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Straniero - Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato - Configurazione della fattispecie come reato - Facoltà del giudice competente di sostituire la pena pecuniaria con la misura dell'espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni - Denunciata violazione dei principi di uguaglianza, di proporzionalità, di ragionevolezza, di materialità ed offensività del reato, della finalità rieducativa della pena e di buon andamento della pubblica amministrazione - Insufficiente descrizione della fattispecie concreta - Carente motivazione sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità delle questioni.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento agli articoli 3, 25, 27 e 97 della Costituzione, degli articoli 10- bis (limitatamente all'ipotesi di illegale trattenimento dello straniero nel territorio dello Stato) e 16, comma 1, del d.lgs. n. 286 del 1998 - come, rispettivamente, aggiunto dall'art. 1, comma 16, lett. a ) della legge n. 94 del 2009 e modificato dall'art. 1, comma 16, lett. b ) e comma 22, lett. o ) della medesima legge n. 94 del 2009 - nonché dell'art. 62- bis del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della L. 24 novembre 1999, n. 468), come introdotto dall'art. 1, comma 17, lett. d ), della predetta legge n. 94 del 2009, che consentono al giudice competente di sostituire la pena pecuniaria con la misura dell'espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni. L'ordinanza di rimessione si limita ad una stringata enunciazione della fattispecie oggetto del giudizio principale e risulta carente anche nella motivazione sulla rilevanza della questione che prospetta, così da precluderne l'esame.