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SENT. 206/06 B. STRANIERO - REGOLARIZZAZIONE DI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI - SOGGETTI GIÀ DESTINATARI DI PROVVEDIMENTI DI ESPULSIONE DA ESEGUIRE MEDIANTE ACCOMPAGNAMENTO ALLA FRONTIERA - ESCLUSIONE - DENUNCIATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO, IRRAGIONEVOLEZZA, LESIONE DEL DIRITTO AL LAVORO - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 8, lettera a) , del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222, censurato, in riferimento agli artt. 3 e 35, primo comma, Cost., nella parte in cui esclude dalla legalizzazione del rapporto di lavoro gli extracomunitari che siano stati espulsi con provvedimento da eseguire mediante accompagnamento alla frontiera. La norma censurata, infatti, non appare manifestamente irragionevole, tenuto conto che la regolamentazione dell'ingresso e del soggiorno nel territorio nazionale si collega alla discrezionale ponderazione da parte del legislatore di svariati interessi, quali la sanità e la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico, la politica nazionale in tema di immigrazione. Non risulta violato neppure l'art. 35 Cost., poiché il legislatore può subordinare la configurabilità di un rapporto di lavoro al fatto che la permanenza dello straniero nel territorio dello Stato non sia di pregiudizio per gli interessi pubblici coinvolti. > >- Sulla discrezionalità del legislatore in tema di regolamentazione dell'ingresso e del soggiorno dello straniero nel territorio dello Stato v., citate, sentenze n. 62/1994, n. 144/1970, n. 104/1969. > >- Sui diritti di cui godono i lavoratori extracomunitari autorizzati al lavoro in Italia, v., citata, sentenza n. 454/1998.