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ALLEGATO 2 PROMEMORIA CONCERNENTE L'INTERPRETAZIONE E L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO VIII DELL'ACCORDO ITALO-BRITANNICO DI PAGAMENTI IN STERLINE Nell'articolo VIII dell'Accordo italo-britannico di pagamenti in sterline il Governo del Regio Unito si impegna a non limitare la disponibilità di sterline tenute nel Conto N. 1 dell'Ufficio italiano dei Cambi presso la Banca d'Inghilterra in eccedenza di un saldo minimo convenuto; e secondo l'articolo V dello stesso Accordo le sterline esistenti presso qualsiasi altro conto italiano possono essere trasferite al Conto N. 1 dell'Ufficio. Lo scopo e la conseguenza di queste disposizioni sono che il Governo del Regno Unito si impegna a non limitare la disponibilità di tutte le sterline italiane (al di sopra del saldo minimo anzidetto del Conto N. 1 dell'Ufficio) per trasferimenti al di fuori dell'area della sterlina e dell'Italia; ma che a richiesta del Governo italiano questa facilitazione si applicherà per il momento soltanto attraverso il Conto N. 1 dell'Ufficio. In altre parole, il Conto Conto N. 1 sarà un conto trasferibile e nessun altro conto trasferibile sarà aperto al nome di organismi bancari italiani o di altri residenti in Italia senza previa consultazione tra l'Ufficio e la Banca d'Inghilterra e la loro approvazione. L'impegno del Governo del Regno Unito di non limitare la spendibilità in qualsiasi Paese è subordinato ad un'importante precisazione che richiede illustrazioni ulteriori. Il Governo del Regno Unito si propone di accordarsi al più presto possibile con le autorità monetarie di tutti gli altri Paesi fuori dell'area della sterlina, nel senso che esse accettino le sterline dell'Ufficio in relazione a transazioni correnti (e, oppure, consentano ai residenti nei loro territori di accettarle). Per motivi di tempo e di distanza tuttavia questi accordi possono essere conclusi soltanto gradualmente, e non è possibile dire se o quando tutti i Paesi adotteranno le misure necessarie per rendere effettiva la spendibilità delle sterline in tutto il mondo. Comunque, alla data di entrata in vigore dell'Accordo di pagamenti, le sterline a disposizione dell'Ufficio saranno già trasferibili per transazioni correnti nei seguenti Paesi (oltre che nell'area della sterlina): Area dei conti americani, ossia: Stati Uniti d'America Dipendenze degli Stati Uniti d'America Isole Filippine Columbia Costarica Cuba Repubblica Dominicana Ecuador Guatemala Salvador Haiti Honduras Messico Nicaragua Panama Venezuela Canadà e Terranuova Argentina. Area del Belgio, ossia: Belgio Lussemburgo Congo Belga Ruanda-Urundi Area olandese, ossia: Olanda Indie orientali olandesi Indie occidentali olandesi Area portoghese, ossia: Portogallo (incluse Madera e le Azzorre) Impero coloniale portoghese. Ciò significa che le sterline possono essere trasferite dal Conto N. 1 dell'Ufficio al conto di un residente in qualsiasi dei territori su menzionati; e che, inoltre, per quanto concerne transazioni correnti nell'area dei conti americani, le sterline possono essere trasferite a un conto americano, e quindi, sia essere convertite in dollari S.U. a Londra, al tasso ufficiale corrente, sia ceduti contro dollari S.U. nel mercato di New York. Si prevede altresì che le sterline a disposizione dell'Ufficio potranno essere entro breve trasferite all'area francese, al Brasile e all'Uruguay. La Banca d'Inghilterra terrà l'Ufficio pienamente informato in merito agli sviluppi di trattative con altri Paesi. Resta inteso, tuttavia che il grado di spendibilità assicurato fin dalla data dell'entrata in vigore dell'Accordo sarà tale da consentire all'Ufficio di rendere interamente operante l'articolo VI dell'Accordo stesso a partire da detta data. ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Sir Noel Charles, In relazione alla Sua lettera in data odierna, sono lieto di confermarLe che il Governo italiano ha approvato le disposizioni di cui agli allegati alla Sua surriferita, e precisamente: 1° Accordo italo-britannico di pagamenti in sterline; 2° Promemoria concernente l'interpretazione e l'applicazione dell'articolo VIII dell'Accordo italo-britannico di pagamenti in sterline; ed è d'accordo che la Sua comunicazione insieme con la presente risposta vengano considerate come costituenti un Accordo fra i nostri due Governi sulla materia, il quale entra immediatamente in vigore. Sono lieto altresì di farLe conoscere che il Governo italiano accetta la proposta che l'ammontare del saldo minimo di cui all'articolo III dell'Accordo venga fissato a Lst. 10.000.000. Mi è grata l'occasione, caro Sir Noel, per rinnovarLe l'espressione della mia viva cordialità. SFORZA Sir NOEL CHARLES Bt., K.C.M.G., M.C. Rappresentante di Sua Maesta Britannica - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Conte Sforza, Le discussioni che hanno avuto luogo recentemente tra le Autorità italiane e le Autorità del Regno Unito per la sistemazione di alcuni debiti tra il Governo italiano e il Governo del Regno Unito derivanti dalla presenza in Italia di Forze britanniche, hanno portato ad un Accordo, subordinato all'approvazione dei due Governi, sulle disposizioni contenute nell'Allegato alla presente lettera. Sono lieto di essere in grado di informarLa che tali disposizioni sono state ora approvate dal Governo del Regno Unito, per la sua parte, e ritengo che esse sono state similmente approvate dal Governo italiano. Proporrei pertanto che la presente comunicazione insieme con la Sua risposta comportante che le stesse disposizioni sono parimente accette al Governo italiano siano considerate come costituenti un Accordo tra i nostri due Governi in questa materia, Accordo da porre immediatamente in vigore. Mi creda, caro Conte Sforza, sinceramente Suo NOEL CHARLES Conte CARLO SFORZA Ministro degli Affari Esteri - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ----------------------------- ALLEGATO ACCORDO CONCERNENTE I DEBITI ED I CREDITI POST- LIBERAZIONE 1. Il Governo del Regno Unito accrediterà al Governo italiano il controvalore in sterline di tutta la moneta italiana spesa dalle Forze britanniche in Italia (dopo aver detratto le ricevute degli spacci militari, ecc.) e dei beni e servizi messi a disposizione delle Forze britanniche in Italia dal Governo italiano, a partire dal 1 giugno 1946, fino alla data della loro definitiva partenza dall'Italia, ossia, non più tardi di 90 giorni dall'entrata in vigore del Trattato di pace. 2. Il Governo del Regno Unito accrediterà anche al Governo italiano il controvalore in sterline delle lire fornite dal Governo italiano alle Forze britanniche prima del 1 giugno 1946, che siano state corrisposte dalle Forze britanniche a italiani i quali aiutarono prigionieri di guerra britannici ad evadere. 3. Il Governo del Regno Unito accrediterà al Governo italiano anche il controvalore in sterline delle lire fornite dal Governo italiano alle Forze britanniche prima del 1 giugno 1946, che furono utilizzate dalle Forze britanniche per rifornimenti inviati alle Forze britanniche in Austria. 4. Subordinatamente alle disposizioni del seguente paragrafo 5, le somme da accreditare al Governo italiano di cui ai precedenti paragrafi 1, 2 e 3 saranno computate a fronte delle seguenti partite: a) il valore dei depositi definiti surplus dalle Forze britanniche in Italia, consegnati dal Governo del Regno Unito al Governo italiano in conformità agli Accordi già in vigore e b) il valore di: i) alcuni depositi, rifornimenti e servizi forniti sino alla presente data al Governo italiano, diversi da quelli destinati alle Forze armate; ii) impianti fissi trasferiti al Governo italiano in conformità agli Accordi già in vigore; iii) quegli articoli di equipaggiamento militare per l'uso delle Forze italiane che il Governo del Regno Unito potrà convenire di consegnare al Governo italiano dai depositi surplus in Italia dopo la data del presente Accordo; c) il valore dei depositi, rifornimenti e servizi messi a disposizione delle Forze italiane dalle Forze del Regno Unito dal 3 settembre 1943 fino alla presente data. Per il saldo dovuto al Regno Unito dopo il predetto regolamento, il Governo del Regno Unito riceverà, ed il Governo italiano conviene di corrispondere, una somma di 8.000.000 di sterline quale sistemazione definitiva. 5. Poichè il Governo del Regno Unito non ha facoltà di rinunziare a richieste di pagamento per qualsiasi parte di depositi surplus, rifornimenti o impianti fissi, di cui al precedente paragrafo 4, che sono di origine americana e che sono stati forniti dal Governo degli Stati Uniti in base alle disposizioni "affitti e prestiti", il Governo italiano rimarrà responsabile per il controvalore di dette parti di depositi surplus, rifornimenti o impianti fissi, se e nella misura nella quale il Governo degli Stati Uniti avanzerà al riguardo richieste al Governo italiano. 6. Il Governo del Regno Unito rinunzia a favore del Governo italiano a qualsiasi diritto che il Governo del Regno Unito possa, avere nei riguardi del materiale bellico e dei depositi germanici catturati in Italia come bottino di guerra. ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Sir Noel Charles, In relazione alla Sua lettera, in data odierna sono lieto di confermarLe che il Governo italiano ha approvato le disposizioni di cui all'Allegato alla lettera surriferita concernenti la sistemazione di alcuni debiti tra il Governo italiano ed il Governo del Regno Unito derivanti dalla presenza in Italia di Forze britanniche. Sono lieto inoltre di comunicarLe che il Governo italiano è d'accordo che la Sua comunicazione insieme con la presente risposta vengano considerate come costituenti un Accordo fra i nostri due Governi sulla materia, il quale entra immediatamente in vigore. Mi è grata l'occasione, caro Sir Noel, per rinnovarLe l'espressione della mia viva cordialità. SFORZA Sir NOEL CHARLES Bt., K.C.M.G., M.C. Rappresentante di Sua Maesta Britannica - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Conte Sforza, Con riferimento allo scambio di lettere cui abbiamo proceduto in data odierna, concernente il regolamento di alcuni debiti tra il Governo italiano ed il Governo del Regno Unito derivanti dalla presenza delle Forze britanniche in Italia, Le comunico, per informazione del Governo italiano, le seguenti valutazioni delle partite menzionate nell'Allegato alla mia lettera. Nessun accertamento è stato peraltro compiuto per calcolare l'effettivo valore di realizzo dei depositi e degli impianti fissi in Italia. Paragrafo 1 Lire spese dalle Forze britanniche dal 1° giugno 1946 fino alla data del loro ritiro definitivo dall'Italia Lst. 12.000.000 Beni e servizi messi a disposizione delle Forze britanniche dal Governo italiano durante lo stesso periodo........................... Lst. 13.000.000 Paragrafo 2 Pagamenti effettuati dalle Forze britanniche in lire prima del 1° giugno 1946 a italiani che aiutarono prigionieri di guerra britannici ad evadere............. Lst. 500.000 Paragrafo 3 Rifornimenti inviati alle Forze britanniche in Austria anteriormente al 1° giugno 1946... Lst. 750.000 Paragrafo 4 a) Materiali residuati surplus del Governo del Regno Unito....... Lst. 75.000.000 b) 1) a) Forniture delle Forze britanniche alle Ferrovie italiane ecc............................... Lst. 2.500.000 b) Spese per il mantenimento, ecc. di civili italiani nel territorio occupato.. Lst. 500.000 c) Trasporti marittimi, rifornimenti e servizi............ Lst. 700.000 2) Impianti fissi............ Lst. 8.500.000 3) Surplus di materiale militare la cui consegna, al Governo italiano potra essere successivamente approvata, inclusi nel paragrafo 4 a) c) Depositi, rifornimenti e servizi messi dalle Forze del Regno Unito a disposizione delle Forze italiane dal 3 settembre 1943 fino alla data presente...... Lst. 45.000.000 Mi creda, caro Conte Sforza, sinceramente Suo NOEL CHARLES Conte CARLO SFORZA Ministro degli Affari Esteri - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Conte Sforza, Le discussioni che hanno avuto luogo recentemente tra le Autorità italiane e le Autorità del Regno Unito in vista della conclusione di un Accordo tra il Governo italiano ed il Governo del Regno Unito circa, il trattamento da riservare ai beni di proprietà italiana nel Regno Unito hanno portato ad un Accordo, subordinato all'approvazione dei due Governi, sulle disposizioni contenute nell'Allegato alla presente lettera. Sono lieto di essere in grado di informarLa che tali disposizioni sono state ora approvate dal Governo del Regno Unito, per la sua parte, e ritengo che esse sono state similmente approvate dal Governo italiano. Proporrei pertanto che la presente comunicazione, insieme con la Sua risposta comportante che tali disposizioni sono parimente accette al Governo italiano, vengano considerate come costituenti un Accordo fra i nostri due Governi sulla materia, Accordo che entrerà in vigore all'atto del deposito della ratifica da parte del Governo italiano del Trattato di pace con l'Italia. Aggiungo che il Governo del Regno Unito farà ogni migliore sforzo per assicurare che le disposizioni del presente Accordo siano estese secondo quanto e previsto nella clausola 16 dell'Accordo stesso. Mi creda, caro Conte Sforza, sinceramente Suo NOEL CHARLES Conte CARLO SFORZA Ministro degli Affari Esteri - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri SFORZA ----------------------------- ALLEGATO ACCORDO RELATIVO AI BENI ITALIANI DETENUTI DAI CUSTODI DEL REGNO UNITO ED AL PAGAMENTO DEI DEBITI DOVUTI DALL'ITALIA A PERSONE NEL REGNO UNITO Considerato che, a sensi dell'art. 79 del Trattato di pace con l'Italia, ognuna delle Potenze Alleate ed Associate ha il diritto di sequestrare, trattenere, liquidare o prendere ogni altra misura per quanto concerne tutti i beni, diritti ed interessi che alla data dell'entrata in vigore del Trattato di pace si trovano entro il suo territorio ed appartengono all'Italia o a cittadini italiani, e di impiegare tali beni o il prodotto della loro liquidazione ai fini che essa crederà, sino a concorrenza dell'ammontare dei suoi reclami e di quelli dei suoi cittadini verso l'Italia o verso cittadini italiani (compresi i debiti) che non fossero stati interamente regolati in conformità agli articoli del Trattato di pace, considerato che, a sensi del Trattato di pace, tutti i beni italiani, o il prodotto della loro liquidazione, eccedenti l'ammontare di tali reclami saranno restituiti, considerato che il Governo del Regno Unito è disposto a rinunciare ad ogni reclamo su tali beni ad eccezione dei debiti dovuti dall'Italia verso persone nel Regno Unito, considerato che il Governo italiano, in vista di detta rinuncia, desidera provvedere nel Regno Unito i fondi per il pagamento dei detti debiti, il Governo italiano ed il Governo del Regno Unito hanno raggiunto il seguente Accordo: 1. Il Governo del Regno Unito trasferirà al Governo italiano tutte le attività liquide ora detenute come beni italiani dai Custodi. 2. Il Governo del Regno Unito restituirà ai proprietari originari o ai loro legali rappresentanti qualsiasi bene italiano attualmente sottoposto a regime di Custodia o sotto il controllo dei Custodi, diverso dalle attività liquide surriferite oppure che ai termini del presente Accordo può essere liquidato più tardi. 3. Il Governo italiano utilizzerà le attività liquide ad esso Governo trasferite a sensi del presente Accordo per il pagamento di debiti nel Regno Unito ed a tale fine aprirà un Conto Speciale al nome della Banca d'Italia, presso la Banca d'inghilterra, nel quale saranno versate le sterline così trasferite, e dal quale saranno tratte le somme per il pagamento dei debiti predetti. 4. Il Controllore Generale consegnerà al rappresentante del Governo italiano a Londra, che il Governo italiano nominerà a tale fine, elenchi di tutti i beni italiani detenuti dai Custodi, con ogni elemento in suo possesso circa la originaria proprietà, e la natura ed il valore o la stima del valore di ciascun bene. 5. Il Governo italiano, per tramite del suo speciale rappresentante, notificherà al più presto al Controllore Generale, ma in ogni caso entro 3 mesi dalla data dell'invio dell'ultimo elenco, in quale delle seguenti tre categorie desidera che siano trattati tali beni non liquindi, cioè: (a) beni da realizzarsi al fine di incrementare l'importo in sterline disponibili per il pagamento di debiti; (b) beni da restituire agli antichi proprietari o ai loro legali rappresentanti; (c) beni la cui destinazione secondo (a) e (b) deve essere deferita ad ulteriore esame. 6. Il Governo del Regno Unito conviene di realizzare qualsiasi bene italiano a richiesta del Governo italiano a sensi della clausola 5 (a) e di versare il prodotto della, loro liquidazione, detratte le spese di vendita, nel conto speciale indicato nella clausola 3. 7. Il Governo italiano indennizzerà il Governo del Regno Unito per i reclami dei precedenti proprietari, ove venga accertato che i beni furono erroneamente sottoposti a regime di custodia e erano originariamente in forma liquida o sono stati successivamente liquidati, e sono stati trasferiti al Governo italiano a sensi di questo Accordo, e ciò fino a concorrenza dell'ammontare così trasferito dai Custodi. 8. Il Governo italiano si obbliga a compensare i precedenti proprietari per i loro beni ad esso Governo trasferiti in forma liquida a sensi del presente Accordo. L'ammontare del compenso da pagarsi per i beni liquidati dopo essere stati sottoposti a regime di custodia sarà l'importo netto versato nel Conto speciale ai termini della clausola 3. Le condizioni di pagamento di tale compenso saranno determinate dal Governo italiano. 9. Il Governo italiano s'impegna a far fronte a qualsiasi deficit del Conto speciale di cui alla clausola 3 in dipendenza del pagamento di debiti a sensi del presente Accordo, ma avrà diritto al libero uso di qualsiasi eccedenza del Conto speciale dopo il pagamento di detti debiti. 10. Il Governo italiano fornirà al Governo del Regno Unito un elenco di tutti i debiti accertati in Italia a sensi della legislazione italiana a favore di persone nel Regno Unito, con quelle informazioni che consentano di rintracciare i creditori e di identificare le transazioni che hanno dato origine ai debiti. 11. Il Governo del Regno Unito fornirà al Governo italiano elenchi delle richieste avanzate da creditori nel Regno Unito nei confronti di Enti o persone in Italia, con informazioni sufficienti a consentire di rintracciare i debitori o stabilire la validità e l'importo del debito qualora tali richieste non siano state incluse o interamente soddisfatte nell'elenco italiano di cui alla clausola 10. 12. Il Governo italiano si obbliga a prestare ogni assistenza in suo potere per aiutare i creditori a rintracciare i debitori, e per facilitare accordi fra le due parti; ma nel caso in cui non possa essere raggiunto un accordo, l'azione per il creditore del Regno Unito sarà esperita attraverso i normali Tribunali civili italiani. 13. Quando venga raggiunto l'accordo sull'ammontare del debito, il Governo italiano autorizzerà la Banca d'Italia ad effettuare il pagamento a valere sul Conto speciale. 14. Il tasso di cambio da usarsi per il pagamento di debiti in lire (ad esempio, per quei debiti in lire che erano trasferibili in conformità agli accordi ante-guerra tra i due Governi e per i quali un regolamento corrispondente non è stato raggiunto) sarà quello corrente alla data della scadenza del debito. 15. Nel presente Accordo i seguenti termini hanno il significato qui di seguito ad essi espressamente attribuito: "Custodi" sono: (a) Il Custode dei Beni Nemici per l'inghilterra ed il Galles. (b) Il Custode dei Beni Nemici per la Scozia. (c) Il Custode dei Beni Nemici per l'Irlanda del Nord. (d) Il Custode dei Beni Nemici per ogni qualsiasi territorio al quale il presente Accordo è esteso a sensi della clausola 16 o i loro successori. "Controllore Generale" è il Controllore Generale del "Trading with the Enemy Department" (Tesoreria e Ministero del Commercio). "Debiti" significano le obbligazioni finanziarie legalmente assunte dal Governo italiano, da Comuni, da Enti o da persone residenti in loco o che svolgano affari in Italia, mediante accordi o contratti stipulati prima dell'11 giugno 1940, verso persone residenti nel Regno Unito e in qualsiasi territorio al quale il presente Accordo viene esteso a sensi della clausola 16, o verso associazioni sia di fatto che di diritto le quali svolgono affari nel Regno Unito o in qualsiasi di detti territori. Tale termine non si riferisce ai debiti commerciali costituitisi dopo il 5 settembre 1945, né a dividendi, interessi ed altri pagamenti periodici maturati dopo la data della ratifica del Trattato di pace. "Beni italiani" significano tutti i beni italiani nel Regno Unito o in qualsiasi territorio al quale il presente Accordo è esteso a sensi della clausola 16, che, al momento dell'entrata in vigore del Trattato di pace con l'Italia, sono detenuti dai Custodi come appartenenti all'Italia o a cittadini italiani. 16. Il presente Accordo, previa notifica del Governo Unito al Governo italiano, può essere esteso a qualsiasi Colonia, territorio d'oltremare, protettorato o Stato protetto britannici, o a qualsiasi territorio sotto mandato o amministrazione fiduciaria esercitanti dal Governo del Regno Unito. ----------------------------- Roma, 17 aprile 1947 Caro Sir Noel Charles, In relazione alla Sua lettera in data odierna, sono lieto di confermarLe che il Governo italiano ha approvato le disposizioni di cui all'Allegato alla lettera surriferita, concernenti il trattamento da riservare ai beni di proprietà italiana nel Regno Unito, ed è d'accordo che la Sua comunicazione, insieme con la presente risposta, vengano considerate come costituenti un Accordo tra i nostri due Governi sulla materia, il quale entrerà in vigore all'atto del deposito della ratifica da parte del Governo italiano del Trattato di pace con l'Italia. Sono lieto inoltre di prendere atto, a nome del mio Governo, che il Governo del Regno Unito farà ogni migliore sforzo per assicurare che le disposizioni anzidette siano estese secondo quanto è previsto nella clausola 16 dell'Accordo stesso. Mi è gradita l'occasione, caro Sir Noel, per rinnovarLe l'espressione della mia viva cordialità. SFORZA SIR NOEL CHARLES Bt., K.C.M.G., M.C. Rappresentante di Sua Maesta Britannica - ROMA Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri ----------------------------- Rome, 17th april, 1947 Dear Count Sforza, Parte di provvedimento in formato grafico