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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 31 BAGNAI La seduta inizia alle ore 14,10. IN SEDE REDIGENTE 494 - Istituzione commissione d'inchiesta sul sistema bancario DDL 494 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema creditizio e finanziario italiano, sulla gestione delle crisi bancarie e sulle garanzie a tutela dei risparmiatori 690 - Istituzione commissione d'inchiesta sul sistema bancario DDL 690 Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario (Discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 2 ottobre. Il senatore D'ALFONSO (PD) fa presente l'opportunità di evitare che la durata della Commissione di inchiesta coincida con la legislatura in corso. Richiama quindi l'attenzione su aspetti dei disegni di legge in esame che potrebbero porre dubbi in merito alla legittimità costituzionale, quali le previsioni concernenti la valutazione della disciplina relativa alle fondazioni bancarie e all'analisi degli interventi della Banca Centrale europea rispetto a banche italiane. La senatrice BOTTICI (M5S) ritiene che l'impegno cui sarà chiamata la Commissione d'inchiesta richieda che la sua durata, anziché essere limitata a un anno, debba coincidere con la legislatura, come previsto dal disegno di legge n. 690. Il senatore SCIASCIA (FI-BP) suggerisce l'adozione di un testo unificato. Giudica quindi eccessivamente prolungata una durata quinquennale della Commissione d'inchiesta. Il senatore DE BERTOLDI (FdI) manifesta la disponibilità del proprio Gruppo al confronto con il Gruppo Movimento 5 Stelle al fine di un'integrazione costruttiva delle rispettive proposte. Sottolinea come la questione della durata della Commissione d'inchiesta non ponga particolari difficoltà. Rileva infine l'interesse della questione dell'operato delle agenzie di rating nell'ambito delle competenze della Commissione d'inchiesta. Il senatore SAVIANE (L-SP-PSd'Az) giudica preferibile la durata quinquennale dell'inchiesta parlamentare e suggerisce l'adozione quale testo base del disegno di legge n. 690, che potrà essere oggetto di interventi migliorativi sulla base delle proposte di tutte le forze politiche. Il senatore FENU (M5S) sollecita l'adozione quale testo base del disegno di legge n. 690, rispetto al quale potranno essere valutate le possibilità di apportare modifiche. Il senatore D'ALFONSO (PD) ribadisce la necessità porre attenzione alla questione della costituzionalità relativamente alle prerogative riferite all'operato della Banca Centrale europea. La senatrice BOTTICI (M5S) rileva che le norme richiamate riguardano l'analisi di diritto comparato relativamente al settore bancario. Richiama quindi l'importanza di un'analisi che tenga conto delle interazioni fra i livelli nazionale e sovranazionale. Il senatore D'ALFONSO (PD) sollecita una valutazione attenta riguardo il legittimo ambito di competenza della Commissione d'inchiesta. Il senatore DI NICOLA (M5S) giudica costituzionalmente legittimo il contenuto del disegno di legge n. 690 riguardo gli ambiti di attività della Commissione d'inchiesta. La senatrice BOTTICI (M5S) ritiene che l'approfondimento delle singole disposizioni recate possa essere più opportunamente compiuto in sede di trattazione degli emendamenti. Il senatore ROMEO (L-SP-PSd'Az) riconosce l'opportunità di una attenta valutazione dei profili di compatibilità costituzionale. Il senatore FERRARI (PD) suggerisce la predisposizione di un testo dal quale siano espunti i profili rispetto ai quali possono sussistere dubbi di costituzionalità. Il presidente BAGNAI osserva che la sede idonea per la valutazione dei profili di costituzionalità è l'esame in sede consultiva della 1ª Commissione. Il relatore DI PIAZZA (M5S), richiamando il tenore testuale dell'articolo 3, ritiene infondati i dubbi circa la costituzionalità del disegno di legge n. 690. Il senatore FERRARI (PD) ritiene che, fatta salva la scelta di natura politica circa il testo cui riferire gli emendamenti, la Commissione dovrebbe prevenire la sussistenza di perplessità relative alla compatibilità costituzionale delle disposizioni in esame. Il senatore LANNUTTI (M5S), rilevata l'infondatezza delle perplessità in ordine alla sua incostituzionalità, rivendica la pregnanza politica del disegno di legge n. 690, il quale costituisce una risposta a fatti di particolare gravità ai danni dei risparmiatori. Il senatore DE BERTOLDI (FdI) auspica un'ampia condivisione al fine della redazione di un testo unificato. Il presidente BAGNAI fa presente che l'elaborazione di un testo unificato comporta tempi maggiori rispetto a quelli che comporterebbe l'adozione di un testo base. Per quanto riguarda la questione della compatibilità costituzionale, considera opportuno attendere le valutazioni della 1ª Commissione. Il relatore DI PIAZZA (M5S), intervenendo in replica, propone di adottare il disegno di legge n. 690 quale testo base per il prosieguo della discussione congiunta. La Commissione conviene. A giudizio del sottosegretario VILLAROSA non pongono particolari dubbi di legittimità le richiamate disposizioni dell'articolo 3, comma 1, lettera c) e f), in quanto concernenti l'analisi di diritto comparato in materia bancaria e dell'operato della Banca centrale europea nei riguardi di banche italiane. Il presidente BAGNAI sollecita un confronto in merito al termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno riferiti al disegno di legge n. 690. Dopo gli interventi dei senatori D'ALFONSO (PD) e ROMEO (L-SP-PSd'Az) il PRESIDENTE propone le ore 18 del 16 ottobre. La Commissione conviene. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 1-bis - Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore ROMEO (L-SP-PSd'Az) rileva che rispetto al DEF, lo scenario tendenziale del prossimo triennio risente dell'andamento sfavorevole di variabili che incidono negativamente sulla crescita del PIL: rialzo atteso del prezzo del petrolio, contrazione del commercio mondiale, rafforzamento del tasso di cambio dell'euro e rialzo dei tassi di interesse e dei rendimenti dei titoli pubblici. La crescita è stata quindi rivista al ribasso sia per l'anno in corso che per il prossimo triennio. L'obiettivo primario della politica economica del Governo, è di promuovere una ripresa vigorosa dell'economia italiana, che sarà perseguita attraverso un complesso di interventi: eliminazione totale degli aumenti dell'IVA previsti per il 2019, e cancellazione parziale per gli anni seguenti; introduzione del reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l'impiego; introduzione di modalità di pensionamento anticipato per favorire le nuove assunzioni; innalzamento delle soglie per il regime semplificato d'imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani; introduzione di un'aliquota ridotta, pari al 15 per cento, per l'imposta sui redditi di impresa, da applicare agli utili destinati all'acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni; incremento delle risorse finanziarie da destinare agli investimenti pubblici e rafforzamento delle capacità di progettazione e valutazione dei progetti da parte delle amministrazioni; manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana; politiche di rilancio dei settori chiave dell'economia, che sostengano la liberalizzazione dell'offerta, la ricerca scientifica e tecnologica, la formazione del capitale umano, l'innovazione e la dotazione infrastrutturale. Dal lato delle entrate, in conseguenza dei cambiamenti dell'imposizione su piccole imprese e utili reinvestiti, si prevede l'abrogazione dell'Imposta sul Reddito Imprenditoriale (IRI), e dell'Aiuto alla Crescita Economica (ACE). Per contrastare l'economia sommersa, saranno potenziati tutti gli strumenti a disposizione dell'Amministrazione Finanziaria. L'applicazione di nuove tecnologie sarà la leva per effettuare controlli più efficaci. Particolare importanza in tale contesto riveste l'introduzione della fatturazione elettronica, che sarà accompagnata da misure di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti. Il Governo intende inoltre varare un provvedimento sulla "pace fiscale", con l'obiettivo di completare il percorso di chiusura delle posizioni debitorie ancora aperte. Aumenti di gettito proverranno poi da modifiche dei regimi agevolativi, detrazioni fiscali e