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Disposizioni per la cessione gratuita del compendio demaniale delle mura storiche al comune di Bergamo. Onorevoli Senatori. -- Con precedenti disegni di legge, presentati fin dalla XIII, XIV e XVI legislatura, veniva richiesto allo Stato uno stanziamento straordinario ai fini del consolidamento strutturale, del risanamento conservativo e della manutenzione delle mura storiche della città di Bergamo. Infatti questo patrimonio architettonico, appartenente al demanio statale, non è stato fino ad oggi adeguatamente valorizzato e i fondi destinati dallo Stato per la sua manutenzione sono stati scarsissimi e, pertanto, hanno permesso di operare interventi d'urgenza di modesta portata rispetto alle reali esigenze di consolidamento strutturale e di recupero delle mura della città, ampiamente documentate dalla soprintendenza competente per i beni culturali. Nella prospettiva di veder attuato il federalismo anche nel campo dei beni ambientali e architettonici, il presente disegno di legge è volto a disciplinare il passaggio di proprietà del bene dal demanio statale a quello comunale. Lo scopo è quello di consentire al comune di Bergamo di provvedere inizialmente, attingendo a risorse finanziarie proprie e di altri enti pubblici o privati, ai lavori di consolidamento, restauro e valorizzazione, e successivamente alla conservazione, attingendo alle risorse finanziarie generate dalle varie forme di gestione delle attività che saranno svolte negli ambienti delle mura appositamente adattati. Per questo si dovrà prevedere una destinazione urbanistica che consentirà un'utilizzazione di interesse pubblico naturalmente compatibile con i vincoli a tutela degli interessi ambientali, paesaggistici, storici e artistici gravanti sul bene stesso. Il comune predisporrà un progetto di massima per la valorizzazione del bene e indicherà le modalità di realizzazione delle opere e le forme di gestione delle attività da svolgere. Acquisiti i pareri favorevoli del Ministero per i beni e le attività culturali in merito al rispetto dei vincoli e del Ministero dell'economia e delle finanze, quale proprietario del bene demaniale, il Presidente del Consiglio dei ministri emanerà il decreto con cui verrà sancita la cessione gratuita del compendio demaniale delle mura storiche al comune di Bergamo. Per impedire che dopo gli impegni assunti dal comune, previsti nell'articolo 2, si rimanga inutilmente in attesa di risposta, con l'articolo 3 si prevede che, trascorsi quattro mesi dalla presentazione del progetto, si produrranno gli effetti dei contratti menzionati al numero 1) dell'articolo 2643 del codice civile (trasferimento di proprietà e diritti su beni immobili). Non si può, infatti, privare di interventi di manutenzione un bene di così alto valore storico e architettonico solo perché lo Stato non ha più risorse finanziarie e, contestualmente, non accoglie la richiesta di passaggio di proprietà di chi, come il comune di Bergamo, si impegnerebbe al consolidamento strutturale e al risanamento conservativo attingendo anche a risorse finanziarie generate attraverso un piano di valorizzazione. Naturalmente, trattandosi di cessione gratuita, il bene resterà nel patrimonio inalienabile del comune. Bergamo è un tipico esempio di città con un nucleo più antico, posto in alto su un colle facilmente difendibile, e con una parte più recente, posta ai piedi del colle, che si è notevolmente accresciuta in seguito alla nuova espansione industriale e all'incremento demografico. Antica città celtica dell'Italia settentrionale, Bergamo sarebbe stata fondata da famiglie appartenenti ai cenomani, di stirpe orobica Essa fu municipio della regione XI, la Transpadana. Sede vescovile dalla metà del IV secolo, nel 452 dopo Cristo fu presa e saccheggiata da Attila, divenendo, successivamente, centro di ducato longobardo; nell'epoca franca fu sede comitale, mentre nei secoli X e XI ebbe a capo il vescovo. Costituitosi il governo cittadino, la città fu retta da fazioni aristocratiche, venute poi in lotta con le classi popolari. Questo favorì la progressiva invadenza dei Visconti che nel 1329 l'assoggettarono, sia pure non sempre, come signoria diretta. Assediata nel 1412 da Facino Cane e nel 1419 dal Carmagnola, fu nel 1427 conquistata da quest'ultimo e annessa a Venezia. Appartenne alla Repubblica veneta fino al 1797, per poi essere aggregata da Napoleone Bonaparte alla Repubblica cisalpina e, quindi, al Regno italico. Successivamente seguì le sorti della Lombardia, subendo la dominazione austriaca. Nel corso dei secoli, Bergamo ebbe tre cerchia di mura: l'antica, la vecchia e la nuova. La cerchia antica, vaga, curiosa e pittoresca, risale alla dominazione romana; la vecchia, tetra e malinconica, racchiudente i borghi e costruita dopo il XIV secolo, è in parte scomparsa; la nuova, maestosa e sontuosa, che abbraccia ancor oggi la città alta, dominata dalla Rocca (XIV secolo), fu eretta nel 1561 e racchiude i monumenti più insigni. La nuova cinta in pietra sorse con disegno del Bonaiuto-Lorini; una grande opera di fortificazione costituita dall'alta cortina di mura a grossi blocchi di arenaria, da formidabili bastioni murati e piattaforme distribuite lungo il perimetro e con tante opere sotterranee progettate per reggere all'invenzione del cannone e della bomba. La costruzione intorno alla città alta fu voluta dallo Sforza Pallavicino, capitano generale della Repubblica veneta, allo scopo di difendere i domini veneti dagli assedi dei nemici. I lavori diretti dal bergamasco Paolo Berlendis furono imponenti e costosi, tanto che per la loro realizzazione furono impiegate 4.200 persone. La cinta murale fu chiusa nel 1579 e i lavori furono completati nel 1590. In Bergamo notiamo la presenza simultanea di due strutture complesse: la medievale, composta da una cinta murata e con forma urbana, e la cinquecentesca, che si esprime soltanto attraverso elementi militari e simbolici (porte, tracciati murari, disegni tipici di baluardi e di piattaforme). La prima di esse è soverchiata dalla seconda per quanto riguarda tagli, amputazioni violente e arbitrarie determinazioni di nuovi passaggi. Ma, a sua volta, la seconda struttura cede alla prima per quanto concerne vitalità, funzione ed espressione visiva. Essa può essere considerata il monumento più caratteristico di Bergamo.. Art. 1. 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Ministro per i beni e le attività culturali e il Ministro dell'economia e delle finanze, è ceduto a titolo gratuito al comune di Bergamo, ai fini degli interventi di consolidamento, di restauro, di conservazione, di manutenzione e di valorizzazione, il compendio demaniale delle mura storiche della città. Art. 2. 1. Il comune di Bergamo prevede una destinazione urbanistica che consenta un'utilizzazione di interesse pubblico, comunque compatibile con i vincoli a tutela di interessi ambientali, paesaggistici, storici e artistici gravanti sul compendio stesso, e predispone un progetto di massima per la sua valorizzazione che preveda le modalità di realizzazione delle opere e le forme di gestione delle attività da svolgere. Art. 3. 1. La mancata risposta entro quattro mesi dalla data di presentazione del progetto di cui all'articolo 2 produce, in relazione al compendio da trasferire, gli effetti dei contratti di cui al numero 1) dell'articolo 2643 del codice civile e deve essere resa pubblica agli effetti previsti dall'articolo 2644 del medesimo codice. Art. 4. 1. Il compendio demaniale ceduto ai sensi dell'articolo 1 rientra nel patrimonio non alienabile del comune di Bergamo.