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SENT. 407/05 B. IMPIEGO PUBBLICO - DIPENDENTI PROVINCIALI - PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, DI PERSONALE E DI SERVIZI PUBBLICI - PREVISIONE DELLA POSSIBILITÀ CHE IL PERSONALE INSEGNANTE TEMPORANEO E IL RESTANTE PERSONALE CON CONTRATTO A TERMINE DI DURATA NON SUPERIORE AD UN ANNO O CON PRESTAZIONE LAVORATIVA NON SUPERIORE AL 50 PER CENTO DI QUELLA A TEMPO PIENO, PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA COMPETENTE STRUTTURA, POSSA SVOLGERE "ALTRA ATTIVITÀ" A CONDIZIONE CHE CIÒ NON DETERMINI CONFLITTO DI INTERESSI CON L'AMMINISTRAZIONE DI APPARTENENZA O SIA INCOMPATIBILE CON IL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI DI LAVORO - APPLICABILITÀ ANCHE AI DOCENTI TEMPORANEI DELLE SCUOLE DI ISTRUZIONE ELEMENTARE E SECONDARIA DELLA PROVINCIA DI TRENTO A “CARATTERE STATALE” - ESORBITANZA DALLA COMPETENZA STATUTARIA DELLA PROVINCIA DI TRENTO IN MATERIA DI ISTRUZIONE ELEMENTARE E SECONDARIA E CONTRASTO CON UN PRINCIPIO FONDAMENTALE POSTO DALLA LEGGE STATALE IN MATERIA - ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE 'IN PARTE QUA'.. E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 4, comma 5, lett. b), della legge della Provincia di Trento 17 giugno 2004, n. 6, che introduce il comma 1-bis nell’art. 47 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7, nella parte in cui si riferisce al personale insegnante temporaneo delle scuole di istruzione elementare e secondaria della Provincia autonoma di Trento a “carattere statale”. Non è possibile, infatti, condividere, in senso riduttivo, l’interpretazione data dalla Provincia di Trento alla disposizione impugnata, nel senso che essa verrebbe riferita al solo personale docente delle scuole materne e degli istituti professionali, per i quali la Provincia di Trento gode di potestà legislativa primaria, ai sensi dell’art. 8, nn. 26 e 29 dello Statuto, poiché la norma denunciata conserva una virtualità interpretativa tale da rendersi applicabile anche ai docenti temporanei delle scuole a “carattere statale”. Essa, quindi, eccede la competenza statutaria della Provincia di Trento in materia di istruzione elementare e secondaria, contrastando con il principio posto dall’art. 508 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che consente al personale docente unicamente l’esercizio della libera professione, previa autorizzazione del dirigente scolastico.