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Locazione di immobili urbani - Immobili ad uso abitativo - Esecuzione forzata per rilascio - Sospensione delle procedure per particolari categorie di locatari - Prospettata disparità di trattamento dei locatori rispetto ai locatori procedenti in via esecutiva, con compressione della tutela giurisdizionale e del diritto di proprietà - Non fondatezza della questione.. La norma di cui all’ art. 1 del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, convertito, con modificazioni, nella legge 27 febbraio 2002, n. 14, che ha prorogato la sospensione delle procedure di esecuzione forzata di rilascio di immobili ad uso abitativo nei confronti di inquilini appartenenti a determinate categorie ritenute suscettibili di particolari protezioni, può trovare una giustificazione nella fase transitoria del passaggio dal precedente regime vincolistico al nuovo sistema delle locazioni e nelle iniziali esigenze di approntamento delle misure atte ad incrementare la disponibilità di edilizia abitativa per i meno abbienti in situazione di particolare difficoltà. La sospensione della esecuzione per rilascio di immobili ad uso abitativo costituisce, infatti, un intervento eccezionale che può incidere solo per un periodo transitorio ed essenzialmente limitato – e non indefinitamente ed oltre un ragionevole limite di tollerabilità – sul diritto alla riconsegna di immobile sulla base di un provvedimento giurisdizionale legittimamente ottenuto, non potendo il legislatore limitarsi, per di più senza alcuna valutazione comparativa, a trasferire l’onere relativo in via esclusiva a carico del privato locatore, che potrebbe trovarsi in identiche o anche peggiori situazioni di disagio. Non è, pertanto, fondata la relativa questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, primo comma, e 42, secondo comma, della Costituzione.