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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 174 LICHERI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE CONSULTIVA Disposizioni in materia di limitazioni alla vendita sottocosto dei prodotti agricoli e agroalimentari e di divieto delle aste a doppio ribasso per l&#39;acquisto dei medesimi prodotti. Delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione DDL 1373 Disposizioni in materia di limitazioni alla vendita sottocosto dei prodotti agricoli e agroalimentari e di divieto delle aste a doppio ribasso per l'acquisto dei medesimi prodotti. Delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione (Parere alla 9 a Commissione sul testo e sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame del testo. Esame degli emendamenti. Parere non ostativo) Prosegue l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta di ieri. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, presenta uno schema di parere non ostativo, evidenziando che gli argomenti relativi ai primi tre articoli, in materia di vendite sottocosto, vendite a doppio ribasso e vendite nel settore della ristorazione collettiva, sono oggetto anche del disegno di legge di delegazione europea (A.S. 1721), che all'articolo 7 stabilisce i criteri specifici di delega, per dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. Rileva, pertanto, la necessità che si proceda a un coordinamento tra i due provvedimenti, tenendo conto dell'obbligo di dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633. In particolare, ritiene che il disegno di legge 1373 dovrebbe richiamare l'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, per integrarlo con il divieto specifico delle vendite a doppio ribasso e delle vendite sottocosto, come definite e disciplinate nel DPR n. 218 del 2001, tenendo conto di quanto previsto dalla direttiva (UE) 2019/633. Il Presidente relatore dà inoltre conto dell'emendamento 1.0.1, che aggiunge un nuovo articolo volto a stabilire l'obbligo per il Ministero delle politiche agricole, anche attraverso l'istituzione di un'apposita Commissione, di vigilare e reprimere le vendite sottocosto, richiamando a tal fine l'articolo 62 del decreto legge n. 1 del 2012, attuato con il DM 19 ottobre 2012, n. 199, il provvedimento antitrust dell'AGCM n. 24649 del 2013, e la direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. Ritenendo, quindi, di non rilevare profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, propone di esprime un parere non ostativo sul testo del disegno di legge e sull'emendamento ad esso riferito. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 2017, n. 239, concernente il regolamento recante attuazione della direttiva 2014/90/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sull'equipaggiamento marittimo che abroga la direttiva 96/98/CE Doc n. 179 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 2017, n. 239, concernente il regolamento recante attuazione della direttiva 2014/90/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sull'equipaggiamento marittimo che abroga la direttiva 96/98/CE (Osservazioni alla 8ª Commissione. Esame e rinvio) La senatrice GAUDIANO ( M5S ), relatrice, illustra i contenuti dello schema di decreto del Presidente della Repubblica, predisposto in forza dell'autorizzazione, di cui all'articolo 18 legge di delegazione europea 2015 (legge n. 170 del 2016) per dare attuazione in via regolamentare (mediante DPR) alla direttiva 2014/90/UE, ai sensi degli articoli 30, comma 2, lettera e) e 35, comma 1, della legge n. 234 del 2012, che consente il recepimento mediante regolamento governativo quando la materia non è coperta da riserva assoluta di legge e che consente, con le medesime modalità, di dare attuazione anche alle successive modificazioni delle direttive europee. In base a tale autorizzazione è stato emanato il decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 2017, n. 239, che reca il regolamento di attuazione della direttiva 2014/90/UE, e che è ora oggetto di modifica, al fine di dare attuazione a una rettifica alla direttiva, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE L 146 dell'11 giugno 2018. In particolare, la rettifica prevede che gli organismi per la valutazione della conformità dell'equipaggiamento marittimo, per essere riconosciuti e notificati dagli Stati membri alla Commissione europea, devono rispettare i requisiti di cui ai punti da 2 a 19 del citato allegato III, in luogo dell'originaria previsione che richiedeva il rispetto dei soli punti da 2 a 11. Pertanto, l'articolo 1 del provvedimento in esame, di fini del corretto recepimento della direttiva, così come rettificata, modifica opportunamente l'articolo 20 del DPR n. 239 del 2017. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell&#39;articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 Doc n. 178 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 (Osservazioni alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) La senatrice GINETTI ( IV-PSI ), relatrice, illustra i contenuti dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che, in base all'articolo 2, comma 1- ter , del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21 (recante norme in materia di poteri speciali sui settori strategici), individua ulteriori beni e rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale, rispetto a quelli già individuati con gli altri decreti adottati in base al medesimo decreto-legge, nei settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/452 che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione, ai fini della verifica della sussistenza di un pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, compreso il possibile pregiudizio alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti, e alla continuità degli approvvigionamenti. L'articolo 2 dello schema identifica le definizioni di "infrastrutture critiche", "tecnologie critiche", "fattori produttivi critici", "informazioni critiche" e "rapporti di rilevanza strategica", che costituiscono un elemento essenziale ai fini del corretto inquadramento dell'ambito di applicazione della disciplina. L'articolo 3 individua i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri speciali nel settore dell'energia, ulteriori rispetto a quelli già individuati per il medesimo settore nel regolamento adottato con il D.P.R. 25 marzo 2014, n. 85, ai sensi dell'articolo 2 comma l del decreto legge n. 21 del 2012. Gli articoli 4, 5, e 6 dello schema individuano i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri speciali nei settori dell'acqua, della salute e del trattamento dei dati personali rilevanti. L'articolo 7 specifica che, fra i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri speciali rientra la piattaforma del Sistema Informativo Elettorale (SIEL). L'articolo 8 individua i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri speciali nel settore finanziario, mentre l'articolo 9 individua quelli nei settori dell'intelligenza artificiale, della robotica, dei semiconduttori, della cibersicurezza, delle nanotecnologie e delle biotecnologie, l'articolo 10 nei settori delle infrastrutture e delle tecnologie aerospaziali non militari, e l'articolo 11 nel settore dell'approvvigionamento di fattori produttivi e nel settore agroalimentare. L'articolo 12 specifica che tra i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'esercizio dei poteri speciali rientrano i "prodotti a duplice uso", mentre l'articolo 13 individua quelli che sono esclusi dall'applicazione della disciplina sui poteri speciali. Infine, l'articolo 14 integra la composizione del Gruppo di coordinamento, mentre l'articolo 15 reca la clausola di invarianza finanziaria. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 22 giugno. In riferimento all'esame della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'UE nel 2019, la senatrice GAUDIANO ( M5S ), relatrice, svolge una relazione integrativa sul tema delle procedure di infrazione, anche in risposta ad alcune questioni emerse nel corso della precedente seduta. La Relatrice rende noto, anzitutto, che il 27 maggio scorso la Commissione europea ha aperto altre 9 procedure d'infrazione per mancato (o ritardo nel) recepimento, e che, pertanto, le procedure ad oggi aperte nei confronti dell'Italia sono complessivamente 92, di cui 68 per violazione del diritto dell'Unione europea e 24 per mancato recepimento di direttive UE. Risultano essere maggiormente coinvolti il settore ambiente, con 23 casi, il settore trasporti, con 14 casi, e la fiscalità, con 13 casi. Oltre alle infrazioni risultano aperti 41 casi EU pilot, che rischiano di trasformarsi in altrettante procedure di infrazione. Per quanto riguarda l'ammontare delle sanzioni pecuniarie, si ricorda che esse riguardano solo le sentenze ex articolo 260 del TFUE, ovvero solo quelle per mancata attuazione di una precedente sentenza di condanna. Ad oggi, l'importo delle sanzioni pecuniarie che sono state pagate dall'Italia, con riferimento alle prime 5 procedure di infrazione giunte alla seconda condanna (contratti di formazione lavoro, aiuti a Venezia e Chioggia, rifiuti in Campania, discariche abusive, acque reflue urbane), è pari complessivamente e cumulativamente, dal 2012 ad oggi, a circa 713 milioni di euro, di cui la più onerosa è quella sulle discariche. I pagamenti delle sanzioni sono ancora in corso, sia pure in maniera decrescente, in funzione del grado di adempimento alle rispettive sentenze. Per dare una quantificazione annuale, si ricorda che nel 2018 l'Italia ha versato quasi 149 milioni di euro in sanzioni. Le sanzioni si compongono di una quota forfettaria una tantum e di una penalità di mora relativa al perdurare della situazione di non conformità. La loro quantificazione si basa su una formula che prende in considerazione il PIL dello Stato membro, il suo peso istituzionale nel processo decisionale europeo, nonché la gravità dell'infrazione e la durata della stessa. In particolare: - per la sentenza sui contratti di formazione lavoro (C-496/09), l'Italia è stata condannata, il 17 novembre 2011, al pagamento della somma forfettaria di 30 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale, pari al prodotto tra l'importo di base di 30 milioni di euro e la percentuale degli aiuti ancora non recuperati; - per la sentenza sulle discariche abusive (C-196/13), l'Italia è stata condannata, il 2 dicembre 2014, al pagamento della somma forfettaria di 40 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale, pari a 42,8 milioni di euro, meno 400 mila euro per ogni discarica di rifiuti pericolosi messa a norma o 200 mila euro per ogni altra discarica messa a norma; - per la sentenza sui rifiuti in Campania (C-653/13), l'Italia è stata condannata, il 16 luglio 2015, al pagamento della somma forfettaria di 20 milioni di euro, e di una penalità di mora pari a 120 mila euro per ogni giorno di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie a conformarsi alla sentenza; - per la sentenza sugli aiuti alle imprese di Venezia e Chioggia (C-367/14), l'Italia è stata condannata, il 17 settembre 2015, al pagamento della somma forfettaria di 30 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale pari a 12 milioni di euro, fino al completo recupero degli aiuti; - per la sentenza sulle acque reflue urbane (C-251/17), l'Italia è stata condannata, il 31 maggio 2018, al pagamento della somma forfettaria di 25 milioni di euro, e di una penalità di mora semestrale pari a 30.112.500,00 euro, ridotta della quota pari alla percentuale di territorio progressivamente messo a norma. A queste 5 sentenze ex articolo 260 TFUE, si aggiunge ora una nuova procedura, giunta a sentenza il 12 marzo 2020, ovvero la procedura n. 2014/2140, per mancato recupero degli aiuti di Stato concessi agli alberghi dalla regione Sardegna (sentenza C-576/18), per cui l'Italia è stata condannata al pagamento della somma forfettaria di 7,5 milioni di euro, e di una penalità di mora pari a 80 mila euro per ogni giorno di ritardo nel recupero degli aiuti. Alle predette 6 sentenze ex articolo 260 TFUE, rischiano poi di aggiungersi altre 3 procedure, per le quali è già stata emessa la prima sentenza (ex articolo 258 TFUE) ed è già stata avviata la procedura relativa alla seconda sentenza. Si tratta, in particolare: - della procedura di infrazione n. 2012/2201, per mancato recupero degli aiuti concessi alle imprese che investono in municipalità colpite da disastri naturali cd Tremonti bis, allo stadio della lettera di messa in mora ai sensi dell'articolo 260 TFUE; - della procedura di infrazione n. 2009/2034, per cattiva applicazione della direttiva 1991/271/CE relativa al trattamento delle acque reflue urbane, allo stadio della lettera di messa in mora ai sensi dell'articolo 260 TFUE; - e della procedura di infrazione n. 2006/2456, per mancato recupero dell'aiuto di Stato relativo alle esenzioni fiscali e prestiti agevolati concessi in favore di imprese e servizi pubblici a prevalente capitale pubblico, giunta allo stadio del ricorso alla Corte ex articolo 260 del TFUE. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1373 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1373 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo e l'emendamento ad esso riferito, considerato che il disegno di legge, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, mira ad introdurre nell'ordinamento norme per limitare il fenomeno della vendita sottocosto dei prodotti agricoli ed agroalimentari, prevedendo altresì una delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione; rilevato che gli argomenti relativi ai primi tre articoli, in materia di vendite sottocosto, vendite a doppio ribasso e vendite nel settore della ristorazione collettiva, sono oggetto anche del disegno di legge di delegazione europea (A.S. 1721), che all'articolo 7 stabilisce i criteri specifici di delega, per dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare; ritenuto necessario, al riguardo, procedere a un coordinamento tra i due provvedimenti, tenendo conto dell'obbligo di dare attuazione alla direttiva (UE) 2019/633. In particolare, il disegno di legge 1373 dovrebbe richiamare l'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, per integrarlo con il divieto specifico delle vendite a doppio ribasso e delle vendite sottocosto, come definite e disciplinate nel DPR n. 218 del 2001, tenendo conto di quanto previsto dalla direttiva (UE) 2019/633; considerato l'emendamento 1.0.1, che aggiunge un nuovo articolo volto a stabilire l'obbligo per il Ministero delle politiche agricole, anche attraverso l'istituzione di un'apposita Commissione, di vigilare e reprimere le vendite sottocosto, richiamando a tal fine l'articolo 62 del decreto legge n. 1 del 2012, attuato con il DM 19 ottobre 2012, n. 199, il provvedimento antitrust dell'AGCM n. 24649 del 2013, e la direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, valutato che non si rilevano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime per quanto di competenza parere non ostativo sul testo del disegno di legge e sull'emendamento ad esso riferito.