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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 31 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati e assegnazione Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Comunico che in data 2 agosto è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese» (741). Il provvedimento è stato assegnato in sede referente alle Commissioni riunite 6 a e 11 a , con i pareri delle Commissioni 1 a , 2 a , 5 a , 7 a , 8 a , 9 a , 10 a , 12 a e 14 a . Le predette Commissioni sono autorizzate a convocarsi. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione del disegno di legge: Doc 717 Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 717. Ilrelatore, senatore Borghesi, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che siamo oggi chiamati ad esaminare è volto alla conversione in legge di un decreto legge, recante proroga di termini di disposizioni legislative. Il provvedimento, come di consueto, è stato necessario per disporre la proroga di termini di imminente scadenza, con l'obiettivo di garantire la continuità, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e l'operatività di fondi, anche a sostegno di investimenti, nonché per assicurare il completamento delle operazioni di trasformazioni societarie e di conclusione degli accordi di gruppo previste dalla normativa in materia di banche popolari e di banche di credito cooperativo. Passo ora, brevemente, all'illustrazione dei contenuti del decreto. Come sapete, il nostro Regolamento prevede che in Aula il testo sottoposto all'esame dei parlamentari sia quello originario. Quindi, partendo dal testo del Governo, è opportuno dare conto dei principali contenuti. Il provvedimento si compone di 14 articoli. L'articolo 1 reca proroga di termini in materia di enti territoriali. In particolare, il comma 1 ha ad oggetto i criteri di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio per Province e Città metropolitane. Al comma 2, la disposizione è finalizzata a individuare un'unica giornata nella quale si svolgeranno le elezioni dei presidenti di Provincia e dei consiglieri provinciali, il cui mandato viene a scadere entro il 31 ottobre 2018, nonché del rispettivo consiglio o presidente in scadenza entro il 31 dicembre 2018. Oltre ad accorpare lo svolgimento delle elezioni delle predette cariche in un unico giorno, con effetti di semplificazione e razionalizzazione, si prorogano al 31 ottobre 2018 i mandati in scadenza tra la data di entrata in vigore del decreto-legge in esame e la predetta data. L'articolo 2 reca disposizioni di proroga di termini in materia di giustizia. Il comma 1 proroga il termine di applicazione di disposizioni in materia di intercettazioni, mentre il comma 2 prevede la sospensione dell'efficacia delle disposizioni recanti misure organizzative in tema di servizi per la partecipazione al dibattimento a distanza. L'articolo 3 contiene norme di proroga di termini in materia di ambiente. In particolare, è prorogato il termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie esotiche invasive. Con l'articolo 4 sono prorogati termini in materia di infrastrutture. Il comma 1 prevede la proroga di termini in materia di programmi di edilizia scolastica, mentre il comma 2 proroga i termini in materia di salvamento acquatico. La disposizione contenuta nel comma 3 interviene, invece, in materia di obbligatorietà della patente nautica. L'articolo 5 ha ad oggetto la proroga di termini in materia di politiche sociali. In particolare, si proroga il termine di entrata in vigore della Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) precompilata, al fine di consentire gli opportuni interventi tecnici diretti a garantirne una più semplice accessibilità per i cittadini. Con l'articolo 6 sono prorogati i termini in materia di istruzione e università. Il comma 1 proroga al 30 ottobre 2018 il termine per la conclusione dei lavori delle commissioni nazionali per l'abilitazione scientifica nazionale. Il comma 2, invece, proroga i termini in materia di reclutamento nelle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM). Il comma 3 proroga il termine relativo alle scuole italiane all'estero, consentendo il regolare avvio dell'anno scolastico 2018-2019 nel sistema della formazione italiana nel mondo. L'articolo 7 proroga i termini in materia di cultura. In particolare, si prevede espressamente l'estensione del beneficio del « bonus cultura» per l'anno 2018. L'articolo 8 reca proroga di termini in materia di salute. I commi 1 e 2 hanno ad oggetto le prescrizioni di medicinali veterinari e di mangimi medicati secondo il modello di ricetta elettronica, mentre il comma 3 riguarda le quote premiali per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Il comma 4 reca norme di proroga relativamente agli investimenti privati nelle strutture ospedaliere in Sardegna. Con l'articolo 9 sono prorogati i termini in materia di eventi sismici. Il comma 1 ha ad oggetto il recupero di aiuti relativi agli eventi sismici verificatisi nella Regione Abruzzo, mentre il comma 2 ha ad oggetto il riparto del Fondo di solidarietà comunale nei Comuni del cratere Emilia-Romagna, colpiti dal sisma nel 2012, e del cratere dell'Aquila, per il sisma del 2009. L'articolo 10 ha ad oggetto la proroga di termini in materia di sport. L'articolo 11 reca proroga di termini in materia di banche popolari e gruppi bancari cooperativi. L'articolo 12, al fine di consentire il proseguimento per l'anno 2018 delle attività di sostegno alle esportazioni italiane, già finanziate con l'articolo 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, prevede un rifinanziamento del Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge n. 745 del 1970, per euro 480 milioni. Il rifinanziamento del Fondo è urgente e necessario al fine di evitare la sospensione dell'operatività dovuta all'attuale assenza di disponibilità per nuove operazioni. Com'è noto, il Fondo è destinato all'erogazione di contributi in conto interessi a supporto di finanziamenti export (tramite operazioni di credito acquirente e credito fornitore) e di finanziamenti per l'internazionalizzazione. L'articolo 13 contiene una proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti e di sviluppo infrastrutturale del Paese. Infine, l'articolo 14 reca la disposizione concernente l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Nel corso dei lavori della Commissione affari costituzionali, che sono stati intensi a motivo del poco tempo a disposizione, sono stati affrontati molti temi, corrispondenti alle numerose proposte di emendamenti pervenute pressoché da tutti i Gruppi presenti in quest'Aula. Ci siamo confrontati e abbiamo valutato con attenzione e rigore moltissime questioni. Diversi emendamenti sono stati approvati e saranno ora sottoposti al voto dell'Assemblea, come da Regolamento, in qualità di emendamenti proposti dalla Commissione. Altri sono stati respinti; altri ancora sono stati dichiarati improponibili per estraneità con l'oggetto del decreto o inammissibili per difetto di copertura finanziaria. Cercherò, brevemente, di fare un quadro di insieme delle principali innovazioni scaturite dal lavoro della Commissione, pur consapevole che le proposte approvate sono molteplici e richiederebbero un'illustrazione ben più ricca e ampia di quella che, dati i tempi ristretti, possiamo concederci. In particolare, al primo articolo è stato approvato un emendamento in tema di elezioni per i Presidenti di Provincia, che si terranno il prossimo 31 ottobre. In occasione di tale tornata elettorale è ora previsto che, in deroga ad una disposizione della legge Delrio, siano eleggibili i sindaci il cui mandato scada non oltre dodici mesi dalla data della votazione. Sempre all'articolo 1 è stato approvato un emendamento in materia di procedura di controllo, di cui al comma 7 dell'articolo 243- quater del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 Altro emendamento all'articolo 1 è quello che proroga di un ulteriore anno il termine entro cui effettuare le alienazioni relative alle partecipazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche dopo opportuna ricognizione. È stato poi approvato un articolo 1- bis , recante proroga di termini in materia di spazi finanziari degli enti locali. All'articolo 2, in tema di giustizia, sono stati approvati diversi emendamenti, in tema di proroga del ripristino delle sezioni distaccate dei tribunali di Ischia, Lipari e Portoferraio. Sempre all'articolo 2, è stato approvato un emendamento che aumenta da cinque a sette anni i tempi di proroga per l'entrata in vigore delle nuove norme concernenti l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di avvocato. All'articolo 3, si segnala in particolare un emendamento che proroga al 2020 l'entrata in vigore del libero mercato nei settori dell'energia elettrica e del gas per i consumatori finali. All'articolo 4 sono stati approvati emendamenti in tema di interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di Province e Città metropolitane. Dopo l'articolo 4 è stato inserito un articolo 4- bis , recante proroga di termini in materia di emittenti radiotelevisive locali. All'articolo 6 è stato approvato, in particolare, un emendamento che proroga i termini entro cui gli edifici scolastici devono procedere all'adeguamento alla normativa antincendio. Sempre all'articolo 6 sono stati approvati alcuni emendamenti che differiscono all'anno scolastico 2018-2019 l'applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 3 del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73. All'articolo 8, in tema di sanità, sono stati approvati alcuni emendamenti in tema di sigarette elettroniche e di medicinali omeopatici. All'articolo 9 sono stati approvati emendamenti che riducono o annullano i tagli operati negli anni passati al Fondo di solidarietà comunale. All'articolo 10, è stato approvato un emendamento in tema di adeguamento dell'ACI alle disposizioni di cui al recente decreto legislativo in tema di società partecipate. All'articolo 11 sono stati approvati degli emendamenti aggiuntivi in tema di sospensione della quota capitale dei mutui e finanziamenti e in materia di iscrizione nel registro delle imprese dei soggetti esercitanti le attività di agente e rappresentante di commercio. All'articolo 13, infine, sono stati approvati diversi emendamenti, tra cui uno in tema di spazi finanziari per le Regioni e due recanti proroga di termini in materia di Libro unico del lavoro telematico. (Brusio). PRESIDENTE . Chiederei ai colleghi se possono abbassare il livello del brusio. Il relatore di minoranza, senatore Collina, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. COLLINA, relatore di minoranza . Signor Presidente, leggerò una parte della relazione che abbiamo già depositato agli atti, aggiungendo qualche elemento e riservandomi poi in sede di replica di fare alcuni approfondimenti anche in funzione di quella che sarà la discussione generale nei suoi contenuti, visto che la trattazione in 1 a Commissione è stata sostanzialmente un monologo delle opposizioni, che hanno espresso una valutazione politica sul contenuto del decreto-legge e sugli emendamenti presentati. Chiaramente, le esigenze di tempo hanno in qualche modo consigliato alla maggioranza di procedere senza alcun intervento che ci desse indicazioni sulle volontà politiche presenti dietro ai provvedimenti contenuti all'interno del milleproroghe, quindi spero che gli aspetti più politici avremo modo di affrontarli e di sviscerarli in sede di replica e di dichiarazione di voto sugli emendamenti. Chiaramente, l'uso dello strumento del decreto ha costretto la Commissione ad esaminare il testo con termini molto brevi, limitando enormemente la possibilità di sviluppare in Commissione un dibattito approfondito sul senso e la funzionalità delle modifiche proposte. L'istruttoria legislativa in Commissione ne esce così mortificata e fortemente limitata. Stupisce come le forze politiche dell'attuale maggioranza, che avevano promesso, anche aderendo alla riforma del Regolamento del Senato, una rinnovata centralità dell'attività delle Commissioni nel quadro di una ritrovata centralità dell'istituzione parlamentare nell'esercizio della funzione legislativa, stiano abusando senza alcun pudore della decretazione d'urgenza, in palese violazione del dettato costituzionale. Chi, nel recente passato, si è ammantato del ruolo di difensore della Costituzione repubblicana, contrastando proposte di revisione che promuovevano una maggiore rapidità del procedimento legislativo, oggi è intento ad affollare i lavori delle Camere di decreti-legge in conversione in spregio delle prerogative del Parlamento sulla funzione legislativa. Nell'esaminare il decreto-legge, emergono inoltre rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento per l'assenza dei requisiti essenziali per l'uso dello strumento del decreto-legge indispensabili per il suo legittimo utilizzo. Non è infatti sufficiente la mera dichiarazione di necessità ed urgenza per giustificare l'adozione di un decreto-legge se, come nel provvedimento in esame, il contenuto del decreto risulta carente dei requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione. Richiamo incidentalmente la sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, che ha chiaramente affermato che i cosiddetti decreti milleproroghe che, con cadenza ormai annuale (qui c'è un ulteriore elemento di novità, perché questo è un decreto milleproroghe di mezza estate, visto che, prima delle elezioni, un simile provvedimento era stato adottato contestualmente alla legge di bilancio), vengono convertiti in legge dalle Camere, sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti, pur attinenti a oggetti e materie diversi, che richiedono interventi regolatori di natura temporale. Ove le discipline estranee alla ratio unitaria del decreto-legge presentassero, secondo il giudizio politico del Governo, profili autonomi di necessità e urgenza, le stesse ben potrebbero essere contenute in atti normativi urgenti del potere esecutivo distinti e separati. Risulta invece in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti a loro volta eterogenei. Tale ultimo caso riguarda, con tutta evidenza, il presente decreto-legge. Infatti, la stessa relazione del relatore di maggioranza ha palesato l'eterogeneità delle sue finalità, enumerando, quali scopi del decreto-legge, da un lato, la garanzia della continuità, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e l'operatività di fondi a fini di sostegno agli investimenti e, dall'altro, la necessità di assicurare il completamento delle operazioni di trasformazioni societarie e di conclusione degli accordi di gruppo previste dalla normativa in materia di banche popolari e di banche di credito cooperativo. L'eterogeneità dei contenuti è d'altronde cresciuta in sede di esame parlamentare. Gli argomenti affrontati sono stati, se possibile, ampliati. Gli emendamenti approvati sono infatti numerosi ed eterogenei e hanno ulteriormente complicato un quadro in cui è stata dimenticata anche la minima ratio unitaria tipica del cosiddetto decreto milleproroghe, ossia quella di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento. Un esempio che vale per tutti e che evidenzia l'intento di ampliare gli spazi di intervento del decreto-legge ben oltre quanto sarebbe possibile è rappresentato dall'approvazione di un emendamento che procede a rimodulare gli spazi finanziari delle Regioni rispetto a quanto precedentemente previsto, senza oltretutto rispettare le consuete procedure di consultazione degli enti locali attraverso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Sul merito stesso del provvedimento emergono forti perplessità. L'articolo 1, comma 2, fissa al 31 ottobre 2018 la data per lo svolgimento delle elezioni provinciali e proroga il mandato dei Presidenti di Provincia e dei consiglieri provinciali in scadenza fino a tale data. La disposizione prevede, inoltre, che in tale quadro abbiano luogo, contestualmente, le elezioni del rispettivo Consiglio provinciale o Presidente di Provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018. La disposizione in esame non tiene conto che, a oggi, le scadenze dei mandati provinciali sono le seguenti: 47 Presidenti di Provincia scadono entro il mese di ottobre 2018, 12 Consigli provinciali entro il 31 ottobre 2018, 15 Consigli entro il 31 dicembre 2018, 43 Consigli entro il gennaio 2019. L' election day proposto dal Governo non è realizzabile nella data del 31 ottobre, perché la maggior parte delle Province delle Regioni a Statuto ordinario (ben 43), in base alla disposizione introdotta, sarà costretta a convocare le elezioni per il rinnovo degli organi a ottobre, per il Presidente della Provincia, e a gennaio, per il Consiglio provinciale, con un'evidente duplicazione di procedure e costi. L'intervento emendativo in Commissione ha introdotto, inoltre, nuove deroghe alla disciplina vigente, consentendo ai sindaci della Provincia, il cui mandato scada non prima di dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni, di candidarsi a Presidente della Provincia. La previsione dell' election day al 31 ottobre 2018 per le 15 Province i cui Consigli scadano entro il 31 dicembre 2018 comporta un'interruzione anticipata del mandato che suscita gravi dubbi di costituzionalità, soprattutto perché essa non è giustificata da un più complessivo intervento di revisione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (cosiddetta legge Delrio). Tale situazione conferma pertanto la necessità di un intervento legislativo che superi l'attuale precarietà dell'assetto del governo provinciale per dare una prospettiva certa di riassetto della disciplina in materia e agli attuali organi provinciali che svolgono funzioni di rilievo nel contesto economico e sociale nei loro territori di riferimento. Tra le altre misure va brevemente ricordata quella che all'articolo 2 sospende fino al 15 febbraio 2019 l'efficacia delle disposizioni della legge n. 103 del 2017, con la quale sono state apportate modifiche alla disciplina della partecipazione al procedimento penale mediante videoconferenza, palesando l'incapacità dell'attuale Esecutivo di intervenire tempestivamente, laddove richiesti, interventi di tipo tecnico. Un'incapacità che si traduce in un grave atteggiamento dilatorio che conduce a rinviare l'applicazione di disposizioni particolarmente rilevanti ai fini della celerità nell'acquisizione della prova testimoniale in procedimenti relativi a reati di particolare pericolosità sociale. Mi avvio a concludere, citando sinteticamente altri punti che poi nella discussione generale verranno affrontati in modo più preciso dai colleghi del Partito Democratico, perché ci sono alcuni temi che gettano ulteriormente nell'incertezza il Paese su alcune questioni di assoluta importanza. Ancora una volta si è mancato di intervenire sulle questioni legate al terremoto e ai sismi del Centro Italia, e non solo, ma il Governo in Commissione ha dato ulteriori assicurazioni sui prossimi interventi nella legge di bilancio (vedremo se sarà così). È stata prorogata tutta la normativa legata alle intercettazioni. Sui vaccini, che è una materia assolutamente sensibile per tutto il Paese ed è legata alla sicurezza delle nostre famiglie, vi è uno stop significativo su cui avremo modo di riflettere. Altri temi sono legati alle infrastrutture, al bonus cultura e alla riforma delle banche di credito cooperativo, un argomento su cui si cerca di prendere tempo. In generale, questo è un provvedimento milleproroghe che prende tempo. Si tratta di una maggioranza che probabilmente ha bisogno di rodarsi, di capire quali sono i punti di contatto tra due esperienze politiche così differenti. Ma chi subisce le conseguenze di questo dilazionamento dei tempi? Il Paese. Pertanto, noi siamo qui anche per sottolineare questi aspetti e cercare di dare il nostro contributo. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo (che peraltro non vedo al loro posto: chiedo che possibilmente rientrino ai loro banchi)... Bene, oggi siamo in fase di discussione generale sul decreto-legge milleproroghe. È dal 2005 che questo malvezzo della politica italiana viene perpetrato da vari Governi. Ricordo quando coloro che oggi siedono in maggioranza strillavano dai banchi dell'allora opposizione contro il milleproroghe dicendo che loro non ne avrebbero mai fatti. Oggi ci ritroviamo con un milleproroghe presentato dal cosiddetto Governo giallo-verde; un milleproroghe che peraltro ha visto anche un dialogo pressoché nullo con il resto del Parlamento: un milleproroghe che di fatto non ha colto il dialogo e il confronto con le opposizioni. Questa è una constatazione che certamente non depone a favore dei buoni propositi che dal Parlamento, negli anni passati, si erano manifestati in vista di un miglioramento dell'attività parlamentare. Comunque, entrando nel merito, tralasciando un milleproroghe che, come abbiamo visto, nei 14 articoli che lo caratterizzano salta dalle intercettazioni alle ricette veterinarie, possiamo notare come il focus , l'elemento forse più strutturale di tale decreto-legge, sul quale vorrei intrattenermi, sia la riforma del credito cooperativo, vale a dire la riforma della cosiddetta riforma Renzi-Padoan. Quella riforma che ha prima inciso negativamente sulle banche popolari e che avrebbe potuto - uso il condizionale - incidere molto pesantemente sul credito cooperativo: incidere cioè molto pesantemente su una peculiarità del nostro sistema bancario, cioè il credito cooperativo. Quel credito che nella mutualità e nella territorialità esprime la sua caratterizzazione, che gli permette di rispondere alla particolarità del nostro sistema impresa e alla particolarità del nostro territorio. Chi vive nelle periferie di questo Paese, nelle valli (come me che provengo dal Trentino), sa che funzione hanno svolto e svolgono le casse rurali, il credito cooperativo, quelle banche che hanno i loro sportelli anche nelle cittadine e nei «paesoni» più sperduti del nostro territorio; quelle banche che permettono alle nostre imprese di avere comunque, a poca distanza dalle loro aziende e dalle loro case, uno sportello e, quindi, un interlocutore in campo finanziario. Ed è la stessa necessità che hanno i cittadini, gli anziani e i pensionati. Se non ci fosse il credito cooperativo, come dimostrano i fatti, le banche cosiddette di interesse nazionale, le grandi banche, i due grandi gruppi che oggi sono rimasti nel nostro Paese, avrebbero, come hanno fatto, abbandonato i territori periferici. Noi non vogliamo che, nell'ottica della speculazione e dell'interesse finanziario, anche il sistema cooperativo debba, di fatto, allontanarsi dalle esigenze peculiari del nostro territorio. Ebbene, se la riforma Renzi-Padoan, se la riforma del credito cooperativo fosse rimasta tale o rimanesse tale, con una capitalizzazione minima delle BCC nella capogruppo del 51 per cento, come era nelle ipotesi iniziali, sicuramente si sarebbero messe a rischio a breve la mutualità e la territorialità del credito cooperativo. Apprezziamo quindi, esprimendo un parere sicuramente favorevole, che il Governo abbia accolto la proposta che io, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia e in sede di audizione del ministro Tria, feci, chiedendo di elevare la capitalizzazione minima del 51 per cento ad almeno il 60 per cento. Questa non sarà una sicurezza, ma perlomeno blinda, in un certo qual modo, il patrimonio delle capofila, che resterà obbligatoriamente nelle mani delle casse rurali per almeno il 60 per cento. Ci auguriamo che questa strada venga ulteriormente migliorata dal Governo, nella moratoria di 180 giorni che prevede il decreto-legge, affinché si renda più forte e strutturale la patrimonializzazione delle casse centrali da parte delle banche di credito cooperativo. Apprezziamo anche - e pure su questo chiediamo al Governo di essere ancora più incisivo e blindato - che sia stato previsto che la patrimonializzazione della capofila possa essere modificata solamente con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e non più con un semplice decreto ministeriale. Al riguardo chiediamo però che la possibilità di scendere al di sotto del 60 per cento sia davvero limitata al massimo, cioè ai casi di grave dissesto e, comunque, dopo aver percorso tutte le strade alternative per evitare che i capitali finanziari possano di fatto governare il sistema del credito cooperativo. Scendere, infatti, al di sotto del 60 per cento avrebbe voluto dire proprio questo: dare in mano alla finanza, alle strategie speculative e ovvie dell'alta finanza, la possibilità di incidere sulle finalità mutualistiche, territoriali e speciali del credito cooperativo. Apprezziamo anche che sia stata elevata, nella governance delle casse centrali di ICCREA, alla metà più due la presenza obbligatoria dei consiglieri di amministrazione. Ci auguriamo, tuttavia, che l'incisività e la potenzialità di incidere sulla governance delle singole casse rurali, oggi ancora, in virtù della riforma in essere, in mano alle capogruppo, possa essere quanto più limitata. Vice ministro Garavaglia, signori del Governo, vi chiedo con forza di adoperarvi affinché le singole casse rurali, soprattutto quando la loro solidità patrimoniale lo permetta, possano avere quell'autonomia negli organi dirigenziali che da sola può garantire loro il mantenimento dei propri scopi e del proprio dialogo con il territorio. Non vogliamo, signor Presidente, che la cassa unica, la capofila (cioè quella struttura che ha, nel suo DNA, una funzione ovviamente più speculativa e volta al profitto), possa immediatamente governare le singole casse rurali. Per concludere, ci auspichiamo che questa venga rivista, nell'ambito della dimensione significativa delle capogruppo, in funzione anche delle caratteristiche delle singole banche aderenti: infatti, se le singole banche sono più virtuose, ritengo che la capofila potrebbe avere anche dimensioni diverse. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cucca. Ne ha facoltà. CUCCA (PD) . Signor Presidente, mi può indicare il tempo a mia disposizione, per favore? PRESIDENTE. Il suo tempo è di cinque minuti. Non si preoccupi, il tempo è una convenzione. CUCCA (PD) . Grazie, ne terrò conto. Signor Presidente, intendo intervenire, anche considerato l'esiguo tempo che ho a disposizione, in particolare sull'articolo 2, comma 1, del decreto milleproroghe. La prima osservazione evidente è data dal fatto che anche questa maggioranza, che tanto aveva vituperato negli anni passati l'utilizzo dello strumento del decreto milleproroghe e della proroga dei provvedimenti, se ne sta servendo addirittura in anticipo; normalmente, infatti, questo provvedimento si faceva a fine anno, invece questa volta si sta facendo tra luglio e agosto, in periodo preferiale (ma, magari, ci sarà l'intendimento di utilizzarne un altro verso fine anno). La proroga dell'entrata in vigore della riforma sulle intercettazioni ci lascia molto perplessi. Le motivazioni che il Ministro aveva addotto, all'uscita dal Consiglio dei Ministri che aveva emanato il decreto-legge, evidentemente erano pretestuose. Era semplicemente la consueta accusa che veniva rivolta, in particolare, al Partito Democratico e comunque alla maggioranza della scorsa legislatura, dicendo che si voleva mettere il bavaglio al diritto all'informazione, che si voleva impedire che i cittadini conoscessero le conversazioni dei politici. Tutto questo significa solo due cose: o il Ministro non conosceva il contenuto della riforma oppure tutte queste motivazioni erano strumentali. Come strumentali sono le motivazioni che vengono riportate nella relazione introduttiva a questo provvedimento per giustificare la proroga. In verità, il decreto milleproroghe, o meglio la proroga della riforma, denota una scarsa conoscenza della stessa, perché le motivazioni, come ho detto, sono assolutamente pretestuose. La riforma che era stata approvata, infatti, va esattamente in senso contrario; evidentemente non si sa che aveva ad oggetto il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine, che creava un giusto equilibrio tra la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione e, conseguentemente, l'equilibrio con il diritto all'informazione. In verità, in che cosa consisteva? Non si comprende, infatti, come si possa dire che non si può utilizzare, visto che le intercettazioni vengono utilizzate quotidianamente. Non vi è quindi nulla, non c'è alcun adeguamento e la motivazione è evidentemente pretestuosa e ha obiettivi differenti da quelli denunciati dall'attuale maggioranza di Governo ed in particolare dal Ministro della giustizia. Si è introdotto infatti il reato di diffusione, di ripresa e registrazione di comunicazioni fraudolente per evitare che le intercettazioni vengano usate strumentalmente per denigrare magari anche qualcuno che non c'entra nulla con le indagini. Si è introdotta una maggiore tutela della riservatezza nelle comunicazioni tra difensore e assistito. Si tratta della salvaguardia di un elementare diritto di difesa: viviamo in un mondo di civiltà giuridica e questo concetto era semplicemente ampliato dal contenuto del provvedimento sulle intercettazioni telefoniche. Era prevista l'introduzione del divieto di trascrizione anche sommaria di comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti. Noi sappiamo - ne siamo tutti a conoscenza - che ci sono soggetti totalmente estranei all'ipotesi di reato che sono stati rovinati dalla diffusione di queste notizie. Pertanto - avviandomi alla conclusione perché il tempo è tiranno - il Governo ci deve spiegare perché vuole prorogare l'entrata in vigore di una norma di civiltà giuridica, che porta finalmente a sistema il giusto equilibrio tra il diritto di difesa e il diritto all'informazione, che tutela maggiormente tutti i cittadini e non la classe politica, che non c'entra nulla perché è trattata alla stregua di tutti i cittadini. Vorremmo sapere questo dal Governo ed è per questo che abbiamo presentato gli emendamenti soppressivi del comma 1 e 2 dell'articolo 2 ed insistiamo affinché vengano approvati. Siamo in un sistema giuridico civile e noi stavamo ampliando la civiltà giuridica del nostro Paese; altrimenti il Governo ci spieghi le motivazioni di questa proroga. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, l'articolo 1 del provvedimento in discussione reca la vexata quaestio che riguarda le Province. La legge n. 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio (ribattezzata dagli amministratori locali «legge delirio»), ha rappresentato un esempio di psichiatria legislativa. Essa, infatti, è stata la pilota delle riforme sbagliate, pensate male e scritte peggio; scritte soltanto nell'ottica pregiudiziale che il referendum costituzionale del dicembre del 2016 poteva trovare solo un giudizio di accoglimento da parte del popolo italiano. Questa legge ha generato danni enormi sui territori mortificando completamente la dignità delle Province previste dalla Costituzione: ci troviamo al cospetto di un livello istituzionale che è stato completamente distrutto, che non è più in grado di rappresentarsi e, soprattutto, che non è nella condizione di dare risposte ai cittadini anche sulle funzioni rimaste in capo alle Province. Ci ritroviamo, soprattutto nelle realtà di periferia della nostra Nazione, che sappiamo essere innanzitutto composta da Province, con migliaia di chilometri di strade provinciali abbandonate a se stesse, che non ricevono un intervento di manutenzione ordinaria da oltre quattro anni. Lo stesso ragionamento vale per le scuole medie superiori, con tantissimi operatori e alunni che corrono rischi gravissimi per la propria sicurezza. La legge Delrio ha discriminato anche i dipendenti delle Province, ovvero il loro capitale umano, che è stato costretto a procedure di mobilità e ha corso anche il teorico rischio di licenziamento, pur trattandosi di dipendenti pubblici. I cittadini sono stati espropriati dal voto: c'è una politica che genera un altro livello politico, senza peraltro essere poi nella condizione di produrre risultati. Come sappiamo, le elezioni che riguardano il presidente della Provincia sono disallineate rispetto a quelle riguardanti i consiglieri provinciali, con la possibilità teorica anche di creare quella che viene definita un'anatra zoppa, con un presidente espressione di una parte politica e una maggioranza in Consiglio espressione dell'altra parte politica. I bilanci sono stati portati in maniera scientifica al dissesto: un dissesto di Stato, rispetto al quale, anche nei casi in cui non si riescano ad approvare, non c'è neanche la possibilità di un intervento della prefettura, così come previsto dal testo unico degli enti locali. Ho voluto ricordare tutto questo per riassumere soltanto le contraddizioni enormi e i guasti funzionali che ha prodotto la legge Delrio. Con la norma di proroga contenuta nell'articolo 1 del provvedimento al nostro esame, sembra che passiamo dalla psichiatria legislativa, alla legislazione creativa, perché immaginare di porre il termine di proroga al 31 ottobre 2018 significa ignorare che non per tutte le 47 presidenze, che saranno scadute a quel termine, scadono anche i Consigli. Il Gruppo Fratelli d'Italia ha sposato gli emendamenti proposti dall'Unione delle Province italiane e proprio io ho presentato una proposta di riforma dell'assetto istituzionale, che è necessaria, perché non si possono fare riforme eliminando soltanto un pezzo della vecchia architettura, come è stato fatto con la legge Delrio. C'è bisogno di una riforma organica, perché le Regioni, che oggi dovrebbero fare soltanto programmazione, invece fanno molta gestione, e i Comuni sono abbandonati al loro destino, soprattutto i più piccoli, mentre i capoluoghi di provincia sono spesso vittime dei comportamenti da satrapi di Provincia di molti sindaci. Non è giusto che i cittadini paghino le conseguenze di scelte scriteriate, perché quelli delle realtà dei Comuni più piccoli pagano le stesse identiche tasse di coloro che vivono nelle realtà metropolitane o nei Comuni più grandi e hanno diritto ad avere gli stessi, identici servizi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Senza l'ente di governo in area vasta questa possibilità è assolutamente preclusa. Sanno bene tutti coloro che in questa Assemblea vengono da un'esperienza da amministratori locali, da assessori provinciali e da presidenti delle Province, cosa ha rappresentato la legge Delrio. Torno all'argomento della proroga, perché abbiamo presentato una proposta emendativa anche nell'auspicio che uno slittamento al 31 gennaio 2019 possa rappresentare un momento di riflessione all'interno del Parlamento, per tornare al suffragio universale. La guida delle istituzioni deve essere decisa dai cittadini. Questa proroga addirittura prevede la possibilità di sciogliere anticipatamente i Consigli rispetto alla data del presidente. Io conoscevo l'istituto della prorogatio , non quello della " anticipatio ", che genererebbe certamente un caso di incostituzionalità di questa norma. Concludo, signor Presidente, con un passaggio sull'articolo 10, che riguarda le Universiadi. Ho avuto modo in audizione di manifestare al sottosegretario Giorgetti tutte le mie perplessità rispetto ai ritardi relativi a questo importante evento, che sarà una vetrina internazionale per la Campania e per l'Italia. Rischiamo di fare una figuraccia, per la lite permanente e per l'irresponsabilità estrema del presidente della Regione Campania De Luca e del sindaco di Napoli De Magistris. Mancano dieci mesi alla celebrazione dell'evento e non è pronto assolutamente nulla, dalle strutture che devono ospitare gli eventi fino alla scelta del villaggio dove ubicare gli atleti. Mi sarei aspettato dal Governo non una scelta pilatesca, ma che prendesse in mano le operazioni, per fare in modo che i campani e l'Italia non ricevano l'umiliazione per il litigio di due uomini, che denota... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Iannone. Le ho fatto concludere l'argomento, anche con qualche secondo abbondante in più. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, senatrici e senatori, membri del Governo, il mio intervento si concentra essenzialmente sull'articolo 2 di questo decreto-legge, in modo particolare sul comma 1, per ragioni completamente opposte a quelle prima riferite dal senatore Cucca del PD, il quale sostiene, dal suo punto di vista, l'accelerazione dell'entrata in vigore dell'attuazione di una norma di modifica della disciplina del sistema delle intercettazioni di comunicazioni e conversazioni. Bene, la posizione di Forza Italia è stata di contrarietà allora a quella riforma, perché si è trattato di una riforma assolutamente insufficiente, non in grado di assicurare il diritto di difesa, che ne veniva compromesso, e soprattutto non in grado di assicurare un momento centrale nella vita del nostro processo, cioè la segretezza delle indagini. È cosa ormai nota ed è una prassi assolutamente consolidata il corto circuito mediatico-giudiziario al quale siamo stati abituati e quasi mitridatizzati, per cui oggi ci è assolutamente indifferente trascurare la presunzione di non colpevolezza e siamo anche convinti che esista la retroattività della norma penale. Quest'Aula ha avuto un pessimo esempio e una brutta pagina quando ha applicato retroattivamente a un senatore della Repubblica una norma, violando un principio fondamentale della Costituzione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Bene, noi non ci siamo dimenticati di queste cose. Abbiamo espresso contrarietà all'articolo 2 del milleproroghe non solo per una ragione di metodo, ma essenzialmente per una ragione di merito, perché non potevamo accogliere alcuni princìpi contenuti nella cosiddetta riforma della disciplina delle intercettazioni. Già allora, al momento dell'esame dello schema del decreto legislativo n. 216 del 2017, attuativo della delega, in Commissione giustizia la posizione di Forza Italia è stata chiara: violazione e forte compressione del diritto di difesa, tempi insufficienti per l'esame delle registrazioni da parte del nuovo del nuovo articolo 268- ter del codice di procedura penale e assoluta non chiarezza della novella dell'articolo 293 dello stesso codice. Perplessità che allora furono fatte proprie da molti procuratori, anzi dai procuratori delle maggiori città italiane perché quella riforma, che il PD allora volle a tutti i costi, in realtà si regge su un assunto per noi assolutamente non accoglibile, cioè quello secondo il quale sono gli avvocati i principali responsabili delle fughe di notizie durante la fase delle indagini preliminari. Ciò non è vero, o può esserlo solo minimamente in quanto la divulgazione dell'informazione avviene solo al momento del deposito degli atti nelle procure, quindi, evidentemente, la fuga di notizie va ricercata altrove. Siamo poi certi, riguardo all'altro dubbio che abbiamo sollevato, che l'applicazione dei nuovi dispositivi captatori informatici, così come previsto e regolamentato, sia immune da vizi e da abusi. Bene: noi, ripeto, eravamo contrari perché abbiamo ritenuto la riforma Orlando assolutamente insufficiente. Vorrei ricordare le parole di un magistrato, a volte scomodo ma sicuramente acuto nelle sue osservazioni, pronunciate allorquando fu approvata la riforma. Mi riferisco al dottor Nordio che ha affermato che la riforma costituisce il massimo degli sforzi consentiti con il minimo dei risultati perseguiti. L'unica cosa che avreste dovuto fare e non avete fatto è dare attuazione ad un codice. Le intercettazioni sono mezzi di ricerca della prova, non sono mezzi di prova. Le telefonate non solo delle prove. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voi avete consentito che il Parlamento perdesse tempo nell'attuazione di princìpi fondamentali del nostro ordinamento. Gli amici della Lega Nord spesso citano, giustamente, le parole di Nordio. Lo ha fatto recentemente, in quest'Aula, il vostro segretario, ministro dell'interno, Salvini che si riferiva alle parole di Nordio sull'uso strumentale, anzi sull'abuso del sequestro preventivo nei confronti di una forza politica che oggi governa il Paese e che certamente ha il consenso degli italiani. Amici della Lega, vi vedremo allora all'opera non solo nella richiesta di proroga di un atto che per noi non è prorogabile, ma nel merito della riforma delle intercettazioni e nel far sì che in questo Paese finalmente le indagini rimangano riservate a garanzia del diritto dei cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sull'articolo 2 di questo provvedimento in materia di giustizia, quale componente della Commissione giustizia, per esprimere la soddisfazione mia e del collega Stancanelli per l'approvazione dell'emendamento a prima firma del senatore La Russa con il quale si è ottenuta la proroga dell'entrata in vigore della nuova disciplina in materia di esame per la professione di avvocato. Come sapete, attualmente i candidati si sono preparati tenendo presente una disciplina che consente l'utilizzo dei codici commentati. Sarebbe stato assurdo, dopo che i candidati si erano preparati sapendo di poter utilizzare questi codici, vietarglielo. Quindi siamo soddisfatti dell'accoglimento di questo emendamento. Siamo invece perplessi e non comprendiamo le ragioni per cui siano stati respinti altri nostri emendamenti in materia di giudice onorario di pace e in materia di avvocati cassazionisti, perché venivano incontro a richieste più che ragionevoli avanzate da queste stesse categorie. Auspichiamo che l'Aula possa invece prendere in esame con un parere favorevole questi nostri emendamenti. Approfitto del tempo a mia disposizione, signor Presidente, sempre in materia di giustizia, per esprimere la soddisfazione del mio Gruppo per il brillante risultato conseguito dalle Forze dell'ordine che hanno ottenuto un rapido accertamento dei responsabili del grave atto di lesioni a carico della nostra atleta Daisy Osakue la quale rischia, appunto, di perdere anche un'importante occasione agonistica a causa del trauma riportato. A quest'atleta va l'abbraccio di tutto il Gruppo Fratelli d'Italia. E mi permetto di esprimere anche la soddisfazione per il fatto che, accertato che il responsabile di quello che per la sinistra sembrava un grave atto di razzismo è in realtà il figlio di un consigliere del PD, improvvisamente, esso è diventato un atto di goliardia. (Applausi dai Gruppi FdI, FI-BP e L-Sp-PSd'Az). PRESIDENTE . Al di là della polemica, ci uniamo alla soddisfazione per l'azione delle Forze dell'ordine. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, mi felicito che i responsabili di quel fatto siano stati prontamente identificati, ma mi permetta di ricordare al collega appena intervenuto che questa mattina il parroco di Vicofaro ha informato che ieri sera alcuni giovani italiani, ad un grido razzista, recante un epiteto poco commendevole che non mi sento di ripetere in quest'Aula, hanno sparato due colpi ad un migrante ricoverato e accolto presso la chiesa di quella città. Non dobbiamo quindi sottovalutare quanto sta accadendo in questo Paese: mi rivolgo in particolare al collega che sembrava voler stemperare tutto quello che stiamo registrando in queste settimane. PRESIDENTE. Speriamo che anche in questo caso si individuino presto i responsabili. COMINCINI (PD). Certo, signor Presidente. PIANASSO (L-SP-PSd'Az). Sarà stato un altro del PD! COMINCINI (PD) . Ma non c'è dubbio che questo accadimento abbia natura razzista, viste le parole usate. PRESIDENTE. Prosegua pure con il tema dell'intervento, senatore Comincini. COMINCINI (PD) . Tornando al provvedimento, al momento vorrei concentrarmi sull'articolo 1, relativo ai rinvii che riguardano la legge Delrio, non senza aver prima precisato ai colleghi che sono già intervenuti e a tutta l'Assemblea che la riforma Delrio non ha previsto tagli alle risorse degli enti territoriali. Bisogna saper scindere gli aspetti della costruzione della governance , che la legge Delrio ha disegnato all'interno di una visione di sistema, che abbiamo avuto, da aspetti di bilancio: si tratta di due questioni estremamente differenti e diversificate. Ieri il vice presidente del Consiglio Di Maio, rispondendo ad un'interrogazione, ha voluto sottolineare ulteriormente in quest'Aula che il Governo intende ridurre gli sprechi, di qualsiasi natura e genere. Non si capisce come mai, quindi, nel provvedimento in esame ci sia una complessa articolazione del rinvio e dell'anticipo delle elezioni dei presidenti di Provincia e dei Consigli provinciali, tale da ingenerare non solo sfasature problematiche per l'azione delle stesse Province, ma anche inutili costi per le amministrazioni, perché, in alcuni casi, devono essere convocate nel giro di poche settimane due elezioni diverse. Ora, stanti le scadenze differenziate dei presidenti delle Province e del Consiglio, è evidente che quanto previsto non è realizzabile nella data del 31 ottobre, perché la maggior parte delle Province delle Regioni a statuto ordinario - ben 43 - in base alla disposizione introdotta, sarà costretta a convocare le elezioni per il rinnovo degli organi ad ottobre per il presidente della Provincia e a gennaio per il Consiglio provinciale, come dicevo poc'anzi, con un'evidente duplicazione di procedure e costi. Inoltre, la previsione dell' election day al 31 dicembre 2018, per le 15 Province i cui Consigli scadono entro il 31 dicembre 2018, comporta un'interruzione anticipata del mandato che ha suscitato in diversi soggetti e analisti anche dubbi di costituzionalità, soprattutto in mancanza di un intervento organico di revisione della legge n. 56 del 2014. La legge Delrio prevedeva una serie di misure nell'ipotesi - auspicata certamente dal Partito Democratico - che la riforma costituzionale sarebbe stata approvata dal referendum del dicembre 2016. Ciò non è avvenuto e non è stato ancora possibile intervenire nel ridisegnare l'assetto complessivo degli organismi territoriali dello Stato. In attesa che ciò avvenga, non è possibile pensare di spezzettare in questo modo le elezioni dei presidenti. Servirà unificare la data per agevolare il lavoro delle Province ed evitare sprechi di denaro pubblico nell'organizzazione di doppie elezioni per presidenti e Consiglio. Mi auguro che nel dibattito legato agli emendamenti ci possa essere spazio e ascolto da parte la maggioranza per accogliere quanto stiamo dicendo e che anche da altre parti è stato evidenziato. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, abbiamo già detto con chiarezza quali sono i tratti di incostituzionalità che secondo noi questo decreto-legge presenta, considerate le ragioni non sussistenti di urgenza. Capisco che sia molto difficile, ma se proviamo a stare lontani dalla retorica, in fondo c'è un cambiamento rispetto al passato: l'unico cambiamento è che si faranno due provvedimenti milleproroghe. Confermando il nostro voto negativo, vorrei sottolineare tre aspetti: il primo - che anche colleghi prima di me hanno evidenziato - riguarda il tema delle Province e degli enti locali. Qui si prevedono una serie di proroghe, senza, tuttavia, risolvere in alcun modo il problema, né dal punto di vista dell'oggettivo disallineamento che c'è tra le elezioni dei presidenti dei Consigli provinciali e i Consigli provinciali. Non si può dare la responsabilità di questo alla legge Delrio, che pure secondo me è una legge che ha dimostrato drammatici limiti. È una scelta che ha voluto fare il Governo. Abbiamo anche cercato in Commissione di trovare una sintesi tra le diverse ipotesi, ma non è stato possibile neanche questo. Abbiamo cercato anche noi, come altri colleghi, di sostenere gli emendamenti dell'Unione delle Province: non è stato possibile. Francamente non ho nemmeno capito perché; forse ci sono ragioni che si preferisce non dire. Quello che voglio sottolineare è che, al di là dei rinvii, siamo di fronte a un problema serio e grave che riguarda l'assetto dei Comuni e delle Province. Non ho capito quali intenzioni abbia il Governo al riguardo. Avrei apprezzato il fatto che di fronte alla necessità di fare alcuni rinvii, il Governo ci avesse detto per quale strategia sta lavorando. (Brusio) PRESIDENTE . Pregherei i colleghi di prestare attenzione all'intervento del senatore Errani, che peraltro è interessante. Vi prego, se proprio avete qualcosa di cui discutere, di farlo fuori dall'Aula. Chiedo scusa se l'ho interrotta, senatore Errani, ma l'ho fatto a suo vantaggio. ERRANI (Misto-LeU) . Anzi, signor Presidente, la ringrazio dell'apprezzamento. È che in quest'Aula l'unico momento topico è quando c'è qualcosa che non dovrebbe essere in quest'Aula: questo è il problema. Detto questo, il vero problema è: quale strategia avete rispetto agli enti locali e alle Province? C'è un problema di risorse grande come una casa. C'è un problema di motivazione che riguarda il personale che lavora negli enti locali, perché non possiamo continuare a parlare dei cartellini dei lavativi, quando l'attenzione non va a ladri e fannulloni. Non possiamo continuare ad avere una pubblica amministrazione alla quale diamo responsabilità rispetto alle quali si deve poi rispondere dal punto di vista penale e pecuniario, quando nel frattempo poi non diamo formazione, né capacità di affrontare i problemi. È una questione che dovete prendere in considerazione e risolvere, magari attraverso un progetto di anni, ma così non si può andare avanti. Dopodiché, senza interventi organici, gli impegni e gli annunci sull'efficienza e sulle qualità della pubblica amministrazione, sarebbero solo parole. Un secondo tema che voglio richiamare è quello del terremoto, sul quale si è rinviato sostanzialmente tutto. Intervengo qui solo per sottolineare un punto. C'è un impegno del Governo al quale noi abbiamo dato fiducia: mi riferisco al fatto che nella prossima legge di bilancio deve essere affrontato l'insieme dei temi che riguardano il centro Italia, L'Aquila, su cui c'è una grande urgenza - ricordo che il Governo si era impegnato a dare una risposta rapidissima ai problemi de L'Aquila - e l'Emilia. Da questo punto di vista, ad esempio, per tornare al discorso degli enti locali, c'è un grande problema in ordine alla presenza di personale in grado di affrontare la mole della ricostruzione. Su questo sono indispensabili delle risposte. Noi continuiamo ad avere fiducia, ma poi occorrono i fatti. Un ultimo punto riguarda il tema dei vaccini. PRESIDENTE . Mi scusi, senatore Errani. Vorrei invitare i colleghi che sono in piedi nell'emiciclo alla mia destra e che danno le spalle alla Presidenza a prendere posto. So che vi fidate di me, colleghi, ma non rivolgete la schiena alla Presidenza. ERRANI (Misto-LeU) . Il ministro Grillo ha detto giustamente che è sbagliato avere un approccio ideologico sui vaccini. Sono d'accordo. Visto che i dati dimostrano l'efficacia del provvedimento sui vaccini, mi si deve spiegare il motivo di questa nuova deroga. Siamo sicuri che è un intervento non ideologico, e che è finalizzato al bene dei cittadini? Avrei capito l'impegno a varare una legge di modifica del provvedimento approvato dal Governo precedente; non capisco invece la proroga, che ci fa correre il rischio di fare passi indietro. Mi sembra un atteggiamento ideologico. Anche per queste ragioni il nostro voto sarà contrario. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, devo dire che aspettavamo questo provvedimento con un po' di curiosità e con un minimo di ansia. Ci eravamo infatti confrontati con la maggioranza sul provvedimento riguardante il terremoto e a più riprese, in Commissione, era stato detto che sarebbe stata anticipata la discussione del decreto milleproroghe - peraltro ad ottobre, dopo la ripresa dei lavori - per provare a sistemare parecchie delle cose che, invece, nel "decretino" terremoto non si è riusciti a trattare e a discutere. Quando abbiamo visto che la maggioranza si accingeva a presentare un decreto milleproroghe, anche con grande urgenza e veemenza, abbiamo ben sperato e ci siamo detti: forse avranno trovato qualche euro, avranno ragionato tra di loro sul fatto che c'erano misure del precedente Governo che andavano sistemate, migliorate nei contenuti e precisate nei dettagli, i cui termini andavano prorogati. E invece niente di tutto questo: quattordici articoli di ordinaria amministrazione, un milleproroghe che per la sua stessa natura porta a ragionare in Commissione e poi in Aula, per verificare insieme dove e come migliorare il provvedimento, che è assolutamente blindato, chiuso, con uno stato d'animo della maggioranza impermeabile e anche un po' saccente. In poche parole, non si capisce che c'entra questo milleproroghe con l'urgenza che voi avete richiamato - poco fa il senatore Errani giustamente ha messo in dubbio anche i profili di costituzionalità - che in effetti manca. È un provvedimento sterile, e dei suoi 14 articoli non se ne vede uno solo che non fosse possibile esaminare a ottobre o a novembre. Aspetto, quindi, che il relatore in sede di replica ci fornisca chiarimenti rispetto agli elementi di urgenza. Ribadisco che, se ci si acconcia a portare in Aula un milleproroghe nell'immediata vicinanza della pausa estiva, verrebbe naturale pensare che ci si sia messi in testa di fare qualcosa di positivo e tutto questo noi non lo abbiamo potuto verificare. Anzi, colleghi, ci vediamo costretti ad aspettare il prossimo milleproroghe. E ciò avviene con una maggioranza del cambiamento, la gran parte della quale aveva anticipato che mai sarebbe stato rielaborato un milleproroghe perché brutto e cacofonico, un ossimoro rispetto al nuovo corso, e poi, invece, ne dobbiamo vedere due per avere qualcosa di concreto. Ne farete un altro? Basti pensare - ad esempio - a tutta la parte della ricostruzione. Per la seconda volta intervengo in Aula per mettere in risalto che ci sono pezzi d'Italia che aspettano di incontrare lo Stato con la S maiuscola; lo Stato che si fa vivo, si fa presente, risolve qualche problema, mette a posto qualche virgola nelle numerosissime regolamentazioni che accompagnano i privati cittadini e i tecnici impegnati nel processo della ricostruzione, che non è ancora partita, colleghi. La ricostruzione, in Italia, non c'è: lo capiamo o non lo capiamo? Rispetto a tutto questo, c'è tutta una serie di emendamenti che non capisco dove presentassero dei problemi. Vorrei capire - ad esempio - dal relatore che non è ora presente in Aula o dai rappresentanti del Governo - sono presenti in tanti - quale problema comporta un emendamento che dice semplicemente che si proroga la deroga al numero minimo e massimo degli alunni delle scuole del cratere, tra l'altro in presenza di un serissimo rischio di spopolamento. Quella gente ancora non ha visto iniziare la ricostruzione. Quella gente ancora è ospitata nelle casette di legno, in parte negli alberghi, a casa degli amici o con l'autonoma sistemazione. Qual è il problema, allora, ad approvare un emendamento come questo? Un altro problema è che gli enti che devono cominciare ad affrontare la ricostruzione devono sbrogliare le cosiddette pratiche; gli uffici speciali per la ricostruzione (USR) sono già oggi ingolfati; se per inerzia la ricostruzione non è ancora partita, sempre per inerzia adesso quelle benedette pratiche cominciano ad arrivare. Gli uffici che devono espletare le pratiche sono pieni di collaboratori che hanno contratti a tempo determinato, contratti atipici. Se non proroghiamo la validità di questi contratti, gli enti (sia gli uffici tecnici dei Comuni, che gli uffici speciali della ricostruzione) si ritroveranno a non avere personale a disposizione. Ne avranno ancora meno di quello di cui dispongono oggi, che è ampiamente insufficiente. Colleghi, che cosa osta allora a una proroga delle assunzioni a tempo determinato dei contratti di collaborazione degli enti? Stiamo parlando non di privati che fanno business o speculazione, ma degli enti che devono procedere alla costruzione. Non c'è copertura? Serve copertura per prorogare di due o tre mesi? Trovate la copertura, suvvia! Altrimenti che adottate a fare un decreto milleproroghe? A che cosa serve? Potrei fare tanti altri esempi. Io sono un inguaribile ottimista e voglio quindi concludere il mio intervento con una cosa che probabilmente riusciamo a portare a casa. Si tratta di una banalità, una scemenza. Mi riferisco alla proroga della decorrenza della ricetta elettronica per i medici veterinari. Ne abbiamo parlato in Commissione igiene e sanità e abbiamo già votato favorevolmente la proroga al 1° dicembre del corrente anno. Abbiamo spiegato i tantissimi motivi per cui il provvedimento ha bisogno di un'ulteriore proroga. L'Italia è il Paese che ha accolto più rapidamente di tutti gli altri la direttiva. Magari lo facessimo per altre cose più importanti. Ma lo abbiamo fatto per questo e va bene. Quindi, abbiamo margini per poter prorogare. I veterinari e i farmacisti non sono pronti. Esistono i veterinari di campagna che non hanno neanche il computer, perché girano per le stalle. Rispetto a tutta questa banalità di circostanze, noi abbiamo allora proposto una semplice proroga al 1° febbraio 2019. La Commissione igiene e sanità ha espresso parere favorevole e il parere della Commissione bilancio è stato di nulla osta. La Commissione affari costituzionali ha tagliato al 31 dicembre. Vediamo se la montagna riesce a partorire il topolino, consentendo almeno la proroga di una semplice ricetta elettronica veterinaria al 1° febbraio 2019. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bini. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, intervengo in quest'Assemblea sul cosiddetto decreto milleproroghe con grande preoccupazione, prima di tutto per una questione di carattere generale, che ha affrontato il collega che mi ha preceduto. Come già detto, si sta procedendo alla conversione di un decreto milleproroghe in una fase che non è consueta, cercando di fare un'operazione di distrazione di massa attraverso fake news e con l'adozione di un provvedimento inusuale. Non vi è nulla, infatti, che va nella direzione del reale interesse dei cittadini. Ad agosto convertiamo un decreto milleproroghe, che, poi, quasi sicuramente, tra pochi mesi dovremo rifare perché - come ha già detto il collega - su molti temi non siamo pronti. Il riferimento che il collega ha fatto alle ricette elettroniche per la medicina veterinaria è solo un esempio. Manca il decreto che stabilisce le modalità di inserimento nelle banche dati e mancano le modalità con cui il Ministero della salute dovrà indicare agli operatori come agire su questi temi. E, in assenza di un decreto, noi proroghiamo semplicemente di tre mesi. Pensiamo forse che in tre mesi sia possibile fare un decreto e che tutti siano pronti? Vi faccio una profezia, visto che questa mattina mi sento una maga. Noi tra qualche mese ci troveremo, probabilmente in modo ordinario - come è sempre successo - a fare un nuovo milleproroghe che voi nelle scorse legislature contestavate dicendo che le proroghe dovevano essere eliminate. E qui invece lo fate come primo atto del vostro Governo, incapaci di fare politiche per le scelte dei cittadini. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . Seconda questione: abbiamo presentato un emendamento, a prima firma del collega Faraone, sulle disposizioni anticipate di trattamento per il fine vita. Altra grande ambiguità di questo Governo. La ministra Grillo ha usato parole importanti in questi giorni dicendo che per lei quella legge, che anche il partito del MoVimento 5 Stelle ha votato nella scorsa legislatura, deve essere attuata definitivamente. Noi abbiamo proposto una proroga per un termine che è già scaduto. Doveva essere fatto un decreto per le modalità della banca dati, ma nell'attesa che voi faceste il vostro contratto e formaste il vostro Governo, per fare questo decreto non c'è stato tempo. Chiedevamo quindi una proroga ad ottobre, ma quell'emendamento è stato respinto. Forse perché la Lega, vostra alleata, non è d'accordo sul fine vita? Forse anche questo atto si vuole scompaginare? Abbiamo bisogno di chiarezza. Non è più il caso di dire tutto e il contrario di tutto sulla TAV, sui vaccini e su quel che riguarda il fine vita. L'ultima questione è la più rilevante. Facendo parte della Commissione sanità, mi unisco all'allarme lanciato ieri dai miei colleghi Dario Parrini e Simona Malpezzi in Commissione. Considero gravissimo il fatto che si sia prorogata di un anno la possibilità dell'obbligo vaccinale per i bambini che si vogliono iscrivere negli asili. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . È notizia di oggi di due bambine morte di pertosse in questo Paese. Credo che tutti voi vi dobbiate mettere una mano sulla coscienza. Mi auguro che dormirete la notte se un bambino, anche uno solo, morirà in questo Paese perché non c'è l'obbligo vaccinale. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Infatti, c'è chi non si può vaccinare per motivi di salute, e questo provvedimento limita l'immunità di gregge. È una cosa assolutamente vergognosa. (Applausi dal Gruppo PD) . Potete urlare, ma io spero che dormiate la notte. (Commenti del senatore Pianasso) . PRESIDENTE . Collega, nessuno sta urlando, per la verità. La prego quindi di non di non alzare il tono del dibattito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Non alzi lei il tono del dibattito. (Commenti del senatore Faraone) . BINI (PD) . Signor Presidente, mi consenta, ma credo che... PRESIDENTE. So quello che dico. Vi prego di riprendere i lavori. Si avvii alla conclusione, senatrice Bini. BINI (PD) . Signor Presidente, io credo che, se non si offende nessuno, il tono della voce non crea particolari problemi per quanto riguarda la gestione dei lavori dell'Aula. (Commenti del senatore Faraone) . PRESIDENTE. Senatore Faraone, la richiamo all'ordine. BINI (PD) . Sulla questione dei vaccini, che considero molto grave, nei mesi scorsi abbiamo sentito la ministra Grillo dire che voleva fare l'autocertificazione. È chiaro ed evidente a tutti che non si può modificare una norma con una circolare ministeriale. È un'opera di distrazione di massa: anche qui la volontà è quella - e questa mattina lo abbiamo capito - di modificare e scompaginare con una legge il cosiddetto decreto Lorenzin. Guardate che non state facendo uno spregio al PD. State facendo un danno alla salute dei cittadini e dei più deboli. (Applausi dal Gruppo PD) . Dovrete decidere, prima o poi, se volete governare questo Paese, seguire la scienza, ascoltare i medici, tutelare l'interesse dei cittadini o pensare alle fake news oppure alle scie chimiche. A voi la scelta, ma questa è l'ora di decidere. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, signori rappresentati del Governo, onorevoli colleghi, siamo reduci dalla seduta della 1 a Commissione affari costituzionali, che ha terminato i suoi lavori questa mattina alle 2,30. Lo abbiamo fatto con impegno, in maniera corretta, e devo dare atto al Presidente di non aver in alcun modo soffocato il dibattito, che peraltro non è stato un dibattito, signor Presidente e onorevoli colleghi, ma un monologo. Ha parlato infatti soltanto l'opposizione; credo che lo abbia fatto in maniera non ostruzionistica, ma mirata su alcune problematiche sensibili, sulle quali non c'è stato uno straccio di risposta. Noi ci siamo impegnati a dare delle motivazioni su alcuni punti essenziali (Applausi dal Gruppo FI-BP e PD) , ma non c'è stata una risposta né da parte della maggioranza e né da parte del Governo. Non mi sembra questo un modo corretto di portare avanti i nostri lavori. È vero che i colleghi della Lega, con i quali abbiamo governato, avevano già usufruito del sistema del milleproroghe. Mi meraviglio però moltissimo della facilità e della nonchalance con la quale anche il MoVimento 5 Stelle, che nella scorsa legislatura ha fatto un cavallo di battaglia l'impossibilità di ricorrere a strumenti che soffocano il dibattito parlamentare e fanno venire meno i diritti dei parlamentari, si sia subito assuefatto al clima del Governo e del potere. Anche il MoVimento 5 Stelle - benvenuto tra noi - utilizza così questo strumento, che è incostituzionale, come ha più volte affermato la Corte costituzionale. Ci siamo promessi tante volte di non utilizzarlo più per disomogeneità di materia, per mancanza molte volte degli estremi dell'urgenza, per la proroga di termini che non sono nell'immediata scadenza e così via. Rimanga nel verbale del dibattito la poca importanza della pregiudiziale di incostituzionalità, che non è stata approvata. Voglio soffermarmi su due o tre punti, signor Presidente, perché le problematiche e le criticità del milleproroghe - che poi è un 500 proroghe perché in effetti non utilizza tutto il termine - sono molteplici e altri colleghi interverranno dopo di me nell'illustrazione degli emendamenti. Il Governo ha emanato il provvedimento per mettersi al sicuro dalla scadenza di alcuni termini e di alcune prescrizioni. Questo non è un buon costume. Credo che le leggi vadano rispettate nei modi e nei termini stabiliti, senza assumere la consuetudine di rinviare, molte volte sine die , l'adempimento delle norme legislative. Non capiamo però per quale motivo né la maggioranza né il Governo abbiamo voluto prestare attenzione, nonostante le varie audizioni di organizzazioni e enti che hanno segnalato alcune deficienze problematiche, e siano rimasti completamente sordi alle richieste avanzate. Mi riferisco, signor Presidente, onorevoli colleghi, alla norma che stabilisce l'elezione delle Province al 31 ottobre 2018, per tutte quelle che sono scadute fino a quella data. E fin qui potrebbe non esserci alcun problema. Il problema nasce nel momento in cui con una norma e con effetto retroattivo si fa scadere anticipatamente il mandato elettorale di un organo costituzionale, ancorché di un ente di secondo grado. Il presidente della Provincia o un consiglio provinciale, che scadono il 31 dicembre, si vedono anticipare la fine del mandato al 31 ottobre. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questa è una legge incostituzionale! E non vediamo per quale motivo non si sia invece accettata la proposta dell'opposizione di stabilire l'election day . Ci riempiamo sempre la bocca sull' election day e sulla necessità di ottimizzare le elezioni e tagliare le spese. Avevamo proposto di rinviare tutte le elezioni dei presidenti e dei consigli al 31 gennaio. Anche «Il Sole 24 Ore», che evidentemente non era presente ai lavori della Commissione questa mattina, oggi titola « Election day delle Province al 31 gennaio 2019». Evidentemente aveva fatto un atto di fede e di fiducia nei confronti della maggioranza e del Governo, che invece è stato tradito, perché con questa norma avete anticipato la data, violando un dettato costituzionale. Credo che vi saranno delle opposizioni e delle azioni giudiziarie. Si è creato un pericoloso precedente, signor Presidente. Visto quanto leggiamo sui giornali, in un prossimo Parlamento, una maggioranza potrebbe alzarsi e dire che le prossime elezioni non saranno nel 2023, bensì nel 2020. È esattamente lo stesso sistema e non mi sembra questo un modo corretto di legiferare. Un'altra problematica riguarda il contenzioso in atto tra le banche di credito cooperativo e lo Stato sulla legge voluta dal Governo di centrosinistra, che aveva imposto loro l'obbligo di trasformarsi in società per azioni. C'è stato un ricorso al Consiglio di Stato, che ha dato la sospensiva e ha fissato l'udienza di merito al 18 ottobre. Noi non capiamo per quale motivo il Governo e la maggioranza non abbiano accettato la proposta di emendamento che voleva spostare da diciotto a trentasei mesi il termine per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla legge che ha imposto alle banche di credito cooperativo di trasformarsi in società per azioni. Se il Consiglio di Stato dovesse non confermare la sospensiva e quindi dare ragione al legislatore, i crediti cooperativi si troverebbero ad avere un ristretto arco di tempo per adempiere agli obblighi di legge. Anche in questo caso non capiamo la ratio del diniego ad accettare siffatta riformulazione. Non parliamo poi, signor Presidente, onorevoli colleghi, della schizofrenia con la quale avete trattato le norme antincendio, prevedendo la deroga per le scuole che frequentano i nostri figli, i ragazzi, dove occorre garantire sicurezza, e non avete accolto la richiesta proveniente dagli imprenditori turistici che chiedevano una proroga. Ma sappiamo quale sia l'attenzione che voi riservate a questo settore, visto che avete violato anche l'adempimento di un ordine del giorno con il quale vi eravate tutti impegnati a prorogare l'entrata in vigore della direttiva Bolkestein. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendendo in prestito il titolo di un film del 1976, «Vizi privati, pubbliche virtù», credo che questo Governo e questa maggioranza fino ad oggi abbiano mostrato più i loro vizi che le loro virtù e siamo soltanto all'inizio. Buon lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, rinuncio alla replica. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. Senatore Collina, le dico per il futuro che il banco delle Commissioni è quello a destra. Il banco dove ora lei sta è riservato ai colleghi. È solo quello, e glielo posso assicurare, anche se la prassi è stata diversa. Dalla prossima volta i relatori parlano da quel lato, almeno quando presiedo io. COLLINA, relatore di minoranza . Signor Presidente, sicuramente, qualora capiterà un'altra volta, provvederò a posizionarmi nel posto giusto. Credo che la replica sia d'obbligo, perché la discussione generale è andata avanti sulla falsariga della discussione in Commissione: nessun tipo di interlocuzione e ci siamo detti alcune cose. Vorrei quindi sviluppare meglio il ragionamento iniziato in occasione della discussione sulla questione pregiudiziale. Il decreto milleproroghe è un provvedimento che ha le caratteristiche che abbiamo descritto in discussione. C'è una disomogeneità nel nostro Paese: quando si fissano dei termini, c'è chi li rispetta e chi non li rispetta. PRESIDENTE. Vorrei che i colleghi rispettassero gli argomenti che il senatore sta esponendo, prestando un minimo di attenzione. Prego, senatore. COLLINA, relatore di minoranza . La ringrazio, Presidente. Questo avviene con grande varietà, da Nord a Sud, da Est a Ovest; tutti si trovano in queste condizioni. Noi abbiamo governato cinque anni e abbiamo fatto provvedimenti milleproroghe; li abbiamo però sempre accompagnati a un ragionamento di prospettiva. La proroga, cioè, deve essere inserita in un ragionamento che dà la prospettiva di un esaurimento auspicabile di tutti gli elementi di disomogeneità, per cogliere quelli che strutturalmente impediscono di fare le cose tutti assieme nel nostro Paese, fissare dei termini e rispettarli.Questo è il tempo. Come si fa ad aggredire e attaccare gli elementi che strutturalmente impediscono di dare omogeneità al nostro Paese? Si fa con le riforme. Noi abbiamo dato un senso e una prospettiva anche ai decreti milleproroghe mettendo in campo le riforme. L'attuale maggioranza non sta facendo questo e chiaramente non lo ha fatto in siffatta occasione. Occorre gradualità, i processi non sono istantanei, i cambiamenti non possono essere portati avanti in un secondo, bisogna costruire un percorso. La prospettiva quindi è data dalle riforme e, quando è toccato a noi, lo abbiamo fatto. Capisco che questo è un discorso difficile per molti di voi, perché avete messo in campo non una visione, ma un contratto, che non c'è bisogno di farselo piacere: un contratto, dopo che lo si è firmato, è sottoscritto. Certe volte ascoltare alcuni interventi mi fa anche un po' tenerezza, perché contengono lo sforzo di motivare dal punto di vista profondo e politico determinate scelte. Tuttavia, quando certe decisioni sono definite da un contratto, molto semplicemente basterebbe dire qualcosa del tipo: lo prevede il contratto e noi lo facciamo, non chiedeteci se lo riteniamo giusto o sbagliato, ci siamo impegnati. Faccio un esempio a tal proposito. Il MoVimento 5 Stelle in Emilia-Romagna - la Regione dalla quale provengo - ha uno dei radicamenti più antichi e io ricordo perfettamente almeno due occasioni in cui alle elezioni provinciali non ha presentato liste. Perché non lo ha fatto? Non lo ha fatto per coerenza e per una radicalità che ho anche apprezzato. La prima cosa che ha detto Beppe Grillo dal palco è che le Province sono un ente inutile. E quale maggiore dimostrazione che le Province sono un ente inutile è quella di non presentarsi alle elezioni per tali enti? Nel decreto milleproroghe in esame si affronta il tema delle Province, in un modo anche abbastanza privo di prospettiva: si fanno delle modifiche, sono contenuti forse degli obiettivi non detti fino in fondo, ma tutto ciò si concilia con il contratto. Sono andato a vedere se nel contratto è presente la parola: «Province» o «Provincia» e non compare. Allora o avete fatto un allegato che tenete nel cassetto, e quindi le Province sono contenute in un altro pezzo di accordo; oppure dovete riscrivere meglio la clausola conclusiva di ogni contratto con parole del tipo: per quanto non contemplato dal presente contratto si fa come dice la Lega. Dico questo perché ci sono delle evidenti contraddizioni. Io sto cercando di sollecitare questa maggioranza a guardare a temi di prospettiva, di visione, a temi che sicuramente sono sul tavolo; ma rispetto a questo non c'è niente, anzi ci sono aspetti che sicuramente devono essere ancora affrontati e sviscerati. Nel decreto milleproroghe in discussione, inoltre, si trovano nelle stesse condizioni delle Province anche altri aspetti. Vorrei segnalarne solamente due, il primo dei quali mi sta particolarmente a cuore, che è il tema della gradualità che affrontammo due anni fa: mi riferisco alla proroga della normativa antincendio nelle scuole. Due anni fa noi disponemmo la proroga, ma mettemmo in campo un piano nazionale di sostegno agli enti locali per finanziare per tre anni la messa a norma delle scuole. Le proroghe, quindi, si fanno, ma dall'altra parte si mette in campo un percorso che gradualmente nella sostanza recupera ciò che deve esser fatto, dando la possibilità a tutti di approfittarne. Quello delle infrastrutture è un tema che oggi chiaramente divide la maggioranza gialloverde e vi siete presi del tempo per discutere. Guardate però che, anche in questo caso, tornando al discorso iniziale sugli aspetti che strutturalmente impediscono al nostro Paese di crescere al pari degli altri, va ricordato il tema del gap infrastrutturale. Se cresciamo un po' meno degli altri, è perché abbiamo degli elementi che strutturalmente lo impediscono. Non siamo peggiori degli altri sotto altri aspetti; c'è però il gap infrastrutturale che va colmato. Noi avevamo previsto 47 miliardi di euro per le opere pubbliche e infrastrutturali: oggi voi prendete tempo per fare delle valutazioni. Lo sappiamo: è su tutti i giornali la vostra discussione sulle valutazioni che dovete fare sulla necessità e sulle caratteristiche delle infrastrutture, ma le infrastrutture sono importanti, per dare competitività al nostro Paese. Voglio dunque ribadirlo in conclusione del mio intervento, perché si possono fare i mille proroghe, che non sono un problema. Al mille proroghe, però, vanno affiancati un ragionamento e l'esposizione di una visione, per farlo diventare un provvedimento transitorio, in vista del raggiungimento di obiettivi importanti per il Paese. Oggi proponete invece delle proroghe, ma non ci dite quali siano gli obiettivi importanti per il Paese e in che modo intendiate raggiungerli. Di fronte a questo è il Paese che rischia. Noi saremo dunque qui a vigilare affinché il Paese non rischi di perdere competitività e sicurezza sociale, perché il tema dei vaccini - ad esempio - è assolutamente importante. Siamo qui per dare anche un significato al tema delle riforme, che ci sta a cuore: siamo un partito riformista e su questo ci troverete sempre disponibili al confronto. Se però non mettete in campo una prospettiva, una visione, tutto ciò rimane molto arido e ci troveremo qui a fare ancora tanti milleproroghe, senza capo e senza coda. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Poiché il rappresentante del Governo non intende intervenire in sede di replica, sospendo i lavori fino alle ore 14,30, per consentire la presentazione di subemendamenti entro le ore 13. Durante la sospensione potranno riunirsi le Commissioni e in particolare la Commissione bilancio; è anzi questo il motivo per cui la seduta sarà sospesa fino alle ore 14,30. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 11,18, è ripresa alle ore 14,35) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Onorevoli colleghi, la Presidenza, in conformità a quanto stabilito in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti già presentati in Commissione: 1.16, 1.17, 1.18, 1.20, 1.21, 1.22, 1.27, 1.30, 1.45, 1.46, 1.47, 1.48, 1.49, 1.54, 1.55, 1.56, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.61, 1.91, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100, 1.0.1, 1.0.3, 1.0.4, 1.0.5, 1.0.6, 1.0.8, 1.0.9, 1.0.10, 2.26, 3.17, 3.19, 3.20, 4.22, 4.0.1, 5.8, 5.0.3, 5.0.4, 5.0.5, 5.0.6, 6.16, 7.8, 7.9, 8.2, 8.11, 8.13, 9.10, 9.11, 9.24, 9.25, 9.33, 9.34, 9.43, 9.48, 9.52, 9.53, 9.82, 9.92, 9.97, 9.98, 9.99, 9.101, 9.102, 9.103, 9.0.1, 9.0.4, 11.11, 11.0.5, 1.11, 1.33, 1.34, 1.41, 1.42, 1.43, 1.50, 1.51, 1.52 e 11.7 (limitatamente alla lettera b ), in quanto estranei all'oggetto del decreto-legge. Per le medesime ragioni la Presidenza dichiara improponibile anche il nuovo emendamento 5.0.300. Sugli attacchi telematici diretti al Capo dello Stato PARRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Come Gruppo Partito Democratico, noi siamo estremamente preoccupati per le notizie, sempre più precise e sempre più numerose, in merito agli attacchi web , frutto di manovre che al momento risultano estremamente oscure e torbide, che sono stati rivolti al Capo dello Stato nella notte tra il 27 e il 28 maggio. (Applausi dal Gruppo PD) . La nostra preoccupazione è forte. Quello che sappiamo fino a questo momento è sufficiente per indurci a chiedere a lei di rappresentare al Presidente del Consiglio la nostra convinzione che sia estremamente urgente la sua presenza in quest'Aula per riferire al Senato su cosa è a conoscenza del nostro Esecutivo, sulle iniziative che si intendono intraprendere e su ciò che si è deciso di mettere in campo per fare chiarezza su questa cosa estremamente grave. Come tutti hanno potuto leggere nei numerosi articoli usciti negli ultimi due giorni, la notizia relativa a questi attacchi è stata ricavata da un'indagine dell'FBI. Si parla di decine e decine di profili falsi, di fabbricazione straniera, di origine russa, vicini agli apparati di sicurezza del Governo russo, siti che hanno diffuso attacchi delegittimanti, infamanti e gravemente intimidatori nei confronti del Capo dello Stato in un momento cruciale della vita politica nazionale. Sappiamo tutti, per i numerosi dibattiti che sono stati fatti in merito al potenziale distorsivo sul piano democratico della diffusione coordinata e organizzata di fake news , quanto queste pratiche, estremamente inquietanti e torbide, possano manomettere e inquinare la vita democratica di un Paese. Dobbiamo avere piena coscienza del pericolo che queste iniziative rappresentano e dobbiamo fare assoluta chiarezza. In altre sedi il mio partito ha chiesto che di questo si occupi il Copasir; è una richiesta che ovviamente noi sottoscriviamo. La collega Quartapelle ha chiesto che il Governo convochi immediatamente l'ambasciatore russo e anche questa è una richiesta che sottoscriviamo, perché il Capo dello Stato, che è la massima carica della Repubblica, non può difendersi da solo ed è necessario che il Governo dia immediatamente un segnale di grande attenzione alla gravità di quanto sta emergendo. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Fantetti) . Quindi, poiché questa vicenda presenta implicazioni, sia di sicurezza nazionale che internazionale, credo che sia necessario che a riferirne in quest'Aula venga direttamente il presidente del Consiglio Conte. Sono sicuro che questa nostra richiesta sarà considerata con grande attenzione dalla Presidenza, che ringrazio anticipatamente. Aggiungo che noi non siamo sovranisti, ma vediamo che questa vicenda solleva questioni pesanti che hanno a che vedere con la salvaguardia e con l'integrità della sovranità nazionale dell'Italia: chi si definisce con grande autocompiacimento sovranista dovrebbe essere preoccupato, non quanto noi, ma persino più di noi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . La Presidenza prende atto di questa richiesta. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 717 PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti a mia firma riferiti all'articolo 1, faccio presente che il Gruppo Forza Italia ha ritenuto opportuno dare un contributo ad una migliore stesura del testo di questo decreto-legge in materia di proroga di termini e lo ha fatto indicando alcune scadenze che avevano necessità di essere prorogate e che abbiamo ritenuto dovessero essere poste all'attenzione del Parlamento. Affinché ciò avvenisse nel miglior modo possibile, partendo naturalmente dal testo base, abbiamo ritenuto di avanzare una serie di proposte relative per competenza agli articoli collegati al decreto-legge stesso. Abbiamo ritenuto di farlo in particolare con alcuni emendamenti - parlo solo di quelli riferiti all'articolo 1 - concernenti gli enti locali, i Comuni, le Province e tutto ciò che aveva comunque a che fare con l'andamento del regolare svolgimento degli anni scolastici, posto anche quanto fosse necessario e opportuno andare incontro ad alcune esigenze riguardanti il buon andamento e la buona amministrazione di alcuni Comuni importanti. Per questa ragione abbiamo inteso proporre alcuni emendamenti da noi ritenuti fondamentali, a cominciare dalle proposte emendative 1.29 e l'1.37 relative, per esempio, ai piccoli Comuni, che abbiamo presentato per andare incontro alle istanze dei Comuni minori, che sono quelli che soffrono di più l'attuale assoluta assenza di finanziamenti pubblici e che vivono una situazione di gravissima decozione. Questi emendamenti non sono stati ritenuti utili dalla maggioranza, che li ha respinti, ma noi pensiamo che essere solidali ed avere attenzione nei confronti dei piccoli Comuni sia assolutamente necessario. Così come abbiamo ritenuto fondamentale - e in questo abbiamo avuto accoglimento - ottenere una proroga sulle misure urgenti per lo svolgimento degli anni scolastici 2018-2019 e 2019-2020, così come sollecitato, per la verità, dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani e questo sostanzialmente è stato accolto, successivamente, dalla 1 a Commissione, che ha riformulato un proprio emendamento che ha comportato la possibilità di venire incontro a questa istanza, che c'è stata rivolta dall'ANCI. Abbiamo poi inteso affrontare un tema assolutamente urgente, che ci è stato sollecitato da un caso particolare, relativo al Comune di Catania, laddove all'indomani delle ultime elezioni locali tenutesi la scorsa primavera, si è venuta a creare una situazione tale per cui pensavamo fosse assolutamente necessario dare all'attuale amministrazione l'occasione e l'opportunità di una proroga, onde consentirle il tempo necessario per avviare un piano di riequilibrio rimodulato e riformulato in base al comma 888 dell'articolo in essere. È questa la ragione per la quale abbiamo più volte insistito in Commissione affari costituzionali affinché questo emendamento fosse accolto. Poiché c'è stato un corto circuito che mi è sfuggito, non so se il presidente della Commissione Borghesi può venirmi incontro per dirmi se l'emendamento 1.104 (testo 2) è esattamente la riformulazione del nostro emendamento 1.106 a firma della senatrice Bernini e del senatore Schifani, che viene incontro a questa istanza, perché noi riteniamo assolutamente necessaria la sua approvazione. MALLEGNI (FI-BP) . Signora Presidente, chiedo scusa perché sono responsabile del fatto di essere arrivato un istante dopo l'inizio della seduta e quindi vorrei capire se lei mi chiede di illustrare tutti gli emendamenti. PRESIDENTE. Deve illustrare, se ritiene, gli emendamenti che ha presentato all'articolo 1, ovvero gli emendamenti 1.9 e 1.91. MALLEGNI (FI-BP) . Bene, inizierò con l'illustrare l'emendamento 1.9, sulla questione delle Province, che è stata all'attenzione della Commissione e dell'Assemblea. Noi avevamo proposto una misura che ritenevamo estremamente ragionevole, che era quella di posticipare tutte le elezioni al 31 gennaio 2019. Ebbene, mi sento di esprimere con estrema chiarezza una questione che non riguarda ovviamente Forza Italia, ma lo debbo dire con la stessa semplicità con la quale ce lo siamo detti in Commissione ieri sera e stanotte: qui ci sono due elementi in campo, da una parte, il Partito Democratico che difende la possibilità di posticipare le elezioni delle Province e, dall'altra, la maggioranza o un pezzo di questa che difende la possibilità di anticiparle tutte al 31 ottobre, perché, dato che le posizioni sono entrambe legittime? Perché sono in scadenza le fondazioni bancarie. Ebbene, noi a questo giochetto non ci stiamo e di conseguenza, se ve la volete suonare e ve la volete cantare, per noi ve la potete anche ballare, perché su questo non siamo assolutamente d'accordo e a questi giochetti sulle banche - che mi sembra siano stati già una caratteristica della precedente legislatura, che non è andata poi particolarmente bene - riteniamo di non dover partecipare. Forza Italia è un'altra cosa e mi pare che ogni giorno emerga sempre di più. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . QUAGLIARIELLO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento 1.84, relativo all'organizzazione del Ministero dell'interno. Esso tende a dare più tempo per la predisposizione del regolamento di organizzazione di cui all'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 31 agosto 2013, nonché a bloccare - diciamo così - le riduzioni previste nell'organico del Ministero. La ragione è molto semplice: a noi sembra evidente che, rispetto a quel tempo, alcune emergenze relative alla sicurezza e all'immigrazione implichino la necessità di avere un organico maggiore e più forte. Con riferimento a questo emendamento, da parte del Ministero mi è stato detto, per le vie brevi, della volontà di non usufruire di proroghe, ma di arrivare a una riorganizzazione che salverebbe l'integrità delle prefetture e andrebbe a incidere soltanto su quegli incarichi speciali che nel frattempo sono maturati. Se così fosse e se ciò fosse confermato dal Governo, sarebbe già un risultato notevole, perché non verrebbero meno l'autorevolezza e la forza dello Stato in un momento che mi sembra particolarmente delicato, come evidenziato anche dagli atti che sono stati predisposti da questo Governo. Pertanto, signor Presidente, sollecito il rappresentante del Governo a dire qualcosa in proposito, avendo la disponibilità anche a ritirare, nel caso, l'emendamento. In caso contrario, mi accontenterò del fatto che ci sia stato comunque uno stimolo affinché il problema della riorganizzazione sia preso in considerazione senza che l'apparato dello Stato, in particolare quello delle prefetture, ne abbia a soffrire. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, illustrerò soltanto le ragioni dell'emendamento 1.4, perché gli altri emendamenti presentati in rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia sono molto conosciuti da tutti i partiti e Gruppi parlamentari dato che, come ho detto stamane nel corso della discussione generale, abbiamo recepito le proposte provenienti dall'Unione delle Province d'Italia. Con l'emendamento 1.4 proponiamo di introdurre, al comma 2 dell'articolo 1, le seguenti parole: «In attesa della riforma del sistema di elezione dei presidenti di Provincia e dei consigli provinciali, volta a reintrodurre il suffragio universale e diretto». Visto che sono stati presentati disegni di legge in tal senso, noi crediamo che la dilazione del termine al 31 gennaio 2019 possa essere utile anche per approvare la riforma e ridare la parola ai cittadini. STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, mi rifaccio a quanto detto dal senatore Pagano, perché vi è un emendamento a mia firma, l'1.105, che è uguale all'emendamento 1.106. Ieri, in Commissione affari costituzionali, il Presidente della Commissione ha proposto una riformulazione dell'emendamento e, per come ci era stato illustrato, avevamo dato il nostro assenso. Tuttavia, leggendo ora il testo, non mi pare che si raggiungano gli scopi che il mio emendamento vuole raggiungere. In pochissime parole, l'emendamento 1.105 tende a riaprire i termini per le amministrazioni che si sono insediate quest'anno e fissare il termine del 30 settembre per ripresentare un piano di riequilibrio, sospendendo eventuali decisioni della Corte dei conti. Ripeto, leggendo il testo come riformulato dalla Commissione, non mi pare che si raggiunga lo scopo. Vorrei pertanto un chiarimento sulla riformulazione, perché quest'ultima non serve a nulla se poi non si raggiunge lo scopo. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, per maggiore celerità nello svolgimento dei lavori, se lei è d'accordo, esprimerei i pareri favorevoli agli emendamenti riferiti all'articolo 1, e poi considererei tutti gli altri come un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. PRESIDENTE. Va bene, relatore. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 1.10 (testo 2), 1.23 (testo 2), 1.88 (testo 2) e 1.0.7. Ritiro l' emendamento 1.70 (testo 2). Su tutti gli altri emendamenti esprimo parere contrario o invito al ritiro. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il parere del Governo è conforme a quello del Relatore. ASTORRE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 1.70 (testo 2) è del relatore. Quindi il relatore ha presentato l'emendamento e poi lo ha ritirato? Su questo emendamento non c'è il parere contrario della Commissione bilancio. Quindi ha presentato l'emendamento e poi lo ha ritirato. (Commenti del senatore Calderoli) . Senatore Calderoli, non suggerisca, perché penso che il relatore possa rispondere da solo. BORGHESI, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, confermo il ritiro dell'emendamento a mia firma 1.70 (testo 2). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dal senatore De Poli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.5, identico agli emendamenti 1.6, 1.7 e 1.8. MIRABELLI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo sull'emendamento 1.5. Il Ministro dell'interno ha recentemente dichiarato la sua volontà di istruire al più presto un percorso per modificare gli assetti delle Province e riformare gli enti locali. Credo che questo percorso avrebbe bisogno di tempo, invece il testo del milleproroghe anticipa le scadenze elettorali, costringendo diversi presidenti e consigli ad interrompere la legislatura anche alcuni mesi prima che sia finito il loro mandato, anticipando la scadenza elettorale. Troviamo incomprensibile questa scelta. Siamo d'accordo con l'Unione delle Province italiane che tale scelta dovrebbe essere rigettata e voteremo a favore di questi emendamenti per questa ragione. (Applausi dal Gruppo PD) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, il comma 2 dell'articolo 1 apparentemente è virtuoso, perché stabilisce un election day per l'elezione dei Consigli provinciali; in realtà, è un precedente molto grave. Infatti, 43 Province su 76 scadono a gennaio, per cui noi, con questo emendamento, accorciamo la durata della vita di un Consiglio, di un'istituzione garantita dalla Costituzione, di tre mesi, senza alcuna ragione evidente. È un precedente estremamente pericoloso, la cui ratio non è sicuramente riconducibile ad alcun tipo di ragionamento istituzionale o costituzionale. Prima il senatore Mallegni ha ricordato forse la ragione vera di questa anticipazione: voler procedere con una rinnovata governance ai rinnovi di fondazioni bancarie estremamente importanti. Trattare così la Costituzione, a scopi assolutamente incomprensibili e inaccettabili, è veramente molto pericoloso e costituisce un precedente che non avrei mai voluto veder apparire nell'Assemblea di questa istituzione così importante, quale è il Senato. (Applausi dal Gruppo PD) . ASTORRE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, mi asterrò su questo emendamento. Premetto che sono a favore dell'elezione diretta delle Province e spero che, insieme agli amici della Lega, su questo potremo fare una battaglia nel corso della legislatura, per ripristinarla; lo dico perché l'ho sottoscritta, quindi sono assolutamente favorevole. Credo tuttavia, e voglio che rimanga agli atti, che questa sia una violazione della Costituzione. Signor Presidente, lei è anche il custode della Costituzione in questa sede e penso che anche il presidente Mattarella potrà valutarlo: credo che si possano allungare i termini del corso di una legislatura (e nel passato è avvenuto, ad esempio negli anni Ottanta), ma accorciarli per legge, quando la legislatura è in corso, per me è incostituzionale. Rimanga agli atti. Sarebbe stato molto più intelligente, come richiesto dall'ANCI e dall'UPI, fissare al 31 gennaio l' election day . Siccome, però, io sono per l'elezione diretta, su questo emendamento mi asterrò. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.6, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, 1.7, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori e 1.8, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.9, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.10 (testo 2), identico all'emendamento 1.300. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei fare una considerazione su questo emendamento. Noi siamo favorevoli perché permette ai sindaci in scadenza nel novembre 2018 di presentarsi, entro i dodici mesi, quali candidati alle Presidenze delle Province. Purtroppo ci siamo dimenticati che 4.000 degli 8.000 Comuni italiani votano nella tornata primaverile del 2019 e in alcune Province oltre l'80 per cento dei sindaci non è candidabile. Non so se questa è una regola costituzionale. Forse il Parlamento dovrebbe leggere queste realtà e metterle nelle condizioni di funzionare. Non faccio la nemesi storica della legge Delrio, ma a questo punto si valuti qual è la realtà (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.10 (testo 2), presentato dalla Commissione, identico all'emendamento 1.300, presentato dal senatore Calderoli. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . LUPO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUPO (M5S) . Signor Presidente, temo che nella votazione appena effettuata la postazione di votazione del senatore Turco non abbia funzionato. RONZULLI (FI-BP) . Neanche la mia. PRESIDENTE . Invito gli assistenti parlamentari a verificare il corretto funzionamento delle postazioni di votazione. (Gli assistenti parlamentari effettuano le opportune verifiche). Ricordo che gli emendamenti 1.20, 1.21 e 1.27 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.28, presentato dal senatore Grassi, identico agli emendamenti 1.29, presentato dal senatore Malan, e 1.0.2, presentato dal senatore Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.37, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.35, identico agli emendamenti 1.36 e 1.38, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.35, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.36, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e 1.38, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.15, sostanzialmente identico agli emendamenti 1.12, 1.13 e 1.14. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.15. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.12, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.13, presentato dal senatore Bertacco, e 1.14, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione. Commenti dal Gruppo M5S) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Senatrice Evangelista, ha chiesto la parola? EVANGELISTA (M5S) . No, signor Presidente, PRESIDENTE. Scusate colleghi, ma se state in piedi, può sembrare che vogliate chiedere la parola. Siccome gli emendamenti sono tantissimi, sarebbe meglio procedere con maggior ordine. CASTALDI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, forse nella foga ha dimenticato di chiudere la votazione precedente, prima di aprire la successiva, così ci siamo trovati in difficoltà, nella confusione. Abbiamo fatto due voti tenendo aperta la votazione. PRESIDENTE . Non abbiamo fatto due voti, ma uno soltanto. C'è stato il ritiro di un emendamento e quindi si sarebbe votato per tre emendamenti identici, visto che uno era stato ritirato. Non mi pare che abbiamo proceduto in maniera non corretta. Gli emendamenti 1.16, 1.17 e 1.18 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 1.19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 1.19 è ritirato. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. L'emendamento 1.22 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.23 (testo 2). BORGHESI, relatore . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, segnalo un errore formale nel testo dell'emendamento. Il testo deve essere inteso come segue: «2- bis . Nell'anno 2018, qualora sia stato presentato o approvato alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto…». Per un errore formale il testo riporta invece la seguente formulazione: «alla data di entrata in vigore del presente decreto». PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo solo per annunciare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia all'emendamento in esame. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.23 (testo 2 corretto), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.24, identico agli emendamenti 1.25 e 1.26, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, non insistiamo per la votazione dell'emendamento 1.24, a prima firma del senatore Parrini del Partito Democratico, essendoci parere contrario della 5ª Commissione. PRESIDENTE . L'emendamento 1.24 è improcedibile. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.25, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico all'emendamento 1.26, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.30 a 1.52 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.31, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, identico all'emendamento 1.62, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.32, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.32, presentato dal senatore Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.11 a 1.41 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 1.39, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.39, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intendo ritirare l'emendamento 1.44. PRESIDENTE . La presidenza ne prende atto. Gli emendamenti da 1.45 a 1.49 sono improponibili. L'emendamento 1.53 è ritirato. Gli emendamenti da 1.54 a 1.61 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 1.63, identico agli emendamenti 1.64 e 1.65, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.63, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.64, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e 1.65, presentato dal senatore Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.67 e 1.66 sono ritirati. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, per chiarire e magari per aiutare lo svolgimento ordinato dei lavori: il Partito Democratico insiste sulle votazioni dei soli emendamenti che riguardano la tematica del terremoto. In tutti gli altri casi, dove c'è parere contrario ai sensi dell'articolo 81, noi non insistiamo per la votazione. Pertanto non insistiamo sulla votazione dell'emendamento 1.69. PRESIDENTE. L'emendamento 1.69 è improcedibile. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.71. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.72, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BERTACCO (FdI) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.72, presentato dal senatore Bertacco. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Gli emendamenti 1.70 (testo 2) è decaduto. L'emendamento 1.73 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.68, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. CATALFO (M5S) . Lo ritiro, Presidente. PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.75, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MONTEVECCHI (M5S) . Lo ritiro, Presidente. (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.680, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Lo ritiro, Presidente. PRESIDENTE. L'emendamento 1.680 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.81, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Ne chiediamo la votazione. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.81, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 1.74, identico agli emendamenti 1.76, 1.77 e 1.690, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PAGANO (FI-BP) . Ritiro l'emendamento 1.74 , Presidente. PARRINI (PD) . Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 1.76 e 1.77. PRESIDENTE. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.690, presentato dai senatori Zaffini e Marsilio. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.83, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.84, presentato dal senatore Quagliariello. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.85, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.85, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.86... No, passiamo alla votazione dell'emendamento 1.88 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.88 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Commenti dal Gruppo PD) . Colleghi, scusate, se ci fosse stato qualche problema di interpretazione su quest'ultimo punto, vorrei chiarire che era la votazione sull'emendamento 1.88 (testo 2) . Forse ho dimenticato di chiarirlo. (Brusio) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, le chiedo di far ritirare le schede dalle postazioni in cui i senatori non sono presenti. PRESIDENTE . Invito i senatori Segretari a controllare che le votazioni avvengano in modo regolare. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, volevo capire se, come da lei annunciato, noi abbiamo proceduto alla votazione dell'emendamento 1.86, che mi pareva, peraltro, essere molto simile all'emendamento 1.88, anche dopo la sua riformulazione. Lei, infatti, ha posto in votazione l'emendamento 1.86 insieme all'emendamento 1.88. Almeno, noi così abbiamo capito. PRESIDENTE . Senatore Ciriani, mi sono forse espressa male, perché prima ho detto 1.86 ma poi mi sono corretta e ho posto in votazione l'emendamento 1.88 (testo 2), della Commissione, con parere favorevole del relatore e del Governo. Abbiamo votato quello. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, ma allora, l'emendamento 1.86 viene assorbito? PRESIDENTE. Non abbiamo ancora proceduto alla sua votazione. Lo facciamo tra poco. L'emendamento 1.87 è ritirato. Passiamo all'emendamento 1.86, identico agli emendamenti 1.88 e 1.89, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.89. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.88. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Senatore Iannone, insiste per la votazione dell'emendamento 1.86? IANNONE (FdI) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.86, presentato dai senatori Iannone e Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.90 è improcedibile. L'emendamento 1.91 è improponibile. Passiamo all'emendamento 1.92, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.92, presentato dal senatore Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.93, identico all'emendamento 1.94, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.93, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico all'emendamento 1.94, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.95 è improcedibile. Passiamo all'emendamento 1.96, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.96, presentato dal senatore Bertacco. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.97, 1.98, 1.99 e 1.100 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.101, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.102, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori, e 1.103, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.104, identico agli emendamenti 1.105, e 1.106, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.104. PRESIDENTE . Senatore Stancanelli, insiste per la votazione dell'emendamento 1.105? STANCANELLI (FdI) . Si, signor Presidente. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento 1.106 e ne chiedo la votazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.105, presentato dal senatore Stancanelli, sostanzialmente identico all'emendamento 1.106, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B) Passiamo all'emendamento 1.107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.107, presentato dalla senatrice Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.108, identico agli emendamenti 1.109, 1.111 e 1.112. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, voglio segnalare che l'emendamento 1.108 non è identico ai successivi: nell'emendamento a mia prima firma, infatti, si fa riferimento al termine del 31 dicembre 2019, mentre nei successivi emendamenti la data indicata è quella del 30 giugno 2019. In ogni caso, chiedo la trasformazione dell'emendamento 1.108 in ordine del giorno. PRESIDENTE . Ha ragione, senatrice, la data indicata è diversa. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta di trasformazione dell'emendamento in ordine del giorno. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.108 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.109, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 1.111, presentato dal senatore Iannone, e 1.112, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.110, presentato dal senatore Malan. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.113 per il momento viene accantonato: sarà posto in votazione dopo l'emendamento 1.0.7. L'emendamento 1.0.1 e gli emendamenti da 1.0.3 a 1.0.6 sono improponibili.. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.7, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Resta pertanto assorbito l'emendamento 1.113. Gli emendamenti 1.0.8, 1.0.9 e 1.0.10 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, gli emendamenti 2.5 e 2.6 trattano del ripristino temporaneo delle sezioni distaccate insulari anche di Lipari e di Portoferraio. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, desidero segnalare che la situazione dell'insularità sotto il profilo della giustizia va equiparata. Era stato prorogato il termine per la sezione distaccata di Ischia e l'emendamento 2.7 proponeva tale proroga anche per la sezione distaccata di Lipari e per la sezione distaccata di Portoferraio. Abbiamo apprezzato il fatto che la Commissione abbia fatto propri gli emendamenti e abbia sanato questa che sarebbe stata una disparità fra le situazioni identiche della giustizia nelle isole. Anticipo pertanto il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'emendamento 2.4 tratta del ripristino temporaneo della sezione distaccata di Portoferraio. Lo riteniamo importante perché non è possibile che un gruppo di avvocati o una persona che ha bisogno di andare in tribunale debba fare un'ora di traghetto e due ore di macchina. Ci sembra veramente un emendamento importante e voteremo in senso favorevole. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, illustro gli emendamenti 2.8 e 2.25. La questione non mi sembra banale come mi pare venga rappresentata in quest'Aula, perché non abbiamo scritto noi la norma del decreto milleproroghe dove è scritto che il tribunale di Portoferraio sarebbe stato chiuso, altrimenti potremmo sembrare tutti matti. Se il senatore Berardi non avesse presentato l'interrogazione, se non avessimo posto direttamente la questione della sede distaccata di Portoferraio, questo tipo di emendamento non sarebbe stato inserito all'interno del milleproroghe. Invito quindi la maggioranza, prima di scrivere le norme, visto che comunque questa viene da lì, a stare molto attenta. Chiudere il tribunale di Portoferraio sarebbe stato un guaio, in quanto stare su un'isola e non avere la possibilità di avere una sezione distaccata sarebbe stato veramente un grande guaio. Noi rivendichiamo in maniera forte questa modifica e crediamo di aver reso un servizio alla comunità dell'Elba. L'emendamento 2.25 riguarda l'altra questione che, francamente, mi ha sorpreso e non poco. La proposta emendativa riguarda l'aumento dell'età pensionabile dei magistrati. Ero convinto di una cosa, che ho già detto in Commissione, e mi piacerebbe che i colleghi del MoVimento 5 Stelle mi ascoltassero, visto che ho ripreso pari pari un emendamento presentato nel 2016 dal senatore Crimi al disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto milleproroghe, che prevedeva l'innalzamento dell'età pensionabile da settanta a settantadue anni per i magistrati che non avevano ancora compiuto il settantesimo anno di età. Ciò significa, di fatto, interrompere l'attività giudiziaria in centri importanti e impedire che l'attività dei magistrati possa proseguire, nell'interesse della giustizia. Il fatto che ciò venga detto da Massimo Mallegni (che ha avuto anche periodi da famigerato, oltre che da noto) e da Forza Italia non deve sorprendere perché questo - l'ho già detto prima - è un punto di vista di un'altra storia che, sempre e comunque, siamo noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'emendamento 2.300 riguarda la questione della documentazione antimafia nel settore agricolo. Ricordo che per le concessioni dei terreni agricoli e zootecnici è stato introdotto l'obbligo della certificazione. La legge è entrata in vigore nel novembre scorso e gli organismi pagatori si sarebbero trovati chiaramente in crisi, perché più di un milione di certificazioni avrebbero dovuto essere gestite, creando problemi in termini di pagamenti dei finanziamenti europei. La legge di bilancio 2018, per evitare il blocco in materia di acquisizione della documentazione, ha ritardato una proroga. La situazione, però, non si è ancora definita e, soprattutto, ha mandato in crisi gli uffici delle prefetture. Pertanto, limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei per erogazioni inferiori a 25.000, euro si propone di introdurre un'ulteriore proroga. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . STANCANELLI (FdI) . Signor Presidente, intervengo per illustrare gli emendamenti 2.21, 2.22 e 2.23, che riguardano la magistratura onoraria e di pace. Abbiamo ritenuto di presentare questi emendamenti perché tutte le associazioni che riuniscono i magistrati onorari hanno considerato la cosiddetta riforma Orlando penalizzante per il ruolo, l'attività e la dignità degli stessi magistrati. Nonostante gli emendamenti non comportino oneri di spesa e siano stati dichiarati ammissibili, in Commissione affari costituzionali sia il Governo che il relatore hanno espresso parere contrario. Vorrei invitare a un ripensamento, anche perché al punto 12 del Contratto per il Governo del cambiamento si legge: «Bisogna riconoscere il ruolo dei magistrati onorari, tramite una completa modifica della recente "riforma Orlando", affrontando anche le questioni attinenti al trattamento ad essi spettante e alle coperture previdenziali ed assistenziali». Se questi nostri emendamenti non venissero approvati, con questa riforma (considerata sia dagli interessati, che dagli amici che hanno sottoscritto il contratto di Governo penalizzante per la magistratura onoraria) noi ci troveremmo successivamente in grande difficoltà. Vorrei osservare che la tradizione italiana del giudice conciliatore, che poi si è trasformata in quella dei giudici onorari, ha reso tanta giustizia nei luoghi più sperduti del nostro Paese, a maggior ragione oggi che gli stessi magistrati ordinari dicono che senza l'attività, il sacrificio e la capacità dei magistrati onorari non si potrebbe più rendere giustizia in Italia. Per questo motivo, invito sia il relatore, che il rappresentante del Governo a rivedere la propria posizione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.3, 2.100, 2.12 e 2.15. Per quanto riguarda gli altri emendamenti riferiti all'articolo 2, invito i presentatori al ritiro altrimenti il parere è contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, per favore l'economia dei lavori, accetto l'invito del relatore e ritiro gli emendamenti riferiti all'articolo 2 che portano la firma di un senatore della Lega. PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.1. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, vorrei preliminarmente ricordare a lei e all'Assemblea che esprimerò anche una dichiarazione di voto favorevole sui nostri emendamenti che riguardano le sezioni distaccate di Portoferraio e Lipari, sulle quali anche noi abbiamo presentato proposte emendative e che erano state colpevolmente dimenticate nel provvedimento milleproroghe che trattava la questione di Ischia. Entro ora immediatamente nel contenuto dell'emendamento 2.1, che riguarda la proroga del termine per l'entrata in vigore della disciplina di riforma sulle intercettazioni. La relazione al comma 1 dell'articolo 2 recita: «Proroga del termine di applica di disposizioni in materia di intercettazioni», e si riferisce ad alcune questioni strutturali di risorse e di beni. Viceversa, in questi ultimi mesi, da quando è entrato in carica il Governo, il ministro della giustizia Bonafede ha più volte dichiarato di voler cambiare completamente la disciplina delle intercettazioni. Questo provvedimento, frutto di un lavoro molto approfondito che ha coinvolto non soltanto gli operatori di giustizia, ma il mondo del giornalismo, l'avvocatura, la magistratura e l'università, tiene conto dell'importante e delicato equilibrio tra diritto alla riservatezza, ricerca della prova necessaria per assicurare i responsabili di reato e libertà di informazione. Nulla di tutto questo sembra essere oggetto del rinvio che noi teoricamente dovremmo votare. Ci saremmo aspettati, se questo era l'oggetto, che il provvedimento effettivamente se ne facesse carico. Aggiungo che questa riforma delle intercettazioni prevede anche un importante potenziamento dello strumento di indagine sui reati di corruzione. Chiedo pertanto: con questo rinvio si intende rinviare molto in là nel tempo uno strumento più efficace e stringente per colpire il fenomeno della corruzione, sul quale a parole sembra che ci si voglia molto scagliare? Oppure, invece, si vuole stravolgere un'importante riforma che affronta con molto equilibrio il tema della pubblicazione di quelle conversazioni e comunicazioni che non sono rilevanti per perseguire il reato? Vi chiedo quindi se siete sulla linea delle principali procure italiane, sulla scia delle circolari sulla base delle quali è stato forgiato e scritto il provvedimento. È un problema di come fare o se fare? Quali sono gli strumenti, al di là delle battute e delle allusioni, che abbiamo ascoltato in questi ultimi giorni? Vogliamo evitare che le indagini si trasformino in un raccoglitore cieco e pigro di informazioni di qualsiasi tipo e natura, che non servono alla repressione dei reati e potenziare invece lo strumento di indagine? Il rinvio non è in alcun modo giustificato o argomentato, perché altrimenti sarebbe stato ristretto esattamente a problemi di struttura. Ci si sarebbe adoperati al riguardo. Tra l'altro, c'è stato un iter molto articolato; tutti questi argomenti dovrebbero essere conosciuti dal Governo e, in particolar modo, dal Ministro della giustizia che ha fatto parte della Commissione giustizia e partecipato alla stesura del provvedimento, seguendo tutte le tappe che lo hanno contraddistinto. In conclusione ci chiediamo quale sia l'impostazione, ma soprattutto quale sia l'idea sulle due importanti parole che echeggiano in questi giorni: sicurezza e libertà. Quando parliamo di libertà d'informazione, di sicurezza dei cittadini e del diritto ad un'informazione libera, cosa significa? È il combinato disposto su come si impone un presidente del consiglio di amministrazione della RAI in violazione di tutte le garanzie previste dall'ordinamento? È la pubblicazione indiscriminata di qualsiasi conversazione? È il combinato disposto sulla sicurezza di lasciare soli i cittadini di fronte ad attacchi di violenza e discriminazione, come quello preannunciato sull'abolizione della cosiddetta legge Mancino? Per noi sicurezza e libertà sono inscindibilmente legate e hanno un significato preciso che, ci pare, non coincida con il vostro. (Applausi dal Gruppo PD) . GRASSO (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSO (Misto-LeU) . Signor Presidente, vorrei motivare il nostro voto di astensione sull'emendamento 2.1. Tutti coloro che in Commissione hanno partecipato alle audizioni dei procuratori dei maggiori uffici d'Italia, hanno potuto apprendere che attualmente gli uffici non sono in grado di implementare l'entrata in vigore della nuova disciplina delle intercettazioni. L'unica motivazione per noi è questa; non si può far entrare in vigore una disciplina nuova che non può trovare attuazione. Invitiamo pertanto il Governo e gli uffici del Ministero della giustizia a rendere possibile l'attuazione della nuova disciplina. Noi prescindiamo dalle valutazioni di altre posizioni politiche che vorrebbero modificare questa disciplina. Pertanto il mio Gruppo si asterrà dalla votazione dell'emendamento 2.1 per le motivazioni che ho illustrato. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei ritirare l'emendamento 2.4 perché assorbito dall'emendamento 2.3 della Commissione, con l'obiettivo di tenere aperto il tribunale di Portoferraio. Ringrazio il Governo per il punto su un'esigenza davvero importante per l'isola. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, la prego di prendere atto che il mio voto era favorevole sull'ultimo emendamento votato. PRESIDENTE . Ne prendo atto. L'emendamento 2.4 è stato ritirato. Gli emendamenti da 2.5 a 2.9 e l'emendamento 2.10 risultano assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 2.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.100, presentato dalla Commissione, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.11 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.12, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.13, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il mio dispositivo di voto non funziona: risulta verde mentre il mio voto è contrario. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei chiedere cortesemente di ripetere la votazione: essendoci in mezzo diversi emendamenti, noi non siamo riusciti a cogliere il numero dell'emendamento che abbiamo votato. Mentre cercavamo di capirlo, la votazione si è chiusa. PRESIDENTE . Annullo la votazione. Indìco nuovamente la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.13, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.19. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.20, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.21, presentato dai senatori Stancanelli e Balboni, fino alle parole «è sospesa l'efficacia». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 2.22 e 2.23. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.24, presentato dal senatore Stancanelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.25, presentato dal senatore Mallegni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.26 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.300, presentato dal senatore Berutti e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 4.7, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, l'emendamento 3.1 riguarda la proroga del termine per la denuncia di detenzione di specie animali considerate invasive ai sensi di un regolamento dell'Unione europea che stabilisce quali sono le specie invasive a livello vegetale e animale per tutta l'Unione. Va detto che sembra non avere molto senso un elenco di specie invasive su un territorio così ampio, visto che è provato scientificamente che alcune specie sono invasive in un certo ecosistema e non in un altro e pertanto avere qualcosa che è materialmente invasivo in Italia non comporta che lo sia anche in Germania o in Danimarca. L'errore fondamentale che vorrebbe andare a correggere questo emendamento riguarda la tempistica legata alla denuncia della detenzione di questi animali. Ricordiamo che il testo che stabiliva l'obbligo di denuncia è del 15 dicembre 2017 e che il decreto legislativo n. 230 dava centottanta giorni di tempo per la denuncia; di tale termine, però, non è mai stata fatta nessuna pubblicità o campagna di sensibilizzazione relativa all'obbligo di denuncia e alla pericolosità di queste specie animali. Ora, visto che la scadenza sarebbe stata al 15 di agosto, arriva improvvisamente una proroga di ben dodici mesi e mezzo. Poiché la denuncia comporta la compilazione di un modulo con l'aiuto del veterinario e l'invio di questo modulo tramite posta elettronica certificata (PEC) al Ministero, non si riesce a capire il motivo per cui si debba rinviare di così tanto tempo questo obbligo di denuncia. La proposta ragionevole era quella di prorogare il termine al 31 dicembre 2018. Visto che è il Governo a emanare decreti legislativi, vorrei far osservare al Sottosegretario - che in questo momento purtroppo non c'è - che si fa riferimento a un provvedimento contenuto nell'articolo 27 del decreto legislativo n. 230 del 2017 e molto colpevolmente tale articolo non comporta l'obbligo di denuncia per la detenzione di specie vegetali invasive. Ricordiamo che la quantità di miliardi di dollari persi a livello mondiale per la diffusione spontanea, non voluta, o lo scambio di materiale vegetativo di propagazione (che siano rizomi, semi o talee) è enorme, quindi il Governo dovrebbe provvedere in tal senso a prevedere l'obbligo di denuncia anche per queste specie, anche perché c'è un'incongruenza: da una parte c'è l'obbligo di controllo e distruzione di queste specie invasive e, dall'altra, non c'è obbligo di denuncia da parte del possessore. Quindi, uno può possedere un esemplare di pianta tossica nel proprio giardino, che comporta la libera dispersione dei semi, per cui è previsto l'obbligo di distruzione, ma nel contempo non è previsto l'obbligo di denuncia del possesso. Per quanto riguarda le specie animali non c'è l'aerodispersione del materiale di propagazione, ma comunque esiste la possibilità di proliferazione - figliare - o la possibilità di unire maschi e femmine di possessori diversi per produzione di prole. Dunque si dà un tempo, una finestra di un anno, nel quale queste specie potrebbero proliferare in modo incontrollato, con il rischio di dispersione spontanea o addirittura di introduzione volontaria (perché c'è chi, non volendo denunciare, potrebbe scegliere di abbandonare), che appare un tempo veramente eccessivo. Quindi, secondo noi, è ragionevole che il termine sia il 31 dicembre 2018. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, l'emendamento da noi proposto è diretto a prorogare al 31 dicembre 2019 il periodo transitorio durante il quale gli obblighi informatici di tracciamento, previsti dal sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri), convivono con formulari, registri carico scarico e modello unico di dichiarazione ambientale (MUD), il cosiddetto doppio binario, e a sospendere l'applicazione delle sanzioni per la mancata iscrizione e versamento dei contributi al sistema di tracciabilità dei rifiuti, fino al subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario e comunque non oltre il 31 dicembre 2019. La proroga del doppio binario si rende necessaria, poiché il Sistri, introdotto nel 2009 e mai entrato in operatività, presenta tuttora rilevanti problemi di applicabilità, in particolare nei confronti delle piccole imprese. Attualmente, dopo aver espletato il bando di gara per un nuovo gestore nell'agosto 2016, non risulta ancora completata e formalizzata la procedura di aggiudicazione e non è stato ancora contrattualizzato il nuovo gestore, anche alla luce dei ricorsi pendenti. Nel frattempo, le apparecchiature sulle quali si basava il vecchio sistema sono ormai obsolete, inefficienti, in disuso e le imprese, non avendo effettuato aggiornamenti e formazione specifica, non sono in condizione di utilizzare il sistema. Inoltre è necessario evitare che nel periodo transitorio, nel quale non è assicurata una corretta e compiuta operatività del sistema, le imprese subiscano pesanti sanzioni per la mancata iscrizione e il connesso versamento dei contributi previsti all'articolo 260- bis , commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006. Si propone pertanto di modificare l'articolo in esame sostituendo la disposizione che prevede il mero dimezzamento delle citate sanzioni con il loro rinvio, almeno fino alla data in cui non subentrerà nella gestione il nuovo concessionario. Rappresentanti del Governo, penso che questo sia un emendamento importante, se vogliamo veramente alleggerire le difficoltà delle nostre piccole imprese, che reggono il sistema Italia: questa è una norma che le aiuterebbe. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.15 e 3.16 (testo 3). Su tutti gli altri emendamenti invito al ritiro o il parere è contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Sudano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 3.2 e mi permetto anche di dare indicazione del ritiro dell'emendamento 3.0.1, a nome del collega Ripamonti. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dai senatori Steger e Durnwalder, identico agli emendamenti 3.4, presentato dal senatore Laniece, e 3.5, presentato dal senatore Pagano. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, fino alle parole «dalle seguenti: "Fino al 31 dicembre 2019";». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 3.7 e 3.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.10, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, identico all'emendamento 3.11, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 3.12 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, identico all'emendamento 3.14, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.15, presentato dalla Commissione, sostanzialmente identico all'emendamento 3.1104, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.16 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 3.17 a 3.20 sono improponibili. L'emendamento 3.0.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.11, presentato dai senatori Mirabelli e Collina. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, annuncio il ritiro dell'emendamento 4.22 e voglio che venga messo agli atti. Chiedo un minuto per illustrare l'emendamento 4.8 che riguarda la questione della cedolare secca, della quale si occupano anche altri emendamenti. Il Gruppo di Forza Italia ha inteso sollecitare il Governo su un tema che noi pensiamo - ma di questo siamo certi tutti - interessa l'intero popolo italiano, cioè l'agevolazione fiscale per gli affitti che avvantaggia sia i locatori, cioè i proprietari di immobili, sia gli affittuari. Noi pensiamo che questo beneficio debba essere prorogato nei termini perché avvantaggia e sicuramente rilancia anche il mercato immobiliare. PRESIDENTE. Senatore, l'emendamento 4.22 è già stato dichiarato improponibile. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, essendo il secondo firmatario degli emendamenti 4.11, 4.12, 4.13 e 4.14, li illustro brevemente. Qualcuno, Presidente, potrebbe pensare che ci si affezioni agli argomenti perché interverrò, ancora una volta, sulla direttiva Bolkestein. Noi, in quest'Aula, abbiamo approvato tutti insieme una risoluzione, che è stata affidata al presidente del Consiglio Conte, relativa alla risoluzione della questione Bolkestein che vede coinvolte 30.000 aziende, un milione di persone che lavorano nell'indotto e più di 150.000 ambulanti che operano in aree di suolo pubblico. Con questi emendamenti abbiamo cercato di andare incontro a quella risoluzione, approvata da tutti con il parere favorevole del Governo, spostando la questione non più al 2020 ma dando ampia disponibilità e discrezionalità: dieci anni di proroga, oppure trenta, oppure quaranta, oppure sessanta. Insomma, individuiamo un periodo congruo per consentire al Governo di poter lavorare, operare e a tutti noi di fare la nostra proposta e togliere le aziende balneari e gli ambulanti su suolo pubblico dalla problematica della Bolkestein. Ebbene, cosa è successo? In Commissione questi emendamenti, che non hanno nessun riscontro di tipo finanziario né di tipo economico per lo Stato, ma lo hanno per le imprese e per le famiglie, sono stati bocciati. E finché li bocciava il Partito Democratico, come ho detto ieri in Commissione, la cosa non ci sorprendeva affatto. Ma quando a bocciarli sono stati anche i nostri amici e colleghi della Lega, con i quali abbiamo condiviso battaglie, momenti difficili e quant'altro, questo ci ha sinceramente preoccupato. Io vorrei da parte loro, se fosse possibile, un guizzo di riscatto per continuare con noi questa battaglia a favore delle imprese balneari e degli ambulanti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, illustro l'emendamento 4.9 a prima firma del senatore La Russa che interviene su un tema già illustrato dal senatore Pagano, cioè la questione della cedolare secca. Credo che il Governo e la maggioranza abbiamo perso un'occasione per prorogare la vigenza di un provvedimento che favorisce la locazione a favore delle fasce più deboli della popolazione. Infatti si tratta di prorogare la cedolare secca al 10 per cento per coloro i quali invece di affittare gli immobili a prezzo di mercato, quindi con un lucro certamente maggiore, accettano di affittare a canone concordato, cioè ai canoni che le associazioni e i sindacati rappresentativi degli inquilini concordano insieme agli enti locali per calmierare il mercato. È una misura sociale, una misura che tutela da un lato le classi più povere e disagiate e dall'altro la proprietà edilizia che, in maniera virtuosa, mette i propri immobili anche a disposizione di categorie e fasce sociali più deboli. Da questo punto di vista, voglio sperare che quando andremo alla votazione di questi emendamenti, ci sarà da parte della maggioranza, e forse anche del Governo, un ripensamento rispetto all'opportunità di approvare questa proposta di modifica. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, illustro brevemente l'emendamento 4.0.2, che riguarda la possibilità di poter finalmente sbloccare i fondi per le emittenti televisive locali, vicine al territorio, che nel corso degli anni hanno avuto delle difficoltà. Queste risorse esistono. Si tratta solo di inserire questa proroga per far sì che non ci siano problemi nell'erogazione, alla luce anche di tante questioni burocratiche. Quindi, ringraziamo il Governo per essersi impegnato in questa direzione. Non è una cosa da poco, perché si evita il licenziamento per 5.000 dipendenti. Quindi, alla faccia di chi dice che del lavoro non ci interessiamo. Pertanto, condividiamo anche la riformulazione fatta insieme alla maggioranza e ringraziamo il Governo per questo impegno importante. Sul tema della Bolkestein, faccio la dichiarazione sull'altro emendamento, noi siamo assolutamente d'accordo per una proroga, ma non posso pensare che il senatore Mallegni, molto esperto, non sappia che le proroghe vengono fatte quando ci sono delle urgenze. Essendo già prorogato al 2020, ci sarà senz'altro l'occasione più giusta per poter procedere in quella direzione. Quindi, la tranquillizzo: la pensiamo alla stessa maniera. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MARGIOTTA (PD) . Signor Presidente, volevo anche io intervenire sull'emendamento di cui ha ora parlato il collega Romeo, essendo stato presentatore con gli altri colleghi del Partito Democratico di analogo emendamento, poi approvato dalla Commissione con un testo 2. Si tratta di un emendamento molto importante perché consente di evitare un rischio di blocco di fondi per le emittenti locali. Nella scorsa legislatura abbiamo molto operato per una vera e propria rivoluzione, nel senso di una riqualificazione del settore dell'emittenza radiotelevisiva locale, decidendo, attraverso l'introduzione di alcuni parametri meritocratici, che i fondi per tali attività dovessero essere destinati e ripartiti sulla base dell'effettivo servizio di qualità svolto da molte emittenti, in alcuni casi quasi a livello, se non addirittura migliore, del servizio pubblico della RAI. Su questa strada, l'altro giorno, in audizione presso l'8 a Commissione, il ministro Di Maio ha per la verità detto di voler continuare, apprezzando il lavoro che il Partito Democratico ha messo in atto nella scorsa legislatura. Perché ciò avvenga, adesso bisognerà che nella finanziaria il Governo predisponga un finanziamento congruo del fondo. Ma questo sarà discorso dei prossimi mesi. Nel frattempo, l'emendamento era importante, lo abbiamo presentato, è stato approvato in Commissione e di ciò siamo soddisfatti. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, anche noi ci associamo a quanto già detto da alcuni colleghi intervenuti prima di noi su questo emendamento. Anche noi lo abbiamo presentato a prima firma del senatore La Russa. Questo dovrebbe essere un emendamento condiviso da tutti i Gruppi, perché, da una parte, salva migliaia di posti di lavoro e, dall'altra, incide notevolmente sulla priorità dell'informazione. Pertanto, siamo contenti che in Commissione sia stato approvato. Adesso, speriamo che anche tutti i Gruppi e l'Assemblea possano votare favorevolmente questo emendamento. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 4.2, 4.15, 4.18, 4.500 (accogliendo la condizione posta dalla 5 a Commissione) e al 4.0.2 (testo 2). Sui restanti emendamenti invito al ritiro o il parere è contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sempre per un discorso di economia dei lavori, essendoci una riformulazione dell'emendamento riguardante le emittenti televisive, preannuncio che voteremo il testo 2 presentato dalla Commissione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.8, sostanzialmente identico agli emendamenti 4.9, 9.30 e 13.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 4.9, presentato dai senatori La Russa e Marsilio, 9.30, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, e 13.0.1, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.11, presentato dal senatore Gasparri e da altri senatori, fino alle parole «dalle seguenti: "fino al 31 dicembre». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.12 a 4.14. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, intendo ritirare l'emendamento 4.17. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.18, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.500 (testo 2)/1, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.500 (testo 2)/2, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.500 (testo 2)/3, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.500 (testo 2), presentato dal relatore. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.19, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.20, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.21, presentato dal senatore Steger e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 13.0.12, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 4.22 è improponibile. GRASSI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRASSI (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 4.23. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.24, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.25, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, e 4.26, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.0.1 e 4.0.904 sono improponibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.2 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . VONO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VONO (M5S) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 4.0.3. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Anche gli emendamenti 4.0.5 e 4.0.6 sono stati ritirati. Gli emendamenti 4.0.4 e 4.0.16 risultano assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 4.0.2 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.0.15, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori, fino alle parole «1° luglio 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.300. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sull'emendamento 4.0.15 il voto mio e dei senatori Grasso ed Errani voleva essere contrario. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Gli emendamenti 4.0.7 e 4.0.9 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 4.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.8, presentato dal senatore La Russa, identico agli emendamenti 4.0.10, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, e 4.0.17, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.12 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.0.14, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «31 dicembre». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.0.13 a 4.0.18. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. GARAVINI (PD) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il ritiro dell'emendamento 5.0.1 e illustrare brevemente l'emendamento 5.0.3, di cui sono prima firmataria. Stupisce il parere contrario del Governo sull'emendamento. Viene da pensare che non ci sia attenzione per gli italiani all'estero. E stupisce ancora di più perché, con l'approvazione di questo emendamento, che comunque, signora Presidente, non verrà approvato perché la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ex articolo 81 (e dunque è ritenuto da non votare), si andrebbero semplicemente a prorogare i termini attraverso i quali si potrebbe fare ricorso alla voluntary disclosure . Questo vuol dire che daremmo un'opportunità a tutta una serie di connazionali residenti all'estero che non hanno pagato le tasse: mi preme però far rilevare che non si tratta di evasori fiscali, bensì di connazionali che, tratti in inganno dal concetto del divieto della doppia imposizione, spesso, alla luce del fatto che hanno versato le tasse nel proprio luogo di residenza, sono incorsi in errore. Stupisce dunque che non si voglia approvare questo emendamento, perché non soltanto ne trarrebbero beneficio i connazionali all'estero, ma anche le casse dello Stato, perché si darebbe l'opportunità di avere ancora sei mesi per regolarizzarsi. In tempi nei quali, come abbiamo visto oggi, lo spread schizza per l'ennesima volta, il fatto che non si approvi un emendamento di questo tipo dimostra purtroppo la pochezza di questo Governo (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Devo dirle che l'emendamento sul quale è intervenuta è stato dichiarato improponibile: è questa la ragione per cui non verrà posto in votazione. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il ritiro dell'emendamento 5.2, perché già trasformato in ordine del giorno in Commissione. PRESIDENTE . I restanti emendamenti si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, invito i presentatori al ritiro di tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5, altrimenti il parere è contrario. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 5.1 e 5.7 e chiedo di poterli trasformare in ordini del giorno. PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta della senatrice Unterberger. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G5.1 e G5.7 non verranno posti in votazione. L'emendamento 5.2 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.4, identico all'emendamento 5.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.4, presentato dal senatore Pagano e da altri senatori, identico all'emendamento 5.5, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.6, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.300 è precluso dalla reiezione della prima parte dell'emendamento 4.0.15. L'emendamento 5.8 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.301, presentato dal senatore Berutti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.0.1 e 5.0.2 sono stati ritirati. Gli emendamenti da 5.0.3 a 5.0.300 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6, che si intendono illustrati, su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. BORGHESI, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 6.1, 6.3 (testo 2), 6.4, 6.10 e 6.13. Invito al ritiro o esprimo parere contrario sugli altri emendamenti. FUGATTI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 6.2. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.3 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.4, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 6.5 è stato ritirato. (Il senatore Verducci fa cenno di voler intervenire). Il Partito Democratico aveva detto che avrebbe ritirato tutti gli emendamenti qualora vi fosse stato il parere contrario della 5ª Commissione. Quindi l'emendamento 6.6 risulta ritirato. Prego, senatore Verducci. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, solo su questo emendamento revochiamo il ritiro. PRESIDENTE . Ne prendo atto. Vi prego di comunicarlo, altrimenti diventa un pasticcio. Passiamo dunque all'emendamento 6.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Presidente, ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo su questo emendamento, che non abbiamo ritirato perché è un emendamento politico. Si tratta di un emendamento che è stato bocciato in Commissione e questo per noi è un fatto grave. È una proposta dirimente perché, signor Presidente, parla di diritto allo studio, di studenti fuori sede: propone che continui la possibilità che il maggior numero possibile di studenti fuori sede possa accedere alle detrazioni fiscali per gli affitti. Il diritto allo studio è l'essenza dell'articolo 3 della nostra Costituzione: significa rimuovere gli ostacoli che impediscono a ognuno di realizzarsi e che, in questo caso, impediscono alle ragazze e ai ragazzi del nostro Paese di essere messi nella condizione di studiare, di essere protagonisti, di diventare classe dirigente, di rivitalizzare anche la nostra democrazia. Per questo è importante l'emendamento 6.6, che racchiude molti aspetti. Le misure in esso contenute sono state inserite nelle precedenti leggi di bilancio, a compimento di anni in cui i Governi del Partito Democratico hanno raddoppiato i fondi per il diritto allo studio e hanno introdotto una misura rivoluzionaria, quella della no tax area per gli studenti delle famiglie meno abbienti. Si tratta di misure fondamentali, perché la nostra è una società piena di muri, colleghi. Approvare questo emendamento significherebbe abbattere questi muri; muri che voi oggi, signori del Governo, rialzate; sono muri di disuguaglianze, di disparità. Respingendo questo emendamento farete un torto al nostro Paese, un torto che noi, signor Presidente, colleghi, contrasteremo con tutta la nostra forza . (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.6, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . GRANATO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (M5S) . Signor Presidente, chiedo la trasformazione dell'emendamento 6.7 in un ordine del giorno, che ho già preparato e che, per un disguido, non ho potuto far pervenire alla Presidenza. PRESIDENTE . Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno testé presentato. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, va bene la trasformazione in ordine del giorno, che il Governo accoglie come raccomandazione. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, è il secondo caso. Sono d'accordo che ci possa essere una repentina trasformazione di un emendamento in ordine del giorno, può anche capitare che i testi non siano pronti, ma sarebbe bene che fossero comunque presentati. In ogni caso, nello specifico non ho capito se l'ordine del giorno è stato accolto o se è stato accolto come raccomandazione e se la collega ha accettato. Solo per comprendere meglio l'andamento dei lavori. PRESIDENTE . Ho compreso che è stato accolto, ma invito il Governo a specificare meglio. GUIDESI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, lo accogliamo come raccomandazione. PRESIDENTE. Informo i colleghi che è appena pervenuto il testo dell'ordine del giorno G6.7. Lo dico perché ne abbiate consapevolezza. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G6.7 è accolto come raccomandazione. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.10. PAGANO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, questi due emendamenti attengono a una proroga che non piace affatto al Gruppo Forza Italia, perché riguarda l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione alle scuole. Noi pensiamo che questo tipo di misura nuoccia alla possibilità di venire incontro alle esigenze di salute e di tutela nei confronti dei minori. L'episodio avvenuto soltanto ieri di due bambini che purtroppo hanno perso la vita deve far riflettere non solo chi propone questo emendamento, ma soprattutto noi senatori che siamo impegnati in questa sede a cercare di fare il nostro dovere nell'interesse dei nostri concittadini, in modo particolare dei minori. Questa è la ragione per la quale ci eravamo vibratamente opposti alla proroga per l'adeguamento degli istituti scolastici alla normativa antincendio e, allo stesso modo, rivolgiamo un accorato invito affinché i proponenti di questo emendamento lo ritirino, perché riteniamo gravemente lesivo degli interessi dei più piccoli, dei minori, prorogare l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione nelle scuole. Dichiaro pertanto il voto assolutamente contrario del Gruppo Forza Italia. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). FATTORI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. RONZULLI (FI-BP) . Brava! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD FATTORI (M5S) . Signor Presidente, l'emendamento 6.10 - devo correggere le affermazioni fatte - in realtà non dispone la proroga dell'obbligo, che rimane vigente, ma è un artificio legislativo per consentire di eludere l'obbligo vaccinale (che persiste) ancora per un anno, posticipando la presentazione del certificando di vaccinazione all'asilo nido e alla scuola materna. È un po' che come se decidessimo di rendere obbligatorie le cinture di sicurezza e poi disponessimo che i vigili non possono fare la multa per un altro anno. Insomma, si tratta un po' di un artificio. In realtà il contratto di Governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega prevedeva dei provvedimenti, che io auspico, per conciliare la frequenza scolastica con la protezione della salute. In realtà, prorogare di un anno la consegna del certificato vaccinale purtroppo non fa né l'uno né l'altro e oggi c'è stato un appello del presidente del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità che ha parlato di pericolo per la salute pubblica legato a questo emendamento, pur riconoscendo la libera scelta di questo Parlamento. Esso infatti non tutela né la salute né la frequenza scolastica, ma semplicemente posticipa la consegna del certificato e ciò fa sì che i presidi non conoscano lo stato vaccinale dei bimbi. Ciò va ad escludere dalla scuola proprio quei bimbi fragili, i bimbi oncologici e immunodepressi. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e del senatore Errani). Scusate, non amo gli applausi perché non stiamo giocando, ma stiamo parlando della salute dei bimbi, di quelli piccoli e di quelli fragili. L'Istituto superiore di sanità oggi ha affermato che i bimbi a rischio vero di esclusione scolastica sono circa 10.000, quindi non stiamo parlando di conciliare la frequenza scolastica con la salute. Inoltre questo provvedimento non ha nessuna possibilità di aumentare le coperture vaccinali, come abbiamo sempre dichiarato come MoVimento 5 Stelle. Questo Parlamento è sovrano ed è libero di fare le sue scelte come ha fatto tante volta, su Stamina e su tanti provvedimenti su cui avremmo potuto tutelare la salute dei più piccini. Ovviamente io rispetto la scelta del Gruppo cui appartengo e del Parlamento, ma per storia personale, professionale e, dolorosamente, di madre, non posso fare altro che dissociarmi dal mio Gruppo ed esprimere un indignato voto contrario. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, anche noi ieri, in 1 a Commissione, ci siamo opposti fermamente all'emendamento in esame, ricordando quello che hanno appena detto il collega Pagano e la collega Fattori: ogni scelta politica presuppone una scelta di responsabilità. Qui qualcuno si sta assumendo la responsabilità non di spostare una semplice data, perché non si tratta di una semplice proroga, ma di allontanare l'Italia dal raggiungimento dell'obiettivo dell'immunità di gregge, che va a tutelare tutta la comunità e quindi la salute di tutti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Guardate che il rischio più grande si corre quando cominciamo a far passare il messaggio che, come qualcuno pensa, si possa andare contro la scienza e che tante teorie fantascientifiche abbiano il sopravvento rispetto alla scienza o possano avere lo stesso valore: così si mette a rischio la salute di tutti. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Il Parlamento non si può assumere la responsabilità di mettere a rischio la salute non solo dei più piccoli e degli immunodepressi, ma di tutti, perché in questo modo viene meno il senso di comunità. Noi avevamo una linea chiara: insieme all'obbligo, signor Presidente, il decreto Lorenzin proponeva anche una formazione forte e costante, per informare i genitori, perché in Italia abbiamo una realtà sociale fatta anche di tante fragilità e di carenza di vaccinazioni per mancanza di informazione. Unire l'obbligo all'informazione può portare a raggiungere quel risultato, che esiste in tanti Paesi del Nord Europa, dove l'obbligo non c'è, perché c'è la formazione, che consente di vedere nei vaccini una forma di protezione per tutta la comunità. Non dimentichiamo che noi siamo qui per tutelare la comunità italiana: facciamolo, perché questo è un servizio che mettiamo a disposizione di tutti. Non assumiamo - anzi, non assumetevi, perché noi voteremo contro l'emendamento in esame - la responsabilità di mettere a repentaglio la salute della popolazione. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANIECE (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo semplicemente per sottolineare che anche il Gruppo Per le Autonomie è assolutamente contrario all'emendamento in esame. Gli interventi di chi mi ha preceduto hanno già specificato, in modo molto chiaro e approfondito, che sulle vaccinazioni non si può contrattare. Si tratta, purtroppo, di un tema di estrema attualità e quindi siamo assolutamente favorevoli al fatto che tutti i senatori si mettano una mano sulla coscienza e ragionino in modo molto profondo sulla proposta in esame. Auspico quindi che vi sia un voto decisamente contrario, perché il tema delle vaccinazioni deve superare le barriere tra i partiti. Inoltre ritengo non corretto il fatto che tale norma sia inserita all'interno di un provvedimento di proroga dei termini. Dichiaro quindi il voto contrario sull'emendamento in esame. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD ) . BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Essendo già intervenuto il senatore Pagano per il Gruppo di Forza Italia, può intervenire solo in dissenso dal Gruppo. Desidera intervenire in dissenso dal Gruppo, senatrice Binetti? BINETTI (FI-BP) . No, signora Presidente. CIRIANI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, mi associo alle motivazioni che ho ascoltato dai colleghi intervenuti prima di me. Ero presente questa notte in Commissione quando la maggioranza ha deciso di votare l'emendamento in esame, che formalmente è un rinvio, ma che dovreste avere il coraggio e l'onestà di chiamare pietra tombale sulla vaccinazione obbligatoria. (Applausi dai Gruppi FdI e PD e della senatrice Ronzulli) . Avete spesso parlato di onestà, ma l'onestà intellettuale è altrettanto importante di quella di carattere penale e legale. Questo non è un semplice rinvio, ma un rinvio sine die, ovvero una pietra tombale sulla politica delle vaccinazioni nel Paese. Il decreto-legge si chiama milleproroghe non soltanto perché sono mille gli argomenti di cui si discute, ma perché sono mille le volte in cui i provvedimenti vengono rinviati. Quando non si ha il coraggio di dire le cose per come stanno, si preferisce rinviare. Allora, io voglio chiedere a coloro che siedono sui banchi del Governo e al Ministro della salute cosa ne pensano, perché questo ancora non l'ho capito. Ho letto un'agenzia in cui il Ministro - mi pare di aver inteso - dice che il Parlamento provvederà, perché non si tratta di porre fine alla politica delle vaccinazioni. Allora, se questo è vero, chiedo formalmente a coloro che siedono sui banchi del Governo di esprimersi e di dire che questo è un provvedimento tampone che vale soltanto per qualche mese e che il Governo e la maggioranza si impegnano a portare in quest'Aula un provvedimento diverso, per la natura e per le finalità, entro la fine di quest'anno. In caso contrario, noi saremo legittimati a pensare quello che ho detto in premessa, ovvero che questa è la vittoria del popolo No Vax, di coloro che fanno credere che vaccinarsi fa male. (Applausi dal Gruppo PD) . Invece nei Paesi civili ci si vaccina e, se non ci si vaccina obbligatoriamente, spesso è perché non c'è bisogno di una sanzione da parte dello Stato per fare quello che tutti, con buon senso, ritengono necessario. La storia di questo Paese parla, con moltissimi esempi, di milioni di vite salvate dalle vaccinazioni. Pertanto, signor Presidente del Senato, le chiedo formalmente, anche per tramite suo, che il Governo e la maggioranza rispondano adesso rispetto a questo tema. Io posso capire che per tutta la notte il Governo e la maggioranza non dicano una sola parola per giustificare e motivare i loro provvedimenti, non una parola; lo posso capire, perché è un decreto d'urgenza e abbiamo inteso che si legifera a fari spenti. Però su questo tema no: il Governo e la maggioranza dicano cosa pensano e cosa intendono fare. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI) . ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il Gruppo della Lega Nord voterà convintamente a favore dell'emendamento 6.10. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Si tratta di una proposta di buon senso, che interviene su una misura coercitiva di un decreto-legge, quello Lorenzin, pasticciato, illiberale e discriminatorio. (Proteste e commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Nessuno ha interrotto quando altri hanno espresso un'idea diversa. Per favore, fate esprimere al senatore Arrigoni quanto ritiene. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Ripeto che interviene su un decreto-legge, il Lorenzin, pasticciato, illiberale e discriminatorio, che ha diviso le famiglie e la comunità scientifica. Non esiste solo Burioni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . RONZULLI (FI-BP) . Ma non c'entra! MALPEZZI (PD) . La scienza esiste! ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Questo emendamento non elimina l'obbligo, ma posticipa di un anno il divieto di accesso al nido e all'infanzia per mancanza di documentazione di avvenuta vaccinazione. Cari colleghi del Partito Democratico, questo emendamento non fa ritornare il Paese nel medioevo, come qualcuno di voi ha detto ieri in Commissione. È un emendamento di buon senso, fatto in assenza dell'istituzione dell'anagrafe vaccinale nazionale, che contempera il diritto alla salute e il diritto all'istruzione individuale e collettiva. (Commenti dal Gruppo PD). Con questo emendamento tutti i bambini della fascia di età tra zero e sei anni a settembre potranno andare a scuola, al nido e all'infanzia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). MALPEZZI (PD) . E ammalarsi! PRESIDENTE. Senatrice Malpezzi, lei non è stata interrotta. Quindi, la pregherei di non interrompere. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . E potranno andare a scuola i bimbi e gli adolescenti della fascia di età tra i sei e i sedici anni, i quali, secondo il Lorenzin, possono non vaccinarsi, pagare la multa e fermare il virus. Ecco perché è discriminatorio. Per questo motivo il Gruppo della Lega Nord voterà a favore di questo emendamento. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . TAVERNA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAVERNA (M5S) . Signor Presidente, il mio intervento è per togliere qualunque alibi a chi ha voluto continuare a strumentalizzare una importante forma di prevenzione come quella della vaccinazione che il MoVimento 5 stelle ha sempre sostenuto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Commenti dal Gruppo PD). L'unica cosa che noi continuiamo a respingere al mittente è la possibilità di voler trattare gli italiani come delle pecore che devono essere obbligate piuttosto che informate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Commenti dal Gruppo PD). LONARDO (FI-BP) . Ma che dici? TAVERNA (M5S) . L'unico obiettivo da parte del MoVimento 5 Stelle, che so essere condiviso anche da parte della Lega, è quello di permettere ai genitori che hanno tutte le intenzioni di vaccinare i propri figli di farlo in ambienti che siano in grado di accogliere dei bambini. Oggi i centri vaccinali sono paragonabili ai luoghi dove si marchiano le bestie! (Proteste dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo FI-BP). MALPEZZI (PD) . Ma che cosa stai dicendo? TAVERNA (M5S) . Ed è frutto di una politica sanitaria che ha visto in cinque anni togliere più di 4 miliardi al Servizio sanitario, probabilmente perché il problema prioritario nel Partito Democratico invece dei bambini erano le banche e i finanziamenti al servizio bancario. (Applausi dal Gruppo M5S. Vivaci proteste dal Gruppo PD) . FARAONE (PD) . Buffona! Che cosa c'entrano le banche? TAVERNA (M5S) . Piantatela! Piantatela! PRESIDENTE. Non è possibile. Può stare seduto per favore? (Proteste dal Gruppo PD) . Quando avete parlato ed espresso la vostra opinione nessuno ha protestato. FARAONE (PD) . Le banche... PRESIDENTE. Allora, questo significa che, ogni qualvolta viene espressa un'opinione diversa, ci deve essere bagarre? Non è questo il Parlamento! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Concluda, senatrice Taverna. TAVERNA (M5S) . Quindi Presidente, e concludo, non c'è alcun attentato alla salute pubblica, ma c'è un profondo rispetto nei confronti del Paese Italia e dei cittadini italiani che meritano una politica che pensi a loro informandosi e non nascondendosi dietro un obbligo. Stavolta hanno reso obbligatori 10 vaccini ma, considerando come si sono comportati e gli obblighi e le imposizioni cui hanno costretto questo Paese, siamo ben felici di tornare a una Repubblica che sia democratica e consenta a tutti di prendere le proprie scelte in maniera consapevole e di fare il bene del Paese Italia non obbligando, ma informando le persone. È questo quanto si chiede. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni ) . BELLANOVA (PD) . Baciatevi, bravi! MALLEGNI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Senatore Mallegni, su quale argomento vuole intervenire? Il suo Gruppo si è già espresso su questo tema. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, le do la mia parola che non intervengo sull'argomento. Io indosso gli occhiali per vedere da vicino, ma da lontano vedo bene e la senatrice Taverna, Vice Presidente del Senato, alla fine del suo intervento ha mandato tutti noi, che non la pensiamo come lei, a quel paese e l'ho vista con i miei occhi. (Applausi dal Gruppo PD. Cenni di diniego della senatrice Taverna) . Questo atteggiamento, in quest'Aula, non è accettabile, Presidente. Non è accettabile! Questi si vestono di bello, ma sono sempre i soliti! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti della senatrice Taverna) . VOCI DAL GRUPPO PD. Fuori! Fuori! PRESIDENTE . Fuori mando soltanto io. Mandare fuori è una decisione della Presidenza e di nessun altro. Mi auguro che la senatrice Taverna non abbia fatto quel gesto, perché come Vice Presidente ha un ruolo istituzionale che non glielo consente. MALLEGNI (FI-BP) . L'abbiamo visto tutti noi e io le dico, Presidente, che non mi permetto di chiedere alla Presidenza di fare ciò che essa stessa può agevolmente decidere. Le devo dire, però, che sono indignato per il fatto che, anche se questi signori ultimamente si vestono di bello, sono sempre i soliti, sempre. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . Quando si chiuderà questa seduta, siccome tutto quello che succede viene ripreso, noi vedremo il filmato. Se quanto lei ha denunciato è successo, decideremo di conseguenza. BOTTICI (M5S) . E, se non è così, vedrà lui! TAVERNA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TAVERNA (M5S) . Signor Presidente, vedremo tutti i video, tutti i video di quanto accaduto in quest'Aula! PRESIDENTE. Sarà certamente così. In quest'Aula non ci sono trattamenti differenziati. TAVERNA (M5S) . Non ho alcun dubbio, signor Presidente. PRESIDENTE . Colleghi, prima di procedere alla votazione dell'emendamento 6.10, comunico che è stata avanzata richiesta, da parte del Partito Democratico, che su questo emendamento si proceda mediante votazione a scrutinio segreto. (Applausi dal Gruppo PD) . Non c'è bisogno di applaudire. Su questo emendamento, non concedo la votazione a scrutinio segreto, innanzitutto perché l'articolo 113, comma 4, del Regolamento, non permette, trattandosi di una proroga di un termine, di incidere sui rapporti civili ed etico-sociali previsti in particolare dall'articolo 32 della Costituzione. Inoltre, secondo la prassi, e comunque anche se fosse ammissibile, le richieste di votazione segreta devono essere presentate in tempo debito, nel senso che nell'Aula ci sia la consapevolezza che ciò avvenga per prassi consolidata. A prescindere, però, dalla questione dei tempi, che in questo senso non sarebbero rispettati, è proprio la materia, così come previsto dall'articolo 113, comma 4, del Regolamento, a non permetterlo. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che, dal nostro punto di vista, in realtà il tema in esame è nascosto da una proroga termini. Il contenuto del provvedimento è ben altra cosa e corrisponde esattamente a quanto previsto dal nostro Regolamento. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Ronzulli) . Quindi, rientra nel novero delle fattispecie specifiche per le quali è previsto il voto segreto. Dopodiché, se c'è una questione di prassi e di tempo, io le chiedo di accantonare l'emendamento e di porlo in votazione nella prossima seduta, in modo che lei abbia comunque il tempo di informare tutti i colleghi del voto segreto. È una materia così importante, che riguarda la vita dei nostri bambini, che noi non possiamo certo fermarci di fronte a una interpretazione - mi permetta - eccessivamente puntuale e non rispettosa del senso complessivo del tema. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . PRESIDENTE . Senatore Marcucci, forse non sono riuscita a spiegarmi. Io non ho detto soltanto che c'è una questione di tempi. Ho detto, tra l'altro, che dal mio punto di vista, esiste anche una questione di tempi perché, secondo una prassi consolidata, richieste del genere devono essere avanzate non all'ultimo minuto - come è stato fatto adesso - con la raccolta delle firme, ma a tempo debito. Al di là di questo, ritengo che non ci siano gli estremi per l'applicazione della votazione richiesta ai sensi e per gli effetti dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento. Pertanto, non ammetto la votazione segreta. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.10, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Commenti della senatrice Bellanova). FARAONE (PD) . Vergogna! PUGLIA (M5S) . Abituati! BELLANOVA (PD) . Vergognatevi! PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.13, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 6.14, 6.15 e 6.17 sono stati ritirati. L'emendamento 6.16 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.18, presentato dalla senatrice Fedeli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.0.1, presentato dalla senatrice Rizzotti, identico all'emendamento 6.0.2, presentato dal senatore Zanda. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la pregherei di considerare la possibilità di sospendere la seduta per permettere alle Commissioni 6 a e 11 a di proseguire l'esame del decreto dignità. La prego quindi di considerare questa mia richiesta sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Chiedo se ci sono osservazioni sulla proposta avanzata? CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, per noi va bene la sospensione della seduta, ma vorremmo capire come proseguono i lavori, e cioè se dobbiamo rimanere o tornare quando si riunirà nuovamente l'Assemblea. Credo sia il caso di saperlo. PRESIDENTE . Per dare modo alle Commissioni di lavorare sul decreto dignità, la seduta verrà tolta. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Rinvio pertanto il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. MALAN (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, pur nella comprensibile confusione, vorrei sottolineare un fatto. Nella votazione dell'emendamento 6.10, in tema di vaccini, hanno giustamente preso la parola due senatori del MoVimento 5 Stelle. Dico giustamente, perché il primo intervento era su una posizione, mentre il secondo, quello della senatrice Taverna, su un'altra. Poi, però, entrambi i senatori hanno votato allo stesso modo. Mi piacerebbe sapere come mai c'è stata questa divergenza, perché - altrimenti - l'impressione è di un artificioso modo di parlare, oppure - peggio - che vi sia stato un convincimento, di cui però non abbiamo avuto notizia. In altre parole, la senatrice, che ha manifestato la sua contrarietà all'emendamento, ha poi votato a favore. Non so se è un errore o una forma di coercizione, che si potrebbe temere viste le attenzioni di cui la collega è stata oggetto. FATTORI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FATTORI (M5S) . Signor Presidente, ho votato convintamente contro e proseguirò questa battaglia per tutta la legislatura, vi piaccia o meno. (Applausi dal Gruppo PD) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di lunedì 6 agosto 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica lunedì 6 agosto, alle ore 11, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,33) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (717) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE Art. 1. 1. È convertito in legge il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1. (Proroga di termini in materia di enti territoriali) 1. All'articolo 4, comma 6- bis, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, al primo e al terzo periodo, le parole «Per gli anni 2016 e 2017» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2016, 2017 e 2018». 2. Il mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali in scadenza tra la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e il 31 ottobre 2018 è prorogato fino a tale data, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, commi 65 e 69, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e le elezioni per il rinnovo delle cariche predette si tengono il 31 ottobre 2018, contestualmente alle elezioni del rispettivo consiglio provinciale o presidente di provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018. EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 1 ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 2. (Proroga di termini in materia di giustizia) 1. All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, le parole «dopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «dopo il 31 marzo 2019». 2. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 77, 78, 79 e 80, della legge 23 giugno 2017, n. 103, fatta salva l'eccezione di cui al comma 81 dello stesso articolo 1 per le persone che si trovano in stato di detenzione per i delitti ivi indicati, è sospesa dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 15 febbraio 2019. 3. All'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, le parole «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021», conseguentemente, il termine di cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n. 14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Ischia, è prorogato al 1º gennaio 2022. EMENDAMENTI ARTICOLO 3 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 3. (Proroga di termini in materia di ambiente) 1. Il termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie esotiche invasive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 230, iscritte nell'elenco dell'Unione alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, è prorogato al 31 agosto 2019. EMENDAMENTI EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 3 ARTICOLO 4 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 4. (Proroghe di termini in materia di infrastrutture) 1. All'articolo 1, comma 165, quarto periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «entro il 30 settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2019». 2. All'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, la parola «2018», ovunque presente, è sostituita dalla seguente: «2019». 3. Le disposizioni di cui all'articolo 39, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, relative all'obbligatorietà della patente nautica per la conduzione di unità aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due tempi, si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2019. EMENDAMENTI EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 4 ARTICOLO 5 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 5. (Proroga di termini in materia di politiche sociali) 1. All'articolo 10 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole «A decorrere dal 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal 2019»; b) al comma 3, primo periodo, le parole «è stabilita la data a partire dalla quale è possibile, in via sperimentale per un periodo di almeno sei mesi, accedere alla modalità di presentazione della DSU,» sono sostituite dalle seguenti: «è stabilita la data a partire dalla quale è possibile accedere alla modalità precompilata di presentazione della DSU, nonché la data a partire dalla quale è avviata una sperimentazione in materia,»; c) il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. A decorrere dal 1º gennaio 2019, la DSU ha validità dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto. In ciascun anno, a decorrere dal 2019, all'avvio del periodo di validità fissato al 1º settembre, i dati sui redditi e i patrimoni presenti in DSU sono aggiornati prendendo a riferimento l'anno precedente.». EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 5 ARTICOLO 6 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 6. (Proroga di termini in materia di istruzione e università) 1. Il termine previsto dall'articolo 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95, come modificato dall'articolo 4, comma 5- sexies, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, è prorogato al 31 ottobre 2018. 2. All'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, le parole «e 2017-2018» sono sostituite dalle seguenti: «, 2017-2018 e 2018-2019». 3. All'articolo 37, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64, le parole «dall'anno scolastico 2018/19» sono sostituite dalle seguenti: «dall'anno scolastico 2019/2020. La validità delle graduatorie vigenti per l'anno scolastico 2017/18 è prorogata per l'anno scolastico 2018/2019 per le assegnazioni temporanee di cui all'articolo 24 e per le destinazioni all'estero sui posti che si rendono disponibili nell'ambito dei contingenti di cui agli articoli 18, comma 1, e 35, comma 2». EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 6 Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 717 e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il provvedimento in titolo e i relativi emendamenti trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto riguarda il testo, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla seguente modifica: - all'articolo 2, comma 3, sia inserito, in fine, il seguente periodo: «Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Per quanto riguarda gli emendamenti, formula un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.2, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20 (limitatamente ai capoversi 2- bis e 2- ter ), 1.21 (limitatamente ai capoversi 2- bis e 2- ter ), 1.22, 1.24, 1.25, 1.26, 1.27 (limitatamente ai capoversi 2- bis e 2- ter ), 1.32, 1.33, 1.35, 1.36, 1.38 1.39, 1.50, 1.52, 1.54, 1.55, 1.56, 1.57, 1.58, 1.59, 1.60, 1.61, 1.66, 1.68, 1.69, 1.70, 1.70 (testo 2), 1.71, 1.72, 1.73, 1.74, 1.75, 1.76, 1.77, 9.178 (già 1.78), 9.179 (già 1.79), 1.80, 1.81, 1.85, 1.86, 1.87, 1.88, 1.89, 1.90, 1.92, 1.93, 1.94, 1.95, 1.96, 1.97, 1.98, 1.99, 1.100, 1.104, 1.105, 1.106, 1.107, 2.11, 2.21, 2.23, 2.25, 2.26, 3.12, 3.16, 3.19, 3.20, 3.0.1, 4.8, 4.8 (testo 2), 4.9, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.0.7, 4.0.8, 4.0.9, 4.0.10, 4.0.11, 4.0.12, 4.0.13, 4.0.14, 4.0.17, 4.0.18, 5.1, 5.3, 5.4, 5.5, 5.7, 5.8, 5.301, 5.0.1, 5.0.2, 5.0.3, 5.0.5, 5.0.6, 5.0.300, 6.6, 6.7, 1.680 (già 6.8), 1.690 (già 6.9), 6.14, 6.15, 6.16, 8.3, 8.4, 8.4 (testo 2), 8.6, 8.7, 8.13, 9.1, 9.4, 9.10, 9.11, 9.25, 9.98, 9.12, 9.13, 9.14, 9.15, 9.16, 9.17, 9.18, 9.19, 9.20, 9.21, 9.22, 9.23, 9.24, 9.26, 9.27, 9.28, 9.29, 9.30, 9.32, 9.33, 9.34, 9.35, 9.36, 9.37, 9.38, 9.39, 9.40, 9.41, 9.42, 9.43, 9.46, 9.47, 9.48, 9.49, 9.49 (testo 2), 9.50, 9.51, 9.52, 9.53, 9.54, 9.55, 9.56, 9.57, 9.58, 9.59, 9.60, 9.61, 9.62, 9.63, 9.64, 9.65, 9.66, 9.67, 9.68, 9.69, 9.70, 9.76, 9.77, 9.78, 9.80, 9.81, 9.82, 9.83, 9.84, 9.88, 9.90, 9.93, 9.94, 9.95, 9.97, 9.99, 9.100, 9.1000/1, 9.1000/2, 9.1000/3, 9.101, 9.102, 9.103, 9.104, 9.105, 9.106, 9.0.1, 9.0.3, 11.0.2, 11.0.5, 13.5, 13.0.1, 13.0.2, 13.0.3, 13.0.4, 13.0.5, 13.0.6, 13.0.7, 13.0.8, 13.0.10, 13.0.11, 13.0.13, 13.0.100 e 13.0.500 (testo 2)/2. Sull'emendamento 9.5, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 2- bis . Sull'emendamento 9.79, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione del comma 2- ter . Sull'emendamento 9.86, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione delle parole da: «conseguentemente» fino alla fine. Sull'emendamento 4.500, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del capoverso 3- bis con il seguente: «Nelle more dell'interlocuzione con la Commissione europea in ordine al modulo organizzativo per l'affidamento della concessione dell'infrastruttura autostradale A22 Brennero-Modena, all'articolo 13- bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, sono apportate le seguenti modificazioni: a ) al comma 3 le parole: «entro il 15 novembre di ciascun anno» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 15 dicembre di ciascun anno»; b ) al comma 4 le parole: «entro il 30 settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 novembre 2018». Sul subemendamento 13.0.500 (testo 2)/l, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento alla fine del comma 1 del seguente periodo: «Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Esprime un parere di semplice contrarietà sugli emendamenti 3.2, 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 6.3 (testo 2), limitatamente al comma 3- quinquies , 6.17 e 11.300. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti e subemendamenti. Testo integrale dell'intervento del senatore Collina nella discussione generale del disegno di legge n. 717 La 1 a Commissione ha esaminato, per le parti di competenza, legge di conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. L'uso dello strumento del decreto-legge ha costretto la Commissione ad esaminare il testo con termini molto brevi limitando enormemente la possibilità di sviluppare in commissione un dibattito approfondito sul senso e la funzionalità delle modifiche proposte. L'istruttoria legislativa in commissione ne esce così mortificata e fortemente limitata. Stupisce come le forze politiche dell'attuale maggioranza che avevano promesso - anche aderendo alla recente riforma del regolamento del Senato - una rinnovata centralità delle attività delle Commissioni, nel quadro di una ritrovata centralità dell'istituzione parlamentare nell'esercizio della funzione legislativa, stiano abusando senza alcun pudore della decretazione d'urgenza in palese violazione del dettato costituzionale. Chi nel recente passato si è ammantato del ruolo di difensore della Costituzione repubblicana contrastando proposte di revisione che promuovevano una maggiore rapidità del procedimento legislativo, oggi è intento ad affollare i lavori delle Camere di decreti legge in conversione in spregio alle prerogative del Parlamento sulla funzione legislativa. Nell'esaminare il decreto-legge emergono, inoltre, rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento, per l'assenza dei requisiti essenziali per l'uso dello strumento del decreto-legge indispensabili per il suo legittimo utilizzo. Non è, infatti, sufficiente la mera dichiarazione di necessità ed urgenza per giustificare l'adozione di un decreto-legge se, come nel provvedimento in esame, il contenuto del decreto risulta carente dei requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione. La Corte costituzionale nella sentenza n. 22 del 2012 ha chiaramente affermato che «i cosiddetti decreti "milleproroghe", che, con cadenza ormai annuale, vengono convertiti in legge dalle Camere, sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti - pur attinenti ad oggetti e materie diversi - che richiedono interventi regolatori di natura temporale». Inoltre: «Ove le discipline estranee alla ratio unitaria del decreto presentassero, secondo il giudizio politico del Governo, profili autonomi di necessità e urgenza, le stesse ben potrebbero essere contenute in atti normativi urgenti del potere esecutivo distinti e separati. Risulta invece in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti, a loro volta, eterogenei». Tale ultimo caso riguarda con tutta evidenza il presente decreto-legge che nella stessa relazione palesa l'eterogeneità delle sue finalità enumerando quali scopi del decreto: da un lato la garanzia della continuità, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e l'operatività di fondi a fini di sostegno agli investimenti; dall'altro la necessità di assicurare il completamento delle operazioni di trasformazioni societarie e di conclusione degli accordi di gruppo previste dalla normativa in materia di banche popolari e di banche di credito cooperativo. L'eterogeneità dei contenuti è d'altronde cresciuta in sede di esame parlamentare; gli argomenti affrontati sono, se possibile, stati ampliati. Gli emendamenti approvati sono stati infatti numerosi ed eterogenei, ed hanno ulteriormente complicato un quadro in cui è stata dimenticata anche la minima ratio unitaria tipica del cosiddetto decreto-milleproroghe, quella di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento. Un esempio che vale per tutti e che evidenzia l'intento di ampliare gli spazi di intervento del decreto ben oltre quanto sarebbe possibile: l'approvazione di un emendamento che procede a rimodulare gli spazi finanziari delle Regioni rispetto a quanto precedentemente previsto, senza oltretutto rispettare le consuete procedure di consultazione degli enti locali attraverso la Conferenza delle Regioni. Sul merito stesso del provvedimento emergono forti perplessità. L'articolo 1, comma 2, fissa al 31 ottobre 2018 la data per lo svolgimento delle elezioni provinciali e proroga il mandato dei Presidenti di Provincia e dei consiglieri provinciali in scadenza fino a tale data; prevede inoltre che, in tale quadro, abbiano luogo contestualmente le elezioni del rispettivo Consiglio provinciale o Presidente di Provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018. La disposizione in esame non tiene conto che ad oggi, le scadenze dei mandati provinciali sono le seguenti: 47 presidenti di Provincia scadono entro il mese di ottobre 2018, 12 Consigli provinciali entro il 31 ottobre 2018, 15 Consigli entro il 31 dicembre 2018, 43 consigli entro il gennaio 2019. L' election day proposto dal Governo non è realizzabile nella data del 31 ottobre, perché la maggior parte delle province (43) delle Regioni a statuto ordinario, in base alla disposizione introdotta, sarà costretta a convocare le elezioni per il rinnovo degli organi a ottobre (per il Presidente della Provincia) e a gennaio (per il Consiglio provinciale) con una evidente duplicazione di procedure e di costi. L'intervento emendativo in Commissione ha introdotto inoltre nuove deroghe alla disciplina vigente, consentendo ai sindaci della provincia il cui mandato scada non prima di dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni di candidarsi a Presidente della Provincia. La previsione dell' election day al 31 ottobre 2018 per le 15 province i cui consigli scadano entro il 31 dicembre 2018 comporta una interruzione anticipata del mandato che suscita gravi dubbi di costituzionalità, soprattutto perché esso non è giustificato da un più complessivo intervento di revisione della legge n. 56 del 2014. Tale situazione conferma pertanto la necessità di un intervento legislativo che superi l'attuale precarietà dell'assetto del governo provinciale per dare una prospettiva certa di riassetto della disciplina in materia e agli attuali organi provinciali che svolgono funzioni di rilievo nel contesto economico e sociale nei loro territori di riferimento. Tra le altre misure va ricordata quella che all'articolo 2 sospende fino al 15 febbraio 2019 l'efficacia delle disposizioni della legge n. 103 del 2017, con la quale sono state apportate modifiche alla disciplina della partecipazione al procedimento penale mediante videoconferenza, palesando l'incapacità dell'attuale esecutivo di intervenire tempestivamente laddove richiesti interventi di tipo tecnico. Un'incapacità che si traduce in un grave atteggiamento dilatorio che conduce a rinviare l'applicazione di disposizioni particolarmente rilevanti ai fini della celerità nell'acquisizione della prova testimoniale in procedimenti relativi a reati di particolare pericolosità sociale. L'articolo 3 proroga al 31 agosto 2019 il termine per la denuncia del possesso da parte dei proprietari, di animali da compagnia a scopo non commerciale appartenenti a specie esotiche invasive, ovvero specie originarie di altre regioni geografiche che possono rappresentare una minaccia per l'ambiente naturale nel quale vengono introdotte perché si insediano perfettamente nel nuovo habitat e producono una perdita di biodiversità. La relazione al decreto-legge giustifica tale proroga con la necessità di applicare al meglio il decreto legislativo n. 230 del 2017 che ha adeguato l'ordinamento nazionale al Regolamento dell'Unione europea n. 1143 del 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. A parte che non si comprende per quale motivo razionale la proroga del termine in questione potrebbe far "applicare con efficacia" la normativa europea e nazionale, ma addirittura affermare che i requisiti di "necessità e urgenza" siano rispettati perché il termine ultimo per la presentazione delle denunce scadrà il 13 agosto 2018 e di denunce nel frattempo ne sono giunte molto poche, significa non aver compreso cosa la Costituzione intenda con "necessità e urgenza" ed i motivi per cui tale previsione è contemplata nella nostra Carta fondamentale. L'articolo 10 proroga dal 30 aprile al 31 maggio 2019 il termine per la consegna delle opere previste nel piano degli interventi necessari al fine di assicurare la realizzazione dell'Universiade Napoli 2019. Individua, inoltre, nel Direttore dell'Agenzia regionale Universiade 2019 il Commissario straordinario per l'attuazione del piano degli interventi necessari allo svolgimento della manifestazione sportiva in oggetto. Dispone, infine, in ordine alla composizione della cabina di coordinamento per l'attuazione del piano. A questo riguardo non si può che segnalare che l'individuazione del Commissario straordinario non è certamente una proroga e risulta palesemente eterogenea rispetto al testo del decreto-legge incorrendo in quel vizio rilevato dalla Corte di estraneità rispetto alla supposta e dichiarata ratio unitaria del provvedimento in esame. Infine, ad ulteriore dimostrazione dell'eterogeneità del decreto, l'articolo 12 prevede il rifinanziamento del Fondo - istituito presso il Mediocredito centrale - per la concessione di contributi al pagamento degli interessi sui finanziamenti che gli istituti ed aziende ammessi ad operare con il Mediocredito stesso concedono per attività di sostegno all' export . Una norma, pur condivisibile nel merito, che in tutta evidenza non si configura come una proroga, bensì come un semplice rifinanziamento di un Fondo già esistente ed operativo che non contiene alcun adeguamento di termini in scadenza. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 717: sugli emendamenti 1.3 e 1.4, la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.10 (testo 2), i senatori Taverna e Turco avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.23 (testo 2 corretto), il senatore Pesco avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.85, la senatrice De Lucia avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 2.2, il senatore Grasso avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 3.15, identico all'emendamento 3.1104, la senatrice Evangelista avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 3.0.11, i senatori Errani, Lannutti e Pesco avrebbero voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.10, il senatore Trentacoste avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.500 (testo 2)/1, il senatore Pesco avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.0.15 (prima parte), i senatori De Petris, Errani e Grasso avrebbero voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.10, il senatore Trentacoste avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 4.11 (prima parte ), la senatrice Accoto avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 6.4, la senatrice De Lucia avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 6.0.1, identico all'emendamento 6.0.2, il senatore Di Piazza avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Alfieri, Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Bossi Umberto, Caliendo, Campari, Candiani, Cantu', Cattaneo, Cerno, Cioffi, Cirinna', Crimi, D'Arienzo, De Poli, Faggi, Giacobbe, Iwobi, Merlo, Messina Alfredo, Napolitano, Petrocelli, Pisani Giuseppe, Pittella, Renzi, Rizzotti, Ronzulli, Santangelo, Saviane, Serafini, Siri, Stefano e Tosato. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dello sviluppo economico Ministro del lavoro e delle politiche sociali Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (741) (presentato in data 02/08/2018) C.924 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Nastri Gaetano Istituzione dell'Osservatorio nazionale dei pendolari per la valutazione e la qualità dei servizi resi agli utenti del servizio di trasporto pubblico (742) (presentato in data 03/08/2018); senatori Nugnes Paola, Patuanelli Stefano Disposizioni in materia di valutazione dei costi della sicurezza sul lavoro (743) (presentato in data 03/08/2018). Disegni di Legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Pillon Simone ed altri Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità (735) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 03/08/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Zaffini Francesco Modifica alla legge 20 dicembre 2012, n. 238, per il sostegno e la valorizzazione della stagione lirica di Spoleto e dell'Umbria del Teatro Lirico Sperimentale "A. Belli" (505) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 03/08/2018); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni sen. Moronese Vilma Disposizioni per la diminuzione del divario digitale e la gestione dei nodi di interconnessione della rete internet (532) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 03/08/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanità sen. Boldrini Paola Disposizioni sui trattamenti diagnostici, terapeutici e assistenziali del tumore mammario metastatico (481) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 03/08/2018); In sede referente Commissioni 6ª e 11ª riunite Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dello sviluppo economico Ministro del lavoro e delle politiche sociali Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Ministro dell'economia e delle finanze Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (741) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanità), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.924 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 03/08/2018). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 1ª Commissione permanente Aff. costituzionali in data 02/08/2018 i senatori Collina Stefano, Parrini Dario, Cerno Tommaso hanno presentato la relazione 717-A/ bis di minoranza sul disegno di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative" (717) (presentato in data 25/07/2018) . Affari assegnati Sono deferiti alla 4 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento: l'affare "Prospettive dell' export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza" (Atto n. 56); l'affare "Prospettive di riforma della rappresentanza militare" (Atto n. 57). È deferito alla 11 a Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare "L'utilizzo delle metodologie di data mining per eseguire visite mediche di controllo ai lavoratori del settore pubblico" (Atto n. 58). Governo, trasmissione di atti Negli scorsi mesi di maggio e giugno 2018 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, difesa, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e trasporti, interno, del lavoro e delle politiche sociali, per l'esercizio finanziario 2018, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa. Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti. Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 3 agosto 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale (n. 37). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 17 settembre 2018. La 1ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 2 settembre 2018. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 3 agosto 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 83 e 91, della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per armonizzare la disciplina delle spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di spese per le prestazioni obbligatorie e funzionali alle operazioni di intercettazione (n. 38). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i pareri entro il 17 settembre 2018. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 3 agosto 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t) e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103 - lo schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario (n. 39). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito per l'espressione dei pareri alla 2ª Commissione permanente e, relativamente alle conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente. Le Commissioni 1ª e 12ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 31 luglio 2018, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali - CNPR per gli esercizi dal 2015 al 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 58); dell'Istituto Nazionale di Studi Romani, per l'esercizio 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 59); della Rete Autostrade Mediterranee per la logistica le infrastrutture ed i trasporti Società per Azioni (RAM Logistica Infrastrutture e Trasporti S.p.A.) per gli esercizi dal 2016 al 2017. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 60); di CONSAP - Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. per l'esercizio 2016. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 61). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettere in data 17, 18, 19 e 24 luglio 2018, ha inviato le seguenti deliberazioni: n. 11/2018/G - Relazione concernente "La gestione degli acquisti di beni e servizi da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero della salute". La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a , alla 8 a e alla 12 a Commissione permanente (Atto n. 52); n. 12/2018/G - "Linee guida per l'esercizio del controllo sulla gestione" - Aggiornamento. La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 53); n. 13/2018/G - Relazione concernente "Le risorse e le azioni per la didattica a favore degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali (anni 2012-2017)". (Atto n. 54). La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente; n. 14/2018/G - Relazione concernente "La scelta del 5 per mille dell'Irpef da parte dei contribuenti e l'audit dell'Agenzia delle entrate sui comportamenti degli intermediari". (Atto n. 55). La predetta deliberazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente. Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Ruspandini, Nastri, Totaro e Maffoni hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-00461 della senatrice Rauti ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 3 maggio al 3 agosto 2018) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 2 IANNONE: sull'assunzione degli idonei al concorso per vigili del fuoco indetto nel 2008 (4-00207) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) PEPE: sulla pericolosità della strada statale 407 Basentana, in provincia di Matera (4-00028) (risp. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti ) TOSATO: sulla mancata copertura assicurativa INAIL per il personale del comparto sicurezza (4-00039) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) Interpellanze Atto n. 2-00009 LANNUTTI PATUANELLI DI NICOLA PERILLI DRAGO MORRA LUPO GRASSI SILERI DONNO MININNO NOCERINO CASTELLONE PESCO FENU LEONE BOTTO Marco PELLEGRINI PIRRO PRESUTTO TURCO DELL'OLIO ACCOTO GIARRUSSO EVANGELISTA D'ANGELO LOMUTI CRUCIOLI CASTALDI DI PIAZZA ROMAGNOLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: in un articolo pubblicato il 26 luglio 2018 su "il Giornale" dal titolo "Il governo sale sull'Air Force: 'Tra i costi la Jacuzzi per Renzi'", e sottotitolato "Di Maio e Toninelli vanno a Fiumicino a visitare Airbus A340-500: 'Renzi voleva metterci la camera da letto'. E lui nega", Claudio Cartaldo informa in merito alla conferenza stampa per annunciare lo smantellamento del cosiddetto Air Force Renzi: «Di Maio e Toninelli, l'hanno fatta proprio dall' hangar dove è parcheggiato Airbus A340-500 a Fiumicino»; si legge inoltre: «A spiegare la motivazione di questa decisione è stato, in mattinata, il premier Giuseppe Conte. "Meno spreco di denaro pubblico, meno spese inutili", ha detto il presidente del Consiglio, "Il governo che presiedo da subito ha voluto dare segnali di forte cambiamento rispetto al passato. E in quest'ottica si inserisce la volontà di rescindere il contratto di leasing dell'aereo Airbus A340-500, acquistato in passato per i voli di Stato. Un impegno che avevo e avevamo assunto sin dal nostro insediamento, una decisione sacrosanta, tutt'altro che simbolica". Nel pomeriggio Toninelli e Di Maio si sono recati a Fiumicino per spiegare, in diretta Facebook, i dettagli dell'operazione (...). "Risolviamo il contratto senza penali risparmiando 108 milioni di euro che potremo riutilizzare", ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. "L'indignazione da cittadino italiano per quanto abbiamo alle spalle è enorme - ha continuato Toninelli - Siamo arrivati al governo da meno di due mesi, abbiamo recuperato i documenti secretati con cui è stato preso questo spreco". Per il grillino l'Airbus si tratta della "rappresentazione della vecchia politica e degli sprechi della vecchia politica". E spiegando come funzionava il contratto stipulato dal precedente governo (e ora stracciato). "Vale 25 milioni - ha detto Toninelli - e il governo Renzi ha stipulato un contratto con Etihad del valore totale di circa 150 milioni di euro, con un leasing di 96 rate (8 anni) che sarebbe terminato nel 2024", dopodiché l'aereo "sarebbe tornato a Etihad, e quindi all'emiro di Abu Dhabi". A detta del governo la rescissione del contratto con Ethiad non avrà penali. L'ex presidente del Consiglio, non appena pubblicata la notizia dell'addio all'Airbus, è andato all'attacco del governo definendo la storia del "suo" aereo come una "bufala". "Quell'aereo non era per me ma per le missioni internazionali delle imprese", ha detto su Twitter Renzi, "Io non ci ho mai messo piede. Di Maio ha scritto un decreto che licenzierà 80mila persone: parli di quello, non delle bufale". Toninelli e Di Maio, però, sono scesi nei particolari dell'arredamento atteso per quel velivolo di Stato. "Renzi - ha detto il ministro dei Trasporti - voleva metterci una camera da letto... Questo aereo è un flop industriale, ne hanno fatti solo 40 e non ne costruiscono più. Se non l'avessero dato a Renzi lo avrebbero rottamato. Con una lettera facciamo risparmiare 108 milioni di euro ai cittadini italiani". Ancor più duro Di Maio: "Abbiamo dovuto noleggiare questo hangar per tenerlo qua dentro a Fiumicino - ha detto - Oltre ai costi dell'aereo, oltre ai costi di manutenzione, oltre ai costi della jacuzzi per Matteo Renzi che finché non gliela installavano non lo poteva utilizzare, anche il garage in cui metterlo»; considerato che Carlo Di Foggia, in un articolo su "il Fatto Quotidiano" del 31 luglio dal titolo "Air Force Renzi, sul contratto ora indaga la Corte dei conti" e sottotitolato "La procura del Lazio ha aperto un fascicolo e delegato la Finanza, che chiederà la documentazione sull'accordo con Etihad e le spese. La difesa di Matteo su Facebook : 'Mai usato'", conferma che «Non c'è solo il governo ad aver puntato il famoso "Air Force Renzi". Anche la magistratura contabile vuole vederci chiaro sul gigantesco Airbus che l'ex premier volle a tutti i costi nonostante gli aerei già in dotazione per i voli di Stato. Lo scorso nove luglio - risulta al Fatto - la Procura contabile del Lazio ha aperto un fascicolo gestito direttamente dal procuratore, Andrea Lupi, che ha affidato la delega per le indagini alla Finanza. Le Fiamme Gialle chiederanno al Segretariato generale della Difesa e alle varie autorità la documentazione, dal contratto e dalle spese previste e già effettuate, e sentiranno i dirigenti coinvolti. La vicenda è nota. Giovedì scorso il Governo ha deciso di disdire il contratto con Etihad, la compagnia emiratina che tre anni fa il Governo Renzi indicò come la salvatrice di Alitalia; partita finita malissimo con il vettore di Abu Dhabi fuggito dopo aver fatto alcuni ottimi affari. A inizio luglio, il Fatto ha rivelato il documento, un accordo che vede Alitalia come tramite tra gli arabi e il segretariato generale della Difesa. Il valore complessivo è di 144 milioni di euro, suddivisi in 5 lotti. Il più importante (lotto 1) è il leasing, cioè l'affitto: 70 milioni di euro suddivisi in 96 rate, in parte già versate, di cui 25 milioni come una tantum al momento della firma. Poi ci sono la manutenzione (31,7 milioni), le operazioni di supporto all'handling e il mantenimento in un gigantesco hangar a Fiumicino (troppo grande il velivolo per parcheggiarlo a Ciampino come gli altri aerei di Stato) pari a 12,5 milioni; e il "training", cioè l'addestramento per i piloti (4 milioni). Infine la riconfigurazione Vip del jet con una previsione di spesa di 20 milioni di dollari per allestire la sala riunioni, la cabina doccia, le camere, finora però mai effettuata perché, saltato Renzi, nessuno se l'è sentita di dare l'avvio ai lavori. Secondo il governo disdire il contratto porterà a un risparmio di 108 milioni, ma la cifra sarà ben più bassa, circa 70 milioni, visto che il contratto contiene una clausola che prevede il pagamento integrale del leasing anche in caso di disdetta. La scelta di affittare da Etihad l'Airubus 340-500 ha provocato da subito polemiche feroci. In primis perché si tratta di un velivolo con una pessima storia commerciale, visto che Airbus ha deciso di interromperne la produzione nel 2010 dopo averne venduto solo 40 esemplari. L'ultimo modello è stato venduto per 27 milioni di dollari, meno dell'una tantum versata dal governo italiano per un aereo che, alla fine degli 8 anni del contratto, sarebbe dovuto comunque tornare alla compagnia emiratina, che lo aveva ritirato dal servizio nell'ottobre 2015, dopo meno di dieci anni di attività. La scelta del governo Renzi è stata insomma provvidenziale per evitare che il gigantesco quadrimotore, 300 posti passeggero, restasse a terra troppo a lungo. "Non l'ho mai usato, non era per me", si è difeso Renzi. Ieri l'ha ribadito in una diretta su Facebook, con tanto di modellino, in cui ha annunciato che querelerà la senatrice M5s Giulia Lupo, rea di aver detto "Chissà che interessi aveva Renzi nei Paesi arabi". "L'aereo era un mezzo a servizio delle politiche di rilancio dell'expo, serviva per portare gli industriali nei viaggi col ministero dello Sviluppo - ha spiegato l'ex premier - Si sarebbe ripagato dei costi perché si sarebbe fatto un business plan con un contributo da chiedere agli imprenditori, facendogli occupare due terzi dei posti disponibili". Sulla scelta del modello s'è limitato a una frase anodina: "È stato individuato con procedure definite dai tecnici, per far questo ci sono dirigenti pagati…". Spetterà ai pm contabili verificare se ci sono eventuali profili di danno erariale, oltre le insindacabili scelte discrezionali della politica», si chiede di sapere: se il Governo abbia avviato le procedure per la rescissione del contratto, a giudizio degli interpellanti faraonico, il cui valore complessivo pari a 144 milioni di euro, suddivisi in 5 lotti, non abbia rappresentato uno sperpero di pubblico denaro, ed in tal caso se non debba affidare all'Avvocatura dello Stato la costituzione davanti la Corte dei conti per danno erariale; se la scelta di dotarsi di un velivolo con una pessima storia commerciale non abbia sussidiato Etihad per scopi e finalità poco chiari e trasparenti; se non ritenga che la difesa dell'ex Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Renzi, il quale minaccia querela (che potrebbe, a giudizio degli interpellanti, integrare ipotesi di lite temeraria), affermando di non averlo mai usato, non per lui ma un mezzo a servizio delle politiche di rilancio dell'Expo, rappresenti un'aggravante di condotte tese a sperperare fondi pubblici per favorire interessi di privati; quali misure urgenti intenda attivare, sia per impedire uno sperpero di fondi pubblici che per monitorare analoghe situazioni di gestione poco oculata delle risorse statali, che hanno prodotto un abnorme aumento del debito pubblico, pari a 220 miliardi di euro dal febbraio 2014, data di insediamento del Governo Renzi, attestato a 2.327 miliardi di euro con il Governo Gentiloni, al ritmo di 3,4 miliardi di euro al mese. Interrogazioni Atto n. 3-00164 ROSSOMANDO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la Comital SpA e la Lamalu di Volpiano (Torino), aziende nata dalla cessione di ramo d'azienda da parte di Cuki ai francesi del gruppo Lamalu, attive nello stesso sito nella produzione di laminati di alluminio per i settori farmaceutico e alimentare, stanno vivendo un momento di profonda crisi dopo che il gruppo Lamalu ha annunciato, nel luglio 2017, la cessazione della produzione e ha aperto una procedura di licenziamento per gli oltre 100 lavoratori della fabbrica; dopo l'annuncio della chiusura della fabbrica, la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati ha portato al ritiro dei licenziamenti e all'accesso per i lavoratori alla cassa integrazione straordinaria fino a novembre 2018; le istituzioni locali e i sindacati hanno intanto aperto una trattativa con la proprietà dell'azienda al fine di individuare una soluzione che evitasse il fallimento, per la salvaguardia di una realtà produttiva molto importante del territorio e per la tutela dei posti di lavoro; il 6 giugno 2018, come si apprende dalla stampa, sono scaduti i termini per la presentazione del concordato preventivo e, non essendo stata presentata alcuna proposta di acquisto, il 19 giugno il Tribunale di Ivrea ha dichiarato il fallimento di Comital e Lamalu, rigettando anche la richiesta avanzata dai sindacati di continuità produttiva; gli oltre 100 lavoratori della fabbrica si trovano pertanto di fronte ad un futuro drammatico ed incerto poiché, con la dichiarazione di fallimento senza continuità produttiva, è decaduta anche la cassa integrazione straordinaria in essere fino a novembre 2018. I lavoratori si trovano quindi, in questo momento, senza stipendio e senza cassa integrazione; i tentativi del curatore fallimentare di trovare un nuovo acquirente sono ulteriormente complicati dal fatto che, oltre alle due aziende, Comital e Lamalu, create al momento dell'acquisizione, i francesi di Lamalu avevano restituito i macchinari per la produzione ad una società terza, dalla quale Comital e Lamalu li avevano affittati per svolgere la produzione e si dovrebbe quindi tentare di rimettere insieme le tre società per favorire l'ingresso di un potenziale nuovo acquirente; il 29 giugno si è svolta una manifestazione di sostegno ai lavoratori Comital davanti ai cancelli della fabbrica, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni nazionali, delle amministrazioni locali e dei sindacati, per esprimere vicinanza ai lavoratori e la ferma volontà di individuare urgenti soluzioni per mantenere in vita questa importante realtà produttiva e salvaguardare il livello occupazionale, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda porre in atto al fine di individuare una soluzione per scongiurare il fallimento della Comital SpA e Lamalu di Volpiano e per la salvaguardia dell'occupazione degli oltre 100 lavoratori della fabbrica. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00163 BINETTI Ai Ministri della difesa e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: dopo 11 anni, l'ispettrice nazionale Sorella Mila Brachetti Peretti ha passato il testimone alla sua segretaria generale Sorella Monica Dialuce Gambino. La cerimonia di "passaggio delle consegne" è avvenuta il 29 ottobre 2014, presso il comitato centrale CRI, alla presenza del sottosegretario di Stato per la Difesa, Domenico Rossi, del capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Claudio Graziano e del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, dottor Francesco Rocca; l'ispettrice nazionale Sorella Mila Peretti, nel momento del cambio della guardia, si è detta felice e soddisfatta per la nomina di Sorella Monica Dialuce Gambino, "l'unica che potesse ricoprire questa carica; competente in ogni campo, si è distinta in tutti gli incarichi che ha assolto portandoli a compimento con successo; una nomina che ha incontrato il consenso unanime di tutte le Sorelle d'Italia nelle nostre "primarie" e con la quale per undici anni abbiamo lavorato all'unisono"; Sorella Monica Dialuce Gambino, nuova ispettrice nazionale, ha conseguito il diploma di infermiera volontaria nel 1982 ed ha preso parte a tutti i più importanti eventi formativi e operativi, che hanno visto protagoniste le infermiere volontarie della Croce rossa italiana negli ultimi 20 anni. È stata vice ispettrice nazionale nell'anno 2003 e dall'anno seguente ha assunto e mantenuto la carica di segretaria generale del Corpo delle infermiere volontarie della Croce rossa; l'attività delle infermiere volontarie della Croce rossa italiana, come è noto, si svolge senza sosta in Italia e all'estero. Oltre al contributo del Corpo per l'assistenza sanitaria nelle missioni operative e nelle esercitazioni delle forze armate, di rilievo è l'impegno sempre "in prima linea". Sono 12.000 le crocerossine italiane: adeguatamente preparate, conosciute e stimate nel mondo intero per competenza e disponibilità; in questi giorni, però, si sono verificati degli eventi incresciosi di particolare gravità, che testimoniano il clima di tensione all'interno della Croce rossa italiana e che vedrebbe Sorella Monica Dialuce Gambino vittima di una profonda ingiustizia. Nell'ambito delle sue competenze personali e in un momento di particolare delicatezza, nel quale si prepara allo scadere del suo mandato di ispettrice nazionale, ha voluto raccogliere una documentazione relativa allo stato dell'arte della CRI, partendo da una serie di situazioni altamente problematiche, ma già rese note dalla stampa, facilmente reperibili su tutti i canali web e social network ed evidenziati anche nel corso di alcuni iter normativi, in parte ancora in atto; l'ispettrice nazionale nella preparazione di questa documentazione ha avuto il supporto di alcune delle sue collaboratrici, che hanno predisposto il materiale in 4 buste chiuse, identiche e perfettamente sigillate, lasciate alla sua attenzione nel suo ufficio chiuso a chiave venerdì 27 luglio 2018; lunedì 30 luglio 2018, però, è stato constatato, con grande sconcerto, l'ammanco di tutte le buste e l'apertura di altra posta personale, che però non è stata prelevata. Di tale grave fatto Sorella Monica Dialuce Gambino ha immediatamente esposto regolare denuncia, sia per sottrazione di posta personale, sia per l'incursione nel suo studio ad opera di presunti estranei. Successivamente alla denuncia, nella stessa giornata, l'ispettrice nazionale è stata convocata dal presidente nazionale, Francesco Rocca; durante l'incontro, avvenuto nella giornata di martedì 31 luglio lo stesso dottor Rocca affermava di essere stato lui stesso a disporre la sottrazione delle buste dall'ufficio dell'ispettrice nazionale, con un atto a parere dell'interrogante di inaudita invadenza e senza aver dato alcun previo avviso all'ispettrice nel rispetto, sia del suo ruolo di capo di Corpo, che di responsabile dell'ufficio stesso; il presidente ha detto di aver agito sull'onda del sospetto che la documentazione potesse risultare lesiva per la sua persona e per la stessa CRI, vantando un presunto potere di procedere all'ispezione; in realtà, in conseguenza di quanto accaduto, la stessa Sorella Monica Dialuce Gambino non ha mai potuto vedere cosa contenessero le buste confezionate dalle sue collaboratrici e lasciate nel suo ufficio, per cui ne può solo immaginare il contenuto, probabilmente nella linea dei menzionati approfondimenti sull'ente in cui lavora, ma senza poterne avere certezza; il presidente Rocca, invece è in possesso di questo materiale che riguarda le attività della CRI svolte sotto la sua presidenza, e ha sollecitato l'ispettrice nazionale a rassegnare le dimissioni in anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato e a fronte di tale gesto avrebbe garantito la definizione bonaria della situazione in atto. Avendo, però, ricevuto una legittima risposta negativa, il giorno successivo, il Presidente ha dato disposizioni al segretario generale, dottor Flavio Ronzi, di emettere due provvedimenti con immediata esecutività; con il primo si concede l'accesso agli uffici dell'Ispettorato nazionale esclusivamente all'ispettrice nazionale, alla vice ispettrice nazionale, alla segretaria generale e a tutto il personale dipendente dell'associazione in servizio presso gli uffici di via Toscana. Con ciò interdicendolo di fatto a chiunque altro non abbia preventivamente richiesto, con dettagliata motivazione, la sua autorizzazione; con il secondo si dispone che ogni richiesta proveniente dal Corpo delle infermiere volontarie o comunque riguardante il Corpo stesso deve essere vagliata e ricevere preventiva autorizzazione da parte del presidente nazionale o del vice presidente nazionale. Nello specifico, devono esser autorizzate tutte le attività che comportino oneri a valere sui fondi destinati al Corpo infermiere volontarie: missioni, trasferte o missioni del personale, utilizzo dei veicoli CRI, mobilitazione di risorse strumentali, eccetera; di fatto il Presidente, con tali provvedimenti, che si aggiungono a quelli già in atto, ha interdetto all'ispettrice nazionale l'esercizio delle sue funzioni. Ora è noto che, comunque, il ruolo dell'ispettrice nazionale delle infermiere volontarie della CRI gode di ampi margini di autonomia e si svolge sotto il diretto patronato del Presidente della Repubblica; in ultimo, nella giornata di giovedì 2 agosto 2018, è stato emesso un terzo provvedimento, sempre a firma del segretario generale, dottor Flavio Ronzi, con oggetto "Rilascio locali Ente Strumentale e conseguenti procedure di trasferimento". Con lo stesso s'intende ottenere: la raccolta e catalogazione anche in formato elettronico di tutta la documentazione presente presso gli uffici dell'Ispettorato infermiere volontarie, entro il 17 agosto 20018 e successivo trasferimento presso gli spazi della Caserma Pierantoni; operazioni di rilascio dei locali di via Toscana, di trasferimento degli arredi, allestimento e predisposizione dei locali presso la caserma Pierantoni, da concludersi entro il mese di settembre, si chiede di sapere: come i Ministri in indirizzo intendano tutelare la dignità, l'autonomia e lo stesso ruolo dell'ispettrice nazionale Sorella Monica Dialuce Gambino davanti a fatti che comunque evidenziano una appropriazione indebita della sua posta personale, prima ancora che professionale, sottratti a giudizio dell'interrogante con abuso di potere e ingerenza nel suo stesso ufficio; se ritengano di intervenire in merito ai fatti descritti, raccolti e contenuti nei dossier , che evidenziano aree di ambiguità nella gestione dell'ente stesso, ed in caso affermativo come evitare il ripetersi episodi di questo tenore. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00462 AIMI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da fonti stampa si apprende di numerosi episodi criminosi verificatisi nella frazione di Montale, nel comune di Castelnuovo Rangone (Modena), dove, nei giorni scorsi, una banda di criminali ha preso d'assalto almeno 4 ville; i residenti, sempre a mezzo stampa, hanno riportato una dinamica dei fatti particolarmente preoccupante: la banda non si sarebbe curata degli allarmi, né dell'evidente presenza di persone negli appartamenti e avrebbe continuato ad agire indisturbata. Non si esclude nemmeno che i malviventi avessero monitorato le abitudini delle diverse famiglie nei giorni precedenti; tali episodi, ad avviso dell'interrogante, devono essere considerati con grandissima severità di giudizio. Non è la prima volta, infatti, che nel nostro Paese gli assalti alle ville, da parte di bande più o meno organizzate, destano preoccupazione e mettono in allarme interi quartieri o aree cittadine. Alcuni di questi episodi si sono conclusi anche in modo tragico, come purtroppo fonti stampa nel tempo hanno riferito; ciò che sembra emergere è il fatto che i malviventi siano completamente privi di scrupoli e agiscano anche in presenza di elementi di disturbo e con particolare freddezza: ciò indubbiamente crea notevole allarme sociale tra la popolazione, in particolare nelle piccole frazioni e comunità, come quella di Montale, dove i residenti si aspettano di poter vivere in tranquillità, lontani dai problemi di sicurezza tipici delle grandi città; in realtà, anche nei piccoli centri, si stanno verificando da tempo episodi criminosi evidentemente preoccupanti come quelli descritti. Le forze dell'ordine, sempre impegnate al massimo nel contrasto ai reati predatori, devono essere messe, anche in questi territori di provincia, nelle condizioni di lavorare al meglio, con una maggiore e migliore dotazione di mezzi e di tecnologie oltre che di uomini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto accaduto; se disponga di informazioni relative all'episodio e di eventuali sviluppi della vicenda in relazione alle indagini avviate; se intenda altresì procedere, per quanto di competenza, ad una verifica puntuale volta ad accertare la necessità di potenziare il presidio delle forze dell'ordine nel comune di Castelnuovo Rangone e in particolare nella frazione di Montale, sia in termini di organico, che di dotazione di mezzi e di tecnologie, per contrastare fenomeni di criminalità comune, che stanno diventando particolarmente preoccupanti anche nelle piccole comunità. Atto n. 4-00463 GAUDIANO GRASSI LOMUTI LANZI BOTTO AGOSTINELLI FERRARA AIROLA LUCIDI ORTOLANI PUGLIA VACCARO DE LUCIA CORRADO MARILOTTI QUARTO MORONESE CROATTI DESSI' CORBETTA RICCIARDI LA MURA RICCARDI LEONE DE BONIS DI PIAZZA DRAGO ANASTASI CASTELLONE Giuseppe PISANI CAMPAGNA AUDDINO ANGRISANI MATRISCIANO EVANGELISTA Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: presso la Regione Campania lavorano 3.920 addetti con mansioni di idraulici forestali, tra cui 183 assunti a tempo indeterminato (OTI) che afferiscono direttamente alla stessa (le altre unità afferiscono agli enti delegati, ossia Province, Città metropolitane e Comunità montane); i suddetti lavoratori operanti presso le foreste demaniali e i vivai della Regione versano in una situazione di grave difficoltà economica, a causa dei reiterati ritardi nel pagamento degli stipendi; in particolare, i 183 OTI non percepirebbero la dovuta remunerazione dal mese di dicembre 2017; considerato che: in data 29 marzo 2017, l'VIII Commissione consiliare permanente ha approvato, ai sensi dell'art. 123 del regolamento interno del Consiglio regionale, una risoluzione di indirizzo in ordine alla problematica degli idraulici forestali in servizio presso i vivai forestali; con la risoluzione, la Commissione ha impegnato la Giunta regionale a disporre con urgenza interventi finalizzati a dare risposte concrete alle richieste dei 183 lavoratori dei vivai forestali e procedere alla loro assunzione nei ruoli della Regione e a sollecitare il percorso avviato in Consiglio regionale nella redazione della riforma della forestazione e tutela del patrimonio boschivo, definendo un piano di interventi finalizzati alla riorganizzazione del settore con l'obiettivo di rendere efficiente la gestione del patrimonio forestale e vivaistico della Regione stessa; considerato inoltre che a parere degli interroganti è necessario attivarsi, in conformità all'indirizzo espresso dalla Commissione consiliare permanente, con la massima urgenza per garantire ai suddetti lavoratori il trattamento economico arretrato e futuro, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi presso le opportune sedi di competenza, affinché sia garantito il pagamento delle mensilità arretrate ai 183 lavoratori a tempo indeterminato, nonché assicurata la puntuale erogazione degli stipendi; se non ritengano che sia auspicabile un piano di rafforzamento del suddetto organico nella prospettiva di migliorare e potenziare il servizio di manutenzione e valorizzazione del patrimonio forestale e demaniale che rappresenta per la Campania non solo un importante attrattore turistico, ma il volano per lo sviluppo del comparto enogastronomico, sicuramente punto di forza dell'economia della regione. Atto n. 4-00464 LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante: diversi anni fa nella zona Pip (piano insediamento produttivo) dei Comuni di Carpinone, Pettoranello del Molise e Pesche, in provincia di Isernia, veniva realizzato un grande depuratore consortile che, nelle intenzioni della Regione Molise, doveva servire i tre Comuni. Al riguardo furono spesi ingenti capitali (circa 7,5 miliardi di lire); una volta terminati i lavori, fu formata una società consortile, la Carpino Ecologica Srl, a capitale pubblico-privato per la gestione del depuratore, alla quale partecipavano anche i tre Comuni interessati, investendo il 20 per cento delle quote ciascuno, mentre il restante 40 per cento era capitale privato; il depuratore aveva la capacità di smaltimento giornaliero di circa 4.000 metri cubi di reflui e l'autorizzazione allo scarico degli stessi; a seguito dell'entrata in funzione del depuratore, nella zona sono iniziate subito le problematiche ambientali. Gli abitanti lamentavano strane lacrimazioni e esalazioni fetide e assistevano a un proliferare di autobotti provenienti da fuori regione, che facevano la fila per scaricare liquami nel depuratore; considerato che: da una delibera del commissario prefettizio del Comune di Isernia (n. 57 del 25 maggio 2013), capofila per i fondi Pisu (programma integrato di sviluppo urbano) dell'Unione dei Comuni sarebbe emerso: «Questa opera, come risulta dalla documentazione messa a disposizione dall'Unione dei Comuni della Pentria, non risulta eseguita a regola d'arte, presenta problemi di allagamento ed al suo interno sono stati depositati rifiuti speciali e pericolosi di varia natura, che costituiscono un pericolo per l'ambiente ed in particolare per il fiume Carpino e per tutto il territorio a valle dello stesso, che coinvolge i fiumi Cavaliere e il Volturno, e per tutto l'intero territorio dei comuni appartenenti al Pisu di Isernia»; da una relazione tecnica dell'Assessorato per l'ambiente della Regione Molise, datata 29 ottobre 2003, prot. n. 6060, emessa in risposta a un'interrogazione del consigliere regionale Italo Di Sabato, si apprenderebbe che: su richiesta della società consortile, la Regione Molise autorizzò, con determina dirigenziale n. 128 dell'11 novembre 2002, la società al trattamento di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da insediamenti esterni per un massimo di 750 metri cubi giornalieri; con successiva determina dirigenziale (n. 4 del 9 gennaio 2003), la Regione Molise autorizzava la Carpino Ecologica Srl anche al trattamento di alcuni rifiuti pericolosi, limitatamente a quelli con caratterizzati da elevata biodegradabilità, con rapporto BOD5/COD maggiore di 0,8 per un massimo di 25 metri cubi giornalieri; dalla suddetta relazione dell'Assessorato, si evidenzia che, da un controllo tecnico effettuato da Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) e Carabinieri, il funzionario addetto alla gestione avrebbe acquisito e sottoposto a trattamento rifiuti non corrispondenti alla definizione di codice CER 07.07.01 autorizzato, aventi caratteristiche e requisiti del tutto diversi da quelli prescritti. Le operazioni di trattamento e di stoccaggio di tali rifiuti avrebbero provocato gravi inconvenienti ambientali per la presenza di inquinanti pericolosi non previsti dalle autorizzazioni, determinando disfunzioni nel processo di depurazione. In altre parole, intorno a quel depuratore sarebbe stato accertato un traffico irregolare di rifiuti pericolosi provenienti da fuori regione, anche da siti industriali della provincia di Venezia, occultando, senza registrarle negli appositi registri, tutte le operazioni di scarico; a seguito delle gravissime disfunzioni e sospetti di traffico illecito di rifiuti pericolosi, la Regione Molise revocava le autorizzazioni alla Carpino Ecologica Srl, diffidandola a chiedere nuova autorizzazione per rimuovere e smaltire in altro sito autorizzato tutti i rifiuti pericolosi irregolarmente stoccati; successivamente, veniva aperta un'inchiesta dalla Procura di Isernia che rilevava in capo ai responsabili legali della Carpino Ecologica Srl (gestore dell'impianto di Cava dei Tirreni) gravi irregolarità evidenziate dall'Arpa per il traffico irregolare di rifiuti pericolosi effettuato tramite autobotti provenienti da fuori regione; considerato altresì che, risulta all'interrogante: uno dei responsabili legali sarebbe coinvolto in un'altra inchiesta giudiziaria in provincia di Benevento, per la mancata bonifica della discarica di Calvi; il Comune di Pettoranello sarebbe coinvolto in una vicenda giudiziaria, che riguarda la mancanza di depurazione di acque fognarie in contrada Cacchieto Mulino a ridosso della sua zona Pip, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda valutare, oltre alla bonifica del depuratore consortile, il risanamento ambientale della zona in ambito Pisu, da definire con uno studio di fattibilità per la riqualificazione ambientale riferita ai letti fluviali interessati; quali urgenti provvedimenti intenda adottare per scongiurare un disastro ambientale, per i fiumi Sordo e Carpino, dovuto ai rifiuti pericolosi stipati da anni nel depuratore consortile di Carpinone, per cui occorrerebbero all'incirca 700.000 euro per la bonifica a carico della comunità, mentre chi ha provocato il disastro e l'accumulo illecito di rifiuti pericolosi avrebbe lucrato, intascando le somme del traffico illegale non quantificabili per la mancata tenuta dolosa dei registri di scarico; quali iniziative di competenza intenda assumere affinché siano verificate le responsabilità della Regione Molise, della Provincia di Isernia, dei Comuni interessati e, soprattutto, dell'amministratore delegato della società Carpino Ecologica Srl; se, visto lo stato di totale abbandono in cui versa attualmente il depuratore di Carpinone, intenda attivarsi presso le sedi di competenza affinché sia verificato dove scaricano attualmente i reflui fognari rispettivamente: il Comune di Carpinone e la sua zona Pip; il Comune di Pesche Bassa e la sua zona Pip; il Comune di Pettoranello e la sua zona industriale. Atto n. 4-00465 PAROLI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: da fonti di stampa si è appresa la notizia di un procedimento penale scaturito dall'iniziativa di alcuni agenti zoofili della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) muniti di decreto emesso dalla Prefettura per il sequestro penale all'interno di un'azienda faunistico venatoria di una "trappola Corbeau", consistente in una gabbia nella quale i corvidi (corvi, gazze) possono entrare, ma non uscire; a seguito del sequestro, è stato avviato un processo promosso dinnanzi al Tribunale di Parma, nei confronti di un anziano signore; il processo si è concluso il 19 gennaio 2018 con la sentenza n. 37 del 2018 emessa dal Tribunale di Parma, nella persona del magistrato dottoressa Maria Cristina Sarli, che ha sentenziato l'assoluzione per l'anziano signore in quanto "il fatto non sussiste", dissequestrando e restituendo al titolare quanto sottoposto a vincolo reale; nel procedimento sia "istruttorio" che "dibattimentale", sembrerebbero essersi riscontrate anomalie sulle prerogative degli agenti zoofili che si sarebbero arrogati funzioni proprie della Polizia giudiziaria, disponendo un sequestro penale, sequestro che esula dal campo degli animali di affezione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; se la notizia apparsa su "la Gazzetta dell'Emilia" risponda al vero e, in caso affermativo, se gli agenti che hanno operato il sequestro penale fossero provvisti del decreto da parte della Prefettura competente; se sia mutata la disciplina delle competenze delle guardie volontarie zoofile, che in passato potevano esercitare la loro attività di carattere investigativo solo nell'ambito della tutela degli animali di affezione; come si collochi la circolare n. 557/PAS/U/009889/10089.D.GG del 28 giugno 2017, che definisce le competenze delle guardie volontarie, nella quale si evidenzia che la vigilanza zoofila "può essere svolta da guardie giurate nominate con decreto prefettizio ai sensi dell'art. 6, comma 2, della legge 189/2004", limitatamente al campo di applicazione previsto da quella legge; se i Ministri non ritengano opportuno, ciascuno per le proprie competenze, promuovere un'indagine volta ad accertare eventuali violazioni di legge. Atto n. 4-00466 MAFFONI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: molti sindaci dei paesi montani, ed in particolar modo della valle Camonica, situata in provincia di Brescia, lamentano difficoltà nella ricezione dei canali RAI, il cui segnale è debole o addirittura assente in alcune zone; il diritto di accedere all'informazione pubblica da parte di ogni cittadino deve essere garantito, a maggior ragione alle popolazioni residenti nelle aree interne; la recente riforma contenuta nella legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità per il 2016) ha stabilito che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato verrà rateizzato nella bolletta elettrica e che il canone viene pagato da ciascun cliente intestatario di un'utenza di energia elettrica nell'abitazione di residenza; attraverso il maggior gettito ottenuto con l'inserimento dell'imposta nella bolletta elettrica sarebbe opportuno potenziare il segnale specie nelle zone montane, si chiede di sapere quali azioni, nell'ambito delle proprie attribuzioni, il Ministro in indirizzo voglia intraprendere nel breve periodo nelle zone descritte per ottenere la copertura del servizio. Atto n. 4-00467 PEROSINO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: con ordinanza sottoscritta dai sindaci dei comuni francesi di Breil, André Ipert, e di Fontan, Philippe Oudot, adottata il 23 gennaio 2017, veniva interdetto il transito nei centri abitati delle due località ai mezzi di grandi dimensioni; in particolare, con l'ordinanza n. 6/2017, per ragioni di sicurezza e di salvaguardia delle infrastrutture che insistono al di sotto della strada dipartimentale 6204 della valle Roya, veniva vietato il traffico ai mezzi di peso superiore alle 19 tonnellate o di grosso ingombro nei centri abitati delle loro due località, con la conseguente chiusura al traffico lungo la strada dipartimentale del Tenda per questi mezzi; la Prefettura delle Alpi marittime non validava, però, il provvedimento, valutando un eccesso di potere da parte dei due sindaci, demandando la questione al Tribunale amministrativo di Nizza; con la sentenza del Tribunale amministrativo di Nizza, veniva sospeso il provvedimento, non per un abuso di potere, ma perché non sottoscritto da tutti i sindaci interessati al transito lungo la strada; veniva, quindi, emessa una nuova ordinanza intercomunale n. 2017/01, sottoscritta il 1° settembre 2017 dai primi cittadini di Breil, Fontan, Tende, Saorge e La Brigue e non solo dai primi due, come per la prima ordinanza; tale ordinanza interessa i tir superiori alle 19 tonnellate, che dalla val Vermenagna ogni giorno imboccano la strada statale 20 del col di Tenda diretti verso il mare, vietando il transito fra il tunnel e la frontiera di Fanghetto, ma non per chi serve il lato francese della vallata; si tratta di un provvedimento che penalizza un'arteria di comunicazione strategica per l'Italia, e crea forti disagi, nonché una situazione di grave incertezza agli operatori economici; l'ordinanza, tra l'altro, non vieta ai mezzi francesi il transito, creando così una situazione palesemente discriminante per i mezzi italiani; a parere dell'interrogante sarebbe opportuno e urgente che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intervenisse al fine di tutelare gli autotrasportatori italiani penalizzati da un provvedimento ingiusto e discriminatorio, attraverso la predisposizione di un tavolo tecnico e diplomatico con la parte francese, sebbene la strada sia dipartimentale e non statale; si potrebbe, altresì, valutare l'adozione da parte di ANAS, unica competente a tale atto, di un analogo provvedimento che ponga il divieto di percorrenza sulla tratta italiana per i tir francesi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale problematica e quali iniziative intenda adottare al fine di tutelare gli autotrasportatori italiani penalizzati da un provvedimento ingiusto e discriminatorio; se intenda convocare un tavolo tecnico con le autorità francesi e se, in attesa della risoluzione positiva della vicenda, non ritenga di interdire il transito dei tir francesi sulla tratta italiana della strada della valle Roya. Atto n. 4-00468 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: l'agricoltura sociale è una pratica che, attraverso iniziative promosse in ambito agricolo e alimentare da aziende agricole e cooperative sociali, mira al reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità e, al contempo, a produrre beni; da un comunicato stampa del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (CNCA), si apprende che diverse organizzazioni del settore (Confagricoltura, Cia, Copagri, Forum nazionale agricoltura sociale, Rete delle fattorie sociali, CNCA, Capodarco e Legambiente) hanno scritto una lettera al Ministro in indirizzo per sollecitare la sua attenzione sull'agricoltura sociale; le organizzazioni di categoria segnalano un'indagine conoscitiva del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), realizzata in collaborazione con la Rete rurale sull'agricoltura sociale, che ha messo in evidenza come negli ultimi 5 anni si sia assistito a una forte crescita del settore, anche grazie agli investimenti per oltre 21 milioni di euro, con attività di inserimento socio-lavorativo in favore delle fasce deboli della popolazione (disabili, disoccupati, detenuti, immigrati); considerato che: con la legge 18 agosto 2015, n. 141, recante "Disposizioni in materia di agricoltura sociale", è stato istituito presso il Ministero l'osservatorio nazionale sull'agricoltura sociale, con lo scopo di sviluppare reti di rapporti solidi diretti a creare un processo costruttivo e di crescita, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze del territorio; la legge rimanda la definizione dei requisiti minimi e delle modalità relativi alle attività ad appositi decreti del Ministero ad oggi non ancora emanati, e le organizzazioni di settore auspicano la loro adozione quanto prima; le stesse organizzazioni auspicano, altresì, l'istituzione di un marchio nazionale per pubblicizzare le produzioni delle imprese agricole operanti nel settore dell'agricoltura sociale, in modo da sviluppare una coscienza sociale e favorire una crescita sostenibile e inclusiva in agricoltura; infine, le citate sigle rappresentative chiedono che sia riavviato il dialogo con l'osservatorio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno imprimere un'accelerazione procedurale per l'adozione dei decreti attuativi previsti della legge n. 141 del 2015. Atto n. 4-00469 AGOSTINELLI Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: al fine di arginare le speculazioni sul prezzo del grano, l'articolo 23- bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, ha istituito un fondo volto a favorire la qualità e la competitività delle produzioni delle imprese agricole e cerealicole e dell'intero comparto cerealicolo, anche attraverso il sostegno ai contratti e agli accordi di filiera; il decreto ministeriale 16 novembre 2017, n. 4259 (registrato in data 13 dicembre 2017 n. 908 RP), ha introdotto criteri e modalità di ripartizione delle risorse del fondo (10 milioni di euro per l'anno 2019); lo scopo di queste risorse è, soprattutto, quello di concedere un aiuto agli operatori del settore, il cosiddetto reddito agricolo, mediante la sottoscrizione di contratti tra i soggetti della filiera cerealicola (accordi tra agricoltori, i molini e i pastifici), in modo da assicurare al cerealicoltore un prezzo minimo fisso legato alla qualità del prodotto, ovvero all'elevato tenore di proteine, garantito dall'uso di sementi certificate e delle buone pratiche agricole; considerato che: in questi anni il reddito agricolo ha rappresentato una certezza per i produttori di grano duro e, anche in questa annata agraria, i contratti di filiera sono stati finanziati mediante un contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali fino a 200 euro ad ettaro, garantendo così un prezzo minimo attestato intorno ai 260-270 euro alla tonnellata, per un tenore di proteine del prodotto superiore al 14 per cento; la tenuta dei prezzi rischia ora però di essere compromessa dalla comparsa sul mercato del grano slavato e del grano mandorlato; il grano slavato è un grano da un'alta percentuale di proteine, ma con elevata umidità, come conseguenza delle piogge intense e delle "bombe d'acqua" che hanno caratterizzato quest'annata agraria. La sua introduzione nel listino della borsa merci di Foggia, accanto al grano duro, ha messo in forse le ordinarie modalità di quotazione del cereale, rischiando di provocare la disdetta dei contratti di filiera da parte dell'industria; il 27 giugno 2018, la camera di commercio di Foggia ha tentato di inserire nel listino della borsa merci anche il grano "mandorlato", un grano parzialmente slavato, riconducibile alla categoria del fino; secondo una nota della Confederazione italiana agricoltori (Cia) Puglia "non vi può essere alcuna giustificazione ai tentativi di rimettere in discussione i prezzi stabiliti nei contratti di filiera"; anche il presidente provinciale di Cia della Capitanata, Michele Ferrandino, ha ribadito che: "ai contratti ci si deve attenere, tutti. Qui invece sembra si voglia intervenire sia sulle regole della domanda e dell'offerta, che dovrebbero essere normalmente determinate da quantità e qualità, sia sugli accordi messi nero su bianco". Lo stesso ha evidenziato la necessità di introdurre "una griglia di parametri certi a cui attenersi per la rilevazione del prezzo. Parametri non modificabili con l'inserimento di categorie inesistenti", mettendo altresì in guardia dall'arrivo di grano dall'estero. Infine, ha suggerito di trasferire a Foggia la commissione unica nazionale sul prezzo del grano duro, si chiede di sapere quali provvedimenti intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di garantire la remuneratività dei prezzi per i produttori di grano ed evitare la disdetta dei contratti di filiera da parte dell'industria. Atto n. 4-00470 MARTI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: le associazioni di genitori con figli disabili lamentano da anni lo stato di abbandono in cui versano le famiglie e i minori, a causa di una scarsa presenza sul territorio nazionale di insegnanti di sostegno, insufficienti a coprire adeguatamente le esigenze degli studenti con disabilità; di anno in anno si aggrava la carenza di insegnanti di sostegno adeguatamente formati, sia a causa del difficoltoso percorso di formazione e assunzione di nuovi insegnanti di sostegno, sia per via dell'aumento dei minori con disabilità; dai dati forniti a settembre 2017 dal focus "Anticipazione sui principali dati della scuola statale" dell'anno scolastico 2017/2018 a cura del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, risulta che le cattedre in deroga sono pari a 38.769, mentre le cattedre stabili, ossia in organico di diritto, destinate al personale stabilizzato, sono pari a 100.080; alla luce dei dati riportati è a parere dell'interrogante necessario garantire la continuità didattica e il rispetto del diritto allo studio degli alunni con disabilità, favorendo un corretto utilizzo degli insegnanti di sostegno; per effetto della legge n. 107 del 2015 (cosiddetta Buona Scuola), oltre 30.000 docenti dal Sud Italia sono stati trasferiti al Nord dopo anni ed anni di precariato, lasciando famiglie e affetti, magari alla soglia della pensione. Docenti che ogni anno sono costretti a chiedere il ricongiungimento alla famiglia; di questi, circa 12.000 sono docenti di sostegno e, tra questi ultimi, oltre 10.000 riescono ad ottenere le assegnazioni annuali sulle cosiddette cattedre in deroga, si chiede di sapere se, in vista dell'inizio dell'anno scolastico 2018/2019, il Ministro in indirizzo intenda assumere un provvedimento volto a trasformare le cattedre in deroga in organico di diritto riservato ai trasferimenti dei docenti, assicurando, in tal modo, agli alunni disabili la doverosa continuità didattica, così come sancito dal recente decreto legislativo n. 66 del 2017, evitando al contempo di sradicare gli insegnanti dal proprio contesto sociale ed affettivo. Atto n. 4-00471 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: secondo quanto risulta da alcuni articoli pubblicati il 18 luglio 2018 dal sito web dei quotidiani "La voce del Trentino" e "dolomiti", un gruppo di manifestanti appartenenti ai centri sociali ha impedito al parroco di Rovereto (Trento) che, insieme ad alcuni fedeli si riunisce settimanalmente nei pressi dell'ospedale "Santa Maria del Carmine" in momenti di preghiera, di recitare il rosario; il grave episodio di matrice anarchica, che secondo quanto riporta la stampa locale, stava per concludersi con un'aggressione fisica da parte dei manifestanti nei confronti del sacerdote, è stato prontamente stigmatizzato dal sindaco della città e dall'intera comunità locale, che hanno evidenziato come il vile atto sia stato eseguito contro chi non si può difendere, rilevando altresì come purtroppo negli ultimi tempi gli episodi di violenza e di intimidazione da parte degli antagonisti anarchici a Rovereto siano aumentati in modo increscioso; all'arrivo della polizia, gli anarchici muniti di megafono, che nel corso della manifestazione fuori dall'ospedale, hanno esposto uno striscione offensivo e hanno ripetutamente insultato pesantemente lo stesso parroco e minacciato i fedeli, si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce; a giudizio dell'interrogante, la vicenda desta sconcerto e preoccupazione, sia in relazione al crescente numero di episodi violenza e di manifestazioni (peraltro non autorizzate) di violenza, sia si stanno verificando nella città di Rovereto, da parte dei centri sociali, sia per l'assoluta mancanza di rispetto delle idee e delle abitudini delle altre persone; l'episodio, accaduto nei pressi dell'ospedale Santa Maria del Carmine che poteva determinare ulteriori effetti brutali, a parere dell'interrogante, rappresenta l'ultimo triste avvenimento che rientra all'interno di una logica di eccessiva tolleranza da parte delle istituzioni nei confronti di gruppi eversivi antagonisti presenti nel territorio nazionale collegati alle strutture dei centri sociali occupati, che rappresentano oggi un pericolo per la democrazia, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se non ritenga, in considerazione della situazione attuale esistente nella città di Rovereto e in relazione all'aumento degli episodi di violenza e di aggressione, di potenziare l'organico degli agenti di pubblica sicurezza e dei presidi a tutela della comunità di Rovereto; se non ritenga opportuno operare una mappatura dei centri sociali occupati e autogestiti a Rovereto segnalando quelli maggiormente a rischio per la presenza di frange estreme dell'antagonismo e dei movimenti anarco-insurrezionalisti; quali provvedimenti intenda infine adottare per prevedere l'immediata chiusura di tutti i centri sociali occupati abusivamente nella medesima città. Atto n. 4-00472 BARBARO Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: i plessi scolastici della scuola primaria di Messercola (frazione di Cervino) e di Cervino (Caserta) sono stati chiusi per inidoneità e pericoli alla pubblica incolumità, costringendo gli alunni delle scuole elementari al trasferimento in altra sede e a sostenere pesanti turni pomeridiani e serali; la palestra della locale scuola media "E. Fermi" ha subito analoga chiusura per infiltrazioni di acqua piovana nella copertura, per inadeguatezza dei servizi igienici, nonostante i lavori di adeguamento e di messa in sicurezza siano stati eseguiti recentemente e, sempre nel plesso della scuola media, è in opera da 10 anni un ascensore interno costruito per l'abbattimento delle barriere architettoniche per i diversamente abili, ma mai messo in funzione, si chiede di conoscere: quale sia il motivo della chiusura dei plessi scolastici della scuola primaria di Cervino, plesso di Cervino e Messercola, atteso che la scuola, negli anni passati, ha ottenuto numerosi finanziamenti pubblici per adeguamenti e ristrutturazioni; quali siano le motivazioni della chiusura della palestra della scuola Fermi e della mancata messa in funzione dell'ascensore dell'istituto. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00164, della senatrice Rossomando, sul fallimento delle due aziende Comital e Lamalu di Volpiano (Torino).