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ANNESSO Note interpretative 1. Resta inteso che i requisiti di cui al paragrafo I (A) dell'articolo II, concernente l'adozione di misure per l'efficace utilizzazione delle risorse, comprendono, per quanto si riferisce alle merci fornite ai termini dell'Accordo, misure efficaci per la salvaguardia di tali merci e per impedire la loro diversione verso mercati o vie commerciali illegali o irregolari. 2. Resta inteso che gli obblighi di cui al paragrafo 1 (C) dell'articolo II, di pareggiare il bilancio non appena possibile, non escludono che si possano verificare dei disavanzi per un periodo di breve durata ma comportano una politica finanziaria basata sul pareggio del bilancio a lunga scadenza. 3. Resta inteso che metodi e intese di affari di cui al paragrafo 3 dell'articolo II significano: a) fissare prezzi, clausole o condizioni da osservarsi nelle trattative con terzi per l'acquisto, la vendita o l'affitto di qualsiasi bene; b) escludere imprese da, o assegnare o spartire fra le stesse, un determinato mercato territoriale o campo di attività di affari; o ripartire la clientela o fissare aliquote per vendite o acquisti; c) applicare misure discriminatorie contro determinate imprese; d) limitare la produzione o fissare quote di produzione; e) impedire, mediante accordi, lo sviluppo o l'applicazione di tecnologie o invenzioni coperte o meno da brevetto; f) estendere l'uso di diritti coperti da brevetti, marchi commerciali o diritti di fabbrica concessi dall'uno o dall'altro dei due Paesi, a materie che, ai sensi delle loro leggi e regolamenti non rientrino nell'ambito di tali concessioni od a prodotti o condizioni di produzione, di uso o di vendita che similmente non siano contemplati da tali concessioni; g) qualsiasi altra pratica di affari che i due Paesi convengano di aggiungere. Quanto sopra riproduce la definizione di metodi d'affari restrittivi contenuta nell'articolo 46, paragrafo 3, della Carta dell'Avana dell'I. T. O. 4. Resta inteso che il Governo italiano si obbliga ad adottare misure nei singoli casi in conformità al paragrafo 3 dell'articolo II soltanto dopo opportuna inchiesta o esame. 5. Resta inteso che la frase dell'articolo V "dopo aver tenuto debito conto delle ragionevoli necessità dell'Italia per le sue esigenze interne" comprende il mantenimento di scorte ragionevoli delle materie prime in questione e che la frase "esportazione commerciale" può comprendere scambi compensati. Resta altresì inteso che intese negoziate ai termini dell'articolo V possono opportunamente comprendere disposizioni per consultazione, in conformità ai principi dell'articolo trentadue della Carta dell'Avana per l'Organizzazione Commerciale Internazionale, nell'eventualità di liquidazione delle scorte. 6. Resta inteso che il Governo degli Stati Uniti d'America nell'effettuare le notifiche di cui al paragrafo 3 dell'articolo IX terrà presente l'opportunità di limitare, per quanto possibile, il numero dei funzionari per i quali saranno richiesti pieni privilegi diplomatici. Resta altresì inteso che l'applicazione particolareggiata, dell'articolo IX sarà oggetto, ove necessario, di discussione fra i due Governi. 7. Resta inteso che al Governo italiano non verrà richiesto, ai termini del paragrafo 2 a) dell'articolo VII, di fornire informazioni dettagliate su progetti di secondaria importanza, o informazioni riservate di natura commerciale o tecnica, la divulgazione delle quali verrebbe a danneggiare legittimi interessi commerciali. 8. lesta inteso che qualora il Governo italiano accetti, a termini e condizioni opportune, la giurisdizione obbligatoria della Corte Internazionale di Giustizia ai termini dell'articolo 36 dello statuto della Corte, i due Governi si consulteranno al fine di sostituire la seconda frase del paragrafo 1 dell'articolo X con una disposizione del genere della seguente: "resta inteso che l'impegno di ciascun Governo nei riguardi di reclami o ricorsi sostenuti dall'altro Governo ai termini del presente paragrafo viene assunto in base e nei limiti dei termini e delle condizioni di quell'effettivo riconoscimento che è stato accordato in precedenza alla giurisdizione obbligatoria della Corte Internazionale di Giustizia, ai termini dell'articolo 36 dello Statuto della Corte.