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Ratifica ed esecuzione dell'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra, fatto a Ulan-Bator il 30 aprile 2013. Onorevoli Senatori. -- 1.1 Contesto dell'Accordo Al fine di consolidare le relazioni bilaterali e di approfondire il dialogo politico con Ulan-Bator, l'Unione Europea ha promosso la conclusione di un Accordo quadro di partenariato e cooperazione con la Mongolia (Partnership and Cooperation Agreement -- PCA), che è stato firmato il 30 aprile 2013. L'Accordo -- il secondo ad essere concluso dall'Unione europea (UE) con la Mongolia -- consentirà, una volta in vigore, di sviluppare un partenariato di ampia portata strategica e di ampliare la cooperazione non solo in campo politico ma anche nei settori correlati al commercio e agli investimenti, al fine di consentire una maggiore integrazione della Mongolia nell'economia mondiale, nel quadro della cooperazione regionale ed internazionale. Il PCA renderà più efficace l'impegno dell'Unione europea, e degli Stati membri, nei confronti della Mongolia, oltre a rappresentare un ulteriore progresso verso un maggiore coinvolgimento, politico ed economico, dell'Unione europea (UE) stessa in Asia. L'Accordo amplierà notevolmente la portata dell'impegno reciproco dell'UE e della Mongolia sia per quanto riguarda il volet economico e commerciale, sia in materia di giustizia, libertà e sicurezza, occupazione ed affari sociali, estendendo inoltre la portata della cooperazione ad ambiti quali l'ambiente e il cambiamento climatico, l'energia, la scienza e la tecnologia, i trasporti aerei, fino a questioni di primaria importanza quali il riciclaggio del denaro ed il contrasto al finanziamento del terrorismo, la lotta al traffico di droghe illecite, la criminalità organizzata e la corruzione, la tutela dei diritti umani. L'Accordo -- che contempla le clausole standard dell’UE in materia di diritti umani, corte penale Internazionale, armi di distruzione di massa, armi leggere e di piccolo calibro, lotta antiterrorismo -- rispecchia le politiche dell’UE in materia fiscale, regolamentare e sulle questioni migratorie. La Mongolia, che per la sua collocazione geopolitica è vista dall’UE come un partner dalle grandi potenzialità, guarda all'Europa con crescente interesse ed ha palesato una ferma volontà di adeguare la propria struttura normativa e produttiva al modello europeo. Fra i settori per i quali le Autorità mongole hanno mostrato particolare attenzione figura la cooperazione su principi, norme e standard produttivi. L'entrata in vigore del PCA -- che contiene esplicite disposizioni in materia di scambi di informazioni, di esperti e di competenze -- porrà le premesse per venire incontro alle richieste mongole. La Mongolia ha ratificato l'Accordo quadro già il 28 giugno 2013 e -- in attesa del consenso del Parlamento europeo e della formale ratifica da parte di tutti gli Stati membri -- la Commissione ha proposto di anticipare di fatto, prima della sua entrata in vigore, l'applicazione di alcuni capitoli del PCA di particolare interesse per gli Stati membri, quali cooperazione regionale ed internazionale, commercio ed investimenti, dialogo e cooperazione su principi, norme e standard. 1.2 Iter procedurale di firma dell'Accordo Parafato il 20 dicembre 2010, dopo un rapidissimo negoziato avviato il 17 settembre 2009, l'Accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'UE e la Mongolia è destinato a fornire la cornice giuridica di riferimento dell'insieme delle relazioni bilaterali e pone le basi per il rafforzamento della cooperazione in numerosi settori. L'Accordo è stato firmato dall'Italia, e da numerosi altri Stati membri, a margine del Consiglio Affari esteri del 12 settembre 2011. La cerimonia ufficiale di firma -- posticipata a causa della riserva di esame parlamentare apposta dal Regno Unito, che aveva ritardato anche la firma di altri PCA già da tempo parafati -- si è tenuta ad Ulan-Bator il 30 aprile 2013. L'accordo è stato firmato per l'UE dall'Alto rappresentante Catherine Ashton e, per la controparte, dal Ministro degli affari esteri della Mongolia, Luvsanvandan Bold. 1.3 Finalità dell'Accordo L'Accordo persegue l'obiettivo di consolidare il dialogo politico e rafforzare la cooperazione settoriale. Fra le aree di collaborazione ritenute prioritarie figurano, in particolare, i settori del commercio e degli investimenti (in modo coerente con i principi dell'OMC e con le iniziative regionali UE-Asia-Europe-meeting-ASEM), lo sviluppo sostenibile (salute, ambiente, occupazione e affari sociali, energia e cambiamenti climatici, agricoltura); istruzione e cultura; giustizia libertà e sicurezza (cooperazione giuridica, migrazione, lotta contro il traffico di droga, lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, al riciclaggio ed al finanziamento del terrorismo). La cooperazione settoriale verrà attuata anche attraverso programmi e progetti di assistenza tecnica e capacity building . L'Accordo ha anche il fine di accrescere il ruolo e la visibilità di ciascuna Parte nella regione dell'altra e di promuovere l'eliminazione della povertà, perseguendo lo sviluppo sostenibile e integrando gradualmente la Mongolia nell'economia mondiale. Una volta in vigore, l'Accordo porterà vantaggi concreti per entrambe le Parti, creando i presupposti per la promozione dei più vasti interessi politici ed economici dell'UE, di particolare importanza in un Paese rivolto da sempre verso la Cina, ma che mantiene legami storici anche con la Russia. L'approfondimento delle relazioni politiche costituisce il presupposto per il rafforzamento della cooperazione commerciale e garantisce la necessaria coerenza nelle relazioni tra UE e Mongolia. L'inclusione di un capitolo dedicato al commercio ed agli investimenti è volta ad agevolare in futuro anche l'avvio di negoziati per la conclusione di un Accordo in materia di indicazioni geografiche, analogamente alla linea negoziale seguita dall'UE nei confronti della Cina. 1.4 Esame delle disposizioni Titolo I: Natura e ambito di applicazione (articoli 1-6) Al pari di altri Accordi quadro conclusi dall'UE, anche il PCA con la Mongolia pone il rispetto dello stato di diritto, dei principi democratici e dei diritti umani -- quali enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli altri strumenti internazionali sui diritti umani -- alla base delle politiche interne ed estere di entrambe le Parti, riconoscendoli quali elementi essenziali dell'Accordo. Le Parti confermano la loro adesione ai valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e ribadiscono l'impegno a promuovere lo sviluppo sostenibile, a collaborare per affrontare le sfide connesse al cambiamento climatico ed alla globalizzazione, contribuendo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale, compresi gli obiettivi di sviluppo del millennio (articolo 1). Le Parti ribadiscono l'importanza attribuita ad un elevato livello di tutela ambientale ed a strutture sociali inclusive nonché al rispetto della Dichiarazione di Parigi del marzo 2005 sull'efficacia degli aiuti, concordando di intensificare la cooperazione bilaterale per migliorare i risultati in termini di sviluppo (articolo 1, paragrafi 3 e 4). Viene poi ribadita l'importanza dei principi del buon governo anche per quanto riguarda l'indipendenza del settore giudiziario e la lotta contro la corruzione. Gli obiettivi della cooperazione bilaterale sono richiamati dall'articolo 2, che ne delinea ambiti e settori di interesse, nei quali le Parti si impegnano a mantenere un dialogo costante e ad estendere la cooperazione a tutti i settori di reciproco interesse, incentivando la partecipazione ai programmi di cooperazione subregionali e regionali aperti alla partecipazione dell'altra Parte. Tra i principali obiettivi della cooperazione -- quali già illustrati al punto 1.3 della presente relazione e meglio specificati di seguito nella presentazione degli altri titoli dell'Accordo -- rientrano in particolare sia la cooperazione su questioni politiche ed economiche in tutte le sedi e nelle organizzazioni regionali ed internazionali pertinenti, sia il consolidamento della cooperazione nei settori del commercio e degli investimenti, al fine di agevolare gli scambi e rimuovere gli ostacoli al commercio e ai flussi di investimento. Le Parti si impegnano a cooperare in materia di giustizia, libertà, sicurezza, lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo; di politica economica, fiscalità, dogane, politica industriale, scienza e tecnologia, energia, ambiente e risorse naturali; di istruzione e cultura, sanità, occupazione e affari sociali; di agricoltura e sviluppo rurale. Nel titolo I dell'Accordo vengono, inoltre, recepite le clausole standard comunitarie in tema di lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori (articolo 3), e in tema di armi leggere e di piccolo calibro (articolo 4). Le Parti concordano di garantire piena operatività alla Corte penale internazionale (CPI), onde contribuire alla pace ed alla giustizia internazionale (articolo 5, paragrafo 1) in quanto ritengono che i crimini più gravi di rilevanza internazionale non debbano restare impuniti e vadano efficacemente perseguiti anche a livello della CPI. UE e Mongolia dialogano e collaborano per sostenere l'universalità e l'integrità dello Statuto di Roma, impegnandosi ad applicarlo ed a ratificare gli Accordi collegati -- quali l'Accordo sui privilegi ed immunità della CPI -- intensificando la collaborazione con la CPI stessa. La cooperazione in materia di lotta al terrorismo (articolo 6) tra UE e Mongolia, che le Parti attuano anche in ambito ASEM, avviene conformemente alle convenzioni internazionali applicabili, compresi il diritto internazionale umanitario e la legislazione in materia di diritti umani -- tenendo conto della strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo, secondo la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n. 60/288 del 8 settembre 2006 -- nella piena attuazione delle risoluzioni 1373, 1267 e 1822 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'UE e la Mongolia si impegnano a consultarsi regolarmente sulle modalità per contrastare e prevenire il terrorismo -- promuovendo l'attuazione di una collaborazione più intensa in ambito ASEM, oltre che a livello internazionale -- scambiando informazioni e pareri, condividendo esperienze e migliori pratiche in materia di prevenzione e contrasto al terrorismo, nonché assicurando il necessario coordinamento delle rispettive iniziative. Titolo II: Cooperazione bilaterale, regionale e internazionale (articoli 7-9) L'articolo 7, sulla cooperazione su principi, norme e standard , prevede l'introduzione in Mongolia di princìpi, norme e standard comuni europei attraverso scambi di informazioni e di esperienze finalizzate alla loro introduzione ed attuazione. Le Parti intensificano dialogo e cooperazione tra le autorità competenti in materia di standardizzazione, facilitando scambi di esperti, informazioni e competenze. L'articolo 8, in tema di cooperazione nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali, prevede che l'UE e la Mongolia scambino opinioni e collaborino nelle Organizzazioni regionali ed internazionali quali le Nazioni Unite e le relative Agenzie, programmi ed organismi competenti -- come l'organizzazione mondiale del Commercio (OMC), il Trattato di amicizia e cooperazione ed il forum interregionale Asia-Europa (ASEM). Le Parti promuovono la cooperazione -- attraverso programmi di formazione, workshop e seminari, scambi di esperti, studi e altre azioni concordate tra le Parti -- tra gruppi di riflessione, università, organizzazioni non governative e media nei settori contemplati dal presente Accordo. La cooperazione regionale e bilaterale (articolo 9) si attua in tutti i settori oggetto di dialogo e cooperazione disciplinati dall'Accordo, utilizzando al meglio le risorse disponibili e garantendo coordinamento e coerenza con le attività che coinvolgono l'UE e gli altri partner ASEM. Le Parti possono decidere di estendere il sostegno finanziario alle attività di cooperazione nei settori contemplati dall'Accordo, conformemente alle rispettive procedure e risorse finanziarie disponibili. Titolo III: Cooperazione in materia di sviluppo sostenibile (art. 10-13) Le Parti mantengono un dialogo regolare in materia di cooperazione allo sviluppo (articolo 10), al fine di ridurre la povertà e le disuguaglianze socioeconomiche, impegnandosi a perseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio, in un contesto di sviluppo sostenibile e di integrazione nell'economia mondiale. In tale ambito, le strategie di azione delle Parti devono mirare a promuovere lo sviluppo umano e sociale, conseguendo una crescita economica sostenuta, promuovendo la sostenibilità, le migliori pratiche ambientali e la conservazione delle risorse naturali. In particolare, la cooperazione allo sviluppo deve essere attuata attraverso politiche e strumenti che favoriscano l'ulteriore integrazione nell'economia mondiale e nel sistema del commercio internazionale; e ciò conformemente alla dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, al programma d'azione di Accra ed agli altri impegni internazionali volti a migliorare l'erogazione e l'efficacia degli aiuti. Le Parti ribadiscono che il commercio internazionale deve favorire lo sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni e deve promuovere la valutazione del suo impatto economico, sociale ed ambientale (articolo 11). Nel sottolineare l'esigenza di politiche economiche e sociali che si rafforzino a vicenda, e nel mettere in risalto l'importanza della creazione di posti di lavoro dignitosi, UE e Mongolia si impegnano a favorire il dialogo sociale ed a contribuire all'effettiva applicazione delle norme fondamentali sul lavoro nel quadro dell'Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), intensificando la cooperazione in materia di occupazione e questioni sociali (articolo 12). In materia di ambiente (articolo 13) le Parti ribadiscono la necessità di un elevato livello di tutela ambientale, di salvaguardia e di gestione delle risorse naturali e della diversità biologica, con particolare attenzione agli effetti del cambiamento climatico. Si ribadisce il comune impegno a promuovere la ratifica, l'applicazione e l'osservanza degli accordi multilaterali in materia ambientale, intensificando la cooperazione sulle questioni ambientali nei pertinenti contesti internazionali. Titolo IV: Cooperazione in materia di scambi e investimenti (articoli 14-28) Nell'attuazione del titolo IV, le Parti istituiscono un dialogo in materia di questioni commerciali e di scambi bilaterali e multilaterali, al fine di intensificare le relazioni commerciali bilaterali e di migliorare il sistema degli scambi multilaterali (articolo 14). L'impegno comune deve mirare a sviluppare ed a diversificare gli scambi in maniera reciprocamente vantaggiosa, a realizzare migliori condizioni di accesso al mercato, eliminando gli ostacoli al commercio -- in particolare le barriere non tariffarie -- e ad adottare misure che aumentino la trasparenza, tenendo conto di quanto realizzato in questo campo dalle pertinenti organizzazioni internazionali. Le Parti -- riconoscendo che il commercio rappresenta un fattore indispensabile per lo sviluppo e che l'assistenza, sotto forma di regimi di preferenze commerciali, si è rivelata vantaggiosa per i Paesi in via di sviluppo -- si sforzano di intensificare le consultazioni su tale assistenza, conformemente al quadro OMC. Le Parti si informano parimenti sull'evoluzione delle politiche commerciali ed agricola, di sicurezza alimentare, di tutela dei consumatori e dell'ambiente, promuovendo dialogo e cooperazione al fine di sviluppare gli scambi e gli investimenti e di risolvere problemi commerciali nei settori disciplinati dagli articoli 10 e 27 (cooperazione allo sviluppo e tutela dei diritti di proprietà intellettuale). Le Parti collaborano in materia di questioni sanitarie e fitosanitarie (articolo 15) e di sicurezza alimentare e ciò al fine di tutelare la vita e la salute dell'uomo, degli animali e delle piante nei propri territori. L'UE e la Mongolia avviano discussioni e scambi di informazioni sugli impegni derivanti dall'Accordo OMC sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), dalla Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali (CIPV), dall'Ufficio internazionale delle epizoozie (UIE) e dalla Commissione del Codex Alimentarius (CODEX). La collaborazione prevede l'avvio tempestivo di un dialogo in tema di questioni sanitarie e fitosanitarie per casi urgenti che dovessero sorgere in tale ambito. Le Parti promuovono l'adozione delle norme internazionali in materia di ostacoli tecnici agli scambi (articolo 16) e collaborano mediante lo scambio di informazioni su norme e procedure di valutazione della conformità e sui regolamenti tecnici, nel quadro dell'Accordo OMC sugli Ostacoli tecnici agli scambi (TBT). La cooperazione in materia doganale e di agevolazione degli scambi commerciali (articoli 17 e 18) mira a potenziare la dimensione sicurezza del commercio internazionale, onde garantire un'applicazione effettiva ed efficiente dei diritti di proprietà intellettuale a livello doganale, mantenendo un equilibrio tra agevolazione degli scambi e lotta contro le frodi e le irregolarità. Le Parti -- oltre alle forme di cooperazione previste dall'Accordo -- sono interessate a valutare la possibilità di concludere protocolli di cooperazione doganale e di mutua assistenza, sempre nel quadro istituzionale stabilito dal presente Accordo. L'UE e la Mongolia valutano la possibilità sia di semplificare le procedure di importazione, esportazione e transito, nonché le altre procedure doganali, sia di garantire maggiore trasparenza dei regolamenti doganali e commerciali nonché di sviluppare la cooperazione doganale e meccanismi efficaci di assistenza amministrativa reciproca, promuovendo azioni comuni in ambito internazionale. L'articolo 19 prevede incentivi ai flussi di investimento attraverso la creazione di un ambiente favorevole; l'avvio di un dialogo regolare tra le Parti per una maggiore cooperazione in tale ambito; il ricorso a meccanismi amministrativi atti ad agevolare i flussi di investimento; l'elaborazione di norme stabili, trasparenti, aperte e non discriminatorie per gli investitori. Le Parti promuovono l'istituzione e l'applicazione effettiva e non discriminatoria di norme sulla concorrenza (articolo 20), promuovendo lo scambio di informazioni per migliorare la trasparenza e la certezza del diritto per le imprese. UE e Mongolia ritengono inoltre opportuno lo scambio di opinioni sulle pratiche anticoncorrenziali che potrebbero ripercuotersi negativamente sugli scambi e gli investimenti. Le Parti istituiscono un dialogo regolare in materia di servizi (articolo 21), al fine di informarsi sui rispettivi sistemi normativi e per promuovere l'accesso ai rispettivi mercati, alle fonti di capitale e alla tecnologia, oltre che per facilitare l'espansione degli scambi di servizi tra le Parti e sui mercati dei Paesi terzi. Al fine di promuovere gli obiettivi dell'Accordo, le Parti si impegnano a facilitare la circolazione dei capitali (articolo 22) ed a garantire l'apertura reciproca dei propri mercati degli appalti pubblici (articolo 23). A tale riguardo, vengono definite norme procedurali (comprese disposizioni su trasparenza e ricorsi) atte a creare un sistema efficace in materia di appalti pubblici, agevolando il commercio internazionale. L'importanza del rispetto delle norme sulla trasparenza (articolo 24) e delle procedure nell'applicazione delle rispettive leggi e normative in ambito commerciale viene ribadito dalle Parti, che a tal fine richiamano gli impegni presi a norma dell'articolo X del GATT 1994 e dell'articolo III del GATS. La cooperazione e la promozione della comprensione reciproca nel settore delle materie prime (articolo 25) deve riguardare sia il quadro normativo che gli scambi -- ivi compresa la gestione dei proventi del settore minerario ai fini dello sviluppo socioeconomico -- sia la normativa della tutela ambientale e sulla sicurezza applicabile ai settori minerario e delle materie prime. Un contesto trasparente, non discriminatorio, non distorsivo e rispettoso delle regole è il modo migliore per creare un ambiente favorevole agli investimenti diretti esteri nel settore della produzione e del commercio delle materie prime. Al fine di incentivare il commercio, le Parti promuovono la cooperazione finalizzata ad eliminare gli ostacoli allo scambio di materie prime. In tale ambito, tutte le questioni che dovessero sorgere vengono discusse dal Comitato misto (articolo 56) e dal Sottocomitato per il commercio e gli investimenti (articolo 28). UE e Mongolia si impegnano altresì a promuovere la politica di sviluppo regionale (articolo 26). Le Parti attribuiscono grande importanza alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale (articolo 27) e si impegnano a garantirne l'attuazione in maniera adeguata ed effettiva. Di particolare importanza è il comune impegno, preso da UE e Mongolia, a concludere quanto prima un Accordo bilaterale sulle indicazioni geografiche. Le Parti si scambiano informazioni ed esperienze sull’applicazione pratica, promozione, diffusione, semplificazione, gestione, armonizzazione, tutela e applicazione efficace dei diritti di proprietà intellettuale -- ivi comprese la prevenzione delle violazioni di tali diritti, la lotta alla pirateria ed alla contraffazione -- in particolare attraverso la cooperazione doganale ed altre forme adeguate di cooperazione. Avvalendosi dell'esperienza europea, le Parti si prestano poi assistenza reciproca per migliorare la tutela, l'uso e la commercializzazione della proprietà intellettuale, onde accrescere la diffusione delle conoscenze in questo campo. Viene istituito il Sottocomitato per il commercio e gli investimenti (articolo 28) con il compito di assistere il Comitato misto per quanto attiene i settori che rientrano nel presente titolo dell'Accordo. Titolo V: Cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza (articoli 29-34) Le Parti -- riconoscendo l'importanza del consolidamento dello stato di diritto e del rafforzamento delle istituzioni preposte all'applicazione della legge ed all'amministrazione della giustizia (articolo 29) -- si impegnano a cooperare scambiandosi informazioni su sistemi giuridici e legislazione, adoperandosi onde sviluppare forme di assistenza giudiziaria reciproca nell'ambito del quadro giuridico esistente. L'articolo 30 è dedicato alla protezione dei dati personali, settore nel quale le Parti intendono cooperare per migliorare il livello di protezione dei dati personali attraverso lo scambio di informazioni, conoscenze ed assistenza tecnica, in conformità alle più rigorose norme internazionali -- quali quelle contenute, tra l'altro, negli orientamenti delle Nazioni Unite per la gestione degli schedari computerizzati di dati personali di cui alla risoluzione 45/95 del 14 dicembre 1990 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'articolo 31 disciplina la cooperazione in materia di migrazione, che le Parti si impegnano a realizzare attraverso la gestione congiunta dei flussi migratori, istituendo un meccanismo di dialogo e di consultazione in ordine alle questioni in campo migratorio, nel rispetto del diritto nazionale della Mongolia e di quello vigente dell'UE. Le Parti si conformeranno alle disposizioni contenute negli strumenti internazionali applicabili -- quali la convenzione sullo status dei rifugiati del 28 luglio 1951 ed il relativo Protocollo, firmato il 31 gennaio 1967 -- nel rispetto del principio di non respingimento. Se, da un lato, l'impegno delle Parti deve garantire un trattamento equo e la possibilità di integrazione per gli stranieri che soggiornano legalmente nei rispettivi territori, combattendo tutte le forme di razzismo, xenofobia e discriminazione, dall'altro lato UE e Mongolia ribadiscono il comune impegno nel contrastare il traffico e la tratta di esseri umani. La cooperazione in materia di migrazione ha per scopo principale quello di prevenire l'immigrazione clandestina e la presenza irregolare dei loro rispettivi cittadini nel territorio dell'altra Parte. A tale riguardo, UE e Mongolia si impegnano a riammettere i propri cittadini che non soddisfano le condizioni per l'ingresso, la presenza o il soggiorno nel territorio dell'altra Parte. In base all'articolo 31, paragrafo 3, l'UE contribuirà finanziariamente all'applicazione di tale intesa, mediante gli strumenti di cooperazione esistenti. Le Parti convengono, inoltre, di negoziare un accordo volto a disciplinare gli obblighi specifici in materia di riammissione dei loro cittadini, compreso l'obbligo di riammettere i cittadini di Paesi terzi e gli apolidi. Le Parti cooperano nella lotta agli stupefacenti (articolo 32) attraverso un efficace coordinamento delle rispettive autorità competenti, secondo i principi concordati conformemente alle convenzioni internazionali a cui hanno aderito -- quali la Dichiarazione politica e la Dichiarazione speciale sui principi fondamentali della riduzione della domanda di droga, adottate nel giugno 1998 dalla XX sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nonché la Dichiarazione politica e il Piano d'azione sulla cooperazione internazionale, adottate nel marzo 2009 dalla 52ª Sessione della Commissione stupefacenti delle Nazioni Unite. La cooperazione tra le Parti comprende l'assistenza tecnica ed amministrativa sia all'elaborazione della legislazione e delle politiche nazionali, sia alla creazione di enti e centri di informazione nazionali, formazione del personale, nonché il sostegno alle azioni della società civile. La cooperazione per la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione (articolo 33) avviene attuando e promuovendo le norme internazionali, quali la convenzione e i protocolli addizionali ONU contro la criminalità organizzata transnazionale e la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. L'articolo 34, in materia di lotta contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo, disciplina le forme e la collaborazione tra le Parti riguardo all'azione di contrasto in tale ambito, al fine di prevenire il riciclaggio dei proventi di attività criminali quali il traffico di droga e la corruzione. La cooperazione si articolerà, in particolare, attraverso la promozione di assistenza tecnica ed amministrativa, oltre che attraverso lo scambio di informazioni, nell'ambito del rispettivo quadro normativo e l'adozione di misure appropriate nel settore, equivalenti a quelle adottate dall'UE e dagli organi internazionali che operano nel settore come la Task Force «Azione Finanziaria» (FATF). Titolo VI: Cooperazione in altri settori (articoli 35-54) La cooperazione in materia di diritti umani (articolo 35) ha lo scopo di promuovere la loro tutela efficace anche attraverso la ratifica e l'attuazione dei pertinenti strumenti internazionali. La collaborazione tra le Parti in tale settore si attua anche mediante un dialogo ampio e costruttivo ed il potenziamento delle istituzioni, nazionali e regionali, che si occupano di diritti umani, intensificando inoltre la collaborazione in seno alle Nazioni Unite. La cooperazione nel settore dei servizi finanziari (articolo 36) va rafforzata al fine di armonizzare le norme e gli standard comuni, migliorare i sistemi contabili e di vigilanza, nonché i sistemi di regolamentazione nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Le Parti collaborano per sviluppare i necessari quadro normativo, infrastrutture, risorse umane e principi contabili internazionali nel mercato dei capitali della Mongolia, in conformità al GATS ed al documento dell'OMC relativo alla futura conclusione di un'intesa nel settore dei servizi finanziari. Le Parti promuovono lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche economiche (articolo 37 -- dialogo sulla politica economica) e decidono di condividere esperienze nel settore del coordinamento delle politiche economiche nell'ambito della cooperazione e dell'integrazione economica regionale, approfondendo il dialogo in tema di politica monetaria e tributaria, tassazione delle imprese, finanza pubblica, stabilizzazione macroeconomica e debito estero. Nel potenziare le attività economiche, le Parti si impegnano ad applicare i principi del buon governo nel settore fiscale (articolo 38) sottoscritti dagli Stati membri a livello intra-UE, impegnandosi a migliorare la cooperazione internazionale in materia fiscale ed agevolando la riscossione del gettito fiscale legittimo, oltre a sviluppare misure volte a garantire l'effettiva applicazione di questi principi. La cooperazione in materia di politica industriale e PMI (articolo 39) deve tener conto delle rispettive strategie e finalità economiche e promuovere la collaborazione in materia di politica industriale al fine di migliorare la competitività delle PMI, incentivando gli investimenti comuni e creando joint venture e reti di informazione volte a sostenere l'attività del settori privati e delle associazioni imprenditoriali delle Parti. La cooperazione in tale ambito deve promuovere sia la responsabilità sociale delle imprese che le pratiche commerciali responsabili -- anche in termini di consumo e produzione sostenibili -- tenendo conto delle esigenze di tutela dei consumatori. Oltre allo scambio di informazioni ed esperienze, le Parti si impegnano ad incentivare l'innovazione ed a scambiarsi buone pratiche sull'accesso ai finanziamenti per le PMI, valutando l'opportunità di negoziare un accordo aggiuntivo su scambi di informazioni, nonché ad organizzare workshop volti ad intensificare la cooperazione, così come altri eventi promozionali tra le PMI di ambo le Parti. Lo scambio di informazioni deve riguardare, infine, l'assistenza tecnica all'esportazione di generi alimentari ed i prodotti agricoli verso il mercato europeo, nel quadro del sistema preferenziale dell'UE. Al fine di garantire lo sviluppo equilibrato e sostenibile del turismo (articolo 40) attenuandone le conseguenze negative, le Parti richiamano il codice etico dell'Organizzazione mondiale del turismo ed i principi di sostenibilità alla base del processo di «Agenda 21 locale». La cooperazione in tale ambito serve a tutelare e ad ottimizzare il potenziale del patrimonio naturale e culturale; e ciò, in particolare, promuovendo l'ecoturismo nel rispetto dell'integrità e degli interessi delle comunità locali, incrementando il contributo dell'industria turistica allo sviluppo sostenibile. Il dialogo tra UE e Mongolia in materia di società dell'informazione e della comunicazione (articolo 41) -- intesi quali elementi chiave della società moderna, di grande importanza per lo sviluppo economico e sociale -- è volto a promuovere, tra l'altro, la partecipazione al dialogo regionale sui diversi aspetti della società dell'informazione; la cooperazione nel settore della ricerca, della televisione digitale (compresi gli aspetti connessi a sicurezza e lotta alla cybercriminalità), incoraggiando la condivisione delle migliori prassi volte a colmare il divario digitale. Le Parti istituiscono un dialogo politico regolare in materia di audiovisivi e media (articolo 42), incoraggiando la cooperazione tra operatori ed istituzioni del settore. In tema di cooperazione scientifica e tecnologica (articolo 43) le Parti favoriscono lo scambio di informazioni e la condivisione del know-how , promuovono progetti e programmi comuni di ricerca e sviluppo, partenariati di ricerca tra le rispettive comunità scientifiche, centri di ricerca, università e settori industriali. L'attività di cooperazione in tale ambito -- volta a favorire la partecipazione delle PMI e dei rispettivi centri di istruzione e ricerca -- deve avvenire nel rispetto dei principi di reciprocità, parità di trattamento e reciproco vantaggio, garantendo un'adeguata tutela della proprietà intellettuale. Nel settore dell'energia (articolo 44) lo scopo principale della cooperazione bilaterale è quello di aumentare la sicurezza energetica, attraverso la diversificazione dell'approvvigionamento energetico e lo sviluppo di nuove forme di energia innovative e rinnovabili (quali biocarburanti, biomasse, energia eolica, solare e produzione di energia idroelettrica), nonché la creazione di condizioni favorevoli agli investimenti, garantendo pari condizioni concorrenziali in materia di energie rinnovabili. Le Parti promuovono l'efficienza energetica e l'applicazione di norme riconosciute a livello internazionale in materia di sicurezza nucleare, di non proliferazione e di controlli di sicurezza. UE e Mongolia incentivano altresì i trasferimenti di tecnologia tra imprese che siano finalizzati alla produzione e all'uso sostenibile dell'energia. Le Parti promuovono contatti e ricerca congiunta in ambito regionale e internazionale, prendendo atto della necessità di esaminare la correlazione tra l'accesso ai servizi energetici a prezzi abbordabili e lo sviluppo sostenibile; e ciò conformemente all'iniziativa per l'energia dell'UE, varata in occasione del vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg nel 2002. Gli scambi di materiali nucleari si svolgeranno in conformità al Trattato istitutivo della Comunità europea dell'energia atomica e della pertinente normativa mongola, prevendendo anche -- se necessario -- la possibilità di concludere un Accordo tra le due anzidette Parti. In base all'articolo 45, le Parti concordano che la loro cooperazione nel campo della politica dei trasporti sarà mirata principalmente a migliorare le possibilità di investimento e la circolazione delle merci e dei passeggeri, a promuovere la sicurezza dei trasporti aerei, a contrastare la pirateria, a tutelare l'ambiente ed a rendere più efficienti i rispettivi sistemi di trasporto. Le Parti promuovono inoltre scambi di informazioni sulle rispettive politiche e pratiche in materia di trasporti. Le Parti cooperano inoltre in materia di navigazione satellitare -- tenendo conto dei sistemi di navigazione satellitare EGNOS e Galileo -- con particolare attenzione alle questioni di comune interesse riguardanti la normativa, il settore industriale e lo sviluppo del mercato. UE e Mongolia avviano anche un dialogo sui servizi di trasporto aereo, volto ad esaminare lo sviluppo delle relazioni in settori come la sicurezza aerea, l'ambiente, la gestione del traffico aereo, l'applicazione del diritto della concorrenza e la regolamentazione economica del settore del trasporto aereo, in modo da favorire la convergenza normativa e l'eliminazione degli ostacoli all'attività delle imprese. UE e Mongolia ritengono opportuno incentivare i progetti di comune interesse nel settore dell'aviazione civile, senza dimenticare l'esigenza di ridurre -- in linea con le pertinenti convenzioni internazionali -- le emissioni di gas a effetto serra prodotti dai trasporti, applicando le norme ambientali e di sicurezza, in particolare per quanto riguarda il trasporto aereo. In materia di istruzione e cultura (articolo 46) la cooperazione deve avvenire nel rispetto della diversità, per migliorare conoscenza e comprensione delle rispettive culture, sostenendo le attività dei rispettivi istituti di cultura e della società civile. Le Parti attuano iniziative comuni nei diversi ambiti culturali, cooperando per preservare il patrimonio culturale nel rispetto della diversità, promuovendo gli scambi culturali. Per conseguire gli obiettivi comuni e per promuovere il rispetto della diversità culturale, le Parti collaborano all'interno di organizzazioni internazionali quali l'UNESCO, al fine di tutelare il patrimonio culturale e promuovere la ratifica della Convenzione sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, fatta a Parigi il 20 ottobre 2015, e ratificata ai sensi della legge 19 febbraio 2007, n. 19, intensificando la collaborazione finalizzata alla sua attuazione. Le Parti cercheranno parimenti di favorire i contatti tra le rispettive agenzie specializzate, favorendo lo scambio di informazioni e competenze tra esperti, giovani e giovani lavoratori (studenti o diplomati), avvalendosi di programmi in materia di istruzione e cultura, quali Erasmus Mundus . Il successivo articolo 47 disciplina la cooperazione in materia di ambiente, cambiamento climatico e risorse naturali, sottolineando la necessità di salvaguardare -- e gestire in modo sostenibile -- le risorse naturali e la diversità biologica; e ciò onde migliorare l'ambiente ai fini dello sviluppo sostenibile. In tale ambito, la cooperazione tra le Parti nel quadro dell'Accordo deve tener conto sia delle conclusioni del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile sia dell'applicazione dei pertinenti accordi ambientali multilaterali. Viene sottolineato, tra l'altro, come tutti i settori di cooperazione debbano tenere in considerazione le problematiche ambientali, collaborando per rendere più efficaci le politiche commerciali ed ambientali. UE e Mongolia intensificano la cooperazione in materia di cambiamento climatico, al fine di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e di indirizzare le rispettive economie verso una crescita sostenibile a basse emissioni di carbonio. Le Parti si impegnano nell'ambito dei programmi regionali per la tutela dell'ambiente allo scopo di promuovere la sensibilizzazione in merito ai temi ambientali e di coinvolgere le comunità locali nella tutela dell'ambiente. UE e Mongolia promuovono la loro attiva partecipazione all'attuazione degli accordi ambientali multilaterali cui hanno aderito, nonché l'utilizzo di tecnologie, prodotti e servizi rispettosi dell'ambiente, anche mediante l'uso di strumenti normativi e di mercato, prevenendo i movimenti transfrontalieri illeciti di rifiuti, compresi i rifiuti pericolosi ed i prodotti di «organi viventi modificati». Infine, le Parti si impegnano a potenziare la cooperazione per migliorare la vigilanza nel settore forestale, la qualità dell'aria, per garantire la tutela e la conservazione del suolo, la gestione efficace dei parchi nazionali, la protezione delle zone di biodiversità e degli ecosistemi fragili attraverso la creazione di una rete di monitoraggio delle riserve idriche e lo sviluppo dell'ecoturismo. Per quanto riguarda, poi, il settore dell'agricoltura, dell'allevamento, della pesca e dello sviluppo rurale (articolo 48), le Parti promuovono la cooperazione ed il dialogo in tale ambito, attraverso lo scambio di informazioni e di esperienze, oltre che attraverso reti di cooperazione tra agenti e operatori economici locali. La collaborazione tra UE e Mongolia si estende, inoltre, ad altri aspetti quali la promozione del commercio di piante, animali e prodotti dell'allevamento ai fini di un ulteriore sviluppo delle industrie leggere nel settore rurale. Le Parti si impegnano inoltre a sviluppare un'agricoltura sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Sulla base dell'articolo 49, dedicato alla cooperazione in ambito sanitario, le Parti si impegnano a potenziare ed a riformare i rispettivi sistemi sanitari, collaborando per migliorarne le condizioni ed il livello di salute pubblica. UE e Mongolia collaborano realizzando anche attività epidemiologiche congiunte, mirate a prevenire e controllare tempestivamente forme epidemiche, oltre che a promuovere uno stile di vita sano, occupandosi di fattori quali la sicurezza alimentare, la tossicodipendenza, l'alcool ed il fumo; promuovendo l'attuazione di accordi sanitari internazionali quali la Convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo, fatta a Ginevra il 21 maggio 2003 e ratificato ai sensi della legge 18 marzo 2008, n. 75, e il regolamento sanitario internazionale. Al fine di potenziare la dimensione sociale della globalizzazione, UE e Mongolia intensificano la cooperazione in tema di occupazione e affari sociali (articolo 50), compresa la coesione regionale e sociale, la salute e la sicurezza sul lavoro, la parità uomo-donna, il lavoro dignitoso -- quali elementi chiave dello sviluppo sostenibile e della riduzione della povertà -- conformemente alla risoluzione 60/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 ottobre 2005 ed alla dichiarazione ministeriale del Consiglio economico e sociale dell'ONU del luglio 2006 -- tenendo conto delle differenze esistenti e della diversa natura dei rispettivi sistemi socioeconomici. Le Parti ribadiscono l'impegno a rispettare, promuovere ed applicare le norme in materia di lavoro internazionalmente riconosciute, contenute in particolare nella dichiarazione dell'OIL del 1998 relativa ai principi ed ai diritti fondamentali del lavoro e nella dichiarazione dell'OIL del 2008 sulla giustizia sociale per una globalizzazione equa. La cooperazione tra le Parti intrapresa nel quadro del presente accordo tiene conto dell'attuazione dei pertinenti accordi multilaterali in materia sociale ed occupazionale. Le Parti, inoltre, si prestano reciprocamente assistenza tecnica per ratificare ed attuare efficacemente sia tutte le Convenzioni OIL richiamate dalla dichiarazione OIL del 1998 sia le altre Convenzioni pertinenti. Le forme di cooperazione possono riguardare iniziative, programmi e progetti specifici su temi di comune interesse. Le Parti convengono di promuovere la cooperazione statistica (articolo 51), favorendo i contatti diretti tra le Autorità competenti al fine di sviluppare maggiormente la capacità statistica e armonizzare metodologie e prassi statistiche, onde poter utilizzare in modo corretto tutti i dati riguardanti i settori che, contemplati dal presente Accordo, possono prestarsi ad un trattamento statistico (quali, tra l'altro: conti nazionali, industria, commercio estero di beni e servizi, bilancia dei pagamenti, tecnologia dell'informazione, statistiche sociali). Le Parti promuovono dialogo ed interazione effettive con la società civile in conformità con le leggi nazionali (articolo 52), riconoscendo il ruolo ed il contributo della società civile organizzata al processo di dialogo e di cooperazione previsto dall'Accordo quadro. In particolare, viene contemplata la possibilità che la società civile partecipi al processo di definizione delle politiche nazionali ed alle consultazioni sulle strategie di sviluppo, cooperazione e sulle politiche settoriali. Compatibilmente con le norme interne di ciascun Paese è poi prevista la possibilità di ricevere risorse finanziarie e sostegno onde potenziare le capacità nei settori chiave e per permettere la partecipazione all'attuazione dei programmi di cooperazione. La cooperazione finalizzata alla modernizzazione dello Stato e della pubblica amministrazione (articolo 53) ha il fine di migliorare l'efficienza organizzativa, garantendo una gestione trasparente delle risorse, migliorando il quadro legislativo e istituzionale, potenziando i sistemi giudiziari e riformando il sistema di sicurezza. La cooperazione in materia di gestione del rischio di catastrofi (articolo 54) ha lo scopo di prevenire o di ridurre al minimo il rischio di catastrofi e le relative conseguenze, facendo ricorso alla gestione delle conoscenze, all'innovazione, alla ricerca e all'istruzione per creare una cultura della sicurezza. Le Parti collaborano sia all'elaborazione di politiche che allo sviluppo di capacità istituzionali atte a valutare ed a monitorare i rischi di catastrofi nonché a prepararsi a farvi fronte. Titolo VII: Strumenti di cooperazione (articolo 55) Le Parti convengono, da un lato, di mettere a disposizione mezzi e risorse finanziarie per conseguire gli obiettivi di cooperazione oggetto del presente Accordo e, dall'altro lato, di promuovere lo sviluppo e l'attuazione dell'assistenza tecnica e amministrativa reciproca ai fini di un'efficace tutela dei rispettivi interessi finanziari per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo e le altre attività di cooperazione. Le Parti rispondono tempestivamente alle richieste di reciproca assistenza amministrativa presentate dalle Autorità giudiziarie ed investigative di una di esse, con l'obiettivo di intensificare la lotta contro frodi ed irregolarità. UE e Mongolia incoraggiano, inoltre, la Banca europea per gli investimenti (BEI) a proseguire i suoi interventi in Mongolia (articolo 55). Le Parti gestiscono inoltre l'assistenza finanziaria secondo i principi di una sana gestione e collaborano al fine di tutelare i rispettivi interessi finanziari, adottando misure concrete per combattere le frodi, la corruzione e altre attività illecite, mediante l'assistenza amministrativa e giudiziaria nei settori contemplati dall'accordo. Qualsiasi altro accordo, o strumento finanziario, concluso tra le Parti comprende clausole specifiche sulla cooperazione finanziaria volte a prevedere verifiche sul posto, ispezioni, controlli e misure antifrode, ivi compresi quelli condotti dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Titolo VIII: Quadro istituzionale (articolo 56) Il Comitato misto previsto dall'articolo 56 -- composto da rappresentanti delle Parti a livello di alti funzionari -- ha il compito di garantire il buon funzionamento e la corretta attuazione dell'Accordo, di stabilire priorità e di formulare raccomandazioni per promuovere il perseguimento degli obiettivi dell'Accordo stesso. Il Comitato misto ed il Sottocomitato per il commercio e gli investimenti, istituito dall'articolo 28, possono prendere decisioni finalizzate a conseguire gli obiettivi dell'Accordo che sono vincolanti per le Parti, tenute ad adottare le misure necessarie per applicarle. Il Comitato misto può istituire gruppi di lavoro specializzati che lo assistono nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, tra i quali rientra anche quello di garantire il corretto funzionamento di tutti gli accordi o Protocolli, settoriali già conclusi e quelli che potranno essere conclusi tra le Parti. Titolo IX: Disposizioni finali (articoli 57-65) La clausola evolutiva, disciplinata dall'articolo 57, prevede la possibilità di ampliare l'ambito di applicazione dell'Accordo stesso e di intensificare la cooperazione anche attraverso protocolli, o altri accordi, che si riferiscano a settori o attività specifiche. L'articolo 58 disciplina le relazioni con gli altri Accordi conclusi dalle Parti e con gli obblighi contratti nei confronti di Paesi terzi, stabilendo per gli Stati membri dell’UE la facoltà di avviare attività di cooperazione bilaterale o di concludere nuovi accordi di partenariato e di cooperazione con la Mongolia. In materia di adempimento degli obblighi (articolo 59), in caso di controversia sull'applicazione e sull'interpretazione dell'Accordo, le Parti possono rivolgersi al Comitato misto. Nel caso di inadempimento di una di esse, l'altra può prendere le misure del caso (articolo 59, paragrafi 2, 3 e 4), da scegliere tra quelle meno lesive per l'attuazione dell'Accordo stesso. Le Parti forniscono informazioni al Comitato misto, a cui possono rivolgersi al fine di trovare una soluzione accettabile per tutti. L'articolo 60 prevede la possibilità per le Parti di accordare ad esperti e funzionari le agevolazioni necessarie per svolgere le rispettive mansioni nell'ambito della cooperazione, in conformità con i regolamenti e le norme interne delle Parti. A norma dell'articolo 63, l'entrata in vigore dell'Accordo è prevista per il primo giorno del mese successivo alla data dell'avvenuta notifica della ratifica da parte di tutti i contraenti. L'Accordo è valido per cinque anni e viene automaticamente prorogato per periodi successivi di un anno, a meno che una delle Parti non comunichi per iscritto l'intenzione di non prorogarlo, sei mesi prima della scadenza di uno dei suddetti termini. Di particolare importanza è poi la possibilità, concessa alle Parti (articolo 63, paragrafo 4), di adottare misure appropriate -- in conformità dell'articolo 59, paragrafi 3 e 4 -- nel caso in cui una delle Parti applichi alle esportazioni di materie prime un regime commerciale più restrittivo rispetto a quello in vigore alla data in cui viene siglato l'Accordo, a seguito dell'introduzione di divieti, restrizioni, dazi o oneri di qualsiasi natura che non risultino conformi ai requisiti definiti nelle disposizioni pertinenti degli articoli VIII, XI, XX o XXI dell'Accordo GATT 1994 -- laddove non siano stati autorizzati da una deroga dell'OMC ovvero non siano stati approvati dal Comitato misto o dal Sottocomitato per il commercio e gli investimenti. L'Accordo può essere modificato di concerto tra le Parti, come pure può essere denunciato per iscritto. I testi facenti fede sono i testi in tutte le lingue degli Stati membri UE più il testo in lingua mongola (articolo 65).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'accordo quadro di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Mongolia, dall'altra, fatto a Ulan-Bator il 30 aprile 2013. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 63 dell'accordo stesso. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 Le amministrazioni interessate svolgono le attività previste dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .