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Edilizia e urbanistica - Condono edilizio straordinario - Disciplina complessiva - Ritenuta lesione dei principi di eguaglianza, ragionevolezza, buona amministrazione, tutela ambientale, violazione della competenza concorrente in materia di governo del territorio e dell’autonomia amministrativa delle regioni, violazione della procedura prevista per l’adozione dell’amnistia, lesione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e del principio della ragionevole durata del processo, esercizio di poteri sostitutivi nei confronti degli enti locali in carenza dei presupposti - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale parziale della normativa impugnata - Necessità di riesame dei termini delle questioni e della loro perdurante rilevanza - Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.. Restituzione degli atti al giudice 'a quo' perché valuti la perdurante rilevanza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, sollevata in riferimento agli artt. 3, 9, secondo comma, 32, primo comma, 97, primo comma, e 117, terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui consente di sanare una serie di abusi edilizi prorogando al 31 marzo 2003 i termini al riguardo previsti dalla legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni e integrazioni. Infatti, con sentenza n. 196 del 2004 è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, sia nel testo originario che in quello risultante dalle modifiche introdotte dalla legge di conversione n. 326 del 2003. - Cfr. la richiamata sentenza n. 196/2004.