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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Veduto il decreto luogotenenziale 24 maggio 1945, n. 459, con il quale sono stati approvati i programmi didattici per la scuola elementare e materna, comprendente in allegato il programma per gli esami di ammissione agli "Istituti medi inferiori"; Veduto il decreto del Presidente della Repubblica 14 giugno 1955, n. 503, con il quale sono stati approvati i nuovi programmi didattici per la scuola primaria; Tenuto conto che con l'anno scolastico 1956-57 i programmi stessi sono andati in vigore per l'intero quinquennio; Considerato che gli alunni aventi titolo a partecipare agli esami di ammissione alla scuola media hanno svolto soltanto parzialmente i detti nuovi programmi di studio; Riconosciuta, quindi, l'opportunità di dettare norme in materia, limitatamente all'anno scolastico 1956-57; Sulla proposta del Ministro per la pubblica istruzione; Decreta: Art. 1 Articolo unico. I programmi per gli esami di ammissione agli "Istituti medi inferiori" compresi in allegato nel decreto luogotenenziale 24 maggio 1945, n. 459, sono confermati per l'anno scolastico 1956-57, tranne che per la parte riguardante la prova orale d'italiano, che viene sostituita con la seguente: "1. Dizione (o per i testi non studiati a memoria, letteratura) e spiegazione, di una poesia o di un brano di prosa di valore artistico, scelti tra quelli presentati dal candidato (complessivamente non meno di dieci, dei quali cinque a memoria). 2. Lettura ed esposizione di un brano di prosa narrativa a senso compiuto. 3. Pratico riconoscimento delle parti del discorso nel brano letto di cui al n. 2". L'avvertenza premessa ai programmi del 1945 per gli esami di ammissione viene sostituita dalla seguente: "Va tenuto il massimo conto del fatto che gli esami di ammissione alla scuola media, pur dovendo tener presenti le caratteristiche e le finalità proprie della scuola media stessa, costituiscono la prima prova esterna alla quale i fanciulli sono chiamati, sicchè è auspicabile che gli esami si svolgano come in un'atmosfera familiare che non intimidisca i giovanissimi candidati, ma tenga conto del loro particolare stato d'animo. In questo stesso ordine di idee si eviterà naturalmente ogni eccessivo sforzo mnemonico ed ogni complicazione, restando sempre nel campo pratico della esperienza viva del candidato. In particolare, per quanto riguarda la prova di dettato, si raccomanda di procedere lentamente, dettando non più di tre o quattro parole per volta, in forma chiara e con la menzione esplicita dei segni d'interpunzione. Sarà invece il saggio di composizione quello che rivelerà se il candidato sa impiegare correttamente i segni di interpunzione nel proprio elaborato. Sarà opportuno che, come è ormai consuetudine, la dettatura venga eseguita, dal maestro elementare membro della Commissione. Con la prova scritta d'italiano il candidato dovrà dimostrare di essere in grado di dare ordine alle proprie idee e di esprimerle correttamente. Le poesie non dovranno essere lunghe; e così i brani di prosa; importante è che il candidato dimostri, nella dizione o nella lettura di averne intelligentemente penetrato il senso. Nell'esposizione del brano letto di cui al n. 2 il candidato dovrà esprimersi correttamente e con chiarezza. Si eviterà d'interrompere la lettura e l'esposizione del candidato con domande rivolte ad accertamenti grammaticali, che rientrano nella successiva fase della prova d'italiano. Il pratico riconoscimento delle parti del discorso nel brano letto, ossia nel vivo della lingua, non sia complicato dalla richiesta di regole, definizioni e artificiosi esercizi di analisi grammaticale. Nei riguardi della storia e della geografia si raccomanda di ridurre al minimo la parte strettamente mnemonica. Per le prove di aritmetica e geometria si raccomanda di evitare ogni complicazione nella formulazione del problema, che dovrà naturalmente aderire in modo particolare alla pratica quotidiana. Nella prova orale di si dovrà accertare, alla lavagna, dell'effettivo sicuro possesso della tecnica delle quattro operazioni, evitando tuttavia casi particolarmente complicati di rara applicazione. Ogni astruseria dovrà essere pure evitata negli esercizi di riduzione sul sistema metrico decimale, limitando gli esercizi stessi ai casi effettivamente rispondenti alle esigenze pratiche. Andrà poi evitata, naturalmente, ogni enunciazione mnemonica di regole di calcolo o di misura". Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 23 dicembre 1956 GRONCHI ROSSI Visto, il Guardasigilli: MORO Registrato alla Corte dei conti, addì 9 febbraio 1957 Atti del Governo, registro n. 104, foglio n. 19. - CARLOMAGNO