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Conversione in legge del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale. Onorevoli Senatori. -- Il provvedimento mira a dare un’adeguata risposta alla necessaria ed urgente esigenza di favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, in conformità al diritto dell’Unione europea e nell’approssimarsi della scadenza degli attuali benefici fiscali. In particolare, viene recepita la direttiva 2010/31/UE, volta a promuovere la prestazione energetica degli edifici, delle loro parti e delle unità immobiliari. Essa abroga la direttiva 2002/91/CE e provvede ad una sua rifusione con il regolamento (CE) n. 1137/2008, facendo salvi gli obblighi degli Stati membri per ciò che concerne i termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione della direttiva 2002/91/CE. Si prevede inoltre un potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali del 55 per cento per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, in scadenza al 30 giugno 2013, che viene innalzato alla quota del 65 per cento. Una particolare ragione di necessità ed urgenza del provvedimento deriva dal fatto che è in corso una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia (procedura di infrazione n. 2012/0368) avviata dalla Commissione europea in data 24 settembre 2012, per il mancato recepimento della direttiva e attualmente allo stadio di parere motivato emesso in data 25 gennaio 2013. È attesa una decisione in ordine all’aggravamento della procedura e al deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia, con possibile applicazione di sanzioni immediate nei confronti del nostro Paese. Il termine di recepimento della direttiva in esame era fissato al 9 luglio 2012, mentre il termine di applicazione delle relative disposizioni era fissato al 9 gennaio 2013, salvo l’eccezione per l’applicazione agli edifici che non sono pubblici delle norme sui requisiti minimi, sul calcolo dei livelli ottimali e sull’ispezione dei sistemi di riscaldamento e condizionamento d’aria, il cui termine è fissato al 9 luglio 2013. La delega al Governo per il recepimento della direttiva in parola, inizialmente inserita nel disegno di legge concernente «Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee -- Legge comunitaria 2011» (atto Senato n. 3129), è stata inserita nel disegno di legge di delegazione europea presentato dal Governo al Parlamento il 2 maggio 2013 (atto Senato n. 587), a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge 24 dicembre 2012, n. 234, recante «Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea». Il disegno di legge in questione è ancora in corso di esame da parte del Senato. Peraltro, per la notevole complessità della direttiva 2010/31/UE e delle sue ricadute nel tessuto economico-sociale, 24 Stati membri su 27 non hanno rispettato i termini di recepimento previsti. Il presente provvedimento interviene a porre definitivamente rimedio anche ad una seconda e meno recente procedura d’infrazione (n. 2006/2378) aperta da parte della Commissione europea nei confronti dell’Italia il 18 ottobre 2006 per non completo e conforme recepimento della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che la direttiva 2010/31/UE rifonde e contestualmente abroga. Nella procedura d’infrazione in questione, infatti, veniva contestato alla Repubblica italiana di essere venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi della direttiva citata, tra l’altro, anche in materia di attestato di certificazione energetica e di informazione al pubblico al momento di trasferimenti e locazioni, considerato che l’articolo 6, comma 2- ter del decreto legislativo n. 192 del 2005 vigente prevede che, nel caso di stipulazione di un contratto di locazione, se non è stato ancora emesso un attestato di certificazione energetica per l’edificio locato, non vi sarebbe alcun obbligo di includere una clausola contrattuale in cui il locatario dichiari di avere ricevuto un attestato di certificazione energetica. Il presente decreto riscrive l’articolo 6 prevedendo al comma 2 che «Nel caso di vendita o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l’edificio o l’unità non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1. In tutti i casi, il proprietario deve rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica al potenziale acquirente o al nuovo locatario all’avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime; in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e produce l’attestato di prestazione energetica congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori». Il presente decreto-legge recepisce tutte le prescrizioni della suddetta direttiva integrando e modificando l’articolato del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, di seguito decreto legislativo n. 192 del 2005, di recepimento della direttiva 2002/91/CE. In particolare, il decreto-legge prevede il recepimento dei seguenti punti chiave della direttiva 2010/31/UE: 1. adozione a livello nazionale di una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici che tiene conto di determinati aspetti, tra cui le caratteristiche termiche dell’edificio, degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda. Essa tiene anche conto di altri vantaggi come i sistemi di cogenerazione dell’elettricità e gli impianti di teleriscaldamento o teleraffrescamento urbano o collettivo; 2. fissazione, in conformità alla citata metodologia di calcolo, di requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono riveduti ogni 5 anni; 3. definizione di «edifici a energia quasi zero» e redazione di una strategia per il loro incremento tramite l’attuazione di un Piano d’azione nazionale che comprenda: -- l’indicazione del modo in cui lo Stato membro applica la definizione di edifici a energia quasi zero; -- gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015; -- informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018; 4. adozione di un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici. L’attestato comprende informazioni sul consumo energetico degli edifici, nonché delle raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un’unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla Pubblica amministrazione; 5. adozione delle misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e climatizzazione degli edifici. Alcuni dei temi sopra citati sono ancora oggetto di discussione presso la Commissione europea e non si è concluso il processo interpretativo necessario per il recepimento delle indicazioni a livello nazionale. Per la trattazione di questi temi, il testo in oggetto prevede, ove necessario, successive modifiche della normativa attualmente vigente in materia. Nello specifico, sono previsti decreti ministeriali per l’adeguamento dell’attestato di prestazione energetica per gli edifici e dei requisiti minimi di prestazione per gli edifici nuovi e sottoposti a ristrutturazione, in quanto strettamente connessi ai risultati dell’applicazione della metodologia comparativa prevista dall’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/31/UE. L’applicazione di tale metodologia sarà inviata alla Commissione entro la metà del mese di giugno 2013, unitamente all’eventuale programma di adeguamento dei requisiti vigenti che si allontanano dai valori ottimali risultati dalla stessa. In relazione all’esigenza di garantire stabilità normativa al settore, si ritiene che i requisiti potranno essere modificati solo a valle dell’attenta valutazione dei risultati ottenuti e della loro verifica da parte della Commissione. Si dispone l’adeguamento della metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici. Ciò poiché il quadro generale di calcolo previsto dalla Commissione per supportare l’applicazione della direttiva 2010/31/UE, necessario per il corretto aggiornamento della metodologia suddetta, è a tutt’oggi in fase di inchiesta pubblica. Si ritiene che riferirsi a norme tecniche di rango europeo possa generare risvolti positivi in merito all’omogeneità di applicazione delle stesse a livello regionale, favorendo così un quadro comune e confrontabile su scala nazionale. Nel testo proposto, al fine di costituire un quadro metodologico transitorio in sintonia con la norma CEN in consultazione, è previsto l’aggiornamento della attuale metodologia per mezzo dell’aggiunta delle norme tecniche UNI/TS 11300-3 e UNI/TS 11300-4 sulla climatizzazione estiva e l’uso delle fonti energetiche rinnovabili, nonché della raccomandazione del CTI n. 14 del 2013 sul calcolo dell’energia primaria ai fini della determinazione della prestazione energetica degli edifici. Come sopra anticipato, oltre alle misure volte al recepimento della direttiva 2010/31/UE, al fine di garantire strumenti finanziari efficaci all’applicazione delle norme in essa contenute, nel testo si prevede una specifica norma (articolo 14) che prevede, al comma 1, un potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali del 55 per cento per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, in scadenza al 30 giugno 2013, che viene innalzato alla quota del 65 per cento e prorogato fino al 31 dicembre 2013, con l’esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. È altresì previsto, al comma 2 del medesimo articolo, che l’applicazione di quanto stabilito dal comma 1 sia protratta fino al 30 giugno 2014 per quanto concerne le spese sostenute per interventi riguardanti parti comuni dei condomini edilizi o l’integralità delle unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Una siffatta durata del regime incentivante potenziato, stabilita in misura maggiore per le spese sostenute per gli stabili condominiali, è dovuta al maggior tempo necessario per la progettazione, l’espletamento delle procedure autorizzatorie e l’attuazione degli interventi riguardanti i predetti stabili, di notevole entità. Si è voluto perseguire, nel contempo, l’obiettivo di favorire una riqualificazione energetica degli edifici condominiali, che presentano consumi energetici superiori alla media italiana, già di per sé abbastanza alta rispetto a quella di altri paesi dell’Unione europea, anche in considerazione della loro epoca di costruzione. In tal modo è possibile perseguire l’obiettivo di una riqualificazione energetica e ambientale di intere aree del tessuto urbano. È inoltre prevista una norma urgente per modificare i sistemi di qualificazione degli installatori di impianti a fonti rinnovabili, ex articolo 15 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. L’articolo suddetto (attuativo della direttiva 2009/28/CE in materia di promozione delle fonti rinnovabili) ha disciplinato i requisiti tecnico-professionali minimi per poter svolgere l’attività di installazione e manutenzione di impianti a fonti rinnovabili. L’articolo 14 della citata direttiva 2009/28/CE ha infatti stabilito l’obbligo per gli Stati membri di predisporre specifici sistemi di qualificazione e quindi di formazione per gli installatori. L’articolo 15 citato ha previsto una qualificazione automatica per i laureati e per talune categorie di diplomati nonché per i soggetti con titolo di formazione professionale, previo periodo di inserimento alle dirette dipendenze di un’impresa del settore. Non ha invece considerato sufficiente il possesso di mera esperienza lavorativa come operaio installatore nel settore, senza una qualificazione formale. Per tali lavoratori, le regioni avrebbero dovuto mettere in atto programmi formativi ad hoc in tempo utile, secondo uno schema comune definito -- in realtà -- solo da pochi mesi. Le associazioni di categoria hanno segnalato negli ultimi tempi forte preoccupazione, dal momento che esistono ancora migliaia di lavoratori attivi nel settore senza i requisiti minimi richiesti, ed hanno chiesto che siano salvaguardati i diritti acquisiti dagli installatori che operano da anni sul mercato in virtù del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37. Anche le regioni -- responsabili dell’attivazione dei programmi formativi -- hanno evidenziato le criticità connesse all’attuazione dell’articolo 15. Con nota del 19 aprile 2013 dell’assessore all’energia della regione Piemonte e coordinatore della Commissione ambiente e energia della Conferenza unificata, le regioni hanno quindi richiesto lo slittamento del termine per mettere a disposizione i predetti programmi formativi secondo principi uniformi sul territorio nazionale nonché la possibilità per coloro che non siano in possesso dei requisiti tecnico-professionali di acquisirli senza interruzione dell’attività lavorativa. Sul tema, sono intervenute di recente la mozione parlamentare Sangalli e le interrogazioni Santini e Realacci, tutte a sostegno di una modifica normativa e di un riconoscimento «automatico» della qualifica per i lavoratori che operano già nel settore. Si ritiene importante continuare a perseguire l’obiettivo di una maggiore qualificazione nel settore, laddove l’installatore è spesso l’interfaccia diretto con il cliente e assume una funzione rilevante ai fini della sicurezza e della qualità del servizio, nonché del corretto orientamento del cliente nella scelta tra le varie soluzioni tecnologiche a disposizione. Tuttavia, è vero che i programmi formativi delle regioni sono partiti tardi e in modo ancora frammentato e questo non ha facilitato l’acquisizione da parte dei lavoratori privi di titolo del livello di formazione certificata richiesto. La norma proposta è finalizzata ai seguenti scopi: -- garantire il conseguimento della qualifica professionale per l’attività di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, con il possesso dei requisiti tecnico professionali di cui, alternativamente, alle lettere a), b), c) o d) del comma 1 dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37; -- allo stesso tempo, prevedere comunque l’avvio del processo di certificazione stabilendo che entro il 31 ottobre 2013, le regioni e le province autonome, nel rispetto dei criteri fissati dalla direttiva 2009/28/CE per la certificazione e qualificazione professionale (Allegato IV della suddetta direttiva), attivano un programma di formazione per gli installatori di impianti a fonti rinnovabili o procedono al riconoscimento di fornitori di formazione, dandone comunicazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. È prevista, inoltre, la facoltà per le regioni e le province autonome di riconoscere ai soggetti partecipanti ai corsi di formazione crediti formativi per i periodi di prestazione lavorativa e di collaborazione tecnica continuativa svolti presso imprese del settore. Il testo proposto si sviluppa nei seguenti articoli. L’articolo 1 prevede la sostituzione dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 192 del 2005, al fine di adeguare a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, le finalità del provvedimento. L’articolo 2 prevede modificazioni all’articolo 2 del decreto legislativo n. 192 del 2005 finalizzate ad adeguare ed integrare le definizioni del provvedimento per la corretta applicazione della direttiva 2010/31/UE. L’articolo 3 prevede modificazioni all’articolo 3 del decreto legislativo n. 192 del 2005 al fine di adeguare l’ambito di intervento a quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE. L’articolo 4 prevede modificazioni all’articolo 4 del decreto legislativo n. 192 del 2005. Tale articolo stabilisce i criteri per l’aggiornamento, ove necessario, della metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, della definizione e applicazione di prescrizioni e requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche e per la realizzazione e l’applicazione di un sistema coordinato di ispezione degli impianti tecnici presenti nell’edificio. L’articolo 5 introduce due nuovi articoli successivi all’articolo 4 del decreto legislativo n. 192 del 2005. L’articolo 4- bis è finalizzato a recepire quanto previsto dall’articolo 9 della direttiva 2010/31/UE in merito agli edifici ad energia quasi zero. L’articolo 4- ter recepisce quanto previsto dall’articolo 10 della direttiva 2010/31/UE introducendo nuove disposizioni volte ad aumentare l’efficacia dei meccanismi incentivanti presenti nella normativa nazionale sul tema dell’efficienza energetica negli edifici. L’articolo, inoltre, prevede l’utilizzo di parte delle risorse destinate a costituire il fondo di garanzia di cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, per sostenere interventi di incremento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici. Le risorse del suddetto fondo sono incrementate con una quota dei proventi derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione di CO 2 per i progetti energetico ambientali, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. L’articolo 6 sostituisce l’articolo 6 del decreto legislativo n. 192 del 2005. Esso prevede la completa attuazione di quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, negli articoli da 11 a 13, sul tema della certificazione della prestazione energetica degli edifici. Tali disposizioni, ritenute particolarmente urgenti, sono volti anche alla risoluzione della procedura di infrazione riguardante la non completa attuazione delle disposizioni previste dall’articolo 7 della direttiva 2002/91/CE in materia di attestato di prestazione