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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 152 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,34). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Vice Presidente vicario del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sull'omicidio di due agenti di pubblica sicurezza PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Senatori, lo scorso 4 ottobre, all'interno della questura di Trieste, due giovani agenti di polizia hanno perso la vita, dopo essere stati colpiti mentre facevano il proprio dovere. Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, di trentuno e trentaquattro anni, originari rispettivamente di Velletri e di Pozzuoli, si erano sempre contraddistinti per senso del dovere, dedizione, capacità professionale. Due ragazzi definiti sorridenti e generosi, così come sanno essere tutti coloro che svolgono il proprio lavoro con passione e serenità. L'inaudita violenza omicida posta in essere dall'assassino, fermato all'esterno degli uffici e assicurato alla giustizia, ha scosso l'intera Nazione, a partire dai cittadini di Trieste, che per giorni hanno reso omaggio a Matteo e Pierluigi recandosi presso l'ingresso della questura per lasciare fiori, disegni, biglietti, candele. Quest'Assemblea, che è sempre stata vicina alle Forze dell'ordine e alle loro esigenze, si stringe commossa ai nostri eroi della quotidianità. Alle famiglie, agli amici e ai colleghi degli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta e a tutta la Polizia di Stato vada quindi tutta la vicinanza e il cordoglio del Senato della Repubblica. Nel loro ricordo, invito l'Assemblea ad un minuto di raccoglimento. (Il Presidente e l'Assemblea osservano un minuto di silenzio). Sulla scomparsa di Valentino Perdonà FERRO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, la settimana scorsa a Verona è venuto a mancare l'onorevole professor Valentino Perdonà, classe 1915, centoquattro anni di età; era il più longevo degli ex parlamentari. È mancato a Verona, sua città di origine. È stato deputato per la Democrazia Cristiana per ben quattro legislature, la seconda, la terza, la quinta e la sesta. Veniva da una famiglia modesta, composta di dodici figli. Non poté completare la maturità magistrale perché non avevano risorse in casa e prese la maturità andando a scuola di sera; nel 1934 consegue anche la maturità classica. Si laurea in lettere all'Università di Padova e durante la guerra, tra il 1942 e il 1945, consegue la seconda laurea in giurisprudenza presso l'Università di Bari, durante il servizio militare. Conseguirà altresì la terza laurea in farmacia all'Università di Parma nel 1948. È sotto le armi durante la Seconda guerra mondiale come ufficiale di fanteria. Passerà sei anni sotto le armi, alcuni dei quali sul fronte occidentale, altri in Russia e in Jugoslavia. Dopo l'8 settembre aderisce al Corpo di liberazione nazionale. Terminata la guerra, si dedica all'insegnamento in varie scuole superiori della provincia di Verona, fino ad arrivare ad essere prima vice preside e poi preside di un istituto magistrale. Ma la politica era la sua vera passione. Ha sempre, fino all'ultimo e con assoluta coerenza, ispirato tutta la sua azione politica alla dottrina sociale della Chiesa: presidente provinciale dell'Azione cattolica, eletto consigliere comunale e poi assessore del Comune di Verona, dal 1954 al 1980 è ininterrottamente presidente dell'Unione Comuni veronesi. È stato sindaco del Comune di Soave dal 1956 al 1970 e dal 1970 al 1985 consigliere comunale di Caldiero, paese dove ho ricoperto il ruolo di sindaco. In Parlamento, durante le sue quattro legislature, fu componente delle Commissioni istruzione, finanze e bilancio. È stato altresì il primo presidente dell'Unità sanitaria locale dell'est veronese e, fino a pochi anni fa, componente del consiglio di amministrazione della Cattolica assicurazioni. Era un galantuomo con la schiena dritta, intransigente con se stesso ma anche con chi si trovava a collaborare con lui. La fedeltà agli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa era la linea guida che ispirava tutta la sua azione politica. Con il professor Vecchiato contribuì alla nascita dell'Università di Verona, appoggiando con convinzione l'Istituto superiore di scienze storiche «Ludovico Antonio Muratori». Se posso riassumere in poche parole tutto ciò che è stato l'onorevole Valentino Perdonà direi che era un uomo dalla fede incrollabile, aveva un altissimo valore della famiglia, riconosceva un'importanza fondamentale allo studio e credeva nell'impegno personale per far andare meglio tutte le cose. Grazie, onorevole Perdonà, per quanto hai fatto al servizio delle istituzioni, della nostra città e della nostra Provincia. Grazie, Presidente, per avermi dato l'opportunità di ricordarlo. (Applausi) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Socrate-Mallardo» di Marano di Napoli, in provincia di Napoli, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Sulla scomparsa di Giorgio Squinzi CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, anch'io, approfittando della sua personale cortesia e di quella dei colleghi vorrei ricordare che ieri abbiamo accompagnato al Duomo di Milano, per l'ultimo saluto, una personalità che ritengo sia stata quella di un grande italiano: Giorgio Squinzi. (Applausi) . Egli è stato non solo presidente della Confindustria ma anche un grande e coraggioso uomo d'industria, un uomo di sport, un uomo che ha fatto tanto per il volontariato e per il prossimo. Credo che la commozione generale che c'era ieri in un Duomo di Milano strapieno sia la dimostrazione più veritiera di ciò che è stato questo signore durante la sua vita. Credo che sia giusto che nel Resoconto stenografico del Senato di oggi, accanto ad altri doverosi ricordi, figuri quello di Giorgio Squinzi che se lo è veramente meritato tutto per il cammino che ha fatto in questa vita. (Applausi) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha approvato modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 30 ottobre 2019. Nella giornata di oggi sarà discusso il disegno di legge sul distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche, al termine del quale la seduta sarà tolta per consentire i lavori delle Commissioni sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2019. La discussione della Nota di aggiornamento avrà luogo domani, a partire dalle ore 9,30. La seduta sarà sospesa dalle ore 13,30 alle ore 15. I Capigruppo hanno altresì convenuto di attribuire un tempo aggiuntivo per le dichiarazioni di voto rispetto alla ripartizione già pubblicata. Il calendario della settimana prevede altresì la discussione della ratifica della Convenzione di Faro sul patrimonio culturale e il question time alle ore 15 di giovedì 10, con la presenza dei Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e delle politiche giovanili e dello sport. Il calendario della prossima settimana prevede la discussione del decreto-legge sulla tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali e, nella giornata di mercoledì 16, alle ore 10,30, le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sul Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Saranno inoltre discussi, ove concluso dalla Commissione, il documento istitutivo di una Commissione monocamerale di inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro e la mozione Segre ed altri sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo. Resta confermato il question time di giovedì 17, alle ore 15. La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. L'Assemblea terrà seduta solamente qualora sia necessario proseguire la discussione del decreto-legge sulla tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali. Nella settimana dal 29 al 30 ottobre sarà discusso il decreto-legge sul riordino dei Ministeri. I Capigruppo hanno altresì convenuto che, nella giornata di martedì 22 ottobre, alle ore 15, si procederà all'elezione delle cariche vacanti negli Uffici di Presidenza delle Commissioni. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 30 ottobre 2019: Martedì 8 ottobre 16,30-20 - Disegno di legge n. 1144 e connessi - Distacco comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e aggregazione alla regione Emilia-Romagna (approvato dalla Camera dei deputati) - Doc . LVII, n. 2- bis - Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 (mercoledì 9, ore 9,30) - Disegni di legge nn. 257 e 702 - Ratifica della Convenzione di Faro sul patrimonio culturale - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 10, ore 15) Mercoledì 9 " 9,30 Giovedì 10 " 9,30-20 Le proposte di risoluzione sul documento LVII, n. 2- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019) dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione generale. Gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo dovranno essere presentati entro mezz'ora dall'espressione del parere. Martedì 15 ottobre 16,30-20 - Disegno di legge n. 1476 - Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali (scade il 3 novembre) - Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (mercoledì 16, ore 10,30) - Doc . XXII, n. 4 - Istituzione di una Commissione monocamerale d'inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento del lavoro (dalla sede redigente) (ove concluso dalla Commissione) - Mozione n. 136, Segre ed altri, sull'istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 17, ore 15) Mercoledì 16 " 10,30-20 Giovedì 17 " 9,30-20 La settimana dal 21 al 25 ottobre sarà riservata ai lavori delle Commissioni. L'Assemblea terrà seduta nel solo caso in cui sia necessario proseguire la discussione del disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali). Martedì 29 ottobre 16,30-20 - Disegno di legge n. 1493 - Decreto-legge n. 104, Riordino ministeri (scade il 20 novembre) Mercoledì 30 " 9,30 Il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. 1493 (Decreto-legge n. 104, Riordino ministeri) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc . LVII, n. 2- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019) (7 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui: M5S 1h 9' FI-BP 47' L-SP-PSd'Az 46' PD 36' FdI 27' IV-PSI 26' Misto 26' Aut (SVP-PATT, UV) 23' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1476 (Decreto-legge n. 101, Tutela lavoro e risoluzione crisi aziendali) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 36' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' IV-PSI 37' Misto 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 41' FI-BP 29' L-SP-PSd'Az 28' PD 22' FdI 16' IV-PSI 15' Misto 15 Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1493 (Decreto-legge n. 104, Riordino Ministeri) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatore 1h Governo 1h Votazioni 1h Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1h 36' FI-BP 1h 6' L-SP-PSd'Az 1h 4' PD 51' FdI 38' IV-PSI 37' Misto 36' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Discussione e rinvio in Commissione dei disegni di legge: Doc 1144 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione Deputato IEZZI ed altri. - (Approvato dalla Camera dei deputati) Doc 720 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione BARBONI ed altri. - Doc 959 Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione CROATTI. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1144, già approvato dalla Camera dei deputati, 720 e 959. Il relatore, senatore Grassi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. GRASSI, relatore . Signor Presidente, il presente disegno di legge reca il distacco dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e la loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini. La Commissione affari costituzionali del Senato, il 23 luglio, ha licenziato il provvedimento, nel medesimo testo approvato alla Camera dei deputati il 12 marzo scorso, con conseguente assorbimento dei disegni di legge connessi n. 720 e n. 959, già esaminati congiuntamente. La richiesta di distacco è stata sottoposta a referendum, indetto, con decreto del Presidente della Repubblica, per il 24 e 25 giugno del 2007, dunque ben dodici anni fa, ed è risultata approvata in entrambi i Comuni. Tuttavia, mentre la Regione Emilia-Romagna ha espresso il proprio orientamento favorevole sulla proposta di tale aggregazione, con la risoluzione del 17 aprile 2012 dell'Assemblea legislativa, la Regione Marche si è espressa negativamente, con l'approvazione della mozione n. 492, nella seduta del Consiglio regionale n. 128 del 16 aprile 2019. In quest'ultimo atto di indirizzo, la contrarietà alla proposta è stata argomentata con il superamento dell'esito referendario del 2007, perché nei dodici anni nel frattempo trascorsi si sarebbe determinata una naturale evoluzione demografica e culturale e dunque un superamento della posizione referendaria. Va però sottolineato che il parere della Regione Marche è stato espresso solo dopo l'approvazione del disegno di legge in prima lettura da parte della Camera dei deputati. Per lungo tempo, infatti, la Regione non ha ritenuto di fornire riscontro alla richiesta di parere da parte del Ministro per gli affari regionali. Anche nella legislatura corrente la Presidenza della Commissione affari costituzionali della Camera, prima di avviare il dibattito sul procedimento, ha ulteriormente sollecitato il Consiglio regionale ad esprimersi, ai sensi dell'articolo 132, comma 2, della Costituzione. In risposta, il presidente del Consiglio marchigiano, tuttavia, ha segnalato l'impossibilità di giungere all'espressione del parere, in ragione della asserita non attendibilità degli esiti di una consultazione referendaria che si è tenuta ben dodici anni orsono. Così la Camera dei deputati ha deciso di proseguire l'esame in assenza del parere prescritto. Prima di una sommaria analisi del provvedimento, desidero sottolineare che l'esame in Commissione si è svolto con grande attenzione per tutti gli interessi in gioco. I componenti della Commissione avevano ben chiaro che il referendum si è svolto alcuni anni fa. Per questa ragione, l'esame è stato particolarmente approfondito e, va evidenziato, con la disponibilità di tutte le forze politiche a rinvenire una soluzione oggettivamente equa, in quanto, mi preme sottolinearlo, il tema è scevro da valutazioni politiche. L'attuazione della volontà referendaria deve essere valutata senza alcun condizionamento politico. Qui il tema si riduce ad una semplice questione: questi referendum hanno un termine oltre il quale non vanno più considerati validi? La Commissione si è preoccupata di considerare questo profilo con la massima attenzione. Per questa ragione, mi compiaccio di esporre a quest'Assemblea che il lavoro svolto è stato esaustivo e completo. In ordine al contenuto, il presente disegno di legge si compone di soli tre articoli. Nello specifico, l'articolo 1 dispone il distacco e l'aggregazione dei Comuni di cui stiamo parlando. Non do conto, per brevità, degli articoli successivi in quanto contengono esclusivamente disposizioni di attuazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e del senatore Collina). *VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, voglio ringraziare anche il relatore Grassi per il suo intervento. In realtà, signor Presidente, noi chiediamo di sospendere l'esame di questo provvedimento e di rinviarlo nella Commissione competente. Lo facciamo, signor Presidente, come lei sa, ai sensi dell'articolo 93, comma 6, del Regolamento del Senato. Io, per rispetto di una tematica molto controversa e per la questione sospensiva che sto illustrando, non voglio entrare adesso, in questa fase, nel dettaglio del merito di questo disegno di legge e, quindi, di questo provvedimento. Signor Presidente, io voglio, invece, dare ragione dei motivi che, secondo noi, sostanziano la necessità - e rimarco il termine «necessità» - di un esame più approfondito del provvedimento. Queste motivazioni sono contenute nella relazione, molto accurata, che il senatore Grassi ha svolto poco fa. Io mi limiterò a sottolineare alcune parti della sua relazione. La prima: è un provvedimento delicatissimo. È un provvedimento controverso, come fu controversa anche la richiesta, fatta a suo tempo, molti anni fa. Diceva il senatore Grassi che i referendum si sono svolti nel giugno del 2007, quindi più di dodici anni fa e quindi davvero un'era fa dal punto di vista politico e sociale, anche in virtù delle trasformazioni velocissime che caratterizzano questi anni. È un provvedimento delicato perché riscrive i confini di due Province e di due Regioni in maniera avulsa da quella che è una riforma complessiva e ragionata, che abbia anche il rango di una vera e propria riforma costituzionale o parlamentare. Naturalmente, so bene - lo dico con il massimo del rispetto verso quell'esito referendario - che questo procedimento è figlio dell'articolo 132 della nostra Costituzione, ma il tema, così come è stato rimarcato, è proprio questo: se quei referendum , già allora molto controversi, che già allora, più di dodici anni fa, nel giugno 2007, passarono per una manciata di voti, in uno dei due Comuni per poco più del 50 per cento, abbiano ancora oggi una validità, nel momento in cui - questo è il terzo punto che voglio evidenziare, come è stato fatto dal relatore - è mutato senza dubbio il contesto politico. Prima del 2007 c'era stato il passaggio di alcuni Comuni della Valmarecchia verso la Provincia di Rimini e le argomentazioni alla base di quel passaggio, in questi anni, sono state in larga parte contraddette. Sono mutati la condizione sociale, il corpo elettorale, ed anche la composizione sociale dei nostri territori. C'è un elemento, in aggiunta a questo: l'articolo 132 prevede che ci sia l'espressione di entrambi i Consigli regionali, quindi non, in questo caso, del Governo, che è espressione di una maggioranza che ha un colore politico, ma di un Consiglio regionale che rappresenta tutte le forze politiche, l'interezza del corpo elettorale di una Regione, a prescindere dalle parti politiche. L'Assemblea legislativa della Regione Marche ha espresso un parere nettamente negativo a questo distacco per le motivazioni che prima ho accennato in titolo e che adesso, per stare a quanto detto prima, non voglio riassumere nel dettaglio. Queste sono le motivazioni, colleghi, per le quali noi chiediamo che ci possa essere un approfondimento, che la discussione possa riavviarsi e che possa anche continuare quel lavoro - sicuramente di questo do atto al relatore, al Presidente e a tutti i membri della 1 a Commissione - che ha visto un importante percorso di audizioni a fronte del quale, però, c'è stata invece una mancanza nel dibattito politico in Commissione. Voglio ricordare al relatore e ai componenti della Commissione che in quella Commissione, a un certo punto, si è deciso di forzare quel dibattito, di non avere i tempi necessari ad esperire tutte le argomentazioni emerse dal ciclo di audizioni di un provvedimento così delicato e controverso, così impattante dal punto di vista degli standard occupazionali, dei servizi essenziali sanitari e scolastici, dal punto di vista dello sviluppo economico e della crescita complessiva di entrambi i territori, perché si è deciso di procedere, ad esempio, senza che la Commissione avesse cognizione di causa del parere della Commissione bilancio, che è arrivato solo successivamente, signor Presidente. Quella forzatura, la mancanza di quel parere che rappresenta un elemento fondamentale di merito nel dibattito in Commissione, è certamente una questione sostanziale, il quinto punto che io porto per sostenere la richiesta che noi facciamo perché si possa invece affrontare in Aula questo provvedimento solo dopo averlo affrontato in maniera esauriente all'interno della Commissione. Per questo, Presidente, chiediamo il rinvio in Commissione a norma di Regolamento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Avverto che sulla questione sospensiva si svolgerà una discussione, nella quale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, con la richiesta di ritorno in Commissione del disegno di legge di distacco dei due Comuni dalle Marche e loro aggregazione all'Emilia-Romagna, avanzata dal collega Verducci con motivi pretestuosi, si certifica oggi la presa in giro da parte della maggioranza nei confronti delle comunità di Sassofeltrio e di Montecopiolo (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . Quei cittadini oggi vengono ulteriormente beffati dopo il rinvio dello scorso 25 settembre. Quello che sta succedendo è evidente a tutti: ai colleghi Croatti e Coltorti, che il primo di agosto si erano precipitati in tribuna a rassicurare i sindaci dei due Comuni e i rappresentanti del comitato per il distacco, vorrei dire che il MoVimento 5 Stelle subisce il ricatto del Partito Democratico (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) ;anzi, deve sottostare ai giochetti e ai capricci di un parlamentare del Partito Democratico marchigiano che oggi è membro del Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Viene così umiliata la volontà popolare espressa nel lontano giugno 2007 dalle due comunità, con il referendum che si è tenuto ai sensi dell'articolo 132, comma secondo, della Costituzione, che ha visto una grandissima partecipazione e ha registrato l'84 per cento di voti per il distacco. Peraltro, tale volontà è stata riconfermata anche lo scorso giugno dai due consigli comunali chiamati a esprimersi proprio per un ordine del giorno presentato dal collega Calderoli in Commissione affari costituzionali. Collega Verducci, le condizioni non sono cambiate: i cittadini di questi due Comuni vogliono accedere in Provincia di Rimini ai servizi scolastici e alle cure che le amministrazioni marchigiane del Partito Democratico non sono mai state in grado di garantire, incapaci di colmare vuoti per oltre dodici anni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . A dodici anni dal referendum la richiesta di un rinvio sine die in Commissione è un gesto arrogante e prepotente. Se il motivo è