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Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo. Onorevoli Senatori. – Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il lavoro in Aula oggi è dedicato a un argomento importante, da tempo atteso, ma che, proprio per la sua complessità e la sua rilevanza, avrebbe necessitato un lavoro più approfondito della Commissione e del Parlamento. Invece anche in questa occasione il lavoro delle opposizioni è stato reso superfluo ed è netta la sensazione di voler andare nella direzione di svilire ed annichilire la democrazia, considerate le modalità con cui sono stati votati finora tutti i provvedimenti. È velleitario infatti pretendere di sviscerare efficacemente questo disegno di legge dedicato al lavoro della pubblica amministrazione in poco più di una settimana di tempo. Si tratta di un provvedimento che riguarda lo sblocco del turnover delle assunzioni, ma anche l'obbligo di implementazione di strumenti di videosorveglianza e di biometria; pure lo sblocco dei salari accessori. Ed ancora, il rimborso dei buoni pasto ai dipendenti pubblici della società emettitrice fallita « Qui ! Ticket », ma anche la costituzione di un Nucleo di controllo per la pubblica amministrazione. L'articolato del disegno di legge in oggetto si estrinseca quindi in un insieme eterogeneo di disposizioni, per di più applicabili solo ad una parte limitata del vasto complesso della pubblica amministrazione a prescindere dai diversi contesti. Non si intravvede una visione organica, che pure sarebbe doverosa visto che ci è stata disegnata come primo tassello di un più ampio piano di riforma della pubblica amministrazione. Prima di parlare di assunzioni, forse si dovrebbe definire la riorganizzazione del lavoro, la semplificazione, la sburocratizzazione, da cui derivano le competenze e le risorse necessarie per la loro realizzazione. Qui invece si va a ritroso: si parte dal tetto per poi arrivare (forse) alle fondamenta. Lo stesso ministro Bongiorno, dopo aver prodotto questo disegno di legge, ha annunciato il prossimo che riguarda la semplificazione della pubblica amministrazione. Ma sarebbe stato più logico fare il contrario ! E ora dimostriamo il perché: L'articolo 1 prevede l'istituzione di un piano triennale delle azioni concrete per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, predisposto annualmente per la parte relativa alle azioni da effettuare nelle regioni, negli enti strumentali e negli enti locali. Concerne la costituzione di un Nucleo cosiddetto di « concretezza » che il Governo vuol fare passare come un tutor , uno strumento che aiuti e accompagni le pubbliche amministrazioni in difficoltà; in realtà dal testo del disegno di legge si evince che si tratta di uno strumento di controllo, di vigilanza. Tant'è che la Corte dei conti ha evidenziato la possibilità di ambiti di sovrapposizione di attività tra il Nucleo di nuova istituzione ed altri organismi già esistenti, quali, per esempio, il SIFIP del Ministero dell'economia e delle finanze, l'Ispettorato del Dipartimento della funzione pubblica, le sezioni regionali della Corte dei conti, la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali presso il Ministero dell'interno, e quelli interni rappresentati dai segretari comunali e provinciali. Il sottosegretario di Stato, in sede di replica, ha negato totalmente questa funzione di soggetto controllore, senza motivarne la ragione. Ma allora come spiega il comma 3 dell'articolo 60- ter introdotto nel decreto legislativo n. 165 del 2001 dall'articolo 1 del disegno di legge, in cui si esplicita che il Nucleo « effettua sopralluoghi e visite finalizzati a rilevare lo stato di attuazione delle disposizioni da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché le modalità di organizzazione e di gestione dell'attività amministrativa (…) » e che: « Di ogni sopralluogo è redatto processo verbale » contenente « anche l'indicazione delle eventuali misure correttive e del termine entro il quale le stesse devono essere attuate; tali verbali effettuati in comuni o in