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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione IGIENE E SANITA' (12ª) 34 SILERI La seduta inizia alle ore 8,30. IN SEDE REDIGENTE Sicurezza in sanità DDL 867 Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (Discussione e rinvio) Il relatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo. Al termine dell'esposizione, propone di svolgere un ciclo di audizioni informali ai fini dell'istruttoria legislativa. Constatato il consenso unanime della Commissione, il PRESIDENTE invita i rappresentanti dei Gruppi a far pervenire le richieste di audizione entro le ore 17 del prossimo mercoledì 28 novembre. Quindi, in risposta ad una richiesta di delucidazioni avanzata dalla senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ), fa presente che l'Atto Senato n. 471, recante "Disposizioni per garantire la sicurezza, l'ordine pubblico e l'incolumità di cittadini ed operatori medico sanitari presso le strutture ospedaliere", non è stato posto all'ordine del giorno congiuntamente al disegno di legge appena illustrato in quanto, diversamente da quest'ultimo, assegnato in sede redigente alle Commissioni 1 a e 12 a riunite. Il seguito della discussione è, alfine, rinviato. Disposizione di corpo e tessuti post mortem DDL 733 Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e di ricerca scientifica DDL 122 Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione DDL 176 Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione DDL 697 Disposizioni in materia di donazione del corpo post mortem e di utilizzo dei cadaveri a fini di studio, di ricerca scientifica e di formazione (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 15 novembre. Il PRESIDENTE informa che la 1 a Commissione ha espresso, sul disegno di legge n. 733 e sugli emendamenti ad esso riferiti, parere favorevole con osservazioni. Dopo che del suddetto parere è stata data lettura integrale, comunica che anche la 2 a Commissione si è espressa, in termini non ostativi, sul disegno di legge n. 733. Avverte quindi che, per recepire le osservazioni della 1 a Commissione: sono stati riformulati in testi 2 gli emendamenti 4.0.1 e 5.5 a sua firma; il Relatore ha presentato gli emendamenti 2.100, 3.100 e 3.200 (testi 2 ed emendamenti del Relatore pubblicati in allegato). Esprime l'avviso che, stante la finalità degli emendamenti del Relatore, ossia il mero recepimento del parere della 1 a Commissione, non vi siano i presupposti per aprire una fase subemendativa. Ricorda infine che, mentre in precedenza è stato già acquisito il parere favorevole della 7 a Commissione sul testo, non sono ancora pervenuti i prescritti pareri, su testo ed emendamenti, della 5 a Commissione. Prende atto la Commissione. Il seguito della discussione congiunta è, quindi, rinviato. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni. Il sottosegretario BARTOLAZZI risponde all'interrogazione n. 3-00193, della senatrice Boldrini, sulla diffusione del virus "West Nile" . Riferisce che, in Italia, il primo focolaio di malattia di West Nile (WND) è stato confermato nella tarda estate del 1998 nell'area circostante il Padulle di Fucecchio in Toscana, con alcuni casi clinici nei cavalli. In questo primo focolaio non si verificarono casi relativi ad esseri umani. A seguito di tale primo episodio, il Ministero della salute, a partire dal 2002, ha attivato il Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta alla WND, che viene attualizzato ogni anno, con l'obiettivo di rilevare l'introduzione e monitorare la circolazione del WNV sull'intero territorio nazionale. Secondo uno studio pubblicato da "Eurosurveillance" nel 2017, il Piano di sorveglianza integrato di WNV italiano, che comprende la sorveglianza dei casi umani, la sorveglianza entomologica, la sorveglianza dei casi negli equidi e la sorveglianza in uccelli stanziali e migratori, è uno dei più completi a livello europeo ed ha come presupposto la collaborazione intersettoriale, utilizzando un approccio "One Health" . Negli anni passati, i casi umani erano soliti manifestarsi a luglio, con un picco ad agosto. Quest'anno, invece, si è evidenziata, sia a livello europeo che nazionale, una circolazione più precoce del WNV, con i primi casi umani notificati già a giugno sia dall'Italia che dalla Grecia; inoltre, è vero che è stato riscontrato un numero più elevato dell'atteso di casi umani, anche in forma neuro invasiva e di decessi, ed un'elevata circolazione virale nelle zanzare e negli uccelli. Nel 2018, alla data del 14 novembre, in Italia sono stati infatti segnalati 577 casi umani confermati di infezione da West Nile Virus, di cui 230 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, (con 42 decessi) e 279 casi come febbre confermata, nonché 68 casi identificati in donatore di sangue. La eccezionale diffusione del WNV durante la stagione attuale non si registra solo in Italia: infatti, a livello europeo, il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC), che coordina la sorveglianza dei diversi Paesi, ha segnalato che attualmente i casi umani di infezione da WNV segnalati nel 2018 superano il totale dei casi notificati negli ultimi cinque anni; inoltre l'infezione