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Straniero e apolide - Espulsione amministrativa - Divieto di espulsione in favore degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge «di nazionalità italiana» - Estensione in favore degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge già residenti in Italia e regolarmente muniti di permesso di soggiorno - Mancata previsione - Dedotta violazione di diritto fondamentale della persona, dei principi di uguaglianza e di tutela dell'unità familiare, nonché del dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli - Lamentata lesione di principio di diritto internazionale generalmente riconosciuto - Questione identica ad altra già dichiarata manifestamente infondata - Manifesta infondatezza.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, comma 2, lettera c ), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 della Costituzione, «nella parte in cui dispone il divieto di espulsione esclusivamente in favore degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge "di nazionalità italiana", escludendo analogo divieto in favore degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge già residenti in Italia e regolarmente muniti di permesso di soggiorno». Identica questione è già stata dichiarata manifestamente infondata con ordinanza n. 158 del 2006, sulla base del rilievo che il legislatore può legittimamente porre dei limiti all'accesso degli stranieri nel territorio nazionale effettuando "un corretto bilanciamento dei valori in gioco", esistendo in materia un'ampia discrezionalità legislativa, limitata soltanto dal vincolo che le scelte non risultino manifestamente irragionevoli, e, stante l'immutato quadro normativo, le argomentazioni poste a base di tale indicata pronuncia devono essere confermate. - Su identica questione, v. ordinanza n. 158/2006. - Sulla discrezionalità del legislatore nella previsione di limiti all'accesso degli stranieri nel territorio nazionale, v. la citata sentenza n. 353/1997.