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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 33 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 12. SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI dà il benvenuto al senatore Massimo Candura, che entra a far parte della Commissione, subentrando alla senatrice Bonfrisco, divenuta nel frattempo membro della Commissione lavori pubblici, comunicazioni. Formula al senatore i più fervidi auguri di buon lavoro. La Commissione si associa. SUI RECENTI SVILUPPI DELLA CRISI TRA INDIA E PAKISTAN Il senatore AIROLA ( M5S ) interviene per esprimere preoccupazione sulla situazione di conflittualità in atto tra India e Pakistan e chiede che il Governo, compatibilmente con gli impegni già calendarizzati, possa venire in Commissione a riferire in merito. Il senatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) si associa alla richiesta del collega, proponendo altresì di approfondire anche gli aspetti tecnico militari del quadro in divenire. Il sottosegretario PICCHI dichiara la disponibilità del Governo a riferire sulla situazione, nei modi e nei termini che saranno richiesti. Il PRESIDENTE concorda sull'opportunità di svolgere un approfondimento al riguardo. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole) Prosegue l'esame, sospeso il 13 febbraio. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore in sostituzione della senatrice Bonfrisco, ricorda come i contenuti del provvedimento fossero già stati illustrati. Dà quindi lettura di uno schema di parere favorevole. Il senatore URSO ( FdI ) evidenzia con preoccupazione come la Relazione espliciti l'appoggio dell'Esecutivo italiano alle prospettive di allargamento dell'Unione europea, non solo ai Balcani occidentali, ma anche alla Turchia. Il senatore AIMI ( FI-BP ) concorda con quanto evidenziato dal collega Urso, chiedendo dei ragguagli in proposito. Il sottosegretario PICCHI ricorda che il negoziato con la Turchia, seppure congelato, risulta tuttora in corso. L'allargamento alla Turchia non è attualmente all'ordine del giorno, ma le prospettive di negoziazione rappresentano un pungolo importante per il rafforzamento delle istituzioni democratiche in quel Paese di importanza strategica. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti lo schema di parere favorevole sul Documento in titolo, pubblicato in allegato. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE A.S. 1016 Ratifica Trattati Italia Ecuador estradizione e assistenza giudiziaria DDL 1016 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Ecuador, fatto a Quito il 25 novembre 2015; b) Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica dell'Ecuador, fatto a Quito il 25 novembre 2015 (Esame e rinvio) La senatrice TAVERNA ( M5S ), relatrice, ricorda innanzitutto che un disegno di legge di ratifica dei medesimi Accordi (A.C. n. 4630) era già stato esaminato, nell'ottobre 2017, da parte della Commissione esteri della Camera dei deputati, ma non poté vedere completato il suo iter di esame per la conclusione della XVII legislatura. Come si evince dalla relazione introduttiva, i due Accordi bilaterali si inseriscono nell'ambito degli strumenti internazionali finalizzati al rafforzamento dei rapporti di cooperazione del nostro Paese con realtà extra -europee, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità, anche a carattere transnazionale. L'Ecuador è un Paese di quasi 17 milioni di abitanti, situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, stretto tra l'Oceano Pacifico e i confinanti Colombia e Perù, che vanta con l'Italia rapporti crescenti sul piano economico, finanziario e commerciale, anche in ragione della presenza di una nutrita comunità di cittadini ecuadoregni, quantificabile in più di 80.000 persone, residente nel territorio italiano. Proprio l'incremento dei rapporti bilaterali implica, inevitabilmente, la necessità di rafforzare la cooperazione fra i due Paesi anche sul piano giudiziario penale. Nello specifico il Trattato di estradizione è finalizzato a promuovere e regolamentare i rapporti bilaterali nel campo della cooperazione giudiziaria penale, ed in particolare in materia di estradizione. Attraverso il nuovo Accordo i due Paesi si impegnano reciprocamente a consegnarsi persone ricercate che si trovino sul territorio di uno dei due Stati per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale) o per consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva) disposta dalle rispettive autorità giudiziarie. Più in dettaglio, il testo dell'Accordo, composto da 25 articoli, disciplina i profili dell'estradizione processuale e di quella esecutiva per le Parti (articolo 1), individuando i reati per cui l'estradizione, nel rispetto del principio della doppia incriminazione, possa essere richiesta e concessa (articolo 2), nonché i motivi, obbligatori e facoltativi, per opporvi un rifiuto (articoli 3 e 4). Di particolare rilievo è l'articolo 5 che disciplina l'estradizione del cittadino, e che riconosce a ciascuno Stato, a determinate condizioni, il diritto di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini, anche in presenza delle condizioni previste dal Trattato per la concessione della stessa. Il testo individua quindi le modalità ed i documenti necessari per la presentazione delle richieste di estradizione ad opera delle autorità centrali designate dalle Parti - per l'Italia, il Ministero della Giustizia -, nonché le informazioni supplementari che possano eventualmente essere avanzate per consentire la decisione (articoli 6-9). Gli ulteriori articoli dispongono altresì che la persona estradata non possa essere sottoposta a nessuna misura restrittiva o detentiva per un reato commesso anteriormente alla consegna e diverso da quello che ha dato luogo all'estradizione, secondo il cosiddetto principio di specialità (articolo 10), e pongono un generale divieto di riestradizione verso uno Stato terzo per reati commessi anteriormente alla consegna senza il consenso dello Stato richiesto (articolo 11). Il testo disciplina inoltre i casi di arresto provvisorio della persona richiesta per situazioni di urgenza (articolo 12) e di richieste di estradizione avanzate da più Stati (articolo 13), e pone norme per le modalità di consegna della persona richiesta (articoli 14 e 15) e per le procedure semplificate di estradizione nel caso in cui vi sia il consenso della persona interessata (articolo 16). Da ultimo, il Trattato stabilisce le condizioni per il transito nel territorio di uno dei due Paesi contraenti di una persona consegnata all'altra Parte da uno Stato terzo (articolo 18), e reca disposizioni per la suddivisione delle spese fra i due Paesi contraenti in relazione al procedimento per la richiesta di estradizione (articolo 19) oltre che per la soluzione di eventuali controversie applicative o interpretative dell'accordo bilaterale (articolo 24). Il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale, composto di 27 articoli, è finalizzato a promuovere una migliore collaborazione in materia di cooperazione giudiziaria penale fra Italia ed Ecuador, conformemente ai princìpi del diritto internazionale, aggiungendosi peraltro alla Convenzione multilaterale del 1983 sul trasferimento delle persone condannate già sottoscritta da entrambi i Paesi. In virtù di tale Accordo, Italia ed Ecuador si impegnano a prestarsi assistenza giudiziaria in ogni procedimento concernente reati la cui repressione risulta essere di competenza dello Stato richiedente. In particolare l'articolo 1 prevede che le Parti si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, che riguarderà un esteso novero di atti, fra i quali la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione degli atti giudiziari, la citazione di testimoni, di persone offese, di persone sottoposte a procedimento penale e di periti, l'acquisizione e la trasmissione di atti, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni e il trasferimento di persone detenute al fine di rendere testimonianza o di partecipare ad altri atti processuali. Il Trattato, che prevede che l'assistenza giudiziaria possa essere prestata anche quando il fatto per il quale è richiesta non costituisce reato nello Stato richiesto (articolo 2), disciplina altresì le ipotesi di rifiuto o rinvio dell'assistenza (articolo 3) ed individua nel Ministero della giustizia della Repubblica italiana e nella Fiscalia General del Estado della Repubblica dell'Ecuador le Autorità Centrali designate dalle Parti per le richieste di assistenza (articolo 4). L'articolo 5 contiene quindi una dettagliata disciplina dei requisiti formali e di contenuto che devono caratterizzare la richiesta, mentre gli articoli da 7 a 18 individuano in dettaglio i singoli atti che possono costituire oggetto della richiesta di cooperazione. Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in poco più di 77.000 euro annui a decorrere dal 2019, ascrivibili essenzialmente alle spese per il trasferimento dei detenuti e per l'estradizione delle persone condannate e per le missioni dei loro accompagnatori. L'analisi delle compatibilità dei due accordi bilaterali non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( M5S ) sottolinea l'importanza di questa tipologia di trattati internazionali ed evidenzia l'opportunità che l'Esecutivo svolga una ricognizione dei Paesi in cui interessi dei cittadini italiani giustifichino la sottoscrizione, in tempi brevi, di analoghi strumenti bilaterali. Il senatore AIROLA ( M5S ) palesa l'importanza di tali accordi bilaterali in particolar modo con quei Paesi da cui originino in prevalenza i flussi migratori diretti verso il nostro territorio. Chiede altresì che si valuti la possibilità di potenziare il dialogo tra il Ministero degli affari esteri e la cooperazione internazionale e il Ministero dell'interno, al fine di rendere ancor più rapida l'azione di contrasto nei confronti dei migranti irregolari. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S.1017 Ratifica Trattati Italia-Costa Rica estradizione e assistenza giudiziaria DDL 1017 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Costa Rica, fatto a Roma il 27 maggio 2016; b) Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Costa Rica, fatto a Roma il 27 maggio 2016 (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, ricorda innanzitutto che un disegno di legge di ratifica dei medesimi Accordi (A.C. n. 4629) era già stato esaminato, nell'ottobre 2017, da parte della Commissione esteri della Camera dei deputati, ma non poté vedere completato il suo iter di esame per la conclusione della XVII legislatura. Come si evince dalla relazione introduttiva, i due accordi bilaterali si inseriscono nell'ambito degli strumenti internazionali finalizzati al rafforzamento dei rapporti di cooperazione del nostro Paese con realtà extra -europee, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto alla criminalità, anche a carattere transnazionale. Il Costa Rica è un Paese dell'America centrale di quasi 5 milioni di abitanti, stretto tra l'Oceano Pacifico ed il Mar dei Caraibi e confinante con Nicaragua e Panama, che vanta con l'Italia crescenti rapporti sul piano economico, turistico e commerciale, nonostante la comunità di cittadini costaricani, quantificabile in quasi 500 persone, sia fra le meno numerose tra quelle residenti nel territorio italiano. L'incremento dei rapporti bilaterali implica, inevitabilmente, la necessità di rafforzare la cooperazione fra i due Paesi anche sul piano giudiziario penale. Nello specifico il Trattato di estradizione è finalizzato ad aggiornare profondamente i rapporti bilaterali nel campo della cooperazione giudiziaria penale, ed in particolare in materia di estradizione, rapporti regolati attualmente dalla Convenzione per la reciproca estradizione dei malfattori risalente al maggio 1873. Attraverso il nuovo accordo i due Paesi si impegnano reciprocamente a consegnarsi persone ricercate che si trovino sul territorio di uno dei due Stati per dare corso ad un procedimento penale (estradizione processuale) o per consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva) disposta dalle rispettive autorità giudiziarie. Più in dettaglio, il testo dell'accordo, composto da 22 articoli, disciplina i profili dell'estradizione processuale e di quella esecutiva per le Parti (articolo 1), individuando i reati per cui l'estradizione, nel rispetto del principio della doppia incriminazione, possa essere richiesta e concessa (articolo 2), nonché i motivi, obbligatori e facoltativi, per opporvi un rifiuto (articoli 3 e 4). Di particolare rilievo è l'articolo 5 che disciplina l'estradizione del cittadino, e che riconosce a ciascuno Stato, pur con talune garanzie, il diritto di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini, anche in presenza delle condizioni previste dal Trattato per la concessione della stessa. L'Accordo individua quindi le modalità ed i documenti necessari per la presentazione delle richieste di estradizione, nonché le informazioni supplementari che possano eventualmente essere avanzate per consentire la decisione (articoli 6, 7, 9 e 19). Gli ulteriori articoli dispongono altresì che la persona estradata non possa essere sottoposta a nessuna misura restrittiva o detentiva per un reato commesso anteriormente alla consegna e diverso da quello che ha dato luogo all'estradizione, secondo il cosiddetto principio di specialità (articolo 11), e pongono un generale divieto di riestradizione verso uno Stato terzo per reati commessi anteriormente alla consegna senza il consenso dello Stato richiesto (articolo 12). Il testo disciplina inoltre i casi di arresto provvisorio della persona richiesta (articolo 8) e di richieste di estradizione avanzate da più Stati (articolo 13), e pone norme in relazione alle modalità di consegna della persona richiesta e di cose (articoli 14-16). Da ultimo, il Trattato stabilisce le condizioni per il transito nel territorio di uno dei due Paesi contraenti di una persona consegnata all'altra Parte da uno Stato terzo (articolo 17), e reca disposizioni per la suddivisione delle spese fra i due Paesi contraenti in relazione al procedimento per la richiesta di estradizione (articolo 18) oltre che per la soluzione di eventuali controversie applicative o interpretative dell'accordo bilaterale (articolo 21). Il Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale, composto di 27 articoli, è finalizzato a promuovere una migliore collaborazione in materia di cooperazione giudiziaria penale fra Italia e il Costa Rica al fine di renderla rapida ed efficace, conformemente ai princìpi del diritto internazionale. In virtù di tale accordo, i due Paesi si impegnano a prestarsi assistenza giudiziaria in ogni procedimento concernente reati la cui repressione risulta essere di competenza dello Stato richiedente. In particolare l'articolo 1 prevede che le Parti si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in materia penale, che riguarderà un esteso novero di atti, fra i quali la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione degli atti giudiziari, la citazione di testimoni, di persone offese, e di persone sottoposte a procedimento penale, nonché l'acquisizione e la trasmissione di atti, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni e l'esecuzione di indagini. Il Trattato, che prevede che l'assistenza giudiziaria possa essere prestata anche quando il fatto per il quale è richiesta non costituisce reato nello Stato richiesto (articolo 2), disciplina altresì le ipotesi di rifiuto o rinvio dell'assistenza (articolo 3) ed individua le Autorità Centrali designate dalle Parti per le richieste di assistenza (articolo 4). L'articolo 5 contiene quindi una dettagliata disciplina dei requisiti formali e di contenuto che devono caratterizzare la richiesta, mentre l'articolo 19 contempla la possibilità che le Parti prestino altre forme di assistenza o cooperazione giudiziaria in virtù di specifici accordi, di intese o di pratiche condivise, se conformi ai rispettivi ordinamenti giuridici, compresa la costituzione di squadre investigative comuni per operare nei territori di ciascuno Stato al fine di agevolare le indagini o i procedimenti penali relativi a reati che coinvolgono entrambi gli Stati. Da ultimo il Trattato disciplina lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti dei cittadini dell'altro Stato (articolo 20), lo scambio di informazioni sulla legislazione, sia sostanziale sia processuale (articolo 21), e infine la trasmissione di sentenze e di certificati penali (articolo 22). Il disegno di legge di ratifica dei due Trattati si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in poco più di 111.000 euro annui a decorrere dal 2019, ascrivibili in parte prevalente alle spese per l'estradizione delle persone condannate e per le missioni dei loro accompagnatori. L'analisi delle compatibilità dei due accordi bilaterali non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Non essendovi richieste di intervento, il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVI, N. 2 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il Documento in titolo, valutati in dettaglio i contenuti e gli obiettivi politici attesi dall'Esecutivo italiano in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea; preso atto che in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali si esplicita l'obiettivo dell'Esecutivo italiano a voler promuovere un'Europa più forte, più solidale e più vicina ai suoi cittadini, dando impulso ai negoziati per la proposta di riforma dell'istituto dell'iniziativa dei cittadini europei e alla proposta di accordo interistituzionale su un registro di trasparenza obbligatorio; apprezzato l'impegno a voler garantire, in relazione all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, un'adeguata protezione degli interessi e la piena reciprocità dei diritti dei cittadini degli altri Stati membri in territorio britannico, a tutela anche della numerosa comunità italiana residente; apprezzato il richiamo, in relazione alle politiche settoriali, alla necessità di realizzazione di una strategia europea strutturata su politiche comuni in materia di immigrazione, in particolare di contrasto alla tratta degli esseri umani, con una condivisione da parte degli Stati membri delle misure per la protezione dei confini esterni e per una ripartizione equa delle pressioni derivanti dai flussi migratori; preso atto della disponibilità dell'Esecutivo italiano a valutare in modo costruttivo la proposta della Commissione di rafforzare l'efficacia della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e di quella di sicurezza e difesa comune (PSDC) attraverso l'introduzione del voto a maggioranza qualificata in settori quali quelli delle sanzioni, dei diritti umani e delle missioni civili; espresso apprezzamento per il richiamo alla necessità di assicurare centralità all'area mediterranea nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune, tenuto conto dell'instabilità della regione e dei rischi sistemici che ne derivano per la sicurezza dell'intera Unione europea; preso atto con favore della volontà dell'Esecutivo italiano di voler continuare a sollecitare il sostegno degli strumenti e delle risorse della politica estera e di sicurezza comune alla ricerca di soluzioni strutturali al problema