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Processo penale - Procedimento davanti al giudice di pace - Citazione a giudizio - Obbligo di avviso, a pena di nullità, circa la facoltà dell’imputato di presentare domanda di oblazione - Omessa previsione - Assunta irragionevole disparità di trattamento, rispetto al procedimento davanti al tribunale a composizione monocratica, con violazione del diritto di difesa e del principio di buon andamento - Carenza di profili diversi o ulteriori rispetto a quelli valutati in precedenti decisioni - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, dell'art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui non prevede che la citazione a giudizio disposta dalla polizia giudiziaria debba contenere a pena di nullità l'avviso che, qualora ne sussistano i presupposti, l'imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, possa presentare domanda di oblazione. Infatti, non risultano profili diversi o aspetti ulteriori rispetto a quelli già valutati con precedente pronuncia che ha già dichiarato manifestamente infondata identica questione, sollevata dallo stesso rimettente. Inoltre, come già affermato dalla Corte costituzionale «dalla sentenza n. 497 del 1995 non possono […] trarsi argomenti a sostegno della illegittimità costituzionale della disciplina censurata, in quanto l'omissione dell'avviso circa la facoltà di presentare domanda di oblazione non comporta la perdita irrimediabile di tale facoltà, che può essere esercitata dall'imputato nel corso dell'udienza di comparizione prima dell'apertura del dibattimento», e che «nell'udienza di comparizione l'imputato è obbligatoriamente assistito da un difensore, di fiducia o d'ufficio, sì che risultano pienamente garantite la difesa tecnica e l'informazione circa le varie forme di definizione del procedimento, anche alternative al giudizio di merito ...”. Nell'occasione, la Corte ha altresì affermato che in questa prospettiva «l'udienza di comparizione, ove avviene il primo contatto tra le parti e il giudice, risulta sede idonea per sollecitare e verificare la praticabilità di possibili soluzioni alternative, tra cui, evidentemente, l'estinzione del reato per oblazione” ed ha inoltre ribadito che il principio di buon andamento dei pubblici uffici non si riferisce all'attività giurisdizionale in senso stretto, bensì all'organizzazione e al funzionamento dell'amministrazione della giustizia. - Per la decisione cui si fa esplicito riferimento, v. ordinanza n. 231/2003.