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ORD. 435/05. FALLIMENTO E PROCEDURE CONCORSUALI – LAVORATORE DIPENDENTE – CESSAZIONE PATOLOGICA DEL RAPPORTO DI LAVORO PER CAUSA IMPUTABILE AL DATORE DI LAVORO - CREDITO PER RISARCIMENTO DEL DANNO – PRIVILEGIO GENERALE SUI MOBILI – MANCATA PREVISIONE – DENUNCIATA LESIONE DEI PRINCIPI DI RAGIONEVOLEZZA E DI TUTELA DEL LAVORO – INDETERMINATEZZA E GENERICITÀ DELLA SENTENZA ADDITIVA RICHIESTA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile, per indeterminatezza della sentenza additiva richiesta, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2571-bis, numero 1, del codice civile, censurato, in riferimento agli artt. 3 e 35 della Costituzione, nella parte in cui non accorda il privilegio generale sui mobili al credito del lavoratore dipendente per risarcimento del danno subito in seguito a qualsiasi cessazione patologica del rapporto di lavoro per causa imputabile al datore di lavoro, e, in particolare, al danno subito per recesso del lavoratore ex art. 2119 del codice civile per inadempimento del datore di lavoro. Infatti, oltre a non aver chiarito la natura del danno da liquidare, il rimettente chiede una sentenza additiva dai contenuti generici, non precisando a quali contratti, tra le molteplici tipologie dei rapporti di lavoro, dovrebbe riferirsi l’estensione del privilegio previsto per le indennità scaturenti da licenziamento inefficace, nullo o annullabile al credito di risarcimento del lavoratore dimessosi per inadempimento del datore. - Sulla impossibilità di utilizzare lo strumento del giudizio di costituzionalità per introdurre, sia pure con riguardo al rilievo costituzionale di un determinato credito, una causa di prelazione ulteriore, con strutturazione di un autonomo modulo normativo, v., citate, sentt. n. 84 del 1992, n. 40 del 1996, n. 113 del 2004.