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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 232 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,36). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. L'elenco... Sul processo verbale TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Chiedo che venga messo a verbale che io ho chiesto la parola prima dell'indizione della votazione. (Applausi). PRESIDENTE. Lei sta parlando della seduta di ieri? TARICCO (PD) . Esattamente. Ho chiesto la parola prima dell'indizione da parte sua della votazione e chiedo che venga messo a verbale. PRESIDENTE . Guardi, c'è un processo verbale e un Resoconto stenografico che rendono conto di tutto quello che è successo. La sequenza dei lavori è stata rappresentata in maniera puntuale dal Resoconto. Scusate, noi siamo in sede di votazione. (Commenti). MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Intervengo sul processo verbale della seduta di ieri. Secondo quanto ha appena espresso il senatore Taricco, dal video si può vedere che gli assistenti della Presidente hanno fatto notare che c'erano persone che volevano intervenire in Aula prima che lei dichiarasse aperta la votazione. (Applausi) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, io, comunque, voglio che venga messo a verbale. Poi, se vogliamo, andiamo a visionare i video che chiariranno che noi avevamo chiesto la parola - io, sicuramente l'avevo chiesta - prima che lei indicesse la votazione. CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo sempre sul processo verbale della seduta di ieri. Ieri sera ero assolutamente senza voce e mi sono lamentato di questo anche col Presidente del mio Gruppo, chiedendogli una maggiore tutela delle prerogative di tutti i parlamentari. Ero seduto al terzo piano, lassù, e, da quando il presidente Calderoli ha iniziato a parlare, ho alzato la mano per chiedere la parola. Dopodiché, ho iniziato a urlare. Ho urlato prima, ho urlato dopo. (Applausi) . La verità è che, quando si sta seduti lassù, non si viene visti granché. Da lì non riusciamo a svolgere la nostra attività. Io, però, glielo posso assicurare. C'erano gli assistenti d'Aula che lo possono confermare e c'erano gli stessi membri dell'opposizione che mi vedevano urlare come un'aquila dal mio posto. Io mi sbracciavo, ma non sono riuscito ad ottenere la parola. Questo è un dato incontrovertibile che può essere confermato, sia da tutti i colleghi che erano seduti lì, al terzo piano, sia dagli stessi colleghi dell'opposizione. Signor Presidente, lei sa che io non sono aduso a sollevare questioni di nessun genere e lo faccio sempre, comunque, in maniera molto pacata. Ieri non è stato neanche così, in quanto - lo ripeto - ho finito la seduta senza voce, perché cercavo di far sentire le mie ragioni senza riuscirvi. Insisto che di questo hanno preso atto anche gli assistenti parlamentari che erano presenti lì nella terza fila. (Applausi) . COLTORTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLTORTI (M5S) . Signor Presidente, la stessa cosa è successa a me. Io, ieri, quando lei ha chiesto se qualcuno voleva intervenire, ho alzato la mano da quassù e c'erano intorno a me tanti che possono testimoniarlo. Ho chiesto, ho chiamato, ma non mi è stata data la parola. Quindi, vorrei che ciò fosse messo a verbale. DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, purtroppo anch'io, come i miei colleghi, ieri, non solo ho chiesto la parola, ma ho tentato disperatamente di votare da queste postazioni, da dove risulta sempre più difficile, per come sono organizzati i lavori e per come è strutturata la tecnologia, che in questo momento ci dovrebbe consentire, votando, di esercitare le nostre prerogative. Non solo non sono riuscito a far arrivare alla Presidenza la mia volontà di intervenire, ma, addirittura, non sono riuscito ad esprimere il mio voto sul famoso tablet , tanto da essere costretto, successivamente, per tutelare le mie prerogative, a scendere e invadere l'Aula, in un momento in cui, come tutti voi sapete, non dovrei farlo per le norme sanitarie vigenti. Attenzione, però, signor Presidente, io ho dovuto farlo anche per tutelare l'istituzione parlamentare in un momento delicato come quello del voto. L'espressione libera, garantita, del voto da parte di noi parlamentari in questo momento non riguarda solo la prerogativa fondamentale di poter votare. L'impossibilità di votare in sicurezza mette a repentaglio la credibilità della stessa istituzione parlamentare. (Applausi) . Abbiamo visto, infatti, ieri che questa impossibilità di avere garantita la libera espressione del voto arriva a determinare una situazione che non ha precedenti nella storia e negli annali parlamentari: veder annullato, addirittura, un voto di fiducia così importante, come oggi è possibile leggere su tutti i giornali e ascoltare in tutte le radio e su tutte le televisioni. Quanto è successo è grave dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto da un punto di vista politico e istituzionale. Quello che è successo ieri pomeriggio - ripeto - è grave dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto dal punto di vista politico e istituzionale perché l'annullamento di un voto parlamentare, in questo caso addirittura di un voto di fiducia, che deve dare ai cittadini la sicurezza di avere un Parlamento nella pienezza delle proprie prerogative per lavorare in una fase tanto delicata per tutto il Paese, è una pagina nera che va approfondita, perché non soltanto lede l'immagine del Parlamento, ma colpisce la nostra credibilità politica tra i cittadini, arrivando a minare profondamente anche la nostra credibilità internazionale. Non riusciamo a garantire ai cittadini la sicurezza di avere un Parlamento nella pienezza delle proprie funzioni e mi domando a livello internazionale cosa si starà scrivendo oggi in tutte le cancellerie. Mi domando di che tenore siano i messaggi che arrivano, per esempio, alla Farnesina, al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Dobbiamo farci carico di tutto questo con senso di responsabilità e anche lei, Presidente, si deve far carico di quanto accaduto ieri. Non è solo un problema tecnico, perché le disfunzioni organizzative e tecnologiche di questo Parlamento, della sua Presidenza e del tavolo della Presidenza, attraverso il quale dovrebbe essere garantito il corretto funzionamento dell'Istituzione, hanno prodotto una situazione attraverso la quale - ripeto - si è determinato l'annullamento di un voto di fiducia, si è minata la credibilità del Parlamento, strumentalizzata impietosamente (Applausi) dall'opposizione con cavilli regolamentari alla mano. Al riguardo dobbiamo dire che il senatore Calderoli, che peraltro è suo Vice Presidente, avrebbe il dovere di non screditare il Parlamento, ricorrendo a sotterfugi regolamentari (Applausi) . È suo Vice Presidente e io credo che lei abbia il dovere sì di garantire all'opposizione di ricorrere a questi mezzucci, ma avrebbe anche il dovere di richiamarlo alla funzione istituzionale che ricopre. Per tali ragioni, Presidente, la invito, a nome del MoVimento 5 Stelle, a nome di tutti gli elettori e di tutti i cittadini, a considerare con grande prudenza i passi che stiamo per percorrere. Quello che lei deciderà questa mattina rimarrà infatti negli annali parlamentari e costituirà un precedente pericoloso se non verremo messi tutti in condizione di poter esercitare i diritti parlamentari che i cittadini ci hanno consegnato. (Applausi). PRESIDENTE . Mi permetto di dire che forse la parola «pericoloso» se la poteva risparmiare. (Commenti). Penso ci voglia sempre rispetto delle Istituzioni, perché lei non è certamente portatore di una verità. (Commenti) . «Pericoloso» lei non se lo può permettere. (Commenti). Non se lo permetta e si sieda. (Commenti) . PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, vorrei che fosse messo a verbale che dalla posizione nella quale siamo vediamo benissimo i colleghi che sono in galleria e vorrei confermare che diversi di loro, quelli che hanno parlato in precedenza, hanno alzato la mano nella giornata di ieri prima del voto. Inoltre vorrei far presente che con l'uso dei tablet abbiamo una situazione piuttosto anomala in quanto, sia ieri, sia oggi, ci è stato dato dicendoci che non era necessario il voto tramite tablet e che non era nemmeno necessario accenderlo. Questo, nella giornata di ieri, ha provocato, sia dalla nostra parte dell'Aula, sia dove siedono i colleghi di fronte a noi, momenti di concitazione, in quanto, tra l'accensione del tablet e l'inserimento dei dati, è stato alquanto difficile poter votare al momento opportuno. Volevo segnalare questo, Presidente. (Applausi) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, in base alle richieste dei colleghi e mi riferisco esplicitamente a quella del senatore Taricco, siccome nel verbale è stata riportata esplicitamente la tempistica rispetto alla richiesta di intervento da parte del senatore Taricco, le chiederei gentilmente di procedere alla votazione del verbale, rispetto al quale richiediamo tale modifica, e poi di procedere alla votazione sulla fiducia. Le chiederei che si proceda alla votazione del processo verbale, come previsto dal Regolamento all'articolo 60. PRESIDENTE . Chi è che sta riprendendo col telefonino? Allora vorrei far presente una cosa. Certamente adesso procederemo, secondo quanto previsto dal Regolamento all'articolo 60, che viene qui richiamato per la correzione eventuale del processo verbale, ad un voto per alzata di mano. Vorrei precisare però la seguente cosa: sono abituata ad assumermi tutte le responsabilità, come si confà a chi presiede questa Assemblea. Quindi, non mi tiro indietro e devo dire che sono fortemente amareggiata per quanto successo ieri