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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 390 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA-CAMBIAMO!-EUROPEISTI: Misto-I-C-EU; Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-PARTITO COMUNISTA: Misto-PC; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. BINETTI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 2448 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2448. LA MURA (Misto) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, inizio il mio intervento in ogni caso, seppure in un'Aula vuota. Quest'anno la legge di bilancio sarà approvata senza neppure la parvenza di un dibattito parlamentare. L'istituzione che rappresenta i cittadini non serve più, perché, al di là dei proclami, questo Governo non sta facendo gli interessi dei cittadini; ne abbiamo consapevolezza e ci sono i fatti che parlano. Nelle settimane scorse e fino alla notte tra il 20 e il 21 dicembre, la maggioranza del Governo Draghi, che rappresenta più del 90 per cento dei senatori, ha ripetutamente sconvocato le sedute della Commissione bilancio che dovevano servire per discutere degli emendamenti e votarli volta per volta. (Brusio). Chiedo cortesemente alle colleghe di non parlare proprio sotto di me mentre sto svolgendo il mio intervento. (Richiami del Presidente). Gli emendamenti non sono stati votati volta per volta. Questa volta infatti l' iter dell'approvazione della legge di bilancio si è svolto nelle segrete stanze, tenendo letteralmente fuori dalla porta l'opposizione del Gruppo Misto. Io ero fisicamente fuori da quelle stanze, mentre all'interno si decideva sul futuro dei cittadini. Nella Sala Koch, dove si sarebbero dovute svolgere le sedute ufficiali, la maggioranza a porte chiuse si è appropriata per giorni della legge di bilancio, fino a quando non ha raggiunto gli accordi su tutto il pacchetto di proposte prima di votarle in un'unica seduta fiume, di notte. Ci avevano chiesto di segnalare solo due emendamenti tra tutti quelli che avevamo depositato. Anche questa prassi è consolidata, ma nella notte tra il 20 e il 21 dicembre hanno votato solo quattro fascicoli di emendamenti della maggioranza, riformulati anche sei o otto volte per ottenerne l'approvazione, facendo letteralmente morire tutti gli altri presentati, come se non fossero mai esistiti. Ieri finalmente ci hanno lasciato entrare in Commissione, solo alla fine della seduta ufficiale - pura parvenza - e hanno concesso a chi lo chiedeva di svolgere il funerale degli emendamenti che erano stati considerati morti. Sì, sembra un racconto di fantasia, ma è la realtà. Ieri, qualche minuto prima delle ore 15, ho chiesto che i miei emendamenti venissero votati, affinché ogni singolo voto contrario consentisse a ciascun emendamento di essere registrato tra quelli che troverete sul sito del Senato, per evitare che finisse nella fossa comune dei senza nome. Sapete perché l'ho fatto? Perché ogni emendamento presentato rappresenta problematiche da gestire e risolvere dei cittadini e dell'Italia. Un esempio sono gli emendamenti relativi al bacino idrografico del fiume Sarno, una piaga sociale che dura da troppo tempo (almeno cinquant'anni), perché la politica non vuole occuparsene. Ho proposto che il bacino idrografico del fiume Sarno venisse individuato come sito di interesse nazionale, considerato il degrado ambientale in cui versa e il pericolo per la salute dei cittadini e per l'economia. Il mio secondo emendamento, sempre sul bacino idrografico del fiume Sarno, propone l'assegnazione all'autorità di bacino delle risorse necessarie per le misure rientranti nel masterplan . Cari i miei colleghi del MoVimento 5 Stelle - soprattutto campani - voglio ricordarvi che quel percorso lo abbiamo fatto insieme ed è stato avviato dal ministro Costa, eppure nessuno di voi lo ha sostenuto: ne darete conto ai cittadini. Ho presentato emendamenti per rimediare all'inaccettabile situazione in cui versano i dipendenti dell'ex Corpo forestale dello Stato, che la riforma Madia ha mortificato, determinando un'irragionevole dispersione di preziose competenze, soprattutto oggi che con il PNRR e la transizione ecologica abbiamo bisogno di persone competenti. Oggi prenderemo persone che non conoscono il territorio. Inoltre, bisogna rivedere la natura giuridica del rapporto di lavoro degli operai dell'ex Corpo forestale dello Stato, ai quali si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro di diritto privato. Com'è possibile che lo Stato ancora non risolva tale questione? Vi sono inoltre le proposte che riguardano gli animali, formulate dalla deputata Sarli, che mi ha chiesto di depositarle a mio nome, visto che alla Camera il bilancio arriverà blindato (anche questa è prassi consolidata). Tali proposte prevedono la riduzione dell'aliquota IVA sul cibo per gli animali e sulle prestazioni veterinarie dal 22 al 10 per cento e di aumentare l'importo massimo delle spese veterinarie detraibili fino a 650 euro, in luogo degli attuali 550. Eppure, noi sappiamo - come ci dice anche il rapporto Assalco-Zoomark del 2021 - che sono circa 60 milioni gli animali da compagnia e non si può non lavorare sul loro benessere. Occorre agevolare i proprietari degli animali e soprattutto i veterinari, perché - come abbiamo inserito in Costituzione - dobbiamo tutelare anche il loro benessere. Voglio poi parlare della plastic tax e della sugar tax , perché l'applicazione di queste due tasse è stata rimandata, ma questo rinvio creerà un effetto finanziario, in termini di casse dello Stato, pari a meno 393 milioni di euro fino al 2025 per la plastica e meno 462 milioni di euro fino al 2025 per la tassa sui prodotti dolciari, senza dimenticare ovviamente gli effetti negativi per l'ambiente, l'economia e la salute dei cittadini. Da che parte stanno lo Stato e la maggioranza? Dalla parte delle grandi imprese e dei più forti? È così, non c'è dubbio. Cito due esempi per tutti, che hanno mobilitato in queste settimane lavoratori e cittadini, ma senza successo, perché il Governo ha deciso di stare dalla parte dei più forti e semplicemente ignorare le buone proposte, come quelle che abbiamo fatto noi. Mi riferisco, in primo luogo, all'emendamento del Governo sulle delocalizzazioni, recante misure assolutamente insufficienti. Esso riguarda infatti poco più di 4.000 imprese, su un totale di 4,5 milioni, e soprattutto pretende di disincentivare le delocalizzazioni con il pagamento di una penale, quando invece bisognerebbe chiedere la restituzione dei contributi pubblici ricevuti dalle aziende. C'è poi il tema dell'autonomia differenziata: anche qui, si rischia di allargare la differenza tra Nord e Sud. In piazza ieri c'erano molte persone, ma forse ancora poche, perché il Sud lo stiamo abbandonando. Qualche settimana fa la Corte costituzionale ha valutato negativamente il ritardo dello Stato nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, (LEP) precisando che bisogna definirli con urgenza, anche in vista di un'equa ed efficiente allocazione delle risorse collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Inoltre, la Corte dice che il ritardo delle definizioni dei LEP rappresenta un ostacolo non solo alla piena attuazione dell'autonomia finanziaria degli enti territoriali, ma anche al pieno superamento dei divari territoriali nel godimento delle prestazioni inerenti ai diritti sociali. Noi chiedevamo e chiediamo che il provvedimento sull'autonomia differenziata venga scollegato dalla manovra finanziaria. In conclusione, signor Presidente, noi rappresentiamo i cittadini ed è nostro dovere lavorare per loro. Ce lo impone la Costituzione, così come ci impone di controllare il Governo. Questo continuerò a fare, nonostante il Governo stia ribaltando i ruoli e, giorno dopo giorno, stia sottraendo spazi di democrazia al Parlamento. I cittadini devono sapere che è a rischio la loro rappresentanza. Forse ho finito anche un po' prima del tempo a mio disposizione, forse ho corso e non sono stata abbastanza lineare in quello che ho detto, ma spero che il messaggio passi. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Caliendo. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, come ho già sostenuto in altre occasioni, la legge di bilancio è ormai un sistema non del tutto coerente con la volontà di coloro che l'hanno voluta. Dev'essere qualcosa di completamente diverso. Ho ascoltato ieri una serie di critiche dai partiti dell'opposizione, ma anche da quelli di maggioranza. In particolare, si tratta della solita questione: prima abbiamo una serie enorme di emendamenti, poi ci sono quelli segnalati, che è un modo ben diverso di prendere in giro i cittadini. Se gli emendamenti presentati sono credibili, vanno discussi in Assemblea, così come avveniva - lei lo ricorderà - nella prima Repubblica. Non c'eravamo, ma almeno potevamo seguire i lavori alla radio: la discussione durava più di una settimana, con un'attenzione forte da parte dei cittadini. Oggi invece non si sa per quale motivo vengono segnalati alcuni emendamenti e altri no. Mi soffermo quindi su un'altra questione: non è possibile l'alterazione del rapporto tra Governo e Parlamento attraverso l'utilizzo della legge di bilancio per inserire alcune norme, in particolare riforme, che il Governo ritiene di dover adottare, senza il pericolo - sottolineo pericolo - che il Parlamento possa modificare le sue idee. Signor Sottosegretario, è una situazione abbastanza folle. Mi soffermo quindi su una questione specifica che rappresenta quello che sto dicendo. Gli emendamenti proposti dal Ministero della giustizia in materia di giudici onorari sono tali da evidenziare ciò che ho appena detto. Vi è stata una discussione durata da sette mesi ad un anno quasi in Commissione riguardante la riforma della magistratura onoraria. Eravamo in attesa da sette mesi, in particolare dall'ultima parte del luglio di quest'anno, degli emendamenti del Governo. Mi sembra strano che non ci siano stati per tutti questi mesi e siano poi arrivati solo nel momento della legge di bilancio. Mi riferisco in particolare all'emendamento all'articolo 186. Presidente, se lei va a vedere, era la prima volta che l'articolo 186 prevedeva una copertura di un provvedimento che non c'era. Abbiamo sempre visto provvedimenti mancanti di copertura. Questa volta avevamo una copertura per un provvedimento che ancora non c'era. Ne abbiamo discusso la settimana scorsa in Commissione e, su mia proposta, all'unanimità, Presidente, abbiamo rivolto un appello al Ministro della giustizia affinché non presentasse questi emendamenti, rinviando ad una riflessione complessiva con il Parlamento a gennaio, per poter votare una riforma completa senza alcuna sbavatura. Perché parlo di sbavature? Dobbiamo tener conto che, quando si parla di magistratura onoraria, ci sono due atteggiamenti, che sono stati sempre caratteristici. Quello di coloro che non ritengono di dover valorizzare la funzione dei giudici onorari e che sperano, nella loro mentalità, di eliminarli al più presto. Ciò non sarà mai possibile. Vi sono poi coloro che cercano di valorizzarli e di ringraziarli per quello che hanno fatto per l'amministrazione della giustizia. In conclusione, mi limito ad una sola critica. Chiedo a lei, che è un esperto dei rapporti tra legge e contratto, come sia possibile fare una legge in cui si stabilisce il compenso dei giudici onorari attraverso il riferimento a una determinazione di stipendi che riguardano i dipendenti della pubblica amministrazione. Lei mi insegna che una è una determinazione di legge, mentre l'altra è un effetto della decisione contrattuale sugli stipendi dei pubblici dipendenti. Che cosa avverrà se quello stesso stipendio cui si fa riferimento nella norma viene aumentato in sede contrattuale? L'altro, che è determinato per legge, dovrebbe essere aumentato automaticamente? Non si capisce nulla. Io mi limito a questo, Presidente. Vorrei tanto che ci fosse la possibilità - e lo chiedo al Ministro della giustizia - di fare in gennaio una riflessione seria, perché nella vita bisogna pur capire che a volte la riflessione immediata può portare a correzioni utili. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, svolgerò alcune rapide considerazioni sul disegno di legge di bilancio al nostro esame. In premessa, voglio anch'io associarmi ai ringraziamenti corali che sono stati rivolti a tutti i senatori commissari, che hanno lavorato incessantemente durante le scorse ore per portare in porto questo importante provvedimento. Mi sia consentito, consapevole che anche questo è un pensiero di tutto il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, di ringraziare il nostro capogruppo Massimiliano Romeo, che ha catalizzato tutte le sollecitazioni di noi senatori, che chiaramente sono quelle dei territori, e come sempre, ha saputo fare sintesi, brillantemente e in maniera responsabile, nell'interesse più alto del nostro Paese. Se qualcuno mi dovesse chiedere se sono soddisfatto di questo disegno di legge di bilancio, da senatore della Repubblica che rappresenta la Nazione e considerata la situazione di contingenza nella quale ci troviamo, ossia di perdurante emergenza sanitaria, economica e sociale, non potrei che rispondere affermativamente: sì, sono soddisfatto. Non potrebbe essere diversamente, se si considera che il disegno di legge di bilancio interviene sull'aumento delle tasse, impedendolo. Anzi, per una volta (abbastanza eccezionale), si interviene riducendo le tasse, con uno stanziamento di 8 miliardi di euro; non posso che essere soddisfatto, se si considera anche l'importante investimento di 4 miliardi per contenere l'aumento delle bollette di luce e gas. Su questo però è doveroso aprire una parentesi. Così come è stato ribadito ieri da Matteo Salvini, questo è un importante provvedimento, che riguarda questo momento, questo istante, ma non è bastevole per affrontare il prossimo futuro. Non a caso, il nostro segretario federale ha opportunamente sollecitato il premier Draghi affinché istituisca immediatamente un tavolo risolutivo per affrontare la questione. Infatti, se da un lato le famiglie sono state alleggerite per il 2022 nel pagamento di queste bollette, con una rateizzazione in dieci mesi, dall'altro lato dobbiamo considerare le numerosissime aziende e imprese che stanno andando in sofferenza. Da sindaco, posso anche esprimere felicitazioni per l'intervento che vi è stato in merito alla TOSAP, la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, nei confronti delle attività commerciali, dei ristoratori, dei bar e di tutti gli esercizi pubblici; sappiamo che anche questo tipo di intervento è un aiuto molto importante. La Lega, poi, ha fatto sentire la sua voce per quanto riguarda il comparto della sicurezza e del soccorso, stanziando più risorse per le assunzioni nelle Forze dell'ordine e investendo ulteriori risorse affinché gli stipendi dei nostri Vigili del fuoco siano equiparati a quelli di tutte le Forze dell'ordine. Un motivo per essere felici è anche l'importante stanziamento (30 milioni di euro) previsto per l'autismo: significa dare un concreto aiuto a famiglie che soffrono in silenzio e che fino a ieri soffrivano dimenticate. Sappiamo però benissimo che con l'ottimo lavoro del ministro Stefani questo non accadrà più. Siamo parimenti soddisfatti - e anche qui c'è stata la voce autorevole e insistente della Lega - anche per l'abolizione del tetto ISEE in merito al superbonus del 110 per cento. Non posso inoltre non fare un riferimento al comparto giustizia e, in proposito, mi corre l'obbligo di ringraziare il presidente Ostellari, tutti gli altri senatori della Lega appartenenti alla Commissione giustizia e la Commissione tutta. Grazie all'intervento della Lega, è stata cancellata la norma che prevedeva l'accessibilità alla giustizia soltanto dopo il completo pagamento del contributo unificato. Subito, dalla prima ora, abbiamo detto che non si può vincolare l'accessibilità alla giustizia a un mero adempimento fiscale e burocratico. (Applausi) . Allo stesso tempo, esprimiamo soddisfazione per quanto previsto in merito alla magistratura onoraria, con un provvedimento che è il migliore degli ultimi decenni e che si aspettava da molto tempo. Siamo felici, perché si parla di stabilizzazione e attenzioni previdenziali, nonostante la Lega si fosse fatta parte attiva, proponendo subemendamenti che avrebbero migliorato ulteriormente il provvedimento. Passo a una considerazione riguardante l'ambito più territoriale. Ho sottoscritto un emendamento, a prima firma del senatore Lomuti, che ha a oggetto l'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia, volto a estendere il contratto di lavoro a tempo determinato degli attuali impiegati fino al 2023 e scorrere la graduatoria per altre tredici unità. Come già è stato detto, questo emendamento rappresenta un primo passo verso la normalità di tale importante ente. Auspichiamo che, così come fu fatto sotto il Governo Conte I con il nostro Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio, si istituisca finalmente la società pubblica che possa definitivamente sostituire tale ente, garantendo stabilità a struttura e dipendenti. Mi ricollego a quanto detto saggiamente ieri dal senatore Candiani. La legge di bilancio non può essere il ricettacolo delle mille sollecitazioni che giungono dal territorio, ma deve avere una visione ampia e considerare i settori nella visione dell'intera Nazione in maniera quanto più strutturale possibile e non parcellizzata. Questo è certo e dev'essere così, perché viene prima il Paese e - poi - una serie di questioni che lo riguardano ma sono più legate ad ambiti territoriali. Voglio aggiungere che, da questo punto di vista, dobbiamo provare a portare, dopo questa legge di bilancio, il territorio nel Palazzo e non soltanto tramite gli strumenti del PNRR e del Fondo complementare. Infatti, alla luce della mia modestissima esperienza, ritengo che ci sia uno strabismo che ci porta a guardare soltanto a questo strumento, con il rischio concreto di disattendere altre possibilità. Dico questo perché, come sappiamo tutti, il PNRR deve essere la valvola di sfogo per uscire da questo momento difficoltà e proiettarci verso il futuro. Tuttavia, sappiamo anche che ha una tempistica per l'attuazione degli interventi molto ristretta, ossia il 2026. Pertanto, dobbiamo necessariamente porre l'attenzione anche su altri strumenti, dai quali non può essere esautorata la politica. Non voglio soffermarmi sul metodo con cui si è preparata e discussa questa manovra finanziaria, ma desidero fare una considerazione. Non è accettabile che la tagliola rispetto a determinati provvedimenti sia messa dalla burocrazia o da qualche Sottosegretaria che ritiene di fare la maestrina, invece che il rappresentante del Governo. (Applausi) . L'altro strumento su cui dobbiamo porre attenzione è il Fondo per lo sviluppo e la coesione. Quando si parla a vanvera di Sud, dobbiamo dire che le risorse ci sono e che dobbiamo saperle individuare e investire. Signor Presidente, concludo formulando gli auguri di buon Natale a tutte le italiane e a tutti gli italiani, senza asterischi, perché siano sempre fieri della loro identità: quella che hanno avuto dalla nascita o quella che hanno deciso di assumere durante la vita. (Applausi) . PRESIDENTE.Senatore Pepe, la ringrazio per gli auguri e mi auguro che tutti rispettiamo i tempi, altrimenti il giorno 25 ce li faremo in diretta qui dentro. Vi ringrazio. È iscritto a parlare il senatore Croatti. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, la legge di bilancio che ci apprestiamo ad approvare è notoriamente il provvedimento più importante dell'anno parlamentare e quella per il 2022 ha un'importanza ancora maggiore, considerando il contesto sanitario, sociale ed economico in cui ci troviamo. La legge di bilancio in esame, che contiene misure per circa 37 miliardi, rappresenta un crocevia fondamentale per le sorti e il futuro dell'economia italiana, dopo quasi due anni di paura e di incertezza determinati da questa pandemia. Al nostro Paese oggi serve quindi una legge di bilancio coraggiosa, che sia espansiva, orientata alla crescita e tesa a contemplare tutte le diverse esigenze dei cittadini e delle imprese. Per il MoVimento 5 Stelle la legge di bilancio è un esercizio molto delicato e complesso, volto a mettere davanti il bene collettivo, anche rispetto agli interessi personali e al consenso politico, perché il MoVimento 5 Stelle non fa emendamenti a tornaconto elettorale o territoriali, ma si fa carico dei problemi della comunità che toccano tutti quanti in egual misura (Applausi), cercando di non creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, in una logica che ci vede sempre soli in queste battaglie. Vorrei fare anche qualche esempio: nello specifico, tutti quanti andiamo in televisione a parlare - o sentiamo farlo qui in Aula - di quanto il superbonus al 110 per cento faccia bene e sia utile al Paese, di quanto crei lavoro, occupazione, economie di scala e investimenti, però guarda caso alle ore 4 o alle ore 5 di mattina siamo da soli a difendere questo provvedimento, cercando di portarlo a casa. Questo è il modo con cui stiamo lavorando. Lo facciamo per difendere tutti, senza nessun problema, perché abbiamo come unico faro il bene comune. (Applausi) . Un altro esempio che mi viene in mente è che il MoVimento 5 Stelle è l'unica forza politica che difende chi si trova in povertà, anche solo momentaneamente per i motivi causati dal Covid, che hanno accentuato le difficoltà delle persone, che oggi non sono più sole, perché c'è il reddito di cittadinanza e in questa legge di bilancio lo abbiamo difeso. Oggi il Paese, grazie al MoVimento 5 Stelle, ha una rete di protezione sociale e guarda caso gli unici ad averla protetta siamo noi. (Applausi) . L'abbiamo protetta anche dai cosiddetti Robin Hood dei poveri, che vogliono spostare i soldi del reddito di cittadinanza e li vogliono portare ad altri poveri. Ciò non ha senso: queste persone vanno aiutate e noi ci siamo, anche per i rincari delle bollette, che - tengo a ricordarlo - sono altissimi, perché sono frutto delle politiche sbagliate di questo Paese che si è continuato a legare alle fonti fossili. Ancora qualcuno qui in Aula sogna e parla del nucleare, lo sentiamo continuamente, tutti i giorni. A queste persone dico di farsi promotori di un referendum, di farsi dare i pieni poteri dai cittadini e di tornare qui a parlare di nucleare. Sono davvero tante le iniziative che sono state portate avanti: dall'esenzione dalla Tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP), o dal Canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (COSAP) alla tutela degli animali, ai provvedimenti per la scuola o sulla fibromialgia. Ci sono veramente tantissime misure. Vorrei parlare brevemente di un emendamento su cui ho lavorato, che nel 2022 finanzierà un fondo da 600.000 euro per l'organizzazione e l'internazionalizzazione del Giro d'Italia giovani under 23. Sono risorse preziose, che sosterranno una manifestazione sportiva molto importante dedicata ai giovani, seguita a livello internazionale, ma che può mostrare a tutto il mondo la bellezza e il fascino del nostro Paese. Si tratta di una manifestazione dedicata allo sport giovanile, ai giovani, che per due anni hanno veramente combattuto con noi in questa pandemia. C'è una grandissima difficoltà ad organizzare questi eventi nazionali che portano ricchezza e danno un contributo sportivo, culturale e turistico al nostro territorio, perché fanno capire quanto sono utili i nostri paesi, il nostro entroterra e i nostri collegamenti fra di essi. È una manifestazione che, con la sua carovana colorata, toccherà tante Regioni del nostro Paese, da Nord a Sud ed è un'occasione per valorizzare il made in Italy attraverso uno sport che affascina i giovani che lo praticano. Ringrazio anche il ministro Di Maio per avermi supportato nella realizzazione di questo evento e di questo emendamento, che sarà sicuramente un forte traino per l'economia di scala, che si crea quando tali eventi vengono realizzati. Ci sarebbero però tanti emendamenti di cui parlare, sui quali abbiamo lavorato. L'interesse collettivo sarà sempre il faro del MoVimento 5 Stelle, indipendentemente dal consenso elettorale. Non troveremo mai emendamenti su una piscina, su una strada, su un lungomare, su assunzioni di personale o su un campo sportivo, perché il nostro unico obiettivo è il bene comune. Dobbiamo ricordarlo sempre, perché noi rispondiamo a tutti i cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, rappresentanti del Governo, dalla nascita di questo Governo siamo spesso stati accusati, come Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia, di fare inutilmente opposizione a un Esecutivo autorevole, nato con la finalità di traghettare l'Italia fuori dal guado in cui i precedenti Governi l'avevano portata. Tuttavia, è giusto sempre ricordare che è un bene che ci sia un'opposizione oggi in Aula, non solo per il Parlamento, ma anche per l'intero Paese, che può vantare un gruppo di rappresentanti che, con senso critico, ma costruttivo, oggi sono a vigilare sull'operato di un Governo che non smette di non convincerci. Cari colleghi, dico ciò perché, come ha detto la nostra Presidente nazionale, Giorgia Meloni, oggi siamo in quest'Aula a fare un'opposizione seria, lucida e patriottica, che non si limita a votare a favore o contro ogni vostra proposta, ma che anzi desidera far sentire la nostra voce e le nostre argomentazioni. Nonostante i buoni propositi dei parlamentari di Fratelli d'Italia, tuttavia, ci troviamo a discutere di una prerogativa fondamentale del Parlamento, la legge di bilancio, con tempistiche molto, troppo strette, senza una possibilità di manovra rilevante. Ciò è frutto di un atteggiamento preciso dell'Esecutivo nei confronti del potere legislativo, troppo spesso messo sotto scacco dal Governo mediante il voto di fiducia, nonostante all'opposizione ci siamo solo noi. L'indicazione di Palazzo Chigi sembra infatti quella di passare oltre le prerogative del Parlamento anche stravolgendo la democrazia parlamentare. Noi, però, abbiamo il compito, affidatoci dagli italiani e dalle italiane, di far sentire la nostra voce il più possibile. Come sottolineato ieri dalla senatrice Rauti, Fratelli d'Italia ha presentato 700 emendamenti, senza la pretesa che venissero tutti approvati. Come precisato dalla stessa collega, però, ci siamo dovuti scontrare contro un muro di gomma, che ha rifiutato qualsiasi proposta provenisse dai nostri banchi. Oggi siamo qui, signor Presidente, per votare una manovra che riteniamo non essere la migliore per noi italiani, quegli stessi italiani, non devo essere certo io a ricordarlo, che ancora oggi non hanno superato i danni atroci che abbiamo ereditato da una pandemia che ancora ci attanaglia. È un danno sociale, ma certo anche economico, molto rilevante, che si deve cercare di arginare - bisogna farlo - con una politica sociale ed economica mirata. Tra i più colpiti ci sono stati gli imprenditori, piccoli e grandi, di qualsivoglia settore. È triste annotare che questo Governo, troppo miope, non ha mai attuato un piano di aiuti funzionale come noi di Fratelli d'Italia chiediamo da tempo. Lo stesso Governo, invece, con questa manovra fiscale si è preoccupato di reperire una quantità enorme di denaro pubblico per finanziare nuovamente uno dei più fallimentari interventi di politica economica della storia repubblicana, ossia il reddito di cittadinanza, uno strumento di sussidio inutile, anzi dannoso, che si è dimostrato inefficace in molteplici occasioni. Anche su questo tema siamo spesso stati attaccati, ma la verità è che il reddito di cittadinanza, come più volte detto in quest'Aula, serve solamente a mantenere persone che non sono inabili al lavoro per sfortuna o contingenza. Questo strumento serve solo a coloro che non vogliono produrre ricchezza per la collettività, lasciando nuovamente in un angolo quelli che un impiego realmente lo cercano e ne hanno la necessità, senza considerare i molteplici casi - ne è piena la cronaca - in cui membri della criminalità organizzata sono risultati percettori del reddito o cittadini stranieri, giunti in Italia una sola volta, se ne sono andati con i soldi destinati ai cittadini italiani. Ovviamente siamo consapevoli e riconosciamo che vi sia una categoria di cittadini, di uomini e donne, che va aiutata, tutelata e inserita in modo graduale e controllato nel mondo del lavoro ed è ancora più sconfortante annoverare che nemmeno con un tale esborso di soldi pubblici si sia trovato un impiego a dette persone. Infatti, anche per i disabili - dati alla mano - il reddito è stato fallimentare. Riteniamo che il denaro pubblico debba essere investito sulle aziende, ossia su chi crea ricchezza, cosicché ne possano poi fruire i cittadini sotto forma di salari e stipendi. Invece, per l'evidente colpa di uno schieramento politico e della propria cecità, lo Stato non riesce a utilizzare al meglio i propri fondi. Questo denaro potrebbe essere impiegato in modo migliore, ad esempio nel credito da erogare alle imprese italiane, le quali non solo sono in un momento di sofferenza economica, ma sono anche abbandonate dallo Stato e dalla politica. (Applausi) . È nostro dovere, pertanto, trovare una soluzione per cercare almeno di arginare la grave perdita dal punto di vista economico, anche perché in un periodo di crisi economica non solo, com'è ovvio, non gioverebbe alla Nazione, ma, considerando il contesto - ora storico, ora geopolitico - provocherebbe un vantaggio enorme verso la concorrenza di altri Stati economicamente aggressivi come la Cina. Purtroppo oggi siamo invece in quest'Aula a esaminare con vergognoso ritardo una manovra di bilancio lontana dalle esigenze del tessuto produttivo italiano e vicina a quello passivo. Noi, al contrario, siamo sempre dalla parte di chi sceglie di fare impresa e non è solo uno slogan , perché è pacifico che le aziende sono il motore del Paese e senza questo motore il Paese non si muove. A noi piace tuttavia parlare di cose concrete e da imprenditore, nonché da cittadino che ha a cuore le sorti delle nostre aziende, eccellenze in molteplici settori, tengo a sottolineare che il sostegno pubblico alle imprese, che per inciso doveva essere assicurato anche mediante i finanziamenti bancari interamente garantiti dallo Stato, ai sensi della normativa di emergenza, è risultato lacunoso e non in grado di supportare tutte le piccole e medie imprese in difficoltà finanziaria. È superfluo e assolutamente pretestuoso voler spiegare in quest'Aula l'importanza del provvedimento e, soprattutto, la portata del danno cagionato dalla sua mancata messa in opera. La conseguenza è stata la chiusura di moltissime imprese e quindi cittadini senza impiego e senza mezzi di sostegno per provvedere ai propri bisogni e a quelli delle famiglie. Se avere centinaia di migliaia di cittadini che faticano ad arrivare a fine mese e a portare il pane a tavola non è un problema per questo Esecutivo, bisogna altresì annoverare che le aziende che hanno chiuso i battenti sono in larga parte operanti in settori strategicamente fondamentali per l'Italia, quali il turismo, il commercio e la ristorazione. A proposito della ristorazione è opportuno e doveroso citare il pessimo trattamento riservato ai ristoratori nell'arco della pandemia, i quali, nonostante abbiano speso migliaia di euro per ottemperare alle norme vigenti e porre il proprio locale in sicurezza, si sono trovati più volte a dover abbassare la saracinesca. Per questo vi è la necessità e l'estrema urgenza di porre in atto un procedimento in favore delle tante e troppe attività imprenditoriali in sofferenza, anche considerando - non è un fatto secondario - l'enorme gettito fiscale che le aziende versano nelle casse dello Stato, nonché gli spropositati aumenti dei costi per l'energia, che hanno minato la stabilità di aziende perfettamente in ordine e funzionanti nell'anno corrente e che sono una minaccia al mantenimento in vita del nostro tessuto economico nel 2022. Presidente, anche come imprenditore ritengo che lo Stato non stia facendo abbastanza per tutelare chi realmente si mette in gioco e crea posti di lavoro. Questa situazione è inaccettabile per me, per il partito che rappresento e soprattutto per i cittadini che durante la pandemia hanno dato anima e corpo per mantenere attiva un'azienda abbandonata dallo Stato e per permettere ai propri lavoratori di poter vivere una vita in condizioni adeguate come la politica deve saper garantire. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, sicuramente sarò nei tempi perché, come ha detto lei, il Santo Natale incombe e noi siamo tra i fortunati che possono celebrarlo. Chissà se le nuove generazioni riusciranno a festeggiarlo, visto l'attacco progressista delle élite oligarchiche che vorrebbero sopprimerlo addirittura, come abbiamo visto in Unione europea! Cercherò di arrivare subito al nocciolo della questione, dato che il tema oggetto dell'emendamento bocciato da questa maggioranza riguardante le patenti è stato già affrontato. Abbiamo detto più volte, anche in quest'Aula, che non ci sembra normale che una patente per i camion in Italia costi 2.500 euro e nel Regno Unito 250. Ne abbiamo discusso in Commissione; abbiamo provato a sollecitare il Sottosegretario, il Ministro e i commissari. Al danno si aggiungeva la beffa, perché gli stipendi per gli autisti professionisti in Italia sono tra i più bassi. Non si arriva nemmeno a 30.000 euro lordi, a fronte di quanto si guadagna in altre nazioni europee. Il costo della formazione chiaramente penalizza oltremodo i lavoratori italiani. Andava garantito, quindi, un supporto economico proprio per avviarli al mondo del lavoro. Si parla dell'introduzione dei giovani al mondo del lavoro, della grande questione lavorativa e poi lo Stato si gira dall'altra parte. Continueremo a ripeterlo: secondo noi, in Italia costa troppo prendere una patente di guida per diventare autista. Ci vuole troppo tempo. In Italia il corso di studi arriva a sette mesi, mentre nel Regno Unito è di due mesi. Nell'Est europeo con un paio di mesi si consegue il titolo che consente di introdurre i giovani al mondo del lavoro in questo comparto. Il Governo pensa di aver risolto la questione con il bonus patente. Abbiamo chiesto di allargare la platea di coloro che potevano usufruire di questa possibilità anche ad altre categorie di autisti e ad altre tipologie di autotrasportatori, ma l'emendamento è stato clamorosamente rigettato. È chiaro pertanto che sono qui ad esprimere, a nome di tutto il Gruppo Fratelli d'Italia, il nostro disappunto e la nostra delusione, una critica purtroppo dura, con i pochi mezzi di cui disponiamo, per l'insensibilità di fronte a un piccolo emendamento che avrebbe salvato migliaia di posti di lavoro e consentito a migliaia di giovani di essere in linea con quanto accade nel resto d'Europa. Rispetto a questa drammatica carenza di autisti, ci siamo sentiti rispondere ancora una volta no. Vi siete chiesti qual è la conseguenza? Le aziende italiane continueranno ad assumere autisti che vengono dall'Est europeo, perché lì la patente si prende in quattro e quattr'otto, con un costo irrisorio. Non è più accettabile tutto questo; l'abbiamo denunciato, ci siamo battuti, abbiamo provato, anche con le armi della diplomazia, a far riflettere questo Governo. Il risultato è quello che sto dicendo: siete rimasti sordi a questa esigenza della Nazione (non è un'esigenza nostra). Sono qui appunto - e ho concluso - a rappresentare tutto il mio sdegno e la mia delusione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . La ringrazio, signor Presidente, di aver acconsentito allo spostamento del mio intervento e passo al contenuto. Siamo di fronte a cose mai viste. Ne abbiamo viste parecchie, specialmente negli ultimi anni, ma qui siamo veramente oltre ogni limite. Lunedì 20 dicembre non erano ancora iniziate le votazioni nella Commissione bilancio del Senato, che è la prima delle due Camere a esaminare questo provvedimento. Non si era mai visto nulla di simile, nemmeno con i Governi Conte, che pure avevano compresso i tempi e cambiato le carte all'ultimo momento, con una finta lettura, che era stata però decente e presentabile; nel Governo Conte 2 fu presentato all'ultimo momento un emendamento che cambiava tutto (il 2,4 diventava il 2,04), tutti coloro che erano all'opposizione si lamentarono di quel Governo e anche nell'ambito delle stesse maggioranze ci fu chi ammise che non era questo il sistema. Bene, qui abbiamo superato di gran lunga tutti i peggiori record , anche degli ultimi anni. Ricordo che, fino a non molti anni fa, solo il fatto di porre la fiducia sulla legge finanziaria era visto come una cosa estremamente discutibile, come un atto criticabile, perché comprime la possibilità del Parlamento di esprimersi. Ma qui altro che compressa! Siamo partiti malissimo, in ritardo di ventuno giorni rispetto a quanto previsto da una legge dello Stato. Lo Stato chiede ai cittadini di rispettare le proprie leggi, con multe e supermulte; se prendi una multa a torto, di fatto molto spesso non hai modo di difenderti. Bene, lo Stato, nel momento più importante dell'anno dal punto di vista finanziario, ma anche dell'intera linea politica del Governo, non rispetta la legge. La legge dice che il disegno di legge di bilancio deve essere presentato alle Camere entro il 20 ottobre, ma lo Stato lo presenta allegramente l'11 novembre, peraltro giorni e giorni dopo aver detto di averlo deciso. Persino il Consiglio dei ministri, che è un organismo giustamente non pubblico (non sono pubbliche le riunioni del Consiglio dei ministri, non le si possono vedere o ascoltare e non ci sono verbali, come è giusto e opportuno), in realtà ha approvato qualcosa che poi è stato modificato in qualche ufficio, in qualche androne, in qualche sottoscala, magari fuori dal Parlamento, dando prima ascolto alle esigenze di qualche potente ben fuori dalle istituzioni. Se questo è accaduto in Consiglio dei ministri, figuriamoci in Parlamento. Il Parlamento è stato proprio ignorato e ha avuto il privilegio di cominciare le votazioni - anche se in realtà tutto era già stato stabilito prima - lunedì sera, cioè due giorni fa, passando le nottate. Mi chiedo come si possa fare un lavoro serio in questo modo. Nella sostanza, il disegno di legge di bilancio denuncia tutti i problemi di una maggioranza estremamente variegata e diversa come linee, come esigenze, dunque si fanno compromessi che, nella migliore delle ipotesi, sono mezze misure, ma a volte sono mancate misure. I miei colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia hanno illustrato una serie di proposte che sono state presentate e che non hanno trovato risposta: in qualche caso non hanno ricevuto un no per una motivazione precisa; anzi, nella maggior parte dei casi, come quello testé illustrato dal collega Ruspandini sulla questione del costo delle patenti, semplicemente le proposte sono state ignorate. Quelle proposte, però, non sono fatti personali di questo o di quel senatore, di questo o di quel Gruppo; sono i problemi dell'Italia. Per questo esiste un Parlamento, e non c'è solo nel nostro Paese, ma anche negli altri. Serve un Parlamento perché, davanti a tutti, ci siano dei voti, dei sì e dei no, e possibilmente, quando il Governo dice no, dovrebbe anche spiegarlo. Fino a pochi anni fa i relatori non facevano solo i lettori dei pareri del Governo, favorevole o contrario - per quello non ci sarebbe bisogno di un relatore - ma spesso davano anche spiegazioni, pensate un po', specialmente dei pareri contrari perché se un emendamento viene accolto chi lo presenta lo sa da sé il motivo. Ebbene, in questo caso non abbiamo nulla di tutto questo. Dov'è il potere se non è nel Parlamento? In certi potentati che stanno fuori dal Parlamento: nella migliore delle ipotesi, di gran lunga la migliore, in trattative tra i partiti; in altri casi risiede in potentati che non hanno nulla a che fare con il consenso popolare, ma a volte godono di un forte potere che esercitano in vari modi. Per esempio, il Ministero dell'economia e delle finanze, con i suoi autorevoli rappresentanti nella Commissione, ha dovuto dire una serie di no - questo è ovvio - a tante proposte che, come è normale per un disegno di legge di bilancio, chiedevano l'impiego di denaro. Quindi, no perché è oneroso; no perché costa 100.000 euro; no perché costa 5 milioni di euro; no perché costa 100 milioni di euro. Tuttavia, ieri pomeriggio, in Commissione finanze, dopo anni di interrogazioni in merito, abbiamo finalmente potuto sentire una rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze parlare dell'affare Autostrade Aspi, dove il Governo, senza darlo a vedere, ma soprattutto senza informare rigorosamente il Parlamento, nonostante le numerose interrogazioni di esponenti sia della maggioranza sia dell'opposizione, sta regalando - lo scandisco bene - 7,5 miliardi ai poveri Benetton con Atlantia (Applausi) . Sì, quei poveri Benetton che hanno così ben gestito le autostrade patrimonio degli italiani che se le sono pagate per decenni con le tariffe autostradali. Hanno fatto crollare il Ponte Morandi o diciamo che sotto la loro gestione è crollato il ponte Morandi; la magistratura ha preso provvedimenti molto chiari, l'avvocatura dello Stato ha detto che c'erano gli estremi per la risoluzione per inadempimento da parte del concessionario. Ebbene, il Governo ha deciso di rinunciare alla risoluzione per inadempimento e ha deciso anche di rinunciare all'applicazione della norma che non ha alcun problema, perché ha affermato che potrebbero esserci problemi legali. In altre parole, non si fida della giustizia. Il Governo sa che potrebbe dire: «Cari signori, la vostra concessione è chiusa perché avete inadempiuto ai vostri doveri»; l'avvocatura dello Stato gli ha detto che può farlo, ma il Governo non lo fa perché dice che, magari, in tribunale gli danno torto. Ciò significa forse che il Governo non ha fiducia nella magistratura? Da questo deriva la seconda mossa del Governo, che sta rinunciando al diritto di recesso previsto dalla convenzione approvata in Parlamento nel 2007, che concede a ciascuna delle parti, in particolare al concessionario Stato, proprietario delle infrastrutture, ivi comprese le autostrade gestite dai concessionari privati, la possibilità di recedere in qualunque momento dal contratto, pagando determinate somme su determinati parametri che sarebbero in questo caso 13,8 miliardi. Ebbene, il Governo sta facendo un affare, guidato da Cassa depositi e prestiti, per dare ad Atlantia, ossia i signori Benetton con gli altri rispettabilissimi azionisti di Atlantia, la bellezza di 7,5 miliardi in più, come minimo. Questo supponendo che i tribunali diano torto dalla A alla Z al Governo, dicendo quanto hanno fatto bene i Benetton, come hanno fatto bene la manutenzione e che il ponte Morandi è crollato chissà perché. Pertanto, con che faccia il Governo può dire di no alla proposta di rialzare le pensioni di invalidità, che magari costa qualche centinaio di milioni? Può dire di no a tagliare le tasse alle aziende che assumono e alla nostra proposta "più assumi meno paghi", che costerebbe forse qualche centinaio di milioni, quando poi si trovano, senza dire nulla al Parlamento, 7,5 miliardi da regalare a chi ha fatto crollare il ponte Morandi (Applausi) , che ha causato quarantatré morti, danneggiato il prestigio dell'Italia e sventrato una città? Dal momento che poi arriverà la fiducia, è chiaro che non possiamo avere fiducia in un Governo che si comporta in questo modo. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, impiegherò probabilmente anche meno del tempo concessomi, seppure l'argomento meriti una grande attenzione da parte del Sottosegretario del MEF qui presente e da parte di tutto il Governo. Signor Sottosegretario, la questione riguarda un problema di giustizia - non è altro - affinché alle stesse problematiche si risponda nella stessa maniera da parte del Governo. Nel corso della presentazione degli emendamenti, presentai l'emendamento 32.1 a firma mia e di tanti altri senatori sardi e non sardi, trasformato durante l'esame nell'emendamento 32.1- bis , da cui è sparita la mia firma ma con piacere ho visto che c'è stata una larga sottoscrizione dei senatori della Lega. Il problema ha due nomi: Alitalia da una parte, Air Italy dall'altra. La prima è una società che è andata in crisi e per la quale è stata assicurata, da parte del Governo durante la trattazione in Commissione della manovra, una prosecuzione del regime di ammortizzatori sociali e comunque di sostegno per il 2022 e per il 2023. Questo per quanto riguarda Alitalia, una società privata e non pubblica, anche se poi tra pubblico e privato c'è una commistione di cui non riusciamo a capire l'esatta portata, ossia se catalogarla come pubblica o come privata. L'altra società è Air Italy: cessa l'interesse della società, che intenderebbe non proseguire con l'attività, per eventuali malintesi o cessazione di interesse tra Qatar e il consorzio Costa Smeralda (ovvero Aga Khan). Ebbene, per questi lavoratori non si trova alcuna forma di sostegno, neanche forse per arrivare a fine anno e niente per il 2022. Si tratta di un problema di giustizia (Applausi) : a parità di condizioni, dovrebbe corrispondere parità di trattamento. Con questo intervento chiedo a lei, signor Sottosegretario, che rappresenta il Governo, un atto di indirizzo, che può essere inserito anche nel provvedimento mille proroghe di domani (domani avete la riunione del Consiglio dei Ministri sul mille proroghe), riguardante i lavoratori di Air Italy, ossia oltre 1.300 persone - circa 1.300 famiglie - che rimarrebbero senza alcun sostegno fino a fine anno e per l'anno a venire. Dico questo perché veramente mi spinge un sentimento di ricerca di giustizia: non è pensabile che a problemi identici ci siano soluzioni diverse. Non parlo e non ho parlato di ciò che va bene della manovra e di ciò che va meno bene. Parlo invece di un problema di giustizia, e lo chiedo a nome dei senatori sardi e non solo, dei senatori lombardi e non solo; lo chiedo proprio per affermare che il Governo da lei rappresentato, signor Sottosegretario, agisca nella maniera più giusta per sanare questa situazione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Totaro. Ne ha facoltà. TOTARO (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatori, il Gruppo Fratelli d'Italia non può far altro che testimoniare, con gli interventi dei suoi senatori, il disappunto per quanto purtroppo si è verificato nel portare il disegno di legge di bilancio in quest'Aula in prima lettura. È un problema che si ripete da tempo, anche sotto altri Governi, quello di arrivare a portare il provvedimento in Aula all'ultimo momento, ma in questo caso si è battuto ogni record. Lo diceva prima il collega Malan, intervenuto prima di me per il nostro Gruppo: si è sorpassato in negativo quanto fatto dai Governi degli anni passati. Questo la dice lunga su come sia possibile, per noi senatori, intervenire a vantaggio dei cittadini italiani attraverso il nostro operato e i nostri emendamenti al disegno di legge di bilancio. Una volta era un problema anche mettere la fiducia, perché era quasi scandaloso porre la fiducia sulla legge di bilancio e si scatenavano grandi polemiche. Ormai è diventato usuale arrivare all'esame del disegno di legge di bilancio e porre la fiducia. Di fatto, abbiamo una Camera che si occupa del provvedimento in Commissione (non in Aula, diciamocelo francamente) e un'altra Camera che, a fasi alterne, di anno in anno ne prende atto e, attraverso la fiducia, vota soltanto sì o no al provvedimento. È un atteggiamento inaccettabile, è qualcosa che deve essere modificato, perché altrimenti si sta verificando - lo vediamo con i nostri occhi - una sorta di semipresidenzialismo, senza averlo in Costituzione. Si fa un gran parlare ultimamente di tale questione, ma voglio dire che esiste di fatto, così come di fatto esiste soltanto l'attività legislativa di una Camera. Non parliamo poi della decretazione di urgenza: i decreti legislativi che vengono portati in Aula, sono solitamente approvati attraverso la fiducia. Il ruolo delle Camere, del Parlamento e del bicameralismo in questo modo non lascia semplicemente a desiderare, ma viene meno. Pongo il problema alla Presidenza, al Governo e agli altri colleghi parlamentari, perché penso che dal punto di vista di chi siede in Parlamento sia problematico portare il proprio apporto e le proprie idee per migliorare certi provvedimenti. Non è quanto dovrebbe accadere. Non vorrei arrivare al punto di dire ciò che disse qualche anno fa un nostro collega, che ho avuto l'onore di conoscere in quest'Aula e che ora non c'è più, ma è stato anche Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga: egli sosteneva che tutte le leggi di bilancio - forse il presidente Calderoli si ricorderà, quando interveniva da senatore a vita in quest'Aula - erano false; un po' scherzava, un po' diceva la verità. Di fatto, noi non abbiamo la possibilità di conoscere pienamente quanto andiamo a votare; non lo sapete neanche voi, colleghi della maggioranza, che voterete a favore del provvedimento. Noi almeno voteremo contro e già con questo possiamo dire di non approvare una cosa che non conosciamo precisamente al cento per cento. Tutti dovrebbero dire questo, perché è la verità, colleghi parlamentari; nessuno di noi conosce per intero la legge di bilancio, come invece dovrebbe essere. Purtroppo, se ne prende atto, si vota sì o no, e domani notte o il 24 dicembre il disegno di legge sarà portato alla Camera, dove non ci sarà nemmeno la discussione del provvedimento in Commissione e sarà approvato definitivamente. Questo è francamente inaccettabile; come opposizione, lo vogliamo denunciare con forza. Doveva essere il Governo dei migliori, quello che avrebbe fatto qualcosa di diverso dagli altri. Denunciamo invece che è addirittura il Governo dei peggiori perché fa peggio degli altri Governi. Arrivando ad alcuni temi, presenti nella legge di bilancio, vorrei porre l'accento ad esempio sugli stanziamenti in favore delle Forze dell'ordine. Fratelli d'Italia ha avuto un atteggiamento costruttivo e certamente non arriviamo a votare la manovra di bilancio gli ultimi giorni e le ultime ore per colpa dell'opposizione, che ha presentato tantissimi emendamenti o fatto ostruzionismo. Dobbiamo dirlo ai cittadini italiani che ci guardano e che osservano. Arriviamo a questo perché ci sono veti incrociati all'interno della maggioranza, mancette che vengono date a questo e a quell'altro e continue diatribe all'interno della maggioranza, che non si mette d'accordo. Noi però come Fratelli d'Italia e come opposizione, abbiamo portato al provvedimento degli emendamenti migliorativi e propositivi. Riteniamo altamente insufficiente quanto stanziato dal Governo per i finanziamenti alle Forze dell'ordine. L'attenzione nei loro confronti deve infatti essere primaria nel nostro Paese, perché la sicurezza non è soltanto un argomento di cui si parla in campagna elettorale per dire che siamo tutti per la sicurezza; ci mancherebbe che qualcuno dicesse poi che è per l'insicurezza o per la delinquenza. Di fatto però quando il Parlamento, attraverso la manovra di bilancio, non aiuta le Forze dell'ordine come dovrebbe, ci sentiamo di denunciarlo con forza in quest'Aula. Per quanto riguarda ad esempio le assunzioni nelle Forze dell'ordine, abbiamo visto l'atteggiamento incredibile del Partito Democratico che, attraverso il suo Capogruppo, ha presentato un emendamento sul possibile trattenimento in servizio degli agenti per un periodo di due anni oltre i limiti ordinamentali. Invece di andare nella direzione di nuove assunzioni, stabilizziamo chi c'è già, senza comprendere la situazione e rimanendo completamente distanti dalla realtà e dalle problematiche che attraversano le Forze dell'ordine. Mi riferisco al fatto che il personale sta diventando sempre più anziano e non riesce a svolgere il proprio compito in strada. Almeno ascoltate i sindacati delle Forze dell'ordine e della Polizia che vi dicono che state andando nella direzione opposta a quella della sicurezza del cittadino. Diventa infatti difficile per chi è anziano fare ordine pubblico nelle strade. L'emendamento del PD è andato invece proprio in questa direzione, aumentando il numero di anni necessari alle Forze dell'ordine per andare in pensione, non capendo che invece bisogna stanziare soldi - come è stato fatto in parte, ma a nostro avviso in maniera insufficiente - per l'aumento del personale. Per quanto riguarda la Polizia di Stato nei prossimi dieci anni avremo una riduzione di 10.000 unità. Per non parlare poi della Polizia penitenziaria, argomento difficilissimo e importantissimo. Qualche mese fa abbiamo fatto un incontro e un dibattito con la ministra Cartabia, che ci ha parlato in Assemblea delle problematiche relative alle carceri. Ci ha riferito della mancanza del personale, anche in quel caso un personale anziano. Nei prossimi anni andranno in pensione 30.000 agenti della Polizia penitenziaria. Ricordo che operare all'interno dei penitenziari è un lavoro molto logorante. Di fatto, chi svolge quel lavoro molto spesso è un detenuto come gli altri, perché passa tantissimi anni in condizioni non facili, in cui è difficile stare a contatto con le emergenze sociali che si pongono in quell'ambito. In tutto questo sarebbe stato importante da parte del Governo stanziare più soldi possibili per le assunzioni. Anche per quanto riguarda la Polizia penitenziaria ci sono addirittura dei ragazzi che hanno fatto i concorsi sia per quanto riguarda il personale che proviene dal mondo delle Forze armate sia per quanto riguarda persone che hanno fatto concorsi civili e sono in attesa delle assunzioni che invece non vengono fatte. Voglio sperare che si intervenga e che i soldi stanziati siano sufficienti per le assunzioni, anche se dubito che possano esserlo. Noi di Fratelli d'Italia abbiamo presentato un emendamento, a mia prima firma, sulla questione che chiede l'assunzione di ragazzi nella Polizia penitenziaria. Spero che la richiesta possa essere recepita dal Governo e che si possa andare in tale direzione. Noi - ripeto - abbiamo proposto questi emendamenti con intento costruttivo e propositivo, nell'interesse del popolo italiano. La sicurezza non è un argomento da trattare solo in campagna elettorale. Noi crediamo nella sicurezza sempre. Non ci si può scandalizzare quando succede il fatto grave o quando il poliziotto viene aggredito o quando qualcuno fa qualcosa per strada e non viene adeguatamente fermato; il Parlamento deve intervenire nei fatti, garantendo la sicurezza ai cittadini e dando la possibilità alle Forze dell'ordine di operare al meglio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Richetti. Ne ha facoltà. RICHETTI (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, non farò alcuna considerazione di metodo. Mi asterrò dal commentare gli aspetti sui quali molti i colleghi sono intervenuti sull' iter parlamentare, anche perché rischierebbero di essere considerazioni troppo ingenerose e penso che la fase delicata che il Paese sta attraversando, sia dal punto di vista sociale, nel contrasto alla pandemia, sia sul fronte economico, non lasci a nessuno di noi lo spazio per la polemica. Mi consenta tuttavia di dire, Presidente, che in questo passaggio cruciale la manovra di bilancio, a nostro giudizio, poteva e doveva essere più coraggiosa e più coerente. Lo dico da sostenitore di questo disegno di legge di bilancio e da membro della maggioranza. Poteva essere più coraggiosa e più coerente a partire proprio dalla rimodulazione dell'Irpef e dalle modifiche che vi apportiamo. Non c'è categoria del Paese che oggi non denunci la necessità di ridurre l'imposizione fiscale: tagliare e abbassare le tasse trova un evidente consenso tra i cittadini. Ma c'è un'urgenza, anzi un'emergenza in questo Paese. In politica, quando ci sono le emergenze, queste diventano priorità dell'azione del Governo e del Parlamento in primissima battuta. L'emergenza di questo Paese si chiama lavoro giovanile: non c'è altra questione, dal punto di vista della riduzione delle tasse, che venga prima del ridurre una disparità inaccettabile, come ha ricordato recentemente pubblicamente Carlo Calenda, riprendendo i dati dell'Istat, che voglio ricordare a quest'Assemblea come punto di partenza. Il reddito medio annuo degli italiani è di 21.965 euro; il reddito medio degli under 30 è di 15.128 euro; il reddito medio degli under 25 è di 9.935 euro. Un giovane che lavora in Italia guadagna meno della metà del reddito medio. Ebbene, più coraggio e più coerenza avrebbero voluto dire almeno discutere l'emendamento che abbiamo presentato come Misto-+Europa-Azione. Signor Presidente, se 5,5 di quegli 8 miliardi destinati alla riduzione dell'Irpef fossero andati alla riduzione dell'Irpef degli under 25 e degli under 30 noi avremmo azzerato l'Irpef sugli under 25 e dimezzato del 50 per cento quella sugli under 30. Mi soffermo su questo aspetto, perché non possiamo continuare con la retorica della questione giovanile, di cui riempiamo gli appuntamenti di partito, di ogni partito, e poi, quando è ora, avendo la possibilità di mettere in campo un provvedimento concreto, non farlo. Continuare con questo approccio sulla modifica delle tasse, dell'Irpef e dell'imposizione in generale, limando un po' scaglioni e aliquote, non fa altro che rafforzare quella odiosa ingiustizia che don Milani, nelle lettere alla professoressa, definisce le «parti uguali tra disuguali»: i disuguali oggi sono una generazione che ha un accesso al reddito semplicemente insopportabile. Parlando di professoressa, Presidente, mi consenta una considerazione velocissima sul tema della scuola. Il Governo ha fatto uno sforzo importante in questa manovra di bilancio, prevedendo uno stanziamento tra i più significativi degli ultimi anni a favore del fondo dedicato agli insegnanti. Ora spetta alle forze politiche ragionare sui criteri con cui utilizzare questo fondo, perché non può proseguire lo scontro ideologico continuo tra chi usa la valutazione degli insegnanti come una clava contro una categoria e chi ritiene che la distribuzione a pioggia di risorse possa essere un modo ancora attuale di procedere. A farne le spese sono proprio gli insegnanti che, nella stragrande maggioranza, sono donne e uomini che svolgono il proprio lavoro con generosità e competenza e ai quali - lo dico alla luce di quanto letto nella manovra di bilancio - dovremmo applicare non solo i principi di cura e dedizione, ma, ad esempio, anche quello del raggiungimento di obiettivi importanti come il contrasto all'abbandono e alla dispersione scolastica. A questi aspetti nulla è legato in termini di riconoscimento economico. In Italia nel 2020 543.000 ragazzi hanno abbandonato gli studi. Sono percentuali drammatiche, che ci collocano al quarto posto, in termini negativi, in Europa. Dico questo perché sui temi della formazione, dell'insegnamento e dell'acquisizione delle competenze quest'Assemblea avrà un ruolo centrale. Penso alle prossime settimane, quando discuteremo la riforma degli Istituti tecnici superiori e le modifiche che arrivano dalla Camera dei deputati. Voglio sperare che non ci sarà un arretramento su un livello strategico di preparazione dei nostri giovani rispetto a quanto fatto dalla Camera e che si riconosca il valore di un'esperienza che oggi ha restituito non solo formazione e competenza ai ragazzi, ma anche importanti opportunità di lavoro. Concludo con una nota in tema di giustizia, che sarà breve al fine di rispettare il tempo a mia disposizione. Con il collega Costa, alla Camera, e il collega Cucca, in Senato, nei mesi scorsi abbiamo lavorato moltissimo dopo l'istituzione del fondo per le spese legali degli imputati assolti, che - secondo me - è una grande conquista in termini di civiltà. Si tratta - ancora una volta - di un fondo costituito, ma non ancora finanziato. Istituire fondi per poi non metterci soldi non è proprio il modo migliore per dare risposte ai cittadini e assicurare credibilità alle Istituzioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, credo che il senso profondo dell'azione politica si manifesti in due forme: guidare la Nazione verso una certa idea di futuro, sviluppo e benessere e sostenere chi non riesce a reggere il passo verso la meta indicata. È inutile negare che in questa fase eccezionale, nel pieno della crisi di sistema che stiamo vivendo, il primo compito è assolto in forma quasi esclusiva dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal suo Governo. Al Parlamento non resta - e non è poco - che assolvere, nei margini spesso ristretti che il Governo lascia, il secondo compito. Ciascuno di noi in quest'Aula per sensibilità personale, orientamento politico e provenienza territoriale ha presentato alla manovra di bilancio gli emendamenti che riteneva essenziali. Io ho individuato prevalentemente due ambiti di azione nella mia attività emendativa. Il primo è cercare di sostenere fattivamente e concretamente i bisogni dei cittadini marchigiani e delle altre tre Regioni sconvolte dal terremoto del 2016, sapendo che, a causa di una carenza del sistema pubblico nel suo complesso, i loro bisogni non sono stati ancora soddisfatti. Il secondo riguarda lo stato dell'editoria, che è il mondo da cui provengo e non solo per questo ritengo doveroso occuparmene. Altri colleghi hanno parlato e parleranno delle vicende legate al terremoto, quindi concentrerò il mio breve intervento sul tema dell'editoria. Comincio col rammaricarmi perché diversi emendamenti che ho presentato non sono stati recepiti, non hanno avuto il via libera del Ministero dell'economia; in particolar modo, uno tra i segnalati puntava alla forfettizzazione delle copie rese. Sarebbe stato un provvedimento utile non tanto per gli editori, quanto per gli edicolanti, una categoria in grandissima sofferenza, come sappiamo. Quando parliamo di informazione, infatti, pensiamo solo ai giornalisti, che naturalmente sono una parte minoritaria della grande filiera dell'informazione, che è fatta di poligrafici, impiegati, distributori, stampatori, produttori di carta, edicolanti e via elencando. Non mi nascondo e non mi illudo, perché, se anche fossero stati accettati tutti gli emendamenti che ho presentato, non per questo la situazione del comparto sarebbe cambiata in maniera radicale. La situazione infatti è letteralmente catastrofica: negli ultimi quindici anni si è perso oltre il 60 per cento dei ricavi da vendite, ma soprattutto oltre l'80 per cento dei ricavi da pubblicità. A questo stato di fatto si aggiunge che i costi di produzione stanno vertiginosamente crescendo: tanto per dare un unico elemento di riflessione, solo nell'ultimo anno il costo della cellulosa è aumentato del 70 per cento. Stiamo parlando di una filiera che dà lavoro complessivamente a 90.000 persone. Non si tratta, però, di sostenere un comparto industriale in crisi, bensì di sostenere la qualità della nostra democrazia intervenendo con risorse pubbliche. Proteggere l'editoria vuol dire proteggere e rafforzare il diritto dei cittadini di essere debitamente informati, rafforzare e dare loro degli strumenti per comprendere la realtà e per orientarsi in un mondo che è quanto mai scombussolato, ha perso la bussola (si sono perse le gerarchie delle notizie, si è perso il senso della realtà) e per consentire loro di esercitare con cognizione di causa il proprio diritto-dovere di voto. Conoscere per deliberare diceva Luigi Einaudi e naturalmente diceva la verità. Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia, è molto popolare soprattutto tra i ranghi di quel MoVimento 5 Stelle dove tutt'oggi c'è chi ha inteso e tuttora intende far morire per fame, affamare letteralmente editori e giornalisti, evidentemente volendo servire gli interessi dei giganti del web. Ebbene, Stiglitz diceva che l'informazione è un bene pubblico e in quanto bene pubblico ha bisogno di sostegno pubblico. Non è un vezzo, non è un capriccio, non è retorica; è quanto concretamente fanno tutti i Paesi civilizzati del mondo. Una ricerca di dieci anni fa dell'università di Oxford diceva che l'Italia è l'ultimo Paese tra quelli che sostengono attivamente la propria editoria nazionale; i dati più recenti della Banca mondiale confermano, purtroppo, questa tendenza. Il Paese che più si spende e spende per l'editoria è la Danimarca con 9,59 euro per abitante, in coda alla classifica c'è l'Italia con 1,49 euro: quasi 10 euro per cittadino la Danimarca, meno di 1,5 euro per cittadino l'Italia. La Francia naturalmente fa molto più di noi, perché i francesi (e non solo loro) comprendono il valore sociale e politico di un'informazione professionale. L'ultima relazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), quella dell'anno in corso, afferma che soltanto il 17 per cento degli italiani si informa leggendo i giornali, oltre il 60 per cento si abbevera alle mille fonti del web e questo potrebbe anche andar bene, perché il mondo cambia, la rivoluzione digitale ha cambiato il mondo, cambiano le abitudini, alcune professioni scompaiono, altre nascono, cambia anche il modo di informarsi dei cittadini, se non fosse che quelle fonti sono prevalentemente "avvelenate". Vi fornisco alcuni elementi di fatto che forse, coniugati e letti in sequenza logica, fanno un ragionamento: il Massachussetts institute of technology (MIT) di Boston afferma che sui social in generale e su Twitter in particolare le notizie false si diffondono sei volte più velocemente delle notizie vere. Le ricerche del Pew research center americano ci dicono che, mai come oggi, l'opinione pubblica, i cittadini sono disinformati, nel senso che non hanno le informazioni, non conoscono i fatti e, quando conoscono i fatti, non sono in grado di contestualizzarli, capirne il senso e comprenderne la portata. Eppure, mai come oggi l'opinione pubblica ritiene di essere iperinformata. I rapporti OCSE Pisa ci dicono che i nostri figli, i nostri nipoti, quando si informano guardando un sito web non riescono a distinguere tra un contenuto pubblicitario e un'informazione, una notizia. Non distinguono tra pubblicità e notizia, tra la parte teoricamente giornalistica e quella evidentemente pubblicitaria. Le ricerche americane dicono che la lettura su carta s'imprime enormemente di più nella memoria e stimola enormemente di più il pensiero rispetto alla lettura su dispositivo digitale, ancor più naturalmente rispetto alla fruizione dei medesimi concetti attraverso un video. Se abbiamo a cuore, non la quantità delle informazioni, ma la qualità dell'informazione, questi dati dicono che il digitale, evidentemente, non è un degno sostituto della carta stampata e che i social non sono un degno sostituto dei giornali. Ora, conosco la serietà e la dedizione del sottosegretario all'editoria Giuseppe Moles e ho apprezzato molto il fatto che sia stato inserito, nelle pieghe di questa legge di bilancio, un fondo straordinario per l'editoria. Non ho dubbi sul fatto che il Governo recepirà nel migliore dei modi il piano cui sta lavorando l'intera filiera dell'informazione e che lo saprà inserire adeguatamente nel PNRR, per consentire a questo comparto di adeguarsi al cambiamento e alla transizione digitale. Naturalmente, saranno poi i giornalisti e gli editori a doversi dimostrare all'altezza di questo compito, un compito che, mai come oggi, in un'epoca di grande caos, di grande confusione, che ha perso ogni principio ordinatore, non è esagerato definire storico. Un compito del genere va assolto con senso dell'onore personale e soprattutto con senso di responsabilità nazionale. In questi giorni, soprattutto alla luce di quanto detto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, due giorni fa, sul rapporto malato tra media e no vax, mi ha colpito molto apprendere quanto segue. I principali inviati delle grandi testate al seguito delle truppe italiane impegnate nella guerra di Libia, eravamo nel 1911, avevano deciso, da soli, parlando tra di loro, di tacere o comunque di depotenziare la notizia di un'epidemia di colera che aveva investito le nostre truppe. Lo fecero, naturalmente, per non deprimere l'umore dei combattenti al fronte e dei concittadini in Patria. Vi lascio con questa riflessione. Non aggiungo nulla. Una riflessione a partire da questo punto sarebbe opportuna, non certo in un'Assemblea parlamentare ma tra i ranghi della categoria cui appartenevo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Sottosegretari, innanzitutto desidero ringraziare i colleghi della 5 a Commissione per l'impegno di queste ultime settimane, un lavoro stancante e senza sosta. Ma se ora vi chiedessi quali sono le cose più preziose della vostra vita, credo di poter ipotizzare, senza paura di essere smentita: la famiglia, i nostri cari e la salute. (Applausi) . Nei momenti in cui la salute viene meno, vogliamo soprattutto due cose: innanzitutto essere curati e curati bene e poi avere accanto a noi le persone che amiamo, i nostri cari. Quindi, come istituzioni abbiamo il dovere di garantire l'accesso alle cure e la gratuità delle stesse. (Brusio). PRESIDENTE.Colleghi, per cortesia, non siamo al bar. Va bene, dobbiamo votare il calendario, ma siamo in discussione generale e vi chiedo un minimo di rispetto per chi è iscritto a parlare. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente. Dicevo che, come istituzioni, abbiamo il dovere di garantire l'accesso alle cure e la gratuità delle stesse a tutti i cittadini, controllando la spesa e l'impiego delle risorse. Ogni singolo centesimo, infatti, deve essere impiegato in modo corretto e questo possiamo farlo solo con un sistema di tracciamento della spesa che garantisca la massima efficacia e responsabilizzazione. Siete davvero convinti che questo sia avvenuto negli ultimi due anni? Se - da un lato - è aumentato il fondo sanitario forse - dall'altro - vanno incrementati i controlli della spesa e degli impieghi. Tra l'altro - non so se ve ne siete accorti - ma, nonostante l'aumento del fondo, le liste delle visite specialistiche si allungano, gli screening non vengono fatti e gli interventi rinviati, con un danno inimmaginabile per chi si trova in condizioni di bisogno. In questa legge di bilancio, per fortuna, sono state approvate delle proposte emendative presentate in modo trasversale da tutte le forze politiche in tema di sanità: voglio ricordare la proposta sulle malattie retiniche, quella sul registro per la sclerosi multipla e molte altre che hanno visto tutte le forze partitiche lavorare nella stessa direzione. Non c'è infatti solo il Covid, ma ci sono tutte le altre patologie - non solo quelle oncologiche - che non si fermano e non è più possibile procrastinare degli interventi di sistema. Tuttavia, si poteva e si doveva fare di più. Servono risposte vere e urgenti. Signor Presidente, le persone che saranno curate in ritardo vedranno compromessa la loro qualità di vita e, se non cambierà l'approccio, i costi sociali ed economici saranno inaccettabili e graveranno tutti sulle future generazioni. Su una manovra da 30 miliardi al Parlamento è stata data la possibilità di incidere per circa 600 milioni, briciole sostanzialmente. Poi c'è stata la tagliola degli emendamenti segnalati, per cui quelli troppo onerosi vanno cassati. Urge dunque una seria riflessione, perché in una Repubblica parlamentare le istanze raccolte dai parlamentari sono quelle degli italiani, mentre negli ultimi anni siamo stati trattati come acefali, chiamati a ratificare decisioni già prese. (Applausi) . Parlando di salute, signor Presidente, voglio soffermarmi su un emendamento che non è stato considerato, né nel decreto fiscale, né nella legge di bilancio, non sicuramente per demerito dei colleghi, ma perché comporta costi. Ad oggi chi è immobilizzato a letto e ha necessità di personale non specialistico per i propri bisogni quotidiani, per bere o mangiare, non può portare in detrazione le relative somme sostenute. Come Lega abbiamo chiesto che, almeno per i soggetti che hanno una disabilità compresa tra l'80 e il 100 per cento, tali somme fossero detraibili, ma devo dire che il deserto dei Tartari forse è più popolato in termini di risposte rispetto a quelle che abbiamo avuto in questa legge di bilancio. È un emendamento che costa, certamente. Ma ditemi, se voi foste bloccati a letto dal collo in giù, che cosa vi aspettereste dalle istituzioni? Sono due anni che è stato approvato un nostro ordine del giorno che impegnava il Governo a risolvere il problema, ma ad oggi si sono dimostrate tutte promesse da marinaio. È stato invece approvato un emendamento da 5 milioni per la sterilizzazione dei cinghiali. Siamo davvero sicuri che la sterilizzazione di questi mammiferi sia una priorità? (Applausi) . E soprattutto, colleghi, se questa è una priorità per il Parlamento, siamo davvero sicuri che, così com'è stata adottata, questa sia la misura più efficace? Altro tema è il reddito di cittadinanza, che è stato finanziato in questa legge di bilancio per 8,4 miliardi complessivi, nonostante le continue truffe giornaliere che riempiono le cronache. Sicuramente è importante aiutare chi soffre, chi è più sfortunato, chi sta attraversando un momento difficile, ma perché non utilizzare quelle risorse per le aziende in crisi e per creare posti di lavoro? (Applausi) . Presidente, sappiamo tutti che trovare un lavoro nel Mezzogiorno è difficile, ma il presidente Draghi in questa Aula ha dichiarato che il 40 per cento delle risorse andrà al Sud. Si parla di 82 miliardi, cui si aggiungono i fondi delle risorse del React-EU, oltre ai 5 miliardi che andranno in buona parte alle politiche del lavoro e all'inclusione sociale. Inoltre, al Mezzogiorno andranno altri 60 miliardi dei fondi strutturali e per lo sviluppo. È una valanga di soldi. Noi come Lega vigileremo affinché tutti vengano utilizzati in modo corretto, perché non si può solo chiedere; è fondamentale utilizzarli bene, perché coloro che dovranno restituirli sono i nostri figli. Presidente, siamo un Governo di unità nazionale. La legge di bilancio rispecchia le diverse sensibilità e come Lega abbiamo avuto un occhio di riguardo per le bollette, l'Irpef, l'IRAP, il superbonus, l'APE sociale, la disabilità, cioè famiglie, partite IVA e aziende, ma per altri interventi siamo davvero lontanissimi. Lo sappiamo che rappresentiamo una spina nel fianco del Parlamento. I nostri emendamenti hanno sempre una strada in salita. Gli uffici ministeriali hanno difficoltà a fare le nostre relazioni tecniche, ma pensate veramente con questi mezzi di fare un dispetto alla Lega? Lo fate ai cittadini italiani e noi, che da sempre li mettiamo al primo posto, continueremo a proporre i temi vicini alle esigenze della gente e decisamente lontani dagli interessi dei palazzi dove tanti di voi si trovano ormai a proprio agio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le caratteristiche geografiche, geologiche e antropiche del nostro Paese lo rendono particolarmente vulnerabile ai rischi naturali, all'inquinamento delle matrici ambientali, al depauperamento del paesaggio e della biodiversità. Le sole alluvioni ogni anno mietono mediamente una ventina di sacre vite e generano danni per circa due miliardi e mezzo di euro. All'atavico elevato rischio idrogeologico si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, che rende più intensi e frequenti gli eventi meteo estremi. I terremoti poi sono come una spada di Damocle che statisticamente ogni quattro o cinque anni si abbattono violentemente sui nostri tanti territori a elevata pericolosità sismica e vulnerabilità. Solo negli ultimi tre grandi terremoti (L'Aquila, Emilia e Centro Italia) hanno cessato di battere 628 cuori e ci sono stati 44 miliardi di danni. Si rilevano, inoltre, 620.808 frane, valanghe, erosione costiera, emissioni di gas pericolosi, 158.000 ettari di bosco andati in fumo nell'ultima torrida estate, inquinamento delle acque e dell'aria. Come si può pensare di conciliare un qualsiasi sviluppo socio-economico sostenibile o transizione ecologica con tutti questi rischi che minano la sicurezza del territorio? È sacrosanto dovere della politica invertire rotte di collisione catastrofiche e dirigere la Nazione verso i sereni orizzonti di uno sviluppo ecosostenibile ed eticamente compatibile. Una sicura occasione per farlo è la legge di bilancio finanziando monitoraggio, previsione, riduzione, mitigazione e prevenzione dei rischi naturali e antropici, investimenti a grande moltiplicatore, sapendo che prevenire - per esempio - il rischio idrogeologico costa un quarto dei relativi danni e addirittura un decimo nel caso del rischio sismico. Badate bene: il fondamento della prevenzione è la conoscenza. Su questo concetto tornerò alla fine dell'intervento. Questa legge di bilancio interviene in modo importante sulla spesa primaria per la protezione dell'ambiente e per l'uso e la gestione delle risorse naturali. Sono previsti circa 9 miliardi e mezzo di euro per il 2022, il 59 per cento in più di quanto stanziato nel 2021. La maggior parte delle risorse iniziali interessa la protezione dell'area e del clima, ricerca e sviluppo per la protezione dell'ambiente, protezione e risanamento del suolo e delle acque, protezione della biodiversità e del paesaggio. Per la riduzione delle emissioni climalteranti si istituisce un fondo per la mobilità sostenibile di circa 2 miliardi di euro fino al 2034; si istituisce il fondo per il clima di 840 milioni di euro per ciascun anno dal 2022 al 2026. Per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico vengono stanziati 50 milioni di euro nel 2023, 100 milioni di euro nel 2024, 150 milioni di euro nel 2025, 200 milioni di euro dal 2026 al 2035; si tratta di risorse molto importanti. L'articolo 139 finanzia la spesa complessiva di 35 miliardi di euro fino al 2036 per interventi relativi alla manutenzione straordinaria e all'adattamento ai cambiamenti climatici della viabilità stradale regionale, provinciale e comunale. Vengono incrementati i contributi degli enti locali per le spese di progettazione definitiva ed esecutiva relativa a interventi di messa in sicurezza del territorio. Questo è un vulnus in Italia. La Corte dei conti ce lo ricorda ogni volta; nella relazione del 25 ottobre scorso è ben messo in evidenza che una mancanza è proprio la mancata progettazione di questi interventi. Si prevede un fondo per la progettazione degli interventi di rimessa in efficienza delle opere idrauliche e dei reticoli idrografici. Viene rifinanziato con 200 milioni di euro, dal 2024 al 2029, il fondo per la prevenzione strutturale del rischio sismico e per studi di microzonazione sismica. La gran parte degli interventi per la tutela del territorio richiede un'approfondita conoscenza di base, che la moderna cartografia geologica al 50.000 può ben fornire. Ma tale cartografia è monca per colpa di un assurdo blocco di vent'anni dei relativi finanziamenti, mentre tutta l'Europa correva e oggi quasi tutte le nazioni non solo l'hanno completata, ma sono già agli aggiornamenti (al secondo, quarto o settimo aggiornamento). Ripartita grazie alle leggi di bilancio 2020 e 2021, ha ripreso grande vigore; ci aspettavamo che anche in questa legge di bilancio ci potesse essere la dovuta attenzione per rinforzare gli investimenti e renderli strutturali fino al completamento. Peccato che il Governo non abbia colto l'utilità universalmente riconosciuta di tale strumento di conoscenza basilare e non abbia provveduto a un adeguato finanziamento. Con una metafora clinica, potremmo dire che adagiamo un paziente con fratture multiple sul letto operatorio senza radiografie. Sì, la carta geologica ci fa operare consapevolmente e velocemente, ci fa risparmiare e salva la vita. Concludo: al mio personale dispiacere per tale mancanza governativa si contrappone la soddisfazione che il MoVimento 5 Stelle, unico e solo (Applausi) , sia stato sensibile, proponendo un emendamento che impegna 6 milioni di euro a tale scopo. Ciò evidenzia in modo inconfutabile quanto il MoVimento 5 Stelle sia attento ai reali bisogni della gente, alla sicurezza del territorio, alla prevenzione dei rischi naturali e alla vita. (Applausi) . Sarebbe auspicabile che la necessità della conoscenza di base per qualsivoglia prevenzione diventi patrimonio condiviso di tutti. (Applausi) . Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha approvato a maggioranza il calendario dei lavori fino all'11 gennaio. Nella giornata di oggi proseguirà, fino alla sua conclusione, la discussione generale sul disegno di legge di bilancio; seguiranno le repliche dei relatori e del Governo. Nella giornata di domani, a partire dalle ore 9,30, sarà discusso, anche ove non concluso in Commissione, il decreto-legge in materia di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, già approvato dalla Camera dei deputati. Per la discussione generale sono state ripartite due ore e venti minuti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Gli emendamenti per l'Assemblea dovranno essere presentati entro le ore 16 di oggi. L'ordine del giorno della seduta di domani prevede inoltre il seguito della discussione del disegno di legge di bilancio che proseguirà anche venerdì 24 dicembre. L'orario di tale seduta potrà essere anticipato in relazione all'andamento dei lavori. Il calendario potrà essere integrato con le comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126 -bis , comma 2- bis del Regolamento, sulla legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021. L'Assemblea tornerà a riunirsi martedì 11 gennaio, alle ore 16,30, con la discussione delle ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri. Per le sedute successive la Conferenza dei Capigruppo sarà convocata nella stessa giornata di martedì 11 gennaio dalle ore 13 alle ore 14. Alle ore 15 si riunirà la Giunta per il Regolamento. Calendario dei lavori dell'Assemblea Discussione e reiezione di proposta di modifica CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sulle comunicazioni che ha testé reso all'Assemblea anche in ordine alla richiesta approvata dalla Capigruppo di invertire l'ordine del giorno in merito all'esame dei provvedimenti in discussione in Assemblea. Presidente, faccio l'ennesimo appello, che temo, però, cadrà nel vuoto, rispetto al fatto che non è consentito all'opposizione - vorrei dire all'intero Parlamento, ma parlo per la parte di questo Parlamento che rappresento - di esaminare con scienza e coscienza, secondo il principio einaudiano di conoscere per deliberare, i testi che vengono portati alla nostra attenzione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza - per convinzione di tutti, primo dei quali il presidente del Consiglio Draghi - è l'argomento fondamentale dello sviluppo dell'Italia nei prossimi anni. Ebbene, al Senato della Repubblica, all'unica forza di opposizione è chiesto di approvarlo a scatola chiusa, senza leggerlo, senza sapere cosa c'è scritto, senza tentare perlomeno di emendarlo per la parte in cui è emendabile, di migliorarlo. Noi siamo chiamati esattamente a fare questo, presidente Calderoli e colleghi, ma pare che a nessuno più interessi cosa svolge il Senato, a cosa serve il Senato della Repubblica. Lo chiedo a voi: a cosa serve il ruolo che svolgiamo? Perché siamo qui, Presidente? Perché siamo qui, colleghi, se poi oggi, assumendovi una grave responsabilità, imponete al Senato di approvare un Piano dal cui funzionamento dipende il futuro dell'Italia senza avere la possibilità nemmeno di leggerlo? È normale? (Applausi) . È una cosa accettabile? È questa la democrazia dei migliori, Presidente? Provo vergogna per il fatto di non poter rispondere ai miei elettori su quello che oggi voi delibererete in 5 a Commissione. Ricordo a lei, Presidente, che per vostra volontà, per vostro ritardo, per vostra incapacità, il disegno di legge di bilancio è stato approvato ieri alle ore 16 in Commissione bilancio dopo ventiquattr'ore di dibattito, e non per l'ostruzionismo di Fratelli d'Italia, che si è dimostrata ancora una volta opposizione irresponsabile, ma per vostra incapacità, per i vostri ritardi, per l'ostruzionismo che la maggioranza ha fatto alla maggioranza stessa. Avremmo potuto tenervi inchiodati per giorni in quella Commissione semplicemente chiedendo di votare tutti gli emendamenti, compresi i centinaia e migliaia di vostri emendamenti alla manovra, e invece abbiamo deciso, per senso di responsabilità, perché ci teniamo a questa Repubblica e ci teniamo ai conti dello Stato - anche se non li approviamo - di consentire l'approvazione dopo una maratona notturna. La vostra risposta, ancora una volta arrogante e irresponsabile, è quella di dire: cari senatori, il PNRR, il piano da 270 miliardi (o quanti sono), voi non lo potete vedere e non lo potete discutere perché abbiamo già deciso tutto noi; anzi hanno deciso tutto loro: il Consiglio dei ministri o quella parte del Consiglio dei ministri che decide che cos'è il PNRR e il futuro del nostro Paese. E, come nei momenti più bassi della storia delle istituzioni, i senatori sono stati compensati con una pioggia di emendamenti puntuali per finanziare i provvedimenti da 7.000 euro, come neanche nel più sperduto consiglio comunale di campagna. (Applausi) . Questo è il Senato della Repubblica! Se a voi va bene, a noi non va più bene e non intendiamo tacere ancora. È una cosa che non è più tollerabile. Protestiamo con tutte le nostre forze rispetto al fatto che non ci è consentito di fare il nostro dovere di senatori. Signor Presidente, la nostra richiesta, ancora una volta, è quella di discutere di questi argomenti, che voi considerate decisivi e di cui vi riempite la bocca in ogni occasione nei convegni, in televisione nei talk show , dopo Natale - se il 27, il 28, il 29 o il 30 dicembre decidetelo voi e vi ricordo che la Camera è aperta - in modo tale da poter fare un dibattito serio e cercare di confrontarci. Avete deciso che non sarà così e la nostra protesta sarà non partecipare a un dibattito a cui non possiamo dare il nostro apporto per il semplice fatto che voi ci impedite di portare il nostro contributo. Un contributo deve essere motivato, studiato, frutto di riflessioni, di un confronto anche all'interno del nostro Gruppo, ma tutto questo è impossibile e voi lo avete deciso. L'unica opposizione responsabile presente in Parlamento ha il dovere di ricordarlo, per cui noi non parteciperemo a un dibattito finto di un Senato che ha rinunciato a svolgere il proprio ruolo e lo diremo in tutte le occasioni. Il nostro unico intervento sarà sulla questione di fiducia e ci costringerete ancora una volta a votare contro il provvedimento, perché ancora una volta metterete la fiducia anche su questo decreto-legge. Signor Presidente, invito - so che è inutile - i colleghi di maggioranza a ripensarci e a fare un esame di coscienza: domandatevi se quello che ho detto è vero o è falso, se è frutto di partigianeria politica o di un'osservazione oggettiva della realtà politica di questo Paese. Ho concluso e ribadisco la nostra richiesta di calendarizzare l'esame del decreto-legge sul Piano nazionale di ripresa e resilienza dopo Natale. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi invece confermiamo quanto detto in Conferenza dei Capigruppo e quindi il calendario che è stato da lei esposto. Comprendiamo il rammarico e comunque anche il tema che ha posto il Gruppo Fratelli d'Italia, perché - questo lo diciamo più volte al Governo - anche il fatto di aver affrontato PNRR e manovra di bilancio in contemporanea, pur dividendoli tra Camera e Senato, ha penalizzato fortemente il lavoro del Parlamento e ha messo in difficoltà fortemente il lavoro degli stessi uffici della Ragioneria e del Ministero dell'economia e delle finanze (Applausi) ; uffici che non sono stati messi nelle condizioni - così come ci è stato detto - per i tempi troppo stretti, addirittura di lavorare sugli emendamenti che i Gruppi politici avevano concordato. Ci siamo trovati per la prima volta - non è vero, ho detto una bugia perché non è la prima volta - nella condizione di avere degli emendamenti concordati che non sono passati nella legge di bilancio perché non c'era il tempo di lavorarci: è una cosa che davvero non mette il nostro Paese in grandissima luce davanti a tante altre situazioni. Il ringraziamento per lo sforzo di tutto quello che è stato compiuto va fatto, ma si è andati troppo lunghi sul PNRR ed è stato dato poco tempo ai senatori; anzi, ci è stato chiesto di dare gli emendamenti prioritari in tempo utile, salvo poi arrivare all'ultimo minuto e dire che non c'era più il tempo di lavorarci. Quindi, il Governo avrebbe il compito di programmare in modo migliore i provvedimenti importanti che arrivano in Parlamento, per dare la possibilità al Parlamento stesso di fare il Parlamento: questo è l'elemento importante che noi sottolineiamo. Quindi, comprendiamo le rimostranze che il Gruppo Fratelli d'Italia ha messo in evidenza. È altrettanto vero che conosciamo - l'abbiamo detto tutti, Fratelli d'Italia compreso - l'importanza dei fondi che arriveranno dall'Europa; motivo per cui, scadendo il decreto sul PNRR il 5 gennaio, o comunque avendo una scadenza molto vicina, abbiamo la necessità di essere responsabili e andare verso l'approvazione del provvedimento. La Commissione oggi avrà tutto il tempo necessario per esaminarlo e domani mattina possiamo benissimo procedere alla sua approvazione, così come abbiamo fatto per tanti altri provvedimenti, consapevoli - ahimè - che non ci sarà alcuna possibilità - il bicameralismo è finito di fatto, anche se esiste ancora sulla carta, e questo lo diciamo da tempo - di apportare delle modifiche, così come i nostri colleghi della Camera non avranno alcuna opportunità di apportare modifiche al disegno di legge di bilancio sul bilancio. Mi rivolgo ai colleghi di Fratelli d'Italia sul disegno di legge di bilancio: la distribuzione e il lavoro sugli emendamenti hanno comunque soddisfatto anche la vostra parte politica. Questo forse è meglio riconoscerlo. (Applausi) . Sono passati tanti emendamenti, anche dei vostri, altrimenti il vostro atteggiamento in Commissione bilancio non sarebbe stato responsabile com'è stato. (Applausi) . Quindi, il lavoro l'abbiamo fatto tutti e non veniamo qua a dare lezioni ad altri. Questo deve essere chiaro. Sul calendario - mi permetto e concludo - abbiamo accolto l'invito del Governo: il maxiemendamento dovrebbe arrivare intorno alle ore 18 della giornata di domani; c'è poi la Nota di aggiornamento; si deve riunire il Consiglio dei ministri e ci vuole un po' di tempo. Facciamo però il possibile come Governo, nonostante sia programmata la giornata del 24, perché i tempi si stringano e il Parlamento possa arrivare alla votazione della legge di bilancio nella notte tra il 23 e il 24. (Applausi) . BERNINI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, anche noi in questi giorni complicati, in cui in Commissione bilancio si è deciso il testo di questa norma, abbiamo fatto, ovviamente nel nostro ruolo di maggioranza, quello che i colleghi di Fratelli d'Italia stanno facendo ora nel loro ruolo di opposizione. Abbiamo chiesto al Governo quello che sostanzialmente chiediamo dall'inizio di questa legislatura a tutti i Governi che si sono avvicendati in quest'Aula: chiediamo di metterci in condizione di fare la nostra parte, di fare il Parlamento e di non assistere in maniera passiva al passaggio di norme che cambiano l'aspetto del nostro Paese e la vita degli italiani. Ci abbiamo provato e il Governo che è qui sa che ciò che abbiamo discusso durante queste giornate non è stato banale. Abbiamo discusso del metodo, chiedendo che il Governo, anziché riempire il maxiemendamento di contenuti che potevano essere collocati altrove, lo diluisse e rendesse più comprensibile il suo contenuto, per quanto possibile, nel testo della legge di bilancio; abbiamo discusso del merito, tutti, maggioranza e opposizione. Concordo con il collega Romeo nel dire che l'opposizione è stata molto comprensiva e diligente nello svolgere la sua funzione di opposizione costruttiva; un'opposizione che comunque si è confrontata sui contenuti, ha presentato i suoi emendamenti e ha avuto soddisfazione per una parte di essi, come è giusto che sia. Anche l'opposizione rappresenta, infatti, una parte del nostro Paese. Quindi, per quanto ci riguarda, ciò che dice il collega Ciriani non è solo opportuno, ma è anche doveroso. Purtroppo, però, non so se le modifiche che sono state fatte all'interno di questo Emiciclo, sulla struttura, sul numero dei senatori, sul numero dei deputati, sulla struttura dell'organo parlamentare, saranno sufficienti per renderlo più rilevante o forse lo renderanno ancora più irrilevante di quanto non lo sia ora. (Applausi) . È questo, colleghi, che ci dobbiamo domandare. Ciò che è stato fatto in questa legislatura, in questi anni, in queste ore, in questi giorni e sarà fatto nelle prossime ore, colleghi, dipende non dal numero dei parlamentari e dalla loro presenza, ma dalla portanza del Parlamento (Applausi) , da quanto esso è in grado di rendersi significativo nel processo di formazione della legge. È un compito che tutti noi, come maggioranza e opposizione, ci dobbiamo assumere, perché tutti noi dobbiamo rispondere di quello che facciamo qui dentro ai nostri elettori. Ovviamente non mi permetterei mai di dare lezioni ad alcuno. È una constatazione che noi facciamo per la nostra parte. Ma credetemi - il Governo ci è testimone - per noi non è stato facile passare attraverso un processo di discussione ed elaborazione di una legge di bilancio che molto spesso ci ha fatto fare dei sacrifici metodologici e contenutistici. (Applausi) . Abbiamo però fatto la nostra parte, come è doveroso fare in un momento in cui, ancora una volta, non sono finite l'emergenza sanitaria e quella economica, e non è finita, ma anzi si è implementata, l'emergenza sociale. Questa è la nostra posizione, Presidente, e questo il motivo per cui, al netto di ogni ipocrisia, noi di Forza Italia chiediamo, e ci abbiamo pensato, quanto sposterebbe trasferire la discussione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da domani a dopo Natale, posto che comunque il 31 dicembre dovrà essere approvato e posto che tutti noi siamo consapevoli del fatto che non possiamo modificarlo. Questo, però, ritiene e pertiene alla patologia di cui prima parlavo: non la presenza, ma la portanza dell'organo parlamentare. È un problema che prescinde dai numeri e che dovremo affrontare tutti insieme come classe dirigente del Paese. Tutto ciò premesso, per non farla troppo lunga, Presidente, condividendo le perplessità, ma assumendoci tutte le responsabilità, come Forza Italia ha sempre fatto dall'inizio della legislatura, noi chiediamo che venga confermato il calendario deciso in Conferenza dei Capigruppo, pur se a maggioranza. Speriamo che, in occasione della discussione breve, ma che comunque potrà svolgersi e potrà essere importante, del Piano nazionale di ripresa e resilienza di domani, sia presente anche l'opposizione. E chiediamo che la Nota di variazione alla legge di bilancio sia presentata in Assemblea in tempi congrui, per evitare che ciò che è stato affrettato, ciò che ha rappresentato uno strappo, che noi abbiamo in qualche modo rabberciato, non diventi uno strappo ancora più profondo. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Ciriani, di rinviare la discussione del decreto-legge sul PNRR alla giornata del 27 dicembre e a seguire. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2448 LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, nel mio intervento parlerò di agricoltura e lo farò perché nella manovra di bilancio purtroppo se ne è parlato poco, molto poco rispetto a un settore non solo primario per definizione, ma fondamentale per la nostra economia, dove l'agricoltura e l'agroalimentare rappresentano un quarto del nostro PIL. Non se la prenda il ministro Patuanelli, cui vanno tutta la mia stima e simpatia personale, ma non si può sbandierare il fatto che in questo disegno di legge di bilancio le risorse per l'agricoltura siano raddoppiate rispetto alla precedente legge quando, in termini assoluti, su una manovra di quasi 30 miliardi di euro, non si arriva che a poche centinaia di milioni come risorse dirette per il settore. Parlo di risorse dirette: meno forse del 2 per cento. Signor Presidente, non è solo una questione di fredde cifre. Questi numeri dimostrano quanto poco centrale sia l'agricoltura nell'agenda politica di questo Governo, che di fatto dimostra di non credere, perché non investe e non dedica risorse, non dico importanti, ma almeno accettabili a un settore che, in questo periodo di crisi dovuta alla pandemia, ha dimostrato di non arrendersi mai e di garantire il cibo per tutti, compito non facile nell'attuale contesto. (Applausi) . Ma ci sono altri elementi che ci preoccupano, Presidente. Il primo è fondamentale e determinante per la tenuta del settore. Abbiamo l'impressione - e sinceramente ce ne dispiace - che non ci siano una visione, un piano strategico per la nostra agricoltura, ma che si cerchi di mettere sempre una toppa alle troppe emergenze; tante tappe e nessuna visione. Una mancanza di visione - a nostro avviso - si registra anche nella mancanza, ad oggi, di un piano strategico nazionale, da presentare fra pochi giorni alla Commissione europea per l'attuazione della prossima politica agricola comune (PAC). Le Commissioni in Parlamento ad oggi non sanno cosa ci sia scritto in quel documento. Non sappiamo, perché il documento non è passato da queste sedi, quali siano le priorità, gli indirizzi, gli obiettivi, i mezzi. Insomma, non sappiamo, al di là dei contorni, quali siano le azioni cui si vuole spingere la nostra agricoltura. Chiudo la parentesi sulla PAC e non entro nella questione del PNRR, che già è stata ampiamente illustrata dal nostro capogruppo Ciriani. Ci dispiace per alcune polemiche di qualche amico, collega senatore, ma io credo che approvare questo Piano - come è stato detto - invece che domani, la prossima settimana, è vero non avrebbe cambiato nulla nella sostanza, ma avrebbe permesso a tutti noi senatori di avere una prontezza rispetto a quanto vi è scritto. Si parla tanto di transizione ecologica. Sento che i colleghi se ne riempiono molto la bocca, signor Presidente. I leader europei lanciano slogan che sicuramente colpiscono l'immaginario collettivo: 3 miliardi di alberi da piantare da oggi al 2030. Siamo già in ritardo, perché ad oggi non se ne è piantato, di fatto, nemmeno uno. Ma, se proviamo a fare un conto veloce, significa piantare 300 milioni di alberi l'anno, un milione di alberi al giorno. Ma ci rendiamo conto? Vi rendete conto, colleghi senatori, di cosa stiamo parlando? Ma ammesso - e non concesso - che sia anche possibile, mi chiedo - e lo chiedo al Governo - se esiste un piano di piantumazione nel nostro Paese. Ma soprattutto, chi produce questi alberi e quanti se ne possono produrre? Non lo sappiamo, perché non c'è alcuna strategia. Oltre a non investire sul verde, il problema è che non si fa niente sul piano legislativo per aiutare il settore. Nello specifico del disegno di legge di bilancio, come Fratelli d'Italia abbiamo proposto la riformulazione del bonus verde, ma siamo rimasti inascoltati. Non solo: la legge sul florovivaismo, approvata alla Camera ed esaminata in Commissione agricoltura, è bloccata in Commissione bilancio dai primi giorni di agosto. Mi spiego: siamo in piena transizione ecologica e la legge sul settore vivaistico è bloccata da mesi, dalla Ragioneria dello Stato, che ha espresso un parere negativo su un testo già approvato da un ramo del Parlamento, impedendoci, di fatto, di votare tutti quegli emendamenti che sicuramente avrebbero migliorato il testo. Insomma, abbiamo bisogno di piante e blocchiamo una legge per dare certezze a chi le produce. Rimaniamo sempre sul tema ambientale, Presidente: stiamo attraversando una vera e propria emergenza relativa alla fauna selvatica, che sta mettendo a serio rischio l'equilibrio faunistico e ambientale. È soprattutto un fenomeno che sta mettendo in ginocchio molti agricoltori e allevatori. Potrei parlare per ore, descrivendo la moltitudine di fauna selvatica che danneggia l'agricoltura, ma è chiaro che il più eclatante è il fenomeno del sovraffollamento dei cinghiali, che ormai arrivano a passeggiare tranquillamente nelle strade delle città. Ma non possiamo scherzarci sopra, perché sono un pericolo e una minaccia per la sicurezza stradale. Ormai gli incidenti sono migliaia, di cui purtroppo alcuni mortali. (Applausi) . Per fortuna, non si è ancora verificato un caso di attacco alle persone. I cinghiali sono un pericolo per l'ambiente, ma soprattutto un pericolo sanitario. Questi animali trasmettono la peste suina africana e la sua eventuale propagazione nel Paese equivarrebbe alla fine della suinicoltura e della produzione di insaccati, una delle nostre produzioni di eccellenza. Cosa si fa con questa manovra finanziaria? Si stanziano risorse per la sterilizzazione, invece di predisporre risorse per un serio piano nazionale straordinario di abbattimenti, al fine di portare quegli animali a un numero sostenibile, per poi mettere in campo tutte le azioni necessarie per il contenimento, compresa la modifica della legge 11 febbraio 1992, n. 157, ormai vecchia di quasi trent'anni e non più idonea ad affrontare le situazioni odierne. Non si mettono risorse per compensare gli agricoltori da questi danni. Mi sia consentita un'ulteriore considerazione sempre legate alla Ragioneria generale dello Stato. Credo che occorra ripristinare il primato della politica sulla burocrazia e sugli apparati. A parte il caso della legge sul florovivaismo, mi si vuole spiegare perché, quando c'è un provvedimento che funziona (penso all'agricoltura 4.0), deve scendere in campo la contabilità per depotenziarlo solo perché drena risorse? Se crea sviluppo, economia e occupazione va mantenuto e - anzi - potenziato. Purtroppo, però, siamo in uno strano Paese: se qualcosa funziona, meglio abolirlo o modificarlo per renderlo meno appetibile. Signor Presidente, all'inizio del mio intervento ho detto che in questa manovra di bilancio si parla poco di agricoltura, tanto che come Gruppo abbiamo presentato circa 80 emendamenti specifici sul tema, tutti orientati a colmare le lacune che erano apparse a una prima analisi del provvedimento. Mancava un sostegno al comparto della birra, da supportare con adeguate risorse e una maggiore semplificazione normativa, soprattutto per agevolare il settore della birra artigianale. Per fortuna, con gli opportuni emendamenti abbiamo in parte risolto la questione. Abbiamo proposto una proroga dell'entrata in vigore del registro di carico e scarico dei cereali, per rendere più facile e comprensibile le relative procedure per aiutare la filiera in questo difficile momento. Peccato aver trovato un muro da parte del Governo. Abbiamo trovato un muro analogo anche sulla proposta di agevolare le cessioni agricole all'interno dei contratti di rete. Siamo stati inascoltati. Manca un sostegno ai produttori ortofrutticoli e non sono previste risorse per compensare i danni da fauna selvatica, di cui ho già detto. Ne approfitto, però, per ricordare a quest'Assemblea e a lei, signor Presidente, che esiste una relazione finale su un atto assegnato, votato in Commissione agricoltura e produzione agroalimentare, senza alcun voto contrario, ma che non riusciamo a portare all'attenzione dell'Assemblea a causa dell'ostruzionismo di alcune forze politiche di maggioranza. Nessuna risorsa è stata prevista per la gestione delle risorse idriche, che diventano fondamentali in questo sistema climatico sempre più imprevedibile. Poche risorse sono state previste per interventi finalizzati al contrasto della xylella che, a causa di una pessima gestione della crisi da parte dell'amministrazione regionale della Puglia, sta distruggendo un intero comparto e territorio. Il sistema climatico può mettere in crisi molte produzioni e far perdere la qualifica di produttore agricolo a causa della perdita della prevalenza della produzione. Per fortuna, almeno in questo, il Governo ci ha voluto ascoltare. Allo stesso modo, ha ascoltato l'appello legato alla rinegoziazione del debito. Meno male che in alcuni casi - pochi, purtroppo - il Governo non si è arroccato su posizioni pregiudiziali. Abbiamo cercato di compensare la totale mancanza di misure per il comparto della pesca, messo sotto stress da una normativa europea sempre più stringente e dalla mancanza di strategia per tutelare i nostri pescatori e, automaticamente, i nostri mari dall'assalto selvaggio di flotte e pescherecci di altri Paesi che certamente poco rispettano le regole imposte ai nostri pescatori. Niente: ci dispiace molto. Potrei aggiungere molte altre cose, ma concludo. Colleghi, analizzando tutto ciò che è stato approvato in Commissione, sembra di aver approvato più una vecchia legge mancia, che una legge di bilancio. Ciò a dimostrazione di come, per tenere in piedi una maggioranza così eterogenea e frastagliata, ci sia bisogno di una mediazione al ribasso e di cercare di accontentare tutti, il che non fa certo bene alla Nazione. Soprattutto, però ritengo - e lo ribadisco - che l'agricoltura ha bisogno di una visione che, da questa legge di bilancio, certamente non appare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, colleghe e colleghi, chiedo un po' di attenzione perché credo di dover dire delle cose abbastanza importanti. Mi dispiace che l'Assemblea non sia rappresentata al massimo, perché parlerò delle prerogative del Parlamento e del ruolo dei singoli parlamentari, approfittando della discussione del disegno di legge di bilancio, sul quale ho poco o quasi nulla da dire. Nelle condizioni date, infatti, aver affrontato l'argomento dell'Irpef, dell'IRAP, della TOSAP, del superbonus, della proroga delle cartelle esattoriali, del reddito di cittadinanza così come modificato, della magistratura onoraria credo che sia un passo importante per cercare di trainare definitivamente il Paese fuori dalle secche. Si poteva fare di più, si poteva fare di meglio; sicuramente il Parlamento avrebbe potuto incidere maggiormente, ma abbiamo fatto ancora una volta prevalere gli interessi del Paese a quelli territoriali e dei singoli partiti. In questa sede desidero, però, segnalare un antipatico episodio che si reitera da parte del Governo nei confronti del singolo parlamentare. Nel decreto-legge sostegni fu approvata una norma che modificò temporaneamente, quindi non a sistema, la legge sugli appalti, consentendo agli imprenditori morosi con il fisco non soltanto di partecipare alle gare (mentre la legge sugli appalti ne prevedeva e ne prevede la esclusione), ma addirittura la sospensione delle procedure esecutive. Da quel momento il sottoscritto ha cercato di introdurre in tutti i provvedimenti che si sono succeduti una norma priva di copertura finanziaria e che non era in contrasto con il sistema, una norma conseguenziale a quella modifica che era stata fatta nel decreto-legge sostegni. Quell'emendamento affermava che, se è vero che gli imprenditori morosi non soltanto vedevano sospese le procedure ma potevano partecipare alle gare di appalto, a maggior ragione l'avrebbero potuto fare coloro che invece durante le gare avevano addirittura estinto il loro debito. Questo emendamento nei vari provvedimenti ha trovato sempre un'opposizione, e non per motivazioni politiche - io l'avrei capito - ma per motivazioni tecniche da parte di funzionari, capi dell'ufficio legislativo, consulenti e non so chi altri dei Ministeri, che hanno accampato motivazioni inconsistenti, ingiustificate, irrazionali. E si è arrivati, signora Sottosegretaria, alla discussione del decreto-legge fiscale, in cui il Sottosegretario che rappresentava il Governo, in una infuocata discussione - non so quanti colleghi erano presenti nelle Commissioni riunite 6 a e 11 a - mentre rischiava di andare in minoranza su questo emendamento, propose l'approvazione di un ordine del giorno. Sapendo che in quel momento il Governo sarebbe stato messo in minoranza e che sarebbe stata una cosa sacrosanta, perché sarebbe stata una risposta non al Governo politico ma ai suoi consulenti tecnici esterni, per senso di responsabilità accettammo di trasformare quell'emendamento in un ordine del giorno. Normalmente gli ordini del giorno vengono accolti con la formula «a valutare l'opportunità di», ma quello è stato accolto senza condizioni. Dopodiché nella discussione sul disegno di legge di bilancio è stato presentato l'emendamento 13.0.61 - non so se il Sottosegretario se lo vuole appuntare, perché siete ancora in tempo per riparare a questa ingiustizia e irragionevolezza - che riprendeva esattamente l'ordine del giorno sul quale il Governo aveva espresso parere favorevole. Si è trattato, quindi, non soltanto di un atteggiamento ostruzionistico, ma anche di una mancanza di lealtà nei confronti dei parlamentari. Su questo emendamento ancora una volta si sono inseriti i soliti noti, che hanno espresso un infondato parere. Io vi prego di valutarlo. Leggo delle dichiarazioni sibilline del presidente Draghi. Lui dice che pensa al presente e non al futuro e dice anche che il Governo andrà avanti senza di lui. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12) ( Segue VITALI). Io chiedo formalmente al presidente Draghi, in virtù del mandato popolare che ho ricevuto e in virtù di quell'impegno che ho sottoscritto nel febbraio del 2021, sostenendo questo Governo, se è cambiato qualche cosa rispetto alle prospettive che si era dato. Chiedo, cioè, se ha intenzione di continuare a portare avanti il Paese verso l'uscita dal tunnel o se, invece, in presenza del mancato raggiungimento di un'aspettativa, seppur legittima, possa cambiare il suo atteggiamento. Se è così, infatti, da oggi mi sento libero e prenderò le mie determinazioni. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vi dico una mia convinzione molto forte. Bisognerebbe cambiare il nome a questo disegno di legge di bilancio. Dovreste ripristinare il nome di "legge mancia". Chi è in queste aule, sia al Senato che alla Camera, sa bene che cos'era la legge mancia in Commissione bilancio. Di fatto, da qualche anno, voi avete riportato in vita questa legge. Basta leggere alcuni giornali, che sono più volgari di me nell'usare determinati termini e che la chiamano legge marchetta. Questo perché, praticamente, molti senatori hanno portato a casa dei micro emendamenti: qualcosa che non si era mai visto. Veramente, voi, che siete il Governo dei migliori, siete per noi il Governo dei migliori a cambiare ciò che servirebbe agli italiani in favore del territorio con queste micro spese, che naturalmente possono portare consenso sul territorio. Noi credevamo di averle viste già tutte, invece ci mancava la legge mancia. È proprio una vagonata di micronorme. Non le leggerò, anche perché non so quanti di voi abbiano letto veramente, visti anche i tempi molto compressi, le norme che sono contenute in questo disegno di legge. Vi troviamo, però, finanziamenti financo da 7.000 euro. E poi sentiamo i rappresentanti del Governo che si riempiono la bocca con la manovra espansiva. Colleghi, il linguaggio è una convenzione. Le parole hanno un peso. Voi usate l'espressione manovra espansiva: intanto, vorrei fare una precisazione. Se si potesse parlare, al netto delle marchette, di manovra espansiva, questo Governo non avrebbe nessun merito. La manovra espansiva è determinata dal PNRR, quindi dalla montagna di soldi che arriveranno. Peraltro, come ha detto molto bene il nostro capogruppo, senatore Ciriani, anche questo aspetto è vergognoso. Quando la sera andate a dormire e vi guardate allo specchio, lavandovi i denti, io non so come non vi vergogniate del fatto che, su una delle principali questioni per gli italiani, per la montagna di soldi che arriveranno, voi non date nessun tempo di leggere e di approfondire. Ma non mi dilungo su questo, perché il capogruppo Ciriani è stato molto efficace nel suo intervento. Quindi, il merito della manovra espansiva, lo ripeto, non appartiene a voi. Il merito è, da una parte, del PNRR, sempre sperando che i soldi che arriveranno siate in grado di spenderli, e, dall'altra parte, della sospensione del Patto di stabilità. Pertanto, non arrogatevi davanti agli italiani dei meriti, che non sono vostri. Vorrei ora ragionare su due questioni: da una parte, il metodo e, dall'altra parte, il merito. Sul metodo, siete riusciti a fare peggio di qualsiasi Governo. Questa legge di bilancio arriva nettamente in ritardo al Senato, ma soprattutto è stata bloccata per più di un mese in Commissione bilancio. Voglio essere chiara perché non vorrei mai che gli italiani pensassero che la colpa del ritardo di questa approvazione sia dato all'opposizione. No, non è così. La colpa è interamente della maggioranza che sostiene il Governo, una maggioranza che, quando sta a Palazzo Chigi, è maggioranza, mentre quando viene in Senato o va alla Camera è opposizione e lo ha dimostrato miliardi di volte. Avete tenuto bloccata la legge di bilancio perché ognuno aveva una bandierina da portare a casa, al netto degli interessi degli italiani. Questo è il motivo del ritardo; questo è il motivo per il quale siamo ancora qua oggi ad aspettare. Certamente noi non avremmo votato la fiducia. Una volta c'era vergogna se veniva posta la questione di fiducia sul disegno di legge di bilancio, perché giustamente la si considerava una delle leggi più importanti da approvare. Oggi voi quella vergogna non l'avete assolutamente, non la provate, per cui ci sarà l'ennesima fiducia, sulla legge di bilancio e sul provvedimento per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Tutto questo, cari colleghi, va a discapito degli italiani. Avremmo avuto una grande occasione con questo disegno di legge di bilancio. Fratelli d'Italia, come opposizione patriottica e responsabile, ha fatto di tutto per poter migliorare il provvedimento, ma naturalmente la maggior parte degli emendamenti che noi abbiamo presentato sono stati respinti e non per una questione di merito e vi faccio un esempio. Grazie a Fratelli d'Italia, finalmente ci sarà l'aerazione meccanica controllata nelle scuole. Tutti i giorni si parla della tragedia del Covid-19. Presumiamo - queste almeno sono le notizie di stampa - che domani o dopodomani ci sarà un'altra stretta del Governo anche per coloro che come me, la maggioranza degli italiani, hanno fatto la terza dose di vaccino: probabilmente scopriremo tra ventiquattro ore che anche chi ha fatto la terza dose di vaccino dovrà farsi il tampone, il contrario di quello che avevate detto poche settimane fa, cioè che i tamponi non erano utili. Sappiamo, non perché lo dice Fratelli d'Italia, ma perché lo dice tutta la comunità scientifica, che i maggiori cluster sono nelle scuole e sul trasporto pubblico. Allora, anziché continuare a dire no, che è molto più facile che lavorare e trovare delle soluzioni, voi continuate su quella strada. Grazie a Dio, una cosa vera per combattere il contagio l'avete messa nella vostra legge mancia perché Fratelli d'Italia ha insistito, perché abbiamo visto che il nostro governatore delle Marche ha avuto grandi risultati con l'aerazione meccanica controllata. Questo è per dire che non siamo qua a fare un bieco ostruzionismo perché vogliamo essere contro. No, noi vorremmo essere a favore dell'Italia e degli italiani; vorremmo essere a favore di tutte le leggi che vengono fatte e che migliorano la qualità della vita delle persone, delle aziende e dei lavoratori, ma per voi forse è un discorso troppo complicato. Lasciatemi dire che non bisognava certamente scomodare una persona autorevole e di chiara fama come il presidente Draghi per fare una legge di bilancio così modesta, una legge di bilancio che non ha visione, che fa perdere una grande occasione agli italiani per consolidare questa ripresa, perché non dimentichiamo che il 9 per cento del nostro prodotto interno lordo è stato lasciato sul campo, con morti e feriti, che sono aziende e lavoratori. Avete perso un'occasione, ripeto, perché questo è un disegno di legge di bilancio di cui è ben chiaro il significato a chi, come me, è un po' avvezza e da anni siede nelle Aule parlamentari. È una legge di bilancio elettorale, una legge di bilancio che non deve scontentare nessuno, che deve lasciare tutti egoisticamente - non parlo di tutti gli italiani, ma di tutti i senatori e i deputati - certi di poter fare un'ottima campagna elettorale. Auguri a questo Governo e a questa maggioranza. Noi siamo diversi e ne siamo orgogliosi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. *VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, questa legge di bilancio è la seconda dall'inizio della pandemia e, se quella dello scorso anno aveva a che fare soprattutto con l'urgenza di tamponare la crisi, questa deve avere l'ambizione di introdurre riforme strategiche di cambiamento, che siano collegate al grande piano europeo Next generation EU, che abbiamo fortemente voluto, e alle priorità del nostro Piano nazionale di ripresa e di resilienza. La pandemia ci ha colpito in maniera così forte perché la nostra era ed è ancora una società troppo fragile e troppo divisa da ingiustizie e diseguaglianze. Abbiamo bisogno di riforme, non fini a se stesse, ma che raccolgano le istanze sociali, che correggano le storture che la pandemia ha mostrato impietosamente. Storture che sono un fatto politico, a cui dobbiamo dare una risposta politica, cambiando le cose rispetto a come erano prima, costruendo un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la persona e il lavoro proprio nel momento in cui la rivoluzione delle tecnologie, degli algoritmi, dell'intelligenza artificiale reclama l'esigenza di un ruolo più forte della politica per dare voce a chi è invisibile o a chi si percepisce come invisibile. Ci sono, infatti, lavori e ci sono vite intere che per le nostre leggi è come se non esistessero. Uno di questi è il lavoro creativo e culturale delle arti performative e dello spettacolo. La pandemia ha colpito più duramente su questo terreno perché questo mondo, così complesso e frammentato, non solo è stato chiuso per un tempo molto lungo, ma perché è anche più esposto, più fragile e più ingiusto. Un mondo, che non appena è riemerso dal lockdown , è sceso in piazza. Nelle tante manifestazioni c'erano cartelli con su scritto: «siamo invisibili, ma indispensabili». Noi abbiamo ascoltato questo mondo in questi mesi e con loro abbiamo scritto disegni di legge che stanno andando avanti. Eppure intorno a noi continua a essere un momento non solo difficile, ma per tantissimi drammatico con il rischio di perdere intere generazioni di artisti e di tecnici. Li cito insieme perché è un unico mondo, un'unica filiera. C'è una dispersione professionale che costa moltissimo al nostro Paese, perché cultura e spettacolo sono la rappresentazione dell'Italia nel mondo e sono allo stesso tempo un formidabile moltiplicatore di sviluppo, crescita economica e occupazionale, idee, futuro, legami e coesione sociale. Sono una delle forme vitali e indispensabili della nostra democrazia; è l'Italia, amata e riconosciuta nel mondo per le sue arti. Eppure tutto ciò ha un prezzo alto e spesso inaccettabile, perché poggia sul vuoto del mancato riconoscimento professionale di questi lavori. È per questo che chiediamo di introdurre finalmente in Italia uno statuto sociale dei lavori delle arti performative e creative che riconosca a tutti tutele in caso di malattia e di maternità, che riconosca assicurazioni, previdenza e la possibilità di crescere la possibilità per il lavoro creativo di diventare impresa culturale e creativa, con dei sostegni specifici. L'emergenza non finirà finché non avremo cambiato un sistema che oggi è ingiusto. L'emergenza c'era già prima della pandemia, ma si faceva finta di non vederla. Per far cessare l'emergenza non bastano misure tampone, misure una tantum , che pure sono importanti nell'immediato, ma che rischiano di essere un sostegno conservativo che alla fine avvantaggia chi è già più forte. Serve, invece, una riforma strutturale che innanzitutto riconosca tutte le professioni (in un mondo che sta cambiando continuamente per le innovazioni digitali e in cui si affermano nuovi lavori e nuove tipologie) per fare in modo che nessuno rimanga fuori da un sistema universale di tutele. E per farlo la prima urgenza è riconoscere finalmente il carattere discontinuo del lavoro creativo; discontinuo perché l'arte e la tecnica artistica, per compiersi, hanno bisogno di un tempo di studio, di ricerca, di azione, di preparazione, di aggiornamento professionale. Questo tempo preparatorio è un lavoro, va riconosciuto come lavoro e va remunerato. Oggi, in questa legge di bilancio c'è un primo passo, un fondo di 70 milioni di euro; è un primo passo, anche se non ancora sufficiente, perché servono e serviranno molte più risorse. Però è un primo riconoscimento delle istanze di questi mesi e noi proveremo a indirizzarlo subito, già nella discussione della legge delega (che è in corso), verso la creazione di una vera e propria indennità di discontinuità che sia strutturale e che sia perno per misure universali di welfare per tutte le tipologie contrattuali, sia autonome che subordinate, che sia perno per riconoscere finalmente a tutti i lavoratori del settore creativo la possibilità di avere un trattamento pensionistico. Oggi per un lavoratore dello spettacolo è difficilissimo raggiungere i requisiti per il diritto alla pensione, a causa di un effetto distorsivo e di norme capestro, per cui accade che il fondo dei lavoratori dello spettacolo presso l'INPS abbia un avanzo patrimoniale di 5 miliardi e 400 milioni. Noi diciamo: utilizziamo! Perché sono risorse frutto dei contributi dei lavoratori dello spettacolo e delle arti performative; queste risorse vanno redistribuite ai lavoratori dello spettacolo in termini di misure di welfare universali. Noi pensiamo che intorno al riconoscimento del lavoro, che è la prima riforma e che deve essere il centro di questa nuova progettualità, altri tasselli poi debbano marciare insieme. Per questo deve affiancarsi la legge che abbiamo proposto a sostegno delle imprese, dei luoghi e degli spazi della cultura e dello spettacolo. Pensiamo ai live club , ai piccoli teatri di prossimità e di quartiere, ai centri culturali; c'è anche qui il riconoscimento di un sistema imprenditoriale e produttivo, ma insieme il riconoscimento di una rete di comunità e di presidio sociale che cambia vite e che tiene in piedi quartieri e città. Questa, Presidente, è una sfida tutta politica; non è una vertenza di categoria, ma è una sfida decisiva per l'intero sistema Paese, se è vero (ed è vero) che il mondo nuovo che vogliamo costruire dopo la pandemia dovrà essere quello in cui crescita e inclusione non sono più distinte, ma stanno insieme, perché non potrà esserci ripresa economica senza una visione politica, non potrà esserci protezione senza emancipazione. Questo lo dobbiamo in particolare alle nuove generazioni e a chi di più sta pagando questa crisi. Per fare in modo che mai più nessuno si senta e sia invisibile. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, vorrei innanzitutto ringraziare tutti coloro che in questi ultimi giorni e in queste ultime notti hanno lavorato senza sosta per portare a termine l'esame degli emendamenti al disegno di legge di bilancio: gli uffici dei Ministeri, che hanno lavorato ai pareri e alle riformulazioni, anche se non sempre ci sono piaciute, anche se qualche emendamento, come quello a prima firma del collega senatore Floris sui lavoratori di Air Italy, ha avuto parere contrario (questa non è stata una bella notizia), anche se sulla rottamazione- ter e sulle rate scadute e non pagate il 14 dicembre non è stato fatto nulla, nonostante gli ordini del giorno presentati al decreto fiscale e nonostante tanti contribuenti non siano riusciti ad adempiere nei termini. Ringrazio i colleghi della Commissione bilancio, il presidente Pesco, i relatori, i Capigruppo e tutti i membri del Governo che hanno partecipato alle sedute. Sì, è vero, sono stati approvati diversi emendamenti localistici, settoriali, talvolta definiti in altro modo, spesso denigratorio, ma non sono tutti emendamenti da denigrare, né da sminuire nella loro importanza. Spesso, dietro un emendamento territoriale o settoriale c'è il lavoro di tanti uomini e di tante donne, quindi la vita di tante famiglie. Tutti sappiamo che è importante salvare anche una sola vita. Penso all'emendamento sui lavoratori portuali, alla proroga dell'indennità di mancato avviamento per i lavoratori dei porti di Taranto e di Gioia Tauro. Penso soprattutto al via libera alla costituzione dell'agenzia per il lavoro portuale per i lavoratori del porto canale di Cagliari: un grande risultato per cui ringrazio i colleghi sardi che hanno firmato con me l'emendamento o che hanno presentato emendamenti analoghi. Ringrazio la vice ministra Alessandra Todde per il lavoro svolto a monte. Sicuramente le famiglie di questi lavoratori trascorreranno un Natale meno triste e con un po' di speranza in più. Non ci sono solo piccoli emendamenti settoriali, ma anche grandi temi: l'avvio della riforma fiscale, con la riscrittura delle aliquote Irpef e l'abolizione dell'IRAP per le persone fisiche titolari di partita IVA. Quest'ultima è una conquista enorme voluta dal Parlamento, in particolare dalle Commissioni finanze di Camera e Senato, voluta dal MoVimento 5 Stelle. La riscrittura delle aliquote Irpef ha determinato una riduzione dell'Irpef soprattutto per quei contribuenti che vengono definiti ceto medio, ma che ceto medio non sono. I maggiori benefici in termini percentuali sono rivolti assolutamente alle classi di reddito più basse; i maggiori benefici in termini assoluti a chi prende uno stipendio attorno ai 2.000 euro mensili: lavoratori dipendenti, quella categoria che costituisce il 38 per cento dei contribuenti, ma che paga oltre il 50 per cento dell'Irpef complessiva e che non ha mai ricevuto benefici degni di nota in termini di riduzione dell'Irpef. Chi guadagna 2.000 euro al mese è sicuramente più fortunato di chi ne guadagna 1.800, ma non è ricco, soprattutto se ha famiglia, figli e mutuo: in questi casi, ahimè, si avvicina molto alla povertà. L'intervento che è entrato nel disegno di legge di bilancio va visto come una prosecuzione del taglio del cuneo fiscale che abbiamo introdotto nel 2020 e che prevede un bonus , un trattamento integrativo di 1.200 euro annuali, 100 euro mensili in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito fino a 28.000 e che dopo i 28.000 decresce fino a 40.000. Quindi, in realtà abbiamo pensato a tutti. Poi, Presidente, c'è il superbonus. Non voglio ripetere quello che hanno già detto i colleghi; questo è il più grande risultato che abbiamo ottenuto: salvare il superbonus per le case singole, eliminare la soglia ISEE di 25.000 euro (Applausi) . Una proposta - quella scritta nel testo iniziale del Governo - che sarebbe stata discriminatoria e inaccettabile perché sarebbe andata a discapito soprattutto di chi vive nei piccoli Comuni dove la casa singola non è una villetta, come ci è stato raccontato in questi ultimi mesi, ma semplicemente una casa, è la casa. Vorrei dire un'altra cosa: il superbonus non è solo una misura straordinaria, non è solo una bandierina; non è solo una vera e propria politica economica, sociale ed ambientale che, nonostante tutti i tentativi di frenarla e di depotenziarla, nonostante le difficoltà iniziali, ci ha già permesso di raggiungere risultati enormi in termini di risparmio energetico, come è stato recentemente certificato dal CRESME. Il superbonus è qualcosa di più. Una delle caratteristiche dell'Italia è sicuramente il fatto che oltre l'80 per cento dei cittadini possiede una casa di proprietà, vive nella sua casa di proprietà. Questo è un elemento che sicuramente ci ha permesso di superare con minore apprensione le gravi crisi che abbiamo attraversato negli ultimi anni; sicuramente ci ha consentito sempre di essere più indipendenti e meno ricattabili rispetto a queste grandi crisi, rispetto agli attori delle stesse. Una misura come il superbonus ci renderebbe meno ricattabili anche rispetto alla crisi che ci attende in termini di approvvigionamento energetico e di costo dell'energia. Tuttavia, ci viene trasmesso, in maniera più o meno velata, il messaggio secondo cui avere le case di proprietà sarebbe un elemento in qualche modo negativo, da correggere e in ogni caso da punire. Ebbene, vorrei dire ai colleghi, al Governo e soprattutto all'Europa che avere una casa di proprietà e tenere alla propria casa non è una colpa o un peccato, ma è un gesto d'amore non solo per noi stessi, ma anche per la nostra famiglia, per le nostre compagne, per i nostri compagni, per i nostri figli; è il più grande gesto d'amore perché esprime tutta la premura e tutto l'interesse che abbiamo per il loro futuro. Quando rendiamo la casa ancora più bella, anche più calda, più protetta, più efficiente, non lo facciamo pensando soltanto all'aspetto economico, pur importante, ma pensando che in quella casa ci vivono e ci vivranno i nostri figli e vogliamo che ci vivano bene. Come dicevo, il superbonus non è soltanto un'agevolazione o una formidabile politica economica sociale e ambientale, ma è il nostro più grande gesto d'amore verso gli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, vorrei iniziare con un ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione bilancio, al Presidente, ai relatori e ai tecnici che hanno supportato i colleghi nel complesso lavoro di elaborazione degli emendamenti e della loro votazione. Siamo di fronte ad una legge di bilancio espansiva, che taglia otto miliardi tra Irpef, IRAP e taglio del cuneo fiscale; una manovra che dà e non toglie, senza tagli alla spesa pubblica. Si tratta di una legge di bilancio nella quale il Partito Democratico si riconosce pienamente, ricca di misure che rispecchiano ed interpretano l'impegno di un'importante forza politica riformista e progressista di centrosinistra. Le misure proposte, sono state sostenute nelle fasi di elaborazione, approvazione ed emendazione a livello di Commissione. C'è un rafforzamento delle misure previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, con più investimenti e una particolare attenzione ai temi della transizione energetica. Sulla scuola abbiamo risorse per un dimensionamento scolastico triennale, per la stabilizzazione dei docenti e per il personale ATA, oltre che per le scuole paritarie: misure che ci stanno molto a cuore e sulle quali ci siamo impegnati. Ci sono misure importanti che riguardano i giovani, con norme e risorse per il contrasto al bullismo, per combattere il disagio psicologico, ma soprattutto interventi che riguardano il potenziamento dell'apprendistato, con un freno agli stage non retribuiti e quindi un percorso di stabilizzazione del lavoro e di valorizzazione delle competenze dei giovani. Oltre a questa, legata più direttamente ai giovani, c'è anche la misura sull'APE sociale, con una riduzione a trentadue anni, rispetto ai trentasei, per il pensionamento di chi svolge lavori usuranti, come edili e ceramisti. Grazie a un nostro emendamento, c'è un potenziamento del Fondo per la non autosufficienza, e poi ancora misure che riguardano le donne con finanziamenti per i centri antiviolenza e misure specifiche per gli uomini maltrattanti. Si è data attenzione in questo disegno di legge di bilancio anche ai sindaci: è stata recepita una delle nostre proposte che era in discussione in Commissione affari costituzionali, che ha disposto l'aumento delle indennità dei sindaci al fine di ridare dignità e riconoscere l'importante ruolo che i primi cittadini svolgono all'interno delle nostre comunità. Ci sarebbe piaciuto che venisse approvata anche la norma che riguardava l'adeguamento corrispondente delle indennità dei consiglieri comunali, soprattutto nelle grandi città, perché si tratta di una funzione importante che merita un riconoscimento di ruolo anche dal punto di vista economico. Cito inoltre i contributi pensionistici per i giovanissimi sindaci, che quando iniziano a ricoprire tale carica spesso devono abbandonare il lavoro, soprattutto se non hanno un'occupazione stabile, e si vedono privati della contribuzione pensionistica. Ci sarà modo anche in Commissione di proseguire questo lavoro che ci sta a cuore. C'è una copertura per quanto riguarda la TOSAP per i Comuni: ancora tre mesi gratuiti per l'occupazione di suolo pubblico per ambulanti e dehor . Vi è poi la grande misura del superbonus, con il prolungamento al 20 giugno prossimo anche per le case unifamiliari e per le seconde case, pur con stato avanzamento lavori almeno al 30 per cento, ed anche per le abitazioni servite da teleriscaldamento; vi è un prolungamento anche per ONLUS e RSA. Poi, ancora, vi sono le misure sul sismabonus. Direi che è un disegno di legge di bilancio che ci piace e ha saputo ricomprendere molte delle misure che stavano a cuore al Partito Democratico. Una nota però sul metodo: ieri il relatore Errani ha opportunamente affermato che qualcosa è diventato patologico e pone un problema significativo di funzionamento della politica rispetto a come si è giunti all'approvazione in Commissione del disegno di legge di bilancio e alle difficoltà che ci sono state nel coordinamento di tutti i lavori. Credo che il tema sia davvero la politica; il sistema è inceppato e questa modalità di funzionamento, che ormai è diventato un monocameralismo alternato perfetto, è di fatto una modifica della Costituzione materiale del Paese. La politica deve avere la capacità di affrontare la questione, non possiamo andare avanti in questo modo. Vi è la necessità di interrogarsi e di porre all'ordine del giorno una reale riforma costituzionale, che modifichi sostanzialmente le nostre modalità operative. C'è la necessità di rivedere anche le regole di funzionamento parlamentare e i nostri Regolamenti, perché la presentazione di 6.200 emendamenti, quando il disegno di bilancio arriva già con un mese di ritardo, crea un ulteriore inceppamento del nostro meccanismo e non aiuta certo ad accelerare. Infine, vi è una questione di forma: con tutto quello che ho detto prima e le difficoltà di metodo che abbiamo avuto, la presenza del ministro Franco oggi forse sarebbe stata opportuna. Ho grande stima della sottosegretaria Cecilia Guerra, ma la presenza del Ministro dell'economia quest'oggi sarebbe stata un segnale decisamente migliore rispetto al lavoro che abbiamo condotto tutti insieme. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, desidero anticipare un ragionamento, che farò poi anche in dichiarazione di voto, perché questo disegno di legge di bilancio è particolarmente importante per tre aspetti: il primo è il fronte delle transizioni, il secondo è il fronte delle riforme, il terzo è il fronte dell'equità. Sul fronte delle transizioni, questa legge di bilancio si pone esattamente al fianco del Piano nazionale di ripresa e resilienza, alimentando con risorse e norme quelle transazioni digitali, ecologiche, ma soprattutto sociali in cui ci siamo impegnati e che vede il nostro orizzonte di azione molto ravvicinato, al 2026. È un disegno di legge di bilancio importante per la sua portata: 23 miliardi su 30 sono alimentati dal deficit e non è quasi mai successo. Sapevamo che con le clausole di salvaguardia il Parlamento e il Governo avevano 5 o 6 miliardi da utilizzare per rinnovare il Paese; invece, questo disegno di legge di bilancio utilizza uno spazio enorme, 23 miliardi, per rinnovare il Paese. Lo fa con coraggio, come sul fronte della riforma fiscale: è un primo passo nella riforma fiscale. In questo disegno di legge di bilancio si affronta il tema dell'Irpef, risolvendo quel problema storico, annoso, noto a tutti i tecnici del settore, che riguardava l'applicazione e i salti di scaglione, rendendo più equa la tassazione, alleggerendola moltissimo sui redditi medi e bassi. Lo fa anche facendo un primo passo per risolvere quell'imposta particolarmente iniqua che è sempre stata l'IRAP, abolendola per tutte le persone fisiche che non si vedranno più gravate da un'imposta ingiusta, ma soprattutto si vedranno totalmente escluse da ogni tipo di adempimento. Il secondo fronte affrontato questi 23 miliardi è quello dello sviluppo economico e della transizione energetica. Ci sono misure molto importanti, sicuramente la più importante è quella dei bonus edilizi. Li abbiamo prorogati, abbiamo reso le norme fruibili, abbiamo fatto in modo in Parlamento che ci fosse un legittimo affidamento da parte di coloro che avevano iniziato i lavori e che avevano programmato di svolgerli, senza che venissero penalizzati rispetto a chi aveva iniziato e pensato di iniziare i lavori prima. È un passo avanti, un passo importante. Questa legge fa molto anche sul fronte dell'equità; introdurre infatti l'ammortizzatore unico universale, come aveva proposto già nella scorsa legislatura la senatrice Parente, in un interessante e approfondito disegno di legge, introdurre i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per gli asili nido, sui disabili e sui trasporti, è una chiave di lettura giusta per rendere il nostro Paese veramente più equo. Il provvedimento, inoltre, fa dei passi, non ancora sufficienti, sul fronte dei giovani. Abbiamo però molto insistito perché ancora una volta fosse prorogato e alimentato di risorse l'apprendistato, uno strumento importante per mettere i nostri più giovani e talentuosi ragazzi italiani nelle condizioni di iniziare a lavorare e di entrare nel mondo del lavoro. Molto ancora sui più fragili: ci sono risorse importanti sulla disabilità e un pacchetto di riforme alimentate anche da risorse sul tema dell'autismo. Risponde a delle criticità note, come quella della crisi sanitaria che ancora una volta ci vede tutti i giorni rispondere ad emergenze crescenti, con oltre 4 miliardi investiti. Lo fa sul fronte dell'emergenza energetica. Nella manovra di bilancio sono previsti 3,8 miliardi, ma complessivamente ne sono stanziati 8, per abbassare su famiglie, imprese e anche enti locali il costo dell'energia. Lo fa sul fronte dell'inflazione che alimenta la bolla dei prezzi, a sua volta alimentata anche e purtroppo dai bonus edilizi. Lo fa però adeguando i prezzari e rendendo le opere più efficaci e non utilizzabili per alimentare ulteriormente la bolla dei prezzi. Ciò che però vorrei rilevare in questo breve intervento è ciò che è stato inserito nel disegno di legge di bilancio su un fronte rispetto al quale si fanno molti convegni, ma nella pratica si mettono poche risorse e si scrivono poche norme. Mi riferisco alla parità di genere nel nostro Paese. Questa legge di bilancio fa dei passi fondamentali sul fronte dell' empowerment femminile, rifinanziando tutte le politiche in questo senso, mettendo però la nuova norma della certificazione aziendale sulla parità di genere nelle condizioni di essere efficace, facendo cioè in modo che tutte le aziende d'Italia siano pronte a certificarsi in termini di parità e portino le donne a poter lavorare molto oltre quello scarso 50 per cento che ci vede ultimi nella classifica europea con oltre 20 punti di gap rispetto non solo gli uomini, ma anche a tutte le donne europee. Fa molto sul fronte della violenza, una drammatica piaga italiana che vede oltre 6 milioni di donne coinvolte nel corso della loro vita. Viene rifinanziato il reddito di libertà per rendere le donne che hanno subito violenza capaci di riprendere in mano la propria vita e di percorrerla con forza, in libertà e con la possibilità di ricrearsi una vita libera dalle violenze. Viene fatta una riforma molto importante sul fronte della violenza partendo dal concetto che se ci sono donne che subiscono violenza, ci sono gli uomini che la agiscono. Il disegno di legge di bilancio contiene allora una norma che non solo potenzia il Fondo di rieducazione degli uomini maltrattanti e ridisegna anche l'impianto del Dipartimento pari opportunità della ministra Bonetti affinché questi centri siano accreditati e finalmente monitorati tutti i loro interventi. Il disegno di legge di bilancio fa molto, l'ho apprezzato nell'impianto e soprattutto per il suo essere una legge non ideologica, ma molto equilibrata. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, stiamo discutendo un disegno di legge di bilancio non tanto diverso dagli altri che abbiamo visto, solo che, forse più che mai quest'anno, questo provvedimento mette in evidenza tante lacune, tante - mi si permetta il concetto puro della parola - deficienze, mancanze del nostro Paese. Il nostro Paese manca oggi di un sistema infrastrutturale, che è fragile, sia sotto il profilo stradale che sotto il profilo ferroviario; ha un sistema sanitario sicuramente considerato - e lo è in alcune parti - un'eccellenza, rispetto soprattutto ad altri Paesi, ma che ha mostrato grandi fragilità con il problema del Covid-19; un sistema di riforme in continua rincorsa, che dovrebbe essere in assoluto declinato in modo meno frettoloso; un sistema fiscale che viaggia con normative a tampone; un sistema di economia circolare ancora embrionale; un sistema economico e produttivo con un'ampia platea diversificata, che converge su richieste che sono legittime, ma che sono state e continuano ad essere per lo più inascoltate. Pertanto, il disegno di legge di bilancio al nostro esame, anziché essere, nella sua natura, un provvedimento che rinforza un sistema base che dovrebbe essere già ben strutturato, diventa semplicemente uno strumento tampone, per quanto importante, rispetto alle grandi difficoltà che ci trasciniamo ormai da oltre vent'anni. Dovrebbe essere un volano per iniziative nuove e, invece, non lo possiamo considerare tale. Quale membro della 5 a Commissione, insieme alle colleghe, ai colleghi e ai relatori, che ringrazio per il lavoro che hanno svolto, insieme ai Sottosegretari e ai Ministri, che ringrazio per la continua presenza, e a tutti coloro che si sono alternati in questi giorni, posso considerare quello in esame una sorta di provvedimento - e, anche qui, mi permetto la parola - "cerotto", perché, con i suoi emendamenti, piccoli, grandi, diversificati, di contenuto più forte per alcuni e più leggero per altri, di copertura finanziaria imponente o anche di piccolo cabotaggio, è comunque un provvedimento di bilancio cerotto. Nel 2021, mentre ci apprestiamo a votare, nelle prossime ore, un altro provvedimento importante, che dovrebbe essere il provvedimento della ripresa oltre che della resilienza, il PNRR, ci troviamo a legittimare una serie di contenuti che sono fondamentali per stare in piedi. È questo ciò che sinceramente preoccupa e svilisce il lavoro di questo Parlamento. Già altri colleghi hanno fatto presente questa situazione, perché effettivamente si potrebbe anche lavorare insieme, come abbiamo fatto (perché abbiamo lavorato in sinergia), ma con uno spirito sinceramente più costruttivo e soprattutto più incisivo. Cosa dire, ancora, di questo bilancio, oltre ai numeri che sono evidenti, alle diverse sfaccettature che gli emendamenti portano e a quello che ho già detto? Possiamo dire che ci saremmo aspettati la possibilità di interagire, come Gruppo parlamentare, in modo più forte. Chiediamo agli italiani resilienza, di avere pazienza e fiducia, con norme che si protraggono di tre mesi in tre mesi e che vanno a colmare lacune di anni e anni. Chiedo ora io una cosa al Governo. Anzitutto ringrazio di cuore il sottosegretario Guerra (anche se dovrebbe essere presente tutto il Governo durante l'esame di un bilancio di questo tipo con le difficoltà che stiamo affrontando) per starmi ad ascoltare. Spero che lei si possa fare portavoce di questo mio desiderio, oltre agli auguri che non avrò la possibilità di fare personalmente. Le chiedo di portare al Governo il seguente messaggio: fidatevi del vostro Parlamento, invertite queste posizioni e dateci la possibilità e il tempo per lavorare. Noi siamo le sentinelle sul territorio e non portiamo a casa l'emendamento territoriale per un piccolo articolo sul giornale. Noi conosciamo per filo e per segno le necessità dei nostri territori. Abbiate fiducia nel vostro Parlamento. Noi, che siamo diversi e proveniamo da territori ed estrazioni politiche e culturali diverse, siamo comunque capaci di lavorare. Usateci come strumento per rendere vero il vostro lavoro. Non siamo passacarte e non dobbiamo semplicemente avallare il vostro lavoro istituzionale. La prego di portare questo messaggio: siamo in grado di fare un grande lavoro, fidatevi di noi perché siamo capaci di lavorare in sinergia per fare in modo che questi siano veri strumenti e non cerotti. Non abbiamo bisogno di un atto schema da riempire con semplici criteri, di piccoli emendamenti che poi vanno compressi o di piccoli gruzzoli da distribuire come piccole mancette. Non vogliamo portare a casa il risultato elettorale, ma desideriamo essere utili al territorio. Abbiamo ancora un anno di tempo, ci saranno altre proposte e altri provvedimenti. Porti questo messaggio della senatrice Faggi: siamo in grado di lavorare, produrre e fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Carlo. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, comincio dall'appello della collega Faggi, chiedendo anche io di riportare un po' al centro della vita politica il Parlamento di questa Nazione. Ciò al netto delle posizioni di qualsiasi forza politica e anche delle posizioni personali che, all'interno delle forze politiche, possono esserci, anche comprensibilmente. Tante forze politiche che oggi sono al Governo, per gran parte della legislatura sono state all'opposizione e, quindi, hanno condiviso con noi la stessa visione antidemocratica del comportamento del Governo, di questo così come, del resto, del Governo precedente. Noi, che siamo invece sempre fieramente rimasti all'opposizione, segnaliamo in maniera molto civile le storture di un sistema o dell'interpretazione che questo Governo ne dà. Lo faccio oggi, 22 dicembre, giorno in cui ricorre l'anniversario dell'approvazione della Costituzione da parte dell'Assemblea costituente nel 1947. Non credo che nel 1947 i Padri costituenti (guardo il collega Errani, che conosce benissimo la storia e anche le evoluzioni successive) avrebbero potuto immaginare che una Costituzione, nata dopo vent'anni di dittatura, sarebbe stata presa a schiaffoni dal Parlamento nel 2021. Questo è un richiamo a tutte le forze politiche e al Governo perché l'esempio dei Padri costituenti non finisca nel dimenticatoio o in qualche emendamento sul festeggiamento di questa ricorrenza (emendamento che peraltro non c'è e lo capisco, perché si cerca di nascondere la questione). Si preferisce invece festeggiare con 200.000 euro la nascita e la storia della Democrazia Cristiana, che - nessuno può nasconderlo - ha avuto anche in questo Senato un ruolo rilevante. Tuttavia, al netto di questo emendamento marchetta, credo che si potesse invece ricordare l'anniversario di oggi, anche senza 200.000 euro, magari traducendo quella volontà dei Padri costituenti in qualcosa che rappresenti maggiormente la democrazia rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi anni. Infatti, è vero che c'è un'emergenza. E l'emergenza è il fatto che ci sia un Governo di questo tipo. Oggi l'ho detto anche in Commissione: erano convocate contemporaneamente la Conferenza dei capigruppo, la Commissione bilancio per discutere - si fa per dire - il decreto sul PNRR (che arriva oggi, entro le ore 15 bisogna presentare gli emendamenti e se ne discuterà domani) e addirittura l'Assemblea per la discussione generale. Tre livelli istituzionali sono stati convocati per comprimere i tempi del dibattito. Capisco che alla fine dell'anno sia difficile far convergere tutti e che si arrivi un po' in ritardo, però tengo anche a stigmatizzare quella che non dev'essere e non deve diventare una prassi, che peraltro è peggiorativa di anno in anno, perché credo che una cosa come questa non si sia mai vista. Dopodiché, capisco la necessità di qualcuno di supportare il PIL nazionale attraverso le vacanze dei parlamentari, da cui la volontà di comprimere il tempo per riuscire a liberare tutti per il 23 dicembre, in modo che le aree sciistiche come la mia possano godere della vacanza di tanti di noi. Ritengo tuttavia che il Parlamento meriti un po' più di rispetto. Infastidisce anche, pur ringraziando i relatori di maggioranza della manovra, Rivolta e Errani, che si sono spesi per riuscire non dico ad accontentare l'opposizione. Prima ho sentito qualcuno intervenire dicendo che ci hanno perfino votato alcuni emendamenti, ma credo che non sia una concessione. Mi sembra di sentire le conferenze stampa dell' ex Presidente del Consiglio, quando diceva che ci concedevano di fare qualcosa. Non è così. Non credo che voi dobbiate concedere a noi degli emendamenti, anche perché, contrariamente ad altre proposte di modifica che prevedono magari assunzioni di due dipendenti in un Comune o ad emendamenti da 7.000 euro, come alcuni di quelli che compaiono in questa manovra, noi non ci siamo dedicati ad emendamenti ad personam o a gruppo; ci siamo dedicati a emendamenti che avevano un forte interesse generale, per i quali c'era grandissima condivisione dell'Assemblea. Non erano emendamenti di Fratelli d'Italia, per Fratelli d'Italia; erano emendamenti che ritenevamo necessari e condivisibili per riuscire ad incidere su questa manovra e a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, secondo il mandato che abbiamo ricevuto, come voi e come tutti. Ritengo pertanto che anche il rispetto delle forze di opposizione si manifesti attraverso i fatti, ma anche attraverso le parole. Ripeto che mi dispiace sentir dire che qualcuno ci ha concesso di vedere approvati alcuni emendamenti, anche perché magari sono gli stessi che hanno chiesto di appoggiare i loro quando invece la maggioranza ne voleva appoggiare altri. Dispiace quindi che Fratelli d'Italia serva nel momento in cui è necessario dare una mano a una forza politica e poi debba invece accontentarsi dell'elemosina o di qualcosa che viene percepito come una mancetta che viene data perché si stia buoni e magari non si segnali, in Aula o in Commissione, che arriva un provvedimento importante e fondamentale come quello sul PNRR. Se ne discute oggi in Commissione, e ci sono un termine di presentazione degli emendamenti alle ore 15 e, guarda caso, una probabile votazione di fiducia, magari domani. Anche qui, basterebbe solo fare il conto delle occasioni in cui si è fatto ricorso alla questione di fiducia e alla decretazione di urgenza per capire che forse qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non occorre neanche che lo dica. Se infatti fino alla legislatura scorsa la fiducia era un esproprio del Parlamento e qualcosa per cui attaccare costantemente il Governo e doveva essere solo una misura straordinaria, cui si faceva ricorso solo nel momento in cui non era possibile fare altrimenti, voi avete istituzionalizzato il ricorso alla fiducia. Avete istituzionalizzato, dopo averlo osteggiato, il referendum sul monocameralismo. Di fatto, non esiste più il bicameralismo, ma non perché qualcuno si sia assunto la responsabilità di modificarlo con una norma. Non esiste più per la vostra prassi antidemocratica, senza il mandato di nessuno. Anzi, per una cospicua parte di voi, cioè per il partito di maggioranza relativa di questo Parlamento, è stata proprio la lotta al voto di fiducia, contro l'antidemocrazia del Parlamento precedente, che vi ha consentito di rappresentare un terzo dei cittadini. Quindi, se c'è qualcuno che deve fare un esame per prendere un patentino, quelli siete voi: si chiama esame di coscienza e non avete bisogno che ve lo facciamo noi, perché lo potete fare tranquillamente da soli. È vero. Ho il massimo rispetto per quegli 11 milioni di cittadini italiani che vi hanno dato fiducia. Hanno anche la mia massima solidarietà, totale ed estesa. Non sono più 11 milioni, perché, oggettivamente, i sondaggi ci dicono che sono molti di meno, ma ce l'hanno, perché hanno creduto di votare qualcosa e si sono trovati in realtà qualcos'altro. Noi, invece, con la massima responsabilità e con la massima lucidità di chi ha usato magari toni forti, ma non si è mai posto contro le istituzioni (nessuna!), neanche quando le occupate voi, abbiamo mantenuto e continuiamo a mantenere sempre, come unico faro, l'interesse nazionale, anche quando l'unico faro e l'unico interesse che avete voi è continuare a rimanere qui a occupare questi banchi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bonis. Ne ha facoltà. DE BONIS (Misto) . Signor Presidente, ho chiesto la parola per denunciare, ancora una volta, l'anomalia democratica che si consuma in questo Parlamento. Il bicameralismo è finito e al suo posto abbiamo un monocameralismo notturno. Tutti noi abbiamo assistito in questi giorni alla prassi insana di decidere le sorti del Paese durante la notte, come i fuggiaschi, con continue convocazioni della Commissione bilancio per ben 15 volte, dopo il termine fissato al 29 novembre per la presentazione degli emendamenti: praticamente un record , nella stagione del monocameralismo di fatto. Cos'è questa, se non la volontà di esautorare la funzione dei parlamentari e di questa nobile istituzione? Dare corso a decisioni già prese dal Governo e ad accordi a porte chiuse. Chi si è rifiutato di obbedire a questa prassi è stato, ovviamente, tagliato fuori. Molti nostri colleghi si sono lamentati per la perdita di dignità. Sono passati solo alcuni emendamenti. La cosa più grave, tuttavia, non è questa, ma lo spettacolo che abbiamo dato al Paese. Avevo presentato, assieme ad altri colleghi, un emendamento per consolidare l' iter dei livelli essenziali delle prestazioni. I cosiddetti LEP non possono limitarsi alla sola assistenza sociale, annunciata in pompa magna ieri, come se bastasse solo quella per colmare il divario dei servizi. I livelli essenziali delle prestazioni costituiscono invece il perno per trovare finalmente una soluzione alla disuguaglianza territoriale che attanaglia da decenni il nostro Paese, che anche l'Europa stigmatizza. È vero che nella manovra si fa riferimento per la prima volta ai LEP e potrebbe essere un passo avanti, se non fosse che, come denunciato da pochi colleghi, ciò viene fatto in maniera annacquata, senza un cronoprogramma né un ancoraggio certo al fondo di perequazione e, soprattutto, senza che nessuno conosca il testo del mitologico disegno di legge sull'autonomia differenziata. Il mio emendamento sui LEP mirava in sostanza a rafforzare la funzione del Parlamento (la sua "portanza", è stato detto in Aula), chiedendo il parere obbligatorio e vincolante delle Commissioni delle due Camere e della Commissione tecnica per i fabbisogni standard , stabilendo che il Governo, prima di istruire qualunque atto per rispondere a richieste delle Regioni, si presenti prima alle Camere per chiedere un atto di indirizzo, al fine di limitare l'arbitrio di Governo e Regioni. Proponevo inoltre di cancellare il riferimento ai costi standard e di specificare che la spesa pro capite per ciascun servizio - lo sottolineo - dev'essere uguale su tutto il territorio nazionale, fatta salva la necessità di predisporre azioni perequative a favore dei cittadini di aree attualmente svantaggiate come quelle del Mezzogiorno. Cosa è stato di quell'emendamento? Non è dato saperlo, perché si è deciso tutto nottetempo. Questa mossa fa il paio con quella concertata di decidere su altri tavoli, ignoti al Parlamento, il testo mitologico del disegno di legge sull'autonomia differenziata. Che cosa significa? Significa che alcune Regioni non soltanto otterranno più competenze, ma manterranno un maggiore gettito fiscale nei loro territori, violando così i principi di solidarietà e unità della Repubblica sanciti dalla nostra Costituzione. Il Parlamento però ha deciso chi gestisce queste risorse? Le gestirà il Ministero? Le gestiranno le Regioni o altri soggetti istituzionali? Diversamente, si rischia infatti di creare "repubblichette" che minano alla radice l'unità nazionale. Tra l'altro, la pandemia ha dimostrato con chiara evidenza che la regionalizzazione di risorse e competenze - vedi la sanità - non è garanzia di efficienza, ma l'esatto contrario. Dunque, non è per niente vero che l'autonomia, come dice qualche governatore del Nord, fa bene a tutti; fa bene solo agli interessi di qualcuno. Lo schema è chiaro ed è inquietante per noi, ma gli italiani non lo sanno, perché non viene detto loro, né dalla politica, né dalla stampa, e non si discute nel Parlamento, né dentro, né fuori dalle istituzioni. È vero che è stato accolto l'ordine del giorno a mia firma sull'autonomia differenziata e sui LEP con cui il Governo si impegna a valutare la possibilità di stralciare il disegno di legge sull'autonomia dalla Nota di aggiornamento al DEF e di rendere vincolanti i pareri delle Commissioni sui LEP, ma, se un ordine del giorno è una stretta di mano tra gentiluomini, adesso sta al Governo tenere fede alla parola data, accogliendo l'ordine del giorno. Rimane il fatto che con questa manovra avevamo l'occasione di aggiustare il tiro rapidamente attraverso l'emendamento e, con queste premesse, non illudiamoci che il PNRR rimetterà a posto le cose. I divari tra Nord e Sud rimarranno e, anzi, a un certo punto ricominceranno a crescere, come ci ricorda la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) e poi vedremo chi avrà il coraggio di ripresentarsi ai cittadini del Sud per chiedere un nuovo voto. (Applausi) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, come da accordi intercorsi tra i Gruppi, chiedo una sospensione dei lavori dell'Assemblea dalle ore 13 alle ore 14,30, quando si riprenderà la discussione generale. PRESIDENTE . Se c'è accordo tra i Gruppi, sospendo la seduta fino alle ore 14,30. (La seduta, sospesa alle ore 12,59, è ripresa alle ore 14,32) . La seduta è ripresa. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli senatori e rappresentanti del Governo, la legge di bilancio rappresenta sempre uno degli appuntamenti più importanti, anzi il più importante in assoluto, al quale Parlamento e Governo sono chiamati ogni anno. In questo 2021 però la manovra è tanto più importante perché, insieme al PNRR, deve rappresentare un punto di svolta e di ripartenza rispetto alla drammatica esperienza del Covid. La pandemia infatti, oltre alle ovvie ed evidenti ripercussioni di carattere sanitario ed economico alle quali questa manovra vuole dare una risposta, ha avuto ripercussioni tragiche anche dal punto di vista sociale, soprattutto per quanto riguarda il suo effetto sui minori. I più piccoli devono essere sempre destinatari di un'attenzione particolare e tanto più è giusto che lo siano adesso, dopo aver vissuto lunghi mesi particolarmente duri che, tra lockdown , periodo di chiusura delle scuole e altre limitazioni, ne hanno minato la socialità e in molti casi hanno provocato veri e propri disagi, a cui è indispensabile dare risposta immediata. L'impossibilità di incontrarsi con gli amichetti o i cuginetti, di andare al parco giochi o anche di fare una semplice passeggiata al parco ha avuto effetti devastanti sui bambini. Da Presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza mi sono attivata perché venissero approvate misure nell'interesse dei più piccoli. Ho proposto pertanto in questa manovra - e sono felice dell'accoglimento della mia proposta - l'istituzione di un fondo per contrastare quell'odioso fenomeno che segue i nostri bambini fin dentro le mura domestiche e le loro camerette, che dovrebbero invece rappresentare il luogo in cui sentirsi più al sicuro. È infatti proprio la sua pervasività a rendere il cyberbullismo tanto più grave e pericoloso del bullismo, perché, tra smartphone , social network e app di messaggistica, questa vera e propria piaga non abbandona i ragazzi praticamente mai. Non c'è dubbio che la pandemia, soprattutto nei mesi in cui le scuole erano chiuse e i ragazzi comunicavano solo con i social , abbia acuito questa problematica, che ha conseguenze drammatiche, rendendoli insicuri, impauriti, spaesati e perlopiù incapaci di reagire. La prevenzione passa necessariamente dalla conoscenza e dalla capacità di individuare un fenomeno subdolo come quello del cyberbullismo. È proprio per questo motivo che ho proposto l'istituzione di un fondo ad hoc , così che genitori, insegnanti e associazioni del settore possano essere adeguatamente formati per riconoscere e quindi porre un freno a questo tipo di abuso e soprattutto per aiutare chi ne è vittima. Si tratta di una battaglia che, con l'intera Commissione, conduco da anni e che, con l'istituzione di questo fondo, compie finalmente un fondamentale passo in avanti. Parimenti, la centralità di ragazzi e bambini trova nuova linfa attraverso un'altra proposta che vedrà la luce con la legge di bilancio: il finanziamento con 2 milioni di euro dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, un'istituzione fondamentale che, grazie a questi stanziamenti, potrà finalmente svolgere il suo ruolo in maniera pienamente operativa, con un proprio organico e una struttura capace di affrontare l'impegnativo lavoro che quotidianamente è chiamata a svolgere. Ritengo poi semplicemente fondamentali i soldi destinati dalla manovra alla figura dello psicologo nelle scuole. Come dicevo all'inizio, il Covid ha infatti avuto ripercussioni gravissime sulla socialità e sul benessere psicofisico dei ragazzi, tanto più con la didattica a distanza che per mesi ha inchiodato gli studenti davanti a un monitor o a uno smartphone . I dati fanno rabbrividire: il suicidio è diventato la seconda causa di morte tra i ragazzi dai quindici anni in su, mentre gli episodi di autolesionismo anche tra i bambini sono aumentati del 45 per cento. Sono numeri spaventosi, che ci fanno comprendere quanto sia indispensabile fornire un sussidio psicologico adeguato ai nostri ragazzi, anche presso una delle due principali agenzie educative, ovvero la scuola. Da mesi si discute della necessità di convincere gli indecisi a vaccinarsi, ma mai finora ci siamo posti il problema del timore che potrebbero avere anche i più piccoli nel momento in cui i loro genitori decidessero di vaccinarli adesso. Ebbene, sono certa che nei prossimi mesi il ruolo dello psicologo a scuola sarà utilissimo anche rispetto all'esigenza di tranquillizzare i bimbi under 12 in attesa di vaccinarsi o subito dopo aver ricevuto il vaccino. Oltre alle misure di cui ho appena parlato, trovo poi assolutamente positiva l'introduzione del bonus con cui si intende far fronte ai disturbi mentali, perché sappiamo che le ricadute di questa pandemia sono molteplici e spesso molto gravi, tanto da necessitare di un sostegno adeguato, che non tutti possono permettersi. Da qui la decisione di sottoscrivere un emendamento a prima firma della collega Gallone, presentato anche da altri Gruppi, proprio a salvaguardia della salute mentale che per molti è stata messa a dura prova in questa pandemia con le varie restrizioni. Non ci sono che due modi per superare l'incubo che stiamo vivendo da due anni: possiamo soffermarci a guardare le macerie che questa pandemia sta lasciando dietro di sé oppure possiamo reagire, sfruttando al meglio i mezzi che abbiamo a disposizione. Ogni misura è perfettibile e si può sempre fare di più e meglio, lo sappiamo, ma di certo non posso che esprimere enorme soddisfazione per l'attenzione che è stata dimostrata in questa manovra all'universo dei minori, destinatari di misure e di finanziamenti importanti, necessari ormai da molti anni; quindi, grazie. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, oggi ci apprestiamo alla discussione generale sul disegno di legge di bilancio, una manovra da 30 miliardi; quindi, un provvedimento importante, soprattutto nel momento difficile che la nostra Nazione sta attraversando. Siamo ancora in una fase pandemica, in una situazione in cui le società hanno difficoltà a lavorare e a prestare attenzione al fattore economico. Penso che il primo punto importante di questa manovra e il più coraggioso sia il taglio delle tasse, tanto voluto dal centrodestra perché, come si dice, tagliando le tasse si fa aumentare la crescita. Ben vengano, quindi, il taglio di sette miliardi dell'Irpef e un miliardo di taglio all'IRAP per tutti gli autonomi e i professionisti: una misura fortemente voluta dalla Lega. Per quanto riguarda il taglio dell'Irpef, è stato importante un subemendamento voluto dalla Lega per la clausola di neutralità per fornire alle Province e alle Regioni autonome l'importo necessario per appianare le minori entrate delle tasse sui bilanci provinciali e regionali. Un altro tema importante, tra le emergenze del Paese, è il caro materie prime, un fenomeno che ha colpito quest'anno tutto il mercato economico e che rischia di mettere in discussione le ottime previsioni della crescita del PIL, stimato al 6,1 per cento: crescendo il costo delle materie prime e aumentando di conseguenza le bollette del gas e dell'elettricità, si va a incidere sull'inflazione e il tutto si traduce in maggiori costi per le famiglie. È qui che ci dev'essere una importante presa di posizione da parte del Governo. Sono apprezzabili i due miliardi stanziati e gli ulteriori 1,8 miliardi previsti nella manovra, ma, come dice Matteo Salvini, ci vuole ancora un tavolo per far sì che il caro bollette diminuisca e si trovi una soluzione, perché questo incide notevolmente sull'economia reale di tutti i giorni. Tra i temi che ci troviamo ad affrontare con la manovra, ci sono la crescita della produttività al Paese e soprattutto il tentativo di incrementare il lavoro. È stato rifinanziato con 1 miliardo il reddito di cittadinanza, che però dev'essere utilizzato solo in emergenza, perché l'obiettivo del Governo dev'essere quello di dare l'opportunità di trovare lavoro. Ben vengano quindi tutti i paletti che sono stati inseriti perché non vi siano furbetti, che invece devono andare a lavorare e non usufruire dei sostegni per chi ha realmente bisogno. (Applausi) . Altro tema toccato è quota 100. La Lega ha battagliato perché le persone, soprattutto i lavoratori fragili e usuranti, possano continuare ad andare presto in pensione. Abbiamo ottenuto quota 102, anche se saremmo stati più contenti di poter continuare su quota 100: bisogna considerare che le persone che fanno lavori faticosi hanno diritto anche di godersi la pensione senza dover attendere un'età troppo avanzata. Ricordiamoci che si lavora, sì, per sostenere la famiglia, ma dev'essere anche riconosciuto quello che è stato fatto nel corso della vita, quindi con una giusta ed equa pensione ai nostri cittadini. Grazie alla Lega è stata prorogata di un ulteriore anno opzione donna; le donne potranno accedervi ancora per quest'anno grazie alla Lega. Quanto al superbonus, la battaglia che è stata fatta nella notte di ieri in Commissione bilancio mirava all'eliminazione del tetto ISEE di 25.000 euro e alla sua estensione anche alle villette unifamiliari: anche questo possiamo dire che è stato previsto grazie alla Lega. Sono state prorogate per altri centottanta giorni le cartelle esattoriali e questa è un'altra battaglia che la Lega continuerà a fare, perché in questo momento di emergenza bisogna fare in modo che le persone possano trattenere liquidità, perché non ne hanno ed è per questo che hanno difficoltà a pagare le cartelle. Ulteriori tre mesi di esenzione da TOSAP e COSAP: è evidente che nel periodo pandemico bisogna cercare di dare la possibilità agli esercenti e ai conduttori di pubblici esercizi di lavorare anche all'esterno. È importante anche il fondo turismo, con 150 milioni, per poter dare sostegno a coloro che sono stati più colpiti quest'anno. Sicuramente sono stati fatti i vaccini, chiediamo i tamponi per le persone che vengono dall'estero, ma mi raccomando: non possiamo più permetterci di chiudere, abbiamo una stagione invernale davanti e dobbiamo fare in modo che i nostri operatori possano continuare a lavorare. La montagna ha già pagato un caro prezzo l'anno scorso, abbiamo la necessità di lavorare e di continuare a far vedere i nostri bellissimi territori anche ai Paesi esteri. (Applausi) . Vorrei aggiungere un ulteriore tema per il territorio, visto che ho parlato di turismo: è stato approvato un emendamento che crea un fondo per sostenere i nostri boschi colpiti dal bostrico. Questo può sembrare anche un problema limitato, una cosa piccola, ma ricordiamoci che i boschi e le nostre foreste, oltre ad essere i polmoni dell'Europa, sono anche una bella cartolina e una cornice per i territori e sono importanti barriere naturali. Quindi, non sottovalutiamo questo aspetto. Oggi sentivo qualcuno chiedere che cosa facessero i parlamentari in Senato: portiamo avanti le istanze del territorio, perché siamo qui per rappresentare i nostri cittadini e mettere in luce, ognuno di noi, le peculiarità del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nencini. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella in esame verrà ricordata come la legge di bilancio del tempo sospeso, perché, se ci volgiamo alle nostre spalle e al passato recente, troviamo una condizione complicata e difficile, ma, anche se guardiamo avanti, il tempo rimane sospeso, perché il futuro, pur migliore rispetto all'inizio della pandemia, si rivelerà un tempo avvolto nella nebbia. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 14,46) ( Segue NENCINI). Il disegno di legge di bilancio prevede ottime e buone cose, dalle delocalizzazioni all'inizio della riforma fiscale, dall'intervento per calmierare l'aumento delle bollette all'accelerazione che vi è stata - ed è un merito di questo Governo e del suo Capo - nel contenimento della pandemia. Vorrei ricordare il Presidente del Consiglio e il generale Figliuolo per le attività che hanno messo a disposizione di questa straordinaria Italia. Eppure, c'è bisogno oggi di un'accelerazione che riguardi la vaccinazione dei più piccoli. Non sono più ammessi ritardi e temo che presto debba essere presa in considerazione anche l'obbligatorietà del vaccino, per evitare che l'emergenza parziale nella quale viviamo possa diventare strutturale. Si indicano due pilastri che vengono rafforzati e il disegno di legge di bilancio, da questo punto di vista, fa il paio con il recovery plan : i due pilastri sono la salute e la scuola, direi più la salute che la scuola. Anche sulla scuola, però, gli investimenti vanno migliorati e su ciò che è considerato primario (se la scuola lo è) vanno decisamente valorizzati. Quello che invece manca e dovrebbe essere valorizzato ancora di più è ogni forma di intervento contro la povertà, che è destinata ad allargarsi e fa il paio con l'emergenza, che non è ancora scomparsa. Dobbiamo avere a cuore le sorti dei più deboli e di chi è rimasto indietro, per molte ragioni, e, non da ultimo, per una decisiva: se le istituzioni perdono la capacità perequativa e di redistribuire, quel che resta della democrazia parlamentare va in crisi e prevalgono forme pericolose di sovranismo nazionalista. Lo sappiamo già: la sfiducia genera paura e dalla paura germina l'antipolitica. Non possiamo permettercelo, in una fase così delicata. Vorrei ricordare, rivolgendomi al Governo, proprio perché domani discuteremo e voteremo il Piano nazionale di ripresa e resilienza, una cifra: confidiamo moltissimo nel recovery plan ; ricordo che si tratta di circa 235 miliardi distribuibili nell'arco temporale di sei anni e che tra il marzo 2020 e l'aprile 2021, per fronteggiare a vario titolo e in vario modo l'emergenza pandemica, il Governo ha impegnato una cifra che è pari a circa 179 miliardi di euro in tredici mesi. Lo dico per mettere nella giusta considerazione e nella giusta cornice la cifra del superamento di una fase delicata, quella pandemica, dell'emergenza piena del 2020 e in parte del 2021, con le tante speranze che affidiamo al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di due cifre non equivalenti, ma con molti puntini di sospensione. Temo, signora Presidente e Governo, che ci sia necessità di associare a una fase emergenziale una visione decisamente più ampia. Dovremmo tornare allo spirito che fu delle nostre nonne e dei nostri padri e che risale alla ricostruzione che seguì la Seconda guerra mondiale, la ricostruzione postbellica. Allora lo si fece confidando in una Italia cristiana e legata alla terra, che lavorava dall'alba al tramonto e che oggi non c'è più. È un'Italia che va riscoperta perlomeno però per i valori di base, che sono, da una parte, quelli della solidarietà umanitaria e, dall'altra, la creazione di un fronte repubblicano che si ponga l'obiettivo di creare rete fra le Istituzioni, a cominciare dal Parlamento. Invece il Parlamento, signora Presidente, è assente in maniera preoccupante. Vorrei dire peggio che assente, quando stiamo discutendo di una legge di bilancio per la quale chi ha una qualche esperienza parlamentare - e io sono fra questi - non può citare alcun tipo di precedente. Nessuno. Ricordo soltanto un numero: la legislatura del 2013 ha avuto l'83,6 per cento di provvedimenti esaminati da una sola Camera e ratificati dall'altra. Nella legislatura del 2018 tale dato sale dall'83,6 al 91 per cento; 40 leggi su 80 hanno avuto il voto di fiducia, che avremo di nuovo domani, addirittura bino, uno probabilmente nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, l'altro probabilmente nella notte o nella mattinata di venerdì. Eppure la presidente di quest'Aula, la senatrice Alberti Casellati, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno più volte evocato e invocato il ritorno alla democrazia parlamentare e alla logica della piena rappresentanza non perché il Parlamento in sé debba essere centrale, ma perché il Parlamento in sé è il luogo della rappresentanza politica e istituzionale più alta e, come tale, richiede rispetto. Il Parlamento è invece in un angolo e non è soltanto un problema di emergenza pandemica. Concludo con una domanda: se l'emergenza diventa però strutturale, perlomeno per i prossimi due, tre o quattro anni, e mi auguro che questa non sia una profezia, ma soltanto un errore di lettura dei prossimi mesi, allora c'è bisogno di ripensare gli strumenti per affrontarla. Il rischio è infatti che prevalgano l'irrazionalità e un'esagerazione di individualismo e la somma di questi due fattori, alla fine, è la paura e l'assenza della speranza, cioè la solitudine e l'isolamento di chi soffre di più e dei più deboli. Si risponde anche nel modo che ho provato ad indicare. Immagino che l'elezione del Capo dello Stato debba essere un punto di partenza e non il punto centrale di un'equazione soltanto parlamentare. Se posso fare un esempio, citerei quello di Einaudi, che rappresentò l'inizio della fine di un ventennio, a Costituzione appena approvata, e l'inizio di una Italia che si avviava a diventare felicemente democratica. Siccome in quest'Aula, Presidente, si è parlato addirittura della tutela del sughero nazionale e siccome il Parlamento europeo si sta avviando a discutere del proprio futuro e del futuro dell'Unione europea, quanto mai utile sarebbe una sessione parlamentare da destinare a discutere apertamente e coralmente del futuro dell'Italia. Continuo a pensare - e ho concluso - che il futuro dell'Italia non possa essere vaticinato soltanto dai virologi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giacobbe. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo oggi per sottolineare il segnale dato dal Gruppo Partito Democratico, dal Senato e dal Governo ai nostri connazionali all'estero. Tanti temi erano stati proposti in sede di esame del disegno di legge di bilancio, ma abbiamo dovuto concentrare i nostri sforzi e soprattutto le risorse solo su alcuni, che credo siano sostanzialmente il segnale del forte collegamento dell'Italia con i cittadini, dentro e fuori i confini nazionali. Già la Commissione di cui mi onoro di far parte, nella stesura del parere, aveva dato il segnale di un convinto sostegno alle nostre comunità all'estero. Con l'approvazione della legge di bilancio, stiamo dando contezza a un lavoro svolto in maniera certosina e soprattutto di enorme valore, conferendogli concretezza. Due milioni di euro vengono aggiunti agli investimenti dell'Italia per le nostre comunità all'estero. Per la promozione della lingua e della cultura italiana sono stati stanziati 600.000 euro aggiuntivi rispetto al finanziamento a regime, destinati in particolare al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura nelle scuole locali. Per il personale a contratto presso le rappresentanze diplomatiche e consolari sono stati stanziati 800.000 euro a decorrere dal 2022, quindi in maniera permanente, per adeguare le retribuzioni. Infine, per il sostegno alla rete dei consoli onorari, sono stati stanziati 600.000 euro, un ulteriore segnale alla rete di servizi per le nostre comunità, che ha subito forti pressioni in questi anni a causa dell'emergenza sanitaria. I consoli onorari, infatti, facilitano l'accesso ad importanti servizi ai nostri connazionali che vivono lontani dalle sedi diplomatico-consolari. Immaginate il caso degli italiani che vivono a Darwin, in Australia, ad oltre 3.000 chilometri dal consolato di Brisbane. Entriamo nel merito di questi tre importanti interventi. È stato ribadito il forte interesse dell'Italia per i nostri connazionali fuori confine e per una maggiore proiezione del sistema Italia nel mondo, grazie al sostegno dei programmi per la diffusione di lingua e cultura. Il nostro Paese si arricchisce e si espande nel mondo, anche - e, direi, soprattutto - con la diffusione della sua lingua e della sua cultura. (Applausi) . Un ulteriore sostegno va a favore di quanti ogni giorno sono impegnati a garantire i servizi della rete consolare all'estero, gli impiegati a contratto, che rappresentano un'importante parte del motore dell'amministrazione oltre confine. Tanti fattori hanno guidato la nostra azione politica per l'approvazione di risorse per un adeguamento dei loro salari. Fra questi ricordo la conclamata carenza di personale e l'oggettiva vacanza di organici, l'aumento del costo della vita nei Paesi della rete diplomatico-consolare, le tensioni sui mercati dei cambi e un netto peggioramento delle condizioni di vita, legato al progressivo deterioramento del quadro internazionale, che si riverbera in un aumento dei fattori di rischio e disagio. Risultati come questi vanno a beneficio della rete consolare, ma soprattutto delle nostre comunità e dei servizi che ricevono ogni giorno. Sempre nell'ottica della garanzia di maggiori servizi ai nostri concittadini all'estero, sono stati stanziati ulteriori fondi per la rete dei consoli onorari, che operano soprattutto nei Paesi in cui si trovano le più alte concentrazioni delle collettività italiane o in quelli interessati da intensi flussi turistici, dove spesso sono richiesti interventi a tutela dei connazionali in difficoltà. La presenza in loco di un console onorario può essere, in molti casi, risolutiva di diverse problematiche. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha da tempo avviato un progetto volto a dotare i consoli onorari delle attrezzature per la rilevazione dei dati biometrici per il rilascio di passaporti. Tale progetto, oltre ad essere visto favorevolmente dalla collettività, ha consentito un notevole risparmio di tempi e costi, ma si è tradotto in un ulteriore onere, spesso pesante, per i consoli onorari. Voglio ricordare che i consoli onorari ricevono solo un contributo per il rimborso spese, che in molti casi ha solamente un valore simbolico, a fronte delle significative spese che sono tenuti a sostenere. Il contributo previsto in questa manovra di bilancio è un risultato importante e un segnale verso coloro che ogni giorno sono impegnati, a vari livelli, a sostegno dei servizi ai nostri concittadini nel mondo. Come accennato all'inizio, tanti sarebbero stati i temi da trattare, tutti importanti, ma - purtroppo - non è stato possibile affrontarli. Voglio qui ricordarne due, secondo me lasciati in sospeso e che hanno bisogno di una particolare attenzione: il primo riguarda la rete delle camere di commercio italiane all'estero e il secondo il valore del turismo di ritorno. Spero che nei prossimi provvedimenti, ma soprattutto nell'attuazione dei progetti del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, questi due temi possano entrare nell'agenda e nei programmi di investimento. Le camere di commercio italiane nel mondo sono connesse a rete, in un sistema di promozione radicato sui territori che costituisce un punto di riferimento per le comunità di affari locali e un supporto di servizio alle piccole e medie imprese italiane. Le camere di commercio rappresentano un network istituzionale in grado di offrire informazioni di prima mano e servizi di accompagnamento nei diversi mercati e hanno svolto e continuano a svolgere un grande lavoro per l' export italiano e per attrarre investimenti in Italia. Il loro ruolo diventa ancora più importante oggi, per contribuire alla ripresa post pandemia. Hanno bisogno di rilanciare le proprie attività con rinnovato entusiasmo ed energia, ma la pandemia ha purtroppo prodotto danni significativi. In molti casi riescono a sopravvivere solo grazie al lavoro volontario degli associati e la speranza è che le cose possano cambiare nel futuro. Sarebbe non solo opportuno, ma necessario un impegno affinché vengano stanziate più risorse da investire nelle camere di commercio italiane nel mondo, nell'ambito dei progetti di internazionalizzazione, quindi da parte delle strutture governative che si occupano di internazionalizzazione e investimenti. Il turismo delle radici interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e gli 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo. Oltre il 15 per cento del turismo internazionale in Italia è costituito da persone di origine o discendenza italiana e costituisce il cosiddetto turismo di ritorno. Oltre a visitare le grandi città italiane, spesso si recano nei borghi dove sono nati loro o i propri genitori o nonni. È un segmento del turismo che dobbiamo valorizzare. Sarebbe auspicabile un impegno a maggiori investimenti, in particolare costruendo infrastrutture ricettive nei borghi e promuovendo iniziative a favore delle comunità italiane nel mondo che facciano conoscere le bellezze ambientali e storiche, la ricchezza delle tradizioni, la bontà della gastronomia e lo stile di vita salutare dei piccoli centri italiani. Tutto il Partito Democratico è impegnato su questi temi, in quanto si tratta di investimenti per il bene dell'Italia. Insieme ai colleghi eletti nel Partito Democratico alla Camera e al coordinamento del Dipartimento per gli italiani del mondo del PD, siamo sempre stati impegnati e continueremo a lavorare per il riconoscimento e la valorizzazione delle comunità degli italiani nel mondo. Signor Presidente, prima di concludere mi permetta di ringraziare i senatori del Gruppo Partito Democratico, che hanno convintamente sostenuto l'ottenimento di questi risultati. Sono grato alla Presidente del Gruppo, senatrice Malpezzi, ai componenti delle Commissioni bilancio, affari esteri e altre per l'instancabile e convinto impegno. Gli investimenti dell'Italia di cui abbiamo parlato oggi sono il risultato di un lavoro di squadra che ha portato i suoi frutti e che dà un segnale positivo alle nostre comunità; è un ulteriore passo volto a valorizzare le nostre comunità nel mondo. Infine, signor Presidente, mi permetta di augurare a lei e a tutte le senatrici e tutti i senatori e alle loro famiglie buon Natale e felice anno nuovo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lezzi. Ne ha facoltà. LEZZI (Misto) . Signor Presidente, ricordo quando il presidente Draghi è venuto in quest'Aula a chiedere la fiducia per il nuovo Governo, con la promessa che avrebbe fatto una grande rivoluzione fiscale. Sarebbe stata la riforma delle riforme, perché avrebbe dovuto concorrere finalmente alla crescita di questo Paese sulla spinta del PNRR. Da lì è partito il balletto di tutti i partiti, che in Commissione hanno presentato di tutto e di più, illudendo gli italiani che finalmente ci sarebbe stata una vera grande rivoluzione fiscale. Ci siamo trovati poi in Parlamento con una manciata di miliardi, non molto differente da quelli che ci sono sempre stati negli ultimi anni, anche in questa stessa legislatura. Sto parlando di 8 miliardi. Poiché stiamo uscendo da una pandemia che ha piegato le ginocchia, che preoccupa ancora per una povertà che continua a mordere le famiglie, si doveva partire ridistribuendo dal basso, perché ciò significava essere davvero coraggiosi, e prevedere anche un'imposta negativa per chi ha meno. Voi invece siete andati al ceto medio, per il quale ho grandissimo rispetto, ma quando le risorse sono poche si pensa agli ultimi, che adesso si ritrovano anche a barcamenarsi con l'aumento delle bollette. È curioso l'intervento della collega della Lega, che chiede di più in merito alle bollette. Eppure ho sentito diverse volte Salvini annunciare che con i soldi dei furbetti del reddito di cittadinanza avrebbe pagato le bollette, ingannando ancora gli italiani. Infatti, se per i truffatori del reddito di cittadinanza non si arriva a 200 milioni, gli aumenti delle bollette possono arrivare fino a 14 miliardi. Avete stanziato su questo meno di un terzo e state qui a compiacervi e a compiacere il Premier, che poi vi lascia le briciole su cui scannarvi in piena notte per i rifacimenti del parcheggio della chiesa vicina alla casa del senatore o di una stradina comunale, in modo da poter ostentare un potere che non avete, perché siete ridotti a marionette (Applausi). Però è furbo e spietato Draghi: vi ha incartato per la prossima legislatura, perché forse nessuno di voi ha avuto il coraggio di leggere come poi si andrà a intervenire nella riduzione del debito. Quando sventolate la bandierina per la quale si potranno avere più mesi per pagare le cartelle esattoriali, vorrei vedere anche una levata di scudi, perché il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Garofoli per la lotta all'evasione, anziché prevedere un intervento serio sulla grande evasione, ha previsto la solita grande compliance. Voi sapete cosa significa. Le partite IVA e i piccoli professionisti sanno cosa significa andare a recuperare ulteriori 12 miliardi. Poi cosa farete, chiederete un condono, di spalmare di nuovo le rate, quando invece state andando di nuovo a soffocare proprio i piccoli? Questo sta scritto nero su bianco negli allegati alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NADEF). Voi però state tutti zitti, sempre lì a sventolare bandierine. Avete utilizzato tutta l'arroganza di cui siete capaci anche contro i lavoratori, dicendo che la norma sulle delocalizzazioni sarebbe stata una soluzione parziale. In realtà è una soluzione per i grandi, che ancora lascia a terra gli operai, stabilendo un bel percorso e prevedendo una sanzione che è addirittura conveniente per le multinazionali che potranno non far niente in quei tre mesi. Per darvi qualcosa vi stanno trattando da miserabili, questa è la verità, ma chi paga sono i poveri operai e le loro famiglie che si ritroveranno a piedi, ma con le vostre belle parole, le vostre belle banderuole. Non dico che il Parlamento è diventato sostanzialmente inutile, ma subisce una sorta di umiliazione collettiva della rappresentanza. Oggi ho sentito il presidente Draghi dire che c'è stata la discussione. Fa una pessima figura il presidente Draghi. Lui, tra i più capaci, non è riuscito a presentare il disegno di legge di bilancio nemmeno nei tempi: è arrivato con un mese di ritardo. Poi vi ha lasciato qui in una sorta di limbo, perché non diciamo che il disegno di legge di bilancio è stato discusso. Non si è discusso assolutamente nulla: le sedute della 5 a Commissione sono state convocate e sconvocate di continuo e qualche capo bastione di partito è andato in processione al MEF giusto per qualche mancetta, perché di questo si parla. Tutto il resto è stato tristemente deciso dal MEF. Vorrei spendere ancora qualche parola sul lavoro, su quanto poco si stia facendo per il lavoro e quanto sia stato anche mortificato il reddito di cittadinanza. Voi avete previsto una commissione e poi non l'avete ascoltata; una commissione che aveva messo l'accento sui navigator , i quali avevano trovato un deserto, dovuto sicuramente alla gestione trentennale dei centri per l'impiego, utilizzati come serbatoi di manovalanza, buoni per la politica, ma sostanzialmente incapaci di funzionare. Ebbene, voi li state mandando a casa, con quattro mesi di proroga e, per inciso, nel frattempo avete allargato le maglie dei Ministeri, dove state assumendo e nominando di tutto e di più: da esperti esterni a funzionari. Avete allargato le maglie di tutto. Brunetta assume chi vuole, con il suo albo, mentre i navigator avevano fatto anche una prova selettiva, neanche molto semplice. Questi li state mandando via, così Brunetta fa le sue assunzioni. State abbandonando a loro stessi quella parte fragile di percettori del reddito di cittadinanza, che avrebbe bisogno del pubblico, l'unico in grado di accompagnare costoro verso un vero inserimento nel mondo del lavoro, perché era più conveniente dare il compito alle agenzie interinali, che sicuramente non potranno, giustamente e legittimamente, occuparsi di quella fascia, pari a un terzo dei percettori, che potrebbe finalmente andare a lavorare. Non avete voluto neanche guardarli gli emendamenti, dicendo: li abbiamo prorogati per quattro mesi. Se vogliono, è così, altrimenti se ne andassero a quel Paese. Questo è il succo del discorso. Ed è veramente mortificante che un Governo di unità nazionale, un Governo che dovrebbe agire davvero per il bene del Paese non abbia preso a cuore determinate situazioni. Voglio solamente ricordare un aspetto. Tanti di voi si sono compiaciuti per questa grande legge di bilancio. Ma andatevi a guardare le altre. Cosa c'è di rivoluzionario in questa legge di bilancio? Non c'è niente che trasformerà, che rivoluzionerà la vita della povera gente. Ricordo che la Lega aveva le coperture per 40-50 miliardi. Vi sono dichiarazioni dell'attuale ministro Garavaglia, che diceva che le teneva nascoste, altrimenti gliele avrebbero copiate. Bene, è il momento di tirarle fuori, perché le bollette stanno lì sul comodino e gli italiani avranno serie difficoltà. Brunetta, anche lui, aveva 50-60 miliardi pronti nel cassetto per fare la flat tax : tiratele fuori queste coperture, perché la gente lì fuori se ne frega altamente del Presidente della Repubblica, delle vostre dinamiche di partito, delle nomine... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Senatrice Lezzi, la devo interrompere e richiamare. (Commenti della senatrice Lezzi). No, adesso lei ascolta me, anche perché il suo microfono è spento, senatrice Lezzi. Intanto, la Presidenza la richiama formalmente. Non credo che lei abbia capito e, quindi, necessita che io le spieghi. Io non l'ho interrotta nel corso di tutto il suo intervento, nonostante i toni accesi, che fanno parte della polemica politica. Ma lei non può riferirsi al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, nei toni che ha usato. Pertanto, questo è un richiamo formale. (Applausi) . Adesso può proseguire e concludere il suo intervento. LEZZI (Misto) . Signor Presidente, io ero rivolta ai partiti che, in questo momento, anziché pensare alle urgenze del Paese, hanno pensato a tutt'altro. Ora io vi faccio i miei migliori auguri. Quasi tutti voi potrete andare a spendervi i 100.000 euro, i 10.000 euro o i 15.000 euro sul territorio, per dire finalmente: avete visto? Sono un senatore potente! Ho portato i soldi, ho fatto il parcheggio della chiesa sotto casa. Bravi! Intanto, però, gli italiani avranno altro urgenze e voi li state di nuovo illudendo, senza risolvere assolutamente nulla, pensando sempre ed esclusivamente ai fatti vostri. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, colleghi, entrerò subito in argomento. Quale Italia - è stato chiesto - pensiamo per i prossimi decenni? Si è discusso in Parlamento; ci stiamo lamentando, abbiamo delle ragioni e credo che nei prossimi mesi ci sarà un dibattito su questa evoluzione della situazione democratica e rappresentativa. I partiti e la politica devono discutere di questo. Il tema energetico e ambientale, pur vero e grave - siamo già in ritardo di anni e di decenni - che si tramuta in transizione ecologica, dovrà essere graduale e compatibile con la situazione reale e dovrà essere studiato a fondo perché non è detto, ad esempio, che l'elettrico sia la soluzione. Saremo in futuro una Nazione manifatturiera, dove il fisco e la burocrazia consentono di produrre ricchezza o saremo soltanto la Nazione - e vado per riassunto - del mandolino? Difenderemo le nostre produzioni nazionali a tutti i costi, anche rispetto all'Europa, quando ci attacca sul vino, sulle case o su altre cose? L'Istituto Bruno Leoni, illustre centro di pensiero di Torino, ha detto che siamo di fronte alla stagnazione produttiva pluridecennale dell'Italia. Siamo di fronte al problema dell'inflazione che, fino a certi limiti, è benefica, ma oltre va controllata, altrimenti è pericolosa per gli interessi e per i risparmi. Siamo di fronte alla conseguenze della pandemia che, oltre che dal punto di vista sanitario, ha causato quello che sappiamo sui prezzi e sull'energia. Il problema dell'energia deriva dal no alle centrali nucleari. Abbiamo deciso la riforma fiscale, che è un primo passo, ma che è fatta purtroppo per pochi miliardi, è stato detto, ma è fatta a debito e a debito non si risolve nulla, né per le famiglie, né per le aziende, né per lo Stato. I vincoli di bilancio sono saltati. Il rapporto tra deficit e PIL quest'anno è al 9,8, per cento, mentre è previsto per il 2022 in legge di bilancio al 5,6 per cento; il debito totale è a 2.700 miliardi (un anno fa parlavamo di 2.350-2.400 miliardi) e ci sono altri miliardi, compresi quelli del PNRR, che andranno aggiunti a questo importo mastodontico. Ci sono alcuni temi ai quali faccio solo degli accenni, signor Sottosegretario, perché lei recepisca, e so di parlare a persona che ne terrà conto. Abbiamo, ad esempio, l'articolo 191 del testo originario - vedremo poi nel maxiemendamento - sulla rivalutazione dei beni, che riguarda soltanto i marchi e l'avviamento; non è prevista la rivalutazione dei beni immobili e delle partecipazioni, ma, come si è sempre fatto, può essere oggetto di un altro provvedimento per le persone fisiche e le società di persone. Un altro tema importantissimo è rappresentato dalle moratorie bancarie che scadono: sono stati presentati su questo degli emendamenti, che spero siano recepiti, con la previsione di una proroga della moratoria sui crediti bancari fino al 30 di giugno nel settore dell'autotrasporto, che piange la concorrenza straniera o perlomeno di chi ha la sede in Romania. Pensiamo di risolvere tutto con lo smart working che fino al 3 o 5 per cento - e dico delle percentuali a naso - può essere utile e praticabile, ma oltre crea problemi al sistema di procedura delle ditte e, soprattutto, della pubblica amministrazione. Abbiamo prorogato le cartelle esattoriali, con un meccanismo interessante, ma il concetto base è: chi non paga non è un evasore o uno che vuol fare il furbo, ma è qualcuno che non può e allora la dilazione rispetto al Covid è ultra-annuale e probabilmente andrà rivista. Ci sarebbero molti altri temi, anche di politica generale e internazionale, che possono riguardare il bilancio, perché alla fine diventano espressione monetaria. Per quanto concerne i flussi degli immigrati, ad esempio, sono previsti in circa 81.000; io toglierei due zeri perché, se è vero che dobbiamo integrare le persone e rispettare, questo può essere fatto a dosi facilmente omologabili. L'Europa, come già detto, ci avversa su tante cose e bisogna veramente battere i pugni. L'accordo con la Francia - è un mio grido di dolore in quest'Aula - è pericoloso, perché la settimana dopo l'accordo Macron è andato negli Emirati Arabi Uniti e ha fatto una commessa da circa 20 miliardi di elicotteri, sottraendola ad aziende nazionali. Una manovra a parte - una piccola manovra - probabilmente sarà necessaria per la questione relativa al Monte dei paschi. Non la metto in politica, ma è una questione di numeri. Il bonus del 110 per cento è stata una bella intuizione, in qualche modo corretta rispetto alle previsioni iniziali dell'articolo 9, ma è partita su presupposti sbagliati. Si è fatto un calcolo sui potenziali interventi in Italia: ne è risultato lo 0,7 per cento e il costo è stato di 18 miliardi di euro. Se ad esempio ne risultasse il 7 per cento, ci sarebbe il default di cassa. Quindi c'è qualcosa che non quadrava sin dall'origine. Ora questo strumento va portato avanti, così come previsto dagli emendamenti fatti propri dal Governo, ma va in qualche modo ricondotto a percentuali che siano più consone all'economia. Concludendo, signor Presidente, ci sono poi emendamenti e norme interessanti. Penso ad esempio all'articolo 166 e ai seguenti, che prevedono contributi per ponti e viadotti, un tema importantissimo, e c'è poi la manutenzione delle scuole e il tema della rigenerazione urbana. Ricordo anche l'articolo 136, che voglio difendere, con cui il fondo per la revisione dei prezzi dei contratti pubblici è stato rifinanziato con 100 milioni di euro - in aggiunta ai 34 già stanziati - ma che va finanziato in maniera più forte e semplificato. Ricordo inoltre gli articoli 139 e 140, contenenti i finanziamenti alle Province ai Comuni. Cito infine l'articolo 172 su cui avevo proposto un emendamento, che spero sia accolto, per la modifica del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, il decreto legislativo n. 267 del 2000, per quel che riguarda la questione relativa ai segretari comunali, di cui ho già parlato in Assemblea. Si tratta infatti di un tema importante, che riguarda la vita amministrativa, la politica dei nostri paesi e il buon governo. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romeo. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, è nostro compito mettere in evidenza gli aspetti positivi contenuti all'interno della manovra economica. In primo luogo ci teniamo a citare gli otto miliardi di euro che il Governo ha messo a disposizione per ridurre le tasse degli italiani. (Applausi) . Certamente la riforma dell'Irpef non può dirsi epocale, però recepisce dei requisiti importanti, che abbiamo messo in evidenza e che, quantomeno come Lega, abbiamo sempre sottolineato: in primo luogo la rimodulazione degli scaglioni e, in secondo luogo, la riduzione delle aliquote, proprio per cercare di aiutare il ceto medio, che è quello che negli ultimi anni ha subito le maggiori penalizzazioni e che ha continuato a subirle a causa del Covid. Questo era l'obiettivo, che è stato assolutamente centrato. La riduzione delle tasse riguarda però tutti gli scaglioni: sappiamo che fino a 12.000 euro di reddito l'Irpef non si paga e quindi comunque i redditi bassi usufruiscono già di alcune agevolazioni. Dai 12.000 euro a salire, la rimodulazione delle aliquote, con l'intervento sulle detrazioni e l'assorbimento del bonus Renzi, fa in modo che tutti gli italiani avranno una riduzione delle tasse. Chi più e chi meno, a livello progressivo, perché questo è scritto nella nostra Costituzione, tutti avranno questa riduzione. Si tratta di un risultato chiaro ed evidente. L'altro risultato a cui teniamo particolarmente, perché è una battaglia storica della Lega, è aver ottenuto finalmente l'abolizione dell'IRAP per un milione tra ditte individuali, professionisti e partite IVA, su cui abbiamo insistito molto. Lo ripeto: un milione di soggetti, tra ditte individuali, persone fisiche e partite IVA, godrà dell'abolizione dell'IRAP. È dunque la prima volta che non solo sentiamo parlare di abolizione dell'IRAP, ma che lo facciamo davvero. (Applausi) . Se sommiamo questo milione di ditte individuali e professionisti ai due milioni che hanno beneficiato della mini- flat tax , introdotta quando la Lega era al Governo all'inizio della legislatura, arriviamo a 3 milioni di partite IVA, che erano state dimenticate per anni dallo Stato italiano. Grazie all'intervento della Lega oggi finalmente beneficiano di una riduzione delle tasse. (Applausi) . Non saranno risultati epocali, ma - perdonatemi se ci rifacciamo sempre al pragmatismo - sono risultati concreti e tangibili che nessuno può negare. Non è tutto, però, perché la riduzione delle tasse è un pacchetto importante e fondamentale in questa manovra, ma ci sono stati anche altri interventi che reputiamo decisivi: 100 milioni di euro stanziati per il turismo, viste tutte le difficoltà di questo momento a causa del Covid, 50 milioni per il settore dell' automotive per cercare di aiutare le nostre imprese e i nostri produttori. Sono loro che devono essere aiutati; non serve solo una politica legata agli incentivi sulle auto, ma una politica rivolta alle piccole aziende. Noi siamo pieni di terzisti; c'è il mondo dei concessionari che è in notevole difficoltà e per loro abbiamo ottenuto un fondo importante. Non dimentichiamoci dell'esenzione anche se solo per tre mesi - ci auguriamo venga prorogata - del pagamento della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (TOSAP) per i tanti esercizi commerciali, soprattutto bar e ristoranti, che hanno subito le chiusure durante il periodo Covid e che sono stati in grandissima difficoltà. Questo è un risultato certo e condiviso da tutte le forze politiche. È un risultato che abbiamo ottenuto e di cui dobbiamo andare fieri. (Applausi) . Potrei citare anche altre tematiche importanti come l'incremento di 27 milioni di euro del fondo per l'autismo. Questo è quanto ci aveva chiesto espressamente il nostro ministro Stefani perché le politiche per aiutare le persone disabili sono tra le nostre priorità. Abbiamo raggiunto questo risultato. Certo, si poteva fare di più, però è un risultato importante. Non possiamo dimenticarci neanche delle assunzioni nelle Forze dell'ordine. Se non fosse intervenuta la Lega - lo diciamo chiaramente - il ministro Lamorgese non si sarebbe preoccupato di aumentare l'organico. È una battaglia fatta dal sottosegretario Molteni e da Salvini in primo luogo. (Applausi) . Se oggi abbiamo delle assunzioni di Forze dell'ordine insieme a una tutela legale è solo ed esclusivamente merito della battaglia e dell'impegno della Lega. Potremmo citare tanti altri interventi come quello sui lavoratori fragili e l'intervento per le vetrerie di Murano. C'è il tema del sostegno con 30 milioni della filiera delle carni bianche. In questo caso il tema è l'agricoltura e riguarda i nostri allevatori. Sono risultati fondamentali, ma di certo non basta. C'è il tema delle bollette, che qualcuno ha evocato. Bisogna sterilizzare questo aumento delle bollette. Intanto il Governo ci ha messo 3,8 miliardi, che non è poco. Serve di più; siamo noi i primi a richiamare un tavolo che metta in campo ulteriori risorse, perché ci sono molte aziende che rischiano di chiudere e di mettere in pericolo la produzione. Devono addirittura fermarsi perché l'energia, il gas e l'elettricità costano troppo. Sono costretti, quindi, ad andare in quella direzione, ma vanno aiutati, soprattutto tenendo conto dei settori maggiormente colpiti. Prima si citavano le vetrerie di Murano che vanno in questa direzione. Se vogliamo che questi costi non aumentino e si stabilizzino, dobbiamo capire che la transizione energetica va fatta con gradualità e intelligenza. Altrimenti saremo in testa a un treno, sulla locomotiva di un treno che va diretto a sbattere contro un muro, perché avrà costi altissimi in termini di posti di lavoro e in termini sociali per tutta la popolazione. Quindi tutela dell'ambiente sì, ma "gretinismo" no. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signora Presidente, gentili colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, viviamo una fase storica complicata, che ci vede tutti impegnati nella difficile azione di contrasto alla pandemia, ma al contempo sta continuando ad affermarsi una forte domanda di beni pubblici e di azioni pubbliche che riguardano tematiche quali l'ambiente, lo sviluppo sostenibile, la protezione sociale e il lavoro. Questi beni pubblici e queste azioni pubbliche non potranno che essere sostenute da massicci investimenti pubblici, come sta emergendo anche in Europa dopo il Next generation EU, i cui effetti daranno enorme beneficio all'Italia grazie all'iniziativa e agli sforzi del Governo Conte II, che l'ha ottenuto un anno fa. Ed è ancora grazie a quel Governo, all'intuizione e alla perseveranza del MoVimento 5 Stelle che oggi possiamo sottolineare l'avvenuta estensione e il potenziamento di una vera e propria rivoluzione qual è il superbonus 110 per cento per l'edilizia. (Applausi) . Si tratta di una misura innovativa basata sul meccanismo dello sconto in fattura e sulla cedibilità dei crediti d'imposta, introdotta proprio dal Governo Conte II nel maggio 2020, in piena pandemia. Voglio ricordare questo dato anche per sottolineare che quel Governo, con il costante input del MoVimento 5 Stelle, non solo ha saputo stendere una rete di protezione intorno al tessuto economico e sociale del Paese nel corso della pandemia, ma ha anche avuto la forza e la lungimiranza di puntare subito sul rilancio del Paese, mettendo in campo misure innovative che in pochi mesi hanno spiegato i loro benefici effetti. Dall'ANCE al CRESME, passando per l'ENEA, Unioncamere, le associazioni imprenditoriali, gli ordini professionali (e potrei continuare, perché l'elenco è davvero lunghissimo): nell'ultimo anno non c'è praticamente osservatore economico che non abbia certificato i grandi effetti del superbonus sulla crescita del PIL italiano ed europeo, sulla generazione di nuovi posti di lavoro, sull'apertura di cantieri e sul conseguimento di obiettivi di risparmio energetico e di tutela dell'ambiente. Ebbene, grazie al MoVimento 5 Stelle oggi riusciamo a estendere e a potenziare il superbonus. A partire dal testo originario della legge di bilancio abbiamo esteso il superbonus al 2023 sui condomini e sulle case popolari; le modifiche parlamentari che abbiamo richiesto a gran voce e ottenuto lo estenderanno per tutto il 2022 a beneficio delle case unifamiliari. Abbiamo così cancellato la precedente e sbagliata previsione di un tetto ISEE, che avrebbe discriminato i cittadini e sarebbe stata del tutto incoerente rispetto agli obiettivi del superbonus, che sono quelli dell'efficientamento energetico e della messa in sicurezza antisismica. Così come abbiamo abolito il limite, precedentemente previsto, riferito all'abitazione principale (quindi lo si potrà fare anche per le seconde case), nonché il limite della presentazione di una CILA, addirittura retroattiva. Tutto questo l'abbiamo cancellato semplicemente perché era sbagliato. Un'altra modifica importantissima riguarda la proroga fino al 2025 del superbonus 110 per cento per gli interventi antisismici nelle aree che sono state colpite da eventi sismici a partire dal 2009 in poi (quindi i terremoti che hanno interessato le nostre Regioni italiane dal 2009 in poi). Inoltre, proroghiamo ed estendiamo la misura del superbonus agli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, agli impianti fotovoltaici e alle colonnine elettriche di ricarica, comprendendo anche gli edifici di proprietà di ONLUS e di RSA. Questa misura, che contraddistingue così tanto questa legge di bilancio, dimostra quanto il MoVimento 5 Stelle sia fortemente schierato a difesa di uno dei beni più preziosi per gli italiani: la casa. Proprio attraverso questa misura, il superbonus, andiamo a proteggerla, a migliorarla, e in definitiva ne accresciamo il valore, quindi aumentiamo la ricchezza delle famiglie italiane. Per questi motivi il superbonus è diventato un vero e proprio modello; lo abbiamo sostenuto fin da subito noi del MoVimento 5 Stelle, attirandoci in qualche caso il sarcasmo dei soliti soloni della politica e dell'economia - che, per la verità, non ne azzeccano mai una - però, questo succede a tutti gli innovatori, quali noi crediamo di essere. Ora, dopo i risultati che sono stati certificati, di cui vi ho parlato prima, lo sostengono praticamente tutti, compresi il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans e la commissaria all'energia Simpson, che hanno enfatizzato gli effetti di questa nostra misura davanti al Parlamento europeo. L'intuizione del MoVimento 5 Stelle non si fermerà qui; il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito, vera ragione del successo del superbonus e dell'esplosione dell'utilizzo degli altri bonus edilizi, rappresenta una innovazione che si presta a essere estesa anche ad altri crediti di imposta, come quelli legati al nostro piano Transizione 4.0 che riguarda il settore produttivo, anch'esso confermato in legge di bilancio e reso triennale (Applausi). Quest'estensione è quindi un'altra grande operazione di immissione di liquidità nel sistema economico. La manovra è importante anche per un'altra operazione di rilievo, ovvero la diminuzione dell'Irpef, che dà un doveroso segnale a quel ceto medio che ha sempre puntualmente pagato la maggior parte delle imposte, senza finora avere mai una boccata di ossigeno. Allo stesso tempo riusciamo a dare un segnale importante anche alle fasce più basse, soprattutto nel combinato disposto della riforma dell'Irpef e la decontribuzione fino a 35.000 euro di reddito, l'assegno unico per i figli e il taglio al cuneo fiscale sui redditi bassi (quest'ultimo operato l'anno scorso dal Governo Conte 2). In questo disegno rientra anche lo storico azzeramento dell'IRAP per più di 800.000 partite IVA, che rappresentano oltre il 40 per cento dell'intera platea: operazione - questa - che era attesa e invocata da anni, ed è importantissima perché prelude al definitivo assorbimento dell'IRAP in un'imposta unica sulle società, che è uno degli obiettivi della delega fiscale all'esame del Parlamento. Mi avvio davvero alla conclusione, Presidente. Abbiamo ottenuto un miliardo in più per il reddito di cittadinanza, misura che durante la pandemia ha aiutato milioni di italiani, quelli più fragili e indifesi, i bambini, i disabili, gli anziani, che senza l'aiuto del reddito di cittadinanza sarebbero rimasti sprovvisti di protezione e avrebbero pagato un prezzo altissimo alla crisi. E pensare che diversi esponenti politici, anche in quest'Assemblea, hanno provato strumentalmente a evocarne l'abolizione o un taglio delle risorse ad esso dedicate, citando dati falsi, sistematicamente smentiti dalla Guardia di finanza, dall'INPS o dall'ANPAL. (Applausi) . Cito solo un dato dell'ANPAL i cui rappresentanti sono venuti a raccontarlo qui in Parlamento, secondo cui il 40 per cento - lo sottolineo - dei percettori del reddito, quelli abili al lavoro, hanno firmato un contratto di lavoro; quindi, altro che fannulloni, altro che metadone di Stato o le volgarità che sono state dette. Concludo. Su tutti questi temi che incidono sulla carne viva dei cittadini italiani il Movimento c'è e ci sarà sempre. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, farò una breve replica agli interventi che sono stati copiosi e ricchi di spunti per un disegno di legge di bilancio che ha accolto sicuramente molte istanze delle colleghe senatrici e dei colleghi senatori. Forse sarebbe stato opportuno riuscire a fare di più, però sappiamo che il di più è sempre legato alle risorse a disposizione per poter mettere in campo gli interventi. Sono felice del fatto che, ad esempio, la collega Fregolent abbia ricordato un tema importante come quello della disabilità: un tema sul quale abbiamo puntato molto tramite l'analisi delle istanze pervenute dai colleghi senatori e senatrici perché siamo riusciti veramente a destinare ottime risorse, ad esempio, per l'autismo, la qual cosa ci ha veramente dato soddisfazione, come spero darà molta soddisfazione alle persone che ne hanno più bisogno. Allo stesso tempo, sono soddisfatto che il collega Quarto abbia ribadito la necessità di fare di più per l'ambiente. Apprezzo che sia stata richiamata questa necessità, ma sono meno contento del fatto che siamo riusciti a fare veramente poco, come in altre occasioni, per la parte ambientale. Mi riferisco a questo perché le risorse a disposizione sono già state previste nel disegno di legge di bilancio: ad esempio, vi sono 150 milioni a disposizione di un fondo per la sostenibilità ambientale, che permetterà anche alle nostre industrie di riconvertirsi e pensare a un futuro migliore attraverso una nuova strategia legata a nuovi cicli di produzione e a nuovi sistemi di realizzazione di beni e servizi. Questo è molto importante. Sicuramente occorre fare di più per riuscire ad incrementare queste risorse e dare maggiori opportunità alle aziende che hanno bisogno di riconvertirsi. A tale proposito faremo molto, ma bisogna riconoscere - e bene ha fatto il collega Quarto a ricordarlo - che per quanto riguarda la sostenibilità e la biodiversità c'è ancora tantissimo da fare. Soprattutto c'è da fare molto sul dissesto idrogeologico. A tale riguardo va apprezzato lo sforzo del MoVimento 5 Stelle volto a destinare risorse, minime ma importanti, per portare avanti la realizzazione della Carta geologica d'Italia, che è sicuramente uno dei fattori base per riuscire a fare di più, per migliorare l'assetto idrogeologico italiano ed evitare le catastrofi che copiosamente accadono anno dopo anno. Il collega Vitali ci ha ricordato una questione molto importante e che purtroppo in ogni provvedimento si cerca di far approvare senza poi riuscirci: si tratta di permettere alle aziende di partecipare alle gare d'appalto anche se hanno piccoli contenziosi in corso con il fisco. Tali contenziosi potrebbero essere sanati con la partecipazione alla gara che può risultare un vantaggio per l'azienda: mi riferisco alle risorse di cui entrerà in possesso l'azienda durante i lavori. Secondo me è una cosa che si può fare e spero veramente si faccia al più presto, poiché si può regolarizzare un debito con il fisco anche con le stesse risorse acquisite durante la realizzazione di un appalto. Spero che tale misura possa essere approvata nel più breve tempo possibile. Il collega Fenu ha fatto un riferimento importante alle materie fiscali trattate nella legge di bilancio. È utile ricordare che si è fatto veramente tanto per riuscire a ridurre le tasse ai cittadini. Sicuramente si potrà fare ancora molto di più migliorando il rapporto tra fisco e cittadini, attraverso l'informatica, la digitalizzazione, un rapporto più diretto e veloce con il fisco. Ad esempio, già riuscire a spendere in modo immediato e rapido le risorse destinate ai crediti di imposta potrebbe rappresentare un vantaggio per i cittadini: un portafoglio fiscale nel quale riuscire ad accantonare e spendere in modo veloce e rapido le risorse destinate ai contributi fiscali. Speriamo che questo possa diventare presto realtà; siamo molto fiduciosi. La collega Ronzulli ci ha ricordato l'importanza del supporto psicologico nelle scuole. C'è da fare sicuramente molto; un segnale concreto lo abbiamo dato e pensiamo si possa fare comunque di più. Il collega Giacobbe ci ha ricordato le piccole e medie imprese, e soprattutto il rapporto che le nostre imprese hanno e devono migliorare con il commercio estero. Ci ha rappresentato il ruolo importante delle camere di commercio estero che spesso quasi dimentichiamo, dedicando ad esse forse poca attenzione. Riuscire a fare in modo che le nostre aziende riescano a vendere di più, a esportare di più e a rendere più forte la presenza dell'Italia all'estero è possibile tramite le camere di commercio estero, che - lo sappiamo benissimo - non sono enti pubblici, ma aiutarle vuol dire aiutare tutte le aziende italiane. Il collega Perosino ci ha ricordato i problemi con il debito pubblico: bisogna fare sicuramente molto di più, lo sappiamo benissimo, ma lo si fa attraverso quelle misure, piccole o grandi che siano, che aiutano il nostro Paese a crescere. Nel disegno di legge di bilancio sicuramente ci sono tante di queste misure, che secondo me vanno tutte apprezzate. Dovremmo continuare su questa strada. Sono molto soddisfatto di una cosa che siamo riusciti a ottenere. Il Governo aveva pensato, nel disegno di legge di bilancio, anche a incrementare, come dicevo prima, il rinnovo delle aziende italiane attraverso diverse misure, tra cui lo stoccaggio della CO 2 . Grazie all'intervento non solo del MoVimento 5 stelle, ma soprattutto grazie a un emendamento presentato da Liberi e Uguali, siamo riusciti a far capire che questa cosa forse non andava fatta. Siamo riusciti a eliminare questa norma dal provvedimento e siamo contenti per il fatto che le risorse destinate alla sostenibilità ambientale abbiano messo da parte alcune tecnologie, che forse era corretto evitare. Non mi dilungo ulteriormente, ma sono soddisfatto del lavoro svolto e ringrazio nuovamente tutti coloro che vi hanno partecipato, a partire dagli Uffici, dai colleghi e dal Governo. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Rivolta. Mi risulta essere un giorno particolarmente felice per lei, essendo il suo compleanno. Non lo faccio mai, ma visto che è intervenuta, faccio un'eccezione per lei. (Applausi) . RIVOLTA, relatrice . Grazie, Presidente. Effettivamente, da qualche anno mi capita di passare il giorno del mio compleanno nel pieno della legge di bilancio. Vorrei fare qualche osservazione anch'io, dopo aver ascoltato gli interventi in discussione generale, e soffermarmi in particolare su un aspetto ribadito dal presidente Romeo, che però è importante. Noi vorremmo che ci fosse molto più ordine nell'affrontare tutte le emergenze, anche quelle relative al Covid-19. Infatti, bisogna controllare di tutto e di più: i momenti di assembramento, le manifestazioni, ma questo non lo si può fare se non si assumono le Forze dell'ordine. Ci si indigna per i reati e per i disordini, ma alla fine chi deve intervenire sono sempre le Forze dell'ordine. È un segnale molto importante il fatto che verranno assunte Forze dell'ordine di tutti i comparti: poliziotti, carabinieri, finanzieri e anche agenti di Polizia penitenziaria. Non ci dobbiamo dimenticare, infatti, delle condizioni anche di chi lavora nelle carceri; non c'è soltanto il problema del sovraffollamento, che sappiamo essere una cosa vergognosa, ma vergognose sono anche le condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria, pochi e con turni massacranti. Questo è un fatto assolutamente positivo, perché dobbiamo renderci conto che si tratta di risorse umane che rappresentano un ingranaggio fondamentale in tanti ambiti diversi. È quindi una buona misura. Mi è piaciuto l'intervento della senatrice Faggi, che ha sottolineato un aspetto importante: in questo lungo periodo di pandemia, di chiusure, riaperture e di grandissima difficoltà, i governi che si sono succeduti si sono trovati a dover agire con molta tempestività. Questo ha fatto sì che l'atteggiamento, ormai diventato normale, dell'andare avanti solo a decreti-legge, abbia subito un'ulteriore accelerazione legata all'emergenza. Questo ha mortificato oggettivamente il lavoro parlamentare e ha fatto bene la senatrice Faggi a ricordare che invece il Parlamento, che è fatto anche di tante competenze, intelligenze e conoscenze approfondite delle realtà territoriali, è una ricchezza per il Governo e non solo un passaggio dovuto. Penso che questo dovrebbe far riflettere tutti noi, ma anche i componenti del Governo. Purtroppo, per l'intasamento con l'esame del PNRR alla Camera, ci siamo trovati a lavorare in grandissima fretta; una fretta che ha colpito evidentemente anche i membri del Governo che hanno dovuto seguire i provvedimenti, sia il PNRR che la legge di bilancio. È stato tutto ulteriormente compresso. Penso che si possa lavorare in questo modo una volta, in situazione di estrema emergenza. Ma, se diventa la regolarità, si rischia di fare degli errori. Ci sono infatti delle questioni sulle quali bisogna trovare il tempo di riflettere, e non un tempo infinito, ma il tempo di poter fare degli approfondimenti proprio per vedere la direzione nella quale si vuole andare insieme. Mi piacerebbe che questa osservazione fosse ragionata da tutti. Si è parlato di turismo; per alcuni i soldi per il turismo sono troppi. Penso che ci sia da fare semplicemente un ragionamento: l'industria del turismo tutta, in tutte le sue sfaccettature è una delle attività più importanti del nostro Paese, che dà lavoro veramente a tantissime persone, nei vari ruoli. Come ho già detto qualche giorno fa, è qualcosa che in questa modalità abbiamo solamente noi in Italia. Bisogna saperla organizzare. Ma è una ricchezza tale che bisogna cercare di rendere più visibile possibile, più efficiente possibile e più accessibile possibile tutto il mondo del turismo. Bisogna cioè migliorare davvero il Paese, ma soprattutto bisogna poi saperlo comunicare, perché il potenziale è così alto che possiamo diventare davvero il Paese di riferimento di tutto il mondo. Tutti devono avere desiderio di programmare una vacanza nel nostro Paese per la bellezza naturale, per la ricchezza del patrimonio artistico delle nostre città, perché inclusivo, per tutte le sfaccettature, per le manifestazioni sportive e culturali. È questo che dobbiamo fare. Troppo spesso il turismo nel nostro Paese è stato trattato come una piccola cosa. Menomale che vi è ora un Ministero del turismo. Dobbiamo affrontare questo problema con l'idea di farlo diventare un settore non solo che contiene tutto, ma dove ci siano una programmazione e tanta efficienza nei singoli interventi. È una sfida che considero molto importante. Mi ha colpito quindi l'intervento di chi ha parlato di tesoretti del turismo e ha detto che c'è solo il turismo, e menomale. Come ha già detto il presidente Pesco, nel cosiddetto fondone, nei 150 milioni c'è il turismo, l' automotive , un altro dei grandi temi, e ci sono anche i lavoratori dello spettacolo. Quest'ultimo settore ha subito uno stop importante durante la pandemia, ma è di grande importanza sotto il profilo culturale, per lo sviluppo del senso critico delle persone, è un momento di divertimento. È un settore dove esiste tanta precarietà proprio per come è strutturato. Va perciò bene che ci sia un fondo dal quale devono emergere tanti interventi che devono interessare tutto il territorio del nostro Paese e svilupparne gli effetti. Mi è sembrato giusto sottolineare l'attenzione per i temi legati al disagio delle persone e dei giovani e gli interventi che sono stati fatti sulla scuola. Ho trovato sinceramente un po' fuori luogo alcuni interventi sull'autonomia differenziata, che forse in questo momento non erano attinenti. Ad ogni modo - come dicevo prima - anche ascoltare interventi che non ci sembrano perfettamente centrati fa parte del confronto che in questa Aula deve avvenire ed è un momento di crescita. Sono contenta di aver fatto questa esperienza insieme ai colleghi relatori. Ringrazio il Governo, il vice ministro Castelli, instancabile e sempre presente, e le faccio gli auguri per tutto quello che arriverà nei prossimi mesi a partire dal Natale. Ringrazio anche i sottosegretari Guerra, Sartore e Freni, ultimo in ordine di apparizione, nonché tutto lo staff del Ministero dell'economia e delle finanze e della Ragioneria di Stato, che hanno partecipato a questa sessione di bilancio. Non dimentico, certo, i nostri Uffici del Senato e della 5 a Commissione, nonché tutto il personale e gli assistenti parlamentari che hanno accompagnato le nostre lunghe giornate e anche le nottate e hanno assistito a interminabili sedute. Grazie a tutti. Io spero che i frutti che verranno grazie alle scelte fatte possano aiutare davvero - e sono convinta che aiuteranno - le famiglie, le imprese e il Paese in generale. Moltissimo rimane ancora da fare, ma l'importante è rendersi conto e centrare sempre meglio gli obiettivi. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Errani. ERRANI, relatore . Signor Presidente, molti colleghi e gli stessi relatori hanno sottolineato il problema dei tempi, su cui non tornerò, perché è stato detto in modo chiaro. Voglio, però, dire una cosa. Il senatore Malan ha detto che abbiamo superato tutti i record , ma non è così. Ricordo che la prima legge di bilancio di questa legislatura non ha avuto i relatori, perché è arrivato il maxiemendamento circa un'ora e mezza prima della votazione. Vorrei ricordare che abbiamo fatto un lavoro riconoscendo il senso di costruzione di un impegno comune tra maggioranza e minoranza. E ne sono quindi contento. Alcuni interventi oggi hanno parlato di mance e altro. Per quello che mi riguarda, vorrei che si scrivesse e si scolpisse nella roccia che non c'è spazio nella legge di bilancio per interventi puntuali, specifici, localistici. Tuttavia, quei 600 milioni - e non vorrei che su questo ci fosse confusione - di risorse per i parlamentari hanno avuto destinazioni importanti, come - per esempio - per le assunzioni per le Forze dell'ordine, per la Polizia e per i Vigili del fuoco. Quel fondo è servito, in accordo con il Governo, a dare una risposta strategica. E tutte le volte che sento un partito rivendicare in toto quel risultato sono contento, perché vuol dire che abbiamo fatto insieme un ottimo lavoro di sintesi. Se il superbonus non ha i vincoli che erano previsti nella legge di bilancio, è perché la scelta più significativa l'abbiamo fatta con le risorse parlamentari, insieme e in accordo con il Governo. Se per la scuola abbiamo risolto il problema del personale ATA e riconosciuto un minimo di risorse per garantire che anche gli insegnanti fossero parificati, nei livelli salariali, al resto della pubblica amministrazione, è perché abbiamo utilizzato le risorse del fondo parlamentare e l'abbiamo fatto insieme. Va bene mettersi gli scudetti sul petto - la politica ha anche questa caratteristica - ma, quando si fa un lavoro comune, saperlo riconoscere è un elemento di valore per l'insieme e per la stessa Assemblea. La politica non si fa mai per conto proprio: la politica deve avere sempre una visione comunitaria, che è un grande elemento di valore. Mi rivolgo ora ai colleghi di l'Alternativa c'è, soffermandomi sullo stanziamento di risorse a favore del fondo per la non autosufficienza, evitando di fare confusione con l'autonomia differenziata, che è altra questione e che non può, né deve stare all'interno della legge di bilancio. Il fatto che nella manovra di bilancio, per la prima volta, ci siano i livelli essenziali di assistenza è un merito che, in primis, dobbiamo riconoscere al Governo perché non è mai stato fatto. Adesso, sfidandoci in alto - non in basso - dobbiamo costruire il relativo percorso di realizzazione. In questa manovra ci sono cose importanti, frutto del lavoro parlamentare. Si leggono i giornali e il giorno dopo si viene in Aula a dire che va bene, ma potevamo fare ancora di più nella direzione giusta. Ma è tanto quello che abbiamo fatto e su cui dobbiamo continuare. Voglio dare una risposta sulla questione del terzo settore posta da un collega di Fratelli d'Italia. C'è un intervento non risolutivo, ma che comunque dà la possibilità di evitare il pagamento dell'IVA che, con un provvedimento recentissimo, in relazione a un'emergenza - una questione di rapporti con l'Unione europea - si era introdotto. Sul terzo settore dovremmo riordinare la legge, che presenta dei problemi e va rivista complessivamente. Mi piacerebbe se riuscissimo a discutere di questo. Tuttavia, non penso che questo provvedimento sia il meglio possibile, in quanto ci sono questioni che non abbiamo trattato e che invece andavano affrontate. Una di queste, collega Floris, è la questione di Air Italy, su cui vorrei che tutta l'Assemblea esprimesse una sollecitazione corale all'indirizzo del Governo. È ingiusto e non accettabile che tutte le compagnie, e non solo Alitalia, ma anche Blue Panorama, Emirates, anche Norwegian e Air Italy hanno avuto la cassa integrazione per il 2022. Qui non potevamo farlo, collega Floris. Anche il Gruppo cui appartengo aveva presentato un emendamento in tal senso, ma non potevamo farlo. Su questo anche quest'Assemblea con l'odierno dibattito può dare un segnale: deve venire una sollecitazione forte al Governo perché ci sia una risposta. Non possiamo lasciare questi lavoratori senza alcun ammortizzatore, perché non è giusto e non è equilibrato. Ci sono altre questioni. Anche sul lavoro - per esempio - abbiamo fatto qualcosa. Tuttavia, nonostante il nostro sforzo e il fatto di aver cercato una norma, in questo Paese i lavoratori discontinui sono ancora in una situazione critica. Vi sono poi quei 150 milioni che sono un fondo per le emergenze, che oggi non hanno destinazioni definite e riguardano turismo, automotive - come ha detto il senatore Verducci e ha ragione - i lavoratori dello spettacolo, dell'arte e della cultura sono tra le figure che in questo Paese hanno ricevuto meno anche nell'emergenza Covid e richiedono di più. Su questo dobbiamo cominciare a lavorare, onde evitare che poi ci sia sempre qualcuno in quest'Aula a spiegarci com'è la realtà del Paese. Non siamo disconnessi: sappiamo qual è la realtà del Paese, o meglio, dovremmo saperla. Troviamo il modo per fare un dibattito vero su queste tematiche ed emergenze, per trovare delle sintesi da proporre al Governo. Credo che questo dovrebbe essere il nostro ruolo. Avviandomi alla conclusione, tra le cose importanti che abbiamo fatto, c'è una per la sanità che spero riceverà l'applauso di tutta l'Assemblea e di tutti i Gruppi. Mi riferisco, cioè, al fatto di scrivere con chiarezza in norma primaria che il payback si deve pagare interamente, senza sconti, perché per il periodo 2019-2020 vale oltre 2,3 miliardi, che sono fondamentali per reggere l'urto pesantissimo creato dal Covid. Abbiamo fatto un altro provvedimento per rispondere a quei temi, colleghi, e qui non c'è nessuno che si mette lo scudetto nel petto. Vedete la differenza? Noi abbiamo fatto un provvedimento che consentirà, dal momento in cui il bilancio sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale , di dare alle Regioni almeno 800 milioni. Si tratta di quella parte di payback del 2019, oggi bloccata al Ministero dell'economia per il rischio di eventuali restituzioni a fronte di sentenze - in questo periodo, per fortuna, sono tutte vinte dalle Regioni - che sarà distribuita alle Regioni per consentire loro di chiudere il 2021 ed evitare così che vadano in piano di rientro e aumentino le tasse. Queste sono misure importanti che, con tutte le nostre difficoltà, siamo riusciti a porre in essere. In conclusione, dico che lo abbiamo fatto insieme. Abbiamo posizioni diverse, e ci mancherebbe. Per fortuna, a fronte della crisi della democrazia che stiamo vivendo, le abbiamo fatte insieme. Riconosciamo in modo comunitario che la politica fa qualche cosa di utile per il Paese. Ringrazio il vice ministro Castelli, i sottosegretari Guerra, Sartori, Freni e tutti coloro che hanno lavorato insieme a noi, i tecnici, i tanti vituperati tecnici. E questo voglio dirlo, perché ci sono delle vulgate che dovremmo smentire. I dirigenti del MEF e della Ragioneria hanno elaborato, in un anno e mezzo, più di cinque manovre, e ciò ha comportato problemi. Per me il Governo avrebbe dovuto fare un'altra scelta. Spero mi ascolti il ministro D'Incà, che ringrazio per il lavoro che ha svolto. Noi, però, non dovevamo mettere insieme tutte le misure che sono state approntate. Quei dirigenti, però, hanno lavorato ventiquattro ore su ventiquattro su migliaia di emendamenti, anche su quelli dei quali poi si scopre essere privi di copertura. Diciamo queste cose e mettiamole a verbale, così spieghiamo che le abbiamo capite. E dico ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che è successo a tutti di dover affrontare problemi simili. Concludo dicendo che è stato un lavoro veramente grande. Ora valorizziamolo per quello che è, senza parlare di miracoli, perché nessuno ha fatto miracoli, e facciamoci carico di quello che non abbiamo risolto. (Applausi). PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Calandrini, rinuncia ad intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. CASTELLI, vice ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, dalla discussione di questa mattina il grido più accorato è sicuramente quello della compressione dei tempi. È quello che fa più male a quest'Aula, a tutto il Parlamento e al Governo stesso, che è stato costretto a comprimere così tanto i tempi. Concordo con la relatrice Rivolta. La ricchezza del Parlamento e dei membri delle Commissioni è l'unica risorsa che permette di arrivare fino all'ultimo Comune, all'ultimo territorio di questo Paese, ed è quello che ci permette di fare le scelte, in un modo o nell'altro, ma nel modo corretto. Forse il record è stato quello di aver operato, sì, in pochi giorni, non più di quattro, cinque giorni, ma anche con una maggioranza così ampia, una maggioranza che forse questa Repubblica non ha mai visto, e che ha obbligato la stessa maggioranza ad allargarsi ancora di più, anche alle opposizioni, in uno sforzo più grande di se stessa e più grande delle ideologie dei singoli partiti, il che ha aiutato anche il Governo a collaborare in alcune partite importantissime. Senza questa collaborazione alcune risorse non sarebbero mai bastate. Quindi, lo abbiamo fatto insieme, ognuno con la propria parte di risorse a disposizione. Io spero che sia l'ultima manovra con l'emergenza Covid-19. Tutti l'abbiamo vissuta così, sperando che questo fosse l'augurio. E speriamo anche che questo sia l'ultimo modo di progettare, pensando che in futuro possa esserci un ritorno alla normalità economica e sociale del Paese, senza dover intervenire d'emergenza e con regole d'emergenza, che oggi hanno la necessità di essere riprogrammate in una normalità anche dal punto di vista normativo. Questa è stata un'altra fatica: faccio una norma d'emergenza o faccio una norma strutturale? Quante volte ce lo siamo chiesti nelle ultime settimane? Il rallentamento è dovuto anche al fatto che raggiungere l'obiettivo dei 51 obiettivi del PNRR era difficile. Ma è stato raggiunto ed è stato raggiunto con la decretazione d'urgenza, che ha ancor di più compresso tutti quelli che sono i tempi del Parlamento. Abbiamo lavorato ancora una volta con un metodo che da qualche anno vediamo, quello dei temi comuni, che ha permesso alla maggioranza di mettere insieme risorse che separatamente non avrebbe avuto. Una volta non si faceva così: si prendevano le risorse del Parlamento e i parlamentari le dividevano. A chi parla di «marchette» questo meccanismo dimostra che non è così. La maggioranza ha messo insieme quasi l'80 per cento delle risorse che aveva: penso al superbonus, al sismabonus e alla scuola, che in una gran parte era rimasta fuori, sostenuta addirittura da altre risorse del Governo, che ha dialogato in sede di esame della manovra per poterlo fare. Penso anche ai fondi non secondari destinati al mondo della sanità: a quelli per la fibromialgia, a quelli per i disturbi alimentari, di cui il Parlamento si preoccupa nel ricordare quanti ne sono vittima tutti i giorni. Penso, inoltre, ai fondi per l'autismo e il bullismo. Insomma, penso a tutti quei fondi che qualcuno potrebbe ritenere secondari e che, invece, danno delle risposte a un Parlamento, sì compresso, ma che sa benissimo che anche un fondo da 5 milioni fa la differenza. È stato un lavoro complicato e sicuramente avremmo voluto fare di più. Credo comunque che le norme approvate siano molte, anche numericamente. Gli Uffici ci hanno sostenuto e lo hanno fatto veramente con tutta la voglia di sorreggere lo sforzo della macchina dello Stato. Così è stato tutti i giorni. Non era semplice. Forse, se non fosse arrivato il Natale, ci avremmo messo qualche giorno in più, ma non si poteva fare diversamente. Mi auguro davvero che questa sia l'ultima manovra approvata nel mezzo della pandemia da Covid-19 e che la prossima possa essere ancora di più una manovra di progettazione, di visione e con investimenti pluriennali. Nel ringraziare tutti i Gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, e nel ringraziare le scelte dei temi che sono stati posti al Governo con l'impegno a risolverli, perché erano necessità, auguro a tutti buon lavoro e buone feste. (Applausi) . PRESIDENTE . La ringrazio, signora Vice Ministro. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 23 dicembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 23 dicembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,19) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Dal Mas, De Poli, De Vecchis, Di Marzio, Fedeli, Floridia, Galliani, Ghedini, Marino, Merlo, Messina Assunta Carmela, Mirabelli, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Nugnes, Petrenga, Petrocelli, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Ronzulli, Schifani, Sciascia, Segre e Sileri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Fattori, Mantovani e Pittella. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce, per taluni veicoli stradali che circolano nell'Unione, le dimensioni massime autorizzate nel traffico nazionale e internazionale e i pesi massimi autorizzati nel traffico internazionale (codificazione) (COM(2021) 769 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Migliori condizioni di lavoro per un'Europa sociale più forte: sfruttare appieno i vantaggi della digitalizzazione per il futuro del lavoro (COM(2021) 761 definitivo), alla 11 a Commissione permanente e, per il parere, alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Un'Europa più inclusiva e protettiva: estendere l'elenco dei reati riconosciuti dall'UE all'incitamento all'odio e ai reati generati dall'odio (COM(2021) 777 definitivo), alla 2 a Commissione permanente e, per il parere, alla 1 a e alla 14 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di pareri del CNEL su atti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 9 dicembre 2021, ha trasmesso i seguenti pareri relativi ad atti dell'Unione europea, approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 1° dicembre 2021, che sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni: Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un Anno europeo dei giovani 2022 (COM(2021) 634 definitivo)- alla 1 a , alla 7 a , alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1032); Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa all'apprendimento misto per un'istruzione primaria e secondaria di alta qualità e inclusiva (COM(2021) 455 definitivo) - alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1033); Proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (Atto del Consiglio UE n. 12312/21) - alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 1034). Garante per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di atti. Deferimento La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, in data 14 dicembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 4, del Regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, n. 168, il bilancio di previsione dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per l'esercizio finanziario 2022, corredato dalla relativa nota illustrativa, nonché il bilancio pluriennale relativo al triennio 2022-2024. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 1035). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: in data 17 dicembre 2021, la Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2008/118/CE e la direttiva (UE) 2020/262 (rifusione) per quanto riguarda i punti di vendita in esenzione da imposte situati nel terminale francese del tunnel sotto la Manica (COM(2021) 817 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 17 dicembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 3 a e 14 a ; in data 20 dicembre 2021, la Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali (COM(2021) 762 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 20 dicembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 8 a e 14 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Raffaele Mancuso da Porto Empedocle (Agrigento) chiede l'estensione dell'articolo 11 del codice di procedura penale anche agli avvocati iscritti al Consiglio dell'Ordine (Petizione n. 990, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Osmìn Lima Espinosa da Roma chiede l'attivazione delle opportune procedure parlamentari volte a fornire sostegno al popolo cubano (Petizione n. 991, assegnata alla 3 a Commissione permanente); il signor Antonio Sorrento, Presidente dell'Associazione P.I.N. - Partite IVA Nazionali, chiede modifiche all'articolo 3- bis del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, in materia di non impugnabilità dell'estratto di ruolo e limiti all'impugnabilità del ruolo (Petizione n. 992, assegnata alla 6 a Commissione permanente); la signora Giovannina Iervolino da Ottaviano (Napoli) chiede disposizioni relative alle modalità di rilascio delle recensioni degli utenti in relazione agli acquisti effettuati on line (Petizione n. 993, assegnata alla 10 a Commissione permanente); il signor Giuseppe Paonessa da Catanzaro e numerosi altri cittadini chiedono modifiche alla normativa relativa alla valutazione del servizio del personale sanitario appartenente alla categoria dirigenziale e non dirigenziale prestato presso case di cura private convenzionate o accreditate al Sistema Sanitario Nazionale (Petizione n. 994, assegnata alla 12 a Commissione permanente); il signor Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone (Caserta) chiede: l'istituzione della giornata delle api e del miele (Petizione n. 995, assegnata alla 9 a Commissione permanente); l'istituzione della giornata della scienza e della cultura (Petizione n. 996, assegnata alla 7 a Commissione permanente); interventi urgenti di manutenzione sulla rete viaria nazionale (Petizione n. 997, assegnata alla 8 a Commissione permanente); disposizioni volte a garantire il corretto svolgimento delle operazioni di spoglio elettorale nonché la rappresentanza di tutti i partiti che hanno concorso alle elezioni (Petizione n. 998, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la signora Chiara Luisa Chies, per conto degli studenti della classe 5 a sez. A dell'Istituto tecnico-economico "Francesco Da Collo" di Conegliano (Treviso), chiede nuove disposizioni in merito all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole (Petizione n. 999, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Aniello Traino da Neirone (Genova) chiede l'attivazione nelle strutture sanitarie di un sistema di videosorveglianza audio e video in favore dei pazienti ricoverati per COVID-19 e sottoposti ad anestesia o semi-anestesia in relazione ad interventi di intubazione per la respirazione assistita (Petizione n. 1000, assegnata alla 12 a Commissione permanente); la signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede disposizioni urgenti in materia di definizione agevolata dei carichi fiscali (Petizione n. 1001, assegnata alla 6 a Commissione permanente). Mozioni Atto n. 1-00444 TURCO CASTELLONE RICCIARDI FENU DI PIAZZA L'ABBATE TRENTACOSTE D'ANGELO PUGLIA ROMANO NATURALE CASTALDI GAUDIANO - Il Senato, premesso che: uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Environmental research" ha dimostrato l'incremento di mortalità nei quartieri di Taranto interessati dall'attività industriale. La ricerca, dal titolo "Utilizzo dei dati demografici comunali per la stima della mortalità nelle città sottoposte ad elevata pressione ambientale: risultato del primo studio sui quartieri di Taranto dal 2001 al 2020", è stata condotta dalla Società italiana di medicina ambientale (SIMA) e dall'università di Bari "Aldo Moro" ed è la prima ad essersi basata sul conteggio delle schede anagrafiche comunali; nei quartieri Tamburi, Paolo VI e Città vecchia-borgo a nord di Taranto, più vicini all'area industriale, è stato rilevato un eccesso statisticamente significativo di 1.020 decessi, tra uomini e donne, nel periodo 2001-2020, rispetto ai dati degli altri quartieri e delle altre città della regione, con un picco del 68 per cento di eccesso di mortalità rilevato nel 2019 nel sesso maschile tra i residenti del quartiere Paolo VI; ulteriori recenti studi condotti (Lucchini et al.) e pubblicati sulla rivista scientifica "Scientific Reports" hanno dimostrato l'esistenza di una correlazione diretta tra l'esposizione a taluni elementi, tra cui piombo, mercurio, cadmio, manganese, arsenico e selenio, e la maggior presenza di disagi nell'apprendimento, di disturbi neurocomportamentali, come l'autismo, nei bambini residenti nelle aree più fortemente inquinate di Taranto vicine allo stabilimento industriale, ovvero nei quartieri Tamburi e Paolo VI. In particolare, la ricerca, eseguita su un campione di 299 scolari distribuiti tra i quartieri Tamburi, Paolo VI, Taranto, Statte e Talsano, dimostra che i due quartieri più vicini al polo industriale (Tamburi e Paolo VI) risultano caratterizzati da una minore percentuale di status socio-economico di alto livello (SES) (rispettivamente 1,3 per cento e 0 per cento, Chi-quadrato valore-p considerato che l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) della Puglia ha pubblicato una relazione nella quale vengono riportati i dati di monitoraggio della qualità dell'aria aggiornati al 2020, registrati nelle aree di Taranto e Statte, attestando che nessun limite di legge previsto dal decreto legislativo n. 155 del 2010 è stato superato nell'intervallo osservato. Nella stessa relazione sono state evidenziate criticità: aumento della media annua del benzene nel 2020 rispetto al 2019, probabilmente imputabile all'obsolescenza degli impianti dello stabilimento siderurgico; superamento del valore limite orario del biossido di zolfo, attribuibile oltre che alle operazioni di colata della loppa; numerosi picchi orari, tra gennaio e febbraio 2020, superiori alla soglia olfattiva per l'idrogeno solforato (inquinante non normato); considerato inoltre che: l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), a settembre 2021, dopo oltre 15 anni, ha pubblicato le nuove linee guida sulla qualità dell'aria (AQG 2021), che presentano dei valori critici per gli inquinanti normati sostanzialmente inferiori rispetto a quelli del decreto legislativo n. 155 del 2010; le nuove linee guida sottoscritte da oltre cento società medico-scientifiche di tutto il mondo, inclusa una decina di italiane, tra cui il progetto CCM RIAS (Rete italiana ambiente e salute), hanno potuto dimostrare e documentare la crescente influenza negativa dell'inquinamento atmosferico sulla salute; ritenuto che: sussiste un eccessivo disallineamento tra i valori critici contemplati dal decreto legislativo n. 155 del 2010 e i parametri delle linee guida dell'OMS, al punto che l'Istituto superiore di sanità ha auspicato la necessità di ridurre il livello di inquinamento dell'aria in tempi non troppo lontani. Infatti, le linee guida dell'OMS hanno rivisto, ad esempio, al ribasso la media annuale del particolato fine (Pm2.5) portandolo da 10 a 5 microgrammi al metro cubo; quella del particolato inalabile (Pm10) da 20 a 15 microgrammi al metro cubo; così come per il biossido di azoto, riducendolo da 40 a 10 microgrammi al metro cubo; per il monossido di carbonio viene suggerito il limite giornaliero di 4 microgrammi al metro cubo; la stessa OMS ha potuto accertare dalle pubblicazioni scientifiche sull'argomento, i cui risultati sono stati confrontati e valutati attraverso un accurato processo di peer review effettuato anche da esperti esterni all'organizzazione, che l'esposizione prolungata anche a bassi livelli degli inquinanti costituisce un pericolo per la salute umana e che, di fatto, non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio non aumenta; considerato infine che: il prossimo piano industriale dello stabilimento siderurgico di Tarant e il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) non possono non considerare l'incidenza della mortalità nelle aree prossime all'area industriale, così come i nuovi valori critici raccomandati dalle nuove linee guida dell'OMS, nonché quanto accertato dalla stessa OMS sull'esposizione prolungata dei cittadini anche a bassi livelli di inquinamento; la valutazione del danno sanitario (VDS), contenuta nel decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 recante "Disposizioni volte a stabilire i criteri metodologici utili per la redazione del rapporto di valutazione del danno sanitario (VDS) in attuazione dell'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231" (cosiddetto decreto Balduzzi-Clini), è una misura che risulta poco efficace a prevenire gli effetti degli inquinanti sull'ambiente e sulla salute, nonché inidonea a valutare il danno sanitario in caso di valori soglia al di sotto dei limiti di legge per ciascuno degli inquinanti presi in esame; sul tema, nel gennaio 2019, in una logica di prevenzione del danno ambientale e sanitario, è stato depositato un disegno di legge (AS 1011), riguardante l'introduzione della valutazione preventiva e integrata dell'impatto ambientale e sanitario (VIIAS); in data 22 luglio 2021, è stata presentata un'interrogazione parlamentare, 3-02740, sull'opportunità di introdurre strumenti di valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale per contrastare e prevenire gli effetti negativi prodotti dagli inquinanti delle aree a forte impatto industriale, così come di rivedere i limiti di legge degli inquinanti e i relativi intervalli di rilevazione, a maggiore salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, impegna il Governo: 1) ad indicare quale sia la tempistica per adeguare i valori limite degli inquinanti previsti dal decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, alle nuove linee guida globali sulla qualità dell'aria (AQG 2021), pubblicate dall'Organizzazione mondiale della sanità il 21 settembre 2021; 2) a valutare l'introduzione di strumenti di valutazione preventiva e integrata dell'impatto ambientale e sulla salute pubblica (VIIAS), soprattutto in vista del futuro piano industriale, in corso di definizione, posto in essere da Acciaierie d'Italia e della conseguente autorizzazione integrata ambientale (AIA); 3) ad evitare che venga ulteriormente prolungato l'utilizzo dei combustibili fossili nelle produzioni siderurgiche a forte impatto ambientale e sanitario, al fine di rispettare gli obiettivi posti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile promosso dall'ONU; 4) a tutelare il reddito degli operai ex ILVA attraverso il loro reimpiego nelle opere di bonifica, iniziando da quelle per la rimozione, il trattamento e lo smaltimento dell'amianto, il quale risulta a tutt'oggi presente per oltre 4.000 tonnellate; 5) a proporre l'istituzione di un fondo dedicato ai cittadini residenti in quartieri limitrofi alle zone industriali, affinché possano fruire di un sostegno economico per gli esami diagnostici per prevenire l'insorgere di patologie legate all'inquinamento. Interrogazioni Atto n. 3-02996 RAMPI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: l'articolo 405, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante norme comuni ai concorsi per il reclutamento del personale docente, prevede che "il Ministro della pubblica istruzione, provvede, con proprio decreto, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, alla revisione periodica della tipologia delle classi di concorso per l'accesso ai ruoli del personale docente"; le tabelle allegate al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, individuano le classi di concorso per la scuola secondaria di secondo grado, con i relativi titoli di accesso e indirizzi di studi; il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 9 maggio 2017, n. 259, ha disposto la revisione e l'aggiornamento delle classi di concorso di cui alle tabelle allegate al citato decreto del Presidente della Repubblica; la classe di concorso A-19 (filosofia e storia), secondo la normativa vigente, dà accesso esclusivamente all'insegnamento di storia e filosofia nel secondo biennio e quinto anno dei licei, non consentendo agli iscritti a tale classe di concorso di insegnare storia e geografia al primo biennio dei licei oppure storia negli istituti tecnici e professionali; l'allegato A del decreto del Ministro dell'istruzione 20 aprile 2020, n. 201, recante disposizioni per i concorsi ordinari per il reclutamento del personale docente, prevede per la classe di concorso A-19 la "conoscenza approfondita" della storia antica e della storia dell'alto Medioevo, nonostante esse, secondo la ripartizione del piano degli studi dei licei, di cui all'allegato E del predetto decreto n. 259 del 2017, ricadano tendenzialmente tra gli insegnamenti effettuati nel primo biennio, fermo restando il principio di autonomia didattica di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche; la classe di concorso A-19 è accessibile a laureati magistrali che abbiano incluso nel proprio percorso di studi un maggior numero di crediti in discipline storiche rispetto a quanto richiesto dalle classi di concorso A-11 (discipline letterarie e latino), A-12 (discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado), A-13 (discipline letterarie, latino e greco), alle quali tuttavia viene riservato l'insegnamento di storia e geografia al 1° biennio dei licei oppure storia negli istituti tecnici e professionali; a quanto si apprende, nell'anno 2021, le convocazioni relative alla classe di concorso A-19 sono state irrisorie e un quantitativo ingente di iscritti alle graduatorie provinciali per le supplenze sotto tale rubrica si è ritrovato a lavorare nel sostegno; premesso inoltre che i laureati magistrali in Scienze filosofiche possono accedere, tramite la classe di concorso A-19, con le dovute integrazioni di crediti, all'insegnamento della storia nel secondo biennio e quinto anno dei licei, ma non all'insegnamento della storia e della geografia al primo biennio dei licei oppure della storia negli istituti tecnici e professionali, in quanto le classi di concorso A-11, A-12, A-13, A-19, A-21, A-22 e A-23 non sono accessibili a tali laureati magistrali; considerato che l'insegnamento della filosofia è essenziale a formare il pensiero critico di cittadini consapevoli e, grazie all'apporto di discipline quali l'epistemologia e la storia del pensiero scientifico, può valorizzare ulteriormente l'insegnamento della storia in tutti gli istituti secondari di secondo grado; considerate infine le recenti dichiarazioni pubbliche del Ministro in indirizzo a favore di una crescita dell'insegnamento della filosofia e al riconoscimento della sua fondamentale funzione orientativa in questo tempo di crescente complessità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno: a) ai fini di garantire l'accesso agli insegnamenti della storia a tutti i livelli ai laureati magistrali con un percorso più incentrato sulle discipline storiche e, limitatamente ai licei, garantire una maggiore continuità didattica e una più semplice gestione dell'organico da parte degli istituti scolastici, estendere gli indirizzi di studi accessibili tramite la classe di concorso A-19 ai licei e agli istituti tecnici e professionali; b) al fine di valorizzare le competenze acquisite dai laureati magistrali in Scienze filosofiche, garantire la possibilità a tali laureati magistrali di accedere, con le dovute integrazioni di crediti, alle stesse classi di concorso accessibili ai laureati magistrali in Scienze storiche; c) al fine di garantire l'allocazione ottimale dei candidati alle posizioni vacanti, qualora nelle graduatorie relative a una data classe di concorso non si trovino aspiranti alla stipula del contratto, consentire la selezione di candidati, dotati dei requisiti necessari, appartenenti a graduatorie relative a classi di concorso affini; d) al fine di dotare le nuove generazioni di tutti gli strumenti necessari per comprendere e vincere le sfide del mondo contemporaneo, promuovere un'integrazione dell'insegnamento della storia negli istituti tecnici e professionali con l'insegnamento della filosofia, a quadri orari vigenti e con votazione finale unica, adeguando di conseguenza le norme sulle classi di concorso. Atto n. 3-02997 RAMPI MARILOTTI CERNO IORI ROJC FERRAZZI STEFANO Al Ministro della cultura Premesso che: i diritti universali, accolti come fondamento giuridico delle moderne legislazioni e per loro intrinseca natura orientati all'inclusione, non possono che declinare la loro inalienabilità se non applicandosi alle persone e ai loro bisogni, dunque a diversità e a specificità; tra chi si vede negare i propri diritti, il riconoscimento della propria differenza, ed è maggiormente vulnerabile perché non può rivendicare da sé il proprio diritto, ma ha bisogno che altri lo facciano al suo posto, c'è il mondo dell'infanzia; pure se, in apparenza, la nostra è un'epoca che dedica grande attenzione al bambino, l'infanzia è massimamente sacrificata: tutelata nei diritti contenuti nelle convenzioni e nelle dichiarazioni, eppure ancora privata delle cure, costretta al lavoro, affamata e spesso pure uccisa; costruita sugli stilemi dell'adulto, la condizione del bambino è di fatto negata; la violenza nei confronti del suo modo d'essere si affida ai simboli: il bambino viene disciplinato e reso prevedibile; ordine, ubbidienza e diligenza, ecco il bravo scolaro. Prodotto di un modello educativo basato sull'isolamento, la competizione e il rendimento. Eccellenza diviene l'abusato lemma; il suo immaginario, ovvero quanto dovrebbe infinitamente poter generare e rigenerare (l'immaginario non è un serbatoio, ma una matrice generativa), gli viene sottratto, viene standardizzato; la fantasia viene così messa al servizio del consumo, come uno spazio di felicità surrogata, come una fabbrica di desideri fine a sé stessa; sterilizzata l'immaginazione, veicolo della speranza e dell'utopia che sempre ha aperto al cambiamento, l'addomesticazione è compiuta, si giunge all'accettazione passiva del presente; essere giusti con l'infanzia, rispettarne i diritti, significa per gli interroganti "essere giusti" con l'immaginario infantile; questo è il lavoro che numerose associazioni, commissioni, aggregazioni territoriali, motori della cultura ambientale e socio-politica diffuse in Italia da molti anni stanno portando avanti lavorando alla tutela degli spazi di poeticità dell'infanzia; questi gruppi si sono sentiti accomunati da una prospettiva, un metodo e un approccio di lavoro che può essere riassunto nell'espressione "laboratorio", del quale il lavoro della commissione Cultura alternativa di Carate Brianza e della Befana sul Lambro può rappresentare un punto di riferimento a livello di prassi e di elaborazione teorica; in questo senso, una vera e propria rete di rapporti e collaborazioni, che si è sviluppata in un'esperienza pluridecennale, ha condiviso l'idea che nessuno di questi centri propulsivi dovesse appropriarsi dei concetti di "luogo dell'immaginario" o di "spazio di poeticità" che in quanto spazio generativo di produzione poetica non può essere requisito e collocato in uno specifico luogo e tempo; alcuni Comuni o enti pubblici locali hanno preteso di autodefinirsi paesi o luoghi in cui situare in modo univoco alcune importanti figure (ad esempio "il paese della Befana" o di "Babbo Natale"). Queste sono figure immateriali, che non possono essere sottratte al magico e al mistero; per questo è fondamentale che si sia sancita l'inappropriabilità dei luoghi dove questi miti si compiono; ad Agliate, la Befana sul fiume Lambro, è chiamata a gran voce dai bambini, dai fuochi e dai suoni. Arriva in virtù di un rito che si avvera, ma il suo è solo un passaggio, un'apparizione. Non abita il luogo, non ne ha stabile domicilio: il suo luogo di esistenza è "un altro mondo"; enti pubblici e Comuni dovrebbero essere di supporto ai modelli laboratoriali di educazione che lavorano per l'espressione di bisogni legati ai passaggi e alle ritmicità e ritualità della crescita e per il contrasto all'impoverimento e standardizzazione dell'immaginario infantile; l'antropologo Marc Augé ha sostenuto che uno spazio diventa "Luogo" quando è "Relazionare", "Storico", "Identitario". Le leggende, i miti, gli spiriti che delle culture popolari abitano un "Luogo" che pur avendone le caratteristiche (identitarie, relazionali e storiche) non può corrispondere a un "Luogo" fisico che ne prenda la "Nominazione" come "Paese della Befana"; la "Nominazione" è uno degli atti con cui l'uomo "prende possesso" di uno spazio-luogo, sottomettendolo a un rapporto ecosistemico (nel migliore dei casi) di regolamentazione, identificazione, utilizzo (quando non sfruttamento) che viene poi definito territorio; definire paesi o luoghi come "Paese della Befana" significa prendere possesso di una dimensione immaginifica, antropologica, culturale, spirituale che abita un mondo-luogo dell'alterità. Questa dimensione è per l'uomo percepibile solo sotto forma di figure antropologiche, di credenze, archetipi e miti che si traducono in usanze, riti, tradizioni: gli spiriti trapassano i luoghi, in un passaggio che simboleggia la loro natura ciclica, ancestrale di per sé indefinita e ne sanciscono l'identità; in ultima istanza, i simboli che abitano i miti e riti sono strettamente legati alla dimensione emotiva e psicologica dell'essere umano e delle società: in questo, si radicano nell'infanzia, albergano l'immaginario personale e collettivo, aiutano al passaggio verso l'adultità, creano ponti con la dimensione del sogno e nella fantasia. Calarli e forzarli in un contesto come un "Il paese di ..." significa depauperare sottilmente questa necessaria dimensione psicologica infantile, sottoponendola a logiche estranee (di appropriazione culturale, turistiche, economiche, pubblicistiche) e privando l'infanzia, ma anche la società, di questo rapporto creativo e salvifico con l'alterità, il mistero, il non-conosciuto. "Non-luoghi" secondo la definizione di Walter Benjamin: luoghi senza identità, di spaesamento, mercificazione e globalizzazione, pensati solo per il passaggio e l'accelerazione di uomini e merci, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo condivida le considerazioni esposte e quali iniziative intenda porre in essere per sostenere e sviluppare l'inappropriabilità dei luoghi dell'immaginario. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06396 DE BONIS Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze Premesso che: in un articolo odierno di Dario Dongo su "Great Italian food trade" viene esposta, in tutti i suoi particolari, la vicenda riguardante l'indagine per tentata estorsione nei confronti del segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che celerebbe, in realtà, la disastrosa gestione dei Confidi (la rete dei Consorzi per la garanzia collettiva dei fidi in agricoltura) da parte di Coldiretti; secondo la notizia, il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma avrebbe richiesto al giudice per le indagini preliminari la proroga del termine per la conclusione delle indagini nei confronti di Gesmundo, in un procedimento che scaturirebbe dalla denuncia presentata a marzo 2021 dal suo ex collaboratore Enrico Leccisi che era stato nominato liquidatore delle due cooperative di garanzia collettiva fidi AgriConfidi Centro Nord e AgriConfidi Centro Sud (per mandato unanime delle rispettive assemblee) su proposta dell'ex presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Nell'esercizio di tale incarico, il liquidatore aveva segnalato gravi ammanchi nelle gestioni anteriori al suo insediamento; il segretario generale di Coldiretti, anziché rendere conto delle maggiori passività e ammanchi emersi nell'analisi del liquidatore, nell'ordine di 18 milioni di euro, lo avrebbe minacciato, il 4 dicembre 2020, per costringerlo ad abbandonare l'incarico, ma senza successo, poiché a febbraio 2021 l'assemblea dei soci ha invece confermato la propria fiducia nei confronti del professionista. Per questo, Coldiretti avrebbe scatenato una controffensiva nei confronti del liquidatore, accusandolo presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere di avere sottostimato il valore di alcuni cespiti; in tutta la vicenda, la Coldiretti avrebbe omesso numerose verità, tra queste che Enrico Leccisi (dottore commercialista presso l'ordine di Roma, revisore legale del Ministero dell'economia e delle finanze, commissario liquidatore del Ministero dello sviluppo economico, consulente tecnico d'ufficio al Tribunale di Roma, tra i numerosi incarichi) è stato anche direttore generale di CAI, la società consortile Consorzi agrari d'Italia, dal giugno 2015 al dicembre 2020, e che non è stato allontanato dal suo incarico, bensì si è dimesso il 31 dicembre 2020 da CAI S.p.A. (ossia Federconsorzi 2), non a caso, forse, dopo le dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione di CAI S.p.A. Rainer Masera, già Ministro delle finanze); considerato che: nel 2011 Coldiretti aveva deciso di riorganizzare le attività dei suoi numerosi consorzi di garanzia collettiva dei fidi, operanti sull'intero territorio nazionale, attraverso la loro fusione per incorporazione dei medesimi in un'unica società cooperativa per azioni, CreditAgri Italia S.C.p.A., la cui gestione, nel periodo 2013-2018, sotto la guida diretta di Vincenzo Gesmundo, è stata, per quanto risulta all'interrogante, letteralmente disastrosa. Le perdite d'esercizio, nel quinquennio, hanno raggiunto 19,95 milioni di euro, come risulta dai bilanci pubblicati al registro delle imprese di Roma. Su tale gestione la Banca d'Italia, con verbale ispettivo del 18 giugno 2018 (prot. 19556), esprimeva un giudizio molto sfavorevole sulla situazione economica, patrimoniale e organizzativa della società, prescrivendo immediate azioni di ricostituzione del capitale; stigmatizzando la sistematica assenza nelle adunanze formali del consigliere Vincenzo Gesmundo; segnalando la carenza nei controlli del collegio sindacale; sottolineando la scarsa redditività della società; evidenziando la carenza di rilevazione del rischio, nel sistema amministrativo contabile, l'errata classificazione delle sofferenze, ed il rischio liquidità, oltre al deterioramento delle garanzie e l'erosione del capitale, azzerato dalle perdite già dal 2018. Ne chiedeva per questo la ricostituzione; nella seconda ispezione di Banca d'Italia, il verbale ispettivo del 22 febbraio 2019 (prot. 243409) riporta carenze ancora più gravi di quelle già rilevate in precedenza, quali rilevanti divari rispetto alle previsioni di budget , perdite ben superiori a quelle programmate, scarsa efficacia del processo di pianificazione strategica, da tempo ormai orientato alla definizione di specifici obiettivi, poi sistematicamente disattesi, e per questo richiedeva che ci fosse una forte discontinuità nella composizione dell'organo esecutivo della società, ritenuta insoddisfacente e inadeguata. Così il 19 maggio 2019 l'assemblea di CreditAgri Italia sostituì Gesmundo e gli altri amministratori nominando un nuovo consiglio di amministrazione; i sindaci di CreditAgri Italia S.C.p.A., ed i nuovi amministratori ricevono da Coldiretti un ordine prioritario, di uscire subito dall'albo unico degli intermediari finanziari per sottrarsi dalla "vigilanza prudenziale" di Banca d'Italia, a fronte della manifesta impossibilità di ricostituire i requisiti patrimoniali minimi richiesti; questi fatti denotano, ad avviso dell'interrogante, uno stile di Coldiretti all'insegna dei conflitti d'interessi; la successiva scissione per il dissesto economico di CreditAgri Italia in Agri Centro Nord e Agri Centro Sud ha consentito di prevenire l'altrimenti inevitabile commissariamento per perdita del capitale di vigilanza, come già accertato nei citati verbali ispettivi e la relativa nomina di un commissario liquidatore a cura dell'autorità di vigilanza. Coldiretti chiedeva, inoltre, ai nuovi amministratori di astenersi dal rendere pubbliche notizie che avrebbero potuto arrecare danni d'immagine legati al dissesto del Confidi e di astenersi dal promuovere azioni di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori, in primis nei confronti dell'ex presidente del consiglio di amministrazione, Vincenzo Gesmundo; Enrico Leccisi, non appena nominato liquidatore di Agri Centro Nord S.C.p.A. e Agri Centro Sud S.C.p.A., verificava la situazione patrimoniale ed economica lasciata in eredità dai precedenti amministratori e, in aggiunta alle perdite, nell'ordine di 19,95 milioni di euro, rilevava ammanchi e passività ben più gravi di quelli pubblicati nei bilanci della gestione Gesmundo. La stessa Banca d'Italia, nei verbali richiamati, aveva attribuito a quella gestione "la carenza nei controlli del Collegio Sindacale, (...) la carenza nel sistema amministrativo contabile di rilevazione del rischio, (...) l'errata classificazione delle sofferenze"; tenuto conto che la magistratura ha iniziato in più occasioni ad indagare su questo assurdo "sistema di potere" di Coldiretti; infatti, pochi mesi fa il presidente di Coldiretti Lombardia, Paolo Voltini, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione aggravata nei confronti di due dipendenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riguardanti la mala gestione di CreditAgri Italia S.C.p.A., sotto la guida diretta di Vincenzo Gesmundo, e degli esiti delle ispezioni del 18 giugno 2018 (prot. 19556) e del 22 febbraio 2019 (prot. 243409), così come riportato; se tali vicende riportate da organi di stampa corrispondano al vero; in caso affermativo, se non ritengano che la gestione finanziaria di questo sistema, i palesi conflitti d'interesse (già riportati dall'interrogante in altri atti di sindacato ispettivo), i possibili danni per la finanza pubblica nell'ordine di milioni, a partire da CAI S.p.A. per finire a CreditAgri Italia S.C.p.A., non meritino accertamenti più accurati per i profili di rispettiva competenza, considerati i gravi danni che tale sperpero di danaro reca agli agricoltori italiani. Atto n. 4-06397 LANNUTTI GIANNUZZI ORTIS ANGRISANI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che lo Stato italiano, attraverso un consorzio composto da Cassa depositi e prestiti e i fondi d'investimento Blackstone e Macquarie (che erogheranno allo Stato un prestito), ha offerto alla società Atlantia (di cui la famiglia Benetton ha la quota di maggioranza relativa come singola azionista con il 30,2 per cento) 7,9 miliardi di euro per l'acquisto dell'88,06 per cento del capitale di Autostrade per l'Italia. Quota decisa sulla base di una valutazione di 9,1 miliardi per il 100 per cento di ASPI più una quota ( ticking fee ) del 2 per cento annuo sul prezzo dal primo gennaio 2021 alla data del closing dell'operazione che dovrebbe cadere nel marzo 2022. In questo modo la valorizzazione totale è diventata di 9,3 miliardi di euro. A cui vanno sommati i ristori statali per i mancati ricavi causati dal COVID-19, per un totale di 9,5 miliardi. L'88 per cento vale così 7,9 miliardi di euro. Di cui 2,38 spettano ai Benetton; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: a settembre l'Avvocatura dello Stato aveva commentato l'impatto dell'accordo per la possibile "decadenza" del concessionario. Secondo l'Avvocatura, se ASPI perdesse la concessione a seguito dell'accertamento delle sue responsabilità nel processo di Genova. L'accordo "diverrebbe privo di causa, visto che potrebbe rendere applicabile la causa di esclusione obbligatoria prevista dal Codice dei contratti, considerato che il dlgs 231 del 2001 prevede, tra l'altro, la pena accessoria dell'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per il caso di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro"; il collegio di giudici istruttori della Corte dei conti ha rimproverato il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per una carenza documentale, riservandosi di dare il proprio giudizio solo quando "il provvedimento perverrà nella forma corretta e completo di tutta la necessaria documentazione"; sempre la Corte dei conti ha evidenziato alcuni elementi che ritiene non completi all'interno dell'accordo. Si legge: "nulla dimostra che del costo della transazione (3,4 miliardi) si sia tenuto conto nella valorizzazione (in diminuzione) delle quote di Atlantia in Aspi. In assenza di questi elementi è impossibile valutare l'equilibrio economico dell'accordo e, di conseguenza, il rispetto del principio di economicità"; infine, la Corte dei conti ha stigmatizzato l'operato del Ministero, che prima avrebbe chiesto e poi di fatto ignorato il parere dell'Avvocatura dello Stato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; se sia cosciente del fatto che lo Stato rischia di essere esposto al pagamento dei risarcimenti dovuti in caso di condanna di Autostrade per l'Italia. E se per evitare un danno del genere al Paese non ritenga di promuovere una risoluzione dell'accordo; se non intenda dare seguito al parere dell'Avvocatura dello Stato come risulterebbe richiesto anche dal collegio dei giudici istruttori della Corte dei conti. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02996 del senatore Rampi, sulla revisione e l'aggiornamento delle classi di concorso dei docenti nella scuola pubblica; 3-02997 del senatore Rampi ed altri, sull'inappropriabilità dei luoghi dell'immaginario per il mondo dell'infanzia.