il fatto che in quei due paesi girano delle petizioni, rilevo che i cittadini di quelle realtà sostengono che quelle petizioni sono farlocche e viene loro estorta la firma; peraltro, tali petizioni sono state denunciate anche alla procura della Repubblica. A chi dice - come anche il senatore De Bertoldi lo scorso 25 settembre - che il referendum si è tenuto dodici anni fa ed è vecchio, io rispondo con quanto afferma la Corte costituzionale: l' iter è composto di due fasi, quella consultiva che si è tenuta dodici anni fa, e poi quella parlamentare in cui Camera e Senato hanno l'obbligo di esprimersi in ordine a quel referendum . Ripeto quindi che per la Lega la volontà popolare è sacra. Voi del Partito Democratico e aggiungo anche voi del MoVimento 5 Stelle dovevate fermare il distacco dei due Comuni con il convincimento, con i servizi che in questi anni voi avete fatto mancare, e non con vergognosi giochi politici che negano il diritto costituzionale dei loro cittadini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per questo motivo il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione si dichiara contro la proposta del collega Verducci e, quindi, chiede che il disegno di legge venga discusso subito nell'Aula di Palazzo Madama. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei intanto ringraziare per la competenza e la dovizia di particolari il collega Grassi, relatore del provvedimento in esame, e soprattutto per la bravura con la quale è intervenuto in Aula. Egli ha spiegato perfettamente, da giurista qual è, come sono andati i fatti in Commissione e, in particolare, che la Commissione stessa ha sviscerato in lungo e in largo tutte le problematiche legate a questo provvedimento che riguarda due Comuni che intendono, dopo aver effettuato un referendum a cui ha partecipato la popolazione, aggregarsi alla Regione Emilia-Romagna. Ebbene, colleghi, questa vicenda è esattamente lo specchio di come purtroppo vanno avanti le cose nel nostro Paese. Se è vero che esiste la possibilità, a favore di una popolazione locale attraverso un referendum , di stabilire se stare in una Regione piuttosto che in un'altra, allora bisogna fare in modo che le istituzioni rispettino quanto è previsto dalle norme. Purtroppo questo non è accaduto perché, mentre la Regione Emilia-Romagna ha subito preso atto del risultato referendario, la Regione Marche ha invece fatto di tutto per rallentare l' iter del provvedimento, addirittura attraverso l'ostruzionismo e oggi con la proposta, per mezzo di un senatore, di rimandare il testo in Commissione, nell'ambito della quale - lo ha spiegato bene il collega Grassi - tutta l'istruttoria è stata già svolta. Colleghi, smettiamola con questa storia: il referendum è stato svolto e il popolo dei due Comuni interessati si è già espresso in modo chiaro e inequivocabile. Il fatto che sia trascorso del tempo non è colpa certo dei loro abitanti, i quali hanno enormi difficoltà - me lo hanno ricordato i colleghi Malan e Barboni - a raggiungere - per esempio - gli ospedali più vicini e, pertanto, hanno bisogno di aggregarsi a quella Regione perché tutto sarà più semplice anche in termini di erogazione dei servizi. Aderisco, quindi, a quanto detto poco fa dal collega Arrigoni per conto della Lega. Anche Forza Italia esprime l'assoluta contrarietà a che questo provvedimento torni in Commissione. Quanto è stato fatto in quella sede è anche troppo. Non bisogna fare in modo che il Parlamento sfugga alle proprie responsabilità. È pur vero che oggi è una giornata di lutto, perché l'attuale legislatura sta dando un colpo grave alla democrazia rappresentativa riducendo i suoi rappresentanti con il taglio delle "poltrone" (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) , che è una cosa gravissima rispetto al valore della Costituzione. Anche il provvedimento in esame, sia pure in misura minore, dà un ulteriore colpo alla democrazia rappresentativa. Se il referendum c'è stato e la popolazione dei due Comuni si è espressa, questo Parlamento ha il dovere nel più breve tempo possibile di esprimersi e fare in modo che i due Comuni - come peraltro è avvenuto per altri sette negli anni passati - si aggreghino, così come vuole la popolazione, alla Regione Emilia-Romagna. Voteremo quindi con grande volontà e soprattutto con grande convinzione in senso contrario a che il provvedimento torni in Commissione. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, prendo la parola sul tema di cui stiamo discutendo questa sera per dire che noi qui oggi non dobbiamo entrare nel merito; noi oggi dobbiamo semplicemente pronunciarci e dire se siamo a favore o contro un supplemento di istruttoria sul provvedimento in esame. Non voglio entrare quindi nel merito - ripeto - ma voglio domandare a me stesso, e magari anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che prestano una particolare attenzione al tema della democrazia diretta, se non sia il caso di capire meglio in Commissione se, dopo quasi dodici anni e mezzo, non sia il caso di rivedere delle posizioni, rimettendo la parola non a noi, ma al popolo che deve decidere quale destino vuole avere. Infatti, cari amici e alleati della Lega e di Forza Italia, se per oltre dodici anni non ci siamo e non vi siete occupati di questo «grave problema»; se per oltre dodici anni avete lasciato nei cassetti il referendum di questi due Comuni, mi domando che fretta ci sia oggi di dare attuazione a quel referendum , che aveva un corpo elettorale nettamente diverso da quello odierno, con condizioni