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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 40 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15,05. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata chiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Non essendoci obiezioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per le procedure informative all'ordine del giorno. Prende atto la Commissione. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazioni Il presidente PETROCELLI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-00730 presentata dalla senatrice Garavini ed altri, sull'apertura di un ufficio consolare in Spagna, in particolare nelle isole Canarie. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Di Stefano. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del Rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario DI STEFANO, in merito a quanto richiesto dalla Senatrice interrogante, tiene innanzitutto a ricordare come la Farnesina riservi la massima attenzione all'efficienza della rete consolare, in particolare nei Paesi con importanti e crescenti comunità italiane come la Spagna. In tal senso, l'Amministrazione, pur nei limiti delle ridotte risorse finanziare e umane a disposizione, si è attivata da tempo per far fronte al crescente impegno della Cancelleria Consolare a Madrid e del Consolato Generale a Barcellona. Per quanto riguarda specificamente le risorse umane, fa presente che il Consolato Generale di Barcellona è stato recentemente potenziato con due unità supplementari, le quali potranno supportare la Sede nella delicata fase di transizione nella quale essa si trova. Aggiunge che, non ultimo, è stato istituito a Barcellona un posto da Vice Console che verrà coperto questa estate e che supporterà la sede anche nella delicata transizione verso una nuova struttura, più moderna, funzionale e adatta alla ricezione del pubblico. Nel caso di Madrid, la chiusura del Consolato di Siviglia prima (nel 1996) e il successivo accorpamento del Consolato Generale di Madrid con l'Ambasciata nel 2008, ha portato a una progressiva ottimizzazione delle risorse tra gli Uffici della Cancelleria diplomatica e quelli della Cancelleria consolare, che oggi possono contare su tredici unità di personale di ruolo. Per quanto riguarda gli impiegati a contratto, invece, presso l'Ambasciata d'Italia a Madrid sono attualmente in servizio ventinove unità. Grazie all'aumento del contingente del personale a contratto introdotto dalla Legge di Bilancio 2019, è previsto il rafforzamento della sede con l'autorizzazione all'assunzione di una nuova unità da destinare ai servizi consolari. Sempre a valere sulle risorse addizionali previste dalla Legge di Bilancio 2019 sarà altresì possibile autorizzare, a breve, l'assunzione di due nuove unità di personale a contratto, che andranno a potenziare ulteriormente l'attuale organico del Consolato Generale a Barcellona, pari a quattordici unità. Inoltre, per fornire ulteriore sostegno agli Uffici consolari di carriera, nel corso degli anni è stata realizzata nel Paese iberico una rete di 17 Uffici consolari onorari, distribuiti in modo capillare sul territorio, con presenza anche nelle Isole Canarie, a Las Palmas di Gran Canaria e a Santa Cruz di Tenerife. Quanto all'opportunità di prevedere l'apertura di un terzo Ufficio consolare in Spagna, il Sottosegretario rammenta che qualsiasi provvedimento di incremento del numero di personale di ruolo all'estero o di istituzione di nuove sedi sarà possibile solo a fronte della disponibilità di nuove risorse umane e finanziarie. Un primo passo in questo senso sarà l'assunzione dei vincitori del concorso per aree funzionali del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (profilo di funzionario amministrativo, contabile e consolare) bandito nel luglio 2018 e l'espletamento delle ulteriori procedure di concorso autorizzate con legge di bilancio 2019. La senatrice GARAVINI ( PD ), pur consapevole delle difficoltà, in capo alla Farnesina, connesse alla gestione di una mole crescente di connazionali che decidono di espatriare, auspica, in ogni caso, un rafforzamento della rete consolare operante in Spagna, con particolare riguardo al suo livello insulare delle Canarie, proprio in considerazione dell'incremento massiccio dell'emigrazione nazionale verificatosi negli ultimi anni. Tale problema, pertanto, potrebbe essere risolto mediante l'insediamento di un ulteriore sede di consolato, aggiuntiva alle due già esistenti, partendo dal presupposto che la presenza di ulteriori consoli onorari in loco non costituisce soluzione idonea e suppletiva. Successivamente il presidente PETROCELLI ricorda che l'ordine del giorno dell'odierna seduta reca anche l'interrogazione n. 3-00736 presentata dal senatore Comincini ed altri, sulla candidatura di Milano a sede della European Labour Authority . Ribadisce che si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Di Stefano. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario DI STEFANO fa presente che l'Autorità europea del lavoro (ELA) - istituita su proposta della Commissione (Regolamento istitutivo di ELA), raggiungendo un accordo provvisorio nel febbraio 2019 e la cui formale adozione da parte di Consiglio e Parlamento è attesa entro il mese di aprile - avrà una dotazione di bilancio di circa 50 milioni di euro l'anno, nonché uno staff di sole 140 persone, di cui circa 60 esperti distaccati dai Paesi membri. La procedura di selezione della sede della nuova Autorità fa riferimento all'opportunità, concordata dai leader europei nel 2003 e confermata nel 2008, di dare la priorità nell'attribuzione delle sedi delle nuove agenzie dell'Unione europea (UE) agli Stati di nuova adesione. In effetti, il primo criterio della procedura di selezione della sede di ELA riprende e sottolinea questa esigenza di equilibrio geografico, prevedendo che venga data priorità ai Paesi entrati in UE dopo il 2004 o, in seconda battuta, che non ospitano alcun ufficio o agenzia UE sul loro territorio. Entro il 3 giugno la Commissione valuterà tutte le candidature pervenute per iscritto entro il 6 maggio 2019. Successivamente, la votazione finale si terrà a margine del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO) del 13 giugno. I Paesi UE che hanno formalmente o informalmente già manifestato interesse a candidarsi per ospitare la Sede sono: Slovacchia (molto profilata), Cipro (che ha chiesto il sostegno dei Med7), Lettonia (che ospita già la sede del BEREC, Agenzia dell'Unione europea che fornisce assistenza professionale e amministrativa all'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche), Croazia, Bulgaria e Romania (molto interessata, ma non ha ancora presentato la sua candidatura). Conclude informando che la definizione della linea italiana - ivi compresa l'eventuale proposta di ospitare l'Autorità nel nostro Paese - è di primaria competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con il coordinamento della Presidenza del Consiglio. Il senatore COMINCINI ( PD ) rileva criticamente che si sarebbe aspettato una risposta da parte del Rappresentante del Governo che desse conto dell'impegno finora profuso dall'Esecutivo per facilitare il più possibile l'inserimento della candidatura italiana nel bando di concorso per l'Autorità europea del lavoro. E' notorio, infatti, come la possibilità di essere competitivi rispetto agli altri candidati europei riposi essenzialmente nell'azione incisiva di lobbying del Governo medesimo. Il presidente PETROCELLI dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE AS 1103 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell'energia atomica sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009 DDL 1103 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo transattivo fra il Governo della Repubblica italiana e la Comunità europea dell'energia atomica sui princìpi governanti le responsabilità di gestione dei rifiuti radioattivi del sito del Centro comune di ricerca di Ispra, con Appendice, fatto a Bruxelles il 27 novembre 2009 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 27 marzo. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Iwobi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 DDL 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 (Esame e rinvio) La senatrice TAVERNA ( M5S ), relatrice introduce il disegno di legge di ratifica dell'Accordo sottoscritto nell'ottobre del 2016 che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea (UE) e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi (ALC), dall'altra. La Fondazione UE-ALC - quale organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica a norma del diritto internazionale pubblico di cui sono Parte i Paesi e i soggetti firmatari, ideata nel maggio 2010 nel corso del VI vertice tra l'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi- intende porsi quale strumento di rafforzamento del partenariato strategico fra l'Unione europea e la Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). L'obiettivo sotteso alla struttura è, infatti, quello di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche, di accrescere la visibilità di tali regioni e del partenariato che le lega, nonché di realizzare le priorità di cooperazione stabilite nei vertici tra l'UE e la CELAC, promuovendo altresì lo sviluppo di strategie comuni, l'organizzazione di conferenze, lo svolgimento di ricerche e studi, lo scambio e la costituzione di reti tra rappresentanti della società civile e altri attori. Composto di 30 articoli, l'Accordo precisa innanzitutto che il proprio oggetto è quello di istituire la Fondazione UE-ALC, di fissarne gli obiettivi e di stabilire le norme e gli orientamenti generali che ne disciplinano l'attività, la struttura e il funzionamento (articolo 1). La Fondazione UE-ALC, ai sensi dell'articolo 2, è definita quale organizzazione internazionale di natura intergovernativa, istituita a norma del diritto internazionale pubblico, avente sede ad Amburgo. Membri della Fondazione (articolo 3) sono l'Unione europea, gli Stati membri dell'Unione europea e i Paesi dell'America latina e dei Caraibi. La Fondazione gode di personalità giuridica internazionale e ha la capacità giuridica necessaria per la realizzazione dei suoi obiettivi e delle sue attività nel territorio di ciascuno dei suoi membri, potendo stipulare contratti, acquistare e cedere beni mobili e immobili e comparire in giudizio (articolo 4). Ulteriori articoli dell'Accordo (articoli 5 e 6) definiscono, quali obiettivi della Fondazione, quelli di rafforzare il partenariato strategico CELAC-UE, di favorire la conoscenza e la comprensione reciproche tra le due regioni, di accrescerne la visibilità, di promuoverne strategie comuni ed altre attività. Fra le attività della Fondazione, l'articolo 7 ricomprende iniziative, eventi e programmi di sensibilizzazione, l'avvio di studi, lo scambio di conoscenze e buone prassi sulle tematiche affrontate nelle riunioni del partenariato CELAC-UE. I successivi articoli dell'Accordo (articoli 8-16) disciplinano la struttura e il finanziamento della Fondazione, prevedendo un Consiglio dei governatori (articoli 9 e seguenti) - composto da rappresentanti di ciascuno dei membri, e a cui spettano le principali funzioni gestionali e decisionali dell'apparato - oltre che un Presidente e un Direttore esecutivo. Il Consiglio tiene almeno due riunioni ordinarie all'anno, a margine degli appuntamenti CELAC-UE a livello alti funzionari, e riunioni straordinarie, su richiesta del Presidente, del Direttore esecutivo o di un terzo dei suoi membri, ed opera in presenza di oltre la metà dei suoi membri (articoli 12-13). Il Presidente della Fondazione, nominato dal Consiglio dei Governatori per quattro anni, rinnovabili una sola volta, è una personalità nota e autorevole sia in America latina e nei Caraibi che nell'Unione europea, ed esercita le proprie funzioni su base volontaria ma con diritto al rimborso di tutte le spese necessarie e debitamente giustificate. La presidenza viene esercitata a turno da un cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea e da un cittadino di uno Stato dell'America latina o dei Caraibi. Se il Presidente designato proviene da uno Stato membro dell'Unione europea, il direttore esecutivo nominato proverrà da uno Stato dell'America latina o dei Caraibi, e viceversa. Il Presidente rappresenta inoltre la Fondazione nelle sue relazioni esterne e ne assicura la visibilità (articolo 14). Al direttore esecutivo, nominato anch'esso dal Consiglio dei governatori per un mandato di quattro anni, rinnovabile una sola volta e soggetto alle stesse regole di alternanza previste per la Presidenza, spetta la gestione della Fondazione. Come rappresentante giuridico della struttura, elabora i programmi di lavoro, nomina e dirige il personale, redige ed esegue il bilancio, presenta al Consiglio dei governatori le relazioni periodiche, prepara le riunioni del Consiglio dei governatori e tiene i contatti con la società civile e le istituzioni coinvolte nell'attività della Fondazione (articolo 15). L'articolo 16 disciplina il finanziamento della Fondazione, assicurato tramite contributi versati su base volontaria dai membri. La Germania fornisce, a proprie spese e nell'ambito del suo contributo finanziario, i locali che ospitano la sede della struttura e ne assicura la manutenzione, i servizi e le misure di sicurezza. Gli ulteriori articoli dell'Accordo (articoli 17-19) disciplinano l' audit e la pubblicazione dei conti, la valutazione della Fondazione e i partenariati strategici che essa può istituire. L'articolo 19, in particolare, stabilisce che la Fondazione abbia quattro partner strategici iniziali; da parte dell'Unione europea, l' Institut des Amériques in Francia e la regione Lombardia in Italia, mentre da parte dell'America latina e dei Caraibi, la Fundación Global Democracia y Desarrollo nella Repubblica dominicana e la Commissione economica per l'America latina e i Caraibi delle Nazioni Unite. Il medesimo articolo prevede altresì che la Fondazione possa istituire ulteriori partenariati con organizzazioni intergovernative, Stati ed enti pubblici o privati di entrambe le regioni, nel rispetto dell'equilibrio bi-regionale. Da ultimo, l'Accordo disciplina i privilegi, le immunità e le lingue di lavoro della Fondazione, nonché le modalità di risoluzione delle controversie, di modifica, ratifica e adesione all'Accordo, regolandone altresì l'entrata in vigore, la durata, lo scioglimento e la liquidazione della Fondazione (articoli 20-30). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, salvo che non vi si faccia fronte con apposito provvedimento legislativo. L'analisi delle compatibilità dell'intervento - conclude la Relatrice - non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente PETROCELLI , dopo aver ringraziato la relatrice per l'esposizione svolta, apre la discussione generale, che registra un breve intervento del senatore AIROLA ( M5S ), il quale evidenzia l'importanza del Trattato in disamina. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 DDL 1111 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 (Esame e rinvio) Il senatore CIAMPOLILLO ( M5S ), relatore, dà conto del disegno di legge di ratifica dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione, sottoscritto nell'ottobre 2016, tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra. L'Accordo, frutto di un iter negoziale durato più di due anni e destinato a sostituire una dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione risalente al 2007, è volto ad elevare le relazioni bilaterali al livello di partenariato rafforzato, creando una cornice giuridica adeguata a disciplinare la cooperazione politica, quella economico-commerciale e quella settoriale fra le Parti. Il testo, che si compone di 60 articoli, suddivisi in 10 Titoli, statuisce la volontà delle Parti di riaffermare la loro adesione ai principi democratici, ai diritti umani e allo Stato di diritto, e l'impegno ad intensificare il dialogo nei settori disciplinati dall'Accordo a tutti i livelli, nonché a cooperare fattivamente in seno alle organizzazioni regionali ed internazionali (titolo I, articoli 1-4). Nel Titolo II (articoli 5-11), dedicato al dialogo politico e alla cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, viene sottolineata l'importanza di un dialogo politico regolare quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali, e previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto. Ulteriori disposizioni riguardano la partecipazione della Nuova Zelanda alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, l'impegno contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro e il terrorismo, nonché la cooperazione bilaterale per promuovere la Corte penale internazionale. L'Accordo esplicita altresì l'impegno delle Parti a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e a collaborare anche nell'ambito degli aiuti umanitari, adoperandosi per offrire risposte coordinate alle emergenze (Titolo III, articoli 12-13). Nell'ambito della Cooperazione in materia economica e commerciale, il Titolo IV (articoli 14-28) sancisce l'impegno delle Parti ad instaurare un dialogo strutturato per promuovere l'interscambio bilaterale di beni e servizi e gli investimenti, nonché a collaborare con l'Organizzazione mondiale del commercio per la promozione di una maggiore liberalizzazione degli scambi. Viene inoltre prevista la collaborazione reciproca per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, sancito l'impegno alla condivisione delle informazioni sulle rispettive politiche in materia di concorrenza e riaffermata l'importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale. In materia di giustizia, libertà e sicurezza (Titolo V, articoli 29-37), l'Accordo sancisce l'impegno delle Parti a sviluppare la cooperazione giudiziaria in materia civile, commerciale e penale, nonché nell'azione di contrasto alla criminalità, al terrorismo internazionale e ai traffici di droghe illecite. In materia di migrazioni e asilo, l'intesa esplicita l'impegno delle Parti alla cooperazione e allo scambio di opinioni. Ulteriori titoli riguardano, rispettivamente, cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'informazione (Titolo VI, articoli 38-39), la cooperazione in materia di istruzione, cultura e contatti interpersonali (Titolo VII, articoli 40-42) e la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, energia e trasporti (Titolo VIII, articoli 43-51), in cui fra l'altro viene esplicitato l'impegno delle Parti a collaborare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, per promuovere un nuovo accordo internazionale per il periodo successivo al 2020. Il Titolo IX (articoli 52-54) definisce, quindi, il quadro istituzionale dell'Accordo, prevedendo la possibilità di sottoscrivere ulteriori accordi su specifici settori di cooperazione, e istituendo un apposito Comitato misto preposto a monitorare il buon andamento dell'intesa, nonché a prevenire o risolvere eventuali controversie. Da ultimo, il Titolo X (articoli 55-60) stabilisce che il testo bilaterale possa essere modificato tramite un accordo scritto tra le Parti, disciplinandone altresì i termini per l'entrata in vigore e la durata e prevedendo l'applicazione provvisoria delle disposizioni già concordate dalle Parti. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento - conclude il Relatore - non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente PETROCELLI apre la discussione generale. Al senatore AIROLA ( M5S ) preme sottolineare il ruolo, riconosciuto nell'Accordo in titolo, alla Corte penale internazionale. Il senatore GIACOBBE ( PD ) mette in risalto, invece, i numerosi punti di contatto che esistono tra l'Italia e la Nuova Zelanda, un Paese a noi lontano ma anche vicino, per il suo fervore economico e culturale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 DDL 1141 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 (Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI ( M5S ), relatore introduce il disegno di legge di ratifica dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo sottoscritto nel febbraio 2017 tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra. L'Accordo, frutto di un iter negoziale durato quasi quattro anni, è finalizzato ad istituire un partenariato per rafforzare il dialogo politico tra l'Unione europea e l'Afghanistan, per migliorare le relazioni fra le Parti e per sviluppare la cooperazione bilaterale in un'ampia gamma di settori - dalla sicurezza allo sviluppo sostenibile fino al commercio -, anche al fine di promuovere la collaborazione in ambito multilaterale e di incoraggiare l'inserimento del Paese asiatico nel sistema economico internazionale. Il testo, che intende porsi anche quale strumento di promozione e sostegno dei princìpi democratici, dei diritti umani, dello Stato di diritto e della pace, dispone altresì in ordine alla cooperazione fra le Parti nella lotta contro il terrorismo, la corruzione, il riciclaggio di denaro, il crimine organizzato e il traffico di sostanze stupefacenti, così come nella gestione delle migrazioni. Composto di sessanta articoli, suddivisi in nove titoli, l'Accordo definisce innanzitutto il proprio campo di applicazione (Titolo I, articoli 1-2), e vede le Parti confermare la loro adesione ai valori comuni sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. Il Titolo II, dedicato alla cooperazione politica (articoli 3-11), esplicita l'impegno delle Parti ad instaurare un dialogo politico regolare per favorire una migliore comprensione reciproca, per cooperare alla promozione dei diritti umani e delle istituzioni che se ne occupano, nonché per consolidare le politiche relative alle questioni di genere. Il Titolo II esplicita altresì la volontà delle Parti a cooperare per promuovere la piena applicazione dello statuto della Corte penale internazionale, per rafforzare l'applicazione degli strumenti internazionali sul disarmo e la lotta alla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, per contrastare il commercio illecito di armi leggere e il terrorismo. Con riferimento alla cooperazione allo sviluppo, il Titolo III (articolo 12) vede le Parti riaffermare il loro impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio, a rispettare la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti, a promuovere lo sviluppo sostenibile e a collaborare nell'ambito delle organizzazioni regionali e internazionali. L'Accordo definisce, quindi, (Titolo IV, articoli 13-23) la cornice della cooperazione bilaterale in materia di scambi ed investimenti, prevedendo l'avvio di un dialogo sul commercio bilaterale e multilaterale, la diversificazione degli scambi commerciali, l'eliminazione degli ostacoli non tariffari e la collaborazione su questioni sanitarie e di sicurezza alimentare. Vengono, inoltre, previsti l'intensificazione della cooperazione tra le autorità doganali, l'incentivazione agli investimenti diretti esteri, l'accesso reciproco nel settore dei servizi e la tutela di diritti di proprietà intellettuale. Con l'Accordo le Parti riconoscono altresì l'importanza di incrementare la loro cooperazione in materia di giustizia e affari interni, di collaborare per contrastare la criminalità organizzata e la corruzione, e convengono sull'impegno a combattere il traffico di droghe illecite, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, e a gestire in modo congiunto i flussi migratori, a partire dalla possibilità di negoziare un accordo che disciplini gli obblighi in materia di riammissione (Titolo V, articoli 24-30). Relativamente alla cooperazione settoriale (Titolo VI, articoli 31-47), l'Accordo prevede che le Parti collaborino nella modernizzazione della pubblica amministrazione in Afghanistan e nella gestione del rischio di catastrofi, e promuovano azioni concertate nei settori dell'istruzione, della formazione professionale, dell'occupazione, dello sviluppo sociale, dei trasporti, dell'agricoltura, della sanità e della cultura. L'Accordo, dopo aver sottolineato l'importanza di iniziative di cooperazione regionale finalizzate a ripristinare lo status dell'Afghanistan quale ponte continentale tra l'Asia centrale, l'Asia meridionale e il Medio Oriente (Titolo VII, articolo 48), definisce il proprio Quadro istituzionale (Titolo VIII, articolo 49), prevedendo un comitato misto - composto da rappresentanti delle due Parti al massimo livello possibile - destinato a riunirsi in alternanza a Kabul e a Bruxelles, con il compito di fissare priorità, formulare proposte d'interesse comune, promuovere obiettivi e comporre eventuali controversie. Da ultimo, il Titolo IX (articoli 50-60), relativo alle disposizioni finali, oltre a prevedere l'impegno delle Parti a lottare contro le frodi e la corruzione, ad accordare agli esperti che partecipino all'attuazione della cooperazione gli strumenti necessari allo svolgimento delle loro mansioni, a garantire protezione adeguata alle informazioni scambiate, definisce l'ambito territoriale dell'Accordo e reca le indicazioni circa la sua entrata in vigore, l'applicazione in via provvisoria, la durata e le modalità di denuncia. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'analisi delle compatibilità dell'intervento - conclude il Relatore - non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 15,50.