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Amministrazione pubblica - "Riforma Madia" - Delega al Governo in materia di riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato - Assorbimento del Corpo forestale nell'Arma dei carabinieri - Denunciata inosservanza dei principi e dei criteri direttivi contenuti nella legge di delegazione - Insussistenza - Ragionevolezza e proporzionalità della scelta legislativa - Non fondatezza delle questioni.. Sono dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 1, lett. a), della legge n. 124 del 2015, censurato dai TAR Abruzzo, Molise e Veneto - in riferimento agli artt. 76 e 77, primo comma, Cost. - assumendo che i principi e i criteri direttivi enunciati nella delega avrebbero vincolato il Governo, in caso di soppressione del Corpo forestale, a farne confluire il personale nella Polizia di Stato, in quanto forza di polizia a ordinamento civile, anziché nell'Arma dei carabinieri, caratterizzata dall'ordinamento militare. La possibilità dell'assorbimento nell'Arma dei carabinieri appare scelta non sproporzionata e conforme alla delega, come testimoniato dai lavori parlamentari, dalla stessa formulazione della disposizione impugnata (in cui si correda l'ipotesi dell'eventuale assorbimento con la possibilità di "conseguenti modificazioni agli ordinamenti del personale"), da elementi fattuali (coincidenza di diffusione capillare sul territorio nazionale e affinità di funzioni nel campo della tutela ambientale e agroalimentare) e infine dalla garanzia di alternative residuali di transito, graduate secondo le possibilità concretamente esistenti (altre forze di polizia o altra amministrazione statale). Secondo la giurisprudenza costituzionale, la valutazione di conformità del decreto legislativo alla sua legge delega richiede un confronto tra gli esiti di due processi ermeneutici paralleli: l'uno, relativo alle norme che determinano l'oggetto, i principi e i criteri direttivi indicati dalla delega, da svolgere tenendo conto del complessivo contesto in cui si collocano e individuando le ragioni e le finalità poste a fondamento della legge di delegazione; l'altro, relativo alle norme poste dal legislatore delegato, da interpretarsi nel significato compatibile con i principi ed i criteri direttivi della delega. ( Precedente citato: sentenze n. 198 del 2018 e n. 250 del 2016 ).