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Art. 9. I lavori, le provviste ed i servizi di cui all'art. 1 devono, prima che se ne disponga il pagamento, essere sottoposti a collaudo, quando il loro importo superi un milione di lire, al netto di ogni onere fiscale. Per gli uffici centrali il collaudo dev'essere effettuato da un impiegato o da un esperto appositamente designato dalla amministrazione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748. Per il Dipartimento della pubblica sicurezza, il collaudo verrà effettuato dalle commissioni di cui all'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 1969, n. 1279, concernente l'istituzione della commissione consultiva per le forniture occorrenti per i servizi e le forze di polizia. Per gli uffici periferici, il collaudo dev'essere effettuato, in mancanza dell'impiegato, dell'esperto o delle commissioni di collaudo indicate nel precedente comma, dall'ufficio tecnico erariale o dall'ufficio del genio civile, salvo che l'importo dei lavori, delle provviste e dei servizi sia inferiore al limite minimo prescritto dagli uffici medesimi, nel qual caso si applica il comma seguente. Per i lavori, le provviste ed i servizi, il cui importo di spesa non superi lire un milione o che, per la loro natura, non possono essere sottoposti a collaudo, la relativa dichiarazione e sostituita da una attestazione del capo dell'ufficio che ha ordinato i lavori, le provviste ed i servizi o di un suo delegato, dalla quale risulti che i lavori, le provviste od i servizi sono stati eseguiti regolarmente. È ammesso il collaudo parziale dei lavori, delle provviste e dei servizi secondo le norme di cui ai precedenti commi; in tal caso i pagamenti in conto sono disposti secondo le misure di cui all'art. 48 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e successive modificazioni. Al collaudo non può partecipare chi ha avuto ingerenza nell'ordinazione, direzione o sorveglianza dei lavori, delle provviste e dei servizi.