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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 96 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9,35. IN SEDE REFERENTE 76 e conn. - Tutela animali DDL 76 Modifiche al codice civile e ulteriori disposizioni per la tutela degli animali DDL 81 Nuove disposizioni in materia di delitti contro specie protette di fauna e flora DDL 298 Introduzione del titolo XIV-bis del libro primo del codice civile e altre disposizioni per la tutela degli animali DDL 360 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di reati contro gli animali DDL 845 Modifica al codice penale recante l'introduzione del divieto di consumo alimentare di carne di cane e di gatto DDL 1030 Modifiche al codice penale e alle altre norme a tutela degli animali DDL 1078 Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al codice civile, nonché altre disposizioni in materia di tutela degli animali (Esame congiunto e rinvio) La relatrice RICCARDI ( M5S ) illustra i disegni di legge in titolo che intervengono sulla delicata e complessa materia della tutela degli animali. Fa presente che i provvedimenti possono essere ricondotti a due categorie: disegni di legge recanti misure di carattere penale e disegni di legge recanti interventi sulla disciplina civilistica in materia di animali. Nell'ambito del primo gruppo rientrano i disegni di legge n. 81 (De Petris), 360 (Cirinnà), 845 (Urso), 1030 (Sbrana) e 1078 (Perilli). Devono essere ricondotti invece al secondo gruppo le proposte n. 76 (De Petris) e n. 298 (Giammanco). Procede dapprima alla illustrazione dei disegni di legge nn. 1030, 1078 e 360 in quanto tutti e tre, con interventi in larga parte coincidenti, apportano modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e ad alcune leggi speciali al fine di un rafforzamento della complessiva tutela giuridica degli animali. I disegni di legge n. 1030 e n. 1078, rispettivamente di iniziativa della senatrice Sbrana e del senatore Perilli, perseguono l'obiettivo di una maggiore severità delle pene e delle sanzioni amministrative per i reati e gli illeciti in danno di animali. Nel merito i provvedimenti si compongono di dodici articoli, dal contenuto pressoché analogo. Più nel dettaglio l'articolo 1di ambedue le proposte interviene sul codice penale per inasprire le pene attualmente previste per i reati commessi in danno di animali; ampliare l'ambito di applicabilità di fattispecie penali esistenti; introdurre nuove fattispecie penali e nuove aggravanti; prevedere la punibilità di alcuni delitti contro gli animali anche quando commessi per colpa; introdurre nuove pene accessorie. Al comma 1 viene novellata la rubrica del titolo IX- bis del libro II del codice penale. Infatti essa indica, a legislazione vigente, quale bene offeso dalle condotte in esso previste il sentimento umano di pietà nei confronti degli animali; gli animali, quindi, costituiscono l'oggetto materiale su cui ricadono le condotte offensive. L'incriminazione pertanto non protegge la vita in sé dell'animale, quanto piuttosto il sentimento di pietà dell'uomo nei confronti di quest'ultimo. I due disegni di legge sopprimono il riferimento al «sentimento per» rubricando il Titolo IX-bis come: «Dei delitti contro gli animali». Le proposte di legge, fra le altre, inaspriscono le pene per i reati di uccisione di animali (544- bis del codice penale) e di maltrattamento di animali (544- ter del codice penale); modificano la fattispecie di maltrattamento di animali specificando che le sevizie possono anche avere carattere sessuale; modificano - similmente all'Atto Senato n. 360 - la fattispecie di "spettacoli o manifestazioni vietati" di cui all'articolo 544- quater del codice penale specificando che sono puniti, oltre all'organizzazione e alla promozione anche la realizzazione, la partecipazione o il finanziamento degli spettacoli o manifestazioni vietati che comportino sevizie o strazio; trasformano il reato di "uccisione o distruzione di specie protette" da contravvenzione a delitto, attraverso l'introduzione dell'art.544- septies ; sanzionano l'impiego di "esche avvelenate" (nell'Atto Senato n. 1078 "esche nocive o pericolose"); intervengono sulla disciplina della confisca, di cui all'articolo 544- sexies del codice penale, prevedendo che la confisca penale obbligatoria si applichi anche in caso di decreto penale di condanna e in caso di prescrizione del reato che faccia seguito però a una condanna in primo grado, ovvero in secondo grado, per i delitti contro gli animali, coordinandone la normativa con la neointrodotta legge 9 gennaio 2019 n.3 - precisa il solo AS 1078 -. Inoltre, i due disegni di legge inaspriscono il trattamento sanzionatorio per la contravvenzione di abbandono di animale (articolo 727 del codice penale) prevedendo l'arresto da 1 a 3 anni e disponendone la confisca similmente a quanto previsto dall'articolo 544- sexies del codice penale. Ulteriore innovazione riscontrata in entrambi i disegni di legge è la previsione, per i delitti di uccisione, di maltrattamenti di animali e di uccisione o distruzione di specie protette, della punibilità anche se i fatti sono commessi per colpa. Analogo è anche il contenuto delle previsioni di cui ai rispettivi articoli 2 dei disegni di legge. L'articolo 2 delle due proposte modifica il codice di procedura penale perseguendo le seguenti finalità: prevedere per i delitti contro gli animali l'arresto facoltativo in flagranza di reato; disciplinare il sequestro di animali vivi, come conseguenza di un procedimento penale per uno dei reati contro gli animali. Di particolare rilievo è l'inserimento nel capo relativo ai sequestri (nel titolo dedicato ai mezzi di ricerca della prova), dell'articolo 254- ter con il quale è disciplinato il sequestro di animali vivi. Il procedimento è collocato tra i sequestri del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti. Il sequestro di animali vivi può essere ordinato dall'autorità giudiziaria che procede per un delitto  consumato o tentato  di maltrattamento di animali (articolo 544- ter del codice penale), spettacoli o manifestazioni vietati (articolo 544- quater del codice penale), divieto di combattimenti tra animali (articolo 544- quinquies del codice penale), abbandono di animali, (articolo 727 del codice penale) o traffico illecito di animali da compagnia (articolo 4, legge n. 201 del 2010), nonché, limitatamente all'Atto Senato 1078, anche nell'ambito dei procedimenti per il delitto di uccisione di specie protette di cui all'articolo 544- septies del codice penale. In tal caso l'autorità giudiziaria può affidare gli animali, in via definitiva, alle associazioni (di cui all'articolo 19- quater delle norme di attuazione del codice) purché le stesse versino una cauzione relativa a ogni singolo animale affidato. Le stesse poi, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria procedente, potranno individuare singole persone fisiche a cui affidare gli animali. Viene integrata la disposizione riguardante i requisiti del decreto penale di condanna facendo salve le disposizioni relative alla confisca e alle pene accessorie relative al traffico illecito di animali da compagnia, che in mancanza non potrebbero applicarsi ai procedimenti decisi con decreto. Infine, limitatamente all'Atto Senato 1078, viene estesa la possibilità di effettuare intercettazioni relativamente al delitto di traffico e introduzione illecita di animali da compagnia in deroga ai limiti di pena previsti. L'articolo 3 dei disegni di legge n. 1030 e 1078 reca un contenuto solo in parte sovrapponibile: a ben vedere, entrambi modificano l'articolo 2 della legge n. 189 del 2004 (Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate), prevedendo che il divieto di utilizzo per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento e articoli di pelletteria di gatti sia relativo alla specie felis catus oltre alla specie felis silvestris - come attualmente previsto - e trasformando la violazione del divieto da contravvenzione in delitto, punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 10.000 a 200.000 euro. Il solo disegno di legge di iniziativa della sen. Sbrana, poi interviene anche sull'articolo 6 della legge n. 189 attribuendo anche alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute compiti di vigilanza sul rispetto della normativa per il contrasto dei maltrattamenti degli animali, nonché dell'impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. L'articolo 4 di tutti e due i disegni di legge interviene, poi, in maniera quasi sovrapponibile, sulla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, aumentando, in generale, le sanzioni penali e amministrative attualmente previste. In particolare quanto alle sanzioni penali di cui all'articolo 30 della legge n. 157, pur confermando la natura di contravvenzioni, le proposte aumentano le pene e, soprattutto, trasformano la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda nella pena congiunta dell'arresto e dell'ammenda, con conseguente inapplicabilità dell'istituto dell'oblazione. Quanto alle sanzioni amministrative di cui all'articolo 31, le proposte aumentano tutti gli importi delle sanzioni pecuniarie. L'articolo 5 di entrambe le proposte apporta modifiche alla legge 4 novembre 2010, n. 201 del 2010, adeguamento dell'ordinamento nazionale alla Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, con le seguenti finalità: rendere alternative, e quindi più facilmente configurabili, le condotte che attualmente sono previste cumulativamente, inasprire la sanzione penale per il delitto di traffico illecito di animali da compagnia e le conseguenti pene accessorie (similmente a quanto previsto dall'articolo all'articolo 544- sexies del codice penale); inasprire la sanzione amministrativa per l'illecita introduzione nel territorio nazionale di animali da compagnia e delle conseguenti sanzioni amministrative accessorie applicabili in caso di introduzione illecita di animali da compagnia e di violazione della disciplina UE sugli scambi di animali. L'articolo 6 degli Atti Senato nn. 1030 e 1078 interviene sulle disposizioni che regolamentano e sanzionano la pesca, anche in questo settore con la finalità di inasprire il quadro sanzionatorio. In particolare, i commi 1 intervengono sulla disciplina della pesca e dell'acquacoltura di cui al decreto legislativo n. 4 del 2012, innalzando le pene previste per le contravvenzioni e inserendo il divieto di svolgere la pesca professionale «con strumenti, attrezzi, apparecchi o mezzi che per quantità ovvero per caratteristiche si pongano in violazione della normativa in vigore». I commi 2 modificano invece la legge n. 154 del 2016 (Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale) prevedendo, fra le altre, una integrazione del catalogo delle condotte vietate nelle acque interne. L'articolo 7 di ambedue le proposte prevede l'istituzione nella banca dati delle Forze di polizia di una specifica sezione, relativa ai reati sugli animali. Nella banca dati dovranno essere inserite - precisa il solo Atto Senato n. 1030 - le seguenti categorie di reati: abbandono; uccisione; maltrattamenti; trasporto illecito; combattimenti. È demandato a un decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro 12 mesi secondo l'Atto Senato 1078 e entro sessanta giorni secondo l'Atto Senato 1030 dall'entrata in vigore della riforma, dettare le modalità di attuazione di questa disposizione. Analogo è il contenuto anche dell'articolo 8 dei due disegni di legge, il quale modifica la legge n. 150 del 1992, che ha dato piena attuazione in Italia alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie in via di estinzione. In particolare innalzano le pene previste per le contravvenzioni e quelle previste in caso di recidiva. Gli articoli 9 dei disegni di legge intervengono sull'articolo 5 del decreto legislativo n. 275 del 2001 che, nell'ambito del riordino del sistema sanzionatorio in materia di commercio di specie animali e vegetali protette, ha dettato nuove disposizioni penali in materia di importazione. Le proposte di legge inaspriscono le pene per le contravvenzioni. L'Atto Senato 1078 introduce poi all'articolo 5 del decreto legislativo n. 275 un ulteriore comma il quale vieta la riproduzione in un ambiente controllato o in cattività di ibridi di qualsiasi genere e specie. La stessa disposizione è prevista al comma 5 dell'articolo 10 dell'Atto Senato 1030. L'articolo 10 del disegno di legge n. 1030 della sen. Sbrana - che non trova riscontro nel testo dell'altro disegno di legge - si prefigge l'obiettivo di tutelare la biodiversità nel nostro Paese, vietando l'immissione in natura di specie animali e vegetali esotiche (o alloctone), non disciplinate dalla Convenzione di Washington del 1973. L'articolo 10dell'Atto Senato 1078 e l'articolo 11 dell'Atto Senato 1030 recano invece analogo contenuto, introducendo, entrambi, nel nostro ordinamento il divieto di importazione, cessione o utilizzo di alcune tipologie di collari e, salvo che il fatto costituisca reato, connettono alla violazione del divieto una sanzione amministrativa. In particolare, i dispositivi vietati sono i seguenti: collari elettronici; collari elettrici; collari con le punte; collari a strozzo; collari a semi strozzo. Sono invece leciti i collari dotati unicamente di sistema di controllo satellitare GPS. La violazione del divieto importazione, vendita, detenzione, utilizzazione o cessione è sanzionata, «salvo che il fatto costituisca reato» con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 25.000 euro. In caso di recidiva la sanzione è raddoppiata. Quanto alle sanzioni accessorie, se la violazione è commessa nell'esercizio dell'attività di impresa, si applica la sospensione della licenza da 6 mesi a 2 anni; in caso di recidiva reiterata, la licenza è revocata. I possessori di dispositivi vietati alla data di entrata in vigore della riforma dovranno consegnarli  entro un mese  al servizio veterinario della ASL competente per territorio, che provvederà all'eliminazione. Il solo disegno di legge n. 1078, all'articolo 11, modifica il decreto legislativo n. 