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Art. 3 1. I caseinati alimentari, le maltodestrine e le proteine di soia isolate possono essere impiegati, in alternativa gli uni agli altri, nella produzione di insaccati cotti, di spalle cotte, di prosciutti cotti, nonché di carni in pezzi e di preparazioni di sole carni in scatola o in altri recipienti sottoposte a cottura o a sterilizzazione, alle seguenti condizioni: a) la dose massima impiegata non deve superare il 2% del prodotto di carne; b) in caso di contemporaneo impiego di caseinati oppure di maltodestrine oppure di proteine di soia con i polifosfati, la quantità di questi ultimi non deve superare il 50% della dose massima per essi prevista dal decreto ministeriale 31 marzo 1965, come modificato dal decreto ministeriale 29 dicembre 1973, concernente la disciplina degli additivi chimici consentiti nella preparazione e nella conservazione delle sostanze alimentari. 2. Nel caso di impiego contemporaneo di maltodestrine e degli zuccheri di cui al decreto ministeriale 22 ottobre 1987, n. 463, la dose massima di questi ultimi, comprensiva dell'eventuale apporto derivante da altri impieghi consentiti dalle vigenti disposizioni normative, non deve superare lo 0,5% del prodotto di carne. Nota all'art. 3, lettera b): La quantità massima di polifosfati che può essere impiegata nei diversi prodotti carnei, come prevista dall'allegato al decreto ministeriale 31 marzo 1965, è di 0,4% negli insaccati cotti e di 0,25% nei prosciutti cotti e nelle spalle cotte.