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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia, con Allegati, fatto a Roma il 19 novembre 2019 e a Bruxelles il 28 novembre 2019. Onorevoli Senatori. – 1. Introduzione . Con l'Accordo in esame, l'Italia e la Commissione europea hanno inteso regolare la presenza sul territorio nazionale del Centro di controllo Galileo (GCC) del Fucino. Assieme al « gemello » con sede in Germania, il Centro è preposto alla trasmissione dei segnali di navigazione e al controllo in orbita dei satelliti che compongono la « galassia » Galileo e che, insieme ad una vasta infrastruttura di terra, costituiscono il primo sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) per uso civile al mondo. L'Italia, sin dall'inizio attiva sostenitrice del programma Galileo (grazie al quale l'Unione europea guadagnerà anche la piena indipendenza rispetto ai sistemi satellitari attualmente operativi, a partite dallo statunitense GPS), si è offerta di ospitare uno dei due GCC, individuando a tal fine il Centro spaziale Pietro Fanti, di proprietà di Telespazio S.p.A., collocato nel territorio del comune di Ortucchio (AQ). La regione Abruzzo, attraverso il Consorzio per lo sviluppo industriale di Avezzano e in partnership con Telespazio S.p.A, ha quindi finanziato e curato l'adeguamento di tale Centro agli scopi del GCC. Conclusa la fase di sviluppo del programma Galileo e avviate quelle di dispiegamento e operatività, la Commissione europea ha rappresentato l'esigenza di stipulare con l'Italia un accordo bilaterale che assicuri l'impegno del Paese ad adottare le misure necessarie al buon funzionamento del programma e alla protezione del GCC. L'Accordo, cui il presente disegno di legge intende dare applicazione, risponde a tale esigenza, adattando alle peculiarità del GCC del Fucino le facilitazioni già riconosciute all'Unione europea e alle sue istituzioni in forza dell'apposito Protocollo sui privilegi e le immunità. 2. Princìpi ispiratori dell'iniziativa normativa: le motivazioni dell'intervento normativo, le finalità, i prevedibili effetti del provvedimento anche con riferimento alle esigenze cui esso intende rispondere e al contesto economico e sociale sul quale il provvedimento interviene . L'esigenza di concludere l'Accordo oggetto di recepimento discende dalla necessità di adattare alle specifiche caratteristiche del Centro di controllo Galileo del Fucino le previsioni più generali del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea, allegato n. 7 al Trattato di Lisbona. Nel dettagliare le misure di supporto che l'Italia metterà in campo per il buon funzionamento e la protezione del Centro, l'accordo sostanzia anche gli impegni che derivano al nostro Paese dal regolamento (UE) n. 1285/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo all'attuazione e all'esercizio dei sistemi europei di radionavigazione satellitare (di seguito, regolamento GNSS) e, in particolare, dal suo articolo 28, ai sensi del quale « gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie ad assicurare il buon funzionamento dei programmi Galileo ed EGNOS, tra cui misure atte a garantire la protezione delle stazioni di terra ubicate nel loro territorio ». La presente proposta normativa si pone, dunque, come un passaggio necessario a consentire la piena partecipazione del nostro Paese al programma Galileo, il quale costituisce una priorità strategica per l'Unione europea, in ragione dei fondamentali interessi, pubblici e privati, connessi allo sviluppo di un GNSS per usi civili. Un numero sempre maggiore di settori economici (trasporti, telecomunicazioni, agricoltura, energia) utilizza, infatti, le informazioni raccolte via satellite, di cui anche le autorità pubbliche si servono sempre più di frequente per servizi di emergenza e di polizia, per il governo delle crisi, la gestione delle frontiere o il controllo delle infrastrutture critiche. La presenza del GCC sul territorio italiano, che l'Accordo di sede formalizza definitivamente, produce, inoltre, esternalità positive molto rilevanti per il nostro Paese, legate allo sviluppo di tecnologie d'eccellenza nel settore delle telecomunicazioni e dell'ingegneria spaziale, con ricadute in termini occupazionali e sulla riqualificazione professionale del personale addetto, specie con riferimento all'area del Fucino e alla regione Abruzzo. 3. Contenuti generali del provvedimento e struttura. Contenuto dei singoli articoli. Il provvedimento normativo propone di autorizzare alla ratifica l'Accordo di sede che definisce le misure di sostegno e le agevolazioni necessarie all'insediamento e al buon funzionamento del Centro di controllo Galileo del Fucino, individuando anche i compiti dell'ente gestore del Centro, ossia Telespazio S.p.A., per quanto riguarda gli obblighi connessi alla sicurezza e alla manutenzione di ambienti e impianti. Esso si compone di quattro articoli: gli articoli 1 e 2 contengono l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione; l'articolo 3 regola la responsabilità dell'Ente ospitante, rimandando ad una apposita convenzione tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Ente ospitante; l'articolo 4 sancisce l'entrata in vigore della norma. Quanto all'Accordo di cui si propone la ratifica, esso si articola in un preambolo, venti articoli e due allegati. Il preambolo richiama gli atti normativi dell'Unione europea che formano la base giuridica dell'Accordo stesso, a partire dal Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea. Cita quindi il regolamento GNSS (che stabilisce le norme relative alla realizzazione e all'esercizio del sistema Galileo, con particolare riferimento alla governance e agli aspetti finanziari), il regolamento che istituisce l'Agenzia del GNSS europeo (cui vengono affidati compiti di gestione del programma) e la decisione di esecuzione (UE) 2016/413 della Commissione, del 18 marzo 2016, che fissa le sedi delle componenti dell'infrastruttura terreste di Galileo. Tale decisione, nata dall'esigenza di garantire la continuità del programma, tenendo conto dei vincoli e delle nuove esigenze emersi con la sua evoluzione, abroga e sostituisce la precedente decisione 2012/117/UE di esecuzione della Commissione, del 23 febbraio 2012, ma non ne modifica la disposizione più rilevante rispetto al presente contesto, ossia quella che fissa la sede di uno dei due Centri di controllo Galileo al Fucino. Essa richiama inoltre espressamente l'opportunità di concludere un accordo con l'Italia che abbia ad oggetto lo stesso GCC. L'articolo 1 definisce la terminologia utilizzata nel seguito del testo, chiarendo, in particolare, il ruolo di Telespazio S.p.A., quale « Ente ospitante », ossia l'organizzazione incaricata dal Governo italiano di mettere a disposizione della Commissione, per proprio conto, la sede del GCC. Tale ruolo spetta a Telespazio S.p.A. in qualità di proprietaria del Centro Pietro Fanti e usufruttuaria, in forza di appositi atti conclusi con la regione Abruzzo e il Consorzio per lo sviluppo di Avezzano ( vedi infra ), dell'edificio presso cui è fisicamente collocato il GCC. L'articolo 2 ricorda che l'Accordo si prefigge di definire nel dettaglio i termini per l'applicazione del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea (di seguito « Protocollo ») al GCC. L'articolo 3 ribadisce che il GCC ha sede all'interno del Centro spaziale Pietro Fanti, rinviando all'Allegato 2 per l'esatta individuazione degli spazi. L'articolo 4 definisce le responsabilità degli attori coinvolti. All'Italia spetta mettere a disposizione della Commissione, senza oneri, la sede del GCC e garantirne la manutenzione, obblighi che saranno però concretamente espletati da Telespazio S.p.A. in forza di due atti interni: la Convenzione per la realizzazione di infrastrutture di base presso il Centro spaziale Piero Fanti del Fucino, conclusa il 16 gennaio 2007 tra regione Abruzzo, Telespazio S.p,A. e Consorzio per lo sviluppo industriale di Avezzano, e il successivo contratto di comodato stipulato tra il Consorzio e Telespazio S.p.A. in data 7 luglio 2009. L'articolo delinea anche compiti e responsabilità relativi alla trattazione delle informazioni classificate, originate o ricevute dal GCC. L'articolo 5 ricorda che l'Italia non può essere considerata responsabile, né sul piano interno né su quello internazionale, per le attività svolte all'interno del GCC, salvo nel caso in cui eventuali danni siano attribuibili alle autorità nazionali o a Telespazio S.p.A.. L'articolo 6 chiarisce che la regione Abruzzo è proprietaria della struttura al cui interno è situato il GCC, la quale è però gestita da Telespazio S.p.A., per un periodo di trent'anni dalla data in cui gliene è stato concesso l'uso esclusivo attraverso il già citato contratto di comodato, L'Unione europea è invece proprietaria delle apparecchiature e della strumentazione del GCC. L'articolo 7, riconoscendo che la Commissione ha diritto all'uso esclusivo della sede del GCC, impegna l'Italia a fornirle adeguata protezione, mettendo in campo misure almeno equivalenti a quelle previste per le infrastrutture critiche europee così come definite dalla direttiva 2008/114/CE del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, (recepita con il decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 61). Si tratta di infrastrutture essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali della società – il cui danneggiamento o distruzione avrebbe un impatto significativo su almeno due Stati membri dell'Unione europea – per la protezione delle quali sono richiesti alcuni specifici accorgimenti, quali l'elaborazione di « piani di sicurezza per gli operatori » (comprendenti valutazione dei rischi e individuazione di contromisure e procedure d'emergenza) e la nomina di un funzionario di collegamento in materia di sicurezza e di punti di contatto nazionali per il coordinamento e la cooperazione a livello statale ed europeo. Poiché al momento non è previsto che presso il GCC prestino servizio funzionari europei, ma solo dipendenti di Telespazio S.p.A., che non hanno titolo ad alcuna facilitazione, l'articolo 8 rinvia la declinazione più puntuale delle norme del Protocollo relative a privilegi e immunità del personale ad accordi da concludere successivamente, nel caso in cui tale situazione venisse a cambiare. L'articolo 9 ricorda che, in linea con quanto previsto dal Protocollo per i locali e gli edifici dell'Unione europea, anche la sede del GCC e i suoi archivi sono inviolabili, ma che essi non possono essere utilizzati come rifugio da persone intenzionate a sottrarsi all'arresto o ricercate dalle autorità di pubblica sicurezza. L'Autorità nazionale di sicurezza potrà accedere ai locali per le attività connesse con la protezione delle informazioni classificate, dopo aver preavvisato la Commissione. Gli articoli 10 e 11 impegnano l'Italia a consentire le comunicazioni del GCC e l'apposizione della bandiera dell'Unione europea all'esterno della sua sede. L'articolo 12 è dedicato alle agevolazioni finanziarie e prevede che gli averi e i beni dell'Unione europea, utilizzati per il funzionamento del GCC, siano esenti dalla tassazione diretta, nonché dalle accise e dall'IVA per gli acquisti di beni e servizi di valore superiore al limite stabilito dalla legislazione nazionale per le organizzazioni internazionali accreditate in Italia. Analoga esenzione vale per le imposte doganali e le restrizioni all'importazione e all'esportazione. Le merci acquistate o importate in esenzione non potranno essere cedute a terzi senza il consenso delle autorità italiane e il pagamento delle relative imposte. L'articolo 13 riconosce le consuete immunità funzionali ai rappresentanti degli Stati membri che prendano parte ai lavori del GCC. Gli articoli 14 e 15 impegnano l'Italia a fare il possibile perché il GCC sia fornito dei servizi pubblici necessari al suo funzionamento (quali l'elettricità, l'acqua corrente, la protezione anti-incendio, la linea telefonica o la connessione a internet ) e a collaborare con la Commissione e l'Agenzia del GNSS europeo per facilitare l'applicazione dell'Accordo stesso. L'articolo 16 elenca gli allegati all'Accordo, il primo che dettaglia gli obblighi dell'Ente ospitante e il secondo che contiene le planimetrie della sede del GCC. Gli articoli 17, 18 e 19 disciplinano le modalità di comunicazione tra Italia e Commissione, richiamano il diritto europeo e, in assenza, la legge italiana quali ordinamenti che ne integrano, ove necessario, le previsioni, e stabiliscono le modalità di soluzione delle eventuali controversie (negoziato diretto tra le Parti, gruppo ad hoc di rappresentanti delle Parti, deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea). L'articolo 20 contiene le disposizioni finali, relative all'estensione dei benefici dell'Accordo all'Agenzia del GNSS europeo, disciplinandone anche l'entrata in vigore (al deposito del secondo strumento di ratifica), la modifica (per iscritto e per concorde volontà delle Parti) e la risoluzione (al 31 dicembre 2035, salvo rinnovo da concordare due anni prima, o in qualsiasi momento, per concorde volontà delle Parti).. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia, con Allegati, fatto a Roma il 19 novembre 2019 e a Bruxelles il 28 novembre 2019, di seguito denominato « Accordo ». 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 20 dell'Accordo stesso. 3 (Responsabilità) 1 I rapporti sorti in base all'Accordo tra lo Stato e l'Ente ospitante di cui all'articolo 1, paragrafo 3, dell'Accordo, ivi inclusi le responsabilità dell'Ente ospitante di cui agli articoli 4 e 5 dell'Accordo e l'impegno dell'Ente ospitante a fornire la sede del Centro di controllo Galileo per l'intera durata dell'Accordo, sono regolati da apposita convenzione stipulata tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Ente ospitante. 2 Agli oneri eventualmente derivanti da responsabilità attribuibili allo Stato italiano ai sensi dell'Accordo, si provvede mediante apposito provvedimento legislativo. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .