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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 82 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15,25. IN SEDE REFERENTE A.S. 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 DDL 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 maggio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato alla relatrice Pacifico a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzata allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1704 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 DDL 1704 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 maggio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 1646 Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura DDL 1646 Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura (Parere alla 11 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, riferisce spiegando che la Commissione è chiamata a rendere un parere, per i profili di competenza, alla 11 a Commissione sul disegno di legge recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 che disciplina l'Ordinamento dell'Amministrazione degli affari esteri, già approvato dalla Camera dei deputati. Il testo, che consta di un unico articolo, reca una serie di novelle alla disciplina di cui al Titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 relativa al personale assunto a contratto - a tempo indeterminato o determinato - da parte degli uffici all'estero del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Gli uffici interessati da tale disciplina sono le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari di prima categoria e gli istituti italiani di cultura, nonché, in base all'inserimento operato dal presente disegno di legge, le delegazioni diplomatiche speciali, che possono essere istituite con decreto ministeriale in caso di mancanza in quello Stato di una rappresentanza diplomatica permanente del nostro Paese e sussista un'esigenza particolare derivante dalle relazioni internazionali o dalla partecipazione a conferenze, trattative o riunioni internazionali. Più in particolare, le novelle di cui al comma 1, lettere a) e b) , estendono alle delegazioni diplomatiche speciali la possibilità di assunzioni di personale a contrattoper le proprie esigenze di servizio e previa autorizzazione dell'Amministrazione centrale, nel limite complessivo di 2.920 unità previsto proprio dall'articolo 152 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, nonché la possibilità di assunzione di impiegati temporanei, prevedendo per tali tipologie di contratti, nel caso di perdurante assenza del dipendente da essi sostituito, anche la possibilità di un solo rinnovo per un periodo non superiore a sei mesi. Ulteriori disposizioni concernono l'effettività dell'applicazione - con riferimento ai rapporti di lavoro in oggetto - delle norme locali che abbiano carattere imperativo o che siano più favorevoli per il lavoratore rispetto a quelle poste dalla disciplina in esame (comma 1, lettera c ) e la durata della validità delle graduatorie risultanti dalle prove d'esame svolte per le assunzioni a contratto in oggetto (comma 1, lettera d ). Ulteriori novelle riguardano le modalità per la determinazione e la revisione delle retribuzioni annue basi, le assenze dal servizio e i viaggi di servizio di tali lavoratori (rispettivamente, comma 1, lettere e ), f ) e g ), e gli eventuali procedimenti disciplinari a loro carico (lettera h ). L'ultima novella introdotta riguarda i casi di risoluzione del contratto, e più in particolare le fattispecie per le quali non sia dovuto - da parte dell'ufficio all'estero - il preavviso di tre mesi per la risoluzione dei rapporti di lavoro in esame: la norma aggiunge quella relativa alla violazione, colposa o dolosa, dei doveri generali di comportamento dei dipendenti all'estero dell'Amministrazione in esame, di gravità tale da non consentire, anche per ragioni di sicurezza, la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro (comma 1, lettera i ). Infine, il comma 2 reca la clausola di invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica. Alla luce di quanto esposto, il relatore propone alla Commissione la formulazione di un parere favorevole sul provvedimento in esame. Il presidente PETROCELLI dichiara aperta la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) chiede lumi in merito alla questione concernente l'assunzione di personale locale a contratto che può riguardare cittadini sia italiani che stranieri. Sotto tale profilo, peraltro, anche in passato si è posto il problema delle modalità più o meno trasparenti con cui vengono sottoscritti tali contratti. Il sottosegretario DI STEFANO, al riguardo, precisa che il disegno di legge in titolo è stato ideato per cercare di risolvere un problema che, da molto tempo, va ad inficiare le condizioni dei lavoratori a contratto presso le sedi diplomatiche, consolari e gli istituti di cultura, in particolare la parità di trattamento tra di loro. Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, rammenta come il punto discriminante dell'intera questione non sia tanto la cittadinanza dei lavoratori interessati, quanto l'eliminazione di eventuali discriminazioni. Mette in risalto, inoltre, che, molto spesso, risulta oltremodo proficuo ed utile per le nostre Ambasciate assumere dipendenti aventi la nazionalità del luogo, proprio perché conoscono meglio ed hanno maggior esperienza della realtà locale. Segue un breve intervento del senatore URSO ( FdI ), incentrato sulla copertura finanziaria del provvedimento in titolo. Ai fini di un ulteriore chiarimento della problematica, il sottosegretario DI STEFANO sottolinea che lo scopo del disegno di legge è anche quello di garantire il rispetto di determinati standard a tutela dei lavoratori locali, standard caratteristici e fatti propri dalla rete diplomatico-consolare degli altri Paesi che agiscono nella medesima situazione. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) ribadisce come, dal suo punto di vista, il provvedimento non afferisce solo all'equiparazione del trattamento lavorativo, ma anche alle modalità di reclutamento del personale in questione. Alla luce di tale valutazione, pertanto, permangono delle perplessità che, a suo avviso, richiedono un supplemento di disamina da parte della 3 a Commissione, anche se chiamata a fornire un parere in sede consultiva. Il presidente PETROCELLI , nel precisare che, in ogni caso, approfondimenti nel merito sono possibili solamente presso l'11 a Commissione, che detiene la sede referente dell'atto, procede, acquisito il consenso del relatore, al rinvio dell'espressione del parere. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. 184 Schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2019-2021 Doc n. 184 Schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2019-2021 (Parere al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ai sensi degli articoli 12 e 13, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 125. Esame e rinvio) La senatrice MAIORINO ( M5S ), relatrice, dà conto dello schema di decreto ministeriale, sottoposto al parere della Commissione, chiamata a esprimersi, entro il prossimo 15 luglio, sullo schema di documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2019-2021. Ricorda che, a norma dell'articolo 12, comma 2, della legge n. 125 del 2014, il Documento in esame deve indicare la visione strategica, gli obiettivi di azione e i criteri di intervento, la scelta delle priorità delle aree geografiche e dei singoli Paesi, nonché dei diversi settori nel cui ambito dovrà essere attuata la cooperazione allo sviluppo, nonché esplicitare gli indirizzi politici e strategici relativi alla partecipazione italiana agli organismi europei e internazionali e alle istituzioni finanziarie multilaterali. Sul Documento si è espresso favorevolmente lo scorso 11 giugno, il Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS). Allegate allo schema di Documento, le relazioni riguardanti l'attuazione della politica italiana di cooperazione allo sviluppo nel 2017 e nel 2018 forniscono una ricognizione dettagliata dei settori dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) promosso dal nostro Paese. Il Documento offre, innanzitutto, un quadro di riferimento del contesto internazionale, di quello europeo e di quello nazionale, evidenziando come il triennio 2019-2021 debba essere considerato decisivo per l'attuazione dell'Agenda 2030 e dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Per l'Unione europea e gli Stati membri il quadro di riferimento della cooperazione allo sviluppo è segnato dal nuovo Consenso europeo per lo sviluppo, alla cui redazione nel 2017 ha contribuito anche il MAECI, che riconosce l'importanza di temi prioritari per l'Italia quali il nesso fra migrazione e sviluppo, la sicurezza alimentare, il ruolo del settore privato. Il testo peraltro sottolinea come l'Italia, con il suo 13 per cento, rappresenti uno dei principali contributori dell'aiuto allo sviluppo dell'Unione europea. A livello nazionale, il testo ricorda l'organizzazione, prevista nel 2021, della Conferenza Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, incentrata sulla necessità di favorire una più diffusa consapevolezza in merito alla portata dell'Agenda 2030 e dei temi dello sviluppo sostenibile. Il successivo capitolo del Documento, che traccia il quadro della Cooperazione pubblica allo sviluppo del nostro Paese nel triennio 2019-2021, evidenzia come la visione strategica nazionale si incentri sui 5 Pilastri dell'Agenda 2030 e ponga al centro della propria azione il pieno sviluppo della persona, del capitale umano e la protezione di coloro che vivono in situazioni di maggiore disagio e vulnerabilità. Viene sottolineato come l'impegno dell'Italia a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione sarà rafforzato nelle principali aree di crisi, dal Medioriente all'Africa e all'Asia. Per quanto riguarda le risorse, il quadro fornito dal Documento e in particolare dalle relazioni allegate, la relatrice ricorda come l'Italia abbia avviato negli ultimi anni un percorso di graduale riallineamento del rapporto fra Cooperazione Pubblica allo Sviluppo (CPS) e Reddito Nazionale Lordo (RNL), salito dallo 0,14 per cento nel 2012 allo 0,30 per cento nel 2017. In valore assoluto, nel 2017 l'importo computato come Cooperazione Pubblica allo Sviluppo (CPS) è stato pari a 5.209,89 milioni di euro. Peraltro la Relazione 2018 allegata al Documento, attesta che l'ammontare dell'APS per l'anno 2018 - pari a 4.405,76 milioni di euro - sia nel frattempo sceso allo 0,25 per cento del RNL a causa essenzialmente del decremento dei costi di assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo. La stessa legge di bilancio 2019-2021 prevedeva che nel 2019 il rapporto CPS/RNL rimanesse stabile, ma decrescente dal 2020, in previsione di un sensibile decremento dei costi di assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo. Il testo tuttavia rimarca l'intenzione dell'esecutivo, a partire dal prossimo DEF, di rilanciare un percorso di adeguamento degli stanziamenti annuali per il comparto, tale da porre l'Italia in linea con gli impegni assunti a livello internazionale. Le previsioni indicate nel testo parlano per il triennio di riferimento di risorse per 5.011,89 milioni euro per il 2020, per 4.428,21 milioni di euro per il 2021 e di 4.477,20 milioni di euro per il 2022. Un capitolo - prosegue la relatrice - è dedicato all'aiuto umanitario italiano, dove viene sottolineato come negli ultimi anni si sia assistito al progressivo aumento di risorse stanziate disponibili a tale scopo. Dopo aver toccato il picco minimo di 19,5 milioni di Euro nel 2012, le risorse sono progressivamente aumentate arrivando a raggiungere lo stanziamento di 119 milioni di euro nel 2017e 131,5 milioni di euro nel 2018. Quanto alla ripartizione geografica degli interventi, la priorità è stata assegnata al continente africano e al Medio Oriente (90 per cento circa). Gli interventi sono stati indirizzati principalmente a fronteggiare alcune delle crisi umanitarie più acute, in Siria, in Iraq, in Libia, nella Repubblica Centrafricana, in Yemen, in Myanmar e nelle regioni del Corno d'Africa, del Sahel e del Lago Ciad. È, inoltre, sottolineato come anche con riferimento al triennio 2019-2021 la Cooperazione Italiana continuerà a sostenere l'azione degli operatori umanitari nel quadro dei rispettivi piani di riposta umanitaria, ma anche per la prevenzione delle crisi umanitarie, con iniziative volte a ridurre il rischio da disastri e a far adattare la popolazione ai cambiamenti climatici. Con riferimento alle priorità tematiche della cooperazione italiana, il Documento sottolinea come nel triennio l'obiettivo di azione che ci si prefigge sarà quello di contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e di specifici Target, concentrando almeno il 75 per cento delle risorse nelle aree tematiche di intervento prioritario, articolate attorno ai 5 Pilastri dell'Agenda 2030 (le cosiddette 5 "P"), ovvero persone, prosperità, pianeta, partenariati e pace. Ogni iniziativa conterrà l'indicazione degli OSS e dei Target di riferimento e riporterà - da quest'anno - i codici OCSE-DAC, indicatori di Rio per l'Ambiente e indicatori di Policy OCSE-DAC, utilizzati per la rendicontazione annuale all'OCSE-DAC dei flussi di cooperazione allo sviluppo. In tale quadro, è previsto che a partire dal 2019 anche la Relazione annuale riporti i dati e le informazioni sulle attività realizzate e sui progressi verso la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e relativi Target e l'indicazione dei codici OCSE-DAC e degli altri indicatori, al fine di verificare la rispondenza delle azioni svolte rispetto agli obiettivi attesi. Con riferimento al primo pilastro, quello delle Persone, il Documento sottolinea gli obiettivi della lotta alla fame, del raggiungimento della sicurezza alimentare, della promozione del benessere per tutti e a tutte le età, nonché di un'istruzione di qualità, equa ed inclusiva. Ulteriori obiettivi sono rivolti alla protezione e alla salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e naturale, alla promozione dell'inclusione sociale, economica e politica e a porre le condizioni per una migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile. Proprio la questione migratoria rimane al centro delle azioni in materia di politica estera e di cooperazione allo sviluppo, e del dialogo in ambito bilaterale, europeo, regionale e multilaterale, puntando ad un approccio integrato "migrazione-sviluppo-sicurezza" che mira ad affrontare le cause strutturali della migrazione forzata, a rafforzare il ruolo dei migranti regolari come attori di sviluppo, a fornire assistenza a quanti si trovano in condizione di vulnerabilità, e a rafforzare le capacità dei Paesi partner nella gestione dei flussi migratori e nel contrasto al traffico di migranti. In questa ottica è previsto che gli interventi si concentrino nei Paesi prioritari del Fondo Africa, nei Paesi limitrofi e nelle aree di maggiore provenienza dei flussi, con attenzione particolare a Costa D'Avorio, Eritrea, Ghana e Nigeria. Con riferimento al secondo pilastro, quello relativo al Pianeta, il Documento sottolinea gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico, dell'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Il terzo pilastro, quello della Prosperità, è previsto venga declinato attraverso l'obiettivo di incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e un lavoro dignitoso per tutti, da realizzarsi anche attraverso il contributo fattivo del settore privato. Con riferimento al quarto pilastro, quello relativo alla Pace, gli obiettivi individuati puntano a promuovere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, a favorire società pacifiche e inclusive, ad offrire accesso alla giustizia per tutti. A tal proposito, il Documento segnala che nel triennio sarà avviato, fra gli altri, un programma del valore di 8 milioni di euro per interventi di sostegno alle popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi, in Paesi, quali, ad esempio, Iraq, Siria e Nigeria. Da ultimo, in relazione al quinto pilastro, relativo ai Partenariati, il Documento individua gli obiettivi della mobilitazione delle risorse domestiche, dell'aumento dei fondi da destinare ai Paesi meno avanzati (fino ad almeno lo 0,15-0,20 per cento del CPS/RNL) e del sostegno ai Paesi in via di sviluppo per il raggiungimento della sostenibilità del debito a lungo termine attraverso politiche coordinate volte a favorire il finanziamento del debito, nonché la riduzione e la ristrutturazione del debito. La scheda offre a tal riguardo approfondimenti sulle iniziative italiane per la conversione del debito nel triennio 2019-2021 nei confronti della Tunisia, e su quelle in via di discussione con la Giordania ed il Libano, nonché sugli accordi per la cancellazione del debito che l'Italia intende ulteriormente valutare - in particolare con riguardo al Sudan, alla Somalia e all'Eritrea - dopo le 28 intese bilaterali già sottoscritte con altrettanti Paesi. Ulteriori obiettivi con riferimento al quinto pilastro sono quelli della promozione della cooperazione triangolare, dei partenariati fra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, e il rafforzare delle le capacità statistiche dei Paesi interessati. Il Documento individua quindi 22 Paesi prioritari per la cooperazione italiana, 10 dei quali classificati come Paesi meno Avanzati, quali il Burkina Faso, il Senegal, il Niger, l'Etiopia, la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e il Mozambico in Africa, l'Afghanistan e il Myanmar in Asia. Fra i Paesi prioritari molti sono quelli che ricadono nel Mediterraneo allargato, come l'Egitto, la Tunisia, la Giordania, il Libano, la Palestina, l'Iraq, l'Albania e la Bosnia Erzegovina. Nel testo si sottolinea come l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), che opera nei Paesi prioritari attraverso le proprie sedi all'estero, procederà nel triennio ad una riorganizzazione della propria rete - che porterà anche alla chiusura di propri uffici non inclusi nella lista dei Paesi prioritari come la Bolivia e il Vietnam - tenendo conto di una più efficiente allocazione delle risorse umane e finanziarie disponibili e degli aspetti relativi alla sicurezza. Vengono altresì individuati i Paesi di importanza prioritaria per le rotte migratorie (fra cui i Paesi prioritari del Fondo Africa), per l'impatto dei cambiamenti (fra cui il bacino del Mediterraneo, il Sahel e l'Africa centro-orientale) e per lo sviluppo economico (in cui rientrano Paesi a medio reddito). Il Documento offre, quindi, una ricognizione più approfondita degli impegni per aree geografiche. Con riferimento all'Africa mediterranea, viene sottolineata la necessità di concentrare gli sforzi sui Paesi più prossimi, che necessitano di un sostegno per il consolidamento del processo democratico in atto, come nel caso della Tunisia, o per il ruolo nel processo di stabilizzazione regionale, in un quadro di tutela dei diritti umani, come nel caso dell'Egitto. In Libia, poi, proseguiranno le iniziative di emergenza volte a dare assistenza umanitaria e protezione alle fasce più vulnerabili della popolazione, nonché i programmi di sviluppo volti a favorire il processo di stabilizzazione. In Africa occidentale, l'impegno della cooperazione italiana nei confronti dei Paesi prioritari (Burkina Faso, il Niger e il Senegal, regioni del Sahel e del Lago Ciad) è volto ad avere un immediato impatto sulle condizioni di vita della popolazione. Nell'Africa orientale, dove i Paesi prioritari sono individuati nell'Etiopia, nella Somalia, nel Sudan, nel Sud Sudan e nel Kenya, proseguirà anche la collaborazione con l'IGAD ( Intergovernmental Authority on Development ). Con riferimento all'Africa australe, il Documento ricorda l'impegno italiano di lungo termine per il Mozambico, diretta conseguenza del ruolo di primissimo piano che nei primi anni Novanta l'Italia ha avuto nel processo di pacificazione tra il Governo e la guerriglia. In Medio Oriente, l'azione della cooperazione allo sviluppo si colloca nel solco delle politiche e della strategia dell'Unione Europea, in particolare l'Iniziativa Europea di Vicinato 2014-2020, con un sostegno mirato soprattutto rivolto al Libano e alla Giordania per il ruolo chiave che svolgono nell'accoglienza dei profughi provenienti dalla Siria. Un approfondimento viene, quindi, riservato al tema della cooperazione multilaterale. Il Documento evidenzia a tal riguardo come l'approccio italiano continuerà lungo le direttrici già avviate nel triennio passato, ovvero quelle sostegno al riformato sistema delle Nazioni Unite per lo sviluppo, alla promozione dei poli internazionali per lo Sviluppo sostenibile aventi sede in Italia - il Polo romano delle Nazioni Unite, il terzo per rilevanza dopo New York e Ginevra, il Polo delle Nazioni Unite di Torino per la formazione e la ricerca, il Centro di Ricerca UNICEF di Firenze e il Deposito Umanitario del Programma Alimentare Mondiale (PAM) di Brindisi - e il sostegno ai Partenariati globali e agli impegni pluriennali, a partire dal Fondo Globale contro AIDS, Tubercolosi e Malaria (GFATM), l'Alleanza Globale per i Vaccini e l'Immunizzazione (GAVI) e il Partenariato Globale per l'Istruzione. Viene inoltre rimarcato come l'azione dell'Italia nell'ambito delle banche e dei fondi multilaterali di sviluppo (BMS) si ispiri ai principi e agli obiettivi adottati a livello internazionale, a partire dagli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (OSS). In questo ambito si evidenzia come il Ministero dell'economia e delle finanze proseguirà anche nel triennio 2019-2021 la sua azione di indirizzo e di vigilanza sull'operato delle Banche multilaterali di sviluppo. Uno sguardo viene offerto anche alla cooperazione europea, con l'indicazione circa l'aumento del numero di programmi UE assegnati all'Italia (passati da 4 15 negli ultimi anni) nell'ambito della cooperazione delegata anche per la rinnovata attenzione politica per l'Africa e la centralità del nesso migrazione-sviluppo. Con riferimento alla cooperazione bilaterale, per i Paesi prioritari particolare attenzione sarà data alla formulazione di Programmi Indicativi Paese che costituiscono la base per una programmazione a medio termine delle attività di cooperazione allo sviluppo e per la concentrazione in ambiti dove l'Italia ha un vantaggio comparato e valore aggiunto da offrire. Si favorirà un maggiore coinvolgimento dei soggetti del sistema della cooperazione allo sviluppo (Università e altri enti pubblici, enti territoriali, soggetti senza finalità di lucro e privati) nella realizzazione di programmi di cooperazione delegata, programmi finanziati sul Fondo Africa e ulteriori iniziative. È, inoltre, previsto uno stanziamento a dono fino al 16 per cento circa della dotazione annuale AICS, compatibilmente con la disponibilità di risorse, per il finanziamento di programmi prevalentemente nei settori e nei Paesi prioritari. Un paragrafo specifico viene, quindi, dedicato all'efficacia della cooperazione allo sviluppo, in cui si evidenzia la necessità di migliorare la disponibilità e la qualità dei dati al fine di monitorare i progressi e misurare l'impegno per la realizzazione dell'Agenda 2030 e per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Il Documento sottolinea come sia l'ISTAT a svolgere il coordinamento nazionale nella produzione degli indicatori per il monitoraggio dell'Agenda 2030, e come dal dicembre 2016 abbia iniziato a rendere disponibili semestralmente gli indicatori per l'Italia sulla piattaforma informativa dedicata agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). La collaborazione con l'Istituto nazionale di statistica, peraltro, proseguirà anche nel nuovo triennio. Sarà, inoltre, finalizzato il Piano d'azione triennale per l'efficacia della cooperazione allo sviluppo, che mira ad allineare l'azione del sistema della Cooperazione italiana ai princìpi e agli impegni sull'efficacia assunti nei Fora di Roma, Parigi, Accra, Busan, Città del Messico, Nairobi. Il Piano, nello specifico, definisce le azioni che si prevede di svolgere nel triennio 2019-2021 per migliorare la qualità e l'efficacia della cooperazione allo sviluppo, con riferimento in particolare alla individuazione di un set di indicatori di risultato misurabili qualitativi e quantitativi secondo gli indicatori di efficacia formulati in sede OCSE-DAC. Come novità, si prevede che tali indicatori siano utilizzati, a partire dal 2019, nella Relazione annuale per verificare la rispondenza delle attività realizzate e dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi di azione del Documento triennale di programmazione. Inoltre, nel triennio si prevede di introdurre in seno all'AICS un Sistema di Gestione Basata sui Risultati (RBM) che include anche la predisposizione di un rapporto per risultati. Sul piano della valutazione il Documento ricorda come sia in via di finalizzazione anche una "Guida per la valutazione degli interventi di cooperazione allo sviluppo" che definirà ruolo e responsabilità del MAECI-DGCS nel quadro della legge n. 125 del 2014 e darà indicazioni sulla valutazione di impatto. Per consolidare processi e attività, la DGCS ha, inoltre, ricostituito il Comitato Consultivo sulla Valutazione rinnovandone, alla luce della legge n. 125 del 2014, funzioni e composizione. Il Comitato comprende oltre ai membri della DGCS, dell'AICS e dell'Associazione Italiana di Valutazione, 10 delegati, accademici (CRUI) e rappresentanti della società civile e degli altri attori del sistema della cooperazione allo sviluppo, e svolge funzioni consultive sui vari aspetti che riguardano la funzione di valutazione del MAECI-DGCS. Per assicurare la pubblicazione tempestiva, sufficientemente completa e secondo standard internazionali dei dati sulle risorse e sulle attività di cooperazione allo sviluppo poste in essere dalle amministrazioni centrali, regionali e locali italiane e da altri enti pubblici, sarà progressivamente esteso agli altri attori del Sistema italiano di cooperazione allo sviluppo il modello openaid dell'Agenzia italiana, al momento limitato alle iniziative gestite dalla sola Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). L'obiettivo sotteso è quello di creare una banca dati nazionale della cooperazione allo sviluppo onnicomprensiva che, superando i limiti temporali dei dati comunicati all'OCSE-DAC, pubblichi "in tempo reale" dati e informazioni sulle iniziative di cooperazione allo sviluppo di tutti gli attori. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per l'estesa esposizione e dichiara aperta la discussione generale. Il PRESIDENTE , quindi, rinvia il seguito dell'esame. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI fa presente che, nell'ambito dell'Affare assegnato n. 424 (Le priorità dell'Italia nel quadro dei nuovi equilibri geopolitici nel Medio Oriente allargato), è stato audito, in data odierna, in sede di Ufficio di Presidenza, l'Ambasciatore di Turchia, S.E. Murat Salim ESENLI, e che, nell'ambito dell'esame del Doc . LXVII, n. 3 (Relazione sulle operazioni svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito materiali di armamento, riferita all'anno 2019), è stato audito, in data 1° luglio, in sede di Ufficio di Presidenza, il Direttore dell'Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali d'armamento), Ministro Plenipotenziario Alberto Cutillo, i quali hanno consegnato della documentazione scritta che sarà pubblicata sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16.