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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 242 PARRINI La seduta inizia alle ore 12,30. IN SEDE REFERENTE 2060 (Intesa con l'Associazione 'Chiesa d'Inghilterra) DDL 2060 Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Associazione "Chiesa d'Inghilterra" in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 aprile. Il PRESIDENTE , relatore, ricorda che nella scorsa seduta è stata sollevata la questione dell'emendabilità del disegno di legge in titolo, per la parte che attiene il contenuto dell'intesa sottoscritta con la Chiesa d'Inghilterra. A tale riguardo, precisa che è nella piena disponibilità del Parlamento approvare o non approvare i disegni di legge di regolazione delle intese con le confessioni religiose di cui all'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Tuttavia, nel caso in cui si intenda procedere, i poteri emendativi delle Camere sono, come già sottolineato in sede di incardinamento del disegno di legge in titolo, assai ridotti. Il testo consiste infatti, quasi integralmente, nella riproduzione letterale dell'articolato dell'intesa, fatta eccezione per due articoli presenti solo nel disegno di legge: l'articolo 1, che si limita a definire l'oggetto e la natura del provvedimento, e l'articolo 22, recante le disposizioni finanziarie. Non è invece riprodotto nel disegno di legge, per evidenti ragioni, l'articolo 21 dell'intesa, che contiene l'impegno del Governo a presentare il disegno di legge alle Camere. Ciò differenzia significativamente, per una prassi costante, questa tipologia di atti dai disegni di legge di ratifica di trattati internazionali, che non riproducono il testo dell'accordo ma lo riportano in allegato; non incide tuttavia sui margini di intervento del Parlamento, che sono limitati alle parti non riproduttive dell'intesa o che comunque non ne tocchino la sostanza. Con riferimento al provvedimento in esame, la Commissione bilancio ha posto due condizioni, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, per recepire le quali ricorda di aver presentato, in qualità di relatore, due emendamenti. Con l'emendamento 22.100 viene sostituito l'articolo 22, non presente nel testo dell'intesa, al fine di aggiornare la copertura finanziaria, con decorso dal 2022 e non più dal 2021, e soprattutto viene premesso un nuovo comma recante una clausola di invarianza finanziaria generale formulata nei termini consueti. Su questa modifica non vi sono questioni, anche alla luce di vari precedenti. L'emendamento 5.100, che recepisce la seconda condizione, discende in realtà dalla modifica introdotta con l'emendamento 22.100 e ha una natura di coordinamento, poiché sopprime, all'articolo 5, le parole "senza oneri per lo Stato" rese ridondanti dalla clausola di invarianza, di portata generale, che si introduce all'articolo 22. Non presenta perciò problemi di natura sostanziale. Peraltro, la norma, che interviene in materia di istruzione religiosa, incide su una clausola posta nell'interesse dello Stato e non della controparte. Tuttavia, l'articolo 5 del disegno di legge riproduce letteralmente l'articolo 4 dell'intesa ed emendarlo significherebbe introdurre una discrepanza, ancorché meramente formale, tra i due testi. Considerato che l'approvazione dell'emendamento 5.100 si tradurrebbe semplicemente nell'eliminazione di una ridondanza, priva di portata normativa, ritiene preferibile ritirarlo, evitando questa modifica, nel rispetto del contenuto vincolato del disegno di legge. D'altro canto, la Commissione bilancio avrà modo di esprimersi in via definitiva per l'Assemblea. Con l'occasione, invita il Governo a riflettere sull'opportunità, per il futuro, di modificare la struttura dei disegni di legge che regolano i rapporti con le confessioni religiose, limitando l'articolato a quanto non contenuto nel testo dell'intesa, che invece potrebbe essere approvata sotto forma di allegato. Si passa all'esame e alla votazione dell'emendamento 22.100. Il rappresentante del GOVERNO esprime parere favorevole sull'emendamento in esame. Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, l'emendamento 22.100 è posto in votazione e accolto. La Commissione conferisce quindi al relatore Parrini il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 2060, con le modifiche apportate nel corso dell'esame. La seduta, sospesa alle ore 12,40, riprende alle ore 13,10. IN SEDE CONSULTIVA COM (2021) 130 def. Doc n. COM(2021) 130 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) COM (2021) 140 def. Doc n. COM(2021) 140 definitivo Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) (Parere alla 12ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Parere favorevole con osservazioni e condizioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 aprile La relatrice MANTOVANI ( M5S ) presenta una nuova proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni, pubblicata in allegato, nella quale sono stati recepiti alcuni rilievi formulati dal Gruppo della Lega. Il senatore TONINELLI ( M5S ), nel ringraziare la relatrice per l'approfondito lavoro svolto, sottolinea l'accuratezza della proposta di parere non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per quanto riguarda i profili di costituzionalità e tutela della riservatezza. Si sofferma, quindi, sull'opportunità di prevedere la gratuità dei tamponi, al fine di evitare discriminazioni tra i cittadini europei. Auspica, quindi, che una norma analoga sia introdotta anche con riferimento al certificato verde nazionale, introdotto dal decreto-legge n. 52 del 2021, per evitare disparità di trattamento tra le Regioni, garantendo un'adeguata copertura finanziaria. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia la relatrice per aver accolto le segnalazioni proposte dal Gruppo della Lega. Sottolinea la necessità di riconoscere la validità dei test salivari, di stabilire la gratuità dei tamponi, almeno fino a quando non sarà consentito il libero accesso alla vaccinazione, di equiparare il test sierologico al test NAAT o al test antigenico rapido per i soggetti asintomatici o paucisintomatici e di prevedere un'età minima sotto la quale non è richiesto il certificato verde digitale. Evidenzia, tuttavia, la necessità di riconoscere la validità del certificato in forma cartacea, in attesa che sia implementato quello digitale, anche per evitare il rischio di ripercussioni sul settore del turismo, in caso di ritardi e inefficienze. La senatrice RICCARDI ( L-SP-PSd'Az ) propone di inserire, sulla scorta del contributo offerto dal Garante per la privacy nel corso delle audizioni informali, la seguente ulteriore osservazione: «si chiede di precisare ulteriormente, anche con una specifica sunset-clause , l'illegittimità dell'accesso ai dati contenuti nei certificati una volta cessata l'emergenza pandemica e di escludere, all'articolo 15, che con atto delegato della Commissione il sistema del certificato verde possa essere riattivato a seguito di sospensione per cessate esigenze, in presenza di un'ulteriore dichiarazione di sussistenza di pandemia da Sars-Cov-2, sue varianti o malattie infettive simili con potenziale epidemico». La relatrice MANTOVANI ( M5S ) integra la proposta di parere con un'ulteriore osservazione, accogliendo il rilievo proposto dalla senatrice Riccardi. Esprime invece perplessità sulle considerazioni del senatore Augussori in merito all'equiparazione al certificato digitale di quello in forma cartacea. Rileva, infatti, che questo documento non consente una analoga tutela dei dati in esso contenuti, che spesso sono informazioni personali dettagliate anche non strettamente connesse con il permesso di circolazione. Sarebbe dunque inopportuno estendere questa criticità, che riguarda il passaporto vaccinale nazionale, anche a quello europeo. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il certificato cartaceo è già ritenuto valido per recarsi all'estero. A suo avviso, quindi, non sarebbe irragionevole continuare a considerare valido anche il certificato di test, vaccinazione o guarigione rilasciato in forma cartacea. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) ribadisce che il certificato verde digitale non sostituirà gli attuali documenti richiesti per attraversare i confini nazionali, ma consentirà di velocizzare i controlli, uniformandoli a livello europeo, e di tutelare in modo più efficace i dati personali. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) anticipa che, in caso di mancato recepimento della osservazione sulla validità del certificato in forma cartacea, il Gruppo della Lega si asterrà dalla votazione. Il PRESIDENTE evidenzia che, come specificato dalla relatrice, il certificato in forma cartacea sarà considerato comunque valido anche quando sarà implementato il certificato verde digitale, e che quindi nulla osta, a suo avviso, a introdurre un riferimento nel parere. Il senatore RUOTOLO ( Misto ), pur sottolineando che il certificato digitale non è alternativo a quello in forma cartacea, ritiene che il rilievo proposto dal senatore Augussori non sia in contraddizione con lo schema di parere e quindi possa essere recepito. La relatrice MANTOVANI ( M5S ) ribadisce che il certificato di test in forma cartacea è accettato da tutti i Paesi europei e la sua validità permarrà anche quando sarà emesso il nuovo certificato digitale. In ogni caso, ritiene di poter accogliere la proposta del senatore Augussori, inserendo un'ulteriore osservazione per precisare che resta «ferma la possibilità di utilizzare i certificati cartacei attualmente richiesti per gli spostamenti all'interno dell'Unione». Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) si dichiara soddisfatto. Previa verifica del numero legale, la Commissione approva quindi l'ulteriore nuova proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni, come modificata nel corso del dibattito, avanzata dalla relatrice e pubblicata in allegato. IN SEDE REFERENTE bicamerale emergenza COVID DDL 1834 Istituzione della Commissione parlamentare sull'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 aprile. Il PRESIDENTE ricorda che nella scorsa seduta erano stati votati gli emendamenti in sede redigente ed era stata richiesta, da parte dell'intera Commissione, la rimessione all'Assemblea, con adozione quale testo base, degli articoli appena votati. La soluzione era stata adottata, in accordo con il rappresentante del Governo, per attendere l'imminente adozione di un decreto-legge che avrebbe potuto riformare l'impianto normativo contenuto nel decreto-legge n. 19 del 2020. Avverte che lo scorso 22 aprile è stato emanato il decreto-legge n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19, presentato alla Camera per la conversione (C. 3045). Tale provvedimento non ha modificato formalmente il quadro normativo: dal punto di vista sostanziale, disciplina con fonte primaria alcune misure precedentemente disposte con DPCM e parallelamente cristallizza fino al 31 luglio 2021 il contenuto del DPCM del 2 marzo 2021; tuttavia, non interviene sul previgente impianto. Anche la disposizione contenuta nel secondo periodo dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 44 del 2021, già all'esame della Commissione, che prevedeva la possibilità, fino al 30 aprile, di adottare misure derogatorie alle restrizioni tramite delibera del Consiglio dei ministri, rimasta ad oggi inutilizzata, non solo non è stata prorogata, ma ha cessato i suoi effetti, dal 26 aprile, sulla base di quanto ora disposto dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 52 del 2021. Il testo base adottato dalla Commissione il 14 aprile resta pertanto coerente con l'ordinamento e richiede, dal punto di vista tecnico, soltanto la soppressione della lettera b) dell'articolo 1, comma 1, poiché, includendo tra gli atti da sottoporre al parere della Bicamerale le deliberazioni appena citate, si ritrova priva di oggetto. Propone pertanto di fissare un termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno riferiti al testo base alle ore 18 di giovedì 29 aprile. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Misure per la rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 970 Disposizioni in materia di tutela dei centri storici, dei nuclei e dei complessi edilizi storici DDL 985 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta storiche e relative fortificazioni e torri, dei borghi e dei centri storici DDL 1302 Modificazioni alla legge 6 ottobre 2017, n. 158, in materia di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni e di riqualificazione e recupero dei centri storici dei medesimi comuni DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana (Parere alla 13ª Commissione su testo unificato. Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 aprile. Il PRESIDENTE ricorda che l'esame del disegno di legge è stato rimesso alla sede plenaria nella seduta della Sottocommissione per i pareri del 20 aprile. Ricorda altresì di aver presentato, in qualità di relatore, per quanto di competenza, una proposta di parere non ostativo con osservazioni. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) esprime perplessità sulla proposta di parere, in quanto anche il provvedimento non è condivisibile, poiché attribuisce una competenza statale preponderante in materia di urbanistica ed edilizia, che invece attualmente rientra nella sfera della potestà legislativa concorrente. Considerato che anche sull'adozione del testo unificato, nella Commissione di merito, non si è registrato un consenso unanime, annuncia, a nome del Gruppo, che si asterrà dalla votazione. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) formula osservazioni critiche sia sul merito sia sull'aspetto formale del provvedimento in esame. A suo avviso, sarebbero necessari ulteriori approfondimenti, come rilevato anche dall'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), attraverso l'audizione di tecnici ed esperti in materia edilizia. Il PRESIDENTE osserva che vi sono ancora margini di tempo per un'ulteriore riflessione. È quindi possibile un ulteriore rinvio del seguito dell'esame. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14. Allegato NUOVO SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DALLA RELATRICE SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2021) 130 DEFINITIVO E N. COM (2021) 140 DEFINITIVO NUOVO SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DALLA RELATRICE SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2021) 130 DEFINITIVO E N. COM (2021) 140 DEFINITIVO La 1 a Commissione permanente, esaminate le proposte di regolamento COM(2021) 130 e COM(2021) 140, che stabiliscono un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia da Covid-19 (certificato verde digitale), per i cittadini dell'Unione per i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti nel territorio dell'UE; ritenuto che: le proposte introducono non un "passaporto vaccinale" ma un "certificato verde digitale" che può comprendere un "certificato di vaccinazione", un "certificato di test" o un "certificato di guarigione", tutelando le diverse situazioni nelle quali possono trovarsi i cittadini dell'Unione; considerato che: occorre precisare alcuni contenuti del provvedimento, in particolare per quanto riguarda la tutela della riservatezza e la veridicità delle informazioni contenute nel certificato; occorre rimuovere alcuni possibili profili di disparità di trattamento con riferimento a tutte e tre le tipologie di certificato; in particolare, per quanto riguarda il certificato di guarigione, non è contemplata l'ipotesi di quei guariti che non sono mai risultati positivi al test e, perciò, della validità, ai fini del rilascio del certificato, di un test sierologico positivo; non sono contemplati altri aspetti rilevanti, quale la posizione dei minori; preso atto che al momento non esiste la certezza che il soggetto vaccinato non sia in alcun modo contagioso, ma al contempo risulta ampiamente comprovata la minore carica virale con cui il soggetto vaccinato può trasmettere il virus, così come è comprovata la minore aggressività degli effetti del virus su soggetti vaccinati, tanto da alleggerire le strutture ospedaliere da eccessivi interventi di ricovero o di pronto soccorso; tenuto conto degli elementi acquisiti nelle audizioni informali svolte nell'ambito dell'Affare assegnato sui profili costituzionali dell'eventuale introduzione di un "passaporto vaccinale" per i cittadini cui è stato somministrato il vaccino anti SARS-COV-2; pur rilevando che non sono ancora pervenute le relazioni del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012; preso atto che il Governo, con il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, ha istituito delle "Certificazioni verdi COVID-19", che anticipano l'introduzione, nell'ordinamento italiano, dei certificati europei e preso altresì atto del Provvedimento di avvertimento adottato al riguardo dal Garante per la protezione dei dati personali in data 23 aprile 2021, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: a) sotto il profilo della tutela della riservatezza: - occorre precisare se le informazioni contenute nel certificato sono rese accessibili in eguale misura a tutti i soggetti che devono utilizzarle, indipendentemente dalla loro natura pubblica o privata; - in ogni caso occorrerebbe che le informazioni fossero accessibili a un numero ristretto di soggetti, in omaggio al principio