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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 174 BAGNAI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE CONSULTIVA 1721 - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Relazione alla 14ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 19 maggio. La relatrice DRAGO ( M5S ), dopo aver richiamato i punti salienti della propria relazione, preannuncia che la proposta di parere che sottoporrà alla Commissione conterrà una osservazione relativa ad una direttiva che concerne anche le competenze della Guardia di finanza. Prende atto la Commissione. La senatrice BOTTICI ( M5S ), in considerazione della complessità del provvedimento, chiede di rinviare l'inizio della discussione generale. Informa peraltro che, per quanto riguarda gli ambiti di competenza della Commissione, sono stati depositati presso la 14 a Commissione degli utili contributi da parte degli auditi. Si associa alla richiesta il senatore MARINO ( IV-PSI ), che esprime l'opportunità di approfondire la documentazione disponibile. Il PRESIDENTE condivide la proposta dei colleghi e la sottopone alla Commissione, che conviene. Incidentalmente manifesta poi perplessità sullo strumento della legge di delegazione europea, che a suo parere rappresenta una sorta di provvedimento omnibus di recepimento delle direttive e dei regolamenti europei. Riconosce che la legge n. 234 del 2012 consente tale recepimento anche al di fuori della legge di delegazione europea, ma giudica una simile previsione di difficile attuazione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri o al Corpo nazionale dei vigili del fuoco DDL 1443 Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri o al Corpo nazionale dei vigili del fuoco DDL 1521 Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco o al Corpo di polizia penitenziaria (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 19 maggio. Il PRESIDENTE informa che alla scadenza del termine non sono stati presentati emendamenti o ordini del giorno al testo unificato. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) informa che per un disguido non è stato possibile presentare un emendamento. Chiede quindi se sia possibile riaprire il termine degli emendamenti. Dopo un breve dibattito nel quale prendono la parola i senatori MARINO ( IV-PSI ), MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) e DE BERTOLDI ( FdI ), il PRESIDENTE , verificato il consenso della Commissione, acconsente ad una trasmissione in tempi solleciti, specificando che non si tratta di una riapertura dei termini. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. Modifica all&#39;articolo 57 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di pagamento dell&#39;imposta di registro sugli atti giudiziari DDL 892 Modifica all'articolo 57 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di pagamento dell'imposta di registro sugli atti giudiziari (Discussione e rinvio) Il relatore BUCCARELLA ( Misto ) fa presente che il disegno di legge di iniziativa del gruppo Movimento 5 stelle, a prima firma senatrice Gaudiano, reca modifica all'articolo 57 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, in materia di pagamento dell'imposta di registro sugli atti giudiziari; si compone di un solo articolo, di un unico comma. In premessa ricorda che il decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 reca il testo unico delle norme sull'imposta di registro, che definisce con completezza tutti gli aspetti giuridici dell'imposta e gli elementi procedurali. Il disegno di legge muove dalla constatazione di una disfunzione tra l'assolvimento dell'imposta e l'utilizzo della sentenza registrata. Per chiarire tale punto di vista, il relatore ripercorre brevemente le disposizioni del citato decreto del Presidente della Repubblica: l'articolo 16 chiarisce che la registrazione è eseguita, "previo pagamento dell'imposta liquidata"; il pagamento è una condizione per effettuare la registrazione; l'articolo 18 specifica che "la registrazione, eseguita ai sensi dell'articolo 16, attesta l'esistenza degli atti a attribuisce ad essi data certa"; l'articolo 37 prevede che "Gli atti dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili, che definiscono anche parzialmente il giudizio, i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti che dichiarano esecutivi lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci nello Stato sentenze straniere, sono soggetti all'imposta, anche se al momento della registrazione sono stati impugnati o sono ancora impugnabili"; infine l'articolo 57 prevede che "sono solidalmente obbligati al pagamento dell'imposta (...) le parti in causa". Il relatore osserva che, come rilevato anche dai proponenti, nella pratica corrente la parte soccombente non versa l'imposta e la parte vincitrice della causa civile si fa carico delle spese di registrazione della sentenza per l'intero ammontare, pur di poter ottenere la utilizzabilità dell'atto giudiziario. In tal caso, i mezzi giudiziari per rivalersi sulla parte soccombente sono molto onerosi e in caso di mancato versamento l'Agenzia delle entrate riscossione si rivolge ad entrambi le parti. Per tali motivi si propone di prevedere che le spese relative al versamento dell'imposta di registro siano attribuite alla parte soccombente. Passando a svolgere alcune considerazioni di commento, il relatore ritiene che, per una migliore redazione normativa, sarebbe preferibile premettere al comma 1 l'espressione "In deroga a quanto previsto dal primo periodo, ..." altrimenti nello stesso comma sarebbero inserite due diverse previsioni per la stessa fattispecie. In sostanza, rispetto all'insieme degli atti giudiziari, solo per quelli "in materia di controversie civili che definiscono anche parzialmente il giudizio" (secondo la espressione che ritroviamo anche nell'articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica), il principio generale del pagamento in solido non vale e si prevede il pagamento della parte soccombente. In termini formali, il disegno di legge non prevede correttamente una norma di copertura, poiché non si prevede un maggior onere o una minore entrata; in termini sostanziali viceversa andrebbe forse posto un problema, ma sarà la valutazione della commissione 5 a dare indicazioni in proposito. Nel merito, va tenuto presente che se l'anomalia è causata dal mancato versamento della parte soccombente, addossare per legge l'onere ad essa non sembra in grado di risolvere la problematica: in caso di inerzia e di mancato pagamento, la parte vincitrice non avrebbe oltretutto strumenti immediati e concreti per ottenere la registrazione della sentenza. Forse una misura alternativa, per tutelare maggiormente la parte vincitrice, potrebbe essere di non modificare il principio generale del pagamento in solido e prevedere un credito di imposta o di detrazione del 50 percento a favore della parte vincitrice, in caso di pagamento per intero, lasciando poi all'Agenzia della riscossione l'onere di rivalersi sulla parte soccombente. Conclude con un'ulteriore osservazione, ritenendo possibile un'ulteriore alternativa, con la previsione dell'obbligo di versamento a carico della parte vincitrice in via surrogatoria rispetto alla parte soccombente dopo che l'Agenzia delle entrate ha esperito inutilmente il recupero del mancato versamento. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) in premessa manifesta perplessità sull'efficacia del sistema giudiziario italiano e, pur comprendendo le finalità del provvedimento, avanza una proposta alternativa, che avrebbe una duplice funzione, da un lato semplificare le procedure e, dall'altro, rendere certi i costi del procedimento giudiziario. A suo parere infatti, piuttosto che spostare l'onere delle spese di registrazione esclusivamente sulla parte soccombente, sarebbe più opportuno contemplare tutti gli oneri del procedimento nel contributo unificato, che costituisce l'onere per introdurre e dare corso ad un procedimento giudiziario in sede civile e amministrativa. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) ricorda i lunghi tempi della giustizia civile così come quelli delle risoluzioni alternative delle controversie, che pure avrebbero dovuto essere molto più brevi. Manifesta poi apprezzamento per il principio sotteso al provvedimento in esame, che potrebbe anche costituire un freno alle cosiddette liti temerarie. Chiede tuttavia se non sarebbe opportuno prevedere anche una disposizione sugli oneri finanziari, in quanto, a suo parere, si potrebbe configurare un minore incasso per l'Erario. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) riconosce al provvedimento il merito di affrontare un problema reale e di proporre una soluzione ragionevole, anche se giudicherebbe opportuno indicare i termini entro cui la parte soccombente deve provvedere al pagamento delle spese di registrazione. Quanto alla proposta del senatore De Bertoldi, pur ragionevole, manifesta la propria contrarietà, in quanto la scelta di aumentare la quota da destinare al contributo unificato, pur potendo semplificare le procedure, limiterebbe l'accesso alla giustizia, riservandolo quasi esclusivamente ai più abbienti. In proposito, ricorda le recenti esperienze che hanno riguardato la giustizia amministrativa, con una diminuzione delle cause in forza dell'aumento dei costi, che sono diventati inaccessibili, sancendo una discriminazione sulla base del reddito. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) giudica condivisibile il testo in discussione e invita il senatore De Bertoldi a riconsiderare il proprio giudizio e la proposta alternativa avanzata, che potrebbe comportare troppe complicazioni. Il provvedimento infatti offre l'opportunità di procedere con un accordo politico trasversale e permette al Parlamento di offrire rapidamente il proprio contributo per la soluzione di un problema molto sentito. Il senatore LANNUTTI ( M5S ) ricorda che l'aumento del contributo unificato è stato voluto proprio per ridurre l'accesso alla giustizia e deflazionare il sistema giudiziario e ritiene quindi inopportuno procedere a ulteriori aumenti. Evidenzia poi la perdita di prestigio della magistratura, anche a causa delle notizie emerse dalle intercettazioni disposte dalla procura di Perugia, che ha minato ulteriormente la fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia. In proposito richiama il giudizio molto negativo espresso in passato da Ferdinando Imposimato sulle correnti in magistratura - in proposito si dichiara favorevole al sorteggio per l'elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura - ed esprime solidarietà al senatore Salvini e a tutti coloro che sono stati oggetto di considerazioni confidenziali da parte di giudici, magari titolari del procedimento che li riguarda. Infine ricorda i successi giudiziari ottenuti dall'Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) di cui è stato presidente, anche presso la Corte costituzionale a tutela dei consumatori contro lo strapotere delle banche e della finanza. Il senatore SAVIANE ( L-SP-PSd'Az ) si dichiara amareggiato per la scarsa solidarietà espressa nei confronti del senatore Salvini e sottolinea la scarsa fiducia dei cittadini nei confronti, sia della giustizia, per i costi esagerati, che possono mettere a repentaglio anche la solidità di un'azienda, sia dei magistrati, per alcune sentenze discutibili. Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Interviene in replica il relatore BUCCARELLA ( Misto ), che giudica suggestiva, la proposta del senatore De Bertoldi ma non accoglibile. Ritiene errato equiparare il contributo unificato e l'imposta di registro. Il primo infatti è l'importo dovuto al momento della iscrizione a ruolo ed è stabilito in relazione a scaglioni, mentre la seconda è una tassazione indiretta, quindi non viene applicata sulla registrazione in quanto tale, ma trova il suo presupposto nel trasferimento di ricchezza, e negli effetti giuridici della causa. Si dichiara comunque disponibile ad un approfondimento sul punto. Conferma che il progressivo aumento del contributo unificato è stato voluto per disincentivare il ricorso alla giustizia e ricorda che fino al 2002 la registrazione della sentenza era addirittura necessaria per riconoscerne l'efficacia esecutiva. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) chiede al rappresentante del Governo l'entità delle entrate annue per lo Stato derivanti dalle spese di registrazione delle sentenze. Il sottosegretario VILLAROSA si riserva di fornire al più presto i dati richiesti. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE rinvia il seguito della discussione. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore LANNUTTI ( M5S ) sollecita la risposta all'interrogazione 3-01588, a sua prima firma. Il PRESIDENTE assicura che prenderà gli opportuni contatti col Governo. Informa inoltre che, con riferimento ai disegni di legge nn. 788, 79 e 1287, in materia di recupero crediti in sofferenza, dà conto brevemente dell'orientamento emerso in Capigruppo e di cui ha informato la Presidenza del Senato in merito allo svolgimento delle audizioni in presenza di soggetti esterni nelle giornate di lunedì, venerdì o giovedì pomeriggio; informa poi che sono pervenuti dagli auditi ulteriori contributi scritti, che sono a disposizione dei commissari. Il senatore FENU ( M5S ) ritiene che le audizioni si possano svolgere in videoconferenza, con ciò permettendo la partecipazione anche di senatori assenti per comprensibili motivi di cautela come il senatore Sciascia . Il PRESIDENTE esprime apprezzamento per la proposta del senatore Fenu. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) propone di chiedere alla Presidenza del Senato la possibilità di svolgere le audizioni in presenza nella tarda mattinata di martedì. Il senatore MARINO ( IV-PSI ) evidenzia le particolari condizioni del trasporto nazionale e invita a valutare con attenzione l'organizzazione del calendario delle audizioni. Il PRESIDENTE , valutate le posizioni espresse, rinvia la discussione sul tema all'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi già convocato per domani alle ore 14. La seduta termina alle ore 16,25.