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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 415 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA, del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32) . Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 2505 Conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2505. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Conzatti. CONZATTI, relatrice . Signor Presidente, ringrazio i colleghi per l'interessante e approfondita discussione generale di ieri. Vorrei preliminarmente fare una considerazione che risponde ad alcune sollecitazioni sul metodo di lavoro delle nostre istituzioni, sollevate in particolare dai senatori Zaffini, De Bertoldi e Iannone circa l'anomalia del monocameralismo alternato che sta caratterizzando la nostra legislatura. È vero: è un'anomalia che arriva da legislature precedenti. C'è stato anche un referendum costituzionale che ha tentato di modificare l'assetto per dare risposta a tale anomalia. Ma questa XVIII legislatura - bisogna ammetterlo - è stata investita da una straordinarietà di eventi sin dai primi momenti, con il crollo del ponte Morandi, le alluvioni, Vaia e poi ancora la pandemia, gli interventi straordinari sul Piano nazionale di ripresa e resilienza ed ora gli interventi che devono rispondere a un nuovo assetto geopolitico, che richiedono una straordinaria velocità di lavoro delle istituzioni e che paradossalmente il monocameralismo alternato garantisce. In Commissione bilancio, se consideriamo gli interventi economici come delle mini leggi di bilancio, abbiamo fatto otto mini leggi di bilancio e due leggi di bilancio in due anni. A marzo 2020, due anni fa, abbiamo iniziato con il cosiddetto cura Italia, oggi siamo al cosiddetto sostegni- ter e alla Camera è già incardinato il decreto-legge energia. Sono stati due anni veramente eccezionali e straordinari che ci hanno costretto a lavorare con un metodo di monocameralismo alternato, proprio per avere una grande tempestività. La senatrice Testor ha richiamato l'esigenza delle istituzioni di intervenire con tempestività di fronte alle emergenze e, quindi, alle richieste di cittadini, imprese e famiglie. Questo metodo di lavoro paradossalmente ci garantisce di essere più tempestivi, ma non sempre di essere esaustivi, come ha ricordato il senatore Saccone; la grandissima mole di lavoro sulle istituzioni talvolta non ci permette di dare risposta anche a istanze ed esigenze giuste, che devono attendere del tempo per essere considerate. Nello stesso tempo, questa dev'essere una consapevolezza che abbiamo e che risponde anche ad alcune critiche e osservazioni rispetto all'adeguatezza di questo provvedimento, di fronte alla situazione che stiamo vivendo. È evidente che il decreto-legge sostegni- ter non ha, da solo, la forza per contrastare il mutato quadro geopolitico, socioeconomico e anche bellico che ci troviamo di fronte. Il sostegni- ter è stato pensato in un periodo diverso; sono passati poco meno di due mesi, ma il periodo era molto diverso. Immaginavamo di riuscire a chiudere l'emergenza Covid, di ristorare giustamente le attività che erano state penalizzate dalle chiusure - come le discoteche - o quelle in filiera - come le attività che hanno subito una riduzione del numero di clienti, ad esempio le attività della filiera turistica - e poi di rilanciare dando supporto a una prima fase dell'emergenza energetica. Come ha ricordato giustamente la senatrice Rivolta, questa impostazione è stata superata dagli eventi, per cui il Governo e il Parlamento sono subito intervenuti con il decreto-legge energia, già incardinato alla Camera, e poi con il prossimo intervento, che è già allo studio e che risponderà alla grande transizione energetica e al riposizionamento dell'Italia in una chiave di maggiore indipendenza energetica. Questa non è una diminutio del valore del decreto sostegni- ter , ma è l'invito a tutto il Senato a considerare questo provvedimento come una parte, un pilastro di un trittico di provvedimenti che ha l'obiettivo di riposizionare l'Italia dando risposte alle famiglie e alle imprese più in difficoltà, che sono una categoria diverse da quelle colpite dal Covid: le imprese più spostate verso il commercio internazionale, più globalizzate, sono quelle che in questa fase stanno soffrendo moltissimo. La nostra economia è in forte sofferenza. Il presidente Draghi ha usato parole chiare - come è solito fare - e ha definito questa fase come un passaggio da un'economia di mercato a un'economia di guerra: è una frase che pesa moltissimo solo nel doverla pronunciare. Il nostro lavoro da relatori sul decreto sostegni- ter ha cercato di adeguare e colmare con la politica quello che il provvedimento non riusciva a fare, su cui - è chiaro - abbiamo svolto un lavoro di conversione classico. Ricordo che è un provvedimento di due miliardi; alla gestione del Parlamento sono state assegnate 30 milioni di risorse che il Parlamento in quest'ottica di emergenza ha deciso di finalizzare su interventi specifici, dando risposte ancora una volta alle categorie più penalizzate nella fase Covid. Abbiamo riservato e ampliato la platea dei settori che potevano usufruire dell'esenzione e dell'integrazione salariale. Ancora una volta siamo intervenuti per supportare i territori colpiti dal sisma. Abbiamo cercato altresì di venire incontro anche alle grandissime istanze - come ricordava il senatore De Bertoldi - di tutto il mondo imprenditoriale circa la necessità di riaprire i termini per le rottamazioni, per il saldo e stralcio, dando maggior termine di risposta alle imprese. È stato un lavoro importante, così come lo è stato il lavoro di conversione con oltre 90 emendamenti approvati. Cito gli interventi che abbiamo ascoltato ieri, perché danno prova di un lavoro consistente che ha modificato grandi parti della legislazione corrente, cercando di dare risposte a molti settori; al settore del turismo, come hanno ricordato le senatrici Rivolta e Faggi; al settore agricolo, come è stato ricordato dai senatori Taricco e Perosino. Vi sono stati poi interventi a favore del settore avicolo, dei vini con indicazione geografica tipica (IGT); e ancora interventi per potenziare il turismo lattiero-caseario; sulla cultura, al fine di supportare gli operatori dello spettacolo ed esonerare dall'integrazione salariale molte attività e servizi dello spettacolo; interventi ancora sulla sanità - come detto dalla senatrice Parente - anche con uno sguardo verso la sanità del futuro con la cartella elettronica sanitaria. La senatrice Cantù ci ha ricordato giustamente con grande forza la necessità di venire incontro alle famiglie dei medici che tanto si sono spesi durante la fase Covid. Abbiamo inserito questa priorità nell'ordine del giorno di maggioranza che sarà affrontata nel prossimo decreto. La senatrice Boldrini ha proposto degli emendamenti particolarmente importanti per la stabilizzazione degli assistenti sociali o per la possibilità degli specializzandi medici di collaborare gratuitamente nelle attività di raccolta del sangue. Ricordo ancora gli interventi della senatrice Pirro e della senatrice Fregolent, la quale ha proposto un emendamento interessante che, seppure non è stato accolto, è stato poi ripreso. Molti interventi hanno ripercorso un altro tema che è stato centrale nel provvedimento. Mi riferisco all'operazione della cessione dei crediti. Moltissimi interventi, quasi tutti, hanno richiamato come l'intervento del Governo sull'articolo 28 del provvedimento, con il blocco di tutte le attività, ha avuto un impatto molto negativo sulle aspettative di coloro che stavano ristrutturando i loro immobili e anche su tutta la filiera delle costruzioni. È stato un blocco assolutamente necessario che ha dato una risposta immediata a frodi importanti che l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza avevano rilevato. La norma è stata riscritta; siamo tutti convinti che avrebbe potuto essere riscritta in maniera da dare ancora più slancio alle attività di ristrutturazione. Ci si potrà lavorare ancora. Nell'ordine del giorno abbiamo impegnato il Governo a occuparsi di rendere possibile la proroga dei termini per il raggiungimento del 30 per cento dello stato avanzamento lavori (SAL) e invece siamo riusciti in questo stesso intervento a prorogare dal 9 al 27 di aprile la data entro cui si possono fare le comunicazioni alla piattaforma dell'Agenzia delle entrate nella scelta tra la cessione del credito o lo sconto in fattura. Restano ancora aperti su questo fronte alcuni problemi relativi al perimetro di cedibilità del credito, limitato a due cessioni successive alla prima, circoscritta a un perimetro bancario. Molte delle richieste che arrivano per permettere la compensabilità, e quindi l'assorbimento di tali crediti, puntano ad ampliare ulteriormente questa facoltà, permettendo un'ulteriore possibilità di cessione al di fuori del perimetro bancario. Naturalmente tale cessione deve essere rivolta alla compensazione immediata del credito stesso. La senatrice Toffanin ci ha ricordato che gli annunci anticipano eventi e le loro conseguenze, per cui gli effetti della gestione di questa riscrittura normativa partita dal decreto-legge antifrodi, poi inglobato nella legge di bilancio, fino a quest'ultimo decreto-legge in conversione, hanno bloccato un'intera filiera. Da questo punto di vista ricordo che anche anticipare - come è stato evocato in quest'Aula - eventuali scostamenti di bilancio, di cui non necessariamente ci sarà bisogno, può anticipare o avere conseguenze molto negative. Noi abbiamo contezza di un 2021 molto positivo dal punto di vista della crescita economica e sappiamo che ci sarà uno spazio di miglioramento rispetto all'indebitamento del 5-6 per cento previsto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NADEF) del 2021. Quindi, abbiamo grandi aspettative che non ci sarà bisogno di alcuno scostamento e che gli interventi potranno essere fatti grazie alla spinta economica del 2021. È stata fatto un forte richiamo al Governo rispetto alla necessità di dare risposte alla crisi energetica, da parte - ad esempio - della senatrice Abate e del senatore Santillo. È particolarmente importante in questo momento. La discussione è stata ampia; abbiamo scritto un ampio ordine del giorno, rispetto al quale il Governo si è posto in maniera molto dialogante, proponendo delle misure specifiche. Si tratta, dunque, di un atto di indirizzo dal forte peso politico, che impegna a una grande collaborazione e che deve dare risposta non solo alla grandissima emergenza delle famiglie in difficoltà e delle imprese, soprattutto quelle energivore, ma soprattutto alla speculazione che in questo momento c'è sul carburante, anche introducendo misure particolarmente pesanti per chi ha una cultura liberale, come il price cap. Altri senatori hanno ricordato, come tutta la maggioranza ha rimarcato nell'ordine del giorno, che deve essere particolarmente qualificante il lavoro del Governo a livello dell'Unione europea, almeno sotto due profili, il primo dei quali riguarda la rinegoziazione e la riscrittura del temporary framework. C'è una grandissima necessità di liquidità da parte delle imprese e, quindi, il temporary framework deve dare questa possibilità. L'altro tema fondamentale in questa fase è riuscire a livello europeo a riscrivere e ottenere una recovery and resilience facility energetica per permettere all'Italia di avere nuove risorse per far fronte alla grave crisi energetica. Desidero poi ricordare, perché particolarmente importante, l'intervento del senatore Margiotta, che ha evidenziato il tema del rincaro dei materiali, che ha una fortissima ricaduta su tutto il tema degli appalti e anche sulla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il terzo decreto-legge sostegni ha dato una prima risposta; il cosiddetto decreto energia contiene già ulteriori risposte e ricordiamo che la scorsa settimana proprio in Senato è stato approvato il disegno di legge delega sugli appalti, che prevede anche di riscrivere tutta la gestione della valutazione dei prezzi dei materiali nel caso degli appalti. Si tratta di un grande lavoro e il terzo decreto-legge sostegni è parte integrante di un trittico di misure che vogliono essere all'altezza - e sicuramente lo saranno - ancora una volta, come lo sono state nella pandemia, di portare l'Italia fuori dalla grave crisi economica in cui versiamo, che speriamo non diventi bellica. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Damiani. DAMIANI, relatore . Signor Presidente, innanzitutto corre l'obbligo di rivolgere un saluto e vari ringraziamenti. Ieri era presente il sottosegretario Guerra, che in queste settimane ha presenziato nel rapporto di lavoro che abbiamo avuto con tutta la Commissione e, non solo con la maggioranza, ma anche con le opposizioni. Stamattina rivolgiamo un ringraziamento particolare al sottosegretario Sartore, che, in prima persona e davvero con grande spirito di abnegazione, ha lavorato a migliorare molto il decreto in esame; decreto che - come hanno sottolineato tutti e come farò anche io - è partito in un modo e poi noi lo abbiamo indirizzato e portato in porto in un altro modo, svolgendo comunque un ottimo lavoro. Ringraziamo il sottosegretario Bini, anche lei instancabile, che ha partecipato a una seduta definibile come seminotturna. E in fondo l'accordo che abbiamo costruito, di maggioranza e con le opposizioni, in queste settimane ci ha portato a una seduta seminotturna e a dei risultati importanti. Completiamo il ringraziamento a tutta la compagine di Governo, nominando il vice ministro Laura Castelli - oggi non presente - che ha partecipato agli incontri direttamente al MEF, e non solo di maggioranza, e in Commissione, dove ha dato il suo fattivo e importante contributo. Corre dunque l'obbligo di ringraziare veramente tutti. Ribadiamo - e lo ha detto ancora una volta anche la senatrice Conzatti - il momento particolare in atto, tant'è che nelle prossime ore saranno varati nuovi decreti che vanno nella giusta direzione. Il momento storico è completamente cambiato rispetto allo scorso mese di febbraio. Quello in esame è il decreto numero 4, un decreto emanato a inizio anno, con la prospettiva proprio di quel periodo, di gennaio, quando la pandemia e le curve della pandemia toccavano il livello massimo e cominciavano, da quel punto in poi, a scendere. Da qui l'importanza, come maggioranza politica e per il Governo in particolar modo, di varare un decreto che andasse proprio nella direzione di assecondare le curve della pandemia e di cavalcarle fino a scendere - finalmente, riuscivamo a vedere la luce in fondo al tunnel - e, quindi, di dare l'ultimo sostegno economico di aiuto alle attività economiche. Io qui voglio ancora ricordare che, rispetto all'anno precedente, quando c'erano i coprifuochi e tutta una serie di attività era ancora semichiusa, invece quest'anno le attività sono state invece aperte. Servivano, dunque, proprio il rilancio e il sostegno ed ecco perché veniva varato il cosiddetto decreto sostegni- ter ; un decreto da oltre 5 miliardi di euro, che poi però si è dimezzato nel momento in cui, una volta varato, la situazione storica, economica e politica, del Paese e del mondo andava cambiando. In quel momento particolare è iniziato il problema dell'aumento dei prezzi. Avevamo già un po' di inflazione, ma era quella classica economica, legata alla ripresa e all'aumento del PIL. Andava, quindi, governata in quel modo. Invece, poi con il nuovo momento geopolitico e con la guerra è cambiato un po' tutto e, dall'inflazione, siamo passati a un caro prezzi: energia, benzina, petrolio, che gli italiani oggi stanno toccando con mano. Come sappiamo tutti, quando si va alla pompa di benzina ci si accorge di quello che - ahimè - sta succedendo e che dobbiamo assolutamente evitare. Nel momento in cui cambiava lo scenario, il Governo ha cominciato a pensare ad altri provvedimenti. Sono state sollevate questioni anche da parte politica, da parte di tutti noi, rispetto al decreto-legge n. 4: pensiamo alla questione del blocco delle cessioni del credito, anche in quel caso una misura molto importante che abbiamo voluto sostenere nella manovra finanziaria, che abbiamo rivisto e fatto in modo che ci fossero delle proroghe. Con il blocco della cessione del credito abbiamo notato che anche quel tipo di attività economica nel nostro Paese si stava bloccando. Quindi, la nostra spinta politica ha portato il Governo a intervenire anche in questo caso con un provvedimento di sblocco. Ecco perché dico che le situazioni sono state molteplici, ma alla fine abbiamo saputo governarle tutti insieme in un certo modo. A quel punto il Governo ha deciso di spostare il decreto-legge sull'energia - da un punto di vista politico, per la sua conversione - alla Camera dei deputati e una parte del nostro decreto-legge sostegni- ter è andato, nell'altro ramo del Parlamento, cosicché noi abbiamo lavorato su ciò che restava. Il decreto-legge è passato da circa 6 miliardi di euro ai 2 miliardi attuali. Sapevamo sin dal primo momento - e ce lo siamo subito detti con il Governo, cercando di compattare la maggioranza in un grande senso di responsabilità - che non c'erano a disposizione risorse aggiuntive per il Parlamento per migliorare il testo attraverso l'attività emendativa. Questo ha creato un minimo di tensione, avendo tante proposte la loro onerosità, che abbiamo superato attraverso un confronto all'interno della maggioranza, e siamo riusciti a portare in porto il decreto-legge. Sappiamo che il Governo sta lavorando anche in queste ore ad altri provvedimenti, come ci è stato annunciato nelle ultime settimane, quando abbiamo avuto modo di avere confronti politici interessanti. La settimana scorsa il capo di Gabinetto del Ministro dell'economia ci ha detto cose importanti, tra cui la possibilità di anticipare di un mese la nuova programmazione economica e finanziaria per fare in modo di arrivare a nuovi decreti cosiddetti fiscali, che servono ad aiutare famiglie e imprese. Aspettiamo l'arrivo di questi provvedimenti che al momento sono più attuali rispetto al decreto-legge sostegni, il quale però - come ho detto - ci ha dato la possibilità di lavorare bene. L'approvazione di circa 100 emendamenti non onerosi è comunque un risultato che come una maggioranza abbiamo condiviso. Nel mio intervento parlerò anche del dibattito che si è tenuto ieri, che ha visto certamente qualche malumore - li ritengo fisiologici - che ha colpito un po' tutti i Gruppi, naturalmente per le difficoltà incontrate. Le risorse erano poche per riuscire a prendere degli impegni, ragion per cui si è lavorato esclusivamente sugli emendamenti non onerosi. Ad ogni modo, ribadisco che l'approvazione di 100 emendamenti non onerosi è un risultato molto importante. Abbiamo condiviso tutti insieme una metodologia di lavoro che ha portato all'approvazione - vorrei darne veramente risalto - di un ordine del giorno vincolante. Ritengo sia molto importante che, nelle prossime misure che il Governo in questo momento sta studiando ed elaborando, possa arrivare immediatamente il nostro ordine del giorno, che abbiamo scritto fino alle ultime ore prima di arrivare qui in Aula, che porta dei contenuti molto attuali, tra cui anche le risultanze degli impegni di Versailles che i Capi di Stato hanno preso, in modo tale da essere per quanto possibile aggiornati. Su questo e sull'ordine del giorno vorrei quindi concentrarmi ora per spiegare il lavoro importante che è stato portato a termine. Con poche risorse a disposizione e tanti emendamenti onerosi, a quel punto potevamo scegliere diverse strade: fare uno spezzatino di tante piccole misure oppure concentrare quelle risorse in alcuni cosiddetti temi comuni. Ogni Gruppo politico ha sottoposto al Governo alcune proposte e siamo poi arrivati, alla fine, a una sintesi politica di come utilizzare le risorse e ci siamo concentrati su alcune misure. Quest'anno abbiamo avuto la fortuna di approvare la manovra finanziaria nella quale abbiamo inserito molti interventi, e alcuni di quelli rimasti fuori abbiamo cercato di recuperare nella parte delle risorse economiche di questo decreto, ossia alcuni di quegli impegni assunti nella manovra finanziaria ma che non hanno trovato spazio in quell'occasione. Bisognava quindi dare compimento a quella parte di misure per il terremoto che non aveva trovato collocazione nel provvedimento della manovra finanziaria. Dunque impegniamo 10,5 milioni di euro proprio per la vicenda dei cosiddetti inagibili del terremoto del 2012 dell'Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto. Da un confronto fra i Gruppi emerge, anche su questo, un'altra parte di interventi che dobbiamo riuscire a inserire nei prossimi decreti, come quelli relativi al problema delle rate dei mutui sui fabbricati resi inagibili dal terremoto. Molti Gruppi pensavano che, nell'ambito delle misure per il sisma, oltre al tema degli inagibili, venisse affrontato anche il discorso delle rate dei mutui, ma non è stato così. Una proposta che facciamo subito al Governo è quindi di prevedere questo tipo di intervento. Dal momento che il decreto è spogliato della parte energia e resta il discorso superbonus, abbiamo ritenuto di concentrarci sugli Ateco e abbiamo deciso di avanzare varie proposte giunte ai Gruppi politici proprio su questo tema. Si sono quindi ampliate le platee e, non potendolo farlo sicuramente ad invarianza economica, perché le risorse sarebbero state veramente irrisorie, abbiamo deciso di intervenire in due fasi differenti. Pensavamo, prima di tutto, di impegnare 10 milioni di euro e invece poi abbiamo deciso di aggiungerne altri 20 e di inserire molte richieste che oggi abbracciano moltissimi settori. Avevamo pensato anche di dare una mano al turismo, che per alcuni aspetti ha avuto la possibilità, anche nell'estate scorsa, di lavorare tranquillamente. Avevamo pensato - anche questo è un ragionamento che abbiamo inserito in tante varianti all'interno dei codici Ateco - di dare un sostegno alle città turistiche - oggi siamo a Roma, la capitale d'Italia, che è la città turistica per eccellenza - che hanno veramente sofferto non soltanto con la pandemia, ma in questo momento anche con la guerra in atto, che rende tutto più difficile e che, quindi, dobbiamo sostenere. Avevamo pensato anche alla questione delle città d'arte e tutto ciò che ad esse ruota intorno ha trovato allocazione all'interno dei codici Ateco. Abbiamo pensato a quel punto all'importanza di dare un segnale politico, che ci univa e andava incontro a imprese e famiglie, riprendendo in mano una questione che aveva visto nel precedente decreto milleproroghe alla Camera fare un altro passetto avanti che dovevamo completare: sto parlando della rottamazione- ter . Con il Governo abbiamo studiato una misura importante, che apre alcune finestre. Detto sinceramente, questa misura è apprezzata da molti e soprattutto ha ottenuto, in maniera trasversale, il consenso dei Gruppi politici dell'intero arco costituzionale. Siamo riusciti a mettere su il provvedimento della rottamazione- ter , con l'apertura di finestre che oggi danno modo di riprendere il percorso di sostegno e di aiuto in un momento di grande difficoltà, in cui le decisioni da prendere in una famiglia e in un'impresa sono veramente particolari. Ci sono da pagare le spese vive, appunto la corrente e l'energia, e ci sono anche le cartelle di un tempo, quelle dovute alla chiusura, alla pandemia e ai due anni precedenti. È un momento difficile e dobbiamo cercare di aiutare su più fronti famiglie e imprese. In questo caso, abbiamo pensato alla rottamazione- ter e abbiamo concesso questo. (Richiami del Presidente). L'unico problema - che, ahimè, dispiace - è quello dei subemendamenti, con cui avevamo cercato di dare risposte, perché erano comunque importanti. Vi era una parte di proposte che riguardava la cessione dei crediti, che finalmente si riapriva, ma ce n'era anche una parte che arrivava dai Gruppi, perché circoscrivere a un discorso di imprese bancarie è importante; c'era però la possibilità, anche lì, di restare nella cornice del testo unico bancario, permettendo eventualmente ad altre società che in essa operano di accettare a loro volta le cessioni del credito e di lavorare. Sul discorso del superbonus e dello stato avanzamento lavori, invito il Governo a prestare attenzione nelle prossime settimane a come i lavori hanno oggi la possibilità di riprendere, in modo tale da valutare, in un prossimo provvedimento, se vi è la necessità di una mini proroga, proprio per permettere l'accesso al superbonus e il raggiungimento della scadenza del 30 giugno per lo stato di avanzamento dei lavori. Mi dispiace che non vi sia stato proprio il tempo di esaminare queste importanti proposte, perché oramai stavamo lavorando sugli emendamenti, ma sono temi aperti, che vorrei che il Governo avesse nella sua agenda, con grande attenzione, proprio per non disperderli. (Richiami del Presidente). Ecco perché si è poi arrivati al cosiddetto ordine del giorno vincolante, che fa il punto della situazione. Il momento storico, come dicevamo, mette insieme quello che è accaduto in questi giorni e in queste settimane. Abbiamo parlato degli impegni che i Capi di Stato e di Governo hanno preso a Versailles. Si arriva così a un impegno che oggi il Parlamento voterà nei confronti del Governo su vari temi, che sono appunto tesi a recepire nelle legislazioni nazionali gli strumenti dell'Unione europea. La questione della moratoria dei mutui è pure un altro tema caldo e importante, che è necessario che il Governo, il MEF e il Dipartimento del tesoro guardino con grande attenzione anche nei confronti dell'Europa. Bisogna calmierare i prezzi dei carburanti, dell'energia, l'IVA e le accise. C'è un pacchetto di impegni che invitiamo il Governo a tenere in seria considerazione. Come dicevo, ieri come relatori abbiamo ascoltato gli interventi di tutti i Gruppi politici, da cui sono emerse criticità. Ci trasciniamo oramai da tempo alcune questioni importanti che riguardano, ad esempio, il fatto che si lavori e si legiferi solo in una Camera; anche questa volta - ahimè - ci troviamo di fronte a un monocameralismo, che certamente condanniamo tutti, perché vorremmo che i provvedimenti fossero oggetto di confronto... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Concluda, senatore. DAMIANI, relatore . Concludo. Sono emerse altre situazioni che abbiamo comunque affrontato. Ecco perché alla fine si è fatta sintesi: ci sono pezzettini di proposte provenienti da ogni Gruppo che non hanno trovato allocazione, ma che comunque sono all'attenzione di un confronto politico all'interno della maggioranza. Queste sono state le settimane che ci hanno visto elaborare un provvedimento che oggi arriva in Aula, che comunque ha visto tutti partecipare a larga maggioranza e condividere insieme. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Damiani, lo dico per il suo bene: in venti minuti di intervento con la mascherina si crea un'ipossia che può causare anche danni cerebrali. Comunque, i tempi sono di dieci minuti per relatore. Sono un po' flessibile, ma, se dovesse esserci una necessità di ulteriore tempo, posso anche sospendere e poi si riparte. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Misiani. MISIANI, relatore . Signor Presidente, mi associo ai ringraziamenti che i miei colleghi relatori hanno espresso innanzitutto nei confronti delle rappresentanti del Governo, tra cui la sottosegretaria Sartore e la sottosegretaria Bini, qui presenti, ma ricordo anche il ruolo prezioso svolto dalla sottosegretaria Guerra e dalla vice ministro Castelli nel supportare l'attività emendativa dei Gruppi parlamentari, in condizioni di partenza complicate, come hanno ricordato i miei colleghi: tempi stretti e una dotazione di risorse oggettivamente poco più che simbolica per finanziare gli emendamenti. Voglio ringraziare innanzi tutto i senatori che sono intervenuti nel corso della discussione generale e anche quelli di opposizione. Abbiamo ascoltato i toni veementi del senatore Zaffini e quelli più misurati dei suoi colleghi, dal senatore De Bertoldi agli altri rappresentanti dell'opposizione. Sono critiche legittime e stimoli che il Governo ha il dovere di ascoltare e di raccogliere. Voglio ringraziare le senatrici e i senatori di maggioranza, molti dei quali hanno sottolineato la valenza e l'importanza di molti emendamenti che sono stati approvati dalla Commissione bilancio del Senato. La senatrice Boldrini ha ricordato l'emendamento che ha portato all'esenzione dal pagamento dell'IMU per gli immobili inagibili del sisma del 2012 e che ha permesso di equiparare il trattamento ad essi riservato a quello per gli immobili interessati dall'esenzione prevista per il sisma del 2016. I senatori Dell'Olio e Perosino hanno ricordato l'emendamento sui segretari comunali e provinciali, un tema molto importante per la funzionalità dei Comuni, a partire da quelli di piccola dimensione: con quell'emendamento diamo la possibilità di richiamare in servizio i segretari in quiescenza o prossimi alla quiescenza, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali. È un emendamento che affronta un tema molto sentito dalle amministrazioni locali, come tanti colleghi sanno, essendo stati investiti da questo problema. La senatrice Parente ha ricordato l'emendamento sul fascicolo sanitario elettronico. Il senatore Margiotta ha citato le modifiche che abbiamo introdotto alla disciplina della commissione VIA-VAS per i progetti del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima e del Piano nazionale di ripresa e resilienza, modifiche che dovrebbero permettere di accelerare l' iter di progetti strategici per il futuro del Paese. La senatrice Rivolta ha ricordato la proroga della tempistica di approvazione del rendiconto sanitario delle Regioni, un tema molto sentito dalle amministrazioni, che abbiamo affrontato con un emendamento ordinamentale, ma che dà risposte sul tema della sanità. I miei colleghi - da ultimo il senatore Damiani - hanno ricordato giustamente l'ordine del giorno che abbiamo predisposto, che raccoglie proposte e istanze dei Gruppi di maggioranza, ma condivise anche dall'opposizione, che non abbiamo potuto affrontare per via della limitatissima dotazione finanziaria nella discussione di questo provvedimento, ma che siamo certi che il Governo farà proprie in quelli in discussione alla Camera: ricordo il decreto-legge n. 17 del 2022, mentre domani è previsto un Consiglio dei ministri che dovrebbe varare un provvedimento corposo che si occuperà di energia, ma anche di politica industriale e di temi importanti dal punto di vista economico. Per quanto riguarda l'emendamento che ha prorogato i termini della rottamazione- ter e del saldo e stralcio, il senatore De Bertoldi ha lamentato un'indebita appropriazione - passatemi quest'espressione impropria - di questo tema da parte dei Gruppi di maggioranza. Rispetto naturalmente e ricordo l'iniziativa che è stata assunta da Fratelli d'Italia sul tema, però, come hanno ricordato tanti colleghi - le senatrici Conzatti, Toffanin e Rivolta e i senatori Damiani e Fenu - che analoghe iniziative sono state presentate in sede emendativa anche dai Gruppi di maggioranza. Questo è un tema di grande importanza, sentito da oltre mezzo milione di contribuenti, che abbiamo positivamente risolto, raccogliendo istanze dell'opposizione, ma anche proposte emendative della maggioranza. I senatori De Bertoldi, Santillo e Dell'Olio hanno diffusamente affrontato il tema della cessione dei crediti, sul quale invece purtroppo non siamo riusciti a intervenire con modifiche migliorative come avremmo voluto e voglio sottolinearlo, rivendicando un ruolo che il Parlamento purtroppo non ha potuto esercitare. Colleghi, il fatto che si dovesse intervenire sulle frodi relative alle cessioni dei crediti dei bonus edilizi credo che fosse sotto gli occhi di tutti. I dati forniti dall'Agenzia delle entrate erano e sono impressionanti: frodi per oltre 4 miliardi di euro, a dire il vero - e lo hanno correttamente ricordato tanti colleghi - meno sul superbonus del 110 per cento e molto di più su altri strumenti di incentivazione, dalla ristrutturazione delle facciate a quella edilizia, alla riqualificazione energetica ordinaria. Era necessario intervenire, perché le frodi erano di grande portata, però l'articolo 28 del decreto-legge in esame, nella formulazione iniziale, aveva disposto una stretta sicuramente eccessiva. Come hanno ricordato l'opposizione, ma anche i senatori di maggioranza, quella stretta rischiava di buttare via il bambino con l'acqua sporca e ha bloccato completamente i lavori, a prescindere dal fatto che fossero sospetti di attività illecite oppure condotti, come nella stragrande maggioranza dei casi, con piena regolarità e nel rispetto delle regole. Bene ha fatto dunque il Governo a emanare successivamente un decreto-legge che ha corretto questa stretta e ha riaperto a un numero maggiore di cessioni. Noi avremmo voluto migliorare ulteriormente il nuovo testo dell'articolo 28, però purtroppo non ci è stato possibile. Speriamo che queste modifiche vengano accolte in successivi provvedimenti. I colleghi Taricco, Toffanin, Testor e tanti altri hanno ricordato, per quanto riguarda la parte dedicata al caro energia, che questo decreto-legge - che segue tanti provvedimenti che hanno affrontato il tema - stanzia risorse importanti, ma insufficienti rispetto alla gravità della crisi energetica che il Paese sta affrontando. Credo che sia un giudizio condivisibile e mi sento di farlo, tenendo conto di quanto è accaduto in questi mesi. Il Governo si è attivato contro il caro energia già dal secondo semestre del 2021 e da allora cinque provvedimenti hanno stanziato complessivamente 16 miliardi di euro. Voglio ricordare l'articolo 5- bis del decreto-legge n. 73 del 2021, il decreto-legge n. 130 del 2021, l'articolo 1, commi da 503 a 512 della legge di bilancio 2022, il provvedimento in esame, vale a dire il decreto-legge n. 4 del 2022, il sostegni- ter , e il decreto-legge n. 17 del 2022 che, come ricordavo, è attualmente all'esame della Camera dei deputati. Credo che in astratto le misure previste in questo provvedimento fossero significative per affrontare la situazione prima della crisi ucraina, ma siano oggi palesemente insufficienti. Le voglio ricordare, perché è giusto farlo in sede di replica. L'articolo 14 ha azzerato gli oneri di sistema anche per le utenze superiori a 16,5 kilowatt, con uno stanziamento di 1,2 miliardi. L'articolo 14- bis , che abbiamo introdotto con un nostro emendamento e che credo sia di valenza significativa per chi ne usufruirà, prevede l'istituzione di un fondo per il contenimento dei costi dell'energia per le apparecchiature mediche salvavita. Si tratta di un fondo da 3 milioni di euro per il 2022, che darà una mano a tante famiglie che già soffrono una situazione medica importante e che oltretutto devono sostenere costi energetici drammaticamente maggiorati. L'articolo 15 istituisce il credito d'imposta per le imprese energivore e vale 540 milioni di euro per il primo trimestre del 2022. L'articolo 15- bis , che in realtà nel testo iniziale era l'articolo 16, introduce il meccanismo di compensazione a due vie del prezzo dell'energia elettrica, da inizio febbraio a fine anno, per i produttori da rinnovabili, con un gettito stimato, in modo prudenziale e conservativo, pari a 1,3 miliardi di euro. Ora, il decreto-legge n. 17 del 2022 ha prorogato e potenziato tante di queste misure. Per il secondo trimestre 2022 ha prorogato l'azzeramento degli oneri di sistema per l'elettricità e la riduzione dell'IVA per il gas. Ha rafforzato il bonus sociale energia, ha prorogato il credito d'imposta per le energivore che abbiamo introdotto in questo decreto-legge, ne ha introdotto uno ex novo per le imprese gasivore e ha previsto misure di cui abbiamo discusso in sede emendativa. Penso agli interventi per l'autotrasporto, ma anche ai contributi per le associazioni e le società sportive dilettantistiche; penso al sostegno per la liquidità delle imprese che devono fare i conti con il caro energia; si tratta di temi che abbiamo discusso nel corso dell'esame di questo decreto-legge, anche se non avevamo gli spazi finanziari. Essi sono stati affrontati nel frattempo dal decreto-legge n. 17 del 2022 e questo ci ha permesso di superare un nodo politico rilevante, che era emerso nel corso della discussione di questo provvedimento. Il decreto-legge n. 17 ha affrontato anche un altro tema di cui abbiamo discusso, quello dei contributi agli enti locali, i quali devono fronteggiare anch'essi l'enorme aumento delle bollette energetiche. Come hanno detto tanti colleghi che sono intervenuti, prima in Commissione e poi in Aula nel corso della discussione generale, serve un salto di scala per affrontare l'emergenza energia nel nostro Paese. Voglio ricordare, come esponente del Partito Democratico (ma queste proposte sono condivise da tante parti politiche e da tante associazioni economiche e sociali), che dobbiamo intervenire su più fronti, innanzitutto a livello europeo, come ha ricordato ieri il ministro Cingolani. La comunicazione RePower EU della Commissione europea segna veramente una discontinuità nelle politiche energetiche, perché affronta per la prima volta in modo deciso il tema della diversificazione delle fonti di approvvigionamento, con l'affrancamento dell'Europa dalle forniture di gas russo. Essa parla di accelerazione per quanto riguarda le fonti rinnovabili, ma anche di tassazione degli extraprofitti e di utilizzo dei proventi delle aste Emissions trading scheme (ETS), e mette in campo numerosi strumenti che poi gli Stati nazionali saranno chiamati a raccogliere. Vorrei tornare però sui temi che ha sottolineato il ministro Cingolani e che l'Unione europea non ha ancora messo a terra, per così dire. Il price cap europeo sul gas è un elemento chiave dal punto di vista dei costi per le imprese e le famiglie; esso può essere affrontato solo a livello europeo, visto il potere contrattuale che ha l'Europa (tre quarti delle importazioni mondiali di gas via tubo sono effettuate dai 27 Paesi dell'Unione europea). C'è poi lo sdoppiamento dei prezzi di vendita dell'energia elettrica che deriva da rinnovabili rispetto a quella di fonte termoelettrica, perché oggi il prezzo delle rinnovabili (anche se lì siamo intervenuti con l'articolo 15- bis di questo decreto) è legato all'andamento del gas. Se sale il gas, sale anche il prezzo dell'energia prodotta da rinnovabili, anche se il costo dell'idroelettrico, del solare e del fotovoltaico rimane assolutamente uguale a prima. Questo è un tema, ancora una volta, da affrontare a livello europeo. E poi - ne hanno parlato anche tanti colleghi - c'è l'idea di un energy recovery fund che in Europa non ha ancora la condivisione necessaria per essere messo a terra, ma è una pista di lavoro da seguire. Credo che sarebbe già molto importante se l'Europa, per affrontare il caro energia, predisponesse uno strumento simile a quello adottato per la prima parte della pandemia: Sure è il programma da 100 miliardi di euro che allora venne ideato e implementato in tempi rapidi per finanziare gli interventi di ammortizzatori sociali in tutti i Paesi europei. È stato di grande successo e utilizzato da tutti, in modo molto rilevante dall'Italia. Credo che sarebbe un passo in avanti importante adottare uno strumento analogo in tema di energia. Dobbiamo compiere questo salto di scala anche a livello nazionale. Penso al sostegno alle famiglie. Oggi abbiamo azzerato gli oneri di sistema sull'elettricità e li abbiamo ridotti significativamente sul gas. Inoltre, abbiamo un bonus sociale elettricità e gas che il Governo ha potenziato con 912 milioni di euro nel primo trimestre e 400 in più nel secondo. Questo bonus va a 2,5 milioni di famiglie per l'energia elettrica e 1,5 milioni per il gas. Questo strumento funziona bene in automatico e senza tanti oneri burocratici: c'è una trasmissione automatica della dichiarazione ISEE dall'INPS all'ARERA, che nel giro di un mese si traduce in uno sconto in bolletta. Crediamo che questo strumento possa e debba essere esteso anche alle famiglie con un ISEE superiore (15.000-20.000 euro), ricomprendendo anche il ceto medio che sta enormemente soffrendo il caro energia in questo Paese e che noi finora abbiamo aiutato in misura non sufficiente. Il Governo deve intervenire sul prezzo dei carburanti e molto probabilmente nel Consiglio dei ministri di domani deciderà un taglio delle accise. Credo che questo taglio debba essere molto rilevante. Dobbiamo riportare il prezzo della benzina e del diesel al di sotto della soglia dei due euro e valutare fino in fondo lo strumento che ha messo in campo la Slovenia, Paese membro dell'Unione europea, ossia un tetto massimo ai prezzi di benzina e diesel alla pompa per un periodo temporaneo, ma che dia al mercato un segnale forte della valenza che questo tema ha per i consumatori e della volontà delle amministrazioni pubbliche di intervenire con la massima decisione. Passo all'ultimo tema. I sostegni alle imprese sono affrontati anche nel provvedimento in esame e rafforzati dal decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, ma dobbiamo fare molto di più. Penso ai crediti di imposta per le imprese energivore e gasivore: sono strumenti importanti, ma vanno prorogati fino a fine 2022, per dare un orizzonte temporale certo alle imprese che devono fronteggiare il caro energia. Penso al tema dell'autotrasporto, su cui interviene il citato decreto-legge n. 17. Servono però misure ulteriori e occorre intervenire sull'adeguamento automatico dei corrispettivi rispetto al caro energia. Servono altresì un credito di imposta per le spese del carburante e - ne hanno parlato i colleghi Boccardi e Saccone anche in questa discussione - misure per la liquidità e il patrimonio delle imprese. La comunicazione della Commissione prefigura un nuovo temporary framework , ossia un nuovo quadro temporaneo di regole per gli aiuti di Stato, che speriamo arrivi il prima possibile. Credo che quelle regole ci permetteranno - lo speriamo - di fare le cose che volevamo fare anche in questo decreto-legge (penso alla proroga della moratoria dei prestiti per le imprese o ad altre misure per garantire liquidità e rafforzamento patrimoniale), senza però riuscirvi, perché il quadro regolatorio europeo a oggi non lo permette. Come finanziare queste misure? Indico due strade, di cui abbiamo discusso lungamente. Abbiamo affrontato il tema degli extraprofitti con l'articolo 15- bis del provvedimento in esame per i produttori da rinnovabili, ma dobbiamo farlo anche per gli altri produttori di energia elettrica. Infatti, non è pensabile che si chieda un contributo, come più volte indicato dal presidente Draghi, solo ai produttori da eolico e fotovoltaico, i quali peraltro, come hanno indicato tanti colleghi anche in quest'Aula, rappresentano quel tipo di produzione di elettricità che rappresenta la vera strada maestra per affrancarsi dai fossili e ridurre e azzerare le emissioni di CO 2 . Quindi, dobbiamo chiedere a tutti un contributo. La Commissione europea ha aperto la strada con RePower EU. È tempo che anche l'Italia adotti un contributo di solidarietà da chiedere ai produttori di energia elettrica, che stanno realizzando rendite molto superiori per effetto dell'andamento del mercato di questi mesi. Bisogna inoltre continuare a utilizzare, per ristorare famiglie, imprese, enti locali e terzo settore, i proventi delle aste ETS, che sono enormemente cresciute in questi mesi per effetto dell'aumento delle quotazioni. Domani è previsto un importante Consiglio dei ministri. Tra fine mese e inizio aprile discuteremo il Documento di economia e finanza, che potrebbe presentare margini di finanza pubblica rispetto ai numeri riportati nella Nota di aggiornamento al DEF. Credo che, tra domani e l'emanazione del DEF, il Governo debba costruire risposte ulteriori all'altezza della gravità dell'emergenza che stiamo affrontando e per andare incontro alle famiglie, alle imprese, al terzo settore e alle amministrazioni pubbliche, che stanno scontando l'enorme aumento dei costi dell'energia e in alcuni casi stanno addirittura fermando la produzione: questo è quello che sta accadendo in settori energivori, come ad esempio l'industria della carta, del vetro, le fonderie e quant'altro. Abbiamo il dovere di intervenire con l'efficacia necessaria per stare al fianco delle famiglie italiane, delle imprese del nostro Paese e di tutti gli italiani che stanno stringendo i denti, ma meritano un pieno sostegno da parte delle politiche pubbliche del nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Calandrini. CALANDRINI, relatore di minoranza . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SARTORE, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, onorevoli senatori, non ripeto ciò che è stato detto in replica dai relatori, con i quali devo dire che il lavoro è stato veramente proficuo durante tutto questo periodo, ma voglio ricordare, come hanno evidenziato i relatori Damiani e Conzatti, che il provvedimento è stato adottato il 27 gennaio, in un contesto molto diverso da quello in cui ci troviamo ora, ed era sostanzialmente diretto a sostenere i settori dell'economia in relazione alla situazione contingente di emergenza Covid, guardando quindi alle attività chiuse e indicando misure di aiuto alle imprese con la previsione di contributi a fondo perduto e crediti di imposta. È evidente che il provvedimento si iscrive in quella logica. In questo quadro, però, si inseriscono anche le misure a favore delle Regioni per le spese sanitarie, nonché quelle per gli enti territoriali. A tale proposito, voglio richiamare brevemente l'intervento del senatore Zaffini. In realtà, non si tratta soltanto di 400 milioni: in questo provvedimento sì, ma ve ne sono altri 400 nel provvedimento attualmente all'attenzione della Camera, il decreto-legge n. 17 di quest'anno. Si tratta quindi complessivamente di 800 milioni, che non completeranno l'intervento, ma sicuramente stanno aumentando quello che già nella legge di bilancio era stato trasferito alle Regioni sempre in relazione alle spese sanitarie per il Covid. Voglio ripetere quello che hanno detto i relatori Misiani e Damiani: in questa materia è stato approvato un emendamento importantissimo, che riguarda i profili contabili. A volte pensiamo che servano solo le risorse, ma abbiamo dimostrato che non servono solo quelle per migliorare e completare un provvedimento del Governo. Si può infatti intervenire con provvedimenti di natura ordinamentale, che migliorano i settori e che sono proficuamente utili ai soggetti che li devono porre in essere. A volte, anche un'interpretazione autentica serve per mandare avanti soprattutto l'amministrazione degli enti territoriali (non penso solo all'amministrazione centrale). In quell'emendamento è prevista una proroga per le aziende sanitarie relativa al bilancio d'esercizio, che si sposta di un mese, da aprile a maggio. È prevista la proroga dei consolidati del Gestore servizi energetici (GSE) e la proroga di tutta la partita sul sistema sanitario. In tal modo si dà un po' più di fiato alle Regioni. Ieri è andato nella Conferenza delle Regioni il riparto dei famosi 800 milioni. Nell'emendamento citato è prevista finalmente anche la possibilità di iscrivere - scusate se lo dico in termini tecnici, che però chi si trova in questa sede conosce - il payback versato dalle imprese farmaceutiche. Tale misura va a coprire ancora una parte degli sfasamenti che le Regioni oggi hanno rispetto al fatto che purtroppo avevano accantonato risorse, nei casi in cui le imprese farmaceutiche non avessero versato o comunque fossero in contestazione, che non hanno potuto utilizzare a copertura dei propri bilanci di esercizio. Penso che questa norma ordinamentale sia molto più importante di 20, 30 o 50 milioni in più di risorse. Sono altresì molto importanti le norme che contengono l'utilizzo degli avanzi per gli enti territoriali. Dobbiamo sempre ricordare che siamo in un provvedimento che sta in mezzo alla legge di bilancio e al decreto-legge energia. Molte questioni sulle quali potevamo intervenire qui sono state già oggetto di intervento del Governo nel decreto citato e sono una specie di continuazione. Abbiamo avuto a volte anche un terreno limitato sul quale intervenire. Sono previsti anche interventi per la scuola, per l'università e la famiglia. Ricordo ancora tutta la partita del contrasto al rincaro energetico secondo la logica evidenziata dal relatore Misiani, della legge di bilancio e del decreto. Parliamo sempre di un decreto di due miliardi, non è un decreto da niente. È vero che oggi dobbiamo parlare di molti miliardi, però nel complesso tra la legge di bilancio, il provvedimento al nostro esame e il decreto-legge energia si parla di decine di miliardi. Ciò significa che siamo intervenuti per il contenimento dei costi per gli oneri di sistema del primo trimestre. L'altro prevede il secondo trimestre. Peraltro c'è anche un credito d'imposta a favore delle aziende energivore. Sappiamo tutti però che in queste ore si sta approntando un altro provvedimento con riferimento a quello che è successo nel frattempo. Abbiamo il problema dei carburanti e, ancora, dell'energia. È però evidente che a volte la storia e quindi gli avvenimenti del momento ci anticipano. Devo dire però che, sotto il profilo dell'energia, il Governo ha anche realizzato misure fin dal 2021, quando ancora la vicenda della guerra in Ucraina oggettivamente non era prevista o non se ne parlava. Definirei il provvedimento uno dei tasselli del disegno complessivo e più ampio di interventi in questa materia. Voglio solo dire che in effetti a volte sentiamo che si interviene dicendo cosa bisogna fare, come se finora non fosse stato fatto niente. Penso invece che il Parlamento e il Governo abbiano legiferato in questa materia. Il Governo ha proposto, il Parlamento ha legiferato. Non siamo stati fermi. Ci vuole però di più e questo avverrà nei prossimi giorni. L'intervento però non si può disconoscere. Voglio anche dire che sono convinta che durante l'esame in Commissione bilancio il testo sia migliorato, come hanno detto i relatori. Sono stati approvati 100 emendamenti di tutte le forze politiche, dei Gruppi di maggioranza e di opposizione, che ringrazio sempre anche per la pazienza con cui ci ascoltano, anche quando esprimiamo pareri contrari. Questi interventi sono moltissimi e riguardano tantissime questioni. Penso al turismo: abbiamo sicuramente migliorato l'intervento in materia. Penso poi alla scuola e all'intervento di ampliamento sui codici Ateco. Il lavoro che è stato svolto sugli Ateco sembra strano, ma è una questione molto importante. Quanto all'ampliamento della platea dei soggetti che accedono all'esonero dal pagamento della contribuzione addizionale, il Parlamento ha aggiunto veramente tantissimi settori, a cominciare dalla filiera hotellerie-restaurant-café (Horeca); già c'era la filiera del trasporto terrestre, come anche le agenzie e i tour operator, ma sono stati aggiunti i settori del commercio all'ingrosso, frutta e verdura, la carne, i prodotti lattiero-caseari, lo zucchero, le bevande; stiamo parlando di una filiera importantissima, a cui abbiamo dato un minimo di respiro. Mi riferisco anche a tutta la parte relativa alla gestione dei teatri, delle sale da concerto e delle strutture artistiche. Abbiamo pensato a tutto, alle attività ricreative, a tutta la parte della produzione alimentare, fino anche all'edilizia. Credo che il Parlamento abbia fatto un grande lavoro, con una parte delle risorse che aveva a disposizione; non le ha sperperate in piccoli rivoli, ma le ha concentrate su due interventi importantissimi: quello sulla decontribuzione e quello sul sisma. In fondo, abbiamo fatto una cosa importante per le Regioni e per i cittadini della Lombardia, dell'Emilia-Romagna e del Veneto, che hanno ancora immobili inagibili. Ha ragione il senatore Damiani, perché per completare l'intervento dobbiamo intervenire sulla parte dei mutui. L'intervento in tale ambito è stato fatto all'articolo 41 del decreto-legge energia per i territori del Centro Italia; possiamo aggiungere anche in quel caso la parte che non ha una grande rilevanza economica, ma una certa portata. Con un emendamento del senatore Pesco siamo intervenuti sulla gestione delle piscine, che voglio ricordare. Si tratta proprio di un'operazione specifica, sapendo che le piscine (anche comunali) hanno problemi. Credo siano stati fatti interventi in tantissimi settori; ad esempio, vorrei anche ricordare che, come ha detto anche il senatore Misiani, abbiamo varato misure sul trasporto pubblico, ivi compreso il sostegno agli operatori di quello locale e regionale, su varie filiere dell'agricoltura come l'acquacoltura, nonché per l'università. Tutto ciò con emendamenti di iniziativa parlamentare: ad esempio vorrei ricordare l'emendamento del Movimento 5 Stelle in tema di rafforzamento della qualità della formazione universitaria e specialistica nel settore sanitario. Si tratta, cioè, di interventi qualificati. Vorrei ricordare a mia volta un emendamento dell'opposizione, accettato da tutta la maggioranza e richiamato dal senatore Misiani, recante l'istituzione di un fondo per contenere i costi dell'energia per le famiglie con persone affette da malattie gravi. È una misura importante, che rappresenta un primo passo per riconoscerle. Guardiamo all'oggetto dell'intervento, perché è il dialogo che conta. Sono stati fatti anche interventi per le Forze dell'ordine, Carabinieri e Polizia, con emendamenti, nonché sostegni economici a favore dei lavoratori dello spettacolo dal vivo, del settore del cinema e dell'audiovisivo. In ultimo, ma non per ultimo, vorrei ricordare un'operazione auspicata da tutti, cioè la rimessione in termini per i decaduti dalla rottamazione- ter e saldo e stralcio. Adesso lo diamo per acquisito, ma è stato il Parlamento a farlo: spingendo sul Governo, ha ottenuto che questo si facesse. I meriti vanno divisi: anzi, in questo caso non vanno divisi affatto, perché il Governo ha fatto quello che il Parlamento ha voluto. Queste misure riguardano il 2020, 2021 e il 2022. Abbiamo riaperto anche nel 2020, solo per un mese, ma abbiamo dato una possibilità e abbiamo fatto qualcosa anche sui confidi, con la patrimonializzazione e quindi garantendo maggiore liquidità alle piccole e medie imprese che utilizzano i confidi. Ancora: disposizioni sul reclutamento dei segretari comunali e provinciali, ricordate dal senatore Damiani, ma anche dal senatore Misiani. Anche questo è un problema degli enti locali. Dobbiamo fare di più per i Comuni, per i piccoli Comuni, aiutandoli nella parte corrente del bilancio. È necessario aiutarli su questo, perché ora hanno le risorse per investire ma hanno problemi sulla parte relativa al funzionamento. Ringrazio tutti i relatori, con i quali ho parlato sempre serenamente, senza discussioni gravi. Voglio ricordare, però, anche i contenuti apportati al dibattito, durante le riunioni di maggioranza, che sono quelle che hanno portato a questi emendamenti. Ringrazio assolutamente anche l'opposizione, il senatore Calandrini ed il senatore De Carlo. In Commissione bilancio il lavoro è collegiale. Ringrazio pertanto la senatrice Rivolta e il senatore Tosato, nonché tutti i componenti della Commissione bilancio e, ultimi ma non ultimi, i senatori Daniele Manca e Errani. Si può anche discutere, ma dalla discussione e dall'ascolto noi agiamo nella logica di migliorare i testi. Mi dispiaccio e a volte me ne pento, ma purtroppo in certi casi sono costretta a esprimere qualche parere contrario. È giusto che di questi pareri contrari siano date le motivazioni e devo riconoscere che a volte ci riusciamo e altre no perché andiamo troppo di corsa. Alcuni emendamenti, però, tra cui quello della senatrice Cantù, saranno sicuramente approfonditi, come tanti altri del MoVimento 5 Stelle e di tutti gli altri Gruppi. A questo punto nel prossimo provvedimento, avremo un altro strumento nel quale poterli inserire, magari con un maggiore approfondimento, che già da adesso farò. Non parlo della cessione del credito, perché comunque è stata già migliorata con l'inserimento, da parte del Parlamento, dell'emendamento che ha ricompreso il decreto-legge n. 13 del 2022. PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, senatrice Bini. Ne ha facoltà. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, voglio anch'io unirmi ai ringraziamenti che il sottosegretario Sartore ha espresso in quest'Aula, partendo proprio dai relatori, il senatore Damiani, la senatrice Conzatti e il senatore Misiani. Ringrazio anche il presidente della Commissione bilancio, senatore Pesco, per la tenacia con cui ha portato avanti i lavori e anche per quella positiva rigidità a volte imposta dalla necessità di rispettare tutte le regole, i tempi e le modalità di lavoro. Vorrei ringraziare tutti i Capigruppo della 5 a Commissione, anche quello di opposizione, per il lavoro costruttivo portato avanti, con istanze di merito positive, che in alcuni casi siamo riusciti a raccogliere. Non sempre è successo, ma io credo che quanto è stato raccolto, come per i macchinari salvavita, sia sicuramente stato un contributo positivo, costruttivo, che ha arricchito il provvedimento anche per questa maggioranza. Voglio ringraziare tutti i senatori e tutte le senatrici che hanno lavorato a questo provvedimento, ma anche gli uffici della Commissione, gli uffici del MEF e quelli dei rapporti con il Parlamento. Non posso certo dimenticare i colleghi di Governo: la sottosegretaria Sartore, ma anche la sottosegretaria Guerra e la vice ministra Castelli. Colleghi, ieri ho ascoltato una parte della discussione generale, con le vostre critiche, le questioni che avete posto. Lo dico da Sottosegretaria per i rapporti con il Parlamento, ma parlo prima di tutto da senatrice che fino a pochi mesi fa era seduta dall'altra parte, ragion per cui capisco quanto a volte per il Parlamento sia difficile comprendere la ristrettezza dei tempi e non riuscire a trovare le adeguate risposte da parte del Governo proprio per le fasi di emergenza nelle quali ci siamo imbattuti. Tutte le volte proviamo a fare il massimo sforzo, ma ogni volta manca un tassello, manca qualcosa, mancano risposte, che dispiace prima di tutto a noi non riuscire a dare. Penso all'emendamento del senatore Saccone, a quello del senatore Briziarelli o della senatrice Fregolent, rispetto ai quali in Commissione ci siamo impegnati a trovare soluzioni in un prossimo provvedimento. Non lo facciamo a cuor leggero; non siamo felici del fatto che i tempi della conversione impongono di fare presto e non danno la possibilità di dare le risposte su tutto. Penso a quanto diceva il senatore Dell'Olio ieri, quando poneva la questione di non aver avuto risposte ai subemendamenti: è verissimo, senatore Dell'Olio, siamo i primi a essere dispiaciuti di questo fatto. Purtroppo, so che il nostro dispiacere non è sufficiente a risolvere un problema, ma dovete provare a comprendere insieme a noi quello che è avvenuto; lo avete detto in molti durante la discussione generale. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge sostegni- ter il 28 gennaio; era un'altra era geologica, nonostante siano passati cinquanta giorni: il Covid sembrava ancora presente, ma forse riusciva a rallentare un po'; non c'era la guerra in Ucraina. Oggi, il Covid, che aveva rallentato, sta ricrescendo e nel frattempo c'è una nuova emergenza, perché questa guerra sta creando un problema economico immenso al nostro Paese e all'Europa intera. In questo senso, come molti di voi hanno detto, questo decreto-legge rischia di non essere più attuale, di non essere più aggiornato al tempo che stiamo vivendo. Per questa ragione ci siamo posti un problema e avete fatto bene come maggioranza a presentare l'ordine del giorno, che il Governo ha accolto. Un ordine del giorno completo di tanti temi, dall'energia ai carburanti, alle imprese energivore, dall'autotrasporto agli enti locali, al settore agricolo, al turismo: tutte questioni sulle quali insiste profonda crisi e non poteva essere sufficiente la conversione di questo decreto-legge per provare anche minimamente a risolverle con le risorse minime che il Parlamento aveva a disposizione. Ciononostante, credo che l'esame parlamentare del provvedimento lo abbia notevolmente migliorato, perché siamo riusciti - con emendamenti di spesa, ma anche con proposte ordinamentali - a dare un contributo positivo al Paese. Penso al tema della rottamazione- ter e alla questione della riammissione in termini, ai codici Ateco, al payback per le imprese farmaceutiche, al sisma, ai macchinari salvavita che richiamavo prima, ai segretari comunali e provinciali come anche alla proroga dei bilanci delle Regioni. Penso al bonus terme, alla cessione del credito. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 10,56) ( Segue BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ).Penso a tutta una serie di tematiche e di questioni fondamentali che, a volte anche a costo zero, consentono comunque di dare respiro ad alcuni settori e a volte invece anche con un costo, perché comunque sugli Ateco e sul sisma abbiamo preso delle misure che, seppure con cifre ridotte, sono riuscite a risolvere alcune questioni. Non è che questo risolva il problema che va crescendo nel Paese, problema sul quale è ora in esame il decreto energia alla Camera e sul quale ci saranno altri provvedimenti da parte del Governo, perché la crisi che si annuncia ed è in corso non sappiamo quando terminerà e soprattutto che forma prenderà. Sappiamo però che il nostro Paese dovrà anche ripensare in qualche misura alle proprie fonti energetiche e dovrà trovare il modo per tamponare le emergenze e le situazioni critiche. A questo ci prepareremo con nuovi interventi normativi e provando, nei prossimi provvedimenti, a fare sempre meglio anche nei rapporti con il Parlamento (saluto appunto il ministro D'Incà, che mi ha appena raggiunta). (Applausi) . PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signora Presidente, il Governo sottopone alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento del Senato, il testo di un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, che recepisce sostanzialmente le proposte emendative approvate dalla Commissione, sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia. PRESIDENTE . In conformità all'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento, la Presidenza si riserva di valutare il testo dell'emendamento ai sensi e per gli effetti degli articoli 8 e 97 del Regolamento. Sospendo la seduta fino alle ore 12. (La seduta, sospesa alle ore 10,57, è ripresa alle ore 12,22) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Onorevoli colleghi, la Presidenza ha valutato, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento, l'emendamento presentato dal Governo, interamente sostitutivo del testo del decreto-legge in esame e lo ritiene ammissibile in conformità agli articoli 8 e 97 del Regolamento. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signora Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2505, di conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo presentato dal Governo e, ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, trasmette il testo dell'emendamento alla Commissione bilancio, che è fin d'ora autorizzata a convocarsi. La seduta è sospesa fino alle ore 13,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,24, è ripresa alle ore 13,31) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sull'emendamento 1.9000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione. DURNWALDER, segretario . La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento del Governo 1.9000, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento delle seguenti modifiche: - all'articolo 10- bis , sia aggiunto, in fine, il seguente comma: «3. Alla compensazione in termini di indebitamento e fabbisogno, pari a 34.638.000 euro per l'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.»; - l'articolo 21- bis sia sostituito dal seguente: «Art. 21- bis . (Misure urgenti per i dirigenti sanitari del Ministero della salute e del Ministero dell'economia e delle finanze) 1. Al fine di garantire sostegno per le attività di sanità pubblica prestate dalla dirigenza sanitaria del Ministero della salute, anche in emergenza, e per parità di condizioni con le corrispondenti figure professionali degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale: a) all'articolo 17, comma 1, della legge dell' 11 gennaio 2018, n. 3, le parole: «con esclusione dell'articolo 15- quater e della correlata indennità» sono soppresse; b) ai dirigenti del ruolo sanitario del Ministero della salute di cui all'articolo 17, comma 1, della legge 11 gennaio 2018, n. 3, ferma rimanendo l'esclusività del rapporto di lavoro, è riconosciuta, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l'indennità di esclusività di rapporto prevista per le corrispondenti figure professionali degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale con esclusione dell'incremento di cui all'articolo 1, comma 407, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. La presente disposizione non si applica al personale di cui al comma 3- bis dell'articolo 17 della legge 11 gennaio 2018, n. 3. 2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari ad euro 6.251.692 per l'anno 2022, ad euro 6.106.273 per l'anno 2023 e ad euro 6.057.800 a decorrere dall'anno 2024 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto nell'ambito del Programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. 3. Al fine di rafforzare l'efficienza operativa delle proprie strutture, anche in relazione agli obiettivi e agli interventi previsti dal PNRR, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato ad assumere con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2022, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, con corrispondente incremento della vigente dotazione organica, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, un contingente di personale così composto: a) 25 dirigenti di seconda fascia, di cui cinque unità da destinare alle verifiche amministrativo-contabili extragerarchiche nell'ambito dell'Ispettorato generale per i servizi ispettivi di finanza pubblica e 20 unità a cui conferire incarichi di consulenza, studio e ricerca nel numero di cinque unità per ciascuno dei dipartimenti del Ministero; b) 100 unità da inquadrare nell'Area terza - posizione economica F1; c) 60 unità da inquadrare nell'Area seconda - posizione economica F2. Al reclutamento del predetto contingente di personale si provvede mediante l'indizione di concorsi pubblici, anche attraverso il ricorso alla Commissione per l'attuazione del Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni (RIPAM) di cui all'articolo 35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tramite scorrimento di vigenti graduatorie di concorsi pubblici o attraverso procedure di mobilità volontaria, ai sensi dell'articolo 30 del citato decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 4. Per l' attuazione del comma 3, è autorizzata, per l'anno 2022, una spesa pari ad euro 800.000 per la gestione delle procedure concorsuali e una spesa pari ad euro 200.000 per le maggiori spese di funzionamento derivanti dall'assunzione del predetto contingente di personale. È altresì autorizzata, per l'anno 2022, una spesa pari a euro 328.115 e, a decorrere dall'anno 2023, una spesa pari ad euro 1.312.450 per la corresponsione, al personale delle aree da reclutare ai sensi del medesimo comma 3, dei compensi dovuti per le prestazioni di lavoro straordinario. 5. Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 3 e 4, pari ad euro 4.072.880 per l'anno 2022 e ad euro 12.291.510 annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero."; - l'articolo 26- quinquies sia soppresso». PRESIDENTE . Il Governo intende recepire il parere della Commissione bilancio? BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sì, signor Presidente, il Governo recepisce le osservazioni della Commissione bilancio. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto) presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il decreto che oggi convertiamo è stato emanato per rispondere alla quarta ondata di Covid-19 e per consolidare gli interventi contro il caro bollette. Sembra un tempo lontanissimo, eppure sono trascorse appena sei settimane. Lo scoppio della guerra in Ucraina, come ha ben spiegato ieri il ministro Cingolani, è stato il picco di una strategia speculativa sui costi del gas ai danni delle famiglie e delle imprese, anche italiane. Questa speculazione sta portando fuori mercato non solo le aziende energivore, ma tutte quelle che hanno nell'energia una voce importante dei propri costi aziendali. A ciò si aggiungono le carenze di materie prime, come il mais, il grano, la ghisa e le argille, che stanno mettendo in profonda difficoltà le imprese di trasformazione alimentare, il siderurgico e il comparto della ceramica. Questi elementi, uniti all'inflazione, rischiano di creare la tempesta perfetta. Sta al Governo valutare se, per sostenere famiglie e imprese, bisogna ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio o se sono sufficienti le risorse dell'extragettito IVA. Quel che è certo è che bisogna fare presto per raffreddare i costi dell'energia e del carburante, per mettere in sicurezza tutte quelle imprese che già oggi lavorano in perdita. Soprattutto, c'è bisogno dell'Europa. Come ci ha insegnato la pandemia, dalle crisi si può uscire solo con uno slancio unitario. L'Europa può frenare la speculazione sul gas forte del suo essere il principale acquirente sui mercati mondiali. Allo stesso tempo, è chiamata a fare un salto in termini di integrazione attraverso il debito comune europeo, per non vanificare quanto è già stato messo in campo con Next Generation EU. Signor Presidente, per tornare al provvedimento, la Commissione ha apportato alcune migliorie che vanno sottolineate: la norma a tutela dei bilanci degli enti locali, che sono tra quelli più esposti per il caro energia; l'ampliamento della platea dei beneficiari dei ristori, con l'accento sui settori del turismo, dell'ortofrutticolo, del wedding e dell'intrattenimento. In quest'ottica, bene anche la rimodulazione dei tempi per i versamenti IVA e delle ritenute per le attività più colpite dalle restrizioni, come le discoteche e le sale da ballo. Molto importante la proroga del termine per il versamento delle rate della rottamazione- ter e sul nuovo calendario per il saldo e stralcio degli anni 2020-2021-2022, un fatto che interessa oltre 500.000 contribuenti, circa il 43 per cento dei soggetti che ne hanno fatto ricorso, a riprova dei gravi problemi di liquidità che ancora persistono nel nostro tessuto produttivo. Positivo è l'ordine del giorno di maggioranza sulle moratorie, con l'impegno vincolante per il Governo a farsene carico in sede europea. Bene, poi, l'approvazione di alcuni emendamenti che riguardano i nostri territori: quello per il consolidamento delle borse di studio nelle Province di Bolzano e Trento, quello con cui si destina la quota delle risorse del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ai progetti territoriali e al programma innovativo per la qualità dell'abitare, il cui scopo è riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale. Bene ancora l'emendamento che rimette in circolo una quota di risorse non spese del sistema Confidi a favore delle piccole e medie imprese del territorio nazionale. Bene soprattutto l'emendamento che indica le nostre Province tra gli enti tenuti a contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti e che per questo vengono incluse nel riparto delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza sulla mobilità sostenibile. Sempre in quest'ottica è positiva anche l'approvazione di un ordine del giorno su risorse europee per il trasporto pubblico locale da destinare alle Province. In conclusione, Presidente, oggi votiamo a favore di questo provvedimento con la consapevolezza che è incominciata una nuova, difficile stagione. Opporsi alla guerra comporta costi economici, ma, come ha detto il presidente Mattarella, questi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se quella deriva non venisse fermata adesso. Quello che dobbiamo fare è mettere in campo un dispositivo articolato per far sì che tali costi non lacerino il tessuto sociale ed economico del Paese: ridurre la dipendenza energetica, sostenere le famiglie e le imprese, arrivare al debito comune europeo. In questa fase così delicata, di profonda trasformazione degli assetti mondiali, dobbiamo, cioè, dimostrare che la democrazia è il sistema che meglio tutela gli interessi dei cittadini e della libera iniziativa economica, ed è con questo auspicio che annuncio il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie. (Applausi) . GARAVINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo nella morsa di una tenaglia: a dirlo è l'imprenditrice a capo di una nota casa di pasta italiana messa in ginocchio dagli effetti dell'impennata delle bollette di luce e gas e dai prezzi impazziti delle materie prime; aumenti provocati dalle conseguenze economiche della pandemia e resi ancora più drammatici dalla guerra in Ucraina. Sono parole che testimoniano quanto sia alto il rischio che la ripresa italiana, anziché recuperare le pesantissime perdite subite a causa del Covid, venga invece nuovamente travolta dalla corsa dei prezzi. Un rischio pericolosissimo, proprio adesso che sembrava che la nostra economia potesse tornare a crescere. Ecco perché questo provvedimento serve, e tanto, perché prevede una serie di interventi volti a contrastare l'impennata dei prezzi dell'energia e a favorire la ripartenza dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia. Con questo decreto-legge prevediamo infatti risorse ambiziose, oltre 1,5 miliardi di euro sia per sostegni diretti ai comparti maggiormente penalizzati sia per finanziamenti contro i rincari delle bollette che stanno rovinosamente compromettendo la ripresa economica, perché anche in questi giorni drammatici, legati alla guerra in Ucraina, non va dimenticato che le pesanti conseguenze economiche della pandemia non sono ancora per niente superate. Anzi. Ecco che il nostro voto va oggi a supportare quelle attività economiche che più hanno sofferto durante gli ultimi mesi di Coronavirus. In questo duro periodo è nostro dovere supportare l'economia. Fino a venti giorni fa ci trovavamo in una fase di ripresa così buona che venivamo invidiati da tutta Europa. Adesso, invece, l'imperversare della guerra mette di nuovo a dura prova le nostre aziende. Ecco perché dobbiamo fare l'impossibile per fare sì che quello slancio di solo tre settimane fa non vada perduto. Questo è il nostro compito; questa è la sfida che dobbiamo sapere affrontare. Siamo contenti che, grazie all'approvazione di una serie di nostri emendamenti, aiutiamo concretamente le attività di commercio al dettaglio, per esempio, proprio quei piccoli esercizi commerciali che durante il lockdown tanto hanno sofferto a causa della crescente tendenza a ordinare tutto online , ma prevediamo anche aiuti concreti per tutta una serie di settori: per esempio, per il settore del turismo, della cultura, dello sport, per le discoteche. Diversi sono gli aiuti, ma il tempo non mi consente di illustrarli tutti, ragion per cui le chiedo, Presidente, di poter depositare il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. GARAVINI (IV-PSI) . C'è un altro emendamento approvato in questo provvedimento di cui andiamo particolarmente fieri, un risultato che rappresenta un passo concreto verso una sanità del futuro: grazie ad una proposta proprio di Italia Viva, portata avanti dalla nostra collega, la presidente Parente, si inizierà a costruire finalmente in maniera concreta il fascicolo sanitario elettronico, uno strumento utile alla migliore prevenzione e strategico per la diagnosi e cura di ogni malattia. Insomma, una vera rivoluzione per la nostra sanità. Particolare soddisfazione esprimo anche per l'approvazione di un ulteriore emendamento, con il quale puntiamo a contrastare le tante truffe verificatesi con le recenti ristrutturazioni edilizie, anche questo è un modo per dire con chiarezza che le risorse pubbliche devono andare a sostegno soltanto delle società che operano legalmente e non devono invece far lucrare chi vuole fare affari in maniera truffaldina. Oggi però non decidiamo solo sulle misure atte a contrastare le conseguenze del Covid, ma adottiamo anche interventi importanti contro i rincari delle bollette, tutto senza prevedere un ulteriore scostamento di bilancio. Ecco che è importante aver recuperato risorse da investire per un duplice obiettivo: sgravare le imprese dagli oneri di sistema solitamente addebitati in bolletta e compensare almeno parzialmente i maggiori oneri delle aziende energivore attraverso un credito di imposta del 20 per cento, attraverso una linea di intervento, signora Presidente, che è in totale sintonia con l'azione europea. Infatti, anche grazie alle proposte avanzate dall'Italia, l'Europa sta lavorando a soluzioni che mirano a renderci meno dipendenti dalle importazioni esterne e che ci permettano di raggiungere un'autonomia energetica attraverso la quale sottrarci alle turbolenze dei prezzi delle materie prime. Ecco perché è importante dare subito attuazione anche a quanto discusso nel Consiglio informale di Versailles dello scorso fine settimana, perché come sistema Paese siamo sì fortemente impegnati ad arginare il fenomeno del caro prezzi, ma possiamo puntare a risultati ambiziosi solo nella misura in cui si adottino interventi coordinati a livello europeo, che una volta adottati con celerità possano far sì che quella morsa a tenaglia a cui fa riferimento la nostra imprenditrice non comprometta la tenuta delle imprese italiane. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, mi unisco ai relatori di maggioranza nei ringraziamenti per il lavoro svolto in Commissione, che certamente è stato condotto in modo ordinato, seppur molto compresso rispetto ai tempi, per i continui incontri di maggioranza per cercare di trovare in qualche modo un equilibrio complessivo rispetto al maxiemendamento che oggi arriva in Aula. Come dicevo già ieri, quando sono intervenuto come relatore di minoranza, denunciamo però e continuiamo a denunciare pesantemente questa sorta di cambio di passo che c'è stato in questa legislatura e che non ha precedenti ovvero il monocameralismo alternato che di fatto ha modificato la Costituzione, per cui siamo passati da un bicameralismo perfetto ad un bicameralismo imperfetto. Su questo non faremo sconti, perché non è possibile continuare in questa direzione, con questo protagonismo del Governo che è senza precedenti nel Paese. È una situazione effettivamente molto imbarazzante per una democrazia avanzata qual è quella del nostro Paese. Per venire al tema all'ordine del giorno, vorrei dire anche ai relatori che questo decreto è superato, sì, ma non a causa degli eventi legati al conflitto bellico che in qualche modo è alle porte della nostra Europa, perché il problema è anche precedente, in quanto già il 27 gennaio, quando è stato approvato dal Consiglio dei ministri, questo decreto era del tutto insufficiente. Ne ho parlato ieri, sciorinando una serie di numeri riferiti a tutti i settori interessati, che già in quel momento non avevano alcun tipo di risorse aggiuntive per affrontare la situazione drammatica che stavano vivendo a causa della pandemia. Come dicevo, siamo in presenza di un decreto-legge che, invece che sostenere il mondo delle imprese, sta uccidendo molti settori, in particolare quello edilizio, inserendo l'ennesimo correttivo antifrode che penalizza anche le persone oneste, che in quest'ultimo anno hanno operato con onestà rispetto a questa misura. Voglio fare l'esempio di un altro emendamento semplice, senza alcun problema di copertura, che prevedeva lo spostamento almeno di tre mesi della scadenza per le case unifamiliari, dal 30 giugno al 30 settembre, per consentire lo stato avanzamento lavori. Considerando le quattordici modifiche fatte a questo superbonus era il minimo che ci si potesse aspettare. Ebbene, nemmeno su questo emendamento c'è stato il coraggio, da parte del Governo e della maggioranza, di dare una risposta. Su questo non siamo assolutamente disponibili e non siamo ottimisti rispetto ai temi in esame, visto che sul superbonus tutti siamo d'accordo nel dover frenare le truffe, ma non come si voleva fare con questo decreto-legge, perché anche l'Agenzia delle entrate ci ha confermato che le truffe, per questa misura, incidevano solo per il 3 per cento. Questo accanimento, che ha portato a circa quattordici modifiche, appare del tutto inadeguato e ha basi piuttosto fragili. Quindi ci auguriamo che, almeno nella fase finale di questa misura, si consenta di proseguire in modo ordinato, in modo tale che fino al 31 dicembre 2023 si possa consentire alle famiglie e alle imprese italiane di dare risposte rispetto alla spinta economica che può darci questo decreto, per quei numeri che ho dato ieri, quando ho spiegato che cosa rappresenta l'edilizia per il nostro sistema Paese. Siamo in presenza di un decreto-legge che è largamente insufficiente. Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina lo ha reso del tutto inutile e superato dagli eventi che ci sono stati, ma anche da situazioni precedenti al conflitto che si è generato. Ad esempio, vi è la questione del caro energia, che - lo voglio ricordare - era già presente in legge di bilancio, perché noi abbiamo provato a spostare delle somme, addirittura parte delle somme che prevedevano la riduzione delle tasse, che nessuno ha potuto verificare, perché di quegli otto miliardi previsti per gli scaglioni Irpef nessuno si è accorto. Fermo restando che noi siamo sempre favorevoli quando si parla di riduzione delle tasse, abbiamo detto che andavano creati degli effetti moltiplicatori. Vi sono i 10 miliardi del reddito cittadinanza (lo voglio ricordare, perché quest'anno il Governo dei migliori ci ha messo addirittura un miliardo di euro in più e siamo passati da 9 a 10 miliardi), più gli otto miliardi della riduzione delle tasse. Noi dicevamo di spostarli almeno in parte per creare quell'effetto moltiplicatore sul prodotto interno lordo nazionale a sostegno delle piccole e medie imprese, che rappresentano l'80 per cento delle imprese italiane e sono la spina dorsale del sistema economico del Paese. Al caro energia si è aggiunto anche un ingiustificato caro carburanti. Oggi vediamo che nei Paesi limitrofi, come ha accennato il collega Misiani, come la vicina Slovenia, è stato messo un tetto al prezzo dei carburanti: un litro di benzina costa 1,50 euro, mentre noi siamo arrivati addirittura a quasi 2,50 euro e non si capisce perché non si fanno le stesse cose che fanno i nostri Paesi confinanti. (Applausi) . Allora, c'è un extragettito di IVA - lo voglio ricordare - che stiamo incassando e tale extragettitto può servire anche per fare questo tipo di operazione, ma non c'è tempo. Il tempo è scaduto, cara sottosegretaria Sartore; io ringrazio per la disponibilità che ha dato, però non può venire a dirci che ha preso degli appunti su alcuni temi, per cui giustamente ha fatto riferimento ad alcuni emendamenti, dicendo che in questo caso abbiamo approvato emendamenti ordinamentali. Addirittura in qualche caso ha fatto riferimento a delle interpretazioni autentiche. È vero questo, ma oggi serve altro, oggi siamo in guerra. Oggi Draghi ci ha detto - voglio citare quello che ha detto - che siamo passati da un'economia di mercato ad un'economia di guerra. Ma quando si fanno queste dichiarazioni servono anche atti consequenziali, affinché si possano dare risposte su questi temi. Quindi, se non partiamo da questo assunto e ci mettiamo a fare ulteriori prelievi fiscali sulle materie prime o sui carburanti, come dicevo, prima o poi arriveremo all'assurdità che la benzina in Italia costerà 2,5 euro e nella vicina Slovenia costerà 1,5 euro. Voglio aggiungere una cosa molto chiara. Questo è il tempo delle decisioni, è il tempo della responsabilità; non è il tempo di inventarsi, come avete fatto nelle scorse settimane, la riforma del catasto (di cui all'articolo 6 della legge delega per la riforma fiscale), che colpisce quanto di più prezioso c'è per gli italiani: la propria casa di abitazione. Come ha detto anche il nostro leader nazionale, mentite sapendo di mentire. Infatti, l'ulteriore prelievo fiscale sulla casa c'è, perché lo dicono le norme che accompagnano l'articolo 6: si vogliono aumentare gli estimi per tassare e colpire particolarmente l'abitazione principale, per compensare le imposte sul lavoro. Questo dice la norma di cui all'articolo 6. Soprattutto state rispolverando lo ius soli , sotto le mentite spoglie della legge sulla cittadinanza. Questi sono gli schiaffi in faccia che gli italiani non vogliono prendere, che soffrono. In questo momento degli immigrati stanno venendo in Europa e in Italia e noi dobbiamo essere consapevoli di dover accogliere a braccia aperte queste persone, che scappano da una vera guerra, che è quella che oggi investe la Russia e l'Ucraina. Noi oggi, in questa sede, dobbiamo assumere le nostre responsabilità, ma serve un intervento diretto dell'Europa, altrimenti non ce la possiamo fare. Voi continuate a dire che non si può parlare di scostamento, addirittura che sia pericoloso farlo, quando, fino a sei mesi fa, avete impegnato 200 miliardi di euro nello scostamento di bilancio, impegnando i nostri figli e i nostri nipoti per i prossimi cinquant'anni; oggi invece dobbiamo stare attenti a parlare di scostamento. Serve però l'intervento dell'Europa. Se non volete parlare di scostamento, parliamo di clausole di salvaguardia: dobbiamo evitare che possa rientrare in campo il patto di stabilità in Italia, perché non ci sono le condizioni. Serve un nuovo recovery plan , da guerra, un recovery bellico. Servono misure mirate nei confronti delle materie prime, delle bollette; servono aiuti mirati anche sul lavoro, per creare quell'effetto moltiplicatore che faccia da spinta per far ripartire l'economia. Non avendo più tempo mi accingo alle conclusioni, Presidente. Noi saremo dalla parte degli italiani e non del Governo Draghi, perché ci ha deluso. Saremo sicuramente dalla parte del popolo italiano, sperando che il presidente Draghi, insieme alla maggioranza, pensi alle imprese, alle famiglie, agli agricoltori. Oggi infatti le famiglie hanno paura di ricevere la bolletta dell'energia elettrica o di andare al distributore a fare un pieno di benzina; è proprio ciò che noi non volevamo, che non serviva a questo Governo. Questo, invece, è ciò che il Governo sta facendo. Quindi noi, per questo e per tanti altri motivi che non ho il tempo di illustrare, non esprimeremo un voto favorevole e ci pronunceremo contro la questione di fiducia posta su questo provvedimento. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, il testo del decreto-legge sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia è inevitabilmente datato: va letto, sì, insieme al decreto-legge energia, ma entrambi appartengono a un'altra fase politica, che abbiamo tuttavia il dovere di comprendere e di leggere, attraverso le nuove dinamiche economiche che stanno caratterizzando il nostro Paese e che caratterizzeranno inevitabilmente sia il Documento di economia e finanza di inizio aprile, sia, ancora di più, l'importante lavoro che il Governo ha avviato nella dimensione Europea. Il provvedimento introduce alcuni ristori, finalizzati a garantire la continuità delle attività più penalizzate dalle restrizioni pandemiche. Sono ristori necessari, anche se insufficienti, proprio per contrastare le dinamiche economiche. Sono ristori che noi, attraverso l'allargamento dei codici Ateco, abbiamo incrementato per ulteriori 20 milioni di euro anche nel percorso di conversione del decreto stesso. Altri 10 milioni sono stati destinati alle aree del sisma, per prorogare l'esenzione dell'IMU per gli immobili non utilizzati. È stato fatto un lavoro importante anche nel miglioramento sul piano normativo del decreto, dalla proroga dei termini per la comunicazione della cessione del credito o sconto in fattura alla rimessione in termini per la rottamazione- ter e saldo stralcio. Sono state previste misure importanti per le Unioni, per i Comuni, per le Regioni nella flessibilità dell'utilizzo degli avanzi; misure urgenti per la cultura, dal fondo emergenza spettacolo al cinema, agli audiovisivi; misure importanti anche per le imprese in materia di sospensione temporanea del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali; misure importanti per rafforzare l'azione dei Confidi in favore delle piccole e medie imprese. È un provvedimento pensato a gennaio per contenere gli effetti dell'aumento dei prezzi delle principali fonti energetiche. Colleghi, parliamo di aumenti dei prezzi che purtroppo stanno trascinando in alto l'inflazione, con il rischio che si trascini in alto anche il costo degli interessi dei nostri mutui, dei mutui per le famiglie e le imprese. Il 3 per cento di inflazione in più registrato a ottobre è un segnale molto delicato e importante che va tenuto sotto controllo. Ovviamente l'inflazione sottrae alle famiglie risorse nell'acquisto di beni e servizi, frenando così la risalita dei consumi privati. Signor Presidente, l'insostenibile incremento dei costi energetici e la contemporanea e brutale invasione militare della Russia in Ucraina aprono inevitabilmente l'esigenza di un salto di qualità nella dimensione europea. Dobbiamo partire da qui. Questa deve essere la nostra consapevolezza fondamentale: la sfida è l'Europa. Non c'è spazio per le ambiguità: o di qua per un'Europa politica, economica e sociale capace di favorire nuovi investimenti, o di là, nei nazionalismi, negli Stati, nelle barriere e nei confini che ci separano. (Applausi) . Lo dico ai colleghi di Fratelli d'Italia, nel rispetto delle legittime prerogative delle opposizioni, anche riconoscendo loro una responsabilità nella gestione dei decreti economici nella loro conversione. Colleghi, uscite dall'idea che questa crisi si possa risolvere nel conflitto tra opposizione e maggioranza in quest'Aula o, peggio ancora, all'interno dei confini nazionali. Sia per aiutare le imprese, sia per sostenere le famiglie, sia per incidere nelle iniziative diplomatiche per mettere fine da subito a questa terribile guerra serve una nuova Europa politica, dal macro al micro. È indispensabile favorire la costruzione di una nuova Europa politica; pensate che, anche per prorogare le moratorie, abbiamo bisogno di nuove norme europee per sostenere il credito delle imprese e delle famiglie italiane. (Applausi) . Non c'è spazio alle ambiguità. Per cortesia: uscite dall'ambiguità di un presunto nazionalismo in contrapposizione con una nuova Europa politica, che deve andare oltre la pure importante Unione monetaria, avviandosi sempre più rapidamente, perché il tempo è prezioso, verso una comune politica europea, sia sul piano economico e sociale, che sul piano fiscale. Non ci può essere nemmeno una difesa comune europea in assenza di una comune visione dello sviluppo economico e sociale dell'unione monetaria: è decisivo tutto questo. Agli esorbitanti costi dell'energia si sommano anche quelli delle merci, delle commodity non energetiche, dai metalli all'argilla, ai cereali, agli olii vegetali, in crescita vertiginosa per via del blocco delle produzioni e delle estrazioni, sia in Ucraina, ma anche per l'incertezza che riguarda gli approvvigionamenti dalla Russia. Bene le dinamiche energetiche che sono state qui affrontate, ma non abbiamo tempo. Si sta scatenando nel nostro Paese una tempesta sulle imprese e sulle famiglie italiane, che non va sottovalutata. Abbiamo bisogno di un Governo che intervenga tempestivamente in questa fase proprio nella dimensione europea. È una crisi che va affrontata perché sappiamo bene che la prima cosa è salvaguardare il lavoro. Quando si azzerano i profitti e si interrompono le produzioni per salvaguardare il capitale e gli investimenti di un'impresa - come sta avvenendo nel settore ceramico e nei settori ad alta intensità energetica - se non si agisce rapidamente, non solo sono necessari nuovi ammortizzatori sociali per tutelare la coesione sociale, garantire un reddito ed evitare conflitti, ma si rischia anche nel 2023 che quel mercato venga meno, che ci siano altri interlocutori che assumono un ruolo di leader nel mondo su settori fondamentali sul piano industriale per il Paese. Una ceramica chiusa non ha bisogno solo di nuovi ammortizzatori; ha bisogno di capire subito quando saremo nelle condizioni di mettere un tetto all'energia, per ripartire, perché quel mercato rischia di essere sostituito da altre imprese. Nel 2023 potremmo trovarci con problemi rilevanti sulle filiere produttive della manifattura (anche nel nostro Paese), dell' automotive , di settori e di filiere fondamentali, che hanno bisogno subito di nuove politiche europee capaci di rappresentare un'idea di speranza e di futuro alla crescita. Ho finito, Presidente. Il Gruppo Partito Democratico con il voto odierno non solo ribadisce la fiducia nei confronti del Governo, ma esprime anche un voto per sostenere e stimolare il Governo nella dimensione europea. Lo dico con grande chiarezza, citando David Sassoli, il quale spesso diceva che era bello sentirsi italiani senza spirito nazionalista, che è quello che ti fa essere separato e diviso dagli altri. L'Europa, alla fine dei cantieri, saranno le nostre città e solo a quel punto noi sapremo da che parte prendere il mondo per aiutare a crescere le famiglie e le imprese italiane. Questa visione è ancora la visione che deve accompagnare in queste ore il Governo italiano nella difficile sfida europea, per costruire gli spazi economici senza ulteriore debito a carico dei giovani e delle famiglie italiane e per aiutare le famiglie e le imprese in questa difficile transizione. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signora Presidente, dico subito che il Gruppo LeU-Ecosolidali voterà convintamente la fiducia. Dato che abbiamo pochi minuti, questo è o era l'impegno nelle dichiarazioni di voto. Mi associo alle parole dette dalla sottosegretaria Sartore, dalla sottosegretaria Bini e dai relatori, che hanno giustamente sottolineato le notevoli modifiche che abbiamo apportato al provvedimento in Commissione. Naturalmente resta fermo il fatto che questo decreto-legge - come tanti hanno sottolineato - nasce in una fase profondamente differente, ma qualcosa abbiamo fatto, di positivo e di importante. Ora mi voglio soffermare su un punto, che riguarda ciò che dobbiamo fare. Abbiamo presentato un ordine del giorno importante e impegnativo. Vorrei sottolineare che siamo di fronte a una situazione di crisi ben più significativa rispetto alla crisi del Covid. Quando parliamo di questo, parliamo di imprese, parliamo dei problemi di oggi, che sono i rincari delle materie prime e delle bollette, nel settore primario come nel manifatturiero, come nei servizi. Ma parliamo anche di una grande sfida: parliamo del fatto che le conseguenze di questa crisi possono produrre una perdita di mercato da parte di quelle imprese più proiettate all' export e di maggiore qualità per il nostro Paese. Quando diciamo questo, colleghe e colleghi, non possiamo dimenticare - devo dire che sento con molta attenzione questo punto - che il tema si collega in modo intrinseco a una crescita della disuguaglianza, che in questo Paese via via sta colpendo il ceto medio. Si tratta di un assetto sociale che mette a rischio la qualità della convivenza sociale di questo Paese. Io questo lo sento poco, devo dire. Sento poco la consapevolezza di questo problema, e cioè del fatto che cresce in modo sempre più insopportabile la disuguaglianza tra i nostri cittadini. Tutti i provvedimenti, a partire da quelli a sostegno delle imprese necessarie e indispensabili, debbono prestare la massima attenzione anche ai processi perequativi e redistributivi, perché - diversamente - rischiamo di avere due Paesi. In Italia la possibilità di coesistenza di due Paesi non c'è. Abbiamo consapevolezza fino in fondo di ciò? Ragioniamoci. Passo al secondo punto. Hanno ragione i colleghi che l'hanno detto, da ultimo il collega Manca: il problema fondamentale è un ulteriore passo dell'Europa. Non è infatti pensabile, né immaginabile che il nostro Paese, per le condizioni di debito e per come abbiamo attraversato la crisi Covid, possa affrontare da solo le questioni che abbiamo di fronte, a cominciare dal tetto del prezzo del gas. Mi aspetto però che nel prossimo provvedimento del Governo ci sia un intervento preciso rispetto alla denuncia dei Ministri sulle speculazioni sui costi dei carburanti. Un segnale bisogna pur darlo. Penso anche all'uso dell'extragettito dell'IVA o all'intervento sull'extraprofitto. Per fortuna a Versailles se ne è parlato e ciò ha sdoganato il nostro dibattito. Non si può continuare a ragionare sull'emergenza. Può apparire paradossale, ma dobbiamo riuscire a far fare un passo in avanti nell'Europa sull'impianto politico; vanno bene la difesa europea e la politica estera, ma occorre un salto strategico dell'Europa. Non affronteremo quest'economia di guerra - come è stato detto - se non attraverso quelli che si chiamano eurobond, nuovo recovery e possibilità di fare debito protetto dalla BCE (e, quindi, dalla continuazione del quantitative easing) e a lungo termine che consenta di sostenere la trasformazione. Questo è il primo punto. Senza l'Europa - nazionalisti, sovranisti - l'Italia, così come è già successo con il Covid, non può andare da alcuna parte. Quanto alla strategia, qui sento incertezze che in altri Paesi europei non ci sono. Guardate a quello che fa la Germania. È adesso che dobbiamo ragionare e accelerare sulla transizione ecologica e non fermarci, perché il futuro è legato non solo alla questione dell'inquinamento ambientale, che pure è il tema generale, ma anche alla capacità produttiva del nostro Paese. O facciamo un salto tecnologico nell'innovazione, oppure il nostro Paese non ha una prospettiva. Passo al terzo punto. Dobbiamo redistribuire le risorse e investire sul welfare . Io ho molte perplessità. Ad esempio, dobbiamo fare ora le riforme della sanità, del welfare e del trasporto pubblico locale. Tuttavia, se l'impianto è quello di ieri, non andremo da alcuna parte; e lo dico anche in relazione alla discussione sulla concorrenza, che faremo nei prossimi giorni. Se pensiamo che si attraversa questa crisi per tornare come eravamo prima e con le politiche di prima, facciamo un enorme errore e non porteremo il nostro Paese all'altezza della sfida. Qual è la politica industriale? Qualcuno dei colleghi ha detto che dobbiamo rivedere il recovery . Non escludo questa possibilità, ma in una chiave: come ha detto anche il ministro Giorgetti, dobbiamo finalmente fare una politica industriale che questo Paese non ha. In un Paese in cui le imprese hanno poca capitalizzazione, politica industriale vuol dire strumenti pubblici che sostengano le imprese non a pioggia, ma nei progetti di trasformazione rispetto agli obiettivi che abbiamo. Questa è la sfida e di ciò, colleghi, abbiamo più che mai bisogno di parlare tra noi. Sarebbe ridicolo continuare a discutere su dove investiamo 10 milioni di euro se poi chi ha una casa in affitto deve pagare le bollette e ha uno stipendio da lavoratore rischia di non mangiare. Questa consapevolezza dobbiamo cominciare ad averla fino in fondo. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ho sentito molti interventi preoccupati che guardano ovviamente alla situazione generale. Direi di ricordare oggi - come già hanno fatto fuori da quest'Aula - la giornata particolare: è il 17 marzo, la giornata in cui è stata fatta l'Unità d'Italia. Credo sia giusto ricordare che oggi è la Giornata dell'Unità nazionale, della bandiera e della Costituzione. (Applausi) . Allora la capitale era ancora a Torino e la legge era del Regno di Sardegna. Credo che ricordare questa ricorrenza ci possa dare anche uno spirito attivo e fattivo per quanto debba essere fatto. È lo spirito costruttivo ciò che ho trovato nel nostro relatore Damiani, relatore per Forza Italia, che voglio ringraziare insieme ai componenti della Commissione bilancio. È lo spirito costruttivo che ha mosso tutto il Gruppo sia nella presentazione degli emendamenti che nel coordinamento, nonché nel lavoro di direzione svolto dalla presidente Bernini, con la volontà specifica di essere consapevoli che, seppure si trattava di un provvedimento limitato, anche e soprattutto dal punto di vista delle risorse, su quello bisognava lavorare per affrontare il più possibile le questioni. E si è lavorato sapendo anche che si tratta di un tassello, e non solo perché è un provvedimento datato ma anche perché nel frattempo si sono aggiunti altri due decreti-legge. Ho sentito parlare molto di energia, ma sappiamo benissimo che il provvedimento sull'energia, con le sue risorse, è all'esame della Camera. Noi abbiamo lavorato con le risorse ricavate dai ristori - come ricorderete tutti - che non sono stati utilizzati. (Applausi) . Non si tratta quindi un decreto-legge sostegni come poteva essere quello da 10-20 miliardi: è un decreto sostegni mirato. Che cosa si è fatto grazie al lavoro di Forza Italia e del relatore? Intanto, è stata giustamente sottolineata la questione della rottamazione- ter e del saldo e stralcio. (Applausi) . Una serie di persone ha avuto necessità di uno spostamento; è sempre stato chiesto con forza dalla Presidente del Gruppo in modo particolare, e siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo. Ci sono poi le filiere Horeca che all'inizio non sapevo neanche cosa potessero esattamente identificare. Esse sono invece importantissime, perché riguardano tutto quello che c'è fra l'hotel, la ristorazione e il catering. (Applausi) ; settori che sono stati dimenticati nel corso degli anni di pandemia. Si tratta, però, di posti di lavoro, di dipendenti pubblici e privati. C'è poi un altro dato che è stato rimarcato ieri dal senatore Perosino, ma che vorrei ricordare: noi abbiamo sbloccato la questione relativa ai segretari comunali, fondamentale per l'amministrazione dei Comuni. (Applausi) . I Comuni hanno bisogno di andare avanti, di personale. Chi è il personale per eccellenza del Comune piccolo e medio. È il segretario comunale. Da chi va tutte le mattine il sindaco a capire se può fare o meno un atto? Va dal segretario comunale. La normativa introdotta, che consente finalmente di avere il reclutamento dei segretari comunali, è stata già accolta dai nostri Comuni con dei ringraziamenti di cuore, perché era da tempo che si cercava di farlo. E lo stesso è avvenuto con lo sblocco degli avanzi di amministrazione, anche con riferimento agli aiuti che sono stati realizzati. Certo - come ho detto all'inizio - siamo consapevoli di non aver ottenuto tutto. Ci mancherebbe. Basta uscire di casa che c'è un problema nuovo nella situazione in cui viviamo. Il metodo illustrato però dal nostro relatore, e che la Commissione ha voluto indirizzare, quello cioè dell'ordine del giorno in cui questi elementi sono assunti come impegno, è sicuramente importante: la moratoria dei mutui, questione su cui il Governo si è impegnato; il monitoraggio del superbonus per le case che sono unifamiliari; la questione relativa ai familiari medici. Sono tutti punti che, in un quadro di leale collaborazione fra la Commissione, il Parlamento e il Governo, sappiamo non essere accantonati. Sappiamo infatti che, nel corso della decretazione di urgenza che verrà assunta, verranno trovate le risposte a tali punti. Concludo il mio intervento dichiarando il voto favorevole di Forza Italia, ringraziando il lavoro svolto dai Sottosegretari oltre che dal relatore, perché spesso le capacità e le possibilità di risolvere i problemi camminano sulle gambe delle persone. Credo che in questo caso le gambe abbiano corso parecchio. (Applausi) . TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il provvedimento in esame su cui il Governo chiede la fiducia contiene sicuramente misure condivisibili e, quindi, avrà il voto di fiducia della Lega. Il lavoro in Commissione per migliorare il provvedimento è avvenuto certamente con l'impegno di tutti, di tutte le forze politiche e del Governo. Ognuno in sostanza ha fatto la propria parte. Complessivamente il giudizio non può che essere positivo. Le misure sono giuste? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre quando si esprime un voto su un provvedimento. La risposta è che sì, sono utili, perché danno sostegno a molte categorie colpite dalla pandemia e dalla crisi economica. Vi è però un'altra domanda che ci dobbiamo porre e che abbiamo il dovere di porci: queste misure sono sufficienti? La risposta purtroppo è che non lo sono. Anche il prossimo decreto-legge sostegni darà il proprio contributo, ma il momento che stiamo vivendo richiede risposte più efficaci da parte del Governo. I rincari energetici e quelli del carburante; la difficoltà di reperire materie prime per l'industria, a cui si sta aggiungendo o si potrebbero aggiungere difficoltà di approvvigionamento di cereali, mangimi e fertilizzanti richiedono interventi straordinari. (Applausi) . La risposta del Governo appare lenta. In Commissione bilancio abbiamo tutti provato una strana sensazione, quella di esaminare un provvedimento giusto, utile, ma assolutamente fuori dalla realtà che il Paese sta vivendo oggi. Siamo profondamente preoccupati perché acciaierie, cartiere e altre attività produttive della grande industria stanno sospendendo la produzione: non è mai avvenuto nella storia del nostro Paese. (Applausi) . È un danno gravissimo per tutta la filiera manifatturiera. I costi in agricoltura sono ormai fuori controllo; penso - ad esempio - al gasolio agricolo; nell'autotrasporto, per l'aumento dei carburanti, si rischia il blocco del Paese. Gli approvvigionamenti dell'industria e della grande di distribuzione rischiano di essere messi a rischio da un blocco che va assolutamente evitato. Sappiamo tutti che l'inflazione sta aumentando in modo considerevole e il potere d'acquisto delle famiglie rischia di essere compromesso in modo irreparabile. Questi sono i danni e questi sono i rischi. Il Governo deve quindi agire ora, subito, più rapidamente - ogni giorno di attesa è un giorno perso - e deve farlo con provvedimenti importanti e decisivi. Il prossimo decreto-legge energia, quello che noi ci aspettiamo venga varato in questo fine settimana, non può essere attendista, timido o parziale; deve essere coraggioso e risolutivo. Sull'aumento dei carburanti la Lega è stata la prima forza politica a chiedere di intervenire sulle accise, sull'IVA, sull'extragettito, ma noi vogliamo un provvedimento efficace: una diminuzione di 15 centesimi non è una risposta adeguata. (Applausi) . Gli interventi devono essere efficaci. I cittadini, coloro che lavorano e creano lavoro, non si accontentano più di interventi simbolici, non si accontentano più della nostra buona volontà, non si accontentano più nemmeno del nostro massimo impegno. Vogliono, pretendono risultati concreti. Alla crisi dell'industria, dei settori economici, del settore agricolo, sta seguendo e seguirà purtroppo la crisi sociale, delle famiglie, e non solo delle fasce più vicine alle soglie di povertà, ma anche del ceto medio. Chi oggi si può permettere di vivere dignitosamente con gli aumenti di gas, energia elettrica e carburante, quali fasce della popolazione? Forse per la prima volta possono farlo solo i redditi medio-alti, una minoranza della nostra popolazione. La rateizzazione delle bollette e delle tasse non basta, non serve, rinvia i problemi e non li risolve; rende la salita per uscirne ancora più impervia. Noi pretendiamo di più da questo Governo, sia chiaro. Siamo in una fase drammatica, emergenziale. Come ha detto il presidente del Consiglio Draghi, stiamo passando da un'economia di mercato a una economia di guerra, quindi tutte le vecchie regole (il pareggio di bilancio, i vincoli, le restrizioni, le limitazioni) non sono più attuali. Il Governo, con il presidente Draghi, deve ottenere deroghe significative a livello europeo e ben più importanti di quelle che noi stiamo proponendo al Paese. La Lega vuole contribuire a evitare uno scenario che rischia veramente di essere drammatico. Lo vuole fare appoggiando questo Governo e lo farà sicuramente votando il provvedimento in esame. Guardate, però, che il baratro è vicino, è prossimo, è imminente. Questa può essere una settimana decisiva. Noi abbiamo grandi aspettative dal decreto energia, ma abbiamo anche grandi aspettative dal decreto che cambierà le regole rispetto al contenimento della pandemia e alle regole che abbiamo fissato per limitare la gravità della situazione. Noi diciamo e chiediamo un basta alle regole che hanno comportato il green pass , il super green pass e l'impossibilità, per i lavoratori ultracinquantenni, di potersi recare sul proprio posto di lavoro. Anche questa è una risposta che il Paese si aspetta. Abbiamo varato provvedimenti in situazioni emergenziali. L'emergenza oggi è minore: dobbiamo prenderne atto e dare nuova libertà al Paese e ai cittadini che pretendono questi risultati. Sosterremo il Governo, ma chiediamo, in definitiva, più rapidità, più consapevolezza, più coraggio e più determinazione. (Applausi) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, il 3 febbraio scorso, in seduta congiunta di Camera e Senato, avevamo più volte e lungamente applaudito il presidente Mattarella, quando ricordava l'importanza del Parlamento e l'auspicato ritorno della sua centralità nell'attività legislativa e di indirizzo politico al Governo. Ebbene, l' iter di conversione di questo decreto-legge dimostra che l'auspicio del Presidente della Repubblica non si è ancora avverato. Importantissime questioni, che il MoVimento 5 Stelle e anche altre forze politiche avevano sollevato attraverso l'attività emendativa, non si sono tramutate in modifiche legislative a causa della mancanza dei pareri di Ministeri o di pareri contrari, che sono apparsi a volte incomprensibili o privi di logica, a nostro parere. Francamente, ciò non è più accettabile e sopportabile e spero sia davvero l'ultima volta che ciò accade nei termini eclatanti che abbiamo visto in questi giorni. Porto l'esempio del superbonus. Il Governo, intervenendo tre volte in poche settimane, al condivisibile scopo di limitare le frodi su alcuni bonus edilizi - non erano però i super bonus, come ricorderò di qui a breve - ha di fatto innescato un fermo dei lavori, dei progetti in itinere e delle cessioni dei crediti fiscali, specialmente per ciò che riguarda gli interventi sulle case unifamiliari. (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle aveva richiesto con forza che il termine entro cui effettuare il 30 per cento dei lavori, fissato al 30 giugno, sempre per le case unifamiliari, fosse prorogato al 30 settembre. Ci è stato risposto che questa proroga avrebbe ampliato la platea dei beneficiari e sarebbe costata centinaia di milioni. Il che è difficilmente credibile, visto che la situazione di incertezza sulle unifamiliari, la difficoltà di reperire i materiali e anche di trovare imprese e professionisti disponibili hanno scoraggiato tantissimi cittadini dall'iniziare l' iter . Quindi, la platea dei potenziali beneficiari potrà essere al massimo uguale, non certo superiore, a quella ipotizzata in sede di legge di bilancio a dicembre scorso. Considerate anche i vincoli alle cessioni dei crediti, che il Governo aveva posto e su cui è dovuto tornare repentinamente ma parzialmente indietro, ammettendo, di fatto, l'errore. Non è, però, l'unico macroscopico errore commesso e che voglio evidenziare. Abbiamo sentito il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'economia parlare di truffe colossali sul superbonus, salva poi, in seguito alla richiesta del MoVimento 5 Stelle di rendere pubblici i dati dell'Agenzia delle entrate, la brusca retromarcia del ministro Franco. Il Ministro ha dovuto ammettere che solo il 3 per cento del totale di tutte le presunte frodi di tutti i bonus edilizi era ascrivibile al superbonus e solo l'1 per cento degli importi totali delle opere finanziate da superbonus era ritenuto oggetto di frode. Lo ripeto: l'1 per cento e il 3 per cento sono percentuali di frodi, presunte frodi o errori che sono quasi fisiologiche. Tali percentuali testimoniano che la legge era scritta benissimo e che il meccanismo di controlli e asseverazioni ha funzionato egregiamente. (Applausi) . Questi meccanismi di controllo funzionano così bene che sono stati estesi agli altri bonus edilizi, e di questo noi del MoVimento 5 Stelle siamo estremamente soddisfatti. Quindi, gentili membri del Governo, per trovare le truffe del secolo basta guardare altrove. Basta concentrarsi - per esempio - sui dati dell'evasione fiscale che sottrae alla collettività, a tutti noi, quasi 100 miliardi all'anno (Applausi) , che significano meno scuole, meno investimenti produttivi, meno servizi alla collettività, specie ai più fragili, meno innovazione e meno creazione di posti di lavoro, meno sviluppo e benessere per tutti. Per trovare altre truffe colossali - voglio ora citare le parole del ministro Cingolani - basta guardare a cosa sta succedendo sui prodotti energetici, sull'esplosione ingiustificata dei prezzi di benzina, gas ed elettricità, che sta mettendo letteralmente in ginocchio famiglie e imprese. (Applausi). Basta guardare a cosa stanno facendo alcuni hedge fund in merito alle speculazioni folli del prezzo del gas sulla borsa TTF di Amsterdam. Cosa deve ancora succedere affinché il Governo intervenga urgentemente e con forza sulla questione dei prezzi energetici, vista la situazione drammatica in cui versano milioni di italiani? Cosa deve ancora succedere affinché si approvi uno scostamento di bilancio che dia respiro a interi settori produttivi che sono sull'orlo della chiusura a causa dell'aumento del costo dell'energia e di tutto ciò che consegue alla guerra che, purtroppo, c'è in Ucraina? Nel 2020 abbiamo approvato scostamenti per 130 miliardi, in un momento altrettanto drammatico per il Paese e per tutto il mondo. E i risultati ci hanno dato ragione in termini di conservazione dei posti di lavoro, di tenuta sociale, di ripresa del PIL nell'anno successivo, che ha stabilito un record : è arrivato a 6,6 per cento, e voglio rimarcarlo. Esiste un debito buono come un debito cattivo. Quando si fanno politiche espansive intelligenti, come quelle messe in atto dal Governo Conte 2, con il fondamentale impulso del MoVimento 5 Stelle - politiche che creano ricchezza diffusa - si fa un servizio al Paese, ai cittadini, a chi lavora e produce. In questo decreto-legge siamo riusciti a portare a casa la riapertura dei termini per la rottamazione- ter , che tanti auspicavano, ma al contempo riteniamo non più rinviabile una rottamazione- quater delle cartelle esattoriali per gli anni 2018-2020, che - lo sottolineo con forza - non sarebbe un condono, perché i contribuenti pagherebbero le imposte fino all'ultimo centesimo (Applausi) . Sarebbe invece, un importantissimo aiuto a cittadini e imprese onesti, che hanno dichiarato il proprio reddito ma che non hanno pagare le relative imposte a causa di difficoltà economiche che ci portiamo dietro da anni e che ci rendono l'unico Paese in Europa a non essere tornato ai livelli del PIL del 2008, e cioè quando è scoppiata la crisi dei mutui subprime . Tante altre modifiche ed emendamenti che il MoVimento 5 Stelle ha proposto nel corso dell'esame del decreto-legge non sono stati presi in considerazione, e mi riferisco - a titolo di esempio - alla rimodulazione delle sanzioni per i professionisti, aumentandole del triplo nei casi gravi e diminuendole nei casi di lievissima entità. Mi riferisco alla cedibilità dei crediti fiscali sui bonus edilizi, che prevedeva un meccanismo certo che ne certificasse l'esistenza senza ombra di dubbio e che quindi ne assicurasse la cedibilità multipla, ancor più ampia di quanto è adesso, soprattutto al fine di non diminuirne il valore commerciale. Infatti, come è facilmente comprensibile, il restringimento del numero delle possibili cessioni dei crediti ne diminuisce il valore andando di conseguenza a configurare un vantaggio per gli intermediari finanziari e un grosso danno per cittadini e imprese. Mi riferisco ancora ai temi della qualificazione delle imprese, delle polizze dei professionisti, delle compensazioni DURC-DURF o - cambio argomento - al tema del non profit e alla sensibilità verso il mondo del sociale, che non deve essere condizionato da modelli neoliberisti. Sono tutti aspetti su cui non è stato possibile intervenire per i motivi anzidetti, ma allo stesso tempo sono tutti temi - voglio dirlo chiaramente - che riproporremo a brevissimo, nei prossimi decreti che l'attuale emergenza rende necessari. (Applausi) . Concludo, Presidente, riaffermando che su questo iter di conversione si è arrivati a un punto di non ritorno. Siamo, sì, consapevoli che il momento è difficilissimo per l'Italia e per il mondo intero, sentiamo sulle nostre spalle la responsabilità e ci comportiamo di conseguenza, quindi annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. Dico però al Governo che continuare a tirare la corda non serve a nessuno: non serve al Paese, non serve a chi è in difficoltà e non serve a chi fa impresa. (Applausi) . Servono invece coraggio, idee, voglia di cambiare le cose nel Paese e in Europa e, urgentemente, un recovery fund energetico, di cui l'Italia dev'essere la Nazione trainante. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. VITALI (FIBP-UDC) . Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, oggi per la prima volta non voterò la fiducia su questo provvedimento e il motivo è di metodo e non di merito. Comprendo perfettamente gli sforzi che sono stati fatti per attenuare le conseguenze ancora attuali della pandemia ed il grande lavoro svolto dalla Commissione bilancio, con in testa il suo Presidente, ma non posso accettare che burocrati senza essere depositari della rappresentanza popolare si sostituiscano ad essa e mortifichino il Parlamento. Sono stato fautore, per quanto nelle mie modeste possibilità, di questo Governo eterogeneo, perché il grave momento che affrontava il nostro Paese lo richiedeva, ma se, oltre a votare la fiducia sui provvedimenti presentati dall'Esecutivo perché urgenti e necessari, la nostra funzione dev'essere svilita da prese di posizione capotiche di persone che dovrebbero essere al servizio della politica per aiutarla a meglio rappresentare gli interessi generali, mentre giocano una partita a sé stante, allora la situazione comincia a non starmi più bene. Per evitare zone d'ombra o equivoci, dico espressamente che mi riferisco all'ufficio legislativo del Ministero dei trasporti, che da un anno continua a dare a suo dire un insuperabile parere contrario a un emendamento senza oneri di spesa, coerente con i precedenti provvedimenti, assentito dagli altri Ministeri e passato al vaglio della Commissione bilancio, in ciò violando il principio di leale collaborazione con il Parlamento. Il sottoscritto infatti aveva interloquito prima col capo dell'ufficio in questione e, successivamente, con una sua collaboratrice, chiedendo di essere contattato, ove la relazione tecnica fornita non avesse superato i problemi che avevano sollevato, il tutto senza esito alcuno e in violazione anche del Governo stesso, che l'avrebbe dovuto servire, visto che questo emendamento ripresentava esattamente un ordine del giorno approvato senza condizioni dal Governo in un precedente provvedimento. Mi rendo conto che la mia non partecipazione al voto di questo provvedimento è cosa di poco conto, ma mi auguro che il Ministro per i rapporti con il Parlamento si faccia carico di questa situazione ormai diventata insopportabile e insostenibile e che i parlamentari con uno scatto di orgoglio si riapproprino della loro funzione. (Applausi) . Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo e in prossimità dell'accesso al banco della Presidenza. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì, i senatori contrari risponderanno no. I senatori che intendono attenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Nencini). Colleghi, poiché è stata convocata la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la Presidenza anticiperà il voto dei componenti della Conferenza stessa. Altre richieste sono state avanzate dai Gruppi. Quindi, inizieremo con coloro che saranno interessati dalla Conferenza dei Capigruppo e successivamente con il nominativo del senatore Nencini appena estratto. Invito il senatore Segretario a procedere all'appello. DURNWALDER, segretario, fa l'appello. PRESIDENTE. Colleghi, una gentilezza: se cortesemente si controlla il pannello dove compaiono i nominativi di chi deve andare a votare, si evita che ci sia assembramento all'interno dell'emiciclo e si aspetta il proprio turno. Avviso anche che i senatori che hanno avanzato la richiesta di votare per primi sono stati nell'ordine dei quaranta. Quindi, anche per rispetto dei colleghi che stanno aspettando il proprio turno, si cercherà di inserirli, compatibilmente con le possibilità. Per cui, lo ripeto, se gentilmente chi non è chiamato si toglie dall'emiciclo e si rispettano le indicazioni che sono state date, possiamo andare avanti con la chiama. (Applausi) . Ricordo all'Assemblea che è stata ripristinata la normale procedura per la votazione sulla questione di fiducia, quindi si passerà sotto il banco della Presidenza. (Nel corso delle operazioni di voto assume la Presidenza il vice presidente ROSSOMANDO - ore 14,50 -) Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 225 Senatori votanti 224 Maggioranza 113 Favorevoli 191 Contrari 33 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 4. Sospendo la seduta, che riprenderà al termine della Conferenza dei Capigruppo. (La seduta, sospesa alle ore 15,28, è ripresa alle ore 15,32) . Su una videoconferenza con il Presidente dell'Ucraina PRESIDENTE . Comunico all'Assemblea che martedì 22 marzo, alle ore 11, avrà luogo nell'Aula di Montecitorio un incontro informale in videoconferenza con il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, alla presenza di deputati e senatori. Non sono previsti interventi da parte dei parlamentari. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signor Presidente, colleghi, porto all'attenzione una questione che riguarda il collaudato sistema delle revolving door , ossia porte girevoli, in particolare tra pubblico e privato, e viceversa. Alti dirigenti della pubblica amministrazione, di Ministeri, ex Ministri e direttori generali, dopo aver completato il mandato ed essersi occupati di istituti di credito che avevano il compito di vigilare, sono diventati subito dopo consulenti, vicepresidenti e perfino presidenti di grandi banche d'affari italiane ed estere. Per tentare di attenuare questa pratica legale - ma per me immorale - avevo presentato una proposta di legge i primi di novembre, dal titolo «Disposizioni in materia di limiti all'assunzione di incarico presso gli enti vigilati», volta a evitare il repentino passaggio dalle cariche pubbliche alle aziende private, limitando cumulo di incarichi e impieghi: mai discussa. Oggi vi parlo di un paio di casi: Filippo Arena, fino al 30 dicembre 2021 segretario generale dell'Antitrust e avvocato dello Stato, è passato allo studio legale Gatti Pavesi Bianchi Ludovici come partner responsabile del dipartimento di diritto pubblico dell'economia. Nel corso della sua attività professionale avrebbe rappresentato lo Stato italiano davanti alla Corte di giustizia europea in sede di domande di pronunce pregiudiziali e di procedure di infrazione, utilizzando una di queste porte girevoli: da controllore a controllato. Lo stesso discorso vale per Walter Caizzone, anche se in questo caso si tratta del percorso inverso: prima di andare all'Antitrust ha lavorato per Confcommercio, nel ruolo di rappresentante del settore commercio, imprese per l'Italia e, all'epoca in cui Caizzone vi lavorava, ha svolto iniziative con Federconsumatori. L'attività svolta da Caizzone, i rapporti e le conoscenze dallo stesso maturati durante il suo rapporto di lavoro con Confcommercio non possono che sollevare dubbi sulla posizione di imparzialità che egli sarebbe chiamato a osservare nell'esercizio delle sue funzioni. Ciò si chiama pantouflage : accade quando un dipendente pubblico passa a lavorare per un soggetto privato. La legge italiana valuta negativamente i dipendenti pubblici che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato potere autoritativo o negoziale per conto delle pubbliche amministrazioni e che poi passano nei privati controllati da quegli enti e viceversa. Eppure, queste cose accadono lo stesso. Le vicende di Arena e Caizzone ne sono la prova. Concludo, signora Presidente, dicendo che è il momento di dire basta al sistema delle porte girevoli, perché la democrazia per cui tanto ci stracciamo le vesti non è solo avere il diritto di voto, ma è anche permettere ai cittadini di essere trattati tutti allo stesso modo e non, come in questo caso, averne alcuni che hanno dei privilegi rispetto ad altri. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per annunciare che abbiamo depositato una mozione, grazie a tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle e anche ai colleghi del Gruppo della Camera che ci hanno dato una mano, sul caro bollette elettriche. Ieri, durante l'informativa del ministro Cingolani, abbiamo acclarato che il prezzo delle bollette non è riferito al prezzo che il fornitore paga per comprare il gas che poi viene venduto agli utenti, ma è basato su un prezzo stipulato in Olanda in una piattaforma che si chiama TTF ed è frutto di speculazione, di prezzi spot , di condizionamenti da parte della guerra e della pandemia, quindi un prezzo che non c'entra nulla con quello pagato dai fornitori. Ieri l'Istat ha parimenti acclarato e poi dichiarato che il prezzo spot è almeno tre volte tanto quello dell'importazione, cioè quello pagato dai nostri fornitori e quindi chiediamo una cosa molto semplice: l'ARERA deve decidere una volta per tutte di sganciare il prezzo che noi paghiamo in bolletta dal prezzo TTF delle quotazioni olandesi riferendolo invece a quello veramente pagato dai nostri fornitori. È una cosa molto semplice che può essere utile ad abbassare il costo delle bollette senza dover intervenire dando soldi agli italiani per pagare le stesse bollette. (Applausi) . CORRADO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è mia ferma opinione che il ministro Franceschini si debba dimettere. Non lo dico per spirito di opposizione, ma perché il 23 febbraio un organo autorevolissimo dello Stato, la Corte dei conti, ha dichiarato fuori legge - e non solo metaforicamente - il Dicastero che l'incauto presidente Draghi lo ha chiamato a guidare per la terza volta. Mi spiego. Il Vittoriano e Palazzo Venezia sono riuniti in un unico Istituto al quale il Ministero della cultura ha concesso autonomia speciale; a dicembre 2021 la direttrice generale di quel museo Edith Gabrielli ha stipulato una convenzione con la società in house del Ministero della cultura per ottenere 16 unità di personale tecnico-amministrativo non reperite mediante interpello. Senza utilizzare lo strumento del comando nella mobilità tra pubbliche amministrazioni, il Ministero si è rivolto direttamente ad ALES SpA e quella ha presentato la sua offerta non soggetta alla valutazione di congruità imposta dal codice dei contratti pubblici. Avete sentito bene: le società in house degli altri Ministeri non possono farlo, scatterebbe l'accusa di violazione degli articoli 3 e 41 della Costituzione. Evidentemente la legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri. Non basta: ciascuno dei 16 lavoratori ALES costerà in media al Ministero della cultura (cultura con la c minuscola, vi ricordo, per una scelta che a questo punto era premonitrice) oltre 66.000 euro annui, mentre i dipendenti ministeriali con ruoli assimilabili arrivano a costare al massimo 35.000 euro. In altre parole il Ministero della cultura, che detiene il 100 per cento di ALES, presta a sé stesso lavoratori che gli costano il doppio dei dipendenti interni o di più ma che, a leggere i loro CUD, guadagnano meno dei colleghi inquadrati nella pubblica amministrazione, e che gli ALES diano a quelli un mero supporto tecnico-amministrativo e contabile a carattere temporaneo ed eccezionale, come vuole la norma, è una favola. Il segreto di Pulcinella è che le mansioni degli ALES sono ordinarie e suppliscono in tutto e per tutto ai compiti dei dipendenti pubblici, ma senza firmare. Per questo la Corte dei conti paventa anche un attentato all'articolo 97 della Costituzione, quello che subordina l'accesso alla pubblica amministrazione al concorso pubblico e parla espressamente di un regime inaccettabile di favore a proposito del rapporto tra il Ministero di Franceschini e ALES. Concorsi non se ne fanno, sono lentissimi e il fabbisogno è scientemente sottostimato. Concludo, Presidente, ribadendo la richiesta al ministro Franceschini di rimettere il mandato, perché sua è la responsabilità politica di quanto accade ed esprimendo solidarietà ai tre lavoratori di Gebart SpA che dal 26 aprile 2021, con la riapertura al pubblico di Palazzo Venezia, invece di riprendere il servizio biglietteria, sono a casa in cassa integrazione a zero ore senza clausola sociale, senza sapere perché al loro posto ci siano tre visitor - non si offendano, perché non ce l'ho con loro - usciti dalle uova fatali di ALES SpA. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Corrado, naturalmente lei sa bene di disporre, come parlamentare, di tutti gli strumenti, come interrogazioni e quant'altro. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 22 marzo 2022 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 22 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 15,41) . Parere espresso dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge n. 2505 La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo, con la seguente osservazione: - all'articolo 20, comma l, nell'ambito della definizione dell'entità e delle modalità di trasferimento del finanziamento ivi previsto agli enti territoriali, si rileva l'opportunità di aggiungere il riferimento anche alle province autonome, oltre che alle regioni. Integrazione alla dichiarazione di voto della senatrice Garavini nella discussione della questione di fiducia posta sull'emendamento 1.900, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2505 Proprio lo spettacolo è stato tra i settori più colpiti, con punte di riduzione degli incassi fino all'80 per cento. Per questo, con un intervento di Italia Viva, abbiamo previsto la temporanea sospensione della contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro dello spettacolo dal vivo. La stessa misura che abbiamo adottato per i datori di lavoro delle attività connesse al movimento merci dei trasporti aerei. Altro settore messo letteralmente in crisi dalla pandemia. Inoltre, grazie ad un nostro ulteriore emendamento, assegniamo 5 milioni di euro per i bus turistici. Mentre in tema di sport, siamo riusciti a rifinanziare, con 8 milioni spalmati su due anni, il fondo per gli ippodromi di nuova apertura. Tutte iniziative emendative con le quali, come Italia Viva, abbiamo voluto sostenere l'intero mercato del lavoro: sia i dipendenti che i datori di lavoro. Sono state infatti meritoriamente approvate alcune nostre proposte che introducono la sospensione dell'IVA per le aziende fortemente colpite dagli effetti del Covid. E la sospensione dei versamenti dovuti, per le ritenuti di lavoro dipendente nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per discoteche, sale da ballo e per tutti i locali che hanno subito la chiusura dell'attività. Abbiamo inoltre previsto l'introduzione di uno specifico codice ATECO per gli incaricati alla vendica diretta a domicilio, così da permettere loro di poter usufruire fiscalmente dei ristori elargiti dallo Stato, tutte le volte in cui ricorrano condizioni di necessità. Insomma, una serie di interventi ad ampio raggio. C'è poi un altro emendamento approvato in questo provvedimento di cui andiamo particolarmente fieri, signora Presidente. È un risultato che rappresenta un passo concreto verso una sanità del futuro. Grazie ad una proposta di Italia Viva, infatti, si inizierà a costruire finalmente, in maniera concreta, il fascicolo sanitario elettronico. Significa che ogni prestazione medica od ospedaliera, sia pubblica che privata, entro cinque giorni dalla data in cui la si è ricevuta, dovrà venire obbligatoriamente inserita nel fascicolo sanitario digitale di ogni paziente. Una questione fondamentale per la salute dei cittadini, perché attraverso la banca dati digitale ci dotiamo della storia sanitaria dettagliata di ogni paziente. Si tratta cioè di uno strumento utile alla migliore prevenzione. E strategico per la diagnosi e cura di ogni malattia, oltre che per la ricerca in ambito medico e scientifico. In pratica, facciamo viaggiare i dati senza muovere le persone. una vera rivoluzione per la nostra sanità. Ed una risposta concreta alle tante esigenze di modernizzazione emerse, drammaticamente, durante la pandemia. Particolare soddisfazione mi sento di esprimere anche per l'approvazione di un ulteriore emendamento col quale puntiamo a contrastare le tante truffe verificatesi con le recenti ristrutturazioni edilizie. Rendiamo infatti obbligatorio l'affidamento dei lavori, che beneficiano di bonus soltanto ad imprese in possesso di requisiti di qualificazione certificati. Un modo per dire con chiarezza che le risorse a sostegno soltanto delle società che operano legalmente. E non devono invece far lucrare chi vuole fare affari in maniera truffaldina. Inoltre, Presidente, ci fa piacere l'approvazione di un nostro emendamento che prevede che chi ha svolto il ruolo di consigliere o assessore comunale in cittadine con oltre 15.000 abitanti possa ricoprire un incarico amministrativo o dirigenziale nella stessa Regione. In questo modo non si disperdono le professionalità acquisite dagli amministratori locali nel corso del loro mandato. Una pubblica amministrazione efficiente e veloce. Fa bene alla società e con la modifica approvata le amministrazioni si tengono stretta le competenze dei propri componenti. Per il bene dell'intera comunità. Oggi però non decidiamo solo sulle misure atte a contrastare le conseguenze del Covid. Oggi adottiamo anche interventi importanti contro i rincari delle bollette. Tutto senza prevedere un ulteriore scostamento di bilancio. Ecco che è importante avere recuperato risorse da investire per un duplice obiettivo: uno, sgravare le imprese dagli oneri di sistema solitamente addebitati in bolletta. Due, compensare almeno parzialmente i maggiori oneri delle aziende energivore attraverso la concessione di un credito d'imposta sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata. Il tutto già a partire dal giugno dello scorso anno il governo Draghi aveva previsto diversi interventi, per un ammontare complessivo di 12 miliardi, volti a mitigare i prezzi di luce e gas. Tutti strumenti attraverso i quali il Governo ha dimostrato pragmatismo e la capacità di conseguire effetti immediati, per le famiglie e per le imprese. Attraverso una linea d'intervento, signora Presidente, che è in totale sintonia con l'azione europea. Infatti, anche grazie alle proposte avanzate dall'Italia l'Europa sta lavorando a soluzioni che mirano a renderci meno dipendenti dalle importazioni esterne e che ci permettono di raggiungere un'autonomia energetica attraverso la quale sottrarci dalle turbolenze dei prezzi delle materia prime. Ecco perché è importante dare subito attuazione a quanto discusso nel Consiglio informale di Versailles dello scorso fine settimana. Un vertice che ha individuato quattro pilastri da perseguire: la necessità di una diversificazione delle fonti energetiche che punti soprattutto sulle energie rinnovabili; l'introduzione di un tetto oltre il quale non si possono spingere i prezzi; la necessità di scindere il mercato del gas dal mercato dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e soprattutto la tassazione dei profitti aggiuntivi delle società elettriche. Tutte misure che, sommate ad acquisti europei congiunti di gas ed alla previsione di stoccaggi comuni, possono aiutarci a calmierare la crescita dei prezzi. Soprattutto se, contemporaneamente, a livello europeo, si stilano accordi con l'Africa per la produzione di energia solare da importare in Europa. Perché, come sistema-Paese, signora Presidente, siamo sì fortemente impegnati ad arginare il fenomeno del caro prezzi. Ma possiamo ambire a risultati concreti ed ambiziosi, solo nella misura in cui si adottino interventi coordinati a livello europeo. Interventi che, una volta adottati con celerità, possano fare sì che quella "morsa a tenaglia" a cui faceva riferimento la nostra imprenditrice non comprometta la tenuta delle nostre imprese italiane. Grazie Presidente. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Alderisi, Auddino, Bagnai, Barachini, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Caligiuri, Campagna, Cattaneo, Centinaio, Cerno, D'Alfonso, D'Angelo, De Poli, Di Marzio, Doria, Fazzolari, Ferrero, Floridia, Galliani, Ghedini, Ginetti, Lorefice, Lucidi, Lupo, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Quarto, Ripamonti, Romagnoli, Ronzulli, Santangelo, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri e Vaccaro. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Cucca e Pacifico, per attività di rappresentanza del Senato; Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Cangini, Ferro, Fusco, Grassi, Nocerino, Pavanelli, Puglia e Sbrana. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Cucca e Pacifico, per attività di rappresentanza del Senato; Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Verducci, per attività della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Cangini, Ferro, Fusco, Grassi, Nocerino, Pavanelli, Puglia e Sbrana. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, con Allegati, fatta a Stoccolma il 22 maggio 2001 (2560) (presentato in data 17/03/2022) C.2806 approvato dalla Camera dei deputati; (assorbe C.531, C.1360); Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Istituto forestale europeo riguardante lo stabilimento in Italia di un ufficio sulla forestazione urbana, con Allegato, fatto a Helsinki il 15 luglio 2021 (2561) (presentato in data 17/03/2022) C.3318 approvato dalla Camera dei deputati. Affari assegnati È stato deferito, in data 16 marzo 2022, alla 6 a Commissione permanente (Finanze e tesoro), ai sensi dell'articolo 50 del Regolamento, l'affare concernente la valutazione degli aspetti tributari connessi alla determinazione dei prezzi dei carburanti (Atto n. 1117). È stato deferito, in data 16 marzo 2022, alla 7 a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sul valore culturale della moneta nei contesti archeologici (Atto n. 1118). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera del 14 marzo 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante l'individuazione di nuovi interventi infrastrutturali da realizzare ai sensi del citato articolo 4 e dei commissari straordinari individuati per ciascuna opera (n. 373). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 8ª Commissione permanente in tempo utile al rispetto del predetto termine. Governo, trasmissione di atti Con lettera in data 17 marzo 2022, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 2, comma 5, della legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13, e successive modificazioni, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Regione del 15 marzo 2022, n. 21, concernente lo scioglimento del Consiglio comunale di Arbus e la nomina del dottor Francesco Cicero a Commissario straordinario per la gestione provvisoria del comune. Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento Sono state inviate, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, le relazioni sull'attività svolta nell'anno 2021 dai Garanti del contribuente: per la Liguria (Atto n. 1119); per la Calabria (Atto n. 1120); per la Puglia (Atto n. 1121). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente. Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Giovanni Di Salvo da Napoli chiede: - l'istituzione dell'Autorità Garante per il lavoro ed i lavoratori (Petizione n. 1054, assegnata alla 11 a Commissione permanente); - l'istituzione della figura dei Garanti degli studenti, dei dottorandi e dei ricercatori (Petizione n. 1055, assegnata alla 7 a Commissione permanente); - disposizioni in materia di legittimazione delle parti processuali e la codificazione del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia di cui all'art. 267 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) (Petizione n. 1056, assegnata alla 2 a Commissione permanente); - l'introduzione nel codice penale del reato di feticidio e la previsione di pene severe per chiunque determini la morte, lesioni o malformazioni al feto (Petizione n. 1057, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Luciano Battaglini da Trani (Barletta-Andria-Trani) chiede l'innalzamento dell'età dell'obbligo scolastico (Petizione n. 1058, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Bruno Maizzi, Vice Presidente Nazionale del Movimento consumatori e il signor Antonio Sorrento, Presidente Nazionale dell'Associazione P.I.N. (Partite IVA Nazionali), chiedono la riforma della tassazione sui carburanti e, nell'immediato, un intervento urgente di sospensione delle accise e la riduzione dell'aliquota IVA applicata (Petizione n. 1059, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Antonio Di Carlo da Pietrabbondante (Isernia) propone soluzioni per la riduzione del debito pubblico, in particolare attraverso la trasformazione dei titoli di Stato in azioni di Stato (Petizione n. 1060, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Alberto Pratesi da Lecce chiede l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'amministrazione della giustizia (Petizione n. 1061, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Nicolas Giardino da Mercato San Severino (Salerno) e numerosissimi altri cittadini chiedono un inasprimento delle pene previste nei casi di maltrattamento di animali (Petizione n. 1062, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Maurizio Pascadopoli da Massafra (Taranto) chiede modifiche all'articolo 1, comma 3, del disegno di legge recante " Disposizioni in materia di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione superiore" (Atto Senato n. 2415), nel senso di includere in tale norma anche le specializzazioni "non mediche" (Petizione n. 1063, assegnata alla 7 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Mautone e Santillo hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-03164 della senatrice Pirro ed altri. I senatori Croatti, Toninelli, Pavanelli, Gallicchio, Airola, Piarulli e Girotto hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06722 del senatore Lomuti. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 10 al 17 marzo 2022) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 138 AIMI ed altri: sulla crisi russo-ucraina (4-06594) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) BARBARO ed altri: sulla morte dell'ambasciatore Attanasio in Congo (4-06588) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) FATTORI ed altri: sulla dismissione della fabbrica Pfizer di Catania (4-06533) (risp. TODDE, vice ministro dello sviluppo economico ) PAPATHEU ed altri: sulle misure di tutela dell'Associazione italiana alberghi per la gioventù (AIG) (4-06679) (risp. GARAVAGLIA, ministro del turismo ) PEROSINO: sul divieto di immissione di specie ittiche alloctone nelle acque interne italiane (4-05273) (risp. CINGOLANI, ministro della transizione ecologica ) PITTELLA: sulle misure di tutela dell'Associazione italiana alberghi per la gioventù (AIG) (4-06684) (risp. GARAVAGLIA, ministro del turismo ) Mozioni Atto n. 1-00471 GAUDIANO PELLEGRINI Marco FERRARA CASTIELLO PUGLIA D'ANGELO VANIN LOREFICE DE LUCIA LOMUTI PRESUTTO L'ABBATE PESCO GALLICCHIO FEDE CROATTI NATURALE DELL'OLIO RUSSO TRENTACOSTE MANTOVANI DI PIAZZA TURCO LANNUTTI MAIORINO - Il Senato, premesso che: le banche di credito cooperativo svolgono un'importante funzione di sostegno delle economie territoriali e delle specifiche esigenze di credito alle piccole, micro e medie imprese; il quadro normativo bancario europeo e nazionale, nonché gli standard regolamentari e di supervisione sono, attualmente, impostati sulla base di criteri dimensionali degli istituti di credito, invece che sulla specificità normativa delle varie tipologie di aziende di credito, determinando in tal modo, per le banche di credito cooperativo, regole di vigilanza piuttosto complesse ed onerose; nell'attuale assetto europeo delineato dalla direttiva 2013/36/UE e nella normativa nazionale, di cui al testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993), le banche di credito cooperativo vengono omologate alle banche e ai gruppi di maggiori dimensioni, che nulla hanno a che vedere con banche di comunità e di territorio; ad esempio, le funzioni aziendali di controllo, esternalizzate presso la capogruppo, sono eccessivamente sbilanciate sulle attività di controllo invece che sulle attività? di gestione del rischio, con inevitabile duplicazione dei costi a scapito delle BCC, impegna il Governo: 1) ad attivarsi nelle competenti sedi europee per promuovere una riforma della normativa in materia di vigilanza bancaria, che possa tenere conto delle specificità delle banche di credito cooperativo e della loro funzione mutualistica, revisionando, a tal riguardo, i criteri dimensionali, di cui alla direttiva 2013/36/UE sull'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli stessi e sulle imprese di investimento; 2) a valutare l'opportunità di intervenire nella normativa nazionale per valorizzare ancor di più la funzione territoriale delle BCC, i cui fini mutualistici e cooperativistici sono, peraltro, riconosciuti come meritevoli di tutela dall'articolo 45 della Costituzione; 3) a promuovere la modifica dell'ultima disciplina del "gruppo bancario cooperativo", a seguito dell'introduzione della quale si è registrato un peggioramento della capacità di presidio del territorio e delle esigenze di credito ivi emergenti, dovuto all'accentramento delle funzioni decisionali presso la capogruppo, che spesso costituisce un ostacolo al rapporto tra BCC e realtà imprenditoriali e sociali; 4) a valutare la possibilità di prevedere che i gruppi bancari cooperativi possano dar luogo facoltativamente ad un IPS, ossia un sistema di tutela istituzionale; 5) ad intervenire per modificare la disciplina dei controlli, al fine di semplificare gli adempimenti per le banche " less significant " e gli obblighi di conformità (che sono significativamente aumentati a seguito dell'assoggettamento delle BCC alla vigilanza della BCE) e, in definitiva, per introdurre una regolamentazione graduata secondo il principio di proporzionalità e tenendo conto delle dimensioni dell'intermediario. Atto n. 1-00472 PESCO CIOFFI GIROTTO VACCARO DELL'OLIO BOTTICI GALLICCHIO PELLEGRINI Marco PRESUTTO FENU FEDE ROMANO CORBETTA LANNUTTI NATURALE AGOSTINELLI TRENTACOSTE MANTOVANI LANZI PIARULLI MONTEVECCHI NOCERINO GUIDOLIN SANTILLO TURCO GAUDIANO VANIN GARRUTI CASTELLONE CASTALDI PERILLI DI GIROLAMO MAIORINO FERRARA PAVANELLI CROATTI AUDDINO - Il Senato, premesso che: il grave conflitto che si sta consumando in terra ucraina sta provocando pesanti ripercussioni nel sistema internazionale e nazionale, oltre che da un punto di vista umanitario, anche riguardo ai profili economici; in particolare, si sta configurando una crisi economico-finanziaria che sta gravando principalmente sulle categorie sociali più disagiate e sulle categorie professionali che più necessitano di utilizzo di gas e petrolio; l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), istituita con la legge n. 481 del 1995, svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell'energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore; l'ARERA è un'autorità amministrativa indipendente che opera per garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nei servizi di pubblica utilità e tutelare gli interessi di utenti e consumatori, funzioni svolte armonizzando gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti i servizi con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse; con delibera del 30 dicembre 2021, n. 637/2021/R/GAS dell'ARERA, sono state aggiornate le tariffe per il primo trimestre 2022; la bolletta del gas per gli utenti domestici del mercato tutelato si compone di una quota fissa su base annuale e di una quota variabile in euro per metro cubo standard (smc); in particolare, la quota variabile si compone di tre elementi: a) il corrispettivo per la materia prima gas naturale; b) le spese per il trasporto e la gestione del contatore, che variano a seconda della classe di consumo e della macroarea regionale; c) gli oneri di sistema che variano a seconda della classe di consumo; a sua volta il corrispettivo per la materia prima gas naturale è la somma di tre elementi: materia prima gas (CMEM), approvvigionamento (CCR), commercializzazione al dettaglio (QVD); nel primo trimestre 2022 il prezzo da corrispondere per la materia prima gas naturale è stato fissato in 0,921641 euro al metro cubo di cui 0,879436 di CMEM (95 per cento del totale); 0,034259 di CCR (4 per cento) e 0.007946 di QVD (1 per cento); la tariffa CMEM è aumentata nel primo trimestre 2022 del 76 per cento rispetto al quarto trimestre 2021 (0,499211 euro al metro cubo) e del 315 per cento rispetto al primo trimestre del 2021 (0,211542 euro al metro cubo); il paragrafo 6.1 del testo integrato delle attività di vendita al dettaglio di gas naturale e gas diversi dal gas naturale distribuiti a mezzo di reti urbane (TIVG), più volte modificato a partire dal 2009, prevede che "l'Autorità, con successivo provvedimento, regola le modalità di calcolo della componente a copertura dei costi di approvvigionamento del gas naturale nei mercati all'ingrosso CMEM,t, assumendo a riferimento i prezzi che si formeranno nel mercato a termine del gas naturale organizzato dal Gestore dei mercati energetici, di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 93/11"; nelle more dell'adozione del provvedimento di cui al punto 6.1, il TIVG dispone al paragrafo 6.2 che la componente relativa ai costi di approvvigionamento del gas naturale nei mercati all'ingrosso CMEM,t, nel trimestre t-esimo, è calcolata come somma di: 1) QTint, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di natura infrastrutturale sostenuti fino all'immissione del gas nella rete nazionale e fissato pari a 0,430302 euro a gigajoule; 2) QTPSV, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di trasporto dalla frontiera italiana al PSV, e fissato pari ai valori indicati nella tabella 12; 3) PFOR,t, espresso in euro a gigajoule, a copertura dei costi di approvvigionamento del gas naturale nel trimestre t-esimo, pari alla media aritmetica delle quotazioni forward trimestrali OTC relative al trimestre t-esimo del gas, presso l' hub TTF, rilevate dal Platts e, con decorrenza dall'anno termico 2014-2015, da ICIS Heren con riferimento al secondo mese solare antecedente il trimestre t-esimo; l'elemento PFOR,t e la componente CMEM,t sono aggiornati e pubblicati dall'Autorità prima dell'inizio di ciascun trimestre; considerato che: al punto 4.2 del documento di consultazione 38/2015/R/GAS di ARERA del 5 febbraio 2015 si leggeva che "In ottica prospettica, l'Autorità intende perseguire l'obiettivo strategico di creare le condizioni per lo sviluppo delle negoziazioni a termine nel nostro Paese, secondo il più ampio menù possibile di prodotti liquidi alle diverse scadenze. Pertanto, in coerenza con tale obiettivo, per quanto riguarda gli anni termici successivi al 2015-2016, ritiene opportuno definire una roadmap che consenta di modificare le modalità di determinazione della componente CMEM, con il passaggio dai prezzi olandesi ai prezzi italiani come riferimento di mercato, a partire dall'inizio dell'anno termico, rendendole sempre note entro il mese di febbraio dell'anno termico precedente"; da allora, a distanza di più di 7 anni, il riferimento all' hub olandese non è stato rivisto; l'elemento che sta determinando maggiormente l'aumento delle bollette del gas naturale per il mercato tutelato è il Title transfer facility (TTF), la media ponderata con i volumi dei prezzi delle transazioni spot di gas a diverse scadenze, quotato all'Ice endex di Amsterdam e gestito da Gasunie, la società statale olandese che si occupa del trasporto del gas; a partire dalla seconda metà del 2021 le variazioni fatte registrare dal TTF sono sensibilmente superiori a quelle dei prezzi dei flussi doganali, che sono maggiormente corrispondenti all'andamento del mercato reale, anche considerando che gli operatori sottoscrivono contratti pluriennali, non soggetti a fluttuazioni di breve periodo, impegna il Governo ad intraprendere ogni azione utile, finalizzata a calmierare le tariffe del gas naturale per le utenze domestiche del mercato tutelato, dando immediata applicazione al paragrafo 6.1 del TIVG o mediante altro provvedimento che riveda le modalità di calcolo della componente CMEM legata al prezzo della materia prima e, in particolare, della componente PFOR nella parte in cui prende a riferimento il TTF. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-03175 MARINO CARBONE CUCCA EVANGELISTA GARAVINI GINETTI MAGORNO SBROLLINI Ai Ministri della transizione ecologica e dello sviluppo economico Premesso che: l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, e le conseguenze che da essa derivano, l'incremento, ormai duraturo, dei prezzi delle materie prime ed il nuovo mercato dell'energia hanno cambiato radicalmente lo scenario mondiale geopolitico e macroeconomico, contribuendo ad accelerare una crisi già in atto: la crisi energetica; in Italia, così come nell'Unione europea ed in molte altre regioni del mondo, si è registrata un'impennata nei prezzi dell'energia, fonte di grande preoccupazione per i cittadini, le imprese, le istituzioni ed i governi, che richiede nuove politiche al fine di accelerare drasticamente la transizione verso l'energia pulita e l'indipendenza energetica dell'Unione europea; nonostante la strada già intrapresa verso la transizione verde richieda un passaggio definitivo verso le energie rinnovabili, la situazione geopolitica e macroeconomica che si è creata ha messo in luce le criticità del sistema di approvvigionamento italiano (ed europeo) di combustibili fossili, in particolare del gas naturale; le scelte degli Stati di perseguire obiettivi di lungo termine, come la decarbonizzazione dei sistemi produttivi e la mitigazione del surriscaldamento globale, da un lato hanno favorito gli investimenti nella generazione di energia da fonti rinnovabili e dall'altro hanno disincentivato gli investimenti nella produzione di energia da altre fonti fossili, portando quindi alla necessità di interruzioni e riqualificazioni di infrastrutture chiave del gas; considerato che: la mancanza di forniture di gas verso l'Unione europea ha posto in rilievo le problematiche strutturali legate alla dipendenza esterna, evidenziando come in Italia solo il 6 per cento di gas utilizzato è di produzione nazionale, contro il 94 per cento che arriva dall'estero, soprattutto dalla Russia, dai Paesi del nord, dalla Libia e Algeria; sebbene l'Italia abbia un potenziale minerario notevole e grandi giacimenti di gas naturale che consentirebbero di produrre oltre 30 miliardi di metri cubi di gas in un anno, nel 2021 sono stati estratti solo 3,34 miliardi di metri cubi, contro i 17 miliardi che si estraevano nel 2000 ed i 70 che vengono consumati mediamente in Italia in un anno, stando ai dati del Ministero dello sviluppo economico. Invero, di 1.298 punti di estrazione del gas, nel mar Adriatico, in Romagna, nelle Marche, Abruzzo così come nella laguna di Venezia ed in Sicilia, vi sono 752 pozzi completamente inattivi o produttivi ma non eroganti. Gran parte della produzione complessiva di gas nazionale registrata nel 2020 è ascrivibile alle 17 concessioni più produttive che hanno realizzato circa l'81 per cento della produzione nazionale. Questo dimostra come la produzione di gas nazionale sia concentrata solo in ridotta percentuale delle concessioni attive: circa il 9 per cento delle concessioni attive fornisce oltre l'80 per cento della produzione nazionale; tuttavia, per riprendere ad estrarre, vi sono procedure burocratiche che richiederebbero mesi, se non anni, per riattivare i siti inutilizzati, con la conseguente necessità di ingenti investimenti, sapendo che non si raddoppia o triplica la produzione nel giro di qualche mese. Invero, in Italia mancano le infrastrutture per lo stoccaggio del gas, e questo permette di avere una capacità minima di immagazzinamento. Inoltre, alcuni giacimenti, in particolare quelli nella laguna di Venezia, comportano dei rischi ambientali e di conseguenza sono da anni bloccati; considerato, inoltre, che, all'indomani dell'invasione dell'Ucraina, ipotizzare quali saranno gli equilibri futuri significa sapere se conviene riprendere ad utilizzare i giacimenti italiani o meno. Non è più una scelta economica, quanto strategica, in quanto da questo condizionerebbe la possibilità di continuare a dipendere, per una fonte primaria come il gas, da altri Paesi o aumentare le capacità di produzione e le scorte. Tuttavia, la strategia che va messa in campo dovrebbe mirare ad una riconversione energetica nel medio e lungo termine, che miri ad una transizione verso fonti rinnovabili che ci consentirebbero di avere una sovranità energetica, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle questioni esposte e quali iniziative intendano adottare al fine di garantire una sovranità energetica che riesca a combinare un aumento della capacità di estrazione del gas da giacimenti nazionali con una transizione verso il sempre maggior utilizzo di fonti rinnovabili. Atto n. 3-03176 MANTERO LA MURA NUGNES Al Ministro della difesa Premesso che: da quanto si è appreso da numerose fonti giornalistiche il giorno 12 marzo 2022 la presunta spedizione di un carico di armi verso l'Ucraina dall'aeroporto "Galileo Galilei" di Pisa ha causato la protesta dei lavoratori dello scalo; sembrerebbe che gli operai, una volta scoperto che il carico di un volo in partenza non era costituito da "materiale umanitario" ma da casse di armi destinate al conflitto in Ucraina, hanno interrotto le operazioni rifiutandosi di caricare il materiale, rivolgendosi all'Unione sindacale di base che ha denunciato pubblicamente il fatto; tra il 1° e il 13 marzo 2022 ci sono stati almeno 27 voli militari dell'Aeronautica militare italiana partiti dagli aeroporti di Pisa, Pratica di mare (Roma) e Grosseto e diretti in Polonia, alla base NATO di Rzeszów. Tutti hanno evitato di sorvolare lo spazio aereo dell'Ungheria, che non permette il passaggio di carichi militari verso l'Ucraina dal proprio territorio; l'Italia ha promesso l'invio di armi e munizioni all'Ucraina dopo che, il 28 febbraio, il Governo italiano ha approvato all'unanimità il decreto-legge n. 16, che introduce ulteriori misure urgenti sulla crisi in Ucraina; dopo il via libera da parte del Parlamento italiano alla cessione di armi all'Ucraina, i dettagli delle forniture sono stati al centro del lavoro delle Commissioni permanenti Esteri e Difesa. L'elenco delle armi era e resta secretato, nonostante molti parlamentari abbiano spinto affinché questo elenco fosse reso pubblico, così come hanno fatto le altre potenze europee che si sono rese disponibili all'invio di materiale bellico in Ucraina; considerato che in questo caso, non solo non è dato sapere quali tipi di armi si stessero inviando in Ucraina, ma la spedizione, ed è questo che ha generato la protesta dei lavoratori, non sarebbe avvenuta da un aeroporto militare, come sarebbe stato giusto, bensì da un aeroporto civile: dal "Cargo village" presso l'aeroporto civile dovrebbero partire voli "umanitari", che dovrebbero essere riempiti di vettovaglie, viveri, medicinali e quant'altro utile per le popolazioni ucraine tormentate da settimane da bombardamenti e combattimenti; nei fatti, però, secondo quanto affermato dall'Unione sindacale di base, quando si sono presentati sotto l'aereo, i lavoratori addetti al carico si sono trovati di fronte casse piene di armi di vario tipo, munizioni, esplosivi, da caricare in un Boeing 737 della compagnia islandese "Bluebird"; l'accaduto è stato confermato dal responsabile della comunicazione di Toscana aeroporti e dal COVI, il comando operativo di vertice interforze che si occupa della logistica dell'Esercito, che ha confermato come alcuni operatori hanno segnalato il mancato possesso dei requisiti necessari all'effettuazione del caricamento di quei materiali speciali; già con l'atto 3-03156, pubblicato il 15 marzo 2022, gli interroganti chiedevano chiarimenti al Ministro in indirizzo sulle armi da inviare in Ucraina e sulle modalità di invio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto accaduto e come intenda intervenire per chiarire le responsabilità in merito al carico in partenza il giorno 12 marzo 2022 dall'aeroporto civile di Pisa, contenente anche materiale bellico; quale sia l'effettivo impegno militare, in termine di mezzi e di uomini, messo in campo dall'Italia in favore dell'Ucraina, e se ritenga di portare a conoscenza del Parlamento e degli italiani il contenuto dell'allegato al decreto 2 marzo 2022 del Ministero della difesa, recante "Autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle Autorità governative dell'Ucraina ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 28 febbraio 2022, n. 16"; quali iniziative urgenti intenda mettere in atto, per quanto di competenza, per garantire che l'impegno di armi messo in campo dall'Italia giunga effettivamente a destinazione e con quali modalità. Atto n. 3-03177 VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: in ambito legale i genitori sono obbligati a provvedere alle esigenze dei figli sino al raggiungimento dell'indipendenza economica e, in caso di divorzio o separazione tra coniugi, l'assegno di mantenimento per i figli viene stabilito attraverso una sentenza definitiva; la salvaguardia dei figli è da ritenersi non solo un obbligo di legge ma un dovere morale nel momento in cui il genitore possieda le condizioni economiche per farlo; molti sono i casi in cui il genitore non adempie a tale obbligo e gli strumenti per la riscossione da parte degli enti preposti, verso gli insolventi, non risultano essere risolutivi; talvolta si ricorre a cause legali che durano anni e che possono arrecare danno alla crescita dei figli; a seguito di sentenze chiare ci si può imbattere in casi in cui i debitori con reddito derivante dalla pubblica amministrazione o da partecipate della stessa non facilitano il pignoramento dei redditi dal lavoro a beneficio delle spettanze della prole; a quanto risulta all'interrogante, il Tribunale ordinario di Roma spesso congela l'erogazione delle somme spettanti, pignorando i beni senza dare seguito alla disposizione sancita dal giudice, escludendo la possibilità per i figli di beneficiarne, in termini di crescita, istruzione e mantenimento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se non intenda definire con maggiori restrizioni gli obblighi derivanti da tali disposizioni e circostanziare i processi, in termini di tempo, alla luce del fatto che troppo spesso in attesa delle sentenze i figli crescono senza l'adeguata spettanza economica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06745 PARAGONE MARTELLI DE VECCHIS GIARRUSSO Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: nei giorni scorsi è stato proclamato uno sciopero delle marinerie dovuto al rincaro del prezzo del gasolio che, come denunciato dall'Associazione produttori pesca a margine dell'assemblea indetta a Civitanova Marche (Macerata), alla quale ha preso parte l'80 per cento delle marinerie italiane, non permette più di sostenere l'attività di pesca; mercoledì 9 marzo 2022 i pescatori italiani si sono ritrovati a Roma per una manifestazione del settore e hanno avanzato alcune proposte per far fronte a questa grave situazione, chiedendo al Governo, a quanto riferito agli interroganti, il calmieramento del costo del carburante almeno al prezzo praticato in altri Paesi, oltre alla sospensione dei mutui e delle posizioni aperte nei confronti dell'Agenzia delle entrate, aiuti economici diretti alle imprese, oltre alla cassa integrazione in deroga; considerato che: con l'aumento del prezzo del carburante, passato per il settore dai 30 centesimi al litro di inizio pandemia a 1,10 euro di questi giorni, per le imbarcazioni più grandi la spesa giornaliera è aumentata da 1.000 a 2.500 euro: una cifra così insostenibile, a fronte del costo di vendita del pescato che è determinato dal sistema delle aste, rappresenta, per molti, una perdita di fatturato; la condizione ha già provocato una sensibile diminuzione di prodotto fresco disponibile e, conseguentemente, un rialzo dei prezzi delle merci al dettaglio con rincari del 30 al 50 per cento, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano intervenire con urgenza per favorire il calmieramento del prezzo del carburante per le imprese del settore ittico; se e quali misure economiche intendano adottare per scongiurare il fallimento di centinaia di imprese ed evitare la paralisi del mercato; se intendano avviare procedimenti per individuare puntualmente le responsabilità di rincari che non trovano alcuna giustificazione e trasmettere gli atti alla magistratura. Atto n. 4-06746 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: in data 7 marzo 2022, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ed in particolare la Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la pianificazione ed i progetti internazionali del Dipartimento per la programmazione strategica, i sistemi infrastrutturali, di trasporto a rete, informativi e statistici, ha pubblicato l'elenco definitivo delle operazioni ammesse con riferimento all'avviso pubblico di manifestazione di interesse per la formulazione di proposte progettuali nell'ambito dell'asse IV, ed in particolare per la "riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti"; all'esito dell'istruttoria amministrativa e tecnica effettuata, l'autorità di gestione del PON infrastrutture e reti 2014-2020 ha pubblicato il provvedimento con l'indicazione delle operazioni ammesse e i relativi nominativi dei soggetti proponenti risultanti beneficiari del contributo; l'elenco, che diverrà efficace a seguito dell'aggiornamento della "presa d'atto" a valere sul programma, risponde alla ratio degli art. 2.1 e 6.1 dell'avviso di manifestazione ed indica le proposte ammesse e ammissibili, ovvero le strategie, in termini di insieme di misure, atte a raggiungere la messa in efficienza delle reti idriche di distribuzione; la proposta prot. MIMS n. 23083 del 27 dicembre 2021, presentata dall'Ente idrico campano con progetto dal titolo "Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti gestite da Alto Calore Servizi s.p.a." e la proposta avente medesimo numero di protocollo e presentata sempre dall'Ente idrico campano avente ad oggetto "Intervento di criticità 1-2- ambito dell'intervento comuni di: Benevento; San Bartolomeo in Galdo; Castelpoto; Foglianise; Paupisi, Tocco Caudio; Torrecuso; Vitulano; Arpaia; Colle Sannita; Forchia; Ponte; Morcone; Telese Terme" sono state valutate "non ammissibili ai sensi dell'art. 9.3 dell'avviso lett. iv)" in quanto "con riferimento alle dichiarazioni di cui all'allegato 1 e degli approfondimenti istruttori richiesti con note n. 1632 e 1635 del 26 gennaio 2022 e forniti con note n. 1642 e 2643 del 31 gennaio 2022, la proposta non risulta ammissibile atteso che l'EGA ha dichiarato di non aver ancora ultimato le verifiche in ordine alla conformità dell'affidamento"; considerato che: l'Ente idrico campano, in riscontro alle menzionate note del Ministero, ha avuto modo di offrire ampie delucidazioni, specificando tra l'altro: "si ritiene, tuttavia, che gli esiti della predetta verifica, indipendentemente dal relativo segno, non possano determinare pregiudizi di sorta per l'interesse pubblico avuto di mira dall'avviso in oggetto, tenuto conto, da un lato, che il soggetto attuatore indicato nella specie dall'EIC è in possesso dei requisiti occorrenti per gestire le varie fasi di progettazione e realizzazione dell'intervento proposto e, dall'altro lato, che ove si determinino le condizioni per il subentro del nuovo gestore d'ambito, tale ultimo soggetto assumerebbe ex lege la posizione di soggetto attuatore in virtù della previsione di cui al comma 2 dell'art. 153 del D.lgs n. 152/2006. In tale contesto, anche in esecuzione della deliberazione del comitato esecutivo dell'EIC n. 24 del 25/06/2021, sono stati proposti all'ammissione alla procedura in oggetto, le soluzioni progettuali riferite ai territori di tutti 'i soggetti industriali operatori del servizio Idrico integrato in ogni Distretto della Regione Campania, pur ove le procedure di affidamento non siano state pienamente completate ai sensi dell'art.172 e seguenti del D.Lgs. 152/06, al fine di favorire il superamento omogeneo a livello territoriale del Water Service Divide nazionale'. Quanto precede consente di ritenere applicabile alla fattispecie in esame il criterio interpretativo di cui alla FAQ n. 34 pubblicata dal MIT nell'ambito della procedura in discorso, relativamente alla evidenza che 'casi particolari possano esulare dalle condizioni previste dal combinato disposto degli articoli 3 e 4 dell'Avviso saranno valutate dalla commissione qualora l'Ente di governo d'ambito sia altrimenti impossibilitato a presentare proposte per il Bando in oggetto'. Nella specie, infatti, tenuto conto che nell'ambito territoriale di operatività di GESESA SpA non sono presenti altri gestori, l'EIC si troverebbe nella impossibilità di presentare ulteriori proposte progettuali per il bacino territoriale servito". Comunicazione di analogo contenuto è stata effettuata con riferimento alla proposta progettuale formulata da Alto Calore servizi S.p.A.; il territorio del distretto Calore Irpino, corrispondente alle province di Avellino e Benevento, rappresenta, con le sorgenti di Caposele, Cassano Irpino, Cesinali, Serino ed altre, presenti nella provincia di Avellino, e con la diga di Campolattaro presente nella provincia di Benevento, uno dei bacini idrici più importanti d'Italia e d'Europa, dai quali proviene la risorsa idrica servita oggi, e che verrà servita in misura sempre maggiore in futuro, a milioni di cittadini tra Puglia e Campania; tale area interna della Campania non può essere solo depredata della propria preziosa risorsa idrica senza ricevere, quantomeno, la possibilità di migliorare l'efficienza delle reti di distribuzione dell'acqua presenti a servizio del territorio; ritenuto che, a giudizio dell'interrogante, le proposte progettuali formulate da Alto Calore servizi e GESESA non sono state neanche valutate nel merito, in quanto escluse con la laconica dicitura citata, che non può essere in alcun modo condivisa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, ritenga opportuno che vengano forniti chiarimenti in proposito alle suddette dichiarazioni di non ammissibilità delle proposte progettuali e che le proposte in questione vengano considerate nel merito, al fine di valutarne i progetti con attribuzione di punteggio e conseguente inserimento nella graduatoria per l'eventuale ottenimento dei finanziamenti. Atto n. 4-06747 QUAGLIARIELLO RUOTOLO PITTELLA Al Ministro dell'interno Premesso che: domenica 13 marzo 2022, nell'ambito della 29ª giornata del campionato di serie A e in occasione della partita di calcio tra l'Hellas Verona e il Napoli, è comparso nella notte, a poche ore dall'incontro, in un parcheggio adiacente lo stadio "Bentegodi", uno striscione recante le coordinate geografiche della città di Napoli e le bandiere di Russia e Ucraina. Si tratta di un triste "invito" a bombardare il capoluogo partenopeo, che evoca il drammatico conflitto che ormai da tre settimane ha ferito tutta l'Europa; a ideare ed esporre lo striscione sarebbero stati, come si deduce dalla firma, esponenti della curva sud, frangia estremista del tifo scaligero; l'iniziativa, ben lungi dal poter essere derubricata a mero episodio di goliardia, appare gravemente inopportuna sotto molteplici profili, stante la gravità delle vicende che stanno interessando la Russia e l'Ucraina e la tragedia umanitaria e geopolitica che esse rappresentano; osservato che sul caso è intervenuta la Procura di Verona attraverso il procuratore reggente Bruno Francesco Bruni, il quale si è detto pronto ad aprire un'indagine ipotizzando il reato di "istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale. Si è trattato - sono le parole del magistrato - di una sorta di incitazione, di istigazione a colpire la città partenopea, un atto inqualificabile a maggior ragione per la guerra in corso in Ucraina. Siamo davanti a un gesto che non ha nulla di goliardico o provocatorio, così si getta discredito su tutta la tifoseria e sull'intera città di Verona per colpa dell'irresponsabilità di un singolo o comunque di un manipolo ristrettissimo di persone"; rilevato che nel corso della gara numerosi tifosi della squadra ospitante assiepati nel settore della curva sud si sono resi protagonisti di comportamenti indegni e incivili ai danni dei calciatori del Napoli Koulibaly, Osimhen, Anguissa, destinatari di cori di insulto a sfondo razzista; constatato che il giudice sportivo è intervenuto decretando la sanzione del divieto di ingresso a Verona in curva sud, motivata tra l'altro nel provvedimento con il fatto che "la quasi totalità dei tifosi assiepati nel settore interessato (nel numero di oltre 4.000)" ha intonato "vari cori insultanti di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, percepiti chiaramente in tutto l'impianto durante l'intero svolgersi della gara". Circostanza alla quale va aggiunto che "una percentuale comunque significativa dei tifosi del medesimo settore e comunque in numero tale (oltre 1.600) da essere percepiti in tutto l'impianto" ha rivolto cori "di discriminazione razziale" all'indirizzo di Koulibaly al 34° minuto del primo tempo e di Osimhen al 9° minuto della ripresa dopo che l'attaccante si era fermato per un infortunio; ritenuto che: a parere degli interroganti, la vicenda dei gravi accadimenti non può essere inglobata solo nella formula della discriminazione territoriale, ma è più complessa e attiene, come sottolineato dal procuratore di Verona, a fattispecie di incitamento all'odio e istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale; la frangia estremista della curva sud del tifo scaligero si è ripetutamente contraddistinta per episodi poco commendevoli, tanto da essere più volte oggetto di polemiche e inchieste giornalistiche; le manifestazioni sportive non possono e non devono essere la vetrina per veicolare idee razziste e per l'uso di linguaggi e comportamenti violenti, degradanti e denigratori: al contrario il mondo sportivo, alla luce dei valori che lo animano, dovrebbe essere il luogo deputato a favorire l'inclusione sociale e contrastare le forme di intolleranza e discriminazione, si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda adottare il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, in relazione ai fatti riportati, nonché per impedire il ripetersi in futuro di fatti analoghi e se intenda adottare, anche tramite l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive al fine di ridurre i fenomeni di intolleranza e istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale. Atto n. 4-06748 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: l'impennata dei costi dei combustibili aggiunta all'aumento vertiginoso delle materie prime e al crollo del potere d'acquisto sta causando un forte rallentamento nell'economia del nostro Paese, costringendo molte attività, soprattutto della ristorazione, a chiudere, almeno temporaneamente; secondo l'associazione APPE, il 40 per cento dei locali nel territorio padovano apre la propria attività solo nei fine settimana; considerato che: è soprattutto dal periodo primaverile fino alla fine dell'estate che queste attività (bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, locali di intrattenimento e sale gioco) hanno i maggiori profitti, avvantaggiati dal fatto che si può sostare all'aperto, cosa di non secondaria importanza in periodo di COVID; la legge di bilancio per il 2022 (legge n. 234 del 2021) proroga al 31 marzo 2022 l'esenzione dal pagamento del canone unico patrimoniale per le occupazioni di suolo pubblico da parte di imprese di pubblico esercizio e per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. Per le stesse attività, inoltre, la posa in opera temporanea di strutture amovibili (quali dehors , elementi di arredo urbano, pedane, tavolini), purché funzionali all'attività, non è subordinata ad autorizzazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non reputino necessario un nuovo differimento della TOSAP per sostenere concretamente il settore della ristorazione e dell'intrattenimento e contribuire realmente al superamento di questo difficilissimo periodo che il nostro Paese sta vivendo. Atto n. 4-06749 AUGUSSORI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, l'articolo 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ha previsto che per i cosiddetti lavoratori fragili (lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, nonché lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità) il periodo di assenza dal servizio sia equiparato al ricovero ospedaliero, con la conseguenza che tali giorni di assenza non vengono computati ai fini del periodo di comporto; il comma 2- bis ha previsto altresì che i lavoratori fragili debbano svolgere di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o mediante lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto; le due disposizioni sono state oggetto di varie proroghe e, da ultimo, l'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, convertito con modificazioni dalla legge 18 febbraio 2022, n. 11, ne ha prorogato gli effetti sino al 31 marzo 2022; considerato che: con messaggio n. 1126 dell'11 marzo 2022, l'INPS ha illustrato le tutele previdenziali previste dall'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, così come prorogate ai sensi dell'articolo 17, comma 1, del citato decreto-legge n. 221 del 2021; i contenuti del messaggio appaiono però difformi alle disposizioni normative; nel testo si legge infatti che "in sede di conversione del decreto-legge n. 221/2021, la legge 18 febbraio 2022, n. 11, ha modificato l'articolo 17 del medesimo decreto-legge disponendo la proroga al 31 marzo 2022 delle disposizioni contenute: nel comma 2-bis dell'articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, inerente, come anticipato, allo svolgimento in modalità agile dell'attività lavorativa per i lavoratori in condizione di fragilità individuati ai sensi del decreto interministeriale 4 febbraio 2022"; il decreto interministeriale citato è stato emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del richiamato decreto-legge, il quale dispone che, fermo restando quanto previsto al comma 1, con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione, siano individuate le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali ricorre la condizione di fragilità; è quindi evidente l'assenza di legami diretti con le tutele disposte dal comma 1 dell'articolo 17, che proroga le disposizioni di cui all'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, senza apportarvi alcuna modifica di contenuto, né circoscrivendo in alcun modo la platea dei beneficiari, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di rettificare le informazioni non corrette sopra richiamate e, in particolare, se stia valutando di emanare una circolare interpretativa; quali iniziative intenda adottare al fine di assicurare l'effettiva tutela dei lavoratori fragili, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge vigenti. Atto n. 4-06750 CAMPARI Al Ministro della salute Premesso che: in Italia i cani randagi risultano essere diverse centinaia di migliaia. I dati del 2020 sul randagismo, condivisi dal Ministero della salute, registrano 76.192 ingressi in canili sanitari, 42.665 in canili rifugio e 42.360 adozioni di cani randagi. Ma il numero di quelli fuori dalle strutture sarebbe estremamente più alto: il dato del 2019 parlava di 500-700.000 cani randagi. Un fenomeno diffuso soprattutto in alcune regioni, dove prosperano colonie di animali vaganti e dove gli abbandoni di animali domestici si intensificano nel periodo estivo o in concomitanza con l'apertura della stagione di caccia; molto spesso gli animali randagi non sono sterilizzati, un elemento che porta ad una riproduzione incontrollata e così il fenomeno si alimenta e aumenta; nella verifica dei dati del 2020 va anche tenuto conto del periodo di lockdown , che ha reso più difficile il monitoraggio regionale e forse il salvataggio di molti animali, nonostante gli sforzi dei volontari e delle associazioni . Secondo il presidente dell'OIPA, Organizzazione internazionale protezione animali, "I cani abbandonati sono sempre tanti e, laddove le campagne di sterilizzazione sono lacunose, le molte femmine vaganti partoriscono cuccioli che, quando non muoiono di stenti, di malattia o d'incidente, diventando adulti alimentano la popolazione di randagi"; ogni anno, seguendo le direttive della legge n. 281 del 1991, il Ministero ripartisce il fondo per la tutela del benessere e per la lotta all'abbandono degli animali da compagnia. Nel 2020, così come era stato nell'anno precedente, il Ministero ha messo a disposizione un milione di euro da distribuire a Regioni e Province autonome, perché individuassero le priorità di intervento ed elaborassero il piano operativo di prevenzione del randagismo; ai fini della ripartizione del fondo, Regioni e Province autonome trasmettono ogni anno al Ministero i seguenti dati: numero di ingressi dei cani nei canili (cioè il numero di cani vaganti catturati sul territorio); numero dei cani dati in adozione; numero di gatti sterilizzati nell'anno dal servizio sanitario nazionale; le Regioni sono tenute, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo. Il programma deve prevedere interventi di informazione, anche nelle scuole, e corsi di formazione per chi opera nei servizi veterinari; il problema principale è quello della mancanza di attenzione nella custodia degli animali, che spesso sono senza microchip di identificazione, vengono lasciati liberi di girare per conto proprio e si riproducono, non essendo sterilizzati. Quello della mancata sterilizzazione è un punto critico, che dovrebbe essere precipuamente monitorato, al fine di individuare strumenti volti alla risoluzione, considerando che molte volte non si procede alla sterilizzazione a fronte dei suoi costi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire il numero complessivo di cani e felini sterilizzati negli ultimi 5 anni, con dati chiari, suddivisi per singola regione, al fine di monitorare lo stato dell'arte in materia di sterilizzazione, e individuare delle idonee soluzioni per incrementare i numeri di animali sterilizzati, al fine di contrastare la piaga del randagismo, fornendo i dati in ordine al costo medio della procedura di sterilizzazione, nonché la retribuzione media di un medico veterinario dipendente del servizio sanitario nazionale. Atto n. 4-06751 RUFA PERGREFFI CAMPARI CORTI SUDANO ARRIGONI ALESSANDRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale e per la pubblica amministrazione Premesso che: con il decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell'architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il Governo ha inteso ridefinire la complessiva architettura nazionale cyber , nell'ottica di rispondere alle sfide poste dalle nuove tecnologie in materia di intelligence , nonché ai nuovi rischi come quello di introdurre vulnerabilità strutturali all'interno di servizi e funzioni essenziali dello Stato; la tutela della sicurezza nazionale richiede capacità di prevenire e contrastare minacce tradizionali e di far fronte a profili di rischio che assumono negli ultimi anni caratteristiche, modalità e valenze inedite; al fine di realizzare gli indirizzi operativi del piano nazionale della sicurezza cibernetica, i fattori cruciali restano il rafforzamento della collaborazione tra settore privato, amministrazioni ed istituzioni locali, una maggiore promozione della cultura della sicurezza informatica ed il pieno supporto dello sviluppo industriale e tecnologico del Paese; è recentemente emerso che numerosi enti, fra cui agenzie di sicurezza italiane, Polizia, Carabinieri, e Ministeri dell'interno, della giustizia e della difesa utilizzano e acquisiscono