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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 43 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO AG n. 80 Intese, raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell'Unione europea, per garantire le condizioni necessarie per l'esercizio del voto degli italiani residenti nei Paesi membri dell'Unione europea nelle elezioni per il Parlamento europeo Doc n. 80 Intese, raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell'Unione europea, per garantire le condizioni necessarie per l'esercizio del voto degli italiani residenti nei Paesi membri dell'Unione europea nelle elezioni per il Parlamento europeo (Parere al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ai sensi dell'articolo 25 della legge 24 gennaio 1979, n. 18. Esame. Parere favorevole) Il senatore VESCOVI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra l'Atto del Governo sottoposto all'esame della Commissione, recante la relazione sulle intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell'Unione europea per garantire l'effettiva possibilità dell'esercizio del voto dei cittadini italiani residenti nei Paesi membri dell'Unione, presso le sezioni elettorali istituite dalla rete diplomatico-consolare, in vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo. Su tale documento la Commissione è tenuta, ai sensi della legge n. 18 del 1979, a formulare un parere, entro l'8 maggio, in modo da consentire al Governo di emanare un comunicato attestante il raggiungimento delle intese in questione. Le intese sono finalizzate a garantire, in particolare, la segretezza e la libertà del voto, la parità fra i partiti politici italiani, l'assenza di pregiudizio per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori italiani, la libertà di riunione e di propaganda politica, oltre alle condizioni necessarie per l'approntamento delle sezioni elettorali e per l'applicazione della legislazione italiana all'interno delle stesse. Precisa che alle note verbali concernenti le intese sottoscritte con gli altri 26 Paesi membri dell'Unione europea, è stata poi aggiunta anche quella relativa al Regno Unito, a seguito delle recenti evoluzioni dello scenario relativo alla Brexit e come effetto delle decisioni assunte in relazione ai nuovi termini di recesso decisi dal Consiglio Europeo dello scorso 10 aprile. I termini delle intese raggiunte con i Paesi membri dell'Unione europea sono sintetizzati in una nota allegata al documento, in cui sono posti in evidenzia i casi in cui le autorità locali abbiano subordinato il loro consenso a specifiche condizioni, come il divieto di svolgimento della campagna elettorale prima di tre mesi dalla data delle elezioni (nel caso della Danimarca), la richiesta di istituire sezioni elettorali e di far svolgere le operazioni di voto nell'ambito dei locali degli Uffici diplomatico-consolari o dei locali Istituti italiani di cultura (nei casi di Estonia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) e il divieto di ingenerare confusione nello svolgimento della campagna informativa organizzata per la scelta dei rappresenti locali (nel caso del Lussemburgo, della Polonia e del Portogallo). Per quanto riguarda la data di svolgimento della tornata elettorale, gli altri Paesi dell'Unione non hanno posto obiezioni a che le operazioni di voto possano svolgersi nelle giornate di venerdì 24 maggio 2019, fra le 17 e le 22 (in considerazione del dovere di osservare il riposo sabbatico delle persone di religione ebraica) e di sabato 25 maggio 2019, fra le 7 e le 22, e ciò al fine di permettere il successivo trasferimento in Italia delle schede votate, in ragione del fatto che lo scrutinio sarà effettuato presso le Corti di appello dei capoluoghi delle cinque circoscrizioni elettorali in cui è suddiviso il territorio italiano. Nel sottolineare l'urgenza di concludere l'esame del procedimento, il RELATORE esprime, quindi, l'auspicio che la Commissione possa orientarsi verso un parere favorevole, tenendo conto dell'esigenza di consentire ai cittadini italiani lo svolgimento del voto nel territorio degli altri Paesi membri dell'Unione europea di loro residenza. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE invita il relatore VESCOVI ( L-SP-PSd'Az ) ad illustrare un conferente schema di parere favorevole (pubblicato in allegato), che riassume essenzialmente i punti contenuti nella relazione precedentemente svolta. Non risultando alcun ulteriore intervento, il PRESIDENTE quindi, verificata la presenza del numero di senatori necessario per deliberare, pone in votazione la proposta di parere favorevole predisposta dal relatore. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 DDL 1088 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Kenya relativo al Centro spaziale Luigi Broglio - Malindi, Kenya, con Allegato e Protocolli attuativi, fatto a Trento il 24 ottobre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 27 marzo. Il presidente PETROCELLI comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Candura a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Comunicazioni del Presidente sulla missione svolta in Iran dal 13 al 15 aprile 2019 Il presidente PETROCELLI informa che, nei giorni 13, 14 e 15 aprile 2019, si è recato, in rappresentanza della Commissione Affari esteri, emigrazione del Senato, a Teheran, su invito del Presidente dell'omologa Commissione del Parlamento iraniano, onorevole Heshmatollah Falahatpisheh. La visita - che ha avuto lo scopo precipuo di approfondire le relazioni interparlamentari bilaterali - è stata organizzata grazie all'ausilio dell'Ambasciata d'Italia a Teheran, diretta dall'ambasciatore Mauro Conciatori. Il primo della serie di incontri - svoltisi nelle giornate del 13 e 14 aprile - ha avuto come interlocutore proprio lo stesso presidente Heshmatollah Falahatpisheh, il quale ha tenuto preliminarmente a rievocare i tradizionali rapporti di amicizia e collaborazione tra Italia e Iran, specificando che tali legami, anche di "simpatia", vanno vivificati e, auspicabilmente, condotti verso un binario di cooperazione "privilegiata" tra i due Paesi. E' passato, quindi, a commentare criticamente la circostanza per cui, nell'attuale contingenza storica, l'Iran continua a pagare ingiustamente le conseguenze, anche economiche, dell'unilateralismo americano, che si è di nuovo manifestato negli ultimi giorni attraverso la nefasta decisione di considerare i pasdaran - ovvero un corpo ufficiale dell'esercito iraniano, che, tra l'altro, ha giocato un ruolo fondamentale nella lotta contro l'ISIS in Siria - come un'entità terroristica. Il presidente Falahatpisheh si è soffermato poi sulla situazione in Libia, mettendo in rilievo come, anche rispetto a tale Paese, siano in atto forti ingerenze esterne, notoriamente da parte dell'Arabia Saudita, che mirano a destabilizzarne pericolosamente la pace e l'equilibrio geopolitico. L'Iran, da parte sua, ripone numerose aspettative nei confronti dell'Italia e dell'Europa, culla di civiltà millenarie, che sono state portatrici di valori universali, tenuti in grande considerazione nel proprio Paese: al riguardo, basti considerare la cultura giuridica derivante dall'epoca romana, che sostiene il rispetto delle regole del diritto internazionale, che, invece, è oggi platealmente violato dal presidente Trump. Secondo l'oratore, la predisposizione dell'Iran a ritrovare nell'Europa un partner con cui intavolare una speciale collaborazione sembra, invece, non essere corrisposta dagli europei, i quali, a parole dichiarano di voler instaurare una reale partnership con l'Iran, ma, poi, nei fatti, finiscono con allinearsi alle posizioni aggressive del loro alleato americano. Il presidente Petrocelli ha replicato ringraziando per l'opportunità di svolgere una proficua visita di approfondimento della realtà iraniana, e ribadendo la forte convinzione del nuovo Governo in carica in Italia di rafforzare, in modo sostanziale, i contatti e le relazioni tous azimuts con il popolo ed il Governo dell'Iran, nel solco della tradizionale e consolidata amicizia esistente tra i due Stati. Ha tenuto, quindi, a sottolineare che l'Italia reputa l'Iran un player cruciale per l'equilibrio e la stabilità dell'intera regione medio-orientale e del Golfo persico, considerando ciò un dato di fatto imprescindibile e di cui, conseguentemente, tutti devono tenere conto. Ha espresso, in seguito, la piena solidarietà del Senato italiano per i recenti eventi alluvionali che hanno flagellato larghe zone dell'Iran, ricordando, al