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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 24 BORGHESI La seduta inizia alle ore 9,35. IN SEDE REFERENTE (717-B) D-l 91/2018 - proroga termini DDL 717-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Seguito dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta notturna del 18 settembre. Si passa all'illustrazione degli emendamenti all'articolo 9. La senatrice Garavini ( PD ) ricorda che, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 55 del 2018, il Governo aveva assunto l'impegno di affrontare, con provvedimenti successivi, le questioni rimaste irrisolte con riferimento alle zone colpite dagli eventi sismici del 2016. Sarebbe opportuno, quindi, introdurre quelle misure nell'ambito del decreto all'esame, al fine di alleviare le difficoltà di cittadini e imprese dell'area del cratere e favorire la rinascita economica e sociale di quelle comunità. A tal fine, il Gruppo del Partito Democratico ha presentato emendamenti volti a raddoppiare il numero delle rate per la restituzione delle imposte sospese, a prorogare il riconoscimento di indennità per i sindaci e gli amministratori locali impegnati nella ricostruzione, nonché a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, a consentire all'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere di continuare ad avvalersi di personale tecnico con contratti a tempo determinato, a stanziare ulteriori fondi per favorire la ripresa produttiva. Trattandosi di misure necessarie e condivisibili, auspica un ripensamento da parte del Governo e della maggioranza, affinché gli emendamenti siano accolti e sia così possibile trasformare in atti concreti gli impegni assunti da tempo. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene che le proposte di modifica illustrate dalla senatrice Garavini siano indispensabili per garantire la ripresa dell'attività economica sociale dei Comuni di Abruzzo, Lazio e Umbria colpiti dal sisma. Risulta pertanto incomprensibile il motivo della indisponibilità del Governo e della maggioranza a prendere in considerazione tali emendamenti. La senatrice BITI ( PD ) sottolinea che gli emendamenti riferiti all'articolo 9, nel complesso, sono volti a indurre il Governo a prorogare le misure di sostegno per le popolazioni colpite dal sisma per un periodo di tempo più ampio. Sarebbe grave, a suo avviso, non trasformare in provvedimenti concreti gli impegni assunti, anche dalla maggioranza, in campagna elettorale. In questo modo, del resto, si penalizzerebbero amministrazioni appartenenti a diversi schieramenti politici. Auspicando una più approfondita riflessione su questo tema, chiede al Governo di precisare il proprio orientamento. Il senatore GRIMANI ( PD ) ritiene indispensabile apportare alcuni miglioramenti al testo, nonostante l'accelerazione dell'iter del provvedimento, decisa dalla maggioranza. A suo avviso, è opportuno che il Governo modifichi il proprio orientamento anche con riferimento all'articolo 9, che reca misure insufficienti per le zone colpite dal sisma. Sarebbe questa l'occasione per ampliare gli stanziamenti destinati a garantire la ripresa del settore turistico e dei pubblici esercizi e, di conseguenza, del tessuto socio-economico dei Comuni dell'area del cratere. A tal fine, segnala gli emendamenti 9.2 e 9.3, che consentirebbero alle strutture comunali di dotarsi del personale che si occupa dei procedimenti per la ricostruzione, nonché l'emendamento 9.11, con cui si propone di elevare da 60 a 120 il numero di rate per la restituzione dei versamenti tributari e contributivi, sospesi ai sensi dell'articolo 48 del decreto-legge n. 189 del 2016. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) rileva la necessità di estendere per un periodo di tempo più ampio le misure di sostegno previste dai precedenti Governi a favore dei territori colpiti dal sisma, per assicurare una continuità dal punto di vista normativo e della copertura finanziaria e garantire certezze a cittadini e imprese. A suo avviso, tali misure risultano assolutamente ragionevoli e indispensabili, per cui sarebbe opportuno superare la contrapposizione ideologica e affrontare nel merito i problemi della ricostruzione. Dopo aver evidenziato la necessità di prorogare la durata del trattamento straordinario di integrazione salariale, chiede l'accoglimento dell'emendamento 9.9, recante misure di sostegno per i sindaci e gli assessori dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, in cui sia stata individuata - con ordinanza sindacale - una zona rossa. Il senatore GIACOBBE ( PD ) sottolinea che, alla solidarietà manifestata alle comunità colpite dal terremoto da tutti gli italiani, compresi quelli che vivono all'estero, dovrebbe corrispondere un atteggiamento simile nelle sedi istituzionali. Con rammarico, invece, nota che in Parlamento non è stato possibile realizzare una unità di intenti per affrontare le difficoltà post terremoto. Ribadisce l'esigenza di prorogare lo stato di emergenza e il trattamento di integrazione salariale, nonché di differire la scadenza per la restituzione dei tributi sospesi. Su tali argomenti, a suo avviso, non dovrebbero esserci contrapposizioni, in quanto si tratta di misure per favorire la ripresa delle zone danneggiate dal sisma. La senatrice SBROLLINI ( PD ) non condivide l'approccio ideologico a questioni, come quelle afferenti gli obblighi vaccinali e la ricostruzione post sisma, che riguardano la vita quotidiana dei cittadini. A suo avviso, occorre prorogare il sostegno economico - già previsto dopo gli eventi sismici del 2016 - ai territori impegnati nella ricostruzione, per garantire continuità sotto il profilo normativo e certezza dal punto di vista economico. Ciò consentirà alle comunità locali di non abbandonare i territori di appartenenza. Il senatore MANCA ( PD ) osserva che il provvedimento all'esame, sebbene rechi soltanto disposizioni di proroga termini, costituisce la prima occasione utile per trasformare in atti concreti gli impegni assunti dal Governo nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma. Del resto, si tratta di provvedimenti necessari per favorire la ripresa economica dei territori interessati dal terremoto, premessa indispensabile affinché le comunità locali continuino a risiedervi. Auspica, pertanto, una risposta concreta, da parte del Governo, alle esigenze segnalate anche dagli amministratori, per esempio prorogando la deroga per la corresponsione del trattamento di integrazione salariale e prevedendo ulteriori misure di sostegno a sindaci e amministratori, i quali svolgono un'azione fondamentale per la tenuta sociale dei piccoli centri abitati. Il senatore PITTELLA ( PD ) rileva la necessità di cospicue risorse per implementare una politica del territorio adeguata ad affrontare le emergenze derivanti dal rischio sismico e dal dissesto idrogeologico. Sarebbe opportuno, quindi, negoziare con la Commissione europea, affinché le spese per investimenti destinati alla manutenzione del territorio non siano computate ai fini del rispetto del Patto di stabilità e crescita. Tali risorse potrebbero essere destinate, per esempio, a prorogare lo stato di emergenza, a sostenere le piccole e medie imprese e a prorogare gli ammortizzatori sociali, continuando a operare per il bene e nell'interesse delle comunità colpite dal sisma. La senatrice GINETTI ( PD ) sottolinea la complessità del territorio italiano, la cui bellezza dal punto di vista paesaggistico è affiancata da una estrema fragilità del territorio, a causa del rischio sismico e del dissesto idrogeologico. Ciò determina frequenti emergenze, da affrontare con determinazione e consapevolezza, come del resto hanno fatto i Governi nella scorsa legislatura, soprattutto dopo il sisma che ha colpito le Regioni dell'Italia centrale. Tuttavia, il percorso di ricostruzione dei Comuni e dei piccoli borghi interessati dal terremoto non è stato ancora completato. Pertanto, si rende necessario ampliare le misure di sostegno adottate, per esempio prorogando il trattamento di integrazione salariale ed estendendo la possibilità - per gli uffici che si occupano delle procedure di ricostruzione - di stipulare contratti a tempo determinato per l'assunzione di personale tecnico qualificato. La senatrice BINI ( PD ) ritiene sia possibile trovare una convergenza su misure del tutto condivisibili, in quanto volte a offrire un aiuto concreto alle comunità dei centri abitati di Lazio, Abruzzo e Umbria, colpiti dal terremoto del 2016. Si tratterebbe, per esempio, di estendere a tutto il 2018 la corresponsione dell'indennità ai collaboratori coordinati e continuativi, ai titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, ai lavoratori autonomi che abbiano dovuto sospendere l'attività a causa degli eventi sismici, nonché di prorogare la deroga per il riconoscimento del trattamento di integrazione salariale. Qualora fosse impossibile l'introduzione di queste misure nel decreto-legge all'esame, per ragioni di copertura finanziaria, il Governo potrebbe quanto meno precisare a quale provvedimento intende rinviare l'adozione di tali misure, indispensabili per le zone colpite dal sisma. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) segnala, tra le proposte di modifica a sua firma, il rifinanziamento della mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriali complesse della Regione Lazio, con particolare riferimento alla zona di Frosinone, e le misure per i territori colpiti dal sisma. A tale proposito, ricorda che il Governo, nel corso dell'esame del decreto-legge n. 55 del 2018, aveva assunto l'impegno di risolvere quanto prima le questioni rimaste irrisolte a seguito degli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia-Romagna, Ischia e il Centro Italia. Considerata l'indisponibilità dell'Esecutivo a inserire tali misure nel decreto all'esame, sarebbe opportuno precisare se siano in corso di elaborazione ulteriori provvedimenti volti ad affrontare le emergenze citate. Del resto, le misure di carattere fiscale devono essere limitate nel tempo, per ragioni di copertura finanziaria, e quindi si rendono poi necessari nuovi interventi. Auspica quindi che, al di là delle contrapposizioni politiche, sia possibile dare un segnale di attenzione alle popolazioni colpite dal sisma. La senatrice MALPEZZI ( PD ) precisa che gli emendamenti presentati dal Gruppo del Partito Democratico all'articolo 9 recepiscono sostanzialmente il contenuto degli impegni assunti dal Governo in occasione dell'esame del decreto-legge n. 55 del 2018, in modo da trasformare gli atti di indirizzo approvati in provvedimenti concreti. Si tratta, del resto, di misure indispensabili per il completamento della ricostruzione delle aree colpite dal sisma, per le quali si rende necessario quanto meno mantenere il livello degli stanziamenti effettuati nella scorsa legislatura. La senatrice BOLDRINI ( PD ) esprime osservazioni critiche sull'atteggiamento del Governo attualmente in carica, che finora - a suo avviso - si è limitato sostanzialmente a procrastinare l'adozione di misure importanti, come quelle relative ai territori colpiti dal sisma. Sarebbe opportuno, invece, riproporre, anche per la ricostruzione dei Comuni del Centro Italia, le stesse sinergie che hanno consentito di ottenere risultati positivi in Emilia Romagna, dopo il terremoto del 2012. Auspica, quindi, che il Governo intenda dare seguito agli impegni precedentemente assunti, rivalutando quanto meno l'emendamento 9.11, volto a raddoppiare il numero di rate per la restituzione dei versamenti tributari sospesi. Il senatore TARICCO ( PD ) sottolinea l'inopportunità di rinviare l'adozione di misure importanti per la vita quotidiana delle persone colpite dal terremoto. Nella consapevolezza che il provvedimento all'esame non sarà modificato, chiede al Governo di precisare quanto tempo sarà ancora necessario per l'adozione degli interventi attesi per la ricostruzione, ritenendo indispensabile garantire certezze alle comunità di quei territori. Il senatore VATTUONE ( PD ) ritiene opportuno prorogare le misure per le aree di crisi industriali complesse, impegnando