percentuali di acconto d'imposta. Il Governo, inoltre indentifica nella valorizzazione del patrimonio pubblico una leva ulteriore della strategia economica e di bilancio. Tale processo di valorizzazione si svilupperà attraverso la cessione dei cespiti più appetibili o, per gli immobili utilizzati a fini istituzionali, attraverso una gestione più economica ed efficiente. Nel triennio, l'indebitamento netto viene rivisto al rialzo rispetto al tendenziale nella misura di: 1,2 punti percentuali di PIL nel 2019 (da -1,2 a -2,4); 1,4 nel 2020 (da -0,7 a -2,1); 1,3 nel 2021 (da -0,5 a -1,8). Per quanto riguarda il rapporto fra debito e PIL, il quadro programmatico rivede tale indicatore in rialzo di 0,8 punti percentuali per il 2019 (da 129,2 a 130), di 1,4 per il 2020 (da 126,7 a 128,1) e di 2,1 per il 2021 (da 124,6 a 126,7). Il profilo dei conti pubblici così rivisti modifica sensibilmente il sentiero dell'indebitamento netto rispetto a quanto indicato nel DEF dello scorso aprile. Tali modifiche sono necessarie per sostenere le azioni illustrate in precedenza, che delineano una politica di bilancio orientata a determinare una ripresa economica vigorosa da cui dipende, nel medio periodo, il miglioramento dei conti pubblici. Rispetto allo scenario tendenziale, la manovra 2019-2021 sarà dunque tesa a fornire uno stimolo più significativo alle attività economiche. Di conseguenza, la crescita del PIL programmato risulta significativamente maggiore rispetto al quadro tendenziale. In particolare, la variazione del prodotto programmato è pari a: 1,5 per cento nel 2019, con un incremento dello 0,6 rispetto al tendenziale; 1,6 per cento nel 2020, con un incremento dello 0,5 rispetto al tendenziale; 1,4 nel 2021, con un incremento dello 0,3 rispetto al tendenziale. Con riferimento al 2019, la regola del debito non sarebbe soddisfatta in chiave prospettica, dato che il rapporto debito/PIL programmatico nel 2021 è previsto eccedere il parametro di riferimento di 3,9 punti percentuali. Il rapporto, in altre parole, si riduce meno di quanto si vorrebbe ma è comunque necessario sottolineane la tendenza discendente, pur in un contesto economico non favorevole. Diversi fattori rilevanti rappresentano elementi positivi ai fini della valutazione del rispetto della regola del debito ai sensi dell'Articolo 126(3) del TFUE. In particolare, la valutazione del Governo è che un orientamento di politica fiscale restrittivo, e quindi più vicino agli attuali parametri europei, priverebbe il bilancio pubblico di risorse destinate a rilanciare la domanda e a migliorare le prospettive di crescita di medio periodo e la sostenibilità sociale. Quest'orientamento è supportato dalla convinzione che l'economia italiana sia ancora ben lontana dalla piena occupazione delle risorse e che la persistente debolezza delle condizioni cicliche non sia adeguatamente colta dalle stime prodotte dalla metodologia ufficiale per la stima del prodotto potenziale. Il Governo auspica che questa lettura delle condizioni macroeconomiche sia tenuta in dovuto conto in sede europea e ribadisce, comunque, la disponibilità a rivedere in futuro il sentiero di riduzione dell'indebitamento nell'eventualità che la crescita accelerasse marcatamente. Con riferimento al settore bancario e finanziario, il Governo si è posto come obiettivo primario quello di rendere pienamente effettivo il principio costituzionale della tutela del risparmio, come risulta dalle iniziative volte al ristoro dei danni patiti dai risparmiatori danneggiati nei casi di dissesto bancario. In tal senso è già intervenuto avviando il processo di rimborso a favore dei risparmiatori che hanno investito in strumenti di banche sottoposte ad azione di risoluzione in violazione delle regole che disciplinano la prestazione dei servizi di investimento. Per sostenere la solidità del sistema bancario, il Governo valuterà la possibilità di introdurre una nuova normativa relativa al fondo di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze finalizzato ad agevolare la vendita dei crediti in sofferenza da parte delle banche. Un'ulteriore linea di intervento riguarderà il completamento della riforma delle cooperative e banche popolari. Il senatore COMINCINI (PD) chiede un chiarimento circa la disattivazione parziale delle clausole di salvaguardia per il biennio 2020-2021 degli incrementi IVA, giudicando ambigua la prospettazione contenuta nella introduzione alla nota sottoscritta dal ministro Tria. Il sottosegretario VILLAROSA puntualizza che nella Nota è correttamente prospetta la integrale sterilizzazione per l'anno 2019 e la parziale riduzione dell'incremento previsto a legislazione vigente, che non esclude l''adozione di ulteriori interventi nel corso del prossimo esercizio volto alla sterilizzazione completa deli incrementi IVA. Il relatore ROMEO (L-SP-PSd'Az) conferma gli orientamenti espressi dal Sottosegretario. Il senatore COMINCINI (PD) prosegue il proprio intervento in discussione generale, ritenendo che il richiamo ai vincoli interni ed esterni di cui il Governo deve tener conto, di cui solo alcuni esponenti sembrano consapevoli, è meritevole di attenzione poiché nell'attuale fase del dibattito e delle dichiarazioni governative tali vincoli appaiono del tutto trascurati. Viceversa, è evidente che le scelte del Governo, enfaticamente caratterizzate dalla non considerazione degli allarmi lanciati sia in sede europea che da parte degli organismi economici internazionali circa la non sostenibilità della finanza pubblica, costituiscono esse stesse fattori di squilibrio e di crisi di credibilità. L'insistenza sulla spesa corrente e in deficit, infatti, da un lato, mina la credibilità e la sostenibilità della proposta governativa, dall'altro è costruita su stime di crescita che non hanno alcun riscontro rispetto alle analisi di organismi terzi. A suo giudizio, infatti, la "scommessa" della maggioranza di Governo su tassi di crescita talmente elevati da ridurre il rapporto debito/Pil non appare suffragata da corrette valutazioni e presenta notevoli rischi di futura instabilità. Interviene quindi il presidente BAGNAI a giudizio del quale le osservazioni del senatore Comincini investono un punto nevralgico della politica economica del Governo e quindi meritevoli di alcune considerazioni. Dopo aver ricordato che i soggetti internazionali cui faceva riferimento il senatore Comincini hanno nel passato commesso macroscopici errori di valutazione, sottolinea come lo stimolo espansivo attribuibile alle misure programmate dal Governo risulta dall'utilizzo di un moltiplicatore estremamente prudenziale. Inoltre, la Nota di aggiornamento, in continuità con una lodevole iniziativa del ministro Padoan, esclude di scontare nei saldi l'incremento delle entrate attribuibile ad una crescita superiore alle stime. Infine svolge alcune considerazioni sull' appropriatezza analitica e scientifica del prodotto interno potenziale quale criterio di riferimento per valutare in sede europea i documenti programmatici; ritiene opportuno avviare un dibattito, prima culturale poi politico sulla costruzione delle regole europee di governo dei bilanci pubblici, anche in vista di una loro modificazione. Conclude sottolineando che le aspre censure espresse in sede europea, nell'immediatezza del varo della manovra, quindi senza un grado sufficiente di approfondimento della metodologia adottata dal Governo italiano, costituiscono fattori intrinseci di instabilità. Interviene nuovamente il senatore COMINCINI (PD), a giudizio del quale le prese di posizione espresse da esponenti dell'Unione europea, pur nella loro ruvidezza, pongono l'accento sulla credibilità del percorso di rientro nei parametri e di sostenibilità di lungo periodo della finanza pubblica, anche in ragione del brusco cambiamento dei saldi di bilancio riscontrabile nella Nota di aggiornamento rispetto a precedenti dichiarazioni del ministro Tria. Interviene quindi il senatore DI NICOLA (M5S), il quale sottolinea con nettezza il carattere di radicale cambiamento della politica economica proposta dall'attuale Governo soprattutto a beneficio delle classi sociali maggiormente esposte alla crisi e ai cittadini che versano in condizioni di estrema indigenza. Si tratta di porre in essere politiche coraggiose, finora totalmente trascurate dai Governi precedenti, i quali hanno