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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 303 PESCO La seduta inizia alle ore 20,15. IN SEDE REFERENTE A.S. 1874 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 DDL 1874 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Seguito dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nell'odierna seduta antimeridiana. Il presidente PESCO avverte che sono stati presentati oltre 1.500 emendamenti e circa 260 ordini del giorno, pubblicati in allegato. Chiede quindi se vi siano richieste di illustrazione. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che la maggioranza e il Governo forniscano dei chiarimenti sulle modalità in base alle quali intendono procedere nell'esame del provvedimento. Il senatore MANCA ( PD ) reputa opportuno procedere ad una sorta di "operazione verità", sottolineando come il proprio Gruppo non intenda adottare atteggiamenti tali da acuire ulteriormente le distanze politiche tra maggioranza e opposizioni; nella consapevolezza che il decreto deve essere convertito in legge, a pena di decadenza, entro il prossimo 18 luglio, è evidente come non vi sia alcuna possibilità di apportare la minima modifica. Ricorda che il Gruppo senatoriale del Partito democratico, al momento dell'adozione del decreto-legge, aveva cercato di impostare una divisione del lavoro tra la Camera e il Senato sulla base dell'approfondimento di diversi filoni tematici. Purtroppo, questo proposito non ha avuto buon esito, scontrandosi con l'obiettiva difficoltà di gestire uno dei provvedimenti più ampi e complessi, anche sul piano quantitativo, della storia repubblicana. La posizione del Partito democratico è quella di individuare spazi di confronto e condivisione con le opposizioni, nell'ottica di un nuovo scostamento di bilancio e dell'esame di futuri provvedimenti il cui iter dovrà rispettare la struttura bicamerale del Parlamento italiano. Non vi è quindi l'intenzione di procedere ad un respingimento frettoloso di emendamenti, soltanto per poter dare mandato alla relatrice, in quanto si tratterebbe di uno sterile esercizio utile soltanto ad alimentare ulteriori contrapposizioni. Auspica che le proposte alla base degli emendamenti e degli ordini del giorno rappresentino uno spunto di riflessione da utilizzare per l'esame di futuri provvedimenti. La senatrice RIVOLTA ( L-SP-PSd'Az ) apprezza l'operazione di onestà intellettuale del senatore Manca, ma ricorda che il provvedimento in esame doveva inizialmente configurarsi come cosiddetto "decreto aprile", per poi essere adottato a metà maggio ed essere presentato alla Camera dei deputati, sapendo fin dall'inizio che la prima lettura di quel ramo del Parlamento sarebbe stata l'unica effettiva. Rammenta come il proprio Gruppo abbia sempre adottato un atteggiamento ragionevole, ma, nel corso dell'esame alla Camera, le proposte migliorative delle opposizioni sono state sistematicamente rigettate, nonostante, da parte della maggioranza e del Governo, si chiedesse alla minoranza un atteggiamento collaborativo. Tutto ciò testimonia la mancanza di buonsenso e di responsabilità. Dubita che in futuro si assisterà ad un atteggiamento più rispettoso, dal momento che la maggioranza e il Governo si sono abituati a calpestare le regole della buona prassi parlamentare: oltre al danno, segue poi la beffa quando l'opposizione viene accusata di un atteggiamento scomposto. Risulta quindi evidente che l'illustrazione degli emendamenti e degli ordini del giorno rappresenterebbe un inutile esercizio oratorio. In conclusione, giudica triste e assurda l'intera modalità di esame di un decreto che lascia insoddisfatte le legittime aspettative di gran parte della società, invitando il Presidente a farsi parte diligente per difendere la dignità della Commissione bilancio. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FIBP-UDC ) dà atto al senatore Manca dell'onestà intellettuale dimostrata, giudicando tuttavia mortificante per il Parlamento, per il Senato e per questa Commissione la modalità per nulla dignitosa di gestione del decreto-legge. Segnala, altresì, come tentativo di mortificazione del Parlamento, il comma 8 dell'articolo 265 del decreto-legge, in parte corretto nel corso dell'esame alla Camera, che, in spregio della legge di contabilità e finanza pubblica e dell'equilibrio fra i poteri, consentiva al Ministro dell'economia e delle finanze, scavalcando ogni presidio democratico, di rimodulare le risorse finanziarie tra le diverse finalità, senza coinvolgere minimamente il Parlamento. Pur comprendendo le ragioni del Governo e le gravi circostanze dell'emergenza in atto, contesta il tentativo di ricorrere ad un sistema di "pieni poteri", che nulla ha a che spartire con lo spirito delle democrazie liberali. In conclusione, reputa inutile procedere all'illustrazione di emendamenti e ordini del giorno destinati a non avere esito e giudica una sconfitta del Parlamento e della maggioranza il fatto che, su un provvedimento di tale importanza, la Commissione non sia nelle condizioni di votare il mandato alla relatrice. Il senatore COMINCINI ( IV-PSI ) concorda con le argomentazioni svolte dal senatore Manca, sottolineando come casi di gestione poco esemplare dei provvedimenti parlamentari siano ormai frequenti: basti citare l' iter di esame del disegno di legge di bilancio 2019. È quindi evidente la necessità di modificare meccanismi procedurali di presentazione ed esame delle proposte emendative. Pur comprendendo l'amarezza rappresentata dalla senatrice Rivolta, reputa quindi urgente provvedere ad un adeguamento lungimirante delle regole, in modo da prevenire possibili futuri colpi di mano. Concorda, infine, con il senatore Pichetto Fratin circa la necessità di fornire al Governo gli strumenti per un'efficace gestione della res publica , senza tuttavia calpestare le prerogative parlamentari e le garanzie democratiche. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) auspica che, in futuro, non vi sia più la necessità di adottare un provvedimento di tale ampiezza e complessità e sottolinea l'importanza di un'assunzione di responsabilità da parte della maggioranza, delle opposizioni e del Governo, al fine di evitare che si configuri una sorta di "costituzione materiale" basata su un monocameralismo di fatto, pur in presenza di due Camere. A prescindere dalle valutazioni di merito, spera che, già dall'esame dei prossimi provvedimenti, si riesca a costruire un percorso più razionale nella gestione e nei tempi di approfondimento. La senatrice ACCOTO ( M5S ) concorda con le valutazioni formulate dai colleghi sia di maggioranza che di minoranza, come i senatori Manca e Pichetto Fratin, facendo proprio il rammarico espresso e ricordando come, inizialmente, si fosse ipotizzato di spacchettare un provvedimento di tale ampiezza, senza tuttavia riuscire in tale intendimento. Auspica quindi per il futuro un percorso diverso nell'esame dei provvedimenti, riconoscendo la necessità di sanare un'obiettiva mancanza verificatasi in questa circostanza. Il PRESIDENTE osserva come la spiacevole situazione attuale derivi dal fatto che il provvedimento in esame è molto corposo e ciò ha determinato difficoltà di gestione sia da parte del Ministero dell'economia e delle finanze sia da parte del Parlamento. Ritiene necessario che, in futuro, vengano adottati provvedimenti più snelli e vi siano delle verifiche sui tempi necessari al Ministero dell'economia e delle finanze per fornire le risposte sugli emendamenti, in modo da suddividere razionalmente il carico di lavoro fra i due rami del Parlamento. Concorda con l'inutilità di procedere ora ad un voto sugli emendamenti, dal momento che ciò sarebbe anche fuorviante rispetto alle modalità di gestione e ai tempi di trasmissione del decreto da parte dell'altro ramo del Parlamento e chiede al Governo di fornire un segnale forte che aiuti a migliorare i lavori parlamentari, rendendoli più efficaci. Il sottosegretario MISIANI manifesta il proprio rammarico per un esito che risulta conseguente a criticità sia strutturali che contingenti. La criticità strutturale consiste nel fatto che l'esame dei decreti-legge risulta oramai imperniato su un monocameralismo alternato basato, nei fatti, sulla prevalenza della Camera nella quale è presentato il provvedimento in prima lettura. Al riguardo, rammenta i fallimenti dei tentativi, anche recenti, di modifica costituzionale. La criticità contingente è invece legata alla difficile situazione che il Paese sta vivendo, dovuta alla drammatica situazione economica in atto. Ciò ha indotto il Governo ad adottare un decreto della portata di 55 miliardi di euro e di una complessità enorme, con la conseguente presentazione, presso la Commissione bilancio della Camera, di 8.000 emendamenti, dei quali circa 1.200 sono stati segnalati dai Gruppi. La discussione presso la Camera è stata quindi particolarmente difficile e prolungata nel tempo, vanificando il sincero tentativo di assicurare due letture parlamentari effettive. Comprende quindi le rimostranze e il rammarico espresso dai senatori, con particolare riguardo a quelli di opposizione. Ritiene che tale situazione debba essere superata e raccoglie le sollecitazioni formulate dal presidente Pesco, giudicando comunque necessario un intervento strutturale volto a modificare le procedure legislative e parlamentari, così da prevenire il ricorso massivo a provvedimenti di urgenza, in difformità rispetto all'architettura istituzionale progetta dai Padri costituenti. Il PRESIDENTE , preso atto delle posizioni emerse nel corso del dibattito e considerata l'obiettiva impossibilità di proseguire l'esame in sede referente, fa presente che riferirà domani mattina all'Assemblea sull'andamento dei lavori della Commissione. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il presidente PESCO avverte che la seduta già convocata per domani, mercoledì 15 luglio 2020, alle ore 9, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 21,05. Allegato