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Reati e pene - Depenalizzazione dei reati minori - Mancata inclusione nella categoria dei reati depenalizzati della guida in stato di alterazione dovuta al consumo di alcool o di sostanze stupefacenti - Prospettata, ingiustificata, disparità di trattamento, rispetto alla più grave condotta di guida senza patente, punita invece con sanzione amministrativa - Questione di cui è stata, in parte, già dichiarata la manifesta infondatezza - Mancata prospettazione di profili nuovi o diversi - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 5 della legge 25 giugno 1999, n. 205, e dell'art. 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, sollevate, con riferimento all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevedono la depenalizzazione dei reati previsti dal codice della strada in relazione alla condotta di guida in stato di alterazione dovuto all'uso di sostanze stupefacenti o di alcool. Infatti rientra nella discrezionalità legislativa il potere di configurare le ipotesi criminose e di depenalizzare fatti dianzi costituenti reato e, al tempo stesso, uno scrutinio che direttamente investa il merito delle scelte sanzionatorie del legislatore è possibile solo ove l'opzione normativa contrasti in modo manifesto con il canone della ragionevolezza: evenienza, questa, che non ricorre nel caso di specie, non potendosi ritenere adeguate allo scopo le argomentazioni espresse dal rimettente in ordine alla asserita maggiore pericolosità della condotta di chi guida senza patente. - La questione relativa alla guida in stato di alterazione dovuto all'uso di sostanze stupefacenti è già stata dichiarata manifestamente infondata con l'ordinanza n. 144/2001.