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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 150 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-PSI: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,32). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Vice Presidente vicario del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 21 settembre 2019 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dello sviluppo economico, della difesa, dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'istruzione, dell'università e della ricerca: «Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle forze di polizia e delle forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni» (1493). Gruppi parlamentari, costituzione, composizione e variazioni nella composizione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, con lettera del 18 settembre 2019 il senatore Riccardo Nencini ha comunicato la costituzione, ai sensi dell'articolo 14, comma 4, del Regolamento, del Gruppo parlamentare denominato «Italia Viva-P.S.I.». Del Gruppo fanno parte i senatori: Riccardo Nencini, Teresa Bellanova, Francesco Bonifazi, Eugenio Comincini, Donatella Conzatti, Giuseppe Cucca, Davide Faraone, Laura Garavini, Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Ernesto Magorno, Mauro Marino, Matteo Renzi, Daniela Sbrollini, Valeria Sudano. Conseguentemente il senatore Riccardo Nencini cessa di appartenere al Gruppo Misto, la senatrice Donatella Conzatti cessa di appartenere al Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP) e i senatori Teresa Bellanova, Francesco Bonifazi, Eugenio Comincini, Giuseppe Cucca, Davide Faraone, Laura Garavini, Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Ernesto Magorno, Mauro Marino, Matteo Renzi, Daniela Sbrollini, Valeria Sudano cessano di appartenere al Gruppo Partito Democratico. Proposta di inversione dell'ordine del giorno CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei proporre all'Assemblea un'inversione dei punti all'ordine del giorno, quindi di trattare le norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale prima della conversione in legge del decreto-legge. Signor Presidente, prima di procedere alla votazione della proposta, chiediamo la verifica del numero legale. PRESIDENTE . Colleghi, vi chiedo di fare un momento di pausa per verificare il funzionamento del sistema di votazione elettronica con il cambiamento dei Gruppi. (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Senatore Calderoli, stanno aggiornando il sistema. Sto verificando, perché mi dicono che non si riesce a votare. ( Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non c'è da fare nessuna contestazione. Ho appena letto che c'è un nuovo Gruppo e, quindi, c'è un adattamento del sistema elettronico, che non poteva essere fatto prima dell'annuncio in Aula della costituzione del nuovo Gruppo. (Applausi dai Gruppi M5S e PD e della senatrice Lonardo ) . Non c'è niente di straordinario. Abbiate un attimo di pazienza, così verifico se questo succede oppure no. Il sistema funziona. Verifica del numero legale PRESIDENTE . Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta non risulta appoggiata) . VOCI DAL GRUPPO PD. Bravo Calderoli! (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE. Non riesco a comprendere le ragioni di tanto entusiasmo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Non ha funzionato! STEFANO (PD) . Calderoli, rilassati. PRESIDENTE. Non funzionano le tessere? Qualche tecnico può verificare la questione delle tessere? STEFANO (PD) . Hanno votato. PRESIDENTE. Sto verificando se non hanno funzionato le tessere. Sto chiamando un tecnico per verificare. Abbiate pazienza. Abbiamo appena cominciato e pare che oggi ci sia un nervosismo diffuso. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Non funziona. PRESIDENTE. Funzionano? Chiedo un attimo di pazienza a tutti. Mi dicono che il sistema funziona e, quindi, l'appoggio alla richiesta di verifica del numero legale non c'è. (Commenti del senatore Romeo) . MIRABELLI (PD) . Vabbè, la prossima. Imbroglioni. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, al collega Briziarelli e ad altri colleghi il sistema elettronico non ha funzionato nonostante avessero premuto il pulsante. Chiediamo pertanto di verificare nuovamente l'appoggio alla richiesta di inversione. (Commenti del senatore Mirabelli). PRESIDENTE . Senatore Romeo, l'assistente parlamentare che è venuto a verificare ha riferito che le tessere funzionavano. (I senatori De Bertoldi e La Russa segnalano alla Presidenza il malfunzionamento del sistema elettronico di votazione). Neanche le vostre tessere funzionano? LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, effettivamente durante la votazione anche alcuni colleghi del mio Gruppo non sono riusciti a far funzionare il sistema. STEFANO (PD) . Siete scandalosi! MIRABELLI (PD) . Ma sei un Vice Presidente, La Russa! LA RUSSA (FdI) . Ma lo dico obiettivamente, è la verità. Allora i Vice Presidenti devono dire bugie? PRESIDENTE. Mi scusi, senatore La Russa, ma questo dimostra ancora una volta che il mio invito alla pazienza di un attimo fa per verificare che tutto funzionasse è stato oggetto di una protesta inutile: stavo facendo infatti controllare che il sistema, adeguato a seguito della costituzione del nuovo Gruppo, fosse effettivamente in funzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Invito dunque il senatore Segretario a verificare nuovamente se la richiesta di verifica del numero legale risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . Ci sono ancora persone in fila. MIRABELLI (PD) . Ma che facciamo? Chiuda, Presidente! STEFANO (PD) . Chiuda la votazione, Presidente. PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale. VOCE DAL GRUPPO PD. Uno a uno! Reiezione di proposta di inversione dell'ordine del giorno PRESIDENTE . Metto ai voti la richiesta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dal senatore Calderoli. Non è approvata. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Discussione del disegno di legge: Doc 1460 Conversione in legge del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Sanatoria degli effetti del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1460. Larelatrice, senatrice Piarulli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. PIARULLI, relatrice . Signor Presidente, il decreto-legge in conversione, esaminato in sede referente dalla Commissione giustizia, detta norme finalizzate ad assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali prorogando la durata in carica dei rispettivi componenti. Il decreto-legge consta di due articoli. L'articolo 1, comma 1, nella formulazione vigente, dispone che il Presidente e i componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali continuino ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino all'insediamento del nuovo Collegio e comunque non oltre il 7 ottobre 2019 (sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto- legge in conversione). Nel corso dell'esame in Commissione è stato approvato, all'unanimità, l'emendamento 1.1 (testo 2), a mia firma, con il quale si prevede che il Collegio del Garante per la protezione dei dati personali continui ad esercitare le suddette funzioni fino all'insediamento e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. È opportuno ricordare che gli attuali membri del Collegio sono stati eletti nelle rispettive sedute di Camera e Senato del 6 giugno 2012 e si sono insediati il 19 giugno 2012. La scadenza del Consiglio dell'Autorità era dunque prevista per il 19 giugno 2019. In conformità al parere del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2010, n. 5.388, è stato consentito all'attuale Collegio di operare in regime di prorogatio fino al 17 agosto 2019. Il regime di prorogatio , infatti, non può avere durata superiore a sessanta giorni dalla scadenza naturale del mandato del Collegio. Stante l'improrogabilità di tale termine, si è ritenuto necessario introdurre nell'ordinamento un'apposita disposizione di legge allo scopo di garantire la funzionalità del Garante per un ulteriore periodo di tempo, in attesa del rinnovo del Collegio. Proprio al fine di scongiurare l'interruzione delle funzioni del Garante, è stato adottato il decreto-legge in esame, il cui articolo 2 dispone in ordine all'entrata in vigore del provvedimento. Nel corso dell'esame in sede referente è stato inoltre approvato, anch'esso all'unanimità, l'emendamento governativo x1.1, il quale propone l'inserimento di un ulteriore comma all'articolo unico del disegno di legge di conversione. La nuova disposizione, anche al fine di evitare possibili contenziosi, prevede la sanatoria degli effetti del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64, decaduto per mancata conversione. Quest'ultimo decreto-legge interveniva sulla disciplina organica dei poteri speciali del Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni (cosiddetto golden power ), contenuta nel decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21. Obiettivo delle norme era, in linea generale, rafforzare la tutela della sicurezza nazionale in ambiti di rilevanza strategica, attribuendo al Governo più tempo e un ventaglio più ampio di informazioni ai fini dell'esercizio dei propri poteri. Vorrei concludere ricordando, in estrema sintesi, le principali misure previste dal decreto-legge decaduto. Esse riguardavano l'ampliamento dell'oggetto di alcuni poteri speciali (con riferimento al potere di veto da parte dell'Esecutivo, esso veniva esteso anche all'adozione di atti o operazioni da parte delle società che detengono gli asset strategici); specifiche integrazioni agli obblighi di notifica finalizzati all'esercizio dei poteri speciali; modifiche alla disciplina dei poteri speciali in tema di tecnologie 5G per rendere il procedimento sostanzialmente simmetrico rispetto a quello per l'esercizio dei poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale; con riferimento ai settori dei trasporti e delle comunicazioni, novelle volte a rendere la definizione di soggetto esterno all'Unione europea simmetrica a quanto disposto in tema di tecnologia e a precisare i criteri per determinare se un investimento estero possa incidere sulla sicurezza o sull'ordine pubblico. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, l'Assemblea del Senato è chiamata a convertire il decreto legge 7 agosto 2019, n. 75, in materia di proroga delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Vale la pena ricordare che il Collegio è costituito da quattro componenti - due dei quali eletti dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica - i quali, a loro volta, eleggono nel loro ambito un Presidente. L'incarico di Presidente e quello di componente hanno la durata di sette anni e non sono rinnovabili. Gli attuali componenti sono stati eletti nel 2012 e il loro mandato è scaduto il 17 giugno 2019, senza che il Parlamento, come prescritto dall'articolo 153 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, avesse provveduto al rinnovo del Collegio. Di conseguenza, in attuazione del parere del Consiglio di Stato n. 5388 del 2010, gli attuali membri sono stati prorogati automaticamente per ulteriori sessanta giorni, dunque fino al 17 agosto 2019. L'eccezionalità della proroga - conviene ricordarlo in questa sede - venne già allora giustificata dal Consiglio di Stato in ragione della rilevanza e dell'insostituibilità delle funzioni affidate al Collegio dell'Autorità. In effetti, parliamo di un'Autorità indipendente, chiamata a occuparsi di uno degli aspetti forse più delicati della vita delle persone: la protezione dei dati personali, come protezione di sfere di dignità e intimità dell'individuo, che assume rilevanza sempre crescente, specie in relazione allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e della diffusione dei dati attraverso la rete Internet. L'Autorità garante in questo ambito è chiamata a confrontarsi con delle sfide assolutamente inedite, che rappresentano vere e proprie nuove frontiere della protezione dell'identità e della dignità delle persone. Come ebbe ad affermare il grande Stefano Rodotà, pioniere in questa materia e indimenticato maestro di diritti, una severa regolamentazione della protezione dei dati, unita alla previsione di appositi strumenti di garanzia, quale appunto il collegio della cui proroga discutiamo oggi, ha la fondamentale funzione di evitare che la persona venga considerata una sorta di miniera a cielo aperto, dove chiunque può attingere qualsiasi informazione e in tal modo costruire profili individuali, familiari o di gruppo, facendo così diventare la persona oggetto di poteri esterni, che possono comunque falsificarla e costruirla in forme coerenti ai bisogni di una società della sorveglianza, della selezione sociale, del calcolo economico. Mi concedo a questo punto, signor Presidente, colleghi, una breve digressione, per fare alcuni esempi concreti. (Brusìo) . Signor Presidente, c'è un rumore veramente impossibile. PRESIDENTE. Per cortesia, avevo già scampanellato, cercando di richiamare l'attenzione. Per cortesia, un attimo di attenzione. CIRINNA' (PD) . Forse non è presente a tutti i colleghi la grande funzione che l'Autorità svolge in questo momento. Mi concedo una breve digressione per fare alcuni esempi concreti dell'importanza delle funzioni e dell'attività del Garante. Ricordo personalmente con grande soddisfazione, in primo luogo, l'importantissimo intervento del garante su uno dei più odiosi provvedimenti - lo dico ai colleghi della nuova maggioranza - del precedente Governo, cioè il decreto con il quale il Ministro dell'interno impose la reintroduzione della dizione di padre e madre sui documenti d'identità dei minori, così tagliando con l'accetta la pluralità di esperienze familiari che caratterizzano la nostra società ed esponendo bambini e bambine di questo Paese a delle discriminazioni intollerabili sulla base della famiglia in cui crescono. (Commenti del senatore Vescovi) . Un'ingerenza pesantissima nella sfera più intima dell'identità personale e dell'intimità della vita personale e familiare, che, come è tipico di quel tipo di incultura politica, ignora la pluralità di esperienze di vita e anzi le taglia consapevolmente con l'accetta dell'ideologia e dell'oscurantismo. Pensate, colleghe e colleghi, che ci sono bambine e bambini, in questo Paese, che hanno due padri e due madri, grazie alle decisioni di adozione in casi particolari pronunciate dai giudici minorili con sentenza passata in giudicato. Ecco, queste bambine e questi bambini, per colpa di quel decreto, hanno perso il diritto di ottenere un documento d'identità corrispondente alla loro situazione di vita familiare. Di fronte a quel provvedimento sciagurato, così invasivo dell'intimità personale e lesivo della dignità delle persone e di tutte le famiglie, la voce del Garante per la protezione dei dati personali si è levata con grande forza, richiamando il Governo all'esigenza di rispettare i diritti fondamentali dei cittadini minori in questa materia. Fin dal proprio parere del 31 ottobre 2018 e poi nelle successive dichiarazioni del garante Soro, l'Autorità ha chiarito e ribadito i numerosi profili di contrasto tra le innovazioni recate dal decreto e la tutela di diritti fondamentalissimi, come la riservatezza, la protezione dei dati e infine la stessa identità personale, che - per consolidata giurisprudenza delle Corti supreme interne, europee e internazionali - rappresenta un profilo irrinunciabile della stessa dignità delle persone. Si tratta di un decreto grave, pericoloso, vergognoso, che mi auguro venga presto eliminato dal nostro ordinamento giuridico e in tal senso rivolgo fin d'ora una richiesta alla ministra Lamorgese. Cito, ancora, un altro ottimo lavoro dell'Autorità, con riferimento alla legge sul cyberbullismo - fortemente voluta dal Partito Democratico nella legislatura precedente - che per prima ha introdotto una procedura accelerata dinanzi al Garante per la protezione dei dati personali, che consente ai genitori di un minore vittima di un atto di cyberbullismo di ottenere una tutela rafforzata e celere da parte dell'Autorità, attraverso l'adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi nei confronti del titolare del trattamento o del gestore del sito Internet o del social media , anche nei casi di comunicazione plurima e diffusione di dati personali idonei a rivelare la vita sessuale del soggetto colpito. Infine, un'analoga innovazione di grande portata è contenuta nel disegno di legge depositato dal Partito Democratico, recante misure di contrasto al fenomeno del cosiddetto revenge porn, solo parzialmente recepito dalla nuova normativa sul cosiddetto codice rosso. Il nostro auspicio è, infatti, che dopo l'approvazione della fattispecie penale nel cosiddetto codice rosso, si possa introdurre, con i colleghi di maggioranza, una disciplina più puntuale proprio sull'operato del Garante, prevedendo un suo ruolo più attivo in fattispecie simili. Colleghi, scuserete questa lunga digressione, ma mi è parsa fondamentale per mettere in luce l'estrema rilevanza dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali nel sistema complessivo di protezione dei diritti fondamentali dell'individuo. Alla data di entrata in vigore del decreto, che siamo chiamati oggi a convertire in legge, non si era ancora proceduto alla reintegrazione dell'organo e, dunque, il Governo dell'epoca ha ritenuto di disporre una ulteriore proroga del Collegio in carica. Colleghi, concludo dicendo che non possiamo nasconderci l'estrema urgenza di una assunzione di responsabilità da parte del Parlamento. Non possiamo prorogare oltre il mandato dei membri in scadenza: ne va della legittimazione stessa dell'Autorità. Piuttosto è necessario mettere in campo tutta la necessaria azione politica per arrivare in tempi brevi, brevissimi, alla reintegrazione del Collegio. Come ho cercato di dimostrare in questo mio intervento, abbiamo a che fare con un fondamentale presidio di tutela dei diritti delle persone, della loro sfera più intima e della loro stessa dignità. Non possiamo permetterci, come rappresentanti del popolo, di restare con le mani in mano, di decidere di non decidere, come troppe volte ha fatto il Parlamento. Quando sono in gioco i diritti, la responsabilità della politica non può venire meno, ma anzi deve essere esercitata con la consapevolezza che le persone si attendono da noi anzitutto il riconoscimento e la tutela dei diritti fondamentali. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. La relatrice e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, ho presentato a nome di Fratelli d'Italia l'emendamento 1.3 (testo 2) per chiedere di riaprire, per soli quindici giorni, il termine di scadenza anche per la presentazione delle candidature a componente del Collegio del Garante. Abbiamo avanzato tale proposta perché, come tutti sappiamo, il termine di legge originariamente previsto è scaduto il 19 giugno dell'anno corrente. Per effetto del decreto-legge in esame e dell'emendamento che il Governo ha presentato e che certamente verrà approvato, in realtà il Collegio verrà prorogato al 31 dicembre di quest'anno. Sappiamo tutti che dal giugno di quest'anno a oggi (figuriamoci a dicembre) è cambiato l'intero scenario politico; può quindi benissimo darsi che chi a giugno non aveva alcun interesse a presentare la candidatura, perché impegnato al Governo, perché con altri ruoli nella maggioranza o perché comunque con una prospettiva molto diversa rispetto a ciò che poi si è verificato qualche settimana fa, con la nascita del nuovo Governo PD-5 Stelle, oggi potrebbe invece avere quell'interesse a candidarsi. Allargare la platea dei candidati è nell'interesse della democrazia, delle istituzioni e della qualità della proposta stessa per la composizione di questo collegio e non ritarderebbe di un solo minuto la procedura in corso, visto che comunque oggi il Senato deciderà di arrivare a fine anno. Per questa ragione, noi insistiamo per l'approvazione di questo emendamento, perché è nell'interesse di tutti che venga approvato. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Perosino) . PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per l'illustrazione dell'emendamento riguardante l'esenzione IVA per le scuole guida. Sappiamo che la sentenza della Corte europea ha posto una problematica relativa alle nostre scuole guida, imponendo un regime IVA, che l'Agenzia delle entrate ha interpretato come retroattivo fino al 2014, per coloro che fanno lezioni di scuola guida. Questo comporterebbe per l'intera categoria una problematica enorme, considerati i problemi relativi alla retroattività dell'IVA. Con l'emendamento 1.0.100 si chiede dunque di poter prorogare il regime IVA fino alla scadenza del 31 dicembre 2019, affinché vi sia il tempo necessario per trovare soluzioni a questa problematica. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordine del giorno si intendono illustrati. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno in esame. PIARULLI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.1 (testo 2). Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.2, 1.3 (testo 2) e 1.0.100. Sull'ordine del giorno G1.100 mi rimetto al Governo. Esprimo, inoltre, parere favorevole sull'emendamento x1.1. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Ribadisco quindi il parere favorevole sugli emendamenti 1.1 (testo 2) e x1.1 e contrario sugli emendamenti 1.2, 1.3 (testo 2) e 1.0.100. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G1.100, il parere del Governo è favorevole a condizione che il proponente accolga la seguente riformulazione dell'impegno: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di affrontare la tematica nel primo provvedimento utile». CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, ritiro formalmente l'emendamento 1.2, che era peraltro già stato ritirato in Commissione perché abbiamo concordato una modifica all'emendamento 1.1 (testo 2) che è stata accolta. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, atteso il parere contrario del Governo e della relatrice sull'emendamento 1.3 (testo 2), saremmo disponibili a ritirarlo e trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a esprimere il proprio parere anche sull'ordine del giorno. PIARULLI, relatrice . Signor Presidente, mi rimetto al parere del Governo. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, senatore La Russa, dato che abbiamo tempi molto stretti per poter procedere speditamente alla nuova composizione dell'organismo, un ordine del giorno che chieda al Governo di valutare se vi sono le condizioni penso che possa essere accolto, purché la formulazione sia: «a valutare l'opportunità di». ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non riesco comprendere perché il sottosegretario Misiani sia uscito dall'Aula proprio quando si parla dell'esenzione IVA riguardante le autoscuole, o almeno le lezioni di guida per i cinque anni precedenti, confermando che il Governo vuole andare nella direzione di far sì che ci sia una norma interpretativa che faccia valere questa norma dal 2020, cioè da domani e non da subito. Inoltre, il Ministro per i rapporti con il Parlamento oggi mi ha confermato che c'era la vostra disponibilità almeno ad accettare un ordine del giorno in merito. Invece ci ritroviamo in Aula con un parere contrario sull'emendamento che dice esattamente ciò che ha dichiarato il sottosegretario Misiani e infine, anziché assumere almeno l'impegno politico con l'ordine del giorno, si dice di valutare l'opportunità di affrontare la questione nel primo provvedimento utile. Chiedo quindi al Governo almeno di confermare l'impegno politico che l'ordine giorno prevede. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi rivolgo ai rappresentanti del Governo. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, da me sollecitato, mi ha detto che c'era l'intenzione del Governo di non approvare l'emendamento perché si voleva affrontare il tema durante la manovra di bilancio (in realtà, trattandosi di una norma interpretativa secondo me si poteva già affrontare in questa occasione), ma che quantomeno c'era l'impegno ad approvare l'ordine del giorno. Ma o l'ordine del giorno è un impegno politico, che è ciò che chiediamo noi, oppure non lo è: mi dispiace, ma la formulazione «valutare l'opportunità di affrontare la questione al primo provvedimento utile» non è un impegno, ma semplicemente un modo per approvare qualcosa che sostanzialmente è carta straccia. Valutare la questione è un conto. Nell'ordine del giorno l'impegno del Governo è lo stesso che il sottosegretario Misiani ha dichiarato pubblicamente, prima con un post su Facebook e poi tramite stampa. Allora, visto che il sottosegretario Misiani ha detto così, confermateci almeno l'ordine del giorno come l'abbiamo scritto noi, che è la conferma di una norma interpretativa. Invito quindi a riflettere, altrimenti politicamente vi dovete prendere la responsabilità di bocciare davanti a tutto il mondo delle autoscuole anche l'impegno politico. Comprendo questo, anche se si poteva già votare l'emendamento, ma chiedo cortesemente alle forze di maggioranza almeno l'impegno di confermare quello che ha detto il vostro Sottosegretario; almeno questo, altrimenti il Sottosegretario dice una cosa e voi in Aula ne fate esattamente un'altra. Ripeto, almeno confermate questo, altrimenti vorrà dire che chiederemo il voto, andremo "sotto", però la responsabilità politica su questo tema davanti a tutte le autoscuole ve la prendete voi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi in proposito. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il Governo conferma che valutare l'opportunità di affrontare la tematica non è carta straccia, ma un impegno che il Governo si assume. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.2 è stato ritirato. Senatore Balboni, sarebbe disponibile a trasformare l'emendamento 1.3 (testo 2) in ordine del giorno? BALBONI (FdI) . Sì, signor Presidente, e se mi consente vorrei leggere il testo: «In considerazione della proroga di cui al comma 1, il Senato impegna il Governo a valutare l'opportunità di prorogare il termine per la presentazione delle candidature a componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali di cui all'avviso del 19 aprile 2019, pubblicato ai sensi dell'articolo 153, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 156, al quindicesimo giorno dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ferma rimanendo la validità delle candidature già inviate entro il 19 maggio 2019». Questo sarebbe il testo. PRESIDENTE . Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, va bene la formulazione perché, se ho sentito bene, impegna il Governo a «valutare l'opportunità di». PRESIDENTE . Qui c'è un problema, perché per la riapertura dei termini il Governo può dire anche la sua opinione, ma è chiaro che questo, come dice la legge, è frutto di un accordo fra il Presidente del Senato e il Presidente della Camera. Va tutto bene però occorre anche tener conto di quello che prescrive la legge. Un conto era che passasse l'emendamento con una riapertura dei termini, altro conto è invece un ordine del giorno che dovrebbe impegnare non il Governo, ma i Presidenti di Camera e Senato. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIORGIS , sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il Governo è contrario a riaprire i termini ed è in particolare contrario a trasferire questa responsabilità sui Presidenti di Camera e Senato. Immaginavo la disponibilità ad un ordine del giorno come una disponibilità del Governo a considerare l'opportunità di modificare il disegno di legge che oggi stiamo votando, ma il parere sull'emendamento è contrario. Inoltre, se l'ordine del giorno viene inteso come un impegno che rimette la decisione ai Presidenti di Camera e Senato, allora - chiedo scusa - il parere è contrario anche su un ordine del giorno. PRESIDENTE . Sottosegretario Giorgis, mi scusi ma lei non è che può essere contrario, perché la legge prescrive che è facoltà, anzi obbligo dei Presidenti di Camera e Senato poter provvedere a questo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quindi, il Governo non può che dire di essere favorevole ad una eventualità che poi viene rimessa per legge. Non è una facoltà, ma è la legge che lo prescrive. Non comprendo. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, specifico meglio: il Governo è contrario. PRESIDENTE . Allora, il Governo è contrario all'ordine del giorno nella formulazione diretta ad impegnarlo. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, come il resto dell'Assemblea, avevamo inteso che il parere del Governo fosse favorevole. Quindi, se adesso dice che è contrario, la formulazione è quella che correttamente ci ha riferito il Presidente: impegna il Presidente del Senato o il Presidente della Camera, o, se volete, entrambi i Presidenti delle Camere a riaprire i termini. Poi, il Governo può essere contrario all'ordine del giorno, ma a questo punto il testo è quello di un ordine del giorno che impegna i Presidenti delle Camere. È molto semplice. PRESIDENTE . Presidente La Russa, il Governo non può impegnare i Presidenti di Camera e Senato, per un'autonomia che esiste tra Camera, Senato e Governo. Il Governo può tuttalpiù, a mio parere, esprimere un favore generico alla possibilità di una riapertura come ordine del giorno, lasciando poi la facoltà a chi di diritto lo può fare di riaprire o meno i termini: tutto qua. Mi pare che ci possa essere un parere favorevole generico a una riapertura, ma il Governo non può impegnare i Presidenti di Camera e Senato, com'è logico che sia. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, voglio semplicemente dire, forse per aiutare lo svolgimento di questa discussione, che le sue parole sono state sufficientemente chiare. Lei ha di fatto detto che in quei termini quell'ordine del giorno non era ammissibile, perché non era un impegno al Governo. È stato specificato dal Governo che, se quell'ordine del giorno fosse stato considerato come un impegno a rifare una norma, il Governo poteva valutarne l'opportunità. Ma un ordine del giorno che impegna qualcuno che non può essere impegnato, come lei ha già ricordato, in quanto la facoltà sta a lei e al Presidente della Camera, non è semplicemente ammissibile. Quindi, le chiederei di chiudere qui la discussione sulla trasformazione dell'emendamento in ordine del giorno. PRESIDENTE . Non chiudo perché voglio capire se c'è la possibilità di una riformulazione. Possiamo accantonarlo per verificare se ci sia la possibilità generica che il Governo si impegni in questo senso. Non è necessario che impegni se stesso per qualcosa che deve avvenire domani, visto che il termine per il rinnovo dei componenti è prorogato al 31 dicembre, ma non può certamente impegnare i Presidenti di Camera e Senato. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, poiché il Governo non ha capito che è competenza non sua, ma dei Presidenti del Senato e della Camera, e pretende quindi di dare un parere vincolante su una prerogativa che non gli appartiene e sulla quale avrebbe dovuto semmai rimettersi all'Assemblea, ritiriamo la proposta di ordine del giorno. Rimane pertanto libera la facoltà dei Presidenti del Senato e della Camera - nessuna legge infatti lo vieta - di valutare o meno la riapertura del bando. PRESIDENTE . Per quanto riguarda l'ordine del giorno G1.100, il parere del Governo era favorevole con una riformulazione dell'ultima parte, nel senso di valutare l'opportunità. Mi è sembrato però che il senatore Romeo non fosse d'accordo su tale riformulazione. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non accettiamo una riformulazione che, così come proposta, non significa nulla. Ribadiamo che stiamo trattando un settore a fortissimo rischio, perché parliamo di mezzo miliardo di euro di quella che sarebbe l'IVA dovuta dal 2014 ad oggi e di circa 110.000 euro per ogni autoscuola. Ciò significherebbe la chiusura di tutte le autoscuole. Saremmo stati disponibili a ritirare l'emendamento purché ci fosse un impegno politico da parte del Governo, così come annunciato dal sottosegretario Misiani. Sinceramente non capiamo perché il Ministro dei rapporti con il Parlamento si era espresso in modo favorevole sull'ordine del giorno e poi in Assemblea non solo il parere sull'emendamento è contrario - questo l'avevo già capito - ma quell'emendamento diventa un ordine del giorno e, sostanzialmente, aria fritta. Non è questo l'impegno che si era preso. Iniziamo male il rapporto fra nuova maggioranza e nuova minoranza. Penso che in questo modo non si riesca ad andare nella direzione giusta. Il consiglio che vi do è che piuttosto che votare contro un emendamento, con tutte le polemiche che possono sorgere, sarebbe più giusto e corretto da parte vostra votare un ordine del giorno che sostanzialmente sottoscrive un impegno già preso dal Sottosegretario del vostro Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non vi devo spiegare io queste cose, visto che fino a ieri eravate voi all'opposizione e qua lo presentavate. Mi rivolgo allora ai Capigruppo del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, chiedendo un supplemento e un approfondimento affinché convincano il Governo ad accettare l'ordine del giorno, così come lo abbiamo scritto noi con l'impegno; in tal caso siamo disponibilissimi a ritirare l'emendamento. La riformulazione infatti, così come proposta, assolutamente non può andare bene perché vuol dire tutto e niente, ma soprattutto smentisce ciò che ha affermato un membro del vostro Governo. Capisco che ci siano un po' di difficoltà all'interno, ma non è possibile cominciare in questo modo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei confermare che anche il sottosegretario Castelli, in Commissione, un'ora fa, ha confermato l'impegno a portare avanti comunque l'ordine del giorno. PRESIDENTE . Ne prendiamo atto. Sottosegretario, la senatrice Rivolta ha appena detto che in Commissione è stato espresso un parere diverso. Lei mantiene ciò che ha detto prima in merito alla richiesta di riformulazione? GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Posso chiederle, signor Presidente, di sospendere i lavori per due minuti? (Commenti e applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Sospendo la seduta per dieci minuti. (La seduta, sospesa alle ore 17,29, è ripresa alle ore 17,44) . Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Comunico che al termine dell'esame del provvedimento convocherò la Conferenza dei Capigruppo. La seduta sarà, quindi, tolta. La votazione del calendario avverrà domani mattina. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1460 PRESIDENTE . Sottosegretario, eravamo rimasti alla questione dell'ordine del giorno G1.100. Le chiedo se ci sono delle novità, anche positive. GIORGIS, sottosegretario di Stato per la giustizia . Signor Presidente, il Governo, confermando l'intenzione di voler affrontare la questione sollevata, modifica la propria precedente proposta di riformulazione. Il parere è favorevole a condizione che il proponente accolga la seguente riformulazione: «impegna il Governo ad affrontare la tematica in tempi rapidi». PRESIDENTE. Senatore Romeo, accetta la riformulazione? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Presidente, ringrazio il Governo e le forze di maggioranza per l'attenzione che è stata prestata, anche perché la Lega ha voluto rimarcare ulteriormente questo tema fondamentale. Con l'impegno che la tematica verrà affrontata nei tempi e nei modi che il Governo riterrà più utili, accettiamo la riformulazione e, quindi, siamo favorevoli all'ordine del giorno così come riformulato dal Governo. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Presidente, essendo uno dei firmatari, mi rallegro del fatto che ci sia il parere favorevole ma, per la rilevanza dell'argomento, le chiedo di mettere comunque ai voti l'ordine del giorno in questione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100 (testo 2), presentato dalla senatrice Pergreffi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.100. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come era stato da me annunciato, a fronte di un impegno sull'ordine del giorno, ritiro l'emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento x1.1, presentato dalla Commissione all'articolo 1 del disegno di legge di conversione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . BALBONI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia al provvedimento in esame. Ci rammarichiamo del fatto che l'emendamento che avevamo proposto non sia stato accolto in quanto tale. Alla fine abbiamo deciso di ritirarlo e di trasformarlo in ordine del giorno, di cui il Governo ha compreso il significato, e confidiamo che ciò possa indurlo, ovviamente con l'accordo e il consenso dei Presidenti delle Camere, a rivalutare la questione della riapertura dei termini, in considerazione del fatto che fino al 31 dicembre di quest'anno ci sarà tutto il tempo per svolgere gli adempimenti richiesti, senza provocare alcun ritardo, anche ove i termini venissero riaperti per quindici giorni. Con questo auspicio, come già indicato, il nostro voto sul provvedimento sarà dunque favorevole. CIRINNA' (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, richiamando gli argomenti già illustrati nel mio intervento in discussione generale, ribadisco il voto favorevole del Partito Democratico sul provvedimento in esame, con la raccomandazione al Parlamento di produrre presto una decisione. (Applausi dal Gruppo PD). CUCCA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CUCCA (IV-PSI) . Signor Presidente, prendo la parola per condividere innanzitutto il tenore dell'intervento fatto in discussione generale - durante la quale io purtroppo non sono riuscito a intervenire - dalla collega Cirinnà, che bene ha delineato i compiti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Sento anch'io di rivolgere un doveroso ringraziamento al Collegio del Garante che ha quasi terminato l'esercizio delle sue funzioni, nonché agli uffici e ai funzionari che hanno affiancato il Collegio in questi anni di attività, perché sono stati di grande conforto. Nessuno pensi che lo faccio per questioni campanilistiche: rivolgo davvero un ringraziamento sentito perché in più di una circostanza ci è stata data una mano molto importante anche nello svolgimento della nostra attività legislativa. Annunciando dunque ovviamente il voto favorevole sul provvedimento da parte del mio Gruppo, voglio anche rappresentare l'auspicio che in tempi molto brevi vengano nominati i nuovi membri del Collegio perché, se questo ritardo fosse ulteriormente prorogato, ci troveremmo probabilmente nelle condizioni anche di delegittimare l'attività. Ricordo infatti che il Collegio del Garante, in regime di prorogatio , si occupa solo dell'ordinaria amministrazione e di questioni aventi carattere d'urgenza. Sarebbe quindi forse utile cercare di portare a termine le nomine nei tempi più brevi possibili, proprio per l'importanza che il Collegio del Garante riveste anche nell'ambito della nostra attività parlamentare. Ribadisco ancora una volta il voto favorevole anche da parte del Gruppo Italia Viva-PSI. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il voto del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole al provvedimento di rinvio in esame. Qualche piccola puntualizzazione, tuttavia, è d'obbligo e vorrei entrare nel merito della normativa sulla privacy . Non so se i colleghi concordano, ma qualche dubbio su tale normativa noi continuiamo ad avere. Non è infatti dato di capire come mai questa normativa, decisamente farraginosa, abbia comportato un cospicuo aumento degli adempimenti a carico delle imprese e dei professionisti, spesso oberati di lavoro per rispondere alla questione privacy secondo la normativa, oltre a un corrispondente aumento esponenziale dei costi. Dall'altra parte - a nostro avviso - questa stessa normativa lascia consistente spazio di azione e consistenti coni d'ombra per tutto quanto concerne - per esempio - il diritto alla privatezza dei minori. Penso che ciascuno di voi qui presente, che ha esperienza di figli o nipoti, sa che i nostri figli e nipoti di minore età girano sulle piattaforme online , quali - ad esempio - Facebook, Twitter e altre, seminando dati personali nel web senza alcuna tutela e controllo. Una normativa seria ed equilibrata sul punto dovrebbe forse imporre - da una parte - un alleggerimento del carico burocratico per le piccole aziende, i lavoratori autonomi e i professionisti e - dall'altra - un controllo molto più severo sulle multinazionali che sanno perfettamente come utilizzare i dati personali. Il primo auspicio che faccio è pertanto che il Parlamento e il Governo, nell'ambito delle proprie competenze - visto che si tratta di una normativa che ci viene per larga parte dall'Unione europea facciano il necessario per ribilanciare detti aspetti. Signor Presidente, gentili colleghi, c'è anche una valutazione di merito che voglio fare in ordine all'attività del Garante in quanto tale. Le Authority - lo ricordo soprattutto agli amici del Partito Democratico, visto che da lì proviene l'attuale Garante per la protezione dei dati personali - non sono un pulpito per la lotta politica, ma dovrebbero essere, almeno in teoria, un servizio ai cittadini. Non è ammissibile che il posto di garante di qualsiasi Authority - non ci interessa quale - sia, in buona sostanza, un premio da dare a un politico che ha lavorato bene per un partito o, peggio ancora, un cimitero dove portare gli elefanti. Siamo convinti che le Authority dovrebbero essere realmente indipendenti. Questa indipendenza, tuttavia, nell'attuale ufficio - fortunatamente non potrà essere rinnovato, anche se viene prorogato fino al 31 dicembre - non è data. In ben due occasioni il cosiddetto Garante per la privacy ha svolto un ruolo prettamente politico, dismettendo i panni del garante dei cittadini italiani e indossando quelli di supporter del Partito Democratico. Un caso di questo genere ci è stato mirabilmente ricordato proprio dalla senatrice Cirinnà. Secondo il Garante non sarebbe stata legittima quella ovvia, normalissima e assolutamente tutelante modifica introdotta dal ministro Salvini, che non ha fatto altro che rispettare la legge, introducendo nei documenti relativi ai minori la corretta dicitura di «padre» e «madre». Ricordo a me stesso - sono sicuro che i colleghi lo sanno perfettamente - che l'unico modo perché si abbiano due papà, a meno di fenomeni paranormali che ancora non si sono manifestati sul pianeta Terra, è ricorrere alla pratica dell'utero in affitto. Ricordo sempre a me stesso e non ai colleghi, che sicuramente lo sanno perfettamente, che l'utero in affitto è sanzionato dal nostro ordinamento come reato, per la precisione come delitto, ed è prevista la pena della reclusione. Stiamo parlando di una condotta che costituisce reato e non solo. Si tratta infatti di una condotta drammatica: la Corte costituzionale ha definito il ricorso all'utero in affitto gravemente lesivo della libertà e dignità della donna e capace di minare nel profondo le relazioni umane. È assurdo che questa pratica venga sanzionata penalmente da una parte dell'ordinamento - come deve essere - e che dall'altra parte dell'ordinamento civile sia invece legittimata, così avallando l'egoismo di due persone evidentemente piene di soldi. Questo non può e non deve essere. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il Garante per la protezione dei dati personali deve tutelare la privacy dei cittadini; non deve andare a fare battaglie ideologiche per contestare una decisione assunta dal Ministro perfettamente in linea con la nostra normativa. E non mi si faccia, per cortesia, il riferimento alla legge sulle adozioni, perché la stessa legge sulle adozioni, che - ricordo sempre a me stesso - è la legge n. 184 del 1983, vieta espressamente l'adozione alle coppie omogenitoriali. Quindi, niente di quello che è stato detto dal Garante per la privacy è conferente con la legge e con questo argomento, salva la necessità evidente di fare una "marchetta" - come si dice in gergo politico - agli amici del Partito Democratico. Per il vero poi l'attuale Garante ha pensato bene di bissare il suo coinvolgimento politico, tanto da contestare la proposta del Governo di qualche mese fa di mettere le telecamere negli asili nido, fortemente sostenuta dalla Lega e anche dal Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il Garante per la privacy si è inventato che, piuttosto che tutelare la sicurezza dei bambini soggetti ad abusi nelle case famiglia - abbiamo visto bene cosa è successo a Bibbiano e dintorni - è meglio tutelare la riservatezza del lavoratore; quindi nella casa famiglia e nell'asilo nido non va messa la telecamera. Bene, vorrei che fosse chiaro - e mi auguro che il Parlamento su questo dica una parola definitiva - che, se dobbiamo scegliere tra la sicurezza dei nostri bambini oppure la privacy degli assistenti sociali, sappiamo bene quale delle due tutelare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . ERRANI (Misto-LeU) . Ma cosa c'entra! PILLON (L-SP-PSd'Az) . Quindi in definitiva, signor Presidente, il movimento politico che rappresento questa sera (Lega-Salvini Premier-PSd'Az) voterà a favore di questo provvedimento, con l'auspicio, dichiarato e diretto in questa stessa Aula, che i membri del prossimo Collegio dei garanti per la privacy non saranno scelti nell'ambito dei cimiteri di elefanti o tra i parlamentari del Partito Democratico con anni di onorato servizio, ma saranno scelti tra persone realmente capaci, preparate, competenti e per la loro indipendenza e preparazione personale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MODENA (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con attenzione i richiami che sono stati rivolti all'attività del Garante. Oltre alle questioni che riguardano la proroga, vorrei ricordare che il fatto politico più significativo nell'ultimo anno e mezzo è stata la multa di 50.000 euro che il Garante ha voluto infliggere alla piattaforma "Rousseau". Lo dico anche ai colleghi della Lega: capisco che alcune cose possano essere saltate agli occhi, ma il punto vero, quello su cui credo sarà necessario il massimo equilibrio - e siamo convinti che ci sarà - nella nomina del prossimo organismo, è il seguente. Il Garante attuale, PD o non PD - francamente sappiamo come sono le situazioni, ma su questo tornerò più avanti - non solo ha inflitto 50.000 euro di multa alla piattaforma "Rousseau", avendo trasgredito a una serie di questioni, ma ha anche imposto una sfilza di condizioni che vorrei che i colleghi ricordassero. All'epoca il MoVimento 5 Stelle insorse nei confronti del Partito Democratico, in quanto il Garante era espressione di quel partito; quindi mettiamo un attimo le cose a posto. (Commenti della senatrice Bottici) . Che cosa ha detto il Garante alla piattaforma "Rousseau", tra le varie cose tecniche, dopo una serie di controlli fatti? Ha detto che esistono dei problemi con riferimento non solo alla riservatezza dei dati, ma anche all'autenticità dei risultati che vengono esplicitati con riferimento alle votazioni. Noi voteremo a favore della proroga, ma lo facciamo perché riteniamo che debba essere prestata una grande attenzione su tali nomine, in quanto il compito del Garante per la privacy è importante per tantissimi motivi. Qualcuno li ha ricordati: se andate a leggere la relazione del Garante del 2018, vedrete che gli interventi che ci sono stati interessano il mondo di oggi, con riferimento non solo ai minori, ma anche - per esempio - alla privacy e al diritto di cronaca. Il Garante è intervenuto dicendo chiaramente che il modo morboso con cui le persone sono "sbattute" sulle pagine dei giornali o nei telegiornali, prima ancora che sia stato effettuato un accertamento della verità, lede la privacy . Ricordiamo anche che il Garante è intervenuto sulla questione della fatturazione elettronica, voluta dal precedente Governo per la violazione che c'è stata con riferimento ai dati, soprattutto di carattere medico. L'Autorità è intervenuta anche con riferimento ai captatori informatici, i cosiddetti trojan , che vengono installati nel telefono e che possono scoprire praticamente tutto, dopodiché sui giornali magari finisce la notizia di una relazione extra-coniugale che, con le indagini, non c'entrava assolutamente nulla. Il problema che si pone, dunque, non è solo ed esclusivamente quello di non farne un cimitero degli elefanti. Credo che questo periodo di tempo debba essere utilizzato per scegliere dei soggetti che comprendano la delicatezza dell'incarico. Tante volte si parla a vanvera dell'utilizzo mediatico, ma voglio dire con forza che la regolamentazione che attiene alla piattaforma Rousseau è importantissima. Mi permetto di raccontarvi l'ultimo caso di utilizzo della piattaforma e il modo distorto con cui sono state date le notizie alla stampa, ovvero il caso della mia Regione, l'Umbria. In Umbria, sulla piattaforma Rousseau, si sono tenute le cosiddette regionarie... BOTTICI (M5S) . Di cosa stiamo parlando? MODENA (FI-BP) . ...a cui hanno partecipato, secondo il blog dei 5 Stelle, circa 800 persone, e poi si è tenuto un voto su un fantomatico patto civico, che ha interessato invece tutti gli iscritti alla piattaforma e ha fatto registrare circa il 60 per cento di voti a favore. BOTTICI (M5S) . Ma di cosa stiamo parlando? MODENA (FI-BP) . Un 60 per cento di sì, dunque, con il Movimento 5 Stelle è completamente imploso in Umbria (Commenti dal Gruppo M5S) e appare tutti i giorni sui giornali, solo ed esclusivamente perché non rientra nella verità quello che è stato detto, in modo anche artatamente falso. (Applausi della senatrice Rizzotti) . Da una parte si è detto infatti che gli iscritti della piattaforma avevano votato, non specificando però che erano gli iscritti di tutta Italia, visto e considerato che quelli dell'Umbria sono solo 800. Credo che il Garante della privacy oggi debba tenere conto anche e soprattutto della manipolazione politica dei dati (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) , che vediamo quotidianamente e che vedo anche nella mia Regione. (Proteste dal Gruppo M5S) . Credo che gli amici della Lega, che ho finalmente ritrovato nella stessa "baracca", debbano vedere la questione del Garante della privacy con riferimento a ciò che è successo quando è stata comminata la multa di 50.000 euro. Non si pone infatti la questione delle mamme o dei papà, o di quello che fa o dice Salvini: si pone qui la questione di un organismo che deve tutelare e proteggere quello che oggi è un bene essenziale e, se proprio deve intervenire, deve evitare che i piccoli siano costretti a pagare. I costi della privacy sono infatti una cosa bestiale per le aziende, per le imprese e per chi lavora, mentre diventano una cosa che viene superata a piè pari da chi ha disponibilità economiche e a cui magari non importa niente delle questioni relative alla privacy . La privacy è una delle più grandi disparità economiche e sociali di questo Paese: è un aggravio per i piccoli, mentre non viene considerata dai grandi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ben venga allora la proroga. Sono sicura che sarà ben utilizzata, perché è un punto nodale della nostra società e dell'attuale fase politica. Annuncio quindi il voto favorevole, ben sapendo, però, di cosa andiamo a parlare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . LOMUTI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, il Garante per la protezione dei dati personali è un'autorità amministrativa indipendente, istituita con la legge n. 675 del 31 dicembre 1996 (cosiddetta legge sulla privacy ) e successivamente disciplinata dal decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (il codice in materia di protezione dei dati personali), come modificato da ultimo dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. Il Garante è anche l'Autorità di controllo designata ai fini dell'attuazione del regolamento generale dell'Unione europea n. 679 del 2016 sulla protezione dei dati personali. Si tratta di funzioni e competenze tanto importanti quanto delicate per la vita dei cittadini al tempo della trasformazione digitale e dell'immateriale. Lo ricordiamo in primis a noi stessi e ai futuri componenti del Collegio eletti dal Parlamento che, per i prossimi sette anni di carica, si occuperanno di controllare che i trattamenti di dati personali siano conformi al regolamento, alle leggi, nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui, adottando provvedimenti, esaminando reclami, segnalando al Parlamento l'esigenza di adottare atti normativi di adeguamento alla sbalorditiva velocità delle innovazioni tecnologiche in materia. Non da ultimo, parteciperanno alle attività dell'Unione europea e internazionali di settore relativamente ai sistemi di informazione Europol, Schengen ed altri. Il decreto-legge n. 75 del 7 agosto 2019 reca misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, prorogando la durata in carica del presidente e dei suoi componenti. Si ricorda che, alla scadenza del 19 giugno 2019 del Collegio dell'Autorità, è stato consentito allo stesso di operare in regime di prorogatio fino al 17 agosto 2019, in conformità al parere del Consiglio di Stato del 7 dicembre n. 5388. Infatti il regime di prorogatio non può avere durata superiore a sessanta giorni dalla scadenza naturale del mandato del Collegio. Occorre inoltre evidenziare che nel predetto parere il Consiglio di Stato, in via interpretativa dell'articolo l della legge n. 239 del 23 agosto 2004, ha sottolineato il termine di sessanta giorni ivi previsto come non ulteriormente prorogabile. Alla luce del presente stato delle cose, quindi, il decreto-legge in esame è anche intervenuto al fine di scongiurare l'interruzione delle funzioni del Garante. Per tutti questi motivi e per il lavoro svolto in Commissione giustizia e oggi in Assemblea, annuncio il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Colleghi, la mia comunicazione precedente è stata resa pensando che la trattazione di questo provvedimento terminasse intorno alle ore 19. Poiché invece non ci sono ulteriori richieste di intervento in dichiarazione di voto, propongo, dopo la votazione sull'articolo unico del disegno di legge in esame, di proseguire i nostri lavori fino alle ore 19, quando sarà convocata la Conferenza dei Capigruppo. Non facendosi osservazioni, così rimane stabilito. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 agosto 2019, n. 75, recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Sanatoria degli effetti del decreto-legge 11 luglio 2019, n. 64». Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione dalla sede redigente e approvazione del disegno di legge: Doc 728 Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale VALLARDI ed altri. - (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione dalla sede redigente del disegno di legge n. 728. Il relatore, senatore Bergesio, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. BERGESIO, relatore . Signor Presidente, colleghi, onorevoli rappresentanti del Governo, il provvedimento in esame, approvato all'unanimità nella Commissione agricoltura, mira a valorizzare le cosiddette piccole produzioni locali che sono una realtà ormai consolidata nei territori delle regioni Veneto dal 2008 e Friuli-Venezia Giulia dal 2011, individuando un percorso semplice per permettere agli agricoltori e agli allevatori la lavorazione e la vendita in ambito locale di piccoli quantitativi di alimenti prodotti all'interno dell'azienda agricola o ittica, nel rispetto della sicurezza igienico-sanitaria, salvaguardando la tipicità e la tradizione locale e fornendo, inoltre, un'importante integrazione al reddito degli operatori. L'Italia è il Paese delle biodiversità, dei mille prodotti agroalimentari, della qualità e delle eccellenze, sia nella produzione, sia nell'ambito della trasformazione. Tale proposta nasce proprio dalla considerazione che ci caratterizziamo, oltre che per la varietà e la bellezza del territorio, anche per la presenza di numerose piccole produzioni alimentari tipiche di qualità e per il fatto che i consumatori manifestano sempre maggiore interesse per i prodotti locali provenienti da filiere produttive corte, o meglio cortissime. Questo provvedimento ha la grandissima ambizione di disciplinare il tema della valorizzazione e della vendita delle piccole produzioni locali agroalimentari per far sì che chi produce possa, avvicinandosi al consumatore, vendere direttamente garantendo anche e soprattutto la qualità del prodotto. Si pone quindi l'attenzione verso la qualità dei prodotti locali che sono maggiormente controllabili dai consumatori e sempre più freschi. Appare allora opportuno favorire la diffusione dei prodotti - da un lato - assicurando una modalità semplificata ed economicamente sostenibile perché le aziende agricole o ittiche possano produrre e vendere questi prodotti; dall'altro, prevedendo adeguati controlli per garantire la genuinità e la salubrità degli stessi nell'interesse dei consumatori. Lo sviluppo dell'agricoltura locale comporta lo sviluppo del territorio; la valorizzazione della tradizione; la conoscenza diretta dei produttori; la collaborazione tra produttore e consumatore finale; la possibilità di visitare e controllare le aziende direttamente, oltre al recupero di quei saperi e di quei sapori, dei gusti tipici degli alimenti e delle ricette tradizionali locali, dando così una possibilità ai nostri contadini, che sono degli eroi, e ai nostri consumatori uno strumento importante per promuovere, conoscere e valorizzare i prodotti del nostro territorio. L'evoluzione della domanda del consumatore verso una maggiore sensibilità di prodotti territoriali è un elemento di maggiore competitività all'interno del nostro Paese e quindi produrrà sicuramente un valore aggiunto. Il consumo dei prodotti locali si affianca anche ad un valore simbolico, ad un valore culturale, identitario, sempre più avvertito nell'alimentazione, che riflette nella sua straordinaria varietà, la varietà geografica del nostro Paese che ha climi, terreni e produzioni diversi in tutta la penisola. A tanti diversi paesaggi corrispondono altrettanti paesaggi enogastronomici che gli italiani imparano sempre di più a conoscere, ad apprezzare e a valorizzare. L'obiettivo di questa proposta è, oltre quello di valorizzare e promuovere il consumo dei prodotti del territorio, anche quello di sostenere le micro e piccole imprese ed economie territoriali a carattere familiare. Spesso, le nostre produzioni sono messe in difficoltà dalla concorrenza spietata del mercato globale, precludendo al consumatore la conoscenza delle produzioni autoctone. Il nostro Paese è anche ricco di varie tecniche di lavorazione del prodotto, la cui denominazione addirittura varia da Provincia a Provincia, da Comune a Comune. È indispensabile, quindi, un'economia territoriale limpida e la proposta in esame trasparente tende proprio a questo. Il provvedimento in discussione non vuole che l'agricoltore o il pescatore diventino commercianti, anche perché questo impegno supplementare toglie tempo all'attività primaria (e lo svolgono benissimo le altre categorie); attività che molte volte è la passione di una vita. Ma gli si vuole dare un'occasione in più per avere un maggior sostegno al reddito derivante dalla sua attività. La proposta in esame prevede che la vendita avvenga, quindi, rigorosamente per quantitativi limitati, entro massimali ben definiti, e in ambito locale (Provincia di produzione o Province contermini). Sono fatte salve tutte le disposizioni europee e nazionali vigenti in materia igienico-sanitaria, in materia di etichettatura e di prodotti agroalimentari a regime speciale (IGP, DOP, DOC, DOCG, biologici). Il provvedimento dispone inoltre, in un'ottica di leale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti territoriali e nel rispetto delle attribuzioni costituzionali, che un apposito regolamento ministeriale fissi criteri e linee guida generali per i prodotti delle piccole produzioni locali, validi su tutto il territorio nazionale, lasciando poi alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base delle loro competenze, di emanare la disciplina specifica per i loro territori. A ulteriore garanzia, sullo schema di regolamento si prevede la preventiva acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni e del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Riteniamo necessaria l'approvazione di questo disegno di legge perché esso prosegue sulla strada indicata dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, guidato negli ultimi quattordici mesi dal ministro Centinaio, della riscoperta, della valorizzazione e della promozione delle diverse realtà agroalimentari italiane. La prima cosa per far conoscere e far rinascere soprattutto la nostra agricoltura è portarla a conoscenza non solo nel mondo ma, soprattutto, degli stessi italiani, in modo virtuoso, valorizzando il settore agroalimentare italiano. Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione ad allegare il testo scritto della relazione al Resoconto della seduta odierna per ottimizzare i tempi dei lavori dell'Assemblea in relazione al contenuto dei singoli articoli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. Il rappresentante del Governo non intende intervenire. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, i senatori del Gruppo LeU voteranno a favore del disegno di legge al nostro esame, che, oltre a istituire il marchio delle piccole produzioni locali, compie in particolare un'operazione importante che riguarda - da una parte - la qualificazione delle produzioni dei piccoli imprenditori agricoli e - dall'altra - l'introduzione di alcune facilitazioni burocratiche per le piccole aziende. Anche noi avevamo depositato una proposta di legge che riguardava l'istituzione del marchio e nel nostro caso si parlava di «prodotto di fattoria». Certamente sull'introduzione dei marchi bisogna essere molto attenti per evitare confusione. Ma certamente bisogna fare in modo che non sia soltanto un'operazione di facciata e rappresenti effettivamente il vantaggio per quelle aziende agricole che sono perlopiù molto piccole nelle aree interne e che intendono, appunto, commercializzare nel proprio territorio di riferimento le produzioni esclusivamente aziendali. Ovviamente il provvedimento fa riferimento non solo ai prodotti, ma anche a tutto il ciclo della trasformazione: è e può rappresentare uno strumento importante e un'occasione per qualificare le produzioni dei piccoli imprenditori agricoli e soprattutto facilitarne la conoscenza sul mercato locale. Per questo motivo, bisogna saper gestire bene i marchi per evitare che vi sia troppa confusione. Sono certamente positive anche le semplificazioni e l'introduzione di facilitazioni burocratiche, per l'utilizzo - ad esempio - dei locali aziendali o della propria abitazione come laboratorio di produzione; possibilità oggi gravata da una serie di adempimenti igienico-sanitari spesso insostenibili per il piccolo agricoltore, che negli anni - vorrei dire - hanno rappresentato di fatto un ostacolo a poter continuare la produzione di alcuni prodotti molto di nicchia e tradizionali. Il successo di questo lavoro - lo dico al relatore e a tutti coloro che hanno contribuito all'elaborazione del disegno di legge in Commissione agricoltura - è in gran parte legato alla capacità che poi dimostreranno le Regioni e il Ministero delle politiche agricole di pubblicizzare adeguatamente il marchio, per evitare confusioni e abusi, e soprattutto farlo riconoscere ai consumatori. È una questione decisiva in quanto - torno a ripetere - noi siamo già pieni di marchi di qualità di tutti i tipi, spesso difficilmente comprensibili per il consumatore stesso. È una proposta importante perché fa i conti con le nostre agricolture: in Italia non vi è infatti una sola agricoltura, vi sono tante agricolture che, per fortuna, sono assolutamente legate al territorio, alle identità locali - e a queste debbono essere ancor di più collegate - e quindi può aiutare anche la sopravvivenza delle piccole aziende agricole. Ciò però certamente non risolve, come il relatore sa perfettamente, una crisi che ancora rimane profonda, su cui bisogna mettere in campo una serie di strumenti, e che riguarda un po' tutto il sistema agricolo. Serve altresì una politica assolutamente decisa in questo senso da parte del Governo per le aree interne e marginali. Queste realtà sono strategiche per l'assetto ambientale del Paese. In questi giorni e in queste ore, mentre a New York si sta svolgendo il Summit sul clima, ricordiamo che in casa nostra intervenire e preservare contro l'abbandono e il dissesto, per la valorizzazione e la rivitalizzazione delle aree interne, è una battaglia assolutamente decisiva anche per la lotta ai cambiamenti climatici. Nelle realtà delle aree interne e marginali, che sono in qualche modo, anche un po' per i nostri paesaggi, per la nostra cultura e per le nostre tradizioni, forse la vera Italia, l'abbandono delle terre, dei borghi e dei paesi prosegue, con costi assolutamente pesanti per tutta quanta la collettività e che paghiamo tutti. Ciò non ci permette di fare in modo che il Paese possa davvero fare un grande passo in avanti. Per concludere, voteremo convintamente a favore del provvedimento, ma serve accompagnarlo con un'azione forte delle Regioni e soprattutto un'azione forte da parte del Governo d'investimento sulle tante nostre agricolture: sulle piccole agricolture, sulle piccole aziende e soprattutto sulle aree interne che rischiano davvero l'abbandono. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU e del senatore Nencini) . LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli membri del Governo, esattamente un anno fa in Commissione agricoltura è cominciato l' iter per l'approvazione del provvedimento oggi al nostro esame, con lo scopo di permettere ai tanti imprenditori agricoli e ittici di poter incrementare il loro reddito con la produzione e la vendita di piccole quantità di prodotti provenienti dalle coltivazioni o allevamenti delle loro aziende. Oggi, finalmente, dopo tanti rinvii approda al Senato per l'approvazione finale. Un disegno di legge di buon senso, condiviso e votato all'unanimità in Commissione, a testimonianza del fatto che, da una parte, il provvedimento è condiviso ma, dall'altra, che non esistono steccati ideologici quando si tratta di legiferare nel merito delle produzioni agricole ed agroalimentari. Colleghi, non è cosa da poco. Nonostante cambino le maggioranze, mi auguro che lo spirito che in questo anno e mezzo ha guidato il lavoro in Commissione rimanga lo stesso. Per questo colgo anche l'occasione per ringraziare tutti i colleghi della Commissione per il lavoro svolto e, in particolare, il presidente Vallardi per come ha svolto fino a oggi il suo ruolo, che spero possa continuare a svolgere anche in futuro. Sicuramente su temi più generali abbiamo opinioni diverse e su alcuni posizioni anche distanti, ma continueremo con l'atteggiamento avuto fino ad oggi. Voteremo e sosterremo tutti gli atti che riteniamo validi, mentre contrasteremo quelli che riteniamo inutili per il comparto agricolo. A questo proposito, auspichiamo che a breve possa tenersi un incontro con il neoministro Bellanova - che purtroppo non vedo in Aula - per capire quali saranno le linee della politica agricola di questo nuovo Governo. Non ci sono piaciute alcune dichiarazioni lette sulla stampa, riguardanti la volontà del neoministro di aprire agli OGM e il totale apprezzamento del CETA (Comprehensive economic and trade agreement). Sia ben chiaro: Fratelli d'Italia è favorevole, in linea di principio, ad accordi di libero scambio, ma a condizione che tutelino il made in Italy e convengano alla nostra Nazione. (Applausi dal Gruppo FdI). Credo che nel merito di entrambe le questioni, quindi, debba esserci un dibattito approfondito per declinare meglio la posizione: non possiamo lanciare a mezzo stampa ipotesi o conclusioni senza prima aver fatto passaggi negli opportuni luoghi di discussione istituzionale. Torniamo però al merito del provvedimento che ci accingiamo a votare oggi. È un provvedimento di buon senso e, se ben applicato e ben declinato nelle varie realtà territoriali, permetterà ai piccoli imprenditori agricoli e ittici non solo d'incrementare il proprio reddito, ma anche di conservare prodotti particolarmente tipici del territorio non riproducibili in scala industriale. Tutto questo permetterà di tutelare le tradizioni e l'identità di tanti territori, soprattutto montani e svantaggiati, e di mantenere prodotti e piatti dell'agroalimentare che rappresentano la specificità e la bellezza della nostra Nazione. Il provvedimento ha quindi l'obiettivo di promuovere i prodotti locali con la creazione di una specifica indicazione in etichetta che si baserà su alcuni principi fondamentali: la sicurezza igienico-sanitaria del prodotto; una sua limitata produzione, finalizzata all'incremento del reddito; una commercializzazione del prodotto solo in ambito locale e derivante esclusivamente dalla diretta produzione delle materie prime; la possibilità di commercializzare solo prodotti tipici ben identificati. Tutto il senso del provvedimento è ben riassunto nel comma 2 dell'articolo 1, dove testualmente si legge che con la dizione PPL (piccole produzioni locali) «si definiscono i prodotti agricoli di origine animale o vegetale primari o trasformati, destinati all'alimentazione umana, ottenuti presso un'azienda agricola o ittica, destinati, in piccole quantità in termini assoluti, alla somministrazione e alla vendita diretta al consumatore finale nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini». Questa è quindi la ratio della legge. I successivi articoli poi declinano alcuni aspetti d'attuazione, l'ambito d'applicazione, la modalità di etichettatura, la costituzione del marchio PPL, le regole per consentire un consumo immediato e la vendita diretta, i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature, compresi quelli strutturali dei locali destinati alle attività. Importante per la promozione, inoltre, è l'istituzione di una sezione dedicata sul sito istituzionale del Ministero. Vorrei soffermarmi su due aspetti fondamentali per la buona riuscita degli scopi che la legge si prefigge: la formazione e il controllo. Importanti saranno l'applicazione e la realizzazione di quanto previsto all'articolo 9, relativo ai corsi di formazione. La ratio della legge viene ben esplicata al comma 3 del medesimo articolo: «I corsi di formazione hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione, trasformazione e vendita delle PPL (...)». Mi consentirete un semplice esempio: ciò significa che se un imprenditore agricolo ha alcuni alberi da frutto e vuole produrre piccole quantità di marmellata lo può fare usando normali pentole di cottura in una normale cucina, senza investire migliaia di euro in attrezzature specifiche, purché usi le buone prassi di igiene che tutelano la salute del consumatore. Si tratta insomma di usare il buon senso della madre e del padre di famiglia abbinati alla tradizione culinaria rurale per attuare le buone prassi: perdonatemi la semplificazione dell'esempio, ma era necessaria per spiegare con immediatezza il concetto. Conseguentemente all'applicazione puntuale dell'articolo 9 sui corsi di formazione, vorrei anche soffermarmi sul 10, in cui si definisce l'attività di controllo. Premesso che è indispensabile tutelare la sicurezza alimentare dei consumatori, occorrerà sensibilizzare gli organi di controllo, nel senso che occorre ben spiegare agli operatori di questi organismi la ratio della legge. Mi riferisco a una ratio che vuole introdurre una metodologia di produzione basata sulle buone pratiche della cucina rurale (perdonatemi anche in questo caso la semplificazione): è come controllare prodotti fatti dalla nonna o dal nonno, e questo rappresenta uno scoglio abbastanza ostico da superare, in quanto chi dovrà controllare le piccole produzioni locali dovrà cambiare l'approccio con cui ha agito fino a oggi. Su questo punto sarà indispensabile avvalersi dell'esperienza che le regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia hanno acquisito già da alcuni anni grazie ad una legge regionale che va proprio in questa direzione. Pertanto, ricapitolando, il testo si incentra su formazione finalizzata all'uso di buone pratiche e contestualmente definizione di un nuovo approccio per chi deve attuare i controlli. Se le due cose non convergeranno, rischiamo di vanificare lo scopo di questa legge. Ciò detto, non volendomi dilungare oltre sulla spiegazione dettagliata del provvedimento, peraltro ben esplicitato dal relatore, per quanto detto e per il lavoro svolto in Commissione in questi dodici mesi, che - lo ripeto - hanno visto il contributo e la condivisione complessiva di tutti i commissari, annuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . TARICCO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, il Gruppo PD condivide il provvedimento in esame e la decisione di permettere a tante piccole imprese di gestire determinate produzioni locali in modo semplificato (in un contesto di grande garanzia sulla qualità, offerto dalla collaborazione con il mondo della sanità locale) e con un marchio che le caratterizzi, nonché di offrire a tanti piccoli agricoltori e produttori la possibilità di valorizzare al meglio le loro produzioni. Crediamo che questo sia un dato positivo, come già detto in altri interventi, soprattutto tenendo conto del contesto territoriale nel quale siamo inseriti, fatto di tante aree interne, montane, collinari e pedemontane, che con il testo in discussione possono veramente esprimere delle produzioni piccole ma assolutamente significative per i consumatori e per la tenuta economica di queste aziende e di questi territori. Esprimeremo quindi un voto favorevole sul provvedimento in discussione anche per il clima di grande collaborazione vissuto in Commissione nei lavori relativi a questo provvedimento, che per inciso ha fatto sì che dei trenta emendamenti da noi presentati tutti sono stati o approvati o assorbiti in altri emendamenti. Crediamo sia un dato significativo di come bisognerebbe sempre lavorare su provvedimenti che reputiamo utili per il territorio. Come detto, il testo in esame dà alle aziende la possibilità di confezionare particolari produzioni, con deroghe sul piano amministrativo e della semplificazione sotto il controllo delle ASL. È prevista un'etichettatura e la promozione di questi prodotti attraverso un paniere che sarà poi garantito da un marchio che sarà portato avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Tutto questo in un ambito di assoluta compatibilità con la protezione delle denominazioni d'origine, con le indicazioni geografiche protette, con le specialità tradizionali garantite e con i regolamenti comunitari che sovrintendono la materia, come il regolamento n. 852 del 2004 e tutti gli altri. Sono garantiti da apposite linee guida che verranno varate da un decreto i requisiti strutturali, le garanzie di sicurezza del prodotto e le attività di prevenzione e di formazione; è previsto un sistema di controllo e di sanzioni molto puntuale e preciso. Come si diceva prima, stiamo parlando di piccole produzioni locali che saranno commercializzate nella provincia di produzione e in quelle contermini. Anche alla luce delle esperienze delle Regioni che lo hanno già sperimentato, riteniamo che questo meccanismo possa dare risposte interessanti per tutta una serie di reti d'imprese che potranno veramente valorizzare al meglio le loro produzioni. Crediamo possa essere un provvedimento molto utile. Ci sarà ancora da lavorare perché è previsto un decreto che vada a definire, insieme alle linee guida, le quantità, le modalità e le prescrizioni previste per garantire queste produzioni. È, quindi, previsto un lavoro che coinvolgerà ancora le Commissioni per definire in modo puntuale tutte le regole del gioco, ma vogliamo scommettere sul provvedimento proprio per creare condizioni migliori che permettano di valorizzare al meglio tante nostre produzioni. Proprio per questo motivo, il voto del Partito Democratico sarà favorevole e vogliamo scommettere con fiducia sulle opportunità che daremo a queste imprese. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Bergesio) . VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, innanzitutto ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per le loro dichiarazioni di voto favorevoli su questo provvedimento targato Lega-Salvini Premier. L'esame del disegno di legge sulle piccole produzioni locali è iniziato più di un anno fa e l' iter in Commissione, come dicevano i colleghi che mi hanno preceduto, è stato molto partecipato. Ha riscosso l'approvazione unanime in Commissione e il favore di tutti i portatori di interesse del mondo agricolo e agroalimentare. L'obiettivo principale del disegno di legge è offrire delle opportunità a chi vuole iniziare un'attività di produzione o di vendita in quantità limitate di prodotti tipici locali. Principalmente ne usufruiranno tante imprese agricole medio-piccole. Tale obiettivo verrà raggiunto permettendo a tanti produttori agricoli di vendere direttamente in ambito locale e provinciale o di province contermini (quindi all'interno della propria Regione) i prodotti di loro primaria produzione. L'idea delle piccole produzioni locali nasce dal fatto che il nostro Paese è caratterizzato da moltissime piccole produzioni artigianali e alimentari tipiche e di qualità, ma anche dal fatto che i consumatori dimostrano sempre più interesse verso i prodotti genuini locali provenienti da filiere corte o cortissime: in questi casi non parliamo di chilometro zero, ma di metro zero. L'introduzione delle PPL darà un notevole aiuto alle azioni contro l'abbandono dei territori cosiddetti difficili, che spesso e volentieri sono le zone di montagna, dove in questi ultimi anni - lo sappiamo per le note vicende - si è registrato spesso e volentieri un grosso esodo verso le comodità delle città. Il fenomeno dell'abbandono delle montagne e la conseguente incuria del territorio hanno comportato l'inevitabile conseguenza di un maggior dissesto idrogeologico. È risaputo che la cura del territorio è fondamentale per prevenire soprattutto i fenomeni franosi, che sono sempre più frequenti negli ultimi anni. Di sicuro va sottolineato che la cura dei territori di montagna è oggi ancora più importante visto quanto sta succedendo e che è ormai comprovato. Mi riferisco ai cambiamenti climatici, che dobbiamo combattere con il presidio del territorio. Sicuramente le piccole produzioni locali daranno una mano a chi vuole rimanere sul territorio. La realizzazione delle PPL aiuterà ad aprire delle piccole attività di vendita dei nostri prodotti della montagna. Pensiamo alle tante malghe dove si allevano le mucche da latte e si producono formaggi. Con questo disegno di legge gli agricoltori o gli allevatori potranno vendere direttamente i loro prodotti, ammesso però che si riesca a produrre. Se infatti non riusciremo a contenere il fenomeno dei lupi e della fauna selvatica, nei recinti degli allevatori rimarrà ben poco a fine stagione per fare le piccole produzioni locali. Signor Presidente, se non affrontiamo quanto prima il problema del fenomeno della fauna selvatica e prevalentemente dei cinghiali che divorano tutto ciò che per loro è commestibile, sarà difficile fare raccolti e, di conseguenza, piccole produzioni locali. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non lo dico con polemica, ma perché credo effettivamente sia un problema. Quando in passato ai cacciatori era consentito di fare il loro mestiere i cinghiali vivevano in alta montagna, nei boschi. Oggi è diverso: per vedere i cinghiali basta andare nelle periferie delle città. Anche a Roma, ad esempio, in via Cortina d'Ampezzo, se ne sono visti parecchi. Mi permetta, signor Presidente, ma qui a Roma i cinghiali svolgono un'importante funzione sociale: spesso non da soli, ma in team con i gabbiani, mangiando i rifiuti abbandonati lungo le strade, aiutano l'AMA (la società che si occupa della gestione dei rifiuti romani) a tenere pulita la città. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se vogliamo veramente conservare i presidi nelle zone difficili dei nostri territori di montagna, dobbiamo anche dare a chi ha intenzione di viverci gli strumenti per poter sopravvivere. Mi rivolgo allora al ministro Costa, ma anche al ministro Bellanova (che oggi non è presente qui in Aula, ma che è rappresentato dal sottosegretario L'Abbate, che saluto): provate ad andare a parlare con i nostri agricoltori e allevatori di montagna, al Nord, come al Centro e al Sud, e fatevi raccontare le loro esperienze per capire cosa provano quando vedono distrutti i loro raccolti dai cinghiali o quando vedono le loro greggi decimate o addirittura distrutte dall'attacco dei lupi. È impossibile oggi in montagna o in collina continuare a fare agricoltura e allevamento in queste condizioni. Serve urgentemente calendarizzare le modifiche alla legge sulla caccia, la n. 157 del 1992. Tornando alle piccole produzioni locali, siamo convinti che la vendita diretta dei prodotti incentiverà anche il turismo. L'abbinamento tra agroalimentare e turismo ha fatto in modo che le esportazioni dei nostri prodotti siano aumentate nel 2018 di quasi il 6 per cento. È stata ottima la scelta del precedente Governo di abbinare agricoltura e turismo con una decisione del ministro Centinaio, al quale va il mio ringraziamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo perché i turisti, quando arrivano nel nostro Paese, visitano, assaggiano, conoscono, apprezzano e poi inevitabilmente comprano i nostri prodotti, perché sono buoni, sani e genuini. Nel nostro Paese ci sono oltre 800 prodotti agroalimentari tra DOP e IGP. Oltre a questi abbiamo poi una miriade di prodotti di nicchia quasi sempre tramandati dalla tradizione culinaria dei nostri nonni e dei nostri padri che ora, grazie alle piccole produzioni locali, possono essere sicuramente riscoperti e valorizzati. Con le piccole produzioni locali diamo una grossa mano soprattutto ai tanti giovani che vogliono intraprendere una loro attività nel mondo agricolo perché, se guardiamo attentamente il provvedimento, le PPL sono il primo vero esempio di semplificazione burocratica, nell'ottenimento delle autorizzazioni e nel rapporto con le ASL. Con questa legge ora i tecnici delle ASL aiuteranno, daranno consigli e accompagneranno idealmente per mano chi vuole intraprendere un'attività. Le unità sanitarie locali passeranno da una funzione che prima era di controllo e repressiva ad una funzione di controllo ed educativa, con un nuovo rapporto tra cittadino e istituzione, per cui i funzionari ASL diventeranno amici di chi vuole avviare un'attività. Le PPL avranno con questa legge un iter autorizzativo molto leggero, che prevede anche e soprattutto delle deroghe dal punto di vista urbanistico. D'altronde prima era difficile rispettare gli standard urbanistici nei paesini o nelle malghe di montagna. Inoltre, iniziare un'attività costerà oggi molto meno anche dal punto di vista economico: non servirà più andare in banca con il cappello in mano, indebitandosi fino al collo. Per avviare un'attività oggi basterà avere capacità, conoscenza e tanta voglia di fare. Rimarranno invece stringenti e andranno rispettati gli standard igienico-sanitari, garanzia di prodotti sani e di qualità. Le PPL già funzionano molto bene da parecchio tempo in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Le PPL funzioneranno perché i nostri prodotti, i prodotti della nostra storia, della nostra cultura e della nostra tradizione culinaria hanno già avuto un importante riconoscimento. La dieta mediterranea, infatti, conosciuta in tutto il mondo, è già patrimonio immateriale dell'umanità: lo sappiamo tutti e lo ripetiamo spesso in quest'Aula. Il mangiare bene italiano è conosciuto in tutto il mondo. Con le PPL aiuteremo e - spero - riusciremo a spostare l'attenzione dalle cattive abitudini dei fast food e del cibo fatto con prodotti di bassissima qualità e prezzo alla cultura del cibo e dello slow food , che è cultura non solo del mangiar piano, ma anche del mangiare sano e bene, con cibi di qualità preparati con metodi sani e tradizionali. Finalmente, grazie alle piccole produzioni locali, possiamo riscoprire tutto il cibo che preparavano i nostri nonni e genitori nelle fattorie di tutta Italia. Signor sottosegretario L'Abbate, approfitto della sua presenza per fare una riflessione. Speravo che fosse oggi presente in Aula il ministro Bellanova che, nel corso della trasmissione «Otto e mezzo», del 17 settembre ho ascoltato fare un passaggio sugli OGM, dicendo di voler aprire un confronto con le parti sociali sul tema. Ciò, signor Sottosegretario, mi ha un po' spaventato, perché, secondo me, se esiste il made in Italy , se la dieta mediterranea è patrimonio dell'umanità, se abbiamo oltre 800 eccellenze tra DOP e IGP e se, come è stato accertato da tutte le associazioni di categoria, si è verificato un aumento del 6 per cento delle esportazioni di generi alimentari, è proprio perché nel nostro Paese, fino a oggi, gli OGM sono vietati. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo deve essere sicuramente motivo di riflessione. Gli OGM lasciamoli tranquillamente al Canada, così come, magari, anche la trattativa sul CETA. Infatti, alla fine, cosa importiamo di buono dal Canada che noi non abbiamo? Al massimo importiamo il grano maturato con i glifosati, che è meglio lasciare tranquillamente là. Gli OGM possiamo lasciarli all'Ucraina, al Canada e agli Stati Uniti, che tanto, con l' italian sounding , possono copiare i prodotti e farli anche con gli OGM. Noi non vogliamo assolutamente tutto questo. C'è un esempio che, secondo me, ci può aiutare a rendere l'idea di cosa sono gli OGM. Se noi prendiamo un gregge di pecore e mettiamo dentro i lupi, questi in una o due notti mangeranno tutte le pecore. La stessa identica cosa succederà nel momento in cui importeremo gli OGM nel nostro Paese: nel giro di uno o due anni gli OGM riusciranno a contaminare tutti i prodotti del made in Italy . A quel punto, di made in Italy non avremo assolutamente più nulla. Questo è motivo di riflessione. Chi si avvantaggerà grazie agli OGM? Sicuramente non i nostri agricoltori, che riescono a fare reddito con il made in Italy : verranno avvantaggiate le multinazionali, che da diversi anni stanno spingendo in questa direzione. Signor Sottosegretario, faccia riflettere il ministro Bellanova, perché se il Ministro non ci ripenserà su questo provvedimento sicuramente... PRESIDENTE. Senatore Vallardi, la invito a concludere perché ha già abbondantemente sforato il tempo a sua disposizione. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Mi avvio a concludere con un accorato appello per difendere anche il suo mangiar sano, signor Sottosegretario, e non solo quello di noi senatori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signor Sottosegretario, se non ferma il ministro Bellanova, saranno gli agricoltori italiani a farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MAGORNO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAGORNO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, il disegno di legge all'esame dell'Assemblea, recante «Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale», costituisce sicuramente un provvedimento di grande interesse per i territori e l'economia rurale del nostro Paese. Si tratta di un provvedimento di iniziativa parlamentare e vale la pena sottolinearlo perché è giusto che il Parlamento si riappropri della sua potestà di legiferare, in particolare su ambiti come quello di cui oggi discutiamo. L'economia rurale riveste un'importanza strategica, perché incide su diverse problematiche che attanagliano questo nostro tempo. Mi riferisco al tema dello spopolamento delle aree interne, al rilancio delle microfiliere territoriali, alla manutenzione del territorio, che è la principale arma di contrasto del dissesto idrogeologico. «Saperi e sapori» è molto di più di uno slogan. Sappiamo benissimo che il nostro Paese si caratterizza moltissimo per la presenza di numerose straordinarie piccole produzioni alimentari, tipiche, di qualità, che rappresentano un elemento attrattore come pochi di turisti e visitatori. La globalizzazione e l'industrializzazione alimentare hanno avuto come effetto, quasi si trattasse di un anticorpo, quello di valorizzare i prodotti locali provenienti da filiere produttive corte e cortissime e da piccole produzioni locali. Io vengo da una terra straordinaria da questo punto di vista. La sola Calabria può vantare centinaia di produzioni locali di piccolissima dimensione, figlie di tradizioni che non hanno un disciplinare scritto ma una consuetudine che si tramanda. Certo, non poche sono le difficoltà nel mandare avanti produzioni di questo tipo, strette dalla prepotenza delle grandi produzioni; ma sappiamo che questo connubio tra tradizione ed enogastronomia può innescare opportunità virtuose per i nostri territori. Quelle che banalmente noi abbiamo sempre schernito come sagre oggi costituiscono un valore aggiunto, perché innescano la curiosità per tradizioni che rischiano di scomparire. Ecco perché la proposta di legge in sé rappresenta un buon punto di compromesso, anche grazie al lavoro svolto in Commissione. Si è lavorato perché ci fosse un giusto equilibrio, perché si andasse al cuore della criticità, per avere una prospettiva di sviluppo anche per i territori. È chiaro che questo tipo di proposta rivolge prevalentemente la sua attenzione alle aree interne, a quelle più fragili e più deboli del nostro Paese. Dare un quadro normativo organico a questo argomento di economia alimentare vuol dire investire in sicurezza e in promozione turistica. Si parla sempre più spesso di economia circolare e di superamento degli attuali cliché in materia di sviluppo. Le nostre piccole produzioni locali valgono moltissimo; ce lo dicono le organizzazioni di categoria, ce lo dicono i rapporti dei principali istituti di ricerca del settore, ce lo dice la percezione che abbiamo, anche da amministratori che negli ultimi anni hanno visto crescere partecipazione e attenzione proprio agli eventi fieristici e alle sagre. Non è quindi più un fenomeno di nicchia o, peggio, un segmento in declino. Avere un'economia territoriale che assecondi queste piccole produzioni e che inneschi una dimensione distrettuale su base comprensoriale può aiutare a far uscire dalla marginalità intere aree, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia. Siamo quindi convinti che il Governo nazionale debba seguire con attenzione questo dibattito parlamentare e debba far proprio, a partire dalla prossima legge di bilancio, la ratio di questo lavoro, per promuovere adeguatamente e con risorse lo sviluppo legato a queste produzioni. Vanno create le condizioni per una maggiore facilità di commercializzazione dei prodotti di questa tipologia, evitando speculazioni e atteggiamenti ostativi propri della grande distribuzione organizzata, che possono togliere ossigeno a questo progetto. Siamo convinti che il nuovo corso del Governo, con questo Ministro che abbiamo messo in campo, in particolare nel settore agricolo, possa rappresentare una vera opportunità di crescita in quest'ambito. Ecco perché l'approvazione di un provvedimento del genere costituisce un buon punto di partenza per affrontare nel merito le questioni che attengono a una dimensione territoriale troppo spesso marginalizzata. Serve un intervento organico di tutela, di marketing , di interconnessione con altre discipline, perché le piccole produzioni locali sono un po' come la crisalide: per diventare farfalla e quindi per poter portare sviluppo hanno bisogno di un ambiente in grado di sostenere lo sforzo che tanti piccoli produttori fanno. Noi abbiamo bisogno di fare rete, abbiamo bisogno che sindaci, organizzazioni di categoria, pro loco , enti di promozione escano da una dimensione campanilistica e siano in grado di fare sistema. Solo così il piccolo può diventare bello, sostenibile e in grado di produrre vera ricchezza per il territorio. Se la dimensione rimane quella della difesa del perimetro di contrada, non si va da nessuna parte. Il Parlamento offre una base normativa che può andare al di là delle altre iniziative di sostegno e sono certo che questo nuovo quadro politico possa essere più funzionale ad un disegno di rilancio delle aree interne e alla capacità di rendere competitive le nostre piccole produzioni locali e più forti i territori, che fino ad oggi sono stati marginalizzati. Per queste ragioni, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva. (Applausi dal Gruppo IV-PSI). BATTISTONI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BATTISTONI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo a votare questo importante disegno di legge, che va a favore dei nostri piccoli agricoltori. È un inizio, per dar modo ai nostri agricoltori di diversificare il loro reddito. Signor Presidente, oggi avrei però gradito che fosse presente in Aula il Ministro competente, anche per poter cominciare ad affrontare tutte le questioni che riguardano l'agricoltura. In particolare, il nostro comparto agricolo ormai da troppi anni è soggetto a continue emergenze, di ordine climatico o batteriologico. Abbiamo ancora gli annosi problemi della Xylella, della cimice asiatica e dei cambiamenti climatici, che purtroppo sono ormai diventati una costante per i nostri agricoltori cui, non da ultimo, si è aggiunto con sempre maggior forza il problema dei danni da fauna selvatica, tanto che ormai le Regioni non riescono più a far fronte al loro risarcimento. Manca quindi un modello di agricoltura, per un suo rilancio a livello nazionale e internazionale: purtroppo stiamo gestendo l'agricoltura italiana soltanto attraverso decreti emergenziali. Ultimamente è stato approvato il cosiddetto decreto emergenza, per affrontare il problema della Xylella e quello dei nostri produttori di latte, per cui abbiamo visto le proteste dei pastori sardi pochi mesi fa. È stato dunque varato un decreto-legge, le cui misure però non sono ancora in essere, perché mancano i decreti attuativi. Mi auguro, quindi, signor sottosegretario L'Abbate, che quanto prima possano essere pronti tali decreti in modo da cominciare ad offrire risposte concrete. Il Gruppo Forza Italia, peraltro, ha chiesto una linea chiara sui vari piani di sviluppo rurale, perché non è possibile avere un'Italia a diverse velocità nella spesa dei fondi strutturali. Purtroppo, l'unica fonte di finanziamento certa è quella che passa attraverso le Regioni e lo strumento del Piano di sviluppo rurale, ma abbiamo Regioni che riescono a spendere e Regioni che non riescono a farlo. Quindi, secondo me sarebbe utile dare delle linee guida ben precise sul modello generale di agricoltura, anche nei confronti delle Regioni. L'agricoltura non ha bisogno di essere aiutata, ma di essere tutelata e messa in condizione, per quel che riguarda i costi di produzione, di essere all'altezza delle altre Nazioni. Ci troviamo infatti di fronte ad un importante appuntamento, l'approvazione della Politica agricola comune (PAC), e vediamo che, nei diversi pilastri, la nostra agricoltura, soprattutto quella di qualità e non quantitativa, potrebbe essere fortemente penalizzata. Quindi, anche in questo caso auspico un'azione forte su Bruxelles, perché i nostri agricoltori e la nostra agricoltura non abbiano a rimetterci. L'agricoltura ha poi bisogno di agevolazioni fiscali e uscite come quella del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che ha parlato dell'eliminazione delle agevolazioni sui carburanti agricoli, rappresentano un grosso danno per la nostra agricoltura, perché i nostri agricoltori diventeranno ancora meno competitivi nei confronti dei colleghi europei e mondiali. Queste cose devono essere evitate, perché già solo nell'annunciarle possono creare molteplici problemi e soprattutto aumentare i costi di produzione per i nostri agricoltori. Basta parlare di tasse, come ha fatto il Ministro della pubblica istruzione, perché tassare una merendina non significa soltanto incentivare una sana alimentazione: dietro una merendina ci sono i nostri produttori di latte, i nostri produttori di nocciole. Credo quindi che sia molto più importante puntare su una sana educazione alimentare per dare modo di diversificare la nostra alimentazione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il provvedimento in esame va invece nella direzione giusta. Abbiamo lavorato un anno, come ricordava il presidente Vallardi, e ringrazio tutti i colleghi che, con i loro contributi, hanno dato indicazioni e apportato miglioramenti all'impianto generale di questo provvedimento. Penso che questa sia la modalità giusta per agevolare i nostri imprenditori. Chi tutela le piccole produzioni agricole tutela la nostra storia, la nostra conoscenza, la nostra identità culturale; anche la trasmissione delle nostre ricette, dei nostri prodotti tradizionali può veramente aiutare i nostri produttori agricoli. Detto ciò, annuncio il voto favorevole del Gruppo Forza Italia al provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . TRENTACOSTE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TRENTACOSTE (M5S) . Signor Presidente, il provvedimento avente ad oggetto le piccole produzioni agroalimentari locali, di cui oggi ci occupiamo, peraltro in un clima di grande condivisione, come ricordato dai colleghi che mi hanno preceduto, ha come tratti distintivi, previsti all'articolo 1, la territorialità, la vendita diretta, il consumo immediato e le ridotte quantità distributive. Com'è noto, l'agricoltura italiana è caratterizzata da una grandissima varietà di prodotti, di ambienti e di tradizioni culturali; ma il grande valore aggiunto dell'agroalimentare italiano è rappresentato dal carattere artigianale e dall'elevato ricorso alla tradizione. Per consentire agli operatori di utilizzare al meglio il valore dei loro prodotti, da tempo esistono a livello comunitario specifiche certificazioni con il sistema delle indicazioni geografiche (DOP e IGP), con il sistema delle specialità tradizionali garantite (STG) e con l'adozione del regolamento dell'Unione europea n. 848 del 2018 sul biologico e la relativa etichettatura. Dopo un lungo periodo, caratterizzato dal prevalere del modello di produzione e di consumo di massa, il diffondersi di nuove sensibilità ha rafforzato e amplificato l'interesse per i generi agroalimentari tradizionali e tipici. Anche per questo motivo aumenta il numero di generi e operatori coinvolti nella produzione, commercializzazione, tutela, valorizzazione e controllo. Aumenta anche il volume di affari e dunque le prospettive - o almeno le speranze - riposte nelle piccole produzioni agroalimentari locali, che solo fino a pochi anni fa sembravano destinate ad essere dimenticate in quanto sinonimo di arretratezza e che ora, invece, vengono spesso indicate come soluzione dei problemi di un mondo agricolo sempre più in difficoltà e incentivo per molti giovani imprenditori. La necessità di un impegno per la valorizzazione del settore agroalimentare locale e tipico trova le sue ragioni nella profonda convinzione che tale settore rappresenti uno degli elementi strategici di rilancio del mondo rurale e di conseguenti opportunità di sviluppo economico. Le imprese agricole e agroalimentari, soprattutto quelle di minori dimensioni ubicate in aree svantaggiate e marginali, come quelle montane, vedono nel prodotto tipico locale non solo la possibilità di ritagliarsi uno spazio sul mercato sempre più esposto a una concorrenza spietata, ma anche l'occasione di recuperare parte del valore aggiunto sottratto nel tempo dall'ascesa dell'industria e della grande distribuzione organizzata. All'origine di ciò vi è lo stretto e profondo rapporto che il prodotto tipico e la sua creazione hanno con il territorio; un rapporto che coinvolge il capitale naturale, culturale, umano e sociale. In tale ottica, la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari locali assume un significato, e quindi una valenza, che va oltre la semplice commercializzazione, configurandosi come un processo in grado di creare un valore più ampio, comprensivo anche di elementi extraeconomici. Occorre però considerare alcuni aspetti, ovvero il legame della tipicità con il territorio e l'importanza delle risorse territoriali specifiche del processo produttivo (come richiamato dall'articolo 5 del disegno di legge che stiamo trattando) il carattere collettivo derivante dal coinvolgimento di una pluralità di attori e il legame con la comunità locale che conferisce al prodotto tipico una valenza che va al di là delle imprese che lo commercializzano e che interessa in generale la società e la popolazione del luogo. Il prodotto agroalimentare locale, quindi, intrattiene con il suo territorio di origine un legame privilegiato che si traduce nell'impiego di risorse specifiche del luogo da cui spesso deriva un miglioramento della sua qualità. L'articolo 8 del disegno di legge istituisce un'apposita sezione nel sito del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, finalizzata alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali. Ciò costituisce una strategia efficace per il conseguimento di molteplici obiettivi sia di carattere economico, come la rivitalizzazione delle colture tipiche, la diversificazione delle produzioni e l'acquisizione di nuovi sbocchi di mercato, sia di carattere socio-culturale, come il recupero delle tradizioni e della cultura locale, ma anche il rafforzamento dell'identità del territorio. Favorire le piccole produzioni agroalimentari rappresenta quindi un elemento decisivo per lo sviluppo endogeno dei sistemi territoriali. La valorizzazione delle tipicità, infatti, integra la funzione meramente produttiva delle attività agricole, apistiche e ittiche con nuove e diverse funzioni, tra cui la tutela dell'ambiente e del territorio - anche a contrasto del dissesto idrogeologico - e la conservazione della cultura e delle tradizioni rurali, favorendo l'occupazione locale e innescando nuove dinamiche di tipo economico e sociale. Inoltre, la costituzione di una rete di mercati caratterizzati dalla presenza di produzioni di qualità legati al luogo d'origine e, come previsto agli articoli 3 e 4 del provvedimento, identificati attraverso l'etichettatura con il marchio PPL cui fa seguito il nome del Comune e della Provincia di riferimento, rappresenta un volano per l'economia dell'intero Paese. Siamo convinti, infatti, che con un'efficace azione di promozione del territorio, svolta attraverso una comunicazione capace di valorizzare le potenzialità e di incentivare l'imprenditoria locale, i nostri prodotti agroalimentari continueranno ad essere un'inestimabile risorsa, generando sempre maggiore ricchezza. Alla base della reputazione del prodotto tipico vi è una specificità, rispetto a quello della medesima categoria merceologica, strettamente collegata alle caratteristiche del luogo d'origine e determinata da fattori che condizionano imprese e consumatori dell'area di produzione a livello di coltivazione, trasformazione e consumo. Una volta che il prodotto tipico ha acquisito una propria identità specifica legata al territorio, la sua notorietà si diffonde attraverso meccanismi diversificati e talvolta casuali e il suo nome, spesso coincidente con quello dell'area, condensa un insieme di informazioni sulle sue caratteristiche e specificità. La diffusione della conoscenza e l'apprezzamento dell'agroalimentare locale ha avuto importanti riflessi sia sulla struttura distributiva, con la creazione di negozi specializzati e siti internet dedicati, sia sulle politiche di offerta della stessa. Colleghi, è un cammino che va compiuto con impegno e serietà sul versante della produzione e con attenzione costante al mercato e all'informazione del consumatore. I produttori devono infatti dimostrare, anche con il rispetto degli adempimenti previsti dai disciplinari, di essere capaci di ottenere gusti seducenti, inconfondibili e assolutamente genuini. Il consumatore, di conseguenza, sarà sempre più disponibile a pagare la qualità e a premiare chi tale qualità persegue con coraggio e coerenza, anche quando sarebbe possibile ottenere beni simili ma a costi inferiori, innalzando le rese, abbreviando i tempi di stagionatura, riducendo il procedimento di lavorazione. L'attenzione verso l'agroalimentare locale è stata trainata e sostenuta altresì dalla crescente attenzione dei cittadini per la qualità dei prodotti alimentari, oltre che dalla volontà di valorizzare e tramandare le tradizioni locali e da una crescente adesione ad uno stile di vita più semplice e naturale. Le tipicità, in quanto forma di espressione della cultura di un territorio, influenzano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, con benefici quali l'aumento dei redditi delle imprese agricole, l'affermarsi di una occupazione qualificata, una maggiore vivacità sociale, la rigenerazione, attraverso la valorizzazione e conservazione, delle attività tradizionali e lo sviluppo del turismo enogastronomico. È utile sottolineare come, negli ultimi anni, l'enogastronomia abbia assunto un ruolo centrale anche nelle aspettative e nelle motivazioni stesse dei viaggiatori, fintanto da immaginare un processo di "patrimonializzazione" degli alimenti e delle specialità culinarie locali, da considerare vere e proprie attrazioni turistiche capaci di muovere una particolare categoria di viaggiatori. In questo modo, la piccola produzione locale diviene punto d'unione tra il visitatore, sempre più desideroso di alimenti genuini, e il territorio con le sue autenticità e specificità di cui il prodotto diventa ambasciatore. In tale contesto, diventa fondamentale attivare sinergie e relazioni con il sistema economico locale, per esempio con la ristorazione, l'artigianato e il commercio, in modo da consolidare i tradizionali rapporti economici in maniera attiva, rafforzando l'immagine del contesto locale presso consumatori e visitatori, e fungendo così da strumento effettivo di promozione territoriale. Con il disegno di legge che a breve voteremo, gli imprenditori agricoli, apistici e ittici saranno incentivati nel promuovere, valorizzare, trasformare e vendere i loro prodotti. Per tali motivi, signor Presidente, dichiaro il voto favorevole da parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 25 settembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 25 settembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,19) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1460 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo ed i relativi emendamenti, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 1.0.100. Esprime parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Integrazione alla relazione orale del senatore Bergesio sul disegno di legge n. 728 Il disegno di legge si compone di quattordici articoli. L'articolo 1 individua le finalità e i princìpi ai quali si ispira la legge. Fatta salva la facoltà per gli imprenditori di svolgere la vendita diretta ai sensi delle norme già vigenti, si intende favorire la promozione e valorizzazione della produzione, trasformazione e vendita da parte degli imprenditori agricoli e ittici di piccoli quantitativi di prodotti alimentari primari e trasformati, di origine animale o vegetale, che rispettino i princìpi di salubrità, marginalità (o limitata produzione), localizzazione, limitatezza e specificità. Il comma 2 fornisce la definizione puntuale dei prodotti che rientrano nelle «piccole produzioni locali - PPL». Il comma 3 precisa che, ferme restando le deroghe previste dalle disposizioni europee per alcune tipologie di carni, i prodotti ottenuti da carni di animali dell'azienda agricola devono derivare da animali regolarmente macellati in un macello riconosciuto della zona. L'articolo 2 stabilisce che le disposizioni contenute nella legge si applicano agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile e agli imprenditori ittici di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 4 del 2012, titolari di un'azienda agricola o ittica, che lavorano e vendono prodotti provenienti dall'azienda stessa. Purché dotati dei necessari requisiti, le norme si applicano anche agli istituti tecnici e professionali a indirizzo agrario e alberghiero-ristorativo che, nello svolgimento della propria attività didattica, producono o trasformano piccole quantità di prodotti primari e trasformati. Il comma 2 prevede che gli imprenditori agricoli, nell'ambito dell'attività di agriturismo, possono avvalersi di prodotti PPL anche di altre aziende agricole della stessa Provincia o delle Province contermini purché ottenute in conformità con le disposizioni della legge. Il comma 3 include nelle PPL anche i prodotti dell'apicoltura, precisando che essa non è correlata necessariamente alla gestione di un terreno. Il comma 4 ribadisce la facoltà di vendere direttamente i prodotti PPL ai sensi delle norme vigenti. L'articolo 3 prevede, al comma 1, che in etichetta deve essere indicata, in maniera chiara e leggibile, la dicitura «PPL - piccole produzioni locali», seguita dal Comune o dalla Provincia di produzione e dal numero di registrazione dell'attività, rilasciato dall'autorità sanitaria locale a seguito di sopralluogo preventivo svolto in azienda, secondo le modalità individuate con il decreto di cui all'articolo 11. Il comma 2 fa salve le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di indicazione obbligatoria della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento, nonché in materia di etichettatura dei prodotti agricoli, alimentari e di bevande a regime cosiddetto speciale (denominazione di origine protetta, indicazione geografica protetta e specialità tradizionale, vini e prodotti vitivinicoli, prodotti vitivinicoli aromatizzati, prodotti biologici e bevande spiritose). L'articolo 4 istituisce, con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un marchio PPL, nel rispetto delle prescrizioni e delle indicazioni previste dal decreto di cui all'articolo 11 (comma 1). Anche in tal caso sono fatte salve le vigenti disposizioni in materia di marchi e loghi dei prodotti agricoli, alimentari e delle bevande a regime speciale (comma 2). La licenza d'uso del marchio (comma 3) è concessa a titolo gratuito, su domanda dell'interessato, dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano. Il marchio (comma 4) può essere utilizzato soltanto con riferimento ai prodotti alimentari appartenenti ai PPL e può essere utilizzato sia da solo che affiancato ad altri marchi già autorizzati. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono includere tra i prodotti a marchio PPL, o assimilare a tali prodotti, altri prodotti agroalimentari identificati da marchi già autorizzati, qualora sussistano i necessari requisiti (comma 5). Le stesse Regioni e Province autonome regolano l'utilizzo del marchio, nel rispetto dei criteri e delle linee guida dettati dal decreto di cui all'articolo 11 (comma 6). Infine, l'articolo stanzia per l'istituzione del marchio la somma di 32.000 euro (comma 7). L'articolo 5 individua i luoghi dove l'azienda agricola o ittica può effettuare il consumo immediato e la vendita diretta dei prodotti PPL (comma 1) ovvero presso la propria azienda, nell'ambito dei mercati o negli esercizi di commercio al dettaglio. Il comma 2 prevede che i Comuni, in caso di apertura di mercati alimentari locali, possono riservare agli imprenditori agricoli o ittici spazi adeguati nell'area destinata al mercato, qualora disponibili. Il comma 3 dispone che gli esercizi commerciali possano dedicare ai prodotti PPL appositi spazi di vendita in modo da renderli visibili. L'articolo 6 identifica i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature. L'articolo 7 individua i requisiti strutturali dei locali destinati alle attività, prevedendo che possano essere utilizzati, per le attività di lavorazione, produzione e vendita, i locali siti nell'abitazione, compresi i vani accessori, e i locali siti nelle pertinenze dell'abitazione e nelle strutture agricolo-produttive dell'imprenditore agricolo o ittico dei prodotti PPL, senza l'obbligo di cambio di destinazione d'uso, aerati naturalmente e adeguatamente illuminati. L'articolo 8 istituisce, nell'ambito del sito internet istituzionale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, un'apposita sezione per la raccolta di tutte le informazioni utili ai fini della valorizzazione dei prodotti PPL (comma 1), aggiornata con le informazioni fornite dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito delle loro competenze e per i prodotti dei rispettivi territori (comma 2). L'articolo 9 al comma 1 prevede che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto a lavorazione, preparazione, trasformazione, confezionamento e trasporto e vendita dei prodotti PPL. I corsi (comma 3) hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle corrette prassi operative e buone prassi di igiene nella lavorazione, trasformazione e vendita dei prodotti PPL nonché, ove necessario, a elementi di microbiologia, valutazione del rischio e procedure di autocontrollo secondo la metodologia HACCP. L'articolo 10 chiarisce che competente per i controlli e le sanzioni in materia di etichettatura degli alimenti è il Dipartimento dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del MIPAAFT, mentre l'accertamento delle violazioni della legge e l'irrogazione delle relative sanzioni spetta alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano e agli enti locali, per il tramite dei servizi veterinari e di igiene delle aziende sanitarie locali, nonché degli organi di polizia amministrativa locale, anche attraverso l'istituzione di appositi gruppi di intervento. L'articolo 11 reca le disposizioni applicative. Al comma 1 viene previsto che con decreto del Ministero delle politiche agricole, di concerto con il Ministero della salute, previa intesa con la Conferenza permanente Stato-Regioni e acquisito il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia, sia adottato un regolamento contenente i criteri e le linee guida sulla cui base le Regioni e le Province autonome definiscono una serie di aspetti relativi ai prodotti PPL. In primo luogo (lettera a)) il «Paniere PPL», ovvero l'elenco delle tipologie dei prodotti agricoli e ittici che rientrano nella disciplina dei prodotti PPL, con l'indicazione dei limitati quantitativi in termini assoluti, nel rispetto dei quantitativi massimi previsti dal decreto. Altri aspetti disciplinati dal decreto sono le modalità per l'ammissione, su domanda degli interessati, al regime dei prodotti PPL (lettera b)); le misure e i controlli igienico-sanitari da effettuare sui prodotti PPL, prevedendo in ogni caso, all'atto della domanda di ammissione, un sopralluogo preventivo in azienda e, per il primo anno di attività, autocontrolli su tutti i lotti di produzione (lettera c)); le modalità di utilizzo dell'etichettatura PPL e del marchio PPL nonché i relativi controlli (lettera d)). Il comma 2 fa salve, ove compatibili con il regolamento di cui al comma 1, le disposizioni in materia di prodotti PPL eventualmente già emanate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano, cui spetta, unitamente agli enti locali, di adottare le iniziative per la valorizzazione e la promozione dei prodotti PPL (comma 3). I commi 4 e 5 contengono la clausola di salvaguardia rispettivamente per le competenze costituzionali e il bilinguismo delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Il comma 6 fa salve le disposizioni vigenti per la produzione dei prodotti agricoli, alimentari e delle bevande a regime speciale e il comma 7 quelle vigenti di carattere fiscale per i prodotti PPL offerti in vendita diretta. L'articolo 12 contiene le sanzioni per le violazioni della legge che sono, fatta salva l'ipotesi di reato, di carattere amministrativo pecuniario, potendo arrivare, nei casi più gravi, alla sospensione e alla revoca della licenza d'uso del marchio PPL. L'articolo 13 riporta la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 14 reca l'entrata in vigore della legge. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Bagnai, Barachini, Barbaro, Barboni, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Campari, Castaldi, Cattaneo, Crimi, D'Arienzo, De Poli, Di Piazza, Fusco, Marti, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Ortolani, Pirovano, Quarto, Rojc, Ronzulli, Salvini, Sbrana, Schifani, Segre, Sileri, Tesei e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Fantetti e Pesco, per attività della 1ª Commissione permanente; Pellegrini Emanuele, Petrocelli e Pinotti, per attività della 3ª Commissione permanente; Valente, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Zuliani, per attività del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, con lettera in data 18 settembre 2019, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Saponara, entra a farne parte la senatrice Stefani; 2 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Pepe, entra a farne parte la senatrice Bongiorno; 4 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Stefani, entra a farne parte il senatore Pepe; 7 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Romeo, entra a farne parte la senatrice Saponara; 8 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Centinaio, entra a farne parte il senatore Corti; 9 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Candiani, entra a farne parte il senatore Centinaio; 14 a Commissione permanente: cessano di farne parte la senatrice Bongiorno e il senatore Corti, entrano a farne parte il senatore Candiani e il senatore Romeo. Il Presidente del Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, con lettera in data 23 settembre 2019, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 5 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Lunesu, entra a farne parte la senatrice Faggi; 8 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Faggi, entra a farne parte il senatore Rufa; 12 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Rufa, entra a farne parte la senatrice Lunesu. Il Vice Presidente Vicario del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle, senatore Perilli, con lettera in data 23 settembre 2019, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 3 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Crimi; 5 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Leone, entra a farne parte il senatore Di Piazza, sostituito in quanto membro del Governo dalla senatrice Leone; 6 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Di Piazza, entra a farne parte la senatrice Leone; il senatore Turco è sostituito in quanto membro del Governo dal senatore Ortis; entra a farne parte il senatore Castaldi, sostituito in quanto membro del Governo dal senatore Lanzi; 7 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Floridia, entra a farne parte la senatrice Angrisani; 8 a Commissione permanente: cessano di farne parte i senatori Dessì e Patuanelli, entrano a farne parte i senatori Cioffi e Santangelo; 9 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Crimi, sostituito in quanto membro del Governo dalla senatrice La Mura; 10 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Castaldi, entrano a farne parte i senatori Botto e Dessì; 11 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Botto, la senatrice Catalfo è sostituita in quanto membro del Governo dal senatore Romano; 12 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Toninelli, il senatore Sileri è sostituito in quanto membro del Governo dalla senatrice Pirro; 13 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Bogo Deledda, entra a farne parte la senatrice Floridia; 14 a Commissione permanente: cessano di farne parte i senatori Angrisani, Cioffi e Santangelo, entrano a farne parte i senatori Bogo Deledda, Toninelli e Patuanelli, sostituito in quanto membro del Governo dalla senatrice Pacifico. Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico, con lettera in data 23 settembre 2019, ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 5 a Commissione permanente: il senatore Misiani è sostituito in quanto membro del Governo dal senatore Alfieri; 6 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Margiotta, sostituito in quanto membro del Governo dalla senatrice Bini; 7 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Malpezzi; 8 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Margiotta; 10 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Malpezzi, sostituita in quanto membro del Governo dal senatore Collina. Il Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 9 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Ferrari; 10 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Ferrari. Il Gruppo parlamentare Italia Viva - P.S.I. ha proceduto alle designazioni dei propri rappresentanti nelle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: Sudano 2 a Commissione permanente: Cucca 3 a Commissione permanente: Renzi 4 a Commissione permanente: Garavini 5 a Commissione permanente: Comincini e Conzatti 6 a Commissione permanente: Marino 7 a Commissione permanente: Sbrollini 8 a Commissione permanente: Nencini 9 a Commissione permanente: Magorno 10 a Commissione permanente: Bonifazi 11 a Commissione permanente: Grimani 12 a Commissione permanente: Faraone 13 a Commissione permanente: Bellanova, sostituita in quanto membro del Governo da Comincini 14 a Commissione permanente: Ginetti. Conseguentemente, il senatore Faraone cessa di appartenere alla 1 a Commissione permanente; il senatore Marino cessa di appartenere alla 5 a Commissione permanente; i senatori Bonifazi, Comincini, Conzatti e Grimani cessano di appartenere alla 6 a Commissione permanente; la senatrice Sbrollini cessa di appartenere alla 9 a Commissione permanente; la senatrice Bellanova cessa di appartenere alla 10 a Commissione permanente; la senatrice Sudano cessa di appartenere alla 13 a Commissione permanente. Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 20 settembre 2019, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi il deputato Emilio Carelli in sostituzione della deputata Mirella Liuzzi, entrata a far parte del Governo. Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 20 settembre 2019, ha chiamato a far parte del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, la deputata Rosalba Cimino in sostituzione della deputata Fabiana Dadone, entrata a far parte del Governo. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Ministro degli affari esteri e coop. inter.le Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (1491) (presentato in data 19/09/2019) C.1476 approvato dalla Camera dei deputati ; Ministro degli affari esteri e coop. inter.le Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sui locali del Segretariato permanente situati in Italia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 e a Roma il 9 febbraio 2019 (1492) (presentato in data 19/09/2019) C.1771 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Ministro per i beni e le attività culturali Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Ministro degli affari esteri e coop. inter.le Ministro dello sviluppo economico Ministro della difesa Ministro dell'interno Ministro delle infrastrutture e trasporti Ministro dell'ambiente e tutela del territorio e del mare Ministro dell'istruzione, università e ricerca Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle forze di polizia e delle forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (1493) (presentato in data 21/09/2019); senatori Cirinna' Monica, Cerno Tommaso, De Petris Loredana, Mantero Matteo, Nencini Riccardo, Nugnes Paola, Rampi Roberto Modifiche all'articolo 580 del codice penale e alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, in materia di aiuto medico a morire e tutela della dignità nella fase finale della vita (1494) (presentato in data 17/09/2019); DDL Costituzionale Senatori Fazzolari Giovanbattista, Bertacco Stefano, Calandrini Nicola, de Bertoldi Andrea, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Petrenga Giovanna, Rauti Isabella, Totaro Achille Modifiche all'articolo 72 della Costituzione in materia di stabilità dei sistemi elettorali e differimento di ventiquattro mesi dell'entrata in vigore delle leggi recanti modifiche al sistema di elezione delle camere (1495) (presentato in data 19/09/2019); senatori Pellegrini Emanuele, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Centinaio Gian Marco, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, e successive modificazioni, in tema di indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (1496) (presentato in data 23/09/2019); senatori Fregolent Sonia, Iwobi Tony Chike, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Centinaio Gian Marco, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fusco Umberto, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Istituzione del Fondo di solidarietà internazionale per le risorse idriche del continente africano (1497) (presentato in data 23/09/2019); senatore Mantero Matteo Disposizioni in materia di liberalizzazione della Cannabis (1498) (presentato in data 24/09/2019); senatori Aimi Enrico, Bernini Anna Maria, Malan Lucio, Cangini Andrea, Gasparri Maurizio, Rizzotti Maria, Mallegni Massimo, De Siano Domenico, Masini Barbara, Damiani Dario, Messina Alfredo, Floris Emilio, Papatheu Urania Giulia Rosina, Rossi Mariarosaria, Toffanin Roberta, Pagano Nazario, Dal Mas Franco, Causin Andrea, Berardi Roberto, Caliendo Giacomo, Ferro Massimo, Alderisi Francesca, Modena Fiammetta, Battistoni Francesco, Siclari Marco Delega al Governo in materia di porto d'armi per il personale delle Forze di polizia (1499) (presentato in data 24/09/2019). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Ferro Massimo, Sen. Gallone Maria Alessandra Disciplina della professione di grafologo (1394) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Malan Lucio Modifiche all'articolo 70 della legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di affidamento del minore (1445) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 24/09/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Marino Mauro Maria Disposizioni in materia di certificazione tributaria e premialità fiscale (49) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Montevecchi Michela ed altri Misure per favorire la programmazione di azioni di promozione e finanziamento del recupero dei beni e dei siti di rilevanza culturale (1306) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Verducci Francesco ed altri Norme in materia di reclutamento, diritti e stato giuridico dei ricercatori universitari e dei dottori di ricerca (1336) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Pittoni Mario ed altri Disciplina della professione di geometra e norme per l'adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali (1375) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Briziarelli Luca ed altri Nuovi criteri per l'accesso al rating di legalità da parte delle piccole e medie imprese (1399) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Conzatti Donatella ed altri Disposizioni per il contrasto ai fenomeni del mobbing e dello straining (1339) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 24/09/2019); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Castiello Francesco ed altri Disposizioni per il contrasto al fenomeno del mobbing (1350) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 24/09/2019); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Puglia Sergio ed altri Disposizioni in materia di ricongiunzione non onerosa di contributi silenti e di pensione supplementare (1400) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 24/09/2019); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Quagliariello Gaetano, Sen. Gasparri Maurizio Modifiche alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, in materia di interruzione o rifiuto delle cure da parte del rappresentante legale in assenza di disposizioni anticipate di trattamento (1059) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019); Commissioni 6ª e 10ª riunite Sen. Tosato Paolo, Sen. Pizzol Nadia Disposizioni in materia sul demanio delle acque interne e in materia di commercio al dettaglio su aree pubbliche demaniali marittime (1340) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 24/09/2019). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Gov. Conte-II: Pres. Consiglio Conte, Ministro beni e le attività culturali Franceschini ed altri Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (1493) previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 23/09/2019). Disegni di legge, nuova assegnazione 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' in sede deliberante Sen. Marsilio Marco Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero (320) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), Commissione parlamentare questioni regionali Già assegnato, in sede redigente, alla 12ª Commissione permanente (Sanita') (assegnato in data 18/09/2019); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' in sede deliberante Sen. Leone Cinzia ed altri Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni sul territorio nazionale (947) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali Già assegnato, in sede redigente, alla 12ª Commissione permanente (Sanita') (assegnato in data 18/09/2019). Inchieste parlamentari, deferimento È deferita, in sede redigente, la seguente proposta d'inchiesta parlamentare: alla 11 a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale) : Turco, Romano, Castellone, Matrisciano, Mininno, Donno, Ricciardi, Santillo e Di Girolamo - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, con particolare riguardo al sistema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro dello stabilimento ex ILVA Spa di Taranto", previ pareri della 1 a , della 2 a , della 5 a e della 12 a Commissione permanente ( Doc . XXII, n. 20). Affari assegnati È stato deferito, in data 23 settembre 2019, alla 6 a Commissione permanente (Finanze e tesoro), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50 del Regolamento, l'affare in merito all'aliquota IVA applicabile alle prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento delle patenti di guida (Atto n. 336). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 25 luglio 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 1° dicembre 1997, n. 420 - lo schema di decreto ministeriale recante l'elenco delle proposte di istituzione e finanziamento di comitati nazionali ed edizioni nazionali per l'anno 2019 (n. 103). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 7 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 18 ottobre 2019. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 2 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi degli articoli 2, comma 3, e 4, comma 3, della legge 21 luglio 2016, n. 145 - lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante ripartizione delle risorse del fondo di cui all'articolo 4, comma 1, della legge 21 luglio 2016, n. 145, per il finanziamento delle missioni internazionali e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, per l'anno 2019 (n. 104). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alle Commissioni riunite 3ª e 4ª nonché - per le conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 9 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 - lo schema di decreto ministeriale recante istituzione della tabella triennale 2017-2019 degli enti privati di ricerca nonché riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per gli anni 2017, 2018 e 2019, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, con riferimento agli enti privati di ricerca (n. 105). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 9 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 13- bis , del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225 - lo schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull'ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2019 (n. 106). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di atto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 6ª Commissione permanentenonché, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 18 ottobre 2019. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 12 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 - lo schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006 (n. 107). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 13 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 28 ottobre 2019. Le Commissioni 2 a , 5 a e 14 a potranno formulare le proprie osservazioni alla 13 a Commissione entro il 18 ottobre 2019. Il Ministro della difesa, con lettere in data 13 e 16 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 - i seguenti atti: schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2019, relativo allo sviluppo, all'acquisizione ed al sostegno tecnico-logistico decennale dei primi due sommergibili U212, derivanti dalla classe Todaro (n. 108); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 03/2019, relativo all'acquisizione di un'unità di appoggio alle operazioni speciali, di supporto alle operazioni subacquee e per il soccorso a sommergibili sinistrati e relativo supporto logistico decennale (n. 109); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 06/2019, relativo allo sviluppo, alla successiva produzione ed al supporto logistico decennale del sistema missilistico TESEO MK2/E EVOLVED (n. 110); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 26/2019, relativo allo sviluppo ed al potenziamento della costellazione dei satelliti radar COSMO-Sky Med di seconda generazione (CSG) per l'osservazione della terra (OT) (n. 111); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 33/2019, relativo all'acquisizione, comprensiva del relativo sostegno logistico, di aeromobili a pilotaggio remoto della categoria MALE (Medium Altitude Long Endurance) quali test-bed tecnologici per il potenziamento delle capacità di Intelligence, Surveillance and Reconaissance per compiti di sicurezza e difesa (n. 112); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 04/2019, relativo al potenziamento ed all'aggiornamento della capacità di autoprotezione dei velivoli da trasporto dell'Aeronautica militare (n. 113); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 05/2019, relativo allo sviluppo, all'acquisizione ed al supporto logistico decennale di due nuove linee di mezzi subacquei per le missioni affidate alle Forze speciali (FS) della Marina militare (n. 114); schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 25/2019, relativo all'acquisizione di veicoli tattici ad alta tecnologia per la mobilità tattica terrestre dell'Arma dei carabinieri (n. 115). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono stati deferiti - in data 18 settembre 2019 - alla 4 a Commissione permanente, che esprimerà il parere su ciascuno di essi entro il termine del 28 ottobre 2019. La 5 a Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 4 a Commissione entro il 18 ottobre 2019. Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 2 settembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 - lo schema di decreto ministeriale concernente la ripartizione per l'anno 2019 del fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare a iniziative a vantaggio dei consumatori (n. 116). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 10ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 17 settembre 2019, ha trasme-sso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 3, comma 4, lettera b), del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2001, n. 208, recante regolamento per il riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell'Amministrazione della pubblica sicurezza (n. 117). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 18 settembre 2019 - alla 1ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 18 ottobre 2019. Le Commissioni 4ª e 5ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 1ª Commissione entro il termine dell'8 ottobre 2019. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 2 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Paolo Carrà a Presidente dell'Ente nazionale risi (n. 31). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è stata deferita - in data 18 settembre 2019 - alla 9ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 2 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina del dottor Franco Gallo a Presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana (n. 32). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è stata deferita - in data 18 settembre 2019 - alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 7 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina dell'ingegner Mario Paolo Mega a Presidente dell'Autorità di sistema portuale dello Stretto (n. 33). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è stata deferita - in data 18 settembre 2019 - alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine dell'8 ottobre 2019. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettere in data 9 e 28 agosto 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - le seguenti proposte di nomina: del professor Andrea Spaterna a Presidente dell'Ente parco nazionale dei Monti Sibillini (n. 34); del dottor Lucio Zazzara a Presidente dell'Ente parco nazionale della Majella (n. 35); di Luca Santini a Presidente dell'Ente parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (n. 36); del dottor Giovanni Cannata a Presidente dell'Ente parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (n. 37). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, le proposte di nomina sono state deferite - in data 18 settembre 2019 - alla 13ª Commissione permanente, che esprimerà il parere su ciascuna di esse entro il termine dell'8 ottobre 2019. Governo, trasmissione di documenti Il Ministro per i beni e le attività culturali, con lettera in data 19 settembre 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera f-bis) , del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, la relazione sullo stato di avanzamento dei lavori e su eventuali aggiornamenti del crono-programma del Grande Progetto Pompei, aggiornata al 30 giugno 2019. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente ( Doc . CCXX, n. 4). Governo, ritiro di richieste di parere su atti Il Ministro della difesa, con lettera in data 13 agosto 2019, ha comunicato di ritirare lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento SMD 04/2017, relativo alla "acquisizione comprensiva del relativo sostegno logistico, di aeromobili a pilotaggio remoto della categoria MALE (Medium Altitude Long Endurance) e potenziamento delle capacità Intelligence, Surveillance & Reconnnaissance della Difesa" (n. 2). Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati. L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Le norme sulla protezione dei dati come strumento generatore di fiducia nell'UE e oltre i suoi confini: un bilancio (COM(2019) 374 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Relazione sull'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom - 2019 (COM(2019) 406 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione che dovrà essere assunta a nome dell'Unione europea nel Consiglio generale dell'Organizzazione mondiale del commercio sull'adozione di una decisione relativa alla proroga di una deroga dell'OMC che consente agli Stati Uniti di accordare un trattamento tariffario preferenziale nell'ambito dell'US Caribbean Basin Economic Recovery Act (CBERA) (COM(2019) 409 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3 a e 14 a ; Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione che dovrà essere assunta a nome dell'Unione europea nel Consiglio generale dell'Organizzazione mondiale del commercio in merito all'adozione di una decisione volta a prorogare una deroga dell'OMC che consente ai paesi in via di sviluppo membri di accordare un trattamento tariffario preferenziale ai prodotti dei paesi in via di sviluppo meno avanzati (COM(2019) 410 definitivo), alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3 a e 14 a ; Proposta di Decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Consiglio dell'Organizzazione per l'aviazione civile internazionale in merito alla revisione dell'allegato 9 ("Facilitazioni"), capo 9, della convenzione relativa all'aviazione civile internazionale per quanto riguarda gli standard e le pratiche raccomandate sui dati del codice di prenotazione (COM(2019) 416 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3 a e 14 a . Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 24 giugno al 15 settembre 2019, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea. Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 17 settembre 2019, ha trasmesso il Referto, predisposto dal Collegio di controllo della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 2, terzo comma, della legge 10 dicembre 1993, n. 515, sui consuntivi delle spese elettorali e sulle relative fonti di finanziamento riguardanti le formazioni politiche partecipanti alle elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano del 4 marzo 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 335). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, variazioni nella composizione della delegazione parlamentare italiana Il Presidente della Camera dei deputati, in data 18 settembre 2019, ha comunicato una modifica nella composizione della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. La deputata Augusta Montaruli è stata nominata componente effettivo in sostituzione del deputato Carlo Fidanza, cessato dal mandato parlamentare. Il deputato Francesco Lollobrigida è stato nominato membro supplente della medesima delegazione in sostituzione della deputata Montaruli. Mozioni, apposizione di nuove firme Il senatore Perosino ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00167 della senatrice Bernini ed altri. Il senatore La Pietra ha aggiunta la propria firma alla mozione 1-00168 della senatrice Rauti ed altri. Mozioni Atto n. 1-00169 PERGREFFI BAGNAI MONTANI SAVIANE SIRI CAMPARI BRIZIARELLI FAGGI CORTI - Il Senato, premesso che: la Corte di giustizia dell'Unione europea ha recentemente stabilito (causa C-449/17, A & G Fahrschul-Akademie GmbH/Finanzamt Wolfenbüttel) che nella nozione di "insegnamento scolastico o universitario", ai sensi dell'articolo 132, paragrafo 1, lettere i) e j) , della direttiva 2006/112/CE, non rientra l'insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida per l'ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1, per la quale dunque non può ritenersi applicabile l'esenzione dal pagamento dell'IVA prevista dalla direttiva; interpellata da un contribuente, l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 79/E, ha recepito le statuizioni della Corte di Lussemburgo, riconoscendovi un'efficacia ex tunc in forza della quale le scuole guida sono tenute ad emettere una nota di variazione riguardo alle operazioni effettuate in annualità ancora accertabili ai fini IVA; considerato che: fino ad ora le lezioni per l'ottenimento delle patenti di guida sono state esentate dal pagamento dell'IVA in base ai chiarimenti forniti con le risoluzioni n. 83/E-III-7-65258 del 1998 e n. 134/E del 26 settembre 2005, ora ritenuti superati dalla medesima Agenzia; l'interpretazione resa dall'Agenzia delle entrate impone alle scuole guida il versamento dell'IVA precedentemente non dovuta per tutte le prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2014, ed implica l'introduzione dell'aliquota IVA del 22 per cento sulle lezioni per il conseguimento delle patenti di guida, con conseguente ed immediato rincaro di quasi un quarto della spesa a danno degli utenti; dal 2014 sono ben 3,8 milioni le patenti rilasciate e l'importo totale dell'IVA è di diverse centinaia di milioni di euro, quindi una somma che porterebbe all'estinzione di un'intera categoria di imprese con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro e a giudizio dei proponenti del presente atto di indirizzo l'assoluta anarchia nella preparazione alla guida dei veicoli, con il crescente rischio di avere su strada automobilisti e motociclisti impreparati; constatato che la Corte di giustizia nulla dice sull'efficacia delle statuizioni rese nella sentenza, impegna il Governo: 1) ad escludere che il nuovo regime di imponibilità si applichi retroattivamente; 2) a valutare l'introduzione di un nuovo regime di esenzione o ad IVA agevolata, purché conforme ai rilievi sollevati della Corte di giustizia dell'Unione europea. Atto n. 1-00170 SALVINI Matteo ROMEO DE VECCHIS IWOBI VESCOVI CANDURA ARRIGONI AUGUSSORI BERGESIO BORGHESI BOSSI Simone BRUZZONE CAMPARI CANTU' CASOLATI CORTI FAGGI FERRERO FREGOLENT LUNESU MARIN NISINI PAZZAGLINI PELLEGRINI Emanuele PEPE PERGREFFI PIANASSO PILLON PIROVANO PISANI Pietro PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SAVIANE SBRANA STEFANI TOSATO VALLARDI - Il Senato, premesso che: le elezioni presidenziali in Venezuela tenutesi il 20 maggio 2018 non sono state considerate legittime a livello internazionale, poiché è stato accertato il mancato rispetto del pluralismo politico, della democrazia e di procedure elettorali trasparenti; per tali ragioni, l'Unione europea e le altre organizzazioni internazionali, insieme a numerosi Paesi appartenenti alla sfera democratica della comunità internazionale, non hanno riconosciuto, né le suddette elezioni, né le autorità insediatesi mediante tale processo illegittimo; il Governo Maduro siede quindi illegittimamente al potere da oltre due anni; nonostante i passati tentativi per giungere a elezioni democratiche, appare evidente che Nicolas Maduro non abbia alcuna intenzione di indire elezioni libere e democratiche, da svolgere alla presenza di osservatori internazionali; lo scorso 23 gennaio 2019 Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea nazionale, eletto legittimamente e democraticamente, ha prestato giuramento come presidente ad interim del Venezuela, conformemente a quanto previsto dall'articolo 233 della Costituzione venezuelana; il compito del Presidente Juan Guaidò è di riportare nuovamente e al più presto il Venezuela a libere e trasparenti elezioni; negli ultimi mesi oltre 3 milioni di venezuelani hanno abbandonato il Paese; secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, saranno oltre 5 milioni gli esuli costretti a lasciare il Paese entro il 2019; il sistema economico e sociale venezuelano è al collasso: nelle strutture sanitarie mancano i farmaci essenziali; c'è una grave situazione di scarsità di cibo; difficoltà nell'erogazione di energia elettrica e di acqua potabile, che causano frequenti black out e interruzioni idriche; è opinione diffusa di tutti gli osservatori che il Venezuela sia diventato l' hub del narcotraffico mondiale, grazie alla collusione e alla complicità dei militari corrotti, delle milizie cubane infiltrate nell'esercito e dei cosiddetti colectivos criminali, che agiscono indisturbati e armati nel Paese; proseguono gli arresti illegittimi di prigionieri politici; dal mese di gennaio si calcola che sono oltre 800 le persone messe in carcere per ragioni politiche; unito a ciò, oltre tremila militari hanno abbandonato il regime e sono in clandestinità. Anche diversi ufficiali si sono ribellati al regime e per questa ragione sono stati arrestati e torturati; alla stampa è quotidianamente impedito di accedere nei locali dell'Assemblea Nazionale, e la rete internet è oscurata; diversi esponenti politici sono stati arrestati o costretti a trovare rifugio presso ambasciate di Paesi dell'Unione europea; Maduro sta gradualmente privando l'opposizione dei diritti politici essenziali, con l'intenzione di giungere ad un rinnovo dell'Assemblea nazionale senza la presenza di candidati dell'opposizione; di fronte a tale scenario, appare indispensabile che l'Italia modifichi la propria posizione e sostenga in maniera inequivocabile il Presidente Juan Guaidò, l'Assemblea nazionale e tutto il popolo venezuelano, così come hanno già fatto oltre 60 Paesi nel mondo; in Venezuela è presente una delle più importanti comunità italiane all'estero, che conta oltre 150.000 presenze, secondo quanto risulta ai registri dei due consolati italiani presenti nel Paese; i rappresentanti della comunità italiana in Venezuela, nel febbraio del 2019, hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere il riconoscimento dell'Italia di Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela, impegna il Governo: 1) a riconoscere il Presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidò quale Presidente legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, secondo quanto previsto dalla stessa Costituzione venezuelana; 2) ad adottare tutte le misure ritenute necessarie affinché il regime di Maduro: ponga fine alle violenze nei confronti dei suoi stessi cittadini; liberi tutti i prigionieri politici e militari attualmente detenuti in carcere; accetti l'immediata indizione di libere elezioni, sotto il controllo della comunità internazionale; 3) a disporre tutte le azioni necessarie al fine di tutelare da una parte la comunità italiana in Venezuela, e al contempo gli interessi delle aziende italiane presenti nel paese. Atto n. 1-00171 BERNINI MALAN GALLIANI GALLONE GIAMMANCO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN VITALI AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CANGINI CARBONE CAUSIN CESARO CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FANTETTI FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MASINI MESSINA Alfredo MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO ROMANI ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TESTOR TIRABOSCHI TOFFANIN CAMPARI FAGGI CENTINAIO PERGREFFI BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI PIANASSO - Il Senato, premesso che: l'idea della ferrovia Torino-Lione, una linea sia passeggeri sia merci per collegare Francia e Italia, è nata circa 30 anni fa; nel 1992, in un vertice dei due Paesi fu siglato un accordo politico tra i Governi per la sua realizzazione; nel 1994 l'Unione europea inserì la linea tra i progetti prioritari nel settore dei trasporti e dell'energia e nel 1996 fu costituita un'apposita commissione intergovernativa; nel 2001 fu firmato un accordo tra i Ministri dei trasporti francese e italiano, in cui si individuarono tre parti: una di competenza francese, una di competenza italiana e una parte in comune costituita da un tunnel a due canne, la cui lunghezza è stata in seguito determinata in 57,5 chilometri tra St. Jean de Maurienne e Susa; venne quindi creata la società LTF (Lyon Turin Ferroviaire), i cui azionisti erano le ferrovie italiane (RFI) e francesi (RFF); sempre nel 2001, il Governo Berlusconi inserì la Torino-Lione tra le grandi infrastrutture considerate strategiche per l'Italia; nel 2006 il Governo Prodi istituì un osservatorio per l'asse ferroviario Torino-Lione; nel 2008 fu firmato l'accordo di Pracatinat, in cui si cercò di comporre anche le contrarietà dei sindaci dei territori interessati; nel 2010 furono approvati dall'osservatorio gli indirizzi operativi per la progettazione preliminare e nel 2012, sotto il Governo Monti, si arrivò a una nuova revisione del progetto e vennero delineate nuove fasi funzionali dei lavori; a marzo 2012 il CIPE approvò una nuova versione del progetto, con costi e impatto ridotti dell'opera; a novembre 2013 è stato avviato lo scavo del tunnel di servizio con la fresa meccanica; nel 2015 è nata TELT, Tunnel Euralpìn Lyon-Turin (che sostituisce LTF) per la gestione della sezione transfrontaliera; nello stesso anno il CIPE, sotto il Governo Renzi, ha concesso il via libera al progetto, firmando l'accordo per avviare la realizzazione dei lavori; nel 2017, è stato completato lo scavo del tunnel geognostico di circa 7 chilometri; nel maggio 2018 il CIPE ha deliberato il parere positivo sul contratto di programma tra Italia e Francia, a cura di TELT, per il finanziamento, la progettazione e la realizzazione della sezione transfrontaliera della parte comune e ha adottato una stima dei costi di parte italiana della nuova linea ferroviaria dì circa 6 miliardi di euro; l'importanza strategica delle reti di trasporto su rotaia TEN-T, di cui la Torino-Lione fa parte, è dimostrata dalle analisi economiche, scientifiche e ambientali, che in sede europea sono state fatte negli ultimi anni; un incremento delle reti di trasporto dedicate ai passeggeri e alle merci può fare recuperare competitività all'intero continente europeo nei confronti delle altre potenze mondiali, che si confrontano sui mercati globali attraverso un flusso di merci (esportate e importate) in costante aumento; il settore della logistica è stimato in continua ascesa, con capacità di incidere sulla crescita economica dei territori e produrre nuova ricchezza e occupazione; la Commissione europea ha indicato i 10 corridoi ferroviari necessari per un'efficiente rete di trasporti, peraltro indispensabile a raggiungere gli obiettivi di Kyoto sulla sostenibilità ambientale; fra questi c'è la nuova linea ferroviaria Torino-Lione, che ha ricevuto il via libera ai finanziamenti comunitari 2014-2020 per le reti TEN-T; attraverso la realizzazione di questi 10 corridoi, tutti collegati con i porti più importanti d'Europa, sarà possibile trasferire dalla strada alla rotaia il 30 per cento del trasporto merci entro il 2030 e il 50 percento entro il 2050; la TAV incrocia nella pianura Padana i corridoi Reno-Alpi, Genova-Rotterdam e Brennero-Berlino, raggiunge il corridoio Baltico-Adriatico e può mettere in rete con l'Europa tutte le nostre strutture logistiche pubbliche e private, consentendole di diventare la più grande area logistica del Sud Europa con importanti ricadute economiche ed occupazionali per tutto il Paese; la mancata realizzazione della TAV, opera che viene ritenuta strategica dalla stessa Europa, oltre a indebolire l'efficienza della rete europea, escluderebbe il Piemonte e l'Italia dal flusso degli scambi economici e commerciali del futuro, con pesanti e durature conseguenze sul piano economico e sociale; la nuova linea andrebbe a sostituire quella inaugurata nel 1871, che non è più adeguata all'accresciuto volume del traffico, che infatti si sviluppa oggi soprattutto su gomma; lo spostamento verso la rotaia ridurrebbe in modo consistente anche l'impatto dell'inquinamento ambientale; dalla Cina è già giunto a Lione un primo treno carico di merci, dopo 11.300 chilometri di viaggio in 15 giorni attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e Germania, con uno scalo per scaricare alcuni container a Duisburg, dimezzando cosi il tempo rispetto al tragitto per mare; la mancata realizzazione della Torino-Lione taglierebbe fuori l'Italia da questo asse strategico verso l'Oriente; i benefìci dell'alta velocità e dell'alta capacità, in termini economici ed ambientali, sono già riscontrabili attraverso il quotidiano utilizzo delle linee esistenti che da Salerno, passando per Roma, portano a Torino, Milano e Venezia; preso atto che: la realizzazione della Torino-Lione è basata su un accordo internazionale ratificato dal Parlamento italiano con la legge 5 gennaio 2017, n. 1, recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per l'avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, fatto a Parigi il 24 febbraio 2015, e del Protocollo addizionale, con Allegato, fatto a Venezia 1'8 marzo 2016, con annesso Regolamento dei contratti adottato a Torino il 7 giugno 2016"; in data 11 marzo 2019, la TELT, la società pubblica italo-francese che si occupa della realizzazione e gestione dell'opera, a seguito dell'autorizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, ha dato corso alle procedure di gara relative ai lavori in Francia per il tunnel di base, per un importo stimato di 2,3 miliardi di euro; a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea degli avis de marché per i lavori di costruzione del tunnel della Torino-Lione in territorio italiano, il 24 luglio, il Presidente del Consiglio dei ministri, intervenendo nell'Aula della Camera dei deputati, ha dichiarato: "in attesa di un eventuale pronunciamento del Parlamento, il Governo non potrà sottrarsi agli adempimenti necessari nel corretto proseguimento dell' iter che porterà al rispetto delle manifestazioni di interesse che perverranno nell'ambito della procedura di gara"; in data 7 agosto 2019, l'Assemblea del Senato (144a seduta pubblica) ha discusso le mozioni sulla TAV Torino-Lione presentate da tutti i gruppi parlamentari; il dibattito si è concluso con l'approvazione a larga maggioranza di tutte le mozioni (nn. 153 (testo 2) del PD, 156 della sen. Bonino, sostenuta da 9 parlamentari di Leu, Aut, Pd e Misto, 157 (testo 2) di FdI e 162 (testo 2) di FI), ad eccezione di quella del M5S, respinta (con la quale si chiedeva una pronuncia del Parlamento per la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, nonché per una diversa allocazione delle risorse stanziate per il finanziamento della linea affinché siano successivamente destinate a opere pubbliche alternative, maggiormente utili e urgenti, sul territorio italiano), e di quella del gruppo LEU, preclusa; lunedì 23 settembre 2019, a La Praz si è svolta la cerimonia ufficiale per il completamento del primo tratto di 9 chilometri della galleria sud del tunnel di base di 57,5 chilometri, da parte della fresa "Federica", una delle 8 frese per la continuazione dello scavo del tunnel , impegna il Governo a proseguire il percorso intrapreso dal nostro Paese, dando piena attuazione all'accordo ratificato dal Parlamento italiano (legge n. 1 del 2017) e confermando la valenza strategica della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino- Lione in termini economici ed occupazionali. Interrogazioni Atto n. 3-01140 GALLONE Al Ministro della giustizia Premesso che: da tempo il tribunale di Bergamo registra una notevole carenza di organico, con il rischio di pesanti ricadute in termini di gestione del lavoro; l'organico del personale risulta appena sufficiente a far fronte, non senza difficoltà, al normale svolgimento dell'attività giurisdizionale; lo stesso presidente del tribunale, dottor Cesare de Sapia, ha evidenziato il preoccupante stato di sofferenza del tribunale, confermato dai dati preoccupanti aggiornati il 17 settembre 2019 e dai quali rileva una carenza media di personale pari al 42,55 per cento riferito ai singoli profili professionali; in particolare, i dati registrano una scopertura del 50 per cento sui direttori amministrativi, del 63,51 per cento sui funzionari giudiziari (ne risultano in servizio appena 14 su 30 in pianta organica, 2 dei quali applicati fuori provincia e uno che andrà in pensione dal 2020), del 43,48 per cento sui cancellieri, del 25,15 per cento sugli assistenti giudiziari e percentuali più elevate riferite ai ruoli diversi come gli operatori giudiziari; per quanto riguarda i funzionari, da pochi giorni è stato chiuso un concorso per tale profilo; l'altro dato preoccupante è quello relativo ai magistrati che dovrebbero essere 53, compresi i 5 aggiunti alla pianta organica a seguito dell'assorbimento delle sedi distaccate di Treviglio e Clusone, ma in realtà ne sono in servizio solo 43; anche l'ufficio del giudice per le indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare, nevralgico per il funzionamento del settore penale, registra una preoccupante carenza posto che i giudici per le indagini preliminari in servizio sono attualmente 8 (7 dai prossimi giorni, a seguito del trasferimento del giudice dottoressa Senesi alla Corte di appello di Brescia); riguardo al giudice di pace, l'unico funzionario in pianta organica è assegnato ad altra sede; nell'attuale situazione di progressivo ed avanzato depauperamento dell'organico, diverrà impossibile fronteggiare tempestivamente anche il nuovo afflusso di richieste di provvedimenti; senza l'immissione in organico di nuovi giudici, sarà inevitabile la conseguenza che nell'immediato futuro i tempi di trattazione e definizione dei procedimenti diventino sempre più lunghi, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda attuare al fine di recepire le istanze per sanare le gravi carenze del tribunale di Bergamo, indicando i tempi per la loro realizzazione, al fine di rendere gli organici consoni alla mole e alla qualità di lavoro del tribunale. Atto n. 3-01141 GRASSO Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'interno Premesso che: i fitofarmaci sono prodotti che possono essere usati in agricoltura per proteggere le piante da possibili attacchi di microrganismi patogeni o per influenzare le caratteristiche di resistenza e commerciabilità; sono illegali i fitofarmaci non autorizzati dal Ministero della salute, in quanto non se ne conoscono gli effetti sulla salute dei consumatori e dei lavoratori; l'impiego di fitofarmaci illegali in agricoltura è sempre più frequente. Le sostanze illegali vengono usate dai produttori, con fini commerciali, principalmente allo scopo di anticipare le stagionature per arrivare primi sul mercato, per rendere frutti e ortaggi esteticamente più belli e presentabili, nonché per essere più duraturi e resistenti nel trasporto; l'impiego di queste sostanze illegali crea un grave danno alle aziende agricole che non ne fanno uso, di fatto generando una concorrenza sleale nel mercato agroalimentare; il danno più grande derivante dall'utilizzo di fitofarmaci illegali è quello alla salute dei consumatori finali e dei lavoratori che li adoperano, nonché sull'ambiente, visto l'impatto nocivo delle sostanze che si disperdono durante il loro utilizzo; considerato che: il settore del commercio illegale di farmaci fitosanitari costituisce un vero e proprio business per le agromafie; fin dagli anni '90 il comparto agroalimentare è stato soggetto a condizionamenti e penetrazioni da parte delle mafie. Le associazioni criminali dominano la filiera agroalimentare attraverso una complessa governance multilivello che va dal piccolo agricoltore alle grandi catene di supermercati. Le mafie mediante i loro condizionamenti riescono persino ad imporre prezzi e determinare la buona o cattiva sorte sul mercato dei prodotti. Questo settore del mercato rappresenta dunque un business redditizio anche per la criminalità organizzata; secondo i risultati riportati dall'Istituto Eurispes nel 6° rapporto sulle agromafie, il volume d'affari complessivo annuale delle agromafie è salito a 24,5 miliardi di euro, con una crescita del 12,4 per cento rispetto all'anno precedente; nel 2018 le notizie di reato sono aumentate del 58 per cento, mentre secondo l'Osce, un pesticida su quattro è contraffatto; come evidenziato anche dalle ricerche del giornalista e sociologo Marco Omizzolo e del giornalista Angelo Mastrandrea, nel territorio laziale dell'Agro Pontino sembra che il fenomeno di imprenditori che si rivolgono al mercato clandestino per comprare sostanze illegali sia particolarmente notevole. Il Nucleo anti sofostificazioni dei Carabinieri di Latina rende noti i numeri dei sequestri negli ultimi due anni: 12.631 confezioni nel 2018 e 2.095 nei primi sei mesi del 2019; l'impatto ambientale e sulla salute di queste sostanze, incrociato con i numeri in notevole aumento, desta perplessità e preoccupazione, si chiede di sapere: quali azioni, alla luce di quanto esposto, i Ministri in indirizzo intendano adottare per contrastare il fenomeno dei fitosanitari illegali; se siano a conoscenza dell'aumento di queste pratiche illegali soprattutto nel territorio dell'Agro Pontino; se non ritengano opportuno attivare una indagine nazionale sui flussi di fitofarmaci illegali. Atto n. 3-01143 STEFANO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2019 è stato nominato commissario straordinario dell'Aero Club d'Italia il professor avvocato Guido Valori, fino alla nomina del presidente dell'Aero Club e comunque per un periodo non superiore a tre mesi; in data 20 giugno 2019, con decreto del TAR Lazio che accoglieva l'istanza avanzata da Giuseppe Leoni, presidente e commissario dal 2002 dell'ente, si è disposta la sospensione degli atti con cui erano state indette le elezioni per la designazione del presidente dell'Aero Club d'Italia e delle altre cariche statutarie; considerato che l'incarico dell'attuale commissario è scaduto, dopo il primo rinnovo, il 27 agosto, si chiede di sapere se si intenda assumere nel più breve tempo possibile ogni necessaria iniziativa affinché venga avviato il percorso di ripristino della regolare attività dell'ente di diritto pubblico. Atto n. 3-01145 MONTEVECCHI GRANATO CORRADO Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: come riportato dal quotidiano "il Resto del Carlino" del 12 settembre 2019, il borgo di Castello di Serravalle, nel Comune di Valsamoggia (Bologna), è stato recentemente oggetto di interventi di manutenzione, disposti dall'assessorato ai lavori pubblici dello stesso Comune, consistenti in lavori di asfaltatura del piazzale antistante l'accesso al Borgo stesso e di parte della viabilità interna; il borgo di Castello di Serravalle rappresenta un complesso storico artistico di notevole pregio, nonché meta turistica molto frequentata. All'interno del borgo sono presenti edifici ed aree storiche di notevole pregio: Palazzo Boccaferro, la Chiesa di San Pietro, la Casa comunale con torre o del Capitano (sede dell'Ecomuseo) un'area parcheggio denominata Piazza Luporini, un'area verde, ripristinata ad antico utilizzo della comunità, denominata "Orto medievale - Orto tradizionale" con annesse pertinenze; considerato che: il borgo di Castello di Serravalle è un'area del territorio del Comune di Valsamoggia individuata nel Piano strutturale comunale (PSC) vigente come zona di particolare interesse paesaggistico - ambientale e inserito nella "Zona del Castello di Serravalle" del Piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR); il borgo rientra tra gli immobili ed aree di notevole interesse pubblico, così come individuati e definiti dall'art. 136 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Pertanto, vista la classificazione del borgo di Castello di Serravalle, qualsiasi intervento necessita di autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione dopo aver acquisito il parere vincolante della Soprintendenza (art. 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42); considerato infine che, a giudizio degli interroganti gli interventi autorizzati, dati anche i vincoli di tutela a cui il bene è sottoposto, risulterebbero del tutto invasivi e inopportuni, perché effettuati con utilizzo di materiali e modalità del tutto inadeguati alle caratteristiche del sito e alle esigenze di tutela e valorizzazione dello stesso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda adottare per verificare che gli interventi descritti siano stati effettuati nel rispetto della normativa vigente in merito ai vincoli di tutela; se sia stato acquisito e rispettato il parere vincolante della Soprintendenza; se intenda attivarsi nelle sedi di competenza, affinché venga ripristinata l'integrità delle aree oggetto di intervento. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01142 DE FALCO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il 6 settembre 2019, Moby SpA, ha comunicato alla Borsa del Lussemburgo di aver concluso un'operazione di "ottimizzazione della flotta", che all'inizio del 2020 poterà in Italia due traghetti della danese Dfds; si tratta di due navi costruite oltre trent'anni fa e che arriveranno in Italia in cambio della cessione immediata dei due traghetti della flotta Moby: la Moby Aki e la Moby Wonder, costruiti rispettivamente nel 2005 e nel 2001. Incidentalmente appare all'interrogante abbastanza sorprendente il fatto che si parli di "ottimizzazione", quando si cedono due navi relativamente nuove per averne in cambio due costruite, come ricordato, almeno trent'anni prima, con capacità di carico decisamente inferiori e che rispondono a standard di sicurezza molto più risalenti; l'azienda assicura che questa operazione genererà plusvalenze già nel 2019 e che, comunque, il servizio non subirà cambiamenti. Fonti non ufficiali parlano di un guadagno di almeno 70 milioni di euro per la società controllata dalla Onorato Armatori Srl (il cui 89 per cento è detenuto dall'armatore Vicenzo Onorato e l'11 per cento dall'anziana madre dello stesso); appare chiaro che, se pure il servizio non subisse formali modificazioni per quel che riguarda l'orario e la frequenza, non indifferente sarà la diversa capacità di carico delle unità impiegate, che certamente si rifletterà sull'offerta di trasporto. Su questo punto le fonti ufficiali tacciono; la holding ricordata controlla un gruppo, che, oltre a Moby, include aziende pubbliche privatizzate: la "good company" dell'ex statale Tirrenia e la Toremar ed ha al momento un indebitamento lordo pari ad oltre 700 milioni di euro, in buona parte garantito proprio dalla flotta Moby; appare, quindi, a parere dell'interrogante molto preoccupante il fatto che la Moby SpA, decida di vendere due navi della sua flotta, che sono parte considerevole della garanzia del suo indebitamento. Si tratta, sempre secondo l'interrogante, di una scelta difficile da comprendere, se non nell'ottica della necessità di una liquidità immediata per poter pagare una parte del debito ricordato; non si deve dimenticare, infatti, che tra i principali creditori vi è lo Stato italiano, che deve ancora incassare 180 milioni di euro per aver venduto al gruppo la " good company " della società pubblica Tirrenia; nell'ottobre 2018, tra l'altro, era stato annunciato l'accordo di fusione tra Moby SpA e CIN (Compagnia italiana di navigazione), entrambe appartenenti al gruppo Onorato, accordo che è stato impugnato presso il Tribunale di Milano dalla gestione commissariale di Tirrenia, che si è opposta all'accordo di fusione proprio per il timore che la società risultante dall'unione di Moby e CIN non fosse in grado di offrire le garanzie patrimoniali necessarie per consentire la restituzione del credito ricordato, essendovi la possibilità, secondo i commissari Tirrenia, che la fusione tra le due società in un'unica entità, potesse portare i crediti vantati sugli asset esclusivamente di Tirrenia a trasformarsi in crediti sulla flotta della "nuova CIN" e quindi condivisi con i creditori della società Cin (su questa situazione l'interrogante aveva già presentato un atto di sindacato ispettivo, 4-01603, pubblicato il 29 aprile 2019), tuttora privo di riscontro; le preoccupazioni che hanno portato i commissari ad impugnare l'atto di fusione, non possono che essere accresciute, ora, dall'inopinata decisione di cessione delle due navi della flotta, in cambio di due traghetti molto più vecchi; va anche ricordato che Moby SpA riceve dallo Stato, tramite convenzione in scadenza il 18 luglio 2020 (e il cui rinnovo ha già avuto parere negativo nel marzo 2019 dalla Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato) ogni anno 72 milioni di euro, a fronte di alcuni servizi per la continuità territoriale con le isole maggiori; inoltre, da semplici comparazioni su prezzi di biglietti, risulta che i prezzi praticati dalla Moby siano superiori di più del 100 per cento rispetto a quella di altra compagnia, si badi, non sovvenzionata diversamente da quella di proprietà di Onorato. Non si tratta di cosa di poco conto, dato che il contributo statale concesso per assicurare servizi di continuità è ammesso, ma è comunque una distorsione del mercato, che non è libero, ma in regime di sovvenzione verso una sola compagnia di navigazione (quella che fa prezzi più alti), con evidente danno per il mercato stesso e le altre, ingiustamente penalizzate, si chiede di sapere: quali iniziative di propria competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo per evitare che si dia luogo ad una illecita proroga o rinnovo della citata Convenzione attualmente in vigore, e in scadenza il 18 luglio 2020; quali iniziative concrete ed immediate intendano prendere, inoltre, per tutelare il credito che lo Stato vanta nei confronti della holding di proprietà di Onorato, fugando le preoccupazioni che sorgono per le ricordate operazioni di fusione e per la successiva cessione di beni aziendali della flotta Moby SpA; quali iniziative di propria competenza, infine, intendano intraprendere per tutelare l'affidamento dei terzi nella solvibilità della compagnia sovvenzionata dallo Stato; quali siano stati, per gli elementi di loro competenza, gli esiti e le eventuali ragioni del consenso alla eventuale fusione tra Moby e CIN, nei confronti della quale i commissari di Tirrenia hanno fatto opposizione davanti al Tribunale di Milano, dato che da molti mesi non risulta esserci nessuna notizia certa. Atto n. 3-01144 VITALI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: l'accademia di belle arti di Lecce negli ultimi anni ha subito le conseguenze dell'assenza di un vertice amministrativo stabile, con difficoltà gestionali da parte della direzione didattica; nel settembre 2017, nonostante varie segnalazioni rivolte al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in merito a presunte irregolarità circa la procedura di elezione ed in merito ad alcuni incarichi sindacali ricoperti dal professor A. R., il Ministro pro tempore il 18 dicembre 2017 emetteva il decreto ufficiale di nomina a direttore dello stesso professor R.; le segnalazioni concernevano principalmente la parentela fra il professor R. ed il presidente dell'accademia, professor F. D. F., nonché vari nominativi che dalla direzione avrebbero tratto vantaggio nelle graduatorie di istituto; circostanza che ha indotto il Ministero in data 25 settembre 2018 a chiedere al presidente di rassegnare le sue dimissioni; nell'arco del 2018 sono stati pubblicati dei bandi che hanno portato poi a provvedimenti di revoca in autotutela per procedure "improprie", con altrettanto improprie assegnazioni di insegnamenti (episodi noti sia alla Procura della Repubblica di Lecce che al Ministero), una produzione artistica nonché vari provvedimenti assunti dal direttore senza la preventiva informazione del consiglio accademico; si sono verificati due probabili "abusi" da parte del direttore R.: il primo per le elezioni per il rinnovo del consiglio accademico, allorché disattendendo il regolamento in vigore è stata concessa la possibilità di esprimere sei preferenze in luogo di una, nonché il voto per corrispondenza o differito. Vicende per le quali sono stati più volte richiesti chiarimenti al Ministero ed un candidato ha prodotto ricorso al TAR; il secondo inerente a bandi emessi nel mese di agosto 2018, la cui inefficacia, inefficienza ed anti economicità, già rilevate dal direttore della ragioneria, è stata confermata dalle procedure ministeriali già poste in essere per la formulazione delle graduatorie nazionali ex lege n. 205 del 2017: bandi che hanno prodotto numerosi ricorsi al TAR per la poca trasparenza; prima di procedere con i bandi si sarebbe potuto accedere alle procedure previste dal decreto legislativo n. 165 del 2001 ricercando le competenze interne, evitando esosissime spese per i compensi ai commissari; altro presunto "abuso" si è verificato per la procedura comparativa per l'insegnamento della lingua inglese, che ha visto un ricorso presentato dalla seconda classificata, vinto presso il TAR ed il Consiglio di Stato, con sentenze tuttavia completamente disattese dal direttore R.; un'altra singolare vicenda riguarda le procedure comparative per la stipula dei contratti didattici ed in particolare la procedura di assegnazione della disciplina "Programmazione multimediale" ad un esponente del sindacato cui è iscritto anche il direttore, e con una commissione presieduta dal direttore stesso e commissari provenienti dall'università del Salento nella quale il candidato "vincitore" aveva lavorato in precedenza; molti altri episodi, di notevole rilevanza, potrebbero essere menzionati per illustrare i comportamenti del direttore R. poco rispettosi delle regole e della democrazia interna all'accademia stessa. Il più recente riguarda la terna per la nomina del presidente, che ha visto esclusi concorrenti in possesso di curricula di grande peso e prestigio, a vantaggio di altri concorrenti privi di titoli di uguale importanza; val la pena considerare che autonomia non significa discrezionalità massima a svantaggio del merito e del prestigio dell'accademia stessa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda commissariare con immediatezza l'accademia di belle arti di Lecce, al fine di ripristinare un minimo di legalità, e se ritenga di doversi attivare, per quanto di competenza, per verificare se le circostanze descritte possano configurarsi come illeciti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02158 DE SIANO Al Ministro della salute Premesso che: con l'istituzione nel 2016 dell'Osservatorio nazionale per la verifica dell'assistenza sanitaria nelle isole minori, veniva posta dallo Stato particolare attenzione al tema del disagio sanitario delle isole minori in relazione ad una concreta assenza dell'attuazione del principio delle continuità territoriale terraferma-isole; tra le funzioni attribuite all'Osservatorio rientra l'elaborazione dei dati concernenti specifici modelli gestionali sperimentali atti a garantire i Lea (livelli essenziali di assistenza) nelle piccole isole, oltre all'elaborazione di report sulle attività di competenza; l'analisi del sistema sanitario regionale campano evidenzia l'esistenza e il perdurare di gravi disagi, in particolare per i servizi di emergenza urgenza territoriale, in cui versano i residenti-utenti delle isole di Ischia, Capri e Procida; tale condizione palesa una ingiustificata disparità di trattamento e di svantaggio tra i residenti e i turisti isolani rispetto ai cittadini della terraferma, in ordine al soddisfacimento e alla tutela del diritto alla salute; al di là di un progetto sperimentale di teleconsulto sanitario a distanza, nessuna iniziativa è stata assunta per garantire agli isolani l'accesso goduto dai cittadini della terraferma a tutti i servizi sanitari regionali; come rilevato all'esito di una specifica attività ispettiva della Commissione sburocratizzazione del Consiglio regionale della Campania, allo stato nessuna procedura per il riconoscimento dello status di 'aree disagiate' per le isole di Ischia, Capri e Procida è stata avviata per il superamento delle menzionate problematiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto in premessa; quali risultati siano stati conseguiti ad oggi dall'osservatorio; se e quali iniziative normative e finanziarie si intendano intraprendere per il riconoscimento concreto, per le isole campane, dello status di aree disagiate, in modo da garantire ai relativi residenti e turisti le identiche possibilità di accesso ai servizi sanitari regionali, così come assicurate ai cittadini residenti sulla terraferma. Atto n. 4-02159 DE POLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: da fonti di stampa si apprende che l'assessore all'istruzione del Veneto ha denunciato che in diversi istituti scolastici della Regione i dirigenti, in mancanza degli insegnanti di sostegno, inviterebbero le famiglie a tenere i propri figli disabili a casa; il fenomeno non è circoscritto al Veneto: in tutta Italia, ci sarebbero oltre 60.000 posti in deroga, più almeno altri 10/15.000 di diritto, ma non assegnati per la mancanza di volontà ad immettere in ruolo e ad assumere gli specializzati; il decreto legislativo n. 66 del 2017 sull'inclusione scolastica, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la legge n. 18 del 2009, che introduce nel processo di inclusione scolastica il cosiddetto modello bio-psico-sociale della disabilità, pur guardando con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente coinvolgendo, oltre allo studente, la famiglia le ASL e il personale scolastico nella gestione dell'apprendimento, avrebbe dovuto correggere una serie di disposizioni contestate sull'assegnazione delle ore di sostegno agli studenti disabili. Di fatto, la norma soffre della mancata stabilizzazione di un'ampia quota di insegnanti di sostegno, con "carosello" delle cattedre e discontinuità didattica, si chiede di sapere quale iniziativa urgente il Ministro in indirizzo intenda adottare per porre rimedio, in tempi brevi, alla inefficienza che colpisce duramente ragazzi fragili che hanno bisogno di maggiore assistenza e che ostacola il diritto alla piena partecipazione dell'alunno con disabilità al contesto scolastico, diritto che, come definitivamente chiarito dalla Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 25011 del 2014 "è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità". Atto n. 4-02160 BORGONZONI CAMPARI PISANI Pietro SAPONARA SIRI VALLARDI CORTI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: la cimice marmorata asiatica ( Halyomorpha halys ) è un insetto particolarmente infestante proveniente da Cina, Giappone, Taiwan e Corea, che negli ultimi anni ha colpito molte regioni del nostro Paese, soprattutto del nord e che si sta però progressivamente diffondendo sul territorio nazionale; questo insetto, non avendo antagonisti naturali ed essendo caratterizzato da una particolare velocità riproduttiva nonché di adattamento all'ambiente circostante, si sta rivelando un vero flagello e rappresenta un elevato livello di pericolosità per l'agricoltura italiana, in particolare per le colture frutticole; gli interventi di lotta su scala globale sono ad oggi incentrati essenzialmente sull'utilizzo di prodotti chimici, tramite principi attivi a largo spettro, che si sono però rivelati fondamentalmente inefficaci; per quanto riguardava l'utilizzo di antagonisti naturali provenienti dal territorio di origine della cimice, era stata già autorizzata all'introduzione, in condizioni di quarantena e per soli motivi di studio, della specie ritenuta più efficace a livello mondiale, la cosiddetta Vespa Samurai ( Trissolcus japonicus ), per condurre i necessari studi, in particolare sull'impatto ambientale negli agrosistemi nazionali, mentre il CREA proseguiva le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice attivi sul territorio nazionale; la strategia più efficace è stata individuata negli interventi di lotta biologica classica, utilizzando antagonisti naturali della cimice marmorata asiatica provenienti dalla sua area di origine, poiché gli antagonisti autoctoni, già presenti in Italia, non si sono dimostrati in grado di contrastare in maniera significativa questo insetto; l'introduzione di antagonisti naturali non autoctoni era tassativamente vietata dall'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 (recepimento della direttiva "Habitat") il quale non prevedeva deroghe finalizzate alla lotta biologica, ma con il decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019 questo articolo è stato modificato ed ora assume una rilevante importanza per la lotta alla Cimice asiatica, poiché prevede la possibilità di introdurre specie non autoctone come ad esempio la Vespa Samurai che, come detto, si sta rivelando utile per il controllo biologico della cimice; per l'effettiva attuazione del provvedimento è necessario però attendere la definizione dei criteri per l'immissione di specie e di popolazioni non autoctone attraverso un decreto, da emanare entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 2019, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, il Ministero della salute e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; l'autorizzazione all'immissione in natura delle specie e delle popolazioni non autoctone, su richiesta delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano può essere concessa per ragioni di rilevante interesse pubblico, connesse a esigenze ambientali, economiche, sociali e culturali, in modo che non sia arrecato alcun danno agli habitat naturali, né alla fauna e alla flora selvatiche locali; tale richiesta dovrà essere comunque supportata da uno specifico studio del rischio che l'immissione comporta per la conservazione delle specie e degli habitat naturali; il 12 giugno 2019 il Senato della Repubblica ha approvato una risoluzione (DOC. XXIV n. 5-A), con la quale si impegna il Governo a dare la massima priorità all'adozione del decreto ministeriale previsto dal nuovo articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997 e ad accelerare le fasi dell' iter autorizzatorio anche alla luce delle ampie sperimentazioni condotte sulla Vespa samurai, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano emanare, appena possibile e con assoluta urgenza, e con quali specifiche tempistiche, il decreto ministeriale previsto dalla nuova stesura dell'art. 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, dando così seguito agli impegni assunti nella risoluzione approvata dal Senato, vista anche la particolare articolazione e complessità della procedura autorizzatoria prevista che potrebbe comportare un eccessivo allungamento dei tempi per l'avvio concreto delle sperimentazioni in campo. se intendano attivarsi per accelerare il più possibile l' iter autorizzatorio, conseguente all'emanazione del suddetto decreto ministeriale, per l'immissione della vespa samurai nei territori infestati dalla cimice asiatica. Atto n. 4-02161 ARRIGONI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: da quanto riportato su "il Resto del Carlino" di Ancona del 12 settembre 2019, martedì 10 settembre 2019, l'Ufficio delle dogane di Ancona, con il supporto del Nucleo operativo ecologico Carabinieri di Ancona, ha sequestrato 27.000 chili di rifiuti RAEE stipati in un container al porto, per essere spediti in Camerun; risultano denunciate tre persone originarie di tale Paese africano; già da un primo controllo eseguito attraverso lo scanner in dotazione all'Agenzia delle dogane è emersa la promiscuità del carico e la presenza di varie tipologie di rifiuto, prive di protezione o imballo, accatastate alla rinfusa: numerosi televisori a schermo piatto di varie dimensioni, monitor a 'tubo catodico', veicoli agricoli, vecchi telefoni, modem e varie matasse di cavi elettrici, trasformatori, componenti meccaniche non meglio identificabili, forni a microonde, parti di motori di condizionatori d'aria, parti di ammortizzatori usati per veicoli, reti da letto, materassi, radio, compressori, idro-pulitrici, eccetera; lo smaltimento illegale di RAEE in Paesi ove manca una regolamentazione per l'estrazione di materie prime dagli apparecchi elettrici ed elettronici, e quindi con costi estremamente bassi, è puntualmente denunciato per la rischiosità delle pratiche adottate su materiali tossici, altamente pericolose per l'ambiente e per la salute delle persone impiegate; infatti, quando questi apparati sono smontati in modo rudimentale, rilasciano mercurio tossico, piombo e altri metalli pesanti, gas tossici e arsenico. Analisi effettuate in questi luoghi hanno trovato livelli tossici di arsenico, cadmio, cromo, rame, piombo e zinco nell'acqua sotterranea e nell'aria, in quanto gli incendi in discarica sono molto frequenti; un caso emblematico è quello della discarica di Guiyu, in Cina; dal sito del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si apprende che nel mese di febbraio 2019 un rapporto realizzato da "Greenpeace" e "Ban" (Basel Action Network), dal titolo "Buchi nell'economia circolare", documenta come da una parte l'Europa abbia il tasso di raccolta e riciclo dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) più alto del mondo, il 35 per cento, ma d'altra parte, 350.000 tonnellate all'anno di questi rifiuti vengano esportati illegalmente, soprattutto in Africa e in Asia, si chiede di sapere indipendentemente dalle indagini in corso da parte della Procura della Repubblica, se il Ministro sia al corrente della vicenda della spedizione del porto di Ancona di cui in premessa e quali siano le azioni e i provvedimenti che abbia adottato o intenda adottare per abbattere il fenomeno dello smaltimento illecito dei RAEE attraverso spedizioni all'estero. Atto n. 4-02162 ORTOLANI LEONE PRESUTTO CORRADO TRENTACOSTE ANASTASI PAVANELLI LA MURA ANGRISANI GAUDIANO ABATE RUSSO PIARULLI MARINELLO DRAGO CAMPAGNA ACCOTO D'ANGELO DONNO FERRARA MAUTONE LANNUTTI MATRISCIANO LOREFICE ROMANO GIANNUZZI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: secondo l'ultimo censimento, nel Principato di Monaco (il cui territorio misura appena 2 chilometri quadrati circa) il numero di residenti ha ormai raggiunto quota 40.000 (ed è destinato a crescere), sicché nel 2013, non essendo più sufficiente la costruzione di nuovi grattacieli, il Governo del Principato ha reso nota la volontà di ampliare verso il mare la costa dello Stato, dando vita a un nuovo quartiere che prenderà il nome di «Portier Cove»; alla dichiarazione del Governo ha fatto seguito un bando di gara pubblico, che ha dato esito, secondo quanto s'è appreso dalle cronache giornalistiche, all'aggiudicazione dell'appalto da parte del gruppo S.A.M. Anse du Portier/Bouygues Travaux Publics, il quale, supportato da ingenti capitali privati, ha affidato il progetto allo studio parigino «Valode et Pistre» che, a sua volta, si è rivolto agli architetti Renzo Piano, Denis Valode e Alexandre Giraldi, nonché al paesaggista Michel Desvignes; secondo il progetto, il «Portier Cove» poggerebbe su 18 cassoni trapezoidali in cemento armato che reggerebbero in successione l'infrastruttura marina, la quale estenderà di diversi ettari ("rubandoli" al mare) la superficie abitabile dello Stato, ospitando, tra le altre cose, residenze di lusso, un porticciolo e un parco; considerato che secondo quanto risulta agli interroganti: ben 700.000 metri cubici della sabbia necessaria alla realizzazione del progetto dovrebbero arrivare dalla Sicilia e, in modo particolare, dal deposito in concessione alla società Arenaria (SECI Real Estate, gruppo industriale Maccaferri), l'unica società dell'intero Mediterraneo ad aver ottenuto, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per il deposito situato nel mare Adriatico) e dalla Regione Siciliana (per il deposito situato nel mar Tirreno), concessioni pubbliche per l'utilizzo di sabbie relitte; alcune recenti cronache giornalistiche riportano che il prelievo delle sabbie (previsto per l'anno 2019) dal deposito situato nel mar Tirreno sarebbe stato bloccato dal Presidente della Regione Sicilia, il quale ha ritenuto che la sottrazione di un così ingente quantitativo di materiali comprometterebbe l'ecosistema marino locale; altre qualificate cronache giornalistiche riportano che, a causa dei mutamenti climatici in corso sul nostro pianeta, ogni anno spariscono in Sicilia 5 chilometri quadrati circa di litorale (al punto che, secondo un'analisi condotta due anni fa dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il 14 per cento della costa siciliana è a rischio d'erosione) e che quindi, a maggior ragione, l'idea di prelevare 700.000 metri cubi di sabbia appare gravemente rischiosa per la tutela dell'ambiente e del territorio, così come pericoloso appare il progetto di estendere la superficie abitabile del Principato di Montecarlo, visto il probabile conseguente effetto di innalzamento del livello del mar Mediterraneo e, dunque, di ulteriore erosione delle coste; la Repubblica italiana ha l'obbligo di tutelare il paesaggio della nazione (articolo 9 della Costituzione), e lo Stato ha, al netto delle competenze specifiche delle Regioni a statuto speciale, competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (articolo 117, comma 2, lettera s ), della Costituzione), si chiede di sapere: quali siano le ragioni che hanno condotto il Governo italiano ad aver acconsentito, con concessioni pubbliche, all'utilizzo a scopi lucrativi di sabbie relitte del Mediterraneo da parte di soggetti privati e, di conseguenza, quali siano, precisamente, il contenuto e i limiti delle concessioni (ivi compresa quella rilasciata dalla Regione Siciliana) delle quali la società Arenaria dispone; chi, per quali ragioni e in virtù di quali poteri abbia autorizzato il prelievo di sabbie relitte italiane allo scopo di consentire la costruzione di un quartiere di lusso presso il Principato di Monaco; se e in quale modo si intenda, da un lato, intervenire nella questione esposta, al fine di adempiere agli obblighi imposti dai citati articoli della Costituzione e, dall'altro, provvedere affinché, nell'attuale periodo di eccezionali mutamenti climatici, così ingenti prelievi di sabbie relitte siano in futuro impediti. Atto n. 4-02163 PERGREFFI BAGNAI MONTANI SAVIANE SIRI CAMPARI BRIZIARELLI FAGGI CORTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la Corte di giustizia dell'Unione europea ha recentemente stabilito (causa C-449/17, A & G Fahrschul-Akademie GmbH / Finanzamt Wolfenbüttel) che nella nozione di «insegnamento scolastico o universitario», ai sensi dell'articolo 132, paragrafo 1, lettere i ) e j ), della direttiva 2006/112/CE, non rientra l'insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida per l'ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1, per la quale dunque non può ritenersi applicabile l'esenzione dal pagamento dell'IVA prevista dalla citata direttiva; interpellata da un contribuente, l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 79/2009, ha recepito le statuizioni della Corte di Lussemburgo, riconoscendovi un'efficacia ex tunc, in forza della quale le scuole guida sono tenute ad emettere una nota di variazione riguardo alle operazioni effettuate in annualità ancora accertabili ai fini IVA; considerato che: fino ad ora le lezioni per l'ottenimento delle patenti di guida sono state esentate dal pagamento dell'IVA in base ai chiarimenti forniti con le risoluzioni n. 83/E-III-7-65258 del 1998 e n. 134/E del 26/09/2005, ora ritenuti superati dalla medesima Agenzia; l'interpretazione resa dall'Agenzia delle entrate impone alle scuole guida il versamento dell'IVA precedentemente non dovuta per tutte le prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2014, ed implica l'introduzione dell'aliquota IVA del 22 per cento sulle lezioni per il conseguimento delle patenti di guida, con conseguente ed immediato rincaro di quasi un quarto della spesa a danno degli utenti; dal 2014 sono ben 3,8 milioni le patenti rilasciate e l'importo totale dell'Iva è di diverse centinaia di milioni di euro, quindi una somma che porterebbe all'estinzione di un'intera categoria di imprese con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, l'assoluta anarchia nella preparazione alla guida dei veicoli e il crescente rischio di avere su strada automobilisti e motociclisti impreparati, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda adoperarsi rispetto alla questione descritta; se non ritenga opportuno escludere che il nuovo regime di imponibilità si applichi retroattivamente, nonché valutare l'introduzione di un nuovo regime di esenzione o ad IVA agevolata, purché conforme ai rilievi sollevati della Corte di giustizia dell'Unione europea. Atto n. 4-02164 CAMPARI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che a quanto risulta all'interrogante: circa trent'anni fa, "l'Unità", giornale dell'ex Partito comunista italiano, fondato da Antonio Gramsci, ha contratto un debito di 81,6 milioni di euro nei confronti di diverse banche: Intesa San Paolo, Unicredit, Bnl e Banco Bpm; nel dettaglio Intesa vanta crediti per un ammontare di 35 milioni di euro, Unicredit di 22 milioni, Bpm di 14,7 milioni e Bnl di 14 milioni di euro; in questi giorni il Tribunale di Roma ha respinto tre ricorsi avanzati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l'Avvocatura di Stato, per opporsi ai decreti ingiuntivi degli stessi istituti relativi al rimborso dei crediti, stante l'esistenza di una garanzia dello Stato, prevista dalla legge 11 luglio del 1998 n. 224, varata dal Governo pro tempore Prodi che trasferisce la garanzia posta dallo Stato su debiti dei quotidiani di partito «anche a soggetti diversi dalle editrici concessionarie», introducendo così la garanzia statale sui debiti dei giornali di partito; il giudice Alfredo Maria Sacco del Tribunale di Roma ha autorizzato l'azione contro i debitori e nel provvedimento ha scritto di "riconoscere alla Presidenza del Consiglio il diritto di rilievo e/o regresso", condannando però il legale pro tempore dell'Associazione Democratici di Sinistra, chiamata in causa con contumace a rimborsare Palazzo Chigi "da ogni effetto patrimonialmente pregiudizievole conseguente alla presente decisione"; di conseguenza, la Presidenza del Consiglio dei ministri è tenuta a rimborsare le banche, ma può rivalersi su Democratici di Sinistra ovvero l'associazione, fondatrice poi nel 2007 insieme alla Margherita del Partito democratico, che dal 1988 si è accollata l'esposizione contratta dal quotidiano, si chiede di sapere se la Presidenza del Consiglio dei ministri intenda effettivamente rivalersi sul Partito democratico per i rimborsi erogati alle banche creditrici, al fine di evitare che debiti contratti dal giornale "l'Unità" ricadano sull'intera collettività. Atto n. 4-02165 PAROLI GALLONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: in data 11 settembre 2018, è stato presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-00518 con il quale si poneva all'attenzione la necessità di rendere chiarezza sui criteri specifici riguardanti l'istituto dell' end of waste (cessazione della qualifica di rifiuto). Nella risposta fornita dal sottosegretario Gava il 13 dicembre 2018, presso la 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente e beni ambientali) del Senato, si faceva presente che si stava lavorando "alla predisposizione di un intervento normativo per disciplinare le modalità attraverso cui istituire meccanismi per la cessazione della qualifica di rifiuto 'caso per caso'"; il 15 maggio 2019, il Ministro ha emanato il primo decreto " end of waste " per riciclare i pannolini: un passo importante per lo sviluppo dell'economia circolare, ma non sufficiente per ridare slancio ad un settore che abbraccia molteplici ambiti; l'obiettivo principale dell'istituto dell' end of waste è quello di generare percorsi virtuosi di transizione verso l'economia circolare, la quale ha, tra i suoi obiettivi fondamentali, l'incentivazione alla sostituzione di materie prime vergini con materie provenienti da filiere di recupero. Nel contesto dell'economia circolare, l'istituto deve trovare massima diffusione poiché rappresenta una misura concreta per realizzare, secondo i principi del diritto europeo, la "società del riciclo e recupero"; al fine di promuovere il riciclo dei rifiuti e l'uso efficiente delle risorse con la conseguente riduzione dell'uso delle discariche e dei termovalorizzatori, obiettivo che rientra tra le finalità delle direttive europee e delle leggi nazionali in materia di rifiuti, la determinazione dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto assume importanza centrale; nel nostro Paese vi sono molti settori produttivi che beneficerebbero di un'efficace e puntuale normativa che regolamenti finalmente la "qualifica di fine rifiuto" ossia il momento in cui un rifiuto cessa di essere tale, e che consenta che un residuo di lavorazione sia gestibile come sottoprodotto; la normativa attuale è poco chiara e lascia spazio a varie interpretazioni, e l'imprenditore corre quindi il rischio di essere accusato di traffico illecito di rifiuti; va infine ricordato che la raccolta differenziata sul tessile sarà obbligatoria nel 2024 (come da direttiva quadro sui rifiuti 2018/851/UE approvata dal Parlamento europeo ed entrata in vigore nel 2018); l'articolo 1, comma 19, del decreto-legge n. 32 del 2019, recante "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, ha novellato il comma 3 dell'articolo 184- ter del codice dell'ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2016, prevedendo una disciplina transitoria dei criteri per la cessazione di rifiuto, in attesa di quelli definitivi, con la conseguenza di peggiorare il quadro normativo e vincolare le Regioni ad adeguarsi ad una norma ormai obsoleta come quella del decreto ministeriale 5 febbraio 1998 (cosiddetto decreto Ronchi) ormai superato da nuove discipline in sede europea e soprattutto da un progresso tecnologico che ha radicalmente cambiato il sistema dello smaltimento dei rifiuti; in questo quadro le Regioni non solo non potranno rilasciare nuove autorizzazioni, ma nella maggior parte dei casi saranno costrette a revocare quelle già in essere con ricadute negative in termini economici e di inquinamento; da fonti di stampa, si apprende che la situazione è molto critica. Solo nella provincia di Brescia le aziende penalizzate dalla necessaria revisione delle concessioni oggi sarebbero 120; le conseguenze ambientali che il territorio lombardo potrebbe subire sarebbero molto gravi in quanto rischierebbero di finire in discarica ulteriori 2,5 milioni di tonnellate all'anno di rifiuti che oggi vengono recuperati, soprattutto nel campo edilizio; la modifica sta destando forte preoccupazione tra gli imprenditori che paventano il rischio della graduale chiusura degli impianti, con conseguente perdita di posti di lavoro e interruzione di processi di riciclo, con aumento di conferimento in discarica o inceneritori di rifiuti oggi riciclati, oltre al blocco di molti nuovi investimenti; ulteriore fonte inquietudine tra le aziende del settore riguarda il drastico rallentamento dello sviluppo e della ricerca di nuove tecnologie, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente dell'attuale situazione che stanno vivendo le aziende del settore, in particolare quelle del bresciano, una delle province più colpite dalla normativa vigente; se non ritenga di valutare attentamente le gravi conseguenze ambientali che potrebbe subire il territorio lombardo che rischierebbe di conferire in discarica ulteriori 2,5 milioni di tonnellate all'anno di rifiuti che oggi vengono recuperati, soprattutto nel campo edilizio; se non ritenga di adoperarsi per quanto di sua competenza affinché, attraverso iniziative normative urgenti, siano definiti in modo chiaro e inequivocabile i criteri per l'applicazione uniforme a livello nazionale ed europeo dei processi per la cessazione della qualifica di rifiuto al fine di favorire lo sviluppo dell'economia circolare e garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana, agevolando al contempo l'utilizzo accorto e razionale delle risorse naturali. Atto n. 4-02166 PERGREFFI CAMPARI FAGGI CORTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: dall'ultimo report elaborato dall'Ufficio per il programma di Governo, di cui all'articolo 25 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° ottobre 2012, si evince che, alla data del 31 luglio 2019, gravano in capo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ben 52 provvedimenti di attuazione di disposizioni legislativi ancora da adottare; i 52 decreti attuativi di competenza del Ministero riguardano misure (previste in norma primaria) di assoluto rilievo nell'ambito dell'attività legislativa, tra cui spiccano (in ordine cronologico): 1) i decreti ministeriali attuativi delle norme in materia di navigazione interna (di cui al decreto legislativo 7 settembre 2018, n. 114), con particolare riferimento per le disposizioni relative al certificato europeo della navigazione interna; 2) tutti i provvedimenti inerenti agli interventi urgenti per la città di Genova (di cui al decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130), ed in particolare quelli relativi all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali; 3) i provvedimenti per la realizzazione del sistema di biglietterie integrate nell'ambito del trasporto ferroviario di passeggeri (di cui al decreto legislativo 23 novembre 2018, n. 139); 4) tutti i provvedimenti da adottarsi in attuazione di specifiche disposizioni contenute nella legge di bilancio per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145), come quelle relative: all'assegnazione di risorse per le Città metropolitane, le Province e l'ANAS SpA, dal fondo per la messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti nel bacino del Po; alla prevenzione dell'uso indebito del contrassegno di parcheggio per disabili; all'esternalizzazione delle attività di revisione per i mezzi pesanti; alla rimodulazione della dotazione organica del Ministero per l'implementazione di specifici servizi; alla revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime; 5) i decreti ministeriali in materia di taxi, noleggio con conducente e autoservizi pubblici non di linea, alla luce della nuova disciplina in materia (di cui al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12); 6) tutti i provvedimenti attuativi delle disposizioni contenute nei recentissimi decreti "sblocca cantieri" (decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55) e "crescita" (decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58); considerato che: i termini temporali, ove previsti, per l'adozione di molti dei decreti sono ampiamente decorsi; l'adozione di molti degli atti richiamati è condizione essenziale per la piena efficacia delle misure di volta in volta predisposte dal Parlamento o dal Governo; ai provvedimenti in attesa di adozione si aggiunge lo stock di provvedimenti attuativi ereditato dai precedenti Governi, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda far fronte all'evidente "emergenza", derivata dalla "precedente gestione" del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ordine all'attuazione dei provvedimenti di dettaglio prescritti dalla legislazione vigente; quale sia lo stato di avanzamento di ciascun provvedimento attuativo e i relativi tempi di adozione. Atto n. 4-02167 VESCOVI Al Ministro della salute Premesso che: da notizie di stampa si apprende che nella Regione Toscana il batterio "New Delhi Metallo beta-lactamase" (Ndm), dal novembre 2018 ha provocato più di 700 contagiati, di cui 75 ammalati e 31 morti. Un'epidemia che la Regione Toscana ha sottaciuto per tre mesi, fino a quando il "Corriere Fiorentino" i primi di settembre non ha pubblicato la notizia. L'allarme lanciato dall'Ecdc, ovvero il Centro di prevenzione e controllo delle malattie, considerato, a livello europeo, massima autorità in fatto di epidemie, è arrivato agli uffici regionali toscani all'inizio di giugno 2019, ma è stato tenuto nascosto fino agli inizi di settembre; non una parola di allarme è provenuta dal Presidente della Regione, così come dall'assessore alla Sanità, la quale in risposta ad una interrogazione comunale si è giustificata sostenendo che erano state adottate misure straordinarie per fronteggiare l'epidemia, ratificate con un atto del 26 luglio; il batterio killer (40 per cento di tasso di mortalità) si trasmette per contatto, soprattutto negli ospedali: i più colpiti sono stati quelli della Asl Toscana nord-ovest, che comprende anche parte della costa, con un numero notevole di casi all'ospedale pisano di Cisanello, ben 31. Il batterio si annida nell'intestino, in cui può restare silente, nei casi di portatori sani, o da cui può invece colonizzare tutto il corpo, infettando il sangue, provocando la sepsi e quindi la morte per setticemia, e che predilige pazienti più fragili come gli immunodepressi; la gravità dell'epidemia è tutta nella mancanza di un rimedio efficace e nel ritardo nel veicolare le informazioni, a cui ora non è più possibile porre rimedio; il ceppo è farmaco resistente e attualmente viene curato con un cocktail di otto farmaci, dei quali però non è certa l'efficacia; la Regione ha cercato in 10 giorni di riempire il vuoto informativo che si era creato in tre mesi di silenzio. Maxi - screening a tutti i ricoverati negli ospedali, task force di esperti, conferenze stampa, ma senza mai spiegare davvero l'assenza di informazioni dei tre lunghi mesi estivi, in cui si sono registrati altri 31 casi di contagio; un ritardo clamoroso e pericoloso, considerati i flussi estivi della Toscana, per i quali lo stesso Ecdc aveva espresso viva preoccupazione, in quanto il focolaio rischiava di essere portato fuori confine, dato che l'aerea colpita era un'importante destinazione turistica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, per quanto di sua competenza, intervenire in merito al diritto dei cittadini ad essere informati tempestivamente sulla possibilità di contrarre un batterio potenzialmente mortale. Atto n. 4-02168 STEFANI CALDEROLI BORGHESI AUGUSSORI PIROVANO SAPONARA RIVOLTA ZULIANI FERRERO LUNESU TOSATO FREGOLENT BRUZZONE CAMPARI Ai Ministri per il Sud e per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Premesso che: come riportato da alcune agenzie di stampa, il Ministro pro tempore per il Sud, in carica nel Governo Conte I, avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni in relazione alla nascita del nuovo Governo presieduto dallo stesso Giuseppe Conte, commentando in particolare la sfera di competenze del Dipartimento per il Sud; in dettaglio, il Ministro avrebbe suggerito una riprogrammazione dei fondi per il Sud e una riorganizzazione del Fondo per lo sviluppo e un monitoraggio costante della spesa, aggiungendo che si sarebbe scoperta l'esistenza di fondi nazionali del periodo 2000-2006 ancora fermi; avrebbe, quindi, precisato che una Regione italiana ha in dotazione ben 180 milioni di euro mai spesi, destinati a dette finalità, senza dichiarare però di quale Regione si tratti; considerato che: non è in alcun modo ammissibile che una Regione mantenga bloccati 180 milioni di euro di fondi nazionali del periodo 2000-2006 senza spenderli; i cittadini e gli amministratori hanno diritto di sapere quale sia l'ente in questione e quale sia la ragione del mancato impiego dei fondi, si chiede di sapere: se le dichiarazioni dell'ex Ministro per il Sud, richiamate in premessa, corrispondano al vero; in caso affermativo, quale sia la Regione cui ci si riferisce nelle dichiarazioni e quali siano le ragioni del mancato impiego dei fondi; quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per risolvere la questione richiamata in premessa. Atto n. 4-02169 IANNONE FAZZOLARI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: nel 2019 ricorre il decennale del sisma che il 6 aprile 2009 provocò 309 morti nella città de L'Aquila e nel suo territorio, migliaia di sfollati e ingenti danni in 56 comuni dell'Abruzzo; in occasione di tale anniversario è stata autorizzata, con la legge n. 145 del 2018, art. 1, comma 614, la spesa di un milione di euro per l'anno 2019 per la "realizzazione di un programma speciale di iniziative culturali all'Aquila e nel territorio colpito dal terremoto"; il 17 gennaio 2019 il sindaco della città, Pierluigi Biondi, e al sottosegretario competente pro tempore , Gianluca Vacca, hanno sottoscritto un accordo per "l'organizzazione e l'attivazione delle iniziative del Decennale del sisma 2009"; il 15 maggio gli stessi attori hanno sottoscritto un nuovo accordo, in quanto il precedente non è stato vistato dalla Corte dei conti per assenza di copertura finanziaria, che ha previsto la sostituzione del teatro "Stabile" de L'Aquila con l'Istituzione sinfonica abruzzese (IBA) quale soggetto attuatore, reso esecutivo dalla Corte in data 10 giugno 2019; tale accordo stabilisce: all'art. 2, comma 1: "la funzione di indirizzo politico strategico del Programma del Decennale è esercitata dal sottosegretario del Ministero per i beni e le attività culturali e dal sindaco dell'Aquila. Il presente accordo ne costituisce comune espressione finalizzata a definire e mettere in atto, nel più breve tempo possibile, l'organizzazione concernente il Programma del Decennale e a promuovere e mettere in opera le iniziative che ne fanno parte"; all'art. 6: "è istituito il Comitato Operativo per il Decennale Sisma 2009, cui è attribuita la funzione di attuazione tecnica per la preparazione e l'attuazione del Programma del decennale, nonché il coordinamento tecnico-scientifico, la preparazione, l'impulso delle iniziative e degli interventi del programma, anche nella sua fase attuativa" e viene designato come coordinatore il dottor Giampiero Marchesi; all'art. 8 le risorse a titolarità del Ministero sono destinate al finanziamento delle iniziative "L'Aquila Città d'arte" (istituzione responsabile è il polo museale dell'Abruzzo) per un importo pari a 300.000 euro e "Festival internazionale degli incontri" (istituzione responsabile è il teatro Stabile) per un importo pari a 700.000 euro; il 3 luglio è stato sottoscritto l'accordo tra il Comune, nella persona del segretario generale dottoressa Alessandra Macrì, e la Direzione generale dello spettacolo, nella persona del direttore generale dottor Onofrio Cutaia, per "la definizione delle modalità di assegnazione ed erogazione delle risorse finalizzate alla realizzazione del Festival Internazionale degli Incontri nell'ambito delle iniziative per il Decennale del Sisma 2009" che stabilisce: all'art. 1, comma 2: "il programma è caratterizzato da attività di spettacolo dal vivo da realizzare tra maggio e dicembre 2019, promosse dal Comune dell'Aquila e aventi come soggetto attuatore l'Istituzione Sinfonica Abruzzese" e all'art. 3, comma 2: "il Comune curerà tutte le attività di carattere amministrativo, organizzativo e contabile, il monitoraggio dello svolgimento del progetto realizzato dal soggetto attuatore e garantirà la conclusione delle attività entro il 31 dicembre 2019"; il 5 marzo, con rettifica del 20 marzo, il soggetto attuatore ha provveduto alla pubblicazione dell'avviso per manifestazione di interesse per la nomina del direttore artistico del festival e il 1° aprile si è provveduto alla nomina della dottoressa Silvia Barbagallo; il 19 giugno l'ISA ha conferito l'incarico alla dottoressa Silvia Barbagallo, dal quale risulta: all'art. 1 l'ISA "affida alla sig.ra Silvia Barbagallo, che accetta, la Direzione Artistica del Festival Internazionale degli Incontri che si svolgerà in L'Aquila e zone limitrofe in occasione del decennale del terremoto dell'Aquila del 2009 dal … al 31.12.2019"; all'art. 2 "il direttore artistico è responsabile della programmazione del Festival nel rispetto delle linee guida stabilite nel progetto redatto dalla dott.ssa Annalisa De Simone"; all'art. 4 "l'Isa verserà al direttore artistico la somma di € 45.000,00 e il compenso sarà così liquidato: a) quanto a 10.000,00 entro gg. 5 dalla sottoscrizione del presente contratto e b) quanto a € 12.500 all'esito dell'approvazione del programma del Festival da parte del C.d.A ISA e del Comitato"; in data 30 luglio 2019 il direttore artistico ha trasmesso la bozza di programma e il comitato operativo per il decennale, con verbale n. 03, raccomanda: "di procedere nel più breve tempo possibile al completamento del programma in modo che assicuri la certezza definitiva sulla sua configurazione finale; di prevedere, in questo quadro alla definizione con Isa, dell'apporto al programma delle istituzioni culturali aquilane sia attraverso eventi autonomi sia attraverso iniziative di accompagnamento agli eventi già in programmazione; di prevedere, sempre nel completamento del programma, una partecipazione che assicuri il più ampio pluralismo". il 30 agosto al sindaco è stata inoltrata dall'ISA una e-mail della dottoressa Barbagallo che inviava "una bozza di programma con incastri del tutto ipotetici nei luoghi a disposizione. Gli approfondimenti possono arrivare solo se verranno confermati gli spazi con relative dotazioni"; si sottolineano le seguenti inadempienze: 1) la direttrice artistica ha consegnato il programma in data 31 luglio 2019 al solo comitato, non consentendone l'approvazione anche al consiglio di amministrazione dell'ISA (art. 4, punto b, del contratto di incarico) e il medesimo ha approvato il bilancio di previsione di massima del festival in data 29 luglio 2019 senza approvazione del programma; 2) in data 9 settembre 2019 la dottoressa Barbagallo consegnava all'ISA un programma rivisto e corretto, senza dettagliare i cachet e gli impegni di spesa assunti dalla direzione artistica nei confronti dei partecipanti al festival e indicando luoghi per i quali la stessa non aveva provveduto a presentare agli enti competenti la richiesta di utilizzo degli spazi; 3) la direttrice artistica ha presentato (non rispettando quanto disposto dall'art. 4, punto b), fattura per la seconda tranche del suo compenso in data 9 settembre 2019, e non dopo l'approvazione del programma da parte del consiglio di amministrazione ISA e del comitato; 4) il programma (presentato nelle date 31 luglio, 29 agosto e 9 settembre) non ha corrispondenza con le indicazioni contenute nelle linee guida stabilite nel progetto redatto dalla dottoressa Annalisa De Simone, così come esplicitamente indicato all'art. 2 del conferimento dell'incarico di direttore artistico, in quanto non sono dati i dettagli degli aspetti organizzativi e logistici e soprattutto del coinvolgimento di istituzioni culturali aquilane, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di favorire il pieno svolgimento delle attività culturali volte a commemorare il decennale del sisma del 2009, procedendo a un nuovo accordo, fatti salvi gli impegni già presi e ritenuti vincolanti, affinché la città de L'Aquila non perda l'opportunità di utilizzare risorse per il territorio. Atto n. 4-02170 MALLEGNI Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dell'economia e delle finanze e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'interrogante è venuto a conoscenza attraverso un esposto della signora Giuseppina Recetano, direttore amministrativo dell'Accademia delle belle arti di Carrara, di una preoccupante anomalia nella gestione di alcuni iscritti ai corsi Summer School durante l'attuale anno accademico; la nota, datata 11 settembre 2019 (prot.n. 3604/CO1/CO4/B23) si evince come in data 29 agosto 2019 la direttrice riceveva da tale E. K. una mail in cui venivano comunicati due bonifici sul cosiddetta dell'Accademia per complessivi euro 21.000 per l'iscrizione di alcuni studenti ai corsi Summer School della stessa; la Recetano, in qualità di direttore amministrativo, informava tempestivamente il direttore dell'Accademia professor Luciano Massari per metterlo al corrente dell'anomala procedura seguita, in quanto non c'è nessuna norma che preveda che un privato possa riscuotere soldi a nome dell'Accademia, soprattutto per l'iscrizione a corsi; venivano inoltre chieste informazioni sulla persona di E. K. e sembrerebbe che il direttore abbia risposto a tali domande dichiarando che trattasi "del responsabile di un'associazione denominata Via della Seta che si occupa di accoglienza"; tale procedura, seppur eseguita da un'associazione senza fini di lucro, non può in nessun modo ritenersi regolare, in quanto tale E. K. non ha alcuna abilitazione e incarico ad incassare a nome dell'Accademia quote di iscrizioni di alcun tipo da parte di studenti o altri soggetti pubblici o privati; questa anomala procedura sembrerebbe essere stata confermata da uno studente dell'Accademia di nazionalità cinese recatosi qualche giorno dopo i predetti bonifici presso la direzione amministrativa della stessa, per chiedere informazioni sul suo non richiesto collocamento presso il corso di scultura; dal racconto dello studente e da alcune mail in possesso dello stesso e di cui la direttrice amministrativa ha preso visione, sembrerebbe emergere un preoccupante giro di soldi che coinvolgerebbe il K. a danno oltre che dell'Accademia, di alcune decine di studenti cinesi, i quali avrebbero versato all'intermediario somme di denaro molto più elevate di quelle dichiarate; risulterebbe inoltre che il K. fosse in possesso delle mail personali di molti studenti che sono dati sensibili trasmessi all'Accademia (ente pubblico per attività istituzionale) dall' Ambasciata italiana in Cina; agli atti dell'Accademia risulta protocollata una nota del 30 gennaio 2019 (prot.N.514 A08) denominata "Memorandum di cooperazione tra l'accademia e l'associazione via della Seta", che non può in nessun modo avere effetti giuridici, in quanto nella normativa degli enti pubblici il termine "memorandum" non è contemplato e si prevede soltanto l'istituto delle convenzioni, che comunque sono di esclusiva competenza del Consiglio di amministrazione; tale atto, sottoscritto dal K. e dal direttore dell'Accademia Luciano Massari, sembrerebbe inoltre disciplinare corsi, come quello sulla lingua italiana, che non fanno assolutamente parte delle prerogative dell'Accademia e che non potrebbero in alcun modo essere espletate dalla stessa in quanto non abilitata; sarebbe opportuno inoltre valutare attentamente l'operato del professor Luciano Massari in qualità di direttore dell'accademia di Belle arti di Carrara, facendo emergere eventuali responsabilità nella gestione della vicenda; tale illecito comportamento oltre a causare un danno patrimoniale agli studenti e all'Accademia, che non può in nessun caso e fino a quando la situazione non sarà chiarita incassare e utilizzare le risorse economiche a lei arrivate per fare i relativi pagamenti ai docenti e al personale, viola palesemente le norme sulla privacy e l'onorabilità dell'Accademia attenutasi negli anni in modo attento e scrupoloso all'ordinamento giuridico e alle relative nome riguardanti la stesura dei bilanci e la loro pubblicità, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, ognuno per le proprie competenze, siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intendano assumere per accertare ogni responsabilità di quanto accaduto; quali provvedimenti ispettivi intendano assumere, ognuno per le proprie competenze, per verificare che le procedure di trasmissione dei dati sensibili, di gestione del bilancio e di rendicontazione degli atti siano stati eseguiti correttamente. Atto n. 4-02171 BRIZIARELLI PERGREFFI CAMPARI FAGGI CORTI RUFA BOSSI Simone Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la legge 1° ottobre 2018, n. 117, ha modificato l'art. 172 del codice della strada (decreto legislativo 30 aprile 1982, n. 285) introducendo l'obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono dei bambini di età inferiore a quattro anni trasportati sugli autoveicoli (cosiddetti "sistemi anti-abbandono"); la citata legge n. 117 del 2018 ha demandato la definizione delle specifiche tecnico-costruttive e funzionali del predetto dispositivo di allarme ad un apposito decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge; la legge ha disposto, per il citato obbligo, un'efficacia in ogni caso decorrente dal 1° luglio 2019; il Ministero dei trasporti ha completato la redazione del predetto decreto attuativo il 21 gennaio 2019 e lo ha trasmesso, in ottemperanza alla direttiva (UE) 2015/1535, all'ufficio Tris (sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche) della Commissione europea, perché ne valutasse la compatibilità del testo con i principi del diritto dell'Unione europea e del mercato interno; l'ufficio Tris della Commissione europea ha reso un parere negativo sul decreto attuativo sottoposto all'esame, perché incompleto; il Ministero dei trasporti, dopo molti mesi rispetto alla trasmissione del parere da parte della Commissione europea, ha provveduto alla riscrittura del decreto attuativo, così incontrando il favore dell'ufficio Tris lo scorso 26 luglio 2019; il testo del decreto è stato trasmesso al Consiglio di Stato per il consueto controllo di legittimità; considerato che: rispetto a quanto previsto dalle disposizioni di legge approvate dal Parlamento sono ampiamente decorsi i termini di attuazione ed entrata in vigore; il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha colpevolmente tardato nella riscrittura del decreto attuativo, dopo la prima bocciatura ricevuta in sede europea; ritenuta imprescindibile l'entrata in vigore dell'obbligo dei sistemi anti-abbandono, per tutelare i bambini e neonati ed evitare il verificarsi di tragici episodi che possano portare alla loro morte, come da ultimo successo a Catania lo scorso 19 settembre 2019, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo disponga di maggiori informazioni circa il contenuto e lo stato di avanzamento delle disposizioni attuative dell'obbligo di utilizzare i cosiddetti "sistemi anti-abbandono", nonché come intenda adoperarsi perché tale obbligo sia immediatamente efficace. Atto n. 4-02172 CASTIELLO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: la testata giornalistica "il Fatto Quotidiano" del 13 e del 21 settembre 2019 riporta la notizia del finanziamento, da parte dell'INAIL, in favore dell'università "Sapienza" di Roma, per circa 2 milioni di euro per la creazione di un posto di professore ordinario di Medicina del lavoro; a quanto risulta, alla procedura concorsuale per la copertura del posto, attivata da organi universitari incompetenti, avrebbe partecipato il dottor Sergio Iavicoli, direttore di un dipartimento INAIL. Inoltre, alcuni fra i commissari d'esame avrebbero ricevuto finanziamenti da parte dell'INAIL; tali fatti sono stati censurati con ricorso al TAR Lazio presentato dal professor Serafino Ricci, iscritto al n. 9813/19 R.G.; la vicenda evidenzia una grave situazione di confitto di interessi, che, purtroppo, caratterizza ormai ampi settori della vita istituzionale italiana, violando la fondamentale disposizione dell'art. 97 della Costituzione che sancisce il principio di imparzialità, architrave dell'ordinamento pubblicistico italiano, si chiede di conoscere quali iniziative e misure il Ministro in indirizzo intenda promuovere ed assumere ai fini del ripristino dell'ordine giuridico violato disapplicando una fondamentale disposizione della Carta costituzionale, qual è appunto l'art. 97. Atto n. 4-02173 DE BONIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: è in corso di predisposizione, da parte del Governo, il decreto-legge recante " Misure urgenti per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell'economia verde ". Il testo, annunciato nei giorni scorsi dal Ministro dell'ambiente, sarebbe dovuto approdare venerdì 20 settembre 2019 in Consiglio dei ministri per un pre-esame, ma pare che la presentazione sia slittata; il provvedimento, nella bozza, è composto da 14 articoli dedicati a contrastare l'inquinamento ed a tutelare l'ambiente, come riportato nella relazione illustrativa che accompagna lo schema del citato decreto. La proposta avrebbe come obiettivo quello di mettere in campo una serie di azioni "positive, concrete" e "destinate a coinvolgere amministrazioni a più livelli, esperti e cittadini" per dare concretezza al " Green New Deal" del nuovo programma di Governo; considerato che: le misure riportate nel decreto clima andrebbero direttamente a colpire i settori ritenuti più vulnerabili e connessi ai cambiamenti climatici, ossia agricoltura, biodiversità, edilizia ed infrastrutture, energia, salute, acqua, suolo e trasporti; l'articolo 6 della bozza del provvedimento in argomento prevede, infatti, la "Riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi" e al comma 1 stabilisce che: "A partire dall'anno 2020, le spese fiscali dannose per l'ambiente indicate nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell'articolo 68 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, sono ridotte nella misura almeno pari al 10 per cento annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040"; i tagli ai sussidi fiscali ambientalmente dannosi colpirebbero inevitabilmente l'agricoltura, la pesca e l'autotrasporto: il carburante agricolo e per autotrazione, infatti, gode di un regime vantaggioso e, come si legge nell'articolo 6, vi è una riduzione degli incentivi del 10 per cento a partire dal prossimo anno, fino a un progressivo annullamento entro il 2040; il gasolio è l'unico carburante utilizzabile, al momento, per i trattori, i motopescherecci, eccetera e tassarlo non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative, a favore delle quali dovrebbe, invece, essere sviluppato un programma di ricerca e di sperimentazione per i mezzi agricoli. L'approvazione di questa disposizione comporterebbe un aumento delle tasse per le imprese italiane che, invece, grazie al loro lavoro continuano a presidiare territori altrimenti già abbandonati; aumentare le tasse sui carburanti agricoli, oggi, sarebbe un vero paradosso. Prima di tutto i prezzi di mercato pagati per i prodotti consentono a malapena, quando va bene, di ottenere un reddito e quindi le aziende non potrebbero rinnovare, in massa, il parco macchine aziendale, sostituendo i mezzi datati con quelli a minori emissioni. Inoltre non ci sono in commercio molti mezzi ecologici per le lavorazioni agricole più comuni o sono ancora dei prototipi, come i trattori a biometano; inoltre, è impossibile chiedere alle aziende di immettere sul mercato prodotti a residuo zero, coltivando praticamente senza l'utilizzo della chimica, peraltro vietando l'uso di molecole efficaci contro patologie fitosanitarie aggressive, e di salvaguardare, al contempo, l'ambiente. Sarebbe certamente ciò che ci si auspica, ma coltivare grandi estensioni in questo modo vuol dire un utilizzo maggiore dei mezzi meccanici e dunque di gasolio, perché se non si utilizza la chimica qualcosa le aziende devono pur fare, ad esempio, per diserbare. Quindi, in sostanza, si chiedono prodotti sostenibili o biologici per il bene dei consumatori, ma per produrli si utilizza più gasolio a discapito degli operatori e dell'ambiente. E questa non sembra sostenibilità; l'interrogante non ha dubbi sull'importanza di salvaguardare il territorio, l'aria che respiriamo, la nostra salute e quella dei nostri figli (si vedano le numerose proposte presentate), ma non è l'aumento delle tasse sui carburanti che disincentiverà l'uso dei mezzi agricoli e tantomeno risolverà i problemi delle emissioni. La tutela ambientale va fatta bene seguendo un piano organico, nel quale le aziende agricole possono svolgere un ruolo essenziale di salvaguardia, magari sostenute da forti incentivi per l'acquisto di mezzi più ecologici; insomma, l'aumento dei costi del carburante costringerebbero semplicemente molti agricoltori a chiudere la propria attività con un devastante impatto ambientale, soprattutto nelle aree interne più difficili. Il risultato sarebbe solo la delocalizzazione delle fonti di approvvigionamento alimentare, con un enorme costo ambientale legato all'aumento dei trasporti inquinanti su gomma dall'estero; con tale misura verrebbero, inoltre, contraddetti gli obiettivi definiti nel programma di Governo e si farebbe perdere competitività al sistema italiano rispetto ai concorrenti degli altri Paesi europei la cui agricoltura è altamente sovvenzionata, in particolar modo per il gasolio agricolo. Se la PAC, unica politica a fondamento UE, deve servire a colmare il divario dei costi di produzione, la misura che si sta determinando risulta in netto contrasto con tali principi e pertanto inapplicabile; non sembra ragionevole varare una simile disposizione quando la nostra agricoltura è la più green d'Europa, visto che vanta innumerevoli prodotti Dop, Igp, Docg e Doc ed ha migliaia di ettari di terreno coltivati con metodo biologico; la rimodulazione degli sgravi sul gasolio agricolo non può essere una delle priorità; essa penalizzerebbe le imprese più deboli, quelle piccole e medie dei territori più difficili come, per esempio, quelli di montagna e collina, oltre che quelli del Mezzogiorno d'Italia. Il tutto senza contare che spesso i costi di produzione agricola non sono coperti dai ricavi, proprio per l'energia ad alto prezzo ed il costo del lavoro. Toccare gli incentivi sul gasolio porterebbe un aumento del prezzo del cibo ed un incremento dei sistemi di sfruttamento del mondo agricolo come, per esempio, il caporalato. Aumenterebbe la concorrenza sleale e i nostri mercati subirebbero l'invasione di prodotti importati da parte dei Paesi sovvenzionati, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano di modificare la disposizione di cui all'articolo 6 della bozza del decreto-legge su clima e ambiente, visto che il punto non è quello di fare cassa, bensì quello di disincentivare l'utilizzo del gasolio (inquinante) rispetto ai carburanti alternativi, cercando soluzioni condivise con i produttori agricoli, per consentire al settore di non essere schiacciato da ulteriori accise, anche se progressive e valutando l'opportunità di prevedere una gradualità legata all'effettiva disponibilità di soluzioni alternative, soprattutto con riferimento alla meccanizzazione agricola; se non siano del parere che occorra tutelare non solo l'ambiente ma anche gli agricoltori ed i pescatori ritenuti da sempre custodi dei beni comuni, come acqua, aria, terra e paesaggio, un ruolo purtroppo non riconosciuto, ma importante. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01145 della senatrice Montevecchi ed altre, su interventi di manutenzione presso il borgo di Castello di Serravalle (Bologna).