software antivirus prodotti da Paesi stranieri; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla sicurezza nazionale, ha recentemente dichiarato che "Dobbiamo liberarci da una dipendenza dalla tecnologia russa. Per esempio quella dei sistemi antivirus prodotti dei russi e utilizzati dalle nostre pubbliche amministrazioni, per evitare che da strumento di protezione possano diventare strumento di attacco"; la pandemia prima e la guerra dopo hanno messo in luce la dipendenza dell'Italia per quanto riguarda certi prodotti, materie prime critiche e alcune catene del valore; la sovranità tecnologica e digitale è oggi al centro del dibattito pubblico e la sua articolazione sembra destinata a giocare un ruolo cruciale per l'indipendenza economica e l'autonomia strategica dell'Italia e dell'Unione europea; a parere degli interroganti, in primo luogo, l'Europa dovrebbe mettersi in condizione di sviluppare e produrre microprocessori più efficienti a livello mondiale, inclusi quelli quantistici. Questi componenti microelettronici sono alla base della maggior parte delle principali catene del valore importanti per il futuro: veicoli e oggetti connessi, tablet e smartphone , supercomputer , intelligenza artificiale e difesa; diventare forti innovatori in certi campi permetterebbe all'Italia di evitare la dipendenza tecnologica da altri Paesi, si chiede di sapere quale sia la strategia che il Governo intende adottare, in tema di dipendenza tecnologica da altri Paesi, e soprattutto quali siano le iniziative in tema di difesa e sicurezza cibernetica per la tutela degli interessi nazionali. Atto n. 4-06752 PAVANELLI Al Ministro della cultura Premesso che: ai sensi dell'articolo 9 della Costituzione la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione, inoltre l'articolo 117, secondo comma, lett. s) , annovera la tutela dei beni culturali tra le materie di competenza esclusiva dello Stato; in località di Maratta, nel comune di Terni, è stato ritrovato un vasto insediamento di epoca preromana, che si estende per diversi ettari, sia a sud che a nord della strada statale 675; i risultati degli scavi iniziati nel 1999 dalla Soprintendenza sono considerati importanti per la conoscenza del popolamento della conca ternana in epoca protostorica e arcaica; una porzione dell'area occupata dall'abitato arcaico (nuovo catasto territoriale foglio 82, particella 255 e 60/p, ora 663) è stata sottoposta a tutela per il suo interesse archeologico particolarmente importante con vincolo archeologico diretto (decreto del direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Umbria del 20 giugno 2008); l'area vincolata è classificata come F43 del parco archeologico nel piano regolatore generale di Terni, parte operativa, art. 116; l'area presenta un'evidenza archeologica di grande estensione, di cui solo una minima parte è stata indagata; l'art. 20, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sancisce che i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione; considerato che: la ditta Mare Blu S.p.A. ha fatto richiesta al Comune di Terni per una variante urbanistica per intervento di "realizzazione di un intervento edilizio a destinazione commerciale e direzionale su un'area sita in Terni, Via Marcangeli Carlo"; la Soprintendenza di Terni non ha ancora approvato i lavori, ricadenti all'interno degli immobili sottoposti alla citata zona a tutela archeologica diretta, consistenti nel completamento della viabilità e in parcheggi; la Soprintendenza ad oggi ha chiesto di implementare le indagini senza rilasciare un parere chiaro, né a favore, né contrario; non tutta l'area sottoposta alla proposta del progetto è stata indagata e la realizzazione di un intervento edilizio danneggerebbe irreparabilmente il giacimento archeologico sottostante, di cui si ignora l'effettiva estensione e portata; la porzione di area indagata ha già restituito reperti fondamentali sugli insediamenti di età del bronzo e fase preromana e non continuare le indagini sul resto dell'area sottoposta a progetto impedirebbe l'acquisizione di informazioni e reperti sul passato del territorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e che cosa intenda fare in merito per la tutela del patrimonio storico-archeologico dei cittadini umbri e in particolare del comune di Terni; se intenda attivare un'indagine più approfondita dell'area circostante al ritrovamento archeologico, nonché adoperarsi per il mantenimento e la protezione del patrimonio locale. Atto n. 4-06754 DI GIROLAMO LUPO CASTALDI PELLEGRINI Marco Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il piano economico finanziario, che le società concessionarie autostradali devono adottare, è un documento dinamico di cui si richiede l'aggiornamento ogni 5 anni al fine di recepire gli eventi consuntivi e modificare le assunzioni prospettiche a seguito dei mutamenti del contesto di riferimento come mercati, leggi e nuovi investimenti; nel caso delle autostrade A24 e A25 (gestite da Strada dei parchi S.p.A.) l'ultimo piano economico finanziario risulta scaduto nel 2013; a seguito del terremoto del 2009 che ha interessato il comprensorio de L'Aquila, le due autostrade sono state classificate infrastrutture di valore strategico dal Dipartimento della protezione civile (legge 24 dicembre 2012, n. 228), quindi arterie stradali che non si possono interrompere, per ragioni di sicurezza nazionale; l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha definito il territorio attraversato da queste infrastrutture come "area a maggior rischio sismico in Italia"; è stato previsto un piano di investimenti per la loro messa in sicurezza pari a 6,3 miliardi di euro di cui 2, 2 a carico di Strada dei Parchi S.p.A. da eseguire entro il 2030, anno in cui scadrà la concessione attualmente in essere; il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2413/2020, ha nominato commissario ad acta per la definizione del piano economico finanziario l'avvocato Barillà, poi sostituito dall'avvocato Fiorentino e, per le condizioni di particolari difficoltà di realizzazione di messa in sicurezza dell'opera, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 settembre 2020 è stato nominato commissario straordinario l'ingegner Maurizio Gentile; nonostante sia stata più volte menzionata dagli organi di stampa la nomina del nuovo commissario straordinario, nella figura dell'avvocato Marco Corsini, alla scadenza della proroga dell'incarico dell'ingegner Gentile, ad oggi non risulta firmato il decreto per il nuovo incarico; considerato che: agli interventi di messa in sicurezza vanno aggiunti quelli per risolvere la problematica dell'attraversamento della fauna selvatica che mette a repentaglio l'incolumità degli automobilisti e degli animali stessi; la mancata approvazione del piano economico finanziario genera una profonda incertezza sull'aumento dei pedaggi, più volte "sterilizzato" dai governi e che ad oggi ammonterebbe al 34,75 per cento; l'ultima sterilizzazione è stata addirittura effettuata dall'attuale gestore ma alla data del 30 giugno 2022 sarà necessario un ulteriore intervento qualora il piano economico finanziario per la A24 e la A25 non sarà aggiornato; il "comitato dei 100 sindaci", composto dai primi cittadini dei paesi adiacenti alle autostrade, da anni attende risposte concrete che mettano termine alle continue incertezze sui rincari che porterebbero gravissime conseguenze anche alle economie locali, si chiede di sapere a che punto siano le interlocuzioni in merito alla rimodulazione del piano economico finanziario relativo alle autostrade A24 e A25 al fine di scongiurare definitivamente i rincari dei pedaggi sulle tratte. Atto n. 4-06755 PITTELLA Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: in agro di Scanzano Jonico (Matera) è previsto da anni il completamento di un complesso destinato all'accoglienza temporanea di migranti e richiedenti asilo per un numero di 150 posti letto, per il quale sono già stati stanziati 2 milioni di euro, e che testimonia dell'importanza da sempre attribuita da questo territorio alle politiche di accoglienza; il progetto, atteso da tempo, potrebbe rappresentare un punto di svolta in un'area in cui la presenza di lavoratori migranti regolari è da sempre consistente e diffusa durante tutto l'anno, a causa dell'intensiva coltivazione di prodotti ortofrutticoli; il completamento di questo progetto infatti potrebbe costituire da un lato una soluzione ottimale dal punto di vista edilizio, con adeguati e dignitosi standard di accoglienza per gli ospiti e, dall'altro, potrebbe consentire lo sviluppo di attività culturali e di ricerca e formazione, potendo pertanto diventare una struttura aperta al territorio, capace di favorire indirettamente anche una maggior legalità nei rapporti lavorativi e quindi di contrastare fenomeni deprecabili, quali quello del caporalato; tuttavia, da notizie a mezzo stampa si è appreso che la Regione Basilicata ha ritardato l'adozione della delibera finale del provvedimento, impedendone di fatto la positiva conclusione, con il rischio di determinare un grave danno all'intera collettività, anche alla luce delle consistenti risorse già investite nel progetto, si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di favorire quanto prima il completamento del progetto, anche valutando la possibile convocazione di un tavolo di confronto con la Regione Basilicata per trovare tempestivamente una soluzione condivisa. Atto n. 4-06756 PIARULLI PELLEGRINI Marco Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: il giorno 12 luglio 2016 lo scontro frontale fra due treni di linea delle Ferrovie nord barese sul tratto a binario unico causò la morte di 23 persone ed oltre 50 feriti. L'incidente avvenne in prossimità di una curva circondata da alberi d'ulivo e nessuno dei macchinisti ebbe la possibilità di vedere l'altro treno arrivare; la Ferrotramviaria S.p.A., operatore ferroviario e gestore di infrastruttura, è titolare di un contratto di servizi stipulato con la Regione Puglia; considerato che: in data 19 settembre 2018 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l'interrogazione 4-00567 con la quale, a causa del perdurare dell'interruzione del servizio ferroviario nella tratta Corato-Ruvo, nonostante i vertici di Ferrotramviaria avessero assicurato in tempi brevi la riapertura della tratta, chiedeva al Ministro pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti quali procedimenti si intendesse adottare in relazione alla riapertura immediata della tratta; con risposta pubblicata il 16 gennaio 2019, l'allora Ministro evidenziava come le tratte ferroviarie appartenessero alla linea ferroviaria regionale Bari-Barletta, la cui gestione veniva e viene a tutt'oggi curata dalla società Ferrotramviaria che opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria; veniva altresì evidenziato come con decreto ministeriale 5 agosto 2016 (emanato in adempimento dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo n. 112 del 2015, concernente l'attuazione della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) fosse avvenuto il passaggio delle competenze in materia di sicurezza sulle ferrovie regionali interconnesse, dal Ministero delle infrastrutture all'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria; inoltre veniva ribadito come rientrasse nei compiti delle Regioni, e nella fattispecie della Regione Puglia, l'approvazione dei progetti relativi agli interventi programmati dal medesimo ente territoriale, mentre sono in capo all'Agenzia i compiti di vigilanza sulla sicurezza ferroviaria e sui rispettivi interventi; considerato inoltre che: nell'ambito del programma operativo regionale Puglia 2014-2020 è stato individuato l'asse prioritario sistemi di trasporto e infrastrutture di rete, che prevede, tra l'altro, l'azione 7.1 specificatamente dedicata all'attuazione del grande progetto della Ferrotramviaria; con delibera di Giunta regionale n. 1116/2015 è stata approvata la rimodulazione degli interventi del grande progetto, ed è stato stabilito di suddividerlo in due fasi, una da realizzare con i fondi della programmazione comunitaria 2007-2013 e l'altra con i fondi della programmazione 2014-2020. Con delibera di Giunta n. 1773/2016, la Regione ha confermato il finanziamento per il completamento del progetto, denominato adeguamento delle ferrovie del nord barese nell'ambito del programma operativo FESR 2014-2020; considerato altresì che: la tratta Ruvo-Andria, nonostante i lavori effettuati, non risulta ancora attivata nella sua pienezza (doppio binario) tanto che si rende necessario utilizzare autobus sostitutivi, così causando evidenti disagi ai pendolari, ritardi, inquinamento; tra l'altro, la fermata della stazione di Corato nei pressi dell'ospedale "Umberto I" risulta non essere stata aperta, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di avere certezze sulla data di riapertura completa, da parte di Ferrotramviaria, della tratta Ruvo-Andria a sei anni dall'incidente ferroviario, vista l'importanza strategica di questa linea, per pendolari, studenti e lavoratori. Atto n. 4-06757 TOFFANIN Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: la misura del " superbonus 110 per cento", nata con lo scopo di facilitare l'accesso sia burocratico che economico ad interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza delle abitazioni, introdotta dal decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto rilancio"), ha previsto complicate procedure burocratiche per la sua applicazione; con il decreto-legge n. 4 del 2022 (detto "sostegni ter"), all'art. 28, il Governo ha inserito inizialmente il divieto di libera cessione dei crediti edilizi, prevedendo al contempo il periodo transitorio che copriva le cessioni effettuate e comunicate al fisco fino al 16 febbraio, limitando ad una sola cessione da parte dell'impresa agli intermediari finanziari. Una decisione presa conseguentemente alle numerose frodi che si sono verificate e che hanno comportato una paralisi del sistema; successivamente, il decreto correttivo "anti-frodi" (decreto-legge n. 13 del 2022), confluito nel "sostegni ter" in fase di conversione, ha previsto la possibilità di cedere il credito fino a tre volte e solo in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari e che lo stesso credito non possa formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell'opzione all'Agenzia delle entrate; nei due anni di pandemia che hanno destabilizzato notevolmente i mercati e i settori di produzione, si è verificata una profonda difficoltà nell'aumento dei prezzi e nel reperimento di materiali provenienti da tutto il mondo per quanto riguarda gli ordini e le procedure di trasporto e consegna, ora se possibile ancor di più aggravata dal conflitto in Ucraina; le misure legate al provvedimento in materia di cessione del credito hanno bloccato i lavori e l'avvio di nuovi cantieri, introducendo nuovi stringenti vincoli per imprese e contribuenti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno assumere iniziative per concedere una proroga del termine fissato per il momento al 30 giugno 2022, entro il quale è necessario dimostrare il raggiungimento del 30 per cento dei lavori eseguiti (dove non basta monitorare lo stato di avanzamento lavori del singolo intervento ma bisogna considerare in toto gli interventi programmati) per garantire a cittadini e imprese l'accesso alla misura del superbonus beneficiando delle detrazioni previste. Atto n. 4-06758 RIZZOTTI Ai Ministri del turismo, dell'economia e delle finanze, della cultura, dell'interno, per le politiche giovanili e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Associazione italiana alberghi per la gioventù (AIG) è ente storico e patrimonio del Paese; è stata costituita con l'intervento, tra gli altri, dei rappresentanti del Ministero dell'interno, del commissario straordinario dell'Ente nazionale industrie turistiche, della direzione generale del turismo, del commissario nazionale gioventù italiana, con un apporto economico iniziale da parte dello Stato, come fondo di dotazione; l'associazione è ente morale a seguito del decreto del Presidente della Repubblica 1° giugno 1948, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro degli affari esteri, nonché riconosciuto quale ente assistenziale a carattere nazionale con decreto del Ministro dell'interno 6 novembre 1959, n. 10.18404/12000°40; infine, con il decreto-legge n. 97 del 1995, è stato riconosciuto definitivamente ente culturale; l'associazione è inclusa tra le "organizzazioni non governative" segnalate dall'ONU tra gli enti di sviluppo sociale; l'Italia, anche grazie ad AIG, è da sempre Paese membro qualificato della International youth hostel federation, di cui fanno parte oltre 80 nazioni; l'associazione si è sempre occupata di agevolare la promozione della cultura italiana, dei siti paesaggistici, culturali e dei siti riconosciuti patrimonio dell'UNESCO, anche attraverso la medesima rete della International youth hostel federation; il Governo, a più riprese, ha confermato di essere a conoscenza della situazione in cui versa l'AIG; il Ministro del turismo, rispondendo a diversi atti di sindacato ispettivo, tra cui l'interrogazione presentata al Senato 4-06059, ha ribadito che intende "individuare ogni ulteriore soluzione utile a livello normativo, che consenta di affrontare la difficile situazione in cui versa l'Associazione, tutelarne il patrimonio e il livello occupazionale, per evitarne la chiusura definitiva e salvaguardarne le descritte attività che, per il settore del turismo, assumono particolare rilievo"; da ultimo, il Ministro per le politiche giovanili, rispondendo all'interrogazione presentata alla Camera dei deputati 4-09793, ha sottolineato di aver espresso parere favorevole alle norme presentate, con una riformulazione tesa ad un maggiore coinvolgimento del Dipartimento per le politiche giovanili ed il servizio civile universale; analoghe risposte sono state date dal Governo, intervenendo in Aula alla Camera, in risposta agli atti di sindacato ispettivo 2-01285 e 3-02654; la Camera ha approvato l'ordine del giorno 9/2305/99; tutte le forze politiche, sia alla Camera che al Senato, a più riprese, hanno presentato analogo emendamento che non ha tuttavia trovato spazio in conversione dei decreti emergenziali, nonostante i pareri favorevoli dei Ministri del turismo e per le politiche giovanili; il perdurare della situazione rischia di compromettere, irrimediabilmente, il patrimonio materiale e immateriale; la gravissima crisi economica che ha colpito l'Italia a causa del COVID-19 rende necessario adottare misure e strumenti di sostegno al turismo e in particolare delle categorie più svantaggiate, tra cui rientrano quelle giovanili e quelli a basso reddito, si chiede di sapere quali misure, tempestive, il Governo ritenga di adottare per tutelare il marchio storico, il patrimonio mobiliare e immobiliare, i servizi di utilità sociali dell'ente ed il livello occupazionale. Atto n. 4-06759 DE BONIS AIMI PAPATHEU PEROSINO RIZZOTTI FLORIS CESARO VITALI PAGANO DAL MAS CALIENDO DE SIANO CANGINI BINETTI SERAFINI GALLIANI SICLARI SACCONE TIRABOSCHI BOCCARDI Ai Ministri dello sviluppo economico e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la crisi in Ucraina e il conseguente isolamento economico della Federazione russa ha determinato un aumento generalizzato dei prezzi; secondo dati ISTAT, nel mese di gennaio 2022, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) registri un aumento dell'1,6 per cento su base mensile e del 4,8 per cento su base annua (da un 3,9 per cento in più del mese precedente), confermando la stima preliminare; l'ulteriore e marcata accelerazione dell'inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da 29,1 per cento in più di dicembre a 38,6 per cento in più), in particolare a quelli della componente regolamentata (da 41,9 a 94,6 per cento in più), e in misura minore ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (da 22 a 22,9 per cento in più), dei beni alimentari non lavorati (da 3,6 a 5,3 per cento in più) e a quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da 2,3 a 3,6 per cento in più); per il mese di febbraio 2022 si assiste ad un "caro bollette" pressante e continuo che determina l'aumento dei listini di una moltitudine di beni e servizi. Sempre secondo i dati ISTAT relativi all'inflazione di febbraio, calcolando che complessivamente l'inflazione al 5,7 per cento si traduce in una maggiore spesa annua pari a 1.751 euro in più per la famiglia "tipo", essa raggiunge quota 2.275 euro in più per un nucleo con due figli, di cui 367 euro in più all'anno solo per l'acquisto di prodotti alimentari; malissimo anche il fronte delle abitazioni: l'energia elettrica cresce a febbraio dell'82 per cento rispetto al febbraio 2021, con una stangata da 504 euro in più a famiglia. Il gas rincara del 64,2 per cento, con una maggiore spesa da 445 euro a nucleo. Forti tensioni anche per le voci trasporti e turismo: il gasolio costa il 24 per cento in più, la benzina il 21,9 per cento in più; le lezioni di guida, esami, patenti e controlli tecnici dei veicoli aumentano del 16,1 per cento. Più caro andare in vacanza: i biglietti aerei crescono del 6,8 per cento, i pacchetti vacanza nazionali del 14,6 per cento, gli alberghi del 7,8 per cento; per il comparto alimentare si rileva che a febbraio 2022 proseguono le tensioni per la pasta il cui prezzo ha subito un aumento medio dell'11,7 per cento, mentre la farina aumenta del 9 per cento e il pesce del 6,1 per cento. Cresce anche il prezzo del burro (11,2 per cento in più), degli oli alimentari (18,9) e del pollo (5,9). Per la frutta la famiglia media spende oggi, su base annua, quasi 30 euro in più (6,8 per cento) mentre la verdura balza al 16,8 per cento in più, con un aggravio di spesa di quasi 74 euro annui; il prezzo del grano, tanto per rendere l'idea, è balzato del 38,6 per cento in una settimana dall'inizio della guerra, ma ad aumentare del 17 per cento e stato anche il prezzo del mais e del 6 per cento quello della soia destinati all'alimentazione degli animali negli allevamenti; la crisi in Ucraina è sicuramente tra le cause di questa grave impennata dei prezzi e, quindi inflazionistica, ma i recenti aumenti del prezzo del carburante, schizzato nel volgere di pochi giorni a livelli record , con stazioni che fissano la benzina ormai a 2,50 euro al litro, sembra piuttosto il frutto di gravi speculazioni e a parlare di "una colossale truffa" non sono gli automobilisti che devono fare i conti col proprio portafogli ma il Ministro della transizione ecologica, il quale ha spiegato che "non esiste una motivazione tecnica per cui questi carburanti siano così costosi, il mercato ha alzato i prezzi in maniera irragionevole e lo stanno pagando le nostre imprese"; per il Ministro, infatti, i prezzi dell'energia sono cresciuti in maniera assolutamente "scorrelata" dalla realtà dei fatti, e dichiara che si è in presenza di una "colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato ed è fatta a spese delle imprese e dei cittadini"; nell'informativa che si è tenuta il 16 marzo 2022 al Senato sui recenti ulteriori rincari del costo dell'energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti, il Ministro ha ribadito che un anno fa, di questi tempi, quando il gas era esattamente uguale a quello che c'è adesso, il costo era di 30 centesimi a metro cubo, quindi, siccome la quantità di gas è uguale, non è molto giustificato il fatto che, a parità di tutto, il prezzo vada da 30 centesimi a 1,5 euro e, quindi, che uno stoccaggio costi da 3 miliardi di anticipo, che potrà fare l'operatore, a 15 miliardi, perché 15 miliardi è una realtà un po' diversa; se la materia è la stessa, non è possibile che costi 5 volte di più; sull'onda della denuncia del ministro Cingolani riguardo ai prezzi del carburante, anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Patuanelli ha lanciato l'allarme sulle materie prime: "Le speculazioni sul prezzo del grano sono una realtà". Secondo il ministro Patuanelli il prezzo del grano sarebbe aumentato in modo incomprensibile, sostenendo la presenza di un fenomeno speculativo come lo sarebbero tutte le merci che vengono scambiate nei sistemi borsistici. La speculazione sul grano, in relazione alla crisi ucraina, "più che un rischio è una realtà", ammette. "Il prezzo del grano è aumentato in modo incomprensibile" e per rispondere a questa situazione "dobbiamo avere la capacità a livello europeo di aumentare la produzione di certi prodotti come grano e soia, che sono fondamentali"; la crisi energetica globale è dovuta a cause diverse quali la rapida ripresa economica mondiale, le condizioni climatiche, i conflitti di natura geopolitica, l'aumento dei prezzi per le emissioni di anidride carbonica e il calo degli investimenti nella produzione di risorse fossili. Il prezzo dell'energia elettrica considerato in relazione alla borsa elettrica italiana è definito prezzo unico nazionale (PUN), in relazione al quale i fornitori di energia elettrica acquistano una buona parte di energia e dal 2004, anno in cui è stato introdotto il PUN, fino al primo semestre del 2021, il costo medio di tutto il periodo è stato pari a 6 centesimi al chilowattora. Negli ultimi due mesi il valore è aumentato di circa tre volte rispetto a tutto il periodo precedente; le motivazioni in base alle quali si ritiene che venga giustificato questo aumento sono l'incremento del prezzo delle materie prime. L'aumento dei costi dell'anidride carbonica, pur essendo consistenti, incidono sui costi di produzione di un chilowattora di energia per un ammontare, considerato in media d'anno per il 2021, di circa 2,5 centesimi di euro, quindi, a giudizio degli interroganti tali valori non sono assolutamente sufficienti a spiegare l'incremento del costo di energia a carico di famiglie e imprese, si chiede di sapere: quali urgenti iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per calmierare i prezzi dei carburanti, dell'energia elettrica e del grano; se non ritengano doveroso accertare se i produttori di energia (gas ed elettricità) e gli attori della filiera alimentare stiano accumulando extraprofitti ingiustificati, e quali misure intendano adottare nei confronti di tali speculatori, attivandosi anche presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato affinché apra delle istruttorie, come già sollecitato sull'energia dal Codacons e da singoli consumatori, per evitare che tali abusi continuino ad abbattersi sulla vita delle famiglie e delle imprese.