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Processo penale - Procedimenti di competenza del giudice di pace - Reati commessi dopo la pubblicazione del decreto legislativo n. 274 del 2000 e iscritti nel registro delle notizie di reato successivamente alla sua entrata in vigore - Applicazione integrale delle norme del decreto - Asserita disparità di trattamento e applicazione all’imputato di disciplina a lui più sfavorevole rimessa alla discrezionalità del pubblico ministero, lesione del principio del giudice naturale precostituito per legge - Motivazione confusa e contraddittoria, omessa descrizione dei fatti del giudizio 'a quo' - Manifesta inammissibilità della questione.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione, degli artt. 64, comma 2, secondo periodo, e 4, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui prevedono che per i reati di competenza del giudice di pace commessi dopo la pubblicazione del citato decreto legislativo e iscritti nel registro delle notizie di reato successivamente alla sua entrata in vigore, si osservano per intero le norme, anche processuali, del medesimo decreto. Il giudice rimettente, infatti, fa una commistione tra istituti processuali e sostanziali e, in relazione ai primi, omette qualsiasi considerazione circa le situazioni di fatto, da non consentire un’adeguata valutazione della rilevanza. Inoltre, sembra prospettare una lettura alternativa della disciplina censurata, senza, peraltro, chiarire se tale soluzione interpretativa sia effettivamente praticabile.