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PROTOCOLLO All'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Indonesiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali. All'atto della firma dell'Accordo concluso in data odierna tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Indonesiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, i sottoscritti hanno convenuto le seguenti disposizioni supplementari che formeranno parte integrante del detto Accordo. Resta inteso che: (a) con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 5 la consegna di merci provenienti da un deposito situato in uno Stato contraente ad un paese terzo per mezzo di una persona che agisce in qualità di agente indipendente cui si applica il paragrafo 6 dell'articolo 5, non costituisce una stabile organizzazione; (b) con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 7, i punti (b) e (c) di detto paragrafo si applicano se le vendite e le attività commerciali sono state operate o intraprese al fine di eludere le imposte nell'altro Stato contraente; (c) con ulteriore riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 7, l'espressione "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile organizzazione" designa le spese direttamente connesse con l'attività della stabile organizzazione; (d) con riferimento all'articolo 8, un'impresa di uno Stato contraente che ricava utili all'esercizio di navi o di aeromobili in traffico internazionale non è assoggettabile ad alcuna imposta locale sul reddito dovuta nell'altro Stato contraente; (e) il paragrafo 3 dell'articolo 24 non impedisce ad uno Stato contraente di applicare le norme per calcolare il rapporto tra indebitamento e capitale di rischio delle imprese residenti di detto Stato al fine di determinare la deducibilità dell'interesse pagato da quelle imprese; (f) con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 25, l'espressione "indipendentemente dai ricorsi previsti dalla legislazione nazionale" significa che l'attivazione della procedura amichevole non è in alternativa con la procedura contenziosa nazionale che va in ogni caso preventivamente instaurata laddove la controversia concerne un'applicazione delle imposte non conforme all'Accordo; (g) le disposizioni del paragrafo 3 dell'articolo 28 non impediscono alle competenti Autorità degli Stati contraenti di stabilire di comune accordo procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni di imposta previste dal presente Accordo; (h) le remunerazioni corrisposte ad una persona fisica in relazione ai servizi resi a: (i) per quanto concerne l'Italia: - l'Amministrazione delle Ferrovie italiane (F.S.) - l'Amministrazione dei Servizi delle Poste e delle Telecomunicazioni (PP.TT.) - Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE) - l'Ente Nazionale Italiano per il Turismo (ENIT) e (ii) per quanto concerne l'Indonesia: - le Ferrovie di Stato indonesiane (PJKA) - l'Ufficio di Pegno indonesiano (Perusa haan Jawatan Pegadaian Negara) sono regolate dalle disposizioni concernenti le funzioni pubbliche e, conseguentemente, dai paragrafi 1 e 2 dell'articolo 19 dell'Accordo; (i) le disposizioni del presente Accordo non potranno essere interpretate in un modo tale da limitare qualsiasi esclusione, esenzione, deduzione, credito o altra concessione presente o futura prevista da Accordi speciali sulla tassazione nell'ambito della cooperazione economica o tecnica tra gli Stati contraenti. Fatto in duplice esemplare a Giacarta il 18 febbraio 1990 in lingua italiana, indonesiana ed inglese, tutti i testi facenti egualmente fede, ma prevalendo il testo inglese in caso di contestazione. Per il Governo della Per il Governo della Repubblica Italiana Repubblica Indonesiana Parte di provvedimento in formato grafico