Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 57 SILERI La seduta inizia alle ore 11,40. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta la pubblicità dei lavori della seduta odierna e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni. Il sottosegretario COLETTO risponde all'interrogazione n. 3-00015. In via preliminare,fa rilevare che il Ministero della salute è ben consapevole delle criticità rappresentate dall'interrogante, nonché della più generale situazione dell'area territoriale di Reggio Calabria, la cui sanità è, come noto, sottoposta al controllo dei Ministeri affiancanti (Ministero dell'economia e finanze e Ministero della salute). In relazione allo specifico territorio della Locride, precisa che l'assetto organizzativo programmato dalla Regione dal 2016  che assegna al Presidio Ospedaliero di Locri il ruolo di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di I livello - non risulta ancora a regime. Tale presidio avrebbe dovuto assumere un ruolo rilevante nell'ambito della rete ospedaliera disegnata per l'area territoriale afferente alla Provincia di Reggio Calabria, con l'attribuzione di precise funzioni strategiche, quali il ruolo di " spoke " nell'ambito delle reti tempo dipendenti per l'infarto miocardico acuto, per i politraumi e per l'ictus, oltre che delle reti specialistiche. La qualificazione delle attività assegnate prevedeva un incremento dei volumi delle unità operative a maggiore complessità, a garanzia della qualità e della sicurezza delle cure. Riferisce quindi che, proprio in relazione ai fatti segnalati nell'interrogazione in esame, il Ministero della salute ha ritenuto di effettuare due ispezioni presso l'Ospedale di Locri e l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Dalle visite ispettive è emersa una preoccupante carenza di " governance " dell'intera Azienda Sanitaria Provinciale, sia quantoallagestione economico-patrimoniale sia per gli aspetti di naturasanitaria: criticità che, senza dubbio, si riflettono sulla qualità dell'assistenza sanitaria fornita ai pazienti ed alla popolazione. Inoltre, presso l'Ospedale di Locri, la visita ispettiva ha fatto emergereserie problematiche legate alla dotazione del personaleedei posti letto, che in alcuni reparti sono stati ridotti. Tale situazione non è stata invece ravvisata in altri reparti ad indirizzo medico e materno-infantile, che sono apparsi in discrete condizioni di funzionalità e di " comfort " alberghiero. Ulteriori criticità sono, inoltre, emerse rispetto agli aspetti logisticostrutturali. A tale specifico riguardo, ricorda che con decreto del Ministero della salute del 15 febbraio 2016 è stato ammesso a finanziamento l'intervento denominato "Ristrutturazione e messa a norma del Presidio ospedaliero di Locri": in relazione a tale intervento la Regione Calabria ha formulato una richiesta di proroga nel mese di novembre 2017, che è stata autorizzata fino al 31 dicembre 2018 per l'aggiudicazione dei lavori. In via più generale, osserva che la carenza di processi di interazione tra le articolazioni aziendali centrali che hanno sede presso l'ASP di Reggio Calabria e il Presidio Ospedaliero rappresenta un significativo elemento di difficoltà nel governo delle competenze ospedaliere, che per loro stessa natura necessitano di interventi organizzativo-gestionali rapidi, mirati e temporalmente congrui riguardo alle problematiche emergenti. Soggiunge che il continuo intervento posto in essere nell'azione di verifica e di monitoraggio, oltre all'attività ispettiva svolta, non ha avuto riscontro nelle iniziative, da parte dellaRegione, volte al superamento delle criticità evidenziate: queste ultime hanno determinato la mancata assegnazione delle premialità relative agli anni 2015 e 2016, penalizzando ulteriormente le possibili azioni di recupero dell'efficienza gestionale dell'amministrazione sanitaria. Ciò posto, reputa utile riportare anche le notizie acquisite dalla Prefettura-Ufficio territoriale del Governo di Reggio Calabria. Già nel novembre del 2017, presso la Prefettura di Reggio Calabria si insediava un tavolo  cui partecipava anche il Commissario e il Sub Commissario ad acta per la Sanità della Regione Calabria - finalizzato ad esaminare le questioni connesse all'Ospedale di Locri, concernenti, in particolare, la carenza di organico del personale medico e paramedico, il fabbisogno di risorse tecnologiche e la ristrutturazione dei locali. Anche grazie a questo ulteriore momento di confronto, il Ministero della salute ha dunque avuto conferma delle importanti criticità, segnalate anche dall'interrogante, che motivavano la convocazione di un ulteriore tavolo ministeriale, avutosi nel dicembre del 2017, all'esito del quale veniva disposta la visita ispettiva nell'Ospedale di Locri di cui si è già detto. Inoltre, a livello locale si sono svolti ulteriori incontri, in cuisono stati ribaditi i disagi e le difficoltà che affronta l'utenza per accedere alla fruizione dei servizi sanitari di base, e sono state evidenziate l'insufficienza della diagnostica, la mancanza di servizi di assistenza domiciliare in favore dei soggetti più deboli e la carenza di un'idonea rete territoriale di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di guardia medica. In relazione, infine, all'episodio del decesso di un bambino, avvenuto il 26 maggio 2017 presso l'Ospedale "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena, richiamato nell'interrogazione in esame,la stessa Prefettura ha comunicato che, a seguito della denuncia sporta dal padre del bimbo, la Procura della Repubblica di Palmi ha instaurato un procedimento penale a carico di ignoti per l'ipotesi del reato di cui all'articolo 589 del codice penale (omicidio colposo). In conclusione, assicura che le criticità rilevate nella Locride e negli ambiti dell'Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria sono note e già più volte verificate dal Ministero della salute, che intende rafforzare il rapporto di collaborazione con la Struttura Commissariale di recente insediatasi in Calabria, proprio al fine di definire insieme un articolato percorso rivolto al completo superamento di tutte le criticità segnalate. Il senatore SICLARI ( FI-BP ), ringraziato il Sottosegretario, si dichiara insoddisfatto della risposta, vieppiù alla luce della situazione di profonda criticità in cui versa a tutt'oggi l'ospedale di Locri, della quale si sono occupati anche diversi mezzi d'informazione. Considerato che sono passati molti mesi dalla presentazione dell'atto di sindacato ispettivo e che nulla di concreto è stato fatto per tutelare il diritto alle cure nell'area della Locride, si aspetta un immediato e risolutivo interessamento da parte del Ministro della salute, riservandosi di incalzare ancora il Governo sino a che il problema in questione non sarà stato risolto. Il sottosegretario COLETTO risponde quindi all'interrogazione n. 3-00039. In merito alle questioni poste dall'atto ispettivo in esame, premette che il Ministero della salute ha appreso di recente, nel corso di una riunione, cui hanno preso parte rappresentanti della Regione Puglia, concernente la verifica effettuata sullo stato di attuazione delle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) regionali e finalizzata alla specifica indagine della Corte dei Conti, la volontà di quella Regione di modificare il proprio programma regionale. Tale intenzione, tuttavia, non è stata ancora formalizzata in una richiesta al Ministero, e quindi non vi è stata necessità di valutare, ed eventualmente adottare, alcun atto di autorizzazione. Precisa che, per corrispondere al quesito posto dalla senatrice interrogante, è dunque necessario riferirsi agli elementi informativi trasmessi dalla Regione Puglia proprio in occasione dell'esame di questo atto ispettivo. Innanzitutto la Regione Puglia ha inteso rammentare di aver approvato, già nel 2013, un primo Programma per la realizzazione di strutture sanitarie extra-ospedaliere per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) che prevedeva la realizzazione di tre REMS presso gli ospedali dismessi di Torremaggiore (FG), Mottola (Ta) e Ceglie Messapica (Br). Tale programma, tuttavia, ha ricevuto,fin dall'inizio, contestazioni da parte delle popolazioni e delle Amministrazioni locali coinvolte, a cui sono seguiti anche taluni contenziosi giudiziari. A seguito di tali contestazioni, la Regione ha avviato con le competenti Asl interlocuzioni tese alla valutazione di soluzioni alternative, pervenendo, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1841 del 2014, alla rimodulazione del programma iniziale ed alla riduzione a due del numero di REMS. Nello specifico, la Giunta Regionale, con la citata delibera, ha approvato il progetto relativo alla realizzazione della prima REMS di Carovigno ed ha demandato a successivi atti programmatori l'individuazione della seconda REMS regionale. Successivamente, in esito alla diffida della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 21 ottobre 2015 a garantire, entro 30 giorni, la presa in carico dei residenti internati negli OPG, la Regione Puglia ha disposto che, nelle more dell'attivazione della REMS definitiva, la Asl di Brindisi provvedesse immediatamente, anche attraverso l'affidamento della gestione ad operatori economici privati, ad attivare una REMS transitoria, poi attivata a partire dal 1° giugno 2016. Nel contempo, tuttavia, si registrava una reiterata inerzia dell'Amministrazione Comunale di Carovigno, che non rilasciava né il necessario permesso di costruire richiesto dagli uffici tecnici della Asl di Brindisi, né la riclassificazione delle aree ricadenti in "alta pericolosità idraulica", per la quale lo stesso Comune non aveva provveduto a svolgere gli adempimenti previsti per l'aggiornamento del Piano di Assetto Idrologico, pure richiesti dalla medesima Asl. Inoltre, nessun riscontro veniva fornito dalla Amministrazione Comunale alla ASL sullo stato dell'arte dei procedimenti amministrativi in atto. Pertanto, in considerazione della situazione di stallo e permanendo la necessità di provvedere a realizzare la REMS nel territorio della Provincia di Brindisi, la Regione Puglia ha optato per una soluzione alternativa, di concerto con l'Asl di Brindisi, prevedendo, all'interno del Protocollo Interistituzionale di approvazione della riconversione dell'Ospedale Civile di San Pietro Vernotico in Presidio Territoriale di Assistenza, nell'ambito delle attività dell'Area Salute Mentale la realizzazione della REMS definitiva pubblica, con 20 posti letto. Tutto ciò, altresì, in linea con le indicazioni emerse dalla relazione finale sull'attività svolta dal Commissario ad Acta, e presentata dallo stesso nella riunione dell'Organismo Nazionale di coordinamento del superamento degli OPG, in cui il Commissario, avendo verificato che sino a quel momento erano state attivate dalle Regioni solo strutture provvisorie, ha fornito indicazioni e criteri a cui attenersi nell'attivazione delle REMS definitive, evidenziando anche la possibilità di un ripensamento delle progettualità approvate. Il predetto Protocollo Interistuzionale è stato peraltro recepito dalla ASL di Brindisi che, alla luce dell'ampia condivisione della scelta della nuova allocazione, ha avviato le ulteriori procedure amministrative di competenza. Con Deliberazione n. 1142 del 14 giugno 2018 la Asl di Brindisi ha, dunque, approvato il progetto esecutivo denominato "Realizzazione di una residenza per l'Esecuzione delle Misure di (REMS) nella Asl di Brindisi presso un'ala del comprensorio sanitario "Ninetto Melli" di S. Pietro Vernotico (BR)". La progettualità approvata dalla Asl di Brindisi è stata valutata positivamente dalla Regione ed è " in itinere" la redazione del nuovo complessivo Piano Puglia di superamento degli OPG, che prevede l'individuazione della nuova allocazione della REMS della provincia di Brindisi presso un'ala della struttura "Ninetto Melli" di S. Pietro Vernotico (BR). In conclusione, il Sottosegretario assicura che non appena verrà deliberato dalla Giunta Regionale il nuovo Piano della Puglia relativo alla dislocazione delle REMS, esso sarà valutato dal Ministero della salute con la massima attenzione, al fine di riscontrarne la corrispondenza alle alte finalità sanitarie e di recupero che la recente normativa assegna a tali strutture. La senatrice BELLANOVA ( PD ), nel ringraziare il Sottosegretario per la ricostruzione della vicenda oggetto di sindacato ispettivo, si dichiara non soddisfatta, ritenendo che su un problema che riguarda la salute di tante persone siano state sin qui adottate solo misure a carattere dilatorio. Il sottosegretario COLETTO risponde quindi all'interrogazione n. 3-00530. Premette che l'Atto parlamentare in esame riguarda una questione di particolare rilevanza e, per alcuni profili anche controversa, attinente alla presunta mancanza di legittimità ad erogare prestazioni sanitarie al di fuori di quelle riconosciute nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) da parte delle Regioni sottoposte ad un piano di rientro da eccessivo deficit del settore sanitario. In particolare, il caso sollevato riguarda la Regione Puglia. Fa presente che la Regione, a seguito di una nota di chiarimenti da parte del Ministero della salute, aveva dato disposizione ai direttori generali delle ASL di vigilare per evitare eventuali prescrizioni redatte in difformità della disposizione ministeriale, nei confronti dei pazienti affetti da malattie rare come la fibrosi cistica, al fine di evitare possibili contenziosi. Nel merito, evidenzia che l'aspetto più controverso della vicenda riguarda lo specifico ambito dell'assistenza farmaceutica nei confronti dei pazienti affetti da tale patologia rara, e che, in proposito, la direzione generale competente del Ministero della salute, a seguito di ulteriori approfondimenti, ha formalizzato quanto segue. Nel confermare l'impossibilità, per le Regioni soggette a Piano di Rientro per la riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale, di erogare prestazioni "extra-LEA", ha evidenziato che, con riferimento alle Malattie Rare, di cui all'elenco allegato al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017, l'ambito di applicazione del decreto ministeriale n. 279 del 2001 non si estende all'assistenza farmaceutica, che resta regolamentata dalle norme specifiche anche per le persone affette da malattia rara: farmaci in classe A, a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), e farmaci in classe C, a totale carico del cittadino. Secondo le disposizioni nazionali vigenti, quindi, agli assistiti affetti da malattia rara non possono essere erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale né i farmaci classificati dall'AIFA in classe C, né tanto meno i prodotti non classificati come farmaci, e la loro eventuale erogazione gratuita costituisce un Livello di assistenza ulteriore che può essere garantito, con fondi propri, solo dalle Regioni che non si trovano in piano di rientro. Tuttavia, fa rilevare che il Ministero ha confermato quanto già precedentemente rappresentatoin risposta ad un analogo quesito posto dalla Regione Campania sull'erogazione di prodotti extra -LEA a pazienti affetti da malattie rare. Segnatamente, in data 1°settembre 2015, aveva già chiarito che " resta ferma la possibilità, che la famiglia presenti una specifica istanza alla Asl per l'emanazione di un provvedimento ad hoc che disponga l'erogazione dei prodotti in questione, a seguito di una valutazione clinica che ne attesti la "indispensabilità e insostituibilità" ". Quanto invece allo specifico riferimento alla fibrosi cistica, evidenzia che, in base alle previsioni di cui all'articolo 54, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 risultano inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (e non si configurano pertanto quali prestazioni extra -LEA) l'erogazione a titolo gratuito delle prestazioni sanitarie, ivi compresa la fornitura gratuita del materiale medico, tecnico e farmaceutico necessario (ossia i farmaci necessari secondo le indicazioni terapeutiche prescritte dai Centri di riferimento regionali a prescindere dalla fascia di rimborsabilità appartenenza), come richiamati dall' articolo 3 della legge 23 dicembre n. 548, per la cura e la riabilitazione a domicilio dei malati da detta patologia. Pertanto, si configura uno spazio entro il quale, ricorrendo determinate condizioni, è possibile alle Regioni sottoposte a piano di rientro, nel caso di prescrizioni emesse nei confronti di pazienti affetti da fibrosi cistica, di sbloccare la situazione determinatasi su tali costi " extra LEA", altrimenti insormontabile. Concludendo, ribadisce che per i pazienti affetti da malattie rare, a seguito degli approfondimenti di cui sopra, e in coerenza con quanto già espresso con il citato parere del 2015, è stato chiarito che, ferma restando la linea generale di non rimborsabilità dei prodotti "extra-LEA" nelle Regioni sottoposte a Piano di Rientro per la riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale, è stato individuato uno spazio, in casi del tutto eccezionali, relativo alla possibilità della valutazione caso per caso da parte delle ASL, per consentire la rimborsabilità in regime di Servizio sanitario nazionale delle prescrizioni emesse dai relativi Centri autorizzati dalla Regione. La senatrice BINI ( PD ), ringraziato il Sottosegretario, si dichiara insoddisfatta, non essendo stata data risposta alla principale questione posta con l'atto di sindacato ispettivo, in merito alla discriminazione dei pazienti affetti da malattie rare che risiedono in una regione sottoposta a piano di rientro. Il PRESIDENTE dichiara così concluse le procedure informative all'ordine del giorno. Quindi, in conformità a una richiesta avanzata per le vie brevi dalla senatrice BOLDRINI ( PD ), propone di sospendere la seduta e di riprendere i lavori alle ore 15,30. Conviene la Commissione. La seduta, sospesa alle ore 12,15, riprende alle ore 15,45. IN SEDE REFERENTE Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale DDL 770 Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale DDL 363 Modifiche al decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, in materia di prevenzione vaccinale (Esame congiunto e rinvio) Il PRESIDENTE propone di dare per acquisite tutte le fasi procedurali già svolte, in relazione ai provvedimenti in titolo, durante la precedente trattazione in sede redigente: in assenza di obiezioni, si procederà quindi all'immediata apertura della discussione generale. Conviene la Commissione. Dopo aver dichiarato aperta la discussione generale, PRESIDENTE ricorda che, in sede di Ufficio di Presidenza, è stato già svolto un articolato ciclo di audizioni informative, completato dall'acquisizione di una serie di contributi scritti. Quindi, fornite alcune delucidazioni, richieste dal senatore COLLINA ( PD ), in merito alle modalità di pubblicazione dei documenti pervenuti alla Commissione, propone di fissare sin da ora il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno, da riferire al disegno di legge n. 770 (testo base). La senatrice FREGOLENT ( L-SP-PSd'Az ) trova condivisibile la proposta del Presidente e, al riguardo, reputa che sarebbe congruo un termine di circa quattro settimane. La senatrice BOLDRINI ( PD ) si associa. La senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ), nel manifestare a sua volta condivisione per la proposta del Presidente, nonché per l'ampiezza del termine prefigurato dalla senatrice Fregolent, segnala che potrebbe essere opportuna la costituzione di un comitato ristretto. La senatrice CANTU' ( L-SP-PSd'Az ) concorda sia sulla immediata fissazione di un termine ampio per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno sia sulla prospettata costituzione di un comitato ristretto. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE osserva, registrato sul punto il consenso unanime degli intervenuti, che lo strumento del comitato ristretto potrà essere utilmente attivato una volta presentati gli emendamenti. Ciò posto, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle ore 12 del prossimo venerdì 8 marzo. Conviene la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA prevenzione di maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale (Parere alla 1 a Commissione. Rinvio del seguito dell'esame) La Commissione conviene di rinviare il seguito dell'esame, in relazione all'andamento dei lavori presso la Commissione di merito. Legge di delegazione europea 2018 DDL 944 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2018 (Relazione alla 14 a Commissione. Rinvio del seguito dell'esame) La Commissione conviene di rinviare il seguito dell'esame, in relazione all'andamento dei lavori presso la Commissione di merito. Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Rinvio del seguito dell'esame) La Commissione conviene di rinviare il seguito dell'esame, in relazione all'andamento dei lavori presso la Commissione di merito e alla luce dell'esigenza - ribadita dalla relatrice FREGOLENT ( L-SP-PSd'Az ) - di svolgere alcuni approfondimenti. La seduta termina alle ore 16.