Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 189 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell&#39;economia DDL 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) La relatrice D'ANGELO ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo che reca misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, volte a consolidare la risposta dello Stato alle conseguenze economiche e sociali della epidemia da Covid-19. Con riguardo ai profili di competenza della Commissione si segnala in primo luogo l'articolo 37, il quale autorizza lo stanziamento di risorse  pari complessivamente a 41.245.140 euro per l'anno 2020  per la prosecuzione delle misure volte ad assicurare la funzionalità del personale delle Forze di polizia (euro 24.696.021) e per la sanificazione delle strutture e l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (euro 7.800.000), per il personale delle Prefetture-UtG e l'acquisto di materiale di protezione (euro 2.007.919) e per il personale del Corpo di polizia penitenziaria (euro 5.541.200) e la sanificazione e disinfezione dei relativi ambienti (euro 1.200.000 ). Più nel dettaglio, ai sensi del comma 4, al fine di dare piena attuazione alle misure urgenti volte a garantire, nel contesto di gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, il regolare e pieno svolgimento delle attività istituzionali di trattamento e di sicurezza negli istituti penitenziari, è autorizzata, per l'anno 2020, la spesa complessiva di euro 5.541.200. Tale spesa è volta al pagamento, anche in deroga ai limiti vigenti, delle prestazioni di lavoro straordinario del personale appartenente al Corpo di polizia penitenziaria svolte nel periodo dal 15 giugno al 15 ottobre 2020. È autorizzata inoltre la spesa di euro 1.200.000 per la sanificazione e disinfezione degli ambienti nella disponibilità del medesimo personale nonché a tutela della popolazione detenuta. Di interesse per la Commissione è, in secondo luogo, l'articolo 63 il quale prevede che le deliberazioni condominiali aventi per oggetto l'approvazione degli interventi di efficienza energetica e delle misure antisismiche sugli edifici sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell'edificio. Più nel dettaglio la disposizione inserisce un ulteriore comma (comma 9- bis ) nell'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (convertito dalla legge n. 77 del 2020) con il quale si prevede che l'approvazione degli interventi ivi contemplati da parte dell'assemblea condominiale richiede la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell'edificio. L'articolo 119 del decreto legge n. 34 del 2020 (cosiddetto decreto rilancio) aveva introdotto una detrazione pari al 110 per cento delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica (anche attraverso interventi di demolizione e ricostruzione) e di misure antisismiche sugli edifici (anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici)sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La detrazione è prevista inoltre per l'installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica nonché di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Tali misure si applicano esclusivamente agli interventi effettuati dai condomìni, dalle persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati, dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, dagli enti del Terzo settore, nonché dalle associazioni e dalle società sportive dilettantistiche per determinate tipologie di intervento. Per le persone fisiche le agevolazioni per la riqualificazione energetica degli edifici si applicano per gli interventi realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari. Le norme non si applicano alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici); la detrazione è concessa a condizione chela regolarità degli interventi sia asseverata da professionisti abilitati, che devono anche attestare la congruità delle spese sostenute con gli interventi agevolati. Ancora, afferisce a profili di competenza l'articolo 76, il quale dispone la sospensione fino al 31 agosto 2020 dei termini di scadenza, relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito, nonché ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva. Più nel dettaglio la disposizione modifica, in primo luogo (lettera a) ), il comma 1 dell'articolo 11 del decreto-legge n. 23 del 2020 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 40 del 2020). Tale disposizione, nella formulazione vigente prima della entrata in vigore del decreto-legge in conversione, disponeva, fermo restando quanto previsto ai commi 2 e 3, la sospensione dei termini di scadenza ricadenti o decorrenti nel periodo dal 9 marzo 2020 al 31 agosto 2020, relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore del presente decreto, e ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva a quella stessa data, per lo stesso periodo. La sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente. L'articolo 76, in secondo luogo (lettera b) ), riscrive il primo periodo del comma 2 dell'articolo 11 prevedendo che: gli assegni portati all'incasso non sono protestabili fino al 31 agosto; le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie di cui agli articoli 2 e 5 della legge 15 dicembre 1990, n. 386, e la penale, pari al dieci per cento della somma dovuta e non pagata di cui all'articolo 3 della citata legge 386 del 1990, si applicano in misura dimezzata se il traente, entro il 30 ottobre (entro sessanta giorni dalla data di scadenza del periodo di sospensione cioè il 31 agosto), effettua il pagamento dell'assegno, degli interessi, e delle eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente. Infine di interesse è l'articolo 100 il quale stabilisce, al comma 1, che le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 682 e 683, della legge di bilancio 2019 relative alla durata quindicennale delle concessioni demaniali si applicano anche alle concessioni lacustri e fluviali, ivi comprese quelle gestite dalle società sportive iscritte al registro del CONI di cui al decreto legislativo n. 242 del 1999, nonché alle concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti d'ormeggio, nonché ai rapporti aventi ad oggetto la gestione di strutture turistico ricreative in aree ricadenti nel demanio marittimo per effetto di provvedimenti successivi all'inizio dell'utilizzazione. Il comma 2 sostituisce, a decorrere dal 2021, il criterio di quantificazione dei canoni relativi alle concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative per le pertinenze destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi, applicando il criterio tabellare già applicato per le opere di difficile rimozione. Il comma 3 stabilisce che alle concessioni relative alla realizzazione e gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto si applicano, con effetto dal 1° gennaio 2007, le misure dei canoni determinati secondo i valori tabellari di cui al comma 2, previsti per le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative. Viene precisato al comma 4 che dal 1° gennaio 2021 l'importo annuo del canone dovuto quale corrispettivo dell'utilizzazione di aree e pertinenze demaniali marittime con qualunque finalità non può, in ogni caso, essere inferiore a 2.500 euro. Il comma 5 stabilisce che nelle more della revisione e dell'aggiornamento dei canoni demaniali marittimi sono sospesi fino al 15 dicembre 2020 i procedimenti amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore del decreto e sono inefficaci i relativi provvedimenti già adottati oggetto di contenzioso, inerenti al pagamento dei canoni, compresi i procedimenti e i provvedimenti di riscossione coattiva, nonché di sospensione, revoca o decadenza della concessione per mancato versamento del canone; si tratta dei provvedimenti concernenti le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, con esclusivo riferimento a quelle inerenti alla conduzione delle pertinenze demaniali, laddove i procedimenti o i provvedimenti siano connessi all'applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni per le concessioni indicate, e le concessioni demaniali marittime per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto. In base al comma 6, le disposizioni su sospensione e inefficacia non si applicano quando siano in corso procedimenti penali inerenti alla concessione nonché quando il concessionario o chi detiene il bene siano sottoposti a procedimenti di prevenzione, a misure interdittive antimafia o alle procedure del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Il comma 7 stabilisce norme per la definizione del contenzioso relativo alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, prevedendo che i procedimenti giudiziari o amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore del decreto possono essere definiti, previa domanda all'ente gestore e all'Agenzia del demanio da parte del concessionario, mediante versamento in un'unica soluzione di un importo pari al 30 per cento delle somme richieste (dedotte le somme eventualmente già versate a tale titolo), ovvero rateizzato fino a un massimo di sei annualità, di un importo pari al 60 per cento delle somme richieste. Il comma 8 introduce le norme relative procedurali. La liquidazione e il pagamento nei termini assegnati degli importi costituisce a ogni effetto rideterminazione dei canoni dovuti per le annualità considerate (comma 9) e la presentazione della domanda nel termine indicato sospende i relativi procedimenti giudiziari o amministrativi, compresi quelli di riscossione coattiva nonché i procedimenti di decadenza della concessione demaniale marittima per mancato pagamento del canone. La definizione dei procedimenti amministrativi o giudiziari si realizza con il pagamento dell'intero importo dovuto, se in un'unica soluzione, o dell'ultima rata, se rateizzato, mentre il mancato pagamento di una rata entro sessanta giorni dalla relativa scadenza comporta la decadenza dal beneficio (comma 10). Propone pertanto l'espressione di un parere favorevole, proposta alla quale si associa il relatore GRASSO ( Misto-LeU ). Si apre la discussione. Interviene la senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) esprimendo perplessità in merito alla disposizione legislativa che modifica le quote delle maggioranze condominiali, necessarie per l'approvazione delle delibere relative allo svolgimento di lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. Interviene il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) condividendo l'opinione della senatrice Modena: manifesta perplessità in merito alla disposizione relativa alle maggioranze condominiali perché a suo dire il testo legislativo potrebbe prestarsi a problemi interpretativi ed applicativi. La modifica delle maggioranze potrebbe consentire di fare rientrare, nella previsione normativa, anche delibere relative a lavori di ristrutturazione non coperti dalla agevolazione fiscale nota come bonus del 110 per cento; coglie l'occasione per chiedere al Governo se siano all'orizzonte, anche per via emendativa del testo in esame, provvedimenti strutturali in materia di giustizia tributaria. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) esprime perplessità sulla disposizione che prevede la sospensione dei termini relativi alle esecuzioni sui protesti cambiari; chiede chiarimenti in merito al Governo paventando i rischi che una ulteriore sospensione dell'esecuzione possa comportare, rispetto ai piccoli imprenditori ancora in attesa della realizzazione dei relativi crediti a rischio di insolvenza; esprime perplessità analoghe a quelle già manifestate dei colleghi in merito alla disposizione relativa alle maggioranze condominiali. Interviene il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ), sempre in relazione alla norma che modifica le maggioranze assembleari per alcune delibere condominiali: segnala il rischio che una tale norma possa legittimare l'approvazione di delibere condominiali, aventi ad oggetto non solo le ristrutturazioni immobiliari oggetto del bonus, ma anche altre tipologie di interventi. Propone pertanto ai relatori la predisposizione di un'apposita osservazione, volta a chiarire il significato della norma al fine di evitare inutili futuri contenziosi. La senatrice PIARULLI ( M5S ) ritiene invece che la norma risponda ad una logica indubbia, vale a dire la semplificazione delle delibere condominiali e l'eliminazione dell'ostruzionismo da parte delle minoranze assembleari. Chiede inoltre chiarimenti in merito alla predisposizione di misure volte a soddisfare le esigenze del personale di polizia penitenziaria. Il senatore MIRABELLI ( PD ) conferma il proprio appoggio al provvedimento, nella forma dell'adesione al parere favorevole proposto dei relatori. Ritenendo infondate le preoccupazioni avanzate in merito al problema delle maggioranze condominiali, da parte di alcuni esponenti delle opposizioni, auspica che la norma possa essere migliorata con emendamenti sulla falsariga di quelli già affacciati per il "decreto semplificazione". In merito alle obiezioni del senatore Pillon relative ai termini della sospensione dell'esecuzione cambiaria, ritiene che la norma sia chiara e non possa prestarsi ai rischi paventati. Replica agli intervenuti il relatore GRASSO ( Misto-LeU ) che, anche a nome della correlatrice, respinge la proposta del senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) di integrare la proposta di parere con un'osservazione (volta ad evitare che la norma sui nuovi quorum condominiali si applichi alle delibere eterogenee, tali da contemplare altri lavori straordinari). Al presidente OSTELLARI , che precisa che i nuovi fondi per il personale della polizia penitenziaria non attengono alle nuove assunzioni auspicate dalla senatrice Piarulli ma al pagamento degli straordinari, la relatrice D'ANGELO ( M5S ) ribadisce che il tenore della proposta di parere favorevole non varia. Con il voto contrario dichiarato dal senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) e previa verifica del numero legale, la Commissione conviene a maggioranza sulla proposta di parere favorevole formulata dai relatori. IN SEDE REFERENTE Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 28 aprile 2020. Ad un intervento del senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), che reitera le richieste avanzate nell'ultimo Ufficio di Presidenza integrato, replica la relatrice EVANGELISTA ( M5S ), per ragguagliare la Commissione in merito all'esito del Comitato ristretto sulla magistratura onoraria. Mentre la pubblicazione delle motivazioni di un'importante sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea aveva reso necessario una necessaria rimodulazione di alcune previsioni, e nell'attesa di ricevere rassicurazioni ministeriali in ordine alle coperture finanziarie, il corso dei lavori è stato interrotto dai colleghi Modena e Urraro: i relativi Gruppi hanno revocato il consenso alla prosecuzione unanime del Comitato ristretto, richiedendo che la questione potesse tornare all'attenzione della Commissione in sede plenaria. Il senatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce le ragioni che lo hanno portato ritirare il proprio appoggio, in sede di Comitato ristretto, al tentativo di formulare un testo unitario. Impregiudicato il suo pieno apprezzamento per lo sforzo congiuntamente esercitato dalle correlatrici, ravvisa nella condotta della maggioranza una sostanziale confluenza sui testi dei soli disegni di legge nn. 1438 e 1555. Anche alla luce della sentenza 16 luglio 2020 della Corte di Giustizia UE C-658/18, da parte del suo Gruppo si è invece scelto di proclamare la piena dignità delle rivendicazioni della magistratura onoraria, proclamazione avvenuta con la missiva indirizzata alle due correlatrici che viene, di seguito, illustrata alla Commissione. Ai sensi dell'articolo 106 comma secondo della Costituzione, ai magistrati onorari compete un ruolo giurisdizionale pieno e non certo quello di tirocinanti o "stagisti". Pertanto, si propongono misure volte a: prevedere un precipuo regime giuridico per tutti i magistrati onorari, quali i giudici onorari di tribunale, i giudici di pace ed i vice procuratori onorari, in servizio ad oggi, aventi un'anzianità di rapporto pari a 3 anni, per i giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari, ed a 4 anni per i giudici di pace; prevedere, a seguito della determinazione del nuovo regime giuridico ed economico, per tutti i magistrati onorari, quali i giudici onorari di tribunale, i giudici di pace ed i vice procuratori onorari, in servizio, ad oggi, aventi un'anzianità di rapporto pari a tre anni, per i giudici onorari di tribunale ed i vice procuratori onorari, ed a quattro anni per i giudici di pace, l'eliminazione della parola "onorario" dalla individuazione della precipua figura giurisdizionale (che, quindi, verrà ad essere denominata come giudice di pace, solo per la categoria degli attuali giudici onorari di tribunale e degli ex-giudici di pace; i vice procuratori onorari manterranno la loro denominazione); disciplinare le modalità di impiego della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, all'interno, rispettivamente, del costituendo nuovo Ufficio del Giudice di Pace, in essere presso ogni Tribunale, nel quale andranno a confluire, ad oggi, tutti i giudici onorari di tribunale e gli ex giudici di pace in servizio, aventi, rispettivamente, un'anzianità di rapporto pari a tre anni, per i giudici onorari di tribunale ed a quattro anni per gli ex giudici di pace, come del costituendo nuovo ufficio del Vice Procuratore Onorario, in essere presso ogni Procura della Repubblica, nel quale andranno a confluire, ad oggi, tutti i vice procuratori onorari, in servizio, aventi un'anzianità di rapporto pari a tre anni; disciplinare il procedimento di conferma della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, come la natura e la durata dell'incarico. A tal fine il suo Gruppo propone di prevedere che tutti gli attuali e definiti giudici onorari di pace, in servizio ad oggi, aventi un'anzianità di rapporto pari a tre anni, per i definiti giudici onorari di tribunale ed i definiti vice procuratori onorari, ed a quattro anni, per i definiti ex giudici di pace, conservino la funzione giurisdizionale, a tempo indeterminato e, comunque, sino al raggiungimento del settantesimo anno di età. Occorre poi disciplinare le modalità ed il procedimento di conferma nelle funzioni giurisdizionali di tutti gli attuali e definiti giudici onorari di pace, in servizio, ad oggi, aventi un'anzianità di rapporto pari a tre anni, per i definiti giudici onorari di tribunale ed i definiti vice procuratori onorari, ed a quattro anni per i definiti ex giudici di pace. Si richiede anche di prevedere che tutti gli attuali ed i definiti giudici onorari di pace, in servizio, ad oggi, aventi un'anzianità di rapporto pari a tre anni, per i definiti giudici onorari di tribunale ed i definiti vice procuratori onorari, ed a quattro anni, per i definiti ex giudici di pace, vengano denominati e qualificati Giudici di Pace, per quanto ai giudici onorari di tribunale ed agli ex giudici di pace, mentre i Vice Procuratori Onorari manterranno la loro attuale denominazione. Occorre poi: prevedere che il costituendo giudice di pace sia inserito in un'articolazione denominata «ufficio del giudice di pace», costituita presso ogni Tribunale; prevedere che il costituendo magistrato requirente di pace, denominato vice procuratore onorario, sia inserito in un'articolazione denominata «ufficio del vice procuratore onorario», costituito presso ogni ufficio della Procura della Repubblica, posto presso ogni Tribunale Ordinario. Si propone che il Ministro della Giustizia ogni 4 anni stabilisca la dotazione organica dei costituendi uffici del giudice di pace e del vice procuratore onorario, al fine di ripartire i suddetti giudici tra i Tribunali e le Procure della Repubblica, come esistenti nel distretto di Corte di Appello di loro residenza, o, solo