eventualmente il Governo a intervenire con un successivo provvedimento, qualora fosse impossibile - per ragioni di copertura finanziaria - inserire la misura nel decreto di proroga termini. Ricorda che gli emendamenti riferiti all'articolo 9 recepiscono gli impegni precedentemente assunti dal Governo nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma, quindi sarebbe opportuno, per esempio, garantire un sostegno ai sindaci e agli assessori impegnati nella ricostruzione nell'area del cratere. Al contempo, come ricordato dal senatore Pittella, si dovrebbe avviare un confronto in sede europea per ottenere l'esclusione dal Patto di stabilità delle spese di adeguamento e miglioramento sismico. Il senatore RAMPI ( PD ) ritiene che non dovrebbero esserci divisioni tra maggioranza e opposizioni in merito a interventi chiaramente destinati ad alleviare i problemi delle popolazioni colpite dal sisma, che il Partito Democratico intende evidenziare in modo pacato, ma risoluto. Pur rispettando i vincoli di bilancio, il Governo e la maggioranza dovrebbero manifestare attenzione a quelle comunità, nei confronti delle quali hanno assunto impegni puntuali, magari precisando quali provvedimenti si intende adottare in futuro, a partire dalla prossima manovra finanziaria. Al contrario, per concludere in modo affrettato l'esame del provvedimento in titolo, si è posta la questione di fiducia alla Camera dei deputati e, in terza lettura, sono stati limitati i tempi del dibattito in Commissione. Il PRESIDENTE ritiene che non vi siano le condizioni per completare l'esame del provvedimento, considerato che è inserito all'ordine del giorno dell'Assemblea per le ore 18 di oggi e non è ancora stata completata l'illustrazione degli emendamenti. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) osserva che sarebbe stato possibile completare l'esame in sede referente del decreto di proroga termini, se le opposizioni non avessero prolungato eccessivamente il dibattito, ripetendo più volte le stesse argomentazioni. Il PRESIDENTE precisa che gli interventi dei senatori del Gruppo del Partito Democratico hanno comunque riguardato il merito del provvedimento. Il senatore GRASSI ( M5S ), nel convenire con la senatrice Pirovano, concorda sull'impossibilità di concludere in tempi ragionevoli l'esame del provvedimento in titolo. Il senatore PARRINI ( PD ) esprime rammarico per l'impossibilità di un confronto aperto in Commissione, nel corso del quale si sarebbe potuto evidenziare la ragionevolezza di alcune misure. Tuttavia, il Governo e la maggioranza si sono resi indisponibili non solo ad accogliere le modifiche proposte, ma anche a valutarle nel merito. Esprime altresì valutazioni molto critiche sulle considerazioni della senatrice Pirovano a proposito degli interventi dei senatori del Gruppo PD per l'illustrazione degli emendamenti, sottolineando la necessità che nel dibattito vi sia un reciproco rispetto, pur nella differenza delle posizioni politiche. Stigmatizza la volontà della maggioranza di accelerare irragionevolmente l' iter del decreto-legge, mortificando il ruolo del Parlamento e violando i diritti delle opposizioni, nonostante che le nuove norme regolamentari del Senato prevedano diversi strumenti per approvare speditamente i provvedimenti a cui la maggioranza annette particolare importanza. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ritiene grave che non sia stato possibile esaurire il dibattito, pur nell'ambito della normale dialettica parlamentare. A suo avviso, si sarebbe potuto consentire la conclusione ordinata dei lavori, con l'approvazione di un ordine del giorno che richiamasse quanto meno gli impegni assunti dal Governo sulla questione dell'assegnazione delle risorse per la riqualificazione delle periferie. Tuttavia, l'Esecutivo ha mostrato un atteggiamento di totale chiusura, che ha impedito un confronto costruttivo. Il senatore PERILLI ( M5S ) ritiene eccessive le critiche del senatore Parrini nei confronti della senatrice Pirovano, considerato tra l'altro che anche alcuni senatori del Partito Democratico hanno fatto ricorso a un linguaggio inappropriato, per esempio qualificando come vergognose le tesi della maggioranza. Ritiene legittimo l'uso dell'espediente retorico, da parte delle opposizioni, per prolungare i lavori della Commissione. Tuttavia, era evidente che in questo modo sarebbe stato impossibile concludere l'esame in sede referente del provvedimento. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) stigmatizza l'atteggiamento di totale chiusura del Governo e della maggioranza, indisponibili a qualsiasi confronto, peraltro dopo avere imposto tempi irragionevolmente serrati per il dibattito. Ritiene che in tal modo sia stato mortificato il ruolo delle Commissioni, che invece, nel nuovo Regolamento del Senato, sono riconosciute come sede di approfondimento e riflessione. La senatrice Malpezzi ( PD ) si rammarica per l'impossibilità di discutere sulle modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Su questi temi, infatti, non è stato possibile acquisire la posizione del Governo e della maggioranza, del tutto indisponibili al confronto. Inoltre, essendo noto che il decreto doveva essere convertito in legge entro il 23 settembre, sarebbe stato opportuno modulare in modo differente i tempi per l'esame del provvedimento, tenendo conto anche della pausa estiva. Chiede di proseguire la discussione, per spiegare ulteriormente la posizione del Gruppo sulle nuove norme introdotte dall'altro ramo del Parlamento. Il senatore Laus ( PD ) concorda con le considerazioni del senatore Parrini: gli interventi in sede di illustrazione degli emendamenti erano volti a precisare le ragioni delle proposte di modifica avanzate. Tuttavia, non è stato possibile svolgere una riflessione approfondita, in assenza di un confronto con la maggioranza e il Governo, nonostante le continue sollecitazioni a svolgere un dibattito costruttivo, affrontando il merito delle questioni coinvolte. Il senatore VITALI ( FI-BP ) precisa che il Gruppo di Forza Italia ha preferito svolgere una opposizione seria e costruttiva, rinunciando alle pratiche ostruzionistiche poste in atto dal Partito Democratico. Ricorda, inoltre, che nella scorsa legislatura il ruolo del Parlamento fu mortificato dal ripetuto ricorso alla questione di fiducia. Sottolinea che, qualora vi fosse la disponibilità di tutti i Gruppi, si potrebbe concludere l'esame del provvedimento in tempo per l'esame in Assemblea. La senatrice BINI ( PD ) esprime valutazioni molto critiche per l'impossibilità di approfondire nel merito le modifiche apportate dalla Camera dei deputati, sia per la decisione della maggioranza e del Governo di non partecipare al dibattito, sia per la scelta di limitare in modo stringente il dibattito. A suo avviso, in questo modo si ledono le prerogative delle opposizioni, violando i principi della democrazia rappresentativa. Respinge le critiche del senatore Vitali circa l'utilizzo di pratiche ostruzionistiche, in quanto gli interventi sul complesso degli emendamenti erano volti a precisare la posizione del Gruppo sui temi in discussione. Il PRESIDENTE precisa che la proposta di concludere anticipatamente l'esame del provvedimento, senza votare il mandato al relatore a riferire in Assemblea, discende dalla constatazione che non resta tempo sufficiente per completare la fase di illustrazione e procedere alla votazione di 414 emendamenti e 84 ordini del giorno. Sottolinea, inoltre, di aver consentito un ampio dibattito su tale proposta - sebbene il Regolamento preveda che possa esprimersi al massimo un rappresentante per ogni Gruppo. La proposta è quindi posta in votazione. Il senatore PARRINI ( PD ) annuncia che i senatori del Gruppo PD, al termine della seduta, resteranno comunque in Commissione a illustrare le restanti proposte di modifica. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, è approvata la proposta di concludere anticipatamente l'esame in sede referente. Il PRESIDENTE annuncia che riferirà in Assemblea sull'esito dei lavori. La seduta termina alle ore 11,50.