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Istruzione pubblica - Insegnanti - Esami di abilitazione - Sessione riservata - Mancata ammissione dei docenti precari aspiranti ad insegnamenti nelle accademie di belle arti e nei conservatori di musica - Assunta disparità di trattamento rispetto ai docenti precari aspiranti ad insegnamenti nelle scuole elementari e medie, in relazione al requisito del servizio prestato - Non fondatezza della questione.. La scelta del legislatore di non prevedere la possibilità di essere ammessi alla sessione riservata di esami di abilitazione anche per i docenti precari aspiranti ad insegnamenti nelle accademie di belle arti e nei conservatori di musica che abbiano maturato il requisito dei 360 giorni di servizio entro il 27 aprile 2000 non può considerarsi lesiva del principio di uguaglianza, stante, in primo luogo, il carattere eccezionale e di favore della normativa inerente alle sessioni riservate di esame di idoneità o abilitazione all’insegnamento, la cui introduzione, secondo il costante orientamento della giurisprudenza costituzionale, “è espressione di discrezionalità legislativa, non censurabile sotto il profilo del principio di parità di trattamento di cui all’art. 3 della Costituzione, se non esercitata in modo palesemente irragionevole”; in secondo luogo, i profili di differenziazione delle normative, primaria e secondaria, relative alle categorie degli insegnanti delle accademie di belle arti e nei conservatori di musica rispetto ai docenti precari aspiranti ad insegnamenti nelle scuole elementari e medie si sono profondamente accentuati dopo l’approvazione della legge 21 dicembre 1999, n. 508, la quale ha inserito i predetti organismi nell’ambito delle istituzioni di alta cultura, venendo essi a costituire “il sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale”. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 6-bis, del decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240, convertito, con modificazioni, nella legge 27 ottobre 2000, n. 306, sollevata in riferimento agli artt. 3, 4 e 97 della Costituzione.