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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 178 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE REFERENTE Diffazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato Doc n. 604 - e petizione n. 604 ad esso attinente (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue il seguito dell'esame, sospeso nella seduta del 18 giugno. La Commissione respinge a maggioranza l'emendamento 1.19/13. La Commissione respinge altresì l'emendamento 1.19/14. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) ritira l'emendamento 1.19/15. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) accetta la riformulazione dell'emendamento 1.19/16, già avanzata dal RELATORE nella scorsa seduta. L'emendamento 1.19/16 testo 2 (pubblicato in allegato al resoconto) messo ai voti è approvato. Risultano pertanto preclusi o assorbiti gli emendamenti 1.19/17 e 1.19/18. La Commissione respinge l'emendamento 1.19/19, mentre accoglie l'emendamento 1.19/22 con riserva di correzione di forma derivante dal coord. 1 già approvato. Il RELATORE ricorda la proposta di riformulazione dell'emendamento 1.19/23 avanzata nell'ultima seduta. Il senatore MIRABELLI ( PD ) l'accoglie; a seguito dei rilievi avanzati dal senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) - secondo cui andrebbero spiegati i moventi che inducono a modificare i criteri della competenza territoriale per quanto riguarda il reato di diffamazione commesso on-line - preferisce PERò ritirare l'emendamento per non pregiudicare la celere approvazione del provvedimento. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) lo fa proprio e ne propone una formulazione che comprenda le nozioni più ampie di stampa, intesa anche ma non solo come testata giornalistica on-line . La Commissione accoglie l'emendamento 1.19/23 (testo 3) - pubblicato in allegato al resoconto - con riserva di correzione di forma, volta a rendere coerente il testo con il coord. 1 già approvato nonché a sancirne la prevalenza sulla lettera f) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo in sede di dichiarazione di voto contrario sull'emendamento 1.19 nel testo emendato, ricorda come la pena minima prevista dall'emendamento sia molto bassa e finirebbe per indebolire la funzione deterrente della sanzione penale; paventa il rischio che si venga a realizzare una depenalizzazione di fatto del reato. Il senatore BALBONI ( FdI ), pur astenendosi, condivide l'opinione espressa sottolineando come tra l'altro la previsione legislativa sia già abbastanza mite nei confronti dei giornalisti: essa introduce una nuova causa di non punibilità data dalla rettifica della dichiarazione lesiva della reputazione di taluno. Ricorda come la previsione della pena pecuniaria sia, dal punto di vista edittale, quasi insignificante e finisca col vanificare la funzione deterrente della norma penale; per l'esame in Assemblea, invita il Governo ed il relatore a rivedere la previsione edittale nel minimo. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) evidenzia come la approvazione di alcuni emendamenti susciti delle perplessità, in particolare nella parte in cui si fa riferimento alla previsione della circostanza aggravante del fatto determinato; annuncia perciò la propria astensione sull'emendamento 1.19 nel testo emendato. La Commissione approva a maggioranza l'emendamento 1.19 nel testo emendato. Risultano pertanto preclusi o assorbiti gli emendamenti 1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16 e 1.17. La Commissione approva infine l'articolo 1 nel testo emendato. Si passa agli emendamenti proposti all'articolo 2. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/1. Dopo che il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) interviene in sede di dichiarazione di voto favorevole sul proprio emendamento 2.6/1 prima parte, esso viene respinto a maggioranza dalla Commissione. Il PRESIDENTE ricorda che la seconda parte sarà votata, come emendamento 2.11 (pubblicato in allegato), insieme con gli emendamenti contenutisticamente analoghi. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/2 che, posto ai voti, risulta respinto dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari agli emendamenti 2.6/3, 2.6/47, 2.6/5 e 2.6/6. Conseguentemente, i senatori Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e MIRABELLI ( PD ) ritirano rispettivamente gli emendamenti 2.6/4 e 2.6/5. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) interviene in sede di dichiarazione di voto favorevole all'emendamento 2.6/6, che, posto congiuntamente ai voti con l'emendamento 2.6/3 (di contenuto identico), è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.6/7, che, posto ai voti, è respinto a maggioranza dalla Commissione. La sottosegretaria ZAMPA esprime parere favorevole sull'emendamento 2.6 del Relatore. La senatrice MODENA ( FIBP-UDC ) in sede di dichiarazione di voto di astensione sull'emendamento 2.6, sottolinea come la prima parte sia identica all'emendamento a sua firma tuttavia già respinto. Concorda il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), evidenziando come la differenza tra il testo e l'emendamento respinto - in materia di delega di funzioni - finisca per consentire lo svolgimento della funzione di vigilanza anche ad un giornalista esterno al comitato di redazione. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) nota che, a differenza del testo originario, non è più oggetto di esplicita previsione la circostanza dell'articolo che non rechi la firma dell'articolista; ricorda come le pene siano assolutamente non dissuasive e preannuncia la propria astensione. Posto ai voti, l'emendamento 2.6 è approvato dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si pronunciano in senso contrario all'emendamento 2.1. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) dichiara voto favorevole all'emendamento a sua firma 2.1, che ha l'obiettivo di aprire un dibattito sul tema della regolazione dei sistemi informativi e dei social network : già la giurisprudenza ha sollecitato il legislatore ad intervenire su una materia che allo stato è priva di qualsiasi controllo. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) condivide l'opinione del senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) e ritiene che non si possa ignorare quanto accade sulle piattaforme social : invita pertanto la maggioranza ad aprire un confronto sulla questione della tutela dell'onore e della reputazione nell'ambito in questione, che giudica meritevole di voto favorevole. L'emendamento 2.1 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.11 (già seconda parte dell'emendamento 2.6/1), che risulta respinto dalla Commissione. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano contrari all'emendamento 2.12 (pubblicato in allegato). L'emendamento 2.2 è fatto proprio dalla senatrice D'ANGELO ( M5S ). Il RELATORE propone una riformulazione dell'emendamento 2.2 integralmente sostitutiva dell'articolo 595 del codice penale. Il PRESIDENTE rileva che un accoglimento della proposta potrebbe rimettere in termini i Gruppi per subemendamenti, trattandosi sostanzialmente di un testo che precluderebbe tutti gli emendamenti proposti all'articolo 2, comma 2. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) ritira l'emendamento 2.2. Lo fa proprio il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ). Il RELATORE ed il GOVERNO a questo punto danno parere contrario all'emendamento 2.2. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU ) dichiara voto favorevole all'emendamento 2.12, indicando l'esigenza di sopprimere anche le due virgole, che delimitano la clausola eccettuativa all'interno dell'articolo 595 del codice penale. Ilsenatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), in sede di dichiarazione di voto, reputa più completo l'emendamento 2.2, rispetto a quello immediatamente oggetto di votazione. Il PRESIDENTE sospende brevemente la seduta. La seduta, sospesa alle ore 15,40, è ripresa alle ore 15,55 . Il RELATORE ed il GOVERNO mutano il parere sull'emendamento 2.12, trasformandolo in favorevole. La Commissione approva l'emendamento 2.12, nella formulazione corretta secondo le indicazioni del senatore GRASSO ( Misto-LeU ). Risulta pertanto assorbito l'emendamento 2.2. Il senatore BALBONI ( FdI ), in sede di dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.3, ricorda che gli effetti dell'abrogazione dell'articolo 594 del codice penale, intervenuta nel 2016, hanno provocato, da parte della giurisprudenza, un atteggiamento teso a dilatare l'ambito applicativo dell'articolo 595, attraverso un'interpretazione analogica piuttosto discutibile; propone quindi l'approvazione dell'emendamento a sua firma con l'obiettivo di porre rimedio a tale degenerazione interpretativa. Il RELATORE ed il GOVERNO esprimono parere contrario all'emendamento 2.3, che risulta respinto dalla Commissione. Il senatore BALBONI ( FdI ) ritira l'emendamento 2.4. Il RELATORE ed il GOVERNO esprimono parere contrario all'emendamento 2.13 (pubblicato in allegato al resoconto), che posto ai voti è respinto dalla Commissione. Il senatore MIRABELLI ( PD ) riformula l'emendamento 2.7 in testo 2, pubblicato in allegato, sul quale il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano favorevoli. Il senatore BALBONI ( FdI ) dichiara il voto favorevole, perché ritiene che l'emendamento in votazione assorba interamente quello a propria firma. La Commissione approva l'emendamento 2.7 (testo 2). Risulta assorbito l'emendamento 2.5. La Commissione approva l'articolo 2 nel testo emendato. Si passa all'emendamento aggiuntivo all'articolo 3. Previa riformulazione dell'emendamento 3.0.1 in un testo 2 (proposta dal RELATORE ed accolta dal proponente DAL MAS ( FIBP-UDC ) e con il GOVERNO favorevole, l'emendamento - pubblicato in allegato al resoconto - è accolto dalla Commissione all'unanimità. Si passa all'emendamento proposto all'articolo 5. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) fa proprio l'emendamento 5.4. Dopo un'ipotesi di riformulazione affacciata dal RELATORE, la Commissione conviene sul testo iniziale dell'emendamento 5.4, sul quale comunque il RELATORE ed il GOVERNO si erano detti favorevoli. La Commissione conviene altresì sull'articolo 5 nel testo emendato. Il RELATORE ed il GOVERNO si dichiarano favorevoli all'emendamento aggiuntivo 5.0.1, che è approvato dalla Commissione. La senatrice D'ANGELO ( M5S ) fa proprio l'emendamento 6.1. Su di esso e sugli emendamenti 6.2 e 6.3, di contenuto identico, il RELATORE ed il GOVERNO sono favorevoli. Posto ai voti il mantenimento dell'articolo 6, esso è respinto dalla Commissione. Anche sull'articolo 7 insiste l'unico emendamento soppressivo 7.1, su cui il RELATORE ed il GOVERNO erano favorevoli. Anche in tal caso, la Commissione conviene in senso contrario al mantenimento dell'articolo 7. Il PRESIDENTE , ai sensi dell'articolo 103 del Regolamento, propone alla Commissione una serie di correzioni di forma che coordinano i testi già approvati (compresi quelli con apposita riserva) con la legislazione vigente. Esse, pertanto, vengono espresse, a seguire, direttamente con riferimento alla normativa con cui vanno coordinati i molteplici emendamenti già approvati: - All'articolo 1 secondo comma lettera a) della legge 8 febbraio 1948, n. 47, sostituire le parole "quotidiano on line di cui all'articolo 1, comma 3- bis , della legge 7 marzo 2001, n. 62, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalla stessa redazione" con le seguenti: «"quotidiani on line" di cui all'articolo 1, comma 3-bis, della legge 7 marzo 2001, n. 62, limitatamente ai contenuti prodotti, pubblicati, trasmessi o messi in rete dalla redazione degli stessi;» ed i commi dell'articolo 1 passano dal numerale ordinale al numerale cardinale. - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nella rubrica sostituire le parole (Smentite e Rettifiche) con le seguenti: (Rettifiche e Smentite) ed i commi passano dal numerale ordinale al numerale cardinale. - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 1 sostituire le parole "nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa o nella testata giornalistica on line registrata ai sensi dell'articolo 5" con le seguenti: "nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa o in altro prodotto editoriale registrato di cui all'articolo 1, comma 2". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 1 sostituire le parole " le smentite o le rettifiche" con le seguenti: "le rettifiche o le smentite". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, trasporre il comma 1-bis nel comma 1 come terzo periodo del medesimo e sostituire le parole "di cui al comma 1", ovunque ricorrano, con le seguenti: "di cui al primo e secondo periodo". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 2 sostituire le parole " allo scritto" con le seguenti: "all'articolo o al servizio". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 5 sostituire le parole "Per le testate giornalistiche on line registrate ai sensi dell'articolo 5," con le seguenti: "Per i quotidiani on line di cui all'articolo 1, secondo comma, lettera a)". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 5 sostituire le parole "in calce all'articolo" con le seguenti "in calce all'articolo o al servizio". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 5 sostituire le parole "Nel caso in cui la testata giornalistica online fornisca" con le seguenti: "Nel caso in cui il quotidiano on line di cui al primo periodo fornisca". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 6 sostituire le parole "all'articolo" con le seguenti "all'articolo o al servizio". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 7 sostituire le parole "di cui al terzo, quarto, quinto e, sesto comma," con le seguenti: "di cui ai commi 3, 4, 5 e 6". - All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 10 sostituire le parole "Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le disposizioni di cui ai commi settimo, ottavo e nono si applicano anche" con le seguenti: "Per i telegiornali e i giornali radio di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), le disposizioni di cui ai commi 7, 8 e 9 si applicano anche". - All'articolo 11-bis della legge 8 febbraio 1948, n. 47, sostituire le parole "commessa con il mezzo della stampa o della radiotelevisione" con le seguenti "commessa con il mezzo della stampa, degli altri prodotti editoriali registrati di cui al comma 2 dell'articolo 1 o della radiotelevisione". - All'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, sostituire la rubrica (Diffamazione a mezzo stampa, testate giornalistiche online o la radiotelevisione)" con le seguenti "(Diffamazione a mezzo stampa, testate giornalistiche online registrate o la radiotelevisione)" ed i commi passano dal numerale ordinale al numerale cardinale. - All'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 1 sostituire le parole "commessa con il mezzo della stampa, di testate giornalistiche online registrate ai sensi dell'articolo 5 o della radiotelevisione" con le seguenti "commessa con il mezzo della stampa, degli altri prodotti editoriali registrati di cui al comma 2 dell'articolo 1 o della radiotelevisione". - All'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 4 sostituire le parole "a norma dell'ottavo comma dell'articolo 8" con le seguenti "ai sensi del secondo e del terzo periodo del comma 1 dell'articolo 8". - All'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nel comma 5 sostituire le parole "per le determinazione" con le seguenti "per le determinazioni". - All'articolo 21 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, nell'ultimo comma sostituire le parole "con il mezzo delle testate giornalistiche di cui all'articolo 1, comma 2" con le seguenti: "con il mezzo della stampa, dei "quotidiani on line" di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a) e della radiotelevisione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b)". - All'articolo 57 del codice penale la rubrica (Reati commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione) è sostituita dalla seguente: (Reati commessi con il mezzo della stampa o degli altri prodotti editoriali registrati). - All'articolo 57 del codice penale, nel primo comma, le parole "con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione" sono sostituite dalle seguenti "con il mezzo della stampa o degli altri prodotti editoriali registrati di cui al comma 2 dell'articolo 1 della citata legge n. 47 del 1948". - All'articolo 57 del codice penale, nel primo comma, le parole "da lui diretto" con le seguenti ", da lui diretto,". - All'articolo 57 del codice penale, nel quarto comma, le parole "primo periodo" con le seguenti "primo comma". - Alla rubrica dell'articolo 3, sostituire le parole (Misure a tutela del soggetto diffamato o del soggetto leso nell'onore o nella reputazione) con le seguenti (Misure a tutela del soggetto diffamato o del soggetto leso dal trattamento illegittimo di dati personali). Conviene unanime la Commissione. I senatori MODENA ( FIBP-UDC ) e URRARO ( L-SP-PSd'Az ) preannunciano l'intenzione di svolgere in Assemblea il ruolo di relatori di minoranza. La Commissione conferisce infine all'unanimità mandato al senatore Lomuti a svolgere la funzione di relatore in Assemblea sul testo come risultante dagli emendamenti approvati, dandogli mandato a richiedere, ove necessario, l'autorizzazione alla relazione orale. L'esame della connessa petizione si intende di conseguenza esaurito. IN SEDE CONSULTIVA Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni DDL 867-B Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (Parere alla 12 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore GRASSO ( Misto-LeU ) illustra - per le parti di competenza della Commissione Giustizia - il disegno di legge in titolo - di iniziativa governativa ed approvato, con modifiche ed integrazioni, dal Senato in prima lettura e successivamente, con ulteriori modifiche e integrazioni, dalla Camera il 21 maggio 2020 - che reca alcune disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. L'articolo 1 - inserito dalla Camera - precisa che alcune norme del disegno di legge concernono altresì i soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto a quelle summenzionate. Più in dettaglio, si esplicita che, ai fini della presente legge, per l'individuazione dell'ambito delle professioni sanitarie e socio-sanitarie trovano applicazione le norme generali in materia. In base a tali norme e al relativo stato di attuazione, le professioni sanitarie sono al momento quelle riservate agli iscritti agli albi professionali degli ordini: dei medici-chirurghi e degli odontoiatri; dei veterinari; dei farmacisti; dei biologi; dei fisici e dei chimici; delle professioni infermieristiche; della professione di ostetrica; dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione; degli psicologi. Le professioni socio-sanitarie comprendono - in base allo stato di attuazione della relativa disciplina - i profili professionali di operatore socio-sanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale. L'articolo 4 - modificato dalla Camera - stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime, cagionate a soggetti esercenti una delle professioni summenzionate o a soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività. La novella estende ai casi di lesioni personali gravi o gravissime, cagionate a soggetti esercenti una professione sanitaria o socio-sanitaria o a soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività, le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive; tali pene sono costituite dalla reclusione da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime. La riformulazione operata dalla Camera ha soppresso la limitazione agli eventi verificatisi in relazione allo svolgimento della professione o attività presso le strutture sanitarie e socio-sanitarie e ha introdotto il riferimento ai soggetti che svolgono le attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento delle suddette professioni sanitarie o socio-sanitarie (in luogo del precedente riferimento agli incaricati di pubblico servizio). Si ricorda che, in via generale, per le lesioni gravi e gravissime (come definite dall'articolo 583 del codice penale) si prevede, rispettivamente, la reclusione da tre a sette anni e da sei a dodici anni (ai sensi del medesimo articolo 583). L'articolo 5 - modificato dalla Camera - inserisce tra le circostanze aggravanti dei delitti commessi con violenza o minaccia l'aver agito in danno di uno dei soggetti summenzionati, a causa o nell'esercizio della relativa professione o attività. La novella inserisce tra le circostanze aggravanti dei delitti commessi con violenza o minaccia l'aver agito in danno di soggetti esercenti una professione sanitaria o socio-sanitaria o di soggetti che svolgono attività ausiliarie rispetto alle stesse, a causa o nell'esercizio delle relative professioni o attività; più in particolare, le attività ausiliarie sono costituite da quelle di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento delle suddette professioni. Nella versione approvata dal Senato in prima lettura, si faceva riferimento a tutti i reati (non solo ai delitti) commessi con violenza o minaccia in danno dei soggetti esercenti una delle suddette professioni; non si faceva riferimento ai soggetti che svolgono le suddette attività ausiliarie. L'articolo 7 - inserito dalla Camera - prevede l'adozione di misure di prevenzione - intese a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia - da parte delle strutture in cui opera il personale sanitario e socio-sanitario. Le strutture presso le quali operano gli esercenti professioni sanitarie o socio-sanitarie perciò prevederanno, nei propri piani per la sicurezza, misure volte a stipulare specifici protocolli operativi con le forze di polizia, al fine di garantire il tempestivo intervento di queste ultime. L'articolo 9 - inserito dalla Camera - commina infine una sanzione amministrativa pecuniaria per l'ipotesi di condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o che svolga attività ausiliarie delle medesime. Si prevede quindi una sanzione amministrativa pecuniaria - salvo che il fatto costituisca reato - a carico di chi tenga condotte violente, ingiuriose, offensive o moleste nei confronti di personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o di soggetti che svolgano attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, presso strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche o private. I limiti minimi e massimi della sanzione sono pari, rispettivamente, a 500 euro e 5.000 euro. Non facendosi osservazioni, la Commissione conviene sulla proposta di parere favorevole avanzata dal RELATORE. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato