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ORD. 309/05. PROCESSO PENALE - DECRETO DI FISSAZIONE DELL’UDIENZA PRELIMINARE - AVVERTIMENTO CIRCA LA FACOLTÀ DELL’IMPUTATO DI RICHIEDERE IL GIUDIZIO ABBREVIATO O L’APPLICAZIONE DELLA PENA - SANZIONE DELLA NULLITÀ PER L’OMESSO AVVISO - MANCATA PREVISIONE - DENUNCIATA INGIUSTIFICATA DIVERSITÀ RISPETTO AL DECRETO DI CITAZIONE DIRETTA A GIUDIZIO - MANIFESTA INFONDATEZZA DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 419, comma 1, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare debba contenere, a pena di nullità, l'avvertimento che l'imputato, qualora ne ricorrano i presupposti, può presentare, prima delle conclusioni delle parti, richiesta di giudizio abbreviato o di applicazione della pena, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, a causa della ingiustificata diversità della disciplina censurata rispetto a quella prevista dall'art. 552, comma 1, lettera f), cod. proc. pen., che, nell'elencare i requisiti del decreto di citazione a giudizio nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, stabilisce che l'imputato deve essere avvertito della facoltà di presentare richiesta dei riti alternativi prima della dichiarazione di apertura del dibattimento e nel comma 2 sanziona con la nullità la mancanza o l'insufficienza dell'avvertimento. Infatti, la disciplina contenuta nell'art. 552, comma 2, cod. proc. pen. non può essere utilmente richiamata quale 'tertium comparationis' per sostenere la necessità di estenderla, nel rispetto dell'art. 3 Cost., al decreto di fissazione dell'udienza preliminare. - V., citate, sentenza n. 148/2004; ordinanze n. 484/2002, nn. 56, 55 e 11/2004, n. 231/2003.