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Sopravvenienze nel conflitto di attribuzione tra enti - Sopravvenuto annullamento parziale dell'atto impugnato - Permanenza dell'interesse all'accertamento della natura e della spettanza del potere esercitato - Rigetto di richiesta di parziale cessazione della materia del contendere.. Nel conflitto di attribuzione promosso dalla Regione Veneto in relazione alla deliberazione n. 227 del 2015 della Corte dei conti, sez. reg. di controllo per il Veneto, dichiarativa dell'irregolare rendicontazione delle spese di alcuni gruppi consiliari regionali per l'esercizio finanziario 2014, non è accolta la richiesta della ricorrente di dichiarare cessata in parte qua la materia del contendere, per sopravvenuta carenza di interesse, in conseguenza del successivo annullamento della medesima delibera, nella parte relativa alle spese defensionali e per il personale, disposto dalle sezioni riunite della Corte dei conti. Tale annullamento parziale ridimensiona gli effetti dell'atto gravato, ma lascia inalterato l'oggetto del contendere, vale a dire la verifica circa la spettanza del potere; permane, infatti, l'interesse ad accertare la natura del controllo svolto dalla sezione regionale e le possibili ricadute sull'autonomia costituzionale della Regione, allo scopo di porre fine ad una situazione di incertezza in ordine al riparto costituzionale delle attribuzioni. ( Precedente citato: sentenza n. 9 del 2013 ). Secondo la giurisprudenza costituzionale, la cessazione della materia del contendere, a differenza della rinuncia al processo [rectius, al ricorso], comporta da parte dell'organo giudicante un'indagine circa il merito della contestazione. ( Precedente citato: sentenza n. 3 del 1962 ).