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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 8 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE REFERENTE (ddl 604) Proroga della delega per la riforma del Terzo settore DDL 604 Proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106 (Esame e rinvio) Il relatore AUGUSSORI ( L-SP ) riferisce sul disegno di legge in titolo, d'iniziativa dei senatori Romeo e Patuanelli, recante una proroga del termine per l'esercizio della delega conferita al Governo con la legge n. 106 del 2016 per la riforma del Terzo settore, con riferimento alla possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive. La legge n. 106, entrata in vigore il 3 luglio 2016, prevede un termine di dodici mesi per l'esercizio della delega, concernente, in particolare, la revisione della disciplina in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute; la costruzione e definizione di un codice del terzo settore; la revisione della disciplina in materia di impresa sociale e di servizio civile. In attuazione della delega, per l'esercizio della quale la legge indica i principi e i criteri direttivi, sono stati adottati i decreti legislativi n. 111 del 2017, riguardante il cinque per mille, n. 112 del 2017, in materia di impresa sociale, e n. 117 del 2017, recante il codice del Terzo settore, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 2017. La legge delega prevede altresì che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, nel rispetto degli stessi principi e criteri direttivi, il Governo possa adottare, attraverso la medesima procedura, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse. Con riguardo ai decreti legislativi in materia di impresa sociale e codice del Terzo settore, risulta ancora in corso l' iter approvativo dei relativi decreti integrativi e correttivi. Tuttavia, con riferimento all'atto del Governo n. 33, recante modifiche al codice del Terzo settore, già all'esame della Commissione, è ormai prossimo il termine per l'esercizio della delega. Pertanto, per consentire al Governo di apportare i correttivi richiesti dai rappresentanti delle Regioni e dagli stakeholder nel corso delle audizioni, data l'ampiezza e complessità della materia, ritiene opportuno prevedere un più ampio termine per l'esercizio della delega per l'adozione dei decreti integrativi e correttivi, portandolo da dodici a diciotto mesi. Conclude, auspicando che il disegno di legge in esame sia approvato quanto prima. Il PRESIDENTE ricorda la particolare urgenza del provvedimento, essendo ormai prossima la scadenza per l'esercizio della delega, prevista per il 3 agosto. Alla luce del dibattito svolto nella seduta di giovedì 12 luglio sull'atto del Governo n. 33, nella quale si era convenuto sull'esigenza di stabilire un termine più ampio per l'esercizio della delega avviando l'esame del disegno di legge in titolo, chiede ai rappresentanti dei Gruppi se intendano rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di emendamenti, procedendo al conferimento del mandato al relatore. Il senatore PARRINI ( PD ) ricorda che, in occasione del dibattito sull'atto del Governo n. 33, si era convenuto di completare l'esame dello schema di decreto in sede consultiva, prima di approvare il disegno di legge di proroga del termine entro il quale il Governo dovrà esercitare la delega. Pertanto, ritiene di non poter accogliere la proposta formulata dal Presidente. La senatrice SAPONARA ( L-SP ) sottolinea che, sull'atto del Governo n. 33, non è ancora pervenuto il parere del Consiglio di Stato. Sono peraltro in via di definizione i pareri delle Commissioni parlamentari 6 a e 11 a . Inoltre, non è ancora stato completato l'esame delle proposte di modifica illustrate nel corso delle audizioni, che sono state svolte proprio al fine di raccogliere elementi utili su una materia molto ampia e complessa, recependo le istanze degli enti del Terzo settore e, quindi, dei cittadini che usufruiscono dei loro servizi. In qualità di relatrice sull'atto del Governo n. 33, prima di presentare una proposta di parere, ritiene preferibile attendere che si pronunci il Consiglio di Stato, il cui parere auspicabilmente sarà acquisito la prossima settimana. Pertanto, assicura che, entro lunedì 23 luglio, sarà in grado di sottoporre alla Commissione una proposta, con l'obiettivo di giungere ad un parere ampiamente condiviso, in modo che la riforma del Terzo settore possa essere definitivamente attuata, senza che vi sia bisogno di ulteriori correttivi. Il senatore CALDEROLI ( L-SP ), nel condividere le considerazioni della senatrice Saponara, ricorda che l'atto del Governo n. 33 è stato assegnato in sede consultiva alla Commissione affari costituzionali con riserva, proprio in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. Non essendo possibile stabilire con certezza la data in cui sarà acquisito questo parere, ritiene indispensabile approvare rapidamente il disegno di legge volto a prorogare il termine entro il quale il Governo dovrà esercitare la delega per apportare correttivi e integrazioni al codice del Terzo settore. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) ritiene che, in attesa del parere del Consiglio di Stato, si potrebbe intanto esaminare nel merito lo schema di parere sull'atto del Governo n. 33, anche per verificare quali proposte la relatrice intenda accogliere, tra quelle formulate dalle associazioni rappresentative del Terzo settore. In ogni caso, ritiene necessario esaminare in via prioritaria lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al codice del Terzo settore, rispetto al disegno di legge in titolo, per l'approvazione del quale non ravvisa alcuna urgenza, dato che il termine per l'esercizio della delega da parte del Governo è fissato per il 3 agosto. Il senatore GRASSI ( M5S ) sottolinea la necessità di ponderare con attenzione le modifiche da apportare al codice del Terzo settore. Tale approfondimento, tuttavia, richiede tempi congrui e ciò potrebbe impedire al Governo di esercitare la delega entro il termine stabilito. Per questo motivo, occorre approvare in tempi rapidi il disegno di legge n. 604 , soprattutto in considerazione dei tempi necessari per l'esame presso la Camera dei deputati. Poiché l'intervento correttivo e integrativo del codice del Terzo settore è particolarmente atteso dalla società civile, auspica che le opposizioni intendano collaborare per la definizione di un testo completo ed efficace. Il senatore PARRINI ( PD ) assicura che il proprio Gruppo intende collaborare con spirito costruttivo, al fine di accogliere le istanze espresse nel corso delle audizioni dalle parti coinvolte, che peraltro hanno altresì sottolineato l'esigenza di una rapida approvazione dello schema di decreto legislativo di modifica del codice del Terzo settore da parte del Governo. La proposta di approvare già nella giornata odierna il disegno di legge di proroga del termine per l'esercizio della delega contrasta con quanto convenuto la scorsa settimana, in occasione del dibattito sull'atto del Governo n. 33. A suo avviso, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, si potrebbe comunque procedere all'esame della proposta di parere sullo schema di decreto legislativo, per discutere sulle questioni di merito, anche allo scopo di favorire un'ampia convergenza, come peraltro auspicato dalla relatrice. Al contrario, la scelta di approvare in via prioritaria il disegno di legge in titolo potrebbe prefigurare un intento dilatorio da parte della maggioranza, finalizzato a una riconsiderazione complessiva della materia. Il senatore VITALI ( FI-BP ) concorda con le considerazioni del senatore Parrini. Assicura che il Gruppo di Forza Italia non ha alcun intento ostruzionistico, ma intende cooperare alla definizione di un provvedimento di modifica del codice del Terzo settore che è ampiamente atteso dalla platea dei destinatari della norma. A suo avviso, la procedura che si intende adottare, finalizzata a prorogare il termine per l'esercizio della delega prima ancora che la Commissione si pronunci sullo schema di decreto legislativo ad essa connesso, costituisce un precedente rischioso per il futuro: il Governo, infatti, potrebbe ricorrervi ogni volta che intenda rinviare l'adozione di provvedimenti non condivisi. La senatrice PIROVANO ( L-SP ) assicura che è in corso un'attenta riflessione delle proposte formulate dagli enti del Terzo settore da accogliere nello schema di parere, che in ogni caso non potrà essere approvato prima che sia trasmesso alle Camere il parere del Consiglio di Stato. Sarebbe opportuno, pertanto, rinviarne l'esame alla prossima settimana. Ribadisce la volontà politica della maggioranza di pervenire a un testo condiviso, che consenta di risolvere le criticità segnalate dagli auditi. Per questo motivo, ritiene necessario prorogare comunque il termine per l'esercizio della delega, al fine di consentire al Governo di disporre di un margine di tempo adeguato per apportare tutti i correttivi ritenuti necessari al codice del Terzo settore. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene del tutto condivisibile la richiesta di un breve rinvio per il pronunciamento sull'atto del Governo n. 33, per consentire un attento esame delle proposte di modifica da accogliere e in attesa del parere del Consiglio di Stato. Tuttavia, è inaccettabile la scelta di approvare il disegno di legge in titolo prima del parere sull'atto del Governo n. 33, scelta che contraddice, a suo avviso, quanto stabilito la scorsa settimana. Il PRESIDENTE , in considerazione delle posizioni emerse nel dibattito, ritiene che non vi siano le condizioni per concludere l'esame del disegno di legge nella seduta odierna. Sottolinea, in ogni caso, che il provvedimento, volto a garantire un margine più ampio al Governo per l'esercizio della delega, deve essere approvato in tempi brevi, per consentirne l'esame da parte dell'altro ramo del Parlamento. Propone, quindi, di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 12 di domani, mercoledì 18 luglio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (ddl 648) D-l 86/2018 - riordino dei Ministeri DDL 648 Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità (Esame e rinvio) Il relatore CORBETTA ( M5S ) illustra il decreto-legge n. 86 del 2018, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità. Il provvedimento si compone di cinque articoli. L'articolo 1 trasferisce la competenza in materia di turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali al Ministero delle politiche agricole, sin dall'entrata in vigore del decreto; a decorrere dal 1° gennaio 2019, vengono trasferite anche le risorse umane, strumentali e finanziarie, inclusa la gestione residui, della Direzione generale turismo. Il comma 2 del medesimo articolo, in relazione a quanto previsto dal precedente comma, dispone la soppressione della Direzione generale del turismo e la contestuale istituzione del Dipartimento del turismo presso il Ministero delle politiche agricole. Il comma 3 coordina il decreto legislativo n. 300 del 1999 - in materia di riforma dell'organizzazione del Governo - alle novelle previste dai commi precedenti. I commi 4 e 5 prevedono l'adeguamento automatico, ovunque ricorrano, delle rispettive denominazioni dei Ministeri coinvolti. Il comma 6 modifica la denominazione della Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo in Scuola dei beni e delle attività culturali, lasciando al MIBAC le relative attribuzioni e le risorse necessarie al suo funzionamento e indicando il termine di 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto per modificare lo statuto della Scuola. Il comma 7 attiene al personale: entro 45 giorni dalla conversione in legge del decreto, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei ministri, si deve procedere al trasferimento del personale e delle risorse. Al personale non dirigenziale trasferito si applica il trattamento economico, compreso quello accessorio, previsto nell'amministrazione di destinazione e continua a essere corrisposto, ove riconosciuto, l'assegno ad personam riassorbibile secondo i criteri e le modalità già previsti. Per il personale comandato, la revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni rientra nella competenza del Ministero delle politiche agricole. Entro 15 giorni dall'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il personale di ruolo a tempo indeterminato può esercitare il diritto di opzione. Le facoltà assunzionali del Ministero per i beni e le attività culturali sono ridotte per un importo corrispondente all'onere per le retribuzioni complessive del personale non transitato. Il comma disciplina, inoltre, dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la cessazione di alcuni rapporti giuridici in corso tra la Direzione generale turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e la società in house ALES S.p.A e comunque dei progetti in corso e delle convenzioni da essa stipulate. Il comma 8 prevede che il numero massimo di 25 uffici dirigenziali di livello generale presso il MIBAC resti inalterato. Pertanto, a seguito delle modifiche, dispone l'incremento di un posto di funzione dirigenziale di livello generale, il cui costo è compensato dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale non generale equivalente sul piano finanziario. Le dotazioni organiche e le strutture organizzative del MIBAC sono adeguate con successivo regolamento di organizzazione. Analogamente, in base al comma 9, anche l'adeguamento delle dotazioni organiche e delle strutture organizzative del MIPAAFT è demandato a un futuro regolamento di organizzazione. Il comma 10 disciplina la fase transitoria, estendendo fino al 31 dicembre 2018 la possibilità per il Ministero delle politiche agricole e forestali di avvalersi delle competenti strutture del MIBAC, in attesa di adeguate coperture finanziarie predisposte dalla legge di bilancio per l'anno 2019. I commi 11, 12 e 13 novellano la normativa relativa all'Agenzia nazionale del turismo (ENIT) e al Club alpino italiano (CAI) nella parte che concerne il Dicastero competente per la vigilanza, che è assegnata al Ministero delle politiche agricole. Il comma 14 dispone che, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, gli statuti dei predetti enti siano adeguati, al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero delle politiche agricole. Il comma 15 reca la clausola d'invarianza finanziaria. L'articolo 2 reca il riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Al comma 1, è previsto il trasferimento delle funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi di emergenza ambientale al Ministero dell'ambiente. Il comma 2 apporta alcune modifiche al decreto-legge n. 136 del 2013, prevedendo, tra l'altro, che il comitato interministeriale sia istituito presso il Ministero dell'ambiente e presieduto dal Ministro di tale Dicastero; inoltre, è modificata la composizione della commissione per l'individuazione o il potenziamento di azioni e interventi di monitoraggio e tutela nei terreni, nelle acque di falda e nei pozzi della regione Campania, sulla base degli indirizzi stabiliti dal comitato. Il comma 3 attribuisce al Ministero dell'ambiente le funzioni già attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di contrasto al dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo e di sviluppo delle infrastrutture idriche. Il comma 4 aggiunge, alle materie di competenza Ministero dell'ambiente, le politiche di promozione per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse, fatte salve le competenze del Ministero dello sviluppo economico, nonché il coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati. Il comma 5 prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si provveda alla puntuale quantificazione delle risorse finanziarie necessarie. Il comma 6 predispone le necessarie coperture per l'anno 2018 mediante la riassegnazione delle risorse allocate dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dell'ambiente e per il triennio 2019-2021 rinvia alla legge di bilancio, autorizzando il Ministero dell'economia e delle finanze ad apportare con propri decreti le variazioni che ritiene necessarie. Il comma 7 rinvia a un decreto del Presidente della Repubblica l'adeguamento delle strutture del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 8 specifica che non sono previsti nuovi oneri a carico della finanza pubblica e che il Ministero dell'ambiente provvede con le risorse disponibili. L'articolo 3 prevede il riordino delle funzioni di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di famiglia, adozioni, infanzia e adolescenza, disabilità. In particolare, sono attribuite alla Presidenza del Consiglio ovvero al Ministero per la famiglia e la disabilità funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia nelle sue componenti e problematiche generazionali e relazionali, funzioni di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, nonché in materia di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, anche al fine del contrasto della crisi demografica, comprese quelle concernenti l'Osservatorio nazionale sulla famiglia. In questo ambito, la Presidenza del Consiglio esercita: la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e per il sostegno alla natalità e, in particolare, la gestione dei fondi previsti in materia; le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di "Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari"; le funzioni statali di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali concernenti la "carta della famiglia". Sono inoltre attribuite le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per le adozioni, anche internazionali, di minori italiani e stranieri e le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, anche con riferimento allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, fatte salve le competenze di altri Ministeri sul tema. In questo ambito, la Presidenza del Consiglio esercita altresì le funzioni di competenza del Governo per l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e quelle già proprie del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 103 del 2007, nonché quelle relative all'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile; le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Sono altresì attribuite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in alternativa, al Ministro delegato per la famiglia e le disabilità funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore di persone con disabilità, anche con riferimento a quelle per l'inclusione scolastica, l'accessibilità e la mobilità, fatte salve le competenze di altri Ministeri in materia. In questo ambito, la Presidenza del Consiglio esercita altresì le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, nonché la gestione del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, la cui dotazione finanziaria è riassegnata al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il comma 2, al fine di favorire le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia, apporta modificazioni alla legge di stabilità del 2016 in materia di Carta della famiglia, prevedendo che l'eventuale adozione di nuovi criteri e modalità di rilascio della stessa sarà stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o, in alternativa, del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico. Il comma 3, lettera a) , riconduce l'organizzazione della Conferenza nazionale sull'infanzia, di cui alla legge n. 285 del 1997, al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. Alla lettera b) , si prevede l'istituzione presso il Dipartimento per le politiche della famiglia dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile. Il comma 4 dispone specifici interventi normativi volti a disciplinare il