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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 51 BORGHESI La seduta inizia alle ore 10,05. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il PRESIDENTE comunica che, nell'ambito delle audizioni informali sul disegno di legge n. 881 (applicabilità delle leggi elettorali), che si sono svolte dinanzi all'Ufficio di Presidenza nella giornata di giovedì 29 novembre scorso, alcuni dei soggetti invitati hanno annunciato l'intenzione di presentare della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA (920) Concretezza DDL 920 Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (Parere alla 11 a Commissione su emendamenti. Esame. Parere in parte contrario, in parte non ostativo con condizioni e in parte non ostativo) Il presidente BORGHESI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, il cui esame è stato rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri di ieri lunedì 3 dicembre. Propone di esprimere, per quanto di competenza, parere contrario sull'emendamento 1.5, in quanto volto a sopprimere la previsione dell'intesa in sede di Conferenza unificata; sull'emendamento 1.7, in quanto prevede l'adozione di "piani industriali" da parte delle pubbliche amministrazioni; sull'emendamento 2.5, in quanto applica direttamente le disposizioni previste dall'articolo 2 anche a istituzioni e soggetti con autonomia costituzionalmente garantita; sugli emendamenti 2.9 e 2.32, in quanto le disposizioni ivi previste creano disparità di trattamento tra la fattispecie generale di cui al comma 2 e quella speciale di cui al comma 4 dell'articolo 2; sugli emendamenti 2.26, 2.33 e 2.34, in quanto introducono il requisito dell'"accordo" in sede di Conferenza unificata non quale procedimento autonomo, ma all'interno di quello per l'adozione di atti governativi; sugli emendamenti 4.13, 4.15, 4.17 e 4.19, in relazione all'articolo 97, quarto comma, della Costituzione. Propone di esprimere parere non ostativo sull'emendamento 1.6, a condizione che sia riformulato sopprimendo la lettera a) ; sull'emendamento 1.13, a condizione che sia riformulato prevedendo che l'apposizione del termine agli enti pubblici non economici regionali e locali sia disciplinata previa intesa in sede di Conferenza unificata; sull'emendamento 2.24, a condizione che venga riformulato specificando che tale estensione, secondo quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 2, non opera per i dirigenti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001; sull'emendamento 4.18, a condizione che sia chiarita la portata dell'estensione dello stato giuridico e del trattamento economico di cui al comma aggiuntivo 1- quater . Propone altresì di esprimere parere non ostativo sui restanti emendamenti. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere in parte contrario, in parte non ostativo e in parte non ostativo con condizioni, avanzata dal relatore e pubblicata in allegato. (955) Anticorruzione DDL 955 Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (Parere alla 2 a Commissione su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo sul testo. Parere in parte contrario e in parte non ostativo sugli emendamenti) Il PRESIDENTE , relatore, riferisce sul disegno di legge in titolo, rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri nella seduta di ieri, lunedì 3 dicembre, e propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo. Riferisce, quindi, sui relativi emendamenti. Propone di esprimere, per quanto di competenza, parere contrario sugli emendamenti 1.86 e 1.87, in quanto condizionano l'entrata in vigore di alcune disposizioni all'esercizio di una delega non ancora conferita al Governo; sull'emendamento 1.0.1, in quanto contiene una norma di delegazione priva di principi e criteri direttivi; sull'emendamento 9.15, poiché incide nella sfera riservata all'autonomia della Camera dei deputati; sull'emendamento 11.0.1, poiché incide direttamente nella sfera riservata all'autonomia amministrativa e impositiva degli enti territoriali. Sui restanti emendamenti, propone di esprimere parere non ostativo. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene che il disegno di legge sia viziato da gravi profili di incostituzionalità, in particolare con riferimento all'articolo 111, secondo comma, della Costituzione. Infatti, la previsione di un ampliamento sine die dei termini di prescrizione, a suo avviso, contrasta con il principio della ragionevole durata del processo. Pertanto, presenta un parere contrario sul testo del disegno di legge, pubblicato in allegato. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), ritenendo fondate le considerazioni del senatore Vitali, propone di rinviare la votazione, per consentire una maggiore riflessione sugli aspetti segnalati. Il senatore PERILLI ( M5S ), pur tenendo conto della contrarietà espressa dal senatore Vitali, ritiene preferibile procedere comunque alla votazione del parere proposto dal relatore. Si passa quindi alla votazione della proposta di parere formulata dal relatore. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ), intervenendo in dichiarazione di voto, annuncia un voto contrario, in quanto ritiene pienamente condivisibili i rilievi formulati dal senatore Vitali. Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo sul testo e in parte contrario e in parte non ostativo sui relativi emendamenti, avanzata dal relatore e pubblicata in allegato. Pertanto, la proposta di parere alternativo sul testo del disegno di legge risulta preclusa. IN SEDE REFERENTE (cost. 214 e connessi) Riduzione del numero dei parlamentari DDL 214 Modifiche alla Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari DDL 515 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica DDL 805 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 27 novembre. Riprende la discussione generale. Il relatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) annuncia che, a breve, presenterà un nuovo testo, anche al fine di recepire alcuni dei rilievi emersi nel corso del dibattito. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) chiede che, a seguito della presentazione di un nuovo testo, si apra nuovamente il dibattito. Il PRESIDENTE , in considerazione della particolare rilevanza dei disegni di legge costituzionale in esame, avvisa che la discussione generale proseguirà già nel corso della seduta odierna, con la possibilità, eventualmente, di integrare l'intervento già svolto. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ribadisce che la proposta di riduzione del numero dei parlamentari deve essere valutata in un quadro più complessivo, in modo da tenere conto degli effetti distorsivi che potrebbero determinarsi sul procedimento legislativo e sulla riduzione della rappresentanza politica. A suo avviso, infatti, occorrerebbe al contempo riflettere sulla opportunità di modificare l'assetto del sistema bicamerale. Inoltre, bisognerebbe intervenire anche sulla disciplina elettorale vigente, ma non nel senso indicato dal disegno di legge n. 881 , che si limita a prevedere un numero di collegi uninominali pari a tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni. In questo modo, infatti, si rischia di rendere fortemente disomogenei i collegi elettorali. Peraltro, tale norma contrasterebbe con gli impegni contenuti nel pacchetto di misure a favore delle popolazioni altoatesine e recepiti nelle norme di attuazione dello statuto speciale del Trentino-Alto Adige, che assegnano alla Provincia di Bolzano tre seggi al Senato, per garantire l'elezione di rappresentanti delle minoranze linguistiche, in particolare quello di lingua italiana. Pertanto, conferma il proprio orientamento contrario sui disegni di legge costituzionale in esame. Il senatore PAGANO ( FI-BP ), riservandosi di valutare la proposta di testo unificato del relatore, sottolinea che, nel corso delle audizioni degli esperti, sono state rilevate da più parti le criticità derivanti da una riduzione lineare del numero dei parlamentari. A suo avviso, quindi, si dovrebbe tenere conto degli effetti connessi a tale importante modifica costituzionale, in particolare con riferimento alla rappresentanza democratica. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ritiene condivisibile la scelta di operare una modifica puntuale della Costituzione, intervenendo solo sul numero dei parlamentari, ma al contempo si dovrebbe rivedere anche la disciplina elettorale, evitando che si determinino i numerosi effetti distorsivi segnalati nel corso delle audizioni e del dibattito. Ricorda, infatti, che la modifica prospettata potrebbe compromettere il funzionamento delle Camere, incidere negativamente sul principio di rappresentatività e sulla tutela delle minoranze linguistiche nel Trentino-Alto Adige, nonché ampliare eccessivamente il peso dei grandi elettori regionali, rispetto ai senatori, in sede di elezione del Presidente della Repubblica. Auspica, pertanto, che tali criticità siano risolte nel testo unificato del relatore. In ogni caso, sottolinea che l'impatto della riduzione del numero dei parlamentari dovrà essere valutato anche alla luce della proposta di adeguamento della legge elettorale vigente, come previsto dal disegno di legge n. 881 , il cui iter procede parallelamente a quello dei disegni di legge costituzionale in esame. Infatti, la determinazione dei collegi uninominali in rapporto a un numero inferiore di parlamentari determinerà un eccessivo ampliamento della loro estensione, con conseguenti effetti negativi sulla conoscibilità dei candidati. Peraltro, la presenza di soglie di sbarramento implicite, connesse al sistema elettorale misto, limiterebbe il pluralismo della rappresentanza democratica. A suo avviso, tali proposte non farebbero altro che aggravare il progressivo allontanamento dei cittadini dalla politica, che invece si dichiara di voler contrastare. Il senatore GRASSI ( M5S ) non ravvisa alcun rischio per il sistema di democrazia rappresentativa, considerato che, in base alla variazione proposta, il numero di parlamentari sarà comunque commisurato a quello previsto in altri Paesi membri dell'Unione europea. Ritiene, inoltre, che la previsione di organismi parlamentari più snelli consenta un recupero di efficienza e credibilità. In questo modo, si potrebbe invertire il progressivo spostamento dell'equilibrio tra poteri istituzionali a favore dell'Esecutivo registrato negli ultimi anni, anche a causa del ricorso eccessivo allo strumento della decretazione d'urgenza. Il senatore GARRUTI ( M5S ) riconosce che la riduzione del 36,5 per cento del numero dei parlamentari comporterà un aumento proporzionale dell'ampiezza dei collegi elettorali. Tuttavia, ritiene che questo sia un fattore positivo, in quanto ciò consentirebbe di eleggere rappresentanti di più alto profilo, meno influenzabili da interessi locali e particolaristici. Ritiene, inoltre, preferibile lasciare immutato il numero di delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica: qualora il loro numero fosse ridotto da tre a due, infatti, con l'elezione di un rappresentante di maggioranza e uno di minoranza, si finirebbe per annullare il peso politico della loro presenza. In questo modo, si riconoscerebbe alle Regioni una maggiore incisività, in rapporto agli spazi di autonomia che gli enti territoriali stanno progressivamente acquisendo. Con riferimento a Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, invita a considerare che le minoranze linguistiche potrebbero comunque eleggere i loro rappresentanti nei collegi plurinominali. Il senatore FERRARI ( PD ) sottolinea che la mera riduzione del numero dei parlamentari, se non inserita in un disegno riformatore più organico, finisce per diminuire la rappresentatività, in rapporto alla popolazione, e incide negativamente sul funzionamento degli organi parlamentari. Ciò determina, indirettamente, uno spostamento dell'equilibrio istituzionale a favore del Governo, in contraddizione con le posizioni sostenute da una parte della maggioranza nella scorsa legislatura. D'altro canto, nota che, anche riguardo alla concorrenza dei diversi livelli istituzionali nel processo decisionale, risulta attenuato il progetto di valorizzazione delle autonomie regionali. A suo avviso, i disegni di legge costituzionale in esame, dall'indubbia finalità propagandistica, perseguono altresì l'obiettivo di svilire la democrazia liberale, depotenziando il Parlamento nei confronti dell'Esecutivo. Risulterebbe così più agevole rafforzare l'identità dello Stato-nazione, pur in un contesto globalizzato. Il senatore COLLINA ( PD ) sottolinea che il progetto di riforma costituzionale portato avanti dal Partito Democratico nella scorsa legislatura puntava a una modernizzazione dell'architettura istituzionale del Paese, completando un dibattito avviato fin dagli anni Ottanta, con la Commissione Bozzi. Fra l'altro, si tendeva a razionalizzare i rapporti tra Stato e Regioni, intervenendo sulle materie di legislazione concorrente. Tuttavia, come è noto, il disegno di legge costituzionale, sebbene approvato dal Parlamento, non ha superato il referendum popolare, probabilmente per la complessità e ampiezza della modifica costituzionale proposta. I disegni di legge costituzionale in esame, invece, si limitano apparentemente a ridurre il numero dei parlamentari, ma - come è emerso dalle audizioni e dal dibattito in corso - determinano altresì una serie di effetti negativi indiretti, tra cui la riduzione della rappresentanza democratica e lo squilibrio della composizione del collegio per l'elezione del Presidente della Repubblica. A suo avviso, sarebbe opportuno un confronto costruttivo sul merito delle proposte formulate, per approfondirne i risvolti dal punto di vista tecnico e per valutarne l'impatto sugli equilibri costituzionali. Occorre comprendere, infatti, se la riduzione del numero dei parlamentari prefiguri in realtà un modello differente di democrazia rappresentativa. La senatrice MAIORINO ( M5S ) assicura la piena disponibilità della maggioranza a un dialogo costruttivo su una materia così significativa. Respinge con fermezza, tuttavia, le ipotesi - formulate da alcuni esponenti dell'opposizione - che il progetto di riforma tenda in realtà a rendere più fragile la democrazia. L'obiettivo, invece, è riavvicinare i cittadini alla rappresentanza politica, dimostrando che questa è in grado di recepire le istanze popolari anche quando si tratti di adottare misure rigorose. A suo avviso, quindi, le critiche formulate appaiono strumentali e non attengono al merito del provvedimento. Il senatore CORBETTA ( M5S ), nel concordare con la senatrice Maiorino, ritiene strumentali le argomentazioni del senatore Ferrari, se si considera che la riforma costituzionale predisposta dal Partito Democratico mirava a togliere spazi di autonomia alle Regioni, riconducendo alla competenza statale anche alcune materie di legislazione concorrente. Al contrario, il Movimento 5 Stelle ha contribuito fattivamente allo svolgimento dei referendum consultivi sull'autonomia regionale organizzati in Lombardia e Veneto. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE dichiara così conclusa la discussione generale. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO (AG 54) Contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno Doc n. 54 Schema di decreto ministeriale concernente il riparto dei contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione della spesa del medesimo Ministero per l'anno 2018, nel capitolo 2309 - piano gestionale 1 (Parere al Ministro dell'interno, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Esame. Parere favorevole) La relatrice VONO ( M5S ) illustra lo schema di decreto ministeriale di ripartizione dello stanziamento previsto per l'anno 2018 a favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno. L'importo stanziato sul capitolo di previsione del bilancio n. 2309, piano gestionale 1, del Ministero dell'interno, è di 1.939.393 euro, a sostegno alle finalità istituzionali e alle attività di promozione sociale e di tutela degli associati, di cui alla legge n. 93 del 1994 e all'articolo 1 della n. 549 del 1995. Segnala, a tale proposito, che lo stanziamento per il 2018 risulta incrementato rispetto agli ultimi cinque anni. Ricorda che le associazioni destinatarie dei contributi sono: l'Associazione nazionale vittime civili di guerra, l'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti e l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, che riceveranno contributi, rispettivamente, per 1.512.726,54, 232.727,16 e 193.939,3 euro, in ragione del numero degli iscritti, secondo il criterio già applicato negli anni precedenti. Dopo aver precisato che è stata trasmessa alle Camere la rendicontazione dell'attività svolta nell'anno 2017 dalle associazioni destinatarie dei contributi, come previsto dall'articolo 3 del medesimo schema di decreto, propone di esprimere un parere favorevole. Non essendovi richieste di intervento, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva all'unanimità la proposta di parere favorevole avanzata dalla relatrice. IN SEDE REFERENTE (859 e 602) Disposizioni in materia di operazioni elettorali DDL 859 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, concernente l'elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, concernente l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale e di referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione DDL 602 Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, recante norme per la elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, concernente l'elezione degli organi delle amministrazioni comunali, nonché altre norme in materia elettorale (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 14 novembre e rinviato nella seduta del 20 novembre. Ha inizio la discussione generale. Il senatore COLLINA ( PD ) sottolinea l'esigenza di intervenire con particolare cautela per modificare i complessi meccanismi delle operazioni elettorali, al fine di non comprometterne il funzionamento. In particolare, ritiene rischioso attribuire al presidente della corte d'appello - in luogo del sindaco - il compito di provvedere alla sostituzione dei presidenti di seggio, perché si potrebbe ostacolare l'operatività di alcune sezioni, in caso di impedimento della persona designata. In secondo luogo, esprime preoccupazioni anche in riferimento alla modifica dell'ampiezza demografica delle sezioni elettorali, di cui all'articolo 5 del disegno di legge n. 859 . Infatti, il previsto aumento del limite inferiore dei seggi da 500 a 700 elettori iscritti potrebbe determinare la necessità di ridefinire un elevato numero di sezioni elettorali. Tale operazione potrebbe risultare particolarmente difficile, considerati i tempi ristretti a disposizione, in vista delle consultazioni elettorali dei prossimi mesi. Il senatore VITALI ( FI-BP ) ritiene inaccettabile il limite di due mandati consecutivi per i presidenti di seggio e gli scrutatori. Infatti, spesso nelle sezioni elettorali si determinano ritardi proprio per la mancanza di preparazione e di esperienza delle persone che ricoprono questi ruoli. A suo avviso, sarebbe opportuno prevedere elenchi di soggetti specializzati nello svolgimento di tali funzioni. Chiede, inoltre, di conoscere la ratio della disposizione di cui all'articolo 6, che introduce il divieto di assunzione di personale dipendente da parte delle istituzioni e delle società a partecipazione pubblica nei 60 giorni antecedenti e nei 60 giorni successivi alle elezioni comunali o regionali. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) condivide la finalità del provvedimento, che è volto a garantire la trasparenza e l'imparzialità delle operazioni elettorali. Tuttavia, riconosce che alcune disposizioni potrebbero determinare problemi in fase applicativa. Del resto, è anche vero che in alcune zone presidenti di seggio e scrutatori sono scelti in base all'appartenenza politica o, addirittura, per motivi di scambio politico-mafioso. Occorre, quindi, trovare un punto di equilibrio, introducendo le modifiche che si ritengano necessarie per assicurare l'efficiente funzionamento delle sezioni elettorali. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) ravvisa alcune criticità, che auspica possano essere superate attraverso la presentazione di emendamenti. Sottolinea che l'innalzamento del limite inferiore dei seggi da 500 a 700 elettori iscritti comporterebbe una complessa operazione di ridefinizione delle sezioni elettorali. Preannuncia, poi, la presentazione di emendamenti per introdurre misure volte a garantire l'efficienza e la trasparenza degli uffici centrali. Ritiene criticabile l'eliminazione della possibilità di surroga del presidente di seggio con il sindaco o un suo delegato, in quanto la scelta del sostituto per indisponibilità improvvisa, da parte del presidente della corte d'appello competente per territorio, potrebbe determinare gravi ritardi nell'espletamento delle operazioni elettorali. Con riferimento agli scrutatori, condivide la scelta di garantire una riserva di posti a coloro che si trovano in stato di disoccupazione, però richiama l'attenzione sulle modalità di compilazione degli elenchi di nominativi tra cui viene effettuato il sorteggio dalla commissione elettorale. Sull'autenticazione delle firme per la richiesta di referendum , condivide l'estensione della competenza ai cittadini designati dai promotori del quesito referendario: sarebbe tuttavia opportuno precisare i requisiti di questi soggetti, soprattutto con riferimento all'esperienza pregressa. Infine, riguardo all'utilizzo di urne semitrasparenti, segnala che la spesa sarà significativa; inoltre, potrebbe risultare difficile provvedere alla loro corretta conservazione, soprattutto nelle sezioni elettorali dei grandi centri abitati. Il senatore GRASSI ( M5S ) ritiene opportune alcune modifiche sulle caratteristiche delle cabine elettorali. In primo luogo, bisognerebbe precisarne le dimensioni, in quanto il riferimento alla necessità di riparare il busto dell'elettore è un criterio variabile in rapporto alla statura della persona. Inoltre, sarebbe preferibile che il lato aperto sia rivolto verso la sala, e non verso il muro, per garantire la trasparenza delle operazioni elettorali, considerato che la segretezza è già assicurata dalla posizione di spalle dell'elettore. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene indispensabili alcune modifiche, per non arrecare problemi al funzionamento delle sezioni elettorali. Si riferisce, in particolare, alle disposizioni relative alla sostituzione del presidente di seggio, alla capacità ed esperienza delle persone che svolgono le funzioni di presidenti e scrutatori, alla individuazione di criteri precisi per la ridefinizione delle sezioni elettorali. Poiché nessun altro chiede di intervenire, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Il sottosegretario SIBILIA, intervenendo in replica, sottolinea che il provvedimento è stato approvato dalla Camera dei deputati all'unanimità, dopo un ampio dibattito nel quale sono stati risolti gli aspetti critici rilevati già nella scorsa legislatura. In primo luogo, assicura che il Ministero dell'interno non ha ravvisato difficoltà particolari a fronte dell'esigenza di procedere alla rimodulazione delle sezioni elettorali. Ritiene poi che il ricorso a presidenti e scrutatori di seggio specializzati contrasti con il principio di partecipazione dei cittadini nella verifica della correttezza delle operazioni elettorali. In ogni caso, precisa che il limite dei due mandati riguarda solo quelli svolti nella medesima sezione. Osserva che il divieto di assunzione di personale da parte delle società partecipate è volto a evitare il voto di scambio, mentre la nuova struttura delle cabine è prevista per prevenire brogli elettorali, per esempio attraverso l'utilizzo di schede timbrate al di fuori del seggio. Conclude auspicando una rapida definizione del testo, affinché possa entrare in vigore prima delle prossime tornate elettorali. La relatrice MANTOVANI ( M5S ) propone di adottare il disegno di legge n. 859 , già approvato dalla Camera dei deputati, quale testo base per il seguito dell'esame. Non essendovi osservazioni, così resta stabilito. Il PRESIDENTE propone di fissare alle ore 12 di mercoledì 12 dicembre il termine per la presentazione di emendamenti, da riferire al disegno di legge n. 859 , adottato come testo base per il seguito dell'esame. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI RIFERITI AL DISEGNO DI LEGGE N. 920 La Commissione, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: - 1.5 contrario, in quanto volto a sopprimere la previsione dell'intesa in sede di Conferenza Unificata; - 1.7 contrario, in quanto prevede l'adozione di "piani industriali" da parte delle pubbliche amministrazioni; - 2.5 contrario, in quanto applica direttamente le disposizioni previste dall'articolo 2 anche a istituzioni e soggetti con autonomia costituzionalmente garantita; - 2.9 e 2.32 contrario, in quanto le disposizioni ivi previste creano disparità di trattamento tra la fattispecie generale di cui al comma 1 e quella speciale di cui al comma 4 dell'articolo 2; - 2.26, 2.33 e 2.34 contrario, in quanto introducono il requisito dell'"accordo" in sede di Conferenza Unificata non quale procedimento autonomo, ma all'interno di quello per l'adozione di atti governativi; - 4.13, 4.15, 4.17 e 4.19 contrario, in relazione all'articolo 97, quarto comma, della Costituzione; - 1.6 non ostativo, a condizione che venga riformulato sopprimendo la lettera a) ; - 1.13 non ostativo, a condizione che venga riformulato prevedendo che l'apposizione del termine agli enti pubblici non economici regionali e locali sia disciplinata previa intesa in sede di Conferenza unificata; - 2.24 non ostativo, a condizione che venga riformulato specificando che tale estensione, secondo quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 2, non opera per i dirigenti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 2001; - 4.18 non ostativo, a condizione che venga chiarita la portata dell'estensione dello stato giuridico e del trattamento economico di cui al comma aggiuntivo 1- quater ; - non ostativo sui restanti emendamenti. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 955 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri:  sul testo, parere non ostativo;  sugli emendamenti: - 1.86 e 1.87 parere contrario, in quanto condizionano l'entrata in vigore di alcune disposizioni all'esercizio di una delega non ancora conferita al Governo; - 1.0.1 parere contrario, in quanto contiene una norma di delegazione priva di principi e criteri direttivi; - 9.15 parere contrario, poiché incide nella sfera riservata all'autonomia della Camera dei deputati; - 11.0.1 parere contrario, poiché incide direttamente nella sfera riservata all'autonomia amministrativa e impositiva degli enti territoriali;  sui restanti emendamenti, parere non ostativo. Allegato SUL DISEGNO DI LEGGE N. 955 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI VITALI E PAGANO SUL DISEGNO DI LEGGE N. 955 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che la previsione di un ampliamento sine die dei termini di prescrizione contrasta con il principio della ragionevole durata del processo, e che pertanto il provvedimento è viziato da gravi profili di incostituzionalità con riferimento all'articolo 111, secondo comma, della Costituzione, esprime, per quanto di competenza, parere contrario.