riguardo, che un aereo italiano è in procinto di portare aiuti di prima necessità per le popolazioni colpite. Quanto, infine, all'instaurazione di una collaborazione strutturale tra le due Commissioni esteri, il presidente Petrocelli ha fatto presente che la relativa bozza di protocollo, elaborata congiuntamente, deve essere sottoposta al vaglio finale della Commissione del Senato e, successivamente, potrà essere sottoscritta tra le parti. Avuto riguardo a tale ultimo aspetto, il presidente Falahatpisheh ha concordato con tale procedura e tale tempistica, esprimendo l'augurio che detto protocollo possa essere firmato in un'ulteriore occasione di incontro. La seconda riunione ha avuto luogo con l'onorevole Parvaneh Salahshouri, Presidente del Gruppo parlamentare di Amicizia Iran-Italia, la quale ha prospettato l'avvio di una nuova fase di promozione delle relazioni parlamentari bilaterali, partendo dal presupposto che i due Paesi sono accomunati da una storia millenaria, che spinge, per un'empatia naturale, ad una mutua collaborazione. In proposito, il presidente Petrocelli ha informato che, presso il Parlamento italiano, è stato da poco istituito, nell'ambito dell'UIP, il corrispettivo Gruppo di amicizia Italia-Iran, che ha come Presidente il senatore Dario Parrini, garantendo che, appena sarà operativo, il suddetto Gruppo incontrerà l'Ambasciatore dell'Iran a Roma per mettere in cantiere le prime linee di azione ed i programmi di attività. Secondo l'onorevole Salahshouri, la collaborazione tra i due Paesi, grazie anche all'azione dei suddetti Gruppi di amicizia, potrà essere di grande aiuto soprattutto in questo difficile periodo storico che registra l'inasprimento del regime sanzionatorio verso l'Iran. Al riguardo, ha chiesto al suo interlocutore italiano di far veicolare un messaggio molto importante: l'Iran è un Paese pacifico, diversamente da quanto descritto dai media occidentali, che vuole vivere in equilibrio con i vicini dell'area. Qualora, malauguratamente, dovesse essere realizzato un attacco militare degli Stati Uniti contro il proprio Paese, le successive conseguenze si ripercuoterebbero non solo sull'Iran, ma avrebbero effetti sul mondo intero. A suo modo di vedere, sarebbe, invece, fortemente auspicabile incrementare lo scambio di aiuti scientifici ed umanitari in entrambe le direzioni Occidente-Iran, in quanto questi ultimi, notoriamente, producono effetti che vanno a giovamento dei popoli. A tale riguardo, il presidente Petrocelli ha reiterato la solidarietà per le vittime degli eventi alluvionali intercorsi nelle scorse settimane, preconizzando la possibilità di uno scambio di esperienze tecniche, anche mediante un'unità di geologi, considerato che l'Italia ha un consolidato sistema di protezione civile, specializzato anche nel dissesto idrogeologico. In seguito, si è realizzata la possibilità di incontrare il Presidente del Majlis (Parlamento), onorevole Ali Larjiani, a cui si è rivolto il presidente Petrocelli, mettendo in risalto come il nuovo Esecutivo italiano, scaturito dalle elezioni del 2018, abbia la convinta intenzione di essere più vicino all'Iran e alle esigenze del popolo iraniano. Il presidente Larjiani, nel confermare tale punto di vista, ha messo in rilievo la profondità delle radici storiche esistenti tra i due Paesi e ringraziato per le parole sincere di vicinanza. A suo modo di vedere, anche e soprattutto dal versante parlamentare, il contatto diretto tra le Commissioni esteri può fare molto per imbastire una rafforzata cooperazione tra i due Paesi. Ha chiesto, quindi, delucidazioni in merito alle perplessità italiane nella realizzazione del waiver petrolifero da parte di ENI. Su quest'ultimo punto, il presidente Petrocelli ha spiegato che effettivamente esistono delle difficoltà, in quanto ENI rappresenta, come noto, una società che agisce in un contesto di libero mercato e, conseguentemente, non avendo ricevuto assicurazioni sui cosiddetti contratti ancillari, ha ritenuto di non avvalersi dell'esenzione temporanea concessa dagli Stati Uniti. Il presidente Larjiani ha, quindi, chiesto lumi sulla posizione italiana in Libia, specificando che, a suo avviso, l'Unione europea dovrebbe assumere una posizione più assertiva, soprattutto per quanto concerne l'appoggio