coordinamento e l'indirizzo da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di disabilità. Il comma 5 prevede che, per lo svolgimento delle funzioni attribuite, le competenti amministrazioni centrali cooperano e si raccordano con la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il comma 6 dispone l'abrogazione di alcune norme, in quanto assorbite o incompatibili con i commi precedenti. Il comma 7 dispone una riduzione del Fondo per investimenti strutturali di politica economica di 250.000 euro per l'anno 2018 e di 500.000 euro a decorrere dall'anno 2019 per garantire l'attribuzione di pari risorse al funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Il comma 8 specifica la clausola d'invarianza finanziaria dell'articolo. L'articolo 4 novella la normativa per l'esercizio delle funzioni relative alla realizzazione del progetto «Casa Italia» e agli interventi di edilizia scolastica. Il comma 1 prevede la soppressione del Dipartimento istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per le funzioni di indirizzo e coordinamento connesse al progetto "Casa Italia". Tali funzioni sono affidate alla Presidenza del Consiglio. Il comma 2 dispone che le risorse gestite dal soppresso dipartimento e destinate ad interventi di ricostruzione nei Comuni siano versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo unico per l'edilizia scolastica per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici ricadenti nella zona sismica 1. Il comma 3 dispone modifiche alla legge di bilancio per l'anno 2017 e per il triennio 2017-2019. In particolare, si trasferisce dalla Presidenza del Consiglio - Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca la funzione di ricevere dagli enti locali la comunicazione degli spazi finanziari destinati ad interventi di edilizia scolastica, entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun anno, la funzione di individuare per ciascun ente locale gli spazi finanziari entro cui si può procedere, la funzione di individuare - di concerto con l'Ufficio per lo sport, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - gli enti locali beneficiari degli spazi finanziari e l'importo degli stessi nonché di comunicarlo al Ministero delle finanze. L'articolo 5 stabilisce che il decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Il senatore PAGANO ( FI-BP ) ritiene necessario svolgere un ciclo di audizioni, per approfondire le implicazioni di un provvedimento di così ampia portata, che incide su settori fondamentali per l'economia nazionale, in particolare quello del turismo, con lo spostamento di dipartimenti e delle relative dotazioni di risorse economiche e di personale. Il senatore PARRINI ( PD ) si associa alla richiesta del senatore Pagano, in quanto il provvedimento, a suo avviso, potrebbe determinare effetti rilevanti. Il PRESIDENTE propone di fissare per le ore 13 di giovedì 19 luglio il termine entro il quale i Gruppi dovranno indicare i soggetti da convocare in audizione. Propone altresì di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 12 di mercoledì 25 luglio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (542) D-l 79/2018 - Proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante DDL 542 Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, recante proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante (Parere alla 6 a Commissione su emendamenti. Esame. Parere non ostativo) Il presidente BORGHESI ( L-SP ), relatore, illustra gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, il cui esame è stato rimesso alla sede plenaria nell'odierna seduta della Sottocommissione per i pareri. Propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo. Il senatore PARRINI ( PD ) esprime perplessità su alcuni emendamenti. In particolare, non ravvisa i requisiti di necessità e urgenza della misura prevista dall'emendamento 1.1, che rinvia al 1° luglio 2019 l'entrata in vigore delle disposizioni sul pagamento degli stipendi dei lavoratori presso gli impianti di distribuzione dei carburanti mediante strumenti elettronici, le quali, tra l'altro, hanno finalità di contrasto al lavoro nero. Esprime considerazioni critiche, altresì, sull'emendamento 1.4, che consente la fatturazione anche in forma cartacea, svuotando di significato il provvedimento, e sull'emendamento 1.7, che rinvia al 1° luglio 2019 l'applicazione delle sanzioni previste per l'inadempimento degli obblighi documentali al momento dell'emissione della fattura. Dichiara, pertanto, a nome del proprio Gruppo, il voto contrario sulla proposta di parere. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI INFORMALI Il PRESIDENTE comunica che, al termine delle audizioni informali sull'atto del Governo n. 24 (Accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici), che si sono svolte dinanzi all'Ufficio di Presidenza nelle mattina di oggi, alcuni dei soggetti invitati hanno depositato della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,40.