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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE 2ª(Giustizia) 15 PARRINI La seduta inizia alle ore 18,35. IN SEDE REFERENTE 2040 (d-l 130/2020 - Immigrazione e sicurezza) DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) riflette ancora una volta sulla inopportunità di modificare le norme penali in maniera eccessivamente frequente vanificandone la stessa funzione deterrente nei confronti dei consociati. Ricorda poi di aver cercato la mediazione con le altre forze politiche tutte le volte in cui si modificavano le norme penali, ricordando come caratteristica di tali norme sia quella di orientare i comportamenti dei consociati. Paventando il rischio di correzioni frettolose, ritiene che sia necessario stabilire preventivamente le regole per la redistribuzione dei migranti e invoca una riflessione più ampia rispetto al tema dell'immigrazione. In particolare ritiene necessario trovare accordi con i Paesi extracomunitari in modo tale di poter disporre di piani e di programmi necessari per favorire migliori condizioni di vita nei paesi di origine. La politica della immigrazione, a suo parere, deve essere frutto di condivisione come avviene quando sono in gioco diritti fondamentali dei cittadini. Ricorda infine come la ricerca del consenso fra le forze parlamentari sia stata fondamentale ogni volta si sia interventui sulla materia dei diritti fondamentali come in relazione all'introduzione del reato di stalking o alla modifica dell'articolo 41- bis. Il senatore BALBONI ( FdI ) esprime perplessità sulla legittimità costituzionale del decreto legge, che risponde, a suo avviso, a esigenze ideologiche e non reali; paventa il rischio che si veicoli un messaggio sbagliato che porti tanti soggetti che vivono in condizioni di estrema povertà nel continente africano a pensare che l'Italia sia nelle condizioni economiche di poterli accogliere quando, in realtà, il nostro Paese non è in grado di garantire loro diritti fondamentali quali salute e lavoro. Manifesta perplessità sulla modifica dell'apparato sanzionatorio e ritiene che tale decreto possa far riprendere gli sbarchi, il traffico di esseri umani ad opera degli scafisti. Auspica l'adozione di misure adeguate di contrasto all'immigrazione clandestina; critica, infine, la previsione relativa all' identità di genere. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la sua parte politica dovrebbe consentire l'approvazione del provvedimento per un mero calcolo elettoralistico, in quanto i cittadini italiani sono certamente contrari alla riapertura in modo indiscriminato dei porti o all'ampliamento delle possibilità per gli immigrati irregolari di ottenere un permesso di soggiorno. Dal momento però che la Lega intende curare gli interessi del Paese, giudica molto negativamente gli interventi previsti, soprattutto nella fase di emergenza sanitaria in atto. Critica il tentativo di ripristinare il precedente sistema di accoglienza, che ritiene fallimentare, in quanto non si riescono ad evitare gli assembramenti e gli immigrati possono facilmente sottrarsi ai controlli. Inoltre, flussi di immigrati così consistenti ostacolano un reale processo di integrazione: sarebbe ipocrita limitarsi a rilasciare il permesso di soggiorno a persone che poi continuano a vivere in strada, con ricoveri di fortuna, privi di lavoro e prospettive di una vita migliore. Al contempo, invece, il Governo prevede norme e controlli stringenti per i cittadini italiani, al fine di contrastare la pandemia. A suo avviso, però, se si impongono restrizioni perfino per la Messa di Natale, bisognerebbe allora verificare il rispetto delle misure sul distanziamento anche negli altri luoghi di culto, per esempio le moschee. Per questi motivi, la Lega si opporrà in ogni modo alla conversione in legge del decreto n. 130 del 2020. Il senatore FUSCO ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il decreto n. 53 del 2019, di cui si propone la modifica, è stato assunto dal precedente Governo in un periodo in cui si registrava un rilevante aumento degli sbarchi di immigrati sulle coste italiani. Le misure adottate hanno inciso positivamente, riducendo gli arrivi di extracomunitari irregolari e contribuendo altresì a stroncare le speculazioni criminali nel sistema dell'accoglienza dei migranti, quindi è inaccettabile la scelta di sterilizzare le parti più significative di quel provvedimento. Il testo del decreto-legge n. 130 del 2020, con le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, finisce per aumentare di nuovo in modo indiscriminato l'ingresso nel Paese di consistenti flussi migratori e ciò è particolarmente grave, se si considera l'emergenza sanitaria in atto. Al contempo, il Governo non riesce a ottenere la liberazione dei pescatori reclusi in Libia da ormai più di cento giorni. Esprime considerazioni critiche, quindi, sulla mitigazione delle sanzioni previste per le ONG, sull'ampliamento dei motivi per il rilascio del permesso di soggiorno e la riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza. Sarebbe stato più opportuno, allora, occuparsi delle misure di ristoro economico per i cittadini in difficoltà e agevolare il rientro dei ricercatori italiani che si trovano all'estero e che invece avrebbero potuto dare un contributo prezioso nella ricerca contro il Covid-19. La senatrice SBRANA ( L-SP-PSd'Az ) si sofferma sulle lacune del sistema di accoglienza, le cui conseguenze sono particolarmente negative per i piccoli centri. Spesso i migranti sono accolti in strutture inadatte e in numero di molto superiore a quello consentito, in condizioni igienico-sanitarie precarie. Questo provoca anche tensioni nelle comunità locali, fino a diventare una minaccia per l'ordine pubblico. Pertanto, ritiene un grave errore consentire un aumento indiscriminato degli ingressi di extracomunitari, soprattutto se lo Stato italiano non è in grado di garantire loro una effettiva integrazione sociale. La senatrice LUNESU ( L-SP-PSd'Az ) ritiene ingiustificato modificare i decreti promossi dall'allora ministro Salvini in materia di immigrazione, considerato che avevano consentito di ridurre drasticamente gli sbarchi e di contrastare efficacemente le speculazioni realizzate da alcune cooperative con il cosiddetto " business dell'accoglienza". Con il provvedimento all'esame, invece, si rischia di ricreare la situazione esplosiva, dal punto di vista dell'ordine pubblico, che si era determinata prima dell'adozione dei decreti sicurezza. Anche in Sardegna, come in Sicilia, sono giunti migliaia di migranti, molti dei quali provocano risse e commettono furti, nonostante l'impegno delle forze dell'ordine. In una simile situazione, a suo avviso, non si avvertiva la necessità di ampliare i requisiti per la richiesta del permesso di soggiorno o i motivi di applicazione del divieto di respingimento, tra cui quello della persecuzione per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Nel frattempo, gli italiani subiscono limitazioni della loro libertà di movimento e sono sempre più a rischio povertà, come dimostrano anche le lunghe file alle mense della Caritas. Il senatore SIRI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il fenomeno migratorio ha assunto ormai dimensioni globali e caratteristiche patologiche, causando gravi squilibri nei Paesi di accoglienza. Sarebbe pertanto opportuno cercare di risolvere il problema alla radice, indirizzando aiuti concreti direttamente ai Paesi di provenienza degli immigrati, in modo da consentire a tante persone di trovare condizioni di vita migliori nella propria terra. È illusorio, infatti, pensare di poter garantire l'integrazione sociale a flussi di persone così numerosi; si creano, invece, condizioni di disagio anche per i cittadini italiani, già afflitti da ansie e preoccupazioni in questa situazione di emergenza. Ritiene che, con il provvedimento in esame, si incentivi l'immigrazione clandestina spinta da motivi economici. Per compiere un gesto di vera solidarietà, a suo avviso, bisogna evitare di frustrare le aspettative di tante persone che poi finiscono per cadere vittime di traffici criminali. Il senatore DORIA ( L-SP-PSd'Az ), pur riconoscendo l'importanza dell'integrazione di differenti culture, sottolinea la necessità di impedire l'arrivo indiscriminato di migliaia di migranti in cerca di condizioni economiche migliori, che del resto l'Italia non è in grado di offrire neanche ai propri cittadini. Sottolinea che anche in Sardegna, ormai, la pressione migratoria è insostenibile, soprattutto in assenza di una progettualità a lungo termine. Sarebbe preferibile, quindi, prevedere aiuti e sostegni concreti per i territori di partenza dei migranti. Con provvedimenti come quello all'esame, nell'errato convincimento di compiere un atto di solidarietà verso persone in difficoltà, si alimentano i traffici di esseri umani delle organizzazioni criminali, a cui - a suo avviso - non sono estranee le ONG. Sottolinea, inoltre, la colpevole inerzia dell'Unione europea che, lasciando sprovviste di controlli le frontiere esterne, costringe i Paesi di primo approdo, come l'Italia, a sostenere tutto il peso della gestione dell'accoglienza. La senatrice PIZZOL ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che le misure previste dal Governo incentivino l'arrivo in Italia di flussi di migranti, animati dalla prospettiva di trovare vitto, alloggio e cure mediche gratuiti e perfino un posto di lavoro. In realtà, l'Italia è in grave difficoltà: il tasso di disoccupazione dei cittadini è alto, anche perché per anni l'importazione dall'estero di manodopera a basso costo ha causato la sostituzione di intere categorie professionali con lavoratori stranieri. Inoltre, a fronte della costruzione di centri di accoglienza per i migranti, è sempre più carente l'edilizia residenziale pubblica. Tale situazione alimenta le tensioni sociali, anche perché gli immigrati spesso commettono gravi reati, in particolare nel settore dello spaccio di droga, e si rendono responsabili di aggressioni sessuali. Ritiene pericoloso, dunque, favorire l'arrivo di stranieri che hanno cultura e tradizioni diverse e fanno riferimento principalmente alle loro autorità religiose. In assenza di controlli puntuali, peraltro, vi è il rischio di infiltrazioni di cellule terroristiche. A fronte di ciò, si continua a retribuire in modo inadeguate le forze dell'ordine e a depenalizzare i reati: in questo modo, a suo avviso, si tradiscono le aspettative di giustizia degli italiani. Il senatore BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'inadeguatezza della sinistra italiana di fronte al tema dell'immigrazione, sebbene il fenomeno determini effetti negativi proprio sulle fasce sociali maggiormente sprovviste di tutela, che le forze politiche progressiste ritengono di difendere. A suo avviso, da un punto di vista economico, la sinistra italiana, pur ispirata da ideali socialisti e umanitari, si è consegnata al neoliberismo, rinunciando alla riflessione sulla redistribuzione funzionale del reddito. Dovrebbe riprendere, invece, i temi della lotta di classe e della difesa del lavoro, per favorire la ricostruzione e crescita del Paese. Quanto alla gestione dei flussi migratori, ritiene che i progressisti abbiano subito l'iniziativa e l'atteggiamento coerente della Lega. A suo avviso, l'esistenza delle frontiere ha un significato e un valore che non si può disconoscere: piuttosto che porsi il problema della tutela del migrante, occorre considerare la necessità di offrire adeguata protezione al cittadino italiano, che potrebbe ricevere un danno proprio dalla presenza degli immigrati. Ritiene necessario tenere conto, infine, che il salvataggio di vite in mare può comportare l'eventualità che, oltre a chi scappa da guerre e persecuzioni, con eterogenesi dei fini, sia salvato anche lo stesso persecutore. Il senatore Pietro PISANI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'esigenza di recuperare il patrimonio di regole e principi che hanno contribuito alla crescita del Paese e che invece l'attuale maggioranza, a suo avviso, sta depauperando. In particolare, si dovrebbero riaffermare la cultura della legalità e i valori della difesa della patria e della famiglia. Il PRESIDENTE osserva che finora sono stati già svolti numerosi interventi, oltre alle audizioni e al dibattito sulla proposta di questione pregiudiziale. Dopo aver precisato che sarà comunque possibile proseguire la discussione generale, ritiene indispensabile fissare un termine per la presentazione degli emendamenti. Lo richiedono, infatti, sia l'imminente calendarizzazione in Assemblea del decreto, che scade il 20 dicembre, sia le esigenze di un'ordinata prosecuzione dei lavori. Propone pertanto di fissare il termine per le ore 8 di domani, giovedì 17 dicembre. Il presidente OSTELLARI ( L-SP-PSd'Az ) non concorda con la proposta del presidente Parrini. Ritiene invece preferibile, anche tenuto conto dell'orario serale, disporre una sospensione dei lavori per consentire un confronto tra i Capigruppo sulle modalità di prosecuzione dei lavori. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) condivide la proposta del Presidente Ostellari a favore di una pausa necessaria a trovare una soluzione condivisa. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) si dichiara, invece, d'accordo con la proposta del presidente Parrini. Il PRESIDENTE osserva che la proposta di fissare il termine per gli emendamenti non esclude la possibilità di sospendere brevemente i lavori, per poi proseguire la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede una sospensione congrua per poter valutare le proposte avanzate. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) ritiene opportuno sospendere i lavori e discutere successivamente della proposta formulata dal Presidente. I senatori BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), RUOTOLO ( Misto ), CUCCA ( IV-PSI ), MANTOVANI ( M5S ) e D'ANGELO ( M5S ) si dichiarano a favore della proposta del presidente Parrini. La senatrice VALENTE ( PD ), relatrice per la 1 a Commissione, ritiene irragionevole continuare a rinviare la fissazione del termine per gli emendamenti. Del resto, alle opposizioni è stata ampiamente garantita la possibilità di approfondire la materia. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) invoca le disposizioni degli articoli 99 e 100 del Regolamento del Senato a sostegno delle proprie tesi. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che, in base al Regolamento del Senato, non è possibile fissare il termine per la presentazione di emendamenti prima della conclusione della discussione generale. Infatti, il dibattito può fornire utili spunti di riflessione, che possono anche far emergere la inopportunità di presentare proposte di modifica. Invita quindi il Presidente a evitare forzature: in caso il proprio Gruppo adotterà adeguati strumenti ostruzionistici. Il PRESIDENTE assicura che non vi sono norme regolamentari che impediscano la fissazione del termine per gli emendamenti prima della conclusione della discussione generale e che tale prassi è abitualmente seguita per i disegni di legge di conversione di decreti-legge. In ogni caso, il termine va stabilito anche nel caso che non si intenda presentare proposte di modifica. Del resto, l'esame in Commissione non può protrarsi in modo indeterminato, trattandosi peraltro di un provvedimento in scadenza. Non ravvisando unanimità di consensi, e stigmatizzando le minacce di ricorso all'ostruzionismo, avverte che si procederà alla votazione della proposta di fissare un termine per gli emendamenti alle ore 8 di domani. I senatori della Lega, in segno di protesta, occupano i banchi della Presidenza. La seduta, sospesa alle ore 20,35, riprende alle ore 21. Il PRESIDENTE avverte che è stato trovato un accordo tra i Gruppi. I senatori che avevano chiesto di intervenire in discussione generale hanno rinunciato. Pertanto, d'intesa con il presidente Ostellari, propone di dichiarare conclusa la discussione generale e di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno alle ore 11,30 di domani. In tal modo, le Commissioni 1 a e 2 a potranno tornare a riunirsi dopo la conclusione del dibattito in Assemblea sulle proposte di questione pregiudiziale. Le Commissioni riunite convengono. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA Il PRESIDENTE comunica che è convocata un'ulteriore seduta per domani, giovedì 17 dicembre, alle ore 11,30 o comunque alla sospensione dei lavori dell'Assemblea, se successiva. Le Commissioni riunite prendono atto. La seduta termina alle ore 21,05.