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PROCES-VERBAL DE LA CONFERENCE DES MINISTRES CHARGES DE L'IMMIGRATION DES ETATS MEMBRES DES COMMUNAUTES EUROPEENNES Dublin, 15 juin 1990 Objet: Convention relative à la dètermination de l'Etat responsable de l'examen d'une demande d'asile prèsentèe dans l'un des Etats membres des Communautès europèennes. PROCESSO VERBALE DELLA CONFERENZA DEI MINISTRI INCARICATI DELL'IMMIGRAZIONE DEGLI STATI MEMBRI DELLE COMUNITÀ EUROPEE Dublino, 15 giugno 1990 Oggetto: Convenzione sulla determinazione dello Stato competente dell'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri delle Comunità europee. NOTULEN VAN DE CONFERENTIE VAN DE MET IMMIGRATIEZAKEN BELASTE MINISTERS VAN DE LID-STATEN VAN DE EUROPESE GEMEENSCHAPPEN Dublin, 15 juni 1990 Betreft: Ontwerp-overeenkomst betreffende de vaststelling van de Staat die verantwoordelijk is voor de behandeling van een asielverzoek bij een van de Lid-Staten van de Europese Gemeenschappen. ACTA DA CONFERENCIA DOS MINISTROS RESPONSAVEIS PELA IMIGRAÇÃO DOS ESTADOS-MEMBROS DAS COMUNIDADES EUROPEIAS Dublin, 15 de junho de 1990 Assunto: Convencao sobre a determinacao do Estado responsavel pela analise de um pedido de asilo apresentado num Estado-membro das Comunidades Europeias. I Ministri hanno preso atto del testo del progetto di convenzione sulla determinazione dello Stato competente dell'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri delle Comunità europee. I Ministri hanno inoltre preso atto: che undici Stati membri sono in grado di firmare la convenzione; di una dichiarazione del Ministro danese, secondo cui il suo Paese non è attualmente in grado di firmare la convenzione, ma egli intende continuare ad adoperarsi affinchè la Danimarca possa firmarla a sua volta. I Ministri degli undici Stati membri hanno quindi deciso di procedere alla firma della convenzione, restando inteso che, se entro il 7 dicembre 1990 la Danimarca non avrà firmato, la maggior parte di essi firmerà una convenzione di cui saranno parti contraenti gli Stati in questione. I Ministri hanno deciso di mettere a verbale della conferenza le seguenti dichiarazioni: 1. Le parti dichiarano che, per consentire ai richiedenti l'asilo di beneficiare di adeguate garanzie, manterranno la possibilità di estendere la cooperazione prevista dalla presente convenzione ad altri Stati, dando loro la facoltà di sottoscrivere, mediante opportuni strumenti, impegni identici a quelli stabiliti dalla presente convenzione. 2. Gli Stati membri ritengono che non sia necessario completare l'art. 15, paragrafo 6 della convenzione precisando che possono essere comunicati soltanto i dati ottenuti in maniera lecita e di buona fede, perché a loro parere questo è evidente e pertanto non sono necessarie disposizioni a questo proposito. 3. Gli Stati membri decidono di presentare ogni anno al Comitato una relazione sul controllo del buon uso delle informazioni di cui all'art. 15, come essi l'organizzano. 4. Gli Stati membri hanno preso atto che non è escluso il ricorso ad altre possibilità previste dal diritto internazionale nel caso che sia impossibile raggiungere un accordo in materia di revisione della convenzione in applicazione dell'articolo 17, paragrafo 2. 5. Gli Stati membri considerano che in caso di sospensione della presente convenzione ad iniziativa di uno di essi, a norma dell'art. 17, la convenzione continua ad applicarsi tra gli Stati membri. 6. Gli Stati membri ritengono che il progetto di convenzione relativa al passaggio delle frontiere esterne degli Stati membri delle Comunità europee è strettamente connesso ad altri strumenti necessari all'attuazione dell'articolo 8 A del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare alla convenzione sulla determinazione dello Stato competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri delle Comunità europee. Gli Stati membri sottolineano la necessità di intensificare i lavori sul progetto precitato in modo che essi possano concludersi prima della fine del 1990. L'entrata in vigore della convenzione relativa al passaggio delle frontiere esterne degli Stati membri dovrebbe poter intervenire al più presto possibile dopo quella della presente convenzione. 7. La Repubblica federale di Germania dichiara che la Repubblica democratica tedesca non è un Paese estero rispetto alla Repubblica federale di Germania. In riferimento alla dichiarazione del Governo della Repubblica federale di Germania relativa alla definizione dei cittadini tedeschi, allegata al trattato che istituisce la Comunità economica europea, del 25 marzo 1957, la Repubblica federale di Germania sottolinea che la presente Convenzione non è applicabile ai tedeschi ai sensi di detta dichiarazione. 8. I Paesi Bassi muovono dal principio che, trattandosi di un problema che riguarda i dodici Paesi, la procedura d'approvazione non inizierà nelle capitali prima che abbia firmato la convenzione anche la Danimarca. Comunque, i Paesi Bassi non inizieranno prima che la Danimarca abbia firmato. 9. I Paesi Bassi dichiarano che per quanto riguarda la definizione della nozione di "domanda d'asilo", essi interpretano i termini "chiede ad uno Stato membro la protezione", nel senso che lo straniero in questione chiede, all'atto della presentazione di una domanda d'asilo, invocando la qualità di rifugiato, di essere ammesso, in tale qualità, al soggiorno nello Stato membro interessato. 10. Il Regno di Spagna dichiara che se il Regno Unito dovesse decidere o estendere a Gibilterra l'applicazione dell'articolo 19 della convenzione tale applicazione non potrebbe che lasciare impregiudicata la posizione spagnola circa la controversia con il Regno Unito riguardante la sovranità sul territorio dell'istmo. L'originale del presente processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario della conferenza, sarà depositato con la convenzione presso il Governo irlandese. Una copia del processo verbale sarà inviata agli Stati firmatari.