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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 322 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 10,01). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 2168 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2168. Ricordo che nella seduta di ieri il relatore ha svolto la relazione orale e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. COLTORTI, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutti noi parlamentari in quest'ultimo anno siamo stati sommersi da decreti-legge. Tutti i Governi di questa legislatura hanno sentito la forte necessità di migliorare le condizioni di vita del Paese, in particolare dando sostegno a coloro che avevano meno, in modo da moderare uno squilibrio socio-economico che vede tante persone non arrivare a fine mese. Quando giunge un decreto-legge, questa giusta aspirazione di ogni parlamentare, spesso coadiuvata dai suggerimenti di tante categorie che si trovano in difficoltà, conduce a un proliferare di emendamenti talora non congruenti con i dettami del provvedimento. Il Presidente di Commissione, che in questo caso è anche relatore, deve seguire questi dettami con le inammissibilità che sono poi supervisionate dalla Presidenza del Senato. Dispiace dunque sentire alcuni parlare di inammissibilità arbitrarie e ascoltare critiche ai pareri della Commissione bilancio, di cui fanno parte membri di tutti i Gruppi politici di maggioranza (che ora è veramente allargata). Altri emendamenti sono bocciati dal Governo che, per motivi vari, può ritenerli non congrui e non sostenibili. Il decreto-legge in esame tratta temi riguardanti la continuità territoriale con le isole maggiori, il libretto unico di circolazione e un bando di idee per portare le grandi navi fuori dalla laguna di Venezia. Sono temi caldi, perché nei decenni passati la nostra società ha sempre sostenuto il libero mercato e, nel caso della continuità territoriale, sia navale, sia aerea, abbiamo visto che gli imprenditori cercano giustamente il guadagno, che però, in tempi critici come quello attuale, non può realizzarsi ed è lo Stato che deve intervenire sostenendo i privati per garantire il servizio pubblico. È evidente che se non c'è guadagno i privati non si muovono, ma lo è altrettanto che lo Stato non è una vacca da mungere. Nel caso della Sardegna, il senatore Floris ha evidenziato il caso di Air Italy, che ha fatto impresa, ma che, nel momento in cui non c'è stata sostenibilità economica, non ha esitato a lasciare senza lavoro centinaia di persone. Si tratta di casi diffusi in tutto il Paese. Spesso gli imprenditori prendono le sovvenzioni statali per fare impresa, ma, nel momento in cui i guadagni vengono meno, chiudono o decentrano la propria attività. È evidente che si deve trovare un equilibrio, certamente difficile, tra queste due esigenze. La proroga riguardante il libretto unico di circolazione ha portato all'attenzione problemi immani riguardanti la circolazione, che sono stati fortemente acuiti dalla pandemia. Mi riferisco, in particolare, alle revisioni e alle patenti, con oltre 350.000 giovani che attendono anche oltre un anno per poter prendere la patente, nonché i problemi connessi alle patenti nautiche, dei rimorchi e dei mezzi agricoli. Questi temi vengono toccati marginalmente dal decreto-legge, ma sono di estrema urgenza e il Governo li ha recepiti, decidendo di inserirli in un prossimo decreto in arrivo (il che ha portato al ritiro di numerosi emendamenti), di modo che possano essere rapidamente attuati. Il tema delle grandi navi nella laguna di Venezia è un problema immenso, perché le grandi navi hanno un pescaggio elevato e per adeguare i fondali sono stati scavati artificialmente vari canali per giungere sia in centro città, sia al porto di Marghera. Lo scavo dei canali modifica le dinamiche della laguna, sottesa di un equilibrio precario per le mutate condizioni dinamiche che ne hanno visto la nascita e l'evoluzione. Il passaggio delle navi più grandi genera correnti più intense, le quali asportano sedimenti, come ci è stato mostrato, sul bordo del canale dei Petroli. È evidente che erodere sedimenti all'interno dei canali può condurre allo scalzamento delle fondamenta degli edifici, con conseguenze critiche per la stabilità di questi ultimi. Anche in questo caso, è necessario trovare un equilibrio tra la necessità di garantire l'arrivo dei turisti, che costituiscono una linfa vitale per l'economia cittadina, e la preservazione dell'ecosistema. Credo che l'attenzione vada posta in un'ottica di lungo termine. Le decisioni politiche troppo spesso sono legate al consenso immediato, mentre si dovrebbe volare alti e garantire la sostenibilità di un bene o di un ecosistema. Dispiacciono enormemente i giudizi del senatore De Falco, che ha criticato la decisione della 5 a Commissione, quando è evidente che i suoi emendamenti, che chiedevano di procedere con la valutazione dei progetti esistenti (in pratica, solamente il progetto Duferco-De Piccoli), com'è stato evidenziato in Commissione, anche con documenti scritti a disposizione dei commissari, avrebbero certamente avuto implicazioni economiche, e non di poco conto. Ricordo - a chi non conosca il progetto - che si tratta di un porto subito fuori dalla bocca di Lido, addossato alla sponda Nord, che ha avuto un iter controverso. Il progetto non ha visto una gara, non ha avuto evidenza pubblica e soprattutto prevede importi preliminari di circa 140 milioni, con compensi superiori ai 5 milioni di euro; non rispetta dunque le regole dei contratti né quelle europee. Ha avuto inoltre il parere contrario sia del comitato per Venezia sia dei Comuni su cui insiste, incluso quello di Venezia. Condivido con De Falco che, comunque ci si muova a Venezia, si ledono interessi e si aprono i fuochi incrociati per bloccare questo o quel progetto. Credo però che il ministro Giovannini - che ringrazio per aver individuato Venezia come uno dei primi temi da affrontare - abbia fatto benissimo a bandire un concorso di idee per trovare la soluzione. Ricordo che era un'iniziativa presa già dal ministro Toninelli, che aveva condotto all'individuazione di tre soluzioni fuori laguna, iter però interrotto dal termine del Governo Conte I. Dunque, se il progetto Duferco è valido, potrà essere ripresentato seguendo un iter trasparente e cristallino, che potrà eventualmente condurre alla sua approvazione. Dati i molteplici interessi, condivido perfettamente quanto esplicitato dal senatore Margiotta, ovvero che per il concorso di idee sia indispensabile individuare una commissione giudicatrice fatta da professionisti di altissimo profilo e non invischiati nel contesto locale. Troppo spesso abbiamo visto come Venezia e le opere per salvaguardarla siano state al centro di malaffare e truffe. Ricordo che, quando siamo giunti al Governo noi del MoVimento 5 Stelle, il Mose non era stato completato, benché mancasse solamente un 5 per cento per il completamento dell'opera. Oggigiorno forse si potrebbero trovare soluzioni alternative e meno impattanti sull'ecosistema della laguna, ma intanto è stato avviato e protegge Venezia dalle maree eccezionali, sempre che chi è preposto alle decisioni lo faccia con prontezza. Vorremmo tutti vedere Venezia piena di turisti e senza le grandi navi. Abbiamo ascoltato alcuni armatori dichiarare che andare con le grandi navi fuori laguna non è un problema, ma necessitano di certezze. Confido dunque che la soluzione che verrà individuata terrà certamente conto delle esigenze di tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BELLANOVA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e la mobilità sostenibili . Signor Presidente, intervengo brevemente per ringraziare il Presidente relatore, i commissari di maggioranza e di opposizione e dirigenti e funzionari che hanno collaborato a un decreto-legge che, pur essendo composto - è vero - di soli quattro articoli, era necessario. Infatti, penso che l'importante dibattito che c'è stato in Commissione e la produzione di emendamenti non ostruzionistici, ma di merito e rispondenti a esigenze reali che si avvertono nel Paese, abbiamo potuto arricchire tutti noi in termini di competenze e di conoscenze. Vorrei sottolineare che anche le proroghe, quando non si è stati capaci di completare l' iter o di dare soluzione alle questioni, sono uno strumento importante per non aggravare le difficoltà dei soggetti interessati. Questo è il lavoro che abbiamo fatto. Tanti emendamenti sono stati presentati e condivisi, ma purtroppo non andranno in discussione e non sarà possibile approvarli, perché molti sono stati dichiarati inammissibili. Quegli emendamenti però, come dicevo in precedenza, hanno segnalato esigenze reali, a cui bisogna dare soluzioni. Alcuni sono già stati inseriti nel decreto-legge che è stato varato dal Governo, altri verranno discussi tra pochi minuti in Consiglio dei ministri e saranno contenuti nel decreto-legge emanando. Quanto a quelli che rimangono, credo che dobbiamo lavorare per fare in modo che ci siano i tempi per migliorare il provvedimento alla Camera dei deputati e comunque occorre impegnarsi per trovare uno strumento con cui poter dare soddisfazione al grande lavoro che è stato fatto. Grazie ancora e buon lavoro a tutti noi. (Applausi) . PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, per estraneità di materia rispetto ai contenuti del decreto-legge, gli emendamenti 1.0.1, 1.0.2, 2.8 (testo 2), 2.9, 2.10, 2.11, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 2.0.10, 2.0.11, 2.0.12, 2.0.13, 2.0.14, 2.0.15, 2.0.16, 2.0.17, 2.0.18, 2.0.19, 2.0.20, 2.0.21, 2.0.22, 2.0.23, 2.0.24, 2.0.25 (testo 2), 2.0.26, 2.0.27, 2.0.28, 2.0.29, 2.0.30, 2.0.31, 2.0.32, 2.0.33, 2.0.34, 2.0.35, 2.0.36, 2.037, 2.0.38, 2.0.39, 2.0.40, 2.0.41, 2.0.42, 2.0.43, 2.0.44, 2.0.45, 2.0.46, 2.0.47, 2.0.48, 2.0.49, 2.0.50, 2.0.51, 2.0.52, 2.0.53, 3.14, 3.26, 3.27, 3.28, 3.30, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.5, 3.0.6, 3.0.7, 3.0.8 e 3.0.9, nonché l'ordine del giorno G1.1. COLTORTI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.100. Anticipo anche il parere sugli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti ai successivi articoli del decreto-legge in esame. Esprimo parere favorevole all'emendamento 2.1 (testo 3). Sugli ordini del giorno G2.1 e G2.2 mi rimetto al Governo. Invito al ritiro dell'emendamento G3.1, altrimenti esprimo parere contrario. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 3.100. Per ragioni di coordinamento normativo, atteso che il contenuto delle proposte emendative 3.0.10 (già 3.29), 3.0.3 (testo 2) e 3.0.4 (testo 2), che introducono l'articolo aggiuntivo 3- bis, risulta inserito nell'emanando decreto-legge recante proroga dei termini legislativi, esse si intendono ritirate. BELLANOVA, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e la mobilità sostenibili . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. Quanto agli ordini del giorno, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G2.2, mentre propongo la seguente riformulazione dell'ordine del giorno G2.1: «impegna il Governo a valutare l'opportunità di assumere le iniziative necessarie a garantire il coinvolgimento delle associazioni di categoria riconosciute maggiormente rappresentative a livello nazionale delle imprese di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, in relazione all'adozione di eventuali disposizioni in materia di procedure per la richiesta e il rilascio del documento unico di circolazione e proprietà del veicolo». PRESIDENTE . Senatore Barboni, accetta la riformulazione proposta? BARBONI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, la accetto. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERGREFFI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiediamo al senatore Barboni di poter aggiungere all'ordine del giorno G2.1 (testo 2) le firme dei senatori del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione della 8 a Commissione, quindi, oltre alla mia anche quelle dei colleghi Campari, Rufa e Corti. PRESIDENTE . Vedo che il senatore Barboni è d'accordo. Essendo trascorso il termine di venti minuti, possiamo procedere alle votazioni. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G1.1 e gli emendamenti 1.0.1 (testo 3) e 1.0.2 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 2.3 a 2.7 sono stati ritirati. Gli emendamenti da 2.8 (testo 2) a 2.11 sono improponibili. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G2.1 (testo 2) e G2.2 non verranno posti ai voti. Gli emendamenti da 2.0.2 a 2.0.53 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE FALCO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, chiedo che sia messo ai voti, perché di per sé l'emendamento, differentemente da quanto sostenuto dal relatore, non può provocare e non provoca alcun costo. Un costo verrebbe a configurarsi solo dopo l'eventuale approvazione di uno dei progetti (non ve n'è uno solo) che sono in questo momento presenti ad uno stadio avanzato. Ho raccolto 15 firme dei colleghi e chiedo che sia messo comunque ai voti, perché l'interesse nazionale è stato anche illustrato dal ministro Franceschini ed è quello di far allontanare al più presto le navi dalla laguna veneta. Con l'articolo 3, che è contenuto nel decreto-legge n. 45, non abbiamo certezza che tra cento anni le navi non siano ancora lì. Con l'emendamento 3.1, invece, si chiede sostanzialmente di esaminare almeno i progetti esistenti e non buttare tutto il lavoro che è stato fatto, senza neanche esaminarlo. L'esame non comporta la spesa: questo è il punto. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dai senatori De Falco e Fattori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.100, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.4 a 3.25 (testo 2) e 3.0.10 sono stati ritirati. Gli emendamenti 3.14 e da 3.26 a 3.0.9 sono improponibili. La proposta di coordinamento Coord.1 è stata ritirata. VONO (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, quando è arrivato in Commissione questo decreto-legge recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia, che ci apprestiamo a convertire in legge… (Brusio). PRESIDENTE.Aspettiamo qualche secondo. Se i colleghi che stanno lasciando l'Aula possono farlo in maniera celere o silenziosa, posso ridare la parola alla senatrice Vono. Prego, senatrice. VONO (IV-PSI) . Stavo dicendo che, quando è arrivato in Commissione questo decreto-legge che ci apprestiamo a convertire, abbiamo pensato che potesse rappresentare un'occasione per la trattazione seria di queste tematiche e abbiamo discusso e lavorato per dare un senso alla normativa proposta. (Brusio). PRESIDENTE.Colleghi, non vi dico nulla, ma cortesemente accomodatevi fuori dall'Aula. Prego, senatrice. VONO (IV-PSI) . Devo dire, però, che il fatto che la maggior parte degli emendamenti presentati e su cui spesso si è trovato anche l'accordo della maggioranza dei Commissari (e voglio ribadire che non erano emendamenti bandiera per i nostri partiti politici di appartenenza, ma utili e necessari ai cittadini e alle imprese che, fiduciosi, ci avevano chiesto di intervenire) siano stati dichiarati quali improponibili, quali bocciati, perché non rispettosi dell'invarianza finanziaria, e quali (pochi) rimodulati, non ha sicuramente conferito al documento finale l'efficacia che avrebbe potuto avere con il loro accoglimento. Purtroppo - e mi riferisco al Presidente di Commissione - rileggendo le relazioni tecniche ad alcuni emendamenti di puro carattere ordinamentale, ho potuto rilevare - certamente è una mia opinione personale, che esprimo comunque come Vice Presidente di Commissione - un eccessivo e forse anche discutibile rigorismo discrezionale, che non ha valutato e tenuto in debito conto le urgenze determinate dal periodo che stiamo vivendo di forte e aggravata crisi economica, rendendo il decreto-legge insufficiente sotto vari punti di vista, che non stiamo qui a discutere, perché sono stati ben esplicitati negli interventi della discussione generale di ieri, che ne hanno evidenziato con chiarezza le criticità. Tuttavia ci è stato rappresentato un lavoro del Governo su un imminente decreto oggetto dell'odierno Consiglio dei ministri, che dovrebbe riguardare in modo quasi esclusivo proroghe di alcuni termini che rientrano nella materia degli emendamenti esclusi e che quindi dovrebbe accogliere molte delle istanze rimaste inevase. Si tratta - lo ripeto - di richieste avanzate dai cittadini e dalle imprese, di cui siamo i legittimi rappresentanti, proprio sulla base della nostra democrazia costituzionale, ritenendo - ne siamo sicuri - che questo nuovo decreto non lasci - come accaduto per quello di oggi - solo l'amaro in bocca. Pertanto, solo sulla base della fiducia confermata al Governo Draghi e per il rispetto del lavoro svolto, durante l'esame di questo decreto-legge, dal sottosegretario Teresa Bellanova, sempre presente in Commissione a dare il giusto supporto, con collaborazione e aperto confronto, e del lavoro svolto da tutti i colleghi; confidando nell'azione e concreta di interventi validi e fondamentali, in un settore così importante e strategico come quello dei trasporti; e augurandoci che, usciti dalla fase dei provvedimenti di emergenza, noi parlamentari e la Commissione cui appartengo possiamo finalmente svolgere in modo esaustivo e incisivo il nostro ruolo di rappresentanti dei cittadini, ma ancor più di legislatori (che è la nostra funzione principale in Parlamento, sempre e comunque); tenendo conto di questa fiducia, dichiaro il voto favorevole a nome di Italia Viva - P.S.I. (Applausi) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, questo decreto-legge è stato chiamato impropriamente "decreto Venezia". Esso in realtà tocca argomenti che hanno grande rilevanza pratica: mi riferisco all'articolo 1, nel quale si parla delle disposizioni in materia di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le isole maggiori e minori, e all'articolo 2, che reca disposizioni e misure urgenti in materia di documento unico di circolazione. Nella disciplina del trasporto marittimo, in particolare, la priorità per Fratelli d'Italia è che sia garantito con continuità il servizio di trasporto con la Sardegna, la Sicilia e le isole Tremiti. Si tratta di collegamenti di interesse nazionale, la cui continuità è essenziale per garantire il diritto alla libertà di movimento dei cittadini. Questo vale sia per le tratte restituite al libero mercato, in quanto ritenute contendibili da diversi operatori marittimi, sia per quelle a regime di servizio pubblico, per le quali hanno preso avvio le procedure di gara. Signor Presidente, sono proprio queste procedure che ci preoccupano, perché secondo molti operatori contengono clausole suscettibili di essere impugnate. Abbiamo timore per i tempi e soprattutto temiamo che queste circostanze possano ripercuotersi sul servizio offerto ai cittadini. Fratelli d'Italia sarà vigile e attenta su tali aspetti. Porre a gara un servizio di continuità territoriale non è un gioco politico da sfruttare elettoralmente; i servizi di continuità territoriale sono essenziali. Faremo attenzione affinché la magistratura e la Commissione europea non possano rallentare alcuni meccanismi, com'è già successo in passato, se chiamate a intervenire. Indispensabile è l'attenzione che chiediamo alla tutela del lavoro e dei lavoratori del settore, già abbastanza gravati dalla crisi. L'articolo 2, che cita la proroga del documento unico, in realtà avrebbe dovuto affrontare seriamente l'emergenza, che coinvolge un numero elevatissimo di giovani, che non riescono a ottenere in tempi ragionevoli la patente di guida indispensabile per il lavoro, la Carta di qualificazione del conducente (CQC) su tutte. Appare infatti assurdo, quanto irragionevole, che a causa di questa problematicità moltissime aziende che hanno bisogno di lavoratori con determinate patenti non stiano assumendo. Moltissime società sono alla ricerca di lavoratori muniti di patenti superiori e ci sono tante persone che materialmente non riescono a conseguire le certificazioni richieste. Ci sono, per esempio, aziende impegnate nella raccolta di rifiuti urbani, che noi di Fratelli d'Italia abbiamo contattato e con le quali abbiamo provato a interagire, che chiedono di rivedere tutta la normativa vigente. Già da qualche anno abbiamo provato a chiederlo in Commissione, ma purtroppo, ricollegandomi a quanto detto da autorevoli colleghi della maggioranza, il ruolo delle Commissioni è svilito e i senatori non sono stati messi in condizione di poter operare come avrebbero voluto. In particolare, le società dei servizi di igiene ambientale incontrano grandi difficoltà nella ricerca di personale munito di patenti superiori. Rispetto al 2010 si sono ridotti addirittura del 48 per cento i candidati al conseguimento di patente C, per una serie di fattori (alti costi, bassissima percentuale di candidati che superano l'esame e tempi molto lunghi per il conseguimento). Abbiamo proposto in via emendativa, esclusivamente per i veicoli da adibire al servizio di raccolta urbana, di estendere ai possessori di patente B la possibilità di guidare questi veicoli di massa alla fine non superiori alle sette tonnellate e ciò per favorire un rilancio dell'economia, per consentire in qualche modo a queste aziende di poter assumere in maniera più facile in un momento di grande crisi. Ci è stato risposto che questo emendamento non era ammissibile, come se fosse invece ammissibile che lo Stato paralizzi l'offerta di lavoro in un momento così critico per la nostra economia. Ci sono poi casi incredibili di tanti cittadini che versano soldi al Ministero per sostenere due prove d'esame (quiz e guida) da svolgere entro sei mesi e che, a causa delle chiusure del Governo e della carenze di personale ormai endemica nelle motorizzazioni, non riescono a concludere in tempo il percorso semestrale previsto. Quindi si iscrivono, ma lo Stato purtroppo non li mette in condizioni di sostenere l'esame e perdono addirittura i soldi. Il caos delle motorizzazioni - sappiamo benissimo che gli uffici preposti non riesco nemmeno a smaltire gli arretrati - è ai limiti dello scandalo. Avremmo voluto contribuire a mettere un po' di ordine nel caos, ma lo svuotamento del nostro ruolo nelle Commissioni non ce lo ha oggettivamente consentito. Infine, rispetto all'articolo 3 in cui si parla di Venezia, basterebbero le parole di un poeta per spiegare la nostra posizione: «(...) le stelle sbiadiscono di invidia vedendo emergere dalla nebbia gli incanti di Venezia». Questa bellezza dobbiamo preservarla e sarebbe stato facile farlo. Non servono un concorso, grandi iniziative pubblicitarie, basta spostare in maniera definitiva, come abbiamo proposto anche in base ad autorevoli studi, il traffico crocieristico al Porto di Marghera, basta difendere la storia, l'identità e le caratteristiche che fanno di Venezia una delle città più belle, indimenticabili e visitate di tutto il Pianeta. Avremmo voluto dare di più. In parte alcune nostre idee, alcuni nostri consigli sono stati accolti e alcuni nostri emendamenti inseriti nel decreto che verrà, per cui la nostra sarà un'astensione responsabile, anche se, ripeto, avremmo voluto dare di più. (Applausi) . FERRAZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico è pienamente consapevole che la pandemia ha colpito tutti i settori economici, le pubbliche amministrazioni, ha rallentato gli iter autorizzativi e, quindi, sarebbe stato assolutamente impensabile e irresponsabile non prendere atto che, anche per le questioni relative ai trasporti, ciò non stesse accadendo. Di conseguenza, con questo provvedimento del Governo stiamo dimostrando sensibilità nei confronti di questo settore. Tutte le proroghe previste, in particolare agli articoli 1 e 2, vanno esattamente in questa direzione. La proroga sui servizi di continuità marittima con la Sardegna, con la Sicilia, con le isole Tremiti, ma anche il documento unico di programmazione per facilitare l'operazione di digitalizzazione, anche in conseguenza dell'accelerazione di recovery fund e PNRR, possono trovare un valido sostegno e continuità. Presidente, naturalmente non neghiamoci che una parte consistente del decreto-legge è incentrata sulle grandi navi a Venezia, che è una questione annosa. Venezia è la città di tutti. Quando parliamo di Venezia, tutti ci sentiamo veneziani, non solo chi, come il sottoscritto, è nato e risiede in quella meravigliosa realtà, ma tutti gli abitanti del mondo. Non a caso, quando cade uno spillo a Venezia, ne parlano i comitati UNESCO, i comitati ambientalisti, gli imprenditori di tutto il mondo, il «The Washington Post» e via dicendo. Ciò racconta la sensibilità e la straordinarietà di questa città, ma anche la difficoltà nella sua gestione e nel suo governo. Chi ha governato quella città si rende conto proprio di cosa significa governare la complessità. Presidente, credo che il Governo e il Parlamento abbiamo il compito di ascoltare tutti e poi decidere. Bisogna ascoltare i comitati ambientalisti, che storicamente hanno combattuto delle nobilissime battaglie per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna, ma anche le categorie e i vari mondi dell'economia, che attraverso il porto hanno generato, generano e devono continuare a generare lavoro anche nei prossimi anni. La politica, però, non deve rappresentare solo un interesse. Qui non dobbiamo rappresentare la decisione del comitato o l'interesse legittimo della singola categoria. La politica ha il compito di operare la migliore sintesi all'interno di questa complessità. Presidente, crediamo che la decisione debba muoversi all'interno di due polarità, secondo noi, irrinunciabili. La prima è che Venezia senza un porto non si può neppure immaginare. Venezia è nata con il suo porto; Venezia ha sempre vissuto l'Adriatico, quel braccio di mare del Mediterraneo, non come difesa o come separazione, ma come ponte non solamente dei commerci. La Serenissima è stata non solo regina dei commerci, ma anche della politica, delle relazioni, della cultura e ha fatto della differenza la propria ricchezza. Era talmente consapevole della grandezza della propria identità da potersi permettere di dialogare con culture diverse. Ha costruito, inoltre, attraverso la diversità di queste culture la sua identità perché Venezia ha accolto, come ho già avuto modo di ribadire in quest'Aula, culture e mondi spesso anche minoritari che venivano cacciati come i greco-ortodossi, gli armeni e gli ebrei. Li ha vissuti come ricchezza e come parte della propria identità. Quando parliamo di Venezia, parliamo dell'esempio per il futuro di ciò che deve essere la nostra nazione. È il ponte dell'Europa nei confronti delle politiche del Mediterraneo, del Nord Africa e del Medio Oriente. Parliamo di ciò, quando parliamo di Venezia. Il porto è sempre stato, quindi, l'occasione di confronto, di dialogo, di ricchezza e di trasmissione. Non è possibile immaginare oggi Venezia senza il proprio porto. Questo è il primo elemento centrale. Il porto è elemento quintessenziale all'identità di Venezia. Siamo di fronte, però, anche a un altro fenomeno. Mi riferisco al gigantismo navale, che non c'è mai stato nella storia della Serenissima. Ora siamo in presenza di navi con stazza lorda di 150.000 tonnellate, con lunghezza che supera i 350 metri. Sappiamo, perché in quest'Aula dobbiamo essere innanzitutto corretti, che oggi nella laguna non possono entrare le navi con stazza lorda superiore a 96.000 tonnellate. Voglio, però, anche ricordare gli episodi della nave che ha cagionato, nel 2019, quell'incidente che è stato mostrato a tutto il mondo, nella banchina di San Basilio, e della nave che stava andando contro Riva dei Sette Martiri. Vi ricordate le immagini di questa nave, che stava quasi andando contro la banchina e che è stata bloccata da un rimorchiatore che, fumante a piena potenza, appena inserito, è riuscito a spostare e ad evitare il disastro. Quelle navi erano all'interno delle 96.000 tonnellate, ma erano di 292 metri: quindi, dei grattacieli veri e propri, che ancora oggi entrano nella nostra laguna. Ne deriva che il gigantismo navale non è accettabile nella nostra laguna, perché va contro la sua stessa identità. Non stiamo dicendo cose del tutto innovative, perché il PAT, il piano dell'assetto territoriale votato dal Comune di Venezia e dall'amministrazione comunale di Venezia nel 2012, definisce già il concetto di fondo di classe Venezia per le navi, dicendo che devono entrare in laguna quelle compatibili con l'ecosistema. Ma l'ecosistema è anche l'ecosistema economico, perché se noi non consideriamo seriamente questa questione creiamo il miglior alibi per chi, semplicemente, vuole chiudere il porto. Se, invece, realizziamo un porto sostenibile, come richiede il nuovo concetto di sostenibilità, creiamo anche le condizioni di sviluppo economico del porto. Ebbene, cosa stabilisce questo decreto? Dice che le navi sopra una certa dimensione devono andare fuori dalla laguna e stabilisce, quindi, tempi e modalità, in accordo con quanto previsto dal codice dei contratti. Poi, però, signor Presidente, per essere chiari, noi dobbiamo gestire anche la transizione. Se non possiamo dire, infatti, che si cambia da oggi al domani, neanche possiamo permetterci di dire che le navi continueranno, come purtroppo fanno, a passare per il bacino di San Marco. Questo, infatti, sta avvenendo e avverrà anche nei prossimi mesi. Bisogna pertanto gestire assolutamente questa transizione. Signor Presidente, come Gruppo parlamentare abbiamo presentato degli emendamenti, come sa bene il sottosegretario qui presente, che erano, secondo me, migliorativi. Dopodiché, sappiamo che questa è una coalizione molto ampia. Il Capogruppo in Commissione, senatore Margiotta, ha lavorato molto abilmente all'interno della Commissione, ma è chiaro che bisogna trovare gli equilibri. Il principio di fondo dei nostri emendamenti, però, lo vogliamo ribadire, perché sono assolutamente migliorativi. Ritorno alla classe Venezia di cui prima, perché non basta la stazza lorda, ma bisogna parlare anche di dislocamento. Le grandi navi, infatti, quando passano, smuovono le acque, vanno nelle fondazioni dei palazzi. Bisogna parlare anche della tipologia dei carburanti usati e della quantità di zolfo. Anche qui nulla di nuovo, perché è stato siglato da tempo un accordo di programma tra l'autorità portuale e gli enti locali in questa direzione. Noi volevamo fosse riconosciuto a livello di decreto e abbiamo voluto votarlo in Commissione ambiente. Quindi, quello rimane una pietra miliare per le politiche e le decisioni future. Dopodiché, volevamo tempi congrui, perché quando diciamo gara, concorso di idee, dobbiamo fare velocemente, perché non possiamo più prenderci in giro. Dobbiamo andare a verificare immediatamente la possibilità di realizzare queste opere. Da ultimo, la commissione valutatrice deve essere di alto profilo, perché Venezia è Venezia, perché la laguna è la laguna. Quindi, indichiamo al Governo, all'interno del decreto, questa decisione, secondo noi di fondo, già ripresa all'interno della Commissione ambiente. Infine, naturalmente, no allo scavo di nuovi canali. Il canale Vittorio Emanuele è stato oggetto di dibattito nella Commissione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio perché certamente l'apertura del nuovo canale Vittorio Emanuele, chiuso di fatto da tempo dopo l'apertura del canale dei petroli, avrebbe aperto, questo sì, una ferita in laguna e, sinceramente, avrebbe causato dei danni. Su questo, però, abbiamo votato all'unanimità. Quindi, signor Presidente, andiamo avanti perché il bene di Venezia è anche il bene della Nazione. (Applausi) . BERUTTI (Misto-IeC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (Misto-IeC) . Signor Presidente, il decreto che ci accingiamo a convertire ha rappresentato, nell'ambito dell' iter in Commissione, un'occasione certamente proficua per l'ascolto di professionisti, operatori e organizzazioni del settore, che come sempre hanno dato un apporto qualificato e significativo per consentirci di integrare e migliorare l'intervento. In questo senso, il lavoro in Commissione è stato certamente articolato e abbiamo condiviso con i colleghi che il tema dei trasporti, e più in generale delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, si conferma come cruciale per il presente e per il futuro del Paese. A tal proposito va fatta una riflessione: molti emendamenti sono stati presentati, naturalmente condivisi da più forze politiche, quindi con una forte convergenza, ma tutto ciò non ha permesso sostanzialmente di concretizzarli e questa credo sia la prima riflessione che va fatta con il Governo. Infatti, se il ruolo dell'Assemblea e delle Commissioni è un ruolo comunque importante di indirizzo e di contributo costruttivo, dobbiamo in qualche modo trovare una strada per cercare, in tempi rapidi, di raccogliere e quanto meno riaffrontare i problemi che non sono stati inseriti in questo decreto-legge. Se guardiamo al solo contenuto del provvedimento, infatti, anche all'esito della fase emendativa, non possiamo negare che avremmo voluto fare di più sia per le problematiche connesse alla pandemia, sia più in generale per altri aspetti per nulla irrilevanti. Di fatto, quindi, su due articoli ci siamo mossi solo su delle proroghe, quindi importanti ma poco sostanziali, mentre sull'articolo 3, dove invece abbiamo trattato la questione Venezia, va fatta una riflessione molto importante. Venezia è un patrimonio mondiale dell'umanità e quindi credo che l'accelerazione e l'azione del decreto verso un concorso di idee siano elementi di fondamentale importanza e in questo caso la convergenza è determinante e imprescindibile. È stato detto da qualche collega in uno degli interventi che va fatta un'azione veloce e di altissimo livello, perché non possiamo dimenticare che l'elemento della sicurezza e ambientale deve comunque trovare un equilibrio con l'elemento turistico, economico e quindi con tutto il sistema Venezia e con tutto quanto vi ruota intorno, vale a dire le questioni di Marghera o del porto off shore. Dal concorso di idee naturalmente potranno arrivare proposte importanti; ciò che conta è che possano essere analizzate da professionisti di livello assoluto. Credo che questo possa essere un altro emblema della grande capacità di questo Paese di trovare soluzioni importanti e soprattutto soddisfacenti nell'equilibrio delle varie situazioni. Come dicevo, non essendo certamente soddisfatti, perché abbiamo dovuto fare anche dei passi indietro in merito alle riflessioni suddette, non possiamo negare che, dove interviene, il provvedimento è certamente utile. Credo che la velocità e la pragmaticità con cui aggiungeremo a questo altri interventi, a partire ovviamente dal PNRR, determineranno l'efficacia di un'azione più completa e utile al Paese, un'azione che consenta di tenere insieme, in modo virtuoso e sostenibile, economia, turismo, salvaguardia dei beni culturali e crescita; elementi che vanno contemperati con pragmaticità e concretezza. Sono convinto che anche qui l'Italia dimostrerà, ancora una volta, di essere all'altezza. Alla luce di tutto questo esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento al nostro esame. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, siamo riusciti con l'Aula quasi deserta ad avere silenzio; questo è fondamentale. Ieri il collega Paroli, ma anche il collega Floris, hanno fatto uno spaccato del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 45, che oggi ci accingiamo ad approvare. Ho fatto per tanti anni l'amministratore locale e ogni volta che volevo o qualcuno voleva evitare che le cose si facessero, si decidevano due cose: o istituire un bel tavolo, una bella commissione per discuterne oppure riunire un insieme di esperti che iniziava a studiare per il futuro di quel provvedimento, quell'argomento o quel progetto. Quando le cose si vogliono procrastinare nel tempo, di solito si fa così. Vederlo scritto al primo punto del decreto-legge mi ha un po' preoccupato. La Commissione ha fatto le raccomandazioni; voglio ringraziare Mauro Coltorti, il nostro presidente e ovviamente il sottosegretario Bellanova. Ritengo che tutti assieme abbiamo svolto un lavoro egregio nel limite delle possibilità e dell'opportunità che abbiamo avuto di portare proposte che i Gruppi ritenevano, tutti legittimamente, migliorative del provvedimento in esame. La soluzione finale è stata che purtroppo molte di queste proposte sono saltate, in quanto improponibili ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, posto dalla Commissione bilancio, per la quale condivido abbastanza le parole del senatore Coltorti; non c'è una criminalizzazione nei confronti del suo lavoro, ci mancherebbe altro. Del resto, è la Commissione filtro prevista dal Regolamento. Bisogna però anche tener conto che le Commissioni di merito talvolta possono decidere di prendere delle decisioni di cui in qualche modo la Commissione bilancio dovrebbe necessariamente tener conto perché la contenutistica, indipendentemente dall'aspetto di bilancio che è fondamentale, è essenziale per una risposta che il cittadino e il sistema vogliono portare avanti. Il provvedimento al nostro esame tocca tre argomenti. La Compagnia italiana di navigazione (CIN); sapete che c'è anche la questione del concordato in bianco, c'è tutto un problema in merito. Oggi ci prendiamo la responsabilità di procrastinare e di rimettere quattrini al suo interno; procrastinare significa infatti aumentare il periodo di lavoro e quindi le risorse da parte dello Stato, che - sia chiaro - sono esigue rispetto alla situazione tragica in cui versa la Compagnia. Più volte ho tentato, anche personalmente, come parlamentare della Repubblica, di spiegare la necessità che questa azienda se vuol andare avanti, deve guardarsi intorno, cercando di allargare anche la base societaria e ragionando per un'implementazione della liquidità, che è assente. Mi rivolgo al presidente Coltorti e al vice ministro Bellanova; è una questione che dovremo affrontare insieme seriamente per cercare di capire che futuro dare a migliaia di persone. Ieri il collega Floris ha dato uno spaccato esatto ed estremamente preoccupante della situazione e del collegamento con le isole. Ritengo poi il Documento unico di circolazione un elemento essenziale. Abbiamo cercato di affrontare attraverso emendamenti anche il tema della velocizzazione del rilascio di patenti e fogli rosa. La situazione, Vice Ministro, è preoccupante ci sono addirittura modalità diverse in 100 Province italiane nell'affrontare la questione di chi fa prima l'esame rispetto al numero dei fogli rosa, che le piccole e le grandi agenzie che si occupano di tali questioni portano all'attenzione della motorizzazione della Provincia. Ce ne sono alcune che avvantaggiano il grande numero ed altre che avvantaggiano il piccolo; a mio avviso bisogna dare una linea e sono convinto che potremmo anche trovare una soluzione. Il tema più politico del decreto-legge è Venezia, uno degli argomenti più delicati da affrontare. Devo dire che sono anche un po' soddisfatto della dichiarazione che ha fatto il presidente Coltorti: il Mose protegge Venezia. Mi è piaciuto tanto e lo ripeto: il Mose protegge Venezia. (Applausi) . Mi è piaciuto perché in questa legislatura sostituisco una grande persona che sul Mose ci ha sempre messo la faccia e si è speso: era il suo predecessore alla guida della Commissione infrastrutture e trasporti, il senatore Altero Matteoli (Applausi) , che è stato additato non so quante volte per una scelta di questo tipo. Se oggi Venezia è salva - ho sentito ieri una descrizione del tutto singolare sull'attività del Mose - è perché il Mose funziona e perché quel Governo decise di fare quel tipo di scelta. Anche l'antropizzazione di Venezia è stato l'elemento che ha costruito quella città: se oggi c'è Venezia, è perché qualcuno l'ha realizzata; se oggi c'è Venezia, è perché qualcuno ha scavato i canali e perché qualcuno l'ha resa una città importante dal punto di vista commerciale. Voglio ricordare che essere Repubblica marinara all'epoca non voleva dire: aspettiamo che arrivino i turisti da Pisa o da Genova. All'epoca non c'era l'hotel Danieli piuttosto che il Monaco & Grand Canal, oppure altre importanti strutture ricettive che aspettavano i turisti o ristoranti come il Do Forni per andare a pranzo o a cena. Non ho questo ricordo della storia della fondazione della città di Venezia. Credo che questo ricordo non lo abbiano nemmeno i 13.000 addetti del Porto di Marghera. Se vogliamo levare le navi commerciali, le navi passeggeri, il porto, le raffinerie e qualsiasi cosa, facciamo tutto da qualche parte (non si sa esattamente dove), e diamo magari a 13.000 persone il reddito di cittadinanza: abbiamo risolto il problema. (Applausi) . Così siamo