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Procedimento civile - Giudizi di equa riparazione concernenti l'irragionevole durata dei processi amministrativi - Competenza territoriale funzionale della Corte d'appello determinata ai sensi dell'art. 11 del codice di procedura penale - Censura della norma nella interpretazione enunciata dalle sezioni unite della Corte di cassazione, costituente diritto vivente, alla quale il rimettente non ritiene di aderire - Ammissibilità della questione.. Poiché le sezioni unite civili della Cassazione, investite della questione dell'interpretazione dell'art. 3, comma 1, l. n. 89 del 2001, hanno ritenuto che il criterio di collegamento stabilito da questa disposizione concerne anche giudizi relativi a processi celebrati davanti al giudice amministrativo, siffatta interpretazione costituisce regola di diritto vivente, in quanto enunciata dalle sezioni unite nell'esercizio della propria funzione nomofilattica (sentenza n. 338 del 2011) e, in seguito, costantemente ribadita dalla stessa Corte: la premessa interpretativa dalla quale muove il rimettente è, dunque, corretta e, costituendo la valutazione se uniformarsi o meno a tale orientamento una facoltà del medesimo (sentenza n. 91 del 2004), la questione di legittimità costituzionale è ammissibile. Essa non mira, infatti, ad ottenere un avallo dell'interpretazione ritenuta preferibile dal giudice a quo, ma consiste nella denuncia del contrasto della stessa con gli artt. 3, 24, 25 e 111 Cost.