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ATTO FINALE I Governi italiano e svizzero desiderando regolare l'immigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera ed alcune questioni relative allo statuto degli svizzeri in Italia hanno nominato rispettivamente a loro rappresentanti: Il Governo italiano: Signor Mario TOMMASINI, direttore generale dell'Emigrazione; Signor Amleto ANGELELLI, direttore generale del Ministero del lavoro (per il Ministero del lavoro e della previdenza sociale); Signor Giuseppe MIGLIORE, vice prefetto, ispettore; Signor Nilo PIGNATARO, vice prefetto, ispettore (per il Ministero dell'interno); Signor Giovanni Battista AMBROSI, console; Signor Gabriele ASINARI DI S. MARZANO, console; Signor Giovanni GHENZI, console (per il Ministero degli affari esteri). Il Governo svizzero. S. E. il Signor René DE WECK, Inviato straordinario e Ministro plenipotenziario di Svizzera in Italia; Signor Heinrich ROTHMUND, capo della Divisione di polizia del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia, Signor Albert JOBIN, capo sezione all'Ufficio federale dell'industria, Arti e Mestieri e del Lavoro; Signor Henri TZAUT, aggiunto alla Divisione di polizia; Signor Alfred FISCALI, primo segretario di legazione presso il Dipartimento politico federale; Signor Roger MERLIN, giurista di prima classe all'Ufficio federale dell'Industria, Arti e Mestieri e del Lavoro; i quali riunitisi a Roma dal 14 al 22 giugno 1948, hanno stipulato i seguenti accordi: I. Accordo italo-svizzero relativo all'immigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera, II. Conferma della dichiarazione del 5 maggio 1934 concernente l'applicazione della Convenzione italo-svizzera di stabilimento e consolare del 22 luglio 1868; III. Abolizione dell'Accordo concernente i passaporti collettivi e di turismo del 5 maggio 1934; IV. Scambio di note concernenti l'abolizione del visto tra la Svizzera e l'Italia. SONO STATE FATTE LE SEGUENTI DICHIARAZIONI: ad I. Art. 15. - Su richiesta della Delegazione italiana, la Delegazione svizzera dichiara che per quanto concerne il controllo sanitario alla frontiera, le Autorità italiane potranno per esaminare tale questione mettersi direttamente in contatto con il Servizio federale dell'Igiene pubblica a Berna. Art. 17. - In occasione dell'adozione dell'art. 17 la Delegazione italiana ha espresso il desiderio che il problema dell'applicazione delle imposte agli operai italiani, ammessi in Svizzera in base al presente Accordo, venga esaminato tenendo conto del carattere temporaneo del loro soggiorno. La Delegazione svizzera prende atto di tale domanda che non mancherà di sottoporre all'esame delle competenti Autorità svizzere. Art. 17. - La Delegazione svizzera avendo fatto rilevare alcune difficoltà verificatesi in materia di rimpatrio, la Delegazione italiana aderisce alla proposta che tale problema venga esaminato durante le discussioni circa il regime da applicarsi agli operai italiani in Svizzera in materia di assicurazioni sociali. ad II. Le Delegazioni svizzera e italiana constatano che le circostanze di guerra hanno temporaneamente impedito l'efficace esecuzione della dichiarazione concernente l'applicazione della Convenzione italo-svizzera di stabilimento e consolare del 22 luglio 1868. I Governi svizzero e italiano s'impegnano ad assicurarne per l'avvenire la piena ed intera applicazione. ad III. a) Su richiesta della Delegazione svizzera la Delegazione italiana ha precisato mediante Nota verbale n. 02850/124 del 19 giugno 1948 il cui testo è qui allegato, che i passaporti dei cittadini italiani desiderosi di recarsi in Svizzera saranno rilasciati con ogni possibile sollecitudine. Liste collettive in vece di passaporti collettivi potranno essere utilizzate da cittadini svizzeri e da cittadini italiani che viaggino in gruppo alle seguenti condizioni. Le persone iscritte su di una lista collettiva debbono essere in possesso di un documento di identità ufficiale munito di fotografia. La lista deve contenere i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita o di origine, indirizzo permanente e specificazione del documento di identità personale di ogni membro del gruppo. La lista resterà in possesso del capo gruppo il quale, dal canto suo, deve essere munito di passaporto individuale valido. Tutte le persone iscritte su una lista collettiva devono varcare la frontiera insieme, in gruppo unico, sia all'entrata che all'uscita. Considerato quanto precede, la Delegazione svizzera dichiara di non ritenere più necessarie le disposizioni dell'accordo concernenti i passaporti collettivi e di turismo del 5 maggio 1934. Di conseguenza ne viene decisa l'abrogazione. b) Su richiesta della Delegazione svizzera la, Delegazione italiana dichiara che le Autorità italiane correderanno i passaporti rilasciati ai loro connazionali desiderosi di recarsi in Svizzera, di apposito foglio specificante che malgrado l'abolizione del visto, l'ingresso in Svizzera, del cittadino italiano che desidera assumervi lavoro è autorizzato solo dopo che questi abbia ottenuto una assicurazione di permesso di soggiorno rilasciata dalla Polizia cantonale degli stranieri. ad IV. Il visto consolare è ugualmente abolito per le liste collettive che sostituiscono i passaporti. Fatto a Roma, in duplice esemplare, il 22 giugno 1948. Per l'Italia Per la Svizzera C. SFORZA R. DE WECK Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA