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Istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare. Onorevoli Senatori. -- «Non può, non deve capitare ad altri. La morte di mia figlia deve servire a tutte le persone e le famiglie che vivono un dramma di questo genere. Il dramma di vedere chi ami che piano piano si spegne, non ride più, non mangia o vomita. Non accetta di farsi curare e a te resta la sensazione di non aver fatto abbastanza. Lei non ce l'ha fatta, ma non ci devono essere altri figli che muoiono quando potevano essere salvati». È la testimonianza del padre di Giulia, morta a 17 anni per bulimia. Questo padre coraggio ha fondato l'associazione «Mi nutro di vita» e ha lanciato l'idea di istituire la Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare proponendo come data quella della scomparsa di Giulia, il 15 marzo. Le patologie da disturbi del comportamento alimentare (DCA) colpiscono tre milioni di persone in Italia, il 95,9 per cento delle quali sono donne e il 4,1 per cento uomini. Di questi, circa 2,3 milioni sono adolescenti. Questa è infatti la fascia d'età maggiormente colpita. Per le ragazze nella fascia tra i 12 e i 25 anni, esse costituiscono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali. In un anno, si registrano 8 nuovi casi per 100.000 persone di anoressia nervosa tra le donne, e 1 fra gli uomini. La bulimia nervosa ne registra 12 nuovi casi per 100.000 persone tra le donne e circa 0,8 tra gli uomini. E questi numeri purtroppo sono in crescita. I disturbi del comportamento alimentare provocano in chi ne è affetto danni molto importanti, sia a livello fisico sia a livello mentale. L'anoressia nervosa è il disturbo più pericoloso dal punto di vista della mortalità, con un tasso stimato intorno al 5-10 per cento dei malati. L'anoressia e la bulimia sono delle vere e proprie malattie e sono molto complesse perché riguardano sia la psiche sia il corpo; sono caratterizzate da un distorto rapporto con il proprio corpo e con il cibo, con comportamenti e manifestazioni diversi. La persona colpita da anoressia sperimenta in modo fantasioso, con diete di vario tipo, di limitare, se non evitare del tutto, l'assunzione di cibo, quella bulimica vorrebbe resistergli, ma spesso cede a pasti spropositati seguiti quasi sempre da vomito autoindotto e sensi di colpa. La persona anoressica diventa ben presto sottopeso fino a raggiungere una magrezza tale da porre a serio rischio la propria vita, mentre quella bulimica, mantiene solitamente un peso normale, e per questo, benché più frequente dell'anoressia, è più difficile da individuare, perché non lascia tracce visibili sulle persone, anche se lede fortemente la loro salute, danneggiando l'apparato digerente, con rischio di ulcere ed emorragie interne, ma anche alla pelle, alla vista, addirittura al cuore, causando aritmie e scompensi cardiaci. La persona anoressica, invece, pur essendo dimagrita e raggiunto un peso ben al di sotto dei valori considerati nella norma, continua a non piacersi fisicamente, a non accettarsi e a vedersi grassa, cosa che la fa persistere nel suo atteggiamento autolesionista. La scarsa alimentazione, che a volte, consiste nel digiuno totale, procura danni al sistema endocrino, bloccando nelle donne il ciclo mestruale con gravi conseguenze per la fertilità, alle ossa, per il rischio di osteoporosi, alla pelle, ai capelli, al sistema digerente, ma soprattutto al cuore. Le conseguenze ultime, per chi scende sotto i 40 kg di peso, possono essere purtroppo anche letali, dovute nella maggioranza dei casi proprio alle complicanze cardiache. Solo una percentuale di persone che soffrono di un disturbo dell'alimentazione chiede aiuto, e le famiglie non sempre sono in grado di supportarle, perchè impreparate. Sono convinta che la maggior parte di voi vorrà sostenere questo disegno di legge perché sentirà il dovere morale di sostenere tutte le famiglie che come quella di Giulia hanno patito la perdita di una figlia o di un figlio, e di aiutare milioni di altre che tentano disperatamente di salvare il proprio familiare. È importantissimo creare in Italia una coscienza sul fenomeno che coinvolga le istituzioni attraverso una Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare divulgando e informando sul tema; favorendo i contatti fra le associazioni al fine di creare una sinergia, una rete di collaborazione e confronto, stimolando il dibattito tra individui e nelle famiglie sull'argomento; proponendo attività che aiutino a emanciparsi dalla distorsione della realtà, e creare una sempre più ampia sensibilità e consapevolezza. Nella nostra società dove predominano il culto del corpo, profusamente esaltato, dell'apparenza e della bellezza esteriore, paradossalmente si diffondono questi disturbi, che oserei definire diabolici, che distruggono proprio il corpo e così l'immagine bella, statuaria viene martoriata e svilita. Occorre lanciare messaggi chiari, esenti da ambiguità, ricordando e ribadendo con decisione che «il corpo è il tempio dello spirito» ed è nostro dovere difenderlo e tutelarlo. Mi auguro che questo disegno di legge, che non comporta alcun onere per la finanza pubblica, possa essere approvato rapidamente, riconoscendo ad esso un valore prettamente sociale in attuazione del dettato costituzionale dell'articolo 32. Il presente disegno di legge si compone di cinque articoli. Con l'articolo 1 si riconosce il 15 marzo quale Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, finalizzata a promuoverne la sensibilizzazione e la prevenzione. L'articolo 2 reca le modalità di svolgimento della Giornata e gli obiettivi di informazione e di sensibilizzazione per lo sviluppo di una maggiore consapevolezza in materia di disturbi del comportamento alimentare. L'articolo 3 individua come simbolo della Giornata un fiocco in stoffa di colore lilla. Con l'articolo 4 si individua nel Ministero della salute l'organo di coordinamento nazionale della Giornata, in collaborazione con le regioni e con gli enti locali. L'articolo 5, infine, precisa l'assenza di nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.. 1 (Istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare) 1 La Repubblica riconosce il 15 marzo quale Giornata nazionale per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, di seguito denominata «Giornata», al fine di promuovere la sensibilizzazione e la prevenzione in materia. 2 La Giornata non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. 2 (Celebrazione della Giornata nelle istituzioni scolastiche e nei presidi sanitari) 1 In occasione della Giornata, nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nei presidi sanitari, al fine di promuovere l'informazione, la sensibilizzazione e lo sviluppo di una maggiore consapevolezza, sono organizzati incontri, convegni, iniziative sui disturbi del comportamento alimentare ed è distribuito il relativo materiale informativo. 3 (Simbolo della Giornata) 1 Il simbolo della Giornata è un fiocco in stoffa di colore lilla. 4 (Coordinamento nazionale della Giornata) 1 Il Ministero della salute è l'organo di coordinamento nazionale della Giornata, in collaborazione con le regioni e con gli enti locali. 5 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.