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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 99 BAGNAI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE REFERENTE Sicurezza e stabilità finanziaria in caso di recesso DDL 1165 Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea (Esame e rinvio) Il sottosegretario VILLAROSA consegna alla Presidenza un'integrazione della relazione tecnica allegata al decreto-legge riferita all'articolo 18 del decreto legge n. 22. Il presidente BAGNAI prende atto che il Governo ha consegnato tale documento per il seguito di competenza rispetto agli atti precedentemente trasmessi. Il relatore DI PIAZZA ( M5S ) fa presente che il decreto-legge in esame è stato emanato in un momento in cui vi è ancora incertezza sui tempi e sulle modalità di recesso del Regno Unito dall'Unione europea: l'accordo di recesso del 22 novembre 2018 è stato respinto dal Parlamento del Regno nelle votazioni del 15 gennaio, del 12 marzo e del 29 marzo, data coincidente con la scadenza del biennio dalla notifica della determinazione di recedere. Alla luce di tali difficoltà, il primo ministro del Regno Unito ha chiesto di prorogare al 30 giugno 2019 il termine biennale di recesso. Il Consiglio europeo del 21 e 22 marzo 2019 ha tuttavia respinto la richiesta e ha stabilito di consentire di ritardare il recesso in caso di mancato accordo al prossimo 12 aprile. Passando ai contenuti del decreto-legge in esame, il relatore rileva che l'articolo 1 modifica il decreto legge n. 21 del 2012, recante "norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni". I poteri speciali riguardano l'esercizio del potere di veto o l'imposizione di specifiche prescrizioni o condizioni da parte dell'Esecutivo per contratti o accordi in cui la controparte sia un soggetto esterno all'Unione europea. Tali poteri sono assistiti da un obbligo di notifica applicabile alle parti contraenti delle citate operazioni che consenta all'esecutivo il tempestivo esercizio del veto. La norma viene aggiornata in considerazione dell'evoluzione tecnologica intercorsa nel settore delle comunicazioni, e dei connessi rischi di un uso improprio dei dati con implicazioni sulla sicurezza nazionale, includendo i contratti che abbiano ad oggetto l'acquisto di beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti i servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G, nonché le acquisizioni di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione. L'articolo 2 introduce la disciplina transitoria applicabile per garantire la stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall'Unione europea in assenza di accordo e fornisce le definizioni di alcune espressioni utilizzate nel testo del decreto. Oltre alla definizione delle imprese bancarie, finanziarie e assicurative destinatarie delle norme che seguono, vengono definiti: la data di recesso, come la data a decorrere dalla quale avrà effetto il recesso del Regno Unito dall'Unione europea in assenza di un accordo; il "periodo transitorio" come il periodo tra la data di recesso e il termine del diciottesimo mese successivo. L'articolo 3 disciplina la continuazione nel periodo transitorio dell'attività da parte di banche, imprese di investimento e istituti di moneta elettronica già autorizzati alla prestazione dei relativi servizi. La possibilità di continuare ad operare è condizionata alla notifica alle autorità competenti e alla presentazione di una istanza di autorizzazione allo svolgimento dell'attività entro sei mesi dalla data di recesso. La disciplina distingue i soggetti che operano su base stabile avvalendosi del diritto di stabilimento da quelli che operano in regime di libera prestazione. In questo secondo caso, ferma restando la necessità di notifica, sono escluse le seguenti attività: per le banche, la possibilità di effettuare la raccolta del risparmio; per le imprese di investimento, la possibilità di operare nei confronti dei clienti al dettaglio. Per gli istituti di moneta elettronica è invece esclusa in toto l'operatività in regime di libera prestazione dei servizi. L'articolo prevede poi due regimi speciali di prosecuzione dell'attività: per le banche e le imprese di investimento del Regno Unito abilitate alla partecipazione alle aste dei titoli di Stato alla data di entrata in vigore del decreto in esame, che possono continuare a svolgere i servizi e le attività bancarie, ad eccezione dell'attività di raccolta del risparmio, nonché i servizi e le attività di investimento, senza necessità di notifica; per la gestione degli eventi del ciclo di vita di particolari categorie di contratti derivati over the counter (OTC) in essere alla data del recesso. L'articolo 4 elenca i soggetti del Regno Unito operanti in Italia che sono tenuti a cessare l'attività entro la data di recesso: istituti di pagamento, gestori di fondi, organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR), istituti di moneta elettronica che operano in regime di libera prestazione dei servizi o tramite agenti o soggetti convenzionati. Deve altresì cessare la raccolta del risparmio e la prestazione dei servizi di investimento, qualora effettuate in regime di libera prestazione dei servizi, senza una stabile organizzazione sul territorio della Repubblica. Nell'elenco rientrano inoltre i soggetti autorizzati a proseguire l'attività, ai sensi del predetto articolo 3, che non abbiano notificato l'intenzione di farlo alle autorità e che non presentino istanza di autorizzazione trascorsi 6 mesi dall'inizio del periodo transitorio. Il comma 4, coerentemente con quanto disposto dall'articolo 3, stabilisce un regime specifico per la prosecuzione delle attività connesse ai derivati OTC. L'articolo 5 indica i soggetti italiani per i quali, nel rispetto delle disposizioni previste nel Regno Unito, viene consentita la prosecuzione dell'attività nel periodo transitorio. La prosecuzione viene condizionata ad obblighi di notifica alle autorità competenti e alla presentazione dell'istanza di autorizzazione allo svolgimento delle relative attività, entro 12 mesi anteriori alla fine del periodo transitorio. L'articolo 6 disciplina la possibilità che i gestori di sedi di negoziazione italiani possano continuare a svolgere la propria attività nel Regno Unito e, viceversa, che i gestori di sedi di negoziazione del Regno Unito possano continuare a svolgere la propria attività sul territorio della Repubblica. Tale facoltà viene riconosciuta subordinatamente alla presentazione entro la data del recesso di una istanza per l'estensione dell'operatività nel Regno Unito da parte dei gestori italiani e, viceversa, di una istanza di estensione all'operatività in Italia da parte dei gestori del Regno Unito. L'articolo 7 stabilisce l'obbligo per le banche, le imprese di investimento, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica di mantenere l'adesione ai sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela disciplinati, per quanto riguarda i servizi bancari, dall'articolo 128- bis del TUB e, per quanto riguarda i servizi di investimento, dall'articolo 32- ter del TUF. I soggetti che operano in regime di libera prestazione di servizi possono non aderire a tali sistemi purché aderiscano o siano sottoposti a un sistema estero di composizione stragiudiziale delle controversie, partecipante alla rete europea dei sistemi di risoluzione alternativa denominata "Fin-Net". L'articolo 8 stabilisce, per le banche e le imprese di investimento che possono continuare a svolgere attività e servizi bancari e di investimento nel periodo transitorio, l'adesione di diritto ai sistemi italiani di garanzia dei depositanti aderenti e di indennizzo degli investitori. L'adesione di diritto si applica anche ai soggetti che operano in regime di libera prestazione di servizi, ai gestori di fondi, alle banche e alle imprese di investimento che cessino i servizi e le attività secondo quanto previsto dall'articolo 4, fatto salvo il caso in cui tali soggetti presentino al sistema (di garanzia o di indennizzo) italiano una dichiarazione di quello del Regno Unito attestante che i relativi investitori continueranno ad essere protetti per il periodo successivo alla data del recesso. Vengono inoltre stabiliti obblighi informativi nei confronti dei depositanti e degli investitori che consentano loro di essere correttamente informati sulle tutele loro applicabili. L'articolo 9, relativo al settore assicurativo, dispone la cancellazione delle imprese di assicurazione del Regno Unito, operanti nel territorio della Repubblica sia in regime di stabilimento che di libera prestazione dei servizi, dall'elenco delle imprese Ue dopo la data di recesso. Nel periodo transitorio le imprese di assicurazione del Regno Unito proseguono l'attività nei limiti della gestione dei contratti in essere e delle coperture in corso alla data di recesso senza assumere nuovi contratti, né rinnovare, anche tacitamente, contratti esistenti. Ai sensi del successivo articolo 10 anche gli intermediari assicurativi o riassicurativi del Regno Unito cessano la loro attività entro la data di recesso e sono cancellati dal relativo registro. Per tutelare i clienti, sono fatte salve le operazioni necessarie all'ordinata chiusura dei rapporti di distribuzione già in essere, non oltre il termine massimo di sei mesi dalla data di recesso. L'articolo 11 dispone la prosecuzione dell'attività delle imprese italiane di assicurazione o riassicurazione operanti nel territorio del Regno Unito in regime di stabilimento o di libera prestazione dei servizi. L'articolo 12 interviene sulla disciplina dei limiti di investimento dei fondi pensione: a tali fini, i fondi di investimento del Regno Unito sono assimilati ai fondi europei, per tutto il corso del periodo transitorio. Si consente dunque ai fondi pensione italiani di continuare ad investire in fondi del Regno Unito. L'articolo 13 reca una disposizione di carattere generale e dispone il mantenimento della legislazione vigente in materia fiscale durante il periodo transitorio previsto dall'accordo di recesso raggiunto il 22 novembre 2018. In particolare, si dispone che, fino al termine del periodo transitorio previsto dall'accordo di recesso (31 dicembre 2020), si continuino ad applicare ai soggetti del Regno Unito che operano in Italia le disposizioni fiscali nazionali previste in funzione dell'appartenenza del Regno Unito all'Unione europea. Gli articoli 14, 15, 16 e 17 contengono norme in materia di: soggiorno in Italia dei cittadini del Regno Unito e dei loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea; concessione della cittadinanza italiana ai cittadini del Regno Unito; potenziamento dei servizi consolari italiani nel Regno Unito; prestazioni sanitarie nell'ambito dei sistemi di sicurezza sociale. L'articolo 18 autorizza la sottoscrizione di quote di capitale della Banca europea per gli investimenti (BEI) da parte dell'Italia per un ammontare pari a circa 6,9 miliardi di euro. La sottoscrizione dell'Italia è resa necessaria per sostituire il capitale sottoscritto dal Regno Unito e garantire in tal modo l'operatività, la solvibilità e il merito di credito della Banca. Ad esito della sottoscrizione, la quota di capitale dell'Italia aumenterà dal 16,1 al 19,2 per cento. L'articolo 19 reca disposizioni per il sostegno all'attività internazionale del Governo. I commi dall'1 al 3 disciplinano, recando le relative coperture, la facoltà di assunzione di personale da parte del MEF connessa alla presidenza italiana del G20 nel 2021 e ai negoziati europei e internazionali in materia economico-finanziaria. Il comma 4 dispone in materia di riassegnazione delle risorse residue nei conti speciali CEE allo stato di previsione del MEF. Gli articoli da 20 a 23 (Capo III) del provvedimento in esame consentono la prosecuzione delle misure di supporto allo smaltimento dei crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari, tramite la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza  GACS). A tal fine, confermando la disciplina prevista dal decreto legge n. 18 del 2016, possono usufruire della garanzia dello Stato solo le cartolarizzazioni senior , ossia quelle considerate meno rischiose, in quanto sopportano per ultime le eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Le garanzie possono essere chieste dalle banche che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza, a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito. Si prevede che il prezzo della garanzia sia un prezzo "di mercato", al fine di non dar vita ad aiuti di Stato, e sia crescente nel tempo, allo scopo di tener conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata dei titoli e di introdurre nel meccanismo un incentivo a recuperare velocemente i crediti. Al fine del rilascio della garanzia, i titoli emessi a fronte della cartolarizzazione devono avere preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore al rating BBB da un'agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce secondo i criteri che le agenzie stesse sono tenute ad osservare. Rispetto alla disciplina del 2016: lo schema di garanzia è destinato a durare, in prima battuta, per un tempo più lungo rispetto a quello originariamente previsto dal decreto-legge n. 18 (24 mesi dal parere positivo dell'Unione europea, prorogabili di ulteriori 12, in luogo dei 18 mesi previsti nel 2016); il prezzo di trasferimento dei crediti in sofferenza cartolarizzati non è più computato al momento della cessione; si prevede che il rating minimo dei crediti eleggibili per la garanzia statale sia più elevato del precedente investment grade , e cioè che tale rating non sia inferiore a BBB o equivalente; sono previste condizioni più stringenti per la tempistica di remunerazione dei titoli cartolarizzati diversi da quelli senior , a fronte di una diversa disciplina di recupero dei crediti, nonché delle società che prestano i servizi connessi alle operazioni di cartolarizzazione. La tempistica della remunerazione viene legata al raggiungimento di determinati livelli di incasso; è modificata la disciplina del corrispettivo della garanzia statale, sia mediante l'aggiornamento della composizione dei panieri di titoli presi in considerazione per il calcolo del prezzo, sia mediante l'innalzamento delle percentuali di maggiorazione del prezzo legate al trascorrere del tempo. Il presidente BAGNAI dichiara aperta la discussione generale. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) riconosce il carattere di necessità del provvedimento in esame, recante disposizioni idonee alla tutela del quadro ordinamentale a fronte del recesso del Regno Unito in assenza di accordo con le istituzioni europee, nonché a salvaguardia degli interessi dei cittadini e delle imprese. Sollecita quindi un livello adeguato di attenzione ai contenuti e alle implicazioni dell'articolo 1 del decreto legge n. 22, in ragione dell'esigenza di contemperare la sicurezza nazionale con le legittime aspettative degli investitori, i quali non possono che auspicare tempi sufficientemente rapidi nello svolgimento dei procedimenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Valuta inoltre positivamente il previsto potenziamento delle strutture del Ministero degli affari esteri, in relazione alla questione dell'attribuzione della cittadinanza. Conclude proponendo di audire la Banca d'Italia, l'IVASS e rappresentanti dei soggetti investitori nel digitale. Il senatore LANNUTTI ( M5S ) propone l'audizione della CONSOB. La senatrice BOTTICI ( M5S ) propone di audire la società Consap. Ha quindi la parola la senatrice CONZATTI ( FI-BP ), la quale pone in evidenza l'incongruità del capo I e del capo III rispetto alla maggior parte delle disposizioni recate dal provvedimento, contraddistinte da un'oggettiva urgenza e da opportunità nel caso di recesso del Regno Unito in assenza di accordi. Si associa alle richieste di audizioni e auspica un approfondimento riguardo gli aspetti geopolitici dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) condivide le richieste di audizioni formulate e auspica che l'esame del decreto legge n. 22 contempli necessari approfondimenti riguardo la materia dell'articolo 1, in considerazione delle esigenze di sicurezza nazionale, nonché degli aspetti sanitari connessi al recesso del Regno Unito. Il presidente BAGNAI , ricordato che il termine per la presentazione degli emendamenti è stato posto alle ore 12 del 5 aprile, si riserva di programmare un ciclo di audizioni sulla base delle proposte formulate. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,40.