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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 5 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI comunica che la prevista audizione, il prossimo lunedì 23 luglio, presso le Commissioni esteri e politiche dell'Unione europea di Senato e Camera, del negoziatore dell'Unione europea per la Brexit , Michel Barnier, non avrà più luogo per l'impossibilità di recarsi a Roma dello stesso negoziatore, in quanto, proprio per quel giorno, è prevista una ripresa dei relativi negoziati. La suddetta audizione è, pertanto, rinviata alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Comunica altresì che, nella giornata di giovedì 26 luglio, avrà luogo l'audizione dei ministri Moavero e Trenta sugli esiti del Vertice NATO di Bruxelles della scorsa settimana, nonché sulla Presidenza italiana dell'OSCE. Questa audizione dovrebbe presumibilmente tenersi nel primo pomeriggio del 26, sempre che, in quella fascia oraria, non sia calendarizzato, presso l'Aula del Senato, l'esame e l'approvazione del decreto-legge sulle motovedette alla Libia. La Commissione prende atto. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il presidente PETROCELLI ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione presentata dai senatori Alfieri e Vattuone sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali operanti nel Mar Mediterraneo. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stata chiamata a rispondere l'onorevole Del Re, sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario Emanuela Claudia DEL RE risponde alla suddetta interrogazione, sottolineando come EUNAVFORMED Sophia abbia una rilevanza strategica fondamentale per l'Italia. Oltre al contrasto al contrabbando di armi e di petrolio, in ottemperanza alle pertinenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU, e al contrasto al traffico di esseri umani (originario "mandato principale" della missione), uno dei suoi compiti più importanti consiste nell'addestramento e nell'equipaggiamento della Guardia costiera libica in materia di controllo delle frontiere marittime e di soccorso. Quest'ultima funzione, divenuta di fatto il compito principale della missione, è cruciale proprio per contribuire a migliorare le capacità della Guardia costiera libica di controllo delle frontiere marittime e di svolgere interventi di ricerca e salvataggio in mare . La questione del porto di sbarco dei migranti/naufraghi soccorsi dalle navi militari operanti nell'ambito di Operazioni dell'Unione europea (UE), così come confermato dal ministro Moavero in occasione dell'audizione programmatica dello scorso 10 luglio, è attualmente all'attenzione del Governo italiano. Come evidenziato dallo stesso Ministro, non è intenzione dell'Italia sfilarsi dalle missioni internazionali. L'obiettivo è, piuttosto, quello di fare chiarezza su un tema complesso, anche a seguito delle modifiche intervenute dopo la scadenza del mandato di Triton e la successiva creazione della missione Themis. Nello specifico piano operativo di EUNAVFORMED era stato, infatti, richiamato il meccanismo relativo all'Operazione Triton, che prevedeva esplicitamente l'Italia come porto di sbarco delle persone salvate nella zona che dipendeva dal comando italiano. Triton è stata poi sostituita da Themis, nell'ambito della quale questo legame immediato con i porti italiani non è più espresso. Tuttavia, il regime dell'operazione Sophia si basa ancora sui meccanismi di Triton ed è nostra intenzione, ed in questo senso vanno le più recenti prese di posizione del Governo, sottoporre ai partner dell'UE l'adeguamento del quadro operativo. Lavorare nelle opportune sedi con i partner per una revisione di alcuni aspetti della missione EUNAVFORMED non significa, pertanto, mettere in discussione la nostra partecipazione. Così come sottolineato dal presidente del Consiglio Conte, le regole delle missioni internazionali che seguono le navi impegnate nel Mediterraneo sul fronte migranti si possono e si debbono rivedere, perché così come sono attualmente formulate contraddicono il principio di un'Europa solidale, che l'Italia intende affermare anche in materia di immigrazione. In particolare, il Governo intende rendere coerente il piano operativo di EUNAVFORMED Sophia con la missione Themis, nonché operare una redistribuzione dei migranti soccorsi in area SAR tra i Paesi europei. La recente decisione di alcuni Stati membri di accogliere parte dei migranti a bordo delle navi "Protector" e "Monte Sperone" dimostrano che l'azione del Governo sta dando i suoi frutti: come ha dichiarato il presidente Conte, per la prima volta tali migranti sono sbarcati in Europa - come affermato nelle Conclusioni del Consiglio europeo di giugno - e l'Italia non è più sola. Peraltro, già nel luglio 2017, in occasione della revisione strategica del mandato operativo di EUNAVFOR MED Sophia, l'Italia, con una apposita dichiarazione unilaterale, aveva manifestato le sue forti aspettative di aggiustamento, a tempo debito, delle regole contenute nel Piano Operativo di Sophia relativamente al porto di sbarco dei migranti/naufraghi soccorsi in mare, in accordo con la revisione del Piano operativo di Triton, ovvero in maniera indipendente qualora non fosse stato possibile giungere ad una revisione del Piano Operativo di Triton. Il Governo ritiene che sia ora giunto il tempo di affrontare detta questione e riesaminare le regole e le procedure inerenti il porto di sbarco dei migranti/naufraghi soccorsi dalle navi militari di EUNAVFOR MED Sophia. Proprio oggi è in programma a Bruxelles una riunione del Comitato Politico e di Sicurezza nella cui agenda figura la revisione semestrale di EUNAVFORMED Sophia. Il Ministro Moavero ha dato istruzioni al rappresentante italiano di presentare alcune proposte operative per modificare le disposizioni relative all'individuazione del porto di sbarco dei migranti soccorsi da unità di EUNAVFORMED, al fine di renderli pienamente coerenti con il principio di una equa condivisione delle responsabilità derivanti dal salvataggio delle persone in mare, stabilito dall'articolo 80 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea e riflesso nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno. Il rappresentante del GOVERNO osserva, infine, dato che l'interrogazione ne fa menzione, che queste considerazioni non trovano applicazione rispetto all'operazione della NATO di sicurezza marittima Sea Guardian , il cui mandato non prevede un ruolo o un coinvolgimento rispetto alla gestione di migranti. In ogni caso, l'Italia continua a rispettare i principi fondamentali della salvaguardia della vita umana in mare e a operare nel quadro del diritto internazionale ed europeo, pretendendo, al contempo, che siano tutelati i principi di responsabilità condivisa e di cooperazione fra gli Stati. Il senatore ALFIERI ( PD ), in sede di replica, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta illustrata dal rappresentante del Governo. Se da un lato, infatti, è condivisibile l'approccio esposto dal ministro Moavero e dallo stesso presidente del Consiglio Conte, avuto riguardo alle finalità dell'operazione Sophia, improntato alla sostanziale continuità con l'operato dei Governi precedenti, suscita, invece, non poche perplessità l'orientamento, assai diverso, fatto proprio, in merito alla stessa operazione, dal Ministro dell'interno. Ciò inevitabilmente lascia evincere una linea di condotta non chiara e non condivisa all'interno dell'attuale Governo, fermo restando che non occorre dimenticare l'obiettivo prioritario della stessa missione, ovvero la neutralizzazione dei trafficanti di esseri umani, nonché il salvataggio delle vite umane nel rispetto del diritto internazionale. Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE REFERENTE AS 624 Conversione in legge del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici DDL 624 Conversione in legge del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici (Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , prima di passare all'esame del disegno di legge in oggetto, ricorda gli esiti dell'Ufficio di Presidenza, allargato ai Capigruppo, tenutosi ieri, il quale ha convenuto all'unanimità la seguente tempistica per la disamina del medesimo. Nella seduta di oggi e in quella eventuale, prevista domani alle ore 8,30, si procederà all'incardinamento del testo, con lo svolgimento della relazione illustrativa da parte del relatore e, quindi, all'avvio della discussione generale. Il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno è stato fissato per il prossimo venerdì 20 luglio alle ore 10. Alle ore 13 dello stesso giorno si terrà una eventuale seduta mirante al solo scopo di fornire pubblicità ai possibili emendamenti presentati. Sottolinea che si tratterà di una seduta dove non verrà svolta attività legislativa e che, ovviamente, sarà sconvocata qualora non fosse presentata alcuna proposta emendativa. Qualora vi fossero emendamenti, è stato previsto un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti, per le ore 17 dello stesso giorno. In attesa che pervenga il fondamentale parere della Commissione bilancio - peraltro, sono già arrivati finora il parere non ostativo della Commissione affari costituzionali ed il parere favorevole della Commissione lavori pubblici - si è ipotizzato di licenziare definitivamente il provvedimento per l'Aula del Senato nella giornata del 24 luglio (o al più tardi del 25 luglio). Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, introduce, quindi, l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 84 del 2018, finalizzato ad incrementare, per l'anno corrente, la capacità operativa della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici attraverso la cessione a titolo gratuito di apposite unità navali italiane, nonché la fornitura delle risorse necessarie alla manutenzione di tali mezzi e lo svolgimento di specifiche attività addestrative e di formazione per il personale libico. Ricorda, innanzitutto, che le questioni della messa a disposizione di unità navali italiane alla Libia, della loro manutenzione e dello svolgimento di mirate attività addestrative non sono nuove, essendo state oggetto di accordi bilaterali e di cooperazione fra i due Paesi sin dal 2009, nel quadro delle attività volte al controllo ed alla sicurezza dei mari, nonché al contrasto dell'immigrazione irregolare e del traffico di esseri umani. Fra gli Accordi bilaterali sottoscritti in passato, che hanno portato anche all'adozione di specifici protocolli tecnico-operativi, anche con riferimento alle attività addestrative, menziona il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, che, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, nel riaffermare l'impegno delle Parti a operare per il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità, in particolare nella regione del Mediterraneo, oltre che alla definizione di un nuovo partenariato bilaterale, ha previsto (articolo 19) l'intensificazione della collaborazione bilaterale nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, nonché la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche da affidare a società italiane. Ricorda, inoltre, che alla Dichiarazione di Tripoli del gennaio 2012, con cui l'Italia ha assicurato il proprio sostegno politico al processo di pacificazione nazionale in atto in Libia, ha da ultimo fatto seguito anche il Memorandum d'intesa sottoscritto nel febbraio 2017, che stabilisce l'impegno reciproco dei due Governi a completare il sistema di controllo dei confini del sud della Libia previsto dal Trattato del 2008. Il provvedimento all'esame si pone, dunque, nel solco dell'impegno profuso dall'Italia negli ultimi anni per il rafforzamento degli strumenti operativi a disposizione di Tripoli per esercitare la sua autorità statuale nel controllo delle acque antistanti la costa libica, puntando, dunque, al rafforzamento degli accordi di collaborazione già sottoscritti nel recente passato. Del decreto-legge si ravvisano, in primo luogo, i requisiti di straordinarietà e di urgenza stante la necessità di contribuire in tempi brevissimi al consolidamento delle capacità operative della Libia, conformemente alle richieste del Governo legittimo di quel Paese, nell'attività di controllo e vigilanza sulle proprie acque territoriali, anche al fine di garantire la sicurezza della navigazione nel Mediterraneo e di porre un argine all'immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani che si muovono dall'Africa verso l'Europa e che da troppi anni stanno interessando proprio la rotta del Mediterraneo centrale. Per il nostro Paese, in particolare, il rafforzamento della collaborazione bilaterale con la Libia costituisce un elemento di estrema rilevanza, non solo per continuare a perseguire l'obiettivo del contenimento della pressione migratoria che proprio dalle coste libiche spesso si origina, ma anche per una tutela più adeguata delle stesse frontiere esterne, italiane e dell'Unione europea, oltre che per un'azione efficace di contrasto alla criminalità