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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 48 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,30. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, che si è appena conclusa, nella quale si è convenuto di iscrivere all'ordine del giorno la proposta di nomina del professor Gian Carlo Blangiardo a presidente dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ( atto n. 10 ) e di iniziarne l'esame a partire dalla seduta già convocata per le ore 15,15 di domani, mercoledì 28 novembre. Si è inoltre concordato di audire il professor Blangiardo in seduta congiunta con la Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, in data ancora da stabilire. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE (cost. 214 e connessi) Riduzione del numero dei parlamentari DDL 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari DDL 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica DDL 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 18 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che, al termine delle audizioni informali sui disegni di legge costituzionale nn. 214 e connessi (riduzione del numero dei parlamentari), che si sono svolte dinanzi all'Ufficio di Presidenza nelle giornate di mercoledì 21 novembre e giovedì 22 novembre, alcuni dei soggetti invitati hanno depositato della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. Ha inizio la discussione generale. Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che, nel corso delle audizioni informali, gli esperti di diritto costituzionale hanno evidenziato l'esigenza di affiancare, alla riforma sulla riduzione del numero dei parlamentari, ulteriori puntuali interventi. In primo luogo, è assolutamente necessaria una modifica della disciplina elettorale differente da quella proposta dalla maggioranza, che mantiene l'attuale sistema misto, con un numero di collegi uninominali pari a tre ottavi del totale dei seggi. In questo modo, infatti, si potrebbero determinare collegi uninominali eccessivamente ampi, che non risponderebbero più all'esigenza di garantire la conoscibilità del candidato. Peraltro, a seguito dell'applicazione della nuova norma, alcune Regioni risulterebbero penalizzate in sede di ripartizione dei seggi. In secondo luogo, a seguito della riduzione del numero dei parlamentari, bisognerebbe anche riequilibrare la presenza dei delegati regionali nella elezione del Presidente della Repubblica. Ricorda, inoltre, che - nel corso delle audizioni - è stata rilevata la necessità di parificare l'età dell'elettorato attivo e passivo tra Camera e Senato. A suo avviso, sarebbe opportuno cogliere l'occasione anche per riconoscere alle Regioni una maggiore capacità di incidere nel procedimento legislativo. Auspica, pertanto, che sia possibile approfondire anche tali aspetti, sia pure attraverso un intervento riformatore di carattere puntuale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) sottolinea che le audizioni svolte hanno consentito di approfondire alcune questioni strettamente connesse al progetto di riduzione del numero dei parlamentari, che dovrebbero essere affrontate in un disegno più complessivo, per conferire efficacia e funzionalità alla riforma costituzionale, che altrimenti avrebbe una mera finalità propagandistica. Dopo aver ribadito l'orientamento favorevole di Forza Italia alla riduzione del numero dei parlamentari, osserva che tale misura dovrebbe essere finalizzata a migliorare il funzionamento del Parlamento e non solo a contenere i costi della politica, per andare incontro alle richieste dell'opinione pubblica. Pertanto, sottolinea l'esigenza di inserire nel progetto di riforma ulteriori misure, al fine di non incidere negativamente sulla rappresentanza democratica ed evitare la determinazione di collegi elettorali particolarmente estesi. Inoltre, si dovrebbe tenere conto delle criticità che potrebbero derivare dall'applicazione della riforma alla circoscrizione Estero, nonché riequilibrare il numero dei delegati regionali, in rapporto a quello dei parlamentari, in sede di elezione del Presidente della Repubblica. Ritiene opportuno, quindi, un approfondimento degli aspetti segnalati ancor prima della fase emendativa, per delineare un intervento riformatore più organico e compiuto. Il senatore PERILLI ( M5S ) nota che l'impianto della riforma risulterà efficace proprio perché snello e puntuale. Del resto, si dibatte ormai da molti anni sulla esigenza di ridurre i costi della politica, anche attraverso la diminuzione del numero dei parlamentari. A suo avviso, la modifica proposta non inciderà negativamente sulla rappresentatività politica e, in ogni caso, in futuro saranno possibili ulteriori adeguamenti del numero dei parlamentari, qualora si rendano necessari, senza dover cambiare anche la legge elettorale, proprio perché il numero dei collegi uninominali non sarebbe più indicato con un numero fisso prestabilito ma attraverso una frazione riferita al numero totale dei deputati e senatori. Respinge le osservazioni critiche sull'eccessivo ampliamento dell'estensione dei collegi uninominali, la cui popolazione aumenterebbe di un terzo, in ragione della riduzione del numero dei collegi. Ritiene invece ragionevole la modifica della norma sull'elettorato attivo e passivo. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ribadisce la necessità, già segnalata all'avvio dell'esame dei disegni di legge costituzionale in titolo, di rimodulare la legge elettorale vigente, per non arrecare un vulnus al principio di rappresentatività. I collegi uninominali, infatti, già attualmente risultano in media molto estesi, dal punto di vista della popolazione, quindi qualsiasi ulteriore ampliamento renderebbe ancora più difficoltosa la conoscibilità del candidato. Ritiene opportuni alcuni approfondimenti tecnici, in quanto la coesistenza di un sistema elettorale in parte proporzionale e in parte maggioritario determinerebbe una doppia soglia di sbarramento, legale e implicita. Eventualmente, si potrebbe introdurre come correttivo il diritto di tribuna, per garantire il pluralismo della rappresentanza. Sottolinea, quindi, l'opportunità di tenere conto della modifica della composizione del collegio per l'elezione del Presidente della Repubblica, con un incremento del peso relativo dei delegati regionali, quale conseguenza della riduzione del numero di parlamentari. Rileva, quindi, che - sebbene la riduzione del numero dei parlamentari sia un obiettivo ampiamente condivisibile - appare indispensabile modificare la legge elettorale vigente, tenendo conto delle criticità segnalate nel corso delle audizioni informali. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) osserva che sarebbe inopportuno ridurre il numero dei parlamentari senza affrontare al contempo la questione del bicameralismo e modificare la legge elettorale vigente, in quanto la riforma potrebbe avere imprevedibili conseguenze negative sulla rappresentatività democratica e sulla funzionalità delle Camere. Auspica, pertanto, che si esamini parallelamente una nuova disciplina elettorale, tenendo conto dei numerosi spunti di riflessione emersi nel corso delle audizioni, affinché la riforma costituzionale in esame non sia volta soltanto a ottenere consenso elettorale. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ricorda che l'esame dei disegni di legge costituzionale in titolo è stato avviato con l'accordo unanime di tutti i Gruppi, essendo condiviso l'obiettivo della diminuzione dei costi della politica, tanto che la riduzione del numero dei parlamentari è già stata parte dei due tentativi di riforma costituzionale del 2005 e del 2016. Ritiene, tuttavia, che si debbano adottare le opportune misure per risolvere le questioni segnalate dagli esperti di diritto costituzionale auditi, in particolare una modifica della legge elettorale, tale da garantire il principio di rappresentatività. Più in generale, la riduzione dovrebbe far parte di una riforma a carattere strutturale, che affronti i temi della forma di Stato, della forma di Governo e delle funzioni delle Camere. Il senatore PARRINI ( PD ), intervenendo incidentalmente, rileva che la modifica della legge elettorale proposta dal disegno di legge n. 881 determinerebbe la configurazione di 75 collegi uninominali, per il Senato, con una popolazione media di 800.000 abitanti. Peraltro, a causa delle soglie di sbarramento implicite, vi è il rischio che nelle otto Regioni che avranno cinque senatori non riescano a conquistare nemmeno un seggio perfino partiti che abbiano ottenuto il 15 per cento dei consensi. Ritiene indispensabile, quindi, introdurre le modifiche segnalate nel corso delle audizioni e del dibattito, al fine di correggere gli effetti distorsivi segnalati, che determinerebbero altrimenti un arbitrario effetto negativo sulla rappresentanza democratica. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,15.