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Art. 3. I periodi di attività svolta a rapporto professionale coi disciolti istituti mutualistici ed istituti assimilati, per i quali non vi è stata contribuzione previdenziale al Fondo possono essere riscattati ai fini previdenziali mediante versamenti dei contributi relativi. Possono altresì essere riscattati ai fini previdenziali, per un massimo di dieci, gli anni necessari al conseguimento del diploma di laurea in medicina e chirurgia e quelli necessari per conseguire, secondo l'ordinamento in vigore all'epoca della domanda di riscatto, i titoli richiesti per svolgere l'attività professionale di cui al precedente art. 1. Il riscatto dei periodi di cui al primo comma del presente articolo, avviene mediante versamento di un contributo che, per ciascun anno che si intende riscattare, e proporzionalmente per le frazioni di anno, è pari al 50% del contributo medio annuo versato da tutti gli istituti nel corso del rapporto professionale precedente l'anno di presentazione della domanda di riscatto, con un massimo di L. 2.000.000 per ciascun anno di riscatto. Il riscatto degli anni di cui al secondo comma del presente articolo, avviene mediante versamento di un contributo che, per ciascun anno che si intende riscattare, è pari al contributo medio annuo versato da tutti gli istituti nel corso del rapporto professionale precedente l'anno di presentazione della domanda di riscatto, con un massimo di L. 3.000.000 per ciascun anno riscattato. Non può essere ammesso ai riscatti di cui ai precedenti primo e secondo comma, l'iscritto che alla data della presentazione della domanda abbia compiuto 65 anni di età o sia cessato dal rapporto professionale con tutti gli istituti di cui al primo comma del precedente art. 1 o abbia presentato domanda di trattamento di invalidità permanente o abbia rinunciato ai sensi del successivo comma da meno di due anni allo stesso riscatto ovvero abbia una anzianità contributiva al fondo inferiore a cinque anni. Il versamento del contributo di riscatto può essere effettuato in unica soluzione ovvero ratealmente; ove l'iscritto scelga la forma di pagamento rateale, il contributo di riscatto viene maggiorato dell'interesse del 5% annuo e deve essere corrisposto con le modalità stabilite dal comitato direttivo dell'ENPAM, su conforme parere del comitato consultivo del Fondo in un numero di anni non superiore a quello degli anni da riscattare. Il mancato pagamento od il mancato inizio dei versamenti rateali del contributo nel termine indicato dall'ENPAM, non inferiore a sessanta giorni, comporta rinuncia al riscatto. Nei casi di cessazione del rapporto professionale con gli istituti di cui all'art. 1, nei casi di invalidità o di decesso dell'iscritto intervenuti dopo la presentazione della domanda, ma prima della scadenza del termine di cui al precedente comma o intervenuti prima che sia completato il versamento rateale dell'importo del contributo, sempre che i requisiti di ammissibilità al riscatto risultino posseduti alla data di presentazione della domanda relativa, le prestazioni previdenziali sono calcolate come se il riscatto fosse stato effettuato o completato all'atto del verificarsi dell'evento. Quanto risulta effettivamente dovuto al netto di ogni interesse, viene trattenuto sulle competenze degli aventi diritto con un massimo per le pensioni ordinarie, di invalidità ed ai superstiti pari al 20% dell'importo di esse. Tuttavia, se al momento del verificarsi dell'evento, l'iscritto è, da oltre sei mesi, in mora nel versamento rateale dei contributi, i benefici derivanti dal riscatto vengono limitati agli anni o alle frazioni di anno, relativi ai versamenti effettuati.