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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 178 LICHERI La seduta inizia alle ore 11,05. IN SEDE CONSULTIVA Disposizioni in materia di tartufi DDL 810 Disposizioni per la ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo DDL 933 Disposizioni in materia di cerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo DDL 918 Norme in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo (Parere alla 9 a Commissione su testo unificato ed emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo su testo unificato ed emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, presenta uno schema di parere non ostativo sul testo unificato, adottato l'8 gennaio 2020 dalla Commissione di merito, riferito ai disegni di legge in titolo e sugli emendamenti ad esso riferiti. Ricorda che il progetto è volto a rinnovare il quadro normativo in materia di raccolta, ricerca, coltivazione e commercializzazione del tartufo e si sofferma in particolare sull'articolo 6, comma 5, e sugli articoli 16, 17 e 18, considerata l'attinenza con le pertinenti normative dell'Unione europea. Ricordato, inoltre, che nel dicembre 2015 la Commissione europea aveva avviato il caso EU-pilot 8123/15/TAXU, per valutare la conformità al diritto dell'Unione europea del regime IVA che era al momento applicato in Italia all'acquisto di tartufi presso raccoglitori dilettanti od occasionali, e che era stato introdotto con l'articolo 1, comma 109, della legge 30 dicembre 2004 (legge finanziaria 2005). Il caso è stato, poi, chiuso positivamente, in seguito all'adozione della modifica normativa introdotta dall'articolo 29 della legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122), che è intervenuta sul trattamento fiscale delle attività di raccolta dei tartufi, sottoponendo a ritenuta i compensi corrisposti ai raccoglitori occasionali di tartufi e assoggettando i tartufi all'aliquota IVA del 10 per cento. Valutata quindi l'insussistenza di profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, nel presupposto del rispetto della normativa europea in materia di libera circolazione dei prodotti nel mercato unico, di indicazioni di origine degli stessi e in materia di etichettatura, propone di esprimere un parere non ostativo sul testo unificato e sugli emendamenti ad esso riferiti. Il PRESIDENTE , verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA Proposta modificata di Decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea Doc COM(2020) 445 definitivo Proposta modificata di Decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, illustra i contenuti della proposta sulle risorse proprie dell'UE (COM(2020) 445), per i profili relativi al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. La proposta in esame (del 28 maggio 2020) prevede di modificare la proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2020) 325), del 2 maggio 2018, al fine di dotare il Bilancio dell'UE delle risorse necessarie a finanziare il Recovery Instrument " Next Generation EU " da 750 miliardi di euro, predisposto in risposta alla crisi economica determinata dall'epidemia di Covid-19, nonché di mantenere il più possibile inalterato l'ammontare già previsto dalla proposta di Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 del maggio 2018. In particolare, la proposta in esame autorizza la Commissione europea a contrarre prestiti sui mercati dei capitali per conto dell'Unione, fino a concorrenza di 750 miliardi di euro (prezzi 2018), da destinare ai programmi dell'Unione rientranti nel predetto Strumento per la ripresa " Next Generation EU ". Poiché tale Strumento rappresenta una risposta eccezionale a una situazione estrema ma temporanea, è esclusa la possibilità che i poteri eccezionali conferiti alla Commissione europea siano usati per scopi diversi da quello di ovviare alle conseguenze economiche e sociali dirette della pandemia di Covid-19. Per completezza, il Presidente relatore ricorda che i principali programmi dello Strumento per la ripresa " Next Generation EU ", da 750 miliardi di euro, sono: - il "Dispositivo per la ripresa e la resilienza" ( Recovery and Resilience Facility ), che prevede il finanziamento di 560 miliardi di euro (in prezzi 2018) agli Stati membri (310 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e 250 miliardi in presiti), per sostenere le riforme strutturali e gli investimenti a lungo termine, al fine di contribuire a ripristinare il potenziale di crescita delle economie dell'Unione nel periodo successivo alla crisi del Covid-19; - l'iniziativa REACT EU da 55 miliardi di euro, per misure immediate a sostegno dell'occupazione, dell'assistenza sanitaria e della liquidità delle imprese; - l'iniziativa INVEST EU da 30 miliardi di euro per infrastrutture e ricerca; - lo strumento per la solvibilità delle imprese da 31 miliardi di euro. Per quanto riguarda gli ordinari programmi del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, che la proposta del maggio 2018 fissava complessivamente a circa 1.135 miliardi di euro, la proposta in esame provvede a mantenerli sostanzialmente inalterati, fissando l'ammontare complessivo a 1.100 miliardi di euro. Si tratta di una somma il cui ammontare è determinato in percentuale al reddito nazionale lordo degli Stati membri, in base ai massimali di risorse proprie. Considerato che, secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, nel 2020 l'economia dell'UE subirà una contrazione record del 7,5 per cento, ne consegue che, per mantenere inalterato l'ammontare del bilancio del QFP occorre aumentare le percentuali dei predetti massimali di risorse proprie. La proposta in esame, infatti, prevede un aumento di 0,11 punti percentuali sia del massimale degli stanziamenti di impegno, sia del massimale degli stanziamenti di pagamento, portandoli rispettivamente all'1,46 per cento e all'1,40 per cento del reddito nazionale lordo degli Stati membri dell'UE. Entrando nel dettaglio dell'articolato della proposta, il Presidente relatore evidenzia che il potere di contrarre per conto dell'Unione finanziamenti sui mercati dei capitali è conferito alla Commissione europea dal nuovo articolo 3 -ter della proposta sulle risorse proprie, "al solo scopo di ovviare alle conseguenze della crisi della Covid-19". Inoltre, l'articolo 3 -bis esclude esplicitamente che i prestiti contratti possano essere utilizzati per finanziare spese operative. Ai sensi dell'articolo 3 -ter , paragrafo 2, il calendario dei rimborsi, a carico del bilancio dell'Unione, è fissato, secondo il principio di sana gestione finanziaria, in modo da ridurre costantemente e prevedibilmente le passività nel periodo che va dal 1º gennaio 2028 al 31 dicembre 2058. Al riguardo, il nuovo articolo 6, paragrafo 4, precisa che "qualora gli stanziamenti autorizzati iscritti nel bilancio non permettano all'Unione di far fronte agli obblighi risultanti dall'assunzione di prestiti (...), gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione le risorse necessarie a tal fine". In aggiunta, l'articolo 3 -quater consente un aumento, eccezionale e temporaneo, dei massimali delle risorse proprie per impegni e pagamenti pari a un ulteriore 0,6 per cento del reddito nazionale lordo dell'UE, da utilizzare al solo scopo di affrontare i bisogni generati dalla crisi Covid-19 e limitata al periodo necessario a coprire le relative passività. L'uso che verrà fatto di questa dotazione supplementare diminuirà col venir meno degli obblighi finanziari, fino a decadere una volta che saranno stati rimborsati tutti i prestiti contratti, al più tardi entro il 31 dicembre 2058. Passando agli aspetti di scrutinio della sussidiarietà, la base giuridica dell'iniziativa è individuata nell'articolo 311, quarto comma, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ai sensi del quale il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, all'unanimità e previa consultazione del Parlamento europeo, stabilisce le misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione. Per quanto riguarda il rispetto del principio di sussidiarietà, questo non è trattato dalla Commissione europea nell'ambito della relazione illustrativa che accompagna la proposta in esame. Tuttavia, il documento appare conforme al principio di sussidiarietà, in termini di necessità dell'intervento dell'Unione, in quanto solo le Istituzioni UE possono legiferare in materia di risorse proprie dell'Unione. La valutazione del valore aggiunto per l'Unione comporta invece considerazioni di natura politica. Da ciò che risulta, la posizione dell'Italia sarebbe favorevole sia all'incremento del massimale delle risorse proprie sia, in prospettiva, all'introduzione di nuove, genuine risorse comuni dell'UE. Con riguardo al principio di proporzionalità, questo appare rispettato nella misura in cui l'espansione dei massimali è prevista al solo scopo di mantenere quasi inalterato a 1.100 miliardi di euro il bilancio ordinario del periodo 2021-2027, mentre gli aggiuntivi 750 miliardi sono recuperati non dai bilanci degli Stati membri ma mediante il ricorso al mercato e sono destinati esclusivamente ad affrontare i bisogni generati dalla crisi del Covid-19 e limitatamente al periodo previsto a tale scopo. Solo residualmente è prevista l'eventualità di dover coprire le passività derivanti dal ricorso al mercato con l'aumento dei massimali del reddito nazionale loro degli Stati membri dell'UE. Si apre quindi una discussione a cui partecipano i senatori GIANNUZZI ( M5S ), LICHERI ( M5S ) e LOREFICE ( M5S ), e il rappresentante del GOVERNO, in merito alle argomentazioni avanzate dal Riksdag svedese che ha approvato un parere motivato contrario sulla proposta in esame, per i profili relativi al rispetto del principio di sussidiarietà, nel contesto dell'esame delle diverse proposte che compongono il pacchetto sul Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, attualmente in fase di negoziazione e che dovrà essere adottato entro la fine di quest'anno. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che la senatrice Angrisani ha ritirato l'emendamento 20.0.39 e che il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) ha riformulato l'emendamento 5.6 in un nuovo emendamento 5.6 (testo 2), pubblicato in allegato. Si riprende, quindi, con l'illustrazione degli emendamenti, passando all'articolo 7. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 7.16, volto a tutelare il piccolo artigianato alimentare, e la qualità dei relativi prodotti e servizi, dagli eccessivi ritardi di pagamento da parte di enti dell'amministrazione pubblica. Il rappresentante del GOVERNO ricorda che la digitalizzazione ha consentito di pagare circa il 95 per cento dei debiti pregressi della pubblica amministrazione con le imprese e la senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) si dichiara disponibile a eventuali proposte di riformulazione. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra poi l'emendamento 7.19, volto a considerare come forma scritta dei contratti inerenti alla cessione dei prodotti agricoli e alimentari anche le forme ad essa equipollenti, quali i documenti di trasporto o le fatture, e l'emendamento 7.34, in cui si prevede la soppressione dell'indicazione della sanzione correlata al limite del 10 percento del fatturato, al fine di consentire l'applicazione del criterio generale di delega di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012. I senatori CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) e CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ) aggiungono la propria firma all'emendamento 7.34. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 7.35, avente una analoga finalità di riduzione della previsione sanzionatoria. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) illustra quindi gli emendamenti 7.36, 7.43, 7.41, 7.42 e 7.44, evidenziando la comune finalità di salvaguardia dell'ecosistema ittico delle acque dolci contro il depauperamento ittico dei fiumi operato da imprese straniere e destinato al mercato estero. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) sottoscrive gli emendamenti 7.35, 7.36, 7.43, 7.41, 7.42 e 7.44. I restanti emendamenti all'articolo 7 si intendono illustrati. Si passa gli emendamenti riferiti all'articolo 8, che si intendono illustrati. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 9. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra l'emendamento 9.4, finalizzato a considerare nel modo più ampio possibile la direttiva in attuazione, ai fini della più ampia valorizzazione del patrimonio culturale, anche mediante le nuove forme di utilizzazione e conservazione in formato digitale. Illustra, inoltre, gli emendamenti 9.8, 9.10 e 9.11, aventi la medesima predetta finalità, con riferimento al più ampio uso didattico delle opere. Il senatore LOREFICE ( M5S ) illustra l'emendamento 9.9, volto alla medesima finalità del più ampio accesso alle opere a uso didattico nonché a prevedere la facoltà di dare accesso gratuito alle proprie opere finanziate con risorse pubbliche. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra l'emendamento 9.12, volto a stabilire termini certi per poter fruire delle opere, quando queste sono sottoposte a misure tecnologiche per impedire usi illeciti delle stesse. Illustra, quindi, anche l'emendamento 9.14, sull'attuazione dell'articolo 14 della direttiva, nel senso della più ampia valorizzazione del libero accesso alle opere di dominio pubblico, e l'emendamento 9.15, per l'esercizio dell'opzione sulla facoltà di prevedere le licenze collettive con effetto esteso. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) illustra l'emendamento 9.26, per una definizione di "estratto breve" che sia tale da escludere gli estratti suscettibili di qualsiasi fruizione economica autonoma. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 9.30, volto a tutelare la libera rappresentazione fotografica amatoriale delle opere liberamente visibili. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) illustra l'emendamento 9.32, volto a sopprimere l'indicazione del principio di ragionevolezza nell'ambito dei massimi sforzi che i servizi di condivisione online devono compiere per ottenere l'autorizzazione al caricamento di un opera sul proprio sito. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 9.40, sottolineando l'importanza di stabilire per legge l'obbligo di una remunerazione minima per gli autori, in percentuale dei proventi percepiti dalle opere concesse in licenza, il cui calcolo dovrebbe essere di facile attuazione e quindi non eludibile. Interviene il rappresentante del GOVERNO per assicurare che nell'attuazione della direttiva sarà data piena attuazione anche agli articoli 18 e 19 sul diritto degli autori ed artisti, anche del comparto musicale, a ricevere una remunerazione adeguata e proporzionata, e a ricevere annualmente informazioni complete sullo sfruttamento delle loro opere ed esecuzioni. Il presidente LICHERI ( M5S ) sottolinea la forte esigenza di trovare una soluzione per assicurare agli artisti e autori il diritto ad una remunerazione adeguata, al fine di porre rimedio all'attuale eccesiva sproporzione rispetto ai proventi destinati agli editori, produttori o ai servizi online. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) illustra l'emendamento 9.36, volto ad estendere l'autorizzazione sul file sharing di cui all'articolo 17 della direttiva anche ai caricamenti in siti privati come blog o altro. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra l'emendamento 9.42, volto ad assicurare l'adeguata remunerazione anche agli interpreti o esecutori di fonogrammi, e l'emendamento 9.43, per rendere agevole ed effettivo il diritto all'esercizio della facoltà di revoca della licenza in caso di mancato sfruttamento. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) illustra l'emendamento 9.44, volto a prevedere un'equa remunerazione degli interpreti o esecutori di fonogrammi, in forma collettiva, in caso di proventi derivanti dalle riproduzioni on demand . La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 9.45. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 9.49, volto a favorire le attività degli spettacoli viaggianti. La senatrice MANTOVANI ( M5S ) illustra l'emendamento 9.50. La senatrice GIANNUZZI ( M5S ) aggiunge la propria firma a tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 9 a prima firma Montevecchi e De Lucia, nonché all'emendamento 9.47. I restanti emendamenti all'articolo 9 si intendono illustrati. Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 10. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti 10.2, 10.4, 10.10 e 10.12, frutto delle riflessioni svolte nell'ambito della 6 a Commissione permanente sull'articolo 10 della direttiva e il corretto bilanciamento tra requisiti prudenziali e esigenze di accesso al credito per le piccole e medie imprese. A tal fine, si prevede di sfruttare la discrezionalità consentita dalla direttiva nella determinazione della soglia che definisce la banca come "ente piccolo e non complesso" e quindi esente dalle regole più restrittive, alla stregua di quanto avviene o potrebbe avvenire negli altri Stati membri. I restanti emendamenti all'articolo 10 si intendono illustrati. Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 11. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 11.1, che prevede una clausola di salvaguardia per consentire ai depositanti di prevelare un importo minimo giornaliero, in caso di procedura di risoluzione dell'ente creditizio. Il restante emendamento all'articolo 11 si intende illustrato. Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 12. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti 12.2 e 12.4, volti ad escludere le comunità dei cittadini dall'attività di distribuzione dall'alta alla bassa tensione, oggetto di concessione pubblica. Il senatore LOREFICE ( M5S ) chiede chiarimenti in merito alla congruità dei due predetti emendamenti. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) illustra l'emendamento 12.16. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 12.20, sul principio di tariffazione dinamica dell'energia elettrica. I restanti emendamenti all'articolo 12 si intendono illustrati, così come l'emendamento 13.1, unica proposta all'articolo 13. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 14. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 14.17, mediante il quale, posto che gli allevamenti intensivi costituiscono una delle cause dell'insorgere di malattie negli animali, si prevedono incentivi finanziari per gli operatori che sviluppano buone prassi di allevamento non intensivo delle specie animali di cui si occupano. Illustra anche l'emendamento 14.19, che mira a dare attuazione alla parte del regolamento che prevede per gli operatori e i professionisti degli animali specifici obblighi di conoscenze adeguate in materia di sanità animale ed estendendo tali obblighi anche a chi vende animali da compagnia. Illustra infine gli emendamenti 14.20 e 14.22, che garantiscono la possibilità di modulare la risposta sanzionatoria, sia essa amministrativa che penale, in base alla gravità della condotta e agli interessi lesi. I restanti emendamenti all'articolo 14 si intendono illustrati. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 15. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 15.16 e lo trasforma nell'ordine del giorno G/1721/11/14, pubblicato in allegato. Gli emendamenti agli articoli 15, 17, 19 e 20 si intendono illustrati. Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti aggiuntivi. Il senatore LOREFICE ( M5S ) preannuncia una riformulazione dell'emendamento 20.0.2. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti 20.0.3, 20.0.7 e 20.0.11, volti a dare attuazione alla sentenza di condanna per inadempimento del 28 gennaio 2020 in materia di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Ritira l'emendamento 20.0.5. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra poi gli emendamenti 20.0.6, 20.0.4, 20.0.13, 20.0.16, 20.0.17, 20.0.18, 20.0.19, 20.0.20, 20.0.21, 20.0.22, 20.0.23, 20.0.24, volti a recare principi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente. La senatrice GIAMMANCO ( FIBP-UDC ) illustra l'emendamento 20.0.28, che include i bicchieri tra i prodotti di plastica monouso che dovranno essere oggetto di restrizioni all'immissione sul mercato. Ribadisce la posizione del suo Gruppo, contraria alla plastic tax nazionale e favorevole a un contributo sulla plastica nell'ambito delle risorse proprie europee. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra quindi l'emendamento 20.0.15, volto a prevedere l'adeguamento delle norme del codice dell'insolvenza alla direttiva (UE) 2019/1023, soprattutto con riferimento alla necessità di ridurre gli oneri per gli operatori. Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) ritira gli emendamenti 20.0.34 e 20.0.44 e li trasforma rispettivamente negli ordini del giorno G/1721/12/14 e G/1721/13/14, pubblicati in allegato. I restanti emendamenti aggiuntivi si intendono illustrati. Il PRESIDENTE , quindi, dichiara inammissibili gli emendamenti 20.0.10, 20.0.33 e 20.0.41. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,50. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL TESTO UNIFICATO DEI DISEGNI DI LEGGE NN. 810, 933 E 918 E RELATIVI EMENDAMENTI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL TESTO UNIFICATO DEI DISEGNI DI LEGGE NN. 810, 933 E 918 E RELATIVI EMENDAMENTI La 14ª Commissione permanente, esaminato il testo unificato, adottato l'8 gennaio 2020, riferito ai disegni di legge in titolo e sugli emendamenti ad esso riferiti; rilevato che esso è volto a rinnovare il quadro normativo in materia di raccolta, ricerca, coltivazione e commercializzazione del tartufo; considerati in particolare i seguenti articoli: - l'articolo 6, comma 5, che prevede l'accertamento delle specie da parte di un operatore durante la cessione del prodotto e, in caso di dubbio o contestazione, l'identificazione delle specie deve essere condotta da una delle strutture individuate con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e del Ministero dello sviluppo economico, in conformità alle normative dell'Unione europea sull'accreditamento e il controllo ufficiale dei prodotti; - l'articolo 16 che, nel definire le modalità di vendita dei tartufi freschi al consumatore finale, prevede ulteriori specifiche per la commercializzazione, tra cui l'apposizione delle indicazioni del nome latino di ciascuna specie e forma, nonché, conformemente alle pertinenti disposizioni dell'Unione europea, l'indicazione del Paese di origine; - l'articolo 17, che definisce taluni aspetti dell'etichettatura dei prodotti trasformati a base di tartufi; - l'articolo 18, che allinea la rintracciabilità del prodotto tartufo alle regole dell'Unione europea; ricordato che, in materia di tartufi, nel dicembre 2015 la Commissione europea ha avviato il caso EU-pilot 8123/15/TAXU, per valutare la conformità al diritto dell'Unione europea del regime IVA che era al momento applicato in Italia all'acquisto di tartufi presso raccoglitori dilettanti od occasionali, e che era stato introdotto con l'articolo 1, comma 109, della legge 30 dicembre 2004 (legge finanziaria 2005). Il caso è stato chiuso positivamente in seguito all'adozione della modifica normativa introdotta dall'articolo 29 della legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122), che è intervenuta sul trattamento fiscale delle attività di raccolta dei tartufi, sottoponendo a ritenuta i compensi corrisposti ai raccoglitori occasionali di tartufi e assoggettando i tartufi all'aliquota IVA del 10 per cento; valutato che il testo unificato e gli emendamenti ad esso riferiti non presentano profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, nel presupposto del rispetto della normativa europea in materia di libera circolazione dei prodotti nel mercato unico, di indicazioni di origine degli stessi e in materia di etichettatura, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul testo unificato e sugli emendamenti ad esso riferiti. Allegato