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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 112 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE CONSULTIVA A.G. 258 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger Doc n. 258 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger (Osservazioni alla 4 a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli) Il senatore AIMI ( FIBP-UDC ), relatore, illustra lo schema di decreto interministeriale del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger, di cui all'Atto del Governo n. 258, su cui la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il prossimo 26 maggio, delle osservazioni a beneficio della Commissione Difesa. Ricorda, innanzitutto, che l'atto del Governo in titolo trova il proprio fondamento giuridico nel comma 2 dell'articolo 311 del Codice dell'Ordinamento militare, in base al quale la cessione di armamenti obsoleti è consentita solo se questi sono di natura difensiva e previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Prima di entrare nel merito dell'Atto del Governo in esame, rammenta che il Niger, Paese di oltre 20 milioni di abitanti, occupa un'area di notevole importanza strategica per il controllo dei flussi migratori provenienti dalla fascia sub-sahariana e diretti, prevalentemente, in direzione della confinante Libia. Dopo un periodo di instabilità e fragilità istituzionale, a partire dalle elezioni presidenziali del 2011, che hanno decretato la vittoria del leader dell'opposizione Mahamadou Issoufou, il Niger - che è una Repubblica semipresidenziale ai sensi della Costituzione promulgata nel novembre 2010 - ha iniziato un processo di stabilizzazione e di democratizzazione, proseguito anche con le elezioni generali del 2016 che hanno confermato lo stesso Issoufou quale Presidente e consentito al suo partito  il Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo (PNDS)  di conquistare la maggioranza dei seggi dell'Assemblea nazionale, il locale Parlamento monocamerale. Le elezioni presidenziali a doppio turno, tenutesi il 27 dicembre 2020 e il 21 febbraio 2021, nel confermare il PNDS quale prima forza politica del Paese, hanno rappresentato la prima transizione di potere per via elettorale nella storia del Niger, e hanno consentito a Mohamed Bazoum, candidato del partito di governo e successore designato di Issoufou, di prevalere sullo sfidante e di essere nominato nuovo Presidente. Alla ritrovata stabilità politica ha però fatto da contraltare la recrudescenza della violenza terroristica di matrice islamista, con una serie di gravissimi attentati che hanno segnato il Paese negli ultimi mesi, l'ultimo dei quali, lo scorso 21 marzo, compiuto da gruppi affiliati allo Stato islamico nella regione sudoccidentale di Tahoua, ha provocato la morte di oltre 140 persone. Proprio questa catena di attentati non fa che confermare l'importanza di garantire un sostegno fattivo alle Forze armate e di sicurezza locali. Passando all'esame del provvedimento il relatore fa presente che esso prevede la cessione a titolo gratuito, a favore delle forze armate nigerine, di 250 giubbetti antiproiettile e di 250 elmetti in kevlar dichiarati fuori servizio dal Comando Logistico dell'Aeronautica Militare e di 10 caschi balistici, 8 tute antiframmento, 2 kit corazzato (giubba e pantalone) per tuta antiframmento e 10 contenitori per tute antiframmento dichiarati fuori servizio dal Comando Logistico dell'Esercito. La relazione illustrativa predisposta dallo Stato Maggiore della Difesa precisa che il materiale oggetto della cessione è stato dichiarato "fuori servizio" perché ritenuto obsoleto per cause tecniche, stante l'impossibilità di effettuare interventi di ripristino e di mantenimento delle caratteristiche prestazionali originarie con riferimento ai giubbotti antiproiettile e agli elmetti in kevlar, o per la vetustà del materiale e della progressiva scadenza di validità della protezione balistica nel caso delle tute antiframmentazione. L'intento sotteso alla cessione di tale materiale è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e quelle nigerine nel quadro delle attività di sostegno alle istituzioni del Paese africano. Con il Niger - che è compreso nell'elenco dei Paesi in via di sviluppo destinatari di specifici programmi di assistenza - l'Italia ha sottoscritto nel 2017 un Accordo bilaterale di cooperazione generale in materia di difesa finalizzato ad incoraggiare, agevolare e sviluppare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi nel settore della difesa, sulla base dei princìpi di reciprocità, uguaglianza e mutuo interesse, in conformità con i rispettivi ordinamenti giuridici e con gli impegni internazionali assunti dalle Parti, delineando una cornice giuridica per l'avvio di forme strutturate di cooperazione tra le Forze armate per consolidare le rispettive capacità difensive e migliorare la comprensione reciproca su questioni di interesse comune relative alla sicurezza, quali la lotta all'immigrazione irregolare, al terrorismo e ai traffici illegali. Il relatore poi ricorda come l'Italia, che nel 2017 ha inaugurato una propria sede diplomatica nella capitale Niamey, sia impegnata da tempo in attività di sostegno alla stabilità delle istituzioni nigerine e a favore della popolazione locale, non solo attraverso i fondi della cooperazione allo sviluppo e in particolare con il contributo finanziario del "Fondo Africa", ma anche attraverso la cooperazione in campo militare, finalizzata al supporto alle Forze armate e di difesa nigerine, ed allo sviluppo delle loro capacità aeree. Peraltro, nel Paese africano è dispiegata, nell'ambito del supporto congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell'area e per il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), la Missione bilaterale di supporto alla Repubblica del Niger (MISIN), finalizzata all'incremento delle capacità delle Forze di sicurezza locali nell'azione di contrasto ai traffici illegali e alle minacce alla sicurezza. La Missione intende concorrere alle attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea del Niger. Conclude sottolineando che, nella regione del Sahel l'Italia prende parte dallo scorso mese di marzo, con un quartier generale situato in Mali, al confine con il Burkina Faso, anche alla Forza multinazionale Takuba, che, avviata nel 2020 e destinata ad integrare l'operazione francese Barkhane, operativa sin dall'agosto 2014, è finalizzata ad assistere gli eserciti regionali, con compiti di advising , addestramento e logistici, nella lotta contro i gruppi armati operanti nella regione di Liptako, un'area compresa fra il Burkina Faso, il Niger e il Mali, nota per essere una roccaforte dei combattenti dell'Isis. La cessione di materiale prevista dal provvedimento in esame appare dunque in linea con gli sforzi profusi dall'Italia per offrire un contributo alla stabilizzazione del Niger, stante anche la sua importanza geopolitica in una regione, quella del Sahel, fondamentale per il contrasto al crimine transnazionale, al traffico dei migranti e alla minaccia terroristica di matrice islamista. Al termine della sua esposizione, il relatore da conto di un conferente schema di osservazioni favorevoli (pubblicato in allegato). Il PRESIDENTE ringrazia il relatore ed apre la discussione generale. Il senatore AIROLA ( M5S ), nel condividere il contenuto della relazione testé svolta, mette l'accento sull'importanza strategica del Niger nell'area del Sahel, crocevia, tra l'altro, di intensi flussi migratori verso il Mediterraneo. Proprio a tale riguardo, coglie l'occasione per invitare il Governo a implementare l'aiuto e il supporto umanitario a favore dei profughi che gravitano in quella zona. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), pur trovandosi d'accordo con le osservazioni favorevoli formulate dal relatore, richiama l'attenzione dei Commissari sulla nozione di materiale di armamento "obsoleto" che viene ceduto gratuitamente dall'Italia alle forze armate del Niger. Si tratta di un concetto che suscita una certa perplessità, in quanto può ingenerare una serie di problematiche, tra cui quella, non secondaria, connessa alla certezza che tali materiali abbiano effettivamente una minima funzionalità per i nuovi fruitori. In secondo luogo, ad avviso dell'oratore, occorre intendersi con precisione sul fatto che i suddetti giubbetti antiproiettile ed elmetti vengano utilizzati non per finalità operative o belliche, ma solo per l'addestramento delle truppe nigerine. Il senatore ALFIERI ( PD ) fa notare che ciò che rileva, ai fini della Commissione esteri, è la priorità della cooperazione bilaterale dell'Italia con un Paese nevralgico dell'Africa, dove, peraltro, è in atto un'operazione di contrasto della comunità internazionale nei confronti del terrorismo di matrice islamica. La cessione del materiale di equipaggiamento in titolo è, quindi, da approvare, dal momento che rappresenta uno dei tasselli della suddetta collaborazione interstatuale. Il presidente PETROCELLI rammenta che una disamina concernente i profili eminentemente tecnici della questione in discussione attiene, naturalmente, alla Commissione difesa che, non a caso, detiene il merito del provvedimento in esame. Fa presente, inoltre, che nell'articolo unico del decreto in argomento, è, comunque, specificato che i giubbetti antiproiettile sono "per addestramento". Il relatore AIMI ( FIBP-UDC ), pur mostrando comprensione per le argomentazioni del collega Lucidi, ritiene, tuttavia, che sussistano tutti gli elementi politici favorevoli affinché l'Italia proceda alla cessione di tali materiali di armamento al Niger. Dopo un breve intervento del sottosegretario DELLA VEDOVA, il quale tiene a riaffermare l'importanza del Niger in quell'area del continente africano, segue un ulteriore intervento del senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), il quale, nel ribadire il suo assenso alle osservazioni favorevoli del relatore, rimane altresì convinto dell'utilità di un approfondimento sulla questione da lui sollevata, come quello ora intercorso in Commissione esteri. Non risultando nessun altro intervento da parte dei senatori, il PRESIDENTE quindi, previa verifica del numero legale, pone in votazione la proposta di osservazioni favorevoli predisposta dal relatore. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE A.S. 2195 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Roma il 10 giugno 2009, con Scambio di Note emendativo fatto a Roma il 7 e il 22 agosto 2014 DDL 2195 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Roma il 10 giugno 2009, con Scambio di Note emendativo fatto a Roma il 7 e il 22 agosto 2014 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione fra l'Italia e la Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali. La Convenzione in esame, sottoscritta nel 2009, due anni prima che l'ondata di rivolte della cosiddetta "primavera araba" determinasse la caduta del regime del colonnello Gheddafi, è stata poi confermata mediante uno Scambio di Note nell'agosto 2014, che, non incidendo sui contenuti dell'intesa, si è limitato unicamente a modificare la denominazione formale dello Stato libico - ora chiamato Stato di Libia -, superando il precedente appellativo di Gran Giamahirya Araba libica Popolare Socialista. L'intesa bilaterale - che costituisce una riposta normativa alle scelte operate verso la Libia da parte di alcuni segmenti del mondo imprenditoriale italiano e che regola alcuni aspetti relativi agli investimenti libici in Italia -, nel quadro del più generale ampliamento della rete di trattati internazionali bilaterali stipulati dall'Italia in materia di fiscalità diretta, costituirà la nuova base giuridica per le relazioni economiche poste in essere tra gli operatori residenti nei due Paesi, oltre che in materia di ripartizione delle basi imponibili anche nel settore della cooperazione fra amministrazioni, in vista di una più efficace azione di contrasto all'evasione fiscale, nonché ad eventuali pratiche di abuso dei trattati. Composto di 30 articoli, il testo, basato in larga parte sul modello di convenzione fiscale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ma elaborato anche in ragione della specificità dei rapporti italo-libici, dopo aver delimitato (Capitolo I, articoli 1-2) la sfera soggettiva di applicazione alle persone residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti (articolo 1), definisce il proprio ambito di applicazione, prevedendo, per la parte italiana, che l'elenco delle imposte italiane soggette alle disposizioni convenzionali includa le imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle società (IRES) e l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) (articolo 2). Il relatore precisa, peraltro, che l'ambito di applicazione oggettivo della Convenzione risulta, tuttavia, esteso alle imposte di ogni ordine e tipo gravanti sui redditi prodotti da persone fisiche o giuridiche, sia per quanto riguarda il principio di non-discriminazione, sia in relazione agli aspetti di cooperazione amministrativa (articoli 24 e 26). Dopo aver offerto un quadro delle definizioni generali (articolo 3), di quelle relative allo status di residenti (articolo 4), di stabile organizzazione (articolo 5) e di imposizione nello Stato della fonte (articolo 6), il testo disciplina le modalità di imposizione per i diversi tipi di redditi (Capitolo III, articoli 7-22), annoverando - fra gli altri - i redditi immobiliari (articolo 7), quelli derivanti da utili delle imprese (articolo 8), quelli da navigazione marittima ed aerea internazionale (articolo 9), da imprese associate (articolo 10), oltre ai redditi di capitale (dividendi, interessi, canoni e utili da capitale) (articoli 11-14). Ulteriori articoli disciplinano il trattamento fiscale in relazione ai redditi derivanti da professioni indipendenti (articolo 15), da lavoro subordinato (articolo 16), dai compensi e gettoni di presenza di amministratori di società (articolo 17) e da attività artistiche o sportive (articolo 18), mentre, in materia di pensioni, la Convenzione accoglie il principio secondo cui quelle pagate ad un residente di uno Stato contraente siano imponibili solo in quello (articolo 19). Altre norme riguardano la materia dei redditi derivanti dallo svolgimento di funzioni pubbliche (articolo 20) - imponibili esclusivamente nello Stato pagatore - e l'esenzione, a certe condizioni, per le somme ricevute da studenti e apprendisti per spese relative al proprio mantenimento, alla propria istruzione e formazione professionale (articolo 21). Con riferimento ai metodi per eliminare le doppie imposizioni (Capitolo IV), ai sensi dell'articolo 23, trova applicazione una combinazione fra il sistema di imputazione ordinaria utilizzato dall'Italia e quello misto, previsto per i residenti in Libia, fra esenzione e credito per i redditi da capitale. L'articolo 25 prevede la procedura amichevole per la composizione di controversie relative all'interpretazione e all'applicazione delle disposizioni convenzionali, senza la possibilità di ricorso all'arbitrato. Da ultimo il relatore segnala che la Convenzione, con riferimento alla questione cooperazione amministrativa, ha definito una base giuridica che garantisce lo scambio di informazioni in materia fiscale, conformemente all'obiettivo prioritario della lotta all'evasione, nonché agli standard dell'OCSE, prevedendo in particolare il superamento del segreto bancario (articolo 26). A tal riguardo, la relazione introduttiva al provvedimento specifica che l'intesa raggiunta con la parte libica sull'articolo 26 rappresenta un elemento utile al fine dell'inclusione della Libia nella white list , prevista dall'articolo 11, comma 4, lettera c ), del decreto legislativo n. 239 del 1996. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 1,49 milioni di euro annui, a decorrere dal 2022. La relazione tecnica che accompagna il provvedimento specifica che tali oneri economici sono ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario italiano in relazione alla mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE , dopo aver ringraziato il relatore per l'esauriente esposizione svolta, apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI fa presente che, nell'ambito dell'esame del Documento CCLXI, n. 1, è stato audito in videoconferenza, nella giornata di giovedì 13 maggio scorso, in sede di Ufficio di Presidenza, il giornalista Andrea Morigi, il quale ha consegnato della documentazione scritta che sarà pubblicata sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,35. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 258 La 3 a Commissione, esaminato lo schema di decreto interministeriale del Ministro della difesa in titolo; considerato che il decreto interministeriale è emanato di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; preso atto che la misura normativa prevede la cessione a titolo gratuito a favore delle forze armate nigerine di giubbetti antiproiettile, di elmetti in kevlar, di caschi balistici, di tute antiframmento, di kit corazzato per tuta antiframmento e di contenitori per tute antiframmento, materiali dichiarati fuori servizio rispettivamente dal Comando Logistico dell'Aeronautica Militare e dal Comando Logistico dell'Esercito; valutato l'intento sotteso alla cessione di tale materiale, ovvero quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e quelle nigerine nel quadro delle attività di sostegno alle istituzioni del Paese africano; ribadita l'opportunità che il nostro Paese continui a sostenere la stabilità delle istituzioni nigerine, contribuendo altresì al rafforzamento delle sue Forze armate e di sicurezza nelle attività di contrasto al crimine transnazionale, al traffico dei migranti e alla minaccia terroristica di matrice islamista; ricordata anche la vigenza dell'Accordo di cooperazione in materia di difesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger, fatto a Roma il 26 settembre 2017, finalizzato ad agevolare e sviluppare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi nel settore della difesa, sulla base dei princìpi di reciprocità, uguaglianza e mutuo interesse, si esprime favorevolmente.