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ACCORDO INTERCONFEDERALE 30 MARZO 1946 PER GLI IMPIEGATI E PER GLI APPARTENENTI ALLE CATEGORIE SPECIALI (EX EQUIPARATI) DA VALERE NELLE PROVINCE DELL'ITALIA SETTENTRIONALE Addì, 30 marzo 1946 Tra la CONFEDERAZIONE GENERALE DELL'INDUSTRIA ITALIANA rappresentata dal vice-presidente dott. Danilo de Micheli, assistito dall'avv. Rosario Toscani e dall'avvocato Renzo Boccardi; con l'intervento delle DELEGAZIONI INDUSTRIALI REGIONALI composte: per la Lombardia: ing. Chieragatti, ing. Albertini, ing. Beraldi, dott. Nosadini, avv. Soleri; per il Piemonte: rag. Rosazza; per La Liguria: ing. Campanella, ing. Curasì, perito ind. Ducci dott. Boni; per il Veneto: dott. M. Forti. dott. Stefani; per l'Emilia: avv. Barbieri, avv. Roffeni; nonché del dott. Colli per L'ASSOCIAZIONE COTONIERA ITALIANA e del dott. D'Onofrio per l'UFFICIO SINDACALE PER LE INDUSTRIE METALLURGICHE E MECCANICHE; e la CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO, rappresentata dal vice segretario Renato Bitossi; con l'intervento delle seguenti delegazioni regionali: per la Lombardia: Barcella e Lombardoni della Camera del Lavoro di Bergamo; Lazzarini di Como; Invernizzi, Mirri, Volontè, Frattini, Ricotti di Milano; Proporzi, Ganziani e Aletti di Varese; per il Piemonte: Ferrari e Viscoli della Camera del Lavoro di Alessandria; Spineto di Novara; Levi, Carpineto e Sabatini di Torino; per il Veneto: Chiozzotto e Michelan della Camera del Lavoro di Venezia; Tisano, Bervar, Baiocchi e Cescato di Vicenza: per l'Emilia: Bonazzi della Camera del Lavoro di Bologna; nonché del sig. De Simone per la FEDERAZIONE IMPIEGATI OPERAI TESSILI e del sig. Gobbi Ettore per la FEDERAZIONE IMPIEGATI OPERAI METALLURGICI; riconosciuta la opportunità di risolvere le controversie di maggiore urgenza: si conviene di procedere, come appresso, alla integrazione delle norme contenute nel contratto 5 agosto 1937 degli impiegati dell'industria ed alla regolamentazione dei rapporti per i lavoratori già chiamati equiparati. Art. 1. AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITÀ Gli impiegati, per l'anzianità di servizio maturata dopo il 21° anno di età presso una stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso industriale facente capo alla stessa societa) e nella medesima categoria di appartenenza, avranno diritto, indipendentemente da qualsiasi aumento di merito, ad una maggiorazione della retribuzione mensile nelle misure sottoindicate: per il 1° e 2° biennio. . . . . . . . . . . . . . . . . 4% biennale per il biennio dal 3° all'8°. . . . . . . . . . . . . . 5% biennale Le aliquote suddette sono calcolate sul minimo contrattuale di stipendio mensile della categoria cui appartiene l'impiegato. I futuri aumenti periodici non potranno comunque essere assorbiti da precedenti e successivi assegni di merito, né i futuri aumenti di merito potranno essere assorbiti dagli aumenti periodici maturati o da maturare. Gli aumenti periodici decorreranno dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il biennio di anzianità. Gli aumenti di anzianità maturati devono essere ricalcolati percentualmente sui minimi di stipendio in atto alle singole scadenze mensili. Agli impiegati attualmente in servizio verrà riconosciuta, agli effetti degli aumenti periodici, l'anzianità, per il servizio prestato dal 1 gennaio 1937, con esclusione in ogni caso di quella maturata prima del compimento del 21° anno di età. Gli aumenti periodici di cui al presente articolo assorbono gli aumenti eventualmente già concessi per lo stesso titolo. Nel caso di passaggio a categoria superiore l'anzianità dell'impiegato, ai fini degli aumenti periodici, decorrerà dal giorno di assegnazione alla nuova categoria. La retribuzione di fatto, ivi compresi gli eventuali aumenti periodici già concessi, resterà invariata qualora risulti pari o superiore al minimo contrattuale di stipendio mensile della nuova categoria.