Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Processo penale - Incompatibilità del giudice - Inapplicabilità della incompatibilità a tenere l’udienza preliminare anche per il giudice che, durante le indagini, abbia adottato un provvedimento di carattere interlocutorio quale la fissazione dell’interrogatorio preventivo (ex art. 289 cod. proc. pen.), non seguita in concreto dall’assunzione dell’atto da parte dello stesso giudice - Assunto contrasto con il principio di ragionevolezza - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 34, commi 2-ter e 2-quater, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 3, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevedono la inapplicabilità della regola sulla incapacità a tenere l'udienza preliminare nel medesimo procedimento anche per il giudice che, durante le indagini, abbia adottato un provvedimento di fissazione dell'interrogatorio preventivo di cui all'art. 289, comma 2, cod. proc. pen., non seguito poi dal suo espletamento da parte dello stesso giudice-persona fisica. Infatti il rimettente - nel sollecitare l'inserimento fra le ipotesi tassativamente enunciate nei commmi 2-ter e 2-quater dell'art. 34 cod. proc. pen., di un nuovo caso derogatorio alla regola generale della incompatibilità sancita dal comma 2-bis dello stesso art. 34 - pone in comparazione figure tra le quali non è rinvenibile una identità sostanziale, semplicemente limitandosi a far leva su di un ipotetico carattere di maggiore o minore "forza pregiudicante" che gli atti in questione presenterebbero.