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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 300 MORONESE, LANIECE La seduta inizia alle ore 15,10. IN SEDE DELIBERANTE Modifiche alla legge 7 agosto 2018, n. 100, concernenti l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati DDL 1781 Modifiche alla legge 7 agosto 2018, n. 100, concernenti l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Discussione e rinvio) La presidente MORONESE comunica che sono pervenuti i parere non ostativi resi dalla prima, dalla seconda e dalla quinta Commissione permanente sul disegno di legge in titolo. Propone quindi di dare per acquisite le precedenti fasi procedurali e di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 14 di domani, mercoledì 13 aprile. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. Il seguito della discussione è infine rinviato. IN SEDE CONSULTIVA 2654 DDL 2564 Conversione in legge del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (Parere alle Commissioni 6ª e 10ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 aprile. Il relatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia la presentazione di uno schema di parere. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (Doc. LVII, n. 5) Documento di economia e finanza 2022, allegati e relativo annesso Doc Doc. LVII, n. 5 - Allegati I, II e III - Annesso Documento di economia e finanza 2022 , allegati e relativo annesso (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore COMINCINI ( PD ) illustra il Documento di economia e finanza in titolo, che reca un aggiornamento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica. Il DEF in esame con l'annessa relazione reca in particolare un aggiornamento che prospetta un percorso di avvicinamento agli obiettivi diverso da quello programmato, a causa del peggioramento del quadro tendenziale di finanza pubblica causato dalla minore crescita economica. In termini di indebitamento netto complessivo, il DEF in esame conferma i valori previsti dal precedente quadro programmatico, definito dalla Nota di aggiornamento al DEF per il 2021 e dal Documento programmatico di bilancio per il 2022. La conferma di questi ultimi valori determina il conseguimento di un margine di risorse finanziarie disponibili, in quanto il quadro tendenziale condurrebbe a valori di indebitamento netto inferiori a quelli già programmati (e ora oggetto di conferma). In merito all'impiego di tali margini - pari a 0,5 punti percentuali di PIL per l'anno in corso, a 0,2 punti per il 2023 ed a 0,1 punto per ciascuno degli anni 2024 e 2025 - il Documento in esame e la suddetta annessa Relazione indicano che, con un decreto-legge di prossima emanazione, saranno adottate misure per: ripristinare le dotazioni di alcuni fondi, rispetto alle riduzioni degli stessi già operate ai fini della copertura finanziaria di precedenti interventi d'urgenza; disporre ulteriori interventi per contenere l'aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti; assicurare la necessaria liquidità alle imprese e sostenere quelle più danneggiate dalle sanzioni nei confronti della Russia, anche rifinanziando il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; rafforzare le politiche di accoglienza nei confronti dei profughi ucraini; adeguare i fondi destinati alla realizzazione di investimenti pubblici rispetto alla dinamica imprevista dei costi dell'energia e delle materie prime, al fine di continuare a sostenere sia la risposta del sistema sanitario alle attuali emergenze sia i settori maggiormente colpiti dalle stesse. Più in particolare, il nuovo quadro programmatico prevede: un incremento del PIL (in termini reali e non nominali) pari al 3,1 per cento nell'anno in corso, al 2,4 per cento nel 2023, al 1,8 per cento nel 2024 e all'1,5 per cento nel 2025 (si ricorda che il suddetto precedente quadro programmatico prevedeva un incremento pari al 4,7 per cento nell'anno in corso, al 2,8 per cento nel 2023 e all'1,9 per cento nel 2024); un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 5,6 per cento per l'anno in corso, al 3,9 per cento per il 2023, al 3,3 per cento per il 2024 ed al 2,8 per cento per il 2025 (con conferma, come accennato, dei valori del precedente quadro programmatico, relativo fino al 2024); un tasso di indebitamento netto strutturale delle pubbliche amministrazioni (nel quale, come detto, sono escluse dal computo le misure considerabili una tantum dalla Commissione europea e le variazioni imputabili alla congiuntura economica) pari (sempre in rapporto al PIL) al 5,9 per cento per l'anno in corso, al 4,5 per cento per il 2023, al 4,0 per cento per il 2024 ed al 3,6 per cento per il 2025 (il Documento programmatico di bilancio per il 2022 prevedeva un valore pari al 5,4 per cento per l'anno in corso, al 4,4 per cento per il 2023 e al 3,8 per cento per il 2024); un tasso di disoccupazione pari all'8,6 per cento per l'anno in corso, all'8,1 per cento per il 2023, all'8,0 per cento per il 2024 ed al 7,9 per cento per il 2025 (il Documento programmatico di bilancio per il 2022 prevedeva un tasso di disoccupazione pari al 9,1 per cento per l'anno in corso, all'8,4 per cento per il 2023 ed al 7,7 per cento per il 2024). Si ricorda inoltre che il 28 marzo 2022 la Commissione europea ha pubblicato il rapporto finale con il sunto delle risposte rese nel corso della consultazione sulla revisione della governance economica dell'Unione europea (documento SWD (2022) 104). Al riguardo, per i profili di interesse, si segnala come la maggior parte dei partecipanti ha riconosciuto una serie di punti di particolare rilevanza, tra cui la centralità che la governance economica dell'Unione, compresa la politica fiscale, diventi più favorevole alla crescita, sia attenta alle questioni sociali e sostenga le priorità politiche per la doppia transizione verde e digitale; inoltre, si è evidenziato come sarebbe necessario incentivare gli investimenti, con particolare riferimento agli investimenti verdi, strumentali nel contesto della sfida climatica globale. Il Documento evidenzia che negli ultimi mesi dell'anno il quadro economico si è deteriorato, non solo per limpennata dei contagi da Covid-19 causata dalla diffusione della variante Omicron, ma anche per l'eccezionale aumento del prezzo del gas naturale, che ha trainato al rialzo le tariffe elettriche e ha inciso in materia di diritti di emissione (ETS). Viene dunque dato conto dell'impegno del Governo e delle società del settore per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, in raccordo con sforzi crescenti per ridurre rapidamente la dipendenza dalle fonti fossili di energia attraverso l'impulso all'istallazione di capacità produttiva di elettricità da fonti rinnovabili, in coerenza con la recente comunicazione REPowerEU della Commissione europea, la quale propone anche, in linea con la posizione espressa dall'Italia, di rivisitare in chiave migliorativa i meccanismi di funzionamento del mercato del gas e di quello elettrico, senza pregiudicare i principi di trasparenza e concorrenzialità. Si segnala altresì come il Documento evidenzi quale obiettivo principale nella risposta all'attuale crisi energetica quello di accelerare la transizione ecologica assicurando al contempo le forniture di gas, che - afferma il Documento - costituiscono il ponte verso un'economia decarbonizzata e sostenibile, e migliorando i meccanismi di funzionamento e la trasparenza dei mercati dell'energia. Si sottolinea come la difficile fase in corso debba anzi rafforzare l'impegno di tutte le amministrazioni e di tutti i livelli di governo ad attuare efficacemente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui la transizione ecologica è il capitolo più corposo in termini di investimenti programmati. Per i profili di interesse, in materia di transizione ecologica il Governo ricorda che è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali in materia. In tale ambito, a marzo 2022, il CITE ha approvato il Piano per la transizione ecologica (PTE) che fornisce un quadro per la transizione ecologica italiana, coordina le politiche ambientali, individua gli obiettivi e le aree di intervento e accompagna le misure del PNRR. Il PTE e la corrispondente missione del PNRR "Rivoluzione Verde e Transizione ecologica", in sinergia con la Missione Infrastrutture per una mobilità sostenibile', rappresentano la risposta del Governo italiano per centrare gli obiettivi fissati a livello internazionale ed europeo al 2050, a partire dallo European Green Deal. Il DEF si sofferma sugli orientamenti emersi e approfonditi nell'ambito del Piano per la Transizione ecologica, con l'obiettivo di incoraggiare investimenti e forme di consumo e produzione sostenibili per effetto dello spostamento del carico fiscale sullo sfruttamento delle risorse naturali e sull'emissione di sostanze inquinanti. Sul piano della fiscalità e nell'ambito di una riforma ambientale, il DEF afferma che la rimozione e rimodulazione di sussidi fiscali ambientalmente dannosi potrebbe rappresentare una leva importante per favorire scelte di consumo ecosostenibili e compensare -al contempo - eventuali effetti redistributivi negativi sui contribuenti se gli eventuali risparmi di spesa fossero destinati ai soggetti più penalizzati o vulnerabili. In ordine alla decarbonizzazione per la neutralità climatica, il PTE, in linea con il pacchetto europeo Fit for 55 , porta l'obiettivo nazionale di emissioni al 2030 intorno a 256 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Per raggiungerlo, si ipotizza uno sforzo ulteriore nelle politiche di risparmio energetico, soprattutto nei settori dei trasporti e dell'edilizia, e un'elettrificazione del sistema dell'energia primaria, che nella prospettiva di raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette nel 2050 dovrà superare il 50 per cento. L'energia elettrica, a sua volta, dovrà essere quasi totalmente prodotta da fonti rinnovabili in modo da dismettere l'uso del carbone entro il 2025 e fare in modo che la stessa provenga, nel 2030, per il 72 per cento da fonti rinnovabili, fino a sfiorare livelli prossimi al 95-100 per cento entro il 2050. Il Governo ricorda che il drammatico evolversi della situazione geopolitica internazionale e il conseguente aumento dei prezzi energetici hanno peraltro reso necessario, con misure recentissime, aumentare la produzione di gas nazionale (l'intento è di arrivare a 5 miliardi di metri cubi annui) per ridurre le importazioni (al momento quasi il 40 per cento del gas naturale consumato in Italia è importato dalla Russia) e alleggerire i costi. Per raggiungere tali obiettivi sarà necessario ricorrere all'integrazione di più leve, quali: il passaggio da combustibili fossili ai combustibili ricavati da fonti rinnovabili come idrogeno, bioenergie e carburanti sintetici; l'elettrificazione e il ricorso a cattura e stoccaggio della CO 2 residua; nonché la leva fiscale, per spostare il carico fiscale dal lavoro alle attività più inquinanti/dannose per l'ambiente. Il PNRR disegna misure di azione fino al 2026, prevedendo un insieme di investimenti volti a incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, a potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete, a promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali dell'idrogeno, a incentivare la crescita di un trasporto locale più sostenibile e a migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Le azioni previste vanno dalla realizzazione di impianti innovativi off-shore allo sviluppo del biometano, nonché dalle misure per la diffusione dell'idrogeno alla conversione energetica del parco immobiliare, quali proroga del c.d. Superbonus 110 per cento e semplificazione delle procedure per gli interventi per l'efficientamento energetico. Il Documento si sofferma sul contrasto al consumo di suolo e al dissesto idrogeologico. Per la messa in sicurezza e la valorizzazione delle aree a rischio idrogeologico, nell'ambito del PNRR (Missione 2, Componente 4) sono previste azioni per un totale di 8,5 miliardi di euro. In particolare, gli interventi previsti riguardano misure per la gestione del rischio alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico; interventi per la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni; la semplificazione delle procedure per l'attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico, nonché l'approvazione del Piano operativo per la realizzazione di un sistema avanzato e integrato di monitoraggio. Il PTE si allinea a questi obiettivi, prevedendo interventi di contrasto ai dissesti idrogeologici in atto e per aumentare la resilienza dei sistemi naturali e antropici e delle risorse idriche, anche attraverso l'azzeramento del consumo di suolo entro il 2030 e azioni per arginare l'erosione costiera. A tal fine, in un'ottica di collaborazione tra Stato e Regioni, si prevede l'elaborazione di linee guida operative e di pianificazione. In ordine al miglioramento della gestione delle risorse idriche e delle relative infrastrutture, si evidenzia che le strategie di adattamento al cambiamento climatico riguardano anche l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse idriche, a scopo civile, industriale e agricolo, caratterizzato spesso da elevata frammentazione gestionale e sprechi di risorse. In proposito il PNRR ha destinato 4,38 miliardi di euro per riforme e interventi destinati a infrastrutture per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico primario, reti di distribuzione, fognature e depuratori, sistemi per il monitoraggio e la digitalizzazione delle reti e, in particolare, per ridurre in modo consistente le dispersioni e ottimizzare i sistemi di irrigazione. Viene evidenziato che l'opera di potenziamento andrà proseguita anche dopo il 2026, al fine di completare, entro il 2040, gli interventi nelle principali infrastrutture idriche. Viene trattato il tema della tutela della biodiversità terrestre e marina. In armonia con la Strategia europea per la biodiversità 2030, che richiede di portare al 30 per cento l'estensione delle aree protette, di cui il 10 per cento con forme rigorose di protezione, entro il 2030, anche l'Italia si sta dotando della Strategia nazionale 2030, le cui azioni chiave riguardano il rafforzamento delle aree protette e, più in generale, interventi di rinaturalizzazione. A questo scopo, il PNRR ha allocato 1,69 miliardi, cui si aggiungono ulteriori risorse nazionali ed europee, per l'avvio di alcune misure pilota da completare entro il 2026 e da estendere al 2030 e oltre, quali ad esempio la tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano' (con l'obiettivo di mettere a dimora almeno 6,6 milioni di alberi), la digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette' e la rinaturalizzazione del Po'. Il Documento si sofferma sull'economia circolare. In linea con gli obiettivi del Piano d'azione per l'economia circolare adottato dalla Commissione europea nel marzo del 2020, nel PNRR sono previsti investimenti mirati alla realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti, all'ideazione di progetti di economia circolare, alla creazione di isole verdi, alla realizzazione di green communities in territori rurali e di montagna e alla diffusione nella cittadinanza di una maggiore consapevolezza dei temi ambientali. Per realizzare tali iniziative sono state previste tre riforme strategiche, tutte in itinere e da realizzarsi entro il primo semestre 2022: l'aggiornamento della Strategia nazionale per l'economia circolare, l'adozione del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, nonché il Programma Nazionale di prevenzione dei rifiuti e il supporto tecnico alle autorità locali attraverso il Piano di azione per lo sviluppo di capacità locali. Questi progetti andranno estesi e consolidati oltre l'orizzonte del 2026, con tappe sempre più stringenti che prevedono il dimezzamento dei rifiuti di plastica in mare, dei rifiuti urbani e la riduzione del 30 per cento delle microplastiche rilasciate nell'ambiente entro il 2030. In materia di territorio, si evidenzia il tema della rigenerazione urbana e del contrasto al disagio abitativo; il documento precisa che saranno dedicati numerosi altri progetti finanziati dal PNRR (M5C2), utilizzando modelli e strumenti innovativi per effettuare interventi per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Si puntualizza, inoltre, che nel 2021 sono stati assegnati i fondi per il Piano Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare o PINQUA (159 progetti per 2,8 miliardi di euro) e sono stati assegnati i fondi per gli investimenti relativi ai Piani Integrati Urbani (3,13 miliardi di euro) alle città metropolitane, le quali individueranno i progetti finanziabili all'interno della propria area urbana. Per la rigenerazione urbana sono stati previsti ulteriori 300 milioni per il 2022, finalizzati ad estendere gli interventi previsti dai suddetti piani anche ai comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti. In merito alle Raccomandazioni della del Consiglio per gli anni 2020 e 2021, si evidenziano, per i profili di interesse, le seguenti principali misure attualmente implementate o adottate: - l'istituzione di un Fondo per il clima, con una dotazione di 840 milioni per ciascuno degli anni 2022-2026 e 40 milioni a partire dal 2027, finalizzato alla attuazione degli accordi internazionali sulla protezione del clima e dell'ambiente concordati dall'Italia; - il finanziamento di progetti di riqualificazione urbana e di messa in sicurezza di ponti e viadotti e di costruzione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi di sicurezza strutturale; - gli interventi normativi sugli appalti pubblici, incluso il disegno di legge delega in materia di Codice dei contratti pubblici, e la digitalizzazione delle procedure di gara; - la revisione, l'ampliamento e l'estensione delle norme riguardanti le funzioni dei commissari straordinari previste dal decreto legge n. 32 del 2019, (c.d. "Sblocca Cantieri"); - il fondo destinato alla realizzazione di progetti pilota di educazione ambientale per studenti di comuni situati in aree naturali protette, con una dotazione di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022; - l'elaborazione del piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC); - la riduzione dei termini per la convalida dei documenti di valutazione dell'impatto ambientale (VIA) e per il rilascio dell'autorizzazione ambientale unica; - l'introduzione di un quadro legislativo specifico per la valutazione ambientale dei progetti per l'attuazione del piano nazionale per l'energia e il clima (PNEC); - l'istituzione di una procedura specifica per accelerare e semplificare le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche per le strade, le autostrade, le ferrovie e le infrastrutture idriche esistenti che rientrano nell'ambito di applicazione della VIA. Con riferimento alla spesa in conto capitale, che registra aumenti per 15.946 milioni, tra i principali incrementi attesi si ricordano anche le acquisizioni di attività finanziarie (+6.902 milioni), su cui incidono i previsti versamenti in tesoreria del Fondo " Green New Deal " (+1.410 milioni, di cui 470 milioni riferiti ai residui del 2021) e del Fondo rotativo italiano per il clima (840 milioni), istituito dalla legge di bilancio per il 2022 per finanziare assunzioni di capitale di rischio, prestiti e garanzie connessi a interventi per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell'ambito degli accordi internazionali sul clima e sulla tutela ambientale. Vi è nel Documento una Sezione IV inerente "Il percorso dell'Italia verso l'attuazione dell'agenda 2030 e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in linea con l'approccio della Commissione europea nel Documento di lavoro (SWD) che accompagna la Decisione di esecuzione del Consiglio sul PNRR italiano, nella quale si illustrano le misure attuate e programmate dal Governo per accelerare il raggiungimento di quegli obiettivi il cui percorso di attuazione è in posizione ancora arretrata rispetto alla media UE. La disamina si basa sui risultati del Rapporto di Monitoraggio di Eurostat , sui dati rilevati a livello nazionale dall'Istat e sulla Relazione sugli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) 2022. Infine, a completamento della manovra di bilancio 2023-2025, il Governo dichiara collegati alla decisione di bilancio un elenco di disegni di legge, tra cui si segnalano il disegno di legge "Legge sulla montagna" e il disegno di legge recante disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori. Si ricorda che la normativa vigente prevede che al DEF vengano allegati anche altri documenti, che nel DEF 2022 non risultano - alla data del 12 aprile - presenti, tra i quali la relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (c.d. allegato Kyoto), di cui al comma 9 dell'articolo 10, comma 9, della legge n. 196 del 2009 (legge di contabilità) e il documento "Strategie per una nuova politica della mobilità in Italia", predisposto ai sensi dell'articolo 10, comma 8, della legge n. 196 del 31 dicembre 2009, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il presidente LANIECE - di intesa con il RELATORE - propone di fissare per domani, mercoledì 13 aprile, alle ore 9, il termine per far pervenire eventuali osservazioni di cui tenere conto ai fini della formulazione della proposta di parere da parte del relatore medesimo. Non facendosi osservazioni, così rimane stabilito. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Interviene la senatrice GALLONE ( FIBP-UDC ) la quale rileva che il Documento di economia e finanza in esame tiene necessariamente conto di una situazione congiunturale che, in ragione della crisi in Ucraina, è risultata assai più difficile e complessa di quanto si poteva prevedere. È chiaro a questo punto che per far fronte a tale situazione sarà necessario un rinnovato impegno da parte di tutti, un impegno che, tra l'altro, rifletta una piena consapevolezza della necessità di assicurare all'Italia una condizione di effettiva sovranità energetica. Alla luce di quanto precede va, peraltro, fin da ora posto l'accento sulla possibilità di dover ricorrere ad uno scostamento di bilancio per adottare tutte le misure che risulteranno necessarie nell'attuale contingenza. Prende quindi la parola la senatrice PAPATHEU ( FIBP-UDC ) che, con riferimento al più generale tema delle risorse idriche, coglie l'occasione per richiamare l'attenzione sulle problematiche specificamente concernenti la gestione dei torrenti, problematiche che in alcune regioni d'Italia - quali ad esempio la Sicilia - risultano negli ultimi tempi sempre più gravi, anche in ragione dei fenomeni di estremizzazione degli eventi atmosferici. In questa prospettiva la senatrice sottolinea anche l'importanza del correlato tema del non sempre adeguato funzionamento dei consorzi di bonifica, evidenziando come sullo stesso ritenga necessaria l'adozione di misure finalmente incisive. Il senatore FERRAZZI ( PD ) rileva, in via generale, che il Documento di economia e finanza in titolo si muove in parallelo con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e, in questa prospettiva, ritiene significativo che, nonostante la situazione congiunturale certamente eccezionale e di estrema difficoltà, il DEF - come il PNRR - continui ad assicurare piena centralità al tema della transizione ecologica e che su nessuno degli obiettivi a tal fine qualificanti si è registrato un arretramento. Il senatore quindi si sofferma in modo più specifico sulle problematiche concernenti la gestione dei rifiuti - in relazione alle quali sottolinea l'opportunità di un approccio che riconosca la centralità della relativa strategia impiantistica - nonché su quelle relative alla rigenerazione urbana, richiamando in proposito l'attenzione sulla proposta di intervento normativo in materia in questo momento all'esame della Commissione ed evidenziando, al riguardo, che in mancanza di un'efficace ridefinizione del quadro normativo non sarà possibile garantire l'incisività e l'efficacia della gestione dei relativi processi limitandosi ad operare sul versante dello stanziamento di nuove risorse. Il seguito dell'esame è infine rinviato. La seduta termina alle ore 16.