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Art. 5 Pascolo di lunga durata L'entrata in ciascuno dei paesi contraenti a scopo di pascolo di lunga durata di animali bovini, equini, ovini, caprini e suini è autorizzata previa osservanza delle formalità seguenti: 1. Gli animali di un paese contraente destinati al pascolo sul territorio dell'altro paese devono essere notificati almeno 15 giorni prima della partenza presso il Comune dove soggiornano. La notifica deve contenere: a) nome, cognome e domicilio del proprietario degli animali; b) specie degli animali e numero di ciascuna specie; c) località dove soggiornano gli animali al momento della notifica; d) Comune e pascolo di destinazione; e) itinerario che gli animali devono percorrere per raggiungere i pascoli cui sono destinati e modalità del trasporto (a piedi, autocarro, ferrovia, ecc.); f) Ufficio di dogana attraverso il quale gli animali devono passare per entrare nel paese di destinazione. La domanda, firmata dal Sindaco risp. dall'Ispettore del bestiame, è mandata immediatamente alla superiore autorità competente provinciale o cantonale. 2. Ricevute le domande, le dette autorità dispongono per l'invio del veterinario di Stato, o del veterinario appositamente incaricato a tale scopo dallo Stato, nella località dove si trovano gli animali destinati al pascolo. 3. Il veterinario di Stato, o a questo effetto incaricato dallo Stato, deve visitare ogni animale e assicurarsi che tutto il gruppo sia indenne da malattie contagiose e che non è stato esposto in precedenza a contagio. 4. A seguito della visita, di cui al capo precedente, il Sindaco risp. l'Ispettore del bestiame rilascia un certificato di provenienza e di sanità che sarà firmato anche dal veterinario suddetto. Questo certificato deve attestare che: a) gli animali sono indenni da malattie contagiose; b) il territorio del Comune di provenienza e una zona di 10 km. di larghezza intorno a tale territorio sono da 40 giorni indenni da ogni malattia contagiosa, ad andamento epizootico, trasmissibile alla specie o alle specie di animali per i quali il certificato è rilasciato; c) i ruminanti ed i suini sono stati vaccinati contro l'afta epizootica da un minimo di 15 giorni e da non oltre 2 mesi specificando altresì le modalità della vaccinazione nonché il tipo del vaccino impiegato. Il certificato deve essere redatto conformemente al modello allegato e non può essere rilasciato prima di tre giorni dalla partenza degli animali; è valevole per 10 giorni e la sua validità può essere prorogata di altri 10 giorni a seguito di una nuova visita da parte di un veterinario di Stato, o dallo Stato delegato per lo scopo. Ai passo di frontiera fissato per l'entrata del bestiame nello Stato di destinazione la visita sanitaria è eseguita da un veterinario di Stato o a questo effetto incaricato dallo Stato. Gli animali ad unghia fessa destinati al pascolo di lunga durata devono essere muniti di marche all'orecchio numerate progressivamente. Per gli animali di razza equina si depositerà un contrassegno preciso presso l'ufficio doganale competente del paese di destinazione. Sono esclusi tutti gli animali fessipedi che negli ultimi 24 mesi sono stati ammalati di febbre aftosa. L'autorità veterinaria del paese di destinazione può esigere che nelle zone di confine in cui è stata introdotta la lotta contro la tubercolosi dei bovini o la brucellosi, siano condotti al pascolo soltanto animali indenni in modo comprovabile, dalla tubercolosi o dalla brucellosi e provenienti da mandre esenti dalla tubercolosi o dalla brucellosi. 5. Ciascuno Stato si impegna ad organizzare l'ispezione veterinaria ai passi di frontiera fissati per l'entrata del bestiame e a stabilire i giorni e le ore di visita in modo da facilitare il movimento degli animali. Gli Stati contraenti si comunicheranno i giorni e le ore di visita. 6. Il personale addetto ai controlli funzionali del bestiame può eseguire i controlli stessi sul bestiame che abbia già passato temporaneamente la frontiera per ragioni di pascolo. 7. Quando una malattia contagiosa è constatata all'atto della visita alla frontiera, gli animali colpiti e quelli contaminati sono respinti nel paese di provenienza.