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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE 2ª(Giustizia) 17 PARRINI La seduta inizia alle ore 14,10. IN SEDE REFERENTE ddl 227 d-l 80/2021 rafforzamento pubbliche amministrazioni e giustizia DDL 2272 Conversione in legge del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, recante misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia (Esame e rinvio) La senatrice VALENTE ( PD ), relatrice per la 1 a Commissione, nell'illustrare il decreto-legge n. 80 del 9 giugno 2021, recante misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia, si sofferma sulle parti di competenza della Commissione affari costituzionali, ovvero sugli articoli da 1 a 10. Segnala, tuttavia, che profili di competenza della 1a Commissione si rinvengono anche negli articoli 11 e seguenti, su cui riferirà il relatore della Commissione giustizia, nelle parti in cui recano misure riguardanti la giustizia amministrativa. Nell'ambito del Titolo I, comprendente disposizioni per il rafforzamento della capacità amministrativa, l'articolo 1 disciplina modalità speciali volte ad accelerare le procedure per il reclutamento di personale a tempo determinato e il conferimento di incarichi di collaborazione da parte delle amministrazioni pubbliche titolari di progetti previsti nel PNRR o, limitatamente agli incarichi di collaborazione necessari all'assistenza tecnica, finanziati esclusivamente dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Tali assunzioni si collocano al di fuori di quelle già espressamente previste nel Piano medesimo. L'articolo dispone che le amministrazioni possono derogare, fino a raddoppiarli, i limiti percentuali attualmente previsti dalla legge per l'attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e a dirigenti provenienti da altre amministrazioni, per lo svolgimento di compiti strettamente funzionali all'attuazione degli interventi del Piano. Stabilisce che per i contratti di lavoro a tempo determinato si possono applicare le procedure concorsuali previste dal decreto-legge n. 44 del 2021, che prevedono la valutazione dei titoli per le figure a elevata specializzazione tecnica e lo svolgimento della sola prova scritta digitale. I contratti possono essere stipulati per un periodo complessivo anche superiore a trentasei mesi, rinnovabili fino al 31 dicembre 2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni coinvolte. Allo scopo di accelerare le procedure assunzionali, il Dipartimento della funzione pubblica, attraverso il portale del reclutamento, istituisce due distinti elenchi ai quali possono iscriversi, rispettivamente: professionisti ed esperti iscritti agli albi, per il conferimento di incarichi di collaborazione con contratto di lavoro autonomo; personale in possesso di un'alta specializzazione (come i dottori di ricerca e le persone con esperienze documentate di almeno due anni in organismi internazionali e dell'Unione europea), per l'assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Per il conferimento degli incarichi di collaborazione, le amministrazioni dovranno sottoporre a un colloquio selettivo almeno tre professionisti in ordine di graduatoria e comunque in numero tale da assicurare la parità di genere. Per le alte specializzazioni è prevista una procedura di selezione basata sulla valutazione dei titoli e su una prova scritta. Le amministrazioni potranno quindi procedere alle assunzioni sulla base della relativa graduatoria. Si specifica comunque che le amministrazioni coinvolte nell'attuazione del Piano possono assumere a tempo determinato anche mediante l'utilizzo di graduatorie concorsuali vigenti. L'articolo, infine, fissa una riserva di posti non superiore al 40 per cento nei concorsi pubblici per il reclutamento di personale a tempo indeterminato a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per lavorare al PNRR. L'articolo 2 consente l'attivazione, attraverso contratti di apprendistato, di specifici progetti di formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni per l'acquisizione di competenze di base e trasversali e per l'orientamento professionale, rivolti a diplomati e studenti universitari. A tal fine, a decorrere dall'anno 2021, è prevista l'istituzione di un apposito fondo presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. L'articolo 3 modifica la disciplina concernente l'inquadramento dei dipendenti pubblici in aree funzionali, la progressione all'interno dell'area e l'accesso ad aree superiori. Tale disciplina non riguarda i dirigenti e il personale docente della scuola e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica. In particolare, si introduce un'ulteriore area funzionale destinata all'inquadramento del personale di elevata qualificazione, si modifica la disciplina della progressione all'interno della stessa area e si introduce una modalità di progressione tra aree mediante procedura comparativa. Inoltre, si dispone che i limiti di spesa relativi al trattamento economico accessorio possano essere superati, secondo criteri e modalità da definire nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Ulteriori disposizioni afferiscono alla disciplina sui criteri di valutazione e sulle prove dei concorsi pubblici per l'accesso alla dirigenza, alla disciplina sulla mobilità volontaria dei pubblici dipendenti, limitando i casi in cui tale forma di mobilità sia subordinata all'assenso dell'amministrazione di appartenenza, e alla disciplina riguardante il dottorato di ricerca. L'articolo 4 modifica le funzioni e la struttura dell'Associazione Formez PA, al fine di consentire alla pubblica amministrazione di dotarsi degli strumenti necessari ad affrontare, con adeguatezza e tempestività, il PNRR e consentire il pieno e corretto utilizzo del Next Generation EU. Nello specifico, si prevede un ampliamento degli ambiti e delle finalità di intervento del Formez PA, con particolare riguardo alle procedure di reclutamento e formazione del pubblico impiego nonché allo sviluppo del processo di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi. Ulteriori norme intervengono sulla struttura e sulle competenze degli organi dell'Associazione. Sempre nell'ottica di fornire strumenti di supporto alle pubbliche amministrazioni nell'attuazione del PNRR, l'articolo 5 ridisegna alcuni compiti della Scuola nazionale dell'amministrazione, ricomprendendovi profili attinenti alla formazione del personale preposto allo sviluppo e attuazione delle azioni contenute nel Piano. Introduce inoltre, nell'organizzazione della Scuola, la figura del Segretario generale, del quale determina le attribuzioni. L'articolo 6 prescrive alle pubbliche amministrazioni con più di cinquanta dipendenti l'adozione, entro il 31 dicembre 2021, di un Piano integrato di attività e organizzazione. Tale Piano, di durata triennale, è chiamato a definire più profili: obiettivi della perfomance; gestione del capitale umano; sviluppo organizzativo; obiettivi formativi e valorizzazione delle risorse interne; reclutamento; trasparenza e anticorruzione; pianificazione delle attività; individuazione delle procedure da semplificare e ridisegnare; accesso fisico e digitale; parità di genere; monitoraggio degli esiti procedimentali e dell'impatto sugli utenti. L'articolo 7 disciplina l'assunzione di un contingente di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR. Il relativo concorso sarà indetto, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto, dal Dipartimento della funzione pubblica, mentre la ripartizione del personale tra le amministrazioni assegnatarie dei progetti sarà effettuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Le graduatorie del concorso rimarranno efficaci per la durata di attuazione del Piano e saranno oggetto di scorrimento in ragione di esigenze motivate fino a ulteriori 300 unità. Per le attività di monitoraggio e rendicontazione del PNRR, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato potrà avvalersi di un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale. Si prevede altresì l'istituzione di un Fondo nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di garantire anche alle restanti amministrazioni di potersi avvalere di un analogo contingente. L'articolo 8 istituisce sette posizioni dirigenziali di livello generale, destinate alla direzione delle Ragionerie territoriali di Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo, e una posizione di livello non generale destinata alla Ragioneria territoriale di Roma. Inoltre, attribuisce al Dipartimento del tesoro del MEF una serie di compiti di raccordo e verifica, istituendo a tal fine presso il medesimo Dipartimento due posizioni di funzione dirigenziale di livello non generale. L'articolo 9 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il riparto delle risorse del Fondo di rotazione per l'attuazione del Next Generation EU-Italia da destinare agli incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti che gli enti territoriali attiveranno per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all'attuazione del Piano. Nell'ambito del Titolo II, recante misure organizzative per l'attuazione del PNRR, l'articolo 10 prevede l'assunzione a termine, fino al 31 dicembre 2026, di un contingente massimo di 338 esperti presso la Presidenza del Consiglio, per fornire supporto alla transizione digitale, all'innovazione e alla cyber-sicurezza nella pubblica amministrazione. Autorizza inoltre l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) ad assumere 67 unità di personale a tempo determinato, anche in questo caso con termine massimo del 31 dicembre 2026. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), relatore per la 2 a Commissione, illustra il provvedimento in titolo per quanto concerne i profili di interesse della Commissione giustizia, segnalando gli articoli contenuti nel Capo II che riguarda le misure urgenti per la giustizia ordinaria ed amministrativa. In particolare l'articolo 11 al comma 1 prevede che, al fine di supportare le linee di progetto ricomprese nel PNRR e, in particolare, per favorire la piena operatività delle strutture organizzative denominate ufficio per il processo e per assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, in deroga a quanto previsto dall'articolo 36 del testo unico sul pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il Ministero della giustizia richiede alla Commissione Interministeriale RIPAM, che può avvalersi di Formez PA, di avviare procedure di reclutamento nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di due anni e sette mesi per il primo scaglione e di due anni per il secondo. Nell'ambito di tale contingente, alla Corte di cassazione sono destinati addetti all'ufficio per il processo in numero non superiore a 400, da assegnarsi in virtù di specifico progetto organizzativo del primo presidente della corte di cassazione, con l'obiettivo del contenimento della pendenza nel settore civile e del contenzioso tributario. Al fine di supportare le linee di progetto di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri ricomprese nel PNRR, e in particolare, per favorire la piena operatività dell'ufficio per il processo amministrativo, la Giustizia amministrativa, per assicurare la celere definizione dei processi pendenti alla data del 31 dicembre 2019, in deroga a quanto previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è autorizzata ad avviare le procedure di reclutamento, in due scaglioni, di un contingente massimo di 326 unità di addetti all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo determinato, non rinnovabile, della durata massima di due anni e sei mesi, così ripartito: 250 unità complessive per i profili di cui al comma 3, lettere a), b) e c), e 76 unità per il profilo di cui al comma 3, lettera d). I contingenti di personale di cui al presente comma non sono computati ai fini della consistenza della dotazione organica rispettivamente del Ministero della giustizia e della Giustizia amministrativa. L'assunzione del personale di cui al medesimo comma 11 è autorizzata subordinatamente all'approvazione del PNRR da parte del Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 2021/ 241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021. Il comma 2 stabilisce che gli addetti all'ufficio per il processo siano in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza ovvero, per una quota dei posti a concorso, del diploma di laurea in economia e commercio e scienze politiche o titoli equipollenti o equiparati. La previsione di addetti laureati, oltre che in giurisprudenza, anche in economia e commercio e scienze politiche, consentirà un ingresso di nuove competenze che potrà costituire valido aiuto al giudice, nell'ambito di attività specialistiche. In deroga a quanto previsto dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la declaratoria del profilo professionale degli addetti all'ufficio per il processo, comprensiva di specifiche e contenuti professionali, è determinata secondo quanto previsto dall'Allegato II, numero 1, che contiene una completa job description di ciascun profilo, con ampi rinvii alla categorizzazione dei codici professionali Istat. Per gli addetti all'ufficio per il processo è previsto un elevato grado di conoscenze teorico-pratiche del diritto civile e penale, sostanziale e processuale; lo svolgimento di attività di elevato contenuto tecnico-giuridico e l'autonomia operativa nell'ambito di direttive generali. Per quanto attiene al trattamento economico fondamentale e accessorio e a ogni istituto contrattuale, in quanto applicabile, gli addetti all'ufficio per il processo sono equiparati ai profili dell'area III, posizione economica F1. L'amministrazione potrà stabilire, sentite le organizzazioni sindacali, anche in deroga a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, particolari forme di organizzazione e di svolgimento della prestazione lavorativa, con riferimento al lavoro agile e alla distribuzione flessibile dell'orario di lavoro. Il comma 3 individua i profili professionali per le assunzioni da parte della Giustizia amministrativa, ossia funzionari amministrativi, informatici e statistici, nonché assistenti informatici. Il comma 4 prevede che il servizio a tempo determinato svolto con merito dai funzionari amministrativi possa valere come titolo nei concorsi per magistratura ordinaria; tale servizio equivale altresì ad un anno di tirocinio professionale per l'accesso alla professione di avvocato e di notaio, ad un anno di frequenza dei corsi della scuola di specializzazione per le professioni legali e titolo di preferenza per l'accesso alla magistratura onoraria. Il comma 5, ad integrazione del corredo dei benefici di cui al comma 4, stabilisce che l'amministrazione giudiziaria, nelle successive procedure di selezione per il personale a tempo indeterminato, possa prevedere l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo in favore dei candidati in possesso dell'attestazione di servizio prestata con merito. In alternativa all'assegnazione di un punteggio aggiuntivo, nei soli concorsi pubblici per le qualifiche della terza area professionale, sarà possibile per il Ministero della giustizia prevedere una riserva di posti, in misura non superiore al cinquanta per cento. Anche per la giustizia amministrativa si prevede la possibilità, nelle successive procedure di selezione di personale a tempo indeterminato, di attribuire un punteggio aggiuntivo in favore di coloro che abbiano ricevuto un attestato di servizio prestato con merito. Il comma 6 prevede che le assunzioni sono subordinate all'approvazione del PNRR da parte della Commissione europea. Il comma 7 indica l'autorizzazione di spesa necessaria per l'attuazione dell'articolo 11. L'articolo 12 al comma 1 prevede che, con uno più decreti, il Ministro della giustizia individui i tribunali o le corti di appello alle cui strutture organizzative denominate ufficio per il processo assegnare gli addetti, nonché il numero degli addetti da destinare a ogni singolo ufficio. La norma stabilisce che il Ministro della giustizia, con uno o più decreti, realizzi la distribuzione degli addetti, stabilendo sia i tribunali o le corti di appello nei cui uffici per il processo assegnare gli addetti, sia l'entità numerica di ogni contingente. Per la giustizia amministrativa, la norma individua gli uffici giudiziari (otto) dove collocare l'ufficio per il processo con il personale assunto a tempo determinato. Il comma 2 rinvia, quanto alla disciplina delle modalità di impiego degli addetti all'ufficio del processo, al contenuto dell'Allegato II, numero 1, che costituisce parte integrante del presente decreto. Il comma 3 prescrive che, all'esito dell'assegnazione, il Capo dell'ufficio giudiziario, di concerto con il dirigente amministrativo, predisponga un progetto organizzativo che preveda l'utilizzo, all'interno delle strutture denominate ufficio per il processo, degli addetti selezionati in modo da valorizzare il loro apporto all'attività giudiziaria. In coordinamento funzionale rispetto al piano di distribuzione degli addetti, delineato dai commi che precedono, la disposizione assegna al Capo dell'ufficio di destinazione, di concerto con il dirigente amministrativo, la predisposizione del progetto organizzativo