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ORD. 357/05 A. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - IMMUNITÀ - POTERE DI ESTERNAZIONE - DICHIARAZIONI RESE DA UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEL CORSO DEL MANDATO PRESIDENZIALE - GIUDIZIO CIVILE PER RISARCIMENTO DANNI NEI SUOI CONFRONTI - SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA, IN SEDE DI RINVIO, DI AFFERMAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ DELL’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - RICORSO DEL SOGGETTO GIÀ PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (NON PIÙ RIVESTENTE LA CARICA PRESIDENZIALE) PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE - ALLEGATA LESIONE DELLE ATTRIBUZIONI PRESIDENZIALI - DELIBAZIONE PRELIMINARE SULL’AMMISSIBILITÀ - SUSSISTENZA DEL REQUISITO SOGGETTIVO E OGGETTIVO - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - COMUNICAZIONE E NOTIFICAZIONE CONSEGUENTI.. E’ ammissibile, ai sensi dell'art. 37 della legge 11 marzo 1953, n. 87, il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato proposto dal senatore a vita Francesco Cossiga, nella qualità di 'ex' Presidente della Repubblica, nei confronti della Corte di appello di Roma, in relazione alla sentenza n. 4024 del 23 settembre 2004, pronunciata dalla suddetta Corte di appello, in sede di rinvio, nel giudizio civile contro di lui promosso dal senatore Pierluigi Onorato per il risarcimento del danno derivante da dichiarazioni (ritenute diffamatorie) pronunciate dal Presidente Cossiga nel corso del mandato presidenziale. Infatti, sotto il profilo soggettivo, la Corte ha già ritenuto la legittimazione del senatore Cossiga, come 'ex' Presidente della Repubblica, a proporre conflitto fra poteri dello Stato nei confronti di atti del potere giudiziario. Sotto il profilo oggettivo, il ricorso deduce la lesione da parte dell'autorità giudiziaria, per il tramite dell'impugnata decisione, delle prerogative costituzionali di un 'ex' Presidente della Repubblica, come riconosciute da questa Corte nella sentenza n. 154 del 2004. - Vedi, citata, ordinanza n. 455/2002.