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Regione (in genere) - Norme della Regione Abruzzo - Disciplina di carattere generale per la valorizzazione delle aree agricole e loro salvaguardia - Legge adottata dal Consiglio regionale in regime di prorogatio - Assenza dei presupposti previsti dallo statuto regionale per il legittimo esercizio della funzione legislativa - Violazione dei limiti costituzionali ai poteri di un organo elettivo scaduto - Illegittimità costituzionale - Assorbimento di ulteriore censura.. È costituzionalmente illegittima, per violazione degli artt. 123 Cost. e 86, comma 3, lett. a ), dello Statuto abruzzese, la legge della Regione Abruzzo 28 aprile 2014, n. 24 - nel testo precedente alle modifiche apportate dalla legge regionale n. 32 del 2014 - in materia di valorizzazione e salvaguardia delle aree agricole. La legge regionale impugnata è stata approvata dal Consiglio regionale dopo la scadenza della legislatura, in regime di prorogatio , e dal suo contenuto, nonché dai lavori preparatori non emergono elementi idonei a ritenere che sia stata adottata - neppure parzialmente - in adempimento di impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, da disposizioni costituzionali o legislative statali o in situazioni di urgenza e necessità, come tassativamente previsto dall'evocata disposizione statutaria. L'istituto della prorogatio , a differenza della vera e propria proroga, non incide sulla durata del mandato elettivo, ma riguarda solo l'esercizio dei poteri nell'intervallo fra la scadenza, naturale o anticipata, di tale mandato, e l'entrata in carica del nuovo organo eletto. Tale esercizio non può che essere limitato agli atti necessari ed urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili, come definiti dallo statuto regionale in conformità all'art. 123 Cost.; circostanza questa che, nel caso di specie, non ricorre. (Resta assorbita la censura relativa all'art. 4, comma 2, della suddetta legge regionale, impugnato in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l ), Cost.) - Per l'affermazione che è inammissibile l'impugnazione di un'intera legge attraverso generiche censure che non consentano di individuare la questione oggetto dello scrutinio di costituzionalità, mentre, al contrario, è consentita l'impugnativa di intere leggi caratterizzate da norme omogenee, tutte coinvolte dalle medesime censure, v., ex plurimis , la citata sentenza n. 201/2008. - Nel senso che l'istituto della prorogatio riguarda fattispecie in cui coloro che sono nominati a tempo a coprire uffici pubblici rimangono in carica, ancorchè scaduti, fino all'insediamento dei successori, v. la citata sentenza n. 208/1992. - Sul discrimen tra prorogatio e proroga, disciplinate, rispettivamente, per le Camere, agli artt. 61, secondo comma, e 60, secondo comma, Cost., v. le citate sentenze nn. 181/2014 e 196/2013. - Sulla disciplina statutaria abruzzese dei poteri del Consiglio regionale abruzzese in regime di prorogatio , v. la citata sentenza n. 68/2010.