Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Protocollo n. 22 concernente le relazioni tra la Comunità economica europea e gli Stati africani e malgascio associati, nonché i paesi indipendenti in via di sviluppo del Commonwealth situati in Africa, nell'Oceano Indiano, nell'Oceano Pacifico e nelle Antille I. 1. La Comunità economica europea offre ai paesi indipendenti del Commonwealth indicati nell'allegato VI dell'atto di adesione la scelta del modo di regolare le relazioni con essa nello spirito della dichiarazione di intenzioni adottata dal Consiglio nella sessione del 1 e 2 aprile 1963, secondo una delle seguenti formule: - partecipazione alla convenzione di associazione che regolerà, alla scadenza della Convenzione di associazione del 29 luglio 1969, le relazioni tra la Comunità e gli Stati africani e malgascio associati firmatari di tale convenzione; - conclusione di una o più convenzioni di associazione particolari sulla base dell'articolo 238 del trattato CEE, comportanti diritti e obblighi reciproci, in particolare nel settore degli scambi commerciali; - conclusione di accordi commerciali per facilitare e sviluppare gli scambi tra la Comunità e detti paesi. 2. Per ragioni pratiche la Comunità auspica che i paesi indipendenti del Commonwealth cui à rivolta l'offerta della Comunità prendano posizione su di essa al più presto possibile dopo l'adesione. La Comunità propone ai paesi indipendenti del Commonwealth indicati nell'allegato VI dell'atto di adesione che i negoziati previsti per la conclusione degli accordi in base ad una delle tre formule dell'offerta inizino al 1 agosto 1973. La Comunità invita di conseguenza quei paesi indipendenti del Commonwealth che avranno scelto di negoziare nel quadro della prima formula a partecipare insieme agli Stati africani e malgascio associati ai negoziati per la convenzione che farà seguito a quelle del 29 luglio 1969. 3. Qualora il Botswana, il Lesotho o lo Swaziland optassero per una delle prime due formule dell'offerta: - si devono trovare soluzioni appropriate per regolare i problemi specifici posti dalla speciale situazione di questi paesi che si trovano in unione doganale con un paese terzo; - la Comunità deve beneficiare, sul territorio di tali Stati, di un trattamento tariffario altrettanto favorevole che quello che essi applicano allo Stato terzo più favorito; - le modalità del regime applicato, in particolare le regole relative all'origine, devono permettere di evitare ogni rischio di deviazione di traffico a danno della Comunità, derivante dava partecipazione di questi Stati ad un'unione doganale con un paese terzo. II. 1. Per quanto riguarda il regime di associazione da prevedere allo scadere della Convenzione di associazione del 29 luglio 1969, la Comunità è disposta a proseguire la sua politica di associazione sia nei confronti degli Stati africani e malgascio associati sia nei confronti dei paesi indipendenti in via di sviluppo del Commonwealth che saranno parti di tale associazione. 2. L'adesione dei nuovi Stati membri alla Comunità e l'eventuale estensione della politica di associazione non dovrebbero dare origine ad un indebolimento delle relazioni della Comunità con gli Stati africani e malgascio associati parti della Convenzione di associazione del 29 luglio 1969. Le relazioni della Comunità con gli Stati africani e malgascio associati assicurano a questi Stati un complesso di vantaggi e si basano su strutture che conferiscono all'associazione un carattere proprio nel settore delle relazioni commerciali, della cooperazione finanziaria e tecnica e delle istituzioni paritetiche. 3. L'obiettivo della Comunità nella sua politica di associazione resta quello di salvaguardare quanto è stato acquisito e i principi fondamentali sopra ricordati. 4. Le modalità di tale associazione, chi saranno definite nei negoziati di cui alla parte I, punto 2, terzo comma, del presente protocollo, devono tenere conto in modo analogo delle condizioni economiche particolari comuni ai paesi indipendenti in via di sviluppo del Commonwealth situati in Africa, nell'Oceano Indiano, nell'Oceano Pacifico e nelle Antille ed agli Stati africani e malgascio associati, dell'esperienza acquisita nel quadro dell'associazione, dei desideri degli Stati associati e delle conseguenze, per questi ultimi, dell'attuazione del sistema delle preferenze generalizzate. III. La Comunità avrà a cuore la salvaguardia degli interessi del complesso dei paesi indicati nel presente protocollo, la cui economia dipende in notevole misura dall'esportazione di prodotti di base, in particolare di zucchero. Il caso dello zucchero sarà disciplinato in tale contesto e tenendo conto, per quanto riguarda l'esportazione di tale prodotto, della sua importanza per l'economia di parecchi di questi paesi, in particolare di quelli del Commonwealth.