energetica in caso di locazione. L’articolo 7 sostituisce il comma 1 dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 192 del 2005 al fine di recepire quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE in tema di relazioni tecniche di progetto attestanti la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici (articoli da 14 a 16 della direttiva 2010/31/UE). L’articolo introduce un nuovo comma al fine di recepire le prescrizioni previste all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE concernenti nuove valutazioni in sede progettuale. A fronte dei maggiori adempimenti amministrativi che la stessa direttiva europea prevede per le amministrazioni pubbliche, chiamate a svolgere un ruolo esemplare in materia di efficienza energetica, sono introdotte, nel rispetto del principio del « one in one out », misure volte a ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni con particolare riguardo alla presentazione e all’aggiornamento delle relazioni tecniche, introducendo, inoltre, l’esenzione da queste nel caso di mera sostituzione di generatori di calore in impianti di climatizzazione e coordinando la disposizione con il regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico n. 37 del 2008. L’articolo 8 adegua l’articolo 9 del decreto legislativo n. 192 del 2005 in merito alle funzioni delle regioni e degli enti locali, coerentemente con quanto previsto dagli articoli 18 e 20 della direttiva 2010/31/UE. L’articolo delinea, inoltre, un quadro di riferimento utile alle amministrazioni territoriali per favorire l’omogeneità di applicazione della direttiva, salvaguardando la loro autonomia e promuovendo la più ampia collaborazione a livello centrale e locale. L’articolo 9 sostituisce l’articolo 11 del decreto legislativo n. 192 del 2005 al fine di aggiornare, nelle more dell’emanazione dei decreti previsti all’articolo 4 dello stesso decreto legislativo, le normative tecniche previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59, per il calcolo della prestazione energetica degli edifici. L’articolo 10 sostituisce l’articolo 14 del decreto legislativo n. 192 del 2005 riguardante la copertura finanziaria. L’articolo 11 sostituisce il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 192 del 2005 e prevede lo svolgimento di attività di accompagnamento volte, tramite l’informazione ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni, a favorire l’attuazione di quanto previsto dalla direttiva 2010/31/UE, anche in linea con quanto richiesto dall’articolo 20 della stessa. Tali attività sono svolte in sinergia con le misure di accompagnamento già previste dalla normativa vigente. L’articolo 12 sostituisce l’articolo 15 del decreto legislativo n. 192 del 2005. Esso ridefinisce, aggiornandole, le sanzioni correlate al mancato rispetto degli obblighi previsti dallo stesso decreto legislativo, come modificato dal provvedimento in oggetto. L’articolo 13 introduce un nuovo comma all’articolo 16 del decreto legislativo n. 192 del 2005, concernente le abrogazioni e le disposizioni finali, al fine di coordinare l’attuale normativa con gli adeguamenti previsti dal presente decreto. L’articolo 14 dispone, al comma 1, che la detrazione dall’imposta sul reddito per le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296 del 2006, competa nella misura del 65 per cento per le spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013 con l’esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Con riferimento agli interventi relativi a parti comuni dei condomini edilizi o per l’integralità delle unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, il comma 2 prevede che la detrazione del 65 per cento si renda applicabile anche per le spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014. Con tale disposizione s’intende perseguire l’obbiettivo, attraverso una maggiorazione dell’incentivo fiscale, di pervenire ad una riqualificazione energetica di interi stabili condominiali. Con il comma 3, infine, si prevede che le detrazioni di cui ai commi precedenti siano ripartite in dieci quote annuali di pari importo. All’articolo 15 è previsto che, in attesa della definizione di misure e incentivi selettivi di carattere strutturale, si rendano applicabili le disposizioni del precedente articolo 14 per la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti e del successivo articolo 16 per l’incremento del rendimento energetico degli edifici esistenti. L’articolo 16 prevede, al comma 1, la proroga, al 31 dicembre 2013, del termine di scadenza (30 giugno 2013) dell’innalzamento della percentuale di detrazione IRPEF al 50 per cento (dall’ordinario 36 per cento) prevista per le spese di ristrutturazione edilizia, fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro (48.000 euro regime ordinario) per unità immobiliare. La finalità della proroga è di incentivare la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia con lo scopo di favorire la ripresa del mercato delle costruzioni, che rappresenta tradizionalmente uno dei comparti produttivi più importanti per la crescita del PIL nazionale. La disposizione contenuta nel comma 2 prevede una detrazione del 50 per cento per le ulteriori spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali. Tale misura si prefigge di favorire la ripresa economica, e l’offerta occupazionale, del settore legato alla filiera della lavorazione del legno, attualmente in forte crisi. L’articolo 17 sostituisce i commi 1 e 2 dell’articolo 15 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, consentendo in via d’urgenza la qualificazione e l’operatività degli installatori di impianti concernenti le fonti rinnovabili. L’articolo 18 specifica gli articoli e gli allegati dei decreti legislativi n. 192 del 2005 e n. 28 del 2011 di cui si dispone l’abrogazione. L’articolo 19 individua le modalità per la copertura finanziaria derivante dagli oneri per l’applicazione delle misure previste dal presente decreto, mediante eliminazione dell’IVA agevolata sugli «allegati» ai quotidiani ed altri prodotti editoriali. L’articolo 20 individua le modalità per la copertura finanziaria derivante dagli oneri per l’applicazione delle misure previste dal presente decreto, mediante applicazione del regime ordinario IVA per la somministrazione di alimenti e bevande con distributori automatici. L’articolo 21 individua le modalità per la copertura finanziaria delle misure previste dal presente decreto.. Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Art. 1. (Modificazioni all’articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. L’articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «Art. 1. -- (Finalità). -- 1. Il presente decreto promuove il miglioramento della prestazione energetica degli edifici tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi. 2. Il presente decreto definisce e integra criteri, condizioni e modalità per: a) migliorare le prestazioni energetiche degli edifici; b) favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici; c) sostenere la diversificazione energetica; d) promuovere la competitività dell’industria nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico; e) coniugare le opportunità offerte dagli obiettivi di efficienza energetica con lo sviluppo del settore delle costruzioni e dell’occupazione; f) conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale; g) razionalizzare le procedure nazionali e territoriali per l’attuazione delle normative energetiche al fine di ridurre i costi complessivi, per la pubblica amministrazione e per i cittadini e per le imprese; h) applicare in modo omogeneo e integrato la normativa su tutto il territorio nazionale.». Art. 2. (Modificazioni all’articolo 2 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, dopo la lettera l) sono aggiunte le seguenti: «l- bis) "attestato di prestazione energetica dell’edificio": documento, redatto nel rispetto delle norme contenute nel presente decreto e rilasciato da esperti qualificati e indipendenti che attesta la prestazione energetica di un edificio attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica; l- ter) "attestato di qualificazione energetica": il documento predisposto ed asseverato da un professionista abilitato, non necessariamente estraneo alla proprietà, alla progettazione o alla realizzazione dell’edificio, nel quale sono riportati i fabbisogni di energia primaria di calcolo, la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in relazione al sistema di certificazione energetica in vigore, ed i corrispondenti valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per il caso specifico o, ove non siano fissati tali limiti, per un identico edificio di nuova costruzione; l- quater) "cogenerazione": produzione simultanea, nell’ambito di un unico processo, di energia termica e di energia elettrica e/o meccanica rispondente ai requisiti di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011; l- quinquies) "confine del sistema (o energetico dell’edificio)": confine che include tutte le aree di pertinenza dell’edificio, sia all’interno che all’esterno dello stesso, dove l’energia è consumata o prodotta; l- sexies) "edificio adibito ad uso pubblico": edificio nel quale si svolge, in tutto o in parte, l’attività istituzionale di enti pubblici; l- septies) "edificio di proprietà pubblica": edificio di proprietà dello Stato, delle regioni o degli enti locali, nonché di altri enti pubblici, anche economici ed occupati dai predetti soggetti; l- octies) "edificio a energia quasi zero": edificio ad altissima prestazione energetica, calcolata conformemente alle disposizioni del presente decreto, che rispetta i requisiti definiti al decreto di cui all’articolo 4, comma 1. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema (in situ); l- novies) "edificio di riferimento o target per un edificio sottoposto a verifica progettuale, diagnosi, o altra valutazione energetica": edificio identico in termini di geometria (sagoma, volumi, superficie calpestabile, superfici degli elementi costruttivi e dei componenti), orientamento, ubicazione territoriale, destinazione d’uso e situazione al contorno, e avente caratteristiche termiche e parametri energetici predeterminati; l- decies) "elemento edilizio": sistema tecnico per l’edilizia o componente dell’involucro di un edificio; l- undecies) "energia consegnata o fornita": energia espressa per vettore energetico finale, fornita al confine dell’edificio agli impianti tecnici per produrre energia termica o elettrica per i servizi energetici dell’edificio; l- duodecies) "energia da fonti rinnovabili": energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas; l- ter decies) "energia esportata": quantità di energia, relativa a un dato vettore energetico, generata all’interno del confine del sistema e utilizzata all’esterno dello stesso confine; l- quater decies) "energia primaria": energia, da fonti rinnovabili e non, che non ha subito alcun processo di conversione o trasformazione; l- quinquies decies) "energia prodotta in situ": energia prodotta o captata o prelevata all’interno del confine del sistema; l- sexies decies) "fabbisogno annuale globale di energia primaria": quantità di energia primaria relativa a tutti i servizi erogati dai sistemi tecnici presenti all’interno del confine del sistema, calcolata su un intervallo temporale di un anno; l- septies decies) "fabbricato": sistema costituito dalle strutture edilizie esterne, costituenti l’involucro dell’edificio, che delimitano un volume definito e dalle strutture interne di ripartizione dello stesso volume. Sono esclusi gli impianti e i dispositivi tecnologici che si trovano al suo interno; l- octies decies) "fattore di conversione in energia primaria": rapporto adimensionale che indica la quantità di energia primaria impiegata per produrre un’unità di energia fornita, per un dato vettore energetico; tiene conto dell’energia necessaria per l’estrazione, il processamento, lo stoccaggio, il trasporto e, nel caso dell’energia elettrica, del rendimento medio del sistema di generazione e delle perdite medie di trasmissione del sistema elettrico nazionale e nel caso del teleriscaldamento, delle perdite medie di distribuzione della rete. Questo fattore può riferirsi all’energia primaria non rinnovabile, all’energia primaria rinnovabile o all’energia primaria totale come somma delle precedenti; l- novies decies) "involucro di un edificio": elementi e componenti integrati di un edificio che ne separano gli ambienti interni dall’ambiente esterno; l- vicies) "livello ottimale in funzione dei costi": livello di prestazione energetica che comporta il costo più basso durante il ciclo di vita economico stimato, dove: 1) il costo più basso è determinato tenendo conto dei costi di investimento legati all’energia, dei costi di manutenzione e di funzionamento e, se del caso, degli eventuali costi di smaltimento; 2) il ciclo di vita economico stimato si riferisce al ciclo di vita economico stimato rimanente di un edificio nel caso in cui siano stabiliti requisiti di prestazione energetica per l’edificio nel suo complesso oppure al ciclo di vita economico stimato di un elemento edilizio nel caso in cui siano stabiliti requisiti di prestazione energetica per gli elementi edilizi; 3) il livello ottimale in funzione dei costi si situa all’interno della scala di livelli di prestazione in cui l’analisi costi-benefici calcolata sul ciclo di vita economico è positiva; l- vicies semel) "norma tecnica europea": norma adottata dal Comitato europeo di normazione, dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica o dall’Istituto europeo per le norme di telecomunicazione e resa disponibile per uso pubblico; l- vicies bis) "prestazione energetica di un edificio": quantità annua di energia primaria effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare, con un uso standard dell’immobile, i vari bisogni energetici dell’edificio, la climatizzazione invernale e estiva, la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, la ventilazione e, per il settore terziario, l’illuminazione. Tale quantità viene espressa da uno o più descrittori che tengono anche conto del livello di isolamento dell’edificio e delle caratteristiche tecniche e di installazione degli impianti tecnici. La prestazione energetica può essere espressa in energia primaria non rinnovabile, rinnovabile, o totale come somma delle precedenti; l- vicies ter) "riqualificazione energetica di un edificio" un edificio esistente è sottoposto a riqualificazione energetica quando i lavori in qualunque modo denominati, a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo, ricadono in tipologie diverse da quelle indicate alla lettera l- vicies bis) ; l- vicies quater) "ristrutturazione importante di un edificio": un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25 per cento della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell’impermeabilizzazione delle coperture; l- vicies quinquies) "sistema di climatizzazione estiva, impianto di condizionamento d’aria": complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere abbassata; l- vicies sexies) "sistema tecnico, per l’edilizia": impianto tecnologico dedicato a uno o a una combinazione dei servizi energetici o ad assolvere a una o più funzioni connesse con i servizi energetici dell’edificio. Un sistema tecnico è suddiviso in più sottosistemi; l- vicies septies) "teleriscaldamento" o "teleraffrescamento": distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffrescamento di spazi, per processi di lavorazione e per la fornitura di acqua calda sanitaria; l- duodetricies) "unità immobiliare": parte, piano o appartamento di un edificio progettati o modificati per essere usati separatamente; l- undetricies) "vettore energetico": sostanza o energia fornite dall’esterno del confine del sistema per il soddisfacimento dei fabbisogni energetici dell’edificio.». Art. 3. (Modificazioni all’articolo 3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. All’articolo 3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettera b), le parole «agli articoli 7, 9 e 12» sono sostituite dalle seguenti: «agli articoli 7 e 9»; b) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: «2- bis. Il presente decreto si applica all’edilizia pubblica e privata. 2- ter. Il presente decreto disciplina in particolare: a) la metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici; b) le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici quando sono oggetto di: 1) nuova costruzione; 2) ristrutturazioni importanti; 3) riqualificazione energetica; c) la definizione di un Piano di azione per la promozione degli edifici a "energia quasi zero"; d) l’attestazione della prestazione energetica degli edifici e delle unità immobiliari; e) lo sviluppo di strumenti finanziari e la rimozione di barriere di mercato per la promozione dell’efficienza energetica degli edifici; f) l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili negli edifici; g) la realizzazione di un sistema coordinato di ispezione periodica degli impianti termici negli edifici; h) i requisiti professionali e di indipendenza degli esperti o degli organismi cui affidare l’attestazione della prestazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione; i) la realizzazione e l’adozione di strumenti comuni allo Stato e alle regioni e province autonome per la gestione degli adempimenti a loro carico; l) la promozione dell’uso razionale dell’energia anche attraverso l’informazione e la sensibilizzazione degli utenti finali, la formazione e l’aggiornamento degli operatori del settore; m) la raccolta delle informazioni e delle esperienze, delle elaborazioni e degli studi necessari all’orientamento della politica energetica del settore.»; c) il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. Sono escluse dall’applicazione del presente decreto le seguenti categorie di edifici: a) gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, fatto salvo quanto disposto al comma 3- bis ; b) gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; c) edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione; d) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati; e) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, fatto salvo quanto disposto dal comma 3- ter ; f) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.»; d) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: «3- bis . Per gli edifici di cui al comma 3, lettera a), il presente decreto si applica limitatamente alle disposizioni concernenti: a) l’attestazione della prestazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 6; b) l’esercizio, la manutenzione e le ispezioni degli impianti tecnici, di cui all’articolo 7. 3- ter . Per gli edifici di cui al comma 3, lettera d), il presente decreto si applica limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica.». Art. 4. (Modificazioni all’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. All’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e, per i profili di competenza, con il Ministro della salute e con il Ministro della difesa, acquisita l’intesa con la Conferenza unificata, sono definiti: a) le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici, in relazione ai paragrafi 1 e 2 dell’allegato I della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia, tenendo conto dei seguenti criteri generali: 1) la prestazione energetica degli edifici è determinata in conformità alla normativa tecnica UNI e CTI, allineate con le norme predisposte dal CEN a supporto della direttiva 2010/31/CE, su specifico mandato della Commissione europea; 2) il fabbisogno energetico annuale globale si calcola per singolo servizio energetico, espresso in energia primaria, su base mensile. Con le stesse modalità si determina l’energia rinnovabile prodotta all’interno del confine del sistema; 3) si opera la compensazione mensile tra i fabbisogni energetici e l’energia rinnovabile prodotta all’interno del confine del sistema, per vettore energetico e fino a copertura totale del corrispondente vettore energetico consumato; 4) ai fini della compensazione di cui al numero 3, è consentito utilizzare l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili all’interno del confine del sistema ed esportata, secondo le modalità definite dai decreti di cui al presente comma; b) l’applicazione di prescrizioni e requisiti minimi, aggiornati ogni cinque anni, in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari, siano essi di nuova costruzione, oggetto di ristrutturazioni importanti o di riqualificazioni energetiche, sulla base dell’applicazione della metodologia comparativa di cui all’articolo 5 della direttiva 2010/31/UE, secondo i seguenti criteri generali: 1) i requisiti minimi rispettano le valutazioni tecniche ed economiche di convenienza, fondate sull’analisi costi benefici del ciclo di vita economico degli edifici; 2) in caso di nuova costruzione e di ristrutturazione importante, i requisiti sono determinati con l’utilizzo dell’"edificio di riferimento", in funzione della tipologia edilizia e delle fasce climatiche; 3) per le verifiche necessarie a garantire il rispetto della qualità energetica prescritta, sono previsti dei parametri specifici del fabbricato, in termini di indici di prestazione termica e di trasmittanze, e parametri complessivi, in termini di indici di prestazione energetica globale, espressi sia in energia primaria totale che in energia primaria non rinnovabile.»; b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1- bis. Con uno o più decreti del Presidente della Repubblica sono aggiornate, in relazione all’articolo 8 e agli articoli da 14 a 17 della direttiva 2010/31/UE, le modalità di progettazione, installazione, esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, nonché i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare l’attestazione della prestazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione e la realizzazione di un sistema informativo coordinato per la gestione dei rapporti tecnici di ispezione e degli attestati di prestazione energetica.»; c) al comma 2, le parole: «comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «comma 1- bis » e dopo le parole: «Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio» sono inserite le seguenti: «e, per i profili di competenza, con il Ministro della difesa». Art. 5. (Modificazioni al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, in materia di edifici a energia quasi zero) 1. Dopo l’articolo 4 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, sono inseriti i seguenti: «Art. 4- bis. (Edifici ad energia quasi zero) 1. A partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da pubbliche amministrazioni e di proprietà di queste ultime, ivi compresi gli edifici scolastici, devono essere edifici a energia quasi zero. Dal 1º gennaio 2021 la predetta disposizione è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione. 2. Entro il 31 dicembre 2014, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione, della coesione territoriale, dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro della salute e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ognuno per i profili di competenza, con il parere della Conferenza unificata è definito il Piano d’azione destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero. Tale Piano, che può includere obiettivi differenziati per tipologia edilizia, è trasmesso alla Commissione europea. 3. Il Piano d’azione di cui al comma 2 comprende, tra l’altro, i seguenti elementi: a) l’applicazione della definizione di edifici a energia quasi zero alle diverse tipologie di edifici e indicatori numerici del consumo di energia primaria, espresso in kWh/m 2 anno; b) le politiche e le misure finanziarie o di altro tipo previste per promuovere gli edifici a energia quasi zero, comprese le informazioni relative alle misure nazionali previste per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, in attuazione della direttiva 2009/28/CE; c) l’individuazione, in casi specifici e sulla base dell’analisi costi-benefici sul ciclo di vita economico, della non applicabilità di quanto disposto al comma 1; d) gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, in funzione dell’attuazione del comma 1. Art. 4- ter. (Strumenti finanziari e superamento delle barriere di mercato) 1. Gli incentivi adottati dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali per promuovere l’efficienza energetica degli edifici, a qualsiasi titolo previsti, sono concessi nel rispetto di requisiti di efficienza commisurati alla tipologia, al tipo di utilizzo e contesto in cui è inserito l’immobile, nonché all’entità dell’intervento. 2. Al fine di promuovere la realizzazione di servizi energetici e di misure di incremento dell’efficienza energetica degli edifici di proprietà pubblica, con particolare attenzione agli edifici scolastici, anche attraverso le ESCO o lo strumento del finanziamento tramite terzi, il fondo di garanzia cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, è utilizzato anche per il sostegno della realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica. La dotazione del fondo è incrementata attraverso i proventi delle aste delle quote di emissione di CO 2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, destinati ai progetti energetico ambientali, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. Con il decreto di cui all’articolo 22, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono definite le modalità di gestione e accesso del fondo stesso. 3. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile -- ENEA, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, mette a disposizione un contratto-tipo per il miglioramento del rendimento energetico dell’edificio, che individui e misuri gli elementi a garanzia del risultato e che promuova la finanziabilità delle iniziative, sulla base del modello contrattuale previsto all’articolo 7, comma 12, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012. 4. Entro il 30 aprile 2014 il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Conferenza unificata, redige un elenco delle misure finanziarie atte a favorire l’efficienza energetica negli edifici e la transizione verso gli edifici a energia quasi zero. Tale elenco è aggiornato ogni tre anni e inviato alla Commissione nell’ambito del Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica di cui all’articolo 24, paragrafo 2, della direttiva 2012/27/UE.». Art. 6. (Modificazioni al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, in materia di attestato di prestazione energetica, rilascio e affissione) 1. L’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «Art. 6. -- (Attestato di prestazione energetica, rilascio e affissione). -- 1. L’attestato di certificazione energetica degli edifici è denominato: "attestato di prestazione energetica" ed è rilasciato per gli edifici o le unità immobiliari costruiti, venduti o locati ad un nuovo locatario e per gli edifici indicati al comma 6. Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono dotati di un attestato di prestazione energetica al termine dei lavori. Nel caso di nuovo edificio, l’attestato è prodotto a cura del costruttore, sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente. Nel caso di attestazione della prestazione degli edifici esistenti, ove previsto dal presente decreto, l’attestato è prodotto a cura del proprietario dell’immobile. 2. Nel caso di vendita o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l’edificio o l’unità non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1. In tutti i casi, il proprietario deve rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica al potenziale acquirente o al nuovo locatario all’avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime; in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e produce l’attestato di prestazione energetica congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori. 3. Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari è inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici. 4. L’attestazione della prestazione energetica può riferirsi a una o più unità immobiliari facenti parte di un medesimo edificio. L’attestazione di prestazione energetica riferita a più unità immobiliari può essere prodotta solo qualora esse abbiano la medesima destinazione d’uso, siano servite, qualora presente, dal medesimo impianto termico destinato alla climatizzazione invernale e, qualora presente, dal medesimo sistema di climatizzazione estiva. 5. L’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1 ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio ed è aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare. La validità temporale massima è subordinata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica degli impianti termici, comprese le eventuali necessità di adeguamento, previste dal decreto del 16 aprile 2013, concernente i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo manutenzione e ispezione degli impianti termici nonché i requisiti professionali per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli ispettori. Nel caso di mancato rispetto di dette disposizioni, l’attestato di prestazione energetica decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. A tali fini, i libretti di impianto previsti dai decreti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), sono allegati, in originale o in copia, all’attestato di prestazione energetica. 6. Nel caso di edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 500 m 2 , ove l’edificio non ne sia già dotato, è fatto obbligo al proprietario o al soggetto responsabile della gestione, di produrre l’attestato di prestazione energetica entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e di affiggere l’attestato di prestazione energetica con evidenza all’ingresso dell’edificio stesso o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico. A partire dal 9 luglio 2015, la soglia di 500 m 2 di cui sopra, è abbassata a 250 m 2 . Per gli edifici scolastici tali obblighi ricadono sugli enti proprietari di cui all’articolo 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23. 7. Per gli edifici aperti al pubblico, con superficie utile totale superiore a 500 m 2 , per i quali sia stato rilasciato l’attestato di prestazione energetica di cui ai commi 1 e 2, è fatto obbligo, al proprietario o al soggetto responsabile della gestione dell’edificio stesso, di affiggere con evidenza tale attestato all’ingresso dell’edificio o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico. 8. Nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali riportano l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente. 9. Tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura come committente un soggetto pubblico, devono prevedere la predisposizione dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessati. 10. L’obbligo di dotare l’edificio di un attestato di prestazione energetica viene meno ove sia già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato conformemente alla direttiva 2002/91/CE. 11. L’attestato di qualificazione energetica, al di fuori di quanto previsto all’articolo 8, comma 2, è facoltativo ed è predisposto al fine di semplificare il successivo rilascio della prestazione energetica. A tale fine, l’attestato di qualificazione energetica comprende anche l’indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche e la classe di appartenenza dell’edificio, o dell’unità immobiliare, in relazione al sistema di attestazione energetica in vigore, nonché i possibili passaggi di classe a seguito della eventuale realizzazione degli interventi stessi. L’estensore provvede ad evidenziare opportunamente sul frontespizio del documento che il medesimo non costituisce attestato di prestazione energetica dell’edificio, ai sensi del presente decreto, nonché, nel sottoscriverlo, quale è od è stato il suo ruolo con riferimento all’edificio medesimo. 12. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, d’intesa con la Conferenza unificata, sentito il CNCU, avvalendosi delle metodologie di calcolo definite con i decreti di cui all’ articolo 4, è predisposto l’adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 10 luglio 2009, nel rispetto dei seguenti criteri e contenuti: a) la previsione di metodologie di calcolo semplificate, da rendere disponibili per gli edifici caratterizzati da ridotte dimensioni e prestazioni energetiche di modesta qualità, finalizzate a ridurre i costi a carico dei cittadini; b) la definizione di un attestato di prestazione energetica che comprende tutti i dati relativi all’efficienza energetica dell’edificio che consentano ai cittadini di valutare e confrontare edifici diversi. Tra tali dati sono obbligatori: 1) la prestazione energetica globale dell’edificio sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici; 2) la classe energetica determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio, espresso in energia primaria non rinnovabile; 3) la qualità energetica del fabbricato a contenere i consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio; 4) i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti a norma di legge; 5) le emissioni di anidride carbonica; 6) l’energia esportata; 7) le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, separando la previsione di interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica; 8) le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali diagnosi e incentivi di carattere finanziario; c) la definizione di uno schema di annuncio di vendita o locazione, per esposizione nelle agenzie immobiliari, che renda uniformi le informazioni sulla qualità energetica degli edifici fornite ai cittadini; d) la definizione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale, di utilizzo obbligatorio per le regioni e le province autonome, che comprenda la gestione di un catasto degli edifici, degli attestati di prestazione energetica e dei relativi controlli pubblici.». Art. 7. (Modificazioni all’articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. Il comma 1 dell’articolo 8 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «1. Il progettista o i progettisti, nell’ambito delle rispettive competenze edili, impiantistiche termotecniche e illuminotecniche, devono inserire i calcoli e le verifiche previste dal presente decreto nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici, che il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti, in doppia copia, contestualmente alla dichiarazione di inizio dei lavori complessivi o degli specifici interventi proposti. Tali adempimenti, compresa la relazione, non sono dovuti in caso di mera sostituzione del generatore di calore dell’impianto di climatizzazione avente potenza inferiore alla soglia prevista dall’articolo 5, comma 2, lettera g) , del decreto 22 gennaio 2008 del Ministro dello sviluppo economico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 61 del 12 marzo 2008. Gli schemi e le modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza unificata, in funzione delle diverse tipologie di lavori: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, interventi di riqualificazione energetica. Ai fini della più estesa applicazione dell’articolo 26, comma 7, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, per gli enti soggetti all’obbligo di cui all’articolo 19 della stessa legge, la relazione tecnica di progetto è integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione della norma predetta redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato.». 2. Dopo il comma 1, è inserito il seguente: «1- bis . In relazione all’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE, in caso di nuova costruzione, nell’ambito della relazione di cui al comma 1, è prevista una valutazione della fattibilità tecnica, ambientale ed economica per l’inserimento di sistemi alternativi ad alta efficienza tra i quali, a titolo puramente esemplificativo, sistemi di fornitura di energia rinnovabile, cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffrescamento, pompe di calore e sistemi di misurazione intelligenti.». Art. 8. (Modificazioni all’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. All’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3 dell’articolo 9 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «A tali fini: a) i soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, comunicano all’ente competente in materia di controlli sugli impianti termici l’ubicazione e le principali caratteristiche degli impianti di proprietà o dai medesimi gestiti nonché le eventuali successive modifiche significative; b) le società di distribuzione dei diversi tipi di combustibile, a uso degli impianti termici, comunicano all’ente competente in materia di controlli sugli impianti termici l’ubicazione e la titolarità delle utenze da esse rifornite al 31 dicembre di ogni anno; c) l’ente competente in materia di controlli sugli impianti termici trasmette annualmente alle regioni i dati di cui alle lettere a) e b) per via informatica.»; b) dopo il comma 5- bis , sono inseriti i seguenti: «5- ter . In tale contesto, fermo restando il divieto di aggravamento degli oneri e degli adempimenti amministrativi previsti dal presente decreto in conformità alla direttiva 2010/31/UE, le regioni possono provvedere o prendere provvedimenti migliorativi di quelli disposti dal presente decreto, in termini di: a) flessibilità applicativa dei requisiti minimi, anche con l’utilizzo di soluzioni alternative, in relazione a specifiche situazioni di impossibilità o di elevata onerosità, che comunque garantiscano un equivalente risultato sul bilancio energetico regionale; b) semplificazioni amministrative in materia di esercizio, manutenzione controllo e ispezione degli impianti termici, soprattutto in relazione all’integrazione dei controlli di efficienza energetica con quelli in tema di qualità dell’aria. 5- quater . I provvedimenti di cui al comma 5- ter devono essere compatibili con il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, con la direttiva 2010/31/UE, con il presente decreto legislativo e devono essere notificati alla Commissione europea. 5- quinquies . Le regioni e le province autonome provvedono inoltre a: a) istituire un sistema di riconoscimento degli organismi e dei soggetti cui affidare le attività di ispezione sugli impianti termici e di attestazione della prestazione energetica degli edifici, promuovendo programmi per la loro qualificazione, formazione e aggiornamento professionale, tenendo conto dei requisiti previsti dalle norme nazionali e nel rispetto delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei servizi. b) avviare programmi di verifica annuale della conformità dei rapporti di ispezione e degli attestati emessi. 5- sexies . Le regioni e le province autonome, anche attraverso propri enti o agenzie, collaborano con il Ministero dello sviluppo economico e, per la sola lettera c) anche con il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, per la definizione congiunta: a) di metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici; b) di metodologie per la determinazione dei requisiti minimi di edifici e impianti; c) di sistemi di classificazione energetica degli edifici, compresa la definizione del sistema informativo comune di cui all’articolo 6, comma 12, lettera d) ; d) del Piano nazionale destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero, di cui all’articolo 4- bis , comma 2; e) dell’azione di monitoraggio, analisi, valutazione e adeguamento della normativa energetica nazionale e regionale di cui agli articoli 10 e 13.». Art. 9. (Modificazioni all’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. L’articolo 11 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «Art. 11. -- (Norme transitorie) -- 1. Nelle more dell’aggiornamento delle specifiche norme europee di riferimento per l’attuazione della direttiva 2010/31/UE, le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59, predisposte in conformità alle norme EN a supporto della direttive 2002/91/CE e 2010/31/UE, sono quelle di seguito elencate: a) raccomandazione CTI 14/2013 "Prestazioni energetiche degli edifici -- Determinazione dell’energia primaria e della prestazione energetica EP per la classificazione dell’edificio", o normativa UNI equivalente e successive norme tecniche che ne conseguono; b) UNI/TS 11300 -- 1 Prestazioni energetiche degli edifici -- Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva e invernale; c) UNI/TS 11300 -- 2 Prestazioni energetiche degli edifici -- Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione e l’illuminazione; d) UNI/TS 11300 -- 3 Prestazioni energetiche degli edifici -- Parte 3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva; e) UNI/TS 11300 -- 4 Prestazioni energetiche degli edifici -- Parte 4: Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per riscaldamento di ambienti e preparazione acqua calda sanitaria.». Art. 10. (Modificazioni dell’articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. L’articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «Art. 14. (Copertura finanziaria). — 1. All’attuazione del presente decreto, fatta salva l’implementazione degli strumenti finanziari di cui all’articolo 4- ter, provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.». Art. 11. (Modificazioni dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «3. Le attività di cui al comma 2, lettere a) e b) , sono condotte in sinergia con le misure di accompagnamento previste dall’articolo 16 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012, recante disposizioni in materia di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, e all’articolo 15 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 28 dicembre 2012, recante disposizioni in materia di determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2013 al 2016 e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi, pubblicati nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 1 del 2 gennaio 2013.». Art. 12. (Modificazioni dell’articolo 15 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. L’articolo 15 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, è sostituito dal seguente: «Art. 15. (Sanzioni). — 1. L’attestato di prestazione energetica di cui all’articolo 6, il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo 7, la relazione tecnica, l’asseverazione di conformità e l’attestato di qualificazione energetica di cui all’articolo 8, sono resi in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’articolo 47, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. 2. Le autorità competenti che ricevono i documenti di cui al comma 1 eseguono i controlli con le modalità di cui all’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e applicano le sanzioni amministrative di cui ai commi da 3 a 6. Inoltre, qualora ricorrano le ipotesi di reato di cui all’articolo 76, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, si applicano le sanzioni previste dal medesimo articolo. 3. Il professionista qualificato che rilascia la relazione tecnica di cui all’articolo 8, compilata senza il rispetto degli schemi e delle modalità stabilite nel decreto di cui all’articolo 8, comma 1 e 1- bis , o un attestato di prestazione energetica degli edifici senza il rispetto dei criteri e delle metodologie di cui all’articolo 6, è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 700 euro e non superiore a 4200 euro. L’ente locale e la regione, che applicano le sanzioni secondo le rispettive competenze, danno comunicazione ai relativi ordini o collegi professionali per i provvedimenti disciplinari conseguenti. 4. Il direttore dei lavori che omette di presentare al comune l’asseverazione di conformità delle opere e l’attestato di qualificazione energetica, di cui all’articolo 8, comma 2, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro. Il comune che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti. 5. Il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione secondo quanto stabilito dall’articolo 7, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro. 6. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo 7, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro. L’ente locale, o la regione competente in materia di controlli, che applica la sanzione comunica alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti. 7. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, come previsto dall’articolo 6, comma 1, il costruttore o il proprietario è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 3000 euro e non superiore a 18000 euro. 8. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici o le unità immobiliari nel caso di vendita, come previsto dall’articolo 6, comma 2, il proprietario è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 3000 euro e non superiore a 18000 euro. 9. In caso di violazione dell’obbligo di dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici o le unità immobiliari nel caso di nuovo contratto di locazione, come previsto dall’articolo 6, comma 2, il proprietario è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 300 euro e non superiore a 1800 euro. 10. In caso di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione, come previsto dall’articolo 6, comma 8, il responsabile dell’annuncio è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro.». Art. 13. (Modificazioni dell’articolo 16 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) 1. All’articolo 16 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente: «4- bis . Dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, è abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59;». Art. 14. (Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica) 1. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013, con l’esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. 2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117- bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. 3. La detrazione spettante ai sensi del presente articolo è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all’articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Art. 15. (Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica) 1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l’incremento del rendimento energetico degli stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16. Art. 16. (Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili) 1. All’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013». 2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Art. 17. (Qualificazione degli installatori degli impianti a fonti rinnovabili) 1. I commi 1 e 2 dell’articolo 15 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono sostituiti dai seguenti: «1. La qualifica professionale per l’attività di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore, è conseguita con il possesso dei requisiti tecnico professionali di cui, alternativamente, alle lettere a) , b) , c) o d) dell’articolo 4, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37. 2. Entro il 31 ottobre 2013, le regioni e le province autonome, nel rispetto dell’allegato 4, attivano un programma di formazione per gli installatori di impianti a fonti rinnovabili o procedono al riconoscimento di fornitori di formazione, dandone comunicazione al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Le regioni e province autonome possono riconoscere ai soggetti partecipanti ai corsi di formazione crediti formativi per i periodi di prestazione lavorativa e di collaborazione tecnica continuativa svolti presso imprese del settore.». Art. 18. (Abrogazioni e disposizioni finali) 1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono abrogati, gli articoli 1, comma 3, 2, comma 1, lettere c) , d) , e) ed f) , l’articolo 5, 12, 14, i punti 2, 11, 12 e 56 dell’allegato A, gli Allegati B ed I del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, nonché il comma 3 dell’articolo 15 e il punto 4 dell’allegato 4 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. 2. Alla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, come modificato dal presente decreto, sono abrogati i commi 1 e 2 dell’articolo 3 del decreto legislativo stesso. 3. Nel decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ovunque ricorrano le parole: «attestato di certificazione energetica» sono sostituite dalle seguenti: «attestato di prestazione energetica». Art. 19. (Modifiche alla disciplina IVA delle cessioni di prodotti editoriali) 1. Alla lettera c) dell’articolo 74, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il quinto periodo è sostituito dal seguente: “In ogni caso, l’imposta si applica con l’aliquota di ciascuno dei beni ceduti.”; b) al sesto periodo le parole “se il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione è superiore al dieci per cento del prezzo dell’intera confezione” sono sostituite dalle seguenti “in ogni caso”; c) l’ottavo periodo è abrogato. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai prodotti editoriali consegnati o spediti a partire dal 1º gennaio 2014. Art. 20. (Modifiche alla disciplina IVA sulle somministrazioni di alimenti e bevande) 1. Alla tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il n. 38), è abrogato. 2. Alla tabella A, parte III, n. 121), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «somministrazioni di alimenti e bevande effettuate mediante distributori automatici collocati in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme e altri edifici destinati a collettività;»; 3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano alle operazioni effettuate a partire dal 1º gennaio 2014. Art. 21. (Disposizioni finanziarie) 1. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a) , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementata di 47,8 milioni di euro per l’anno 2013 e di 121,5 milioni di euro per l’anno 2014, per essere destinata al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92. 2. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5 della legge 6 febbraio 2009, n. 7 è incrementata di 413,1 milioni di euro per l’anno 2024. 3. Agli oneri derivanti dagli articoli 14 e 16 e dai commi da 1 e 2 del presente articolo, pari a 47,8 milioni di euro per l’anno 2013, a 271,3 milioni di euro per l’anno 2014, a 373,5 milioni di euro per l’anno 2015, a 260,7 milioni di euro per l’anno 2016, a 257,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2023 e a 413,1 milioni di euro per l’anno 2024, si provvede: a) quanto a 47,8 milioni di euro per l’anno 2013, a 229 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2023 e a 413,1 milioni di euro per l’anno 2024, mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalle misure previste dagli articoli 14,16, 19 e 20; b) quanto a 42,3 milioni di euro per l’anno 2014, a 50,7 milioni di euro per l’anno 2015 e a 31,7 milioni di euro per l’anno 2016 e a 28,8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2023, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5 della legge 6 febbraio 2009, n. 7; c) quanto a 17,8 milioni di euro per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo di cui all’articolo 2 comma 616 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, relativo allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico; d) quanto a 35 milioni di euro per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione dall’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) destinata allo Stato; e) quanto a 41 milioni di euro per l’anno 2015, mediante corrispondente riduzione della proiezione, per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 22. (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.