pomeriggio sul voto di fiducia. Devo dire che non c'ero io, ma c'era il presidente Taverna. (Commenti) . Scusatemi, ho detto che mi prendo le mie responsabilità. C'era il presidente Taverna, ma c'è stato un errore che non è imputabile a nessuno. (Commenti) . Dopo la faccio parlare, mi faccia finire. Ho appreso ieri sera alle 20,45 che c'era stato questo problema. Si può dire tutto, ma che si imputi alla Presidenza un errore informatico, addirittura fino a definirlo «pericoloso», francamente mi pare eccessivo. Abbiamo allora un'informatica pericolosa. Faccio altresì presente che, se ieri non c'era il numero legale, certamente neppure questo è attribuibile alla Presidenza. Se mancava una maggioranza non è attribuibile alla Presidenza. (Applausi) . Faccio ancora presente che quando uno chiede di parlare, poiché il Presidente non ha lo sguardo a trecentosessanta gradi, ho davanti a me, proprio per garantire che tutti possano parlare, un assistente parlamentare, poi ci sono i senatori Segretari che devono segnalare le richieste, oltre alla Segreteria generale. Quindi, quando qualcuno mi segnala qualcosa, do la parola; poiché talvolta leggo e non posso avere il terzo occhio per guardare mentre leggo, non posso vedere contemporaneamente tutta l'Assemblea. I senatori Segretari, gli assistenti e la Segreteria generale dovrebbero segnalarmelo. Io non ho mai negato ad alcuno la parola, questo perché sia precisato. Il senatore Calderoli ieri ha alzato la mano per primo e questo è stato segnalato alla Presidenza, che ha dato la parola. Io sono scesa perché mi era stato richiesto di scendere per il voto di fiducia, per fare poi successivamente la Conferenza dei Capigruppo. Questa è la sequenza. Devo dire che, sulla conduzione di ieri, non ho nulla da rimproverare, ma voglio chiedere scusa, perché mi dispiace che il sistema elettronico non abbia funzionato. Non posso però accettare che qualcuno dica che questo Parlamento - o questo Senato - abbia una responsabilità su un disguido informatico grave (ripeto, grave). Ieri sera, quando l'ho appreso, certamente non ho fatto salti di gioia perché è la prima volta in trent'anni che questa cosa succede e non doveva assolutamente succedere. Quindi su questo posso essere d'accordo. Il fatto, poi, che con questo si comprometta la democrazia! La democrazia è un'altra cosa: è la possibilità intanto di essere tutti in quest'Aula a votare e dare a tutti la possibilità di votare ogni volta. Quindi, non accetto lezioni da nessuno quanto alla conduzione di quest'Assemblea e alla possibilità per tutti di parlare, di esercitare democraticamente il voto e di dire quello che si vuole dire. Detto questo, per alzata di mano indico la votazione sul processo verbale... (Commenti) . TAVERNA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAVERNA (M5S) . Signor Presidente, l'Ufficio di Presidenza è impersonale e fare nomi e cognomi svilisce solo l'istituzione. (Applausi) . Ieri presiedevo, in sostituzione del collega La Russa, che coscientemente, sapeva quanto sarebbe successo in quest'Aula, ossia la volontà di far mancare il numero legale. (Applausi) . Non una contrapposizione politica tra chi era a favore e chi era contrario al provvedimento, ma l'intenzione di minare l'istituzione nella sua espressione e di mettere il Paese in difficoltà su un provvedimento che riguarda la data delle elezioni. Non contesto nulla a nessuno. In particolare, intendo denunciare in quest'Assemblea il comportamento vergognoso del senatore Gasparri, che ieri in televisione è andato a raccontare che la Presidenza aveva mistificato il risultato, nella figura della Vice Presidente, che è lì per far rispettare quest'Assemblea. (Applausi) . Non mi sono mai sottratta al mio dovere e ieri sostituivo un collega e sostituivo, nella sua figura, l'Istituzione che rappresento con onore e che ho sempre portato avanti con il massimo rispetto. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Taverna, non capisco francamente che cosa significhi. Lei ha sostituito e basta. Lei è il Vice Presidente e quando io vado via lei sostituisce. Cosa c'entra questa cosa? È una volontà di polemica inaccettabile. (Commenti). Sulla votazione del verbale, per alzata di mano, chi è favorevole? Ho parlato di rettifica del processo verbale... (Commenti). Su cosa vuole intervenire? Stiamo votando. Ho indetto la votazione. In quest'Aula non è possibile fotografare, lo dico continuamente. Chi sta fotografando? Me lo dovete dire, per cortesia! Siete qua come pupazzi o volete parlare? Senatore Lucidi, mi segnalano che sta facendo una diretta. Qui non si può fotografare, non si può, è vietato. Il Regolamento lo dovete conoscere tutti, non ve lo devo insegnare io. (Applausi. Commenti) . Senatore Lucidi, ogni volta dico che non si può fare e continuate a farlo. Questa è responsabilità di ciascuno. Procediamo dunque alla votazione, per alzata di mano, del processo verbale rettificato, ai sensi dell'articolo 60 del Regolamento. È approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Elena Di Pancrazio PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Vorrei ricordare una nostra dipendente, che purtroppo è venuta a mancare. La scomparsa prematura di Elena Di Pancrazio ha suscitato sentimenti di profonda commozione tra i dipendenti del Senato e tutti noi. Generosa, sempre disponibile alla collaborazione, Elena Di Pancrazio è stata una brillante documentarista, assai preparata; era laureata in giurisprudenza. Colta ed efficiente, ha rivelato indubbie capacità professionali nel lavoro svolto in venti anni presso il Servizio affari internazionali, dove ha trascorso tutta la sua carriera in Senato. Ma Elena Di Pancrazio aveva anche non comuni qualità personali: correttezza, lealtà, solidarietà, concreta e fattiva capacità di ascolto, un carattere positivo e naturalmente orientato al bene comune. Lascia un grande vuoto, ma anche un esempio altrettanto grande. Sono profondamente vicina alla famiglia, al marito, ai tre figli, ai quali rinnovo i miei sentimenti e i sentimenti di tutta quest'Assemblea di affettuosa e commossa partecipazione. Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi) . Votazione finale, ai sensi dell'articolo 108, comma 4, del Regolamento, e approvazione del disegno di legge: Doc 1845 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l'anno 2020 (Approvato dalla Camera dei deputati) Approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la votazione finale, ai sensi dell'articolo 108, comma 4, del Regolamento, del disegno di legge n. 1845, già approvato dalla Camera dei deputati. Nella seduta di ieri (Commenti. Applausi) , a seguito di un errore nel tabulato prodotto dal sistema di calcolo... (Commenti) . Allora, vi interessava tanto quello che è successo ieri, lo sto leggendo. Nella seduta di ieri, a seguito di un errore nel tabulato prodotto dal sistema di calcolo automatico dei congedi sulla base delle votazioni elettroniche precedenti, non sono stati scomputati due senatori che avevano preso parte alla votazione della questione pregiudiziale, cosicché, a seguito delle verifiche effettuate, il Senato non era in numero legale al momento della chiusura della chiama. Di conseguenza, il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, non può considerarsi approvato nella seduta di ieri. Per questo - ripeto che me ne dolgo e mi dispiace - è quindi necessario annullare la proclamazione del risultato della votazione di ieri e procedere a una nuova votazione. Dispongo pertanto la votazione dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto legge 20 aprile 2020, n. 26, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 1845, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Pichetto Fratin). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dal senatore Pichetto Fratin. MONTEVECCHI, segretario, fa l'appello. Rispondono sì i senatori : Abate, Accoto, Agostinelli, Airola, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Astorre, Auddino Bellanova, Bini, Biti, Boldrini, Bonifazi, Bottici, Botto, Bressa, Buccarella Campagna, Casini, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Cattaneo, Cioffi, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, De Lucia, De Petris, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder Endrizzi, Errani, Evangelista Faraone, Fattori, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Floridia Gallicchio, Garavini, Garruti, Gaudiano, Giannuzzi, Ginetti, Girotto, Granato, Grasso, Grimani, Guidolin Iori L'Abbate, La Mura, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Lezzi, Licheri, Lomuti, Lorefice, Lupo Magorno, Maiorino, Malpezzi, Manca, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marino, Matrisciano, Mautone, Merlo, Messina Assuntela, Mininno, Mirabelli, Misiani, Mollame, Montevecchi, Moronese, Morra Naturale, Nocerino, Nugnes Ortis Pacifico, Parente, Parrini, Patuanelli, Pavanelli, Pellegrini Marco, Perilli, Pesco, Petrocelli, Piarulli, Pinotti, Pirro, Pisani Giuseppe, Pittella, Presutto, Puglia Quarto Rampi, Renzi, Ricciardi, Rojc, Romagnoli, Romano, Rossomando, Ruotolo, Russo Santangelo, Santillo, Sbrollini, Sileri, Stefano, Steger Taricco, Taverna, Toninelli, Trentacoste, Turco Unterberger Vaccaro, Valente, Vanin, Vattuone, Verducci, Vono Zanda. (I senatori Monti, Nannicini e Nencini dichiarano di non partecipare al voto). PRESIDENTE. Ci sono altri senatori che vogliono votare? Se non c'è nessuno che debba votare, dichiaro chiusa la votazione e invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti. (I senatori Segretari procedono al computo dei voti). Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 1845, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 162 Senatori votanti 158 Maggioranza 80 Favorevoli 158 Il Senato approva. (Applausi). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 26. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno PAVANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAVANELLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Giunta regionale guidata dalla presidente Tesei ha reso più difficile alle donne l'applicazione della legge n. 194: un grave e terribile passo indietro nella storia dei diritti, contro la libertà di autodeterminazione delle donne. Infatti, con la deliberazione della Giunta regionale n. 467 del 10 giugno 2020, su proposta dell'assessore regionale, è stata cancellata la possibilità di somministrare il trattamento farmacologico RU486 in regime di day hospital e di assistenza sanitaria domiciliare. Avete capito bene: un grande passo indietro per il diritto di scelta di tutte le donne. In sintesi, coloro che vorranno abortire dovranno farsi ricoverare in ospedale per almeno tre giorni - dico tre giorni - vedendosi vietata la possibilità di day hospital , come era possibile fino al 10 giugno scorso, anche attraverso un percorso controllato di assistenza sanitaria domiciliare. Una questione non semplicissima, se è vero, come si stima, che in Umbria due medici su tre sono obiettori di coscienza. Onorevoli colleghe e colleghi, vi chiedo che cosa racconteranno queste donne durante la degenza - a questo punto forzata - in ospedale a datori di lavoro, familiari e conoscenti. Insomma, in un momento di estrema difficoltà psicologica queste donne si ritroveranno costrette a giustificarsi, a dare spiegazioni della loro vita. A chi, vi chiedo, una donna deve chiedere il permesso, se non a se stessa? (Applausi) . Di fatto la Giunta regionale ha privato le donne umbre di percorsi discreti, meno invasivi e psicologicamente meno devastanti rispetto al dover obbligatoriamente ricorrere a un'ospedalizzazione di almeno tre giorni, con le conseguenti difficoltà logistiche connesse al ricovero prolungato. L'intento di un simile provvedimento è palese, nonché facile da capire. Con la scusa di una maggiore tutela della salute delle donne si vuole rendere il percorso di interruzione volontaria della gravidanza quanto più difficile da percorrere, rendendolo più complicato e più pubblico, sperando così di scoraggiare il ricorso alla pillola RU486. Come se non bastasse, la giunta Tesei ha fatto anche una gaffe . In una delibera di maggio, in piena fase due, si trovano le linee guida sull'interruzione volontaria di gravidanza, che promuove la pillola come servizio - e cito testualmente dalla pagina 63 - «tutelato e garantito». Poi la marcia indietro. La presidente Tesei dimostra come essere donna non basti per essere amica delle donne e sostenere i diritti che faticosamente si sono conquistati con decenni di lotte e di sacrifici. Il MoVimento 5 Stelle, a tutti i livelli istituzionali, si batterà per rimediare a questa assurda decisione a danno delle donne e fare di tutto per ristabilire la più ampia possibilità di scelta decisionale in tema di interruzione volontaria della gravidanza. (Applausi) . PIRRO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, due giorni fa la Corte dei conti europea ha certificato ancora una volta, se mai ce ne fosse ancora bisogno per qualcuno che non vuole capire, che i costi della linea ad alta velocità Torino-Lione sono spropositati, che quel tunnel è inutile e che non servirà a migliorare la situazione del trasporto merci. Ricordiamo infatti che dovrebbe trasportare velocemente solo merci, tra il Piemonte e la Francia; merci che non ci sono, perché tutte le previsioni di traffico sono basate su un'ipotesi falsa, come già ampiamente dimostrato e certificato. Se i volumi di traffico fossero quelli attuali, neanche per il 2050 si ripagherebbe l'investimento su quell'opera - ripeto - inutile. I costi sono spropositati, i danni ambientali enormi, il consumo di CO 2 è tale che non si sa se e quando verrebbe riassorbito, recuperato o compensato dagli eventuali risparmi derivanti dalla realizzazione di quest'opera. (Applausi) . Sono costi economici enormi quelli che l'Italia dovrebbe sostenere, miliardi che in questo momento devono essere utilizzati per la sanità, per i nostri cittadini, per le infrastrutture nazionali che sono carenti, e lo vediamo continuamente. (Applausi) . Ci sono ponti fragili che hanno bisogno di manodopera; lo segnalavano ieri anche i colleghi dell'opposizione, nelle interrogazioni alla ministra De Micheli. Dobbiamo farci ridere dietro dal mondo intero? Quando finalmente chi prende queste decisioni si renderà conto che quei miliardi ci servono per altro? L'hanno già certificato tutti quelli che dovevano farlo; mettiamo fine a questo scempio e a questo sperpero. (Applausi) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per una precisazione. Ho avuto modo di leggere attentamente il Resoconto stenografico della seduta di ieri e volevo lasciare agli atti che, laddove a pagina 38 viene genericamente richiamato che è stata richiesta la controprova, io sono una delle persone che lo ha fatto in maniera più vigorosa. Abbiamo ormai capito, in queste ultime ventiquattro ore, che in quel momento era difficile comprendere, magari anche dietro la mascherina, da chi provenissero esattamente le richieste. Però volevo lasciare gli atti, perché era importante che fosse agli atti, che il Partito Democratico ha chiesto la controprova sul voto per il non passaggio all'esame degli articoli. PRESIDENTE. Mi avevano detto che era stato lei, senatore Ferrari. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, chiedo scusa, non è mia abitudine parlare a fine seduta, ma sono stato raggiunto dalla notizia che nel corso della seduta odierna, era stata avanzata, in maniera devo dire non proprio corretta secondo me, un'ipotesi da parte della senatrice Taverna su una mia scorretta richiesta di sostituzione dall'ufficio di Presidenza al fine di tentare di non avere il numero legale. Questo avveniva in un quadro di polemica con il senatore Gasparri, a cui naturalmente io sono del tutto estraneo e credo che questo non sia in dubbio. Ho trovato veramente fuori da ogni regola e fuori da ogni logica l'intervento della collega, che mi ha accusato apertamente (ho sentito la registrazione). Per cui chiedo un giurì d'onore, dal momento che è pacifico, cara senatrice Taverna, come gli uffici potranno testimoniare, che io avevo chiesto la sostituzione due giorni prima, perché vi era un vertice di centrodestra, che le agenzie di stampa hanno riportato, a cui partecipo insieme all'onorevole Meloni. In ogni caso, non sarebbe stato molto elegante il suo intervento nei confronti di un altro Vice Presidente, ma l'eleganza non è un obbligo. La verità sì, però. E la verità è che, tramite i miei uffici, io avevo chiamato l'ufficio competente e il funzionario di turno già martedì; mercoledì avevo poi accennato al Segretario generale e al dottor Toniato la necessità di ottenere la sostituzione per la giornata di giovedì, perché non sapevo quanto sarebbe durato questo vertice, che difatti è stato rinviato e rimpallato diverse volte. Sarebbe bastata una sua telefonata per informarsi con me. Abbiamo anche una chat in comune. Siccome è questa la verità, le chiedo delle pubbliche scuse. Se lei non ritiene di dovermele dare, credo che il Regolamento consenta che ci sia qualcuno che accerterà questa sicura verità. Lo dico senza iattanza e senza arrabbiarmi. Capisco la vicenda che l'ha coinvolta, con l'errore tecnico; l'ho appena detto a un'agenzia: mi hanno chiesto se, secondo me, lei l'avesse fatto apposta e ho risposto che credevo di no; mi hanno chiesto se a me sarebbe successo e ho replicato che credevo di no. A me, magari, non sarebbe successo, ma chi può dirlo? Non si può sapere. Magari sarebbe successo anche a me. Quindi, chiedo delle pubbliche scuse, altrimenti, Presidente, le chiedo formalmente di procedere secondo quanto prevede il Regolamento. Mi pare di avere un tono sereno. Sto semplicemente chiarendo che da parte mia la richiesta di sostituzione alla senatrice Taverna non era motivata perché non poteva esserlo, visto che in quel momento nessuno ancora sapeva quanto sarebbe successo, men che meno io che mercoledì ero a Verona per partecipare ai funerali di un collega morto. TAVERNA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAVERNA (M5S) . Signor Presidente, intervengo con la stessa calma con la quale il senatore La Russa ha esposto i suoi fatti. Ovviamente io ho tirato nella discussione il senatore quando sono stata chiamata a rispondere di cose che non potevano essere attribuite alla Presidenza, che, come continuo a sostenere, è informale perché ero in sostituzione del senatore La Russa. Laddove la sostituzione non fosse, come poi purtroppo si è palesato in Aula, una volontà, ma un'esigenza, questo non potevo saperlo e mi scuso a posteriori se ho attribuito un'intenzione che così non era. Vero è che il Gruppo del senatore La Russa, come poi è accaduto, si è assentato, come si sono assentate le opposizioni nella loro legittima azione di opposizione, al fine di creare ciò che poi purtroppo si è verificato. Presidente, tengo a rimarcare in questa sede che ho tirato nella discussione il senatore La Russa perché oggettivamente lo stavo sostituendo, ma sicuramente il problema nasce dalle dichiarazioni del senatore Gasparri, che la prego di verificare perché non mettono in discussione la senatrice Taverna, ma l'onorabilità e la realtà di quanto accade nell'Aula del Senato. (Applausi) . Se si accusa, infatti, della mia persona la mistificazione di un risultato, Presidente, lei sa benissimo che non sono io, lì, a poter gestire il risultato di una votazione; io sono lì a onorare l'istituzione del Senato e, quindi, l'azione del senatore Gasparri, nel mettere in dubbio la mia persona, mette in dubbio lei, in qualità di Vice Presidente, e il Senato tutto come Camera alta, l'istituzione e l'imparzialità e la verità di quanto accade qua dentro. Ribadisco, pertanto, che, se l'indicazione o il mio pensiero che potesse esserci una unità di intenti tra la richiesta della sostituzione e la mancanza del numero legale non corrisponde a verità, mi scuso con il vice presidente La Russa. Laddove vengo ingiuriata, chiedo a lei di prendere le difese non della vice presidente Taverna, ma del Senato. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di dare la parola al senatore Perilli, vorrei specificare che lei fa continuamente riferimento a una trasmissione. Purtroppo, la sera lavoro e non ho tempo di guardare la televisione. Quindi, lei ha fatto riferimento a quanto detto dal senatore Gasparri, ma forse ieri sera è stata una giornata particolare, dato che stavamo avviando tutte le procedure per la convocazione di questa mattina. Quindi, far riferimento a qualcosa che forse qualcuno non ha visto, non mi pare proprio...: mi riferisco al dire alla Presidenza una cosa di questo tipo, facendo riferimento a una trasmissione che, forse, qualcuno neppure ha visto. Nessuno ha messo in dubbio la sua onorabilità, perché ho fatto un riferimento preciso ad un errore non imputabile a nessuno, imputabile esclusivamente al sistema informatico. L'ho detto tre volte, scusandomi anche con il Senato. Adesso non facciamone un caso. PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, bisogna essere sereni ma non indifferenti e francamente non lo saremo da qui alle prossime sedute. Parlo a nome del nostro Gruppo: non so se abbiate paura o no, ma un po' di vergogna la dovreste provare, per quello che avete fatto e per quello che avete detto. (Applausi) . Mi meraviglio, presidente Bernini, che queste parole vengano da un Presidente di Gruppo. Vede, Presidente, poco importa, potrei dire, se lei non ha potuto vedere la trasmissione, perché sono uscite delle agenzie - e lo voglio ricordare - in cui si dice in maniera abbastanza diffusa - Presidente, vorrei la sua attenzione - che il presidente Gasparri abbia utilizzato esattamente le parole «imbroglio istituzionale». Ha parlato di imbroglio istituzionale, accusando la vice presidente Taverna. (Applausi) . Dunque a nome del nostro Gruppo esprimo il massimo sdegno per questa insinuazione gravissima e, allo stesso tempo, credo di rappresentare lo sdegno di tutti quanti i colleghi, non solo di quelli del mio Gruppo, perché è stata attaccata l'istituzione. (Applausi) . Stiamo parlando dell'Ufficio di Presidenza e quindi anche di lei, Presidente. Sarebbe bene che oltre alle parole che utilizza spesso, cercando di riportare la giusta attenzione sul valore e la dignità di questa istituzione, lei esprimesse altrettante parole di sdegno e che chiedesse, come le chiedo io, le scuse del senatore Gasparri per le sue espressioni ingiuriose. Si parla di falsare i risultati ed è una cosa gravissima rispetto alla quale noi chiederemo sempre e comunque le scuse del senatore Gasparri e ci riserveremo di fare tutto ciò che è possibile. (Applausi) . Dico questo non nel solo interesse della senatrice Taverna, lo ripetiamo, bensì nell'interesse del Senato stesso. Quindi, Presidente, mi permetto di dire che non ci sono trasmissioni o questioni: in trasmissione sono state dette parole che sono state riportate dalle agenzie e occorre una presa di posizione netta, perché questo è intollerabile, è vergognoso. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri sera, alle 21,30, ho appreso che il Senato sarebbe stato convocato per questa mattina, cosa che nessuno prevedeva, perché era stata prevista una convocazione qualora i lavori non si fossero esauriti, ma tutti ieri erano convinti che non ci fosse, in primis i colleghi della maggioranza, frettolosamente rientrati nella Capitale (ne ho sentiti alcuni ieri sera che erano a Genova, a Palermo o a Milano, di vari Gruppi). La convocazione confermata rispetto ad un calendario che era solo eventuale ha quindi sorpreso tutti, perché tutti abbiamo lasciato i lavori del Senato - chi ha partecipato e chi legittimamente non ha partecipato alle votazioni di ieri - nella presunzione che i lavori si fossero conclusi, che il decreto-legge fosse stato convertito e che il numero legale fosse stato raggiunto. Questa è stata la condizione che si è verificata ieri alle 18,30. Chi era in Aula ha votato e chi era in Senato, come me, ha seguito le vicende. Non so a che ora i colleghi abbiano ricevuto la convocazione, a me è arrivata verso le 21,30 perché credo che l'accertamento sul numero legale - se c'era o meno - si sia protratta. Io ho una lunga esperienza parlamentare e una cosa del genere - mi dicono che c'è un precedente del 1989 - in fasi recenti non la ricordo, mi riferisco alla proclamazione di un risultato e poi di una convocazione rianimata - quella già calendarizzata per venerdì - che nessuno pensava ci fosse. Poi, se i colleghi che sono presenti pensavano che stamattina sarebbero venuti a votare, lo dicano. Sapevano tutti che si riteneva conclusa l'operazione. Appreso questo, ho detto in una trasmissione televisiva che è un imbroglio istituzionale proclamare un risultato che poi non c'è, perché è una cosa molto imbrogliata e la colpa è di chi ha annunciato il risultato e presiedeva la seduta. (Proteste) . Quindi io ribadisco la richiesta di dimissioni del vice presidente Taverna che ha proclamato un risultato che non era reale. Altrimenti, questa mattina, noi qui che cosa stiamo a fare? Per quanto riguarda la non partecipazione al voto, che prima la senatrice Taverna, in un suo intervento a cui non avevo replicato (attendevo la fine della seduta), ha stigmatizzato, la facoltà di partecipare o non partecipare al voto è un pieno diritto dei parlamentari e nella storia parlamentare tutti i Gruppi se ne sono avvalsi. Ieri abbiamo deciso di non partecipare alla votazione di fronte all'ennesima sopraffazione del Parlamento denunciata, ieri, dal presidente del Senato Alberti Casellati, che ringrazio per le parole che ha espresso, difendendo un Senato soffocato da fiducie, da voti e anche da risultati che non erano veri. Quindi la senatrice Taverna si scusi con gli italiani e si dimetta da Vice Presidente del Senato. (Commenti). PRESIDENTE . Senatore Gasparri, non possiamo dire questo. La senatrice Taverna ha proclamato un risultato che è venuto fuori dal conteggio. Se poi il conteggio si è rivelato sbagliato, nulla possiamo attribuire alla senatrice Taverna. (Applausi). Nessun tipo di responsabilità. L'ho detto tre volte questa mattina: c'è stato purtroppo - e mi dispiace - un errore, ma che chiaramente non può essere imputabile alla senatrice Taverna. Come sempre succede (e un Presidente e i Vice Presidenti lo sanno), ci arriva un foglio con i risultati di un conteggio, che non possiamo fare noi, che fanno gli uffici e che vengono riscontrati al computer . C'è stato un errore e non è imputabile certamente a chi lo ha rappresentato. BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, vorrei subito chiarire un punto. Ovviamente il senatore Gasparri ha parlato per fatto personale, sollecitato da un intervento della vice presidente Taverna. Legittimo l'intervento della vice presidente Taverna, altrettanto legittima la risposta del senatore Gasparri. Io vorrei rappresentare la posizione del Gruppo Forza Italia al Senato. Nessuno ha mai attribuito alcuna responsabilità alla senatrice Taverna. Abbiamo aderito all'opzione della collega... (Commenti). È un fatto oggettivo, colleghi. Noi ci troviamo in una situazione di emergenza, che speriamo di poter presto normalizzare, in cui i voti si esprimono non solamente dall'emiciclo, come è sempre accaduto (Commenti) , ma anche dalle tribune. È evidente che, avendo una doppia azione, umana ed informatica, l'errore è possibile. Noi non abbiamo attribuito alcuna responsabilità a chi ha proclamato il risultato. Se poi si tratta di una polemica politica (Commenti) animata da un altro elemento, che è quello della presenza o assenza dell'opposizione durante il voto di fiducia, vorrei sottolineare, con la stessa chiarezza che ho usato con riferimento alla senatrice Taverna, che è assolutamente legittimo da parte delle opposizioni usare come strumento di opposizione politica la non partecipazione al voto. E vorrei scindere, rispetto all'intervento della senatrice... (Vivaci commenti). Colleghi, non siamo all'osteria. Chiedo scusa. Io già ho accettato dal presidente Conte espressioni di ogni genere senza fare alcuna obiezione e alcuna considerazione. Non ho portato all'attenzione del presidente Alberti Casellati un comportamento a dir poco eccentrico che il presidente Conte ha avuto nei miei confronti, come Capogruppo di Forza Italia. Chiederei a voi colleghi, che non avete mai ricevuto né insulti, né espressioni ingiuriose, né tantomeno gesti da parte nostra, perché noi non lo facciamo, di usare nei nostri confronti la stessa cortesia. Mi ha stupito che il presidente Perilli, che io rispetto e stimo e con cui ho sempre collaborato, come ho sempre collaborato con lo stesso rispetto e la stessa stima col collega Patuanelli, ci lanci delle minacce che non hanno alcuna ragione di esistere in quest'Aula. (Commenti). Colleghi, ma vogliamo smetterla di rivolgerci reciprocamente in questo modo? Ma vi rendete conto che questo è un modo per far scendere questa istituzione? Non siamo noi, questa istituzione; noi la rappresentiamo... (Commenti). PRESIDENTE. Per cortesia, ci vuole rispetto non solo istituzionale, ma anche relazionale: quindi, fate finire di parlare. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor presidente Alberti Casellati, mi appello a lei: ma è possibile che abbia davanti persone scatenate - alcune in particolare - che mi si rivolgono facendo gesti con le mani? Colleghi, abbiamo un po' di rispetto per l'istituzione: non siamo noi l'istituzione, ma la rappresentiamo pro tempore . PRESIDENTE. Non si tratta solo di un rispetto istituzionale, ma relazionale, io richiamo a questo: abbiate rispetto quando uno parla. BERNINI (FIBP-UDC) . È un rispetto umano, signor Presidente: condivido. Gradirei quindi che fosse chiara la nostra posizione e che fosse chiaro quanto ho detto, che sono pronta a ripetere in ogni sede; gradirei altresì che non venisse messo in discussione il nostro modo di fare un lotta politica che - lo ribadiamo - è assolutamente legittima, soprattutto a fronte di un uso disdicevole delle fiducie e del tempo di esame e di approvazione dei provvedimenti in quest'Aula del Parlamento, che lei stessa, signor Presidente, giustamente e in maniera ineccepibile, ha più volte stigmatizzato. Per fare quindi di una lunga storia qualcosa di breve: nessuno ha revocato in dubbio l'errore tecnico né tanto meno lo faremo, ma che cortesemente nessuno da parte della maggioranza si permetta di mettere in dubbio la legittimità del nostro strumentario di lotta politica! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo Lega, sulla vicenda che ha visto coinvolte sia la giornata di ieri sia questa mattinata, chiedo scusa se c'è stato qualche comportamento, atteggiamento o gesto di stizza, dovuti - com'è comprensibile - a momenti, chiaramente concitati, di scontro e confronto politico: questo può capitare e chiediamo scusa anche al presidente Alberti Casellati; ieri mi sono un po' alterato, quindi chiedo scusa ufficialmente e cercheremo di fare il possibile - io in primis - per evitare che tali episodi possano ripetersi. Sulla vicenda dell'errore che c'è stato nella votazione di ieri, anche noi crediamo assolutamente alla buona fede. Può succedere, che sia il sistema elettronico o una persona che, in un momento particolare, sbagli a fare un conteggio: l'errore umano ci sta, sbagliamo tutti e tutti possono sbagliare, è assolutamente normale che sia così. Abbiamo ragioni per credere che possa accadere, questo è il nostro pensiero; con solidarietà e rispetto, cerchiamo di evitare queste polemiche, questa è la posizione della Lega, anche perché vorremmo che le polemiche non tentassero di nascondere - e qui entro sul piano politico - quello che ieri comunque è accaduto: sulla votazione di fiducia su un decreto-legge è mancato il numero legale, questo è il dato politico. Nella votazione di oggi, nonostante la chiamata fatta da parte di tutti - ho visto presente anche qualche senatore a vita - la maggioranza comunque non raggiunge i 160 voti della maggioranza assoluta. Questo è il dato politico che emerge e, dal nostro punto di vista, non vorremmo che le polemiche nascondessero questo fatto: c'è un Governo che comunque la maggioranza assoluta non ce l'ha. Bisogna anche trarne le conclusioni politicamente. Ai colleghi che hanno fatto la polemica, dico che l'errore che è capitato, se non sbaglio - com'è stato scritto sui giornali e confermato dagli uffici - sostanzialmente ha un precedente che risale al 1989. PRESIDENTE. Non era neanche quello, quindi un precedente così non lo abbiamo ritrovato, perché non è assimilabile all'episodio del 1989. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Non lo so, comunque mi hanno parlato di un errore sulla votazione nel 1989, indipendentemente che fosse di fiducia, di verifica del numero legale o quant'altro. Bene, senatori Gasparri, Bernini e La Russa, prendiamolo come buon auspicio: nel 1989 è caduto il muro di Berlino; cadrà anche questo Governo e festeggeremo la giornata della libertà. (Applausi). *RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia intervengo anzitutto nel merito della vicenda La Russa-Taverna. Il collega La Russa ha ben chiarito con il suo intervento, e sono stata contenta dell'attenzione che tutta l'Assemblea gli ha tributato, così come prendiamo atto delle scuse della collega Taverna. È un gesto - in un clima piuttosto acceso - di cui ripeto prendiamo atto, con una certa soddisfazione, augurandoci che serva di lezione a tutti per evitare, in altre occasioni, di commettere errori o di esprimersi in un modo che possa dare adito a incomprensioni. Vengo al merito. Non c'è alcuna volontà - da parte di Fratelli d'Italia - di accanirsi sulla questione del mero errore tecnico e materiale del computo delle votazioni. Dovete darci atto invece che, prima di tutto questo, che sicuramente rappresenta un incidente grave ed importante, Fratelli d'Italia ha richiesto ieri, assumendo una posizione forte, al Governo di ridiscutere e di riscrivere insieme un provvedimento importante per questo Paese; un provvedimento corposo, che è arrivato in ritardo dalla Camera, che ha avuto soltanto quattro giorni per essere esaminato in Commissione e che in Aula non è stato possibile discutere. E il contenuto di questo provvedimento è importante non per un partito o per l'altro: è importante per tutti, per il Paese, per le votazioni che andremo a fare a settembre. Purtroppo, la nostra proposta non è stata accettata, e abbiamo inteso protestare - seguiti dalle altre forze di opposizione - non partecipando ieri, come oggi, al voto di fiducia - per sottolineare che, purtroppo, con ieri si arrivava al ventisettesimo voto di fiducia, e che questa prassi parlamentare, ormai sempre più consolidata, impedisce di discutere e di correggere i provvedimenti. È una condotta arrogante che ci inquieta e ci preoccupa per la democrazia parlamentare. E poiché ho letto alcuni comunicati stampa di un Capigruppo di maggioranza, uscito dall'Aula cinque minuti fa, nei quali si dichiara che Fratelli d'Italia approfitta di un lungo week-end, ribadisco che questo non è accettabile. Lo devo dire - e lo dico con pacatezza, ma con fermezza - perché ieri abbiamo anticipato e spiegato, prima di uscire dall'Aula, il nostro atteggiamento e tutte le motivazioni della mancata partecipazione al voto di fiducia. Tutti sanno che la mancanza del numero legale è una responsabilità della maggioranza, ed è un fatto politico in particolare su un provvedimento così delicato ed importante; quindi è altrettanto importante e altrettanto legittima la scelta delle opposizioni di non partecipare a un voto quando si dà a tale assenza - come abbiamo fatto noi di Fratelli d'Italia - un significato di dissenso politico. Si riconoscano il diritto e la libertà delle opposizioni di esprimersi e non si parli di week-end al mare; non si dica week-end al mare perché Fratelli d'Italia ha lavorato in Commissione ed è stata in Aula al suo posto, disposta a lavorare ed ha poi spiegato le ragioni politiche del suo dissenso. L'assenza è dissenso politico, è segno di protesta quando la maggioranza va avanti a colpi di voti di fiducia, decreti d'urgenza e DPCM. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei fare alcune considerazioni. La prima sul provvedimento. Vorrei ricordare che le condizioni che ci hanno portato a porre la questione di fiducia - anche in ragione della scadenza molto ravvicinata del decreto-legge rispetto a quando il Senato ha potuto esaminarlo - sono dipese essenzialmente da un ostruzionismo del Gruppo Fratelli d'Italia compiuto alla Camera, solo dal Gruppo Fratelli d'Italia. È legittimo, però non si può dire che è a causa dei ritardi della maggioranza se i lavori al Senato sono stati contratti. C'è stato l'ostruzionismo di un Gruppo del centrodestra a un decreto-legge che sostanzialmente creava le condizioni per un accordo, come non può non essere, tra tutte le parti politiche perché le elezioni, che riguardano tutte le parti politiche, venissero effettuate nel miglior modo e nel miglior momento possibile, trovando concordemente il punto di caduta tra tutti i partiti politici. È grazie a quell'ostruzionismo, anche attraverso i tanti emendamenti che sono stati presentati, se siamo arrivati ad esaminare il provvedimento senza tempi ampi. Per quanto concerne il richiamo alla responsabilità che ha fatto anche il presidente Romeo, è corretto, però deve essere a tutto tondo. Ancora oggi siamo nelle condizioni di lavorare con difficoltà. Il voto, che con grande senso di responsabilità e anche qualità degli Uffici e dell'Ufficio di Presidenza, è stato stabilito potesse essere effettuato dalle tribune ha messo i senatori nelle condizioni di partecipare in maniera completa al lavoro di quest'Aula e non era scontato nelle settimane passate. Sapevamo che dovevamo scontare qualche difficoltà. Le difficoltà ci sono ancora, io confido e sono certo che gli Uffici e la Presidente faranno di tutto per migliorare l'interazione tra le modalità di voto, ma vorrei segnalare che noi ieri abbiamo fatto mancare il numero legale perché tutti i senatori del centrodestra sono usciti. Hanno quindi messo un decreto-legge in una condizione di fragilità proprio per la situazione che è determinata dall'emergenza sanitaria, che non è ancora finita; pur essendo consapevole di questa situazione tutto il centrodestra è uscito, mettendo questo Parlamento nelle condizioni o non nelle condizioni di rispettare il numero legale, che è cosa diversa che esprimere una propria opinione contraria rispetto ad un provvedimento. Se quindi responsabilità vale, la responsabilità deve essere da parte di tutti. Noi salvaguardiamo questa istituzione se prendiamo atto di ciò che va fatto in una condizione di uscita dall'emergenza che però non è ancora completa. Sta a noi, certamente, fare in modo che la maggioranza abbia sempre i numeri, da sola, per poter portare a termine i provvedimenti, soprattutto quelli del Governo che noi sosteniamo, ma fare in modo che questa Assemblea svolga la sua funzione di conversione dei decreti è anche responsabilità dell'opposizione. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, già ieri nella mia dichiarazione di voto - lo dico perché magari i colleghi di Fratelli d'Italia non c'erano e quindi non hanno sentito - ho spiegato, come tra l'altro abbiamo cercato di fare in modo molto chiaro anche nella discussione che c'è stata in 1 a Commissione sul decreto-legge, che la responsabilità del fatto che eravamo arrivati agli ultimi giorni, alle ultime ore per poter convertire il decreto-legge certamente non era proprio da imputare, questa volta, al lavoro della maggioranza o ai ritardi esclusivamente della maggioranza alla Camera. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità: è stata fatta - legittimamente, per carità - un'attività di ostruzionismo alla Camera che ha portato a un ritardo notevole, pazzesco. Pensate forse che anche noi, senatori della maggioranza, siamo così contenti di non riuscire in qualche modo a modificare i decreti, a dire la nostra, a fare il nostro dovere? Non ne siamo affatto contenti. Questa è una situazione, come la Presidente sa, che crea problemi a tutti, ma in questo caso vi sono anche delle responsabilità precise. La sottoscritta, il mio Gruppo ed altri avrebbero avuto voglia, diciamo, e necessità di intervenire sul decreto-legge, ma anche a noi è stato in qualche modo impedito. Dico questo per ricostruire le cose come stanno. Anche ieri, nella dichiarazione di voto, con compostezza, abbiamo ricordato le vicende, abbiamo detto anche che eravamo tutti disponibili, ad esempio, per la vicenda del referendum , a fare in modo che ci fosse un'informazione molto più accurata ai cittadini e ad impegnarci anche per far presente alla Commissione di vigilanza sulla RAI l'opportunità di mettere a disposizione molte più trasmissioni per fare questa campagna di giusta informazione. In secondo luogo, a proposito delle modalità di voto e delle difficoltà, che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere, per le condizioni oggettive in cui ci troviamo, io vorrei ricordare la soluzione del Senato, della quale bisognerebbe dare atto un po' a tutti quanti. La Camera, dove, come voi sapete, vi sono state polemiche all'inizio della pandemia, aveva trovato una modalità di votazione che escludeva una parte di deputati. Noi, invece, dobbiamo, tutti quanti, ringraziare i senatori Questori e gli Uffici, che su questo hanno trovato una soluzione. Io questo lo voglio dire, perché bisogna dare atto del lavoro fatto. Il Senato, infatti, attraverso la possibilità del voto dalle tribune, ha dato la possibilità a tutti i senatori di poter esercitare fino in fondo il proprio mandato. Poi, è chiaro che, evidentemente, bisognerà ulteriormente perfezionare e implementare il sistema. Per questo, signor Presidente, torno a ripetere che è un po' inaccettabile quanto è successo ieri. Io ho fatto opposizione per tanto tempo e non posso certo dire agli altri che non lo devono fare: ognuno esercita il proprio mandato e fa opposizione. Arrivare, però, a parlare addirittura di imbroglio, lo trovo assolutamente grave. Anche perché: lo avremmo fatto per danneggiarci da soli? Bisogna sempre stare molto attenti alle parole che si usano: le parole, i comunicati, le affermazioni, non solo in quest'Aula, ma anche fuori, in tutte le trasmissioni, che da ieri sera e anche stamattina continuano a far sembrare ai cittadini che chissà quale imbroglio sia accaduto, attribuendolo, tra l'altro, alla maggioranza. Questo è gravissimo, così come è gravissimo quando si presiede. È una questione di tutela di tutti noi. Bisogna aver rispetto, perché sono forme di garanzia per tutti quanti. Pertanto, dico con pacatezza: ognuno pensi alle parole che usa. Ognuno pensi alle parole che usa, perché le parole e le affermazioni provocano veramente una situazione di dileggio di tutte le istituzioni, perché non è che poi qualcuno ne esca in modo chiaro e pulito. Questo lo dico perché sono state fatte anche delle affermazioni molto gravi. Rendiamoci conto che siamo ancora in una situazione difficile. Voi sapete perfettamente che, per quanto riguarda il far arrivare le persone, abbiamo ancora una situazione di trasporti molto difficile nel Paese a causa della pandemia. Serve quindi il senso di responsabilità di ognuno, dove ognuno fa la propria parte: chi fa la maggioranza fa la maggioranza, chi fa l'opposizione fa l'opposizione. Almeno, però, abbiate rispetto del lavoro che tutti quanti, in questo momento e in questi mesi difficili, abbiamo cercato di svolgere. Bisogna stare molto attenti e dosare le parole che si usano. (Applausi) . ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, ovviamente, essendo già intervenuti rappresentanti del mio Gruppo, anche se siamo a fine seduta, non intervengo sulla questione prettamente politica. In questo momento, infatti, intervengo per sottolineare, per dovere di verbale, una questione, già sottolineata, di tutela della Presidenza, che è la tutela massima dell'istituzione del Senato. Con piacere ho ascoltato, anche da parte delle opposizioni, una separazione della questione politica, che era doverosa. Soprattutto in un momento così difficile per il Paese, in cui c'è anche uno smarrimento dei cittadini e dove noi siamo un riferimento, abbiamo deciso, utilizzando tutti gli strumenti possibili, di non chiudere, giustamente, il Senato e il Parlamento e di essere presenti, anche per questo motivo. Davvero, dunque, che l'invito non sia retorico in questo momento. Io mi sento di sottolineare, a difesa della Presidenza, una attenzione massima nell'utilizzo della polemica. Questa deve essere anche molto aspra, ma attenzione a non sconfinare. Quando si parla addirittura di un problema di legalità del voto e di azioni politiche e legali (perché questo è riportato nelle agenzie e, nel caso, si può sempre smentire, ma io ho riletto l'agenzia), siamo su un altro terreno. Non è una questione personale e non possiamo prenderla sottogamba, né dire che va bene un po' tutto, vorrei dire buttare in burletta, ma non lo voglio dire, perché richiama tempi che non vogliamo ricordare e se li ricordiamo, lo facciamo per sapere che sono definitivamente chiusi in un passato concluso di questo Paese. Molta attenzione quindi, perché quando si attaccano i punti più alti delle Istituzioni immotivatamente è un momento grave per il Paese. Noi abbiamo una grandissima responsabilità e io ho voluto intervenire soltanto in quanto componente della Presidenza per dire che noi tutti Vice Presidenti, chiunque abbia presieduto, siamo molto attenti, perché l'unità della Presidenza è a salvaguardia dell'Istituzione, prima ancora che, come ha sottolineato il Presidente, un fatto di educazione istituzionale e relazionale; soprattutto quest'ultima sarebbe auspicabile, ma non può essere un obbligo, mentre invece onorare queste istituzioni è un obbligo. (Applausi). DRAGO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, cari colleghi, io chiaramente ho ascoltato e intervengo, visto e considerato che anche negli organi di stampa ho visto riportato chiaramente il mio nome. Posso assolutamente sottoscrivere la serietà di tutta la condotta, nel senso che, come sapete, io ho dichiarato anche di aver votato all'esterno, in un momento di concitazione perché eravamo appena arrivati, le porte erano state appena chiuse e vedendo l'opportunità - affermo - con molta leggerezza ho votato. Faccio questa dichiarazione per scusarmi intanto con tutti i colleghi perché questa azione magari avrà contribuito a creare questa sorta di confusione e ad accentuare un pochino i malcontenti. Vorrei però dare un'altra lettura alla mia dichiarazione, dicendo che non era isolata, nel senso che l'ho condivisa con il nostro Capogruppo, il quale subito ha affermato e condiviso con me l'idea e l'intento di rendere pubblico l'errore. Spero quindi semplicemente che si ricompongano gli animi, si continui a collaborare nell'ottica della collaborazione e della trasversalità perché, al di là di fatti personali, di questioni tecniche e di questioni giuridiche, noi siamo qui per il bene del popolo italiano. (Applausi). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 23 giugno 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 23 giugno, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 11,55) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Bonino, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Crimi, Crucioli, De Falco, Di Piazza, Giacobbe, Malpezzi, Mantero, Margiotta, Marinello, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Riccardi, Richetti, Segre, Sileri, Sudano e Turco. Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 19/06/2020 la 6ª Commissione permanente Finanze ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per i disegni di legge: sen. Rufa Gianfranco ed altri "Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri o al Corpo nazionale dei vigili del fuoco" (1443) (presentato in data 30/07/2019); sen. Rufa Gianfranco ed altri "Modifica al decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, in materia di destinazione del 5 per mille alla Guardia di finanza, alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco o al Corpo di polizia penitenziaria" (1521) (presentato in data 03/10/2019). Governo, trasmissione di documenti Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con lettera in data 18 giugno 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 27, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, la relazione - predisposta dalla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi - sulla trasparenza dell'attività della Pubblica amministrazione, relativa all'anno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . LXXVIII, n. 2). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sugli ostacoli al commercio e agli investimenti 1° gennaio 2019 - 31 dicembre 2019 (COM(2020) 236 definitivo), alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; Progetto di bilancio rettificativo n. 5 del bilancio generale 2020 - Prosecuzione del sostegno ai rifugiati e alle comunità di accoglienza in risposta alla crisi siriana in Giordania, Libano e Turchia (COM(2020) 421 definitivo), alla 1 a , alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Proposta di Decisione Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione del margine per imprevisti nel 2020 per proseguire il sostegno umanitario a favore dei rifugiati in Turchia (COM(2020) 422 definitivo), alla 1 a , alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Progetto di bilancio rettificativo n. 6 del bilancio generale 2020: Integrare nel bilancio 2020 l'avvio del piano europeo per la ripresa (COM(2020) 423 definitivo), alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente. Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 20 aprile all'8 giugno 2020, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea. Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati. L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti. Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le seguenti sentenze, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 1 a Commissione permanente: sentenza n. 4 del 19 novembre 2019, depositata il successivo 28 gennaio 2020. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 6, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 (Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali. Disposizioni per garantire la continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio. Razionalizzazione delle spese del Servizio sanitario nazionale nonché in norme in materia di rifiuti e di emissioni industriali), convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2015, n. 125, e dell'articolo 1, comma 814, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020) ( Doc. VII, n. 79) - alla 5 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente; sentenza n. 24 del 16 gennaio 2020, depositata il successivo 20 febbraio. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 120, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall'articolo 3, comma 52, lettera a) , della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), e come modificato dall'articolo 19, comma 2, lettere a) e b) , della legge 29 luglio 2010, n. 120 (Disposizioni in materia di sicurezza stradale) e dall'articolo 8, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59 (Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida), nella parte in cui dispone che il prefetto "provvede" - invece che "può provvedere" - alla revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti a misura di sicurezza personale ( Doc. VII, n. 80) - alla 2 a e alla 8 a Commissione permanente; sentenza n. 56 del 26 febbraio 2020, depositata il successivo 26 marzo. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale: dell'articolo 10- bis , comma 1, lettera e ), del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, nella legge 11 febbraio 2019, n. 12, nella parte in cui ha sostituito il secondo periodo del comma 4 dell'articolo 11 della legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea); dell'articolo 10- bis , commi 1, lettera f) , nella parte in cui ha aggiunto il comma 4- bis all'articolo 11 della legge n. 21 del 1992, e 9 del decreto-legge n. 135 del 2018 ( Doc. VII, n. 81) - alla 8 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente. Interrogazioni Atto n. 3-01709 DE BERTOLDI RAUTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: negli scorsi giorni numerose fonti stampa hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica alcune vicende riguardanti la gestione dell'Agenzia Nazionale delle politiche attive del lavoro («ANPAL»), vigilata dal Ministro del lavoro, da parte del presidente e amministratore unico della medesima struttura, professor Domenico Parisi; secondo quanto ivi riportato, il medesimo presidente dell'Agenzia (il cui compenso attuale è pari a 160.000 euro all'anno), avrebbe confermato, rispondendo ad una specifica domanda nell'ambito dell'intervista rilasciata al "Corriere della Sera" lo scorso 14 giugno, di aver proposto di determinare il proprio compenso nella somma di euro 240.000 annui, concordando con Luigi Di Maio tale cifra ed avendo da quest'ultimo rassicurazioni al riguardo; lo stesso Parisi, con riferimento alle richieste di rimborso per le spese sostenute, pari ad euro 160.000, avrebbe giustificato tali richieste sulla base dei viaggi di trasferta tra Roma e Mississipi, a causa della sua residenza negli Stati Uniti d'America: sarebbe proprio tale spostamento, secondo le giustificazioni addotte, ad incidere sulle spese di rendicontazione personale di tali viaggi di trasferta, unitamente agli spostamenti tra la sede ANPAL e l'abitazione romana e alle spese di locazione delle stessa (spese comprensive di viaggi aerei in business class , noleggio auto con autista, lussuoso appartamento al quartiere romano dei Parioli); nel corso dell'intervista, il docente universitario (scelto da Luigi Di Maio nel febbraio 2019, per guidare l'Anpal e seguire la riforma dei centri per l'impiego e l'attuazione del reddito di cittadinanza) avrebbe inoltre accusato il direttore generale della medesima Agenzia, Paola Nicastro, di tardare e dunque bloccare l'entrata in funzione ed operatività dell'applicazione «My Anpal», strumento informatico mediante il quale i cittadini possono candidarsi alle offerte di lavoro pubblicate dalle aziende (strumento che, pertanto, non è mai entrato in funzione), esprimendo delusione per la conduzione attuale della gestione dell'Agenzia, guidata peraltro da lui stesso; l'interrogante rileva come, sin dall'inizio del mandato dell'attuale presidente dell'Agenzia, lo stesso è stato interessato da diverse inchieste giornalistiche, che ne hanno evidenziato gravi mancanze e una serie di altri elementi sui quali è opportuno effettuare attente valutazioni; in particolare non esiste ancora un valido sistema di scambio tra offerta e domanda di lavoro, essenziale per il reddito di cittadinanza che era il suo più importante progetto, mentre appare altresì fallimentare l'impiego dei navigator che, ricevuta la formazione, sono stati assunti, sebbene non sia dato sapere quanti contratti di lavoro siano frutto dei centri per l'impiego, ovvero dell'opera di intermediazione dei navigator ; inoltre il consiglio di amministrazione di ANPAL ha bocciato il piano triennale 2020-2022, presentato dallo stesso presidente; si aggiunga infine la considerazione in ordine alla titolarità, da parte dello stesso presidente dell'ANPAL, di un incarico presso la Mississipi State University, che lo rende incompatibile con il suo ruolo: anche questo aspetto ampliamente dibattuto, ma sul quale non sono pervenute conseguenti necessarie valutazioni in ordine all'opportunità della permanenza nel ruolo; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, destano sconcerto e preoccupazione in relazione al contenuto delle notizie stampa richiamate, nelle quali si evidenzia, non soltanto una pressocché totale assenza di aspetti riconducibili agli obiettivi effettivi che l'ANPAL avrebbe dovuto prevedere nel corso di questi ultimi anni in merito all'incremento dei posti di lavoro, ma soprattutto fanno emergere aspetti contingenti e un'azione rivolta preminentemente al perseguimento di interessi personalistici, sia nella determinazione della misura dei compensi e rimborsi spese percepiti che nella gestione amministrativa dell'ente; l'interrogante evidenzia che dallo stesso articolo del «Corriere della Sera» si delinea un quadro diametralmente opposto rispetto alle linee di condotta e di «sobrietà» che il Movimento Cinque Stelle, per anni, ha costantemente «predicato» nel Paese, linee comportamentali caratterizzate (ma evidentemente, solo a parole e non nei fatti), da un atteggiamento di contenimento dei costi e di razionalizzazione della spesa pubblica: dichiarazioni che evidentemente non si conciliano con quanto tale forza politica sta dimostrando in realtà alla guida del Paese, si chiede di sapere: quali valutazioni il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa; se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo non considerino inopportune e comunque lesive dell'immagine e della funzionalità amministrativa dell'ANPAL, le dichiarazioni rilasciate alla stampa del presidente della medesima Agenzia, e se le accuse da esso rivolte al direttore generale non determinino la necessità di avviare tempestive verifiche e valutazioni sulla effettiva funzionalità della stessa; in caso affermativo, se non si consideri opportuno chiedere le dimissioni del presidente dell'ANPAL, in relazione a quanto da egli sostenuto ed in precedenza richiamato, nonché per i risultati dimostrati evidentemente insoddisfacenti in termini di politiche attive, per l'occupazione volte a favorire l'inserimento nel mercato del lavoro. Atto n. 3-01710 RIZZOTTI Al Ministro della salute Premesso che: successivamente all'epidemia aviaria da virus influenzale di tipo A/H5N1 del 2003, al fine di contrastare l'insorgere di una pandemia influenzale, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato a tutti i Paesi di sviluppare un Piano pandemico e di aggiornarlo costantemente, seguendo linee guida concordate. A tal fine, l'Italia nel 2006, in base alle indicazioni dettate dall'OMS nel 2005, ha predisposto il «Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale» (dettando anche le linee guida per la stesura dei piani pandemici regionali); la stessa OMS ha disposto che il Piano di azione e le linee guida nazionali per la conduzione delle ulteriori azioni siano periodicamente aggiornate ed integrate; tuttavia, l'ultimo aggiornamento al Piano nazionale