su domanda, presso uffici di altra Corte di Appello, tenendo conto anche della pianta organica dei magistrati professionali. Occorre prevedere che ogni Presidente di Tribunale assegni, in via esclusiva e secondo specifiche tabelle di programmazione quadriennale, ai costituendi giudici di pace, la trattazione di un numero di procedimenti civili, pari quantomeno a n. 450, da individuarsi sia sulla base del valore della domanda giudiziale, che viene a porsi sino ad euro 100.000,00, sia, indipendentemente dal valore, per materia, ad eccezione della materia bancaria e quando la legge non attribuisca la competenza ad altro giudice, per le seguenti cause: relative ad apposizione di termini, per le cause in materia di condominio negli edifici, come definite ai sensi dell'articolo 71- quater delle disposizioni per l'attuazione del codice civile; cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità; cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali; cause nelle materie di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, Sezione VI del codice civile, fatta eccezione per quelle delle distanze nelle costruzioni; cause relative alle materie di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, Sezione VII del codice civile, fatta eccezione per quella delle distanze di cui agli articoli 905, 906 e 907 del medesimo codice; cause in materia di stillicidio e di acque di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezioni VIII e IX del codice civile; cause in materia di occupazione e di invenzione di cui al libro terzo, titolo II, Capo III, sezione I del codice civile; cause in materia di specificazione, unione e commistione di cui al libro terzo, titolo II, Capo III, sezione II del codice civile; cause in materia di enfiteusi di cui al libro terzo, titolo IV del codice civile; cause in materia di esercizio delle servitù prediali; cause di impugnazione del regolamento e delle deliberazioni di cui agli articoli 1107 e 1109 del codice civile; cause in materia di diritti ed obblighi del possessore nella restituzione della cosa, di cui al libro terzo, titolo VIII, Capo II, Sezione I del codice civile; cause in materia di usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari; cause in materia di riordinamento della proprietà rurale di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezione II del codice civile; cause in materia di accessione; cause in materia di superficie; cause in materia di espropriazione forzata di cose mobili; procedure di volontaria giurisdizione, inerenti l'applicazione delle misure di protezione, di cui al Libro I, Titolo XII c.c. Si richiede anche che ogni Procuratore della Repubblica, ad oggi, assegni, in via esclusiva e secondo specifiche tabelle di programmazione quadriennale, ai costituendi vice procuratori onorari, la trattazione di procedimenti, come nell'udienza di convalida dell'arresto o del fermo, come anche nell'udienza di convalida dell'arresto nel giudizio direttissimo, dei procedimenti in camera di consiglio di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale, salvo quanto previsto dalla lettera b ), dei procedimenti di esecuzione ai fini dell'intervento, di cui all'articolo 655, comma 2, del medesimo codice, dei procedimenti di opposizione al decreto del pubblico ministero di liquidazione del compenso ai periti, consulenti tecnici e traduttori ai sensi dell'articolo 11 della legge 8 luglio 1980, n. 319, nonché per materia, dei procedimenti, per cui si procede con citazione diretta a giudizio, secondo quanto previsto dall'articolo 550 del codice di procedura penale, come anche dei procedimenti civili, di cui all'applicazione delle misure di protezione, di cui al Libro I, Titolo XII c.c. Occorre prevedere che sia i costituendi giudici di pace che i costituendi vice procuratori onorari siano assoggettati ad una valutazione di idoneità, per lo svolgimento della funzione giurisdizionale, da effettuarsi, da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, ogni quattro anni, a far data dall'entrata in vigore della presente normativa, da esplicarsi in relazione alla quantità e qualità del lavoro svolto, applicando, per quanto compatibile, la procedura in essere per la progressione in carriera dei magistrati togati. Per quanto concerne misure volte a operare la ricognizione della disciplina relativa alle incompatibilità all'esercizio delle funzioni giurisdizionali della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, il suo Gruppo propone di prevedere che, ad oggi, non possano continuare ad esercitare le funzioni giurisdizionali, i costituendi giudici di pace ed i vice procuratori onorari, i quali: ricoprono o hanno ricoperto, nei tre anni precedenti alla domanda di attuale conferma nelle funzioni, incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici; ricoprono la carica di difensore civico; svolgono abitualmente attività professionale per conto di imprese di assicurazione o bancarie, ovvero per istituti o società di intermediazione finanziaria, oppure hanno il coniuge, i conviventi, i parenti fino al secondo grado o gli affini entro il primo grado che svolgono abitualmente tale attività nel circondario in cui il giudice onorario di pace ed il vice procuratore onorario esercita le funzioni giudiziarie. Occorre prevedere che non possano continuare ad esercitare le funzioni di patrocinio legale gli avvocati, esercenti le costituende funzioni giurisdizionali di giudice di pace o di vice procuratore onorario, con onere, a loro carico, di cancellazione dalla cassa forense, a pena di revoca dall'incarico giurisdizionale. È anche necessario: prevedere che i costituendi giudici di pace o vice procuratori onorari, che hanno tra loro vincoli di parentela fino al secondo grado o di affinità fino al primo grado, di coniugio o di convivenza non possono essere nominati presso lo stesso ufficio giudiziario, da intendersi quale settore di appartenenza, anche se facente parte del medesimo ufficio; prevedere che i costituendi giudici di pace o vice procuratori onorari non possano ricevere o assumere l'incarico di commissario giudiziale, curatore, consulente, perito e professionista delegato alle operazioni di vendita. Per quanto concerne misure volte a regolamentare la procedura di trasferimento della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari ad altro ufficio, il Gruppo della Lega propone di: regolamentare la procedura di trasferimento, solo su espressa domanda dell'interessato; disciplinare, precipuamente, i casi di trasferimento d'ufficio del costituendo giudice di pace o vice procuratore onorario ad altro ufficio giudiziario della medesima tipologia per mere esigenze organizzative ed oggettive dei costituendi Uffici del giudice di pace e del Vice procuratore onorario. Per quanto concerne misure volte a individuare i doveri e i casi di astensione dall'esercizio della funzione giurisdizionale della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, il gruppo della Lega propone di: prevedere che il costituendo giudice di pace o vice procuratore onorario è tenuto all'osservanza dei doveri previsti per i magistrati ordinari; prevedere che a tutti i costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari si applica il regime di astensione previsto dall'articolo 70 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. Per quanto concerne misure volte a regolamentare i casi di decadenza dall'incarico, revoca e dispensa dal servizio della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, a nome del suo Gruppo propone di: prevedere che a tutti i costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari si applica la disciplina della decadenza e della dispensa dal servizio, prevista dall'articolo 9 della legge 21 novembre 1991, n. 374; prevedere i casi specifici ed il precipuo procedimento per la revoca dell'incarico ai costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari. Per quanto concerne misure volte a regolamentare la responsabilità disciplinare della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, individuando le fattispecie di illecito disciplinare, le relative sanzioni e la procedura per la loro applicazione, a nome del suo Gruppo propone di: individuare le fattispecie tipiche di illecito disciplinare per tutti i costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari, anche tenendo conto delle disposizioni relative agli illeciti disciplinari commessi dai magistrati professionali; prevedere le sanzioni disciplinari dell'ammonimento, della censura, della sospensione dal servizio per un periodo minimo di tre mesi e della revoca dell'incarico; prevedere, altresì, i casi nei quali, quando è inflitta la sanzione della sospensione dal servizio, può essere disposto, d'ufficio, il trasferimento del costituendo giudice di pace e/o vice procuratore onorario ad altra sede; prevedere, infine, gli effetti delle sanzioni disciplinari ai fini della conferma nell'incarico; disciplinare il procedimento per l'applicazione delle sanzioni disciplinari, anche tenendo conto dei principi previsti dall'articolo 9, comma 4, della legge 21 novembre 1991, n. 374. Per quanto concerne misure volte a prevedere e regolamentare, per la costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, l'attività di solo coordinamento, rispettivamente, del Presidente di Tribunale e del Procuratore della Repubblica, nel rispetto della autonomia ed indipendenza della funzione giurisdizionale esercitata, il suo Gruppo richiede di: prevedere che il Presidente del Tribunale eserciti sulla categoria dei costituendi giudici di pace attività di coordinamento degli stessi, provvedendo, nel contempo, all'espletamento di tutti i compiti di gestione del personale amministrativo, come assegnato al costituendo ufficio del giudice di pace; prevedere che il Procuratore della Repubblica eserciti sulla categoria dei costituendi vice procuratori onorari attività di coordinamento degli stessi, in accordo con il Presidente del Tribunale, provvedendo, nel contempo, all'espletamento di tutti i compiti di gestione del personale amministrativo, come assegnato al costituendo ufficio del vice procuratore onorario; prevedere che il Presidente del Tribunale provveda, ogni quattro anni, a formulare al competente Presidente della Corte di Appello la proposta della precipua tabella di organizzazione del Tribunale, nella quale andranno inseriti i costituendi giudici di pace, come appartenenti al costituendo ufficio del giudice di pace; prevedere che il Procuratore della Repubblica, ogni quattro anni, in accordo con il Presidente del Tribunale, provveda a formulare al competente Presidente della Corte di Appello la proposta della precipua tabella di organizzazione dell'ufficio dei vice procuratori onorari, nel quale andranno inseriti i costituendi vice procuratori onorari; prevedere che sia gli affari civili che quelli penali siano assegnati, rispettivamente, ai costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari, sulla base di criteri prestabiliti ed oggettivi, che favoriscano il buon andamento, rispettivamente, del Tribunale di riferimento e della Procura della Repubblica di riferimento, mediante ricorso a procedure di assegnazione automatiche, come quelle in essere per i magistrati togati. Per quanto concerne misure volte a prevedere la modalità di liquidazione di un equo compenso, in favore della costituenda categoria dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari, per lo svolgimento della precipua funzione giurisdizionale, si propone di: prevedere che, ai costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari, venga corrisposto un compenso annuo pari al trattamento economico stipendiale annuo spettante ad un magistrato togato, dopo la prima valutazione; prevedere che ai costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari, non iscritti alla cassa forense o ad altro sistema previdenziale pubblico, siano estese le disposizioni di cui alla legge n. 1077 del 6 dicembre 1966, di cui alla legge n. 336 del 24 maggio 1970, di cui all'art.90 dell'ordinamento giudiziario, e tutte le disposizioni legislative a favore del personale non di ruolo dello Stato e ciò a decorrere dal 1° gennaio 2010; prevedere che ai costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari, i quali abbiano scelto di esercitare in via esclusiva la funzione giurisdizionale, con rinuncia all'espletamento dell'attività forense, venga riconosciuto ed effettuato il passaggio dei contributi previdenziali, dagli stessi già versati, alla cassa forense, alla nuova forma previdenziale, con precipuo conteggio e computo degli effettuati versamenti previdenziali, in relazione al predisponendo inquadramento stipendiale e contributivo e ciò anche a mero titolo di contribuzione figurativa. Per quanto concerne misure volte a operare la ricognizione e il riordino della disciplina in materia di formazione professionale, a nome del suo Gruppo propone di: prevedere che i costituendi giudici di pace partecipino, unitamente ai magistrati togati, alle riunioni trimestrali organizzate dal Presidente del Tribunale o da un giudice professionale da lui delegato, per l'esame delle questioni giuridiche più rilevanti, di cui si sia curata la trattazione, per la discussione delle soluzioni adottate e per favorire lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi innovative; prevedere che i costituendi vice procuratori onorari partecipino, unitamente ai magistrati togati alle riunioni trimestrali organizzate dal Procuratore della Repubblica o da un magistrato professionale da lui delegato, per l'esame delle questioni giuridiche più rilevanti di cui si sia curata la trattazione, per la discussione delle soluzioni adottate e per favorire lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi innovative; prevedere che i costituendi giudici di pace e vice procuratori onorari partecipino ai corsi di formazione decentrata, organizzati con cadenza almeno semestrale, secondo programmi indicati dalla Scuola Superiore della Magistratura; prevedere che la partecipazione alle riunioni trimestrali e alle iniziative di formazione sia obbligatoria e che la ripetuta mancata partecipazione, senza giustificato motivo, sia valutata negativamente ai fini della conferma nell'incarico giurisdizionale. Dopo che il PRESIDENTE ha assicurato ai Gruppi che il fatto nuovo procedurale avvenuto in Comitato ristretto comporterà per tutti la possibilità di nuovi interventi prima della delibera di assunzione del testo base, il seguito dell'esame congiunto è rinviato. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA Stante la comunicazione resa dalla senatrice VALENTE ( PD ), in ordine alla possibile accelerazione della tempistica di esame in sede referente del disegno di legge n. 1928, la Commissione conviene di riunirsi nuovamente alle ore 13, e comunque alla sospensione dei lavori dell'Assemblea, se successiva, per la trattazione in sede consultiva del predetto disegno di legge e per i punti non trattati nella presente seduta. La seduta termina alle ore 10.