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Reati e pene - Pene pecuniarie - Conversione in pena diversa - Revoca della pena convertita e applicazione di pena detentiva per inosservanza delle prescrizioni sulla conversione - Mancata esclusione dell'applicabilità agli imputati minorenni - Prospettata irragionevolezza nonche' lamentato contrasto con il principio di rieducatività della pena - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 108 della legge n. 689 del 1981, nei limiti in cui non esclude l'applicabilità ai condannati minorenni della conversione della pena pecuniaria in pena diversa. Infatti, in primo luogo, le prescrizioni inerenti alla libertà controllata sono determinate, in parte, dal magistrato di sorveglianza che provvede alla conversione della pena pecuniaria, e che può adattare le prescrizioni medesime alla situazione individuale del condannato; in secondo luogo, non è vero il presupposto in fatto da cui muove il rimettente, e cioè che la violazione delle prescrizioni da parte del giovane condannato sarebbe "pressoche' inevitabile"; in terzo luogo, l'ipotesi della conversione della libertà controllata in pena detentiva non è affatto inevitabile, posto che è sempre possibile disporre, in suo luogo, l'affidamento al servizio sociale o la semilibertà. - Sui limiti e condizioni di applicabilità al minore della disciplina in tema di conversione delle pene detentive brevi, v. ordinanza n. 418/1990. M.R.