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Opere pubbliche - Infrastrutture e insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale - Realizzazione - Normativa di attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443 - Ricorso della regione lombardia - Prospettata lesione sotto piú profili delle competenze attribuite alle regioni e del principio di leale collaborazione - Sopravvenuta intesa generale tra governo e regione - Rinuncia al ricorso, con accettazione della controparte - Estinzione del processo.. Estinzione del processo in ordine al giudizio di legittimità costituzionale in via principale in relazione al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, ritenuto dalla ricorrente Regione Lombardia lesivo delle attribuzioni regionali, in particolare, con riferimento alla normativa di dettaglio (art. 1, comma 5, primo periodo); alla esclusione della concorrenza dell’interesse regionale con il preminente interesse nazionale in relazione ad opere aventi carattere interregionale o internazionale (art. 1, comma 7, lett. e); alla nomina dei commissari straordinari, per i quali è previsto che debbano essere sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, anziché prevedere la procedura dell’intesa (art. 2, commi 5 e 7); all’attribuzione al Presidente del Consiglio dei Ministri del potere di abilitare i commissari straordinari ad adottare atti di sostituzione dei soggetti competenti (art. 2, comma 7); alla non inclusione delle Regioni tra i soggetti a cui i commissari straordinari debbono riferire ed alla sottoposizione dei commissari ai poteri di indirizzo e di controllo del Governo e non delle Regioni (art. 2, comma 8); alla disciplina della procedura di approvazione del progetto preliminare con regolazione di minuto dettaglio (art. 3); alla non previsione di una conferenza di servizi per l’approvazione del progetto (art. 3, comma 5); all’approvazione da parte dello Stato del progetto preliminare, superando il motivato dissenso delle Regioni (art. 3, commi 6 e 9; art. 4, comma 5 ed art. 13, comma 5, che fanno rinvio alla procedura di cui all’art. 3, comma 6); all’attribuzione al Governo della potestà regolamentare di integrazione di tutti i regolamenti emanati in base alla legge n. 109 del 1994 (art. 15); alla non prevista partecipazione regionale nella valutazione di impatto ambientale esperita da una Commissione speciale costituita dal Presidente del Consiglio dei ministri (art. 19, comma 2); al mancato accoglimento degli emendamenti che in sede di Conferenza unificata la Conferenza dei Presidenti delle Regioni aveva espressamente dichiarato come irrinunciabili (art. 1, commi da 1 a 3; art. 2, commi 1, 3 e 5; art. 3, comma 6; art. 4, commi 4 e 5; art. 15). Con deliberazione di Giunta n. 12677 del 10 aprile 2003, intervenuta nelle more del giudizio, la Regione Lombardia ha approvato lo schema d’intesa generale quadro tra il Governo nazionale e la Regione medesima, determinando così la ricorrente all’atto di rinuncia al ricorso, cui ha aderito l'altra parte, ritenendo pienamente soddisfatto l’interesse da essa fatto valere.