Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 9 VALLARDI La seduta inizia alle ore 15,15. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il PRESIDENTE , dopo aver ringraziato il sottosegretario Manzato per la sua presenza, introduce l'interrogazione n. 3-00175 all'ordine del giorno, dando la parola al rappresentante del Governo per la risposta. Il sottosegretario MANZATO conferma l'alta attenzione del ministro Centinaio per le problematiche del settore ippico segnalate nell'interrogazione e la volontà di affrontarle e risolverle. Ciò, però, richiederà un superamento degli interventi a carattere meramente emergenziale e una politica di tipo organico. Evidenzia quindi l'alto numero di atti che sono stati trattati dall'amministrazione, circa 40.000 per il 2017 e poco più di 21.000 per il 2018, sottolineando la complessità dell' iter amministrativo-contabile e talora la necessità di integrare dati o informazioni mancanti. Dà quindi conto in dettaglio della situazione dei pagamenti arretrati del settore per quanto riguarda i premi relativi alle ultime annualità, sottolineando che il Governo sta già lavorando a una modifica del decreto ministeriale n. 681 del 2016 e all'individuazione di misure per velocizzare e semplificare i pagamenti, anche attraverso la costituzione di un'apposita task force . Il senatore LA PIETRA ( FdI ), in qualità di interrogante, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta, pur apprezzando l'impegno del Governo per cercare una soluzione ai problemi segnalati, sottolinea come il settore ippico sia ormai allo stremo, a causa dei ritardi nei pagamenti. Una vera soddisfazione si potrà quindi avere solo quando tali criticità saranno definitivamente superate. Evidenzia in particolare l'inefficienza degli uffici competenti, che non forniscono nessuna risposta agli operatori. La Commissione è ovviamente pronta a collaborare con il Governo, qualora si ritenga necessario un intervento legislativo ad hoc . Il sottosegretario MANZATO, a integrazione del precedente intervento, evidenzia che, mentre si stanno studiando soluzioni per accelerare i pagamenti arretrati, le criticità del settore potranno essere superate solo con una riforma complessiva, alla quale dovrà lavorare la task force già richiamata. In questo senso, il contributo del Parlamento sarà certamente utile e apprezzato. Il PRESIDENTE conferma la massima attenzione della Commissione per i problemi del settore ippico, rinviando all'Ufficio di Presidenza le decisioni su eventuali iniziative di approfondimento. Dichiara infine concluso lo svolgimento dell'interrogazione all'ordine del giorno. IN SEDE REDIGENTE Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale DDL 728 Norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale (Discussione e rinvio) Il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) riferisce che il disegno di legge in esame, di iniziativa parlamentare, reca norme per la valorizzazione delle piccole produzioni agroalimentari di origine locale. Specifica che la relazione illustrativa che accompagna il provvedimento ricorda preliminarmente che l'Italia si caratterizza, oltre che per la varietà e la bellezza del territorio, anche per la presenza di numerose piccole produzioni alimentari tipiche e di qualità, e che i consumatori manifestano sempre maggiore interesse per i prodotti locali provenienti da filiere produttive corte o cortissime. Lo scopo del disegno di legge è appunto quello di valorizzare le cosiddette "piccole produzioni locali" (PPL), che sono una realtà ormai consolidata nei territori delle regioni Veneto, dal 2008, e Friuli Venezia Giulia dal 2011, individuando un percorso semplice per permettere agli agricoltori e agli allevatori la lavorazione e la vendita, in ambito locale, di piccoli quantitativi di alimenti prodotti all'interno dell'azienda agricola, nel rispetto della sicurezza igienico-sanitaria e salvaguardando la tipicità e la tradizione locale, fornendo inoltre un'importante integrazione al reddito per gli operatori. Rileva che il disegno di legge si compone di dodici articoli. All'articolo 1 sono enunciate, al comma 1, le finalità e i princìpi sui quali si basa la proposta in esame, vale a dire la promozione e valorizzazione della produzione, trasformazione e vendita da parte degli imprenditori agricoli e ittici di piccoli quantitativi di prodotti alimentari primari e trasformati, di origine animale o vegetale, riconoscibili da una specifica indicazione in etichetta, che rispettino i princìpi di salubrità, marginalità, localizzazione, limitatezza e specificità. Il comma 2 definisce le "piccole produzioni locali - PPL" come i prodotti agricoli primari o trasformati ottenuti presso un'azienda agricola o ittica, destinati, in piccole quantità, alla somministrazione e vendita diretta al consumatore finale nell'ambito della provincia e delle province contermini della sede di produzione. Ciò è essenziale per garantire la freschezza dei prodotti, nella logica della "filiera corta" o del "chilometro zero". L'articolo 2 prevede, al comma 1, che le disposizioni contenute nel disegno di legge si applicano agli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile e agli imprenditori ittici di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 4 del 2012, titolari di un'azienda agricola o ittica, che lavorano e vendono prodotti provenienti dall'azienda stessa. Il comma 2 stabilisce che gli imprenditori agricoli, nell'ambito dell'attività di agriturismo, possono avvalersi di prodotti PPL anche di altre aziende agricole, purché ottenute in conformità con le disposizioni della legge. Il comma 3 specifica che la produzione primaria è svolta in terreni di pertinenza aziendale. L'articolo 3 dispone le PPL devono essere vendute nel rispetto delle vigenti disposizioni europee in materia di etichettatura e di rintracciabilità dei prodotti alimentari. A tal fine i prodotti devono indicare in etichetta, in maniera chiara e leggibile, la dicitura "PPL - piccole produzioni locali", seguita dal comune o dalla provincia di produzione e dal numero di registrazione dell'attività. Si sofferma quindi sull'articolo 4, che istituisce (comma 1), con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, il marchio "PPL - piccole produzioni locali". La licenza d'uso del marchio (comma 2) è concessa a titolo gratuito, su domanda dell'interessato, dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. Il marchio può essere utilizzato soltanto con riferimento ai prodotti alimentari appartenenti alle PPL (comma 3), sia da solo che affiancato ad altri marchi già autorizzati (comma 4). La concessione del marchio non obbliga al suo utilizzo (comma 5). All'articolo 5, il comma 1 stabilisce che la somministrazione e vendita diretta dei PPL possono essere effettuate presso la propria azienda, nell'ambito dei mercati o negli esercizi di commercio al dettaglio. Il comma 2 dispone che i comuni, nel caso di apertura di mercati alimentari locali, possono riservare agli imprenditori agricoli o ittici almeno il 20 per cento del totale dell'area destinata al mercato. Il comma 3 prevede che gli esercizi commerciali possano dedicare alle PPL appositi spazi di vendita in modo da renderle immediatamente visibili. All'articolo 6 sono fissati i requisiti generali applicabili ai locali e alle attrezzature, nel rispetto delle norme vigenti in materia di igiene degli alimenti. Richiama altresì l'articolo 7, che detta i requisiti strutturali dei locali destinati alle attività, consentendo di utilizzare, per le attività di lavorazione, produzione e vendita, i locali siti nell'abitazione, compresi i vani accessori, e i locali siti nelle pertinenze dell'abitazione e nelle strutture agricolo-produttive dell'imprenditore agricolo o ittico delle PPL, senza l'obbligo di cambio di destinazione d'uso, aerati naturalmente e adeguatamente illuminati. L'articolo 8 prevede al comma 1 che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possano istituire corsi di formazione per il personale addetto a lavorazione, preparazione, trasformazione, confezionamento e trasporto e vendita delle PPL. Fatto salvo il caso che gli addetti abbiano già una preparazione ritenuta adeguata dall'autorità competente (comma 2), i corsi hanno lo scopo di far acquisire nozioni relativamente alle buone prassi di igiene nella lavorazione trasformazione e vendita delle PPL, all'applicazione delle corrette prassi operative nonché a elementi di microbiologia e, tra gli altri, al sistema di autocontrollo igienico (HACCP) (comma 3). L'articolo 9 stabilisce che le autorità ai quali spetta il controllo per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni della legge sono i servizi veterinari e di igiene delle ASL competenti per territorio, e che le amministrazioni competenti possono avvalersi di organi di polizia amministrativa locale anche attraverso l'istituzione di appositi gruppi di intervento. L'articolo 10 reca le disposizioni finali. Il comma 1 demanda a un decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministero della salute, di stabilire il "Paniere PPL", ossia l'elenco delle tipologie dei prodotti agricoli e ittici con l'indicazione dei relativi piccoli quantitativi in termini assoluti che rientrano nella disciplina delle PPL. Il comma 2 stabilisce