altri enti locali sono trasmessi anche al prefetto competente » ? Dunque un vero e proprio organo di controllo. E quel che è peggio, si dà potere di controllo sulle pubbliche amministrazioni locali alle prefetture ! Si evidenzia di fatto la volontà del Governo di demandare competenze e potere allo Stato centrale ! Altro che autonomia, e mi chiedo se gli amici leghisti abbiano ancora il coraggio di dire che l'autonomia è bloccata perché « chiusa nei cassetti dei Cinque Stelle » ! Per eseguire questi controlli e per fare da navigator , il Nucleo prevede un organico di cinquantatré persone, di cui ventitré reclutate anche tra il personale delle altre amministrazioni pubbliche e trenta reclutate a seguito di concorso pubblico. E come possiamo pensare che cinquantatré persone possano seguire oltre 10.000 pubbliche amministrazioni, così come specificato nel testo ? L'ennesimo carrozzone di cui non si sentiva proprio il bisogno ! L'articolo 2 prevede il contrasto all'assenteismo nella pubblica amministrazione. L'obiettivo è assolutamente condivisibile, il fenomeno purtroppo continua ad essere di grande attualità, ma per fortuna il numero dei fannulloni rispetto a chi lavora onestamente resta una minoranza, danneggiando però non solo l'intera categoria ma anche l'immagine del Paese. Occorre senza dubbio provvedere a contrastare questo fenomeno. Forza Italia ha già dimostrato per prima di volerlo fare attraverso l'introduzione, tra l'altro, della sanzione penale per false attestazioni di malattia. Ora in questo disegno di legge sono previsti strumenti come la videosorveglianza e la rilevazione biometrica per verificare l'effettiva presenza nei luoghi di lavoro del personale, imponendo entrambi i dispositivi senza tener conto del principio di proporzionalità. Ne sono esenti i dipendenti del lavoro cosiddetto « agile » di cui all'articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, nonché i casi di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tra i quali i magistrati ordinari, amministrativi e contabili; gli avvocati e procuratori dello Stato; personale militare e delle Forze di polizia; personale della carriera diplomatica e prefettizia ed altri. In realtà sono esenti anche tutte le amministrazioni che fanno uso del portale « NoiPA », in quanto si avvalgono « dei servizi di rilevazione delle presenze forniti dal sistema “NoiPA” ». Lo stesso dicasi per altre amministrazioni (si veda il comma 3 dell'articolo 2) che non possono usufruire risorse della finanza pubblica e che eventualmente si possono avvalere di « NoiPA ». Ma di cosa stiamo parlando ? Ci sono o no le risorse per tutti ? Evidentemente no, perché i 35 milioni messi a disposizione, come è stato sottolineato in sede di audizioni, sono troppo pochi ! Lo dimostrano gli emendamenti aggiunti dal relatore in sede di Commissione, che prevedono per le amministrazioni locali l'obbligo di provvedere ad installare entrambi i dispositivi, a smantellare quelli già in uso provvedendo ad utilizzare proprie risorse e comunque non oltre il fondo messo a disposizione, già considerato insufficiente anche dalla Corte dei conti. Si vuole, così facendo, imporre un obbligo alle pubbliche amministrazioni senza dare loro le risorse necessarie ! Pensiamo anche ai piccolissimi comuni che hanno solo due o tre dipendenti da controllare con zero euro a disposizione ! Risulta assurdo poi il controllo anche sui dirigenti: come si può verificare la loro presenza se devono svolgere attività fuori sede o se per esempio prestano servizio in più enti contemporaneamente ? Il principio da perseguire è quello per cui il controllo deve essere eseguito non tanto sulla presenza ma sull'attività svolta, sia dal punto di vista qualitativo che di efficienza. L'articolo 3 riguarda lo sblocco del trattamento accessorio del personale. Ben venga lo sblocco dei salari accessori, a patto che sia condizionato a incrementi della produttività individuale e collettiva e che non si limiti a distribuire le stesse in misura proporzionale sulla base della sola presenza in servizio di tutto il personale interessato. L'articolo 4 concerne lo sblocco del turnover , eccetto per i Corpi di polizia, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il comparto della scuola e le università, per i quali si applica la normativa del settore. Sono quindi esclusi, e le risorse ad essi dedicate nella legge di bilancio sono davvero esigue per comparti che necessitano veramente di incrementare l'organico. Viene rilevata la necessità di procedere a nuove assunzioni per la pubblica amministrazione, visto il blocco stabilito per legge negli anni precedenti. Si intende procedere ad assunzioni di giovani visto che l'età media dei dipendenti pubblici supera i 50 anni e - come ha asserito il sottosegretario di Stato – si avverte pertanto il bisogno di avere competenze diverse: « esperti in materia di digitalizzazione, razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi ». Facciamo notare come sia inefficace procedere ad assunzioni prima di effettuare quei procedimenti di semplificazione di cui abbiamo parlato sopra e di cui si avverte l'esigenza, tanto che il Ministro ne ha già fatto annuncio, ma soprattutto facciamo presente al sottosegretario di Stato che delle due l'una: o i processi di semplificazione vengono ridisegnati a livello locale (così come si evince dalle sue parole), oppure vengono stabilite centralmente e le amministrazioni locali si devono adeguare così come si evince dal disegno di legge. Inoltre assumere esperti in informatica in qualsiasi zona e in qualsiasi ente dove non sono previste adeguati infrastrutture e strumenti è un controsenso. L'articolo 5 si riferisce al risarcimento da parte dello Stato alle pubbliche amministrazioni i cui dipendenti non hanno potuto usufruire dei buoni pasto emessi dalla società emettitrice « Qui ! Group » perché fallita nel frattempo. Vengono messi a disposizione delle amministrazioni 17 milioni di euro che Consip dovrebbe escutere quale cauzione dalla società « Qui ! Group » e 3 milioni di euro con istituzione di apposito fondo. Nulla per i pubblici esercizi, player indispensabili nel processo di erogazione del servizio sostitutivo di mensa, che hanno subìto il danno economico derivante dall'inadempimento prima e dall'insolvenza poi dell'aggiudicatario fallito. Nonostante si sapesse della criticità della società ora fallita, Consip non è intervenuta tempestivamente. Vi sono moltissimi esercenti che rischiano per questo il fallimento. Il sottosegretario di Stato, in sede di replica in Commissione, si è limitato ad invitare i pubblici esercizi ad insinuarsi nel fallimento. E credo sappia bene che come creditori chirografari non piglieranno nulla ! Vergogna: ancora una volta le aziende private sono abbandonate da questo Governo. All'articolo 6 viene fatto riferimento all'articolo 117 della Costituzione, coinvolgendo in modo imperativo le regioni, i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale e gli enti locali, proseguendo con quel disegno di accentramento sulle competenze e relativi controlli a livello nazionale. Conclusioni Le risorse destinate sono poche e insufficienti. Non vi è una ratio con cui si porta avanti una visione organica della pubblica amministrazione che si vuole e che verrà. Si legge nel documento di accompagnamento al disegno di legge che ne beneficeranno in maniera indiretta le piccole e medie imprese, perché avranno rapporti con un'amministrazione più efficiente. Ma dove si dimostra che i provvedimenti in oggetto porteranno ad un'amministrazione più efficiente ? E soprattutto le piccole e medie imprese otterranno dei vantaggi essenzialmente se vi sarà uno sgravio degli adempimenti burocratici. Ora tutto questo non c'è e il Governo non ha saputo cogliere le priorità. In ogni caso come minoranza abbiamo presentato degli emendamenti migliorativi. Ma, in sede di Commissione, nulla è stato accolto. Ci dispiace che anche per un simile provvedimento non sia stato possibile incidere con almeno qualche modifica, segno di capacità di ascolto, di un dialogo democratico che speriamo di ritrovare oggi in quest'Aula. Toffanin relatrice di minoranza.