migratorio, in particolare con riferimento alla rotta del Mediterraneo centrale; apprezzato l'impegno per una equa ripartizione delle responsabilità sui flussi migratori a livello europeo e perché l'attenzione venga spostata dai movimenti secondari ai movimenti primari che coinvolgono la frontiera esterna dell'Unione europea; preso atto del consolidamento del partenariato strategico con la Cina attraverso l'attuazione della cooperazione rafforzata prevista dall'Agenda strategica 2020 per la cooperazione Unione europea-Cina; apprezzato il riferimento alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu n. 2254 e al "processo di Astana" in riferimento alla crisi siriana; richiamato altresì l'impegno a voler collaborare con i Paesi africani maggiormente interessati al fenomeno migratorio, nel quadro di una strategia improntata a un approccio complessivo e orientata verso la lotta ai traffici e alle cause della migrazione, in particolare in Corno d'Africa, Sahel e Nord Africa; pienamente condiviso il riferimento ad una posizione unitaria sulla Libia che tenga conto del sostegno all'azione svolta dalle Nazioni Unite e dal Rappresentante speciale Onu Ghassan Salamè, in linea con quanto emerso nella Conferenza di Palermo del 12-13 novembre 2018; apprezzato, in riferimento all'accordo sul nucleare iraniano (JCPoA), il richiamo ad ogni sforzo necessario in sede europea per il suo mantenimento e la predisposizione di norme specifiche per la tutela degli interessi europei colpiti dagli effetti extraterritoriali delle misure sanzionatorie statunitensi verso l'Iran; condiviso l'impegno a voler mantenere alta l'attenzione dell'Unione europea sulla situazione in atto in Venezuela perché prevalga il dialogo e la pace anche a salvaguardia della folta comunità italiana presente; pienamente condiviso il sostegno a tutte quelle iniziative europee che possano rafforzare il Partenariato strategico con i Paesi dell'America Latina e Caraibi; apprezzato, con riferimento alla crisi ucraina, l'impegno dell'Esecutivo a voler continuare l'azione di sostegno ad un approccio bilanciato alla questione da parte dell'Unione europea, al fine di garantire l'attuazione degli accordi di Minsk, favorendo al contempo l'appoggio ad ogni iniziativa che favorisca il dialogo con la Federazione russa; apprezzato il richiamo all'interesse strategico nei Balcani occidentali, in particolare alla stabilizzazione, crescita economica e all'integrazione europea dei Paesi dell'aerea; particolarmente apprezzato il riferimento alla promozione della cooperazione tra Unione europea e Nazioni Unite nel settore del mantenimento della pace e della prevenzione dei conflitti; condivisa la valutazione dell'Esecutivo circa l'opportunità di concentrare prioritaria attenzione, con riferimento alle relazioni con l'Africa, sulle aree geografiche del Corno d'Africa e della fascia saheliana, tenuto conto che esse rappresentano le terre da cui si originano i flussi migratori, e la cui stabilità è necessario preservare; valutato con favore anche il riferimento all'opportunità che EUNAVFOR MED SOPHIA possa proseguire, in particolare in relazione ai compiti di formazione e addestramento della Guardia costiera libica che essa è chiamata a svolgere; apprezzato il fatto che viene confermato, con riferimento alle prospettive di allargamento dell'Unione, il tradizionale sostegno del nostro Paese ai negoziati di adesione in corso e all'assistenza pre-adesione, assicurando un contributo attivo a favore della trasformazione politica, economica e sociale dei Balcani occidentali; condiviso il richiamo all'opportunità che sia garantito il sostegno all'azione dell'Unione europea nell'ambito della Politica europea di vicinato (PEV), in particolare nei confronti della sua dimensione meridionale; apprezzato l'impegno per la piena implementazione delle strategie macroregionali dell'Unione europea, con particolare riferimento alla Strategia per la regione alpina (EUSALP); condiviso il riferimento alla necessità di un approccio strategico per il miglioramento del dialogo con la Federazione russa, da realizzarsi in particolare mediante il sostegno alla società civile russa e al settore privato; condiviso altresì il riferimento all'importanza di perseguire la normalizzazione del conflitto commerciale con gli Stati Uniti; apprezzato il richiamo, in tema di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, all'opportunità di confermare la centralità, rispetto all'agenda europea, delle priorità italiane di politica estera, quali il vicinato, la lotta alle cause profonde delle migrazioni e l'Africa; valutata infine l'azione dell'Esecutivo per consolidare ed accrescere la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio europeo di azione esterna e fra gli agenti temporanei; formula, per quanto di competenza, un parere favorevole.