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IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e in particolare, l'articolo 17, comma 3; Visto il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, recante «Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78» e, in particolare, gli articoli 6-bis, 6-ter e 9, i quali prevedono che le modalità di svolgimento dei cicli didattici per l'accesso ai ruoli normale e tecnico-logistico-amministrativo degli ufficiali della Guardia di finanza, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie, nonché le cause e le procedure di rinvio e di espulsione dai corsi, sono disciplinate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 23 aprile 1959, n. 189, recante «Ordinamento del corpo della Guardia di finanza»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1999, n. 34, recante «Regolamento recante norme per la determinazione della struttura ordinativa del Corpo della Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 27, commi 3 e 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449»; Visto il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, recante «Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78»; Visto il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53»; Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 5 marzo 2004, n. 94, recante «Regolamento concernente le modalità di svolgimento dei corsi di formazione per l'accesso ai ruoli normale, aeronavale, speciale e tecnico-logistico-amministrativo degli ufficiali della Guardia di finanza, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie, nonché le cause e le procedure di rinvio e di espulsione»; Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, recante «Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con D.M. 3 novembre 1999, n. 509 del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica»; Visto il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante «Codice dell'ordinamento militare»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, recante «Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246»; Visto il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante «Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»; Visto il decreto legislativo 5 ottobre 2018, n. 126, recante «Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95»; Visto il decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172, recante «Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 1° dicembre 2018, n. 132, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95»; Visto il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, recante «Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia»; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 20 giugno 2023; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota n. 51062 del 30 novembre 2023; Adotta il seguente regolamento: Art. 1 Modifiche al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 5 marzo 2004, n. 94 1. Al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 5 marzo 2004, n. 94, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al titolo le parole: «, aereonavale, speciale» sono soppresse; b) all'articolo 2, comma 1, la parola: «secondo» è sostituita dalla seguente: «terzo»; c) l'articolo 4 è sostituito dal seguente: «Art. 4 (Comandante dei corsi di Accademia, di applicazione e speciali). - 1. Ai fini dello svolgimento dei corsi, il Comandante dei corsi di Accademia, di applicazione e speciali, quale responsabile dell'azione formativa, sulla base delle direttive impartite dal Comandante dell'Accademia: a) dirige le azioni di sviluppo delle qualità morali, di carattere, etiche e militari degli allievi; b) coordina lo svolgimento delle attività addestrative e ginnico-sportive; c) fornisce elementi di valutazione in ordine alle attività addestrative e tecnico-operative svolte; d) segue l'andamento degli allievi nelle attività didattiche e propone, ove necessario, l'organizzazione di lezioni di sostegno; e) segue il profilo sanitario degli allievi e l'igiene dei luoghi loro riservati, promuovendo l'eventuale intervento del Capo ufficio sanitario.»; d) l'articolo 5 è sostituito dal seguente: «Art. 5 (Ufficiali superiori di altre Forze armate addetti presso l'Accademia). - 1. Per lo svolgimento delle attività di addestramento militare ricomprese nei corsi di formazione, il Comandante dei corsi si avvale della collaborazione dell'Ufficiale dell'Esercito e dell'Ufficiale dell'Aeronautica militare addetti presso l'Accademia, i quali partecipano alle esercitazioni militari interne ed esterne. 2. L'Ufficiale dell'Esercito addetto è posto alle dirette dipendenze del Comandante dell'Accademia dal quale può essere consultato sull'addestramento militare dei frequentatori dei corsi e in materia di regolamenti militari. 3. L'Ufficiale dell'Aeronautica militare addetto è posto alle dirette dipendenze del Comandante dell'Accademia dal quale può essere consultato sull'addestramento dei frequentatori e delegato per le attività di competenza finalizzate al raggiungimento degli obiettivi formativi dell'Accademia nel settore aeronavale.»; e) all'articolo 8: 1) al comma 1: 1.1.) la parola: «triennale» è sostituita dalla seguente: «biennale»; 1.2.) le parole: «e del ruolo aereonavale» sono sostituite dalle seguenti: «- comparti ordinario e aeronavale»; 2) al comma 2, le parole: «e grado» sono sostituite dalla seguente: «giuridico»; f) all'articolo 9: 1) i commi 2 e 3 sono abrogati; 2) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. L'allievo ammesso a recuperare l'anno ai sensi dell'articolo 26, comma 1, è posto in licenza straordinaria senza assegni per il periodo intercorrente tra la data nella quale è cessata la causa che ha determinato l'assenza o l'inidoneità e quella di inizio del nuovo anno accademico.»; 3) dopo il comma 5, è aggiunto il seguente: «5-bis. Qualora l'assenza o l'inidoneità che determina il recupero dell'anno ai sensi dell'articolo 26, comma 1, derivi da malattia dipendente da causa di servizio, l'allievo, per il medesimo periodo di cui al comma 5 del presente articolo, è collocato in licenza straordinaria con il trattamento economico previsto per il grado o lo stato giuridico rivestito.»; g) l'articolo 10 è sostituito dal seguente: «Art. 10 (Uditorato). - 1. L'allievo in licenza straordinaria di convalescenza ha facoltà di chiedere di essere ammesso all'uditorato. 2. Il provvedimento di ammissione all'uditorato è adottato dal Comandante dell'Accademia in relazione agli obiettivi didattici da conseguire e previo parere del Comandante dei corsi e del Capo ufficio sanitario dell'Istituto. 3. L'allievo ammesso all'uditorato partecipa alle attività didattiche relative all'anno di corso di appartenenza e sostiene nel contempo eventuali interrogazioni, prove scritte ed esami, con esenzione da qualsiasi tipo di attività addestrativa che comporti impegno fisico. 4. Il periodo di uditorato non ha durata superiore a centoventi giorni, computando in tale limite anche i giorni di assenza di cui all'articolo 26, comma 1. Per i frequentatori dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno, il periodo di uditorato non è superiore a un terzo della relativa durata, computando in tale limite anche i giorni di assenza di cui all'articolo 26, comma 1. 5. Al personale femminile ammesso a proseguire il periodo formativo ai sensi dell'articolo 1494, comma 3, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, si applicano le disposizioni di cui al comma 3.»; h) il Titolo IV è denominato «Attività didattiche, addestrative e valutazioni»; i) all'articolo 14, comma 4, le parole: «ed a docenti militari in servizio» sono sostituite dalle seguenti: «e militari in servizio e in congedo»; l) all'articolo 15: 1) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o, in caso di impedimento, da insegnanti aggiunti da questi delegati»; 2) al comma 3, le parole: «al semestre entro i primi quindici giorni dall'inizio del semestre stesso» sono sostituite dalle seguenti: «all'anno»; m) all'articolo 16: 1) al comma 1, le parole: «e delle competenze informatiche» sono soppresse e le parole: «l'efficienza fisica» sono sostituite dalle seguenti: «nell'addestramento ginnico sportivo»; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Il rendimento nelle aree di valutazione di cui al comma 1 è espresso in voti da 1 a 30 ovvero con giudizio di idoneità per la conoscenza delle lingue straniere per i frequentatori del primo anno dei corsi di Accademia e per il rendimento nell'addestramento ginnico sportivo per i frequentatori dei corsi di formazione di durata annuale o inferiore all'anno.»; 3) il comma 3 è abrogato; n) all'articolo 17, il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. La valutazione dell'attitudine professionale è espressa nei confronti degli allievi dei corsi di applicazione e dei corsi di formazione per ufficiali del ruolo tecnico-logistico-amministrativo, del ruolo normale - comparto speciale e dei corsi straordinari, ove istituiti. La valutazione è riferita al complesso delle qualità morali e di carattere dell'allievo e alle sue doti intellettuali ovvero alla sua motivazione e disposizione complessiva all'esercizio delle funzioni dell'ufficiale della Guardia di finanza desunta dalla preparazione professionale, dall'attitudine all'esercizio del comando e dal rendimento nelle attività tecnico-applicative.»; o) all'articolo 19: 1) al comma 2, le parole: «alla conoscenza delle lingue straniere od alle competenze informatiche» sono sostituite dalle seguenti: «alle materie la cui conoscenza è valutata con giudizio di idoneità ai sensi dell'articolo 16, comma 2»; 2) al comma 3, le parole: «e le competenze informatiche» sono soppresse; 3) al comma 6, le parole: «dirigente del servizio» sono sostituite dalle seguenti: «Capo ufficio»; p) all'articolo 21, al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di impedimento del titolare, le funzioni di presidente sono svolte da un docente aggiunto, individuato dal Comandante dell'Accademia.»; q) all'articolo 22: 1) al comma 2, la parola: «aereonavale» è sostituita dalle seguenti: «normale - comparto aeronavale»; 2) al comma 4, dopo la parola: «andamento» sono aggiunte le seguenti: «, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 29, comma 1, lettera b)»; r) l'articolo 23 è sostituito dal seguente: «Art. 23 (Valutazione dell'addestramento ginnico sportivo). - 1. Entro il termine dell'anno accademico a ciascun frequentatore dei corsi di formazione di durata pluriennale è assegnato il voto di addestramento ginnico sportivo da una commissione presieduta dal Comandante dell'Accademia o, su delega, dal Comandante dei corsi e composta dagli ufficiali gerarchicamente sovraordinati al frequentatore da valutare e da due insegnanti. 2. Per i frequentatori dei corsi di formazione di durata annuale o inferiore all'anno, con determinazione del Comandante generale della Guardia di finanza sono stabilite soglie minime di idoneità nonché modalità e criteri di valutazione dell'addestramento ginnico sportivo.»; s) all'articolo 24: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Per il primo anno dei corsi di formazione di durata pluriennale, con determinazione del Comandante generale della Guardia di finanza sono stabilite soglie minime di idoneità nonché modalità e criteri di valutazione della conoscenza delle lingue straniere.»; 2) i commi 2 e 3 sono abrogati; t) all'articolo 25: 1) al comma 1, il periodo: «Tra gli esami ovvero gli scrutini di cui alle precedenti lettere a) e b) rientrano anche quelli relativi alle lingue straniere ed alle competenze informatiche.» è soppresso; 2) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: «1-bis. Per il primo anno dei corsi di formazione di durata pluriennale, tra gli esami ovvero gli scrutini di cui al comma 1, lettere a) e b), sono compresi quelli relativi alle lingue straniere.»; u) all'articolo 26: 1) al comma 1, la parola: «terzo» è sostituita dalla seguente: «quinto»; 2) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In tale evenienza, l'allievo frequentatore del corso per: a) la nomina a ufficiale del ruolo normale - comparto speciale, al termine del corso di formazione, è immesso in servizio con la medesima anzianità assoluta, ai soli fini giuridici, dei colleghi del corso a cui originariamente apparteneva. La relativa posizione di graduatoria nell'ambito del corso originario è determinata sulla base del punto di classificazione finale riportato al termine del periodo di formazione; b) ufficiali del ruolo tecnico-logistico-amministrativo, al termine del corso di formazione, è iscritto in ruolo, previa rideterminazione dell'anzianità relativa con riferimento al corso originario, sulla base del punto di classificazione finale riportato al termine del periodo di formazione.»; v) all'articolo 27: 1) al comma 2, dopo la parola: «insegnamento» sono aggiunte le seguenti: «, nell'addestramento ginnico sportivo»; 2) dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: «3-bis. Per i corsi di durata annuale o inferiore all'anno, la valutazione dell'addestramento ginnico sportivo non concorre alla formazione del calcolo del punto di classificazione, ai sensi dei commi 2 e 3.»; 3) i commi 4 e 5 sono abrogati; z) all'articolo 28: 1) al comma 1: 1.1.) alla lettera c), le parole: «3° anno del corso di Accademia» sono sostituite dalle seguenti: «1° anno del corso di applicazione»; 1.2.) la lettera d) è sostituita dalla seguente: «d) la graduatoria degli allievi del 2° anno del corso di applicazione è data dalla graduatoria formata dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c) e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione;»; 1.3.) la lettera e) è sostituita dalla seguente: «e) la graduatoria degli allievi del 3° anno del corso di applicazione è data dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c), il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 2° anno del corso di applicazione. La promozione a tenente ha luogo secondo l'ordine di tale graduatoria;»; 1.4.) la lettera f) è sostituita dalla seguente: «f) la graduatoria degli allievi al termine del 3° anno del corso di applicazione è data dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c), il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione, il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 2° anno del corso di applicazione e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 3° anno del corso di applicazione. Al termine del ciclo formativo quinquennale è determinata la nuova anzianità relativa dei tenenti secondo l'ordine di tale graduatoria.»; 2) al comma 3, dopo le parole: «inferiore all'anno» sono aggiunte le seguenti: «, fatta eccezione per l'ufficiale allievo reclutato ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69,»; aa) all'articolo 29: 1) al comma 1: 1.1.) le parole: «dell'articolo 6, comma 5, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «dell'articolo 6-bis, comma 6, lettera b),»; 1.2.) la lettera c) è sostituita dalla seguente: «c) al termine dell'anno di corso non riportano un voto pari o superiore a 18 trentesimi nell'addestramento ginnico sportivo ovvero al termine del corso, per i frequentatori dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno, non hanno superato le prove di efficienza fisica.»; 2) al comma 2: 2.1.) la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) dichiarano di rinunciare al corso, se allievi ufficiali, durante la frequenza del biennio di Accademia, ovvero, se frequentatori degli altri corsi di formazione, entro il termine del corso;»; 2.2.) la lettera d) è sostituita dalla seguente: «d) perdono in via definitiva l'idoneità psicofisica al volo o alla navigazione, qualora frequentatori dei corsi di formazione per ufficiali del ruolo normale - comparto aeronavale, e non proseguono il ciclo formativo ai sensi dell'articolo 6-bis, commi 9 e 10, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69;»; 2.3.) la lettera f) è soppressa; 3) dopo il comma 2, è inserito il seguente: «2-bis. L'ufficiale allievo ammesso a ripetere il terzo anno del corso di applicazione a seguito di mancato superamento degli esami è immesso in servizio con la medesima anzianità assoluta dei colleghi del corso con cui ha ultimato il ciclo formativo ed è iscritto in ruolo secondo la graduatoria redatta al termine del quinquennio dello stesso corso.»; 4) il comma 4 è abrogato; bb) l'articolo 30 è sostituito dal seguente: «Art. 30 (Espulsione). - 1. Può essere espulso dall'Accademia l'allievo nei cui confronti è stata adottata: a) la consegna di rigore di cui all'articolo 1362 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66; b) la sospensione disciplinare di cui agli articoli 1357, comma 1, lettera a), e 1379 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.»; cc) all'articolo 31: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. Il Comandante dei corsi, qualora ritenga che il verificarsi delle condizioni di cui all'articolo 30 denoti grave insufficienza delle qualità morali e di carattere necessarie per completare l'iter formativo ovvero arrechi pregiudizio al prestigio del Corpo o all'immagine dell'Istituto nonché al progetto formativo, formula motivata proposta di avvio del procedimento di espulsione.»; 2) al comma 2, lettera b), le parole: «Comandante dei corsi non gerarchicamente sovraordinato all'allievo» sono sostituite dalle seguenti: «Capo di Stato maggiore dell'Accademia»; dd) all'articolo 33, comma 1, le parole: «dall'articolo 6, comma 10» sono sostituite dalle seguenti: «dall'articolo 6-bis, comma 13,». N O T E Avvertenza: - Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Si riporta il comma 3 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 86 alla Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214: «3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.». - Si riportano gli articoli 6-bis, 6-ter e 9 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, (Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali del Corpo della Guardia di finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78), pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 59 alla Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2001, n. 71: «Art. 6-bis (Accesso mediante concorso pubblico al ruolo normale - comparti ordinario e aeronavale degli ufficiali). - 1. Gli ufficiali del ruolo normale - comparti ordinario e aeronavale, selezionati mediante concorso pubblico, sono tratti con il grado di sottotenente da coloro che hanno completato, con esito favorevole, il secondo anno di corso dell'Accademia della Guardia di finanza. 2. L'età per la partecipazione al concorso per l'ammissione all'Accademia della Guardia di finanza non può essere inferiore a 17 anni e superiore a 22 anni alla data indicata nel bando di concorso. Il termine massimo di 22 anni è elevato a 28 anni per gli ufficiali di complemento e gli ufficiali in ferma prefissata con almeno 18 mesi di servizio, gli appartenenti ai ruoli ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri, i finanzieri ausiliari, gli allievi marescialli, gli allievi finanzieri anche ausiliari del Corpo della guardia di finanza. 3. Nel limite delle riserve di posti di cui all'articolo 5, comma 4, nei concorsi per l'ammissione all'Accademia di cui al presente articolo, la determinazione del Comandante generale della guardia di finanza di cui all'articolo 5, comma 3, può prevedere riserve di posti a favore dei diplomati presso le Scuole militari nella misura massima del 30 per cento dei posti disponibili. 4. Il ciclo formativo dell'ufficiale del ruolo normale in servizio permanente di cui al presente articolo è a carattere universitario, per il conseguimento della laurea magistrale in discipline economico-giuridiche, ed è articolato in: a) un corso di Accademia, di durata biennale, da frequentare nella qualità di allievo ufficiale; b) un corso di Applicazione, di durata triennale, da frequentare per due anni nel grado di sottotenente e per un anno nel grado di tenente. 5. I vincitori del concorso di cui all'articolo 6, comma 1, lettera a), sono ammessi alla frequenza del primo anno del corso di Accademia. La nomina a sottotenente avviene secondo l'ordine della graduatoria formata al termine del secondo anno del corso di Accademia. Al termine del corso di Applicazione è determinata la nuova anzianità relativa dei tenenti. 6. Sono rinviati dal corso di Accademia e dal corso di Applicazione i frequentatori che: a) dichiarano, se allievi ufficiali, di rinunziare al corso; b) dimostrano di non possedere il complesso delle qualità e delle attitudini indispensabili per bene assolvere le funzioni del grado rivestito o a cui aspirano. 7. Nel caso di mancato superamento degli esami, quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 6, è consentito ripetere, nell'ambito dell'intero ciclo formativo, un solo anno del corso di Accademia o del corso di Applicazione. Il frequentatore che, per la seconda volta, non supera gli esami, è rinviato dal corso. Coloro i quali risultano assenti all'ultima sessione di esami utile dell'anno di corso frequentato per cause documentate e indipendenti dalla propria volontà o per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 1494 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 o agli articoli 16, 17, 32 e 47 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono ammessi a ripetere l'anno di corso senza essere considerati ripetenti. L'ufficiale allievo ammesso a ripetere il terzo anno del corso di Applicazione a seguito di mancato superamento degli esami è immesso in servizio con la medesima anzianità assoluta dei colleghi del corso con cui ha ultimato il ciclo formativo ed è iscritto in ruolo secondo la graduatoria redatta al termine del quinquennio dello stesso corso. 8. Sono espulsi dal corso di Accademia e dal corso di Applicazione i frequentatori colpevoli di gravi infrazioni disciplinari. 9. Il frequentatore dei corsi di Accademia e di Applicazione di cui al comma 4, vincitore del concorso per i posti destinati al ruolo normale-comparto aeronavale, che perde in via definitiva l'idoneità psicofisica al volo o alla navigazione, prosegue, a domanda e previo parere favorevole del Comandante generale della guardia di finanza, il ciclo formativo previsto dal presente articolo permanendo nel ruolo normale - comparto aeronavale. 10. La domanda di cui al comma 9 deve essere presentata entro 60 giorni dalla data del provvedimento che ha accertato, in via definitiva, la perdita dell'idoneità psicofisica al volo o alla navigazione. In caso di mancata presentazione della domanda entro il termine indicato nel primo periodo, il frequentatore è rinviato dal corso di Accademia ovvero dal corso di Applicazione a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza dello stesso termine. 11. Il rinvio o l'espulsione dal corso di Accademia o dal corso di Applicazione comporta il proscioglimento dalla ferma contratta e per l'ufficiale allievo il collocamento in congedo assoluto, fermo restando quanto previsto dal comma 13 per il personale già appartenente alla Guardia di finanza. 12. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinate le modalità di svolgimento dei corsi di Accademia e di Applicazione, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie di cui al comma 5, nonché le cause e le procedure di rinvio, ai sensi del comma 6, lettera b), e di espulsione ai sensi del comma 8. Le materie di studio e i relativi programmi sono stabiliti con determinazione del Comandante generale della guardia di finanza. 13. Gli allievi o gli ufficiali rinviati o espulsi non possono partecipare ai successivi concorsi di ammissione all'Accademia. Essi sono restituiti alla Forza armata per l'assolvimento di eventuali, residui obblighi di leva. Se all'atto dell'ammissione in Accademia erano già in servizio nella Guardia di finanza, essi riassumono la precedente posizione di stato, fatta salva l'adozione nei loro confronti degli ulteriori occorrenti provvedimenti. Il periodo di durata del corso è, in tal caso, computato per intero ai fini dell'anzianità di servizio e di grado.»; «Art. 6-ter (Accesso mediante concorso interno al ruolo normale - comparto speciale degli ufficiali). - 1. Al concorso di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), possono partecipare gli appartenenti alla Guardia di finanza, in servizio permanente, dei ruoli ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri, in possesso di laurea specialistica o magistrale prevista dal decreto di cui all'articolo 5, comma 2, che: a) abbiano almeno 30 anni di età e non abbiano superato il 45° anno alla data indicata nel bando di concorso; b) abbiano riportato nell'ultimo biennio la qualifica finale non inferiore a «superiore alla media» o equivalente. 2. I vincitori del concorso di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), sono ammessi alla frequenza di un corso presso l'Accademia della Guardia di finanza di durata non inferiore a un anno, al termine del quale sono nominati sottotenenti del ruolo normale - comparto speciale e iscritti in ruolo secondo l'ordine della graduatoria di fine corso, con decorrenza successiva alla conclusione del medesimo corso. 3. Ai frequentatori del corso di cui al comma 2 si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 6-bis, commi 6, 7, 8, 11 e 13. Con il decreto di cui all'articolo 6-bis, comma 12, sono disciplinate le modalità di svolgimento del corso, ivi comprese quelle di formazione della graduatoria, nonché le cause e le procedure di rinvio ed espulsione dei frequentatori. Le materie di studio e i relativi programmi sono stabiliti con determinazione del Comandante generale della guardia di finanza. 4. Il frequentatore del corso di Accademia di cui al comma 2, vincitore del concorso ai sensi dell'articolo 6, comma 3, lettera b), che perde in via definitiva l'idoneità psicofisica al volo o alla navigazione prosegue il corso di cui al comma 2 permanendo nel ruolo normale - comparto speciale.»; «Art. 9 (Ufficiali del ruolo tecnico-logistico-amministrativo). - 1. L'accesso al ruolo tecnico-logistico-amministrativo del Corpo della guardia di finanza avviene, con il grado di tenente, mediante concorso per titoli ed esami, al quale possono partecipare i cittadini in possesso di laurea specialistica o magistrale in discipline attinenti alla specialità per la quale concorrono o anche di ulteriori titoli di studio specialistici o abilitativi, individuati dal bando di concorso tra quelli previsti dal decreto di cui all'articolo 5, comma 2, che non abbiano superato il 32° anno di età. Per gli ispettori, i sovrintendenti, gli appuntati e i finanzieri del Corpo della guardia di finanza il limite massimo di età di cui al presente comma è elevato a 45 anni. 2. I requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti, se non diversamente stabilito, alla data indicata nel bando di concorso. A parità di merito costituisce titolo preferenziale l'aver prestato servizio senza demerito nel Corpo della guardia di finanza. I candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito del concorso di cui al comma 1 sono avviati alla frequenza di un corso della durata non inferiore a sei mesi e, previo conseguimento del giudizio di idoneità alla visita medica di incorporamento e sottoscrizione della prescritta ferma di servizio di cui all'articolo 11, nominati tenenti a decorrere dalla data di inizio del corso di formazione e iscritti in ruolo nell'ordine della graduatoria stessa. Gli effetti economici della nomina decorrono, in ogni caso, dalla data di effettivo incorporamento. Al termine del corso l'anzianità relativa dei tenenti è rideterminata in base al punteggio conseguito nella graduatoria di fine corso. 3. Agli ufficiali frequentatori del corso tecnico-logistico-amministrativo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 6-bis, commi 6, 7, 8, 11 e 13. 4. Con il regolamento di cui all'articolo 6-bis, comma 12, sono disciplinate le modalità di svolgimento del corso, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie, nonché le cause e le procedure di rinvio e di espulsione dei frequentatori. Le materie di studio ed i relativi programmi sono stabiliti con determinazione del Comandante Generale della Guardia di finanza. 4-bis. Gli ufficiali medici del ruolo tecnico-logistico-amministrativo accedono ai corsi di specializzazione unicamente ai sensi dell'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368. Resta ferma la facoltà del Corpo della guardia di finanza di autorizzare, a domanda dell'interessato, la prosecuzione del corso di specializzazione avviato prima dell'assunzione in servizio presso il medesimo Corpo secondo le modalità previste dall'articolo 40, comma 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.». - La legge 23 aprile 1959, n. 189, recante: «Ordinamento del Corpo della guardia di finanza», è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 1959, n. 98. - Il decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1999, n. 34, concernente: «Regolamento recante norme per la determinazione della struttura ordinativa del Corpo della Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 27, commi 3 e 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449», è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 febbraio 1999, n. 44. - Il decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, recante: «Adeguamento dei compiti della Guardia di Finanza, a norma dell'articolo 4 della legge 31 marzo 2000, n. 78», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 59 alla Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2001, n. 71. - Il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante: «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 93 alla Gazzetta Ufficiale 26 aprile 2001, n. 96. - Il decreto ministeriale 5 marzo 2004, n. 94, recante: «Regolamento concernente le modalità di svolgimento dei corsi di formazione per l'accesso ai ruoli normale, aereonavale, speciale e tecnico-logistico-amministrativo degli ufficiali della Guardia di finanza, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie, nonché le cause e le procedure di rinvio e di espulsione», è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 aprile 2004, n. 86. - Il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, recante: «Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509 del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica», è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 novembre 2004, n. 266. - Il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante: «Codice dell'ordinamento militare», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 84 alla Gazzetta Ufficiale 8 maggio 2010, n. 106. - Il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, recante: «Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 131 alla Gazzetta Ufficiale 18 giugno 2010, n. 140. - Il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante: «Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 30 alla Gazzetta Ufficiale 22 giugno 2017, n. 143. - Il decreto legislativo 5 ottobre 2018, n. 126, recante: «Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante: "Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 51 alla Gazzetta Ufficiale 2 novembre 2018, n. 255. - Il decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172, recante: «Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 1° dicembre 2018, n. 132, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante: "Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"», è stato pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 8 alla Gazzetta Ufficiale 5 febbraio 2020, n. 29. - Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante: «Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia», convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2020, n. 203, S.O. Note all'art. 1: - Il titolo del decreto ministeriale 5 marzo 2004, n. 94, come modificato dal presente decreto, è il seguente: «Regolamento concernente le modalità di svolgimento dei corsi di formazione per l'accesso ai ruoli normale e tecnico-logistico-amministrativo degli ufficiali della Guardia di finanza, ivi comprese quelle di formazione delle graduatorie, nonché le cause e le procedure di rinvio e di espulsione.». - Si riporta il testo degli artt. 2, 8, 9, 14, 15, 16, 17, 19, 21, 22, 24, 25, 26, 27, 28, 29,31 e 33 del citato decreto ministeriale 5 marzo 2004, n. 94, come modificato dal presente decreto: «Art. 2 (Bandiera d'Istituto). - 1. L'Accademia della Guardia di finanza ha in dotazione la bandiera d'Istituto militare, il cui alfiere è il tenente del terzo anno di applicazione più anziano». «Art. 8 (Effetti dell'arruolamento). - 1. I vincitori di concorso ammessi a frequentare i corsi di Accademia di durata biennale per la formazione di ufficiali del ruolo normale - comparti ordinario e aeronavale, all'atto dell'arruolamento assumono la qualifica di "allievo ufficiale", previa rinuncia al grado eventualmente rivestito nelle Forze armate o nel Corpo della Guardia di finanza. 2. La qualifica di allievo ufficiale è conservata fino alla nomina a sottotenente. L'allievo ufficiale è equiparato per stato giuridico all'allievo finanziere. 3. I frequentatori dei corsi sono iscritti, con oneri a carico della Guardia di finanza, ai corsi per la formazione degli ufficiali del Corpo eventualmente attivati dalle università convenzionate con l'Accademia.». «Art. 9 (Licenze). - 1. Nei periodi di interruzione delle attività formative, l'allievo fruisce di licenza ordinaria per la durata stabilita dal calendario di massima dell'anno accademico. Per l'allievo che durante la frequenza dei corsi conserva il grado rivestito nella Guardia di finanza, detti periodi sono computati nel calcolo dei giorni di licenza ordinaria eventualmente spettanti in relazione alla propria anzianità di servizio. 2. (abrogato) 3. (abrogato) 4. L'allievo ammesso a ripetere l'anno ai sensi dell'articolo 25 è posto in licenza straordinaria con assegni dalla data di termine degli esami di seconda sessione sino alla data di inizio del nuovo anno accademico. 5. L'allievo ammesso a recuperare l'anno ai sensi dell'articolo 26, comma 1, è posto in licenza straordinaria senza assegni per il periodo intercorrente tra la data nella quale è cessata la causa che ha determinato l'assenza o l'inidoneità e quella di inizio del nuovo anno accademico. 5-bis. Qualora l'assenza o l'inidoneità che determina il recupero dell'anno ai sensi dell'articolo 26, comma 1, derivi da malattia dipendente da causa di servizio, l'allievo, per il medesimo periodo di cui al comma 5 del presente articolo, è collocato in licenza straordinaria con il trattamento economico previsto per il grado o lo stato giuridico rivestito.». «Art. 14 (Programma dei corsi). - 1. Il programma di ciascun corso è definito dall'ordinamento didattico-addestrativo in relazione agli obiettivi formativi da perseguire, che tengono conto dell'esigenza di garantire un'adeguata preparazione tecnico-professionale e formazione militare dell'ufficiale della Guardia di finanza. 2. Il documento di cui al precedente comma comprende, specificandone i relativi programmi, le attività didattiche, le attività addestrative interne ed esterne e le attività tecnico-applicative, la pratica ginnico-sportiva e le ulteriori attività necessarie al conseguimento dei previsti scopi formativi. 3. L'ordinamento didattico-addestrativo indica altresì le aree di valutazione ai sensi dell'articolo 16, nonché gli insegnamenti ad esame finale ed a scrutinio di ciascun corso. 4. Le attività didattiche sono affidate a docenti civili e militari in servizio e in congedo. Le attività addestrative e ginnico-sportive sono affidate ad istruttori qualificati ed a personale militare.». «Art. 15 (Consiglio dei docenti). - 1. Per ciascun corso è istituito un "consiglio dei docenti", presieduto dal Comandante dell'Accademia e composto dagli insegnanti titolari delle attività didattiche o, in caso di impedimento, da insegnanti aggiunti da questi delegati. 