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Arbitrato - Ricostruzione di territori colpiti da calamità naturali - Controversie relative all’esecuzione di opere pubbliche già oggetto di compromesso arbitrale - Divieto di devoluzione a collegi arbitrali - Prospettato contrasto con i principî di irretroattività della legge, di certezza del diritto, del giudice naturale e di parità di trattamento, nonché con la tutela dell’autonomia privata - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, in legge 3 agosto 1998, n. 267, e dell'art. 8, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 20 settembre 1999, n. 354, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 25, 41 e 97 della Costituzione, nella parte in cui precludono la devoluzione a collegi arbitrali delle controversie, già oggetto di compromesso arbitrale, relative all'esecuzione di opere pubbliche comprese in programmi di ricostruzione di territori colpiti da calamità naturali. Infatti, a) le censure di violazione dell'art. 3 Cost. sono in tutto analoghe ad altre già dichiarate non fondate; b) le norme censurate non ledono il principio dell'affidamento, poiché non hanno efficacia retroattiva; c) la garanzia costituzionale dell'autonomia contrattuale non è incompatibile con la prefissione di limiti a tutela di interessi generali; d) non è leso il diritto di difesa né il principio del giudice naturale, ma al contrario è fatta puntuale applicazione della norma generale enunciata dall'art. 5 cod. proc. civ.; è inconferente il parametro di cui all'art. 97 Cost., concernente l'organizzazione dei pubblici uffici e l'attività della pubblica amministrazione. - Con riferimento alle censure di violazione dell'art. 3 della Costituzione, v. citata sentenza n. 376/2001.