del "need to know" e che fosse privilegiato l'accesso alla prova della veridicità delle informazioni rispetto all'accesso alle informazioni stesse, attraverso il collegamento ad una autorità di certificazione; - occorre precisare che le informazioni contenute nel certificato siano sottoposte ad u na dimostrazione a conoscenza zero ( Zero-Knowledge Proof), un protocollo attraverso cui è possibile facilitare un processo di autorizzazione digitale senza trasmissione di dati personali o sensibili; di conseguenza, nessuna informazione, né dalla parte del titolare del green pass né da quella del verificatore, può essere compromessa in alcun modo; - occorre specificare se la conservazione delle informazioni ha ad oggetto l'ultimo evento utile per la certificazione o a tutte le informazioni sul soggetto cumulate nel tempo; b) sotto il profilo della veridicità delle informazioni: - occorre prevedere misure che prevengano la contraffazione del certificato, e che perciò impediscano all'utente di disporre dei relativi dettagli, che devono restare nell'esclusiva disponibilità dell'autorità che lo emette; - occorre garantire la piena interoperabilità dei certificati tra Stati membri e, a livello nazionale, tra le autorità abilitate ad emetterli; c) quanto al certificato di vaccinazione di cui all'articolo 5 occorre prevedere: - un termine uniforme, successivo alla somministrazione del vaccino, a decorrere dal quale il certificato acquisisce efficacia, specificando, ad esclusione del caso di vaccini monodose, che questo si calcola con riferimento alla seconda dose; - che, in ogni caso, per i soggetti guariti dal COVID-19, il termine si calcola con riferimento alla somministrazione della prima e unica dose di vaccino, al fine di garantire che il protocollo applicato dalle autorità sanitarie italiane sia fonte indiretta di limitazioni alla libera circolazione; d) quanto al certificato di test di cui all'articolo 6 occorre prevedere: - che per i test, così come per i vaccini, sia introdotto un meccanismo di accreditamento europeo; - l'espresso divieto di ritenere validi ai fini del certificato test, autosomministrati dal soggetto interessato, o comunque effettuati da personale non espressamente autorizzato; ciò sia al fine di evitare contraffazioni, sia di non vanificare le finalità del certificato; - che sia frequentemente aggiornata la lista dei test ritenuti validi visto il continuo processo di validazione di nuovi strumenti diagnostici come ad esempio gli attesi test rapidi salivari; e) quanto al certificato di guarigione di cui all'articolo 7: - occorre allineare i sistemi di valutazione per certificare l'avvenuta guarigione, al fine di evitare disparità di trattamento; f) occorrerebbe riservare alla Commissione europea la decisione relativa alla definizione di un'età anagrafica al di sotto della quale non sia previsto tale obbligo, valido in tutti i Paesi membri, per i minori accompagnati dai genitori in possesso del certificato verde digitale; g) quanto alla validità temporale del provvedimento: - trattandosi di una normativa che si applica ai cittadini dell'Unione europea e ai cittadini di paesi terzi regolarmente residenti o regolarmente soggiornanti nell'Unione, questa dovrebbe essere determinata sulla base delle valutazioni scientifiche provenienti da organismi europei, che tengano conto del raggiungimento dell'immunità di comunità all'interno dell'Unione unicamente e non della fine dell'emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità, e le seguenti condizioni: a) quanto al certificato di test di cui all'articolo 6 occorre prevedere: - che l'accesso ai test sia equo ed agevole e non comporti oneri per i soggetti che vi ricorrono perché impossibilitati, per ragioni esterne alla loro volontà, a sottoporsi alla vaccinazione; b) quanto al certificato di guarigione di cui all'articolo 7: - occorre prevedere, al fine di evitare disparità di trattamento a danno dei numerosi soggetti che, pur avendo inequivocabilmente contratto l'infezione, non dispongono di tampone positivo, l'equiparazione, ai fini della prova dell'avvenuto contagio, del test sierologico positivo al test NAAT o al test antigenico rapido positivi, salva la possibilità di introdurre, per tale ipotesi, una validità temporale specifica diversa dai sei mesi; - occorre prevedere la proroga per un tempo congruo della validità del certificato di vaccinazione e del certificato di guarigione in presenza di test sierologico positivo: con riferimento alle condizioni che precedono, si potrebbe anche valutare di istituire, per maggiore chiarezza, in aggiunta alle tre tipologie di certificato proposte, un ulteriore "certificato attestante la presenza di anticorpi". Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM (2021) 130 DEFINITIVO E N. COM (2021) 140 DEFINITIVO La Commissione, esaminate le proposte di regolamento COM(2021) 130 e COM(2021) 140, che stabiliscono un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia da Covid-19 (certificato verde digitale), per i cittadini dell'Unione per i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti nel territorio dell'UE, ritenuto che: le proposte introducono non un "passaporto vaccinale" ma un "certificato verde digitale" che può comprendere un "certificato di vaccinazione", un "certificato di test" o un "certificato di guarigione", tutelando le diverse situazioni nelle quali possono trovarsi i cittadini dell'Unione, considerato che: occorre precisare alcuni contenuti del provvedimento, in particolare per quanto riguarda la tutela della riservatezza e la veridicità delle informazioni contenute nel certificato; occorre rimuovere alcuni possibili profili di disparità di trattamento con riferimento a tutte e tre le tipologie di certificato; in particolare, per quanto riguarda il certificato di guarigione, non è contemplata l'ipotesi di quei guariti che non sono mai risultati positivi al test e, perciò, della validità, ai fini del rilascio del certificato, di un test sierologico positivo; non sono contemplati altri aspetti rilevanti, quale la posizione dei minori, preso atto che al momento non esiste la certezza che il soggetto vaccinato non sia in alcun modo contagioso, ma al contempo risulta ampiamente comprovata la minore carica virale con cui il soggetto vaccinato può trasmettere il virus, così come è comprovata la minore aggressività degli effetti del virus su soggetti vaccinati, tanto da alleggerire le strutture ospedaliere da eccessivi interventi di ricovero o di pronto soccorso, tenuto conto degli elementi acquisiti nelle audizioni informali svolte nell'ambito dell'Affare assegnato sui profili costituzionali dell'eventuale introduzione di un "passaporto vaccinale" per i cittadini cui è stato somministrato il vaccino anti SARS-COV-2, pur rilevando che non sono ancora pervenute le relazioni del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, preso atto che il Governo, con il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, ha istituito delle "Certificazioni verdi COVID-19", che anticipano l'introduzione, nell'ordinamento italiano, dei certificati europei e preso altresì atto del Provvedimento di avvertimento adottato al riguardo dal Garante per la protezione dei dati personali in data 23 aprile 2021, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti condizioni: a) quanto al certificato di test di cui all'articolo 6 occorre prevedere: - che l'accesso ai test sia equo ed agevole e non comporti oneri per i soggetti che vi ricorrono perché impossibilitati, per ragioni esterne alla loro volontà, a sottoporsi alla vaccinazione; b) quanto al certificato di guarigione di cui all'articolo 7: - occorre prevedere, al fine di evitare disparità di trattamento a danno dei numerosi soggetti che, pur avendo inequivocabilmente contratto l'infezione, non dispongono di tampone positivo, l'equiparazione, ai fini della prova dell'avvenuto contagio, del test sierologico positivo al test NAAT o al test antigenico rapido positivi, salva la possibilità di introdurre, per tale ipotesi, una validità temporale specifica diversa dai sei mesi; - occorre prevedere la proroga per un tempo congruo della validità del certificato di vaccinazione e del certificato di guarigione in presenza di test sierologico positivo: con riferimento alle condizioni che precedono, si potrebbe anche valutare di istituire, per maggiore chiarezza, in aggiunta alle tre tipologie di certificato proposte, un ulteriore "certificato attestante la presenza di anticorpi", e con le seguenti osservazioni: a) sotto il profilo della tutela della riservatezza: - occorre precisare se le informazioni contenute nel certificato sono rese accessibili in eguale misura a tutti i soggetti che devono