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo specifiche sanzioni pecuniarie, nel caso in cui i delitti contro gli animali siano compiuti da società nonché l'applicabilità delle sanzioni interdittive. Infine gli articoli 12 di entrambi i disegni di legge recano le abrogazioni. In particolare è abrogato, in primo luogo l'articolo 842 del codice civile, in forza del quale il proprietario di un fondo non chiuso non può impedire a terzi di entrare nel fondo stesso per cacciare, purché:  la caccia sia esercitata da soggetto munito di licenza;  la caccia sia esercitata nei modi stabiliti dalla legge;  nel fondo non siano presenti coltivazioni che potrebbero danneggiarsi. La stessa disposizione del codice civile afferma invece che per esercitare la pesca occorre il consenso del proprietario del fondo. A seguito dell'abrogazione, dunque, il proprietario del fondo potrà sempre impedire l'accesso a terzi. Le proposte di legge abrogano inoltre espressamente il decreto ministeriale interno 23 marzo 2007, che individua le modalità di coordinamento delle attività delle Forze di polizia e dei Corpi di polizia municipale e provinciale, allo scopo di prevenire e contrastare gli illeciti penali commessi nei confronti di animali. Solo l'Atto Senato 1078 prevede inoltre l'abrogazione dell'articolo 638 del codice penale recante il delitto di uccisione o danneggiamento di animali altrui, nonché dell'articolo 19- ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale che esclude l'applicabilità dei reati previsti dal titolo IX- bis , libro secondo, del codice penale alle attività ivi menzionate, purché siano svolte nel rispetto della normativa di settore. Il disegno di legge n. 360, di iniziativa della senatrice Cirinnà, si compone di sedici articoli. L'articolo 1 inserisce, nella rubrica del titolo IX- bis del libro II del codice penale, il riferimento, unitamente a quanto già previsto a legislazione vigente - del sentimento per gli animali - ai delitti contro gli animali. Gli articoli 2 e 3 inseriscono, tra le condotte che configurano i delitti di cui agli articoli 544- quater e 544- quinquies del codice penale, in materia rispettivamente di spettacoli o manifestazioni vietati e di divieto di combattimenti tra animali, anche la condotta tipica di chi partecipa. L'articolo 4, similmente a quanto previsto dai disegni di legge testé illustrati, modifica la disciplina della confisca di cui all'articolo 544- sexies del codice penale, estendendone la portata sia ai casi di uccisone di animale che nelle ipotesi di delitto tentato. Vengono poste a carico dell'imputato le spese per il mantenimento dell'animale in costanza di sequestro e confisca ed in caso di insolvenza esse sono a carico del comune. L'articolo 5 introduce le fattispecie colpose dei reati di uccisione e di maltrattamento, di spettacoli o manifestazioni vietate e di combattimenti tra animali, nonché alcune specifiche cause aggravanti per tali delitti. Ampie modifiche alla disciplina penalistica dei reati contro gli animali sono apportate dall'articolo 6. Viene esclusa l'applicazione dell'istituto della tenuità del fatto e della messa alla prova per alcune tipologie di delitti contro gli animali. Inoltre, sono aumentate fino a sei anni di reclusione le pene per il reato di maltrattamento e per l'uccisione di animali; sono abrogate le circostanze di illiceità speciale del fatto commesso «per crudeltà e senza necessità» che diventano un'aggravante del reato; la condotta di detenzione in condizioni, oltre che insopportabili, anche incompatibili con la natura dell'animale, nonché la condotta di abbandono assumono il rango di delitto; è introdotto all'articolo 544- bis .1 del codice penale il reato di strage di animali. L'articolo 7, similmente all'Atto Senato 1078 abroga l'art 19- ter disp.att.cp.; introduce specifiche disposizioni sulla custodia giudiziaria degli animali vivi, prevedendone l'affidamento alle associazioni riconosciute previo versamento di una cauzione mediante bonifico al FUG, le quali, a loro volta, possono individuare singole persone a cui affidare gli animali (similmente a quanto previsto dai precedenti disegni di legge); estende le misure di prevenzione a coloro che siano abitualmente dediti alla consumazione di delitti di spettacoli o manifestazioni vietati e combattimenti di animali; disciplina l'intervento delle associazioni e degli enti nei giudizi cautelari reali e nell'appello e riesame di sequestro preventivo e probatorio. Specifiche disposizioni in merito alla sorte degli animali oggetto di processo sono previste anche dall'articolo 10che prevede il divieto di abbattimento o alienazione degli animali nelle more delle indagini e del dibattimento. L'articolo 8 introduce una autonoma fattispecie di reato, all'articolo 544- ter .1. del codice penale, volto a sanzionare la zooerastia e la zoopornografia. L'articolo 9 interviene sull'articolo 54 del codice penale, estendendo lo stato di necessità anche alle ipotesi in cui il fatto sia commesso per salvare un animale dal pericolo attuale di morte o lesione grave, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. L'articolo 11 - similmente a quanto previsto dal DDL 1078 - modifica il decreto legislativo n. 231 del 2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti, prevedendo in relazione alla commissione dei delitti contro gli animali l'applicazione all'ente di una sanzione pecuniaria fino a 500 quote e le relative sanzioni interdittive. Con l'articolo 12, viene specificata la competenza di tutti gli organi di polizia giudiziaria in materia di reati contro gli animali. Con l'articolo 13 è previsto che lo Stato istituisca sul territorio nazionale centri di accoglienza di animali vittime di reato anche utilizzando, su ordine del prefetto, strutture già esistenti. In coordinamento con le modifiche in materia di confisca, con decreto del Ministro della salute sono determinate la misura e le modalità di versamento all'erario del contributo per la detenzione e il mantenimento di animali sequestrati e confiscati. L'articolo 14 prevede l'impegno dello Stato e dei Ministeri competenti nel promuovere e realizzare con frequenza annuale percorsi formativi di tutela degli animali, anche al fine di prevenire ipotesi delittuose nei confronti degli stessi. L'articolo 15modifica la legge 20 luglio 2004, n. 189 (recante disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) aggiungendo l'articolo 2- bis in materia di distruzione o deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto e l'articolo 2- ter recante misure connesse alle attività illecite riguardanti esemplari della fauna protetta prevedendo, in caso di condanna o di patteggiamento o di emissione del decreto penale, la confisca secondo le medesime disposizioni previste dai DDL precedentemente esaminati. L'articolo 16, infine, prevede le norme di coordinamento. Più circoscritto è il contenuto dei disegni di legge n. 81 (De Petris) e n. 845 (Urso e altri). In particolare l'Atto Senato n. 81 reca disposizioni in materia di delitti contro specie protette di fauna e flora. Nel merito l'articolo 1 della proposta introduce un nuovo articolo nel titolo VI- bis , libro secondo, del codice penale («dei delitti contro l'ambiente»), il quale punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 15.000 a 150.000 euro coloro che, a qualunque titolo, prelevino in natura, catturino, ricevano o acquistino, offrano in vendita o vendano uno o più esemplari di specie animali protette, nonché ne cagionino la morte o la distruzione, o ancora importino, esportino, facciano transitare o trasportino nel territorio nazionale, cedano, ricevano, utilizzino, espongano o detengano singoli esemplari di specie protette di flora o fauna, nonché coloro che utilizzino tali specie per la produzione o il confezionamento di oggetti, prodotti derivati anche destinati all'alimentazione, pelli, pellicce, capi di abbigliamento o articoli costituiti od ottenuti, in tutto o in parte, da parti dei medesimi animali, o esemplari di fauna sottoposti a procedimento tassidermico e di imbalsamazione. Le stesse norme, ma con pena ridotta fino a 2/3, si applicano nei casi in cui il fatto sia commesso per colpa. Nei casi di condanna sono sempre previste la confisca e molteplici pene accessorie. L'articolo 2 interviene sul decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 prevedendo pene pecuniarie anche per l'ente responsabile del traffico illecito di esemplari di flora e fauna, similmente a quanto già esposto per i precedenti disegni di legge. Infine l'articolo 3 prevede l'istituzione di centri di recupero per la fauna selvatica. Il disegno di legge n. 845 (Urso e altri) si compone di un solo articolo, il quale introduce nel titolo IX- bis del libro II del codice penale il nuovo articolo 544- septies . Tale disposizione punisce con la pena della reclusione da quattro mesi a un anno e una multa da 1.000 a 5.000 euro chiunque consumi carni di cane e di gatto. Per quanto riguarda i disegni di legge che recano modifiche alla disciplina "civilistica" (AA.SS. n. 76 senatrice De Petris e n. 298 senatrice Giammanco) procede alla loro contestuale illustrazione, vista la sostanziale sovrapponibilità contenutistica degli stessi. Entrambi i disegni di legge, all'articolo 1, istituiscono la figura dell'animale familiare inteso come ogni animale domestico tenuto dall'uomo per compagnia e senza scopi alimentari. L'articolo 2 di entrambi i disegni di legge novella il codice civile mediante l'introduzione di un nuovo titolo, il XIV- bis , nel libro I, denominato: «Degli animali». Diverse sono le novità previste e tra queste figurano: l'animale inteso come essere senziente; la possibilità di procedere ad affido esclusivo ovvero condiviso degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi e convivenza more uxorio , con l'obiettivo di salvaguardarne l'interesse degli stessi; l'affidamento in caso di morte del proprietario o del detentore; la possibilità di accesso dei cani e dei gatti in locali pubblici e privati, ai mezzi di trasporto pubblico e negli uffici sempreché siano rispettate le norme in materia di sicurezza e igiene; l'obbligo di segnalazione di animali abbandonati ovvero quello di soccorso ad un animale ferito; l'obbligo in capo alle forze di polizia di cedere, a titolo gratuito, gli animali al termine dell'impiego a chiunque ne faccia richiesta; la rivisitazione delle modalità di vendita di animali finalizzate al trasferimento di proprietà che deve avvenire obbligatoriamente, nel caso di canidi, a seguito della registrazione all'anagrafe canina e dell'inoculazione del microchip; limitatamente al disegno di legge 298 viene disciplinato il divieto di vendita di animali familiari che non potrà più avvenire presso negozi e tramite internet ma solo nei casi di esercizio dell'attività di imprenditore agricolo; il divieto di apporre marchiature, conchectomia (taglio orecchie) e caudotomia (taglio coda). L'articolo 3 prevede, in ambedue i disegni di legge, delle modifiche al codice di procedura civile volte a tutelare il rapporto affettivo-familiare del proprietario con l'animale rendendo maggiormente complesso procedere ad allontanamento coatto di quest'ultimo in caso di immissioni sonore da lui provocate; estende, anche nei confronti degli animali familiari, i provvedimenti temporanei e urgenti che il presidente reputa opportuni nei casi di separazione, qualora all'udienza di comparizione la conciliazione non dovesse riuscire. Il diritto al risarcimento - patrimoniale e non - per danni cagionati agli animali familiari e l'estensione dello stato di necessità, anche nelle ipotesi in cui il fatto sia commesso per salvare un animale in pericolo, è previsto all'articolo 4 in entrambi i disegni di legge. Inoltre il presente articolo estende la tutela civilistica della legittima difesa e dello stato di necessità anche all'animale familiare. L'articolo 5interviene sull'ordinamento penitenziario estendendo anche agli animali familiari la possibilità di accesso alle strutture al fine di mantenere le relazioni con i padroni in stato di custodia. Infine l'articolo 6,modificando la legge 189 del 2004, estende anche agli enti e alle associazioni di cui all'articolo 19- ter disp.att.cp, la possibilità di agire in giudizio ai fini del risarcimento del danno e dell'inibitoria in relazione al maltrattamento degli animali. Il presidente OSTELLARI avverte che ulteriori proposte che perverranno sulla medesima materia saranno esaminate congiuntamente. La Commissione conviene quindi di svolgere un ciclo di audizioni. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SECONDA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI OGGI Il presidente OSTELLARI comunica che la seconda seduta antimeridiana già convocata per oggi, alle ore 11,30, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,50.