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Agricoltura - Norme della Regione Friuli-Venezia Giulia - Residui vegetali sottoposti a rilascio, triturazione o abbruciamento in loco ad alcune condizioni - Esclusione dall'ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti - Ricorso del Governo - Ritenuto contrasto con il codice dell'ambiente e con la normativa comunitaria - Asserita violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, nonché dell'obbligo di osservanza dei vincoli comunitari - Insussistenza - Attività rientrante nella normale pratica agricola, sottratta alla disciplina dei rifiuti e alle relative sanzioni, e riconducibile alla materia residuale dell'agricoltura - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 28 marzo 2014, n. 5, impugnato dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento all'art. 117, primo comma e secondo comma, lett. s ), Cost., nella parte in cui esclude, in via generale, dall'ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti alcuni residui vegetali sottoposti a rilascio, triturazione o abbruciamento in loco, ad alcune condizioni, per contrasto con la disciplina contenuta negli artt. 184- bis e 185, comma 1, lett. f ), del d.lgs. n. 152 del 2006, e nella citata direttiva. Come attestato a più riprese anche dalla giurisprudenza di legittimità, il citato art. 185, comma 1, lett. f ), del codice dell'ambiente (e quindi anche le corrispondenti disposizioni della citata direttiva) consentiva - pure anteriormente all'introduzione del comma 6- bis nell'art. 182 - di annoverare tra le attività escluse dall'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti l'abbruciamento in loco dei residui vegetali, considerato ordinaria pratica applicata in agricoltura e nella selvicoltura. In questa chiave, dunque, deve ritenersi che il legislatore friulano sia legittimamente intervenuto sul punto, nell'esercizio della propria competenza esclusiva nella materia «agricoltura». Peraltro, dato che attiene alla «tutela dell'ambiente», di competenza esclusiva dello Stato, la definizione degli ambiti di applicazione della normativa sui rifiuti, oltre i quali può legittimamente dispiegarsi la competenza regionale nella materia «agricoltura e foreste», restano fermi i vincoli posti dal sopravvenuto comma 6- bis dell'art. 182 del codice dell'ambiente al fine di assicurare che l'abbruciamento dei residui vegetali in agricoltura - in conformità del resto a quanto stabilito dalla normativa dell'Unione europea - non danneggi l'ambiente o metta in pericolo la salute umana. - Sui requisiti per la dichiarazione della cessazione della materia del contendere v., ex plurimis , le citate sentenze nn. 8/2015, 269/2014, 68/2014, 300/2012, 193/2012, 32/2012 e 325/2011.