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Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli attestanti studi universitari o di livello universitario rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica popolare cinese, con Allegati, firmato a Pechino il 4 luglio 2005. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo bilaterale sul reciproco riconoscimento dei titoli attestanti studi universitari o di livello universitario, rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica popolare cinese, fatto a Pechino il 4 luglio 2005, illustra la corrispondenza di livello dei titoli accademici dei due Paesi secondo la tabella riportata all'articolo 2 dell’Accordo stesso. I soggetti beneficiari dell'Accordo sono gli studenti in possesso del titolo finale di studi secondari superiori che intendono immatricolarsi presso un'istituzione universitaria di uno dei due Paesi secondo le disposizioni vigenti nel Paese di accoglienza per la verifica della conoscenza della lingua nazionale, la disponibilità dei posti riservati agli studenti stranieri e le procedure di selezione per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a numero chiuso. Sono esonerati dalle prove per l'accertamento della competenza linguistica, nonché dal contingentamento dei posti riservati agli studenti stranieri i diplomati presso scuole secondarie nel cui programma di insegnamento sia stato inserito almeno per un triennio l'insegnamento della lingua del Paese ospite. Alle medesime condizioni risultano beneficiari dell'Accordo anche i laureati che intendono immatricolarsi ai corsi di dottorato di ricerca in uno dei due Paesi. Competenti ad esprimere un giudizio sull'equivalenza dei certificati, dei periodi di studio e degli esami sostenuti in uno dei due Paesi firmatari dell'Accordo ai fini del proseguo degli studi sono le istituzioni universitarie elencate negli Allegati A e B del testo in parola e costituenti parte integrante dello stesso. L'articolo 1, lettera a) , tradotto in italiano conformemente al dettato in lingua cinese, evidenzia che l'Accordo di cui trattasi, oltre ad importare il riconoscimento della validità legale dei titoli di studi conseguiti dai soggetti beneficiari in uno dei due Paesi firmatari, regola anche «le modalità di uso sociale in uno dei due Paesi dei titoli conseguiti nell'altro Paese» secondo quanto previsto dal disposto dell'articolo 7 a proposito dell' uso del titolo accademico per l'inserimento nel mondo del lavoro ovvero per l'iscrizione ai corsi di formazione. Infine, si segnala che l'Accordo bilaterale sul reciproco riconoscimento dei titoli di studi fra Italia e Cina, a fronte dell'incremento del fenomeno della mobilità studentesca, risponde all'esigenza di semplificare in via generale le procedure previste per l'immatricolazione degli studenti provenienti da uno dei due Paesi e non iscritti a scuole italiane o cinesi che abbiamo aderito a programmi di scambio o partenariato.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli attestanti studi universitari o di livello universitario rilasciati nella Repubblica italiana e nella Repubblica popolare cinese, con Allegati, firmato a Pechino il 4 luglio 2005. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 9 dell'Accordo stesso. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalla presente legge, valutati in euro 2.180 annui ad anni alterni a decorrere dall'anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2 Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 1 e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, provvede mediante riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili ai sensi dell'articolo 21, comma 5, lettera b) , della legge 31 dicembre 2009, n. 196, destinate alle spese di missione nell'ambito del programma di spesa «Sistema universitario e formazione post-universitaria» della missione «Istruzione universitaria». Si intendono corrispondentemente ridotti, per il medesimo anno, di un ammontare pari all'importo dello scostamento, i limiti di cui all'articolo 6, commi 12 e 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni. 3 Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .