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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 81 CATALFO La seduta inizia alle ore 18,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all'esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018) DL n. 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) comunica che, avendo la Commissione bilancio terminato l'esame di tutti gli emendamenti, si potrà procedere con le votazioni. Il senatore VITALI ( FI-BP ) chiede di non prevedere sedute notturne, garantendo l'impegno del suo Gruppo a non fare ostruzionismo e a rendere celeri le operazioni di voto. La senatrice UNTERBERGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) esprime l'auspicio che le forze di maggioranza abbiano finalmente raggiunto un accordo, così da permettere un proficuo andamento dei lavori ed evitare ulteriori situazioni di paralisi, come accaduto nei giorni precedenti, con disagio per tutti i senatori. La senatrice PARENTE ( PD ) invita la Presidente a organizzare i lavori nel miglior modo possibile, anche modulando le sedute sulla base delle esigenze che dovessero manifestarsi nel corso dell'esame del provvedimento. Si compiace del fatto che la richiesta del suo Gruppo di procedere alle votazioni in modo ordinato e solo una volta terminato l'esame da parte della Commissione bilancio sia stata comunque accolta, a testimonianza della sua validità e della sua ragionevolezza. Conclusivamente sollecita tutti al rispetto per le istituzioni e per il lavoro che si dovrà svolgere. Interviene incidentalmente la senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) per confermare la massima disponibilità del suo Gruppo a favore del buon andamento dei lavori, a prescindere dal numero di sedute che si renderanno necessarie per l'esame del provvedimento. La PRESIDENTE ritiene opportuno mantenere la proposta di calendario testé illustrata, riservandosi di valutarne una modificazione nel caso in cui i lavori dovessero procedere più speditamente del previsto. La Commissione conviene. Si passa all'esame dell'unico emendamento riferito all'articolo 1 del disegno di legge di conversione. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) esprime parere contrario sull'emendamento x1.1 (già 1.18). Il rappresentante del GOVERNO si esprime in modo conforme. In sede di dichiarazione di voto sull'emendamento (già 1.18) interviene il senatore NANNICINI ( PD ), che evidenzia la visione alternativa offerta dal Partito Democratico in materia previdenziale. Previa verifica del numero legale, l'emendamento x1.1 (già 1.18), posto ai voti, è respinto. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. Il senatore BERTACCO ( FdI ) dichiara di sottoscrivere tutti gli emendamenti a firma del senatore Ciriani. La presidente-relatrice CATALFO ( M5S ) ne prende atto. Esprime quindi parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 1. Concorda il rappresentante del Governo. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.1, volto a introdurre il "reddito di dignità" e la "pensione di dignità" a tutela soprattutto delle famiglie numerose, degli anziani e dei disabili. Posto ai voti, l'emendamento 1.1 è respinto. L'emendamento 1.14 viene dichiarato decaduto per assenza del proponente. Per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.15 interviene il senatore BERTACCO ( FdI ), che ne richiama brevemente il contenuto. Nello specifico, l'emendamento propone, tra l'altro, di introdurre un reddito per l'infanzia; di aumentare gli incentivi per le imprese che assumeranno un beneficiario di reddito di cittadinanza e il contributo per chi, tra questi, darà vita invece a una nuova attività; di garantire condizioni agevolate ai mutui prima casa per giovani coppie. Posto ai voti, l'emendamento 1.15 risulta respinto. La senatrice PARENTE ( PD ) interviene in dichiarazione di voto sull'emendamento 1.2, che si propone di ampliare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione e di aumentarne il beneficio mensile, di rafforzare i servizi sociali, di aumentare il Fondo povertà, di istituire il Fondo per il potenziamento delle politiche attive per il lavoro, di permettere alle Regioni nuove assunzioni, di stabilizzare il personale di ANPAL Servizi Spa e di ampliare la platea di chi riceve l'assegno di ricollocazione. A suo parere le esigenze di chi cerca lavoro e di chi vive in una situazione di disagio sono differenti; inserire nello stesso provvedimento misure di sostegno alla povertà e politiche attive per il lavoro è quindi una aberrazione che porterà a risultati opposti a quelli desiderati. Conclude dichiarando il voto favorevole del suo Gruppo. L'emendamento 1.2, posto ai voti, è respinto. È poi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.3. Il senatore VITALI ( FI-BP ) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.4, con il quale il suo Gruppo intende farsi portatore delle esigenze dei cittadini in condizione di povertà assoluta e in luogo della misura del reddito di cittadinanza prevede una serie di incentivi all'occupazione, per favorire un aumento dei posti di lavoro a tempo indeterminato. L'emendamento 1.4, posto ai voti, è respinto. Il senatore BERTACCO ( FdI ) dichiara voto favorevole sull'emendamento 1.5, che trasforma il reddito di cittadinanza in una misura sperimentale per la durata di un triennio. L'emendamento 1.5, posto ai voti, è respinto. A seguito di successive e distinte votazioni sono del pari respinti gli emendamenti da 1.6 a 1.13. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.16, che intende includere tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche i minori in condizione di povertà assoluta, che ammontano a più di un milione. L'emendamento 1.16, posto ai voti, è respinto. Per sostenere l'emendamento 1.17 ha nuovamente la parola il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), che giudica una contraddizione definire il reddito di cittadinanza come livello essenziale delle prestazioni e poi condizionarlo alle risorse disponibili. Ritiene infatti che il dettato dell'articolo 81 della Costituzione vada conciliato con i diritti incomprimibili delle persone, nel rispetto anche di alcune sentenze della Corte costituzionale in materia. Posto ai voti, l'emendamento 1.17 risulta respinto. Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.19 interviene il senatore MALLEGNI ( FI-BP ), che ritiene indispensabile, anche nel rispetto degli impegni presi dal suo partito nel corso dell'ultima campagna elettorale e a testimonianza di una idea diversa di Stato sociale, portare le pensioni minime a 1.000 euro. Posto ai voti, l'emendamento 1.19 è respinto. Il senatore LAUS ( PD ), dopo essersi associato alle parole del senatore Laforgia in occasione dell'intervento sull'emendamento 1.17, sottoscrive e annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.20, che, posto ai voti, è respinto. L'emendamento 1.21, dopo che è stato sottoscritto dal senatore PATRIARCA, viene posto ai voti e risulta respinto. Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO ( FdI ), l'emendamento 1.22, che mira a sostenere i nuclei familiari composti da persone con disabilità gravi, posto ai voti, risulta respinto. Sono del pari respinti, a seguito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 1.23 e 1.24. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 1.25 (testo 2). I senatori VITALI ( FI-BP ), CARBONE ( FI-BP ) e Roberta TOFFANIN ( FI-BP ), che interviene anche in dichiarazione di voto favorevole, sottoscrivono l'emendamento 1.26. Posto ai voti, l'emendamento 1.26 non è approvato. È del pari respinto, dopo che i senatore VITALI ( FI-BP ) e Maria Alessandra GALLONE ( FI-BP ) lo hanno sottoscritto, l'emendamento 1.27. Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2. La presidente relatrice CATALFO ( M5S ) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, fatta eccezione per le proposte 2.2 e 2.8 (testo 2), sulle quali il parere è favorevole. Concorda il rappresentante del GOVERNO. Per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 2.1, che introduce nuovi requisiti in materia di cittadinanza e di residenza per il godimento del beneficio del reddito di cittadinanza, interviene il senatore BERTACCO ( FdI ). L'emendamento 2.1, posto ai voti, è respinto. Posto ai voti, è invece approvato l'emendamento 2.2. A seguito di successive e distinte votazioni sono respinti gli emendamenti da 2.3 a 2.6. Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.7 interviene il senatore PATRIARCA ( PD ), che giudica anticostituzionale il requisito dei 10 anni di residenza in Italia. L'emendamento 2.7, posto ai voti, è respinto. La Commissione approva invece l'emendamento 2.8 (testo 2). Gli emendamenti 2.9 e 2.10 sono dichiarati decaduti per assenza dei proponenti. Sull'emendamento 2.11 interviene in dichiarazione di voto il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ), che contesta la scelta della maggioranza - a suo parere volta esclusivamente a ridurre la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, a prescindere dalle loro effettive condizioni di bisogno - di prevedere il requisito dei dieci anni di residenza in Italia. Giudica tale previsione, che colpisce soprattutto alcune categorie di persone, prevalentemente composte da stranieri, in palese contrasto con numerose sentenze della Corte costituzionale, che impongono il rispetto del principio universale dell'uguaglianza dei cittadini. L'emendamento 2.11, posto ai voti, è respinto. Sono altresì respinti, all'esito di successive e distinte votazioni, gli emendamenti 2.12 e 2.13. L'emendamento 2.14 viene sottoscritto dalla senatrice MATRISCIANO ( M5S ), che lo ritira. In sede di dichiarazione di voto sull'emendamento 2.15 interviene il senatore NANNICINI ( PD ), che ritiene opportuno ridurre da dieci anni a due il requisito della residenza in Italia, anche a tutela anche degli italiani che risiedevano all'estero e che sono rientrati nel nostro Paese e dei senza fissa dimora. Dichiara infine il voto favorevole del suo Gruppo. L'emendamento 2.15, posto ai voti, non è approvato. Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore LAUS ( PD ), l'emendamento 2.16, posto ai voti risulta respinto. Posto ai voti è altresì respinto l'emendamento 2.17, mentre l'emendamento 2.18 viene dichiarato decaduto per assenza del proponente. A seguito di successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 2.19 a 2.100. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono respinti gli emendamenti da 2.101 a 2.114. I senatori VITALI ( FI-BP ), Roberta TOFFANIN ( FI-BP ), Alessandra GALLONE ( FI-BP ) e CARBONE ( FI-BP ), aggiungono la firma all'emendamento 2.115. Il senatore VITALI ( FI-BP ) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, rappresentando come la stessa sia ispirata ad esigenze equitative a favore dei cittadini italiani. La presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario sull'emendamento 2.115, il quale, posto ai voti, è respinto. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 2.116 e 2.117. La senatrice PARENTE ( PD ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.118, paventando l'illegittimità costituzionale della norma del decreto-legge. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento, posto ai voti, è respinto. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, con successiva votazione è altresì respinto l'emendamento 2.119. I senatori PATRIARCA ( PD ), LAUS ( PD ) e NANNICINI ( PD ) aggiungono la firma all'emendamento 2.120. Il senatore LAUS ( PD ) rende dichiarazione di voto favorevole su tale proposta, finalizzata a valorizzare la posizione dei cittadini italiani iscritti all'AIRE. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, detto emendamento è respinto. La senatrice PARENTE ( PD ) aggiunge la firma agli emendamenti 2.121, 2.123, 2.124 e 2.125. Il senatore PATRIARCA ( PD ) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.121, sottolineando come tale proposta tenda a favorire il requisito della elezione di domicilio, senza stravolgere il dettato normativo del provvedimento. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.121 è respinto. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.122. Fa presente come tale proposta miri a favorire l'accesso alle misure di sostegno dei soggetti senza fissa dimora, segnalando la virtuosa esperienza di talune città, tra cui Milano, in cui sono già state istituite forme di registrazione. Il sottosegretario COMINARDI fa presente come tale tematica sia all'attenzione del Governo e informa che, secondo una ricognizione del 2014, circa il 68 per cento dei cittadini italiani senza fissa dimora sono comunque iscritti all'anagrafe e possono potenzialmente beneficiare delle misure di supporto. Ulteriori modalità di registrazione e individuazione sono allo studio. Il senatore LAFORGIA ( Misto-LeU ) fa presente come dalle rilevazioni in suo possesso si tratti di realtà assai più consistenti. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.122 è respinto. Il senatore PATRIARCA ( PD ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.123, che affronta la situazione di persone che versano in stato di grave difficoltà ed emarginazione. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.123 è respinto. Il senatore LAUS ( PD ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.124, che appresta una soluzione normativa per i soggetti senza fissa dimora, in linea con quella testé prefigurata dal rappresentante del Governo. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.124 è respinto. Il senatore PATRIARCA ( PD ) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.125, sollecitando una riflessione ulteriore da parte dei componenti della maggioranza e del rappresentante del Governo. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.125 è respinto. I senatori VITALI ( FI-BP ), Roberta TOFFANIN ( FI-BP ), Alessandra GALLONE ( FI-BP ) e CARBONE ( FI-BP ) aggiungono la firma all'emendamento 2.126. Il senatore VITALI ( FI-BP ) interviene per dichiarazione di voto favorevole su tale emendamento, che affronta il trattamento dei cittadini extracomunitari, sollecitandone l'approvazione. Previo parere contrario della presidente CATALFO ( M5S ) - relatrice e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, l'emendamento 2.126 è respinto. Il senatore CIRIANI ( FdI ) ritira gli emendamenti a propria firma da 2.127 a 2.268. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) interviene sull'ordine dei lavori, richiamando lo spirito di leale collaborazione che sta ispirando i lavori della Commissione e suggerendo la sconvocazione della odierna seduta notturna. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene invece utile proseguire i lavori nella seduta notturna di oggi e valutare eventualmente una diversa articolazione dei lavori nella giornata di domani. La presidente CATALFO avverte che la seduta notturna, già convocata alle ore 21, avrà regolarmente luogo, ma si chiuderà entro le 22. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 20,05.