risale al 29 luglio 2010, a mezzo della circolare del Ministero della salute sulla «Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2010-2011», emanata successivamente all'ultima pandemia mondiale, quella da virus influenza di tipo H1N1, notoriamente conosciuta come «influenza suina»; sempre l'OMS, il 27 febbraio 2020, ha pubblicato delle nuove raccomandazioni recepite in Italia nel Rapporto ISS COVID-19 n. 2/2020 (e successivi aggiornamenti) contenente «Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-COV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell'attuale scenario emergenziale SARS- COV-2»; l'attuale pandemia non è dovuta ad un virus di tipo influenzale, poiché il nuovo Coronavirus SARS-COV-2 presenta caratteristiche diverse, sia dal punto di vista virologico che clinico, rispetto a qualsiasi altra influenza (in quanto caratterizzato da sintomi differenti e più severi, quali polmonite e insufficienza respiratoria, tali da richiedere anche il ricovero ospedaliero per circa la metà dei soggetti affetti, con un'alta percentuale di ricoveri in terapia intensiva); presenta inoltre maggiore contagiosità rispetto all'influenza ed un periodo di convalescenza più lungo, dettato anche dalla mancanza, al momento, di terapie concrete o vaccini che ne possano contrastare la diffusione, arginata sinora grazie alle significative misure di prevenzione adottate dal Governo tramite l'imposizione di modelli di tipo comportamentale; per le sue caratteristiche inedite si è resa necessaria una specifica gestione dei casi sospetti e confermati di infezione da SARS-CoV-2 da parte del personale sanitario sul territorio e in ospedale (sia nella preospedalizzazione in pronto soccorso sia nel ricovero); in ragione della nuova pandemia da SARS-CoV-2 e dell'alta probabilità del verificarsi di un secondo picco di pandemia nei mesi autunnali, come previsto da autorevoli istituti di epidemiologia, si rende necessaria e indifferibile la revisione del precedente Piano nazionale, tramite l'elaborazione di un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia sulla base delle caratteristiche del nuovo virus SARS-CoV-2, meglio noto come COVID-19, in particolare al fine di: individuare le azioni e gli interventi da intraprendere per una più efficace risposta in termini di prevenzione e controllo dell'infezione; elaborare dei nuovi piani di emergenza per mantenere i servizi sanitari e garantire altri servizi essenziali; definire la gestione dei casi sospetti e positivi nelle strutture sanitarie, inclusi i servizi di pronto soccorso; prevenire il contagio degli operatori sanitari, garantendo in primo luogo la dotazione di idonei DPI, particolarmente le maschere facciali filtranti FFP2/FFP3, raccomandandone l'utilizzo quale unico DPI appropriato per contenere con maggior sicurezza il rischio di contagio; assicurare un'adeguata formazione del personale (sanitario e non) coinvolto nella risposta alla nuova pandemia; disporre un coordinamento con le amministrazioni regionali per effettuare tamponi ed esami ematici (se necessari) agli operatori sanitari coinvolti nella gestione diretta di casi sospetti o confermati di COVID-19; l'elaborazione di un nuovo Piano nazionale è indispensabile anche per la definizione dei piani operativi di ciascuna Regione attraverso la stesura di linee guida (il cui ultimo aggiornamento risale al 2010), in base alle quali vengono delineate le azioni necessarie che ogni Regione, attraverso il proprio comitato pandemico, dovrà improntare per conseguire gli obiettivi del Piano (secondo il Piano nazionale) in ogni fase della pandemia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa; quali siano le motivazioni che non hanno portato all'aggiornamento del Piano nazionale già a gennaio, quando l'epidemia si è manifestata; se non ritenga di dover adottare con urgenza la revisione del precedente Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale; se non ritenga urgente, altresì, predisporre un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia da Sars Cov-2 (COVID-19) e nuove Linee guida per la stesura dei piani pandemici regionali, al fine di consentire una risposta adeguata e più efficace rispetto all'attuale situazione pandemica e agli eventuali futuri picchi di epidemia, annunciati più volte in queste settimane dal Ministero della salute, dal Comitato tecnico scientifico e dall'Istituto superiore di Sanità. Atto n. 3-01711 TARICCO PINOTTI BOLDRINI VERDUCCI FEDELI CIRINNA' PITTELLA D'ALFONSO ROJC ALFIERI ASTORRE VATTUONE STEFANO MANCA FERRAZZI MESSINA Assuntela Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto flussi del Presidente del Consiglio dei ministri è un provvedimento governativo annuale previsto dall'articolo 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40, oltre al Documento programmatico triennale relativo alle politiche migratorie. Esso consente di stabilire ogni anno, entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento, le quote massime di ingresso di cittadini stranieri non comunitari da ammettere nel territorio italiano per motivi di lavoro subordinato, autonomo e stagionale o convertire i permessi di soggiorno già posseduti; il comma 4 dall'articolo 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40, prevede, infatti: " Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i ministri interessati e le competenti Commissioni parlamentari, sono definite annualmente, sulla base dei criteri e delle altre indicazioni del documento programmatico di cui al comma 1, le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato, per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, tenuto conto dei ricongiungimenti familiari e delle misure di protezione temporanea eventualmente disposte a norma dell'articolo 18. I visti di ingresso per lavoro subordinato, anche stagionale, e per lavoro autonomo sono rilasciati entro il limite delle quote predette. In caso di mancata pubblicazione dei decreti di programmazione annuale, la determinazione delle quote è disciplinata in conformità con gli ultimi decreti pubblicati ai sensi della presente legge nell'anno precedente"; considerato che: numerosi studi e l'esperienza concreta degli ultimi anni hanno ormai dimostrato il ruolo fondamentale per l'economia italiana, e specialmente per il settore primario, dei lavoratori provenienti da altri Paesi stranieri, soprattutto se professionalizzati e con una consuetudine lavorativa nel settore interessato; il Decreto flussi nei vari anni ha permesso l'ingresso nel nostro Paese anche di lavoratori che avevano completato programmi di formazione nel Paese di provenienza, e lavoratori che avevano già svolto mansioni similari, quindi in ogni caso lavoratori maggiormente preparati e professionalizzati; purtroppo, già in passato, il decreto è stato emanato molto in ritardo rispetto alle esigenze dei settori in particolare in agricoltura, perché arrivato a stagione già molto avanzata, vedasi ad esempio l'approvazione a luglio nel 2006, o a maggio nel 2015, o addirittura a novembre nel 2012, ma anche a marzo nello stesso 2019, impedendo o rendendo complessa la programmazione delle attività delle stesse imprese coinvolte; tenuto conto che: la corrente stagione è stata sicuramente influenzata dalle complessità e dai ritardi cagionati dall'emergenza legata all'epidemia da COVID-19, che ha impattato soprattutto sulla mobilità delle persone, con tutti i risvolti connessi alla sicurezza e alla limitazione dei rischi di contagio; dal 1° giugno 2020 sono state presentate dai datori di lavoro al portale del Ministero dell'interno oltre 2.100 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell'ambito della procedura di emersione prevista dall'articolo 103, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, per i settori dell'agricoltura, del lavoro domestico e dell'assistenza alla persona; purtuttavia detta regolarizzazione non fa venire meno la domanda e le opportunità che erano connesse al decreto flussi, quanto meno in agricoltura; in ogni caso il decreto flussi è un provvedimento che dovrebbe avere cadenza annuale e che, pur riguardando poche decine di migliaia di lavoratori, nel 2019 ha interessato 12.850 soggetti per lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni e 18.000 per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero, a fronte di una domanda per il solo comparto agricolo di alcune centinaia di migliaia di lavoratori, fornendo un apporto lavorativo fondamentale per la buona conclusione dell'annata agraria; rilevato quindi che al di là delle altre misure, il decreto flussi sarebbe estremamente importante ed urgente quanto meno per il comparto agricolo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del ritardo nella valutazione delle disposizioni che regolano le politiche migratorie del nostro Paese e che offrono una possibilità lavorativa, in campo agricolo, ai braccianti stranieri, consentendo loro l'ottenimento del permesso di soggiorno per motivi di lavoro; se non intenda effettuare una valutazione della situazione attuale ed affrontare questa problematica il prima possibile, soprattutto in ragione della crescenti necessità delle imprese (specie quelle appartenenti al settore agricolo) e valutare la possibilità di una sollecita approvazione del decreto flussi 2020, per permettere l'arrivo di lavoratori stranieri formati, che, sia pure in numero limitato, sono una importante risorsa per il settore, per l'intera sua valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti delle nostre terre, soprattutto alla luce del fatto che gli altri strumenti a disposizione del settore sono purtroppo ugualmente in ritardo. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-01711 del senatore Taricco ed altri, sul ritardo nell'adozione del decreto flussi per il 2020.