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Art. 7. I prestiti per l'acquisto di macchinario possono essere concessi solo per le macchine che trovino appropriata ed economica utilizzazione nell'ambito dell'azienda agraria, fatto salvo quanto previsto dall'art. 5 della legge 28 dicembre 1957, n. 1306. Nella denominazione "macchine agricole" sono compresi tutti i mezzi che interessano la meccanizzazione al servizio delle aziende stesse, anche se utilizzabili per la produzione di energia illuminante o motrice, con esclusione delle macchine ed attrezzature riguardanti gli impianti di lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici, le cui spese di acquisto non sono finanziabili con le disponibilità del "Fondo", per effetto del disposto di cui all'art. 2-quinquies della legge 4 agosto 1971, n. 592. Sono altresì assimilate alle macchine agricole le attrezzature mobili per la copertura e la difesa di colture di pregio di aziende agricole o floricole, nonché, nelle zone silvo-pastorali sprovviste di rete viaria, i mezzi agricoli per il trasporto di persone, animali e cose. L'importo del prestito in favore di cooperative agricole, coltivatori diretti singoli od associati, mezzadri, coloni ed affittuari, può essere determinato nella misura massima del 90% della spesa riconosciuta ammissibile. Per gli altri operatori agricoli l'importo del prestito non può superare il 75% della predetta spesa. I mutui di durata fino a 10 anni possono essere concessi: per l'acquisto di attrezzature mobili e semimobili destinate alla realizzazione di reti di distribuzione dell'acqua al fine di sviluppare la pratica irrigua, ancorché dette attrezzature costituiscano parte integrante di impianti fissi di irrigazione; per la installazione di macchine ed attrezzature di distribuzione di gas per l'alimentazione di caldaie o condizionatori di aria per serre destinate alla coltivazione di prodotti ortofrutticoli e floricoli, ivi comprese le cabine di decompressione e misurazione del gas e le condotte mobili o fisse nonché altre attrezzature occorrenti alla rete di distribuzione. L'importo del mutuo in favore di coltivatori diretti, proprietari od affittuari singoli od associati, di mezzadri e coloni e di cooperative agricole costituite dai predetti o da lavoratori agricoli dipendenti è commisurato all'intero ammontare della spesa riconosciuta ammissibile. Per gli altri operatori agricoli il mutuo può essere concesso nella misura massima del 75% della predetta spesa.