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Processo penale - Giudizio abbreviato - Richiesta subordinata a integrazione probatoria - Esame di persone imputate di reato connesso, che abbiano reso dichiarazioni accusatorie nel corso delle indagini preliminari - Rifiuto del dichiarante di rispondere - Possibilità che la colpevoelzza dell'imputato sia provata sulla base di dichiarazioni rese da chi si è sottratto volontariamente all'interrogatorio - Lamentato contrasto con il principio del contraddittorio, nonché asserita, irragionevole, disparita' di trattamento (rispetto al rito ordinario) - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 438, comma 5, e 442, comma 1-bis, del codice di procedura penale nella parte in cui consentono che la colpevolezza dell'imputato possa essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi si è volontariamente sottratto all'interrogatorio dell'imputato o del suo difensore. Contrariamente alla premessa su cui si basa il quesito di costituzionalità e, dunque, a fronte dell'inequivoco dato normativo, è di tutta evidenza come, nel momento in cui formula richiesta di giudizio abbreviato, sia pure "condizionata", l'imputato - come "contropartita" ad una riduzione di pena nel caso di condanna - accetta l'utilizzabilità, ai fini della decisione di merito, dell'intero materiale probatorio raccolto nelle indagini preliminari fuori del contraddittorio tra le parti, senza alcuna eccezione; e, di conseguenza, risultano insussistenti le dedotte violazioni dell'art. 111, quarto comma, Cost. per contrasto della normativa denunciata con i principi del contraddittorio nella formazione della prova, e dell'art. 3 Cost., data la palese eterogeneità dei due moduli processuali a confronto (rito ordinario e rito abbreviato). - Sui principi del giusto processo e sull'art. 111 Cost., sentenza, richiamata, n. 115/2001.