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Art. 2 Il residuo massimo di diclorometano tollerabile nel thè deteinato di cui all'art. 1 del decreto ministeriale 12 dicembre 1979 è fissato pari a 5 ppm (espresso come diclorometano). Nota all'art. 2: Il testo vigente dell'art. 1 del D.M. 12 dicembre 1979, come modificato dal decreto qui pubblicato, è il seguente: "Art. 1. - È consentita la produzione ed il commercio del thè deteinato. Il trattamento può essere effettuato mediante l'impiego del solvente "diclorometano" avente le caratteristiche chimico-fisiche e di purezza. Il prodotto così ottenuto e posto in commercio deve corrispondere ai seguenti requisiti: 1) non deve contenere più dello 0,10 per cento di caffeina riferito a 100 parti di sostanza secca; 2) il residuo del diclorometano impiegato per l'estrazione della caffeina, espresso come diclorometano non deve superare le 5 ppm; 3) il tenore di umidità deve essere compreso tra il 6 e il 10 per cento. Tali valori devono essere intesi come perdita di peso registrata a 105° ± °C dopo 6 ore, a pressione atmosferica".