2. Il consiglio, fatte salve, ove previste, le attribuzioni dei competenti organi universitari: a) fornisce indicazioni in ordine all'indirizzo didattico degli insegnamenti e valuta l'adeguatezza dei relativi programmi ed il loro coordinamento; b) formula proposte sull'organizzazione e qualità delle attività didattiche e sui criteri di valutazione; c) stabilisce, per gli insegnamenti ad esame finale, le modalità di accertamento del profitto ed il calendario delle prove; d) esprime pareri non vincolanti in merito alle proposte di modifica dell'ordinamento didattico. 3. Il consiglio viene convocato ogni volta che il Comandante dell'Accademia lo ritenga necessario, ovvero a richiesta di un docente titolare del corso, per prendere in esame questioni concernenti le suddette competenze e, comunque, almeno una volta all'anno. 4. Partecipa alle riunioni del consiglio il capo dell'ufficio addestramento e studi. L'ufficiale preposto all'ufficio addestramento e studi espleta le funzioni di segretario. 5. Gli argomenti trattati dal consiglio sono fatti constare in apposito verbale.». «Art. 16 (Oggetto della valutazione). - 1. Formano oggetto di valutazione, secondo le prescrizioni contenute nell'ordinamento didattico-addestrativo di ciascun corso e le modalità riportate nei successivi articoli, l'attitudine militare o professionale, il profitto negli studi, ivi compresa la conoscenza delle lingue straniere, il rendimento nelle esercitazioni militari e nell'addestramento ginnico sportivo. 2. Il rendimento nelle aree di valutazione di cui al comma 1 è espresso in voti da 1 a 30 ovvero con giudizio di idoneità per la conoscenza delle lingue straniere per i frequentatori del primo anno dei corsi di Accademia e per il rendimento nell'addestramento ginnico sportivo per i frequentatori dei corsi di formazione di durata annuale o inferiore all'anno. 3. (abrogato).». «Art. 17 (Valutazione dell'attitudine militare e professionale). - 1. La valutazione dell'attitudine militare è espressa nei confronti degli allievi dei corsi di Accademia ed è riferita al complesso delle qualità morali e di carattere dell'allievo ed alle sue doti intellettuali ovvero alla sua motivazione e disposizione complessiva alla vita militare desunta dal senso della disciplina e dal senso del dovere e della responsabilità. 2. La valutazione dell'attitudine professionale è espressa nei confronti degli allievi dei corsi di applicazione e dei corsi di formazione per ufficiali del ruolo tecnico-logistico-amministrativo, del ruolo normale - comparto speciale e dei corsi straordinari, ove istituiti. La valutazione è riferita al complesso delle qualità morali e di carattere dell'allievo e alle sue doti intellettuali ovvero alla sua motivazione e disposizione complessiva all'esercizio delle funzioni dell'ufficiale della Guardia di finanza desunta dalla preparazione professionale, dall'attitudine all'esercizio del comando e dal rendimento nelle attività tecnico-applicative. 3. La valutazione dell'attitudine militare e dell'attitudine professionale è espressa da una commissione presieduta dal Comandante dell'Accademia e composta dagli ufficiali gerarchicamente sovraordinati all'allievo da valutare. 4. La commissione che valuta l'attitudine militare e professionale si riunisce almeno due volte per ciascun anno di corso per verificarne l'andamento, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 29, comma 1, lettera a).». «Art. 19 (Sessioni d'esame). - 1. Per ciascun anno accademico sono previste due sessioni d'esame, la prima al termine delle attività didattiche, la seconda prima della conclusione dell'anno accademico. 2. Supera l'esame ovvero lo scrutinio l'allievo che riporti un voto non inferiore a 18 trentesimi ovvero abbia conseguito gli obiettivi formativi relativi alle materie la cui conoscenza è valutata con giudizio di idoneità ai sensi dell'articolo 16, comma 2. Nel caso di insegnamenti a scrutinio, il voto dello scrutinio è dato dalla media aritmetica, calcolata sino alla frazione di millesimo, dei voti conseguiti durante l'anno. Nel caso di insegnamenti con esami a prove successive, l'esame si conclude con l'attribuzione di un unico voto che tiene conto del rendimento nelle singole prove d'esame. 3. L'allievo che non supera l'esame ovvero lo scrutinio fino ad un massimo di tre materie d'insegnamento in prima sessione è rimandato alla seconda sessione per le materie non superate. Nel computo delle tre materie rientrano anche le lingue straniere. 4. L'allievo che, senza giustificato motivo, non si presenti all'esame, viene considerato non idoneo nella relativa materia d'insegnamento e, agli effetti del computo del punto di classificazione annuale, gli è attribuito un voto pari a 1 trentesimo. 5. L'allievo che, per malattia od altra causa indipendente dalla sua volontà, non abbia potuto essere scrutinato per insufficiente numero di valutazioni conseguite nell'anno o non abbia potuto fruire in tutto o in parte della prima sessione d'esame, è ammesso a sostenere le prove, nelle materie nelle quali non abbia potuto sostenere l'esame o lo scrutinio, in seconda sessione. Tali materie non sono computate nel calcolo di cui al comma 3. 6. Nei casi in cui l'impedimento a sostenere gli esami è determinato da malattia, questa è di volta in volta accertata dal Capo ufficio sanitario dell'Accademia. Per gli esami portati a termine il successivo accertamento di malattia non costituisce motivo di impedimento all'attribuzione del voto d'esame ovvero del giudizio di idoneità, nonché di annullamento della valutazione eventualmente già espressa. 7. L'allievo assente che non possa, per malattia o per altra causa indipendente dalla sua volontà, rientrare in Accademia per sostenere gli esami, deve far constare l'impedimento mediante idonea documentazione.». «Art. 21 (Commissioni d'esame). - 1. Le commissioni d'esame per gli insegnamenti affidati a docenti universitari sono nominate dal Comandante dell'Accademia e sono composte da almeno due docenti della materia dei quali uno è il titolare dell'insegnamento, quale presidente, e da un ufficiale della Guardia di finanza. 2. Le commissioni d'esame per gli insegnamenti a carattere tecnico-operativo sono nominate dal Comandante dell'Accademia, e sono composte da almeno due docenti della materia dei quali uno è il titolare dell'insegnamento, quale presidente, e da un ufficiale della Guardia di finanza. In caso di impedimento del titolare, le funzioni di presidente sono svolte da un docente aggiunto, individuato dal Comandante dell'Accademia. 3. Qualora gli insegnamenti prevedano più prove d'esame, la relativa commissione provvede alla valutazione delle singole prove, compresa l'eventuale prova scritta. 4. Il voto d'esame è attribuito dalla commissione collegialmente. L'attribuzione della lode è subordinata alla valutazione unanime della commissione stessa.». «Art. 22 (Valutazione del rendimento nelle esercitazioni militari). - 1. La valutazione del rendimento nelle esercitazioni militari è espressa nei confronti degli allievi dei corsi di Accademia ed è riferita alle capacità ed all'impegno dimostrati nell'istruzione formale, nella pratica d'armi e nell'addestramento al tiro, nelle esercitazioni militari esterne, nonché durante la partecipazione a cerimonie militari e ad attività applicative a contenuto tecnico-operativo. 2. Nei confronti degli allievi del ruolo normale - comparto aeronavale la valutazione del rendimento nelle esercitazioni militari è espressa in ciascun anno del ciclo formativo e tiene conto, in particolare, dei risultati conseguiti nel corso delle attività addestrative di specializzazione. 3. La valutazione del rendimento nelle esercitazioni militari è espressa da una commissione presieduta dal Comandante dell'Accademia e composta dagli ufficiali gerarchicamente sovraordinati all'allievo da valutare. 4. La commissione che valuta il rendimento nelle esercitazioni militari si riunisce almeno due volte per ciascun anno di corso per verificarne l'andamento, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 29, comma 1, lettera b).». «Art. 24 (Valutazione della conoscenza delle lingue straniere). - 1. Per il primo anno dei corsi di formazione di durata pluriennale, con determinazione del Comandante generale della Guardia di finanza sono stabilite soglie minime di idoneità nonché modalità e criteri di valutazione della conoscenza delle lingue straniere. 2. (abrogato) 3. (abrogato)». «Art. 25 (Ripetizione dell'anno di corso). - 1. Ripete l'anno di corso l'allievo che, nell'ambito delle aree di valutazione previste dall'ordinamento didattico-addestrativo del corso: a) non ha superato più di tre esami ovvero scrutini in prima sessione; b) non ha superato anche un solo esame ovvero un solo scrutinio in seconda sessione; c) al termine dell'anno di corso ha conseguito una media complessiva inferiore a 18 trentesimi nel profitto degli studi. 1-bis. Per il primo anno dei corsi di formazione di durata pluriennale, tra gli esami ovvero gli scrutini di cui al comma 1, lettere a) e b), sono compresi quelli relativi alle lingue straniere 2. Gli esami e gli scrutini superati dall'allievo nell'anno in cui si è verificata almeno una delle cause di ripetizione di cui al comma 1 e le relative votazioni sono privi di effetto ai fini del corso di studi universitari al quale è iscritto ai sensi dell'articolo 8, comma 3. 3. Nei casi di cui al comma 1, l'allievo frequentatore dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno non supera l'anno di corso ed è rinviato dall'Accademia ai sensi dell'articolo 29.». «Art. 26 (Recupero dell'anno di corso). - 1. L'allievo che, per malattia o altra causa documentata ed indipendente dalla propria volontà, compreso lo stato di gravidanza ovvero la maternità o paternità, sia assente o non idoneo a svolgere tutte le attività di servizio dell'Istituto per un periodo, anche non continuativo, complessivamente superiore a settantacinque giorni dell'anno accademico o che, per le stesse ragioni, non abbia potuto fruire in tutto o in parte le due sessioni d'esame, ovvero che abbia superato il limite di giorni stabilito dall'articolo 10, comma 4, è ammesso a recuperare l'anno di corso. Nel computo del periodo di assenza sono esclusi soltanto i giorni coincidenti con le interruzioni collettive delle attività, stabilite per gli allievi dello stesso anno di corso. In tale evenienza, l'allievo, una volta ultimato il ciclo formativo quinquennale, viene immesso in servizio con la medesima anzianità dei colleghi del corso cui originariamente apparteneva. La relativa posizione di graduatoria nell'ambito del corso originario viene determinata sulla base del punto di classificazione finale riportato al termine del periodo di formazione. Per gli allievi frequentatori dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno il periodo di assenza non può essere superiore a un quinto della durata del corso stesso. 2. L'allievo ammesso a recuperare l'anno ai sensi del comma 1 partecipa a tutte le attività accademiche con l'esonero dal sostenimento degli esami e degli scrutini eventualmente già superati. 3. Ove ricorrano le circostanze di cui al comma 1, l'allievo del corso di durata annuale o inferiore all'anno è ammesso alla frequenza del primo corso utile della medesima natura di quello nel quale si è verificata l'assenza o l'inidoneità. L'ammissione è disposta, a domanda dell'interessato, dal Comandante generale della Guardia di finanza, semprechè ricorrano i requisiti previsti per la partecipazione al relativo concorso. In tale evenienza, l'allievo frequentatore del corso per: a) la nomina a ufficiale del ruolo normale - comparto speciale, al termine del corso di formazione, è immesso in servizio con la medesima anzianità assoluta, ai soli fini giuridici, dei colleghi del corso a cui originariamente apparteneva. La relativa posizione di graduatoria nell'ambito del corso originario è determinata sulla base del punto di classificazione finale riportato al termine del periodo di formazione; b) ufficiali del ruolo tecnico-logistico-amministrativo, al termine del corso di formazione, è iscritto in ruolo, previa rideterminazione dell'anzianità relativa con riferimento al corso originario, sulla base del punto di classificazione finale riportato al termine del periodo di formazione.». «Art. 27 (Classificazione annuale). - 1. Al termine dell'anno accademico è assegnato ad ogni allievo un punto di classificazione per la formazione della graduatoria. 2. Il punto di classificazione è dato dalla media aritmetica, calcolata sino alla frazione di millesimo, dei voti riportati nell'attitudine militare o professionale, negli esami finali e negli scrutini delle materie di insegnamento, nell'addestramento ginnico sportivo e nelle esercitazioni militari in base alle prescrizioni dell'ordinamento didattico-addestrativo del corso. Il voto di attitudine militare o professionale partecipa alla formazione del punto di classificazione annuale con coefficiente tre. Per gli insegnamenti superati in seconda sessione, il voto preso in considerazione per la formazione del punto di classificazione annuale è dato dalla media aritmetica, calcolata sino alla frazione di millesimo, dei voti conseguiti in prima ed in seconda sessione. 3. Tale media, espressa in trentesimi, è convertita in centesimi ed è ricavata sino alla frazione di millesimo. 3-bis. Per i corsi di durata annuale o inferiore all'anno, la valutazione dell'addestramento ginnico sportivo non concorre alla formazione del calcolo del punto di classificazione, ai sensi dei commi 2 e 3. 4. (abrogato) 5. (abrogato) 6. Al termine di ciascun anno accademico, l'ufficio addestramento e studi forma la graduatoria degli allievi sulla base del punto di classificazione annuale. 7. A parità di punto di classificazione è data la precedenza al frequentatore con il voto più alto in attitudine militare o professionale. In caso di ulteriore parità, è data precedenza al frequentatore meglio classificato nella graduatoria del precedente anno ovvero, per la formazione della graduatoria del primo anno di accademia, in quella redatta al termine del concorso di ammissione.». «Art. 28 (Formazione della graduatoria annuale). - 1. L'anzianità relativa dei frequentatori in ciascun anno di corso è determinata come segue: a) la graduatoria degli allievi del 1° anno del corso di Accademia è data dalla graduatoria di ingresso; b) la graduatoria degli allievi del 2° anno del corso di Accademia è data dalla graduatoria formata al termine del 1° anno del corso di Accademia; c) la graduatoria degli allievi del 1° anno del corso di applicazione è data dalla graduatoria formata dalla media aritmetica dei punti di classificazione annuale conseguiti al termine del 1° e del 2° anno del corso di Accademia. La nomina a sottotenente ha luogo secondo l'ordine di tale graduatoria; d) la graduatoria degli allievi del 2° anno del corso di applicazione è data dalla graduatoria formata dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c) e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione; e) la graduatoria degli allievi del 3° anno del corso di applicazione è data dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c), il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 2° anno del corso di applicazione. La promozione a tenente ha luogo secondo l'ordine di tale graduatoria; f) la graduatoria degli allievi al termine del 3° anno del corso di applicazione è data dalla media aritmetica tra il punto di classificazione di cui alla lettera c), il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 1° anno del corso di applicazione, il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 2° anno del corso di applicazione e il punto di classificazione annuale conseguito al termine del 3° anno del corso di applicazione. Al termine del ciclo formativo quinquennale è determinata la nuova anzianità relativa dei tenenti secondo l'ordine di tale graduatoria. 2. L'allievo che ripete ovvero recupera l'anno è inserito nel corso che deve ripetere ovvero recuperare in base al punto: a) riportato nel concorso di ammissione, per la ripetizione ovvero il recupero del 1° anno di Accademia e per il recupero del corso di durata annuale o inferiore all'anno; b) di classificazione annuale conseguito nel precedente anno accademico, per la ripetizione ovvero il recupero degli altri anni di corso. 2. L'allievo frequentatore dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno, fatta eccezione per l'ufficiale allievo reclutato ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, all'atto della nomina ad ufficiale è iscritto in ruolo in base alla graduatoria al termine del corso. Qualora abbia frequentato il corso da ufficiale, l'anzianità relativa viene rideterminata in base alla graduatoria al termine del corso.». «Art. 29 (Rinvio). - 1. Sono rinviati dall'Accademia gli allievi che dimostrano di non possedere il complesso delle qualità e delle attitudini indispensabili per bene assolvere le funzioni del grado rivestito o cui aspirano, ai sensi dell'articolo 6-bis, comma 6, lettera b), del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69. Sono considerati tali gli allievi che: a) non riportano un voto pari o superiore a 18 trentesimi nell'attitudine militare o professionale, la cui valutazione è effettuata in qualsiasi fase dell'anno di corso ovvero del corso e comunque al termine dello stesso; b) al termine dell'anno di corso ovvero del corso non riportano un voto pari o superiore a 18 trentesimi nelle esercitazioni militari; c) al termine dell'anno di corso non riportano un voto pari o superiore a 18 trentesimi nell'addestramento ginnico sportivo ovvero al termine del corso, per i frequentatori dei corsi di durata annuale o inferiore all'anno, non hanno superato le prove di efficienza fisica. 2. Sono altresì rinviati dall'Accademia gli allievi che: a) non sottoscrivono il previsto obbligo di servizio ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69; b) dichiarano di rinunciare al corso, se allievi ufficiali, durante la frequenza del biennio di Accademia, ovvero, se frequentatori degli altri corsi di formazione, entro il termine del corso; c) riportano una inidoneità permanente al servizio. È equiparata ad essa l'inidoneità incondizionata al servizio per un periodo ininterrotto superiore ad un anno o per diversi periodi che, sommati, superino l'anno, determinata da malattie non diagnosticate alla visita medica di ammissione od insorte in seguito. Per i corsi di durata annuale o inferiore all'anno, il limite di un anno è ridotto ad un periodo pari a un terzo della durata del corso stesso. Nel computo degli anzidetti periodi non si considerano i giorni coincidenti con le interruzioni collettive delle attività; d) perdono in via definitiva l'idoneità psicofisica al volo o alla navigazione, qualora frequentatori dei corsi di formazione per ufficiali del ruolo normale - comparto aeronavale, e non proseguono il ciclo formativo ai sensi dell'articolo 6-bis, commi 9 e 10, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69; e) non sono ammessi all'anno successivo ai sensi dell'articolo 25 per la seconda volta nell'ambito del ciclo formativo quinquennale; f) (soppressa) g) non superano i corsi di formazione di durata annuale o inferiore all'anno ai sensi dell'articolo 25, comma 3, fatta salva la facoltà prevista dall'articolo 26, comma 3. 2-bis. L'ufficiale allievo ammesso a ripetere il terzo anno del corso di applicazione a seguito di mancato superamento degli esami è immesso in servizio con la medesima anzianità assoluta dei colleghi del corso con cui ha ultimato il ciclo formativo ed è iscritto in ruolo secondo la graduatoria redatta al termine del quinquennio dello stesso corso. 3. Il provvedimento di rinvio è adottato con determinazione del Comandante generale al verificarsi di una delle cause di cui ai commi 1 e 2. 4. (abrogato).». «Art. 31 (Procedura di espulsione). - 1. Il Comandante dei corsi, qualora ritenga che il verificarsi delle condizioni di cui all'articolo 30 denoti grave insufficienza delle qualità morali e di carattere necessarie per completare l'iter formativo ovvero arrechi pregiudizio al prestigio del Corpo o all'immagine dell'Istituto nonché al progetto formativo, formula motivata proposta di avvio del procedimento di espulsione. 2. Il Comandante dell'Accademia, effettuato il controllo di legittimità: a) avvia, con immediatezza, il procedimento dandone comunicazione all'interessato avvisandolo, nel contempo, della facoltà a lui riconosciuta, entro quindici giorni, di prendere visione degli atti e di presentare memorie; b) nomina una commissione, composta dal Capo di Stato maggiore dell'Accademia, quale presidente, e da altri due ufficiali. 3. L'allievo è avvisato della facoltà di partecipare alla seduta della commissione, di farsi assistere da un militare di grado inferiore a quello rivestito dal presidente della commissione e di produrre memorie e rilasciare dichiarazioni. 4. La commissione prende cognizione degli atti e delle eventuali memorie e dichiarazioni rese dall'allievo e predispone una relazione finale contenente valutazioni e proposte, obbligatorie ma non vincolanti. Il Comandante dell'Accademia ed il Generale Ispettore esprimono in merito il loro motivato parere.». «Art. 33 (Effetti dei provvedimenti di rinvio e di espulsione). - 1. Fermo quanto previsto dall'articolo 6-bis, comma 13, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69, il rinvio o l'espulsione dall'Accademia comporta il proscioglimento della ferma contratta e, per l'ufficiale allievo, il collocamento in congedo assoluto.».