Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 126 PITTONI La seduta inizia alle ore 14,20. IN SEDE CONSULTIVA dl n. 124/2019 fiscale DDL 1638 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili (Parere alla 6 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore LANIECE ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustra, per le parti di competenza, il disegno di legge in titolo, soffermandosi in primo luogo sull'articolo 32- sexies , che istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica delle strutture degli ex ospedali psichiatrici, richiamando al pieno rispetto del carattere storico, artistico, culturale ed etnoantropologico di tali strutture. Passa quindi a illustrare l'articolo 46- bis , che al comma 1 introduce uno specifico criterio di riparto geografico della quota dell'otto per mille dell'IRPEF di competenza dello Stato destinata agli interventi per gli immobili adibiti all'istruzione scolastica, prevedendo che la quota attribuita venga divisa in tre parti di pari importo in relazione alle aree geografiche del Nord, di Centro e Isole e del Sud, e apprezzato l'obiettivo di ridurre i divari territoriali negli interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza adeguamento sismico e incremento dell'efficienza energetica degli edifici scolastici. Il comma 3 del medesimo articolo 46- bis stabilisce poi che le risorse della quota a gestione statale dell'otto per mille dell'IRPEF relative all'edilizia scolastica sono destinate "prioritariamente" agli interventi di edilizia scolastica che si rendono necessari a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili individuati annualmente con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantendo maggiore flessibilità nell'utilizzo delle risorse relative all'edilizia scolastica. Il comma 4 della medesima disposizione introduce, per quanto riguarda la quota a diretta gestione statale dell'otto per mille dell'IRPEF, la possibilità di scelta da parte del contribuente tra le cinque tipologie di intervento tra le quali vi sono, per i profili di competenza della Commissione, la conservazione dei beni culturali e la ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica di proprietà pubblica. Con l'articolo 58- quater si incide sul regime fiscale dell'Accademia dei Lincei, al fine di esentare da imposizione, oltre alle attività istituzionali, anche le attività strumentali dalla stessa esercitate non in regime di impresa. L'articolo 58- octies , infine, istituisce un'apposita sezione del Fondo unico per l'edilizia scolastica destinata a finanziare le esigenze urgenti e indifferibili di messa in sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici scolastici pubblici, incluse quelle emerse a seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica, le cui risorse sono pari a 5 milioni di euro per il 2019 e a 10 milioni di euro annui dal 2020 al 2025. Conclude proponendo e illustrando una proposta di parere favorevole, pubblicata in allegato. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) chiede di rinviare ad altra seduta la votazione, in considerazione della complessità del provvedimento e dei necessari approfondimenti. Non essendovi obiezioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE DL N. 126/2019 SCUOLA DDL 1633 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE chiede se vi siano ulteriori interventi in discussione generale. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara conclusa tale fase procedurale. Dopo che la relatrice GRANATO ( M5S ) ha rinunciato a svolgere la replica, il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 152 emendamenti e 20 ordini del giorno al provvedimento in titolo, pubblicati in allegato, avverte che si passa quindi alla loro illustrazione e che si riserva di pronunciarsi sulle inammissibilità in un momento successivo. Prende atto la Commissione. Il senatore IANNONE ( FdI ) interviene sul complesso degli emendamenti che il suo Gruppo ha presentato per correggere quello che egli giudica un provvedimento profondamente errato, auspicando che vi sia la disponibilità a miglioramenti che i tempi di conversione comunque non precludono. Il decreto-legge in esame infatti tradisce il suo stesso scopo, quello di sanare la grave situazione di precariato che connota da troppi anni il mondo della scuola; gli emendamenti del suo Gruppo cercano di rispondere a legittime aspettative di categorie del personale della scuola, tra cui cita a titolo esemplificativo i cosiddetti diplomati magistrali, i docenti per l'insegnamento della religione cattolica, gli esclusi da procedure di stabilizzazione. Occorre, a suo giudizio, intervenire con correzioni al testo in esame che consentano il giusto riconoscimento del lavoro svolto da molte categorie di personale, per la cui stabilizzazione i posti messi a concorso sono assolutamente insufficienti, che con la propria attività ha permesso alla scuola italiana di funzionare, cercando un necessario equilibrio con le aspettative di coloro che aspirano a entrare nei ruoli mediante le procedure concorsuali. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli emendamenti a sua prima firma riferiti all'articolo 1, a partire dall'emendamento 1.57, che interviene in materia di posti vacanti e disponibili tenendo conto della procedura di pensionamento con la cosiddetta "Quota 100", più complessa in quanto richiede che l'INPS accerti la sussistenza del diritto alla pensione e ne dia poi comunicazione all'amministrazione di appartenenza. Nel 2019, primo anno di applicazione, troppo spesso la comunicazione dell'esito positivo da parte dell'INPS agli uffici periferici del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è pervenuta successivamente alla data di chiusura del sistema informativo per la gestione dell'organico e della mobilità, che non era stata opportunamente raccordata: in tali casi il diritto del dipendente è stato fatto salvo e questi è stato collocato regolarmente a riposo, ma il posto così liberato è divenuto una disponibilità "sopravvenuta", non utilizzabile per le operazioni di mobilità e, conseguentemente, per le nomine in ruolo che vengono programmate sul 50 per cento dei posti disponibili per la mobilità. Conseguentemente, non è stato possibile attribuire un gran numero di posti vacanti e disponibili in organico a chi legittimamente attendeva la nomina in ruolo in quanto utilmente collocato nella relativa graduatoria, sia di concorso che ad esaurimento; a tale esigenza risponde l'emendamento in questione. L'emendamento 1.0.1 risponde alle specifiche esigenze professionali dei docenti precari di I, II e III fascia delle graduatorie di istituto, non in possesso del titolo di specializzazione, che vengono chiamati annualmente a coprire posti di sostegno per mancanza di specializzati e che hanno acquisito sul campo la pratica operativa, pur in assenza della necessaria preparazione tecnico-scientifica. Si consente inoltre di innalzare la qualità dell'insegnamento su posti di sostegno dei docenti di ruolo, appartenenti a classi di concorso in esubero o in assegnazione provvisoria sul sostegno per carenza di posti di insegnamento comune, problema endemico in alcune realtà, che da anni esplicano la medesima funzione dei loro colleghi di ruolo sul sostegno, senza specifica preparazione. L'emendamento 1.0.2 intende porre rimedio - disponendo uno slittamento di un anno nell'applicazione delle aliquote previste - alle difficoltà estrema nel reperire i presidenti e i membri delle commissioni d'esame, che hanno provocato un notevolissimo rallentamento dei tempi nello svolgimento dei concorsi, con grave pregiudizio per le legittime aspettative di moltissimi precari che, in sostanza, non hanno potuto usufruire della percentuale più favorevole per il primo anno di applicazione della norma. L'emendamento 1.0.3 intende rispondere alle esigenze dei docenti immessi in ruolo con la procedura del FIT transitorio - istituto giuridico poi abrogato - costretti a rimanere per cinque anni in una sede non scelta e sulla quale, per di più, hanno prestato servizio per un anno mantenendo lo stato giuridico di supplenti. Con l'emendamento 1.0.3 si affida alla contrattazione collettiva l'impegno di regolamentare la permanenza nelle sedi successive alla prima, allo scopo di offrire un giusto contemperamento tra l'interesse pubblico alla continuità didattica ed educativa e l'interesse dei docenti a poter svolgere il servizio nella sede più consona al soddisfacimento alle proprie esigenze di vita. Con l'emendamento 1.0.4 si propone un intervento reso necessario dall'approvazione, in prima lettura alla Camera dei deputati, di un emendamento dell'onorevole Toccafondi, che nega ai docenti precari di religione quanto ottenuto dai colleghi abilitati di secondaria (FIT transitorio 2018) e primaria/infanzia (Concorso straordinario 2018). Solo per loro, pur in possesso di idoneità dell'Ordinario, è previsto un concorso doppiamente selettivo, che impone il superamento di una prova scritta e una orale, di fatto disconoscendo il valore abilitante dell'idoneità ecclesiastica. Sono inoltre fortemente penalizzati vincitori e idonei del concorso 2004 poiché mentre pochi fortunati saranno stabilizzati "nelle more dell'espletamento" della procedura, una volta pubblicate le graduatorie del nuovo concorso - probabilmente nel primo semestre 2021 - le vecchie liste non avranno più valore. L'emendamento prevede il recupero delle graduatorie del concorso 2004, con due procedure parallele e distinte che vengono incontro sia a coloro che esercitano da anni la funzione docente sia ai giovani laureti; si tratta di una proposta presentata nel corso dell'esame da parte della Camera dei deputati, ma respinta dalla maggioranza. Dopo essersi soffermato sul meccanismo delineato con l'emendamento 1.0.4, passa a illustrare la proposta 1.0.5, con la quale si affronta la questione dei cosiddetti "diplomati magistrali", alla luce delle numerose pronunce giurisprudenziali e dei conseguenti licenziamenti di molti insegnanti in servizio di ruolo - o in servizio con contratti a tempo determinato - da diversi anni, senza peraltro poter percepire alcuna indennità di disoccupazione, non ricorrendone le condizioni di legge. Dopo aver sottolineato come non possa considerarsi risolutivo l'accordo siglato dal MIUR e dai sindacati il 18 ottobre scorso, che si limita a "salvaguardare i rapporti di lavoro in corso", ormai superato nei fatti, precisa che, allo scopo di assicurare, nei limiti del possibile, la continuità lavorativa al predetto personale senza penalizzare coloro che essendo inseriti a pieno titolo nelle graduatorie a esaurimento (GAE) e di conseguenza nella I fascia di istituto hanno maggior titolo non solo per l'acceso al ruolo ma anche per il conferimento delle supplenze, l'emendamento prevede la precedenza assoluta nel conferimento delle supplenze dalle graduatorie di istituto di II fascia per coloro che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso straordinario bandito nel 2018 e, in subordine, a coloro che hanno titolo a presentare domanda per un nuovo concorso straordinario, cui possono partecipare coloro che, pur lavorando da anni sia per supplenze nella scuola statale sia, con contratti di varia natura, nelle paritarie, non hanno maturato due annualità complete di servizio prestato nella scuola statale. Un diverso concorso straordinario è poi destinato a coloro che possiedono un solo anno di servizio. Passa quindi a illustrare l'emendamento 1.0.6, con il quale, in armonia con il nuovo sistema di reclutamento previsto dal decreto legislativo n. 59 del 2017 e dalla legge n. 145 del 2018, si propone l'istituzione presso le Università e presso gli Istituti del sistema AFAM di percorsi annuali di specializzazione finalizzati al rilascio dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. Si risponde così sia alle esigenze da tempo rappresentate dai docenti appartenenti alla III fascia delle graduatorie di istituto che da più anni esercitano regolare attività d'insegnamento, sia a quelle di insegnanti di ruolo che, avendone titolo, desiderino sviluppare la loro carriera acquisendo l'abilitazione e partecipando successivamente alla mobilità professionale prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto. Nel ricordare come tale previsione sia coerente con la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 per l'esercizio delle professioni regolamentate e con la normativa italiana vigente, precisa che il percorso formativo proposto è diverso da quello ordinario - in quanto non selettivo in ingresso, ma sempre selettivo in itinere e in uscita - ed è destinato a coloro che esercitano da tre anni legittimamente la funzione docente nell'istruzione e formazione pubblica italiana, costituito da scuole statali, paritarie e sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). La senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) interviene sull'ordine dei lavori chiedendo al Presidente il rispetto dei tempi per l'illustrazione degli emendamenti e criticando la scelta di procedere a interventi di tale natura presiedendo la Commissione. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) interviene in merito a quanto lamentato dalla senatrice Montevecchi, dichiarando di non comprendere il senso delle obiezioni mosse e giudicando del tutto fisiologica un'illustrazione da parte del Presidente di emendamenti presentati, anche con valutazioni di tipo politico. Anche il senatore BARBARO ( L-SP-PSd'Az ) ritiene del tutto normale che il Presidente possa illustrare emendamenti a propria firma, invitando a considerare che, se così non fosse, si verificherebbe un'incomprensibile compressione delle prerogative di un parlamentare. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) interviene per osservare che nell'illustrare gli emendamenti a propria firma egli esercita un diritto che non interferisce sullo svolgimento delle funzioni di presidenza. La relatrice GRANATO ( M5S ) si unisce all'intervento della senatrice Montevecchi lamentando anche la durata - a suo giudizio eccessiva - di una delle audizioni informali svolte nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari di ieri, sollecitando il Presidente al rispetto del suo ruolo e a un esercizio imparziale dello stesso. Il PRESIDENTE confuta la contestazione sui tempi di una delle audizioni svolte ieri: dopo aver segnalato che, in quella fase, non vi erano più le esigenze di celerità che avevano indotto a definire una tempistica molto stringente per gli interventi, sottolinea che, comunque, anche per altre audizioni svolte ieri - come peraltro anche in numerose altre occasioni - egli non aveva applicato in modo rigoroso i tempi stabiliti in via generale, al fine di consentire per quanto possibile l'acquisizione delle informazioni e delle valutazioni degli auditi, nell'interesse della Commissione e prescindendo del tutto dal contenuto di queste. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) proseguendo nell'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1, si sofferma quindi sull'emendamento 1.56, che risponde, senza oneri finanziari aggiuntivi, all'esigenza di non stravolgere l'ordine naturale di successione nel tempo delle varie procedure concorsuali e al contempo di rispettare il principio del riconoscimento del valore pregnante della procedura concorsuale ordinaria, rispetto a quelle straordinarie e alle graduatorie ad esaurimento. Richiama infine i contenuti dell'emendamento 1.37. La senatrice RUSSO ( M5S ) illustra l'emendamento 1.58, che estende al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) la disciplina delle immissioni in ruolo recata dal comma 18- quater dell'articolo 1. Il senatore MARILOTTI ( M5S ) illustra l'emendamento 1- quinquies .0.1 volto a favorire il rientro dei docenti residenti nelle Regioni del Mezzogiorno divenuti titolari di cattedre in altre Regioni, in particolare nel Centro Nord, a causa del famigerato algoritmo applicativo della legge n. 107 del 2015. La senatrice RUSSO ( M5S ) illustra l'emendamento 1-sexies.0.6, concernente l'aggiornamento delle classi di concorso dei licei musicali, una disposizione necessaria per consentire, all'interno della classe di concorso A-55, la creazione di sottocodici aventi ad oggetto gli insegnamenti degli strumenti Jazz indicati. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 1- sexies .1, che permette di sopperire alle esigenze delle scuole comunali, evitando una pericolosissima commistione di personale avente competenze ben differenziate dalla norma. Il senatore MARILOTTI ( M5S ) illustra l'emendamento 2.16, che autorizza il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca a bandire, nell'ambito della vigente dotazione organica, un concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento di dirigenti tecnici prevedendo una riserva di almeno il 40 per cento dei posti a coloro che, avendo i requisiti per partecipare al concorso, abbiano ottenuto l'incarico e svolto le funzioni di dirigente tecnico per almeno un triennio, sottolineando che si tratta di una misura di equità. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 2.4 con il quale, intervenendo in tema di concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici del 2017, si intende porre rimedio alle attuali situazioni di palese disparità di trattamento verificatesi nella predisposizione e nella gestione della procedura concorsuale dovute principalmente alla delocalizzazione geografica delle sotto-commissioni in cui necessariamente si è articolata la commissione giudicatrice nazionale in conseguenza dell'elevato numero di candidati; fatti salvi gli effetti della graduatoria definitiva già pubblicata, si prevede una soluzione volta a far venir meno il contenzioso, senza nuovi oneri a carico dello Stato. L'emendamento 2.12 consente di azzerare definitivamente il contenzioso relativo al concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici del 2011, nel pieno rispetto della giurisprudenza costituzionale, che ha ritenuto costituzionalmente legittima una norma di garanzia di diritti acquisiti e di sanatoria di situazioni contenziose pregresse determinatesi nell'ultimo decennio. L'emendamento 2.20, in materia di concorso per dirigente tecnico, esonera dalla prova preselettiva coloro che, almeno per un triennio, abbiano svolto le funzioni di dirigente tecnico presso l'amministrazione centrale e periferica del MIUR con contratto a tempo determinato, valorizzando così le competenze acquisite ed il servizio svolto a garanzia del buon andamento della pubblica amministrazione: si tratta infatti di personale professionalmente qualificato per lo svolgimento della funzione ispettiva, che ha svolto per almeno un triennio tutte le attività previste dalla funzione, ed è stato già formato presso l'Amministrazione. Con l'emendamento 2.21 si propone la proroga degli incarichi dei dirigenti tecnici a tempo determinato, fino all'immissione nei ruoli dei dirigenti tecnici vincitori di concorso e senza aggravi di spesa, evitando la creazione di un vuoto in organico durante lo svolgimento delle procedure concorsuali, che si può prevedere richieda molto tempo per l'alto numero dei concorrenti. L'emendamento 2.33, infine, intende porre rimedio alla situazione degli assistenti amministrativi facenti funzione della scuola, emersa anche nelle audizioni svolte. La carenza endemica nel sistema scolastico italiano di migliaia di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) ha condotta all'affidamento di tale funzione, a partire dal 2000 - in forza di specifica normativa atta ad assicurare la presenza di detta figura nelle scuole che ne siano sprovviste - agli Assistenti amministrativi, a pieno titolo e con tutte le responsabilità connesse; ciò ha garantito il regolare funzionamento delle scuole loro affidate al pari di quelle gestite da DSGA di ruolo. La previsione, contenuta nella legge di bilancio per il 2019, di un concorso ordinario per DSGA, cui conseguirebbe la copertura della totalità dei posti vacanti, escludendo ogni possibile progressione verticale all'interno del comparto, finendo per penalizzare chi, sostituendo il DSGA anche per oltre un decennio, ha acquisito competenze in un'esperienza lavorativa che è nata, si è sviluppata ed è cresciuta su richiesta dell'Amministrazione per mancanza di DSGA titolari. L'emendamento prevede, in sede di prima applicazione, il superamento del requisito del titolo di laurea e la previsione, in sua vece, della prescritta anzianità di servizio nel ruolo richiesto di almeno tre anni. Dà quindi ulteriori dettagli sui contenuti dell'emendamento, evidenziando la palese contraddizione di permettere a persone esperte ma prive di laurea - gli Assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA - di partecipare al concorso ordinario in via di svolgimento ma di non consentire loro di concorrere a un riservato, un'opzione contemplata nell'intesa del 1 ottobre 2019, sottoscritta dal ministro dell'istruzione Fioramonti con le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola. Dà quindi conto dell'appello che egli ha rivolto, insieme alla vice presidente della Commissione cultura della Camera, onorevole Giorgia Latini, al Capo dello Stato affinchè si presti attenzione alla situazione di questa categoria di personale della scuola. La relatrice GRANATO ( M5S ) si complimenta con il presidente Pittoni per esser riuscito a farsi interprete del complesso delle istanze di tutte le categorie del comparto; tuttavia, osserva come la funzione della scuola sia principalmente quella di elevare il livello culturale degli studenti: ciò richiede una selezione accurata dei docenti soprattutto in ingresso, considerata l'assenza di valutazioni successive, alla luce del principio di libertà dell'insegnamento, né può considerarsi sufficiente il servizio prestato, sia pure protratto nel tempo. Il provvedimento d'urgenza in esame non è esente da criticità, derivando da un'originaria iniziativa del ministro Bussetti, il quale - cambiando il proprio precedente orientamento - non ha provveduto a bandire il concorso ordinario, come prefigurato dalla legge di bilancio per il 2019. Il Movimento 5Stelle ha mantenuto, invece, una linea coerente, facendo proposte con l'accortezza e la ponderazione delle conseguenze che sono richieste alle forze che governano il Paese. In tema di mobilità occorre evitare le gravissime interruzioni di servizio e favorire la continuità didattica, non solo al Nord ma anche nelle zone disagiate del territorio nazionale, garantendo il buon funzionamento della scuola nell'ottica di tutelare i diritti di cittadinanza degli studenti e delle famiglie. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) replica che il vincolo di permanenza nella medesima sede per cinque anni va attuato con ragionevolezza, evitando di indurre comportamenti abusivi o elusivi suscettibili di creare danni diffusi e rilevantissimi. La soluzione avanzata con le sue proposte emendative indica una durata, tre anni, che considera ragionevole, rimettendo alla contrattazione l'ulteriore regolazione. Richiama i contenuti del contratto di Governo sottoscritto dalle due forze politiche che sostenevano il precedente Governo e l'impegno che in tal modo il Movimento 5 Stelle aveva assunto su una fase transitoria che consentisse di superare il problema del precariato storico. Quanto al percorso abilitante speciale (PAS), si tratta di un percorso selettivo, che consente una selezione di merito e non, come il TFA, una chiusura in ingresso con il numero chiuso, con il rischio di esclusioni di persone meritevoli; inoltre ribadisce la sua conformità al diritto europeo e alla normativa vigente, nonché l'assenza di oneri visto che i costi sono sostenuti dai partecipanti. Proprio quest'ultimo aspetto rappresenta, per la senatrice GRANATO ( M5S ) un motivo di contrarietà, poiché si rischia di creare una discriminazione a danno dei meno abbienti e una differenziazione tra i territori. La senatrice VANIN ( M5S ) obietta, in merito alla fissazione in tre anni del vincolo di permanenza, che i percorsi scolastici di tre anni sono esclusivamente quelli della scuola secondaria di primo grado. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) puntualizza, a sua volta, che la maggior parte dei percorsi scolastici si articola sul modello 2 più 2 più 1. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea la ratio che anima gli emendamenti presentati dalla sua parte politica: quella di superare il precariato storico, un'utopia, forse, ma comunque un obiettivo che è necessario perseguire. Il diritto alla continuità didattica è certamente un elemento di cui tenere massimo conto, senza però ignorare i diritti di coloro che lavorano anche da moltissimi anni e prevedendo, semmai, le attività di formazione che si ritenessero necessarie. Sull'esigenza di una selezione basata sul merito e l'impossibilità di sanare tutte le situazioni di precariato, richiamando anche la giurisprudenza costituzionale in materia di quote riservate nei concorsi pubblici, interviene la senatrice RUSSO ( M5S ), cui risponde il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) che richiama nuovamente il contratto di Governo del 2018 e sottolinea la piena conformità dei suoi emendamenti alle quote di riserva indicate dalla giurisprudenza costituzionale. Alla relatrice GRANATO ( M5S ) che interviene nuovamente precisando che l'accordo di Governo evocato non necessariamente conduce alle soluzioni prefigurate dagli emendamenti a prima firma Pittoni e sottolineando polemicamente come sia facile proporre, da una posizione di opposizione, soluzioni che poi non si è chiamati ad attuare, risponde il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) che rivendica la piena applicabilità delle proposte da lui avanzate e ne ribadisce la conformità alla giurisprudenza costituzionale. La senatrice SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ) comprende le difficoltà rilevate dalla senatrice Granato, ma evidenzia come gli emendamenti del suo Gruppo intendano individuare soluzioni nella consapevolezza della limitatezza delle risorse; sottolinea come il presidente Pittoni svolga sempre il suo ruolo con la massima imparzialità e come siano infondate i rilievi mossi alla durata delle audizioni. Il senatore CANGINI ( FI-BP ) ritiene che il distinguersi nel merito delle proposte appartenga alla normale dialettica tra maggioranza e opposizione e invita a evitare di considerare - come ha fatto la senatrice Montevecchi - le obiezioni politiche su un piano personale. Il presidente PITTONI ( L-SP-PSd'Az ) illustra l'emendamento 5.4, che dispone che per i contratti di formazione specialistica non stipulati con medici, deve essere reso noto l'impiego alternativo dei fondi residui. L'emendamento 5.5 dispone l'abrogazione della norma che attualmente stabilisce il divieto di contemporanea iscrizione a diversi corsi di laurea, impedendo così la creazione di percorsi formativi multidisciplinari fortemente integrati, come per esempio quello in medicina e chirurgia con quello in ingegneria biomedica, i quali, pur registrando numerose sovrapposizioni, non raggiungono la sovrapposizione dell'80 per cento dei settori scientifici disciplinari (SSD) e dei crediti formativi universitari (CFU) di entrambe le classi oggi richiesta per la creazione di un corso interclasse; richiama, al riguardo, analoghe iniziative in corso in Svizzera e nei Paesi Bassi, che hanno ottenuto ottimi risultati. L'emendamento 5.0.2 reca l'interpretazione autentica dell'articolo 6, comma 10, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, recante norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario; tale norma si interpreta nel senso che ai professori e ai ricercatori a tempo pieno, nel rispetto degli obblighi istituzionali, è liberamente consentito, indipendentemente dalla retribuzione, lo svolgimento di attività di consulenza extra istituzionali realizzate in favore di privati, enti pubblici ovvero per fini di giustizia. Tali attività possono essere svolte anche in regime di partita IVA, senza necessità d'iscrizione ad albi professionali, fatta eccezione per le professioni sanitarie e, in ogni caso, in mancanza di un'organizzazione di mezzi e di persone preordinata allo svolgimento di attività libero professionale. Le attività che i professori e i ricercatori universitari a tempo pieno possono svolgere liberamente devono essere preventivamente comunicate al direttore del dipartimento di afferenza e quindi del rettore. Una quota pari al 10 per cento del compenso lordo percepito dai professori e ricercatori a tempo pieno per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 è destinato, senza oneri fiscali, all'attivazione di posti di ricercatore di cui all'art. 24, comma 3, lettera a) della legge n. 240 del 2010, nonché di borse di dottorato, di assegni di ricerca, e di borse di studio per studenti universitari; il Senato accademico delibera la ripartizione del contributo alle diverse destinazioni. Infine, con l'emendamento 5.0.3 si permette alle Università che hanno i bilanci in ordine di sostenere con risorse proprie sia le progressioni di carriera sia l'assunzione di nuove leve. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE avverte che si è conclusa la fase di illustrazione e discussione degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti al provvedimento in titolo. Il seguito dell'esame è rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1638 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, visto l'articolo 32- sexies , che istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica delle strutture degli ex ospedali psichiatrici, richiamando al pieno rispetto del carattere storico, artistico, culturale ed etnoantropologico di tali strutture; apprezzato l'articolo 46- bis , che al comma 1 introduce uno specifico criterio di riparto geografico della quota dell'otto per mille dell'IRPEF di competenza dello Stato destinata agli interventi per gli immobili adibiti all'istruzione scolastica, prevedendo che la quota attribuita venga divisa in tre parti di pari importo in relazione alle aree geografiche del Nord, di Centro e Isole e del Sud, e apprezzato l'obiettivo di ridurre i divari territoriali negli interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza adeguamento sismico e incremento dell'efficienza energetica degli edifici scolastici; valutato positivamente il comma 3 del medesimo articolo 46- bis , a norma del quale le risorse della quota a gestione statale dell'otto per mille dell'IRPEF relative all'edilizia scolastica sono destinate "prioritariamente" agli interventi di edilizia scolastica che si rendono necessari a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili individuati annualmente con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantendo maggiore flessibilità nell'utilizzo delle risorse relative all'edilizia scolastica; valutato positivamente altresì il comma 4 della medesima disposizione, con il quale si introduce, per quanto riguarda la quota a diretta gestione statale dell'otto per mille dell'IRPEF, la possibilità di scelta da parte del contribuente tra le cinque tipologie di intervento tra le quali vi sono, per i profili di competenza della Commissione, la conservazione dei beni culturali e la ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica di proprietà pubblica; visto l'articolo 58- quater, che incide sul regime fiscale dell'Accademia dei Lincei, al fine di esentare da imposizione, oltre alle attività istituzionali, anche le attività strumentali dalla stessa esercitate non in regime di impresa; considerato l'articolo 58- octies , che istituisce un'apposita sezione del Fondo unico per l'edilizia scolastica destinata a finanziare le esigenze urgenti e indifferibili di messa in sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici scolastici pubblici, incluse quelle emerse a seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica, le cui risorse sono pari a 5 milioni di euro per il 2019 e a 10 milioni di euro annui dal 2020 al 2025; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole. Allegato