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Edilizia e urbanistica - Condono edilizio straordinario - Disciplina adottata con decreto legge - Ricorsi delle regioni campania e marche - Ritenuta carenza dei presupposti di necessità e urgenza, disomogeneità del contenuto del decreto legge, inidoneità della fonte a porre i principi fondamentali della legislazione concorrente, ripercussione dei vizi 'in procedendo' sulla legge di conversione - Non fondatezza delle questioni.. La disciplina del condono edilizio, inserita in un decreto legge dal titolo «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici» si colloca in un contesto in cui non può rilevarsi un caso di «evidente mancanza» dei presupposti di necessità ed urgenza prescritti dal secondo comma dell'art. 77 Cost.; la necessaria omogeneità dell'oggetto del decreto legge non è un requisito costituzionalmente imposto; un decreto legge può di per sé costituire legittimo esercizio dei poteri legislativi che la Costituzione affida alla competenza statale, ivi compresa anche la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di cui al terzo comma dell'art. 117 Cost.; non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento all'art. 77 Cost., dell'art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (si esclude, in tal modo, la necessità di prendere in esame la questione della trasmissione dei vizi dei presupposti del decreto legge alla legge di conversione, come vizi 'in procedendo'). – Sui presupposti costituzionali del decreto legge, citate le sentenze n. 341/2003 e n. 6/2004. – Sulla possibilità per il decreto legge di stabilire i principi fondamentali delle materie di competenza concorrente, citata la sentenza n. 6/2004. – Sulla trasmissione dei vizi dei presupposti del decreto legge alla legge di conversione, citate le sentenze n. 341/2003, n. 29 e n. 16/2002, n. 398/1998 e n. 330/1996.