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Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera relativa al riconoscimento reciproco dei marchi impressi sui lavori in metalli preziosi. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL CONSIGLIO FEDERALE SVIZZERO desiderosi di concludere una convenzione in vista di promuovere e facilitare gli scambi di lavori in metalli preziosi fra i due Paesi, hanno designato quali Plenipotenziari, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Sua Eccellenza Enrico MARTINO, ambasciatore straordinario e plenipotenziario d'Italia in Svizzera IL CONSIGLIO FEDERALE SVIZZERO Signor Willy SPUHLER, consigliere federale, capo del Dipartimento politico federale, i quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri e averli trovati in buona e debita forma, hanno convenuto quanto segue: Art. 1. Ai sensi della presente convenzione l'espressione: 1) "Legge italiana" indica la legge del 30 gennaio 1968, n. 46, sulla disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi e successive, modifiche; 2) "Legge svizzera" indica la legge federale del 20 giugno 1933 sul controllo del commercio in metalli preziosi e in lavori di metalli preziosi e successive modifiche; 3) "Lavori" indica i lavori, ivi comprese le casse da orologio, in oro, in argento, in platino o in palladio; 4) "Marchio di artefice" indica il marchio previsto, con carattere di obbligatorietà, dall'art. 9 della legge svizzera; "marchio ufficiale" indica il marchio ufficiale (marchio di garanzia) di cui all'art. 15 della legge stessa; 5) "Marchio di identificazione" indica il marchio legale previsto, con carattere di obbligatorietà, dall'art. 4 e definito dall'art. 7 della legge italiana e, transitoriamente, il marchio di cui agli articoli 1, 5 e 6 della legge 5 febbraio 1934, n. 305, che, a norma dell'art. 28 della legge italiana, conserva la sua validità fino alla data di assegnazione dei nuovi marchi previsti dagli articoli 4 e 7 della legge stessa. Ciascuna Parte contraente si impegna a notificare all'altra Parte le eventuali modifiche che venissero apportate alle leggi di cui ai numeri 1) e 2).