alle varie fazioni in lotta. Quanto alle relazioni UE-Iran, ha auspicato che giunga finalmente il momento di passare dalle parole di solidarietà a fatti concludenti, soprattutto in materia di acquisto del greggio iraniano e di sanzioni. A tale proposito, il presidente Petrocelli, dopo aver spiegato l'atteggiamento dell'Italia nel complicato scacchiere libico, ha sottolineato che il proprio Governo riconosce senza alcuna remora il ruolo dell'Iran nella lotta contro l'ISIS, nonché la sua funzione fondamentale di interlocutore primario nella regione mediorientale. Ha ribadito ulteriormente, inoltre, la volontà dell'attuale compagine governativa di modificare l'approccio complessivo dei rapporti verso l'Iran, come, del resto, è stato già realizzato nei confronti della Cina, aderendo, in maniera autonoma, al progetto della Via della Seta. Il successivo incontro si è tenuto con il Ministro degli affari esteri, onorevole Mohammad Javad Zarif, il quale ha esordito rimarcando le iniziative, molto pericolose, messe in campo di recente dagli Stati Uniti, che rischiano di attentare alla sicurezza regionale e mondiale e che si concretano, in sintesi: nello spostamento della loro Ambasciata presso lo Stato di Israele, da Tel Aviv a Gerusalemme, nel riconoscimento dell'occupazione israeliana delle alture del Golan e nell'inclusione della forza armata dei pasdaran tra i gruppi terroristici. Secondo il Ministro, si tratta di deliberazioni prese in totale spregio del diritto internazionale. A tale riguardo, l'Unione europea, che è una istituzione basata sul multilateralismo, dovrebbe cercare di far capire al Presidente degli Stati Uniti che non è questa la strada da percorrere: a questo riguardo, tuttavia, non si riesce a comprendere perché gli europei continuino a subire i diktat americani nell'ambito del G7, dove, peraltro, essi costituiscono la maggioranza di tale assise. Se, purtroppo, l'Occidente continuerà con tale politica aggressiva, l'Iran sarà costretto, suo malgrado, ad irrigidire la sua posizione e a prendere delle contromisure. Per quanto riguarda i rapporti bilaterali con l'Italia, l'interlocutore riconosce che, in tanti anni di esperienza, non ha mai avuto modo di riscontrare particolari ostacoli o difficoltà, proprio in ragione della sintonia che intercorre, da tanto tempo, tra i due Paesi. Anche le relazioni economiche potrebbero essere sviluppate verso assetti ottimali, considerato che l'economia italiana è basata prevalentemente su piccole e medie imprese che hanno sempre saputo operare al meglio con i loro partner iraniani. Il Ministro ha tenuto, quindi, a far presente che il sistema INSTEX, da poco costituito, rappresenta una pregevole piattaforma di avvio per incrementare progressivamente l'interscambio bancario e commerciale con l'Iran. Per quanto concerne, infine, la situazione sul terreno in Libia, egli ha stigmatizzato - parlando da amico dell'Italia - l'azione sotterranea dell'Arabia Saudita e degli Emirati, che rischia di compromettere una soluzione pacificatrice tra i vari contendenti e che potrebbe comportare gravi rischi e conseguenze nefaste anche per l'Italia. Il presidente Petrocelli, dopo aver ringraziato l'interlocutore soprattutto per la franchezza delle sue osservazioni, ha confermato che il Governo italiano in carica vuole nei fatti accrescere le relazioni, peraltro già consolidate e risalenti nel tempo, tra i due Stati. Al contempo, ha manifestato condivisione per non pochi dei rilievi espressi dal Ministro Zarif. Ad esempio, per quanto attiene alla menzionata questione del Golan, ha rammentato la recente affermazione del presidente Mattarella, il quale ha dichiarato, in modo chiaro, che i confini territoriali non si modificano in maniera unilaterale. La Commissione esteri del Senato - ha, poi, continuato il presidente Petrocelli - sta, in questo momento, focalizzando la sua attenzione su due priorità della politica estera italiana, la Russia ed il Corno d'Africa. Al termine della disamina di queste due questioni, tuttavia, sarà approfondita la tematica, anch'essa di preminente interesse nazionale, delle risorse energetiche provenienti dal Golfo Persico e, quindi, dell'Iran. Si è tenuto, in seguito, l'incontro con Ali Velayati, Consigliere della Guida Suprema per la politica