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Lavori pubblici - Lavori di interesse provinciale e regionale - Sistema unitario di qualificazione per gli esecutori - Regolamento statale - Applicabilità alle regioni, anche a statuto speciale, e alle province autonome - Ricorsi per conflitto delle province di trento, di bolzano e della regione valle d’aosta - Dedotta invasione della propria sfera di competenza in materia di lavori pubblici, mediante violazione dei principî costituzionali relativi all’esercizio del potere regolamentare e del principio di legalità - Accoglimento dei ricorsi - Annullamento 'in parte qua' degli atti impugnati.. Non spetta allo Stato, e per esso al Presidente del Consiglio dei ministri, adottare con regolamento norme applicabili nei confronti delle Regioni, anche a statuto speciale, e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, e, conseguentemente, va disposto l’annullamento del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, nella parte in cui a) individua fra i destinatari del sistema unico di qualificazione, gli esecutori dei lavori pubblici, di importo superiore a 150.000 euro, affidati dalle regioni anche a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano (art. 1, comma 2); b) definisce “stazioni appaltanti”, fra le altre, le regioni anche a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano (art. 2, comma 1, lett. b); c) include nella commissione consultiva due rappresentanti delle regioni e delle province autonome (art. 5, comma 1, lett. h), espressione da intendersi comprensiva anche delle Regioni ad autonomia differenziata; d) include anche le regioni e le province tra i soggetti che non possono detenere partecipazioni al capitale di una SOA (art. 8, comma 1, espressione comprensiva anche delle Regioni a statuto speciale) e del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, nella parte in cui si riferisce alle Regioni, anche a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano (art. 1, comma 2 e art. 188, commi 8, 9 e 10). Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, infatti, non sono comprese tra i destinatari del regolamento, secondo l’espressa previsione ed elencazione di cui all’art. 2, comma 2, lettera a), della legge 11 febbraio 1994, n. 109.