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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 184 LICHERI La seduta inizia alle ore 15,30. IN SEDE REFERENTE Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che sono stati ritirati gli emendamenti 9.38, 9.16, 9.19, 9.23, 9.26, 9.32, 9.36, 9.44, 9.40, 9.42, 9.9, 9.1, 9.47, 9.4, 9.10, 9.11, 9.15, 9.43, 9.14, 9.12, 9.50, 9.8, 9.27, 9.33 e 9.45, e trasformati nei 25 nuovi ordini del giorno dal G/1721/35/14 al G/1721/59/14. Sono stati, inoltre, ritirati gli emendamenti 7.4, 7.26, 7.27, 7.28. Comunica, infine, che sono state presentate le riformulazioni 5.72 (testo 4), 5.97 (testo 2), 6.4 (testo 2), 7.14 (testo 2), 7.45 (testo 2), 7.46 (testo 3), 12.18 (testo 2), 20.0.12 (testo 4) e 20.0.46 (testo 2). Tutti i nuovi testi sono allegati al resoconto di seduta. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Documento di economia e finanza 2020 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 Doc Doc. LVII, n. 3 Documento di economia e finanza 2020, Sezione III, relativa appendice e connessi allegati (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, illustra i contenuti del documento in esame che reca la Sezione III del Documento di economia e finanza (DEF) 2020, ovvero il Programma nazionale di riforma (PNR) 2020, unitamente all'appendice, che illustra le principali riforme attuate dal Governo, e una serie di allegati, tra i quali, di maggiore interesse per la Commissione sono l'allegato II "Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate" , l'allegato III "Italia veloce. L'Italia resiliente progetta il futuro: nuove strategie per trasporti, logistica e infrastrutture" e l'allegato IV "Relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra" (c.d. allegato Kyoto). Il Presidente relatore ricorda quindi che, nell'ambito del DEF presentato alle Camere lo scorso 24 aprile, il Governo si era riservato di elaborare in un momento successivo il Programma nazionale di riforma, avvalendosi della possibilità di redazione semplificata, consentita dalla Commissione europea con le linee guida del 6 aprile 2020, emanate in considerazione dell'incertezza economica e finanziaria, determinata dall'emergenza epidemiologica. Ai sensi delle procedure del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, infatti, gli Stati membri sono tenuti a presentare ad aprile il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma (PNR), che, ai sensi della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), come modificata dalla legge n. 39 del 2011 che ha recepito le regole del Semestre europeo, sono contenute nelle sezioni I e III del DEF. La Commissione europea, dopo aver ricevuto entro il 30 aprile i predetti Programma di stabilità e Programma nazionale di riforma, procede alla loro valutazione per poi presentare un progetto di Raccomandazioni specifiche per Paese, che è poi adottato dal Consiglio dell'UE nel mese di luglio. Di tali Raccomandazioni gli Stati membri devono poi tenere conto nell'elaborazione delle rispettive manovre di bilancio per l'anno successivo. Allo stato attuale, il 20 luglio scorso, il Consiglio Ecofin ha adottato in via definitiva le Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia, in base alla proposta della Commissione europea del 20 maggio scorso (COM(2020) 512). Non avendo l'Italia presentato alla Commissione europea, lo scorso aprile, il Programma nazionale di riforma, le Raccomandazioni adottate si concentrano unicamente sul Programma di stabilità, richiamando quelle del precedente anno per quanto riguarda le riforme. Infatti, al considerando n. 25, il Consiglio chiarisce che le Raccomandazioni di quest'anno si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, mentre quelle dello scorso anno "riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine" e che tali Raccomandazioni del 2019 restano quindi pertinenti anche per il presente anno. Nei 4 punti delle Raccomandazioni, il Consiglio UE anzitutto raccomanda all'Italia di avvalersi della clausola di salvaguardia generale che consente la cosiddetta disapplicazione del Patto di stabilità e crescita, per attuare tutte le misure necessarie ad affrontare efficacemente la pandemia e a sostenere l'economia e la successiva ripresa, lasciando le politiche di bilancio prudenti e la sostenibilità del debito a quando le condizioni economiche lo consentiranno. Inoltre, raccomanda di attenuare l'impatto della crisi sull'occupazione con redditi sostitutivi e modalità di lavoro flessibili, e di assicurare che la liquidità arrivi effettivamente alle imprese e ai lavoratori autonomi. Infine, raccomanda di evitare ritardi nei pagamenti, di anticipare i progetti di investimento e di concentrarli sulla transizione verde e digitale, e di migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione. Il Presidente relatore procede quindi a richiamare le Raccomandazioni del 2019 che, a parte il primo punto relativo al contenimento del deficit e del debito pubblico, nei restanti punti da 2 a 5 concernono le riforme ritenute necessarie per l'Italia. In particolare, in materia di lavoro, l'UE raccomanda all'Italia di intensificare gli sforzi per contrastare il lavoro sommerso; garantire che le politiche attive del mercato del lavoro e le politiche sociali siano efficacemente integrate e coinvolgano in particolare i giovani e i gruppi vulnerabili; sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro attraverso una strategia globale, in particolare garantendo l'accesso a servizi di assistenza all'infanzia e a lungo termine di qualità; migliorare i risultati scolastici, anche mediante adeguati investimenti mirati, e promuovere il miglioramento delle competenze, in particolare rafforzando le competenze digitali. Per quanto riguarda gli investimenti, si raccomanda di incentrarli sulla ricerca e l'innovazione e sulla qualità delle infrastrutture, tenendo conto delle disparità regionali; migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, in particolare investendo nelle competenze dei dipendenti pubblici, accelerando la digitalizzazione e aumentando l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali; affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore del commercio al dettaglio e dei servizi alle imprese, anche mediante una nuova legge annuale sulla concorrenza. Al quarto punto si raccomanda di ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio razionalizzando e facendo rispettare le norme di disciplina procedurale, incluse quelle già all'esame del legislatore, ponendo in particolare l'accento sui regimi di insolvenza; migliorare l'efficacia della lotta contro la corruzione riformando le norme procedurali al fine di ridurre la durata dei processi penali. Infine, al quinto punto si raccomanda di favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche, in particolare per le banche di piccole e medie dimensioni, migliorando l'efficienza e la qualità degli attivi, continuando la riduzione dei crediti deteriorati e diversificando la provvista; migliorare il finanziamento non bancario per le imprese più piccole e innovative. Evocato, quindi, sinteticamente il quadro europeo di riferimento, il Presidente relatore si sofferma sui contenuti del Programma nazionale di riforma (PNR) 2020, evidenziando anzitutto che, secondo quanto riferito dal Ministro dell'economia e delle finanze nella premessa, il PNR 2020 illustra le politiche che il Governo intende adottare per il rilancio della crescita, l'innovazione, la sostenibilità, l'inclusione sociale e la coesione territoriale nel nuovo scenario determinato dal Coronavirus. Tale strategia risponde alle citate Raccomandazioni del luglio 2019 e si ispira anche alla Annual Sustainable Growth Strategy del dicembre 2019 e allo European Green Deal , che costituisce il principale progetto europeo di medio e lungo termine. Inoltre, il PNR traccia le linee essenziali del "Programma di Ripresa e Resilienza" (il Recovery Plan ), che il Governo metterà a punto alla luce della Comunicazione adottata lo scorso 27 maggio dalla Commissione europea per la creazione di un nuovo Strumento Europeo per la Ripresa (il Recovery Insytrument  Next Generation EU) . Sebbene la Commissione europea abbia chiesto agli Stati membri di consegnare i Recovery Plan nel mese di aprile 2021, all'atto della presentazione del PNR 2021, il Governo, attesa l'importanza del nuovo strumento per l'economia italiana, intende pubblicare il proprio Recovery Plan già in settembre, congiuntamente alla Nota di aggiornamento del DEF e inoltrarlo alla Commissione europea insieme al Documento programmatico di bilancio entro la scadenza di metà ottobre. Il PNR e il successivo Recovery Plan italiano, si baseranno su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate ad incrementare la crescita potenziale, la competitività, l'equità e la sostenibilità sociale ed ambientale. Non si tratta solo di assorbire l'impatto della recessione innescata dalla pandemia, ma di affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del Paese, accelerandone il processo di modernizzazione e riducendo le diseguaglianze sociali e territoriali acuitesi negli ultimi anni. Il PNR è strutturato in cinque parti, di cui le prime due ripercorrono le misure prese dal Governo nel contesto dell'emergenza Covid-19 