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Art. 9. Nei riguardi del personale cessato dal servizio anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 31 dicembre 1961, n. 1406, ai fini dell'applicazione del contributo di riscatto e della determinazione del nuovo trattamento di quiescenza spettante si considera: lo stipendio percepito all'atto della cessazione dal servizio, qualora col computo dei servizi che vengono ammessi a riscatto, ai sensi del precedente art. 1, il personale medesimo acquisti diritto all'indennità una volta tanto in luogo di pensione o ad una maggiorazione dell'indennità stessa; lo stipendio sul quale va liquidata la pensione da concedere, ovvero lo stipendio computato nell'ultima riliquidazione effettuata a seconda che la valutazione del servizio che viene ammesso a riscatto dia luogo per il personale medesimo all'acquisto del diritto a pensione oppure ad una maggiorazione della pensione già in godimento. Il precedente comma si applica anche nei riguardi dei superstiti del predetto personale nei confronti dei quali il contributo di riscatto va ridotto proporzionalmente all'aliquota della riversibilità della pensione, ai sensi dell'art. 2, comma nono, del regio decreto 21 novembre 1923, n. 2480, quale risulta modificato dall'art. 2 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 2835. Visto: d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per le poste e le telecomunicazioni SPAGNOLI