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Ordinamento penitenziario - Sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva - Ammissione al beneficio - Preclusione per le persone condannate che abbiano subito la revoca di una misura alternativa alla detenzione - Mancata previsione - Denunciata violazione dei principi di ragionevolezza e di rieducazione della pena - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma censurata - Necessità di riesame della rilevanza della questione - Restituzione degli atti al giudice remittente.. Vanno restituiti al giudice rimettente gli atti relativi alla questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost., del combinato disposto dell'art. 1, comma 3, della legge 1° agosto 2003, n. 207, e dell'art. 58- quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui non prevede, coma causa ostativa del beneficio della sospensione condizionata dell'esecuzione della pena, la revoca di una misura alternativa alla detenzione. Invero, successivamente all'ordinanza di rimessione, è intervenuta la sentenza n. 255 del 2006, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, della legge n. 207/2003, nella parte in cui non prevede che il giudice di sorveglianza possa negare la sospensione condizionata della pene detentiva al condannato sulla base di un giudizio di non meritevolezza del beneficio, sicché compete al giudice a quo valutare se la sollevata questione di legittimità costituzionale sia tuttora rilevante. - Negli stessi termini vedi citate ordinanze n. 326/2006 e nn. 346, 229, 206/2005.