e presentano lo scenario macroeconomico aggiornato. La parte III presenta le azioni che il Governo intende portare avanti, suddivise in cinque settori di priorità (finanza sostenibile a sostegno della crescita; mercato del lavoro, scuola e competenze; politiche sociali e famiglia; produttività, competitività, giustizia e settore bancario; investimenti materiali e immateriali), in attuazione delle Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia del luglio 2019 e in linea con la Strategia annuale di crescita sostenibile (ASGS) 2020 e le Raccomandazioni indirizzate dal Consiglio all'Area Euro, entrambe del dicembre 2019. La parte IV illustra il "Piano Sud 2030  Sviluppo e coesione per l'Italia", presentato dal Governo il 14 febbraio 2020 e ritenuto ancora valido per guidare il necessario sforzo che dovrà essere prodotto nelle regioni meridionali e nelle aree marginalizzate, per far ripartire il Paese, e il contributo che, a tali fini, è in corso di erogazione nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) per il periodo 2014-2020 e che sarà fornito nell'ambito della programmazione 2021-2027 attualmente ancora in fase di negoziazione. Infine, la parte V si illustra come le cinque priorità individuate dal Governo potranno influenzare il posizionamento dell'Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile ( Sustainable Development Goals - SDGs ) adottati dall'ONU con l'Agenda 2030. L'Appendice al PNR reca una Tavola riassuntiva delle misure adottate per l'emergenza Covid-19, nonché 12 schede relative alle principali riforme attuate dal Governo nei diversi decreti adottati. Contiene inoltre una sintesi del contributo delle regioni e province autonome a supporto di una programmazione integrata verso la crescita e lo sviluppo sostenibile, nell'ambito del raccordo del Semestre europeo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs), la politica di coesione (programmazione 2014-2020 e 2021-2027) e i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali (PEDS). Infine, l'Appendice reca una tabella dettagliata delle misure adottate e del loro impatto qualitativo. Per quanto riguarda i sette Allegati al documento, il Presidente relatore ritiene utile soffermarsi su quelli che risultano di maggiore interesse per la 14 a Commissione, ovvero l'allegato II "Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate" , l'allegato III "Italia veloce. L'Italia resiliente progetta il futuro: nuove strategie per trasporti, logistica e infrastrutture" e l'allegato IV "Relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra" (c.d. allegato Kyoto). L'Allegato II "Relazione sugli interventi nelle aree sottoutilizzate", contiene la relazione predisposta dal Dipartimento per le politiche di coesione, ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 196 del 2009, integrato dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 88 del 2011, con cui si dà conto delle principali attività di programmazione e di attuazione realizzate nel corso del 2019 nell'ambito degli interventi previsti dalle politiche di coesione territoriale, evidenziando i contributi e i risultati conseguiti con le risorse aggiuntive' comunitarie e nazionali (Fondi strutturali e di investimento europei e Fondo per lo sviluppo e la coesione), per la promozione e il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale e per la riduzione dei divari di sviluppo regionale, ai sensi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (art. 174) e della Costituzione italiana (art. 119, comma 5). I Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) rappresentano la leva stabile e irrinunciabile delle politiche di coesione. Anche nell'attuale contesto di emergenza sanitaria innescata dalla pandemia Covid-19, i Fondi SIE sono chiamati a dare un importante contributo, per fronteggiare le gravi ripercussioni che tale emergenza sta producendo sui sistemi economico e sociali delle regioni europee e per contribuire al rilevante fabbisogno di spesa nel settore sanitario. Per rispondere a tale obiettivo, l'Unione europea ha adottato iniziative legislative volte a rendere l'azione dei fondi più efficace e tempestiva, attraverso il riconoscimento di maggiore flessibilità nell'uso delle risorse e attraverso la messa a disposizione degli Stati membri di liquidità aggiuntiva con la quale fronteggiare sin da subito i nuovi fabbisogni di spesa. Per quanto riguarda le iniziative da parte italiana, il Governo è intervenuto, da un lato, nel costante raccordo con le istituzioni dell'Unione europea, per concorrere all'elaborazione delle modifiche proposte dalla Commissione europea volte a consentire agli Stati