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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 83 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,40. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente OSTELLARI comunica che è stata chiesta, da parte del Gruppo PD, la pubblicità dei lavori delle sedute odierne e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso all'attivazione dell'impianto audiovisivo, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Non essendovi obiezioni, tale forma di pubblicità è quindi adottata per il prosieguo dei lavori. IN SEDE REFERENTE 45 e conn. - Affido minori DDL 45 Disposizioni in materia di tutela dei minori nell'ambito della famiglia e nei procedimenti di separazione personale dei coniugi DDL 118 Norme in materia di mediazione familiare nonchè modifica all'articolo 337-octies del codice civile, concernente l'ascolto dei minori nei casi di separazione dei coniugi DDL 735 Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità DDL 768 Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso dei figli e di mediazione familiare DDL 837 Norme a tutela della famiglia in caso di separazione e divorzio (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE ricorda che prosegue la discussione generale. La senatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) interviene in particolare in merito al disegno di legge n. 735 rilevandone le contraddizioni e contestando innanzitutto le premesse da cui muove la relazione introduttiva, vale a dire il confronto con i Paesi scandinavi rispetto ai quali si registrano percentuali elevate di affidamento paritetico dei figli in sede di separazione dei coniugi: contesta il confronto con la Svezia in quanto si tratterebbe di una realtà dal punto di vista economico-sociale molto diversa da quella italiana. Ricorda come nei Paesi scandinavi si siano effettuate politiche di investimento a sostegno del reddito della famiglia con l'introduzione di congedi genitoriali che hanno poi di fatto favorito anche l'occupazione femminile che si presenta in percentuali ben diverse da quelle italiane (78 per cento a fronte di un 46 per cento di donne occupate in Italia). Porta poi a sostegno della sua tesi alcuni dati statistici in base ai quali la Svezia si caratterizzerebbe per una percentuale del 70 per cento di padri che fruiscono del congedo parentale a fronte di una percentuale del 2 per cento, minimale, registrata in Italia. Nei Paesi scandinavi quindi l'esperienza è stata quella di investire in azioni a sostegno della spesa pubblica prescolare. Tutto ciò ha favorito il superamento delle disuguaglianze economico sociali tra la posizione dell'uomo e la posizione della donna, premessa necessaria dalla quale bisogna partire al fine di esaminare il problema della crisi della famiglia. Rileva poi come l'Italia sia completamente differente rispetto ai Paesi scandinavi e pertanto non possa importarsi in Italia il modello della bigenitorialità perfetta tipico dei Paesi nordeuropei. Sottolinea come per formazione sociale in Italia esista ancora una divisione del lavoro tradizionale, che vede l'uomo protagonista del lavoro fuori dalle mura domestiche e la donna tendenzialmente dedicarsi ai figli: pertanto tale modello tradizionale di impostazione familiare rischia di essere stravolto dall'intervento legislativo in oggetto che sarebbe poi affetto da una visione dirigistica del diritto di famiglia che pone al centro l'interesse dei padri separati piuttosto che quello dei figli; il disegno di legge sembra ispirato alla necessità di evitare che il padre separato possa perdere diritti patrimoniali come quello del godimento della casa familiare, che viene assegnata tendenzialmente alla donna. Critica poi il ricorso alla mediazione obbligatoria che provoca un allungamento dei tempi di procedimenti ed un aumento dei costi. Critica il disegno di legge anche nella parte in cui finisce col provocare la riduzione della discrezionalità del giudice. Paventa il rischio che il ricorso alla mediazione obbligatoria in ogni caso possa finire col costringere alla mediazione anche situazioni che nascondono violenze familiari. Evidenzia le problematicità connesse al problema delle donne spesso accusate di presentare false accuse di violenza, ritenendo come il disegno di legge muova da una posizione ideologica, in base alla quale le accuse di violenza di cui sarebbero vittime le madri si presumano sempre false. Giudica il disegno di legge come inemendabile e ricordando che il diritto di famiglia non ha bisogno di una vera e propria riforma sottolinea come la parità dei sessi debba nascere dalla società. Il senatore ALFIERI ( PD ) ritiene innanzitutto