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Introduzione dell'articolo 372- bis del codice penale, concernente il reato di depistaggio. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge intende inserire, accanto all'articolo 372 del codice penale, una nuova fattispecie di reato, il reato di depistaggio. È noto che molte delle inchieste sui principali avvenimenti di strage e di terrorismo hanno subìto rallentamenti, quando non veri e propri arresti, a causa della mancata collaborazione di pubblici ufficiali con l'autorità giudiziaria. Dalla strage di piazza Fontana in poi, le omissioni, le bugie e la distruzione di documenti hanno impedito che si potesse giungere alla scoperta dei responsabili materiali e morali degli attentati che hanno devastato il Paese fino al 1993. Spesso abbiamo sentito invocare l'abolizione del segreto di Stato e con altri disegni di legge abbiamo cercato di intervenire anche su questo aspetto. Ma per chi ha interesse a non far scoprire la verità è sempre aperta una porta, quella del segreto strisciante, non ufficiale né ratificato da alcuna autorità. Fino ad oggi tuttavia a queste condotte -- inqualificabili per gravità politica e morale -- non hanno mai corrisposto sanzioni adeguate, limitandosi l'ordinamento a prevedere per casi simili i reati di falsa testimonianza, omissione o soppressione di atti d'ufficio, senza evidenziare le conseguenze che tali condotte hanno, sul piano penale e della verità. Occorre viceversa rendersi conto che il pregiudizio che scaturisce da tali comportamenti incide in maniera indelebile sull'attività della magistratura, inquirente e giudicante, impedendo l'accertamento di fatti delittuosi gravissimi. Per questo riteniamo indispensabile introdurre, dopo l'articolo 372 del codice penale, un nuovo articolo, che sanzioni con la reclusione da tre a dieci anni e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici tutti quei comportamenti tendenti all'occultamento totale o parziale della verità da parte dei pubblici ufficiali. Ovviamente tale previsione non può non tenere conto della salvaguardia garantita dalla disciplina del segreto di Stato, talché non risulta perseguibile la condotta, pur omissiva, tenuta in ottemperanza delle disposizioni vigenti in materia di tutela degli interessi dello Stato. Inevitabilmente, l'attenzione degli osservatori è sempre stata attirata dagli episodi di strage e di terrorismo previsti dagli articoli 285 e 422 del codice penale, ma non possiamo dimenticare che depistaggi o deviazioni sono stati posti in essere anche nel corso di procedimenti aventi ad oggetto episodi di tutt'altra natura. Per questo il presente disegno di legge prevede che siano sanzionati tutti i comportamenti omissivi dei pubblici ufficiali, tenuti anche nel corso di procedimenti penali, concernenti i reati di associazione mafiosa, di associazioni segreta diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, il traffico illegale di armi, di materiale nucleare, chimico o biologico. In conclusione, la nuova disciplina del segreto di Stato non potrà nascere compiuta se non sarà affiancata da una espressa previsione sanzionatoria per chi si adoperi illegittimamente nei confronti della magistratura e del Paese, affermando il falso, o negando il vero, su fatti di cui è a conoscenza.. Art. 1. 1. Dopo l'articolo 372 del codice penale è inserito il seguente: «Art. 372- bis. - (Depistaggio) -- Il pubblico ufficiale che, richiesto dall'autorità giudiziaria di fornire informazioni in un procedimento penale riguardanti fatti, notizie o documenti concernenti i reati diretti all'eversione dell'ordine costituzionale, i reati di strage previsti dagli articoli 285 e 422, i reati previsti dall'articolo 416- bis , i reati previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, nonché reati concernenti il traffico illegale di armi, materiale nucleare, chimico o biologico, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La condanna importa sempre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici».