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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 72 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,45. IN SEDE CONSULTIVA (Doc. LXXXVI, n. 2) Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 2 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019 (Parere alla 14ª Commissione. Esame e rinvio) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2019, presentata al Parlamento il 24 dicembre scorso, che costituisce il primo documento del Governo attualmente in carica volto a illustrare le iniziative in corso e gli obiettivi che si intendono perseguire in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Il documento è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al processo di integrazione europea e al quadro istituzionale, alle politiche orizzontali e settoriali, alla politica estera e di sicurezza comune nonché alla politica di allargamento, vicinato e collaborazione con Paesi terzi, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Si sofferma, quindi, sui temi di interesse della Commissione affari costituzionali. In merito alle questioni istituzionali, la Relazione indica le seguenti priorità: promuovere un'Europa più forte, più solidale e più vicina ai suoi cittadini; conseguire il più largo consenso possibile a sostegno delle candidature che saranno avanzate dall'Italia nell'ambito del rinnovo delle cariche istituzionali di vertice dell'Unione europea; garantire, nell'ambito della Brexit la protezione degli interessi e la piena reciprocità dei diritti dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea a tutela anche dell'ampia comunità italiana nel Regno Unito. Nell'ambito delle politiche settoriali, la Relazione evidenzia l'obiettivo prioritario volto a delineare una strategia europea strutturata su politiche comuni sull'immigrazione, in particolare di contrasto alla tratta degli esseri umani, con una condivisione da parte degli Stati membri sia nella protezione dei confini esterni sia nell'accoglienza per un'equa ripartizione delle pressioni derivanti dai flussi migratori, in particolare dei salvati in mare, e nell'adozione di misure, anche comuni, per l'effettivo rimpatrio dei migranti il cui ingresso o soggiorno sia irregolare. Sotto questo profilo, il Governo intende evitare possibili fughe in avanti su specifici aspetti della riforma del Sistema comune europeo d'asilo che non tengano debitamente conto degli interessi nazionali e vigilare attentamente affinché non vengano introdotti, nei diversi tavoli negoziali, meccanismi penalizzanti per gli Stati di frontiera esterna e lesivi della loro sovranità nazionale. L'Esecutivo, inoltre, conferma la propria posizione favorevole a un rafforzamento del ruolo dell'Agenzia Frontex, soprattutto con riferimento al tema dei rimpatri, chiedendo allo stesso tempo un'attenta ponderazione del rapporto costi-benefici dei previsti incrementi di organico e degli effetti dei relativi meccanismi di reclutamento sulle strutture nazionali. Nell'ambito del capitolo dedicato alla giustizia e agli affari interni, la Relazione sottolinea l'esigenza di rafforzare le politiche dell'Unione europea intese a contrastare il traffico di esseri umani nonché di prevenire la minaccia terroristica, anche nell'ambito dei processi di radicalizzazione e di estremismo violento. Rileva che il Governo intende sostenere le misure volte al rafforzamento delle capacità antiterrorismo dei Paesi terzi, in particolare quelli nordafricani e balcanici, tenuto conto dell'interconnessione esistente fra la sicurezza interna e quella esterna dell'Unione europea. Particolare attenzione è rivolta alla sicurezza delle frontiere e all'implementazione delle misure finalizzate a sviluppare l'interoperabilità delle banche dati di settore dell'Unione europea, così come alle iniziative finalizzate alla sicurezza del cyberspazio e al contrasto della criminalità online . Osserva che è intenzione del Governo richiamare l'attenzione sui traffici illeciti che originano o transitano dai Paesi limitrofi, in particolare quelli di stupefacenti, armi ed esplosivi, e rafforzare gli strumenti per la lotta alla criminalità organizzata. Un particolare sforzo sarà dedicato a migliorare la sicurezza all'interno dello spazio Schengen, anche al fine di evitare decisioni di ripristino dei controlli alle frontiere interne. In materia di protezione civile, il Governo intende contribuire in modo sostanziale e propositivo all'ulteriore sviluppo del meccanismo previsto nella proposta presentata dalla Commissione europea di modifica alla decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile (COM (2017) 772). Con riguardo alle statistiche europee a sostegno delle politiche, la Relazione richiama l'impegno all'attuazione del Programma di lavoro della Commissione europea (Eurostat) per il 2019 nonché alla semplificazione e razionalizzazione della normativa europea sulle statistiche sociali, sulla struttura delle aziende agricole e sulle imprese. Con riferimento infine alla riforma delle pubbliche amministrazioni e alla semplificazione, il documento richiama la necessità di proseguire nella partecipazione alle attività della rete informale per le amministrazioni pubbliche (EUPAN) e del Comitato europeo per il dialogo sociale nelle pubbliche amministrazioni, al fine di sostenere iniziative volte a ridurre gli oneri amministrativi e a semplificare la regolamentazione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (Doc. LXXXVII, n. 2) Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, erlativa all'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 2 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018 (Parere alla 14ª Commissione. Esame e rinvio) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018, che è stata presentata dal Governo lo scorso 28 febbraio in adempimento degli obblighi fissati dalla legge n. 234 del 2012 e rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea. Il documento è articolato in quattro parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea, con riferimento ai principali temi istituzionali e al coordinamento delle politiche macroeconomiche. La seconda parte illustra le politiche orizzontali e settoriali dell'Unione, con riguardo alle misure per il rafforzamento del mercato unico nelle diverse aree di intervento, alle politiche in materia di libertà, sicurezza e giustizia e alla dimensione esterna dell'Unione. La terza parte attiene all'attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale. La quarta parte, infine, è dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee e illustra, tra i vari argomenti, le attività del Comitato interministeriale per gli affari europei, il contenzioso davanti alla Corte di giustizia, l'attuazione della normativa dell'Unione europea, la tutela degli interessi finanziari e la lotta contro la frode, nonché l'attività di comunicazione e informazione in materia europea. L'elenco delle direttive recepite nel 2018 e i seguiti dati agli atti di indirizzo parlamentare sono riportati negli allegati che accompagnano la Relazione. Tra le politiche dell'Unione europea per l'anno 2018, come presentate nella seconda parte del documento in esame, segnala quelle di competenza della Commissione affari costituzionali. In materia di riforma delle pubbliche amministrazioni e semplificazione, la Relazione illustra la partecipazione italiana alle principali iniziative europee nel campo della modernizzazione del settore pubblico nel corso del 2018, sottolineando, in particolare, il sostegno italiano all'Istituto europeo di pubblica amministrazione (EIPA), che eroga formazione per le amministrazioni degli Stati membri, il contributo dell'Italia alle attività della rete europea della pubblica amministrazione (EUPAN) e la partecipazione all'organizzazione europea dei datori di lavori delle pubbliche amministrazioni (EUPAE). Con riferimento alle politiche europee di semplificazione normativa e amministrativa, la Relazione richiama la partecipazione dell'Italia alle attività svolte nelle sedi europee per l'attuazione della riforma della " better regulation ", finalizzata a rendere la legislazione europea sempre più efficace e meno onerosa per i cittadini e le imprese. In particolare, il Governo si è adoperato promuovendo iniziative volte al miglioramento della capacità competitiva delle economie europee e segnalando l'opportunità di introdurre, ad opera della Commissione europea, obiettivi di riduzione degli oneri regolatori in specifiche aree di regolazione, a salvaguardia del principio di trasparenza del processo legislativo e di proporzionalità degli adempimenti rispetto alle dimensioni e al rischio dell'attività svolta dalle imprese. II Governo ha, inoltre, dedicato particolare attenzione alla promozione del principio di innovazione, quale parametro per implementare e revisionare la legislazione europea, allo scopo di definire un quadro normativo atto a incentivare in maniera significativa la ricerca e lo sviluppo, agevolando il rilancio degli investimenti e senza compromettere la tutela degli interessi pubblici e privati. Il Governo ha infine ribadito la necessità che la piena attuazione dei principi di better regulation passi attraverso processi di consultazione inclusivi che consentano un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte europee. Ulteriori argomenti di competenza della Commissione sono rinvenibili nel capitolo "Spazio di libertà, sicurezza e giustizia". Nel paragrafo relativo alle politiche sulla migrazione, si sottolinea come queste siano state al centro dell'azione governativa, nel presupposto della necessità di una concreta strategia europea volta a contenere i flussi e ad assicurare una reale condivisione degli oneri connessi alla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo giunti nei Paesi di frontiera esterna. In tale ottica, l'attenzione si è concentrata particolarmente sull'esigenza di una più equa ripartizione degli sbarchi dei migranti soccorsi in mare. Il Governo italiano, inoltre, ha manifestato la propria indisponibilità a riforme del Sistema comune europeo d'asilo che non tengano in debita considerazione le esigenze degli Stati membri più esposti geograficamente. In due distinti paragrafi si dà conto dell'azione svolta dall'Italia nell'ambito della dimensione, sia interna sia esterna, della politica europea sulla migrazione. La Relazione si sofferma poi sulla sicurezza interna e sulle misure di contrasto alla criminalità. In particolare, si osserva che l'Italia, nel corso del 2018, ha mantenuto alta l'attenzione sul contrasto ai fenomeni illegali connessi alla forte pressione migratoria, con particolare riferimento alla lotta al traffico e allo sfruttamento di migranti. Il Governo ha altresì sostenuto gli sforzi dell'Unione europea per migliorare gli strumenti di contrasto al terrorismo e alla radicalizzazione, ribadendo al contempo l'esigenza di non sottovalutare la minaccia transnazionale costituita dal crimine organizzato. In tale contesto, l'Italia ha mantenuto il proprio impegno per la definizione di un quadro coerente per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'Unione europea nei settori della cooperazione giudiziaria, di polizia, dell'asilo e della migrazione. Per quanto riguarda i negoziati su progetti normativi, la Relazione richiama l'impegno italiano nel negoziato relativo alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online (COM (2018) 640), volta a garantire un quadro giuridico definito in merito alle azioni da intraprendere per la tempestiva individuazione e rimozione dei contenuti terroristici online e alla responsabilità dei prestatori di servizi di hosting . Analogo impegno negoziale è richiamato anche con riferimento alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul rafforzamento della sicurezza delle carte d'identità dei cittadini dell'Unione e dei titoli di soggiorno rilasciati ai cittadini dell'Unione e ai loro familiari che esercitano il diritto di libera circolazione (COM (2018) 212). Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE (897 e conn.) prevenzione di maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità DDL 200 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 262 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 264 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio DDL 546 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 1020 Modifica all'articolo 61 del codice penale, in materia di circostanza aggravante comune per i delitti commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di minori all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, e altre disposizioni per garantire la sicurezza presso le medesime strutture (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 13 marzo. Il PRESIDENTE , avvertendo che non sono ancora pervenuti i pareri delle commissioni filtro consultate, dichiara aperta la fase di illustrazione degli emendamenti. La senatrice MALPEZZI ( PD ) esprime apprezzamento per la capacità di sintesi mostrata dalla relatrice nella predisposizione del testo unificato, nel quale effettivamente risulta accolta la maggior parte delle istanze emerse nel corso del dibattito. Passa quindi a illustrare gli emendamenti presentati dal proprio Gruppo, alcuni dei quali volti a un ulteriore potenziamento della finalità di prevenzione e formazione. Con l'emendamento 2.1 si propone di fare riferimento ai requisiti di carattere attitudinale, anziché psico-attitudinale, con specifico riferimento alle competenze relazionali, emotive ed empatiche, in modo da tenere conto di tutti gli operatori impiegati presso le strutture per l'infanzia e quelle socio-sanitarie e socio-assistenziali. L'emendamento 2.5 intende rafforzare la previsione di adeguati percorsi di sostegno e ricollocamento del personale dichiarato non più idoneo allo svolgimento delle mansioni di educazione, assistenza e cura, magari a causa di gravi patologie quale il burnout . Con l'emendamento 3.3, si evidenzia l'importanza dell'emanazione di specifiche linee guida - da parte dei Ministeri competenti - per la redazione del documento di valutazione dei rischi riguardante il personale impiegato nelle scuole dell'infanzia e nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Per quanto riguarda la copertura finanziaria del provvedimento, pur riconoscendo l'impegno della relatrice e del Governo nel reperire maggiori risorse, ritiene preferibile istituire uno specifico fondo - come proposto nell'emendamento 9.1 - con una dotazione di 15 milioni di euro annui per il quinquennio 2019-2023. A suo avviso, in tal modo si potrebbe evitare il rischio di una ricaduta negativa sui bilanci degli enti locali o delle scuole paritarie dell'infanzia, particolarmente diffuse nel territorio delle Regioni settentrionali. Il senatore PERILLI ( M5S ) illustra l'emendamento 1.1, con il quale si propone di estendere l'applicazione del provvedimento alle comunità di tipo familiare, strutture nelle quali si sono registrati anche di recente episodi di maltrattamenti. Quanto all'introduzione di una nuova fattispecie di reato, prevista dall'articolo 6, sottolinea che l'ordinamento già prevede circostanze aggravanti per i maltrattamenti di soggetti deboli, soprattutto se minori. Chiede anche chiarimenti sul comma 2 dell'articolo 6 la cui formulazione rischia, a suo avviso, di ingenerare confusione: si dichiara favorevole, in alternativa alla soppressione oggetto dell'emendamento 6.3, a una riformulazione del testo che ne chiarisca l'ambito di applicazione. Richiama, infine, l'attenzione sull'emendamento 7.1, volto a sopprimere l'articolo 7. Ritiene, infatti, che tale norma non sia coerente con l'impianto del provvedimento e che comunque il riferimento a una "condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie" sia eccessivamente vago. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) precisa che l'istruttoria sugli emendamenti non è ancora conclusa e, pertanto, si riserva di esprimere il parere in altra seduta. In ogni caso, replicando alla senatrice Malpezzi, ritiene che il riferimento ai requisiti psico-attitudinali, previsto dall'articolo 2, sembra ricomprendere anche la sfera delle competenze relazionali, emotive ed empatiche. In ogni caso, assicura che svolgerà una riflessione approfondita su tale aspetto. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, sottolinea che l'obiettivo era quello di reperire risorse sufficienti, sulla base di una stima delle strutture presenti sul territorio nazionale, al fine di impedire che l'onere dell'installazione dei sistemi di videosorveglianza sia poi imputato all'utenza. Si riserva anzi di proporre un proprio emendamento all'articolo 9 per sopprimere la distinzione tra i fondi destinati alle strutture pubbliche e quelli per gli istituti privati: in tal modo, infatti, sarebbe possibile effettuare compensazioni in caso di variazioni della consistenza della platea di beneficiari. Quanto alle considerazioni del senatore Perilli, precisa che il comma 2 dell'articolo 6 prevede, sempre che il fatto non costituisca reato, la responsabilità non penale ma amministrativa del responsabile legale della struttura in cui è avvenuto il maltrattamento, con relative sanzioni, in caso di inosservanza degli obblighi sulla videosorveglianza. A proposito del comma 1 dell'articolo 6, invece, sottolinea che è preferibile l'introduzione di un'autonoma fattispecie di reato, per evitare che l'eventuale riconoscimento di circostanze attenuanti annulli l'effetto delle circostanze aggravanti. Infine, precisa che l'articolo 7 è volto soprattutto a richiamare le famiglie ai loro obblighi morali di assistenza e cura nei confronti di parenti anziani, che a volte sono lasciati soli nelle loro abitazioni o abbandonati dopo il ricovero nelle strutture assistenziali. Il senatore PERILLI ( M5S ) ritiene, in ogni caso, che sarebbe più opportuno riformulare in modo più chiaro il comma 2 dell'articolo 6. La senatrice MALPEZZI ( PD ) precisa che il giudice provvede già a nominare un amministratore di sostegno per le persone ricoverate in una struttura socio-sanitaria o socio-assistenziale risultino abbandonate dai loro congiunti. In ogni caso, nota come l'ampliamento dell'orario di visita oggetto dell'articolo 3 vada proprio nella direzione di agevolare le famiglie che intendono assistere i propri congiunti ricoverati. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) insiste nel sottolineare l'importanza dell'assistenza morale degli anziani e dei disabili, che si realizza anche attraverso la vicinanza fisica. Del resto, vi sono purtroppo strutture private che mirano solo ad incassare il pagamento della retta, senza curarsi del benessere psico-fisico dei propri ospiti. Il senatore GRASSI ( M5S ) interviene in via incidentale per chiedere l'audizione di esperti al fine di acquisire informazioni sulle soluzioni più sicure sotto il profilo tecnico riguardo alle modalità di registrazione e conservazione dei dati. Infatti, con l'utilizzo di server locali vi sarebbe il rischio di perdita delle informazioni in caso di guasti, mentre l'archiviazione sul cloud sarebbe esposta a tentativi di intrusione. Il sottosegretario ZOCCANO precisa che le audizioni potrebbero essere circoscritte all'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e al Team per la trasformazione digitale. Il PRESIDENTE ritiene inopportuno procedere a ulteriori audizioni, in una fase così avanzata dell'esame del provvedimento. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), dichiarandosi contrario ad ulteriori audizioni, rileva che il Governo potrà facilmente interpellare gli organismi indicati, trattandosi di strutture istituite presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il sottosegretario ZOCCANO annuncia che le informazioni sulla realizzazione di un cloud nazionale, acquisite attraverso la consultazione dell'AgID e del Team per la trasformazione digitale, saranno tempestivamente comunicate alla Commissione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,30.