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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 12 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE REFERENTE A.S. 771 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015, con Scambio di Note fatto ad Abu Dhabi il 27 novembre 2017 e il 17 gennaio 2018; b) Trattato di mutua assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 DDL 771 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015, con Scambio di Note fatto ad Abu Dhabi il 27 novembre 2017 e il 17 gennaio 2018; b) Trattato di mutua assistenza giudiziaria in materia penale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati arabi uniti, fatto ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 settembre. Il sottosegretario MERLO tiene a fornire alcuni chiarimenti avuto riguardo agli specifici quesiti, di natura tecnica, posti in occasione della scorsa seduta. Per quanto riguarda, in particolare, l'articolo 3 del Trattato di estradizione, sottolinea che si tratta di una norma convenzionale che si conforma alle disposizioni della Costituzione nonché alla disciplina generale in materia di estradizione, prevista dagli articoli 697 e seguenti del Codice di procedura penale. In primo luogo, il combinato disposto degli articoli 10 e 26 della Costituzione vieta l'estradizione per reati politici, si tratti dell'estradizione di un cittadino o di uno straniero. Ai sensi dell'articolo 8 del Codice penale, è reato politico quello che "offende un interesse politico dello Stato ovvero un diritto politico del cittadino. È altresì considerato delitto politico il delitto comune determinato, in tutto o in parte, da motivi politici". Tuttavia, secondo l'insegnamento costante della Corte di Cassazione, ai fini estradizionali, la nozione di reato politico non può limitarsi a quella fornita dal Codice penale, ma deve essere tratta dal complesso del sistema derivante dal contesto costituzionale e dall'adesione a convenzioni internazionali, che "lo assumono in una più ampia funzione di garanzia della persona umana". La lettera b) dell'articolo 3 del Trattato - continua il Rappresentante del Governo - è volta ad evitare, conformemente ai principi degli articoli 2 e 3 della Costituzione, che l'estradato possa subire la pena, il processo e la condanna per ragioni di discriminazione razziale, sessuale, religiosa, per condizioni sociali di nazionalità o opinioni politiche. Le lettere c) , d) , e) e f) vietano l'estradizione in vista dell'esigenza di tutela di fondamentali diritti della persona umana: dal divieto di pena di morte, al divieto di trattamenti inumani o degradanti, alla necessità del rispetto del diritto di difesa. Si tratta dell'applicazione di precise disposizioni di livello costituzionale: in materia di estradizione occorre, infatti, evitare che l'ordinamento giuridico dello Stato richiedente possa contenere disposizioni la cui applicazione rappresenterebbe patente violazione dei diritti umani. Occorre, dunque, scongiurare la lesione dei diritti fondamentali dell'estradando da parte dell'ordinamento richiedente: tale evenienza appare differente rispetto alle situazioni contingenti che hanno portato all'adozione, nei confronti dell'Italia, di pronunce di condanna in sede europea rispetto a detenuti cui il sistema riconosce e tutela, comunque, i diritti predetti. La lettera g) rappresenta applicazione del principio fondamentale per cui la medesima persona non può essere giudicata e condannata due volte sullo stesso fatto ( ne bis in idem ). Le lettere h) e i) dispongono il divieto di estradizione in casi di reati estinti o di fatti non previsti come reato (se non dal Codice penale militare) dall'ordinamento richiesto. La lettera j) rappresenta una forma indiretta di tutela dei diritti fondamentali del soggetto cui l'ordinamento richiesto ha già concesso asilo politico. La lettera k) , infine, contiene una clausola di tutela generale per gli interessi essenziali dello Stato richiesto. Per quanto concerne, invece, il numero di cittadini italiani detenuti negli Emirati arabi uniti e in Arabia Saudita, altra domanda rivolta nella precedente seduta, chiarisce che negli Emirati arabi uniti i connazionali detenuti sono 10, mentre in Arabia Saudita non ce ne sono. Non rilevando nessun'altra richiesta di intervento, il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, chiusa la discussione generale, informando, al contempo, che sono pervenuti i prescritti pareri. Successivamente, verificata la presenza del numero legale, pone ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva all'unanimità. A.S. n. 772 Ratifica Accordo Italia-Giappone trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa DDL 772 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Giappone concernente il trasferimento di equipaggiamenti e di tecnologia di difesa, fatto a Tokyo il 22 maggio 2017 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI designa il senatore Airola, in sostituzione del senatore Ciampolillo, quale relatore sul provvedimento in esame. Il relatore AIROLA ( M5S ), dà conto del disegno di legge di ratifica dell'Accordo sottoscritto nel maggio 2017 tra l'Italia e il Giappone sul trasferimento di equipaggiamenti e tecnologia di difesa, ricordando, innanzitutto, che il testo riproduce i contenuti dell'Atto Senato 2971, esaminato dalla Commissione esteri nel dicembre 2017, sul finire della scorsa legislatura, provvedimento che non poté tuttavia completare il suo iter di esame proprio a causa della conclusione della legislatura. L'Accordo in esame, che ricalca analoghi provvedimenti esaminati in passato, si compone di un preambolo e di 7 articoli ed è finalizzato a fissare la cornice giuridica entro cui consolidare la collaborazione bilaterale in materia di sicurezza e difesa tra i due Paesi, in particolare per agevolare e sviluppare la realizzazione di progetti di ricerca e produzione congiunta, anche a beneficio delle industrie nazionali di difesa, nel quadro del comune impegno per contribuire alla pace ed alla stabilità internazionale. Il testo, dopo aver enunciato gli scopi dell'Intesa (articolo 1), istituisce un Comitato congiunto preposto a definire la natura degli equipaggiamenti e della tecnologia di difesa oggetto di eventuali trasferimenti (articolo 2) e dispone l'obbligo per le Parti di utilizzo delle dotazioni scambiate nel rigoroso rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, vietandone altresì il trasferimento a terzi senza previo consenso della Parte che ha originato il trasferimento (articolo 3). I successivi articoli disciplinano, quindi, il trattamento di informazioni e documenti classificati (articolo 4), precisano che le misure dell'Accordo e di quelle da esso derivanti saranno attuate nel rispetto degli ordinamenti nazionali e degli stanziamenti di bilancio di ciascuna Parte (articolo 5), definiscono le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 6), ed enunciano le disposizioni relative all'entrata in vigore, all'eventuale modifica ed alla denuncia del testo (articolo 7). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all'ordine di esecuzione (articolo 2), alle disposizioni finanziarie (articolo 3), alla clausola di invarianza di finanziaria (articolo 4) ed all'entrata in vigore (articolo 5). Con riferimento agli oneri economici, il disegno di legge li quantifica in 4.529 euro ad anni alterni a decorrere dal 2018, imputabili alle sole spese di missione dei rappresentanti della Difesa per la loro partecipazione alle riunioni del Comitato congiunto in Giappone. A tale riguardo, il relatore richiama l'attenzione dei Commissari su uno specifico profilo critico attinente all'attribuzione di discrezionalità al Comitato circa la natura dei trasferimenti, suscettibile di esautorare sostanzialmente il controllo parlamentare sul processo decisionale relativo agli eventuali scambi. Proprio in ragione dei suddetti aspetti critici riscontrati, propone che venga svolto un supplemento di indagine, mediante eventuali audizioni di soggetti coinvolti nell'implementazione dell'Accordo. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e dichiara aperta la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( M5S ) ricorda preliminarmente che, in materia di import-export degli armamenti, vige tuttora la legge n. 185 del 1990, la quale, peraltro, prevede che l'Esecutivo inoltri annualmente alle Camere un'apposita relazione che, tuttavia, di rado è oggetto di approfondita disamina parlamentare. In proposito, a suo avviso, sarebbe opportuno procedere ad una verifica sull'effettivo funzionamento di un provvedimento ormai risalente negli anni, magari attraverso l'avvio, da parte della Commissione, di una indagine conoscitiva o di un affare assegnato. A riguardo, interviene il PRESIDENTE per manifestare il proprio consenso a tale ultima iniziativa, che sottoporrà al vaglio di un prossimo Ufficio di Presidenza. Secondo il senatore ALFIERI ( PD ) l'Accordo in argomento costituisce uno strumento di cooperazione bilaterale lungamente atteso dalle due parti in causa. Come noto, il Giappone rappresenta un partner strategico per l'Italia e, conseguentemente, sarebbe opportuno procedere in modo spedito alla ratifica di tale Trattato, anche considerando le ricadute economiche per l'industria nazionale della difesa. Il senatore AIMI ( FI-BP ) rammenta che il rapporto di partenariato che ci lega al Giappone risulta estremamente importante, anche alla luce delle eccellenti relazioni commerciali in corso a livello bilaterale. Ne consegue che occorre procedere in modo veloce all'approvazione del provvedimento in argomento, rispetto al quale, peraltro, sono state già esperite sufficienti analisi e verifiche. Anche il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) reputa utile pervenire all'adozione del suddetto Trattato, partendo dal presupposto che, al riguardo, esiste un convincimento condiviso. Replica, quindi, il relatore, senatore AIROLA ( M5S ), al quale preme precisare che, nella presente sede, non sono assolutamente in discussione gli ottimi rapporti, sia politici che economici, da tempo esistenti tra l'Italia e il Giappone. Nel ribadire ulteriormente che non esiste alcuna intenzione di affievolire l'attuale partnership , permane, tuttavia, l'esigenza di palesare alcune criticità presenti nell'Accordo in questione, con particolare riferimento ai poteri discrezionali che vengono attribuiti al mentovato Comitato tecnico. Detto diversamente, secondo il relatore, si tratta anche di valorizzare, in senso proprio, la funzione tipica del controllo parlamentare, che esige, in un qualsivoglia sistema democratico, di realizzare pienamente l'attività di vaglio critico dei provvedimenti. Prende, quindi, la parola il sottosegretario MERLO, il quale ricorda che le autorità nipponiche hanno più volte palesato espressamente l'auspicio di addivenire ad un celere esito positivo dell' iter di ratifica di tale Accordo. Da parte italiana, recentemente, il Ministro della difesa Trenta ha reiterato l'impegno a favore dello scambio di tecnologia militare tra i due Paesi, cogliendo l'opportunità di usufruire delle risorse finanziarie che saranno rese disponibili dall'attuazione di questa convenzione. Il PRESIDENTE , quindi, rinvia il seguito dell'esame. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata per le ore 9 di domani, giovedì 20 settembre, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,30.