riguardante le specifiche modalità di utilizzo degli addetti all'interno delle strutture denominate ufficio per il processo, in modo che venga concretamente valorizzato l'apporto offerto dalle nuove figure ausiliarie all'esercizio dell'attività giudiziaria. L'articolo 13 individua le ulteriori figure professionali, distinte sia dagli addetti all'ufficio per il processo sia dai profili previsti in via ordinaria dall'ordinamento, quali risorse umane, anche provviste di competenze non sempre presenti nell'attuale dotazione organica, imprescindibili per la realizzazione delle linee di progetto in tema di digitalizzazione e di edilizia, nonché per coadiuvare le strutture ordinarie nell'assorbimento dei maggiori carichi di lavoro da esitare in conseguenza del surplus di produttività garantito, nell'arco temporale 2022-2026, dall'operatività dell'ufficio per il processo nella sua configurazione rafforzata extra ordinem . Il comma 1 specifica espressamente la finalità di questi reclutamenti straordinari (« assicurare la piena operatività dell'ufficio per il processo e [...] supportare le linee di progetto di competenza del Ministero della giustizia ricomprese nel PNRR »), conseguentemente autorizzando l'Amministrazione giudiziaria a richiedere alla Commissione Interministeriale RIPAM, che può avvalersi di Formez PA, di avviare le procedure assunzionali tramite concorso per titoli e prova scritta, per un contingente massimo di 5.410 unità di personale amministrativo non dirigenziale, che sarà inquadrato in nuovi profili professionali, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di trentasei mesi. In ragione della sua strettissima connessione con l'esecuzione del PNRR, il reclutamento in questione deroga esplicitamente a quanto previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in tema di limiti e modalità per l'assunzione di personale a tempo determinato. Il comma 2 illustra la composizione del suddetto contingente di 5.410 unità complessive, individuando i seguenti profili (come detto, funzionali a un'azione servente rispetto alla definizione delle linee di progetto PNRR e distinte, anche nella denominazione, da quelle ordinariamente previste nei ruoli dell'amministrazione giudiziaria): a) tecnico IT senior, b) tecnico IT junior, c) tecnico di contabilità senior, d) tecnico di contabilità junior, e) tecnico di edilizia senior, f) tecnico di edilizia junior, g) tecnico statistico, h) tecnico di amministrazione, i) analista di organizzazione, l) operatore di data entry. Il comma 3 chiarisce ulteriormente come i nuovi profili professionali siano istituiti in deroga ai principi generali sul rapporto tra fonti statali e fonti contrattuali nel pubblico impiego (in particolare, a quanto statuito dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165), privilegiando l'unilateralità dell'intervento statale, in ragione della eccezionalità del Piano di ripresa e dell'estrema rigidità dei limiti giuridici, economico-finanziari e temporali entro cui occorre operare. Pertanto, le declaratorie dei profili professionali individuati al comma 2 sono determinate secondo quanto previsto negli Allegati II e III al decretolegge. Per le stesse insuperabili ragioni, in deroga alla riserva di competenza della contrattazione collettiva stabilita ordinariamente (ma ricalcandone da presso i presupposti e gli esiti, per evidenti ragioni di omogeneità di trattamento e di buona amministrazione), il trattamento economico fondamentale e accessorio e ogni istituto contrattuale, sono normativamente equiparati, per quanto applicabile:  per i profili di cui al comma 2, lettere a), c), e), g), h) e i) (1.660 unità complessive; titolo di studio richiesto per l'accesso: diploma di laurea), ai profili dell'area III, posizione economica F1;  per i profili di cui al comma 2, lettere b), d) e f) (750 unità complessive; titolo di studio richiesto per l'accesso: diploma di istruzione secondaria di secondo grado  istituto tecnico), ai profili dell'area II, posizione economica F2;  per il profilo di cui al comma 2, lettera l) (3.000 unità complessive; titolo di studio richiesto per l'accesso: diploma di istruzione secondaria di secondo grado), ai profili dell'area II, posizione economica F1. L'amministrazione potrà stabilire, sentite le organizzazioni sindacali, anche in deroga a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, particolari forme di organizzazione e di svolgimento della prestazione lavorativa, con riferimento al lavoro agile e alla distribuzione flessibile dell'orario di lavoro. Si specifica, alla luce di quanto già chiarito in precedenza, che il reclutamento in questione avviene al di fuori della dotazione organica del personale amministrativo e delle assunzioni già programmate e che la conclusione dei contratti di lavoro è autorizzata ai sensi dell'articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in deroga ai limiti di spesa di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Il comma 4 prevede importanti benefits per i dipendenti assunti nell'ambito del reclutamento in questione con contratto di lavoro triennale (che però siano sempre rimasti in servizio presso la sede di prima assegnazione), prevedendo che l'amministrazione giudiziaria, nelle proprie successive procedure di selezione per il personale a tempo indeterminato, possa prevedere l'attribuzione in loro favore di un punteggio aggiuntivo per il servizio prestato con merito e debitamente attestato al termine del rapporto di lavoro. Questa disposizione replica un meccanismo premiale già sinora positivamente sperimentato in favore di coloro che abbiano svolto in modo proficuo un tirocinio, a vario titolo, presso gli uffici giudiziari. Per i concorsi indetti da altre amministrazioni dello Stato, la suddetta attestazione può costituire titolo di preferenza a parità di titoli e di merito, a norma dell'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. In alternativa all'assegnazione di un punteggio aggiuntivo, nei soli concorsi pubblici per le qualifiche della medesima area professionale come equiparata al profilo professionale nel quale è stato prestato servizio, sarà possibile per il Ministero della giustizia prevedere una riserva di posti, in misura non superiore al cinquanta per cento. Giova osservare come le prospettive di reimpiego del personale assunto a tempo determinato al termine del contratto di lavoro siano un obiettivo non secondario dei finanziamenti Next Generation EU. Ai sensi del comma 5, per intuibili ragioni di carattere contabile-finanziario, l'assunzione del personale potrà essere ritualmente effettuata soltanto a seguito della formale approvazione del PNRR da parte delle competenti istituzioni eurounitarie. Il comma 6 indica l'autorizzazione di spesa necessaria per l'attuazione delle disposizioni dell'articolo. L'articolo 14 disciplina le procedure assunzionali, dalle inequivoche connotazioni di eccezionalità, per tutte le unità di personale amministrativo con contratto di lavoro a tempo determinato, da inquadrare nei nuovi profili professionali previsti dagli articoli 11 e 13. Il comma 1, nel solco della generale riflessione sulla necessità, non rinviabile, di rimodulare le modalità di reclutamento nel pubblico impiego e avuto riguardo alle positive esperienze già maturate in tal senso e validate dalla giurisprudenza amministrativa (« per garantire la necessaria speditezza del reclutamento, anche in relazione al rispetto dei tempi del PNRR »), prevede per tutti i profili professionali in questione che l'amministrazione proceda mediante concorso pubblico per titoli e prova scritta. Questa scelta operativa, in particolare nelle presenti circostanze, risulta altresì pienamente coerente con le Linee guida dettate dalla Funzione pubblica per i concorsi pubblici, secondo cui la scelta del modello concorsuale più idoneo deve, tenendo conto delle metodologie di reclutamento previste dalla normativa vigente, ricadere sulle soluzioni più adatte in relazione al livello e all'ambito di competenza richiesto per la professionalità da reclutare e contemporaneamente alla necessità di definire procedure efficaci e celeri (« è importante ricordare che non esiste una procedura o un modello di concorso standard valido per il reclutamento di qualunque professionalità »). Restando fermo il pieno rispetto delle regole di rango costituzionale di legalità, trasparenza, imparzialità, efficienza e buon andamento, che presidiano l'accesso al pubblico impiego, i requisiti di ammissione ai concorsi vanno definiti tenendo conto della finalità primaria di selezionare i candidati migliori e avendo riguardo al profilo messo a bando e al prevedibile numero di potenziali candidati (direttiva n. 3 del 24 aprile 2018). Proprio in tale ottica, la struttura della selezione concorsuale è semplice e lineare, con il preciso intento di valorizzare al meglio l'apporto dei migliori giovani laureati e diplomati, anche privi di consistenti esperienze lavorative (Next Generation EU). Oltre alle riserve, a parità di requisiti, previste dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, per l'inserimento dei disabili, e dal codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, per i militari, i titoli valutabili, con attribuzione dei punteggi fissi indicati nel bando di concorso, sono soltanto i seguenti: a) votazione relativa al solo titolo di studio richiesto per l'accesso. I bandi di concorso indetti dal Ministero della giustizia potranno prevedere che il punteggio previsto sia aumentato fino al doppio, qualora il titolo di studio in questione sia stato conseguito non oltre sette anni dal termine ultimo per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura di reclutamento; b) ulteriori titoli universitari in ambiti disciplinari attinenti al profilo messo a concorso, per i soli profili di cui all'articolo 11 e all'articolo 13, comma 2, lettere a), c), e), g), h) e i); c) eventuali abilitazioni professionali, per i profili di cui all'articolo 11 e all'articolo 13, comma 2, lettere c), d), e), f) ed h); d) il positivo espletamento del tirocinio presso gli uffici giudiziari ai sensi dell'articolo 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, per il profilo di cui all'articolo 11; e) il servizio prestato presso le Sezioni specializzate su immigrazione, protezione internazionale, libera circolazione nell'Unione europea, quali research officers, nell'ambito del Piano operativo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo  EASO, per i profili di cui all'articolo 11 e all'articolo 13 comma 2, lettera h). Al fine di favorire al massimo l'accesso al primo impiego dei giovani (cuore del pacchetto Next Generation EU), si prevede la valorizzazione, con meccanismi premiali indicati nel bando di concorso, di coloro che si siano laureati o diplomati, a seconda del titolo di studio richiesto, non oltre sette anni dal termine per la presentazione della domanda di partecipazione. Per la giustizia amministrativa al comma 2 si prevede che la selezione del personale da assumere a tempo determinato avvenga sulla base di una procedura per titoli e una prova scritta, con possibilità di svolgimento della prova da remoto. I titoli valutabili, con attribuzione dei punteggi fissi indicati nel bando di concorso, sono esclusivamente i seguenti: a) votazione relativa al solo titolo di studio richiesto per l'accesso; i bandi di concorso indetti dalla Giustizia amministrativa possono prevedere che il punteggio previsto sia aumentato fino al doppio, qualora il titolo di studio in questione sia stato conseguito non oltre sette anni dal termine ultimo per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura di reclutamento; b) per i profili di cui all'articolo 11, comma 3, lettere a), b) e c), eventuali ulteriori titoli accademici universitari o post-universitari in ambiti disciplinari attinenti al profilo messo a concorso; c) per i profili di cui all'articolo 11, comma 3, lettere a), b) e c), eventuali abilitazioni professionali coerenti con il profilo medesimo; d) per il profilo di cui all'articolo 11, comma 3, lettera a), il positivo espletamento del tirocinio presso gli uffici giudiziari ai sensi dell'articolo 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. Il comma 3 prevede che il bando indica i posti messi a concorso per ogni profilo e, nell'ambito di ogni profilo, indica i posti per ogni singolo distretto di corte d'appello nonché di singolo circondario di tribunale, onde garantire la migliore e più rapida distribuzione sul territorio dei nuovi assunti e la più ampia possibilità di scelta per i candidati, evitando le incertezze e i rallentamenti di bandi plurimi con domande incrociate. Per quanto sopra detto, il comma 4 prevede che ogni candidato non potrà presentare domanda per più di un profilo a sua scelta e, nell'ambito di tale profilo, la sua domanda sarà valida per un solo distretto e, nell'ambito di tale distretto, qualora il bando lo preveda, per un solo circondario. Il comma 5 rimarca la necessità che gli addetti all'ufficio per il processo, in ragione delle peculiarità delle loro funzioni, siano in possesso della laurea in giurisprudenza (ovvero, per agevolare il supporto alla giurisdizione in materia commerciale, del diploma di laurea in economia e commercio o scienze politiche). Per il resto, per i titoli di studi accademici richiesti per l'accesso, si applicano i criteri di equipollenza e di equiparazione previsti dal decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, dal decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, dai decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione del 9 luglio 2009 e del 15 febbraio 2011. Il comma 6 disciplina, in parziale deroga alla normativa regolamentare ordinaria, la composizione delle commissioni esaminatrici. Queste ultime, per i concorsi richiesti dal Ministero della giustizia, sono composte da un magistrato ordinario che abbia conseguito almeno la quinta valutazione di professionalità o da un dirigente generale di una delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 o da un avvocato con almeno quindici anni di iscrizione all'Albo o da un professore ordinario di materie giuridiche, tutti anche in quiescenza da non oltre un triennio alla data di pubblicazione del bando, con funzioni di presidente, e da non più di quattro componenti, individuati tra i magistrati ordinari che abbiano conseguito almeno la seconda valutazione di professionalità, i dirigenti di livello non generale di una delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli avvocati con almeno dieci anni di iscrizione all'Albo e i professori ordinari o associati, nonché i ricercatori di tipo B, in materie giuridiche, tutti anche in quiescenza da non oltre un triennio alla data di pubblicazione del bando, con funzioni di commissari. Per il resto (ad esempio in tema di supplenze), si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni ordinarie previste dall'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.Il comma 9 prevede, per i candidati che, all'esito della selezione mediante valutazione dei titoli con attribuzione di punteggi fissi, abbiano ottenuto uguale punteggio, specifici titoli di preferenza, in aggiunta a quelli ordinariamente fissati dall'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, individuati nel positivo espletamento dei tirocini normativamente previsti presso gli uffici giudiziari o l'ufficio per il processo. Al comma 8 si prevede che per i concorsi banditi dalla Giustizia amministrativa la commissione esaminatrice sia composta da un magistrato dell'ufficio giudiziario e da due dirigenti di seconda fascia dell'area amministrativa. Per la selezione degli assistenti informatici la commissione può avvalersi di personale esperto dell'Ufficio o della consulenza del Servizio per l'informatica. Nella commissione competente alla selezione dei candidati per l'Ufficio per il processo del Consiglio di Stato e del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma, un dirigente amministrativo è sostituito da un dirigente tecnico per la selezione dei funzionari informatici e statistici, nonché per quella degli assistenti informatici. Al comma 9 sono declinati i titoli preferenziali nelle procedure di reclutamento sia per la giustizia ordinaria che per quella amministrativa. Il comma 10, nella medesima prospettiva di premiare al massimo il ricambio generazionale, ribadisce che, a parità dei titoli preferenziali di cui al comma 9 e di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, è preferito il candidato più giovane di età, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge 15 maggio 1997, n. 127. In ragione delle esigenze di massima speditezza poste a fondamento dell'intera procedura, si dispone poi che il possesso dei requisiti di accesso, dei titoli di attribuzione del punteggio e dei titoli di preferenza dovrà essere documentato esclusivamente con le modalità indicate dal bando di concorso. Il comma 11 declina le modalità di formazione delle graduatorie, all'esito della selezione per titoli, nel rispetto della base necessariamente distrettuale (e, qualora lo preveda il bando di concorso, circondariale) della procedura di cui trattasi. Per ogni profilo professionale, dunque, la commissione esaminatrice formerà una singola graduatoria relativa ai posti messi a concorso in ogni distretto (e, nel caso, in ogni circondario di quel distretto). Nell'eventualità che una di tali graduatorie risultasse in tutto o in parte incapiente rispetto ai posti messi a concorso, l'amministrazione potrà coprire i posti non assegnati mediante scorrimento delle graduatorie degli idonei del medesimo profilo nel distretto, ovvero, nell'ipotesi di graduatoria circondariale, nel circondario confinanti con il maggior numero di idonei ovvero in subordine, delle graduatorie degli idonei non vincitori con il maggior numero di idonei di altri profili aventi i medesimi titoli richiesti per l'accesso e relative al medesimo distretto o al medesimo circondario. In caso di pari numero di idonei non vincitori, la graduatoria dalla quale attingere è individuata sulla base della minore distanza chilometrica tra i capoluoghi dei distretti interessati. Infine, per quanto attiene al secondo scaglione di addetti all'ufficio per il processo di cui all'articolo 11, comma 1, primo periodo, in caso di incapienza delle graduatorie distrettuali formate nell'ambito della nuova procedura assunzionale, il reclutamento potrà avvenire mediante scorrimento delle graduatorie formate nell'ambito della procedura relativa al primo scaglione. Per la giustizia amministrativa, qualora una graduatoria risultasse incapiente rispetto ai posti messi a concorso per un profilo in un Ufficio giudiziario, il Segretario generale della Giustizia amministrativa potrà coprire i posti non assegnati mediante scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori del medesimo profilo in altro ufficio giudiziario e, nella seconda tornata delle assunzioni, chiamare gli idonei del primo scaglione, con i criteri indicati nel bando di concorso. Ai sensi del comma 12, per i concorsi richiesti dal Ministero della giustizia, sono ammessi a sostenere la prova scritta, per ogni distretto, un numero di candidati pari ad un multiplo, non inferiore al doppio, del numero di posti messi a concorso nel distretto, secondo quanto stabilito dal bando. La prova scritta potrà essere svolta mediante l'uso di tecnologie digitali. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, il bando di concorso specifica i criteri di attribuzione dei punteggi, le modalità di formazione della graduatoria finale per ogni singolo distretto o circondario, le sedi di corte di appello presso cui potrà essere svolta la suddetta prova scritta e i criteri di assegnazione alle predette sedi di esame dei candidati ammessi a sostenere la prova scritta. Potranno essere costituite sottocommissioni, ognuna delle quali valuterà non meno di duecento candidati. La prova scritta consiste nella somministrazione di quesiti a risposta multipla. Il bando può prevedere, in ragione del numero di partecipanti, l'utilizzo di sedi decentrate e, ove necessario, la non contestualità delle sessioni, garantendo in ogni caso la trasparenza e l'omogeneità delle prove. Con decreto del Ministro della giustizia saranno indicate le materie oggetto della prova scritta e le ulteriori misure organizzative. Il comma 13 indica l'autorizzazione di spesa necessaria per l'attuazione del presente articolo. L'articolo 15, rubricato « Vincolo di permanenza nella sede e mobilità temporanea », disciplina la permanenza nell'ufficio di assegnazione del personale neoassunto, mirando a contenere, unitamente alla base distrettuale/circondariale della procedura assunzionale e alla consapevole scelta anche geografica operata dal dipendente al momento della proposizione della domanda, le continue richieste di mobilità per esigenze personali proprie o altrui che hanno falcidiato la gestione delle risorse umane nell'amministrazione giudiziaria. Il comma 1 dispone che il personale permarrà nella sede di assegnazione per l'intera durata del contratto a tempo determinato. Il comma 2, previo richiamo ai presupposti e al contesto operativo dell'assunzione, inquadra la mobilità interna temporanea su domanda del dipendente all'interno del medesimo distretto in cui è situata la sede di prima assegnazione. La maggior parte delle circostanze idonee a fondare la richiesta di mobilità, d'altronde, emergerà al momento dell'assegnazione della sede ai vincitori del concorso, allorquando potrà essere fatto valere ogni fattore tale da costituire, secondo la normativa vigente, titolo di precedenza o di preferenza in relazione alla specifica graduatoria distrettuale ovvero, qualora lo preveda il bando di concorso, circondariale. Le richieste successive potranno fondarsi soltanto su circostanze sopravvenute. In deroga a quanto previsto dall'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, il medesimo personale non potrà comunque essere comandato, distaccato o assegnato presso altre pubbliche amministrazioni, né essere destinatario di provvedimenti di applicazione endodistrettuale da parte dei presidenti delle corti di appello o dei procuratori generali. Il comma 3, limitando il divieto previsto nel comma precedente alla mobilità tra pubbliche amministrazioni, fa salva la mobilità per compensazione, qualora sia garantita la piena neutralità finanziaria e previo nulla osta dell'amministrazione della giustizia. L'articolo 16, rubricato «Attività di formazione», impone all'amministrazione giudiziaria di assicurare l'informazione, la formazione e la specializzazione di tutto il personale a tempo determinato assunto ai sensi del presente capo, individuando con apposito decreto dirigenziale specifici percorsi didattici, da svolgersi anche per via telematica. Analoga disposizione è inserita, per la giustizia amministrativa, al comma 2. Il comma 3 indica l'autorizzazione di spesa necessaria per l'attuazione del medesimo articolo 16. L'articolo 17, rubricato « Monitoraggio di impiego degli addetti all'ufficio per il processo e delle altre misure sul capitale umano e smaltimento dell'arretrato », al comma 1 prevede la costante rilevazione di ogni dato conferente per la valutazione, anche in corso d'opera, della attuazione della misura nell'ambito del PNRR, disponendo che, per quanto attiene alla giustizia ordinaria, con uno o più decreti il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, siano indicate le procedure di monitoraggio, le risorse e le modalità necessarie. Per la giustizia amministrativa, al comma 2 si prevede che, con apposito decreto del Presidente del Consiglio di Stato, da emanarsi entro cinquanta giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, sentito il Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, sono adottate le linee guida per lo smaltimento dell'arretrato in tutti gli uffici della giustizia amministrativa. Il comma 3 prevede che il personale assunto a tempo determinato lavorerà esclusivamente per la riduzione dell'arretrato e prevalentemente da remoto, con la dotazione informatica fornita dall'amministrazione. Al comma 4 si prevede che le attività di segnalazione, individuate nelle linee guida di cui al comma 2, possono essere svolte anche dal Segretariato generale della Giustizia amministrativa. Il comma 5 dispone la programmazione, da parte del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di udienze straordinarie calendarizzate per la decisione dei ricorsi individuati dall'Ufficio per il processo. Il comma 6 prevede che la partecipazione dei magistrati alle udienze straordinarie è su base volontaria. La norma prevede altresì che tutte le udienze straordinarie sono sempre svolte in modalità da remoto. In particolare si dispone che non possono essere assegnati alle udienze straordinarie di smaltimento gli affari di cui agli articoli da 112 a 117 del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2019, n. 104. Il comma 7 novella l'articolo 87 dell'Allegato 1 al codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo n. 104 del 2010, inserendovi la previsione che le udienze straordinarie dedicate allo smaltimento dell'arretrato sono svolte da remoto. L'articolo 18 reca le disposizioni finanziarie. L'articolo 19 dispone in merito all'entrata in vigore. Il testo si conclude con i quattro allegati relativi ai profili professionali del personale reclutato ai sensi del presente decreto. Segnala alcune questioni problematiche che sottopone all'attenzione delle Commissioni riunite: in particolare evidenza alcune aporie relative alla durata dei contratti a tempo determinato; paventa il rischio che in considerazione del livello elevato dei requisiti di accesso per la partecipazione a tali concorsi si possano riscontrare all'atto pratico serie difficoltà nel reperire soggetti potenzialmente interessati a tale tipo di incarico; solleva poi dubbi sul sistema di attribuzione dei punteggi; solleva dubbi sulla previsione che attribuisce un percorso premiale nel caso di permanenza del vincitore di concorso nella prima sede di destinazione; segnala poi alcune inesattezze testuali del decreto nella parte in cui si riferisce la competenza gestionale dell'apparato della giustizia amministrativa al ministero della giustizia piuttosto che al dipartimento apposito della presidenza del Consiglio dei Ministri. Il PRESIDENTE propone di svolgere un ciclo di audizioni di esperti. Le Commissioni riunite convengono. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) chiede di intervenire fin d'ora in discussione generale, per sottolineare alcune criticità del provvedimento, che dovrebbero essere approfondite anche nel corso delle audizioni. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) precisa che le misure previste nel provvedimento, volte a migliorare l'efficienza del sistema della giustizia per corrispondere alle indicazioni dell'Unione europea, non sono sufficienti, se a queste non è affiancata una incisiva riforma del processo civile e penale. A suo avviso, quindi, occorre intervenire per ridurre la durata dei processi e smaltire l'arretrato. Inoltre, ritiene che l'assunzione a tempo determinato scoraggi la partecipazione al concorso delle persone più qualificate. Per poter disporre di una platea di candidati con alta formazione, bisognerebbe quanto meno riconoscere al personale, alla scadenza dei 36 mesi, una riserva di posti negli altri concorsi della pubblica amministrazione nel settore della giustizia. La senatrice PIARULLI ( M5S ) interviene sottolineando come a suo parere sarebbe necessario favorire un accesso straordinario per le procedure in oggetto favorendo tutti i giovani laureati e limitando quindi i requisiti di partecipazione allo stretto indispensabile; paventa problemi applicativi relativamente al rischio della stabilizzazione di tali soggetti al termine dell'incarico temporaneo conferito; auspica che con questi concorsi possa realizzarsi l'obiettivo proclamato in più sedi di operare il necessario svecchiamento delle nostre pubbliche amministrazioni. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) chiede che in sede di audizione possa intervenire il Ministro per la pubblica amministrazione. Il PRESIDENTE , dopo aver ricordato l'ampia disponibilità assicurata dal ministro Brunetta, audito dalla Commissione affari costituzionali in occasione dell'esame del disegno di legge n. 2167 (d-l 44/2021 - misure contenimento COVID-19), precisa che la richiesta di audizione del Ministro sarà fatta propria e avanzata dai Presidenti delle Commissioni riunite 1a e 2a. Propone quindi di fissare per le ore 10 di mercoledì 23 giugno il termine entro cui i Gruppi potranno indicare i nominativi degli altri soggetti da convocare in audizione. Le Commissioni riunite convengono. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,40.