membri di disporre della più ampia flessibilità possibile per l'impiego tempestivo dei fondi e, dall'altro, per promuovere, in raccordo con le misure intraprese attraverso le politiche nazionali, una possibile azione di riprogrammazione delle risorse potenzialmente disponibili nell'ambito della programmazione 2014-2020, nel rispetto dei vincoli di destinazione territoriale previsti. In particolare, con tale azione si intendono destinare le risorse non ancora impegnate nell'ambito dei programmi operativi, per la copertura di spese nel settore sanitario connesse all'emergenza e per il sostegno alle attività economiche e ai lavoratori, come pure per interventi in favore delle fasce sociali più fragili, particolarmente esposte agli effetti della crisi sanitaria. L'eventuale maggior contributo delle regioni meridionali alle spese dell'emergenza è compensato con ulteriori risorse aggiuntive assegnate, ai fini del rispetto del principio dell'addizionalità. In tema di riprogrammazione dei Fondi, si ricorda che l'articolo 241 del decreto rilancio autorizza per gli anni 2020 e 2021, a partire dal 1° febbraio 2020, l'utilizzo in via eccezionale delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) rivenienti dai cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per qualsiasi tipologia di intervento connesso a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia da Covid-19. La riprogrammazione è definita nel rispetto del vincolo di destinazione territoriale di ripartizione delle risorse, pari all'80 per cento nelle aree del Mezzogiorno e al 20 per cento nelle aree del Centro-Nord. Il decreto rilancio, nel successivo articolo 242, autorizza le Autorità di gestione dei Programmi Operativi 2014-2020, attuativi dei fondi strutturali europei, a richiedere l'applicazione del tasso di cofinanziamento fino al 100 per cento a carico dei Fondi UE per le spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo decorrente dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2021, anche a valere sulle spese emergenziali anticipate a carico dello Stato destinate a contrastare e mitigare gli effetti sanitari, economici e sociali generati dall'epidemia di Covid-19, così come previsto dal regolamento (UE) 2020/558 del 23 aprile 2020. Con riferimento, invece, all'attuazione degli interventi già attivati nell'ambito dei 51 Programmi Operativi cofinanziati dal FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) e dal FSE (Fondo sociale europeo), grazie al forte impegno delle Amministrazioni titolari dei Programmi operativi, è stato possibile completare gli iter amministrativi necessari a rendicontare la spesa realizzata nei territori, nel rispetto delle soglie previste per tutti i programmi. Il livello di spesa certificata complessiva raggiunto al 31 dicembre 2019 è pari al 28,5 per cento su un totale di 53,2 miliardi di risorse programmate. Rispetto all'importo della spesa certificata al 31 dicembre 2018, pari a 9,7 miliardi, si è registrato un incremento di spesa di 5,5 miliardi. Al fine di raggiungere i target di spesa a fine 2020, è necessario procedere alla certificazione di ulteriori 4,3 miliardi. I dati di attuazione al 31 dicembre 2019, registrati nel Sistema Nazionale di Monitoraggio gestito dalla Ragioneria Generale dello Stato mostrano un valore dei progetti associati ai Programmi operativi FESR e FSE 2014- 2020 pari al 70 per cento del programmato. L'avanzamento degli impegni sul valore dei Programmi Operativi raggiunge il 58,6 per cento (pari a 31,2 milioni di cui 19,1 FESR e 12,1 FSE) mentre i pagamenti si attestano sul 30,7 per cento (pari a 16,4 milioni di cui 9,9 FESR e 6,5 FSE), superando di oltre un miliardo la spesa certificata alla Commissione europea a fine 2019. Con riferimento ai 21 programmi di sviluppo rurale cofinanziati dal FEASR, al 31 dicembre 2019 la spesa complessiva certificata dal sistema nazionale di monitoraggio di Agea si attesta a 9.002 milioni, pari a 4.441 milioni di quota comunitaria. La percentuale di avanzamento della spesa risulta pari al 43,05 per cento del totale assegnato all'Italia (corrispondente a 20.912 milioni di spesa pubblica). Nel corso dell'annualità 2019 sono state rendicontate somme complessive pari a 3.009 milioni, mentre per fine 2020 i programmi di sviluppo rurale devono certificare spese per 3.001 milioni di spesa pubblica (pari ad una quota FEAR di 1.495 milioni) al fine di non incorrere nel disimpegno automatico dei fondi. Per quanto riguarda l'avanzamento degli impegni di spesa, essi si attestano al 80,24 per cento (dati a fine febbraio 2020) per un importo di 16.780 milioni, che salgono a 19.849 milioni se si considera il totale degli importi messi a bando (pari al 94,9 per cento del totale). In merito agli obiettivi tematici stabiliti all'interno dell'Accordo di partenariato 2014-2020, l'obiettivo tematico 5 Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico e la prevenzione dei rischi' presenta un avanzamento del 60,6 per cento pari a 2.111 milioni. Vi è poi l'obiettivo tematico 6 Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse', con un avanzamento del 54,9 per cento pari a 2.209 milioni. L'obiettivo tematico 3 sulla promozione della competitività delle piccole e medie imprese agricole raggiunge una percentuale di avanzamento pari al 40,6 per cento con un totale speso di 3.613 milioni. L'obiettivo tematico 4 Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio presenta spese pari a 353 milioni con una percentuale del 36,8 per cento. Le Autorità italiane sono, altresì, impegnate a seguire i lavori negoziali in corso in seno alle istituzioni dell'Unione per la definizione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e dei regolamenti che formeranno il futuro pacchetto legislativo coesione. Tale quadro regolamentare, in via di definizione e di cui si auspica una rapida approvazione, dovrà necessariamente tener conto delle ricadute economiche e sociali della crisi sanitaria e dell'esigenza di dare impulso alla ripresa del tessuto produttivo e dell'occupazione. Parallelamente al processo negoziale sui testi regolamentari, sono stati avviati i lavori per la predisposizione dell'Accordo di partenariato 2021-2027, che individuerà la strategia d'intervento e i futuri programmi della politica di coesione e sui cui si svolgerà nel corso del 2020 il negoziato con la Commissione europea. Per la definizione del documento di strategia nazionale è stato attivato un ampio processo di confronto con il partenariato istituzionale, con le parti economiche e sociali e le organizzazioni della società civile impegnate nelle diverse fasi del ciclo di programmazione e attuazione dei fondi SIE. Per quanto riguarda l'Allegato III Infrastrutture "L'Italia resiliente progetta il futuro: nuove strategie per trasporti, logistica ed infrastrutture", questo è finalizzato a definire la politica del Governo in materia di infrastrutture e trasporti e rappresenta il documento programmatico con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) intende effettuare le scelte sulle politiche per le infrastrutture ed i trasporti del Paese, anticipando alcune decisioni strategiche che saranno oggetto di approfondimento del nuovo Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL). Nell'Allegato si illustra anzitutto l'elenco delle infrastrutture prioritarie per lo sviluppo del Paese, con un quadro complessivo di oltre 190 miliardi. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, si sta provvedendo alla ripartizione di risorse per incentivare l'interoperabilità e l'integrazione fra le diverse modalità di trasporto, privilegiando l'utilizzo di quelle a basso impatto ambientale e potenziando i sistemi su ferro locale, sia con nuovi investimenti infrastrutturali e tecnologici, sia attraverso il miglioramento della sicurezza delle ex ferrovie concesse, sottoposte tutte dallo scorso anno alla vigilanza dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). Tali azioni permetteranno di ridurre la congestione e l'inquinamento in termini di emissioni, rumore e vibrazione, in linea con la proposta della Commissione europea di promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario. A livello nazionale, sarà estesa la rete di alta velocità ferroviaria in tutto il Paese, con particolare riguardo per le regioni del Sud (Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia). È stato istituito un Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane con una dotazione finanziaria di 150 milioni per il triennio 2022- 2024, destinato a finanziare nella misura del 50 per cento la realizzazione di nuove piste ciclabili urbane da parte degli enti locali. È di prossima emanazione un decreto di ripartizione di circa 140 milioni con l'obiettivo di aumentare la sicurezza della rete ciclabile urbana ed ampliarla. L'obiettivo di garantire servizi di trasporto pubblico locale più efficienti e di qualità sarà perseguito anche attraverso il superamento della spesa storica nella ripartizione del Fondo TPL e l'applicazione del costo standard come parametro di riferimento per la remunerazione dei servizi, garantendo più equità nella distribuzione delle risorse e più efficienza nell'erogazione dei servizi, mediante l'applicazione dei benchmark di efficienza determinati dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti. Il Piano Nazionale Strategico per la Mobilità Sostenibile mette a disposizione di regioni, città metropolitane ed enti locali oltre 4 miliardi, di cui 2,2 miliardi già assegnati alle regioni per l'acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, mentre 398 milioni sono assegnati ai 38 comuni che nel biennio 2018-2019 hanno registrato i più alti livelli di inquinamento da PM10 e biossido di azoto, per l'acquisizione di materiale rotabile ad alimentazione elettrica, a metano e a idrogeno. Si darà ulteriore impulso al processo di attuazione del Piano, anche nella prospettiva di sviluppo della filiera di produzione di autobus ad alimentazione alternativa nel nostro Paese. I contesti urbani vanno ripensati anche in una logica di economia circolare, dando nuovo slancio a forme di sharing (ad esempio car e bike sharing ). Si completerà il processo di rinnovo del parco rotabile del servizio ferroviario regionale e si procederà in tempi rapidi al rinnovo dei treni intercity . Il Governo ha assegnato risorse pari complessivamente a 3,7 miliardi, per il completamento di linee metropolitane e per la realizzazione di nuove linee tramviarie e filoviarie in tutto il Paese, mentre 1,3 miliardi saranno assegnati nei prossimi mesi. Sono già disponibili e in corso di assegnazione risorse per il rinnovo sostenibile del parco dei mezzi navali per i collegamenti con le isole minori. Il forte impegno verso una mobilità intelligente ( Smart Mobility ) si tradurrà, in campo infrastrutturale, nell'incentivazione dell'uso delle nuove tecnologie ai fini dello sviluppo delle piattaforme di osservazione e previsione del traffico e per l'applicazione di sistemi di monitoraggio capaci di analizzare lo stato di conservazione delle opere infrastrutturali in modo continuativo. Ulteriore slancio alle priorità nazionali può avvenire dall'accesso ai finanziamenti europei massimizzando le opportunità che si renderanno disponibili nell'ambito del periodo di programmazione 2021-2027 e procedendo all'ulteriore sviluppo delle reti di trasporto transeuropeo, con focus sui progetti transfrontalieri ad alto valore aggiunto e sui progetti in corso di realizzazione lungo le direttrici prioritarie di sviluppo della rete nazionale. Sarà posta grande attenzione alla mobilità delle merci attraverso l'implementazione di un nuovo modello di logistica attento alle esigenze di sostenibilità ambientale. Il sistema degli incentivi del marebonus e del ferrobonus ha dato risultati positivi per lo sviluppo del trasferimento modale delle merci, è stato potenziato nell'ambito del DL Rilancio e dovrà essere proseguito e aggiornato nel rispetto della disciplina e delle procedure comunitarie. Si procederà all'aggiornamento del Piano Nazionale Aeroporti garantendo una forte integrazione tra gli aeroporti e i loro territori in una logica intermodale, tenendo in ogni caso conto dei vincoli internazionali relativi alla riduzione in atmosfera dei gas serra. È in corso di attuazione la riforma delle autorità del sistema portuale e, in campo infrastrutturale, sarà dato un forte impulso agli interventi per migliorare la sostenibilità ambientale dei porti, con azioni qualificate come il piano nazionale per l'elettrificazione delle banchine ( cold-ironing ) con il progetto Porti Verdi. Si proseguirà nella decisione politica e nell'attività amministrativa per sbloccare finanziamenti già disponibili da tempo per programmi di intervento e specifiche opere. Al contempo, in considerazione della necessità di fronteggiare la pandemia e i conseguenti effetti economici, verranno introdotte specifiche deroghe finalizzate, entro un ambito temporale definito, a favorire la ripartenza delle attività nei cantieri sospesi e, al contempo, ridurre i tempi tra l'approvazione dei nuovi progetti, l'aggiudicazione degli appalti e la realizzazione delle opere. Massima priorità sarà attribuita alle manutenzioni ordinarie e straordinarie continuative e sarà rafforzato il sistema della vigilanza sulla sicurezza in una modalità tecnologicamente avanzata; sono prioritari, a questo proposito, i piani per la manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie previsti nell'aggiornamento dei contratti di programma con i gestori delle infrastrutture. In particolare, per la manutenzione di ponti e viadotti sono stati già assegnati all'ANAS circa 4 miliardi, mentre altri 3 miliardi sono stati destinati a province e a Città metropolitane per la manutenzione straordinaria della rete stradale di competenza e 1 miliardo all'ANAS per la manutenzione delle strade provinciali ad essa trasferite. Altri 4,1 miliardi sono in fase di ripartizione per la manutenzione delle strade provinciali. La rete stradale nazionale sarà migliorata al fine di completare le maglie principali con l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza nella circolazione e una maggiore funzionalità delle strade. Con specifico riguardo alle concessioni autostradali, si darà ulteriore impulso al processo di revisione, al fine di garantire una maggiore trasparenza, competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l'interesse pubblico e l'interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti. La rete autostradale dovrà essere adeguata alla progressiva diffusione dei veicoli elettrici, tramite la dotazione di colonnine per la ricarica veloce. Di particolare rilevanza sono anche gli investimenti per le infrastrutture idriche che saranno previsti nel Piano Nazionale per gli interventi nel settore idrico, attraverso il quale si intende garantire la sicurezza e la resilienza dell'approvvigionamento idrico per i settori strategici della vita e dell'economia del Paese (idropotabile, irriguo e idroelettrico/industriale). Il Piano rappresenterà lo strumento principale per il finanziamento di interventi destinati alla realizzazione e/o al mantenimento/ammodernamento del patrimonio nazionale di grandi infrastrutture idriche (dighe, invasi artificiali, derivazioni e principali schemi idrici), in un'ottica di contrasto agli impatti dei cambiamenti climatici in atto e nell'ambito delle politiche di sostenibilità coerenti con il Green New Deal italiano ed europeo. È stato inoltre varato il Piano straordinario di investimenti infrastrutturali anche per incentivare crescita e lavoro al Sud, promuovendo l'adozione e il coordinamento di vari strumenti di intervento quali contratti istituzionali di sviluppo, Zone Economiche Speciali (ZES) e contratti di rete. Obiettivi fondamentali saranno, da un lato, accelerare la realizzazione di progetti strategici tra loro funzionalmente connessi di valorizzazione dei territori, rafforzando il capitale fisico, umano e sociale e, dall'altro, un rinnovato coinvolgimento delle regioni e degli enti locali del Sud. Il Piano operativo agricoltura consentirà anche nel 2020 di proseguire gli investimenti nelle infrastrutture irrigue strategiche per l'agricoltura nazionale, nel finanziamento dei contratti di filiera e di distretto e nella politica forestale nazionale, per la cura di 11 milioni di ettari di boschi. L'Allegato IV "Relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra", predisposta a cura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, illustra lo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, in coerenza con gli obblighi internazionali assunti dall'Italia in sede europea ed internazionale, e sui relativi indirizzi. Il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) presentato a dicembre 2019 punta a contribuire ad un'ampia trasformazione dell'economia del Paese, nella quale la decarbonizzazione, l'economia circolare, l'efficienza e l'uso razionale ed equo delle risorse naturali rappresentano insieme obiettivi e strumenti per un'economia più rispettosa delle persone e dell'ambiente, in un quadro di integrazione dei mercati energetici nazionale nel mercato unico e con adeguata attenzione all'accessibilità dei prezzi e alla sicurezza degli approvvigionamenti e delle forniture. L'Italia intende accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, promuovendo il graduale abbandono del carbone per la generazione elettrica a favore di un mix elettrico basato su una quota crescente di rinnovabili e, per la parte residua, sul gas. L'Italia attuerà le politiche e misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas a effetto serra concordate a livello internazionale ed europeo. Per gli altri comparti, interessati dagli obiettivi fissati con il regolamento Effort Sharing (regolamento (UE) 2018/842), saranno promosse misure che tengano conto del potenziale e dei costi della riduzione delle emissioni; il contributo più significativo sarà comunque rappresentato dal settore trasporti e da quello civile (residenziale e terziario), combinando misure per l'efficienza e l'impiego delle rinnovabili. Riguardo alle rinnovabili, l'Italia ne promuoverà l'ulteriore sviluppo insieme alla tutela e al potenziamento delle produzioni esistenti, se possibile superando l'obiettivo del 30 per cento, posto come contributo da fornire per il raggiungimento dell'obiettivo europeo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta di domani, giovedì 23 luglio 2020, già convocata per le ore 16, è anticipata alle ore 14. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,45. Allegato