socio-economiche e geografiche completamente differenti da quelle attuali. Non so quale sia oggi la volontà delle popolazioni di questi Comuni. Tuttavia, dal momento che credo nella democrazia, reputo che sia giusto rinviare il provvedimento in Commissione, svolgere degli approfondimenti e, soprattutto, ridare la parola ai due Comuni interessati affinché oggi - e non dodici anni fa - possano esprimersi. Questa è la posizione di Fratelli d'Italia che - ribadisco - non vuole entrare nel merito, non vuole sostituirsi ai cittadini dei due Comuni, ma vuole dare loro la parola, con la possibilità di esprimere oggi la volontà di rimanere nelle Marche o di passare alla Regione Emilia-Romagna. (Applausi dal Gruppo FdI) . PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, ho ascoltato poco fa il collega Arrigoni della Lega affermare che il MoVimento 5 Stelle sarebbe stato sotto ricatto del Partito Democratico rispetto alla questione del rinvio in Commissione del provvedimento in esame, secondo quanto previsto peraltro dal Regolamento. Mi rivolgo dunque al collega Arrigoni per dire che qui non c'è nessun ricatto, come non c'era - se mi si consente - nel momento in cui la Lega chiese il rinvio in Commissione del testo della Convenzione di Faro per esame e approfondimenti. (Applausi dal Gruppo M5S) . In quell'occasione il nostro capogruppo, senatore Patuanelli, dichiarò di non avere alcun problema ad andare direttamente in Aula; tuttavia, acconsentì alla richiesta di approfondimento della Lega motivata - mi pare - dal fatto che la Convenzione non fosse stata sottoscritta da tutti i Paesi. Il mio invito, dunque, è a sgombrare il campo da qualsiasi ipotesi di ricatto e dal riferimento a situazioni cogenti, insopportabili e a cittadini traditi, perché tutto questo appartiene a una retorica che non aderisce invece alla dignità e alla forza dell'istituto referendario che, come MoVimento 5 Stelle, non abbiamo mai messo e mai metteremo in discussione. Naturalmente qui si sta chiedendo con grande ragionevolezza - non siamo noi a chiederlo, ma non ci opporremo - di tornare in Commissione perché evidentemente questo provvedimento, nato sotto il precedente Esecutivo, deve affrontare anche nella nuova compagine di Governo una discussione per la composizione dei reciproci punti di vista. Non mi sembra scandaloso: sono state spiegate anche le motivazioni da parte del relatore, il cui punto di vista è frutto dell'istruttoria ed è testimonianza di quanto è avvenuto in Commissione. Non rinneghiamo il nostro voto che, dopo essere stato favorevole in Commissione, lo sarà probabilmente anche in Aula. Non mi sembra però veritiero rispetto al discorso che facciamo cercare di far passare il rinvio in Commissione del provvedimento come qualcosa di grosso, come un tradimento o un grave torto nei confronti dei cittadini. Ci tengo anche a precisare che già all'epoca in Commissione venne fuori un quadro che non era proprio lineare, nel senso che, nonostante tutto, c'era una parte della cittadinanza - non era più quella che chiese il referendum , perché una serie di persone oggettivamente non c'era più - che era contraria. La Commissione quindi non si è inventata un quadro complesso: il quadro complesso c'era. È stata presa una decisione e oggi si chiede un rinvio in Commissione. Nulla di strano, nessun ricatto e grande rispetto per l'articolo 132 della Costituzione, che rivendichiamo. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Parrini) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 6, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione sospensiva avanzata dal senatore Verducci. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ROJC (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di poter prendere la parola in Assemblea perché credo doveroso e giusto che la tragica morte dell'agente scelto Pierluigi Rotta e dell'agente semplice Matteo Demenego sia ricordata e onorata dal Senato della Repubblica - come lei ha già fatto - in nome di tutti i cittadini italiani, ma anche da chi, come me, è triestino. Nella mia città abbiamo seguito con angoscia i primi momenti di un fatto che credevamo impossibile. Siamo rimasti increduli di fronte alla conferma di una sparatoria nel centro, dentro la questura; attoniti abbiamo via, via preso consapevolezza delle due vite spezzate, di un terzo poliziotto ferito e di altre possibili vittime evitate dall'intervento determinato degli agenti accorsi. Difficilmente il colpo avrebbe potuto essere più doloroso. La città tutta si è sentita colpita al cuore, ferita nel sentimento di comunità che quei due giovani rappresentano, perché le loro divise sono il punto di contatto concreto tra le istituzioni e il cittadino; sono la protezione dalle minacce, la difesa che invochiamo quando siamo in pericolo. Pierluigi Rotta e Matteo Demenego erano il volto dello Stato in mezzo a noi. Da poco caduti, nella città si è propagato un vuoto sgomento, come un'onda, un silenzio pesantissimo e quasi intollerabile. Trieste ha subito risposto compatta e civile. I colleghi di tutte le Forze dell'ordine hanno portato il loro cordoglio e l'affetto davanti alla questura; le famiglie hanno accompagnato i bambini a portare un fiore o un disegno e la solidarietà si è diffusa attraverso l'Italia, con un contagio fatto di piccoli gesti e di manifestazioni pubbliche. Voglio ringraziare il questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, che anche nelle fasi più drammatiche è stato un saldissimo riferimento per i suoi uomini e - vorrei dire - per tutti i triestini. Abbiamo fatto il possibile per far loro sentire la nostra vicinanza. La sicurezza non è né di destra, né di sinistra. Il nostro Governo saprà giustamente valorizzare l'impegno e la dedizione delle donne e degli uomini delle Forze di polizia e di tutte le Forze dell'ordine. Vigileremo: questo è un impegno che dobbiamo prendere affinché l'attenzione resti viva e concreta, senza mezzi termini. Ma in questi giorni non calpestiamo con il tumulto delle parole il doveroso rispetto che tutti siamo chiamati ad avere di fronte alla morte: permettiamo che vincano il pudore e la pietà; aspettiamo almeno che i figli siano restituiti alle madri per gli estremi riti. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, ci sono ancora quattro bambini dispersi nel nostro mare, il Mare Mediterraneo, a poche miglia dalla nostra costa. E sono dispersi da troppe ore, Presidente, e sappiamo che non torneranno, che non riabbracceranno i loro fratelli, i loro padri e le loro madri, molti dei quali ancora dispersi; alcuni corpi sono stati recuperati senza più vita nel naufragio avvenuto nella notte di lunedì. Loro avranno almeno risparmiato lo strazio di questa ennesima tragedia, di questa ennesima ecatombe, di questa vergogna senza fine che annovera un'altra giornata di lutto per il Mediterraneo, per l'Africa, per l'Europa, per l'Italia. Presidente, dobbiamo ringraziare la Guardia costiera italiana per aver salvato - come ha potuto, come abbiamo letto nella cronaca tremenda di quelle ore - vite in quella notte così buia, col mare in tempesta, ed evitato che il dolore fosse ancora più grande e più insostenibile. Dobbiamo però sapere e dire, Presidente, che questa strage è dovuta anche a leggi sbagliate, alla criminalizzazione delle organizzazioni non governative, al sequestro delle loro navi. È figlia di una politica cieca e controproducente che ha interrotto le missioni di salvataggio e di soccorso internazionale, che ha cancellato i corridoi umanitari e ha invece affidato la gestione di parte dei flussi alla famigerata Guardia costiera libica, di cui alcuni esponenti, tra cui il famigerato Bija, sono accusati dall'ONU e dalla Corte di giustizia internazionale dell'Aia di essere a capo della tratta degli schiavi su e giù per il Mediterraneo. Si dice che non dovevano essere su quel barchino: è vero, ma si fa finta di non vedere da dove fuggivano e perché lo hanno fatto: da guerre e torture indicibili, spesso armate dall'Occidente; da carestie, cataclismi ambientali dovuti al modello di sviluppo occidentale; da campi lager , come quello in Libia, tollerati ipocritamente dall'Occidente. Abbiamo il dovere morale, prima che politico, di cancellare leggi sbagliate, quelle che ipocritamente vengono definite decreti sicurezza e sono invece leggi disumane perché impediscono il soccorso, violano e sfregiano le leggi dell'uomo e il codice del mare. Quelle leggi non portano sicurezza, ma causano morte e illegalità. In quei bambini dispersi, che resteranno bambini per l'eternità, nei corpi degli uomini e delle donne, senza più vita in grembo, ci siamo anche noi, c'è un pezzo di noi, perché ognuno di noi è un migrante in cerca di futuro e di possibilità e non possiamo far finta di niente. Non possiamo chiudere gli occhi. Non possiamo ignorare, Presidente, perché chi lo fa è complice. Non possiamo e non vogliamo esserlo una volta di più, mai più. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo attenzione perché farò fatica a fare questo intervento. Siamo a tre donne vittime di femminicidio quest'anno solo a Bergamo, la mia provincia; dieci in tre anni e tredici tentativi solo in una Provincia. «Non sono così forte! Ho paura, mamma». Così ha scritto la maggiore dei figli dell'ultima vittima, due giorni fa, sedici anni. La mamma è Zina Solonari, mamma tre volte, morta ammazzata a trentasei anni da un marito impazzito, che l'ha sorpresa sulla soglia di casa al ritorno da un lavoro di cameriera che non voleva che svolgesse, spaventato dalla sua autonomia. Quando una donna viene uccisa la vittima non è solo lei: con lei diventano vittime i suoi figli, condannati a un ergastolo, senza sbarre e senza riduzione di pena, alla più ingiusta delle pene, da innocenti. «Ciao mamma, ora sei lontana, troppo lontana. È tutto così ingiusto. (...) Sono a pezzi. (...) Eri la donna più importante della mia vita». Zina: due denunce (una il 23 settembre e l'altra il 2 ottobre) non sono servite a salvarle la vita. «Mamma. Una bellissima parola che ora, quando la sento, mi fa fermare il fiato». Sedici, dodici e otto anni l'età dei suoi figli. «Questa notte una parte di me è morta: una brutta parola, orribile direi. Avrei voluto svegliarmi e averti accanto a me». Abbiamo una Commissione di inchiesta sul femminicidio, sono state adottate riforme ed emanato il codice rosso e interveniamo ogni volta che una donna muore. Bene adottare riforme ma, se sono a costo zero, senza risorse economiche e umane, rischiano di rimanere solo sulla carta. Abbiamo e abbia il coraggio oggi questo Governo di rinunciare - per esempio - al reddito di cittadinanza - per i giovani, secondo noi, è immorale - e destini le risorse al personale delle Forze dell'ordine e dei tribunali, nonché alle associazioni per le loro sedi, affinché possano attivare sezioni dedicate. Le parole stanno a zero. Presenteremo un emendamento al disegno di legge di bilancio e spero con tutto il cuore che sarà sostenuto da tutti noi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, desidero intervenire oggi in Assemblea - così come ho fatto nello scorso mese di luglio - per una mancanza e negligenza del Governo regionale siciliano presieduto dall'onorevole Nello Musumeci. Purtroppo stiamo raggiungendo l'ultima data utile - il 27 ottobre - per poter sanare e rendere di nuovo vigente il piano paesaggistico dell'Ambito 9 in Provincia di Messina. Sembra che, a oggi, il presidente Musumeci non abbia ancora sanato questo vizio - a quanto pare, manca solo una firma - e non abbia intenzione di farlo. Questo lascerebbe scoperta una zona molto depressa dal punto di vista ambientale come quella della Valle del Mela, che invece ha bisogno di particolari attenzioni. Inoltre, sembra che il Governo regionale abbia smarrito la documentazione necessaria per le bonifiche dei SIN di Milazzo, Gela e Priolo, mettendo così a rischio 64 milioni di finanziamenti per il risanamento. Credo che queste due mancanze siano gravi e ci auguriamo che il Governo regionale possa presto provvedere. (Applausi dal Gruppo M5S) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, l'intervento di quest'oggi ha lo scopo di accendere i riflettori su una vicenda incresciosa, che persiste nel territorio che rappresento e che riguarda il servizio sanitario inerente le vaccinazioni. Stiamo quindi parlando di un servizio necessario, il cui malfunzionamento determina file e attese estenuanti. Specifico, soprattutto, che i fruitori di tale servizio sono neonati, bambini e ragazzi e che spesso le file risultano vane, già alle ore 5 del mattino. Questo è quanto accade nel mio territorio. Mi riferisco, nella fattispecie, all'ambulatorio vaccinale di San Giuseppe Jato, che accoglie, a parte lo stesso Comune, anche i Comuni di San Cipirello, Camporeale e, a intermittenza, Piana degli Albanesi. Si tratta di un caso emblematico di un'intera Regione, la Sicilia. È una vera emergenza. Tale servizio viene erogato nella sola giornata di mercoledì dalle ore 9 alle ore 12, ma spesso la chiusura viene pure anticipata e si registra la mancanza di personale, poiché quello a disposizione è caratterizzato dalla presenza di un solo medico e di due infermieri. Inoltre, a questo si aggiungono l'indisponibilità dei vaccini per tutti e la mancanza del cotone idrofilo per disinfettare gli aghi delle siringhe. È chiaro che questo stato delle cose inficia l'articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana, che tutela la salute come fondamentale diritto per la persona e di interesse della collettività. Vorrei però soffermarmi sull'ultima parte, che recita come segue: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Preciso inoltre, signor Presidente, che a quest'intervento seguirà un'interrogazione parlamentare al Ministro della salute, per capire come intende procedere, e parimenti il collega alla Regione, membro della Commissione sanità, Salvatore Siracusa, già sta provvedendo. (Applausi dal Gruppo M5S). Per fatto personale DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire per segnalare quanto accaduto nel corso della seduta del 25 settembre 2019. Ricorderete come, nel corso degli interventi di fine seduta, i colleghi senatori della Lega abbiano occupato i banchi del Governo, al fine di impedire il corretto svolgimento dell'attività parlamentare. Una volta presa la parola, richiamavo l'attenzione del Presidente di turno e del senatore Alberto Bagnai su un tema estremamente delicato, quello della sicurezza sismica degli edifici scolastici. Lo facevo in considerazione della veste accademica ricoperta dal senatore Bagnai, poiché la delicata problematica riguarda anche l'edilizia universitaria. Successivamente, il senatore Bagnai interveniva per fatto personale, usando espressioni gravemente offensive, tanto da destare - per esempio - lo sdegno del senatore Zanda - lo ringrazio - intervenuto successivamente, purtroppo nel silenzio della Presidenza. In particolare, il senatore Bagnai, rivolgendosi nei miei confronti, affermava quanto segue: «Abbiamo avuto da un collega del suo Gruppo un'indicazione chiara di che cosa sia la professione del collega Di Nicola in Italia, cioè quella di giornalista: propalatore di notizie false». Ora, c'è un aspetto nelle affermazioni del senatore Bagnai che reputo lesivo della mia onorabilità personale, ma ce n'è anche e soprattutto uno lesivo della dignità e credibilità dell'informazione, nonché del ruolo che in un sistema democratico essa riveste. Non a caso, sulla vicenda è intervenuta anche la Federazione nazionale stampa italiana, con nota del 26 settembre, sottolineando come le dichiarazioni in oggetto fossero screditanti del lavoro di un'intera categoria professionale. Per quanto riguarda le accuse rivolte al sottoscritto, ho già dato mandato ai miei legali di procedere nelle opportune sedi per vagliare gli eventuali profili diffamatori. Tuttavia, per l'autorevolezza della sede e della sacralità di quest'Assemblea parlamentare, nella quale le gravi accuse sono state utilizzate, ho presentato anche un'istanza alla Presidenza del Senato, perché venga istituita una Commissione di indagine ai sensi dell'articolo 88 del Regolamento del Senato, che indaghi e giudichi sul fondamento delle accuse rivoltemi dal senatore Bagnai. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE . Senatore Di Nicola, ne prendo atto, ma non ho ancora ricevuto la sua istanza, che comunque valuterò. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 9 ottobre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 9 ottobre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 17,37) .