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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 23 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier: L-SP; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 11,08). Si dia lettura del processo verbale. CARBONE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Vorrei augurare buon lavoro al senatore Alberto Barachini, neo presidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, e al deputato Lorenzo Guerini, eletto al vertice del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. (Applausi) . Sono certa che svolgeranno il loro delicato e impegnativo compito con le riconosciute doti di equilibrio. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Comunico che, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, sono state presentate proposte di questioni pregiudiziali riferite al disegno di legge n. 648 di conversione del decreto-legge 12 luglio 208, n. 86, in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri. La discussione della questione pregiudiziale avrà luogo nella seduta di martedì 24 luglio. Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA (Votazione a scrutinio segreto mediante schede) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA». Per questa votazione ciascun senatore riceverà una scheda sulla quale indicherà, ai sensi dell'articolo 49, comma 6, lettera a) , del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, un solo nominativo tra coloro che hanno presentato la propria candidatura nell'ambito della procedura di selezione prevista dal comma 6- bis del medesimo decreto legislativo, il cui curriculum è pubblicato nel sito Internet del Senato. Saranno proclamati eletti i due candidati che otterranno il maggior numero di voti. Dichiaro aperta la votazione e invito i senatori Segretari a procedere all'appello. (Il senatore Segretario Carbone e, successivamente, il senatore Segretario Puglia fanno l'appello) . Prendono parte alla votazione i senatori: Abate, Accoto, Agostinelli, Aimi, Airola, Alderisi, Alfieri, Anastasi, Angrisani, Arrigoni, Astorre, Auddino, Augussori Bagnai, Balboni, Barachini, Barbaro, Barboni, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bergesio, Bernini, Bertacco, Berutti, Biasotti, Binetti, Bini, Biti, Bogo Deledda, Boldrini, Bonfrisco, Bongiorno, Bonifazi, Bonino, Borghesi, Borgonzoni, Bossi Simone, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Briziarelli, Bruzzone, Buccarella Calderoli, Campari, Candiani, Candura, Cangini, Cantù, Carbone, Cario, Casini, Casolati, Castaldi, Castellone, Castiello, Catalfo, Cattaneo, Causin, Centinaio, Cesaro, Ciampolillo, Ciriani, Cirinnà, Collina, Coltorti, Comincini, Conzatti, Corbetta, Corrado, Craxi, Crimi, Croatti, Crucioli, Cucca D'Alfonso, D'Angelo, D'Arienzo, Damiani, de Bertoldi, De Bonis, De Falco, De Lucia, De Petris, De Poli, De Siano, De Vecchis, Dell'Olio, Dessì, Di Girolamo, Di Marzio, Di Micco, Di Nicola, Di Piazza, Donno, Drago, Durnwalder Errani, Evangelista Faggi, Fantetti, Faraone, Fattori, Fazzolari, Fazzone, Fede, Fedeli, Fenu, Ferrara, Ferrari, Ferrazzi, Ferrero, Ferro, Floridia, Floris, Fregolent, Fusco Galliani, Gallicchio, Gallone, Garavini, Garruti, Gasparri, Gaudiano, Ghedini, Giacobbe, Giammanco, Giannuzzi, Giarrusso, Ginetti, Giro, Granato, Grassi, Grasso, Grimani, Guidolin Iannone, Iori, Iwobi L'Abbate, La Mura, La Pietra, La Russa, Laforgia, Lanièce, Lannutti, Lanzi, Laus, Leone, Licheri, Lomuti, Lonardo, Lorefice, Lucidi, Lupo Maffoni, Magorno, Maiorino, Malan, Mallegni, Malpezzi, Manca, Mangialavori, Mantero, Mantovani, Marcucci, Margiotta, Marilotti, Marin, Marinello, Marino, Marsilio, Martelli, Marti, Masini, Matrisciano, Mautone, Messina Alfredo, Messina Assuntela, Mininno, Minuto, Mirabelli, Misiani, Modena, Moles, Mollame, Montani, Montevecchi, Moronese, Morra Nannicini, Nastri, Naturale, Nencini, Nisini, Nocerino, Nugnes Ortis, Ortolani, Ostellari Pacifico, Pagano, Papatheu, Parente, Paroli, Parrini, Patriarca, Patuanelli, Pazzaglini, Pellegrini Emanuele, Pellegrini Marco, Pepe, Pergreffi, Perilli, Perosino, Pesco, Petrocelli, Pianasso, Piarulli, Pichetto Fratin, Pillon, Pinotti, Pirovano, Pirro, Pisani Giuseppe, Pisani Pietro, Pittella, Pittoni, Pizzol, Presutto, Pucciarelli, Puglia Quarto Rampi, Rauti, Renzi, Riccardi, Ricciardi, Ripamonti, Rivolta, Rizzotti, Romagnoli, Romano, Romeo, Ronzulli, Rossomando, Rufa, Ruspandini, Russo Saccone, Santangelo, Santillo, Saponara, Sbrana, Sbrollini, Schifani, Sciascia, Serafini, Siclari, Sileri, Siri, Solinas, Stabile, Stancanelli, Stefani, Stefano, Steger, Sudano Taricco, Taverna, Tesei, Testor, Tiraboschi, Toffanin, Toninelli, Tosato, Totaro, Trentacoste, Turco Unterberger, Urraro, Urso Vaccaro, Valente, Vallardi, Vanin, Vattuone, Verducci, Vescovi, Vitali, Vono Zaffini, Zanda, Zuliani. Dichiaro chiusa la votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA. Ai sensi dell'articolo 25, comma 2, del Regolamento, invito tre senatori Segretari a procedere allo spoglio delle schede e al computo dei voti che si svolgerà nell'adiacente Sala Pannini. Sul 26° anniversario della strage di via D'Amelio PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Signori senatori, domani ricorre un triste e doloroso anniversario, una di quelle date che hanno cambiato la storia d'Italia e hanno cambiato tutti noi. Domani ricorre il ventiseiesimo anniversario della strage di via D'Amelio. Insieme al giudice Paolo Borsellino persero la vita cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi. Paolo Borsellino non è stato solo un grande magistrato, non è stato solo un esempio da seguire nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata. È stato ed è molto di più: un eroe civile, un patrimonio di quell'Italia che non si è piegata, che non ha cercato scorciatoie e che non è scesa a compromessi. Quel 19 luglio ha tolto moltissimo all'Italia. Quel 19 luglio ha dato tantissimo alla storia d'Italia: la lotta alla mafia è stata, da allora, vissuta come un dovere morale, nella consapevolezza che non possono esserci cedimenti di alcun tipo rispetto all'affermazione, sempre e comunque, della legalità. Lo spirito che ha animato l'azione di Borsellino è infatti sempre stato positivo e propositivo. Per lui la mafia non era un male inestirpabile, ma un fenomeno criminale e - come tutti i fenomeni criminali - poteva e doveva essere sconfitto. Un obiettivo per raggiungere il quale era convinto che non servisse solo la repressione, ma fosse indispensabile diffondere una vera cultura della legalità, a partire dalle nuove generazioni. Amava dire Borsellino, sulla mafia: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo». Un vero e proprio manifesto di quello che le istituzioni sono chiamate a fare ogni giorno, per il bene comune e per affermare il nostro Stato di diritto. Credo che quest'Assemblea possa trovare in Paolo Borsellino e negli altri servitori della Nazione che hanno sacrificato la propria vita l'ispirazione per svolgere ancora di più e ancora meglio la propria funzione. (Vivi, prolungati applausi). Ha facoltà diintervenire un rappresentante per Gruppo, per cinque minuti. GIARRUSSO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIARRUSSO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, noi non ci uniremo al panegirico di parole che da venticinque e più anni accompagna queste date, parole che non rendono giustizia né onore a un uomo come Paolo Borsellino. Sentiamo invece il dovere di pronunciare in quest'Aula parole difficili, perché lo dobbiamo a persone come Paolo Borsellino, che non sono fuggite. Eppure avrebbe potuto farlo: Paolo Borsellino non si è andato a nascondere, non ha lasciato Palermo, dopo la strage di Capaci; avrebbe potuto farlo e nessuno lo avrebbe rimproverato. È rimasto al suo posto, ma, se lo vogliamo davvero onorare, dobbiamo dire come e in quali condizioni è rimasto a Palermo: Paolo Borsellino è rimasto solo, perché lo Stato, il Ministro dell'interno, il Governo, il capo della Polizia, il prefetto e il procuratore Giammanco non l'hanno protetto. È incredibile e indicibile l'emozione che abbiamo provato nell'audire in Commissione antimafia l'unico superstite di via D'Amelio e nel sentirlo raccontare di quei colleghi trattati dallo Stato come carne da macello. L'autista della macchina di Borsellino, paracadutato a Palermo, non conosceva dove fosse via D'Amelio: non lo sapeva, Vullo glielo dovette spiegare. Ci sono poi i ventiquattro anni di Emanuela Loi, mandata là, appena uscita dall'accademia, a morire in via D'Amelio. Da soli. E che dire della richiesta di mettere il divieto di sosta in via d'Amelio? C'era già stata, dieci anni prima, un'autobomba in via Federico Giuseppe Pipitone e sapevano cosa volesse dire un'auto imbottita di tritolo. Nemmeno quello è stato fatto e Borsellino ne era pienamente consapevole. Una consapevolezza terribile, fino all'ultimo giorno: di sabato, in procura a lavorare, incontrò la collega Principato, che gli chiese: «Ma tu qua sei, di sabato, a luglio?». Era là, fino all'ultimo giorno della sua vita, a lavoro: cinquantacinque giorni di disperato lavoro, che i colleghi di Caltanissetta non si sono degnati nemmeno di ascoltare. Non lo hanno nemmeno chiamato: non sia mai che Paolo Borsellino avrebbe potuto rivelare quali tracce stava seguendo, il contenuto dei documenti spariti in via D'Amelio, che uno come Ayala non ricorda più (se la borsa l'ha presa, se l'ha consegnata, se la borsa era là). Ayala. Concludo, Presidente: noi abbiamo il dovere di chiedere scusa a questi uomini e donne che hanno servito lo Stato fino all'ultimo con il sacrificio della vita, e l'unico modo possibile per onorarli è chiedere e ottenere verità e giustizia per Paolo Borsellino e per tutti gli altri! (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP e FdI e del senatore Errani. I senatori del Gruppo M5S e i senatori Ciriani, Iannone e Zaffini si levano in piedi. Molte congratulazioni) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, quando questa mattina mi è stato chiesto di svolgere un breve intervento in ricordo della strage di via D'Amelio mi è venuta subito in mente un'immagine: una foto in bianco e nero - che probabilmente molti di voi avranno visto sui giornali o sui social network - che ritrae il giudice Borsellino insieme alla sua scorta a passeggio per le vie di Palermo. Una foto tragica ed emblematica, perché ritrae un uomo solo, circondato da altri uomini soli. È una foto emblematica non soltanto del suo stato personale, ma delle condizioni in cui versava un'intera Nazione che sembrava piegata sotto i colpi di una mafia mai così tracotante e stragista. Presidente, colleghi, credo che ricordare Paolo Borsellino in quest'Assemblea solenne come un eroe non sia un artificio retorico, perché lui e gli uomini della sua scorta sono andati incontro, consapevoli, a un destino di morte, e lo hanno fatto per onorare fino in fondo il loro senso del dovere. Personalmente credo, in linea con il nostro Gruppo e la cultura politica cui faccio riferimento, che Bertolt Brecht avesse torto quando diceva che è fortunato un Paese che non ha bisogno di eroi. Ritengo invece che abbiamo bisogno di sapere che ci sono stati e ci sono persone migliori di noi, persone semplicemente più coraggiose e più determinate. Proprio per questo a me, come cittadino prima ancora che come senatore, gela il sangue leggere nella sentenza di un tribunale della Repubblica che, intorno alla strage di via D'Amelio - così si legge - è stato organizzato uno dei più gravi depistaggi della storia italiana. Ecco che, allora, la memoria e il ricordo da soli non bastano; serve l'impegno di tutte le istituzioni per trovare, costi quel che costi, le risposte di giustizia. Serve illuminare e cancellare le pagine oscure e le zone d'ombra che infangano lo spirito dello Stato e della Repubblica. Credo che lo dobbiamo a Borsellino, agli uomini della sua scorta e a tutti gli italiani perbene, che, da quel lontano 19 luglio di ventisei anni fa, chiedono che venga riscattata la storia recente di questo nostro Paese così bello e così sfortunato. (Applausi). VITALI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, per non dimenticare: credo che celebrare un eccidio come quello di ventisei anni fa serva a noi, serva agli italiani perché eroi come il magistrato Borsellino e gli uomini della sua scorta, più che essere esempi da imitare, rappresentino un patrimonio culturale e di legalità da emulare. Queste parole mi vengono dal profondo del cuore, così come quelle pronunciate dai colleghi che mi hanno preceduto ma, consentitemi, con una maggiore partecipazione, essendo la mia famiglia nell'Arma dei carabinieri da quattro generazioni. Ho vissuto sulla mia pelle, le ansie, i timori e le preoccupazioni dei familiari, dei figli, delle mogli e di tutti coloro che avevano all'interno delle proprie famiglie un rappresentante dell'ordine. Magistratura, magistrati e Forze di polizia che hanno pagato un prezzo altissimo per difendere le Istituzioni e la legalità. Ricordiamo il magistrato Borsellino e ricordiamo tutti gli eroi che hanno sacrificato la propria vita per difendere le Istituzioni e lo Stato. Dobbiamo però porci degli interrogativi, non possiamo soltanto celebrare. Credo sia arrivato il momento di affrontare in maniera definitiva e complessiva le vicende che ci hanno visto tristi protagonisti negli anni passati. Non posso leggere, con tutto il rispetto per il lavoro della magistratura, che da un organo giurisdizionale vengano lanciate ombre nei confronti di difensori dello Stato, come il generale Mori, il generale Subranni e il colonnello De Donno... (Applausi dal Gruppo FI-BP) . GIARRUSSO (M5S) . Vergognati! PRESIDENTE. Per favore, senatore Giarrusso, non interrompa. VITALI (FI-BP) . ...che hanno sacrificato la propria vita e hanno ottenuto risultati importanti nella lotta alla criminalità. GIARRUSSO (M5S) . Non in questa giornata! PRESIDENTE. Non interrompa. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, è il metodo meno efficace per ricordare adeguatamente la morte del magistrato Borsellino. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È arrivato il momento di non fare speculazioni. Io credo che perché questi atti generosi, spinti sino alla perdita della vita, non siano da ritenersi inutili e futili, sia arrivato il momento che la magistratura e il Parlamento affrontino e diano una risposta definitiva affinché il cittadino sappia cosa è successo negli anni della cosiddetta trattativa Stato-criminalità organizzata, che mi rifiuto di accettare come dogma, ma che sono disposto a valutare in presenza di elementi inconfutabili e certi, se non vogliamo negare la nostra storia. E noi, come parlamentari, abbiamo affrontato una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. Chi vi parla è stato il relatore, alla Camera dei deputati, del provvedimento per l'introduzione in maniera fissa dell'articolo 41- bis del codice di procedura penale. Abbiamo cioè stabilizzato la detenzione dura nei confronti della criminalità. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se mi è consentito allora - e mi dispiace che non ci sia un rappresentante del Governo, ma mi rivolgo evidentemente alla maggioranza - mi augurerei che il ministro Bonafede, che ha annunciato riforme mirabolanti che invece di accorciare i termini dei processi li allungano (Applausi della senatrice Lonardo) , il quale, invece di determinare una lotta senza quartiere alla mafia, vuole combattere la corruzione con l'agente sotto copertura, insieme con la maggioranza e il Parlamento, affronti in maniera unitaria e collettiva il fenomeno della lotta alla criminalità organizzata, che non è più quella, signor Presidente, onorevoli colleghi, che abbiamo visto nei film, della minaccia e dei ricatti. Adesso la criminalità organizzata è diventata più raffinata, è diventata un potere economico, un protagonista della società civile e della vita economica ed è contro quella criminalità organizzata che dobbiamo combattere, stabilendo norme precise e chiare. Soltanto se questo noi faremo senza polemiche e senza dividerci, avremo ricordato in maniera opportuna il sacrificio di tante vittime della criminalità organizzata. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . MIRABELLI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, credo anch'io che sia non solo dovuto, ma giusto, anche dopo 26 anni, ricordare nelle Camere del Parlamento il sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta. Lei ha già citato tutti i componenti della scorta che hanno perso la vita, ma mi consenta di ricordare in particolare Manuela Loi, che è stata la prima donna in servizio in una scorta in questo Paese e purtroppo è stata anche la prima donna che ha perso la vita in servizio, scortando il giudice Borsellino. In questi giorni, in queste settimane, sono stati fatti molti ragionamenti, si è discusso molto della sentenza dell'ultimo processo sulla strage di Capaci. Io voglio dire che quel processo - oggi possiamo dirlo - mette fine ad anni di inchieste, di depistaggi verificati, di falsi testimoni, di prove nascoste. Oggi siamo a una verità giudiziaria, probabilmente non basta (lo dirò dopo) ma oggi siamo a una verità giudiziaria. Borsellino e Falcone sono stati servitori dello Stato, come gli agenti delle loro scorte, vittime di una stagione stragista in cui la mafia - ricordiamolo però - dopo il maxiprocesso, dopo che non si aspettava che tutti i suoi vertici sarebbero stati condannati in via definitiva (di questo attribuendo la responsabilità a Falcone), e mentre si stava costruendo la Direzione nazionale antimafia, che Falcone aveva voluto e che Borsellino, dopo la morte di Falcone, si apprestava a dirigere, ha attaccato lo Stato e le istituzioni nel momento in cui lo Stato dimostrava di volerla combattere. Credo sia giusto ricordare, anche per fare onore a Borsellino, che se quella offensiva è stata sconfitta è stato grazie anche al coraggio civile di un grande movimento che si è ribellato di fronte a quelle stragi, che si è stretto attorno alle istituzioni, ha difeso i princìpi di legalità e libertà che il crimine vuole conculcare. Ma certamente se oggi lo Stato dimostra ogni giorno di saper combattere le mafie, se ha potuto in questi anni dare colpi durissimi alle mafie, è grazie agli strumenti che Falcone e Borsellino hanno immaginato e che hanno messo in campo e per cui hanno lavorato: le indagini, l'intuizione di seguire i flussi finanziari per colpire le mafie, la costruzione della Direzione nazionale antimafia. Questi sono i grandi meriti che ha avuto Borsellino insieme a Falcone e questo dobbiamo ricordare, non solo il sacrificio. Ricordare Borsellino e la sua scorta in questa Camera, però, non può e non deve significare soltanto esprimere il cordoglio e la riconoscenza per questo giudice e per la sua scorta, ma dobbiamo anche assumere un impegno: continuare a fare la nostra parte per sconfiggere le mafie, che vuol dire anche ragionare, riflettere, approfondire, capire gli errori che ha fatto la politica, le connivenze che in quegli anni hanno dato forza alla criminalità organizzata. La giustizia ha fatto il suo corso, ora tocca alla politica che deve dare una risposta a Fiammetta Borsellino, non deve smettere di fare luce su quegli anni. (Applausi dai Gruppi PD, M5S e FI-BP) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Gentile Presidente, colleghi, è un dovere per noi commemorare in quest'Aula cosa accadde il 19 luglio di ventisei anni fa in via D'Amelio. A neanche due mesi di distanza dalla strage di Capaci, un nuovo terribile attentato terroristico mafioso squarciava il torpore di una calda domenica di luglio a Palermo e vennero barbaramente uccisi il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta della Polizia di Stato, che voglio citare ancora una volta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Il nostro primo commosso pensiero va alla loro memoria e al dolore dei loro familiari. Sono passati ventisei anni e su quell'attentato ancora non sappiamo la verità, né abbiamo la piena comprensione di quanto avvenuto in Italia tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta. Da procuratore nazionale antimafia ho avuto il privilegio, dopo aver insistito per anni, di convincere Spatuzza a collaborare con la giustizia e proprio grazie alle sue dichiarazioni si è potuta aprire una nuova stagione processuale su via D'Amelio, che ha reso possibile, da parte dei giudici di Caltanissetta, la prova inconfutabile del depistaggio per interessi esterni a cosa nostra: interessi politici, finanziari, imprenditoriali. Dobbiamo però avere la consapevolezza che l'azione della magistratura si muove negli stretti confini dell'accertamento processuale delle responsabilità personali: indagare e interpretare quanto sta attorno alla verità giudiziaria è un compito nostro, un compito della politica. Consapevole di questo limite, per avere indossato la toga per quarantatré anni e per essermi occupato di questi fatti nei diversi ruoli ricoperti, già nel 2013, da Presidente di questa Assemblea, avevo proposto di istituire una Commissione su tutte le stragi rimaste insolute, memore di quanto richiesto già al Parlamento nel 2002 dal compianto magistrato Gabriele Chelazzi. Pur rifiutando ogni tentazione complottistica, non possiamo però non collegare quanto emerge da fatti, ricostruzioni, dichiarazioni e sentenze. C'è indubbiamente un filo, che parte dal fallito attentato a Giovanni Falcone all'Addaura del 1989 e si spinge fino al fallito attentato contro i carabinieri, nel 1994, allo stadio Olimpico di Roma, dove i morti avrebbero dovuto essere centinaia. Se si fa attenzione, non si può non notare come nell'indagine sul depistaggio a Caltanissetta restino ancora oggi aperti molti interrogativi sulla causale di quella deviazione. Chi depista lo fa per un motivo e allora mi chiedo: cosa si voleva nascondere? Cosa non si voleva venisse alla luce? Si potrebbe fare un lungo elenco delle domande ancora senza risposte, contenute nella trama di questo tragico romanzo italiano. Sono tante le domande rimaste senza risposta: un elenco lo firma oggi Fiammetta Borsellino nelle pagine del quotidiano «la Repubblica», ma a quelle se ne potrebbero aggiungere molte altre. Ne indico solo alcune: perché Riina trasforma cosa nostra in un gruppo terroristico? Perché ripete l'attacco meno di due mesi dopo Capaci, contro Paolo Borsellino? Perché viene abbandonato il progetto di uccidere altri uomini politici dopo Salvo Lima e Ignazio Salvo, indirizzando la violenza mafiosa contro il patrimonio artistico? Inoltre, contemporaneamente agli attentati mafiosi, abbiamo visto accadere altri episodi inquietanti nel nostro Paese, che si sovrappongono, in una chiara strategia della tensione, nel 1993. Non possiamo allora limitarci alla commemorazione: il nostro dovere è più alto e richiede a tutti noi un'assunzione di responsabilità e di coraggio. Dobbiamo essere conseguenti, ad esempio, rispetto a quanto deciso all'unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia nella scorsa legislatura, che a questi fatti ha dedicato parte della sua relazione conclusiva, e dobbiamo andare avanti nella ricerca della verità. Solo così, con atti concreti, potremo davvero onorare la memoria di uomini e donne, che non volevano essere eroi ma che, nel portare avanti il proprio dovere, non si sono fermati davanti a nulla. Concludo con un ricordo personale, perché ritengo sia importante ricordare queste figure non solo per la loro morte, ma soprattutto per quello che sono state in vita. Ho avuto il privilegio di conoscere e lavorare a stretto contatto con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per molti anni e delle numerose giornate passate a studiare gli atti del maxiprocesso non posso dimenticare l'affetto e il sostegno di Paolo, il suo entusiasmo e la tenacia con cui affrontava ogni giorno il suo lavoro, pur sapendo che questo gli sarebbe costato la sua stessa vita. Per me è stato un grande maestro, sempre prodigo di suggerimenti e chiarimenti, sempre motivato ad andare avanti con la serenità di un cittadino comune. Il profumo della sua terra di Sicilia e il calore della gente, che iniziava a venir fuori dal guscio di omertà, rappresentavano per lui linfa vitale. In quegli anni, il lavoro di Falcone e Borsellino ebbe il grande merito di creare una rivoluzione culturale, di smuovere gli animi e le coscienze di tutti coloro che non erano più disposti ad accettare passivamente la presenza della mafia. Le parole che Paolo Borsellino pronunciò un mese dopo la morte di Falcone, e a pochi giorni dalla sua, sono tutt'ora un monito per tutti, a partire da noi, che sediamo in quest'Aula. Parlando delle vittime di mafia e del suo caro amico, Paolo disse: «Sono morti per tutti noi, per gli ingiusti. Abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera». Mi auguro che ciascuno di noi possa fare tesoro di queste parole. (Applausi). PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in attesa della conclusione dello spoglio delle schede per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,28, è ripresa alle ore 13,38) . Risultato di votazione PRESIDENTE . Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto per l'elezione di due componenti del consiglio di amministrazione della RAI-Radiotelevisione italiana SpA: Senatori presenti 296 Senatori votanti 295 Hanno ottenuto voti: Coletti 133 Borioni 101 Roccaro 5 Santoro 2 Rossodivita 1 Mazzola 1 Schede bianche 21 Schede nulle 31 Proclamo elette Beatrice Coletti e Rita Borioni, alle quali rivolgo i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Sospendo la seduta fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 13,39 è ripresa alle ore 17,09) . Saluto l'elezione del senatore Maurizio Gasparri alla guida della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di Palazzo Madama. Sono certa che svolgerà il suo compito con impegno costante. Buon lavoro al presidente Gasparri e a tutti i componenti della Giunta. (Applausi). Votazioni per l'elezione dei componenti dei consigli di presidenza della giustizia amministrativa,della Corte dei conti e della giustizia tributaria (Votazioni a scrutinio segreto mediante procedimento elettronico su liste bloccate) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Votazioni per l'elezione dei componenti dei consigli di presidenza della giustizia amministrativa, della Corte dei conti e della giustizia tributaria». (Brusio). Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio, grazie. Passiamo alla votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera d) , della legge 27 aprile 1982, n. 186. Tale votazione avverrà a scrutinio segreto sulla seguente lista compilata sulla base delle designazioni pervenute dai Gruppi: - professor Michele Papa - professor Salvatore Sica Ricordo che in base alla citata disposizione di legge i due candidati saranno proclamati eletti se la lista posta in votazione otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea, cioè 161 voti. I senatori favorevoli alla lista proposta voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si comporteranno di conseguenza. Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico. (Segue la votazione . Il senatore Barbaro segnala il malfunzionamento del proprio dispositivo. Alcuni senatori si attardano nel raggiungere le proprie postazioni. Commenti dal Gruppo PD). Basta adesso: non è possibile aspettare oltre. Vi prego di accelerare le procedure di votazione. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa: Senatori presenti 289 Senatori votanti 288 Maggioranza 161 Favorevoli 264 Contrari 9 Astenuti 15 Il Senato approva. (v. Allegato B). Proclamo eletti il professor Michele Papa e il professor Salvatore Sica, ai quali rivolgo, a nome dell'Assemblea, i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Passiamo alla votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della Corte dei conti, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera d) , della legge 27 aprile 1982, n. 186, e dell'articolo 10, comma 10, della legge 13 aprile 1988, n. 117. Tale votazione avverrà a scrutinio segreto sulla seguente lista compilata sulla base delle designazioni pervenute dai Gruppi: - professor Luigi Balestra - avvvocato Gabriele Fava Ricordo che in base alla citata disposizione di legge i due candidati saranno proclamati eletti se la lista posta in votazione otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea, cioè 161 voti. I senatori favorevoli alla lista proposta voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si comporteranno di conseguenza. Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto mediante procedimento elettronico. (Segue la votazione). Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della Corte dei conti: Senatori presenti 291 Senatori votanti 290 Maggioranza 161 Favorevoli 269 Contrari 11 Astenuti 10 Il Senato approva. (v. Allegato B). Proclamo eletti il professor Luigi Balestra e l'avvocato Gabriele Fava, ai quali rivolgo, a nome dell'Assemblea, i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi) . Passiamo alla votazione per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia tributaria, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, e successive modificazioni. Tale operazione avverrà a scrutinio segreto sulla seguente lista compilata sulla base delle designazioni pervenute dai Gruppi: avvocato Antonio Mauriello avvocato Antonio Leone Ricordo che in base alla citata disposizione di legge i due candidati saranno proclamati eletti se la lista posta in votazione otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l'Assemblea, cioè 161 voti. I senatori favorevoli alla lista proposta voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si comporteranno di conseguenza. Dichiaro aperta la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico. (Segue la votazione). Proclamo il risultato di votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, per l'elezione di due componenti del consiglio di presidenza della giustizia tributaria: Senatori presenti 290 Senatori votanti 289 Maggioranza 161 Favorevoli 271 Contrari 9 Astenuti 9 Il Senato approva. (v. Allegato B) . Proclamo eletti gli avvocati Antonio Mauriello e Antonio Leone, ai quali rivolgo, a nome dell'Assemblea, i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 17,20) Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: DDL 542 Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, recante proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 542. Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale e hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del relatore. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, ha appena dichiarato l'improponibilità dell'emendamento 1.100, che chiedeva una proroga di un anno per le medie e piccole imprese di artigiani, ovvero di tutti quegli operatori che saranno obbligati, dal primo dell'anno, a fare la fatturazione elettronica. Nella giornata di ieri, in sede di discussione generale, ho spiegato che le finalità di questo decreto-legge sono positive, nel senso che tendono a fare emergere l'evasione fiscale. Tuttavia, vorrei porre all'attenzione dell'Assemblea e soprattutto del Governo, che vedo totalmente assente... Bene, il ministro Stefani è qui alla mia destra. Mi rivolgo allora al Presidente, per porre all'attenzione che rischiamo, soprattutto per le difficoltà che avranno le medie e piccole imprese di valutare un sistema digitale... PRESIDENTE. Se il Ministro vuole raggiungere i banchi del Governo sarebbe più corretto, anche per il senatore che può rivolgersi direttamente a lei. BIASOTTI (FI-BP) . Sono ben contento che il Ministro sia qui, anche se ho un qualche imbarazzo nel dual , un po' come la flat tax : la dual tax , la dual minister . PRESIDENTE. Immagino, ma preferirei si rispettassero quantomeno i ruoli. BIASOTTI (FI-BP) . Dicevo che vorrei porre l'attenzione sul fatto che rischiamo di far aumentare l'evasione fiscale perché, come potete immaginare, tutti i piccoli commercianti, gli artigiani, gli agricoltori saranno costretti a fare la fattura elettronica, e penso che la maggior parte o una parte considerevole di questi deciderà di non fare la fattura perché è troppo complesso. In tal senso, invito i membri di questa Assemblea ad andare sui siti, su Google , e digitare «fatturazione elettronica». Constaterete che sono nati in questi ultimi mesi una ventina o trentina di aziende che si propongono, a pagamento, di aiutare le medie, piccole e piccolissime imprese a fare le fatturazione elettronica. Questo vuol dire che non è la semplificazione che auspichiamo e che il Governo, a parole - Di Maio lo ha dichiarato due giorni fa - auspica; è una complicazione. Considerato che, dopo la minaccia dello sciopero dei benzinai, il Governo è subito corso a rinviare di sei mesi la data di entrata in vigore dell'obbligo della fatturazione elettronica, anticipo e penso che succederà lo stesso il 1° dicembre. Immaginate soprattutto come la data del 1° dicembre, il d-day , complicherà la vita agli artigiani, che già avranno il problema delle ferie, della chiusura dell'anno, della fatturazione, dei magazzini. È veramente una data infelice, e non lo dice Forza Italia, ma lo dicono le associazioni dei commercialisti, l'API, l'associazione dei piccoli imprenditori, l'associazione degli agricoltori. Lo ha detto la stessa Lega ieri sostenendo che per gli agricoltori, per esempio, sarebbe auspicabile un nuovo rinvio. Lo dice - e concludo, Presidente - anche il direttore dell'Agenzia delle entrate, che ha dichiarato in un recente convegno che non sono pronti ad assistere milioni di aziende micro e piccole che non sono in grado, improvvisamente, di fare una fattura elettronica. Quindi, le finalità positive diventeranno negative, lo anticipo oggi e chiedo al Governo di ragionare sulla possibilità di prevedere una proroga o almeno - illustro un successivo emendamento e poi non intervengo più - di predisporre che per un anno ci sia la doppia possibilità della fattura cartacea ed elettronica, e soprattutto che non si comminino multe, perché ne abbiamo già fin sopra i capelli di multe di vario genere a scapito delle medie e piccole imprese. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, cari colleghi, l'emendamento 1.4 da noi presentato tiene in conto l'esigenza della categoria, rispetto alla quale è giusto prestare attenzione, senza però sacrificare l'esigenza dell'ordinamento fiscale e tributario. Abbiamo sottoposto sia alla Commissione, sia ora all'Assemblea un emendamento che recuperi il doppio binario: rendere possibile la corresponsione attraverso fatturazione elettronica sia a far data corrente, in maniera tale che chi è pronto lo possa riscontrare come da norma vigente, sia consentendo anche l'utilizzo della scheda carburanti. Si tratta cioè di un doppio binario che va incontro alla categoria, ma non sacrifica il bisogno di memoria remota, di digitalizzazione e anche di produzione di dati che consente la lotta all'evasione. Per questa ragione, abbiamo reso possibile nel dettaglio la valorizzazione, rispetto a questo emendamento, non solo di quanto detto dall'Agenzia delle entrate, ma anche nella audizione di ieri del ministro Tria. Entrambi ci hanno rappresentato la necessità di non disperdere questa tradizione amministrativa, che si sta insediando, di produzione di dati che poi consentono informazioni e il controllo di quanto accade relativamente all'acquisto di beni e servizi, a partire, naturalmente, dalla cessione di carburante. Per questa ragione, io mi aspetto e mi auguro che il parere del relatore e quello del Governo siano favorevoli. VOCI DAL GRUPPO PD. Dov'è il Governo? PRESIDENTE . Ho capito la richiesta, sto chiedendo al rappresentante del Governo di accomodarsi. Da questa posizione non era possibile vederlo. Vi ringrazio per avermelo comunicato, molto cortesi. Chiedo gentilmente al rappresentante del Governo di riprendere il suo posto, in modo da consentirci di andare avanti senza ulteriori interruzioni. La ringrazio, Ministro. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, mi associo alle parole espresse dal senatore Biasotti sulla problematica della fatturazione elettronica, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese e anche gli anziani, come io ieri sera ho avuto modo di esplicitare. Nello specifico, l'emendamento proposto è molto semplice. Il decreto-legge del Governo posticipa di sei mesi il problema solamente per i distributori di carburante, ma non per tutti gli altri operatori che comunque fanno lo stesso lavoro (tanto per essere chiari); quindi noi chiediamo che, per lo meno, a tali persone non vengano applicate sanzioni in questa fase. Infatti, il decreto-legge n. 79 è stato rinviato al 1° gennaio solo per le operazioni di cessione carburante degli impianti stradali di distribuzione, mentre sono rimasti nell'obbligo, già dal 1° luglio, i subappaltatori e i subcontraenti, per i quali l'appaltatore ha in essere un contratto di appalto con la pubblica amministrazione e le cessioni di gasolio e benzina poste in essere da soggetti diversi dai distributori di carburante. Alla luce di questo, chiediamo con questo emendamento che fino al 31 dicembre dell'anno in corso (2018) non siano applicabili sanzioni in caso di emissione di fattura analogica in luogo di quella digitale. Credo sia una misura di giustizia che dimostrerebbe ai cittadini e ai contribuenti che il nostro non è uno Stato che vuole vessarli, ma piuttosto uno Stato che vuole rispondere ai problemi della collettività. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, poiché il mio emendamento è uguale a quello illustrato dal senatore De Bertoldi, condivido quanto detto dal collega e chiedo all'Assemblea e soprattutto al Governo di condividere questa nostra proposta, che riteniamo equa. PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. Signor rappresentante del Governo, ho bisogno del suo parere. (Commenti dal Gruppo PD) . BELLANOVA (PD) Il rappresentante del Governo deve ascoltare! PRESIDENTE. Ho già richiamato il rappresentante del Governo alle sue funzioni. Datele almeno il tempo di accomodarsi al suo posto per dare i pareri. (Proteste dal Gruppo PD) . Il rappresentante del Governo è qui. MALPEZZI (PD) . Non ci siete mai! MONTANI, relatore . Signor Presidente, invito al ritiro o il parere è contrario sugli emendamenti 1.101, 1.5, 1.102, 1.103, identico all'emendamento 1.104, e sull'ordine del giorno G1.1. Sull'ordine del giorno G1.100, propongo la seguente riformulazione della parte dispositiva: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di implementare le misure volte al contrasto dell'illegalità e della criminalità organizzata nel settore della commercializzazione e distribuzione di carburante». Chiedo al senatore Casini, primo firmatario dell'ordine del giorno, se intende accogliere la riformulazione. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,33) PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo è pronto per esprimere il parere? BORGONZONI, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, concordo con la riformulazione dell'ordine del giorno G1.100, proposta dal relatore. PRESIDENTE. Signor rappresentante del Governo, la invito a pronunziarsi anche sugli emendamenti e sull'altro ordine del giorno in esame. BORGONZONI , sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. (Commenti dal Gruppo PD) . BELLANOVA (PD) . Il Governo deve ascoltare! PRESIDENTE . Un momento, ho appena iniziato a presiedere la seduta: fatemi capire di cosa state parlando. Calma e sangue freddo! (Commenti del senatore Faraone). Vedo un senatore molto agitato, ma non riesco a capirne le ragioni. FARAONE (PD) . Facciamo sedere il relatore ai banchi del Governo! PRESIDENTE. Si accomodi senatore e non dia disposizioni al relatore e al rappresentante del Governo, perché, come sa, lei è all'opposizione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, sempre che il relatore faccia il suo mestiere per bene. Non abbiamo per nulla capito il parere sull'emendamento 1.4, pertanto chiederei al relatore di precisarlo. PRESIDENTE. Non ho niente in contrario acché il relatore prenda nuovamente la parola, ma mi pare ci fosse un invito al ritiro o parere contrario. MONTANI, relatore . Signor Presidente, è così: invito al ritiro dell'emendamento 1.4 o il parere è contrario. PRESIDENTE . Chiedo dunque al senatore Casini se intende accettare la riformulazione dell'ordine del giorno G1.100. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dal relatore e dal rappresentante del Governo, perché a me interessava una finalità - infatti l'ordine del giorno è stato sottoscritto da tutti i Gruppi parlamentari presenti, di maggioranza e di opposizione - ovvero che si mettesse in essere una lotta all'illegalità e alla criminalità organizzata nel settore della distribuzione dei carburanti, perché c'è un mercato nero che sta sempre più crescendo. Dunque, tale finalità è garantita e non ho problemi. PRESIDENTE . L'emendamento 1.100 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, in Commissione abbiamo fatto un lavoro di grande concentrazione per cercare di andare incontro alle esigenze delle categorie che ci sono state rappresentate. Un lavoro che si è svolto in più sedute e si è nutrito anche dei punti di vista dei soggetti auditi, in particolare dell'Agenzia delle entrate e, come ho detto prima, del ministro Tria, un lavoro che ha riscontrato un consenso crescente, nel merito della questione, anche da parte di diversi colleghi. Non è possibile che oggi si chieda il ritiro dell'emendamento, senza tentare uno sforzo ulteriore per fare in modo che ne venga verificata la capacità di miglioramento del decreto-legge. Il provvedimento nasce sicuramente dall'ascolto di coloro i quali sono messi in difficoltà ma, d'altra parte, creerà difficoltà al funzionamento dell'ordinamento fiscale e tributario. È per questo che abbiamo chiesto di provare a recuperare il doppio binario, che fa salva l'esigenza sia della categoria, che dell'ordinamento fiscale e tributario, e cioè: chi è pronto, utilizzi la fatturazione elettronica, chi non ce la fa, abbia il doppio binario. In tal modo, non mettiamo in affanno, per le esigenze di funzionamento, l'intero apparato del nostro ordinamento, che ha bisogno di dati e intelligenza digitale, nonché di attrezzarsi tecnicamente, come ci è stato rappresentato dal direttore dell'Agenzia delle entrate e presidente dell'Agenzia delle entrate-Riscossione. Non possiamo attivare misure che vanno in contraddizione anche rispetto a ciò che abbiamo sentito sia nel corso dell'esame in Commissione, che nell'ampio dibattito politico. È per questo che non posso assolutamente accettare che ci si chieda semplicemente il ritiro dell'emendamento, perché noi dobbiamo far sì che queste occasioni di lavoro migliorino, senza smontare quello che si è fatto in passato dal punto di vista dell'infrastrutturazione dell'ordinamento. Teniamo anche da conto che abbiamo circa 871 miliardi di euro di magazzino che non possiamo rendere oggetto di lavorazione per una mancanza di adeguatezza di dati. Far sì che la fatturazione elettronica venga semplicemente rinviata è un danno e significa mettere in difficoltà e in affanno la capacità di funzionamento del sistema fiscale rispetto all'evasione. Ecco perché vorrei che il relatore riconsiderasse la sua posizione, così come il Governo, a condizione che quest'ultimo stia seguendo questo dossier come gli altri che dovremo coltivare. BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, faccio parte della Commissione finanze e tesoro insieme al collega D'Alfonso. A mio parere, con il ragionamento del doppio binario si va a creare ulteriore caos. Infatti, se il Governo ha deciso di prorogare per un settore l'avvio della fatturazione elettronica, è perché ci si è resi conto che nella scorsa legislatura, quando si è fatto il pacchetto sulla fatturazione elettronica, si è adottato un sistema non completamente adatto alle imprese. Infatti, alcune imprese hanno difficoltà. È da qui che nasce il provvedimento, per aiutare alcune tipologie di imprese. Creare il doppio binario ricrea il caos e poi è normale che l'Agenzia delle entrate avrà difficoltà a controllare i dati. Noi, quindi, siamo profondamente contrari ad apportare una modifica in questo senso. Sulla questione del magazzino, cui ha accennato il collega, invece, vorrei ricordare all'Assemblea che questo magazzino proviene da alcuni ruoli che non si riescono a cancellare, perché la normativa è sbagliata. Abbiamo ruoli scritti che permangono per anni e anni, quando ormai dei contribuenti debitori non si ha più notizia dove siano, se siano vivi o morti. Dobbiamo allora andare ad influire sull'anagrafe tributaria e sarà un altro passaggio che farà il Governo per risolvere la questione del magazzino dell'Agenzia delle entrate e delle riscossioni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BIASOTTI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.101, presentato dal senatore Biasotti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. CONZATTI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, chiediamo all'Assemblea, come preannunciato ieri, di apprezzare questo emendamento, che va nella stessa direzione del decreto-legge n. 79 del 2018. Abbiamo sentito adesso, per bocca della portavoce del Governo, che il Governo si è reso conto che alcune imprese hanno delle difficoltà. Non si capisce, dal punto di vista soggettivo, come mai gli erogatori di carburante abbiano delle difficoltà e i subappaltatori non abbiano le stesse difficoltà, posto che dal punto di vista soggettivo sono la stessa tipologia di azienda. Da questo punto di vista, fatti salvi i motivi di maggior gettito già stanziati in bilancio, si chiede di riconsiderare questa possibilità e quindi di estendere il decreto-legge n. 79 anche ai subappaltatori. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Sciascia e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.102, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BIASOTTI (FI-BP) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.102, presentato dal senatore Biasotti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.103, identico all'emendamento 1.104, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, insisto per la votazione dell'emendamento 1.103 e ribadiamo che riteniamo sia assolutamente inconcepibile che con un decreto-legge, come ha detto la collega Conzatti, si proroghi di sei mesi... (Commenti della senatrice De Petris) . PRESIDENTE . Questo è il merito. Per ora dica solo se insiste. DE BERTOLDI (FdI) . Ne chiediamo la votazione. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Anche noi chiediamo la votazione dell'emendamento 1.104. PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, praticamente sono già intervenuto, comunque ribadisco che, nel momento in cui il Governo proroga una norma per i distributori di carburante, non si capisce per quale ragione i subappaltatori debbano invece sottostare alle sanzioni. Pertanto, chiediamo almeno un trattamento complessivo del problema. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.103, presentato dal senatore De Bertoldi, identico all'emendamento 1.104, presentato dal senatore Steger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G1.100 (testo 2) è stato accolto dal Governo. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Presidente, insisto per la votazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100 (testo 2), presentato dal senatore Casini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Per l'inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge n. 604 PRESIDENTE . Comunico che, a nome del prescritto numero di senatori, è pervenuta la richiesta d'inserimento urgente nel calendario dei lavori dell'Assemblea, ai sensi dell'articolo 55, comma 7, del Regolamento, della discussione del disegno di legge n. 604, recante: «Proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106». La votazione della richiesta avrà luogo al termine della seduta, cioè dopo le dichiarazioni di voto e relativa votazione finale del disegno di legge n. 542. Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 542 PRESIDENTE . Passiamo alla votazione finale. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, tra i compiti del legislatore vi è quello di costruire percorsi equilibrati nell'introduzione delle norme, soprattutto quando queste riguardano le imprese e professionisti e implicano una profonda revisione dell'organizzazione lavorativa. Parliamo di un Paese che produce e che lavora, un Paese che genera opportunità occupazionali e di crescita e che da sempre chiede una maggiore semplicità burocratica. L'entrata in vigore della fatturazione elettronica, al pari di tutti gli strumenti per la tracciabilità dei pagamenti, è utile per contrastare l'evasione e per reperire risorse per abbassare la pressione fiscale. Come Gruppo per le Autonomie sosterremo tutte quelle misure che saranno in grado di alimentare questo binomio, ma per farlo - come dicevo prima - bisogna sapersi calare nella quotidianità delle imprese, evitando che i nuovi strumenti vengano vissuti come un nuovo costo, un nuovo ostacolo burocratico. Diventa quindi fondamentale operare per una loro introduzione graduale, con quel margine di tolleranza e di buon senso che da parte del Fisco non deve mancare. Per queste ragioni avevo presentato un emendamento volto a chiedere la proroga dell'entrata in vigore delle sanzioni anche per quei soggetti del settore che sono stati stralciati dall'ambito di applicazione del decreto-legge. L'emendamento è stato dichiarato inammissibile eppure, proprio in queste ore, apprendiamo da autorevoli quotidiani economici della volontà del Governo di procedere con la sterilizzazione delle sanzioni con il decreto dignità. Non entro in valutazioni di carattere tecnico-normativo sull'omogeneità dei decreti-legge su cui, nel 2013, l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviò una lettera ai Presidenti di Camera e Senato. Mi limito a notare che il decreto-legge che esaminiamo oggi è di due settimane più vecchio del decreto-legge n. 87 del 2018 e, quindi, con buone probabilità sarà convertito prima. Se la volontà del Governo è quella della sterilizzazione delle sanzioni perché non procedere già da adesso? Tutto ciò avrebbe aiutato le imprese interessate, che nel frattempo restano nell'incertezza, ma devono comunque adeguarsi ai nuovi obblighi. Quando si parla di imprese, di sburocratizzazione, di un fisco alleato del sistema produttivo, bisogna muoversi con grande concretezza. Bisogna dimostrare decisione e coraggio e, quindi, si poteva e si doveva fare di più utilizzando il decreto-legge per una riflessione più approfondita sul settore, come sollecitato anche dal presidente Casini con il suo ordine il giorno sul contrasto alla criminalità organizzata nella commercializzazione e distribuzione dei carburanti. Per queste ragioni, il nostro Gruppo esprimerà voto di astensione. Lo facciamo in ragione del fatto che per i distributori e i professionisti la proroga è già operativa, ma si poteva fare diversamente; si poteva fare tutto un po' meglio, sicuramente con maggiore impegno e tenendo conto delle necessità di ogni giorno delle nostre aziende e, soprattutto, delle nostre piccole imprese. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . BUCCARELLA (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BUCCARELLA (Misto) . Signor Presidente, per il Gruppo Misto intendo esprimere una condivisione delle preoccupazioni del Governo nell'adozione di questo decreto-legge che oggi ci apprestiamo a convertire. Infatti, le sollecitazioni pervenute da molte categorie per ottenere la proroga con riferimento all'obbligo della fatturazione elettronica per i distributori di carburanti - ricordiamo - sono giunte non solo dalle stesse federazioni della distribuzione di carburante, ma anche dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, dall'Istituto nazionale tributaristi e dall'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dalla Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio. Le sollecitazioni erano più che comprensibili, atteso che alla categoria dei distributori di carburante è stato applicato nell'ultima legge di bilancio (con il comma 920 e dintorni dell'articolo 1), una sorta di esperimento, dato che quella categoria è stata proposta sostanzialmente come cavia per la verifica dell'operatività del sistema di fatturazione elettronica, i cui scopi sono ben chiari e condivisibili e sono: la lotta e il contrasto all'evasione dell'IVA e delle altre imposte che gravano sul sistema di distribuzione dei carburanti. È facile comprendere che le sollecitazioni pervenute al Governo e che noi oggi siamo chiamati a valutare si muovono dalla ovvia considerazione che la macchina informatica messa a disposizione dall'Agenzia delle entrate (che pure pare abbia fatto parte del suo dovere) ma soprattutto la strutturazione stessa della rete distributiva... (Brusio) . Presidente, non è che quello che sto dicendo sia di alcuna importanza, ma vorrei chiedere, se è possibile, per me e per chi seguirà negli interventi, se si potesse avere un attimo più silenzio. PRESIDENTE . Ha ragione, senatore Buccarella. Il collega non riesce a svolgere a pieno il suo intervento perché c'è un brusio di fondo decisamente con decibel più alti del normale. Se non siete interessati alle dichiarazioni di voto, nessuno vi obbliga a stare in Aula, potete tornare al momento della votazione. Chi decide di restare in Aula è pregato di ascoltare. Può proseguire, senatore, il tempo perso non le verrà conteggiato. BUCCARELLA (Misto) . La ringrazio, Presidente, mi avvio verso la conclusione. Il dato oggettivo che non possiamo ignorare e che è stato rappresentato è che una parte rilevante del sistema distributivo del carburante è costituito da piccoli chioschi. È facile quindi comprendere che, nel dover approntare la strumentazione tecnica per l'invio telematico per l'adozione di protocolli FTP, come si chiamano in gergo informatico: file transfer protocol (e chi ha confidenza con l'informatica di dieci anni fa sa di cosa stiamo parlando), quella categoria è la più debole, evidentemente, la meno organizzata e abbia potuto lamentare e abbia temuto l'applicazione con sanzioni, dal primo luglio scorso. Il provvedimento appare pertanto del tutto ragionevole nell'adeguare la disciplina della fatturazione elettronica per quella specifica categoria rispetto a tutta la platea che, dal primo giugno 2019, verrà coinvolta in questo nuovo sistema, che noi confidiamo abbia una applicazione generale ed efficiente, sia dal lato della amministrazione pubblica, sia dal lato delle persone fisiche o giuridiche dotate di partite IVA. Pertanto, a nome delle componenti del Gruppo Misto dichiaro il voto favorevole al disegno di legge di conversione in esame. (Applausi dal Gruppo Misto) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, il tema è stato bene espresso anche dai colleghi. Io torno a ribadire che sono rammaricato del fatto che si sia fatto un piccolo passo quando se ne poteva fare uno molto più grande. Certamente, i distributori di carburante ottengono una proroga di sei mesi, ma tutti gli altri, i subappaltatori e le altre realtà che operano con la pubblica amministrazione nel settore dei carburanti, sono penalizzati e, addirittura, come abbiamo visto pochi minuti fa, l'Assemblea non ha approvato nemmeno il tentativo di bloccare le sanzioni. Svolgo comunque, in sede di dichiarazione di voto, una considerazione più generale e parto dall'audizione del ministro Tria, che a queste stesse richieste da noi avanzate ieri in Commissione, ha risposto sostanzialmente appellandosi alla certezza del diritto. Sostanzialmente, ci ha detto: c'è questa necessità di dare a tutte le imprese una certezza, la certezza, appunto, che dal 1° gennaio 2019 bisogna applicare la fatturazione elettronica. Al Ministro e a quest'Assemblea vorrei ricordare che ci sarebbe un'altra certezza che sarebbe importante considerare: la certezza del buon senso. La norma va applicata, certamente, ma la norma deve anche tener conto dei problemi delle categorie che la devono subire. Quindi, come dissi ieri, dei problemi degli anziani, che dovranno scaricare la fattura dell'Enel piuttosto che della luce, dell'acqua e del gas da una piattaforma Internet, perché non arriverà più loro una fattura cartacea, se non a pagamento; i problemi del piccolo artigiano e delle piccole imprese, che saranno costretti a portare tutto sul digitale e, di fatto, saranno costretti a rivolgersi a società, a professionisti, a strutture che, ovviamente, si faranno pagare per fare la doppia fatturazione che si renderà necessaria. A quel punto, infatti, ci sarà l'artigiano che farà la fattura cartacea, il professionista o la società di servizi che la trasformerà in fattura virtuale e, quindi, dopo si dovrà ristampare per la terza volta la fattura elettronica. E tutto questo a beneficio di chi? A beneficio delle software house che prendono da 10 a 30 centesimi a fattura. Quindi, questo è il business che c'è intorno alla fattura elettronica. Allora, posto che comunque in quella direzione si vuole andare, almeno ci si vada con buon senso, come dicevo, e quindi con gradualità. Questa nostra istanza non è tanto e non è solo l'istanza di Fratelli d'Italia, della quale siamo fieri di essere portatori, ma è anche un'istanza che è emersa ascoltando le categorie, da Rete Impresa Italia al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, di cui, purtroppo, quest'Assemblea, o meglio questo Governo, non ne ha preso atto. Mi sembra tanto, dalle parole del ministro Tria, che egli abbia letto troppe volte il Principe di Lampedusa: tutto cambi perché nulla cambi. Questo richiamarsi alla certezza del diritto mi sembra tanto un voler modificare un qualche cosa senza, in realtà, cambiare il senso dell'approccio del Governo ai problemi dei cittadini. Noi vogliamo che l'approccio cambi. Vogliamo che dei problemi dei cittadini, dei problemi delle imprese, dei problemi degli anziani venga tenuto conto. È per questo che Fratelli d'Italia dischiara il voto di astensione sul provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, questa dichiarazione di voto naturalmente si collega agli interventi svolti in precedenza, sia in Aula, sia in Commissione, ed è una dichiarazione di voto riguardante, nei fatti, il secondo decreto-legge; un decreto-legge che va inserito nel contesto nel quale ci troviamo dal punto di vista fiscale e tributario e del patrimonio conoscitivo che abbiamo assunto attraverso le nostre attività di istituto. Non è una giornata neutra oggi, poiché oggi fa seguito alla giornata di audizione di ieri del ministro Tria, il quale ha dichiarato, dal punto di vista delle politiche attive presenti all'interno del contratto di Governo, che quelle politiche attive potranno trovare corpo alla condizione che ci siano entrate adeguate, che si abbia la esatta consistenza di uscite e di entrate. E durante l'audizione di ieri, il ministro Tria, proprio alla mia osservazione circa la pericolosità di distribuzione di parole in Italia per quanto riguarda l'indeterminatezza degli obblighi fiscali, ha preso impegno che non ci sarà, rispetto a tale indeterminatezza, nessuna posizione che favorisca sanatorie fiscali generaliste e men che meno - di fronte alla mia domanda -nessun giubileo fiscale. Perché dico questo? Perché a volte gli atti amministrativi e normativi lasciano ad intendere che poi ci potrà essere quel che magari è atteso nella peggiore condotta della cittadinanza. E qual è la peggiore condotta della cittadinanza che si può indurre con provvedimenti tipo quello all'esame? Che lo spostamento dell'obbligo di fatturazione elettronica di sei mesi può avere la sembianza di una certa speciale e determinata natura, cioè quella della civetta o del cuculo; non è tanto problematico quello di cui stiamo discutendo adesso, ma quello che si può introdurre dopo, con una certa determinata proposta di assetto normativo, se si sposta in avanti l'obbligo di fatturazione su passaggi importanti riguardanti acquisti di beni e servizi. Sappiamo che il contesto nel quale ci troviamo a operare è di questa fatta: ad esempio, la raccolta del gettito spontaneo gestito da Agenzia delle entrate attraverso i servizi forniti ai contribuenti nel 2017 è stata pari a 412 miliardi di euro (+ 7,6 miliardi di euro rispetto al 2016) e l'Agenzia delle entrate-Riscossione ha messo in campo, nel 2017, un +44 per cento rispetto al 2016, mettendo all'incasso 12,7 miliardi di euro. Abbiamo anche incassato come Agenzia delle entrate-Riscossione, attraverso la rottamazione delle cartelle, 6,5 miliardi di euro. Questo è il paniere del quale disponiamo, che dovrebbe avere la forza di coprire le politiche attive che fanno parte anche dei vostri documenti di impegno davanti alla cittadinanza. Ebbene, a fronte del bisogno che c'è di ulteriori risorse che riguardano la macchina della decisione pubblica, qual è l'iniziativa che si assume come secondo provvedimento? Lo spostamento in avanti degli obblighi di fatturazione. Naturalmente, è una richiesta che fa riferimento a un'esigenza reale: l'esigenza reale di una categoria, che è quella degli esercenti la distribuzione di carburante lungo il nostro sistema viario. Un'esigenza che va attenzionata. Anche noi abbiamo incontrato interlocutori di questi mondi: esistono gli interlocutori degli esercenti ed esistono gli interlocutori degli autotrasportatori. Noi abbiamo lavorato per fare in modo che l'esigenza venisse soddisfatta, senza però smontare l'infrastruttura della nostra macchina tributaria e fiscale. Sempre ieri, il ministro Tria ha rafforzato l'esigenza dei dati, dell'intelligenza digitale, della qualità dell'informazione, della memoria remota, perché ci vuole automatismo per fare in modo che nasca anche un clima, una condizione di reciprocità collaborativa. Qual è la ragione della nostra contrarietà? Certo, siamo contrari rispetto al merito di questa filiforme proposta, ma siamo contrari rispetto alle conseguenze, a quello che si inaugura dal punto di vista della postura culturale, di quello cioè che si distribuisce come eventualità; tanto che ieri in Commissione c'è stata l'esigenza di dover porre come domanda al Ministro: ma non è che poi, addirittura, si va a smontare anche il rapporto di obbligatorietà contributiva? Non è che questa indeterminatezza fa saltare l'idea del cittadino leale: allora io sto sbagliando? È per questa ragione che abbiamo lavorato per migliorare il decreto-legge, non soltanto a contrastarlo producendo atteggiamento di contrarietà. Abbiamo inteso migliorarlo, facendo sì che ci potesse essere una misura di attenzione alle categorie che hanno chiesto e parlato, come è giusto che sia: d'altra parte, un ordinamento come si sensibilizza, come aggiorna, come arricchisce la sua agenda? Anche interloquendo. E interloquendo con quelle categorie è emersa questa esigenza, però noi volevamo e vogliamo che quella esigenza non desse un colpo allo stomaco rispetto all'ordinamento fiscale e tributario italiano ed è per questo che abbiamo chiesto il doppio binario, che è stato attenzionato in Commissione, così come nei colloqui bilaterali che fanno parte della vita di lavoro di una Commissione. Tuttavia, alla fine abbiamo visto addirittura l'invito del rappresentante del Governo e del rappresentante della maggioranza incaricato, che ci dicono: andate oltre, ritiratelo. Noi temiamo questo, non solo perché questa misura ha un costo diretto di 87 milioni di euro, ma anche per quel carico di contrarietà culturale di cui noi dobbiamo essere portatori di timore. Dobbiamo lavorare per un'idea di ordinamento che ad ogni passaggio di legislatura non ricominci da capo. C'è una bellissima affermazione di un grande giurista che ha aiutato la produttività di queste Aule, Massimo Severo Giannini, il quale ha tuonato contro l'indeterminatezza quando questa viene prodotta dall'ordinamento, ma anche dalla classe dirigente politica all'indirizzo sia del diritto penale che del diritto fiscale e tributario. L'indeterminatezza uccide il cittadino collaboratore e leale, il cittadino che assume un atteggiamento di collaborazione positiva nei confronti dei doveri di un ordinamento democratico. Per questa ragione, mi permetto di rappresentare di nuovo l'atteggiamento di onestà culturale che abbiamo avuto noi; un'onestà culturale che ha prodotto lo sforzo di un emendamento migliorativo e anche lo sforzo di un ordine del giorno che faccia dire chiaramente al Governo che non c'è scommessa rispetto all'allentamento dei doveri fiscali. Dentro il rigore fiscale ci sono le risorse per coprire i diritti, l'aumento delle opportunità e anche la capacità di funzionamento di un ordinamento. Per queste ragioni, noi siamo contrari rispetto al decreto-legge, per come è stato concepito, sapendo che questo decreto-legge probabilmente non avrà vita lunga, nel senso che ha la vita di una farfalla destinata soltanto a riscontrare una esigenza del momento e del punto. Ed è esattamente ciò che non deve fare più la produzione legislativa: costituirsi come produzione amministrativa, provvedimentale. Ci vuole una produzione legislativa che duri, che arricchisca e infrastrutturi l'ordinamento, e non che abbia la sembianza del provvedimento ad hoc per quella singola e specifica fattispecie. In questo modo determiniamo un ingolfamento della macchina che rende difficile il rapporto del cittadino con la statualità. Quindi, la nostra è contrarietà per queste ragioni, ma è interesse a trovare una via d'uscita che non metta in affanno lo Stato quando deve fare raccolta fiscale per finanziare misure, diritti e opportunità. Ecco spiegata la ragione della contrarietà. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni). ROMEO (L-SP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP) . Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevoli senatrici, membri del Governo, la Lega esprimerà un voto favorevole al disegno di legge di conversione del decreto-legge che proroga l'entrata in vigore dell'obbligo della fatturazione elettronica per le cessioni di carburante, tenuto conto delle difficoltà tecniche che sono state manifestate dagli operatori del settore. Ringraziamo il Governo per l'intervento perché, intanto, pensare di far scattare l'obbligo di fatturazione elettronica per l'attività di rifornimento di carburante il 1° luglio - lo dico in senso ironico - è stata davvero una genialata! Ci si sarebbe aspettati, ovviamente, le proteste delle categorie. D'altra parte, considerando l'avvicinarsi delle vacanze estive, direi che la misura è stata proprio pensata male; già sarà difficile - lo diciamo sulla base di quanto abbiamo raccolto sul territorio - far scattare l'obbligo di fatturazione elettronica per tutte le categorie dal 1° gennaio 2019. Quindi, grazie al Governo per l'intervento tempestivo. Sono state infatti riscontrate molte difficoltà di carattere organizzativo, soprattutto da parte di tutti gli operatori, molti dei quali non saranno pronti, come hanno già dichiarato in più di una circostanza, con il rischio anche concreto - lo abbiamo sottolineato, ma è stato evidenziato anche in diversi interventi - di assistere a una lievitazione dei costi per studi di commercialisti, società di software , enti certificatori, banche e società d'intermediazione bancaria, che si sono fatti avanti, con un costo elevato, per dare una mano alle aziende in difficoltà. Peraltro, qualcuno ci dovrà pur spiegare la ragione di voler anticipare al 2019 la fatturazione elettronica: unico Paese in Europa a farlo, e lo sottolineo. (Applausi dai Gruppi L-SP, M5S e FdI) . Spiegateci come mai questa anticipazione, con tutti i problemi che si creeranno anche a livello di discrepanze sull'armonizzazione, a livello europeo, del pagamento dell'IVA; non dimentichiamoci anche questo. A me viene in mente il detto che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Ci viene da pensare che il Governo probabilmente abbia fatto una corsa per cercare di anticipare la fatturazione elettronica perché forse servivano un paio di miliardi di euro. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Quindi hanno previsto l'entrata. Tra l'altro, un'entrata tutt'altro che certa, perché poi bisogna verificare davvero se in tal modo si contrasterà l'evasione fiscale. Anzi, probabilmente molti operatori che non saranno pronti, magari con la paura di sbagliare e di non riuscire a fare la fatturazione elettronica, può essere che non la facciano proprio la fattura; quindi, altro che introiti di 2 miliardi di euro! Peraltro stiamo parlando di un'entrata non certa, ma sono soldi già spesi, perché questo è il meccanismo: soldi già spesi! (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Saremmo anche stati ben lieti di approvare qualche emendamento della minoranza, rispetto ai quali, magari, eravamo d'accordo nel merito, ma sapete bene che, una volta che si è prevista un'entrata nel bilancio, se si vuol fare un emendamento bisogna trovare la copertura, e per trovare 2 miliardi, perché questa sarebbe l'idea, magari anche per creare il doppio binario - come qualcuno ha messo in evidenza - servono delle risorse. L'augurio è che il Governo possa trovare un metodo, un meccanismo, risorse tali che consentano agli operatori di potersi pian piano adeguare al nuovo sistema. Il doppio binario forse doveva essere pensato all'origine: sarebbe stata una forma molto più di buonsenso per consentire a tutti gli operatori di potersi adattare. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S). Questa era la logica, però abbiamo visto com'è andata. Ci auguriamo pertanto che il Governo - che ringraziamo ancora - possa fare qualcosa con i prossimi provvedimenti, venendo incontro a tutti gli operatori, ma è chiaro che bisognerà trovare le risorse e questo è un altro bel problemino che ci siamo trovati sulle spalle e che ovviamente proviene dal precedente Governo. Ciononostante, l'impegno ci sarà fino in fondo e ribadiamo con questo nostro il voto favorevole alla conversione di un decreto legge che già comunque ha fatto qualcosa di positivo ed è venuto incontro alle richieste legittime degli operatori del settore. (Applausi dai Gruppi L-SP e M5S . Congratulazioni ). SCIASCIA (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCIASCIA (FI-BP) . Signor Presidente, gentili colleghi, signori del Governo, il provvedimento oggi in votazione concerne il differimento dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2018 dell'obbligo di fatturazione elettronica e dei connessi adempimenti, primo fra tutti l'obbligo di tracciabilità del pagamento per l'acquisto presso distributori stradali da parte di soggetti IVA di carburante per trazione, vale a dire benzina e gasolio, e quindi con l'esplicita esclusione di ogni altro tipo di propellente, quali metano e gas liquefatti. Un po' di storia. L'obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni in impianti stradali di benzina e gasolio destinati ad alimentare apparati a motore a scoppio per autotrazione, con l'esclusione quindi dei carburanti per uso degli aeromobili e delle imbarcazioni, è disposto dal comma 917 della legge di bilancio 2017 per il 2018, unicamente nei confronti - requisito soggettivo - di imprese in qualsiasi forma costituite e di coloro che esercitano arti e professioni, attività tutte soggette al decreto IVA. Restano quindi escluse le attività soggette comunque al regime di vantaggio o a quello forfettario agli effetti del decreto n. 633 del 1972. I privati, ovviamente, sono esclusi da tale obbligo, così come i soggetti non residenti (gli stranieri che vengono a far benzina in Italia). Viene inoltre modificato l'articolo 164 TUIR, disponendo che le spese dei carburanti per trazione sono sì deducibili, ma solo se effettuate tramite pagamenti tracciabili (bonifici, assegni, carte di credito, buoni prepagati). Per la detrazione IVA, invece, viene modificato il terzo comma dell'articolo 22 del cosiddetto decreto IVA, statuendo che gli acquisti - ripeto: benzina e gasolio - devono essere effettuati con fattura elettronica. Si tratta di disposizioni - per le imposte dirette e per l'IVA - non perfettamente coordinate, in quanto per le imposte sui redditi la deducibilità del costo è data non dall'emissione della fattura, ma dal pagamento tracciabile; l'opposto per l'IVA, da cui deriva, ad esempio, che nell'ipotesi di pagamenti in contanti effettuati da un soggetto IVA in quanto il POS del distributore è inutilizzabile (il che capita spesso) ma per i quali comunque venga emessa fattura elettronica, il pagamento in contanti comporterà l'indeducibilità del costo ma la detraibilità dell'IVA e questa non sembra una questione logica. Tutto ciò premesso, l'aver disposto l'inizio di tale complessa procedura dal 1° luglio 2018 si è rivelato veramente improvvido, visto che, come viene riferito, le associazioni dei distributori stradali di carburante non erano in grado di adempiere ai propri obblighi perché, per quella data, andavano adeguati tecnicamente gli impianti, il che, come è noto, comporta soprattutto adempimenti informatici. D'altro canto rilevo che l'inizio degli adempimenti dal 1° luglio sia stato per l'amministrazione finanziaria un azzardo non ben calcolato, perché, pur avendo emanato numerose circolari (come sempre di difficile interpretazione), ne ha adottata una di grande importanza in data 2 luglio (la n. 13/E del 2018) che contiene importanti indicazioni dopo l'entrata in vigore del provvedimento. Quali sono queste innovazioni? Si stabilisce che le cessioni di carburante effettuate al di fuori di impianti di distribuzione stradale non sono soggette alla normativa, con l'effetto quindi - esemplificando - che per le cessioni di benzina e gasolio effettuate da produttori-raffinatori alle imprese di trasporto o noleggio direttamente per lo stoccaggio in distributori aziendali non necessita la fattura elettronica. Cosa ancor più rilevante, viene poi confermato il rimando dell'obbligo di fatturazione elettronica per gli acquisti di carburanti destinati ad essere utilizzati per veicoli agricoli - trattori, trattrici eccetera - ma - e qui sta la novità - fermo restando l'obbligo dal 1° luglio del pagamento tracciabile, ai fini della deducibilità fiscale dell'operazione. Da ultimo, la disposizione in argomento conferma che il disposto del comma 917, lettera b) , della legge di bilancio per il 2018, secondo cui i subappaltatori operanti nell'ambito di contratti d'appalto con la pubblica amministrazione sono soggetti all'obbligo dal 1° luglio. Si tratta di disposizione del tutto discutibile (sia l'originaria, che la mancata proroga), che viene reiterata nel provvedimento in esame, di modo che dal 1° luglio ci saranno figli e figliastri, ovvero l'appaltatore che applicherà la normativa dal 1° gennaio 2019 e il subappaltatore - che, ad esempio, potrebbe essere un geometra che esegue misurazioni per conto dell'impresa appaltante la costruzione di una strada - dal 1° luglio 2018. Perché? Tutto ciò premesso e considerato, pur ritenendo in via generale opportuno e necessario per tutte le parti (utilizzatori, esercenti e la stessa amministrazione finanziaria) un ulteriore lasso di tempo per tale tipo di fatture elettroniche, non possiamo concordare pienamente sul provvedimento e quindi esprimeremo voto d'astensione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, con la legge di bilancio n. 205 del 2017 si è previsto l'obbligo della fatturazione elettronica dal 1° luglio 2018, per gli acquisti di carburante ed è questa la norma che andiamo a modificare. In primis voglio ricollegarmi a quanto detto dal collega Romeo, a proposito del fatto di far partire la fatturazione dal 1° luglio, ossia a metà anno. Dobbiamo infatti collegare tutte le questioni: se si fanno delle dichiarazioni annuali sull'IVA, ma fino al 30 giugno c'è uno metodo di fatturazione e poi ce n'è un altro dal 1° luglio in poi, un po' di caos si crea. Quindi, posticipare l'obbligo al 1° gennaio 2019 è fondamentale per avere dei dati coerenti per fare un'analisi e per comunicare i dati. A proposito del nostro programma, non so se il collega D'Alfonso sia preoccupato del fatto che troveremo o no i soldi per attuare il nostro programma oppure se sia preoccupato del fatto che il nostro programma possa funzionare, perché abbiamo stabilito degli step , che sono quelli che ha ribadito il ministro Tria. Il ministro Tria ha detto che i vari provvedimenti scritti nel contratto di Governo si faranno man mano, ossia che non si produrranno i buchi che sono stati fatti dai passati Governi. Quindi - non so - è preoccupato perché vogliamo tenere i conti in ordine? Io sono felicissima che, fortunatamente, c'è un Governo che si occupa anche di questo. Ricordo che in campagna elettorale tutti ci accusavano, dicendo che non avremmo mai trovato i soldi, mentre questa volta troviamo la soluzione a un problema. Occorre, allora, che qualcuno faccia pace con il cervello. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . Tornando alla questione della fatturazione elettronica, ricordo che se ne parla dal 2015 e che ci sono stati vari provvedimenti: spostiamo, facciamo, rinviamo, eccetera. La fatturazione elettronica si inserisce in un progetto di revisione fiscale che porterà dei vantaggi proprio per creare un fisco amico. Infatti, occorre che al cittadino sia evitato l'incubo di dover parlare, con terrore, con l'Agenzia delle entrate-Riscossione. La fatturazione elettronica serve anche per questo, così come la trasmissione dei dati IVA. Il Ministro ha promosso l'adozione del decreto-legge in esame perché, entrato al Ministero, si è reso conto che alcuni passaggi erano sbagliati. Quindi, stiamo cercando di risolvere le problematiche legate ai precedenti Governi. Faccio riferimento non a un solo Governo, ma a tutti i precedenti, perché - secondo noi - la situazione attuale è il frutto di venti o trent'anni di politica sbagliata. Entrati nei Ministeri, stiamo cercando pian piano di andare incontro ai bisogni dei cittadini e delle imprese, per far sì che il Paese Italia si possa sviluppare. Stiamo parlando dello sviluppo che serve per ripagare il debito pubblico e far scendere il rapporto tra debito e PIL, riportando il Paese Italia alla considerazione che aveva un tempo. Noi siamo convinti che questo sia solo il primo passo per arrivare al compimento del nostro programma di Governo e ci stiamo mettendo nella posizione di ascolto di tutte le parti. Per noi sono importanti le piccole e medie imprese, e direi le microimprese, perché il tessuto italiano è fatto di piccolissime imprese, che spesso vengono dimenticate. Vorrei ricordare ai colleghi, anche a quelli nuovi, che nella scorsa legislatura abbiamo spinto per far aprire nel capitolo di bilancio un fondo a favore delle piccole e medie imprese, in cui ci sembrava corretto versare le eccedenze. Noi avevamo un fondo per le piccole e medie imprese che però non funzionava. Si è fatta pressione mediatica e abbiamo versato le nostre eccedenze. Di questo si è parlato in tutto il Paese e, finalmente, le piccole e medie imprese sono andate a chiedere finanziamenti. Vorrei che si guardasse alla politica che si sta attuando tramite il contratto di Governo veramente come ad una visione di un Paese nuovo, formato da tanti piccoli tasselli, che - ripeto - porterà il Paese ad avere quella considerazione forte anche in Europa, anche attraendo investitori esteri. Nella scorsa legislatura abbiamo fatto una serie di norme per attrarre gli investitori esteri, ma questi venivano qui, compravano, ci "mangiavano" e se ne andavano. Noi stiamo ricostruendo delle regole ferme e decise, perché il Paese Italia deve contare e deve avere il proprio peso specifico nella questione europea e nella questione nazionale. Siamo convinti di ciò che stiamo facendo e il nostro voto può essere solo favorevole alla conversione di questo decreto-legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP). BONFRISCO (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONFRISCO (L-SP) . Signor Presidente, intervengo solo per farle registrare che il mio voto sull'ordine del giorno G1.100, pur avendo io espresso un voto favorevole, per un temporaneo errore del dispositivo di votazione, è risultato di astensione; ma la mia volontà e il mio voto erano favorevoli. PRESIDENTE . Ne prendiamo nota, a prescindere da chi abbia commesso l'errore. Al Presidente del Senato è arrivata una nota, con la quale quattro senatori, il senatore Comincini, la senatrice Ginetti, il senatore Renzi e il senatore Bonifazi, precisano che, relativamente alla votazione della seduta odierna sull'emendamento 1.102, hanno inteso esprimere un voto contrario, che non sono però riusciti ad esprimere. Ne prendiamo atto. Ricordo comunque che queste precisazioni - che in questo caso non modificano il risultato - sono solo a titolo di notizia e informazione, ma non potrebbero in nessun caso modificare il risultato proclamato; a fini politici e di correttezza personale, con assoluta buona volontà, prendiamo atto della precisazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione della proposta di inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge n. 604 PRESIDENTE . Passiamo all'esame della proposta, avanzata ai sensi dell'articolo 55, comma 7 del Regolamento, con la quale si chiede di inserire nel calendario dei lavori la discussione del disegno di legge n. 604, come avevo preannunziato, recante: «Proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106». Il senatore Calderoli, che ha avanzato la richiesta, ha facoltà di illustrarla. CALDEROLI (L-SP) . Signor Presidente, la nostra richiesta è ai sensi del comma 7 dell'articolo 55 del Regolamento, che prevede che, per motivi sopravvenuti e urgenti, si possa inserire nel nostro calendario un argomento che non è stato inserito nel programma dei lavori. Credo che questa sera non sia il momento per entrare nel merito del provvedimento, perché è un discorso molto ampio. Come breve premessa, informo che entro il 21 luglio la Commissione affari costituzionali avrebbe dovuto esprimere un parere rispetto al decreto legislativo che corregge il cosiddetto codice del terzo settore, tuttavia, nonostante l'impegno comune di maggioranza e opposizione per consentire tale adempimento e il conseguente esercizio della delega stessa, non si è potuto esprimere tale parere perché manca il parere del Consiglio di Stato e quindi il termine del 21 luglio non può essere rispettato. Peraltro un termine simile è previsto anche per l'esercizio della delega, perché la legge delega deve essere esercitata il 3 agosto e quindi in data di pochi giorni successiva rispetto al termine per esprimere il parere. Avendo il timore che non si riesca ad addivenire all'approvazione di un provvedimento correttivo (che credo sia auspicato da parte di tutti), abbiamo elaborato questa cosiddetta leggina che consente una proroga di quattro mesi (che sostanzialmente diventano tre perché c'è il mese di agosto) e per la quale vi è la necessità di un'approvazione in tempi strettissimi. Quindi proponiamo che venga calendarizzata già per la seduta di domattina. I motivi sopravvenuti sono determinati dalla circostanza che la Commissione ha conferito il mandato al relatore, quindi siamo pronti a riferire in Aula; e l'urgenza deriva invece dai termini temporali che ho citato poc'anzi. Mi auguro che i colleghi si esprimano solo sulla questione procedurale; poi avremo tempo e modo di discutere nel merito senza riaprire una discussione già tenuta in Commissione. PRESIDENTE . Il senatore Calderoli è corretto nel dire che non affrontiamo il tema nel merito; si può semplicemente intervenire per motivare l'accordo o la contrarietà alla richiesta appena formulata. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, avremo modo di discutere anche nel merito di quanto abbiamo fatto in Commissione. Noi esprimiamo un voto contrario rispetto all'inserimento di questo disegno di legge nel calendario dei lavori dell'Assemblea. Faccio presente a tutti che comunque la scadenza della delega è il 3 agosto, quindi io e molti colleghi riteniamo che una proroga non ci aiuti nel fare un buon lavoro e ad esprimere il relativo parere e quindi ad approvare il decreto correttivo nei tempi corretti e previsti. PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, a nome del Gruppo Partito Democratico esprimo la nostra contrarietà alla proposta che viene avanzata, perché mai come in questo caso la procedura è sostanza. Noi siamo di fronte alla richiesta di ritardare di alcuni mesi l'adozione del provvedimento definitivo di entrata in vigore del decreto correttivo per un ritardo di alcuni giorni del Consiglio di Stato, ma è chiaro che non c'è alcun rapporto tra un ritardo di alcuni giorni e una volontà di rinvio di alcuni mesi. In Commissione abbiamo dibattuto a lungo sulla questione; ad oggi non siamo ancora in possesso di una bozza di parere su cui provare a costruire scelte condivise su un atto atteso da tutto il mondo del terzo settore, che non vuole prolungamenti dell'incertezza ma certezze e non vuole rinvii. La nostra convinzione è che il Governo abbia tutto il tempo per fare le scelte che deve compiere. Il dovere del Governo è governare e non rinviare. Che poi ci venga presentata la possibilità che la proroga sia ridotta dai sei mesi originari a quattro come una circostanza di cui andare soddisfatti ci lascia sconcertati per la semplice ragione che sempre di errore si tratta. Essere soddisfatti perché da un errore molto grave si passa a un errore appena minore ci pare davvero troppo. (Applausi dal Gruppo PD) . PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, sulla proposta del collega Calderoli il Gruppo di Forza Italia si esprime favorevolmente. Noi abbiamo partecipato in 1 a Commissione al dibattito concernente la questione del codice del terzo settore e abbiamo ritenuto di aderire alla richiesta del collega Calderoli per avere la certezza che questo correttivo al codice del terzo settore possa vedere la luce. Abbiamo naturalmente ascoltato la collega relatrice del provvedimento, che intende comunque sottoporci il parere per condividerlo e per cercare di arrivare a una condivisione del testo. A noi sembra più che sufficiente e, quindi, aderiamo alla richiesta di inserimento nel calendario, che ovviamente prelude un voto favorevole, nell'ipotesi in cui questo provvedimento dovesse essere inserito all'ordine del giorno della seduta di domani. (Applausi del senatore Berardi). GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, desidero precisare che la richiesta di dilazione non nasce dall'intento di non affrontare il problema o di non dare risposte al terzo settore. Già all'indomani dell'entrata in vigore del codice del terzo settore, un'opera pregevole e importante per questo Paese, da parte della dottrina e della giurisprudenza sono state formulate critiche e obiezioni. È necessario che il decreto correttivo sia formulato nel modo più ponderato possibile. A nostro giudizio, il tempo a disposizione è oggettivamente insufficiente. Qui il problema non credo sia più neanche politico, ma soltanto squisitamente tecnico. È vero che il Paese ha bisogno di questo codice, che - ripeto - è già in vigore. È vero che le associazioni chiedono interventi correttivi, ma sottolineo che questi devono essere di buona qualità e di pregevole fattura e per essere tali è necessario un po' più di tempo. Per studiare e comprendere bene i problemi e accogliere le osservazioni arrivate dalle associazioni è necessario un po' più di tempo. Quindi, credo che concedere questi mesi non significhi dare una risposta negativa alle associazioni, ma al contrario significhi dire loro: abbiamo ascoltato con attenzione le vostre osservazioni e desideriamo trasfonderle nel migliore testo possibile. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE. Mi sembra che nessun altro intenda intervenire. Questo è uno dei pochi casi in cui si vota ancora per alzata di mano. CALDEROLI (L-SP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Lei ha già parlato. Lei è Vice Presidente e lo sa meglio di me, però ha facoltà. CALDEROLI (L-SP) . Signor Presidente, ho illustrato la proposta e avrei titolo per intervenire per dieci minuti a nome del mio Gruppo, però desidero solo chiederle... PRESIDENTE. Non è proprio così. CALDEROLI (L-SP) . No, è proprio così. Presidente, oltre alla calendarizzazione per domani alle ore 9,30, propongo di fissare per le ore 22 di questa sera il termine per la presentazione degli emendamenti. PRESIDENTE. Non confondiamo i ruoli. Questo lo decide la Presidenza e gli Uffici hanno proposto che tale termine sia fissato per stasera alle ore 20. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Non si può stabilire il termine per la presentazione degli emendamenti quando non abbiamo ancora fatto la votazione sulla richiesta di inserimento del provvedimento all'ordine del giorno. PRESIDENTE . Ha perfettamente ragione, ma non era stabilito. Rispondevo al senatore Calderoli, che aveva proposto di fissare il termine per le ore 22, che l'intenzione era quella di fissarlo dopo la decisione di calendarizzare il provvedimento, ove questa fosse approvata. Metto ai voti la proposta di inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge n. 604. È approvata. Il termine per gli emendamenti è fissato alle ore 20 di questa sera. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno ABATE (M5S) . Domando di parlare. (Brusio). PRESIDENTE. Colleghi, siccome si tratta di un intervento per un evento tragico vi pregherei o di lasciare l'Aula silenziosamente o di ascoltarlo. Ha facoltà di parlare, senatrice Abate. ABATE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, è con molta tristezza che prendo per la prima volta la parola in quest'Aula, per comunicarvi il grave lutto che ha colpito la comunità di Rossano-Corigliano, in provincia di Cosenza, città dalla quale provengo. Lo scorso 15 luglio, in un incidente d'auto verificatosi sul tratto autostradale della A1, compreso tra i caselli di Cepraro e Montecorvo, hanno perso la vita Stanislao Acri, la moglie Daria Olivo ed il loro bambino Pier Emilio, di appena sei mesi. Stanislao, giovane avvocato ed economista, era un attivista del MoVimento 5 Stelle. Leale, competente, preparato, instancabile. Si era candidato alle amministrative della sua città Rossano Calabro nell'anno 2015. Daria, sua moglie, avvocato anche lei, tenera madre e dolce amica, anche lei del MoVimento 5 Stelle. Il piccolo Pier Emilio festeggiato da amici e parenti lo scorso 24 giugno in occasione del suo battesimo. Una tragedia. Hanno perso la vita perché, come tanti calabresi, erano emigrati sanitari fuori Regione. Infatti, si erano recati a Roma per una visita medica al piccolo Pier Emilio. Sì, perché in Calabria - e dovete saperlo - si muore anche per assenza di sanità, per assenza di strade sicure, per assenza di trasporto. Ora, però, caro Stanislao, quel vento di cambiamento che tu hai tanto sperato e per il quale hai tanto lavorato sta soffiando anche sulla tua, la nostra terra di Calabria. Ed ogni piccolo grande traguardo che noi del MoVimento 5 Stelle riusciremo a raggiungere, porterà anche il tuo nome. Alle famiglie Acri, Olivo, La Vigna, alla comunità intera di Corigliano-Rossano, il MoVimento 5 Stelle porge sentite condoglianze. (Applausi). COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, noi interveniamo tutti i giorni perché tutti i giorni escono notizie sul caso dei 49 milioni di rimborsi truffati dalla Lega. È una storia che si arricchisce tutti i giorni di elementi e sulla quale non abbiamo mai elementi. I virgolettati sulla stampa che riportano stralci delle motivazioni nel pronunciamento non lasciano molto spazio per la fantasia (Commenti dal Gruppo L-SP) perché si parla di «artifici e raggiri nei bilanci falsi, caos totale, deliberatamente organizzato e funzionale» a camuffare la stragrande maggioranza delle operazioni. Insomma mi sembra chiaro che oggi, se anche la Lega cambiasse nome, ad esempio da Lega-Salvini Premier in un più appropriato Lega-Salvini Vice Premier, anche in questo caso la finanza sarebbe autorizzata a venire a requisire i fondi del nuovo partito Lega-Salvini Vice Premier. Questo già sta accadendo in tutta Italia: sono stati requisiti 16.000 euro alla Lega toscana e si andrà avanti di questo passo. Credo che a questo punto serva qualche chiarimento. Lo stiamo ripetendo: domani probabilmente emergeranno ulteriori elementi e su questo chiederemo ancora chiarezza. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP). GIACOBBE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, anch'io questa sera purtroppo vi devo riferire una triste notizia: a seguito di una lunga battaglia contro una grave malattia è scomparso martedì scorso Sam Mugavero. Chi era Sam Mugavero? Sam era un semplice lavoratore italiano costretto a lasciare il suo Paese natio alla ricerca di un futuro migliore prima in Francia e poi in Australia. Un italiano che con altruismo e senso di servizio verso la comunità ha scritto una pagina molto importante della storia degli italiani in Australia e in particolare a Sydney, dove ha vissuto dal 1963. Nato ad Agira, dopo la scuola elementare si spostò a Catania, dove studiò musica e conseguì un certificato professionale di elettricista e un diploma d'arte in mosaico. Cominciò subito la sua opera di volontariato, lavorando come assistente gratuito presso un orfanotrofio ed impartendo lezioni gratuite di musica. Poi andò in Francia dove lavorò come restauratore di opere d'arte e mosaici. Nel 1963 si trasferì in Australia dove sposò Maria Lo Iacono. Ebbe due figlie e cinque nipoti. A Sydney continuò la realizzazione di mosaici e avviò un laboratorio di arte e artigianato. Lavorò anche come agente di assicurazioni e fotografo, ma ovviamente si dedicò subito al lavoro volontario. Venne eletto presidente dell'associazione Trinacria per dieci anni; fondò l'associazione Agira dove ricoprì la carica di presidente per cinque anni; venne nominato delegato dell'associazione Sicilia mondo per oltre venti anni. Da una sua idea fondammo il Coordinamento associazioni siciliane del New South Wales, dove fino alla fine ricoprì il ruolo di vice coordinatore, animatore, motivatore e factotum . Impegnato da sempre nella promozione della lingua e della cultura italiana, Sam coordinò e realizzò sette concorsi letterari internazionali, in italiano e inglese, e curò personalmente la realizzazione e la pubblicazione delle antologie dei lavori presentati in concorso. Sam è sempre stato l'ispiratore, l'esecutore, l'anima delle attività. Una delle sue più grandi realizzazioni è «Il Ficodindia», un giornalino di otto pagine dove vengono pubblicate notizie, curiosità, rapporti sulle attività dei siciliani in Australia ed in Italia; sei edizioni all'anno e letto in tutto il mondo. Fino all'ultimo, malgrado la grave malattia, ha lavorato alle prossime edizioni. Quando gli fu diagnosticata la grave malattia Sam mi disse: «Oramai sono arrivato alla fine, metto il mio corpo a disposizione degli altri. Chissà, forse dai risultati di questa terapia sperimentale qualcuno potrà trarre vantaggio». Il suo impegno gli permise di ricevere diversi riconoscimenti: la medaglia del Co.As.lt. di Sydney, l'onorificenza di Cavaliere dell'ordine al merito della Stella e la medaglia dell'ordine al merito dell'Australia. In ciascuna delle occasioni in cui gli venivano conferite queste onorificenze, mi diceva però che il riconoscimento più bello per lui era l'affetto della moglie, delle figlie, dei generi, dei nipotini e degli amici, nonché la speranza di aver fatto qualcosa per gli altri. Il mio pensiero va oggi alla moglie Maria e alla sua famiglia, a cui estendo sentite condoglianze. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . ROMAGNOLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, gentili senatori, ho chiesto di intervenire perché ieri è accaduta una cosa particolare: durante una seduta del Consiglio regionale delle Marche il presidente Ceriscioli ha annunciato la possibilità di chiusura del punto nascita dell'ospedale di Fabriano. Vorrei pertanto comunicarvi i dati di questa ennesima mala gestione politica della Regione, e quindi dei problemi sanitari che poi si riflettono un po' in tutta la Nazione. C'è stata piena collaborazione tra il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli, i nostri consiglieri regionali e gli assessori ai servizi alla persona, che si sono attivati immediatamente, in collaborazione con l'ospedale. Da tale collaborazione sono scaturite informazioni molto dettagliate riguardanti la chiusura di questo punto nascite: ad esempio, è emerso che le nascite sono 631 invece delle 500 previste dal Comitato percorso nascita nazionale per la nostra Regione quale soglia per la chiusura di un punto nascite. Ripeto, le nascite sono 631, ma il 53 per cento delle persone che decidono di far nascere i propri figli a Fabriano vanno fuori. Perché accade questo? Perché, di fatto, da anni la politica sta spolpando la sanità pubblica a favore di quella privata, per ridurre un servizio eccellente. Il nostro servizio e le competenze all'interno dell'ospedale di Fabriano, come in tanti altri ospedali, sono appunto eccellenti; nonostante questo, le riduciamo all'osso costringendo le persone a lasciare queste strutture, di conseguenza impoverendole. Tutto questo per poi poter dire: «Guardate quanto siamo bravi, mettiamo a disposizione la sanità privata per sopperire ai problemi che ho creato io, presidente della Regione Marche, come altri Presidenti». Noi denunciamo questo perché quella che si sta perpetrando è una situazione veramente grave. Ho ricevuto un documento Assomed che raffronta la situazione in Francia, Germania e Italia, che sono simili non dal punto di vista morfologico (sono nati i problemi che ha l'Italia dal punto di vista morfologico-territoriale). Rispetto a una popolazione simile (60 milioni in Francia, 82 milioni in Germania e 59 milioni in Italia), in Francia il 10 del PIL è utilizzato per la sanità; l'11,11 per cento in Germania e il 7,5 in Italia (in diminuzione). Vi sono 3.055 ospedali in Francia, 3.600 ospedali in Germania e 1.307 in Italia. (Applausi dal Gruppo M5S) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Farò un'eccezione, ma prego i senatori di annunciare in anticipo i loro interventi di fine seduta. Non possono essere concessi a ciliegia: una tira l'altra. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, la ringrazio per questa eccezione, ma non sapevo dell'intervento del collega che mi ha preceduto. Dopo averlo ascoltato, le ho chiesto di poter intervenire perché la questione del punto nascite dell'ospedale di Fabriano non è assolutamente nei termini in cui è stata esposta dal senatore del MoVimento 5 Stelle. Sia il Presidente della Regione Marche che la Giunta regionale si stanno adoperando per tenere aperto questo punto nascite così importante. È stata chiesta una deroga al Ministero della salute, ma quest'ultimo non concede la deroga. (Commenti dal Gruppo M5S). Il ministro Grillo deve dare questa deroga per poter tenere aperto questo punto nascita. Pertanto, la ricostruzione che è stata fatta è assolutamente campata in aria. Anzi, oggi stesso il Presidente della Regione Marche ha reiterato al ministro della salute Grillo... (Il microfono si disattiva automaticamente. Il senatore Romagnoli fa cenno di voler intervenire). PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è scaduto. Preciso che gli interventi di fine seduta non consentono che un senatore risponda all'altro. Ho fatto male a concedere un'eccezione. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 19 luglio 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 19 luglio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,01) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, recante proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante (542) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, recante proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1. ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1. (Misure urgenti in materia di distribuzione carburanti) 1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 917, lettera a) , dopo le parole: «per motori» sono aggiunte le seguenti: «, ad eccezione delle cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione, per le quali il comma 920 si applica dal 1° gennaio 2019»; b) il comma 927 è sostituito dal seguente: «927. Le disposizioni di cui ai commi 920, 921 e 926 si applicano dal 1° gennaio 2019. Le disposizioni di cui ai commi da 922 a 925 si applicano dal 1° luglio 2018.». EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO ARTICOLI 2 E 3 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 2. (Disposizioni finanziarie e finali) 1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è incrementato di 12,6 milioni di euro per l'anno 2020. 2. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 1 e dal comma 1 del presente articolo, pari a 56,9 milioni di euro per l'anno 2018, a 29 milioni di euro per l'anno 2019 e a 12,6 milioni di euro per l'anno 2020, si provvede: a) quanto a 3 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 49, comma 2, lettere a) e b) , del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; b) quanto a 3 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell'articolo 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196; c) quanto a 30,9 milioni di euro per l'anno 2018 e a 29 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico per 1 milione di euro per l'anno 2018 e 2 milioni di euro per l'anno 2019 e l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze per 29,9 milioni di euro per l'anno 2018 e 27 milioni di euro per l'anno 2019; d) quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; e) quanto a 12,6 milioni di euro per l'anno 2020, mediante le maggiori entrate di cui all'articolo 1. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Articolo 3. (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 542 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, ed i relativi emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul testo. In merito agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.5, 1.100, 1.101, 1.102, 1.103 e 1.104. Il parere è non ostativo sulla proposta 1.4. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 542: sull'emendamento 1.4, il senatore Iannone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Borgonzoni, Bressa, Caliendo, Campagna, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, Dal Mas, De Poli, Girotto, Merlo, Napolitano, Quagliariello, Richetti, Rossi, Santangelo, Saviane e Siri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Fede, Fusco, Tesei e Vattuone, per attività della 4 a Commissione permanente. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il Presidente del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia ha comunicato che il Gruppo stesso ha proceduto al rinnovo dell'Ufficio di Presidenza che risulta così composto: Presidente: senatore Luca Ciriani Vice Presidente Vicario: senatrice Isabella Rauti. Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Ufficio di Presidenza La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza. Sono risultati eletti: Presidente: Maurizio Gasparri; Vice Presidenti: Grazia D'Angelo e Giuseppe Luigi Salvatore Cucca; Segretari: Luigi Augussori e Pietro Grasso. Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Ufficio di Presidenza Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza. Sono risultati eletti: Presidente: deputato Lorenzo Guerini; Vice Presidente: senatore Adolfo Urso; Segretario: deputata Federica Dieni. Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Ufficio di Presidenza La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ha proceduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza. Sono risultati eletti: Presidente: senatore Alberto Barachini; Vice Presidenti: senatore Primo Di Nicola e deputato Antonello Giacomelli; Segretari: deputato Massimiliano Capitanio e deputato Michele Anzaldi. Insindacabilità, richieste di deliberazione. Deferimento Il Tribunale di Verona - Sezione del Giudice per le indagini preliminari, con lettera in data 26 aprile 2018, pervenuta il successivo 8 maggio, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 3, commi 4, 5 e 6 della legge 20 giugno 2003, n. 140, e ai fini di una eventuale deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione - copia degli atti di un procedimento penale (n. 4994/16 R.G. Gip/Gup) nei confronti della senatrice Anna Cinzia Bonfrisco. I predetti atti sono deferiti alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi degli articoli 34, comma 1, e 135 del Regolamento ( Doc . IV- ter , n. 5). Insindacabilità, deferimento di richieste di deliberazione E' deferita all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, trasmessa dal Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le indagini preliminari, in applicazione dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri ( Doc . IV- ter , n. 4). Insindacabilità, deferimento di richieste di deliberazione pervenute nella precedente legislatura Sono altresì deferite alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari le seguenti richieste di deliberazione in materia di insindacabilità, a norma dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, già inviate nel corso della XVII legislatura, presentate: dal Tribunale di Torino - Sesta sezione penale, in applicazione dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, già Doc . IV- ter , n. 15, della XVII legislatura ( Doc . IV- ter , n. 1); dal Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le indagini preliminari, in applicazione dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Maurizio Gasparri, già Doc . IV- ter , n. 16, della XVII legislatura ( Doc . IV- ter , n. 2); dal Tribunale di Roma - Sezione del Giudice per le indagini preliminari, in applicazione dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del dottor Vincenzo D'Anna, senatore all'epoca dei fatti, già Doc . IV- ter , n. 17, della XVII legislatura ( Doc . IV- ter , n. 3); dal signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento civile pendente dinanzi al Tribunale di Roma (come da atto di citazione notificato il 15 giugno 2017); dal dottor Ciro Falanga, senatore all'epoca dei fatti, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma; dalla senatrice Paola Binetti, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento civile pendente dinanzi al Tribunale di Roma; dal signor Raffaele Iannuzzi, senatore all'epoca dei fatti, ai sensi dell'articolo 3, comma 7, della legge 20 giugno 2003, n. 140, nell'ambito di un procedimento civile pendente dinanzi alla Corte d'Appello di Catanzaro. Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, terzo comma, della Costituzione. Deferimento. E' deferita all'esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la domanda di autorizzazione all'utilizzazione delle intercettazioni di conversazioni alle quali ha preso parte il senatore Luigi Cesaro, trasmessa, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 20 giugno 2003, n. 140, dal Tribunale di Napoli Nord - Sezione del Giudice per le indagini preliminari, con riferimento al procedimento penale n. 16519/17 R.G.N.R. - 8701/17 R.G. GIP ( Doc . IV, n. 1). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (689) (presentato in data 18/07/2018) C.336 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.513, C.664, C.805, C.807) . Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatrice Granato Bianca Laura Norme in materia di alternanza scuola-lavoro (679) (presentato in data 17/07/2018); senatori Iannone Antonio, Balboni Alberto, Ciriani Luca, Garnero Santanche' Daniela, Nastri Gaetano, Rauti Isabella, Urso Adolfo, Zaffini Francesco Modifiche agli articoli 527 e 528 del codice penale in materia di atti osceni e pubblicazioni e spettacoli osceni (680) (presentato in data 18/07/2018); senatore Rampi Roberto Disposizioni per l'introduzione di una "Carta Cultura per i lavoratori" (681) (presentato in data 18/07/2018); senatore Nencini Riccardo Misure in favore degli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi (682) (presentato in data 18/07/2018); senatore Nencini Riccardo Rifinanziamento del Fondo nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni (683) (presentato in data 18/07/2018); senatore Nencini Riccardo Norme per il contenimento del disagio abitativo (684) (presentato in data 18/07/2018); senatori Augussori Luigi, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni volte a garantire la segretezza del voto (685) (presentato in data 18/07/2018); senatori Pillon Simone, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Riconoscimento agli effetti civili di festività religiose (686) (presentato in data 18/07/2018); senatori Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni in materia di predicazioni religiose di culti non oggetto di intese ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione e loro conformità ai principi costituzionali (687) (presentato in data 18/07/2018); senatori Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Norme per l'esclusione delle concessioni demaniali e del patrimonio dello Stato e degli enti pubblici territoriali dall'applicazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 (688) (presentato in data 18/07/2018). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 18/07/2018 la 1ª Commissione permanente Aff. costituzionali ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per i disegni di legge: Sen. Romeo Massimiliano, Sen. Patuanelli Stefano "Proroga del termine per l'esercizio della delega per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106" (604) (presentato in data 09/07/2018). Disegni di legge, ritiro La senatrice Stefani ha dichiarato di ritirare i seguenti disegni di legge: Stefani ed altri. - "Abrogazione degli articoli 574 e 574- bis , nonché introduzione dell'articolo 605- bis del codice penale in materia di sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci" (247); Stefani ed altri. - "Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico" (287). Inchieste parlamentari, deferimento È deferita, in sede referente, la seguente proposta d'inchiesta parlamentare: alla 11 a Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): Nannicini ed altri - "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza e sullo sfruttamento sul lavoro", previ pareri della 1 a , 2 a , 5 a e della 12 a Commissione permanente( Doc . XXII, n. 4). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, i seguenti progetti di atti legislativi: in data 17 luglio 2018, la proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE (frontiere e visti) e che modifica la decisione 2004/512/CE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 767/2008, la decisione 2008/633/GAI del Consiglio, il regolamento (UE) 2016/399, il regolamento (UE) 2017/2226, il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento ETIAS], il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sul SIS nel settore delle verifiche di frontiera] e il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento eu-LISA] (COM(2018) 478 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 12 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 2 a , 3 a e 14 a ; in data 17 luglio 2018, la proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE (cooperazione giudiziaria e di polizia, asilo e migrazione) e che modifica il [regolamento (UE) 2018/XX [regolamento Eurodac],] il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sul SIS nel settore dell'attività di contrasto], il regolamento (UE) 2018/XX[regolamento ECRIS-TCN] e il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento eu-LISA] (COM(2018) 480 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 12 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 2 a , 3 a e 14 a ; in data 18 luglio 2018, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale (COM(2018) 378 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 15 ottobre 2018. L'atto è altresì deferito per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 1 a e 14 a . Parlamento europeo, trasmissione di atti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 4 luglio 2018, ha inviato il testo di ventuno risoluzioni approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 28 al 31 maggio 2018: risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1139 per quanto riguarda i tassi di mortalità per pesca e i livelli di salvaguardia per taluni stock di aringa nel Mar Baltico ( Doc . XII, n. 67). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sui trasporti di merci per vie navigabili interne (testo codificato) ( Doc . XII, n. 68). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock demersali nel mare del Nord e per le attività di pesca che sfruttano tali stock e abroga il regolamento (CE) n. 676/2007 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1342/2008 del Consiglio ( Doc . XII, n. 69). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 96/71/CE del parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi ( Doc . XII, n. 70). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce misure di gestione, conservazione e controllo applicabili nella zona della convenzione dell'Organizzazione regionale di gestione della pesca per il Pacifico meridionale (SPRFMO) ( Doc . XII, n. 71). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/1036 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea e il regolamento (UE) 2016/1037 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea ( Doc . XII, n. 72). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 6 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione concernente il progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera relativo al cumulo di origine tra l'Unione europea, la Confederazione svizzera, il Regno di Norvegia e la Repubblica di Turchia nel quadro del sistema di preferenze generalizzate ( Doc . XII, n. 73). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione concernente il progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione di un accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia relativo al cumulo di origine tra l'Unione europea, la Confederazione svizzera, il Regno di Norvegia e la Repubblica di Turchia nel quadro del sistema di preferenze generalizzate. ( Doc . XII, n. 74). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione concernente la proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, dell'accordo tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia riguardante la cooperazione amministrativa, la lotta contro la frode e il recupero dei crediti in materia di imposta sul valore aggiunto ( Doc . XII, n. 75). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sull'attuazione degli strumenti della PAC a favore dei giovani agricoltori nell'UE dopo la riforma del 2013 ( Doc . XII, n. 76). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2018 dell'Unione europea per l'esercizio 2018 che accompagna la proposta di mobilitazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea per fornire assistenza alla Grecia, alla Spagna e al Portogallo ( Doc . XII, n. 77). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato della linea GA21 (MON-00021-9) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati ( Doc . XII, n. 78). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti o ottenuti da granturco geneticamente modificato 1507x59122xMON810xNK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due o tre dei singoli eventi 1507, 59122, MON 810 e NK603, e che abroga le decisioni 2009/815/CE, 2010/428/UE e 2010/432/UE a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati ( Doc . XII, n. 79). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 ( Doc . XII, n. 80). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla relazione annuale sul funzionamento dello spazio Schengen ( Doc . XII, n. 81). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sull'attuazione della direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato ( Doc . XII, n. 82). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla relazione annuale sull'attuazione della politica commerciale comune ( Doc . XII, n. 83). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla situazione delle persone detenute in Iran e in possesso della cittadinanza iraniana e di quella di un paese dell'UE ( Doc . XII, n. 84). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sulla situazione in Nicaragua ( Doc . XII, n. 85). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sull'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù ( Doc . XII, n. 86). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente; risoluzione sull'attuazione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile ( Doc . XII, n. 87). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente. Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Marino ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00090 della senatrice Boldrini ed altri. Il senatore Damiani ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00297 della senatrice Masini ed altri. I senatori Rauti, Zaffini e Ciriani hanno aggiunto la loro firma all'interrogazione 4-00379 del senatore Marsilio ed altri. La senatrice Rauti ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00381 del senatore Marsilio ed altri. Il senatore Puglia ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00382 del senatore Presutto ed altri. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00104 PARRINI COLLINA MIRABELLI MISIANI VERDUCCI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: in data 17 aprile 2018, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato, a sua prima firma, un'interrogazione (4-00042) indirizzata al Ministro della giustizia, successivamente trasformata (3-00041) in data 26 giugno 2018; a tutt'oggi, il Ministro non ha fornito alcuna risposta, nonostante sollecitazioni in tal senso rivoltegli, tramite la Presidenza del Senato, da parte di alcuni senatori del Gruppo del Partito democratico nel corso dei lavori dell'Assemblea; in data 19 giugno 2018, il senatore Misiani ha presentato, a sua prima firma, l'interrogazione a risposta orale 3-00025 indirizzata ai Ministri dell'interno e della giustizia. Anche a tale atto di sindacato ispettivo non è stata data, a tutt'oggi, alcuna risposta; premesso, inoltre, che: in data 3 luglio 2018, sono state rese note le motivazioni della decisione con cui la Corte di cassazione ha ordinato il sequestro di tutti i fondi della Lega, fino al raggiungimento dell'importo dovuto, e ha stabilito che ogni somma di denaro riferibile al partito guidato dal Ministro dell'interno Matteo Salvini debba essere sequestrata "ovunque venga rinvenuta". La decisione è arrivata in risposta al ricorso dei magistrati di Genova che si stanno occupando del processo per la truffa sui rimborsi elettorali del 2008-2010 nel quale sono stati condannati Umberto Bossi e l'ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, oltre ad altri tre dipendenti del partito e due imprenditori; come noto, nello stesso processo, la Lega è stata condannata a risarcire allo Stato 49 milioni di euro illecitamente ricevuti. Fino a oggi, però, alla Lega sono stati sequestrati solo circa 3 milioni di euro. Con la sentenza, la Corte di cassazione ha stabilito che la Guardia di finanza, su ordine dei giudici, blocchi qualsiasi nuova somma dovesse arrivare sui conti della Lega, o ad essa riferibili in futuro; il 18 luglio 2018 si apprende dall'agenzia di stampa AGI che il Tribunale del riesame ha disposto il sequestro da parte della Guardia di finanza di una somma pari a 16.000 euro ai danni della Lega Toscana, riconoscendo la continuità patrimoniale della stessa con la Lega federale e riaffermando, pertanto, nei fatti il contrasto a qualsiasi tentativo di elusione degli effetti della predetta sentenza di condanna; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: in data 11 luglio 2018, l'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, ha rilasciato al quotidiano "La Stampa" un'intervista nella quale avrebbe sostenuto che "Quando ho lasciato il Carroccio, nel 2012, la Lega Nord era un partito ricchissimo. Ricordo che sui conti c'erano più di 40 milioni di euro di cui dieci solo di riserva legale (...). Ma non solo: c'erano immobili di proprietà prestigiosi come la sede in via Bellerio e le frequenze di Radio Padania"; avrebbe affermato anche che, mentre con Maroni, all'epoca Ministro dell'interno, i rapporti erano limitati, con l'attuale Ministro dell'interno i rapporti sarebbero stati più frequenti, poiché "come europarlamentare si occupava di Radio Padania ed era molto attento a ricevere i fondi per pagare i giornalisti o i collaboratori"; alla domanda del cronista riguardo i versamenti in nero ai collaboratori, Belsito avrebbe affermato che: "In via Bellerio tutti sapevano che i collaboratori erano pagati in nero. Ogni fine del mese mi recavo in banca e ritiravo contanti (...) per circa 600 mila euro all'anno. Era una prassi da tempo. E tutti lo sapevano, proprio tutti". Inoltre, all'esplicita domanda se anche Salvini sapesse dei versamenti in nero Belsito avrebbe risposto affermativamente, aggiungendo che anche esponenti dell'attuale Governo e parlamentari in carina ne erano all'epoca a conoscenza; infine, alla domanda del cronista sugli investimenti all'estero Francesco Belsito avrebbe affermato che: "tutti i vertici sapevano perché erano cose che si discutevano nel consiglio federale. Dopo l'esplosione dello scandalo in tanti mi hanno rinnegato prendendo le distanze. E però quasi tutti i parlamentari hanno fatto investimenti personali identici a quelli della Lega. C'era la fila per chiedermi consigli"; rilevato, altresì, che, sempre per quanto risulta: il settimanale "L'Espresso", che da mesi conduce un'inchiesta sulla gestione dei fondi da parte della Lega Nord, nel numero in edicola il 15 luglio 2018, avrebbe affermato nuovamente che nello studio di Bergamo del dottor Andrea Manzoni, "fedelissimo di Salvini" che ha approvato il primo bilancio del partito "Lega per Salvini Premier", sarebbe stata data ospitalità all'associazione Più Voci, "usata dalla Lega per incamerare finanziamenti"; inoltre, il quotidiano sottolinea come, sebbene rimanga la facoltà di devolvere il 2 per mille alla Lega Nord per l'indipendenza della Padania, di cui è segretario il Ministro Salvini, il codice pubblicizzato sul sito sia D43, che farebbe capo alla "nuova" Lega per Salvini Premier, fondata pochi mesi dopo la predetta sentenza di condanna del 24 luglio 2017; tuttavia, come rivelato da "il Fatto Quotidiano" in data 5 luglio 2018, la sede legale del nuovo partito, sita in via Privata delle Stelline 1, come indicato nello statuto, e riportato nella Gazzetta Ufficiale , sarebbe deserta; il domicilio, infatti, risulterebbe registrato presso uno studio di commercialisti sito nella medesima via. Da qui il sospetto, avanzato dal settimanale "L'Espresso", che il vecchio e il nuovo partito, ove confluiscono le donazioni di esponenti storici siano uniti da un obiettivo comune, salvare le finanze del partito dal provvedimento di sequestro emesso dalla magistratura; rilevato infine che, come riportato dal settimanale, sempre in merito alla condanna ai vertici della Lega per truffa ai danni dello Stato, nella memoria depositata dall'Avvocatura dello Stato nel giudizio di primo grado sarebbe definito "inqualificabile e scellerato" il comportamento dei protagonisti della truffa, soprattutto alla luce del drammatico periodo che l'Italia si trovava a vivere in quegli stessi anni. Infatti, come si leggerebbe nella memoria dell'Avvocatura di Stato: "i vertici del Paese sono stati costretti ad emanare disposizioni di rigido contenimento della spesa pubblica, tra le quali il blocco della contrattazione e l'aumento dell'età pensionabile con la riforma Fornero (...). Si rimane, pertanto, sbalorditi, nel sapere che negli stessi anni venivano distribuiti migliaia di euro in nero a dipendenti della Lega", si chiede di sapere: se il Governo non ritenga necessario e doveroso rispondere ai citati atti di sindacato ispettivo, anche alla luce delle continue notizie di cronaca su una gestione a dir poco opaca dei fondi da parte del partito Lega Nord prima e del partito Lega per Salvini premier poi, anche alla luce della gravità dei fatti contestati; quali siano le valutazioni riguardo la memoria depositata dall'Avvocatura dello Stato e, in particolare, relativamente al duro giudizio espresso nei confronti degli esponenti della Lega condannati; quali siano le valutazioni del Ministro dell'interno sui fatti esposti e se non ritenga, altresì, necessario e doveroso chiarire in che misura egli fosse effettivamente a conoscenza delle condotte oggetto della citata sentenza di condanna. Atto n. 3-00105 URSO LA PIETRA ZAFFINI DE BERTOLDI Ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali, dello sviluppo economico e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nei giorni scorsi l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) hanno lanciato una campagna internazionale per promuovere misure efficaci di contrasto al diabete, al cancro e alle malattie cardiovascolari, limitando principalmente il consumo di grassi, sali, zuccheri e alcol; l'obiettivo apprezzabile, peraltro pienamente condivisibile, è quello di ridurre di un terzo i morti per queste malattie non trasmissibili entro il 2030; come è stato ampiamente evidenziato anche dalla stampa nazionale, a finire nel mirino rischia di essere la gran parte delle eccellenze della produzione enogastronomica italiana (parmigiano reggiano, grana, mozzarella di bufala, salumi, prosciutto di Parma, pizza, vino e olio extravergine d'oliva); al fine di scoraggiare il consumo di questi alimenti, cui si ritiene strettamente correlato lo sviluppo di fattori di rischio per le malattie citate, si profilano particolari misure (anche di natura pubblicitaria) volte a classificare tali prodotti come "gravemente nocivi per la salute", al pari delle sigarette, dell'alcol e dei tabacchi; il 27 settembre 2018, infatti, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite sarà chiamata a pronunciarsi su un'apposita risoluzione in materia che presumibilmente, sulla base di quanto preannunciato, potrebbe prevedere elevate imposte sui prodotti incriminati oltre all'inserimento di specifici avvisi di pericolo e immagini sulle confezioni (sul modello di quanto già avviene con i pacchetti di sigarette o con i sistemi di etichettatura discriminatori "a semaforo" utilizzati in alcuni Paesi europei); considerato che: tali decisioni, che costituiscono una seria minaccia per l' export agroalimentare italiano, sembrano peraltro poco coerenti con i principi e i valori complessivi veicolati fino ad oggi dalla comunità scientifica internazionale, da sempre a favore della dieta mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'umanità, quale modello alimentare sano ed equilibrato fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e bilanciato; numerosi studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che la dieta mediterranea è una dieta salubre che aiuta a prevenire le principali malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete, bulimia e obesità e, grazie al potere antiossidante dell'olio d'oliva unito al consumo di verdure, un mezzo importante nella prevenzione dei tumori; la posizione assunta dall'OMS e dall'ONU a parere degli interroganti rischia di avvantaggiare unicamente i produttori di alimenti dietetici e di sostituti chimici per alimenti, si chiede di sapere: se non ritengano che le misure preannunciate possano compromettere seriamente uno dei comparti di maggiore eccellenza del made in Italy ; quali iniziative intendano assumere, anche nelle sedi internazionali, ciascuno per quanto di competenza, per ovviare ai rischi evidenziati e salvaguardare uno dei maggiori settori produttivi del nostro Paese. Atto n. 3-00106 SEGRE Al Ministro dell'interno Premesso che: come riportato da svariati organi di stampa risulta che alla dottoressa Adachiara Zevi, tra l'altro presidente dell'associazione culturale "Arte in Memoria", sia stata recapitato un plico contenente deliranti accuse di carattere antisemita, con annesse minacce di morte e frasi inneggianti al nazismo; le minacce risultano particolarmente gravi e intollerabili perché rivolte ad una persona da anni impegnata in prima linea in campagne di sensibilizzazione civile per conservare nel modo migliore la memoria della Shoah combattendo ogni forma di oblio e di indifferenza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia contezza della gravità del fatto segnalato e quali iniziative intenda intraprendere per garantire la incolumità della dottoressa Adachiara Zevi e per assicurare quanto prima alla giustizia i responsabili di un gesto tanto grave e vile; se non ritenga altresì che una risposta adeguata e forte da parte delle istituzioni a questo tipo di provocazioni sia tanto più doverosa proprio al fine di contrastare il clima di indifferenza e opacità che rischia di diffondersi nel Paese. Atto n. 3-00107 PARRINI MALPEZZI MIRABELLI VALENTE COLLINA Al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: Luca Lanzalone, avvocato con studio professionale a Genova, arrestato il 13 giugno 2018 nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio dell'associazione sportiva Roma, fu nominato presidente di Acea SpA, la società multiservizi di cui il Comune di Roma è socio di maggioranza, presidenza dalla quale si è dimesso il giorno dopo l'arresto; la sua nomina alla presidenza di Acea Spa ebbe luogo su indicazione dell'amministrazione comunale capitolina guidata dal sindaco Virginia Raggi, dalla quale sarebbe stato incaricato anche di seguire, in qualità di consulente dell'amministrazione, le procedure autorizzative della costruenda infrastruttura calcistica; il Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, in un'intervista radiofonica all'emittente "Rtl 102.5", avvenuta in data 14 giugno, ebbe ad esprimersi in questi termini sull'avvocato Lanzalone: "Luca Lanzalone è una persona che ci aveva aiutato a salvare l'azienda dei rifiuti di Livorno, poi era stato brillante nello sbloccare la situazione dello stadio. Come premio al merito abbiamo deciso di affidargli la presidenza di Acea"; premesso inoltre che, per quanto risulta: prima di arrivare a Roma, come ampiamente riportato dalla generalità degli organi di informazione, Lanzalone aveva collaborato con un ruolo di primo piano, a partire dalla fine del 2015 e fino al 2017, con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e con il suo assessore, Gianni Lemmetti, oggi assessore per il bilancio della Giunta Raggi, dedicandosi al perfezionamento del concordato preventivo di AAMPS, l'azienda municipalizzata dei rifiuti della città labronica; secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Foglio" del 16 giugno, il Ministro in indirizzo, riferendosi a Lanzalone, avrebbe affermato "Ci siamo conosciuti quando ho lavorato al caso Aamps a Livorno"; considerato che, a quanto risulta: in data 19 giugno, intervistato nel corso del programma televisivo "Otto e mezzo", il Ministro in indirizzo ha ammesso di aver presentato, insieme all'attuale Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, l'avvocato Lanzalone a Virginia Raggi, circostanza corrispondente a quanto, secondo fonti di stampa non smentite, avrebbe dichiarato la stessa Virginia Raggi in un interrogatorio avvenuto presso la Procura della Repubblica di Roma nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio; secondo quanto riportato da "Il Foglio" del 16 giugno, il sindaco Raggi avrebbe affermato, nel corso del programma televisivo "Porta a Porta" del 14 giugno, che "Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede all'epoca erano del gruppo enti locali che supportavano i Comuni. Vennero a darci un supporto perché all'indomani dell'arresto di Marra ci fu uno scossone in Consiglio comunale, e ci presentarono Lanzalone quando chiesi di approfondire lo strumento del concordato preventivo in continuità"; secondo il quotidiano, il Ministro in indirizzo indicò Lanzalone al sindaco Raggi come consulente per le questioni riguardanti il nuovo stadio della Roma; secondo quanto riportato dal quotidiano "Il Sole-24 ore" del 16 giugno, il sindaco Raggi chiese "un approfondimento sul concordato preventivo per alcune partecipate del Comune. Fraccaro e Bonafede mi suggerirono l'avvocato Lanzalone"; secondo quanto riportato da "la Repubblica" del 14 giugno, Roberta Lombardi, nota esponente del Movimento 5 Stelle, avrebbe detto "Lanzalone è entrato in contatto con il gruppo che gestiva gli enti locali, da Livorno, dove ha lavorato bene per il risanamento dell'Aamps, fino a Roma, dove dopo il caso Marra fu messo a controllare tutto quello che Raggi aveva firmato nei mesi in cui lo aveva avuto come braccio destro"; considerato infine che nel suo ultimo libro dal titolo "Roma, polvere di stelle", l'ex assessore della Giunta Raggi, Paolo Berdini, ha definito l'avvocato Lanzalone uno dei "sindaci vicari" della capitale, nonché sarebbe "l'uomo della provvidenza, chiamato per gestire la mediazione con l'AS Roma e permettere l'approvazione dello stadio mettendo così fine alla mia esperienza di assessore", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, al fine di tutelare il ruolo istituzionale che ricopre, non ritenga necessario chiarire, in tempi brevi, la natura dei suoi rapporti con l'avvocato Lanzalone, in relazione ai fatti riportati; se non ritenga doveroso spiegare, altresì, se, dal giorno in cui è stato eletto alla Camera dei deputati, nella XVII Legislatura, ad oggi, siano intercorsi rapporti di natura professionale o di altro tipo, e in caso affermativo in che cosa siano consistiti, tra lo studio legale dell'avvocato Luca Lanzalone e lo studio legale "Bonafede & Partners", attivo dal gennaio 2007 a Firenze e direttamente riferibile, secondo quanto riportato dal social network "Linkedin", allo stesso Ministro; in ragione di quali valutazioni abbia ritenuto di indicare Lanzalone al sindaco Raggi quale consulente su questioni di rilevante importanza per l'amministrazione della capitale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00387 FEDELI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i lavori in corso relativi al ponte di Pontasserchio tra i comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano (Pisa), che si protrarranno per alcuni mesi, comportano gravi problemi per i cittadini e per le imprese della zona, debitamente segnalati anche dagli enti locali; in casi analoghi, in località limitrofe, si è proceduto con sollecitudine alla riduzione dei pedaggi autostradali nella zona interessata (caso del 2016 relativo ai lavori sull'Aurelia presso Tombolo); la viabilità della zona è peraltro compromessa anche dalla circolazione a senso unico alternato sul ponte di Ripafratta, poiché parzialmente inagibile e oggetto di inchiesta giudiziaria, con una pericolosa commistione con il passaggio a livello a raso; il vecchio ponte di Ripafratta sull'autostrada, chiuso al traffico da molti anni dopo l'adeguamento del tracciato dell'autostrada A11, ancora di proprietà dell'ANAS, potrebbe essere ristrutturato e reso agibile risolvendo definitivamente i problemi di traffico ed infrastrutturali di questo nodo, si chiede di sapere se sia possibile stabilire tempestivamente la gratuità del pedaggio per le residue settimane di lavori e se si possa, in tempi ragionevoli, procedere alla riapertura anche del ponte di Ripafratta, previ necessari lavori di adeguamento. Atto n. 4-00388 LAFORGIA DE PETRIS GRASSO ERRANI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: il 10 agosto 2017 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha emanato il decreto ministeriale n. 616, in applicazione del comma 4 dell'art. 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59. Per gli aspiranti insegnanti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado si prevede l'acquisizione di 24 crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie didattiche, ai fini della partecipazione di un concorso pubblico; in data 25 ottobre 2017 il Ministero ha altresì emanato la nota prot. n. 29999, per fornire ulteriori chiarimenti in merito alla quesitone dei 24 crediti; il decreto ha chiarito quali siano i costi da affrontare per l'acquisizione dei crediti formativi, configurando elementi di disparità nel percorso; i crediti possono essere integrati esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o all'alta formazione artistica, musicale e coreutica e potranno essere acquisiti per via telematica fino a un massimo di 12. Saranno riconosciuti anche quelli conseguiti nell'ambito di master , dottorati di ricerca e scuole di specializzazione; il decreto prevede un meccanismo di rilascio di crediti a pagamento. I 24 crediti formativi universitari, possono essere, infatti, acquisiti solamente previa iscrizione, frequenza e superamento degli esami; ritenuto che: l'"Alma Mater studiorum" di Bologna ha predisposto il percorso di acquisizione dei 24 crediti disponendo il pagamento di 20,83 euro per ogni credito formativo, per un totale di 499,92 euro. La stessa università ha dato la possibilità del riconoscimento agli studenti che avevano già sostenuto esami simili per denominazione e contenuti formativi; l'università ha confermato di aver raggiunto, per il percorso da 24 crediti, il numero di circa 9.000 iscritti, innescando un meccanismo a parere degli interroganti discriminatorio tra gli aspiranti corsisti; tenuto conto che: il decreto determina, di fatto, un vero e proprio business per gli istituti di alta formazione che hanno predisposto i percorsi di formazione a pagamento; molti giovani adulti hanno già un lavoro, spesso precario, e pesanti difficoltà a conciliare impegni familiari, lavorativi e di studio per il conseguimento dei 24 crediti; altri aspiranti continuano a rincorrere e a pagare percorsi formativi in presenza e on line di dubbia credibilità e valenza al fine della partecipazione al percorso selettivo, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire a tutti gli aspiranti docenti lo stesso percorso e gli stessi costi di accesso al FIT; se non voglia inoltre controllare e rivedere il riconoscimento di tutti gli enti di formazione che offrono corsi propedeutici al concorso o all'acquisizione di crediti finalizzati alla carriera scolastica; se non intenda rivedere il requisito dei 24 crediti, eliminandone i costi, e promuovere un incremento di risorse da destinare agli specializzandi FIT dei primi due anni. Atto n. 4-00389 DE POLI Al Ministro dell'interno Premesso che: l'art. 8, comma 1, lett. a-bis) , del decreto-legge n. 13 del 2017, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 46 del 2017, ha inserito, dopo l'art. 5 del decreto legislativo n. 142 del 2015, recante, tra le altre, norme relative all'accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale, l'art. 5- bis , rubricato "Iscrizione anagrafica", prevedendo che l'istituto della convivenza anagrafica, di cui all'art. 5 del regolamento anagrafico (decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989) possa essere applicato sia nell'ipotesi in cui l'interessato sia ospitato nei centri di prima accoglienza, che nei casi in cui egli sia ospitato nelle strutture temporanee, ovvero nei centri di accoglienza dei sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), ove non sia registrato individualmente in anagrafe; l'iscrizione anagrafica presuppone una conseguente presa in carico da parte del Comune ospitante di eventuali servizi socio-assistenziali che potrebbero non interrompersi nell'eventualità che il rifugiato dovesse essere considerato irregolare, con un possibile prolungamento delle spese a carico dell'amministrazione pubblica; il territorio veneto ha sempre correttamente gestito il flusso di migranti: nel comune di Bagnoli di Sopra (Padova) insiste attualmente un centro di accoglienza straordinario di richiedenti asilo temporaneo che ospita circa 230 migranti e 32 persone in accoglienza diffusa; inoltre, a soli 6 chilometri di distanza è situato il centro accoglienza di Cona (Venezia) con altri 700 migranti; la gestione dell'iscrizione dei richiedenti asilo all'anagrafe comunale di Bagnoli di Sopra (3600 abitanti) attualmente è gestita da un unico impiegato (a fronte di 8 dipendenti in totale), con difficoltà facilmente prevedibili, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere le norme sull'obbligatorietà dell'iscrizione anagrafica da parte di quei Comuni italiani nel cui territorio insistono grandi centri di accoglienza di migranti e se non ritenga di prevedere l'immediata chiusura dell' hub di Bagnoli di Sopra, stante la grave situazione di degrado e tensione tra richiedenti asilo e cittadinanza. Atto n. 4-00390 BINETTI MALLEGNI SICLARI SACCONE SCHIFANI CAUSIN RIZZOTTI FERRO CARBONE PAROLI CANGINI ALDERISI FAZZONE PAGANO Al Ministro della salute Premesso che: dati recentemente pubblicati su riviste scientifiche prestigiose e su quotidiani ad ampia diffusione, come "Il Sole-24 ore", mettono in evidenza che, con riferimento al consumo di droghe, il nostro Paese è fra i peggiori in Europa, con il 22 per cento delle persone fra i 15 e i 64 anni che nel 2017 ha fatto uso di qualche sostanza (registrando la stessa percentuale dell'Olanda); secondo gli ultimi dati pubblicati dal bollettino annuale EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), il maggior consumo di droga riguarda la cannabis, sia in Italia che in Europa, consumata da 23,5 milioni di persone (il 7 per cento della popolazione), di cui 17,1 milioni di giovani under 34 (il 13,9 per cento di loro). L'87 per cento degli europei ha dichiarato di aver consumato cannabis almeno una volta nella vita. Sono tuttavia i giovani a consumarla di più: il 21 per cento delle persone tra i 15 e i 24 anni, il 16 per cento delle persone tra i 25 e i 34 anni, il 7 per cento delle persone tra i 35 e i 44 anni, il 3,6 per cento delle persone tra i 45 e i 54 anni e solo l'1 per cento degli over 55; riguardo ai consumi, è la cannabis a risultare predominante, mentre la cocaina è la principale sostanza confiscata nel nostro Paese e l'eroina (un oppiaceo) la prima causa di morte per overdose . Per quanto riguarda il consumo di cannabis, l'Italia è al secondo posto in Europa, a pochissima distanza dalla Francia. La cocaina è stata assunta da 3,5 milioni di individui (l'1 per cento del totale) di cui 2,3 milioni di giovani con meno di 34 anni (l'1,9 per cento), l' ecstasy (MDMA) da 2,7 milioni (lo 0,8 per cento della popolazione), per la maggior parte giovani (2,3 milioni, cioè l'1,8 per cento del totale); infine, le amfetamine sono state assunte negli ultimi 12 mesi da 1,8 milioni di persone (lo 0,5 per cento della popolazione) di cui 1,3 milioni di under 34 (l'1,1 per cento della popolazione); fra i più giovani si registra anche un forte consumo di ecstasy : l'1,2 per cento dei ragazzi con meno di 24 anni l'ha provata almeno una volta nell'ultimo anno. L'1,3 per cento ha assunto amfetamine, il 2,3 per cento MDMA e il 17 per cento cannabis. Nel 2016 è stata immessa sul mercato circa una nuova sostanza psicoattiva alla settimana. Gran parte di queste nuove sostanze arriva in Europa dalla Cina ed è possibile che abbia avuto un forte impatto sulla disponibilità di queste sostanze all'interno dell'Unione europea; inoltre, se è vero che sono di più gli adolescenti europei che nell'ultimo hanno abusato di alcol o hanno fumato abitualmente tabacco (rispettivamente il 37,5 e il 23 per cento delle persone tra i 15 ed i 16 anni), contro il 7,5 per cento di loro che ha fatto uso di cannabis, per i primi due, cioè alcol e fumo, le cose sono andate migliorando negli ultimi 10 anni, mentre la percentuale di chi assume cannabis è rimasta invariata; nonostante l'inequivocabile gravità di questi dati, a Roma si sta diffondendo la vendita della cosiddetta marijuana legale. Il pubblico che vi accede è formato in gran parte di giovanissimi, ma non solo, incuriositi e desiderosi di fare un'esperienza che ai loro occhi resta prevalentemente trasgressiva. Negozi che vendono prodotti a base di canapa legale stanno sorgendo nel centro storico e nelle zone di periferia a più alta densità di traffico. Vendono prodotti apparentemente innocui come: biscotti, cioccolato, caramelle, the, caffè, lecca-lecca, ma anche cosmetici, oli, semi, creme, birre, liquori, e ovviamente le infiorescenze, che permettono di coltivare in casa questo tipo di marijuana, dai nomi più vari: marijuana legale, easy joint , cannabis light , erba sativa, canapa legale, eccetera; questa diffusione è diventata possibile perché nella marijuana in commercio è stato ridotto il principio attivo che per la legge italiana resta illegale: il delta-9-tetraidrocannabinolo, il THC, presente in questi prodotti in quantità bassissime, entro il limite legale di 0,6 per cento. È stato invece potenziato un altro cannabinoide, il CBD (cannabidiolo), che "ha effetti rilassanti, favorisce il sonno ed è distensivo contro ansia e panico". In altre parole, viene proposto come prodotto rilassante e non eccitante, si chiede di sapere che cosa intenda fare il Ministro per frenare questo fenomeno che, come è noto, crea dipendenza e diventa trampolino di lancio per consumi a più alta concentrazione, i cui effetti sono decisamente più gravi.