si sta diffondendo anche in Paesi che in passato non avevano segnalato casi. In relazione all'attuale situazione epidemiologica, il Ministero della salute ha immediatamente richiamato l'attenzione sull'osservanza di quanto stabilito nel Piano, attraverso la Circolare 7 agosto 2018. In particolare, al fine di sviluppare azioni di risanamento ambientale, è stata sottolineata la necessità di procedere, in collaborazione con le Autorità competenti, a seconda delle realtà locali, ad interventi comprendenti, fra l'altro: manutenzione delle aree verdi pubbliche; pulizia delle aree abbandonate; eliminazione dei rifiuti per evitare la presenza di contenitori, anche di piccole dimensioni, contenenti acqua; drenaggio; canalizzazione; asportazione o chiusura di recipienti. È stata ribadita, inoltre, la necessità di rafforzare la sensibilizzazione della popolazione, anche con interventi porta a porta, per eliminare i siti di riproduzione delle zanzare nelle aree private. Le Regioni interessate hanno, dunque, dovuto intraprendere, pur sulla base della loro autonomia, misure straordinarie per il controllo del vettore, incrementando le iniziative di monitoraggio del territorio e la diffusione di informazioni ai cittadini, aumentando la quantità e l'efficacia degli interventi larvicidi ed adulticidi. In considerazione dell'eccezionalità della situazione epidemiologica, il 5 settembre 2018 il Ministero della salute ha ritenuto di convocare una riunione, a cui hanno partecipato rappresentanti dell'Istituto Superiore di Sanità, delle Regioni interessate, degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, per fare il punto della situazione e valutare l'adozione di ulteriori misure di controllo le quali, tuttavia, tenuto conto delle positive risultanze del tavolo, paiono potersi limitare al supporto dei comuni nell'attuare misure preventive di controllo precoce dei vettori. Inoltre, il Ministero della salute ha ritenuto di istituire un Tavolo Tecnico Intersettoriale sulle Malattie Trasmesse da Vettori, a cui sono stati invitati, oltre a diversi Enti sanitari, il Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, l'associazione nazionale comuni italiani, l'associazione rete italiana città sane. Tale Tavolo dovrà proporre interventi di sorveglianza e controllo delle malattie trasmesse da vettori più articolati, che tengano conto anche di fattori ambientali, sociali, produttivi ed organizzativi. Tale iniziativa è in linea con la strategia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), approvata durante l'Assemblea Mondiale della Sanità nel 2017, che si basa su quattro pilastri, di cui uno è dedicato specificatamente al rafforzamento della collaborazione intersettoriale, con la partecipazione dei Ministeri coinvolti e delle Amministrazioni locali. Il Ministero della salute, nell'ambito dei progetti intrapresi per il tramite il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), ha finanziato il progetto "Prevenzione delle malattie a trasmissione vettoriale: sviluppo e implementazione pilota di strumenti di supporto operativo", che, per quanto riguarda il WNV, ha permesso lo studio e la realizzazione di applicativi "on-line" (piattaforme web ) rivolti alla condivisione dei dati sulla sorveglianza. Da ultimo, il Ministero della salute ha appena proposto un ulteriore progetto, rivolto a rafforzare la formazione in entomologia di sanità pubblica degli operatori del SSN e di altri Enti, di cui si è in attesa dell'esito della valutazione. Altri studi, soprattutto in relazione all'effetto delle variabili climatiche sull'ecologia dei vettori e la diffusione delle arbovirosi, con effetto predittivo, sono svolti con la collaborazione del Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC). Conclusivamente, il Sottosegretario esprime il convincimento che l'insieme delle iniziative messe in piedi negli anni dal Ministero della salute, e recentemente implementate in considerazione del picco di quest'anno, possano offrire buone e documentate risposte scientifiche al fine, cui si dovrà comunque tendere sempre con maggior forza, di prevenire il più possibile l'estensione del fenomeno. La senatrice BOLDRINI ( PD ), intervenendo in replica, si dichiara parzialmente soddisfatta dalla risposta, sottolineando che non è stato fornito riscontro al principale quesito posto con l'atto di sindacato ispettivo, concernente l'eventuale svolgimento di attività di ricerca per l'individuazione di un vaccino. Il sottosegretario BARTOLAZZI risponde quindi all'interrogazione n. 3-00332, dei senatori Maria Rizzotti e Gasparri, sugli indennizzi spettanti al personale militare affetto da sindrome da talidomide. Dopo aver ricostruito la normativa che presiede alla materia, riferisce che, in considerazione della necessità di un esame approfondito e multidisciplinare degli "studi medico-scientifici maggiormente accreditati nel campo delle malformazioni specifiche da talidomide", per la definizione dei "criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo", per i soggetti nati al di fuori del periodo 1958-1966, il Ministero della salute ha richiesto al Consiglio Superiore di Sanità di esprimere il proprio parere in merito alla definizione dei citati criteri ed, in particolare, in merito all'individuazione delle malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide. In data 17 gennaio 2017, le Sezioni congiunte II e V del Consiglio Superiore di Sanità hanno espresso il parere sui criteri di inclusione ed esclusione ed, in particolare, sulla individuazione delle malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide, ai fini dell'accertamento del diritto all'indennizzo per i nati al di fuori del periodo 1958-1966. Tale parere richiama il parere dell'Istituto Superiore di Sanità, espresso in data 1° luglio 2010, indirizzato al Ministero della salute e sulla base del quale è stato adottato il d. m. 2 ottobre 2009, n. 163, recante Regolamento di esecuzione dell'art. 2, comma 363, della legge 24 dicembre, n. 244, che riconosce l'indennizzo ai danneggiati da talidomide. Il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità è stato trasmesso, con nota del 29 luglio 2010, al Ministero della difesa - Direzione Generale della Sanità Militare, affinché venissero date indicazioni, alle Commissioni Mediche Ospedaliere, di tenere conto degli elementi di valutazione formulati anche sulla base del parere medesimo, nell'esprimere il giudizio di competenza sul nesso causale tra l'assunzione della talidomide da parte della madre e l'infermità. Nel parere espresso dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2010, integralmente ripreso nei contenuti dal successivo parere del Consiglio Superiore di Sanità del 17 gennaio 2017, recepito nel d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, all'allegato A, sono già elencate le malformazioni che non sono attribuibili a talidomide, ovvero: tipo amputazione; da sindrome da bande amniotiche; post-assiali; arti superiori unilaterali; porzione distale di un arto con porzione prossimale e cingolo completamente normale; che vengono trasmesse alla prole; terminali traverse; longitudinali postassiali e multiple. Il d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, non introduce quindi una nuova disciplina, ma si limita  come previsto dalla normativa in vigore  ad apportare le necessarie modifiche al Regolamento di cui al d. m. 2 ottobre 2009, n. 163, nonché a definire, tenendo conto degli studi medico-scientifici maggiormente accreditati, i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai fini dell'accertamento del diritto, già individuati, come appunto ricordato, nel parere dell'Istituto Superiore di Sanità del 2010, fatto proprio dal Consiglio Superiore di Sanità nel 2017. Con il d. m. 17 ottobre 2017, n. 166, allegato A, sono state anche aggiunte le previsioni che, alla luce della letteratura scientifica oggi disponibile e nella considerazione che permane un'area di incertezza nell'attribuzione della malformazione alla sindrome talidomidica, questa debba essere risolta attraverso una accurata diagnosi differenziale fondata su criteri clinici e molecolari, e che - per i soli soggetti nati al di fuori del periodo dal 1958 al 1966 - si debba richiedere la documentazione sanitaria relativa alla patologia materna che ha richiesto la somministrazione della talidomide, da cui si evinca la prescrizione e l'assunzione del farmaco in gravidanza nel periodo tra il 20° e il 36° giorno dal concepimento. Pertanto, nulla è cambiato nell'individuazione dei criteri medico-legali per l'accertamento del nesso tra assunzione della talidomide e menomazione, non solo per coloro che sono nati dal 1958 al 1966, ma anche per coloro che sono nati in anni diversi. L'unica integrazione effettuata, anche per i nati dal 1958 al 1966, è la facoltà di richiedere, da parte delle Commissioni Mediche Ospedaliere, indagini genetiche molecolari; in tal modo è stato disciplinato quanto già richiesto dalle Commissioni stesse per risolvere i casi dubbi. Allo scopo di assicurare la completezza della risposta, il Sottosegretario fa infine presente che il Ministero della salute, in quanto istituzione deputata al riconoscimento del diritto all'indennizzo, può in ogni caso, motivatamente, alla luce della documentazione prodotta e dei criteri indicati nell'Allegato al Regolamento n.166/2017, richiedere la revisione del verbale alle Commissioni Mediche Ospedaliere, qualora ravvisi incoerenze tra la documentazione, i criteri e il giudizio espresso, anche in relazione alla necessità di rendere omogenei i giudizi di tutte le Commissioni operanti. La senatrice RIZZOTTI ( FI-BP ), nel replicare, si dichiara parzialmente soddisfatta dalla risposta, evidenziando il ritardo con cui il legislatore italiano ha previsto il ristoro ai danneggiati da talidomide; i tempi lunghi e i criteri discutibili con cui la burocrazia preposta vaglia le istanze dei danneggiati; il carattere discriminatorio degli attuali parametri per la quantificazione dell'indennizzo, i quali penalizzano i soggetti che hanno perduto le braccia rispetto a quelli che hanno sofferto pregiudizi di minore entità; la necessità di non richiedere ai danneggiati la presentazione di documenti difficilmente reperibili, come la prescrizione originaria del farmaco da parte del medico specialista. Il PRESIDENTE dichiara concluse le procedure informative all'ordine del giorno. La seduta termina alle ore 9,15. Allegato