che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali adottino le iniziative di loro competenza per assicurare la valorizzazione e la promozione delle PPL. L'articolo 11 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 12 disciplina l'entrata in vigore della legge. Ricorda infine che il disegno di legge in esame è stato assegnato alla Commissione 9 a in sede redigente, previ pareri delle Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª e 14ª. Riservandosi ulteriori interventi in relazione all'andamento della discussione, anticipa l'intenzione di introdurre nel testo sanzioni amministrative, per punire l'eventuale uso abusivo del marchio "PPL". Infine ritiene opportuno svolgere un breve ciclo di audizioni sul disegno di legge a cominciare dai funzionari degli uffici competenti della regione Veneto, che per prima ha introdotto una normativa analoga a quella in discussione, con particolare riferimento ai responsabili dei controlli igienico-sanitari delle ASL. Si apre la discussione generale. Il presidente VALLARDI ( L-SP-PSd'Az ), anche in qualità di primo firmatario del disegno di legge in esame, sottolinea l'importanza del provvedimento, che ha già registrato un interesse trasversale fra tutte le forze politiche. L'agricoltura italiana ha produzioni di eccellenza, che spesso devono confrontarsi sui mercati internazionali con casi di abusi e contraffazioni. Da qui la battaglia da condurre in Europa per rivedere le norme sull'etichettatura e la tutela dell'origine. Nell'attesa che ciò accada, il disegno di legge in esame può dare un notevole aiuto agli agricoltori, soprattutto a quelli di piccola dimensione, consentendo di valorizzare le loro produzioni tradizionali, garantendo procedure amministrative di tipo semplificato, pur nel rispetto della qualità e della sicurezza dei prodotti. La senatrice ABATE ( M5S ) dichiara di accogliere con entusiasmo il disegno di legge, rilevandone le notevoli potenzialità. Soprattutto per i territori montani, come quelli della sua Regione, la proposta normativa in esame potrebbe consentire agli agricoltori maggiore facilità nella vendita dei prodotti che spesso sono loro già richiesti, incentivando la ripresa di produzioni dismesse e lo sviluppo dei territori, anche per contrastare lo spopolamento e offrire nuove opportunità ai giovani. Al tempo stesso raccomanda la massima attenzione alla tutela degli aspetti igienico-sanitari, per evitare che il prevedibile sorgere di tante piccole realtà imprenditoriali possa condurre a un allentamento dei controlli. La senatrice FATTORI ( M5S ) esprime a sua volta apprezzamento per il provvedimento in esame, che non incentiva solo l'attività di produzione dei prodotti primari, ma anche quella di trasformazione. Nel raccomandare anch'ella un'adeguata vigilanza sui profili igienico-sanitari, auspica che da parte delle Regioni che dovranno accompagnare i piccoli produttori locali vi siano procedure celeri e risposte chiare per semplificare l' iter burocratico -amministrativo, evitando scorciatoie di tipo clientelare. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) si associa all'apprezzamento dei colleghi per il testo in esame. Nel merito, segnala l'opportunità di un maggiore coinvolgimento dei comuni, che in quanto più vicini ai piccoli agricoltori potrebbero meglio supportarli nello svolgimento delle pratiche amministrative. Sulla possibilità di corsi di formazione istituiti dalle regioni, richiamata dall'articolo 8, invita a verificare che siano realmente adeguati e non solo una fonte di facili guadagni per chi li dovrà organizzare. Infine, raccomanda di vigilare che le piccole produzioni oggetto di vendita siano solo quelle effettivamente prodotte dagli agricoltori interessati. Il senatore TARICCO ( PD ) esprime anch'egli apprezzamento per gli obiettivi del provvedimento, rilevando tuttavia la necessità di effettuare un approfondimento sui rapporti tra la disciplina ivi contenuta e le norme analoghe già esistenti a livello nazionale e regionale, per evitare sovrapposizioni o conflitti. Cita in proposito il caso delle norme sulle produzioni agricole tradizionali (PAT), per le quali ad esempio sono già stati definiti alcuni panieri. Ritiene infine opportuno svolgere un ampio ciclo di audizioni con tutti i soggetti competenti, dalle organizzazioni agricole (professionali e della cooperazione) alle Regioni, ai responsabili dei controlli igienico-sanitari e del contrasto alla contraffazione (ICQRF). Pur condividendo gli obiettivi di semplificazione burocratica proposti dal testo, occorre infatti garantire il rispetto della sicurezza alimentare e la prevenzione di eventuali abusi. In particolare, si deve assicurare che le aziende vendano esclusivamente i propri prodotti e non, magari surrettiziamente, quelli provenienti da aziende associate di altri territori. Il senatore MOLLAME ( M5S ) conferma il proprio sostegno al disegno di legge, sottoscritto da lui e da altri colleghi del Movimento 5 Stelle. La proposta vuole aiutare i piccoli produttori agricoli, che sono una categoria ormai in grande difficoltà essendo spesso anche vessati da controlli inutilmente gravosi e burocratici. Le autorità non devono essere "nemiche" degli operatori, ma devono incoraggiarne l'attività nel rispetto delle regole, per sostenere lo sviluppo dei territori rurali, anche attraverso sinergie tra produzione agroalimentare e turismo. Il senatore BERUTTI ( FI-BP ) condivide le finalità del disegno di legge in esame, sottolineando anch'egli l'esigenza di verificare le eventuali sovrapposizioni con analoghe norme di livello nazionale e locale già applicate. Occorre certamente sostenere i piccoli produttori locali, snellendo i controlli e gli adempimenti burocratici, senza però rinunciare alle necessarie garanzie, anche per prevenire abusi e falsificazioni. Chiede quindi di definire con chiarezza i parametri per l'individuazione delle "piccole" produzioni e di regolare i rapporti tra il nuovo marchio PPL e i vari marchi già esistenti a livello locale per i prodotti agroalimentari. Infine, sottolinea che se si vuole realmente promuovere un marchio PPL, occorre definire una seria campagna di marketing a livello nazionale, con adeguati fondi dell'Unione europea o dello Stato. Il senatore SERAFINI ( FI-BP ) si associa alle considerazioni del senatore Berutti. Occorre tenere conto che in molte Regioni già esistono norme che consentono la vendita di prodotti locali. Reputa pertanto opportuno acquisire informazioni su queste esperienze e verificare la strada migliore per implementarle a livello nazionale. Il senatore DE BONIS ( M5S ) giudica positivamente la proposta normativa in esame. Le semplificazioni introdotte sono quanto mai opportune: le leggi vigenti, infatti, consentono già ora ai produttori agricoli di vendere direttamente piccoli quantitativi dei loro prodotti; c'è però il problema dei controlli, che sono eccessivamente vessatori e impongono spesso il possesso di strutture e impianti molto onerosi e sproporzionati rispetto alle piccole realtà agricole, laddove altri Stati dell'Unione europea non hanno vincoli così severi. Si dichiara invece perplesso sulla proposta di cui all'articolo 4 per l'introduzione del marchio PPL, che rischia di sovrapporsi inutilmente a marchi locali già esistenti come i DECO (denominazioni comunali). Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) osserva come gli interventi dei colleghi confermino il grande interesse per il disegno di legge in esame. Cita la positiva esperienza della regione Liguria, che ha varato anch'essa misure per favorire il commercio delle produzioni locali. Occorre quindi sostenere i piccoli produttori agricoli e questo richiede uno sforzo adeguato da parte delle Regioni, i cui servizi amministrativi purtroppo non sono sempre efficienti. Auspica anch'egli che, nelle audizioni che saranno fatte, si sentano i rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno già sperimentato norme analoghe, per poter mutuare le pratiche migliori. La senatrice ABATE ( M5S ), in replica al senatore Taricco, ritiene che l'impostazione del disegno di legge sia tale da scongiurare il rischio da lui paventato circa la vendita fraudolenta di prodotti di altri territori. Se è giusto poi tutelare gli aspetti igienico-sanitari, occorre però evitare inutili appesantimenti burocratici. Concorda infine sull'esigenza di fissare limiti quantitativi e qualitativi per identificare le produzioni che possano rientrare in questo ambito. Il relatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il disegno di legge in esame non intende sostituire le normative esistenti, né in materia di controlli igienico-sanitari né dei requisiti attualmente previsti per lo svolgimento di determinate attività di impresa, che restano pienamente operanti. Si vuole però offrire ai piccoli operatori agricoli un percorso più semplice per la vendita dei loro prodotti, che sono quelli delle tradizioni locali italiane. Il senatore TARICCO ( PD ) precisa che il suo intervento aveva uno scopo costruttivo, teso non a contrastare ma a migliorare il testo, di cui condivide le finalità. Chiede però, anche con il supporto degli uffici, un approfondimento dei rapporti con la normativa di settore già esistente. Rileva in particolare l'esigenza di un coordinamento con il contenuto dell'atto Camera n. 183 in discussione presso la Commissione agricoltura dell'altro ramo del Parlamento, che detta norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile e di qualità. La senatrice BOTTO ( M5S ), in relazione all'articolo 7 del disegno di legge in titolo, che fissa i requisiti per i locali destinati alle attività, rileva l'opportunità di valutare l'introduzione dei locali multifunzionali che possano garantire i necessari livelli di igiene, specie per le lavorazioni delle carni animali e l'eliminazione dei relativi rifiuti. La senatrice BITI ( PD ) concorda con il senatore Taricco sull'esigenza di verificare il quadro normativo vigente, per evitare possibili sovrapposizioni e duplicazioni con il testo in esame. Con riferimento alle audizioni, suggerisce di ascoltare anche i responsabili dei servizi veterinari nazionali, che hanno una particolare qualificazione per la tutela degli aspetti igienico-sanitari. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) osserva che il disegno di legge in esame dovrebbe semplificare gli adempimenti per l'attività di vendita richiesti ai piccoli agricoltori dalle norme vigenti. Laddove invece si ribadisce che queste continueranno ad applicarsi, si rischia di imporre agli operatori di adeguare le loro aziende a una serie di requisiti costosi e sproporzionati. Il presidente VALLARDI ( L-SP-PSd'Az ) chiarisce che il disegno di legge non vuole obbligare i piccoli produttori a fare ulteriori investimenti per adeguare le loro attrezzature o strutture aziendali. Queste restano le stesse già previste dalle norme esistenti, ma si consente un iter semplificato per la vendita dei prodotti, limitatamente a piccoli quantitativi. Cede quindi la parola al sottosegretario Manzato, segnalando che il Ministero ha seguito e condiviso fin dall'inizio l'impostazione del provvedimento in esame. Incidentalmente, ricorda che il sottosegretario Manzato, nella sua precedente veste di assessore all'agricoltura della regione Veneto, aveva a suo tempo varato la legge regionale sulle PPL, attualmente in vigore. Il sottosegretario MANZATO precisa che il disegno di legge in discussione si limiti ad offrire uno strumento semplificato ai piccoli imprenditori agricoli o ittici per integrare il loro reddito attraverso la vendita diretta dei loro prodotti agroalimentari. Trattandosi di piccoli quantitativi, non si richiede agli operatori di dotarsi di nuove attrezzature o strutture, perché restano valide quelle esistenti. Il punto discriminante è la semplificazione dei controlli da parte delle ASL e degli altri servizi di vigilanza che devono essere svolti in maniera adeguata e proporzionata, anche se rigorosa. Occorre quindi da parte delle Regioni un approccio collaborativo nei confronti degli operatori, per guidarli nell'impostazione della loro attività. L'esperienza in tal senso delle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia è estremamente positiva, dato che negli ultimi anni circa 800 operatori hanno aderito all'iniziativa delle PPL. Il Ministero è pronto a dare il proprio contributo all' iter del provvedimento. Il seguito della discussione è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore TARICCO ( PD ) chiede che la Commissione metta quanto prima all'ordine del giorno l'esame degli atti europei COM (2018) 173 definitivo, relativoalle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, e COM (2018) 392 definitivo, COM (2018) 393 definitivo e COM (2018) 394 definitivo, riguardanti la riforma della politica agricola comune. Il presidente VALLARDI esprime la sua disponibilità segnalando che al riguardo erano già in corso contatti con la Commissione 14 a , per il necessario coordinamento. Rinvia comunque all'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, le decisioni per l'organizzazione dei lavori. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il presidente VALLARDI informa che, nel corso delle audizioni sulle problematiche del comparto agricolo, agroalimentare e della pesca svolte in Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nelle sedute del 6, 12 e 18 settembre scorsi, sono state consegnate delle documentazioni che saranno disponibili per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. SCONVOCAZIONE E NUOVA CONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI PARLAMENTARI Il PRESIDENTE avverte che l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, per la programmazione dei lavori, previsto al termine della seduta odierna, non avrà luogo ed è convocato per domani, giovedì 20 settembre, alle ore 9. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,40.