organizzata internazionale e di prevenzione dai potenziali rischi di infiltrazione di soggetti contigui alle organizzazioni terroristiche. Quanto ai contenuti del provvedimento, evidenzia che il disegno di legge di conversione si compone di un solo articolo che dispone la conversione in legge del decreto-legge n. 84 del 2018 a far data dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il decreto legge, a sua volta, si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in ordine alle cessioni di unità navali alla Libia (articolo 1), alle attività di manutenzione delle unità navali e alla formazione del personale (articolo 2), alla copertura finanziaria (articolo 3) ed alla entrata in vigore del testo (articolo 4). Più in dettaglio, l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge dispone, per le singole componenti delle Forze armate e di polizia, la specifica autorizzazione alla cessione, a titolo gratuito, di dodici unità navali, nonché alla relativa autorizzazione di spesa. È previsto in particolare che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'economia e delle finanze siano autorizzati alla cessione a titolo gratuito di 10 unità navali CP, classe 500, fra quelle in dotazione al Corpo delle capitanerie di porto-Guardia costiera e di 2 unità navali da 27 metri, classe Corrubia, fra quelle in dotazione alla Guardia di finanza. La cessione, si legge nel testo, avviene conformemente a specifiche intese con autorità libiche e nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni internazionali ed europee in materia di sanzioni. Per il ripristino in efficienza e per il trasferimento delle unità navali dall'Italia alla Libia è autorizzata una spesa complessiva per il solo 2018 di 1,15 milioni di euro. L'articolo 2 del decreto-legge stabilisce a sua volta l'autorizzazione ad una spesa complessiva di 1,37 milioni di euro fino al 31 dicembre 2018, per la manutenzione delle singole unità navali cedute e per lo svolgimento di attività addestrativa e di formazione del personale della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici. Gli oneri complessivi del provvedimento sono dunque quantificati in 2,52 milioni di euro per il solo 2018, alla cui copertura l'articolo 3 provvede mediante una corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, allo scopo utilizzando accantonamenti relativi ai Ministero dell'interno, delle infrastrutture e dei trasporti e degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La relazione tecnica allegata al provvedimento offre in dettaglio un prospetto degli oneri, specificando i costi previsti fino al 31 dicembre 2018 per le cessioni di unità navali del Corpo delle capitanerie di porto-Guardia costiera e della Guardia di finanza, nonché per il funzionamento, il ripristino di efficienza, il trasferimento dei mezzi e per le attività addestrative e formative del personale libico. Terminata l'illustrazione, il PRESIDENTE , quindi, apre la discussione generale. Il senatore CASINI ( Aut (SVP-PATT, UV) ) manifesta il proprio pieno consenso verso il disegno di legge in esame, nonché rispetto alla relazione testé svolta. Si tratta di un provvedimento che persegue una strategia di continuità con quanto già fatto dai Governi precedentemente in carica, ossia cercare di aiutare l'instaurazione di una statualità libica che, purtroppo, ancora fatica ad emergere. Anche il senatore URSO ( FdI ) dichiara di concordare con le finalità contenute nel decreto-legge in argomento, chiedendo approfondimenti specifici avuto riguardo a quanto prescritto nella relativa relazione tecnica, in particolare, per quanto riguarda le coperture finanziarie proposte. In particolare, chiede se è stata fatta una valutazione d'impatto sulla mancata operatività, nei territori di origine, delle varie motovedette destinate alla Libia. Alla senatrice CRAXI ( FI-BP ) preme sottolineare come il provvedimento in parola si inscriva sulla scia di analoghi accordi che hanno avuto origine con la firma del Trattato di Bengasi del 30 agosto 2008, patrocinato dall'allora presidente del Consiglio Berlusconi. Invita, quindi, a riflettere sulla opportunità di considerare, come unico interlocutore sostanziale della Libia, la sola entità, pur riconosciuta dalla comunità internazionale, di al-Sarraj. Il senatore AIMI ( FI-BP ), nel congratularsi con il relatore per l'esauriente