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Impiego pubblico - Abolizione dell'istituto del trattenimento in servizio - Disciplina transitoria per il personale in magistratura - Denunciata violazione del diritto dei magistrati alla pensione minima e del principio di uguaglianza - Erroneità del presupposto interpretativo - Non fondatezza della questione.. È dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale - sollevata dal TAR Lazio in riferimento agli artt. 2, 4 e 38 Cost. - dell'art. 1, commi 1, 2 e 3, del d.l. n. 90 del 2014, conv., con mod., nella legge n. 114 del 2014, in conseguenza della disciplina transitoria, per i magistrati, dell'abolizione dell'istituto del trattenimento in servizio, che costituisce "specificazione" della normativa transitoria generale. Il rimettente desume erroneamente dalla normativa transitoria censurata la lesione del diritto alla pensione minima per l'impossibilità, per i consiglieri di cassazione nominati per meriti insigni fra gli avvocati con almeno quindici anni d'esercizio, iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori, di raggiungere il numero di anni necessari per ottenere la pensione previsto per i magistrati. Tale diritto è, invece, garantito proprio dall'impiego degli istituti volti ad assicurare, in varie forme e modalità, la possibilità di sommare le anzianità contributive versate presso le diverse gestioni previdenziali, al precipuo scopo di accedere alla pensione. ( Precedenti citati: sentenze n. 133 del 2016, n. 33 del 2013, n. 61 del 1999, n. 227 del 1997, n. 282 del 1991, n. 444 del 1990, n. 461 del 1989 e n. 238 del 1988 ).