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Art. 2 Categorie di documenti inaccessibili per la salvaguardia della sicurezza, difesa nazionale e relazioni internazionali 1. Ai sensi dell'art. 24, comma 2, lettera a), della legge 7 agosto 1990, n. 241, e dell'art. 8, comma 5, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, ed in relazione all'esigenza di salvaguardare la sicurezza, la difesa nazionale e le relazioni internazionali, sono sottratti all'accesso i seguenti documenti: a) documenti attinenti alla formazione di linee di politica commerciale in sede bilaterale, comunitaria e multilaterale; b) la documentazione relativa alla preparazione delle riunioni del C.I.P.E.; c) atti procedimentali concernenti il rilascio o il diniego di autorizzazioni e relativa documentazione con riferimento alle operazioni di esportazione e transito di prodotti ad alta tecnologia di uso civile e militare, inclusi nell'annesso I alla decisione 94/942 della PESC della Comunità europea, di cui all'art. 3 del regolamento 3381/94 U.E.; d) atti concernenti l'attività di comitati consultivi relativi alle operazioni di cui al punto precedente; e) atti e documenti concernenti il procedimento per il rilascio di autorizzazioni in materia di commercio con l'estero di materiale di armamento, ivi compresi i relativi oneri di intermediazione consentiti; f) verbali della conferenza di servizi a carattere permanente indetta dal Ministero del commercio con l'estero per il coordinamento della posizione italiana nel quadro dell'accordo sugli orientamenti in materia di crediti all'esportazione che beneficiano di pubblico sostegno ("Consensus"); g) comunicazioni ed atti scambiati per via telematica tra OCSE, U.E. e Paesi membri, attinenti la gestione della politica internazionale in materia di assicurazione e finanziamento agevolato dei crediti all'esportazione; h) documenti che le organizzazioni internazionali cui l'Italia partecipa definiscono segreti, riservati o confidenziali; i) documenti che, ancorché utilizzati nel corso di provvedimenti di competenza del Ministero, abbiano formato oggetto di classificazione da parte di altre amministrazioni. In tali casi il Ministero del commercio con l'estero trasmetterà immediatamente la domanda all'amministrazione che ha classificato il documento, dandone comunicazione all'interessato. Note all'art. 2: - Per il testo del comma 2 dell'art. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, si veda in nota alle premesse. - Per il testo dell'art. 8, comma 5, lettera a), del D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, si veda in nota all'art. 1. - Il regolamento (CE) n. 3381/94 del Consiglio dell'Unione europea, del 19 dicembre 1994 (che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di beni a duplice uso), e la decisione n. 94/942/PESC del Consiglio dell'Unione europea, del 19 dicembre 1994 (relativa all'azione comune, adottata dal Consiglio in base all'art. J.3 del trattato sull'Unione europea riguardante il controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso), sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. 1, 367 del 31 dicembre 1994. Il regolamento (CE) n. 3381/94 è stato ripubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 29 del 10 aprile 1995, 2a serie speciale. Si trascrive il testo del relativo art. 3: "Art. 3. - 1. L'esportazione dei beni a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato 1 della decisione 94/942/PESC del Consiglio, del 19 dicembre 1994, relativa all'azione comune, adottata dal Consiglio in base all'art. J.3 del trattato sull'Unione europea, riguardante il controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso, è subordinata ad autorizzazione. 2. Può essere subordinata ad autorizzazione conformemente agli articoli 4 o 5 anche l'esportazione verso tutto o talune destinazioni di determinati beni a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato 1 della decisione 94/942/PESC. 3. I beni a duplice uso che attraversano semplicemente il territorio della Comunità, siano essi o meno sottoposti ad un regime di transito, non sono soggetti alle disposizioni del presente regolamento. Uno Stato membro può adottare le misure appropriate per quanto riguarda tali beni".