esposizione, si associa alle considerazioni svolte sia dal collega Urso, in tema di copertura delle spese previste per la cessione delle suddette motovedette, che dalla collega Craxi, sulla circostanza per cui tali mezzi navali vengono ceduti effettivamente solo ad una delle varie parti in causa nel complesso scacchiere libico. In ogni caso, è da accogliere favorevolmente questo contributo italiano che, senza alcun dubbio, andrà a rafforzare il controllo di un confine marittimo che non è solo nazionale ma anche europeo. Esprime, infine, preoccupazione per il fatto che una delle motovedette in cessione, Cp della classe 500, rappresenti l'unica in dotazione nella propria circoscrizione, nella zona di Comacchio. Il senatore ALFIERI ( PD ), nel dichiarare l'appoggio della propria parte politica al testo in disamina, richiama tuttavia l'attenzione dei Commissari sul fatto che, attraverso di esso, viene affrontato solo il problema finale del più complesso fenomeno migratorio in atto nel Mediterraneo centrale, ovvero, il rafforzamento della Guardia costiera libica. In proposito, tiene a ricordare che il citato Memorandum d'intesa sottoscritto dal presidente del Consiglio Gentiloni nel febbraio 2017, è basato anche su altri rilevanti pilastri che restano ancora da implementare, ovvero l'aiuto economico alle diverse realtà libiche sul campo, e l'elevazione degli standard di vivibilità dei centri di permanenza in Libia, dove vengono accolti i disperati provenienti dalla traversata del deserto sahariano. Per ultimo, chiede se il Governo è in grado di assicurare un'adeguata sostituzione delle motovedette cedute, che fino ad oggi operano nei vari distretti della Capitaneria di porto nazionale. La senatrice BOLDRINI ( PD ) riprende il rilievo illustrato dal collega Aimi sulla mancata operatività, nel delta del Po della provincia di Ferrara, a seguito della mentovata cessione, dell'unica unità navale CP, classe 500: in effetti, con tale decisione si viene a sguarnire un'area molto vasta e, tra l'altro, caratterizzata da un forte movimento turistico, nonché dalla coltivazione delle vongole, essenziale per l'economia locale. Al riguardo, sarebbe opportuno che l'Esecutivo garantisca un'adeguata sostituzione dell'unità in questione, mediante un mezzo dotato possibilmente della più moderna tecnologia. Il senatore IWOBI ( L-SP ) mette in evidenza come il Governo, mediante il decreto in esame, abbia approntato una misura necessaria per debellare il traffico illegale di esseri umani e, al contempo, per consolidare le istituzioni libiche riconosciute a livello internazionale. Sotto tale ultimo profilo risulta, infatti, del tutto prioritario procedere alla stabilizzazione della Libia prevedendo, al fine di ridurre i flussi migratori, una serie di accordi economici con i Paesi della striscia subsahariana. Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, nel replicare agli interventi svolti, fa presente che la diversa entità delle spese volte alla manutenzione delle unità navali cedute è da commisurare necessariamente con la differente tipologia di queste ultime. Inoltre, fa notare che tutti gli aspetti connessi alla copertura finanziaria del provvedimento saranno ovviamente focalizzati nel parere che verrà predisposto dalla Commissione bilancio, notoriamente incaricata di esaminare in medias res tali profili. Il sottosegretario MOLTENI, dopo aver riepilogato le finalità del disegno di legge in oggetto, accoglie con soddisfazione la sua generale condivisione da parte di tutte le forze politiche. Riservandosi di fornire, in un'ulteriore occasione, le dovute delucidazioni ai quesiti posti, ribadisce l'opzione governativa volta ad assegnare i suddetti mezzi navali all'entità libica riconosciuta finora dalle Nazioni Unite. Segue, quindi, un breve intervento del sottosegretario Emanuela Claudia DEL RE, il quale segnala che il supporto alla Guardia costiera libica, predisposto dal decreto in questione, va inquadrato nella più generale politica dell'Italia verso Tripoli, che è in linea con quanto preconizzato, peraltro, dallo stesso inviato Onu per la Libia, Ghassan Salamé. Il presidente PETROCELLI ( M5S ) rinvia, quindi, il seguito dell'esame. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta, già convocata per le ore 8,30 di domani, giovedì 19 luglio, non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16.