utilizzarle, indipendentemente dalla loro natura pubblica o privata; - in ogni caso occorrerebbe che le informazioni fossero accessibili a un numero ristretto di soggetti, in omaggio al principio del "need to know" e che fosse privilegiato l'accesso alla prova della veridicità delle informazioni rispetto all'accesso alle informazioni stesse, attraverso il collegamento ad una autorità di certificazione; - occorre precisare che le informazioni contenute nel certificato siano sottoposte ad u na dimostrazione a conoscenza zero ( Zero-Knowledge Proof), un protocollo attraverso cui è possibile facilitare un processo di autorizzazione digitale senza trasmissione di dati personali o sensibili; di conseguenza, nessuna informazione, né dalla parte del titolare del green pass né da quella del verificatore, può essere compromessa in alcun modo; - occorre specificare se la conservazione delle informazioni ha ad oggetto l'ultimo evento utile per la certificazione o a tutte le informazioni sul soggetto cumulate nel tempo; b) sotto il profilo della veridicità delle informazioni: - occorre prevedere misure che prevengano la contraffazione del certificato, e che perciò impediscano all'utente di disporre dei relativi dettagli, che devono restare nell'esclusiva disponibilità dell'autorità che lo emette; - occorre garantire la piena interoperabilità dei certificati tra Stati membri e, a livello nazionale, tra le autorità abilitate ad emetterli; c) quanto al certificato di vaccinazione di cui all'articolo 5 occorre prevedere: - un termine uniforme, successivo alla somministrazione del vaccino, a decorrere dal quale il certificato acquisisce efficacia, specificando, ad esclusione del caso di vaccini monodose, che questo si calcola con riferimento alla seconda dose; - che, in ogni caso, per i soggetti guariti dal COVID-19, il termine si calcola con riferimento alla somministrazione della prima e unica dose di vaccino, al fine di garantire che il protocollo applicato dalle autorità sanitarie italiane sia fonte indiretta di limitazioni alla libera circolazione; d ) quanto al certificato di test di cui all'articolo 6 occorre prevedere: - che per i test, così come per i vaccini, sia introdotto un meccanismo di accreditamento europeo; - l'espresso divieto di ritenere validi ai fini del certificato test, autosomministrati dal soggetto interessato, o comunque effettuati da personale non espressamente autorizzato; ciò sia al fine di evitare contraffazioni, sia di non vanificare le finalità del certificato; - che sia frequentemente aggiornata la lista dei test ritenuti validi visto il continuo processo di validazione di nuovi strumenti diagnostici come ad esempio gli attesi test rapidi salivari; e ) quanto al certificato di guarigione di cui all'articolo 7 occorre allineare i sistemi di valutazione per certificare l'avvenuta guarigione, al fine di evitare disparità di trattamento; f) occorrerebbe riservare alla Commissione europea la decisione relativa alla definizione di un'età anagrafica al di sotto della quale non sia previsto tale obbligo, valido in tutti i Paesi membri, per i minori accompagnati dai genitori in possesso del certificato verde digitale; g) quanto alla validità temporale del provvedimento: - trattandosi di una normativa che si applica ai cittadini dell'Unione europea e ai cittadini di paesi terzi regolarmente residenti o regolarmente soggiornanti nell'Unione, questa dovrebbe essere determinata sulla base delle valutazioni scientifiche provenienti da organismi europei, che tengano conto del raggiungimento dell'immunità di comunità all'interno dell'Unione unicamente e non della fine dell'emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità; - si chiede di precisare ulteriormente, anche con una specifica sunset-clause , l'illegittimità dell'accesso ai dati contenuti nei certificati una volta cessata l'emergenza pandemica e di escludere, all'art. 15, che con atto delegato della Commissione il sistema del certificato verde possa essere riattivato a seguito di sospensione per cessate esigenze, in presenza di un'ulteriore dichiarazione di sussistenza di pandemia da Sars-Cov-2, sue varianti o malattie infettive simili con potenziale epidemico, h) si dà in ogni caso per presupposto che resti ferma la possibilità di utilizzare i certificati cartacei attualmente richiesti per gli spostamenti all'interno dell'Unione.