Document Type: ddlpres
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Istituzione del presidio di pronto soccorso per i cittadini di Paesi non aderenti all'Accordo di Schengen all'interno dei dipartimenti d'emergenza e accettazione. Onorevoli Senatori. – Negli ultimi anni il numero di accessi all'interno dei pronto soccorso italiani si è confermato in continua ascesa. Tale preoccupante dato ha causato una congestione dei dipartimenti d'emergenza e accettazione (DEA), soprattutto per l'uso smodato e inadatto che ne hanno fatto i cittadini provenienti dalle aree extra -Schengen. Il problema del sovraffollamento è un fenomeno non solo italiano, ma internazionale. In Italia i medici di emergenza, da circa cinque anni, hanno iniziato ad analizzare il fenomeno, a studiarne le cause, proporre soluzioni, come già accade in Inghilterra e Stati Uniti da più di un decennio. Sono state realizzate task force , commissioni di studio, seminari, convegni nazionali e presentati contributi in convegni internazionali, ma non si è mai proceduto alla stesura di una proposta legislativa consona per smaltire l'intasamento tramite una più appropriata canalizzazione all'accesso. È possibile misurare il grado di sovraffollamento in pronto soccorso utilizzando indici già validati dalla comunità scientifica internazionale, che consentano la comparazione del fenomeno a livello dei presidi ospedalieri, tra le regioni e tra le Nazioni europee. Lo strumento di misura scelto è il NEDOCS, che si basa su parametri di struttura (posti letto dell'ospedale, postazioni di pronto soccorso attrezzate ed assistite) e variabili di attività (numero di pazienti in pronto soccorso ed in attesa di posto letto, tempi di attesa in triage e tempi di attesa per il ricovero, gravità dei pazienti assistiti). Il medico di emergenza in pronto soccorso svolge un'importante funzione di filtro per i ricoveri, in quanto vengono effettuati solo quelli appropriati, pari a circa il 15-17 per cento degli accessi. Tuttavia, si realizza il fenomeno del boarding (stazionamento e monitoraggio dei pazienti in attesa di posto letto al termine del processo diagnostico-terapeutico) a causa del collo di bottiglia in entrata per il ricovero (ovvero access block) . A tal proposito, molto spesso accade che i cittadini provenienti dall'area extra -Schengen abbiano difficoltà nell'esprimersi e nel comunicare le proprie problematiche al personale medico e paramedico, al punto di bloccare l'operatività e la fluidità dell'operato dell'intero dipartimento. Il presente disegno di legge si prefigge, quindi, lo scopo di istituire appositi presidi di pronto soccorso, per i cittadini provenienti dalle aree extra -Schengen, nei dipartimenti d'emergenza e accettazione (DEA) degli ospedali operanti nel territorio italiano, prevedendo così una diversa canalizzazione dei flussi di entrata nei medesimi tra i cittadini dell'Unione europea e i restanti. Il testo si compone di 4 articoli: all'articolo 1 sono esposte le predette finalità, mentre con l'articolo 2 si istituisce il presidio di pronto soccorso per i cittadini provenienti da aree extra -Schengen; l'articolo 3 prevede l'invarianza degli oneri di finanza pubblica e l'articolo 4 reca l'entrata in vigore, che avverrà il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 (Finalità) 1 La presente legge si prefigge lo scopo di istituire appositi presidi di pronto soccorso, per i cittadini di Paesi non aderenti all'Accordo di Schengen, di cui alla legge 30 settembre 1993, n. 388, nei dipartimenti d'emergenza e accettazione degli ospedali operanti nel territorio italiano, prevedendo così una diversa canalizzazione dei flussi di entrata nei medesimi tra i cittadini dell'Unione europea e gli altri. 2 (Istituzione del presidio di pronto soccorso per i cittadini provenienti da aree extra -Schengen) 1 Ai fini di cui all'articolo 1, è istituito negli ospedali italiani un apposito presidio di pronto soccorso presso i dipartimenti d'emergenza e accettazione (DEA), per i cittadini di Paesi non aderenti all'Accordo di Schengen, di cui alla legge 30 settembre 1993, n. 388. 2 Il presidio di cui al comma 1 è sottoposto alle medesime prescrizioni dei DEA, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 1992. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .