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Processo penale - Incompatibilità del giudice - Giudice che abbia già valutato la posizione degli imputati in altro processo definito con sentenza, in esito a giudizio abbreviato, nei confronti di coimputati concorrenti necessari nel medesimo reato - Incompatibilità a celebrare l’udienza preliminare - Mancata previsione - Lamentata disparità di trattamento rispetto a situazioni identiche già individuate con sentenza di illegittimità costituzionale, nonché lesione del diritto di difesa e dei principî di imparzialità e terzietà del giudice - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 34 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui non estende la sfera di operatività dell'istituto dell'incompatibilità all'ipotesi in cui il giudice, chiamato a celebrare l'udienza preliminare nei confronti di alcuni imputati, abbia già emesso sentenza in esito a giudizio abbreviato nei confronti di altri imputati concorrenti nel medesimo reato. Infatti, secondo l'indirizzo, costantemente seguito nella giurisprudenza costituzionale, la sfera di applicazione dell'istituto dell'incompatibilità si riferisce a situazioni di pregiudizio per l'imparzialità del giudice che si verificano all'interno del medesimo procedimento, mentre, se il pregiudizio per l'imparzialità del giudice deriva da attività compiute in un procedimento diverso, il principio del giusto processo trova attuazione mediante gli istituti dell'astensione e della ricusazione. - Sull'indirizzo costantemente seguito, v. citate sentenze n. 283/2000, n. 113/2000, ordinanza n. 441/2001, sentenze n. 306/1997, n. 307/1997, n. 308/1997, ordinanza n. 441/2001. - Sull'udienza preliminare come "momento di giudizio" e sulla applicabilità dell'art. 34 cod. proc. pen., v. citate sentenze n. 224/2001, n. 335/2002. - Sulla operatività dell'istituto dell'incompatibilità anche quando le funzioni pregiudicante e pregiudicata si collocano in procedimenti diversi, v. citate sentenze n. 371/1996, n. 241/1999 e n. 113/2000.