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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 219 NENCINI La seduta inizia alle ore 13,05. IN SEDE REDIGENTE Modifica all'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione del Pistoia Blues Festival DDL 1228 Modifica all'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione del Pistoia Blues Festival (Discussione e rinvio) Riferisce il relatore CANGINI ( FIBP-UDC ). Si apre la discussione generale. Intervengono le senatrici MONTEVECCHI ( M5S ) e SAPONARA ( L-SP-PSd'Az ), il senatore RAMPI ( PD ), la senatrice VANIN ( M5S ), nuovamente, in via incidentale, la senatrice MONTEVECCHI ( M5S ) e il PRESIDENTE . Replicano il relatore CANGINI ( FIBP-UDC ) e il sottosegretario Lucia BORGONZONI. Interviene brevemente il PRESIDENTE . Il seguito della discussione è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI Affare assegnato su volontariato e professioni nei beni culturali Doc n. 245 Volontariato e professioni nei beni culturali (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La relatrice CORRADO ( Misto ) presenta e illustra una proposta di risoluzione, pubblicata in allegato, che tiene conto delle osservazioni e delle richieste di modificazione al testo informalmente reso noto nei giorni precedenti, pervenute da vari senatori. Propone di sospendere brevemente la seduta per consentire ai commissari di valutare tale proposta, che ha potuto trasmettere solo poco prima della seduta. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. La seduta, sospesa alle ore 13,25, riprende alle ore 13,35. Il sottosegretario Lucia BORGONZONI, in considerazione del tempo assai ridotto avuto per valutare lo schema di risoluzione della relatrice, propone di rinviare l'esame per consentire un approfondimento e la necessaria interlocuzione con la relatrice stessa. Interviene incidentalmente il senatore BARBARO ( FdI ), il quale esprime preliminarmente apprezzamento per il riconoscimento dell'importanza del volontariato, contenuto nella parte iniziale della proposta di risoluzione della relatrice, come anche del testo informalmente anticipato nei giorni precedenti. Manifesta invece la più convinta contrarietà per l'impianto culturale che emerge nella restante parte della proposta, secondo il quale il volontariato si pone in concorrenza con l'attività dei professionisti. Si tratta di un principio che il suo Gruppo politico non condivide affatto: chiarisce quindi sin d'ora che se la proposta di risoluzione non abbandonerà tale impostazione, il giudizio del suo Gruppo non potrà essere favorevole. La relatrice CORRADO ( Misto ) segnala la particolarità del ruolo che il volontariato ha assunto in particolare nel settore dei beni culturali; ricorda poi che tra le molte audizioni svolte in merito all'affare assegnato in titolo vi sono state anche quelle di associazioni di volontariato che operano nel settore e che proprio da tali soggetti è venuta la richiesta di una regolazione. Il PRESIDENTE ricorda che il Sottosegretario ha proposto di rinviare l'esame ad altra seduta. Poiché non vi sono obiezioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE propone di inserire all'ordine del giorno delle sedute che saranno convocate la prossima settimana l'esame del disegno di legge n. 2154 recante l'istituzione della Giornata nazionale dello Spettacolo, ove assegnato. Concorda la Commissione. La seduta termina alle ore 13,40. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 245 La 7 a Commissione permanente del Senato, premesso che: la Commissione ha svolto un'ampia attività conoscitiva concernente l'affare assegnato n. 245, deferito in data 9 aprile 2019, con audizioni in presenza avviate il 24 settembre 2019 e protratte poi per oltre un anno (anche in videoconferenza), a causa delle limitazionie delle difficoltà create dalla pandemia da SARS CoV 2, finalizzata ad approfondire le criticità e dare spazio alle diverse istanze di revisione e alle soluzioni proposte dalle svariate realtà operanti nel vasto settore dei beni culturali, che è parte integrante ma non esaurisce il magmatico mondo della cultura e del lavoro culturale: dai professionisti (riconosciuti e non) alle associazioni no profit , dai sindacati di categoria alle società di servizi pubbliche, semi-pubbliche e private; preso atto che: - il volontariato è un fenomeno sociale importante, fortunatamente molto diffuso nel Paese in tutti i settori, che consente ai singoli di tradurre in azione la loro naturale empatia, resa più efficace dalla forza del gruppo, affiancando lo Stato, soprattutto su scala locale, nello sforzo di migliorare la società e assicurare a tutti i cittadini quei livelli minimi di qualità della vita che la Costituzione garantisce per tabulas ma che tanti si vedono ancora negati; valutato che: - il volontariato nel campo dei beni culturali (area "Cultura, sport e ricreazione") conta numeri cospicui e in continua ascesa, forte com'è, in Italia, di una lunga e consolidata tradizione, al punto da potersi quasi ritenere un habitus del cittadino italiano, immerso fin dalla nascita in un contesto territoriale che si caratterizza per ricchezza e capillarità di diffusione del patrimonio culturale pubblico e privato, tangibile e intangibile, fonte peraltro di uno spiccato sentimento di appartenenza, ma che si caratterizza anche per una radicata sottovalutazione del valore di bene collettivo delle testimonianze materiali, il che non favorisce un efficace contrasto da parte dello Stato alla piaga dei crimini d'arte, affidato da cinquant'anni a un Comando Carabinieri dedicato; considerato che: - le criticità connesse all'intervento del volontario "di settore", oltre che nelle situazioni di emergenza, anche in quelle di necessità, che possono assumere carattere stabile e trasformarlo in una minaccia' per le tradizionali professioni della tutela e per quanti operanti sul Patrimonio (restauratori, diagnosti, antropologi fisici), sono un'anomalia che, stante il dilagare del fenomeno in assenza di una chiara regolamentazione e l'aspra competizione che il disequilibrio lavoro-volontariato ha innescato con i professionisti del settore  per molti versi una guerra di tutti contro tutti , bisogna cercare di superare; - a fronte di un indubbio risparmio, sia per gli operatori privati sia per la Pubblica Amministrazione, il costo sociale del volontariato sostitutivo delle professioni ricade su tutta la società in termini di minori introiti per mancato versamento di tasse e di contributi previdenziali, contribuendo alla stasi dell'economia; valutato infine che: - appare necessario respingere la tentazione di assumere a sistema' il volontariato (anche qualificato), da ultimo facendo leva su un malinteso diritto all'eredità culturale e sulla responsabilità individuale e collettiva della sua conservazione, per compiti istituzionali come la tutela dei beni culturali, con il rischio di disapplicare l'esplicito mandato costituzionale, di cui all'articolo 9 della Costituzione; preso atto delle posizioni espresse dai soggetti auditi riconducibili al mondo del volontariato e delle professioni nei beni culturali; impegna il Governo: ad applicare il principio che il lavoro subordinato deve sempre essere retribuito, per garantire l'esistenza libera e dignitosa delle persone, di cui all'articolo 36 della Costituzione. La mancanza di regolamentazione delle professioni e del volontariato nel settore dei beni culturali ha invece prodotto veri e propri " riders della cultura" per i quali, a differenza di quelli delle consegne a domicilio, sembra ancora lontano il riconoscimento dei diritti fondamentali. Lo sfruttamento dei professionisti arriva al punto, oggi, di costringerli a passare per volontari, così mortificando chi ha fatto studi superiori per molti anni e acquisito professionalità sul campo, quasi che titoli ed esperienza siano un motivo di esclusione invece che una opportunità.