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Servizi pubblici - Distribuzione del gas naturale - Gare per l’affidamento del servizio pubblico locale - Regime transitorio - Partecipazione alla gara consentita senza limitazioni alle società già affidatarie del servizio, in virtù di affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica - Prospettato eccesso di delega, rispetto all’obbligo di dettare condizioni e trattamenti non discriminatori alle imprese del settore, con violazione del principio della uguaglianza di trattamento - Non fondatezza della questione.. L'osservanza dei principi e criteri direttivi dettati dall'art. 41, lettera c), della legge n. 144 del 1999 che impone al legislatore di eliminare - in attuazione di direttiva comunitaria - ogni disparità normativa tra i diversi operatori nel sistema del gas, garantendo, nei casi in cui siano previsti contributi, concessioni, autorizzazioni o altra approvazione per costruire o gestire impianti o infrastrutture del sistema del gas, uguali condizioni e trattamenti non discriminatori alle imprese, non esclude un ragionevole regime transitorio, che prevedendo deroghe temporanee al sistema a regime, consenta gradualità di attuazione. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15, comma 10, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 41 e 76 della Costituzione, nella parte in cui consente, senza limitazioni e per un periodo transitorio, alle società che gestiscono servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto o di una procedura non ad evidenza pubblica, la partecipazione alla gara per l'affidamento del servizio pubblico locale di distribuzione del gas naturale. - Sulla possibilità di prevedere un ragionevole regime transitorio, v. citate sentenza n. 217/1998 e ordinanza n. 131/1988.