Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione DIFESA (4ª) 33 TESEI La seduta inizia alle ore 10,15. MATERIE DI COMPETENZA (Doc. LXVII, n. 2) Rel. sulle operazioni svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito materiali di armamento, relativa all'anno 2018 Doc Doc. LXVII, n. 2 Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2018 (Esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, del Regolamento, e rinvio) Introduce l'esame il relatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) rilevando che la relazione in titolo, prevista dalla legge n. 185 del 1990, contiene innanzitutto indicazioni analitiche degli oggetti concernenti le operazioni contrattualmente definite, per tipi, quantità e valori monetari. Indica anche gli stati di avanzamento annuali sulle esportazioni, importazioni e transiti di materiali di armamento e sulle esportazioni di servizi oggetto dei controlli e delle autorizzazioni previste dalla citata legge n. 185. Altri importanti contenuti del documento sono la lista dei Paesi indicati nelle autorizzazioni definitive, l'elenco delle revoche delle autorizzazioni per violazione della clausola di destinazione finale o di altri divieti stabiliti dalla legge, nonché l'elenco delle iscrizioni, sospensioni o cancellazioni nel registro nazionale delle imprese e consorzi di imprese operanti nel settore degli armamenti. La relazione deve contenere, infine, l'elenco dei programmi sottoposti a licenza globale di progetto con l'indicazione dei Paesi e delle imprese italiane partecipanti, nonché le autorizzazioni concesse dai Paesi partner relative a programmi a partecipazione italiana e sottoposti al regime della licenza globale di progetto. Ricorda poi che, con il decreto legislativo n. 105 del 2012, è stato introdotto nell'ordinamento italiano anche l'istituto della certificazione di affidabilità delle imprese operanti nella movimentazione dei materiali di armamento al di fuori del territorio nazionale. Procede quindi ad una disamina di dettaglio, rilevando che la figura responsabile della definizione degli indirizzi per le politiche di esportazione nel settore è il Ministero degli affari esteri (d'intesa con quello della Difesa). Nella struttura del predetto ministero è presente infatti una specifica Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA), che è l'organismo competente a rilasciare le autorizzazioni per l'interscambio dei materiali di armamento e le certificazioni alle imprese del settore. L'UAMA si avvale anche di un Comitato consultivo, nominato dal Ministro degli esteri ed in cui sono presenti anche i rappresentanti dei singoli dicasteri interessati (tra cui, ovviamente, quello della Difesa). Le autorizzazioni sono rilasciate a seguito di costante monitoraggio della situazione geo-politica e strategica dei Paesi interessati dalle forniture, tenendo conto altresì degli orientamenti maturati in seno alle principali organizzazioni internazionali (come ad esempio le Nazioni Unite, l'Unione europea e l'OSCE). In relazione alle certificazioni delle imprese è altresì prevista una stringente attività di controllo e vigilanza. I gruppi ispettivi dell'UAMA sono poi a composizione interministeriale e rispettano le linee-guida dell'Autorità nazionale anti-corruzione (ANAC), del 21 febbraio 2018. La relazione introduttiva al documento precisa -in particolare- che l'attività di controllo esercitata dall'UAMA nel corso del 2018 è risultata ancora più stringente di quella del 2017. In particolare, sono state sottoposte a ispezione 17 società (5 in più rispetto all'anno precedente), anche attraverso visite in sede e l'acquisizione dei registi e dei documenti aziendali. Il relatore prosegue la propria esposizione osservando che la relazione introduttiva al documento reca anche le sintesi delle relazioni di dettaglio presentate dai singoli ministeri. Per i profili di competenza della Commissione, i documenti maggiormente rilevanti sono quelli dei Ministeri degli Esteri e della Difesa. Nel dettaglio, il Ministero degli esteri precisa che, nel 2018, il valore complessivo delle autorizzazioni per le movimentazioni dei materiali di armamento è risultato di poco inferiore ai 6 miliardi di euro (circa 5,2 miliardi per le movimentazioni in uscita e 497 milioni per quelle in entrata). Influsso particolare, nel 2018, è provenuto dall'autorizzazione che interessa 12 elicotteri di tipo NH90 (valore 1,6 miliardi). I flussi di esportazione riguardano per circa il 48 per cento l'Africa ed il Medio oriente, per il 23 per cento i Paesi europei e della NATO, per il 21 per cento l'Asia e per il 4 per cento l'America settentrionale. Il numero dei Paesi destinatari delle esportazioni nel 2018 risulta sostanzialmente invariato rispetto a quello dell'anno precedente (84 verso 85). Un solo Stato, il Qatar, è stato destinatario di licenze dal valore complessivo superiore al miliardi. Per il resto, 7 Paesi sono stati destinatari di licenze dal valore compreso tra 100 milioni e il miliardo (in diminuzione, rispetto agli 11 del 2017), 23 Paesi sono stati destinatari di licenze dal valore compreso tra 10 e 100 milioni (erano 24 nel 2017), sempre 23 Paesi sono stati destinatari di licenze dal valore compreso tra 1 e 10 milioni (in aumento rispetto ai 20 del 2017), e, infine, 30 Paesi sono stati destinatari di licenze dal valore inferiore al milione di euro (erano 28 nel 2017). Ancora più nel dettaglio, tra i 25 Paesi destinatari di licenze individuali di esportazione si nota che il Qatar è al primo posto (valore di 1,9 miliardi), seguito da altri tre Paesi extra-europei (Pakistan, Turchia ed Emirati Arabi). Il Regno Unito, sino al 2017 principale sbocco italiano nel settore, figura nel 2018 soltanto all'ottavo posto (valore complessivo: 99,2 milioni). La relazione sottolinea pertanto una contrazione complessiva del valore delle autorizzazioni per il 2018, ponendo altresì l'accento sulla sensibile diminuzione dei valori che si registrano in ambito europeo e atlantico. Nel 2018, infatti, il valore delle autorizzazioni individuali nell'Unione europea e nella NATO è stato pari a 1,1 miliardi di euro, in netta diminuzione rispetto a 3,6 miliardi dell'anno precedente. In riduzione, come già accennato, il valore delle autorizzazioni verso il Regno Unito, dato che si colloca, tuttavia, in un quadro generale decrescente che concerne tutti i principali Paesi europei (ossia Germania, Francia e Spagna). Anche con riferimento alle autorizzazioni alle esportazioni relative a programmi e ad accordi intergovernativi si registrano significative riduzioni, concernenti i rapporti con il Regno Unito, la Germania, la Francia e la Spagna. Globalmente, il valore complessivo passa infatti dal 21,6 per cento del valore totale del 2017 al 3,5 per cento del 2018. Per quanto attiene la tipologia degli oggetti esportati, la relazione precisa che la stragrande maggioranza (circa il 94 per cento del totale), è costituita dai materiali. Seguono i ricambi (3,5 per cento), le tecnologie (2,5 per cento), e i servizi (0,8 per cento). Relativamente alle imprese coinvolte, i primi quattro operatori del settore sono Leonardo (per il 67 per cento del valore), RWM Italia (6 per cento del valore), MBDA Italia (poco meno del 5 per cento del valore), e IVECO, avendo riguardo alla divisione che produce veicoli per la Difesa (4 per cento del valore). Leonardo, in particolare, è risultata destinataria di quasi il 40 per cento delle autorizzazioni. Da ultimo, la relazione segnala che le importazioni hanno un valore totale di circa 497 milioni di euro. Il 65 per cento proviene dagli Stati Uniti (con un aumento del 45 per cento rispetto al 2017). Viene precisato che il quadro non comprende le importazioni provenienti dall'Unione Europea, che non sono soggette a licenza di autorizzazione. Per quanto attiene la relazione del Ministero della difesa, il relatore osserva che l'attività del Dicastero si estrinseca innanzitutto nel rilascio del parere tecnico-operativo al Ministero degli esteri. Detto documento, in particolare, tiene conto dei vantaggi che possano derivare dalla conoscenza, da parte del Paese acquirente, delle specifiche tecniche, delle conseguenze delle esportazioni sugli equilibri dell'area in cui il Paese destinatario si inserisce, dell'impatto della transazione su analoghi approvvigionamenti nazionali, della valutazione dei contenuti tecnologici in relazione ai vincoli e ai regimi di controllo a cui l'Italia aderisce e dell'eventuale esistenza di fattori che possano vincolare l'esportazione. Presso il Segretariato Generale della Difesa è poi istituito il Registro nazionale delle imprese e consorzi di imprese operanti nel settore degli armamenti, che attualmente conta 334 società. L'istituto è disciplinato dall'articolo 44 del Codice dell'Ordinamento militare (cui l'articolo 3 della legge n. 185 del 1990 esplicitamente rinvia). La deliberazione dell'iscrizione di un'impresa nel registro compete ad apposita Commissione, deputata alla tenuta del registro, presieduta da un magistrato del Consiglio di Stato e composta da rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell'interno, dell'economia, della difesa e dello sviluppo economico. La relazione precisa, sul punto, che, nel 2018 sono state iscritte 25 nuove società a fronte della cancellazione di 9 aziende. Interviene sull'ordine dei lavori la senatrice GARAVINI ( PD ), invitando ad un approfondimento dei contenuti del documento, al fine di definire un eventuale ciclo di audizioni e di valutare, altresì, l'opportunità di richiedere al Presidente del Senato l'assegnazione di uno specifico affare sul tema, onde pervenire all'approvazione di una risoluzione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI (n. 56) Prospettive dell'export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza Doc n. 56 Prospettive dell'export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della Risoluzione Doc. XXIV n. 10) Prosegue l'esame sospeso nella seduta dell'11 giugno. Il relatore CANDURA ( L-SP-PSd'Az ) dà lettura di una propria bozza di risoluzione (pubblicata in allegato). Auspica che su tale documento possa coagularsi la più ampia convergenza politica. Il senatore ORTIS ( M5S ) nell'esprimere apprezzamento sul testo e nel preannunciare il voto favorevole della propria parte politica, si sofferma sull'importanza di una efficace cabina di regia interministeriale nel sostegno all'industria nazionale. La senatrice RAUTI ( FdI ), nel preannunciare, del pari, il voto favorevole del proprio Gruppo, ricorda l'urgenza di provvedere, da parte del Ministero della difesa, al completamento dei programmi di acquisizione attualmente rimasti in sospeso (come, ad esempio, quello relativo ai missili terra-aria Camm-er). Apprezzamenti sui contenuti della proposta del relatore sono espressi, a nome del Gruppo di appartenenza, anche dalla senatrice MINUTO ( FI-BP ), che preannuncia il voto favorevole. Interviene quindi la senatrice GARAVINI ( PD ), che esprime un giudizio positivo sulla bozza del relatore, apprezzando in particolare il recepimento di alcune parti delle proposte formulate dal Gruppo del Partito democratico. Preannuncia quindi il voto favorevole del suo Gruppo. Il senatore FUSCO ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto favorevole. Poiché nessun altro chiede di intervenire, previa verifica del numero legale, la bozza di risoluzione predisposta dal relatore viene posta in votazione e approvata. La presidente TESEI esprime apprezzamento per l'approvazione unanime da parte della Commissione. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Con riferimento all'Affare assegnato n. 257, relativo allo stato e alle funzioni degli enti dell'area industriale della Difesa, la senatrice GARAVINI ( PD ) propone di integrare il ciclo di audizioni con quella dei rappresentanti del personale civile della Difesa, in particolare i sindacati confederali e la Confsal-Unsa. Con riferimento all'esame del disegno di legge n. 1152 rinnova la richiesta di audire il Ministro della difesa e il Capo di Stato Maggiore della difesa. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 10,40. Allegato RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 56 RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 56 ( Doc . XXIV, n. 10 ) La Commissione difesa, a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulle prospettive dell'export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza, ai sensi dell'articolo 50, comma 2 del Regolamento, al termine di un ampio ciclo di audizioni, che ha coinvolto i vertici del Ministero della Difesa, rappresentanti del comparto industriale italiano ed esperti del settore; premesso che: un'industria nazionale dei materiali per la difesa e la sicurezza efficiente e competitiva, oltre a rappresentare uno strumento essenziale per l'affermazione della sovranità dello Stato, agevola il rinnovamento costante degli equipaggiamenti in dotazione alle Forze armate e contribuisce in vario modo alla crescita del prodotto interno lordo; l'industria dei materiali per la difesa e la sicurezza sostiene la ricerca avanzata nel campo dei sistemi e delle strumentazioni ad alta intensità di tecnologia, che spesso hanno rilevanti ricadute anche sul piano delle applicazioni e produzioni civili, offre impieghi ad alto valore aggiunto e, nel caso del nostro Paese, fornisce un apporto rilevante alla bilancia commerciale con l'estero; l'industria della difesa, in cui le piccole e medie imprese svolgono un ruolo di grande rilievo, costituisce una parte rilevante dell'economia nazionale, incidendo in maniera significativa sul prodotto interno lordo e presentando importanti ricadute occupazionali, sia in via diretta, che in relazione all'indotto; il mercato dei materiali di armamento è fra i più complessi al mondo, anche perché dal carattere strategico e sensibile del suo campo di attività deriva un quadro normativo dal tutto particolare, sia nei singoli ordinamenti interni che nel quadro delle relazioni commerciali internazionali, che sono peraltro fortemente influenzate da fattori politici, rapporti tra Stati e sistemi di alleanze; i recenti significativi sviluppi nel campo della difesa comune europea (tra cui, in particolare, l'avvio delle cooperazione strutturata permanente e l'istituzione di un Fondo europeo per la difesa) rendono ancora più urgente il rafforzamento dell'industria nazionale, per consentirle di partecipare nelle migliori condizioni a progetti collaborativi e alleanze industriali; è pertanto necessario assicurare un quadro normativo che superi ogni elemento di possibile penalizzazione delle imprese italiane, anche in ragione del crescente pericolo di acquisizioni estere ostili e del consistente rischio di vedere pregiudicate molte occasioni di cessioni e di attività imprenditoriali all'estero; l'articolo 537- ter del Codice dell'ordinamento militare stabilisce che "il Ministero della difesa, nel rispetto dei principi, delle norme e delle procedure in materia di esportazione di materiali d'armamento di cui alla legge 9 luglio 1990, n. 185, e successive modificazioni, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, può svolgere, per conto di altri Stati esteri con i quali sussistono accordi di cooperazione o di reciproca assistenza tecnico-militare, e tramite proprie articolazioni, attività di supporto tecnico-amministrativo per l'acquisizione di materiali di armamento prodotti dall'industria nazionale anche in uso alle Forze armate e per le correlate esigenze di sostegno logistico e assistenza tecnica, richiesti dai citati Stati, nei limiti e secondo le modalità disciplinati nei predetti accordi"; tale normativa, cui è stata data attuazione con il d.p.r. n.104 del 2015, pur avendo consentito un proficuo coordinamento tra la politica estera e di sicurezza nazionale e il comparto industriale della difesa, ha evidenziato limiti e criticità che appare opportuno superare; impegna il Governo - a predisporre le opportune iniziative al fine di permettere allo Stato italiano di svolgere, nei confronti degli Stati con i quali sussistono accordi di cooperazione o di assistenza tecnico militare, oltre alle attività di supporto tecnico-amministrativo, sostegno logistico e assistenza tecnica, anche attività di carattere contrattuale, nel rispetto delle norme e delle procedure in materia di esportazione di armamenti di cui alla legge n.185 del 1990; - a integrare il processo normativo avviato nel 2013, nel quadro dei limiti stabiliti dalla legge n. 185 del 1990, introducendo anche per i paesi terzi al di fuori dell'Unione europea e della NATO, nell'ambito degli accordi di cui all'articolo 537- ter del decreto legislativo n. 66 del 2010, lo strumento autorizzativo della licenza globale di progetto, superando contestualmente la previsione del concerto con il Ministro delle finanze di cui all'articolo 13, comma 1, della citata legge n. 185 del 1990; - a modificare di conseguenza la normativa di attuazione, attualmente prevista dal d.p.r. n.104 del 2015, operando anche una semplificazione delle procedure in essa previste; - a prevedere adeguate forme di coordinamento istituzionale a sostegno del comparto dell'industria della difesa, anche attraverso "cabine di regia" interministeriali; - a prevedere un nucleo tecnico-operativo, di ausilio alla struttura di coordinamento di cui all'impegno precedente, che, operando nel pieno rispetto della normativa vigente concernente l'esportazione dei materiali d'armamento, costituisca l'interfaccia tra i vertici del Governo e il sistema delle imprese, in modo da fornire a queste ultime ogni possibile supporto nella competizione sui mercati mondiali.