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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 353 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente TAVERNA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31) . Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sulle manifestazioni di protesta davanti all'abitazione del sindaco di Pesaro MALPEZZI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, ieri sera, nel corso di una manifestazione a Pesaro, a quanto pare alcuni manifestanti no vax si sono fermati davanti alla casa del sindaco, Matteo Ricci, spaventando anche la famiglia. Vorrei allora utilizzare solo un breve momento, senza togliere tempo ai lavori dell'Assemblea, per esprimere solidarietà al sindaco e ricordare che, nella piena libertà delle manifestazioni, quando sono autorizzate, c'è tutta la disponibilità, giustamente, a tutelarle, ma quello che non è legittimo e non può essere legittimato - e la politica dovrebbe dire parole chiare su questo - è che dei manifestanti vadano sotto casa di cittadini o dello stesso amministratore della città, perché ciò diventa pericoloso e lede anche le libertà di tutti. In questo caso, oltretutto, si trattava di una manifestazione no vax. Le parole del presidente Mattarella di ieri mi sembrano chiare e di monito per tutti noi. Vorrei quindi davvero esprimere, a nome di tutto il Gruppo dei senatori del Partito Democratico, solidarietà al sindaco di Pesaro e a tutti i sindaci che si trovano ad affrontare particolari situazioni, sperando di poter condividere questo momento con tutti i colleghi dell'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. Grazie, senatrice Malpezzi, per la sua segnalazione. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei associarmi alla solidarietà ed esprimere, anche da parte del Gruppo Italia Viva-PSI, vicinanza e amicizia al sindaco Matteo Ricci e ai tanti amministratori che si stanno trovando nelle stesse difficoltà. Come diceva la collega Malpezzi, infatti, le manifestazioni, quando autorizzate, sono sempre legittime; quando invece si arriva a questi livelli e si supera evidentemente il limite della manifestazione normale e autorizzata, allora è giusto anche far comprendere ai tanti cittadini, che in questo momento magari sono arrabbiati e preoccupati, le ragioni di scelte sicuramente difficili, ma coraggiose e di grande responsabilità, come quelle assunte dal nostro Governo. Anche a nome del Gruppo Italia Viva-PSI, esprimo quindi vicinanza e solidarietà all'amico Matteo Ricci. (Applausi) . Discussione del disegno di legge: Doc 2272 Conversione in legge del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, recante misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, recante misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2272. I relatori, senatori Valente e Caliendo, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Valente. VALENTE, relatrice . Signor Presidente, il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, prevede una serie di misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni, funzionali all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l'efficienza della giustizia. Il provvedimento è stato esaminato dalle Commissioni affari costituzionali e giustizia riunite, che hanno apportato modifiche puntuali al testo, anche con la collaborazione dell'opposizione, che ovviamente ringraziamo. Da parte delle forze politiche c'è stata, anzitutto, la consapevolezza dell'importanza di un provvedimento che affronta il reclutamento come lo strumento grazie al quale i progetti previsti dal PNRR saranno messi a terra dalle amministrazioni pubbliche, centrali e territoriali. Per fare questo, è stato chiaro a tutti, sin dal primo momento, che servono risorse, capacità e talenti specializzati e motivati, ma che serve anche individuare procedure adeguate. Questo decreto lo fa in maniera equilibrata, tenendo conto degli interessi in campo e delle garanzie necessarie. Per il lavoro fatto, permettetemi di ringraziare in modo particolare la sottosegretaria Bini, il ministro D'Incà, il Governo in generale e, ovviamente, il Ministro per la funzione pubblica e la Ministra della giustizia, direttamente interessati, così come tutti i loro uffici. Ringrazio poi tutti i colleghi della Commissione affari costituzionali e della Commissione giustizia, così come tutti i funzionari e il personale del Senato. Per limiti di tempo, darò conto in particolare solo di alcune modifiche intervenute in sede parlamentare nel lavoro delle Commissioni. Per quanto riguarda il rafforzamento della capacità amministrativa, l'articolo 1 disciplina modalità speciali per accelerare le procedure per il reclutamento di personale a tempo determinato e il conferimento di incarichi di collaborazione da parte delle amministrazioni pubbliche titolari di progetti previsti nel PNRR. Per quanto riguarda gli elenchi introdotti all'articolo 1 del decreto, istituiti attraverso il portale del reclutamento dal Dipartimento della funzione pubblica per accelerare le procedure concorsuali, è stata introdotta una modifica, che prevede l'estensione dell'iscrizione anche a quei professionisti non organizzati in ordini e collegi in possesso dell'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi. Inoltre, tutti i bandi sul portale del reclutamento saranno pubblicati in formato aperto e organizzati in un database ricercabile in ogni campo. È stato poi prorogato al 31 dicembre 2022 il termine entro cui le amministrazioni, per superare il precariato, possono assumere a tempo indeterminato personale non dirigenziale secondo i termini di legge già stabiliti. Sono state previste misure urgenti legate all'attuazione del PNRR che riguardano il Ministero della cultura, con l'assunzione di personale specializzato destinato agli archivi di Stato e alle sovrintendenze archivistiche. Andando all'articolo 3 - che interessa la disciplina concernente l'inquadramento dei dipendenti pubblici in aree funzionali, la progressione all'interno dell'area e l'accesso ad aree superiori - una serie di modifiche introdotte in Commissione hanno riguardato, in particolare, le progressioni nella stessa area, che debbono avvenire secondo principi di selettività e in funzione delle capacità maturate secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva. È stato inoltre previsto che nelle prove scritte dei concorsi pubblici indetti da Stato, Regioni ed enti locali a tutti i soggetti con DSA sia garantita la possibilità di sostituire le prove con un colloquio orale, usando strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, scrittura e calcolo. Sul tema della mobilità volontaria, tanto sentito tra le pubbliche amministrazioni, il decreto interviene limitando i casi in cui essa è subordinata all'assenso dell'amministrazione di appartenenza. Su questo, recependo i dubbi sollevati dagli enti locali, è stata trovata una soluzione soddisfacente, mantenendo il previo assenso dell'amministrazione di appartenenza nei Comuni fino a 100 dipendenti e riducendo la percentuale corrispondente alla carenza di organico che lo renda necessario. Inoltre, per tutti gli enti locali, in caso di prima assegnazione, la permanenza minima del personale diventa di cinque anni. Sempre per gli enti locali, è stata introdotta un'innovativa modalità aggregata tra di essi per la gestione delle selezioni, in vista degli elenchi di idonei all'assunzione, a tempo sia determinato sia indeterminato. All'articolo 4 del decreto, che concerne le funzioni e la struttura dell'associazione Formez PA, è stata introdotta in Commissione una modifica sulla composizione del Consiglio di amministrazione dell'associazione, dove i membri in rappresentanza di Regioni, Unione Province d'Italia (UPI) e Associazione Nazionale Comuni italiani (ANCI) passeranno da due a tre. Nel testo del decreto è stato poi inserito, come emendamento presentato al Governo, il decreto-legge 23 giugno 2021, n. 92, recante misure per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica (Mite) e in materia di sport. Le principali disposizioni sono rivolte all'assunzione di personale specializzato presso il Ministero della transizione ecologica. Si interviene poi in materia di struttura di missione per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza presso il Mite. È prevista, infine, la nomina da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della transizione ecologica di un inviato speciale per il cambiamento climatico, con il compito di consentire una più efficace partecipazione italiana agli eventi e ai negoziati internazionali sui temi ambientali. Oltre ad alcune disposizioni in materia di valutazione d'impatto ambientale (VIA), si interviene sullo scopo statutario della società pubblica Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SpA. Infine, in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpionico nazionale italiano (CONI), si rimanda allo stesso la facoltà di definire l'articolazione della propria dotazione organica, nonché i criteri e le modalità per il reclutamento del personale finalizzato al completamento della medesima. L'articolo 6 del decreto introduce per le pubbliche amministrazioni con più di 50 dipendenti un Piano integrato di attività e organizzazione che riguarda, tra gli altri, i profili legati a performance , capitale umano, organizzazione, trasparenza e anticorruzione. In Commissione, il termine per presentare il Piano è stato fissato al 31 gennaio di ogni anno, inserendo anche l'obbligo di assicurare adeguata informazione alle organizzazioni sindacali. Si è previsto inoltre che gli enti locali con meno di 15.000 abitanti possano provvedere al monitoraggio previsto dal Piano individuando un ufficio associato a livello provinciale o metropolitano. Sempre all'articolo 6, comma 2, gli strumenti definiti dal Piano per raggiungere gli obiettivi in materia di trasparenza e anticorruzione saranno definiti in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente e agli indirizzi dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), con l'obiettivo, da un lato, di salvaguardare l'intento semplificatore all'origine del piano e, al contempo, di armonizzare questa disciplina con le funzioni in capo all'autorità anticorruzione. All'articolo 9 del decreto-legge le risorse previste per gli incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti che gli enti territoriali attiveranno per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all'attuazione del Piano sono state aumentate per ciascuno degli anni 2021-2024. Per quanto riguarda la giustizia amministrativa, si è intervenuto con alcune norme per facilitare lo svolgimento dei concorsi già previsti dal provvedimento, inserendo come titolo di preferenza, a parità di merito, anche il diploma della scuola di specializzazione per le professioni legali. Altre norme inserite in Commissione riguardano l'attuazione in ambito di giustizia amministrativa del Piano di ripresa e resilienza e l'incentivazione per favorire la partecipazione dei magistrati al piano di smaltimento. Vorrei infine ricordare che la Commissione ha voluto inserire all'articolo 17 quello di parità genere come principio guida anche per il piano di reclutamento del personale a tempo determinato previsto dal decreto-legge. Prima di lasciare la parola al collega Caliendo per la parte relativa alla giustizia, voglio poi sottolineare che accanto alle questioni che hanno trovato positiva soluzione ne restano ancora aperte altre. Ne indico due note all'Assemblea, riguardanti alcuni nodi sulla giustizia e in modo particolare alcuni legati a quella amministrativa, che meriterebbero di essere affrontati superando lo spirito corporativo e guardando invece alla funzionalità dell'amministrazione della giustizia. Mi auguro che il lavoro prodotto su entrambi i fronti durante queste settimane non venga abbandonato e possa essere ripreso al più presto in una prossima occasione. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Caliendo. CALIENDO, relatore . Signor Presidente, mi associo innanzitutto ai ringraziamenti che ha formulato la relatrice Valente, in particolare al sottosegretario Bini per l'aiuto che ha dato in questi giorni. Credo che il provvedimento al nostro esame abbia un'importanza fondamentale, specie nella seconda parte del suo titolo: l'efficienza della giustizia. Si tratta di misure un po' dure da realizzare; in particolare, viene introdotto un numero consistente di assunzioni da realizzare (16.500), divise in due scaglioni, come aiuto a tempo determinato ai giudici, quanto alla capacità di smaltire i lavori. Abbiamo avuto già esperienza di questo procedimento, effettuandone una prova negli uffici giudiziari di Firenze, che ha ricevuto una valutazione positiva. Durante il lavoro in Commissione, abbiamo introdotto alcune correzioni, che devono determinare una maggiore capacità di intervento. In particolare, si è tolto l'obbligo del rapporto da remoto effettuato tra i nuovi, laureati in legge o in economia, che devono collaborare con il giudice. Dipenderà molto dai coordinatori dei vari uffici del processo, nelle varie zone d'Italia, attivare un rapporto diretto tra giudice e collaboratori. Basta leggere il primo profilo di quello che saranno chiamati a svolgere: oltre ad alcune attività più semplici, come la verifica della correttezza del fascicolo processuale, hanno anche la possibilità di collaborare con il giudice nel predisporre bozze di provvedimenti e di effettuare lavori di ricerca utili al giudice per svolgere la sua funzione. È un modello conosciuto dalla fine degli anni '70, per esempio, nel Tribunale delle dogane di New York, dove addirittura 16 giudici allora - e credo che siano rimasti tali - sono riusciti a coprire l'intero panorama giudiziario riguardante l' import e l' export di tutti gli Stati Uniti d'America, chiudendo tutti i processi, grazie a una forte collaborazione che prevedeva per ogni giudice quattro avvocati e 22 persone di staff . Noi dobbiamo svolgere quest'attività. Come relatori, abbiamo introdotto alcune integrazioni in certi passaggi, anche in relazione al funzionamento della Scuola superiore della magistratura. Nello stesso tempo, avevamo introdotto un emendamento mirato a un miglior funzionamento del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Tuttavia, nel prevedere l'entrata in vigore delle norme a settembre 2022, correttamente abbiamo tenuto conto di alcune osservazioni in ordine al tempo necessario, ragion per cui abbiamo ritenuto di ritirare l'emendamento, per ripresentare quella proposta sul Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa quando si discuterà del Consiglio superiore della magistratura. Abbiamo introdotto una proroga della normativa per la magistratura onoraria, che, come sapete, con la riforma Orlando doveva scadere nei prossimi giorni; si è quindi prevista una proroga, in modo che il Parlamento possa intervenire tenendo conto di quanto ha detto la Corte costituzionale negli ultimi tempi in merito alla magistratura onoraria. Colleghi, consentitemi alcune riflessioni. Forse anche grazie all'intelligenza del Governo, non dico che abbiamo cambiato il metodo, ma siamo riusciti a discutere un po' meglio di quanto il Parlamento abbia fatto negli ultimi tempi. Ho sempre detto di essere contrario alle riunioni di maggioranza: l'ho detto quando ero Sottosegretario e lo dico oggi da relatore, perché l'ho sempre detto, quando ero all'opposizione, come in maggioranza. La vera attività in Parlamento è quando forze politiche diverse si incontrano per realizzare un prodotto che abbia una sua effettività. Faccio un esempio: la scelta di una pubblica amministrazione di non attuare la mobilità va fatta solo ed esclusivamente se è realmente necessaria, non per mettere una bandierina. Ciascun deputato o senatore dovrebbe quindi avvertire sempre una responsabilità: non conta alcunché vedersi approvato un determinato emendamento, perché dopo dieci giorni gli elettori lo avranno dimenticato; ciò che conta è la capacità di svolgere la propria funzione parlamentare per la realizzazione di un prodotto legislativo coerente con le finalità dello Stato e con la realizzazione degli interessi dei cittadini. (Applausi) . Rispetto a questa situazione, dobbiamo assumere una responsabilità, che per gran parte siamo riusciti a prenderci, ma forse dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, ovvero garantire che ciascuna piccola fetta di intervento miri sempre all'interesse generale. Faccio un altro esempio. La norma prevedeva la dicitura «da remoto»: l'abbiamo corretta, perché non è possibile. Il rapporto tra giudice e uffici del processo dev'essere da remoto solo nell'ipotesi in cui ve ne sia la necessità. È questa la logica, con la quale pure abbiamo introdotto alcune modifiche apportate dai parlamentari, che abbiamo accolto come relatori e come Governo. Questa logica di collaborazione tra Governo e Parlamento può muoversi soltanto su una linea, e lo dico anche al Ministro della giustizia, perché abbiamo votato un emendamento anche contro l'indicazione del Governo che riguardava gli uffici giudiziari dell'Abruzzo in relazione alla questione del terremoto. Abbiamo fatto qualcosa contro l'Esecutivo? Vogliamo contestarlo? No. In quella fattispecie, abbiamo fatto una valutazione: ciascuno - anche il Governo - dovrebbe tener conto che l'esperienza e la conoscenza del reale da parte di coloro che hanno competenza in determinate materie andrebbero prese in considerazione dallo stesso Esecutivo, al fine di creare quel sinallagma tra Governo e Parlamento che possa realizzare sempre un rapporto positivo. Signor Presidente, concludo il mio intervento con l'auspicio che le correzioni introdotte con lo spirito a cui ho fatto cenno possano eventualmente essere integrate anche in questa sede oppure essere condivise, ma nella realtà. Infatti, la norma, una volta licenziata dal Parlamento, assume una sua realtà completamente diversa, che è rimessa all'interprete, ma anche alla capacità dei dipendenti, di coloro che svolgono la propria attività nella pubblica amministrazione e dell'amministrazione della giustizia di attuare in concreto i singoli provvedimenti. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Pagano. Ne ha facoltà. PAGANO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, esprimo innanzitutto un ringraziamento doveroso ai due relatori, la collega Valente, che è stata davvero valente di nome e di fatto, e il collega Caliendo, che è sempre attento e particolarmente prodigo nella sua incredibile e straordinaria capacità di lavoro e nella sua lucidità di pensiero, che gli voglio riconoscere in questa sede e che, almeno per me, rappresentano una guida anche per il mio futuro politico. Mi sento in dovere di ringraziare anche il sottosegretario Bini, che non avevo avuto il piacere di conoscere così bene; ma in questi giorni, tra le call e le riunioni in presenza, ho potuto apprezzare il suo modo di lavorare, la sua disponibilità verso gli altri e la sua incredibile pazienza, fino al punto che l'altra sera ha detto di non sentirsi bene, perché si era molto stressata, ma il giorno dopo l'ho vista di nuovo al lavoro. Quindi complimenti e congratulazioni - se li merita - al Sottosegretario per l'attività che svolge. Fatti questi doverosi ringraziamenti, vorrei ringraziare poi tutti i componenti delle due Commissioni coinvolte, la 1 a e la 2 a , che con spirito davvero costruttivo hanno lavorato affinché oggi arrivasse in Aula il decreto-legge in discussione, modificato, ma in modo appropriato. Certo, ci sono stati anche momenti di forte confronto, ma la politica è questo ed è bella per questo: anche da posizioni differenti, ci si confronta e si deve avere la capacità di raggiungere una sintesi. Devo dire che questa è stata una di quelle occasioni nelle quali anche posizioni di partenza molto differenti hanno trovato un loro momento di sintesi. Voglio ringraziare anche il mio collega Luigi Vitali, poiché ha saputo svolgere egregiamente il ruolo di Capogruppo in 1 a Commissione (Applausi) , così come i colleghi della Commissione giustizia del mio partito. Siamo fatti così: siamo un partito liberale e ci definiamo un partito del fare, che, come ha ricordato poco fa il collega Caliendo, non vuole mettersi delle stellette per dire che qualcosa l'abbiamo fatto noi, perché pensa invece a un risultato per gli italiani. Condivido la ragione per la quale il senatore Caliendo ha definito inutili, se non addirittura inappropriate e inadeguate, le riunioni di maggioranza. Noi siamo qui per lavorare per gli italiani. Tra l'altro, in questo Parlamento le opposizioni sono davvero poche, nel senso che i colleghi di Fratelli d'Italia hanno lavorato con un atteggiamento costruttivo - glielo voglio riconoscere e credo che tutti debbano farlo - e hanno votato molti degli emendamenti proposti, mentre su molti altri si sono astenuti, anziché votare contro. Credo che questo sia lo spirito giusto per affrontare un momento del Paese particolarmente difficile. L'ho detto, lo ripeto e lo ripeterò ancora: la classe dirigente di questo Paese deve saper dimostrare in questo momento grande carattere e grande senso di responsabilità, e non è un modo di dire, perché è fondamentale. Al futuro degli italiani ci dobbiamo pensare oggi, adesso, perché le decisioni che stiamo assumendo in queste ore, in questi giorni, varranno per i prossimi anni per il nostro Paese. Se pensiamo che l'indice di crescita già prima del Covid era molto basso e poi, durante il periodo della pandemia, è crollato, come in altri Paesi in tutto il mondo, dobbiamo essere consapevoli che con questo Governo abbiamo la possibilità di raggiungere indici di crescita non importanti, ma straordinariamente importanti per il futuro dell'Italia. C'è una previsione per la quale l'indice di crescita supererà il 5 per cento per la fine di quest'anno: questo significa ricchezza per gli italiani, posti di lavoro, ossigeno per le imprese e benessere per gli italiani (Applausi) . Allora è questo che dobbiamo tenere sempre ben saldo. Rispetto al provvedimento sul green pass, ieri sera durante una trasmissione televisiva ho sentito che oltre il 70 per cento degli italiani è favorevole; inoltre, la maggioranza degli elettori di alcuni movimenti politici e partiti presenti in questo Parlamento, in cui si annidano posizioni talvolta simili a quelle dei no vax , è favorevole a misure di restrizione, perché non costringono o limitano la libertà, ma garantiscono l'abbattimento e la sconfitta del virus e quindi un ritorno alla normalità. (Applausi) . Questa è la verità, così stanno le cose. Dobbiamo rappresentare questi cittadini. Il decreto-legge n. 80 del 2021, definito reclutamento, consta di due parti ed è la ragione per la quale sono state coinvolte le Commissioni 1 a e 2 a : una parte riguarda la pubblica amministrazione, per la quale dobbiamo ringraziare, oltre alla collega Bini, come ho già fatto, anche il ministro Brunetta (Applausi) , perché sta davvero definendo il suo ruolo in questo Governo come di primissima importanza. La verità è che lui sta abbattendo a picconate l'atavica problematica della burocrazia nel nostro Paese, con provvedimenti che noi stiamo cercando di migliorare anche in sede parlamentare. Egli, quindi, avvia il processo e noi parlamentari abbiamo il dovere di migliorare le sue indicazioni. Tutti noi anche in questa circostanza, così com'è stato nel decreto-legge cosiddetto semplificazioni per i colleghi della Camera dei deputati, abbiamo provveduto a migliorare il testo emanato dal Governo. È vero che di fatto il nostro è diventato un sistema monocamerale, però una volta alla Camera dei deputati e un'altra volta, come in questo caso, al Senato della Repubblica interveniamo sull'avvio del procedimento e sul decreto-legge predisposto dal Governo stesso. Ringrazio pertanto il ministro Brunetta e la nostra capogruppo Anna Maria Bernini, che ci tiene uniti e che fa sì che il Gruppo Forza Italia rappresenti davvero un punto di riferimento fondamentale non solo per il Premier e per il Capo dello Stato, ma per il popolo intero. Il senso di responsabilità e l'esperienza che ci contraddistinguono li dimostriamo giorno dopo giorno nei lavori in Commissione e in Aula. Il provvedimento in discussione fa esattamente il seguito all'approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del decreto-legge semplificazioni, che di fatto è lo strumento attuativo del Piano. Il testo in esame non è altro che la messa a terra del decreto-legge semplificazioni per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso una serie di assunzioni che dovrebbero facilitare e svecchiare l'apparato burocratico (tant'è vero che il provvedimento viene definito reclutamento), dandogli maggiore slancio, e andare incontro a un'esigenza che dovrebbe rappresentare il raggiungimento di un obiettivo che per noi è sempre stato quasi una chimera, cioè la spesa dei fondi che ci verranno dati. Come ho ricordato in sede di dichiarazione di voto sul decreto-legge semplificazioni, infatti, storicamente abbiamo sempre avuto un'enorme difficoltà in questo senso, soprattutto - lo ammetto - nelle Regioni del Sud. Lo dico con dolore essendo un uomo del Sud, ma è evidente che dobbiamo fare un passo in avanti ed avere, cari colleghi, la capacità di cambiare, di modificare il nostro modo di fare, di realizzare quella spesa che non abbiamo potuto fare. Lo facciamo attraverso il reclutamento in cento giorni, l'inserimento di giovani, la valorizzazione del personale e il riconoscimento del merito, che non sempre nella pubblica amministrazione si è raggiunto. Desidero concludere il mio intervento ricordando che all'interno del provvedimento, così come ha richiamato il senatore Caliendo, è stato approvato un emendamento a prima firma del senatore Castaldi - che non mi ascolta, ma che ringrazio - che ha avuto insieme a me e ad altri colleghi eletti nella Regione Abruzzo, la capacità di mettere in risalto e di coinvolgere tutte le forze politiche, nessuna esclusa, anche quelle di opposizione; tale emendamento prevede che rimangano aperti quattro tribunali minori - Lanciano, Vasto, Sulmona e Avezzano - che avevano assoluta necessità di sapere che avrebbero avuto almeno altri due anni per operare sul territorio. Sono tribunali che non dovevano chiudere, con questo provvedimento e con l'aiuto di tutte le formazioni politiche abbiamo combattuto tutti quanti insieme e abbiamo dato una bella dimostrazione di coesione e di capacità di venire incontro alle esigenze del territorio per un miglior funzionamento ed efficientamento del sistema della giustizia, in questo caso in Abruzzo e in futuro mi auguro con una diversa geografia della giustizia italiana. Ringrazio tutti i colleghi, a cominciare dal senatore Castaldi, che è stato il primo firmatario, che hanno contribuito, compresi quelli appartenenti alle formazioni dell'opposizione. Grazie a tutti e buon lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gaudiano. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, il nuovo percorso della pubblica amministrazione, con il progressivo abbandono del modello burocratico in favore di un approccio aziendalistico, ha origini ormai risalenti nel nostro impianto legislativo. La vecchia struttura organizzativa gerarchica, seppur con difficoltà, è stata via via sostituita da un approccio manageriale e da una nuova visione del lavoro non più ancorata al concetto di mansione, ma organizzata per il raggiungimento di obiettivi secondo una logica di risultato. L'urgenza di garantire un modello di gestione efficace e un'adeguata disponibilità di competenze si affianca all'esigenza di ringiovanire la pubblica amministrazione e di garantire un organico efficiente. La pandemia e tutte le difficoltà che ne sono derivate hanno reso ancora più evidenti i problemi presenti nella nostra pubblica amministrazione. Le carenze di organico specializzato, la scarsa valorizzazione delle competenze e soprattutto un'età media dei dipendenti troppo alta, che si attesta intorno ai cinquant'anni: sono queste alcune tra le storture che è necessario risolvere. La necessità, quindi, di rendere attrattiva la pubblica amministrazione per convogliare al suo interno risorse umane e competenze di eccellenza trova nel PNRR nuova linfa vitale, aprendo una stagione di investimenti pubblici e di auspicata rinascita. Dopo anni di tagli e di austerity , finalmente ritroviamo risorse e ossigeno per le riforme, per poter così scommettere sul capitale umano, per investire nella valorizzazione del merito e per attrarre giovani professionisti. Il decreto che ci apprestiamo a convertire si inserisce in questo solco. I suoi 19 articoli puntano tutto sul capitale umano, istituendo percorsi semplificati e straordinari per rafforzare la capacità amministrativa della pubblica amministrazione e della giustizia, prevedendo percorsi trasparenti, veloci e definiti. Il titolo I si apre con la previsione di modalità speciali per conferire incarichi professionali dando la possibilità alla pubblica amministrazione di porre a carico del PNRR solo le spese per il reclutamento del personale destinato a realizzare i progetti di cui le singole amministrazioni hanno titolarità diretta di attrazione, prevedendo la possibilità di ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato e a contratti di collaborazione anche per un periodo superiore a trentasei mesi, con il solo limite temporale posto al 31 dicembre 2026. Tali contratti dovranno indicare il progetto del PNRR cui saranno riferiti, potranno essere rinnovati e prorogati per una sola volta e saranno sottoposti a valutazione di risultato. Al fine di non sprecare le competenze maturate, valorizzare l'esperienza e consolidare le capacità, sarà possibile riservare una quota di posti, non superiore al 40 per cento, nei bandi dei concorsi successivi per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, in favore del personale reclutato ai fini dell'attuazione del PNRR che, al momento della pubblicazione del bando, abbia maturato un'esperienza di almeno trentasei mesi all'interno dell'amministrazione. L'articolo 2 del decreto prevede l'attivazione di specifici progetti di formazione e lavoro nella pubblica amministrazione tramite contratti di apprendistato per l'acquisizione di competenze trasversali e l'orientamento professionale di diplomati e universitari. L'articolo 3 pone nuove misure per la valorizzazione del personale e il riconoscimento del merito. A tal proposito, ho presentato un emendamento, il 3.38 (testo 2), approvato in Commissione, al fine di valorizzare il titolo di dottorato di ricerca nelle procedure comparative per l'accesso ai ruoli dirigenziali e per gli avanzamenti di carriera. Inoltre, l'emendamento interviene sulla valutazione delle esperienze maturate, dando peso alla tipologia e non al numero degli incarichi, nella convinzione che sia preferibile un criterio qualitativo rispetto ad un criterio quantitativo. Per quanto riguarda il settore giustizia, il decreto fissa nuove misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa, al fine di favorire l'operatività dell'ufficio per il processo e di assicurare lo smaltimento dei procedimenti giudiziari arretrati. Il Ministero della giustizia potrà avvalersi delle piattaforme digitali della pubblica amministrazione per avviare procedure di assunzione per 16.500 unità con contratti di lavoro a tempo determinato e di 326 unità per la giustizia amministrativa. Il servizio svolto con merito dai soggetti in possesso di laurea in giurisprudenza potrà valere come titolo per accedere al concorso in magistratura ordinaria, ovvero come tirocinio professionale per l'accesso all'esame di Stato da avvocato o al concorso notarile. Sarà poi il Ministro della giustizia a individuare tribunali e corti di appello cui destinare le risorse, nonché il numero degli addetti per ogni singolo ufficio. Sarà possibile, inoltre, per il Ministero della giustizia avviare procedure di reclutamento tramite concorsi per titoli o prova scritta. È poi espressamente previsto il criterio dello scorrimento delle graduatorie, anche per diverse tipologie di concorsi per diversi distretti giudiziari, laddove una graduatoria risultasse incapiente. Il personale così reclutato sarà impiegato per lo smaltimento dell'arretrato, preferibilmente in modalità da remoto, anche nell'ottica della transizione digitale, che resta un punto fermo e una guida salda delle riforme da cui non è più possibile prescindere. In conclusione, merito, trasparenza, competenza e creazione di nuove opportunità lavorative sono le linee guida seguite dal decreto. Duplici i benefici attesi: rendere la pubblica amministrazione un datore di lavoro attrattivo per i giovani e per le eccellenze del nostro Paese; creare opportunità di crescita per migliorare prestazioni e servizi offerti ai cittadini dalla pubblica amministrazione. Sono sfide importantissime cui non possiamo rinunciare, perché un Paese moderno merita e necessita di un'amministrazione moderna, attrattiva e dinamica. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, naturalmente il fine del provvedimento al nostro esame non può che trovare condivisione in tutti noi, soprattutto in coloro che hanno avuto la fortuna, oltre che l'onere, di essere amministratori locali e di conoscere le vere condizioni nelle quali versa l'amministrazione pubblica in Italia, sapendo quanto è difficile mietere un risultato, in particolare quando si è al cospetto di un ambizioso lavoro che, come veniva detto, ricadrà sulla vita della nostra Nazione nei prossimi anni. Quando si tratta di rafforzare il capitale umano della pubblica amministrazione, magari elevando anche la qualità professionale e abbassando il dato anagrafico, per noi di Fratelli d'Italia si tratta sempre di un momento importante, anche se dobbiamo dire che questa esigenza esiste da anni. Quella che viene dal decreto-legge in esame è una risposta finalizzata sostanzialmente alla gestione delle politiche legate al PNRR. Dobbiamo però considerare che, dopo anni di blocco del turnover e di mancate assunzioni, la nostra amministrazione pubblica era incapace di gestire anche l'ordinaria amministrazione, con una ricaduta negativa in termini di servizi da dare ai cittadini, alle imprese e a tutto quel tessuto sociale che opera nei territori e che naturalmente si aspetta ben altre risposte in termini di efficienza e di velocità. Come ho detto in altri interventi, da amministratore locale ho conosciuto anche storie straordinarie di professionisti che hanno fatto la scelta della missione pubblica, pur potendo lavorare in altri contesti privati, con stipendi certamente più lauti di quelli che ricevono dallo Stato. Essi hanno invece scelto di servire la missione pubblica e a loro vanno tributati rispetto e gratitudine. All'impostazione del provvedimento in esame - è stato riconosciuto dai relatori e ringrazio a tal proposito anche il senatore Pagano - come nostro costume abbiamo cercato di offrire contributivi migliorativi, per fare in modo che, sull'altare dell'efficienza e della contingenza, non venisse sacrificata la trasparenza che deve accompagnare le scelte pubbliche. Voglio ringraziare per l'accoglimento di alcuni emendamenti da noi presentati, tesi a recepire le istanze provenienti dall'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e dall'Unione delle Province d'Italia (UPI). Crediamo dunque di aver reso un servizio alla Nazione e non certamente alla maggioranza e al Governo, che anche in questa occasione dimostrano tutta la loro fragilità. La maggioranza ci sembra infatti un gigante dai piedi d'argilla, soprattutto se ci troveremo al cospetto dell'ennesimo voto di fiducia. Anche io voglio ringraziare il sottosegretario Bini, per la cortesia dimostrata nelle occasioni di confronto politico, ma il Sottosegretario sa che la prima cosa che abbiamo chiesto, visto il nostro atteggiamento assolutamente aperto, collaborativo e costruttivo nell'interesse della Nazione, era che non venisse posta la questione di fiducia. Ci sembra però che ci si avvii a questo, dopo il pomeriggio di ieri, che definirei farneticante, e ciò a nostro avviso rappresenta un punto politico di estrema negatività. Se anche quando c'è questo atteggiamento da parte delle opposizioni, in un Parlamento che a sostegno del Governo ha una maggioranza del 95 per cento, la risposta è mettere la fiducia, siamo di fronte a qualcosa che oscilla tra l'incredibile e il ridicolo. Signor Presidente, se mi consentite di andare per qualche minuto fuori tema, visto che parliamo di pubblica amministrazione, ci sono alcune vicende politiche che spero che già il Consiglio dei ministri di questa mattina voglia affrontare, perché rappresentano una vera e propria emergenza. Signor Sottosegretario, non conosciamo ancora la data delle elezioni amministrative. È possibile che nell'unica Nazione in Europa in cui le elezioni sono state rinviate, non si conosca ancora la data delle elezioni amministrative? Abbiamo sindaci sostanzialmente in proroga e dobbiamo mettere in piedi tutta l'architettura politica e partitica delle liste, ma ancora non conosciamo la data delle elezioni. Garantire queste regole del gioco, oltre a terminali amministrativi pienamente efficienti e legittimati, sarebbe una sicurezza per i cittadini. Passo alla seconda questione, che siamo stati noi per primi a sollevare tempo fa, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha messo oltre 1.400 enti locali nell'impossibilità di approvare i propri bilanci. È vero che con il cosiddetto decreto sostegni- bis è stata stanziata una cifra per fronteggiare lo squilibrio che si era creato in relazione al Fondo di anticipazione di liquidità, ma la ripartizione è stata comunicata ai Comuni soltanto il giorno 27 e si prevede che queste amministrazioni debbano approvare i propri bilanci entro il prossimo 31 luglio (parliamo di sabato prossimo). Ciò è materialmente impossibile e se non vogliamo che oltre 10 milioni di cittadini italiani vivano in Comuni falliti, bisogna prorogare, ancora a causa dei ritardi del Governo, la data di approvazione dei bilanci. Questo è quanto ci chiedono migliaia di sindaci. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Emanuele. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Emanuele (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sarò breve e utilizzerò meno del tempo che mi è concesso. Stiamo oggi discutendo di un provvedimento importante che mira a rafforzare la capacità della pubblica amministrazione che, anche - ma non solo - a causa della pandemia, è obiettivamente indebolita. Nell'ottica della ripartenza del Paese, ci troviamo di fronte all'esigenza di investire in termini di infrastrutture e risorse umane. Essendo membro della Commissione giustizia, mi soffermerò sulla parte relativa all'efficienza della giustizia, che è l'obiettivo che si mira a perseguire, come si desume dal titolo stesso del provvedimento. Richiamo quanto contenuto nel PNRR in materia di giustizia, specie con riferimento agli obiettivi. Cito testualmente: gli obiettivi del Piano sono portare a piena attuazione l'ufficio del processo; rafforzare la capacità amministrativa del sistema e sopperire alla carenza di professionalità tecniche diverse da quelle di natura giuridica, essenziali per attuare e monitorare i risultati dell'innovazione organizzativa; potenziare le infrastrutture digitali; garantire al sistema giustizia strutture edilizie efficienti e moderne. Partendo da questo presupposto, richiamo i nostri interventi - svolti sia in Assemblea, che in Commissione - sulla necessità di immettere benzina nel motore della giustizia, in quanto sul territorio vediamo molto chiaramente che i tribunali, purtroppo, non riescono obiettivamente a lavorare a pieno regime e a garantire adeguatamente il rispetto del diritto, dato che per troppi anni abbiamo lasciato andare la macchina della giustizia per inerzia. Oggi, con il PNRR, abbiamo la possibilità di mettere mano a questo sistema, anzitutto - ancorché non sia l'oggetto del provvedimento in esame - investendo sulle strutture e sugli edifici della giustizia. Abbiamo anche la possibilità di investire sulle risorse umane, che, come ho detto prima e anche in altre occasioni, rappresentano la vera e propria benzina da immettere all'interno di un motore che, purtroppo, è stato abbandonato. Su questo purtroppo non posso tacere. Un po' tutti noi abbiamo rivolto diversi richiami al predecessore del ministro Cartabia, che grazie al cielo ha sempre dimostrato grande attenzione dal punto di vista delle risorse umane, mentre in precedenza tutti gli appelli che abbiamo fatto sono sempre caduti nel vuoto. Ricordo distintamente molte interlocuzioni con l'ex ministro Bonafede, che non hanno mai ricevuto un minimo di risposta o di accoglimento. Appena qualche giorno fa ho fatto un richiamo sulla situazione del mio foro, quello di Monza, che lamenta un deficienza importante in pianta organica, pur essendo il sesto tribunale d'Italia. Ma queste considerazioni valgono non soltanto per il mio foro, ma per tanti altri, come il tribunale di Bergamo, ma potremmo prendere ad esempio molti altri tribunali, che lavorano solo perché ci sono delle persone che vanno al di là dei loro limiti e di questo li dobbiamo ringraziare. All'interno di questo provvedimento si va ad incidere su questo. Sicuramente è positivo il fatto che noi oggi ci prendiamo un impegno nei confronti della macchina della giustizia e nei confronti dei cittadini. Ci prendiamo un impegno, che ovviamente poi il Governo e noi tutti in Parlamento dobbiamo portare a piena attuazione. L'aspetto negativo che però devo sottolineare è il fatto che probabilmente non bisognava aspettare l'arrivo del PNRR e - ahimè - della pandemia per farlo: erano problemi che avremmo dovuto vedere e risolvere molto prima. Comunque, siamo in questa situazione e non possiamo certamente tirarci indietro. Prendiamo quello che c'è all'interno di questo testo, che è stato elaborato nelle sedi delle Commissioni competenti; anzi, colgo l'occasione per ringraziare tutti i membri della 1 a e della 2 a Commissione, in particolare i colleghi del mio Gruppo, per il grande lavoro che è stato fatto su tutti gli emendamenti, non soltanto quelli in materia di giustizia. Tornando a parlare degli spunti relativi al mondo della giustizia, all'interno di questo provvedimento, all'articolo 11, si va ad incidere sul personale dell'ufficio per il processo. Non posso che richiamare alcune criticità che avevamo già sollevato rispetto a questo istituto, che obiettivamente è stato creato per cercare di risolvere un problema, ma probabilmente ne crea degli altri, quantomeno all'interno della gestione della macchina amministrativa e della macchina giustizia. Queste ovviamente sono critiche che arrivano da chi vive il tribunale, perché chi non ha modo di lavorare all'interno delle stanze dei tribunali, probabilmente non sa nemmeno che cos'è l'ufficio per il processo. Poi, nel concreto, nell'attuazione delle norme, ci sono obiettivamente delle criticità, ma cercheremo di risolverle, perché siamo in questa sede per cercare di risolvere i problemi, non certo solo per lamentarci, come probabilmente fa qualcun altro. Un aspetto che va sottolineato è che, all'interno di tutte le riforme che stiamo portando avanti, a cominciare da questa, dobbiamo cercare di immettere quelle risorse di cui parlavo prima, in un sistema che poi va a regime e funziona effettivamente. Altrimenti, rischiamo semplicemente di portare qualcosa di positivo in una macchina che però sta ferma. Non dobbiamo permettere questo, ma dobbiamo consentire invece che la macchina corra, nel rispetto del diritto, perché anche all'interno di tutte le altre rivoluzioni che stiamo vedendo, come la riforma del processo civile e del processo penale, stiamo guardando sempre e soltanto a quello che ci dice l'Europa all'interno delle indicazioni del Piano, cioè che la giustizia deve essere veloce. Aggiungo che la giustizia deve essere veloce, ma deve essere giusta, nel rispetto delle norme di diritto dell'ordinamento giudiziario e dell'ordinamento giuridico, altrimenti veniamo meno a quei richiami che sono all'interno della Costituzione e che dobbiamo continuamente tenere a mente, tutti noi che lavoriamo all'interno delle Aule legislative. Non è questo il luogo e il momento - ripeto - di discutere delle altre riforme che sono in corso di esame in Parlamento, però dobbiamo ricordarci che quando parliamo di rafforzamento della pubblica amministrazione e rafforzamento della giustizia, dobbiamo farlo seguendo due elementi: rapidità e oculatezza. Qui mi rivolgo al Sottosegretario, che ringrazio per la pazienza che ha avuto durante le sessioni di Commissione, a tratti estenuanti, ma, obiettivamente, io credo che si poteva fare un lavoro migliore. Sicuramente sì: ne sono convinto. Il nostro Gruppo lo ha anche lamentato. Partiamo, però, sicuramente da una base. Nell'esecuzione di queste norme, però, e nel portare ad efficienza ed efficacia queste norme, dobbiamo essere rapidi ed oculati. Rapidi perché dobbiamo agire velocemente, perché il nostro sistema ha bisogno che queste nuove forze vengano immesse il prima possibile, in maniera oculata, evitando poi che tutte le risorse che stiamo mettendo sul tavolo vengano sprecate. Non voglio dilungarmi oltre, ma ricordo semplicemente che la riforma della giustizia, la riforma del personale della giustizia e di tutti coloro che lavorano all'interno della giustizia non si ferma al 2026. Noi dobbiamo lavorare oggi, affinché tutto il sistema giustizia vada a regime e vada a regime seriamente. Su questo faccio un ultimo richiamo, ricordando il monito che il presidente dell'Unione camere civili ha fatto all'ultimo Congresso nazionale forense, in cui ha detto, molto chiaramente, che non bisogna dimenticare che la giustizia giusta non sempre è giustizia veloce e viceversa. Quindi, noi lavoriamo affinché sia il più veloce possibile, ma sempre nel rispetto dei diritti dei cittadini. Mi rimetto alle dichiarazioni di voto del mio Gruppo. Ringrazio dell'attenzione e, ovviamente, mi auguro che i provvedimenti arrivino realmente nelle aule dei tribunali e nelle aule della pubblica amministrazione, affinché tutti i cittadini possano avere finalmente un servizio quantomeno efficace ed efficiente. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, signor Sottosegretario, nell'affrontare il decreto-legge che oggi convertiamo, che punta a rafforzare le capacità amministrative della pubblica amministrazione, consentitemi di fare una riflessione sul mio percorso professionale. Io sono stata venticinque anni nella pubblica amministrazione. La sensazione che ho sempre avuto è stata che la forma e il rigore procedurale fossero molto più importanti della sostanza e degli obiettivi, che le relazioni con il mondo politico fossero molto più importanti dell'apporto professionale individuale, magari talvolta critico, e che il lavoro individuale fosse più importante di quello in team . Concludo dicendo che anche la comunicazione, se troppo chiara e trasparente, veniva considerata meno professionale rispetto al cosiddetto linguaggio burocratico. Poi sono passata a lavorare nel privato e mi sono resa conto che la situazione era esattamente contraria. Quindi, mi sono chiesta perché alcune funzioni, più tipiche del mondo privato, non entrassero nella pubblica amministrazione e il cosiddetto rigore procedurale, più tipico della pubblica amministrazione, non permeasse invece il mercato. Dico questo perché, secondo me, è fuorviante pensare che vi sia una contrapposizione tra mercato e pubblica amministrazione, che invece devono poter coesistere in maniera equilibrata e complementare. Un'economia sana è sicuramente un'economia che ha bisogno di entrambi gli aspetti: di buone regole, di servizi pubblici di qualità e di imprese dinamiche ed innovative. Ricordo, peraltro, che il premier Draghi ha detto che il recovery plan può, ma soprattutto deve, essere un grande attivatore di investimenti privati, una sorta di leva finanziaria per sollevare l'economia del Paese. Queste sono parole che hanno un peso specifico estremamente importante. Io credo che tutti noi siamo oramai convinti, perché lo stiamo dicendo nei lavori di Commissione, in Aula e dappertutto, che il recovery plan offra la possibilità di migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione, di stimolare l'iniziativa privata e quindi di modernizzare l'economia. Senza alcuna enfasi eccessiva, ma con assoluto pragmatismo, visto che la politica deve essere anche pragmatica e non solo dogmatica, possiamo dire che dal successo delle riforme, dagli interventi, dai progetti di ampio respiro del recovery plan dipenderanno le opportunità che l'Italia offrirà alle prossime generazioni. La parola riforme ricorre moltissimo; consentitemi allora una riflessione sul riformismo moderno. Ne ho sentito parlare la prima volta che mi avvicinai alla politica, nel lontano 1989. Non mi riferisco al riformismo tout court , ma al riformismo socialista per richiamare quella attitudine politica che ha caratterizzato alcuni socialisti di Bettino Craxi - il ministro Brunetta, Tremonti, Sacconi e Frattini - rispetto alla dogmatica dei comunisti, da un lato, e alla filosofia - lasciatemela passare così - del tirare a campare di stampo democristiano, dall'altro. Sto parlando quindi di una vocazione al cambiamento e soprattutto della modernizzazione del nostro Paese. Come si fa la modernizzazione di un Paese? Con un atteggiamento mentale di ottimismo della volontà con il quale si deve assolutamente guardare al futuro. Se io oggi dovessi, alla mia età, ritornare a lavorare nella pubblica amministrazione, cavalcherei veramente la voglia di cambiamento e di modernità per combattere quell'immobilismo e quel conservatorismo che comunque abbiamo riscontrato ancora nei primi due decenni del nuovo secolo. Peraltro l'immobilismo e il conservatorismo sono tra i principali fattori alla base della sostanziale stagnazione economica del nostro Paese, che invece già venti anni fa, proprio perché abbiamo affrontato un nuovo secolo, sarebbe dovuto crescere. Come ha detto bene prima il collega Pagano, il nostro Paese non cresceva già prima della pandemia. C'è sempre stata una dinamica molto insoddisfacente della produttività del settore dei servizi, nella quale la pubblica amministrazione ha un peso sicuramente rilevante. Dobbiamo chiederci se hanno funzionato tutte le riforme degli ultimi vent'anni, alcune delle quali le ho vissute addirittura io in qualità di dipendente pubblico: la spending review , i centri di costo, le valutazioni delle performance , che peraltro sono state declinate con gli stessi parametri in tutti i settori della pubblica amministrazione, quando sappiamo perfettamente che ci sono settori di essa che hanno caratteristiche molto diverse l'uno dall'altro. Dobbiamo chiederci se tutte queste riforme, sulle quali sono state prodotte montagne di carta, hanno funzionato. Direi di no perché se avessero funzionato, non ci ritroveremmo in questa situazione. Bisogna porsi queste domande perché analizzare i margini di miglioramento, che sono veramente tanti, è importante perché comunque le risorse spese per il comparto pubblico ammontano - dai dati dell'ultimo rapporto della Banca d'Italia precedente la pandemia - al 45 per cento del PIL. Se quindi adesso andiamo a spendere ancora di più, perché comunque si parla di assunzioni importanti, dobbiamo, indipendentemente dal parametro afferente la misura percentuale - possiamo infatti anche spendere più del 45 per cento sul PIL totale - dobbiamo però spendere molto bene. Ritorniamo alla qualità invece che alla quantità della spesa pubblica. Dopo tutta questa analisi, molto brevemente aggiungo alcuni suggerimenti. In primo luogo, secondo me la burocrazia senza la carriera è un ossimoro. Sappiamo che nella pubblica amministrazione il rapporto di lavoro è di lungo periodo; si sviluppano competenze specifiche che non sono assolutamente spendibili in maniera immediata altrove, quindi, riformare i concorsi dando un peso importante al merito e alle competenze diversificate - le cosiddette competenze orizzontali - sarebbe un suggerimento che mi permetto di fare. Al tempo stesso, bisognerebbe dare ai giovani - e mi pare che questo sia stato introdotto - la possibilità di fare il cosiddetto apprendistato, esattamente come accade nelle imprese private, e quindi la formazione on the job , così chiamata, alla quale assegnare un certo punteggio nel momento del concorso. Ancora, ho visto che i tetti di spesa relativi al trattamento economico accessorio possono essere superati. Questa è una buona notizia, ma il suggerimento è cercare di utilizzare le premialità per favorire il turnover che aiuta ad ampliare le cosiddette competenze e apre al lavoro in team , un concetto sconosciuto nella pubblica amministrazione dove esiste un lavoro molto individuale, un apporto professionale più o meno qualificato, però individuale. Bisogna imparare a lavorare in team , soprattutto, ripeto, in relazione alle grandi sfide del futuro, e mi riferisco alla parte della transizione digitale ed ecologica. Per misurare l'efficienza della spesa pubblica va cambiato, a mio avviso, il meccanismo sotteso ai controlli interni che funzionano - mi permetto di dire - non troppo bene. Quindi, va assolutamente ripensato il controllo esterno della Corte dei conti che, secondo me, deve essere sempre più avvicinato al modello organizzativo del Government accountability office americano. In conclusione, non devono esserci sovrapposizioni tra il Formez PA e la Scuola nazionale dell'amministrazione e faccio una raccomandazione rispetto al Piano integrato di attività e organizzazione, nella speranza che non sia un dossier insormontabile di pagine e pagine non chiare, non trasparenti e soprattutto non produttive in termini di dati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, ho sentito propositi fiduciosi e molti ringraziamenti profusi a beneficio del lavoro svolto. Sinceramente il ruolo di guastafeste non mi si addice e non mi piace neanche più di tanto, però, in questa fase e ragionando di questo provvedimento, debbo farlo, purtroppo. Il motivo è che noto in questo testo una sorta di buco abbastanza corposo che riguarda il complesso del sistema sanitario nazionale. Nel momento in cui si parla di riformare le procedure di reclutamento e di strutturazione del pubblico impiego, resta fuori la parte riguardante la sanità, che rispetto ai dipendenti pubblici, non voglio dire che sia di maggiore qualità, ma sicuramente denota maggiore rispondenza tra qualità del risultato e sforzo profuso per ottenerlo, anche in termini di costo. Rispetto alla panacea che viene richiamata tutti i giorni da tanti colleghi, ossia i fondi del PNRR, paradossalmente non si può non denunciare - lo dico anche alla collega Bini che è qui presente e che, insieme a me, è stata in Commissione sanità fino a quando ha assunto il suo nuovo incarico nel Governo - che questo provvedimento, come sapete, destina appena l'8 per cento di risorse al comparto sanità. Questo provvedimento, che non si capisce bene in quale misura agisca anche nel comparto sanità (non è chiaro e aspetteremo di vedere i decreti attuativi), semmai ci preoccupa, perché aggiunge addirittura ulteriori elementi di precarizzazione in un settore dove di tutto c'è bisogno tranne che di precarizzare ulteriormente. Nella sanità c'è bisogno di assumere. Nell'intera vicenda del Covid abbiamo assunto a tempo indeterminato poco più di 1.000 persone. Il turnover fino al 2020, per effetto dei pensionamenti e dei licenziamenti volontari (che sono stati tanti), ammonta a una cifra ampiamente superiore, sette o otto volte superiore. Nel Servizio sanitario nazionale c'è quindi bisogno di 7.000-8.000 professionisti specializzati a tempo indeterminato, in sostituzione di circa 5.000 pensionamenti e circa 3.000 dimissioni volontarie. La nazionalità maggiormente rappresentata al mondo tra i medici che lavorano all'estero rispetto al loro Paese di provenienza è quella italiana: noi formiamo medici e professionisti straordinari, ce ne facciamo carico in termini di costo di formazione e, a causa della cecità e di una aziendalizzazione malintesa e fraintesa, questi medici e professionisti mettono il naso dentro il Servizio sanitario nazionale, sentono l'odore o forse la puzza che ne emana e se ne vanno in tantissimi; stanno tutti nel Regno Unito, in Francia, in Germania, negli Stati Uniti, e sono stimati come fior di professionisti. Attenzione, colleghi, perché se noi non mettiamo rapidamente mano al problema, questi medici non tornano. L'alibi è quello di dire che vanno, prendono coscienza, imparano, acquisiscono competenze e rientrano; ma non è vero: non rientrano più e hanno pure ragione. In questo decreto-legge, qualora abbia la capacità di incidere, vedo solo ulteriore capacità di precarizzare. Eppure ci sarebbe da fare. Considerate, colleghi, che tra la decisione di assumere un medico e la sua presa in servizio in Italia ci vogliono più o meno due anni, quindi ben venga un provvedimento che snellisca queste farraginosità. Ben venga, e ci mancherebbe se noi non ne fossimo consapevoli. Ma questo non può avvenire attraverso la precarietà, perché il medico non si fa precarizzare; il medico giustamente vuole essere strutturato nella sua professionalità o come professionista autonomo o nel Servizio sanitario nazionale e in quelli regionali. Tutto ciò in questo provvedimento non c'è; anzi, c'è la possibilità che, utilizzando questo provvedimento, agiamo ulteriormente in termini di precarizzazione. E questa non è certamente la strada. Abbiamo grandi temi da affrontare, come l'imbuto formativo. Abbiamo notevolmente aumentato i posti disponibili nelle borse di specializzazione e questo va benissimo. Ancora non abbiamo colmato, come ho detto poco fa, neanche lontanamente la misura necessaria, ma a questo punto dobbiamo immediatamente agire - a valle o a monte, come preferite - sull'assurdità del numero chiuso. Adesso risolveremo aumentando le borse di specializzazione, ma se non liberiamo il tappo del numero chiuso non avremo medici professionisti disponibili a specializzarsi. Dobbiamo contrattualizzare da subito gli specializzandi al quarto e al quinto anno e lo dobbiamo fare nei servizi sanitari regionali, nella rete ospedaliera. In questo modo probabilmente, se riuscissimo a togliere di mezzo quel cattivo odore che il Servizio sanitario nazionale emana, forse riuscissimo a tenerli anche in Italia. Tutto ciò va fatto. In conclusione, colleghi, ho l'impressione che in Italia, nonostante il Ministro provenga da un compendio culturale e politico che teoricamente darebbe garanzie in questo senso (e non a caso guardo il collega Errani), si stia riformando la sanità all'insaputa dei medici. Sta accadendo questo, all'insaputa dei medici, che sono ospiti di tutto ciò che sta accadendo. Questa non è una battuta, quindi richiamo l'attenzione di tutti su questo comparto, che paradossalmente dovrebbe essere attenzionato in questo momento anche in termini di disponibilità e di risorse (ripeto, il PNRR destina l'8 per cento alla sanità). E dunque, anche in un provvedimento come quello in esame il grande assente è proprio il comparto sanità. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, potrei semplicemente richiamare gli interventi dei miei colleghi, come il senatore Pagano, che ha riassunto in modo esemplare la nostra posizione rispetto al Governo e ai temi trattati, la nostra collocazione all'interno di questo Governo, le speranze che noi affidiamo all'uscita di questo Paese dall'emergenza, come sta cercando in tutti i modi di fare, e al suo incamminarsi verso un futuro diverso e glorioso di crescita. Emblematico è il titolo del decreto-legge in esame, che parla di rafforzamento della capacità amministrativa della pubblica amministrazione funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il testo è stato ribattezzato come decreto reclutamento, con una formula non fantastica ma da economia di guerra (in fin dei conti abbiamo detto che è così). Il termine «reclutamento» è qualcosa che rimanda al razionamento, al rastrellamento; non è questo, possiamo migliorare le aggettivazioni nei provvedimenti e in questo senso mi riallaccio direttamente al richiamo puntuale, preciso, inappuntabile, dell'amico e mio Capogruppo in Commissione giustizia, senatore Caliendo, il quale ci richiama sulla funzione della politica parlamentare, che abbiamo dimenticato: il Parlamento parla, discute dialetticamente, affronta le questioni al di fuori degli schieramenti di maggioranza e opposizione e delle opposte tifoserie. Questo costante e continuo clima di tifo, di organizzatore di tifoserie non fa bene, perché la legge rappresenta la volontà generale; il suo discorso in un certo senso richiama Rousseau, ma lo supera. Lo dico a gli amici 5 Stelle che tanto amavano la citazione di un importante filosofo, ma il tema evidentemente lo ricolloca all'interno della funzione della politica, che è inutile, morta. Il senatore Zanda, quando era Capogruppo del PD, promosse un seminario con il professor Severino, che ci ha spiegato che la politica ormai può fare ben poco, è finita, perché è superata: la capacità di determinare i fini non appartiene alla politica, ma alla tecnica, che li sposta di volta in volta, quindi il rapporto tra mezzo, uomo e tecnica ha cambiato i nostri paradigmi. Passando al decreto-legge, la parte della giustizia va collegata evidentemente al gran lavoro che si sta facendo sulla riforma del processo civile e penale, parzialmente, ancora in nuce , dell'ordinamento giudiziario. Timidamente affrontiamo, nonostante il caso Palamara e tutto ciò che abbiamo visto, la riforma del Consiglio superiore della magistratura. Partiamo da un dato: lo smaltimento dei processi. L'Italia non sta andando male, nel senso che riusciamo a definire più processi di quanti ogni anno entrino nelle aule dei tribunali. Questo è un problema, perché vuol dire che abbiamo meno lavoro, vuol dire che si lavora meno nei tribunali a causa della pandemia, ma anche a causa del fatto che è cambiato il lavoro: 230.000 avvocati, 7.000 giudici ordinari, due milioni di cause pendenti. All'interno di questi dati dobbiamo organizzare la funzione della giustizia. L'Unione europea ci dice che dobbiamo arrivare a processi più veloci. Va benissimo: il ministro Cartabia organizza una riforma del processo civile che riduca del 20 o del 15 per cento il processo civile e il processo penale; un processo penale dura mediamente quattro anni, un processo civile sette anni, il collo di bottiglia lo abbiamo nel processo d'appello e nella Cassazione, guarda caso, è una tragedia. La legge Pinto stabilisce che il processo di Cassazione deve durare un anno, da noi dura anni. Venendo agli aspetti di questo decreto che richiedono una riflessione, il primo è che l'ufficio per il processo non è più l'ufficio del giudice, nomina consequentia rerum , quindi significa che abbiamo immaginato che l'ufficio per il processo sia qualcosa che supera la gestione diretta del giudice, questione che con il senatore Caliendo abbiamo affrontato più volte nel corso della discussione del decreto. Con spirito assolutamente collaborativo - mi piacerebbe che fosse presente il ministro Cartabia - dico che immaginavo che nella funzione dell'ufficio per il processo ci fosse la costruzione dell'ufficio per il processo del giudice costituzionale o del giudice della Corte suprema americana, cioè di colui che sta attaccato al giudice e ci lavora insieme, mentre è un ufficio di staff. Dovremo poi pensare in qualche modo al futuro di queste 16.500 persone che vengono assunte a tempo determinato; non possiamo lasciarli lì e poi mandarli a casa. Da questo punto di vista sposo l'iniziativa del Governo perché sono convinto che nei tribunali, nella pubblica amministrazione possiamo cambiare il volto di questo Paese e renderlo più efficiente. Abbiamo bisogno di giovani, di informatici e così via. Quando abbiamo introdotto il processo civile telematico pensavamo che la prima necessità forse quella di dotare le nostre strutture di strumenti informatici, non solo di computer, ma anche di persone che ne sapessero qualcosa nell'organizzazione dei sistemi. Il problema è che non è stato così. Non vorrei - mi rivolgo al Governo e mi dispiace che non sia presente il ministro Cartabia - che con l'ufficio per il processo andasse a finire che il presidente del tribunale utilizzi questo personale per un ruolo di cancelleria. Non è mia intenzione sminuire il ruolo di cancelliere, ma sapete che quando ci sono le udienze penali c'è qualcuno fuori dall'aula che chiama i testimoni e non vorrei che un giovane laureato praticante venga utilizzato per questo perché nei tribunali c'è carenza di questo personale. Questo perché la Costituzione in proposito è sostanzialmente duale, in quanto afferma che la funzione giurisdizionale appartiene ai magistrati, che i magistrati sono governati da un organo di autogoverno che è il Consiglio superiore della magistratura, absit iniuria verbis, e che la funzione organizzativa materiale è di competenza del Ministero. In più convegni si è cercato, anche da parte della magistratura e anche da parte di magistratura democratica, di pensare ad efficientare la macchina. Qualcuno ha sollevato un parallelo con l'organizzazione dei modelli ospedalieri. Un tempo i primari organizzavano tutto, poi sono arrivati i manager , dagli anni Ottanta in poi si è avviato il processo di aziendalizzazione del sistema sanitario. È chiaro che non si mette un ingegnere ad operare in sala operatoria. Però non possiamo pensare che in un grande tribunale e in una grande procura i problemi di organizzazione del lavoro siano affrontati con metodi per cui non si sa chi fa che cosa e chi decide che cosa e per cui la funzione del giudicante non può essere in contrasto o in collisione con quella della gestione dell'ufficio del personale e del cancelliere. Sto concludendo, signor Presidente, perché sono anche a corto di argomenti. (Applausi) . Una battuta. C'è una cosa interessante oggi sui giornali. C'è chi dice che bisognerebbe legare le prossime elezioni ad una Costituente. Non è una banalità e a tal proposito cito Costantino Mortati e la forza del potere costituente: non è poca cosa e forse magari avremmo bisogno di una revisione della Costituzione, anche perché, fatta come l'abbiamo pensata e come l'avete voluta, è stata un disastro e sarà un disastro. (Applausi) . Non siete arrivati infatti nemmeno al monocameralismo. Siamo all'interno di un bicameralismo che non riesce a rappresentare i territori e le reali esigenze della gente. Sposo quindi sin d'ora l'idea di una Costituente che affianchi il sistema elettorale. La proposta della Fondazione Einaudi è giusta e ragionevole. Chiudo, infine, su una questione di attualità. Trovo fuori luogo alcune polemiche sul cosiddetto lodo prescrizione e sulla soluzione che è stata individuata dal ministro Cartabia. La vera soluzione alla prescrizione è il ritorno ad una legge che poi, in fin dei conti, non era neanche male, vale a dire la ex Cirielli (Applausi) : solo Cirielli si era accorto di non aver fatto una buona legge. Quella è l'unica soluzione possibile, anche se non è quello che vogliamo, perché parlare di improcedibilità non ha a che fare col diritto sostanziale, è questo il tema (il professor Spangher, che è stato il mio professore, lo ha ricordato in questi giorni). Se però non ci sono altre strade, dobbiamo andare lì; dobbiamo uscire da quel monstrum che avrete creato e riportare nei binari giusti una funzione giurisdizionale e giudiziaria che non può essere eliminata. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, cari colleghi, mi concentrerò sulla parte di questo decreto-legge che riguarda il tema della giustizia, perché di competenza della Commissione di cui sono Vice Presidente. Vorrei partire dagli obiettivi che il ministro Cartabia ci ha illustrato, quando è venuto in Commissione giustizia, cioè la riduzione del 25 per cento dei tempi attuali della giustizia penale e del 40 per cento dei tempi attuali della giustizia civile, perché siamo ovviamente purtroppo molto al di là della media europea, oltre che molto al di là della ragionevolezza. Tutti sappiamo quanto costano alla nostra economia questo cronico ritardo e queste cronache inefficienze della giurisprudenza italiana. È un obiettivo che ci ha posto l'Europa e al quale dobbiamo assolutamente tendere, se vogliamo che, dopo i primi 25 miliardi, arrivino anche gli altri fondi del PNRR. Ebbene, qual è la risposta, qual è il programma del Governo per ottenere questo risultato? Una riforma del processo penale che, come sappiamo, è già impantanata nelle liti interne della maggioranza e una riforma del processo civile che, chi ha letto, si rende conto che è stata costruita probabilmente da teorici che vivono all'interno dei Ministeri, ma che non hanno mai messo piede in un'aula di giustizia. Insieme a queste due riforme, che purtroppo sono due riforme sprecate, per come si preannunciano, il Governo ci propone un enorme potenziamento dell'ufficio del processo, con 16.500 nuovi assunti da inserire in questo ufficio, in due scaglioni, assunti a tempo determinato: il primo scaglione per due anni e sette mesi e il secondo scaglione per due anni. E voi pensate davvero che in questo modo riusciremo a ridurre del 40 per cento i tempi della giustizia? Me lo auguro, ma temo purtroppo che non sarà così. In due anni e sette mesi, o peggio ancora in due anni, ci sarà appena il tempo di formare questi giovani, che entreranno da precari nel mondo della giustizia e che fra due anni o tra due anni e sette mesi ci dovremmo poi porre il problema di come stabilizzare. Per queste persone in molti tribunali non c'è nemmeno il posto fisico. Queste persone dentro i tribunali dovrebbero andare a coadiuvare dei giudici, che sono giustamente abituati, perché la funzione giurisdizionale è esercitata dal giudice e non dai suoi ausiliari, a esaminare il fatto, a esaminare il diritto e a trovare le soluzioni alla domanda di giustizia dei cittadini. Questo è un percorso che può fare solo il giudice. Si dice che questi ausiliari andranno a fare ricerche giurisprudenziali, ma non è più come cinquanta anni fa, perché tali ricerche si fanno con una qualsiasi banca dati, in pochi minuti: dunque non c'è bisogno! Si dice questi giovani prepareranno le minute delle sentenze e dei provvedimenti: non vorrei che invece si finisse per far scrivere le sentenze a questi giovani, perché in tal modo si violerebbe la Costituzione, o peggio ancora non vorrei invece che questi giovani venissero assunti per svolgere un lavoro intellettuale e finissero invece per svolgere un lavoro pratico all'interno delle cancellerie, dove c'è una cronica carenza di personale. Sappiamo infatti che purtroppo manca il 25 per cento del personale all'interno delle nostre cancellerie, come sappiamo che purtroppo mancano 1.800 giudici. L'Italia non solo è uno dei Paesi in Europa che ha meno giudici per abitante, ma abbiamo anche un buco di organico di 1.800 magistrati, però ne abbiamo 250 distaccati nei Ministeri. Signor Sottosegretario, se avesse la cortesia di ascoltare anche l'opposizione, visto che siamo anche pochi, forse sarebbe più opportuno assumere dei giudici in più, prendere questi 250 magistrati distaccati nei Ministeri e rimandarli nei tribunali a scrivere le sentenze e magari mandare nei Ministeri i giovani che volete mettere nell'ufficio del processo. Questo vorrebbe la logica, ma pretendere la logica in certi casi è davvero molto difficile. Signor Presidente, approfitto degli ultimi minuti che mi rimangono per parlare della magistratura onoraria. Ieri il Governo ha presentato in extremis un emendamento con il quale si chiede di prorogare l'entrata in vigore della riforma Orlando. Ovviamente ci siamo opposti a questo, perché è chiaro che i magistrati onorari meritano tutta l'attenzione che richiede la loro alta funzione giurisdizionale e soprattutto il loro senso di sacrificio e il loro senso delle istituzioni, perché hanno continuato a lavorare in condizioni assolutamente precarie, per garantire la giustizia anche in questi mesi così difficili di pandemia. Signori, dobbiamo però sottolineare con preoccupazione che il ministro Cartabia è gravemente inadempiente rispetto all'impegno, che aveva assunto, di formulare una proposta entro il 30 giugno. Siamo alla fine di luglio e non solo non c'è la proposta del ministro Cartabia, ma c'è una procedura di infrazione minacciata dalla Commissione europea con una lettera che è stata segretata dal Governo: infatti, alla mia richiesta di accesso agli atti l'Esecutivo ha risposto dicendo che la lettera era riservata e che non me la poteva dare. Tuttavia, sappiamo che in quella lettera è scritto che il Governo italiano sta calpestando il diritto dei lavoratori della giustizia onoraria, costretti a vivere e lavorare in un sistema di assoluto precariato, senza garanzie, diritti, previdenza, assistenza e un compenso decoroso, nonostante l'alta funzione che svolgono. Signor Presidente, signori del Governo, cari colleghi, se questo è il modo con cui il Governo pensa di risolvere i problemi della giustizia italiana, io e tutto il Gruppo Fratelli d'Italia siamo sinceramente molto, ma molto preoccupati. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirovano. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi dispiace dovermi ripetere per i colleghi di Fratelli d'Italia, però ci tengo davvero a ringraziare per la collaborazione che c'è stata sia in Commissione affari costituzionali, che in Commissione giustizia. Il lavoro non è stato semplice per nessuno di noi, né per i relatori, né per il sottosegretario Bini. Ci sono stati momenti di confronto acceso perché ognuno di noi ha fatto le battaglie che riteneva fondamentali per la buona riuscita della conversione del provvedimento in esame, ma sempre con il massimo rispetto. Mi è piaciuto notare che tutti i Gruppi politici hanno insistito su alcune tematiche perché ci credevano. Un conto, infatti, è presentare degli emendamenti giusto per fare o perché ci sono elementi secondari da sistemare, mentre altra cosa è quando ci sono dei dibattiti appassionati su alcune tematiche e ognuno ha più a cuore determinati temi. Riporto, tra le altre, le nostre di battaglie, su cui siamo riusciti a conseguire dei risultati positivi, anche se non al 100 per cento. Mi riferisco ovviamente alle materie di competenza della Commissione affari costituzionali e, più in particolare, alla questione degli enti locali, ossia a quelle pubbliche amministrazioni territorialmente più vicine ai cittadini. Sono state risolte alcune problematiche che il provvedimento, nella sua versione originaria, stava creando, e che sono sollevate con grande preoccupazione soprattutto dall'ANCI. Mi riferisco anzitutto al tema della mobilità. Il provvedimento prevede una mobilità senza nulla osta da parte dell'amministrazione cedente in tutta la pubblica amministrazione, ad eccezione dei comparti scuola e sanità. ANCI aveva chiesto - e noi avevamo presentato un emendamento in tal senso - di escludere gli enti locali da questo obbligo previsto per le amministrazioni. A seguito di numerosi colloqui e discussioni molto approfondite sia con i colleghi che con il Dipartimento della funzione pubblica siamo riusciti ad individuare una soluzione in grado di conformarsi alle diverse sensibilità e che andasse bene al punto di vista sia del dipendente pubblico che delle amministrazioni preoccupate per questa normativa. Andiamo così a normare in base al numero di dipendenti del Comune e ai tempi previsti per il passaggio del dipendente, che quindi è libero di poter andare in un altro ente nei Comuni con più di 100 dipendenti. Allo stesso tempo, garantiamo delle tempistiche adeguate affinché l'amministrazione comunale possa nel frattempo attingere da una graduatoria esistente o bandire un concorso per garantire il ricambio del personale. Questo è un problema presente non nei Comuni metropolitani, ma in quelli medio-piccoli. Anche qui siamo riusciti ad approfondire veramente la questione e a trovare una soluzione. Oltretutto, questo si somma all'altro problema - che era già stato sollevato con un precedente provvedimento - dei concorsi pubblici, che, secondo la nuova modalità istituita per il Covid, sono on line e hanno dei costi esorbitanti. La materia è stata comunque trattata, anche in questo caso, con il Ministero competente e sono felice di sapere che il ministro Brunetta, anche a seguito del mio intervento e dell'ordine del giorno che ho presentato anche a nome del mio Gruppo, che è stato approvato, si è preso l'impegno di capire cosa fare per aiutare, in particolare i piccoli Comuni, nel finanziamento di questi concorsi. Ringrazio anche il collega Manca, perché in Commissione ha presentato un emendamento, che abbiamo approvato, che dà la possibilità agli enti pubblici comunali di fare i concorsi in forma aggregata, diminuendo i costi. Quindi, vedete che ci sono anche colleghi che propongono cose giuste e occorre riconoscerle se vanno nell'interesse in questo caso delle amministrazioni comunali. Un altro punto su cui ci siamo battuti fino all'ultimo con le unghie e con i denti è il problema annoso dei segretari comunali. (Applausi) . Siamo riusciti ad ottenere almeno un piccolo risultato (è giusto dirlo, ma vi assicuro che non è stato facile, e ringrazio anche qui per la collaborazione di vari Ministeri): il turnover al 100 per cento rispetto alla cessazione dei segretari comunali dell'anno scorso. Non abbiamo risolto tutto, perché ci sono ancora dei tempi troppo lunghi (circa tre anni da quando uno inizia a fare il concorso e poi passa al corso-concorso), che devono essere accorciati. Sono state avanzate diverse ipotesi dalle rappresentanze sindacali dei segretari comunali, su cui abbiamo lavorato, ma non siamo riusciti ad ottenere tutto quello che abbiamo chiesto, ma almeno un segnale di attenzione, perché i segretari comunali sono parte integrante della pubblica amministrazione e se un segretario non c'è, un Comune difficilmente potrà pensare al PNRR, se non riesce neanche a fare i Consigli e le Giunte comunali. (Applausi) . Vi è anche la possibilità di prorogare, da dodici a ventiquattro mesi, il tempo in servizio del vice segretario, visto che ci sono tantissimi Comuni in questo Paese, parlo in particolare della mia Lombardia, dove non c'è proprio un segretario. Quindi si prende tempo e si dà la possibilità di allungare questo periodo di sostituzione. Questo provvedimento, già nel suo testo base, è molto importante in quanto incarna l'auspicio di tanti giovani, che sono avvantaggiati come categoria per l'immissione nella pubblica amministrazione, di entrare a "svecchiare" i dipendenti pubblici, dando nuova linfa e freschezza anche al lavoro delle amministrazioni. Vi ricordo però che è giusto aiutare i giovani ad entrare nelle amministrazioni, ma in certe amministrazioni, in particolar modo negli enti locali, i giovani devono anche avere voglia di andarvi a lavorare. Qui, secondo me, sta il fulcro della problematica che bisognerà prima o poi risolvere: noi stiamo costruendo con questo decreto-legge e questo PNRR un bellissimo grattacielo di cinquanta piani, solidissimo, su delle fondamenta che scricchiolano; in questo caso parliamo degli enti territorialmente più vicini alla popolazione, che sono i Comuni. Stiamo mettendo risorse in termini economici e di personale nelle amministrazioni pubbliche e negli enti locali, ma mancano quelle necessarie all'ordinaria amministrazione. Io ho notato anche delle differenze di sensibilità tra i colleghi, che non rappresentano ovviamente la linea politica del loro partito, ma visioni personali, però sono stata molto amareggiata nel sentire alcuni colleghi che fuori onda o durante la Commissione hanno avuto espressioni infelici come "se un Comune piccolo non ha i soldi per aumentare lo stipendio ai propri dipendenti, può anche chiudere" o "i Comuni sono troppi". (Applausi) . Ora, innanzitutto ci vuole rispetto quando si parla dei Comuni e dei nostri sindaci, categoria della quale io faccio orgogliosamente parte, soprattutto in questo periodo, dopo che, da oltre un anno, gestiscono la pandemia e stanno continuando farlo. In questi giorni, permettetemi di dare un grande abbraccio ai miei colleghi sindaci, alle loro popolazioni e a tutti i volontari che in tutta la penisola, esposti all'acqua, al vento e al fuoco, si stanno adoperando per aiutare le loro popolazioni. (Applausi) . Ritengo, infatti, che nessuno qui abbia l'abitudine, nel tempo libero, di andare a spalare il fango, cosa che i sindaci normalmente fanno. Quindi, ci sono delle sensibilità diverse. Io ho chiesto, in un ordine del giorno che è stato approvato (certo, con la formula «a valutare l'opportunità di», ma è stato approvato), per l'ennesima volta, in un'altra forma, di ridare ai Comuni quello che è stato loro tolto negli ultimi dieci anni. I Comuni necessitano di soldi per le spese correnti, perché con i fondi del PNRR non si paga la corrente, non si paga il gas, non si paga l'acqua, non si pagano i dipendenti e non si pagano i servizi basilari ai cittadini. Ridiamo dignità ai Comuni, per favore - so di diventare noiosa, ma ve lo ripeterò fino allo sfinimento - e più rispetto, perché il senso di comunità di questo Paese è quello dei Comuni. Penso, infatti, che a nessuno di voi farebbe piacere svegliarsi un giorno e sentirsi dire da qualcuno: non sei più di Milano, ma sei di Cinisello Balsamo. Quindi, rispetto. Il fatto di essere grandi non significa essere prepotenti nei confronti dei piccoli: e io ne so qualcosa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Toninelli. Ne ha facoltà. TONINELLI (M5S) . Signor Presidente, di questo decreto voglio affrontare due temi in particolare. Il primo riguarda l'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione; il secondo, invece, riguarda la giustizia. Questo decreto viene mosso dall'esigenza di farsi trovare pronti alla sfida del recovery plan : un sacco di soldi che potremo avere se sapremo migliorare la nostra pubblica amministrazione e la nostra giustizia. Fin qui, ovviamente, siamo tutti d'accordo. Lo siamo meno, invece, su come farlo. Partiamo dalla questione Anac e dal fatto che uno Stato che deve spendere ingenti quantità di denaro deve anche essere in grado di controllare al meglio come viene impiegato questo denaro. Quindi, più soldi, più controlli. Da questo decreto, che mira a rafforzare la macchina pubblica, ci saremmo, pertanto, aspettati un rafforzamento dell'Autorità nazionale anticorruzione, con l'assunzione di nuovo personale, come infatti questo decreto prevede, giustamente, per tutte le altre pubbliche amministrazioni impegnate nell'attuazione del Piano nazionale. Purtroppo, questo non solo non è avvenuto, ma, al contrario, nel testo del decreto licenziato dal Consiglio dei ministri, l'Anac veniva di fatto indebolita. Nel tentativo, certamente giusto, di semplificare le procedure interne alle amministrazioni, il testo, tuttavia, rendeva incerta la funzione dell'Autorità anticorruzione nella lotta e nella prevenzione, appunto, della corruzione. Una problematica gigantesca, che, con non poca fatica, siamo riusciti a sanare. Vado a illustrare come. Nel testo originario il Dipartimento per la funzione pubblica (quindi, un pezzo del Governo) si sostituiva alle funzioni dell'Anac nei rapporti con le amministrazioni maggiori, quelle con più di 50 dipendenti. Come avveniva questo? Il soggetto funzione pubblica diventando il soggetto preposto a redigere un piano tipo, che avrebbe contenuto anche le linee guida inviate all'amministrazione, proprio nell'ambito della trasparenza e dell'anticorruzione. Peccato che questo sia un compito di indirizzo proprio dell'Anac, attraverso il piano nazionale anticorruzione. Nonostante le avvisaglie e i moniti dell'attuale Presidente dell'autorità e, in maniera ancora più marcata, del suo predecessore, all'inizio pareva che nulla si muovesse: non nel Governo, ma, inizialmente, neanche all'interno delle Commissioni parlamentari, dove ben pochi, oltre a noi, sollevavano la questione. Eppure, quanto scritto in alcuni passaggi dei testi di accompagnamento delle audizioni era chiarissimo. Raffaele Cantone dichiarava che la previsione dell'articolo 6, di un potere del Dipartimento funzione pubblica di adottare un piano tipo come strumento di supporto alle amministrazioni maggiori, finisce indiscutibilmente per interferire sui poteri che la legge attribuisce all'Anac. E ancora: il 30 giugno, il presidente Anac Giuseppe Busia dichiarava che una diversa allocazione di funzioni in materia di anticorruzione e trasparenza rischierebbe, innanzitutto, di non porsi in linea con la Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione. Con queste premesse l'ideale sarebbe stato cancellare la norma che creava questa interferenza del Governo nelle funzioni dell'Anac; un'interferenza generatrice di incertezza, proprio quell'incertezza che è tanto amata dai corrotti e dai corruttori. (Applausi) . Abbiamo presentato ovviamente l'emendamento soppressivo, ma non c'erano i numeri per approvarlo. Per fortuna, siamo riusciti comunque a rimettere le cose a posto facendo approvare un altro emendamento che chiarisce come le amministrazioni, nel redigere i propri piani anticorruzione, dovranno far riferimento alle linee guida dell'Anac e non alle linee guida di una parte del Governo che, a differenza dell'Anac, non è un'autorità indipendente. Mai avremmo permesso che in un periodo come questo, di impiego di enormi risorse economiche, si abbassasse la guardia nella lotta alla corruzione. (Applausi) . C'è poi la questione giustizia, dove si assumono a tempo determinato parecchie migliaia di persone per smaltire l'enorme mole di processi arretrati: scelta certamente positiva, decisa e pianificata dai Governi Conte, cui adesso si aggiunge il Piano previsto dal PNRR, ma in grado di sortire gli effetti sperati solo se ben impostata. Qui qualche preoccupazione c'è: basti ricordare il flop del recente concorso bandito dal Dipartimento della funzione pubblica per le assunzioni al Sud proprio per il recovery plan : pochi partecipanti e assunzioni al palo, 821 su 2.800 posti messi a disposizione. Ci auguriamo che i decreti della Ministra della giustizia siano più efficaci di quello del Ministro per la pubblica amministrazione, ma anche qui qualche preoccupazione c'è se consideriamo i contenuti della cosiddetta riforma della giustizia che porta con sé enormi criticità. E non siamo solo noi a dirlo, ma lo dicono anche gli addetti al mestiere, coloro che operano negli uffici giudiziari; gente che vive le aule di giustizia con tutta la loro macchina amministrativa; persone che meritano di essere ascoltate per non incorrere nel tipico errore di presunzione di pensare che, per fare una riforma, basti conoscere la teoria appresa dai libri. Oltre alla teoria c'è la pratica, quella dei problemi che si vivono ogni giorno negli uffici giudiziari e che solo chi li frequenta e ci lavora può conoscere. Sono magistrati del calibro di Cafiero De Raho, il procuratore nazionale antimafia che addirittura ha parlato di un rischio per la sicurezza nazionale e la democrazia. Sono magistrati come Gratteri, Di Matteo, Scarpinato, Grasso, Caselli e tanti altri, magistrati e giuristi, con l'aggiunta - niente di meno - della bocciatura espressa dalla VI commissione del Consiglio superiore della magistratura nel parere che sarà discusso nel plenum e addirittura anche dall'Associazione nazionale magistrati. È in corso un'importante trattativa che vede impegnato tutto il MoVimento 5 Stelle con Giuseppe Conte: ce la stiamo mettendo tutta per migliorare il testo. (Applausi) . Riteniamo che sia doveroso escludere dalla tagliola dei processi i reati più gravi, come quelli di mafia o di terrorismo; ma riteniamo anche che questo non possa bastare perché esistono molti altri reati, con pene ben al di sotto dell'ergastolo, che devono anch'essi essere esclusi dall'improcedibilità. Pensiamo - ad esempio - ai reati cosiddetti spia che portano spesso nelle braccia della mafia o dietro i quali essa si nasconde. Pensiamo alla corruzione o alle tante tipologie dei reati di violenza. L'Europa non ci chiede di cancellare i processi, ma di velocizzarli, di portarli a conclusione con una sentenza di condanna o di assoluzione. Il nostro deve essere uno Stato di diritto, non uno Stato di impunità; proprio quell'impunita che potrebbe giungere nonostante una sentenza di condanna in primo grado, secondo quanto previsto dalla proposta del Governo, per il solo fatto che sono scaduti i due anni per il processo di appello. Dire che, dopo due anni esatti dalla condanna in primo grado, il processo diventa improcedibile è come dire che il treno ad alta velocità Roma-Milano deve per forza impiegare tre ore esatte per completare il percorso e, se non lo dovesse fare, una volta scattate le tre ore, si ferma per sempre e fa scendere tutti i passeggeri, (Applausi) , anche se si trova in campagna e nonostante i passeggeri abbiano pagato l'intero biglietto per un servizio che viene loro negato per una disposizione cervellotica. Quando avviene tutto questo? Qual è il contesto in cui tutto questo sta avvenendo? Esattamente nei giorni in cui sono state emesse condanne in appello per molti politici. Parlo dello scandalo denominato rimborsopoli Lombardia, che ha riguardato alcuni ex consiglieri regionali, tra cui l'attuale capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo; o ancora, delle condanne degli ex parlamentari di lungo corso di Forza Italia, Nicola Cosentino e Antonio D'Alì, anch'essi condannati in appello ma stavolta per reati ben più gravi. Tutti - ripeto tutti - questi politici oggi condannati in appello sarebbero rimasti impuniti se fosse già entrata in vigore la riforma Cartabia. È oggi il momento di parlare dei contenuti della proposta di modifica della nostra giustizia. Non ci sono ideologie o bandierine da sventolare; non deve esserci uno scontro tra politica e magistratura, come troppo spesso avviene in alcuni partiti. C'è e ci deve essere solo il bene esclusivo per il nostro Paese. È adesso che dobbiamo e possiamo evitare di risvegliarci un giorno quando sarà troppo tardi con centinaia di migliaia di processi cancellati. E sono convinto che siamo ancora in tempo per poterlo fare. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. La relatrice, senatrice Valente, non intende intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Caliendo. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non intendo replicare, ma intervengo, dopo avere ascoltato il senatore Toninelli, solo per dire che discuteremo e spiegheremo il perché ha torto quando parleremo del processo penale. (Applausi) . PRESIDENTE. Ci sarà luogo e tempo per farlo. Ha facoltà di parlare la rappresentante del Governo. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, approfitto di questa occasione non solo per ringraziare i relatori, senatori Valente e Caliendo, per il prezioso lavoro svolto, ma anche per il contributo costruttivo e importante - lo voglio dire - da parte di tutti i Gruppi, di maggioranza come di opposizione, al nostro dibattito. Come sapete, i lavori in Commissione sono stati in alcuni momenti anche complessi e, quindi, anche gli Uffici hanno dovuto fare uno sforzo enorme, e credo di rappresentare il sentimento di tutti nel dire che il loro supporto è stato assolutamente molto prezioso. Presidente, sono costretta a chiedere una sospensione dei lavori dell'Assemblea alla luce del fatto che, seppure l'intenzione originaria del Governo fosse quella di non apporre la questione di fiducia - come sa bene il senatore Balboni, e ne avevamo anche parlato - l'orientamento è cambiato anche alla luce della complessità del provvedimento, delle votazioni e del lavoro che è stato svolto, per cui anche verificare nuovamente tutti i testi richiede un lavoro importante. Questa notte gli Uffici sono riusciti a comporre il maxiemendamento, che ora è alla Ragioneria generale dello Stato, ma ci vorranno delle ore per ricomporre le relazioni tecniche e bollinare il testo. Chiedo pertanto una sospensione dei lavori fino alle ore 19 di questa sera. PRESIDENTE . Essendo previsto all'ordine del giorno il question time alle ore 15, forse sarebbe il caso di fare una valutazione, alla conclusione del question time , del punto di arrivo del maxiemendamento. Propongo pertanto una sospensione fino alle ore 15, orario in cui si svolgerà il question time , e alle ore 16 decideremo il da farsi, se dovesse esserci un'ulteriore necessità di sospensione. Il Sottosegretario è d'accordo, il senatore Romeo è d'accordo. BALBONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, prendo atto che la sua proposta è certamente migliorativa rispetto alla richiesta del Governo, ma mi consenta di esprimere il dissenso del Gruppo Fratelli d'Italia rispetto a tale richiesta, perché il tempo per esaminare gli emendamenti approvati in Commissione c'è stato tutto: abbiamo lavorato a lungo tutta la giornata di ieri; anzi, per la verità, ieri, oltre al lavoro, abbiamo dovuto sopportare anche lunghe ed estenuanti interruzioni per le divisioni, le discussioni e, addirittura in certi casi, anche per le ripicche interne alla maggioranza, che il Sottosegretario conosce come me e meglio di me, in quanto ha dovuto anche lei impegnare molto del suo tempo a dirimerle. Noi riteniamo non solo che l'ennesima fiducia sia un vulnus inaccettabile per la dignità di quest'Aula, perché ormai è espropriata completamente di ogni potere e funzione di discutere nel merito. Diceva un collega poco fa che le leggi sono frutto della volontà generale, e non del Governo e dei voti di fiducia. Qui invece viene meno ogni confronto. È vero che in Commissione abbiamo avuto modo di svolgere alcune delle nostre considerazioni, ma in quest'Aula, come opposizione, avremmo il diritto di discutere sui provvedimenti, sugli emendamenti e anche di illustrare quei nostri pochi emendamenti che - come ci avete riconosciuto tutti - sono stati presentati nell'interesse di migliorare il provvedimento in discussione. Col voto di fiducia, tra l'altro, costringete l'opposizione a votare contro, quando invece avremmo avuto anche la possibilità, migliorando il testo, di arrivare a un voto non dico a favore, ma forse sì (o forse no, chi può saperlo). Da questo punto di vista, credo che in quest'Aula abbiamo diritto innanzitutto a discutere nel merito, ma questo è un diritto che ci viene espropriato ormai regolarmente. In secondo luogo, abbiamo diritto a conoscere almeno i tempi. Attendere fino alle ore 19 è veramente inaccettabile, ma anche la sua proposta, signor Presidente, è inaccettabile. Abbiamo diritto di conoscere subito quando sarà possibile iniziare la discussione e quando sarà possibile conoscere il testo definitivo e la relazione che deve accompagnare il maxiemendamento. La proposta che faccio è che alle ore 12,30 sì torni in Aula e il Governo ci dica esattamente i tempi che chiede al Senato per poter proseguire nell'esame e con i nostri lavori. PRESIDENTE . Per dovere di cronaca, ieri la Commissione ha concluso i lavori alle ore 20. Il testo che raccoglie gli emendamenti approvati è stato trasmesso alle ore 4,15 di questa notte alla Ragioneria generale dello Stato per il confezionamento delle relazioni tecniche. Non devo essere io l'avvocato della difesa d'ufficio, ma questi sono i numeri e i contenuti. La mia proposta è ovviamente anche di moral suasion rispetto alla Ragioneria, affinché lavori con la massima solerzia e ci consenta - speriamo nella giornata odierna - di poter approvare il provvedimento. Essendoci un dissenso rispetto alla mia proposta di rivalutare l'argomento all'ordine del giorno alla conclusione del question time, la pongo in votazione. Metto ai voti la proposta di rinviare la trattazione del disegno di legge in esame alle ore 16, al fine di ricevere un aggiornamento al riguardo da parte del Governo. È approvata. Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 11,40, è ripresa alle ore 15) . Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e il Ministro della salute. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Avverto che, vista la coincidenza con il Consiglio dei ministri, modificheremo l'ordine delle interrogazioni e delle risposte. La senatrice Matrisciano ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02753 sul nuovo centro ferroviario merci di Alessandria, per tre minuti. MATRISCIANO (M5S) . Signor Ministro, la ringrazio per il tempo che ci dedica oggi e per l'attenzione che vorrà riservare non solo alla situazione del trasporto e delle infrastrutture ferroviarie della Regione Piemonte, ma, più nello specifico, anche all'oggetto della mia interrogazione, che si focalizzerà su una questione relativa al mio territorio, ovvero Alessandria. La città di Alessandria rappresenta il Comune più esteso della Regione Piemonte e si trova al centro del triangolo industriale Torino-Milano-Genova, costituendo un importante nodo di interscambio. Storicamente la Provincia di Alessandria era dotata di un importante scalo merci ferroviario, il parco smistamento di Alessandria, un'area di oltre 500.000 metri quadri di proprietà di RFI SpA e Mercitalia Rail, attualmente inutilizzata. Come sappiamo, nell'ambito della progettazione del Terzo valico, Alessandria è stata definita uno snodo importante e, nella legge di bilancio per il 2019, dall'allora ministro Toninelli vengono stanziati circa 2 milioni di euro per il ripristino del parco smistamento di Alessandria. Queste somme vengono gestite dalla società UIRNet SpA, che oggi da organi di stampa leggo essere diventata DigITAlog SpA, che si deve occupare della gestione del progetto. Ovviamente il polo alessandrino risulta essere un luogo scelto dai principali terminalisti come PSA, tra i big mondiali del settore logistico, per cui rientrerebbe a tutti gli effetti nel progetto più ampio della grande opera commissariata del Terzo valico. Signor Ministro, fino ad oggi - e questa è la mia preoccupazione, su cui le chiedo qui conforto - al di là degli articoli di stampa, il parco smistamento non è rientrato né nelle opere da commissariare, né nei progetti del PNRR: è come se fosse scomparso dai radar. La mia domanda è quindi quali siano i reali interessi, orientamenti e progetti del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sull'area del parco smistamento di Alessandria; se sia possibile conoscere il cronoprogramma dei lavori, così come stabilito dall'accordo tra la UIRNet e RFI e, oltre al potenziamento logistico dell'area e dunque della Provincia di Alessandria, come favorire il trasporto regionale, compreso quello dei passeggeri, in particolare dei lavoratori pendolari, che oggi è in sofferenza. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, professor Giovannini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili . Signor Presidente, l'intervento di progettazione del nuovo centro smistamento merci di Alessandria rientra tra le attività di ottimizzazione dei flussi veicolari logistici nel porto di Genova, previste all'articolo 6, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, e affidate al commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi, che ha provveduto a inserirlo nel programma straordinario di investimenti urgenti, approvato ai sensi dell'articolo 9- bis del medesimo decreto-legge. In data 19 luglio 2019 è stata sottoscritta, tra la struttura tecnica di missione del Ministero, l'autorità del sistema portuale del Mar Ligure occidentale e la società UIRNet, ora denominata DigITALog, una convenzione finalizzata a disciplinare le attività previste dal citato articolo 6. Detta convenzione riguarda anche la progettazione del nuovo centro merci di Alessandria, per la cui realizzazione l'organismo di regia previsto dalla medesima convenzione ha stabilito: in considerazione dell'esistenza di infrastrutture ferroviarie, la sottoscrizione di un accordo tra UIRNet e RFI, per effettuare le attività di sopralluogo, analisi e progettazione dello scalo smistamento di Alessandria (l'accordo è stato sottoscritto in data 4 agosto 2020); la costituzione di uno steering committee di progetto, con la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte (detto organismo è stato costituito in data 21 maggio 2020); la definizione dei requisiti funzionali dell'area oggetto dell'intervento; l'effettuazione di una valutazione preliminare ambientale dell'area e l'eventuale sviluppo di un piano di modifica e, infine, la predisposizione di una progettazione di fattibilità tecnica ed economica, ivi compresa l'analisi costi-benefici. Al momento attuale, dei 2.000.000 di euro stanziati dalla legge di bilancio del 2019, per l'effettuazione delle attività di progettazione, risultano impegnati circa 165.000 euro, utilizzati dalla società DigITALog per la realizzazione dello studio trasportistico propedeutico all'elaborazione della progettazione di fattibilità tecnico-economica da parte di RFI, in attuazione del citato accordo. La DigITALog riferisce che lo studio trasportistico si concluderà nei primi giorni del prossimo mese di settembre. Quanto al ripristino degli storici collegamenti ferroviari per l'utenza pendolare, Ferrovie dello Stato ha comunicato che è in corso la necessaria attività di analisi della domanda di trasporto, la cui conclusione è prevista per la fine del mese di agosto. Al termine di questi due passaggi saremo quindi in grado di avviare i passaggi successivi. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Matrisciano, per due minuti. MATRISCIANO (M5S) . Signor Ministro, la ringrazio per la risposta, che mi soddisfa parzialmente, soprattutto perché un po' di tempo è passato. Ci tengo a dire che, quando si parla di grandi opere nei nostri territori - mi riferisco alle due grandi opere: Terzo valico e TAV - si parla sempre di arricchimento dei territori, di nuovi posti di lavoro e si parla di Alessandria come naturale retro-porto di Genova e quindi di supportare il decongestionamento delle aree urbane tramite lo spostamento del traffico da gomma a rotaia. Questo è importante, soprattutto nell'ottica di quello che chiamiamo il green new deal . Mi auguro quindi che a settembre ci sia uno sviluppo nell'ambito di quel territorio, che merita di essere di nuovo centrale e quindi non più marginale, per tutto il Piemonte e l'Italia intera. Chiedo celerità perché, quando si parla di soldi dei cittadini, fossero anche 1.000 euro, occorre ricordare che sono soldi che i cittadini pagano. Mi auguro che si faccia tesoro dei 2 milioni di euro stanziati, che ci possano essere ulteriori investimenti e che magari l'opera del parco smistamento possa rientrare nel programma del Terzo valico e, quindi, nel programma di RFI. Mi scusi, signor Ministro, ma mi piace avanzare anche delle proposte: la mia non è una lamentela, ma mi piace proporre. Dunque potrebbe rientrare sotto la gestione del Terzo valico, gestita anche dal commissario Mauceri. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Durnwalder ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02757 sulle criticità nel rilascio della certificazione verde Covid-19, con particolare riguardo alla Provincia di Bolzano, per tre minuti. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Egregio Ministro, la certificazione verde Covid-19 rende più semplice viaggiare da e verso tutti i Paesi dell'Unione europea e dell'area Schengen. In Italia la certificazione verde serve per partecipare alle feste, per cerimonie civili e religiose, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, nonché per spostarsi in entrata e in uscita dai territori classificati in zona rossa o arancione. L'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, prevede che, a far data dal prossimo 6 agosto, la certificazione verde servirà per accedere a qualsiasi tipo di servizio di ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi di cultura, piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici. Stante le informazioni ricevute dall'azienda sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano, sembra che circa 70.000 persone che hanno effettuato la vaccinazione anti-Covid, pur avendo ricevuto dalla Provincia il certificato vaccinale Corona pass , lamentino di non aver ricevuto a tutt'oggi il codice authcode per accedere al proprio green pass . Le richieste del codice authcode da parte degli interessati sono state sollecitate, ma senza successo, secondo le indicazioni disponibili sul sito del Ministero della salute, ossia contattando il numero 1500 o con e-mail indirizzata all'indirizzo di posta elettronica. La Provincia autonoma di Bolzano trasmette con regolarità alla piattaforma nazionale i dati delle persone vaccinate contro il Covid-19, di quelle guarite e di quelle che hanno ottenuto un risultato negativo al test molecolare antigenico. L'azienda sanitaria della Provincia autonoma Bolzano ha già richiesto al Ministero con urgenza, in data 20 luglio, una serie di informazioni tecniche e proposto diverse soluzioni per risolvere il problema lamentato. Si chiede pertanto, vista la crescente preoccupazione delle persone che non hanno ancora ottenuto il green pass e che dal 12 agosto 2021 non potranno più neanche utilizzare l'attestato di vaccinazione emesso dal Servizio sanitario locale per accedere ai servizi sopra menzionati o per viaggiare, quali siano le motivazioni che ostacolano il suo rilascio, i tempi necessari e le modalità per risolvere il problema. PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, onorevoli senatori, ringrazio gli interroganti che mi consentono di toccare, anche se velocemente, il tema del green pass che il Governo ritiene essere un pezzo essenziale della strategia di gestione di questa fase epidemica, che è diversa proprio perché caratterizzata da un'alta percentuale di persone vaccinate nel nostro Paese. Riteniamo che il green pass sia uno strumento molto importante che può aiutarci a rendere più sicuri i luoghi in cui esso è applicato e che ci aiuterà sicuramente a limitare le restrizioni. I numeri del green pass nel nostro Paese sono sicuramente molto incoraggianti. Alle ore 7 di questa mattina in Italia erano stati scaricati 41,3 milioni di green pass . Si tratta di un dato assolutamente significativo, che segnala anche una svolta di tipo digitale nel nostro Paese. Vengo velocemente ai numeri della Provincia di Bolzano, per come mi vengono riportati dai nostri uffici. Nella Provincia di Bolzano sono stati emessi 499.874 green pass , di cui 51.242 per tampone, 48.995 per guarigione e 399.637 per vaccinazione. La Provincia di Bolzano ha trasferito alle autorità nazionali 265.870 e-mail che sono state utilizzate per l'invio dell' authcode e 96.910 numeri di telefono a cui è stato mandato l'SMS. Restano circa 36.850 persone a cui non è stato fatto un riferimento né di e-mail , né di natura telefonica. Quelle persone possono tranquillamente scaricare il loro certificato verde digitale attraverso l' app IO. Abbiamo rafforzato anche il call center che serve esattamente a questi fini. Inoltre, mi piace informare l'Assemblea del Senato che a breve sarà possibile, anche attraverso il sito, avere un meccanismo di generazione automatica dell' authcode che renderà ancora più semplice la procedura. Confermo, in conclusione, che è intenzione del Governo continuare a investire in questo strumento, che riteniamo davvero importante per la gestione di questa stagione epidemica. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Durnwalder, per due minuti. DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, è giusto che lo Stato richieda la massima collaborazione da parte dei cittadini nella lotta contro il coronavirus, d'altro canto però anche lo Stato deve fare la sua parte, sia in merito all'organizzazione della vaccinazione, sia in merito al rilascio tempestivo della certificazione verde. In merito a quest'ultimo aspetto, sono 70.000 le persone che mi vengono segnalate dell'Azienda sanitaria locale (lei parla di 36.000 persone) che aspettano, ormai da settimane e alcuni da mesi, questo certificato verde nella sola Provincia autonoma di Bolzano: sono davvero troppe. Quindi auspico che, soprattutto i problemi tecnici che mi vengono segnalati possano essere risolti in tempi brevi e che ciò comporti un miglioramento della situazione. In attesa di questo miglioramento mi dichiaro allo stato solo parzialmente soddisfatto. PRESIDENTE . La senatrice Parente ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02759 sull'estensione dell'uso dei certificati verdi e sui fenomeni di contraffazione, per tre minuti. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, parliamo ancora di green pass , che entrerà in vigore il 6 agosto, una misura che - come ricordava il Ministro - intende preservare noi stessi e gli altri dal contagio, proteggere le attività economiche, evitando altre chiusure, e difendere la campagna vaccinale che sta andando molto bene, con un'adesione massiccia dei giovani. Siamo contenti per la responsabilità dei cittadini. Proprio per questo le chiedo, Ministro, se e come intende organizzare un monitoraggio più preciso di alcune criticità che i nostri cittadini ancora incontrano: non sempre si riesce a ricevere il codice per la generazione del green pass in tempi tempestivi; occorre un'attenzione in più a chi è guarito dal Covid e non è riuscito ad ottenere il green pass (mi pare che su tutto il territorio nazionale sia in gran parte risolto questo problema, ma non è sempre così). Un'altra criticità si rileva tra i vaccinati AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), poiché ci risulta che ci sono alcune persone che, anche se si sono vaccinate qui in Italia, non hanno ancora avuto il green pass . Inoltre, le chiedo se intende precisare meglio, al più presto, quali sono i soggetti esenti dalla vaccinazione, oltre a quelli esenti per età, come previsto dall'articolo 3, comma 3, del recente decreto del 23 luglio 2021. Sappiamo che Il Ministero ha fatto tanto anche per evitare la contraffazione dei green pass . C'è un' app dedicata, ma le chiedo come intenda comunicare queste iniziative alla cittadinanza, che spesso non ne è a conoscenza. Un ultimo argomento che ci sta particolarmente a cuore è l'accesso dei parenti alle strutture ospedaliere e come si intenda concretizzare il decreto del 23 luglio ha ampliato la possibilità di ingresso dei parenti - e di questo siamo contenti - ma dobbiamo giungere alla possibilità per i parenti dei pazienti ricoverati di arrivare anche ai reparti, naturalmente in estrema sicurezza, perché credo che la presenza del familiare del paziente sia essenziale per la cura delle malattie. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Ringrazio gli interroganti per aver colto lo spirito del green pass , che va esattamente nella direzione di provare a limitare il più possibile le restrizioni in una fase diversa dell'epidemia, perché l'epidemia è ancora in corso, ma avendo numeri di vaccinazione ormai molto significativi, con lo strumento del green pass possiamo provare a costruire una strategia diversa. Come già dicevo, questi numeri sono significativi di una vicenda che ci lascia soddisfatti come Governo, perché ad oggi sono stati scaricati 41,3 milioni di certificati, un numero molto alto che vediamo crescere al ritmo di 1,2-1,3 milioni al giorno. La nostra macchina è al lavoro anche per intervenire in modo più puntuale su specifiche fattispecie ove dovessero esserci delle difficoltà. Credo sia particolarmente significativa la possibilità, che sarà concreta nelle prossime ore, di potere scaricare in maniera automatica attraverso il portale il codice authcode . Questo sarà sicuramente un ausilio enorme. Già oggi, la app IO, la presenza e l'ausilio delle farmacie e dei medici di medicina generale, le numerose modalità messe in campo hanno consentito un risultato che, sinceramente, è davvero molto importante. Sui punti specifici che si ponevano, anche rispetto all'AIRE, c'è un lavoro in corso. Mi auguro che, all'inizio della prossima settimana, questo lavoro potrà portare a una soluzione definitiva. Sulla vicenda delle RSA, dei presidi ospedalieri e dei reparti ospedalieri, l'articolo 4 del decreto-legge n. 105, approvato in Consiglio dei ministri giovedì, estende la disposizione che, per la verità, io avevo assunto, con mia ordinanza, l'8 maggio per le RSA e che poi il Parlamento, in sede di conversione di un precedente decreto, aveva già sostanzialmente legificato. La si estende infatti anche ai reparti ospedalieri. Voglio far presente, tra l'altro, che presso l'Agenas abbiamo costruito un gruppo di lavoro con le Regioni per monitorare il rispetto da parte di tutti di questa indicazione. Quindi, in questo momento una norma vigente prevede già l'utilizzo del green pass , non solo per le RSA, ma anche per l'accesso ai reparti ospedalieri. Questo gruppo di lavoro dell'Agenas, costituito con le Regioni, ha esattamente la finalità di monitorare che questo diritto venga pienamente esercitato da parte di tutti. In chiusura, penso ancora che questo strumento sia davvero fondamentale e che potrà aiutarci a gestire nel modo migliore la fase che stiamo attraversando. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Parente, per due minuti. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, penso che l'impegno sul sito sia una questione importante. Sono, pertanto, soddisfatta della prima parte della risposta. Sono convinta, conoscendo anche la sua attenzione alle questioni di fragilità, che il green pass possa servire alle persone ricoverate in condizioni di fragilità e ai loro parenti. Noi sappiamo che ci sono fragilità che non durano tutta la vita per molti cittadini, ma che sono anche fragilità momentanee quando vi è un ricovero ospedaliero. Io penso che dobbiamo andare ancora oltre. Noi riceviamo centinaia di messaggi al giorno. Una cittadina ci ha scritto: una mia amica ha visto partire la madre in ambulanza per una urgenza e non è potuta andare in ospedale neanche con il tampone. Alcune persone ricoverate raccontano di piangere a turno e di consolarsi a vicenda per il fatto di non avere i familiari accanto. Questa epidemia ci ha insegnato che dobbiamo aver cura degli altri e dei più fragili. Quindi, dobbiamo scrivere delle norme. Il Parlamento farà la sua parte adesso che arriva il decreto-legge che lei citava. Dobbiamo scrivere norme più stringenti e direttive chiare perché queste vengano attuate e aiutare le strutture sanitarie, le Regioni e le ASL a permettere ai familiari di essere vicino ai parenti in un momento di fragilità. Dobbiamo uscire da questa epidemia con una grande solidarietà di tutta la cittadinanza e della classe dirigente. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Zaffini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02756 sulla vaccinazione contro il Covid dei minori di sedici anni, per tre minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, noi abbiamo delle perplessità che le illustriamo. La prima riguarda l'eventualità che il Ministero intenda procedere alla vaccinazione, che viene definita di massa, e, quindi, intenda raccomandare alle Regioni di spingere sulla vaccinazione ai dodicenni e ai tredicenni, nonostante esistano nella comunità scientifica ampie fasce di dubbio rispetto alla possibilità di quantificare il famoso costo beneficio di questa vaccinazione, cioè i possibili problemi derivanti da una vaccinazione di una persona che ha davanti un'aspettativa di vita di circa settant'anni. Visto che nel consenso informato, ad esempio, del vaccino Pfizer c'è scritto testualmente che non si è in grado di valutare gli effetti a lunga scadenza del vaccino, avendo un dodicenne circa settant'anni di aspettativa di vita, chi si prende questa responsabilità? Prima domanda: Ministro, lei e il Governo siete pronti ad assumervi questa responsabilità piuttosto che scaricarla sul genitore che, attraverso la firma del consenso informato, deve fare una scelta che gli farà passare sicuramente qualche notte in bianco? Seconda domanda: Ministro, qualora questo provvedimento, come voi dite, serve per garantire il ritorno a scuola in sicurezza, quali sono gli altri provvedimenti che intendete adottare, come Governo e lei, come Ministro, nei prossimi quaranta giorni - di questo parliamo, abbiamo quaranta giorni di tempo - per garantire il ritorno a scuola in sicurezza? Dovevate oggi elaborare un piano per il rientro a scuola in sicurezza; ci risulta che agli annunci non abbia fatto seguito il piano perché esso non c'è. Ad esempio, si potrebbe pensare ai tamponi salivari gratuiti per docenti, personale ATA e studenti, implementare le sedi scolastiche per evitare le cosiddette classi pollaio, regolare il trasporto pubblico locale per garantire il trasporto in sicurezza e trovare soluzioni di conciliazione degli orari di lavoro dei genitori per incentivare l'utilizzo dell'auto privata per portare i ragazzi a scuola. Di tutto questo non c'è traccia, Ministro, aspettiamo di conoscere la sua risposta. Sono domande che si pone l'Italia, non Fratelli d'Italia, e soprattutto se le pongono i genitori che devono firmare il consenso per vaccinare i ragazzi di dodici, tredici e quattordici anni. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio gli interroganti per l'occasione di chiarire che per il Governo la campagna di vaccinazione è davvero lo strumento fondamentale per chiudere questa stagione così difficile. I numeri italiani sono davvero molto incoraggianti e credo siano patrimonio di tutto il Paese, senza alcuna distinzione. A stamattina abbiamo somministrato 67 milioni di dosi, con il 66 per cento della popolazione vaccinabile che ha ricevuto la prima dose e il 58 per cento delle persone che ha già ricevuto la seconda dose. Anche nella fascia di età tra i dodici e i diciannove anni i numeri sono incoraggianti. Infatti, nonostante questa vaccinazione sia iniziata molto più tardi nel tempo, il 30 per cento delle persone vaccinabili in quella fascia d'età ha ricevuto una prima dose e il 15 per cento anche la seconda. Come è noto l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) hanno provveduto ad approvare questi vaccini anche per la fascia di età tra i dodici e i diciannove anni e il Governo, come sempre ha fatto in questi mesi così difficili, ritiene che scelte di questa natura debbono avere fondamento di evidenza scientifica. Noi abbiamo fiducia nelle nostre istituzioni internazionali, l'EMA, da una parte, e l'AIFA, dall'altra. L'AIFA, tra l'altro, ha approvato il vaccino Moderna anche per la fascia di età tra i dodici e i diciannove anni nella giornata di ieri, mentre quello di Pfizer era stato approvato il 31 maggio. La nostra comunità scientifica nazionale, che su questa materia si è lungamente confrontata, ha espresso un'opinione favorevole su tale vaccinazione; lo ha fatto il nostro Comitato tecnico-scientifico, di cui fa parte il presidente del consiglio superiore di sanità, che ha più volte fatto dichiarazioni in tal senso, il presidente dell'Istituto superiore di sanità e il presidente dell'AIFA stessa. Anche la Società italiana di pediatria, con un'espressione di natura formale, ha raccomandato la vaccinazione. Le ragioni fondamentali sono due: la prima è che la vaccinazione protegge chi riceve il vaccino. Anche in questa fascia purtroppo ci sono casi di persone che contraggono il virus con una conseguente situazione di gravità. Abbiamo visto, purtroppo, in un fatto di cronaca molto recente, delle ultime ore, nella città di Palermo, in Sicilia, come una bambina di undici anni abbia addirittura perso la vita. Inoltre, chi si vaccina non protegge solo se stesso ma aiuta la protezione di tutti gli altri e non vi è alcun dubbio che anche una vaccinazione all'interno di quella fascia generazionale potrà favorire la riduzione della circolazione del virus. Questo tema è ancora più vero se pensiamo al secondo ambito dell'interrogazione che mi viene rivolta, cioè quello delle scuole. Siamo al lavoro per costruire modalità che ci consentano una ripresa e una ripartenza in presenza e in sicurezza. Questo è l'obiettivo del Governo. Il nostro Ministro dell'istruzione ha aperto un confronto con le parti sociali, con i sindacati, con tutte le variegate rappresentanze del mondo della scuola. C'è una discussione aperta anche con le Regioni e il Governo sicuramente non farà mancare un'iniziativa molto forte anche su questo tema per raggiungere un obiettivo che consideriamo assolutamente strategico. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zaffini, per due minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, siamo soddisfatti dei numeri che ci illustra sulla campagna vaccinale, perché Fratelli d'Italia è un partito pro vax. Detto questo, ci facciamo delle domande alle quali ci piacerebbe venisse data una risposta seria. Se infatti siete sicuri che non esistono problemi a vaccinare un dodicenne, togliete dal consenso informato la frase che dice che non siamo in grado di prevedere quali sono gli effetti a lunga scadenza. (Applausi) . Quella frase va tolta. Almeno assumetevi questa responsabilità. Ministro, mi dice che state adottando le necessarie precauzioni per andare in sicurezza a scuola. Bene, anche nel luglio e nell'agosto dello scorso anno abbiamo visto quanto è accaduto con le misure che stavate prevedendo - lei era Ministro anche nel precedente Governo - e abbiamo visto che siamo tornati a scuola a settembre senza aver adottato le misure necessarie ed è accaduto quello che sappiamo. I provvedimenti servono, ma già da ieri, Ministro, non oggi o domani, ma ieri, perché mancano quaranta giorni all'apertura della scuola e per adottare provvedimenti seri e reali non abbiamo il tempo materiale di farlo. Dovevate licenziare oggi il piano scuola; avete ulteriormente rimandato. La sensazione evidente, Ministro, è che scaricate tutti i ritardi e le inadempienze di un intero apparato. Sia chiaro: non è solo lei, come abbiamo detto mille volte, e non ci sentiamo garantiti dalla presenza di luminari nel consiglio tecnico-scientifico, dall'Istituto superiore di sanità o da tutto il cucuzzaro! È evidente la volontà di scaricare sui cittadini, quindi con ulteriori restrizioni delle libertà di impresa e individuali, i ritardi e le inadempienze dello Stato e del Governo. Fratelli d'Italia è un partito pro vax, ma... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE . Il senatore Errani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02755 sull'utilizzo della certificazione verde nelle attività sociali e in ambito scolastico, per tre minuti. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Ministro, anzitutto la ringrazio per il lavoro che sta facendo lei personalmente e tutto il Governo: i risultati sulla vaccinazione sono assolutamente incoraggianti. Proprio oggi la fondazione Gimbe ha pubblicato i dati dell'ultima settimana - non so se i colleghi hanno avuto modo di guardarli - che registra un aumento del 64,8 per cento dei casi; un aumento del 34,9 per cento dei ricoveri con sintomi; del 24 per cento delle terapie intensive e del 46,1 per cento dei decessi. Spero che questi dati facciano riflettere tutti. Si esca dalle narrazioni inutili e dannose, così magari riusciamo tutti a stringerci attorno alla sintesi intelligente e responsabile che ha fatto il Presidente della Repubblica: chi limita le nostre libertà è il virus, non gli strumenti per sconfiggerlo. Colleghe e colleghi, l'elemento della chiarezza e della nettezza, senza ambiguità, sulla questione dei vaccini e della gestione della campagna vaccinale è una responsabilità di tutti noi, non solo del Governo o del generale Figliuolo. Gli italiani hanno bisogno di chiarezza e purtroppo a volte non c'è. Rivolgo una domanda precisa al Ministro. Sulla scuola e sui trasporti bisogna assolutamente accelerare. Sinceramente non mi convince quest'ultimo rinvio; dobbiamo articolare gli orari e fare una scelta sugli insegnanti e sul green pass e dobbiamo risolvere il problema dei trasporti. Non possiamo scoprire fra un mese che questi problemi non sono risolti. La DAD non può essere la risposta: la scelta di tutti noi è in presenza e questo richiede interventi straordinari e, da parte di tutti noi, la cessazione di messaggi ambigui. La vaccinazione è decisiva. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio gli interroganti che mi consentono di tornare su un punto che credo essere decisivo per interpretare la fase che abbiamo di fronte a noi. I numeri riportati dalla fondazione Gimbe, ma anche dal nostro report settimanale a cura dell'Istituto superiore di sanità, sono molto chiari e rispecchiano una tendenza che evidentemente non è solo italiana: nel quadro europeo c'è un aumento consistente del numero di persone contagiate quotidianamente. La causa è presto detta: una nuova variante, la variante Delta, ha una capacità di contagiare molto più significativa rispetto alla variante Alfa, che era prima dominante. L'attesa dei nostri tecnici e dei nostri scienziati è che la variante Delta, da qui al mese di agosto, diventerà dominante in tutti i Paesi europei, compreso naturalmente il nostro. Dentro questo quadro, l'arma in più che abbiamo è sicuramente quella delle vaccinazioni. Dicevo che siamo arrivati a 67 milioni di dosi somministrate, che è un dato straordinariamente positivo. Siamo al 66 per cento di prime dosi sulla popolazione vaccinabili e al 58 per cento di seconde dosi sulla popolazione vaccinabile. Dobbiamo continuare ed insistere su questo terreno. È chiaro che la campagna di vaccinazione è la vera arma di libertà che abbiamo e che può consentirci di evitare quelle chiusure che abbiamo conosciuto in altri momenti e in altri tempi. Non vi è alcun dubbio, senatore Errani, che la questione scuola è per il Governo una questione assolutamente prioritaria. Sono fiducioso che la prossima settimana sarà quella giusta per un intervento più organico che ci consenta di programmare una ripartenza che tutto il Governo vuole che sia in presenza e in sicurezza (questi due aspetti devono tenersi insieme). Vogliamo lavorare perché i nostri ragazzi e i nostri figli possano tornare a scuola in presenza, superando quindi una lunga stagione di didattica a distanza, ma anche in sicurezza, e utilizzeremo tutti gli strumenti possibili per realizzare questo obiettivo. Voglio ricordare che l'85 per cento del personale scolastico ha già avuto una prima dose (una cifra assolutamente considerevole), e il Governo lavora perché questa percentuale possa ancora crescere in maniera molto significativa. Ringrazio per l'interrogazione e penso che su questi temi tutto il Parlamento dovrebbe condividere, dal mio punto di vista, lo spirito espresso ieri nelle parole del Presidente della Repubblica, che condivido profondamente. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Errani, per due minuti. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, signor Ministro, sono soddisfatto delle sue risposte e confido nel lavoro e nell'impegno che il Governo si è preso. Ne approfitto per sottolineare un aspetto: non vogliamo più arrivare ai lockdown . Per fare questo occorrono tre condizioni: campagna vaccinale senza ambiguità; tracciamento, utilizzando anche le piattaforme che ci garantiscono il tracciamento, poiché oggi abbiamo numeri che ci consentono tale tracciamento per limitare e isolare i casi; sequenziamento sulle variazioni del virus. Questo è un impegno su cui dobbiamo assolutamente riuscire a fare un salto di qualità anche in relazione ai problemi che Immuni ha avuto, che ha e che dobbiamo assolutamente superare. PRESIDENTE . La senatrice Marin ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02754 sulla gestione dei pazienti psichiatrici alla luce dei recenti fatti di cronaca, per tre minuti. MARIN (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor ministro Speranza, vorrei iniziare il mio intervento premettendo che negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi tragici fatti di cronaca: a Trevignano Romano un giovane con problemi di tossicodipendenza ha ucciso la madre e la vicina e successivamente ha investito un gruppo di ciclisti; a Pieve di Soligo, in Provincia di Treviso, un uomo che soffriva di gravi problemi psichici ha ucciso una donna, presentandosi poi alla caserma dei carabinieri con le mani ancora coperte di sangue e uno zainetto con all'interno il coltello da cucina, spiegando che si era mosso con l'intenzione di uccidere qualcuno; a Bolzano un giovane ha ucciso entrambi i genitori, riportando di soffrire di un disturbo del sonno. Vi è poi il caso di Ardea, dove un uomo già noto per i suoi problemi psichiatrici ha ucciso due bambini e un anziano, preso da uno scatto d'ira, si dice. Da ultimo, ma non certo per importanza, va ricordato il caso del ragazzo di sedici anni di Monteveglio, in provincia di Bologna, che ha assassinato l'amica coetanea dichiarando di aver sentito dei demoni che lo hanno spinto alla violenza. Questi eventi hanno fatto riemergere il problema mai sopito in ordine all'assenza di strutture adeguate, preparate alla cura e al supporto di quanti soffrono di problemi psichici e delle loro famiglie. Caposaldo della legislazione nazionale in tema di salute mentale è la legge 13 maggio 1978, n. 180, nota anche come legge Basaglia, dal nome del suo promotore, che ha disposto la chiusura degli ospedali psichiatrici, predisponendo un sistema socio-assistenziale reticolare, facendo così emergere l'incapacità del comparto pubblico di salute mentale di soddisfare la domanda di quanti sono affetti da disturbi che non hanno la possibilità economica per rivolgersi a strutture private e in generale la mancanza di un'adeguata assistenza alle famiglie. Diverse associazioni dei familiari e delle persone che vivono l'esperienza del disturbo mentale denunciano l'inadeguatezza della rete dei servizi di salute mentale, richiedendo una maggiore attenzione e risposte concrete in ordine alle conseguenze legate alla convivenza con persone affette da disturbi, in special modo in riferimento all'incolumità personale in caso di un disturbo di personalità grave del malato. Si chiede pertanto se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente avviare gli opportuni accertamenti in ordine alla modalità di gestione dei malati mentali ed assumere iniziative urgenti per implementare i servizi territoriali, al fine di garantire strutture adeguate per i malati che hanno bisogno di trattamenti a lungo termine, in un'ottica di diritto alla cura, protezione del malato, sostegno alle famiglie, nonché di prevenzione dei reati. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro della salute, onorevole Speranza, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, ringrazio molto gli interroganti per aver voluto porre l'attenzione su un tema che considero assolutamente centrale e strategico per il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale, qual è quello della salute mentale. Mi sia permesso in premessa di esprimere gratitudine per le donne e gli uomini del Servizio sanitario nazionale che lavorano nei dipartimenti di salute mentale, perché svolgono ogni giorno un lavoro straordinario, spesso in condizioni non facili, così come desidero esprimere gratitudine alle reti di volontariato e del terzo settore che lavorano quotidianamente a supporto dei dipartimenti di prevenzione. Voglio ricordare all'Assemblea che proprio il 25 e il 26 giugno di quest'anno ho promosso la Conferenza nazionale sulla salute mentale, che nel nostro Paese non si teneva da vent'anni ed è stata una grandissima occasione per rilanciare una stagione di nuovi investimenti. Questo appuntamento, aperto da due messaggi autorevolissimi come quelli del Presidente della Repubblica e del Santo Padre, Papa Francesco, e che ha visto la partecipazione anche dei Ministri del lavoro e della giustizia, che hanno competenze molto forti proprio per le ragioni a cui si faceva riferimento nell'interrogazione, è stato a mio parere un appuntamento importante che ci consente ora di pianificare una nuova fase di investimenti. Voglio, tra l'altro, ricordare, proprio a riprova di come consideriamo questo tema fondamentale, che anche durante il G20, di cui l'Italia come è noto quest'anno ha la Presidenza, ci sarà un side event esattamente sulla salute mentale. L'Italia ha una grande tradizione in questo campo, in termini di attenzione alle tematiche della salute mentale: dalla legge Basaglia in poi, che è stata una norma di grandissima civiltà che ha qualificato il nostro Paese anche a livello internazionale, sono stati molti i provvedimenti costruiti che ci hanno consentito di elaborare anche una buona pratica guardata con attenzione a livello internazionale. Nell'interrogazione si pone un tema che condivido e cioè quello della disparità della qualità dei servizi di salute mentale offerti in ambito regionale in diverse aree del nostro territorio, un grande tema su cui dobbiamo lavorare e dobbiamo investire. Questo è l'impegno del Governo. Lo faremo con nostre risorse nazionali, penso ad esempio, per quanto mi riguarda, alle risorse dell'edilizia sanitaria ex articolo 20 della legge del 1988, ma sto lavorando anche perché risorse comunitarie importanti possano essere utilizzate esattamente per questo tentativo. In conclusione, voglio garantire, anche alla luce delle cose che ho velocemente enunciato, che c'è la massima attenzione del Governo e che considero personalmente la questione del rafforzamento dei nostri dipartimenti di salute mentale una questione prioritaria su cui mettere il massimo impegno come Governo. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Marin, per due minuti. MARIN (L-SP-PSd'Az) . La ringrazio, Ministro, ma mi preme chiarire che le buone pratiche basagliane cui lei ha appena accennato non ce le ha copiate nessuno nel mondo. In quasi tutti i Paesi del mondo sono rimaste attive strutture ospedaliere per la cura dei pazienti affetti da disturbi psicotici, che non hanno consapevolezza della malattia e che presentano scarsa aderenza alla cura. In Italia invece, nonostante quanto previsto dall'articolo 32 della Carta costituzionale, tale possibilità di cura è negata dalla legge anche per i pazienti che volontariamente richiedono di essere curati e ricoverati. Perché? Attenzione al paradosso: sebbene il malato di mente oggi sia ritenuto non più pericoloso per sé stesso e per gli altri, ma solo bisognoso di assistenza, paradossalmente è ancora possibile disporre di misure restrittive della libertà personale mediante il ricovero coatto, il TSO è un provvedimento rigido e complesso. Nel corso degli ultimi decenni l'offerta psichiatrica si è trasformata in banale assistenzialismo, alimentando tra l'altro la paura per la riapertura dei vecchi manicomi. Ministro Speranza, mi perdoni, il vecchio modello manicomiale con elettroshock e bagni gelidi sta come i salassi e le sanguisughe alla moderna cardiochirurgia. (Applausi) . Ciò nonostante, rispetto alle richieste della Lega nello specifico non è stata presa alcuna posizione sulla necessità della modifica della legge n. 180 per offrire dignitose e doverose cure mediche non assistenziali ai pazienti psichiatrici e alleggerire le famiglie, da cui si leva un urlo silente che - le assicuro - non smetterete mai di sentire. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Alfieri ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02752 sui rapporti con la Tunisia in relazione ai recenti eventi politici, per tre minuti. ALFIERI (PD) . Signor Ministro, la nostra interrogazione nasce dalla preoccupazione crescente per la situazione in Tunisia, culminata domenica scorsa in un' escalation ,dopo manifestazioni che si sono susseguite in parecchie città del Paese contro il Governo e, in particolare, per la rimozione del primo ministro Mechichi. La reazione è stata molto forte da parte del presidente della Repubblica Saïed, che ha sospeso le attività del Parlamento per trenta giorni, ha destituito di fatto il Capo del Governo e ha inviato l'esercito presso le sedi del Parlamento e del Governo, invocando l'articolo 80 della Costituzione. Al netto delle disquisizioni che potremmo fare sul perimetro di un articolo della Costituzione di uno Stato estero, preme a noi esprimere delle preoccupazioni e chiedere quali sono le iniziative che intendano mettere in campo il Ministero degli affari esteri e il Governo nelle sedi europee e nelle sedi internazionali per ciò che succede a pochi chilometri dalle nostre coste. Ricordo, infatti, che Pantelleria è a pochi chilometri da Tunisi e a pochi chilometri dalle coste siciliane. La situazione tunisina preoccupa da un po' di tempo dal punto di vista economico, con un calo del reddito pro capite negli ultimi dieci anni del 34 per cento, evidentemente acuito dalla crisi del Covid. Ad essere coinvolto è, in particolare, il settore turistico, che costituisce un'ossatura importante del sistema economico tunisino e non c'è bisogno di dire come la crisi economica in un Paese così vicino si riverberi nei confronti dell'Italia, cui la Tunisia è legata da rapporti commerciali e culturali di forte integrazione, soprattutto tra le comunità delle Regioni del Sud. A questo si aggiunge una situazione del sanitaria molto grave: il 90 per cento delle terapie intensive è occupato, mentre solo il 7 per cento delle persone si è vaccinato (il progetto Covax dovrebbe funzionare meglio in Tunisia). Tutto questo porta a una preoccupazione, che intercetta anche questioni geopolitiche, per le reazioni che possono avere i partiti di maggioranza, in particolare Al Nahda, partito islamista sostenuto dalla Turchia. Siamo dunque preoccupati per una situazione che ci deve vedere protagonisti per la stabilità del Mediterraneo centrale, di un Paese così importante per il nostro territorio. Chiediamo dunque di capire, per evitare di doverci trovare ad affrontare nuove situazioni post-primavere arabe, motivi per cui i tentativi di costruire percorsi democratici nei Paesi del Nord Africa incontrino uno stop che rischia di riverberarsi poi anche sulla politica estera del nostro Paese e dei Paesi del Mediterraneo. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, ringrazio il senatore Alfieri. La situazione in Tunisia è fonte di forte preoccupazione. Seguiamo con la massima attenzione gli effetti delle decisioni assunte dal presidente della Repubblica Saïed nella notte fra il 25 e il 26 luglio. Nelle ore successive all'annuncio del Presidente abbiamo subito dato un forte impulso per avviare un coordinamento con i principali partner europei. Nella convinzione che l'Unione europea possa e debba svolgere un ruolo decisivo in questa fase, il 26 luglio ho avuto un colloquio telefonico con l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, con il quale resto in costante contatto. Ho sottolineato l'importanza di una presa di posizione corale da parte dell'Unione, poi concretizzatasi nella pubblicazione del comunicato a nome di tutti e 27 gli Stati membri sulla situazione in Tunisia. Ieri ho discusso delle vicende tunisine anche con il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian. Da tutti questi colloqui, così come dalle interlocuzioni a livello di funzionari, emerge unanime la necessità di ribadire alle istituzioni tunisine un forte appello alla responsabilità e al rispetto della democrazia e dello stato di diritto. La Costituzione tunisina deve essere pienamente rispettata. Occorre consentire al Parlamento legittimamente eletto di svolgere le proprie funzioni. Sono questi i messaggi che ho trasmesso sempre ieri al ministro degli affari esteri tunisino, Othman Jerandi, nel colloquio telefonico che abbiamo avuto. Al collega di Tunisi ho anche rinnovato l'appello alla moderazione, affinché venga presa ogni iniziativa per evitare scontri e violenze. Il Ministro degli affari esteri mi ha assicurato che la Costituzione verrà rispettata, ha aggiunto che il Presidente sta svolgendo consultazioni per nominare a breve un nuovo Primo ministro e che sarà poi tempestivamente affrontata la questione della ripresa del Parlamento (sono sue parole). Gli sviluppi degli ultimi giorni intervengono in un momento molto complicato per la Tunisia, già attanagliata da una gravissima crisi economica, a cui si è aggiunta l'emergenza pandemica. Le difficoltà incontrate dal Governo tunisino all'avvio dei negoziati con il Fondo monetario internazionale, per un nuovo programma di aiuti finanziari, si sono infatti intrecciate con l'aggravarsi del quadro epidemiologico. In conclusione, signor Presidente, l'Italia rimane determinata a garantire il proprio sostegno alla Tunisia, nel complesso del dialogo con il Fondo monetario internazionale, passaggio fondamentale per permettere l'attuazione di riforme economiche necessarie. Intendiamo mantenere lo stesso impegno nella collaborazione sul fronte del contrasto all'epidemia. Dopo i cinque container di materiale sanitario e le donazioni per l'acquisto di generatori di ossigeno per gli ospedali tunisini, nei prossimi giorni l'Italia donerà alla Tunisia una scorta di vaccini. Non faremo mancare il nostro sostegno a un popolo da sempre amico e continueremo a lavorare con l'Unione europea per favorire la stabilità e la democrazia in Tunisia, Paese che sentiamo non solo vicino, ma partecipe di un destino comune. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Alfieri, per due minuti. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, registro positivamente le informazioni rispetto alle azioni messe in campo a livello europeo e anche bilaterale, sia dal punto di vista del sostegno e del supporto sanitario, sia nell'azione mirata a verificare il rispetto delle condizioni garantite dalla Costituzione, perché possa riprendere l'attività parlamentare e garantire il percorso democratico che è avvenuto dopo la rivoluzione dei gelsomini, che ha portato a un'esperienza senza eguali nel Nord Africa. Colgo l'occasione per rimarcare la preoccupazione invece rispetto ad altri teatri, dove magari l'esigenza di Realpolitik e di garantire la stabilità è andata verso forme di Governo che non danno garanzie del rispetto dei più elementari diritti umani. Quindi la nostra preoccupazione è che si concilino la stabilità e la sicurezza di un Paese, per noi fondamentale per la vicinanza e i rapporti che abbiamo, con la possibilità di accompagnare le migliori esperienze democratiche, affinché non si interrompano e non contribuiscano a creare instabilità, in un'area per noi strategica, come quella del Mediterraneo. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Aimi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02758 sulla crisi in atto a Cuba, per tre minuti. AIMI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per la sua presenza. Interveniamo sui fatti di Cuba, essendo a tutti noto, in quest'Aula, ciò che è accaduto nelle ultime settimane. Sono fatti gravissimi, con una popolazione ridotta allo stremo: non ci sono i generi di prima necessità, sono alla fame e non basta nemmeno più la libreta , la tessera che si utilizza, dopo lunghissime file, per avere un po' di riso, di pollo o di carne per mantenere la propria famiglia. Non c'è più nemmeno l'energia elettrica, siamo arrivati addirittura al coprifuoco e non ci sono i medicinali. Credetemi: tutto questo è conseguenza di un regime che dura ormai da sessantadue anni, in un'isola meravigliosa, un paradiso terrestre ricchissimo, con un mare pescoso, che potrebbe garantire aiuto anche ad altri o comunque a tutta l'isola. Eppure, proprio quel regime comunista è arrivato ad affamare il proprio popolo, che è sceso in piazza, come sapete tutti, qualche giorno fa, a rischio anche della propria vita. Ci sono stati morti e feriti e alcune persone sono state addirittura prelevate e deportate nei campi di concentramento, che pure esistono a Cuba, e anche nei campi di lavoro. Ci sono famiglie distrutte e desaparecido . È una situazione difficile: sono state usate violenze e perquisizioni arbitrarie. C'è un popolo in ginocchio e, là dove c'è un popolo in ginocchio, Forza Italia, ma penso di poter dire tutto il centrodestra e mi auguro tutta l'Assemblea, vogliono essere presenti, per dare solidarietà e soprattutto risposte importanti. Ecco perché ci siamo permessi di rivolgerle alcune domande importanti, anzitutto per sapere qual è la sua posizione, signor Ministro, che è ovviamente quella del Governo, e se si intenda manifestare pubblicamente solidarietà al popolo cubano e, con egual forza e in egual misura, rispondere nei confronti del Governo cubano che sta affamando quel popolo. Soprattutto, le chiediamo di convocare l'ambasciatore cubano a Roma, perché vorremmo sapere se c'è la disponibilità - e chiediamo che si faccia tutto quanto è possibile - alla liberazione dei detenuti politici e affinché possa essere attuato un piano di interventi a Cuba, accompagnato da alcune garanzie, come la libertà di manifestare. Liberazione dei detenuti politici, libertà di manifestazione e ritorno della democrazia in quelle terre: questo è quello che le chiediamo e ci aspettiamo una risposta adeguata a un Governo che dev'essere all'altezza anche in situazioni come queste, in cui la libertà viene compromessa. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, onorevoli senatori, ringrazio il senatore interrogante. Le manifestazioni svoltesi sia Cuba l'11 luglio scorso hanno visto un'ampia partecipazione della popolazione. Si è trattato di una delle dimostrazioni più significative dal 1994 a oggi. Da decenni il Governo mantiene un approccio restrittivo e repressivo riguardo ai diritti civili e politici e alle libertà fondamentali dei propri cittadini. A scatenare la protesta sono state soprattutto la grave crisi economica ed energetica, la carenza di generi alimentari di prima necessità e l'impennata dei contagi da Covid, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario cubano, nonostante l'intensificarsi della campagna vaccinale. Le manifestazioni hanno fatto registrare una vittima, decine di feriti e numerosi arresti di persone ritenute dalle autorità cubane agitatori per conto di attori esterni. L'Avana accusa infatti gli Stati Uniti, che mantengono un duro embargo nei confronti del Paese, di fomentare le proteste per violare la sovranità dell'isola e rovesciare il regime. Il Direttore generale per la mondializzazione e le questioni globali del Ministero degli affari esteri ha incontrato l'ambasciatore cubano a Roma il 13 luglio. In questa occasione abbiamo espresso tutta la nostra preoccupazione per la gestione dell'ordine pubblico e delle persone fermate. Abbiamo inoltre chiesto adeguata protezione per i cittadini italiani eventualmente coinvolti nelle dimostrazioni e per la nostra sede diplomatica, qualora le circostanze lo rendessero necessario. È essenziale che venga pienamente rispettato lo Stato di diritto e per questo abbiamo sostenuto l'appello dell'alto rappresentante dell'Unione europea Borrell affinché sia consentito al popolo cubano di manifestare liberamente. Le persone fermate devono essere adeguatamente giudicate, se ritenute responsabili di reati durante le dimostrazioni, oppure immediatamente rilasciate, in caso di mancanza di prove. Lavoriamo per favorire nel Paese il riconoscimento e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, a partire dalla libera manifestazione del pensiero. Perseguiamo quest'obiettivo sul piano bilaterale nell'ambito del meccanismo di dialogo politico istituito nel 2011 e riunitosi più volte e nel più ampio contesto europeo, in collaborazione con il Servizio europeo per l'azione esterna. Il dialogo sui diritti umani tra Unione europea e Cuba è uno strumento ormai ben rodato e rappresenta la cornice migliore nell'ambito della quale proseguire il confronto con le autorità cubane. Alla nostra ferma posizione politica associamo un costante impegno a favore della popolazione cubana. Da dieci anni, Cuba è un Paese prioritario per la nostra cooperazione allo sviluppo. Fin dall'inizio della pandemia, abbiamo riorientato alcune delle attività per far fronte all'emergenza sanitaria e alle sue ripercussioni socio-economiche. Sul canale umanitario sosteniamo le attività del Programma alimentare mondiale, in particolare per la fornitura di generi alimentari a oltre 2.000 pazienti ricoverati per Covid in sette strutture ospedaliere del Paese. L'Italia è al fianco del popolo cubano nella sua ricerca di un futuro migliore in termini di libertà e benessere. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Aimi, per due minuti AIMI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, dobbiamo far sentire alta e forte la voce dell'Italia e soprattutto della comunità internazionale e dobbiamo aiutare il popolo cubano. Il presupposto, però, è che il regime la smetta di incarcerare povera gente, perché si è trattato vieppiù di manifestazioni assolutamente pacifiche, contro le quali il regime ha invece scatenato le forze speciali. Chi ha avuto modo di vedere i filmati che sono riusciti ad arrivare sa di quale livello di violenza sto parlando. Forza Italia si è battuta, signor Ministro, in questi ultimi anni per battaglie di libertà: a Cuba, naturalmente, come stiamo facendo in questo momento, ma anche in Nicaragua e in Venezuela, così come ad Hong Kong. Là dove c'è il comunismo, purtroppo i regimi comunisti stanno dimostrando di essere una tragica infezione, anche della politica. Non sono riusciti però, per fortuna, a togliere la dignità al popolo cubano e ai tanti che ci hanno interpellato, anche nelle piazze, nel corso delle manifestazioni alle quali siamo stati invitati, abbiamo detto che avremmo fatto tutto il possibile, ma abbiamo sentito intorno a noi un silenzio anecoico, molto spesso da parte della stampa. Infatti, è molto facile fare i comunisti in un Paese libero, ma è più difficile essere liberi in un Paese comunista. Questa è la ragione per la quale noi di Forza Italia, ma credo di poter dire gran parte di quest'Assemblea, siamo dalla parte della libertà e continueremo ad esserlo. (Applausi) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Chiedo al sottosegretario Bini se può darci notizie circa l'orario di presentazione del maxiemendamento. BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, confermo l'orario che ho originariamente dato questa mattina, perché, dalle informazioni che abbiamo dal MEF e dalla Ragioneria, alle 19 è previsto l'arrivo del maxiemendamento. PRESIDENTE . La ringrazio, signor Sottosegretario. Mi auguro che le ore 19 non diventino poi le ore 19,45 o più tardi: credo che questa sia la speranza di tutti. (Commenti) . A questo punto, se i colleghi sono d'accordo, e dato che tutti coloro che ne hanno fatto richiesta sono presenti, passerei agli interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, per evitare di farli alle ore 23 di quest'oggi o di domani. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LANNUTTI (Misto-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto-IdV) . Signor Presidente, colleghi, iniziò proprio in quest'Aula del Senato, il 23 gennaio 2019, una campagna calunniosa e diffamatoria, amplificata anche da parte di colleghi che ben conoscevano la mia storia trentennale a tutela dei diritti e della legalità contro ogni discriminazione di classe, razza e religione, meglio conosciuta come odio razziale. Una gogna mediatica che ha coinvolto anche la mia famiglia e che ho subìto in silenzio per quasi trenta mesi, per un tweet sui Savi di Sion, prontamente rimosso il giorno dopo con relative scuse, ma andata avanti per mesi su talk show , TV, radio e mass media , dopo la querela del Presidente della comunità ebraica, che aveva denunciato quel post sui social media del 20 gennaio 2019. Patrocinato gratuitamente dal professor Astolfo Di Amato, che ringrazio, perché conosceva la mia storia, la procura di Roma il 5 febbraio 2020 ha rilevato che le mie affermazioni, o meglio le condivisioni dei post , erano coperte dalla causa di non punibilità, espressa all'articolo 68 della Costituzione; secondariamente, senza subordine alcuno e dalla superiore eccezione, quell'ufficio ritiene la non sussistenza del reato ipotizzato e che la mia condotta invece è più realisticamente espressione del diritto di critica: «Nel caso in esame, i parametri guida risultano rispettati, con la conseguenza che non può ritenersi diffamatorio il contenuto di quanto pubblicato e condiviso sui post . A tale proposito, si evidenzia come le espressioni utilizzate risultino prive di espressioni offensive, non risolvendosi in alcun modo in un attacco personale e gratuito». Proprio nel solco di quanto finora delineato, la mia condotta si inquadra nel diritto di critica. Per queste argomentazioni e considerato che non sarebbe fondamentale e sostenibile l'accusa in giudizio e quindi pervenire con certezza a una sentenza di condanna, proprio per l'insussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi del reato ipotizzato, il sostituto procuratore Francesco Caporale e il pubblico ministero Erminio Amelio hanno chiesto al giudice delle indagini preliminari l'archiviazione del procedimento, stante l'infondatezza del reato. Il 15 luglio scorso il gip Monica Ciancio, rigettando l'opposizione della comunità ebraica, ha confermato l'archiviazione, con analoghe motivazioni. In conclusione, signor Presidente, la finalità postuma della gogna era di impedirmi di presiedere la Commissione d'inchiesta sulle banche, per il terrore che avrei potuto scoperchiare sepolcri imbiancati: da Banca Etruria al buco nero di MPS, che ha bruciato 60 miliardi di euro. (Applausi) . Nell'Italia tra i primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di stampa, le due facce della stessa medaglia, mentre vi furono oltre mille articoli sull'accusa di odio razziale e centinaia di talk show in televisione, l'archiviazione ha avuto tre miseri articoli sui media. Signor Presidente, nel ringraziare i colleghi per l'attenzione, concludo veramente. Diffamatori e calunniatori seriali non credano di passarla liscia! Fosse anche l'ultima azione della mia vita, li citerò in giudizio tutti a rispondere di quelle calunnie: giornalisti, politici e commentatori, calunniatori e diffamatori che hanno infangato il mio onore, la mia dignità personale e quella della mia famiglia! (Applausi) . MARINELLO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARINELLO (M5S) . Signor Presidente, voglio portare all'attenzione di quest'Assemblea e dei competenti organi la grave situazione che riguarda l'emergenza idrica nella provincia di Agrigento. Si tratta di una seria problematica, che ormai va avanti da molti anni e che riguarda la vita quotidiana di decine di migliaia di persone, in un'area peraltro cronicamente carente di infrastrutture e con un'economia fragile; il tutto, aggravato dall'emergenza Covid-19. Negli ultimi mesi, questa situazione è ulteriormente peggiorata dopo il dissesto finanziario e il conseguente commissariamento della società Girgenti Acque SpA, alla quale era affidata la gestione del servizio idrico. Il 2 agosto terminerà la gestione commissariale, con il passaggio alla nuova società denominata Azienda idrica dei Comuni agrigentini (AICA), costituita tra i Comuni agrigentini. Non vi è però assolutamente chiarezza su chi tecnicamente si occuperà di far funzionare il servizio, con il serissimo rischio di un'interruzione dell'erogazione dell'acqua. Oltre alla questione idrica, c'è anche il gravissimo problema occupazionale, con 300 lavoratori della Girgenti Acque che rischiano di trovarsi senza lavoro, con disastrose ripercussioni sulla vita delle loro famiglie. Il commissario prefettizio della società Girgenti Acque è stato chiarissimo: se non si interviene subito, ci sarà la sostanziale impossibilità di far fronte agli obblighi economici, anche minimi, nei confronti dei fornitori, rendendo così impossibile il funzionamento del sistema. Questa è una situazione insostenibile. È inaccettabile, infatti, che un certo cronico lassismo dei competenti organi possa avere tali conseguenze su centinaia di lavoratori e su migliaia di cittadini, che potrebbero trovarsi senz'acqua addirittura nel mese più caldo dell'anno, con gravissime ripercussioni non solo sulla vita quotidiana, ma anche sulla stessa salute, già fortemente minata dalla pandemia, che peraltro è in forte ripresa. Con questo mio intervento rivolgo quindi un appello pubblico alla Regione Sicilia, affinché prenda in mano la situazione, assumendo provvedimenti urgenti e risolutivi. Chiedo altresì che tali interventi siano improntati alla massima trasparenza, per evitare che si ripetano gli episodi di opacità fin qui accaduti. L'intera popolazione agrigentina attende con grande preoccupazione i prossimi accadimenti. Decine di città sono coinvolte. È il momento di interventi urgenti. Per quanto mi riguarda, continuerò a occuparmi con forza del mio territorio, senza polemiche inutili, ma guardando soltanto alla concretezza delle azioni e al benessere della nostra cittadinanza. (Applausi) . LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, in queste ultime tre settimane ho fatto un breve tour in alcune carceri. Voglio raccontare in quest'Aula ciò che mi è occorso venerdì 23 luglio, durante la visita al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta di un tour che spero di concludere entro la fine di agosto, al termine del quale intendo redigere una relazione e alcune interrogazioni parlamentari da sottoporre poi alla ministra Cartabia. Ritengo doveroso infatti che Esecutivo e Parlamento abbiano un confronto su una problematica così delicata e, allo stesso tempo, così spigolosa come quella che attiene alla situazione carceraria del nostro Paese. Al momento, ne ho in fase di elaborazione una ventina, tra cui una denuncia in particolare, in cui ho rilevato un fatto estremamente grave presso l'istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, sotto l'attenzione di tutti al momento. Il fatto è ancor più grave perché persiste uno stato di opacità, nonostante la recente visita in quel luogo da parte della ministra Cartabia e del presidente del Consiglio Draghi. Ribadisco trattarsi di un fatto di imbarazzante gravità: vengo accolta e accompagnata da una persona che non si presenta, in abbigliamento sportivo, facendo presupporre di essere un poliziotto in borghese, il quale mi accompagna prima dalla direttrice, poi mi fa da cicerone nel reparto delle detenute, dando indicazione alle commissarie di aprire l'aula della sartoria e mostrandomi lì le mascherine contro la violenza sulle donne, tema che a noi sta molto a cuore; continua poi a dare indicazioni alla commissaria di aprire le celle delle detenute, in modo da consentirmi un controllo più da vicino. Insomma, si è trattato di un fatto singolare e gravissimo, nel momento in cui, al termine della mia visita ispettiva, apprendo che questa stessa persona era stata registrata come mio autista. Immaginate il mio grande stupore nell'apprendere questa notizia, dal momento che ero lì senza autista, come mia consuetudine. Leggo il nome del presunto autista, tale Armando Schiavo. Chiedo a gran voce chi sia costui: all'ennesima mia richiesta, uno dei poliziotti astanti mi dice che si tratta del compagno della direttrice, un ex poliziotto in pensione. Prontamente, ho segnalato quanto accaduto con una relazione analitica al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP), che ringrazio per la solerzia del provvedimento arrivato il 27 luglio 2021 dal direttore generale del personale, in cui risulta che l'uomo, il presunto autista, Armando Schiavo, è autorizzato a entrare nel carcere per finalità rieducative e frequentare esclusivamente il laboratorio di pasticceria al suo interno, che opera solo nella giornata di martedì. Il provvedimento è stato emesso dopo la valutazione da parte del DAP di atti dell'istituto penitenziario e della magistratura di sorveglianza. Il DAP sta valutando attualmente la scelta della dirigente, Elisabetta Palmieri, che verrà sostituita fino alla nomina del nuovo direttore. È un fatto gravissimo, lo ribadisco. In qualche modo, la ministra Cartabia mi ha veramente deluso. A detta anche di persone che erano lì presenti, la persona citata è un personaggio la cui presenza salta agli occhi per la sua opacità, ma, nonostante questo, è stato messo a coprire la situazione emersa dalla mia visita; ci tenevo a parlarne in quest'Aula (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Leone, tra gli interventi di fine seduta, questo mi ha sorpreso per la particolarità dell'evento. Raccogliendo la proposta del Governo, sospendo la seduta fino alle ore 19. (La seduta, sospesa alle ore 16,18 è ripresa alle ore 19,25) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2272 PRESIDENTE . Poiché il Governo ha preannunciato di porre la questione di fiducia su un emendamento interamente sostitutivo del decreto-legge all'ordine del giorno, i Capigruppo hanno convenuto che il testo del maxiemendamento, non appena pervenuto, anche a seduta sospesa, sarà immediatamente trasmesso alla Commissione bilancio, che è autorizzata a convocarsi per esprimere il parere sui profili di copertura finanziaria. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22,30. (La seduta, sospesa alle ore 19,26, è ripresa alle ore 22,31) . Informo che il Governo ha presentato un emendamento interamente sostitutivo del decreto-legge all'ordine del giorno, che è stato trasmesso alla 5 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, per i profili di copertura finanziaria. In attesa del parere della 5 a Commissione, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 22,32, è ripresa alle ore 00,12 del 30 luglio) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . Informo che la 5 a Commissione permanente ha reso il parere sui profili di copertura finanziaria dell'emendamento 1.9000, presentato dal Governo, interamente sostitutivo del decreto-legge. Invito il senatore Segretario a dare lettura di tale parere. MONTEVECCHI, segretario . «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento del Governo 1.9000, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con le seguenti condizioni, formulate ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione: - all'articolo 3, comma 4, lettera a) , dopo le parole: "cinquanta per cento dei posti", siano inserite le seguenti: "calcolati con riferimento a quelli che si rendono disponibili ogni anno per la cessazione dal servizio dei soggetti incaricati,"; - all'articolo 3, comma 4, lettera b) , dopo le parole: "anche da membri esterni", siano inserite le seguenti: "senza maggiori oneri per la finanza pubblica", e dopo le parole: "non superiore a tre anni.", sia aggiunto il seguente periodo: "L'applicazione della disposizione di cui al presente comma non deve determinare posizioni sovrannumerarie."; - sia soppresso il comma 10- ter dell'articolo 3; - all'articolo 17- terdecies , il comma 2 sia sostituito dal seguente: "2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 443.333 per l'anno 2022, a euro 1.520.000 per l'anno 2023 e a euro 1.076.667 per l'anno 2024, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190". PRESIDENTE . In conformità all'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento, la Presidenza ha valutato il testo dell'emendamento, ai sensi degli articoli 8 e 97 del Regolamento. Prende atto delle condizioni poste dalla Commissione bilancio relativamente all'articolo 3, comma 10- ter , e provvede allo stralcio dell'articolo 17- terdecies per estraneità di materia. (Commenti). CALIENDO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, prendo atto della sua dichiarazione di inammissibilità. Probabilmente c'è una qualche estraneità della materia, ma credo che il Parlamento italiano meriti rispetto. (Applausi) . Pertanto, è giusto che prendiamo atto della sua decisione, ma domani presenteremo un disegno di legge perché si faccia immediatamente la proroga di quei tribunali. (Applausi . Commenti). PRESIDENTE . Senatore Caliendo, mi preme fare una precisazione, perché è nota a tutta quest'Assemblea la difesa che ho sempre fatto, dall'inizio di questo mandato, della centralità del Parlamento. (Commenti). Colleghi, forse avrei diritto di parlare. A tutti è noto - e adesso si finge di non sapere - che cos'è successo al riguardo. Forse, se in quest'Aula si avesse la correttezza di capire come stanno andando determinate cose, anche riguardo a tutto l' iter procedimentale di questo difficile provvedimento, allora, forse, si dovrebbe avere anche maggiore rispetto della Presidenza. (Reiterati commenti). Credo che sia molto irrispettoso, da parte vostra, dopo avere difeso per tanto tempo la centralità del Parlamento (e tutti i Capigruppo qui dentro sanno e sicuramente vi avranno reso edotti di tutto quello che oggi pomeriggio è stato discusso in Conferenza dei Capigruppo e di come sono andate le cose). Vi pregherei, quindi, di essere contenuti nelle vostre reazioni e rispettosi nei confronti della Presidenza. (Vive proteste). Non glielo consento, senatore, perché ogni giudizio presuppone la conoscenza e uno non può parlare senza conoscere. Mi meraviglio, perché lei di solito non ha di queste espressioni. (Ilarità). CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, ringrazio lei per avermi dato la parola e il presidente Caliendo per quanto poc'anzi ha espresso. Voglio solamente far notare alcune cose, se me lo permette: stiamo lasciando un territorio di 6.000 chilometri quadrati senza un presidio come il tribunale. Ciò è molto grave. Ci sono poi altre situazioni; non si può nemmeno dire che ce lo chiede l'Europa, perché ci chiede l'esatto contrario, ossia la giustizia di prossimità. C'è un'infinità di motivazioni per tenere aperti quei tribunali, ma non voglio fare un discorso territoriale, bensì uno generale. Il Parlamento, signor Presidente, ha espresso un emendamento, con grande fatica, in modo unanime. Lo sottolineo. (Applausi) . Dico anche che l'esclusione di tale emendamento ha ragioni che lei non ha citato oggi, forse non può e dobbiamo rispettare anche questo. C'è qualcuno però che probabilmente ordina - le ragioni sono inspiegabili - e qualcuno che esegue, anche perché l'emendamento è ed è stato dichiarato ammissibile e non è estraneo per materia o quantomeno non lo è rispetto a tantissimi altri presentati al provvedimento in esame. (Applausi) . Allora oggi, signor Presidente, con tutto il rispetto che posso avere della Presidenza, essendo stato anche un esponente di Governo, mi permetta di dire che lei non sta svolgendo equamente il suo ruolo e non difende nessuno dei parlamentari presenti in quest'Aula. (Applausi) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, buona nottata a tutti. È evidente che, secondo un rigore logico, il fatto che lei abbia dichiarato inammissibile l'emendamento è insindacabile, ma, secondo lo stesso criterio logico, non è detto che ciò che è insindacabile sia giusto. (Applausi) . Non è detto che ciò che è insindacabile sia rispettoso, né che debba essere passivamente accettato. Qui ci troviamo infatti, come i colleghi hanno già ricordato, di fronte a un emendamento, senz'altro controverso, denso e importante - e non capita molto spesso - che però è stato votato all'unanimità, che è un valore della democrazia. Se maggioranza e opposizione compiono uno sforzo, vuol dire che questo ha un senso. (Applausi) . Allora, nel metodo e nel merito, penso - perché me lo hanno insegnato quando andavo a scuola - che il Parlamento sia sovrano. Signor Presidente, ho rispetto per lei, ma qui c'è un problema di rispetto delle prerogative del Parlamento: nessuno, neanche un Ministro della Repubblica, né nessun altro, può permettersi di calpestarle. La domanda allora è la seguente: che cosa lavoriamo a fare? (Applausi) . Che cosa si riunisce a fare a quest'ora della sera, tra un giovedì e un venerdì di fine luglio, una Commissione che si sforza di trovare delle coperture? Vorrei sapere che gioco è questo e come si chiama: è il gioco dell'oca? Che cos'è? Qui non siamo stati eletti per giocare e non veniamo a quest'ora per giocare. Trovo che quello che si sta verificando stanotte - e mi auguro che al di fuori dell'Aula si capisca - è surreale e umilia il Parlamento, le sue funzioni e le sue prerogative. Allora, signor Presidente, rispetto lei, come persona, e la sua figura, ma non posso non dire, come Fratelli d'Italia, che tutto questo è surreale, offensivo e direi anche umiliante e, quando si umilia un'Assemblea parlamentare, si viene meno ad alcuni principi di fondo. Non veniamo qui per lavorare a vuoto ed essere presi in giro. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice Rauti, lei ha fatto riferimento a un concetto di democrazia, e ci mancherebbe altro che non venisse rispettato il principio democratico proprio qua dentro, in un Senato che è la culla della democrazia. Tuttavia, ha sovrapposto due aspetti: c'è una volontà politica che va rispettata sempre e comunque, dentro un perimetro di diritto. C'è anche una volontà politica che non entra nel perimetro del diritto, perché la valutazione di estraneità prescinde da una volontà, altrimenti si potrebbe andare avanti e procedere in Parlamento in base a una volontà politica concorde che prescinde dalle regole; potremmo fare a meno anche del Regolamento. Il Regolamento dice che devo stralciare quello che è estraneo per materia. (Commenti) . Non ne sto discutendo la bontà; potrei essere anche d'accordo sul contenuto dell'emendamento e capisco perfettamente le ragioni che spingono a questa protesta. Lo capisco esattamente. Sto dicendo semplicemente che, come ha detto prima il senatore Caliendo, questa volontà politica si può esprimere in un disegno di legge concorde, che può passare con un articolo in sede deliberante; con un solo articolo. (Vive proteste. Applausi) . La invito a fare una riflessione. (Commenti) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, immagino che comprenderà anche lo stato d'animo di quest'Assemblea, per un motivo molto semplice. Ormai è molto tempo che, purtroppo, abbiamo quasi la percezione - non dico la certezza, perché ancora nutriamo qualche speranza - di non esercitare più pienamente il nostro ruolo, nel senso che le nostre prerogative vengono regolarmente calpestate. Signor Presidente, ha fatto bene a richiamare le regole: è vero, la democrazia è fatta innanzi tutto del loro rispetto, ma devono valere per tutti. Anche in relazione ai decreti-legge, le regole debbono essere applicate sempre. Non si può scegliere a un certo punto solo una questione, che, tra l'altro, come hanno sottolineato i miei colleghi, è stata votata all'unanimità, perché rappresenta un'esigenza, e non applicare invece le regole palesemente in altre situazioni. Come avrà sentito nella mia dichiarazione di voto dell'altro giorno sul decreto-legge semplificazioni, non si capisce perché, per esempio, in quel caso - non spettava a lei - le regole non siano state applicate in riferimento all'estraneità di materia e alla disomogeneità. Tutti rispettiamo le regole, ma devono essere chiare - e lo sono - e valere per tutti. Non possono essere applicate in modo unilaterale solo in alcuni casi. (Applausi) . Questo è il problema fondamentale che abbiamo, ha capito? Siamo stati i primi a essere concordi con un'applicazione rigida, ma questo - torno a ripeterlo - deve valere per tutti. Signor Presidente, c'è un problema per il Parlamento ed è serio: siamo ancora o no una democrazia parlamentare? (Applausi) . Me lo sto chiedendo da giorni, da mesi. Il senatore Caliendo ci ha fatto adesso la proposta di una legge di iniziativa parlamentare, ma noi non riusciamo più ad approvare leggi di iniziativa parlamentare! (Applausi) . Siamo qui dalla mattina alla sera solo e unicamente a convertire decreti-legge, senza neanche poterli leggere, com'è successo ieri. Questo è quella a cui siamo ridotti. Non solo: possiamo decidere, lavorare e fare anche con lei, signor Presidente, un grande lavoro sulle ammissibilità e le inammissibilità; poi però, a un certo punto, arriva la Ragioneria dello Stato e decide altro, calpestando completamente le nostre prerogative. (Applausi) . In questo modo non è più possibile, signor Presidente, e non è una mancanza di rispetto nei suoi confronti, ma è proprio per rispetto a lei. Non possiamo più tollerare - lo dico qui questa sera, come l'abbiamo detto altre volte - che si continui a calpestare così la democrazia parlamentare. Non è più possibile. C'è un problema molto serio in questo Paese. Questa credo che sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché, pur in presenza della volontà reiterata e unanime non solo delle Commissioni, ma di un'Assemblea, si procede in modo diverso. E credo che questo, signor Presidente, quest'Assemblea non lo potrà più tollerare a lungo. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Di Girolamo ha chiesto di intervenire, ma per il suo Gruppo è già intervenuto il senatore Castaldi. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento che recepisce integralmente le proposte emendative approvate dalle Commissioni riunite e interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2272, di conversione in legge del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, nel testo dichiarato proponibile dalla Presidenza, accogliendo altresì le condizioni formulate nel parere della Commissione bilancio. (Commenti). PRESIDENTE . La Presidenza prende atto della posizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo presentato dal Governo. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo della mia dichiarazione di voto favorevole, affinché venga allegato al Resoconto della seduta odierna. PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. MALAN (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, avremmo voluto anche noi fare una dichiarazione sintetica, ma purtroppo la situazione a cui siamo di fronte suggerisce di diffondersi un po' di più, perché è davvero non comune. Abbiamo lavorato alacremente in Commissione e, come opposizione, abbiamo collaborato pienamente. Ringrazio i relatori, i senatori Caliendo e Valente, e la sottosegretaria Bini. Abbiamo portato numerosi emendamenti e diversi sono stati approvati. Avremmo dovuto continuare questo lavoro in Aula, perché quello in Commissione è finito ieri alle ore 20. Sono passate ventotto ore, avremmo potuto lavorare da questa mattina fino ad ora con gli emendamenti, esaminarli qui e migliorare ulteriormente il testo; invece, c'è stata la scelta di mettere la fiducia. Poi, il complesso degli emendamenti approvati in Commissione ha visto venir meno due proposte, prima una riguardante l'università, per un motivo, e poi adesso, per un altro, un emendamento approvato all'unanimità riguardante i tribunali dell'Abruzzo. Si tratta di un provvedimento non secondario nell'ambito di un disegno di legge che reca misure urgenti per l'efficientamento della pubblica amministrazione e per l'efficienza della giustizia. Avremmo voluto svolgere un dibattito vero anche in Aula per migliorare ulteriormente un provvedimento in cui abbiamo riscontrato diversi aspetti positivi, e per questo abbiamo collaborato a migliorarlo, così come delle carenze. I colleghi di Fratelli d'Italia che sono intervenuti, i senatori Iannone, Zaffini e Balboni, hanno portato diversi contributi importanti riguardanti due questioni in particolare: quella della giustizia e quella della sanità. È curioso che, nell'ambito di provvedimenti che vengono a seguito della pandemia, la sanità abbia una parte molto marginale, anche se ha una grossa carenza di personale, non solo per la pandemia, ma anche per il gran numero di pensionamenti e una carenza che già c'era in precedenza; in più, siamo in una situazione particolare, per cui ci sarebbe stata la necessità di valorizzare davvero questo settore. Quanto al comparto della magistratura, c'è stata solo quest'attenzione all'ufficio del processo, con una serie di problemi che il senatore Balboni ha evidenziato che potranno emergere; un emendamento sempre del collega Balboni, proprio per l'importanza della giustizia nell'ambito della ripresa, della resilienza e anche di fronte a quanto ci chiede l'Europa, proponeva l'istituzione di sezioni specializzate nello smaltimento del grande arretrato che c'è nella giustizia. L'emendamento non è stato approvato. Non si è fatto nulla sulla magistratura onoraria, che lodevolmente porta avanti una parte importantissima del lavoro della giustizia, e anzi, nonostante l'impegno del ministro Cartabia di portare una proposta entro il 30 giugno su questo importante settore, ci si è dovuti ridurre a un emendamento, presentato all'ultimo momento, che proroga ancora la situazione attuale, senza risolvere il problema, né ottemperare alle richieste dell'Unione europea, che chiede che questa categoria goda finalmente di una decente e giusta collocazione e delle tutele opportune. La pubblica amministrazione è importantissima nel nostro Paese (e non solo da noi, naturalmente) e dobbiamo valorizzare questo settore importantissimo, che non può essere visto solo come un costo da tagliare, ma come una grande risorsa su cui effettivamente si spende una parte importante del bilancio del nostro Paese e dunque dev'essere valorizzata; dev'essere resa più efficiente e non mortificata nel merito, per cui saremo sempre attenti rispetto a tutte le procedure di assunzione, sia quelle per concorso (che dovrebbe essere la principale e ampiamente prevalente), sia le altre previste nel decreto-legge in esame. Il merito è fondamentale anche per motivare i tanti bravissimi ed encomiabili dipendenti pubblici di tutti i livelli, che svolgono un lavoro importantissimo. Bisogna fare in modo che questo grande apparato sia ancora di più al servizio dei cittadini, che sia lì per risolvere i problemi, come tantissimi pubblici dipendenti e dirigenti fanno, e che non appaia mai come quello che invece cerca di frenare e bloccare le iniziative dei privati. Ci vuole veramente una sinergia di questo settore con l'intero Paese e con l'intero apparato produttivo del Paese. Alla luce di quanto ho detto, avremmo voluto esprimere un voto quantomeno di astensione, se ci fosse stato modo di esprimersi, ma purtroppo è stata posta la fiducia. Se non fosse stata posta la fiducia, avremmo probabilmente guadagnato tempo e forse avremmo già votato, dopo aver esaminato gli emendamenti nel merito, come si è fatto nelle Commissioni riunite. Credo che tutti i senatori abbiano il diritto di intervenire su argomenti estremamente importanti. Il tempo c'era tutto, ma evidentemente si è voluto tarpare l'esame di questo provvedimento per la ben nota difficoltà della maggioranza, di mettersi d'accordo ma poi abbiamo visto che, anche quando ci si mette d'accordo non soltanto all'interno della maggioranza, ma fra maggioranza e opposizione, interviene qualcosa di esterno all'Emiciclo e alle Commissioni. È preoccupante il fatto di continuare a convertire semplicemente in legge dei decreti-legge con una serie di limiti, il che vuol dire che, se si esce a insindacabile parere da quello che ha già inserito il Governo, non si può fare nulla. Di conseguenza, la funzione legislativa che la Costituzione assegna senza ombra di dubbio al Parlamento viene spostata altrove, con mancanza di trasparenza, per cui non c'è mai nessuno che si assuma veramente la responsabilità sulle singole parti di provvedimenti molto ampi, perché vengono tutte raccolte sotto voti di fiducia, dopo essere state scritte, modificate e cassate altrove. Per questo voteremo ovviamente contro la fiducia, pur esprimendo apprezzamento per molte parti di questo provvedimento, che vanno in direzione della valorizzazione della pubblica amministrazione. Confidiamo che ci sia da parte di tutti e soprattutto del Parlamento, visto che ora c'è evidentemente questa dicotomia tra l'Esecutivo e il Parlamento, un controllo tale da garantire la massima trasparenza in tutti i procedimenti concorsuali e in tutti i tipi di assunzione. Lo Stato non deve in nessun modo far passare il messaggio che si entra nella pubblica amministrazione per ragioni diverse dal merito e su questo ci saremo sempre. Votiamo contro la fiducia ma, quando si tratta di lavorare per gli interessi degli italiani, ci siamo sempre. (Applausi) . PARRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, considerate le circostanze, il mio sarà un intervento molto breve. Ci troviamo in un momento particolare della storia del nostro Paese e dell'Europa, abbiamo bisogno di riforme profonde della pubblica amministrazione e della giustizia, sappiamo di essere nel dovere più pieno di sfruttare le risorse che il PNRR mette a disposizione del nostro Paese, a fronte della certezza di interventi che siano in grado di rinnovare e potenziare la nostra pubblica amministrazione e il nostro servizio della giustizia. Il provvedimento al nostro esame va in questa direzione, ha attraversato il processo di conversione in Parlamento, con un lavoro importante e molto difficile sotto tutti i punti di vista, che si è svolto nella Commissione in un clima collaborativo tra i vari livelli delle istituzioni che si sono trovati a interagire e anche tra maggioranza e opposizione. Credo siano stati apportati miglioramenti equilibrati e si sono dovute anche fare scelte difficili delle quali è stato necessario farsi carico. Ritengo che sia importante aver inserito elementi di accelerazione e di sveltimento nelle procedure di reclutamento e, per quanto riguarda il settore della giustizia, c'è la grande scommessa della costituzione dell'ufficio per il processo con tante assunzioni. Bisogna non soltanto assumere tanto, ma anche assumere le figure giuste e inserirle nel sistema nella maniera più adeguata. Tra i miglioramenti che sono stati apportati in Parlamento, si è avuto riguardo per esigenze poste al Parlamento dagli enti locali, dando ad essi una risposta a mio avviso equilibrata, attraverso emendamenti presentati da tutti i Gruppi. Mi pare che in un giorno che registra, a livello nazionale, un passo avanti importante, anche all'interno della maggioranza, su una riforma cruciale come quella della giustizia, il Senato approvi un provvedimento che va nella direzione corretta. Per questo il Partito Democratico voterà a favore del provvedimento al nostro esame. (Applausi) . DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, volevo iniziare la mia dichiarazione di voto dicendo che il lavoro delle due Commissioni sul decreto-legge al nostro esame è stato molto attento, a dimostrazione del fatto che, quando si lascia lavorare bene il Parlamento, si producono risultati importanti. Il decreto-legge, infatti, che non solo è nato con finalità giuste, ma che condividiamo in pieno, perché, per la verità, si occupa di una questione che abbiamo posto lungamente, è stato certamente migliorato. Non solo esso dà vita alla possibilità di innovare i modi e le forme del reclutamento, ma prende atto del fatto che i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza possono essere davvero concretizzati, se si fa l'investimento giusto sul personale. Quindi, immettere personale qualificato e specializzato - come si fa con il decreto al nostro esame - rinforzando la pubblica amministrazione, è la strada giusta e anche la migliore per fare in modo che i progetti non restino solo idee, ma vengano realizzati. La maggior parte di queste assunzioni sono a tempo determinato, ma ovviamente speriamo che l'immissione nella pubblica amministrazione e negli enti territoriali di forze giovani e iperqualificate possa essere di per sé un grande miglioramento della loro attività. Per questo motivo, signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo su questo provvedimento, non posso non rimarcare il dispiacere per il fatto che siano stati ancora una volta messi in discussione questo lavoro prezioso e le scelte che liberamente le Commissioni avevano compiuto, che andavano, a mio avviso, nella direzione giusta, soprattutto nel campo della giustizia. Per tutti questi motivi, confermo il nostro voto favorevole sul provvedimento in esame. (Applausi) . VITALI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, siamo al termine di due giorni di lavoro impegnativo e approfondito che ci ha occupato e stancato, dunque la mia dichiarazione di voto sarà snella. Mi interessa in questa sede, signora Presidente, evidenziare ancora una volta una sorta di invasione di campo da parte degli organi governativi e della burocrazia ministeriale nei confronti del Parlamento. Non è la prima volta. Credo di essere stato il primo a sollevare questo problema in uno dei provvedimenti approvati in passato, ma credo che oggi abbiamo raggiunto il culmine di questa interferenza. Lei ha esercitato una sua prerogativa, e su questo nessuno ha da dire nulla, però sapevamo che su quel famoso emendamento che prorogava soltanto di due anni alcuni tribunali minori dell'Abruzzo vi era una ferma opposizione da parte del Ministero della giustizia, una opposizione degna di miglior causa, come per esempio quella di mantenere ferma una riforma sulla giustizia che, leggendo i giornali di questa mattina, sembra sia stata annacquata. Quindi, quella fermezza che il Ministero della giustizia ha tenuto su questo emendamento, ben avrebbe potuto essere esplicitata nel mantenere fermi e saldi alcuni principi della riforma della giustizia, ma questo è un discorso che prima o poi dovremmo affrontare. Il Parlamento ha già dimostrato alla Camera dei deputati, in occasione dell'approvazione del decreto semplificazioni, mettendo in minoranza il Governo, e al Senato in Commissione, con l'emendamento sull'Abruzzo, che il Parlamento non è disposto a farsi dettare le regole dal Governo, né dai burocrati (Applausi) , perché in questo Paese il potere legislativo appartiene soltanto al Parlamento e a nessun altro, né al Governo, né ai burocrati ministeriali. Quello al nostro esame è un provvedimento che salutiamo con favore, necessario per snellire e sveltire le procedure per la realizzazione dei progetti e quindi la spendita dei denari che arriveranno dall'Europa. Puntiamo sulla meritocrazia e grazie all'acume e all'intuizione del Ministro per la pubblica amministrazione, puntiamo su procedure più snelle e più rapide per il reclutamento, che fino ad ora avevano imbrigliato le pubbliche amministrazioni. Ci auguriamo che questa ventata di novità possa essere utile anche ad un salto culturale all'interno della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la giustizia, abbiamo espresso qualche perplessità. Ben venga l'assunzione di queste 16.500 unità, per soli tre anni. Ciò che abbiamo chiesto al Ministro della giustizia in audizione è cosa succederà fra tre anni, quando questa gente avrà espletato la sua attività e dovrà tornare in gran parte a casa. Forse sarebbe stato meglio assumere o creare delle sezioni stralcio, come è stato fatto negli anni passati, per azzerare l'arretrato, augurandoci che con le nuove norme procedurali, civili e penali, possano essere ridotti i tempi della giustizia. Piuttosto che niente, però, è meglio piuttosto e quindi vedremo se queste assunzioni, che realizzeranno l'ufficio del processo, potranno costituire un'intuizione utile, capace di alleviare e di accorciare i tempi della giustizia. Si tratta quindi di un provvedimento sicuramente importante, al quale il Senato ha dato un contributo essenziale e quindi ci auguriamo che la sua approvazione possa portare ad un rapido esame anche presso la Camera dei deputati. Anche in questo caso torna il discorso per cui i provvedimenti vengono approfonditi solo in un ramo del Parlamento. Ci stiamo preparando forse al monocameralismo? Forse sarebbe il caso di creare un'Assemblea costituente, visto che né le bicamerali, né le riforme fatte dalle varie maggioranze costituzionali hanno avuto fortuna. Forse dovremmo convincerci che l'unica strada per modernizzare il nostro Paese è quella di creare una Assemblea costituente. Quindi, con queste considerazioni, esprimo il voto favorevole del Gruppo al provvedimento in esame. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi consenta solo di ringraziare, per tutto il lavoro fatto, il sottosegretario Bini e tutti i funzionari della Commissione e del Ministero. Rinuncio a parte dei minuti che ho a disposizione e chiedo di poter mettere agli atti lo scritto del mio intervento con il quale dichiaro il voto favorevole del Gruppo Lega. (Applausi) . PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, cercherò di riassumere l'intervento che ho preparato e chiedo poi di poterne consegnare il testo integrale, affinché sia allegato al Resoconto della seduta odierna. Anche io ringrazio tutti coloro che hanno lavorato al provvedimento in esame: i relatori, il Governo, i membri delle Commissioni e in modo particolare gli Uffici, che ci hanno assistito. Nel lavoro di Commissione - lo abbiamo già riportato negli interventi in discussione generale - è stato ristabilito il ruolo centrale dell'ANAC nelle politiche pubbliche anticorruzione. Pertanto, non mi soffermo più su questo tema. Vorrei ricordare che abbiamo introdotto emendamenti che valorizzano il portale del reclutamento, che ora diventa portale unico del reclutamento e della mobilità nella pubblica amministrazione. Ciò serve a dare maggiore trasparenza, prevedendo che i bandi per il reclutamento del personale siano pubblicati come documenti in formato aperto e organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo, in modo tale che tutte le procedure di reclutamento - e in particolar modo quelle per la mobilità del personale degli uffici pubblici - diventino più trasparenti. Infatti, fino ad oggi, come ammesso anche dal ministro Brunetta, la mobilità nella pubblica amministrazione è una procedura opaca. La mobilità del pubblico dipendente è un mezzo per valorizzarlo. Vorrei inoltre ricordare un emendamento che riteniamo di fondamentale importanza, condiviso da più forze politiche, che prevede l'assunzione di 184 nuove unità di personale a favore dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Si tratta di un importante tassello che va ad aggiungersi a quanto già previsto con le assunzioni previste dal PNRR e che è utile a rafforzare la tutela e la sicurezza dei lavoratori in una stagione in cui i morti sul lavoro sono tre ogni giorno. La misura è inoltre utile per contrastare il lavoro sommerso e irregolare, una piaga che va combattuta con determinazione e azioni concrete, anche per garantire il rispetto delle regole di mercato e, quindi, lo sviluppo di un'imprenditoria sana. In generale, con le misure approvate e le risorse stanziate desideriamo una pubblica amministrazione rinnovata, in grado di ascoltare le richieste dei cittadini e delle imprese e capace di dare risposte e servizi in maniera efficace ed efficiente. Ciò si deve basare su alcuni assi importanti, il primo dei quali è la trasformazione digitale. Una pubblica amministrazione digitalizzata e sburocratizzata è in grado di interagire più rapidamente con le persone e le aziende. Sappiamo che nella pubblica amministrazione i laureati sono cresciuti, ma negli ultimi dieci anni vediamo che il predominio di laureati riguarda i giuristi: il 30 per cento dei dipendenti pubblici è infatti costituito da laureati in giurisprudenza, il 17 per cento in economia e il 16 per cento in scienze politiche e sociologia. Solo una minoranza ha svolto corsi per accrescere competenze digitali o di project management . È necessario il supporto di professionalità scientifiche che, attraverso il loro lavoro, sappiano orientare le decisioni politiche. Le competenze informatiche, anche a livello dirigenziale, sono fondamentali per non fallire ancora nella trasformazione digitale. Come MoVimento 5 Stelle ci batteremo sempre per un sistema di reclutamento e progressione aperto, equo e meritocratico, che oggi ancora trova troppi ostacoli nella politica e nelle amministrazioni. Vogliamo una pubblica amministrazione specchiata, che sia veramente capace di mettere al centro il cittadino e i suoi bisogni. Per questi motivi, anche per questa volta, rinnoviamo la fiducia al Governo. (Applausi) . Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Quindi vi pregherei di prendere posto. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Prego i senatori Questori di valutare la situazione e se vi sono assembramenti. Estraggo a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice Modena). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice Modena. DURNWALDER, segretario, fa l'appello. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 178 Senatori votanti 177 Maggioranza 89 Favorevoli 168 Contrari 9 Astenuti 0 Il Senato approva. (v. Allegato B) Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 80. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 3 agosto 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 3 agosto, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 1,32 del 30 luglio) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2272 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto degli elementi informativi forniti dal Governo, da cui risulta che: con riguardo all'articolo 1, comma 1, viene rappresentato che, in caso di verifica negativa dell'ammissibilità delle spese di assunzioni di personale ivi previste a carico delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le Amministrazioni potranno assumere il personale o conferire gli incarichi nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge n. 78 del 2010; in relazione al successivo comma 13 dell'articolo 1, viene affermato che l'inquadramento del personale assunto a tempo determinato opererà nei termini applicativi individuati dal D.P.C.M. 26 giugno 2015, e pertanto il personale sarà inquadrato nella posizione economica F3 corrispondente alla pubblica amministrazione nella quale viene inserito; sempre in relazione all'articolo l, con riferimento agli adempimenti connessi alla costituzione degli elenchi previsti dai commi 5 e 6, allo svolgimento delle procedure di idoneità di cui al comma 9 e alle procedure di concorso di cui al comma 11, viene riportato che il Dipartimento della funzione pubblica sta già procedendo agli adempimenti previsti, trattandosi di procedure che appartengono all' expertise dell'amministrazione e del relativo personale; con riguardo all'articolo 3, comma 2, sulla possibilità di superare i limiti di spesa del trattamento economico accessorio, viene rappresentato che l'erogazione delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva è stabilita in sede di predisposizione della legge di bilancio, e in tale sede - e nei limiti individuaci da tali risorse - la misura troverà applicazione e limite; per quanto concerne l'articolo 4, sul riordino dell'Associazione Formez PA, si osserva che le nuove norme non introducono modifiche che attengono alla modalità di finanziamento di Formez, che rinviene le proprie risorse finanziarie in parte ope legis e in parte attraverso le proprie attività svolte mediante contratti o convenzioni di diritto privato: si forniscono pertanto rassicurazioni che le nuove attività attribuite a Formez saranno assolte mediante la stipula di contratti e convenzioni con le amministrazioni che si avvarranno di tale Associazione, a fronte di un corrispettivo; si conferma, comunque, che a legislazione vigente ai componenti del Consiglio di amministrazione compete, dal 2012, unicamente la corresponsione di gettoni di presenza; in relazione all'articolo 5, sul riordino della Scuola nazionale dell'Amministrazione, viene manifestato l'avviso che l'apposizione della clausola di neutralità finanziaria possa superare ogni possibile elemento di criticità, e si osserva, in particolare, che la promozione e il sostegno all'aggiornamento professionale sono comunque attività già svolte a legislazione vigente che la nuova normativa declina in modo più specifico; con riguardo all'articolo 7, comma 1, in ordine ai profili di quantificazione dell'assunzione di 500 unità di personale non dirigenziale ai fini della realizzazione dei progetti inclusi nel PNRR, si fa presente che per i Ministeri è stato valorizzato un importo retributivo medio pari a euro 43.336,53 e per la Presidenza del Consiglio dei ministri quello pari a euro 66.007,04; in relazione al comma 3, si fa presente che la deroga ai vincoli di massimali di spesa risulta finanziariamente compensata mediante la copertura prevista al comma 6, che prevede un'espressa autorizzazione di spesa; in relazione al comma 5, ove si prevede che il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato assicura la formazione del personale assunto, si fa presente che l'autorizzazione di spesa per le attività di formazione da acquisire entro l'esercizio 2021 riguarda procedure concorsuali da attivarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore del provvedimento il cui svolgimento è previsto con le procedure semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, rese ancor più celeri dalla previsione dell'articolo 1, comma 4, del provvedimento in titolo, che prevede lo svolgimento della sola prova scritta: posti tali limiti temporali per lo svolgimento delle prove concorsuali, si dichiara congrua l'autorizzazione di spesa per l'esercizio 2021 per l'erogazione della formazione; con riferimento all'articolo 8, in tema di reclutamento del personale dirigenziale per le attività di controllo, audit , anticorruzione e trasparenza, viene riportata una tabella che fornisce elementi analitici per la quantificazione dell'onere delle posizioni dirigenziali istituite, in termini di retribuzione fondamentale, trattamento accessorio e oneri riflessi; in relazione all'articolo 9, in tema, di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all'attuazione del PNRR, si afferma che le modalità di individuazione dei fabbisogni saranno determinate attraverso la sottoposizione del provvedimento di riparto in sede di conferenza unificata; si osserva altresì, per i profili di copertura, che gli oneri a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next generation EU non vengono rappresentati nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari, trattandosi di una diversa finalizzazione delle risorse iscritte nel Fondo: si segnala altresì che gli oneri a valere sul Fondo sono stati comunque rappresentati nel prospetto riepilogativo per memoria; riguardo all'articolo 10, per i profili di quantificazione dei singoli compensi degli esperti ivi previsti, si rinvia agli elementi che potranno essere forniti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica e dall'AGID; per i profili di copertura, si fa presente che la deroga ai vincoli di massimali di spesa risulta finanziariamente compensata mediante la copertura prevista al comma 5 del medesimo articolo che, peraltro, è posta a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next g eneration EU Italia, quale anticipazione rispetto ai contributi provenienti dall'Unione europea; con riferimento all'articolo 11, rispetto alla quantificazione degli oneri derivanti dall'assunzione a tempo determinato del contingente di complessive 16.500 unità per la giustizia ordinaria da impiegare nell'ufficio del processo, nonché in relazione all'articolo 13, circa la quantificazione degli oneri derivanti dal reclutamento a tempo determinato di 5.410 unità a supporto delle linee progettuali giustizia del PNRR, viene riportato che nella relazione tecnica è stata quantificata tra le voci del trattamento economico "accessorio" solo la componente del Fondo risorse decentrate, in quanto si prevede che il predetto personale non dovrà svolgere ore di lavoro oltre l'orario d'obbligo e che lo stesso presterà la propria attività prevalentemente da remoto, senza fruizione del buono pasto; eventuali esigenze finanziarie, stimate di modesto impatto e a carattere residuale, potranno trovare copertura nell'ambito delle ordinarie dotazioni di bilancio dell'amministrazione giudiziaria a tale scopo destinate; con riferimento agli oneri stipendiali del personale da assumere a tempo determinato, incrementati in previsione del rinnovo del C.C.N.L. 2016 -2018, viene fatto presente che le percentuali di rinnovo riportate nella relazione tecnica risultano coerenti con quanto previsto nella relazione tecnica alla legge di bilancio per il 2021, con riferimento al personale che come nel caso di specie non beneficia dell'elemento perequativo; sempre in relazione all'articolo 11, in merito alle assunzioni dei contingenti ivi previsti, si assicura che le stesse avverranno con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2022; riguardo alla spesa necessaria a garantire il fabbisogno correlato all'adeguamento delle dotazioni di ufficio ed informatiche ( hardware e licenze d'uso), viene confermata la sostenibilità degli oneri nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, fornendo dati ed elementi analitici a suffragio di tale affermazione; in relazione all'articolo 14, sulla procedura straordinaria di reclutamento per l'assunzione dei contingenti di personale di cui agli articoli 11 e 13, viene precisato che la stima dei relativi oneri è stata fatta sulla base dell' esperienza maturata in precedenti procedure concorsuali e, comunque, nel rispetto dei limiti massimi dei compensi di cui all'articolo 4 del D.P.C.M 24 aprile 2020, aumentato degli oneri riflessi a carico dello Stato (32,70 per cento, di cui 24,20 per oneri previdenziali e 8,50 per cento per IRAP); vengono quindi forniti ulteriori elementi di dettaglio sui riflessi finanziari delle suddette procedure di concorso; con riguardo all'articolo 16, con riferimento ai profili di quantificazione degli oneri riguardanti l'attività di formazione per i neoassunti di cui agli articoli 11 e 13 viene segnalato che, in via prudenziale e in ragione del carattere innovativo previsto per tale attività, gli oneri sono stati quantificati sulla base del numero delle c.d. virtual rooms che saranno organizzate, sulla base del numero dei partecipanti e della durata dei percorsi di attuazione dei piani didattici e formativi da svolgersi prevalentemente per via telematica; si evidenzia, peraltro, che i costi relativi al compenso dei formatori incideranno in misura minima e che la maggior parte delle spese previste deriveranno da attività complementari e diverse (acquisto di volumi, abbonamenti a portali, riviste, materiali didattici, pacchetti formativi completi), esprime, per quanto di competenza, un parere non ostativo, nel presupposto che, in relazione all'articolo 13, analogamente alle rassicurazioni fornite per l'articolo 11, le assunzioni dei contingenti ivi previsti avverranno con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2022; e con le seguenti osservazioni: - in relazione agli articoli 1, comma 16, e 5, comma 3, si ribadisce che la relazione tecnica dovrebbe fornire dati ed elementi analitici idonei a suffragare la sostenibilità della clausola di invarianza finanziaria ivi prevista; - con riguardo all'articolo 10, sarebbe opportuno acquisire dati di massima concernenti la composizione e i compensi da corrispondere agli esperti presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; - in relazione agli articoli. 9, comma 2; 10, comma 5; 11, comma 7, lettera b) , 14, comma 13; e 16, comma 3, che provvedono alla copertura dei rispettivi oneri a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next generation EU -Italia di cui all'articolo 1, comma 1037, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, nonché rispetto agli articoli 11, comma 7, lettera a) ; e 13, comma 6, che vi provvedono mediante versamento dai conti correnti di cui all'articolo 1, comma 1038, della medesima legge, per la successiva riassegnazione ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della giustizia, si raccomanda il Governo di dare puntuale informazione al Parlamento sull' iter , sui tempi e sui modi di adozione del decreto, o dei decreti, del Ministero dell'economia e delle finanze, chiamati dall'articolo 1, comma 1042, della citata legge di bilancio per il 2021 a definire le procedure amministrativo-contabili per la gestione delle risorse del suddetto Fondo di rotazione e per la loro rendicontazione. Dichiarazione di voto della senatrice Sbrollini sul disegno di legge n. 2272 Con il decreto che ci apprestiamo oggi a votare si apre una nuova e importante pagina per il mondo del lavoro nella pubblica amministrazione. Si tratta senza dubbio di un rilevante cambio di prospettiva, che coinvolge il mondo del lavoro pubblico; il ministro Brunetta, in più occasioni, ha definito questo decreto come una "piccola, grande rivoluzione". Il decreto nasce con l'obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa e, attraverso un poderoso piano di assunzioni, mira alla celere ed efficace realizzazione del PNRR. Il decreto Reclutamenti ha una sua specificità: si tratta di un provvedimento che disciplina nuove regole straordinarie per un momento storico senza precedenti. Nel passaggio parlamentare, attraverso il lungo lavoro fatto dalla 1 a e dalla 2 a Commissione congiunte, abbiamo cercato di apportare miglioramenti al testo, ma sempre rimanendo fedeli alle linee guida del provvedimento. E certamente un cambiamento da molteplici punti di vista. In primo luogo, lo è per il quadro in cui si inserisce: stiamo faticosamente combattendo da più di un anno una pandemia che ha distrutto l'intero Paese - e tutto il mondo - anche dal punto di vista economico. In questo contesto si muove il PNRR, un'occasione unica che non possiamo permetterci di sprecare; è questa la ratio che muove il provvedimento che ci apprestiamo a votare oggi. Come dice lo stesso titolo del decreto, si tratta di misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del PNRR; misure, dunque, che risultano indispensabili se vogliamo raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti per i prossimi anni. Ma è un cambiamento anche da un'altra prospettiva, che attiene più strettamente al modo di intendere la pubblica amministrazione. Con questo provvedimento si abbandona l'idea di una pubblica amministrazione più statica, per abbracciare invece un modello di pubblica amministrazione decisamente più dinamico, che si rivolge a professionisti esperti e a personale dotato di un'elevata qualificazione attraverso strumenti contrattuali più agili, come contratti di lavoro a tempo determinato e contratti di collaborazione di lavoro autonomo. Credo che questo modus operandi sia proficuo per entrambi i protagonisti: per la pubblica amministrazione, che, attingendo al mondo esterno, recluta i migliori professionisti e per gli stessi professionisti, che hanno l'occasione di poter intraprendere un nuovo percorso all'interno di una pubblica amministrazione con lo scopo di contribuire con la loro competenza all'attuazione del PNRR. Peraltro, il rapporto di lavoro è esso stesso legato al costante monitoraggio degli obiettivi da perseguire; potrà diventare al contempo un modo per valorizzare il personale, riconoscendo il merito, ma anche uno stimolo nel lavoro quotidiano. Non si tratta di un abbandono in toto della modalità concorsuale "classica", ma di una scelta ben precisa, soprattutto in vista dell'obiettivo da perseguire: procedure più accurate e maggiormente comparative di quelle previste fino a ora, che spesso, come sappiamo, rischiano di tradursi in un adempimento meramente formale. La selezione avverrà prima di tutto per merito e competenze, sulla base delle esperienze maturate e dei titoli conseguiti, con modalità di comparazione dei vari profili. Proprio per valorizzare l'alta specializzazione di questi professionisti, come Italia Viva PSI abbiamo proposto, con un nostro emendamento, di specificare che l'esperienza professionale continuativa sia "qualificata". Valorizzare il personale e riconoscere il merito significa anche favorire la mobilità orizzontale dei pubblici dipendenti, con passaggi da un'amministrazione all'altra. Abbiamo presentato una proposta emendativa per limitare i casi in cui tale forma di mobilità sia subordinata all'assenso dell'amministrazione di appartenenza, affinché rimanga come vincolante solo qualora la suddetta mobilità possa determinare una carenza di organico superiore al 20 per cento nella qualifica corrispondente a quella del richiedente. Con lo stesso emendamento si specifica poi che la limitazione del potere dell'amministrazione di appartenenza di assentire la mobilità non trova applicazione degli enti locali fino a 100 dipendenti a tempo indeterminato, proprio per garantire il corretto funzionamento dei Comuni medio piccoli e garantire che questi non rimangano sguarniti di adeguato personale. Nella stessa ottica, anche se in un contesto diverso, si pone anche un altro emendamento che abbiamo presentato per salvaguardare i livelli occupazionali e individuare soluzioni volte alla stabilizzazione di personale a tempo determinato in quei Comuni della Sicilia che hanno dichiarato il dissesto finanziario e che, per queste ragioni, vengono autorizzati a prorogare fino a fine 2022 i contratti di lavoro a tempo determinato. L'aspetto che però mi sta maggiormente a cuore è quello che riguarda i giovani, che sono finalmente coinvolti a pieno nella pubblica amministrazione, non solo attraverso esperienze di formazione e lavoro professionalizzanti, ma anche direttamente come figure specializzate. Nel primo caso, grazie ad un nostro emendamento, si consente che le amministrazioni pubbliche possano attivare specifici progetti di formazione e lavoro per l'acquisizione di competenze di base e trasversali mediante lo strumento di contratti di apprendistato, anche nelle more della disciplina dei rispettivi contratti collettivi nazionali di lavoro. Nel secondo caso penso soprattutto alle risorse che verranno direttamente coinvolte nella giustizia ordinaria e amministrativa attraverso l'istituto dell'Ufficio del processo. Si badi bene, l'Ufficio del processo non è certamente la panacea di tutti i mali né assurge a diventare la soluzione per i problemi che investono la giustizia italiana - prima di tutto la lentezza dei processi - ma ha l'ambizioso scopo di fornire un prezioso ausilio ai magistrati e, al contempo, immettere nella macchina-giustizia migliaia di giovani e brillanti laureati. L'Ufficio del processo può davvero funzionare bene se diventa il fulcro di una rete di rapporti che coinvolge diverse realtà. Si tratta di una grande occasione per trasformare il volto della nostra giustizia ed è un grande supporto al giudice per garantire efficienza, celerità e qualità. Dove già esiste e dove funziona l'Ufficio del processo ha dimostrato di saper innescare un dinamismo virtuoso, anche in termini di accelerazione nella definizione dei procedimenti. Riteniamo il supporto di giovani preparati e qualificati indispensabile non solo per l'attuazione a stretto giro del PNRR, ma anche per il futuro del Paese. Sperando che questo provvedimento possa essere un primo passo per un percorso virtuoso di crescita, esprimo il voto favorevole da parte di Italia Viva PSI. Dichiarazione di voto del senatore Augussori sul disegno di legge n. 2272 Grazie Presidente, colleghi, vi prego di consentire anche a me di iniziare con parole non di circostanza ma di sincero ringraziamento: le rivolgo ai presidenti di Commissione Parrini ed Ostellari, ai relatori Valente e Caliendo, a tutti i commissari, alla sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Caterina Bini e, soprattutto, a tutti gli eccellenti funzionari delle Commissioni e del Ministero della pubblica amministrazione. A voi tutti, grazie. In questa settimana la nostra Aula è chiamata per la seconda volta ad approvare un decreto fondamentale per il futuro del nostro Paese. Martedì abbiamo approvato il decreto semplificazioni ed oggi approviamo il decreto reclutamento. Entrambi sono determinanti per poter portare al successo l'ambizioso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Volendo fare un paragone sportivo, visto che siamo anche in periodo di Giochi Olimpici, abbiamo una Ferrari da portare alla vittoria. Per farlo abbiamo ingaggiato e messo alla guida il miglior pilota sulla piazza, il premier Mario Draghi, e abbiamo fatto il pieno di carburante, i 200 miliardi. Le semplificazioni sono quindi i pneumatici che ci permettono di correre più veloce anche su un percorso accidentato e con questo decreto reclutamento aggiungiamo il motore... la forza lavoro ad alta prestazione che deve spingere la macchina facendole esprimere il meglio delle sue potenzialità. Sono molteplici gli interventi presenti nel decreto emanato dal governo che permetteranno, sia nel settore tecnico delle pubbliche amministrazioni che nel campo della giustizia, di aumentare, migliorare ed efficientare le risorse umane che si occuperanno del PNRR. Non avrei il tempo di illustrarli e commentarli tutti e me ne dimenticherei comunque qualcuno, quindi per non far torto ad alcuno non mi soffermerò sul testo base. Evidenzio soltanto quella che per me è la più evidente delle innovazioni: non andremo più ad assumere ricercando i Tools, ma privilegiando le Skills. Non assumeremo quindi ad esempio un ingegnere ed un informatico, ma un solo ingegnere con spiccate competenze informatiche. Questo lo faremo dando fiducia ai giovani, alla generazione dei nativi digitali che proprio per le loro innate caratteristiche avranno la capacità di tirare questo Paese fuori dalle secche. Crediamo in loro e glielo stiamo dimostrando con questo atto! Voglio concentrarmi però sulle modifiche che introduciamo nel passaggio parlamentare, integrazioni che sono frutto del massiccio lavoro che abbiamo svolto in queste settimane in Commissione ed in particolare in questi ultimi intensi giorni. Della parte relativa agli articoli che parlano di giustizia ha già detto tanto e bene il collega Emanuele Pellegrini, e visto che non saprei fare di meglio vi invito alla lettura del suo intervento. Per quanto attiene alla prima parte del provvedimento la massima attenzione del gruppo Lega non poteva che essere dedicata alla tutela degli enti locali. Ci ha molto spaventati la perplessità con cui ANCI ha accolto la norma che permetteva un'incontrollata mobilità in uscita dalle amministrazioni locali. Stante la già presente carenza di personale in certe aree del Paese, il rischio di svuotamento dei Comuni avrebbe messo a serio rischio il funzionamento degli enti territoriali che anche non ne sono i titolari, di fatto dovranno "mettere a terra" le opere del PNRR. Abbiamo chiesto con forza la deroga o il differimento come previsto per altri settori strategici, sanità istruzione e giustizia e abbiamo ottenuto un grande risultato: esenzione dalla revoca del nulla osta per i comuni con meno di cento dipendenti e per gli altri l'introduzione di criteri talmente rigidi e complessi che di fatto si tradurranno nel mantenimento del regime attuale. Siamo poi intervenuti sulla delicata situazione dei segretari comunali: il Gruppo Lega ha proposto e visto approvare sia la proroga della funzione dei vicesegretari per altri dodici mesi sia la copertura del 100 per cento del turn over rispetto all'anno precedente. Due soluzioni sì tampone, ma fondamentali per disinnescare quello che è un vero e proprio collo di bottiglia, come ben vi ha ben spiegato oggi(ieri) il sindaco di Misano Gera D'Adda, nonché senatrice Daisy Pirovano, almeno finché non verrà trovata una soluzione per accelerare l'immissione in ruolo di nuovi segretari comunali e provinciali. Siamo soddisfatti per il risultato e continueremo a lavorare su ogni provvedimento nell'interesse dei comuni in particolare quelli medio piccoli. Ci dispiace però che in questo parlamento vi sia una consistente forza politica che non perde occasione per creare difficoltà ai comuni proponendo al più soluzioni fantasiose ed utopistiche ma che mal si conciliano con la realtà e le difficoltà che si vivono quotidianamente tra le mura degli uffici comunali e che ogni giorno mettono alla prova sindaci assessori e consiglieri comunali. Comprendiamo che chi non ha potuto maturare l'esperienza da amministratore, nemmeno di un condominio, faccia fatica a confrontarsi con questi temi, ma proprio per questo dovrebbe astenersene piuttosto che continuare a fare danno. Confidando che questo atteggiamento sia limitato a pochi senatori e senatrici voglio ricordare una frase del noto scienziato Stephen Hawking "il più grande nemico della conoscenza non è l'ignoranza, è l'illusione della conoscenza" Infine un solo breve cenno ad un nostro piccolo emendamento che però mi sta particolarmente a cuore, quello che prevede nei nuovi concorsi di utilizzare gli strumenti compensativi di cui necessitano i soggetti portatori di DSA. È un piccolo gesto, ma è la dimostrazione che la Lega, davvero, non lascia indietro nessuno. Concludo Presidente, annunciando il voto favorevole del Gruppo Lega al provvedimento così come migliorato dal Senato e il voto favorevole alla fiducia a questo Governo. In entrambi il forte impatto delle proposte della Lega è evidente e questo è un bene per il Paese." Testo integrale della dichiarazione di voto della senatrice Mantovani sul disegno di legge n. 2272 Grazie Presidente, colleghe senatrici e colleghi senatori, innanzitutto ringrazio anche io tutti coloro che hanno lavorato a questo provvedimento, i relatori, il Governo, tutti i membri delle Commissioni competenti e gli Uffici. Il provvedimento che abbiamo esaminato nelle Commissioni congiunte l a e 2 a reca importanti norme sul rafforzamento delle pubbliche amministrazioni e sull'efficienza della giustizia e per questo il Gruppo MoVimento 5 Stelle rinnova la fiducia a questo Governo. Come Movimento abbiamo presentato diversi emendamenti, che sono stati approvati, che hanno migliorato il testo iniziale ed introdotto importanti novità. Tra questi quello, già citato, che ristabilisce la centralità dell'ANAC nelle politiche pubbliche anticorruzione. Il provvedimento conteneva disposizioni che avrebbero potuto indebolire il ruolo dell'Autorità e creare inutili sovrapposizioni con il ruolo delle pubbliche amministrazioni. Il contrasto alla corruzione deve rimanere un punto fermo nell'azione amministrativa. Abbiamo poi valorizzato il portale del reclutamento, che ora diventa portale unico del reclutamento e della mobilità nella pubblica amministrazione. Nell'ottica della trasparenza, abbiamo previsto che i bandi per il reclutamento del personale siano pubblicati come documenti in formato aperto ed organizzati in una base di dati ricercabile in ogni campo sul ortale dedicato, in modo da favorirne la conoscibilità ai cittadini interessati a lavorare per le amministrazioni pubbliche sia a livello centrale che a livello locale. Abbiamo anche disposto che attraverso un collegamento ipertestuale alla corrispondente pagina del sito istituzionale dell'amministrazione, sul portale siano pubblicate le fasi delle selezioni pubbliche, in modo da favorire la conoscenza e la pubblicità. Nel portale saranno pubblicati anche i bandi per la mobilità del personale. Per noi la procedura di mobilità del personale deve diventare più trasparente, perché ad oggi la mobilità è una procedura opaca. In una lunga stagione in cui il dipendente pubblico più meritevole viene frustrato dall'impossibilità di accedere ad avanzamenti di carriera, la mobilità deve essere un mezzo di valorizzazione. La possibilità di spostarsi da un'amministrazione ad un'altra può soddisfare le giuste ambizioni di carriera e rimotivare con nuova vitalità nel lavoro di tutti i giorni. Abbiamo inoltre esteso il possesso dei titoli per l'accesso che permettono di definire l'elevata specializzazione dei candidati a coloro che sono in possesso di un master universitario di secondo livello o l'esperienza professionale maturata anche presso enti e organismi nazionali e non solo quella presso organismi internazionali. La modifica approvata risponde alla duplice esigenza di reperire risorse di alta professionalità e di garantire un accesso equo e non discriminatorio alle procedure selettive. Allo stesso modo per consentire il reclutamento di conoscenze scientifiche a disposizione della pubblica amministrazione abbiamo previsto che le amministrazioni possano riservare una quota degli incarichi dirigenziali ai laureati in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, le cosiddette STEM. Occorrono infatti tali competenze specificatamente nella dirigenza della pubblica amministrazione per avere una dirigenza che favorisca e capisca (perchè a volte alcuni neanche la intendono) la transizione digitale. Infine, ma non ultimo per importanza, attraverso un emendamento condiviso da più forze politiche, abbiamo previsto l'assunzione di 184 nuove unità di personale, in favore dell'Ispettorato nazionale del lavoro. Si tratta di un ulteriore importante tassello, che va aggiungersi a quanto già previsto dal PNRR, utile a rafforzare la tutela e la sicurezza dei lavoratori, in una stagione dove i morti sul lavoro sono 3 ogni giorno, e a contrastare il lavoro sommerso e irregolare, una piaga che va contrastata con determinazione e azioni concrete, anche per garantire il rispetto delle regole di mercato e quindi lo sviluppo di una imprenditoria sana. Come già evidenziato, abbiamo migliorato questo provvedimento nell'ottica di quanto già disposto nel PNRR che contiene importanti investimenti per la pubblica amministrazione. In generale che cosa vogliamo con queste misure e risorse approvate? Quello che vogliamo è una pubblica amministrazione rinnovata, in grado di ascoltare le richieste dei cittadini e delle imprese, capace di dare risposte e servizi in maniera efficace ed efficiente. Questo rinnovamento si deve basare su alcuni assi importanti. Il primo è la trasformazione digitale: una pubblica amministrazione digitalizzata e sburocratizzata è in grado di interagire più rapidamente con le persone e le aziende. Per ottenere ciò occorrono però nuovi pubblici dipendenti, con capacità innovative e una formazione adeguata. Secondo i dati presentati nel corso FORUM PA 2021, i laureati nella pubblica amministrazione sono il 41,5 per cento, cresciuti del 21,5 per cento negli ultimi 10 anni, ma con un predominio di giuristi: il 30 per cento sono laureati in giurisprudenza, il 17 per cento in economia, il 16 per cento in scienze politiche o sociologia. Solo una minoranza ha svolto corsi per accrescere competenze digitali (5 per cento) o di project management (2,3 per cento). È quindi necessario il supporto di professionalità scientifiche che attraverso il loro lavoro raccolgano dati che misurano i fenomeni, li analizzino e forniscano evidenze scientifiche sulle quali orientare le decisioni politiche. Le competenze informatiche anche a livello dirigenziale sono fondamentali, per non fallire di nuovo quanto si sta tentando di fare da oltre 20 anni, perché non è da oggi che si parla di trasformazione digitale. Occorre assumere questo genere di qualifiche se vogliamo una nuova pubblica amministrazione adeguata ai tempi che viviamo. Ci dobbiamo rendere conto che la staticità e la resistenza al cambiamento della pubblica amministrazione è anche conseguenza della configurazione complessiva della dirigenza composta quasi esclusivamente da competenze giuridiche ed economiche. Fino a che nella dirigenza non si immetteranno le competenze scientifiche e informatiche, la transizione digitale resterà bloccata, ed è questo il senso dell'emendamento che invita a reclutare competenze STEM nei ruoli apicali. Il secondo asse è rappresentato dai giovani. La pubblica amministrazione italiana è anziana. L'età media è di 50 anni. Gli under 30 sono appena il 4,2 per cento. È "pensionabile", perché ha già compiuto 62 anni, il 16,3 per cento del totale, oltre 500 mila persone, ma ce ne sono altri 180.000 che hanno maturato 38 anni di anzianità. Una pubblica amministrazione rinnovata deve essere "giovane", deve essere attrattiva verso le nostre ragazze e ragazzi e per questo deve avere alcune caratteristiche importanti. Primo, deve consentire un reclutamento rapido, effettuando concorsi in tempi brevi, in pochi mesi e non anni. Secondo, deve dare chiarezza sulle prospettive di avanzamento di carriera, assicurando retribuzioni equiparabili a quelle offerte dal mercato. Si invoca la pubblica amministrazione dei migliori, auspicando il rientro dei cervelli, ma come si fa ad invocare il rientro dei "cervelli" senza un adeguato riconoscimento oltre che professionale anche economico? Tutto ciò è necessario per permettere ai giovani di programmare il loro futuro, per motivarli nel dare il meglio di loro stessi sul luogo di lavoro, per incentivarli ad assumere questo impegno con disciplina ed onore per il bene del Paese e di tutti noi. Infine, per attrarre i giovani, la pubblica amministrazione deve essere più trasparente ed equa e quindi più etica. I giovani sono la parte più vitale e sana del nostro Paese, chiedono giustizia e onestà allo Stato e quindi alla pubblica amministrazione che gestisce tutte le funzioni amministrative del Paese. Il terzo asse è rappresentato dalla parità di genere. Il 29 luglio del 1976, esattamente 45 anni fa, Tina Anselmi diventava la prima Ministra donna del nostro Paese. Un esempio per tutte le donne che aspirano alle cariche più alte. Nei vertici dei ministeri e della presidenza del consiglio, da punto di vista amministrativo, sono solo poco più di un terzo le donne a ricoprire incarichi di vertice, con una considerevole variabilità tra le diverse strutture. Bisogna fare di più. Tantissime donne lavorano nella pubblica amministrazione ma sono quasi sempre gli uomini che ricoprono ruoli più alti. Bisogna riequilibrare tale situazione per garantire l'accesso ai ruoli più elevati per il genere femminile. Come pure auspichiamo la parità di genere in tutti i ruoli della pubblica amministrazione a partire dagli insegnanti. È necessario quindi superare tutti i divari: quelli di genere, quelli generazionali e, infine, quelli territoriali, tra Nord e Sud, per garantire a tutti i cittadini, di tutte le zone d'Italia, l'accesso alla macchina amministrativa. Come MoVimento 5 Stelle ci batteremo sempre per un sistema di reclutamento e di progressione aperto, equo e meritocratico che oggi trova ancora troppi ostacoli, nella politica e nelle stesse amministrazioni. Perché vogliamo una pubblica amministrazione specchiata, che sia veramente capace di mettere al centro il cittadino e i suoi bisogni. Per tutti questi motivi anche per questa volta rinnoviamo la fiducia al Governo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Astorre, Auddino, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Buccarella, Calandrini, Cangini, Cario, Catalfo, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cirinna', Damiani, De Falco, De Poli, Di Marzio, Drago, Ferrara, Ferrazzi, Ferro, Floridia, Galliani, Garavini, Ghedini, Giacobbe, Ginetti, Marilotti, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Papatheu, Pichetto Fratin, Pisani Giuseppe, Pittella, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Ruotolo, Saviane, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Sudano e Vono. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Commissioni permanenti, approvazione di documenti Le Commissioni riunite 3a e 4a, nella seduta del 21 luglio 2021, hanno approvato due risoluzioni, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento: a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2020, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2021, deliberata dal Consiglio dei ministri il 17 giugno 2021 ( Doc . XXIV, n. 48); a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla prosecuzione delle missioni internazionali in corso e alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali per l'anno 2021, adottata il 17 giugno 2021 ( Doc . XXIV, n. 49). Commissioni permanenti, variazioni nella composizione La senatrice Anna Maria Bernini, Presidente del Gruppo parlamentare Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC, ha comunicato di cessare di far parte della 9 a Commissione permanente e di entrare a far parte della 3 a Commissione permanente. Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Cucca ha presentato la relazione sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Mario Michele Giarrusso avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ( Doc . IV- quater , n. 4). A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Balboni ha presentato la relazione sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, in relazione ad un procedimento penale nei confronti del senatore Stefano Candiani avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ( Doc . IV- quater , n. 5). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatrice Boldrini Paola Istituzione del fisioterapista di comunità (2339) (presentato in data 29/07/2021); senatori La Pietra Patrizio Giacomo, Barbaro Claudio, Fazzolari Giovanbattista, La Russa Ignazio, Rauti Isabella, Totaro Achille Delega al Governo per la riforma della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e introduzione del voto elettronico per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all'estero (2340) (presentato in data 29/07/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Verducci Francesco ed altri Riconoscimento dei teatri storici delle Marche (2151) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 28/07/2021); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Dep. Gelmini Mariastella, Dep. Aprea Valentina Ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (2333) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.544 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.2387, C.2692, C.2868, C.2946, C.3014) (assegnato in data 28/07/2021). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82, recante disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell'architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (2336) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.3161 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 28/07/2021); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro infrastrutture e trasporti Giovannini Delega al Governo in materia di contratti pubblici (2330) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 28/07/2021). Governo, trasmissione di atti Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 15 luglio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione sull'attività svolta, sul bilancio di previsione e sulla consistenza dell'organico dell'ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane per l'anno 2020, con elementi relativi al terzo trimestre 2019. Alla relazione sono allegati il Budget economico 2020, con relativa pianta organica, il provvedimento di revisione del Budget economico e il bilancio di esercizio 2020. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 900). Regioni e province autonome, trasmissione di relazioni. Deferimento Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, con lettera in data 21 luglio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . CXXVIII, n. 27). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Piero D'Olimpio da Pordenone chiede modifiche all'articolo 33- bis del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante ulteriori misure in materia di incentivi per l'efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici (Petizione n. 892, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Giuseppe R. Brera, Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell'adolescenza (S.I.Ad.), chiede: che non venga approvato l'Atto Senato n. 2005/XVIII Legislatura recante "Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità" (Petizione n. 893, assegnata alla 2 a Commissione permanente); l'istituzione della "Giornata nazionale della famiglia naturale fondata sul matrimonio" e della "Giornata nazionale del rispetto della persona umana dal concepimento alla morte naturale" (Petizione n. 894, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Antonello Tornitore da Napoli e altri cittadini chiedono modifiche all'articolo 59, comma 4, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante "Misure straordinarie per la tempestiva nomina dei docenti di posto comune e di sostegno e semplificazione delle procedure concorsuali del personale docente" (Petizione n. 895, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede nuove disposizioni in materia di diritti d'autore (Petizione n. 896, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Domenico Puleio da Roma chiede disposizioni in materia di concessioni autostradali e modifiche alla Convenzione tra Anas S.p.A. e Società Autostrade per l'Italia S.p.A. del 12 ottobre 2007 (Petizione n. 897, assegnata alla 8 a Commissione permanente); la signora Ivana Gaveglio, Sindaco del Comune di Carmagnola (Torino), e numerosissimi altri cittadini, chiedono interventi urgenti volti ad impedire la costruzione di un deposito per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi nel Comune di Carmagnola (Petizione n. 898, assegnata alla 13 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Trentacoste ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02740 del senatore Turco ed altri. Il senatore Comincini ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05850 del senatore Ruotolo ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 26 al 29 luglio 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 113 AUDDINO: sulla riattivazione di 6 autovelox lungo la strada statale 682 Jonio-Tirreno (4-05500) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) GASPARRI: sulla completa riapertura della stazione ferroviaria di Vigna Clara, nel quadrante nord della città di Roma (4-04803) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) NENCINI: sull'inserimento del progetto di potenziamento ferroviario Gallarate-Rho (Milano) nel PNRR (4-05475) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) ROMANO, MININNO: sul mantenimento in esercizio del centro di controllo aereo di Brindisi (4-04630) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) SAPONARA, CAMPARI: sulla modifica della viabilità stradale nei comuni di Noceto e Medesano (Parma) per ovviare agli elevati volumi di traffico (4-05357) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) VITALI, MALLEGNI: sulla normativa che regola l'attività degli agenti assicurativi (4-05432) (risp. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico ) Interrogazioni Atto n. 3-02762 GRANATO ANGRISANI TRENTACOSTE ORTIS ROMANO LANNUTTI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: con il decreto-legge n. 101 del 2013 è stato concesso all'ILVA l'uso di due discariche al suo interno, senza aver effettuato un'istruttoria tecnica per la verifica dei requisiti: all'interno del sito, infatti, esistono aree adibite a discarica che non possiedono tutte le autorizzazioni richieste, ed alcune anche sotto indagini giudiziarie (Mater Gratiae); ciò ha rappresentato un'enorme agevolazione economica (oltre ad essere una violazione della tutela ambientale) in quanto ha consentito lo smaltimento in proprio di rifiuti altrimenti destinati a discariche esterne, a costi superiori; con il decreto-legge n. 136 del 2013, in seguito, è stato concesso all'ILVA di ritenere ottemperata l'AIA, autorizzazione integrata ambientale, anche realizzando soltanto l'80 per cento degli interventi previsti, senza specificare neanche quali e senza fornire una priorità di adeguamento; valutato che: lo stabilimento siderurgico ex ILVA è un impianto soggetto ad AIA e VIA (valutazione di impatto ambientale) di competenza statale e quindi, secondo il codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006), l'autorità competente è il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (ora Ministero della transizione ecologica) a cui spetta il rilascio del provvedimento: tuttavia questo impianto, così come anche rilevato ed osservato dalla Regione Puglia, non risulta aver conseguito un provvedimento di VIA "né antecedentemente al primigenio DM n. 450 del 04/08/2011 (a prima AIA conseguita), né in occasione dei riesami di quest'ultimo che si sono susseguiti fino al DPCM del 14/03/2014 (il Piano Ambientale), né in ottemperanza ed attuazione ai plurimi provvedimenti normativi varati dal Governo". Neanche l'istanza presentata a suo tempo da AM Investco presenta elaborati idonei a richiedere ed ottenere una VIA; l'area dello stabilimento "dista 1.500 m dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) denominato 'Pinete dell'arco ionico' (...), poco meno di 6 km da SIC 'Posidonieto Isola di San Pietro - Torre Canneto' (...), ed ha un impatto diretto sul SIC ZPS 'Aree delle Gravine' (...): tale vicinanza ai dianzi citati SIC nonché la diretta ricadenza nel territorio dell'Area delle Gravine farebbe insorgere ex lege l'obbligo in capo all'istante di associare agli elaborati inerenti la VIA anche quelli previsti dalla norma in materia di valutazione di incidenza", anch'essa totalmente assente nella domanda presentata da AM Investco. Quindi, oltre alla mancanza di una VIA, lo stabilimento sembra esercire senza aver ottenuto la necessaria valutazione di incidenza ambientale (VINCA) così come previsto dalla direttiva 92/43/CEE "Habitat"; l'introduzione della valutazione di impatto sanitario (VIS) nella procedura di VIA corrisponde ad alcuni aspetti innovativi introdotti con la nuova direttiva 2014/52/UE, che modifica la direttiva 2011/92/UE i, la quale a sua volta modificava la prima direttiva 85/337/CEE sulla procedura VIA, anche se al momento è riferita soltanto ad una limitata categoria di opere. L'art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, riguardo alla VIA, indica che per "i progetti di cui al punto 1) dell'allegato II alla presente parte e per i progetti riguardanti le centrali termiche e altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 MW, di cui al punto 2) del medesimo allegato II il proponente trasmette (...) la valutazione di impatto sanitario predisposta in conformità alle linee guida adottate con decreto del Ministro della salute, che si avvale dell'Istituto superiore di sanità". Nella procedura di autorizzazione della centrale ex Taranto energia non è stata redatta l'obbligatoria valutazione di impatto sanitario da parte del nuovo gestore; la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario è un procedimento che in Italia è rappresentato dalla VIS; attualmente è richiesto solo per alcune tipologie di impianti nell'ambito della procedura di VIA e tale scelta è immotivata; sarebbe dunque auspicabile e opportuno un intervento normativo per l'introduzione dell'obbligo della valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nell'ambito delle procedure di AIA e di VIA; il recente studio "The effects of the exposure to neurotoxic elements on Italian schoolchildren behavior" pubblicato sulla rivista scientifica "Nature", ha definito l'effetto neurocomportamentale dell'esposizione ad alcuni elementi, tra cui piombo, mercurio, cadmio, manganese, arsenico e selenio, sui bambini di 6-11 anni che vivono nella zona pesantemente inquinata di Taranto, considerando le interazioni tra gli elementi che mostrano una significativa associazione con gli sviluppi comportamentali. Lo scopo era quello di esplorare l'associazione tra l'esposizione a elementi potenzialmente neurotossici e gli esiti sul neurocomportamento. Sono stati identificati il piombo e l'arsenico, e la loro interazione, come fattori di rischio importanti nell'aumentare la probabilità dei problemi neurocomportamentali nei bambini residenti nella provincia di Taranto. Sono stati rilevati, inoltre, l'iperattività aumentata e i tratti psicopatologici, l'invalidità del comportamento sociale e un maggiore rischio di autismo nei quartieri più vicini alle emissioni industriali (Tamburi e Paolo VI); dalla valutazione del danno sanitario del gennaio 2021 si evince che le patologie per le quali lo studio SENTIERI indica un'evidenza a priori di associazione con le esposizioni ambientali nel SIN sono: tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni, mesotelioma della pleura e malattie dell'apparato respiratorio (acute e croniche). Per tutte, con l'eccezione delle malattie respiratorie acute, si rileva un eccesso di rischio, in entrambi i sessi, sia nell'intero periodo che negli ultimi 5 anni esplorati e che i tassi di mortalità appaiono in riduzione, tranne che per le malattie respiratorie. Viene inoltre evidenziata la registrazione, nel SIN, di eccessi rispetto al dato regionale di mortalità e ospedalizzazione per alcune patologie oncologiche (tutti i tumori, i tumori della pleura, del polmone, del pancreas, del fegato nelle donne, dello stomaco, e della vescica negli uomini), per le patologie cardiovascolari e per le malattie dell'apparato digerente; in ultimo, viene segnalato l'andamento in incremento delle leucemie che, peraltro, appare in controtendenza rispetto al trend regionale; anche il Consiglio di Stato, infine, con la recente sentenza n. 4802 del 2021 ha annullato l'ordinanza contingibile e urgente n. 15 del 27 febbraio del Comune di Taranto e ha ribadito l'esistenza del complessivo impatto ambientale e sanitario determinato dalla presenza sul territorio dello stabilimento siderurgico, affermando, tra l'altro, l'esistenza di un pericolo ordinariamente collegato allo svolgimento dell'attività produttiva dello stabilimento e gestito attraverso la disciplina dell'AIA, si chiede di sapere: quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo circa le enormi difformità legislative insistenti sullo stabilimento di Taranto descritte; se non reputi opportuno un intervento normativo, anche di iniziativa governativa, al fine dell'introduzione dell'obbligo della valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nell'ambito delle procedure di AIA e VIA. Atto n. 3-02763 GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: in una recente direttiva del policlinico "Ospedali Riuniti" di Foggia, firmata dal direttore generale Vitangelo Dattoli e dal direttore sanitario Franco Mezzadri, è stato disposto che i pazienti positivi al COVID-19, che hanno completato il ciclo vaccinale e il cui ricovero è per patologia non riconducibile al virus, dovranno essere ricoverati in area no-COVID, in ragione dell'irrilevante contagiosità; in una nota di chiarimento successiva, a seguito delle polemiche innescate dal provvedimento, l'azienda ospedaliero-universitaria di Foggia ha specificato come la direttiva rappresentasse un'eventualità, a seguito della circolare della Regione Puglia del 23 luglio 2021, in relazione all'esigenza di individuare posti letto dedicati a pazienti con ciclo vaccinale completo, ricoverati per patologia non riconducibile all'infezione da COVID-19; tuttavia, sia nel provvedimento della direzione sia in sede di successivo chiarimento, è stato fatto un espresso riferimento all'evidenza scientifica della minore contagiosità nella diffusione del virus dei pazienti vaccinati, si chiede di sapere quali siano le evidenze scientifiche che comprovino la minore contagiosità nella diffusione del COVID-19 da parte dei pazienti vaccinati, al punto di far parlare di irrilevanza. Atto n. 3-02764 GRANATO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: la Corte costituzionale nella sentenza n. 168 del 2021 (redattore Luca Antonini) ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, recante misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, nella parte in cui non prevede che al prevalente fabbisogno della struttura commissariale provveda direttamente lo Stato e nella parte in cui, nell'imporre alla Regione di mettere a disposizione del commissario ad acta un contingente di 25 unità di personale, stabilisce che tale entità costituisce un "minimo" anziché un "massimo"; la Consulta, nella medesima decisione, depositata il 23 luglio 2021, ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 2, del decreto-legge, nella parte in cui non prevede, in alternativa alla presentazione e approvazione del programma operativo di prosecuzione del piano di rientro per il periodo 2022-2023, l'approvazione del nuovo piano di rientro presentato dalla Regione ai sensi dell'art. 2, comma 88, secondo periodo, della legge finanziaria per il 2010; valutato che: secondo i giudici costituzionali si è verificata una situazione paradossale nel commissariamento della sanità calabrese, avendo fatto il Governo, dunque, un uso improprio del potere sostitutivo di cui all'articolo 120 della Costituzione, con l'obiettivo di colmare il grave gap assistenziale evidenziato in Calabria ma senza predisporre i giusti mezzi a superarlo, al punto che nella decisione della Corte si fa riferimento al "carattere della sproporzione" dello strumento attivato attraverso la nomina del commissario ad acta , non assistito da una struttura adeguata; appare dunque evidente che, sinora, il commissariamento si sia basato su una sostituzione formale e non sostanziale, riservata solamente all'organo di vertice, non avendo affrontato lo Stato, in modo congruo, le inadempienze dell'amministrazione territoriale, si chiede di sapere quali siano le intenzioni del Governo per contribuire al risanamento effettivo della sanità calabrese, anche alla luce delle gravi carenze nell'attivazione del potere sostitutivo evidenziati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 168 del 2021, onde giungere al più presto all'erogazione di servizi ai cittadini confacenti ai principi costituzionali di uguaglianza e buon andamento nel settore sanitario. Atto n. 3-02766 TURCO RICCIARDI FENU DI PIAZZA BOTTICI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, comma 1051, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), riconosce un credito d'imposta in relazione a diverse tipologie di beni agevolabili, alle imprese residenti nel territorio dello Stato che effettuino investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Italia, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022; il comma 1059 della suddetta legge esclude il principio di cedibilità dei crediti fiscali, laddove dispone che il credito d'imposta sia utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, mentre, per gli investimenti in beni strumentali effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il comma 1054 prevede che il credito d'imposta spettante ai soggetti con volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro sia utilizzabile in compensazione in un'unica quota annuale; gli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 ("decreto rilancio") e le successive modificazioni apportate dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 ("decreto agosto") hanno introdotto il " superbonus " al 110 per cento dell'aliquota di detrazione delle spese sostenute per gli interventi ricadenti nell'ambito dell'efficienza energetica o in ambito antisismico; in luogo della fruizione diretta di tali detrazioni, è prevista la possibilità di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto in fattura praticato dai fornitori di beni o servizi ovvero, in alternativa, per la cessione, anche parziale ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, del credito corrispondente alla detrazione spettante; considerato che: il miglioramento della produttività delle imprese costituisce uno degli obiettivi fondanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e richiede conseguentemente investimenti connessi principalmente alla digitalizzazione e all'innovazione tecnologica; risulta evidente l'esigenza di assicurare la massima liquidità alle imprese, anche favorendo temporaneamente l'accesso a fonti finanziarie innovative rispetto al passato, vista la straordinarietà dell'emergenza pandemica; secondo una prima stima indicata nel rapporto "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione", realizzato dal Servizio studi della Camera dei deputati e dal Cresme (presentato alla Camera dei deputati il 26 novembre 2020), dall'introduzione della misura del superbonus dovrebbero derivare benefici che superano le agevolazioni che si prevede verranno richieste; ritenuto che: all'interno del PNRR è contenuto il piano nazionale transizione 4.0, che riconosce crediti d'imposta alle imprese per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, in ricerca e sviluppo, in innovazione tecnologica, digitalizzazione e in formazione; l'estensione al piano nazionale transizione 4.0 della cessione dei crediti d'imposta, oltre che al " superbonus " immobili, elettrodomestici e aree verdi, assicurerebbe liquidità immediata alle imprese, oltre che ai cittadini, e garantirebbe la realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento della produttività del sistema, realizzando un vero cambio di paradigma, consentendo alle imprese di scegliere tra "compensare" l'agevolazione fiscale con i futuri impegni verso l'erario oppure "monetizzare" il credito d'imposta al momento dell'investimento; la dottrina maggioritaria è concorde nel ritenere che i crediti d'imposta del piano transizione 4.0, " superbonus " immobili, elettrodomestici e aree verdi, ancorché cedibili non rientrano nel calcolo del debito pubblico, in quanto rientrano tra le partite "non pagabili", non sono mai una spesa, perché non sono né prestiti (AF.4) e né titoli di debito (AF.3), da restituire ad una certa data e per una determinata somma futura; secondo quanto previsto dal regolamento (UE) n. 549/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2013, i crediti d'imposta, inoltre, non sono titoli di credito "pagabili", perché non sono "strumenti finanziari negoziabili che comprovano l'esistenza di un debito" (artt. 5.89 e 5.90); non comprovano l'esistenza di un debito da rimborsare alla scadenza, ma rappresentano solo una riduzione di debito d'imposta futuro, in quanto il loro valore è limitato all'ammontare del debito fiscale e l'eventuale eccedenza di credito fiscale non può essere chiesta a rimborso (art. 20.127); considerato che: nel corso dell'esame in Commissione Bilancio del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, con particolare riferimento alla cedibilità del credito di imposta Industria 4.0 (emendamento 1.0.60 testo 2, a prima firma dell'interrogante e altri) relativa all'ampliamento della cedibilità dei crediti d'imposta alle agevolazioni per il piano transizione 4.0, la Ragioneria dello Stato ha manifestato perplessità sull'estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti, "alla luce delle incertezze sull'impianto metodologico a parità di modalità di fruizione", sostenendo altresì che la facoltà di cessione del credito comporterebbe di fatto il superamento della capienza fiscale dei beneficiari, e pertanto renderebbe il credito "pagabile"; l'articolo 1, comma 1051, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, specifica in modo chiaro che il credito d'imposta del piano transizione 4.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, quindi non è "rimborsabile" e/o "pagabile"; inoltre, alla luce delle disposizioni del citato regolamento europeo n. 549/2013, sembrerebbe desumersi, che la cessione dei crediti fiscali non comporti affatto il superamento della capacità fiscale dei beneficiari, restando ferma la necessità della adeguata capienza fiscale del fruitore, in quanto il credito d'imposta rimane "utilizzabile esclusivamente in compensazione", si chiede di sapere: se sia intenzione del Governo, alla luce di quanto esposto, far luce sulla possibilità di estendere l'istituto della cessione del credito anche alle agevolazioni per il piano transizione 4.0 al fine di prevedere, con apposito provvedimento normativo, che i soggetti beneficiari di crediti d'imposta per l'acquisto di beni strumentali tanto semplici quanto "4.0", nonché di quelli finalizzati alla ricerca, allo sviluppo, all'innovazione e alla formazione 4.0, possano optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale di detti crediti ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni; se si intenda valutare, in subordine, la possibilità di introdurre la cessione del credito d'imposta in alternativa al comma 1054, il quale prevede, per i soggetti con volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro, che il credito d'imposta spettante possa essere utilizzato in compensazione in un'unica quota annuale, che richiede maggiori coperture finanziarie per il bilancio dello Stato nel primo anno; analogamente, se si intenda estendere l'opzione della cessione dei crediti anche ad altri crediti d'imposta già disciplinati, tra cui in particolare il credito d'imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (art. 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), nonché nelle zone economiche speciali (art. 5, comma 2, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91), anche mediante la costituzione di una piattaforma elettronica per la certificazione e per la circolazione dei crediti d'imposta per cui è consentita l'opzione della cessione in modo tale che detti crediti possano circolare, nella certezza del loro riconoscimento e del diritto. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02765 BOLDRINI ALFIERI GIACOBBE CERNO FEDELI IORI LAUS MARCUCCI MARGIOTTA PINOTTI PITTELLA ROJC TARICCO VATTUONE Ai Ministri della salute e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'articolo 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, stabilisce che dal 6 agosto 2021 l'accesso a determinati servizi e attività sia consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19; l'articolo 1, comma 2, dell'ordinanza del Ministro della salute 18 giugno 2021, recante ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica, stabilisce che le certificazioni verdi rilasciate in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione validata dall'Agenzia europea per i medicinali (European medicines agency, EMA), dell'avvenuta guarigione dal virus, sono riconosciute come equivalenti a quelle di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2 e di effettuazione, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus; l'articolo 5 dell'ordinanza stabilisce che le disposizioni di cui all'articolo 1 non si applicano ai soggetti provenienti da Gran Bretagna e Irlanda del Nord, prevedendo l'obbligo di sorveglianza sanitaria, isolamento fiduciario e, al termine di questi, effettuazione di test molecolare o antigenico; considerato che: il mancato riconoscimento dell'avvenuta vaccinazione riguarda anche molti connazionali che vivono e lavorano in Paesi non facenti parte dell'Unione europea che, pur avendo completato il ciclo vaccinale in questi Paesi a seguito di una vaccinazione validata dall'EMA, rientrati in Italia e avendo chiesto alla Regione di residenza chiarimenti in merito alla procedura per veder riconosciuta la vaccinazione effettuata e ottenere così il " green pass ", si sono sentiti rispondere che il fascicolo sanitario elettronico non è lo strumento per poterlo ottenere e che ancora non c'è uno strumento per riconoscerlo; quindi, ad oggi, il QRCode relativo al certificato digitale ottenuto in questi Paesi non viene riconosciuto dagli strumenti predisposti da varie Regioni; inoltre, il mancato riconoscimento dell'avvenuta vaccinazione riguarda anche i cittadini di San Marino che sono stati vaccinati in prevalenza con il vaccino Sputnik V non ancora approvato dall'EMA; considerato infine che: nel sito del Governo, nella pagina relativa alla certificazione verde, si trova scritto che "per i cittadini italiani vaccinati all'estero che intendono rientrare in Italia e ottenere la Certificazione verde Covid-19, il Ministero della salute sta individuando la procedura, anche in accordo con il Ministero degli affari esteri. Il Regolamento europeo prevede comunque un'introduzione graduale dell'EU Digitale Covid Certificate e quindi 'I certificati COVID-19 rilasciati da uno Stato membro prima del 1° luglio 2021 sono accettati dagli altri Stati membri fino al 12 agosto 2021'. Tuttavia si ipotizza che la soluzione tecnica e organizzativa per il rilascio della Certificazione ai cittadini italiani vaccinati all'estero possa essere operativa entro la fine di luglio", si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di garantire a tutti i cittadini italiani vaccinati all'estero, sia in Paesi UE che extra UE, che intendano rientrare in Italia o che siano già rientrati in Italia, di ottenere la certificazione verde COVID-19 prima del 6 agosto 2021; quali iniziative intendano adottare al fine di riconoscere la certificazione verde anche a coloro che si sono vaccinati a San Marino con vaccini che non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione dell'EMA. Atto n. 3-02767 VERDUCCI PITTELLA D'ALFONSO D'ARIENZO MANCA Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: l'Azienda ITM - Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, in provincia di Ancona, rappresenta un importante marchio nella produzione e distribuzione delle sigarette sull'intero territorio; l'attività della Manifattura di lavorazione del tabacco di Chiaravalle ha un grande retaggio sociale e storico e risale al 1759; oggi conta circa 120 lavoratori interni; inoltre, tra servizi e forniture, la società presenta un indotto di oltre 50 unità, una parte delle quali è collegata a processi di innovazione informatica per eseguire le procedure di tracciamento imposte dalla normativa; da qualche anno l'azienda sta affrontando molteplici criticità connesse ad una non adeguata politica fiscale, che si ripercuote negativamente sull'azienda stessa e sui lavoratori impiegati. Con la legge 30 dicembre 2018, n. 145 è stato modificato l'articolo 39 -octies del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e si è introdotto un metodo di aggiornamento automatico dell'onere fiscale minimo, secondo il quale il calcolo di tale onere è stato ancorato automaticamente al cosiddetto "PMP-sigarette", ossia al prezzo medio ponderato di vendita per chilogrammo convenzionale, determinato annualmente entro il primo marzo dell'anno solare successivo sulla base del rapporto tra il valore totale delle sigarette immesse in consumo nell'anno solare precedente e la quantità totale delle medesime sigarette; il suddetto metodo di fiscalizzazione minima ha dato luogo a gravi disparità di trattamento fiscale, in quanto, anziché essere annualmente predeterminato per via amministrativa in modo da salvaguardare la sostenibilità dei prezzi di vendita delle sigarette, viene automaticamente ancorato al PMP-sigarette; di fatto, l'importo dell'onere fiscale minimo è stato automaticamente legato alla variazione dei prezzi totali di vendita delle sigarette, causato dagli stessi competitors presenti nel mercato di riferimento; tale disarmonia ha comportato la riduzione della competitività dei prodotti tradizionali italiani del tabacco (sigarette) nei confronti dei nuovi prodotti a tabacco riscaldato e ha danneggiato economicamente la società ITM - Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, laddove ne è risultato accresciuto il prezzo minimo delle sigarette a vantaggio di coloro che già usufruivano di una aliquota favorevole; la normativa introdotta ha così agevolato i grandi produttori, dando luogo ad un innalzamento dei prezzi relativi ai prodotti che erano a basso prezzo fino ad avvicinarsi o a raggiungere la soglia dei loro concorrenti venduti a maggior prezzo, determinando una possibile violazione della concorrenza leale a danno della società ITM - Manifattura Tabacchi di Chiaravalle; inoltre, nel biennio 2020-2021 l'aumento è stato complessivamente di euro 12,33/Kg, pari ad oltre il 60 per cento della quota fornitore e quindi del fatturato dell'azienda ITM, mentre le sigarette in vendita ad un prezzo superiore a euro 5,00 hanno subito un aumento complessivo di appena euro 1,86/Kg; questa situazione ha fatto sì che la società ITM - Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, che ha marchi venduti a prezzi minori, sia soggetta non solo ad un aumento molto più alto, ma si veda decurtata la "quota fornitore" in misura insostenibile fin dal momento di pubblicazione delle tabelle di ripartizione emesse con provvedimento del Direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, così che, in violazione della parità di condizioni di mercato, i grandi produttori possono tranquillamente decidere di alzare il prezzo data l'esigua maggiorazione, oppure assorbirlo; tale facoltà di scelta offre un indubbio vantaggio competitivo alle aziende più forti, le quali, per altro, subiscono l'aggravio dell'accisa solo al momento della loro decisione di aumentare il prezzo e, qualora decidessero di farlo, potrebbero anche godere di un aumento delle marginalità e quindi degli utili; considerato che: la legge 30 dicembre 2018, n. 145 avrebbe dovuto garantire "interventi bilanciati atti, tra l'altro, a evitare un eccessivo incremento dei prezzi di vendita dei prodotti, arginare la contrazione dei consumi nel mercato legale a favore di quello illecito e, nel contempo, salvaguardare la competitività sul mercato stesso" è evidente come tale scopo non sia stato raggiunto, anzi si sia prodotta una manovra assolutamente asimmetrica e sproporzionata tra le diverse classi di appartenenza in palese contrasto con quanto, sia il Governo, sia l'Agenzia dei Monopoli avevano più volte affermato in merito alla volontà di non aggravare il settore delle sigarette, anche per non vanificare quanto disposto nei confronti dei prodotti a tabacco riscaldato; la Manifattura Tabacchi di Chiaravalle è stata così pesantemente danneggiata dalle misure introdotte e, mentre nel 2020 ha subìto soltanto una riduzione della crescita delle sue vendite, limitata dal fatto che quasi tutti i concorrenti avevano discrezionalmente aumentato i propri prezzi al consumo, nel corrente anno 2021 ha accusato una inversione di rotta dei propri trend di crescita che hanno cominciato a scendere, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda adottare misure specifiche, a partire dalla legge di bilancio, al fine di riequilibrare il mercato della produzione e distribuzione delle sigarette e dei tabacchi, così da regolare la concorrenza, in modo da non pregiudicare le piccole e medie aziende italiane produttrici; quali iniziative intenda prevedere per consentire l'applicazione di un'equa tassazione tra le imprese del settore. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05869 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'ondata di maltempo che ha colpito il Veneto flagellando le province di Padova, Vicenza, Treviso e Venezia, ha causato danni significativi soprattutto al comparto agricolo già pesantemente colpito dalla crisi economica degli ultimi anni; la furia del vento e l'abbondante pioggia hanno portato distruzione e danni nel territorio e colpito le infrastrutture viarie e le imprese di diversi comuni: da Carmignano di Brenta a Piazzola sul Brenta (Padova), dove, fra l'altro, sono stati danneggiati il patrimonio arboreo e le vetrate delle finestre d'epoca di villa Contarini; dalla zona termale dei Colli euganei all'area della bassa padovana tra Montagnana e Monselice, dove sono andate completamente distrutte le serre e le colture e, ancora, Vicenza, Lonigo, il bassanese e l'est vicentino e diversi comuni della Marca trevigiana come Asolo, Cornuda, Caerano, dove il maltempo ha causato la caduta di alberi e provocato black out elettrici; secondo una stima di Coldiretti e CIA i danni ammonterebbero a decine di milioni di euro, si chiede di sapere se il Governo ritenga di dichiarare quanto prima lo stato di calamità naturale e di stanziare risorse utili a sostegno dei primi interventi economici necessari alla popolazione colpita come già chiesto dal presidente della Regione Veneto, prevedendo inoltre l'aumento del contributo a favore dell'assicurazione del raccolto e delle piante, previsto dal programma di sviluppo rurale 2014-2020, utilizzando i fondi della nuova PAC (politica agricola comune) per dare un aiuto concreto ed urgente alle imprese che ricorrono a polizze assicurative contro i rischi derivanti da fenomeni atmosferici. Atto n. 4-05870 RICHETTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e della transizione ecologica Premesso che: a partire dal pomeriggio di sabato 24 luglio 2021 la Sardegna, con particolare riferimento alle province di Oristano e Nuoro, è stata colpita da vastissimi incendi con incalcolabili danni alla vegetazione, aziende ed abitazioni bruciate, bestiame ucciso dalle fiamme, migliaia di cittadini evacuati e una superficie stimata di oltre 20.000 ettari di territorio interessati direttamente dal passaggio del fuoco; solo tramite l'impegno di migliaia di persone tra personale forestale, antincendio, dei vigili del fuoco, della protezione civile, dell'agenzia regionale "FoReSTAS" e i volontari si è riusciti finalmente ad arginare il fronte del fuoco, ma i danni all'intera isola offrono uno scenario apocalittico con migliaia di sfollati, la dichiarazione dello stato di emergenza per diversi comuni del versante centro-occidentale, la morte di animali e la distruzione di migliaia di importanti di esemplari di flora, tra cui anche numerosi alberi secolari; il contrasto agli incendi ha visto anche il prezioso coinvolgimento di mezzi aerei, tra cui elicotteri e Canadair, peraltro previsti dal piano regionale triennale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi approvato dalla Giunta regionale il 4 giugno 2020; i mezzi previsti però non si sono rivelati sufficienti, ed è stato necessario ricorrere all'aiuto di diversi Canadair inviati da Paesi "amici" quali, ad esempio, Francia e Grecia, attraverso il coinvolgimento delle autorità europee; il Dipartimento della protezione civile e il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco dispongono di una flotta composta da 19 Canadair CL415 schierati presso le basi operative permanenti collocate a Genova, Roma e Lamezia Terme, 7 dei quali impegnati già a partire dal 24 luglio; tenuto infine conto che il Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco già il 19 gennaio 2021 aveva dato avviso di consultazione preliminare di mercato per il rinnovo della flotta aerea ad ala fissa del Corpo, si chiede di sapere: per quali ragioni non siano state individuate come basi temporanee per i Canadair per la stagione estiva 2021 gli aeroporti sardi di Cagliari-Elmas e di Alghero-Fertilia e se i ritardi causati dagli spostamenti degli stessi mezzi aerei dagli aeroporti di origine abbiano portato ad un peggioramento della situazione della Sardegna nelle prime ore dell'emergenza; se si preveda un rinforzo della copertura sulla Sardegna con mezzi aerei e relativi equipaggi per l'intero periodo estivo e, più in generale, un rafforzamento dei mezzi a contrasto degli incendi boschivi su tutto il territorio nazionale; se, infine, si sia a conoscenza di eventuali conseguenze sull'ambiente dell'utilizzo di acqua marina in luogo di acqua dolce per lo spegnimento degli incendi boschivi e se esistano indicazioni operative per gli equipaggi in merito. Atto n. 4-05871 FLORIS CUCCA LUNESU EVANGELISTA DORIA FENU Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Sardegna è di nuovo balzata all'onore delle cronache a causa di un gigantesco incendio divampato nel Montiferru, in provincia di Oristano, che ha bruciato circa 20.000 ettari di territorio; le squadre del Corpo forestale, la protezione civile, i Vigili del fuoco e i volontari in campo sin dalle prime ore del mattino e i mezzi aerei sono intervenuti a bonificare le zone attraversate dalle fiamme; dopo l'indagine del Corpo forestale per individuare le cause, considerato che sembra che i fuochi siano partiti da diversi focolai, è stata aperta quella della Procura di Oristano per incendio colposo aggravato; il rogo principale, partito da Bonarcado e Santu Lussurgiu, si è poi spostato per diversi chilometri sul Montiferru e le fiamme inizialmente spente hanno ripreso vigore a causa del forte vento e delle alte temperature; la conta dei danni è in corso e presenta numeri molto rilevanti, avendo coinvolto molte aziende agricole e le loro attività e include la perdita di moltissimi capi di bestiame, oltre che del foraggio per nutrirli; vanno aggiunte le perdite legate al patrimonio naturale distrutto dagli incendi e quelle legate ai danni che subirà l'intera economia di quei territori, incluso il turismo, non solo in questa stagione, ma anche nei prossimi anni, si chiede di sapere se non si intenda adottare i provvedimenti conseguenti a questa calamità e, dopo una precisa ricognizione dello stato dei fatti (da svolgersi assieme alla Regione Sardegna), provvedere al ristoro immediato dei danni causati dagli incendi, alle imprese, agli allevatori, alle famiglie, ai territori interessati, quindi alla sospensione degli adempimenti contributivi e tributari per le zone interessate e alla presa in carico degli oneri necessari anche al ripristino dello stato naturale antecedente del Montiferru e di tutti i territori colpiti. Atto n. 4-05872 PAPATHEU BINETTI CALIGIURI TOFFANIN GIRO BARBONI GALLONE RIZZOTTI PEROSINO GALLIANI SICLARI FLORIS AIMI CANGINI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i distretti del cibo, istituiti con la legge n. 205 del 2017, costituiscono un nuovo modello di sviluppo per l'agroalimentare italiano. Nascono, infatti, per fornire a livello nazionale ulteriori opportunità e risorse per la crescita e il rilancio sia delle filiere che dei territori nel loro complesso; si tratta, si legge nel sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, "di uno strumento strategico mirato a favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l'inclusione sociale, favorendo l'integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale. I Distretti hanno come obiettivo anche la sicurezza alimentare, la diminuzione dell'impatto ambientale delle produzioni e la riduzione dello spreco alimentare. Altro scopo fondamentale è la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari"; sono attualmente attivi nel nostro Paese, secondo il censimento del Ministero, 107 distretti del cibo suddivisi in 14 regioni; tre anni dopo la loro istituzione, il Ministero ha promosso il primo bando pilota per finanziare i distretti: il lockdown ha rallentato le procedure, ma i progetti presentati e successivamente accolti dalla preposta commissione ministeriale sono 20, per un totale complessivo di 315 milioni di euro così come disposto dall'avviso protocollare n. 10898 del 17 febbraio 2020 (da finanziare in egual misura con fondi pubblici e privati); il bando aveva però stanziato soltanto 18 milioni di euro complessivi per finanziare i progetti presentati: si tratta di risorse per le quali è possibile realizzare soltanto 10 dei 20 distretti del cibo vincitori; a seguito di tale incongruenza tra le somme destinate ai progetti vincitori e quelli stanziati, alcuni distretti interessati hanno inviato una lettera al Ministero al fine di sospendere i termini di accettazione delle proposte di contratto relative al bando con l'obiettivo prioritario di incrementare le risorse: proponendo di utilizzare ad integrazione il fondo per lo sviluppo e la coesione o, come si evince anche da articoli di stampa, il fondo complementare che il piano nazionale di ripresa e resilienza attribuisce ai "contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca, silvicoltura e vivaismo" e che prevede in particolare una quota di 200 milioni di euro che va spesa entro il 2021; conseguentemente, nella seduta del 10 giugno 2021 la commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni ha scritto una lettera al Ministro in indirizzo, riconoscendo il ruolo dei distretti del cibo quali "strumenti efficaci per promuovere lo sviluppo territoriale e favorire la coesione e l'inclusione sociale" e sollecitando l'attivazione di tutti i programmi presentati incrementando quindi le risorse stanziate, anche "al fine di evitare lo svilimento dell'iniziativa e la perdita di questo importante strumento di sviluppo per l'inconsistente sostegno"; ha dichiarato il presidente nazionale di CIA-Agricoltori italiani, Dino Scanavino: "il finanziamento dei Contratti di distretto è un segnale concreto di ripartenza per tutto il Paese e di attenzione verso il settore agricolo e agroalimentare. Inoltre, è un'opportunità per rispettare il cronoprogramma che il Governo si è dato per il 2021, visto che i progetti sono già stati valutati positivamente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e sono immediatamente cantierabili. Sarebbe inspiegabile rinunciare o ridurre i programmi di investimento per carenza di fondi. Ricordiamo, infatti che nelle linee programmatiche presentate dal Ministro Patuanelli e inserite nel Pnrr, i Contratti di filiera e di distretto sono indicati come strategici per lo sviluppo del settore agroalimentare e destinatari di risorse finanziarie adeguate", si chiede di sapere quali siano le intenzioni del Ministro in indirizzo in relazione a quanto esposto e rispetto alla corretta erogazione dei finanziamenti per tutti i progetti vincitori del bando pilota per i distretti del cibo, così come disposto dall'avviso protocollare n. 10898 del 17 febbraio 2020. Atto n. 4-05873 CAUSIN Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 26 luglio 2021 è stata resa nota un'inchiesta che ha evidenziato un gravissimo episodio di caporalato che riguarda una società che svolge servizi in modo continuativo presso la società Grafiche Venete S.p.A. di Trebaseleghe (Padova); la società in accomandita semplice, dalle notizie di stampa, costituita da cittadini pakistani, attraverso i responsabili ha operato con modalità che vanno ben oltre lo sfruttamento. Sembra infatti che i lavoratori fossero oggetto di vessazioni, sequestri, minacce ai familiari, percosse e sottoposti ad orari di lavoro ben oltre quanto previsto dal contratto di lavoro, a fronte di una remunerazione di 4,50 euro lordi all'ora, si chiede di sapere: quali controlli stia operando il Ministero del lavoro e delle politiche sociali nei confronti delle società di servizi di lavoro che svolgono prestazioni continuative presso terzi; se esistano dei criteri di priorità nelle verifiche da effettuare, al fine di dare precedenza alle costituzioni più recenti e alle società condotte da cittadini stranieri; se si ritenga opportuno che nei contratti continuativo di fornitura di servizi anche al committente sia data facoltà di acquisire i DURC e la documentazione relativa ai rapporti di lavoro in essere dei fornitori. Atto n. 4-05874 SBRANA Al Ministro della cultura Premesso che: la biblioteca universitaria pisana (BUP) ha un patrimonio librario di circa 600.000 volumi, conservati nei locali del palazzo della Sapienza, oltre ad avere in dotazione anche la raccolta di ben 16.000 volumi "galileiani" conservati nella "Domus galileiana". Questo patrimonio culturale di Pisa e della nazione italiana è venuto a formarsi nella sua completezza a cominciare dal 1743, grazie al lascito voluto dal giurista e fisico sperimentale Giuseppe Averani, il quale, con testamento, nel 1736 dispose il lascito di circa 2.000 volumi della sua libreria a favore dell'università di Pisa, dove aveva insegnato per oltre 50 anni, con la condizione che venissero resi pubblici a beneficio di studiosi, professori e studenti dell'università, tra le donazioni è da menzionare anche quella che nel 1879 fece l'insigne penalista lucchese Francesco Carrara della sua biblioteca, costituita da circa 7.000 edizioni di carattere prevalentemente giuridico, con la clausola che rimanesse permanentemente nella biblioteca universitaria pisana e che i volumi fossero e rimanessero tutti collocati nello stesso ambiente comune, senza venire dispersi, per mantenere l'uniformità della raccolta donata; dal 29 maggio 2012, a seguito della scossa di terremoto in Emilia, che ha fatto sentire i suoi effetti anche a Pisa, dopo una serie di sopralluoghi successivi e valutazioni, si è stabilita la chiusura al pubblico del palazzo della Sapienza, sede della biblioteca, e il blocco di tutte le attività in esso svolte, anche nella considerazione dell'incidenza del peso dei 600.000 volumi della BUP sulla resistenza della struttura; in conseguenza la BUP è stata smantellata ed il suo patrimonio librario è stato ricollocato in parte presso un immobile del complesso di San Matteo in Soara (2014), una parte considerevole presso l'archivio di Stato di Lucca ed altre parti in spazi diversi affittati nella città di Pisa, con relativo aggravio di oneri finanziari; le biblioteche dei vari atenei di collocazione dei libri della BUP sono aperte e consultabili solo dagli iscritti e comunque non rappresentano quell' unicum culturale proprio ed esclusivo della BUP che integrava ampiamente il complesso bibliotecario pisano, supportando anche una biblioteca comunale lontana dal centro della città, con poche dotazioni ed abitualmente chiusa; inoltre la biblioteca universitaria pisana risulta essere l'unica in Italia titolare "per diritto di stampa" a ricevere tutto ciò che viene pubblicato, dal saggio poetico al trattato, dalla rivista alle monografie, mettendo così a disposizione del pubblico un'enorme messe di conoscenza e di sapere; è evidente quindi il valore sociale e culturale che questo storico ente rappresenta per la comunità, mentre, attualmente, la sua fruizione da parte del pubblico è impedita; vale comunque rimarcare che esiste l'impegno di persone che con passione si dedicano a continuare la storia e a programmare potenzialità funzionali ed operative per quando la BUP sarà restituita alla sua collocazione originaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e se intenda intervenire, quale autorità preposta alla tutela e alla conservazione del patrimonio culturale italiano, di cui la BUP fa parte a pieno titolo, nel tentativo di salvare e recuperare un insostituibile patrimonio storico e culturale della comunità pisana e nazionale, restituendolo alla sua storica e prestigiosa collocazione che merita. Atto n. 4-05875 TRENTACOSTE CROATTI DI GIROLAMO FERRARA LOREFICE MAUTONE MONTEVECCHI PRESUTTO VACCARO VANIN Al Ministro della cultura Premesso che: nella Sicilia interna, a circa 10 chilometri a nord-ovest di Piazza Armerina, in provincia di Enna, si trova la località Montagna di Marzo. Sulla porzione sommitale del rilievo, un altopiano che si estende per circa 15 ettari, si trovano i considerevoli resti di un abitato databile, dai frammenti ceramici e dalle monete ivi rinvenuti, tra l'età protostorica e l'età tardo antica; dagli anni '70 del Novecento ad oggi, il sito è oggetto di scavi clandestini che alimentano il mercato nero dei reperti archeologici di valore artistico, sottraendo questi materiali agli studi scientifici e alla pubblica fruizione; alcune aree archeologiche della provincia di Enna, come altre della Sicilia interna, sono spesso oggetto di razzia da parte di scavatori clandestini e di vandalismo, nei confronti di recinzioni e sistemi di sorveglianza, anche a causa dell'assenza di vigilanza sui luoghi, spesso inaccessibili per carenza di viabilità adeguata; considerato che: già nel mese di marzo 2021, a seguito di una visita guidata presso il sito, il locale circolo di "Legambiente" ha presentato all'Amministrazione regionale, Dipartimento dei beni culturali, Direzione del Parco Archeologico di Morgantina e Villa del Casale, la documentazione fotografica attestante diversi e recenti scavi clandestini effettuati in piena area di competenza regionale; lo scorso 8 maggio, nel corso di una visita organizzata dall'associazione "SiciliAntica" per una troupe della RAI, impegnata nella realizzazione di un servizio giornalistico sul sito archeologico, sono state rinvenute diverse buche, scavate di recente nell'area della necropoli; detti scavi clandestini, nel corso dei decenni, hanno causato un enorme danno al patrimonio storico e artistico e se le condizioni dei luoghi dovessero rimanere tali, la situazione non potrebbe che peggiorare, con la perdita irrimediabile del sito archeologico; i recenti provvedimenti di depotenziamento delle Soprintendenze, organo preposto alla tutela delle aree archeologiche, da parte dell'Amministrazione regionale, vanno nella direzione opposta alle richieste di incremento di tecnici e archeologi più volte avanzate, da storici e archeologi, e dai tecnici dipendenti degli stessi organi di tutela; a causa di queste attività illecite, spesso collegate a una rete internazionale di trafficanti, tesori di inestimabile valore hanno lasciato la Sicilia, depauperando l'identità e il patrimonio culturale regionale, sottraendo risorse essenziali per l'incremento turistico dell'Isola, motore economico che andrebbe salvaguardato; considerato, infine, che: a seguito di quanto riscontrato dal servizio della RAI, andato in onda lo scorso 13 maggio 2021, è stato presentato dall'Associazione "SiciliAntica" un formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Enna; tutto ciò, oltre a danneggiare il patrimonio storico-artistico siciliano, porta con sé un messaggio negativo per le Istituzioni preposte alla vigilanza e alla tutela delle aree archeologiche, evidenziando la totale inerzia della Regione Siciliana che, nonostante sia dotata di autonomia in materia di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali, ha depotenziato gli Istituti regionali preposti al patrimonio culturale, che versano in grave difficoltà nell'esercizio dei compiti di sorveglianza e tutela, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda richiedere interventi mirati alla conservazione e alla tutela dell'area archeologica di Montagna di Marzo; se intenda richiedere all'Amministrazione regionale siciliana maggiori chiarimenti sulla vicenda, nonché proporre azioni di tutela, indagine archeologica e valorizzazione del sito in questione. Atto n. 4-05876 LANZI DE LUCIA VACCARO VANIN CASTALDI FERRARA MATRISCIANO ROMAGNOLI GALLICCHIO PRESUTTO PIARULLI CROATTI TRENTACOSTE DONNO SANTANGELO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 reca la disciplina per la formazione delle classi nei diversi gradi di scuole. Il Capo III del decreto prevede per ogni grado di istruzione un numero minimo e un numero massimo di alunni. In particolare, le sezioni di scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26 (art. 9); le classi di scuola primaria sono di norma costituite con un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile fino a 27 qualora residuino resti (art. 10); le classi prime delle scuole secondarie di I grado e delle relative sezioni staccate sono costituite, di norma, con non meno di 18 e non più di 27 alunni, elevabili fino a 28 qualora residuino eventuali resti (art. 11); le classi del primo anno di corso degli istituti e scuole di istruzione secondaria di II grado sono costituite, di norma, con non meno di 27 allievi (art. 16). Eccezioni alle richiamate regole sono previste per le classi in cui vi sia presenza di alunni in situazione di disabilità; l'articolo 4 del citato decreto consente, inoltre, di derogare in misura non superiore al 10 per cento al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto; dalla richiamata normativa emerge una sostanziale discrezionalità in capo al dirigente scolastico e alle amministrazioni preposte sulla decisione relativa al numero di classi e di conseguenza al numero di alunni che le compongono. Detta discrezionalità è soggetta a talune condizioni specifiche di ciascun istituto, afferenti alla disponibilità o meno di spazi idonei e al personale assegnato; rilevato che: sussiste una sostanziale differenza in termini qualitativi e in termini di apprendimento in relazione all'offerta formativa per le classi con un numero inferiore di alunni, rispetto alle cosiddette "classi pollaio". L'emergenza sanitaria presupporrebbe anche il rispetto delle esigenze di distanziamento sociale e il conseguente distanziamento interpersonale, anche alla luce del rischio di una nuova ondata di contagi e in vista del cruciale appuntamento della riapertura delle scuole; occorre tenere altresì in considerazione anche la possibile presenza di alunni con disabilità, nonché l'ingresso ad anno scolastico in corso di nuovi alunni che rischia di rendere ancora più numerose le classi che per poche unità rientrano nel limite massimo di alunni previsto per legge; sul tema, peraltro, il Ministro in indirizzo si è espresso nel corso di un evento pubblico prendendo l'impegno di avviare iniziative legislative volte a eliminare le "classi pollaio", anche alla luce degli impegni contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ("ilsussidiario", 8 luglio 2021), si chiede di sapere: quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per contenere il fenomeno delle "classi pollaio", anche al fine di migliorare l'offerta formativa e favorire l'apprendimento nelle classi della scuola dell'obbligo; entro quali termini intenda adottare le iniziative legislative annunciate per ridurre il numero delle "classi pollaio", alla luce degli impegni contenuti nel PNRR e visto il pericolo di una recrudescenza del numero dei contagi. Atto n. 4-05877 PESCO CORBETTA LANZI ROMANO VANIN GALLICCHIO DELL'OLIO MONTEVECCHI ANASTASI TRENTACOSTE PAVANELLI D'ANGELO MAUTONE CROATTI PRESUTTO CASTALDI Al Ministro dell'interno Premesso che: nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario del 20 luglio 2021 il direttore generale dell'IVASS dottor Stefano De Polis ha dichiarato che "il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di IVASS con l'Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari"; il fenomeno delle polizze dormienti si verifica sia per il fatto che la compagnia di assicurazione può non essere informata del decesso dell'assicurato, sia perché i beneficiari possono non essere al corrente dell'esistenza della polizza vita; considerato che: l'articolo 3, comma 1- quinquies , del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116, introdotto dall'articolo 20- quinquies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, stabilisce che a seguito del completamento dell'anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), di cui all'articolo 62 del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le imprese di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) , numero 3), al fine di verificare l'intervenuto decesso degli assicurati di polizze vita e procedere al pagamento a favore dei beneficiari, accedono gratuitamente all'ANPR e la consultano obbligatoriamente almeno una volta all'anno; al 21 luglio 2021 i Comuni che hanno completato il subentro all'ANPR sono 7.654 e ne mancano solo 205, per di più di piccole dimensioni, per il completamento del processo; nel frattempo, le imprese di assicurazione trasmettono ad IVASS l'elenco dei codici fiscali degli assicurati; l'IVASS trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco dei codici fiscali per i quali viene verificata l'esistenza in vita mediante l'anagrafe tributaria; l'Agenzia delle entrate ritrasmette all'IVASS l'elenco dei deceduti, che viene trasmesso alle singole imprese di assicurazione, le quali provvedono ad individuare i beneficiari e a comunicare loro la procedura per la corresponsione della somma assicurata; nonostante il procedimento sia particolarmente farraginoso e poco efficiente, il primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall'esame sono emersi: 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di "risvegliare" 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro; considerato, altresì, che alla plusvalenza tra capitale maturato e premio versato si applica un'imposta sostitutiva del 26 per cento e lo Stato ha, pertanto, tutto l'interesse affinché le polizze non restino "dormienti" per anni, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere per consentire alle compagnie assicuratrici di accedere direttamente e gratuitamente all'anagrafe nazionale della popolazione residente, in modo da attivare senza indugio, in caso di decesso dell'assicurato, le operazioni di rimborso delle polizze vita dormienti. Atto n. 4-05878 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: il 12 gennaio 2017 è stato emanato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul tema "Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza", di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 (Supplemento Ordinario n. 15); si è resa indispensabile da tempo la necessità della modifica degli elenchi di prestazioni erogabili dal Servizio sanitario nazionale (il precedente elenco risaliva all'anno 2002), anche in considerazione dell'incremento delle patologie croniche e degenerative, nonché delle "malattie rare" riconosciute dal SSN; le nuove prestazioni e gli ausili, di fatto, non sono erogabili dalle ASL e nel frattempo sono ancora erogate le prestazioni e gli ausili dettagliati nel precedente nomenclatore tariffario; l'incremento dell'appropriatezza delle erogazioni e la loro approvazione è fondamentale per evitare i costi indiretti correlati alla mancata erogazione di ausili appropriati, con ulteriori oneri sulla finanza pubblica; il decreto del 12 gennaio 2017 demanda alle regioni il compito di fornire le indicazioni per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e semplificare ed omogeneizzare i percorsi organizzativi e clinico assistenziali; alcune regioni (anche in "piano di rientro") e le provincie autonome di Trento e Bolzano hanno già resi esecutivi con propri provvedimenti ( extra LEA), da tempo, alcuni dei contenuti di alcuni degli allegati al decreto stesso (in particolare l'allegato 1) al fine di consentire le prescrizioni necessarie da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta ed al fine di agevolare gli assistiti affetti da condizioni croniche e stabilizzate precedentemente certificate da medico specialista; l'emergenza sanitaria ha messo in evidenza l'urgenza di procedere a revisione dei percorsi organizzativi in sanità, favorendo l'assistenza territoriale e domiciliare, e dotandola, contemporaneamente, degli strumenti adeguati; i fondi del cosiddetto "Recovery Plan" destinati alla sanità ammontano a circa 19,7 miliardi da distribuire in maniera equa per le esigenze dei singoli territori; il maggior onere per la spesa pubblica, compensato dall'intensificazione dei processi atti a verificare l'appropriatezza prescrittiva, derivanti dall'attuazione integrale del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2012, oscilla tra i 90 ed i 115 milioni, si chiede di sapere entro che tempi saranno pubblicati i decreti attuativi inerenti all'intera applicazione del decreto del 12 gennaio 2017 (relativamente a tutti gli allegati), in linea, peraltro, con quanto pubblicamente affermato dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri che, in questi giorni, sta sollecitando tutti i Ministeri ad approvare i singoli decreti attuativi riguardanti le problematiche di propria competenza e a realizzare, tutti, quanto nello specifico viene richiesto con il presente atto al Ministero della salute. Atto n. 4-05879 PESCO CORBETTA LANZI ROMANO VANIN GALLICCHIO DELL'OLIO MONTEVECCHI ANASTASI TRENTACOSTE PAVANELLI D'ANGELO MAUTONE CROATTI PRESUTTO CASTALDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario del 20 luglio 2021, il direttore generale dell'IVASS, dottor Stefano De Polis, ha dichiarato che "il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di IVASS con l'Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari"; il fenomeno delle polizze dormienti si verifica sia per il fatto che la compagnia di assicurazione può non essere informata del decesso dell'assicurato, sia perché i beneficiari possono non essere al corrente dell'esistenza della polizza vita; considerato che: l'articolo 3, comma 1 -bis del decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2007, n. 116, introdotto dall'articolo 20 -quinquies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 stabilisce che le imprese di assicurazione verificano, entro il 31 dicembre di ciascun anno, tramite servizio di cooperazione informatica con l'Agenzia delle entrate, esclusivamente per i dati strettamente necessari, l'esistenza in vita degli assicurati delle polizze vita, contro gli infortuni e titolari di prodotti di investimento assicurativo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera ss-bis) , del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209; non essendo ancora attivata la convenzione informatica con l'Agenzia delle entrate, le imprese di assicurazione trasmettono ad IVASS l'elenco dei codici fiscali degli assicurati; l'IVASS trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco dei codici fiscali per i quali viene verificata l'esistenza in vita mediante l'Anagrafe tributaria; l'Agenzia delle entrate ritrasmette all'IVASS l'elenco dei deceduti, che viene trasmesso alle singole imprese di assicurazione, le quali provvedono ad individuare i beneficiari e a comunicare loro la procedura per la corresponsione della somma assicurata; nonostante il procedimento sia particolarmente farraginoso e poco efficiente, il primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall'esame sono emersi: 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di "risvegliare" 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro; considerato, altresì, che alla plusvalenza tra capitale maturato e premio versato si applica un'imposta sostitutiva del 26 per cento e lo Stato ha, pertanto, tutto l'interesse affinché le polizze non restino "dormienti" per anni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere per attivare il servizio di cooperazione informatica con l'Agenzia delle entrate, che permetterebbe alle compagnie assicuratrici di accedere direttamente e tempestivamente ai dati anagrafici dei loro clienti, per accertarne l'esistenza in vita e, in caso di decesso, attivare senza indugio le operazioni di rimborso delle polizze vita dormienti; se, senza ledere la competenza e le prerogative dell'IVASS, non intenda attivare verifiche, anche per il tramite della Guardia di finanza, sull'effettiva esecuzione dei versamenti, da parte delle compagnie, verso i beneficiari delle polizze risvegliate o in alternativa al fondo pubblico CONSAP per le polizze prescritte e per le quali i beneficiari non sono stati rintracciati. Atto n. 4-05880 LANNUTTI ANGRISANI Al Ministro della salute Premesso che: Pfizer è stata fino ad oggi estremamente aggressiva nel cercare di proteggere la riservatezza delle clausole dei contratti siglati con i vari Paesi per la vendita del proprio vaccino contro il COVID-19. Ciò nonostante, un contratto è ora trapelato e finito nelle mani di qualcuno che ne ha rese note le parti più salienti in lingua inglese. Il Paese dal quale proviene il contratto è l'Albania; come tutte le grandi multinazionali, Pfizer cercare di utilizzare il più possibile un contratto standard globale che sia valido grosso modo per tutti i Paesi. Questo perché i costi legali per la creazione e i cicli di revisione dei contratti nazionali sono estremamente elevati. Una conferma autorevole in tal senso è arrivata dall'ex presidente di Pfizer in Brasile e amministratore delegato per l'America Latina, Carlos Murillo, il quale ha dichiarato sotto giuramento davanti alla commissione parlamentare di inchiesta del Brasile che «Pfizer ha preteso che tutti i Paesi accettassero le stesse identiche condizioni per l'acquisto di vaccini contro il Covid-19»; considerato che: il contratto non copre solo la produzione di vaccini per COVID-19 e le sue mutazioni, ma anche «qualsiasi dispositivo, tecnologia o prodotto utilizzato nella somministrazione o per potenziare l'uso o l'effetto di tale vaccino». Per esempio, l'ivermectina è stata soppressa «perché il contratto che i Paesi hanno firmato con Pfizer non consente loro di sottrarsi agli obblighi del contratto, nel quale si specifica che anche se verrà trovato un farmaco per curare il Covid-19, il contratto non potrà essere annullato»; in base al contratto: «Pfizer non sarà ritenuta responsabile per la mancata consegna delle dosi in conformità con le date di consegna stimate [...] né tale mancanza darà all'Acquirente alcun diritto di annullare gli ordini per qualsiasi quantità di Prodotto. Pfizer deciderà sugli adeguamenti necessari al numero di dosi contrattate e al programma di consegna dovuto all'acquirente [...] in base a principi che saranno determinati da Pfizer. L'Acquirente sarà considerato d'accordo con qualsiasi revisione. Con la presente L'Acquirente rinuncia a tutti i diritti e i rimedi che potrebbe ottenere per Legge, in via equitativa o per altre vie, derivanti da o relativi a [...] eventuali mancate consegne da parte di Pfizer delle dosi contrattate in conformità con il programma di consegna. In nessun caso Pfizer sarà ritenuta responsabile o soggetta a penali per eventuali consegne tardive»; in base al contratto: «Pfizer non accetterà, in nessuna circostanza, alcun reso di prodotto (o qualsiasi dose) [...] nessun prodotto potrà essere restituito in nessuna circostanza»; in base al contratto, per quanto riguarda il pagamento, il Paese non ha il diritto «di trattenere, compensare, recuperare o addebitare qualsiasi importo dovuto a Pfizer, ai sensi del presente Contratto o in altro modo, con qualsiasi altro importo eventualmente dovuto (oggi o in futuro) ad esso da Pfizer o da una sua affiliata». L'unico modo per un Paese per ottenere il richiamo della merce è poter dimostrare una violazione delle CGMP (buone pratiche di fabbricazione). L'aspetto interessante è che le attuali CGMP sono regolamentate dalla FDA. Esse non possono dire niente sull'mRNA, dal momento che non abbiamo mai avuto buone pratiche di fabbricazione del vaccino a mRNA. Pertanto, è di fatto impossibile provare eventuali negligenze nelle buone pratiche di fabbricazione regolamentate dalla FDA. Questo contratto è al di sopra di qualsiasi legge locale dello Stato nazionale; in base al contratto: «L'Acquirente riconosce [...] che gli effetti a lungo termine e l'efficacia del vaccino non sono attualmente noti e che potrebbero esserci effetti negativi del vaccino che attualmente non sono noti»; lo Stato firmatario è tenuto a pagare Pfizer per i dosaggi che ha ordinato, indipendentemente da quanti ne ha consumati, indipendentemente dal fatto che Pfizer abbia approvato o meno ricevuto l'approvazione e indipendentemente dal fatto che Pfizer abbia consegnato le dosi contrattate in conformità con le date di consegna stimate e stabilite nel contratto. «L'Acquirente accetta di indennizzare, difendere e mantenere indenni Pfizer, BioNTech (e) le loro affiliate [...] da e contro qualsiasi causa, reclamo, azione, richiesta, perdita, danno, responsabilità, transazione, sanzione, multa, costo e spese. (Pfizer) notificherà all'Acquirente le perdite per le quali chiede l'indennizzo [...] In seguito a tale notifica, l'Acquirente dovrà prontamente assumere la condotta e il controllo della difesa di tali richieste indennizzate per conto di (Pfizer). (Pfizer) notificherà all'Acquirente le perdite per le quali chiede l'indennizzo [...] In seguito a tale notifica, l'Acquirente dovrà prontamente assumere la condotta e il controllo della difesa di tali richieste indennizzate per conto di (Pfizer). I costi e le spese, inclusi [...] gli onorari e gli esborsi di consulenza, sostenuti dal (i) Beneficiario (i) in relazione a qualsiasi richiesta di indennizzo saranno rimborsati trimestralmente dall'Acquirente»; non esiste un limite alla responsabilità del Paese se «l'indennità da esso concessa ai sensi della Sezione 8 (Indennizzo) o se l'Acquirente non ha pagato Pfizer». L'Acquirente rinuncia a qualsiasi diritto di immunità, rinuncia a qualsiasi legge che possa limitare l'obbligo di risarcimento a Pfizer. E il tribunale di New York ha la capacità di detenere beni internazionali di un Paese, qualora un Paese non abbia rispettato un contratto. L'Acquirente deve fornire protezione a Pfizer dalla responsabilità per reclami e tutte le perdite, deve implementarla tramite requisiti legali o normativi e l'adeguatezza di tali sforzi sarà giudicata a esclusiva discrezione di Pfizer, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato in premessa; se non ritenga necessario rendere pubblico il contratto, perché giudica incostituzionale la firma di un contratto segreto con un'azienda privata straniera, per di più su un tema così sensibile e decisivo per la vita di tutti gli italiani come la lotta alla pandemia; se non ritenga necessario impugnare il contratto di fronte alla Corte di giustizia dell'Unione europea, al Tribunale internazionale per i diritti dell'uomo, perché lesivo della dignità dello Stato italiano e anche del popolo italiano, oltre che stipulato in violazione della sovranità del nostro Stato. Atto n. 4-05881 LANNUTTI NATURALE CROATTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nel 2020 il numero delle filiali bancarie italiane è sceso del 3,4 per cento, ovvero di 831 sportelli. A inizio 2021 risultano dunque 24.481 le filiali bancarie attive sul territorio italiano, in calo del 31,22 per cento rispetto al picco toccato nel 2008, prima che la crisi finanziaria facesse sentire i suoi effetti (allora si contavano 34.139 unità, 10.658 in più rispetto a quelle odierne). Il livello attuale degli sportelli riporta lo Stivale ai livelli di 25 anni fa: nel 1996 se ne contavano infatti 24.421 (dati della Banca d'Italia). La digitalizzazione e i processi di consolidamento del settore hanno reso le prospettive delle filiali sempre più instabili. E crescono anche le disparità fra i comuni, visto che un numero crescente di centri non può più contare su uno sportello bancario. Nel 2021 sono 2802 i comuni sprovvisti di una filiale bancaria, su un totale di 7.904 (ovvero il 35,45 per cento, più di uno su 3); tra le banche che stanno approntando un nuovo piano industriale che prevede una ristrutturazione della dislocazione degli sportelli e, dunque, una serie di tagli alle filiali, vi è anche la Cassa di risparmio di Orvieto, ex Banca Popolare di Bari ed oggi assorbite dal gruppo bancario Mediocredito centrale. La sforbiciata interesserà in Umbria 5 filiali di Cari-Orvieto, tutte concentrate nella provincia di Terni. Oltre a Porano, la ristrutturazione coinvolge anche Piediluco, Montecchio, Alviano e uno sportello nella città di Orvieto. Il personale verrà riassorbito dall'istituto bancario, ma le chiusure sono destinate a provocare disagi all'utenza, soprattutto nei comuni più piccoli dove c'è già una carenza di servizi; considerato inoltre che: il taglio della filiale della Cassa di risparmio di Orvieto rappresenta per Montecchio un doppio danno, perché non solo chiuderà uno sportello di una "banca del territorio", nata e cresciuta soprattutto grazie ai clienti che hanno affidato nelle sue mani i propri risparmi, spesso di una vita intera. Ma anche perché il paese ternano rimarrà senza uno sportello bancario. Il sindaco di Montecchio, nonché presidente dei piccoli Comuni ANCI Umbria, Federico Gori, ha chiesto che "intervengano Regione e parlamentari", perché "questi problemi che riguardano le nostre comunità sono di interesse generale e ne vanno della dignità delle comunità stesse. In questi mesi come sindaco ho lottato silenziosamente e convintamente per scongiurare la chiusura dell'unica banca presente nel nostro comune, di quel servizio indispensabile per cittadini e piccole e medie imprese che insistono e resistono nel nostro territorio. Purtroppo questo non è bastato"; il 25 luglio 2021, in una lettera inviata ai politici regionali e nazionali, ad ABI, Banca d'Italia, alle associazioni di categoria, al presidente e al segretario generale ANCI, al coordinatore nazionale piccoli Comuni, al responsabile ANCI nazionale piccoli Comuni, il presidente di ANCI Umbria, Michele Toniaccini, e Federico Gori hanno segnalato appunto "la preoccupante chiusura di servizi essenziali per le nostre comunità" evidenziando anche "le continue chiusure di servizi bancari, indispensabili ai cittadini e alle piccole e medie imprese che insistono e resistono nei nostri territori, con particolare riferimento alle aree interne. Si tratta di servizi indispensabili a mantenere un territorio attrattivo dal punto di vista turistico e imprenditoriale". Si legge: "Ciò che vogliamo evidenziare è che in nome di una incomprensibile razionalizzazione si calpestano i valori e le comunità che, fra l'altro, hanno consentito anche alle banche di crescere. Ci siamo persino sentiti dire che la pandemia non consentiva riaperture a regime, quando altri servizi essenziali, come gli alimentari, solo per citarne uno, non hanno mai chiuso, né ridotto i propri orari", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente di quanto descritto; che cosa intenda fare per contrastare chi, in un momento in cui si parla di ripresa, di gestione dei fondi provenienti dal piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), di nuova pianificazione delle città e dei servizi, di riprogettazione delle aree interne considerate a pieno titolo una risorsa per lo sviluppo delle Regioni in generale e dell'Umbria in particolare, risponde con le razionalizzazioni di servizi e quindi con le chiusure, che rappresentano in questo particolare momento storico un vero e proprio controsenso; quali misure urgenti intenda attivare per evitare che le ristrutturazioni bancarie, causate da imprudente gestione del credito e del risparmio ed in alcuni casi da vera e propria mala gestio , possano colpire le comunità e i cittadini utenti dei servizi bancari e finanziari, privati di un servizio necessario ed indispensabile per i risparmiatori e le imprese. Atto n. 4-05882 LANNUTTI LEZZI CROATTI Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la Liguria per le sue caratteristiche geomorfologiche ha una concentrazione di gallerie e ponti autostradali unica in Europa. Nella regione si trova il 17 per cento delle gallerie dell'intero continente; le autostrade, ad eccezione della A7, sono state costruite nei primi decenni successivi al secondo dopoguerra e necessitano di importanti interventi di manutenzione, in molti casi straordinaria, che non sono ancora stati effettuati, come è chiaramente emerso dall'immane tragedia del ponte Morandi; una direttiva europea del 2004 sulla sicurezza delle gallerie impone i lavori di messa in sicurezza delle gallerie; le necessarie e improrogabili verifiche di interventi di manutenzione sono state recentemente avviate ma in una modalità che ha creato disagi ai cittadini, al porto, al turismo e all'economia nel suo complesso con file chilometriche, proprio alla ripresa del traffico autostradale, dopo mesi di lockdown durante i quali le autostrade sono state quasi completamente deserte; la situazione viaria della città di Genova e del ponente ligure è da anni critica a causa della carenza di infrastrutture ferroviarie (è noto il binario unico nella zona di Andora) e autostradali. Queste carenze infrastrutturali comportano gravi criticità di traffico tanto che, in diversi orari di ogni giorno, il tratto Pegli-Genova risulta totalmente congestionato da mezzi privati in transito e commerciali sia in transito che in entrata ed uscita dal porto di Genova; l'obiettivo del sistema portuale Genova-Savona è di un forte incremento del traffico dei container , cosa che lascia presagire un ulteriore aumento di traffico su gomma, essendo pura utopia credere a un traffico solo su ferro; il turismo della regione, uno dei pochi dati positivi per la Liguria, necessita di collegamenti che migliorino e facilitino la mobilità dei turisti, oggi penalizzati sia su ferro che via autostrada; anche l'aeroporto di Genova è sottoutilizzato. C'è solo un volo quotidiano, per esempio, che collega il capoluogo ligure a Roma; i tempi di percorrenza della A10, autostrada "dei Fiori" da Genova a Ventimiglia, 158,1 chilometri, con decine di cantieri che mettono a repentaglio i canoni di sicurezza dei viaggiatori disseminati di autovelox mimetizzati e non correttamente segnalati, sono quasi raddoppiati, mentre i gestori delle concessionarie continuano a pretendere l'intero salato pedaggio, che certamente non corrisponde più alla qualità del servizio reso; considerato che: le attuali condizioni del traffico hanno fatto emergere una potenziale situazione esplosiva: code interminabili sui tratti stradali e molto pericolose soste all'interno delle gallerie; è bastato che sulla Milano-Genova una galleria non abbia riaperto che la città è andata in tilt , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e se ritenga accettabili le "trappole" degli autovelox non correttamente segnalati secondo i canoni del codice della strada, che aggiungono la beffa oltre al danno patito dagli utenti della A10; se, per fare fronte a tali disagi, giudichi indispensabile un intervento straordinario del Governo che predisponga treni, servizi sostitutivi, maggiore frequenza di voli aerei e un piano di realizzazioni infrastrutturali che non possono più attendere; se, per evitare che anche in futuro la Liguria, in caso di manutenzioni straordinarie, resti isolata, non ritenga necessario programmare e finanziare anche la rete di strade ANAS. I tratti prioritari dell'Aurelia bis da finanziare sono: Ventimiglia-Camporosso, completamento Sanremo verso Pian di Poma, Imperia, prosecuzione Savona, completamento La Spezia e variante di Sarzana; se non ritenga che le autostrade liguri necessitino della presenza di presidi della protezione civile e totale sospensione delle tariffe autostradali in caso di ritardi rilevanti causati dai lavori in corso. Atto n. 4-05883 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il batterio della Xylella fastidiosa negli ultimi anni ha coinvolto diverse zone della regione Puglia, assumendo preoccupanti risvolti non solo agricoli, economici e ambientali, ma anche sanitari, sociali e costituzionali. Ad aggravare un quadro già intricato sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista scientifico, vi è stata infatti anche l'introduzione di norme gravemente lesive dei diritti dei cittadini, della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e l'Italia è stata ufficialmente messa in mora da parte della Commissione europea, ex articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a causa della cattiva gestione dell'emergenza Xylella fastidiosa (numero procedura 2015/2174); le evidenti indeterminatezze sul caso, le carenze scientifiche in merito al ceppo pugliese di Xylella fastidiosa , al suo ruolo nel disseccamento della pianta, alla sua reale diffusione, non sono state sufficienti a ostacolare l'introduzione di leggi a favore della distruzione di un numero considerevole di piante, molte delle quali plurisecolari, e l'adozione di pratiche fitosanitarie lesive del principio di precauzione, del diritto alla salute, della tutela del paesaggio, del diritto ambientale, del diritto alla proprietà privata e delle libertà personali; proprio per approfondire l'argomento, ad inizio Legislatura, l'interrogante ha presentato una proposta parlamentare, (Doc. XXII, n. 6), sottoscritta da cinquanta colleghi, che prevede l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla Xylella fastidiosa nei territori della Puglia ma, ad oggi, il Documento non ha visto l'avvio del suo iter parlamentare. Se il Senato l'avesse approvato, avremmo potuto effettuare missioni, sopralluoghi e tante utili audizioni che avrebbero portato sicuramente a stabilire come combattere la Xylella , batterio presente in tutta Europa e in tutto il mondo; considerato che: la legge 7 agosto 1990, n. 241, all'articolo 15 stabilisce che le amministrazioni pubbliche possono stipulare tra loro un accordo per lo svolgimento in collaborazione di attività. Nel caso specifico, a gennaio 2017, è stato formulato un accordo tra Regione Puglia, CREA, Università del Salento e Università di Bologna, per la durata di 24 mesi, su "Strategie di controllo integrato per il contenimento di Xylella fastidiosa ed analisi epidemiologiche del complesso del disseccamento rapido dell'olivo /CoDiRO" (cosiddetto Progetto Scortichini, Council for Agricultural Research and Economics, CREA, Research Centre for Olive), il quale spiega e precisa che tali accordi non sono progetti, per i quali vengono erogati fondi che il ricevente spende secondo le proprie esigenze, ma "rimborsi spesa" per le attività sostenute al fine dello svolgimento dell'accordo stesso. La somma stabilita per l'accordo è stata di 200.000 euro per il biennio e per tutte le istituzioni coinvolte. Le spese complessive non hanno raggiunto la soglia massima dell'accordo; l'accordo ha prodotto, con la partecipazione di più di 20 autori, ben 11 pubblicazioni scientifiche pubblicate su riviste internazionali dei settori della patologia vegetale, agronomia, fisiologia vegetale, biosicurezza e sostenibilità ambientale, tutte caratterizzate da fattore d'impatto; dopo anni di sofferenza dell'agricoltura salentina, scrive in un'intervista il dottor Scortichini, ancora non si comprende la profondità della devastazione subita e dei pochi, disarticolati e ostacolati tentativi che qualcuno ha voluto portare avanti, su basi scientifiche. La Xylella ha una lunga storia di pratiche agronomiche errate, di cambiamenti climatici, di danni anche in altre aree del pianeta e di tentativi scientifici che andrebbero analizzati e dibattuti scientificamente (proprio questo era lo scopo della Commissione d'inchiesta proposta dall'interrogante); il dottor Marco Scortichini sostiene che vi è una evidente lotta fra tentativi di guarigione basati sulla reale ricerca e reimpianti di nuove specie, glissando sui risultati negativi di questa seconda opzione che da un lato favorisce i vivaisti e dall'altro distrugge completamente la biodiversità dell'olivicoltura salentina fondata su specie di pregio che hanno fatto ricco e famoso il Salento; eppure, nonostante le evidenze, proprio ora che il protocollo di convivenza verso Xylella fastidiosa , messo a punto nell'ambito del citato accordo tra pubbliche amministrazioni, si è attestato su oltre 700 ettari di oliveti salentini, dove vi sono aziende che producono olio di elevata qualità, pare che venga messo tutto nuovamente in discussione; tutte queste aziende rappresentano un valido esempio di chi vuole salvaguardare l'immenso valore dell'agroecosistema olivicolo salentino. In questo ambito, "Slow Food" ha istituito due comunità di agricoltori impegnati, con tecniche ecosostenibili, a mantenere le tradizionali varietà del territorio, Ogliarola salentina e Cellina di Nardò, caratterizzate dall'elevata qualità organolettica; inoltre, proprio grazie alle attività svolte nell'ambito dell'accordo ed alle relative pubblicazioni scientifiche, l'Azienda di ricerca statunitense, Invaio, sta effettuando, da oltre un anno, nel territorio salentino, un'ampia sperimentazione per verificare la possibilità di curare gli oliveti colpiti da Xylella mediante endoterapia, utilizzando il prodotto a base di zinco-rame-acido citrico che è stato sperimentato nell'ambito dell'accordo. È evidente che se non ci fossero solide basi scientifiche per l'applicazione di una tecnica innovativa, tale azienda non si sarebbe impegnata; tenuto conto che: esistono molti finanziamenti regionali, nazionali ed internazionali. Ad esempio la Regione Puglia è responsabile di una misura di 5.000.000 di euro, stanziata dal Ministero delle politiche agricole per un «Piano straordinario di rigenerazione olivicola», che si basa sulla pratica dell'innesto con varietà non autoctone, soprattutto per esemplari secolari. Tale misura, tuttavia, non è supportata da alcuna evidenza scientifica che dimostri come una pianta infetta reinnestata sopravviva nel tempo e non sviluppi più sintomi di deperimento. Inoltre, non ci sono prove che gli alberi infetti capitozzati e reinnestati possano riprendere le loro normali attività fisiologiche. Esistono solamente alcune osservazioni empiriche che, tra l'altro, non sembrano molto incoraggianti; le cosiddette varietà resistenti Leccino e Favolosa non sono autoctone, cioè non appartengono alla tradizione olivicola salentina e, quindi, comportano una forte privazione dell'identità del territorio. Paesaggio olivicolo tradizionale che sarebbe sconvolto dagli impianti intensivi e superintensivi fortemente esigenti in termini di risorse idriche e gestionali. Per anni è stato detto che Leccino e Favolosa erano resistenti e che costituivano la sola risposta scientifica efficace per ridurre l'avanzata del batterio nel Salento. Recentemente, per stessa ammissione di chi le aveva proposte, tali varietà non sono più ritenute resistenti, in quanto si ammalano, dopo qualche anno, come quelle locali Ogliarola e Cellina, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non sia del parere che l'accordo del gennaio 2017 tra Regione Puglia, CREA, Università del Salento e Università di Bologna, terminato con la relazione finale il 10 settembre 2019, con una spesa per il biennio di soli 200.000 euro, abbia dato ottimi risultati, realizzando ben 11 pubblicazioni scientifiche, improntate sulla cura della Xylella fastidiosa e pubblicate su riviste internazionali dei settori della patologia vegetale, agronomia, fisiologia vegetale, biosicurezza e sostenibilità ambientale; se non ritenga, invece, che la tecnica dell'innesto, per la quale la Regione Puglia è responsabile di una misura di 5.000.000 di euro, stanziata dal Ministero per un «Piano straordinario di rigenerazione olivicola», non sia da ritenersi costosa e fallimentare; se, infine, non ritenga che dopo 8 anni dalla prima segnalazione ufficiale di Xylella Fastidiosa nel Salento siano stati commessi molti errori, il più grave di tutti è stato quello di propagandare che "la Xylella non si cura"; quali urgenti iniziative intenda adottare per arginare in modo sinergico la malattia, come è prassi comune nelle emergenze fitosanitarie, al fine di cercare di recuperare almeno una parte del territorio salentino, già molto compromesso, e per incoraggiare gli agricoltori che hanno purtroppo abbandonato gli uliveti a sé stessi, facili preda del patogeno e delle sue concause. Atto n. 4-05884 IWOBI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nella notte tra il 25 e 26 luglio 2021 il Presidente tunisino Kais Saied, dopo una riunione di emergenza con alti funzionari dell'esercito e dell'apparato di sicurezza, ha deciso di sospendere le funzioni del Parlamento del Paese per 30 giorni; inoltre, ha revocato l'immunità ai parlamentari, ed ha destituito il premier Hichem Mechichi assumendo ad interim la presidenza dell'esecutivo per 30 giorni; tale decisione è stata giustificata tramite l'attivazione dell'articolo 80 della Costituzione, in base al quale "in caso di pericolo imminente che minacci le istituzioni della Nazione e la sicurezza e indipendenza del paese e ostacoli il regolare funzionamento dei pubblici poteri, il presidente della Repubblica può adottare le misure richieste da tale situazione eccezionale"; sempre secondo la Costituzione, al termine dei 30 giorni previsti sarà la Corte Costituzionale del Paese, entro 15 giorni, a verificare se persiste la situazione di eccezionalità alla base della decisione; considerato che: la situazione economica del Paese è fortemente compromessa, e la nuova ondata della pandemia ha contribuito ad aggravare tale situazione, oltre che ad acuire l'emergenza sanitaria già in corso; il Presidente del Parlamento, sollevato dai poteri per i prossimi 30 giorni, è Rachid Ghannouchi, leader del partito islamico "Ennahda"; nei giorni precedenti alla decisione del Presidente Saied si sono registrate diverse manifestazioni di protesta nei confronti del Governo e del partito "Ennahda" nelle principali città tunisine; attualmente si registrano disordini tra chi supporta "Ennahda" e la popolazione che appoggia la decisione del Presidente Saied, e diversi osservatori vedono con estrema preoccupazione la polarizzazione dello scontro politico nel Paese, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di tutelare la sicurezza delle tante imprese e cittadini italiani presenti in Tunisia; se intenda riferire al Parlamento riguardo alla delicata situazione nel Paese nordafricano. Atto n. 4-05885 GIROTTO VANIN ROMANO GUIDOLIN ENDRIZZI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che a quanto risulta agli interroganti la Grafica Veneta S.p.A. di Trebaseleghe (Padova), maggiore stampatore italiano di libri, è attualmente coinvolta in un'inchiesta per grave sfruttamento dei lavoratori e caporalato; considerato che: come riportato da diversi organi di informazione, l'indagine ha avuto inizio nel maggio 2020 quando, a Piove di Sacco (Padova), è stato trovato un cittadino pakistano legato con le mani dietro la schiena, che presentava lesioni sul corpo, chiaramente derivanti da pregresse percosse. Successive segnalazioni giunte alle centrali operative dei Carabinieri di Padova e Mestre (Venezia) indicavano la presenza di altri stranieri provenienti dallo stesso Paese, che chiedevano aiuto asserendo di essere stati percossi, derubati dei documenti e dei loro averi, per essere quindi abbandonati per strada. Infine, altri 5 cittadini pakistani si erano presentati all'ospedale di Padova, riferendo un'analoga situazione. Gli accertamenti avviati dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cittadella hanno consentito di appurare che le situazioni facevano capo ad un unico evento che si era consumato tra i comuni di Trebaseleghe (Padova) e Loreggia (Padova), nella giornata del 25 maggio 2020; le vittime erano tutte dipendenti della B.M. Services Sas, società con sede in Lavis (Trento) attiva nel campo del confezionamento e finissaggio di prodotti per l'editoria, di proprietà di due cittadini italiani di origine pakistana, che forniva manodopera ad alcune aziende di grosse dimensioni ubicate nel Nord; le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Padova avrebbero rivelato come i titolari della B.M. Services Sas, assumessero connazionali per brevi periodi, stipulando regolari contratti di lavoro ( part-time e full-time ). In realtà, però, questi operai sarebbero stati sfruttati per molte ore al giorno (anche 12), senza alcuna pausa per riposarsi, senza ferie, né alcuna tutela oltre che sottoposti a sistema estorsivo, finalizzato a sottrarre loro gran parte dello stipendio e costretti a pagare l'affitto per un posto letto ricavato all'interno di abitazioni dove vivevano anche in più di 20 persone ammassate. Inoltre, risulterebbe che le intimidazioni si estendessero anche alle famiglie dei lavoratori nel Paese di origine, anche con la complicità della locale Polizia, grazie ai rilevanti contatti politici di cui i titolari della B.M. Services Sas godevano in Pakistan; il rapimento e le sevizie del 25 maggio 2020 sarebbero avvenute a seguito della volontà dei lavoratori di rivolgersi a un sindacato per tutelare i propri diritti; considerato altresì che: nella fattispecie, le vittime, durante quel periodo, lavoravano alla società Grafica Veneta S.p.A. di Trebaseleghe (Padova) e, sempre dalle attività investigative, risulterebbe che almeno una parte delle attività descritte avvenissero con piena coscienza da parte della stessa Grafica Veneta S.p.A., in particolare del suo amministratore delegato, Giorgio Bertan, e del suo direttore dell'Area tecnica, Giampaolo Pinton, entrambi al momento agli arresti domiciliari. Sembra, infatti, che l'azienda fosse pienamente consapevole almeno delle condizioni di lavoro che le persone impiegate dalla B.M. Services Sas presso la propria sede erano costrette a sopportare, dato che risultavano in possesso delle timbrature e che, come risulta dalle intercettazioni, avrebbero cercato di non consegnarle agli organi investigativi, addirittura arrivando a cercare di cancellare i dati. Dalle medesime intercettazioni, risulterebbe che l'amministratore delegato, parlando con uno dei titolari della B.M. Services Sas, avrebbe definito i lavoratori che cercavano tutela dei propri diritti tramite il sindacato come "quelli che vi rompono le scatole"; i vertici della stessa azienda Grafica Veneta S.p.A. erano già balzati agli onori della cronaca qualche anno fa per alcune dichiarazioni del presidente Fabio Franceschini, che denunciava di non riuscire a reperire il personale da assumere con queste parole: ''Mi domando che razza di Paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione, ma si rifiuta il lavoro. Su 25 posti aperti ne ho coperti in 3 mesi solo 4. La situazione è particolarmente critica nella fascia d'età dei ragazzi giovani. Qualche ragazzotto che dà la disponibilità c'è ma poco dopo rinuncia per via dei turni. "Troppo pesante con i turni", dicono. Su cinque assunti, uno solo è un ventenne, gli altri sono trenta-quarantenni''. Parole che rilette oggi acquisiscono tutto un altro significato, si chiede di sapere: se e quali ulteriori azioni di contrasto allo sfruttamento in ambito lavorativo i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, abbiano intenzione di intraprendere, a partire da quelle di tutela dei diritti sindacali e della sicurezza sul lavoro, in particolare con riguardo a casi come quello richiamato, nei quali grandi o medie aziende subappaltano attività a società o cooperative terze cosiddette "spurie", dando vita ad un'economia del sommerso e dell'illegalità; se non si ritenga opportuno creare un organismo consultivo che veda la partecipazione dei rappresentanti delle comunità dei migranti maggiormente esposte allo sfruttamento e all'illegalità in ambito lavorativo; se e come si intendano estendere le attività investigative anche alle intimidazioni ricevute dalle famiglie dei lavoratori in Pakistan, cooperando con le autorità locali, anche al fine di rivelare l'eventuale rete illecita di contatti che, secondo quanto si apprende, i titolari della B.M. Services Sas avrebbero nel Paese. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02766 del senatore Turco ed altri, sulla cedibilità dei crediti d'imposta bonus e superbonus ; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02762 della senatrice Granato ed altri, sulle diverse criticità a livello ambientale e della salute nello stabilimento ILVA di Taranto.