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ORD. 288/05. IMPOSTE E TASSE - ICI - FABBRICATO IN COSTRUZIONE, GIÀ ACCATASTATO E DOTATO DI RENDITA - DETERMINAZIONE DEL VALORE IMPONIBILE SULLA BASE DELLA RENDITA ANZICHÉ DEL SOLO VALORE DELL’AREA - DENUNCIATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO RISPETTO AL FABBRICATO DEMOLITO E RICOSTRUITO, LESIONE DEL PRINCIPIO DELLA CAPACITÀ CONTRIBUTIVA - DIFETTO DI MOTIVAZIONE E INSUFFICIENTE DESCRIZIONE DELLA FATTISPECIE 'A QUO' - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., dell'art. 5, comma 2, del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell'ICI, la determinazione del valore imponibile di un fabbricato ancora in corso di costruzione, ma già iscritto a catasto e dotato della relativa rendita, debba effettuarsi sulla base di quest'ultima, anziché sulla base del solo valore dell'area, senza tener conto del valore del fabbricato. Nell’ordinanza di rimessione, infatti, è insufficientemente descritta la fattispecie in ordine alla circostanza di fatto (controversa nel giudizio, si riferisce) dell'avvenuta ultimazione del fabbricato al momento dell'attribuzione della rendita catastale, che costituisce invece accertamento pregiudiziale ad ogni altro rilievo, perché, nel caso in cui il fabbricato fosse stato già “ultimato” (ai fini dell'applicazione della normativa catastale) e, pertanto, costituisse un'autonoma unità immobiliare potenzialmente produttiva di reddito, la questione sarebbe palesemente irrilevante, dovendosi fare applicazione della disposizione denunciata in un'ipotesi completamente diversa da quella, regolata dal comma 6 dello stesso art. 5, concernente il caso di un fabbricato ancora in costruzione: una siffatta insufficiente descrizione della fattispecie impedisce il controllo della Corte costituzionale sulla rilevanza.