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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 287 MORONESE La seduta inizia alle ore 16,10. CONVOCAZIONE DI UN UFFICIO DI PRESIDENZA La presidente MORONESE , apprezzate le circostanze, decide di sospendere brevemente la seduta e convocare contestualmente un Ufficio di Presidenza per la programmazione dei lavori. La seduta, sospesa alle ore 16,15, riprende alle ore 16,20. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE La PRESIDENTE comunica che, nell'Ufficio di Presidenza testé conclusosi, si è convenuto in ordine al prossimo inserimento all'ordine del giorno, compatibilmente con il generale andamento dei lavori, degli atti comunitari COM(2021) 804 definitivo , recante la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui mercati interni del gas rinnovabile e del gas naturale e dell'idrogeno (rifusione), assegnato per i profili di merito alle Commissioni 10 a e 13 a , e (COM(2021) 805 definitivo , recante proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia e recante modifica del regolamento (UE) 2019/942), assegnato alla Commissione ambiente per i profili di merito. Prende atto la Commissione. IN SEDE REFERENTE Rigenerazione urbana DDL 1131 Misure per la rigenerazione urbana DDL 1302 Modificazioni alla legge 6 ottobre 2017, n. 158, in materia di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni e di riqualificazione e recupero dei centri storici dei medesimi comuni DDL 1943 Misure e strumenti per la rigenerazione urbana DDL 1981 Norme per la rigenerazione urbana DDL 2292 Disposizioni in materia di conservazione, rigenerazione e residenzialità di centri, nuclei e complessi edilizi storici DDL 2297 Misure per la tutela e la valorizzazione delle mura di cinta dei borghi e dei centri storici e relative fortificazioni, torri e porte (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 2 marzo. La PRESIDENTE comunica che è pervenuto il parere reso in data odierna della Commissione affari costituzionali su alcune riformulazioni di emendamenti presentati. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Parere alla 10 a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 22 febbraio. La correlatrice GALLONE ( FIBP-UDC ), anche a nome della correlatrice L'ABBATE ( M5S ), illustra uno schema di parere pubblicato in allegato. Prende quindi parola il senatore ARRIGONI ( L-SP-PSd'Az ) il quale si sofferma innanzitutto sulle previsioni di cui all'articolo 4 del disegno di legge in titolo, evidenziando come le stesse possano essere considerate un valido punto di partenza per un intervento efficace sul tema delle concessioni di distribuzione del gas naturale. Si tratta, peraltro, di problematiche che richiedono interventi incisivi per superare quella che è attualmente una vera e propria situazione di stallo ed è intenzione della sua parte politica presentare proposte emendative a tal fine. Il senatore manifesta, invece, maggiori perplessità sulle previsioni di cui all'articolo 5 del disegno di legge in titolo, richiamando in particolare l'attenzione sulla lettera a) del comma 1 - laddove appare eccessivamente generica la nozione di congruo indennizzo - e sulla lettera b) del medesimo comma 1, nella quale risulta incomprensibile la previsione del termine del 31 dicembre 2022. Sempre con riferimento all'articolo 5 del disegno di legge, il senatore sottolinea poi come la sua parte politica sia contraria alle indicazioni di cui alle lettere a) e b) del punto 4 dello schema di parere, rilevando in proposito come appaia irragionevole sia la prospettiva di una ricentralizzazione della disciplina normativa in materia di grandi derivazioni, sia la possibilità di un'ulteriore proroga a favore dei titolari delle concessioni attualmente in essere. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) DDL 2533 Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) (Parere alle Commissioni 9ª e 12ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 marzo. Il relatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) illustra uno schema di parere, pubblicato in allegato. Sullo schema di parere presentato dal relatore si apre un dibattito nel quale intervengono il senatore CRIMI ( M5S ) - che manifesta perplessità sull'attribuzione al Commissario straordinario di una competenza di natura provvedimentale per quanto riguarda le iniziative volte ad evitare la presenza di cinghiali nelle aree urbane - la senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) - che ritiene incomprensibile, e comunque non condivisibile, il punto b) delle osservazioni relative all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge - la presidente MORONESE - che, dopo aver rilevato che lo schema di parere predisposto dal relatore Bruzzone tiene conto di alcune delle osservazioni formulate dai Gruppi parlamentari, sottolinea però che, con riferimento al punto b) delle osservazioni relative all'articolo 1, comma 1 del decreto-legge, sarebbe necessario quanto meno espungere il riferimento alle altre specie animali e la previsione della possibilità di deroga alle disposizioni della legge n. 157 del 1992, mentre con riferimento alla lettera a) ritiene opportuno che venga soppressa la parola "riduzione" - il senatore QUARTO ( M5S ) - il quale condivide le considerazioni testé svolte dal senatore Crimi in ordine alle attribuzione del Commissario straordinario per quanto riguarda le iniziative volte ad evitare la presenza dei cinghiali nelle aree urbane, nonché le considerazioni della Presidente Moronese in ordine alle osservazioni riguardanti l'articolo 1, comma 1 del decreto-legge, rilevando, più in generale, come sia opportuno non introdurre nel dibattito proposte non strettamente riconducibili a quella che è la finalità propria del decreto-legge in titolo, e cioè il contrasto del fenomeno della peste suina - il relatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) - il quale ritiene accettabili i suggerimenti della Presidente in ordine alla lettera a) delle osservazioni relative all'articolo 1, comma 1, del decreto legge e del senatore Crimi relativo alla definizione delle competenze del Commissario straordinario in ordine alle aree urbane, mentre non ritiene di poter condividere il suggerimento volto a limitare alla sola specie cinghiale la portata della lettera b) delle osservazioni relative all'articolo 1, comma 1, del decreto legge, evidenziando al riguardo come una portata più ampia sia necessaria proprio in considerazione del tipo di misure da adottare per il contrasto alla diffusione della peste suina e degli effetti che queste avranno sulla popolazione animale nel suo insieme - il senatore BUCCARELLA ( Misto-LeU-Eco ) - che non ritiene convincenti le considerazioni da ultimo svolte dal relatore Bruzzone in ordine alla necessità di un'organizzazione specifica dell'attività venatoria anche con riferimento alle specie animali diverse dal cinghiale - il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ) - che rileva come la materia sia disciplinata a livello comunitario e come, pertanto, la soluzione preferibile sia quella di muoversi nei limiti dettati dalla normativa comunitaria medesima - il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ) - che evidenzia come la possibilità di interventi di carattere derogatorio sia imposta dal carattere emergenziale della situazione da affrontare - e infine, nuovamente, il relatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ), che presenta un nuovo schema di parere, pubblicato in allegato. La PRESIDENTE sospende brevemente la seduta. La seduta sospesa alle 17,30 riprende alle 17,40. Seguono brevi interventi del senatore BUCCARELLA ( Misto-LeU-Eco ) - che ritiene che il nuovo schema di parere non venga incontro in maniera adeguata alle obiezioni emerse nel corso del dibattito, in particolare per quanto riguarda la formulazione del punto b) delle osservazioni relative all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge in titolo, - la senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) - che condivide quanto testé rilevato dal senatore Buccarella, - il senatore CRIMI ( M5S ) - che ritiene anch'egli insoddisfacente la formulazione da ultimo proposta dal relatore per quanto riguarda il citato punto b) - e il senatore PAZZAGLINI ( L-SP-PSd'Az ), che propone che il voto sul parere sia rinviato ad altra seduta. Anche il relatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) concorda sull'opportunità che la votazione del parere avvenga in una prossima seduta. Non essendovi osservazioni in senso contrario, la PRESIDENTE rinvia infine il seguito dell'esame. La seduta termina alle ore 17,45. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLE RELATRICI SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLE RELATRICI SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2469 La 13ª Commissione permanente, esaminato per le parti di propria competenza il disegno di legge in titolo, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: 1) al comma 3 dell'articolo 2 si valuti l'opportunità di prevedere nella delega misure di salvaguardia delle imprese attualmente operanti sulle concessioni demaniali, sia con riferimento a quelle di carattere imprenditoriale sia a quelle di carattere sociale; 2) all'articolo 3 si valuti l'opportunità di specificare che i partecipanti alla procedura di affidamento debbano presentare, all'atto della domanda, un programma di attività, che dia conto anche dell'impatto ambientale delle predette attività; 3) all'articolo 4, in materia di concessioni di distribuzione del gas naturale: a) la previsione che consente all'Ente locale di sanzionare il gestore uscente, qualora questi non fornisca tutte le informazioni necessarie per predisporre il bando di gara entro un certo termine, porterebbe ad un potere sanzionatorio che si sovrapporrebbe a quello dell'AGCM, in quanto l'omessa trasmissione delle informazioni potrebbe integrare un abuso di posizione dominante, già valutabile dall'Autorità sul piano sanzionatorio. Pertanto, anche nel rispetto del principio del ne bis in idem , si valuti l'opportunità di eliminare il potere sanzionatorio degli Enti locali; b) si valuti l'opportunità di introdurre misure di incentivazione e penalizzazione volte a responsabilizzare gli Enti locali nello svolgimento dei propri compiti in relazione alle procedure di gara. Nell'attuale contesto, infatti, l'inerzia anche di un solo Comune potrebbe bloccare la procedura di gara dell'intero ambito; c) per la valutazione del valore di rimborso degli impianti di distribuzione del gas naturale a favore dei gestori uscenti, si valuti l'opportunità di rivalutare le modalità di semplificazione del procedimento di analisi degli scostamenti VIR-RAB (entità del valore di rimborso rispetto al valore delle immobilizzazioni nette di località calcolate nella regolazione tariffaria, al netto dei contributi) previste dal disegno di legge. In particolare, andrebbe introdotto un unico regime semplificato d'ambito, che preveda un innalzamento delle soglie di scostamento VIR-RAB oggi previste, portandole al 20% per quanto riguarda il valore aggregato d'ambito e al 50% per quanto riguarda il singolo Comune, per superare le principali criticità nel percorso di pubblicazione dei bandi di gara oggi esistenti; d) in relazione al riconoscimento del VIR (Valore Industriale Residuo) anche alle proprietà pubbliche, si valuti l'opportunità di specificare che lo stesso VIR venga calcolato con i criteri già previsti dal Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 al fine di consentire di iscrivere il valore di questi beni (impianti e reti di distribuzione del gas naturale) a patrimonio con valori già validati anche dalla Corte dei Conti, così evitando sia il rischio insito nell'utilizzo di una metodologia studiata per remunerare i gestori uscenti, adattata alla valorizzazione di beni di proprietà pubblica, e sia le difficoltà già oggi presenti quando si va a comparare il valore a patrimonio con quello calcolato a VIR; e) si valuti l'opportunità di prevedere che i commissari di gara per l'affidamento dei servizi di distribuzione del gas naturale siano nominati dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano a cui appartengono gli ATEM mediante estrazione da un apposito albo nazionale definito dal Ministero della transizione ecologica da costituire entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge; f) al fine di ridurre l'attuale frammentazione nella gestione del servizio di distribuzione del gas, che oggi vede presenti circa 200 operatori, di cui oltre 100 che insieme coprono solo il 20% circa del mercato, si valuti l'opportunità di favorire ed agevolare le fusioni, le aggregazioni e l'acquisto di società che gestiscono il servizio di distribuzione del gas naturale, riconoscendo in tariffa al soggetto acquirente i costi sostenuti; 4) in merito all'articolo 5, si valuti l'opportunità di: a) prevedere la revisione della normativa attualmente vigente in ottica di ricentralizzazione ed omogenizzazione della disciplina a livello nazionale anche per le Regioni che hanno già emanato leggi in materia, per garantire conformità costituzionale ed evitare parcellizzazioni regionali, disponendo la sospensione delle leggi regionali già approvate nelle more di tale revisione; b) stabilire l'indizione delle gare solo a valle dell'entrata in vigore delle norme nazionali nei vari Stati Membri, dirette a dare attuazione alle disposizioni europee che detteranno tali orientamenti comuni, al fine di creare l'indispensabile level playing field e garantire coerenza nei regimi idroelettrici degli Stati membri, oltre che eliminare le norme che violano i principi costituzionali (ad es. quella relativa alla valorizzazione degli assets in quanto configura espropriazione senza indennizzo); conseguentemente, nelle more di tali revisioni, prevedere la proroga delle concessioni idroelettriche in Italia a fronte di un piano di investimenti da parte dei concessionari per ammodernamento, potenziamento o estensione della vita utile degli impianti; c) specificare che le procedure di riassegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettrica debbano restare regolate dal vigente comma 1- ter dell'articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1990, n.79, sulla base del quale molte regioni hanno già adottato la normativa regionale; d) sostituire alla previsione poco chiara di un "congruo indennizzo" da porre a carico del concessionario subentrante, il riferimento all'attuale disciplina vigente che deve rimanere espressamente conformata ai principi degli artt. 25 e 26 del regio decreto 1775/1933 concernenti il regime giuridico delle "infrastrutture esistenti" distinguendo i beni gratuitamente devolvibili alla P.A. (e quindi senza indennizzo alcuno) dai beni acquistabili dall'eventuale subentrante ad un prezzo pari al valore contabile residuo dedotti gli ammortamenti (per evitare di riconoscere all'uscente un valore economico per un bene già ammortizzato nella contabilità stessa dell'ex concessionario); e) valutare una proroga di un anno rispetto il 31 dicembre 2022, quale termine per l'avvio da parte delle regioni e delle province autonome delle procedure di assegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettriche, decorso il quale vi è l'esercizio "diretto" del potere sostitutivo senza alcuna consultazione delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e delle Pubbliche Amministrazioni; f) valutare di allineare le scadenze delle concessioni di grande derivazione idroelettrica in Trentino - Alto Adige, come definite a data fissa nella norma statutaria (articolo 13 St.), alle scadenze previste nella legislazione nazionale, come da ultimo prorogate per effetto della pandemia da COVID-19 al 31 luglio 2024, previo preventivo accordo tra le Province autonome e il Governo ai sensi dell'articolo 104 dello Statuto speciale del Trentino - Alto-Adige, che definisce una particolare procedura pattizia per le modifiche delle norme previste dal predetto articolo 13; 5) per quanto concerne l'articolo 6, si valuti l'opportunità di: a) disarticolare progressivamente il legame tra le funzioni regolatorie degli Enti locali e le funzioni di diretta gestione dei servizi, perseguendo l'efficientamento dei servizi pubblici locali anche attraverso la introduzione di termini perentori entro i quali deve perfezionarsi la concessione in gestione dei servizi pubblici locali negli ambiti territoriali ottimali individuati, anche in caso di inerzia degli enti locali. Il fallimento del generico potere sostitutivo previsto dall'art.19 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, è stato solo in parte compensato da una previsione normativa più di dettaglio di cui all'art.172 del decreto legislativo 152/2006 dove i termini ivi scadenziati dal legislatore sono privi della necessaria indicazione testuale della loro perentorietà; b) conseguire un rafforzamento della qualità e dell'efficienza della gestione delle società in house e razionalizzare il ricorso da parte degli enti locali allo strumento dell'affidamento in house , però non ancorato a parametri generici ed astratti, bensì ancorato alla specifica capacità delle società di potere conformarsi al sistema regolatorio specialistico di ciascun settore, così evidenziando come elemento dirimente ai fini della motivazione anticipata da parte dell'Ente locale affidante una capacità gestionale già aderente, in termini di costi efficienti e standard di servizio alle disposizioni delle rispettive autorità regolatorie nazionali di settore e, quindi, ai principi del diritto europeo; c) specificare il concetto che il primato riguardo l'osservanza del potere regolatorio deve sempre ed innanzitutto riferirsi all'Autorità di regolazione nazionale designata per ciascun servizio pubblico locale, sgombrando il campo da equivoci di rimando a poteri concorrenti di Enti generici anche se deputati a forme di controllo; d) nel caso dei rifiuti ed alla gestione del servizio idrico integrato, rimarcare il primato regolatorio dell'ARERA ex legge n. 481/1995 e garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza nei diversi settori, mediante l'azione dell'Autorità diretta, per tutti i settori oggetto di regolazione, ad assicurare la fruibilità e la diffusione dei servizi in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, a definire adeguati livelli di qualità dei servizi, a predisporre sistemi tariffari certi, trasparenti e basati su criteri predefiniti, a promuovere la tutela degli interessi di utenti e consumatori. Tali funzioni sono svolte armonizzando gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti i servizi con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse. In tal senso ed in conformità al combinato disposto della legge 14 novembre 1995, n. 481 con il decreto legge n. 201/11, convertito nella legge n. 214/11, ed ancora con il disposto dell'articolo 21, comma 19, nonché con la legge 27 dicembre 2017, n. 205, l'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio nel quadro degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo e dal Parlamento e delle normative dell'Unione europea; e) favorire premialità determinate dalle compagini societarie che abbiamo dimostrato modelli virtuosi di gestione consolidati nel tempo mediante una comprova estesa perfino dei precedenti cinque esercizi, esonerandole dalle disposizioni limitative di cui al decreto legislativo 175/2016 che afferiscono: 1. i requisiti di onorabilità, professionalità ed autonomia degli organi amministrativi e di controllo di società a controllo pubblico; 2. la devoluzione alla Corte dei Conti della giurisdizione con riguardo il danno erariale causato dagli amministratori e dai dipendenti delle società in house e delle controversie in materia di danno erariale di cui al co.2 dell'art.12; 3. la possibilità di una produzione ulteriore rispetto al limite di fatturato di cui al comma 3, che può essere rivolta anche a finalità diverse, soltanto se permette di conseguire economie di scala o altri recuperi di efficienza sul complesso dell'attività principale della società; 4. l'obbligo di sottoporre al codice dei contratti pubblici l'acquisizione di lavori, beni e servizi; e) l'obbligo di uniformare la gestione delle risorse umane alle disposizioni di cui all'art.19 e 25 del decreto legislativo 175/2016. 6) si valuti l'opportunità di prevedere, nell'ambito dei principi e dei criteri di delega al Governo di cui all'articolo 8, di includere tra questi specifici principi che assicurino: - la sostenibilità del parco veicoli per il trasporto di passeggeri su richiesta, anche prevedendo sistemi di rilascio di autorizzazioni e licenze a favore di soggetti che utilizzino veicoli a basso impatto ambientale; - il superamento di disposizioni normative ispirate al rigido obbligo di rientro in autorimessa e che consentano di prelevare passeggeri nei viaggi di ritorno al di fuori delle aree coperte dalla licenza o dall'autorizzazione, anche al fine di contrastare fenomeni di inefficienza legati a percorsi svolti a vuoto; - il miglioramento dell'utilizzo della capacità dei veicoli anche incoraggiando il «raggruppamento» ( pooling ) dei passeggeri per ridurre il numero di corse. 7) con riferimento all'articolo 12: a) si valuti l'opportunità di completarlo, con una ulteriore disposizione, concernente il conferimento in capo all'ARERA di un potere sanzionatorio nel caso di mancato rispetto degli standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero , di cui al comma 1-bis della norma, prevedendo il coinvolgimento in tale processo anche delle Associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti. Più nello specifico l'Autorità, all'esito della verifica in ordine ai livelli minimi di qualità e alla copertura dei costi efficienti, potrà esaminare i costi di gestione, le caratteristiche dei flussi e ogni altro elemento idoneo a monitorare le concrete modalità di svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero e la loro incidenza sui corrispettivi applicati all'utenza finale; b) al fine di dotare gli utenti di uno strumento di tutela dei diritti e di risoluzione delle controversie in materia di rifiuti più semplice, più rapido e meno costoso, si valuti l'opportunità di inserire l'ARERA nell'elenco degli organismi ADR, di cui all'articolo 141-decies del Codice del consumo; c) al comma 1, al fine di non ostacolare la concorrenza tra i diversi operatori (privati e pubblico) del servizio di raccolta e avvio a recupero dei rifiuti estendendo impropriamente la privativa delle gestioni pubbliche, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (art. 12, comma 1) per superare l'attuale trattamento di favore in vantaggio della gestione da parte del titolare del servizio pubblico di gestione dei rifiuti, propone la modifica del comma 10 dell'art. 238 del decreto legislativo 152/06 riducendo a due anni la durata minima quinquennale prevista per gli accordi che le utenze non domestiche devono stipulare con il gestore pubblico o con l'operatore privato per la raccolta e l'avvio a recupero dei propri rifiuti. Per quanto il portare da cinque a due anni la durata della permanenza con il gestore pubblico rappresenti un passo avanti, sarebbe più corretto che il vincolo dei cinque anni venisse azzerato in linea con quanto riportato dall'AGCM nella segnalazione "Proposte di riforma concorrenziale, ai fini della Legge Annuale per il Mercato e la Concorrenza anno 2021 "trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, nel comma 10 dell'art.238 del decreto legislativo 152/06, si valuti l'opportunità di sopprimere le seguenti parole: "...le medesime utenze effettuano la scelta di servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al mercato per un periodo non inferiore a cinque anni, salva la possibilità per il gestore del servizio pubblico, dietro richiesta dell'utenza non domestica, di riprendere l'erogazione del servizio anche prima della scadenza quinquennale." ; d) al comma 2, dell'articolo 12, invece, rispetto al perimetro di affidamento del servizio sotto il profilo verticale, l'AGCM osserva che la nozione di "gestione integrata del servizio" viene spesso utilizzata impropriamente, ampliando il novero delle attività lungo la filiera che vengono ricomprese nella privativa senza verificare l'effettiva sussistenza di un rischio di fallimento di mercato per tali attività. Il ddl 2469 propone la modifica, a tal fine, dell'articolo 202 del decreto legislativo 152/06, relativo al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, inserendo due nuovi commi che attribuiscono nuovi compiti all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che dovrà definire adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero, procedendo alla verifica in ordine ai livelli minimi di qualità e alla copertura dei costi efficienti e dovrà richiedere agli operatori informazioni relative ai costi di gestione, alle caratteristiche dei flussi e a ogni altro elemento idoneo a monitorare le concrete modalità di svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero e la loro incidenza sui corrispettivi applicati all'utenza finale. Si valuti l'opportunità di rilevare che la formulazione del comma 2 dell'art. 12 che non appare idoneo a risolvere il problema della monopolizzazione dei mercati concorrenziali a valle. Infatti, se la relazione illustrativa al ddl Concorrenza dichiara che il comma 2 interviene proprio per risolvere la tendenza monopolista, ciò non risulta dal testo dell'articolo, non è infatti chiaro come l'attribuzione di nuovi compiti di definizione di standard tecnici e qualitativi per le attività di smaltimento e recupero ad ARERA, possa permetterle di intervenire su aspetti prettamente concorrenziali; e) il rispetto del principio della concorrenza è espressamente previsto dal decreto legislativo 152/2006, in linea con la direttiva 2008/98, ma visto che tale aspetto è sovente disatteso l'AGCM, che già in passato aveva censurato la tendenza ad affidare assieme alle attività di raccolta delle diverse frazioni dei rifiuti urbani, anche le attività di smaltimento, recupero e riciclo che sono tipicamente svolte in regime di mercato anche mediante una impropria attribuzione di titolarità esclusiva in capo al gestore delle suddette frazioni, nella segnalazione di marzo 2021 ribadisce come sia necessario prevedere che la gestione integrata dei rifiuti venga affidata e svolta nel rispetto del principio di concorrenza e non deve comportare "improprie monopolizzazioni dei mercati concorrenziali a valle, quali quelli del recupero e smaltimento". In ragione di ciò si valuti l'opportunità di prevedere che le attività di gestione integrata dei rifiuti urbani, affidate in via esclusiva non ricomprendano anche le attività di recupero e smaltimento disponibili in regime di libero mercato; nell'assegnazione delle frazioni raccolte, il gestore affidatario deve utilizzare procedure competitive, che non favoriscano le proprie controllate e/o collegate; f) al comma 3 invece si propone la modifica dell'articolo 224, comma 5, del decreto legislativo 162/07 per eliminare la partecipazione delle associazioni rappresentative dei centri di selezione (CSS) dalle negoziazioni per la definizione dell'accordo di programma quadro o di comparto tra tutti i sistemi di compliance (consorzi di filiera e sistemi autonomi riconosciuti), l'ANCI, l'Unione delle province italiane (UPI) e gli Enti di gestione di Ambito territoriale ottimale, risultando inopportuno che vi sia una definizione concordata delle condizioni economiche e/o di servizio applicate. Si ritiene che la partecipazione del settore degli impianti di trattamento dei rifiuti recuperabili alle negoziazioni sia necessaria. Si valuti pertanto l'opportunità di prevedere che le Associazioni che rappresentano le imprese di tali comparti, siano presenti nelle fasi di definizione dell'accordo quadro. Riteniamo sia però utile una formulazione più adeguata del comma 5 dell'art. 224 in particolare rispetto all'uso del termine "CSS"; 8) si valuti l'opportunità di prevedere specifiche disposizioni volte a rafforzare il green public procurement (GPP), che può rappresentare uno strumento di politica industriale orientato alla sostenibilità ambientale, a condizione, però, di superare alcune rigidità connesse soprattutto alla messa a punto dei criteri ambientali minimi (CAM), attraverso l'elaborazione di una norma quadro per l'individuazione dei CAM e la loro revisione, ispirata ai principi di better regulation e tutela della concorrenza, in modo da garantire: i) un processo aperto e trasparente di confronto tra le amministrazioni, gli istituti di ricerca e gli operatori economici coinvolti per l'adozione e la revisione dei criteri; ii) l'individuazione di criteri oggettivi, verificabili e non discriminatori; iii) un processo di revisione semplificato, a vantaggio soprattutto di realtà medio-piccole che non dispongono di adeguate strutture tecniche; 9) si valuti l'opportunità a) che i Comuni provvedano all'approvazione e all'attuazione dei piani di utilizzo degli arenili (PUA), contenenti precisi vincoli in ordine alla definizione delle aree libere, libere attrezzate e suscettibili di affidamento in concessione, derivanti dalle valutazioni dell'Autorità di Bacino Distrettuale circa i fenomeni di erosione costiera, i rischi di frane, di caduta massi, di allagamenti, in modo che, per singolo Comune; b) di garantire almeno unapercentuale di spiaggia libera non inferiore al 50%, che non sia interessata da fenomeni erosivi, rischi di altro tipo o inquinamento, assicurando così l'interesse della collettività alla piena fruizione in sicurezza delle spiagge e che la restante percentuale di spiagge possa essere affidata in concessione o gestita come area libera attrezzata solo laddove sussistano condizioni di integrità della spiaggia e di assenza di rischi del tipo di quelli sopra elencati o di altri vincoli, sempre assicurando la piena fruizione in sicurezza delle spiagge; c) di rivedere il sistema dei canoni concessori con riferimento all'ammontare, all'ente beneficiario dei proventi e alla destinazione degli stessi. Più nel dettaglio, si evidenzia che occorre parametrare i canoni alle caratteristiche dei beni dati in concessione, garantire che almeno una quota consistente dei relativi proventi sia assegnata ai Comuni affinchè sulle spiagge libere possano essere erogati i servizi pubblici essenziali, quali, ad esempio, l'accessibilità alle spiagge anche per disabili, messa in sicurezza dei varchi, servizio di salvamento e disponibilità di attrezzature di soccorso marittimo, di pulizia della spiaggia, di tutela delle aree dunali e della vegetazione dunale, di delimitazione del tratto di mare prospiciente le spiagge per garantire la fruibilità delle spiagge libere e/o attrezzate da parte della collettività; d) di approvare Linee Guida Nature Based Solutions per gli interventi contro l'erosione, che puntino su approccio innovativo che superi quello rigido fatto di barriere, pennelli, frangiflutti, che dopo pochi mesi diventano inutili o addirittura dannosi, e che determinano la conseguente erosione nelle spiagge limitrofe, dando, invece, rilievo alle numerose esperienze di ricostruzione delle dune e di ripascimenti con soluzioni individuate a seguito di attenti studi correntometrici e di biodiversità che stanno dando risultati positivi; 10) al fine di adeguare l'ordinamento nazionale al diritto dell'UE, favorire la chiusura della procedura di infrazione n. 2020_4118, ed evitare sanzioni derivanti dall'omessa attuazione della sentenza della Corte di Giustizia 14 luglio 2016 nelle cause riunite C-458/14 "Promoimpresa" e C-67/15 "Melis e altri", in conformità ai principi di diritto formulati dall'Adunanza Planaria del Consiglio di Stato nelle sentenze richiamate, si valuti l'opportunità di prevedere quanto segue: a) limitare l'efficacia delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l'esercizio delle attività turistico-ricreative, e dei rapporti aventi ad oggetto la gestione di strutture turistico ricreative in aree ricadenti nel demanio marittimo per effetto di provvedimenti successivi all'inizio dell'utilizzazione, vigenti sulla base di proroghe o rinnovi, al 31 dicembre 2023 in luogo del 31 dicembre 2033, senza possibilità di disporre ulteriori proroghe o rinnovi; b) disporre l'abrogazione della disciplina in materia di proroghe e rinnovi di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l'esercizio delle attività turistico-ricreative, nonché di quelle per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti d'ormeggio, confliggente con il diritto dell'UE; c) prevedere che, indipendentemente dal riordino del quadro normativo in tema di concessioni demaniali marittime, le Pubbliche Amministrazioni provvedano alle procedure di affidamento, tenendo conto che oltre il 31 dicembre 2023 le concessioni in essere saranno prive di effetto, - favorire la massima partecipazione delle microimprese e piccole imprese, e prestare adeguata considerazioneall'offerta che presenti elevati livelli di sostenibilità, certificata secondo la norma UNI ISO 13009:2018 e norme UNI ISO simili; - valorizzare la"tutela del paesaggio", intesa anche quale diritto alla "tutela visiva del mare", atteso che la visione del mare dalla pubblica via integra un elemento da tutelare ai fini turistici e paesaggistici, con conseguente divieto di compressione di tale diritto a causa di edificazioni continue sui beni demaniali marittimi; d) provvedere, anche mediante delega al Governo, alla riforma del sistema delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative, prevedendo l'affidamento delle concessioni sulla base di procedure selettive nel rispetto dei principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, nonché valorizzazione di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori, della protezione dell'ambiente e della salvaguardia del patrimonio culturale, e delle ulteriori indicazioni fornite dal Consiglio di Stato nelle sentenze sopra richiamate. 11) si valuti l'opportunità di assegnare al Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili le risorse necessarie al superamento delle criticità riscontrate dalla Corte dei conti nella relazione richiamata in merito alla funzionalità del SID. In particolare, è necessario implementare e ottimizzare le funzionalità del SID, attraverso: a) la standardizzazione e semplificazione dei processi di caricamento delle informazioni, comprese quelle relative ai canoni di concessione dovuti e incassati, e quelle necessarie all'attivazione della riscossione coattiva, così da assicurare l'interrogazione dei dati da parte dei diversi enti gestori e rendere completamente automatico l'intero processo di riscossione; b) l'inserimento dei dati relativi alle caratteristiche geomorfologiche della spiaggia e delle sue componenti biologiche ai fini della sua gestione integrata e sostenibile sia per scopi turistici che di protezione della biodiversità ivi presente; c) la disponibilità di personale adeguatamente formato sia per la gestione e manutenzione del SID che per il caricamento dei dati. Allegato SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2533 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di competenza, premesso che: il disegno di legge in titolo reca un complesso di misure per il contrasto della diffusione della peste suina africana (PSA); ricordato che: nelle Regioni Piemonte e Liguria, dal 7 gennaio 2022, è stata accertata nelle popolazioni di cinghiali la presenza della PSA, con un numero di casi confermati pari a 46 alla data del 28 febbraio 2022, e che la PSA è una malattia virale, non trasmissibile all'uomo, altamente contagiosa, che colpisce i suidi, domestici e selvatici, spesso in modo letale; considerato che: l'articolo 1, prevede l'adozione di piani regionali o delle province relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della PSA nei suini da allevamento e nei cinghiali e definisce le procedure e le competenze per l'attuazione dei medesimi piani, ivi comprese le attività relative agli animali abbattuti, e demanda ad un decreto ministeriale la definizione dei parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli; i piani regionali, ai sensi del comma 4, del medesimo articolo 1, sono adottati previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Centro di referenza nazionale per la peste suina. Tali pareri devono essere resi entro venti giorni dalla richiesta dell'ente territoriale. Il medesimo comma, in considerazione dei gravi rischi di diffusione della peste suina africana e dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale, esclude che i piani in oggetto siano sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di incidenza ambientale; resta fermo il rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di valutazione ambientale; il comma 1, dell'articolo 2, prevede la nomina di un Commissario straordinario con compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire e contenere la diffusione della PSA. La nomina ha luogo con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari regionali e le autonomie. i compiti del Commissario straordinario, ai sensi del comma 2, sono i seguenti: a) coordina i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, le strutture sanitarie pubbliche, le strutture amministrative e tecniche regionali nonché gli enti territorialmente competenti per le finalità di cui all'articolo 1; b) verifica la regolarità dell'abbattimento e distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini nonché le procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della ASL competente; per l'esercizio dei propri compiti, ai sensi del comma 4, il Commissario straordinario si avvale del supporto dell'Unità centrale di crisi del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro malattie animali, istituito presso il Ministero della salute; l'Unità è allo scopo integrata con un rappresentante dell'ISPRA e un rappresentante del Ministero della transizione ecologica; Il Commissario straordinario si avvale altresì degli enti del Servizio sanitario nazionale e degli uffici competenti in materia di malattie animali delle pubbliche amministrazioni indicate dal comma 5; il comma 6 prevede che il Commissario straordinario, nell'ambito delle funzioni al medesimo attribuite dall'articolo in esame e al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli e far fronte a situazioni eccezionali, possa adottare con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento e del principio di proporzionalità tra misure adottate e finalità perseguite. Tali provvedimenti sono immediatamente comunicati alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome e alle singole regioni di volta in volta interessate; il Commissario straordinario opera per un periodo di dodici mesi, prorogabile con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (emanato secondo la medesima procedura prevista per il decreto di nomina) per un ulteriore periodo di dodici mesi (comma 7). Sull'attività del Commissario, il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero un Ministro da lui delegato riferisce periodicamente al Parlamento; l'articolo 3, prevede un obbligo di segnalazione di rinvenimento di cinghiali feriti o deceduti ed una sanzione amministrativa pecuniaria per l'inadempimento di tale obbligo; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: nel titolo del disegno di legge in esame sostituire le parole: " per arrestare la diffusione", con le seguenti: " per la gestione, il controllo e l'eradicazione " ; all'articolo 1, comma 1, tra gli interventi adottati con lo strumento dei piani regionali è necessario vengano inclusi i seguenti aspetti: a) un piano di gestione e riduzione della popolazione dei cinghiali; b) l'organizzazione delle attività venatorie riconducibili alla specie cinghiale e alle altre specie nell'ambito dei territori ricadenti nella zona infetta, anche in deroga alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, per quanto concerne modalità, tempi e uso dei mezzi; c) la gestione straordinaria dei suidi di allevamento e delle relative carni; d) campagne di informazione al pubblico attraverso la realizzazione e il posizionamento di adeguata cartellonistica nelle arre coinvolte; e) l'organizzazione di specifiche attività di formazione per tutti i soggetti fruitori dell'ambiente, ivi inclusi gli agricoltori, gli allevatori e i cacciatori; f) la regolamentazione delle varie attività, ivi incluse quelle di outdoor nelle zone infette ed in quelle di protezione attiva; all'articolo 2, è necessario che vengano riconosciuti al Commissario straordinario i poteri idonei all'esercizio urgente delle funzioni attribuitegli; al Commissario straordinario deve essere altresì riconosciuto il coordinamento dell'Unità centrale di crisi e la gestione dei rapporti con ANAS, società autostrade per l'Italia, e con tutti gli altri soggetti gestori o proprietari delle reti o tratti stradali sui quali si compiranno gli interventi necessari alla gestione dell'emergenza, anche con l'eventuale coinvolgimento della protezione civile; il Commissario dovrà provvedere inoltre ad attivare iniziative tese ad evitare la presenza di cinghiali nelle aree urbane con particolare riferimento ai grandi centri abitati; all'articolo 5, apportare le opportune modifiche affinché venga prevista idonea copertura finanziaria atta a garantire tempestività ed efficacia alle azioni da adottare per affrontare l'emergenza, sia in termini di funzionalità della struttura commissariale, che in termini di indennizzi economici e di ristoro. Allegato NUOVO SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE NUOVO SCHEMA DI PARERE PRESENTATO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2533 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di competenza, premesso che: il disegno di legge in titolo reca un complesso di misure per il contrasto della diffusione della peste suina africana (PSA); ricordato che: nelle Regioni Piemonte e Liguria, dal 7 gennaio 2022, è stata accertata nelle popolazioni di cinghiali la presenza della PSA, con un numero di casi confermati pari a 46 alla data del 28 febbraio 2022, e che la PSA è una malattia virale, non trasmissibile all'uomo, altamente contagiosa, che colpisce i suidi, domestici e selvatici, spesso in modo letale; considerato che: l'articolo 1, prevede l'adozione di piani regionali o delle province relativi a interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della PSA nei suini da allevamento e nei cinghiali e definisce le procedure e le competenze per l'attuazione dei medesimi piani, ivi comprese le attività relative agli animali abbattuti, e demanda ad un decreto ministeriale la definizione dei parametri tecnici di biosicurezza per gli allevamenti suinicoli; i piani regionali, ai sensi del comma 4, del medesimo articolo 1, sono adottati previo parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Centro di referenza nazionale per la peste suina. Tali pareri devono essere resi entro venti giorni dalla richiesta dell'ente territoriale. Il medesimo comma, in considerazione dei gravi rischi di diffusione della peste suina africana e dell'esigenza di adottare con urgenza sistemi di controllo della specie cinghiale, esclude che i piani in oggetto siano sottoposti a valutazione ambientale strategica e a valutazione di incidenza ambientale; resta fermo il rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di valutazione ambientale; il comma 1, dell'articolo 2, prevede la nomina di un Commissario straordinario con compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire e contenere la diffusione della PSA. La nomina ha luogo con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e per gli affari regionali e le autonomie. i compiti del Commissario straordinario, ai sensi del comma 2, sono i seguenti: a) coordina i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio, le strutture sanitarie pubbliche, le strutture amministrative e tecniche regionali nonché gli enti territorialmente competenti per le finalità di cui all'articolo 1; b) verifica la regolarità dell'abbattimento e distruzione degli animali infetti e dello smaltimento delle carcasse di suini nonché le procedure di disinfezione svolte sotto il controllo della ASL competente; per l'esercizio dei propri compiti, ai sensi del comma 4, il Commissario straordinario si avvale del supporto dell'Unità centrale di crisi del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro malattie animali, istituito presso il Ministero della salute; l'Unità è allo scopo integrata con un rappresentante dell'ISPRA e un rappresentante del Ministero della transizione ecologica; Il Commissario straordinario si avvale altresì degli enti del Servizio sanitario nazionale e degli uffici competenti in materia di malattie animali delle pubbliche amministrazioni indicate dal comma 5; il comma 6 prevede che il Commissario straordinario, nell'ambito delle funzioni al medesimo attribuite dall'articolo in esame e al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli e far fronte a situazioni eccezionali, possa adottare con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti, nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento e del principio di proporzionalità tra misure adottate e finalità perseguite. Tali provvedimenti sono immediatamente comunicati alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome e alle singole regioni di volta in volta interessate; il Commissario straordinario opera per un periodo di dodici mesi, prorogabile con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (emanato secondo la medesima procedura prevista per il decreto di nomina) per un ulteriore periodo di dodici mesi (comma 7). Sull'attività del Commissario, il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero un Ministro da lui delegato riferisce periodicamente al Parlamento; l'articolo 3, prevede un obbligo di segnalazione di rinvenimento di cinghiali feriti o deceduti ed una sanzione amministrativa pecuniaria per l'inadempimento di tale obbligo; esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: nel titolo del disegno di legge in esame sostituire le parole: " per arrestare la diffusione", con le seguenti: " per la gestione, il controllo e l'eradicazione " ; all'articolo 1, comma 1, tra gli interventi adottati con lo strumento dei piani regionali è necessario vengano inclusi i seguenti aspetti: a) un piano di gestione della popolazione dei cinghiali; b) l'organizzazione delle attività venatorie nell'ambito dei territori ricadenti nella zona infetta e nella cosiddetta zona buffer ; c) la gestione straordinaria dei suidi di allevamento e delle relative carni; d) campagne di informazione al pubblico attraverso la realizzazione e il posizionamento di adeguata cartellonistica nelle arre coinvolte; e) l'organizzazione di specifiche attività di formazione per tutti i soggetti fruitori dell'ambiente, ivi inclusi gli agricoltori, gli allevatori e i cacciatori; f) la regolamentazione delle varie attività, ivi incluse quelle di outdoor nelle zone infette ed in quelle di protezione attiva; all'articolo 2, è necessario che vengano riconosciuti al Commissario straordinario i poteri idonei all'esercizio urgente delle funzioni attribuitegli; al Commissario straordinario deve essere altresì riconosciuto il coordinamento dell'Unità centrale di crisi e la gestione dei rapporti con ANAS, società autostrade per l'Italia, e con tutti gli altri soggetti gestori o proprietari delle reti o tratti stradali sui quali si compiranno gli interventi necessari alla gestione dell'emergenza, anche con l'eventuale coinvolgimento della protezione civile; il Commissario promuove iniziative tese ad evitare la presenza di cinghiali nelle aree urbane con particolare riferimento ai grandi centri abitati; all'articolo 5, apportare le opportune modifiche affinché venga prevista idonea copertura finanziaria atta a garantire tempestività ed efficacia alle azioni da adottare per affrontare l'emergenza, sia in termini di funzionalità della struttura commissariale, che in termini di indennizzi economici e di ristoro.