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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 8ª RIUNITE 8ª(Lavori pubblici, comunicazioni) 7 COLTORTI, BORGHESI La seduta inizia alle ore 9,15. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE informa che il senatore Margiotta, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso alla trasmissione della seduta attraverso l'attivazione del circuito interno. Le Commissioni riunite convengono. IN SEDE REFERENTE 989 - d-l n. 135/2018 semplificazioni DDL 989 Conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 17 gennaio. Il PRESIDENTE comunica che i Relatori hanno presentato gli emendamenti 1.0.500, 3.500, 3.0.500, 3.0.600, 3.0.700, 5.500, 8.500, 8.0.500, 9.0.500, 9.0.600, 10.500, 10.600, 11.0.500, 11.0.600, 11.0.700, 11.0.800 e 11.0.900, pubblicati in allegato, in relazione ai quali è già stato fissato il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti per la giornata di oggi alle ore 11. Sono inoltre state presentate le seguenti riformulazioni: 1.44 (testo 2), 3.1 (testo 2), 3.20 (testo 2), 3.47 (testo 2), 3.91 (testo 2), 3.92 (testo 2), 3.103 (testo 2), 3.105 (testo 2), 3.0.1 (testo 2), 3.0.1 (testo 2 corretto), 3.0.15 (testo 2), 3.0.81 (testo 2), 4.3 (testo 3), 4.0.16 (testo 3), 4.0.17 (testo 2), 4.0.21 (testo 2), 7.2 (testo 2), 8.0.16 (testo 2), 9.0.22 (testo 2), 10.0.23 (testo 2), 11.0.43 (testo 2) e 11.0.89 (testo 2), anch'esse pubblicate in allegato. Informa altresì che i Gruppi della Lega e del Movimento 5 Stelle hanno ritirato i seguenti emendamenti: 1.2, 1.0.22, 3.6, 3.9, 3.12, 3.14, 3.16, 3.18, 3.25, 3.28, 3.31, 3.58, 3.70, 3.71, 3.78, 3.82, 3.79, 3.81, 3.115, 3.122, 3.0.4, 3.0.9, 3.0.10, 3.0.11, 3.0.16, 3.0.24, 3.0.26, 3.0.43, 3.0.44, 3.0.46, 3.0.52, 3.0.64, 3.0.65, 3.0.66, 3.0.67, 3.0.68, 3.0.69, 3.0.70, 3.0.72, 3.0.74, 3.0.77, 3.0.78, 3.0.79, 3.0.84, 3.0.87, 3.0.89, 3.0.105, 3.0.110, 3.0.122, 3.0.137, 3.0.140, 3.0.141, 4.0.22, 4.0.23, 5.6, 5.9, 5.11, 5.48, 5.0.4, 5.0.14, 5.0.31, 6.0.2, 6.0.7, 6.0.8, 6.0.9, 6.0.19, 6.0.20, 6.0.22, 6.0.45, 6.0.46, 7.1, 7.3, 7.0.7, 8.3, 8.12, 10.26, 10.35, 10.36, 10.0.2, 10.0.3, 10.0.9, 10.0.10, 10.0.13, 10.0.15, 10.0.16, 10.0.20, 10.0.21, 10.0.1000/21, 11.39, 11.0.2, 11.0.8, 11.0.15, 11.0.17, 11.0.46, 11.0.71, 11.0.107, 11.0.134, 11.0.150, 11.0.154, 11.0.161 e 11.0.169. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) ritiene insufficiente il termine delle ore 11 considerato che gli emendamenti dei relatori sono stati depositati soltanto venerdì in tarda serata. Auspica, quindi, che nell'organizzazione dei lavori si tenga conto delle esigenze delle opposizioni di valutare con attenzione le proposte della maggioranza e del Governo. Il senatore VITALI ( FI-BP ), nel condividere le considerazioni del senatore Mallegni, sottolinea la necessità di stabilire tempi certi nella programmazione dei lavori, in modo da consentire anche alle opposizioni di offrire il proprio contributo. Il PRESIDENTE propone di posticipare il termine alle ore 13. Il senatore MALAN ( FI-BP ), ringraziando il Presidente per la disponibilità ad accogliere la richiesta di un margine di tempo più ampio per l'esame degli ulteriori emendamenti dei relatori, ritiene che sarebbe preferibile fissare il termine per le ore 15. Il PRESIDENTE sottolinea l'esigenza di trasmettere i subemendamenti quanto prima alla Commissione bilancio. Propone, quindi, di fissare il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti agli emendamenti dei relatori alle ore 14 di oggi. Le Commissioni riunite convengono. Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1. Su proposta della relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sono accantonati gli emendamenti: 1.44 (testo 2), 1.1, 1.3, 1.5, 1.15, 1.29 (testo corretto), 1.33 (testo 2), 1.34 (testo 2), 1.35, 1.38, 1.0.5, 1.0.17, 1.0.18, 1.0.19, 1.0.20, 1.0.24, 1.0.26 e 1.0.28. È altresì accantonato l'emendamento 1.0.500 dei relatori. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) esprime parere contrario sugli emendamenti 1.4, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10 e 1.11, nonché sugli identici 1.12 e 1.13. Esprime altresì parere contrario sugli emendamenti 1.14, 1.16, 1.17, 1.20, 1.21, 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27, 1.28, 1.30, 1.31, 1.32, 1.36, 1.40, 1.41, 1.42, 1.43, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.7, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.12, 1.0.14 e 1.0.16. Infine, invita a ritirare l'emendamento 1.0.27. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) chiede chiarimenti in merito all'accantonamento dell'emendamento 1.34 (testo 2), con il quale si pone rimedio alla soppressione delle agevolazioni fiscali per gli enti del Terzo settore, disposta con i commi 51 e 52 della legge di bilancio per il 2019. Ricorda che anche autorevoli esponenti del Governo hanno riconosciuto la necessità di apportare una correzione in tal senso. Il senatore PATUANELLI ( M5S ), accogliendo l'invito della relatrice, ritira l'emendamento 1.0.27. Quanto alla questione sollevata dal senatore Margiotta, conferma che anche il Presidente del Consiglio ha assunto l'impegno di intervenire per ripristinare le agevolazioni fiscali a beneficio delle associazioni del no profit . Ritiene pertanto condivisibile l'iniziativa assunta dal Gruppo PD con l'emendamento all'esame. Resta, tuttavia, da risolvere il problema della copertura, non essendo condivisibile la proposta di distrarre parte dei fondi destinati al finanziamento del reddito di cittadinanza e alla revisione del sistema pensionistico. Il vice ministro GALLI evidenzia che sulla questione dell'IRES per gli enti del Terzo settore vi è un orientamento comune di maggioranza e opposizioni. Pertanto, è preferibile che l'emendamento 1.34 (testo 2) resti accantonato, al fine di individuare una formulazione condivisa. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ricorda che anche gli emendamenti 11.0.170 e 11.0.171, a sua prima firma, riguardano lo stesso argomento. Chiede se i relatori intendano presentare una propria riformulazione. Il senatore COLLINA ( PD ), replicando al senatore Patuanelli, sottolinea che il testo 2 dell'emendamento 1.34 presenta una copertura differente da quella indicata, che era prevista invece nel testo originario. Il PRESIDENTE sottolinea che la riformulazione all'emendamento 1.34 è all'esame della Commissione bilancio e resta pertanto accantonata. Si procede, quindi, alla votazione. Previa verifica del prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.4 è posto in votazione ed è respinto. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 1.6, 1.7, 1.8, 1.9 e 1.10 sono respinti. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.11. Il senatore MARGIOTTA ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto, sottolinea che la proposta in esame è volta a estendere l'applicazione della sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese anche alle micro imprese, nonché ai professionisti iscritti agli ordini professionali, in quanto anch'essi attraversano un periodo di crisi. Ritiene incomprensibile l'indisponibilità della maggioranza e del Governo ad accogliere l'emendamento in esame. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia voto favorevole sull'emendamento 1.11, il cui contenuto è simile a quello dell'emendamento 1.13 a sua prima firma. Chiede un ripensamento dei relatori e del Governo sulla proposta in esame. Infatti, nonostante l'esiguità degli stanziamenti del Fondo, si tratta di evitare una disparità di trattamento, in quanto anche i professionisti - come le piccole e medie imprese - subiscono gli effetti negativi derivanti dai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. L'emendamento 1.11 è posto in votazione ed è respinto. Posti ai voti congiuntamente, gli identici emendamenti 1.12 e 1.13 sono respinti. Il senatore VITALI ( FI-BP ) chiede che i relatori e il rappresentante del Governo argomentino il proprio parere contrario, quanto meno sugli emendamenti in riferimento ai quali vengono effettuate dichiarazioni di voto. Il PRESIDENTE , in qualità di relatore, precisa che l'orientamento contrario sull'emendamento 1.11, come anche sugli identici 1.12 e 1.13, non deriva da una mancanza di sensibilità verso le istanze delle categorie di soggetti da essi individuati, ma, al contrario, dalla volontà di riflettere attentamente sull'ampiezza della platea dei destinatari dell'intervento al fine di non sminuirne l'efficacia. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.14, 1.16, 1.17 e 1.20 sono respinti. Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.21. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea che l'emendamento in esame è volto a estendere la garanzia della sezione speciale del Fondo per le piccole e medie imprese anche al settore edilizio, che - come è noto - attraversa un prolungato periodo di crisi, con perdita di molti posti di lavoro. Esprime, inoltre, rammarico perché non è stato accolto l'emendamento 1.16, volto a prevedere un sostegno anche per le imprese subappaltatrici - e non solo per quelle di maggiori dimensioni, aggiudicatarie dell'appalto - che vantino crediti nei confronti della pubblica amministrazione, per lavori già eseguiti. Il senatore ASTORRE ( PD ) osserva che le misure previste con l'emendamento 1.21, come le altre inserite nelle proposte di modifica segnalate dal senatore Margiotta, sono volte a mitigare gli effetti negativi della crisi del settore edilizio, che è fondamentale per la ripresa economica del Paese. Annuncia, pertanto, il proprio voto favorevole. Posto ai voti, l'emendamento 1.21 è respinto. Con successive distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.22, 1.23, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27 e 1.28. Si passa quindi alla votazione dell'emendamento 1.30, identico all'emendamento 1.31. Il senatore VITALI ( FI-BP ) invita i relatori e il Governo a rivalutare l'emendamento in esame, che prevede l'intervento del Fondo di garanzia in favore delle imprese titolari di crediti nei confronti dei Comuni che hanno dichiarato dissesto, per evitare che vi siano ripercussioni sui servizi locali per i cittadini. Segnala che tale intervento è stato sollecitato dall'ANCI. Il PRESIDENTE accogliendo la richiesta del senatore Vitali, dispone l'accantonamento degli emendamenti identici 1.30 e 1.31, nonché dell'emendamento 1.32, che riguarda la stessa materia. L'emendamento 1.36, posto in votazione, risulta respinto. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 1.40, 1.41, 1.42 e 1.43 sono respinti. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ribadisce che la maggioranza non è contraria all'estensione ad altri settori economici in difficoltà della garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese. Al momento, però, gli stanziamenti previsti sarebbero insufficienti per un ampliamento della platea dei beneficiari, che in ogni caso si potrà determinare in futuro, qualora siano reperite risorse aggiuntive. Data la ristrettezza dei fondi disponibili, quindi, è necessario operare una scelta politica, che per il momento privilegia le piccole e medie imprese in difficoltà, in quanto esse rivestono un ruolo primario nella struttura produttiva del Paese. Sottolinea, infine, che alcune misure per il settore edilizio sono previste all'articolo 5. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene doveroso un intervento nei confronti di tutti i settori economici in emergenza, per motivi di equità. Prende atto che il Governo e la maggioranza, invece, assegnano la priorità alle piccole e medie imprese rispetto ai professionisti e altri settori economici. Il senatore COLLINA ( PD ) esprime considerazioni critiche sulle argomentazioni del senatore Patuanelli, sottolineando che, con la manovra economica, il Governo ha reperito le risorse necessarie per l'attuazione degli interventi previsti nel proprio programma, anche a costo di ricorrere a clausole di salvaguardia molto onerose. Pertanto, ritiene che si sarebbe potuto compiere scelte politiche differenti, al fine di prendere in considerazione anche le esigenze di altri settori in difficoltà. Con distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 1.0.1, 1.0.2, 1.0.7, 1.0.8 e 1.0.9. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) chiede alla Presidenza di rivalutare la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.0.10, che introduce semplificazioni in materia di tariffe postali agevolate, tra l'altro già presenti nella versione originaria del decreto-legge. Non sarebbe altrimenti comprensibile il criterio secondo cui altri emendamenti aggiuntivi sono stati invece ammessi all'esame. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) revoca la dichiarazione di improponibilità dell'emendamento 1.0.10 e ne dispone l'accantonamento. Viene quindi posto in votazione l'emendamento 1.0.12 che risulta respinto. Posto ai voti anche l'emendamento 1.0.14 è respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 1.0.16. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) sollecita una riflessione approfondita sull'emendamento in esame, con cui si intende ridurre le percentuali degli importi che i Comuni sono tenuti ad accantonare nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Osserva, infatti, che in tal modo si genera un avanzo di amministrazione che gli enti locali potranno utilizzare solo per finanziare spese di investimento, piuttosto che la spesa corrente. A suo avviso, non vi è più il rischio che i Comuni spendano risorse prima di averle incassate, considerati i limiti previsti dall'ordinamento e il consolidato orientamento della giurisprudenza contabile su tale aspetto. Dichiara, in ogni caso, la propria disponibilità a riformulare l'emendamento in un nuovo testo. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che, attraverso emendamenti d'iniziativa parlamentare e dei relatori, sono stati risolti numerose difficoltà che riguardano i Comuni. Assicura che anche la questione segnalata dal senatore Mallegni è all'attenzione dei relatori e del Governo, ma al momento resta irrisolta, anche perché comporterebbe un onere a carico del bilancio statale. Il PRESIDENTE dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento 1.0.16. Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2. Su proposta del RELATORE sono accantonati gli emendamenti: 2.0.1, 2.0.3 e 2.0.6, nonché l'emendamento del Governo 2.1000. Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) ritira gli emendamenti 3.107, 3.0.58, 3.0.88, 3.0.144 e 3.0.145. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ritira gli emendamenti 3.0.2, 3.0.3 e 3.0.91. Su proposta del PRESIDENTE relatore, sono accantonati gli emendamenti: 3.1 (testo 2), 3.2, 3.5, 3.15, 3.17, 3.20 (testo 2), 3.23, 3.37, 3.40, 3.41, 3.42, 3.47 (testo 2), 3.48, 3.49, gli identici 3.61, 3.62 e 3.63, gli identici 3.64 e 3.65, 3.75, 3.76, 3.77, 3.80, 3.83, 3.84, 3.85, 3.86, 3.87, 3.88, 3.89, 3.90, 3.91 (testo 2), 3.93, 3.105 (testo 2), 3.110, 3.111, 3.112, 3.121, 3.125 (testo 2), 3.0.1 (testo 2 corretto), 3.0.8, 3.0.14, 3.0.15 (testo 2), 3.0.17, 3.0.21, 3.0.22, 3.0.23, 3.0.25, 3.0.27, 3.0.37, 3.0.38, 3.0.39, 3.0.40, 3.0.51, 3.0.53, 3.0.55, 3.0.57, 3.0.61, 3.0.80, 3.0.81 (testo 2), 3.0.90, 3.0.93, 3.0.96, 3.0.97, 3.0.121, 3.0.146, 3.0.132, 3.0.133, 3.0.136 (testo 2), 3.0.143, 3.0.139. Sono altresì accantonati gli emendamenti dei relatori 3.500, 3.0.500, 3.0.600 e 3.0.700. Il PRESIDENTE , in qualità di relatore, esprime parere contrario sui seguenti emendamenti: 3.26, 3.32, 3.33, gli identici 3.35 e 3.36, 3.38, 3.39, gli identici 3.45 e 3.46, 3.52, gli identici 3.56 e 3.57, 3.59, 3.60, gli identici 3.66 e 3.67, 3.68, 3.69, 3.73, 3.92, 3.94, 3.95, 3.96, 3.97, 3.98, 3.99, 3.102, 3.108, 3.109, 3.116, 3.117, 3.118, gli identici 3.119 e 3.120, 3.0.6, 3.0.5, 3.0.7, 3.0.12, 3.0.19, 3.0.28, 3.0.29, 3.0.30, gli identici 3.0.34 e 3.0.35, 3.0.36, 3.0.42, 3.0.47, gli identici 3.0.48, 3.0.49 e 3.0.50, gli identici 3.0.54, 11.0.51, 11.0.52, gli identici 3.0.56, 11.0.55 e 11.0.56, gli identici 3.0.62, 11.0.57 e 11.0.60, gli identici 3.0.63, 11.0.58 e 11.0.59. Invita i proponenti a ritirare gli emendamenti 3.0.75, 3.0.76 e 3.0.92, altrimenti il parere è contrario. Esprime parere contrario sugli emendamenti identici 3.0.94 e 11.0.135, nonché sugli emendamenti 3.0.95, 3.0.98, 3.0.99, 3.0.100, 3.0.101, 3.0.102, 3.0.103, 3.0.104, 3.0.111, 3.0.112, 3.0.119, 3.0.120, 3.0.123, 3.0.124, 3.0.125, 3.0.126, e 3.0.127. Invita, quindi, i proponenti a ritirare l'emendamento 3.0.128, altrimenti il parere è contrario. Esprime infine parere contrario sugli emendamenti 3.0.129, 3.0.130, 3.0.131, 3.0.134 e 3.0.135. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello dei relatori. La seduta, sospesa alle ore 11,05, riprende alle ore 11,25. Si procede alla votazione. Posto ai voti, l'emendamento 3.26 è respinto. Con separate votazioni sono poi respinti gli emendamenti 3.32 e 3.33. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.35 e 3.36. Il senatore TARICCO ( PD ) annuncia il proprio voto favorevole sugli emendamenti in esame. Piuttosto che prevedere deroghe per consentire gli interventi sugli alberi colpiti dalla Xylella, sarebbe forse più opportuno abrogare il decreto legislativo luogotenenziale n. 475 del 1945, che introduce alcune limitazioni all'abbattimento degli alberi di olivo, e rimettere all'autorità competente la facoltà di valutare i singoli casi. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.35 e 3.36 sono respinti. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.38. Il senatore VITALI ( FI-BP ), intervenendo in dichiarazione di voto, ritiene opportuno estendere a tutti i pensionati agricoli le agevolazioni tributarie di cui beneficiano i coltivatori diretti. Invita, quindi, a una ulteriore riflessione su una misura volta a evitare disparità di trattamento. Posto ai voti, l'emendamento 3.38 è respinto. È successivamente posto in votazione l'emendamento 3.39, che risulta respinto. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.45 e 3.46. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea l'esigenza di prorogare al 30 giugno 2019 il termine entro cui effettuare le revisioni per le macchine agricole. Osserva che, se non si adotta tale misura in questa sede, sarà necessario inserire una norma nel prossimo decreto contenente proroghe, in quanto il settore non è pronto a espletare tali adempimenti. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene incomprensibili le ragioni della contrarietà dei relatori e del Governo a un intervento molto puntuale e specifico, che peraltro non reca alcun onere. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.45 e 3.46 sono respinti. E' successivamente respinto anche l'emendamento 3.52. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.56 e 3.57. Il senatore TARICCO ( PD ) annuncia il proprio voto favorevole sugli emendamenti in esame, volti a estendere le agevolazioni tributarie previste per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali anche alle società agricole. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.56 e 3.57 sono respinti. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.59 e 3.60. Il senatore TARICCO ( PD ) invita i relatori e il Governo a riconsiderare il parere contrario espresso sugli emendamenti in esame, che mirano a rendere efficace su tutto il territorio nazionale la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP). Poiché attualmente l'accertamento del possesso dei requisiti è effettuato dalle singole Regioni, si potrebbero verificare difformità di trattamento. Il senatore VITALI ( FI-BP ) invita a tenere presente che su questo tema, il 6 luglio 2016, il Senato ha approvato un ordine del giorno, con il quale si impegnava il Governo a prevedere che la qualifica di imprenditore agricolo professionale, di cui al decreto legislativo n. 99 del 2004, non possa subire limitazioni territoriali nel suo utilizzo. Il senatore COLLINA ( PD ) chiede che gli emendamenti in esame siano accantonati. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone quindi l'accantonamento degli emendamenti identici 3.59 e 3.60. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.66 e 3.67. Il senatore TARICCO ( PD ) precisa che gli emendamenti in esame hanno un valore interpretativo della norma che consente la costituzione di reti d'impresa per la valorizzazione delle produzioni agricole. Infatti, poiché uno solo dei soci si occupa della commercializzazione del prodotto, vi è il rischio che gli altri perdano i benefici fiscali. Invita, quindi, i relatori e il rappresentante del Governo a una riflessione più approfondita. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone l'accantonamento degli emendamenti identici 3.66 e 3.67. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.68. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea che la proposta è volta ad escludere la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati per i distributori automatici per la vendita diretta di latte crudo. Posti separatamente ai voti sono respinti gli emendamenti 3.68, 3.69 e 3.73. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) chiede l'accantonamento dell'emendamento 3.92, preannunciandone la riformulazione in un testo 2. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone quindi l'accantonamento dell'emendamento 3.92. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.94. Il senatore VITALI ( FI-BP ) chiede una ulteriore riflessione sull'opportunità di semplificare gli adempimenti in materia di registri di carico e scarico per i magazzini di deposito all'ingrosso di burro. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), alla luce delle considerazioni del senatore Vitali, dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.94 e del successivo 3.95, sulla stessa materia. L'emendamento 3.96, posto in votazione, risulta respinto. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.97. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene indispensabile abolire quanto prima lo split payment , poiché la misura penalizza gli imprenditori creditori nei confronti della pubblica amministrazione. Con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 3.97 e 3.98. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.99. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea che la disposizione riguarda le aziende agricole produttrici di carne e latte, che usufruiscono della compensazione forfetaria dell'IVA, le quali risulterebbero penalizzate a causa della introduzione della misura reverse charge . Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.99, ritenendo opportuni ulteriori approfondimenti. Posti separatamente ai voti gli emendamenti 3.102 e 3.108 sono respinti. Il senatore RUSPANDINI ( FdI ), sottolinea che l'emendamento 3.109 è volto a mitigare i disagi derivanti dagli obblighi di fatturazione elettronica per gli importi inferiori a 10.000 euro. La misura agevolerebbe le imprese di minori dimensioni. Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti 3.109 e 3.116. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.117. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea che l'emendamento intende esentare gli impianti fotovoltaici parzialmente o totalmente integrati su strutture dal versamento al Gestore servizi energetici (GSE) della quota di incentivo finalizzata allo smaltimento dei rifiuti prodotti dai pannelli. Infatti, al termine del periodo di venti anni, gli impianti integrati non potranno essere smaltiti, senza abbattere anche la struttura portante. Chiede quanto meno di segnalare la questione al Ministero competente. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 3.117 e 3.118 sono respinti. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.119 e 3.120. Il senatore TARICCO ( PD ), intervenendo in dichiarazione di voto, ritiene opportuno escludere le aziende agricole che utilizzano cisterne di piccole dimensioni per lo stoccaggio del gasolio per usi agricoli dall'applicazione della normativa antincendio valida per gli impianti industriali. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.119 e 3.120 sono respinti. Si passa all'esame dell'emendamento 3.0.6. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea che la proposta mira a semplificare gli adempimenti burocratici previsti nel settore dell'edilizia. Ricorda che il settore soffre di una crisi risalente negli anni, che ha provocato la perdita di molti posti di lavoro e che si potrebbe superare solo con un impulso alle opere pubbliche e un'agevolazione dell'accesso al credito bancario. Sottolinea che anche la Lega aveva presentato l'emendamento identico 3.0.4, poi ritirato. Il senatore PATUANELLI ( M5S ) ribadisce che gli interventi destinati al settore edilizio saranno esaminati all'articolo 5 del decreto-legge. Quanto all'emendamento in esame, pur ritenendo condivisibile la finalità di semplificare gli adempimenti per le imprese edili, ritiene criticabile la previsione di far decorrere il termine previsto per presentare il ricorso al TAR dalla comunicazione di inizio lavori come indicata nel cartello di cantiere. Infatti, tale cartello è deteriorabile oppure può non essere visibile. Il senatore VITALI ( FI-BP ) osserva che nell'emendamento 3.0.5, di cui è firmatario, è specificato l'obbligo per il titolare del permesso di costruire di comunicare l'inizio dei lavori allo sportello unico o all'ufficio comunale competente. Da quella data decorrerà il termine di sessanta giorni per i soggetti terzi legittimati a tutelare i loro diritti in giudizio. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) sottolinea la necessità di fissare una data certa per la decorrenza del termine entro cui i soggetti che si ritengano danneggiati dall'intervento edilizio possono presentare ricorso. La situazione di incertezza, infatti, finisce per disincentivare gli investimenti delle imprese. Chiede che gli emendamenti 3.0.6 e 3.0.5 siano accantonati per una riflessione più approfondita. La relatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) ritiene opportuno tutelare non solo gli interessi dei costruttori, ma anche quelli dei cittadini. Considera rischioso affidare la comunicazione dell'inizio dei lavori alla iscrizione sul cartello di cantiere, perché i soggetti interessati potrebbero non vederlo. Il senatore SANTILLO ( M5S ) osserva che la comunicazione agli uffici comunali dell'inizio dei lavori è già prevista dalla normativa vigente. Pertanto, il cittadino interessato - in assenza del cartello di cantiere - può recarsi in Comune e acquisire tutte le informazioni necessarie per la presentazione del ricorso. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ribadisce l'importanza di stabilire una data certa per la decorrenza del termine di sessanta giorni entro cui è possibile ricorrere in giudizio contro l'intervento edilizio. A suo avviso, non è possibile fare riferimento al momento in cui il soggetto interessato ha acquisito conoscenza del titolo edilizio. Gli emendamenti 3.0.5 e 3.0.6, peraltro, prevedono semplicemente che la data indicata sul cartello di cantiere corrisponda a quella della comunicazione formale agli uffici comunali. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) rileva che, con la segnalazione certificata di inizio attività, i lavori possono già iniziare. Sarebbe comunque preferibile fissare una data certa per la decorrenza dei termini per la presentazione dei ricorsi, che dovrebbe corrispondere alla comunicazione agli uffici comunali. Con l'emendamento 3.0.6, invece, si prevede la sospensione dei lavori finché non sia apposto il cartello di cantiere. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) sottolinea che i lavori possono iniziare dal momento della comunicazione di inizio lavori asseverata o della segnalazione certificata di inizio attività. Tuttavia, spesso le imprese edili, prima di procedere, attendono che decorrano i sessanta giorni entro i quali il Comune può sospendere i lavori per accertare eventuali difformità rispetto alla normativa ed eventualmente disporre la rimozione dei manufatti. Si dichiara disponibile a riformulare l'emendamento 3.0.5 per superare le obiezioni emerse nel corso del dibattito. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone l'accantonamento degli emendamenti 3.0.6 e 3.0.5. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 3.0.7, 3.0.12, 3.0.19, 3.0.28, 3.0.29 e 3.0.30, sono respinti. Gli emendamenti identici 3.0.34 e 3.0.35 sono posti congiuntamente in votazione e sono respinti. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.0.36. Il senatore TARICCO ( PD ) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento in esame. Ritiene indispensabile, infatti, elevare da 5.000 a 25.000 euro l'importo dei fondi europei per i terreni agricoli oltre il quale è necessaria la documentazione antimafia, invece che prorogare di anno in anno l'entrata in vigore di una norma che rischia di aggravare eccessivamente i compiti delle prefetture. Chiede di effettuare ulteriori verifiche, al fine di trovare una soluzione definitiva. Il senatore VITALI ( FI-BP ), a nome del proprio Gruppo, annuncia un voto favorevole, in quanto ritiene condivisibili le osservazioni del senatore Taricco. Se la soglia resta fissata a 5.000 euro, le prefetture dovrebbero effettuare controlli antimafia su una platea eccessivamente ampia di imprese agricole beneficiarie dei contributi europei. Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ) dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.0.36. Gli emendamenti 3.0.42 e 3.0.47 sono posti separatamente in votazione e risultano respinti. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.0.48, 3.0.49 e 3.0.50. Il senatore TARICCO ( PD ) ritiene necessaria una norma interpretativa per chiarire che il versamento dei contributi previsti dal regio decreto n. 2523 del 1923 si riferiscono alle industrie conserviere in ragione della propria capacità produttiva, in modo da escludere le imprese più piccole. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.0.48, 3.0.49 e 3.0.50 sono respinti. Con un'unica votazione, sono successivamente respinti gli identici emendamenti 3.0.54, 11.0.51 e 11.0.52. Si passa alla votazione degli emendamenti 3.0.56, 11.0.55 e 11.0.56. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) annuncia il proprio voto contrario, in quanto le proposte di modifica in esame assimilano alle opere amovibili anche quelle realizzate con strutture fisse e stabili. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) sottolinea la necessità di una disposizione di questo tenore, per evitare difformità di disciplina a seconda dei Comuni. Peraltro, la misura è riferita alle cabine degli stabilimenti balneari, in genere realizzate in legno e smontate al termine della stagione turistica. Pertanto, a nome del Gruppo, dichiara un voto favorevole. Posti ai voti, gli identici emendamenti 3.0.56, 11.0.55 e 11.0.56 sono respinti. Sono successivamente respinti gli identici emendamenti 3.0.62, 11.0.57 e 11.0.60. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.0.63, 11.0.58 e 11.0.59. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) a nome del Gruppo, annuncia il proprio voto favorevole sugli emendamenti in esame. Infatti, in linea con la proroga di 15 anni delle concessioni balneari, prevista dalla legge di bilancio per il 2019, appare indispensabile sospendere i procedimenti amministrativi per la riscossione dei canoni pertinenziali, che risultano eccessivamente onerosi. Con unica votazione, gli identici emendamenti 3.0.63, 11.0.58 e 11.0.59 sono respinti. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), accogliendo l'invito del relatore, ritira gli emendamenti 3.0.75, 3.0.76 e 3.0.92. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) fa propri gli emendamenti 3.0.75, 3.0.76 e 3.0.92. Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 3.0.75 e 3.0.76 sono respinti. L'emendamento 3.0.92 resta accantonato, in attesa del parere della Commissione bilancio. Si passa alla votazione degli emendamenti identici 3.0.94 e 11.0.135. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), intervenendo in dichiarazione di voto, evidenzia l'assoluta necessità di misure per favorire l'impiego di lavoratori stagionali, al fine di evitare che, all'apertura della prossima stagione turistica, molte aziende nei settori del turismo, della ristorazione, del commercio e della ricettività si trovino in gravi difficoltà. Invita, quindi, a una riflessione approfondita su questo tema. Con unica votazione gli identici emendamenti 3.0.94 e 11.0.135 sono respinti. Posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 3.0.95, 3.0.98, 3.0.99, 3.0.100, 3.0.101, 3.0.102, 3.0.103, 3.0.104, 3.0.111, 3.0.112, 3.0.119, 3.0.120, 3.0.123, 3.0.124, 3.0.125, 3.0.126 e 3.0.127. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 3.0.128. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) fa proprio l'emendamento 3.0.128, che resta accantonato in attesa del parere della Commissione bilancio. Posti ai voti separatamente, sono respinti gli emendamenti 3.0.129, 3.0.130, 3.0.131, 3.0.134 e 3.0.135. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA Il PRESIDENTE comunica che la seduta pomeridiana odierna, già convocata alle ore 14, è posticipata alle ore 15,30. Le Commissioni riunite prendono atto. La seduta termina alle ore 12,55. Allegato