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Notaio - Esercizio professionale - Cauzione dovuta dai notai di prima nomina a garanzia di possibili rischi nell’esercizio della professione - Inadeguatezza dell’importo fissato - Prospettata, irragionevole, disparità di trattamento rispetto ad altri professionisti (nella specie, raccomandatari marittimi) gravati da ben più consistente cauzione - Non idoneità del confronto tra le due attività indicate - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità dell'art. 20 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, nella parte in cui indica l'ammontare della cauzione che debbono prestare i notai di prima nomina, il cui importo massimo (di lire quindicimila) integrerebbe una irragionevole disparità di trattamento rispetto ad altre analoghe situazioni (in particolare rispetto a quella dei raccomandatari marittimi, cioè esercenti un'altra professione controllata dallo Stato, ai quali è imposta una cauzione di ben diversa entità). Infatti non può istituirsi alcun utile confronto, rilevante ai fini dell'art. 3 della Costituzione, tra le due categorie di attività, evidenti essendo le differenze sotto il profilo della loro natura e dei requisiti richiesti per l'accesso.