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Demanio e patrimonio dello Stato e delle Regioni - Gestione del patrimonio immobiliare delle Regioni - Attribuzione all'Agenzia del demanio di compiti vari, per la valorizzazione, trasformazione, gestione ed alienazione del patrimonio pubblico anche di proprietà delle Regioni e degli altri enti territoriali - Ricorso della Regione Veneto - Asserita adozione di normativa di dettaglio nell'ambito delle materie di legislazione concorrente del governo del territorio e della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico - Insussistenza - Misure riconducibili al piano di stabilizzazione economico-finanziaria del Paese, espressione della competenza legislativa statale nella materia concorrente del coordinamento della finanza pubblica - Non fondatezza della questione.. Deve essere dichiarata non fondata la questione di costituzionalità relativa all'attribuzione all'agenzia del demanio di compiti vari, per la valorizzazione, trasformazione, gestione ed alienazione del patrimonio pubblico anche di proprietà delle Regioni e degli altri enti territoriali, per l'asserita adozione di normativa di dettaglio nell'ambito delle materie di legislazione concorrente del governo del territorio e della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Infatti, la disposizione censurata eccede la semplice gestione del patrimonio immobiliare, per inserirsi, invece, in un disegno complessivo di razionalizzazione e valorizzazione economico-finanziaria degli immobili. Essa deve, dunque, più correttamente essere considerata come una disposizione di "principio" di coordinamento della finanza pubblica, che non viola le attribuzioni costituzionali della ricorrente (Regione Veneto). - Per i precedenti, si veda sentenza n. 340 del 2009. - Sulla individuazione del nucleo centrale della "materia" agli effetti della ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni, trascurando tutti i profili secondari e di dettaglio, si veda tra le tante, sentenza n. 168 del 2009.