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Disposizioni in materia di riduzione dell'aliquota IVA sui profilattici maschili e femminili per la prevenzione delle malattie e infezioni sessualmente trasmissibili. Onorevoli Senatori. – Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) costituiscono un esteso gruppo di malattie infettive diffuso in tutto il mondo, che può essere causa di sintomi acuti, infezioni croniche e gravi complicanze a lungo termine per milioni di persone ogni anno. Tra le infezioni maggiormente diffuse: candida vaginale, clamidia, herpes genitale, HIV e AIDS, papillomavirus umano, trichomonas vaginalis , pediculosi del pube, sifilide. I giovani tra 15 e 24 anni rappresentano la fascia di età più esposta allo sviluppo di queste patologie. L'Istituto superiore di sanità (ISS) ha specificato che « gli agenti responsabili delle infezioni sessualmente trasmesse si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale) per contatto con i liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, sangue, saliva). Inoltre, si possono trasmettere attraverso il sangue (ad esempio trasfusioni, contatto con ferite, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing ) o con i trapianti di tessuto o di organi (HIV, HBV, HCV, Sifilide), ed infine, per passaggio diretto dalla madre al feto o al neonato durante la gravidanza, il parto, o l'allattamento (es. HIV, virus dell'epatite B, herpes genitale, sifilide, gonorrea, clamidia) ». Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno, a livello globale, sono circa 357 milioni le nuove infezioni di cui 1 su 4 rappresentate da: clamidia, gonorrea, sifilide e tricomoniasi. Un adolescente su venti presenta un'infezione batterica acquisita per via sessuale, e l'età in cui tali infezioni si presentano sta diventando sempre più bassa. Si stima che più di 500 milioni di persone abbiano un'infezione genitale dovuta a virus herpes simplex (HSV). Oltre 290 milioni di donne hanno un'infezione da papillomavirus umano (HPV), una delle IST più letali. Il notiziario dell'ISS di luglio-agosto 2017 « Le Infezioni sessualmente trasmesse: aggiornamento dei dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2015 » si legge che: è aumentato progressivamente, tra il 2010 e il 2015, il numero delle persone con una IST confermata; è aumentato del 153 per cento il numero delle segnalazioni di condilomi ano-genitali tra il 2004 e il 2015 e aumentano costantemente dal 2008 i casi di infezione da Chlamydia trachomatis ed è aumentata tra il 2008 e il 2015 la percentuale di HIV positivi tra le persone con una IST confermata. Le giovani donne tra i 15 e i 24 anni mostrano la più alta prevalenza di infezione da Chlamydia trachomatis rispetto alle donne di età superiore. Dopo il 2000, i casi di sifilide I-II sono aumentati del 350 per cento rispetto agli anni Novanta. Nel 2015, la prevalenza di HIV tra le persone con una IST confermata è stata circa sessanta volte più alta di quella stimata nella popolazione generale italiana. Nella relazione AIDS 2016, inviata al Parlamento il 2 agosto 2017 emergono cifre significative. Secondo i dati del report UNAIDS ( Joint United Nations Programme on HIV and AIDS ), nel 2015 ci sono state, in tutto il mondo, oltre 2 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e sono 36,7 milioni le persone che vivono con l'infezione da HIV. Gli ultimi dati forniti dal Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), riferiti al 2015, riportano 29.747 nuove diagnosi di infezione da HIV nei 31 Paesi dell'Unione europea e European Economic Area (EU/EEA). L'Italia, con un'incidenza del 5,7 per 100.000 abitanti, nel 2015, si posiziona al tredicesimo posto rispetto ad altri Paesi dell'Europa occidentale. Nel 2015, l'incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente rispetto ai tre anni precedenti. I dati diffusi dal Centro studi investimenti sociali (CENSIS) sulle conoscenze in materia di sessualità e rischi connessi nel mese di febbraio 2017 fanno emergere che « Il 43,5 per cento dei giovani italiani tra i 12 e i 24 anni ha già avuto rapporti sessuali completi. La quota sale al 79,2 per cento tra i 22 e i 24 anni. L'età media al primo rapporto sessuale è di 16,4 anni, 17,1 anni è l'età media al primo rapporto completo. Il 92,9 per cento di chi ha avuto rapporti sessuali completi dichiara di stare sempre attento per evitare gravidanze, ma una quota minore (il 74,5 per cento) si protegge sempre per evitare infezioni e malattie a trasmissione sessuale. La distinzione tra contraccezione e prevenzione non è sempre chiara tra i giovani. Il 70,7 per cento usa il profilattico come strumento di prevenzione, ma il 17,6 per cento dichiara di ricorrere alla pillola anticoncezionale, collocandola erroneamente tra gli strumenti di prevenzione piuttosto che tra i mezzi di contraccezione ». I dati suddetti rappresentano, in parte, la diretta conseguenza della mancanza di qualsiasi forma di educazione alla sessualità nelle scuole, ed in particolare del tabù che continua a limitare l'uso del profilattico che rappresenta l'unico metodo per prevenire tutte le malattie a trasmissione sessuale. Nonostante i preservativi siano considerati dispositivi medici il prezzo in Italia continua ad essere molto elevato a causa, anche, dell'aliquota IVA applicata al 22 per cento. Il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante « Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto » elenca nella tabella A, parte III, i beni e servizi soggetti all'aliquota del 10 per cento. Il presente disegno di legge è volto a introdurre la suddetta aliquota IVA agevolata (10 per cento) per i profilattici maschili e femminili.. 1 (Disposizioni in materia di riduzione dell'aliquota IVA sui profilattici maschili e femminili) 1 Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 114) è inserito il seguente: « 114-bis) profilattici maschili e femminili ». 2 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.