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Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti di prima necessità per l'infanzia, per le donne e per le persone affette da incontinenza. Onorevoli Senatori. – Vi sono alcuni prodotti, di prima necessità, che incidono non poco sul bilancio di una famiglia. Ci si riferisce soprattutto ai pannolini per neonati, agli assorbenti femminili e ai pannoloni per le persone adulte soggette a incontinenza. I pannolini per neonati rappresentano un costo fisso indispensabile per tutte le famiglie che crescono un bambino nei primi tre anni di età. Si calcolano oltre 2 miliardi di pannolini venduti ogni anno nel nostro paese. In media, un pacco di venti pezzi costa 8 euro, e nei primi mesi dura due giorni, mentre per ogni confezione convenienza multipack da 180 pannolini la spesa è di 30 euro. Riguardo al ciclo mestruale delle donne, la cui durata varia in media dai tre ai cinque giorni, si stima che in Italia le donne che ogni mese si recano al supermercato per acquistare assorbenti sono 21 milioni e ogni anno vengono venduti 2,6 miliardi di salviette igieniche, con l'IVA al 22 per cento. Anche i pannoloni per adulti rappresentano un bene di prima necessità per poter condurre una vita dignitosa. Molti anziani hanno bisogno di assistenza quando cominciano a perdere la loro autonomia. Ma prima di arrivare a questo punto si possono utilizzare degli ausili per anziani che permettono loro di conservare libertà e indipendenza. Per evitare l'isolamento e favorire l'autonomia degli anziani incontinenti sono stati ideati appositi pannoloni per anziani. L'incontinenza ha infatti inevitabili ripercussioni psicologiche. I pannoloni per adulti consentono di eliminare ogni angoscia e imbarazzo e tornare a vivere serenamente ogni momento, sia di giorno che di notte. L'IVA, applicata sui prodotti di largo consumo, è stabilita per legge. La tassa che grava interamente sul consumatore finale è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, che elenca i beni che possono essere considerati imprescindibili o essenziali ad una tassazione agevolata. Lasciando che ogni altro prodotto rientri nel più ampio calderone con l'IVA al 22 per cento. Giova ricordare che già nella passata legislatura sono stati esaminati alcuni disegni di legge sulla materia, il cui iter si è interrotto nella seduta della Commissione finanze del 1º agosto 2017. In tal senso, per agevolare le famiglie, si propone di intervenire sul citato decreto integrando la lista dei beni e servizi soggetti all'aliquota del 5 per cento.. 1 (Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti di prima necessità per l'infanzia, per le donne e le persone affette da incontinenza) 1 Alla tabella A, parte II- bis , allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono aggiunti, in fine, i seguenti numeri: «1 -quater) pannolini, biberon, tettarelle, omogeneizzati, latte in polvere e liquido per neonati, latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti, omogeneizzati e prodotti alimentari, strumenti per l'allattamento, prodotti per l'igiene e creme contro gli arrossamenti e le irritazioni della pelle destinati all'infanzia; 1- quinquies) salviette igieniche (assorbenti femminili) e pannoloni per adulti». 2 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della disposizione di cui all'articolo 1, valutato in 100 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede, per gli anni 2018, 2019 e 2020, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.