a posto e abbiamo fatto anche l'ulteriore operazione: ammazziamo il secondo, terzo o quarto - a seconda delle tipologie di prodotto lì utilizzate - porto italiano; uccidiamo la storia d'Italia con la Venezia commerciale; massacriamo la prospettiva industriale del Nord-Est italiano; chiudiamo tutto e tutti a casa perché saremo tutti pubblici dipendenti, lavoreremo tutti nella scuola, lavoreremo tutti nei palazzi del potere. C'è una cosa che forse sfugge: ci sarebbero anche le imprese in Italia. (Applausi) . Sono imprese che lavorano, che fanno produzione, che trasportano, che danno una prospettiva. Noi siamo consapevoli che le navi non debbano passare dal canale della Giudecca, ovviamente, perché prima o poi qualcuna entrerà in Piazza San Marco senza neanche bussare: questo mi pare del tutto evidente. Ma è altrettanto evidente che se non passano di lì, bisognerà trovare loro una strada per farle passare da un'altra parte. (Applausi) . Non è che per risolvere possiamo chiudere, mettere una barriera e dire: vietato l'ingresso. (Applausi) . Mi sembra una follia. Su questo noi saremo vigili; ho sentito che il collega Ruspandini sarà vigile anche lui, e mi fa piacere, perché porta sempre un grande contributo alla Commissione. Noi saremo vigili e fattivi come parte di questo Governo perché vorremo intanto che quella Commissione, quel gruppo di lavoro, non si trastulli per quattro o cinque anni. Anzi, qui bisogna parlare di settimane: dobbiamo fare in modo che il Governo assegni, attraverso il Ministro, il Vice ministro e tutta l'organizzazione politica che questa maggioranza sostiene, degli obiettivi quotidiani o settimanali (Applausi) , perché vogliamo delle risposte subito. Questa mattina abbiamo ritirato l'emendamento 3.0.4, che è nell'emanando decreto-legge. E ringrazio la sottosegretaria Bellanova, con la quale si lavora sempre benissimo - ne do testimonianza - anche quando stavo all'opposizione e lei era Ministro dell'agricoltura. Siamo consapevoli della scelta che ci accingiamo a fare. Sosteniamo il provvedimento in esame (abbiamo votato gli emendamenti e lo approveremo), però dobbiamo stare sul pezzo, perché siamo soltanto all'inizio dell'enorme lavoro da fare. (Applausi) . CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio anzitutto il sottosegretario Bellanova e mi unisco a questo coro di gratitudine per l'ottimo lavoro che abbiamo fatto. Ringrazio i commissari, i compagni d'avventura, le colleghe e i colleghi. Poteva essere un'occasione perché si trattava, teoricamente, del decreto trasporti, che poteva essere ambizioso, ma che tale è stato solo nel titolo perché ha affrontato per prima cosa i trasporti e, poi, la questione di Venezia. Purtroppo il perimetro del provvedimento era troppo stretto e lo si è visto sin dall'inizio. In Commissione, con un lavoro secondo me ben fatto, si è cercato di intervenire con la presentazione di emendamenti da parte delle varie forze politiche per fornire più materiale, rimpinguare il provvedimento e dare un po' di polpa, ma non fine a se stessa. In questo settore i cittadini aspettano infatti risposte e soluzioni a problemi che vivono sulla loro pelle ogni giorno. Il provvedimento poteva pertanto essere una buona occasione, ma è scesa la scure delle inammissibilità, alcune, onestamente (pur rispettando assolutamente i criteri della Commissione 5 a , prima, e della Presidenza del Senato, dopo) a mio avviso un po' difficili da comprendere. Ad esempio, visto che il provvedimento tratta i temi relativi alle immatricolazioni e alle revisioni, si fa veramente fatica a capire perché siano stati giudicati inammissibili per materia gli emendamenti che prevedevano la proroga del documento unico di circolazione. Così facendo, scartiamo la possibilità di presentare emendamenti aggiuntivi, perché ci limitiamo semplicemente a minime correzione del testo presentato. Spesso ci lamentiamo del fatto che il Parlamento ha perso un po' di forza e viene spesso esautorato, come abbiamo detto tante volte anche in quest'Aula. Tuttavia, non vorrei che noi fossimo tra i primi responsabili di ciò. Dei tre poteri, il legislativo è quello messo un po' all'angolo, nonostante noi si venga eletti direttamente dal popolo e lo si rappresenti. Forse - ripeto - ciò accade anche per colpa. Il potere esecutivo agisce, per fortuna, ma abbiamo visto che quando ci troviamo a esaminare i decreti-legge le possibilità di intervenire sono veramente poche; il potere giudiziario spesso si prende lo spazio che noi lasciamo. È questo un problema che prima o poi dovremo affrontare. La promessa che ci è stata fatta è che una parte del lavoro svolto verrà assorbito nel decreto che nei prossimi giorni sarà all'esame del Consiglio dei ministri. Ringrazio ancora una volta il sottosegretario Bellanova, che si è impegnata a inserire nel prossimo provvedimento alcune misure come la proroga per l'esame delle patenti (di cui all'emendamento della senatrice Pergreffi), il cabotaggio (affrontato in un emendamento del senatore Rufa) e diversi temi contenuti in altri emendamenti. Quindi, sulla fiducia, abbiamo accettato di ritirare alcuni emendamenti e attendiamo l'approvazione di questo decreto-legge. Rimane quel poco che c'è nel provvedimento, 4 articoli, il primo dei quali dispone in materia di collegamenti con le isole. Oggettivamente gli insulani rischiavano di vedersi privati del loro diritto di essere collegati con il Continente per i ritardi che ci sono stati da parte di chi doveva bandire le gare per tempo, e non lo ha fatto nei tempi dovuti. Ora, abbiamo messo una piccola pezza e speriamo che, nel giro di poche settimane, si arrivi alla conclusione delle gare così da poter garantire in maniera continuata i diritti di tutti. Si parlava del Documento unico di circolazione (DUC). Finora abbiamo sentito parlare in dichiarazione di voto solamente di Venezia, ma in realtà si potevano affrontare tante questioni in questo decreto-legge. Il DUC è una proroga richiesta da tante associazioni che la Lega ha fortemente voluto, e anche in questo caso ringrazio per il determinante contributo il sottosegretario Morelli, che si è molto speso per questa proroga e che ha voluto il coinvolgimento delle associazioni di categoria, sempre a beneficio dei consumatori, dei clienti. Si è poi parlato - e non posso esimermi neanche io dal fare un breve passaggio - della parte che riguarda Venezia, una città in evidente sofferenza; una città che ultimamente è stata protetta dal Mose, un'opera che qualcuno non voleva, ricordiamocelo sempre. Venezia è una città che ha subìto un notevole impatto negativo, come tutta Italia e forse, in alcuni casi, anche più di altre parti d'Italia, perché il Covid col turismo nulla ci "azzecca"; anzi, una città che vive prettamente di turismo si è vista privata di questa importante entrata economica. Una città che vede un calo demografico, come abbiamo detto anche ieri: da 150.000 a 50.000 persone in pochi decenni. Una città che registra difficoltà negli spostamenti e che ha anche il problema delle grandi navi. È ovvio che le grandi navi vanno tolte da Piazza San Marco - questo è abbastanza evidente - però dobbiamo anche chiederci di cosa deve vivere Venezia a questo punto. I turisti li vogliamo o no a Venezia? È una scriminante che dobbiamo tenere ben presente; non possiamo esimerci dal porci questa domanda. Dobbiamo quindi trovare una soluzione valutando tutte le idee, senza preconcetti, andando a scegliere quella migliore per la città. Chiedo a tutti noi - la butto lì - di trarre esempio da questa che reputo un'occasione persa - lo dico chiaramente - per prenderci l'impegno di affrontare le effettive problematiche presenti oggi nei trasporti. Prendo spunto dal discorso sulle patenti. Oggi centinaia di migliaia di ragazzi diciottenni devono dare l'esame della patente. Già sono stati privati dal Covid di tanti mesi della loro giovinezza e ancora si ritrovano a dover subire un problema come questo. Come se non bastasse, al di là della mancata socialità che hanno sopportato in questo lungo anno, non riescono neanche a ottenere la patente. Ancora, prendiamoci l'impegno di aiutare gli operatori del settore degli spettacoli viaggianti, dimenticati in tutto questo tempo. (Applausi). Andiamo finalmente a risolvere la problematicità della revisione dei mezzi pesanti. Avevamo trovato l'accordo di tutta la Commissione, con un emendamento firmato da tutti. Sono tre anni che proviamo a metterlo a regime ed approvare una norma primaria. Avremmo potuto farlo, ma questa mattina l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. Andiamo a parlare del personale delle motorizzazioni, che manca; delle regole per l'utilizzo della targa prova; delle patenti nautiche; di un'incentivazione seria per il rinnovo del parco autoveicoli. Andiamo a risolvere il problema dell'esterovestizione, ovvero, fondamentalmente, dei frontalieri. I cittadini si aspettano che risolviamo questi problemi. Quello in esame è un decreto-legge piccolo, abbiamo fatto qualcosa di minimale. Voglio sperare e credere che presto faremo qualcosa di un po' più importante per il settore. Ovviamente la Lega non può che votare comunque a favore di questo inizio di percorso. (Applausi) . DI GIROLAMO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI GIROLAMO (M5S) . Signor Presidente, stiamo parlando di un provvedimento che a prima vista risulta piccolo e scarno, perché è composto da pochi articoli, ma in realtà essi esprimono un alto contenuto. Stiamo infatti parlando, innanzitutto, di continuità marittima per le isole, come Sardegna, Sicilia e Tremiti. Si tratta di un servizio indispensabile per gli isolani, che per il MoVimento 5 Stelle è garanzia del diritto di mobilità, sia per le persone che per le merci. È necessario discuterne oggi, affinché si evitino interruzioni del servizio di continuità marittima. È una piccola proroga, che di fatto permetterà di concludere le procedure già bandite per la concessione e che dà garanzia dei servizi di continuità marittima per le nostre isole, minori e maggiori. Parliamo poi del documento unico per la circolazione e, anche in questo caso, della necessità di una proroga dei tempi, affinché possa essere completato il passaggio delle procedure telematiche per il suo rilascio. Si tratta di uno strumento di semplificazione, che accorpa le procedure di immatricolazione e di trasferimento di proprietà. Il MoVimento 5 Stelle accoglie con favore le procedure telematiche di semplificazione. Ma ciò che vorrei raccomandare in quest'Aula, oggi, al Governo, è la necessità di una più assidua e leale interlocuzione con le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese che esercitano attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto. Si tratta dei principali attori di questo processo telematico, che hanno rappresentato a noi parlamentari, in Commissione, la necessità di maggiore coinvolgimento sugli aspetti operativi, che poi vengono essenzialmente rimessi a loro e alla loro intermediazione. Questa è una raccomandazione accurata che il Gruppo MoVimento 5 Stelle oggi vuole rimarcare. Infine, parliamo della laguna di Venezia e della necessità di preservare e tutelare quel fantastico ecosistema nella sua interezza. Il decreto-legge sancisce finalmente l'avvio di un processo, che venne definito, nel 2012, attraverso un decreto ministeriale, il cosiddetto decreto Clini-Passera, e che sancì l'estromissione del passaggio delle grandi navi dal canale di San Marco. Permettetemi di dire che il decreto-legge in discussione oggi fa molto di più e, infatti, prevede l'individuazione di punti di attracco al di fuori dalle acque della laguna, per le navi di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate, quindi le grandi navi. Ciò significa che si va oltre le 78 paratoie del Mose e si va lontano da Marghera. Da oggi ha inizio un processo di eliminazione delle grandi navi dalla laguna e questo ci rende fiduciosi che il percorso andrà a buon fine. Signor Presidente, la laguna deve essere messa nelle condizioni di poter mantenere quell'equilibrio, molto delicato e sensibile, che la caratterizza e, dunque, l'uomo e la politica hanno il preciso dovere di tutelare questo equilibrio lagunare, per tutelare la laguna stessa. Gli stessi scavi e le operazioni di dragaggio dei canali devono avere come priorità il ripristino della morfologia originaria della laguna, che già risente negativamente degli effetti delle acque del mare, che entrano attraverso le bocche di porto, nel canale dei petroli. Colleghi, il contesto di emergenza climatica che viviamo, con l'innalzamento delle acque marine, con il fenomeno dell'erosione costiera e con tutti gli effetti catastrofici ad essa legati, non può e non deve lasciarci indifferenti. Così come non possiamo e non dobbiamo restare impassibili dinanzi alle criticità di ordine ambientale e paesaggistico, relative ad un patrimonio unico al mondo, come quello gelosamente custodito a Venezia. Alcuni colleghi di altre forze politiche hanno argomentato il tema, evidenziando l'essenzialità dell'aspetto economico derivante dall'indotto turistico crocieristico su Venezia. Questo è verissimo, ma mi chiedo fino a che punto l'aspetto della tutela ambientale possa cedere il passo a quello della tutela economica; fino a che punto possa continuare ad esistere un'economia là dove la natura subisce abusi. Quello che ci aspettiamo è il raggiungimento di un giusto equilibrio tra questi due aspetti; diversamente, cari colleghi, dove perisce la natura l'indotto economico muore. Il MoVimento 5 Stelle voterà quindi a favore del provvedimento in esame (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 45, recante misure urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico e del trasporto marittimo delle merci nella laguna di Venezia». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sospendo la seduta fino alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 11,22, è ripresa alle ore 15,01) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Invito gli oratori a un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. La senatrice Pinotti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02467 sulla garanzia dei diritti umani in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe internazionali, per tre minuti. PINOTTI (PD) . Signor Ministro, il ritiro dei contingenti NATO e degli Stati Uniti dell'Afghanistan è ormai imminente. È una missione alla quale l'Italia ha contribuito dall'inizio, e quindi dal 2001. Dopo l'attentato alle Torri gemelle per la prima volta è stato utilizzato l'articolo 5 del Trattato NATO, secondo il quale, quando viene colpito un Paese dell'Alleanza, anche gli altri Paesi sono chiamati a intervenire. L'obiettivo era contrastare il terrorismo di al Qaeda. Abbiamo partecipato con ruoli rilevanti nella catena di comando della missione e abbiamo avuto da subito, appena si è un po' stabilizzato il Paese, la responsabilità del PRT di Herat, cioè della regione ovest. È stata una missione molto impegnativa, durata vent'anni, in un contesto complicatissimo e pericoloso. Cinquantacinque italiani, di cui cinquantatré militari, sono morti lì, sul suolo afghano: un sacrificio e un prezzo altissimo che non dobbiamo dimenticare. Il Ministro della difesa ha avuto modo di dichiarare che il nostro obiettivo è conservare i risultati fin qui conseguiti; obiettivo sul quale sono certa che anche lei concorda. Tra i risultati conseguiti c'è indubbiamente stato un miglioramento della condizione di vita delle donne. Nel regime dei talebani le bambine non andavano a scuola e neanche molti bambini; solo 900.000 ragazzini afghani andavano a scuola. Ora sono 9 milioni, di cui 3,5 milioni di ragazze. Circa il 40 per cento delle donne e delle ragazze nella zona di Herat si sono iscritte all'università; questa zona è stata sotto la nostra responsabilità ed è quella nella quale la scolarizzazione delle ragazze è più alta. La legge elettorale afghana ha previsto da subito che un 25 per cento di donne dovesse essere eletto nel nuovo Parlamento e, con tutte le difficoltà della situazione, in un territorio complicatissimo, le donne hanno acquisito via via ruolo nella vita sociale, economica, politica, dei media . Dei passi in avanti sono stati fatti, in una situazione che - ripeto - rimane ancora complicatissima, con le spose bambine e con le lapidazioni. Ho incontrato alcune volte le rappresentanti delle donne afghane, donne davvero lucide e coraggiose, la cui preoccupazione, nel momento in cui il contingente internazionale andrà via, è che tutto torni come prima. Da tempo sono in corso delle trattative fra rappresentanti del Governo statunitense e il Governo afghano, i talebani, ma fino ad oggi impegni scritti in modo veramente chiaro su questo non sono stati assunti. Le chiedo, signor Ministro, per il sacrificio fatto dal nostro Paese e per il ruolo molto importante che abbiamo avuto, di far sentire forte la nostra voce per ottenere che quello che è stato conquistato in venti anni non vada disperso. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signora Presidente, ringrazio la senatrice Pinotti. L'Afghanistan si trova oggi a uno snodo cruciale della sua storia. Restituire stabilità al Paese e creare le condizioni per la riconciliazione nazionale sono obiettivi per i quali per la prima volta si è aperta una finestra. Questo percorso, certamente complesso, dovrà consentire di preservare i fondamentali progressi compiuti negli anni dal Paese, anche grazie all'Italia - come ha detto la senatrice interrogante - specialmente nella protezione dei diritti di donne, bambini e minoranze. È un aspetto per noi imprescindibile, come ho avuto modo di sottolineare anche alla ministeriale NATO dello scorso 14 aprile. Una nuova generazione di cittadine e cittadini afghani, cresciuti negli ultimi venti anni, auspica un futuro in cui i diritti umani e le libertà fondamentali siano rispettati. Le loro voci meritano ascolto in sede di negoziato. Il loro ruolo nella società deve essere tutelato dopo la conclusione dell'accordo di pace. Il mese scorso, nel dibattito dedicato all'Afghanistan nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, abbiamo espresso l'auspicio che le Nazioni Unite possano svolgere un ruolo di primo piano nei negoziati di pace intra-afghani. Ciò offrirebbe una rassicurazione ulteriore sull'attenzione al tema dell'eguaglianza di genere nei futuri sviluppi del processo. Il nostro Paese sin dall'inizio ha ispirato la propria azione in Afghanistan a questi principi. Negli ultimi due decenni, con un attento monitoraggio del rispetto dei diritti umani, abbiamo esercitato, assieme a partner e alleati, pressioni diplomatiche sulle autorità locali per indurle a iniziative più energiche in questo settore cruciale. L'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ha finanziato progetti per promuovere uguaglianza di genere e salute riproduttiva, sviluppare la micro-imprenditoria femminile, prevenire e contrastare la violenza sessuale e di genere, ridurre la mortalità materna e infantile. I nostri progetti di cooperazione continueranno. In occasione della più recente sessione di revisione periodica universale del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, l'Italia ha rivolto alle autorità di Kabul specifiche raccomandazioni in materia di diritti delle donne e dei bambini. La dimensione di genere e il rispetto dei diritti fondamentali hanno costituito tematiche trasversali anche del nostro impegno nel sostenere e formare le Forze armate e di polizia dell'Afghanistan. Nel quartier generale a guida italiana di Herat è stata introdotta la figura del consigliere del comandante per le questioni di genere, per l'attuazione della risoluzione n. 1325 del Consiglio di sicurezza, che esorta a incrementare la partecipazione delle donne e a integrare le prospettive di genere negli sforzi delle Nazioni Unite in materia di pace e sicurezza. In vista della conclusione della missione "Resolute Support", il Ministero della difesa ha assicurato la disponibilità a esplorare da subito forme di collaborazione con le autorità afghane per continuare, ove possibile, queste attività e per questo vorrei ringraziare il ministro della difesa Lorenzo Guerini. In conclusione, il ruolo dell'Italia e degli alleati in Afghanistan non si esaurirà con la missione NATO. Resteremo impegnati a monitorare e a mettere in atto ogni opportuna azione affinché le prossime tappe dei negoziati di pace intra-afghani pongano al centro il tema delle conquiste politiche e sociali degli ultimi due decenni, a partire dai diritti delle donne e delle minoranze etnico-religiose. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per permettere all'Afghanistan di tornare a crescere in un clima democratico e di pace. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Pinotti, per due minuti. PINOTTI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, le sue parole sono state chiare e impegnative. Lei ha detto che l'Afghanistan è a un nodo cruciale della sua storia e penso che, per il ruolo che abbiamo avuto e per i legami di profonda amicizia che quel popolo sente nei nostri confronti, dobbiamo essere impegnati al massimo a non lasciarli soli, a non tornare indietro. Ha ricordato che abbiamo formato una parte significativa delle Forze armate e delle Forze di polizia dell'Afghanistan. Molte donne ne fanno parte e ha ricordato il nostro lavoro. Pensate che nella provincia di Herat abbiamo costruito insieme alla cooperazione un campo, un carcere femminile, che sembrerebbe una cosa negativa, ma per le donne afghane picchiate, torturate e violentate e per le bambine che sono scappate da matrimoni è stato, invece, un rifugio; una sorta di casa per le donne maltrattate e non un carcere femminile. È, inoltre, importante che la Costituzione afghana che è stata scritta non venga snaturata e modificata. Ricordo che ancora con Karzai c'è stato un tentativo di inerire la sharia nella Costituzione. Le donne elette hanno chiamato tutti gli ambasciatori dei Paesi della coalizione internazionale lamentando e denunciando questo fatto e, grazie alla pressione esercitata, si è bloccato. Dobbiamo fare la stessa cosa e aiutarle, come abbiamo fatto in quel momento. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Saccone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02473 sulle criticità nel sostegno ai rifugiati palestinesi, per tre minuti. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, abbiamo condiviso e sottoscritto l'interrogazione con il nostro Capogruppo, la senatrice Bernini, e i senatori Malan e Aimi. Come lei ben sa, l'Italia ha elevato a rango costituzionale la promozione di organismi internazionali volti a favorire la pace e la concordia tra le nazioni. Considerato che la United Nations relief and works Agency for palestine refugees (UNRWA) ha tra i suoi scopi il sostegno e la promozione di iniziative a favore dei rifugiati palestinesi; considerato, inoltre, che il Governo italiano ha recentemente incrementato il Fondo iniziale destinato all'Agenzia stessa delle Nazioni Unite per un importo pari a due milioni di euro, raggiungendo così l'importo stanziato dal nostro Paese quasi 20 milioni di euro; visto che, tra le lodevoli iniziative poste in essere dall'Agenzia, vi è anche la diffusione dell'insegnamento e della formazione; visto, inoltre, che tra queste iniziative vi è la pubblicazione di materiale scolastico distribuito tra gli studenti palestinesi, con stupore abbiamo appreso che tra queste pubblicazioni ve ne sono numerosi che contemplano l'odio verso Israele ed esaltano la jihad , come peraltro evidenziato nei giorni scorsi da un articolo sul sito formiche.net. Signor Ministro, le chiediamo se innanzitutto è a conoscenza di questa vicenda e, nel caso, quali provvedimenti abbia intrapreso o intenda intraprendere per scongiurare la diffusione dell'odio tra le giovani generazioni palestinesi, grazie, per altro, anche ai fondi stanziati dal nostro Governo. Inoltre, vogliamo sapere le modalità di monitoraggio che il nostro Paese, quale membro dell'Advisory Commission UNRWA, pone in essere affinché non si abbia più a ripetere una tale circostanza che - come ella potrà certificare certamente - è in palese violazione dei principi cardine contenuti nella nostra Carta costituzionale. PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . Signor Presidente, senatore Saccone, senatori interroganti, senatrici e senatori, tengo in premessa a sottolineare che la questione palestinese è una delle crisi umanitarie più lunghe e dolorose della storia recente con oltre 5 milioni di rifugiati. È in questa prospettiva che si inserisce il contributo della cooperazione italiana all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel vicino Oriente, che opera in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e striscia di Gaza. Sono aree prioritarie per l'Italia, tanto più in una fase resa ancor più drammatica dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni al movimento internazionale di beni e personale umanitario. Vengo al quesito specifico. Sul tema dei libri di testo utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, tema sollevato dai rapporti pubblicati da Impact-SE, organizzazione no profit basata in Israele, vorrei assicurare che il Governo segue la questione con particolare attenzione, anche nel quadro del dialogo tra Agenzia e donatori. In quanto membro della Commissione consultiva dell'Agenzia, l'Italia partecipa, per il tramite del Consolato generale a Gerusalemme, alle varie riunioni di coordinamento e monitoraggio delle iniziative. Nel corso degli ultimi incontri l'Agenzia ha fornito chiarimenti puntuali proprio in risposta alla richiesta di massima trasparenza avanzata dai donatori, Italia inclusa, su questa vicenda. In un primo documento dello scorso gennaio, la Impact-SE aveva, infatti, criticato i messaggi, ritenuti non in linea con i valori delle Nazioni Unite, e i contenuti dei materiali utilizzati nelle scuole gestite dall'Agenzia ONU per la didattica online nel periodo febbraio-novembre 2020. Il vertice dell'Agenzia ha risposto con una lettera ai membri della Commissione consultiva. Nella lettera il commissario generale ha fatto presente che l'Agenzia utilizza un sistema interno di revisione permanente dei materiali scolastici. Come risultato della revisione, l'Agenzia aveva deciso di rimuovere i materiali didattici ritenuti effettivamente non in linea con gli standard delle Nazioni Unite. Successivamente, a febbraio, Impact-SE ha pubblicato un secondo rapporto in cui punta il dito anche contro i materiali di autoapprendimento utilizzati nel periodo novembre 2020-gennaio 2021. Al fine di non lasciare dubbi circa la politica di tolleranza zero verso ogni atto di discriminazione e di incitamento alla violenza, l'Agenzia ha risposto a questo secondo rapporto sospendendo in via precauzionale la piattaforma allora utilizzata, contenente i materiali didattici in questione al fine di garantire un ulteriore approfondito esame ad opera di un organo neutrale di valutazione, appositamente creato. Il 19 aprile, nel corso di un incontro con i membri della Commissione consultiva, a cui l'Italia ha partecipato, l'Agenzia ha annunciato la conclusione del processo di revisione e la decisione di adottare una nuova piattaforma per i materiali di autoapprendimento. Anche grazie a questa piattaforma, d'ora in avanti, qualsiasi materiale online utilizzato nelle scuole gestite dalle Nazioni Unite, dove la modalità di didattica a distanza è tutt'ora prevalente, dovrà superare una valutazione ancora più stringente, cui parteciperanno personalmente dirigenti dell'Agenzia al più alto livello. Questo è l'impegno preso. La Farnesina, anche per il tramite del Consolato generale d'Italia a Gerusalemme, continuerà ad esercitare un ruolo di vigilanza sulle iniziative dell'Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, in modo da prevenire ogni discordanza fra le attività finanziate e i principi cardine della cooperazione italiana, quali la non discriminazione e il sostegno alla convivenza pacifica. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Saccone, per due minuti. SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro. Mi permetta di dire subito che mi ritengo soddisfatto dalla sua risposta. Non è questa la sede per aprire un dibattito sulle ragioni dei 5 milioni di rifugiati; non è questa la sede per dire che ci sono razzi che partono da Gaza. Non è questo il momento. Abbiamo espresso apprezzamento per l'attività che l'Agenzia svolge a sostegno dei rifugiati. Sono contento del monitoraggio, che sarà capillare. Noi, come Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC, vogliamo monitorare costantemente, non vogliamo abbassare la guardia, perché l'intento non è discriminatorio, ma è ribadire la tolleranza zero verso l'odio, da chiunque esso provenga. Pertanto, la ringrazio, signor Ministro. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Carbone ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02471 sulla fine del blocco dei licenziamenti e su iniziative per il sostegno al mercato del lavoro, per tre minuti. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, tra le principali e più importanti misure adottate per far fronte all'emergenza Covid-19, ha assunto un rilievo notevole, fin dai primi mesi del 2020, il cosiddetto blocco dei licenziamenti. Con questa misura si è inteso impedire alle aziende di licenziare i propri dipendenti per ragioni economiche, sia in forma collettiva, sia in forma individuale. L'obiettivo dell'allora Governo Conte- bis era quello di evitare che le conseguenze più crude dell'emergenza venissero addossate sulle classi lavoratrici, trasformando così una crisi sanitaria e una crisi economica addirittura in una crisi sociale. D'altro canto, sono stati molti gli interventi normativi che hanno consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali, come la Cassa integrazione guadagni (CIG) e il Fondo di integrazione salariale (FIS), soprattutto al fine di supportare le aziende che maggiormente hanno risentito della diminuzione della domanda di beni e servizi e, in special modo, quelle imprese attive in settori cruciali, come il turismo e la ristorazione. Il cosiddetto decreto sostegni ha previsto la fine del blocco dei licenziamenti, con riguardo al tipo di ammortizzatore sociale a cui si fa ricorso. Il 30 giugno, infatti, termina il blocco per le imprese che usufruiscono della CIG ordinaria; per lo più sono le imprese del settore industriale. Il 31 ottobre, invece, rappresenta il termine per il blocco dei licenziamenti delle aziende beneficiarie delle 28 settimane di assegno ordinario a carico del FIS o di cassa integrazione in deroga. Signor Ministro, si apprende da sue interviste recenti che l'intenzione del Governo sarebbe quella di predisporre ritocchi alle normative per sostenere il superamento del blocco dei licenziamenti con strumenti che tengono conto del diverso andamento dei settori. Tutto ciò premesso, vorrei chiederle quali iniziative urgenti intenda promuovere al fine di rilanciare le politiche attive del lavoro del nostro Paese, anche allo scopo di scongiurare i rischi di immediate e gravi ripercussioni occupazionali derivanti dalla fine del blocco dei licenziamenti; e poi quali iniziative voglia intraprendere per promuovere il reinserimento lavorativo e l'innalzamento dei livelli occupazionali, anche alla luce degli scarsi risultati ottenuti negli ultimi anni. PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Ringrazio i senatori interroganti. Con la proroga dei trattamenti straordinari di integrazione salariale e il contestuale blocco dei licenziamenti e l'individuazione di ulteriori strumenti di sostegno al reddito per i soggetti che non si era riusciti a raggiungere con gli interventi precedenti, il Governo ha inteso garantire una rete di protezione il più possibile inclusiva ed equa, che facesse da argine all'impatto devastante della pandemia, in continuità - io credo - con alcune scelte precedentemente assunte. Fin dal mio insediamento, ho cercato di coniugare le misure straordinarie di protezione dei lavoratori, con l'avvio di due riforme strutturali che ritengo prioritarie: quella degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive. Dobbiamo dare ammortizzatori a milioni di lavoratori che oggi non li hanno. E dobbiamo agire sulle competenze di base dei lavoratori più lontani dal mondo del lavoro e fornire una formazione più avanzata anche per quei lavoratori più qualificati che comunque potrebbero trovarsi in una situazione di transizione nei prossimi mesi e avranno bisogno di un accompagnamento della ricollocazione; ciò anche perché molti indicatori ci dicono che non è detto che la ripresa riprodurrà i posti di lavoro che si sono determinati negli stessi ambiti in cui sono venuti meno. Ritengo fondamentale adottare una visione organica, che racchiuda in un solo intervento l'insieme di queste iniziative, accompagnando così la trasformazione del mercato del lavoro e facilitando le transizioni occupazionali; migliorando l'occupabilità dei lavoratori e innalzando il livello delle tutele attraverso la formazione. Puntiamo quindi ad un pacchetto di misure adeguate per contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile, agendo sull'intero percorso che dalle misure di welfare può condurre al lavoro, e cioè fino al vero e proprio sbocco occupazionale. Per questo stiamo valutando misure specifiche da inserire anche nei prossimi provvedimenti d'urgenza che istituiscono luoghi di formazione all'interno dei contesti produttivi. Introduciamo così un intervento innovativo di politica attiva basato sul partenariato pubblico-privato per mettere in connessione con continuità ed efficacia il sistema produttivo e la forza lavoro disponibile, attraverso lo sviluppo di servizi dedicati alla creazione di nuove opportunità. Anche sull'occupazione femminile stiamo già studiando specifiche proposte che agiscano innanzitutto sulle pari opportunità di lavoro per le donne, a partire dall'anticipazione della valutazione sull'impatto di genere, che già è contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, e il gender procurement , che stiamo cercando di inserire il prima possibile. Per scongiurare i rischi dei prossimi mesi, quando lo sblocco dei licenziamenti sarà suscettibile di determinare gravi ripercussioni occupazionali, stiamo valutando alcune misure volte ad incentivare il reinserimento lavorativo e l'innalzamento dei livelli occupazionali. Si tratta dell'introduzione di nuovi strumenti che garantiscono alle imprese la necessaria flessibilità nella delicata fase della ripartenza e ai lavoratori un percorso contestuale di formazione, di adeguamento mirato delle competenze e di inserimento lavorativo, in grado di accompagnarli nelle transizioni occupazionali verso un impiego stabile. Credo poi che sia urgente, urgentissimo, in collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, iniziare a fare una mappatura dell'andamento dei diversi settori, perché la ripresa non è uguale, non sarà uguale da tutte le parti e dentro gli stessi settori ci sarà un'articolazione diversa e un rimbalzo diverso. Il monitoraggio è quindi molto importante anche perché continuare a utilizzare strumenti uguali per situazioni diverse non sempre è il meglio che si possa fare in questa fase storica. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Carbone, per due minuti. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio della risposta e prendo atto delle sue parole. Mi dichiaro soddisfatto e rimango anche speranzoso. Tra l'altro, devo dire che da quando si è insediato non ha mancato un appuntamento con la Commissione lavoro. Sono quindi davvero speranzoso del suo impegno e di quello del presidente Draghi per quanto faremo insieme per i lavoratori, per le aziende e per il sistema produttivo italiano in genere. Mi permetta però di esprimerle un mio cruccio e una mia preoccupazione. Venendo dalla Campania, da Napoli, vorrei soffermarmi sulla situazione della Whirpool in tale città. Lei sa che la Whirpool nonostante abbia presentato i risultati del primo trimestre in Europa, riferendo una crescita doppia nei ricavi, ha comunque deciso di chiudere i battenti a Napoli, lasciando così a piedi, a casa, 330 lavoratori. Signor Ministro, lei sa che la situazione della Whirpool, tra l'altro, è simile a quelle di altre aziende e di altri grossi gruppi del Sud, che tra poco chiuderanno, lasciando a casa migliaia di operai. Mi rendo conto che, dati i tempi contingentati previsti dal Regolamento, non posso pretendere da lei una risposta, ma almeno vorrei da lei un impegno, che non sia formale, ma sostanziale, affinché finalmente queste importanti questioni siano affrontate dal suo Ministero e all'interno del Governo, alla luce anche dei notevoli finanziamenti all'interno del PNRR per il Sud. Lo dico da napoletano, da campano, da uomo del Sud, ma soprattutto - mi permetta, Ministro, da italiano: se non riparte il Mezzogiorno, non riparte l'Italia. (Applausi). PRESIDENTE . Il senatore De Bertoldi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02469 sulle agevolazioni ai navigator per l'accesso al pubblico impiego, per tre minuti. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, la tutela e la promozione del lavoro sono per noi di Fratelli d'Italia un impegno politico quasi esistenziale e rappresentano, almeno per un Ministro della Repubblica e soprattutto per il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, un dovere. Vogliamo interrogarla sul tema del reddito di cittadinanza. Difendere il lavoro, per chi ha una cultura liberale come me, vuol dire innanzitutto investire nel lavoro, promuovere le imprese che assumono e difendere quelle imprese - penso alla Silvelox del Trentino-Alto Adige o all'ex Embraco del Piemonte - che invece vedono i propri lavoratori a rischio di perdere il posto per delle complicazioni giuridiche inutili, che esistono purtroppo nel nostro ordinamento e anche per posizioni non accettabili dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Ecco questo significa difendere il lavoro ed i lavoratori. Posso comprendere - so che lei non si offenderà, signor Ministro - che la sua cultura sia diversa dalla mia; la sua matrice marxista certamente ha una visione differente dalla mia visione liberale. Credo però che dovremmo e potremmo convenire, signor Ministro, che il reddito di cittadinanza si è dimostrato una mera misura assistenziale. Non lo dice Fratelli d'Italia, lo dicono i dati dell'Agenzia nazionale politiche attive lavoro (ANPAL) e i numeri: 1.650.000 percettori del reddito di cittadinanza, 423 assegni di ricollocazione attiva, zero posti di lavoro creati. Questi sono numeri che testimoniano il fallimento del reddito di cittadinanza come promozione del lavoro, come creazione di posti di lavoro; una forma diseducativa che non ha peraltro promosso alcunché e ha lasciato le imprese e i lavoratori nelle difficoltà. La interroghiamo allora sul decreto-legge sostegni, un provvedimento che doveva indennizzare gli imprenditori e le partite IVA colpite dalla pandemia e dai lockdown . E invece cosa prevede? Prevede il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, la proroga degli scandalosi incarichi ANPAL e quindi - ecco il punto - il titolo preferenziale per i navigator nei concorsi pubblici: su 11.000 posti pubblici che andranno a concorso, ne avremo di fatto più della metà già assegnati o quasi. Signor Ministro, è su questo che la voglio interrogare e chiedere un riscontro preciso: non ritiene che la meritocrazia sia sacrificata ai privilegi degli amici e ai privilegi di qualcuno, e quindi che sia veramente una perdita grave per le potenzialità del nostro sistema Paese? Non è accettabile che il decreto-legge sostegni, il provvedimento che dovrebbe aiutare le nostre imprese e quindi i nostri lavoratori, dia dei privilegi ingiustificati ai navigator , ossia a quei rappresentanti del reddito di cittadinanza che non hanno prodotto un posto di lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, senatore De Bertoldi, la ringrazio della domanda. Non sono assolutamente offeso se sottolinea che la sua cultura politica è diversa dalla mia e non posso che compiacermi che la cultura liberale si sia così ampiamente diffusa. (Applausi) . Quello che ritengo invece giusto sottolineare è che il rispetto della verità ci dice che, nell'ambito del decreto-legge sostegni, non c'è nessuna proroga degli incarichi dell'ANPAL, che non sono soggetti a spoil system , né ci dice che vi sia all'interno di tale provvedimento un titolo che garantirà l'assunzione dei cosiddetti navigator. Questa vicenda ci consiglierebbe di non utilizzare più termini inglesi per definire delle funzioni che si esercitano in questo Paese perché, più che una definizione, rischiano di diventare uno stigma. Non c'è nessun privilegio né lede le pari opportunità di accesso alle procedure concorsuali delle pubbliche amministrazioni, atteso che gli stessi devono sostenere e superare le prove degli eventuali concorsi a cui volessero partecipare, come peraltro è già avvenuto in alcune Regioni in cui hanno partecipato. La valutazione favorevole delle pregresse esperienze - quando ci sono state - nella selezione sostenuta corrisponde a un principio già ampiamente utilizzato nella pubblica amministrazione e peraltro confermato dalla recente normativa introdotta dal collega Brunetta. Ritengo quindi che l'attività dei navigator vada considerata come una delle facoltà e delle conoscenze acquisite di chi parteciperà al concorso, in un'ottica che può concorrere al rafforzamento dei centri dell'impiego. Mi auguro che la stessa attenzione dedicata a questo tema sia rivolta anche ai gravi ritardi che ancora purtroppo caratterizzano il processo di assunzione degli 11.000 posti previsti all'interno dei centri per l'impiego, con risorse già stanziate, e che passano attraverso una serie di piani e bandi realizzati dalle Regioni che considero assolutamente essenziali per realizzare nel nostro Paese un sistema politiche attive del lavoro che non può che vedere protagonisti i soggetti privati, ma anche una rete pubblica che deve essere messa nelle condizioni di sostenere adeguatamente questa sfida. Il completamento in tempi rapidi di questo processo credo sia fondamentale perché le strutture territoriali siano in grado di erogare le politiche del lavoro necessarie per far fronte agli effetti delle pandemie sul mercato del lavoro, in particolare dopo che il blocco dei licenziamenti verrà rimosso. Aggiungo un'ultima considerazione, se mi consentite. Considero che valutare la capacità di realizzare politiche attive del lavoro nell'ambito di una pandemia sia abbastanza complicato. Credo che oggettivamente il reddito di cittadinanza sia servito a far fronte a quella che rischiava di essere un'esplosione della povertà assoluta all'interno del nostro Paese. Valutiamolo per questo, e quando avremo un sistema delle politiche attive valuteremo anche cosa funziona e cosa non funziona. Credo che le due sfere vadano maggiormente distinte, però penso che sia giusto testarlo anche alla luce di un quadro più corrispondente a una dinamica ordinaria del mercato. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore De Bertoldi, per due minuti. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, non sono particolarmente soddisfatto - lo potrà capire - anche se ho considerato una certa difficoltà da parte sua, quale rappresentante del Governo, nel giustificare questo titolo di preferenza verso i navigator nei concorsi pubblici che, come recita l'articolo 18 del decreto-legge sostegni, esiste. Noi non lo condividiamo, perché - ribadisco - la meritocrazia deve prevalere su tutto; non vogliamo privilegi per i navigator, così come per nessun altro. Signor Ministro, desidero rivolgerle una raccomandazione più generale. In queste ultime ore si sente dire che il Governo che lei rappresenta voglia "smontare" quota 100. Io vorrei invitarvi a "smontare" piuttosto qualcos'altro, ossia l'impianto del reddito di cittadinanza e il decreto dignità, che ha paralizzato e ingessato il mercato del lavoro. Facilitate e aiutate le imprese, che sono le uniche e le prime che possono e vogliono creare lavoro; è così che si investe e non si fa spesa corrente e assistenziale nel settore del lavoro. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Laforgia ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02470 sull'introduzione di un salario minimo legale, per tre minuti. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, signor Ministro, in questo ramo del Parlamento - e, segnatamente, nella Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale - molto prima che la pandemia si abbattesse sul nostro Paese ci siamo occupati di una cosa che ritengo molto importante, ossia l'ipotesi di introdurre un salario minimo legale. Siamo partiti da alcuni disegni di legge depositati da molto tempo in Senato e anche grazie all'impulso di chi l'ha preceduta al Ministero. Poi, naturalmente, la pandemia ha mandato a gambe all'aria l'agenda politica. Tuttavia, signor Ministro, ritengo non vi sia un solo motivo per il quale si debba abbandonare quella strada, tanto più alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi. Occorre introdurre una soglia, sul piano del salario orario, al di sotto della quale nessun lavoratore deve poter scendere. Lo dobbiamo fare, signor Ministro, perché è un sentiero percorribile e perché il salario minimo è una strada che ci viene indicata anche dall'Europa. Signor Ministro, lei è molto sensibile a questi temi, come sta dimostrando anche in veste di Ministro del lavoro e delle politiche sociali. C'è il dramma che vivono i lavoratori che hanno perso - o rischiano di perdere - il posto di lavoro (se ne è peraltro parlato anche poco fa) e desidero ringraziarla perché si sta occupando di capire che cosa accadrà il minuto dopo la rimozione del blocco dei licenziamenti, in relazione soprattutto alla riforma degli ammortizzatori sociali cui ha fatto riferimento. Tuttavia, non è meno mortificante (sempre che si possa stabilire una qualche gerarchia) la condizione di chi un lavoro ce l'ha, ma, proprio perché sottopagato, non si vede garantita la dignità per sé e i propri cari. Dico questo anche alla luce di una tradizione piuttosto solida delle relazioni industriali di questo Paese (che dobbiamo difendere, rilanciare e riportare nel mondo nuovo), che è la contrattazione collettiva nazionale. All'interno di quella cornice non possiamo però più permetterci che le maglie più o meno larghe dello schema facciano sì che ci siano lavoratori che sfuggono e vivono una condizione di lavoro povero. La mia domanda è molto semplice. Signor Ministro, cosa sta immaginando di fare, sul piano fattivo, al fine della possibile introduzione di un livello minimo salariale, di cui credo che questo Paese abbia bisogno? (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, ringrazio il senatore Laforgia per il quesito posto, che riguarda le iniziative che si intendono adottare per migliorare l'adeguatezza dei salari e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. È di qualche giorno fa la notizia che il nostro Paese ha avuto tra le più forti perdite del potere d'acquisto dei lavoratori all'interno dell'Unione europea. Il tema è di primaria importanza, in particolar modo nel momento attuale, perché la pandemia ha duramente colpito l'economia europea e risulta essenziale assicurare salari che siano adeguati, sufficienti a garantire ai lavoratori e alle loro famiglie un'esistenza libera e dignitosa, come sancito dall'articolo 36 della nostra Costituzione. La determinazione di una soglia di salario minimo favorirebbe la realizzazione di un mercato del lavoro più inclusivo, più equo e paritario, abbattendo le diseguaglianze anche in termini di gender pay gap . Su questo tema ritengo sia opportuno stare dentro al quadro che si sta definendo a livello europeo. La proposta di direttiva della Commissione contiene regole volte a rendere più efficaci e uniformi i sistemi adottati dai Paesi dell'Unione europea, perseguendo l'obiettivo comune di rendere accessibile a tutti i lavoratori la tutela di un trattamento salariale minimo e rafforzando ed estendendo la copertura della contrattazione collettiva, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Questo quadro di riferimento definirà alcuni principi e criteri ordinatori ai quali attenersi, che ci consentiranno di giungere a un'eventuale individuazione normativa del salario minimo e soprattutto di chiarire e risolvere la questione del rapporto tra rappresentanza sindacale e salario minimo, che nel nostro Paese costituisce una difficoltà storica. Occorre infatti potenziare la contrattazione collettiva attraverso un intervento legislativo in materia di rappresentatività sindacale, che credo sia necessario a salvaguardare il salario minimo da fenomeni distorsivi e a tutelare il più possibile i lavoratori. La direttiva ci darà un riferimento su come agire e come intervenire in questa direzione. Sarà quindi un necessario punto di riferimento che può implementare e rafforzare un principio di democrazia economico, che considero non solo auspicabile, ma anche necessario. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Laforgia, per due minuti. LAFORGIA (Misto-LeU-Eco) . Signor Ministro, le sue parole dicono evidentemente non solo della sua sensibilità, ma anche della volontà di procedere proprio sulla strada dell'introduzione di una soglia minima salariale. Penso che abbiamo bisogno di farlo per lasciarci alle spalle almeno due dibattiti, o comunque il modo con cui li abbiamo affrontati in passato. Mi riferisco anzitutto a quello sulle politiche industriali, tanto più alla luce di quanto accaduto in questi mesi. Non si può immaginare di entrare nel mondo nuovo pensando che si possono aiutare le imprese non stando sul terreno della qualità e dell'innovazione, ma immaginando una pressione verso il basso dei salari. Ecco, questa è una discussione vecchia, superata, che dobbiamo lasciare alle nostre spalle. Ce n'è un'altra, che è echeggiata persino in quest'Aula quando l'abbiamo affrontata, e cioè quella che mette in contrapposizione gli strumenti a cui lei ha fatto riferimento (sostegno al reddito, reddito di cittadinanza, forme universalistiche di sostegno al reddito) alla questione del lavoro e a quella salariale. Qui entra in gioco quella che io chiamo la tesi divanista. Non dobbiamo cioè introdurre forme universalistiche di sostegno al reddito perché queste spingono soprattutto i giovani a poltrire sui loro divani e li disincentivano alla ricerca di un lavoro. Infatti, quando i giovani confrontano il lavoro che hanno fuori e il reddito che ricevono, preferiscono il secondo. Ecco, semmai fosse vera questa tesi, allora vuol dire che bisogna alzare i salari e che quindi il problema è quello salariale che questo Paese deve affrontare anche introducendo una soglia minima legale. La ringrazio per la risposta e soprattutto per quello che potrà fare. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Bergesio ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02472 sulla disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato, per tre minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, l'emergenza epidemiologica sta compromettendo importanti settori economici del nostro Paese che prima della pandemia erano in forte crescita - penso, ad esempio, al settore del turismo - e sta determinando gravissime conseguenze occupazionali con rapporti a termine in forte riduzione, senza un'adeguata crescita dei contratti a tempo indeterminato. Secondo i più recenti dati, a dicembre 2020 risultavano quasi 393.000 contratti a tempo determinato in meno rispetto a un anno prima, considerando naturalmente gli occupati, mentre, per quanto concerne quelli di nuova attivazione, nel corso del 2020 si sono registrati addirittura 1,4 milioni di contratti in meno rispetto al 2019. Il decreto-legge noto come decreto dignità, improntato al ragionevole obiettivo di favorire la costituzione di rapporti di lavoro sempre più stabili, era però pensato per un assetto socio-economico del tutto differente da quello a pandemia in corso. Nel decreto n. 34 del maggio 2020, in ragione dell'emergenza pandemica, avevamo previsto la possibilità di rinnovare o prorogare fino al 30 agosto i contratti a tempo determinato, in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni previste dall'articolo 19. A sua volta, l'articolo 17 del decreto-legge n. 41 del marzo di quest'anno, prevede che fino al 31 dicembre 2021 i contratti a tempo determinato possano essere rinnovati o prorogati per massimo dodici mesi e per una sola volta, anche in assenza della condizionalità presente a normativa vigente, ferma restando la durata complessiva massima di ventiquattro mesi. Le misure sinora adottate non sono però sufficienti, in quanto l'emergenza in corso impone una riflessione più ampia sull'attuale assetto normativo dei rapporti di lavoro. In un momento di grave crisi economica, è indispensabile consentire la prosecuzione dei contratti a termine, in primis perché le imprese non riescono a stabilizzare, vista l'incertezza economica. Si rischia dunque di non offrire continuità occupazionale a questi lavoratori e soprattutto di disperdere delle professionalità eccellenti. La proroga consentirebbe dunque di mantenere un legame tra lavoratori e impresa. Alla luce di tutto questo, signor Ministro, le chiediamo quali iniziative intenda adottare da subito, in merito al fatto di consentire il rinnovo di tali contratti anche oltre i ventiquattro mesi e, soprattutto, anche in assenza di causali. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, come è noto e come è stato ricordato, nel decreto-legge sostegni abbiamo prorogato la sospensione delle causali dei contratti a termine, in coerenza con la proroga delle altre misure emergenziali che sono state adottate a protezione dell'occupazione, a fronte del protrarsi del quadro emergenziale e della sospensione delle attività produttive. Sono consapevole che le imprese chiedono la revisione del decreto-legge dignità per alleggerire i limiti posti dalla contrattazione a termine e garantire condizioni di maggiore flessibilità che possano essere di stimolo alla ripartenza. In un'ottica di medio e lungo periodo certamente occorre soffermarsi sulla disciplina concernente il mercato del lavoro e le relative tipologie contrattuali. Bisognerebbe però analizzare con attenzione i dati sul processo di stabilizzazione dei contratti a termine, tenendo anche conto dell'elemento distorsivo della pandemia. Di certo, credo che bisogna respingere ogni tentazione di ritorno alla precarizzazione e per questo motivo non credo sia opportuno pensare - insisto molto su questo concetto - a strumenti che siano validi per tutti gli ambiti e che agiscano nello stesso modo. La crisi pandemica, rispetto alle crisi precedenti, ha una sostanziale differenza, perché ha avuto un impatto molto eterogeneo sui diversi settori produttivi. Se è giustificata l'impossibilità di stabilizzare in settori che sono fortemente colpiti dal virus, lo è meno in settori che, invece, nel corso di questi mesi hanno continuato a crescere e sono stati in una condizione addirittura di rafforzamento strutturale. Credo che ciò induca ad affrontare il tema - per il momento lo faccio non del tutto ascoltato dalle parti sociali - di come si differenzia, di come si creano dei tavoli di settore, di come si porta il dialogo sociale a livello territoriale, perché considero che questo sia l'unico modo di distinguere. Dire oggi che ci inventiamo un nuovo contratto, che ha caratteristiche di maggiore flessibilità, valido in tutti i settori, significa in alcuni casi probabilmente fare troppo poco e in altri indurre un processo di precarizzazione, che in questo momento non è auspicabile. Quindi penso che dovremmo studiare, per l'auspicato rimbalzo, dei "vestiti" fatti in qualche modo su misura per i diversi comparti. Questo è lo sforzo che credo dovremmo fare nelle prossime settimane, sperando che il dialogo sociale vada anche un po' oltre il tema del blocco dei licenziamenti o della data relativa a tale blocco, che pure è sicuramente una questione importante, ma assuma anche il tema di come si costruiscono strumenti che tengano conto delle differenze territoriali e di settore. (Applausi) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Bergesio, per due minuti. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, prendiamo atto di questa sua risposta puntuale. Colgo l'occasione anche per segnalarle un altro aspetto importante, che alla Lega-Salvini Premier sta particolarmente a cuore. Quasi il 90 per cento dei lavoratori agricoli è impiegato con contratto di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali, in cui il reddito dipende dal numero di giornate effettive. Ad esempio, chi lavora almeno cinquantuno giorni all'anno ha un reddito complessivo che si attesta intorno ai 5.000-6.000 euro; chi lavora centocinquantuno giornate ha un reddito annuo di circa 15.000-16.000 euro. Stiamo quindi parlando di lavoratori molto fragili anche e soprattutto dal punto di vista economico. Occorre tutelarli, sostenerli. Teniamo presente che, oltre all'emergenza della pandemia che abbiamo avuto, ce ne è un'altra, quella delle gelate. Oltre 150.000 di questi lavoratori impiegati nelle imprese agricole rischiano di rimanere senza giornate lavorative nel corso del 2021. Noi della Lega abbiamo due proposte: quella di estendere la cassa integrazione in deroga Covid anche alla causale calamità e la modifica della legge n. 223 del 1991, che risulta inapplicabile. Quest'ultima prevede infatti la tutela per lo scivolamento delle giornate lavorative, tuttavia nel caso in cui lo debba richiedere l'azienda rispetto al lavoratore non funziona. Noi le chiediamo, signor Ministro, di ascoltare il grido di dolore e di solidarietà verso questi lavoratori. Abbiamo appreso che il 30 aprile, a fronte di un impegno del Ministero da lei guidato, è stato revocato lo sciopero nazionale previsto proprio per questi lavoratori. A proposito di questi ultimi e di imprese a rischio, signor Presidente, stavolta non per questioni di mercato ma di sicurezza, vorrei esprimere la solidarietà mia e dei miei colleghi al gioielliere Mario Roggero, alla sua famiglia e a tutta la comunità di Grinzane Cavour per la tragica rapina accaduta ieri. (Applausi) . Tre rapinatori hanno fatto irruzione nel suo negozio, lui, che già sei anni fa aveva subito una rapina violenta ed era stato selvaggiamente pestato mentre si trovava in negozio con la moglie e la figlia, ha fatto ciò che poteva per difendere il suo lavoro, la sua famiglia, sé stesso. Purtroppo sono morti due rapinatori e un terzo è rimasto ferito. Noi, però, signor Presidente, siamo tutti con Mario e la difesa per noi è sempre legittima (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Romagnoli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02474 sulle prossime iniziative normative in ambito pensionistico, per tre minuti. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, onorevole Ministro, con la legge di bilancio 2020 sono state istituite la commissione tecnica di studio sulla previdenza e l'assistenza e la commissione tecnica incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni. Entrambe sono state prorogate al 31 dicembre 2021. Inoltre, con la legge bilancio 2021 sono state prorogate diverse misure in ambito pensionistico: al 31 dicembre 2021 l'Ape sociale; è stata estesa all'intero 2021 la possibilità per le imprese di ricorrere al contratto di espansione, abbassando limite di unità lavorative in organico per accedere al beneficio da 1.000 a 250 unità; è stata altresì prorogata per il 2021 anche opzione donna, una misura che offre la possibilità di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro. Riteniamo necessario per il bene del Paese, soprattutto in questo momento molto particolare di crisi economica, continuare a promuovere misure come opzione donna e Ape sociale, rendere strutturale il contratto di espansione ed inserire nel quadro normativo la staffetta generazionale e l'istituto dell'isopensione, oltre che la pensione di garanzia per i giovani. Tenuto conto che in data 28 gennaio 2020 è stato firmato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali il decreto istitutivo del tavolo tecnico di studio sulle tematiche previdenziali, al quale è stato affidato il compito di definire le linee di indirizzo e gli interventi di riforma del sistema pensionistico, le chiediamo, onorevole Ministro: se intende portare avanti ed ultimare i lavori delle due commissioni richiamate in premessa; se intende inserire nel quadro normativo misure quali la staffetta generazionale, la pensione di garanzia per i giovani e l'isopensione; se intende istituire il tavolo sulle tematiche previdenziali, al fine di intervenire sul sistema pensionistico, considerato che la sperimentazione di quota 100 terminerà a dicembre 2021, oltre a confermare Ape sociale, contratto di espansione e opzione donna a decorrere dal gennaio 2022. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, onorevoli senatori, le commissioni tecniche che sono state istituite dall'articolo 1, dai commi 474 e 475, della legge del 27 dicembre 2019, n. 160, il cui funzionamento è stato prorogato fino al 31 dicembre 2021, sono certamente organismi che considero essenziali per l'acquisizione di elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a supporto della valutazione delle politiche statali in materia previdenziale ed assistenziale. L'insediamento di entrambe le commissioni è avvenuto nel mese di gennaio 2021, ma la transizione dal Governo Conte 2 al Governo Draghi ha determinato la necessità di acquisire le nuove designazioni dei rappresentanti dei vari Ministeri. Questa fase di sostanziale reinsediamento della commissione si è appena conclusa: con il decreto ministeriale n. 94 del 20 aprile 2021 si è provveduto a modificare la composizione della commissione sulla classificazione e comparazione, a livello europeo e internazionale, della spesa pubblica nazionale; con il decreto ministeriale n. 101 del 27 aprile 2021 è stata modificata la composizione della commissione sulla gravosità delle occupazioni. La commissione sulla classificazione della spesa si è riunito proprio nella giornata di ieri, 28 aprile. Ad essa è stato assegnato il compito complesso in quanto la classificazione della spesa presuppone anche un'individuazione degli obiettivi che si vogliono perseguire e dei bisogni che si vogliono soddisfare. Pertanto, la riflessione sulla riforma pensionistica è già stata sostanzialmente riattivata sul piano tecnico e all'esito di queste settimane di approfondimento avremo gli elementi per valutare correttamente il peso e la composizione della spesa pensionistica e assistenziale presente e futura e per supportare congruamente le politiche pubbliche di sicurezza sociale. Con i risultati del lavoro delle Commissioni, si aprirà quindi un confronto con le parti sociali, con gli altri Ministeri interessati e in sede collegiale di Governo, al fine di individuare i percorsi adeguati per intervenire sul sistema pensionistico, anche al fine, tra l'altro, di valutare la permanenza di istituti previdenziali che consentono condizioni di flessibilità per categorie di soggetti svantaggiati e di individuare nuovi istituti di garanzia per i giovani, come auspicato dagli onorevoli interroganti. In ogni caso le proposte di intervento che saranno prossimamente individuate e condivise dovranno necessariamente essere orientate a garantire che il sistema sia sempre più aderente alle direttrici di fondo dell'equità generazionale, della sostenibilità e dell'adeguatezza delle prestazioni e - aggiungo, a costo di essere monotono - alla fase del ciclo economico che si va determinando. Penso, ad esempio, che andrà agganciato a questo ragionamento un più intenso utilizzo dei contratti di solidarietà e dei contratti di espansione, che sono uno strumento che ha anche una ricaduta sul fronte previdenziale. Questa è la discussione che va fatta. Confesso - lo voglio dire con molta franchezza e me ne assumo la responsabilità - che nelle prime settimane la mia attenzione è stata prevalentemente dedicata a chi il lavoro rischia di perderlo, senza sottovalutare il fatto che comunque c'è una legittima aspettativa di lavoratori che a fine anno vogliono sapere qual è il loro destino. Credevo tuttavia necessario, prima di tutto, raccogliere il lavoro che era stato fatto su questi due fronti: politiche attive e ammortizzatori sociali. Oggi possiamo dire che questo lavoro è stato riavviato e credo che ci siano anche le condizioni per aprire un confronto sul tema della previdenza. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Romagnoli, per due minuti. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Ministro, la ringrazio per la puntuale risposta e per la sua sensibilità. Prendo atto che il Ministero ha riconvocato le due commissioni di studio sulla previdenza e assistenza e sulla gravosità dell'occupazione, che a mio avviso dovrebbero ultimare i lavori entro settembre di quest'anno, in modo da poter individuare alcuni interventi utili entro fine anno. Ribadisco l'importanza di ripristinare, nel più breve tempo possibile, il tavolo tecnico di studio sulle tecniche previdenziali al fine di definire gli interventi di riforma del sistema pensionistico. Ritengo infatti che, oltre alla proroga di opzione donna e Ape sociale, a rendere strutturale il contratto di espansione e alla possibilità di ottenere strumenti, quali la staffetta generazionale, l'isopensione e la pensione di garanzia per i giovani, sia necessario intervenire sul sistema pensionistico a partire dal 2022, inserendo tali misure già nella prossima legge di bilancio, considerato tra l'altro che quota 100 finirà la sperimentazione prevista entro dicembre di quest'anno. (Applausi) . PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, convocazione PRESIDENTE . Comunico che, d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, il cui elenco dei componenti è pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna, è convocata mercoledì 5 maggio 2021, alle ore 9, per procedere alla propria costituzione. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signora Presidente, quanto emerge dall'inchiesta della testata "Fanpage.it" sul sottosegretario della Lega Claudio Durigon è grave e non ammette nessun tentennamento. (Applausi) . È grave ed è necessario che venga chiarito, perché, occupando una posizione così apicale in un Dicastero delicato come quello dell'economia, in un momento in cui stanno arrivando ingenti fondi europei, non possiamo permetterci nessuna ombra. Inquietano questi intricati rapporti con l'UGL, inquieta che il bilancio di un sindacato non sia pubblico, anche se gestisce soldi dei lavoratori, inquietano i legami con imprenditori indagati dalla DDA; ed è inquietante l'affermazione che coinvolge la Guardia di finanza, che ci auguriamo essere totalmente falsa. Ma, se così fosse, saremmo parimenti in presenza di un Sottosegretario che si ammanta di vanagloria, tratteggiandosi come colui che è capace di condizionare i sistemi dello Stato. Allora, Presidente, occorre chiarire se siamo dinanzi a un millantatore che offende l'immagine e l'onorabilità del Governo o se ci sono fatti ignoti dietro ciò che è emerso da questa inchiesta, che meritano il vaglio dell'autorità giudiziaria. In ogni caso, le gravissime parole espresse dal Sottosegretario indicano una concezione assolutamente non compatibile con le funzioni di un esponente di Governo. (Applausi) . Per questo motivo, invitiamo il sottosegretario Claudio Durigon a rassegnare le proprie dimissioni. (Applausi) . FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Signora Presidente, colleghe e colleghi, il 29 giugno 2009 è una data tristemente nota per la strage ferroviaria di Viareggio, un disastro che si poteva e si doveva evitare, se si fosse investito in sicurezza e se non si fosse seguita la perversa logica del profitto, anziché quella della tutela della persona. Quella notte il fuoco avvolse un intero quartiere, bruciando trentatré persone, di cui tre bambini, che si pensavano al sicuro nelle loro case. Ciò che è successo in questi dodici anni è espressione del peggio della cialtroneria del nostro Paese: i tentativi di scaricare le responsabilità, la latitanza dello Stato, il depistare la verità, il tutelare i poteri forti invece che le vittime, la codardia e la mancanza di dignità nell'assumersi la responsabilità e nel chiedere scusa dinanzi a tanta sofferenza. (Applausi) . L'allora amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti è stato condannato in primo e in secondo grado per reati gravissimi quali disastro ferroviario e omicidio plurimo colposo. Il cavalier Moretti - eh sì, perché poi, subito dopo la strage, l'allora presidente della Repubblica Napolitano lo insignì di tale onorificenza - invece di chiedere perdono o almeno scusa liquidò il disastro come uno spiacevole episodio, licenziando Riccardo Antonini, un ferroviere colpevole, a suo avviso, di aver fatto gratuitamente da consulente ai familiari delle vittime. Presidente, colleghe e colleghi, io come cittadino e ancor di più come parlamentare mi vergogno che ancora oggi a Moretti sia riconosciuto questo titolo, che non gli è stato revocato, come da anni chiediamo io, i miei colleghi, la città di Viareggio e tutti gli italiani che credono nella giustizia. Se questo non bastasse, ora ci giunge la notizia della nomina di Moretti a consigliere della partecipata statale PSC, nomina che magari lo porterà a cariche ancora più importanti. Questo è un ulteriore sfregio alle famiglie delle vittime, che a dodici anni da quel doloroso disastro, vedono ancora l'ex numero uno di FS ricoprire ruoli in società di pregio dello Stato. Io mi domando e vi domando: perché proprio lui? Perché non si ha un minimo di rispetto verso chi dovrà trascorre la propria vita rimpiangendo un proprio familiare? (Applausi) . Concludo dicendo che il cavalier Moretti non ha chiesto ancora scusa ai familiari delle vittime. Forse, stordito dalla sua tracotanza, non lo farà mai. Allora, signor Presidente, lo faccio io, con il cuore colmo di vergogna per rappresentare queste istituzioni che premiano i colpevoli e che, con questa nomina, uccidono ancora una volta quelle 33 persone innocenti per le quali, sia chiaro, non smetteremo mai e poi mai di chiedere giustizia. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, prendo la parola per la questione appresa dagli organi di stampa in questi giorni relativa all'asserito ipotetico utilizzo dei voli di Stato da parte della presidente del Senato Alberti Casellati negli ultimi undici mesi. A quanto apprendiamo, la Presidente avrebbe... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Crucioli, non voglio assolutamente interromperla, ma la inviterei a fare riferimento alla questione. CRUCIOLI (Misto) . Senz'altro. La questione di fatto... PRESIDENTE. Ha inteso perfettamente, senatore. CRUCIOLI (Misto) . La questione di fatto però va resa nota e riguarda, appunto, l'utilizzo per 124 volte, in undici mesi, dell'aereo di Stato: 97 volte nella tratta Venezia-Roma, cioè casa-ufficio della Presidente, e 6 ad agosto per la Sardegna. Esistono alcune norme al riguardo. Le ho studiate. Il decreto-legge n. 98 del 2011 dice che l'aereo in questione può essere usato certamente anche dalla Presidente del Senato, ma devono essere specificamente autorizzate le tratte e rese pubbliche sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri. Io chiedo allora come mai sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri non si trovi traccia di dette tratte. Quindi, o vengono smentite - ma non mi risulta sia stata smentita la questione - oppure il sito è carente e, quindi, è stata violata la norma. C'è poi, ancora, la direttiva 23 settembre 2011, che stabilisce che l'utilizzo degli aerei di Stato può essere fatto soltanto per comprovate, imprevedibili e urgenti esigenze connesse alle funzioni e solo se c'è l'impossibilità di voli di linea e l'indisponibilità accertata di altre modalità di trasporto. Negli undici mesi in questione gli aerei di linea per i comuni mortali erano attivi nelle tratte citate e c'erano le linee ferroviarie. Quindi, anche in questo caso, qualora fosse confermata la notizia, ci sarebbe una violazione della norma. Richiamo poi la circolare del 10 maggio 2013, che prevede la necessità di dettagliare le richieste, chiarendo esplicitamente i motivi e l'indisponibilità di altre tratte o altri voli. Allora, il punto è il seguente: qualora fosse confermata l'informazione e qualora le norme citate fossero state violate, potrebbe essere prefigurabile il reato di peculato e comunque il danno erariale. Siccome la Presidenza del Senato rappresenta tutti noi, rappresenta quest'Assemblea, la questione deve essere chiarita, perché non è pensabile che i senatori della Repubblica siano rappresentati da una Presidenza che è ipoteticamente passibile di accusa di reato. PRESIDENTE.Senatore Crucioli, la invito a far riferimento ovviamente alla questione, come le ho prima detto. Naturalmente si assume la responsabilità delle sue affermazioni. CRUCIOLI (Misto) . Lo faccio sempre, Presidente. Lo faccio sempre. (Applausi) . La ringrazio. Ho terminato. PRESIDENTE . Credo peraltro che la normativa alla quale lei faceva riferimento è quella che riguarda i membri del Governo, ma naturalmente non è questa la sede per ogni approfondimento. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 5 maggio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 5 maggio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 16,09) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2168 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. Esaminati altresì i relativi emendamenti, esprime i seguenti pareri: - sull'emendamento 3.30, volto a inserire il porto di Arbatax tra i porti rientranti nell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, parere non ostativo, invitando la Commissione di merito a valutare, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale, l'opportunità di prevedere un coinvolgimento della Regione Sardegna, in considerazione del fatto che l'articolo 6 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, al comma 2- bis , dispone che l'inserimento di un porto di rilevanza economica regionale o di un porto di rilevanza economica nazionale la cui gestione sia stata trasferita alla Regione all'interno del sistema dell'Autorità di sistema portuale territorialmente competente avvenga su richiesta motivata del Presidente della Regione interessata; - sui restanti emendamenti il parere è non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisiti gli elementi informativi forniti dal Governo, da cui risulta che: - in relazione alla quantificazione dell'onere relativo all'esperimento del concorso di idee di cui all'articolo 3, si rappresenta che la stima del progetto di fattibilità tecnico-economica in 130 milioni di euro è stata effettuata assumendo a riferimento le ipotesi di realizzazione di interventi ubicati nei contesti indicati nell'articolo 3 e destinati agli accosti di navi aventi le caratteristiche dimensionali previsti dalla medesima disposizione, di valore compreso tra i 115 milioni di euro e i 150 milioni di euro e comunicati dall'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale; - per quanto concerne il dettaglio delle voci considerate ai fini della determinazione degli importi da riconoscere ai partecipanti al concorso, di cui alla relazione tecnica del medesimo articolo 3, è stata trasmessa in allegato la simulazione elaborata sulla base della normativa di riferimento ed utilizzata ai fini della quantificazione; - per quanto concerne gli importi da riconoscere ai componenti della commissione giudicatrice, ricompresi nella somma di 240.000 euro, viene precisato che l'importo massimo lordo riconoscibile, ai sensi dell'Allegato A del decreto ministeriale 12 febbraio 2018, per appalti di servizi di ingegneria e di architettura superiori a 1 milione di euro, è pari a 30.000 euro, incrementato del 5 per cento, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, per il Presidente, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. In merito agli emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.0.1, 1.0.2, 2.11, 2.0.13, 2.0.14, 2.0.16, 2.0.18, 2.0.19, 2.0.20, 2.0.21, 2.0.26, 2.0.27, 2.0.29, 2.0.31, 2.0.32, 2.0.34, 2.0.35, 2.0.36, 2.0.37, 2.0.38, 2.039, 2.0.40, 2.0.41, 2.0.42, 2.0.43, 2.0.44, 2.0.45, 2.0.46, 2.0,47, 2.0.48, 2.0.49, 2.0.50, 2.0.51, 2.0.52, 3.1, 3.14, 3.16, 3.17, 3.18, 3.25, 3.25 (testo 2), 3.26, 3.27, 3.28, 3.30, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.7, 3.0.8 e 3.0.9. Sull'emendamento 3.0.5, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, al recepimento della seguente modifica: - alla lettera b) , capoverso «Art. 10- bis », sia aggiunto infine il seguente comma: "10. Le informazioni concernenti, in particolare, il cronoprogramma delle opere ed in generale l'avanzamento fisico, finanziario e procedurale delle stesse sono desunti dal sistema di monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229". Sull'emendamento 3.0.6, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla seguente riformulazione della proposta emendativa: "Art.3- bis (Assegnazione risorse residue sottoponte di Genova). Le risorse residue di cui all'articolo 4- bis , comma 9, lettere a) e b) , del decreto legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018 n. 130, disponibili nella contabilità speciale intestata al Commissario straordinario di cui all'articolo l, comma l, del medesimo decreto-legge nel limite di 35 milioni di euro, a seguito di una ricognizione del Commissario che ne attesti l'eccedenza rispetto alle esigenze da soddisfare, possono essere trasferite dalla suddetta contabilità direttamente al Comune di Genova e utilizzate per la realizzazione di investimenti di rigenerazione e riqualificazione urbana delle aree sottostanti il viadotto Genova San Giorgio. Il monitoraggio di tali interventi è assicurato da parte del Comune, ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229. Contestualmente al trasferimento di cui al primo periodo, il Commissario provvede alla restituzione delle somme erogate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a titolo di anticipazione ai sensi dell'articolo 1, comma 6) del decreto-legge n. 109 del 2018, mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili per il finanziamento di programmi già previsti nell'ambito del riparto delle risorse del Fondo di cui all'articolo l, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, individuati con decreto del medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.". Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.0.1 (testo 3) e 3.25 (testo 2). Il parere è non ostativo sulle proposte 2.1 (testo 2), 2.0.7 (testo 2) e 3.19 (testo 2). La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 2168: sulla votazione finale, i senatori Trentacoste e Garavini avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Auddino, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Botto, Campagna, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Cirinna', De Poli, Dessi', Di Marzio, Fazzone, Floridia, Galliani, Gallone, Garavini, Giacobbe, Grimani, Iori, Iwobi, Malan, Mangialavori, Marin, Merlo, Messina Assunta Carmela, Mininno, Minuto, Moles, Mollame, Monti, Morra, Nannicini, Napolitano, Nisini, Perosino, Petrocelli, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Rojc, Ronzulli, Rossomando, Sciascia, Segre, Serafini, Sileri, Sudano, Tosato e Verducci. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Piarulli e Vescovi, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto". Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Biti e Endrizzi. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione e denominazione di componente La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che la componente Liberi e Uguali cambia la propria denominazione in "Liberi e Uguali-Ecosolidali". Alla suddetta componente aderiscono i senatori Loredana De Petris, Vasco Errani, Francesco Laforgia, Pietro Grasso, Sandro Ruotolo e Maurizio Buccarella. Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, composizione Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, di cui alla legge 29 luglio 2020, n. 107, i senatori Alberto Balboni, Paola Binetti, Paola Boldrini, Elena Botto, Nunzia Catalfo, Lello Ciampolillo, Stefano Collina, Sonia Fregolent, Barbara Guidolin, Alessandrina Lonardo, Lucio Malan, Cataldo Mininno, Simona Nunzia Nocerino, Emma Pavanelli, Emanuele Pellegrini, Simone Pillon, Maria Rizzotti, Maria Saponara, Daniela Sbrollini e Julia Unterberger. Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della medesima Commissione i deputati Stefania Ascari, Massimo Enrico Baroni, Alessandro Battilocchio, Maria Teresa Bellucci, Marina Berlinghieri, Carla Cantone, Angela Colmellere, Rina De Lorenzo, Celeste D'Arrando, Benedetta Fiorini, Veronica Giannone, Rosa Menga, Silvana Nappi, Lisa Noja, Luca Rizzo Nervo, Leonardo Tarantino, Elisa Tripodi, Francesca Troiano, Simona Vietina e Francesco Zicchieri. Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Ferrara Gianluca, Sen. Mantovani Maria Laura Modifica all'articolo 3 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, in materia di determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento (2161) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 29/04/2021); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Romano Iunio Valerio Istituzione della qualifica di dirigente superiore nell'ambito della carriera dirigenziale penitenziaria (2149) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 29/04/2021); 4ª Commissione permanente Difesa Sen. Rauti Isabella ed altri Misure per la tutela dei liberi professionisti e amministratori di società richiamati temporaneamente in servizio in qualità di ufficiali di complemento delle Forze armate (2159) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 29/04/2021); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. D'Arienzo Vincenzo ed altri Misure per la riduzione del disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati (2107) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 29/04/2021); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Sen. Croatti Marco Disciplina della professione di guida turistica (2087) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 29/04/2021); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Ferrazzi Andrea ed altri Disposizioni in favore degli orfani delle vittime della pandemia da COVID-19 (2150) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 29/04/2021). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Donno Daniela, Di Girolamo Gabriella, Puglia Sergio, Trentacoste Fabrizio, Pavanelli Emma, Endrizzi Giovanni, Pirro Elisa, Vanin Orietta, Lanzi Gabriele, Mautone Raffaele, Romano Iunio Valerio, Quarto Ruggiero Modifiche al codice penale in materia di reato di nudo falsificato (2192) (presentato in data 29/04/2021); senatori Romeo Massimiliano, Bernini Anna Maria, De Poli Antonio, Romani Paolo Istituzione di una Commissione bicamerale di inchiesta sul piano pandemico in Italia (2193) (presentato in data 28/04/2021); senatori Faraone Davide, Bonifazi Francesco, Carbone Vincenzo, Conzatti Donatella, Cucca Giuseppe Luigi Salvatore, Garavini Laura, Ginetti Nadia, Grimani Leonardo, Magorno Ernesto, Marino Mauro Maria, Nencini Riccardo, Parente Annamaria, Renzi Matteo, Sbrollini Daniela, Sudano Valeria, Vono Gelsomina Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione dell'epidemia di COVID-19, la gestione dell'emergenza pandemica, nonché sulle misure adottate per prevenire e contrastare la diffusione del virus e le conseguenze derivanti al Sistema Sanitario Nazionale (2194) (presentato in data 28/04/2021). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, in data 26 aprile 2021, ha trasmesso un voto approvato dalla Regione Trentino-Alto Adige, affinché il Parlamento e il Governo italiano si impegnino ad adeguare i diritti politici sul referendum alle osservazioni del Comitato dei diritti umani dell'ONU. Il predetto voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria diritti umani (n. 56). Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 22 aprile 2021, ha inviato il testo di 17 risoluzioni, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dall'8 all'11 marzo 2021, deferite, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia: risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017, alla 5 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 826); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione dell'Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 ("programma UE per la salute") (EU4Health) e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014, alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 827); risoluzione sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Dogana per la cooperazione nel settore doganale e abroga il regolamento (UE) n. 1294/2013, alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 828); risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale, alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 829); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione 2008/971/CE del Consiglio per quanto riguarda l'equivalenza dei materiali forestali di moltiplicazione prodotti nel Regno Unito, alla 3 a , alla 9 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 830); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le decisioni 2003/17/CE e 2005/834/CE del Consiglio per quanto riguarda l'equivalenza delle ispezioni in campo e l'equivalenza dei controlli delle selezioni conservatrici delle specie di piante agricole effettuati nel Regno Unito, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 831); risoluzione sulle raccomandazioni alla Commissione concernenti la dovuta diligenza e la responsabilità delle imprese, alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 832); risoluzione sull'applicazione della direttiva 2000/78/CE del Consiglio che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro alla luce della UNCRPD, alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 833); risoluzione sul regolamento di esecuzione (UE) 2021/52 della Commissione del 22 gennaio 2021 che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive benfluralin, dimossistrobina, fluazinam, flutolanil, mecoprop-P, mepiquat, metiram, oxamyl e pyraclostrobin, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 834); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GBH614 x T304-40 x GHB119 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 835); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato MZIR098 (SYN-00098-3), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 836); risoluzione sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2019, trasmessa unitamente alla relazione della commissione per le petizioni, ai parlamenti nazionali degli Stati membri, alla 1 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 837); risoluzione sulla situazione dei diritti umani nel Regno del Bahrein, in particolare i casi dei detenuti condannati alla pena capitale e dei difensori dei diritti umani, alla 1 a , alla 2 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 838); risoluzione sui processi di massa contro l'opposizione e la società civile in Cambogia, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 839); risoluzione sul conflitto in Siria - 10 anni dopo la rivolta, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 840); risoluzione sulla proclamazione dell'Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTIQ, alla 1 a , alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 841); risoluzione sui diritti dei minori alla luce della strategia dell'Unione europea sui diritti dei minori, alla 1 a , alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 842). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 28 aprile 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni applicabili alle importazioni e a talune cessioni e prestazioni in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico (COM(2021) 181 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; la scadenza del termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo è fissata al 23 giugno 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. La signora Irene Menchetti da Arezzo e il signor Riccardo Germiniasi da Terricciola (Pisa) chiedono modifiche all'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante "Misure per lo svolgimento delle procedure per i concorsi pubblici" e, in particolare, l'abrogazione del comma 1, lettera c), relativo alla valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell'ammissione alle successive fasi concorsuali (Petizione n. 807, assegnata alla 1 a Commissione permanente); la signora Delia Angela De Leo, Responsabile legale nazionale dell'Associazione sindacale Cobas pt-CUB-USB, chiede l'esenzione dal pagamento del contributo unificato per i lavoratori che accedono al processo del lavoro, in ogni grado; chiede altresì che nessuna spesa possa essere addebitata al lavoratore che soccombe in un procedimento giudiziario in tema di lavoro, in qualsiasi grado di giudizio (Petizione n. 808, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Massimiliano Bertazzo da Genova ed altri cittadini chiedono che venga estesa agli avvocati la possibilità di notificare in proprio anche gli atti esecutivi (Petizione n. 809, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Antonio Pitzeri da Guspini (Sud Sardegna) chiede l'istituzione di una Commissione nazionale indipendente sui diritti umani così come previsto dalla risoluzione n. 48/134 adottata dall'Assemblea Generale dell'ONU il 20 dicembre 1993 (Petizione n. 810, assegnata alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani); il signor Raffaele Mancuso da Porto Empedocle (Agrigento) chiede l'estensione anche ai Pubblici ministeri delle cause di ricusazione e astensione del giudice di cui all'articolo 37 del codice di procedura penale (Petizione n. 811, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Renato Iannuzzi da Rende (Cosenza) chiede modifiche all'articolo 3, comma 123, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di diritto al collocamento obbligatorio di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni (Petizione n. 812, assegnata alla 11 a Commissione permanente); il signor Maurizio Recca da Vittoria (Ragusa) chiede disposizioni in merito alla possibilità di richiesta di verifiche, terze e neutrali, di misurazione dei contatori elettrici installati presso le private abitazioni (Petizione n. 813, assegnata alla 10 a Commissione permanente); il signor Maurizio Scazzeri, Presidente dell'Associazione Difesa Scuola, chiede disposizioni a tutela dei docenti appartenenti alla classe di concorso A066 (Petizione n. 814, assegnata alla 7 a Commissione permanente); la signora Mariella Cappai da Monserrato (Cagliari) chiede: - l'istituzione della "Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori. Disposizioni in materia di diritto del minore ad una famiglia" così come previsto dalla legge 29 luglio 2020, n. 107 (Petizione n. 815, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 1 a e 2 a ); - che non vengano approvati disegni di legge in materia di contrasto all'omofobia e transfobia (Petizione n. 816, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Alessandro Pachera da Verona chiede l'abrogazione della figura del giudice onorario di cui all'articolo 106 della Costituzione (Petizione n. 817, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Davide Padovan da Vicenza e numerosissimi altri cittadini chiedono che sia consentita, in condizioni di sicurezza, la riapertura immediata dei parchi tematici italiani (Petizione n. 818, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione e numerosissimi altri cittadini chiedono disposizioni legislative urgenti in materia di contrasto dell'omofobia, bifobia e transfobia (Petizione n. 819, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Carlo De Lucia da Bari chiede disposizioni legislative volte a prevedere l'erogazione del c.d. "reddito universale a vita" a tutti i cittadini e ai residenti in Italia da almeno 10 anni (Petizione n. 820, assegnata alla 11 a Commissione permanente). Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 23 al 29 aprile 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 103 AIMI: sulla situazione della comunità ebraica in Cina (4-04907) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) GARAVINI: sulle modalità di erogazione dei voucher per l'internazionalizzazione rivolti alle micro e piccole imprese manifatturiere (4-04956) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) MODENA: sulla fornitura di nuovi convogli ferroviari per Trenitalia nella Regione Umbria (4-03659) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) Mozioni Atto n. 1-00348 DI PIAZZA D'ALFONSO STEGER CATALFO CRIMI FENU GIROTTO MARINELLO - Il Senato, premesso che: negli ultimi anni i piani d'azione in tema di finanza si sono concentrati sull'impatto e sulla sostenibilità, ponendo come obiettivo la svolta green ; a tal proposito gli strumenti finanziari indicati ad hoc sono stati, nello specifico, i green bond , i social bond , i social impact bond e i sustenability bond ; considerato che: la pandemia ha determinato un alto grado di incertezza sulle questioni che riguardano il futuro di territori e comunità; osservando le emissioni e gli andamenti di bond per il 2019 e per il 2020, appare evidente che ci sia stata una impennata nel mercato dei social bond ; questi ultimi sono cresciuti in modo esponenziale nell'ultimo anno proprio come strumenti atti ad alleviare i devastanti impatti socio economici della pandemia in atto, ed hanno registrato un volume di emissioni superiore di sette volte nel 2020 rispetto all'anno precedente (147,7 miliardi di dollari, secondo i dati di "Bloomberg New Energy Finance"); l'emergenza sanitaria ha incrementato diseguaglianze sociali e povertà e si è dunque ritenuto da parte del sistema finanziario di rivolgere l'attenzione sull'emissione di social bond come strumenti necessari per azioni di giustizia ed inclusione sociale, che colmassero, in tutto o in parte, le sofferenze della pandemia; valutato che: in Italia sia le PMI, parte principale del nostro tessuto economico, che i cittadini, lavoratori e famiglie, hanno subito gravi conseguenze ed hanno urgente bisogno di misure e strumenti non più emergenziali, ma strutturali, che salvaguardino la giustizia sociale; le aumentate fragilità derivano dalle carenze del sistema sanitario, dalla crisi del mercato del lavoro e dalla sofferenza del tessuto economico, che hanno finito con il discriminare ancor di più i poveri, le minoranze e le donne; l'attenzione va, dunque, posta sull'emissione di social bond sovrani, emessi cioè dai governi, che ne fanno strumento di politica di inclusione e di garanzia dei diritti imprescindibili di ciascuna persona; attraverso un approccio di medio e lungo periodo, i social bond sono in grado di dare la possibilità agli investitori di intervenire nel mercato per sostenerne lo sviluppo, trarre vantaggio dalla sua crescita futura e soddisfare le crescenti esigenze di finanziamento dei progetti sociali, costituendo uno strumento efficace non solo nel breve periodo; preso atto che: l'indirizzo è stato chiaro anche da parte dell'Unione europea, che nel 2020 ha emesso social bond per un valore di circa 40 miliardi di euro, accolti favorevolmente dagli investitori; lo strumento "Sure", infatti, è stato dedicato a sostenere i programmi di protezione dell'occupazione degli Stati membri; tale raccolta sui mercati finanziari internazionali ha permesso assistenza finanziaria agli Stati membri a condizioni più favorevoli, con prestiti che a dicembre 2020 erano stati erogati a 18 Paesi per 40 miliardi di euro; già ad ottobre 2019, prima della pandemia, Mediocredito Centrale (MCC) ha emesso il suo primo social bond destinato a supportare le imprese italiane localizzate in aree svantaggiate, così come definito dai criteri stabiliti all'interno del "Social Bond Framework" (il "Framework") e in coerenza con i "Social Bond Principles 2018" emessi dall'International Capital Market Association (ICMA); con tale emissione l'obiettivo di MCC è stato quello di promuovere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite (UN SDGs), in particolare dell'obiettivo numero 8, che mira a: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti; raggiungere livelli più elevati di produttività attraverso diversificazione, aggiornamento tecnologico e innovazione; promuovere politiche che supportino le attività produttive, l'imprenditorialità, la creatività; favorire la formalizzazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese; ridurre la percentuale di giovani disoccupati che non seguono un corso di studi o che non seguono corsi di formazione; i proventi dell'emissione sono stati destinati al finanziamento di imprese italiane localizzate nelle aree economicamente meno sviluppate del Paese e di imprese che, pur non avendo sede nel Mezzogiorno, contribuiscono a sviluppare iniziative imprenditoriali o a creare occupazione nel Mezzogiorno; i fondi raccolti sono stati interamente allocati a 316 finanziamenti, 306 dei quali erogati a imprese con sede nel sud Italia o che supportano positivamente le attività economiche del Mezzogiorno; nel 2020, allo stesso modo, governi, agenzie sovranazionali e istituzioni finanziarie hanno fatto ricorso all'emissione di social bond per finanziare interventi sui comparti più colpiti dall'emergenza COVID-19; nell'aprile 2020, Cassa Depostiti e Prestiti era tempestivamente intervenuta lanciando il COVID-19 response bond , un'obbligazione per supportare il piano straordinario a favore delle imprese e degli enti territoriali. L'emissione, in formato dual tranche a 3 e a 7 anni, ha un ammontare complessivo pari a 1 miliardo di euro. La prima tranche , dal valore di 500 milioni di euro, ha una durata di 3 anni (aprile 2023) e una cedola annua lorda pari a 1,500 per cento. La seconda tranche ha un valore di 500 milioni di euro, durata 7 anni (aprile 2027) e una cedola annua lorda pari a 2,000 per cento. I fondi raccolti con l'emissione saranno, dunque, destinati al finanziamento di iniziative sia di breve termine, per fronteggiare l'emergenza contingente, sia di lungo termine in linea con la missione di CDP, al sostegno della successiva ripresa economica attraverso investimenti di medio-lungo periodo; fra gli interventi rientrano la facilitazione dell'accesso al credito, sia in forma diretta che indiretta per il tramite del sistema bancario, per le piccole e medie imprese italiane e il supporto agli enti territoriali per il rafforzamento, ad esempio, del sistema sanitario locale; il 14 settembre 2020, Cassa Depositi e Prestiti ha inoltre lanciato sul mercato dei capitali un nuovo social bond , dedicato alle imprese italiane che investono in ricerca, sviluppo e innovazione e a quelle duramente colpite dall'emergenza COVID-19, con l'obiettivo di sostenerne la crescita futura e l'occupazione. L'emissione, destinata ad investitori istituzionali, ha un ammontare complessivo pari a 750 milioni di euro con scadenza a 8 anni. Il nuovo "CDP Social Bond 2020", emesso ai sensi del "Debt Issuance Programme" (DIP), il programma di emissioni a medio-lungo termine di CDP dell'ammontare di 15 miliardi di euro, ha un valore nominale pari a 750 milioni di euro, a tasso fisso, non subordinato, non assistito da garanzie e ha una cedola annua lorda pari all'1 per cento; tra il 2017 e il 2020, Cassa Depositi e Prestiti ha effettuato 6 emissioni sostenibili per un valore complessivo di oltre 4 miliardi di euro, accreditandosi come uno dei principali emittenti social sul mercato europeo; tenuto conto, inoltre, che: l'Italia, per vocazione, si era già distinta in nuovi paradigmi di finanza etica, come nel caso della legge sul microcredito (decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141). Era stata, infatti, il primo Stato europeo a dotarsi di un ente pubblico per la micro finanza e la lotta alla povertà; l'attenzione va posta sul ruolo, più in generale, dell'economia sociale, di cui il COVID-19 ha messo in luce il grande contributo al benessere della popolazione, dimostrandosi una parte fondamentale della rete di protezione europea e quindi un pilastro del panorama socio economico dell'Europa; in tali condizioni si è determinata la consapevolezza, da parte dei Governi, che mai come oggi siano necessarie azioni concrete per salvaguardare le imprese sociali e le organizzazioni che stanno subendo le conseguenze negative della pandemia, ripensando al supporto finanziario e alle modalità di investimento, in modo che anche gli attori dell'economia sociale ne possano beneficiare a pieno; occorre riconsiderare ancora una volta le esigenze del pianeta e di ciascuna persona, in una visione che coniughi ecologia ed economia, sostenibilità e finanza, impegna il Governo: 1) a strutturare, a fianco delle emissioni di green bond già programmate per il 2021, un consistente piano d'azione incentrato sull'emissione di social bond sovrani proprio per la loro caratteristica di obbligazioni destinate ad azioni per una welfare society , collocabili attraverso offerta pubblica di sottoscrizione destinata al pubblico indistinto degli investitori; 2) a porre in essere tutte le misure necessarie al fine di garantire che l'emissione di social bond sovrani avvenga nel rispetto di regole attente e stringenti sui parametri da osservare contro i rischi della finanza speculativa e del social washing , rendendo i social bond sovrani strumento trasparente e credibile che orienterà l'agire dell'Italia nel segno dei bisogni di ciascun cittadino e dell'inclusione sociale; 3) a tracciare un "Social Bond Framework" sulla base del "Green Bond Framework", emesso dal Ministero dell'economia e delle