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Art. 5-bis (( 1. Alla legge 11 maggio 1981, n. 213, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) al quarto comma dell'articolo 5 le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "dodici mesi"; b) dopo l'articolo 6 è inserito il seguente: "Art. 6-bis. - 1. Su autorizzazione dell'Ufficio tecnico di finanza, i prodotti alcolici gravati da imposta di fabbricazione o dalla corrispondente sovraimposta di confine possono essere ceduti, lavorati, imbottigliati, depositati anche per l'invecchiamento, ovvero trasferiti in cauzione, da opifici o da magazzini fiduciari ubicati nello stesso stabilimento o al di fuori, ad altri opifici, a magazzini doganali di proprietà privata, a magazzini assimilati ai doganali, nell'ambito della stessa impresa o di più imprese. 2. Nel caso di cessione la cauzione prestata dal cedente per l'imposta gravante sui prodotti di cui al comma 1 viene svincolata e deve essere sostituita da altra corrispondente cauzione prestata dal cessionario". 2. All'articolo 10-bis del decreto-legge 15 settembre 1990, n. 261, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 novembre 1990, n. 331, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "4-bis. Alle ditte di cui al comma 1 è consentito l'accredito dell'imposta di fabbricazione anche nel caso di estrazione dai propri magazzini fiduciari. L'accredito è consentito anche nel caso di acquisto di essenze e di estratti alcolici aromatizzanti per quantitativi di alcole corrispondenti in litri anidri a quelli contenuti negli estratti medesimi se destinati alla preparazione delle profumerie e delle bevande alcoliche, in quanto siano destinati all'esportazione anche indiretta, tal quali o trasformati sotto vigilanza finanziaria". 3. Al regio decreto-legge 1 marzo 1937, n. 226, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 1937, n. 1004, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 1: 1) il punto 3 è sostituito dal seguente: "3 liquori, essenze, estratti alcolici aromatizzanti per preparare liquori o da servire come liquori, frutta allo o con spirito"; 2) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "anche indiretta, tal quali o trasformati sotto vigilanza finanziaria"; b) all'articolo 2, il primo comma è sostituito dal seguente: "I fabbricanti dei prodotti di cui all'articolo 1, sotto l'osservanza delle prescrizioni degli articoli 3 e 4, sono autorizzati ad impiegare spirito e zucchero gravati di imposta anche quando i detti prodotti siano destinati al consumo interno"; c) l'articolo 8 è sostituito dal seguente: "Art. 8. - 1. È mantenuta la restituzione dell'imposta di fabbricazione per lo spirito e per lo zucchero contenuti nei prodotti di cui all'articolo 1, preparati all'infuori della vigilanza finanziaria ed esportati all'estero, sotto l'osservanza delle modalità stabilite dall'Amministrazione finanziaria. 2. Con decreto del Ministro delle finanze, la restituzione dell'imposta sugli spiriti può essere consentita anche per prodotti esportati diversi da quelli indicati nel presente articolo" )) (a) Il testo dell'art. 5 della legge n. 213/1981 (Modificazioni al regime fiscale degli spiriti), come modificato dall'art. 10, comma 4- ter, del D.L. 15 settembre 1990, n. 261, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 novembre 1990, n. 331, e dal presente articolo, è il seguente: "Art. 5. - Gli importatori dai Paesi CEE di bevande alcoliche prodotte in detti Paesi possono essere autorizzati ad acquistare contrassegni di Stato da applicare ai recipienti contenenti i suindicati prodotti prima dela loro presentazione in dogana per l'importazione. L'autorizzazione è subordinata alla prestazione di una cauzione il cui importo va determinato, in relazione al quantitativo di prodotto da importare, mediante applicazione delle aliquote della sovrimposta di confine e del diritto erariale normale vigenti al momento dell'acquisto dei contrassegni sugli alcoli di prima categoria e con riguardo ad un contenuto alcolico non inferiore a 70 gradi. (Non sono ammessi esoneri dalla prestazione della cauzione di cui al comma precedente) (abrogato dall'art. 10, comma 4- ter, D.L. n. 261/1990). La cauzione resta in tutto o in parte definitivamente incamerata all'erario qualora nel termine di dodici mesi dalla data di acquisto dei contrassegni la merce non sia stata presentata in dogana per l'importazione o non si sia provveduto alla restituzione dei contrassegni non utilizzati per qualsiasi motivo. Per i contrassegni riconsegnati non compete alcun rimborso dell'importo pagato. Con decreto del Ministro delle finanze saranno stabilite le modalità di applicazione delle disposizioni del presente articolo. Per quanto non espressamente previsto si applicano le disposizioni del testo unico delle leggi dell'imposta di fabbricazione sugli spiriti, approvato con decreto ministeriale 8 luglio 1924, e successive modificazioni". Si ritiene utile trascrivere il testo dei commi 4- bis e 4- ter dell'art. 10 del D.L. n. 261/1990: "4- bis. L'autorizzazione concessa per l'acquisto di contrassegni di Stato da applicare ai recipienti contenenti bevande alcoliche provenienti da Paesi della Comunità economica europea, di cui all'art. 5 della legge 11 maggio 1981, n. 213, è estesa all'importazione di bevande alcoliche provenienti anche da Paesi terzi. 4- ter. L'importo della cauzione di cui al secondo comma dello stesso art. 5 della citata legge n. 213 del 1981 è commisurato ad un contenuto alcolico non inferiore a 40 gradi. Il terzo comma dello stesso art. 5 è abrogato. Il termine ultimo per l'incameramento della cauzione di cui al quarto comma dello stesso art. 5 è fissato in dodici mesi dalla data di acquisto dei contrassegni". (b) Per il testo vigente dell'art. 10- bis del D.L. n. 261/1990 si veda la nota (f) all'art. 5. (c) Il R.D.L. n. 226/1937 reca: "Modificazioni al regime fiscale dell'alcool impiegato nella preparazione del marsala, del vermut, dei liquori, del cognac e di altri prodotti alcoolici". Si trascrive il testo vigente degli articoli 1 e 2 di detto decreto: "Art. 1. - I fabbricanti dei seguenti prodotti: 1› acquaviti (grappa, cognac e rhum di fantasia, whiskey, arac e simili), estratti alcoolici aromatizzati per preparare cognac e rhum di fantasia; 2› anice, anicione, mistrà, sambuca e simili; 3› liquori, essenze, estratti alcoolici aromatizzanti per preparare liquori o da servire come liquori, frutta allo o con spirito; 4› vermut, marsala; 5› vini alcoolizzati, vini liquorosi e liquori tonici aperitivi a base di vino; 6› profumerie alcooliche; 7› prodotti medicinali contenenti spirito (alcool etilico), sono autorizzati ad impiegare, sotto vigilanza finanziaria, spirito e zucchero gravati d'imposta nella preparazione di detti prodotti in quanto siano destinati alla esportazione anche indiretta, tal quali o trasformati sotto vigilanza finanziaria . Art. 2. - I fabbricanti dei prodotti di cui all'art. 1, sotto l'osservanza delle prescrizioni degli articoli 3 e 4, sono autorizzati ad impiegare spirito e zucchero gravati di imposta anche quando i detti prodotti siano destinati al consumo interno. La lavorazione dei prodotti, di cui al precedente comma, può essere fatta promiscuamente con quelli destinati alla esportazione, e la conservazione di essi può avvenire negli stessi recipienti, la cui identificazione sarà effettuata con le norme che saranno fissate dal Ministro per le finanze".