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Disposizioni in favore delle scuole paritarie e degli asili nido privati. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge ha l'obiettivo di introdurre la destinazione di una quota del 10 per mille al finanziamento delle scuole paritarie e degli asili nido privati e di istituire un fondo con una dotazione di 100 milioni di euro al fine di sostenere le scuole paritarie in questo momento emergenziale. Numerose leggi approvate negli ultimi anni consentono ai contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi, di destinare una quota dal gettito IRPEF a specifiche cause e soggetti, secondo una libera scelta di coscienza. Nel rispetto dello spirito laico, sancito dalla Costituzione, che è proprio dello Stato e che accompagna le scelte dei contribuenti, si ritiene opportuno e utile arricchire la lista dei beneficiari, al fine di ampliare la scelta delle destinazioni cui il cittadino può indirizzare il proprio contributo e contemporaneamente garantire un sostegno concreto a tutte quelle scuole paritarie che specialmente in questo momento, si trovano in situazioni di crisi. L'epidemia da COVID-19 ha ulteriormente acuito la situazione, in quanto molte famiglie stanno subendo una contrazione del proprio reddito, a causa delle pesanti limitazioni del lavoro imposte dalla quarantena e non riescono a continuare a pagare le rette. Per questo molte scuole paritarie si trovano in estrema difficoltà ad onorare i propri impegni economici, primo fra tutti il pagamento degli stipendi dei professori, senza contare che la didattica online, che in questo periodo viene impartita per terminare l'anno scolastico, ha ovviamente dei costi di realizzazione. Le scuole paritarie in Italia, secondo gli ultimi dati del Ministero dell'istruzione, sono 12.564 e accolgono 866.805 studenti: la fetta principale, 524.031, si trova nel segmento della scuola dell'infanzia. Il settore impiega circa 160.000 unità di personale alle dipendenze, tra docenti (90.000) e tecnici-amministrativi (70.000), e tutto sommato ha retto al grande « esodo » di insegnanti che hanno colto al volo le varie tornate di stabilizzazioni iniziate nel 2015/2016, optando per il posto fisso negli istituti statali. Proprio la stabilità finanziaria è una delle questioni perennemente aperte per gli istituti paritari che devono fare pressoché totale affidamento sui canoni mensili per ottemperare ai doveri verso il personale dipendente o coprire le spese, fisse o variabili. Il finanziamento al mondo delle paritarie ammonta solo a 512,7 milioni di euro annui; a cui si aggiungono i 35,9 milioni di euro previsti per inserire gli studenti con disabilità. Le rette a carico delle famiglie oscillano dai 2.000 ai 5.000 euro, suddivise trimestralmente, a seconda del grado di istruzione, ed è prevista una detrazione, al pari delle scuole statali, del 19 per cento fino a 800 euro di spese. Una situazione da sempre fragile, ma che rischia di precipitare nel momento in cui non si dovessero realizzare misure strutturali ed interventi concreti a sostegno di queste realtà. Generalmente gli istituti paritari nascono in contesti fortemente locali e nell'ambito dei comuni di provincia, oppure sotto il controllo di enti religiosi, quindi in situazioni che denotano una caratterizzazione tipicamente territoriale ed un sentimento di appartenenza tipico di quel genitore che sceglie per suo figlio un ambiente meno caotico, come può essere quello degli istituti di natura pubblica, ma più confortevole e inquadrato per via delle scelte educative che possono rispecchiare meglio le idee o le convinzioni di una determinata comunità. Permettere quindi al contribuente di garantire, attraverso una quota del suo gettito IRPEF, il sostegno di un istituto con cui ha stretto un legame nel corso degli anni garantirebbe non solo un supporto economico al suddetto istituto, ma contemporaneamente la percezione, per il cittadino, di sostenere concretamente un ente vicino a lui e quindi avere la certezza che il proprio contributo abbia potuto valorizzare un ente o un'associazione che si sviluppa sul suo territorio. L'obiettivo di questo disegno di legge è quindi consentire al cittadino che produce reddito in Italia la possibilità di devolvere il proprio contributo per il sostegno delle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e degli asili nido privati, ed istituire un fondo a sostegno delle stesse scuole.. 1 (Istituzione di un fondo per le scuole paritarie) 1 Al fine di garantire l'effettività e l'integrità del diritto all'istruzione, come sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, presso il Ministero dell'istruzione è istituito un fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato alla concessione di garanzie fino al 31 dicembre 2020, in conformità con la normativa europea in tema di aiuti di Stato, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma a sostegno delle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62. 2 (Disposizioni per la destinazione di una quota del 10 per mille al finanziamento delle scuole paritarie e degli asili nido privati) 1 A decorrere dall'anno finanziario 2020, fermo restando quanto già dovuto dai contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), una quota pari al 10 per mille dell'imposta stessa è destinata, in base alla scelta del contribuente, al sostegno delle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e degli asili nido privati. 3 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a 1,1 miliardi di euro per l'anno 2020 e a 1 miliardo di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. 4 (Disposizioni finali) 1 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell'istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità per l'attuazione della presente legge. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .