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Competenza e giurisdizione civile - Giudizi civili pendenti - Competenza territoriale del giudice di pace del luogo in cui ha sede l’ufficio giudiziario o la sezione dinanzi a cui il giudizio è pendente - Deroga ai criteri generali di ripartizione della competenza - Prospettata violazione del principio del giudice naturale, del principio di eguaglianza e del diritto di azione e difesa - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 e 2, comma 1, della legge 16 dicembre 1999, n. 479 - in riferimento agli artt. 3, 24, e 25, primo comma della Costituzione - nella parte in cui, con riguardo ai giudizi civili già pendenti davanti al pretore alla data del 30 aprile 1995 e rientranti nella competenza per valore del giudice di pace, è prevista la competenza per territorio del giudice di pace del luogo in cui ha sede l'ufficio giudiziario o la sezione distaccata dinanzi a cui il giudizio è pendente alla data di entrata in vigore della legge stessa. Infatti la garanzia del giudice naturale non può ritenersi compromessa dalla deroga ai criterî generali di ripartizione della competenza per territorio prevista dalla norma denunciata, introdotta dal legislatore - nell'esercizio della sua discrezionale valutazione - con finalità di semplificazione e di riduzione dei disagi derivanti da ulteriori modificazioni del luogo di svolgimento del giudizio. - Sul trasferimento previsto dalla legge n. 479 del 1999, v. anche ordinanza n. 152/2001 (citata). - Sui criterî che assicurano il rispetto del principio del giudice naturale, cfr. ordinanza n. 159/2000, sentenza n. 419/1998, ordinanza n. 176/1998; sul bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nell'individuazione del giudice competente, ordinanza n. 152/2001, n. 51/1997 e n. 143/1996 (tutte, qui citate).