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Bilancio e contabilità pubblica - Contenimento della spesa per commissioni ed altri organismi - Ricorso della Regione Veneto - Inapplicabilità diretta delle disposizioni denunciate a «Regioni, Province autonome e agli enti del Servizio sanitario nazionale» per i quali esse costituiscono esclusivamente principi di «coordinamento della finanza pubblica» - Inammissibilità della questione per difetto di interesse.. È inammissibile per difetto di interesse la questione di legittimità costituzionale avente ad oggetto l'art. 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, sollevata in riferimento agli artt. 117, terzo comma, 118 e 119 della Costituzione. Difatti, per espressa previsione normativa (comma 6 del denunciato art. 29), «Le disposizioni del presente articolo non trovano diretta applicazione alle Regioni, alle Province autonome e agli enti del Servizio sanitario nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica». Ne deriva che i precetti specifici e puntuali previsti dalla disposizione denunciata non si riferiscono alle Regioni, le quali, mentre sono tenute a rispettare il solo obiettivo finanziario globale da essa disposto, sono libere nello stabilire strumenti e modalità per il conseguimento dello scopo divisato dal legislatore statale. In quest'ambito la norma denunciata, che incide temporaneamente su una complessiva e non minuta voce di spesa, va qualificata come principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica.