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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 72 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14,35. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il PRESIDENTE ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-01316 presentata dalla senatrice Garavini sulle pensioni dei contrattisti del Ministero secondo la legge locale olandese. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere Ricardo Antonio Merlo, sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, ella può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario MERLO, in merito a quanto richiesto dalla senatrice interrogante, osserva che la tutela previdenziale degli impiegati a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche all'estero è assicurata nelle forme previste dalla normativa locale. Così prevede il Decreto del Presidente della Repubblica, che disciplina l'organizzazione del Ministero degli Affari esteri, n. 18 del 1967, all'articolo 158. L'articolo 158 consentirebbe, nel caso la normativa non preveda forme di tutela previdenziale o statuisca in modo manifestamente insufficiente, di stipulare un'assicurazione presso enti italiani o stranieri. La Ragioneria Generale dello Stato ha, però, più volte ribadito che non è consentito stipulare trattamenti previdenziali diversi ove il sistema locale non consenta di sottrarsi al trattamento base in quanto obbligatorio. E questo è proprio il caso della pensione di vecchiaia statale olandese, che è obbligatoria. La Ragioneria Generale dello Stato potrebbe autorizzare il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale a pagare fondi pensionistici complementari, in aggiunta alla pensione di base olandese, solo se fosse dimostrata l'esistenza di una norma olandese imperativa in tale senso. I capitoli di bilancio per la tutela previdenziale sono, infatti, destinati unicamente a spese di natura obbligatoria. La Farnesina ha avuto conferma, tramite l'Ambasciata a L'Aja, della non obbligatorietà del trattamento integrativo riconosciuto dalla quasi totalità dei datori di lavoro olandesi, come del resto ricordato dalla Senatrice interrogante. Il Sottosegretario conclude rilevando che è in corso un approfondimento al fine di studiare ogni possibile soluzione alternativa che consenta, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, della normativa olandese e delle condizioni imposte dagli Organi di controllo, di garantire a tale personale un trattamento pensionistico adeguato e soddisfacente. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) invita a proseguire sulla via prospettata dal Sottosegretario in maniera da trovare una soluzione adeguata per i suddetti contrattisti, considerato anche il numero esiguo delle persone direttamente interessate al problema. Successivamente il presidente PETROCELLI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca anche l'interrogazione n. 3-01321, già 4-02643, presentata dalla senatrice Garavini, sulla tutela dei dipendenti a contratto delle rappresentanze italiane in Germania. Ribadisce che si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Ricardo Antonio Merlo. Ricorda alla interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, ella può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatta per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario MERLO, in merito a quanto richiesto dalla senatrice interrogante, fa presente che il Regolamento CE 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale stabilisce che gli impiegati delle rappresentanze diplomatiche italiane negli altri Stati membri dell'Unione europea, nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera, attualmente soggetti al regime di sicurezza sociale italiano, dovranno transitare al sistema del Paese in cui lavorano a partire dal 1° maggio 2020, interrompendo quindi l'iscrizione al regime INPS. Secondo il Regolamento, i dipendenti possono fare espressa opzione per rimanere soggetti al solo sistema italiano, anche oltre il termine del 1° maggio 2020. Per permettere tale deroga è tuttavia necessaria la conclusione di un accordo bilaterale tra l'Italia e il Paese dove prestano servizio. La competenza a stipulare l'accordo è del Ministero del lavoro. Al fine di facilitare la conclusione di tali accordi, e, quindi, esonerare i dipendenti a contratto iscritti INPS dall'imperativa applicazione del regime di sicurezza sociale locale, il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha avviato, a partire dal 2014, un dialogo con le competenti Autorità degli altri Paesi Ue, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera. Le autorità tedesche hanno sinora dichiarato la volontà di concedere ai contrattisti a legge locale la possibilità di rimanere iscritti all'INPS, oltre il 1° maggio 2020, solo per coloro che andranno in pensione entro il 30 aprile 2025. Per superare questo limite, l'Ambasciata a Berlino ha incontrato, il 17 gennaio scorso, il locale Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Governo tedesco ha fermamente ribadito la propria posizione, confermando la possibilità di deroga solo ai dipendenti il cui pensionamento è previsto entro il 30 aprile 2025, con qualche limitatissima possibilità di ulteriori eccezioni nel caso in cui tale termine venga superato solo di qualche mese. Per quanto concerne, invece, la diversa posizione degli impiegati con contratto regolato dalla legge italiana, attualmente destinatari di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nel 2015, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviò uno specifico quesito all'Avvocatura generale dello Stato sulla adattabilità dei loro contratti al sistema locale. L'Avvocatura confermò la possibilità per il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di dare vita ad un contratto ibrido, modificando parzialmente il contratto a legge italiana, "...ivi introducendo clausole di sicurezza sociale disciplinate dalla normativa locale, in base a quanto previsto dalla normativa europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale...". I contratti a legge italiana degli impiegati che non dovessero rientrare nella deroga parziale concessa dalle autorità tedesche dovranno, quindi, essere adattati per recepire questa normativa. L'applicazione del Regolamento UE 883/2004 comporta spese inderogabili e obbligatorie, alle quali il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale farà fronte sulla base di quanto previsto dalla legge, attingendo al capitolo per il pagamento degli oneri sociali a carico dell'Amministrazione, a prescindere dalla quantificazione degli importi. Quanto, infine, al punto sollevato dall'interrogante circa la tutela degli stipendi dei dipendenti a contratto della rete diplomatica in Germania, assunti prima del 1° maggio 2010, i parametri stabiliti dall'articolo 157 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 consentono eventualmente di rivedere la retribuzione a prescindere dal regime fiscale o previdenziale applicato, nei limiti delle risorse finanziarie previste nella legge di bilancio. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) replica riservandosi di verificare, in dettaglio, la risposta fornita dal Governo, considerato anche il carattere estremamente tecnico del tema. Il presidente PETROCELLI dichiara conclusa la procedura informativa. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Proposta di indagine conoscitiva sulla Conferenza sul futuro dell'Europa Il presidente PETROCELLI dà conto preliminarmente degli esiti dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, tenutosi la scorsa settimana, ovvero martedì 18 febbraio, in cui è stata disaminata la possibilità che anche la commissione esteri del Senato prenda parte all'indagine conoscitiva dal titolo "Conferenza sul futuro dell'Europa", già deliberata dalla Presidente del Senato e che vede, al momento, coinvolte le Commissioni politiche UE dei due rami del Parlamento. Ricorda che, durante la predetta riunione, è stata presa in considerazione la circostanza che, il prossimo 9 maggio, sarà avviata la Conferenza sul futuro dell'Europa, prefigurata, peraltro, da una Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo del 22 gennaio scorso, in cui si preconizza l'esigenza di promuovere un ruolo attivo e determinante dei cittadini europei, dei rappresentanti della società civile e dei Parlamenti nazionali per rilanciare il processo di cooperazione europea. Trattandosi, quindi, di decidere se è opportuno prendere parte a tale indagine, il Presidente propone di richiedere al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, l'autorizzazione a partecipare alla suddetta indagine conoscitiva. Il senatore MALAN ( FIBP-UDC ) esprime il favore della propria parte politica affinché anche la Commissione esteri del Senato venga associata a tale rilevante indagine conoscitiva. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ribadisce quanto già detto in sede di Ufficio di Presidenza, ovvero l'opportunità del coinvolgimento della Commissione esteri a tale indagine. Anche il senatore ALFIERI ( PD ) manifesta la volontà del proprio Gruppo di inserire la 3 a Commissione del Senato in tale approfondimento. Identico avviso esprime il senatore FERRARA ( M5S ), secondo cui è cruciale prevedere la partecipazione all'indagine della Commissione esteri del Senato. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , quindi, chiede ai commissari di esprimersi. La Commissione, unanime, delibera favorevolmente sulla proposta del Presidente. IN SEDE REFERENTE A.S. 1700 Ratifica Accordo tra Italia e Etiopia sulla cooperazione nel settore della difesa DDL 1700 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica democratica federale di Etiopia sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto ad Addis Abeba il 10 aprile 2019 (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo fra l'Italia e l'Etiopia sulla cooperazione nel settore della difesa fatto nell'aprile del 2019. Ricorda, innanzitutto, che un'intesa tra Italia ed Etiopia di analogo contenuto, già sottoscritta nel 1998, non poté entrare in vigore a causa del sopraggiungere del conflitto tra Etiopia ed Eritrea e del conseguente embargo disposto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla vendita e sulla fornitura di armi e di materiale militare ai due Paesi belligeranti. La situazione di tensione tra Etiopia ed Eritrea ha peraltro, trovato il suo epilogo a seguito della decisione del Primo Ministro etiope, Abiy Ahmed, di abolire, nel giugno 2018, lo stato di emergenza, di accettare l'Accordo di pace promosso dalle Nazioni Unite, e di arrivare il 9 luglio 2018 alla sottoscrizione, insieme al Presidente dell'Eritrea, Isaias Afwerki, di una Dichiarazione congiunta di pace e amicizia fra i due Paesi. Il Relatore tiene ad evidenziare, inoltre, che l'Etiopia, ad oggi, rappresenta il Paese che, nel mondo, contribuisce maggiormente alle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, partecipando - con un personale di 6.639 persone, prevalentemente a carattere militare - a quattro missioni, rispettivamente UNISFA (United Nations Interim Security Force for Abyei), in un'area contesa fra il Sudan e il Sud Sudan, UNIMISS (United Nations Mission in South Sudan), nel Sud Sudan, UNAMID (United NationsAfrican Union Mission in Darfur), nella zona del Darfur, e MINUSMA (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali), in Mali. L'intesa bilaterale all'esame, che ricalca analoghi provvedimenti già discussi dalla Commissione e che discende da un preciso impegno politico assunto da parte del Governo italiano nei confronti delle autorità di Addis Abeba, risponde all'esigenza di definire un'adeguata cornice giuridica entro cui avviare forme strutturate di cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, al fine di consolidare le rispettive capacità difensive e di indurre positivi effetti indiretti in alcuni settori produttivi e commerciali delle rispettive economie. L'Accordo, composto da un breve preambolo e da 13 articoli, dopo aver offerto un quadro delle definizioni utilizzate (articolo 1) e aver enunciato l'obiettivo dell'Intesa (articolo 2), individua negli ambiti della difesa e della sicurezza, della formazione, delle operazioni di sostegno alla pace e di altri settori di interesse comune, le aree di cooperazione (articolo 3). Fra le modalità con cui la cooperazione bilaterale potrà realizzarsi sono annoverate l'organizzazione di visite reciproche di delegazioni, gli scambi di esperienze, la partecipazione a corsi ed addestramenti, la promozione di conoscenze e abilità, le operazioni di sostegno alla pace, la promozione di servizi sanitari militari e il supporto ad iniziative commerciali inerenti prodotti e servizi per la difesa (articolo 4). I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 6), i requisiti legali e le questioni giurisdizionali (articolo 7), le problematiche connesse al risarcimento di eventuali danni provocati dal personale inviato (articolo 8), nonché le modalità per il trattamento delle informazioni classificate (articolo 10). Di rilievo è altresì l'articolo 9 relativo alla cooperazione nel campo dei materiali per la difesa, che, oltre a prevedere l'impegno delle Parti a salvaguardia dei risultati delle attività intellettuali, stabilisce che le attività nel settore dei prodotti e della politica di approvvigionamento della Difesa, dello sviluppo dei prodotti e degli equipaggiamenti militari potranno assumere le modalità della ricerca scientifica, dello scambio di esperienze, della fornitura di equipaggiamenti militari nell'ambito di programmi comuni e nel rigoroso rispetto delle legislazioni nazionali sull'importazione e l'esportazione di prodotti ad uso militare. L'intesa bilaterale disciplina infine le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative dell'Accordo (articolo 11), la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi (articolo 12), l'entrata in vigore, la durata e il termine (articolo 13). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 5.304 euro ad anni alterni a decorrere dal 2020. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il Relatore conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1701 Ratifica Convenzione Italia Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali DDL 1701 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Roma il 26 gennaio 2018 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recente la ratifica della Convenzione del gennaio 2018 tra l'Italia e la Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali. L'Accordo bilaterale, in particolare, è finalizzato a disciplinare gli aspetti fiscali relativi alle relazioni economiche e finanziarie poste in essere fra l'Italia e la Colombia, al fine di eliminare il fenomeno della doppia imposizione e di realizzare un'equilibrata ripartizione della materia imponibile tra i due Stati. Come si legge nella relazione che accompagna il testo, il quadro giuridico stabile che, con la sua ratifica, ne deriverà, oltre a tutelare gli interessi generali rientranti nella competenza dell'amministrazione finanziaria italiana, consentirà alle imprese italiane di operare in Colombia in condizioni pienamente concorrenziali rispetto agli operatori economici di altri Paesi ad economia avanzata, offrendo condizioni di certezza anche per gli investitori della controparte in Italia. L'intesa bilaterale, che si conforma agli standard più recenti del modello elaborato dall'OCSE nonché a quelli derivanti dalle raccomandazioni del progetto dell'OCSE-G20 in materia di contrasto dei fenomeni di elusione e spostamento artificioso delle basi imponibili, si compone di 31 articoli e di un Protocollo. Esso trova applicazione nei riguardi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli Stati contraenti (articolo 1), limitatamente - per la parte italiana - all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) (articolo 2). L'Accordo definisce il concetto di residenza (articolo 4), di stabile organizzazione (articolo 5) e di utili di impresa (articolo 7), accogliendo il principio generale in base a cui gli utili di impresa sono imponibili nello Stato di residenza dell'impresa stessa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una organizzazione stabile. Il testo disciplina, quindi, le modalità di tassazione dei redditi immobiliari (articolo 6), degli utili derivanti da navigazione marittima e aerea (articolo 8), dei dividendi (articolo 10), degli interessi (articolo 11), delle royalties (articolo 12) e delle plusvalenze (articolo 13). I successivi articoli disciplinano, inoltre, il trattamento fiscale relativo ai redditi derivanti da professioni indipendenti (articolo 14), da lavoro subordinato (articolo 15), sui compensi degli amministratori (articolo 16) e da quelli per attività di artisti e sportivi (articolo 17). In materia di pensioni, la Convenzione (articolo 18) prevede la tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percettore, analogamente al principio contenuto nel modello di convenzione dell'OCSE, mentre per le remunerazioni derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche stabilisce di regola la tassazione nello Stato della fonte, salvo il caso che i servizi siano resi nell'altro Stato contraente e la persona fisica vi sia residente e ne abbia la nazionalità oppure non sia divenuta residente di detto Stato al solo scopo di rendervi i servizi (articolo 19). Per quanto attiene ai meccanismi intesi ad evitare le doppie imposizioni continua il Relatore - l'Accordo prevede (articolo 22), per entrambe le Parti, il ricorso al metodo di imputazione ordinaria. I successivi articoli dispongono quindi un principio di non discriminazione (articolo 23), una procedura amichevole per la risoluzione di eventuali casi di imposizione non conformi alla Convenzione (articolo 24), lo scambio di informazioni fra le autorità per l'applicazione dell'intesa bilaterale (articolo 25) - prevedendo il superamento del criterio dell'interesse delle informazioni per l'amministrazione finanziaria dello Stato richiesto nonché del segreto bancario -, le modalità di reciproca assistenza nella riscossione dei crediti tributari (articolo 26), l'intangibilità dei privilegi fiscali previsti per agenti diplomatici e funzionari consolari (articolo 27) e una procedura di rimborso per i casi garantiti di ritenute ridotte (articolo 28). Il disegno di legge di ratifica si compone di 3 articoli. La relazione al disegno di legge evidenzia, inoltre, come dalla ratifica dell'accordo in esame non deriveranno effetti per l'erario italiano. Il Relatore conclude la sua esposizione osservando che il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1705 Ratifica Convenzione Italia &#39;Uruguay per eliminare le doppie imposizioni e prevenire evasioni fiscali DDL 1705 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Montevideo il 1° marzo 2019 (Esame e rinvio) La senatrice MAIORINO ( M5S ), relatrice, dà conto del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica della Convenzione tra l'Italia e l'Uruguay per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, sottoscritta nel marzo del 2019. Ricorda che l'Uruguay, Paese dell'America meridionale di 3,5 milioni di abitanti, stretto fra Brasile e Argentina, vanta con l'Italia profondi legami e crescenti rapporti sul piano economico, finanziario e commerciale, anche in ragione del fatto che la sua popolazione è composta per oltre il quaranta per cento da cittadini di origine italiana e che sul suo territorio risiede una comunità di circa 90 mila italiani. La Convenzione oggi all'esame della Commissione, nel quadro del più generale ampliamento della rete di convenzioni stipulate dall'Italia, introduce i presupposti giuridici per l'eliminazione dei fenomeni di doppia imposizione sui redditi e per la realizzazione di un'equilibrata ripartizione della materia imponibile fra i due Stati contraenti. Il testo, che si conforma agli standard più recenti del modello elaborato dall'OCSE, nonché a quelli derivanti dalle raccomandazioni del progetto dell'OCSE-G20 in materia di contrasto dei fenomeni di elusione e spostamento artificioso delle basi imponibili, si compone di 30 articoli e di un Protocollo. Più in dettaglio - prosegue la Relatrice - dopo aver delimitato la sfera soggettiva di applicazione della Convenzione alle persone fisiche e giuridiche residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti (articolo 1), la Convenzione definisce il proprio ambito di applicazione, prevedendo, per la parte italiana, che l'elenco delle imposte italiane soggette alle disposizioni convenzionali includa le imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle società (IRES) e l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) (articolo 2). Dopo aver offerto un quadro delle definizioni e dello status di residenti (articolo 4) e di stabile organizzazione (articolo 5), il testo disciplina le modalità di imposizione per i redditi immobiliari (articolo 6), per gli utili d'impresa (articolo 7) per i redditi derivanti da navigazione marittima ed aerea internazionale (articolo 8), e per i redditi di capitale (interessi, dividendi, canoni e utili da capitale) (articoli 10-13). Come sottolinea la relazione che accompagna il provvedimento, le aliquote massime di prelievo che possono essere fissate dallo Stato della fonte sono conformi a quelle concordate dall'Uruguay nelle convenzioni con altri Paesi europei (in particolare con Germania, Spagna, Regno Unito e Belgio), consentendo in questo modo agli investitori italiani di operare in condizioni paritarie rispetto ai maggiori competitori europei. Ulteriori disposizioni disciplinano il trattamento fiscale in relazione ai redditi derivanti da una professione indipendente (articolo 14), da lavoro subordinato (articolo 15), dai compensi di amministratori di società (articolo 16) e da attività artistiche o sportive (articolo 17), mentre in materia di pensioni, la Convenzione accoglie il principio generale della tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percettore, analogamente a quanto previsto dal modello di Convenzione dell'OCSE (articolo 18). Altre norme riguardano la materia dei redditi derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche (articolo 19) - imponibili esclusivamente nello Stato pagatore - e l'esenzione, a certe condizioni, per le somme ricevute da studenti e apprendisti per spese relative al proprio mantenimento, istruzione e formazione professionale (articolo 20). Con riferimento ai metodi per eliminare le doppie imposizioni, ai sensi dell'articolo 22 trova applicazione, per quanto concerne l'Italia, il metodo di imputazione ordinaria, con la limitazione per ciascuno Stato, prevista dal legislatore nazionale nel caso di redditi prodotti in più Stati esteri, che limita altresì l'ammontare del credito relativo all'imposta estera alla quota di imposta italiana attribuibile agli elementi di reddito imponibili in Uruguay, nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo. Da ultimo, la Relatrice segnala che la Convenzione, con riferimento alla questione dello scambio di informazioni, conformandosi al più recente parametro internazionale in materia di cui all'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE, prevede il superamento del criterio dell'interesse delle informazioni per l'amministrazione finanziaria dello Stato richiesto, nonché del segreto bancario (articolo 25). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Le minori entrate derivanti dall'attuazione del provvedimento vengono valutate dall'articolo 3 in 67.000 euro annui a decorrere dal 2021. La Relatrice conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia la Relatrice per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 15.