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Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, per l'abrogazione delle disposizioni in materia di chiamata diretta dei docenti. Onorevoli Senatori. – La chiamata diretta dei docenti, introdotta dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, ha creato diverse disfunzionalità che è necessario correggere. La previsione del potere discrezionale dei dirigenti scolastici per la chiamata diretta dei docenti ha di fatto introdotto condizioni per le quali non esistono requisiti reali, oggettivi, trasparenti e verificabili per l'assegnazione dei docenti, con rischi di tensioni e conflitti che possono determinare confusione e incertezza alla scuola e alla didattica, oltre a minare la libertà d'insegnamento, e che con il presente disegno si vuole abrogare. La mobilità del personale della scuola deve ritornare a pieno titolo nell'alveo della contrattazione, sulla quale la legge n. 107 del 2015, con un'evidente invasione di campo, era pesantemente intervenuta, compromettendo la trasparenza e la regolarità delle relative operazioni. L'individuazione del docente a cui assegnare la cattedra/posto deve avvenire esclusivamente sulla base del punteggio della mobilità in quanto esso è già comprensivo sia dell'esperienza professionale che dei titoli culturali e didattici. Nelle intenzioni di chi l'aveva ideata la «chiamata diretta» doveva scaricare sui dirigenti scolastici la responsabilità dei risultati degli alunni: i dirigenti avrebbero potuto scegliere i docenti «più bravi», migliorando così l'offerta formativa e conseguentemente gli esiti di apprendimento degli studenti. Se non ci fossero riusciti, ci avrebbe pensato l'amministrazione a valutarli negativamente. Una semplificazione banale, falsa e inefficace che nulla ha a che vedere con il miglioramento della professionalità dei docenti e della qualità dell'insegnamento. I dirigenti scolastici che l'hanno sperimentata hanno potuto verificare tutta l'inutilità: oltre a non consentire l'acquisizione delle professionalità necessarie, la «chiamata diretta» non ha permesso alle scuole il completamento degli organici, provocando solo un inutile aggravio di lavoro che ha stressato dirigenti e segreterie ancor prima dell'inizio dell'anno scolastico. I diritti degli alunni si fondano sulla professionalità e la passione dei docenti e di tutto il personale che lavora nella scuola; e passione e professionalità sono alimentate da regole certe, serenità di clima, continuità didattica raggiungibile attraverso l'eliminazione del precariato e non certo dalla corsa dei dirigenti ad accaparrarsi docenti ritenuti migliori. Si parta dalla considerazione che le scuole per poter funzionare bene hanno bisogno di poche e semplici cose: stabilità, motivazione e formazione del personale, risorse certe e scuole belle e sicure.. 1 1 All'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono apportate le seguenti modificazioni: a i commi 18, 79, 80 e 81 sono abrogati; b al comma 82: 1 il primo periodo è soppresso; 2 al terzo periodo, le parole da: «che non abbiano ricevuto» fino alla fine del comma sono soppresse; c al comma 109, le parole: «ai commi da 79 a», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «al comma».