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Art. 5 Organi amministrativi 1. Il relatore dell'ente, nel cui ambito sono costituiti organismi di protezione sociale, è preposto alla direzione della loro gestione amministrativa. Egli esercita le attribuzioni di cui all'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189. Il relatore provvede a: a) ordinare le spese e i pagamenti per il funzionamento degli organismi di protezione sociale con le modalità di cui all'articolo 9; b) disporre, nel caso di affidamento in concessione, gli adempimenti amministrativi connessi con la concessione e stipulare i relativi atti negoziali; c) rendere il conto delle spese per il funzionamento degli organismi secondo le disposizioni di cui agli articoli 174 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189. 2. Il cassiere, in caso di gestione diretta, quale agente contabile incaricato delle riscossioni delle contribuzioni di cui all'articolo 2 del presente regolamento, osserva le disposizioni di cui agli articoli 219 e seguenti del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni ed integrazioni. Egli, in particolare, provvede a: a) versare in tesoreria le contribuzioni medesime, con imputazione ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato; b) rendere il prescritto conto giudiziale, corredato dei relativi documenti, tramite il comando generale alla Corte dei conti ai sensi dell'articolo 610 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827. Note all'art. 5: - L'art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189 (Regolamento di amministrazione per la Guardia di finanza), è il seguente: "Art. 22. - Il relatore, nominato con determinazione del comandante generale, è preposto alla direzione della gestione amministrativa dell'ente. In particolare, spetta al relatore: a) raccogliere e coordinare le previsioni del fabbisogno dei fondi per le esigenze dell'anno finanziario successivo, nonché richiedere la somministrazione dei fondi necessari; b) ordinare le spese secondo le norme in vigore e le direttive del comandante; c) proporre l'assegnazione dei fondi permanenti di cui al successivo art. 152; d) accettare, qualora non abbia nulla da osservare sul riconoscimento della regolarità formale e contabile di cui alla lettera f) dell'art. 24, i conti resi dai reparti amministrativamente dipendenti, ordinandone l'inserimento nella contabilità dell'ente; e) dirigere la gestione amministrativa del denaro e dei materiali affidati ai reparti dipendenti; f) detenere una delle chiavi della cassa di riserva; g) ordinare i pagamenti e le riscossioni; h) provvedere, quando non diversamente disposto dall'art. 49, alla stipulazione dei contratti, nonché disporre per gli adempimenti amministrativi connessi alla esecuzione dei lavori, delle forniture e delle vendite; i) disporre l'assunzione in carico e lo scarico dei materiali, nonché dare o provocare disposizioni per gli adempimenti amministrativi relativi al ricevimento e al riconoscimento dei materiali acquistati dal commercio; l) predisporre i provvedimenti per la dichiarazione di fuori uso dei materiali e per la vendita dei materiali recuperati; m) ordinare la somministrazione dei fondi ai reparti amministrativamente dipendenti; n) effettuare le verifiche e presiedere alle operazioni che il presente regolamento, o speciali disposizioni delle autorità superiori, attribuiscono alla sua competenza; o) assistere alle ispezioni e verifiche disposte dalle superiori autorità; p) eseguire, insieme al direttore dei conti, le operazioni relative al conto corrente postale; q) trasmettere nei termini prescritti i rendiconti delle anticipazioni e delle spese al Comando generale; r) firmare gli atti amministrativi e contabili di sua competenza e la corrispondenza degli uffici dipendenti, diretta anche a comandi superiori, previa delega del comandante da sancirsi con apposito atto". - Gli articoli 174 e seguenti del citato decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189, recano "Norme in materia di resa del conto". Gli articoli 219 e seguenti del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 (Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato), recano: "Norme generali in materia di entrate dello Stato". - L'art. 610 del citato regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 (Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato), è il seguente: "Art. 610. - Tutti gli agenti dell'amministrazione che sono incaricati delle riscossioni e dei pagamenti, o che ricevono somme dovute allo Stato, o altre delle quali lo Stato medesimo diventa debitore, o hanno maneggio qualsiasi di pubblico denaro, ovvero debito di materie, ed anche coloro che si ingeriscono senza legale autorizzazione negli incarichi attribuiti ai detti agenti, oltre alle dimostrazioni ed ai conti amministrativi stabiliti dal presente regolamento, devono rendere ogni anno alla Corte dei conti il conto giudiziale della loro gestione. Sono eccettuati i consigli di amministrazione e gli altri enti dipendenti dai Ministeri della guerra e della marina ed i funzionari di tutte le altre amministrazioni delegati a pagare spese sopra aperture di credito, i quali rendono i loro conti periodici, ai sensi e per gli effetti dell'art. 60 della legge, alle amministrazioni da cui rispettivamente dipendono. Nei casi però che taluno dei suindicati consigli, enti o funzionari delegati sia imputabile di colpa o negligenza nell'adempimento dell'incarico ad esso affidato, o di morosità alla presentazione dei conti periodici cui è tenuto, l'amministrazione competente può richiedere che la Corte dei conti, sulla istanza del procuratore generale della Corte medesima, sottoponga i presunti responsabili a speciale giudizio in analogia a quanto pei conti giudiziali è stabilito dall'art. 35 della legge 14 agosto 1982, n. 800".