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'Ius superveniens' - Ininfluenza sull'applicabilità 'ratione temporis' della disposizione censurata - Esame della questione di costituzionalità a quest'ultima riferita.. In relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 5, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, sollevata con riferimento agli artt. 3 e 33, quarto comma, 41, 76 e 118 della Costituzione, va respinta la richiesta, formulata dalle parti private costituite e dai terzi intervenuti, ferma restando la necessità di una pronuncia sulla disposizione impugnata, di trasferire la questione di costituzionalità anche sulla disposizione dell'art. 4, comma 9, della legge 10 dicembre 1997, n. 425, che oggi contiene la disciplina della materia in contestazione a seguito della modifica operata, successivamente alle ordinanze di rimessione, dall'art. 1 della legge 11 gennaio 2007, n. 1, la quale ha contemporaneamente abrogato (art. 3, comma 3, lettera b ), il censurato art. 14, comma 5, del decreto legislativo n. 226 del 2005. Infatti, indipendentemente dalla portata della nuova disposizione, le sopravvenute vicende normative non incidono sul giudizio di costituzionalità, atteso che il giudice a quo deve applicare la norma censurata, rilevante temporalmente.