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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 25 VALLARDI La seduta inizia alle ore 15. AFFARI ASSEGNATI Affare sull'invasione della cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) Doc n. 101 Invasione della cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Il presidente VALLARDI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, riferisce sull'affare assegnato in titolo, rilevando che da alcuni anni il settore ortofrutticolo, in particolare nelle regioni del Nord-Est, è colpito da un'emergenza causata dall'invasione della cimice marmorata asiatica(nome scientifico Halyomorpha halys ). Si tratta di un insetto proveniente dall'Asia (Cina, Giappone, Taiwan e Corea) che si è ormai diffuso anche in Italia, rivelandosi particolarmente infestante. Poiché non ha antagonisti efficaci in natura, prolifera su larga scala, danneggiando gravemente l'agricoltura, cagionando malformazioni ai frutti provocate dalle punture, su una gamma sempre più vasta di colture. Sottolinea infatti che si tratta di un insetto polifago e pertanto può passare da una coltura all'altra. Dotato di un'elevata capacità di adattamento all'ambiente, si è diffuso su un territorio molto vasto, dapprima in Emilia-Romagna e poi fino in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Piemonte. Le colture maggiormente a rischio sono quelle di pere e kiwi, che rappresentano per l'Italia produzioni di eccellenza nel mercato frutticolo a livello europeo e mondiale. Per frenare l'espansione della cimice asiatica finora si è fatto ricorso soprattutto ai fitosanitari, che però hanno un'efficacia limitata e richiedono comunque quantità elevate di prodotto, con ovvie conseguenze negative per le coltivazioni. Altri strumenti sono le coperture anti-insetto ovvero le reti anti-grandine messe sopra i filari od i frutteti, che risultano essere più efficaci ma difficili da utilizzare e dai costi elevati. Rileva che questo insetto ha preso poi l'abitudine, nella stagione invernale, quando la temperatura scende sotto i 10 gradi, di ripararsi nelle abitazioni per svernare, causando forti disagi agli abitanti che si vedono invase le loro case. Questi insetti possono procurare anche seri danni agli impianti di ventilazione di case ed edifici commerciali. Al momento l'unica misura realmente idonea a contrastare la diffusione della cimice asiatica sembra essere il monitoraggio nelle singole aziende agricole e sulle diverse colture. Ricorda che con alcuni atti di sindacato ispettivo, tra cui l'interrogazione a risposta immediata n. 3-00290, svolta in Senato da lui stesso e da altri lo scorso 16 ottobre, si è chiesto al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo informazioni circa la possibilità di utilizzare antagonisti naturali per contrastare la cimice asiatica, soluzione che sarebbe preferibile dal punto di vista biologico ed ambientale. Il Ministro ha precisato che, nell'ambito del progetto nazionale ASPROPI, il Centro di ricerca difesa e certificazione (CREA-DC) ha già condotto sperimentazioni con un imenottero, l' Ooencyrtus telenomicida , che però, pur dimostrando in ambiente controllato di essere in grado di parassitare le uova della cimice, impedendone la proliferazione, non si è rivelato altrettanto efficace nelle prove condotte sul campo. Per tale ragione, il Ministero ha già autorizzato il CREA ad introdurre, in condizioni di quarantena e per soli motivi di studio, la specie ritenuta a livello mondiale più efficace contro la cimice asiatica, il Trissolcus Japonicus (detto anche "vespa samurai"), sul quale si stanno quindi svolgendo i necessari studi, in particolare quelli sull'impatto ambientale nei nostri agroecosistemi. Ritiene dunque opportuno che la Commissione agricoltura approfondisca la questione, per comprendere l'attuale diffusione della cimice asiatica e le effettive dimensioni del problema, nonché per individuare le possibili soluzioni, a cominciare dai risultati della sperimentazione in corso sulla vespa samurai. È certamente auspicabile che tale sperimentazione abbia successo e che questo imenottero sia in grado di contrastare validamente la cimice asiatica, per restituire speranza a migliaia di agricoltori, in varie parti d'Italia, i cui raccolti sono stati gravemente danneggiati. Tuttavia, poiché gli studi richiederanno necessariamente un certo tempo, sottolinea come tra i temi da approfondire vi sia anche quello di quali rimedi possano essere adottati nel frattempo per contrastare o quanto meno contenere la diffusione della cimice, nonché le possibili difficoltà che l'eventuale introduzione del Trissolcus Japonicus in Italia, una volta decisa, potrebbe incontrare a causa dell'attuale quadro normativo. Come segnalato infatti anche in alcuni atti di sindacato ispettivo, tra i quali la recente interrogazione 3-00362 presentata dal senatore Taricco e da altri in Commissione, il regolamento contenuto nel decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, che ha dato attuazione in Italia alla direttiva 92/43/CEE (cosiddetta "direttiva Habitat "), vieta espressamente all'articolo 12, comma 3, "la reintroduzione, l'introduzione e il ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone". Uno schema di decreto teso ad introdurre deroghe a tale divieto è ancora in fase di esame presso il Ministero dell'ambiente. La Commissione dovrà quindi affrontare tali temi nell'ambito dell'affare assegnato. Ricorda poi che, in base agli articoli 34, comma 1, e 50, comma 2, del Regolamento, la Commissione potrà svolgere audizioni, sopralluoghi e acquisire documenti nonché, al termine della sua istruttoria, votare anche un eventuale atto di indirizzo al Governo. Infine, come già concordato, precisa che al termine della seduta odierna avrà quindi luogo, nell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, la prima audizione nell'ambito dell'affare assegnato, con i rappresentanti del CREA. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE avverte che, nel corso dell'audizione sul disegno di legge n. 695 (pesca e turismo alieutico sportivo-ricreativo nelle acque interne), svolta ieri, martedì 20 novembre 2018, in Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,10.