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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 193 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE REFERENTE Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta antimeridiana del 9 settembre. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) chiede ai relatori come intendano risolvere il problema delle risorse per pagare i magistrati onorari, dopo la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea: occorre un investimento economico consistente, del quale il Ministero deve farsi carico. Il senatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ) chiede alle relatrici se intendano tener conto delle proposte da lui formulate nell'ultima seduta. La relatice VALENTE ( PD ) dichiara che le proposte della Lega sono lontane dall'impostazione seguita dalle relatrici, le quali però hanno preso parte alla discussione parlamentare: da essa attingeranno per avanzare la loro proposta di testo unificato che sarà depositata al più presto. Il PRESIDENTE avverte che, laddove depositata entro domani mattina, tale proposta potrebbe essere posta ai voti come testo base, al quale riferire gli emendamenti già nella seduta pomeridiana di domani. In questo caso, i Gruppi potranno pronunciarsi prima del voto. Coglie l'occasione per informare che, da corrispondenza ricevuta, risulterebbe che ad oggi in Calabria non sia stato ricevuto ancora il terzo contributo dovuto ai magistrati onorari per causa Covid. Nella stessa situazione di Crotone si trovano ancora moltissimi giudici onorari di tribunale (Got), con disparità anche tra le Corti di Appello (di una stessa regione); invece, per i vice pretori onorari ha già provveduto la Procura Generale, sempre molto celere. In particolare, mentre la Corte di Appello di Reggio Calabria ha già liquidato il terzo contributo ai Got due mesi fa, a prescindere se abbiano o non abbiano tenuto udienza, la Corte di Appello di Catanzaro ancora non ha provveduto. Si fa ancora presente che i Got non percepiranno indennità ad ottobre, perché ad agosto essi non tennero udienza (che è l'unica attività remunerata ai Got, a differenza delle altre categorie di colleghi). Pertanto, pur avendo lavorato o non avendo potuto lavorare per sospensione attività causa Covid, non avranno diritto a quello che spetta loro; la situazione dei Got in particolare è veramente paradossale: scrivono sentenze e provvedimenti vari, senza percepire alcuna indennità, perché pagati solo ad udienze, ormai ridotte in media a quattro mensili, e con declassamento delle funzioni giurisdizionali, violando l'articolo 106, comma secondo, della Costituzione. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) dichiara che, per quanto a lei consta, a settembre si è pagato il terzo contributo ai Got, dovuto per il mese di agosto. Il sottosegretario FERRARESI conferma che i problemi di ordine tecnologico che hanno ritardato, in alcuni casi, l'erogazione del contributo di agosto dovrebbero essere stati risolti da diversi giorni. In ogni caso, si riserva di fornire informazioni più dettagliate nelle seduta pomeridiana di domani. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Esame e rinvio) Il relatore MIRABELLI ( PD ) illustra il provvedimento in titolo: per rispondere alla crisi pandemica provocata dal COVID-19, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell'Unione europea (UE) hanno chiesto alla Commissione di presentare, a fine maggio, un ampio pacchetto di proposte che associ il futuro Quadro finanziario pluriennale (QFP) con uno specifico impegno per la ripresa nell'ambito dello strumento denominato Next Generation EU (NGEU). Nell'ambito del Next Generation EU , il più importante strumento previsto è senza dubbio il dispositivo per la ripresa e la resilienza. La proposta di linee guida del Governo per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), inserendo la riforma della giustizia tra le politiche di supporto per il conseguimento di "un ordinamento giuridico più moderno e efficiente", indica a tal fine tre direttrici principali da seguire: la riduzione della durata dei processi civile e penale, la revisione del codice civile, la riforma del diritto societario, stante che un sistema giudiziario che funziona dispiega i suoi effetti sui cittadini non soltanto nel momento del loro contatto con la giustizia, ma indirettamente anche sotto il profilo generale della complessiva situazione economico-finanziaria del Paese in cui viviamo. Quindi le priorità di intervento normativo sono: la riforma del codice di procedura civile, al fine di realizzare una maggiore semplicità del procedimento, sostituendo i procedimenti ordinari di cognizione con un rito unitario da introdursi con ricorso, sia per i giudizi davanti al Tribunale in composizione monocratica, sia per i giudizi avanti al giudice di pace e, quantomeno per le fasi introduttiva e decisoria, anche per le cause di competenza del Tribunale in composizione collegiale nonché per il giudizio d'appello, nonché rendendo più efficace la fase esecutiva ovvero di realizzazione dei crediti, e potenziando, in chiave deflattiva del contenzioso, la negoziazione assistita; la riforma del rito penale con l'obiettivo prioritario della riduzione dei tempi dei procedimenti nel giusto contemperamento tra le esigenze della ragionevole durata del processo e quelle connesse al rispetto delle garanzie e delle regole del giusto processo; la riforma dell'ordinamento giudiziario e del CSM, al fine di rivedere le modalità di accesso alla magistratura, il sistema degli illeciti disciplinari e delle incompatibilità dei magistrati, il sistema delle valutazioni di professionalità e il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, nonché al fine di fornire al CSM strumenti più idonei a garantire l'autonomia delle scelte che tale organo, nell'esercizio delle prerogative che la Carta costituzionale gli assegna, è chiamato a fare, allentando il legame tra contesto associativo ed eletti nell'organo di autogoverno; peraltro la predetta riforma dovrà contenere una puntuale e seria regolamentazione dell'accesso di magistrati all'esercizio di funzioni politiche o di amministrazione; la riforma della crisi di impresa, introdotta con il codice della crisi di impresa e dell'insolvenza (d.lgs. n. 14 del 2019), la cui entrata in vigore è stata tuttavia posticipata al 1° settembre 2021 a causa dell'emergenza Covid. In particolare, per il Relatore vanno invitate le Commissioni riunite, investite della sede referente, ad inserire, nello schema di relazione, una parte specifica dedicata al settore della giustizia, individuando come prioritari gli interventi di spesa e normativi seguenti. Va anzitutto condivisa l'esigenza, a partire dalle linee guida per la definizione del piano di ripresa e resilienza, di realizzare un programma di riforme e investimenti finalizzati a velocizzare il funzionamento della giustizia al fine di garantire alle imprese che operano in Italia condizioni ambientali più idonee che consentano per essere realmente competitive a livello europeo e internazionale e a svolgere una ancora più efficace azione di contrasto alla corruzione e alle mafie che continuano ad essere fattore limitante dello sviluppo anche economico del Paese. Va poi rilevato che: le raccomandazioni specifiche dell'Unione Europea all'Italia nel settore giustizia recano un sollecito al nostro Paese a ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio e ad aumentare l'efficacia della prevenzione e repressione della corruzione riducendo la durata dei processi penali e attuando il nuovo quadro anticorruzione, nonché ad adottare provvedimenti, nel 2020 e nel 2021, volti a "migliorare l'efficienza del sistema giudiziario"; nel Programma Nazionale di Riforma del 2020 il Governo ha risposto alle sollecitazioni europee prevedendo interventi di riforma caratterizzati anche da una politica di potenziamento del personale della giustizia, attraverso l'ampliamento delle piante organiche, e di digitalizzazione del processo; una delle nove direttrici di intervento contenute nel piano di rilancio del Governo è finalizzata, come emerge dal Programma nazionale di riforma per il 2020, al raggiungimento di un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente; nella proposta di linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), trasmessa dal Governo alle Camere nella giornata del 15 settembre scorso, la riforma della giustizia figura tra le iniziative volte a realizzare le sfide considerate nel PNRR tra le quali figurano il miglioramento della resilienza e della capacità di ripresa dell'Italia, nonché l'innalzamento del potenziale di crescita dell'economia e la creazione di occupazione. Va evidenziato inoltre che: gli studi condotti dalla Banca d'Italia e dalla Confesercenti dimostrano che un efficiente sistema giudiziario consentirebbe di recuperare dall'1,3 per cento al 2,5 per cento (da 22 miliardi a 40 miliardi) del PIL stimolando gli imprenditori, anche esteri, ad investire nel nostro Paese in quanto la tempestività delle decisioni giudiziarie è elemento essenziale per le imprese, per gli investitori e per i consumatori; nelle loro decisioni di investimento le imprese hanno bisogno di informazioni certe sull'ambiente regolativo dovendo poter calcolare il rischio che può derivare da un eventuale coinvolgimento in contenziosi commerciali, di lavoro, tributari o in procedure d'insolvenza nonché prevedere tempi e contenuti delle decisioni; è anche chiaro che un sistema giudiziario efficiente in grado di perseguire efficacemente e tempestivamente le condotte illecite, ed in special modo quelle corruttive, è il presupposto per un mercato che rispetti le regole della trasparenza e della concorrenza premiando soltanto le energie migliori. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente in primo luogo l'edilizia giudiziaria: previa approfondita analisi della domanda di giustizia nelle diverse realtà territoriali, deve essere promossa la realizzazione di nuovi poli giudiziari (c.d. cittadelle) che concentrino gli uffici giudiziari in un'area unica, facilmente accessibile e dotata di servizi, nonché la messa in sicurezza e ristrutturazione degli uffici giudiziari già esistenti che si presentino in condizioni fatiscenti adeguandole dal punto di vista dell'efficienza energetica e della legislazione antisismica. Inoltre serve intervenire per realizzare aule capienti dato che la mancanza di strutture idonee e di aule in grado di contenere il necessario afflusso di persone (specialmente in epoca pandemica) limita, infatti, la produttività degli organi giurisdizionali ed incide sul servizio giustizia per i cittadini; un'attenta opera di riqualificazione del patrimonio dell'amministrazione giudiziaria e di nuova realizzazione di edifici giudiziari consentirà anche di garantire il pieno utilizzo delle risorse tecnologiche disponibili. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre il perfezionamento del processo di digitalizzazione in tutti i settori della giustizia, anche attraverso l'implementazione di una rete unica esclusivamente dedicata al sistema giustizia con elevati standard di sicurezza. In tale prospettiva vanno sostenute sia la formazione delle risorse umane del comparto giustizia al fine di accrescerne le competenze digitali sia l'implementazione delle dotazioni informatiche in modo da potenziare il lavoro agile con ricadute positive in termini di maggiore vivibilità e di decongestione degli uffici giudiziari, di risparmio di costi per il mantenimento dei locali, di migliore razionalizzazione degli spazi, di maggiore incremento dell'occupazione femminile grazie alla possibilità di conciliare meglio i tempi casa-lavoro. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre la necessità di tener fermo l'ampliamento delle piante organiche dei magistrati, di cui al decreto ministeriale del 15 settembre 2020, nonché l'istituzione delle piante organiche flessibili distrettuali che consentono di applicare magistrati, per un arco temporale limitato, presso gli uffici giudiziari caratterizzati da un numero considerevole di procedimenti arretrati, dall'entità delle sopravvenienze, nonché dalla presenza e capacità di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico-sociale. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'adozione di tecniche di raccolta, gestione ed analisi delle informazioni sui flussi all'interno degli uffici giudiziari, indispensabili per il monitoraggio dell'attuazione delle riforme introdotte o da introdurre, per la precoce identificazione dei casi più complessi, per l'elaborazione di best practices e per l'orientamento delle future scelte legislative e organizzative. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'edilizia penitenziaria, anche minorile, attraverso la creazione di nuove strutture, la ristrutturazione di strutture già esistenti che si presentino in condizioni di ammaloramento, includendo interventi di efficientamento energetico e antisismici e l'implementazione di impianti di compostaggio di comunità; da promuovere, inoltre, l'adozione di ulteriori sistemi di sicurezza che impediscano l'introduzione e l'utilizzo dei micro-cellulari; sarà importante, con l'occasione, verificare e garantire che i detenuti per reati associativi in regime di alta sicurezza e di articolo 41- bis O.P. vengano custoditi in ambienti effettivamente ed efficacemente separati rispetto ai detenuti per crimini comuni, in modo da evitare ogni possibile contatto; inoltre, dovranno essere realizzati poli detentivi di alto profilo tecnologico e sanitario, destinati alla custodia, al trattamento ed eventualmente alla diagnosi e cura dei soggetti detenuti in alta sicurezza o in regime di articolo 41- bis O.P., anche con gravi patologie, al fine di poter contemperare il diritto alla salute del detenuto e le esigenze di sicurezza pubblica che precluderebbero qualsivoglia attenuazione del regime inframurario. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre la rieducazione dei detenuti attraverso il potenziamento delle misure alternative alla detenzione e l'implementazione dei progetti di formazione, e di lavoro intramurario ed extramurario con finalità di reinserimento sociale e contrasto alla recidiva nonché attraverso il perfezionamento dell'offerta trattamentale con introduzione in ogni istituto penitenziario, ed in particolare negli istituti minorili, di attività culturali (ad es. laboratori teatrali), artistiche ed espressive che favoriscano il percorso di maturazione e crescita personale dei ristretti con sicure positive ricadute in termini di inclusione sociale. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre la necessità dello stabile inserimento all'interno degli istituti penitenziari e delle REMS di figure professionali quali il medico psichiatra, psicologi e psicoterapeuti con la precipua finalità di gestire le situazioni di criticità, di incrementare il tempo di ascolto da dedicare alla popolazione ristretta, di attivare programmi di supporto psicologico per il personale di Polizia Penitenziaria per contenere ed attenuare gli effetti logoranti connessi alla delicata funzione svolta e all'ambiente in cui l'attività lavorativa viene esplicata; in questo senso è importante l'avviamento di corsi di formazione sul disagio psicologico e i disturbi psichiatrici per il personale di Polizia Penitenziaria, chiamato a cogliere, quale più prossimo osservatore del detenuto, i segnali di conflittualità, turbamento e malessere psico-fisico, che spesso sfociano in drammatici episodi di autolesionismo sino al suicidio; serve infine aumentare i posti nelle REMS e realizzare una rete socio-sanitaria che faciliti la comunicazione e la collaborazione tra gli istituti penitenziari e le REMS, da una parte, e le ASL e i Dipartimenti di Salute Mentale e i Centri di Salute Mentale dall'altra parte, in modo da garantire in maniera tempestiva ed agevole le prestazioni socio-sanitarie spettanti alla popolazione detenuta. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'incremento delle risorse del fondo per le vittime di usura o di estorsione e del fondo di rotazione per le vittime dei reati di tipo mafioso, prevedendo programmi di accompagnamento verso nuove attività imprenditoriali o lavorative. Si ritiene che le spese di investimento nel settore della giustizia debbano riguardare prioritariamente inoltre l'investimento di risorse per favorire il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie e, in particolare per sostenere aziende confiscate in grado di mantenere occupazione e quote di mercato. Non si tratta solo di dimostrare che lo Stato restituisce alla società ciò che le mafie hanno sottratto ma anche di evitare di disperder un ingente patrimonio economico. Le priorità sopraindicate, nelle spese di investimento nel settore della giustizia, non possono prescindere dal contesto normativo in cui esse si inseriscono, che condiziona fortemente il dinamismo economico e l'effetto moltiplicativo che dovrebbero essere propri della spesa. Il PNRR dovrà quindi legare strettamente gli interventi di spesa del settore giustizia alle riforme strutturali del medesimo settore al fine di massimizzare l'effetto di trasmissione dello stimolo economico al sistema produttivo con conseguente aumento della competitività e della resilienza economica e sociale del sistema Paese. Si apre la discussione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ravvisa, nell'esposizione del relatore, una proposta troppo impegnativa, laddove pregiudica decisioni che la Commissione deve ancora assumere su tematiche assai vaste, come per esempio la riforma del codice civile o quella dell'accesso di magistratura. Alcuni di questi temi non sono stati mai oggetto di serio confronto politico e paiono rientrare, piuttosto, nel programma di un partito politico. È anche da evitare l'enfatizzazione del passaggio al rito sommario nel processo civile, visti i tempi di decisione che registrano, sul punto, un incremento; troppo generiche sono anche le materie, che, nel disegno di legge governativo, sono attribuite alla composizione collegiale. Preannuncia un contributo propositivo della senatrice Modena sulle scelte di politica penitenziaria che consentirebbe di offrire una copertura totale al problema, garantendo una vivibilità generalizzata nel sistema carcerario italiano. Senza risorse, invece, si continuano a privilegiare solo alcune carceri, ignorando la lezione che, dieci anni fa, consentì una capienza aggiuntiva di 4.400 unità, da parte del Governo dell'epoca. Per il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) le risorse del recovery fund rappresentano un'occasione unica per rendere più efficiente il sistema della giustizia italiana. D'altro canto, lo stesso piano europeo inserisce proprio il tema della giustizia tra i pilastri dell'azione che ciascun Paese dovrà mettere in campo per poter usufruire pienamente delle risorse europee. Le linee Guida del Governo per la definizione del PNRR inseriscono la riforma della giustizia tra le politiche di supporto per il conseguimento di un ordinamento giuridico più moderno e efficiente ritenendo, come dall'oratore si è sempre sostenuto, che la giustizia sia indispensabile per la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti e alle attività economiche in grado di generare effetti positivi anche sul PIL. Per arrivare a questi obiettivi le linee guida indicano tre direttrici principali da seguire: ridurre la durata dei processi civili e penali; revisionare il codice civile e riformare il diritto societario, anche per uniformare la governance societaria agli standard UE. Insieme a queste riforme, il Governo propone una serie di interventi di natura organizzativa diretti ad a rafforzare il sistema giustizia: la digitalizzazione, il miglioramento delle infrastrutture materiali, la previsione di unità di missione per aggredire le disfunzioni sistemiche; l'accrescimento delle competenze dell'amministrazione. Sono già oggetto di discussione due progetti di delega, uno di riforma del processo civile al vaglio del Senato e uno, ancora da approvare, di riforma del processo penale. L'oratore ha dichiarato più volte che essi rappresentano una buona base di partenza ma c'è ancora tanto da fare se si vuole realmente velocizzare il sistema. Bisogna intervenire per eliminare i colli di bottiglia attualmente presenti nell'iter processuale, soprattutto in fase di impugnazione. Sarà fondamentale in questo senso tentare di ridurre gli appelli meramente dilatori consentendo una valutazione in peius delle Corti d'Appello a prescindere dalla presentazione dell'impugnazione da parte del P.M. Inoltre per quanto riguarda il ricorso per cassazione bisognerebbe ridurre i ricorsi generici per "difetto di motivazione" trovando una formulazione che restringa la possibilità arbitraria di ricorrere su questo punto. Il Governo sta inoltre lavorando alla riforma della giustizia tributaria, del CSM e del codice delle crisi di impresa e dell'insolvenza. Tra l'elenco dei progetti (PNRR) annunciati in tema giustizia si è accolto con particolare favore lo stanziamento di risorse per: la riqualificazione del patrimonio immobiliare penitenziario mediante interventi di miglioramento della performance funzionale e strutturale, in termini di aumento della capacità ricettiva, di lotta al sovraffollamento e di realizzazione di nuove strutture edilizie, sempre più vicine alle ordinarie strutture urbane, finalizzate all'obiettivo della rieducazione e del reinserimento sociale; consentire l'impiego del maggior numero possibile di manodopera detenuta anche nei settori ecosostenibili di mano d'opera nelle attività lavorative eco sostenibili; la realizzazione del data-center unico nazionale della Giustizia; individuare misure complementari all'attuazione delle riforme processuali, proponendo interventi mirati attraverso l'attivazione di Tavoli tematici composti da esperti interni ed esterni (questo consentirà di effettuare un esame più rapido e approfondito sui "colli di bottiglia" a cui si accennava sopra); l'acquisizione di professionalità tecniche funzionali alla implementazione di nuovi modelli organizzativi, valorizzando gli indicatori green (mediante la gestione delle procedure di gara nazionali ed europee, nonché di monitoraggio e gestione dei flussi economici finanziari, del controllo digestione, di sviluppo d'innovazioni tecnologiche relative alla re-ingegnerizzazione di processi di lavoro che consentono una diffusa dematerializzazione documentale). Sull'attuazione dei progetti e delle riforme connesse è fondamentale una premessa di metodo: solo un costante lavoro di scambio di idee e proposte tra Governo e Parlamento, a partire dalla seduta di oggi, sarà davvero funzionale ad ottenere dei risultati. Si chiede perciò al Governo di rinsaldare i rapporti con questa Commissione permanente. Nel merito, ci si limita ad evidenziare alcuni aspetti che si ritengono fondamentali. La condizione primaria affinché i progetti nazionali presentati siano ammissibili è che essi facciano parte di un pacchetto di investimenti e riforme coerente: dunque si dovranno effettuare d'ora in avanti riforme "strutturali", che abbiano una visione di insieme e abbandonare il metodo dell'intervento "spot" che manca di visione sistemica. La bussola non deve essere la riforma di questo o quell'istituto, ma un nuovo e coerente apparato, capace di essere equilibrato ed efficiente e di competere con gli altri sistemi europei ed internazionali. Bisognerà destinare alla Giustizia un capitolo di spesa molto più importante dei precedenti. Senza risorse nessuna buona riforma è possibile. Nel migliorare l'efficienza del sistema occorrerà al contempo sempre preservare le garanzie difensive. Nel ripensare il processo alla luce delle evoluzioni tecnologiche, bisognerà considerare i connessi aspetti di cybersecurity indispensabili a garantire la protezione dei dati e delle informazioni. Per questo sarà utile dare seguito ai propositi del governo in tema di formazione del personale sulle questioni digitali. Nel pensare ai processi telematici (si pensi all'escussione delle parti sperimentata durante la clausura per il COVID) bisognerà essere attenti a non scaricare solo sugli operatori di polizia gli oneri di controllo delle escussioni a distanza e, possibilmente, prevedere del personale a ciò dedicato. Se obiettivo primario è quello di aiutare la crescita economica e il benessere collettivo, non si può non considerare anche il contrasto alla criminalità organizzata, che mina nel profondo il sistema produttivo e altera la concorrenza delle imprese sul mercato e un più efficace contrasto alla corruzione. Occorre in questo senso potenziare il funzionamento delle banche dati e favorire lo scambio di informazioni tra le Procure (a partire dal nuovo modello Eurojust ) e, contemporaneamente, impedire che alcuni reati contro la P.A. si prescrivano. Già in passato si è proposto che per questi reati il termine della prescrizione decorra dall'acquisizione della notizia di reato. Ai fini di contrastare e prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali e nella politica si reputa opportuna una riforma della legge sullo scioglimento dei consigli comunali e sui requisiti di moralità ai fini della candidabilità. In considerazione delle ingenti risorse che il Paese è chiamato a destinare al mondo della sanità, occorrerà porre un'attenzione particolare ai meccanismi di finanziamento di tale spesa. È infatti notorio e particolarmente prevedibile che questo settore è già, e lo diverrà ancora di più, appetibile per le organizzazioni criminali interessate a infiltrarsi negli appalti pubblici per le forniture e nella stessa funzione di un essenziale servizio pubblico, tradizionale bacino di consenso. È infine indispensabile ridurre drasticamente l'arretrato civile e penale che impedisce una ragionevole durate dei processi: farlo significa garantire giustizia per davvero, risparmiare i soldi delle infrazioni europee e derivanti dall'applicazione della "legge Pinto", rendere più attrattivo il mercato italiano per chi voglia fare impresa. In questo senso oltre alle riforme procedurali sarà indispensabile mettere gli uffici nella reale condizione di rispettare i termini della "legge Pinto". Tra i progetti sulle risorse umane si potrebbe pensare a ricoprire integralmente e potenziare l'organico della magistratura ordinaria, del personale amministrativo e della magistratura onoraria, regolarizzando, mediante concorso, il loro contributo allo smaltimento dell'arretrato (una figura dunque simile al giudice di pace), tenuto conto dei 2.675.633 processi penali pendenti e dei 3.312.263 procedimenti civili pendenti, al 30 giugno 2019. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) condivide, nell'esposizione del relatore, i passaggi argomentativi in ordine all'edilizia penitenziaria anche minorile, nonché sull'introduzione di figure professionali di tipo psicologico al servizio del sistema carcerario. Quanto alle REMS, ne andrebbe non solo aumentata la capienza ma anche il numero. Anche l'incremento di 600 magistrati, sulla pianta organica conseguente al bilancio 2019, va non solo confermato ma addirittura aumentato se si vuole veramente smaltire l'arretrato. Un parere troppo dettagliato rischia di "ingessare" la discussione sulle future riforme, vincolandone gli esiti: meglio metodologicamente indicare i problemi sfumando la cogenza delle proposte. Nel merito, invita ad aggiungere le seguenti tematiche: tribunale della famiglia, sulla scorta del disegno di legge governativo della scorsa legislatura; riforma della giustizia minorile, controllo delle case famiglia e dei minori fuori famiglia; istituto della mediazione. La senatrice CIRINNA' ( PD ) suggerisce di indirizzare il rilancio della giustizia anche nella direzione di un rafforzamento delle misure di lotta alle discriminazioni: ciò sia in riferimento alla "legge Mancino" che alle condotte tra privati. Quanto alle piante organiche da rafforzare, non occorre limitarsi alla magistratura ma anche alla polizia penitenziaria. L'edilizia penitenziaria deve garantire anche condizioni dignitose di detenzione, che non si rinvengono ad esempio nel braccio G12 della sezione maschile del carcere di Rebibbia. Concorda infine con il senatore Pillon sulle REMS, perché troppo pochi sono i posti disponibili e troppi sono i detenuti mentalmente provati da condizioni di detenzione intollerabili. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) saluta con favore l'elevato livello del dibattito e l'accurata esposizione del relatore. L'incremento della pianta organica dei magistrati è un'occasione da non perdere, anche per far tornare la magistratura onoraria in un rapporto di eccezione rispetto alla regola del concorso pubblico. L'interessante spunto sull'edilizia penitenziaria, contenuto nel piano, deve consentire che le carceri siano portate ad un livello adeguato di civiltà: esso si misura anche in rapporto alla carcerazione femminile, specialmente quando si tratta di madri di bambini piccoli. Il recupero di strutture fatiscenti, come il carcere di Lanusei, potrebbe essere occasione per convertirle in edifici destinati ad altri obiettivi, come il recupero di detenuti a fine pena ovvero la semidetenzione. La senatrice MAIORINO ( M5S ) suggerisce al relatore di considerare anche l'obiettivo della parità di genere, da raggiungere anche in ambito giustizia. Ciò può avvenire mediante la realizzazione di centri di ascolto antidiscriminazione per i reati di cui agli articoli 604- bis e 604- ter del codice penale. In proposito, il filone preventivo valorizzato dalla convenzione di Istanbul - nel quale l'Italia è carente - suggerisce di prevedere anche percorsi di rieducazione per gli uomini maltrattanti. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) ricorda l'interrogazione nella quale recentemente ha lamentato la carenza di personale amministrativo, anche di tipo dirigenziale, nelle Procure della Repubblica sparse lungo la penisola; oltre che una separazione delle carriere, occorrerebbe una separazione degli spazi fisici di lavoro tra magistratura requirente e giudicante. La delega sul processo civile, poi, sembra ignorare che il rito cautelare è più spedito del rito sommario; né si può ignorare che i Tribunali sono macchine operative, e fin qui mancano di un manager che possa incaricarsi stabilmente di una migliore organizzazione del lavoro e dei suoi tempi. Sulle carceri la sentenza Torreggiani della Corte europea dei diritti dell'uomo dimostra che il problema del sovraffollamento non si risolve né inasprendo le pene, né costruendo nuovi penitenziari: l'illusione che la pena abbia solo fine rieducativo è stata abbandonata, ma un equilibrio con la finalità retributiva va trovato senza che le esigenze securitarie dilaghino senza controllo. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) deposita un testo in cui si propone che la Commissione, esaminate le Linee guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) Atto n. 572, agisca secondo la seguente premessa: nel piano il Governo segnala le debolezze dell'economia italiana in un contesto di bassa crescita e alta disoccupazione; il Governo delinea inoltre dei piani di intervento sostanzialmente in linea con le raccomandazioni della Commissione europee 2020 con particolare riferimento alla durata dei processi e alla efficienza, nei settori civile e penale, nonché alla lotta alla corruzione. Andrebbe anche rilevato che sono all'esame del Parlamento le leggi delega per la riforma dei processi civile e penale e che dalle audizioni emerge, costantemente, la esigenza di rendere effettivo l'aumento del numero dei magistrati, la riforma della magistratura onoraria, la definizione delle assunzioni e dei concorsi per il personale ausiliario, nonché la esigenza di implementare la digilitalizzazione e la strumentazione informatica. Si prenda anche atto che è stata fornita una "griglia" di circa 600 progetti, che compongono il mosaico del Recovery e vanno visti con cura sia dal punto di vista degli obbiettivi che delle risorse impiegate; in particolare, per quelli relativi al Ministero della Giustizia e del DAP, essi sono stati annunciati a grandi linee richiamando l'emergenza carceri o la task force per eliminare l'arretrato. La Commissione potrebbe quindi esprimere, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con le seguenti osservazioni. Per le Linee guida, la efficienza dei processi è direttamente connessa alle risorse umane e alle strumentazioni: non possono esserci riforme a "costo zero". La legge cosiddetta "spazzacorrotti" non ha prodotto alcun progresso, stante la impostazione punitiva e deve essere sostituita con una eliminazione dei passaggi cd. "burocratici". È necessaria la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante. Per i progetti singoli, in tema di efficienza del processo si inizi dai progetti denominati "Riforma del processo civile, Riforma del processo penale e riforma dell'ordinamento giudiziario" (nella "griglia" i numeri 280, 281 e 282). Si prevedono due anni di tempo, risorse 0 euro e si indicano come obbiettivi la efficienza dei sistemi penali, civili, aggredire l'arretrato, etc. Sorge spontanea una domanda: come è vista la cifra zero? Soprattutto, quale è il rapporto con il progetto n. 283 ( task force ) che mette a disposizione 1 milione e 6 su 5 anni per tavoli tematici composti da esperti per misure complementari all'attuazione delle riforme processuali? La illogicità appare chiara anche perché il n. 279 della "griglia" mette a disposizione 35 milioni in 18 mesi per l'ufficio del processo e risorse umane. Ciò significa 400 euro di borse di studio per i tirocini formativi che collaborano per la giurisdizione. Valuti il Governo di utilizzare i 36 milioni e 6 per riorganizzare la magistratura onoraria e per organizzare un gruppo "mobile" di magistrati che operano per smaltire gli arretrati: sarebbe preferibile a borse di studio indefinibili o improbabili task force . In tema di edilizia giudiziaria e uffici, i progetti nn. 272 e 273 per 655 milioni sono destinati agli interventi manutentivi di ogni genere, dagli impianti elettrici alla prevenzione sismica. Poi, 375.555 euro in 5 anni vanno alle postazioni di lavoro aggiornate ( hardware e sistemi operativi). Per gli uffici c'è il progetto "Capitale Umano": 5 anni e 320 milioni per acquisire professionalità per implementare modelli organizzativi (nella "griglia" n. 279). I nn. 274 e 275 - rispettivamente per 35.600.000 e 75.000.000 euro - sono destinati al data center unico e alla creazione di una rete geografica unica. Valuti il Governo, viste le somme importanti, un serio coordinamento dei progetti e di esplicitare la rete geografica unica nelle sue funzioni, in quanto, pur esistendo un Dipartimento specifico, sono poco chiare le competenze. Per l'edilizia penitenziaria ci sono interventi definiti (nn. 239, 240, 242 e 284) nel senso che vengono individuati gli istituti penali, mentre non si rinviene sistematicità per tutti gli altri. Quindi: 3,2 milioni per il centro per i minorenni Casal del Marmo di Roma; 25 per il complesso Ferranti di Torino; 13 per istituto penale per i minorenni di Airola (Benevento); 14 milioni circa per il nuovo istituto penale per i minorenni del Triveneto. Per il patrimonio immobiliare penitenziario ci sono 60 milioni (n. 236) in 6 anni destinati alla sorveglianza a distanza. Poi 115.885,79 euro sono destinati all'acquisizione dello stato di fatto dei beni immobili. Le cifre dovrebbero essere riviste e armonizzate se confrontate con il progetto n. 234 di 300 milioni in 6 anni per la riqualificazione antisismica degli istituti penitenziari e altri 300 per la riqualificazione per la lotta al sovra affollamento, al fine della rieducazione (n. 229, sempre su sei anni). Valuti il Governo di integrare la riqualificazione e la sorveglianza a distanza tra loro, unitamente al monitoraggio dello stato di fatto e alla architettura per la rieducazione, di individuare gli interventi su singole realtà territoriali successivamente, sulla base di priorità emergenziali e se sia una vera priorità il progetto tipo quello di 100.000 euro per dotare il parco macchine della amministrazione penitenziaria di veicoli Green in 5 anni (n. 233, pomposamente definito "Mobilità eco sostenibile). In tema di esecuzione pena, ben 737.300 milioni in tre anni (n. 258) sono destinati a percorsi di intervisione e supervisione professionale, controllo tecnico degli uffici di esecuzione della pena esterna. Valuti il Governo, vista la entità della cifra, tra le più alte, una riflessione sullo stato e i mezzi degli operatori sia della polizia penitenziaria che dei funzionari psicologici, in quanto questo progetto deve interagire con quelli relativi al lavoro dei detenuti. In tema di giustizia minorile, valuti il Governo una maggiore omogeneità degli interventi. Da un lato si prevedono 3 milioni per l'inserimento socio-lavorativo (n. 255); dall'altro vi sarebbero 2 milioni e mezzo per il diritto allo studio e 1 milione e ottocentomila per le figure professionali al fine di dotarle di una scrivania tecnologica portatile. In tema di intelligenza artificiale, interessanti e degni sicuramente di un approfondimento sono i progetti 742 e 743, relativi alla Avvocatura dello Stato. Sarebbero 22 milioni in tre anni. Gli scopi sono quelli di realizzare una piattaforma per la difesa in giudizio e la consulenza della P.A e di implementare modelli di intelligenza artificiale per predisporre atti e pareri e per prevedere gli esiti della causa sulla base delle precedenti difese. Valuti il Governo, considerato come una simile visione può cambiare il mondo degli operatori del diritto, di rendere noti i particolari del progetto. Il relatore MIRABELLI ( PD ) replica dichiarandosi disponibile a recepire gli inviti formulategli, nel corso della discussione, ma nella prospettiva della convergenza di tutti i Gruppi su un testo condiviso. Il PRESIDENTE , per agevolare la realizzazione dell'auspicio testé formulato, propone che il seguito dell'esame sia rinviato ad altra seduta. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. CONVOCAZIONE DI UN UFFICIO DI PRESIDENZA Il PRESIDENTE avverte che al termine della seduta di Commissione è immediatamente convocato un Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, per programmazione lavori. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. La seduta termina alle ore 16,30.