inappropriato un intervento legislativo così incisivo in un settore caratterizzato dalla dimensione degli affetti quale quello della famiglia. Critica in particolare il disegno di legge d'iniziativa del senatore Pillon, giudicandolo fortemente ideologizzato e ricorda tra l'altro le critiche che sono state fatte presenti dagli operatori sociali intervenuti nel corso delle audizioni. Ricorda la diversità della società italiana rispetto alle altre società europee soprattutto per quanto riguarda la differenza del reddito tra uomo e donna. Richiama le preoccupazioni espresse anche dagli organi internazionali, tra cui l'ONU, e dalle associazioni di volontariato che si occupano degli osservatori sulle differenze di genere che hanno manifestato come l'approvazione di questo disegno di legge porterebbe ad una regressione della posizione della donna. Critica ed esprime preoccupazioni in merito all'attenzione data alla sindrome di alienazione parentale che, a suo dire, è priva di rilevanza scientifica. Ricorda come il tema della genitorialità non possa essere affrontato in maniera coattiva e con pregiudizi ideologici, dimenticando il miglior interesse del minore che deve venire prima di tutto. Evidenzia come tale disegno di legge si caratterizzi per trasformare il minore in un oggetto di diritti e non in un soggetto di diritto. Critica la previsione relativa al mantenimento diretto che cesserebbe al raggiungimento dei 25 anni. Esprime critiche altresì in merito al percorso di mediazione obbligatoria e soprattutto qualora si nascondano rischi di abusi e violenze familiari. Insiste pertanto nella richiesta di ritiro del disegno di legge. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) interviene esprimendo contrarietà su tutti i punti del disegno di legge a prima firma del senatore Pillon. Innanzitutto muove dalle premesse secondo cui a suo dire già la riforma dell'affido condiviso operata con la legge n. 54 del 2006 avrebbe già raggiunto i suoi obiettivi e non necessiti di un intervento, tantomeno di tipo dirigistico in settori dominati dagli affetti. Critica l'impostazione del disegno di legge che si caratterizzerebbe per realizzare una salomonica divisione dei figli operando una contrapposizione netta padri contro madri anche dal punto di vista economico. Ricorda poi le difficoltà che l'adozione di questo disegno di legge potrebbe portare dal punto di vista logistico nel caso in cui i genitori separati vivano in città differenti o anche all'interno della stessa città in realtà grandi come Roma o Milano. Il relatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) interviene esprimendo apprezzamento per la pacatezza dei toni; tuttavia chiede che la questione non venga personalizzata utilizzando l'espressione "disegno di legge Pillon", ricordando infatti che allo stato si sta discutendo di cinque disegni di legge esaminati congiuntamente e pertanto chiede che non si utilizzi il suo cognome per indicare la proposta legislativa posso che egli è soltanto primo firmatario di uno dei cinque disegni di legge. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) interviene ricordando la disponibilità ad una discussione da parte dell'opposizione che tuttavia viene meno a fronte di un disegno di legge che si giudica come non emendabile. Insiste pertanto nel richiederne il ritiro e critica il disegno di legge anche sulla base dei dati forniti dal senatore Caliendo che giudica oggettivi e inoppugnabili, ricordando come quando si affrontano questi temi non si può avere un approccio ideologico perché bisogna ricordare l'importanza del principio di laicità dello Stato; occorre a suo avviso evitare la contrapposizione di genere tra madre e padre. Critica poi oltre all'ispirazione di insieme del disegno di legge, anche alcuni passaggi specifici quali la mediazione, che aumenta i costi delle separazioni ed il riconoscimento della sindrome pas . Ricorda inoltre la posizione espressa da un membro del Governo del movimento cinque stelle che avrebbe giudicato il disegno di legge in questione come destinato a non approdare in Aula. Ricorda come questo Paese si sia caratterizzato per momenti di grande coesione che hanno portato in passato a leggi di riconoscimento dei diritti civili quali la legge sull'aborto, la legge per l'istituzione del servizio sanitario nazionale o la legge Basaglia, ed invita quindi ad un maggiore spirito di coesione. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) interviene sull'ordine dei lavori ricordando che il dibattito su questi temi anche nella precedente legislatura, quando si è approvata la legge sulle unioni civili, ha sempre visto una viva partecipazione della maggioranza: pertanto invita la stessa ad intervenire partecipando attivamente al dibattito. Interviene la senatrice VALENTE ( PD ) che condividendo l'opinione espressa dal senatore Caliendo invoca il rispetto della funzione della Commissione parlamentare, nel tentativo di far emergere le varietà di posizioni all'interno della maggioranza, ricordando che il dibattito debba svolgersi all'interno di queste Aule e non fuori delle Aule parlamentari, invitando pertanto le forze di maggioranza a partecipare con trasparenza, come finora fatto dalle forze di opposizione. Invita pertanto tutti i protagonisti del dialogo ad esplicitare le proprie posizioni paventando la possibilità che il rinvio del seguito della discussione sui disegni di legge nasconda in realtà alcune discordanze tra le forze di maggioranza su questo tema. La senatrice RICCARDI ( M5S ) interviene evidenziando come dall'entrata in vigore della legge n. 54 del 2006 non si siano mai raggiunti gli obiettivi che tale legge aveva voluto prefissare e come nella scorsa legislatura anche il Partito Democratico si fosse fatto latore di una proposta di riforma. La senatrice VALENTE ( PD ) interviene contestando l'intervento della senatrice Riccardi che non riguarderebbe l'ordine dei lavori, ma il merito della questione. La senatrice RICCARDI ( M5S ) ricorda invece che le critiche pervenute più volte sulla legge n. 54 del 2006 anche da parte di esponenti del Partito Democratico hanno portato alla maturazione di questi disegni di legge ed invita pertanto l'opposizione alla collaborazione. Il PRESIDENTE ricorda che le iscrizioni a parlare in discussione generale sono ancora aperte per tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Il senatore CUCCA ( PD ) interviene sull'ordine dei lavori e chiarisce che le posizioni di un singolo appartenente al Gruppo del Partito democratico non sempre coincidono con la posizione ufficiale del Partito democratico. Ciò vale anche in merito al disegno di legge presentato in questa legislatura da un'appartenente al Gruppo in materia di affido condiviso, poi ritirato. Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) invita a ragionare in spirito di leale collaborazione onde ricercare soluzioni normative che rispondano alle criticità della legislazione vigente sull'affido dei minori. Il senatore CRUCIOLI ( M5S ) interviene chiarendo come i testi in discussione siano in corso di esame e come non vi sia ancora un testo definitivo. Ricorda che le critiche che sono emerse sono state attentamente considerate dal Movimento Cinque Stelle in un'ottica di proposta di modifiche rispetto ai testi in esame. Ricorda altresì come il lavoro finora svolto attraverso le audizioni, che sono durate parecchi mesi, abbia rappresentato una occasione di arricchimento culturale e di dibattito per tutti coloro che hanno partecipato. Ringrazia poi anche il relatore Pillon per aver manifestato la propria disponibilità al fine di rivedere il testo e invita tutti i Gruppi a depositare un proprio testo alternativo dal quale partire per far confluire poi le posizioni comuni a tutti; evidenzia però come al contrario i senatori dell'opposizione non abbiano assunto un atteggiamento costruttivo fino a questo momento, limitandosi a ribadire che il testo non è emendabile. Nel merito poi esprime alcune perplessità rispetto al problema della pariteticità dei tempi di affido ove declinata rispetto a soggetti appartenenti a fasce di età differenti e occorrendo una valutazione casistica del principio di equipollenza tra i genitori. Ribadisce pertanto che il testo verrà rivisto e invita i rappresentanti del Partito Democratico a presentare un loro disegno di legge. La senatrice CIRINNA' ( PD ) replica che il Partito Democratico non presenterà alcun disegno di legge perché si riconosce nella normativa attualmente vigente e nelle proposte già avanzate negli anni scorsi. La senatrice ROSSOMANDO ( PD ) interviene sull'ordine dei lavori chiedendo ai rappresentanti del Movimento Cinque Stelle di esplicitare senza più dubbi o tentennamenti quali sia la loro posizione in merito ai testi in discussione e invita gli stessi ad attivarsi per ottenerne il ritiro, ove non condivisi. Il PRESIDENTE ricorda che la discussione generale proseguirà nelle prossime sedute e che le opzioni sul prosieguo dei lavori saranno successivamente stabilite dalla Commissione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore CALIENDO ( FI-BP ) interviene sull'ordine dei lavori insistendo perché venga calendarizzato, non appena assegnato, il disegno di legge n. 1186 presentato dal senatore Dal Mas e altri ed avente ad oggetto alcune questioni problematiche relative alla legge anticorruzione. La seduta termina alle ore 17,05.