Document Type: normattiva_dump
Token Count: $#tokens

Art. 2 Competenze ed esercizio del controllo 1. Ai fini dell'assolvimento dei compiti di cui all'art. 1, il SECIN: a) accerta la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa alle prescrizioni ed agli obiettivi stabiliti nelle disposizioni normative e nelle direttive generali emanate dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi dell'art. 14, comma 1, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni. A tal fine i direttori generali trasmetteranno al SECIN gli atti relativi alla programmazione annuale di rispettiva competenza, evidenziando gli obiettivi di rendimento e di risultato della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa e quelli relativi alle decisioni organizzative e di gestione del personale; trasmetteranno, inoltre, le relazioni annuali al Ministro sull'attività svolta nell'anno precedente e le relazioni della Corte dei conti in sede di controllo sull'attività del Ministero; b) verifica, mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta ed economica gestione delle risorse, anche in ordine alla erogazione dei trattamenti economici accessori attribuiti sulla base della normativa di settore e delle direttive del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, nonché la trasparenza e l'imparzialità dell'attività amministrativa svolta; c) predispone, almeno annualmente, d'intesa, ove possibile, con i responsabili delle direzioni generali e delle altre unità organizzative, i parametri di riferimento del controllo sull'attività amministrativa; d) compie annualmente rilevazioni sul numero complessivo dei procedimenti non conclusi entro i termini previsti dall'art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241; e) fornisce alla Corte dei conti gli elementi da questa richiesti a norma dell'art. 3, comma 8, della legge 14 gennaio 1994, n. 20; f) cura ogni altro adempimento previsto da norme di legge o regolamento. 2. Il SECIN ha facoltà di richiedere a tutti gli organi centrali e periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale gli atti e le informazioni necessari allo svolgimento della propria attività e può effettuare e disporre ispezioni e accertamenti diretti. 3. Il SECIN, ai sensi dell'art. 20, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, può chiedere informazioni agli uffici dipendenti dalle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, dello stesso decreto legislativo. 4. Per motivate esigenze il SECIN può avvalersi di consulenti esterni, nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 338, esperti in tecniche di valutazione e nel controllo di gestione. La valutazione dell'operato degli esperti è demandata al collegio preposto alla direzione del SECIN. 5. Il SECIN può avvalersi, ove necessario, dell'ausilio delle strutture esistenti nell'ambito dell'amministrazione. 6. L'organo di direzione del SECIN riferisce trimestralmente al Ministro sui risultati dell'attività svolta. In particolare, con riferimento al controllo di gestione sull'attività amministrativa delle direzioni generali, dei servizi e delle altre unità organizzative, mette in evidenza le cause di mancato o parziale conseguimento degli obiettivi o di scostamento dai parametri ed indici di rendimento, segnala le irregolarità eventualmente riscontrate e propone i correttivi ritenuti necessari. Comunica, altresì, ai responsabili degli uffici di livello dirigenziale generale interessati i risultati del controllo eseguito. Note all'art. 2: - Per il testo dell'art. 14, comma 1, del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, si veda in nota alle premesse. - La legge 7 agosto 1990, n. 241, reca: "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi". Si trascrive il testo del relativo art. 2: "Art. 2. - 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo mediante l'adozione di un provvedimento espresso. 2. Le pubbliche amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento, in quanto non sia già direttamente disposto per legge o per regolamento, il termine entro cui esso deve concludersi. Tale termine decorre dall'inizio di ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa di parte. 3. Qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano ai sensi del comma 2, il termine è di trenta giorni. 4. Le determinazioni adottate ai sensi del comma 2 sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti". - La legge 14 gennaio 1994, n. 20, reca: "Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti". Il testo del relativo art. 3, comma 8, è il seguente: "8. Nell'esercizio delle attribuzioni di cui al presente articolo, la Corte dei conti può richiedere alle amministrazioni pubbliche ed agli organi di controllo interno qualsiasi atto o notizia e può effettuare e disporre ispezione e accertamenti diretti. Si applica il comma 4 dell'art. 2 del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453. Può richiedere alle amministrazioni pubbliche non territoriali il riesame di atti ritenuti non conformi a legge. Le amministrazioni trasmettono gli atti adottati a seguito del riesame alla Corte dei conti, che, ove rilevi illegittimità, ne dà avviso all'organo generale di direzione. È fatta salva, in quanto compatibile con le disposizioni della presente legge, la disciplina in materia di controlli successivi previsti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, e dal decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, nonché dall'art. 166 della legge 11 luglio 1980, n. 312". - Per il testo dell'art. 20, comma 5, del D.Lgs. n. 29/1993 si veda in note alle premesse. - Si trascrive il testo del comma 2 dell'art. 1 del D.Lgs. n. 29/1993: "2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale". - Il D.P.R. 18 aprile 1994, n. 338, reca: "Regolamento recante semplificazione del procedimento di conferimento di incarichi individuali ad esperti da parte dei Ministri". Si riporta il testo del comma 1 dell'art. 6: "1. La valutazione dei risultati conseguiti, dell'attività svolta e del prodotto della stessa deve essere compiuta da un apposito comitato, composto da tre membri, scelti, di volta in volta, dal Ministro tra dipendenti pubblici ed esperti di provata competenza".