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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 6ª e 11ª RIUNITE 11ª(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) 1 BAGNAI La seduta inizia alle ore 11,30. IN SEDE REFERENTE 741 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese DDL 741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (Esame e rinvio) Il presidente BAGNAI introduce i lavori chiedendo ai Gruppi di indicare le iscrizioni a parlare in discussione generale, e preannunciando la definizione del programma delle sedute tenuto conto della calendarizzazione in Assemblea del disegno di legge in titolo a partire da lunedì 6 agosto. Il senatore D'ALFONSO ( PD ), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che le Commissioni riunite non dispongono ancora della documentazione completa per l'esame del provvedimento in titolo, in considerazione della mancanza di un testo del decreto-legge n. 87 comprendente le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Svolge quindi una serie di considerazioni sul valore istruttorio delle Commissioni riunite, chiedendo alla Presidenza di definire la programmazione dei lavori garantendo la più ampia discussione. Il presidente BAGNAI nota che sono disponibili i testi delle modifiche apportate e il dossier di documentazione relativo al testo licenziato dalla Camera, mentre la disponibilità di un testo del decreto legge comprendente le modifiche apportate in sede di conversione non è strettamente necessaria allo svolgimento dell'illustrazione da parte dei relatori. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) ritiene che la mancanza di una documentazione completa contraddica la natura stessa dell'esame delle Commissioni riunite. Il senatore PATRIARCA ( PD ) appoggia le considerazioni del senatore D'Alfonso e ne ribadisce le argomentazioni. La senatrice BOTTICI ( M5S ) constata la completezza del materiale disponibile ai fini dell'avvio dell'esame. Suggerisce pertanto di procedere con lo svolgimento delle relazioni. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) giudica la completezza documentale fondamentale ai fini dello svolgimento di un esame approfondito. Ritiene opportuna la convocazione di un Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite ai fini di un'adeguata programmazione dei lavori. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) osserva che la necessità di disporre del testo del decreto-legge comprendente le modificazioni apportate deriva dalla rilevanza delle disposizioni recate nell'ambito dello stesso accordo costitutivo del vincolo di maggioranza. A giudizio del senatore LAUS ( PD ) il Presidente delle Commissioni riunite, per rispetto delle sue stesse prerogative, è tenuto ad assicurare che esse dispongano, ai fini dell'esame, della documentazione nella sua completezza. Lungi dall'essere unicamente espressione della maggioranza, il Presidente riveste infatti funzioni di tutela anche dei Gruppi di opposizione ed è chiamato a garantire il corretto ed ordinato svolgimento dei lavori. Il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ), relatore per la 6ª Commissione, riconosciuta la correttezza delle argomentazioni del senatore D'Alfonso, considera prioritario privilegiare la sostanza dell'esame del merito di disposizioni tese a rispondere a esigenze reali della collettività. La senatrice DRAGO ( M5S ) condivide quanto espresso dal senatore Montani e rileva l'opportunità di svolgere le relazioni, nell'attesa di disporre del testo definitivo del provvedimento, tenuto conto che i relatori hanno comunque già proceduto a compiere i necessari approfondimenti. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) sottolinea l'importanza del provvedimento, che incide profondamente sulla dinamica del mercato del lavoro e sulla vita delle imprese. Da ciò la necessità di disporre di tutta la documentazione e l'esigenza di garantire tempistiche di esame adguate. Il senatore GRIMANI ( PD ) puntualizza che la posizione sostenuta dalle forze di opposizione non ha intenti ostruzionistici, essendo motivata da sensibilità nei confronti della sostanza dell'esame. Il senatore COMINCINI ( PD ) ritiene che la volontà di procedere all'esame in tempi rapidi sostenuta dalla maggioranza sia conseguenza dei ritardi successivi all'approvazione del decreto-legge n. 87 da parte del Consiglio dei ministri. La difficoltà di avviare l'esame in assenza del testo del provvedimento così come modificato, di ostacolo all'impostazione dell'attività emendativa costituirebbe a suo parere un precedente del tutto negativo. Il presidente BAGNAI , affermata la volontà della Presidenza di sostenere l'instaurarsi di un clima favorevole a un rapporto costruttivo tra maggioranza e opposizione, fa presente che il dibattito in corso equivale a un'analoga trattazione in sede di Ufficio di Presidenza. Precisa inoltre che le Commissioni riunite sono legittimate a procedere all'esame anche in assenza dello stampato del decreto-legge licenziato dall'altro ramo del Parlamento, che costituisce peraltro un ausilio ai lavori, il quale sarà peraltro disponibile a breve. Fa quindi presente la relazione fra l'avvio effettivo dell'esame e la fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) sottolinea il proprio costante atteggiamento di rispetto istituzionale e, dopo aver espresso apprezzamento nei confronti dell'equilibrio della Presidenza, sostiene la volontà della propria parte politica di utilizzare il tempo che sarà concesso per un approfondito esame di merito, fattore utile all'instaurarsi dell'auspicato clima costruttivo. Il senatore PATRIARCA ( PD ) ribadisce l'esigenza di disporre dello stampato ufficiale dell'Atto Senato. La senatrice PARENTE ( PD ) insiste sulla necessità che, ai fini dell'incardinamento dell'esame, le Commissioni abbiano a disposizione il testo del disegno di legge e la documentazione completa, comprensiva della relazione tecnica. Riterrebbe altresì opportuna la convocazione di un Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite, per una migliore programmazione dei lavori e al fine di creare un proficuo clima di collaborazione tra i componenti. Il PRESIDENTE precisa che il materiale attualmente a disposizione è sufficiente all'avvio dell'esame, mentre la relazione tecnica non appare strettamente necessaria ai fini dell'avvio dell'esame di merito. Assicura quindi di aver proceduto a una prima programmazione dei lavori attraverso il raccordo con i Capigruppo. La senatrice PARENTE ( PD ) osserva che la relazione tecnica di un provvedimento non ne evidenzia unicamente le ricadute finanziarie, ma è destinata ad offrire un quadro complessivo dell'impatto delle singole disposizioni sulla normativa vigente. La senatrice BOTTICI ( M5S ) ritiene preferibile che le Commissioni riunite si esprimano definitivamente circa l'avvio immediato dell'esame, al fine di evitare il protrarsi del dibattito. La discussione generale potrebbe a proprio avviso svolgersi nel pomeriggio di oggi, mentre nella mattinata di domani le Commissioni riunite potrebbero passare alla fase dell'illustrazione degli emendamenti. Il senatore ROMEO ( L-SP-PSd'Az ), rilevata l'assenza di una volontà ostruzionistica da parte dell'opposizione, considera opportuno valutare la convocazione dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite, al quale demandare la definizione dei tempi dell'esame. Il presidente BAGNAI dispone la sospensione della seduta e avverte che l'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite integrato dai rappresentanti dei Gruppi si riunirà immediatamente. La seduta, sospesa alle ore 12,25, è ripresa alle ore 14,10. Il presidente BAGNAI avverte che come deliberato in Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite svoltosi in precedenza, nel corso della seduta si svolgeranno le relazioni introduttive, i lavori saranno poi sospesi alle ore 14,30 e riprenderanno, per svolgere la discussione generale, 15 minuti dopo il termine della seduta dell'Assemblea. Il termine per presentare gli ordini del giorno e gli emendamenti fissato alle ore 11 di domani. Le Commissioni riunite torneranno a riunirsi domani alle ore 9 in un'unica seduta, con sospensioni che saranno definite nel corso della giornata, e domenica alle ore 9. Introduce il provvedimento, per le parti di competenza della Commissione lavoro, la relatrice MATRISCIANO ( M5S ), la quale si sofferma in particolare sul Capo I. Con l'articolo 1 sono apportate modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, con riferimento al limite massimo di durata di 24 mesi, e si opera una distinzione tra proroghe e rinnovi, consentendo per le prime la proroga libera, nel rispetto del limite dei 12 mesi, mentre la possibilità di rinnovo risulta subordinata, anche nell'àmbito dei 12 mesi, alla sussistenza di esigenze temporanee e oggettive. Ricorda che i limiti relativi al numero di proroghe non si applicano alle imprese start up innovative, per il periodo di 4 anni dalla costituzione della società, e che per le riassunzioni a tempo determinato resta vigente il divieto di ricorrere ad esse entro un determinato periodo; quest'ultimo decorre dalla scadenza del precedente contratto a termine ed è pari a 10 giorni qualora il medesimo contratto avesse una durata pari o inferiore a 6 mesi, ovvero a 20 giorni qualora la durata del precedente contratto fosse superiore a 6 mesi. Si riduce altresì da 5 a 4 il numero massimo di proroghe possibili per il contratto di lavoro a tempo determinato, superato il quale il contratto si trasforma a tempo indeterminato. La relatrice passa poi ad illustrare l'articolo 1- bis , inserito dalla Camera, che prevede una riduzione dei contributi previdenziali, per i datori di lavoro privati, con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato nei confronti di giovani under 35, e l'articolo 2, che modifica la fattispecie riguardante la somministrazione di lavoro a tempo determinato, introducendo anche quella della "somministrazione fraudolenta". Con l'articolo 2- bis si apportano modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali di lavoro (i cosiddetti PrestO), previste solo per alcuni ambiti quali quello alberghiero ed agricolo: si eleva ad 8 unità per le aziende alberghiere e le strutture ricettive del turismo il limite massimo di dipendenti a tempo indeterminato, ai fini dell'ammissibilità del ricorso alle prestazioni di lavoro occasionale. La prestazione occasionale va preventivamente comunicata, attraverso la piattaforma informatica INPS, con l'indicazione della data e dell'ora di inizio e di termine della prestazione medesima. L'arco temporale di utilizzo non può essere superiore a 10 giorni, nel limite di 4 ore continuative nell'arco della singola giornata. La relatrice si sofferma poi sull'articolo 3, concernente i limiti minimi e massimi della misura dell'indennità in caso di licenziamento illegittimo, con riferimento ai lavoratori del settore privato assunti a tempo indeterminato. I limiti massimi dell'importo dell'indennità che il datore di lavoro deve corrispondere sono elevati da 3 e a 27 mensilità; resta fermo che, qualora il datore non raggiunga i 15 dipendenti, la misura dell'indennità è dimezzata e non può superare il limite di 6 mensilità. Con l'articolo 3- bis si prevede che, nel triennio 2019-2021, le regioni destinino una quota delle proprie facoltà assunzionali, definita in sede di Conferenza Stato-Regioni, al rafforzamento degli organici dei centri per l'impiego. L'articolo 4 reca, in primo luogo, norme intese a salvaguardare la continuità didattica per l'anno scolastico 2018-2019, con riferimento a docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, i cui contratti di lavoro dovessero decadere a séguito di provvedimenti giurisdizionali. Inoltre, viene dilazionata l'esecuzione delle sentenze che dovessero adeguarsi alla sentenza dell'Adunanza Plenaria n. 11 del 2017 con la quale il Consiglio di Stato, nello scorso dicembre, ha dichiarato che il possesso del solo diploma magistrale, sebbene conseguito entro l'a.s. 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) del personale docente. La relatrice fa presente che il MIUR provvederà a dare esecuzione alle decisioni giurisdizionali trasformando, da un lato, i contratti di lavoro a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato fino al 30 giugno 2019, e, dall'altro, trasformando i contratti di lavoro sulla base dei quali sono state conferite supplenze annuali in contratti a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019. Inoltre, l'articolo 4 prevede una nuova disciplina per la copertura dei posti nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Alla copertura dei posti non coperti con il ricorso alle graduatorie dei concorsi del 2016 si provvede mediante uso delle graduatorie di un nuovo concorso straordinario, fino a integrale scorrimento delle stesse e mediante ricorso alle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami banditi con cadenza biennale. Si sofferma poi sull'articolo 4- bis , che abroga il limite di durata complessivo - pari a 36 mesi, anche non continuativi - per i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali (per la copertura di posti vacanti e disponibili). Con l'articolo 5 vengono introdotti limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti agli investimenti produttivi, disponendo che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale beneficiarie di un aiuto di Stato decadono dal beneficio stesso qualora l'attività economica interessata o una parte di essa venga delocalizzata in Stati non appartenenti all'UE, entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata. In caso di decadenza, l'amministrazione titolare della misura di aiuto applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di importo da 2 a 4 volte quello dell'aiuto fruito. Si demanda inoltre a ciascuna amministrazione la definizione dei tempi e delle modalità per i controlli, nonché per la restituzione dei benefici fruiti in caso di accertamento della decadenza. L'importo del beneficio da restituire per effetto della decadenza è, comunque, maggiorato di un tasso di interesse calcolato secondo il tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di erogazione o fruizione dell'aiuto, maggiorato del 5%. Il comma 5 dispone che per gli aiuti di Stato concessi da Amministrazioni centrali dello Stato, gli importi restituiti affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati all'amministrazione titolare della misura di aiuto e vanno ad incrementare la disponibilità della misura stessa. Nel corso dell'esame alla Camera, è stato introdotto un ulteriore comma 5- bis , secondo il quale le somme disponibili derivanti dalle sanzioni applicate ai sensi del presente articolo, da parte delle amministrazioni centrali dello Stato, sono versate ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato e sono destinate al finanziamento di contratti di sviluppo ai fini della riconversione del sito produttivo in disuso a causa della delocalizzazione dell'attività economica, eventualmente anche sostenendo l'acquisizione da parte degli ex dipendenti. Da ultimo, la relatrice illustra l'articolo 6, che prevede la decadenza dalla fruizione di specifici benefici per le imprese - italiane ed estere, ma operanti nel territorio italiano - che, avendo beneficiato di aiuti di Stato che prevedano una valutazione dell'impatto occupazionale, non abbiano garantito il mantenimento di determinati livelli occupazionali. La revoca dei benefici concessi, è disposta qualora le imprese richiamate riducano in misura superiore al 50 per cento i livelli occupazionali degli addetti all'unità produttiva nei 5 anni successivi alla data di completamento dell'investimento. In presenza di una di una riduzione di tali livelli superiore al 10 per cento, il beneficio viene ridotto in misura proporzionale alla riduzione del livello occupazionale. Il relatore per la 6ª Commissione MONTANI ( L-SP-PSd'Az ) osserva preliminarmente che il decreto-legge in esame contiene una serie di disposizioni di natura fiscale e finanziaria volte a contrastare la delocalizzazione delle imprese e salvaguardare i livelli occupazionali, contrastare il disturbo da gioco d'azzardo e favorire la semplificazione fiscale. In particolare, l'articolo 5 introduce limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti agli investimenti produttivi intervenendo su quanto previsto in materia dall'articolo 1, commi 60 e 61, della legge di stabilità 2014. L'articolo in esame dispone che le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l'effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell'attribuzione del beneficio, decadono dal beneficio qualora l'attività economica specificamente incentivata, o una sua parte, sia delocalizzata in Stati non appartenenti all'Unione europea, ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata. In caso di decadenza, l'amministrazione titolare della misura di aiuto, anche se priva di articolazioni periferiche, applica, ai sensi e con le procedure di cui alla legge n. 689 del 1981, anche la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di importo da 2 a 4 volte quello dell'aiuto fruito. L'articolo 6 prevede la decadenza dalla fruizione di specifici benefici per le imprese italiane ed estere, operanti nel territorio italiano, che, avendo beneficiato di aiuti di Stato che prevedano una valutazione dell'impatto occupazionale, non abbiano garantito il mantenimento di determinati livelli occupazionali. L'articolo 7 subordina l'applicazione dell'iperammortamento fiscale alla condizione che il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, su cui si fonda l'agevolazione, riguardi strutture produttive situate nel territorio nazionale, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. La norma si applica alle spese sostenute successivamente al 14 luglio 2018. Nel caso di investimenti sostitutivi, il comma 4 impedisce che si applichi la revoca dell'agevolazione (di cui al comma 2), anche in caso di delocalizzazione. Il comma 4 è stato integrato nel corso dell'esame alla Camera nel senso di impedire che si applichi tale revoca anche nei casi in cui i beni agevolati siano per loro stessa natura destinati all'utilizzo in più sedi produttive e, pertanto, possano essere oggetto di temporaneo utilizzo anche fuori del territorio dello Stato. L'articolo 8 esclude dal credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo previsto dal decreto-legge n. 145 del 2013 taluni costi di acquisto - anche in licenza d'uso - di beni immateriali connessi ad operazioni infragruppo. Si tratta, in particolare, di spese relative a competenze tecniche e privative industriali. La disposizione trova applicazione a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del decreto-legge in esame). La nozione di imprese appartenenti al medesimo gruppo, imprese controllate da medesimo soggetto, controllanti o collegate, viene ricondotta alla definizione disposta dall'articolo 2359 del codice civile. Nell'ambito delle misure per il contrasto del disturbo da gioco d'azzardo, contenute nell'articolo 9 - e negli articoli da 9- bis a 9- quater , inseriti dalla Camera, segnala l'introduzione del divieto, la cui violazione comporta l'applicazione di specifiche sanzioni amministrative, di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, nonché al gioco d'azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo. Dal divieto sono escluse le lotterie nazionali ad estrazione differita, le manifestazioni di sorte locali e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Riguardo alle modifiche introdotte dalla Camera segnala che: entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Governo dovrà proporre una riforma complessiva in materia di giochi pubblici, in modo da assicurare l'eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d'azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell'erario, e comunque tale da garantire almeno l'invarianza delle corrispondenti entrate (comma 6- bis dell'articolo 9); il Ministero dell'economia e delle finanze dovrà svolgere, d'intesa con il Ministero della salute, il monitoraggio dell'offerta dei giochi, dell'andamento del volume di gioco e della sua distribuzione nel territorio nazionale (articolo 9- ter ); sugli esiti del monitoraggio i medesimi ministeri dovranno presentare annualmente alle Camere una relazione. L'articolo 10 reca disposizioni finalizzate a modificare l'istituto dell'accertamento sintetico del reddito complessivo (cosiddetto redditometro), prevedendo che il MEF possa emanare il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva dopo aver sentito l'Istituto nazionale di statistica e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti. Contestualmente viene abrogato il decreto ministeriale contenente gli elementi indicativi necessari per effettuare l'accertamento. L'articolo 11 reca disposizioni sulla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto spesometro) da parte dei soggetti passivi IVA. Esso posticipa la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 dal mese di novembre 2018 (in applicazione dell'articolo 21, comma 1, del decreto-legge n. 78 del 2010) al 28 febbraio 2019. Qualora si opti per la trasmissione con cadenza semestrale, i termini temporali sono fissati al 30 settembre per il primo semestre e al 28 febbraio dell'anno successivo per il secondo semestre. Viene inoltre eliminato lo spesometro per tutti i produttori agricoli assoggettati a regime IVA agevolato; si esonerano dall'obbligo di annotazione delle fatture nei registri IVA i soggetti obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ai sensi delle disposizioni in tema di fatturazione elettronica. L'articolo 11- bis rinvia al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell'obbligo, previsto dalla legge di bilancio 2018, della fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti IVA, riproducendo il contenuto del decreto-legge n. 79 del 2018. L'articolo 12 prevede l'abolizione del meccanismo della scissione dei pagamenti ( split payment) , per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte (in sostanza, i compensi dei professionisti). L'articolo 12- bis , introdotto in sede referente, estende anche al 2018 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità previste dalla normativa vigente, con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017. La seduta, sospesa alle ore 14,30 è ripresa alle ore 18. Il senatore NANNICINI ( PD ), premesso che il decreto in esame costituisce la rappresentazione già evidente del programma del nuovo Esecutivo, ritiene difficile scindere la valutazione politica da quelle sulle misure di intervento, alcune delle quali a suo avviso controproducenti e comunque destinate a non centrare l'obiettivo dichiarato di creare nuovi posti di lavoro. Alcune novelle sono in continuità con le disposizioni scaturite dai decreti legislativi attuativi del jobs act , altri interventi vanno invece nella direzione opposta e sono destinati a creare danno. Esprime un giudizio positivo sull'intervento relativo all'indennità di licenziamento ingiustificato, di cui al comma 1- bis dell'articolo 3, che prosegue nel solco tracciato dal decreto legislativo n. 23 del 2015, così come le norme che favoriscono l'occupazione giovanile per gli under 35 e quelle concernenti le prestazioni occasionali di lavoro. Segnala invece le criticità contenute nelle modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, di cui all'articolo 1, e alla somministrazione di lavoro, novellata all'articolo 2. Sul primo punto, ritiene che sia stata introdotta una eccessiva rigidità all'utilizzo del contratto a tempo determinato e che la fase transitoria di applicazione della norma sia destinata a creare confusione agli stessi datori di lavoro, in quanto si potrebbero verificare quattro regimi diversi per i rinnovi o le proroghe dei contratti in essere. Sulle causali reintrodotte per il tempo determinato, ritiene possano facilmente dare adito a contenzioso giudiziario, mentre sarebbe stato preferibile un aggravio dei costi del contratto, piuttosto che un limite temporale di durata. Quanto alla determinazione dell'intervallo temporale tra più contratti a tempo determinato, giudica non risolutiva la soluzione prospettata, ritenendo più adeguata una norma compensatoria. Ai fini dell'incentivazione al lavoro stabile, si sarebbe aspettato un taglio del cuneo fiscale per il contratto a tempo indeterminato, che ritiene l'unico strumento utile a questo scopo. Avanza infine forti critiche per i mancati interventi sulle cooperative "spurie", sulle false partite IVA e sui contratti di collaborazione. In conclusione, giudica il provvedimento povero di contenuti rispetto alla propaganda dell'Esecutivo sul tema lavoro e fonte di possibili contenziosi. Il senatore FLORIS ( FI-BP ) lamenta le molte criticità celate nel provvedimento. Anzitutto, si sofferma sui limiti imposti alla stipula dei contratti a tempo determinato, che rappresentano solo il 15 per cento del mercato del lavoro in Italia, mentre nulla è previsto per evitare le false partite IVA o i contratti di collaborazione. Inoltre, ritiene che non si incentivi il coefficiente di trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato e lamenta i limiti imposti al contratto a tempo indeterminato concernenti l'aumento delle indennità da corrispondere in caso di licenziamento. Si sofferma poi sulla mancanza di gradualità dimostrata dall'Esecutivo nell'intento di modificare il mercato del lavoro, che non considera le esigenze dei datori di lavoro, i quali vengono così ad essere scoraggiati all'utilizzo del contratto a tempo determinato. Richiamandosi ad una dichiarazione del Presidente dell'INPS, si trova d'accordo sugli effetti negativi che il provvedimento potrà determinare, con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Ritiene limitato il calcolo degli 8000 posti persi fatto dall'INPS, perché tiene conto solo dei contratti superiori a 24 mesi e non di quelli a 12 mesi, ritenendo che il calcolo pecchi per difetto. Evidenzia inoltre le criticità e i dubbi che il regime transitorio previsto potrà causare soprattutto per i contratti a tempo determinato in scadenza e per le deroghe a quelli in essere, nell'opinione che tale incertezza normativa potrebbe scoraggiare molti datori di lavoro a stipulare altri contratti. Critica inoltre l'introduzione della causale per il rinnovo del contratto a termine, così come le norme che modificano la disciplina sulla somministrazione di lavoro. Invita, da ultimo, a valutare il dibattito svoltosi presso l'altro ramo del Parlamento a seguito delle novelle approvate, di cui non sono chiare né l'efficacia né l'equità tra il settore pubblico e quello privato. Soffermandosi quindi sulla problematica del gioco d'azzardo, premesso che la sua parte è da sempre schierata contro la diffusione della ludopatia, giudica scarsamente incisive le misure qui contenute finalizzate al contrasto e le sanzioni previste per la pubblicizzazione. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) sollecita preliminarmente una riflessione sulle implicazioni del concetto di dignità in quanto misura e consapevolezza del valore del lavoro e dell'impresa. Si sofferma quindi sul tema del contrasto alle delocalizzazioni, specificando come l'ordinamento contempli dal 2013 disposizioni specifiche in materia, recanti la possibilità di applicare sanzioni per i processi di delocalizzazione compiuti entro tre anni dall'ottenimento del beneficio, consistente nel recupero del beneficio stesso, mentre l'intervento in esame pare piuttosto riconducibile a mera emotività e intenti propagandistici. Invoca poi la necessità di equilibrio tra l'eccesso e la carenza di intervento dello Stato in tale ambito, posto che è indispensabile incoraggiare gli investimenti produttivi da soggetti esteri, attualmente disincentivati dai timori relativi in particolare all'indeterminatezza dei tempi della giustizia civile. Richiama poi l'attenzione sull'importanza dell'associazionismo sportivo dilettantistico quale fattore di socialità e pertanto meritevole di sostegno per mezzo di risorse, ma anche di un contesto normativo chiaro, privo di eccessi di centralismo. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) stigmatizza che su una materia particolare e delicata come quella del lavoro si intervenga con un decreto-legge, introducendo irrigidimenti dei quali il mondo del lavoro non ha certo necessità. La vera urgenza è semmai rappresentata dall'intento meramente propagandistico del Governo. Ricorda inoltre le incertezze ingenerate tra le imprese ed i lavoratori nel lasso di tempo intercorso tra l'adozione del provvedimento e la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, anche a causa delle bozze provvisorie circolate. A dispetto della denominazione che viene correntemente data al provvedimento in esame, in realtà esso non offre dignità né al mondo delle imprese né a quello dei lavoratori. Un reale contrasto al precariato avrebbe dovuto muovere da una specifica attenzione in tema di tirocinio e apprendistato, che restano invece estranei al testo, il quale, al contrario, ingessa la disciplina in alcuni casi e in altri va in aperto contrasto con la normativa europea. Ulteriori problematiche derivano dalle modalità con le quali si affronta il tema delle causali. In realtà il contratto di lavoro ha conosciuto nel tempo evoluzioni, delle quali il provvedimento non tiene alcun conto: esso creerà immobilismo, giacché gli imprenditori non procederanno ad assunzioni per evitare i possibili contenziosi, ed aumenterà le differenze tra il lavoro pubblico, e quello privato. Anche in tema di voucher - consentiti in alcuni settori e vietati invece in altri - le scelte appaiono arbitrarie e non razionali. Lo strumento è invece utilissimo, in particolare nel mondo della ristorazione e dei piccoli esercizi commerciali. Le norme contenute nel decreto in esame finiscono invece con il dar corso ad un mondo del lavoro costellato di differenze, fonte di conflitti sociali, a fronte della necessità, peraltro comunemente condivisa, di misure invece più accessibili e connotate da maggiore flessibilità. Anziché avere come riferimento il moderno mercato del lavoro, il provvedimento sembra muoversi ancora in uno scenario arcaico di conflittualità permanente tra datori di lavoro e lavoratori e pretermette l'essenziale finalità di offrire certezze agli operatori e di favorire gli investimenti. Una particolare attenzione avrebbe dovuto essere data al rafforzamento dei centri per l'impiego. Su questo tema la Commissione lavoro del Senato sta svolgendo un'approfondita indagine conoscitiva, dalla quale auspicabilmente verranno spunti ulteriori per una iniziativa legislativa nel settore, ormai indispensabile. Il provvedimento appare altresì criticabile nella parte dedicata al contrasto alle delocalizzazioni, affrontato in una logica meramente punitiva e, ancora una volta, propagandistica; occorrerebbe semmai rendere l'Italia un paese attrattivo, attraverso misure di defiscalizzazione e di detassazione dedicate alle imprese. Il senatore LAUS ( PD ), premesso che solo il tempo, e nella specie il mercato, potrà confermare o smentire la validità delle misure contenute nel provvedimento, fa presente che esso va letto con riferimento al cosiddetto "contratto di Governo" che lega i due partiti di maggioranza, esaminando la coerenza tra quanto lì riportato e i comportamenti concreti dell'Esecutivo. Tutti i Governi che si sono succeduti hanno tentato di porre in essere misure finalizzate a contrastare la precarietà; la disciplina contenuta nel provvedimento in esame muove tuttavia dalla visione di una contrapposizione assoluta tra lavoratori e imprese che non tiene conto delle evoluzioni che il mercato del lavoro ha conosciuto negli ultimi anni, né dell'esigenza di certezza delle regole avvertita dagli operatori. La terapia proposta si rivelerà, a suo avviso, letale per il Paese, e teme che la consapevolezza del danno giungerà allorché sarà troppo tardi per avviare azioni di contenimento. Anche il turn over avrà ovviamente dei costi, in termini di ammortizzatori sociali: una spesa "nascosta", la cui consistenza si rivelerà nel tempo. Nota altresì che una parte del cosiddetto contratto di Governo fa riferimento a tematiche, quali la necessità di garantire una retribuzione equa ed un salario minimo orario, che restano invece estranee alla disciplina contenuta del decreto in esame, a dispetto della roboante definizione che correntemente ad esso viene data e che fa riferimento alla "dignità" del lavoro. Una divergenza assoluta, dunque, tra quanto promesso e quanto concretamente offerto ai cittadini: nessuna menzione è fatta al reddito di cittadinanza, la disciplina dei voucher, negata nel contratto, viene qui riproposta e lo stesso jobs act, che secondo le dichiarazioni programmatiche doveva essere completamente superato, risulta invece confermato in alcune linee fondamentali. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) prevede conseguenze negative del decreto-legge n. 87 riguardo la quota di disoccupazione e il sistema delle piccole imprese, notando che tali timori sono diffusamente condivisi dagli operatori economici e dai lavoratori. Ritiene che il provvedimento in esame sia stato adottato principalmente per ragioni propagandistiche, tra l'altro risentendo di un'impostazione ideologica superata, riconducibile alla sinistra degli scorsi decenni; consiste pertanto in misure volte ad aumentare la rigidità del contesto ordinamentale. Tale elemento è a suo avviso evidente nelle limitazioni poste alla possibilità di ricorso al contratto a tempo determinato, che, piuttosto che cagionare un aumento dei rapporti a tempo determinato, appare prevedibilmente destinato a incrementare la rotazione dei lavoratori nelle singole imprese e il numero dei disoccupati. Lamenta quindi la mancanza di interventi sul cuneo fiscale e le limitazioni alla possibilità per le imprese del settore turistico di giovarsi dello strumento del voucher . Rileva la medesima logica di fondo nelle disposizioni volte al contrasto delle delocalizzazioni, consistenti sostanzialmente in misure sanzionatorie, quando sarebbe opportuno rilanciare e tutelare le produzioni nazionali, favorire la partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa e avviare un'azione di contrasto alle politiche di favore in ambito fiscale volte all'attrazione delle imprese attuate da diversi Stati membri dell'Unione europea. Dopo aver fatto presente l'esigenza di una generale semplificazione degli adempimenti a carico di cittadini e imprese, esprime delusione per le misure del tutto insufficienti riguardanti gli strumenti dello spesometro e del redditometro, il quale dovrebbe essere opportunamente abolito, nonché dello split payment . A proposito di quest'ultimo sostiene l'esigenza dell'abolizione, così da alleviare le difficoltà relative alla liquidità delle piccole imprese, mentre l'intervento riguardante i professionisti recato dal decreto-legge in esame è privo di rilevanza concreta. Prosegue rilevando come gli interventi in materia di gioco d'azzardo siano limitati ai divieti relativi alla pubblicità, mentre ritiene positiva la destinazione di risorse a valere sulle sanzioni per il contrasto ai disturbi da gioco d'azzardo. Conclude manifestando l'intenzione di presentare proposte emendative finalizzate al miglioramento del provvedimento in esame, sulla base della consapevolezza dell'importanza della flessibilità e della conoscenza delle reali esigenze del mondo imprenditoriale e del lavoro. Il senatore COMINCINI ( PD ) giudica il decreto-legge n. 87 del tutto carente riguardo il contrasto al precariato, che riguarda ad esempio il fenomeno delle partite IVA di comodo, nonché del lavoro sommerso, mentre è stata privilegiata una strategia di contrasto ai contratti a tempo determinato, la cui diffusione è tuttavia a livelli fisiologici, se rapportati all'area euro. A suo avviso, sarebbe stato necessario un intervento differente, basato sulla riduzione del cuneo fiscale per mezzo della decontribuzione e volto a favorire la trasformazione dei rapporti di lavoro a termine in contratti a tempo indeterminato, riconoscendo a tale fine l'importanza del contratto a tempo determinato quale strumento di accesso al mondo del lavoro. Lamenta quindi la scelta di ampliare le possibilità di ricorso al lavoro in affitto, che di fatto è premiante per le multinazionali del settore. Dopo aver fatto presente l'ampia condivisione di previsioni sfavorevoli circa gli effetti sul tasso di disoccupazione del provvedimento in esame, osserva che il medesimo appare in sostanza ispirato a esigenze propagandistiche. Soffermandosi infine sulla questione del contrasto al disturbo da gioco d'azzardo rileva la possibilità dell'inefficacia delle misure di divieto riguardanti la pubblicità in assenza di una politica mirata di riduzione dei punti gioco. Il senatore BERTACCO ( FdI ), espressa piena condivisione nei confronti delle considerazioni già svolte dal senatore De Bertoldi, ribadisce di non comprendere la necessità di intervenire sui temi del lavoro attraverso un provvedimento d'urgenza, i cui tempi di esame da parte del Senato saranno peraltro molto compressi e animati dall'evidente intento di non apportare ulteriori modifiche al testo. In considerazione della delicatezza dei temi, si augura pertanto che, successivamente alla conversione, sia possibile effettuare su di essi un dibattito ampio e approfondito. La senatrice PARENTE ( PD ) conferma le criticità rilevate anche dai senatori del suo Gruppo precedentemente intervenuti, ritenendo che il provvedimento produca maggiore disoccupazione e non favorisca l'emersione del cosiddetto lavoro nero. Ricorda altresì la complessità delle norme introdotte dalla riforma operata dal jobs act , riforma che ha sostenuto e regolato il contratto a tempo determinato, in una logica di tutele crescenti, ha rivisto l'istituto della ricollocazione dei lavoratori ed ha istituito l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL). Si è trattato di una riforma completa del mercato del lavoro, molto più ambiziosa dei limitati interventi del provvedimento in esame, che vi incide solo parzialmente. Lamenta, infine, la mancanza di norme sulle false partite IVA e sull'introduzione del salario minimo orario e giudica le norme introdotte incerte e non adeguate a favorire l'occupazione stabile, come nelle intenzioni dichiarate dell'Esecutivo. Il senatore FARAONE ( PD ) rimarca le forti criticità del decreto-legge che confonde la flessibilità con la precarietà senza intervenire sui mutamenti strutturali del mondo del lavoro, anzi accentuandone gli aspetti negativi per le categorie più fragili e per i giovani che entrano nel mondo del lavoro. Ben altri sarebbero stati gli interventi per invertire la rotta, anche se la maggioranza di Governo insiste nel prospettare misure come il reddito di cittadinanza o la modifica della legge Fornero che, lungi dall'essere definiti con chiarezza si pongono anche in contraddizione con il decreto-legge. La proposta del Governo colpisce le imprese mentre invece sarebbe stato più utile ampliare gli spazi di flessibilità che la riforma del jobs act aveva aperto. Conclude svolgendo osservazioni critiche sulle misure in materia di gioco pubblico, rilevando la contraddizione che le misure interdittive e i divieti non trovano corrispondenza, come sarebbe stato logico, nella riduzione delle entrate derivanti dal gioco pubblico. Il senatore PEROSINO ( FI-BP ), nel condividere le critiche espresse dalla senatrice Toffanin, svolge una serie di considerazioni sulla ratio complessiva del decreto-legge contestando che esso avrà effetti positivi in termini occupazionali. A suo parere, per contrastare le forme di utilizzo fraudolento e illecito dei contratti a temine sarebbe stato più efficace un rafforzamento dei controlli. Le perdite di posti di lavoro indotte dalla riduzione del periodo del contratto di lavoro a tempo determinato saranno più consistenti di quelle stimate, non potendosi attribuire nessuna efficacia all'attività, meramente burocratica, dei centri di impiego. Il decreto legge è comunque viziato da un pregiudizio ideologico di natura punitiva verso le imprese, senza peraltro apportare alcun beneficio ai lavoratori. Sul fronte fiscale, le misure sullo split payment ripropongono i difetti e egli errori di un'impostazione da lui avversata anche negli anni scorsi, anche per gli irrilevanti benefici sul fronte della finanza pubblica. Conclude, esprimendo l'avviso che le forme di impiego flessibile e gli strumenti per attività brevi o stagionali, come ad esempio i vaucher , rappresentano l'unica strada per far incontrare efficacemente domanda e offerta di lavoro in ambiti peculiari, quali anche come il turismo e la ristorazione, il cui utilizzo andrebbe incentivato ed esteso restituendo ad esso l'originaria semplicità. Il senatore STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) esprime forte preoccupazione per gli effetti negativi sul mondo del lavoro delle misure recate da decreto legge, visto l'irrigidimento dei contratti a tempo determinato e le scarse aperture sull'utilizzo dei vaucher. A suo parere, gli obiettivi di maggiore tutela dei lavoratori esposti alle modifiche radicali del mondo del lavoro indotte dai processi di globalizzazione non si raggiungono con le norme del decreto legge, ma impongono una revisione a tutto tondo, a partire dalla consapevolezza che i mutamenti del mondo del lavoro sono ancora in corso. La creazione di condizioni economiche, infrastrutturali e di contesto che favoriscono l'intrapresa economica è l'unico vero antidoto alla precarizzazione, laddove la transizione da contratti a termine a quelli più stabili è la chiave di volta, che non si raggiunge riducendo le opportunità dei contratti a tempo determinato. In particolare, richiama l'attenzione sugli effetti penalizzanti per settori come il sociale e la ricerca, nei quali il contratto a tempo determinato costituisce un valido strumento, con ampie analogie anche in Europa. A suo parere, la maggioranza commette un grave errore nell'escludere miglioramenti e modifiche che potrebbero almeno attenuare l'impatto, e auspica che l'esame degli emendamenti possa costituire l'occasione di un ripensamento di tale atteggiamento di chiusura. Il senatore PATRIARCA ( PD ), dopo aver ringraziato il Presidente per aver permesso un ampio confronto parlamentare, giudica il ricorso alla decretazione di urgenza inidoneo a disciplinare una materia complessa come quella del mercato del lavoro, anche in considerazione della eccessiva compressione dei termini dell'esame. Ricorda che le parti datoriali e sindacali hanno espresso a più riprese le loro preoccupazioni sull'applicazione delle norme contenute nel decreto in esame e ritiene che l'Esecutivo non si sia misurato adeguatamente con la realtà imprenditoriale del Paese. Il metodo utilizzato per affrontare le diverse criticità del mondo del lavoro non è corretto: l'istituto del tempo determinato dovrebbe essere incentivato, e non colpito, così come la somministrazione di lavoro, ed entrambi gli istituti avrebbero potuto creare una maggiore stabilità. Preannuncia la presentazione di emendamenti non ostruzionistici, ma di merito, finalizzati a favorire ulteriormente il confronto su questi temi. Replicando invece agli interventi, la relatrice per l'11 a Commissione MATRISCIANO ( M5S ) sottolinea che il provvedimento è solo il primo passo, in materia di lavoro, del contratto di Governo, che si completerà con provvedimenti riguardanti l'introduzione del salario minimo orario e gli aiuti alle imprese. Le modifiche apportate alla vigente legislazione giuslavoristica rispecchiano i cambiamenti del mercato del lavoro e l'attenzione viene posta sulla qualità del lavoro svolto e non più sulla quantità. Il limite di durata a 24 mesi del contratto a tempo determinato si giustifica con la ratio sottesa al contratto stesso, che deve intendersi un contratto "di prova" delle competenze del lavoratore da parte del datore di lavoro. Questa tipologia contrattuale non deve pertanto diventare una consuetudine, come tuttora avviene, a discapito dei lavoratori. Dopo aver ricordato alcuni dati sull'utilizzo dei contratti a termine nel 2017, fa presente che anche in altri Paesi dell'Unione europea sono previsti limiti e restrizioni simili a quelli introdotti dal provvedimento in esame. Replicando ad alcuni quesiti della senatrice Toffanin, conferma che la modifica agli istituti del tirocinio e dell'apprendistato sarà inserita in una riforma più generale del sistema scolastico, per raccordarli al meglio al mondo del lavoro e delle imprese. Sul tema delle delocalizzazioni, fa presente che il sistema sanzionatorio ha lo scopo di incrementare un Fondo per favorire la riconversione di siti produttivi dismessi a causa delle delocalizzazioni stesse. Invita, in conclusione, a valutare con attenzione tutte le misure positive e proattive contenute nel disegno di legge in esame. Il senatore MONTANI ( L-SP-PSd'Az ), relatore per la 6 a commissione, ritiene che gli accenti drammatici e preoccupazione utilizzati dai gruppi di opposizione sembrano trascurare la circostanza che egli ultimi anni le forze politiche da loro rappresentate hanno governato il Paese e che quindi le condizioni difficili del mercato del lavoro e dell'economia sono attribuibili in gran parte a scelte da loro compiute. Prende atto che l'opposizione non ha negato la necessità di affrontare il precariato, lo sfruttamento illecito di forme contrattuali di per sé neutre, l'uso fraudolento delle norme contrattuali, ma contesta le scelte compiute. A suo parere viceversa è importante affrontare prima di tutto l'incremento delle tutele per i lavoratori dipendenti nel settore più diffuso e che ha dato adito alle maggiori storture: si tratta certamente di un primo passo, non di soluzione definitiva , ma che testimonia della volontà di superare l'approccio di estrema flessibilizzazione dei contratti di lavoro, con scelte che attengono alle categorie maggiormente esposte. Ritiene inoltre che la complessità del mondo del lavoro, così come quella del fisco, verrà in futuro affrontata con scelte che potranno fare tesoro degli approfondimenti compiuti nel corso dell'esame del disegno di legge in titolo. Conclude sottolineando che l'obiettivo delle misure in commento non può che essere la riduzione della povertà e del disagio economico, restituendo maggiore stabilità e fiducia soprattutto ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Il sottosegretario COMINARDI ringrazia tutti i senatori intervenuti per gli spunti interessanti che ciascuno ha offerto nel corso del dibattito. Il Governo non intende sostenere che il provvedimento in esame sia destinato a creare più occupazione, bensì a contrastare la precarietà. In questo senso è stata inserita una restrizione con riferimento alla possibilità di ricorrere a contratti di somministrazione, in linea con quanto sperimentato negli altri Paesi d'Europa. In tema di voucher precisa che si tratta di un istituto cancellato dal Governo precedente, con l'introduzione dei Presto e del Libretto famiglie. L'intento dell'Esecutivo con il decreto-legge in esame è di operare delle semplificazioni e limitarne il ricorso, al fine di chiarirne da un lato i confini di un utilizzo legittimo e di impedire dall'altro incertezze o distorsioni. In questo senso è stato confermato che in alcuni settori l'utilizzo è esplicitamente escluso, mentre è stato previsto, in altri, con limiti e caratteristiche specifiche. In tema di contratti a termine le disposizioni sono perfettamente in linea con la realtà degli altri Paesi europei e la disciplina ivi vigente. La specificazione delle causali è evidentemente finalizzata a scongiurare gli abusi, secondo un modello che si rifà alla disciplina vigente in Germania. Una direttiva chiara è stata quella di disincentivare il ricorso al contratto a termine e di favorire la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato. Tutte le misure del provvedimento intendono dunque favorire il ricorso a contratti di tipo più stabile. In particolare, in tema di incremento dell'indennità di licenziamento, è stato accolto un emendamento proposto dal Gruppo Pd dell'altro ramo del Parlamento, intervenendo così sull'indennità di conciliazione. Nel complesso ritiene che il provvedimento rappresenti un segnale importante e in assoluta controtendenza rispetto al passato, anche recente, nel quale si è voluta privilegiare la flessibilità, ai danni delle certezze, anche di prospettiva, che è necessario offrire ai lavoratori, giovani e meno giovani. L'intento dell'Esecutivo in carica è dunque quello di realizzare quella flexsecurity che consente di coniugare le esigenze di tutte le componenti del mercato del lavoro. Il disegno troverà successivamente il suo completamento in tempi brevi con l'introduzione del reddito di cittadinanza. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA Il presidente BAGNAI comunica che le Commissioni torneranno a riunirsi alle ore 15,30 di domani. La seduta termina alle ore 21.