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Procedimento civile - Controversie tra soci e cooperative relative alla prestazione mutualistica - Devoluzione della competenza al giudice ordinario anziché al giudice del lavoro - Lamentato ingiustificato deteriore trattamento dei soci delle cooperative rispetto agli altri lavoratori subordinati, nonché dedotta violazione del principio di ragionevolezza, della tutela del lavoro, della retribuzione proporzionata e adeguata e del diritto di difesa - Ordinanza motivata con soggettivi giudizi di valore ed interpretazioni contraddittorie e con argomentazioni inidonee a giustificare il sindacato di costituzionalità in materia processuale - Manifesta inammissibilità della questione.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 1, lettera d ), della legge 14 febbraio 2003, n. 30, censurato, in riferimento agli articoli 3, 24, 35 e 36 della Costituzione, nella parte in cui, sostituendo l'art. 5, comma 2, della legge 3 aprile 2001, n. 142, devolve al Tribunale ordinario le controversie tra socio e cooperativa relative alla prestazione mutualistica, sottraendole, in tal modo, al giudice del lavoro, al quale in precedenza erano attribuite. Infatti, le argomentazioni poste fondamento di detta questione – espressione, da un lato, di soggettivi giudizi di valore e, dall'altro, di interpretazioni talvolta contraddittorie, talvolta prive di qualsiasi capacità persuasiva – sono palesemente inidonee a giustificare un sindacato della Corte su una materia, quale quella processuale, nella quale il legislatore incontra, per costante giurisprudenza costituzionale, il solo limite della manifesta irragionevolezza ed arbitrarietà. - In relazione al sindacato della Corte costituzionale nella materia processuale, v. citata sentenza n. 155/1992.