Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Processo penale - Spese processuali, in caso di assoluzione dell'imputato (in applicazione del divieto di "bis in idem") - Mancata previsione della condanna dello stato al rimborso delle spese in favore dell'imputato - Lamentato contrasto con il principio della parità delle parti in contraddittorio, nel processo, con il principio di ragionevolezza e con il diritto di difesa - Inapplicabilita' della disposizione censurata nel giudizio 'a quo' - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 530 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 111, secondo comma, 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede la condanna dello Stato al rimborso delle spese in favore dell'imputato assolto. Infatti, il censurato art. 530, concernente le sentenze di assoluzione e le loro varie formule, contrariamente a quanto ritiene il rimettente, non può trovare applicazione nel giudizio 'a quo', poiché è indubitabile che, essendo già stata pronunciata sentenza di condanna, ancorché non divenuta irrevocabile, l'imputato non può essere assolto, in applicazione del divieto di 'bis in idem', per quel medesimo fatto sol perchè è già stato giudicato. - Sulla operatività dell'art. 529 cod. proc. pen. in relazione ai casi di difetto delle condizioni di procedibilità, v. richiamata sentenza n. 27/1995. M.F.