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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 216 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 13,15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore BALBONI ( FdI ) ricorda che nella seduta di ieri la Commissione fu unanime nel conferire mandato al Presidente a sollecitare i pareri della 5 a Commissione che tardano da diverso tempo. Non gli appare quindi comprensibile il livello reattivo esplicato, in riferimento a ciò, dal destinatario del sollecito. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) ricorda che la comunicazione all'esterno del sollecito, reiterato per le vie brevi varie volte, era imposta dall'esigenza di spiegare alla categoria dei magistrati onorari l'esatta sequenza procedurale in cui versa il provvedimento; innalzare il livello reattivo non agevola la risoluzione condivisa della questione, sottoposta al legislatore da tempo. Rivendica di essere stato l'unico parlamentare nettamente contrario al testo delle relatrici sulla magistratura onoraria e di non aver mai voluto diramare comunicati stampa: il rappresentante del Governo, presente in seduta, potrebbe utilmente accrescere il patrimonio conoscitivo della Commissione in ordine alla problematica dei disegni di legge pendenti in Commissione ed alle possibili soluzioni. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) dichiara che la votazione, effettivamente verificatasi ieri, non legittimava il presidente Ostellari a diramare un comunicato stampa, nel quale non vi erano i necessari riferimenti alle stasi tecniche della procedura, imposte ai lavori parlamentari negli scorsi mesi ed evidentemente all'origine del lamentato ritardo. Il presidente OSTELLARI replica dando lettura della lettera con cui il presidente Pesco ha chiuso la corrispondenza attivata dalla decisione di ieri: essa non dà adito ad ulteriori polemiche in quanto enuncia lo stato dell' iter, per come esso si è dipanato negli scorsi mesi. Quanto alla legittimazione del Presidente a diramare comunicati stampa, essa riposa indiscutibilmente sull'esercizio del mandato parlamentare tutelato dalla Costituzione: nessuna compressione può essere ad esso imposta, tanto più quando si descrive il contenuto di una deliberazione assunta dall'organo di cui si è Presidente. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) invita a chiudere la polemica rilevando come il ritardo della 5 a Commissione potrebbe giovare, involontariamente, ad addivenire ad un punto di equilibrio all'interno della nuova maggioranza. Il senatore MIRABELLI ( PD ) dichiara che la questione della magistratura onoraria resta di fatto sospesa, come ha riconosciuto il Presidente, fino all'imminente pronuncia della Corte costituzionale: ciò richiede senso di responsabilità nell'affrontare una tematica, la cui soluzione - già difficoltosa - non si gioverebbe di polemiche artificiose. Il sottosegretario SISTO risponde ai senatori Caliendo e Mirabelli riconoscendo che il tempo per intervenire si è ridotto e che solo una disponibilità al compromesso, con la rinuncia di posizioni massimaliste, può garantire la rapidità necessaria per conseguire una soluzione. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) si dichiara disponibile a riferire al più presto alle Commissioni riunite sui disegni di legge nn. 1478 e 1193. Il PRESIDENTE prende atto e dichiara che sono già in corso contatti con la Commissione difesa per convocare la relativa seduta, presumibilmente nella settimana prossima. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto ministeriale recante disposizioni per l'individuazione delle prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e per la determinazione delle relative tariffe Doc n. 247 Schema di decreto ministeriale recante disposizioni per l'individuazione delle prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e per la determinazione delle relative tariffe (Osservazioni alla 5 a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievi) Il relatore CUCCA ( IV-PSI ) illustra il provvedimento in titolo che reca disposizioni per l'individuazione delle prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e per la determinazione delle relative tariffe. Il provvedimento riprende la struttura del decreto 28 dicembre 2017 in materia di prestazioni obbligatorie. Sullo schema la Commissione giustizia è chiamata a formulare osservazioni alla 5ª Commissione. Nel merito il provvedimento si compone di dieci articoli. L'articolo 1 reca una serie di definizioni, tra cui si ricorda la definizione di prestazioni funzionali alle intercettazioni di comunicazioni o collegamenti tra presenti o, comunque, diversi da quelli forniti dagli operatori: con questi si intendono, invece, i sistemi elettronico/informatici e i servizi ad essi connessi, finalizzati all'acquisizione, veicolazione, geolocalizzazione, registrazione e fruizione dei segnali audio video e dei flussi di comunicazione comunque oggetto di captazione. In particolare si tratta dei servizi di installazione, manutenzione, vigilanza sul corretto funzionamento degli impianti e sistemi inservienti alle intercettazioni e degli interventi tecnici per l'accesso ai luoghi di installazione e captazione e per la dissimulazione delle attività di intercettazione. L'articolo 2 - in attuazione di quanto previsto dalla lett. a) e dalla lett. b) del comma 89 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 20017 - rinvia al listino allegato allo schema di decreto per l'individuazione e la descrizione delle prestazioni funzionali alle operazioni captative e delle relative tariffe (comma 1). Tale listino - del quale gli operatori interessati devono munirsi - è disponibile presso il Ministero della giustizia -Direzione generale degli affari interni (comma 5). In base al listino le attività funzionali alle intercettazioni obbligatorie sono state classificate in diverse categorie: dalle intercettazioni delle comunicazioni di tipo telefonico al sistema di localizzazione, comprensivo di client per la visualizzazione. Per ogni categoria sempre nel listino è descritta la relativa prestazione funzionale alle intercettazioni e indicate le tariffe applicabili. Per la maggior parte delle voci tariffate, è stato stabilito, non già un importo fisso, ma un range tra minimo e massimo. Ai fini della quantificazione dell'importo da liquidare, nel caso in cui il listino preveda un minimo e un massimo, l'Autorità giudiziaria deve tenere conto del complesso delle attività svolte, con particolare riferimento al tempo e al personale necessario per l'espletamento della prestazione: rileva anche il costo effettivo documentato, ma includendo la perdita - o il danneggiamento eventualmente verificatesi in modo incolpevole - delle periferiche utilizzate; occorre tener conto pure dell'urgenza e complessità dell'intervento e della qualità del servizio reso (comma 2). Nell'importo previsto si considerano incluse anche tutte le attività necessarie per il corretto adempimento della prestazione, quali le attività di installazione, di connettività, di messa in esercizio continuativa, di documentazione, di gestione assistenza e manutenzione, di imballaggio, di trasporto, di ripristino, nonché tutti i costi per il versamento di canoni per le licenze software e per eventuali spese assicurative (comma 3). Il comma 4 dell'articolo 2, considerata l'evoluzione tecnologica che investe anche le prestazioni funzionali, prevede che per eventuali prestazioni non indicate nel listino, l'Autorità giudiziaria procede alla liquidazione sulla base dell'importo fissato per prestazioni analoghe, ma, in ogni caso, tenendo conto del costo effettivo da documentare espressamente. In questo caso, è previsto l'obbligo di trasmissione del provvedimento al tavolo tecnico permanente istituito presso il Ministero della giustizia. L'articolo 3 - in attuazione della lett. c) del comma 89 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017 - disciplina gli obblighi dei fornitori delle prestazioni. Nel dettaglio i fornitori devono assicurare, in relazione a ciascuna prestazione, la tempestiva messa a disposizione di strumentazione adeguata al bersaglio, connotata da requisiti di eccezionale qualità dal punto di vista operativo, avuto riguardo ai modi ed ai tempi di fruizione nonché alla disponibilità delle migliori innovazioni tecnologiche. Inoltre, essi devono adottare modelli organizzativi aziendali orientati alla competenza ed alla valorizzazione dell'esperienza e dell'abilità del personale incaricato della realizzazione della prestazione (comma 1). Il comma 2 detta, poi, le modalità esecutive delle prestazioni a cui i fornitori devono attenersi. La manutenzione, sia essa ordinaria o adeguatrice ed evolutiva, deve essere operata secondo le modalità individuate in modo analitico in un'apposita comunicazione da inoltrare alla Procura della Repubblica procedente. In tal comunicazione il fornitore deve attestare che le innovazioni o gli adeguamenti operati sui sistemi non impediscono od ostacolano le modalità di comunicazione e monitoraggio, operate attraverso i sistemi di rilevamento messi a disposizione dell'ufficio dal Ministero della giustizia-Direzione generale servizi per i sistemi informativi automatizzati (comma 3). Nel caso provengano contemporaneamente richieste da distinte Autorità giudiziarie, sulle medesime identità di rete, gli operatori sono tenuti ad assicurare che le informazioni e i contenuti relativi alla medesima identità di rete siano consegnati, separatamente e contestualmente, ai distinti punti di registrazione indicati dall'Autorità giudiziaria e che comunque il numero complessivo delle operazioni attivabili sia sempre garantito (comma 4). L'articolo 4 - in linea con quanto previsto dalla lett. c) del comma 89 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017 - al comma 1 ribadisce l'obbligo dei fornitori delle prestazioni di assicurare la conservazione e la gestione, mediante canali cifrati, dei dati raccolti negli archivi informatizzati, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e della necessità del loro trattamento secondo criteri di riservatezza, disponibilità e integrità. Il comma 2 specifica che devono essere assicurati, in particolare: l'esclusiva allocazione dei dati raccolti nel corso delle operazioni di intercettazione all' interno degli apparati installati presso le sale C.I.T. della Procura della Repubblica che ha disposto le operazioni, attraverso sistemi che attestino l'epoca della memorizzazione integrale e la conservazione del formato originale all'interno degli apparati, fino al conferimento all'archivio digitale; la custodia dei dati attraverso sistemi di cifratura in grado di inibire la loro consultazione a personale diverso da quello autorizzato dal Procuratore della Repubblica; l'adozione di procedure idonee ad impedire la cancellazione dei dati o il loro danneggiamento anche accidentale, attraverso la realizzazione di copie di sicurezza, sempre allocate all'interno dei sistemi e gli apparati allocati presso le sale C.I.T., in conformità alle specifiche tecniche adottate dal Ministero della giustizia-Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati; la cancellazione sicura, definitiva ed integrale, anche delle copie di sicurezza, in conformità alla modalità individuate dal Procuratore della Repubblica, dei contenuti registrati negli apparati messi a disposizione dell'ufficio per l'esecuzione delle operazioni di intercettazione e per la loro conservazione. Inoltre, al fine di garantire la sicurezza dei dati e assicurare la conservazione dei contenuti oggetto dell'attività di intercettazione, il comma 3 prevede che il fornitore debba comunicare al Procuratore della Repubblica, che ne curerà l'inoltro al Ministero della giustizia-Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, il documento tecnico descrittivo del proprio sistema, comprensivo delle modalità di collegamento da remoto realizzate, in conformità alle modalità indicate dalla medesima Direzione generale. Il comma 4 precisa, infine, che l'Autorità giudiziaria è tenuta a servirsi, comunque, nel corso delle operazioni di intercettazione, di sistemi di sicurezza messi a disposizione dal Ministero della giustizia, in grado di assicurare un controllo sulle modalità di accesso ai contenuti acquisiti e registrati, cui sono soggetti anche i sistemi utilizzati dal fornitore. L'articolo 5 disciplina i parametri tecnici che devono essere utilizzati per l'identificazione della prestazione richiesta ai fini della trasmissione e della gestione delle comunicazioni di natura amministrativa, nonché la tipologia dei dati da utilizzare per lo scambio delle informazioni. In particolare nella trasmissione e nella gestione delle comunicazioni di natura amministrativa il comma 1 dell'articolo 5 prevede che debba essere assicurato il rispetto delle procedure informatiche approvate dal Ministero della giustizia. L'identificazione della prestazione richiesta avviene utilizzando i parametri tecnici con i quali il bersaglio è identificato univocamente dalla rete, ovvero mediante le informazioni adeguatamente corrispondenti alle esigenze dell'operatore per l'esatta individuazione del servizio richiesto (comma 2). Il comma 3 indica analiticamente i dati che devono essere scambiati con riferimento alle prestazioni richieste, attraverso i sistemi ministeriali coerenti con quanto previsto dagli organismi internazionali di standardizzazione nelle telecomunicazioni. L'articolo 6 reca disposizioni volte a razionalizzare e semplificare le procedure e gli adempimenti di fatturazione. Nel dettaglio il comma 1, al fine di semplificare le procedure di richiesta di attività funzionale alle prestazioni obbligatorie, prevede che ciascuna richiesta debba essere identificata dall'Autorità giudiziaria mediante un codice univoco di riferimento costituito dall'indicazione dell'Autorità giudiziaria e dal numero R.I. T (numero/anno). Tale codice, che identifica anche la documentazione di liquidazione della relativa spesa (snellendo così la procedura di liquidazione delle fatture dei fornitori), deve essere indicato per ciascuna prestazione dall'attivazione fino alla cessazione delle operazioni tecniche e deve essere annotato nel registro anche telematico per le intercettazioni di cui all'articolo 267, comma 5, del codice di procedura penale (comma 2). Per quanto riguarda la procedura di liquidazione, essa è attivata con l'inoltro a mezzo dei sistemi ministeriali: una volta ricevuta la comunicazione del decreto di liquidazione da parte dell'Autorità giudiziaria, il fornitore trasmette la relativa fattura senza allegare ulteriore documentazione (comma 4) in formato elettronico a mezzo del sistema S.D.I. e il competente ufficio del funzionario delegato emette l'ordinativo di pagamento entro trenta giorni dalla ricezione (comma 3). L'articolo 7 - in linea con quanto previsto alla lett. c) del comma 89 della legge n. 103 - disciplina l'ipotesi in cui l'Autorità giudiziaria impieghi, per le prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione, impianti, sistemi e personale non forniti dall'amministrazione. In questi casi l'Autorità giudiziaria può procedere a verifiche in merito alla funzionalità e alla sicurezza delle attrezzature impiegate e dell'organizzazione complessiva, anche presso la sede o i locali del fornitore se le prestazioni sono effettuate da remoto. L'articolo 8 reca norme in materia di monitoraggio del sistema delle prestazioni funzionali. La disposizione assegna al tavolo tecnico permanente istituito presso il Ministero della giustizia ai sensi dell'articolo 7 del decreto 28 dicembre 2017 il compito di garantire il monitoraggio del sistema delle prestazioni funzionali (comma 1). Il tavolo tecnico è nel dettaglio chiamato a: monitorare il sistema delle prestazioni funzionali in relazione alla qualità, all'efficienza e alla sicurezza dei servizi forniti, affinché sia garantita un'esecuzione ottimale, uniforme e razionale; monitorare le modalità di trasmissione e gestione delle comunicazioni amministrative relative alle prestazioni obbligatorie, promuovendo, ove necessario, la diffusione di prassi operative omogenee da parte di tutti gli operatori coinvolti nel circuito amministrativo; monitorare le liquidazioni effettuate; e valutare l'opportunità di un aggiornamento del listino (comma 2). L'articolo 9 reca una disciplina transitoria, prevedendo che gli adeguamenti tecnici ed esecutivi contemplati dal decreto in esame si debbano effettuare anche rispetto alle operazioni di intercettazioni in corso alla data di entrata in vigore del decreto (comma 1). E' previsto tuttavia che tali adeguamenti possano essere differiti alla cessazione delle singole attività di intercettazione, nel caso in cui la loro attuazione comporti la sospensione delle operazioni in atto o la possibilità di perdita l'inutilizzabilità dei contenuti e dei dati acquisiti (comma 2). Per quanto riguarda la parte tariffaria il comma 3 stabilisce che gli importi previsti dal listino allegato si applichino alle prestazioni eseguite in forza di incarichi conferiti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, purché l'istanza di liquidazione sia depositata dopo tale termine e l'incarico sia ancora in corso a quella data. L'articolo 10 dello schema di decreto reca la clausola di invarianza finanziaria. Si apre al discussione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) propone che sia inserito, nelle osservazioni richieste alla Commissione, l'auspicio dell'uniformità di costo su tutto il territorio nazionale per ogni singola prestazione. Il senatore BALBONI ( FdI ) concorda con la richiesta del senatore Caliendo, esprimendo apprezzamento per la relazione svolta. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) propone che le società cancellino i dati e le informazioni detenute, dando attuazione alla prescrizione del Garante per la privacy. Sarebbe quindi utile aggiungere alle osservazioni il seguente inciso: "fermo l'obbligo di cancellazione delle informazioni e dati oggetto di intercettazione dopo il conferimento". Il relatore CUCCA ( IV-PSI ) ed il sottosegretario SISTO esprimono perplessità sulla proposta testé avanzata, dalla quale il senatore GRASSO paventa che deriverebbe un'accrescente difficoltà ad indagare sulle manipolazioni, quando la fonte sorgente è definitivamente cancellata. Su invito del senatore BALBONI ( FdI ), la senatrice D'ANGELO ( M5S ) prende atto delle obiezioni espresse nel dibattito e ritira la sua proposta, pur ritenendo che la questione andrebbe ripresa in altra sede. Il relatore CUCCA ( IV-PSI ) concorda sull'esigenza di rimettere mano alla disciplina delle intercettazioni in un prossimo futuro, rilevando peraltro che il suggerimento del Garante non appare dotato di valenza obbligatoria. Propone poi l'espressione delle osservazioni favorevoli, pubblicate in allegato e contenenti i rilievi espressi in relazione e quelli accolti nel dibattito. La Commissione unanime conviene. La seduta termina alle ore 13,50. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 247 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 247 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, per quanto di propria competenza, premessa la natura strettamente tecnico-esecutiva dello schema di decreto proposto si esprime favorevolmente con le seguenti osservazioni: - relativamente all'articolo 3 comma 2 si osserva che le modalità esecutive delle prestazioni a cui i fornitori devono attenersi per garantire nella tempestiva trasmissione e consegna ai punti di registrazione di ogni dato relativo alle informazioni anagrafiche e di localizzazione relative alle identità di rete dei soggetti coinvolti nella comunicazione devono poter assicurare segretezza e genuinità delle operazioni nel pieno rispetto dei diritti dei soggetti sottoposti ad indagine; - analoghe considerazioni valgono per le previsioni dell'articolo 4, ove si ribadisce l'obbligo dei fornitori delle prestazioni di assicurare la conservazione e la gestione, mediante canali cifrati, dei dati raccolti negli archivi informatizzati, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e della necessità del loro trattamento secondo criteri di riservatezza, disponibilità e integrità; - si evidenzia quindi la necessità di assicurare segretezza e genuinità delle operazioni a garanzia dei diritti dei soggetti sottoposti ad indagine, come garantiti dall'articolo 111 della Costituzione, in merito alle previsioni del comma 2 dell'articolo 4 nella parte in cui si riferisce in particolare all'esclusiva allocazione dei dati raccolti nel corso delle operazioni di intercettazione all' interno degli apparati installati presso le sale C.I.T. della Procura della Repubblica che ha disposto le operazioni, attraverso sistemi che attestino l'epoca della memorizzazione integrale e la conservazione del formato originale all'interno degli apparati, fino al conferimento all'archivio digitale; - analoghe osservazioni si condividono in merito alla previsione degli obblighi di custodia dei dati attraverso sistemi di cifratura in grado di inibire la loro consultazione a personale diverso da quello autorizzato dal Procuratore della Repubblica; - si auspica infine che si possa perseguire un costo uniforme su base nazionale per ogni singola prestazione.