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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 124 PITTONI La seduta inizia alle ore 10,20. IN SEDE REFERENTE DL N. 126/2019 SCUOLA DDL 1633 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (Esame e rinvio) La relatrice GRANATO ( M5S ) illustra il provvedimento d'urgenza in titolo; l'articolo 1  modificato in più aspetti in prima lettura  prevede l'indizione, entro il 2019, di una procedura straordinaria, per titoli ed esami, per il reclutamento di 24.000 docenti nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, riservata a docenti precari con specifici requisiti di esperienza nelle scuole statali, oltre che di formazione. In particolare, i tre anni di esperienza necessari per partecipare alla procedura - anche non consecutivi - possono essere maturati prima dell'anno scolastico 2011/2012, e cioè anche a partire dall'anno scolastico 2008/2009, fino all'anno scolastico in corso: coloro che stanno maturando l'anno saranno ammessi con riserva di verificare cha abbiano effettivamente completato l'anno. L'ammissione con riserva al concorso riguarda anche i candidati per i posti di sostegno che siano iscritti ai percorsi di specializzazione in corso; la relativa riserva si scioglie solo nel caso di conseguimento del relativo titolo di specializzazione entro il 15 luglio 2020. Il servizio svolto su posto di sostegno in assenza di specializzazione è considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria per la classe di concorso, purché sia stato svolto almeno un anno di servizio nella specifica classe di concorso o specifico posto per cui si concorre. La procedura di selezione straordinaria e riservata sarà avviata contestualmente a una ordinaria: un concorso per titoli ed esami. La procedura straordinaria è finalizzata anche a consentire il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento ai soggetti che posseggono determinati requisiti di esperienza. Anche qui, la platea di soggetti è stata ampliata. La Camera ha poi abrogato una disposizione del decreto-legge n. 4 del 2019 che aveva disposto che le graduatorie di merito del concorso ordinario da bandire entro il 2019 dovessero essere predisposte attribuendo ai titoli fino al 40 per cento del punteggio complessivo e che tra i titoli valutabili doveva essere particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Tale previsione rappresentava una deroga rispetto alla disciplina generale, in base alla quale i titoli possono essere valutati in misura comunque non superiore al 20 per cento. È stata poi soppressa dal decreto-legge in esame la norma di abrogazione di alcune norme transitorie del decreto legislativo n. 59 del 2017 in base alle quali i soggetti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio anche non continuativi negli otto anni precedenti nelle istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, possono, anche se privi di abilitazione e di altri requisiti previsti dalla normativa vigente, partecipare ai concorsi ordinari per una tra le classi di concorso per le quali è stato maturato un servizio di almeno un anno, con una riserva di posti a loro destinata del 10 per cento. Questa previsione rimane quindi vigente. Il decreto-legge disciplina la procedura straordinaria, che sarà bandita a livello nazionale ma organizzata su base regionale, e limitatamente alle Regioni, alle classi di concorso e alle tipologie di posto per le quali si prevede che nei prossimi tre anni scolastici vi saranno posti vacanti e disponibili. Ad ogni modo le immissioni in ruolo dei vincitori potranno essere disposte anche successivamente, fino all'esaurimento della graduatoria. La Camera ha modificato la procedura con riguardo al contenuto delle prove di esame, per fare riferimento al programma di esame previsto per il concorso ordinario per la scuola secondaria bandito nel 2016, anziché a quelli banditi nel 2018, come inizialmente previsto dal decreto. Sarà possibile partecipare alla procedura straordinaria in un'unica Regione per il sostegno oppure per una sola classe di concorso. Sarà possibile comunque partecipare sia alla procedura straordinaria sia al concorso ordinario. Per quanto concerne il meccanismo di assunzione dei vincitori della procedura straordinaria, il decreto modifica il quadro normativo generale prevedendo che alle immissioni in ruolo della procedura straordinaria e del concorso ordinario è destinato, rispettivamente, il 50 per cento dei posti residuati, fino a concorrenza dei 24.000 posti per la procedura straordinaria. Ai docenti confermati in ruolo si applica quanto già disposto dal già citato decreto legislativo n. 59 del 2017, ossia che sono tenuti a rimanere per almeno altri quattro anni nell'istituzione scolastica dove hanno svolto il periodo di prova e che sono cancellati da ogni altra graduatoria nella quale siano iscritti. La procedura straordinaria e riservata è finalizzata anche al conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. In sostanza, il percorso di abilitazione è aperto sia ai vincitori della selezione straordinaria, sia a coloro che senza essere vincitori superano però le prove scritte, sia ad altri soggetti che non hanno i requisiti per partecipare alla procedura selettiva straordinaria, ma hanno altri requisiti. Per costoro si prevede una prova scritta informatizzata, diversa ma analoga a quella prevista per quanti partecipano per il reclutamento. L'ammissione a questa procedura è riservata ai soggetti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio presso le scuole statali, le scuole paritarie o nell'ambito di percorsi di istruzione e formazione professionale. Tutti devono possedere anche gli ulteriori requisiti richiesti per la partecipazione alla procedura per il reclutamento. All'esito della prova scritta per il conseguimento dell'abilitazione, i candidati che hanno conseguito il punteggio minimo di 7/10 o equivalente sono inseriti in appositi elenchi in cui sono iscritti coloro che possono conseguire l'abilitazione. Il conseguimento dell'abilitazione non dà diritto ad essere assunti alle dipendenze dello Stato: questo è espressamente sancito nel provvedimento. Si sopprimono le norme transitorie  recate dall'articolo 17, comma 2, lettera d) , secondo e terzo periodo, del decreto legislativo n. 59 del 2017 e introdotte per venire incontro alle esigenze dei precari  che prevedevano (a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2019) la possibilità per i soggetti che avevano svolto almeno tre annualità di servizio anche non continuativi negli otto anni precedenti nelle istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione (che comprende anche le scuole paritarie e il sistema di istruzione e formazione professionale), anche se privi di abilitazione e di altri requisiti previsti dalla normativa vigente (tra cui, il conseguimento di 24 crediti formativi universitari o accademici), di partecipare ai concorsi ordinari per una delle classi di concorso per le quali era stato maturato un servizio di almeno un anno, con una riserva di posti a loro destinata del 10 per cento. I commi da 17 a 17- septies dell'articolo 1  inseriti in prima lettura  prevedono che, a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021, per la copertura, in ciascuna Regione, dei posti vacanti e disponibili di personale docente ed educativo che residuano dopo le consuete operazioni di immissione in ruolo, incluse quelle dei vincitori della procedura straordinaria prevista dal medesimo articolo, si procede, su istanza degli interessati, mediante scorrimento delle graduatorie di altre Regioni o province. Nel caso, però, di procedure concorsuali avviate e non concluse, i relativi posti messi a concorso sono comunque accantonati e resi indisponibili e non possono essere coperti con tale meccanismo. Più nello specifico, le immissioni in ruolo avvengono rispettando la ripartizione dei posti prevista a legislazione vigente, ossia il 50 per cento dei posti alle GAE e il 50 per cento dei posti alle graduatorie di merito di procedure concorsuali, con la precisazione che l'eventuale posto dispari è destinato alle graduatorie concorsuali; e rispettando, nell'ambito della percentuale destinata alle procedure concorsuali, un ordine di priorità elencato nel decreto. Si inserisce poi una disposizione di carattere generale che impone per tutti i docenti (e non solo per quelli della scuola secondaria) l'obbligo quinquennale di permanenza in servizio nella scuola di titolarità, a decorrere dalle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2020-2021, con contestuale decadenza da ulteriori graduatorie finalizzate alla stipula di contratti per il personale del comparto scuola. Il comma 18 prevede che le graduatorie di merito ed elenchi aggiuntivi del concorso del 2016 sono valide per un ulteriore anno. A sua volta, il comma 18- bis , introdotto durante l'esame in prima lettura, dispone che i soggetti inseriti nelle citate graduatorie del concorso del 2016 possono, a domanda, essere inseriti in una fascia aggiuntiva ai concorsi già banditi anche in Regioni diverse da quella di pertinenza della graduatoria di origine. Il comma 18- quater dell'articolo 1, introdotto dalla Camera, prevede l'immissione in ruolo, in via straordinaria, di personale scolastico a tempo indeterminato, su posti vacanti e disponibili, incluso a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato che siano in posizione utile per la nomina, con conseguente riduzione delle autorizzazioni già conferite per bandire concorsi. Il comma 18- quinquies prevede l'incremento del «Fondo "La Buona Scuola" per il miglioramento e la valorizzazione dell'istruzione scolastica» di 7,11 milioni di euro nel 2020 e di 2,77 milioni di euro annui a decorrere dal 2022. Il comma 18- sexies stabilisce che i componenti dei Gruppi per l'inclusione territoriale degli studenti con disabilità (GIT) non sono più esonerati dalle attività didattiche, ma sono beneficiari di un compenso accessorio da definire con apposita sessione contrattuale nazionale. Il comma 18- septies reca una norma di copertura, mentre il comma 18- octies dispone poi che nei concorsi ordinari per il reclutamento di docenti nelle scuole secondarie, ai candidati in possesso del titolo di dottore di ricerca è attribuito un punteggio non inferiore al 20 per cento di quello massimo previsto per i titoli. L'articolo 1- bis autorizza l'avvio entro il 2020 di un concorso per la copertura dei posti per l'insegnamento della religione cattolica, che non si svolge da molti anni. Nelle more dell'espletamento del concorso, è previsto che alle immissioni in ruolo si proceda utilizzando le graduatorie del concorso bandito nel 2004, la cui validità era limitata agli anni scolastici tra 2004/2005 e 2006/2007. L'articolo 1- ter prevede l'acquisizione, da parte del personale docente, di competenze relative alle metodologie e tecnologie della didattica digitale e della programmazione informatica ( coding). L'articolo 1- quater prevede la costituzione di nuove graduatorie provinciali da utilizzare per il conferimento delle supplenze annuali e di quelle fino al termine delle attività didattiche. Inoltre, differisce dall'anno scolastico 2019/2020 all'anno scolastico 2022/2023 il termine a decorrere dal quale l'inserimento nelle graduatorie di circolo e di istituto può avvenire esclusivamente a seguito del conseguimento del titolo di abilitazione e reca indirizzi per l'aggiornamento delle stesse per posto comune nella scuola secondaria per il prossimo triennio scolastico. L'articolo 1- quinquies reca una disciplina a regime in materia di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali che comportino la decadenza dei contratti di lavoro di docenti stipulati presso le istituzioni scolastiche statali. L'articolo in particolare dispone che, nel caso in cui i provvedimenti giurisdizionali in questione intervengano dopo il ventesimo giorno dall'inizio delle lezioni, i contratti di lavoro a tempo indeterminato o determinato in decadenza sono trasformati in contratti a tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno di ciascun anno scolastico. L'articolo 1- sexies rende possibile, in via transitoria, l'attivazione di un supporto educativo temporaneo nelle scuole dell'infanzia paritarie comunali che non riescano a reperire, per le sostituzioni, personale docente abilitato. Premesso che l'utilizzo di personale docente abilitato rappresenta uno dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica, la disposizione prevede che, per l'anno scolastico 2019/2020, le scuole dell'infanzia paritarie comunali che non riescano a reperire, ai fini delle supplenze, personale docente abilitato, possono prevedere un supporto educativo temporaneo attingendo alle graduatorie comunali degli educatori dei servizi educativi per l'infanzia in possesso di titolo idoneo a operare nei servizi per l'infanzia. L'articolo 2, ai commi 1 e 2, modifica la procedura per il reclutamento di dirigenti scolastici. Premesso che la legge di stabilità 2016 aveva previsto che il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizzasse mediante un corso-concorso selettivo di formazione, il decreto-legge modifica tale previsione, disponendo che, a regime, il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante non un corso-concorso ma un concorso selettivo per titoli ed esami. Resta fermo che la procedura è organizzata su base regionale, per i posti vacanti nel triennio a venire. Possono partecipare i docenti e il personale educativo delle istituzioni statali in possesso di laurea che abbiano maturato un'anzianità complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno 5 anni. Viene inoltre autorizzata per la formazione iniziale dei dirigenti scolastici una spesa di 180.000 euro annui a decorrere dal 2021. I commi 3 e 4 del medesimo articolo 2 trattano invece di dirigenti tecnici e autorizzano il Ministero a bandire un concorso per l'assunzione, da gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici e, dal 2023, di ulteriori 87 dirigenti tecnici. Nel frattempo, si proroga al 2020 la possibilità di conferire incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale di durata non superiore a tre anni per le funzioni ispettive e a tal fine si rifinanzia l'autorizzazione di spesa già prevista per questo dalla legge n. 107 del 2015. L'articolo 2, al comma 5, lettere da a) ad e) , e al comma 5- bis , interviene sulla disciplina dettata dalla legge di bilancio per il 2019 per la stabilizzazione, come collaboratori scolastici, di 11.263 dipendenti delle imprese attualmente impegnate nei servizi di pulizia nelle scuole i quali abbiano 10 anni di servizio a tempo indeterminato. In particolare, le modifiche intervengono: sulla data di decorrenza dell'internalizzazione dei servizi di pulizia, che viene differita dal 1° gennaio al 1° marzo del prossimo anno (il 2020); sulla procedura selettiva, che era per titoli e colloquio e diventa per soli titoli; sui requisiti di ammissione alla selezione; sul meccanismo di assorbimento del personale. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sono previste procedure secondarie, per la copertura dei posti eventualmente residuati all'esito della prima procedura selettiva, tra cui una procedura di mobilità straordinaria per l'a.s. 2020/2021, e una seconda procedura selettiva per soli titoli riservata al medesimo personale, ma con un requisito di soli 5 anni di servizio, che può essere svolto in questo caso anche a tempo determinato. Le assunzioni sono autorizzate anche a tempo parziale, con la precisazione che i rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo pieno, né può esserne incrementato il numero di ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili. È specificato che il personale immesso in ruolo non ha diritto al riconoscimento del servizio prestato quale dipendente delle imprese di pulizia. La lettera f ) del comma 5 dell'articolo 2, inserita durante l'esame in prima lettura, autorizza invece lo scorrimento della graduatoria formata nell'ambito della procedura di stabilizzazione dei lavoratori titolari di contratti per lo svolgimento di funzioni corrispondenti a quelle di collaboratore scolastico attivati dall'ufficio scolastico provinciale di Palermo a seguito del subentro dello Stato nei compiti degli enti locali. L'articolo 2, comma 6, prevede una procedura selettiva riservata per il reclutamento di personale dell'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi nelle scuole (DSGA) mediante la progressione di assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto a tempo pieno le funzioni di direttore per almeno 3 anni scolastici interi, a decorrere dall'anno scolastico 2011/2012. Il decreto-legge prevede il rinvio, per la disciplina della procedura, all'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo n. 75 del 2017, il quale ha dettato una disciplina generale, a valere per il triennio 2018-2020, per consentire alle pubbliche amministrazioni di attivare procedure selettive interne riservate al personale di ruolo per la progressione tra le aree. Il decreto legislativo specifica che alla progressione può essere ammesso solo personale in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno. L'articolo 3, al comma 1, esclude anche i dirigenti scolastici e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA)  unitamente al personale docente ed educativo delle scuole, che ne era già escluso  dal sistema di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro introdotto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche dalla legge n. 56 del 2019 . Il comma 2 dello stesso articolo 3 consente ai comuni la riduzione o l'azzeramento della quota corrisposta dalle famiglie per i servizi di trasporto scolastico rispetto ai costi sostenuti, in considerazione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. L'articolo 4, modificato durante l'esame in prima lettura, reca norme per la semplificazione delle procedure di alcuni acquisti da parte delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti pubblici di ricerca. In particolare si prevede che alcune forme di acquisto centralizzato tramite Consip SpA  previste dall'ordinamento  non trovino applicazione per questi enti quando si tratta di acquisti destinati all'attività di ricerca, al trasferimento tecnologico e alla terza missione. L'articolo 5 novella la legge n. 240 del 2010 per quanto attiene alla durata dell'abilitazione scientifica nazionale, che viene portata da sei a nove anni. Inoltre proroga fino al 31 dicembre 2021 la facoltà, attribuita alle università dalla stessa legge n. 240, di procedere alla chiamata nel ruolo di professore di prima e di seconda fascia di soggetti già in servizio nella stessa università edi utilizzare, per le chiamate a professore di seconda fascia di ricercatori a tempo determinato di tipo B, fino a metà delle risorse disponibili per coprire i posti di professore di ruolo. Il comma 1 dell'articolo 6,modificato dalla Camera, reca disposizioni specifiche per gli enti pubblici di ricerca di cui al decreto legislativo n. 218 del 2016, ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria di carattere generale che consente l'assunzione a tempo indeterminato di dipendenti che abbiano rapporti a termine con pubbliche amministrazioni. Il successivo comma 1- bis - inserito dalla Camera - reca disposizioni a regime che consentono la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il personale che svolga, presso i suddetti enti, attività di ricerca e tecnologiche in base ad un contratto di lavoro a termine o ad un assegno di ricerca. Ricorda che l'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 75 del 2017 consente alle pubbliche amministrazioni, nel triennio 2018-2020, di assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale che possegga determinati requisiti. Nello stesso triennio 2018-2020, ai sensi del comma 2 del citato articolo 20, le pubbliche amministrazioni possono bandire, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale che possegga i requisiti ivi previsti. Riguardo alle novelle di cui al comma 1 dell'articolo 6, segnala, in primo luogo, che esse ampliano, con esclusivo riferimento ai suddetti enti pubblici di ricerca, il periodo temporale di applicazione dei citati commi 1 e 2 dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 75, differendo il termine finale dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021 (capoverso 4- quater , inserito dalla Camera). Di conseguenza, gli enti possono effettuare le assunzioni di cui al suddetto comma 1 o bandire le procedure concorsuali di cui al successivo comma 2 entro il termine del 31 dicembre 2021. In secondo luogo, per le procedure di stabilizzazione di cui al summenzionato comma 1 dell'articolo 20, le novelle, con riferimento agli enti pubblici di ricerca in esame, prevedono: che il requisito del precedente reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali - reclutamento in relazione alle medesime attività svolte ed anche presso altre pubbliche amministrazioni - si intenda assolto anche qualora il soggetto abbia conseguito un'idoneità, per il medesimo profilo o livello professionale, in graduatorie concorsuali vigenti alla data del 31 dicembre 2017, ovvero qualora abbia vinto un determinato bando o selezione (come individuati dalle norme aggiunte dalla Camera) (capoverso 4- bis , primo periodo); che, qualora non sussista il requisito del precedente reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali e trovi invece applicazione una delle fattispecie sostitutive summenzionate, alle iniziative di stabilizzazione si provveda mediante l'espletamento di procedure per l'accertamento dell'idoneità (capoverso 4- bis , secondo periodo); e che ai fini del requisito dei tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze dell'ente che procede all'assunzione (o di altro ente o istituzione di ricerca), si computino anche i periodi di attività relativi ad un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa o ad un assegno di ricerca, svolti presso l'ente medesimo ovvero - come specificato dalla Camera - presso altri enti pubblici di ricerca o università - nonché - come aggiunto dalla Camera - i periodi di attività inerenti a collaborazioni coordinate e continuative prestate presso fondazioni operanti con il sostegno finanziario del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (capoverso 4- ter ). La Camera ha specificato che le norme di cui alla presente novella sul computo degli anni hanno natura di interpretazione autentica: esse hanno, quindi, effetto retroattivo. Il comma 1- bis - inserito dalla Camera - reca disposizioni a regime sulla trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il personale che, presso i suddetti enti, svolga attività di ricerca e tecnologiche in base ad un contratto di lavoro a termine o ad un assegno di ricerca. Si prevede che l'ente possa procedere a tale trasformazione, previa procedura selettiva per titoli e colloquio, dopo che il soggetto abbia svolto le suddette attività per un periodo di almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni. La trasformazione deve concernere le medesime attività svolte. Alla procedura in esame viene destinato il 50 per cento delle risorse disponibili per le assunzioni nel medesimo livello. Si prevede, inoltre, che alle trasformazioni in oggetto si possa provvedere, anziché mediante l'apposita procedura selettiva, utilizzando le graduatorie, ove esistenti, del personale risultato idoneo nelle procedure concorsuali riservate di cui al summenzionato articolo 20, comma 2, del decreto legislativo n. 75. L'articolo 7  non modificato dalla Camera  chiarisce che l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione civica  disposto dalla legge n. 92 del 2019 a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo alla data della sua entrata in vigore (5 settembre 2019)  non determina l'incremento della dotazione organica complessiva, né l'adeguamento dell'organico dell'autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dalla legislazione vigente. L'articolo 8 reca diposizioni diverse. Innanzitutto riduce, per il 2019, lo stanziamento per l'utilizzo, da parte delle università, di docenti in servizio presso istituzioni scolastiche per le attività di tutoraggio nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria. Poi prevede che il bonus per la valorizzazione del merito, inizialmente destinato solo ai docenti di ruolo, sia destinato anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto). L'articolo 9 reca la copertura finanziaria di alcune delle disposizioni del decreto-legge recanti oneri. L'articolo 9- bis  introdotto durante l'esame in prima lettura  dispone che le disposizioni del decreto-legge sono applicabili nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano solo compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. L'articolo 10, infine, reca l'entrata in vigore. Il PRESIDENTE ricorda che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari di ieri si è stabilito di svolgere un breve ciclo di audizioni informali sul provvedimento d'urgenza in esame, necessariamente contenuto, considerati i tempi disponibili per l'esame alla luce del calendario dei lavori dell'Assemblea, il quale prevede che la discussione in Assemblea del decreto legge sia avviata nella settimana successiva alla prossima. Dopo gli interventi della relatrice GRANATO ( M5S ), della senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) e del PRESIDENTE , la Commissione concorda sull'elenco dei soggetti da audire e conviene di svolgere dette audizioni informali nella giornata di lunedì 9 dicembre, in orario antecedente la seduta dell'Assemblea, convocata alle ore 12. Si apre la discussione generale. La senatrice IORI ( PD ) sottolinea come il testo approvato dalla Camera dei deputati cerchi di rispondere alle richieste e alle criticità emerse durante la prima lettura, soprattutto nel corso delle audizioni svolte dall'altro ramo del Parlamento. Auspica che il decreto legge n. 126 del 2019 non costituisca un atto conclusivo, ma che possano essere prossimamente adottate altre misure per il settore, a partire da quelle in materia di formazione iniziale dei docenti. Senza voler negare l'importanza degli interventi - come quelli del provvedimento d'urgenza in esame - volti a porre fine alla stagione della precarietà, che pone i docenti in una condizione defatigante e umiliante, considera infatti particolarmente urgente e rilevante definire un'efficace sistema di reclutamento e formazione iniziale dei docenti. Esprime inoltre l'auspicio che anche alle problematiche in materia di università - oggetto di alcune norme del decreto legge n. 126 - possa essere dedicata maggiore attenzione. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che il Senato ha il diritto e il dovere di migliorare il provvedimento in esame, frutto di un percorso avviato dal precedente Governo con un'intesa con le cinque maggiori organizzazioni sindacali della scuola, espressione del 93 per cento dell'intera rappresentanza sindacale di un settore, la scuola appunto, in cui due lavoratori su tre sono iscritti a un'organizzazione sindacale: un'intesa voluta per venire incontro alle legittime aspettative di superamento della "fase transitoria" del precariato storico, che erano state oggetto anche di uno specifico punto dell'accordo di Governo della precedente maggioranza. Invita a non considerare immodificabile il testo approvato dall'altro ramo del Parlamento: i tempi per la conversione in legge consentono infatti una terza lettura e le criticità evidenziate e l'insoddisfazione manifestata dalle cinque maggiori organizzazioni sindacali rendono evidente l'esigenza di migliorare il testo in esame. Su proposta della relatrice GRANATO ( M5S ), la Commissione conviene di fissare sin d'ora alle ore 18 di lunedì 9 dicembre il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno al disegno di legge in titolo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,55.