finanze nel febbraio 2021, nell'ambito del progetto "Sustainable Finance and Investments for the Transition to a Green Economy"; 4) a definire in modo puntuale ed efficace le modalità operative dei nuovi bond affinché siano identificati sempre con chiarezza, sia la destinazione dei proventi che la selezione dei progetti, che dovranno rientrare in un elenco specifico di categorie, e venga garantita la massima trasparenza nella comunicazione e nel reporting , per mantenere aggiornati gli investitori sull'avanzamento dei progetti finanziati; 5) a valutare l'opportunità di intervenire in sede legislativa al fine di garantire che la finalizzazione di queste emissioni concorra alla patrimonializzazione delle PMI dell'economia sociale e del terzo settore; 6) a rafforzare e consolidare le azioni in tema di finanza etica e sostenibile, con interventi legislativi e fiscali; 7) ad imprimere un'accelerazione alla trasformazione di paradigmi economici che hanno come obiettivo la massimizzazione dei ritorni sugli investimenti, per determinare piani di lungo periodo che, contrastando ogni forma di speculazione, realizzino una reale sostenibilità per ciascun cittadino e per l'ambiente; 8) ad attivarsi, nelle opportune sedi, per la promozione, lo sviluppo ed il supporto dell'impresa sociale, dell'impresa di comunità e per la crescita di un'economia sociale di mercato forte e dinamica nella competizione globale, anche per dar seguito alla regolamentazione UE inquadrata nella "Social Business Initiative" (SBI). Interrogazioni Atto n. 3-02479 CORRADO MORRA GRANATO ANGRISANI LANNUTTI LEZZI Al Ministro della cultura Atto n. 3-02480 CORRADO MORRA GRANATO ANGRISANI LANNUTTI BUCCARELLA GIANNUZZI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e della transizione ecologica Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02481 RUOTOLO DE PETRIS ERRANI LAFORGIA BRESSA Al Ministro dell'interno Premesso che: ogni anno, da anni, a Dongo, sul lago di Como, in prossimità dell'anniversario della Liberazione e del giorno della fucilazione di Mussolini, in località Giulino di Mezzegra, si radunano in forma organizzata centinaia di militanti dell'estrema destra, in divisa di camicie nere, per commemorare con riti e cortei l'esecuzione del Duce e dei gerarchi; questa manifestazione si svolge a Dongo e a Giulino di Mezzegra, proprio in quanto luoghi simbolo del Fascismo. I comportamenti dei partecipanti, spesso in divisa squadrista, hanno sempre espresso senza equivoci la volontà di propaganda del fascismo; la locale sezione dell'ANPI si è appellata alla società civile, al mondo della cultura, alle altre associazioni democratiche, affinché il raduno del 2 maggio non venga autorizzato. Anche la segreteria nazionale dell'ANPI si è associata a questo appello, chiedendo alle autorità competenti di intervenire per negare l'autorizzazione alla manifestazione di estrema destra, prevista per il 2 maggio a Dongo; considerato, inoltre, che: da diversi anni l'Italia sta conoscendo un riemergere di movimenti di ispirazione fascista, inquietante e intollerabile per la Repubblica; l'apologia del fascismo, nell'ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall'art. 4 della cosiddetta legge Scelba (legge n. 645 del 1952), attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione; lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo è previsto dalla citata legge n. 645 del 1952, e che le diverse sigle operanti in Italia, siano senz'altro organizzazioni apologetiche del fascismo e del nazismo, è stabilito da una pronunzia definitiva della Corte di cassazione (sezione V penale, 8 gennaio 2010, sentenza n. 19449); iniziative promosse da organizzazioni neofasciste e neonaziste, oltre ad offendere la coscienza civile e democratica dell'Italia, la memoria comune e i valori fondamentali della Costituzione, rappresentano fattore di grave turbamento per l'ordine pubblico in tutto il Paese, già scosso dalla grave pandemia in atto e dalla conseguente crisi economica e sociale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'iniziativa, documentata da diversi organi di stampa e se intenda assumere iniziative in merito; quali iniziative urgenti e incisive intenda assumere per contrastare efficacemente la diffusione di idee violente e razziste da parte dei gruppi neofascisti e neonazisti. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05376 VANIN FERRARA CROATTI PRESUTTO TRENTACOSTE GIROTTO PAVANELLI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, della transizione ecologica e della salute Premesso che: la tangenziale di Mestre (Venezia), che comprende il tratto stradale classificato come autostrada A 57, è affidata in gestione da parte di ANAS alle concessionarie CAV, per i due terzi dal casello di Villabona all'uscita per il Terraglio, e Autovie Venete S.p.A., per il restante tratto; nel 2012 è stato pubblicato lo studio epidemiologico condotto tra il 2002 e il 2009 da Università degli Studi di Padova e Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV), su incarico del Comune di Venezia, per misurare le ricadute sulla salute dell'inquinamento da traffico e da rumore riconducibili alla tangenziale di Mestre; tale indagine ha rilevato un incremento del 10 per cento di cardiopatie ischemiche e di bronchite cronica sulla media cittadina tra i circa 5.000 abitanti nei pressi della tangenziale: questi dati corrispondono a 300 malati in eccesso; le centraline ARPAV continuano a restituire dati allarmanti sulla qualità dell'aria della zona; nel maggio del 2018 il Co.c.i.t., Comitato che dal 2002 combatte per contrastare l'emergenza ambientale e sanitaria, che affligge le popolazioni residenti in prossimità della tangenziale, nonché l'inattività di tutte le amministrazioni coinvolte, ha presentato presso la competente Procura della Repubblica un esposto per l'ipotesi di delitto ambientale colposo e disastro innominato; considerato che: è necessario e doveroso riavviare e riaggiornare la ricerca epidemiologica, dato che l'apertura del cosiddetto "Passante di Mestre" nel 2008 ha ridotto solo in parte il traffico nella tangenziale, mentre, secondo i dati comunicati da CAV, circolano attualmente in media 90.000 mezzi al giorno; complessivamente, quindi, le attuali condizioni di traffico dell'infrastruttura sono tali da non poter escludere che la popolazione sia ancora esposta ad un eccesso di rischio; le attuali barriere sono vetuste, non manutentate da anni da parte dei concessionari e quindi non più adeguate a svolgere gli effetti mitigatori ambientali sperati; nessuna politica ambientale concreta è stata avviata dai concessionari: in particolare non è stata avviata o completata la cosiddetta "Tangenziale Verde", ossia l'opera compensativa prevista in fase di progettazione e finanziata con risorse pubbliche; vi è l'urgenza di intervenire anche in ordine al controllo dei limiti di velocità al fine di contenere le emissioni nocive e l'inquinamento acustico; rilevato che: la tangenziale di Mestre e le opere ad essa collegate (Passante di Mestre), dato l'ingente traffico di veicoli che le interessa, necessitano di una immediata attività volta a realizzare interventi di mitigazione ambientale, nonché misure preventive per evitare il persistere del rischio sanitario; è urgente verificare se le concessionarie che attualmente gestiscono il tratto stradale abbiano posto in essere le misure di tutela ambientale e di prevenzione della sicurezza stradale, onde scongiurare il progredire del rischio sanitario accertato con il suddetto rapporto epidemiologico; è attualmente in fase di svolgimento una raccolta firme su una petizione indirizzata al sindaco di Venezia e al Presidente della Regione Veneto, perché le amministrazioni diano finalmente avvio alla progettazione e alla realizzazione della "Tangenziale Verde", come previsto anche dall'articolo 36 delle norme tecniche del Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) del Comune di Venezia, che prevede espressamente l'ambito della Tangenziale Verde, al fine di perseguire come obiettivo il miglioramento e la mitigazione ambientale degli elementi infrastrutturali come la tangenziale, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se nell'ambito delle rispettive competenze intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di trovare una soluzione alle problematiche sollevate; se non ritengano di avviare le opportune verifiche presso i concessionari in merito ai fatti esposti, nonché chiedere di fornire puntuale riscontro rispetto alle attività poste in essere per risolvere i problemi legati all'inquinamento. Atto n. 4-05377 VANIN PISANI Giuseppe CROATTI MAUTONE PRESUTTO LEONE TRENTACOSTE DE LUCIA Ai Ministri della cultura e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'isola della Certosa è un complesso monumentale di rilevante interesse storico e ambientale di proprietà dello Stato, situato nella Laguna a nord di Venezia, che ha avuto nei secoli vari utilizzi, fra cui quelli conventuali e militari; l'art. 15 della legge 29 novembre 1984, n. 798, recante "Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia", prevede la concessione gratuita novantanovennale dell'isola al Comune di Venezia, condizionando l'ente territoriale alla presentazione di un piano di recupero; con deliberazione n. 79 del 13 luglio 2009 il Consiglio comunale di Venezia decideva di istituire il "Parco Urbano - verde pubblico" dell'isola della Certosa; con convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, Rep. Municipale speciale n. 15798 del 13 gennaio 2011, veniva affidata la gestione dell'intera isola alla società Vento di Venezia S.r.l. per la durata di anni 50, disciplinando gli interventi finalizzati al recupero, alla gestione e alla valorizzazione del complesso immobiliare, attraverso la realizzazione e successiva manutenzione del Parco urbano; con decreto del direttore regionale del Ministero per i beni e le attività culturali del 21 giugno 2011 è stato dichiarato l'interesse culturale dell'isola ai sensi degli artt. 10 e 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con la seguente motivazione: "in considerazione della storia dell'isola segnalata oggi unicamente dalla presenza dei resti di edifici che connotavano l'antico monastero e individuati nei resti dell'antico chiostro, nell'edificio denominato casa dell'ortolano e nell'edificio denominato casello delle polveri, si dichiara sussistere l'interesse storico artistico della conservazione dell'isola"; l'isola della Certosa rientra interamente nella perimetrazione della "Rete Natura 2000": ZPS IT3250046 "Laguna di Venezia" e ZSC IT3250031 "Laguna superiore di Venezia", che impongono di introdurre misure e azioni orientate alla conservazione degli habitat e alla riedificazione ambientale ai sensi della DGR n. 1131/2017; con sentenza n. 550 del 26 maggio 2016 il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto annullava la deliberazione del Consiglio comunale di Venezia n. 9 del 1° febbraio 2016, che approvava un programma di valorizzazione unitario dell'isola della Certosa con il vicino Forte di Sant'Andrea, finalizzato al trasferimento della proprietà dei due complessi monumentali al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85; considerato che: con deliberazione delle Giunta comunale di Venezia n. 358 del 22 novembre 2018 viene approvato un nuovo programma di valorizzazione dell'isola, sempre finalizzato al trasferimento della proprietà al Comune di Venezia; tale deliberazione dispone la modifica della citata convenzione sottoscritta in data 17 dicembre 2010, Rep. Municipale speciale n. 15798 del 13 gennaio 2011, con la società Vento di Venezia S.r.l., allo scopo di attribuire alla società stessa la proprietà pro tempore degli edifici, che saranno costruiti sul sedime demaniale fino alla scadenza della convenzione; tale deliberazione prevede, inoltre, l'estensione della durata della convenzione sottoscritta con la società Vento di Venezia S.r.l. fino al 15 novembre 2106, integrando per modalità e durata un vero e proprio rapporto sub-concessorio con il partner privato; tali modifiche venivano effettivamente apportate alla convenzione del 2010, mediante sottoscrizione di apposito addendum in data 23 aprile 2019, Rep. Municipale n. 131244 del 23 aprile 2019; l'art. 952 del Codice civile attribuisce la facoltà di costituire il diritto di superficie al solo proprietario; gli artt. 5 e 17 del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, recante "Regolamento concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato", vieta la sub-concessione dei beni demaniali, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se intendano avviare, nelle sedi di competenza, attività di vigilanza e controllo allo scopo di rilevare eventuali violazioni dell'art. 952 del Codice civile e, se del caso, riportare alla proprietà dello Stato gli edifici, che nel frattempo sono stati costruiti sul sedime demaniale dell'isola della Certosa; se, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano attivarsi al fine di verificare possibili violazioni degli artt. 5 e 17 del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, in particolare se il bene sia stato sub-concesso a soggetti terzi; se ritengano infine avviare ogni altra indagine o verifica, nel caso anche ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 13 luglio 1998, n. 367, sull'osservanza delle prescrizioni concernenti le modalità di utilizzo del complesso monumentale. Atto n. 4-05378 PEPE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che: la Metapontum Agrobios S.C.AR.L. è dal 1985 impegnata in attività per lo sviluppo ed il trasferimento dell'innovazione in agricoltura e nel sistema agro-industriale, attraverso progetti di ricerca volti allo sviluppo e all'applicazione di tecnologie innovative per la protezione delle colture da virus , insetti, patogeni, per il miglioramento della qualità di piante di interesse agrario ed industriale e per l'ottenimento di sostanze ad alto valore aggiunto da specie vegetali da impiegare in settori industriali; a seguito di alcune modifiche statutarie avvenute nel corso del 2011, la Metapontum Agrobios S.r.l. è divenuta società in house providing (unico socio è la regione Basilicata) ed ha ad oggetto l'erogazione di servizi e la realizzazione di attività innovative di ricerca (esclusivamente a favore degli Enti costituenti o partecipanti o affidanti) in ambito biotecnologico nei settori: industriale, agroalimentare, farmaceutico, chimico, elettronico, ambientale e della salute degli esseri umani ed animali; ai sensi dell'articolo 27, commi 3 e 4, della legge regionale 4 agosto 2011, n. 17, la Giunta regionale della Basilicata ha adottato la delibera n. 1568 del 27 novembre 2012, con la quale ha ritenuto sussistenti le condizioni per la messa in liquidazione della società, avendo giudicato non sussistenti le condizioni per il rilancio della stessa; successivamente, con delibera della Giunta regionale n. 1868 del 2012, la Regione ha disposto il trasferimento alle agenzie regionali ARPAB ed all'ALSIA del personale, delle immobilizzazioni materiali e dei progetti in corso mediante cessione di due rami d'azienda, autorizzando al contempo i legali rappresentanti di ARPAB e ALSIA alla sottoscrizione dei relativi contratti ed agli adempimenti successivi e consequenziali; il trasferimento delle risorse strumentali è avvenuto a titolo gratuito, mentre il personale è stato assunto dall'ARPAB e dall'ALSIA con contratto di diritto privato nell'ambito del contratto collettivo di lavoro in godimento, quello dei chimici, senza procedere alla costituzione di un rapporto di pubblico impiego con i dipendenti transitati; tuttavia, tra ARPAB e ALSIA ci sono state differenze di trattamento tra i dipendenti, in quanto il personale transitato in ARPAB è stato inquadrato dall'INPS di Potenza nella gestione privatistica, mentre quello transitato in ALSIA è stato inquadrato dall'INPS di Matera nella gestione pubblica ex INPDAP; peraltro, la posizione dei lavoratori è a forte rischio, in quanto la Corte dei conti ha rilevato pesanti criticità sulla capacità assunzionale della Regione per l'aumento della spesa di personale, anche a seguito del trasferimento a suo tempo operato del personale ALSIA nel ruolo unico regionale; il 19 ottobre 2020 il vicepresidente della Giunta regionale Francesco Fanelli ha incontrato le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL per affrontare il tema, ma nonostante i ripetuti incontri non si è giunti ad una soluzione della questione; il posto di lavoro di oltre 50 professionisti continua pertanto ad essere incerto e fortemente a rischio, nonostante i medesimi continuino ad operare a pieno regime, svolgendo importanti funzioni di ricerca in tema di tutela ambientale presso le richiamate agenzie regionali, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di risolvere le problematiche relative alla situazione contrattuale dei lavoratori richiamati in premessa, attualmente in forza presso ARPAB e ALSIA, salvaguardandone la professionalità, il posto di lavoro e la consequenziale continuità lavorativa e valorizzandone l'esperienza acquisita. Atto n. 4-05379 ROMEO Al Ministro della giustizia Premesso che: nell'ultimo anno le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli agenti della Polizia penitenziaria nel carcere di Monza sono diventate intollerabili, peggiorate con la crisi sanitaria, che ha colpito il nostro Paese e che ha inevitabilmente comportato carichi di lavoro maggiori, un aumentato livello di stress e un atteggiamento ancora più ostile da parte dei detenuti; all'interno della struttura penitenziaria in questione, nell'ultimo anno si sono registrate con troppa frequenza aggressioni contro la Polizia, tanto che 14 agenti sono dovuti ricorrere a cure mediche per danni subiti dai detenuti; gli agenti lamentano una scarsa attenzione ai loro bisogni, in primo luogo, alla loro incolumità e chiedono esemplari provvedimenti disciplinari nei confronti degli aggressori ed efficaci misure preventive tese a scongiurare il verificarsi di ulteriori episodi di violenza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione esposta in premessa e quali misure urgenti intenda intraprendere per ripristinare una condizione di ordine e sicurezza all'interno del carcere di Monza, al fine di garantire la dovuta sicurezza sul posto di lavoro agli agenti della Polizia penitenziaria, intervenendo in primo luogo con azioni tese a prevenire ed arginare eventuali insubordinazioni e tentativi di violenza da parte dei detenuti. Atto n. 4-05380 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute Premesso che: il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri che da lunedì 26 aprile 2021 ha permesso il riavvio progressivo delle attività economiche nelle zone dove la situazione sanitaria è più sotto controllo, confermando però il coprifuoco alle 22 e consentendo la ristorazione soltanto in spazi esterni, appare incomprensibile e peggiorativo rispetto a quello adottato in momenti più critici dal punto di vista sanitario; oltre la metà dei pubblici esercizi italiani non potrà riaprire l'attività, sia perché non tutti gli esercenti hanno a disposizione spazi esterni, sia perché i costi della riapertura non verrebbero compensati dai ricavi esigui determinati dai pochi avventori consentiti nei locali per mantenere le distanze di sicurezza; la lentezza della campagna di vaccinazione e il mancato controllo del territorio per arginare i comportamenti scorretti che, inevitabilmente, si riverberano anche su quanti si attengono scrupolosamente alle norme imposte, hanno inferto un duro colpo al settore dei pubblici esercizi: 22.000 imprese chiuse nel 2020, la perdita di 250.000 posti di lavoro e ingentissimi danni economici, si chiede di sapere se il Governo intenda rivedere le decisioni prese ed enunciate con l'ultimo decreto, a maggior ragione nelle regioni come il Veneto, dove la campagna vaccinale sta procedendo speditamente, e prevedere, considerando i dati sui contagi e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza a tutela della salute dei cittadini, la cancellazione del coprifuoco delle ore 22 e la riapertura delle attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, tavole calde) e in generale di pubblici esercizi, valutando la possibilità del consumo al tavolo, anche nei locali al chiuso, in modo tale che si evitino misure discriminatorie che rischiano di aumentare diseguaglianze e disagio sociale.