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Riscossione delle imposte sul reddito - Cartella esattoriale - Termine ordinatorio, sostanzialmente indefinito, per la notifica e mancata previsione di avviso bonario - Lamentata lesione del diritto di difesa e disparità di trattamento, rispetto al contribuente soggetto ad accertamento ordinario - Omessa ricerca di interpretazione adeguatrice - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale -, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dell'art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - nel testo anteriore alla modifica operata dall'art. 6 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, in quanto non prevede che al contribuente soggetto all'accertamento formale ex art. 36-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 sia anche notificata – diversamente che al contribuente soggetto ad accertamento ordinario – la cartella esattoriale nel termine di cui all'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, né in altro termine perentorio, così lasciandolo indefinitamente esposto alla pretesa del fisco e menomato, per la distanza tra fatto e contestazione, nel diritto di difesa. Il rimettente, infatti, che ben avrebbe potuto adottare una interpretazione dell’art. 25 del d. P. R. n. 602 del 1973, nel senso del carattere perentorio dei termini cui è assoggettato l’esattore per la notifica della cartella, idonea a fugare i dubbi di costituzionalità sollevati, si è, viceversa, limitato a rifiutare tale interpretazione sulla base di un in conferente argomento lasciando incompiuto quel doveroso tentativo di ricercare un'interpretazione adeguatrice del testo di legge denunciato, al quale ciascun giudice è, comunque, tenuto prima di proporre l'incidente di costituzionalità. - Sul dovere di ricercare una interpretazione adeguatrice della norma impugnata, v. ordinanza, citata, n. 592/2000.