ritenuto più opportuno seguire le indicazioni provenienti dall'Unione europea, trascurando completamente le esigenze della maggioranza della popolazione, delle imprese più in difficoltà e delle famiglie impoverite dalla crisi. A suo parere, la maggioranza di Governo che si è formata dopo le elezioni, ha giustamente raccolto la richiesta pressante di larghi strati della popolazione di porre al centro del rilancio dell'economia le classi meno abbienti, senza con ciò prefigurare rischiose fughe in avanti o squilibri incontrollabili della finanza pubblica. Nella Nota di aggiornamento, quindi si concretizza il netto pronunciamento contro le politiche restrittive degli anni passati e un'inversione di tendenza che fonda la propria ragionevolezza su uno stimolo forte della domanda interna: tale obiettivo si esplicita nel reddito di cittadinanza, nella pensione di cittadinanza, nella riforma della legge Fornero, senza nessun intento assistenzialista, ma con intenti squisitamente riformisti. A tale disegno contribuirà certamente lo stimolo per gli investimenti, sia pubblici che privati, delle infrastrutture e dell'edilizia, settore largamente negletto e meritevole di sostegno in forza della sua strategicità per l'economia del Paese. La senatrice DRAGO (M5S) sottoscrive il chiarimento del sottosegretario Villarosa in materia di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia IVA, ritenendo peraltro chiaro l'orientamento espresso nella Nota di aggiornamento. In termini più generali, sottolinea il carattere fortemente innovativo delle proposte contenute nella Nota di aggiornamento rivolte per la prima volta alle famiglie numerose e a basso reddito e ai giovani in cerca di prima occupazione. Le condizioni in cui versa l'economia italiana impongono misure coraggiose e radicali, come la prospettata introduzione di una fiscalità per le famiglie che finalmente pone al centro dell'economia nazionale l'istituzione familiare. Con l'obiettivo di bloccare la crescente denatalità e l'emigrazione dei giovani le misure proposte dal Governo, senza indulgere in mero assistenzialismo, pongono le basi per una tutela effettiva dei diritti di cittadinanza, con un disegno di politica economica totalmente diverso rispetto al passato. Interviene quindi il senatore STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) il quale sottolinea il rischio che il pur apprezzabile orientamento a stimolare gli investimenti infrastrutturali si scontri con la inefficienza della burocrazia e la complessità delle norme in materia di appalti pubblici: ritiene che senza una radicale opera di semplificazione gli obiettivi della maggioranza di Governo, rischiano di rimanere sulla carta. Il senatore LANNUTTI (M5S) pone in evidenza lo stato di crisi che sta attraversando la costruzione europea in conseguenza della mancanza di solidarietà fra gli Stati membri e di un atteggiamento equanime nei confronti degli stessi da parte delle istituzioni comunitarie, come appare evidente nel caso del trattamento di favore riservato alla Francia, a fronte dell'eccesso di severità nei confronti dell'Italia. Tale atteggiamento è dovuto a suo giudizio a una volontà di contrastare le scelte dell'attuale Governo e di proseguire con le politiche contrarie agli interessi dei risparmiatori italiani, come emerso nel caso dell'adozione della normativa BRRD. Nel contesto descritto considera particolarmente grave l'atteggiamento di chi dimostra di voler trarre vantaggio dall'andamento dello spread per fini di lotta politica contro una maggioranza e un Governo che hanno invece il merito di voler privilegiare la persona e il lavoro anziché la finanza. Rammenta quindi la centralità del principio costituzionale della sovranità popolare, che si traduce nelle correlate politiche del Governo volte al superamento della legislazione in materia pensionistica e di introduzione del reddito di cittadinanza, - senza nessun cedimento a pressioni e vincoli esterni - necessarie a innescare la ripresa dell'economia reale, in una fase in cui il mercato del lavoro è compresso dalle condizioni strutturali dei sistemi di produzione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,10.