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SENT. 378/05 E. PORTI - AUTORITÀ PORTUALE - NOMINA DEL PRESIDENTE - PROCEDIMENTO - PREVISTA POSSIBILITÀ DEL MINISTRO, IN CASO DI MANCATO PERFEZIONAMENTO NEI TERMINI DELL’INTESA CON LA REGIONE INTERESSATA, DI CHIEDERE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI SOTTOPORRE LA QUESTIONE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI, CHE PROVVEDE CON DELIBERA MOTIVATA - RICORSO DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA AVVERSO L’ART. 6 DEL D.L. N. 136 DEL 2004 - DENUNCIATO EVENTUALE RIPRISTINO ANCHE NELLA REGIONE RICORRENTE DEL POTERE MINISTERIALE DI NOMINA - VIOLAZIONE DELLE COMPETENZE COSTITUZIONALI REGIONALI - SOPRAVVENUTA CONVERSIONE DEL DECRETO-LEGGE CON SOSTANZIALI MODIFICHE ALLA DISPOSIZIONE CENSURATA E CON SALVEZZA DEGLI EFFETTI PRODOTTI DA QUEST’ULTIMA - ESAME DELLE CENSURE RELATIVE ALLA DISPOSIZIONE IMPUGNATA SOLO PER ESSERNE STATI FATTI SALVI GLI EFFETTI DALLA LEGGE DI CONVERSIONE - CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE IN ORDINE AL RICORSO PROPOSTO AVVERSO IL DECRETO-LEGGE.. Cessazione della materia del contendere in ordine alla questione proposta in via principale, con il ricorso n. 79 del 2004, notificato il 27 luglio 2004, nei confronti dell’art. 6 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, disposizione questa ritenuta lesiva nella ipotesi che essa pretenda di ripristinare nella Regione la competenza del Ministro viceversa attribuita, dalla legge regionale n. 17 del 2004, al Presidente della Regione stessa; in subordine, in quanto la norma elimina l’intesa con la Regione, attribuisce alla parte ministeriale la prevalenza sulla Regione in caso di mancata intesa. L’art. 1, comma 2, della legge di conversione 27 luglio 2004, n. 186, secondo il quale “sono fatti salvi gli effetti degli atti compiuti” in base al poi modificato art. 6 del decreto legge, fino al momento della entrata in vigore della legge di conversione, infatti, non è stato impugnato con il ricorso n. 79 del 2004.