internazionale, al quale il presidente Petrocelli ha fatto presente che lo scopo della visita senatoriale è quello di rilanciare le relazioni con l'Iran , a livello sia parlamentare che governativo. In effetti, l'Italia ha un interesse precipuo a che il quadrante mediorientale risulti stabilizzato e pacifico. L'interlocutore, dopo aver rinnovato i sensi dell'amicizia comune tra i due Paesi, ha rammentato che, fin dai tempi dell' ex Primo Ministro Andreotti, l'Italia si è sempre contraddistinta, agli occhi dell'Iran - differenziandosi, in questo, dagli altri Paesi europei - per il tratto di realismo con cui ha gestito le proprie relazioni con Teheran, anche, ad esempio, durante la sanguinosa guerra, durata 8 anni, tra il suo Paese e l'Iraq. Ha, quindi, ribadito la constatazione di un'Europa che rimane "tiepida" di fronte all'atteggiamento destabilizzante degli Stati Uniti per quanto attiene all'implementazione del Trattato di non proliferazione nucleare. Per l'Iran, inoltre, rimangono inaccettabili le decisioni USA sul riconoscimento del Golan e sull'inclusione dei pasdaran tra i gruppi terroristici, nonché il trasferimento dell'Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme. Si tratta di determinazioni arroganti e, per molti aspetti, anche ridicole, che avranno l'unico esito di incrementare la tensione a livello regionale e internazionale. Sotto tale profilo, il mondo prima di Trump era più accettabile e stabile. Il presidente Petrocelli ha risposto di concordare con gran parte dei rilievi enucleati, tenendo, comunque, a precisare che l'Italia, pur essendo alleata degli Stati Uniti, non segue necessariamente tutte le deliberazioni assunte da quest'ultimo. Ad esempio, in materia ambientale (vedi l'Accordo di Parigi sul clima), esiste una marcata diversità di opinioni, come anche non condividiamo l'abbandono del Trattato INF, né la scelta di spostare l'Ambasciata USA in Israele. Dal punto di vista italiano, ha continuato il presidente Petrocelli, si tratta di adottare un atteggiamento franco - come deve essere, del resto, con gli amici - sia con gli USA che con l'Iran. Ad ulteriore dimostrazione di questo assunto, possono essere richiamati, da un lato, l'intendimento di procedere autonomamente nel coinvolgimento al progetto della Via della Seta cinese, dall'altro, la dichiarazione del presidente Mattarella che ha condannato, in maniera inequivoca, la modifica unilaterale del confine sul Golan. Il consigliere Velayati, nell'apprezzare la chiarezza di tali affermazioni, ha espresso il convincimento che la pacificazione del Medio Oriente possa essere realizzata solo attraverso la volontà dei popoli che vivono nell'area, senza ingerenze esterne. I casi della Siria e dell'Iraq - e, purtroppo, lo stesso sta accadendo anche nello Yemen - stanno a dimostrare che la situazione politica degenera e precipita quando potenze straniere si ingeriscono negli affari interni di una nazione. Per quanto riguarda la Libia, egli ha esortato caldamente l'Italia a svolgere un ruolo più incisivo, senza dare l'impressione di "rimanere alla finestra", anche perché questo Paese costituisce un interesse strategico per Roma. Malauguratamente, anche qui è d'uopo constatare l'azione di soggetti esterni, ovvero, in particolare, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che cercano di condizionare pesantemente la posta in gioco, appoggiando il generale Haftar. Proprio per tali motivi, secondo il consigliere Velayati, l'Italia non può rimanere indifferente di fronte al caos libico, perché è in ballo la stessa sicurezza nel Mediterraneo e, conseguentemente, deve intervenire per pacificare questo Paese, insieme ai Paesi europei che sono mossi dallo stesso intento. Su tale specifico punto, il presidente Petrocelli ha assicurato che l'azione italiana in Libia si inscrive nel quadro delle determinazioni ONU e nella consapevolezza di un gioco complesso che vede protagonisti anche soggetti esterni destabilizzanti. Non occorre dimenticare, però, che l'Italia ha patrocinato l'importante Conferenza di Palermo, che è servita per mettere insieme gran parte degli attori in gioco, e che, in ogni caso, ha improntato la sua condotta ad un approccio che esclude in ogni caso, qualsiasi escalation della violenza, anche in linea con il proprio dettato costituzionale. Il consigliere Velayati ha concluso la riunione prendendo atto con soddisfazione che, per quanto concerne la Libia, le posizioni dell'Italia e dell'Iran sono assai simili, in quanto entrambi mirano a riconoscere il Governo legittimato dalle Nazioni Unite. Successivamente, ha avuto luogo la riunione con Mohammad Javad Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per i diritti umani del potere giudiziario, al quale il presidente Petrocelli ha sottolineato come la sua visita a Teheran abbia l'obiettivo di assicurare la continuità dei buoni rapporti bilaterali tra i due Paesi, soprattutto dal versante parlamentare. Il segretario Larijani, nel condividere anch'egli questo obiettivo, si è soffermato sulle specifiche modalità con le quali, a partire dalla Rivoluzione del 1979, il proprio Paese ha elaborato, in modo originale, un sistema di tutela dei diritti umani basato sui princìpi democratici e del razionalismo islamico, e che, occorre riconoscerlo, funziona egregiamente da ben 40 anni. Egli poi ha dato conto di una utile iniziativa italo-iraniana, che si concreta in seminari annuali volti ad approfondire i diversi risvolti e peculiarità del diritto europeo e del diritto islamico. Dal punto di vista della democrazia iraniana, l'Islam non costituisce un sistema di testi dogmatici e "congelati", bensì un insieme di regole che devono essere attualizzate prima di essere recepite. In ultima analisi, l'ordinamento islamico non si risolve esclusivamente in questioni filosofiche o teologiche ma, concretamente, anche e soprattutto nell'escogitazione di soluzioni per casi pratici. Il presidente Petrocelli ha replicato, al riguardo, esponendo l'evoluzione che ha portato ad affermare i valori giuridici di base nella Costituzione italiana (tra cui, a mero titolo di esempio, il rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali e l'abolizione della pena di morte), auspicando la continuazione dei menzionati seminari. Anche il segretario Larijani ha concluso mettendo in evidenza come Italia ed Iran, diversamente da quanto possa apparire, abbiano, in realtà, numerosi punti che li accomunano come, appunto, quello, testé citato, del rifiuto della guerra come mezzo della politica estera. Nella giornata del 15 aprile, la delegazione senatoriale si è trasferita a Isfahan per incontrare il Governatore della Regione, Abbas Rezaei. Il presidente Petrocelli, dopo aver illustrato al Governatore gli esiti degli incontri avuti nella capitale, ha messo in risalto l'importanza di conoscere anche le realtà locali dell'Iran, un Paese che ha in dote un patrimonio artistico ed architettonico unico al mondo e che presenta zone paesaggistiche e geologiche molteplici e diversificate. Il Governatore, nel riesumare un antico detto persiano, secondo cui Isfahan è la metà del mondo, ha ricordato che la propria città coltiva un rapporto speciale con l'Italia, Paese verso il quale sente una particolare vicinanza grazie alle reciproche e parallele storie millenarie. In ragione di ciò, ha auspicato un incremento della collaborazione bilaterale che potrebbe includere la cooperazione tra le Camere di Commercio ed anche l'ampliamento delle prospettive turistiche, con conseguente incremento del numero degli italiani che potranno visitare Isfahan. In proposito, ha rammentato che la propria città è gemellata da tempo con Firenze e che, tuttavia, tale legame andrebbe maggiormente vivificato. Il presidente Petrocelli ha espresso condivisione per i suggerimenti del Governatore, promettendo di farsi parte diligente affinché il gemellaggio Isfahan-Firenze trovi nuova linfa. Il PRESIDENTE, al termine dell' illustrazione della missione in titolo, dà conto delle missioni future - aggiuntive rispetto a quelle connesse alla conclusione dei due Affari assegnati, sulla Russia e sul Corno d'Africa e all'indagine conoscitiva sulle comunità degli italiani nel mondo - che la Commissione potrà svolgere, avendo ricevuto dei relativi inviti da parte delle controparti parlamentari, auspicando altresì che queste ultime possano essere effettuate nel formato ordinario che consenta la partecipazione anche di membri dell'opposizione. A tale riguardo, informa che sono pervenuti inviti a visitare le omologhe realtà parlamentari dei seguenti Paesi: Israele, Azerbaigian, Cina, Qatar e Corea del Sud. Il senatore CASINI ( Aut (SVP-PATT, UV) ) esprime piena condivisione degli scopi della suddetta missione. Si tratta di implementare una consolidata tradizione di rapporti interparlamentari tra Italia ed Iran, ricordando, in proposito, che, già una ventina di anni fa, la Camera dei deputati aveva instaurato una tipologia di partnership con il Parlamento iraniano improntata al "dialogo tra le civiltà" (latina, greca, egiziana, persiana, cinese). Concorda altresì con la proposta di sottoscrivere un Protocollo di collaborazione con l'omologa Commissione del Majlis e reputa altrettanto condivisibile lo schema di prossime missioni da portare a compimento. Conclude esortando, tuttavia, i colleghi ad approntare una adeguata strategia di adozione dei vari protocolli interparlamentari, attenendosi ad un principio coerente e lineare di equilibrio tra i vari interlocutori. Esprimono un punto di vista di eguale tenore la senatrice PINOTTI ( PD ), la quale, nel manifestare l'avviso che occorra finalizzare sia il citato Protocollo che le menzionate missioni, chiede lumi in merito al meccanismo INSTEX , in via di attuazione per cercare di ovviare alle sanzioni americane, ed il senatore URSO ( FdI ), il quale è del parere che missioni come quella svolta dal Presidente Petrocelli in Iran risultano essere di estrema utilità, non solo per attestare la propria vicinanza ad un Paese che, diversamente, rischia di scivolare sul crinale pericoloso del recesso dall'Accordo nucleare, ma anche per cercare di disinnescare eventuali escalation di una crisi, nella regione, che rischia di aggravarsi sempre di più, come è dimostrato, peraltro, dal recente invio di una portaerei americana nel Golfo persico. Secondo il senatore FERRARA ( M5S ), questo genere di missioni deve essere sempre accolto con favore, in quanto, nella fattispecie, abbiamo di fronte un Paese come l'Iran, di fatto accerchiato da potenze ostili che, notoriamente, mirano ad appropriarsi delle ingenti risorse petrolifere esistenti in loco . La senatrice CRAXI ( FI-BP ), nel fare propria l'opportunità di coinvolgere le opposizioni nelle visite all'estero, palesa la propria preoccupazione per la delicata situazione esistente attualmente nel Mediterraneo: in un sistema geopolitico mondiale che è passato dal bipolarismo al multipolarismo, diventa sempre più urgente per l'Italia decidere da che parte stare, non dimenticando che essa, comunque, è chiamata a condividere, con i propri alleati storici, determinati valori. Il senatore AIROLA ( M5S ) ricorda, in proposito, la scelta "storica", fatta dall'allora presidente Obama, di aprire al negoziato nucleare con l'Iran, pur rimanendo, al contempo, alleato degli Emirati Arabi Uniti. Si trattò, a suo modo di vedere, di una scelta basata sull'intelligenza politica, dote che, purtroppo, non ravvisa nei principali decision makers del momento, come è possibile riscontrare, ad esempio, nel caso della Libia. Segue, quindi, un breve intervento del vice ministro Emanuela DEL RE, la quale, nell'apprezzare le finalità e gli esiti della missione parlamentare in Iran, dà conto brevemente anche della sua recente visita in alcuni Paesi del Sahel (Niger, Burkina Faso e Mali), dove ha avuto modo di sostenere con forza la presenza dell'Italia in questo cruciale quadrante africano. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 80 La 3 a Commissione, esaminate le Intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi membri dell'Unione europea per garantire le condizioni necessarie per l'esercizio del voto dei cittadini italiani residenti nei Paesi membri dell'Unione europea nelle elezioni per il Parlamento europeo; preso atto delle condizioni poste dai Governi di Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria al fine di garantire il corretto svolgimento delle operazioni elettorali; evidenziata l'esigenza di consentire ai cittadini italiani lo svolgimento del voto sul territorio dei Paesi membri dell'Unione europea; formulato l'invito al Governo a facilitare in ogni modo le condizioni di partecipazione al voto per il Parlamento europeo dei cittadini dell'Unione residenti in Italia; segnalata la necessità di concludere il procedimento in tempi rapidissimi, esprime parere favorevole.