambiamento avreste dovuto impostare una riforma costituzionale, invece, vi siete limitati a ridurre il numero dei parlamentari e non ci pensate nemmeno a impostare una riforma. In verità, la situazione è molto differente. Lo dico soprattutto ai colleghi e alle colleghe del MoVimento 5 Stelle: voglio solo immaginare per un attimo cosa avreste fatto se nella legislatura precedente vi foste trovati nella situazione in cui mi trovo io, all'opposizione, senza possibilità di discutere il bilancio dello Stato e senza possibilità di discutere alcun provvedimento. Sareste saliti su quei banchi, avreste dichiarato l'arroganza della maggioranza e avreste protestato senza soluzione di continuità. Vorrei allora fare una riflessione breve e con simpatia: guardate che, quando si arriva al potere e non si hanno gli anticorpi, il potere snatura. Non è capitato solo voi, è capitato già in altre fasi. Su questo dovreste aprire una riflessione. L'agenda la dà il Ministro di tutto, cioè il premier- vice premier e ministro di tutti i Dicasteri Salvini. Vi indica l'agenda, fino alla figura ridicola di un Paese come l'Italia di fronte alla vicenda che si sta vivendo a Lampedusa. Sono stati bloccati lì per tanti giorni tanti immigrati e, nello stesso tempo, arrivano altri dieci immigrati e nessuno dice niente perché c'è la campagna elettorale del ministro di tutto Salvini. Voi, supini, accettate tutto, in nome del fatto che non si può far altro perché, se si andasse a votare, il rischio sarebbe subire un colpo. Il Governo del cambiamento ha prodotto la malattia di sempre della vecchia politica: si diventa politicisti, si prescinde dai contenuti, si abbandonano le cose che si sono dette con grande certezza e si subisce il fascino del potere per esercitare potere e per fare nomine. Colleghi e amici del MoVimento 5 Stelle, vi auguro che parta davvero un'inversione di tendenza. Vengo ora al decreto crescita. Ciò che colpisce è un dato sintetizzato nella replica del Vice Ministro: non esiste un dato, che sia dell'Istat o dei certificatori internazionali, che sulla congiuntura economica non segni un elemento negativo. Cresce la cassa integrazione, cresce la distanza sulla produttività, diminuisce l'uso dell'energia elettrica per gli impianti industriali; insomma, tutti dati negativi. Non avete intenzione di prenderne atto e raccontate che la diminuzione delle tasse produrrà una grande ripresa. Io sono frontalmente contrario alla flat tax , ma questa la prendo come un'autocritica. Ve l'avevamo detto, discutendo, senza possibilità di incidere, sulla legge di bilancio che avete fatto: voi le tasse le avete aumentate e non diminuite, ma andate in televisione a raccontare il contrario. Prendete i dati Istat contestateli e metteteli in discussione: lo so che non vi fa bene, ma tanto quello che viene detto in quest'Aula rimane qui, perché il sistema di comunicazione è concentrato sulla Sea Watch. Prendetene atto: avete aumentato le tasse, cari colleghi. Volete un altro esempio? Nella legge di bilancio, al di là di come la si pensi, avete smontato il superammortamento: adesso lo rimontate. Questo perché, in verità, non avete alcuna strategia per questo Paese. Criticate i Governi precedenti, ma non avete alcuna visione alternativa e anche le dichiarazioni del vice ministro Garavaglia non risolvono i problemi. Vorrei fare solo un esempio: il vice ministro Garavaglia ha detto di voler semplificare e, per la politica industriale, dare un premio a chiunque investa, dovunque lo faccia. Vorrei far presente che nessun Paese dell'Europa o dell'Occidente che affronta la politica industriale fa una scelta di questo tipo. Noi siamo la seconda manifattura europea, ma - attenzione - nei settori a maggior valore aggiunto nei prossimi anni, dalle biotecnologie alle nanotecnologie, alle scienze della vita, saremo dei nani. Una politica industriale seria, considerando le caratteristiche del nostro sistema produttivo, dovrebbe indirizzare gli investimenti verso i settori e le filiere strategici del futuro; ma di questo non avete la minima idea. Avete adottato tanti provvedimenti, alcuni anche utili e positivi, ma in verità non riuscite a costruire una strategia. Del resto, la pensate in modo opposto tra di voi. Tutte le volte che vi trovate a discutere di qualcosa, non ci date la possibilità di dare un contributo, per una ragione molto semplice: arrivate all'ultimo momento ad una sintesi un po' di qua e un po' di là, un po' a me e un po' a te. È chiaro che non c'è un disegno e che non c'è un progetto per questo Paese. Dite cose sacrosante, come sburocratizzare o sbloccare i cantieri. Vedremo; di fatto, gli investimenti stanno calando e vedremo cosa produrrà quello sbloccacantieri. Avete detto che i provvedimenti sbloccacantieri e crescita produrranno una crescita dello 0,1 per cento; voi l'avete detto. A proposito, vorrei chiedere se in quest'Aula o nelle Commissioni si può fare il punto su cosa sta succedendo sul reddito di cittadinanza e quota 100. Visto che si parla di rilevanti risparmi, ci portate i dati? Informate quest'Assemblea di come siamo messi, di quanto si sta spendendo, di quanto arriva nelle tasche dei cittadini, di quello che sta producendo? Perché, in fondo, la democrazia è questo: voi avete il diritto e il dovere di governare, ma noi come opposizione abbiamo il diritto di chiedervi di darci i dati e di capire cosa sta succedendo. Infine, signor Presidente, colleghe e colleghi, come ho detto anche nel mio intervento di ieri, mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore il Servizio sanitario nazionale: l'articolo 14 è un attacco frontale al sistema sanitario nazionale. Se avete il coraggio dite che volete privatizzare; se non avete il coraggio, cambiate quella norma, perché è una vergogna che si metta in discussione un servizio sanitario già in grave crisi. Leggete quello che sta oggi in Rete in relazione agli impegni che si è preso il ministro Bussetti. Signori, noi stiamo chiamando i medici militari e i medici in pensione, stiamo facendo cose inaudite dal punto di vista dell'emergenza e non siete ancora riusciti a fare la scelta fondamentale per affrontare questo problema: aumentare significativamente le specializzazioni e consentire al sistema sanitario di andare avanti. Vorrei che fosse chiaro, lo dico con certezza: nessuno domani potrà dire, in quest'Aula, che non conosceva le conseguenze dell'articolo 14. Avete detto che i fondi sanitari non sono commerciali: vi prego, fermatevi, nell'interesse della dignità e del diritto alla salute dei cittadini. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD e del senatore Di Marzio) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, uno degli slogan più in voga nel 1968 era: «Immaginazione al potere»; nel 2018, però, in Italia non è andata al potere l'immaginazione, bensì la demagogia, la propaganda e l'incompetenza. Avete pomposamente chiamato decreto crescita il provvedimento in esame; mi si lasci dire che di crescita non c'è neanche l'ombra nei tanti articoli che si sono via via aggiunti. C'è la correzione di alcuni clamorosi errori della legge di bilancio del 2019: gli incentivi del piano Impresa 4.0, che avevate smontato e rimettete (meglio tardi che mai); avete cambiato la mini Ires, che non funzionava. Nel provvedimento in esame c'è il contrordine sulle banche, lo dico agli amici 5 Stelle: erano le nemiche del popolo e adesso salvate la Banca Popolare di Bari, però vi vergognate di dirlo perché pudicamente chiamate questa norma «Incentivo fiscale per promuovere la crescita dell'Italia meridionale», ma è un provvedimento salva banche. (Applausi dal Gruppo PD) . Nel decreto-legge in discussione vi è poi una serie di pasticci. Noi avevamo varato la norma per il rientro dei cervelli: è diventata una detassazione generalizzata di tutti quelli che vengono in Italia, compresi i calciatori. Alitalia non si sa che fine farà, però intanto 650 milioni per la compagnia aerea li prenderete dalle bollette elettriche; sul cosiddetto salva Roma e il salva Comuni, 490 milioni saranno presi dal Fondo industria 4.0, cioè soldi sottratti alla crescita e allo sviluppo. Vi è inoltre la madre di tutti i disastri: la ex Ilva di Taranto. Nel provvedimento, infatti, togliete lo scudo legale, date un alibi agli azionisti privati per andare via da questo Paese, mettete a rischio il più grande investimento nel Mezzogiorno, i piani di protezione ambientale per i cittadini di Taranto e 15.000 posti di lavoro in una delle aree più sfortunate del Mezzogiorno d'Italia. (Applausi dal Gruppo PD) . Dov'è la crescita in questo decreto-legge? Non c'è la crescita, c'è l'ennesimo capitolo del totale fallimento della politica economica di questo Governo. Questo è quanto emerge dal provvedimento al nostro esame. Nove mesi fa, da quel mitico balcone di Palazzo Chigi, avevate annunciato la manovra espansiva che avrebbe portato la crescita all'1,5 per cento e avrebbe abolito la povertà. Avete fatto la legge di bilancio, avete fatto debiti su debiti per quota 100 e reddito di cittadinanza, avete bloccato le grandi opere pubbliche a partire dal TAV, avete smontato il programma Impresa 4.0. Credo che dodici mesi di Governo abbiano dimostrato che con gli slogan non si governa e che la realtà, prima o poi, il conto lo presenta. Il conto è arrivato, purtroppo, nel nostro Paese perché la crescita sta a zero, perché la cassa integrazione è cresciuta del 35 per cento rispetto a un anno fa e perché sul tavolo del ministro Di Maio ci sono 158 crisi aziendali con 300.000 posti di lavoro a rischio, ma il ministro Di Maio è in campagna elettorale permanente e quei tavoli rimangono deserti e non vengono affrontati. (Applausi dal Gruppo PD) . Sono tavoli che vanno dalla Pernigotti all'ex FIAT di Termini Imerese, passando per la Whirlpool, per l'Alcoa e per Mercatone Uno. L'elenco è infinito e sono centinaia di migliaia di posti di lavoro che meriterebbero la massima attenzione da parte del Governo. Doveva essere un anno bellissimo il 2019. È diventato l'anno della stagnazione. Signor Presidente, i prossimi giorni saranno decisivi per l'economia di questo Paese, innanzitutto per la procedura di infrazione comunitaria. Sia chiaro: noi facciamo il tifo per l'Italia, vogliamo che questo Paese eviti la procedura di infrazione e siamo contenti di ascoltare dal ministro Tria che ci sono tutte le condizioni per evitarla, perché sarebbe un disastro per il nostro Paese. Ma in quest'anno, signor Presidente, la procedura di infrazione l'Italia se l'è creata da sola, ce la siamo costruita da soli con un autolesionismo senza precedenti. Lo spread a 250, la sfiducia dei consumatori e delle imprese, il blocco degli investimenti hanno una causa fondamentale: la politica economica di questo Governo, non l'Europa. L'incertezza, la paralisi delle decisioni, il blocco delle grandi opere, il debito che torna a crescere e il timore più grande: che l'uscita dell'Italia dall'euro non sia una fantasia ma un'opzione concreta per una larga parte di questa maggioranza e di questo Governo. Questo è il macigno che sta di fronte al Paese e che avete messo voi, il macigno che blocca la crescita e blocca il rilancio della nostra economia. Questi macigni noi li dobbiamo togliere se vogliamo realmente produrre crescita nel nostro Paese. Dobbiamo tornare a dialogare e a negoziare seriamente con l'Europa. Dobbiamo ricostruire la fiducia dei consumatori, delle imprese, di tutti gli attori dell'economia. Dobbiamo dare loro un orizzonte di certezze e dobbiamo darci obiettivi seri di politica economica come, ad esempio, tagliare le tasse: sì, ai lavoratori, alle imprese che assumono e che investono abbattendo all'evasione fiscale, non facendolo a deficit ,ma disboscando la giungla delle agevolazioni e restituendo equità al sistema fiscale italiano. Dobbiamo trovare risorse per la scuola, per la sanità, per le politiche familiari e dobbiamo farlo riprendendo la revisione della spesa che i Governi di centro-sinistra avevano avviato e che voi avete abbandonato. Dobbiamo fare investimenti? Sì, i soldi ci sono e sono stati stanziati. Dobbiamo concentrarli però, perché voi li avete dispersi in mille rivoli e in questo modo i soldi non riusciamo a spenderli e dobbiamo concentrarli sulla sfida decisiva per il futuro del nostro Paese: la sostenibilità ambientale, Agenda 2030 e il cambiamento climatico. (Applausi dal Gruppo PD) . Dobbiamo rimettere sotto controllo il debito e dobbiamo farlo non perché ce lo chiede Bruxelles ma perché è una delle responsabilità più grandi che abbiamo nei confronti dei nostri figli. Concludo, signor Presidente, aggiungendo che una strada alternativa, una diversa politica economica esiste. Noi vogliamo costruirla, insieme ai lavoratori, alle imprese e al terzo settore, vogliamo costruirla insieme all'Italia che combatte e che non si rassegna alla stagnazione, non si rassegna all'incompetenza e non si rassegna alla demagogia. È un'Italia che merita un futuro migliore. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, intervenendo su questo provvedimento, che non ha visto e non vedrà la discussione della parte emendativa, perché ormai è stata posta la questione di fiducia, devo manifestare tutto il disagio, come parlamentare, per il caos che si è venuto a creare. Prima di tutto, il provvedimento avrebbe dovuto avere carattere di urgenza, due mesi fa, allo scopo di far crescere l'economia: in realtà, i dati Istat ci dicono l'esatto contrario, perché comunque da due mesi il provvedimento produce - o avrebbe dovuto produrre - i propri effetti benefici sulla crescita, ma l'encefalogramma è completamente piatto. A generare disagio, però, è anche il disordine del provvedimento, per cui è difficile esprimere un giudizio: personalmente, guardando i cinquanta articoli attuali, posso trovare una serie di interventi che condivido, ma ve ne sono altrettanti inutili e altri assolutamente non condivisibili. Si tratta quindi di una manovra bis senza soldi, come emerge dal fatto che, se uno si mette a sommare, alla fine le risorse in gioco per la crescita di un Paese di 60 milioni di abitanti e 1.800 miliardi di euro di prodotto interno lordo sono 500 milioni circa: questi sono i valori e le entità in discussione. Qualcuno può dire che il ruolo normativo ha la funzione di attivare una serie di regole diverse perché si sviluppi l'economia, anzi - secondo coloro che stanno dalla parte del mio pensiero - perché sia il privato a sviluppare e fare nuove imprese. Ci rivolgiamo alle imprese, affinché di conseguenza il privato possa investire, creare posti di lavoro e dare quello sviluppo che ci si attende da un provvedimento come questo. In realtà, però, con ogni provvedimento ingabbiamo il privato e troviamo il modo di fermare qualcosa. Ne stiamo vedendo il caso estremo: con quello in esame, probabilmente si chiude una pagina della siderurgia in Italia, forse la più importante d'Europa, quella di Taranto. Si tratta quindi di una scelta per licenziare altre migliaia di dipendenti e chiudere una partita che potrebbe costare veramente cara non solo all'Italia, ma a tutta l'Europa. Infatti, avere la più grande acciaieria d'Europa significa anche essere competitivi rispetto al prezzo: andare a comprare dalle realtà asiatiche e dalla Cina in particolare, ancorché amiche, probabilmente rischia di costare molto più caro, con conseguenze decisamente pesanti sul sistema della nostra economia. Il provvedimento presenta quindi disordine e slogan per la crescita, in un momento in cui dall'altra parte abbiamo il confronto con l'Unione europea, che spero continui a svolgersi secondo le indicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia, con la massima serietà e la valutazione complessiva del sistema Italia, scongiurando una nefasta procedura d'infrazione nei nostri confronti. Per evitare tutto ciò, colleghi, oggi avrei preferito trovarmi in quest'Aula a dire di non essere d'accordo con il vostro disegno generale e su cosa ponete come presupposto e attivazione normativa per la vostra politica. In realtà, non è possibile: non c'è un disegno, non c'è un percorso. Vi è una gestione quotidiana, con risposte tramite tweet alle tante emergenze di questo Paese che si manifestano. Con una preoccupazione: il vice ministro Garavaglia - di cui personalmente apprezzo molto l'impegno - ha fatto una considerazione, dicendo che la prima applicazione ai forfettari, una prima flat tax attivata con la manovra finanziaria di dicembre, ha creato l'opportunità perché nascessero molte nuove imprese. Sono due le considerazioni nel merito: la prima è l'invito a stare attenti e a leggere cosa sono le nuove imprese. Stiamo attenti alla terziarizzazione indotta per legge. Noi siamo convintamente a sostegno del libero mercato e siamo i primi fautori della libertà di impresa, ma stiamo attenti alle terziarizzazioni fasulle, che creano imprese che imprese non sono: questa è la realtà che si sta verificando nel Paese. Mi auguro che anche il Governo se ne renda conto - mi rivolgo al Sottosegretario che non sta più scrivendo, quindi posso trasferire il messaggio direttamente al Governo - e ponga la massima attenzione su tutto ciò. Dobbiamo infatti arrivare a ragionare complessivamente. Nel Paese, avere un disegno alternativo significa fare la riforma fiscale complessiva, perché la riforma a pezzi crea danni; significa pensare che abbiamo un sistema sanitario che non tiene più e che rischia di essere solo per i ricchi e per i raccomandati, colleghi, perché la povera gente la mandano a fare la TAC un anno dopo. Probabilmente ai ricchi e ai raccomandati questo non succede. Significa pensare che abbiamo un Paese che non cresce come il resto d'Europa, che però - lo vorrei ricordare - ha le stesse nostre regole, che quindi è bloccato da un qualcosa che dipende da noi e anche da quest'Assemblea: ecco di cosa dobbiamo renderci conto. Abbiamo una scuola che, nonostante il costo e il peso anche notevole sul bilancio dello Stato, continua a scivolare nelle statistiche sui livelli di istruzione (pur con tutte le considerazioni che si possono fare su questi modelli di statistica) a livello mondiale o a livello europeo. Quindi, colleghi, la sostanza è questa: parliamo di crescita e l'Istat ieri ci dice che non cresciamo. Forse con il provvedimento di oggi cambierà completamente la storia e da domani vedremo invertirsi il tutto, ma per misurare questo, colleghi che fra poco voterete la fiducia, vi faccio una domanda: vi fidereste ad accendere un mutuo a tasso variabile oggi pomeriggio? Se avete tanta fiducia, colleghi della maggioranza, vi fidereste a scegliere il tasso variabile oggi pomeriggio? O chiedereste il mutuo a tasso fisso? Io lo chiederei a tasso fisso, ma sono all'opposizione. Ecco qual è la questione ed ecco l'indicatore, perché se uno ci crede, deve crederci fino in fondo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ecco perché non possiamo dirci contenti, non fosse altro perché anche i nostri 200 emendamenti non sono stati presi in considerazione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD e del senatore Steger ). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, membro del Governo, onorevoli colleghi, ci vuole un certo senso del coraggio - che voi avete - e anche un po' di faccia tosta, nel venire qua a parlare di decreto crescita (in sintesi: de-crescita). Ci vuole un po' di coraggio, perché il vostro Governo e la crescita sono due mondi paralleli, destinati a non incontrarsi. Da quando ci siete voi è sparita, la crescita. Ci sono due letture diverse: voi dite che è solo un fatto di sfortuna, noi pensiamo che siate incapaci, ma quello che è certo è che i numeri parlano per voi. (Applausi dal Gruppo PD) . Quando siamo partiti, il Governo Monti e il Governo Letta stavano intorno al meno 2 per cento di crescita del PIL, quindi in decrescita; i nostri Governi sono arrivati poco sotto al più 2 per cento; con voi siamo tornati allo zero. Esplode la cassa integrazione, cresce la pressione fiscale, il Paese va peggio di prima. Il dramma è che avete fatto tutto da soli. Si dice: voi crescevate perché avevate Draghi. Ce lo avete anche voi, ce lo abbiamo anche noi e "meno male che Draghi c'è", si sarebbe detto una volta. (Applausi dal Gruppo PD) . Il punto è che, da quando il Ministro dello sviluppo economico è uscito da quel balcone (deve aver fatto effetto), voi non siete più rientrati in voi stessi. Questo dramma vede l'Italia in difficoltà. Potete manipolare le parole, ma non la realtà. (Commenti dal Gruppo M5S). Qui un tempo era tutto un accusare: « Premier non eletto»; oggi si chiama «avvocato del popolo». (Applausi dal Gruppo PD) . Qui un tempo era tutto «inciucio vecchio stile»; ora si chiama «contratto di Governo». Tra l'altro, ci avevate spiegato, signori della maggioranza, che avreste fatto il contratto di Governo perché almeno non si sarebbe litigato: rispetto a voi, «Beautiful» è il paradiso terrestre, per i litigi costanti dei quali state dando pessima prova. (Applausi dal Gruppo PD) . Qui un tempo era tutto «onestà»; adesso si definisce «49 milioni», si fa prima. Qui un tempo, quando si metteva la fiducia - la numero 13 dall'inizio della legislatura, la quarta al Senato, 9 alla Camera - la vice presidente del Senato attuale, senatrice Paola Taverna, faceva una diretta Facebook e diceva: «Mettono la fiducia: siamo in dittatura». Ora, naturalmente, la senatrice Taverna ha compiuto un percorso che l'ha portata alla vicepresidenza del Senato, dopo una breve esperienza come esperta di vaccini, e noi siamo contenti di questa grande modifica, di questo cambiamento che la riguarda; ma il fatto è che mettete una fiducia al mese ("se potessi avere una fiducia al mese!"). Supremo emblema di questo ragionamento è la sfida olimpica. «Pensionati a rischio povertà, aziende che non rinnovano i contratti e il Governo parla di Olimpiadi»: questa espressione, questo tweet è dell'attuale vice presidente del Consiglio, onorevole Luigi Di Maio. Da quando ha abolito la povertà, lui è a posto e le Olimpiadi si possono fare. L'altro vice presidente del Consiglio, Salvini, diceva: «Renzi vuole fare le Olimpiadi: ricoveratelo». Magari è semplicemente un atto di attenzione, un checkup si fa sempre volentieri, ma io non utilizzo l' hashtag «Ricoveratelo», che Salvini rivolgeva a me quando noi volevamo fare le Olimpiadi, salvo poi essere oggi a cinque cerchi da una settimana, pieno di gioia ed entusiasmo per le Olimpiadi. Dico «ricordatevelo», non «ricoveratelo». Matteo Salvini cambia idea su tutto: è anche un fatto incoraggiante, magari cambierà idea anche su altro. Lo ricordo quando parlava della Corea del Nord, dove, a suo dire, vigeva un grande senso di comunità. Adesso va alla Casa Bianca, meglio così. Me lo ricordo quando intonava: «Senti che puzza, scappano anche i cani: stanno arrivando i napoletani», parole dello statista di Pontida, e oggi dice «Viva il Sud». Meglio così, ha cambiato idea. (Applausi dal Gruppo PD) . Tifava Francia ai Mondiali del 2006, Salvini, in una bellissima diretta per Radio Padania. Ha iniziato con i comunisti padani, signor Presidente, difendendo il Leoncavallo, ora parla di «zecche dei centri sociali». Insomma, Matteo Salvini cambia idea. Magari fra dieci anni lo troveremo volontario di una nave ONG nel Mediterraneo, con la scritta «Aprite i porti». Non lo sappiamo. (Applausi dal Gruppo PD) . Quello che è certo è che, se ci fossero le Olimpiadi estive, noi avremmo il miglior candidato per la specialità dei tuffi con carpiato, avvitamento e triplo salto mortale; però le Olimpiadi estive non ci sono, abbiamo vinto quelle invernali. Non ci sono perché? Perché la sindaca Raggi ha detto no e pare - dai sacri testi, il libro dell'ex onorevole Di Battista - che questo no sia arrivato dopo un summit presso il meccanico di Di Battista, tra un cambio olio e l'altro: il consulto popolare, guidato da Di Battista, pare che abbia espresso questo niet alle Olimpiadi, con il risultato che oggi Roma è più lontana dalle altre capitali europee. Mi rivolgo ora non ai senatori del MoVimento 5 Stelle, ma a quelli di sinistra che ci hanno fatto la morale dicendo che noi non eravamo abbastanza credibili e che hanno voluto, per una volta, darci un segnale, esprimere un voto di protesta: votare 5 Stelle, come sanno a Roma e a Torino, produce effetti collaterali che durano anni. È come se provocasse un fallimento, che Roma e Torino stanno vivendo e che purtroppo rischia di vivere anche il Sud. Ovviamente i colleghi non ci crederanno, perché il Presidente del Consiglio ha detto che questo sarà un anno bellissimo. Il Presidente del Consiglio, questo aspirante meteorologo, vice dei suoi vice, portavoce del suo portavoce, cerimoniere senza cerimonia, che non riesce a mettere bocca sulla Libia, sul Venezuela, su Trump, su Xi Jinping, sulle nomine: va alle riunioni delle nomine con Casalino; ha scambiato le nomine con le nomination , però un certo know how , su questo, sicuramente Casalino può portarlo. Questo Presidente del Consiglio ci ha detto che è un anno bellissimo. E pensare che quelli dell'UCIMU, l'associazione di categoria che si occupa di macchinari e infrastrutture, spiegano che dopo che noi avevamo fatto i super e gli iper ammortamenti e Industria 4.0 c'era stata una crescita record . Adesso invece si è bloccata. Voi, con questo decreto-legge, togliete i soldi alle imprese che innovano (Applausi dal Gruppo PD) e li date agli amministratori incapaci che hanno portato i Comuni al predissesto. Alle sindache e ai sindaci della Lega - lo ammetto, pur avendo idee diverse, ce ne sono di bravi in quest'Aula - dico: state dando i soldi a quegli amministratori che, quando eravate in Comune, contestavate perché portavano i propri Comuni al dissesto. Si può sapere, signor Presidente del Senato, membri del Governo, se la TAV si fa o non si fa? Perché il ministro, anzi fortunatamente vice ministro, Laura Castelli - quella di «Questo lo dice lei!» - ha detto l'altro ieri che si farà la TAV leggera. Sono due giorni che trovano Toninelli a cercare una bilancia al Ministero per capire cosa sia la TAV leggera. (Applausi dal Gruppo PD) . La TAV la fate, sì o no? In Francia stanno facendo i lavori senza dare le ferie per andare avanti con i cantieri. Voi, la TAV la fate, sì o no? Non prendete in giro gli italiani: sì o no, non c'è TAV leggera che tenga. (Applausi dal Gruppo PD) . E ancora, senatori della Lega, è mai possibile che si arrivi, dopo questo decreto crescita, a dire che il 6 settembre chiude l'Ilva? Non c'è soltanto un dramma legato ad Ilva, c'è un dramma legato alla capacità di attrarre gli investimenti stranieri. È sui giornali di tutto il mondo. Non potete dire che troverà una soluzione Di Maio, per tanti motivi. Il punto centrale è che l'effetto del provvedimento de-crescita è che voi chiudete l'Ilva con 15.000 posti di lavoro in meno - lo ricordavano i colleghi prima - dando anche un gigantesco alibi, signor Presidente, a quell'azienda privata per non fare più la più grande operazione di bonifica ambientale europea (Applausi dal Gruppo PD) , che noi abbiamo costruito andando a prendere 1 miliardo dai Riva. Noi l'abbiamo fatto, mentre voi facevate false promesse ai tarantini. (Applausi dal Gruppo PD) . C'è un dato di fatto: gli unici soldi che in questo momento ha questo Governo vengono dalla fatturazione elettronica, dall'investimento che abbiamo fatto sulla digitalizzazione del fisco. Mi spiace dirlo qui alla maggioranza, ma è un provvedimento che nasce come proposta alla Leopolda del 2010, e che diventa fatto politico e atto giuridico in questo Parlamento con il Governo del 2014-2015. Sono le uniche risorse nuove che abbiamo visto in questa fase e queste risorse nuove andrebbero messe sull'Internet delle cose, sull'intelligenza artificiale, sui big data , sull'economia circolare. (Applausi dal Gruppo PD) . Mentre il mondo va verso l'intelligenza artificiale, voi scegliete la strada della stupidità naturale. Noi voteremo «no» al decreto, voi avete detto «no» alla crescita e l'Italia pagherà il conto della vostra cialtronaggine. (Prolungati applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Giarrusso) . PRESIDENTE.Senatore Giarrusso, non siamo allo stadio. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, permettetemi in primis di ringraziare i relatori, tutti i commissari, i presidenti Bagnai e Girotto delle Commissioni per il lavoro svolto. (Brusìo). STEFANO (PD). Ma quali relatori? PRESIDENTE.Senatore Stefano, lasci parlare il collega. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Ringrazio anche i funzionari e lo spirito di collaborazione che - onestamente devo riconoscerlo - che c'è stato all'interno delle Commissioni, seppur ovviamente su posizioni differenti. Una citazione doverosa per il senatore D'Alfonso - che probabilmente sarà compresa esclusivamente dai membri delle due Commissioni riunite - che ha una grandissima capacità lessicale: mi ha fatto quasi rimpiangere di non essere componente della 6 a Commissione. Diciamo che, anche da un punto di vista personale, non si finisce mai di imparare. Il Governo, signor Presidente, attraverso una serie di provvedimenti, si è impegnato per il rilancio dell'economia, per la dignità delle persone, con particolare attenzione a quelle sulla soglia di povertà, per la giusta aspettativa pensionistica, per la sicurezza, sia dei confini che delle nostre città, e per la giusta e sacrosanta determinazione nella lotta al traffico di esseri umani. Oggi siamo qui a parlare di un decreto che già dal suo nome dice molto: si tratta di crescita economica ed è proprio la crescita che serve all'Italia per partire. Lo diceva bene prima il vice ministro Garavaglia: riempiamo l'Italia di gilet arancioni. (Appalusi del senatore Rufa) . Siamo di fronte ad una serie di misure grandi e piccole per apportare miglioramenti alla vita dei cittadini, dei professionisti e delle imprese. Questo lo affermo, non solo da vice presidente della Commissione industria, commercio, turismo o da senatore della Repubblica, ma da semplice cittadino di questo meraviglioso Paese. Voglio citare solo alcuni dei provvedimenti contenuti all'interno del decreto in esame. Super ammortamento per le piccole e medie imprese da investire in beni strumentali nuovi fino a 2,5 milioni; rimborsi veloci sotto i 50.000 euro attraverso una corsia preferenziale per i crack bancari, quelli che dovrebbero far rizzare i capelli ai cari colleghi del Partito Democratico; riapertura dei termini della rottamazione- ter al 31 luglio 2019; fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; mini-IRES; mobilità sostenibile; interventi nei settori del turismo e dell'agricoltura, in cui abbiamo un Ministro che si distingue tutti i giorni per efficienza e capacità. Nel settore del turismo, in particolare, voglio ricordare l'inserimento del codice identificativo, strumento fondamentale per la lotta contro l'abusivismo nel settore ricettivo; le misure sul turismo accessibile, rurale e di ritorno e le misure rivolte alle categorie «fragili», ad esempio, per la disabilità e alle famiglie numerose; la carta del turista, applicabile da subito, che gli consentirà di acquistare con un unico strumento beni e servizi, dai trasporti all'ingresso ai luoghi di cultura, parchi giochi o prodotti enogastronomici. Quanto all'agricoltura, nel decreto si equiparano, con una norma di interpretazione autentica e retroattiva, le società agricole agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti, al fine di includerle nelle agevolazioni fiscali riconosciute a questi ultimi ai fini Imu. Si introduce in favore dei consorzi nazionali e delle organizzazioni collettive delle imprese che operano nei mercati esteri un'agevolazione del 50 per cento delle spese sostenute per la tutela legale dei prodotti colpiti dal fenomeno dell' italian sounding , questo sconosciuto per il Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per il triennio 2019-2021 è poi previsto il cosiddetto voucher 3I (Investire in innovazione) per supportare start-up innovative. Si tratta dell'ennesimo provvedimento di buon senso promosso da questo Governo e da questa maggioranza: un'altra risposta concreta alle esigenze dei cittadini italiani, degli imprenditori, delle categorie produttive, l'ennesima di una lunga serie per far ripartire il nostro Paese e per far rialzare la testa all'Italia. Vede, signor Presidente, in queste settimane (ma forse dovrei dire in questi mesi) ne abbiamo sentite e lette di ogni tipo. Tutti contro questo Governo, tutti contro questa maggioranza. Ci hanno definito in molti modi, da rozzi a bifolchi a incapaci: lo ha detto prima il senatore Renzi, con poca memoria, in realtà. Ogni giorno si inventano diverse divisioni e litigi. Grandi esperti, grandi scrittori che presentano libri sulle barche delle ONG, grandi professori e grandi giornali quotidianamente all'attacco, il che ci fa pensare che probabilmente siamo davvero sulla strada giusta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). (Il microfono si disattiva automaticamente). Questo è un ammutinamento, un complotto... FERRARI (PD) . Fate tutto da soli! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Era una battuta! Non sapete mai ridere, era una battuta. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Era una battuta. Prendetela un po' a ridere. (Commenti del senatore Laus) . Ragazzi, meno... Eppure, alla prova dei fatti, questo Governo, con il ministro Salvini, è quello che ha chiuso i porti e ha ridotto drasticamente l'immigrazione clandestina, è quello che ha ottenuto quota 100 e ha iniziato a rottamare la legge Fornero, è quello che ha approvato la flat tax e la sta ancora portando avanti, è quello che ha dato il via libera al decreto sicurezza e ha dato più potere agli amministratori locali, per contrastare il degrado, è quello che ha sostenuto concretamente i piccoli Comuni - a voi sconosciuti! - con finanziamenti vitali per il loro funzionamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È quello che ha finanziato con 250 milioni di euro in modo perpetuo le Province italiane, che avete abolito e vi dovreste vergognare per questo! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Avete tolto ai territori un punto di riferimento: lo avete fatto voi, lo ha fatto l'allora presidente Monti e lo ha fatto l'allora ministro Delrio. Vi siete dimenticati del Paese: questa è la verità. Come non citare, da ligure l'impegno senza precedenti per Genova, di cui sono orgoglioso, dopo il tragico crollo dello scorso agosto. Signor Presidente, non ricordo, negli ultimi decenni - e sono a prova di smentita - così tanta attenzione da parte di un Esecutivo per un territorio colpito da un'emergenza. Questo è un Governo che finalmente va a contrattare in Europa non più, come accadeva in passato, in posizione subordinata, ma per far valere le proprie ragioni, stanchi di subire e con la consapevolezza che questo, signor Presidente, è davvero un grande Paese. Queste sono misure che ci chiedeva la gente, risposte di buon senso, proprio come quella di oggi, che si affiancano a tutti i risultati ottenuti fino ad ora. Ancora una volta, la Lega, la maggioranza e il Governo passano dalle parole ai fatti. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione, dicendo che comprendo l'agitazione, il disagio e la frustrazione dei colleghi, che non deriva dal provvedimento in esame, ma probabilmente deriva dal fatto che tutti i provvedimenti che a mano a mano il Governo ha approvato stanno dando risposte a quell'elettorato e a quelle persone a cui si sono sempre rivolti, per ottenere un consenso, fallendo miseramente: parlo dei poveri, degli ultimi, delle piccole e delle medie imprese, dei commercianti, degli agricoltori, del tessuto sociale, che forse per la prima volta si vedono davvero al centro dell'agenda della classe politica e del Governo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Poi è bello ascoltare l'ennesimo comizio del senatore Renzi, che non se vegghe mai, viene ogni tanto, soprattutto quando c'è un voto di fiducia e ci viene a dare consigli, il quale anziché parlare del decreto in esame, ha parlato del nulla, in stile tuttologo de noantri , ovviamente. Del resto, l'unico pubblico che ormai può avere è questo qui e ci pagano anche per starlo a sentire: è una spettacolo, una meraviglia (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Le piazze ormai le frequenta solo per sedersi nei dehors a rimirare i tramonti. Il check-up , caro ex presidente Renzi gliel'hanno fatto gli italiani e hanno fatto un check-up dalla testa ai piedi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Del resto, se il Partito Democratico nel suo laborioso, complicato, percorso di cambiamento, con le sue lotte intestine e interne, con i suoi "confronti", come amano definirli, elegge un segretario e alla prima domanda che gli viene rivolta su quale sarebbe il primo provvedimento se fosse al Governo, il nostro uomo risponde: lo ius solis .... (Commenti dal Gruppo PD) . BITI (PD) . Non ci vuole la "s"... RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Ma bravi! Vi prego, non cambiate mai! Siete il nostro sponsor migliore! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Molte congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Causin. Ne ha facoltà. CAUSIN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei far notare che il tempo concesso... adesso non capisco l'ilarità dei colleghi della Lega, perché tra poco vi arriverà una procedura di infrazione e avrete ben poco da ridere. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Senatore, si rivolga a me! CAUSIN (FI-BP) . Presidente, per fatto personale! Io sarò anche un buffone, ma i numeri fra qualche mese diranno chi sono i buffoni in questo Parlamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP e PD . Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Cari colleghi della Lega... PRESIDENTE. O parla con me o rinuncia. MIRABELLI (PD) . Basta far stare zitti quelli dietro! PRESIDENTE.Senatore Mirabelli, a gestire l'Aula ci penso io, stia tranquillo. CAUSIN (FI-BP) . Presidente, già l'apposizione della fiducia non consente di fare un dibattito serio su un provvedimento serio, se poi vengono anche concessi ai senatori cinque o dieci minuti per esprimersi in discussione generale, io penso che sia veramente il minimo. Se poi voi ritenete che il Parlamento sia una caciara, la buttiamo in caciara. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Io vorrei dire che i soldi e i numeri sono una cosa sacra. Lo dico da veneto: gli schei sono una cosa sacra. In Veneto si dice che prima viene la vigna, poi vengono i soldi, poi viene la famiglia e poi viene la fede. Magari qualche collega che ha Sant'Alberto da Giussano come santo di riferimento e che vive nel mio territorio sa che questa è una cultura. Lo dico perché i soldi sono sacri soprattutto quando non sono i nostri, quando non sono la disponibilità del nostro portafoglio, ma sono i soldi della comunità, dei cittadini italiani. Provo a spiegarlo in parole semplici: io credo che voi, cari colleghi della maggioranza, abbiate ereditato una situazione di bilancio del Paese pesante e sicuramente non è colpa vostra. Lo dico soprattutto ai colleghi del MoVimento 5 Stelle perché non hanno governato negli ultimi vent'anni, mentre i colleghi della Lega per nove anni sono stati parte determinante di maggioranze che hanno governato questo Paese. Una situazione in cui c'è un indebitamento che è il 132 per cento del prodotto interno lordo è, dal punto di vista economico, grave. È come se noi avessimo un'azienda che fa 100 milioni di fatturato e avesse un debito con le banche di 132 milioni. Dal punto di vista civilistico - se c'è un collega commercialista in Aula lo potrà confermare - quello che accade è che chi fa l'amministratore di un'azienda così deve portare i libri in tribunale. Sicuramente non è colpa vostra, se avete ereditato questa situazione, ma siccome ritenete di essere bravi e competenti, dopo un anno che governate si suppone che mettiate in campo delle soluzioni, delle strategie e delle visioni che siano volte a migliorare questa situazione di grave indebitamento che non è più espandibile all'infinito, bisogna contenerlo perché i soldi sono della comunità, il patrimonio del Paese è della comunità, la situazione economica del Paese attiene al benessere individuale dei cittadini e delle imprese e c'è il dovere sacrosanto di prendere delle misure per migliorare questa situazione. Voi siete come il medico che indovina la diagnosi, perché giustamente dite che il Paese non cresce. Se l'azienda Paese ha questi numeri, ci sono due strade: o si incrementa il fatturato (il prodotto interno lordo) e si fa la crescita o si riduce l'indebitamento. Non è che si può non crescere e nel contempo aumentare il debito, che è quello che voi avete fatto nei primi otto mesi di Governo. Tanto è vero che quando mi chiedono al bar come sta andando il Governo, io sono uno molto laico e di solito non ho posizioni preconcette, ma per spiegare come avete governato voi basta dire che in otto mesi avete speso quello che normalmente un Governo spende in cinque anni. Avete fatto, cioè, un'operazione di incremento dell'indebitamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete incrementato il debito, vi siete spesi tutto, ed è per questo che siete obbligati a restare, perché sarà chiaro che lo avete fatto. Vi siete spesi tutto. Quello che spende un Governo in cinque anni lo avete speso in otto mesi. La diagnosi, quindi, è giusta e corretta, dovete fare la crescita, soltanto che la cura rispetto al decreto che state mettendo in campo è una cura sbagliata. È una cura sbagliata, non soltanto nel merito ma anche nel metodo. Siccome i soldi sono della comunità, il fatto di apporre la fiducia, di non far esaminare questo decreto nelle Commissioni, di non consentire all'Aula di fare un dibattito esteso su questo tema della crescita, è, dal punto di vista politico e dal punto di vista del rispetto istituzionale, una cosa sbagliata. Io non dico che il ricorso alla fiducia sia una cosa che non si deve fare. Si può fare ricorso alla fiducia. Ci sono dei temi su cui si deve fare. Ma quando si tratta della situazione economica del Paese, io penso che il Parlamento abbia il diritto sacrosanto, nelle Commissioni e in Aula, di esaminare insieme le soluzioni possibili per uscire da una posizione di difficoltà. Soprattutto se non siete capaci, soprattutto se la vostra incapacità è un dato manifesto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'efficacia del decreto sarà inversamente proporzionale alla roboanza del nome che gli avete dato: crescita. L'unica crescita che si vede all'orizzonte, rispetto ai provvedimenti che vi apprestate a mettere in campo, è la crescita del debito, la crescita del valore del rapporto deficit -PIL. Si spende più di quello che si produce e, quindi, quando un'azienda ha un EBITDA negativo, si hanno ripercussioni sulla cassa. Questo i commercialisti molto spesso non lo sanno, perché essi ritengono che siano numeri. Ma chi ha fatto il manager e non il commercialista sa che, quando c'è una perdita a bilancio, questa perdita diventa una tensione di cassa, il che vuol dire non riuscire più a pagare i fornitori, le persone che hanno obbligazioni con noi; vuol dire che diventa un problema per noi e per i cittadini italiani che hanno sottoscritto il debito pubblico, e che può diventare un problema per gli altri Paesi, europei e non europei, che hanno sottoscritto il debito pubblico. All'orizzonte, si intravede la crescita della disoccupazione, in modo particolare di quella giovanile. Si intravede la crescita della mortalità delle PMI perché la crescita si fa anche attraverso la sburocratizzazione. Sapete, per una piccola impresa commerciale artigiana, cosa vuol dire rimanere in vita? Cosa vuol dire per un giovane aprire un'impresa? Rapportarsi con una banca e con una pubblica amministrazione, avere le autorizzazioni, gestire il costo del personale e tutti gli adempimenti fiscali? Oggi chi apre un'impresa, chi fa impresa, grande o piccola, è un eroe civile in Italia. Chi prende il proprio capitale di rischio, quello della propria famiglia, e lo scommette per creare il proprio lavoro e per dare lavoro agli altri è un eroe civile. Tutto quello che succede in questo Paese, infatti, è contro la libera iniziativa. È contro la capacità e la necessità che un Paese ha di generare ricchezza. Voi ponete la fiducia sul decreto crescita, ma nel decreto crescita che andremo a votare tra poco i grandi temi, che sono la propulsione del Paese, non ci sono. Perché non ci sono? Perché avete delle idee contrastanti, come diceva anche il collega Renzi prima, in modo anche molto teatrale, visto che lui è un ottimo oratore. Non c'è un tema strategico su cui siate d'accordo: dalla TAV, alle grandi navi, al tema della Pedemontana, pensando alla Regione in cui abito, al tema delle tasse e della riduzione delle accise, che può essere anche una riorganizzazione delle accise, e al costo del lavoro. Io penso che quando un imprenditore prenderà in mano il decreto che andremo ad approvare e che ha la vostra firma e la vostra traccia, cercherà queste misure e non le troverà. Quando nasce una legge in Parlamento, infatti, questa legge deve avere delle ripercussioni sulla vita delle persone. Queste ripercussioni non ci saranno. C'è poi un altro aspetto che non è da trascurare: quello demografico. Una cosa che voi e che noi, in Parlamento, non abbiamo ancora capito, è che in Italia non si cresce per un semplice motivo: la popolazione attiva che lavora e che produce il PIL è sempre di meno. Chi lavora è sempre meno, e voi siete stati determinanti perché la popolazione attiva che lavora sia ancora diminuita, perché avete mandato in pensione prima delle persone e avete dato degli strumenti a dei giovani per rimanere a casa senza lavorare. Come si può pensare che un Paese industrializzato, che ha una spina dorsale di piccola e media impresa, cresca con un tasso di fertilità che è il tasso più basso d'Europa e con una popolazione attiva che lavora sempre più bassa? Il Paese ha bisogno di fiducia. Presidente, concludo dicendo che il provvedimento che approveremo non ha nessuna strategia e il Gruppo Forza Italia chiaramente non può votare favorevolmente alla fiducia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza della Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea il Comandante, e gli ufficiali che frequentano il 47° corso superiore della Scuola di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1354 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Governo del cambiamento, da diciotto anni il nostro Paese è costretto a politiche di rigore insensate e autolesioniste; da diciotto anni le politiche dei Governi che si sono succeduti, spinti dai voleri della Commissione e dai trattati europei, forzano le nostre imprese a cercare finanziamenti esteri, come se questa fosse l'unica strada per la crescita, da chiunque arrivino questi soldi e con qualsiasi scopo finale vengano erogati. Da diciotto anni la politica economica dell'Italia è volta a favorire le esportazioni a danno dello sviluppo del mercato interno; da diciotto anni la politica italiana è prigioniera dei dogmi del rigorismo e dei nuovi feticci del neoliberismo dittatoriale e del globalismo delle povertà, che ha arricchito l'uno per cento della popolazione e impoverito il restante 99 per cento, generando disuguaglianze, miseria e macerie sociali ed economiche. (Applausi dal Gruppo M5S) . Da quando è entrato in vigore l'euro, l'Italia è il Paese europeo cresciuto di meno, sette volte meno rispetto alla media europea, con un gravame di 73.605 euro su ogni italiano e 4.325 miliardi di euro di mancata crescita del PIL, che non misura la felicità, ma i parametri economici. Il mercato interno è quasi asfittico e non in grado di proteggere i cittadini, i lavoratori, le famiglie e le imprese da eventi come la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. Il dumping fiscale e la domiciliazione nei Paesi a fiscalità di vantaggio genera 20 miliardi di euro di elusione l'anno per l'Italia e circa 160 miliardi per l'Europa. Questi sono gli effetti del globalismo che ha catturato ciò che una volta era la sinistra storica di questo Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . Gli investimenti veri e seri stentano ad arrivare anche perché sommersi dai miliardi di euro provenienti dalla finanza speculativa, dai derivati che servono solo a far fare bella figura nel breve periodo per poi far moltiplicare i tavoli di crisi nel lungo periodo a causa delle sempre più frequenti delocalizzazioni e smembramenti di aziende sane, spesso vere e proprie icone del made in Italy. Le direttive imposte dall'UE recepite supinamente da Governi masochisti, prima di tutte la direttiva Bank recovery and resolution directive (BRRD) o bail-in , hanno messo a rischio la solidità del sistema bancario, già provato dalla crisi dei subprime , e saccheggiato migliaia di risparmiatori, costretto le banche a svalutare i crediti trasformati in non performing loan (NPL), l'affare del secolo per i soliti noti, mettendoli a rischio usura. Secondo un recente studio della Federazione autonoma bancari italiani (FABI), il sindacato dei bancari, 1,2 milioni di piccole e medie imprese e famiglie perderanno la casa messa all'asta, grazie anche ad alcune riforme fatte, senza neppure la possibilità di poterla riacquistare. Questa è l'eredità dei precedenti Governi dei competenti affascinati dal neoliberismo dittatoriale e dal mercato senza regole. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questi sono i guasti che con fatica stiamo cercando di riparare. (Commenti dal Gruppo PD). Un anno fa eravamo su un treno in corsa lanciato verso un burrone; con enorme difficoltà siamo riusciti a frenarne la discesa e perfino a invertirne la direzione, anche se allo stato attuale marcia ancora lentamente. È comprensibile, vista la pesantezza dello stesso treno. La cosa importante è che marci nella direzione giusta e lo fa grazie al varo dei provvedimenti del Governo del cambiamento, come il decreto dignità o lo spazza corrotti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Avete visto lo spettacolo del CSM? I magistrati, che dovrebbero essere un potere dello Stato, si riunivano in segreto per decidere chi doveva essere il procuratore capo che doveva poi assolvere qualche indagato della CONSIP; ce lo ricordiamo. Ci sono poi il reddito di cittadinanza, quota 100, il ridimensionamento del potere delle banche nella politica di questo Paese, la scelta di politiche di sostenibilità ambientale, poste finalmente al livello di quelle occupazionali e sociali. Il decreto crescita aiuterà il treno Italia ad accelerare nella direzione giusta. Il decreto crescita non strizza l'occhio alle banche, ma aiuta i piccoli risparmiatori truffati dagli istituti di credito infedeli, prevede rimborsi veloci sotto i 50.000 euro, prevede l'estensione dell'accesso al fondo per le vittime di mancati pagamenti anche ai professionisti da parte delle aziende debitrici imputate nei procedimenti penali come bancarotta o ricorso abusivo del credito. Sulla fandonia delle privatizzazioni del più prezioso dei beni comuni, come l'acqua, ha già risposto il senatore Grassi con una lezione giuridica magistrale impartita ai fautori del far west del mercato, che volevano privatizzare tutti i beni comuni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Con il decreto crescita le imprese godranno di investimenti sani e produttivi: sto parlando della proroga del superammortamento per i soggetti titolari di reddito d'impresa e per gli esercenti e i professionisti che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, della semplificazione del sistema Ires, della diminuzione delle aliquote, della nascita di un nuovo tipo di società, la società di investimento semplice, che potrà investire solo in start up non quotate, beneficiando dell'esenzione delle tasse sui redditi di capitale. Sto parlando del nuovo bonus casa per le imprese di costruzione o ristrutturazione degli immobili fino al 2021, degli incentivi alle imprese che si finanziano con l'emissione di obbligazioni, con l'obiettivo di sostenere progetti di sviluppo aziendale, del sostegno alla realizzazione di progetti di trasformazione tecnologica e digitale da parte delle aziende, dell'introduzione del concetto di marchio storico di interesse nazionale, che consentirà alle aziende del made in Italy in crisi di poter accedere agli aiuti di Stato e che impedirà la chiusura dei loro stabilimenti e la svendita dei marchi italiani all'estero. Sto parlando dell'estensione degli incentivi per i veicoli elettrici e ibridi anche alle moto, ai ciclomotori e alle microcar . Il decreto crescita ha come orizzonte non solo le imprese e gli investimenti, ma anche i cittadini e i professionisti. Quindi la deducibilità dell'Imu salirà al 60 per cento, gli sconti fiscali per il rientro dei cervelli in fuga verranno estesi a sei anni, l'incremento della platea di professionisti e le maggior tutele. Guardate, cari senatori, signor Presidente, Norberto Bobbio, il massimo teorico del diritto, che ha lasciato il segno più profondo nella cultura filosofica, giuridica e politica, considerato un maestro da generazioni di studiosi, aveva colto il segno dei mutamenti economici e sociali, quando si soffermava su tre principi dell'illuminismo alla base delle costituzioni democratiche come la nostra, che abbiamo difeso il 4 dicembre: libertà, uguaglianza e fraternità. Con il primato dell'uguaglianza, perché senza di essa non ci sono né libertà, né fraternità. La disuguaglianza produce lotta per il potere e odio sociale. La globalizzazione dei capitali ha creato la globalizzazione della povertà, ha generato la gabbia costituita dalle prescrizioni imposte dalla troika per schiavizzare i popoli liberi come la Grecia. (Applausi dal Gruppo M5S) . Signor Presidente, nell'epoca immorale dove non viene più contrapposta la morale dei signori e la morale del gregge (per Hegel quella del signore e dei servi, per Marx quella degli oppressi ed oppressori, per Nietzsche quella dei vincitori e vinti), ma la morale confiscata dalla ideologia liberista, tra il bene di chi la pratica e il male di chi la critica, in quest'Europa disuguale noi restituiamo la speranza a un grande Paese come l'Italia, che deve rivendicare con orgoglio la propria identità, senza andare più in Europa con il cappello in mano (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come in altre circostanze anche questa volta il Parlamento non è stato messo nelle condizioni di fare fino in fondo il suo lavoro. Il decreto-legge in esame è stato approvato il 4 aprile, poi sono passati venti giorni e in Consiglio dei ministri c'è stata una seconda deliberazione con alcune integrazioni al testo iniziale. Alla Camera è rimasto in Commissione per tre settimane, tra liti e inciampi della maggioranza, fino ad assumere la fisionomia dell'ennesimo decreto omnibus , passando dai 52 articoli iniziali a più di 100 articoli del testo finale. Ancora una volta condanniamo questo modo di procedere e ricordiamo in quest'Aula le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica dopo la legge di bilancio, quando invitava tutte le forze politiche a rispettare il ruolo e le prerogative del Parlamento; un Parlamento che, fino a prova contraria, è composto da due rami con eguali diritti e doveri. Un procedimento legislativo non può dirsi di certo soddisfacente se tutte le volte una delle due Camere è chiamata a ratificare con la fiducia quella che l'altra, con grande fatica, ha approvato in prima lettura. Nel merito, un dato riassume perfettamente il valore di questo provvedimento: quello 0,05 per cento in più di PIL atteso, che stride col nome di un provvedimento che per settimane è stato raccontato come un punto di svolta. Sicuramente la crescita non viene fatta dal Parlamento o dal Governo, ma dalle aziende e dai loro collaboratori, ma il Governo e il Parlamento sono chiamati a togliere di mezzo gli ostacoli contro la possibilità di crescere per le aziende stesse. A questo riguardo noto un punto dolente del provvedimento: mi riferisco all'articolo 10 che danneggia le piccole e medie imprese. Sulla carta è positiva l'idea di dare uno sconto immediato a chi dispone un intervento di efficientamento energetico, tuttavia in assenza di un sistema bancario che riconosca alle imprese il credito d'imposta maturato col fisco, a pagare il costo delle operazioni saranno le imprese, in particolare quelle medie e piccole, che non dispongono della liquidità necessaria per farvi fronte. Con degli emendamenti avevamo chiesto la soppressione di tale misura o quantomeno di attutirne l'impatto, inoltre avevamo presentato altre proposte per chiedere di rimandare l'entrata in vigore delle sanzioni per mancata applicazione delle norme sulla fatturazione elettronica. Per il resto non ci convince l'approccio assistenzialistico che accompagna le misure per i Comuni a rischio di dissesto economico, quelle per l'Alitalia, l'improvviso cambio di regole sulla gestione dell'Ilva. Parliamo di un pozzo di soldi erogati senza un piano che spinga i Comuni in difficoltà a correggere la rotta o che sia risolutivo sulla questione Alitalia. Su Ilva, al di là del merito, siamo davanti a un cambio di regole in corso d'opera e alla solita assenza di certezza del diritto, che è il motivo principale per cui molti investitori stranieri si tengono a debita distanza dall'Italia. Sul Piano industria 4.0 registriamo con favore la correzione di linea rispetto alla legge di bilancio, con la parziale reintroduzione delle vecchie misure: è l'ammissione implicita che tutto quello che viene fatto dagli altri non è sempre da buttare, così come gli interventi per le banche non nascono per tutelare i banchieri, ma i risparmiatori e la stabilità del sistema, visto che il provvedimento reca diverse misure al riguardo. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 11,27) ( Segue STEGER). Positiva anche, nel suo piccolo, la proroga dell'entrata in vigore del registro unico delle bande che però resta poco più di un gesto di attenzione verso un ambito importante del terzo settore che richiede semplicità burocratica e maggiori aiuti fiscali per la funzione di crescita e coesione sociale che esprime nei territori. Se si vogliono rafforzare i territori, il terzo settore va rafforzato e queste espressioni culturali vanno rafforzate. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi della Lega. Per concludere, Presidente, questo provvedimento ci era stato presentato come una misura chiave. L'avevamo atteso con ansia, perché un decreto che si chiama crescita, in un Paese dove la stagnazione economica la fa da padrona, merita sempre grande rispetto e attenzione. Nel testo ci sono misure che, prese singolarmente, sono sicuramente positive ma manca una visione di insieme, una strategia complessiva sul modello di crescita. Per questo le singole misure hanno un impatto "omeopatico", cioè tranquillizzano ma non costruiscono la strada. E allora di crescita rimane solo il nome. La verità è che stiamo per votare l'ennesimo decreto omnibus che è il frutto della profonda diversità di idee, per non dire della grande confusione, che aleggia tra le forze di maggioranza. Questo Governo è in carica da più di un anno, un anno nel quale il nostro Gruppo vi ha sempre sollecitato a mettere in campo una politica chiara e concreta per la crescita e lo sviluppo, quella che è mancata con la legge di bilancio e che ha esposto l'Italia ad una procedura di infrazione. Il reddito di cittadinanza non ha dato alcun impulso ai consumi e altissima è ancora la confusione sui centri per l'impiego. Ma la campagna elettorale è finita da più di un mese. È caduto, quindi, anche l'ultimo alibi agli occhi degli elettori e del Parlamento. I dati ISTAT di ieri dicono che la pressione fiscale è cresciuta. La Corte dei conti ha ben spiegato i rischi di un altro ingrossamento del debito pubblico. La verità è che non avete un'idea chiara su dove va portato questo Paese, su quella che deve essere la sua collocazione in Europa e nel mondo. È solo un procedere giorno per giorno, ma non è così che si governa una delle più importanti economie del mondo. Per tutte queste ragioni, colleghi, il Gruppo per le Autonomie voterà contro questo provvedimento e quindi voterà contro la fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, il Vice Ministro, oggi, ci ha dato un esempio, forse ideologico, del cosiddetto pragmatismo padano dicendo che in fondo è normale che i provvedimenti vengano esaminati soltanto da una Camera. Non lo facciamo, evidentemente, per spirito critico o perché siamo dei conservatori della Costituzione; il fatto è che non possiamo assolutamente continuare a rassegnarci, anche se in un anno questa è diventata la regola, come, purtroppo, in qualche modo si è dimostrato anche nelle legislature precedenti. Il senso del bicameralismo è molto serio e ha permesso a questo Paese, in tempi che dovremmo forse rimpiangere, di discutere i provvedimenti non solo nel rispetto formale delle due Camere, dando a ciascuno davvero la possibilità di modificarli e dando alle opposizioni e alla maggioranza la possibilità di offrire il proprio apporto. Francamente, non possiamo accettare questo modo di fare sbrigativo, irrispettoso e anticostituzionale che ormai pervade il lavoro di quest'Assemblea e nemmeno il modo in cui il Governo si rapporta al Parlamento. Questo vale per il Senato come, ovviamente, può valere per la Camera. Qui siamo arrivati all'estremo: abbiamo già visto cos'è accaduto con la legge di bilancio e ora ci troviamo di fronte a un provvedimento che, nelle Commissioni competenti, è stato discusso pochissime ore, e arrivo al punto. Lo chiamate decreto-legge crescita, ma parliamoci chiaro: vi ripeto che questo è un insieme di norme - in 120 articoli - micro o medie, raffazzonate tra di loro, che chiamate «crescita» per puro spirito di propaganda, ma che avranno un'influenza assolutamente marginale sulla possibilità di ripresa del Paese. Il punto è sempre lo stesso e ve lo ripetiamo: i 120 articoli del provvedimento contengono una serie di misure, alcune delle quali anche utili, ma sempre in modo marginale, mentre altre molto dannose - aspetto sul quale tornerò - perché sono il frutto del vostro modo di governare, fatto di eterna mediazione, un po' qua e un po' là; una volta il 20 per cento ai 5 Stelle, una volta l'80 alla Lega - e tendenzialmente è sempre così - e lo ricordo agli stessi colleghi del MoVimento 5 Stelle. Quello che manca in questo Paese - ahimè, da molto tempo - è una discussione seria sulla strategia di sviluppo, ed è questo il problema. Ma qual è il punto? Le scelte che facciamo sono sempre contingenti: una volta va meglio, perché il quadro e la congiuntura internazionale sono più favorevoli e quindi permettono al Paese di avere di più e si fa qualche scelta maggiormente azzeccata; poi, però, quando la congiuntura è meno favorevole, continuiamo a barcamenarci, ma senza avere un'idea chiara di come il Paese effettivamente possa andare avanti. Nel decreto-legge crescita credo ci sia il simbolo di tutto ciò. Al di là della propaganda - e chi di propaganda vive, alla fine ne muore, secondo una legge inesorabile - in questa discussione non ho sentito nessuno della maggioranza, né tanto meno del Governo riuscire a comprendere davvero la strategia con cui rimettere in carreggiata un'ipotesi di crescita e sviluppo per il Paese. Su quale modello puntiamo? Non si tratta di una discussione accademica e anche il confronto tra maggioranza e opposizione sarebbe salutare, per capire l'asse strategico, la programmazione e gli interventi, su cosa puntare e le possibilità di crescita per il Paese. Ve l'ho detto e ve lo abbiamo ripetuto cinquanta volte in tutti questi anni: quale piano di investimenti abbiamo in mente? Arrangiare un po' qua e un po' là? Un po' di TAV leggera e un po' di eventi speciali con le Olimpiadi? Queste diventano la ricetta per tutto, al di là del fatto che si possano fare e sia importante farle: va benissimo, ma sono tutti grandi eventi speciali. Oppure vogliamo discutere un piano di investimenti che significa investire sulle infrastrutture che servono al nostro Paese? Delle grandi città discutevamo prima, e a Milano forse va un po' meglio: abbiamo la necessità di investire nelle nostre aree metropolitane, sui sistemi di mobilità sostenibile, nell'innovazione e nelle tecnologie. Proprio perché è fondamentale anche nella lotta ai cambiamenti climatici, abbiamo la necessità di dare finalmente vita a quello che abbiamo chiamato il green New Deal per il Paese, dando la possibilità di puntare sulle vocazioni, risorse e necessità del nostro territorio. In un Paese come il nostro qual è il modello su cui è possibile concentrare le risorse? Questa discussione però non c'è, perché c'è l'ossessione della propaganda. Governate da un anno - ve lo vorrei ricordare - e oltre al reddito di cittadinanza e quota 100, i cui effetti vedremo, non è stato emanato un provvedimento, se non di minima portata, e non avete fatto altro che smontare - come si è fatto sullo sbloccacantieri - il codice degli appalti e le norme sulla trasparenza e la legalità, nell'illusione che qualcosa succedesse e riprendessero anche gli appalti. Ma cos'è un provvedimento? È una scelta chiara, con un'indicazione precisa, che dia la possibilità di rimettere in moto il Paese stesso. D'altronde, lo dite anche voi: con questi provvedimenti, decreto crescita e sbloccacantieri, alla fine - mi rivolgo al mio collega Errani - che cosa si otterrà? Lo 0,1 per cento di crescita: di questo state parlando e lo avete certificato in qualche modo anche voi. Al di là, quindi, della propaganda, rimane la miseria di una serie di piccole misure che avranno un ruolo e un impatto assolutamente marginale. Nel quadro macroeconomico e nel sistema di deflazione in cui siamo, che in questi anni non ha fatto altro che svalorizzare il lavoro e creare problemi di svalutazione interna, ancora una volta mettete in campo misure che, magari sul lato dell'offerta, sono piccole ricette, ma praticamente nulla sul lato della domanda. Vi sono poi alcune scelte all'interno del decreto crescita che sono gravissime. Ve lo ripeto qui: la scelta fatta sull'articolo 24 in merito alla privatizzazione dell'acqua - è inutile girarci intorno - è chiara e precisa. Lo dico ai colleghi dei 5 Stelle: volete proteggere l'acqua? Benissimo, allora invece di fare modifiche costituzionali di mera propaganda per la riduzione del numero dei parlamentari, si inseriscano in Costituzione i beni comuni: questa è la grande riforma di cui ha bisogno il Paese, che significa anche un asse chiaro dal punto di vista economico. Sulla sanità - e chiudo perché ci voglio tornare - dite di essere vicini alle persone e ai loro problemi, ma con l'articolo 14 fate il favore di agevolazioni fiscali alle grandi polizze assicurative: questo significa incamminare il nostro Paese solo e unicamente verso il secondo pilastro, uccidendo il Sistema sanitario nazionale. Abbiamo 11 milioni di persone che hanno rinunciato a curarsi e vogliamo continuare in questo modo. Quindi, al netto della vostra propaganda - ve lo ripeto: chi di propaganda vive, di propaganda alla fine muore, perché è una legge inesorabile - non avete alcuna idea del futuro e dello sviluppo di questo Paese. Affazzonate insieme una serie di misure, a seconda di chi tocca, nell'equilibrio, ma il Paese purtroppo, ancora una volta, se ne accorgerà troppo tardi. Se ne accorgerà e ne pagherà tutte le conseguenze. Per questo motivo voteremo contro la fiducia sul decreto-legge in esame. (Applausi dal Gruppo Misto) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, che tristezza, amici della Lega, amici del MoVimento 5 Stelle, in occasione di un voto di fiducia e di un provvedimento sulla crescita che tanto dovrebbe interessare il Paese, guardare i banchi del Governo desolatamente vuoti. (Applausi dal Gruppo FdI) . Ritengo che sia l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento e, nello specifico, del Senato della Repubblica. E non me ne voglia il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che è qui presente per permettere almeno formalmente di dire che il Governo è presente. Credo che una Camera parlamentare, che non ha potuto neppure discutere nelle Commissioni, come ormai accade da un anno, il merito e i contenuti dei decreti-legge, avrebbe almeno la pretesa di essere ascoltata dal Governo. E, invece, ribadisco che non c'è un solo Ministro presente. Non solo si vuole stravolgere la sostanza della democrazia, impedendo alle Commissioni di lavorare, ma non si rispettano più nemmeno le regole di un'etica comportamentale che dovrebbe ispirare la correttezza di chi crede nella democrazia. È davvero una tristezza. Purtroppo, cari colleghi, è una tristezza anche il decreto-legge che ci accingiamo a commentare. Crescita: che bella parola. Che bella parola quella crescita di cui tanto avrebbe bisogno il Paese e che, invece, si risolve in un decreto omnibus , che mi permetto di definire di recupero e rammendo. Avete recuperato qualche norma della legislatura precedente. Avete attinto - e avete fatto anche bene - al super ammortamento del Governo precedente. Avete rammendato qualche provvedimento degli ultimi mesi, cercando di mettere a punto qualche aspetto. Per carità, si tratta anche di riprese positive, di piccoli aggiustamenti che certamente sono opportuni. Ma la crescita, cari colleghi, è e dovrebbe essere un'altra cosa. Basta consultare i quotidiani locali, dei territori nei quali viviamo, la stampa nazionale e quella specializzata per vedere che i titoli di prima pagina non parlano di crescita. Scrivono che sta per chiudere l'ILVA a Taranto, grazie a questo decreto crescita. Le fisime mentali e il giustizialismo di qualcuno stanno portando alla chiusura di una delle più importanti imprese nazionali. Peraltro, il danno sarà non solo la chiusura dell'ILVA, ma anche la definitiva perdita della faccia del Paese di fronte agli investitori esteri: gli accordi presi da un Governo con le imprese vengono tranquillamente rinnegati dopo pochi anni da un altro Governo. Questa non è serietà, cari colleghi. Inseguite un giustizialismo di facciata, che vi fa comodo in campagna elettorale, per il quale siete pronti a far perdere la faccia al Paese, a far chiudere una fabbrica, a farci considerare delle banderuole dagli investitori esteri. Questa è la realtà, cari colleghi. Non lo dice solo un giornale, magari quello di Confindustria, ma lo dicono anche i quotidiani di territorio, lo dicono tutti: Confindustria, le imprese, le associazioni di categoria, i piccoli imprenditori. È così che volete fare crescita? Ho notato che nel decreto crescita vi siete occupati delle lampade votive dei cimiteri; ho notato tante cose interessanti, sicuramente utili. Non vorrei fare ironia e preferisco concentrarmi sui contenuti. Abbiamo cercato di aiutarvi, come sempre. Cari colleghi, con riferimento all'articolo 10, relativo all'ecobonus, in sede di Commissioni riunite finanze e industria, ho detto al Presidente della Commissione industria che, se c'era una norma che forse poteva rappresentare un elemento incentivante la crescita, era proprio l'articolo 10 sull'ecobonus, che consente al consumatore finale di chiedere direttamente all'impresa di scontargli il credito d'imposta che lo Stato concede. Si tratta di una bella misura, perché quel cittadino probabilmente potrà spendere qualcosa in più, sapendo di poter ricevere immediatamente un beneficio. Tuttavia, cari colleghi, nemmeno in questo caso avete saputo agire bene: se si voleva che quell'articolo avesse concreta attuazione, occorreva almeno permettere che il credito d'imposta potesse essere ceduto non solamente a un fornitore, che molto probabilmente non ha interesse a recuperarlo, ma anche a quelle società finanziarie che si occupano di cessione di crediti, alle banche. Noi di Fratelli d'Italia, che sempre cerchiamo di proporre più che di demolire, abbiamo presentato degli emendamenti - ovviamente non discussi: la prassi ormai è di non discutere più nulla in Commissione, perché il Governo fa tutto - e un ordine del giorno. Abbiamo suggerito almeno di utilizzare i confidi o Cassa depositi e prestiti, per dare garanzie, tramite gli istituti di credito, ai fornitori e alle piccole imprese artigianali, affinché possano scontare il credito d'imposta avendo la liquidità necessaria. Invece così non è stato fatto e, di conseguenza, siamo in una condizione in cui si rischia solamente di avvantaggiare quelle grandi realtà imprenditoriali che hanno una capacità finanziaria più importante, e di creare problemi a quegli artigiani e a quelle piccole imprese che non trovano finanza per poter anticipare al consumatore quel credito d'imposta. Avete quindi danneggiato la piccola e media impresa italiana. Altro che crescita! Posso proseguire. L'articolo 23 è quello degli NPL, quello dell'avvocato in mutande che ha dialogato con il nostro Presidente del Consiglio, e dico «nostro» perché è dell'intero Paese. Il senatore Lannutti lo ha detto prima, ma avrei piacere che il collega Lannutti, che peraltro stimo, sapesse tradurre in atti concreti e non solo in buone intenzioni, visto che è in maggioranza, le sue posizioni. Fratelli d'Italia, tramite un disegno di legge a prima firma del senatore Urso, ha chiaramente posto le condizioni per far risalire dalla situazione gravosa in cui si trovano oltre 1,2 milioni di italiani che oggi, grazie al problema degli NPL, dei loro crediti che sono stati svenduti alle società multinazionali, sono bloccati, tenuti sotto capestro e non possono portare accrescimento e utilità al resto della popolazione e dell'economia. Ebbene, cosa fa il Governo del cambiamento sugli NPL? Cosa fanno gli amici 5 Stelle, senatore Lannutti? Fanno nell'articolo 23 una norma che avvantaggia quelle multifinanziarie internazionali che lucrano sulla cessione degli NPL. Voi non vi siete preoccupati del debitore italiano, del povero cittadino artigiano che viene vessato da questa situazione, ma vi siete preoccupati della multinazionale che investe sugli NPL. Questa è realtà, non sono considerazioni politiche: sono considerazioni oggettive. Cerco di concludere per non perdere ulteriore tempo. Fratelli d'Italia la strada ve l'ha sempre indicata. Fratelli d'Italia è coerente con la fiducia nel Paese e, quindi, vi aveva detto chiaramente, se vogliamo parlare di crescita, di avere il coraggio di dare risposte concrete. Se vogliamo andare in Europa ad alzare la voce - come noi siamo d'accordo di fare, perché Bruxelles non ci deve dettare l'agenda - dobbiamo però aver fatto i compiti a casa nostra. Crescita vuol dire flat tax . È un anno che la nostra proposta di legge giace depositata in Parlamento. E allora che si facciano la flat tax e gli investimenti, ma mi pare che sulla TAV, sulla TAP, sulla TRIV (trivelle e oleodotti) risposte non ne arrivino. Pensate davvero di poter andare in Europa a testa alta e rivendicare le ragioni certe del nostro Paese nel momento in cui su questi grandi temi non siete in grado da oltre un anno di dare delle risposte? Alla luce di tutto ciò, voglio significare la posizione di Fratelli d'Italia e chiedo al Presidente un ulteriore minuto per poter concludere. La posizione di Fratelli d'Italia, con le critiche oggettive e forti che rivolge a questo Governo, vuole però ancora aprire un credito nei suoi confronti, anche perché sappiamo che in queste settimane sono in corso trattative tra il nostro Paese e l'Europa. Non vogliamo che l'Europa veda una maggioranza assolutamente abbandonata e, quindi, noi non voteremo contro e ci asterremo su questo provvedimento (Commenti dal Gruppo PD) , con un ennesimo atto di fiducia in una maggioranza che invitiamo però con forza a cambiare radicalmente passo. Amici della Lega, abbiamo un programma comune, e lo abbiamo fatto in campagna elettorale un anno fa: cercate di realizzarlo, altrimenti diamo la parola agli elettori e torniamo in queste Aule parlamentari con un programma chiaro, definito e concreto. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . BELLANOVA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BELLANOVA (PD) . Signor Presidente, in origine era il decreto crescita e investimenti, poi è rimasto solo il decreto crescita, senza investimenti perché, in base alla relazione tecnica, vi siete accorti che con i vostri provvedimenti, se va bene, l'Italia crescerà nel 2019 dello 0,1 per cento. Quello che c'è in questo decreto-legge e che brilla è esattamente ciò che manca: nello specifico, quello che brilla in questo provvedimento lo dice chiaramente il banco del Governo che non c'è. Voglio però rimanere sul merito, signor Presidente. La nostra preoccupazione non è solo per quello che non c'è in termini di misure specifiche. La nostra preoccupazione è che manca una visione, una prospettiva. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prendere posto, lasciando la collega Bellanova libera di svolgere compiutamente il suo intervento. Prego, senatrice. BELLANOVA (PD) . La ringrazio, signor Presidente. Come dicevo, manca una visione, una prospettiva: c'è un vuoto di pensiero che è quanto di peggio un Governo possa realizzare. Con un decreto crescita, infatti, uno si aspetterebbe di vedere come il Governo intende affrontare il problema del Mezzogiorno, come recuperare i ritardi e il gap tra il Nord e il Sud del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi abbiamo dato dei consigli, ma non li avete voluti ascoltare e così, oltre al taglio del credito d'imposta per la ricerca e per l'innovazione nel Mezzogiorno, ci sono le risorse che un Ministro dormiente si è fatto scippare nottetempo alla Camera. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi abbiamo invitato a smettere di chiacchierare sulle Zone economiche speciali (ZES) e a fare un intervento serio, il taglio dell'IRAP per le imprese e per i lavoratori. Voi avete detto di no; avete detto di non essere d'accordo. Avete detto che con il decreto crescita si investe. Noi abbiamo capito che adesso potevate dirci come incentivare i consumi, perché la crescita deve portare consumi, i consumi alimentano la produzione e la produzione determina ricchezza, che può essere distribuita. Voi invece pensate di distribuire ricchezza producendo povertà. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi ci aspettavamo un vostro impegno su come sostenere l' export , i salari e su come creare lavoro. Realizzate, invece, quello che è il peggiore dato da due anni a questa parte: la fiducia delle imprese e dei consumatori dice che siamo passati dal 100,2 al 99,1 per cento. Dovreste un po' interrogarvi, se non proprio vergognarvi. (Applausi dal Gruppo PD) . Da questo provvedimento ci aspettavamo la crescita, ma che cosa comporta la crescita? Un bisogno di lavoro e di lavoro qualificato. Se avete deciso di non ascoltare il Partito Democratico, almeno dovevate ascoltare l'OCSE, che da mesi dice che i bambini che oggi frequentano la scuola elementare faranno un lavoro che adesso non riusciamo a immaginare. Un Governo serio allora che cosa dovrebbe fare? Dovrebbe investire sulla formazione delle nuove competenze. Voi invece tagliate le risorse alla formazione, tagliate la formazione 4.0. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi vi collocate fuori dalla modernità e dalla crescita. Avremmo voluto definire con generosità questo provvedimento un decreto «correggi errori», ma neanche questo è possibile, perché avete preso parti e pezzi di iniziative, proposte e soluzioni fatte dal nostro Governo: Patent box, Nuova Sabatini, sgravi per le assunzioni dei giovani nel Mezzogiorno. Vi siete limitati a coprire gli sgravi tra gennaio e aprile perché, quando facevate la legge di bilancio, ignoravate che bisognava coprire quello che stavate promettendo alle aziende. In Commissione, però, avete bocciato un nostro ordine del giorno in cui si prevedeva la proroga delle assunzioni per tutto il 2020: nel vostro intervento per la crescita la proroga è di sei mesi. Certo, avete ripristinato il superammortamento 4.0, ma anche in questo caso avete copiato, peggiorando, perché siete passati dal 40 al 30 per cento e avete messo un tetto di 2,5 milioni di euro. Potete davvero immaginare che entro sei mesi si facciano le innovazioni tecnologiche e che sei mesi siano sufficienti per immaginare, investire e fare innovazioni? Non vi chiedete come sia possibile? Parlate con qualche imprenditore della chimica, della farmaceutica o dell' automotive e vi spiegheranno che la vostra è una norma manifesto, perché le innovazioni occorre sostenerle nel tempo. (Applausi dal Gruppo PD) . Poi arriva Di Maio, che dice di lasciar perdere la crescita e adesso proclama tronfio di voler tagliare il costo del lavoro. Ohibò, viene da pensare: benissimo, prenderanno la proposta del Partito Democratico, con il taglio del cuneo fiscale, ma non è così. Voi tagliate l'INAIL. Tagliate la salute e la sicurezza. Interrogatevi, voi che parlate della dignità del lavoro, voi che non conoscete il lavoro, oltre che la dignità. (Applausi dal Gruppo PD) . Interrogatevi! I morti sul lavoro - per favore, non chiamatele morti bianche, perché questo vi lava la coscienza: sono morti frutto del disimpegno, della mancata formazione, della mancata sicurezza e della competizione sui costi (Applausi dal Gruppo PD) - nel 2018 sono aumentati del 10,8 per cento, rispetto al 2017, mente le malattie professionali sono aumentate del 2,5 per cento. Questi sono dati forniti dall'INAIL e non dal mio Gruppo. Proprio in questo momento, decidete di fare quei tagli. Vi vorrei dare un'altra informazione, visto che distribuite i risparmi di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Quel carpentiere che a sessantasette anni non doveva stare e non deve stare sulle impalcature, e che tanto vi faceva tenerezza negli anni passati, sta ancora sulle impalcature (Applausi dal Gruppo PD) , perché il provvedimento su quota 100 non copre quel lavoratore. Non vi vergognate però di questo e utilizzate quei risparmi per tagliare ulteriormente la salute e la sicurezza sul lavoro. (Applausi dal Gruppo PD) . Avremmo voluto parlare con voi, visto che il decreto-legge in esame, per la precisione, oltre che misure di crescita economica, reca anche misure per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi. Ma quando mai? Vi siete accomodati sulle comode poltrone ministeriali, ma le sedie scomode dei tavoli di crisi le rifuggite! (Applausi dal Gruppo PD) . Non chiamate le parti a confrontarsi presso i Ministeri. Per quel che riguarda Alitalia, a dicembre dicevate che era pronto il piano industriale e sarebbe arrivata la soluzione, ma ora siamo all'ennesima proroga del prestito, per 900 milioni di euro, di cui 650 milioni di aggravio sui cittadini italiani. Dite agli italiani che si troveranno in bolletta, alla voce oneri di sistema, 650 milioni di euro, che state utilizzando per le vostre incapacità su Alitalia. Altro che ridurre le tasse: siete il Governo delle tasse! Dove sono nel decreto-legge la ricerca del partner e il piano industriale: c'è una generica autorizzazione al Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) a sottoscrivere quote della nuova Alitalia, per un massimo di 200 milioni di euro. Con gli interessi maturati sul prestito volete far volare una grande compagnia e pagare gli stipendi di oltre 12.000 persone. Dovreste organizzare un corso di formazione per spiegare agli imprenditori come si fa, con solo 200 milioni di euro, a mantenere in piedi una compagnia di quelle dimensioni; altrimenti vi dovreste porre il problema di quanto siete ignoranti nelle materie e di quanto non volete apprendere. (Applausi dal Gruppo PD) . Sancite dunque il fallimento di una grande infrastruttura. Sull'ILVA i miei colleghi hanno già parlato, ma voglio dire, signor Presidente, che viene messo in discussione un accordo sottoscritto da questo Governo nel settembre scorso. Prima vi siete vantati di aver aumentato l'occupazione da 10.000 a 10.800 lavoratori, ma non vi siete posti il problema che più aumentano i lavoratori e più ovviamente deve aumentare la produzione: altrimenti un'impresa come fa a reggere? E non solo non vi siete chiesti questo, ma oggi, con il vostro provvedimento, annullate una immunità che non c'è e impedite la realizzazione del piano AIA. Lo voglio dire qui che cosa significa: la vostra scelta significa mettere in discussione investimenti per cinque miliardi. Quattrocento milioni sono le risorse che mettete nel decreto crescita, cinque miliardi quelli che fate saltare togliendo risorse ai creditori, all'ambientalizzazione della città di Taranto e ai posti di lavoro. Vorrei dire un'ultima cosa, Presidente, se mi è consentito. Vi siete presentati a Taranto in cinque-sei Ministri con un manifesto. Qui gli accordi non si rispettano e questo significa che voi state facendo un danno non solo alla città di Taranto, ma all'intero Paese e soprattutto state minando la sua credibilità, perché state dicendo agli investitori: «Andate altrove». (Il microfono si disattiva automaticamente). Un attimo, Presidente. PRESIDENTE. È andata già oltre di un minuto, ma concluda, prego. BELLANOVA (PD) . Sono stata interrotta. PRESIDENTE. La prego di concludere. BELLANOVA (PD) . L'attenzione di questo Governo è dimostrata dai banchi del Governo, ma anche da come il provvedimento è stato seguito in Commissione: un giorno e mezzo di lavoro, tre rappresentanti del Governo, nessuno per il Ministero dello sviluppo economico; tre rappresentanti del Governo, uno per il dibattito generale... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Non è capace di concludere, perciò vada avanti. LAUS (PD) . Deve recuperare! BELLANOVA (PD) . Un attimo Presidente! PRESIDENTE. È due minuti oltre il tempo prescritto: non mi pare proprio che sia il caso di protestare. BELLANOVA (PD) . Il mio Gruppo, orgogliosamente, voterà no a questo provvedimento, perché voi siete non solo incapaci, ma siete anche pericolosi. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È il rispetto che tutti devono al tempo assegnato, con un margine comprensibile di extra time. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, comprendiamo perfettamente la rabbia e gli attacchi delle opposizioni al Governo, soprattutto da parte dei colleghi del Partito Democratico, che hanno governato a lungo questo Paese negli ultimi anni. I risultati elettorali delle europee sono stati molto deludenti per loro, molto meno per le forze di Governo, caso quasi unico in Europa. Governare è molto difficile, soprattutto nell'attuale contesto economico internazionale; eppure, le forze di questo Governo hanno ottenuto più del 50 per cento del consenso dei cittadini italiani. Fatevene una ragione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbiamo sentito molte critiche delle opposizioni, ma molto generiche, rivolte alla situazione economica generale dell'Italia e dell'Europa più che ai contenuti di questo decreto-legge e quindi perdonatemi, ma queste critiche lasciano il tempo che trovano; rischiano di rappresentare un rito vuoto e inutile, uno sfogo di chi ha trasformato la propria frustrazione in rabbia. Probabilmente le opposizioni pensano di avere la bacchetta magica per risolvere i problemi dell'economia italiana e del pesante debito pubblico. Noi non abbiamo questa presunzione, ma siamo convinti che i decreti sblocca cantieri e crescita contengano molte misure utili al Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Perdonatemi un'altra considerazione: se avevate realmente delle ricette miracolistiche, perché non le avete applicate quando eravate al Governo? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Commenti del senatore Comincini). Avete avuto sei anni di tempo per vararle; avete avuto molte occasioni. PRESIDENTE.Lasciate che l'intervento possa essere svolto tranquillamente. Prego, lei si rivolga alla Presidenza. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . I colleghi del Partito Democratico, Presidente, hanno avuto molte occasioni, con i Governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni Silveri e le hanno sprecate, hanno fallito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E guardate che non lo diciamo noi, non lo dicono i componenti dei Gruppi Lega e MoVimento 5 Stelle. Lo hanno sancito gli italiani con il voto del quattro marzo 2018 e lo hanno confermato con quello del 26 maggio 2019, un mese fa. Con umiltà ma determinazione, noi abbiamo il dovere di andare avanti. Andremo avanti finché avremo la fiducia dei cittadini italiani. Affermare che abbiamo aumentato la pressione fiscale è semplicemente ridicolo. Non abbiamo approvato una sola norma che abbia aumentato la pressione fiscale. Infatti, non siete stati in grado di citarne nemmeno una nelle vostre numerose invettive: una norma del genere non esiste, perché è una falsità. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). C'è stata, semplicemente, maggiore emersione dell'evasione fiscale, del sommerso, dell'Iva e questo è un dato positivo per tutti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Questo decreto-legge contiene molte misure positive, utili agli enti locali, all'economia, alle nostre imprese, al mondo del lavoro, in definitiva al nostro Paese. Noi le condividiamo pienamente: misure per la crescita, semplificazioni, proroghe e agevolazioni fiscali, misure per il rilancio degli investimenti privati. Poi ci sono le norme per la tutela dei risparmiatori truffati e colpiti dai fallimenti bancari. Si introducono norme per i rimborsi veloci sotto i 50.000 euro, che ci sono stati chiesti a gran voce dai comitati, con cui noi abbiamo un dialogo quotidiano, e ai quali non abbiamo mai negato un incontro, a differenza dei Governi del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). È stata ampliata la platea per coloro che avranno accesso al fondo indennizzo risparmiatori, allentando i paletti di reddito e patrimonio per averne diritto. Ricordo il miliardo e mezzo stanziato dal nostro Governo contro i miseri 150 milioni stanziati dal Partito Democratico. Questa è la differenza tra il Partito Democratico e noi, tra chi ha abbandonato i cittadini truffati e chi li ha tutelati e continuerà a farlo. Quindi, caro collega Renzi, da voi non accettiamo lezioni! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Poi ci sono i numerosi interventi a favore degli enti locali. Sono già stati citati e non voglio citarli nuovamente, ma voglio riaffermare un punto in questa sede, a nome del Gruppo della Lega, che è fatto soprattutto di cittadini che hanno avuto la responsabilità di amministrare i propri Comuni, da sindaci, da assessori e da consiglieri comunali, che conoscono la realtà quotidiana dei nostri amministrati. L'attenzione alle esigenze dei Comuni per noi significa tutelare le necessità delle comunità, dei cittadini che hanno diritto a servizi adeguati ed efficienti. Significa, inoltre, lavoro con appalti veloci, subito cantierabili e circolazione di denaro che crea lavoro ed è una spinta ai consumi. I Governi del Partito Democratico hanno massacrato gli enti locali, li hanno umiliati. Noi, invece, con orgoglio rivendichiamo tutti i provvedimenti a favore delle nostre amministrazioni locali e non accettiamo lezioni da nessuno. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Quindi, misure per la crescita, semplificazioni fiscali, rilancio degli investimenti: questa è la direzione giusta, cui deve seguire, naturalmente, una profonda rivoluzione fiscale, che passi da meno tasse, più competitività e, quindi, più lavoro. La Commissione europea ci chiede di diminuire il debito, troppo elevato. Ma non si può chiedere all'Italia di aumentare il prelievo fiscale. Non si può chiedere all'Italia di adottare ancora improponibili tagli lineari della spesa pubblica. Abbiamo già dato. Questo è il percorso dei Governi del recente passato; un percorso di Governi che hanno fallito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Il debito ha continuato ad aumentare e la nostra economia è diventata sempre meno competitiva, bruciando migliaia di aziende e di posti di lavoro. Rassegnatevi. Noi non saremo mai complici di chi vuole imporci tasse, disoccupazione, disperazione e povertà. Questo Governo ha ancora la fiducia del Parlamento. Ha la fiducia dei cittadini che, anche recentemente, in occasione delle elezioni europee del 26 maggio, hanno premiato la Lega di Matteo Salvini, che, con il suo coraggio e la sua determinazione, ha ridato speranza a molti cittadini italiani. Fate la voce grossa qui. Ne avete il diritto. È l'esercizio della democrazia, ma il consenso fuori da questo Palazzo voi l'avete perso e non l'avete ancora riconquistato. Questo decreto-legge è utile al Paese, ai cittadini e alla nostra economia. Il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore del decreto crescita e della fiducia al Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e M5S . Molte congratulazioni) . BIASOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, sono dispiaciuto nel notare l'assenza pressoché totale del Governo durante la discussione di un decreto-legge ritenuto così importante, efficace ed efficiente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sono convinto che l'unica cosa che crescerà con questo decreto-legge è la difficoltà economica delle nostre imprese e, allora, si verificherà ciò che aveva auspicato il MoVimento 5 Stelle: questa decrescita - che ritengo infelice - porterà ancora danni alla nostra economia. Signor Presidente, ho fatto e faccio l'imprenditore da oltre quaranta anni in diversi settori e non vorrei dare consigli perché il Governo non c'è e non li ascolterebbe nemmeno, ma faccio delle osservazioni. Le imprese per crescere hanno bisogno di fiducia e di rispetto, e non di quanto fa una parte importante del Governo che le avversa e considera gli imprenditori dei disonesti, dei truffatori e degli evasori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere hanno bisogno di finanziamenti dalle banche, che nei loro depositi hanno 3.000 miliardi di risparmi dei cittadini e che, invece di darli alle imprese, soprattutto alle medie e piccole, li usano per finanza speculativa o li danno solo a qualche particolare amico. Le imprese per crescere hanno bisogno di un fisco equo e collaborativo e che, in caso di verifica, non faccia accessi come nel far west (mi è accaduto personalmente). Occorre inoltre che l'onere della prova, in caso di contenzioso, spetti al fisco e non - come adesso - al contribuente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, le imprese per crescere hanno bisogno di una giustizia civile efficace ed efficiente che nel massimo di sei mesi decida il contenzioso e non, come è accaduto a me con un cliente importante che non ha pagato una grossa cifra, su cui avevo già pagato le imposte anni fa, di un rinvio della causa (nel mio caso al 20 aprile del 2020). Questo è inaccettabile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere hanno bisogno di un sindacato collaborativo, prima con le imprese e poi con i lavoratori. Le imprese per crescere, se hanno un dipendente disonesto o fannullone e dispongono di prove inoppugnabili, possono e debbono licenziarlo e non devono riassumerlo dopo due o tre anni perché i magistrati al 99,9 per cento danno lavoro a questo disonesto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Le imprese per crescere devono poter incassare con soldi veri i crediti dello Stato e non con i soldi del Monopoli (abbiamo fatto ridere i polli!). (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, le imprese per crescere hanno bisogno di una tassazione globale di non oltre il 25 per cento. Faccio un esempio che credo che anche il MoVimento 5 Stelle potrà capire: se un'azienda guadagna 100.000 euro a fine anno, ne ha già pagati 70.000 per accise sui carburanti, oneri sull'energia, tassa sui rifiuti, contributi, spese non fiscalmente deducibili (c'è un elenco sterminato) e concessioni IMU. Su 100.000 euro di reddito paga il 43 per cento di imposte. Se vuole distribuirli ai soci, paga un ulteriore 27 per cento. Abbiamo, pertanto, una tassazione effettiva di oltre il 70 per cento. Non lo dico io, ma la CGIA di Mestre e tutte le associazioni. La Banca mondiale ha certificato che noi paghiamo oltre il 65 per cento contro una media europea del 43 per cento. AIROLA (M5S) . Non ho capito. BIASOTTI (FI-BP) . Lo so che non hai capito. Questo è il problema dell'Italia. Vedo il ministro Toninelli, il re delle incomprensioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Si rivolga al Presidente. BIASOTTI (FI-BP) . Il ministro Toninelli potrebbe andare a sedersi tra i banchi del Governo, invece di fare il pasdaran . PRESIDENTE. Ha facoltà di sedersi dove ritiene più opportuno. Collega, prosegua. BIASOTTI (FI-BP) . Le imprese per crescere non hanno bisogno di Toninelli ma di infrastrutture, hanno bisogno di sapere - come hanno detto altri - se si farà o no la TAV, se si farà la gronda, se si farà il terzo valico, perché le imprese non possono pagare il 15 per cento in più di logistica rispetto agli altri Paesi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Abbiamo la fortuna - Toninelli non lo sa - di avere una piattaforma logistica unica al mondo. Dovremmo allora finanziare i porti e costruire le autostrade, non revocare le concessioni. Dobbiamo avere uno Stato di diritto: questo vale per la società Autostrade, vale per l'ILVA e vale per tutti. La riforma di Trump è partita e ha avuto un clamoroso successo perché ha tolto le tasse ai ricchi - ricordatevelo - e alle grandi imprese, obbligandole, dopo aver tolto loro il 40 per cento di tasse, a dare un 20 per cento ai propri dipendenti come maggior stipendio. Questo è un modo di crescere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Putin ha fatto la flat tax su tutti i redditi e voi la volete fare solo per quelli sotto i 65.000 euro, che di fatto sono già soggetti ad un'aliquota del 27 per cento? Totò direbbe: «Ma mi faccia il piacere!». Dico anche un'altra cosa, signor Presidente: un'impresa per crescere non può avere obbligatoriamente un consulente fiscale, un consulente lavorista, un avvocato civilista, un avvocato penalista, un consulente amministrativista, uno per la sicurezza, uno per i rifiuti ed uno per la privacy . Ma come fa un'azienda medio-piccola? Ma vi rendete conto? Ci vivete nelle aziende o no? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per crescere un'impresa che esporta, signor Presidente, ha bisogno di avere un Governo che abbia una politica estera univoca e che sia amico del maggior numero di Paesi possibile per collaborare dal punto di vista economico. Non come fa questo Governo, che non c'è, che ha litigato con l'Europa e con tutto il mondo: con l'Africa, con la Germania, con la Francia, con la Spagna e ieri anche con l'Olanda. Abbiamo bisogno di un Governo che favorisca le esportazioni, non che ce le blocchi. Un'impresa turistica o del food , che sono adesso in auge, per crescere hanno la necessità di trovare i camerieri, i cuochi ed i commessi, che oggi non trovano perché il vostro reddito di cittadinanza ha creato e aumentato chi non ha voglia di lavorare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Un negoziante tradizionale, in un paese o nel centro di una città, non per crescere, ma per sopravvivere, dovrebbe avere - lui sì - un reddito di dignità, perché ha consumato in questi anni tutto il patrimonio che ha accumulato negli ultimi trent'anni e tiene aperto solo per non avere la vergogna di chiudere miseramente e di mandare a casa quei due o tre dipendenti che ha. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Egli dovrebbe avere, signor Presidente, servizi, sicurezza, illuminazione e tolleranza dalle forze dell'ordine, come le forze dell'ordine hanno tolleranza rispetto agli abusivi che fanno concorrenza e fanno tutto quello che vogliono. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per crescere un'azienda, che ad esempio ha bisogno di auto aziendali, deve poter ammortizzare il 100 per cento del loro costo, come in tutta Europa, e non il 40 per cento come qua. Non può un'azienda, per crescere, spendere 700 euro per andare in aereo da Genova a Roma; non può pagare il doppio dell'energia, non può pagare il triplo dei rifiuti rispetto agli altri Paesi europei, non può avere il doppio dei contributi. Un'azienda che vuole crescere non può dover andare obbligatoriamente, per non chiudere, in Austria, in Slovenia, in Bulgaria o in Albania, in Paesi che fino a pochi anni fa erano alla disperazione e oggi sono attrattivi per le nostre imprese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Un'impresa balneare per crescere non deve avere il dramma della direttiva Bolkestein, che avete promesso di togliere e che invece è ancora in piedi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, non solo le aziende, ma tutta l'Italia per crescere ha bisogno di un Governo di centrodestra; per assurdo avrebbe bisogno di un Governo anche di centrosinistra, ma mai e poi mai può avere un Governo inconcludente, incapace e ignorante come questa accozzaglia giallo-verde. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, sono doverosi i ringraziamenti al collega Montani, ai presidenti Girotto e Bagnai, a tutti i senatori delle Commissioni 6 a e 10 a , di maggioranza e di opposizione, perché, seppur in un limitato spazio che riguardava il discernimento, la valutazione ed il voto gli ordini del giorno, c'è stato un clima molto collaborativo in Commissione. Devo poi fare una tirata di orecchie al Governo affinché dia più spazio a questo ramo del Parlamento perché, in un clima collaborativo, può dare una mano ai provvedimenti. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Vitali) . Il decreto-legge in esame è il primo provvedimento di quella che definiamo la seconda e nuova fase di interventi previsti da questa maggioranza e fa seguito ad azioni altrettanto significative. Saluto quindi con grande soddisfazione e rinnovato entusiasmo questo ulteriore passo in avanti che facciamo. Il confronto fra gli alleati è positivo, anche quando è acceso: l'importante è che la nostra bussola sia il benessere della collettività, il sostegno ai nostri produttori e alle fasce più deboli della popolazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Apro e chiudo una parentesi velocemente, perché c'è stata una dichiarazione di un senatore "fantasma" che si presenta solo quando ci sono le telecamere in merito a ArcelorMittal S.A.. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Infatti è bene si sappia che ArcelorMittal è un gestore temporaneo, quindi non ha alcun potere di chiudere l'azienda. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). È bene che si sappia che la nostra forza politica è stata quella che ha trovato il giusto equilibrio tra il diritto alla produzione e il diritto alla salute. Chiudo la parentesi perché credo che poi a fine seduta il senatore Turco toccherà il tema Ilva. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo Governo è contraddistinto dalla voglia di voltare pagina e Governo del cambiamento non è sicuramente una definizione autocelebrativa ma il concretizzarsi di una richiesta venuta dall'elettorato, da un Paese che era stanco e vessato da politiche che voi avete messo in atto negli ultimi anni. Ci chiamate incompetenti e cialtroni, questi sono solo alcuni degli insulti e degli slogan che voi adottate dall'opposizione, che però vedo smarrita; vedo un'opposizione ancora tristemente in cerca d'autore, un'opposizione che così facendo non offende i parlamentari del Movimento 5 Stelle (sarebbe veramente ben poca cosa), ma offende e schernisce quelli che nel marzo 2018 hanno mandato un segnale preciso e inequivocabile a tutti voi, alla vecchia classe politica, quella che oggi fortunatamente rappresenta l'opposizione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). Ritorno poi sulla competenza e sulla valenza che attribuite a questo termine. Passerò al merito del provvedimento perché devo sciorinare molte cose, atteso che sono tante le disposizioni che vanno incontro alle esigenze dei lavoratori, delle imprese, degli enti locali, come sono molte le misure che mirano alla crescita, al rilancio degli investimenti e alla tutela del made in Italy. Il provvedimento reca una riduzione progressiva dell'aliquota IRES e un incremento della percentuale deducibile dell'IMU: per capirci, nel 2023 l'IMU sui capannoni, quella tassa brutta e antipatica, verrà meno veramente. Sono semplificate le procedure di fruizione del patent box, ampliate le agevolazioni in favore dei lavoratori rimpatriati e dei docenti e ricercatori che rientrano in Italia (e direi che era ora). Si crea la sezione speciale del fondo di garanzia PMI; vengono estese le detrazioni per il rafforzamento antisismico, semplificati gli incentivi per interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico; vengono disposte norme più stringenti che contrastano l'evasione nel settore turistico; viene creato il sito «incentivi.gov.it», che è la piattaforma telematica del Ministero dello sviluppo economico (MISE) a sostegno della politica industriale del nostro Paese; per la prima casa si è creato un fondo di 100.000 euro per dare garanzia statale e questo è finalmente un vero aiuto per le giovani coppie che vogliono prendere casa. Si sono estese alle medie, piccole e microimprese le agevolazioni della nuova Sabatini, ampliata la platea delle aziende che possono beneficiare del fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti. Si garantisce anche ai professionisti l'accesso ai finanziamenti agevolati, così come ai centri di ricerca e sostegno di progetti inerenti ad un uso molto più efficiente e sostenibile delle risorse. In parole povere stiamo parlando di economia circolare. Viene introdotto in via sperimentale il contratto di espansione, ma non voglio nemmeno dimenticare i 500 milioni di euro che la maggioranza ha assegnato ai Comuni per lo sviluppo sostenibile e la forte spinta all'economia locale perché incentiviamo la riapertura e l'ampliamento di attività commerciali, artigianali e servizi. Per quanto riguarda il made in Italy - non ho più fiato, troppe cose buone stiamo facendo - ricordo la definizione di marchio storico di interesse nazionale, l'istituzione nel registro speciale presso l'ufficio italiano brevetti e marchi, il fondo per la tutela dei marchi storici. Credo che anche le opposizioni debbano convenire che si tratta di norme e disposizioni che aspettavamo da veramente molto tempo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo provvedimento è fortemente voluto da questa maggioranza e da questo Esecutivo e avrà effetti benefici sul sistema socio-economico del Paese, così come altre misure già adottate iniziano a mostrare i loro primi effetti. Certo che c'è ancora tanto da fare. Ho la convinzione che ogni parlamentare che compone questa maggioranza senta costantemente sulle spalle la responsabilità che ci hanno affidato i cittadini italiani. Voglio, però, tornare un attimo agli insulti di coloro che fino a ieri hanno bloccato un Paese e voglio tornare alla definizione di competenza, perché definirsi competenti, cari colleghi dell'opposizione, non vi assolve certo da quanto avete fatto negli anni passati; al contrario, penso che sia il miglior modo per condannare il vostro operato, con l'aggravante della consapevolezza, perché sapevate quello che stavate facendo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poi ci sarebbe da spiegare il limite di questa competenza cioè, dove può arrivare la competenza. Noi siamo dei cialtroni e quindi ce lo chiediamo, però ci chiediamo anche, ad esempio, se alcuni parlamentari del Partito Democratico sono quelli competenti per la scelta e la nomina dei magistrati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Io non saprei che dire. Potreste dire che si è sempre fatto, potreste dire che è normale e io vi dico di no, cari colleghi, non è assolutamente normale, e se per voi è normale non lo è per noi che intendiamo la funzione pubblica in maniera diversa. Per quanto ci riguarda il termine giusto da utilizzare in questi casi non è «competenza» ma è «prevaricazione» dei poteri e mi auguro quantomeno che vi assalga un minimo di sentimento di vergogna. Rivendico un'abissale differenza tra noi ed alcuni di voi (fortunatamente solo alcuni di voi). La misura di tale distanza è data proprio dal modo di intendere e salvaguardare la sacralità e il prestigio delle istituzioni. L'ultimo esempio in ordine di tempo è stato il tentativo di lottizzare CSM e magistratura. «Lottizzare» non è passato così: è un termine voluto e non penso di doverlo spiegare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sono azioni gravissime, perpetrate in oltraggio alle istituzioni e danno conto di quanto il rispetto per le stesse sia per voi un sentimento alieno. La gente sa, la gente ha imparato a conoscervi, anche se devo ammettere che siete ancora in grado di sorprendere (Commenti dal Gruppo PD) : sorprende l'attaccamento al potere, sorprende la voglia di condizionare, sorprende il patologico asservimento a metodi e logiche non trasparenti. Però noi siamo i cialtroni e voi siete i competenti. Concludo, Presidente, esprimendo soddisfazione per le misure contenute nel cosiddetto decreto-legge crescita che quest'Assemblea si appresta ad approvare. Poco fa dicevo che abbiamo da fare. Ci attende un periodo non facile anche per la congiuntura internazionale: ci sono i dazi tra Cina e USA, c'è la Brexit e una serie di problemi, ma dopo l'ottima legge di bilancio, il dossier sulla via della seta, lo sbloccacantieri e tante altre azioni che oggi si uniscono a questo provvedimento per la crescita, sono convinto che tutti insieme, noi colleghi della maggioranza, stiamo dando una grande mano a risollevare il Paese. Perciò teniamo duro. Lasciamo all'opposizione ancora quattro anni (speriamo anche di più) chi ha ridotto a brandelli un Paese e andiamo avanti nell'esclusivo interesse degli italiani. Annuncio pertanto, con orgoglio e convinzione, il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle alla fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). NUGNES (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (M5S) . Signor Presidente, questo decreto-legge non è così male come hanno descritto le opposizioni, soprattutto per gli articoli che riguardano la mia Commissione; ve ne sono però alcuni che generano una ferita: gli articoli 14, 24 e 46. Quest'ultimo riguarda l'Ilva, per la quale, a differenza di quanto è stato detto, resta l'esenzione della responsabilità penale per condotte attuative del piano ambientale. Come ha detto un collega, è pur vero che per il gestore non c'è la possibilità di chiudere, occorre però considerare che tale responsabilità risponde ad un'esigenza di tutela del pubblico interesse. Mi voglio soffermare però sul famoso articolo 24. Assolta la necessità di procedere alla liquidazione dell'EIPLI, questa, anche per il decreto-legge n. 201 del 2011, avrebbe potuto sicuramente essere realizzata con un ente diverso da una società di capitali di diritto privato, pur se di totale partecipazione pubblica, ossia una SpA. Avrebbe anche potuto essere individuato un ente tra quelli già esistenti. Si sarebbe certo potuto fare ricorso ad altre figure, come l'istituzione di un'azienda speciale o un consorzio tra gli enti pubblici interessati oppure ancora gli enti avrebbero potuto fare una convenzione o un accordo di programma. Con la SpA si è scelto di non gravare sulla finanza dello Stato, ma questa è una chiarissima scelta politica che cozza, non con il tecnicismo del referendum del 2011 (che come tutti sappiamo era manchevole su questo punto), ma sulla volontà popolare indubbiamente espressa in quello stesso referendum . Cosa succede? Alla Camera questo articolo è stato emendato mentre qui non abbiamo potuto lavorare: ho presentato emendamenti, ma non c'è stato né tempo né modo, perché il bicameralismo viene negato. La ratio di questo emendamento è quella di evitare la possibilità di una partecipazione del capitale privato alla costituenda società, ma non mette un veto a una modifica dello statuto e soprattutto non pone un vincolo assoluto di inalienabilità ai privati del capitale della società, che può vendere sia per motivi pratici ma soprattutto in fase di fallimento, poiché la società partecipata è soggetta sicuramente alle disposizioni legislative del fallimento e a quelle dell'amministrazione straordinaria, c'è un rischio concreto che i privati possano entrare a far parte del patrimonio di questo ente. Quindi, per questo motivo, avrei espresso un voto di astensione al decreto-legge, ma non sulla fiducia. (Applausi dal Gruppo Misto). PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1354, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Fede). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Fede. GIRO, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assumono la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 13,09 -, indi il vice presidente LA RUSSA - ore 13,10 - indi il presidente ALBERTI CASELLATI - ore 13,13 -). Rispondono sì i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Auddino, Augussori Bagnai, Barbaro, Bergesio, Bongiorno, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bottici, Botto, Briziarelli, Bruzzone Calderoli, Campagna, Campari, Candiani, Candura, Cantù, Cario, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Centinaio, Ciampolillo, Cioffi, Coltorti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli D'Angelo, De Lucia, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago Endrizzi, Evangelista Faggi, Fede, Fenu, Ferrara, Ferrero, Floridia, Fregolent, Fusco Gallicchio, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Giarrusso, Girotto, Granato, Grassi, Guidolin Iwobi L'Abbate, Lannutti, Lanzi, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lucidi, Lunesu, Lupo Maiorino, Mantovani, Marilotti, Marin, Marinello, Marti, Matrisciano, Mautone, Merlo, Mininno, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Naturale, Nisini, Nocerino Ortis, Ortolani, Ostellari Pacifico, Paragone, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pillon, Pirovano, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quarto Riccardi, Ricciardi, Ripamonti, Rivolta, Romagnoli, Romano, Romeo, Rufa, Russo Santangelo, Santillo, Saponara, Saviane, Sbrana, Sileri, Siri, Stefani Tesei, Toninelli, Tosato, Trentacoste, Turco Urraro Vaccaro, Vallardi, Vanin, Vescovi, Vono Zuliani Rispondono no i senatori: Aimi, Alderisi, Alfieri, Astorre Battistoni, Bellanova, Berardi, Bernini, Berutti, Biasotti, Binetti, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bonino Caliendo, Cangini, Casini, Causin, Cesaro, Cirinnà, Collina, Comincini, Conzatti, Cucca D'Alfonso, D'Arienzo, Damiani, De Petris, De Poli, De Siano, Durnwalder Errani Fedeli, Ferrari, Ferrazzi, Floris Galliani, Gallone, Garavini, Giammanco, Ginetti, Giro, Grasso, Grimani Iori Laforgia, Laus, Lonardo Magorno, Malan, Mallegni, Malpezzi, Manca, Marcucci, Margiotta, Marino, Martelli, Masini, Messina Alfredo, Messina Assuntela, Minuto, Mirabelli, Misiani, Moles Nannicini, Nencini, Nugnes Pagano, Papatheu, Parente, Paroli, Parrini, Patriarca, Perosino, Pichetto Fratin, Pinotti, Pittella Quagliariello Renzi, Richetti, Rojc, Ronzulli, Rossi Saccone, Sbrollini, Schifani, Sciascia, Serafini, Siclari, Stabile, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Testor, Tiraboschi, Toffanin Valente, Vattuone, Verducci, Vitali Zanda Si astengono i senatori: Balboni Calandrini, Ciriani De Bertoldi Fazzolari Garnero Santanchè Iannone La Pietra, La Russa Maffoni Nastri Rauti, Ruspandini Urso Zaffini. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 1354, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 278 Senatori votanti 277 Maggioranza 132 Favorevoli 158 Contrari 104 Astenuti 15 Il Senato approva. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 34. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno *VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, c'è una foto - oggi - su tutti i giornali alla quale non riesco a smettere di pensare, alla quale non dobbiamo smettere di pensare. Racconta una storia vera e terribile, che ci riguarda e ci chiama in causa: un padre e una figlia, abbracciati per sempre. Morti mentre cercano di attraversare un fiume troppo grande e pericoloso, al confine tra Messico e Stati Uniti d'America, per poter aggirare e oltrepassare il muro voluto per impedire ai migranti latini di arrivare al Nord, alla frontiera e al "sogno americano". Un'immagine che racconta l'amore di un padre e di una figlia, ma anche la ferocia di chi è più forte contro chi è più debole. Penso a quel padre. Penso se fosse toccato a me, al suo posto, cercare il coraggio, prendere in braccio mia figlia per darle un futuro, lontano da violenza e disperazione. Cercare di attraversare l'acqua alta, parlare per rassicurarla, tenerla alta più delle onde, cingerla con la mia maglietta per non perderla. Stringerla per non lasciarla. Lui è Oscar, lei è Angy Valeria, di soli ventitré mesi. Penso che il Senato debba tenere impressi i loro nomi, perché ne simboleggiano mille e mille altri, morti per fuggire da guerre, torture e fame. Quei migranti, signor Presidente, siamo noi e le loro speranze, i loro bisogni, la voglia di lavorare e realizzarsi sono lo spirito che muove ogni democrazia. I muri invece sono la negazione della democrazia, l'emblema dei regimi autoritari. C'è stato un tempo in cui abbiamo festeggiato la caduta del muro che divideva l'Europa tra democrazia e tirannide. Allora, nell'Ottantanove, ne esistevano quindici. Oggi al mondo di muri ne esistono settanta, ma non potranno fermare chi, come noi, abita questo pianeta e reclama, come noi, democrazia e diritti. I muri sono alimentati da una retorica d'odio che criminalizza i più deboli per lasciare indisturbati i forti e mette gli ultimi contro i penultimi. Ma è un inganno, perché la sicurezza si costruisce solo allargando democrazia e diritti. Allora facciamolo, colleghi: non lasciamo più che un confine significhi la morte di un padre, di una madre, di una figlia e, con loro, di tutta l'umanità. (Applausi dal Gruppo PD). PARENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, intervengo in quest'Aula per portare prepotentemente all'attenzione la situazione in cui versa Roma, la nostra capitale, da giorni invasa dai rifiuti. (Commenti della senatrice Piarulli). E certo! Tutti noi, cittadini, turisti e persone che vengono a Roma per lavoro siamo costretti a fare gincana tra l'immondizia, che emana un fetore veramente insopportabile. Ci sono gabbiani e, grazie a Dio, se n'è è accorto anche il vice premier Salvini, che dall'alto della sua terrazza li ha definiti molto grandi, come pterodattili; che provi ad andare a mettere nei cassonetti un sacchetto, come dice l'ordine dei medici di Roma, che ha lanciato l'allarme: «Cittadini, mettetevi i guanti quando mettete il sacchetto nel cassonetto». Il ministro Grillo ieri ha detto che non c'è rischio epidemiologico. A parte che credo confonda rischio e fattore di rischio, perché il calore di queste settimane sicuramente è un fattore di rischio, ma poi, evidentemente, non cammina e non vive la città. Muovo allora un appello a tutti voi, colleghe e colleghi, perché, soprattutto dai banchi della maggioranza e in particolare dei 5 Stelle, ho sentito parlare di moralità: andiamo tutti insieme in città, condividiamo i disagi dei cittadini e non guardiamo la piazza dal palazzo, ma il palazzo dalla piazza. Ho sentito tante parole retoriche che non corrispondono alla vita dei cittadini. Basta con l'Italia a due velocità, perché negli stessi giorni in cui il Nord, Milano in particolare (e siamo tutti felici per la nostra Italia), ottiene le Olimpiadi, Roma è invasa dall'immondizia. Così non si salva nessuno, non si salva l'Italia. Sono successe alcune cose in questi giorni. Il Sindaco può accogliere suggerimenti e aiuti: c'è la lettera dei Presidenti dei municipi e c'è l'incontro del sindaco Raggi con il Presidente di AMA. Il Sindaco ha cambiato in tre anni sei consigli di amministrazione. C'è poi l'allarme lanciato dalla Regione Lazio alle ASL. Si può andare avanti, per trovare delle soluzioni e chiudere il ciclo dei rifiuti, a Roma come in tutte le capitali europee. Chiudo dicendo che la vera crisi della politica stia nella nostra incapacità di indignarci. Le cittadine e i cittadini lo sanno, stanno facendo esposti, class action e, manifestazioni, mandano filmanti e foto ai mezzi di stampa, ma non basta. I cittadini romani, per l'amore che hanno della propria città e oltretutto pagano una TARI molto alta, non si meritano questa ferita. Io sarò al loro fianco, insieme ad altri miei colleghi, per trovare le strade per incanalare questa indignazione: class action , farsi parte civile e tutto quello che può servire perché Roma possa riconquistare la dignità di Città eterna. (Applausi dal Gruppo PD) . TURCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TURCO (M5S) . Signor Presidente, è doveroso intervenire quest'oggi sulla vicenda dello stabilimento Ilva. Oggi molti colleghi hanno criticato la scelta del Governo di eliminare l'immunità penale. Le opposizioni hanno sollevato il rischio di chiusura dello stabilimento, dimenticando però che i cittadini di Taranto godono del diritto alla salute, oltre che del diritto al lavoro. È bene precisare, com'è stato detto dal collega Castaldi, che ArcelorMittal non ha alcun potere di chiudere la fabbrica, perché è un semplice gestore temporaneo in virtù di un contratto di affitto che scade nel 2021. Abbiamo ripristinato un diritto costituzionale che a Taranto avevamo forse dimenticato, ovvero che la legge è uguale per tutti, e abbiamo trovato il giusto equilibrio tra il diritto alla salute e il diritto alla produzione. Vorrei ricordare, a tal riguardo, che fino a ieri l'immunità penale, che era stata introdotta dal precedente Governo, era onnicomprensiva su ambiente, salute e sicurezza sul lavoro. Oggi, con l'approvazione del decreto crescita, è stata invece ridimensionata l'immunità penale solo alla questione ambientale. Abbiamo quindi eliminato l'immunità penale a partire dal 6 settembre con riferimento alla salute pubblica e alla sicurezza. Non vorrei che ArcelorMittal, con l'annuncio della chiusura dello stabilimento, volesse ricattare il Governo su altri aspetti, ovvero quelli legati alla sicurezza pubblica, per chiedere uno sconto sui canoni di locazione o sul prezzo finale di vendita. Non vorrei che ArcelorMittal perseguisse lo scopo di aver acquisito semplicemente le commesse e i clienti dello stabilimento ex Ilva. (Applausi dal Gruppo M5S) . MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, intervengo per portare a conoscenza di quest'Assemblea quanto appreso questa mattina circa un'operazione dei Carabinieri che si è svolta nella mia Provincia, a Reggio Emilia e nel reggiano, e che coinvolge anche altre zone d'Italia. Diciotto persone sono state sottoposte a misure di custodia cautelare e otto arrestate, tra cui il sindaco PD di Bibbiano, un Comune vicino a Reggio Emilia, Andrea Carletti, rieletto poche settimane fa al secondo mandato. Gli arresti hanno coinvolto politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una ONLUS di Torino. È stato definito come un illecito e redditizio sistema di gestione dei minori: certificazioni false per strappare i bimbi a famiglie in difficoltà e affidarli ad altre con requisiti più idonei. Si parla, in sintesi, di piccoli che sono stati tolti illecitamente ai genitori per darli, dopo un giro di soldi, ad altri. Per costruire le condizioni necessarie a questo passaggio ogni mezzo era lecito, comprese false relazioni, terapeuti travestiti da personaggi cattivi delle fiabe in rappresentazione dei genitori, falsi ricordi di abusi sessuali generati attraverso impulsi elettrici, per alterare lo stato della memoria dei piccoli in prossimità dei colloqui giudiziari: un vero e proprio lavaggio del cervello. Tra i reati contestati ci sono: frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico. Questa storia è tremenda. Volevo informare l'Assemblea di questo, che sembra essere soltanto un campanello di allarme di una situazione più generale. Alimentare un business illecito colpendo i bambini è un crimine orribile. Chiediamo anche al Partito Democratico, che ha un sindaco coinvolto, di fare piena luce sul suo operato. La nostra affettuosa vicinanza va ai piccoli e alle loro famiglie. Naturalmente, siamo vicini anche alla magistratura e alle Forze dell'ordine, che ringraziamo per questo lavoro fondamentale. Ci aspettiamo il massimo di fermezza e di approfondimento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 2 luglio 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 2 luglio 2019, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 13,48) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1354 La Commissione, Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo con le seguenti osservazioni: - all'articolo 17 occorrerebbe indicare la data entro la quale è prevista l'adozione del decreto ministeriale di cui al comma 1; - all'articolo 26, recante agevolazioni finanziarie a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo in materia di economia circolare, si segnala l'opportunità di prevedere, al comma 1, un termine per l'emanazione del decreto ministeriale volto a definire criteri, condizioni e procedure per la concessione delle agevolazioni; si rileva, inoltre, che la previsione dell'intesa in Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 281 del 1997 dovrebbe essere riformulata, in quanto la norma richiamata riguarda le intese in sede di Conferenza Stato-Regioni; - all'articolo 28, comma 3, nell'ambito del procedimento di emanazione del decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse dei patti territoriali, si invitano le Commissioni di merito a valutare l'opportunità di prevedere l'intesa in sede di Conferenza unificata, anziché in sede di Conferenza Stato-Regioni, poiché i patti territoriali coinvolgono enti locali e altri soggetti pubblici e privati; - all'articolo 29, in materia di incentivi per la nuova imprenditorialità, si segnala l'opportunità di introdurre il coinvolgimento delle Regioni, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, nel procedimento di adozione del decreto ministeriale previsto al comma 2; - all'articolo 40, nell'ambito del procedimento di concessione delle indennità in favore dei lavoratori impossibilitati a svolgere la propria attività lavorativa a seguito della chiusura della strada SS 3bis Tiberina E45 Orte Ravenna, si rileva l'opportunità di sostituire, al comma 3, l'espressione «decreto delle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Umbria» con il riferimento a più generici «provvedimenti» delle medesime Regioni. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e preso atto degli elementi istruttori fomiti dal Governo nella relazione tecnica aggiornata di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo nel presupposto che le maggiori entrate utilizzate a copertura dagli articoli 3- bis , 3- quinquies , 4- quater , 4- quinquies , 7- bis , 26- bis , 26- quater , 30- ter e 36- bis siano rappresentate da quota parte di quelle derivanti dagli articoli 12- novies sull'imposta di bollo virtuale sulle fatture elettroniche e 13- bis sulla denuncia fiscale per la vendita di alcolici. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bogo Deledda, Bonfrisco, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bressa, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Collina, Crimi, Dal Mas, De Poli, Fantetti, Faraone, Fattori, Giacobbe, Mangialavori, Mantero, Merlo, Modena, Monti, Napolitano, Ronzulli, Santangelo e Zanda. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rossomando e Taverna, per attività di rappresentanza del Senato; Arrigoni, Castiello, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Buccarella, Fazzone, Rampi e Rizzotti, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Onn. Golinelli Guglielmo, Colla Jari, Badole Mirco, Basini Giuseppe, Bazzaro Alex, Bellachioma Giuseppe Ercole, Benvenuto Alessandro Manuel, Bianchi Matteo Luigi, Bisa Ingrid, Boldi Rossana, Boniardi Fabio Massimo, Bordonali Simona, Borghi Claudio, Caffaratto Gualtiero, Cantalamessa Gianluca, Caparvi Virginio, Capitanio Massimiliano, Cavandoli Laura, Cecchetti Fabrizio, Centemero Giulio, Cestari Emanuele, Colmellere Angela, Comaroli Silvana Andreina, Covolo Silvia, Crippa Andrea, Dara Andrea, De Angelis Sara, De Martini Guido, Donina Giuseppe Cesare, Fantuz Marica, Ferrari Roberto Paolo, Fogliani Ketty, Formentini Paolo, Foscolo Sara, Frassini Rebecca, Gastaldi Flavio, Giaccone Andrea, Giglio Vigna Alessandro, Gobbato Claudia, Grimoldi Paolo, Gusmeroli Alberto Luigi, Iezzi Igor Giancarlo, Invernizzi Cristian, Lo Monte Carmelo, Locatelli Alessandra, Lolini Mario, Lorenzoni Eva, Lucchini Elena, Maccanti Elena, Maturi Filippo, Molinari Riccardo, Murelli Elena, Pagano Alessandro, Panizzut Massimiliano, Patassini Tullio, Patelli Cristina, Piastra Carlo, Potenti Manfredi, Racchella Germano, Ribolla Alberto, Saltamartini Barbara, Sasso Rossano, Segnana Stefania, Tarantino Leonardo, Tiramani Paolo, Tombolato Giovanni Battista, Valbusa Vania, Vallotto Sergio, Zanotelli Giulia, Zoffili Eugenio, Zordan Adolfo, D'Inca' Federico, Aresta Giovanni Luca, Buratti Umberto, Chiazzese Giuseppe, Corda Emanuela, Del Monaco Antonio, Ermellino Alessandra, Galantino Davide, Iorio Marianna, Iovino Luigi, Rizzo Gianluca, Rossini Roberto, Russo Giovanni, Toccalini Luca, Pettazzi Lino, Bubisutti Aurelia Istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini (1371) (presentato in data 27/06/2019) C.622 approvato dalla Camera dei deputati Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Candura Massimo, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifica all'articolo 2 della legge 18 aprile 1975, n. 110, in materia di armi per uso sportivo (1367) (presentato in data 27/06/2019); senatori Ripamonti Paolo, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni in materia di impiego delle guardie giurate all'estero (1368) (presentato in data 27/06/2019); senatori Floridia Barbara, Pittoni Mario, Granato Bianca Laura, Castellone Maria Domenica, Montevecchi Michela, Corrado Margherita, De Lucia Danila, Russo Loredana, Vanin Orietta, D'Angelo Grazia Disposizioni per l'estensione della durata dell'abilitazione scientifica nazionale e ai fini di reclutamento del personale docente delle Università (1369) (presentato in data 26/06/2019); senatore Nastri Gaetano Istituzione di un fondo bonifica dell'amianto dei locali pubblici e aperti al pubblico (1370) (presentato in data 26/06/2019). Inchieste parlamentari, deferimento E' stata deferita, in sede redigente, la seguente proposta d'inchiesta parlamentare: alla 3 a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) : Garavini ed altri - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione europea", previ pareri della 2 a , della 5 a , della 10 a e della 14 a Commissione permanente ( Doc . XXII, n. 18). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 21 giugno 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1- bis , comma 1, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461 - i seguenti atti: - schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante revisione della rete stradale di interesse nazionale della regione Piemonte (n. 91); - schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante revisione della rete stradale di interesse nazionale delle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto (n. 92). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono deferiti alla 8 a Commissione permanente, che esprimerà il parere su ciascuno di essi entro il termine del 17 luglio 2019. La 1 a Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 8 a Commissione su ciascun atto entro il l'11 luglio 2019. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 26 giugno 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2-ter, comma 1, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007 n. 41 - lo schema di decreto ministeriale recante organizzazione e servizio degli steward negli impianti sportivi (n. 93). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 1a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 26 agosto 2019. Le Commissioni 5a e 7a potranno formulare le proprie osservazioni alla 1a Commissione entro il 6 agosto 2019. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: - Raccomandazione della Commissione del 18.6.2019 sulla proposta di piano nazionale integrato per l'energia e il clima dell'Italia 2021-2030 (C(2019) 4412 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 13 a e 14 a ; - Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Quadro di valutazione UE della giustizia 2019 (COM(2019) 198 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 1 a , 5 a e 14 a ; - Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo - Sintesi delle relazioni di attuazione annuali per i programmi operativi cofinanziati dal Fondo di aiuti europei agli indigenti nel 2017 (COM(2019) 278 definitivo), alla 5 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 1 a e 14 a ; - Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle disposizioni della direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati che si applicano alle prenotazioni online effettuate in diversi punti vendita (COM(2019) 270 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; - Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del capo IV del regolamento (UE) 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi (COM(2019) 282 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 2 a e 14 a . Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 17 giugno 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 31, comma 4, della legge 14 novembre 2016, n. 220, la prima relazione sullo stato della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica, riferita all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, primo comma, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . CCLII, n. 1). Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 158 dell'8 maggio 2019, depositata il 25 giugno 2019, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 32, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui dopo le parole "E' competente il giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento opposto" non prevede le parole "ovvero, nel caso di concessionario della riscossione delle entrate patrimoniali, del luogo in cui ha sede l'ente locale concedente". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 2 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 53). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Francesco Palladino da Torremaggiore (Foggia) chiede la parificazione degli onorari dei componenti gli uffici elettorali in occasione dell'elezione dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo con quelli previsti per le altre consultazioni elettorali (Petizione n. 381, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Savino Detto da Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) chiede l'abrogazione del comma 1, lettera a), dell'articolo 16- quinquies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. Decreto crescita), in materia di contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali (Petizione n. 382, assegnata alla 11 a Commissione permanente); la signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede nuove disposizioni in materia di concessioni ed autorizzazioni all'utilizzo di immobili di proprietà pubblica al fine dell'esercizio di attività d'impresa da parte di privati (Petizione n. 383, assegnata alla 8 a Commissione permanente); la signora Patrizia D'Agostino da Roma e altri cittadini chiedono modifiche agli articoli 572 e 612 del codice di procedura penale; l'istituzione di un collegio peritale all'interno delle USL preposto a verifiche periodiche presso asili nido, scuole dell'infanzia ed elementari al fine di una valutazione psicologica delle capacità genitoriali; la previsione di visite periodiche nelle strutture scolastiche da parte di medici che effettuino verifiche sullo stato di salute dei minori; la previsione di pene più severe per i reati di maltrattamento di minori; l'istituzione di un Comitato di garanzia che operi in sinergia col Tribunale dei minori (Petizione n. 384, assegnata alla 2 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori D'alfonso, Parrini, Pittella, Sbrollini, Magorno, Laus, Rossomando, Malpezzi, Astorre, Boldrini, Messina Assuntela, Patriarca, Fedeli, Valente, Manca, Alfieri, Marino, Sudano, Iori, Verducci, Stefano, Parente, Rojc, Ferrazzi, Taricco e Giacobbe hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00932 del senatore Cucca. Mozioni, nuovo testo La mozione 1-00141, della senatrice L'Abbate ed altri, pubblicata il 25 giugno 2019, deve intendersi riformulata come segue: L'ABBATE, CASTELLONE, MOLLAME, ORTOLANI, TRENTACOSTE ABATE, GRANATO. GIANNUZZI, VONO, CROATTI, PELLEGRINI Marco, ANGRISANI, GAUDIANO, RUSSO Il Senato, premesso che: la città di Brindisi, città ad alta intensità industriale, ma allo stesso tempo dalle grandi potenzialità di rinascita sostenibile, ha rappresentato per lungo tempo l'emblema del conflitto ambientale con le asserite esigenze di crescita economica legata allo sviluppo industriale; il territorio di Brindisi è interessato da un carico di problematiche legate ai rischi per la salute dei cittadini e per l'ambiente di gran lunga maggiore rispetto ai vantaggi economici che la città ha ricevuto nel tempo; la città pugliese, in un diametro ristretto di chilometri si trova a dover supportare la presenza di un petrolchimico e di due centrali a carbone ancora funzionanti, quasi tutti compresi in un sito di interesse nazionale (Sin); il sito inquinato di interesse nazionale (Sin) di Brindisi è stato decretato con legge n. 426 del1998 e, come tale, perimetrato dal Ministero dell'ambiente con decreto ministeriale del 10 gennaio 2000. Esso si estende approssimativamente per un'area pari a 11.000 ettari e comprende, oltre ad aree agricole ed industriali, anche 5.500 ettari di aree marine. Nella parte più orientale del Sin di Brindisi vi è lo stabilimento petrolchimico, originariamente di proprietà della Montecatini Edison nella parte meridionale dell'area perimetrata, in prossimità della costa, si trova la centrale Enel di Cerano, realizzata negli anni Ottanta, alimentata principalmente a carbone, e destinata alla produzione di energia elettrica; sempre all'interno del sito è presente un'area lagunare, denominata "micorosa", che negli anni Sessanta fu colmata da scorie di ogni genere provenienti dall'ex Petrolchimico, contenenti elevatissime concentrazioni di tricloroetano (cloroformio); in definitiva l'area può essere divisa in alcune macroaree, distinguibili per uso del suolo e ubicazione: Polo industriale, Polo petrolchimico, Polo elettrico-energetico, Area agricola, Stagni e Saline di Punta della Contessa, Invaso del Cillarese, Area marina; considerato che a quanto risulta ai proponenti del presente atto: dopo tutti questi anni le operazioni di bonifica sono ancora ferme, mentre periodicamente si avvicendano studi sulle conseguenze dannose legate all'inquinamento dell'area e notizie di rinvenimento di discariche abusive in un'area di rilevante ampiezza come quella del Petrolchimico, ma che, in prevalenza, risulta abbandonata e conseguentemente appetibile per l'esercizio di attività delittuose; ad aggravare la portata del vulnus vi è la mancata messa in sicurezza dell'impianto di Eni Versalis, unico funzionante all'interno dell'area del petrolchimico, dal quale frequentemente fuoriescono fiammate visibili in quasi tutta la città; a ciò si aggiunge il comprovato inquinamento causato dalle due centrali a carbone presenti nel territorio brindisino, tra cui la centrale Enel-Federico II (Cerano), la più grande d'Europa, e la centrale A2A; una situazione di tale portata, ha avuto delle ricadute sulla popolazione e sull'ambiente, devastanti: diversi studi epidemiologici: che hanno evidenziato risultati molto preoccupanti, tra i quali incremento di rischio della mortalità e ricoveri per tumori maligni, leucemie, malattie cardiovascolari e all'apparato respiratorio, malformazioni tra le persone più esposte rispetto a quelle meno esposte alle emissioni di origine industriale; nonostante la situazione allarmante sia nota da diversi anni, fino ad oggi nessun passo è stato fatto verso una rinascita sostenibile e una presa di posizione a favore della tutela della salute dei cittadini; considerato infine che: la politica dell'Unione europea in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell'azione preventiva e della correzione dell'inquinamento alla fonte, nonché sul principio «chi inquina paga»; attraverso il suo quadro per il clima e l'energia 2030, che rappresenta altresì il suo impegno assunto nell'ambito dell'accordo di Parigi, l'UE si è impegnata a conseguire i seguenti obiettivi entro il 2030: ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 40 per cento al di sotto dei livelli del 1990, migliorare l'efficienza energetica del 27 per cento e aumentare la quota di consumo finale di energia proveniente da fonti rinnovabili del 27 per cento. Il quadro 2030 fa seguito agli obiettivi «20-20-20» stabiliti nel 2007 dai leader dell'UE per il 2020: una riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas a effetto serra, un aumento del 20 per cento della quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia e una riduzione del 20 per cento del consumo totale di energia primaria dell'UE (il tutto rispetto al 1990), che si sono tradotti in misure legislative vincolanti. La tabella di marcia dell'UE per passare ad un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050 prevede un obiettivo a lungo termine di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra dell'80 per cento, mentre la più recente strategia di lungo termine sostiene il conseguimento di un'economia climaticamente neutra entro il 2050; a norma del regolamento (UE) 2018/1999 ogni Stato membro è tenuto a trasmettere alla Commissione la proposta di piano nazionale integrato per l'energia e il clima per il periodo 2021-2030; in ossequio a tale disposizione, l'Italia ha presentato la proposta di piano nazionale integrato per l'energia e il clima, che, tra i principali obiettivi, prevede: l'accelerazione del percorso di decarbonizzazione, considerando il 2030 come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico entro il 2050; la promozione di attività di ricerca e innovazione che, in coerenza con gli orientamenti europei e con le necessità della decarbonizzazione profonda, sviluppino soluzioni idonee a promuovere la sostenibilità, la sicurezza, la continuità e l'economicità delle forniture energetiche; l'adozione, anche a seguito dello svolgimento della valutazione ambientale strategica, di obiettivi e misure che riducano i potenziali impatti negativi della trasformazione energetica su altri obiettivi parimenti rilevanti, quali la qualità dell'aria e dei corpi idrici, il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio; un obiettivo di copertura, nel 2030, del 30 per cento del consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili, delineando un percorso di crescita sostenibile delle fonti rinnovabili con la loro piena integrazione nel sistema; la Commissione europea con la raccomandazione del 18 giugno 2018 sulla proposta di piano nazionale integrato per l'energia e il clima dell'Italia 2021-2030, ha posto alcune importanti sollecitazioni tra cui il sostegno al livello di ambizione che il Paese si è fissato, con la quota del 30 per cento di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 a contributo dell'obiettivo dell'Unione per il 2030 in termini di energia rinnovabile, adottando politiche e misure dettagliate e quantificate che siano in linea con gli obblighi imposti dalla direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio; nella medesima raccomandazione la Commissione sottolinea la necessità di integrare meglio l'aspetto della transizione giusta ed equa, in particolare illustrando in maggior dettaglio gli effetti degli obiettivi, delle politiche e delle misure previsti su società, occupazione, competenze e distribuzione del reddito, anche nelle regioni industriali e ad alta intensità di carbonio; in vista dello stringente obbligo di decarbonizzazione, le due società titolari delle centrali a carbone presenti nel comune di Brindisi hanno avviato l' iter per la riconversione prevedendo l'alimentazione a gas metano; sul tema della riconversione delle due centrali si sono tenuti tavoli interistituzionali con la presenza delle società interessate; ritenuto che: il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente ("United Nations Environment Programme" - Unep) ha dato vita nel 2014 a un progetto internazionale denominato "Inquiry", attraverso il quale sostenere gli sforzi nazionali e internazionali indirizzati a spostare gli ingenti investimenti necessari a promuovere una green economy inclusiva. Un'altra misura, funzionale in tal senso, è stata l'iniziativa del "Fossil fuels divestment" e cioè un'azione volta a scoraggiare gli investimenti verso il settore delle energie fossili e a favore di un altro più efficiente ed efficace: quello delle fonti rinnovabili. Per il 2017 si parla di 800 soggetti istituzionali e privati che hanno disinvestito dai fossili 6.000 miliardi di dollari; negli ultimi anni in controtendenza rispetto ad altri settori economici, la green economy ha raggiunto risultati positivi a livello occupazionale e l'Italia si è mostrata capofila di questa tendenza; infatti, secondo la relazione sulla green economy 2018 presentata nell'ambito degli Stati generali della green ecomomy , l'Italia nel 2017 è stata prima fra i grandi Paesi europei in economia circolare, agricoltura biologica ed anche eco-innovazione. Detta relazione ha anche sottolineato come in Italia i settori a più alto coefficiente occupazionale, considerando gli ultimi cinque anni, sono le fonti rinnovabili con il 32 per cento del totale degli occupati (circa 702.000 posti di lavoro diretti e indiretti), seguiti dall'agricoltura biologica e di qualità con il 18 per cento del totale degli occupati (circa 393.000 posti di lavoro, in questo caso solo diretti), dalla rigenerazione urbana con il 12 per cento (circa 255.000 posti di lavoro), dall'efficientamento degli edifici con il 9 per cento (oltre 197.000 occupati); dalla riqualificazione del sistema idrico con l'8 per cento (circa 178.000 posti di lavoro), dalla bonifica dei siti contaminati con il 5 per cento (circa 117.000 posti di lavoro); l'attuale fase di transizione industriale è una fase di fondamentale importanza della città di Brindisi, che richiede un approccio sistemico e integrato delle differenti questioni che si sovrappongono; si rende necessario intraprendere questo percorso, tenendo conto delle necessarie logiche di sostenibilità, salvaguardando l'ambiente e la salute dei cittadini e le esigenze occupazionali della popolazione; al di là dei normali strumenti di partecipazione, si rende necessario avviare un costruttivo confronto con la cittadinanza in coerenza con gli obblighi di informazione ambientale; la transizione industriale di Brindisi non può non passare attraverso il completamento delle operazioni di bonifica e il rilancio dell'economia locale, con la valorizzazione del territorio e l'incentivazione di pratiche sostenibili, puntando anche nel breve periodo al definitivo abbandono dell'utilizzo dei combustibili fossili; data la sua particolare posizione geografica, il porto di Brindisi rappresenta un potenziale importante per lo sviluppo economico della città e dell'intera regione, per cui per una valorizzazione della città è fondamentale prevedere anche lo sviluppo delle infrastrutture portuali nel necessario rispetto del territorio, dell'ambiente e dei beni culturali presenti che rappresentano la ricchezza della città, impegna il Governo: 1) a completare nel più breve tempo possibile le opere di bonifica e messa in sicurezza dell'intero sito e a considerare misure di valorizzazione del territorio di Brindisi nel suo complesso; 2) a sviluppare soluzioni programmatiche e lungimiranti affinché la transizione di cui la città di Brindisi è protagonista non sia solo finalizzata alla decarbonizzazione, ma anche allo sviluppo dell'economia circolare e della bioeconomia, in particolare: individuando misure volte al mantenimento e al potenziamento dei livelli occupazionali, anche attraverso la ricollocazione dei lavoratori, nell'ambito delle attività di riqualificazione e di bonifica; applicando strategie legate al sistema produttivo territoriale e predispongano concreti progetti di sviluppo di formazione e riqualificazione professionale in prospettiva occupazionale; 3) a dotare di infrastrutture il porto, nel rispetto del sito archeologico di Punta delle Terrare, tenendo conto del rischio idrogeologico della zona in corrispondenza del fiume Grande e ponendo particolare attenzione alla risoluzione dei problemi legati agli scarichi dei reflui portuali e dell'inquinamento del fiume Piccolo; 4) a far sì che la transizione energetica attraverso la decarbonizzazione non preveda nuove infrastrutture per la produzione di energia da combustibili fossili anche diversi dal carbone nel territorio di Brindisi. (1-00141) (Testo 2) Mozioni Atto n. 1-00142 IORI BINI BOLDRINI PATRIARCA FEDELI CIRINNA' MALPEZZI STEFANO FERRARI VALENTE ALFIERI ASTORRE BELLANOVA BITI CUCCA D'ALFONSO D'ARIENZO FERRAZZI GARAVINI GIACOBBE GINETTI LAUS MANCA MARGIOTTA MARINO MESSINA Assuntela MISIANI NANNICINI PARENTE PARRINI PINOTTI PITTELLA ROJC ROSSOMANDO SBROLLINI SUDANO TARICCO VERDUCCI - Il Senato, premesso che: in Italia, gli episodi di cronaca che riportano gravi casi di bambini e adolescenti maltrattati, abusati o uccisi aumentano ogni giorno e, secondo l'indice regionale sul maltrattamento all'infanzia elaborato da Cesvi nel 2018 con un team di ricerca che stima la vulnerabilità minorile al fenomeno del maltrattamento nei diversi territori italiani, quasi il 70 per cento di minorenni di età compresa tra i 2 e i 14 anni ha subito episodi di violenza fisica, verbale o emotiva in famiglia, e precisamente 91.272 bambini o adolescenti sono vittime di maltrattamento; si tratta di vite troncate e infanzie rubate, vittime di una strage continua, spesso consumata tra le mura domestiche per mano dei genitori o di altri familiari o conoscenti, negli ambienti che dovrebbero garantire sicurezza e da parte di quegli adulti che dovrebbero essere figure di riferimento e fiducia; la violenza estrema si manifesta negli infanticidi: dal 2000 al 2017 (e il 2018 è ancora fuori dal computo) sono stati 447 i bambini uccisi tra le mura domestiche: secondo i dati Istat, dal 2006 al 2017, in Italia sono stati uccisi 34 neonati, mentre dalle stime del Ministero dell'interno risulta che negli ultimi due anni gli omicidi volontari di cui sono stati vittime minori sono 36, e precisamente 21 nel 2017 e 15 nel 2018; nel decennio compreso tra il 2004 e il 2014 i bambini uccisi dai genitori o in ambito familiare sono stati circa 245, come ha certificato l'associazione "Meter"; dopo la violenza estrema che comprende la morte, il primo "gorgo" di violenza minorile è quello dell'abuso sessuale intrafamiliare che avviene in famiglia nel 90 per cento dei casi. E non in modo occasionale ma in modo abituale. Oltre alle conseguenze psicopatologiche spesso insanabili, l'incesto sottrae il diritto alla dignità e annienta il diritto alla libertà di conservare i ricordi d'infanzia, anzi, condiziona tutto il resto della vita a combatterli e a cancellarli; come registrano le indagini di Cesvi e Telefono Azzurro, il numero delle vittime in crescita ha raggiunto la cifra di oltre 5.000 casi nel 2014, con un incremento del 97 per cento negli ultimi 5 anni e soprattutto è sul corpo delle bambine che si consumano i reati di sfruttamento e violenza sessuale, con percentuali che oscillano tra il 78 e l'85 per cento, a seconda delle fonti; questi dati non sono che la "punta dell' iceberg "; molti abusi sommersi non vengono mai denunciati, perché riguardano adulti nei quali i bambini ripongono fiducia, abbassando così le difese, trovandosi così in condizione di maggiore "fragilità" affettiva. L'orco è al tempo stesso l'adulto di riferimento. E anche per questo tacciono, per paura, o per vergogna di colpe non loro. Sentimenti che non trovano parole per essere detti. Per questo uno dei nodi più rilevanti riguarda proprio le modalità di ascolto del minore, sia nella fase di individuazione precoce, sia nelle fasi processuali; preoccupanti sono in ogni caso tutti i dati delle violenze sessuali: secondo l'"Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia", le vittime di tali abusi (per l'84 per cento femmine) sono aumentate del 18 per cento rispetto al 2016. Gli atti sessuali con minorenni sono cresciuti del 13 per cento e le vittime sono ragazze nell'80 per cento dei casi; la corruzione di minorenni (ovvero il compiere atti sessuali in presenza di bambini sotto i 14 anni) è aumentata del 24 per cento, e il 78 per cento delle vittime sono bambine; la violenza sessuale aggravata (nella cui fattispecie ricadono diverse aggravanti, tra cui l'età inferiore ai 14 anni) è in aumento dell'8 per cento, e l'83 per cento delle vittime sono ragazze o bambine; nel 2017, ogni 72 ore circa si è verificato un caso di abuso sessuale su minore, in 4 casi su 10 la vittima ha meno di 10 anni, con una prevalenza di bambine (71,7 per cento), come è emerso nel corso del convegno "Abuso sessuale e pedofilia: conoscere il fenomeno per rompere il silenzio", organizzato da "SOS - il Telefono Azzurro" onlus in occasione della giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia; i dati del 2017 mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2016 e al 2015, ma si tratta di un fenomeno fortemente sottostimato, del quale è difficile fornire una fotografia strettamente realistica. Basta pensare che una vittima su 3 tace per paura, per vergogna o senso di colpa, e molti denunciano troppo tempo dopo, anche a 20 o 30 anni dall'accaduto; se si osservano, dunque, i dati che emergono dalle principali indagini in materia di maltrattamenti il quadro è drammatico: secondo l'ultima Indagine nazionale sul maltrattamento citata, curata da Terre des hommes e Cismai e presentata nell'ottobre 2018, emerge che: a) in Italia c'è stato un aumento record nel 2017 delle piccole vittime di maltrattamenti e violenza: 5.788, l'8 per cento in più dell'anno precedente, il 43 per cento in più rispetto a 10 anni fa, quando erano 4.061; b) il reato che miete il maggior numero di vittime tra i minori è il maltrattamento in famiglia: trattandosi di casi che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine è agghiacciante la cifra di 1.723 bambini in un solo anno; anche la prostituzione minorile rappresenta un'emergenza sociale globale, un dramma diffuso a livello mondiale, non limitato a realtà di estrema povertà o a paesi sottosviluppati, ma che interessa diffusamente anche Stati socialmente avanzati; sono moltissimi i minorenni sfruttati sessualmente che restano invisibili alle autorità e agli operatori sociali. Il fenomeno è strettamente connesso alla tratta di bambini, soprattutto minorenni stranieri non accompagnati che, nell'80 per cento dei casi, vengono sfruttati sessualmente. In Italia, quello della tratta e dello sfruttamento dei minori resta un fenomeno per lo più sommerso. Nel corso del 2017, secondo i dati del Dipartimento per le pari opportunità, nell'ambito della piattaforma nazionale anti-tratta, le vittime minorenni inserite in programmi di protezione sono state complessivamente 200 (quasi il doppio rispetto all'anno precedente, 111 vittime), di cui la quasi totalità (196) sono ragazze. un ulteriore allarme viene dall'aumento dell'adescamento tramite la rete on line , dove il 52 per cento usa chat con sconosciuti e il 30 per cento accetta di incontrarli. Nelle centinaia di siti pediofili, circolano scene di sesso (prevalentemente violento) con bambini e bambine. Le vittime degli adescamenti on line , il cosiddetto child grooming , appartengono a fasce d'età sempre più basse, tra i 10 e i 12 anni. Ragazzi seguiti dagli adescatori nei profili web con pretesti fasulli ma con l'obiettivo di attrarli nella propria rete. Nel " Pedo deep web " ci sono più di 1.700 social network e oltre 25.000 siti internet pedopornografici, con un giro d'affari delle lobby pedofile di portata mondiale; è in forte crescita il numero dei minori vittime di reati legati alla pedopornografia: 57 per cento in più per la detenzione di materiale pornografico (per l'86 per cento femmine) e 10 per cento in più per la loro produzione, che coinvolge per l'84 per cento bambine e ragazze; la minaccia crescente sembra arrivare proprio dal web e dalle nuove tecnologie, che offrono ai predatori delle rete la possibilità di celarsi dietro l'anonimato o una falsa identità, a danno di bambini e adolescenti, dando origine a nuove forme di abuso: sexting , invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat ; sextortion , diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consistente nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; grooming , o adescamento on line tramite chat , app e siti web ; e live distant child abuse , cioè la condivisione in streaming di video pedopornografici; a quasi 30 anni dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata in Italia con legge n. 176 del 1991, il problema del maltrattamento e dell'abuso sui minori è un dramma che continua ad affligge non solo i Paesi del "Sud del mondo" ma anche quelli con un elevato sviluppo socio-economico come l'Italia; i numeri di queste violenze, che spesso si consumano nel silenzio, sono più alti di quel che si immagina e c'è molto da fare, in termini di supporto ai genitori, di sostegno ai bambini esposti ad abusi e maltrattamenti e di sensibilizzazione alle segnalazioni e alle denunce; di recente il comitato Onu per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ha pubblicato le osservazioni sull'attuazione della Convenzione di New York in Italia: 14 pagine, 43 paragrafi, nei quali il comitato "ha manifestato preoccupazioni e ha raccomandato di adottare misure urgenti - si legge in una nota sul sito dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza - in particolare in tema distribuzione delle risorse finanziarie che tenga conto dei diritti dei minorenni più vulnerabili, non discriminazione delle persone di minore età sotto ogni aspetto, educazione e istruzione, minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo", tra l'altro esortando l'Italia a "introdurre un sistema nazionale di raccolta dati in materia di violenza contro i minorenni"; il monitoraggio del fenomeno a livello nazionale, nonché la sua conoscenza nelle sue multiformi tipologie, è il primo e fondamentale passo per l'adozione di politiche di prevenzione e protezione adeguate; di fatto, in assenza di un sistema informativo istituzionalizzato ed omogeneo, i dati sul problema si dimostrano non esaustivi e solo settoriali; la necessaria e improcrastinabile adozione di un adeguato sistema di monitoraggio è evidenziata non solo dallo stato dei fatti, ma è manifestata anche dal comitato ONU per la CRC, Convention on the rights of the child (CRC/C/ITA/CO/3-4), nel quale si sollecita lo Stato "a garantire che il sistema informativo nazionale sull'assistenza e la tutela dei minori e delle loro famiglie raggiunga la piena operatività e disponga delle necessarie risorse umane, tecniche e finanziarie per essere efficace nella raccolta delle informazioni pertinenti in tutto il paese, rafforzando così la capacità dello Stato parte di promuovere e tutelare i diritti dei minori"; l'incidenza inferiore rispetto ai dati registrati in altri Paesi europei fa poi ragionevolmente supporre che in Italia molti abusi non vengano denunciati e rimangano sommersi: è dunque immaginabile uno scenario ben più grave di quello fotografato da polizia ed autorità giudiziaria; il lavoro svolto dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza nella conoscenza del fenomeno e nel monitoraggio del maltrattamento minorile si è rivelato di particolare importanza e costituisce una prima tappa significativa nel tentativo di riempire un vuoto informativo. L'ISTAT ha fornito supporto nella definizione del disegno di indagine. Come più volte raccomandato, infatti, dalle organizzazioni internazionali, è essenziale sviluppare un sistema di informazioni e monitoraggio del maltrattamento dell'infanzia per disegnare e adottare politiche efficaci per la soluzione e prevenzione dei problemi dei minorenni, nonché per il monitoraggio della protezione stessa dell'utenza presa in carico; "Save the Children" Italia è impegnata da diversi anni nell'applicazione quotidiana di un proprio sistema di tutela ( child safeguarding policy ) volto a proteggere i minori dalla violenza, con il coinvolgimento di numerosi partner , quali associazioni, gruppi di volontariato ed altri, e si impegna affinché ogni struttura, sia pubblica sia del privato sociale, adotti un sistema di tutela; oltre ad un'adeguata condotta repressiva è fondamentale prevenire il fenomeno e dotare i soggetti che hanno regolari contatti con bambini e ragazzi (nei settori dell'istruzione, della sanità, della protezione sociale, della giustizia, della sicurezza e della cultura) di un'adeguata conoscenza delle violenze e in particolare dell'abuso sessuale in danno ai minori, nonché dei mezzi per individuarlo e segnalarlo, come previsto all'articolo 5 della Convenzione di Lanzarote: appare ugualmente fondamentale provvedere affinché i condannati per reati sessuali in danno a minori, o per adescamento, siano interdetti dallo svolgimento di qualunque tipo di attività tale da comportare contatti diretti e regolari con bambini e ragazzi, come previsto dall'articolo 10 della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI; il DSM (Diagnostic and statistical manual of mental disorders) classifica la pedofilia quale disturbo mentale. È dunque importante fornire assistenza e garantire percorsi riabilitativi e terapeutici, facilmente individuabili, per coloro che presentano impulsi sessuali nei confronti di infanti, al fine di prevenire ed evitare reiterazioni; in tal senso è possibile fare riferimento al progetto Dunkelfeld attivo in Germania costituito da campagne mediatiche volte a pubblicizzare servizi di cura per persone che si autodefiniscono pedofili e sentono il bisogno di aiuto; nel Regno Unito la NSPCC (National society far the prevention of cruelty to children) ha predisposto un servizio di assistenza telefonica ed intervento immediato per coloro che temono di poter compiere un reato sessuale nei confronti di un bambino; in Danimarca è stato realizzato un sito web rivolto ad adulti che riconoscono di avere un interesse sessuale nei confronti di bambini, invitandoli a cercare aiuto psicologico prima di commettere abusi, anche tramite una linea telefonica dedicata; il Governo italiano, a parte vaghe enunciazioni di principio, non sta affrontando il problema della crescita esponenziale del fenomeno delle violenze e abusi nei confronti dei minori, da un punto di vista sia giuridico, sia economico, sia culturale: nella legge di bilancio per il 2019 le somme stanziate per il fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità sono state ridotte di circa 1,8 milioni di euro per il triennio 2019, 2020, 2021 e il fondo per le vittime di reati intenzionali violenti, destinato anche agli orfani per crimini domestici, ha subito una decurtazione rispetto agli anni precedenti. Contestualmente, sono state fermate le attività dell'Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, dell'Osservatorio nazionale sull'infanzia e l'adolescenza e dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia; allo stato attuale il sistema di protezione non è in grado né di proteggere chi non ha i mezzi per potersi difendere né di abbattere il muro di silenzio che circonda le situazioni di violenza; la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza ha già avviato riflessioni e audizioni importanti su questo fenomeno, ed anche la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ha affrontato questi temi; queste commissioni possono svolgere un ruolo fondamentale per la concreta attuazione dei diritti di bambini e adolescenti, promuovendo attività nonché opportune sinergie, al fine di proporre al legislatore misure idonee per la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, affinché non si assista a parole vuote e retoriche e a troppa indifferenza, mentre la strage all'interno delle famiglie nei confronti dei minori di età continua senza sosta, impegna il Governo: 1) ad assumere iniziative immediate, legislative e preventive, affinché i principi sanciti nella Convenzione del Consiglio d'Europa fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007 non vengano disattesi, per contrastare il crescente fenomeno della violenza nei confronti dei minori, dell'abuso sessuale e dell'adescamento tramite la rete internet e della pedopornografia; 2) a dedicare particolare attenzione all'attuazione dell'articolo 5 della suddetta Convenzione in tema di reclutamento, formazione e sensibilizzazione delle persone che lavorano a contatto con i minori; 3) ad istituire linee guida nazionali, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, per la realizzazione di servizi di cura e di intervento per le persone di minore età che siano vittime di violenze riconducibili alle tipologie descritte di violenza sessuale, di abusi fisici e psicologici, sfruttamento e maltrattamento, sino alla morte; 4) ad utilizzare gli strumenti economici che l'Unione europea mette a disposizione per aiutare psicologicamente le persone che riconoscono di avere un interesse sessuale nei confronti di bambini, al fine di evitare che commettano abusi; 5) a predisporre un sistema di raccolta dati e monitoraggio del fenomeno, in connessione con servizi sociali dei Comuni ed altre realtà associative che già operano in tale settore; 6) ad attivare campagne informative per sensibilizzare l'opinione pubblica e incentivare l'emersione di un fenomeno non denunciato che, nel nostro Paese, rimane ancora in gran parte sommerso, soprattutto per far fronte ad ogni forma di violenza domestica; 7) ad attivare percorsi specifici per la formazione alla genitorialità, iniziando il più precocemente possibile e, dove già siano attivi, dagli stessi corsi di preparazione al parto e alla genitorialità fin dai primi mesi di vita dei figli; 8) ad istituire un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto della violenza sui minori con la finalità di analizzare le reali dimensioni e cause del fenomeno, di accertare il livello di attenzione e la capacità di intervento delle autorità e dei soggetti competenti a svolgere attività di prevenzione e assistenza nonché di promuovere la ricerca nel settore delle metodologie di intervento. Interrogazioni Atto n. 3-00957 CUCCA D'ALFONSO PARRINI PITTELLA SBROLLINI MAGORNO LAUS ROSSOMANDO MALPEZZI ASTORRE BOLDRINI MESSINA Assuntela PATRIARCA FEDELI VALENTE MANCA ALFIERI MARINO SUDANO IORI VERDUCCI STEFANO PARENTE ROJC FERRAZZI TARICCO GIACOBBE Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: con l'articolo 35 della legge regionale 27 aprile 2016, n. 8, recante "Legge forestale della Sardegna", è stata istituita l'Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell'ambiente della Sardegna (FoReSTAS); la nuova legge regionale ha soppresso L'Ente foreste della Sardegna, di cui alla legge regionale n. 24 del 1999, con il conseguente subentro dell'Agenzia nella titolarità dei rapporti giuridici attivi e passivi, che ha determinato il passaggio per impiegati, quadri e funzionari da una previdenza agricola gestita dalla fondazione Enpaia ad una gestione previdenziale pubblica Inps (ex CPDEL e INADEL); il rapporto degli impiegati, quadri e dirigenti di Forestas con l'ente previdenziale Enpaia si è interrotto nel 2016, ma, nonostante questo e nonostante tutto quanto descritto, la fondazione privata Enpaia, sottoposta al controllo pubblico, continua a parere degli interroganti illegittimamente a trattenere le somme relative al conto individuale ed al TFR dei lavoratori; considerato che: l'Agenzia FoReSTAS dal 1° maggio 2016 ha provveduto all'inquadramento del personale impiegatizio e dirigenziale dell'Agenzia nella gestione previdenziale pubblica Inps; l'Inps ha confermato, fin dal 2016, l'obbligo per Forestas di versare la contribuzione allo stesso istituto ed il giudice del Tribunale di Roma, con sentenza del maggio 2019, ha rigettato la richiesta di Enpaia di una doppia contribuzione, a cui sarebbe dovuta soggiacere l'Agenzia; l'Enpaia sta comunicando per le vie brevi ai lavoratori la chiusura della convenzione con la Banca Popolare di Sondrio che garantiva agli stessi, tramite carta di debito, una linea di credito agevolato; l'Enpaia, inoltre, sta costringendo i lavoratori a delle estenuanti cause che appaiono "al limite della temerarietà", come affermato dallo stesso giudice del tribunale di Roma; tenuto conto che: la Regione Sardegna, con due leggi regionali, la n. 43 del 2018 e la n. 6 del 2019, ha deciso l'applicazione del CCRL (contratto collettivo regionale di lavoro) della Regione ai lavoratori di Forestas, facendo venir meno anche l'ultimo collegamento con il settore agricolo per gli impiegati, quadri e dirigenti di Forestas; con diverse note i lavoratori hanno richiesto al Ministro del lavoro e alla Direzione generale del Ministero un'azione per risolvere la questione, senza mai aver avuto riscontro, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, intenda porre in essere per risolvere il contenzioso in atto tra i 400 lavoratori di Forestas e l'ente previdenziale Enpaia. Atto n. 3-00958 TOFFANIN CAUSIN Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nella zona della laguna del Lusenzo in località Sottomarina nel comune di Chioggia, sono presenti 132 unità abitative in area demaniale attualmente di proprietà dello Stato, un'area che già a partire dai primi anni del '900 è stata interessata da occupazioni di privati, che hanno costruito fabbricati ad uso residenziale e commerciale; a causa della difficile situazione economica dell'immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale, il magistrato delle acque di Venezia propose ai cittadini di effettuare a proprie spese la bonifica e la costruzione dell'argine con l'intesa di ricevere, in cambio dei lavori eseguiti, l'appezzamento di terreno sottratto al mare (imbonito); l'Agenzia del demanio, in una nota del 19 settembre 2018, ha sottolineato che "la quasi totalità dei fabbricati costruiti sul compendio demaniale denominato 'Ex aree imbonite nella fascia lagunare Sottomarina' è stata realizzata antecedentemente alle sdemanializzazioni effettuate con decreti del 19 luglio 1950 e del 10 febbraio 1965 da parte del Ministro per la Marina Mercantile, di concerto con il Ministro per le finanze e prima dell'entrata in vigore della legge urbanistica del 1967"; da allora ad oggi, tuttavia, non vi è stato alcun atto formale a sancire il passaggio di proprietà delle aree medesime dallo Stato ai cittadini nonostante, negli anni, siano stati edificati immobili regolarmente registrati al catasto e nel piano regolatore generale; negli anni gli "occupanti" hanno pagato le tasse e acquisito i titoli ritenuti legittimi per l'epoca; quest'area lagunare bonificata, secondo la scheda del federalismo demaniale VEB0676, conta 132 immobili, a cui corrispondono circa 200 famiglie, per la maggior parte composte da persone anziane che ora si vedono costrette a corrispondere allo Stato il canone di affitto comprensivo degli arretrati per decine di migliaia di euro; nel corso dell'esame del disegno di legge di bilancio per il 2019, Forza Italia ha presentato emendamenti volti a superare tale situazione di anomalia urbanistica, ma gli stessi non hanno avuto l'esito auspicato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di adottare ogni iniziativa utile volta a trasferire al patrimonio disponibile del Comune di Chioggia l'area del comprensorio denominato "ex aree imbonite fascia lagunare Sottomarina", individuate con la scheda del federalismo demaniale VEB0676. Atto n. 3-00959 RICHETTI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: nel corso del 2016 l'amministrazione comunale di Fiorano Modenese (Modena) ha elaborato un progetto riguardante l'edificazione del nuovo polo scolastico in località Spezzano, comprendente una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una palestra e un centro di produzione dei pasti, da realizzarsi in un'area verde, abbastanza grande da ospitare le strutture, a un prezzo decisamente vantaggioso; a tale scopo, dopo un anno di lavoro, il 31 luglio 2017 è stato siglato un accordo di programma per variante urbanistica, che destinava quel terreno alla realizzazione di scuole; l'amministrazione comunale considerava infatti prioritari gli investimenti per l'edilizia scolastica, con particolare attenzione alla prevenzione del rischio sismico, all'efficientamento energetico e all'eliminazione di ogni barriera architettonica, nella convinzione che i migliori risultati in materia di sicurezza degli edifici scolastici fossero raggiungibili mediante la costruzione di nuovi edifici, così da rispettare le più recenti indicazioni in materia di edilizia scolastica relativamente anche all'idoneità didattica; nel corso dell'interlocuzione tra i progettisti del polo scolastico e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, quest'ultima ha introdotto tardivamente, il 5 febbraio 2018, un primo vincolo indiretto sull'area destinata alle scuole, vincolo legato alla presenza di tre edifici storici (castello, casa Leonardi e villa Moreali Menotti), esterni all'area, limitando la possibilità di edificare ai soli edifici pubblici; tre mesi dopo, il comitato regionale di garanzia di Bologna ha esteso la possibilità edificatoria anche ad edifici non pubblici, indicando caratteristiche da rispettare nelle eventuali progettazioni; da allora è stato svolto un costante lavoro di confronto tra progettisti del polo scolastico, l'amministrazione comunale e la Soprintendenza al fine di giungere ad un progetto condiviso e consono alle indicazioni del vincolo. A seguito di detto lavoro di confronto e su richiesta della Soprintendenza di Bologna, il progetto è stato fortemente ridimensionato, rinunciando al centro di produzione dei pasti e alla palestra, così da ottenere la previsione di edifici solo a piano terra, a bassissimo impatto ambientale; il 10 settembre 2018, la soprintendenza (nella persona della soprintendente) ha riconosciuto, in un incontro a Bologna con il sindaco e quattro tecnici, che tutte le richieste dalla stessa avanzate erano state accolte nella versione progettuale in quel giorno presentata, invitando pertanto il sindaco a presentare ufficialmente la versione definitiva del progetto, cosa avvenuta quattro giorni dopo, il 14 settembre 2018; il 18 gennaio 2019, dopo ben quattro mesi, la Soprintendenza di Bologna ha comunicato sbrigativamente al Comune la bocciatura del progetto; il 21 gennaio la Soprintendenza ha proposto una modifica del vincolo introducendo l'inedificabilità totale in tutta l'area; la proposta è stata confermata dal comitato regionale di garanzia il 17 maggio 2019; a tutt'oggi non si conoscono i motivi che hanno portato la Soprintendenza di Bologna a cambiare idea, dopo un anno di costante confronto con l'amministrazione comunale sulle caratteristiche del progetto, dopo aver peraltro dichiarato "a parole" ai progettisti e al sindaco l'accettazione della versione finale del progetto, vanificando mesi di lavoro e relative spese (comprese le analisi archeologiche prescritte dalla stessa Soprintendenza). Se il vincolo di inedificabilità totale dell'area fosse stato posto nel 2016 o nel 2017, oggi Spezzano avrebbe la sua nuova scuola dell'infanzia costruita in un altro posto; il sindaco si sta opponendo a questa decisione ricorrendo nelle sedi preposte, ribadendo la volontà dell'amministrazione comunale di costruire una scuola con le stesse caratteristiche di quella oggetto del progetto iniziale, con adeguate caratteristiche antisismiche, di risparmio energetico e priva di barriere architettoniche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati; se siano noti i motivi per cui la Soprintendenza di Bologna ha così tardivamente cambiato parere sul progetto del polo scolastico di Spezzano dopo più di un anno dalla presentazione del progetto, l'accettazione delle modifiche da parte dell'amministrazione