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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 22 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 9. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI informa che la prossima settimana sarà convocato un Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per trattare appositamente l'opportunità di avviare un'indagine conoscitiva sulla situazione delle principali comunità di italiani all'estero. Si tratta di approfondire, sotto tutti i vari profili, questa fondamentale opzione della politica estera nazionale, prevedendo anche la programmazione di una serie di visite nei Paesi che ospitano le comunità più numerose. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE AS 257 e 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 257 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 DDL 702 Ratifica ed esecuzione della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005 (Esame congiunto e rinvio) Il presidente PETROCELLI interviene preliminarmente per ricordare che la Commissione avvia oggi l'esame congiunto di due disegni di legge recanti la ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro il 27 ottobre 2005. Si tratta di una ratifica già affrontata nella scorsa legislatura e che ha una particolare importanza per l'Italia. Per tale ragione, ritiene che i relativi disegni di legge di ratifica della Convenzione debbano essere oggetto della più ampia condivisione possibile tra i diversi schieramenti politici. A tal fine, comunica di aver nominato quale relatore sul provvedimento, oltre al senatore Lucidi, anche il senatore Alfieri. Prende atto la Commissione. Il senatore LUCIDI ( M5S ), relatore, illustra congiuntamente i disegni di legge n. 257 e n. 702, entrambi di iniziativa parlamentare - recanti ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, adottata a Faro, in Portogallo, nell'ottobre 2005. Ricorda innanzitutto che due disegni di legge di analogo contenuto, gli Atti Senato 2795 e 2885, vennero esaminati in modo congiunto nella scorsa legislatura dalla Commissione Affari esteri del Senato, ma il successivo iter di approvazione del relativo testo base fu interrotto a causa della conclusione della Legislatura. La Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, entrata già in vigore nell'ottobre 2011, è stata ad oggi ratificata da 18 Paesi membri del Consiglio d'Europa. La Convenzione si fonda sul presupposto che la conoscenza e l'uso dell'eredità culturale rientrino pienamente fra i diritti umani, ed in particolare nell'ambito del diritto dell'individuo a prendere liberamente parte alla vita culturale della comunità e a godere delle arti, come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966. Nello specifico la Convenzione di Faro intende promuovere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità che lo hanno prodotto ed ospitato, e contribuire alla costruzione di società pacifiche e democratiche. Il testo, che integra gli strumenti internazionali esistenti in materia, definisce gli obiettivi generali e suggerisce possibilità di intervento da parte degli Stati firmatari, in particolare in ordine alla promozione di un processo partecipativo di valorizzazione del patrimonio culturale. La Convenzione, inoltre, al di là dell'impegno generale al rispetto del principio di effettività, non impone specifichi obblighi di azione per i Paesi firmatari, lasciando ad essi la libertà di decidere sui mezzi più convenienti per l'attuazione delle misure in esso previste. Composta di un preambolo e di 23 articoli, suddivisi in V parti, la Convenzione richiama innanzitutto gli ideali e i principi posti a fondamento del Consiglio d'Europa e rimarca il valore e il potenziale del patrimonio culturale come risorsa per lo sviluppo durevole e per la qualità della vita. Definisce quindi i suoi obiettivi e individua il "diritto al patrimonio culturale", riconoscendo la responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale e sottolineando l'importanza della sua conservazione ed il suo ruolo nella costruzione di una società pacifica e democratica (articolo 1). Il testo connota il "patrimonio culturale" come l'insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso di valori e delle credenze, e la "comunità patrimoniale" quale insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio (articolo 2). La Convenzione definisce quindi i diritti e le responsabilità concernenti il patrimonio culturale e fissa l'impegno per le Parti firmatarie a riconoscere il suo interesse pubblico, a valorizzarlo, a predisporre disposizioni legislative conseguenti e a favorire la partecipazione alle attività ad esso correlate (articoli 4 e 5). La Parte II della Convenzione (articoli 7-10) è dedicata al contributo del patrimonio culturale allo sviluppo dell'essere umano e della società, ed esplicita l'impegno delle Parti ad utilizzare tutte le caratteristiche del patrimonio culturale per contribuire ai processi di sviluppo economico, politico e sociale, per rafforzare la coesione sociale e per promuovere obiettivi di qualità nelle modificazioni dell'ambiente (articoli 8-10). La Parte III (articoli 11-14) è dedicata al tema della responsabilità condivisa nei confronti del patrimonio culturale e alla partecipazione del pubblico, e prescrive l'impegno delle Parti a promuovere un'organizzazione congiunta delle responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche e ad incoraggiare l'accesso al patrimonio culturale, anche attraverso l'utilizzo delle tecnologie digitali. Il testo traccia inoltre uno stretto raccordo fra il patrimonio culturale e gli strumenti della conoscenza e della formazione (articolo 13). La Parte IV (articoli 15-17) è dedicata ai meccanismi di controllo e di cooperazione in relazione al patrimonio culturale, impegnando le Parti a sviluppare un esercizio di monitoraggio in tema di legislazione e di politiche, attribuendo questo compito a un apposito Comitato, nominato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Da ultimo, le clausole finali (Parte V, articoli 18-23) definiscono le modalità per la firma, per l'adesione, per l'applicazione territoriale, per la denuncia e per l'emendabilità del testo convenzionale. Passa quindi all'esame dei singoli disegni di legge di ratifica della Convenzione. L'Atto Senato 257, come evidenziato nella relazione introduttiva, ripropone il testo del disegno di legge governativo adottato come testo base nella scorsa legislatura (Atto Senato 2885). Esso si compone di quattro articoli che riguardano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), l'ordine di esecuzione (articolo 2), le misure attuative dell'articolo 13 della Convenzione (articolo 3), la copertura finanziaria (articolo 4) e l'entrata in vigore (articolo 5). L'articolo 3, in particolare, reca norme di attuazione dell'articolo 13 della Convenzione, al fine di favorire la correlazione tra il patrimonio culturale, il settore dell'istruzione e quello della formazione. Si prevede in particolare che il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero dei beni culturali e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con proprio decreto, predisponga un programma triennale di iniziative dirette a facilitare l'inserimento nei programmi scolastici della dimensione del patrimonio culturale e a incoraggiare la ricerca interdisciplinare e la formazione continua. In relazione agli oneri economici, l'articolo 4 li valuta complessivamente in 1 milione di euro annui, essenzialmente ascrivibili alle misure attuative dell'articolo 13 della Convenzione, e ne dispone la relativa copertura. Il comma 3 del medesimo articolo 4 prevede, inoltre, che gli eventuali oneri derivanti dalla sottoscrizione degli accordi finanziari di cui all'articolo 17 della Convenzione - per la messa in opera di misure cooperazione nelle attività di controllo - siano autorizzati con appositi provvedimenti normativi. L'Atto Senato 702si compone, a sua volta, di quattro articoli che riguardano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica (articolo 1), l'ordine di esecuzione (articolo 2), la copertura finanziaria (articolo 3) e l'entrata in vigore (articolo 4). Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 li valuta complessivamente in 1 milione di euro annui e ne dispone la relativa copertura. In conclusione, evidenzia come i testi dei due disegni di legge in esame non presentino profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento dell'Unione europea né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore Lucidi e propone alla Commissione di dare mandato ai relatori di predisporre un testo unificato dei due disegni di legge, da approvare e successivamente inoltrare all'Aula del Senato. Concorda la Commissione. Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, riservandosi di dare conto di una integrazione alla relazione testé svolta, ringrazia il Presidente e il relatore Lucidi per il clima di confronto collaborativo che caratterizza i lavori della Commissione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.