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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 214 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,30). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulla scomparsa di Giuseppe Specchia PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Signori senatori, desidero rivolgere un pensiero di vicinanza e di partecipazione, a nome di tutta l'Assemblea, ai familiari e agli amici del senatore Specchia, scomparso il 3 maggio scorso nella sua Ostuni. Stimato esponente della destra nazionale, la storia di Pino Specchia è quella di un galantuomo, di un politico appassionato che ha fatto della coerenza la sua principale virtù, di un attento e sensibile interprete delle istanze dei cittadini e dei territori di cui si è reso instancabile portavoce. Eletto per la prima volta al Senato nel 1987, vi è stato ininterrottamente confermato per ben cinque legislature. Tra i tanti incarichi ricoperti a Palazzo Madama, è stato Questore del Senato nella XII legislatura e Segretario di Presidenza nella XIII legislatura. Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare, Pino Specchia è stata una presenza costante nella 13 a Commissione permanente del Senato e nella Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, facendosi promotore e relatore di importanti provvedimenti in materia ambientale. Ricordo, in particolare, una sua iniziativa legislativa volta a modificare l'articolo 9 della Costituzione per introdurvi, tra i princìpi fondamentali, la tutela dell'ambiente naturale in tutte le sue forme, nella convinzione che spettasse proprio al Parlamento lanciare un messaggio forte agli italiani sull'importanza di preservare gli ecosistemi e le risorse naturali ed energetiche, anche nell'interesse delle generazioni future. Ritiratosi dalla vita politica attiva, Pino Specchia non ha mai smesso di occuparsi, nonostante una terribile malattia che ne ha segnato gli ultimi anni di vita, delle tante questioni che hanno investito la sua Puglia. Una presenza autorevole, un importante consigliere per molti giovani amministratori e per tanti parlamentari. In ricordo del senatore Pino Specchia, invito pertanto l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi). GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, volevo associarmi al ricordo del senatore Specchia e ringraziarla per avere accolto l'invito a ricordarlo in Aula. Pino Specchia ha fatto parte del Senato per ben diciannove anni, dal 1987 al 2006, quindi è stato un parlamentare importante, non dedito al proscenio, ma espressione di una militanza genuina. Militante della destra politica, del Movimento Sociale Italiano, consigliere comunale ad Ostuni, come ricordavamo prima anche con il senatore Vitali e con il senatore Damiani, con persone del nostro Gruppo che ne hanno conosciuto l'impegno sul territorio, ha collaborato con il Gruppo regionale della destra del Movimento Sociale Italiano alla Regione Puglia e poi con Domenico Mennitti, un protagonista della vita politica pugliese e nazionale, del Parlamento e della città e della Provincia di Brindisi, e con Pinuccio Tatarella nella Regione e poi nella politica nazionale. Pino Specchia è stato sempre in prima linea, espressione di una militanza genuina, di serietà, di grande correttezza morale, di grande rettitudine. Tra l'altro, Specchia si è dedicato ai temi dell'ambiente cercando di sensibilizzare il mondo della destra a queste tematiche, svolgendo nel Parlamento funzioni importanti nelle Commissioni a questo dedite, sia la Commissione ambiente, sia le Commissioni che si sono occupate del ciclo dei rifiuti ed anche assumendo ruoli di prestigio nell'Assemblea di Palazzo Madama, come lei aveva ricordato, come Questore, come Segretario di Presidenza, come Presidente della Commissione contenziosa. Un parlamentare quindi che ha avuto un percorso importante, rilevante nella nostra Assemblea e che si era allontanato dall'impegno politico soltanto perché, ancorché ad un'età non avanzata (Pino Specchia è morto a settantasette anni) purtroppo la condizione fisica non gli aveva consentito di proseguire un impegno politico che è sempre stato generoso ed apprezzato e quindi era giusto che l'Assemblea di Palazzo Madama ne ricordasse la figura anche per conforto ai familiari e a tutti coloro che a Ostuni, a Brindisi, in Puglia e nel campo della politica della destra italiana ne hanno condiviso l'impegno e ne hanno conosciuto la passione e la serietà. Ci associamo quindi al ricordo di Pino Specchia. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. Prima di dare la parola al prossimo senatore, vi pregherei di mantenere in Aula le distanze di sicurezza. URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, intervengo a nome del Gruppo Fratelli d'Italia e, più in generale, di chi riconosce in Giuseppe Specchia, che tutti noi conoscevamo come Pino Specchia, un protagonista della destra italiana nella sua trasformazione ed evoluzione che ha contribuito anche alla trasformazione ed evoluzione in meglio della sua Puglia e, più in generale, del nostro Paese. Pino Specchia amava profondamente la sua Ostuni e la provincia di Brindisi, con le sue contraddizioni di società agricola che si era velocemente trasformata anche in società industriale. Le problematiche legate alla veloce trasformazione del tessuto della sua terra, lui le ha portate nel suo impegno parlamentare che, non a caso, si è contraddistinto nella Commissione ambiente e territorio e in quella sul ciclo dei rifiuti. Con la sua elezione, avvenuta per la prima volta nel 1987 dopo un cursus da consigliere comunale missino, Pino Specchia segna, in qualche misura, la trasformazione della destra pugliese, che aveva caratteristiche un po' nobiliari, in una destra popolare, legata al territorio ed espressione di esso; una destra attenta ai bisogni sociali. Fu epica la sua battaglia - la battaglia di Pino Specchia che ricordo oggi a tanti colleghi - per il riscatto degli alloggi sociali, una battaglia che perseguì per anni sino al successo. Ancora oggi, quegli inquilini, diventati proprietari, lo ringraziano. Aveva un carattere mite e allegro, ma anche determinato e preparato, competente. Non amava la demagogia ma sapeva parlare alla sua gente che lo ha premiato - lo ha ricordato il Presidente - con ben cinque elezioni consecutive praticamente plebiscitarie. Chi lo conosce lo ricorda con la sigaretta, purtroppo, sempre nelle mani. Erano mani piccole ma in un corpo grande. Sapeva parlare al cuore ma anche alla ragione dei suoi cittadini. Uomo forte dai modi cortesi, coerente sempre e comunque ma anche profondamente sincero, fermo nei principi ma mai intransigente. Da tempo si era ritirato a vita privata ma continuava a seguire con assiduità la vita amministrativa della sua Ostuni e dispensava consigli e suggerimenti agli amici e ai suoi concittadini, sempre per la tutela del buon Governo, a prescindere dagli schieramenti. Prima Maurizio Gasparri ricordava come fosse stato, Pino Specchia, collaboratore e amico di Domenico Mennitti, eletto anche lui a Brindisi, che contribuì in maniera determinante all'evoluzione della destra italiana, e di Pinuccio Tatarella. Due pilastri del rinnovamento politico della destra e della rinascita della Regione Puglia: Specchia era stato da entrambi stimato e rispettato. Io stesso, per questo prendo la parola per la prima volta per commemorare un collega, lo conobbi in quella fase, negli anni Ottanta, quando insieme aderimmo al Gruppo Proposta Italia, che si riprometteva di modernizzare la destra missina. Divenne per la prima volta senatore proprio in quegli anni, ma l'incarico prestigioso non mutò il suo carattere. Rimase sempre un uomo semplice, ancorché dotto. Amava la campagna così come le citazioni in latino. La campagna e la lingua latina sono segno di rispetto per la sua e la nostra tradizione e per l'identità remota della civiltà contadina che lui accompagnò nella sua trasformazione in società industriale. Pino vestiva sempre in giacca e cravatta, perché aveva rispetto della dignità del suo ruolo, che onorava come tanti altri, con una rettitudine che tutti, amici e avversari, gli hanno sempre riconosciuto in vita e non solo nella morte, quando è facile parlare. Solo la domenica indossava il maglione - ha ricordato qualcuno in un giornale pugliese - spesso largo, per girare tra le masserie pugliesi a comprare i prodotti della terra, che poi distribuiva a parenti e amici e che qualche volta portava anche ai colleghi di Roma. Con lui, uomo di partito ma non di fazione, va via uno degli ultimi testimoni di una politica che non c'è più, ricca di passioni civili tanto intense quanto vere, da far diventare marginali le pur presenti contrapposizioni personali e anche, persino, quelle politiche e ideologiche. Permettetemi di dire a Pino: «Ciao, quel ragazzo che tu hai conosciuto quando entrasti per la prima volta, orgoglioso e timoroso in quest'Aula, ti pone oggi, con deferenza, omaggio, insieme a tutta l'Assemblea, che tu hai saputo pienamente onorare, e con noi la nostra Italia. Ciao Pino, arrivederci. Che la terra, la tua terra, che tanto hai amato, ti sia lieve, come essa sa essere lieve con i figli che riconosce come suoi». (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC e del senatore Laus) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la ringrazio per aver concesso questa eccezione, perché per il mio Gruppo ha parlato il senatore Gasparri. Volevo intervenire comunque per tratteggiare alcuni aspetti del senatore Specchia. Lei ha tratteggiato il suo aspetto pubblico e istituzionale, nell'attività svolta con impegno all'interno di quest'Aula per cinque legislature. Io l'ho conosciuto all'inizio della mia esperienza politica; sono stato testimone della sua ascesa, la prima volta nel 1987, alla carica di senatore della Repubblica. Posso testimoniare la sua umanità, la sua enorme generosità, la sua altrettanto grande disponibilità ad ascoltare e ad essere cassa di risonanza, nelle Aule parlamentari, delle esigenze del territorio brindisino. Egli era di Ostuni, io della vicina Francavilla Fontana. Io ho contribuito alla sua prima elezione nel 1987 e nel 1996 lui mi ha restituito quella disponibilità e quell'impegno. Siamo stati candidati, sia pure in rami del Parlamento diversi, nello stesso territorio: lui era il senatore di Ostuni-Brindisi, io sono stato il deputato di Francavilla-Ostuni. In quella circostanza - era la mia prima esperienza parlamentare - mi è stato vicino, prodigo di consigli, di attenzioni, punto di riferimento anche nei momenti di sconforto, che pure la vita politica ti porta ad affrontare. Pino è stato consigliere comunale ma anche consigliere provinciale di Brindisi ed è stato punto di riferimento non soltanto della sua città e della sua Provincia, ma dell'intera Regione. Persona umile. Mi piace ricordare che nel 1987, quando fu possibile per la Provincia di Brindisi indicare un candidato al Senato per il Movimento Sociale Italiano, vi erano diversi candidati; io facevo parte di quell'esecutivo provinciale, nel quale pure sedevano personaggi poi diventati parlamentari (il senatore Saccomanno e il senatore Curto, l'onorevole Epifani e l'onorevole Manzoni). L'onorevole Mennitti, che era il leader politico di quel territorio, scelse Specchia, che non aveva particolari titoli accademici rispetto agli altri potenziali candidati, era un funzionario del gruppo regionale della Regione Puglia: lo scelse per la sua disponibilità, per la sua lealtà, per il suo impegno costante e continuo, al quale non è mai venuto meno. Purtroppo, gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati, come lei ha detto, signor Presidente, da una grave e debilitante malattia. Con la morte di Pino Specchia, il territorio non soltanto brindisino, ma pugliese, perde un baluardo di riferimento. A Pino Specchia, sia pure in questa circostanza, voglio dire grazie: grazie per quello che ha fatto per il suo territorio, grazie per quello che ha fatto e che ha dato anche alla mia persona. (Applausi) . Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1777 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2020, n. 16, recante disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e delle finali ATP Torino 2021-2025, nonché in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1777, già approvato dalla Camera dei deputati. La relatrice, senatrice Sbrollini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. SBROLLINI, relatrice . Signor Presidente, signor Ministro, Governo, gentili colleghe e colleghi, cercherò di non leggere tutta la relazione, il cui contenuto è rinvenibile nel testo che lascerò agli atti, ma di fare alcune brevi riflessioni. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. SBROLLINI, relatrice. Intanto, proprio perché stiamo parlando di un provvedimento che arriva in un momento drammatico e di emergenza per il nostro Paese, potrebbe sembrare oggi un azzardo, mentre io penso esattamente il contrario: penso che sia un momento di luce e di speranza, soprattutto per le Regioni interessate, sia per la legge olimpica e quindi per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, sia per le finali ATP Torino 2021-2025. È importante proprio perché lo facciamo (e non lo sapevamo prima) partendo da Regioni che sono state profondamente colpite dai lutti, dal numero di malati e dove ancora vi sono persone ricoverate nelle terapie intensive. È quindi un segno di speranza e di futuro. Per questo credo - e voglio ringraziare il Ministro - che sia importante oggi approvare questo disegno di legge di conversione, che è stato approvato quasi all'unanimità nell'altro ramo del Parlamento. Questo provvedimento tende proprio a promuovere e valorizzare i territori e tutto il nostro Paese dal punto di vista economico, infrastrutturale, ambientale, turistico e culturale, portando i benefici che fanno parte proprio di quel tessuto importante dei grandi eventi sportivi. Il decreto-legge è composto - lo dico sinteticamente - da tre gruppi di norme. Nei primi tre articoli si parla soprattutto della governance e quindi dell'organizzazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 e delle norme per l'organizzazione delle finali ATP di Torino, con un investimento importante di un miliardo di euro (investimenti pubblici e privati), prevedendo che arriveranno nel nostro Paese almeno due milioni di visitatori, quando si svolgeranno questi importanti eventi. Poi c'è l'ultima parte del provvedimento che entra nella materia della pubblicizzazione parassitaria e delle norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, Regioni e Province autonome nell'organizzazione degli eventi. Nella prima parte si descrivono le tappe che hanno portato alla designazione dell'Italia a cominciare dal 2017, quindi da tre anni. È stato preparato un dossier e c'è stato un lavoro unitario del Governo, del CONI, di tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali coinvolte, a cominciare proprio dalla Lombardia, al Veneto, alla città di Torino per quanto riguarda le ATP. Per le olimpiadi il CIO ha scelto l'Italia e in questo contesto le Olimpiadi si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026 e le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo 2026. Per le Olimpiadi sono state individuate 14 sedi di gare e sei sedi per le Paralimpiadi. Per quanto riguarda l'impatto economico e finanziario, il Governo ha commissionato alla facoltà di economia dell'università Sapienza di Roma uno studio su questo tema, i cui risultati dicono in maniera molto chiara che le uscite dello Stato per i Giochi olimpici saranno compensate dagli introiti diretti e indiretti legati proprio ai giochi. Sono stati poi commissionati altri due studi a livello regionale per l'impatto sui territori di riferimento: uno è stato elaborato dall'università Ca' Foscari di Venezia e l'altro dall'università Bocconi di Milano. La seconda parte riguarda le finali ATP di Torino 2021-2025. La FIT e il CONI hanno proposto Torino come città ospitante. Erano diverse le città importanti in competizione con la città di Torino, quali Singapore, Tokyo, Manchester e Londra. Lo voglio rilevare, perché è un successo di tutto lo sforzo nazionale e di tutte le istituzioni, senza colore politico, a livello nazionale e locale. Il decreto-legge in esame verte soprattutto sulla governance , su come si dovranno organizzare i Giochi olimpici e su come si dovranno improntare già da adesso tutte quelle opere infrastrutturali che rimarranno in futuro, come sempre accade dopo i grandi eventi: voglio solo ricordare le Olimpiadi del 2006 a Torino, che hanno portato grandi vantaggi ai territori coinvolti, ma direi a tutto il territorio nazionale. Infine, le norme, come dicevo prima, stabiliscono il divieto di pubblicizzazione parassitaria, vietando le forme di pubblicità non autorizzate dagli organizzatori degli eventi. Il mio augurio, Presidente, è che si possa oggi approvare questo importante provvedimento, come segnale di speranza e di futuro che parte anche da quest'Aula, pensando prima di tutto ai territori che sono stati maggiormente colpiti dal Covid-19. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, PD e FIBP-UDC) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia, che voterà a favore di questo provvedimento, come ha già fatto alla Camera dei deputati, ne evidenzia l'importanza nel merito e nel metodo. Certamente nel merito - e oggi ne siamo tutti più consapevoli di ieri - perché riguarda la possibilità, o piuttosto la certezza, di ospitare nell'anno 2026 l'evento dei Giochi olimpici, il terzo delle olimpiadi invernali e il quarto evento in assoluto. Un evento che certamente sarà - come tutti ci auguriamo e ci impegneremo affinché sia tale - una vetrina dell'Italia che risorge. Una vetrina nel mondo dell'Italia ricostruita dopo l'impatto terrificante del coronavirus, che è una pura coincidenza, ma nella storia talvolta le coincidenze sono dei segnali, ha colpito nello specifico soprattutto le Regioni Veneto e Lombardia, che hanno scelto con determinazione, senza mai mollare, di competere a livello globale perché le Olimpiadi fossero assegnate all'Italia e, nello specifico, a Cortina, al Veneto, a Milano, alla Lombardia e, in questo caso, per comune decisione, con tanti eventi distribuiti anche nel territorio del Trentino-Alto Adige. Nel 2026 quindi potremo contribuire a dare questo segnale e questo messaggio significativo al Pianeta, a partire dallo sport e dalla tecnologia sportiva, che ne sottende, e non solo, dal sistema infrastrutturale che ad esso è collegato, dal turismo invernale, ma non solo, che caratterizza quella terra, quelle Regioni, la nostra Nazione, e che è il settore maggiormente colpito dall'impatto del coronavirus. Nel merito siamo perciò felici di aver contribuito fin dal momento della scelta, come esponenti politici parlamentari che si sono battuti anche in quest'Aula e come amministratori del territorio, affinché l'Italia avesse questa grande opportunità. A tal fine, tra l'altro, siamo convinti che gli ordini del giorno che il Governo ha accolto siano importanti nel dare segnali significativi. Tre in modo specifico: quello di coinvolgere nel comitato organizzativo gli enti di promozione sportiva, perché si tratta di sport di base che coinvolgono centinaia di migliaia, milioni di persone con le loro filiere produttive; quello che impegna il Governo a far vagliare al Parlamento le eventuali nomine di commissari straordinari affinché anche in quella fase ci siano consapevolezza, trasparenza e condivisione, speriamo all'unanimità; i precisi impegni per quanto riguarda l'ammodernamento della rete ferroviaria, tanto più alla luce degli investimenti nel campo infrastrutturale che oggi più che mai dobbiamo realizzare in tempi brevi e, ci auguriamo tutti, secondo il modello del nuovo ponte Morandi di Genova. Questo è quello che volevo evidenziare nel merito, confermando il voto di Fratelli d'Italia e il suo impegno negli atti successivi alla realizzazione delle grandi Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il secondo aspetto, avviandomi brevemente alla conclusione, riguarda il metodo. Questo provvedimento è stato già approvato quasi all'unanimità dalla Camera dei deputati col consenso di tutte le forze politiche e sarà approvato oggi, io mi auguro, all'unanimità dal Senato. Auspicavamo che ciò avvenisse anche per tutti gli altri provvedimenti più direttamente connessi all'emergenza sanitaria e all'emergenza economica, che invece sono realizzati in maniera sussultoria, contraddittoria, spesso con affanno dallo stesso Governo, come purtroppo dimostra in maniera eclatante proprio in queste ore la vicenda, che definirei drammatica, per le conseguenze che può avere nel nostro tessuto produttivo, del cosiddetto decreto aprile, che dovrà assumere verosimilmente il nome di decreto maggio e ci auguriamo che non assuma il nome di decreto giugno. Questi ritardi e soprattutto l'incapacità dell'Esecutivo (perché sta all'Esecutivo dimostrare il contrario) di coinvolgere l'opposizione (come avviene in altre grandi democrazie occidentali) nell'elaborazione di provvedimenti determinanti, significativi e straordinari come quelli che ci dovranno portare a fronteggiare l'emergenza economica e sociale, che la vicenda del coronavirus ha causato al nostro Paese stridono in maniera clamorosa - e voglio evidenziarlo - con questo provvedimento, che era stato concepito prima, ma che non a caso viene approvato durante l'emergenza del coronavirus, stavolta sì all'unanimità. Noi l'avremmo voluto e ci siamo impegnati perché così fosse. Purtroppo sinora non è accaduto, ma non disperiamo che accada nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, perché questa emergenza purtroppo per l'Italia sarà più difficile e più lunga di quella che gli altri Paesi, anche occidentali, stanno affrontando, come dimostra il divario eclatante e clamoroso tra l'impegno e le risorse che la Commissione europea ha autorizzato a spendere alla Germania e l'impegno e le risorse che sino ad oggi purtroppo il nostro Governo è riuscito a mettere in campo in Italia. Clamoroso il divario, clamorosa l'asimmetria che si sta realizzando, tanto più pericolosa alla luce della sentenza della Corte tedesca, che minaccia di fatto, con gli interventi a sostegno dell'Italia, anche le fondamenta della comune casa europea. Nel dare il nostro pieno consenso a questo provvedimento, senza rivendicare alcunché e senza rimproverare alcunché a coloro che probabilmente avrebbero voluto che l'Italia rinunciasse alle Olimpiadi, e ancora, nel dare il nostro consenso e il nostro pieno sostegno oggi e ovviamente anche dopo, fino al pieno successo delle Olimpiadi di Milano Cortina e alle finali ATP di tennis di Torino e del territorio piemontese, noi auspichiamo che questo sia il modello da seguire. Auspichiamo quindi che l'impegno della nazione italiana sullo sport e, attraverso lo sport, sulla sua identità nazionale possa essere il modello su cui il Governo, ravveduto e ricompattato, manifesti una reale collaborazione con l'opposizione per quanto riguarda i più importanti e decisivi provvedimenti per salvare e per far rinascere la nostra nazione. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, alzare lo sguardo in queste ore e in questi giorni alle Olimpiadi del 2026 può essere un atteggiamento importante per questo Paese. Il provvedimento al nostro esame, come è stato detto anche dai colleghi che mi hanno preceduto, è stato costruito in maniera unitaria e dimostra diverse cose. Anzitutto dimostra che questo Paese, se vuole e se mette la testa, può lavorare in maniera coesa, non senza colore politico, ma facendo sintesi delle diverse posizioni. All'obiettivo delle Olimpiadi hanno lavorato amministrazioni comunali diverse, hanno lavorato Regioni diverse, ha lavorato in maniera determinante lo Stato italiano e, con visioni politiche differenti, si è provato a produrre sintesi per raggiungere un grande risultato dell'Italia e lo si è fatto mettendo in gioco uno dei nostri punti di forza, vale a dire la nostra immagine nel mondo, la nostra capacità attrattiva, è fatta innanzitutto del nostro territorio e del nostro patrimonio ambientale, che diventa una delle chiavi di queste Olimpiadi (tornerò su questo punto) e poi del nostro patrimonio artistico e della percezione dell'Italia nel mondo. È chiaro che questi sono tutti asset su cui dobbiamo lavorare per ripartire rispetto alla drammatica situazione in cui siamo oggi. La scadenza di queste Olimpiadi, il 2026, è perfetta e straordinaria (qualcuno ha detto che è quasi un segno di coincidenza o di provvidenza) come volano per arrivare a quell'obiettivo, che non è assolutamente lontano, con strumenti e con risorse concrete per ripartire. Iniziare i lavori per le Olimpiadi è importante per l'Italia e in particolare per i territori più colpiti. Da lombardo, penso oggi in maniera particolare alle zone della provincia di Bergamo, così toccate da questo avvenimento del 2026, che da domani, dopodomani - a dire il vero già dai giorni scorsi - sono attive per cogliere quest'occasione. Tutti questi territori riceveranno risorse utili per la realizzazione di opere infrastrutturali che, funzionali alle Olimpiadi, risolveranno anche tante questioni di viabilità e mobilità che da tempo richiedevano una soluzione e rimarranno anche per il futuro. Queste risorse saranno l'occasione per tutte quelle comunità di ripensarsi, capire come cogliere quest'opportunità e produrre una grande ricaduta riguardante non solo il periodo dell'evento e neanche solo gli appassionati di sport , ma tutti coloro che raggiungeranno il nostro Paese in quell'occasione. Ho detto che sarei tornato sul tema del patrimonio ambientale. Ebbene, le Olimpiadi 2026 devono essere - è un imperativo morale categorico - le Olimpiadi dell'ecosostenibilità: impattando, per la loro natura, sulle montagne (uno degli ecosistemi più delicati, belli e importanti), le Olimpiadi invernali devono riuscire a mettere insieme le esigenze di movimento e mobilità, nonché quelle tecniche e tecnologiche dei Giochi olimpici con il rispetto della montagna e il raggiungimento di un equilibrio. Le Olimpiadi devono essere una grande occasione per ragionare sul fatto che la ripartenza che dobbiamo affrontare non può avere le stesse caratteristiche del passato. Noi non possiamo ripartire come prima; non possiamo pensare che, dopo il cambiamento dei dati climatici e ambientali avvenuto nelle ultime settimane, quando siamo stati costretti a fermarci, si debba ripartire con dati negativi, come già avvenuto nelle prime ore. In questo modo, infatti, torniamo a un modello sbagliato come quello di prima. Lo svolgimento delle Olimpiadi 2026 nelle nostre straordinarie montagne e in quelle Regioni (mi riferisco alla Lombardia e al Veneto, a Milano e a Cortina) che sono uno straordinario patrimonio ambientale, ma anche il cuore del problema della crisi climatica e delle avversità climatiche prodotte dall'uomo in Italia (è infatti in queste Regioni che sono concentrati alcuni dei problemi ambientali maggiori) è una grande sfida. Come sapremo gestire quelle risorse e organizzare queste Olimpiadi - quindi il modello della governance contenuto nel provvedimento in esame - dimostrerà la nostra capacità. Vorrei soffermarmi su questo e concludere. Noi, come Partito Democratico, siamo stati convinti dal primo giorno che quest'obiettivo si poteva conseguire. Sapevamo (ricordo la discussione di quei giorni) che Milano aveva, in questo momento della storia e della sua percezione nel mondo, una grande forza da mettere in campo, che avrebbe potuto aiutare tutta l'Italia a conseguire l'obiettivo delle Olimpiadi - e credo che così sia stato - e si è trovata con fatica la possibilità di non essere concorrenti tra modelli diversi (in uno spirito che appunto definirei olimpico, dove certo si compete, ma l'altro non è un avversario o un nemico, ma qualcuno con cui si tenta di arrivare a un traguardo migliore e a superare dei record storici). Questo deve essere l'obiettivo. Si è trovata la possibilità di lavorare insieme e si è conseguito l'obiettivo; ci sono le risorse per realizzare le grandi opere necessarie a quel territorio. Noi dobbiamo lavorare così. Questo è l'appello rivolto a tutte le forze politiche in queste ore, nelle difficoltà anche pratiche di conseguire i risultati e di mantenere questo spirito: è giusto dirsi che cosa non funziona e ragionare insieme su come migliorare i provvedimenti, ma l'obiettivo comune è quello di ottenere i risultati, come sarà per le Olimpiadi 2026, per queste opere e per la capacità del nostro Paese di uscire migliorato da questa situazione drammatica e guardare avanti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saviane. Ne ha facoltà. SAVIANE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, membri del Governo, il 2026 sembra ancora un po' lontano, ma è dietro l'angolo. In questo momento storico, caratterizzato da difficoltà sociali, economiche, sanitarie e, se mi permettete, anche da limiti alla libertà individuale a volte assurdi ed eccessivi, le Olimpiadi e le Paralimpiadi 2026 possono rappresentare un faro a cui guardare in un contesto più ampio di rinascita e di speranza per il nostro Paese. Vorrei innanzitutto ringraziare tutti coloro che si sono spesi per ottenere questa candidatura, in primis l'allora sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, i governatori Luca Zaia e Attilio Fontana, i sindaci di Cortina Gianpietro Ghedina e di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) Giovanni Malagò. Paradossalmente, però, ringrazio anche chi ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote, chi ha agito con forte spirito di negatività e ostilità, perché ha fornito a chi ci credeva una forza incredibile che si è concretizzata con il raggiungimento del risultato (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Ho ancora davanti agli occhi l'immagine del giorno in cui, dopo aver atteso con molta apprensione la decisione riguardante l'affidamento, tutti (atleti, amministratori sportivi ed istituzionali) si sono abbracciati ed hanno esultato insieme, mandando il messaggio di un potente gioco di squadra ed unità nel raggiungere gli obiettivi. La caratteristica principale di queste Olimpiadi sarà proprio il coinvolgimento di più territori e realtà che vanno da Milano a Cortina, passando per la Valtellina, la Provincia di Trento e quella di Bolzano, con degna conclusione all'Arena di Verona. Per la mia Provincia, quella di Belluno, i Giochi olimpici rappresentano un'occasione quasi unica di promozione e di riflessione sul come procedere nel rispetto dell'ambiente e del territorio; rispetto - ed è bene sottolinearlo - che i bellunesi hanno sempre e costantemente dimostrato. È un dato oggettivo, comunque, che vi siano delle criticità da affrontare e risolvere: penso a una rete di comunicazione stradale insufficiente e debole che in una visione generale penalizza tutti. Mi riferisco, ad esempio, all'autostrada A27, nata illo tempore come l'autostrada Venezia-Monaco di Baviera e ribattezzata Venezia-monco dai belumat perché si interrompe, finisce prima di Longarone. Questa interruzione ha punito proprio il territorio dell'alto Bellunese, ricco di piccole e medie imprese soprattutto dell'occhialeria, che si sono viste costrette a spostarsi a valle per poter sopravvivere, portandosi dietro tutte le conseguenze del caso, in primis lo spopolamento della montagna. In questo contesto l'evento del 2026 sembra e deve essere un volano per tutti, soprattutto per noi montanari a volte restii, per cultura e carattere, a cambiamenti e mutamenti. L'abbinata Milano Cortina, poi, è perfetta, è un trait d'union tra la città dove brulicano gli affari e la modernità e Cortina e le altre località montane in cui si svolgono i giochi, località ricche di cultura, identità e tradizioni. Il connubio si trasforma perciò di una potenziale macchina del fare che coinvolge tutti, ma che ha bisogno delle caratteristiche della linearità, efficacia e semplicità. L'Italia vincente è quella della ricostruzione del ponte Morandi e dell'Expo di Milano; casi in cui le pastoie burocratiche sono state messe da parte e hanno lasciato posto a una concretezza che può solo fare il bene dei cittadini. In tal senso mi auguro che le cose possano prendere questa piega anche per le Olimpiadi. È lecito pensare alla nomina di uno o più commissari, come è previsto nel decreto-legge, per bypassare tutte le pastoie burocratiche che impedirebbero la realizzazione di qualsiasi infrastruttura. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio concreto: nel 2021 ci saranno - se Dio vuole - i mondiali di scialpinismo a Cortina. Anche in questa occasione determinate opere (piste da sci, cabinovie, piscine, parcheggi, eccetera) sono state realizzate grazie alla gestione di un commissario per una buona riuscita della manifestazione. Al contrario, gli interventi sulla viabilità hanno incontrato una forte ostilità di realizzazione, con sei mesi di ulteriore ritardo a causa di autorizzazioni suppletive, come la valutazione di impatto ambientale (VIA), che in un primo momento non sembravano necessarie e altri documenti ridondanti. Il risultato è che i cantieri per le opere stradali che, come accennavo prima sono vitali per queste zone - nei periodi invernali ed estivi si impiegano anche tre o quattro ore per percorrere meno di 20 chilometri - stanno partendo solo ora. È ovvio che non si riuscirà a realizzarle per l'evento dei Mondiali 2021. Prendo spunto da quanto ho appena detto per manifestare anche tutta l'amarezza dei rappresentanti dei territori montani, vale a dire i sindaci dei Comuni limitrofi a Cortina, quando si trovano di fronte a continui no da parte della Soprintendenza per la realizzazione di qualsiasi investimento in zone di montagna. Ne è un esempio il Comelico, territorio proattivo e pieno di potenzialità, ma vessato da vincoli talmente assurdi da costringere gli abitanti a cercare il lavoro nella vicina Carnia (in Friuli-Venezia Giulia) o nella vicina Pusteria (Bolzano, nel Sud Tirolo), territori entrambi appartenenti guarda caso a Regioni a Statuto speciale, dove tali vincoli sono meno pesanti e gestiti col buon senso, collaborando con i rappresentanti istituzionali locali. Dopo queste considerazioni, che spero vengano raccolte da chi preposto, visto che la gente ormai è esasperata, ritorno alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, un evento che ci auguriamo porti beneficio e che possa servire anche da azione pilota per metodo e tempi. La provincia di Belluno merita molto. È una provincia morfologicamente stupenda, che comprende le Dolomiti, patrimonio UNESCO, e cito alcune località: le Tre Cime di Lavaredo, il Lago di Misurina, il Comelico, dove d'estate soggiornava Papa Wojtyla, la foresta da remi del Cansiglio, il lago Santa Croce e tanti altri. Storicamente ha una levatura incredibile: rapporti commerciali antichissimi con Venezia, ma non solo; figure come Tiziano Vecellio e, per arrivare ai tempi moderni, Dino Buzzati e il nostro Papa del sorriso Albino Luciani, di origini agordine. Pochissimi nomi che sono solo parte della punta di un grandissimo iceberg : un'identità, insomma, che rappresenta la forza, l'ingegno e la lealtà delle genti di montagna che, sono sicuro, in questa occasione sapranno dimostrare. Saranno giochi organizzati all'insegna dell'ambiente, mossi da uno spirito affettivo mai perso verso i nostri territori, oltre che da un senso di coraggio e perseveranza che ci caratterizza e che in altre occasioni, anche non belle, abbiamo saputo dimostrare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, ho ascoltato con grande attenzione l'intervento del collega che mi ha preceduto, senatore Saviane, il quale ha toccato alcuni dei temi per i quali ho voluto e ho chiesto di poter intervenire sul provvedimento in esame, che riguarda le Olimpiadi Milano Cortina e le finali ATP di tennis. Per me, come penso ovviamente per tutta Italia, quando finalmente c'è stata la possibilità di vedere svolgere i giochi olimpici e paralimpici invernali fra l'area di Cortina, da una parte, e quella di Milano, dall'altra, naturalmente con il sostegno delle Regioni Lombardia e Veneto e delle due Province di Trento e di Bolzano, con un'importante occasione di sviluppo per l'economia e per il turismo di quelle zone, devo dire che ho avuto un momento di gioia italiana che volevo condividere qui oggi, perché non abbiamo sempre dei momenti di questo genere. Quali sono i tre aspetti che volevo mettere in evidenza? Il primo è che, in un tempo come questo, che non è sicuramente dei migliori da un punto di vista economico per tutto il Paese, parlare di infrastrutture, di imprese, di turismo e, soprattutto, di investimenti che saranno fatti per queste olimpiadi è un'occasione importantissima perché ovviamente avrà un impatto, come vi dicevo, per i villaggi olimpici che saranno costruiti, per i media e la stampa, per il rinnovo o addirittura la costruzione dei nuovi impianti e naturalmente per la costruzione anche di aree destinate ad attività culturali e ricreative. Parliamo di molti soldi: nel progetto presentato si prevedono 346 milioni di euro, di cui una buona parte - lo devo dire - la mettono anche gli amministratori locali, sia per le attività che ho descritto prima sia per i costi di gestione e di sicurezza dell'evento. Naturalmente poi c'è una quota parte che riguarda le questioni, giustamente sottolineate dal collega che mi ha preceduto, della viabilità con ponti, viadotti e gallerie. Tutto ciò rappresenta una possibilità per avere un input straordinario in momenti tristi come questo, perché si immagina non solo quello che sarà l'afflusso dei visitatori (circa 500 milioni), ma soprattutto per l'importanza dell'evento dal punto di vista dell'occupazione: si parla di 5.500 persone, con un picco di 8.500 nei momenti migliori. È, quindi, una grande spinta e un ritorno economico importante. Naturalmente la velocità, la governance , la capacità di mettere in piedi la fondazione che farà da comitato organizzatore da una parte, e dall'altra, di procedere in modo spedito per tutto ciò che riguarda le infrastrutture sono un po' la scommessa. Non so se con il commissario potremo accelerare o no, però la riflessione più importante che volevo sottoporvi è che, quando dobbiamo fare qualcosa in velocità, regolarmente strutturiamo società o comitati o immaginiamo commissari perché le regole ordinarie impediscono di fare in velocità qualsiasi cosa. Il centrodestra dice che in generale il codice degli appalti e delle opere pubbliche e il modo in cui si costruiscono le strade vanno rivisti e questa ne è l'ennesima dimostrazione, perché evidentemente si cercheranno non le strade codificate, ma strade completamente diverse per riuscire a sveltire le procedure, garantendo al contempo la governance e la trasparenza in linea generale delle procedure di evidenza pubblica. Detto questo, ritengo importante ricordare una cosa, che è poi ciò che mi ha spinto a intervenire, come dicevo all'inizio. Il Covid ha messo in ginocchio tante aree e in questo momento discutiamo un provvedimento che ha avuto una storia lunga e di unità e ci dà una prospettiva. Secondo me, bisognerà comprendere che tutte le volte che occorre fare le cose in fretta è necessario fare delle procedure più snelle. Vorrei aggiungere un'ultima considerazione. Sono stata contentissima quando ho visto che Cortina, Milano e Torino erano riuscite a vincere questa scommessa, ma lo sono stata in modo particolare per Cortina. Vi spiego il perché: quando ci fu il Governo Monti, Cortina venne praticamente piegata dal punto di vista economico, perché fu presa come città simbolo della spettacolarizzazione della lotta all'evasione fiscale. Spero che qualcuno lo ricorderà, ma lo voglio rievocare io: fecero dei controlli a tappeto la sera di Capodanno, spaventarono la gente e rovinarono completamente l'economia di una zona (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) , solo perché era necessario sbandierare il fatto che c'era il Governo Monti e che gli italiani si sarebbero messi in sostanza tutti a fare gli ordinati. Certo, Cortina potrà avere i suoi limiti e difetti, tutto quello che vi pare, ma l'economia di quell'area è stata messa in ginocchio. L'effetto ottenuto è stato di far chiudere i negozi e non di dare loro una spinta in avanti. Pertanto, a memoria di quello scempio, fatto semplicemente perché lo chiedeva l'Europa, che ci riteneva i birichini di turno, dico che sono contenta che a Cortina si dia la possibilità di rinascere. Già lo sta facendo perché i veneti sono persone che lavorano tanto e sono sicura che sapranno cogliere questa opportunità, che meritano dopo tutto quanto è successo loro, come vale ovviamente per Milano, Torino e tutte le altre realtà coinvolte. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Russa. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, c'è un proverbio che dice: «Tutto è bene quel che finisce bene». Anche se non le nascondo che la cronaca - più che la storia - d'Italia degli ultimi anni a un certo punto ci aveva fatto veramente temere che si confondesse il buon governo con il divieto di fare qualsiasi cosa. Per fortuna, ripeto, tutto è bene quel che finisce bene. All'inizio Torino non aveva voluto e c'è stato poi il problema di Roma sulle altre Olimpiadi, ma alla fine il voto alla Camera, praticamente all'unanimità, su questo decreto-legge mi fa dire che anche l'opinione politica - secondo me, quella popolare era già abbastanza univoca - si è congiunta - senza riferimento a un termine che in questi giorni è molto usato per altri versi - nella capacità di comprendere che le occasioni come le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina sono un momento di ricchezza e crescita per il Paese, non solo economica. Giustamente si dà risalto all'aspetto economico; giustamente si parla delle infrastrutture che ne deriveranno; giustamente si è preteso di scrivere a chiare lettere che non costerà soldi al bilancio dello Stato. Ma anche se fossero costate dei soldi, avrei lo stesso votato a favore dell'idea di far svolgere in Italia queste Olimpiadi. C'è infatti l'aspetto etico, non solo sportivo: le Olimpiadi danno un messaggio di partecipazione e di amore, se vogliamo usare questa parola spesso abusata. Quindi è un guadagno per la nostra comunità, ma anche per il modo con cui i nostri figli e i giovani possono e debbono crescere, perché il principio decubertiano, l'idea della partecipazione non solo per primeggiare, che è il messaggio delle Olimpiadi, non può che far bene a un'Italia troppo spesso lanciata in gare di primazia a volte immotivate. Nel caso specifico, queste Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 si svolgeranno in due Regioni che mi sono care. Io sono milanese di adozione, sin da quando ero un bambino piccolissimo, e so quanto i milanesi amino Cortina e quanto amino gli sport invernali e d'altronde la scelta non poteva che essere Cortina, senza nulla togliere alle tante altre località sciistiche, alcune coinvolte, altre per motivi geografici non coinvolte, che fanno dell'Italia uno dei luoghi in cui questo splendido sport può essere praticato in maniera agonistica e in maniera semplicemente dilettantistica, per passare il tempo facendo un'attività fisica tra le migliori possibili. Sono molto fiducioso che queste Olimpiadi ridaranno al Veneto e alla Lombardia - ma non nel 2026, sin da adesso, nella fase della preparazione - quello che il contagio di questa maledetta malattia del coronavirus ha cercato di togliere. Ritorneranno chiare ed evidenti la capacità e l'operosità della gente veneta e della gente lombarda, anche in questo caso senza nulla togliere al resto d'Italia. La fase organizzativa non poteva capitare in un luogo migliore rispetto a qualunque altra parte del nostro territorio. Sono certo, anche grazie al Comitato organizzatore, che per una volta mi sembra affidato in ottime mani - voglio dirlo, anche se non abbiamo contribuito in maniera particolare alle scelte, anzi in nessuna maniera specifica - che il tutto tornerà ad onore della nostra Nazione, della nostra Patria, del nostro Paese, chiamatelo come preferite. C'è un'attesa non soltanto del mondo sportivo e non soltanto di chi sa che le Olimpiadi saranno un rilancio del turismo, un approntamento di nuove infrastrutture, ma c'è un'attesa più generale, perché dopo il coronavirus, le Olimpiadi del 2026, che sembrano lontane ma sono molto più vicine di quello che sembra, segneranno non l'inizio ma la fine di un percorso di riappropriazione da parte dell'Italia di quella titolarità di luogo di turismo per eccellenza, sicuro, bello, meraviglioso, divertente, capace di offrire infrastrutture adeguate e di offrire servizi all'altezza. Se questo percorso si concluderà con quelle Olimpiadi e rimetterà completamente al vertice il turismo italiano, noi avremo fatto un doppio lavoro, non solo quello che era stato pensato quando con mille fatiche (voglio stendere un velo pietoso sui contrasti, sulle indecisioni, sui dubbi, su tutto ciò che abbiamo dovuto attraversare prima) siamo giunti all'affermazione che le Olimpiadi sono un bene per l'Italia e che andavano organizzate, ma se tutto ciò avverrà - e avverrà in quel momento - credo che saremo orgogliosi della scelta che oggi questo Parlamento contribuisce a rendere operativa. C'è un'ultima annotazione che voglio fare: è stato giusto unire al decreto al nostro esame il provvedimento che riguarda le finali ATP di tennis. Mi è sembrato quasi - ed è l'unica nota che faccio - un do ut des perché Torino non aveva avuto le Olimpiadi e allora si è pensato a qualcos'altro. Spero non sia questo il criterio su cui si è basata la decisione. Sono comunque contentissimo che ci sia anche la finale dei tornei di tennis in Italia ma credo che, da ora in poi, non dovremo avere bisogno di utilizzare il bilancino perché occasioni come queste - in particolare come le Olimpiadi invernali Milano Cortina - non solo devono essere, come avverrà, volute da tutti, ma devono essere auspicate da tutti, che è una cosa diversa, migliore e più importante. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Laus. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, Ministro, con la conversione in legge del decreto al nostro esame che regolerà l'organizzazione dei prossimi Giochi olimpici e paralimpici invernali e delle finali ATP, l'Italia si dichiara pronta ad affrontare la sfida sportiva internazionale lanciata quando nessuno dei Paesi concorrenti ragionava di pandemia, di confinamento e di protocolli d'emergenza. Una sfida più ardua, dunque, di ogni premessa mai immaginata e di ogni valutazione fatta a suo tempo. Un impegnativo banco di prova, ma anche una straordinaria opportunità per il nostro Paese, per il nostro sport, per la nostra economia, per la nostra comunità intera, dal momento che i grandi eventi, soprattutto quelli sportivi, hanno il potere di aggregare le genti ben oltre i confini dei territori ospitanti, cui pure tocca un carico di responsabilità suppletivo, un surplus di oneri che, ne sono certo, sarà compensato ampiamente dagli onori attesi. Milano, Cortina e - permettetemi di sottolinearlo - la mia Torino ricevono oggi i primi strumenti operativi dai quali far discendere l'organizzazione e la realizzazione degli importanti appuntamenti agonistici che ci attendono tra il 2021 e il 2026. Saranno per quei territori - tra i più colpiti dalla diffusione del coronavirus e segnati dal dolore e dal lutto - un'iniezione di futuro e una opportunità reale e concreta di invertire la narrazione degli ultimi mesi. Pensare al piano degli investimenti e delle infrastrutture collegato alle Olimpiadi invernali che riguarderà le località lombarde nei prossimi anni e che costituirà un'eredità preziosa per quelle aree, è per me ragione di speranza in questi giorni difficili, ma anche di rammarico per aver visto sfumare a suo tempo, senza una buona ragione, la candidatura a tre delle Alpi (ricordate tutti che anche Torino era in competizione). Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 10,44) ( Segue LAUS). Eppure, nonostante la miopia politica di alcuni amministratori, dei sacerdoti e delle sacerdotesse del no, sono convinto che Torino saprà rifuggire la sindrome di Calimero e, nei fatti, trasformare le finali ATP in una conferma della reputazione guadagnata con i giochi olimpici del 2006. In tal senso, il ruolo dei sindaci sarà cruciale sul piano dell'efficacia programmatica, ma anche della responsabilità gestionale, grazie alla centralità riconosciuta loro dal decreto-legge in tutte le sue parti e persino grazie all'inconsueta libertà di azione di cui godranno. Ciò è tanto vero che, per le ATP Finals, i provvedimenti di adeguamento degli impianti potranno essere deliberati anche senza il pronunciamento del consiglio comunale e questo in deroga agli strumenti urbanistici generali, così come disposto dall'articolo 7. Saper scegliere e saper agire nella direzione individuata e nei tempi giusti sono il concreto delle aspettative tracciate dal provvedimento che ci apprestiamo ad approvare, sapendo non solo che per i Giochi olimpici, ma non meno per il tennis, le gare sono solo l'approdo di un viaggio che porta con sé tante promesse di crescita e tante nuove opportunità, ma anche che l'occasione mancata di un'altra Torino a cinque cerchi potrebbe trovare compensazione in una strategia di vasi comunicanti tra i due capoluoghi, così vicini tra loro. Infatti, di strategie e di lungimiranza ha bisogno adesso il comparto che più di tutti attende l'avvio della macchina organizzativa in Piemonte, come in Lombardia. È il sistema turistico, infatti, che più di tutti ha voglia di giocare la partita olimpica e quella del tennis dei grandi campioni. A Torino, come a Milano e Cortina, gli imprenditori del settore ricettivo, messi con le spalle al muro dalle misure di contenimento della pandemia da Covid-19, ripongono parecchie delle loro speranze di ripresa nel calendario sportivo che oggi cominciamo a sfogliare. Sarà perciò obbligatorio mettersi sulla loro stessa frequenza e massimizzare le possibilità di sviluppo offerte dai grandi eventi. In particolare, sulle finali ATP mi piace ricordare che la settimana o poco più di competizioni previste ogni anno, dal 2021 al 2025, non sarà che il punto culminante di una promozione del territorio da spalmare nei cinque anni a livello internazionale e, grazie anche ai talenti italiani, a un livello più domestico, nella consapevolezza che ogni azione futura dovrà tenere conto dei mutati scenari cui ci costringerà l'uscita dall'emergenza sanitaria. Se saremo bravi, poi, intorno al torneo dei professionisti potranno nascere eventi più piccoli eppure non meno preziosi. Se saremo bravi, il tennis potrà diventare una cifra non soltanto del capoluogo sabaudo ma, attraverso quello, dell'Italia intera, come già accade per altre discipline. Se saremo bravi, avremo modo di dar forma a un'immaginazione che da sempre contraddistingue il nostro Paese e che da tre mesi a questa parte, invece, ci pare solamente un sogno. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pergreffi. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, discutiamo oggi del disegno di legge n. 1777 in un momento tragico per il nostro Paese. Stiamo attraversando un incubo, dal quale spero ne usciremo al più presto. Già al momento dell'assegnazione dei Giochi olimpici, ottenuti grazie alla perseveranza dei governatori di Lombardia e Veneto e dell'onorevole Giorgetti, si era diffuso un sentimento di entusiasmo, di successo, di credibilità; un momento ritenuto già in quel periodo di fondamentale importanza per il prestigio dello sport italiano e per il rilancio infrastrutturale del Nord e della nostra Nazione. Queste motivazioni diventano ancor più importanti ora, in questo momento, in cui, a causa dell'emergenza dettata dalla pandemia di coronavirus, le Regioni particolarmente colpite dal virus, la Lombardia e il Veneto, sono proprio quelle che ospiteranno i Giochi olimpici invernali del 2026; due Regioni che sono state duramente colpite dall'epidemia, dove la sofferenza per la perdita dei propri cari ha raggiunto livelli che mai avremmo potuto immaginare; dove il cuore imprenditoriale del nostro Paese, traino dell'economia, la locomotiva, appare in affanno; dove, se non arriveranno risorse, il rischio è di non riuscire a sollevarsi, con tutte le ripercussioni sociali su tutte le classi e i ceti. È per questo che il progetto olimpico italiano per il 2026 assume ancora più importanza: un'occasione per dimostrare che le opere previste per le Olimpiadi saranno la benzina necessaria per la ripartenza dell'economia e un volano d'eccezione per la rinascita produttiva dei territori interessati e, di conseguenza, per tutta l'Italia. È un'occasione, ma non deve essere sprecata, e i tempi sono fondamentali. Le scelte strategiche, dopo un'accurata analisi della situazione del territorio e dei suoi bisogni, e gli obiettivi di sviluppo, con tempistica a breve e medio raggio, avrebbero avuto bisogno di più condivisione, con l'accoglimento delle nostre proposte a partire dal passaggio alla Camera dei deputati. L'occasione poteva essere questa: sostituire la cultura del sospetto con quella della trasparenza. E non vi è momento più giusto quello attuale per attivare un tale tipo di scelta. È importante muoversi in fretta. In questi mesi l'italiano ha dimostrato di essere responsabile. In questo momento di crisi, la più grande dalla Seconda guerra mondiale, dobbiamo credere nella ricostruzione, dobbiamo credere nella libertà e nella responsabilità. Abbiamo bisogno di uno Stato vicino ai cittadini e alle sue imprese; regole poche e chiare. La cultura del sospetto va sostituita con quella della trasparenza; solo così sarà possibile attuare rapidamente le grandi opere infrastrutturali, essenziali per la ripresa. Bisogna sostituire le procedure attuali con procedure snelle e già sperimentate, come il modello Genova, lasciando che la trasparenza scongiuri episodi di arbitrio o corruzione. Cari colleghi, il modello Genova ha funzionato o no? Secondo noi, sì! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mai un'opera così importante, ormai in fase di ultimazione, è stata realizzata in così poco tempo. Per quello noi chiediamo che venga utilizzato questo modello anche per le opere delle Olimpiadi: velocità, efficienza, praticità e trasparenza. Vogliamo evitare il rischio di arrivare a un appuntamento così importante in ritardo, come purtroppo spesso è già capitato. Allora perché continuate a dire «no» a questo sistema? L'avete bocciato alla Camera e continuate a contrastarlo al Senato. Noi crediamo in questa grande opportunità e ci abbiamo creduto fin dall'inizio, ma dobbiamo sottolineare che coloro che oggi governano hanno messo una nota dissonante nel testo: l'esenzione fiscale per i manager e i dipendenti del comitato organizzatore, che, anche se ridimensionata in prima lettura, ci stupisce ugualmente da coloro che, a botte di populismo, pur essendo ormai casta, urlano in queste Aule contro i privilegi. Ecco, magari era meglio riservare questi privilegi ai nostri medici e al personale sanitario in questo momento, come avevamo chiesto noi, e non ringraziarli solo con due pacche sulle spalle. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sottolineo, per chi non lo sapesse o gli fosse sfuggito, che non stiamo parlando di briciole, ma stiamo parlando di quasi 50 milioni di euro: 50 milioni di euro che avete ridotto in prima lettura alla Camera, rivedendo il regime di agevolazioni a 45 milioni. Non prendeteci in giro e non prendete in giro, con noi, anche gli italiani e il personale sanitario, a cui non avete accettato di applicarlo come premio: roba da nascondersi, se fossi in voi. Ricordo che ai vertici del comitato organizzativo si parla di stipendi di 400-500.000 euro, non di stipendi normali. Quindi, provate a fare uno sforzo e a ripensarci, per non creare diseguaglianze certamente non consone nel momento che stiamo passando. Noi convintamente sosteniamo le Olimpiadi Milano Cortina 2026 e le ATP di Torino, ricordando che l'evento eccezionale ci offre un'opportunità, quella di ripensare le regole che governano la società e la nostra economia. Sapremo cogliere questa occasione e anche questi Giochi olimpici possono ridarci lo slancio per far ripartire il Paese. Non perdiamo tempo; regole certe e responsabilità sono fondamentali. Non perdiamo questa grande occasione e dimostriamo cos'è l'Italia, cosa sanno fare i lombardi, i veneti e i trentini e cosa sanno fare gli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Martelli. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, farò un intervento che vuole mettere qualche seme, visto che abbiamo davanti sei anni e ormai le Olimpiadi invernali si faranno. La prima considerazione è che l'ambiente montano è uno degli ecosistemi più fragili; di conseguenza qualunque manomissione si faccia in un ambiente montano è quella che ha un più lungo tempo di riassorbimento. La seconda è che abbiamo preso delle Olimpiadi che alla fine nessuno voleva, perché molte Nazioni si sono sfilate, visto che è diventato abbastanza problematico riuscire a far quadrare i conti, ma non voglio fare una polemica di soldi. Vorrei fare osservare quanto segue: si è parlato - e bene giustamente - di riutilizzabilità degli impianti e delle strutture che verranno costruite. Su questo bisognerebbe fare chiarezza. Quando si parla di una pista olimpica di discesa, si parla di fare qualche cosa che è paragonabile all'impianto di irrigazione nel proprio giardino. Voglio dire che si opera una pesante manomissione ogni volta che si azzarda l'apertura di una nuova pista, ragion per cui bisogna vigilare molto su questo, perché richiede innanzi tutto lo sbancamento; dopodiché, il manto erboso va continuamente conservato e, quindi, bisogna continuamente usare i concimi; se non piove, bisogna irrigare e abbattere tutte le tubature per l'innevamento programmato fino in cima. Davanti ai nostri occhi c'è ancora il triste campionato mondiale di Sierra Nevada, che si dovette rinviare per la mancanza della neve; o ancora i Giochi olimpici invernali di Nagano, dove un giorno pioveva e l'altro c'era la bufera di neve, per cui non si riusciva a capire quando poter fare le gare. In una situazione di questo tipo, l'innevamento programmato è obbligatorio e, quindi, bisogna costituire tutto il meccanismo. Dopodiché, bisogna creare le vasche per lo stoccaggio dell'acqua. Per chi non le avesse viste, le vasche che si costruiscono in alta montagna nelle pietraie sono composte da enormi lastroni di cemento, accostati a fare un'enorme coppa, che devono essere costantemente tenuti pieni d'acqua; quindi, l'acqua vi deve essere portata da un'altra parte. Poi ci sono tutti i sistemi di pompaggio e, di conseguenza, una forte pressione sull'utilizzo e la gestione delle acque in ambiente montano. Tutto questo deve essere valutato. Spero non si pensi di aprire nuove piste che magari verranno usate una sola volta. Sempre a tal proposito, ricordiamo che nelle Olimpiadi di Albertville del 1992 qualcuno si mise in testa che la pista Oreiller-Killy della Val d'Isère non andava più bene, per cui bisognava farne un'altra che venne chiamata Face de Bellevarde, su una montagna che si chiama Bellevarde, usata solo quella volta, una volta sola. D'altra parte, le piste olimpiche possono essere utilizzate anche dalle persone - per così dire - normali mentre altri impianti come i trampolini per il salto hanno una fruizione molto limitata, soprattutto se non riescono a essere inseriti nel circuito internazionale di salto dal trampolino, come si voleva fare per Torino nel 2006, ma non avvenne. Quindi, la fruibilità di un trampolino olimpico è legata a quante persone possono oggettivamente utilizzarlo, e sono davvero poche. Si usa per gli allenamenti, quando naturalmente c'è la neve, per cui la riutilizzabilità teorica può esistere sempre, ma quella pratica in misura minore. Per quanto riguarda la pista di bob, vale lo stesso discorso: si può usare con il bob, con lo slittino, ma è legata all'utilizzo professionale, nel senso che l'abilità necessaria per usare su una pista da sci non è quella richiesta per una pista di bob e, quindi, anche in questo caso va fatta attenzione. Il terzo punto concerne l'accoglienza. I villaggi olimpici sono da sempre una spina nel fianco perché richiedono di creare migliaia e migliaia di posti per poter ospitare le persone (in questo caso si stima siano 12.000). La domanda è la seguente: un ambiente già abbondantemente antropizzato, come quello dell'alta Provincia di Belluno, si può permettere 12.000 nuove edificazioni stabili? Vogliamo, cioè, pensare veramente di aumentare di 12.000 unità l'offerta sperando che il turismo invernale sia così sostenuto da assorbirla? In caso contrario, rischiamo di avere una gettata di cubatura che poi non avrà un ulteriore utilizzo. Ricordiamoci che Cortina ha già dato nel 1956, per cui alcuni impianti non sono completamente da buttare; bisogna pensare anche in questo tipo di ottica proprio perché, se l'ambiente montano viene compromesso al punto di farne una copia in piccolo dell'ambiente di pianura, perde completamente la sua bellezza e risulta del tutto snaturato. In conclusione, spero che il percorso sia quello proposto per evitare errori che sono già avvenuti in passato, come è accaduto per i trampolini di Pragelato. (Applausi dal Gruppo Misto) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paroli. Ne ha facoltà. PAROLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, le norme che affrontiamo oggi per la preparazione e l'organizzazione delle prossime Olimpiadi invernali e dei Giochi paralimpici del 2026 di Milano Cortina e per le finali di Torino APT di tennis del 2021-2025 riguardano eventi che decidono se nel futuro del nostro Paese ci sarà un ruolo da spettatore o da protagonista. In questo momento storico purtroppo ci sono anche l'incidenza e la coincidenza che i territori e le categorie interessate dal provvedimento al nostro esame sono anche le più colpite dagli effetti del Covid-19. La Lombardia è stato il fronte di questa epidemia che ancora sta combattendo con vittime ed effetti devastanti per l'economia, il turismo, lo sport e le realtà associative dedicate. Colleghi, è un'occasione, però, questa, deve essere una grande occasione: un'occasione che non possiamo perdere. La Lombardia e Milano hanno già dato prova di grandi capacità organizzative e di risultati con Expo 2015, che tutti ricordiamo, fortemente voluto dall'allora sindaco di Milano Letizia Moratti, ma in continuità portato avanti da tutte le istituzioni. Anche in quella occasione c'è stato un enorme lavoro di squadra: il CONI, la Regione Lombardia, il Veneto e le province di Trento e di Bolzano hanno in modo virtuoso raggiunto un traguardo davvero importante, che purtroppo, però, non può far dimenticare l'atteggiamento del Governo di allora, balbettante e, in alcuni momenti, anche imbarazzante, e il comportamento della città di Torino che definisco incomprensibile, e qui mi fermo. Avevamo temuto il peggio, ma il risultato è stato ottenuto. L'obiettivo è stato raggiunto, anche perché era ben presente ciò che era accaduto poco tempo prima con la rinuncia da parte di Roma alla candidatura per le Olimpiadi, che aveva e ha lasciato il segno. Come non ricordare le motivazioni di allora? Si era detto no alle Olimpiadi per dire di no ai costi. È imbarazzante. E ancora: opere uguale corruzione e, quindi, non facciamo. No, colleghi, noi non possiamo avere questo atteggiamento. Noi diciamo opere uguale sviluppo, servizi e lavoro ed è ciò che siamo sicuri accadrà in questa occasione. Certo, occorrono programmazione e fiducia nelle istituzioni coinvolte, a partire dagli enti locali coinvolti e - come si è detto anche prima - dobbiamo imparare qualcosa dalla lezione del Ponte di Genova; laddove vengono coinvolte le autorità locali, dandogli fiducia, più vicini al territorio si è, più si riesce ad avere risposte immediate (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) e quei risultati che i cittadini apprezzano e di cui in questo caso hanno necessità. Ho parlato della programmazione; gli enti locali devono essere coinvolti e saper indicare investimenti, che hanno due funzioni. La prima certamente è quella di rendere il nostro Paese capace di orgoglio nel mondo, perché in occasioni come queste l'Italia ha sempre avuto poi un ruolo fondamentale come eco e come capacità di diffondere nel mondo un messaggio positivo e accogliente, con tutto ciò che rappresenta il nostro Paese che non sto qui certo a ricordare. Tutto questo non può però dimenticare il dopo. Guai a fare opere inutili, guai a fare opere che non rimangano utili nel tempo. Ecco, è fondamentale anche in questo che le indicazioni degli enti locali vengano recepite perché ci sia la possibilità di creare sul territorio opere che, anche dopo le Olimpiadi, vengano utilizzate, diventino momento di accoglienza e di coinvolgimento. Sappiamo bene quanto sia fondamentale, non solo nel nostro Paese, il fatto che alle organizzazioni e alle associazioni sportive vengano dati strutture e impianti adeguati per svolgere il loro lavoro e compito soprattutto con i più giovani. Penso però - ad esempio - anche al coinvolgimento attivo di territori - lo dico al Ministro - che ad oggi non sono direttamente indicati, ma sono però capaci, soprattutto in Lombardia, di ricettività e hanno impianti di altissimo livello. Penso - ad esempio - all'Alta Valle Camonica, Ponte di Legno, Tonale e Temù; impianti che hanno ormai un bacino europeo, se non mondiale, come capacità di prestazioni e di interesse. Devono allora essere non dimenticati e utilizzati lo stesso si può dire per alcune valli bergamasche, che sono all'altezza di essere sedi di allenamenti e ritiri per le diverse rappresentative nazionali. Non dimentichiamo allora questo e non dimentichiamo il coinvolgimento, soprattutto per quel che riguarda il vasto territorio della Lombardia, di realtà locali che possono dare risposte e creare davvero quel volano virtuoso di cui la Lombardia e il nostro Paese mai come in questo momento hanno bisogno. Per questo motivo e con questa volontà Forza Italia è a favore del provvedimento in esame e non farà mancare oggi il proprio voto, ma non farà mancare anche in futuro la propria collaborazione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, signor Ministro, la discussione sulla conversione in legge del decreto-legge in esame arriva in un momento particolare per il nostro Paese, come per altre Nazioni del mondo. In queste ore anche l'Italia continua la sua battaglia contro il virus che ha messo tutti a dura prova. Discutere in questa sede e in questo momento di avvenimenti importanti che avranno luogo nel 2026 per parte dell'opinione pubblica potrà sembrare strano, di fronte agli obblighi di distanziamento sociale e di fronte al dolore delle tante persone che ci hanno lasciato e dei loro familiari, che non hanno potuto portare un ultimo saluto. Alle prese con una ripartenza difficile, questa discussione potrebbe apparire fuori luogo. Al contrario tutti noi sappiamo bene che non è così, perché alle istituzioni e al Parlamento spetta il compito non solo di gestire il presente, ma anche e soprattutto di programmare e costruire il futuro. Ed è indubbiamente anche grazie a quella capacità di programmazione e alle ambizioni di una classe politica coraggiosa, che ha saputo lavorare insieme, che oggi l'Italia può permettersi di ospitare grandi eventi come le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026 oppure le Finali ATP di tennis nel 2021, in città come Milano, Cortina d'Ampezzo e Torino, che - ne sono certo - sapranno essere all'altezza di questa grande sfida. A noi qui spetta il compito di costruire le condizioni migliori perché quel pezzo di futuro rappresenti anche il simbolo di una speranza e il simbolo di un ritorno alla normalità per Regioni come la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, che più di tutte negli ultimi mesi hanno subìto i danni e le conseguenze di questa pesante pandemia. Signor Presidente, proprio in questi giorni ricordiamo l'avvio, cinque anni orsono, di Expo 2015, la manifestazione internazionale che tanto ha contribuito a rafforzare l'immagine di Milano in Europa e nel mondo, assicurando investimenti e scelte politico-amministrative che hanno migliorato la qualità della vita dei milanesi; fatto scoprire o riscoprire a italiani e stranieri una città bella, moderna, preparata al futuro, e assicurato un'importante distribuzione di ricchezza non solo al capoluogo lombardo. Quell'esperienza dimostra che investire su sfide internazionali porta molti più vantaggi dei costi e delle difficoltà da affrontare. Averci creduto, aver cooperato fra diverse istituzioni, aver costruito le condizioni giuridiche e amministrative perché la sfida potesse essere vinta continua a rappresentare uno straordinario riferimento anche per le scelte che ci apprestiamo a fare e che ancora faremo in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026 e delle finali ATP di tennis del 2021. L'importanza di farci trovare pronti a queste grandi occasioni è duplice e, non solo per l'interesse di dimostrare ancora una volta al mondo che l'Italia è all'altezza delle sfide, con le sue capacità, la sua bellezza, le sue eccellenze, le sue conoscenze e la sua cultura, ma anche e soprattutto per la necessità di saper cogliere appieno i vantaggi culturali ed economici che eventi così importanti sanno offrire e costruire. Due studi commissionati dalle università Sapienza di Roma e Bocconi di Milano ci dicono che le Olimpiadi non solo saranno un grande evento sportivo, ma produrranno anche una crescita economica e sociale, con l'incremento del turismo, con il miglioramento infrastrutturale, con i miglioramenti sulla sostenibilità ambientale e con la promozione dei nostri territori, che vale milioni di euro e migliaia di posti di lavoro, senza calcolare l'eredità infrastrutturale che verrà lasciata ai giovani atleti del nostro Paese e i benefici sociali che matureranno da una grande opera di abbattimento delle barriere architettoniche che verrà prevista anche grazie all'approvazione del decreto-legge in esame, oltre alle misure di ecosostenibilità che caratterizzeranno questi eventi. Il barone Pierre de Coubertin diceva che lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfare, le difficoltà per vincerle. Io credo che oggi - tutti insieme - possiamo cominciare a immaginare una pagina nuova non solo per lo sport e per Milano, Cortina d'Ampezzo e Torino, ma anche per il futuro di un Paese che ha il coraggio e la voglia di mettersi alle spalle la paura e tornare a vincere e trionfare. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD) . PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo a tutti che per gli oratori sono predisposti dei posti fissi individuati per ciascun Gruppo. Pertanto, vi prego di rispettare tale disposizione. È iscritto a parlare il senatore Iannone, che invito a raggiungere il posto assegnato. Ha facoltà di parlare. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro - come è stato meglio detto dai colleghi, senatore Urso e senatore La Russa - Fratelli d'Italia ha già convintamente votato a favore del provvedimento alla Camera dei deputati e altrettanto si appresta a fare qui in Senato, perché siamo da sempre assoluti sostenitori dell'importanza che i grandi eventi sportivi rivestono nell'economia sociale e materiale della nostra Nazione. Tutti abbiamo esultato quando siamo riusciti a ottenere la candidatura e, quindi, anche alla luce del momento difficilissimo che abbiamo vissuto e che purtroppo stiamo ancora vivendo, è a nostro avviso un bellissimo messaggio agganciare allo sport l'idea stessa della ripresa della Nazione. Siamo assolutamente convinti che ciò genererà un'ondata di ottimismo economico e sociale e, quindi, come Gruppo, abbiamo lavorato dalla prima ora in tale direzione. Voglio ringraziare i colleghi della Commissione, la relatrice, la Presidenza e tutti per lo spirito con il quale abbiamo lavorato su questo provvedimento. Ci era stato chiesto di rinunciare agli emendamenti, ma sinceramente la nostra non è stata una reazione ostativa per ritardare l'approvazione definitiva del provvedimento. Noi abbiamo ritenuto che salvaguardare la dignità di questa Camera fosse cosa da tenere sempre presente, naturalmente convinti come siamo che ogni provvedimento - anche il migliore - essendo figlio dell'attività umana, escluda sempre la perfezione. Voglio con onestà intellettuale ringraziare il Governo per aver accolto i nostri tre ordini del giorno. Speriamo che sulle vicende che abbiamo sintetizzato ci sia una concreta attenzione da parte del Governo, perché gli aspetti organizzativi e di partecipazione di tutto il mondo sportivo connessi alla realizzazione di quest'impresa nazionale - così la voglio definire - sono fondamentali per la migliore riuscita possibile. Pertanto, ringrazio il signor Ministro. È mia intenzione, però, anche dedicare qualche passaggio e riflessione sul momento molto grave che vive anche il settore dello sport, dove questioni storiche sono aggravate dalla contingenza dell'emergenza coronavirus. Il grido di allarme e di difficoltà proveniente dalla base del mondo sportivo, signor Ministro, richiede la massima attenzione, se non vogliamo disperdere anche in quest'ambito un patrimonio di valori ed esperienze che noi abbiamo e che da questo punto di vista hanno sempre connotato l'Italia come un Paese d'eccellenza. Essere vicini alle federazioni sportive, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sociale è fondamentale per fare in modo che lo sport sia concretamente un patrimonio di tutti e che, attraverso i suoi rappresentanti, possa trovare le risposte che da tempo si attendono in termini di attenzione e di equilibrio nella ripartizione delle risorse, soprattutto in un momento in cui sappiamo esserci stato un cambio degli asset governativi del mondo sportivo con la riforma che ne ha riguardato l'ordinamento, con la trasformazione sostanziale del CONI. Al riguardo desidero ringraziare il collega Barbaro della Lega che ci ha dato la possibilità, proprio chiedendo delle audizioni in merito al provvedimento in discussione, di ascoltare meglio le esigenze più profonde che in questo momento il mondo sportivo sente e alle quali noi siamo sensibili e ci uniamo. Pertanto, signor Ministro, nei prossimi provvedimenti noi ci aspettiamo e sosteniamo interventi maggiori e più concreti per il mondo sportivo, per fare in modo che la macchina possa ripartire in piena sicurezza. Allo stesso modo vorrei dire, quale rappresentante di un Gruppo che crede nel valore della Patria, che eventi come le Olimpiadi e le finali ATP rappresentano ovviamente una ricchezza e un'opportunità per l'intera Nazione. Tuttavia, da uomo del Sud vorrei anche dire che credo sia un traguardo ambizioso per il futuro, magari per il 2032, candidare il Sud Italia con la sua capitale Napoli a un evento sportivo di massima importanza internazionale. Credo che sarebbe il compimento di una politica che non rivendica in maniera sterile la territorialità, ma che dia veramente il senso di una Nazione che nel suo complesso è capace di sentirsi unita e di esprimere, da Nord a Sud e da Sud a Nord, la qualità della sua socialità. De Coubertin diceva che l'importante è partecipare, ma noi dobbiamo avere ben presente che può vincere soltanto chi ha l'opportunità di esprimersi. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Messina Assuntela. Ne ha facoltà. MESSINA Assuntela (PD) . Signor Presidente, onorevoli senatori, il nostro Paese attraversa una fase complessa e articolata della sua storia; una fase in cui l'azione e la responsabilità, da intendersi come spazi di elaborazione e proposta, assumono su di sé la funzione di colmare la necessaria distanza tra ciascuno di noi. In un momento in cui l'azione e la responsabilità sono elementi fondamentali per la vita della comunità, il provvedimento in discussione concretizza un obiettivo, un'idea-forza, un vettore sociale che determina spinte propulsive, riaccende una speranza, una fiaccola democratica in luoghi vivi. La legge olimpica va letta come una straordinaria occasione per ridare forza e vitalità alle nostre comunità. Dopo le necessarie rinunce, dopo aver sperimentato un modo di vivere lontano dalle nostre consuete abitudini, le Olimpiadi invernali 2026, insieme alle finali ATP di Torino, ci permettono di guardare al futuro vedendolo migliore. Oggi lanciamo un ulteriore importante segnale per la ripartenza del nostro Paese e una prospettiva vitale anche per il mondo dello sport, che ha vissuto con grande sacrificio questo periodo. Il blocco delle attività, oggi finalmente in via di graduale ripresa, ha privato milioni di cittadini e migliaia di associazioni e società sportive della possibilità di svolgere il proprio ruolo, che è anche un ruolo sociale, che non è stato possibile esercitare fino in fondo. È soprattutto a loro, dunque, che dobbiamo dedicare questo traguardo. L'assegnazione di questi due grandi eventi sportivi, i Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e le finali ATP di tennis che saranno ospitate a Torino a partire dal 2021 fino al 2025, sono motivo di grande fiducia e di grande orgoglio per l'Italia e il vederli realizzati nei territori più pesantemente colpiti dalla pandemia lo sarà ancora di più. L'organizzazione di manifestazioni di assoluto livello come queste mette la politica di fronte a una grande sfida: l'impegno di far ritornare il nostro Paese epicentro dello sport mondiale, con l'intento di ricucire il tessuto di un territorio lacerato, dal punto di vista economico senz'altro, ma anche sociale, ambientale, culturale e umano; un rammendo del territorio, per dirla con Renzo Piano, ma anche sociale, quanto mai necessario hic et nunc , che appunto ricuce, tiene insieme e rilancia, nell'ottica di una rigenerazione complessiva che conserva innovando, con un'importante piano delle infrastrutture e dei trasporti. Eventi sportivi di tale portata - quelli di cui stiamo parlando - avranno indiscutibilmente questo compito e, se è vero che ogni scelta della politica si compie e si realizza nella specificità di un settore - in questo caso lo sport - è anche vero che l'atto normativo assume su di sé vera forza e sostanza nell'ampiezza di una visione olistica, complessiva, che armonizza i diversi piani della comunità e diventa vettore di civiltà, motore di rilancio economico, quanto mai necessario in questo periodo per il nostro Paese. Già in Sottocommissione pareri, in qualità di relatrice ho evidenziato come la programmazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026 si ispiri a un paradigma tutto nuovo, che ha snellito e sburocratizzato l'organizzazione, rendendola più flessibile rispetto alle condizioni, alle necessità e alle prospettive dei territori, permettendone lo sviluppo all'insegna dell'eredità e della sostenibilità, princìpi di responsabilità nel presente, che tracciano una linea stabile e connotano l'orizzonte del futuro. La stessa previsione di costituire la società pubblica Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, cui è affidato il compito di realizzare le opere previste per lo svolgimento della manifestazione sportiva, in coerenza con le indicazioni del comitato organizzatore e l'operatività della fondazione, mira a garantire appunto la sostenibilità delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi sotto diversi importanti profili, rendendo le strutture effettivamente fruibili e quindi accessibili, anche grazie alla prevista massiccia eliminazione delle barriere architettoniche. Allo stesso modo è apprezzabile - mi rivolgo anche a lei, signor Ministro - l'istituzione del Forum per la sostenibilità e l'eredità olimpica, che ha il fondamentale compito - come dicevamo - di tutelare l'eredità olimpica, cioè promuovere iniziative per l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i giochi, nonché per consentire il perdurare dei benefici sociali, economici e ambientali sui territori, anche con riferimento alle esigenze della pratica sportiva da parte dei soggetti con disabilità; ciò nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità e in coerenza con i riferimenti statuiti dalla Carta olimpica. Una visione di ampio e lungo respiro che, con il diretto accoglimento e coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, raccogliendo e interpretando pienamente l'indirizzo del green new deal, asse portante della nostra sensibilità e del nostro impegno, programma interventi che non vengono subiti dall'ambiente, ma mantenuti e conservati nel rispetto dello stesso. Sostenere l'eredità olimpica e paraolimpica significa far sì che le opere realizzate e, quindi, le risorse impegnate possano continuare in futuro a costituire un valore economico e non solo per l'intero territorio coinvolto e per la comunità che lo vive. Penso, soprattutto, alle tante opportunità di sviluppo e di lavoro, a partire dal turismo, che potranno essere colte negli anni successivi ai giochi. Questa eredità vuol dire anche trasmettere alle future generazioni la centralità di un principio etico sociale, laddove l'attività sportiva si declina sempre nella tutela dei diritti, nel mantenimento di un ambiente sano e, soprattutto, nella nobile accezione di un'eredità olimpica quale strumento insostituibile di coesione umana e sociale tra le persone e le generazioni, svuotando così quella cultura dello spreco e del consumo che allontana dai principi etici e programmando, piuttosto, una visione che si fondi sul principio della conservazione in itinere . La seconda parte di questo decreto riguarda il grande tennis in casa nostra: l'assegnazione alla sede di Torino dimostra ancora una volta che l'Italia è un Paese leader nel mondo del tennis e, soprattutto, un Paese affidabile e arriva a coronamento degli eccellenti obiettivi conseguiti dal tennis italiano con i risultati agonistici dei nostri migliori atleti, oltre a premiare i grandi successi delle organizzazioni degli Internazionali d'Italia al Foro italico e da qualche anno al Next Gen ATP di Milano. La manifestazione produrrà un indotto economico di circa 500 milioni di euro in cinque anni con rilevanti effetti diretti e indiretti. Si stimano presenze per circa 250.000 persone durante gli otto giorni di gara grazie alla circostanza che vede Torino dotata di un impianto coperto da 15.000 posti a sedere. Parliamo, cioè, della maggior capienza indoor in Italia. Le finali ATP Finals sono un evento prestigioso che porterà lustro a tutto il movimento tennistico italiano e sarà compito della Federazione italiana tennis, cui va riconosciuto il grande merito di aver portato il nostro Paese ai vertici del tennis mondiale, curarne l'organizzazione per lo svolgimento. Con questa legge diamo un segnale forte e chiaro: l'Italia è pronta e lo sport, nell'incessante dialettica tra vittoria e sconfitta, entrambe fortissime nelle loro ricadute educative e formative, compie il miracolo di mettere in campo la bellezza etica del sacrificio e della competizione trasformati in valori civili capaci di definire precisi e concreti indirizzi di natura economica. La bellezza del sacrificio e del rendere sacro si traducono nell'attribuzione di un altissimo valore a ciò che facciamo e poi la bellezza della competizione è recuperata nell'aspetto collaborativo insito nell'esito e nell'etimo del cum petere (andare insieme, convergere) verso l'obiettivo medesimo e in un'ottica di crescita anche economica che ricomprende le relazioni e le caratteristiche. Attraverso questo provvedimento andiamo anche a ribadire la cifra civile dello sport e dei suoi valori che, nella loro sovranità olimpica, hanno attraversato la storia e in nome dei quali oggi lavoriamo insieme per costruire una storia nuova. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi senatrici e senatori, da piemontese non posso che iniziare il mio intervento stigmatizzando l'operato o, meglio, il non operato del sindaco della città di Torino Appendino, esponente di rilievo del MoVimento 5 Stelle, che, nonostante un Governo a suo tempo più che amico, è stata in grado di far perdere alla capitale sabauda, già sede di un'importante olimpiade nel 2006, il più grande evento sportivo al mondo in programma nei prossimi anni: le Olimpiadi 2026. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Purtroppo, evidenzio questo aspetto per segnalare a voi, colleghi, l'incapacità prospettica del governo torinese, incapace di gestire i propri consiglieri comunali: una maggioranza schiacciante di un colore unico che non è stata in grado di dire di sì; si è divisa, si è spaccata e poi ha detto di no. Volevo far presente al ministro Spadafora - ma non lo vedo qui in Aula - che forse non si è accorto che il masterplan allegato al dossier di presentazione, datato 17 aprile, ancora indicava quale sede delle Olimpiadi la città di Torino. Era di buon auspicio però alla fine... (Commenti del senatore Airola). PRESIDENTE. Senatore Airola, per cortesia. È stato fuori e andava tutto bene. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . La verità fa male, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti del senatore Airola) . PRESIDENTE. Senatore Airola, se vuole intervenire, si iscriva a parlare. (Commenti del senatore Airola). Basta. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Vorrei altresì chiedere al signor Ministro se ha avuto il tempo di analizzare il disastro avvenuto post -2006, grazie alle gestioni delle giunte di sinistra della città di Torino e dei sindaci che si sono susseguiti. Potrebbe insegnare qualcosa a questo Governo, senza nulla togliere alla capacità che ha di guardarsi allo specchio e magari di compiacersi. Milioni di euro spesi per opere che ad evento finito si sono trasformate in scheletri edilizi in disuso: cito il trampolino di Pragelato, che è costato 34 milioni di euro ed è ora inutilizzato e abbandonato; la pista di bob di Cesana Pariol, costata 110 milioni di euro e abbandonata; il villaggio olimpico, costato 140 milioni di euro e in parte abbandonato; la pista di freestyle di Salice d'Ulzio, costata 9 milioni di euro ed eliminata. Potrei andare avanti per molto tempo nell'elencazione, ma mi fermo per la vergogna che assale me e tutti i piemontesi. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Signor Ministro, occorre dedicare un attimo del suo prezioso tempo a leggere quanto scritto dall'istituto Bruno Leoni, che in uno studio molto dettagliato realizzato nel 2012, ha determinato la perdita secca di Torino 2006 - della gestione postolimpica, non dell'evento - in 800 milioni di euro. Però voi, da come agite e da come sta legiferando il Governo, continuate a pensare che le Olimpiadi 2026 e il torneo ATP 2021-2025 siano il punto di arrivo, senza comprendere che le Olimpiadi ed ogni grande evento sono invece il punto di partenza di una riqualificazione importante dei territori, di un'accoglienza importante e soprattutto della capacità di sviluppare il proprio Paese. La mancanza di visione del Governo - lo dico in modo chiaro - la si comprende per tabulas dalla lettura del documento legislativo e nello specifico all'articolo 3- bis , dove viene prevista la costituzione di un comitato denominato Forum per sostenibilità dell'eredità olimpica e paralimpica. Ma perché dovete costituire un forum quando l'attività post olimpica deve essere propria del progetto del comitato organizzatore? Non è che lì dentro vogliamo mettere gli amici degli amici per la gestione futura di un qualcosa che poi non sappiamo come andrà a finire? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Purtroppo il Governo, come è ormai evidente in troppi casi, non essendo in grado di affrontare e risolvere i problemi, lavora affidando i propri compiti ai comitati, ai forum , alle task force , che sfociano in decisioni come sempre poco chiare ed assurde, producendo burocrazia ed aggiungendo confusione e disorientamento. Vedasi oggi la fase 2 della gestione del covid-19: che vergogna! Le persone non sanno come muoversi, quando muoversi e che cosa fare. Le olimpiadi invernale durano una decina di giorni, ma devono servire per tutta l'Italia per i decenni successivi. Per questa grande opportunità noi dobbiamo ringraziare la visione, l'entusiasmo e lo straordinario lavoro dei governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, dell'allora sottosegretario allo sport Giancarlo Giorgetti e dell'allora vice premier Matteo Salvini, che hanno difeso con le unghie e con i denti questo progetto, e che, alla luce delle emergenza che stiamo vivendo oggi, risulta ancora più strategico per il rilancio infrastrutturale non solo del Nord, ma di tutta l'Italia. I giochi, infatti, si svolgeranno proprio nelle Regioni, come è stato detto in precedenza, in cui il contagio si è maggiormente diffuso e, superata la fase di emergenza, i lavori e le opere previste per le olimpiadi 2026 saranno di sprone alla ripartenza dell'economia e costituiranno un volano di eccezionale importanza per la rinascita produttiva dei territori direttamente interessati, ma soprattutto dell'intera Italia. Finalmente voi, il Governo che era contro le grandi opere, arrivate alle nostre storiche posizioni e decidete anche di realizzare grandi investimenti pubblici, grandi infrastrutture sportive. Per questo motivo noi riteniamo che debbano essere sciolti anche alcuni nodi fondamentali. Possiamo vedere il progetto Milano Cortina per il decennio successivo? Come verranno coinvolti nel Comitato organizzatore i nostri giovani italiani? Come verrà coinvolto lo sport di base, di cui ancora oggi, in questi documenti, vi è traccia solo con un misero ordine del giorno? Verranno utilizzate quasi esclusivamente competenze estere per la gestione dell'organizzazione dell'evento come è successo in passato oppure si daranno delle corsie preferenziali alle professionalità italiane? Come verrà tutelato il made in Italy durante l'evento, essendo ormai consolidato nel tempo che il 98 per cento degli sponsor di queste manifestazioni sono multinazionali straniere? Dobbiamo dare spazio ai prodotti italiani e alla nostra italianità. Veniamo ora alle ATP Finals 2021-2025, che si svolgeranno a Torino e che tanto sanno di premio di consolazione. Resta il rammarico, Presidente, sebbene si tratti di un evento prestigioso, per il fatto che Torino sarebbe potuta essere il terzo partner di eccellenza nell'organizzazione dei giochi olimpici invernali 2026. In questo senso, non solo la città di Torino, ma tutto il Piemonte ha sicuramente perso una grande occasione di rilancio e di sviluppo. Ad oggi, per questo evento ATP 2021-2025 manca ancora il piano di promozione governativo e il Governo locale non risponde alle richieste dei cittadini. Mi risulta, ad esempio - lo cito proprio perché così rimane un fatto concreto - che sia stato presentato un bellissimo progetto per l'installazione di una ruota panoramica stile Londra da posizionarsi davanti alla sede della manifestazione a Torino, a costo zero per la città. Purtroppo, non avendo avuto risposte l'imprenditore presenterà il progetto a Milano e non lo presenterà più a Torino. Per fortuna - lo dico in quest'Aula - le tre Regioni coinvolte nel progetto dei giochi invernali e delle ATP 2021-2025 sono a guida centro-destra e a trazione leghista, con un grande radicamento sul territorio. In Piemonte, grazie al grande lavoro svolto dalla Giunta presieduta dal governatore Cirio e dall'assessore allo sport Ricca, si è riusciti a coinvolgere il territorio iniziando con progetti di marketing territoriale e di valorizzazione delle peculiarità turistiche ed enogastronomiche. In conclusione, quello che chiedo a lei e al Governo è di evidenziarci nel dettaglio il progetto postolimpico anche delle ATP Finals, in quanto in tutta la documentazione fornita nulla si può desumere se non l'intenzione di costituire questo benedetto forum post-olimpico. L'organizzazione di un grande evento può rispondere alle motivazioni più diverse, ma non bisogna dare per scontato che produca solamente dei benefici. Se voi continuate a guardare al vostro orticello per piantare piccole bandierine politiche invece che aprire alle opportunità che il Paese offre, la ricostruzione non avverrà mai. Non è con i no che si governa. No alle Olimpiadi a Torino, no a Roma, no alle misure di sostegno per il turismo, no alla flat tax , no alla pace fiscale e ancora no ai voucher . L'unico sì è alla sanatoria per gli immigrati clandestini, che non si capisce perché continuate a propinarci, mentre ci sono milioni di italiani disoccupati che aspettano una collocazione professionale, che significa anche e soprattutto realizzazione professionale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Vitali) . Noi sappiamo che «Più veloce!, più in alto!, più forte!» è il motto olimpico che in questi giorni assume tutta la sua attualità e il suo significato vero. È questo che ci auguriamo per il futuro: di essere più forti per ricominciare finalmente nella normalità e, lasciatecelo dire, con un Governo forte e capace. Lo dico al Presidente del Consiglio, ai membri del Governo, ai Ministri e ai Sottosegretari: dovete avere ben presente, nella testa e nel cuore, in ogni istante, non le vostre poltrone, ma il bene degli italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Ministro, colleghi senatori, il Gruppo Forza Italia ha votato a favore del decreto al nostro esame in Commissione e voterà a favore, come ha già detto prima di me il collega Paroli, anche oggi qui in Aula. Il nostro partito, come è noto a tutti, è sempre favorevole all'organizzazione di grandi eventi pubblici, in particolare di grandi eventi sportivi come le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali e delle finali ATP di tennis. Le Olimpiadi invernali si svolgeranno nel 2026, come è noto e come hanno già riferito in tanti, mentre le finali ATP si svolgeranno a Torino tra il 2021 e il 2025, proprio in Regioni che in questi mesi stanno soffrendo più di altre per l'emergenza covid che ha colpito l'Italia più che altri Paesi. Quelle Regioni hanno sofferto più di altre e forse più di altre hanno un'occasione di rilancio dell'economia turistica ed infrastrutturale. Sono Regioni che, forse, ne hanno anche bisogno dal punto di vista psicologico, considerata la sofferenza di questi mesi. Esaminando nel merito le iniziative sportive, ci fa piacere vedere come, partendo dalla contrarietà della città di Torino, che è stata poco fa ricordata dal collega della Lega, all'evento delle Olimpiadi invernali, si sia, tutto sommato, giunti, almeno con l'evento relativo alle finali di tennis, a superare quel pregiudizio che nasceva già con il no alla TAV e che è proseguito altrove. Si trattava di un pregiudizio quasi ideologico verso la realizzazione di grandi eventi sportivi a cui è collegata, naturalmente, la realizzazione di grandi opere e di grandi infrastrutture. Verificare come un partito come il MoVimento 5 Stelle abbia modificato il proprio approccio quasi ideologico a questi temi e a questi eventi è per noi motivo di soddisfazione; vuol dire che, evidentemente, si può anche cambiare e che forse la responsabilità di Governo vi ha posti di fronte a un approccio diverso da quello che avevate in passato e che sembra parzialmente modificato in questi ultimi tempi. Mi sembra evidente che eventi come questi valorizzino il territorio. Ci fa piacere anche aver verificato come gli organizzatori delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina d'Ampezzo abbiano saputo organizzarsi in modo tale che più territori possano giovarsi di un grande ritorno economico, della realizzazione di opere e di infrastrutture di cui abbiamo bisogno e della riqualificazione di quelle esistenti. Mi riferisco, almeno per quanto riguarda le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina di ben tre Regioni coinvolte, quindi parliamo non solo di Lombardia, come ha giustamente ricordato sempre il collega Paroli prima di me, ma anche del Veneto. Noi abbiamo la vera capitale degli sport invernali italiani, Cortina d'Ampezzo, che è un luogo di straordinaria bellezza naturale, ma che è anche assolutamente pronta a ricevere occasioni e opportunità, come quella delle Olimpiadi invernali. Tengo a ricordare che già nel 1956 Cortina fu teatro di Olimpiadi invernali, tra l'altro con il successo di alcuni grandi sciatori e alcuni grandi sportivi italiani di sport invernali. Oltre che in queste due Regioni, ricordiamo che anche in Trentino, nella Val di Fiemme, si svolgeranno molte delle attività legate agli sport invernali, in particolare a quelli nordici. Questa organizzazione è collegata, come è giusto che sia, anche all'evento tennistico, che, come chi è appassionato di tennis sa bene, dopo i quattro tornei del cosiddetto Grande Slam, è il quinto torneo per importanza e che si svolgerà per cinque anni di fila della città di Torino, che sarà quindi teatro di un evento sportivo internazionale molto seguito in tutto il Pianeta. È evidente che iniziative sportive come questa raccolgono non solo il riconoscimento e la visibilità per il nostro Paese da parte di appassionati dello sport, ma anche uno straordinario ritorno, per la possibilità che questi luoghi avranno di poter realizzare opere e di poterne ristrutturare altre e, soprattutto, per il richiamo turistico che questi territori possono rappresentare a seguito dall'organizzazione dell'evento: essi avranno infatti la possibilità di ricevere una platea straordinaria di visitatori, non solo virtuali, e possibilmente, in futuro, non solo durante lo svolgimento di queste iniziative sportive, ma anche successivamente. Questo quadrangolo eccezionale, come ho detto, coinvolge territori che sono sicuramente già pronti a realizzare le opere. Come hanno ricordato bene prima di me altri colleghi senatori, le Regioni sono già pronte a organizzare questi eventi ed è fondamentale, credo, che tutto ciò avvenga nel migliore dei modi. Siamo pronti, l'Italia è pronta. È un'altra occasione per portare avanti il nostro brand , un brand straordinario. Questa è un'opportunità che ovviamente non possiamo perdere. Voglio concludere il mio intervento evidenziando un aspetto contenuto in questo provvedimento, che ovviamente non può che stimolare la mia particolare attenzione. All'articolo 3 del decreto-legge, infatti, viene affrontato il tema delle infrastrutture. Infatti è prevista la costituzione della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SpA. Non possiamo che accogliere positivamente, come accennavo prima, la retromarcia ideologica del MoVimento 5 Stelle su una loro storica avversità, una sorta di pregiudizio ideologico verso la realizzazione di grandi eventi sportivi e di grandi opere. Ritengo che questo sia un passo in avanti per affrontare, anche per il futuro, il tema del rilancio dell'economia di tutto il Paese, ovviamente attraverso la realizzazione di infrastrutture e di grandi opere: spingere sulla realizzazione di nuove infrastrutture, ovviamente non solo nelle quattro Regioni coinvolte da questi eventi sportivi, appare assolutamente fondamentale, anzi necessario per il futuro economico del Paese. Colgo l'occasione per lanciare un'idea che intendo realizzare nel prossimo futuro con i miei colleghi: vi è la necessità, a mio giudizio non più procrastinabile, di abrogare in toto l'attuale codice degli appalti e dei contratti pubblici e il relativo decreto legislativo del 18 aprile 2016, n. 50. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Il settore dei contratti pubblici e degli appalti rappresenta circa il 17 per cento del PIL europeo; in Italia, nel solo anno 2018, il valore dei contratti pubblici ha superato i 140 miliardi di euro, ma tale settore, come noto, si caratterizza per un eccesso di regolamentazione e di passaggi burocratici. L'abrogazione di tali norme consentirà uno snellimento delle procedure, con la conseguente sottoposizione delle procedure di aggiudicazione di contratti di appalto e di concessione, indipendentemente dal loro valore economico, alle direttive europee di settore. Il modello ponte di Genova - come hanno già ricordato alcuni prima di me - deve valere per tutti i futuri appalti pubblici. Cari colleghi, credo allora che questi due eventi sportivi e culturali vadano certamente sostenuti e ora a maggior ragione per segnare la ripartenza della nostra economia, dopo la fase di fermo voluta da questa pandemia. Non dimentichiamoci che senza infrastrutture la nostra economia non potrà ripartire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Piarulli. Ne ha facoltà. PIARULLI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, colleghe, Ministri, il decreto di cui discutiamo oggi è costituito da un gruppo di nome riguardanti l'organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, norme inerenti all'organizzazione del torneo tennistico, finale ATP Torino 2021-2025, norme in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria, nonché norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, Regioni e Province autonome nell'organizzazione degli eventi sportivi in oggetto. È un momento complicato; viviamo i giorni più difficili della storia repubblicana di questo Paese. Parlare di sport, di Olimpiadi, di Paralimpiadi, di tennis può sembrare fuori luogo, inadatto e finanche inutile. Tuttavia ritengo, al contrario, che discutere di questo provvedimento significhi ridisegnare il futuro del nostro Paese. Governare vuol dire amministrare, vuol dire curare il presente e programmare il futuro. E il futuro dell'Italia passa anche attraverso il mondo dello sport, che oggi è stato messo a dura prova. Al centro di un Paese in salute c'è la cultura sportiva, intesa come valore fondante attraverso il quale la persona diventa soggetto fisicamente attivo, autonomo, responsabile e cittadino migliore. Pensiamo ai giochi dell'antica Grecia, che si svolgevano ad Olimpia (da qui il nome di Olimpiadi), che comportavano durante lo svolgimento una tregua sacra, per cui c'era la sospensione di qualsiasi conflitto politico e militare. Pertanto lo sport, a prescindere da qualsiasi polemica, deve soltanto superare le differenze, di colore e di professione, e farci sentire un unico popolo. Tali manifestazioni potranno rappresentare una preziosa occasione di rilancio, un volano economico e sociale per il nostro Paese, soprattutto nei territori maggiormente coinvolti dall'emergenza Covid. Questo decreto si pone la finalità di individuare una disciplina puntale in modo da realizzare e promuovere eventi i cui benefici economici e ambientali potranno perdurare nel tempo sui territori. Questi eventi, infatti, se ben gestiti, potranno offrirci e lasciare in eredità delle infrastrutture all'avanguardia, aree moderne e attrezzate, ma soprattutto - è giusto ribadirlo - usufruibili da parte di tutti i cittadini. Nasce il Forum per la sostenibilità e l'eredità olimpica durevole dei Giochi Milano Cortina 2026. Il Forum viene istituito con il compito di tutelare l'eredità olimpica e di promuovere, appunto, iniziative utili a valutare l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i giochi, nonché appunto il perdurare di questi benefici, anche con le esigenze della pratica sportiva e motoria da parte di soggetti disabili e soprattutto dalla necessità di abbattere le barriere architettoniche. Non posso non pensare anche alla valorizzazione dei territori montani mediante l'intensificazione dei collegamenti con le zone montane. Non dimentichiamo che nella montagna veneta la tempesta Vaia ha lasciato cicatrici importanti e ci vorranno anni perché la natura torni a ricucire le ferite ai boschi e ai paesi delle Dolomiti. Lo sport, che è stile di vita in montagna, sarà perciò un volano, un'occasione straordinaria per dare impulso e nuove visioni a uno dei patrimoni dell'umanità che anche UNESCO ci ha riconosciuto. Non possiamo altresì dimenticare che in questo decreto-legge viene istituito il Consiglio olimpico congiunto Milano Cortina 2026 con funzioni di indirizzo generale sull'attuazione del programma di realizzazione dei giochi: un organo fortemente collegiale, costituito da 15 membri, i cui rappresentanti sono gli esponenti dei Comitati olimpici internazionali e nazionali, paralimpici nonché le istituzioni rappresentate dai delegati della Presidenza del Consiglio dei ministri-Ufficio per lo sport, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dai rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, nonché dai Comuni di Milano e di Cortina d'Ampezzo. Questo Consiglio assicurerà il confronto tra le istituzioni variegate coinvolte, con l'intento di raggiungere gli obiettivi ambiziosi prefissati. Le manifestazioni dovranno realizzarsi nel rispetto di tutte le misure idonee a scongiurare eventuali rischi Covid, per cui anche le modalità con cui verranno realizzate potranno essere mutuate per altri eventi in modo che possano realizzarsi in piena sicurezza. Quella che abbiamo di fronte è una sfida, che - sono convinta - il nostro Paese riuscirà a vincere. Abbiamo bisogno di coraggio e forza, che questo Paese ha dimostrato di avere nei momenti di difficoltà. Oggi, abbandonando facili strumentalizzazioni, con questo decreto-legge abbiamo il dovere e l'opportunità di affermare con forza ed energia che tornare alla normalità è possibile. Ce la faremo; l'Italia ce la farà. Ne va del nostro futuro, ne va del futuro del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice. SBROLLINI, relatrice . Signor Presidente, intervengo soltanto per fare alcuni rapidissimi ringraziamenti. Ringrazio prima di tutto il Governo, nella persona del ministro Spadafora, le colleghe e i colleghi di tutti i Gruppi politici perché - anche se con accenti diversi e con qualche criticità - abbiamo tutti avuto modo di esprimere un'opinione su questo provvedimento che, come dicevo nella relazione, considero molto importante proprio in questo momento di crisi e di emergenza, poiché dà una speranza; è una sorta di riscatto per il nostro Paese. Ringrazio altresì tutto lo sport nazionale, il presidente del CONI Malagò, tutte le istituzioni regionali e locali e tutti coloro che lavoreranno per organizzare al meglio questi importanti eventi sportivi. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, anch'io desidero ringraziare. Ho ascoltato con molta attenzione il dibattito di questa mattina, quindi porto con me diverse considerazioni che sono state espresse. Ringrazio in modo particolare la relatrice e tutti i componenti della Commissione istruzione e tutte le altre Commissioni che hanno contribuito a questo provvedimento. Ringrazio ovviamente tutte le forze maggioranza e, per la collaborazione e la disponibilità dimostrate, anche le forze di opposizione. È stato un lavoro non facile di raccordo anche con tutte le istituzioni sportive e gli enti locali, ma sicuramente rappresenta una luce verso il futuro dopo questo periodo così complesso che il Paese sta vivendo. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Onorevoli colleghi, la Presidenza, in conformità a quanto stabilito durante l'esame in sede referente, dichiara improponibile, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, l'emendamento 5.5 in quanto estraneo all'oggetto del decreto-legge in esame. Dovendosi procedere all'esame degli emendamenti, invito i senatori presenti nelle tribune di primo e di secondo ordine ad attivare il dispositivo in modo che quando arriveremo al momento del voto, saremo già tutti pronti. Prego gli assistenti parlamentari di assistere i senatori in questa operazione. SBROLLINI, relatrice . Se siamo tutti d'accordo, potrei procedere in maniera più rapida e dare il parere su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE. Procediamo. SBROLLINI, relatrice . Esprimo parere contrario sugli emendamenti riferiti a tutti gli articoli. Per quanto riguarda gli ordini del giorno, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.100. PRESIDENTE. All'articolo 2, non vi sono ordini del giorno. Mi conferma la contrarietà agli emendamenti riferiti all'articolo 2? SBROLLINI, relatrice . Sì, Presidente, confermo. PRESIDENTE. Passiamo quindi all'ordine del giorno G3.100. SBROLLINI, relatrice . Un attimo perché io ho un altro fascicolo. PRESIDENTE. Dobbiamo utilizzare tutti gli stessi fascicoli, perché se si usano quelli esterni, è un disastro. SBROLLINI, relatrice . Per quanto riguarda l'articolo 3, l'ordine del giorno G3.100 è accolto come raccomandazione ed esprimo parere favorevole con una riformulazione. PRESIDENTE. Accolto come raccomandazione e riformulato? SBROLLINI, relatrice . Sì, posso leggere la riformulazione? DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, dato che ne abbiamo già discusso in Commissione ieri, la relatrice ricorderà che poi sia lei che il Governo (che può confermare) hanno tolto la raccomandazione per cui il parere dovrebbe essere favorevole, ovviamente con la riformulazione che la relatrice illustrerà. PRESIDENTE. Ero anch'io un po' sorpreso. Mi sembra più coerente. SBROLLINI, relatrice . Do quindi lettura della riformulazione: «a valutare la possibilità di sottoporre, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, a Valutazione ambientale strategica l'intero programma di opere, attività e disposizioni che verranno predisposte o finalizzate per l'attuazione dei Giochi olimpici (anche indirettamente, utilizzandone anche solo parzialmente poteri, procedure e/o finanziamenti)». Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G3.101, a condizione che sia espunto il secondo impegno. Passiamo al successivo... PRESIDENTE. Senatrice, deve utilizzare il fascicolo che hanno anche gli altri in Aula, altrimenti non ci troviamo. SBROLLINI, relatrice . Lo so, me ne trovo però un altro. PRESIDENTE. Siamo a pagina 8 del fascicolo in distribuzione. SBROLLINI, relatrice . Esprimo parere favorevole sull'emendamento G3.102. Signor Presidente, prima di proseguire con l'espressione dei pareri, le chiedo una breve sospensione della seduta. PRESIDENTE . La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 12,05, è ripresa alle ore 12,18) . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. SBROLLINI, relatrice . Signor Presidente, vorrei in primo luogo scusarmi con lei, con i colleghi e con le colleghe. Adesso dispongo del fascicolo giusto, vuole che riprenda l'espressione dei pareri dall'inizio? PRESIDENTE . Facciamo un résumé completo partendo dall'articolo 1. Lei aveva espresso parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 1 e parere favorevole sull'ordine del giorno G1.100; inoltre, aveva espresso parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2 e all'articolo 3. Sull'ordine del giorno G3.100 aveva poi espresso parere favorevole condizionato all'accoglimento di una riformulazione. Senatrice De Petris, accoglie tale riformulazione? DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, poco fa la relatrice ha proposto la riformulazione del primo impegno del dispositivo. Se la relatrice vuole dirmi qual è l'eventuale ulteriore riformulazione, altrimenti per me l'ordine del giorno va bene così come l'ho scritto. PRESIDENTE . Abbiamo un testo scritto della riformulazione che possiamo far pervenire alla senatrice De Petris, affinché possa esprimersi sulla proposta della relatrice? SBROLLINI, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI, relatrice . Se ritiene, signor Presidente, posso dare lettura della proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G3.100: «Impegna il Governo a valutare la possibilità di sottoporre, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, a valutazione ambientale strategica l'intero programma di opere, attività e disposizioni che verranno predisposte o finalizzate per l'attuazione dei Giochi olimpici (anche indirettamente, utilizzandone anche solo parzialmente poteri, procedure e/o finanziamenti)». Nel secondo capoverso, il dispositivo è poi riformulato come segue: «a vigilare, ove vengano introdotte misure di semplificazione e accelerazione degli interventi, sul rispetto della normativa in materia di ambiente e paesaggio». PRESIDENTE. Senatrice De Petris, accoglie dunque la riformulazione dell'ordine del giorno? DE PETRIS (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. SBROLLINI, relatrice . Il parere è favorevole poi sull'ordine del giorno G3.101, a condizione che venga espunto il secondo capoverso del dispositivo e il primo e il terzo capoverso siano riformulati come segue. Quanto al primo capoverso, si impegna il Governo «a valutare l'opportunità di prevedere che, con cadenza annuale e al termine dell'incarico, la società e/o i commissari inviino alle Camere, per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari, al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per lo sport e al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo una relazione sulle attività svolte, insieme alla rendicontazione contabile delle spese sostenute». Quanto al terzo capoverso, si propone la seguente riformulazione: «a valutare l'opportunità di assicurare, ove ricorrano le condizioni anche mediante interventi legislativi, l'omogeneità per quanto possibile delle funzioni e dei poteri attribuiti ai commissari straordinari nominati per la celere realizzazione degli interventi infrastrutturali». PRESIDENTE. Verificheremo poi se sarà accolta la proposta di riformulazione. SBROLLINI, relatrice . Sull'ordine del giorno G3.102, come ho già detto prima, il parere è favorevole, così come sull'ordine del giorno G3.103. Il parere è favorevole anche sull'ordine del giorno G3.104, qualora sia riformulato nel modo seguente: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di prevedere, anche in uno dei prossimi provvedimenti ove ne ricorrano le condizioni, misure di semplificazione e accelerazione dei procedimenti di approvazione dei progetti e di affidamento degli interventi finalizzati ad assicurare la tempestiva realizzazione degli interventi stessi». L'ordine del giorno G3.105 è accolto come raccomandazione, a condizione che il dispositivo sia riformulato come segue: «Impegna il Governo a tenere conto nei decreti interministeriali anche dei progetti già approvati dagli enti territoriali interessati, ove ricorrano le condizioni; a valutare l'opportunità di prevedere che, al termine delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2020-2026 e delle finali ATP di tennis di Torino 2021-2025, le opere realizzate e di rilevanza esclusivamente locale restino acquisite al patrimonio delle Regioni o degli altri enti locali territorialmente competenti». PRESIDENTE . Io prendo per buono quanto lei mi trasmette. Sottolineo una perplessità rispetto alla riformulazione di un ordine del giorno da accogliere come raccomandazione: l'ordine del giorno è un atto di indirizzo; la raccomandazione, nella gerarchia delle fonti, è ancor meno di un ordine del giorno. Se lei me lo conferma, lo prendo come tale e lo trasmetto. SBROLLINI, relatrice . Esprimo poi parere favorevole sull'ordine del giorno G3.106 ed esprimo parere contrario sull'emendamento 3.0.1. PRESIDENTE . L'emendamento 3.0.2 è stato trasformato in ordine del giorno. SBROLLINI, relatrice . Non mi risulta. PRESIDENTE. Così mi è stato chiesto. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Presidente, chiediamo che l'emendamento venga votato come tale. PRESIDENTE . In questo caso il parere della relatrice è contrario. SBROLLINI, relatrice . Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5. Esprimo, altresì, parere contrario all'emendamento 7.1 e parere favorevole all'ordine del giorno G7.100. Esprimo poi parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 9, 10 e 15. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo brevemente su questo emendamento che risponde a una ratio ben precisa. All'interno delle modifiche che abbiamo presentato al provvedimento abbiamo cercato di introdurre una serie di emendamenti che vanno in una precisa direzione: cercare di far venir meno quel vulnus che abbiamo individuato all'interno del provvedimento e che di fatto lo rende completamente distante rispetto alle principali rappresentanze del mondo dello sport. Mi riferisco in particolare alle rappresentanze dell'associazionismo sportivo di base. Ebbene, abbiamo visto che all'interno del consiglio olimpico congiunto Milano Cortina non ci sono espressioni dirette del mondo dello sport, quindi abbiamo formulato un emendamento affinché si possa sanare questa mancanza. Abbiamo pertanto chiesto l'inserimento nel consiglio olimpico di un esponente in rappresentanza del mondo dell'associazionismo sportivo di base, ovviamente sulla scorta di quelle che sarebbero state poi le formulazioni che il Ministro avrebbe ritenuto opportune per addivenire a tale inserimento nella forma corretta. Crediamo fortemente nella necessità di andare a ristabilire l'equilibrio tra il provvedimento e la rappresentanza diretta del mondo dello sport. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo soltanto per spiegare bene il significato di questo emendamento soppressivo. È evidente che, assieme agli articoli precedenti, abbiamo proposto la modifica del consiglio olimpico congiunto; conseguentemente, la soppressione del comma 3 dell'articolo 1 diventa automatica, per cui si tratta essenzialmente di un fatto tecnico. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . C'è un problema nella registrazione dei voti delle tribune del settore centrale. Ci siamo o no? Fatemi un cenno. A breve i nostri tecnici risolveranno questo ritardo nella sommatoria dei voti delle tribune e dell'emiciclo e avremo in tempo reale il risultato. Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.100 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2, che si intendono illustrati e sui quali la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . C'è un problema nella registrazione dei voti della tribuna centrale di secondo ordine. Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.2. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 2.2 si ispira alla medesima ratio degli emendamenti illustrati precedentemente, sui quali abbiamo cercato di richiamare l'attenzione del Governo quanto alla necessità di costruire un collegamento più diretto con l'associazionismo sportivo di base. Soprattutto in questa fase di emergenza, che sta registrando una particolare sofferenza all'interno del comparto del dilettantismo sportivo e della gestione degli impianti sportivi, abbiamo pensato e ritenuto utile andare a codificare all'interno del provvedimento una misura che desse la possibilità effettiva di lenire questa sofferenza - seppur ovviamente manifestata in tempi più distanti rispetto agli attuali - e che in ogni caso potesse in qualche modo premiare un mondo che sta soffrendo ora e che non è detto che arrivi sano alla data di svolgimento delle Olimpiadi. Questa possibilità all'interno del provvedimento non è codificata. È vero che il presidente del CONI Malagò durante l'audizione ha manifestato questa disponibilità e lo stesso amministratore delegato della fondazione Milano Cortina ha rinnovato la medesima disponibilità, ma ad oggi ci troviamo di fronte a delle disponibilità di massima che però non sono codificate all'interno del provvedimento. Abbiamo pertanto cercato di inserire all'interno di questo decreto-legge la possibilità che gli utili di gestione abbiano una destinazione ben precisa, che è quella dello sport di base. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.3. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questo è uno degli ultimi emendamenti che abbiamo presentato attraverso i quali abbiamo cercato di modificare l'articolato e si riconduce alla ratio degli emendamenti precedenti, aggiungendo alla possibilità di rappresentare una parte del mondo dello sport di base e di fargli arrivare gli utili delle manifestazioni, la possibilità che, anche sotto il profilo dell'occupazione, tutte le persone che dovranno essere assunte dal comitato organizzatore possano esserlo anche in funzione della presenza di titoli preferenziali relativi alla provenienza dal mondo dello sport. È un passaggio importante che riteniamo giusto e doveroso perché è fondamentale che tutti coloro che quotidianamente danno la propria disponibilità per l'erogazione di servizi in campo sportivo possano, laddove il lavoro si trasformi da volontaristico a professionale, sfruttare questa circostanza. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . La prima parte nella registrazione del voto è rapidissima; la seconda ricorda un po' l'uso del pallottoliere per l'effetto sommatorio. Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.4, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatrice De Petris, senatore D'Arienzo, accogliete le riformulazioni proposte per gli ordini del giorno G3.100, G3.101 e G3.104? DE PETRIS (Misto-LeU) . Sì, signor Presidente. D'ARIENZO (PD) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G3.100 (testo 2), G3.101 (testo 2), G3.102, G3.103 e G3.104 (testo 2) non verranno posti ai voti. Sull'ordine del giorno G3.105 vi è una proposta di riformulazione, altrimenti vi è la disponibilità del Governo ad accoglierlo come raccomandazione. Invito i proponenti ad esprimersi in proposito. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per lasciare alla nostra prassi un contributo di ordine. Mi pare ragionevole interpretare la proposta di riformulazione nel caso in cui teniamo formalmente l'ordine del giorno in votazione; viceversa, immagino che, essendovi la disponibilità ad accoglierlo come raccomandazione, l'ordine del giorno rimanga tale come è stato presentato dai proponenti. PRESIDENTE . È ciò che cerco di far capire da mezz'ora. È quindi accettata la riformulazione. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G3.105 (testo 2) e G3.106 non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 3.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Date un microfono alla senatrice. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Grazie, Presidente. In effetti è un po' difficile intervenire dalle tribune. Signor Presidente, l'emendamento 3.0.2 parla di accelerazione degli investimenti infrastrutturali per le Olimpiadi. Come diversi colleghi che sono intervenuti precedentemente sul punto, riteniamo che sia assolutamente strategico che opere così importanti per lo sviluppo dell'intero Paese, non solo per le zone del Nord, possano partire il prima possibile e possano essere realizzate per un evento così importante. Evidentemente si tratterebbe di risorse non aggiuntive, ma già presenti e si potrebbe, come viene indicato dall'emendamento, attingere al fondo di cui al comma 14 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2020. Questo permetterebbe effettivamente un progresso, una crescita economica di tutto il Paese e la sostenibilità delle opere relative alle Olimpiadi 2026, sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Noi ovviamente voteremo a favore dell'emendamento e chiedo all'Assemblea di accoglierlo favorevolmente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Senatrice Rivolta, lei è stata la prima senatrice ad intervenire dalle tribune e abbiamo avuto il conforto che la cosa funziona. (Applausi) . Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.2, presentato dalla senatrice Rivolta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Procediamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. Passiamo all'emendamento 5.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.2. MOLES (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei solo attirare l'attenzione su questo emendamento e anche sul successivo, perché tendono a sanare una grave nota stonata nel testo: il comma 6 prevede infatti che tutti i manager , i dirigenti e i dipendenti del Comitato organizzatore pagheranno le tasse solo sul 30 per cento del loro stipendio per ben sette anni. Crediamo che questa sia un'esenzione di favore incomprensibile e ci auguriamo che l'Assemblea rifletta attentamente sul voto da dare a questo emendamento. Credo che possa essere anche un bel segnale quello di sanare questa incomprensibile e assurda esenzione di favore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.2, presentato dal senatore Moles. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dal senatore Moles. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.5 è improponibile. Passiamo all'emendamento 5.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.7, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G7.100 non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 9.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.1, presentato dal senatore Barbaro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 10.1. IANNONE (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Non si sente. Colleghi, chi deve parlare ha il posto da cui poterlo fare. Probabilmente il microfono non parte perché il senatore non è al posto da cui ha parlato precedentemente. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 10.2. PRESIDENTE . Passiamo dunque all'esame dell'emendamento riferito all'articolo 15 del decreto-legge, che si intende illustrato e sul quale la relatrice e il rappresentante del Governo hanno già espresso il proprio parere. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vorrei ritirare l'emendamento 15.1 e trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE. Chiedo al rappresentante del Governo di pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. SPADAFORA, ministro per le politiche giovanili e lo sport . Signor Presidente, l'ordine del giorno è accolto, se riformulato come segue: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di introdurre, nel rispetto della normativa vigente e, ove ne ricorrano le condizioni, misure idonee a favorire il coinvolgimento delle Province autonome di Trento e Bolzano nei procedimenti relativi alle opere infrastrutturali individuate ai sensi dell'articolo 1, commi 18 e 20, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ricadenti nei rispettivi territori». PRESIDENTE. Senatore Steger, accetta la riformulazione? STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Chiedo alla relatrice di pronunziarsi sull'ordine del giorno in esame. SBROLLINI, relatrice . Signor Presidente, il mio parere è conforme a quello del rappresentante del Governo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G15.1 non verrà posti ai voti. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, come è stato sottolineato in altri interventi, oggi può apparire strano che il Parlamento si trovi ad approvare un provvedimento come quello in esame. È invece importante farlo, perché ci ricorda che c'è un domani, nel quale il virus sarà sconfitto dal vaccino e si potrà finalmente ritornare alla vita di sempre e anche perché va lanciato un messaggio forte al settore turistico che oggi è in ginocchio, ma che vuole e deve tornare quanto prima alla normalità. In Südtirol, ad Anterselva, ma anche in Trentino, a Baselga di Pinè e a Tesero, avremo il piacere di ospitare diverse gare. Il nostro territorio potrà così mettere a disposizione la sua consolidata esperienza nell'organizzazione di eventi sportivi invernali, a cominciare dai tanti professionisti che operano nell'ambito sportivo, ma anche dalla straordinaria rete dei volontari, che da sempre rappresentano il valore aggiuntivo per la riuscita delle nostre manifestazioni. Sul provvedimento ci sono poche considerazioni da fare. È molto importante il fatto che le istituzioni locali saranno protagoniste di questo percorso, lavorando gomito a gomito con il Comitato olimpico. Mi piacerebbe ricordare, Presidente, che il successo di questa candidatura è il risultato di una bella pagina di collaborazione tra i vari livelli istituzionali. Se vogliamo, è l'ennesima possibilità di conferma che, quando tra le istituzioni c'è spirito di squadra, si riescono a raggiungere traguardi importanti di ogni tipo. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 13,05) ( Segue DURNWALDER). È un messaggio di grande attualità in queste ore e in questi giorni ed è soprattutto la riprova che l'Italia ha tutte le energie e le risorse per superare questa fase così difficile e complicata della sua storia. Cominciare a lavorare alle Olimpiadi ci aiuterà a farlo. Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento. (Applausi del senatore Steger) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, ringrazio lei, il Ministro, il Governo, le colleghe e i colleghi. Questo provvedimento - lo abbiamo ripetuto più volte - arriva in un momento davvero difficile e drammatico per il nostro Paese. Sembra quasi paradossale parlare di questi temi, che però invece sono importanti, proprio perché - come dicevamo prima - parliamo di futuro, parliamo di speranza, parliamo soprattutto di investimenti non soltanto economici, ma anche culturali e infrastrutturali, parliamo della valorizzazione del nostro Paese e dei territori coinvolti in questi grandi eventi sportivi. Perché lo sottolineo? Proprio perché siamo di fronte a un'emergenza; quando erano stati designati questi territori e queste Regioni, certamente mai avremmo pensato che sarebbero stati sconvolti in questo modo tragico e drammatico dall'epidemia di Covid-19. In qualche modo è una forma di riscatto e di speranza di luce per questi territori, che tanto hanno sofferto e tanto stanno soffrendo, purtroppo anche in questi giorni. Io ho sempre creduto nei grandi eventi e ci ha sempre creduto il mio Gruppo politico, Italia Viva, in modo particolare proprio durante il Governo Renzi, perché abbiamo sempre considerato i grandi eventi sportivi come un fatto importante di eccellenza e di opportunità straordinaria di rilancio, come un volano per l'economia. Ricordo a quest'Assemblea che lo sport rappresenta il terzo settore industriale del Paese e che pertanto è un volano straordinario. Pensiamo solo alle opere infrastrutturali che ci saranno e che rimarranno anche dopo i grandi eventi. Penso ad esempio ai benefici dei Giochi olimpici di Torino nel 2006, quei benefici straordinari di cui tutt'ora gode la città di Torino e tutto il territorio regionale. Mi dispiace dover invece sottolineare che per altri grandi eventi abbiamo perso una grande occasione. Penso alle Olimpiadi di Roma, che sarebbero state sicuramente un momento di crescita e di sviluppo per la nostra capitale e per tutto il Paese. Mi auguro che in futuro non ci siano più pareri contrari sui grandi eventi sportivi, perché non si parla solo di sport, si parla di valorizzazione del patrimonio culturale e sociale, rivolto a tutte le generazioni, e è sicuramente un modo per far conoscere un'altra parte positiva del nostro Paese nel mondo. Inoltre io credo e sono fortemente convinta che tutto quello che scaturirà da questi grandi eventi (l'organizzazione, la preparazione, gli investimenti pubblici e privati) segnerà anche un rilancio del turismo e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno in questo momento. Pensiamo solo alle strutture alberghiere, ai nuovi posti di lavoro, quindi all'incremento dell'occupazione e non solo nei territori direttamente interessati, agli itinerari enogastronomici, cioè a un modo migliore per far conoscere l'Italia, le Regioni e le città interessate. Sappiamo, quindi, che si muove un mondo, si muovono tante attività produttive, si sviluppa e si fa conoscere ancora di più l'importanza dello sport di base e si mettono in rete tutti i protagonisti e gli attori istituzionali sportivi che hanno contribuito alla scrittura del dossier e alla designazione dell'Italia da parte del Comitato olimpico internazionale. Questo sia per le Olimpiadi, che per le Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Lo stesso ragionamento vale per le ATP Finals di Torino, che - anche in questo caso - porteranno nella città grandi investimenti e, soprattutto, i più grandi tennisti di tutto il mondo, che si sfideranno tra loro dal 2021 al 2025. Pertanto, credo che oggi questa sia una bella notizia, un modo di dimostrare che crediamo nella forza e nella bellezza dei nostri territori e che abbiamo l'orgoglio di essere italiani perché il Comitato olimpico internazionale ha scelto queste Regioni e città che ci daranno luce nell'intero mondo. Per questo, noi dobbiamo fare bene, costruire strutture moderne, abolire le barriere architettoniche e lasciare i territori più attrezzati e accoglienti. Oggi ringraziamo davvero tutto lo sport italiano: il CONI, con il presidente Malagò, il Governo, le istituzioni locali e regionali e tutti coloro che hanno creduto in queste candidature. Alla Camera dei deputati il provvedimento in esame è stato approvato quasi all'unanimità e mi auguro che lo stesso possa accadere anche qui in Senato, magari togliendo quel «quasi» e approvandolo davvero all'unanimità. Colleghe e colleghi, credo che se la politica diventa questa, anche quando parliamo di grandi eventi sportivi, allora è una buona politica perché sceglie di avere una visione, un'idea e un progetto di rilancio per il nostro Paese; vuol dire davvero investire nel bene più prezioso che abbiamo, che è il patrimonio culturale e infrastrutturale del nostro Paese. Per tutte queste ragioni, Italia Viva esprime convintamente il voto favorevole. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, signor Sottosegretario, discutiamo di questo provvedimento in un momento drammatico per la nostra Nazione, in cui l'Italia e gli italiani vivono un sentimento di paura per la propria salute, il proprio futuro e il posto di lavoro. Oltre al contagio di questo maledetto virus, noi viviamo anche il terrore del contagio economico che farà molto male all'Italia e agli italiani. I dati sono devastanti: una perdita di 10 punti percentuali del nostro prodotto interno lordo; una disoccupazione che arriverà a dei picchi che la nostra Nazione probabilmente non ha mai conosciuto; una desertificazione del nostro sistema produttivo (le parlo, signor Ministro, da imprenditore); un aumento esponenziale della povertà. Vogliamo però essere positivi e ricordare che anche la Gran Bretagna, dopo la guerra mondiale, anche grazie al contributo delle Olimpiadi riuscì a uscire da una grave crisi economica. Grazie a Dio, Milano e Cortina, città che si trovano in due delle Regioni più colpite da questo virus, potranno contare sulle Olimpiadi e sulle Paralimpiadi e questo è molto importante. Vogliamo quindi dire agli italiani che non devono ritenere questi eventi così lontani nel tempo: il 2026 ci sembra molto lontano, mentre abbiamo paura di come vivremo questo 2020. Noi vogliamo dire agli italiani che questi eventi partono da oggi, perché bisognerà cominciare da subito a organizzarli, in quanto si faranno delle importanti infrastrutture (penso soprattutto alla rete ferroviaria), quindi saranno un grande volano per l'economia, con la creazione di migliaia di posti di lavoro e un impatto economico importante. Cerchiamo di essere positivi, ogni tanto, in questi momenti assolutamente drammatici. Le Olimpiadi, però, non si possono soltanto considerare da un punto di vista economico, per quanto sia importante, ma le dobbiamo anche vedere da un punto di vista emotivo, perché saremo ancora più orgogliosi di essere italiani, avremo ancora più passione e orgoglio di appartenenza, avremo ancora più voglia di vedere il nostro Tricolore e di ascoltare il nostro inno nazionale quando i nostri sportivi - come ci auguriamo - saranno sul gradino più alto del podio. Vorrei quindi tornare a quel momento di grande entusiasmo di quel giugno, quando tutti avevamo un sentimento di orgoglio, di appartenenza e di fiducia, e ricordare, non per tornare sugli errori del passato e senza voler recriminare, che anche in quel momento c'erano grandi divisioni nel Governo e lei, signor Ministro, se le ricorderà: una parte di questo Governo faceva parte anche di quello precedente, in cui c'erano visioni diverse, uno la pensava in una maniera, un altro nell'altra. Però siete stati bravi, perché siete riusciti a trovare la sintesi: avete messo insieme il sistema politico col sistema territoriale e con quello sportivo e tutti insieme, signor Ministro, abbiamo portato a casa un risultato importante e che forse oggi è più importante di quanto tutti noi pensavamo. Signor Ministro, noi esseri umani non impariamo dal passato. Noi esseri umani, signor Ministro, sappiamo che da soli non vinciamo mai; da soli - lei lo saprà - non si vince nell'amore, non si vince nella famiglia né nel lavoro: e come può pensare che in politica, in questi momenti drammatici, oggi possiate vincere da soli? Guardiamo al passato, ma non per recriminare; perché noi siamo patrioti, non siamo disertori: noi di Fratelli d'Italia sappiamo che stiamo combattendo una guerra e vorremmo partecipare, perché siamo abituati a metterci la faccia, a indossare la maglia della nazionale, quella di colore azzurro e non del colore del nostro partito. Allora vi chiedo: perché non avete imparato da questa esperienza che può vincere soltanto la squadra, signor Ministro? Perché oggi volete andare avanti da soli e oggi venite in Aula e sui provvedimenti importanti ponete la questione di fiducia? Non si fa così, signor Ministro; non vincerà la nazionale della nostra Nazione, non si potrà vincere e non potete vincere da soli. Tornando all'importante decreto-legge in esame, dobbiamo anche ricordare come si erano comportati il Comitato olimpico internazionale (CIO) e la ATP Finals: c'era un po' di pregiudizio e l'Italia ha dovuto conquistare la propria credibilità. Oggi dobbiamo ricordarci di questo e anche tenere a mente che tutti noi dobbiamo semplicemente organizzare al meglio questi grandi eventi sportivi, signor Ministro. Noi siamo d'accordo e, come ha visto, Fratelli d'Italia come sempre, in spirito di collaborazione, ha presentato emendamenti migliorativi e noi ringraziamo tutto il Governo per aver voluto accogliere quei tre ordini del giorno che riteniamo possano essere migliorativi del provvedimento in discussione, quindi adesso impegniamoci tutti insieme per organizzare al meglio queste manifestazioni. Va bene la fondazione di diritto privato, che noi consideriamo uno strumento giusto, ma deve essere usato nella maniera giusta, il più trasparente possibile; l'assunzione del personale deve essere fatta in maniera trasparente; nelle gare d'appalto ci deve essere trasparenza, perché anche qui, signor Ministro, ci può essere un pregiudizio o - peggio - la paura di un vizio, la violazione delle leggi. Se ci guardiamo indietro, signor Ministro, sappiamo che in questa Nazione i soldi certe volte sono stati spesi in maniera poco trasparente, ma anche in questo caso guardiamo avanti e cerchiamo di non cadere negli errori del passato. Oggi Fratelli d'Italia voterà dunque a favore del decreto in esame perché, come ho già detto prima, crediamo che sia importante per l'Italia come non mai. Soprattutto, voteremo a favore ricordandole, signor Ministro, che le Olimpiadi le ha vinte l'Italia e non un partito: ricordatelo sempre. (Applausi dal Gruppo FdI) . LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi rivolgo al signor Ministro aspettando che concluda la sua interlocuzione con il senatore Zanda. Non lo dico polemicamente, ma per temporeggiare, così da permettere lo scambio in corso. PRESIDENTE. Chiedo al collega Zanda di lasciare i banchi del Governo. Prego, senatore Laforgia. LAFORGIA (Misto-LeU) . La ringrazio, signor Presidente. Signor Ministro, lei ha ascoltato il dibattito di questa mattina, come abbiamo fatto in tanti, e avrà anche notato che è stato abbondantemente attraversato da un elemento retorico: non lo dico necessariamente con un'accezione negativa, tutt'altro, perché, con quello che il nostro Paese ha vissuto negli ultimi due mesi e che spero ci possiamo lasciare gradualmente, anzi, direi velocemente alle spalle, abbiamo voglia naturalmente di aggrapparci a qualsiasi brandello di speranza o barlume di trascurabile felicità, parafrasando un libretto che molti di noi hanno letto. Dunque la stessa idea di un evento, seppur collocato lontano nel tempo, perché il 2026 è un tempo non così ravvicinato, ci spinge a creare un'aspettativa e quindi un elemento di fiducia che in questo momento diventa molto prezioso. Tuttavia, signor Ministro, faremmo un grave errore a riprendere la discussione su una questione importante come quella relativa ad un grande evento, quali sono le Olimpiadi, come se dovessimo riprendere il filo di un dibattito interrotto, come se negli ultimi due mesi non fosse accaduto nulla e come se non dovessimo invece caricarci - questo è il mio parere - dell'ambizione di inserire all'interno di questa discussione, e quindi anche nei provvedimenti che adottiamo, un elemento di ambizione, quello cioè di ridisegnare un mondo nuovo, come direbbe qualcuno per aggiungere un elemento più poetico. Io direi più prosaicamente che abbiamo bisogno, non già di un ritorno alla normalità - qualcuno ha detto che era la normalità il problema - quanto piuttosto di costruire le condizioni di una società migliore e più giusta. Le dico tutto questo perché, tanto per indicarne una, noi dovremmo approfittare proprio di quello che il nostro Paese ha attraversato per uscire da una discussione che ha riguardato molto il dibattito pubblico e politico a proposito dei grandi eventi e che ha diviso in tifoserie di cui forse probabilmente non abbiamo più bisogno: mi riferisco alla divisione tra chi ha sempre pensato ai grandi eventi come alla soluzione taumaturgica per far ripartire i processi di sviluppo economico e sociale, senza se e senza ma, quasi con un approccio acritico, e chi dall'altra parte, invece, ha sempre immaginato che, attorno ai grandi eventi, inevitabilmente si crei quasi fisiologicamente e naturalmente una dinamica opaca, fatta magari di una saldatura tra interessi incontrollabili. Ecco, se vogliamo portare una lezione nel mondo nuovo nel quale stiamo entrando, questa deve essere esattamente la seguente: usciamo da questa discussione e cerchiamo di capire, invece, come approfittare della costruzione di un passaggio importante come quello con cui ci stiamo misurando, vale a dire i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026 quale grande occasione di sviluppo. Ministro, però per fare questo c'è bisogno di allargare lo sguardo e, accanto alle considerazioni che hanno a che fare strettamente con l'evento sportivo, noi che siamo decisori pubblici - ci definiscono spesso con questa brutta espressione, ma alla fine è così perché prendiamo delle decisioni - abbiamo la responsabilità di allargare questo sguardo e di controllare alcuni aspetti che vanno messi al centro di una visione complessiva del decisore pubblico e, quindi, della politica che si deve dotare di un elemento di ambizione e di costruzione di una società migliore. Senza questo meccanismo rischiamo di mettere in campo appuntamenti che producono effetti diversi da quelli che desideriamo si producano. Faccio un piccolo elenco, ma dico ovviamente cose banali nella loro veridicità. La prima è, per esempio, la valorizzazione del patrimonio immobiliare che si ha in occasione di eventi di questo genere, che è un punto importante e positivo perché la valorizzazione complessiva del patrimonio immobiliare di una città, di un'area metropolitana o di tutti i territori che ospiteranno l'evento è, comunque, un elemento di arricchimento. Bisogna, però, anche riflettere su un punto: non esistono meccanismi di trickle-down , come li chiamerebbero gli inglesi e, cioè, di effetto gocciolamento per cui il semplice fatto di iniettare risorse e di costruire eventi produce benefici che vengono distribuiti equamente. Non è così perché, a fronte di una valorizzazione complessiva del patrimonio immobiliare e di tutto ciò che riguarda il mercato immobiliare - io vivo in Milano e, quindi, forse mi misuro più di altri che vivono in altri contesti con questo elemento - vi è come conseguenza e come grande rischio quello di aumentare di qualche grado la dimensione di inospitalità di una città, che diventa più respingente. Molto banalmente, se aumentano i canoni di locazione e gli affitti, l'evento non diventa un'occasione di sviluppo complessivo, ma contiene il rischio del suo opposto. Penso poi alla questione dell'infrastrutturazione perché - l'abbiamo vissuta anche con Expo - bisogna facilitare l'arrivo nelle località che ospitano l'evento, ma non bisogna dimenticarsi del fatto che, dentro questa cornice, esistono dei problemi che preesistono all'evento, che si manifestano anche durante l'evento e che, se non controllati, alla fine dell'evento diventano ancora più drammatici nella considerazione dei campi di contrasto tra ciò che hai fatto rispetto, per esempio, a una mobilità per far arrivare la gente in quei luoghi e ciò che non hai fatto rispetto al grande tema dei pendolari. So che questa è una materia un po' a cavallo tra lo Stato e le Regioni, ma è un grande tema. L'intera questione dell'infrastrutturazione sostenibile, di ciò che effettivamente resta e in che modalità alla fine dell'evento è un tema che non possiamo non tenere in considerazione. Analogamente vi è il discorso della sicurezza sul lavoro. Su questo c'è una tradizione di protocolli, di rapporto tra lo Stato, le istituzioni locali, gli enti locali, le organizzazioni sindacali, però forse non basta anche alla luce dell'emergenza sanitaria, che non sapremo quando verrà ricondotta a definitiva conclusione. C'è, però, un grande tema che riguarda i lavoratori. Ministro, noi lo abbiamo vissuto anche in occasione dell'appuntamento dell'Esposizione universale a proposito di lavoro e ha a che fare con la dignità dei lavoratori perché, se i grandi eventi si reggono per una parte con quanto viene ipocritamente chiamato volontariato, quando in realtà è lavoro non retribuito, non ci siamo affatto. Non stiamo costruendo quel mondo più giusto su cui, invece, dovremmo lavorare. Sono tutte variabili che non possono non essere sotto il controllo di chi, ad esempio come lei, avrà ed ha la grande responsabilità di esercitare una funzione di regia, che non è riferita soltanto all'appuntamento sportivo in sé, ma ha a che fare con uno sguardo più largo. Lo dico perché alcune modifiche - e mi avvio alla conclusione cercando di recuperare qualche secondo perso all'inizio - sono state apportate anche grazie alla collaborazione di diversi livelli istituzionali. Penso, ad esempio, anche al lavoro prezioso che ha svolto Palazzo Marino, cioè l'amministrazione del Comune di Milano nell'immaginare alcune definizioni del decreto-legge che vanno nella giusta direzione. Penso alla questione della fondazione come ente privato, che è un tema molto delicato - veniva citato dalla collega nell'intervento precedente - ma che può avere un risvolto positivo in termini di velocità dell'esecuzione dell'evento. Così come è giusto - e ci mancherebbe altro che non fosse così - che tutta la macchina che riguarda la gestione della infrastrutturazione resti pubblica e a gestione pubblica. Così come il tema - che può sembrare secondario, ma in realtà non lo è nella logica di un mercato sano - della cosiddetta pubblicità parassitaria. Sono tutte questioni importanti, però non può esistere un binario su cui viaggia l'evento sportivo, e su cui magari lei ha una responsabilità importante, e poi c'è tutto il resto. C'è lo sviluppo della città; c'è la distribuzione più o meno iniqua di quelle risorse e di quei benefici; c'è il dopo evento e c'è quello che verrà quando tutte le luci si saranno abbassate. No, o c'è una condivisione di responsabilità tra i diversi attori e anche gli attori sportivi e le società sportive sentono questo investimento rispetto alle dinamiche di sviluppo, oppure noi possiamo anche aggrapparci a questi barlumi di speranza, ma non produrranno gli effetti che invece noi pensiamo si possano e si debbano produrre in termini di sviluppo positivo. Signor Ministro, le auguro buon lavoro. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU). D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, la discussione è importante sin dai primi giorni e dai primi momenti, perché è importante osservare che, rispetto al passato, le candidature di Milano e Cortina non sono state di iniziativa dell'Italia. Con le nuove regole, è stato infatti il Comitato olimpico internazionale (CIO) che ha chiesto ed individuato quali sedi possibili per le Olimpiadi invernali queste località. Ciò innanzitutto per la bellezza, ma ritengo anche per le caratteristiche di queste due località, in particolare, ma anche delle loro Regioni e di tutto il Paese, che ben si prestano alle finalità olimpiche. Quindi c'è un valore sociale che queste due località hanno ben espresso sin dall'inizio e che, nel momento in cui è stata confermata la scelta, è andato a beneficio e a riconoscimento di tutta l'Italia. I Giochi consentiranno sicuramente la valorizzazione e la promozione dell'intero arco alpino italiano come esperienza integrata sia sotto il profilo sportivo, sia sotto quello turistico-culturale. Ma affinché possano essere apprezzati compiutamente nel mondo gli elementi che ho cercato di sottolineare, c'è bisogno di un impegno che abbia una visione del futuro - così come diceva anche il collega Laus - e una forte iniezione di futuro che dai giochi stessi prenda corpo. Non faccio riferimento soltanto alla situazione difficile in questo momento. Mi riferisco, ad esempio, alle previsioni puntuali presenti all'interno dei vari progetti per le olimpiadi, quindi alla riutilizzabilità permanente degli impianti esistenti e di quelli che saranno realizzati, alla minimizzazione del consumo di suolo e dell'inquinamento ambientale ed alla fondamentale vocazione perenne delle innovazioni quali i trasporti, la mobilità green e la logistica. Si tratta quindi di una miscela, come dicevo prima, che ben si presta al valore sociale delle Olimpiadi. A ben guardare questa candidatura, sin dall'inizio è stato chiaro che vi fossero questi fattori. Il fatto stesso, ad esempio, che non vengano realizzati chissà quanti impianti, ma in particolare due - faccio riferimento al palazzetto del ghiaccio di Milano e poi al Villaggio olimpico di Milano, entrambi riutilizzabili anche successivamente (il Palaghiaccio per ovvie ragioni, ma anche il Villaggio olimpico ospiterà una residenza universitaria a servizio degli atenei della città lombarda) - fa capire che identificano queste due opere il minor consumo di suolo possibile e la vocazione permanente degli impianti da realizzare. Come ben diceva il senatore Rampi, che poneva l'attenzione sull'ecosostenibilità, siamo di fronte a due atti che vanno in quella direzione. Non ci sono dubbi, quindi, che i giochi che si svolgeranno nel nostro Paese, oltre a rispettare questo, avranno decisamente una ricaduta di tipo occupazionale, ho visto che vi ha fatto riferimento anche il collega che mi ha preceduto con le accortezze che ha voluto evidenziare. Non va sottaciuto, poi, anche il valore immateriale qual è la promozione degli sport invernali in un territorio normalmente vocato in questa direzione, quindi come sosteneva poc'anzi la senatrice Messina, è un chiaro segnale di fiducia verso il mondo dello sport ovviamente mondiale, ma nel caso specifico quello nazionale. Da questo punto di vista, bene ha fatto il Governo - non questo, ma quello precedente - a sostenere la candidatura dell'Italia. Se leggiamo la lettera con la quale il Governo ha proposto e sostenuto la candidatura di Milano Cortina, si rilevano dei principi culturali che voglio qui evidenziare come tratto identificativo del nostro Paese: la tutela e il rispetto dei diritti umani, il rispetto delle norme e degli accordi internazionali, nonché l'adozione delle misure necessarie in materia di antidoping , tre elementi con i quali il Governo ha inteso sostenere la candidatura. Non solo, le Olimpiadi invernali del 2026 sono anche un investimento per il Paese e per i territori che li ospiteranno e per fare questo ovviamente c'è bisogno di rilevanti investimenti e soprattutto di un progetto economico locale che poi dia la possibilità di sfruttare questa meravigliosa occasione. Sono cose già accadute in parte nelle Olimpiadi precedenti e con Expo 2015. Guardando le cose da fare e soprattutto gli obiettivi da centrare, certamente il decreto-legge mette al centro una serie di attività che vanno in quella direzione, seguendo un'impostazione molto chiara, ed in particolare getta le basi per un quadro di governance complessivo: come diceva prima il senatore Rampi, diversamente invece da come è stato sostenuto da chi mi ha preceduto, è stato un momento di unità nazionale, mai come in questo momento, in questa occasione, vi è stata unità totale delle istituzioni. Tra gli altri elementi, evidenzio anche le norme e i meccanismi di governance , che sono adeguati e trasparenti, la definizione dei requisiti di sostenibilità relativi alle valutazioni ambientali strategiche, la definizione del quadro direttivo delle attività rivolte alla sicurezza dei giochi e ovviamente alla sicurezza anche di tutti coloro che vi parteciperanno. Questi obiettivi impegnativi daranno all'Italia la possibilità di replicare successi sportivi e organizzativi di vario genere che già nel tempo ovviamente il nostro Paese ha affrontato, da ultimo con le Olimpiadi di Torino 2006. I tempi stretti, purtroppo, non consentono di approfondire tutti gli aspetti del decreto. Su uno mi soffermerei in particolare, rispetto al quale sono rimasto stupito dalle critiche: il Forum per la sostenibilità dell'eredità olimpica e paralimpica. È un'innovazione rispetto al passato, che però ben dichiara le raccomandazioni dell'Agenda olimpica 2020 e tutti i princìpi fissati dalla Carta olimpica. Questo Forum ha il compito di tutelare l'eredità olimpica e paralimpica, quindi promuoverà anche successivamente le iniziative per l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture che saranno realizzate per i giochi al fine di consentirne il perdurare dei benefici sociali, economici ed ambientali innanzitutto per le località che li ospiteranno, ma anche per tutta l'Italia. Rispetto alle cose che ho citato, quale valore più alto e duraturo poteva essere espresso sin dalla fase della candidatura, dal sostegno del Governo e dall'accettazione dei progetti che si realizzeranno da qui al 2026 per la realizzazione dei giochi olimpici e, successivamente, attraverso il Forum? Non solo di Olimpiadi si tratta, come è stato detto. La città di Torino, tanto cara al collega Laus, ospiterà questo importantissimo, soprattutto per gli appassionati come il sottoscritto, torneo di tennis che, come sapete, coinvolge soltanto i migliori, coloro che hanno sostenuto le quattro prove del Grande Slam, quindi parliamo degli otto tennisti più forti del mondo. È un'occasione di lustro, un'occasione imperdibile, storica per il nostro Paese, considerando il fatto che dal 1970 non è mai stata ospitata dall'Italia ma ha girato città importantissime e di grande lustro, ultima delle quali Londra ma ricordo anche Sydney, Shanghai e New York, quindi alla città di Torino viene data la stessa opportunità. Anche in questo momento particolare, per le finali ATP il decreto al nostro esame traccia le linee fondamentali dell'impegno da sostenere, quindi sono fiducioso, considerati i trascorsi della città di Torino durante le Olimpiadi invernali del 2006, che possa pienamente rappresentare l'Italia nel migliore dei modi. Quindi, come diceva poc'anzi la collega Messina, attraverso questo provvedimento, attraverso questa scelta, si dà forza e vitalità alla nostra comunità. In conclusione, per le Olimpiadi impegniamoci tutti, unitariamente - ben venga il fatto che oggi si voti tutti insieme a favore dello stesso provvedimento - affinché allo stadio Giuseppe Meazza dove, come sapete, si svolgerà la cerimonia di apertura, e all'Arena di Verona, dove invece avverrà la chiusura, vi sia la possibilità da parte del mondo di apprezzare le capacità e le professionalità dell'Italia. Per questa ragione il voto del Gruppo Partito Democratico al Senato sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo PD) . BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la vostra attenzione. Siamo arrivati con un po' di stanchezza alla fine della discussione di questo provvedimento che forse avrebbe meritato maggiore attenzione per tutta una serie di motivi che cercherò di sviluppare in seguito nel corso del mio ragionamento. Partiamo da una premessa: è abbastanza facile parlare di un provvedimento qual è quello che ci accingiamo a trasformare definitivamente in legge perché su di esso, al di là dell'ampia convergenza politica che si è registrata, credo ci sia poco altro da aggiungere nel campo delle caratteristiche positive alla base dell'importanza del provvedimento stesso. Basta farne l'elenco per alcuni versi scontato e in parte ovvio, qualche volta ai confini con la retorica e all'interno del quale vanno inserite anche le considerazioni tipiche che si fanno nel mondo dello sport. Quella sportiva è un'attività che, sotto il profilo sociale, produce grandi ritorni, così come sotto il profilo educativo ed economico. Infatti, in questa circostanza, abbiamo visto come lo sport può diventare un volano, la parola che è stata più evocata in quest'Aula, in Commissione, alla Camera e tutte le volte che si è parlato del provvedimento al nostro esame. Apparentemente si tratta di un provvedimento tecnico, senza grande rilevanza politica, un provvedimento sul quale, come ho detto poc'anzi, tutte le forze politiche hanno espresso all'unanimità il loro voto favorevole, almeno alla Camera ma credo che oggi, al Senato, avverrà altrettanto. Quindi, la registrazione di una maggioranza trasversale a tutte le forze del Parlamento trasforma un provvedimento di carattere tecnico in un importante provvedimento di carattere politico, perché comunque una convergenza generale, trasversale, unanime oserei dire, inevitabilmente diventa un fatto prettamente politico. E allora via alle citazioni, le più comuni: ripartenza del Paese, volano per l'economia, per le infrastrutture, per l'occupazione, per il turismo, per il territorio. È stata più volte sottolineata in quest'Aula - l'ho fatto anch'io poco fa - l'unità di intenti che ha caratterizzato questo provvedimento. Si tratta di un'unità di intenti alla quale avremmo, però, voluto dare uno sbocco diverso rispetto alle considerazioni che abbiamo fatto nel corso della discussione, in particolare in Commissione, ampliandola anche a importanti rappresentanti delle istituzioni sportive, nello specifico al presidente del CONI, che non ho capito se tecnicamente diventerà automaticamente presidente del consiglio olimpico (sul punto mi aspetto qualche delucidazione) e all'amministratore delegato della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SpA. Ci saremmo aspettati in questa sede di poter agganciare questo provvedimento a tematiche ora più che mai di attualità, che riguardano le problematiche del mondo dello sport. È questo l'aspetto che abbiamo rilevato e che ci rende, invece, molto più complicato cercare di addivenire a un'adesione a tutto tondo rispetto alle tematiche poste in discussione. Abbiamo infatti cercato di stabilire una connessione diretta con il grande assente del dibattito. Si è parlato del mondo dello sport, della sua importanza sociale, dei valori che trasmette, valori educativi, valori che quotidianamente troviamo all'interno di qualsiasi contesto sportivo. Tuttavia non c'è stato alcun effettivo collegamento, almeno in termini di codifica delle interconnessioni, tra questo provvedimento e gli aspetti reali, strutturali del mondo dello sport. Non basta, infatti, inserire nei comitati organizzatori rappresentanti del CONI e delle federazioni che si occupano degli avvenimenti; è importante cercare di stabilire una forma di connessione con coloro che, dalla mattina alla sera, erogano, in supplenza, data la carenza di servizi erogati da parte dello Stato, tutto ciò che avviene in campo sportivo. È bene ricordare - e mi rivolgo al Ministro, che ha fatto più volte riferimento, nel corso dei suoi interventi, soprattutto su Facebook, all'importanza dello sport di base - che se c'è una ossatura, una colonna vertebrale dello sport di base, questa è riconducibile essenzialmente al volontariato sportivo, alla grande rete di associazioni sportive dilettantistiche che rappresentano il vero e proprio patrimonio dello sport di questo Paese. Badate bene che questa è una considerazione che raramente balza agli occhi dei non addetti ai lavori, perché tutto ciò che avviene all'interno dei Paesi più evoluti sotto il profilo sportivo passa attraverso la scuola, le università, l'aiuto degli enti locali; questo in Italia non accade, perché gli enti ai quali ho fatto riferimento prima sono clamorosamente assenti per quanto riguarda le politiche sportive. Noi abbiamo cercato semplicemente di mettere ordine rispetto a questa necessità, abbiamo cercato di sanare questo vulnus . Devo darle atto, signor Ministro, di aver un po' capovolto il modo di approcciare il mondo dello sport. Da settant'anni a questa parte, quasi quotidianamente, abbiamo visto che i vari politici che avevano a che fare con le dinamiche del mondo dello sport partivano sempre delle stesse logiche: lo sport maggiormente visibile, quasi sempre il calcio, e i campioni (che, ripeto, sono importantissimi per poter riempire i nostri palazzetti e gli impianti dello sport). Quasi mai, invece, si è parlato delle dinamiche alla base dell'operato di chi, dalla mattina alla sera, si dà da fare affinché quell'attività produttiva, che arriva poi a esprimere, attraverso una selezione di base, grandi campioni, possa ricevere maggiori attenzioni, al di là dei balletti istituzionali. Signor Ministro, lei ieri nel corso di un'intervista ha fatto riferimento alla necessità di cercare di dare risposte a 360 gradi al mondo dello sport e soprattutto ha pronunciato una frase che mi ha particolarmente colpito, dicendo che in quest'Aula, ma forse anche alla Camera, ci sono ben pochi politici che vorrebbero essere al suo posto. Glielo confermo: non vorrei essere al suo posto, perché la stanno tirando per la giacca da tutte le parti. Ma credo che questa sua disponibilità, al di là delle dirette su Facebook, che sono seguitissime e che spesso e volentieri seguo anch'io, e questa sua diversa concezione culturale del mondo dello sport si dovessero esprimere all'interno della sede comune e più appropriata che è il Parlamento, affinché anche il Parlamento potesse prendere atto della possibilità di invertire una tendenza che è storicamente quella che ha condannato lo sport italiano a vivere solo e soltanto in funzione di dinamiche competitive. Pertanto, quale maggiore occasione, signor Ministro, delle Olimpiadi? Il massimo evento sportivo per cercare di ridare dignità al movimento di base dello sport italiano, soprattutto in un momento di particolare sofferenza. Questo è l'aspetto sul quale vorremmo sottolineare tutto ciò che non ci ha convinto, ivi compreso il «no» che è stato dato ai nostri emendamenti che avrebbero sanato questo vulnus . Avremmo inserito, secondo sue direttive e secondo modalità da individuarsi a cura del Ministero, un rappresentante all'interno del Consiglio olimpico, avremmo codificato con assoluta certezza la possibilità di destinare parte dei fondi che dovessero provenire da un utile del Comitato organizzatore alle attività sportive di base, che sono - badate bene - attività sportive che oggi stanno soffrendo particolarmente e che non è detto arrivino a quella scadenza nella stessa misura in cui oggi sono strutturati all'interno dello sport italiano. Lei, signor Ministro, ha dato la disponibilità a comprendere la sofferenza di questo mondo, ma soprattutto le sue difficoltà nell'uscire fuori dagli schemi ordinari. C'è però un dato sul quale sono costretto a riflettere: lei è Ministro senza portafoglio e al suo ufficio fanno riferimento un discreto numero di persone, ci mancherebbe altro, ma è un ufficio che non ha la dignità di Ministero, perché afferisce direttamente alle competenze della Presidenza del Consiglio. Anche da questo punto di vista sarebbe importante che lei si desse da fare per cercare di dare maggior corpo e maggior struttura a un Ministero che ha tutte le carte in regola per poter aspirare a indirizzare la vita del Paese in questa importante materia. In conclusione vorrei ribadire, ovviamente mescolando un'alternanza di stati d'animo, che modifichiamo il voto favorevole della Lega per quello che riguarda il provvedimento in sé, che ci vede assolutamente convinti della necessità di dare comunque sbocchi operativi a questo importante successo che ha raggiunto il nostro Paese. Lo facciamo con un po' di tristezza, perché stiamo pensando non solo a tutti gli italiani che stanno soffrendo, ma in particolare a questa materia che avrebbe potuto essere occasione di distinguo e di apprezzamento, o comunque di un messaggio di speranza. Guardiamo con tristezza a questa parte del mondo dello sport che sta vivendo con grande sofferenza i disagi causati dell'emergenza. Infine, l'alternanza di stati d'animo non può che ricomprendere la speranza, perché le Olimpiadi sono una speranza; lo sono per il Paese, lo sono per tutti quanti gli sportivi e speriamo che possano veramente diventare il traino per la rinascita. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . MOLES (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLES (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, penso che gli interventi che mi hanno preceduto, come quello del collega Barbaro, hanno già evidenziato come eventi, quali le Olimpiadi Milano Cortina e la finale ATP a Torino, siano un'occasione che per fortuna tutte le persone di buon senso vedono con spirito positivo e costruttivo. Il decreto-legge che oggi verrà convertito in legge prevede una serie di norme che andranno a disciplinare un evento che gli organizzatori, già al momento della candidatura, hanno ritenuto essere di fondamentale importanza per il prestigio dello sport italiano e per il rilancio infrastrutturale del Nord e dell'intero Paese. Indubbiamente, però, discutere di questo provvedimento oggi dà comunque una strana sensazione. Il 2026, che sembra così lontano, in realtà è molto più vicino di quello che possa apparire e diventerà sicuramente un momento importantissimo, un banco di prova per tutta l'Italia. E forse è un gioco del destino, poi, che le Regioni e i territori che hanno e avranno un ruolo fondamentale in questo importantissimo evento siano proprio tra i più colpiti dalla pandemia. Proprio perché si tratta di un evento enormemente prestigioso non ci si può che rammaricare del fatto che la città di Torino sarebbe potuta essere un terzo partner di eccellenza nell'organizzazione dei giochi olimpici invernali del 2026. Torino e il Piemonte hanno purtroppo perso una grande occasione di ripresa e di sviluppo. È per questo che oggi il progetto olimpico italiano per il 2026, come anche le ATP di Torino, assumono ancora più importanza, perché non sarà solo un'occasione per dimostrare - se ancora ce ne fosse bisogno - la validità della scelta dell'Italia quale sede olimpica, ma, terminata la fase di emergenza, tutto ciò che avrà avuto realizzazione, i lavori, le opere previste per le nostre Olimpiadi, e non solo, non potranno che essere un volano di eccezionale importanza per la rinascita produttiva sia dei territori direttamente interessati sia dell'intero Paese. In sostanza, questa grande occasione deve poter essere simbolo di un Paese che sa ricominciare, che sa ripartire. In quest'ottica le Olimpiadi diventano certamente un'enorme opportunità per creare nuova occupazione, come è stato detto, ma soprattutto per dare un segnale di forza, di ripartenza, di coesione nazionale. Non possiamo dimenticare, infatti, che in questa gravissima emergenza sanitaria ed economica, proprio l'intero mondo sportivo sta soffrendo moltissimo, e tra i primi mondi che cambieranno - e che sono già cambiati - c'è quello dello sport, il mondo dilettantistico che è alla base. L'attività di base di tutti gli sport, che rappresenta la magna pars del nostro movimento sportivo, in questo momento è devastata. Nel dare il nostro pieno sostegno a questo provvedimento va ricordato che esso è stato costruito in maniera unitaria sia alla Camera sia qui in Senato, e questo è, per una volta, finalmente simbolo del gioco di squadra, che è stato importante nel momento dell'assegnazione dei giochi ma che non era del tutto scontato. Mi auguro che anche le prossime Olimpiadi invernali possano essere non solo occasione di rilancio, ma anche di coesione nazionale; non di interesse particolare, ma con il solo interesse di tenere alta la bandiera della forza e dell'autorevolezza dell'Italia. Riguardo all' iter del decreto-legge in Commissione, avremmo gradito una maggiore disponibilità della maggioranza nell'accoglimento di alcune nostre proposte emendative di buonsenso. Vista l'importanza del provvedimento - l'ho detto anche prima in fase di illustrazione degli emendamenti - dispiace dover rilevare una grande nota stonata nel testo: una stridente anomalia che lascia un'oscura ombra su un così rilevante provvedimento. È la norma che permetterà a tutti i manager, i dirigenti e i dipendenti del Comitato organizzatore di pagare le tasse solo sul 30 per cento del loro stipendio per ben sette anni. Si tratta di un'esenzione di favore incomprensibile, che tra l'altro scarica un costo privato sulle casse pubbliche di circa 50 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Abbiamo presentato due emendamenti per sanare, eliminando questo privilegio, che appare ancora più assurdo e stonato in un momento come quello che stiamo attraversando, ma gli emendamenti, ovviamente, sono stati respinti. Se alla Camera si è corretto in piccola parte il tiro, qui in Senato, purtroppo, la maggioranza e il Governo hanno confermato questa esenzione. Ci saremmo aspettati un atto di buonsenso, di ragionevolezza e di buona volontà con la cancellazione di questa norma; sarebbe stato un bel segnale al Paese e a chi soffre. Purtroppo, le nostre proposte sono state bocciate. Perché questi benefici, signor Ministro? Perché questa ingiustizia? Perché questo favore per alcuni, che pagheranno molte meno tasse rispetto a tutti i cittadini italiani? Magari, sarebbe stato più opportuno e dignitoso riservare vantaggi come questi a tutte quelle categorie che continuano a combattere contro la pandemia, come anche - come da noi richiesto con i nostri emendamenti - alle federazioni e alle associazioni sportive, soprattutto dilettantistiche, anch'esse profondamente messe in crisi dalla grave situazione economica attuale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Concludo, quindi, signor Presidente, signor Ministro, con una richiesta e un auspicio: ci auguriamo che il Governo faccia seguire immediatamente al provvedimento che approveremo oggi una forte e significativa iniziativa di sostegno per l'intero mondo dell'associazionismo sportivo, rappresentato da quel meraviglioso tessuto di società e associazioni sportive dilettantistiche. Ripartiamo certo dalle Olimpiadi, ripartiamo dopo il disastro, ripartiamo anche con le Olimpiadi perché un'Olimpiade serve anche per rispecchiare le nostre capacità organizzative, le bellezze del nostro Paese, la possibilità di realizzare infrastrutture che altrimenti non sarebbero state mai realizzate; ripartiamo anche con le Olimpiadi affinché questa unità nazionale possa permettere ai tanti territori e alle tante peculiarità del nostro Paese di tornare sulla ribalta mondiale. Sicuramente da parte nostra ci sarà tutta la vigilanza, la vicinanza e il sostegno perché questo avvenga. Per questi motivi annuncio il voto convintamente favorevole del Gruppo Forza Italia-UDC. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PIRRO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, la candidatura italiana alle Olimpiadi invernali del 2026 è stato un passaggio importante dell'estate-autunno 2018 ed è stata la conclusione di un percorso difficile. Milano aveva cominciato a parlare di un proprio possibile interessamento nel settembre 2017, un anno prima della presentazione ufficiale delle candidature. Una disponibilità dimostrata qualche mese dopo, a marzo 2018, anche dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino. Infine si aggiunse anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, annunciando la candidatura del complesso Dolomiti UNESCO, con Cortina capofila. Nei mesi seguenti si sono subito evidenziati i primi contrasti, in particolare Torino si oppose all'ipotesi di candidatura tandem con Milano, contrariamente a quanto indicato dal CONI. Anche per questo motivo all'inizio le tre candidature furono presentate singolarmente. Una situazione poi completamente ribaltata dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, che iniziò a prospettare una candidatura unitaria delle città, senza capofila. L'idea era quella di portare a Losanna la sigla Italia 2026. Il progetto a tre non è però mai decollato veramente perché Torino non voleva e non meritava un ruolo secondario, forte del successo ottenuto nell'edizione del 2006 e delle infrastrutture presenti, proprio come detto in questa Aula, mentre il sindaco del capoluogo lombardo continuava ad insistere che Milano dovesse essere il nome prioritario. Per queste ragioni tramontò il progetto a tre e prese vita il ticket a due e il primo ottobre 2018 i governatori di Lombardia e Veneto ufficializzarono la candidatura che portò alla scelta finale delle nostre due città Milano e Cortina. Torino, però, era perfettamente consapevole dei propri pregi, delle proprie potenzialità e capacità, ed ha lavorato per ottenere il ruolo da protagonista che merita sul palcoscenico internazionale e grazie al grande lavoro della Giunta Appendino, in questo decreto la città sabauda, la mia città, ricompare accanto alle altre due. Il capoluogo piemontese (Applausi dal Gruppo M5S) sarà infatti la quindicesima sede differente delle ATP Finals dal 1970 ad oggi, la prima città italiana ad ospitare questo evento planetario. Secondo alcuni i cinque anni di ATP Finals, come attrattività e ricadute economiche, valgono più di un'Olimpiade invernale. Quindi, alla fine, l'impegno delle nostre città e del Governo è come se portassero nel nostro Paese le ricadute di ben due Olimpiadi invernali e di ciò siamo estremamente soddisfatti. I Giochi olimpici sono generalmente una grande occasione, se si è in grado di gestirli oculatamente, senza lasciare debiti ingenti a chi arriva dopo, come spesso accade. Secondo gli studi economici, le ricadute per il territorio si aggirano intorno ai 5 miliardi fino al 2026. La candidatura italiana ha fatto perno su un progetto low cost , come richiesto dalle linee del Comitato internazionale olimpico, fortemente imperniato sulle strutture già esistenti e utilizzabili o che si possono riqualificare e sull'eredità delle Olimpiadi. L'organizzazione dei Giochi deve avere questo punto fondamentale: niente cattedrali nel deserto, ma strutture che abbiano una sostenibilità post olimpica. Obiettivi delle scelte dovranno essere: rispetto dell'ambiente, sostenibilità dei trasporti e integrazione. Per questo nasce il Forum per la sostenibilità e l'eredità olimpica durevole dei Giochi Milano Cortina 2026, un organo innovativo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con il compito di tutelare l'eredità olimpica e di promuovere iniziative utili a valorizzare l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i Giochi, nonché il perdurare dei benefici sociali, economici e ambientali sui territori, anche con riferimento alle esigenze della pratica sportiva e motoria da parte dei soggetti disabili e dell'abbattimento delle barriere architettoniche, in coerenza con i princìpi fissati dalla Carta olimpica e con le raccomandazioni dell'Agenda olimpica 2020. Dobbiamo sfruttare al massimo questa opportunità, soprattutto alla luce del periodo che stiamo vivendo. Offriremo al mondo una vetrina sul nostro Paese: 14 siti olimpici tra Milano, Valtellina, Cortina e la Val di Fiemme, luoghi da favola, come ci ha riconosciuto il Comitato internazionale olimpico, palcoscenici di grande suggestione, paesaggi alpini strepitosi, ma anche un patrimonio storico-culturale ineguagliabile. Basti pensare alla cerimonia di chiusura che avrà luogo all'Arena di Verona, l'anfiteatro romano tempio della musica. Di solito il CIO tende a scoraggiare una soluzione che vede l'apertura in un posto e la chiusura in un altro; ma in questo caso ha accolto la proposta di apertura a San Siro e chiusura all'Arena, perché saranno la giusta cornice a un'olimpiade che farà la spola tra le nevi montane e gli impianti della città. La stessa opportunità la saprà far fruttare al meglio Torino, che ospiterà le ATP Finals, il più importante torneo annuale di tennis professionistico a cui partecipano, dopo aver sostenuto le quattro prove del Grande Slam, i migliori otto tennisti delle classifiche ATP di singolare e di doppio. La manifestazione è stata istituita - come già detto - nel 1970 e le finali ATP si sono svolte, tra l'altro, a New York, Sidney, Shanghai e, dal 2009 al 2020, a Londra. Dopo dieci anni però Londra non ha trovato l'accordo per prolungare il suo mandato e la scelta è ricaduta su Torino, che si farà carico, grazie al sostegno del Governo, del montepremi totale di 78 milioni di euro per il quinquennio successivo al 2020. Torino è stata scelta per la sua bellezza, la sua sicurezza e la sua solidità culturale e politica. Anche in questo caso si tratta di uno straordinario successo: le ATP Finals sono un evento sportivo prestigioso e di grande richiamo e rappresentano una delle proposte tennistiche più attese a livello mondiale. Torino sarà ancora una volta protagonista nel mondo dello sport grazie a un evento di richiamo mondiale. Grazie alla valorizzazione del patrimonio di impianti sportivi che la città già possiede si avrà grande visibilità, evitando allo stesso tempo impatti significativi sui fondi pubblici e sul territorio e garantendo contemporaneamente investimenti sull'innovazione. Sarà un grande evento internazionale, che porterà alla città più sport e più lavoro; l'indotto stimato sui cinque anni è di oltre 500 milioni di euro. Questi grandi eventi, però, non devono avere solo uno scopo di rilancio economico, ma devono stimolare tutti noi a riportare al centro dell'attenzione la cultura sportiva, intesa come valore fondamentale attraverso il quale la persona diventa soggetto fisicamente attivo e autonomo, con una maggiore attenzione alla propria salute, e in un certo senso anche un cittadino migliore, perché abituato al rispetto delle regole che ogni disciplina sportiva porta con sé. L'eredità che dovranno lasciare queste grandi manifestazioni dovrà essere soprattutto sociale. Dovranno stimolarci ad aumentare la quota di pratica sportiva della fascia più giovane della popolazione, avvicinandola il più possibile al 100 per cento. Queste grandi vetrine dovranno essere anche un veicolo per il nostro Paese, per riconquistare la credibilità messa a dura prova nella parte iniziale della pandemia che stiamo attraversando. Dobbiamo essere in grado di rispondere e reagire, per essere credibili e ottenere risultati. Sono sicura che lo faremo, perché già in passato il sistema sportivo, il sistema politico e il sistema territoriale hanno dimostrato di saperlo fare. Con questo provvedimento stiamo gettando le basi per realizzare un rilancio di immagine che contribuisca a un rilancio economico del Paese. Se si riusciranno a mobilitare le migliori energie e le migliori personalità del nostro Paese, coinvolgendo tutta la filiera turistica e dell'ospitalità e la gestione dei trasporti, creando offerte che vadano oltre i luoghi dell'evento, per estendersi evidentemente a tutto il Paese, allora raggiungeremo un grande risultato. In questo momento - e concludo - così difficile per il Paese, sembra quasi paradossale trovarci qui a discutere di Olimpiadi e finali di tennis. Ma è anche il modo per dimostrare al Paese che stiamo ripartendo, che potremo riprendere le nostre vite e le nostre attività e che, dopo un periodo così difficile, torneremo a gioire insieme e a emozionarci per vittorie sportive. È dunque pensando a quelle emozioni, che chiunque in quest'Aula abbia praticato sport ben conosce, che annuncio il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Collina) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). CIRINNA' (PD) . Presidente, il mio dispositivo non si accende! PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 227 Senatori votanti 226 Favorevoli 225 Astenuti 1 Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi). Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno CARBONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARBONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori, purtroppo anche in epoca di emergenza coronavirus si continua a morire di lavoro. È di un morto e due feriti, uno dei quali in gravi condizioni, il bilancio della violenta esplosione avvenuta ieri pomeriggio intorno alle ore 16 nello stabilimento Adler Plastic di Ottaviano, fiore all'occhiello delle aziende del territorio dove io sono stato eletto ed eccellenza italiana nel mondo, appartenente al colosso del settore di componentistica guidata da Paolo Scudieri. La vittima, il cinquantacinquenne Vincenzo Lanza, è stato estratto dalle macerie dal capannone insieme con i suoi due colleghi, uno dei quali è stato sottoposto a un intervento chirurgico nell'ospedale civile di Nola e versa in gravi condizioni. La violenta esplosione è stata avvertita a diversi chilometri di distanza, così come visibile è stata la nube di fumo nero che si è alzata nel cielo sereno nel pomeriggio vesuviano. Non è concepibile che il posto di lavoro diventi un luogo in cui si rischia la vita. Nell'esprimere il mio cordoglio alla famiglia della vittima e agli altri colleghi feriti, alla famiglia Scudieri, al sindaco, all'amministrazione e ai cittadini di Ottaviano, rinnovo il mio impegno per stimolare il Parlamento ad affrontare l'emergenza sociale delle morti bianche. Garantire la sicurezza e la vita sui luoghi di lavoro deve essere l'impegno di tutti, in maniera rapida, efficace e trasversale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo a quest'Assemblea che sono state presentate diverse proposte per l'istituzione di una Commissione d'inchiesta, di cui a firma mia e di tutti i colleghi del Gruppo Forza Italia. La sicurezza è un diritto fondamentale e mi auguro che anche il Senato possa assicurare un contributo imprescindibile per migliorare la legislazione vigente. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La ringrazio, senatore Carbone. L'argomento è di grande rilevanza e per questo le ho dato la parola. Come preannunciato, sospendo la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 14,17, è ripresa alle ore 16,01) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle iniziative di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per contrastare il Covid-19 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo sulle iniziative di competenza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per contrastare il Covid-19». Ricordo che è in corso la diretta televisiva con la Rai. Ha facoltà di parlare il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, onorevole Franceschini. FRANCESCHINI, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, credo di non violare le regole se tolgo la mascherina, dato che sui banchi del Governo sono solo. Mi fa molto piacere questa occasione per riassumere la situazione e soprattutto raccogliere le osservazioni, le indicazioni e le proposte che verranno dal dibattito parlamentare sui temi della cultura e del turismo, legati alla drammatica emergenza del Covid-19 che stiamo vivendo. Vorrei partire, anche se gli argomenti sono assolutamente incrociati, dalla parte relativa al turismo, ricordando - e mi crea un certo dolore farlo - che, fino a qualche mese fa, il lavoro che stavamo impostando sul turismo, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti, compresa l'attuazione del piano strategico 2017-2022 - ovviamente è ancora in vigore - consisteva nel governare la crescita, anzi nel governare una crescita impetuosa. Il numero di turisti internazionali nel mondo stava crescendo di qualche milione ogni mese, con turisti provenienti da Paesi non aventi turismo in uscita fino a qualche anno prima. Come è noto, in tutti gli studi e sondaggi la prima metà desiderata di viaggio nel mondo è l'Italia. Quindi, l'impostazione del piano era finalizzata a governare la crescita impetuosa del turismo internazionale, a cominciare da alcune strategie - su cui poi tornerò - di decongestionamento delle presenze e di moltiplicazione degli attrattori del turismo, in modo da non avere alcuni luoghi sovraffollati di turisti e altri, altrettanto belli ma meno conosciuti a livello mondiale, senza turisti internazionali. Paradossalmente, da questa crescita enorme e dalle sue prospettive il settore del turismo italiano è finito in ginocchio. Più volte, dall'inizio della crisi, nell'ambito dei dibattiti nelle Commissioni o all'interno dello stesso Governo, ho cercato di sottolineare che, se l'emergenza Covid-19 ha toccato - come è evidente - tutte le attività sociali ed economiche, ha colpito però in modo più particolare e strutturale - e temo per un arco temporale più lungo rispetto ad altri settori che potranno più velocemente ritornare o comunque riavvicinarsi alla normalità - il turismo. È del tutto evidente che per un certo periodo di tempo - speriamo che sia il più breve possibile, ma sappiamo che comunque tanto breve non sarà - il turismo internazionale non si rimetterà in movimento a livello mondiale, e gli stessi movimenti delle persone saranno rallentati da ragioni di prudenza anche quando non ci saranno più regole da rispettare e quindi l'impatto sarà diretto. Voglio in questa sede spiegare - anche perché l'informativa, per regola, non dà spazio alla replica e immagino che da alcuni Gruppi mi verrà posto il problema, come accaduto in altre occasioni anche qui in Senato - il motivo per il quale non è stato dichiarato lo stato di crisi nel settore del turismo. Ho provato già a spiegarlo: qui siamo ben oltre lo stato di crisi di un singolo settore. Lo stato di emergenza nel Paese è cominciato a gennaio e finirà a luglio. Lo stato di crisi è uno strumento che si usa per un settore in crisi nell'ordinarietà del resto del sistema e dà la possibilità di utilizzare alcuni strumenti, che - in verità - non sono molti. In questo caso, tutto, dalla legislazione alle misure economiche, al cambiamento e allo sforamento delle regole europee, è andato ben oltre, nel senso che vige uno stato di forte crisi nell'ambito di tutti i settori, in particolare nel settore del turismo. Di conseguenza, la dichiarazione dello stato di crisi avrebbe avuto soltanto un effetto semplicemente simbolico, peraltro inducendo anche gli altri settori a chiedere lo stesso gesto simbolico. Mi pare che in questo caso alle imprese, agli operatori del turismo e ai cittadini interessino più le misure che non i simboli. Noi abbiamo già iniziato, dai primi provvedimenti che conoscete perfettamente e che quindi riprendo solo nei titoli, a introdurre alcune misure che valgono per tutti i settori e che finalmente sono state estese a una serie di settori come il turismo che non disponevano di tutele o di ammortizzatori sociali. Mi riferisco all'estensione delle misure degli ammortizzatori sociali a tutte le categorie del turismo; alla misura dei 600 euro estesa ai lavoratori del turismo, compresa una parte degli stagionali, e stiamo lavorando affinché nel cosiddetto decreto 55 miliardi sia possibile comprendere anche quelle categorie di lavoratori stagionali che non sono rientrate nei primi provvedimenti, anche se ciò non è semplice. Chi ha fatto lo stagionale l'anno scorso è identificabile, mentre non è semplice identificare chi non ha lavorato l'anno scorso ma avrebbe lavorato quest'anno come stagionale se non ci fosse stata la crisi. Per questo stiamo cercando di individuare un meccanismo che dia il più possibile certezze, per estendere anche a quelle persone questo tipo di protezione. Sono disponibili gli strumenti per la liquidità o le dilazioni di pagamento; abbiamo introdotto i voucher per evitare che le agenzie di viaggio e i tour operator restino schiacciati tra l'esigenza del cliente di ottenere il rimborso della prenotazione saltata per cause di forza maggiore e il mancato rimborso da parte dei fornitori di servizi alle agenzie di viaggio e ai tour operator. La possibilità di dare un voucher utilizzabile per dodici mesi, che proporremo di estendere a diciotto mesi nel prossimo provvedimento, ha evitato almeno una parte dei problemi immediati di liquidità. Oltre a queste misure, che sono già in vigore, stiamo lavorando su altre nuove che saranno contenute nel decreto che si chiamava aprile, pur se vogliamo approvarlo entro questa settimana di maggio nel Consiglio dei ministri, e che ora chiamiamo decreto 55 miliardi, perché siamo sempre tutti alla ricerca dei nomi e almeno questo è un punto fermo. Ebbene, nel decreto 55 miliardi saranno contenute alcune misure specifiche riferite al turismo e altre nuove riguardanti le aziende. Consentitemi di non indicare le cifre non soltanto per una questione di correttezza, ma anche perché siamo in piena trattativa - molti di voi hanno esperienza di Governo e lo sanno - e quindi nel pieno della fase delle discussioni tra i singoli Ministeri e il Ministero dell'economia o tra i singoli Ministeri. Tra le varie misure - ho già detto dell'estensione delle tutele per gli stagionali - stiamo cercando di individuare lo strumento per andare incontro a tutti coloro che hanno pagato gli affitti nei mesi in cui le attività sono state chiuse per le ordinanze dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. In particolare, si tratta di una misura che deve essere assolutamente estesa alle strutture alberghiere che non hanno potuto usufruire del primo riconoscimento di credito di imposta per l'affitto non essendo state chiuse per ordinanza ma rimaste aperte per offrire un servizio, e non certo per ospitare clienti che non c'erano; in generale, deve essere estesa a tutte le categorie, anche alle più piccole attività imprenditoriali legate al settore turismo. Un secondo intervento generale per il settore è dedicato alle imprese che hanno subito un calo di fatturato rispetto al periodo analogo dell'anno scorso. Dovrebbe essere - uso il condizionale per prudenza - a fondo perduto per le aziende sotto una certa dimensione di fatturato e, quindi, per quasi tutte le aziende del settore del turismo. Con la crescita del fatturato cambieranno gli strumenti di intervento e di sostegno. Oltre a queste misure che incidono positivamente in un settore in cui erano prima inesistenti - mi riferisco in particolare agli ammortizzatori sociali - stiamo ragionando su uno strumento che aiuti contemporaneamente le famiglie, le persone e le imprese turistiche, e cioè un tax credit vacanze, o bonus vacanze - come è stato chiamato - chiesto da più forze politiche - che possa essere speso da una famiglia - l'importo del credito è legato al numero dei componenti e, quindi, si tiene conto dei figli a carico, delle famiglie monoparentali e delle coppie - entro il 2020, in strutture ricettive. Parliamo di una cifra significativa che potrebbe coprire il fabbisogno di diversi milioni di famiglie che hanno un reddito medio-basso - sono cioè sotto un determinato tetto, che stiamo quantificando in base allo strumento ISEE - da usare presso le strutture ricettive. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, c'è troppo brusio. FRANCESCHINI , ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo . Il tax credit si potrà utilizzare entro il 31 dicembre 2020 presso le strutture ricettive cedendone una parte alla struttura stessa, la quale potrà recuperarlo immediatamente nel mese successivo - come sapete, le imprese pagano l'IVA mensilmente, per cui possono immediatamente recuperare la somma - mentre il restante 20 per cento rimarrà a carico del titolare del credito, che potrà utilizzarlo l'anno dopo come credito d'imposta. Questo vuol dire sostenere le famiglie e spingerle a fare vacanze e, contemporaneamente, dare liquidità alle imprese. È evidente, infatti, che, se una persona va in un albergo o in una struttura ricettiva, poi, nel resto della giornata, andrà anche al ristorante o in uno stabilimento balneare, o comunque farà ciò che si fa normalmente in vacanza. Stiamo poi ragionando anche su altre misure, una delle quali, in particolare, è molto importante. Come sapete, le misure di distanziamento sociale spingeranno inevitabilmente bar e ristoranti a limitare fortemente il numero dei tavoli al loro interno, e quindi, stiamo ragionando su una norma che li renda esenti dal pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Tale provvedimento avrà un limite temporale di sei mesi e, per accelerare la sua entrata in vigore, si farà in modo che in questa fase non siano necessarie le autorizzazioni statali normalmente richieste. Penso in particolare al mio Ministero e alle soprintendenze. Si tratta di misure temporanee e reversibili per rendere più agevole la possibilità di mettere all'esterno i tavolini che non potranno essere tenuti all'interno. Mi è stato chiesto più volte quando si potrà andare in vacanza. A tale proposito non è solo la politica a decidere. La politica deve ascoltare - come ho fatto doverosamente in questi mesi e come hanno fatto i Governi di tutto il mondo - le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, il quale deve tenere conto della prevenzione del contagio ed evitare il ritorno del rischio epidemiologico. Credo che il Comitato tecnico scientifico, da me interpellato, fornirà una risposta entro questa settimana su tutte le attività di cui si occupa il mio Ministero, in maniera tale da avere quelle prescrizioni che consentano alle imprese di riorganizzarsi e poter riaprire. Penso - per esempio - agli stabilimenti balneari che, al di là di quale sarà la data effettiva della riapertura, hanno bisogno di riorganizzare le loro attività. Quindi, entro questa settimana saranno fornite le prescrizioni che riferirò immediatamente al Parlamento; prescrizioni che consentiranno, in base all'andamento dei dati epidemiologici, di stabilire quando sarà possibile ripartire, settore per settore, e ciò sarà il prima possibile. Se mi si chiede se quest'estate si faranno le vacanze, io rispondo di sì, quest'estate si faranno le vacanze; saranno diverse, dovremo osservare le misure che ci sono prescritte per tutte le attività: il distanziamento, in qualche caso le mascherine e la sanificazione, tutte misure che conosciamo ormai molto bene. Saranno vacanze diverse, ma si potranno fare. Anche su questo fronte stiamo sollecitando l'Unione europea. Qualche giorno fa è stata fatta la riunione (in videoconferenza, ovviamente) dei Ministri del turismo e ho incontrato diversi miei colleghi; questa mattina ho parlato con il Ministro croato e domani parlerò con il commissario europeo che ha la delega al turismo. Noi vogliamo che ci siano delle regole europee, prescrizioni di sicurezza sanitaria comuni che consentono il libero spostamento tra Paesi europei, evitando il rischio di accordi bilaterali tra un Paese e l'altro, che creerebbero condizioni di slealtà all'interno dell'Unione europea. Le regole comuni consentono che, se a Jesolo vanno un turista della Baviera e uno della Lombardia, entrambi hanno osservato lo stesso protocollo di sicurezza e quindi possono spostarsi liberamente all'interno dell'Unione europea. È un'azione importante e tutto il Governo è impegnato su questo fronte. Credo che sia una delle prove di gestione a livello europeo di un'epidemia che, come abbiamo visto, conosce molto poco le frontiere. Si faranno quindi le vacanze e si fanno vacanze italiane. Penso che sia un'opportunità: se difficilmente quest'anno verranno in Italia turisti dal resto del mondo, è altrettanto evidente che saranno pochi, rispetto ai milioni degli anni precedenti, i turisti italiani che andranno a fare vacanza in giro per il mondo. Stiamo quindi lavorando su un progetto di promozione e di valorizzazione delle vacanze italiane, delle vacanze di prossimità. L'Italia offre tutto quello che offre il mondo e molto spesso a livelli di eccellenza maggiori. Paradossalmente, la strategia su cui stavamo lavorando nel piano strategico del turismo per altre ragioni (ossia decongestionare i luoghi troppo affollati di turisti, come Fontana di Trevi, Ponte Vecchio a Firenze, Piazza San Marco), agendo non con misure di divieto, ma con una moltiplicazione degli attrattori turistici che l'Italia può offrire all'infinito, distribuiti sul territorio (città d'arte, bellezze naturali, borghi, cammini, piste ciclabili, treni storici, turismo legato al wellness , alla salute, al mare, alla montagna, un territorio infinito di opportunità), quella strategia torna utile in un momento in cui gli assembramenti devono essere evitati per altre ragioni. Pertanto la moltiplicazione dei luoghi e della potenzialità italiana deve essere assolutamente valorizzata. Questa è davvero l'occasione per valorizzare quella definizione molto bella dell'Italia, che più di ogni altra spiega cosa sia il nostro Paese, ossia un museo diffuso, attraverso strumenti di promozione e di distribuzione della ricchezza. Quindi vacanze italiane, che mostrano peraltro quanto forte sia il legame tra cultura e turismo, che noi abbiamo voluto valorizzare riportandoli all'interno dello stesso Ministero. Infatti, quando parlo di un tema è difficile - perlomeno per me - capire se sto parlando da Ministro del turismo o da Ministro della cultura; se crescono i visitatori nei musei ciò è importante per la cultura, ma anche per il turismo e potrei proseguire all'infinito. È chiaro infatti che in Italia il legame indissolubile non riguarda solo il tema del turismo culturale; l'offerta culturale del Paese rende più forti, più competitivi, irraggiungibili anche gli altri tipi di turismo. Solo in Italia si può andare al mare e avere a qualche chilometro o a centinaia di metri di distanza bellezze archeologiche, monumentali o artistiche ineguagliabili nel mondo. Il legame tra cultura e turismo quindi viene valorizzato soprattutto in questo schema. È comunque evidente che anche l'altro settore di cui si occupa il mio Ministero, cioè la cultura, è stato colpito in modo drammatico e credo, per alcuni ambiti, con un'uscita non veloce. Quali sono infatti i luoghi in cui le persone stanno insieme? Stanno insieme in un cinema, in un teatro, a un concerto; quando si parla di persone che stanno insieme (adesso usiamo ordinariamente la parola "assembramento"), ci sono dei problemi in più rispetto ad altri settori. Per questo occorrono misure particolari e ne abbiamo già prevista una parte; le riprendo anche se le conoscete. Con lo stesso principio di prima, gli ammortizzatori sociali, in un settore che non ne aveva alcun tipo, con i passati provvedimenti sono stati estesi non soltanto alle imprese, ma anche ai teatri e alle imprese non commerciali. Anche l'erogazione dei 600 euro ha impattato positivamente su tutto il mondo dello spettacolo e su una miriade di rapporti contrattuali temporanei, intermittenti, fragili, poco protetti, cui è stato esteso lo strumento. E poiché molta parte del mondo dello spettacolo ha sottolineato che il limite che avevamo stabilito di almeno 30 giornate lavorative è troppo alto, nel prossimo provvedimento quel limite verrà abbassato in modo da allargare il più possibile la platea di protezione a tutti i lavoratori dello spettacolo, con i voucher che valgono anche in questo settore. Stiamo lavorando su alcune misure per tutelare, salvare e proteggere il settore della cultura che è quello che ci rende forti e riconoscibili nel mondo. La prima scelta che è stata fatta e che verrà confermata da una norma del decreto da 55 miliardi è l'utilizzo dei fondi ordinari, cioè il Fondo unico per lo spettacolo, più il tax credit cinema, più i 130 milioni che abbiamo già messo nel primo provvedimento per le misure di emergenza in favore di spettacoli e cinema legati all'emergenza Covid-19; la somma di queste tre cifre vale attorno a un miliardo, cifra che normalmente viene erogata se i teatri e i produttori cinematografici rispettano determinate regole e determinati parametri: il numero di serate e il numero di produzioni. Noi abbiamo deciso che li erogheremo ugualmente, senza il rispetto obbligatorio di quei parametri: l'80 per cento sarà erogato subito, immediatamente dopo l'approvazione del decreto in Consiglio dei ministri, in modo da dare fiato a tutte queste istituzioni culturali e di farlo non legando tali aiuti al numero di serate che non possono più essere rispettate, perché è evidente che non si possono più rispettare per tante ragioni, ma di farlo in modo permanente, garantendo quindi a queste istituzioni un sistema di protezione e risorse pubbliche che diventano straordinarie, mentre prima erano ordinarie. A questo abbiamo aggiunto alcuni decreti che ho già firmato, nell'ambito di quei 130 milioni di emergenza: 20 milioni per tutte quelle compagnie di danza, di musica e di teatro che non prendono le risorse dal FUS e quindi non avranno i benefici di quel congelamento, quindi ai più deboli e ai più piccoli; il decreto da 20 milioni è già stato firmato. Vi sarà poi un secondo decreto che utilizza le risorse della quota privata del diritto d'autore, con una norma di legge che abbiamo già approvato nei decreti precedenti. Ho firmato il decreto che eroga questi 13 milioni di euro, con una procedura per la domanda, a tutti i più indifesi nel settore degli artisti, degli autori e dei musicisti; tutti quelli con un reddito inferiore ai 20.000 euro di reddito avranno un contributo diretto a fondo perduto da parte dello Stato che gli consentirà almeno di affrontare questo periodo che hanno davanti. Ho appena firmato un altro decreto di 5 milioni di euro che mi era stato sollecitato per lo spettacolo viaggiante (le giostre e i luna park) che sono totalmente fermi e che non avevano accesso, se non per gli investimenti in acquisto di strutture (ma adesso non è il momento di acquistare strutture), all'interno del FUS. Restano risorse in questo capitolo dell'emergenza che verranno utilizzate per fare in modo che nessun soggetto, nessun artista, nessun musicista, anche il più sconosciuto e il più indifeso, venga lasciato solo in questo attraversamento del deserto, perché purtroppo per alcuni settori sarà un attraversamento del deserto. È facile immaginare che alcuni settori potranno ripartire (per esempio stiamo ragionando sulla ripartenza dei musei dal 18 maggio) ed è chiaro che anche in questo caso arriveranno presto le indicazioni del Comitato scientifico e in un museo sarà organizzato il contingentamento degli ingressi, le distanze, si eviteranno le file e saranno obbligatori mascherine e sanificazione. Ma quando si parla di luoghi affollati il problema diventa più complicato; mentre è infatti sempre complicato in platea (parlo di luoghi chiusi in questo caso) il distanziamento e gli ingressi dilazionati in entrata e in uscita per far sì che la gente non si incontri (forse non devo dirlo io, ma dovrà dircelo il Comitato), in altri casi il problema è complicato anche sul palcoscenico, perché capite che non è facile cantare nel coro di una grande opera italiana con la mascherina o suonare l'orchestra o fare un concerto rispettando le distanze di sicurezza. Quindi è probabile - e lo vedremo - che ci sia una differenziazione nelle misure che abbiamo chiesto tra grandi eventi ed eventi più piccoli, tra eventi al chiuso ed eventi all'aperto. Ad esempio mi pare difficile immaginare - non voglio anticiparlo - che i grandi concerti quest'estate si possano fare, perché c'è un tema che non è soltanto legato all'affollamento di persone nello stesso luogo, che si può comunque risolvere in parte col distanziamento o con l'obbligo di star seduti anche se si è all'aperto, ma è legato al fatto che, quando si è sopra un certo numero di persone, c'è anche il problema dei trasporti, degli accessi, delle entrate e delle uscite. Noi dobbiamo fare in modo che il più possibile ripartano le attività. Anche per questo credo, come misura di carattere generale, che gli interventi al momento adottati per tutti i tipi di imprese o di attività, che sono state chiuse con le ordinanze e i DPCM, possano gradualmente ridursi per chi riparte con la sua attività, ma debbano prolungarsi per quei settori che, per regole generali, dovranno restare chiusi per un tempo più lungo, dal punto di vista sia degli ammortizzatori sociali sia del sostegno diretto da parte dello Stato. Questo è un criterio generale. Non a caso, nel prossimo decreto-legge sto proponendo misure per tutta quella parte della cultura non pubblica (concerti, grandi eventi, mostre, tutta la filiera del libro, i musei privati e gli eventi) affinché siano previsti interventi di sostegno fino a quando non potranno ripartire e tornare a lavorare. Dobbiamo dare certezze. Per questo - non appena mi saranno arrivate le indicazioni - mi attiverò perché vengano date certezze, e non soltanto per quelli che potranno ripartire il 18 maggio, ma anche per quelli che potranno ripartire più avanti o che non potranno ripartire. C'è bisogno di certezze soprattutto perché parliamo di imprese che hanno bisogno di attraversare questo periodo di deserto. Vorrei dire altre cose ma mi fermo perché altrimenti parlo troppo. Uno strumento su cui stiamo lavorando è l'idea di una piattaforma digitale pubblica - stiamo ragionando con Cassa depositi e prestiti; siamo sondando la RAI - che consenta di mettere on line a pagamento - ho parlato di un Netflix della cultura italiana, per capirci - una piattaforma per gli spettacoli che non potranno avere il pubblico in sala o che non avranno pubblico sufficiente in sala per avere redditività. D'altra parte, se hai una sala da 1.000 posti, ma puoi occuparne 150 per le misure di distanziamento, non riesci a reggere nel tuo bilancio. Si potrebbe allora prevedere la possibilità di vendere biglietti in modo che una parte segua il concerto piuttosto che lo spettacolo di prosa in sala, e l'altra possa comprare il biglietto on line . Può darsi che questa modalità di integrazione continui anche dopo e che quindi un giorno sarà possibile vederci la Prima della Scala pagando il biglietto seduto in platea, quando saremo tornati alla normalità, mentre un'altra persona, magari da Catania, guarderà la Prima della Scala senza bisogno di andare fisicamente nel luogo in cui lo spettacolo viene messo in scena. Questo per capire. Stiamo ragionando con Cassa depositi e prestiti - è stato sollecitato anche da un dibattito pubblico molto forte - su due fondi strategici (uno sul turismo e l'altro sulla cultura) che consentano di avere risorse pubbliche e di raccogliere investimenti privati per chi vuole sostenere o investire in questi settori o salvare alcune delle attività di questi settori. Per esempio, credo che dobbiamo stare molto attenti - mi è stato fatto presente anche ieri in Commissione qui al Senato - al fatto che un albergo in crisi, ma che per la sua posizione o la sua storia tornerà ad essere assolutamente un produttore di reddito una volta superata la crisi - in un momento di difficoltà venga acquistato da stranieri o magari venga acquistato con fondi non troppo trasparenti. Parliamo, quindi, di uno strumento pubblico che eviti questo tipo di rischi. Del resto, cultura e turismo insieme fanno quasi il 20 per cento del PIL. La prima volta che sono diventato Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ho detto che mi sentivo chiamato a guidare il Ministero economico più importante del Paese. Ebbene, ho ancora questa convinzione. Qui c'è un grande investimento, che non è soltanto per le anime, per le persone, per la sensibilità di ognuno di noi, ma è anche un grande strumento di crescita economica che non dobbiamo perdere e che quindi dobbiamo assolutamente proteggere. Questo è quanto volevo dire, Presidente. Mi fa molto piacere ascoltare il dibattito che seguirà, anche perché credo che non manchino i temi che vedono un dibattito animato nella maggioranza e altrettanti temi in cui c'è uno scontro fisiologico tra maggioranza e opposizione. Credo che in questo settore - come è avvenuto su molti provvedimenti della passata legislatura e di quella attuale - si possa cercare di mettere virtuosamente insieme le idee e le posizioni per fare in modo che cultura e turismo escano più forti da questa drammatica crisi in cui sono precipitati. (Applausi dai Gruppi M5S, PD, e IV-PSI). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, credo che il messaggio che lei ha dato oggi con le sue parole sia quello che il Governo, le istituzioni e il Parlamento devono trasmettere a tanti lavoratori e a tanti operatori; cioè che vi è la piena consapevolezza dell'importanza per il Paese e per l'economia di questo settore e che vi è altresì la piena consapevolezza della dimensione della crisi che esso sta vivendo. Il turismo, a seconda dei settori incardinati, vale il 6 per cento o addirittura il 13 per cento della nostra economia. Le strutture ricettive fatturano 25 miliardi, i servizi delle agenzie di viaggio 12 miliardi. Questo settore ha un grande valore, ma soprattutto, Ministro, le sue parole hanno testimoniato la piena consapevolezza che questo settore è il più colpito dalla pandemia e anche che esso sarà il settore che avrà bisogno di più tempo per risollevarsi e quindi avrà bisogno di più sostegno diluito nel tempo per potersi riprendere. È evidente che in un Paese in cui oltre il 50 per cento dei turisti è costituito da stranieri, cioè vengono dall'estero, in una fase come questa in cui è tanto difficile spostarsi, questo settore impiegherà tanto tempo per riprendersi. Non solo è chiaro il danno grande, ma è anche chiaro che ci vorrà molto tempo per tornare alla normalità e perché questo settore si riprenda. D'altra parte è già così oggi. I primi mesi hanno già azzerato il lavoro di un intero comparto; sono venute meno le vacanze di Pasqua, sono venuti meno i ponti, sono venute meno tante visite straniere. Si è perso già moltissimo. Questa consapevolezza si deve tradurre e si traduce efficacemente nelle proposte e nei provvedimenti che ha annunciato e che giustamente costituiranno una parte prioritaria del prossimo decreto economico. C'è un impegno concreto e fondamentale del Governo per aiutare prima di tutto i lavoratori del settore che hanno già avuto, e avranno ancora di più nei prossimi mesi, accesso ad ammortizzatori sociali - voglio sottolinearlo - che non esistevano prima, quali la cassa in deroga e il sostegno di 600 euro per gli stagionali. Il tema principale, come ha ben rilevato il Ministro, è quello del sostegno alle imprese e alle strutture ricettive, che hanno di fronte un tempo lungo di grande difficoltà, più di altri settori economici. In questa direzione è importante dare ristoro al fatturato delle aziende e mi permetto di aggiungere, Ministro, anche delle start-up , con finanziamenti a fondo perduto, così come è stato annunciato. Anche il credito d'imposta per affitti di botteghe e strutture ricettive aiuterà. Il fatto però che torneremo tra molto tempo alla situazione pregressa e che la ripresa di questo settore sarà più lenta di altri non toglie che sia importante anche qui investire subito sulla ripartenza. Quindi fa bene, signor Ministro, a dire che si andrà in vacanza; è giusto lavorare per creare le condizioni affinché almeno per gli italiani e per gli stranieri che verranno qui a trascorrere le loro vacanze ciò possa avvenire in sicurezza. Quindi bene l'idea di promuovere le vacanze in Italia, ma soprattutto la scelta di creare una forma di bonus per le famiglie con redditi medio-bassi che consenta loro di fare le vacanze e alle aziende di acquisire questi soldi, trasformandoli subito in liquidità. È un momento di una difficoltà enorme, di un'emergenza che non abbiamo mai affrontato prima. Credo che le misure e le politiche che qui ci ha raccontato rappresentino un impegno necessario e importante, il segno dell'importanza che il Governo attribuisce e riconosce a questo settore. Siamo un Paese bello, ricco di cultura e di tradizioni; possiamo competere con ogni altro Paese e le misure prodotte aiutano a recuperare... (Il microfono si disattiva automaticamente) . (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, dico la verità: ero arrivato oggi a questa informativa con una grande voglia e passione, pensando che francamente si fosse compreso il problema reale che la Nazione sta affrontando. Ma debbo dire che purtroppo non siamo assolutamente entrati nel merito. Solo sentire le percentuali che ricordava poco fa il collega Mirabelli mi fa comprendere che voi non conoscete assolutamente la questione della quale state parlando (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) , perché state discutendo di un qualcosa che va dal 6 al 13 per cento, da 6 a 25 miliardi, e state prendendo in considerazione due categorie, tra cui la categoria alberghiera. I numeri sono questi, così almeno andate a casa ricordando qualche cosa di più di quello che avete portato in quest'Aula. I numeri sono 232 miliardi, 3 milioni e mezzo di occupati e il 13 per cento del PIL; questo è soltanto ciò che è legato alle strutture che si occupano direttamente di turismo. Al fianco di questo dobbiamo mettere tutta la parte dell'indotto; l'indotto non è solo l'agenzia di viaggio, ma è l'elettricista, l'idraulico, il falegname, tutto quello che gira intorno alle strutture ricettive, alle case vacanza, agli stabilimenti balneari e così via. In tal modo arriviamo, preso come elemento a sottrazione perché ho cercato di star basso e ho tolto di mezzo alcune categorie che sono elemento trainante anche dello stesso turismo, a 7 milioni di addetti. Vi ricordo che in Italia ci sono 18 milioni di lavoratori e che, di questi, 7 milioni sono legati al turismo e a quello che muove il turismo; sono 450 miliardi di fatturato, praticamente quasi più di un terzo del prodotto interno lordo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Questi sono i numeri reali, queste sono le cose su cui dobbiamo basarci, questa è l'industria reale. Se chiude un'azienda importante da 1.600-1.800 addetti, facciamo i tavoli al Ministero dello sviluppo economico; ma, se chiudono 27.000 alberghi in Italia, nessuno se ne preoccupa (e muovono più persone). Questo è il problema. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Sono decine le categorie: alberghiera, extralberghiera, commerciale, dei pubblici esercizi e stabilimenti balneari. Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, ci sono delle ordinanze e c'è il codice della navigazione che stabilisce, signor Ministro, che possono aprire a partire dal 15 maggio e devono chiudere entro il 15 settembre. Ma noi il 15 maggio non possiamo aprire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Abbiamo fatto un provvedimento che revochi questa norma del codice della navigazione? No, assolutamente no. C'è la questione legata ai distanziamenti e stiamo ragionando per dare loro una prospettiva; ma non è che gli stabilimenti balneari si montano con uno schiocco di dita. Io so che lei queste cose le conosce, però purtroppo mi rendo conto che in questo momento c'è una distanza siderale tra le necessità della categoria e quello che il Governo metterà in campo. Abbiamo chiesto un fondo di 2 miliardi e mezzo: liquidità vera, non ulteriori debiti. Abbiamo chiesto la sospensione del decreto dignità. Vogliamo i voucher , ma non quelli per le vacanze: vogliamo un tax credit totale. Se io vado in vacanza lo posso dedurre dal reddito di quest'anno, sennò non serve a niente. Il voucher serve per la flessibilità del lavoro, sennò come faccio ad assumere? Avrò soltanto costi certi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . La responsabilità penale del datore di lavoro, che avete voluto approvare con l'articolo 42 del decreto-legge cura Italia, è una follia assoluta. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, abbiamo detto di mantenere le persone in cassa integrazione, che comunque è un fondo perduto, per poi mandarle a lavorare e fare in modo che il datore di lavoro paghi la differenza; almeno diamo un reale sostegno alle imprese. Per quanto riguarda lo stato di crisi, prendo atto di quello che lei ha detto, lo capisco e lo comprendo, ma sarebbe stato un segnale, rappresentando il settore un terzo del prodotto interno lordo. Capisco che anche gli altri settori l'avrebbero richiesto; ma dove lo trova in Italia un settore che rappresenta un terzo del prodotto interno lordo? Non ce ne sono altri. Abbiamo detto che questa era un'occasione unica per inserire la flat tax e per far pagare il 15 per cento di tasse e che non avremmo dovuto perderla. Lei ha detto in varie interviste - mi dispiace che oggi non l'abbia detto - che sulla Bolkestein avete risolto e che la misura sarà inserita in un provvedimento. Bene, lei sa che questa è una battaglia di Forza Italia; sulla questione della Bolkestein il nostro paladino è il senatore Gasparri. Ci siamo affiancati e abbiamo portato un ragionamento di questo genere, ma manca tutta la partita dell'IMU e della Tari. Come faranno a pagare la Tari, che si paga in base ai metri quadrati, tutte quelle aziende che oggi sono chiuse? Questo vale per gli stabilimenti balneari e vale per tutti gli altri. Lei lo sa che gli stabilimenti balneari, che sono in concessione, devono pagare l'IMU? Questo è l'unico Paese al mondo in cui si deve pagare l'IMU su una concessione demaniale; è una follia. La stessa cosa vale per gli alberghi e per tutte le altre attività che girano intorno al commercio. Quindi siamo veramente lontani. Mi avvio a concludere ringraziando il Presidente per il tempo in più che mi ha concesso. C'è tutto un mondo che gira intorno al turismo: dai parchi divertimento, agli eventi, a tutto ciò che è movimento di persone. Il turismo è movimento di persone. Pensare di non poter avere persone che girano per l'Europa e il mondo vuol dire chiudere le nostre aziende. Gli alberghi e molti altri soggetti stanno pensando di non aprire. Voglio dire una cosa, che vuole essere uno sprone e non un'ulteriore critica (mi sembra di averne fatte già abbastanza). Gli imprenditori, in particolare del settore del turismo, portano sulla schiena delle bruciature profonde. Bene, quella legata a questa pandemia sarà non una bruciatura, ma un assassinio, un omicidio delle imprese italiane. Spero che sarà non un omicidio preterintenzionale, ma solo un omicidio colposo per incapacità di decidere. Noi lo speriamo e siamo qua. Continueremo a fare proposte e a ragionare nell'interesse delle imprese, che sono l'unico motore dello sviluppo economico del Paese; non ne conosciamo altri. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, quella di oggi è stata un'informativa importante perché il Ministro ha dato conto di un pacchetto di misure esteso (ne abbiamo parlato anche ieri in audizione presso la Commissione industria, commercio, turismo). Il pacchetto era atteso perché nei decreti della fase 1 - nei cosiddetti decreti cura Italia e liquidità - non c'erano interventi mirati e specifici per questo settore. Pertanto, si tratta davvero di un intervento importante. È importante anche aver detto e ammesso che questo è uno dei settori più in crisi che abbiamo e che, per questo, necessita di maggiori risorse e interventi specifici e mirati. Come ho sentito dire prima, il comparto e l'indotto coinvolgono moltissime persone: dagli albergatori, ai ristoratori, ai balneari, alle strutture termali, alle guide turistiche, ai parchi divertimento, ai grandi eventi e alle fiere. Si tratta di un settore che si è fermato per assenza di domanda. L'assenza di domanda ha creato un blocco della liquidità e quindi è stato giusto intervenire immediatamente per dare liquidità e ossigeno a queste imprese. Tuttavia, il blocco dei ricavi, a parità di costi (quindi a costi fissi), comporterà delle perdite. Nel cosiddetto decreto liquidità - lo dico anticipando il dibattito che sarà svolto alla Camera dei deputati - è stata prevista una norma per sospendere gli effetti in termini di liquidazione delle società e perdite sui loro bilanci. Bisogna però fare di più e, per questo, abbiamo presentato un emendamento che spalma queste perdite nel tempo per dare la possibilità alle imprese di riprendersi. Si tratta di un intervento molto importante. Questo è un settore entrato in crisi prima degli altri per mancanza di turismo dalla Cina e uscirà da questa crisi molto dopo, anche avendo perso il periodo migliore (che è quello estivo e arriva fino a settembre). Pertanto, signor Ministro, noi pensiamo che per tutto il 2020 questo settore necessiti di aiuti, finanziamenti, ristori, e deroghe. Ci deve essere un intervento massiccio e questo glielo abbiamo detto anche in un ordine del giorno, votato da tutta la maggioranza al Senato, sul decreto cura Italia, che prevede un pacchetto di riforme particolarmente poderoso che richiama alcuni interventi da lei già annunciati sui dipendenti, sugli ammortizzatori sociali, sul rinnovo della Naspi e sui bonus anche per coprire tutti quegli operatori autonomi del settore del turismo che erano rimasti esclusi e soprattutto gli imprenditori del settore turistico, con una rosa di crediti di imposta fondamentali. Penso poi al credito di imposta per ristorare il calo dei ricavi in proporzione al fatturato e per compensare i canoni di affitto (compresi gli affitti di azienda e i leasing). Bene i crediti di imposta per i bonus vacanze. Dobbiamo naturalmente supportare quel poco di domanda di vacanze estive che ci sarà. Ciò che si può fare in più, da questo punto di vista, è prevedere che siano compensabili - sì - ma non sono nel 2020. Nel 2020 ci saranno pochi redditi e, quindi, poche imposte compensabili. Pertanto, bisognerà fare in modo che siano compensabili nel 2021 e anche nel 2022 e che siano anche bancabili. Ieri il ministro Gualtieri ha dato una risposta molto positiva in audizione in Commissione bilancio. Ci ha detto che ci sarà quest'apertura alla bancabilità dei crediti di imposta e questo è molto importante per dare liquidità alle imprese. Per quanto riguarda l'imposta immobiliare unica (IMU) e la tassa sui rifiuti (Tari) è giusto che vengano creati dei fondi per ristorare i Comuni perché le strutture alberghiere, soprattutto quelle che hanno immobili imponenti, non possono sopportarle; vanno altresì sospese le imposte per tutto il 2020: via gli acconti di imposta, i canoni sulle concessioni demaniali devono essere sospesi. Deve essere fatto proprio un ombrello di protezione su tutto il 2020, per poi poter pensare già ora al 2021. Questo è fondamentale perché chi può deve utilizzare il bonus facciate, chi può deve utilizzare gli ecobonus, chi può deve investire, ristrutturare e colmare quei gap che sapevamo di dover colmare già da tempo nel settore. Va bene anche l' app da lei citata, però che questa piattaforma non riguardi solo gli spettacoli, ma anche le offerte turistiche, che dia le informazioni necessarie per sapere quanto è sicuro quell' hotel , quella struttura o quella località, per dare a tutti la possibilità di tornare in Italia anche lanciando una grandissima campagna di comunicazione sul tema "Italia viaggiare sicuro". Noi siamo con lei, signor Ministro; c'è molto da fare, ma naturalmente ne vale la pena perché questo è un settore fondamentale, non solo per il PIL italiano, ma anche per il nostro benessere. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intanto per chiarezza vorrei dire che sui balneari la Lega si tiene come paladino chi ha dato fiato al settore, cioè il senatore Centinaio. Dico questo per non creare equivoci. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Colleghi senatori, signor Ministro, come ho già detto ieri in Commissione, non la ringrazierò per essere presente qui oggi (non la prenda sul personale, gliel'ho già detto ieri), perché abbiamo atteso nove mesi affinché lei venisse a parlare di turismo, quindi non la ringrazierò di certo per questo inaccettabile ritardo. Quello che davvero serve lo sintetizza bene in poche parole un noto imprenditore della mia Provincia: secondo lui (e anche secondo me) occorre una compartecipazione al danno delle imprese, cioè quella liquidità a fondo perduto che tutti stanno chiedendo. Di questo si ha necessità e mi raccomando, non trasformatela nell'elemosina dei 600-800 euro; come detto, sia davvero una compartecipazione al danno delle imprese. Lo Stato faccia per una volta il buon padre di famiglia. Spiace purtroppo prendere atto che due delle risorse più importanti dell'economia del nostro Paese e della mia Liguria vengono quotidianamente prese a schiaffi da questo Governo: parlo dell'agricoltura e del turismo. Signor Ministro, semmai ce ne fosse stato bisogno, dopo l'audizione di ieri ho avuto la conferma di quanto a mio modestissimo parere non si senta tanto a suo agio con questo Dicastero, in modo particolare con le competenze del turismo. Se da un lato il problema dell'agricoltura per il Ministro sindacalista è la regolarizzazione di 600.000 clandestini (un'idea folle e scellerata sulla quale daremo battaglia), dall'altro c'è la sua pochezza. Sia ieri in Commissione che oggi in Aula lei è rimasto colpevolmente vago su ciò che farà. Inoltre, se non bastasse, ieri ha avuto l'ardire di citare con enfasi due provvedimenti fondamentali per il comparto: la cassa integrazione e il decreto-legge liquidità. A proposito di questo le do una notizia: durante le audizioni le categorie interessate hanno definito questi provvedimenti senza mezzi termini dei libri dei sogni. Signor Ministro, per risolvere i problemi pensava sarebbe stato sufficiente chiedere alle banche un atto d'amore come ha fatto il Presidente del Consiglio? Davvero pensava quello? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tra l'altro, il mondo associativo le ha chiesto in modo chiaro la dichiarazione dello stato di crisi, come del resto per altri comparti, ma lei ancora una volta ha detto di no e lo ha ribadito oggi. (Commenti dal Gruppo M5S) . Qual è il problema? PRESIDENTE. Che problema c'è? Ognuno dice quello che vuole; poi direte anche voi quello che volete. Si rivolga a me, senatore. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, le imprese vogliono avere delle risposte da lei, titolare del Dicastero che genera 13 punti percentuali di PIL, necessitano disperatamente e subito di linee guida certe che consentano loro di poter ripartire in sicurezza. La domanda non riguarda né il quando né il chi, perché la domanda che tutti si pongono riguarda il come. Anche a questo proposito le audizioni ci riportano chiaro il sentimento e parlano di confusione totale. Cosa aspettate? Cosa fate? Il tempo per il comparto non è una variabile trascurabile. Fate in fretta, santo cielo! Quando parliamo di turismo, parliamo di tutto il comparto che vive della sua filiera: alberghi, spiagge, bar, ristoranti, commercio in genere, campeggi, guide turistiche (Ministro, non dimentichi le guide turistiche), case vacanze, agenzie di viaggio e molti altri, i quali - mi creda - non hanno sentito per niente la presenza del proprio Ministro di riferimento. Si può dire o immaginare che lei rappresenta un po' un "ombrello" sotto il quale poter trovare riparo, ristoro, iniziative e proposte magari, ma lei - santo cielo - l'ombrello lo tiene chiuso. Lo hanno detto ancora questa mattina: si sentono abbandonati; non lo dice Ripamonti, ma ci è stato detto nelle audizioni di questa mattina. Lo ripeto: abbandonati! Ministro, lo apra questo ombrello! Chi ripara questa gente? Dia riparo a questo comparto che è esposto alle intemperie di questa apocalisse come nessun altro. Si manifesti, lanci il più forte possibile un grido di allarme perché il turismo sarà quello che più di tutti - è stato già ricordato - perderà (è prevista una riduzione dell'80 per cento questo anno). Il presidente Mattarella ha poi richiamato più volte alla collaborazione e noi abbiamo risposto «presente» proponendo innumerevoli proposte e anche un piano sul turismo di cui lei è a conoscenza. Ho raccolto tantissime testimonianze in queste settimane e le porto quella di Gerolamo (che si occupa di florovivaismo), di Edi (che ha uno stabilimento balneare), di Antonio (che ha una pizzeria), di Marco, di Fiorenzo, di Carlo Maria (che ha un bar), di Grazia (che fa la parrucchiera). ( Commenti ). Qual è il vostro problema? Sono persone, come quelle che avete visto sulle navi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono persone che oggi hanno perso il lavoro e non stanno lavorando. C'è qualcosa che non va in proposito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono nomi di persone reali, di moltissimi italiani come tanti cui non bastano più - semmai sono bastati - gli annunci a reti unificate e le dirette serali del Presidente del Consiglio, le parole del Governo dei «faremo». Queste persone hanno bisogno di azioni concrete, di fatti, di interventi, di soldi veri e non prestati. Signor Presidente, è davvero drammatico e altresì preoccupante che questo Governo faccia pagare ai cittadini la totale mancanza di idee e di un piano strategico per uscire dall'emergenza. Del resto, lei che qui lo rappresenta, alla luce della sua informativa di oggi, ne è la migliore e la più plastica delle testimonianze: abbiate il coraggio di fare delle scelte realmente utili a trovare una soluzione. Guardi, una gliela suggerisce la Lega: andate a casa, per favore! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, signor sottosegretario Malpezzi, colleghi senatori, io purtroppo ho solo due minuti ma ieri, Ministro, credo di averla adeguatamente sollecitata. Oggi mi sarei aspettata da lei quantomeno un piano, non già per il 2017-2022 - che è già troppo vecchio - ma per il 2020-2025. Porti a sintesi una serie di riflessioni; maturi il cosiddetto pensiero laterale del quale oggi abbiamo veramente bisogno e dia un segnale importante a questo comparto. Non sto a snocciolare numeri perché lei è in un osservatorio privilegiato e li può insegnare a noi, però lavoriamo insieme a un piano per il turismo diffuso, robusto, resistente, ecologico, digitale, moderno e contemporaneo (ogni aggettivo ha il suo significato e non c'è il tempo di spiegarlo); lo distingua attentamente con riferimento alla capacità ricettiva di questo Paese tra le strutture alberghiere (che sono 33.000 circa) e le strutture extra -alberghiere (che sono 134.000). Sono mondi completamente diversi. Ieri ha detto che l'Italia è un museo diffuso e, allora, cali questo museo diffuso in un piano industriale. Di questo abbiamo bisogno. Ministro, le dico di partire dai borghi, quei 5.800 Comuni che hanno meno di 5.000 abitanti, dove è concentrato il 16 per cento del patrimonio culturale e che sono le cosiddette porte secondarie di ingresso nelle quali si possono riversare - direbbero così gli economisti - per la teoria dello sgocciolamento tutti coloro che hanno "ingolfato" - mi si lasci passare il termine - le grandi porte d'ingresso italiane: Venezia, Roma, Firenze eccetera. Ultimi due dati molto velocemente. Utilizzi le strutture ricettive e riveda i livelli istituzionali di collaborazione, eventualmente anche introducendo qualche riflessione sul Titolo V della Costituzione, perché le porte ricettive di questi borghi possono diventare lo storytelling italiano, e con questo storytelling lei valorizza non solo il turismo definito minore, ma anche l'industria creativa italiana, quella che viene cercata da un pubblico sempre più esigente a livello non solo nazionale, ma anche internazionale. Infine, i millennial , i nati tra il 1980 e il 2000, sono circa 2,5 miliardi: guardi a questo pubblico, che da qui al 2025 sarà consistente in termini di viaggi internazionali. Lei ha parlato di un Netflix della musica; ahimè io non sono così convinta. Pensi invece ad aggredire quel monopolio-oligopolio che è rappresentato dalle prenotazioni online di grandi big che sul mercato europeo valgono 320 miliardi di euro. Quello dobbiamo aggredire, con una digital experience sul travel che solo noi italiani sappiamo fare. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e FdI ) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Montevecchi. Ne ha facoltà. MONTEVECCHI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, siamo felici di vederla qui in carne ed ossa; francamente pensavo fosse finito anche lei in modalità streaming ultimamente. Quindi siamo contenti di averla qui, perché è importante averla in questa sede oggi, perché il comparto culturale meritava una informativa in quest'Aula. Poiché purtroppo questa modalità e i tempi consentiti non ci permetteranno l'approfondimento necessario che un comparto così complesso necessita, noi le chiediamo vivamente di venire anche in Commissione per darci la possibilità di fare un ragionamento articolato per un comparto che - lo ribadisco - lo merita e forse meriterebbe anche un decreto completamente dedicato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Chiaramente la fotografia che ci restituisce questa fase emergenziale la conosciamo tutti, perché i dati rimbalzano su tutti i quotidiani e su tutti i media . Purtroppo, non se ne parla abbastanza sui media televisivi, ma in quelli di settore - cartacei ed online - si sono susseguiti appelli su appelli da tutto il mondo e da tutto il comparto della cultura. Pertanto, oggi non mi soffermerò più di tanto su questi dati - anche se me li ero scritti, in realtà - che sono molto preoccupanti sia a livello italiano, che a europeo. Voglio invece passare alla fase successiva, perché nel provvedimento cura Italia abbiamo iniziato a prendere alcune misure che però sapevamo tutti non sarebbero bastate. Ho letto in questi giorni che lei ha incontrato categorie di lavoratori, che ha accolto le istanze ad esempio dei lavoratori dello spettacolo dal vivo intermittenti, che - ahimè - nonostante lo sforzo di sanare una situazione ancora permangono, in gran parte, in una situazione critica di precarietà. Quando parliamo di lavoratori, chiaramente parliamo anche di famiglie: dobbiamo uscire anche un po' da questo stereotipo, secondo cui sembra che chi lavora nel mondo della cultura sia un bohémien senza famiglia, votato alle nottate e ai bagordi: c'è gente che è professionista, che ha studiato per decenni, che ha acquisito delle professionalità altissime e delle specializzazioni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Dunque, parliamo di persone e di vite. Ho visto che c'è stato un ascolto: lei ha annunciato delle misure. Io mi auguro che sia possibile metterle tutte in pratica e che noi si riesca ad avere la maggiore quantità possibile di risorse da investire per affrontare questa emergenza che, come è stato detto, ha investito in modo drammatico questo comparto. Noi saremo al suo fianco, se lei ce lo permetterà. Una delle analogie che più ricorre in questa fase, parlando di questa emergenza epidemiologica, è quella con il secondo conflitto mondiale. Una delle analogie più in voga, per quanto riguarda la fase di ripartenza, è quella che appunto vuole questa assimilazione storica tra quella fase di ricostruzione post - conflitto bellico e la fase che ci aspetta di ricostruzione post - epidemia. Non sono del tutto convinta da questa analogia, ma la voglio assumere oggi per passare dunque a parlare della fase della ripresa e della ricostruzione, quindi una nuova fase costituente, ma non per mettere le mani sulla Carta costituzionale, bensì come momento di costruzione delle fondamenta di un nuovo rinascimento culturale. Proprio in questi giorni Naomi Klein, che nel 2007 scrisse un saggio potentissimo in cui, analizzando vari fatti accaduti in varie parti del mondo, in vari periodi storici, all'indomani di grandi shock subiti dalle comunità a seguito di calamità naturali o di sovvertimenti sociopolitici, ci lancia il monito e ci dice di fare attenzione, perché nell'era del coronavirus potrebbe tornare prepotentemente alla ribalta la «dottrina dello shock » ovvero «la strategia politica dell'usare crisi su larga scala per far passare politiche che sistematicamente aumentano le disuguaglianze, arricchiscono le élite e tagliano fuori chiunque altro». Noi, Ministro, dobbiamo sgombrare il campo da questo pericolo, perché oggi ci ritroviamo ad osservare ciò che sta accadendo, come diceva un mio collega la scorsa settimana in dichiarazione di voto, seduti sulle macerie del neoliberismo. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . Pertanto, non possiamo pensare di ricostruire un mondo ispirati sempre da quelle politiche. Glielo dico perché vedo iniziare a fare capolino alcune iniziative, alcune proposte, alcuni commenti ed alcune riflessioni che, a mio modesto avviso, potrebbero aprire il campo a questo pericolo. Siamo chiamati, come le dicevo, a immaginare un nuovo mondo, a immaginare qualcosa che non c'è, quindi siamo chiamati ad essere un po' artisti. Voglio allora insieme a lei, oggi, per titoli e molto velocemente dedicarle questa "Imagine della cultura" canzone che fu scritta nel maggio del 1971 e che oggi ripercorriamo. Nell'"Imagine della cultura" il nostro mondo della cultura, quello che ci immaginiamo, deve avere professionisti con uno stato giuridico definito e riconosciuto, con competenze valorizzate e tutelati, un mondo in cui la logica dominante non sia più quella economicistica, mercantilistica e di mercificazione del patrimonio materiale e immateriale, in cui torni con forza il valore della qualità e del valore aggiunto per la comunità nei processi valutativi e non sterili parametri numerici algoritmici; una cultura diffusa su tutto il territorio nazionale e che non privilegi solo i grandi poli di attrazione turistica; un mondo dove la cultura e il turismo trovino una convivenza armonica nel segno dell'articolo 9 della Costituzione. Quindi, mai più centri storici delle nostre città d'arte come parchi tematici completamente svuotati nel corso di questa emergenza; perché non c'è più residenza civile, sono parchi tematici. (Applausi dal Gruppo M5S) . E mai più, Ministro, il lusso di poter vedere piazza San Marco sopra una grande nave da crociera. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questa è la sostenibilità. Mai più mostre blockbuster senza un senso scientifico e invece molta più ricerca e studio dentro i musei, molte più mostre con una vocazione che abbia come obiettivo la diffusione della conoscenza. Mai più un sistema di fruizione pensato per privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Mai più uno spazio in cui sono escluse le energie e le competenze dei giovani. Diamo spazio ai giovani. L'Associazione italiana giovani per l'UNESCO ha scritto una lettera bellissima, Ministro, commovente in cui ci chiede delle cose e noi dobbiamo ascoltare. Infine: mai più questo sistema di fondazioni private. Noi immaginiamo un mondo in cui non ci siano più i pasticci dovuti ad un sistema di fondazioni private cui sono riconosciuti degli interessi pubblici perché lei conosce bene, come è successo per le fondazioni lirico-sinfoniche, i disastri che accadono. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vorrei sottolineare anche l'importanza della tutela, perché i nostri parchi archeologici - ahimè - non hanno voce per poterci far sentire il loro appello. La tutela non deve essere dimenticata in questa fase di emergenza, perché senza la tutela e la valorizzazione delle professioni che lavorano nella tutela non abbiamo né valorizzazione, né attrazione turistica. Concludo con un monito che, secondo me, racchiude il senso del mio intervento. Ministro, noi siamo qui e siamo certi che andrà tutto bene perché insieme faremo in modo che non sia tutto come prima. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, io la vorrei mettere così: il turismo è un settore essenziale per tutta l'economia e la cultura italiana. I numeri non restituiscono l'importanza che riveste questo settore. Ci possiamo immaginare lo sviluppo dell'agricoltura se il turismo va in ginocchio. Penso solo all'agricoltura vitivinicola: i magazzini al momento sono pieni e aspettiamo la prossima raccolta. Anche l'artigianato, la piccola industria, i falegnami e gli altri settori in questo campo non avrebbero futuro senza il turismo, così come il commercio al dettaglio. Sfido chiunque a dirmi che il commercio al dettaglio possa sopravvivere se già manca il 10-15 per cento del fatturato che viene portato dal turismo. (Applausi dai Gruppi Misto, L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). Questi sono i fatti, quindi secondo me bisogna adesso lavorare veramente sodo soprattutto, come da lei indicato, sull'apertura dei confini. Vorrei partire dai confini interni. È necessario che ci si possa spostare tra le Regioni. Il Governo italiano, la maggioranza, deve dare indicazioni al più presto possibile in merito. Le aziende turistiche devono potersi preparare ma, attenzione, non si può pensare ad un approccio solo protezionistico al turismo. Tantissime zone, non solo la mia del Sudtirolo, hanno bisogno del turismo internazionale. Se non si aprono i confini europei le aziende-guida non riapriranno, resteranno ferme e chiuse perché costa meno che aprire solo per una piccola parte della clientela. Quindi l'approccio, giustissimo, è lavorare a Bruxelles affinché si trovi una soluzione europea e, in tal caso, si deve portare tutto il peso dell'Italia in questo consesso. Parlando di turismo, l'Italia è la destinazione turistica - mi permetto di dirlo - più bella di tutto il mondo. Su questo fronte bisogna misurarsi, questa è la sfida più importante: sono necessarie certezze il più presto possibile. Come è stato detto, le aziende non possono aspettare la fine di giugno per sapere se possono aprire o no. Per fortuna adesso riprendono le richieste. Le nostre aziende ci dicono che ci sono le prime richieste non solo italiane ma anche dall'estero, quindi spero che si possa andare in questa direzione. Un suggerimento. Ovviamente sono realistico e dico che probabilmente il turismo intercontinentale, il turismo oltre Unione europea quest'anno non avrà grandi possibilità. Tuttavia considero importantissimo un accordo, ad esempio, con la vicina Svizzera, non solo per la nostra zona, ma anche per altre zone d'Italia che lavorano con clientela svizzera, che sappiamo essere una clientela molto importante anche dal punto di vista della capacità di spesa. Non voglio spendere tante parole, ma voglio arrivare al sodo, ossia a ciò che si può fare con il prossimo decreto-legge, che non è più il decreto aprile ma il decreto maggio. Ho avuto l'onore di poter presentare in Senato l'ordine del giorno impegnativo per il Governo sul turismo. Mi limito a suggerire quattro misure che considero essenziali e cui non si può rinunciare se si vuole veramente aiutare questo comparto. La prima cosa è l'esonero dal pagamento dell'IMU per le imprese di questo settore, non solo per quest'anno: bisogna decurtare le tariffe anche per l'anno prossimo e quello successivo, perché vedrete che questa crisi ci accompagnerà ancora a lungo e noi abbiamo bisogno che le aziende del settore possano rifiatare. La seconda misura è volta a sostenere quelle imprese del settore che operano in regime di locazione e d'affitto d'azienda, riconoscendo un credito di imposta proporzionale all'ammontare del canone. La terza misura è la proroga, fino al 31 dicembre 2020, di tutti i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti di contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria. Il quarto intervento mira a salvaguardare i disoccupati stagionali, che hanno esaurito la durata della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) a loro disposizione e che non sono stati in grado di riprendere la loro attività a causa dell'emergenza. Occorre quindi prevedere un incentivo volto a favorire la riassunzione dei lavoratori stagionali del settore turistico, riconoscendo uno sgravio contributivo ai datori di lavoro. Prevedo una grande difficoltà sul mercato del lavoro nei prossimi due o tre anni, quindi bisogna fare di tutto affinché la disoccupazione non arrivi a dei numeri che non conosciamo da tantissimi anni. Ho parlato finora soprattutto del settore della ricettività, ma ho un'ultima considerazione da fare sul settore gastronomico. Se vogliamo far ripartire e far vivere questo settore, è essenziale che consentiamo libertà di circolazione. Come anche per il commercio al dettaglio, non ha senso aprire se la gente non può muoversi, perché mancano le frequenze e le aziende non ricevono un grande vantaggio dall'apertura. Bisogna quindi avere la forza di far circolare la gente. Per quanto importanti siano i comitati tecnico-scientifici, la decisione ultima spetta a voi, spetta al Governo, spetta ai politici. Ovviamente la cosa più facile è rimanere a rischio zero; ma il rischio zero in sanità vorrebbe dire morire di fame. Quindi, ciò che deve trovare la politica è il giusto metro, pertanto bisogna osare anche un po', ovviamente in sicurezza e dove si può, con protocolli meticolosi e severi. Si potrebbe forse anche guardare un po' in giro per l'Europa: ci sono degli Stati che hanno già avviato questa seconda fase. Noi siamo entrati per primi nella prima fase, soprattutto per sfortuna, ma siamo purtroppo anche gli ultimi che ne stanno uscendo, quindi forse ci sono già delle buone pratiche che si potrebbero osservare. Mi riferisco alla Svizzera, alla Germania, all'Austria, dove già si riparte e per fortuna con cifre incoraggianti. Ad esempio in Germania siamo alla seconda settimana e l'aumento del fattore R non è stato così grande, anzi: in una prima settimana è aumentato di un decimale, per tornare, nella seconda settimana, a misure accettabili. Auspico quindi, signor Ministro, che il pacchetto turismo nel decreto da 55 miliardi di euro sia importante e preveda che queste misure vadano soprattutto a favore delle imprese per poter ripartire. Anche la card turistica e il bonus vacanze sono misure importanti, ma alla fine bisogna prevedere quelle misure che garantiscano alle aziende di poter proseguire. La mia paura e la mia preoccupazione è che un numero troppo grande di imprese non sia in grado di ripartire per mancanza di liquidità e di possibilità di riavviarsi. Quindi credo che il Governo debba prendere misure che siano in grado di aiutare il comparto turistico a rinascere e ripartire, affinché con questo anche tanti altri reparti siano in grado di ripartire. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, se fosse stato possibile, utilizzando alcuni dei mezzi a disposizione del Senato, mi sarebbe piaciuto fare un intervento con un'immagine: l'immagine della Maddalena penitente di Andrea Vaccaro, pittore napoletano del Seicento, il cui quadro è conservato a Palazzo Abatellis a Palermo, perché quel quadro ci avrebbe aiutato, guardando lo sguardo della Maddalena e alcuni oggetti di quel quadro, a riflettere su ciò che è importante nel contesto sociale che viviamo, quali atteggiamenti dobbiamo avere e come poter aiutare le persone a tirare fuori il meglio di sé, a ragionare sull'intelligenza, cioè la capacità di intellegere . Purtroppo non è stato possibile organizzarsi e sarà per un'altra occasione. Faccio quindi un intervento ordinario e tradizionale. I settori legati al patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, come lei stesso ha sottolineato, hanno subito danni enormi a causa di questa pandemia. Federcultura ha stimato in circa 5 miliardi di euro le perdite per le mancate spese in questo settore da parte delle famiglie e queste hanno colpito tutte le zone d'Italia, a prescindere da come il virus ha inciso nelle diverse Regioni, perché è stato colpito anche un settore strategico per la nostra economia che è appunto il turismo. Il settore culturale - come ha stimato la fondazione Symbola e Unioncamere (gli ultimi dati sono del 2018) conta 416.080 imprese, che nel 2018 hanno dato da lavorare a 1.550.000 addetti. Il turismo, come hanno già ricordato altri colleghi, nel nostro Paese vale il 12 per cento circa del PIL: 146 miliardi. Oggi abbiamo migliaia di siti, musei, parchi archeologici, templi, castelli, palazzi, abbazie e chiese che sono chiusi. Solo nel 2018 avevano fatto registrare 8 milioni di visitatori e 30,8 miliardi di introiti lordi. Anche grazie al suo lavoro, signor Ministro, e al lavoro dei Governi di cui ha fatto parte, il turismo culturale negli ultimi anni in Italia ha conosciuto un grande incremento: città come Roma, Venezia, Milano, Firenze e Napoli hanno attratto oltre il 46 per cento delle entrate totali per turismo internazionale. Oggi dobbiamo pensare anche alle chiusure e limitazioni che hanno dovuto subire il cinema, i teatri e le fiere d'arte. È dunque comprensibile ed evidente la preoccupazione dei lavoratori di questo settore, che patiranno ancora a lungo le conseguenze di questa crisi derivante dalla diminuzione non solo dei flussi turistici esteri, ma anche di quelli derivanti dalle limitazioni interne e dalle difficoltà di immaginare a breve un ritorno alla normalità, che non appare affatto imminente. Per questo, Ministro, mi ha fatto piacere ascoltare le sue parole sul sostegno che vorrà garantire agli artisti del nostro Paese. Nella consapevolezza che la cultura per sua natura è certamente apertura ed internazionalità, non possiamo infatti non registrare con angoscia la richiesta di tanti artisti italiani, che chiedono di essere considerati nelle programmazioni dei teatri, accogliendo - anche questo è comprensibile - le loro richieste, insieme a quelle legate alle esigenze dello star system . Anche per loro, signor Ministro, credo sia necessario costruire una fase 2 che indichi soluzioni e scelte che permettano di poter godere di quell'immenso patrimonio culturale di cui, per nessuna ragione, possiamo fare a meno. La proposta da più parti ventilata di una piattaforma online allo studio per diffondere a pagamento eventi concertistici in rete deve essere considerata, come pure lei ha affermato, signor Ministro, anche per i teatri, i festival, le fondazioni, le orchestre, i cori e i corpi di ballo, in modo che con adeguati sostegni pubblici possano presentare prodotti audiovisivi girati, registrati, provati e montati in post-produzione in spazi e tempi diversi in ottemperanza alle norme di protezione. Presidente, le parole del Ministro guardano con consapevolezza e coraggio ai problemi della cultura e alla ripartenza in un settore non solo strategico ma di sicuro il più affascinante del nostro Paese, perché antropologico, perché talmente insito in noi che a volte lo diamo per scontato. Forse, in parte, è anche questa la ragione per la quale la cultura nel nostro Paese è sempre stata un po' snobbata: in Italia siamo abituati alla bellezza, ci abitiamo dentro, ci viviamo dentro. Ecco, Ministro, non ci vogliamo disabituare a vivere e a respirare bellezza ogni giorno. Di qui la necessità di agire celermente e sostenere adeguatamente questo strategico e vitale settore, come lei ha indicato, con misure già assunte e altre da adottare, perché adesso - e concludo, Presidente - o si fa qualcosa o vedremo scomparire attività, professionalità e presenze che contribuiscono a costruire questa nostra identità. Non può scomparire la creatività, non può scomparire il talento, non può scomparire la cultura. Se scomparisse tutto questo, scomparirebbe il nostro essere attenti ai diritti, il nostro essere comunità, il nostro sentimento popolare, il nostro sapere, che è presente in ogni gesto delle nostre vite. Se scomparisse la cultura, scomparirebbe l'Italia. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, M5S e PD). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Petrenga. Ne ha facoltà. PETRENGA (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, gli argomenti esposti dimostrano i buoni frutti portati dalla perseverante propensione all'aiuto mostrata da Fratelli d'Italia, che deve essere d'esempio a larga parte della maggioranza che vede un immobile agitarsi, senza che sia riuscita a creare un fronte comune avverso il Covid-19, il nostro nemico. Prendo atto, Ministro, che ha ritenuto di ascoltare la mia recente interrogazione sulla proroga delle concessioni balneari, nella quale ho chiesto un immediato e risolutivo intervento da parte del Governo. La notizia della sua proposta di prorogare le concessioni balneari fino al 2033 restituisce prospettiva a un settore strategico come il turismo balneare, già in crisi da molto tempo. Sul tema va comunque chiesto e fatto di più, poiché adesso siamo in fase 2. Ora è necessario avere una visione sia di breve che di lungo periodo, pianificare investimenti, stimolare l'avvio di una governance italiana più decisa; un imponente dispiegamento di risorse e la creazione di sistemi capaci di far abbandonare il perdurante senso di oppressione dello stato di emergenza. Uno stato dichiarato, e per certi versi fortemente avversato, che ha compresso molti diritti individuali, con seri dubbi di costituzionalità espressi da ampia parte della dottrina giuridica, e da ultimo anche dal Presidente della Corte costituzionale. Ne consegue che l'occasione da non perdere è quella di esaltare questi diritti individuali, anche attraverso una digitalizzazione che nella "Netflix della cultura" da lei proposta trovi un giusto bilanciamento tra fruizione tradizionale e un medium , un ecosistema digitale servente un principio di precauzione. Dobbiamo quindi immaginare la cultura e gli ambienti museali, artistici e turistici come spazi da riformulare, nei quali inserire un percorso di crescita che contempli anche quella parte di didattica che oggi fatica a esprimersi negli spazi scolastici tradizionali. In parallelo, va avviato anche un necessario percorso che, mediante la cultura, restituisca consapevolezza piena su cosa sia essere cittadino. Essere civis comporta dei doveri; essere fratelli italiani significa essere reggitori con fierezza di doveri civici, portarli e non sopportarli, e compito del Ministero dei beni e delle attività culturali è quello di far percepire questo onere come liberamente espresso, esercitato e non subito, anche per mezzo della fruizione di un bene culturale. È certo il caso di prevedere un ampliamento della ricettività dei musei in spazi attualmente non utilizzati, anche per consentire meglio un efficace distanziamento sociale. Ne ho fatto oggetto di un'interrogazione nell'agosto scorso, alla quale ancora attendo risposta, sulla promozione dei musei di storia patria italiana, prendendo spunto dalla Reggia di Caserta, a me così cara e vicina. La proposta si inserisce nell'alveo dell'accordo quadro per la valorizzazione e la promozione turistica del patrimonio museale e militare italiano, sottoscritto nel luglio 2016 dall'allora ministro della difesa Pinotti e dal ministro dei beni e delle attività culturali Franceschini. La proposta può assolvere a parecchie finalità: il rispetto del corretto distanziamento sociale nella fruizione dei musei, senza rinunciare all'offerta museale, ma anzi ampliandola; la promozione di un percorso di rieducazione civica ai doveri collettivi, anche attraverso la riscoperta della memoria della storia patria; la valorizzazione del turismo culturale dei piccoli borghi che possono esprimere un sentimento di storia patria, collegando percorsi e itinerari tematici al fine di direzionare i flussi turistici altrove, decongestionando l'afflusso verso le spiagge; l'utilizzo di strumenti di partnership pubblico-privata per riattivare, per mezzo della compartecipazione pubblica e garanzie sul rischio d'impresa, risorse private che gravitano naturalmente intorno ai musei; creare un percorso di ricordi che unisce le famiglie e, in particolare, le generazioni; messa in rete e integrazione anche digitale di tali servizi e attività. Oggi guardiamo al futuro, ma con i piedi ben saldi nel presente. Come è tristemente noto, il decreto-legge n. 19 del 2020 ha previsto per il settore della cultura la sospensione di manifestazioni, iniziative, eventi e riunioni in un luogo pubblico o privato (anche di carattere culturale, ludico, sportivo, ricreativo e religioso) la chiusura di cinema, teatri, sale da concerto, sale da ballo, la limitazione, la sospensione e la chiusura dei musei, la sospensione della formazione superiore artistica musicale e coreutica. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile ha prorogato tali misure fino al 17 maggio. Parallelamente, però, i provvedimenti assunti nei menzionati comparti per fronteggiare le conseguenze della chiusura e della sospensione di tutte le attività appaiono ampiamente insufficienti. La nostra presidente Giorgia Meloni, fin dal primo momento della stagione Covid-19, ha dimostrato un atteggiamento di leale collaborazione istituzionale; pur nella diversità di vedute e di approcci non vogliamo certo restare sordi alla voce di un Paese che chiede di più. È per questo che devo essere sempre più specifica nelle mie domande al Ministro sul «sé», «in che modo» e «quando» ritenga di porre in essere una serie di provvedimenti. Penso anzitutto ad opportune misure economiche a salvaguardia delle imprese balneari; ad esempio, misure di esenzione o sospensione del pagamento delle concessioni, ma anche della tassazione dovuta ai Comuni ove queste sono ubicate e, durante la stagione estiva, opportune misure di distanziamento sociale, sia degli stabilimenti che delle spiagge libere, comunque tutelanti il legittimo affidamento dei concessionari. Riguardo alle numerose imprese private, operanti nei servizi aggiuntivi, quali politiche di sostegno il Ministero intende poi adottare nei loro confronti, così altamente dipendenti dalle politiche assunte dalle direzione ministeriali? Tenuto conto del fatto che il Ministero ha destinato 5 milioni di euro alla società in house ALES, per l'attività di tutela, valorizzazione e fruizione dei luoghi di cultura, quale utilizzazione è prevista per tali somme così destinate? Nella scia della proroga delle concessioni balneari, non sarà il caso di inserire al più presto anche la proroga in emergenza, rispetto all' iter previsto dal codice degli appalti, degli affidamenti e delle concessioni dei servizi aggiuntivi già esistenti, anche con compiti di supervisione relativi al corretto distanziamento sociale nei musei? Riguardo alla fruizione museale, non sarà il caso di inserire sistemi di prenotazione, al fine di evitare lunghe attese e assembramenti? Sarà possibile prevedere meccanismi automatici di screening della temperatura al momento dell'ingresso? Per il mondo dei lavoratori dello spettacolo, si ritiene davvero sufficiente, signor Ministro, l'indennità per il mese di marzo di 600 euro, ovvero la sospensione fino al 30 aprile dei termini per i versamenti delle ritenute, dei contributi e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché dell'IVA? Per lo spettacolo, il cinema, l'audiovisivo, per gli operatori dei settori, inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori, si ritiene congruo lo stanziamento per il 2020 di 80 e di 50 milioni di euro? È auspicabile attendersi un riavvio di rassegne estive, garantendo precedenza alle migliaia di associazioni e di imprese del settore che non hanno accesso al FUS, ed è auspicabile considerare anche la possibilità di ratificare protocolli d'intesa con i Comuni interessati? A questo proposito, signor Ministro, per gli addetti ai lavori del settore dello spettacolo, ai quali sono state riconosciute diciotto settimane di cassa integrazione, e per coloro che non sono in condizione di poter svolgere attività teatrali perché l'emergenza li ha bloccati, non sarebbe opportuno prorogare tale misura almeno fino alla fine dell'anno? Essi si trovano infatti in seria difficoltà. In tema di rimborso dei biglietti e dei titoli di accesso a spettacoli e musei, si ritiene corretta l'emissione di un voucher di importo pari al titolo di acquisto da utilizzare entro un anno dall'emissione? Per le fondazioni liriche, non ritiene di dover tutelare le fondazioni lirico-sinfoniche con un equilibrio delle risorse che va affrontato tutto a vantaggio della musica? Ecco, signor Ministro, su tali questioni attendiamo una risposta, nonché su altri possibili scenari, come ad esempio rimodulare per il 2020 i criteri di accesso alle risorse del Fondo unico per lo spettacolo e del tax credit , prevedere risorse aggiuntive... (Il microfono si disattiva automaticamente) ...e dell'editoria, gli archivi, le biblioteche, i musei, compresi quelli statali e comunali, istituire un fondo con funzione di investimento sia con la Cassa depositi e prestiti, sia con l'Istituto per il credito sportivo. Non mancheremo di essere presenti, mantenendo vivo il nostro contributo. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Grasso. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor ministro Franceschini, l'emergenza coronavirus ha portato alla ribalta in maniera inequivocabile il dramma di milioni di cittadini precari del nostro Paese, in settori altrettanto precari. Oggi abbiamo l'occasione, signor Ministro, di confrontarci con lei su due tra i settori maggiormente colpiti dall'emergenza in corso: quello dello spettacolo e quello del turismo. In queste settimane, costretti nelle nostre abitazioni, abbiamo apprezzato con maggiore consapevolezza quanto la cultura sia fondamentale nella nostra vita, colonna portante irrinunciabile del nostro essere e meritevole della giusta attenzione anche nelle decisioni politiche. Si tratta quindi di mettere in campo politiche materiali e immateriali di elevatissimo impatto pubblico. Al mondo dello spettacolo si lega il destino di nomi prestigiosi e non, di attori, autori, musicisti, artisti, ai quali non vengono riconosciuti in nessun modo come lavoro i periodi di formazione e di preparazione. Ma vi è anche e soprattutto una vasta categoria, che lei ben conosce, di tecnici, assistenti, costumisti, macchinisti, elettricisti. Senza questi professionisti non esisterebbe alcuno spettacolo, evento, concerto, commedia e film . Sto parlando di centinaia di migliaia di lavoratori e miliardi di euro di PIL persi in queste prime settimane di fermo e sappiamo che lo stop sarà ben più lungo. Lo spettacolo, soprattutto quello dal vivo, è stato, come il turismo, tra i primi settori a fermarsi e sarà purtroppo tra gli ultimi a ripartire. La stragrande maggioranza dei lavoratori dello spettacolo ha sempre convissuto ingiustamente con un futuro incerto. Si tratta, infatti, di un mondo con un'alta percentuale di contratti precari, cosiddetti a chiamata, con retribuzioni discontinue e non di rado inadeguate, versamenti previdenziali sporadici, calendari imponderabili e copertura assicurativa a intermittenza. Il problema, quindi, è strutturale, ma il Covid - 19 ha complicato ed esasperato la situazione. L'emergenza sanitaria e il blocco conseguente hanno cancellato quasi subito le attività dello spettacolo e le forme di sostegno messe in atto si sono rivelate spesso inattivabili proprio per la precarietà delle tipologie contrattuali in essere. Per esempio, in pochissimi possono ricorrere alla cassa integrazione; altri vedranno rigettate le proprie domande per il bonus da 600 euro, in quanto i parametri previsti non tengono conto dell'intermittenza, nella migliore delle ipotesi, dei loro contratti e della precarietà a cui sono condannati da anni. Il cosiddetto decreto cura Italia ha previsto come requisito essenziale che un lavoratore dello spettacolo possa accedere al bonus se iscritto al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo per almeno 30 contributi giornalieri nel 2019. Tuttavia, molti di questi lavoratori, proprio per la situazione atipica descritta, non solo non soddisfano questo limite, ma, essendo costretti a svolgere un secondo lavoro (quasi sempre nel medesimo comparto, ma a partita IVA come prestazioni occasionali assoggettate alla gestione separata INPS), sono esclusi anche come liberi professionisti. Dobbiamo allora fare uno sforzo, in questo come in altri settori, per metterci nella condizione di "vedere", di "scoprire" questi lavoratori e, ammessa la difficoltà delle istituzioni in questo senso, confidiamo che nessuno sia lasciato indietro, come bene ha detto e sottolineato lei stesso. Come Gruppo politico abbiamo proposto degli emendamenti che sono stati accantonati nella prospettiva del nuovo decreto che lei stesso ha definito «55 miliardi». Vorrei indicare al Ministro e al Governo alcune di queste direttrici di interventi per i prossimi provvedimenti: un reddito di emergenza, almeno fino all'autunno, con l'inserimento della prestazione occasionale fra le tipologie di lavoro che danno diritto al bonus; la riduzione del limite delle trenta giornate (avevamo proposto una riduzione a quindici giornate) che parrebbe consentire il NASPI oppure la distribuzione su due anni (so che lei sta lavorando anche su questa ipotesi); la copertura dei contributi che non verranno maturati dal bonus. Per il futuro occorrerà poi porre mano a una riforma strutturale del comparto che garantisca tutele e continuità economica ai lavoratori. Un esempio potrebbe essere l'indennità di disponibilità, così come l'unificazione della contribuzione - gestione separata e fondo - per quanti si vedono costretti a svolgere secondi lavori, la copertura assicurativa per tutto il periodo in cui si è sotto contratto e non solo per i giorni in cui si è impegnati fisicamente. Signor Ministro, se il settore dello spettacolo vive una difficile situazione, quello del turismo è probabilmente il più colpito in assoluto. È infatti evidente - lei lo ha detto - che ci vorrà molto tempo prima che si possa tornare a vedere il nostro Paese affollato di turisti provenienti da tutto il mondo. Il comparto del turismo è fondamentale sotto tutti gli aspetti per il nostro Paese: occupa circa 4,2 milioni di persone e genera il 13 per cento del nostro PIL, che si può spingere anche fino al 20 per cento, come lei ha ben presente, ben oltre i 232 miliardi di euro di PIL. Definisce l'immagine dell'Italia nel mondo, unendo idealmente il nostro passato, il nostro presente e anche il nostro futuro. Per questo occorre un'azione forte e coraggiosa, in grado di rispondere alle immediate e non più procrastinabili esigenze maturate in queste settimane di blocco completo, di cosiddetto lockdown. Nei giorni scorsi, nell'ambito della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge cura Italia, il Parlamento ha approvato un ordine del giorno della maggioranza che indica la strada all'Esecutivo sulle misure indispensabili per far fronte alle richieste del settore. Ministro Franceschini, noi ci aspettiamo che, ad esempio, il Governo sia tempestivo ed efficace nell'esonerare le imprese turistico-ricettive in relazione al pagamento delle imposte sugli immobili, nel ridurre i canoni dovuti e prorogare tutti i termini per i versamenti. Sarà importante anche sostenere i lavoratori stagionali, estendendo le tutele nei loro confronti anche attraverso incentivi alle imprese. Da ultimo, credo che l'idea di incoraggiare gli stessi cittadini italiani a passare le vacanze in Italia sia non solo molto utile, ma anche assolutamente realizzabile. Ho apprezzato molto l'attenzione che lei ha dato al fatto di evitare che strutture turistico-alberghiere possano finire nelle mani di chi, italiano o straniero, ha una liquidità di cui non si conoscono le origini. Occorre prestare massima attenzione su questo aspetto, perché è un pericolo che dobbiamo tenere presente. Allo stesso tempo, il nostro Paese ha bisogno più che mai di una strategia che nei prossimi anni accompagni le imprese del turismo, proprio per riprendere quel ruolo importantissimo che hanno avuto fino ad ora, che le renda capaci di incrociare le sfide del futuro. Nonostante le difficoltà - è bene ricordarlo - siamo un Paese con una ricchezza culturale e paesaggistica senza eguali al mondo e mi auguro che insieme potremo essere all'altezza di questa bellezza. Abbiamo molto apprezzato le sue parole di ieri in audizione in Commissione e di oggi in Aula. Sappiamo che ha ben chiari i problemi e le possibili soluzioni; sappiamo che purtroppo il comitato tecnico-scientifico non ha ancora risposto alle sue domande; sappiamo che sarà necessario il sostegno di tutto il Parlamento e pensiamo a qualche passo avanti coraggioso. Per esempio, per me questo sarà un anno particolare con la perdita della stagione del teatro greco di Siracusa, perché da anni e anni non ho mai mancato nessuna delle rappresentazioni, quindi quest'anno sarà ricordato proprio per questa mancanza. Spero che fino all'ultimo si possa cercare di recuperare, ma non lo so. Noi saremo comunque al suo fianco; saremo da sprone se necessario, affinché le sue proposte di oggi siano realtà già a partire dal decreto-legge 55 miliardi, come lo ha definito lei. Io non pensavo che oggi su questi temi in quest'Aula si sentisse parlare nei suoi confronti di omicidio colposo o addirittura preterintenzionale; pensavo che i temi fossero altri, proprio per questo le auguro buon lavoro. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . SignorPresidente, ringrazio il signor Ministro per questa informativa e per il lavoro importante che sta facendo. Noi abbiamo la consapevolezza che l'Italia non potrà ripartire finché non ripartirà la cultura. All'inizio di questa crisi, quando in modo improvviso e drammatico hanno chiuso i cinema, i teatri, le piazze, anche la parola «cultura» rischiava di scomparire dal dibattito e dall'agenda delle priorità e abbiamo evitato che questo avvenisse. Bene ha fatto il Governo a varare un piano a protezione di tutte le nostre filiere; mi riferisco alle misure di sostegno economico, di vantaggio fiscale, di ammortizzatori sociali che lei ha illustrato in questa sede. Noi le chiediamo con forza di implementarle. L'Italia è, innanzitutto, una grande potenza culturale ed è ciò che ci distingue nel mondo e permette al nostro made in Italy di conquistare e di emozionare. Guai, però, a parlare di cultura in astratto, perché la cultura è un moltiplicatore di pensiero, di legami sociali e di prodotto interno lordo. La cultura è soprattutto l'insieme incredibile dei lavoratori, delle professionalità e dei talenti e questo deve essere il nostro punto di vista, quello delle passioni inseguite e costruite tra mille difficoltà. Sappiamo che questa crisi rischia di cancellare intere generazioni di creativi, di tecnici, di artisti, ma nessuno dovrà rinunciare al proprio progetto di vita. Lei lo ha affermato anche qui oggi e noi con forza lo riaffermiamo qui oggi come impegno assoluto. Diciamo che è falso che questa crisi colpisca tutti alla stessa maniera perché - lo sappiamo - c'è il rischio che i forti diventino ancora più forti e che, invece, coloro che già prima rischiavano di essere esclusi oggi rischino di essere cancellati. Questa deve essere la nostra priorità politica: proteggere soprattutto le imprese indipendenti e, in particolare, i lavoratori non garantiti, i lavoratori dello spettacolo dal vivo (che sono stati i primi a chiudere e temiamo saranno gli ultimi a riaprire), i freelance intermittenti, che sono la gran parte di questo mondo eppure - lo sappiamo - non hanno abbastanza tutele perché sono invisibili, perché manca il riconoscimento dello status delle professioni artistiche, perché manca uno statuto del lavoro culturale e creativo che disegni un sistema di diritti che permetta di lavorare con dignità e magari, un giorno, avere anche una pensione. Signor Ministro, colleghi, questo è il tema e questa crisi squaderna tutte le cose che non vanno e le amplifica, diseguaglianze e disparità, e non possiamo non vederle. Per questo dobbiamo intervenire e per questo non basta tamponare l'emergenza, ma serve pensare una riforma radicale perché il nostro è un sistema troppo chiuso e va cambiato. Ci sono troppe storture che alimentano posizioni dominanti, rendite e paratie che impediscono l'accesso a energie nuove, alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Un emblema di tutto questo è il Fondo unico per lo spettacolo, che è perno di tutta la nostra produzione culturale, che è uno strumento importante eppure sappiamo che, nonostante il miglioramento che proprio noi abbiamo voluto, i criteri fanno di questo uno strumento conservativo che rischia di escludere, che premia chi c'è già (tradizione e repertorio), ma noi abbiamo bisogno di un sostegno pubblico che allarghi il sistema, che dia occasioni e opportunità a chi non ne ha avute, che riconosca e promuova la produzione indipendente. Dobbiamo avere la forza di imporre una distribuzione più equa delle risorse del diritto d'autore, cosa che oggi la SIAE non fa, di fatto favorendo i grandi network . Abbiamo bisogno - lei lo ha detto - di un grande soggetto pubblico che faccia produzione, distribuzione, che sostenga la domanda culturale, che rivoluzioni l'offerta puntando sulla creatività. E questa, Signor Ministro, è la funzione che per vocazione deve svolgere la RAI: smetta di comprare prodotti preconfezionati all'esterno e diventi grande fabbrica di pluralismo produttivo, di nuovi talenti, difenda la produzione italiana, a partire da quella indipendente con quote vere e proprie, quote di trasmissione per la musica contemporanea italiana, per l'audiovisivo contemporaneo italiano. Per avere questa forza di reinventare dentro questa crisi così dura il mondo della cultura serve visione, serve aprire un grande dibattito pubblico e politico. Presidente, per questo ieri abbiamo chiesto in Commissione cultura che si faccia subito un ciclo di audizioni per condividere con un mondo che oggi è in ebollizione, giustamente, un nuovo modello. Significa avere investimenti pubblici strategici, culturali, un new deal per la cultura. Non uso a caso questo termine. Esso va progettato in queste settimane in cui sperimentiamo la ripartenza, perché, signor Ministro, serve ripartire, non far passare l'estate: sarebbe insostenibile per troppi. Il pubblico dal vivo non può essere sostituito dallo streaming , verrebbe meno la ragion d'essere dello spettacolo dal vivo. Serve creare subito le condizioni perché si possa, in sicurezza, tornare a suonare, a danzare, a recitare dal vivo nelle piazze e nei cortili. Serve questa certezza, perché la cultura è scambio, comunità, fiducia reciproca, respiro condiviso della nostra società. Questa frontiera non la conquisteremo per un settore, ma per un Paese intero che vuole ripartire e che ripartirà. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, innanzitutto vorrei esordire con un commento che mi ha appena mandato, via messaggio, un agente di viaggi che ci sta guardando in diretta: e quindi? Cosa ne sarà di noi? Perché, dopo un intervento in Commissione ed un intervento qui in Aula, il mondo del turismo non ha ancora capito niente di quello che volete fare di questo settore. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Signor Ministro, dal suo intervento abbiamo capito che il settore che è maggiormente di suo interesse è la cultura; ormai l'abbiamo capito, lo capiscono tutti. Quindi, ricordandoci che il sistema produttivo della cultura genera, compreso l'indotto, circa 255 miliardi di euro, le riproponiamo due punti che per noi sono importanti: in primo luogo, un fondo straordinario da 1 miliardo di euro a fondo perduto, perché senza di esso le produzioni non ripartono. L'hanno detto anche i colleghi di maggioranza: c'è bisogno di soldi per far ripartire il sistema produttivo italiano. In secondo luogo, occorre il blocco del pignoramento da parte di Equitalia del cento per cento dei diritti d'autore per chi riceve delle cartelle. Signor Ministro, per quanto riguarda il turismo, eravamo molto preoccupati perché non avevamo sue notizie e molte associazioni del settore erano pronte a chiamare «Chi l'ha visto?». Iniziata la pandemia, ci saremmo aspettati un suo intervento immediato, invece nulla, un silenzio assordante. Lo stesso disinteresse dimostrato in occasione del fallimento di Thomas Cook (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) , quando vi abbiamo chiesto, quando vi siete insediati, di aiutare il mondo del turismo perché questo operatore internazionale era fallito, e voi non avete mosso un dito. Iniziata questa crisi, noi, in data 26 febbraio, abbiamo convocato e riunito le più importanti associazioni del turismo e, insieme a loro, abbiamo preparato le proposte sul turismo. Se ricorda, signor Ministro - se non lo ricorda, le ridò quello che le avevo consegnato -, il 2 marzo al MIBACT, con un atteggiamento molto costruttivo, le abbiamo messo sul tavolo le proposte del mondo del turismo: non della Lega, del mondo del turismo. Da quel momento non abbiamo più saputo nulla, un silenzio assordante. Le ricevo solo io le telefonate delle agenzie di viaggi, dei tour operator , dei balneari, degli albergatori, dei bar e dei ristoranti, delle terme, dei parchi a tema, delle guide turistiche, dai pertinenziali, dei bed and breakfast , degli agriturismo - e potrei andare avanti per ore - che chiedono che qualcuno li ascolti? Se le associazioni o gli operatori ci chiedono di essere ascoltati o di ascoltarli perché nessuno al Governo li ascolta, vuol dire che la situazione è molto grave. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le riceve solo la senatrice Borgonzoni le e-mail e le telefonate degli operatori culturali, degli operatori museali, di chi organizza gli eventi? Anche loro dicono: parlano tanto di cultura ma, senatrice, qui non si sta facendo nulla, non stanno facendo niente anche per il settore della cultura. Quindi, signor Ministro, un consiglio: meno Fazio e più Commissioni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). Meno televisione e più conference call con gli operatori del settore. Il turismo è il settore che non ripartirà immediatamente e che più di altri soffrirà la crisi. (Il senatore Centinaio, rivolgendosi ai banchi della maggioranza, fa cenno di fare silenzio. Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC). In queste ore, signor Ministro, l'abbiamo sentita parlare di fondo di garanzia a fondo perduto: bene, l'avevamo proposto noi nel famoso documento, ma che sia veloce e con poca burocrazia. L'abbiamo sentita parlare di buono vacanza: bene, l'avevamo proposto noi e voi l'avete bloccato in Aula per ripresentarlo. La Capogruppo del Partito Democratico in Commissione alla Camera (si vada a vedere un comunicato stampa), quando l'abbiamo presentato ha detto che era una cosa irrealizzabile e che era da folli presentare il buono vacanza. Spieghi alla Capogruppo in Commissione attività produttive, commercio e turismo alla Camera che forse i folli sono quelli che avevano fatto quel commento! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quanto alla legge n. 145 sull'estensione delle concessioni balneari, per interpretare quella legge basta riprendere il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che avevamo concordato con l'Europa: se modificate quella legge e l'Europa vi manda in infrazione, vi prendete voi la responsabilità di avere mandato in infrazione un provvedimento che all'Europa andava bene. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Infine, abbiamo capito che per voi il turismo è arabo, quindi vi do tre consigli. Il turismo è programmazione, il settore ha bisogno di aiuti alle imprese e ai lavoratori: fondo perduto, cassa integrazione, voucher . In secondo luogo, il turismo ha bisogno delle regole del gioco, Ministro: prima di riaprire, gli operatori hanno bisogno di capire cosa si può fare e cosa no e soprattutto come, ma dovete dirglielo in fretta, perché la stagione è già iniziata. In terzo luogo, il turismo è emozione e promozione: il buono vacanza per il turismo ed eventi culturali in Italia e poi una comunicazione agli italiani semplice e comprensibile. Saremo dalla sua parte, se lo farà. Le abbiamo dato una serie di spunti di riflessione così da domani tutti voi potrete dire agli italiani che siete dei fenomeni e che queste idee sono vostre, ormai siamo abituati a sentirvelo dire. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Bravo! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ministro Franceschini, colleghi senatori, lo dico con il tutto il rispetto dovuto a quest'Aula e a chi vi prende la parola: rischiamo di morire di retorica. Per carità, è tutto vero, l'industria culturale è una grande industria strategica nazionale con 1,7 milioni di posti di lavoro, il 30 per cento occupati da minori di trent'anni, con un indotto pari al 16 per cento del PIL, con il volano del turismo, aggiungo io l'elemento dell'identità nazionale e lo straordinario biglietto da visita dell'Italia nel mondo. Tutto questo è l'industria culturale italiana, ma è un'industria che è stata storicamente maltrattata e che non ha un'organizzazione sistemica. È maltrattata perché siamo tutt'oggi al quartultimo posto in Europa per finanziamenti pubblici e sull'organizzazione - lei lo sa meglio di me - sono tanti mondi che non si parlano e non fanno sistema. Questo è un grave elemento di debolezza, il segno di una forma di masochismo politico da parte di chi ha governato in passato, un masochismo che mi pare questo Governo abbia fatto proprio, nella misura in cui, al di là delle parole di oggi, nel decreto cura Italia è stata stanziata una cifra obiettivamente miserabile: delle tante industrie strategiche nazionali, quella culturale è quella che nella mitica fase 2 non riaprirà i battenti e nessuno lavorerà. Capisco le difficoltà, vedo anche una difficoltà a esercitare la fantasia per mettere gli addetti dei mille mondi di cui la cultura si compone in grado di esercitare la loro arte a beneficio del pubblico italiano. Ministro Franceschini, così l'industria culturale italiana rischia di essere portata al fallimento. Potrebbe essere questa crisi l'occasione per ristrutturare l'industria culturale, per renderla realmente competitiva e rilanciarla sui mercati nazionale ed internazionale. La precondizione perché questo avvenga, naturalmente, è che chi vi lavora sopravviva e quindi a questo sono volte le proposte che Forza Italia ha fatto per sostenere le tante categorie che compongono questa grande e straordinaria industria. Mi limito, per ragioni di tempo, a citarne una: il copyright. Il 21 di marzo dello scorso anno il Parlamento europeo, con i soli voti contrari della Lega e del MoVimento 5 Stelle (a quel che mi risulta la Lega ha rivisto la propria opinione di allora, sull'opinione del Movimento 5 Stelle non oso avventurarmi) ha approvato una direttiva, l'ha approvata sulla spinta del Partito popolare europeo, l'ha approvata grazie all'impegno, in modo particolare, di Antonio Tajani. È una direttiva che pone fine al più grande furto di proprietà intellettuale della storia dell'umanità, esercitato dalle grandi compagnie del web a scapito degli autori e degli editori nazionali. La scorsa estate la Francia, Paese che ha una certa opinione di sé, ha recepito quella direttiva, nelle scorse settimane l'Autorità per la concorrenza francese ha posto a Google e compagni una sorta di ultimatum che grossomodo dice così: se entro tre mesi non si mettono d'accordo con gli editori e gli autori per riconoscere loro un giusto compenso, faranno loro le regole e se ne pentiranno. Colleghi, è così che agisce uno Stato, è così che dovrebbe agire l'Italia. Nulla di tutto questo sembra accadere. In questo ramo del Parlamento, presso la Commissione per le politiche europee, giace da tempo la legge delega europea, nonostante gli autori italiani, che, ci dicono i numeri della SIAE, mediamente guadagnavano 1.000 euro al mese - ora non guadagnano più neanche quelli evidentemente -, siano con l'acqua alla gola come con l'acqua alla gola erano, ancor prima di questa crisi, gli editori. Colleghi, mi rivolgo più ai partiti che sostengono questo Governo che al Ministro, in questo caso: se vogliamo uscire dalla vuota retorica, se vogliamo farci carico della giustizia e dell'interesse nazionale, perché non c'è forse nulla di più strategico per l'Italia della propria creatività, dobbiamo in primo luogo approvare, a tamburo battente, la direttiva sul diritto d'autore. Dobbiamo dimostrare concretamente che quest'Aula non è soggetta ai condizionamenti della lobby più potente della storia, una lobby che non crea posti di lavoro in Italia, che non paga le tasse in Italia, che rapina sistematicamente gli autori italiani, cioè la lobby del web . (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, se c'è un settore economico che in questo momento è colpito fortemente al cuore è il settore del turismo, che non esporta merce ma importa persone e regala esperienze ed emozioni. Bisogna guardare il quadro straordinario di quello che accade per riuscire ad intervenire in maniera corretta su questo tema che troppo spesso viene banalizzato. Ultimamente sentiamo parlare di spostare la brandina di uno o due metri o di dividere gli ombrelloni con del plexiglass . In questa maniera non si fa del bene a questo comparto. Serve una politica industriale, per la prima volta, nel breve, nel medio e nel lungo termine. Nel breve termine, Ministro, serve liquidità, serve un credito a fondo perduto. Unioncamere ha parlato del 98 per cento delle aziende che avranno un bisogno assoluto di liquidità in questo momento. Va bene il bonus , è un incentivo per muoversi, per spostarsi sul territorio ed è importante, ma nel medio periodo servono nuove normative per innovare e per guardare al cambio. (Brusio) fate silenzio per cortesia, che non riesco a parlare! PRESIDENTE. Lo faccia dire a me però. Dovrei dirlo io. Continui. CROATTI (M5S) . Mi scusi, signor Presidente. Da qui a breve ci sarà una nuova domanda sul settore igienico, sul settore ambientale, sulla sostenibilità, sul benessere, sullo stile di vita sano. Servono strumenti innovativi per le aziende. Ci serve la sburocratizzazione. I parchi tematici sono bloccati su codici Ateco secolari. I pertinenziali li abbiamo ingabbiati da tanti anni in questa situazione da cui non riescono a uscire. Le guide turistiche chiedono aiuto di continuo. Serve favorire l'accorpamento delle piccole strutture sul territorio, lasciare gli spazi, costruire alberghi unendo quello che c'è sul territorio di fatiscente e lasciando spazi liberi nella città. Serve avere coraggio in questo momento. Non è possibile che ogni volta che si rimuove una struttura nasca una speculazione edilizia. Io vengo da un territorio che pagherà molto caro questo periodo, cioè la Romagna. Sono gli imprenditori e gli amministratori che con coraggio vogliono rimboccarsi le maniche, vogliono provare a lavorare, vogliono affrontare la stagione, ma hanno bisogno dei protocolli, Presidente, e hanno bisogno che arrivino immediatamente no a oggi: dovevano arrivare ieri. Abbiamo bisogno di poter intervenire sulle nostre strutture per poter iniziare la stagione, che non è un negozio al quale basta tirare su la serranda. Ci vuole il suo tempo per arrivare a compimento. Servono immediatamente i protocolli, lo chiedono i sindaci di tutta Italia. Infine, bisogna stare vicino agli imprenditori in questo momento. Il rischio di fallimento e di svendita del patrimonio è altissimo. Le acquisizioni e le infiltrazioni su tutti i territori sono veramente all'ordine del giorno. Il Ministero degli interni ha mandato una circolare a tutti i prefetti, che stanno avvisando i territori. Bisogna star loro vicino e appoggiare gli imprenditori. In conclusione, Presidente, ho visto un grandissimo lavoro sul territorio da parte del Governo, della Regione, delle Province, delle Forze dell'ordine insieme alle prefetture, della Protezione civile e dei Comuni dove erano presenti il MoVimento 5 Stelle, il PD e il centrodestra insieme, nell'aiutare i cittadini. Ecco, colleghi, io chiedo a tutti quanti di smettere di litigare: la gente non ne può veramente più. Abbiamo bisogno di lavorare uniti, insieme, per affrontare questa grande sfida. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ringrazio per la disponibilità. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, intervengo per segnalare, suo tramite, al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e alla direzione generale dell'INPS un problema che da settimane sta colpendo tantissimi cittadini e tutto il sistema sanitario, riguardante la modalità di certificazione delle condizioni di rischio per immunodepressi o per patologie oncologiche o agli esiti delle stesse. Era stato previsto, nell'articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020, che l'attestazione di tali condizioni, per permettere a queste persone l'isolamento preventivo e l'autorizzazione all'assenza dal lavoro, fosse concessa dalle competenti autorità sanitarie. In sede di conversione del decreto-legge, oltre alle competenti autorità sanitarie, era stato certificato che erano abilitati a produrre questa autorizzazione ad assentarsi dal lavoro anche i medici di assistenza primaria. Noi avevamo presentato l'interrogazione 3-01489 , che poneva tale questione e soprattutto la questione della definizione delle procedure da mettere in atto per gli immunodepressi e per le persone agli esiti di patologie oncologiche. Non c'è infatti una procedura validata. Questa mattina abbiamo scritto una lettera ai soggetti cui facevo riferimento prima, affinché, in occasione della scadenza, al 30 aprile, del decreto-legge n. 18 del 2020, sia rinnovata la copertura che la norma dava anche ai medici di base, ma soprattutto che sia chiarita quale procedura attuare. Dato che non c'è una procedura, ogni singola sede INPS dei diversi territori ha fatto per conto suo. In Emilia-Romagna l'INPS di Bologna ha varato una procedura che, settimane dopo, l'INPS nazionale ha disconosciuto, con il rischio che coloro che hanno utilizzato quella procedura per chiedere l'intervento possano non vedersi riconosciuto il contributo a fronte dell'assenza dal lavoro. Chiediamo veramente un'attenzione in questo senso. Il tema è ben spiegato nell'interrogazione cui facevo riferimento, quindi chiediamo che la risposta dell'INPS sia veloce e ricomprenda sia la definizione di chi è autorizzato a certificare, sia la procedura con cui fare la certificazione. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono contento che sia lei a presiedere questo pomeriggio, alla fine di questa seduta, perché il mio intervento è proprio volto a stimolare la Presidenza per poter riattivare i lavori della Commissione affari esteri del nostro Senato. Infatti, in tempo di emergenza per coronavirus, negli ultimi due mesi, la Commissione esteri è stata convocata una sola volta, in sessanta giorni, nonostante le nostre numerose sollecitazioni. Faccio questa segnalazione perché trovo ciò molto strano. Tutti noi sappiamo, infatti, che il nostro Ministro degli esteri e i suoi Sottosegretari sono invece molto effervescenti sulla scena internazionale. Addirittura, in maniera molto simpatica, ho rinominato il ministro Di Maio Ministro degli affari sanitari esteri, perché è estremamente attivo sul piano internazionale. Tuttavia, cara Presidente, questa attività non è accompagnata da un lavoro di Commissione, quindi il fatto, a mio avviso, è molto grave. È grave che il nostro Ministro degli esteri sia molto attivo sulla scena internazionale, ma che la Commissione affari esteri non segua assolutamente questi lavori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Io, come tanti parlamentari che seguono le attività degli affari esteri, sono iscritto a un blog che quotidianamente mi informa sugli scenari più caldi o comunque mi aggiorna sulle informazioni più importanti. Scorro leggermente le informazioni quotidiane, partendo da oggi e andando indietro, e cito i nomi degli scenari importanti: Libia, Iraq, Corea del Nord, Malesia, Israele, Germania e Libano, Afghanistan (che non manca mai); ancora Iraq, USA e Canada (chissà come mai), Yemen, Cina, Siria, Iran, ancora Libia, Hong Kong e così via, potrei continuare, ogni giorno c'è qualcosa di importante. Questo fatto è molto strano. Sottolineo che, apparentemente, nessun collega della maggioranza della Commissione affari esteri sia interessato alla convocazione della Commissione, visto anche lo scenario importante, soprattutto durante questa fase di emergenza. Non credo sia meno importante il fatto che, almeno in un caso, siamo stati presenti soltanto noi senatori della Lega in Commissione affari esteri (eravamo gli unici presenti in Commissione) e che spesso siamo noi, membri dell'opposizione e noi della Lega, che garantiamo il numero legale alla Commissione affari esteri. Credo che questo aspetto sia estremamente imbarazzante. Ritengo che il tema degli affari esteri sia centrale in questo momento di emergenza e quindi, per cortesia, la prego di sollecitare la Presidenza della Commissione a riattivarsi e a farci lavorare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, tra le grandi storie tristi e drammatiche di tante morti consumatesi nel chiuso delle diverse terapie intensive del nostro Paese, nonostante la dedizione, gli sforzi e l'abnegazione di tanti operatori sanitari, medici ed infermieri, voglio segnalare una brutta storia purtroppo, conclusasi con un tragico epilogo, verificatosi all'ospedale di Castellammare di Stabia, nel Napoletano, con il decesso per Covid-19, dopo essere stato sottoposto ad intervento chirurgico per infarto intestinale, di un ispettore marittimo di 59 anni, Luigi Rivieccio. Tutto ciò nonostante gli sforzi, la professionalità, la partecipazione emotiva ed affettiva dei medici, infermieri ed operatori sanitari. Perché dico brutta storia? Non solo per il tragico epilogo, che ha gettato nello sconforto e nel dolore inconsolabile tutti i familiari, in particolare la moglie Maddalena e i figli Maria e Francesco, ma per quanto è accaduto dopo la morte e che possiamo dire, se è possibile, è stato allo stesso modo devastante e che deve toccare la coscienza dell'autore o degli autori di questa infima azione, ma anche quella di tutti noi: la scomparsa della borsa contenente gli effetti personali più cari del defunto. Tra questi, i documenti, la catenina d'oro con l'immagine della Madonna che portava sempre al collo, il bracciale, il telefonino con le foto dei momenti di gioia e di intimità vissuti insieme alla famiglia, come dichiarato dai familiari stessi nella denuncia depositata alla procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il dolore immenso e straziante dei familiari per il trapasso, senza avere la possibilità di stargli accanto e dargli l'ultimo saluto o accarezzarlo per l'ultima volta, diventa ancora più grande e inconsolabile quando non puoi stringere tra le tue mani i ricordi personali più cari. Questo ovviamente non per il loro valore materiale, ma per quello affettivo. Inutilmente la famiglia ha chiesto ai vertici dell'ospedale di Castellammare di fare chiarezza di quanto accaduto, vi è stato solo uno scaricabarile di responsabilità con diverse versioni fornite di quanto avvenuto. Nessuno vuole assumersi una responsabilità o ammettere errori o disattenzioni. È assurdo che un episodio tanto increscioso sia accaduto in un reparto chiuso al pubblico e agli estranei, poche ore dopo il decesso. Questa infima azione, cioè la scomparsa o il furto della borsa con gli effetti personali, è, purtroppo, un pessimo segnale sia del degrado morale che stiamo attraversando, sia soprattutto dell'assenza di una reale condivisione del dramma accaduto. La speranza è che ci sia una scintilla che scuota le coscienze di tutti affinché episodi simili non si ripetano più. Confido nell'operato della magistratura, che possa fare chiarezza su quanto denunciato, e esprimo pubblicamente la mia personale solidarietà e vicinanza a tutta la famiglia per il dolore inconsolabile per la perdita del compianto Luigi. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 7 maggio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 7 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 18,15) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1777 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. Esaminati quindi i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, acquisita la relazione tecnica aggiornata ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge n. 196 del 2009, nonché gli ulteriori elementi informativi forniti dal Governo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. In merito agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 3.3, 3.0.1, 3.0,2, 5.1, 5.5, 5.6, 5.7 e 9.0.1. Sull'emendamento 15.1, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Esprime parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Documento allegato alla relazione della senatrice Sbrollini sul disegno di legge n. 1777 La relatrice Sbrollini (IV-PSI) dopo aver ringraziato il Ministro per la sua presenza, sottolinea l'importanza del provvedimento in esame: l'organizzazione di grandi eventi, come quelli oggetto del decreto-legge n. 16 ha svolto sempre in passato una funzione di volano per l'economia; al di là della grande valenza sportiva delle competizioni, ritiene che i Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e le finali ATP Torino 2021 - 2025 costituiranno un'occasione preziosa di rilancio dei territori coinvolti, che si trovano proprio nelle Regioni più colpite dall'emergenza epidemiologica in atto. Passa quindi a illustrare il decreto-legge in titolo, già approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati: l'articolo 1 istituisce il Consiglio olimpico congiunto Milano-Cortina 2026, con funzioni di indirizzo generale sull'attuazione del programma di realizzazione dei XXV Giochi olimpici invernali e dei XIV Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Il Consiglio olimpico è costituito presso il CONI. Il Consiglio olimpico congiunto è composto da 15 membri, elegge al proprio interno un portavoce incaricato del coordinamento dei lavori e svolge funzioni di indirizzo generale sull'attuazione del programma di realizzazione dei Giochi, assicurando il confronto tra le istituzioni coinvolte sulle principali questioni organizzative. Esso predispone annualmente una relazione sulle attività svolte, da trasmettere al Parlamento per il tramite dell'Autorità di Governo competente in materia di sport. L'articolo 2 stabilisce che la Fondazione "Milano-Cortina 2026", costituita con atto pubblico, senza scopo- di lucro, ed operante in regime di diritto privato, svolge le attività di gestione, organizzazione, promozione e comunicazione degli eventi sportivi relativi ai Giochi, tenuto conto degli indirizzi generali fomiti dal Consiglio olimpico congiunto, in conformità agli impegni assunti dall'Italia in sede internazionale, e nel rispetto della Carta olimpica. L'articolo 3 autorizza la costituzione della Società pubblica "Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa", con durata fino al 31 dicembre 2026, cui è affidato il compito di realizzare le opere previste per lo svolgimento delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali 2026, e ne disciplina la governance . Ai medesimi fini, e ove ne ricorrano le condizioni possono essere nominati uno o più commissari straordinari. La società è partecipata al 35 per cento ciascuno dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al 10 per cento ciascuna dalla regione Lombardia e dalla regione Veneto e al 5 per cento ciascuna dalle province autonome di Trento e di Bolzano. La società pubblica è sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei ,trasporti che, d'intesa con la regione Lombardia, la regione Veneto e le province autonome di Trento e di Bolzano, esercita il controllo analogo congiunto sulla stessa. Dopo aver illustrato la disciplina della governance della Società, precisa che il suo scopo statutario è individuato nella realizzazione, quale centrale di committenza e stazione appaltante, anche stipulando convenzioni con altre amministrazioni aggiudicatrici, delle opere individuate con i decreti interministeriali che devono essere adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 20, della legge di bilancio 2020. La Società può stipulare contratti di lavorò autonomo e subordinato e, sulla base di appositi protocolli di intesa tra le parti, può avvalersi, con oneri a proprio carico, di personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche, anche non partecipanti alla stessa Società. L'articolo 3-bis, introdotto durante l'esame alla Camera, istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio per lo Sport un comitato denominato "Forum per la sostenibilità dell'eredità olimpica e paralimpica". Il Forum ha il compito di tutelare l'eredità olimpica, promuovere iniziative per l'utilizzo a lungo termine delle infrastrutture realizzate per i Giochi, nonché di consentire il perdurare dei benefici sociali, economici e ambientali sui territori, derivanti dagli stessi, anche con riferimento alle esigenze della pratica sportiva da parte dei soggetti con disabilità e dell'eliminazione delle barriere architettoniche, nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità e in coerenza con i principi fissati dalla Carta Olimpica e con le raccomandazioni dell'Agenda Olimpica 2020. Il Forum ha altresì il compito di promuovere la diffusione di buone pratiche in materia di protezione dei bambini e degli adolescenti avviati alla pratica sportiva, secondo i principi della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. L'articolo 4 dispone che la garanzia dello Stato a favore del Comitato olimpico internazionale, fino ad un ammontare massimo complessivo di 58 milioni di euro circa, è concessa per l'adempimento dell'impegno assunto dal Comitato organizzatore di rimborsare quanto ricevuto dal CIO a titolo di anticipo sui diritti televisivi, laddove l'evento sportivo dovesse subire limitazioni, spostamenti o venisse cancellato. L'articolo 5 prevede alcune agevolazioni fiscali applicabili, in particolare, agli atleti partecipanti alle Olimpiadi invernali 2026, al Comitato organizzatore, al CIO e all'IPC. Gli articoli 5- bis e 5 -ter, introdotti dalla Camera, intervengono sulla disciplina dei diritti di privativa inerenti il simbolo olimpico e il simbolo paralimpico, nonché altri segni che contengano, in qualsiasi lingua, parole o riferimenti diretti comunque a richiamare i suddetti simboli o gli stessi Giochi olimpici e paralimpici invernali o i relativi eventi. L'articolo 6 istituisce il Comitato per le Finali ATP e affida alla Federazione italiana tennis (FIT) il compito di curare le attività dirette allo svolgimento delle stesse a Torino negli anni 2021- 2025. In particolare, si stabilisce che il Comitato per le Finali ATP - che ha sede a Torino e la cui composizione è regolata dal medesimo articolo - ha funzioni di coordinamento e monitoraggio nelle attività di promozione della città di Torino e del territorio, anche favorendo lo sviluppo delle locali attività economiche, sociali e culturali. Le attività organizzative ed esecutive dirette allo svolgimento delle Finali ATP sono affidate alla FIT che, a tal fine, può stipulare un'apposita convenzione con la società Sport e salute spa. Ai medesimi fini, presso la stessa FIT può essere costituita una Commissione Tecnica di Gestione, composta da cinque membri. L'articolo 7 autorizza il Comune di Torino ad elaborare il piano delle opere e infrastrutture pubbliche e delle opere private destinate alla ricettività, alle attività turistiche, sociali e culturali, connesse alle Finali ATP Torino 2021-2025 e reca disposizioni finalizzate a consentire e semplificare l'esecuzione degli interventi. L'articolo 8 riconosce ai soggetti privati che hanno prestato garanzia in favore della FIT per l'adempimento delle obbligazioni da quest'ultima contratte nei confronti della società ATP Tour, la facoltà di richiedere la concessione della controgaranzia. L'articolo 9 reca disposizioni contabili finalizzate al trasferimento annuale in favore della FIT delle somme, già disponibili in base a previsioni pregresse, necessarie per l'organizzazione delle Finali ATP, e assegna ulteriori 3 milioni di euro alla FIT, per il 2020, per supportare le attività organizzative delle Finali ATP, a valere sulle risorse destinate alla società "Sport e Salute Spa". L'articolo 10 vieta le attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitane, fraudolente, ingannevoli o fuorvianti (cosiddetto Ambush marketing) poste in essere in relazione all'organizzazione di eventi sportivi o fieristici, di rilevanza nazionale o internazionale, non autorizzate dai soggetti organizzatori ed aventi la finalità di ricavare un vantaggio economico o concorrenziale. L'articolo 11 definisce l'ambito temporale di vigenza del divieto, a partire dalla data di registrazione dei loghi, brand o marchi ufficiali degli eventi, fino al centottantesimo giorno successivo alla data ufficiale del termine degli stessi. L'articolo 12 reca la disciplina dell'apparato sanzionatorio amministrativo per le condotte di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarla. A sua volta, l'articolo 13 dispone che l'applicazione dei meccanismi sanzionatori contemplati dall'articolo 12 non esclude l'operatività delle altre previsioni di legge poste a tutela dei diritti e degli interessi dei soggetti che assumano di essere stati lesi da attività parassitane. L'articolo 14 è volto a consentire di registrare come marchi le immagini che riproducono trofei. L'articolo 15 reca disposizioni finali, stabilendo che, ai fini dell'attuazione delle disposizioni relative ai Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e alle Finali ATP Finals Torino 2021-2025, sono fatte salve le competenze delle regioni Lombardia, Veneto e Piemonte, mentre le province autonome di Trento e Bolzano provvedono alle finalità del decreto-legge ai sensi dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione. Il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro delegato in materia di sport possono adottare ulteriori disposizioni attuative con regolamento. L'articolo 16 reca l'entrata in vigore. Ribadisce come il decreto-legge possa costituire un volano per il rilancio delle Regioni più gravemente colpite dall'emergenza epidemiologica derivante dal Covid-19 e rappresentare un segnale di speranza. Considerato che il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura con il voto favorevole di tutti i Gruppi parlamentari, propone di non fissare un termine per la presentazione di emendamenti, auspicando che il disegno di legge medesimo possa essere definitivamente approvato. CAMERA DEI DEPUTATI INTERVENTI IN ASSEMBLEA GRUPPO ITALIA VIVA Discussione sulle linee generali MICHELE ANZALDI (IV). Grazie Presidente, grazie Governo, grazie gentili colleghi. Intervengo con molto piacere e speranza in Aula su questo tema perché ci dà modo di parlare di futuro. Questo decreto arriva in un momento drammatico per il Paese. L'Italia è provata dalla morte di oltre 20 mila suoi concittadini, una perdita che ha scosso tutti e che per alcuni ha rappresentato un dramma indimenticabile e straziante: avere il proprio caro ricoverato a pochi metri e non potere neanche avvicinarsi per una carezza o semplicemente uno sguardo. Una tragedia mai vissuta prima. In questo momento, questo decreto e questa discussione rappresentano una speranza, perché parliamo del futuro, che speriamo sia finalmente libero dal dramma dell'epidemia da Coronavirus; e, soprattutto, parliamo di un tema felice come la competizione sportiva tra popoli in pace dei cinque continenti. Un'occasione di svago, di sano sport, ma soprattutto un'occasione per costruire, attrezzare, migliorare strutture nuove e già esistenti; un'occasione per creare lavoro, un'occasione per mostrare al mondo intero il made in Italy e la faccia della bella Italia. Sappiamo, e la storia ce lo conferma, che questi grandi eventi sportivi sono anche una sfida, o forse soprattutto una sfida organizzativa. I rischi sono molteplici e vanno da quelli tecnico-organizzativi sino a quelli, sempre presenti, di infiltrazioni malavitose, che vanno dalle speculazioni urbanistiche sino alla criminalità organizzata. Con questo decreto proviamo a regolamentare gli avvenimenti per impedire futuri errori e garantire, oltre la realizzazione degli eventi, la loro promozione e, soprattutto, per cercare di ottenere il perdurare dei benefici economici e ambientali sui territori. Ma vi è un aspetto che non va sottovalutato e che, anzi, potrebbe essere un'occasione di riscatto per il nostro Paese, quello delle abolizioni delle barriere architettoniche. Questi eventi, ben gestiti, potranno offrirci e lasciarci delle aree moderne e attrezzate, ma, soprattutto, civili e alla portata di tutti. Il decreto in esame reca, in estrema sintesi, tre gruppi di norme, raccolte nei primi tre capi in cui è ordinato il testo: innanzitutto, le norme per l'organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, poi, le norme per l'organizzazione del torneo tennistico finali ATP Torino 2021-2025, quindi, le norme in materia di divieto di pubblicizzazione parassitarla. L'ultimo contiene norme ordinamentali per il coordinamento tra Stato, regioni e province autonome nell'organizzazione degli eventi sportivi in oggetto. Per quanto riguarda le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026, il Capo I descrive le tappe che hanno condotto alla designazione dell'Italia come Paese ospitante. Il procedimento si è avviato nel 2017 e ha visto il sistema Italia compatto dibattere e discutere per trovare una soluzione per non negare questa occasione al Paese. E solo grazie a questo coraggio e al lavoro tra le istituzioni nazionali, locali e il CONI si è riuscito a ottenere, il 1° agosto 2018, la candidatura per Milano, Torino e Cortina d'Ampezzo. Successivamente, come è noto, Torino ha rinunciato a partecipare. La candidatura di Milano Cortina è stata accettata dal Comitato olimpico internazionale il 9 ottobre 2018, insieme a quelle di Calgary e Stoccolma. Il CONI e gli enti territoriali coinvolti, la regione Lombardia, la regione Veneto, il comune di Milano e il comune di Cortina d'Ampezzo, hanno quindi sottoscritto, il 5 novembre 2018, un protocollo di intesa per regolare in modo concertato le attività connesse alla candidatura. A sua volta, il Consiglio dei ministri, il 10 gennaio 2019, ha garantito il sostegno del Governo alla candidatura. Su queste basi, 1'11 gennaio 2019, è stato ufficializzato il dossier della candidatura italiana. La candidatura ha comportato il rilascio al CIÒ di adeguate garanzie in termini di impegni, anche finanziari, da parte del CONI, degli enti territoriali coinvolti e del Governo italiano. Il 24 giugno 2019, il CIÒ ha, infine, designato vincente la candidatura italiano di Milano Cortina. Nella stessa occasione è stato sottoscritto tra il CIÒ, il CONI, le città di Milano e Cortina d'Ampezzo e le regioni Veneto e Lombardia un accordo sui principi per l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi. Le Olimpiadi invernali si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026 e le Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo 2026. Per le Olimpiadi sono state individuate 14 sedi di gara, incluse nei quattro cluster Milano, Valtellina, Cortina, Val di Fiemme, per le Paralimpiadi sei sedi di gara, incluse nei tre cluster Milano, Valtellina e Cortina. Per quanto riguarda l'impatto economico e finanziario che i Giochi del 2026 potrebbero avere sul nostro Paese, il Governo italiano ha commissionato alla facoltà di economia . dell'università di Roma La Sapienza uno studio su questo tema, i cui risultati sono stati presentati al pubblico il 21 marzo 2019, a Palazzo Chigi. Lo studio ha verificato che le uscite dello Stato per i Giochi olimpici saranno compensate dagli introiti diretti e indiretti legati ai medesimi Giochi, nel periodo 2020-2028. Due ulteriori studi sono stati commissionati a livello regionale per l'impatto sui territori di riferimento. Uno è stato elaborato dall'università Ca' Foscari di Venezia e un altro dall'università Bocconi di Milano. I tre studi sono stati presentati dalla delegazione italiana al CIO. Il Capo II, come anticipato, reca disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento delle finali ATP Torino 2021-2025, una candidatura che è stata avanzata ad agosto 2018, quando l'ATP ha avviato il processo di selezione delle città interessate a ospitare l'evento. A novembre dello stesso anno, la Federazione italiana tennis e il CONI hanno proposto Torino come città ospitante per il quinquennio 2021-2025. L'ATP ha quindi formato una lista breve nella quale erano presenti Torino, Singapore, Tokyo, Manchester e Londra. La scelta di Torino è stata ufficializzata a Londra, il 24 aprile 2019. Anche in questo caso, come si può facilmente evincere dalle capitali competitor appena citate, si tratta di un indiscutibile successo delle istituzioni italiane e dello sport nazionale. Il decreto- legge si propone di definire innanzitutto il sistema di governance dell'evento. Il Capo III stabilisce il divieto di pubblicizzazione parassitarla, vietando le forme di pubblicità tese a far ricavare un vantaggio economico o concorrenziale, collegando all'evento un marchio o prodotto in modo illecito, cioè senza l'autorizzazione dei soggetti organizzatori degli eventi. Il Capo IV, infine, reca le disposizioni finali. L'efficacia e l'importanza del provvedimento consistono soprattutto nel lanciare un messaggio di speranza per il futuro, dimostrando anche all'estero l'intenzione del Paese di portare avanti l'impegno a organizzare gli eventi sportivi di cui si parla e la sua capacità di farlo, in un momento di drammatica difficoltà per l'intero pianeta. Italia Viva, durante l'esame in sede referente in Commissione cultura, si è dimostrata favorevole al lavoro e ha portato avanti in Commissione e evidenziato il compito della politica in questo momento, che non è solo quello di gestire l'emergenza sanitaria ed economica, ma anche di avere una visione del futuro verso cui muoversi, posizione che condivido pienamente. Il decreto in esame rappresenta molto bene l'idea di cosa la politica deve fare, perché offrire una prospettiva presenta un'occasione di ripartenza e questa è, appunto, la visione politica. Non si possono nascondere dubbi in relazione alla possibilità di svolgere davvero le finali ATP a partire dal 2021 in considerazione del fatto che della crisi in corso non si può ancora prevedere il termine, tuttavia, credo che progettare questi eventi costituisca innanzitutto una comunicazione positiva per rilanciare l'economia, in particolare nel settore turistico che è stato duramente colpito nelle sue strutture e rischia di pagare un prezzo economico altissimo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Dichiarazioni di voto finale GABRIELE TOCCAFONDI (IV). Grazie Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, come Paese abbiamo ipotizzato la candidatura italiana alle olimpiadi e alle paralimpiadi più o meno tre anni fa: era il settembre 2017. Sempre come Paese abbiamo presentato quella candidatura di Milano- Cortina, abbiamo ottenuto le olimpiadi, le paralimpiadi e abbiamo festeggiato qualche mese fa, meno di un anno fa. Ci troviamo adesso a votare in Parlamento quello che è il primo atto - primo di una serie - di un percorso e lo facciamo in un momento in cui oggettivamente le priorità e le urgenze, e giustamente le attenzioni di tutti, comprese di questo Parlamento e del Governo, sono altre. Sembra, quindi, come dire, fuori luogo parlare in questo contesto, nell'attualità di oggi e di questo periodo di olimpiadi, di finali di tennis, di un miliardo di investimenti, di ricadute sul territorio, di visibilità del nostro Paese, di investimenti pubblici e privati, di 2 milioni di visitatori, del 2026. In questo momento, con lutti, con problemi economici oggettivi, con rischio di perdita di lavoro, con PIL in caduta, con crisi e chiusure, la nostra discussione rischia di essere se non contestualizzata percepita come fuori dalla realtà, fuori dal contesto. La politica ha l'obbligo di essere impegnata sulla realtà, sul contingente, sull'attualità, ma, nello stesso tempo, ha anche l'obbligo di avere una visione sul futuro. Per questo, la discussione che stiamo facendo non è fuori luogo, non è fuori dalla realtà. Governare non è e non significa semplicemente amministrare, non è sinonimo di amministrare e la differenza sta proprio nell'avere una visione del futuro, una prospettiva, un'idea, un progetto; un concetto che dobbiamo utilizzare anche per quella che rappresenta - e lo sappiamo tutti - un passaggio fondamentale rispetto al periodo buio che stiamo vivendo, che è quella della ripartenza, della riapertura, se vogliamo chiamarla così. Un concetto che Matteo Renzi ha ben utilizzato a fine marzo; non due anni fa, non due mesi fa, due settimane fa; una visione, una prospettiva, un'idea del dopo rispetto al contingente che va affrontato, nessuno lo nega e, in quel contesto, il tema era la riapertura economica, produttiva, in sicurezza. La risposta più gentile è stata, non due anni fa o due mesi fa ma due settimane fa: sei un irresponsabile. Sono passate due settimane e non mi pare che ci sia più nessuno in questo Paese che parli di chiusure a prescindere. Prima uno è irresponsabile, adesso tutti i responsabili: cos'è successo in due settimane? Per quello che mi riguarda ha vinto la politica, è entrata finalmente la politica, che è gestione del contingente ma è anche visione del futuro, quindi, evviva la politica. Noi siamo ben contenti se adesso tutti sono per ripensare alla riapertura, per avere una visione, una prospettiva, un progetto. Siamo talmente contenti anche perché tutti comprendono adesso che non possiamo vivere di reddito di cittadinanza, di reddito universale, di patrimoniale o di debito fine a se stesso, perché così non abbiamo un futuro, una prospettiva e un domani; abbiamo un futuro se riparte l'unica attività che può dare vera dignità, vero reddito, vera occupazione ovvero il lavoro, cioè le imprese. Ci vuole, quindi, la politica perché ci vuole una visione, una prospettiva. Se ci fosse stata una visione, una prospettiva anche negli anni passati - penso al recente e precedente Governo - adesso, in questo momento in quest'Aula avremmo magari, per esempio, potuto discutere di quanto poteva essere utile aver ottenuto - è un'ipotesi - le olimpiadi a Roma per il 2024. Immagino che questa discussione la stiano facendo poco lontano, in Francia, a Parigi, dove hanno ottenuto le prossime olimpiadi, o di quanto poteva essere utile, in questa idea di prospettiva e di progettualità, una discussione sulle olimpiadi invernali anche a Torino. Serve una visione e forse ora ce ne rendiamo conto che serve alla politica anche una visione e una prospettiva. Adesso è il momento, quindi, di comprendere che un popolo si rialza certamente con la gestione del presente - nessuno lo nega -, ma anche con una visione del futuro. Il voto di oggi su questo decreto ha questo senso, ha questo significato per quanto ci riguarda. Per tutte queste motivazioni, annuncio il voto favorevole del gruppo di Italia Viva (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 1777: sull'emendamento 3.3, il senatore Santillo avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bertacco, Castaldi, Cattaneo, Ciampolillo, Ciriani, Crimi, De Poli, Di Piazza, Giacobbe, Maffoni, Magorno, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nugnes, Parente, Rojc, Segre, Sileri, Sudano, Turco e Unterberger. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Aimi, Alderisi, Anastasi, Battistoni, Biasotti, Bongiorno, Bossi Umberto, Botto, Campagna, Dell'Olio, Donno, Faggi, Floris, Galliani, Lezzi, Lupo, Mangialavori, Marilotti, Masini, Messina Alfredo, Minuto, Nocerino, Pepe, Perosino, Pirovano, Pisani Giuseppe, Puglia, Romagnoli, Romano, Sciascia, Siclari, Siri e Stabile. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatrice Vanin Orietta Disposizioni per la tutela delle aree UNESCO (1788) (presentato in data 05/05/2020); senatori Mallegni Massimo, Masini Barbara, Berardi Roberto Disposizioni per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia di coronavirus e per il sostegno della ricerca scientifica (1789) (presentato in data 05/05/2020); senatori Lonardo Alessandrina, Giammanco Gabriella Modifiche alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, in materia di accesso alla professione forense e all'esercizio della professione (1790) (presentato in data 30/04/2020); senatore Zanda Luigi Disposizioni per ampliare il perimetro di intervento e il potere sanzionatorio dell'AGCOM nei confronti degli operatori che offrono servizi della società dell'informazione nel territorio italiano utilizzando risorse nazionali di numerazione per finalità che violano la normativa a tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi (1791) (presentato in data 29/04/2020); Regione Sicilia Inserimento nello Statuto speciale della Regione siciliana dell'articolo 38 bis in materia di riconoscimento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità (1792) (presentato in data 24/03/2020); senatrice Rossomando Anna Riconoscimento giuridico dell'Istituto nazionale "Ferruccio Parri" e della rete degli Istituti associati nonché riconoscimento giuridico della rete dei "Paesaggi della memoria" e disposizioni per la tutela e valorizzazione del patrimonio di documenti, memorie, materiali audiovisivi, biblioteche, paesaggi e luoghi della Resistenza, dell'antifascismo, della seconda guerra mondiale, della deportazione" (1793) (presentato in data 05/05/2020); senatore Lomuti Arnaldo Delega al Governo per la revisione della gestione degli oneri generali del sistema elettrico di cui all'articolo 3, comma 11, decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (1794) (presentato in data 06/05/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Conzatti Donatella ed altri Istituzione di una Commissione parlamentare per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (1594) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 06/05/2020); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Vitali Luigi Modifica all'articolo 64 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di incompatibilità della carica di assessore con le funzioni di consigliere comunale (1720) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 06/05/2020); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Regione Sicilia Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane in Sicilia (1708) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 06/05/2020); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. Santillo Agostino ed altri Disposizioni in tema di soppressione dei consorzi di bonifica (1706) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 06/05/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Pacifico Marinella Disposizioni in materia di sospensione di quote del quinto dello stipendio dei dipendenti pubblici (1716) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 06/05/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Bernini Anna Maria Disposizioni a tutela di lavoratori affetti da patologie gravi e oncologiche (1737) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 06/05/2020); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Castellone Maria Domenica ed altri Riforma del Sistema di emergenza sanitaria territoriale "118" (1715) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 06/05/2020). Governo, trasmissione di atti e documenti Negli scorsi mesi di marzo e aprile 2020 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali, per l'esercizio finanziario 2020, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa. Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti. Il Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con lettera in data 29 aprile 2020, ha inviato la Relazione sulle attività svolte per la realizzazione del sistema nazionale di contact tracing digitale (Atto n. 457). Il predetto documento è depositato presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli Senatori. Con lettere in data 21 aprile 2020 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Santa Maria del Molise (Isernia) e Bondeno (Ferrara). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 29 aprile 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 10 della legge 1° luglio 1977, n. 404, la relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria, relativa all'anno 2019. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CXVI, n. 1). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 29 aprile 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 11, comma 2-bis, del decreto legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 20147, n. 162, la relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni in materia di procedura di negoziazione assistita, riferita all'anno 2019. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . CCXXVIII, n. 2). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio Trentottesima relazione annuale della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia dell'UE e sull'utilizzo degli strumenti di difesa commerciale da parte di paesi terzi nei confronti dell'UE nel 2019 (COM(2020) 164 definitivo), alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a , alla 10 a e alla 11 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con lettera in data 24 aprile 2020, ha inviato una segnalazione, adottata ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 14 novembre 1995, n. 481, in merito alle misure a sostegno degli investimenti e a tutela delle utenze finali del servizio di gestione integrata dei rifiuti, urbani e assimilati, e del servizio idrico integrato e dei clienti finali di energia elettrica e gas naturale, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. La predetta segnalazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a , alla 6 a , alla 8 a , alla 10 a , alla 11 a , alla 13 a , alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 458). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 6 maggio 2020, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea la Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 575/2013 e (UE) 2019/876 per quanto riguarda gli adeguamenti in risposta alla pandemia di Covid-19 (COM(2020) 310 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 1° luglio 2020. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 5 a , alla 6 a , alla 8 a , alla 10 a e alla 11 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. I signori Elisa Cappai da Castellanza (Varese), Monia Lucchetta da Villotta di Chions (Pordenone) e Paolo Gori da Viterbo chiedono interventi urgenti per velocizzare l'accesso dei lavoratori al trattamento di cassa integrazione alla luce della grave situazione di emergenza economica (Petizione n. 555, assegnata alla 11 a Commissione permanente); la signora Maria Letizia Antonaci da Roma, in considerazione della grave situazione di emergenza economica, chiede l'adozione di politiche economiche espansive caratterizzate da significative iniezioni di liquidità sul mercato, anche avviando un processo di crescita del tasso di inflazione e di contrastare qualsiasi ipotesi di imposta c.d. patrimoniale (Petizione n. 556, assegnata alla 5 a Commissione permanente); i signori Maria Mazzone da Arona (Novara), Antonia Todaro da Nova Milanese (MB), Erina Renda da Settimo Milanese (Milano), Enzo Rosario Caruso da Bovisio Masciago (MB), Silvia Moroni da Monza, Erika Lissoni da Mariano Comense (Como), Emilia Lacaita da Lizzano (Taranto), Anna Sorrentino da Marsala (Trapani), Valentino Buono da Torino, Maria Gabriella Naso da Valderice da Trapani, Sebastiano Puccio da Chieri (Torino), Francesco Guadagno da Chieri (Torino) e Vincenza Puccio da Chieri (Torino), vista l'attuale emergenza economico-sanitaria relativa al virus COVID-19, chiedono il rispetto dell'articolo 97 della Costituzione e quindi di garantire procedure di reclutamento del personale sanitario, medico e paramedico omogenee e trasparenti su tutto il territorio nazionale, attingendo alle graduatorie aperte di concorsi già espletati dalle strutture pubbliche (Petizione n. 557, assegnata alla 12 a Commissione permanente); il signor Mauro Tonnini Cardinali e numerosi altri cittadini chiedono disposizioni urgenti per consentire l'immediata ripresa dell'attività delle dimore storiche attive nel settore degli eventi privati limitatamente alle visite e sopralluoghi delle strutture da parte della clientela, nel rispetto delle vigenti norme in materia sanitaria e di sicurezza (Petizione n. 558, assegnata alla 10 a Commissione permanente); il signor Enrico Migliardi da Roma chiede disposizioni finalizzate alla semplificazione burocratica in materia di concessioni demaniali marittime per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto (Petizione n. 559, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 6 a e 8 a ); la signora Elmira Shahbazi e il signor Paolo Landro, a nome della Community Bikerface, chiedono - nel pieno rispetto delle norme in materia sanitaria - che vengano autorizzate le uscite in moto dei motociclisti su tutto il territorio nazionale, senza limiti di chilometraggio (Petizione n. 560, assegnata alla 8 a Commissione permanente); il signor Andrea Colò da Fiumalbo (Modena) e Martina Carrara da Pievepelago (Modena), unitamente a numerosi altri cittadini, alla luce delle norme sugli spostamenti interregionali di cui al D.P.C.M. del 26 aprile 2020, chiedono disposizioni urgenti relativamente agli spostamenti da regione a regione per i residenti nelle zone di confine (Petizione n. 561, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la signora Elena Alquati, a nome dell'Associazione "L'ordine dell'Universo", chiede l'adozione urgente di misure in materia di alimentazione volte a tutelare la salute dei cittadini con un Piano rivolto alla prevenzione e al miglioramento dello stile di vita (Petizione n. 562, assegnata alla 9 a Commissione permanente); il signor Alessio Sundas da Lerici (La Spezia) chiede, al fine di non disperdere il patrimonio di esperienze, di consentire alle persone in quiescenza di creare seminari su piattaforme online sulla base di programmi redatti dal Ministero dell'Istruzione (Petizione n. 563, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Gianluca Pontalto da Torino chiede l'avvio di una campagna di prevenzione al virus COVID-19 che preveda il monitoraggio volontario di tutti i cittadini italiani attraverso tamponi faringei e test sierologici da effettuarsi a cadenza settimanale e gratuitamente (Petizione n. 564, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Totaro e la senatrice Petrenga hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03249 del senatore Fazzolari ed altri. Il senatore Totaro e la senatrice Petrenga hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03321 del senatore Fazzolari ed altri. Il senatore Totaro e la senatrice Petrenga hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-03323 del senatore Fazzolari ed altri. Interrogazioni Atto n. 3-01547 BERNINI MALAN GALLONE CALIENDO MODENA DAL MAS GHEDINI GALLIANI GIAMMANCO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN VITALI Al Ministro della giustizia Premesso che: domenica 3 maggio 2020, il magistrato antimafia Nino Di Matteo, in collegamento telefonico con il dottor Massimo Giletti nella trasmissione "Non è l'Arena", in onda su La7, ha lanciato accuse gravissime contro il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede; il dottor Di Matteo ha raccontato come nel 2018 il ministro Bonafede gli avesse chiesto di dirigere il DAP (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e che l'offerta sarebbe venuta meno dopo la reazione di alcuni boss detenuti in regime di 41- bis , che intercettati avrebbero espresso preoccupazione per la nomina; a giudizio degli interroganti, l'iniziativa del dottor Di Matteo, incomprensibile sotto il profilo istituzionale, temporale e politico, e la reazione altrettanto incomprensibile della difesa, sempre telefonica e sempre in diretta televisiva, del ministro Bonafede, oltre ad alimentare pesanti dubbi circa la condotta di un membro del Governo in carica, delineano uno scenario inquietante ed un'evidente frattura all'interno dei rapporti tra la politica e la magistratura, si chiede di sapere: se sia vero quanto affermato nel corso della trasmissione televisiva "Non è l'Arena" dal dottor Di Matteo, in riferimento alla convocazione che anni fa il Ministro in indirizzo, appena nominato, fece allo stesso prospettandogli la direzione del DAP, o altro incarico differente al Ministero e se sia vero che, successivamente, il Ministro avrebbe ritirato la proposta di direzione del DAP, offerta che il dottor Di Matteo riteneva di poter accettare; per quali ragioni sia stato convocato il magistrato individuandolo come la persona più adatta a ricoprire il ruolo di capo del DAP; quali siano le reali ragioni che hanno portato il Ministro a ritirare la proposta fattagli e se sia vero che sulle decisioni del guardasigilli abbiano pesato anche reazioni nel mondo carcerario da parte dei detenuti che avevano criticato l'eventuale nomina del dottor Di Matteo; come sia possibile che il Ministro sia stato a conoscenza del contenuto delle intercettazioni citate, considerato che il nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, organo investigativo composto da agenti e ufficiali di polizia giudiziaria addetti a indagini su fatti di mafia e terrorismo, riferisce esclusivamente alla magistratura. Atto n. 3-01548 LAFORGIA DE PETRIS Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, sono stati 4,4 milioni i lavoratori che dalla giornata del 4 maggio hanno ripreso la propria attività lavorativa; mentre 2,7 milioni continueranno a restare a casa in attesa di successive misure governative; su 100 rimasti a casa per effetto dei provvedimenti di sospensione delle attività, ben il 62,2 per cento potrà tornare al lavoro; un'indagine della fondazione studi dei Consulenti del lavoro, elaborata a partire dai microdati delle forze lavoro dell'Istat, ha fornito, rispetto alle cifre esposte, alcune osservazioni degne di nota; dei citati 4,4 milioni di lavoratori, 3,3 sono uomini (pari al 74,8 per cento) e 1,1 sono donne (pari al 25,2 per cento) e la motivazione, stando ai dati riportati, è riconducibile ad una riapertura prettamente industriale, dove la manodopera utilizzata è per lo più maschile; il rientro al lavoro permetterà a questi 4,4 milioni di lavoratori di percepire uno stipendio certo sfuggendo ai gravi ritardi nei pagamenti della cassa integrazione, come risulta dai tanti lavoratori che sono ancora in attesa degli assegni a causa delle inefficienze di alcune Regioni; i decreti agiscono su una struttura industriale e sul perimetro del mercato del lavoro già fortemente caratterizzati da una marcata discriminazione di genere, a cui bisogna inoltre aggiungere un ulteriore elemento dato dallo stato di necessità, ovvero il fatto che con la chiusura delle scuole, in una famiglia, uno dei due genitori non viene messo nelle condizioni di recarsi sul luogo di lavoro poiché il lavoro di cura dei figli richiede una presenza domestica e nella maggior parte dei casi questo ruolo è affidato alle donne; la partecipazione delle donne al mondo del lavoro mostra nitidamente come il tasso di occupazione delle madri sia decisamente inferiore a quello di una donna senza figli e questo pone un ulteriore problema al rientro delle donne al lavoro soprattutto nella "fase 2" individuabile nella criticità nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro, dimostrato dalle cifre: l'11,1 per cento delle donne che ha avuto almeno un figlio nella vita non ha mai lavorato per prendersi cura dei figli (3,7 per cento è la media europea); va segnalato come non siano state create in tempo le condizioni per avere alternative perché, nonostante il Governo abbia giustamente chiesto di promuovere il più possibile il lavoro "agile", i Consulenti del lavoro segnalano come "solo nel 36,6% dei casi i lavoratori chiamati a riprendere le proprie attività potranno farlo in smart working" ed anche quest'ultimo rischia di non risultare la panacea di tutti i mali, poiché, in assenza di una legge sul diritto alla disconnessione, si potrebbe tradurre in un ulteriore sovraccarico di lavoro; la legge sul lavoro agile (legge n. 81 del 2017) obbliga a prevedere le modalità di riposo del lavoratore nell'accordo individuale o aziendale, non previsto però dalla decretazione d'urgenza; smart working significa procedere per obiettivi, slegati dagli orari tradizionali e dal controllo in loco , e risponde a valutazioni più qualitative del lavoratore, ma al momento, invece, tante lavoratrici sono ancora nelle condizioni di dover lavorare da casa in perenne reperibilità con la necessità di avere a disposizione 24 ore su 24 a un qualsiasi dispositivo informatico, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda colmare il divario che c'è in Italia fra il diritto all'occupazione maschile e quello femminile garantendo un diritto ad un'occupazione stabile e dignitosa e quindi evitando che l'uscita dalla crisi sia in gran parte sulle spalle delle donne di questo Paese. Atto n. 3-01549 BALBONI CIRIANI Al Ministro della giustizia Premesso che: durante la trasmissione televisiva "Non è l'Arena" andata in onda su La7 domenica 3 maggio 2020, il noto magistrato antimafia e consigliere del Consiglio superiore della magistratura, dottor Nino Di Matteo, in collegamento telefonico con il conduttore Massimo Giletti, ha reso noto come il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, nel giugno 2018 gli avesse chiesto di dirigere il DAP (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), salvo poi assegnare, dopo poche ore, lo stesso incarico ad altro candidato; il dottor Di Matteo, la cui versione non può che essere ritenuta veritiera alla luce sia dell'assoluta integrità che della storia professionale della persona, ha messo in relazione la repentina inversione di marcia del Ministro con la reazione di alcuni boss mafiosi detenuti al 41- bis , intercettati in carcere proprio in quei giorni, i quali minacciavano gravi ritorsioni qualora il pubblico ministero antimafia avesse ottenuto quell'incarico; il Ministro in indirizzo, durante la stessa diretta televisiva e poi con un comunicato stampa, ha replicato affermando che egli aveva sì prospettato l'incarico di capo del DAP ad dottor Di Matteo ma che poi aveva ritenuto più importante per lui il ruolo di direttore degli affari penali poi rifiutato dall'interessato, rigettando così l'infamante accusa di aver cambiato opinione per timore delle reazioni della criminalità organizzata e dei boss mafiosi, di cui ammetteva comunque di essere all'epoca già a conoscenza; a giudizio degli interroganti la spiegazione fornita dal guardasigilli lascia perplessi e contrasta con il fatto oggettivamente incontrovertibile, per cui non è affatto vero che la direzione degli affari penali (negli anni enormemente depotenziata rispetto ai tempi in cui la dirigeva il dottor Giovanni Falcone) possa essere ritenuta più importante del ruolo di direttore del DAP, come dimostra non solo l'enorme differenza del compenso previsto per i due incarichi ma soprattutto l'enorme struttura che fa capo al DAP (191 istituti carcerari, un esercito di oltre 40.000 agenti di Polizia penitenziaria, una popolazione carceraria di oltre 50.000 detenuti tra cui centinaia di boss mafiosi in regime di carcere duro da tenere costantemente sotto controllo); la gravità di quanto denunciato dal dottor Di Matteo non può quindi essere liquidata come una sbagliata "percezione" dell'interessato, ma richiede un chiarimento molto più approfondito, in considerazione degli attori coinvolti e dell'importanza dell'argomento in gioco, soprattutto alla luce delle recenti scarcerazioni di pericolosi criminali per presunte esigenze sanitarie e alla conseguente grave perdita di credibilità del sistema giustizia, tanto da indurre il direttore del DAP a rassegnare le dimissioni nei giorni seguenti ai fatti in oggetto; si ritiene indispensabile, nell'interesse della giustizia e della democrazia, chiarire al più presto e senza alcuna ombra di dubbio se a dire la verità è uno stimato pubblico ministero o il Ministro della giustizia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno fornire tutte le spiegazioni necessarie a fare chiarezza su quanto sopra esposto e se, nell'impossibilità di fugare ogni dubbio circa il proprio operato, non ritenga doveroso rassegnare le proprie dimissioni da Ministro ovvero, qualora ritenga non veritiere e infamanti le dichiarazioni rese dal dottor Nino di Matteo, quali iniziative intenda intraprendere nei suoi confronti. Atto n. 3-01550 DURNWALDER UNTERBERGER STEGER Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) con la recente delibera n. 570/2019 del 27 dicembre 2019 ha confermato il tetto agli investimenti nella costruzione di reti di distribuzione del gas naturale in nuove località; tale tetto rende di fatto non remunerative tutte quelle reti di distribuzione del gas naturale dove non è possibile allacciare un cliente almeno ogni 20 metri; il limite di un contatore ogni 20 metri, già difficile da riscontrare nei centri urbani, rende impossibile estendere la rete del gas naturale ai comuni montani ed in particolare a quelli a bassa densità abitativa e crea, inoltre, una discriminazione tra comuni già in passato metanizzati (di serie A) e comuni non metanizzabili (di serie B), discriminazione ancora più sentita in Alto Adige, dove l'art. 1 della legge provinciale n. 15 del 2013 prevede che: "Nella Provincia autonoma di Bolzano il servizio pubblico di distribuzione del gas naturale si svolge in maniera uniforme su tutto il territorio provinciale"; considerato che per ovviare ai limiti evidenziati le Province autonome di Bolzano e di Trento, la Comunità montana di valle Camonica hanno proposto un emendamento, segnalato peraltro anche dai parlamentari SVP in occasione dell'espressione del parere sullo schema di decreto legislativo per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/692, che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale, al fine di: a) assicurare, come prescritto dalla direttiva 2009/73/CE, la non discriminazione fra gli utenti, ovvero assicurare che i comuni montani in zona climatica F cessino di essere non metanizzabili e quindi essere considerati di serie B rispetto a quelli già metanizzati; b) assicurare la certezza del diritto per gli investitori nelle infrastrutture del gas, dando cioè congrua remunerazione del capitale investito senza penalizzare le aree ad elevati costi unitari quali sono i comuni montani (previsione già contenuta nell'art. 23 del decreto legislativo n. 164 del 2000); c) sostenere l'economia locale e la competitività delle imprese, in particolar modo in questa fase 2 legata all'attuale emergenza epidemiologica, che consente le attività di cantiere connesse con la costruzione di infrastrutture (codice ATECO 42, ingegneria civile, nell'allegato 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020), promuovendo gli investimenti infrastrutturali e mettendo a disposizione delle imprese e dei cittadini un combustibile pulito e conveniente; d) sostenere la green economy : le comunità montane sono territori a forte connotazione rurale, con la presenza di numerosi impianti di biogas gestiti da cooperative agricole e la presenza di una rete di distribuzione consentirebbe di convertire il biogas in biometano per poi immetterlo in circolo a vantaggio di tutti gli utenti allacciati: un passo concreto verso la decarbonizzazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di condividere le osservazioni esposte e se non ritenga di accoglierle nel decreto legislativo per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/692 citata, quale segno di concreto ed immediato intervento del Governo a sostegno dell'economia. Atto n. 3-01551 ASTORRE MARCUCCI D'ARIENZO FERRARI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la grave crisi finanziaria della compagnia Alitalia SpA ha reso necessari una serie di interventi normativi conseguenti all'ammissione della società alla procedura di amministrazione straordinaria, avvenuta il 2 maggio 2017, finalizzati a favorirne la cessione di mercato, nonché una serie di interventi di finanziamento necessari a garantirne la continuità gestionale e operativa, tra i quali i 900 milioni di euro stanziati complessivamente con i decreti-legge n. 50 del 2017 e n. 148 del 2017, i 400 milioni di euro stanziati con il decreto-legge n. 137 del 2019 e da ultimo gli ulteriori 500 milioni di euro con il decreto-legge n. 18 del 2020. Con l'articolo 37 del decreto-legge n. 34 del 2019, è stato altresì autorizzato l'ingresso del Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale sociale della nuova compagnia aerea, "Nuova Alitalia", nel limite dell'importo maturato a titolo di interessi sul prestito, stimato in 145 milioni di euro, ed il trasferimento a tale società dei compendi aziendali oggetto delle procedure di amministrazione straordinaria; nonostante tali interventi, la procedura di cessione di Alitalia SpA, iniziata il 19 ottobre 2018 e prorogata fino al 21 novembre 2019, non ha prodotto i risultati attesi. Nessuno fra i soggetti che di volta in volta ha manifestato interesse all'acquisto dell'azienda ha formalizzato offerte congrue e, soprattutto, predisposto un adeguato piano industriale per il rilancio della compagnia aerea; con il decreto-legge n. 137 del 2019, oltre al citato finanziamento semestrale di 400 milioni di euro, è stata pertanto delineata una nuova procedura per pervenire al trasferimento dei complessi aziendali di Alitalia e delle altre società del gruppo entro il 31 maggio 2020, affidandole ad un nuovo organo commissariale, eventualmente anche individuando l'affittuario o l'acquirente, a trattativa privata tra i soggetti che garantissero la continuità nel medio periodo del servizio pubblico essenziale, nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione. Il 12 dicembre 2019, pertanto, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, è stato nominato un nuovo commissario straordinario in sostituzione della precedente terna; da ultimo, il decreto-legge n. 18 del 2020 ha autorizzato per Alitalia, Società aerea italiana SpA e di Alitalia Cityliner SpA la costituzione di una nuova società pubblica, o interamente controllata dal Ministero dell'economia, o a prevalente partecipazione pubblica, e autorizzato espressamente il commissario straordinario a porre in essere ogni atto a ciò necessario o conseguente; considerato che: la situazione determinatasi con l'emergenza COVID-19, con la caduta verticale delle prenotazioni dei voli aerei, ha segnato un ulteriore forte elemento di criticità non soltanto per Alitalia ma per tutte le principali compagnie aeree concorrenti, a partire da quelle più forti sul mercato del trasporto aereo di passeggeri; emerge in tutta evidenza la necessità di procedere rapidamente alla conclusione delle procedure previste per la cessione, al fine di consentire alle newco Alitalia di partire immediatamente, alla pari delle altre principali compagnie aeree, al momento della riapertura dei voli interni e in ambito internazionale; la flotta aerea a disposizione delle newco Alitalia, secondo quanto comunicato dal commissario, dovrebbe essere composta da 92 aerei complessivi di cui 20 aerei di lungo raggio, 60 di medio raggio e 12 regionali a fronte dei 113 aerei attualmente disponibili. La restante parte della flotta (21 aerei) risulta, secondo quanto comunicato, composta di aerei giunti alla fine del loro ciclo vitale con significativi oneri manutentivi, che saranno o restituiti alle società di leasing ovvero alienati, se in proprietà. Tale dotazione appare sufficiente nella fase iniziale di graduale riapertura dei voli in ambito nazionale e internazionale ma non in grado di far guadagnare porzioni di mercato nel medio lungo periodo, si chiede di sapere: a che punto siano le procedure per la cessione dei rami di azienda di Alitalia SpA e Alitalia Cityliner alle newco di nuova costituzione previste dal decreto-legge n. 18 del 2020 e se queste avverranno in tempi utili a consentire loro di essere pienamente operative sul mercato del trasporto aereo passeggeri al momento della graduale riapertura dei voli interni e internazionali; se si intenda procedere, nelle more delle procedure di cessione, all'individuazione di nuovi soci industriali di settore che consentano di rafforzare la nuova compagnia aerea e farla tornare pienamente competitiva nei mercati internazionali del trasporto aereo di passeggeri e se siano pervenute congrue manifestazioni di interesse all'acquisto di attività o di rami d'azienda; quali siano le direttrici prioritarie del nuovo piano industriale delle newco Alitalia, gli investimenti previsti, le alleanze strategiche con altre compagnie aeree, in particolare per le tratte internazionali, il segmento di mercato nel quale la nuova compagnia aerea intenderà concentrare la propria operatività e il suo ruolo nell'ambito del rilancio del turismo in Italia; se nell'ambito del nuovo piano industriale sia previsto il mantenimento degli attuali livelli occupazionali; se corrisponda al vero che nei primi mesi di operatività la newco Alitalia sarà una compagnia aerea ridimensionata con prevalenza di voli sulle tratte nazionali ed europee e con una riduzione delle rotte internazionali con preferenza per quelle più profittevoli del Nord e del Sud America; se il Ministro in indirizzo ritenga che la prevista composizione della flotta aerea della newco Alitalia sia adeguata a garantire nel futuro mercato del trasporto aereo di passeggeri i ricavi necessari all'equilibrio economico-finanziario della compagnia aerea, al potenziamento della flotta medesima e al mantenimento dei livelli occupazionali. Atto n. 3-01552 FARAONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: le conseguenze dell'emergenza economica provocata dall'epidemia da COVID-19 risultano ogni giorno più drammatiche: basti ricordare che mentre il 13 marzo 2020 la Commissione europea aveva pubblicato una stima preliminare del possibile impatto dell'emergenza sull'economia quantificata in una riduzione di 2,5 punti percentuali del tasso di crescita del PIL della zona euro nel 2020, solo un mese dopo il Fondo monetario internazionale stimava la contrazione dell'attività economica nell'Unione europea al 7,5 per cento in meno, con l'Italia fanalino di coda al 9,1 per cento in meno e con una stima di crescita che non riuscirà a colmare le forti perdite conseguite nell'anno in corso, con una stima di crescita, probabilmente ottimistica, pari al 4,8 per cento in più: per meglio comprendere la gravità del dato di quest'anno si può considerare che nel 2009, l'anno peggiore della crisi finanziaria, il tasso di crescita del PIL italiano è stato del 5,3 per cento in meno: il 2020 potrebbe pertanto quasi arrivare a raddoppiare in negativo tale risultato; questi dati si traducono concretamente nel fallimento di decine di migliaia di aziende e con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, fenomeni ai quali purtroppo si sta già drammaticamente assistendo; il Governo e il Parlamento per rispondere all'emergenza economica in atto hanno messo in campo misure senza precedenti per quello che riguarda i numeri, con due scostamenti del deficit per complessivi oltre 80 miliardi di euro approvati nel giro di poco più di un mese; nonostante ciò tali misure appaiono essere comparativamente inferiori a quelle di altri Paesi europei come la Germania, che ha autorizzato un ulteriore indebitamento netto pari a 156 miliardi e di un budget per le imprese, tramite il fondo per la stabilizzazione economica (WSF) e l'istituto di credito per la ricostruzione (KFW), pari a 822 miliardi di euro; o come la Francia, che ha varato un piano di aiuti da 110 miliardi di euro, accompagnato da garanzie statali fino a 300 miliardi di euro sui prestiti alle imprese; tuttavia, anche laddove astrattamente tale impegno economico fosse sufficiente a tamponare gli effetti derivanti dalla chiusura delle attività economiche e del crollo dei consumi, si scontrerebbe con altri fattori che in concreto stanno rendendo tali aiuti farraginosi, ovvero la complessità del sistema burocratico; difatti numerose sono le criticità denunciate dal mondo delle imprese che quotidianamente sottolineano le lungaggini burocratiche per l'accesso alle garanzie contenute nel decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, detto "decreto liquidità", e che lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri, nel giorno della festa dei lavoratori, ha dovuto ammettere che "ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti"; rispetto alla quota di risorse messe a disposizione, che si traduce inevitabilmente in un indebitamento per lo Stato, gran parte di queste è impiegata per reddito di emergenza, cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria, in deroga, Naspi, con una risposta che, a detta del nuovo presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi, rappresenta una "distribuzione di denaro a pioggia"; ben presto, sostiene sempre Bonomi, quando tali misure di mero assistenzialismo saranno finite senza aver posto in essere alcun investimento nella sistema produttivo, la situazione potrebbe diventare drammatica; e l'unica strada sarebbe quella di sbloccare tutte le opere pubbliche già finanziate, ripristinando gli incentivi di industria 4.0, trasformando inoltre i pagamenti dei debiti che lo Stato deve alle imprese in liquidità certa, tramite cioè una detrazione sulle imposte che si andranno a pagare quest'anno, con misure infine volte a superare la lentezza amministrativa; considerato che: la lentezza degli interventi non riguarda solo le amministrazioni e i passaggi intermedi ma investe purtroppo l'approvazione delle misure urgenti di cui il Paese necessita, lo dimostra la circostanza che il decreto-legge (di cui ad oggi circolano unicamente bozze parziali) che dovrà contenere gli aiuti più rilevanti per il comparto economico e la cui approvazione era prevista entro il mese di aprile, da qui la denominazione di "decreto aprile", tardi ad essere approvato dal Consiglio dei ministri, nonostante il mese sia ormai concluso da tempo; secondo una recente ricerca di "Cribis", società specializzata in informazioni di mercato e " working voice ", prima piattaforma italiana di anticipo fatture, solo il 4 per cento delle aziende interessate reputa le misure del Governo sufficienti, 6 imprese su 10 hanno dichiarato di avere liquidità limitata, il 70 per cento stima di esaurirla entro tre mesi, mentre l'11 per cento l'ha già esaurita; le misure di distanziamento sociale che dovranno essere imposte necessariamente all'interno delle aziende con il riavvio della produzione, così come le misure anti contagio, comporteranno una minore produttività, con l'esigenza di turnazioni, maggiori costi per le aziende (mascherine, igienizzante per le mani, sanificazione degli ambienti, guanti monouso, misurazione della temperatura prima dell'ingresso in azienda), rendendo indispensabile predisporre normative ad hoc in linea con le mutate necessità; se le notizie di stampa inerenti alla possibile partecipazione pubblica dello Stato nelle aziende di maggiori dimensioni fossero confermate, tali iniziative riporterebbero il Paese ad esperienze fallimentari della vecchia politica di stampo statalista, con operazioni dimostratesi non funzionali né al tessuto produttivo, né per lo Stato medesimo, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare in ordine alla necessità di assicurare che le misure di sostegno economico alle imprese giungano più celermente a destinazione di quanto avvenuto finora e se non ritenga necessario sburocratizzare la procedura per il conferimento dei sussidi economici alle imprese; se non intenda, in concerto con l'operato del Governo e sulla scia di quanto richiesto dal mondo produttivo, avviare lo sblocco delle opere pubbliche già finanziate, prevedendo incentivi sul modello industria 4.0, prevedendo altresì che il debito dello Stato nei confronti delle imprese si traduca immediatamente in credito di imposta per queste ultime; se non intenda erogare gli aiuti necessari alle imprese in forma di contributi a fondo perduto in grado di garantire liquidità immediata, anziché attraverso pericolose acquisizioni di quote societarie da parte di soggetti pubblici, suscettibili di provocare un'insostenibile statalizzazione delle attività produttive; quali ulteriori iniziative, oltre a quelle fin qui adottate, intenda proporre per arginare gli effetti economici dell'emergenza epidemiologica. Atto n. 3-01553 GIROTTO ANASTASI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: in Italia, l'intensità energetica primaria ha avuto, nel periodo 1995-2017, un andamento tendenzialmente decrescente. Tale dato è particolarmente positivo perché, tanto più basso è il valore dell'intensità energetica, tanto più è alta l'efficienza energetica del Paese. I valori italiani sono peraltro inferiori, dunque più positivi, rispetto alla media dei 28 Paesi dell'Unione europea (117,8 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) su milioni di euro), che alla media dei Paesi appartenenti alla zona euro (114,2), con scostamenti percentuali rispettivamente del 15,4 del 12,6 per cento; a tale risultato si è giunti anche in ragione delle misure introdotte dapprima con la legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006, articolo 1, commi da 344 a 349) e successivamente con il decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, che ha potenziato il precedente regime di detrazioni fiscali per gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici. Le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica sono state poi, via via, prorogate di anno in anno, fin da ultimo nella legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019, articolo 1, commi 175 e seguenti); nel dettaglio, il comma 175 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2020 proroga, per l'anno 2020, le detrazioni spettanti per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia, la cui disciplina è contenuta negli articoli 14 e 16 del decreto-legge n. 63 del 2013; in particolare, con riferimento al cosiddetto ecobonus , viene prorogato al 31 dicembre 2020 il termine previsto per avvalersi della detrazione d'imposta nella misura del 65 per cento per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici disposta ai commi 1 e 2, lettera b) , dell'articolo 14 del decreto-legge n. 63, e per l'acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 (comma 2, lettera b-bis) , dell'articolo 14 del decreto-legge n. 63). È stata altresì prorogata al 31 dicembre 2020 anche la detrazione prevista al 50 per cento per le spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili; con riferimento alle misure di agevolazione fiscale per la ristrutturazione edilizia, è stata prorogata al 31 dicembre 2020 la misura della detrazione al 50 per cento, fino ad una spesa massima di 96.000 euro, per gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati dall'articolo 16- bis , comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, e successive modificazioni; con riferimento alle misure antisismiche, fino al 31 dicembre 2021, è prevista una detrazione del 50 per cento, ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Tale beneficio si applica non solo agli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), ma anche agli edifici situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). La misura della detrazione aumenta, ove l'adozione delle misure antisismiche comporti il passaggio a classi di rischio inferiore; considerato che: dal 2018 è possibile cedere il credito corrispondente alla detrazione anche per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari e non solo per quelli relativi alle parti comuni di edifici condominiali; i contribuenti che nell'anno precedente a quello di sostenimento della spesa si trovano nella " no tax area " (cosiddetti incapienti) possono scegliere di cedere il credito ai fornitori o ad altri soggetti privati (compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari). Tutti gli altri contribuenti, diversi dagli incapienti, possono cedere il credito ai fornitori e ad altri soggetti privati, ma non alle banche o agli intermediari finanziari; l'art. 10, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2019 (cosiddetto decreto crescita), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58 del 2019, modificando l'art. 14 del decreto-legge n. 63 del 2013, ha previsto, solo per le spese effettuate nel 2019, uno sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per l'efficientamento energetico dal committente in alternativa all'utilizzo della detrazione prevista o alla sua cessione; dal 1° gennaio 2020 lo sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per l'efficientamento energetico resta in vigore per i soli i lavori di importo pari o superiore a 200.000 euro, effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, così come previsto dall'art. 1, comma 70, della legge di bilancio per il 2020; valutato che: il Servizio Studi della Camera dei deputati, in collaborazione con l'istituto di ricerca CRESME, ha pubblicato un dossier in materia di recupero e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio da cui emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2019, 19,5 milioni di interventi, ossia (considerando che le abitazioni sono il principale oggetto degli interventi di rinnovo) oltre il 62,5 per cento delle abitazioni italiane stimate dall'ISTAT (31,2 milioni). In 20 anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a quasi 322 miliardi di euro. Il dato a consuntivo per il 2018 indica un volume di investimenti pari a 28.487 milioni di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a 3.331 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 25.156 milioni di euro per il recupero edilizio; nei giorni scorsi Fillea CGIL e Legambiente hanno presentato un "piano per la ripresa del settore delle costruzioni in Italia", da realizzare una volta superata l'emergenza coronavirus. Il piano prevede 6 punti in grado di stimolare investimenti, sviluppo e occupazione nel pieno rispetto ambientale; nel piano si evidenzia che realizzare interventi di riqualificazione energetica, da qui al 2025, in 30.000 condomini all'anno, riconvertendo 1,2 milioni di edifici, lavoro, ci sarebbero 37 miliardi di euro di investimenti diretti e indiretti, 900 milioni di entrate per le casse previdenziali. Inoltre sarebbe garantito un risparmio in bolletta per le famiglie di circa 620 euro all'anno, oltre a un aumento del valore dell'abitazione stimato tra un 5 e un 15 per cento. Molti sarebbero i benefici per l'ambiente, quantificabili in una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica di 840.000 tonnellate annue e la riduzione dei consumi di gas di 418,5 milioni di metri cubi all'anno, si chiede di sapere se si intenda rafforzare significativamente strumenti quali ecobonus e sisma-bonus , sia elevando la percentuale sia dando la possibilità di sconto in fattura e cessione del credito, così da indirizzare gli investimenti nella direzione della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio. Atto n. 3-01554 CORRADO ANGRISANI GIANNUZZI VANIN LANNUTTI PAVANELLI PUGLIA Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il 3 aprile 2020 è stata una giornata di grande apprensione per la popolazione della Calabria centrale ionica, interessata da una sequenza sismica iniziata alle ore 5:13 con un terremoto di magnitudo 3.5 e proseguita con altre 25 scosse nell'arco della giornata, tre delle quali di magnitudo maggiore di 3.0 e una stimata 4.0; gli eventi sismici del 3 aprile assommano a 31 se si allarga lo sguardo a tutto il territorio storicamente orbitante sulla città di Crotone, il cosiddetto Marchesato, dove situazioni analoghe ma di minore intensità si ripetono da alcuni mesi; considerato che: contattato nell'immediatezza il prefetto di Crotone, il giorno seguente, 4 aprile 2020, l'interrogante e l'on. Elisabetta Barbuto hanno ritenuto di indirizzare una nota sia all'Ufficio III, Attività tecnico-scientifiche per la previsione e la prevenzione dei rischi del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri sia alla presidenza dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV); tra le due amministrazioni, Dipartimento e INGV, quest'ultimo ente di ricerca non strumentale e soggetto pubblico, vige un rapporto di convenzione per la sorveglianza sismica e vulcanica soggetto a periodico rinnovo che dal 2012 si esplica in un accordo quadro decennale attuato mediante convenzioni; nel documento delle due parlamentari si chiede ai destinatari: "nulla sia trascurato di quanto è in Vs. potere, sia sul piano del monitoraggio sia dell'interlocuzione con gli attori locali sia, in fine, in tema di verifica dell'esistenza e della congruità delle cautele necessarie e sufficienti alla bisogna, a cominciare dai piani di evacuazione"; considerato inoltre che: per un inconveniente scoperto solo il 22 aprile 2020, dopo la giusta replica dell'INGV al comunicato stampa a firma Barbuto-Corrado del 18 aprile che dava conto della sola risposta pervenuta dal Dipartimento e lamentava il silenzio dell'INGV, si è appurato che quest'ultimo non aveva ricevuto la nota del 4 aprile 2020, ragione del mancato riscontro; il documento a firma del capo del Dipartimento della protezione civile, invece, datato 10 aprile 2020 (prot. n. 21190), ha raccolto il plauso pubblico delle parlamentari per l'asserita "massima attenzione (…) per la sequenza sismica in atto nel Crotonese", nonché per la celerità e la ricchezza dei contenuti, giacché illustra in dettaglio "le iniziative di questo Dipartimento nei settori evidenziati nella nota citata"; la stessa nota, però, lascia sconcertati quando riferisce alcuni dati di ordine tecnico, di specifica competenza di chi studia e monitora la sismicità nazionale e locale, che, non corretti in sé, falsano anche le deduzioni conseguenti; valutato che, per quanto risulta agli interroganti: circa lo sciame sismico del 3 aprile 2020, la nota del Dipartimento apre affermando: "In base ai dati della Rete Sismica Nazionale dell'INGV e della Rete Accelerometrica Nazionale del Dipartimento (…), è stato accertato che i terremoti odierni, avvenuti nell' offshore di Crotone, sono stati generati da faglie inverse, profonde circa 20 km, ad orientazione NE-SW, caratterizzate da Magnitudo-momento Mw 4.0. Nonostante la lontananza dalla costa e la profondità di queste faglie, i sismi sono stati avvertiti dalla cittadinanza che, in parte, si è riversata in strada"; il tono "leggero" del passo citato mal si concilia, in realtà, con la convinzione degli esperti che nel mare antistante a Crotone il sistema di faglie sia molto più complesso che sulla terraferma ma sconcertano e preoccupano soprattutto le asserzioni successive: "Dall'analisi della storia sismica del Crotonese risulta comunque che la sismicità dell'area è relativamente di basso livello, se comparata a quella di altri insediamenti della Calabria. Basti pensare che mai, in nessuna fonte storica, si è avuto contezza di vittime direttamente causate dal terremoto"; orbene, se appare eticamente discutibile il tentativo di tranquillizzare i cittadini invitandoli, sostanzialmente, a scoprirsi fortunati per essere Crotone in zona 2 su una scala di 4, mentre molti altri abitati calabresi si trovano in zona 1 (la più pericolosa in assoluto), la prova storica prodotta per rafforzare l'assunto è invece un falso a tutti gli effetti; le fonti documentali riferiscono infatti di vittime sia per il terremoto dell'8-9 giugno 1638, asserito nella nota "dell'VIII grado MCS", sia per quello, "stimabile all'VIII grado" dell'8 marzo 1832 (quando Crotone non contò morti, a differenza dei paesi limitrofi), ma entrambi i sismi sono riconosciuti del X grado nella letteratura specialistica; nel 1638, peraltro, furono le due forti scosse premonitrici ( foreshock ) dell'8 giugno a limitare, il giorno seguente, all'atto della scossa di massima intensità, il numero dei decessi, oltre al fatto che l'evento del 27 marzo precedente aveva già causato lo spopolamento del territorio, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno e urgente accertare da dove gli estensori della citata nota del 10 aprile 2020 abbiano ricavato, presuntivamente in buona fede, le informazioni non veritiere poste a fondamento di un'analisi della sismicità storica inattendibile e di una valutazione dello sciame sismico in corso che, forte di quella, implica un alto rischio di sottovalutazione; se, in ogni caso, non si ravvisi nella parziale sovrapposizione delle competenze del Dipartimento della protezione civile e dell'INGV, posto che il primo dovrebbe occuparsi di questioni emergenziali e l'ente di ricerca di quelle scientifiche, un elemento di debolezza del sistema di monitoraggio della sismicità, come il deplorevole episodio descritto sembra dimostrare; se non si creda doverosa, nei confronti della popolazione di Crotone e del Marchesato, una nuova e corretta analisi dello sciame sismico del 3 aprile 2020, nell'ottica di una corretta valutazione della pericolosità e del rischio sismico di tale area. Atto n. 3-01555 D'ANGELO CRUCIOLI EVANGELISTA LOMUTI PIARULLI RICCARDI Al Ministro della giustizia Premesso che di giorno in giorno aumentano le istanze di scarcerazione per "rischio COVID" presentate dai detenuti in regime di 41- bis dell'ordinamento penitenziario (di cui alla legge n. 354 del 1975 e successive modifiche) o, comunque, inseriti nei circuiti della cosiddetta alta sicurezza. I numeri raccontano di una lista di detenuti (circa 376) autorizzati dalla magistratura di sorveglianza a continuare a scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, a distanza di 4 mesi dalla dichiarazione dell'emergenza nazionale. In particolare, ha destato e continua a destare preoccupazione il fatto che nel suddetto elenco figurino i nomi di boss del rango di Zagaria, Bonura, Iannazzo e Sudato, oltre a quelli di altri 372, oggi ex detenuti, comunque legati alle cosche e operativi sul piano criminale; considerato che: il decreto-legge n. 28 del 2020, assegnato in sede referente alla 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato il 6 maggio 2020, all'articolo 2, apporta alcune modifiche alla disciplina procedimentale della detenzione domiciliare cosiddetta in deroga, cioè sostitutiva del differimento dell'esecuzione della pena, come disposto dall'articolo 47- ter della legge n. 354 del 1975. La novella consiste nel prevedere una maggiore interlocuzione mediante l'espressione di un parere obbligatorio, volto all'accertamento dell'attualità o meno dei collegamenti con la criminalità organizzata e della pericolosità sociale del detenuto, da parte del procuratore distrettuale ove ha sede il Tribunale che ha emesso la sentenza (nel caso di delitti previsti all'art. 51, commi 3- bis e 3- ter ) e dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (nei casi di detenuti sottoposti al regime carcerario previsto all'art. 41- bis della legge n. 354 del 1975) da rendere alla magistratura di sorveglianza al fine di pronunciarsi sui presupposti di un eventuale rinvio dell'esecuzione della pena in regime di detenzione domiciliare, si chiede di sapere, posti gli effetti sicuramente positivi del citato decreto in via di conversione, quali saranno gli ulteriori provvedimenti, non solo disposti con decretazione d'urgenza ma anche a livello amministrativo, che verranno posti in essere anche da parte delle strutture competenti come il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al fine di porre rimedio a questa situazione. Atto n. 3-01556 BOLDRINI IORI Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca Premesso che la legge di bilancio per il 2020 (legge n. 160 del 2019), al comma 271 dell'art. 1, ha ulteriormente incrementato i contratti di formazione specialistica dei medici mediante l'aumento delle risorse previste dall'autorizzazione di spesa di cui al comma 521 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) allo scopo di prevederne un aumento a regime stimato in 900 borse di specializzazione; considerato che: tali risorse erano andate ad incrementare l'autorizzazione di spesa già prevista all'articolo 1, comma 252, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità per il 2016), che a sua volta aveva disposto un incremento degli stanziamenti aventi la medesima finalità ai sensi dell'art. 1, comma 424, della legge n. 147 del 2013 (legge di stabilità per il 2014), diretti ad aumentare le risorse a legislazione vigente ascrivibili al titolo VI del decreto legislativo n. 368 del 1999 che ha attuato, per quanto qui interessa, alcune direttive comunitarie in materia di circolazione dei medici, relativo alla loro formazione specialistica; il comma 518 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2019 ha previsto l'integrazione, con la finalità di attivare ulteriori borse di studio per i medici di medicina generale che partecipano ai corsi di formazione specifica, delle disponibilità vincolate sul fondo sanitario nazionale per un importo di 10 milioni di euro, a decorrere dal 2019; tenuto conto che: all'incremento dei contratti di formazione specialistica, che mira a migliorare la copertura dei ruoli della funzione medica del servizio sanitario, si affianca uno specifico intervento volto a garantire una rappresentanza degli specializzandi dei profili professionali sanitari diversi da quello di medico, in aggiunta alla rappresentanza eletta dei medici in formazione specialistica; infatti, i commi 470-472 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2020 dispongono l'istituzione, con una spesa annua di 3 milioni di euro dal 2020, di una tecnostruttura per supportare le attività dell'osservatorio nazionale e degli osservatori regionali per la formazione medica specialistica di cui agli articoli 43 e 44 del decreto legislativo n. 368 del 1999, nonché l'estensione delle competenze dello stesso osservatorio nazionale (con conseguente cambio della sua denominazione in ''osservatorio nazionale per la formazione sanitaria specialistica''), con riferimento alle scuole di specializzazione destinate alla formazione degli ulteriori profili professionali sanitari; rilevato che: in aggiunta, viene autorizzata una spesa di 3 milioni di euro nell'anno 2020 e di 2 milioni annui dal 2021 da destinare all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), per il supporto alle attività del Ministero della salute e delle Regioni concernenti la definizione del fabbisogno di medici e professionisti sanitari, nonché per il supporto all'osservatorio nazionale ed agli osservatori regionali e per lo sviluppo e l'adozione di metodologie e strumenti per la definizione di una distribuzione dei posti relativi ai corsi di medicina e chirurgia e delle professioni sanitarie e alle scuole di specializzazione di area sanitaria rispondenti alle effettive esigenze del Servizio sanitario nazionale; il comma 859 dell'art. 1 della legge di bilancio per il 2020 ha inoltre disposto che per l'ammissione di medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria, riordinate ed accreditate ai sensi dei decreti ministeriali n. 68 del 4 febbraio 2015 e n. 402 del 13 giugno 2017, è autorizzata l'ulteriore spesa di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 26 milioni di euro a decorrere dall'anno 2022; preso atto che: l'emergenza COVID-19 ha reso ancora più lampante e drammatica la questione dei contratti di formazione, perché il grosso problema del nostro Paese non è tanto la carenza di medici, quanto la carenza di medici specialisti, anche in funzione dei nuovi fabbisogni correlati alla pandemia; l'osservatorio nazionale per la formazione medico-specialistica, organo che si occupa di verificare i requisiti che le scuole di specializzazione dichiarano in fase di accreditamento, è scaduto più di un anno fa e non è ancora stato rinnovato; il decreto-legge n. 23 del 2020, recante "Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali", reca all'articolo 42 il commissariamento dell'AGENAS, si chiede di sapere quale sia il reale fabbisogno italiano in termini di contratti di specialità e come si intenda garantire una pronta operatività degli enti osservatorio e AGENAS. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01546 ALFIERI FEDELI GIACOBBE Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: dallo scoppio della crisi epidemiologica dovuta al diffondersi del virus COVID-19 numerosi cittadini italiani non sono ancora riusciti a rientrare nel nostro Paese: come noto la cancellazione di numerosi voli, il blocco dei trasporti e le misure di contenimento hanno reso particolarmente difficoltoso il rientro in Italia; in data 15 marzo 2020 sono stati fatti sbarcare dalla nave da crociera "Oasis of the seas", della società "Royal Caribbean", ancorata a largo di Miami tutti gli ospiti presenti, mentre il personale marittimo tra cui 9 italiani è rimasto a bordo. Secondo quanto risulta agli interroganti, costoro, licenziati dalla compagnia il 25 marzo, sarebbero attualmente anche privi dei loro documenti, poiché requisiti dal comandante, e vivrebbero chiusi in cabina dal 28 marzo, mentre la nave è ancora bloccata al largo; da giorni i marittimi italiani attendono di poter far rientro in Italia, una situazione drammaticamente analoga a quella di circa 90.000 marittimi di tutte le nazionalità che si trovano sulle navi al largo delle coste orientali e occidentali degli Stati Uniti. Per poter effettuare il rimpatrio occorre, infatti, che si attivi la Royal Caribbean, predisponendo un piano di rientro da sottoporre successivamente all'approvazione delle competenti autorità statunitensi. Tuttavia ad oggi la società non ha provveduto a predisporre il piano; rilevato che: dal 1° gennaio 2014 è in vigore il "meccanismo unionale di protezione civile" adottato il 17 dicembre 2013, con la decisione 1313/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio. Strumento dell'Unione europea, il meccanismo unionale nasce per rispondere tempestivamente e in maniera efficace alle emergenze che si verificano su un territorio esterno all'Unione europea e per favorire il rientro dei connazionali temporaneamente all'estero. Uno strumento che, come ribadito più volte dal commissario Lenarcic, deve essere riservato ai Paesi in cui non esiste alcuna altra opzione commerciale di rientro, al fine di evitarne l'uso eccessivo e assicurare il rispetto dei principi di solidarietà, equità e proporzionalità; conseguentemente il Governo italiano ha attivato il meccanismo per favorire il rientro di circa 1.000 connazionali da Paesi da cui non è possibile alcuna altra opzione commerciale, si pensi in tal senso a Paesi come il Laos, la Cambogia, la Bolivia, il Guatemala o ancora l'Honduras, garantendo in tali casi la presenza a bordo di altri cittadini di Stati membri nel rispetto delle disposizioni del meccanismo unionale; secondo i dati forniti dalla Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee (DG ECHO) mediante il mantenimento di rotte strategiche e l'attivazione di voli commerciali "speciali", l'Italia è riuscita ad assicurare il rientro di circa 71.000 connazionali, a fronte dei circa 59.000 cittadini rimpatriati con voli UE; tuttavia, pur essendo uno dei Paesi dell'Unione europea che è riuscito a rimpatriare il maggior numero di connazionali, rimangono comunque ancora in attesa di essere rimpatriati numerosi cittadini italiani; la situazione in cui versa il personale marittimo italiano a bordo della nave da crociera Oasis of the seas desta particolare preoccupazione: il fatto che si trovi al largo delle coste statunitensi non costituisce infatti, come di tutta evidenza, un presupposto per poter attivare il meccanismo unionale di rimpatrio, ma l'inerzia della compagnia Royal Caribbean nel predisporre un piano di rientro da sottoporre all'autorizzazione delle autorità statunitensi, nonostante i ripetuti solleciti del Consolato Generale d'Italia a Miami, non consente di procedere con il rimpatrio neanche attraverso l'utilizzo di voli commerciali o "speciali", si chiede di sapere: quali iniziative necessarie e urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire il rientro dei marittimi italiani a bordo della "Oasis of the seas" e quali procedure abbia attivato per sollecitare la compagnia Royal Caribbean perché provveda in tempi rapidi alla predisposizione del piano di rientro dei marittimi; quali ulteriori iniziative intenda adottare al fine di completare le operazioni di rimpatrio dei cittadini italiani ancora all'estero. Atto n. 3-01557 TESTOR MALAN GALLIANI SERAFINI MODENA BARBONI MASINI ALDERISI TOFFANIN PICHETTO FRATIN LONARDO PEROSINO CESARO FERRO CANGINI PAGANO GALLONE MALLEGNI BINETTI GASPARRI FLORIS Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, all'articolo 42, recante disposizioni in materia di prestazioni dell'INAIL, al comma 2 ha confermato, per le infezioni da virus Sars-Cov-2, noto anche come COVID-19, contratte in occasione di lavoro, che trova applicazione il principio generale in base al quale le malattie infettive contratte in circostanze lavorative, ad esclusione di quelle inquadrate come malattie professionali, sono considerate infortuni sul lavoro ai fini della relativa certificazione obbligatoria; stabilisce, inoltre, che nei casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all'INAIL che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la tutela dell'infortunato; la disposizione è oggetto della circolare INAIL n. 13 del 3 aprile 2020 nella quale si precisa che "secondo l'indirizzo vigente in materia di trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie, l'INAIL tutela tali affezioni morbose, inquadrandole sotto l'aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro: in questi casi, infatti, la causa virulenta è equiparata a quella violenta. In tale ambito delle affezioni morbose, inquadrate come infortuni sul lavoro, sono ricondotti anche i casi di infezione da nuovo coronavirus occorsi a qualsiasi soggetto assicurato dall'Istituto. (...) Sono destinatari di tale tutela, quindi, i lavoratori dipendenti e assimilati, in presenza dei requisiti soggettivi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, nonché gli altri soggetti previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all'area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e tutela assicurativa INAIL"; a seguito dell'emanazione, il 30 aprile 2020, di una circolare del presidente dell'INAIL con la quale, sulla base delle disposizioni citate, è stabilito ufficialmente che il COVID-19 contratto sul luogo di lavoro non è classificabile come malattia professionale ma come "infortunio sul lavoro", alcune aziende del settore manifatturiero hanno manifestato forte preoccupazione per la responsabilità oggettiva, penalmente rilevante, che grava sugli imprenditori e sui datori di lavoro che, pur attenti all'applicazione rigida dei protocolli di sicurezza per garantire le condizioni di salute ai propri dipendenti, evidenziano le scarse possibilità di controllo sul contagio; giova evidenziare, infatti, che il contesto pandemico nel quale il contagio da COVID-19 si colloca rende praticamente impossibile stabilire con certezza se la malattia sia stata contratta nell'ambiente lavorativo o sociale o familiare e che tale difficoltà di individuazione è aggravata dalla dimensione della diffusione del contagio; da notizie giunte agli interroganti risulta che, per i motivi esposti, molte aziende hanno ritenuto che non vi siano le condizioni per riavviare l'attività lavorativa, ciò compromettendo ancor di più la sopravvivenza di molte di loro già fortemente penalizzate dalla diffusione dell'epidemia, si chiede di sapere se e quali iniziative i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano assumere per rivedere le disposizioni citate. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-03348 VITALI Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: l'emergenza COVID-19 ha tra le sue immediate conseguenze una delle maggiori crisi economiche del nostro Paese e non solo. Ad oggi, infatti, le stime di perdita di prodotto interno lordo si assestano in circa il 15 per cento per il 2020, le misure varate sono ancora molto deboli e non possono ritenersi neanche un palliativo per le sofferenze economiche che cittadini e imprese stanno vivendo. Attualmente gli unici scarsi mezzi a disposizione per cercare di superare qualche settimana e tener in vita la propria attività sono stati introdotti con il decreto-legge n. 23 del 2020 per il sostegno alla liquidità delle imprese, in particolare con quanto previsto dall'art. 1 e dal fondo centrale di garanzia PMI di cui all'art. 13; il colonnello Vincenzo Bianchi della Guardia di finanza è intervenuto affermando: "La Gdf si occuperà di individuare i comportamenti illeciti da parte di chiunque li terrà. Le risorse con garanzia statale che le imprese riceveranno con il decreto liquidità per affrontare il calo di fatturato legato al COVID-19, devono essere destinate solo a questo scopo e non a vecchie esposizioni. La legge è chiara: quelle somme vanno riservate a crisi di liquidità derivanti dall'emergenza e la Gdf verificherà andando a recuperare comportamenti illeciti"; quanto affermato è del tutto condivisibile oltre che necessario a tutela delle imprese che lavorano nel rispetto di tutte le indicazioni sanitarie previste. È altrettanto doveroso controllare e perseguire comportamenti distorsivi o di abuso attuati dai beneficiari dei finanziamenti previsti dal "decreto liquidità"; definire con esattezza e precisione quali siano gli utilizzi consentiti nell'idea del legislatore, evitando che essi siano lasciati alla libera interpretazione dei funzionari di banca, in sede di istruttoria, e dei verificatori allorquando si procederà a verificarne gli utilizzi; è necessario definire con esattezza il confine di liceità e i connessi parametri circa l'uso di tale liquidità ad oggi indicati in modo troppo generico dal decreto-legge; in assenza di criteri certi e limiti definiti, la dinamicità degli accadimenti aziendali e delle scelte dell'imprenditore rischiano di non essere ritenute corrette, esponendo il beneficiario a contestazioni o revoche; bisognerebbe porre attenzione alle modalità con le quali le banche hanno approcciato alla questione relativa ai finanziamenti previsti con le tutele del fondo di garanzia e di SACE (società per azioni del gruppo Cassa depositi e prestiti). La cronaca giornalistica delle ultime settimane ha reso di estrema attualità le difficoltà che imprese e professionisti stanno incontrando nella proposizione delle richieste di erogazione dei finanziamenti; contrariamente a quanto annunciato dal Presidente del Consiglio dei ministri, le domande di erogazione del finanziamento garantito stanno incontrando difficoltà dovute alle differenti procedure adottate dagli istituti di credito, che richiedono documentazione aggiuntiva rispetto a quella prevista e adottano modalità operative che rendono estremamente difficoltoso l'accesso al credito; secondo la ricostruzione della Federazione autonoma bancari italiani, la procedura ammonta alla compilazione di 21 moduli o autocertificazioni per ottenere il prestito richiesto. Contrariamente alla procedura snella pubblicizzata, si riscontra un sistema lento e ricco di inutili ostacoli operativi. Forse agli istituti di credito non bisognerebbe chiedere un "atto d'amore" ma un "atto di responsabilità"; la liquidità che arriverà non deve diventare un ulteriore aggravio sul cash flow dei richiedenti, visti i piani di restituzione previsti nel breve periodo: si dovrebbe pensare alla concessione di prestiti con restituzioni attraverso piani di ammortamento e preammortamento a medio e lungo termine; se il recupero previsto del PIL è ipotizzato dagli esperti in 5 anni (e non significa tornare ad un'economia florida, ma ad un PIL riferito a dicembre 2019 di per sé già depresso), è quantomeno preoccupante che le imprese debbano e possano riuscire a restituire i debiti contratti per far fronte all'emergenza in soli 6 anni, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle difficoltà circa l'accesso alla liquidità per le imprese che ne fanno richiesta in base alle più recenti disposizioni di legge e quali provvedimenti intendano adottare per snellire le procedure ancora eccessivamente farraginose poste in essere dagli istituti di credito; se non intendano apportare delle opportune modifiche in merito alla restituzione del debito contratto per far fronte all'emergenza, rendendo i tempi di restituzioni realistici e applicabili per sostenere la sopravvivenza delle imprese. Atto n. 4-03349 FARAONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da quanto è dato sapere, l'amministrazione comunale di Lampedusa (Agrigento) ha avviato le procedure per la realizzazione, all'interno dello specchio marino del porto a cala Salina, di un viadotto stradale della lunghezza di oltre 130 metri, sostenuto da piloni in calcestruzzo in mezzo al mare, per il collegamento stabile tra il porto vecchio e il porto nuovo, in un'area sottoposta a molteplici vincoli ambientali e paesaggistici; l'infrastruttura insisterebbe nei pressi dell'area di interesse archeologico di "Cala Salina", ove sono presenti le vasche di lavorazione del pesce di epoca romana imperiale, tutelate sin dal 1992 e acquisite al demanio dei beni culturali della Regione Sicilia; l'area, con l'adozione del piano paesaggistico (decreto assessorile n. 18/2013), è sottoposta a tutela integrale per tale tratto di costa, e non sono consentite opere che frammentino la percezione unitaria del paesaggio e impattino sull'ambiente; l'opera insisterebbe, altresì, all'interno della zona di protezione speciale ITA 040013, individuata per motivi naturalistici dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dall'Unione europea per le finalità della direttiva "Uccelli" 79/409/CEE; tali molteplici vincoli rendono obbligatorie le procedure valutative di natura ambientale quali la valutazione ambientale strategica (trattandosi di un'opera non prevista da alcuno strumento di pianificazione), la valutazione di incidenza (visto che l'opera ricade in zona di protezione speciale) e la valutazione d'impatto ambientale, oltre al coinvolgimento della Soprintendenza del mare, anche per le preliminari prospezioni sottomarine previste dalle norme di attuazione del piano paesaggistico in un ambito indiziato dal punto di vista archeologico; la questione è assai grave e necessita di essere affrontata con massima urgenza, si chiede di sapere: se l'amministrazione comunale di Lampedusa abbia avviato le procedure valutative di natura ambientale necessarie per la realizzazione dell'opera, e se sia rispettata la correttezza nell' iter sino ad oggi seguito con particolare riferimento ai vincoli ambientali, paesaggistici ed urbanistici esistenti e alle disposizioni in materia di opere pubbliche; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, al fine di garantire la tutela e l'integrità di questo tratto di costa di grande interesse storico, archeologico e paesaggistico e del tratto costiero e dell'ambito marino di "Cala Salina". Atto n. 4-03350 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: l'11 dicembre 2018 è stato presentato pubblicamente un nuovo opuscolo ideato nell'ambito del progetto "La cultura è in rete", promosso dall'Assessorato per le pari opportunità della Regione Emilia-Romagna e dal Tribunale per i minorenni di Bologna dal titolo il "Dialogo con i papà autori di comportamenti violenti in famiglia, per conoscere l'intervento della giustizia minorile" nella cui presentazione in rete si legge che si tratta una pubblicazione realizzata dall'Assessorato e dal Tribunale per i minorenni di Bologna, condivisa con l'ordine degli assistenti sociali dell'Emilia-Romagna, il cui obiettivo è far conoscere le possibilità di intervento della giustizia per tutelare i figli dal clima di paura e tensione fra genitori, specie in presenza di un padre violento; l'opuscolo è ad oggi leggibile ed estraibile dal sito del Tribunale per i minorenni della Regione Emilia-Romagna, oltre che in altri siti istituzionali; non risulta un analogo opuscolo realizzato a tutela dalle "madri violente", né tanto meno un opuscolo neutro a tutela dai "genitori violenti"; la violenza familiare è una realtà che merita particolare attenzione, ma che non può certamente essere ricondotta ad un solo genere o identità sessuale (l'uomo), basti citare soltanto gli ultimi casi di cronaca nei quali si osserva come la violenza anche fisica sia compiuta anche dalla donna; l'articolo 3 della Costituzione sancisce che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso"; il potere giudiziario ha la funzione di dare piena attuazione ai principi fondamentali, senza che sussistano pregiudizi che possano realizzare le condizioni per giudicare in modo diseguale le parti processuali, e nella specie esclusivamente i "papà autori di comportamenti violenti in famiglia" ritenuti evidentemente gli unici responsabili di violenza intrafamiliare, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno valutare di intervenire, nel rispetto dell'art. 3 della Costituzione, affinché sia chiarito che ogni procedura giudiziaria è connotata dalla neutralità rispetto al sesso ed è scevra dal pregiudizio che, in un conflitto familiare, il "papà" e dunque un uomo, sia l'esclusivo artefice di violenza in famiglia. Atto n. 4-03351 TOFFANIN MALLEGNI GALLONE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia di COVID-19, necessita di date certe e protocolli per poter riavviare le attività in sicurezza e nel più breve termine possibile; i parchi di divertimento, nonostante siano considerati ai sensi della normativa vigente quale settore dello spettacolo, influiscono in quello del turismo; il comparto dei parchi di divertimento, nel 2019, ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall'Italia e 1,5 milioni di arrivi dall'estero. Se si considera il settore della ristorazione, dei trasporti, del merchandising e degli hotel , il volume d'affari complessivo dell'indotto nel 2019 supera la soglia di un miliardo di euro; il settore genera, inoltre, 25.000 occupati diretti, di cui 10.000 fissi e 15.000 stagionali, cui si sommano 60.000 posizioni legate all'indotto; la fase delle selezioni di migliaia di dipendenti stagionali che doveva avvenire in questi giorni è attualmente sospesa; la cosiddetta fase 2, avviata il 4 maggio a seguito dell'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, non fornisce alcuna indicazione in merito alla data e alle modalità di riapertura dei parchi divertimento; ai fini della riapertura i parchi necessitano di adeguate attività di manutenzione e preparazione per le quali impiega sia proprio personale, sia collaboratori e artigiani del luogo, generando un importante indotto per il territorio; le associazioni di categoria hanno comunicato, a più riprese, che i parchi sarebbero pronti a riaprire garantendo la massima sicurezza, ma, in assenza di una linea chiara da parte del Governo, sono di fatto bloccati; occorre elaborare norme uniformi per la riapertura coinvolgendo maggiormente gli operatori del settore; l'associazione europea dei parchi acquatici, per esempio, ha elaborato un protocollo per la riapertura, la cui attuazione necessita un allentamento delle restrizioni iniziali esistenti e dei divieti di contatto a causa della diminuzione del numero dei casi; come affermato dal gruppo di comunicazione COVID-19 dell'Istituto superiore di sanità del 16 aprile 2020, non ci sono prove che il virus possa essere diffuso all'uomo attraverso l'uso di piscine, vasche idromassaggio, in quanto il loro corretto funzionamento, la manutenzione e un'adeguata disinfezione assicurano l'inattivazione del virus che causa COVID-19, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per fornire quanto prima linee chiare e protocolli affinché gli operatori del settore possano attivarsi per la riapertura; quali misure stia mettendo in atto per il sostegno al settore dei parchi di divertimento che, come evidenziato, genera migliaia di posti di lavoro. Atto n. 4-03352 BARBONI VITALI Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dello sviluppo economico Premesso che: l'attuale pandemia ha completamente paralizzato l'intera filiera del turismo che genera il 13 per cento del PIL nazionale e il 15 per cento dell'occupazione; in vista del riavvio delle attività del settore, auspicabile quanto prima e con linee guida facilmente applicabili, gli operatori chiedono chiarezza e interventi certi per quanto riguarda l'utilizzo di lavoratori stagionali provenienti da altri Paesi; molte imprese del settore, infatti, da anni impiegano nelle proprie attività lavoratori stagionali provenienti dall'Europa dell'est, ed in particolare dalla Romania; il 9 aprile 2020, a seguito dell'incontro tra il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Bellanova e l'ambasciatore rumeno in Italia, è stato aperto un canale di collaborazione con la Romania sui lavoratori stagionali per l'agricoltura, per sopperire alla mancanza di personale per le raccolte nei campi; tale modello di cooperazione dovrebbe essere applicato anche ad altre realtà come quello dei lavoratori stagionali nel turismo, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano, per quanto di competenza, fornire chiarimenti e linee guida agli operatori del settore turistico in merito all'impiego di lavoratori stagionali provenienti da altri Paesi; se non ritengano necessario aprire un dialogo con tali Paesi, in particolare con la Romania, per permettere alle imprese turistiche italiane di riassumere il personale già impiegato negli anni precedenti, col quale vi è un rapporto di fiducia e collaborazione. Atto n. 4-03353 RIVOLTA FAGGI FERRERO ZULIANI PIROVANO Ai Ministri per le pari opportunità e la famiglia e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che alcuni organi di informazione on line ("Vita" e "Napolitoday" del 4 maggio 2020) riportano la notizia di un protocollo di intesa siglato dai Ministri in indirizzo; lo stesso ministro Bonetti ha dichiarato che "abbiamo siglato con il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, un protocollo di intesa da 5 milioni di euro per finanziare il progetto 'Time to care'. Contrattualizzeremo giovani dai 18 ai 35 anni per supportare a domicilio i bisogni delle famiglie con persone anziane. Una sorta di mini-servizio civile"; non risulta alcun comunicato stampa ufficiale in merito sui siti ufficiali del Dipartimento delle politiche per la famiglia e del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri; sempre dagli organi di informazione citati, in particolare "Vita", si apprende che con l'iniziativa "verranno attivate azioni per servizi di assistenza a domicilio e/o a distanza dei giovani nei confronti degli anziani; attività di 'welfare leggero' (disbrigo di piccole faccende per persone anziane o bisognose come consegna di spesa, acquisto di farmaci, contatti con i medici di base, pagamento di bollette, consegne a domicilio di diversi beni, libri, giornali, pasti preparati o altri beni di necessità, ecc.); assistenza da remoto, anche mediante contatti telefonici dedicati all'ascolto e al conforto di chi è solo, o servizi informativi per gli anziani, anche online. Le risorse saranno destinate a sostenere direttamente i giovani operatori, impiegati nelle azioni progettuali degli Enti del Terzo settore, e gli Enti stessi. Il programma verrà promosso in cooperazione con il Forum del Terzo settore su tutto il territorio nazionale, con il doppio obiettivo di favorire l'inclusione sociale delle persone anziane e di sostenere l'impegno giovanile"; lo stesso organo di informazione virgoletta la seguente dichiarazione resa dal ministro Spadafora: "Insieme alla Ministra Bonetti abbiamo deciso di investire (…) prevedendo un fondo aggiuntivo per l'anno in corso in modo da potenziare, nelle modalità previste dal Servizio Civile Universale, il sostegno per chi, nei prossimi mesi, sarà tenuto a una maggiore prudenza, a partire dalla fascia più anziana della popolazione"; il fatto singolare è che la normativa che regola il servizio civile universale, ovvero il decreto legislativo n. 40 del 2017, successivamente integrato dal decreto legislativo n. 43 del 2018, non è affatto coerente con quanto dichiarato dai due Ministri; a puro titolo esemplificativo si evidenzia infatti che il decreto legislativo n. 40 del 2017 stabilisce che il servizio civile possa essere svolto da cittadini in fascia di età tra i 18 ed i 28 anni (articolo 14, comma 1), che debba essere attuato esclusivamente presso enti di servizio civile universale iscritti all'albo (articoli 8 e 11), che i programmi e i progetti di servizio civile universale non sono stabiliti a priori , bensì presentati dagli enti di servizio civile universale e valutati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri d'intesa con le Regioni (articolo 5), che il rapporto di servizio civile universale si instaura con la sottoscrizione del relativo contratto tra il giovane selezionato dall'ente accreditato e la Presidenza del Consiglio dei ministri (articolo 16, comma 1), si chiede di sapere se risulti se gli organi di informazione citati abbiano riportato correttamente quanto stabilito nel protocollo di intesa siglato dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, e dal Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ed inerente al progetto "Time to care" e, in tal caso, come sia possibile che due ministri della Repubblica abbiano stipulato un protocollo in evidente contrasto con la normativa in vigore. Atto n. 4-03354 LEONE ANASTASI SANTANGELO MORONESE ANGRISANI MARINELLO VANIN NOCERINO DONNO LOREFICE MAIORINO RUSSO LANNUTTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 (denominato sblocca cantieri), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, all'art. 4 dispone un'accelerazione degli interventi infrastrutturali per le opere ritenute prioritarie e regola la nomina di uno o più commissari straordinari con il compito di sovrintendere e coordinare lo svolgimento dei lavori; la ratio è di individuare quelle opere e infrastrutture strategiche per il Paese e prevedere per queste un iter dei lavori snello ed efficace, concedendo al commissario straordinario designato la possibilità di sostituirsi ad ogni autorizzazione, parere o visto per l'avvio e prosecuzione dei lavori; tra le molteplici opere definite prioritarie vi è quella relativa al rischio idrico causato dallo sversamento di materiali tossici di provenienza dell'Istituto nazionale di fisica nucleare presso il Gran Sasso; considerato che: il sistema viario della Sicilia rientra anch'esso tra le opere degne di essere attratte nell'orbita di quelle prioritarie: è notorio lo stato della viabilità siciliana e il disagio che i cittadini siciliani sono costretti a vivere ogni giorno tra strade dissestate o non asfaltate, trazzere che rallentano la guida, interruzioni dei tratti autostradali che impongono la "condivisione" di intere carreggiate per ambo i sensi di marcia; per questa ragione di emergenza, l'ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, di concerto con il presidente della Regione Siciliana, si era impegnato a individuare, in tempi ragionevolmente brevi dalla data di pubblicazione del decreto-legge, una figura da designare come commissario straordinario per i lavori da effettuare in Sicilia, designazione poi rimandata; a questo si aggiunge che il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (cosiddetto "decreto milleproroghe"), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, se da un lato specifica i termini per designare il commissario straordinario col fine di accelerare i tempi di nomina e velocizzare l' iter , dall'altro restringe il campo di applicazione dei lavori da destinare alla viabilità siciliana: non più sulla "rete viaria", come indicava il precedente decreto-legge n. 32, bensì sulle sole strade provinciali, riducendo così le aree di intervento straordinario; considerato inoltre che: in data 5 novembre 2019 è stato nominato il dottor Corrado Gisonni commissario straordinario con il compito di sovrintendere alla progettazione ed esecuzione degli interventi per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso; entrambe le figure erano state individuate dall'ex ministro Toninelli, ma mentre per Gisonni non si è riscontrata difficoltà alcuna relativamente al prosieguo dell' iter di nomina, questo non è accaduto per la proposta di nomina del dottor Gianluca Ievolella quale commissario straordinario della viabilità in Sicilia, mai formalizzata; considerato infine che ad oggi non si rilevano aggiornamenti relativi alla designazione del commissario straordinario per progettare ed eseguire gli interventi di manutenzione della rete viaria (o strade provinciali) in Sicilia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra; se non rilevi un singolare immobilismo nell'individuazione e designazione del commissario straordinario per la manutenzione delle strade in Sicilia e se non ritenga pertanto necessario intervenire in maniera tempestiva adottando le opportune misure per porre rimedio alle conseguenze prodotte da tale situazione; quali iniziative intenda assumere affinché le ricadute di un tale stato di cose non si protraggano ulteriormente nel tempo continuando a produrre effetti dirompenti sulla qualità della vita dei cittadini siciliani. Atto n. 4-03355 ROMANO LEZZI MININNO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dello sviluppo economico Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: "La Gazzetta del Mezzogiorno", storico e prestigioso quotidiano che da 133 anni è una delle colonne portanti dell'informazione libera e democratica del Sud Italia, patrimonio di tutto il Meridione, è stata colpita dalla crisi del settore editoriale, causando il crollo delle vendite e la significativa contrazione degli introiti pubblicitari; a seguito delle dimissioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, senza che fossero nominati i nuovi organi per presunto difetto di forma nella convocazione dell'assemblea societaria, e dopo la decisione del Tribunale di Catania di prorogare il consiglio di amministrazione dimissionario per far eseguire all'editore le nomine di propria competenza previste dalla legge, pare che la proprietà abbia comunicato la volontà di porre in liquidazione la società editrice del giornale; considerato che: se ciò dovesse rispondere al vero, si configurerebbe un disinteresse dell'editore al prosieguo dell'attività della testata pugliese, con la volontà di porre in liquidazione la Edisud SpA, società editrice del giornale, come sembrerebbe essere stato comunicato al consiglio di amministrazione uscente nella giornata del 5 aprile 2020; negli ultimi 18 mesi i lavoratori della Gazzetta (giornalisti, poligrafici e quasi tutti gli amministrativi) hanno accettato pesanti sacrifici: tagli progressivi e strutturali alle buste paga, mensilità e contributi perduti, il tutto "per mettere i conti in sicurezza", a fronte di un impegno professionale sempre crescente; serve fare chiarezza per capire come si siano "deteriorati" i bilanci degli ultimi anni, alla luce di controverse scelte gestionali, a cui sembra che abbia concorso un certo disordine organizzativo e la mancanza di governance , con progressivo pregiudizio dei diritti creditori, si chiede di sapere: quali iniziative si intenda intraprendere per verificare quanto riportato, affinché siano fornite ai dipendenti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" le legittime informazioni circa il futuro e il possibile rilancio della testata; se si ritenga di intraprendere azioni di competenza volte a salvaguardare il futuro della storica testata e a tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti. Atto n. 4-03356 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per le politiche giovanili e lo sport e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i proprietari dei cavalli da metà marzo 2020 stanno segnalando che viene impedito loro di entrare nei maneggi o nelle strutture private come cascine e altro per accudirli; le indicazioni sul corretto comportamento da tenere per le restrizioni imposte dai diversi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri per contenere i contagi da coronavirus stanno generando confusione in chi vorrebbe soltanto prendersi cura del proprio cavallo; le indicazioni contraddittorie e confuse hanno portato alcuni centri equestri e maneggi a dare una lettura estremamente restrittiva dei provvedimenti governativi non consentendo, in molti casi, l'accesso per accudimento ai proprietari; la FISE (Federazione italiana sport equestri), con nota dell'11 marzo, ha comunicato che, a seguito dell'epidemia di coronavirus, possono accedere ai centri ippici solo "i proprietari di atleti di interesse nazionale che sono una categoria molto ristretta e certificata dalla stessa federazione. Tutti gli altri solo in situazioni di necessità indifferibili certificate da un veterinario"; l'ENPA (Ente nazionale protezione animali) chiarisce che "I cavalli i cui proprietari sono tesserati FISE (...) si potranno attenere alla dichiarazione della Federazione stessa che palesa la necessità di evitare l'accesso presso le strutture per montare o muovere alla corda il cavallo. Naturalmente, fatte salve le situazioni di necessità indifferibili che devono essere debitamente comprovate (ad esempio con la certificazione medico veterinaria). I centri ippici, a loro volta, provvedono alla cura ed alla movimentazione del cavallo, attraverso il proprio personale e nel rispetto delle misure di contenimento COVID-19 all'interno dei luoghi di lavoro"; considerato che: l'accudimento quotidiano dei cavalli deve essere garantito, pur nel rispetto della normativa d'urgenza perché rimane un dovere etico morale, oltre che giuridico, anche in situazioni estreme come quella attuale e senza che questa necessità sia certificata di volta in volta da un veterinario; i cavalli stanno subendo in questo momento una grande sofferenza a causa della reclusione forzata nei box ; inoltre, la sospensione delle attività, specialmente se dovesse protrarsi nel tempo, potrebbe indurre alcuni centri ippici a cedere i cavalli per sopravvenute difficoltà, con il rischio concreto che centinaia di cavalli vengano ceduti ai commercianti e finiscano al macello, si chiede di sapere se non si reputi assolutamente indispensabile rivedere il decreto e apportare le modifiche che consentono ai possessori di cavalli, seriamente preoccupati della sofferenza che la reclusione nei box da settimane sta ingenerando, di prendersi cura di loro e non recidere quel legame così particolare, sottile e profondissimo che esiste tra loro. Atto n. 4-03357 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 25- undecies del decreto-legge n. 119 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 136 del 2018, ha riformato le disposizioni in materia di determinazione del prezzo massimo di cessione delle unità abitative, contenute nell'articolo 31 della legge n. 448 del 1998, prevedendo che l'attuazione delle nuove norme sia preceduta da un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze; il comma 3 (comma 49- quater dell'articolo 31 della legge n. 448 riformato) dispone l'emanazione del suddetto decreto ministeriale entro 30 giorni dalla conversione del decreto-legge n. 119 del 2018; considerato che ad oggi, dopo oltre un anno dall'entrata in vigore della legge di bilancio per il 2019, il decreto attuativo ancora non è stato emanato e che, inoltre, dopo la sua emanazione dovrà essere sottoposto all'esame della Conferenza Stato-Regioni e successivamente applicato sia attraverso una legislazione regionale di recepimento, che attraverso deliberazioni delle amministrazioni comunali, prolungando ulteriormente i tempi di conclusione dell' iter burocratico, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi assolutamente urgente l'emanazione del decreto attuativo finalizzato a consentire l'applicazione della nuova normativa stabilita dal decreto-legge n. 119 del 2018 in materia di determinazione del prezzo massimo di cessione. Atto n. 4-03358 CORRADO VANIN ANGRISANI PRESUTTO PAVANELLI GIANNUZZI DE LUCIA Ai Ministri dell'università e della ricerca, dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della giustizia Premesso che: in base alla sua "storia sismica", la città di Crotone, ricadente nella zona sorgente n. 930 (lato ionico della Calabria), in materia di rischio sismico è classificata 2 su una scala di 4: i database dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) attestano, infatti, che vi si possono verificare terremoti distruttivi, con vittime e danni ingenti, come quelli del 8-9 giugno 1638 e dell'8 marzo 1832; la geodinamica del territorio contempla sia eventi severi dovuti a moti di compressione legati alla subduzione della microplacca ionica sotto l'arco calabro-peloritano, sia scosse a bassa magnitudo e meccanismo focale distensivo causate dall'attivazione di faglie locali; premesso ancora che: frequenza e intensità delle scosse registrate da qualche mese nel capoluogo pitagorico e nel territorio che vi fa capo, cosiddetto Marchesato, hanno generato inquietudine, accresciuta di recente dal ripetersi di eventi sismici percepiti dalla popolazione e dalle restrizioni alla mobilità personale imposte per l'emergenza epidemiologica da COVID-19; il 2 aprile 2020 erano stati localizzati tre piccoli eventi con magnitudo massima pari a 2.0 tra le ore 7:12 e le 7:35 ma il giorno seguente, secondo il sito dell'INGV, la costa ionica della Calabria centrale è stata interessata da una sequenza sismica iniziata con un terremoto di magnitudo 3.5 alle ore 05:13 e proseguita con altre 25 scosse, nell'arco della giornata, che salgono a 31 se si allarga lo sguardo all'intero Marchesato; quattro gli eventi di magnitudo maggiore di 3.0, uno dei quali stimato 4.0; considerato che: come in occasioni precedenti, molte scosse del 3 aprile sono state localizzate in mare, davanti alla città, in prossimità del campo a idrocarburi di ENI denominato "Luna", aperto dagli anni '70 del secolo scorso, di produzione di gas naturale (a prevalenza metano) e oggi in naturale declino; il reservoir produttivo, situato nelle rocce permeabili della formazione delle arenarie di San Nicola, fu studiato dall'INGV in un progetto del 2009-2011 avente come responsabile scientifico la dottoressa Fedora Quattrocchi, commissionato dalla società Rezia Energia (oggi Repower) per individuare siti adatti all'abbattimento dei gas serra prodotti da una centrale elettrica a carbone poi non costruita; a sconsigliare l'uso del campo Luna come sito di stoccaggio di anidride carbonica furono i piccoli volumi entroterra e offshore disponibili e la sismicità del crotonese, ben nota alla Quattrocchi, dirigente tecnologo sismogeochimico dell'INGV, grazie alla tesi di un suo studente sulle faglie sismogenetiche attive storicamente nel territorio di Crotone, oltre alla faglia nord-sud detta "del Marchesato"; a mare, peraltro, il sistema di faglie è molto più complesso che sulla terraferma, con antichi sovrascorrimenti in profondità sul pliocenico e faglie distensive più superficiali dello stesso sistema nord-sud della faglia del Marchesato; la crisi sismica crotonese in atto non ha prodotto, fin qui, danni a cose o persone e la non reimmissione di fluidi nei pozzi del campo Luna dovrebbe scongiurare la sismicità indotta da attività industriale, ma non è escluso che le dinamiche dello sciame possano essere riconducibili ed evolvibili allo stesso modo dei terremoti storici distruttivi e vanno, perciò, senz'altro monitorate; visto che: la gestione dell'INGV, ente pubblico preposto al controllo della sismicità italiana e dunque anche calabrese, sembrerebbe presentare significative criticità, tanto che dal 2013 ad oggi anche il M5S ha depositato alle Camere numerose interrogazioni al riguardo, con reiterate richieste di commissariamento; a valle delle suddette iniziative, non si sono registrate le dimissioni del presidente, Carlo Doglioni, né del direttore generale, Maria Siclari, attese invano dopo quelle di altre tre figure chiave, ritiratesi, dal 2017 in poi, per protesta contro l'amministrazione con cui avevano collaborato fino ad allora; Doglioni e Siclari erano in carica al momento in cui si sono verificate molte situazioni incresciose oggetto degli atti di sindacato ispettivo e delle abnormi sanzioni disciplinari inflitte ai whistleblower , culminate con il licenziamento della Quattrocchi, il 29 novembre 2019, già presa di mira in precedenza con provvedimenti puntualmente denunciati alla magistratura; gli stessi vertici hanno tuttora un ruolo chiave anche nel comitato operativo attivato dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri in occasione di emergenze, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che i cittadini del crotonese ma anche il Dipartimento della Protezione civile e la stessa ENI dovrebbero poter contare su un ente di controllo della sismicità del sottosuolo (naturale e indotta) che faccia della competenza e dell'affidabilità la propria cifra distintiva; se non paventino che carriere eventualmente costruite sul clientelismo (anche grazie alla presunta assegnazione e gestione non trasparente di fondi pubblici) possano rendere inattendibili le verità attese dall'INGV in tema, ad esempio, di precursori sismici a breve termine e di subsidenza, fenomeno tipico delle zone di produzione di gas naturale e meritevole di speciale attenzione in aree a rischio sismico, subsidenza che a Crotone è altrimenti monitorata solo dall'ENI, nella veste ambigua di controllore e controllato; se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non tema che, sul delicato fronte dello stoccaggio di gas, di idrocarburi e di calore geotermico, di cui dovrebbe occuparsi il "centro monitoraggio del sottosuolo" in ragione dell'accordo quadro tra INGV e Ministero dello sviluppo economico ma che sembrerebbe gestito, nell'Istituto, con scarsa trasparenza e rispetto delle competenze professionali (esautorando chi ha creato in 20 anni l'unità funzionale geochimica dei fluidi stoccaggio geologico e geotermia dello stesso INGV), i rischi legati all'inquinamento delle falde acquifere possano essere sottovalutati e i relativi monitoraggi rivelarsi poco affidabili; se, per quanto di competenza, i Ministri dell'università e ricerca e della giustizia non ritengano di appurare le ragioni del mancato commissariamento dell'ente e acquisire notizie sulle tante indagini innescate, in diverse Procure d'Italia, dalle denunce presentate per presunti illeciti commessi nell'INGV; se non ritengano opportuno cogliere l'occasione della naturale scadenza dell'incarico del presidente, ad aprile 2020 (prorogato a giugno per l'emergenza da COVID-19), per dare quel forte segnale di discontinuità con la pregressa gestione al quale avrebbero diritto non solo il personale dell'INGV ma anche i cittadini italiani, data la delicatezza dei compiti dell'Istituto e le conseguenze tragiche di eventuali errori. Atto n. 4-03359 RAUTI PETRENGA Ai Ministri della difesa, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che, in data 11 dicembre 2017, 25 Stati membri dell'Unione europea hanno formalizzato l'impegno, già previsto dal Trattato di Lisbona del 2009, all'integrazione strutturale delle forze armate nella politica di difesa e sicurezza europee, con la creazione del programma denominato "cooperazione strutturata permanente" (PESCO), al fine di assicurare una gestione unitaria in ambito comunitario delle iniziative di cooperazione militare; premesso altresì che: su iniziativa franco-tedesca è stato promosso nel 2018 l'accordo di difesa intergovernativo "European intervention initiative (E12)", ovvero una "forza di intervento rapido" dentro la UE che ambisce a sviluppare una forma di coordinamento rapido e di reattività militare, nonché di "pianificare congiuntamente sugli scenari di crisi che potrebbero minacciare la sicurezza europea"; nello specifico, l'adesione e la partecipazione al programma PESCO, pur se volontarie, comportano per gli Stati aderenti l'obbligo del rispetto degli impegni, e conseguentemente il mancato rispetto determina la sospensione dal programma del Paese inadempiente; l'obiettivo principale del programma PESCO dovrebbe essere quello di rafforzare la capacità di difesa della UE, mettendo in comune risorse per lo sviluppo degli armamenti (come droni e carri armati) in maniera cooperativa, riducendo, conseguentemente, le incompatibilità esistenti tra i vari sistemi di difesa; considerato che: la Francia e la Germania, pur avendo aderito al programma di cooperazione, hanno autonomamente avviato il progetto denominato "main ground combat system", per lo sviluppo di un nuovo carro armato da combattimento (o, in ipotesi, di una nuova famiglia di veicoli e sistemi di combattimento terrestri) al fine di sostituire, entro il 2035, i "Leopard 2" ed i "Leclerc": e ciò con la condivisione al 50 per cento dei costi del progetto e la conseguente ripartizione dei diritti di proprietà intellettuale per l'uso futuro delle tecnologie sviluppate; altri Paesi europei, tra cui Italia e Polonia, avrebbero richiesto più volte di partecipare al progetto in questione e, in particolare, alla prima fase iniziale, mentre i due Stati promotori avrebbero rifiutato tale richiesta, manifestando la volontà di consentire l'ingresso di Paesi terzi esclusivamente al termine della prima fase di sviluppo, ovvero dopo la realizzazione di un dimostratore tecnologico; atteso che: allo stato, l'Italia sta sviluppando, per mezzo del consorzio Iveco DVD-Leonardo, il programma di "ammodernamento di mezza vita" dell'attuale carro armato "Ariete", allestito dal consorzio Iveco-OTO Melara a partire dalla seconda metà degli anni '90: programma che appare non più procrastinabile, in quanto finalizzato a sanare il divario creatosi con le piattaforme dei Paesi alleati, al punto da limitarne l'interoperabilità, anche al fine di rispettare gli impegni italiani assunti nell'ambito della NATO; per il suo valore l'investimento può essere qualificato quale vero e proprio programma di sviluppo, tale da essere incluso nell'ambito della PESCO; ritenuto che appare necessario, conseguentemente, contrastare l'atteggiamento inaccettabile dell'asse franco-tedesco, contrario allo spirito del programma di cooperazione europea e finalizzato unicamente ad escludere dalla produzione delle tecnologie in via di sviluppo le industrie degli altri Paesi, promuovendo lo sviluppo di un altro programma di cooperazione in ambito europeo, con l'adesione di altri Stati pure partecipanti alla PESCO, anche al fine di ottenere dalla stessa Unione europea le risorse necessarie per la copertura di parte delle spese di sviluppo e progettazione, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intendano adottare al fine di difendere l'interesse nazionale rispetto all'esclusione operata nei confronti dell'Italia da parte di Francia e Germania e se intendano altresì avviare altre iniziative di cooperazione in ambito europeo, anche al fine di tutelare la posizione dell'industria nazionale del settore. Atto n. 4-03360 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, detto "cura Italia", ha introdotto, tra le altre misure, alcune indennità di sostegno in favore dei lavoratori le cui attività risentono dell'emergenza epidemiologica dovuta al COVID-19, anche se percepiscono un assegno di invalidità civile (provvidenza di natura assistenziale erogata dall'INPS), mentre quest'indennità è negata a chi percepisce un assegno ordinario di invalidità, denominato in alcuni casi pensione, provvidenza di natura previdenziale erogata dall'INPS e dalle casse di previdenza professionali ai lavoratori iscritti e che hanno versato un certo numero di contributi per un certo numero di anni; in un messaggio del 20 marzo l'INPS ha chiarito che è escluso dal bonus chi percepisce una pensione diretta. Tale incompatibilità vale non solo per i professionisti ma anche per collaboratori iscritti alla gestione separata dell'INPS, artigiani e commercianti, così come lavoratori stagionali ed operai agricoli; per questi lavoratori quell'assegno costituisce un'integrazione del reddito professionale ridotto per la diminuita capacità lavorativa ed i costi sostenuti a causa di patologie che rendono meno "redditizie" le proprie attività lavorative ed è quindi una prestazione previdenziale ben diversa nelle premesse, nelle finalità e negli importi rispetto alle pensioni dirette di anzianità e vecchiaia, riconosciute a chi cessa la propria attività; il bonus dunque è riconosciuto ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti "sani" che hanno subito un danno economico da coronavirus, ai lavoratori invalidi civili che già percepiscono una prestazione assistenziale dall'INPS, mentre, paradossalmente, non viene erogato a lavoratori "malati e invalidi" che hanno una "pensione o assegno" di invalidità grazie ai contributi versati; l'interpretazione della norma in tal senso sembrerebbe in palese contraddizione con la volontà del legislatore di porre in atto, per ogni cittadino, tutte le misure necessarie in un momento di riduzione dell'attività lavorativa determinata dallo stato emergenziale causato dal COVID-19, si chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire, con carattere di urgenza, estendendo tale strumento di tutela, cosiddetto bonus , anche a quei ai lavoratori che, a causa della loro cagionevole salute, si trovano in una condizione di maggiore fragilità e pertanto necessitano di maggiori sostegni. Atto n. 4-03361 ARRIGONI PELLEGRINI Emanuele BOSSI Simone DE VECCHIS MONTANI AUGUSSORI URRARO NISINI LUNESU SBRANA PERGREFFI VALLARDI FAGGI CANDURA PIANASSO BAGNAI BERGESIO VESCOVI PAZZAGLINI TOSATO PUCCIARELLI CANTU' FREGOLENT CENTINAIO CASOLATI Al Ministro della salute Premesso che: negli ultimi giorni, sono stati divulgati i primi aggiornamenti relativi a programmi di sperimentazione terapeutica potenzialmente molto importanti nella lotta contro il COVID-19; un primo programma, condotto presso il policlinico "San Matteo" di Pavia e l'ospedale "Carlo Poma" di Mantova, ha studiato l'efficacia delle trasfusioni, in pazienti positivi al COVID-19, di plasma iperimmune prelevato da soggetti guariti dal virus; il protocollo prevede somministrazioni di plasma iperimmune con dosi da 300 millilitri ciascuna, effettuate secondo un determinato schema; il direttore del reparto di pneumologia e terapia intensiva dell'ospedale Carlo Poma ha commentato i risultati del programma in maniera estremamente positiva, riferendo di circa 80 pazienti trattati con successo e di sintomi eliminati con estrema rapidità, in un range temporale compreso tra le 2 e le 48 ore; a quanto consta, proprio grazie alla sperimentazione della terapia, nei due ospedali di Mantova e Pavia i decessi per COVID-19 si sarebbero completamente azzerati da oltre un mese; la stessa terapia, oltre ad essere sicura ed efficace, presenterebbe vantaggi aggiuntivi correlati, tra l'altro, all'economicità delle procedure per l'acquisizione del plasma (in Italia le donazioni sono gratuite, per legge), alla possibilità di accumulare plasma per un'eventuale seconda ondata di contagi e, ancora, alla possibilità di selezionare il plasma stesso per ogni caso specifico, in base ai risultati degli esami integrativi effettuati sul titolo neutralizzante degli anticorpi; dopo l'avvio negli ospedali di Pavia e Mantova la sperimentazione terapeutica è partita positivamente anche negli ospedali di Lodi, Cremona e Padova; a seguito dei risultati positivi conseguiti sui malati COVID grazie al plasma dei guariti all'infezione, molti di questi ultimi cittadini che hanno superato la malattia si sono dichiarati disponibili a fare la donazione del plasma; ma con grande sorpresa, alcuni ospedali (come ad esempio l'ospedale "Torrette" di Ancona insieme alla locale facoltà di Medicina) che fanno già parte del protocollo di ricerca non hanno iniziato nemmeno a raccogliere donazioni, né tantomeno a fare applicazioni del plasma ai pazienti da curare; gli importanti risultati raggiunti negli ospedali di Pavia, Lodi, Mantova e Cremona, e recentemente anche nell'ospedale di Padova, non solo inducono ad essere ottimisti nell'intraprendere questa strada, ma soprattutto dovrebbero indurre ad accelerare le tempistiche di attuazione in virtù anche dei passaggi tecnici che devono ancora essere ancora completati per l'inizio dei protocolli per la terapia sperimentale; dalle notizie che emergono dai medici delle strutture in cui tale sperimentazione è stata attuata, l'efficacia della terapia è correlata anche alla tempestività con la quale viene intrapresa e pertanto agire in tempo è fondamentale; è evidente l'interesse alla massima trasparenza sui risultati dei programmi di sperimentazione e alla loro implementazione più ampia possibile per sostenere la ricerca contro il COVID-19, si chiede di sapere: quali siano i dati in possesso del Ministero della salute, della commissione tecnico-scientifica dell'AIFA e del comitato etico dell'istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani" in merito all'impiego del plasma iperimmune nella cura dei pazienti positivi al COVID-19; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno ampliare e accelerare su scala nazionale il programma di sperimentazione che si è tenuto presso gli ospedali di Pavia e Mantova. Atto n. 4-03362 ARRIGONI BRIZIARELLI BRUZZONE MARTI PAZZAGLINI PIANASSO PISANI Pietro RIPAMONTI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico Premesso che: recentemente a sud della Puglia i geologi hanno individuato, tra Santa Maria di Leuca e l'isola di Corfù, un giacimento di metano, denominato "Fortuna Prospect" che rappresenta un'eccezionale opportunità per l'Italia; non sembra che il Governo attuale intenda cogliere le opportunità offerte da tale scoperta dei geologi; la società "Global Med" aveva presentato le istanze per i permessi di ricerca nel dicembre 2013 e la conferenza dei servizi, che risale al 7 novembre 2016, e subito dopo il Ministero dello sviluppo economico hanno espresso parere positivo; il 26 settembre 2017, il Ministro pro tempore dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, aveva riconosciuto poi la compatibilità ambientale dei progetti. Il 31 dicembre 2018 è stato pubblicato il decreto del 7 dicembre 2018 con il quale il direttore generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Ministero dello sviluppo economico ha concesso il permesso, valido per 6 anni: fino al 7 dicembre 2024, per un totale di 68.830 euro di canoni annui pagati in anticipo. Ma subito dopo è subentrato il decreto moratoria che ha bloccato tutto; un emendamento del Movimento 5 Stelle all'ultimo decreto milleproroghe (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8), approvato il 13 febbraio nelle Commissioni della Camera dei deputati, estende di 6 mesi la moratoria sulle trivelle. I permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi saranno sospesi non più per 18 mesi ma per 24, in attesa dell'approvazione da parte dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee; nel frattempo la Grecia avrebbe già autorizzato la trivellazione di un pozzo esplorativo nell'area di questo giacimento che le appartiene, divisa fra Total al 50 per cento, Edison al 25 per cento ed Elpe al 25 per cento. Se il pozzo esplorativo troverà il metano, partirà l'investimento per sfruttare il giacimento. Le condotte porteranno il gas fino alla costa greca dove passa, oggi ancora inattivo perché in costruzione, il gasdotto TAP che va verso la Puglia e il mercato europeo; la statunitense Global Med, società che si occupa di valorizzazione geologica, aveva proposto proprio all'Italia di iniziare a esplorare il fondale in cui è stato individuato il giacimento. La risposta del Governo italiano apparsa sui media sembra chiara: non si procede perché le trivellazioni potrebbero danneggiare il mare italiano e il turismo; tale scelta non considera che se la Grecia procede alle trivellazioni il mare italiano verrebbe comunque potenzialmente danneggiato, visto che i pozzi di estrazione si troverebbero a pochi chilometri dalle acque italiane; in questo senso il danno ci sarebbe lo stesso e ancora più probabile sarebbe il danno economico perché, se la Grecia individuasse il metano, si aggiudicherebbe le royalty per tutto il gas estratto. In pratica ci si ritroverebbe a dover acquistare il metano proveniente dal sottosuolo italiano; nel nostro Paese il gas è caratterizzato dal 93 per cento di importazioni e avrà comunque un ruolo determinante per accompagnare la transizione energetica come specificato nel piano energia e clima (PNIEC), si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano rivedere i divieti alle nuove autorizzazioni di prospezione, ricerca e coltivazione di gas metano nel mare Adriatico e mar Ionio, anche provvedendo a predisporre e presentare al Parlamento gli adeguati strumenti legislativi, allo scopo di utilizzare le opportunità economiche offerte dal nostro sottosuolo. Atto n. 4-03363 DRAGO PAVANELLI LANNUTTI L'ABBATE TRENTACOSTE ANASTASI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che: in un articolo del 18 marzo 2020, sul blog "Alley Oop" de "Il Sole-24 ore", dal titolo "Covid-19, è emergenza anche in Sicilia", a firma Maria Concetta Tringali, viene messa in evidenza l'esigenza di tanti sfollati del territorio catanese di rientrare finalmente nelle proprie case, dopo il sisma del 26 dicembre 2018. Ad un anno e mezzo dal terremoto, sono in molti oggi a vivere l'evento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, che va a sommarsi alle condizioni di incertezza delle popolazioni che devono abbandonare le proprie abitazioni; molti degli oltre mille cittadini si ritrovano ancora in alloggi di fortuna; a dicembre 2019, a un anno di distanza dall'evento sismico, è stato nominato il commissario straordinario per la ricostruzione dell'area etnea, dottor Salvatore Scalia; l'articolo di stampa, tra le numerose testimonianze, riporta quella di Matilde Riccioli, presidente del comitato degli sfollati di Fleri: "Oggi più che mai aspettiamo di rientrare nelle nostre case, ma siamo ancora al punto di partenza. (...) per le ricostruzioni minori su 384 domande di contributi, allo stato ne sono state liquidate soltanto 10; gli interventi maggiori non vanno meglio, sono ancora bloccati"; come sostenuto da Marco Neri, primo ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), nel portale on line "Sicilia Network" il 23 febbraio 2020, è stata individuata una "zona rossa che delimita un'area in cui, nel corso del sisma del 26 dicembre 2018, si è verificata una 'fagliazione superficiale". Sul sito commissariale è stata pubblicata una mappa, tracciata ai sensi dell'art. 6 del decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, che "circoscrive la zona rossa fino ad una distanza di 200 metri da ogni linea di frattura riconducibile all'attività di un piano di faglia"; il comunicato del commissario straordinario, su carta intestata del competente Dipartimento del Consiglio dei ministri del 23 marzo 2020, suggerisce di provvedere a sanare i piccoli "abusi", di dare avvio alla predisposizione dei progetti; considerato che: con la delibera del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale , serie generale, n. 2 del 3 gennaio 2020, viene prorogato "lo stato di emergenza in conseguenza dell'evento sismico che ha colpito il territorio dei Comuni di Aci Bonaccorsi, di Aci Catena, di Aci Sant'Antonio, di Acireale, di Milo, di Santa Venerina, di Trecastagni, di Viagrande e di Zafferana Etnea, in Provincia di Catania, il giorno 26 dicembre 2018"; in sede di conversione del decreto-legge n. 123 del 2019, recante "Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici", poi convertito, con modificazioni, dalla legge n. 156 del 2019, il Governo ha accolto l'ordine del giorno G/1631/35/13, a prima firma della prima interrogante, impegnandosi a valutare la possibilità: 1) di prevedere l'obbligo di redazione, a cura delle strutture commissariali impegnate nell'emergenza e nella ricostruzione, di un cronoprogramma triennale, ovvero per l'intera durata dell'attività commissariale, con verifica annuale dei risultati conseguiti; 2) di predisporre, tramite i ministeri interessati, ovvero il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, le verifiche necessarie a valutare l'effettivo stato del programma degli interventi, anche attraverso l'individuazione di un commissario, che possa constatare direttamente sui luoghi interessati, l'avanzamento dei lavori; 3) di prevedere meccanismi di intervento anche attraverso il capo del Dipartimento della protezione civile, qualora si riscontrassero gravi inadempienze nella realizzazione degli interventi programmati; la zona rossa, in quanto rappresenta l'area più sensibile a deformazioni permanenti del suolo accompagnate da significativa amplificazione sismica locale, merita accurate indagini geologico-strutturali e geofisiche finalizzate anche ad una migliore conoscenza dell'esatta posizione dei piani di faglia e delle loro caratteristiche cinematiche; a seguito del terremoto è stato concesso un contributo per l'autonoma sistemazione (CAS) ex ordinanza del capo del Dipartimento della protezione civile n. 566 del 28 dicembre 2018, ma risulta all'interrogante che non tutti i Comuni siano puntuali con il pagamento già erogato dalla Regione; relativamente alle attività di rilevazione sull'agibilità degli edifici danneggiati dal sisma del 26 dicembre 2018, non sono stati ancora riconosciuti ai tecnici che le hanno effettuate i rimborsi delle spese sostenute inerenti vitto, alloggio e carburante; considerato, inoltre, che: il decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, recante "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia", non definisce il "piccolo abuso"; il Governo ha adottato il decreto attuativo della legge n. 55 del 2019, detta "sblocca cantieri", cioè il decreto ministeriale 12 novembre 2019, recante "Criteri per il rimborso ai comuni del minor gettito dei tributi dovuta all'esenzione da inagibilità dell'immobile a causa degli eventi sismici", e anche l'attuativo decreto ministeriale 15 luglio 2019, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici"; la mappatura non è stata corredata da una relazione tecnico-esplicativa, necessaria per stabilire quali immobili delocalizzare, e quali siano le microzonazioni necessarie per tracciare l'esatta posizione dei piani di faglia che potrebbe differire dalla prima mappatura effettuata, si chiede di sapere se si sia a conoscenza delle situazioni descritte e quali misure si intenda intraprendere al riguardo. Atto n. 4-03364 MASINI BERARDI MALLEGNI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il settore della cura della persona conta migliaia di aziende, grandi multinazionali, ma anche piccole e medie realtà produttive, presenti su tutto il territorio nazionale, che registrano un fatturato globale di oltre 12 miliardi di euro e occupano 35.000 addetti, che raggiungono i 300.000 compreso l'indotto; un ambito strettamente legato al settore della cosmetica, quello dei saloni di acconciatura e centri estetici, genera annualmente un giro d'affari di 6 miliardi di euro in 130.000 saloni dedicati al benessere, per un totale di oltre 263.000 addetti; l'emergenza coronavirus ha avuto un impatto rilevante sul settore della cosmetica: se da un lato il sistema ha garantito la continuità produttiva, permettendo di rifornire supermercati, negozi e farmacie di tutti quei prodotti di igiene personale quanto mai necessari per il contenimento della pandemia, dall'altro, il blocco di attività e scambi con l'estero e tutti gli aspetti che hanno determinato un freno generale all'economia, hanno generato e genereranno conseguenze non indifferenti per tutto il settore; nella conferenza stampa del 26 aprile 2020, il presidente Conte ha annunciato che la riapertura di saloni e dei centri estetici sarebbe prevista il prossimo 1° giugno. Questo nonostante alcune attività di prossimità al pubblico risultino invece già riavviate almeno su basi regionali; da ordinanza n. 50 del 4 maggio 2020 della Regione Toscana, infatti, sono stati riaperti i servizi di toelettatura degli animali con codice ATECO 96. Tale codice risulta essere lo stesso per il settore della cura della persona a cui invece non è consentita la ripresa delle attività; a quanto risulta agli interroganti, dal momento della chiusura degli esercizi commerciali della categoria si sarebbe innalzato il numero di coloro che stanno operando presso il domicilio dei clienti. Questo dilagare dell'abusivismo non solo prefigura un tipo di reato a livello fiscale ma implica, data l'assenza e il mancato controllo dei dispositivi di protezione, il rischio di un aumento del contagio; alcune associazioni di categoria hanno redatto secondo le norme vigenti emanate con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e le ordinanze della Regione Toscana, un protocollo anti contagio che specifica ogni azione da intraprendere prima e dopo l'apertura dei locali; tale protocollo è stato presentato in data 5 maggio 2020, al prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali siano le sue valutazioni in merito; se non ritenga necessario fare proprio il citato protocollo anti contagio per consentire una più celere riapertura di tutte le attività commerciali riconducibili al settore della cura della persona. Atto n. 4-03365 GALLONE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: uno dei settori più colpiti dall'emergenza COVID-19 è stato quello del turismo, che ancora oggi vive un momento di incertezza e senza concrete prospettive, nonostante sia un settore trainante dell'economia italiana; i parchi permanenti, che comprendono parchi a tema, faunistici e acquatici, secondo la normativa vigente, sono equiparati al settore dello spettacolo, anche se il loro indirizzo è prettamente turistico; nel 2019 il comparto dei parchi permanenti ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall'Italia, 1,5 milioni di arrivi dall'estero e 1,1 milioni di pernottamenti in hotel . Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e soggiorni alberghieri, il volume d'affari complessivo dell'indotto nel 2019 supera la barriera di un miliardo di euro. Oltre a generare 25.000 occupati diretti, tra fissi e stagionali, si stimano almeno 60.000 posizioni legate all'indotto; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, il 4 maggio è stata avviata la cosiddetta fase 2, ma nel decreto non è stata data alcuna indicazione in merito alla data e alle modalità di riapertura dei parchi; ai fini della riapertura i parchi necessitano di adeguate attività di manutenzione e preparazione per le quali vengono impiegati sia personale proprio, sia collaboratori e artigiani del luogo, generando un importante indotto per il territorio; le associazioni di categoria hanno comunicato che i parchi sarebbero pronti a riaprire garantendo la massima sicurezza, ma, in assenza di una linea chiara da parte del Governo, sono di fatto impossibilitati; in particolare vi è la condizione del parco faunistico "Le Cornelle", realtà all'attivo da circa 40 anni, di carattere regionale e nazionale che insiste nel territorio di Valbrembo (Bergamo), e che ospita al proprio interno circa 120 specie animali, curati in maniera eccellente all'interno di un'area di 120.000 metri quadrati. In questo periodo l'attività interna al parco, nonostante la chiusura al pubblico, è proseguita per garantire la migliore condizione di vita agli animali; considerato che: il periodo che va dal mese di marzo a quello di maggio, normalmente, garantisce al settore parchi consistenti introiti, la chiusura al pubblico ha messo in serie difficoltà economiche e gestionali le strutture che, nonostante le mancate entrate, continuano a garantire la salute degli animali presenti; alcuni parchi, come quello de "Le Cornelle", hanno già elaborato delle bozze di protocollo COVID-19; i parchi faunistici sono spazi completamente all'aperto, in cui è garantita la possibilità di applicazione delle norme sanitarie a prevenzione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per fornire urgentemente linee chiare e protocolli affinché gli operatori del settore possano attivarsi per la riapertura, magari facendo rientrare i parchi aperti all'interno di un codice ATECO di attività cui è consentita la riapertura; quali misure stia mettendo in atto per il sostegno al settore dei parchi permanenti che, come evidenziato, genera migliaia di posti di lavoro e consistenti vantaggi economici per il territorio. Atto n. 4-03366 LUCIDI RUFA PILLON PIANASSO BERGESIO FREGOLENT STEFANI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: da notizie riportate dagli organi di stampa in questi giorni, sembra che fra le nomine per i nuovi consigli di amministrazione delle società controllate dallo Stato con il vertice in scadenza, fra cui Eni, Enel, Leonardo, Poste, compaiono alcuni nomi che sollevano interrogativi circa l'opportunità della candidatura per un possibile conflitto di interessi; il Movimento 5 stelle, nel suo programma elettorale, ha annunciato: "Deve qualificarsi come possibile conflitto di interessi l'interferenza fra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l'esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario"; un ruolo chiave nella nuova governance di Leonardo SpA (punto di riferimento assoluto a livello nazionale dell'aeronautica, società controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze che ne detiene il 30 per cento delle quote) dovrebbe essere occupato da Carmine America, compagno di scuola di Pomigliano d'Arco del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Di Maio, attualmente consigliere speciale del Ministro con particolare riguardo per la sicurezza internazionale e la politica di difesa, e in precedenza consigliere sempre di Di Maio nei suoi precedenti incarichi; Carmine America è anche il genero di Angelo Fornaro, imprenditore di Brusciano (Napoli), amministratore unico della Ar.Ter., società a responsabilità limitata che, come riportato pubblicamente, "si pregia di una storia pluriennale nell'ambito della meccanica generale e di precisione al servizio del settore aeronautico", proprio quello in cui il genero dovrebbe occupare un posto di prestigio; la società Ar.Ter, risulta essere fornitore di almeno due aziende che fanno parte del gruppo Leonardo: Alenia Aeronautica SpA, impegnata nella costruzione di aerei e Agusta Westland SpA, leader nella fabbricazione di elicotteri, entrambe confluite all'interno dell'ex Finmeccanica fra la fine del 2015 e l'inizio del 2016. Inoltre, fra le aziende rifornite da Ar.Ter., ci sarebbe anche Avio Group SpA, eccellenza dell'aerospazio italiano, di cui Leonardo è il principale azionista con una quota di circa il 26 per cento, si chiede di sapere se risponda al vero quanto riportato nelle indiscrezioni trapelate dagli organi di stampa e se non si ritenga opportuno ripensare al nominativo indicato, visto e considerato il rischio che gli organi giudiziari competenti possano sollevare un conflitto d'interessi, screditando lo stesso operato del Governo. Atto n. 4-03367 TOSATO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2020, n. 70, recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", reca una serie di misure di sostegno indirizzate ai lavoratori; tra le misure adottate, l'articolo 27 accorda ai liberi professionisti, ai titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, attivi alla medesima data, un'indennità per il mese di marzo pari a 600 euro, purché gli interessati siano iscritti alla gestione separata dell'INPS, non siano titolari di pensione e non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; l'indennità di cui all'articolo 27, così come le analoghe indennità erogate dal medesimo decreto-legge, non concorre alla formazione del reddito, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il che significa che non è soggetta ad alcuna imposizione fiscale; dall'indennità restano esclusi tutti i liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali private; in ragione di ciò, diverse casse di previdenza hanno assunto iniziative al fine di erogare ai propri iscritti delle indennità analoghe a quelle previste ai sensi del decreto-legge n. 18; a titolo di esempio, l'ENPAM (Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri) ha previsto l'erogazione di un bonus di 1.000 euro per tre mesi ai propri iscritti, coinvolgendo una platea di oltre 130.000 professionisti; analoghe iniziative sono state adottate anche da altri enti privati di previdenza; le indennità erogate dalle casse di previdenza private, diversamente da quelle erogate dall'INPS ai sensi del decreto-legge n. 18, sono però soggette ad imposizione fiscale; ciò comporta un'evidente disparità di trattamento, in quanto per alcuni professionisti l'indennità erogata a titolo di sostegno è soggetta a tassazione, mentre per altri professionisti e lavoratori è esentasse, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia assumere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di consentire che anche le indennità versate nel 2020 dagli enti privati di previdenza ed assistenza, per sostenere i rispettivi professionisti che hanno cessato, ridotto o sospeso la propria attività in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, non concorrano alla formazione del reddito, così come le indennità erogate dall'INPS ai sensi del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Atto n. 4-03368 MININNO ROMANO Al Ministro della difesa Premesso che: in data 20 marzo 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , serie "Concorsi", n. 23 il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di complessivi 93 ufficiali in servizio permanente nei ruoli speciali delle armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni, dell'arma dei trasporti e materiali, del corpo sanitario e del corpo di commissariato dell'Esercito; tra i requisiti di partecipazione, il bando prevede, ad esclusione dei concorrenti per il corpo sanitario, il limite d'età di 45 anni; l'articolo 3, comma 1, lettera a) , n. 1) del decreto legislativo n. 173 del 2019, nel modificare l'articolo 2196- bis del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, ha elevato da 45 a 52 anni il limite d'età per la partecipazione ai concorsi per il reclutamento degli ufficiali dei ruoli speciali delle forze armate nel periodo transitorio fino all'anno 2024; considerato che: il mancato adeguamento al nuovo limite d'età ha, di fatto, annullato tale innovazione normativa, deludendo le legittime aspettative del personale più anziano; al momento non si è svolta nessuna delle prove previste dal concorso e presumibilmente esse subiranno un ritardo a causa dell'emergenza epidemiologica in atto, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda procedere all'annullamento del citato concorso e bandirlo nuovamente, prevedendo il limite d'età di 52 anni e, qualora la situazione emergenziale pregiudichi lo svolgimento delle prove concorsuali, prevedere il reclutamento per soli titoli. Atto n. 4-03369 DE BONIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: lo Svimez, Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, ha condotto un'analisi sugli effetti del coronavirus al Centro-Nord e al Sud. Dal report si legge che "il rischio di default è maggiore per le medie e grandi imprese del Mezzogiorno. La situazione di incertezza determinata dal lockdown , investe tempi e modalità delle riaperture minando le prospettive di tenuta della capacità produttiva. Il blocco improvviso ed inatteso coglie impreparate le molte imprese meridionali che non hanno ancora completato il percorso di rientro dallo stato di difficoltà causato dall'ultima crisi. Rispetto alla grande crisi, il processo di selezione, allora dispiegatosi lungo un arco temporale ampio, oggi è anticipato all'inizio della crisi con un'interruzione improvvisa che ha posto immediatamente al policy maker l'urgenza di intervenire a sostegno della liquidità delle imprese, di ogni dimensione"; è possibile, quindi, trarre alcune utili considerazioni sui rischi, più concreti per le imprese meridionali, di non sopravvivere alla fase corrente se non adeguatamente supportate con iniezioni di liquidità, con particolare riferimento alle imprese medie e grandi, quelle cioè con un fatturato superiore agli 800.000 euro. Le evidenze su grado di indebitamento, redditività operativa e costo dell'indebitamento portano a stimare una probabilità di uscita dal mercato delle imprese meridionali 4 volte superiore rispetto a quelle del Centro-Nord; secondo le stime del rapporto Svimez la chiusura delle attività produttive costa circa 47 miliardi di euro al mese, 37 persi al Centro-Nord, 10 al Sud. La straordinarietà della dimensione del lockdown si legge nella quota di impianti fermi: più di 5 su 10 in Italia. Nella media nazionale, senza considerare i settori dell'agricoltura, le attività finanziarie e assicurative e la pubblica amministrazione, crollano del 50 per cento fatturato, valore aggiunto e occupazione. Il blocco colpisce duramente, sia pure con diversa intensità, indistintamente l'industria, le costruzioni, i servizi, il commercio; analizzando nello specifico l'impatto del lockdown sull'occupazione, risulta evidente che le categorie maggiormente a rischio sono i lavoratori autonomi e quelli con partiva IVA. "Considerando l'intero sistema economico, tenendo conto anche del sommerso, sono interessati dal lockdown il 34,3 per cento degli occupati dipendenti e il 41,5 per cento degli indipendenti. Al Nord l'impatto sull'occupazione dipendente risulta più intenso che nel Mezzogiorno (36,7 per cento contro il 31,4 per cento) per l'effetto della concentrazione territoriale di aziende di maggiore dimensione e solidità"; la perdita complessiva di fatturato è di oltre 25,2 miliardi di euro in Italia, così distribuiti territorialmente: 12,6 al Nord; 5,2 al Centro e 7,7 nel Mezzogiorno. La perdita di fatturato per mese di inattività ammonta a 12.000 euro per autonomo o partita IVA, con una perdita di reddito lordo di circa 2.000 euro, 1.900 e 1.800 per mese di lockdown rispettivamente nelle tre macroaree; considerato che: il direttore dello Svimez, nel corso di un'intervista rilasciata a metà aprile a "la Repubblica" ed a "Radio Tre", ha spiegato la necessità di "una strategia unificata per la cosiddetta fase 2 di uscita dalle misure per contenere l'economia. Non serve una corsa tra regioni o peggio tra Nord e Sud a chi riapre prima le fabbriche. Ciò che serve è una strategia nazionale di attuazione della cosiddetta fase 2 che consenta un riavvio equilibrato delle varie attività produttive, anteponendo sempre la garanzia della salute dei lavoratori"; il report predisposto dallo Svimez evidenzia chiaramente come gli effetti economici e sociali del lockdown siano diffusi con grande intensità in tutto il Paese e che il Sud rischia di pagare un prezzo molto alto sia in termini di impatto sociale, per effetto della maggiore precarietà del mercato del lavoro e della più alta diffusione di aree di disagio e di povertà, sia in termini di rischio di chiusura di moltissime piccole e micro imprese finanziariamente più fragili. In una successiva intervista il direttore Svimez ha evidenziato come "il problema del Mezzogiorno dopo il coronavirus è l'impatto sociale della crisi, perché il tessuto sociale del meridione ne esce molto indebolito: ci sono meno lavoratori, più lavoro nero, e tutto questo può determinare redditi molto bassi in alcune famiglie. Il Sud, oltre a problemi di reddito, ha anche problemi di servizi, e, ha ammonito, le politiche di ricostruzione stiano attente alle nuove generazioni e ai più deboli"; tenuto conto che: il meridione d'Italia ha un divario nella spesa storica mai colmato. L'Italia "non riparte senza il Sud" non deve rimanere un vuoto slogan da campagna elettorale e oggi, più che mai, la crisi provocata dal COVID-19 deve far sì che questo slogan diventi una realtà. L'azione del Governo deve dunque concretizzarsi agendo nel rispetto del principio di uguaglianza costituzionalmente tutelato. Certo non deve mancare il sostegno all'economia del settentrione d'Italia, colpito maggiormente dall'emergenza sanitaria, ma non deve mancare nemmeno all'economia meridionale. I fondi europei sono indispensabili per attuare l'auspicata coesione nazionale per i quali gli stessi sono stati istituiti e cioè per recuperare il gap economico-infrastrutturale maturato in 159 anni e che, di fatto, divide l'Italia. Il Governo deve fugare il rischio che al Mezzogiorno siano sottratti 46,6 miliardi di euro, una perdita che impedirebbe al Sud di risollevarsi e ripartire dopo questa ennesima emergenza, compromettendo la ripresa di tutta la nazione; trasferire fondi del Sud al Nord, approfittando della pandemia, potrebbe significare l'origine del declino italiano; certo il "decreto liquidità" (ma che sarebbe più corretto definire "decreto illiquidità", così come definito da Roberto Napoletano nel suo editoriale) se per avere 25.000 euro bisogna compilare decine di moduli per poi vedersi comunque negato il prestito, per non parlare dei finanziamenti fino a 800.000 euro e poi fino a 5 milioni, per i quali non ci sono neppure le istruzioni per chiederli, e l'inderogabile burocrazia fanno presagire solo un aumento del tasso di fragilità delle imprese meridionali, che è già 4 volte superiore a quello delle imprese del Nord. Si è poi ancora in attesa del "decreto aprile" e l'interrogante teme che, se dovesse contenere misure farraginose e territorialmente circoscritte, tutte quelle attività che non hanno ancora avuto niente avranno già chiuso per sempre, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che debbano essere prese solide e concrete misure, urgenti e libere da vincoli burocratici, affinché la pandemia e il lungo e indistinto lockdown non rischino di accelerare la desertificazione dell'apparato produttivo del Sud, incidendo negativamente sulla fragile struttura produttiva, che peraltro è già stata messa a dura prova dalla precedente lunga crisi, prima recessiva e poi di sostanziale stagnazione e dalla quale non è mai riusciti ad uscire del tutto: bisogna evitare, con tutti i mezzi ed in tutti i modi, questo grave rischio di default per le imprese del Sud e immettere la liquidità necessaria alla ripresa perché sicuramente ne beneficerà la nazione intera. Atto n. 4-03370 PAPATHEU Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'emergenza coronavirus ha determinato in Italia una crisi epocale, con gravi ripercussioni non soltanto in termini di emergenza sanitaria ma sotto l'aspetto economico e sociale. Per effetto di tali crisi si avrà almeno un milione di nuovi poveri in Italia, dove già negli ultimi 10 anni si è perso un milione di posti di lavoro a tempo pieno (peggio di noi solo la Grecia) e sono raddoppiati i sottoccupati (il 25 per cento ha un impiego inferiore al titolo di studio) ed un giovane su tre non ha alcun impiego. Il Ministro in indirizzo ha già indicato nel Documento di economia e finanza che la disoccupazione (a fine febbraio 2020 al 9,7 per cento) salirà quest'anno almeno all'11,6 per cento per un totale di 492.000 posti di lavoro che non esisteranno più. Numeri che presumibilmente delineano un quadro ancora sottostimato e destinato ad aggravarsi in termini esponenziali nei prossimi mesi; ciò nonostante, si prospetta una cascata di accertamenti fiscali che potrebbe abbattersi sui contribuenti italiani dopo il 31 maggio, data nella quale dovrebbe terminare la "sospensiva" che l'Agenzia delle entrate si è autoimposta in seguito all'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 (che disponeva la chiusura delle attività economico-produttive); a meno di nuove proroghe, dunque, dal 1° giugno 2020 l'amministrazione finanziaria ripartirà con la sua attività di accertamento e notifica di atti e cartelle fiscali. E, stando a quanto dichiarato dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, gli accertamenti riprenderanno a pieno ritmo, in un sostanziale regime di normalità. Stanno così per riprendere le attività da parte degli ispettori di notifiche e intimazioni di pagamento, nonostante gli italiani siano ridotti allo stremo, in molti casi hanno perso il loro impiego e numerose imprese stanno per dichiarare il fallimento; stando alle parole di Ruffini l'Agenzia non avrebbe bisogno dei due anni supplementari che il Governo gli ha "riconosciuto", estendendo da 5 a 7 anni i termini di accertamento e prescrizione. Anzi, a dirla tutta, nell'ottica dell'amministrazione finanziaria quella norma è pensata per favorire i contribuenti. Il 22 aprile il direttore dell'Agenzia delle entrate è stato ascoltato dalle Commissioni (Finanze ed Attività produttive) della Camera dei deputati e nell'occasione ha chiarito che, al netto di nuove disposizioni del Governo, l'amministrazione finanziaria è pronta a riprendere la propria attività ispettiva sin dal 1° giugno 2020. Conti alla mano, è una notizia che non può far piacere ai contribuenti italiani, travolti dalla crisi scaturita dal coronavirus, che in caso di nuove notifiche dall'Agenzia rischiano di andare incontro, da qui ai prossimi mesi, a una condizione di impossibilità oggettiva di far fronte ai pagamenti per l'assenza di reddito e fatturato in questi mesi; sempre secondo le stime fatte dal direttore dell'Agenzia, nel secondo semestre dell'anno gli ispettori saranno in grado di chiudere e recapitare ben 8,5 milioni di cartelle fiscali. Si ripartirà dai 3,7 milioni di atti messi in stand by in questi tre mesi di emergenza, per poi proseguire con tutti gli altri casi che emergeranno nel corso dell'anno. Serviranno a poco, dunque, i due anni di estensione della prescrizione presente nel decreto "cura Italia" e gli ispettori dell'Agenzia, in assenza di decretazioni urgenti che blocchino la riscossione, procederanno alle richieste di pagamento. Per i vertici dell'Agenzia si è in presenza di una norma inserita per andare incontro alle esigenze dei contribuenti, per diluire nel tempo controlli e accertamenti di eventuali situazioni di irregolarità, tuttavia l'amministrazione finanziaria ritiene di non aver bisogno della "proroga" ed intende "completare il suo piano di lavoro entro la fine di questo anno", si chiede di sapere se, a fronte della drammatica condizione economica dei cittadini italiani, dei lavoratori e delle imprese e dunque di milioni di famiglie, il Ministro in indirizzo intenda assumere un provvedimento urgente di proroga della sospensiva delle attività di accertamento e riscossione, come previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, con il prolungamento ove possibile di tale misura di congelamento delle imposizioni di pagamento sino al 31 dicembre 2020. Atto n. 4-03371 PAPATHEU Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: in data 28 aprile 2020 il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara è stato ascoltato in audizione presso le Commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati sul "decreto liquidità" n. 23 del 2020 introdotto dal Governo per l'emergenza coronavirus. Nell'occasione il rappresentante di Federalberghi ha fatto il punto sulla crisi del turismo, ed in particolare delle imprese ricettive, tracciando un quadro molto preoccupante in vista dei prossimi mesi: "Su 480 milioni di pernottamenti che si registrano ogni nelle aziende turistico-ricettive italiane, più del 50 per cento sono relative a turisti stranieri, che quest'anno noi non vedremo. Il 50 per cento del mercato annuale, non quello del mese di marzo o aprile, si è già volatilizzato. E anche la domanda italiana, che ad ora è azzerata, ne risentirà fortemente. Concordiamo con la stima fatta da Unioncamere che prevede per gli alberghi italiani un calo nel 2020 circa il 73 per cento del fatturato, e questa stima potrebbe persino essere considerata ottimistica"; nel ricordare che per le strutture alberghiere, sin qui, non c'è stato obbligo di chiusura ma sono rimasti chiusi per oggettiva assenza di clientela, poiché vige il divieto di viaggiare in Italia ed i trasporti internazionali sono bloccati, appare comunque chiaro come si vada prefigurando uno scenario economico, sociale e strategico a dir poco allarmante per un settore, quello turistico, che secondo le stime della Banca d'Italia genera direttamente più del 5 per cento del PIL nazionale (il 13 per cento considerando anche il PIL generato indirettamente) e rappresenta oltre il 6 per cento degli occupati. E la paralisi del settore alberghiero si riflette in termini diretti sul comparto del commercio, che rischia anch'esso il collasso; ad oggi le attività alberghiere, dalle quali dipendono le sorti ed il relativo sostentamento di migliaia di lavoratori, per gran parte stagionali, nonché di altrettante famiglie, non sanno quando e come potranno ripartire ed in particolare quali saranno le linee guida da adottare in un contesto già di per sé molto complicato ed in vista di una stagione per larga parte compromessa. Alcuni operativi, come emerso nella richiamata audizione, "stanno considerando l'ipotesi di non riaprire quest'estate" e "non riescono a comprendere se ci saranno le condizioni per farlo". Occorre, quindi chiarire quali interventi di sostegno economico verranno assunti dal Governo per le aziende, a partire dal necessario abbattimento degli oneri impositivi sui tributi a fronte di un lungo periodo di inattività o di riapertura in condizioni emergenziali. Ed inoltre quali obblighi o limitazioni verranno determinati per la fruibilità in sicurezza della struttura, in oggetto al distanziamento sociale ed obblighi di sanificazione degli ambienti, che determineranno ulteriori costi a carico delle imprese, si chiede di sapere quali misure urgenti intenda assumere il Ministro in indirizzo per consentire la riapertura delle strutture ricettive e quali iniziative verranno poste in essere per il sostegno alle imprese e per la disciplina delle norme di operatività in sicurezza sanitaria. Atto n. 4-03372 PAPATHEU Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il caldo e la mancanza di pioggia in un inverno anomalo rappresentano in Italia un fattore scatenante l'allarme siccità in città e nelle campagne con difficoltà per le coltivazioni e nei pascoli per l'alimentazione degli animali in un numero crescente di regioni, dal Piemonte alla Sicilia. L'allarme è stato lanciato dalla Coldiretti sugli effetti dell'andamento climatico che rischia di lasciare l'Italia a secco, in un 2020 segnato dal calo dell'80 per cento delle precipitazioni e da una temperatura superiore di 1,87 gradi rispetto alla media storica secondo le elaborazioni su dati ISPRA relativi al mese di gennaio 2020; in Sicilia il grano non cresce, mentre per gli ortaggi e i nuovi impianti di vigneti è stato addirittura necessario intervenire con irrigazioni di soccorso ma, come rilevato dalla Coldiretti, anche i pozzi si stanno asciugando, lasciando intravedere un futuro davvero tragico in una situazione in cui mancano all'appello, rispetto ad un anno fa, circa 73 milioni di metri cubi d'acqua. Si stanno svuotando progressivamente anche gli invasi in Puglia, dove la disponibilità di acqua risulta addirittura dimezzata in 12 mesi, con circa 140 milioni di metri cubi, contro i 280 di un anno fa, secondo un'analisi di Coldiretti sulla base degli ultimi dati dell'osservatorio Anbi. Anche in Calabria la Coldiretti ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità per la situazione di emergenza; la siccità, rileva Coldiretti, è diventata l'evento avverso più rilevante per l'agricoltura con i fenomeni estremi che hanno provocato in Italia danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per un totale di più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio; "In un Paese comunque piovoso come l'Italia che, per carenze infrastrutturali, trattiene solo l'11 per cento dell'acqua, occorre un cambio di passo nell'attività di prevenzione", ha evidenziato Coldiretti, e "bisogna evitare di dover costantemente rincorrere l'emergenza con interventi strutturali". Occorre "la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica", ma, allo stesso tempo, "serve un piano infrastrutturale per la creazione di piccoli invasi che raccolgano tutta l'acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n'è poca ai fini di regimentazione delle acque, irrigui, ambientali e dell'accumulo/produzione di energia idroelettrica", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia avviato azioni a tutela del settore agricolo in riferimento ai fatti rappresentati e, in tal caso, quali misure siano state assunte per sostenere gli operatori del settore nelle attività di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle acque ed altre, se siano state avviate campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico. Atto n. 4-03373 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: attualmente vi sono oltre 118 cittadini italiani, i cui nomi sono dettagliati in un apposito elenco in possesso dell'interrogante, ancora bloccati a Cuba a causa della pandemia COVID-19. I loro voli, infatti, sono stati cancellati senza restituzione del prezzo pagato per il biglietto aereo; questa condizione è divenuta del tutto insostenibile e non fa che aggravarsi. Le problematiche a ciò collegate riguardano diritti fondamentali dell'essere umano. I cittadini bloccati all'estero si trovano forzatamente separati dalle famiglie e dagli affetti, anche in situazioni molto drammatiche, oltre a vedere compromessi i loro posti di lavoro e quant'altro ne consegue. Sotto il profilo economico, questi si vedono condannati a fare fronte ad ingenti spese, non previste, per il soggiorno obbligato nel Paese straniero, oltre alle spese ordinarie che continuando a sostenere in Italia, trovandosi altresì in condizioni di gravissima difficoltà nel reperimento di beni di prima necessità (anche a fronte di pagamento), completamente abbandonati a loro stessi, tanto dal Governo cubano, quanto dalle delegazioni italiane in loco . Si aggiunga lo stato di totale incertezza circa la possibilità di rientrare in Italia, che ha ripercussioni tanto sul piano concreto quanto su quello psicologico; altri Paesi europei si sono già mobilitati per consentire ai propri connazionali di rientrare gratuitamente, approfittando dei fondi per i rimpatri europei che coprono il 75 per cento dei costi dei viaggi. Con tale sistema, riferisce la stampa, sono rientrati in patria 30.000 tedeschi, 3.400 spagnoli, 2.257 austriaci e 2.470 belgi ma solo 1.000 italiani; il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha riferito di aver valutato tale soluzione che però sarebbe consentita solo per i Paesi in cui non esiste altra opzione commerciale di rientro e solo per i voli con oltre la metà di cittadini stranieri a bordo. Ma da Bruxelles sarebbe arrivata una risposta diversa: non esistono limiti numerici, è sufficiente che i voli abbiano a bordo anche alcuni cittadini di altri Paesi UE. Un portavoce europeo ha infatti spiegato che vengono accettate richieste da tutti i Paesi europei ma il meccanismo di protezione civile deve essere attivato dalle autorità nazionali; l'Italia, nello specifico, avrebbe utilizzato tale meccanismo solo a febbraio per un'operazione di rientro dal Giappone; l'interrogante, già con 4 diversi atti di sindacato ispettivo, si era attivato per chiedere il tempestivo rientro dei nostri connazionali da Wuhan, dalla Nuova Zelanda, dall'Australia, dal Messico e per i 7.000 connazionali ancora bloccati all'estero; a Cuba, gli stessi non sanno quando potranno rientrare in patria, si trovano in condizioni economiche di estremo disagio, privi di adeguata assistenza, abbandonati anche dalle nostre istituzioni in loco e non vengono fornite loro informazioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; per quale motivo l'Italia non abbia fatto sistematico ricorso ai fondi europei disponibili proprio per il rimpatrio dei nostri connazionali e che andrebbero a coprire il 75 per cento del costo del volo; quali urgenti iniziative intenda adottare per riportare in patria, oltre ai nostri 7.000 connazionali ancora bloccati all'estero, quelli attualmente bloccati a Cuba; se non ritenga, a questo punto, doveroso e necessario attivarsi per approntare un volo militare per consentire il rimpatrio. Atto n. 4-03374 PAPATHEU Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: tra le tante attività che rischiano di chiudere i battenti per effetto della crisi determinata dal COVID-19, rientrano " baby parking " e ludoteche. Per tali attività che hanno ottemperato alle disposizioni governative anti coronavirus ed hanno abbassato dal 5 marzo le saracinesche e sospeso la propria azione a causa del lockdown derivato dall'emergenza sanitaria, il Governo al momento non ha previsto nessun aiuto, nessuna misura di sostegno, sebbene anche tali attività debbano affrontare i costi di gestione delle strutture, affitti ed oneri per il pagamento delle utenze. Inoltre, l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la fase due dell'emergenza COVID-19 non contempla nessun cenno e alcuna copertura finanziaria o iniziativa concernente il futuro di queste piccole imprese; "Siamo stati abbandonati al nostro destino, ma condividiamo gli stessi problemi di tutti i commercianti e gli imprenditori italiani, prima fra tutte la questione del pagamento degli affitti che diventa enorme a fronte di un contratto da onorare e con un'attività che per cause di forza maggiore ha dovuto chiudere i battenti da quasi due mesi", denuncia uno dei vari comitati ludoteche che si sono costituiti a difesa della categoria; titolari e gestori di baby parking , sale feste, luoghi di svago e gioco "che ottemperano a importantissime funzioni ludiche, ricreative ma anche educative attraverso la cura del tempo libero dei piccoli", attendono risposte immediate e concrete dal Governo e risulta che si siano anche fatti carico di inviare una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di sollecitare aiuti che possano garantire un futuro lavorativo e che non portino queste persone alla chiusura di attività molto importanti per i bambini; le previsioni di riavvio per questo settore sono drammatiche, nonostante in Italia sono tante le realtà che in questi anni si sono spese, costruendo nel tempo, con grandi sacrifici economici e duro lavoro, un supporto significativo ai bambini e alle famiglie, promuovendo eventi e attività rivolte ai bambini e sviluppando la cultura del gioco e l'attenzione ai più piccoli, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano adottare misure urgenti, ed in tal caso in quali termini e modalità, a sostegno delle attività come ludoteche, sale feste, centri e servizi educativi per l'infanzia, associazioni ed agenzie di animazione, intrattenimento e attività per bambini. Atto n. 4-03375 AIMI Ai Ministri dell'interno, della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: da fonti stampa si apprende che, negli ultimi giorni, l'isola di Lampedusa è stata nuovamente protagonista di numerosi sbarchi, ben 4 in poche ore. In tutto 200 persone che vanno ad aggiungersi alle 100 sbarcate da qualche giorno e che hanno sostato sul molo Favaloro al riparo di un tendone; sono 118 le persone in quarantena in un hotspot ormai al collasso: una situazione davvero critica che rende particolarmente difficoltoso, se non addirittura impossibile, l'applicazione delle misure minime di sicurezza contro il COVID-19; il sindaco di Lampedusa chiede da giorni al Ministro dell'interno di ottenere all'ormeggio davanti alle coste una nave fissa, per ospitare i migranti senza farli sbarcare sull'isola: in tal modo verrebbe agevolmente evitato ogni possibile contatto con i lampedusani; si tratta di una misura tampone, non risolutiva, peraltro estremamente onerosa per le casse dello Stato, ma purtroppo tragicamente necessaria a causa del permanere di questa situazione di grave ed estrema illegalità; con l'arrivo della stagione estiva, è molto probabile che gli sbarchi riprendano numerosi e ciò indubbiamente costituisce fonte di enorme preoccupazione per chi deve affrontare tale situazione in tempo di emergenza sanitaria, economica e di sicurezza; è necessario al contempo procedere diversamente, inviando unità della Marina militare e della Guardia costiera per presidiare il confine sud del Mediterraneo, che, giova ricordarlo, non è solo quello italiano ma anche quello europeo; ora più che mai è necessario procedere ad accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi clandestini (la stragrande maggioranza dei quali approda in Italia ed in Europa per ragioni esclusivamente economiche), con i quali il nostro Paese ha peraltro rapporti commerciali e che vedono ospitati regolarmente in Italia molti dei loro connazionali, si chiede di sapere: quali misure urgenti si intenda attivare, rispondendo alle richieste del sindaco di Lampedusa al fine di gestire al meglio e nell'immediato una situazione che si sta rilevando particolarmente critica; se non si ritenga doveroso procedere, con le unità navali ed i natanti indicati, al controllo serrato dei confini per evitare ulteriori situazioni di pericolo per la salute, e di illegalità, bloccando definitivamente gli sbarchi, sia quelli "fantasma", sia quelli delle organizzazioni non governative; quali ulteriori azioni diplomatiche con i Paesi di origine dei migranti siano state intraprese, o si intenda intraprendere, al fine di bloccare e respingere le partenze e, conseguentemente, gli sbarchi sulle coste italiane; quali misure di rimpatrio urgente si intenda altresì adottare, anche al fine di evitare che l'Italia continui ad essere considerata il "ventre molle" dell'Europa: una semplice entità geografica in cui tutto è permesso. Atto n. 4-03376 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il "decreto liquidità", decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, reca misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali; il decreto prevede per le piccole e medie imprese e le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività d'impresa è stata danneggiata dall'emergenza COVID-19, la possibilità di richiedere un finanziamento fino a 25.000 euro garantito al 100 per cento dal fondo centrale di garanzia (per un importo massimo comunque non superiore al 25 per cento dei ricavi del soggetto beneficiario); i finanziamenti garantiti al 100 per cento di importo fino a 25.000 euro non possono essere erogati per compensare o rimborsare prestiti già accesi in precedenza (per prestiti si intende sia lo scoperto di conto corrente sia altre forme di prestito). La garanzia pubblica pari al 100 per cento viene concessa su nuovi finanziamenti erogati da banche di durata massima di 6 anni, con preammortamento minimo di 24 mesi ed una durata massima di 72 mesi; nonostante l'ABI abbia chiarito che i prestiti del decreto liquidità non possano andare a copertura di altri prestiti già in atto o a copertura di scoperti, non mancano tuttavia le anomalie, sottolineate dall'associazione italiana dottori commercialisti, che "ha ricevuto molte segnalazioni in merito a comportamenti nei quali, ad esempio, vengono richieste fideiussioni personali a garanzia del finanziamento, la selezione domande viene esaminata non in ordine cronologico, ma sulla base del merito del rating o vi sono richieste di compensazione parziale dell'erogazione del finanziamento con posizioni pregresse e sofferenti, in alcuni casi con esplicite note nei siti aziendali", nonostante la circolare ABI che appunto esclude espressamente tali pratiche; per le imprese, dunque, l'accesso al credito del decreto liquidità appare piuttosto complicato e procede con lentezza, con un iter pieno di problemi, a fronte di banche che invece userebbero lo strumento a proprio vantaggio; gli operatori economici afflitti, a causa dell'emergenza, da gravi difficoltà nel pagamento di affitti, bollette, investimenti non possono così accedere a quei fondi previsti, che peraltro sono già di per se stessi un prestito da restituire e non un'erogazione di somme a fondo perduto, così come era auspicabile per non gravare di altri futuri debiti chi è già in crisi; e nel caso di tali finanziamenti fino a 25.000 euro la condizione è che il prestito venga concesso per un importo non superiore al 25 per cento dell'ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, come risultante dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia: cosa impossibile per imprese aperte nel 2020, come ristoranti o bar, che pure però avevano iniziato l'attività e hanno spese e difficoltà economiche come le altre imprese, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei ritardi in atto nelle procedure di erogazione delle somme, se siano state altresì previste o poste in essere misure di controllo delle procedure di accesso al credito per gli operatori economici e se in particolare risultino casi (come segnalato da diversi utenti) di compensazione parziale dell'erogazione delle somme per posizioni pregresse e sofferenti. Atto n. 4-03377 BERARDI GASPARRI MASINI Al Ministro della giustizia Premesso che: nel mese di febbraio 2019 è stata indetta la procedura concorsuale relativa a 754 posti di allievo agente del Corpo di Polizia penitenziaria maschile e femminile; a quanto risulta agli interroganti, la procedura selettiva avrebbe portato alla formazione di una graduatoria, pubblicata in data 18 ottobre 2019, composta da circa 1.500 concorrenti, alcuni dei quali sono ancora in attesa delle visite di seconda istanza, rimandate a causa della pandemia; il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, detto "cura Italia", prevede la sospensione delle procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego, compresa la loro indizione, per 60 giorni; lo stato di emergenza dovuto all'epidemia da COVID-19 ha riguardato, e riguarda tuttora, il delicato settore delle carceri che versava già in condizioni emergenziali dal punto di vista del sovraffollamento e della carenza di organico di Polizia penitenziaria; a quanto risulta agli interroganti, il divario tra organico previsto e organico in forza nella Polizia penitenziaria sarebbe di circa il 20 per cento, mentre il rapporto tra detenuti e agenti sarebbe di circa l'1,67 per cento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali siano le sue considerazioni in merito; se non ritenga opportuno prevedere l'incremento dei posti messi a disposizione e l'inserimento in organico di coloro i quali sono risultati idonei ai quiz procedendo con lo scorrimento della graduatoria. Atto n. 4-03378 PAPATHEU Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: si è appreso da notizie stampa del 22 gennaio 2020 che, nell'ambito del dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti, predisposto dal comando provinciale della Guardia di finanza di Padova, i baschi verdi della compagnia, in collaborazione con il servizio veterinario e del SIAN (servizio igiene, alimenti e nutrizione), hanno sequestrato, presso un magazzino di ingrosso alimentare a Padova, 9.420 chilogrammi di carni suine di origine cinese, in quanto la relativa importazione è vietata sulla base di un provvedimento del Ministero della salute finalizzato a scongiurare la diffusione in Italia dell'epidemia di peste suina africana che di recente ha colpito la Cina; dall'esame dei prodotti di origine animale si è appurato che si trattava proprio di carni suine provenienti dalla Cina, altamente pericolose per il grave rischio di contaminazione della malattia virale che ha devastato le mandrie di maiali di diversi Paesi e che imperversa soprattutto negli allevamenti del continente asiatico. La società oggetto del blitz della Guardia di finanza, tra l'altro, veniva considerata uno dei maggiori player nel Nord-Italia nelle forniture all'ingrosso di prodotti etnici destinati alla ristorazione orientale. Il controllo è scaturito da una preliminare attività di analisi e approfondimento dei flussi di importazione delle merci dalla Cina, con particolare riguardo a quello alimentare; per questo si sta generando nella filiera suinicola delle regioni del Nord Italia (specie nell'area friulana) e di riflesso anche in altre aree del Paese molta apprensione. La grave vicenda ha portato a prese di posizione, e relative smentite ufficiali, sul coinvolgimento di Croazia e Austria, sia da parte del Ministero dell'agricoltura croato sia del Ministero federale della Repubblica d'Austria; il timore di addetti ai lavori e cittadini è che sul mercato possano finire altre partite analoghe a quella oggetto del sequestro avvenuto. L'Italia ha un fabbisogno di carne suina pari a 2,7 milioni di tonnellate, di cui 1,5 milioni soddisfatte dagli allevamenti nazionali (pari al 5 per cento della produzione europea) e i residenti 1,2 milioni (pari al 44 per cento) proveniente da importazione, soprattutto da altri Paesi europei. In tale contesto le filiere dei prodotti DOP e IGT rappresentano solo una piccola parte del volume lavorato: 200.000 tonnellate all'anno pari al 7 per cento della produzione nazionale. Eventuali dinamiche penalizzanti o provvedimenti restrittivi nel commercio di carne suina, in conseguenza del proliferare dell'infezione, porterebbe gravi danni in termini di disponibilità di carne suina sia fresca sia di prodotti non certificati, vista la forte dipendenza dalle importazioni. Il consumo europeo è attorno ai 70 chili per persona, mentre in Italia attorno ai 40 chili. Il settore incide per il 6 per cento sul fatturato dell'industria agroalimentare e impegna 25.000 allevamenti, 1.500 macellai e 3.500 imprese di trasformazione, si chiede di sapere: se sia stata fatta piena luce sul grave episodio del sequestro di carne suina; se i Ministri in indirizzo siano in grado di riferire sugli sviluppi della vicenda; se siano stati intensificati i controlli e le ispezioni a tutela della filiera nazionale, con attività di sorveglianza e prevenzione con un coordinamento tra i Paesi della UE, ed in tal caso con l'adozione di quali misure. Atto n. 4-03379 PAPATHEU Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: la direttiva UE 2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitale ha l'obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d'autore nell'ambito delle tecnologie digitali, ed in particolare di internet . Il testo della direttiva è stato esitato dal Parlamento europeo il 26 marzo 2019 e dal Consiglio dell'Unione europea il 17 aprile 2019. Prevede misure idonee a prevenire e contrastare la pubblicazione ed il conseguente utilizzo non autorizzato, di contenuti protetti da copyright , con particolare riferimento a norme che prevedono da parte dei "giganti" del web , come "Google", "YouTube" e "Facebook", la remunerazione agli editori e agli autori dei contenuti condivisi sulle proprie piattaforme; ad un anno dal voto UE, essa non è stata ad oggi ancora recepita dal Governo italiano, né dal nostro Parlamento. A tal fine, il presidente della SIAE, Giulio Rapetti Mogol, ha inviato una nota alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministro in indirizzo ed al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, affinché portino a compimento il recepimento della direttiva; la questione dell'attuazione della direttiva UE non può non essere considerata una priorità, come evidenziato di recente dal sen. Maurizio Gasparri, che d'intesa con l'interrogante ha messo tale punto al primo posto di un decalogo di richieste di Forza Italia al ministro Franceschini, nell'ambito di un articolato progetto a sostegno della cultura, della musica, dell'arte e dello spettacolo. Potrebbero così crescere gli incassi dei piccoli autori e di tutta la filiera dell'industria culturale, che anche nell'emergenza coronavirus ha rappresentato una straordinaria forma di sostegno per milioni di cittadini costretti a rimanere due mesi in casa al fine di ottemperare alle decretazioni sul contrasto all'emergenza sanitaria. Occorre, quindi, adottare in tempi brevi nel nostro Paese tale provvedimento a salvaguardia dell'industria della cultura e dei cittadini che potranno continuare a contare sulla creazione di contenuti che tutelano anche la nostra identità; eloquente e condivisibile appare quanto afferma Rapetti: "I giganteschi players della rete hanno i miliardi, noi abbiamo ragione. Perché la cultura è moltissimo nella nostra vita - e ce ne siamo accorti in questi tremendi mesi - ma la cultura, se non è ricompensata, muore". Il monito "fate presto, fate subito" della presidenza SIAE è anche la richiesta di Forza Italia al Governo di recepire la direttiva, nella ferma convinzione che la musica, il cinema e le arti siano una straordinaria eccellenza del nostro Paese, da sostenere, valorizzare e tutelare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda farsi carico, ed ove possibile con urgenza, di determinare la necessaria accelerazione dell' iter legislativo finalizzato al recepimento e all'attuazione della direttiva UE sul diritto d'autore. Atto n. 4-03380 PAPATHEU Al Ministro della giustizia Premesso che: il 27 giugno 2018 il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro in indirizzo, ha nominato il dottor Francesco Basentini direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP). Il 30 aprile 2020, il dottor Basentini ha rassegnato le dimissioni dall'incarico, a seguito di polemiche ed accuse di "scarcerazioni facili" legate all'emergenza COVID-19; secondo quanto riportato da organi di stampa, ed in particolare secondo quanto scritto da "il Fatto Quotidiano" in data 1° maggio 2020: "La disastrosa gestione delle rivolte carcerarie dei mesi scorsi, dietro le quali c'è l'ombra della regia della criminalità organizzata e soprattutto, la circolare del 21 marzo legata all'emergenza Coronavirus - raccontata da Il Fatto Quotidiano - e che ha spinto gli avvocati dei boss a chiedere gli arresti domiciliari per rischio contagio, come dimostrano intercettazioni in carcere pubblicate dal Fatto, e la gestione del caso del boss dei Casalesi Pasquale Zagaria, sono gli errori gravi che hanno portato alle dimissioni un direttore del Dap che è stato sempre ritenuto inadeguato da chi in quell'ufficio delicatissimo, ci lavora da anni"; il 3 maggio, nel corso del programma televisivo "Non è l'Arena", è intervenuto il dottor Nino Di Matteo, giudice simbolo della lotta alla mafia, oggi consigliere del Consiglio superiore della magistratura, che nell'occasione ha dichiarato: "Nel giugno 2018 venni raggiunto da una telefonata del Ministro Bonafede, il quale mi chiese se ero disponibile ad accettare il ruolo di Capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria o in alternativa, mi disse, quello di Direttore generale degli Affari Penali, posto che fu a suo tempo di Giovanni Falcone. Chiesi 48 ore di tempo per dare una risposta. Nel frattempo, alcune informazioni del Gom (Gruppo Operativo Mobile - reparto mobile del Corpo di Polizia Penitenziaria) avevano descritto la reazione di importantissimi capi mafia, legati ad alcuni stragisti, sull'indiscrezione che io potessi essere nominato capo del Dap e che dicevano 'se nominano Di Matteo è la fine'. Al di là delle loro valutazioni, io chiesi 48 ore di tempo. Avevo deciso di accettare la nomina, andai dal ministro ma mi disse che ci aveva ripensato e che, nel frattempo, avevano pensato di nominare Basentini. Mi chiese di accettare il ruolo di direttore generale al ministero, io il giorno dopo gli dissi di non contare su di me, perché non avrei accettato. Quindi, nel giro di 48 ore, sono stato per iniziativa del ministro e senza che io mi sia mai fatto avanti, prima designato Capo del Dap e nel momento in cui andai lì a dare la mia risposta affermativa mi trovai di fronte a questo dietrofront"; le affermazioni di un autorevole magistrato come il dottor Di Matteo pongono dunque gravi interrogativi sulle dinamiche dei fatti e sulle incomprensibili motivazioni che spinsero l'attuale Ministro a ritirare la proposta di incarico al dottor Di Matteo che era stata avanzata soltanto 48 prima. Tra l'altro, il Ministro è intervenuto nella medesima puntata del programma, senza tuttavia chiarire la vicenda ed asserendo di avere telefonato al dottor Di Matteo "parlandogli della possibilità di fargli ricoprire o il ruolo di direttore degli Affari Generali o del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, dicendo che era mia intenzione far scegliere a lui ma di venire a trovarmi per scegliere insieme". "Di Matteo mi chiarì che c'erano state delle intercettazioni nelle carceri". Bonafede ha concluso sull'ipotesi che tale dietrofront sia scaturito dal monito dei boss : "È stata una percezione del dott. Di Matteo"; ed ancora, a seguito delle parole del Ministro, il dottor Di Matteo ha dichiarato: "Non ho fatto interpretazioni, ho raccontato dei fatti. Le interpretazioni le lascio ad altri. I fatti sono quelli e li confermo in ogni passaggio. Non c'era una sola intercettazioni ma più dichiarazioni ostentatamente fatte dai detenuti in più sezioni di 41- bis in tutta Italia, che gridando dissero 'Se viene questo, butta la chiave'", si chiede di sapere quali motivazioni abbiano determinato la decisione del Ministro in indirizzo di ritirare la proposta di nomina del dottor Di Matteo a capo del DAP e se tale decisione sia scaturita o riconducibile a circostanze concernenti le intercettazioni ai boss reclusi in regime di 41- bis in diverse carceri del Paese ed alle loro reazioni circa l'eventualità di tale nomina. Atto n. 4-03381 PAPATHEU Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'emergenza coronavirus ha determinato, attraverso le varie disposizioni approvate dal Governo con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, la chiusura di molteplici settori produttivi del Paese, tra i quali le imprese del turismo ed in questo ambito anche le attività extra alberghiere; nell'ambito della programmazione delle riaperture, nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, non viene menzionato il settore della ricettività concernente i titolari di bed and breakfast , affittacamere, agriturismo e case vacanze; fin dal primo momento della crisi per la pandemia da COVID-19 queste piccole imprese, che rappresentano un segmento molto importante per l'economia ed il lavoro in Italia, sono state bloccate senza alcuna distinzione, malgrado in questo comparto vi siano bed and breakfast che non sono aziende, bensì attività di integrazione del reddito familiare, non hanno partita IVA, quindi la fiscalità incide direttamente sull'IRPEF dei loro titolari; pertanto, fin dal primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, numerose famiglie continuano a non poter beneficiare di quell'integrazione del reddito e nemmeno possono farlo gli affittacamere, che sono invece imprese vere e proprie. Mentre i più fortunati, cioè i titolari di bed and breakfast che svolgono un'altra attività lavorativa consentita durante la pandemia, devono rinunciare ad un'entrata in più, e possono avere una forma alternativa di sostentamento per vivere, per molti altri operatori del settore extra ricettivo la situazione è critica: quelle entrate sono, infatti, imprescindibili per mantenere le famiglie; per i bed and breakfast non ci saranno fondi governativi per superare la crisi economica provocata dalla diffusione del COVID-19; uno dei pochi settori emergenti dell'economia nazionale, che sta dando una prospettiva a diversi giovani, rischia di essere decimata dalla crisi del turismo, che, se prolungata nel tempo, impatterà in modo pesante su tutti quei gestori di imprese di micro ricettività, che in tanti casi sopravvivono solo grazie al frutto di questo lavoro. Molte famiglie che hanno aperto un bed and breakfast l'hanno fatto dopo aver acquistato un immobile con un notevole sacrificio economico, oppure l'hanno ristrutturato, accendendo mutui e richiedendo prestiti che, senza il fatturato, rischiano di non poter onorare; questi operatori, che sono stati dimenticati dal Governo e per i quali non è indicata alcuna data per il riavvio dell'attività, chiedono un'indicazione del piano di riapertura, così come previsto per altre categorie, per potersi organizzare in tempi congrui in quanto le strutture ricettive extra alberghiere, per la loro stessa connotazione strutturale sono in grado di garantire le adeguate misure di distanziamento sociale utili al contenimento della diffusione del virus; si tratta di piccole aziende che hanno rivoluzionato al meglio, ampliandone l'offerta, il panorama turistico nazionale, attirando milioni di nuovi viaggiatori da ogni parte del mondo. Senza l'aiuto dello Stato tale settore si vedrà irrimediabilmente frenato nella sua capacità di reagire quando sarà il momento di ripartire, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano disporre, per le rispettive competenze, in termini immediati la riapertura del settore extra alberghiero e se intendano chiarire quali misure di sicurezza dovranno essere adottate, attraverso linee guida specifiche che possano garantire la sicurezza degli operatori e degli ospiti, ma anche per evitare eventuali sanzioni amministrative e penali che comprometterebbero ancora di più una situazione già di estrema fragilità. Atto n. 4-03382 PAPATHEU Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: l'esplosione del coronavirus in Italia sta minacciando i ritmi di crescita, già di fatto insufficienti, del sistema economico nazionale, e si prospettano significativi danni per l'intera filiera produttiva nazionale, a partire dai settori turismo, fiere specializzate, commercio, agricoltura. Confcommercio stima una perdita di 5-7 miliardi di euro nel caso in cui la crisi si prolunghi fino a maggio, mentre la Banca d'Italia ha stimato una riduzione del Pil dello 0,2 per cento nell'arco di un anno. Si ipotizza una contrazione del Pil a meno 0,3 per cento nel 2020 per effetto del virus. Nell'attesa dei numeri finali, alcuni segmenti iniziano già a calcolare i danni economici del virus che sta avendo come principale focolaio l'Italia come suo focolaio in Europa; la psicosi e gli inviti a non venire in Italia diramati da alcuni Paesi stranieri rischiano di avere un impatto pesante sul settore del turismo. Confturismo stima un'affluenza di 22 milioni di turisti in meno nei prossimi tre mesi: un calo quantificabile in un danno economico di 2,7 miliardi secondo l'associazione di categoria di Confcommercio. I danni potrebbero essere superiori rispetto a quelli causati dall'11 settembre; in Italia, il segmento del turismo vale in totale 146 miliardi di euro: una cifra pari al 12 per cento del Pil, generata da una filiera di 216.000 esercizi ricettivi e 12.000 agenzie di viaggio. La proliferazione del coronavirus ha spinto diversi governi esteri ad includere l'Italia tra i Paesi "sconsigliati" per le visite di piacere e le trasferte di lavoro "non strettamente consigliate". I risultati si stanno già facendo sentire, con la proiezione di un tracollo senza precedenti nella stagione pasquale. Il clima di incertezza si sta ripercuotendo su tutti gli ambiti, espandendosi a macchia d'olio non soltanto nelle aree soggette e restrizioni e definite "zone rosse" ma a cascata anche nel resto del Paese; un'altra batosta rischia di abbattersi sull' export , "grazie" alla registrazione di casi di coronavirus in alcune delle province più incisive sull' export nazionale; il conto si fa già salato anche sul versante delle fiere, appuntamenti preziosi sia per l'afflusso di visitatori che per il giro d'affari innescato dai vari eventi. Analogo discorso va fatto per le vendite oltreconfine, con il made in Italy agroalimentare che rischia di essere un'altra vittima. Si teme che la psicosi da coronavirus possa innescare speculazioni contro i prodotti italiani, favorendo i plagi stranieri (il cosiddetto Italian sounding ) a scapito delle esportazioni, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, nell'ambito delle misure straordinarie concernenti l'emergenza, non ritengano opportuno attivarsi al fine di istituire un "fondo di garanzia COVID-19" per le Regioni italiane, con dotazione individuabile da sezioni speciali quali ad esempio le risorse del POR FESR 2014-2020, che garantisca opportunità di intervento diretto sul territorio a sostegno e salvaguardia dei settori turismo, commercio ed agricoltura che rivestono un ruolo strategico fondamentale nelle dinamiche economiche, sociali ed occupazionali del Paese. Atto n. 4-03383 LANNUTTI PAVANELLI Ai Ministri della salute, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che: durante l'emergenza COVID-19, il Governo ha stabilito che le aziende produttrici di apparecchi sanitari necessari alle terapie intensive, con stabilimenti sul territorio italiano, devono vendere il materiale in Italia, bloccando di fatto le esportazioni all'estero, a meno di particolari autorizzazioni, in modo da non disperdere preziosi macchinari utili in terapia intensiva; lunedì 4 maggio 2020 la trasmissione di RAI3 "Report" ha mandato in onda un servizio dal titolo "Mascherine presidenziali"; nel servizio si dà notizia di un sequestro, avvenuto il 27 marzo 2020, di materiale utilizzato nelle terapie intensive al porto di Prà a Genova da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. È il momento più duro per la sanità ligure e l'ingente partita di "tubi di raccordo tra i respiratori e i pazienti, di tubi tracheali, kit per l'aspirazione, maschere di ventilazione", tutti strumenti utilissimi per la terapia intensiva, dopo il sequestro è stata consegnata al deposito dell'ospedale "San Martino" di Genova; nel servizio di "Report" viene intervistato Salvatore Giuffrida, direttore amministrativo del "San Martino", il quale spiega che "grazie ai sequestri siamo riusciti a resistere". Dunque, i dispositivi requisiti probabilmente hanno evitato altre vittime del virus; nel servizio si racconta che il commissario straordinario per l'emergenza COVID-19, Domenico Arcuri, in un primo momento avrebbe dato il via libera alla decisione di sequestro. Poi però avrebbe cambiato idea. Il 30 marzo, come rivela Report, avrebbe chiesto infatti di riconsegnare la merce all'esportatore. Poi, quando Arcuri avrebbe capito che era troppo tardi (il carico era già stato distribuito negli ospedali), il 1° aprile avrebbe scritto una lettera "di fuoco" all'Agenzia delle dogane e per conoscenza al segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Chieppa, al capo di gabinetto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Ettore Francesco Sequi, al capo di gabinetto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Alberto Stancanelli, in cui avrebbe chiesto, "per indifferibili e superiori interessi nazionali, ti prego di non procedere a nessuna requisizione 'pro futuro' di merce importata ed esportata per nome e per conto della società Medtronic" (cioè la multinazionale statunitense che si è aggiudicata il bando Consip per la fornitura di 20 tipi di respiratori e di 125.000 tubi endotracheali), pezzi di ricambio fondamentali per i respiratori; considerato, inoltre, che: benché in Italia tra marzo e aprile ci fosse una grande richiesta di respiratori e materiale utile ai respiratori, la Medtronic ha provato più di una volta a spedire i suoi prodotti all'estero. Il 17 marzo 2020, ad esempio, una partita diretta in Sudafrica è stata sequestrata a Bologna dall'Agenzia delle dogane, per firma di Arcuri, perché "ha violato l'ordinanza del capo dipartimento della Protezione civile 639/2020, e in particolare la circolare del Ministero della Salute 4373/Ru del 12/02/2020". Il materiale sequestrato è poi finito all'ospedale "Maggiore" di Bologna. La Medtronic ci ha riprovato a Genova il 27 marzo; interpellata da "Report", la Medtronic ha giustificato l'invio all'estero dei componenti sostenendo di aver già soddisfatto le richieste italiane, mentre altri Paesi ne avevano ancora bisogno. Ma, da quanto risulta dall'inchiesta, la Consip dei 2.246 respiratori di Medtronic ne ha ricevuti solo 25, a dimostrazione che la multinazionale statunitense non avrebbe affatto soddisfatto le richieste del Dipartimento della protezione civile. Come avrebbe dovuto sapere anche Arcuri, che però ha spiegato il suo tentativo di dissequestro dichiarando ai giornalisti di Report: "Se mi dovessi accorgere che questo materiale è scarso faccio un'ordinanza e sequestro di nuovo i beni", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; se non ritengano di dover chiarire se vi sia stata un'ingerenza o pressione da parte dell'ambasciata statunitense dietro alla richiesta di dissequestro del materiale sanitario, come ipotizzato nell'inchiesta, visto che il commissario straordinario Arcuri ha giustificato tale richiesta citando "indifferibili e superiori interessi nazionali", e richiedendo addirittura di escludere qualsiasi requisizione " pro futuro " della merce di Medtronic; se non ritengano di dover verificare se il commissario Arcuri abbia agito di propria iniziativa o se invece lo abbia fatto su richiesta superiore; se, dopo quanto denunciato dalla trasmissione "Report", non ritengano necessario, per quanto di competenza, rivalutare l'intero operato del commissario straordinario Arcuri e l'accordo sottoscritto da Consip con la multinazionale statunitense Medtronic. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-01556 delle senatrici Boldrini e Iori, sul fabbisogno di medici specializzati; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-01554 della senatrice Corrado ed altri, sulla valutazione dell'intensità e dei rischi dello sciame sismico del 3 aprile 2020 nel crotonese. Interrogazioni, ritiro di firme Il senatore De Bonis ha dichiarato di ritirare la propria firma dall'interrogazione 3-01525, della senatrice Nugnes ed altri.