comunale e l'invito della stessa Soprintendenza a presentare il progetto definitivo, salvo poi modificare incomprensibilmente il suo parere e dopo ben quattro mesi decidere di stabilire il divieto totale di edificabilità dell'area; se non ritenga che la decisione della Soprintendenza di Bologna appaia del tutto arbitraria; quali iniziative urgenti intenda adottare per fare chiarezza su quanto avvenuto al fine di dare una risposta adeguata, se pur tardiva, ai cittadini e all'amministrazione comunale di Fiorano Modenese che hanno agito nel rispetto delle regole e in ottemperanza alle decisioni della Soprintendenza di Bologna. Atto n. 3-00960 FERRARA BOTTICI LICHERI SANTILLO RICCARDI DI GIROLAMO FEDE LUCIDI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 20 novembre 2018 veniva rapita in Kenya la cooperante italiana Silvia Romano, e da allora non si hanno più sue notizie; all'ottimismo iniziale si è pian piano sostituito il silenzio sulla vicenda. Durante le prime settimane, si pensava ad un rapimento di matrice terroristica o ad un gruppo di criminali che volessero un riscatto, su questo si erano concentrati gli inquirenti kenioti, che nei giorni successivi al sequestro avevano effettuato diversi arresti; questa pista sembra perdere consistenza di fronte a nuove rivelazioni diffuse dalla trasmissione televisiva "Le Iene", che in un articolo del 21 giugno 2019 a firma Giulio Melis, dal titolo "Silvia Romano, il volontario: "Con lei a denunciare un pedofilo prima del rapimento", comparso sul sito internet della trasmissione televisiva, riporta l'audio di alcune testimonianze di colleghi di Silvia, che sostengono come l'11 novembre ovvero qualche giorno prima di essere rapita, avesse denunciato alle autorità un prete che sarebbe stato responsabile di atti di pedofilia. Una circostanza, questa, che emerge a più di 6 mesi dal rapimento della cooperante; in un articolo successivo, sempre sul sito della trasmissione televisiva, dal titolo "Silvia Romano, c'è un italiano dietro lo sciacallo che chiede il riscatto?" del 25 giugno 2019, a firma dello stesso giornalista, si riportano alcune dichiarazioni di Lilian Sora, presidente della onlus "Africa Milele" con cui lavorava Silvia Romano, che dichiara testualmente "C'è uno sciacallo che da sei mesi manda email con una richiesta di riscatto per la liberazione di Silvia Romano. Penso che dietro questa persona che scrive ci sia in realtà un italiano"; considerato che: son passati più di sei mesi dal rapimento di Silvia Romano, senza che le autorità del Kenya siano riuscite a risalire ai rapitori; a mesi di distanza crescono le preoccupazioni sulla sorte della cooperante italiana; aumentano le possibilità che la donna possa essere affidata ad un gruppo estremista per la richiesta di un riscatto, o peggio, per ritorsioni contro il nostro Paese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga di approfondire, per quanto di sua competenza, le dichiarazioni dei testimoni ascoltati dalla trasmissione televisiva "Le Iene"; quali siano le misure attualmente adottate per ottenere la liberazione di Silvia Romano. Atto n. 3-00961 MIRABELLI MALPEZZI Al Ministro dell'interno Premesso che: il sindaco di Sesto San Giovanni (Milano) ha recentemente messo all'asta uno stabile dove hanno sede da circa 40 anni diverse associazioni cittadine, tra cui Auser, Freecamera, Cai, Avis, Ventimila Leghe, Maestri del lavoro, Mutilati e invalidi e l'ANED; l'asta sull'immobile si svolgerà il prossimo 22 luglio 2019, senza che il sindaco ne abbia dato comunicazione alle associazioni e senza che sia stato fatto nulla per garantire o mettere a disposizione delle stesse una nuova sede; tale situazione, determinata da decisioni assunte dal sindaco senza alcun confronto con la cittadinanza, rischia di far perdere alla città un patrimonio associativo di particolare importanza; in particolare, l'ANED, l'associazione nazionale ex deportati, di Sesto San Giovanni e Monza, ha sede nel suddetto palazzo dal 1977 e in questi anni ha costruito un archivio a cui è stata riconosciuta una valenza nazionale e internazionale: un patrimonio di grande valore in cui sono state raccolte le storie e i nomi di oltre 11.000 deportati politici nei campi di concentramento nazifascisti e che è continuamente aggiornato dall'associazione. Oggi l'archivio dell'ANED è utilizzato da ricercatori nazionali e internazionali e è utilizzato dalla fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC); le ricerche avviate dall'ANED negli ultimi 20 anni hanno prodotto risultati eccellenti e oggi l'associazione è la capofila di uno studio ancora più importante, rivolto a ricostruire tutti i nomi dei deportati politici italiani e tutti i deportati politici passati da Auschwitz. Con l'ANED collaborano enti prestigiosi come il CDEC e il presidente Giuseppe Valota è stato premiato dal consolato austriaco per il grande lavoro svolto nell'opera di ricerca sulla deportazione politica; l'ANED ha rapporti con i principali comitati internazionali di molti lager nazisti a partire da Mauthausen, Gusen e Steyr e si occupa di accompagnare ogni anno centinaia di studenti a visitare i campi di concentramento; il legame della ricerca svolta dall'ANED con il territorio di Sesto San Giovanni è importante, dato che proprio dalle grandi fabbriche che erano in quell'area sono stati deportati nei lager centinaia di operai e oppositori politici; considerato che: la città di Sesto San Giovanni è stata insignita della medaglia d'oro della resistenza; il sindaco di Sesto San Giovanni, fin dal suo insediamento, ha compiuto a giudizio degli interroganti diversi gesti clamorosi finalizzati a rimuovere o cancellare la memoria antifascista della città, a partire dalla cancellazione della dicitura "città medaglia d'oro della resistenza" dalla carta intestata del Comune; a tale grave fatto si aggiunge ora l'iniziativa di mettere all'asta l'immobile di via dei Giardini, dove hanno sede importanti associazioni cittadine tra cui l'ANED, che per effetto di tale situazione rischia di perdere l'archivio storico di particolare rilievo internazionale, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti descritti; quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare il patrimonio nazionale e internazionale costituito dall'archivio storico costruito dall'associazione ANED di Sesto San Giovanni, messo a rischio a seguito della decisione del sindaco di Sesto San Giovanni di mettere all'asta l'immobile in cui ha sede l'associazione; quali iniziative intenda adottare per garantire all'ANED e alle altre associazioni il mantenimento della loro attuale sede a Sesto San Giovanni o, qualora questo non sia più possibile, per mettere a disposizione una sede in grado di valorizzare il loro operato nella città; quali iniziative intenda adottare per impedire che la città di Sesto San Giovanni, insignita della medaglia d'oro della resistenza, venga umiliata da iniziative dell'amministrazione in carica che tradiscono i valori della lotta antifascista e i suoi martiri. Atto n. 3-00962 SBROLLINI Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: all'interno dell'arsenale di Vicenza, come di altre officine Trenitalia, molti dipendenti avrebbero lavorato in presenza di amianto anche durante le fasi di manutenzione straordinaria degli edifici per la rimozione delle parti contenenti amianto; questi lavoratori non avrebbero ottenuto nessun riconoscimento, come previsto dalla legge n. 208 del 2015, (legge di stabilità per il 2016) che prevede la concessione "ai lavoratori della produzione di materiale rotabile, che hanno lavorato durante le operazioni di bonifica dell'amianto con sostituzione del tetto, i benefici previdenziali dell'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257", in quanto Trenitalia non è considerata un'azienda che produce materiale ferroviario, bensì risulta un'erogatrice di servizi; negli arsenali di Trenitalia si fa manutenzione ordinaria e straordinaria di treni, compresa la costruzione di vagoni speciali, la revisione con modifica completa di motrici e vagoni; considerato che: l'indice di mortalità delle patologie oncologiche correlate con l'esposizione ad amianto è alto e correlato al rischio, a cui sono stati potenzialmente esposti i lavoratori delle imprese, che hanno utilizzato amianto nel ciclo produttivo o che hanno condotto attività di smaltimento o bonifica; la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni del 22 febbraio 2018 ha definito un Protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti ad amianto, riguardante le patologie neoplastiche asbesto correlate, prevedendo, in particolare, per il tumore del polmone, l'adozione di provvedimenti atti a ridurre i rischi attraverso: una visita medica ed esame clinico con particolare riguardo all'apparato respiratorio; un esame spirometrico basale; un accertamento radiologico adeguato tramite Tac o altra indagine medica/diagnostica/ strumentale atta alla ricerca di neoplasie polmonari; la stessa Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni considera importante che le indagini abbiano almeno una cadenza triennale fino a 30 anni dalla cessazione dell'esposizione e nei casi sospetti che tale periodicità venga portata ad una cadenza annuale; la Conferenza permanente ha sancito che i contenuti del protocollo sanitario dei lavoratori ex esposti all'amianto siano da ritenersi quali contenuti minimi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario per la salute dei dipendenti ex esposti all'amianto, di aderire a quanto richiesto dal consiglio di fabbrica sulla modifica del protocollo RFI, utilizzando tecniche più sofisticate; se non ritenga, altresì, opportuno che venga intensificata la cadenza delle visite, sia per i dipendenti, che per gli ex dipendenti pensionati ex esposti all'amianto. Atto n. 3-00963 MALAN Ai Ministri della giustizia e dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 6 giugno 2019, le autorità spagnole hanno deciso di estradare in Cina un gruppo di 94 cittadini di Taiwan, accusati di frode fiscale; tale decisione è a parere dell'interrogante estremamente preoccupante, a maggior ragione se si considera che persino i cittadini di Hong Kong stanno protestando contro norme che permetterebbero l'estradizione in Cina; i media statali cinesi hanno approfittato delle immagini dei taiwanesi estradati per accreditare presso il pubblico l'idea che uno Stato membro dell'Unione europea approverebbe il sistema giudiziario cinese; l'Unione europea ha sollevato la questione del trattamento disumano dei detenuti da parte della Cina durante il suo dialogo annuale sui diritti umani con la Cina ad aprile 2019; il 17 gennaio 2019 il Ministro degli esteri spagnolo aveva espresso preoccupazione su due detenuti canadesi in Cina; il 18 maggio 2018, a causa della cattiva reputazione della Cina in materia di diritti umani, l'ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani rilasciò una dichiarazione, esortando la Spagna a sospendere le estradizioni in quel Paese, temendo il rischio di maltrattamenti, torture o persino la pena di morte, si chiede di sapere quale sarebbe il comportamento delle competenti autorità italiane, ove si verificasse un analogo caso di richiesta di estradizione in Cina per reati comuni. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00956 FARAONE SUDANO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: in data 4 dicembre 2018, la società cooperativa CMC di Ravenna depositava innanzi al Tribunale di Ravenna la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, della legge fallimentare (di cui alla legge n. 267 del 1942, e successive modificazioni e integrazioni) e, con decreto presidenziale del 7 dicembre successivo, il Tribunale di Ravenna ha disposto la nomina dei commissari giudiziali e dei relativi incombenti, assegnando il termine di 60 giorni per il deposito della proposta; la società cooperativa CMC di Ravenna è stata impegnata in Sicilia, tra l'altro: a) nella realizzazione di importantissime opere strategiche commissionate da ANAS SpA quale contraente generale: itinerario Palermo-Agrigento: "Lavori di ammodernamento del tratto Palermo - Lercara Friddi, lotto funzionale dal km 14,4 (km 0,0 del lotto 2) compreso il tratto di raccordo della rotatoria Bolognetta, al km 48,0 (km 33,6 del lotto 2 - svincolo Manganaro incluso), compresi i raccordi con le attuali SS n. 189 e SS n. 121"; itinerario Agrigento-Caltanissetta, A19-strada statale 640 "di Porto Empedocle", ammodernamento ed adeguamento alla cat. B del decreto ministeriale 5 novembre 2001, secondo tratto: dal chilometro 44+000 allo svincolo con la A19; b) in veste di affidataria, nella realizzazione di opere strategiche commissionate dalla gestione governativa della ferrovia Circumetnea di Catania della Direzione generale trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: "progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori necessari alla realizzazione del 1° lotto funzionale del progetto di potenziamento e trasformazione della Ferrovia Circumetnea nelle aree urbane di Catania e Misterbianco e della tratta submetropolitana fino a Paternò - tratta Nesima (E) - Misterbianco Centro (I) consistente nella tratta di linea metropolitana compresa tra l'uscita della stazione Nesima e l'uscita dalla stazione Monte Po" e "progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori necessari alla realizzazione del prolungamento alla rete ferroviaria nella tratta metropolitana di Catania dalla Stazione Centrale F.S. all'Aeroporto - tratta Stesicoro - Aeroporto 1° lotto"; lo stato di crisi di CMC ha determinato notevoli problematiche nell'esecuzione dei lavori e, per quel che interessa, in Sicilia, una gravissima condizione finanziaria di oltre 100 imprese affidatarie, subaffidatarie e fornitrici del contraente generale e di CMC medesima, mettendo così a rischio oltre 2.000 posti di lavoro; considerato che: a seguito di numerosi sopralluoghi presso i cantieri in Italia ed in Sicilia, esponenti del Governo in carica hanno rassicurato le imprese e i lavoratori coinvolti sulla riapertura dei cantieri, sulla prosecuzione degli appalti in essere e sul completamento delle opere stradali e ferroviarie; nel decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, cosiddetto sblocca cantieri, non sono state previste misure per trasformare in fatti concreti le rassicurazioni e per porre fine al clima di incertezza e al superamento dello stato di crisi accertato della società CMC di Ravenna; successivamente all'approvazione del decreto-legge sono state annunciate dal Governo ulteriori iniziative per il rilancio del settore infrastrutturale, anche non legislative, fra cui l'istituzione di un apposito tavolo interministeriale tra i Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze al fine di individuare tutte le soluzioni percorribili, nel rispetto dell'ordinamento comunitario, in merito al delicato tema delle grandi imprese appaltatrici, e quindi anche del caso della società CMC di Ravenna; la situazione di crisi assume rilievo poiché le posizioni debitorie gravano in misura prevalente sulle deboli finanze di piccole ditte di esecuzioni e dei molti fornitori; occorre pertanto garantire alle imprese coinvolte nella crisi della società CMC di Ravenna molte delle quali ancora con contratti in corso di esecuzione, pure in data successiva alla pubblicazione della domanda di concordato con riserva, il pagamento degli importi dovuti a seguito della presentazione da parte della società CMC della domanda giudiziale al Tribunale di Ravenna ed alla pendente procedura, si chiede di sapere: quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo abbiano assunto o abbiano intenzione di assumere presso ANAS SpA, al fine di risolvere definitivamente le pendenze economiche nei confronti dei lavoratori e di tutte le imprese di sub-esecuzione e di fornitura creditrici della società cooperativa CMC di Ravenna e sue partecipate; quali iniziative intendano promuovere in collaborazione con ANAS e FCE (Ferrovia Circumetnea), al fine di consentire la prosecuzione e conclusione delle opere pubbliche citate, strategiche ed imprescindibili anche in termini di sicurezza per i siciliani; quali iniziative abbiano già assunto o intendano assumere per evitare che i crediti delle ditte esecutrici e fornitrici di CMC vengano annullati dalla procedura concorsuale che potrebbe non ammetterne l'estinzione; quali iniziative intendano assumere per armonizzare le attuali previsioni normative in materia di contratti pubblici con quelle sulle procedure concorsuali per superare applicazioni in danno dei lavoratori e delle piccole aziende coinvolte nelle procedure concorsuali di grandi imprese. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01858 LA PIETRA Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: il Consiglio oleicolo internazionale è l'organizzazione intergovernativa istituita nel 1959 sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, che riunisce i produttori, i consumatori e gli operatori del settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola, con una vasta serie di finalità istituzionali volte a promuovere, tra l'altro, la cooperazione internazionale in campo di uniformazione legislativa, l'efficientamento e il rafforzamento del controllo della qualità dei prodotti, lo sviluppo del commercio internazionale, la tutela dei diritti del consumatore, la prevenzione della contraffazione e delle pratiche fraudolente ingannevoli; nell'ambito della governance dell'organizzazione, il consiglio dei membri, composto da un rappresentante per Paese membro, è la più alta autorità e il principale organo decisionale del Consiglio oleicolo internazionale ed esercita tutti i poteri e dispone l'adempimento di tutte le funzioni necessarie per attuare le disposizioni dell'accordo istitutivo dell'organizzazione, avvalendosi del segretariato esecutivo, composto, a sua volta, da un direttore esecutivo, da alti funzionari e dal personale necessario; in tale organizzazione interna, dunque, il direttore esecutivo è il più alto funzionario amministrativo del Consiglio oleicolo internazionale ed è responsabile, nei confronti del consiglio dei membri, dell'assolvimento delle funzioni della stessa organizzazione; come stabilito dall'articolo 7, punto 4, lettere b) e c) , dell'accordo istitutivo del Consiglio (come più volte modificato), il direttore esecutivo è nominato dal consiglio dei membri per un periodo di quattro anni, in base al principio dell'alternanza proporzionata tra i membri e dell'equilibrio geografico; in particolare, per il quadriennio 2016-2019, la carica di direttore esecutivo è stata ricoperta, dal tunisino Abdellatif Ghedira; secondo quanto riportato da recentissime agenzie di stampa, la direzione di questo importante organismo internazionale, secondo il citato principio dell'alternanza proporzionata tra i membri e dell'equilibrio geografico, sarebbe stata, per il quadriennio a venire, di spettanza dell'Italia, mentre si apprende che il consiglio dei membri, anche grazie al ruolo della Spagna, avrebbe optato per la proroga dell'incarico del direttore esecutivo uscente; sebbene la proroga di tale incarico sia un'opzione prevista dall'accordo, è evidente che in questa fase, peculiare per le dinamiche del commercio mondiale dell'olio di oliva, ed in considerazione dell'importante ruolo dell'Italia sullo scenario produttivo internazionale, la scelta rappresenti una pesante sconfitta sia sul piano della diplomazia, che della salvaguardia dei livelli qualitativi del prodotto; l'interrogante considera meritevole di attenzione la preoccupazione relativa allo strumento del " panel test ", metodo di classificazione e analisi delle caratteristiche sensoriali di un olio, riconosciuto a livello internazionale ed eseguito da un gruppo di assaggiatori qualificati; in particolare, tale analisi ha lo scopo di classificare, secondo criteri oggettivi, gli oli di oliva vergini (ossia gli oli ottenuti dalle olive esclusivamente mediante procedimenti meccanici e fisici) in una categoria tra "extra vergine", "vergine", "lampante"; tale strumento, come da preoccupazioni diffuse a mezzo stampa dagli operatori e rappresentanti del settore, sarebbe stato già oggetto di alcuni tentativi di depotenziamento, in una logica presumibilmente tesa a favorire la quantità della produzione e non la qualità del prodotto, con la prevaricazione di interessi commerciali nazionali rispetto al processo integrato di salvaguardia della qualità del prodotto a livello internazionale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia consapevole dell'impatto negativo che la mancata nomina, per il quadriennio 2019-2022, di un direttore esecutivo italiano presso il Consiglio oleicolo internazionale potrebbe generare sul settore produttivo oleicolo nazionale; quali misure indispensabili ritenga di adottare, al fine di assicurare la salvaguardia dell'interesse nazionale del settore oleicolo e riaffermare il prestigioso ruolo dell'Italia nel processo di presidio e garanzia dei livelli qualitativi dell'olio di oliva sul mercato internazionale. Atto n. 4-01859 VONO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: in data 12 maggio 2019, l'organo di informazione "La verità" ha pubblicato un articolo a firma di Simone di Meo, dal titolo "La Protezione Civile dà fondi ma non fa gare", che ha per oggetto la fondazione Cima costituita dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Savona e dall'università degli studi di Genova; dal sito internet della fondazione Cima si evince quale sia la mission : "Fondazione CIMA, Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale è un ente di ricerca senza scopo di lucro e di interesse generale del Paese. Ha lo scopo di promuovere lo studio, la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'alta formazione nell'ingegneria e nelle scienze ambientali ai fini della tutela della salute pubblica, della protezione civile e della salvaguardia degli ecosistemi acquatici e terrestri", e quale sia la vision : "Per riassumere la propria 'vision' dei prossimi 10 anni Fondazione CIMA ha scelto tre parole chiave: scienza, consapevolezza, comportamenti. Negli anni, l'esperienza di supporto e di servizio ad enti nazionali ed internazionali, ci ha portato a confrontarci con altri settori quali il diritto, le politiche pubbliche, la comunicazione, la psicologia e l'economia e a renderci conto dell'importanza di un approccio multidisciplinare al concetto di rischio. Ai nostri sforzi nello studio e nella ricerca scientifica abbiamo aggiunto una maggiore attenzione alla diffusione delle conoscenze acquisite per fare giungere le persone a una maggiore consapevolezza che si tramuti in una modifica dei comportamenti, sia nelle scelte politiche sia in quelle personali. Da una prospettiva più strettamente scientifica e tecnica, specializzata soprattutto nel campo idro-meteorologico, siamo passati ad un approccio olistico che vede l'integrazione della conoscenza con il supporto operativo ai sistemi istituzionali di protezione delle comunità e dei cittadini dai rischi naturali e antropici. Nel presente, ma soprattutto nell'immediato futuro vogliamo fare un ulteriore passo avanti poiché riteniamo che il concetto di rischio non possa più essere considerato solamente in un contesto relativo alla riduzione dello stesso. Esso infatti rappresenta uno degli assi attorno al quale ruotano importanti modifiche economiche e sociali della collettività e costituisce una variabile sempre più fondamentale nel determinare lo sviluppo sostenibile della nostra civiltà, soprattutto quando viene considerato in un contesto di cambiamento climatico"; l'articolo di stampa riporta inoltre che "La Protezione civile ha con Cima due convenzioni attive: una triennale fino al 2021 di complessivi 5 milioni di euro; e un'altra annuale da un milione e mezzo che scade nel 2020", evidenziando come vi sia un legame diretto fra Cima e Acrotec, avente sede nello stesso campus della fondazione, che in un primo momento era registrata come Srl e poi come fondazione in house ; il rapporto di collaborazione fra le due fondazioni è fondato da affidamenti da parte di Cima ad Acrotec di progetti di varia natura, tra cui nel 2018 quello diretto per una cifra pari a 950.000 euro, e complessivamente, andando all'indietro, dal 2013 al 2016 gli stessi hanno raggiunto un totale di 2,7 milioni di euro; lo stesso Cosimo Versace, amministratore unico di Acrotec, riferisce che "Acrotec, senza l'apporto continuo dei lavori realizzati per tramite della Fondazione [Cima] sarebbe in seria difficoltà"; l'inchiesta giornalistica segnala come in nessun caso vi sia stata la diversificazione nell'assegnazione dei progetti, ignorando il mercato degli operatori tecnologici e anche un socio fondatore, come l'università degli studi di Genova, palesando la via prioritaria ad Acrotec; considerato che a parere dell'interrogante è lecito domandarsi il motivo per cui una fondazione pubblica sia legata così strettamente a un soggetto privato, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza dei fatti e se ritenga opportuno chiarire le questioni che l'inchiesta giornalistica ha sollevato. Atto n. 4-01860 PELLEGRINI Marco PIRRO MATRISCIANO SANTILLO ACCOTO GARRUTI LEONE PESCO NATURALE DELL'OLIO PRESUTTO GALLICCHIO FERRARA Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti: la Regione Puglia, con circolare AOO_118 n. 0003668 del 2 marzo 2012, è intervenuta sul tema della problematica inerente alla gestione dei parcheggi pubblici a pagamento ubicati sul demanio marittimo. Il servizio demanio e patrimonio regionale affermava che le suddette aree sono da considerarsi nell'ambito di opere di urbanizzazione primaria, destinate all'assolvimento di funzioni pubbliche e, per l'effetto, ricomprese nella sfera di competenza comunale. La circolare precisava che tale "destinazione" può essere configurata esclusivamente nell'ambito delle aree date in consegna al Comune costiero, ai sensi di provvedimento ex art. 34 del codice della navigazione (regio decreto n. 327 del 1942), come modificato dall'art. 1, comma 40, della legge n. 308 del 2004; la Giunta comunale di Vieste (Foggia) in data 5 maggio 2017 deliberava, con delibera n. 75, di chiedere la consegna dell'area del braccio del molo nord del porto turistico di Vieste, per destinarla a mobilità urbana e parcheggi. Tale area, individuata con delibera di Giunta comunale n. 91 del 16 maggio 2017, veniva assoggettata a sosta a pagamento gestita direttamente dal Comune di Vieste con l'installazione di appositi parcometri, prima ancora di inoltrare la richiesta ai competenti uffici; solo con successiva delibera di Giunta n. 121 del 23 giugno 2017, l'ente locale demandava all'ufficio del demanio la predisposizione degli atti necessari per la richiesta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'art. 34 del codice della navigazione; pur in assenza di alcun atto ministeriale di risposta, emesso ai sensi del citato articolo 34, il sindaco di Vieste, con ordinanza n. 126 del 26 luglio 2017, istituiva le aree di parcheggio pubblico a pagamento, sia sul molo sud sia sul molo nord del porto turistico di Vieste. La gestione diretta del Comune prevedeva l'installazione di dispositivi di controllo per il pagamento della sosta nonché la realizzazione della segnaletica orizzontale e verticale necessaria alla regolazione della circolazione e della sosta. Veniva, inoltre, fissato il periodo di applicazione della sosta a pagamento, dall'entrata in vigore della suddetta ordinanza fino al 15 ottobre 2017 e per gli anni a venire dal 15 maggio al 15 ottobre; con la delibera di Giunta n. 95 del 20 aprile 2018 il Comune di Vieste disponeva l'installazione di impianti a barriera per la gestione automatizzata del parcheggio; con delibera di Giunta n. 44 del 20 febbraio 2019 veniva approvato dall'amministrazione comunale il progetto esecutivo di sistemazione e livellamento delle aree portuali da destinare a parcheggio, il cui costo sarebbe stato in parte sostenuto dai proventi derivanti dalla sosta a pagamento, conformemente a quanto previsto dalla citata circolare della Regione Puglia. Ciò, si ribadisce, nonostante non si fosse ancora concretizzata alcuna consegna delle aree demaniali marittime da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'art. 34 del codice della navigazione; il Comune di Vieste, con delibera di Giunta n. 62 del 14 marzo 2019, preso atto dell'istituzione delle aree di parcheggio a pagamento gestite direttamente dal Comune per la stagione estiva 2018, istituiva anche per la stagione turistica 2019 le seguenti aree di parcheggio a pagamento: area portuale sita sulla banchina di sud-est, denominata "molo sud"; area portuale sita sulla banchina di nord-ovest denominata "molo nord". Istituiva, contestualmente, abbonamenti per le aree di parcheggio destinati ai fruitori di attività commerciali e strutture ricettive site nel porto turistico; l'ufficio circondariale marittimo di Vieste, con ordinanza n. 26/2019 dell'11 giugno 2019, regolava la circolazione dei veicoli nell'intera area portuale stabilendo requisiti per l'accesso, il transito e la sosta dei veicoli tramite appositi pass , precisando che i permessi di accesso e sosta, a qualunque titolo rilasciati, erano da ritenersi strettamente personali e gratuiti, salvo oneri di bollo (art. 3, n. 8, e art. 5, n. 7, dell'ordinanza). Nulla, invece, veniva previsto in merito alla consegna delle aree in favore del Comune. Al contrario, nel medesimo provvedimento, si dà atto della sospensione del procedimento amministrativo afferente alla richiesta di consegna gratuita ex art. 34 del codice della navigazione attivato dal Comune di Vieste con nota prot. n. 11759 del 7 luglio 2017; il sindaco di Vieste, in data 14 giugno 2019, emetteva ordinanza confermando, per il periodo dal 15 giugno 2019 al 15 settembre 2019, la destinazione a parcheggio delle aree di viabilità interna del molo nord e del molo sud del porto turistico di Vieste, incaricando il comando di Polizia locale dell'esecuzione. In tale ordinanza si dà atto, per la prima volta, dell'assenza del titolo autorizzativo ministeriale e in tal senso vengono richiamate le sentenze della Corte costituzionale n. 89 e n. 90 del 2006 e la n. 255 del 2007, nonché il parere del 27 febbraio 2015 n. 100167/196 dell'Avvocatura dello Stato sulla non occorrenza del titolo concessorio nell'ipotesi in cui l'ente si limiti a riservare a sé stesso l'uso del bene demaniale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se ritenga senza titolo la gestione, da parte del Comune di Vieste, di aree del demanio marittimo utilizzate come parcheggio a pagamento e, in questo caso, se intenda prendere provvedimenti. Atto n. 4-01861 FARAONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la grave crisi del "Giornale di Sicilia", lo storico quotidiano di Palermo, se non affrontata in tempi congrui e risolta, rischia di privare la Sicilia e l'Italia intera di una delle sue voci più autorevoli; la decisione, giunta improvvisa, di licenziare 34 dei 43 poligrafici che vi lavorano getta infatti un'ombra assai preoccupante sulle future sorti del giornale che da oltre un secolo e mezzo racconta la vita, le luci e le ombre della Sicilia; il licenziamento dei poligrafici potrebbe infatti rappresentare solo il primo passo di un'operazione più ampia, tendente allo smantellamento di questa importante realtà imprenditoriale; una città come Palermo e una regione come la Sicilia hanno bisogno, oggi più che mai, di un'informazione libera e attenta, a garanzia delle libertà di tutti; la situazione è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere se il Governo ritenga, ed in quali tempi, di attivarsi per la ricerca di una soluzione alla grave crisi aziendale, con la convocazione di un tavolo tecnico presso il Ministero dello sviluppo economico o con altre forme di intervento che possano essere utili al fine di affrontare e superare la crisi dello storico quotidiano siciliano. Atto n. 4-01862 LUCIDI CASTALDI TURCO LANNUTTI ANGRISANI ORTOLANI DONNO CAMPAGNA VANIN Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: in data 29 aprile 2013 il Tribunale di Terni comunica l'ammissione al concordato fallimentare del gruppo Novelli, azienda umbra nel ramo agroalimentare con 500 dipendenti e sedi a Spoleto, Terni, Amelia, Roma, Latina e Muggiò. In data 7 novembre 2013, il concordato viene omologato. A partire da questi anni si svilupperanno una serie di vertenze giudiziarie che vedranno gli asset societari coinvolti nelle indagini di circa 4 tribunali e 3 procure della Repubblica: Terni, Spoleto, Perugia, Castrovillari e Monza-Brianza; in data 22 dicembre 2016, la società Novelli viene venduta al prezzo di un euro ad una nuova società denominata Alimentitaliani, e di lì a poco, svuotata delle sue attività e passività, ne verrà dichiarato il fallimento; la nuova società Alimentitaliani nei primi mesi del 2017 ricorrerà a un nuovo concordato fallimentare, che verrà però rigettato e nel dicembre 2017 verrà dichiarata anch'essa fallita; considerato che: come riportato dal mensile "Micropolis", in data 27 aprile 2017: "Nell'ottobre 2012 il gruppo va in default e presenta istanza di concordato preventivo. Viene nominato come advisor lo studio legale Gop. (Gianni, Origoni, Cappelli) che individua un Cda "tecnico" accettato dalle banche con il compito di portare avanti il concordato e ristrutturare il debito"; come riportato dal quotidiano "Il Sole 24 Ore": "il Gruppo Novelli è approdato all'omologazione del concordato preventivo con continuità aziendale proposto presso il Tribunale di Terni e nell'elaborazione del piano di ristrutturazione, il Gruppo è stato assistito dallo studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners con un team guidato dal Partner Antonio Auricchio"; risulta agli interroganti che lo stesso studio abbia assistito, oltre alla stessa Alimentitaliani, anche Arcelor Mittal, Alitalia e Whirlpool; considerato inoltre che: tutta la vertenza Novelli è stata gestita presso il Tavolo di lavoro dell'Unità di gestione delle vertenze per le crisi di impresa del Ministero dello sviluppo economico, con a capo il dottor G. C., attualmente non riconfermato nel ruolo; anche le altre vertenze e crisi di impresa citate sono state gestite dalla stessa unità del Ministero dello sviluppo economico; preso atto che a quanto risulta agli interroganti: in data 10 giugno 2019 lo studio GOP Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners ha annunciato di aver assunto il dottor G. C. nel ruolo di "of Counsel", quale esperto in materia di crisi di impresa; preso atto infine che: l'articolo 53, comma 16- ter , del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche", recita che: "I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti"; la disposizione è stata introdotta nel decreto legislativo 165 del 2001 dall'art. 1, comma 42, della legge n. 190 del 2012, con finalità di contenimento del rischio di situazioni di corruzione connesse all'assunzione del dipendente pubblico da parte di un privato, successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione; in particolare, come chiarito dal primo Piano nazionale anticorruzione emanato nell'anno 2013, «il rischio valutato dalla norma è che durante il periodo di servizio il dipendente possa artatamente precostituirsi delle situazioni lavorative vantaggiose e così sfruttare a proprio fine la sua posizione e il suo potere all'interno dell'amministrazione per ottenere un lavoro per lui attraente presso l'impresa o il soggetto privato con cui entra in contatto. La norma prevede quindi una limitazione della libertà negoziale del dipendente per un determinato periodo successivo alla cessazione del rapporto per eliminare la "convenienza" di accordi fraudolenti»; ai sensi delle norme richiamate, dunque, i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri; la disposizione contempla, in caso di violazione del divieto ivi sancito, le specifiche sanzioni della nullità del contratto e del divieto per i soggetti privati che l'hanno concluso o conferito, di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni, con contestuale obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti ed accertati ad essi riferiti; l'articolo 21 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, ha notevolmente ampliato l'ambito di applicazione, prevedendo che: "ai soli fini dell'applicazione dei divieti di cui al comma 16-ter dell'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono considerati dipendenti delle pubbliche amministrazioni anche i soggetti titolari di uno degli incarichi di cui al presente decreto, ivi compresi i soggetti esterni con i quali l'amministrazione, l'ente pubblico o l'ente di diritto privato in controllo pubblico stabilisce un rapporto di lavoro, subordinato o autonomo. Tali divieti si applicano a far data dalla cessazione dell'incarico"; come indicato nella delibera n. 207 dell'ANAC del 21 febbraio 2018, "appare evidente che il legislatore ha inteso rafforzare le finalità perseguite con la disciplina sul pantouflage, di limitare il rischio di situazioni di corruzione connesso all'impiego privato di colui che sia precedentemente stato titolare di una carica pubblica, ampliandone, con la disposizione di cui dall'art. 21 del d.lgs. 39/2013, l'ambito applicativo. [...] Per quanto qui interessa, si evidenzia che in tali atti è stato affermato, che le finalità di prevenzione della corruzione perseguite dall'art. 53, comma 16-ter, d.lgs. 165/2001 richiedono un'interpretazione ampia della norma, con estensione della sua applicazione non solo ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ma anche ai soggetti indicati dall'art. 21 del d.lgs. 39/2013. Pertanto, ai fini dell'art. 53, comma 16-ter del d.lgs. 165/2001, devono considerarsi dipendenti della PA anche i soggetti titolari di uno degli incarichi di cui al citato decreto 39/2013, ivi compresi i soggetti esterni con i quali l'amministrazione, l'ente pubblico o l'ente di diritto privato in controllo pubblico stabilisce un rapporto di lavoro subordinato o autonomo", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga che l'incarico del dottor G. C. presso lo studio GOP sia incompatibile con la disciplina di cui all'art. 53, comma 16- ter , del decreto legislativo n. 165 del 2001 e all'articolo 21 del decreto legislativo n. 39 del 2013; quali eventuali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare il ripetersi di situazioni di cui in premessa, che coinvolgono soggetti che hanno gestito o gestiscono in veste istituzionale le crisi aziendali, anche intervenendo sulla valutazione dei piani industriali ed esprimendo giudizi sui piani concordatari. Atto n. 4-01863 CIRIANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: ogni giorno sono numerosi i post ed i profili che subiscono la cancellazione temporanea o definitiva da parte delle varie piattaforme dei social network ; secondo quanto riferito nella terza edizione del "Rapporto sulla applicazione degli standard della comunità", nei primi tre mesi dell'anno il social network "Facebook" ha eliminato 2,19 miliardi di account ritenuti falsi, e 3,3 miliardi di post ritenuti incitamento all'odio; il lavoro di verifica e controllo sui profili sarebbe effettuato tramite algoritmi e la supervisione di personale dedicato al controllo di quanto accade sulla piattaforma, attraverso l'applicazione di linee guida; nella fattispecie in Facebook, tali linee guida sono state rese più trasparenti, secondo quanto emerge da un comunicato dell'azienda del 3 maggio 2019; in caso di cancellazione di un profilo, per effetto dell'attivazione dei sistemi automatizzati di controllo di post e contenuti mediante strumenti, quali algoritmi, filtri ed altri sistemi di intelligenza artificiale, l'utente, ai fini della riattivazione dell' account , può esperire alcune procedure che comunque risultano piuttosto macchinose, prevedendo l'invio della scansione di un documento di identità e richiedendo competenze informatiche superiori a quelle necessarie per l'iscrizione e registrazione a un social network e l'attivazione di un account , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, conformemente alle proprie competenze nel settore della politica per le comunicazioni, in particolare per le comunicazioni elettroniche e le reti web , abbia richiesto e acquisito ai gestori del social network notizie in merito alle policy adottate per la gestione degli account ; se ritenga che le modalità di gestione degli account siano idonee a tutelare il principio generale della libertà di espressione, prevenendo il rischio di censure che sarebbero incompatibili con i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana. Atto n. 4-01864 CIRIANI Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da recenti e numerose fonti stampa, nel corso dei primi mesi del 2019 si sarebbe assistito ad una consistente intensificazione del flusso migratorio irregolare che valica il confine nordorientale attraverso la rotta balcanica; a fronte di questi dati, sebbene risulti all'interrogante che il numero dei fermi nei primi quattro mesi dell'anno sia addirittura triplicato, la percentuale di stranieri irregolari che vengono fermati risulterebbe comunque piuttosto bassa rispetto al totale delle persone che valicano irregolarmente il confine; nonostante, con la finalità di coordinare e contrastare l'immigrazione clandestina dalla rotta balcanica, sia stato recentemente siglato a Roma un accordo bilaterale tra i direttori generali delle polizie italiana e slovena, che prevede l'impiego delle pattuglie miste e composte da agenti italiani e sloveni per le operazioni di perlustrazione, sorveglianza e vigilanza del confine tra i due Paesi, allo stato attuale il volume crescente del flusso migratorio continua a destare preoccupazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo confermi la correttezza dei dati citati, relativi all'incremento del flusso migratorio irregolare che, attraverso la rotta balcanica, interessa attualmente il confine nordorientale; in caso affermativo, quali interventi abbia messo in campo o ritenga di mettere in campo con urgenza, per la gestione della criticità illustrata; se, in particolare, non ritenga di disporre un potenziamento delle risorse e degli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per l'espletamento delle operazioni di controllo; se, infine, non consideri opportuno prevedere un potenziamento del presidio della sicurezza del confine nordorientale, anche attraverso il rafforzamento del supporto dell'Esercito, in ausilio alle forze dell'ordine. Atto n. 4-01865 TOFFANIN MALLEGNI CAUSIN STABILE MASINI TESTOR CANGINI BIASOTTI CONZATTI AIMI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: l'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC), ente pubblico non economico dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria, istituito con il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, è sottoposto all'indirizzo, vigilanza e controllo del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo, sono organi dell'E.N.A.C., il presidente, il consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori dei conti e il direttore generale; l'attuale direttore generale è stato confermato nel suo incarico con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° luglio 2014, per un ulteriore periodo di cinque anni; ai sensi dell'articolo 5 del citato decreto legislativo, il direttore generale è nominato, per la durata di cinque anni, con le stesse procedure del consiglio di amministrazione; ai sensi dell'articolo 3, il consiglio di amministrazione rimane in carica cinque anni e la nomina dei suoi componenti è rinnovabile per una sola volta; l'attuale quadro normativo, rappresentato dal decreto legislativo n. 165 del 2001, così come modificato dal decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n. 135, all'art. 16 comma 1, lett. l- quater ), dalla legge n. 190 del 2012, articolo 1 comma 4, lettera e) , articolo 1, comma 5, lettera b) , articolo 1, comma 10, lettera b), dalle Linee di indirizzo del Comitato interministeriale istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 gennaio 2013, dal Piano nazionale anticorruzione, dalla delibera ANAC n. 13 del 4 febbraio 2015, delinea una serie di regole e criteri per la rotazione del personale dirigente all'interno della pubblica amministrazione; ad oggi, nonostante il secondo mandato dell'attuale direttore generale sia giunto ormai alla scadenza, non risulta all'interrogante alcuna iniziativa da parte del Ministro finalizzata alla scelta di un successore, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo stia assumendo per la nomina del nuovo direttore generale di ENAC, nel rispetto della normativa vigente. Atto n. 4-01866 TOFFANIN GALLONE GALLIANI CAUSIN BIASOTTI STABILE MASINI CONZATTI AIMI CANGINI TESTOR Al Ministro dell'interno Premesso che: Babcock International group è un'importante multinazionale presente in Italia con le insegne della divisione MCS Italia SpA e gestisce la flotta di 19 "Viking Air" CL-415 (i Canadair) di proprietà dei Vigili del fuoco, per i quali provvede alla fornitura di manutenzione, dei piloti e della gestione della flotta; nella nota trasmissione televisiva "Report" del 16 giugno 2019 è stata messa in luce la grave situazione in cui versano molti velivoli Canadair dei Vigili del fuoco; secondo quanto riportato nell'inchiesta, potrebbero esistere allo stato attuale serie problematiche di manutenzione e di conservazione della flotta tali da mettere a rischio l'operatività dei velivoli; diversi sindacati di categoria hanno più volte evidenziato i problemi relativi ai tecnici di manutenzione che hanno lasciato l'azienda riducendo di fatto il numero operativo di queste importanti figure professionali; questa evidente criticità ha inevitabili ricadute negative su tutti gli aspetti legati alle loro funzioni, tra cui la programmazione delle manutenzioni, la gestione tecnica dei velivoli e la sicurezza degli operatori, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se la manutenzione della flotta a disposizione dei Vigili del fuoco sia stata regolarmente svolta secondo i parametri stabiliti dalle norme di settore. Atto n. 4-01867 SICLARI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la Commissione consultiva e di valutazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di cui al decreto ministeriale 3 maggio 2018 n. 59, all'atto dell'insediamento ha adottato a maggioranza assoluta dei componenti, il regolamento di funzionamento improntato a criteri di trasparenza e di pubblicità delle decisioni e valutazioni, ai sensi dell'articolo 6, comma 6; a tutt'oggi non è stato pubblicato e non è pertanto disponibile il decreto di nomina dei membri della Commissione stessa; all'articolo 6, comma 9, del citato decreto ministeriale, è specificato che: "l'incarico di membro della Commissione è incompatibile con quello di componente di organi di direzione, gestione, consultivi, di controllo e didattici dei soggetti gestori di tutte le Scuole Superiori per Mediatori Linguistici. I membri della commissione non possono avere comunque co-interessi nelle Scuole, né avere presso le stesse incarichi di insegnamento o di gestione in atto"; sembrerebbe che alla Commissione partecipi il professor Francisco De Asis Matte Bon, rettore e consigliere di amministrazione dell'Università UNINT; la stessa UNINT, per mezzo del suo Presidente, dottor Giovanni Bisogni, in data 8 settembre 2018, ha presentato ricorso al TAR del Lazio per richiedere l'annullamento del decreto ministeriale citato; l'Università UNINT è in regime di convenzione con la Scuola superiore per mediatori linguistici "Vittoria" di Torino; parimenti, risulterebbe in palese conflitto di interessi la posizione del professor Giovanni Puglisi, in quanto membro della stessa Commissione consultiva e di valutazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e al tempo stesso presidente del consiglio di amministrazione delle scuole superiori per mediatori linguistici "Carlo Bo", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che ci sia un palese conflitto di interesse, nonostante i principi di trasparenza e imparzialità sanciti nel relativo decreto ministeriale; se risulta che da parte della Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l'internazionalizzazione della formazione superiore siano state raccolte le dichiarazioni dei membri della Commissione in merito alla mancanza di eventuali conflitti di interesse; se, in caso contrario, laddove venga dato riscontro ai rilievi dell'interrogante, si intenda procedere alla revoca di tutti gli atti adottati dalla Commissione, essendo palese l'irregolarità di statuizioni applicate in presenza di conflitti di interesse con il contestuale azzeramento della commissione incaricata. Atto n. 4-01868 SACCONE Al Ministro dell'interno Premesso che: in data 23 giugno 2019 una donna è stata aggredita da un pakistano all'interno del pronto soccorso di Anzio (Roma); intorno alle ore 23:00 la donna si è recata presso la stazione dei Carabinieri di Anzio, asserendo di essere stata aggredita dal marito, e subito dopo è stata trasportata al pronto soccorso; i Carabinieri dopo aver svolto le procedure di rito nei confronti del coniuge, si sono recati presso l'ospedale per verificare le condizioni di salute della donna; al loro arrivo hanno trovato la signora distesa su una barella accanto ad altri pazienti tutti ammassati in una stanza, come spesso ormai succede nei punti di pronto soccorso; la signora era visibilmente scossa, stressata psicologicamente, e lamentava forti dolori; ad un tratto il suo vicino di letto, un cittadino pakistano con precedenti penali si è alzato e l'ha aggredita mettendole le mani al collo come per strangolarla, minacciandola di ucciderla; uno dei carabinieri intervenuti si è avventato contro di lui, prendendolo di peso e portandolo via con l'aiuto del personale di vigilanza dell'ospedale, ha calmato l'uomo che si è reso collaborativo, mentre la donna in stato di shock è stata portata in un'altra stanza; il cittadino pakistano dopo un momento di tranquillità, davanti a medici e degenti, ha iniziato ad urlare strappandosi l'ago cannula che aveva in vena, e minacciando i degenti sulle barelle e gridando: "sono un talebano vi ammazzo tutti"; i due carabinieri sono immediatamente intervenuti bloccandolo e nella colluttazione si sono procurati alcune escoriazioni e contusioni; il cittadino pakistano è stato medicato e subito dopo portato in caserma, per essere messo in stato di arresto; nonostante l'accaduto, il cittadino pakistano è stato soltanto denunciato a piede libero e rilasciato dopo qualche ora. Inoltre, alcuni testimoni riferiscono che mentre si allontanava dalla caserma avrebbe urlato ai carabinieri: "Vi ammazzo tutti", si chiede di sapere: se siano state attuate tutte le procedure di sicurezza e se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali valutazioni abbia riscontrato il pubblico ministero di turno per non procedere all'arresto; se e che cosa intenda fare affinché il cittadino pakistano venga considerato un soggetto ad alto rischio. Atto n. 4-01869 RIVOLTA AUGUSSORI BAGNAI BRIZIARELLI CASOLATI IWOBI PAZZAGLINI PILLON PISANI Pietro PUCCIARELLI Al Ministro dell'interno Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: il 28 aprile 2019 si sono svolte le elezioni per il rinnovo di 34 amministrazioni comunali in Sicilia, che hanno coinvolto un totale di quasi 500.000 cittadini; tra i Comuni chiamati al voto c'era anche quello di Gela, in provincia di Caltanissetta; al primo turno, nessuno dei candidati ha conseguito la maggioranza prevista per l'elezione alla carica di sindaco; in dettaglio, i due candidati più votati sono stati Cristoforo Greco, che ha conseguito 13.432 voti validi, e Giuseppe Spata, che ha riportato un totale di 11.315 voti validi; il 12 maggio, in occasione del turno di ballottaggio, il candidato Cristoforo Greco ha conseguito 13.648 voti, prevalendo su Spata che ha riportato 12.373 voti, ed è stato conseguentemente proclamato eletto alla carica di sindaco; nelle settimane immediatamente successive, il candidato Giuseppe Spata ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, ai sensi dell'art. 130 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo n. 140 del 2010; il ricorso è basato sulla violazione e sulla falsa applicazione delle disposizioni contenute nel decreto del presidente della Regione Siciliana n. 3 del 1960, recante il testo unico delle leggi per la elezione dei Consigli comunali nella regione, e nel decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960, recante il testo unico in materia di elezioni comunali; in particolare, il decreto del presidente della Regione dispone che ciascun elettore non possa sottoscrivere più di una dichiarazione di presentazione di lista e che di tutti i candidati debba essere indicato cognome, nome, data e luogo di nascita; il decreto del Presidente della Repubblica n. 570 del 1960 dispone, invece, che i sottoscrittori devono essere elettori iscritti nelle liste del Comune e la loro firma deve essere apposta su appositi moduli recanti il contrassegno della lista, il nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati, nonché in nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori stessi; le firme devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all'articolo 14 della legge n. 53 del 1990; dal combinato disposto delle disposizioni richiamate si evince chiaramente che i moduli attraverso i quali sono raccolte le sottoscrizioni per la presentazione delle liste, qualora privi del contrassegno della lista o dell'elenco dei candidati, devono essere necessariamente uniti al primo, in modo tale che i sottoscrittori siano consapevoli di dare il proprio sostegno ad una determinata lista e a determinati candidati; nel caso considerato, alcune liste che hanno sostenuto il candidato sindaco Cristoforo Greco dovevano essere escluse dalla consultazione, in quanto la raccolta delle relative sottoscrizioni è avvenuta in modo non conforme alle disposizioni di legge richiamate, in quanto esse sono state raccolte (come dimostrano fotografie, video e dichiarazioni di singoli cittadini e degli stessi candidati) attraverso singoli fogli mobili non spillati e non collegati tra loro e senza l'indicazione del nome, cognome, data e luogo di nascita di tutti i candidati della lista, si chiede di sapere se le condotte richiamate siano conformi o meno alle disposizioni in tema di presentazione delle liste di candidati per il rinnovo delle cariche delle amministrazioni comunali. Atto n. 4-01870 PIZZOL Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: gli "oneri generali di sistema" rappresentano una delle voci di spesa presenti nelle bollette elettriche recapitate ai clienti finali; gli "oneri generali di sistema" sono prestazioni patrimoniali imposte finalizzate a finanziare i corrispettivi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico o per il sistema gas pagati dai clienti finali; i suddetti oneri rappresentano una cospicua quota dell'importo in bolletta, tanto da superare in diversi casi il costo dell'effettivo consumo energetico; importanti centri di ricerca hanno pubblicato elaborazioni che analizzano l'andamento degli ultimi anni dei cosiddetti oneri generali di sistema, stimando in un costo complessivo di 644 euro annui per le famiglie; sono molteplici i casi di segnalazioni di utenti finali, che hanno subito un incremento degli oneri a fronte di un basso consumo energetico; considerato che l'impatto di questa prestazione patrimoniale è fortemente incidente sul reddito delle famiglie italiane, e rappresenta, al contempo, un'importante voce sul bilancio delle aziende del nostro Paese, specialmente per quanto riguarda le piccole e medie imprese, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, alla luce di quanto espresso in premessa, al fine di rimodulare la quota in bolletta degli oneri generali di sistema. Atto n. 4-01871 IWOBI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il Governo Conte ha intrapreso un'efficacie azione di contrasto all'immigrazione clandestina, che ha ridotto in maniera esponenziale le partenze dalle coste della Libia; i dati forniti dal Ministero dell'interno certificano le differenze dei numeri degli sbarchi rispetto agli anni 2017 e 2018, con una diminuzione rispettivamente di 96 e 85 punti percentuali; grazie alle politiche governative, la tratta centrale del Mediterraneo risulta quella meno percorsa; al contempo, non si deve rimanere indifferenti all'esigenza di chi rischia la propria vita e impegna i propri risparmi per affrontare una tratta illegale e pericolosa per raggiungere l'Europa, alla ricerca di un futuro migliore che, nei fatti, si rivela, al contrario, illusorio e incerto; il tema della mancanza di un'equa redistribuzione delle risorse, percepito anche in Europa, rappresenta per il continente africano una priorità assoluta da affrontare con lungimiranza e spirito di cooperazione da parte dei Paesi del cosiddetto "Primo Mondo"; l'Africa presenta enormi potenzialità di sviluppo per il patrimonio di risorse naturali presenti; diversi Paesi asiatici, in particolare la Cina, hanno iniziato da diversi anni a cogliere tali potenzialità attraverso ingenti investimenti in molteplici settori; in sede europea, finora, non si è mai pensato ad un progetto strutturale di cooperazione internazionale con i Paesi africani per combattere la povertà, contrastare la desertificazione, favorire lo sviluppo economico, al fine di arrestare la piaga dell'emigrazione giovanile dall'intero continente; la recente missione in Nigeria, condotta dall'interrogante, ha dimostrato il grande interesse che la prima economia africana riserva alla costruzione e allo sviluppo di un dialogo con il nostro Paese, che possa portare ad accordi proficui per entrambi gli Stati, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, da un lato per incentivare le relazioni bilaterali tra i Paesi africani e l'Italia, dall'altro per promuovere, in sede europea, un dibattito sulla progettazione di un piano strutturale di cooperazione internazionale che investa il continente africano. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-00963 del senatore Malan, sulle richieste di estradizione in Cina; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-00958 della senatrice Toffanin e del senatore Causin, sul trasferimento al Comune dell'area demaniale della laguna di Lusenzo a Sottomarina (Venezia); 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-00959 del senatore Richetti, sulle determinazioni della Soprintendenza di Bologna rispetto al progetto di costruzione di una scuola a Fiorano Modenese (Modena); 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-00957 del senatore Cucca ed altri, sul contenzioso tra 400 lavoratori Forestas e l'ente previdenziale Enpaia; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-00962 della senatrice Sbrollini, sull'esposizione dei lavoratori Trenitalia all'amianto.