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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 74 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REFERENTE A.S. 1608 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 marzo 2017 DDL 1608 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 marzo 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Alfieri a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1609 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Ministero della difesa della Repubblica italiana e il Segretariato della difesa nazionale e il Segretariato della marina militare degli Stati uniti messicani in materia di cooperazione nel settore delle acquisizioni per la difesa, fatto a Città del Messico il 17 agosto 2018 DDL 1609 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Ministero della difesa della Repubblica italiana e il Segretariato della difesa nazionale e il Segretariato della marina militare degli Stati uniti messicani in materia di cooperazione nel settore delle acquisizioni per la difesa, fatto a Città del Messico il 17 agosto 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA A.S. 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - legge di delegazione europea 2019 (Relazione alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore MARILOTTI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge recante il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - legge di delegazione europea per il 2019. Ricorda preliminarmente che la Commissione ha già esaminato la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 ( Doc . LXXXVI, n. 3), formulando - lo scorso 11 febbraio - un parere favorevole a beneficio della 14 a Commissione. Il disegno di legge di delegazione europea per il 2019 si compone di 20 articoli, riguardanti il recepimento di 33 direttive europee inserite nell'allegato A, nonché i principi e i criteri direttivi per l'adeguamento della normativa nazionale a 11 regolamenti europei (articoli 10, 11 e da 13 a 20). Agli articoli 1 e 2, il disegno di legge riepiloga i principi di carattere generale che dovranno presiedere all'esercizio del potere delegato. Passando all'esame delle singole disposizioni, il relatore precisa, innanzitutto, che esse si riferiscono a settori molto eterogenei tra loro (dai media audiovisivi alle comunicazioni elettroniche, dalla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili alla filiera agricola ed alimentare, dal diritto d'autore alla sanità animale), interessando in maniera piuttosto limitata ed in ogni caso residuale le competenze della nostra Commissione. Aspetti di relativo interesse si rinvengono con riferimento all'articolo 4, che delega il Governo all'attuazione della direttiva (UE) 2018/1972 istitutiva del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, e che annovera, fra i suoi obiettivi, quelli dello sviluppo di nuove reti per fornitura di servizi di comunicazione elettronica ad altissima velocità e la creazione di un ambiente favorevole agli investimenti in tali infrastrutture. L'articolo 5, prosegue il relatore, reca i principi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, che chiama gli Stati membri ad indicare i livelli che intendono raggiungere in vista dell'obiettivo europeo per il 2030. Il Quadro 2030 per il clima e l'energia comprende obiettivi chiave a livello di Unione europea per il periodo dal 2021 al 2030 volti alla riduzione almeno del 40 per cento delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990, al raggiungimento di una quota almeno del 32 per cento di energia rinnovabile e un miglioramento almeno del 32,5 per cento dell'efficienza energetica. A titolo meramente ricognitivo, tenuto conto degli aspetti di interesse residuale della Commissione affari esteri, il relatore richiama l'articolo 13 che reca i principi e i criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/1160 modificativa delle direttive 2009/65/CE e 2001/61/UE per quanto riguarda la distribuzione transfrontaliera degli organismi di investimento collettivo e conferisce una delega per il completo adeguamento dell'ordinamento italiano ai contenuti del Regolamento (UE) 2019/1156 per facilitare la distribuzione transfrontaliera degli organismi di investimento collettivo. Un'attenzione particolare all'articolo 18, che contiene una delega al Governo per l'adeguamento della normativa interna alle disposizioni del Regolamento (UE) 2019/881, relativo all'Agenzia dell'Unione europea per la cybersicurezza e alla certificazione della cybersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con l'introduzione dei primi sistemi europei di certificazione della cybersicurezza si punta, fra l'altro, a ridurre la frammentazione del mercato interno dell'Unione europea in tale materia. In conclusione, il relatore non ravvisa ostacoli ad esprimere prossimamente, relativamente ai profili di competenza, una relazione non ostativa alla 14 a Commissione sul provvedimento in esame. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esaustiva relazione e apre la discussione generale. Il senatore ALFIERI ( PD ) propone al relatore di integrare la proposta di relazione in preparazione con una osservazione, di cui dà conto ai Commissari, concernente gli autoveicoli targati dei residenti di Campione d'Italia. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), in primo luogo, rende esplicita l'esigenza, di carattere generale, che l'esame di provvedimenti, come quello in titolo, da parte della Commissione, venga preceduto, in via propedeutica, da un'adeguata documentazione, tale da consentire, con la dovuta trasparenza, una disamina ponderata e approfondita dei provvedimenti stessi. In secondo luogo, passando a valutare nel merito il disegno di legge di delegazione europea 2019, dissente con l'impostazione del relatore che, di fatto, va a conferire alla 3 a Commissione un vaglio residuale del medesimo disegno di legge, laddove, a suo avviso, sarebbe invece opportuno che, per le sue competenze estese e di natura generale attinenti la politica estera nazionale ed europea, la Commissione medesima si impegnasse in una idonea azione di verifica a 360 gradi delle questioni che le vengono sottoposte. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), nel segnalare che l'A.S. 1721 rappresenta un provvedimento di grande rilevanza per l'Italia, auspica, visto che esso abbraccia una serie eterogenea di materie e di settori, che la Commissione esteri, prima di procedere all'adozione della sua relazione, attenda anche gli approfondimenti che stanno svolgendo all'uopo le altre Commissioni permanenti. Il presidente PETROCELLI , nel replicare ai colleghi testé intervenuti, li rassicura facendo presente che, avuto riguardo all'esame del predetto Atto Senato, verrà applicata la consueta procedura seguita nelle Commissioni in sede consultiva, non essendo possibile seguire procedimenti inappropriati o non considerati dalla prassi e dal Regolamento del Senato. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE REFERENTE A.S. 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 DDL 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, la cui stesura risale al maggio del 2003. Il Protocollo, adottato dalla riunione straordinaria del 2003 sulla Convenzione di Aarhus relativa all'accesso all'informazione in materia ambientale, ratificato finora da 37 Paesi e dall'Unione europea e in vigore dall'ottobre 2009, rappresenta il primo strumento internazionale, legalmente vincolante, che obbliga le Parti a istituire inventari o registri nazionali sulle emissioni e dei trasferimenti in aria e acqua di specifiche sostanze inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e dagli stabilimenti industriali. Il suo scopo principale è quello di agevolare la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in campo ambientale e di contribuire a prevenire e ridurre l'inquinamento dell'ambiente. Il testo  adottato nel quadro dell'UNECE, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite  ricomprende ed amplia gli strumenti normativi già esistenti a livello di Unione europea e nazionale, ovvero l'inventario europeo denominato EPER ( European Pollutant Emission Register ), finalizzato a raccogliere le informazioni sulle emissioni in aria e acqua di specifiche sostanze inquinanti, e la «dichiarazione INES» (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti), che, in ambito nazionale, ha assicurato, per il tramite dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), tale raccolta informativa. Il relatore evidenzia come il contenuto del Protocollo risulti in concreto già attuato in Italia e nel territorio dell'Unione europea mediante il Regolamento europeo n. 166 del 2006, che, relativo all'istituzione di un registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, ha disposto l'aggiornamento del precedente registro EPER (ora sostituito dallo E-PRTR , European Pollutant. Release and Transfer Register ) e l'ampliamento del campo di indagine da 50 a 91 sostanze inquinanti, da 12 mila ad oltre 24 mila stabilimenti industriali, da 56 a 65 settori di attività. In Italia, inoltre, nel dare attuazione alle disposizioni europee, sono state individuate le autorità competenti per la valutazione delle dichiarazioni PRTR  il Ministero dell'ambiente e l'ISPRA  e sono state stabilite tempistica e modalità di presentazione della dichiarazione da parte degli interessati, ovvero i gestori dei complessi industriali. Composto da trenta articoli e da quattro allegati, il Protocollo in esame, dopo aver precisato il proprio scopo (articolo 1) e offerto un quadro delle definizioni utilizzate (articolo 2), individua gli elementi fondamentali di un sistema di registri di emissioni e trasferimenti di sostanze inquinanti (articolo 4) e i contenuti del registro (articolo 6). Fissa quindi gli obblighi di comunicazione che ciascun Paese parte è tenuto a far rispettare ai gestori o ai proprietari degli impianti (articolo 7), nonché il periodo di notificazione, gli elementi necessari per la raccolta e registrazione dei dati, la valutazione qualitativa delle informazioni comunicate e la garanzia di accesso del pubblico alle informazioni (articoli 8-11). Gli ulteriori articoli disciplinano la partecipazione del pubblico alla realizzazione dei registri nazionali delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (articolo 13), l'accesso alla giustizia per quanti si ritengano lesi nel proprio diritto ad essere informati (articolo 14), la cooperazione internazionale e le riunioni fra le Parti (articolo 16) e gli strumenti di modifica del Protocollo (articolo 20). Organi interni del Protocollo sono la Riunione delle Parti, ovvero l'organo decisionale preposto all'implementazione del documento internazionale (articolo 17), e il segretariato, ovvero l'organo esecutivo della Commissione economica per l'Europa (articolo 21). Infine, il Protocollo detta norme per la risoluzione delle controversie (articolo 23), esclude che possano essere ammesse delle riserve alle disposizioni del testo (articolo 28) e stabilisce le modalità per la sua denuncia (articolo 29). Gli Allegati al Protocollo individuano, rispettivamente, le attività (Allegato I), le sostanze inquinanti (Allegato II), le operazioni di smaltimento e recupero (Allegato III) e la procedura di arbitrato in caso di controversie (Allegato IV). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, nel porre una clausola di invarianza finanziaria, stabilisce che le amministrazioni pubbliche interessate provvedano all'attuazione del provvedimento in esame con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. La ratifica del Protocollo - conclude il relatore - non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e con gli altri obblighi internazionali assunti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) interviene nuovamente sull'ordine dei lavori per stigmatizzare l'atteggiamento del Presidente, a suo modo di vedere poco rispettoso dei diritti delle minoranze parlamentari, che devono essere comunque garantiti anche e soprattutto nello svolgimento della usuale attività legislativa in Commissione. In proposito, il presidente PETROCELLI replica considerando priva di fondamento tale ultima affermazione, dal momento che mai e in nessuno caso è stata negata la possibilità a chiunque di esprimere la propria critica. Al contempo, coglie l'occasione per ricordare ai colleghi del Gruppo Lega Nord la necessità di nominare il loro capogruppo in Commissione, carica che risulta ancora vacante. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 DDL 1703 Ratifica ed esecuzione dei seguenti trattati: a) Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; b) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia di assistenza giudiziaria in materia penale, fatto a Roma il 16 dicembre 2016; c) Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Colombia sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Roma il 16 dicembre 2016 (Esame e rinvio) La senatrice PACIFICO ( M5S ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dalla Colombia nel dicembre 2016, rispettivamente sull'estradizione, sull'assistenza giudiziaria in materia penale e sul trasferimento delle persone condannate. I Trattati oggetto della presente ratifica si inseriscono nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e alla regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità. Il primo dei tre Accordi - quello relativo all'estradizione - si compone di 23 articoli ed è finalizzato a promuovere una rapida ed efficace collaborazione fra i due Paesi in materia di estradizione, conformemente ai principi del diritto internazionale. In particolare Italia e Colombia si impegnano ad estradare le persone ricercate che si trovino nel proprio territorio, sia al fine di eseguire una misura privativa della libertà disposta nell'ambito di un procedimento penale (estradizione processuale) sia al fine di consentire l'esecuzione di una condanna definitiva (estradizione esecutiva). L'estradizione sarà concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente è previsto come reato anche dalla legislazione dello Stato richiesto, secondo il cosiddetto principio della doppia incriminazione (articolo 2). Ai fini della determinazione della sussistenza della doppia incriminazione, è peraltro irrilevante l'eventuale diversa qualificazione giuridica del fatto. Per l'estradizione processuale l'Accordo prevede un limite di pena edittale non inferiore a tre anni nel minimo, mentre per l'estradizione esecutiva prevede un limite di pena pari ad un anno di pena residua da scontare. Il testo contempla ipotesi di diniego dell'estradizione nei casi consolidati nelle discipline pattizie internazionali, nonché quando sia intervenuta una causa di estinzione del reato o della pena (articolo 3), e disciplina i motivi di rifiuto facoltativi (articolo 4).Viene, inoltre, previsto il diritto per le Parti di rifiutare l'estradizione dei propri cittadini, anche quando ricorrerebbero le condizioni per concederla, pur prevedendo che lo Stato richiedente possa chiedere il perseguimento penale della persona nello Stato richiesto, in conformità alle leggi di tale Paese, o la mera esecuzione della pena nel territorio della Parte richiesta, senza necessità di un nuovo processo (articolo 5). Ulteriori disposizioni riguardano - fra le altre - l'applicazione del "principio di specialità" in favore della persona estradata, secondo cui essa non potrà essere in nessun modo perseguita o arrestata dallo Stato richiedente, né estradata ad una parte terza, per fatti diversi da quelli oggetto della richiesta di estradizione (articolo 6), l'estradizione semplificata (articolo 7), i documenti e la formulazione delle richieste di estradizione (articoli 8-10), le garanzie che la Parte richiesta possa a sua volta rivolgere alla Parte richiedente al fine di assicurare alla persona interessata un giusto processo e l'esclusione a suo carico di torture o trattamenti inumani o degradanti (articolo 11) e i casi per richiedere l'arresto provvisorio della persona richiesta (articolo 12). Il secondo Trattato - quello di assistenza giudiziaria - composto da 29 articoli, è volto a disciplinare in modo preciso il settore dell'assistenza giudiziaria penale, adeguando il quadro giuridico all'evoluzione dell'attuale realtà sociale, caratterizzata da sempre più frequenti ed estese relazioni tra i due Stati, il cui progressivo intensificarsi favorisce anche lo sviluppo di fenomeni criminali che li coinvolgono entrambi. L'ampiezza degli intenti perseguiti con il Trattato è esplicitata nelle norme generali, laddove è previsto che le Parti si impegnino a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, quali  tra l'altro  la ricerca e l'identificazione di persone, la notificazione di atti e documenti, la citazione dei soggetti coinvolti a vario titolo nei procedimenti penali, l'acquisizione e la trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, l'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni, lo svolgimento e la trasmissione di perizie, l'esecuzione di attività di indagine e di ispezioni giudiziarie, l'esame di luoghi e cose, l'effettuazione di perquisizioni e sequestri, la confisca dei proventi del reato e delle cose pertinenti al reato, l'intercettazione di comunicazioni e, in generale, qualsiasi altra forma di assistenza che non sia in contrasto con la legislazione della Parte richiesta (articolo 2). I successivi articoli individuano nel Ministero della Giustizia italiano e nella Fiscalìa General de la Naciòn e nel Ministerio de Justicia y del Derecho colombiani le Autorità Centrali designate dalle Parti Contraenti (articolo 4), e stabiliscono forma e contenuto della richiesta di assistenza (articolo 5), nonché le modalità per opporvi un rifiuto o un differimento (articolo 7). Il terzo Trattato bilaterale - quello sul trasferimento delle persone condannate - si è reso necessario dalla mancanza di uno strumento internazionale applicabile, non avendo la Colombia ratificato, quale Paese non membro del Consiglio d'Europa, la Convenzione sottoscritta a Strasburgo il 21 marzo 1983, che costituisce lo strumento giuridico di più ampia applicazione in materia di trasferimenti internazionali di detenuti al fine di eseguire condanne definitive. Il Trattato in esame, composto da 20 articoli, consente il trasferimento dei cittadini dei due Paesi contraenti, condannati e detenuti nell'altro Stato, nel Paese di origine per scontarvi la pena residua. La finalità dell'intesa è essenzialmente quella di favorire il reinserimento sociale della persona condannata, facendole scontare la pena nel luogo in cui ha saldi legami sociali e familiari (articolo 2). Il testo prevede che trasferimento possa avvenire soltanto se il condannato sia cittadino dell'altro Stato, la sentenza di condanna sia passata in giudicato, la parte della condanna ancora da espiare sia pari almeno a un anno, il fatto che abbia dato luogo alla condanna costituisca un reato anche per la legge dello Stato in cui il detenuto deve essere trasferito e, infine, lo Stato di condanna e lo Stato di esecuzione siano d'accordo sul trasferimento. Perché si possa provvedere al trasferimento occorre, altresì, che il detenuto presti il proprio consenso, con piena consapevolezza delle conseguenze giuridiche che ne derivano, che dovranno a tal fine essere comunicate alla persona interessata dalle Parti (articolo 4). Ulteriori articoli disciplinano, fra l'altro, i documenti richiesti per dare luogo al trasferimento (articolo 5), le modalità per informare le persone condannate dell'esistenza del Trattato e delle condizioni da esso previste (articolo 7), le modalità di consegna e di trattamento della persona trasferita (articoli 9-10) e le modalità di esecuzione della condanna nel Paese che riceve la persona (articolo 11). La relazione tecnica che accompagna il provvedimento evidenzia come al momento della presentazione del disegno di legge risultassero ristretti presso le strutture penitenziarie italiane per scontare una condanna definitiva, sessantasei cittadini colombiani, a fronte di trentasei nostri connazionali detenuti, per giudizio irrevocabile, in Colombia. Il disegno di legge di ratifica dei Trattati in esame si compone di 5 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati dall'articolo 3 in 200.052 euro annui, a decorrere dal 2020. La relatrice conclude osservando che i Trattati oggetto della presente ratifica non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia la relatrice per la esaustiva relazione ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 1704 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 DDL 1704 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti, fatto a Roma il 25 novembre 2009 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo del novembre 2009 tra l'Italia e il Turkmenistan sulla promozione e protezione degli investimenti. Ricorda, innanzitutto, che il Turkmenistan, repubblica sovietica fino al 1991, è oggi una repubblica presidenziale indipendente, abitata da poco più di 5,6 milioni di abitanti, che vanta ricchi giacimenti di gas e che occupa un'area di grande rilevanza strategica in Asia centrale, stretta fra il Mar Caspio, l'Afghanistan, l'Iran, il Kazakistan e l'Uzbekistan. L'Accordo in esame, composto da un breve preambolo e da XV articoli, s'inserisce nel contesto generale di ampliamento della rete di accordi sulla promozione e protezione degli investimenti stipulati dall'Italia, con particolare riferimento all'area ex sovietica, ed è finalizzato a creare un quadro giuridico di riferimento volto ad incoraggiare e a conferire garanzie agli investitori dei due Paesi. Dopo aver offerto un quadro delle definizioni utilizzate (articolo I), il testo stabilisce l'impegno delle Parti in materia di promozione e protezione degli investimenti, prevedendo che ciascuna di essa incoraggi gli imprenditori dell'altra Parte ad investire nel proprio territorio, riconoscendo tali investimenti in conformità con la legislazione vigente ed impegnandosi ad assicurare loro un trattamento giusto ed equo, in assenza di misure discriminatorie e garantendo la continuità del trattamento giuridico (articolo II). L'Accordo, nel prevedere il medesimo trattamento nazionale per gli investimenti dell'altra Parte e nel porre la clausola di nazione più favorita, stabilisce l'impegno delle Parti a garantire agli investimenti e ai redditi ricavati dagli investitori nel proprio territorio un trattamento non meno favorevole di quello concesso agli investimenti effettuati e ai redditi ricavati dai propri cittadini o da investitori di Stati terzi (articolo III). L'Intesa bilaterale disciplina, inoltre, i casi di indennizzo per danni o perdite per investimenti nel territorio dell'altra Parte derivanti da guerre, rivoluzioni, rivolte, stati di emergenza o avvenimenti similari (articolo IV), ed esclude la possibilità di interventi di nazionalizzazione o espropri a detrimento degli investimenti effettuati se non dietro corresponsione di adeguati risarcimenti (articolo V). Ulteriori articoli disciplinano la materia del rimpatrio di capitale, di utili e di reddito (articolo VI), i casi di surroga nella titolarità dei crediti (articolo VII), le modalità per i trasferimenti (articolo VIII), e i doveri e le responsabilità degli investitori nei casi non previsti dall'Accordo (articolo IX). Il testo stabilisce, altresì, procedure arbitrali affidate ad organi imparziali per la composizione delle controversie che dovessero insorgere tra le Parti stesse in relazione a questioni di interpretazione o di applicazione dell'Intesa (articolo X) o tra investitori e Parti contraenti (articolo XI). Viene, inoltre, disposto che l'Accordo risulti applicabile indipendentemente dall'esistenza di relazioni diplomatiche o consolari tra le Parti (articolo XII) e previsto che le medesime Parti contraenti e i loro investitori possano avvalersi di disposizioni più favorevoli di quelle previste dall'Intesa stessa, qualora siano previste dal diritto internazionale generale o pattizio, oppure da leggi o regolamenti interni delle Parti contraenti (articolo XIII). Di rilievo sono infine le previsioni in materia fiscale secondo cui le norme dell'Accordo non limitano l'applicazione delle disposizioni nazionali volte a prevenire l'evasione e l'elusione fiscale (articolo XIII, comma 4). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Come si evince dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, dall'attuazione dell'Accordo non si prevede derivino nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. L'articolo 3 del disegno di legge, peraltro, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad oneri meramente eventuali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il presidente relatore conclude osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Successivamente, il presidente PETROCELLI apre la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) chiede delucidazioni sulla incidenza di un accordo del genere, che risale all'anno 2009, in un contesto internazionale notevolmente modificato a seguito della pandemia dovuta al Covid-19. Il sottosegretario DI STEFANO replica in proposito sottolineando come l'accordo in esame si riprometta, essenzialmente, di delineare un quadro giuridico chiaro e certo, volto a garantire gli investitori dei due Paesi, Italia e Turkmenistan. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 9,45.