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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 38 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,42). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: DDL 717-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 717-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, il Senato discute e delibera soltanto sulle modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salva la votazione finale dell'articolo unico del disegno di legge di conversione. Ricordo che nella seduta di ieri il presidente della 1 a Commissione permanente, senatore Borghesi, ha riferito sui lavori della Commissione e ha avuto luogo la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli senatori, rinuncio alla replica. PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento, la proposta che avanziamo è quella di non passare all'esame degli articoli perché, come abbiamo già avuto ampiamente modo di illustrare durante la prima lettura in quest'Aula del provvedimento in esame e poi nei lunghi (ma non abbastanza, per le ragioni che abbiamo spiegato ieri) lavori della Commissione, questo decreto-legge contiene molti elementi di negatività per tutte le ragioni che cercheremo di esporre anche oggi. Ciò intanto per l'utilizzo improprio che si è fatto dello strumento della deroga, la quale su temi decisivi, addirittura come quello della salute dei bambini, in realtà non proroga norme esistenti e come il titolo indurrebbe a pensare, ma le modifica profondamente, ma anche per l'ambiguità nel merito che il provvedimento continua a richiamare e che lascia in realtà nel Paese. Per tutte queste per ragioni noi ci opponiamo alla conversione definitiva del decreto-legge in esame e pertanto chiediamo, ai sensi dell'articolo 96 del nostro Regolamento, il non passaggio all'esame degli articoli. PRESIDENTE . In attesa che decorra il termine di venti minuti dall'inizio della seduta di cui all'articolo 119 del Regolamento, sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 9,48, è ripresa alle ore 10,02) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Riprendiamo i lavori. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di non passare all'esame degli articoli, avanzata dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Onorevoli colleghi, nella seduta di ieri sono intervenuti i capigruppo Marcucci, De Petris e Bernini, i quali hanno sottoposto alla Presidenza alcune questioni concernenti l'esame del decreto-legge all'ordine del giorno. In primo luogo, con riguardo alle conseguenze della mancata presentazione della relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari degli emendamenti, si ricorda che l'articolo 76- bis , comma 2, del Regolamento prevede l'obbligatorietà di tale relazione, a pena di improponibilità, unicamente per gli emendamenti di iniziativa governativa, mentre il successivo comma 3 affida la decisione circa il richiedere o meno al Governo la relazione tecnica alla valutazione discrezionale delle Commissioni di merito o della Commissione bilancio. Peraltro, laddove la relazione tecnica non sia obbligatoriamente prevista dal Regolamento, la Commissione bilancio dispone comunque di strumenti propri di valutazione che potrebbero portare direttamente all'espressione di pareri contrari ai sensi dell'articolo 81, terzo comma, della Costituzione quali autonome determinazioni della Commissione stessa piuttosto che come automatica conseguenza della mancata presentazione della relazione tecnica da parte del Governo. Per quanto concerne i rilievi formulati in ordine alla trattazione complessiva di una pluralità di emendamenti in Commissione bilancio, si osserva che quello di cui all'articolo 40 del Regolamento è un esame in sede consultiva e non di merito. Per prassi consolidata, in sede consultiva la valutazione della Commissione bilancio si svolge per insieme di emendamenti con caratteristiche omogenee sotto il profilo della copertura finanziaria. A seguito di questa classificazione, il parere non viene dato partitamente sui singoli emendamenti, come nelle Commissioni di merito in sede referente, bensì viene complessivamente adottato con un'unica determinazione che tiene conto delle differenti questioni sottoposte alla valutazione della Commissione. Più in generale, in relazione alle modalità di svolgimento dei lavori nelle sedi referenti e consultive, le Presidenze della 1 a e della 5 a Commissione hanno evidentemente tenuto conto dei tempi stabiliti dal calendario dell'Assemblea anche con riferimento alla fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti nonché dell'andamento dei lavori all'interno delle Commissioni. Su questo e su altre questioni comunico però di voler promuovere un incontro con i Presidenti di tutte le Commissioni permanenti. Prima di passare all'esame degli emendamenti, la Presidenza, in conformità a quanto già stabilito nel corso dell'esame presso la Commissione affari costituzionali, dichiara inammissibili, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 2.1, 6.1, 6.2, 6.164, 6.165, 9.14, 9.19, 9.20, 9.21, 9.24, 9.25, 9.26 e 13.1, nonché gli ordini del giorno 2.54, 2.55, 2.56, 2.57, 2.58, 7.78, 7.79, 8.80, 8.81 e 8.82 in quanto non si trovano in diretta correlazione con le modifiche approvate dalla Camera. Dichiaro altresì inammissibile, ai sensi della medesima disposizione del Regolamento, gli emendamenti 13.300 e 13.301, presentati direttamente in Assemblea. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, come il Gruppo Fratelli d'Italia ha già fatto in prima lettura, abbiamo presentato una serie di emendamenti e di ordini del giorno all'articolo 1, con i quali auspichiamo, per ciò che riguarda le Province, il ritorno all'elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale. Abbiamo inoltre presentato un ordine del giorno riguardante il provvedimento cosiddetto spalma-debiti, relativo agli enti in dissesto o in procedura di riequilibrio accompagnato. Riteniamo infatti che vada detta una parola chiara a questo proposito, per fare in modo che il debito accumulato negli anni da amministrazioni improvvide non ricada sulle future generazioni e anche sugli amministratori che, pur non avendo colpe, si troverebbero nella condizione di non poter amministrare. In questi casi, infatti, non è possibile dedicare impegni finanziari alle spese per investimenti e dunque essi si troverebbero sostanzialmente ad amministrare gli enti soltanto con riferimento alle spese obbligatorie. Poiché molti di tali enti che si trovano in una condizione di dissesto vantano un patrimonio molto importante, riteniamo che la strada da seguire sia tutt'altra, cioè che lo Stato centrale debba azzerare questo debito e fare in modo che le amministrazioni possano operare nel pieno delle loro funzioni, perché attraverso il mero spostamento del debito di questi enti, li si condanna per sempre all'incapacità di dare risposte ai cittadini. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. SANTANGELO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti e sugli ordini del giorno, ad eccezione dell'ordine del giorno G1.300, del senatore Iannone, sul quale esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.8, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FERRAZZI (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, siamo di fronte alla questione ormai ben nota nel panorama nazionale - ahinoi - del cosiddetto bando per le periferie. È un bando - lo sanno tutti nella nostra Nazione, anche i sassi - che è stato fortemente voluto dal Governo di centrosinistra, dal Partito Democratico in particolare. Si tratta di un bando assolutamente straordinario e innovativo, che parte dal tema delle periferie, della sicurezza, della rigenerazione, della riqualificazione e soprattutto dell'attenzione agli ultimi nella nostra società. È un bando innovativo perché c'è un approccio nuovo per quanto riguarda l'urbanistica, che deve essere non espansiva, ma rigenerativa, non verticistica, ma partecipata e via dicendo. È nuovo, inoltre, perché non si era mai visto nella storia della Repubblica che un Governo mettesse a disposizione direttamente dei Comuni fondi propri per 2,98 miliardi di euro, attraverso uno straordinario progetto di copartecipazione. Ebbene, Presidente, non si era neanche mai visto nel nostro Paese che convenzioni già firmate e siglate, che avevano visto e che hanno visto la registrazione della stessa Corte dei conti, venissero stralciate con due righe inserite all'interno di un provvedimento come quello al nostro esame. Si tratta di provvedimenti che hanno già ricevuto il via libera dei due rami del Parlamento con la legge di stabilità e ovviamente hanno già visto i decreti attuativi. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 10,19) ( Segue FERRAZZI). Hanno già visto le convenzioni, che sono state siglate da 96 sindaci - anche di Città metropolitane - di 326 Comuni di tutta Italia, i quali si sono presentati con la fascia tricolore all'allora Presidente del Consiglio Gentiloni. Così, giustamente, con grande soddisfazione da parte di tutti, sono state firmate convenzioni, che, colleghi e colleghe, sono veri e propri contratti; e non ricordo di aver mai visto che un contratto che lo Stato sottoscrive con i massimi rappresentanti delle comunità locali, cioè i sindaci, venga stracciato in questo modo. Facciamo immediatamente chiarezza su alcune fake news che sono state raccontate nei mesi scorsi: non c'è alcuna sentenza della Corte costituzionale che definisce l'illegittimità del provvedimento che prevede lo stanziamento di 2,1 miliardi; la Corte invece, relativamente agli 800 milioni previsti dal comma 140 dell'articolo 1 della legge di bilancio, stabilisce una parziale incostituzionalità per la parte relativa all'intesa, che però - aggiunge - è immediatamente sanabile attraverso la convocazione della Conferenza unificata, l'inserimento di tale tema all'ordine del giorno e l'accordo da parte di tutti. L'ANCI ha agito con grandissima responsabilità nel corso di queste settimane e naturalmente il presidente di tale associazione, nel rappresentare tutti, non ha potuto non dire che si è trattato di un "furto con destrezza"; nonostante questo, però, ha cercato un accordo e ha sollecitato più volte il Ministro per gli affari regionali e le autonomie ad inserire il punto all'ordine del giorno della Conferenza del 6 settembre, in modo tale che la cosa venisse sanata sotto ogni profilo. Ebbene, nella convocazione del 3 settembre non c'è traccia dell'inserimento, anche se il presidente dell'ANCI l'aveva formalmente richiesto. Guarda caso, viene inserito adesso, dopo che il milleproroghe, con un unico rigo, ha tagliato 1,6 miliardi di euro. Un'altra fake news : «Certo - dice il Governo - ma noi abbiamo stanziato i soldi per gli avanzi di amministrazione». Colleghi e colleghe, i soldi per gli avanzi dell'amministrazione - secondo quanto ribadiscono tra l'altro due sentenze della Corte costituzionale - sono dei Comuni, non del Governo: ci mancherebbe altro che non venissero dati. In conclusione, signor Presidente, l'ANCI si è mossa con grande responsabilità (anche troppa, secondo alcuni). Il primo decreto-legge per inserire il finanziamento era questo, quindi i nostri emendamenti vanno esattamente in tale direzione. Naturalmente, nel corso di questa discussione, chiederemo di rivedere l'operazione, che è così importante per i nostri sindaci e per 23 milioni di nostri cittadini. Ci aspettiamo da parte del Governo la stessa determinazione che avremo noi nel difendere gli interessi dei nostri cittadini. (Applausi dal Gruppo PD). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, il senatore che mi ha preceduto ha già fatto una serie di osservazioni, che condivido; vorrei fare invece un ragionamento maggiormente legato al lavoro che stiamo portando avanti. C'è stato un incontro con il Presidente del Consiglio e questo è un provvedimento milleproroghe: il primo si è impegnato e la Camera ha modificato il secondo. Non si capisce per quale ragione non si sia fatta la scelta di recuperare e fare chiarezza, visto che i pronunciamenti dei rappresentanti del Governo su questo punto sono stati molto contraddittori e discordanti. Detto questo, visto che siamo al terzo esame e non si può modificare il provvedimento, avevamo proposto in Commissione un ordine del giorno che, partendo dall'incontro del Presidente del Consiglio con l'ANCI e ribadendo l'impegno, ivi da lui stesso assunto, impegnasse il Governo a procedere con un provvedimento che sanasse la situazione. C'è stato risposto negativamente con un'argomentazione assurda, secondo la quale bisogna fidarsi del Presidente del Consiglio. Non era però un elemento di sfiducia, ma un impegno stabilito dall'Assemblea per poter dare una soluzione che riguardi i Comuni e i problemi rilevanti del Paese. Vorrei sottolineare che con questo provvedimento milleproroghe si fanno interventi che non c'entrano niente con le proroghe, inoltre non si interviene sulle questioni essenziali. Non c'è elemento più negativo che affermare qualcosa e comportarsi esattamente all'opposto. Spero che i colleghi della maggioranza riflettano. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, facciamo un po' di chiarezza sul bando periferie. Di fronte a me, nella parte sinistra del Senato, siedono - o dovrebbero sedere, visto che oggi il senatore Renzi non c'è - un ex Presidente del Consiglio, alcuni Ministri del governo Gentiloni Silveri, tanti Presidenti di Commissione e Segretari vari. Ho di fronte a me tutti quelli che hanno scritto il bando periferie, quelli che ne hanno dettato le regole e che hanno valutato i progetti. Quindi non proprio parlamentari di primo pelo. Mi venite a dire oggi che nessuno si è accorto dello spostamento di questi fondi? Dopo che lo avete votato tutti in Commissione e in Assemblea all'unanimità, venite a dirci che non vi eravate accorti dello spostamento dei fondi? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Per la seconda parte, per intenderci senza equivoci quella ormai famosa dei 96 Comuni, i fondi non potevano essere erogati; questo non l'abbiamo detto noi, ma la Corte costituzionale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Non l'abbiamo inventato noi: la sentenza n. 74 del 2018 della Corte costituzionale non l'ho scritta io. Non avete avuto però il coraggio di dire ai sindaci quello che avete fatto. Il Governo è intervenuto con capacità e competenza, sbloccando i fondi non solo per i 96 Comuni del bando, ma per tutti i Comuni d'Italia che hanno un avanzo; gli stessi Comuni che avete mortificato per anni, che avete massacrato di austerità e tagli! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . E forse oggi vi siete accorti che le periferie non ci sono solo nelle grandi città. Non a caso, avete votato all'unanimità l'emendamento, cari Presidenti ed ex Presidenti e tanti ex che ci sono; lo avete fatto convintamente e di gran carriera, però il gioco alla fine vi è sfuggito di mano perché qualche vostro amico sindaco, cercando la polemica, ha cercato di capire cosa fosse realmente successo. Tanto per capirci, non so se è un metodo, visto che lo avete fatto anche con i tagli del fondo alla disabilità. Ormai è tardi, il vostro gioco è sotto gli occhi di tutti; per l'ennesima volta il re è ancora nudo. Quindi, per non perdere la faccia, state recitando in grande affanno la parte delle vittime di un sistema maldestramente creato da voi; l'avete fatto solo voi. Ora, noi siamo buoni e crediamo che sbagliare sia umano e che possa succedere un po' a tutti. Però oggi dato che per sette anni hanno governato il Paese con percentuali bulgare, potendo fare di tutto e di più e non facendolo, vengono qui a dirci che hanno soluzioni per tutto; io al posto loro mi starei zitto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Per concludere, Presidente, oggi stiamo risolvendo i problemi che questo bando ha creato e devo dire che chi lo ha ideato è stato veramente bravo, non si può negare. È stato veramente tutto bello, penso però che le capriole si facciano al circo e che all'interno delle istituzioni invece si faccia qualcos'altro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghi, francamente non capisco il tono polemico che ha assunto questo dibattito, anche perché i sindaci sanno tutto. Quindi, non è che qualcuno è andato da loro a spiegare che le cose sono andate diversamente da come sono andate. Del resto, i Resoconti delle sedute del Senato sono pubblici e, pertanto, qui non è che ci sta un mistero all'interno del quale si muovono forze oscure: tutto ciò che avviene è a conoscenza di tutti. (Applausi dal Gruppo PD) . Qui c'è allora un problema. Malinteso, convinzione, sentenza della Corte costituzionale: si tiene tutto, ma oggi noi abbiamo solo ed esclusivamente una esigenza, che dovrebbe essere comune al senatore Simone Bossi, che ha parlato del sottoscritto, a me e a tutti gli altri in Aula: garantire il bando delle periferie per i sindaci. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è quello che si dice essere stato concordato nell'ambito di un incontro fatto - non clandestinamente - tra i sindaci dell'ANCI e il Presidente del Consiglio dei ministri. Noi vogliamo semplicemente che non vi siano distorsioni rispetto a questo. Francamente, ciò che è successo sette anni fa, in passato, tra gli ex e i non ex , non conta niente. (Commenti dal Gruppo M5S. Applausi dal Gruppo PD) . Oggi noi siamo chiamati a capire solo e semplicemente se vogliamo posticipare questi bandi o attuarli per come era previsto. I malintesi stanno a zero - come si suol dire perché, se ci sono stati in passato, oggi c'è la possibilità di sanarli. Se non si vogliono sanare, allora non erano malintesi ma erano opinioni diverse, che si vogliono mascherare in quest'Aula perché non si ha il coraggio, ma non da parte nostra, di dire la verità. ((Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.9, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori, fino alle parole «quindici giorni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 1.10 a 1.193. Gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7. COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, intervengo nuovamente sul tema delle periferie perché quello che abbiamo ascoltato poco fa merita qualche altra chiosa, oltre quella che ha già fatto il senatore Casini. È inutile, infatti, che ci nascondiamo dietro alle accuse e dietro ai: «Non l'avete capito» o «L'avete votato tutti». Quest'Assemblea ha votato all'unanimità in precedenza un emendamento perché tutti avevano inteso qualcosa che, evidentemente, era diverso. Neppure l'ANCI aveva colto che si stavano cancellando i fondi per il bando periferie. In più, nell'impianto che è stato dato alla modifica di quell'articolo, che ha cancellato quelle risorse, si dice che così si danno soldi a tutti i Comuni e non solo ai 96 beneficiari di quel bando. Ma se andiamo a guardare cosa sono quei 140 milioni che sono dati come ulteriori spazi finanziari ai Comuni per poter applicare ulteriore avanzo, vediamo che stiamo parlando di elemosina. Se dividiamo per 8.000 Comuni, parliamo di una cifra ridicola; se dividiamo in proporzione alla popolazione, stiamo parlando di cifre comunque contenute. In più, liberando queste risorse nel mese di settembre, sappiamo bene che esse non potranno essere utilizzate entro la fine dell'anno, perché bisogna avviare un progetto esecutivo e metterlo a bando. Quindi queste risorse dovranno essere rimandate in avanzo di amministrazione al prossimo anno, quando sarà approvato il consuntivo, verosimilmente nell'aprile del 2019, e solo dopo potranno essere applicate al bilancio e agli investimenti nei Comuni. Quindi inviterei i colleghi senatori che dicono che non possiamo dare un beneficio a così pochi Comuni, ma lo dobbiamo dare a molti altri, a ragionare su questi elementi, perché stiamo parlando di aria fritta, stiamo parlando di ben poca cosa rispetto agli interventi importanti che invece sarebbero effettuati da chi ha vinto il bando periferie. In più, viene introdotto in questo modo nel nostro sistema un principio aberrante, per il quale io credo che diversi Comuni poi faranno ricorso. Se si fa un bando pubblico, dove lo Stato mette delle risorse, e ci sono poi ravvedimenti da parte dello Stato e quelle convenzioni vengono di fatto cancellate, annullate o sospese, questa cosa non va bene. Qualsiasi bando, dai territori all'Unione europea, ha dei vincitori. Quei vincitori hanno diritto di vedere riconosciute le risorse che il bando aveva messo a disposizione. Siamo ancora in tempo a metterci una pezza; pensateci, senatori. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.194, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dai senatori Iannone e Ciriani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.2. COLLINA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, questo per noi è l'ultimo ed estremo tentativo che facciamo per far ragionare questa maggioranza sul tema delle periferie. Vedete, il problema non è tanto quello che abbiamo votato noi, ma quello che avete votato voi, perché, se anche non votavamo, la cosa passava lo stesso. Quindi è la vostra volontà che deve essere chiarita (Ilarità dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Applausi dal Gruppo PD) , perché state governando questo Paese, lo state governando voi. I cittadini, i sindaci, tutti vogliono sapere che cosa volete fare voi quando governate. In queste settimane non è che non ce l'avete fatto capire; come dire, avete detto prima delle cose e poi ne avete dette delle altre, però non siete arrivati mai a chiarirle nel modo con il quale si chiariscono le cose in Parlamento, cioè mettendole nero su bianco. Ci sono stati degli incontri, ci sono state delle repliche in Aula, c'è stato un incontro dell'ANCI con il Presidente del Consiglio, sono state fatte delle rassicurazioni; ma c'è questa ostinata negazione a fare un ordine del giorno che chiarisca la volontà politica del Governo su questo tema. Questo è il punto. Se noi in Commissione ci siamo messi tutti a parlare per cercare di recuperare del tempo, era anche per fare in modo che il Governo ragionasse su questo punto; dare tempo a questa maggioranza per arrivare ad esprimere la propria volontà in modo chiaro con un ordine del giorno che non deve essere necessariamente il nostro: riformulatelo, usate le parole del Presidente del Consiglio, trovate voi un modo per scrivere di recuperare l'insieme dei discorsi fatti. Siamo a questo punto. Il nostro ordine del giorno oggi ha allora il senso di creare questo spazio che voi dovreste cogliere, ma non perché dovete dire delle cose contro di noi o noi dobbiamo dire delle cose contro di voi. Voi state governando e la volontà di chi governa deve essere esplicitata rispetto a queste cose. Se invece la volontà è quella di dire «demoliamo tutto quello che è stato fatto prima; azzeriamo il mondo intero; dobbiamo fare tabula rasa ; dobbiamo ripartire da zero», abbiamo visto in tante occasioni come poi va a finire: azzerate il mondo, ma certe volte ripresentate come una novità le cose che avevamo già fatto prima. Questo sta anche funzionando dal punto di vista comunicativo: complimenti, siete bravi; però a noi oggi interessa anche la sostanza, e la sostanza su questo tema interessa le città, i sindaci, i cittadini. Si tratta di città, sindaci, cittadini e periferie che sono governate oggi da forze politiche di tutto il Parlamento; non sono i nostri sindaci o i vostri sindaci: sono i nostri Comuni, nel senso che sono i Comuni di tutti. Al di là di tutto, c'è stato un primo passaggio che lasciava intendere una serie di possibilità e che nel tempo ha fatto sciogliere un po' alcune ambiguità che c'erano in quell'emendamento; successivamente si è fatto un percorso di recupero direttamente con i sindaci, non con le forze politiche ma direttamente con gli interessati di questo bando periferie. Ciò posto, oggi che problema c'è a riscrivere un ordine del giorno che metta nero su bianco la soluzione, l'orientamento, quello che il Governo intende fare su questo tema? Credo che maggiore disponibilità di questa non potevamo mettere in campo. C'è ancora la possibilità di fare questa cosa all'interno del decreto milleproroghe ed è questo ciò che chiediamo: chiarite la volontà del Governo sul bando periferie (Applausi dal Gruppo PD) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per dire ai colleghi dell'opposizione che non è necessario votare un ordine del giorno, perché tutto quello che è stato detto durante l'estate e tutte le polemiche che si sono susseguite anche negli ultimi venti giorni non tengono conto dell'emendamento che noi tutti abbiamo approvato in prima lettura al Senato. Tale emendamento stabilisce che l'efficacia delle convenzioni concluse - questo per tranquillizzare il discorso delle convenzioni - viene semplicemente differita all'anno 2020 (non viene cancellata), ferma restando la dotazione complessiva a loro assegnata. L'emendamento è chiaro: le risorse del bando periferie non sono state cancellate, non sono state congelate, ma differite al 2020. Poi va considerata l'ANCI e gli incontri che ci sono; alcuni Comuni hanno anticipato e ci sono anche casi limite ed estremi su cui il Governo ha dato piena disponibilità a volere intervenire e fare in modo che siano risolti (Commenti dei senatori Collina e Mirabelli ), come emerso nell'incontro che il Presidente del Consiglio ha avuto con l'ANCI per tranquillizzare i Comuni su tutta questa bagarre che è stata messa in piedi (non so da chi, ma poco mi interessa). Ci tengo anche a fare una precisazione. Si dice che abbiamo dato degli spicciolini ai piccoli Comuni, chiedendosi cosa possano fare con 140 milioni di euro fino il 2018. Intanto i 140 milioni di euro vanno all'anno successivo, su cui quindi ci sono 320 milioni di euro, mentre per il 2020 ce ne sono 350 e per il 2021 ce ne sono 220. Se li sommiamo arriviamo a più di un miliardo di euro a disposizione di piccoli Comuni e, visto che in Italia ci sono 8.000 Comuni e non ci sono solo i Comuni capoluogo (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , penso che evidentemente molte piccole amministrazioni comunali, anche del PD (visto che ne governa tante), saranno le prime a essere felici di quell'emendamento, che voi avete votato semplicemente perché lo avete letto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, questa discussione è singolare. Il senatore Romeo ha detto che abbiamo votato questo emendamento. È vero, ma ripeto - basta andare a controllare - che i rappresentanti del Governo su questo emendamento hanno dato interpretazioni molto differenti, le risulta? Sì. Faccio un esempio, è nei Resoconti e i colleghi che sono in 5 a Commissione lo sanno bene: il sottosegretario Garavaglia, persona di grande competenza che io stimo e rispetto, ci ha spiegato e ha dato una sua interpretazione. Immediatamente in Commissione ho detto che quella interpretazione era condivisibile, ma che bisognava fare attenzione perché nel Governo era stata data un'altra interpretazione e cioè che si bloccava tutto. Faccio una proposta, come l'ho fatta in 5 a Commissione, perché il passaggio del provvedimento in Assemblea abbia un senso; avrà un senso il fatto che il Senato dia delle risposte di merito, a prescindere dalle polemiche e dagli scontri politici, tutti legittimi. Vogliamo risolvere tutti i problemi? Scriviamo un ordine del giorno in cui si impegna il Governo a dar seguito all'incontro tra il presidente Conte e l'ANCI e a varare immediatamente un provvedimento che risolva definitivamente la questione. Che problema c'è? Le polemiche di prima continuerete a farle, ci saranno mille responsabilità, ma bisogna dare una risposta di certezza. In questo modo, colleghi, dimostreremo che, oltre a scontrarci, riusciamo anche a fare qualcosa di utile e a dare una risposta comune quando gli obiettivi sono comuni. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.2, presentato dal senatore Marcucci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.3. FERRARI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, condivido parte del ragionamento fatto dal Presidente del Gruppo della Lega e la conseguenza è stata proprio il fatto (e se abbiamo rispetto di questa istituzione, da lì dobbiamo partire) che su quell'emendamento il Senato votò all'unanimità, cioè in pratica disse al Governo: «Caro Governo, fai una valutazione dei progetti e accompagna i Comuni fino all'ultimo, fino a quello che farà più fatica, perché i progetti siano fatti bene, per il bene delle città e per il rispetto di quanto ci si è impegnati a fare nelle singole convenzioni. Nel frattempo, non portiamo i soldi a residui, vi diamo la facoltà di occuparvene e di darli ai piccoli Comuni o comunque a tutti i Comuni che hanno un avanzo. Ora, qui è successo un fatto politico - lo abbiamo politicizzato tutti - di valenza istituzionale: il Senato aveva votato così. Quindi, non c'è altro luogo più di quest'Aula che può uscire da questa vicenda segnando un altro passaggio istituzionale coerente con il primo, che è l'approvazione di un ordine del giorno dove, nel modo meno generico possibile - uso queste parole, Presidente - si dà atto che il Presidente del Consiglio, per conto della maggioranza e di tutto il Governo, su questo punto vuole prendere seriamente la cosa, come facemmo in quest'Aula due mesi fa. Se è così, riscriviamolo insieme. Abbiamo ancora degli ordini del giorno che possono essere utilizzati come base per riscriverlo insieme. Ma se non è così e non c'è questa intenzione, cosa dobbiamo pensare noi? Che in realtà, su ciò su cui si è impegnato il Presidente del Consiglio non siete d'accordo, tanto che non siete in grado di tradurlo oggi in un ordine del giorno nemmeno generico? Penso che ci voglia anche un po' di chiarezza. Comunque, lasciamo perdere il giudizio che ognuno di noi ha sull'ambiguità di oggi e del passato. Quest'Assemblea votò all'unanimità e adesso vi chiede di non stravincere, ma di concedere, per rispetto di questa istituzione, a quest'Assemblea la possibilità di votare un ordine del giorno che dice: il Senato allora lo interpretò così e adesso accompagna il lavoro del Governo, per far sì che in ogni città che ha firmato le convenzioni, quei progetti si realizzino per il bene della nostra comunità. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.3, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.4, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.5. MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, credo che sia incomprensibile, di fronte alla fase della preparazione della legge di bilancio, non lavorare insieme per rilanciare gli investimenti. È, peraltro, incomprensibile che questo Governo e la maggioranza che lo sostiene, colpiti da una maniacale cecità di cancellare le azioni dei Governi precedenti, non tengano conto che si possono avere idee, obiettivi e programmi diversi, ma che quando è in gioco la crescita delle comunità e del Paese si dovrebbe dare una risposta comune e condivisa. In quest'Aula abbiamo votato un emendamento che non ha cancellato le risorse, è vero, ma ha azzerato gli spazi per la loro attuazione. In questo momento, Comuni italiani - sono 396, non pochi capoluoghi e riguardano 20 milioni di abitanti, non amici del PD - sono bloccati di fronte a progetti attuativi: non si possono cioè realizzare opere di rigenerazione, di rammendo, di riuso di territorio, di riqualificazione delle aree periferiche per realizzare spazi pubblici. È così a Bologna, a Milano, a Torino, a Roma, a Rimini, a Modena, a Ferrara, in tutte le nostre comunità. Ci si trova bloccati da una miopia e il decreto-legge di proroga dei termini, che ha sempre rappresentato qualcosa che aggiunge, offre un'opportunità in più al Paese, in questo caso rinvia accordi in essere tra il vostro Presidente del Consiglio e i Comuni italiani, purtroppo ledendo e azzerando diritti e lasciando sole anche le popolazioni colpite dal terremoto. Credo che sarebbe importantissimo trovare tra di noi una soluzione nell'interesse generale del Paese. Questo è quello che vi chiediamo da mesi; non capiamo le ragioni per le quali non si riesca a condividere un ordine del giorno nell'interesse generale del Paese. Al Governo italiano non è chiesto di fare opposizione ai Governi precedenti, ma è chiesto di risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Noi siamo disponibili a tutto questo da mesi, non capiamo le ragioni della resistenza e non vorremmo avere un retropensiero, su cui concludo: che vogliate agire ad personam , a seconda di chi governa le comunità. Le risorse ci sono, ma avete azzerato gli spazi e non vorremmo essere di fronte a qualcosa che lede i princìpi costituenti di questo Paese, che si ispirano alla leale collaborazione: le istituzioni sono di tutti, a prescindere dal colore politico di chi le governa. Questi sono princìpi fondamentali. Non vorremmo pensare male, ma vigileremo e non consentiremo non solo un blocco degli investimenti, ma anche un'azione successiva (non si comprenderebbero, infatti, le ragioni per le quali non ci si riesca a mettere d'accordo oggi) che vada a valutare nel merito, a seconda di chi governa, i progetti funzionali alla crescita delle nostre comunità. Faremo, in quel caso, un'opposizione durissima, perché in gioco ci sono la credibilità e la serietà delle istituzioni democratiche del Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.5, presentato dal senatore Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.6, presentato dal senatore Misiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,58) ( Segue PRESIDENTE). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.7, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.8, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.9, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.10, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.11, presentato dal senatore Bonifazi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.12, presentato dalla senatrice Messina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.13, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.14, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.15, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.16, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.17, presentato dal senatore Marino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.18, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.19, presentato dalla senatrice Rossomando e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.20, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.21, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.22, presentato dalla senatrice Valente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.23, presentato dal senatore Stefano e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.24, presentato dal senatore Margiotta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.25, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.26, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.27, presentato dal senatore Astorre e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.28, presentato dal senatore Marino e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.29, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.30, presentato dalla senatrice Ginetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.31, presentato dal senatore Cucca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.32, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.33, presentato dal senatore Richetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.34, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.35, presentato dalla senatrice Rojc e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.36, presentato dal senatore Alfieri e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.37, presentato dal senatore Vattuone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G1.38. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, vorrei rivolgere una domanda, soprattutto ai colleghi che hanno fatto esperienza nei territori: se non risolviamo qui il problema che abbiamo di fronte, a chi ci dobbiamo rivolgere? Alla "corte celeste" o al CONI? È qui che si è creato il problema ed è qui che va trovata una soluzione. E siccome credo ad una lettura laica, che entri nel merito, dobbiamo sapere che ciò che si investe a favore delle città, come ci ha insegnato De Rita, vale dieci volte di più come effetto di moltiplicazione. Quello che si investe nell'acquisto di beni e servizi non ridà nulla in più, quello che si investe in spese per gli armamenti non ridà nulla in più, ma quello che invece si investe per le città produce un effetto moltiplicatore per dieci. Dobbiamo sapere che nelle città italiane, negli ultimi vent'anni, non si è più fatto un investimento programmato di queste dimensioni, di questa ambizione e di questa consistenza. Mettiamoci d'accordo, allora, troviamo la maniera per non bloccare le procedure, sapendo che le procedure non sono un appannaggio della politica. Le procedure sono dell'ordinamento, non si bloccano in ragione della politica. Questo è un insegnamento che ci vede impegnati a osservare tutta la storia coerente degli ultimi cinquant'anni, da questo punto di vista. Ho governato anche realtà istituzionali che avevano sotto enti locali e mai le procedure sono state deglutite per ragioni di interesse di parte: mai è successo questo! (Applausi dal Gruppo PD) . Per questa ragione voglio invocare un intervento di coloro i quali, di quest'Assemblea, hanno fatto esperienza di governo territoriale. Sappiamo che le città significano capacità di vitalità dal punto di vista culturale e sportivo. Pensiamo all'Abruzzo: si tratta di 63 milioni di euro, che danno luogo ad un effetto moltiplicatore per 600 milioni di euro. Servono all'Aquila, per ricucire ciò che il terremoto ha separato e distanziato, a Teramo, a Pescara, a Chieti, ma anche in altre parti dell'Italia, le periferie hanno finalmente strumenti su misura. Cari colleghi senatori, soprattutto della Lega (che mi sembra siano quelli più intervenienti), diamo luogo a un'ulteriore copertura nel futuro, se c'è la volontà di individuare ulteriori città coperte finanziariamente e amministrativamente, ma non ripartiamo da zero ogni volta. Le città, come ci ha lasciato detto Tocqueville, sono nate con Dio, gli altri troni li ha inventati l'uomo. Nelle città c'è la vita di tutti, ci sono le posizioni di tutti e non è possibile tenere una condotta così disinteressata, come quella che abbiamo visto anche in Commissione. Invito dunque a votare un ordine del giorno, che precisi e dettagli quando si darà luogo all'effettività. Tenete conto che esiste anche un principio di legittimo affidamento, perché un Comune può aver dato luogo a procedure e all'attivazione della scelta del contraente. Lì si attende, ormai, che partano i cantieri e non è possibile che, per allargare la platea dei beneficiari, si metta in discussione ciò che è stato fatto sino ad adesso. Per questa ragione mi aspetto che qui, nel luogo dove si rappresenta la nazione e suoi interessi e quindi anche gli interessi delle città, si produca una via d'uscita ad una specie di pasticcio, spero involontario, che si è creato. (Applausi dal Gruppo PD) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, sono contento che quelli del PD si occupino di città, visto che a Torino ci dovevano 60 milioni di euro per il ricalcolo dell'IMU e non ce li hanno dati, mentre li hanno dati ad altre città amministrate da loro, alla faccia delle questioni private, clientelari e di partito! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.38, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Follina-Tarzo», di Follina, in provincia di Treviso, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 717-B PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.39, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.40, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.41, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.42, presentato dal senatore Ferrari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.43, presentato dal senatore Ferrari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.44, presentato dalla senatrice Cirinnà e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.45, presentato dal senatore D'Arienzo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.46, presentato dal senatore Magorno e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.47, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.48, presentato dalla senatrice Cirinnà e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.49, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.50, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.51, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.52, presentato dal senatore Taricco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.53, presentato dal senatore Collina e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.300, presentato dal senatore Iannone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi dal Gruppo FdI) . Poiché l'emendamento e gli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge sono inammissibili, passiamo all'esame degli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli ordini del giorno. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.59, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.60, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.61, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.62, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.63, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.64, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.65, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.66, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.67, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G5.68, presentato dal senatore Laus e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Il parere è contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 6, come pure sugli ordini del giorno, tranne che sul G6.77, a firma Bernini, che viene accolto come raccomandazione. PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, avverto che è stata presentata, da parte del prescritto numero di senatori, la richiesta di votazione a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, degli emendamenti 6.4, 6.5, 6.6, 6.7, 6.142, 6.143, 6.144, 6.145 e 6.159. Tale richiesta è motivata con riferimento all'articolo 32, secondo comma, della Costituzione. Ne avevamo già discusso la volta precedente: la richiesta non è ammissibile, in quanto gli emendamenti non incidono sui diritti tutelati dall'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, ma riguardano piuttosto il diritto all'accesso all'istruzione, tutelato dall'articolo 34 della Costituzione, poiché tali proposte sono dirette a modificare la proroga in materia di dichiarazione sostitutiva della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, da presentare presso le scuole e i servizi educativi dell'infanzia. Poiché l'articolo 34 della Costituzione non è ricompreso nelle disposizioni previste dall'articolo 113, comma 4, del Regolamento, ai fini della concessione del voto segreto, la richiesta non può essere accolta. Ricordo del resto che, già durante l'esame in prima lettura del decreto-legge, nella seduta del 3 agosto 2018, la Presidenza non aveva ammesso il voto segreto, richiesto con le medesime motivazioni, su un emendamento relativo alla proroga di un termine relativo all'accesso alla scuola dell'infanzia connesso all'adempimento degli obblighi vaccinali. *MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, non comprendo la decisione, come non la compresi nella nostra precedente richiesta. Ho anche un tema da porle, che è quello di fare riferimento a situazioni precedenti, alla cosiddetta giurisprudenza o comunque al modo con il quale si è deciso di procedere in passato, quando le stiamo costituendo oggi, visto che c'è un nuovo Regolamento. Sono quindi molto preoccupato. Sono anche molto preoccupato della decisione che ha assunto e dello speech che ha fatto rispetto alla votazione dei 100 emendamenti che è stata fatta in 5 a Commissione. Lei oggi ha creato un precedente, preoccupante perché, nel frattempo, si è modificato radicalmente il Regolamento, signor Presidente. (Applausi dal Gruppo PD) . Ed oggi la discussione nell'Aula del Senato assume modalità che sono radicalmente diverse rispetto ai precedenti, precedenti dei quali ho comunque chiesto di essere edotto perché a me non risulta che sia avvenuto in Assemblea e in Commissione che 100 emendamenti diversi - tra l'altro, messi puntualmente in votazione alla Camera - siano stati fatti votare contestualmente. Ma torno al merito della questione della quale stiamo discutendo. Le ricordo che la richiesta di voto segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento del Senato, va accolta o respinta a prescindere dalla forma dell'atto cui la deliberazione si riferisce. A prescindere. Non è che tutto quello che lorsignori hanno messo in un decreto di proroga vada effettivamente interpretato come una proroga: in questo decreto-legge ci sono cose che con le proroghe niente hanno a che fare e perché vi sia una proroga bisogna che la norma iniziale preveda un termine. Lo ripeto, signor Presidente, mi ascolti, la prego: perché vi sia una proroga bisogna che il provvedimento originale abbia un termine, non può esistere una proroga se non c'è un termine nel provvedimento originale. (Applausi dal Gruppo PD) . L'articolo 113 dice molto chiaramente che la forma dell'atto è insignificante. Lo ripeto: la forma dell'atto è insignificante; ciò è evidente per non vanificare la stessa applicabilità dell'articolo 113, comma 4. È una decisione diversa, quella che lei ha preso il 3 agosto scorso, adducendo la presenza di una proroga di un termine che di fatto neanche c'era, visto che l'articolo 3, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, non prevede alcun termine. (Applausi dal Gruppo PD) . Lei deve leggere la norma originale per dire se questa è una proroga o non lo è, e questa non è una proroga, assolutamente non lo è; al massimo si trattava di un differimento dell'applicazione di disposizioni. Ogni decisione diversa equivarrebbe ad introdurre nella prassi parlamentare uno strumento di permanente aggiramento dell'art. 113, comma 4, suscettibile di vanificare la stessa efficacia di tale norma regolamentare. Si tratta di emendamenti che incidono sui rapporti civili ed etico-sociali, di cui all'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, così come chiaramente si evince dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 5 del 18 gennaio 2018. (Applausi dal Gruppo PD) . Una sentenza recentissima, signor Presidente, che afferma che le disposizioni in materia d'iscrizione ed adempimenti scolastici si configurano come norme generali sull'istruzione, infatti esse mirano a garantire che la frequenza scolastica avvenga in condizioni sicure per la salute di ciascuno. Signor Presidente, si parla di questo, si parla di questioni etico sociali, si parla della sicurezza dei cittadini, di scelte che mettono a rischio la vita dei nostri bambini. (Applausi dal Gruppo PD) . Elei vuole impedire a quest'Assemblea, con un'interpretazione quantomeno dubbia, sicuramente forzata, che si possa votare a scrutinio segreto e che i singoli parlamentari abbiano il diritto di guardare all'interno della loro coscienza, di fare le proprie valutazioni e essere anche in grado di non rispettare le vergognose indicazioni che i loro partiti di appartenenza gli stanno dando. (Applausi dal Gruppo PD) . Lei sta impedendo l'esercizio dell'attività del singolo parlamentare! È inaccettabile e gli Uffici questa volta stanno sbagliando sull'interpretazione che le hanno dato. (Applausi dal Gruppo PD) . Io chiedo che sia convocata la Giunta per il Regolamento per affrontare questo tema, perché non accetto che questa situazione venga archiviata in maniera semplicistica. (Vivi applausi dal Gruppo PD. Alcuni senatori del Gruppo PD si levano in piedi) . PRESIDENTE . Colleghi, io comprendo che qui si possa dibattere e si possa interpretare una norma in maniera diversa. Vorrei solo far presente, e non è una questione di carattere burocratico-formale, che l'articolo 6 (com'è scritto nel titolo) parla di proroga di termini in materia di istruzione e università. Quindi, è il titolo stesso dell'articolo 6 che fa interpretare in un certo modo questa disposizione. ( Proteste dal Gruppo PD) . Sull'interpretazione, ritengo che ogni interpretazione possa avere anche un suo fondamento. Io capisco: siamo qui per dibattere. La mia interpretazione è stata nel senso che l'articolo 6 ricade direttamente nell'articolo 34 e non nell'articolo 32 della Costituzione. Io ritengo legittimo che ognuno possa ritenere di interpretare in maniera diversa, perché siamo qua per dibattere, ma la mia interpretazione è stata in questo senso e ne avevamo già discusso. (Commenti del senatore Marcucci) . Senatore Marcucci, io non cambio idea. Lei può replicare e io la ascolto molto volentieri, però non cambio idea. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, io le ho chiesto, se è possibile, l'immediata convocazione della Giunta per il Regolamento. Dopodiché, come lei giustamente mi spiega in maniera puntuale, ella può decidere anche di non convocarla, abbia, però, gentilmente la cortesia di comunicarlo a me e all'Assemblea. Signor Presidente, credo che la china alla quale ho fatto riferimento nel mio intervento di ieri sia confermata anche dalle decisioni che la Presidenza sta prendendo stamane. Infatti, la decisione di impedire ai singoli parlamentari di avere l'opportunità, su un tema così delicato come la salute dei bambini, di ragionare e di votare secondo la propria coscienza, nel segreto del voto, è un danno gravissimo per la democrazia, che si collega a quelli che ho denunciato ieri e si collega a quelli che lei ha avallato sul voto multiplo in 5 a Commissione. Quindi, io le comunico che siamo molto preoccupati, non solo dell'atteggiamento del Governo e non solo dell'atteggiamento della maggioranza, ma, a questo punto, anche dell'atteggiamento della Presidenza del Senato! (Applausi dal Gruppo PD) . FARAONE (PD) . Bravo! PRESIDENTE . Senatore Marcucci, rispetto la sua opinione ma faccio presente che lei ha posto due questioni. La prima è quella che ha riguardato l'atteggiamento delle Commissioni 1 a e 5 a , alla quale ho già risposto e ho detto anche che sarà mia premura convocare i Presidenti di tutte le Commissioni proprio per parlare di vari argomenti. Per quello che riguarda, invece, il diritto alla salute dei bambini, le pare che qualcuno qui dentro sia contrario a tutelare questo diritto? Non lo posso accettare! Non lo posso accettare! (Proteste dal Gruppo PD. Vivi a pplausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). BONFRISCO (L-SP-PSd'Az) . Brava! MALPEZZI (PD) . Sì, loro! PRESIDENTE. Vi pregherei di farmi finire il mio ragionamento. MARCUCCI (PD) . Bravi! Bravi! (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Io ho avuto rispetto e l'ho ascoltata con molta attenzione. Anche se non ho condiviso il suo pensiero, l'ho ascoltata. Abbia la gentilezza di ascoltare quello che sto dicendo. (Commenti del senatore Faraone). Dal mio punto di vista, al di là di quella che può essere l'interpretazione degli articoli in questione, sulla quale il dibattito può essere aperto - e ho detto che rispetto la sua opinione - non posso accettare il fatto che venga messo in dubbio che una decisione ponga in pericolo la salute dei bambini: la Presidenza non lo accetta! (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az.) . LAUS (PD) . Sì! BELLANOVA (PD) . Sì! PRESIDENTE. Poi le dico un'altra cosa: non ho capito e non capisco - forse sarà un mio problema - perché il voto segreto tutela la salute dei bambini e perché chi intende tutelare la salute dei bambini non può esprimere pubblicamente una libera opinione, davanti a tutti (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dei senatori Faraone, Marcucci e Valente) . Dovremmo essere tutti qui a dirlo pubblicamente, non segretamente. D'accordo? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MARCUCCI (PD) . Ma non lo siamo! PRESIDENTE. Se sta a cuore a tutti come sta a cuore a me - e mi pare considerazione perfino ovvia - diciamolo chiaro davanti a tutti che la vogliamo tutelare. Non abbiamo bisogno del voto segreto. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MARCUCCI (PD) . Avete paura! PRESIDENTE. Non abbiamo bisogno di nascondere le nostre coscienze. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FdI). La nostra coscienza è pubblica, non va nascosta. D'accordo? (Commenti dal Gruppo PD). D'ARIENZO (PD) . Vattene! PRESIDENTE. Non accetto che mi si dica che qua non si tutela la salute dei bambini. Non lo accetto. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). D'ARIENZO (PD) . Vergogna! PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. (Commenti dal Gruppo PD. Il senatore Ferrari chiede la parola). PRESIDENTE. Abbiamo già parlato. MARCUCCI (PD) . Sull'ordine dei lavori si dà la parola. LAUS (PD) . Il voto segreto tutela la coscienza. Si vergogni! PRESIDENTE. Ordinatamente si sieda, senatore Laus, parla un suo collega. LAUS (PD) . Decido io quando sedermi. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, vorrei dire una cosa velocemente al capogruppo Marcucci. Se ha paura della deriva autoritaria, si faccia un giro nel Consiglio regionale della Toscana per vedere quello che fa il suo collega Rossi. (Commenti dal Gruppo PD. Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az). Vi preoccupate della salute dei bambini, ma avete fatto entrare 700.000 persone senza neanche un controllo sanitario. Cosa venite a dire? Noi non abbiamo paura di vedere qual è la nostra coscienza. Se lo ricordi questo, senatore Marcucci. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP). Nel merito della questione, ci dispiace che i nostri emendamenti sulle maestre siano stati dichiarati inammissibili. Su questo, però, devo dire che avremmo voluto vedere un maggior coraggio da parte dei colleghi della maggioranza, perché abbiamo affrontato il problema delle maestre anche nel decreto dignità e con il milleproroghe. Di conseguenza, noi vogliamo sicuramente trovare una soluzione. Capisco che un Governo che si è da poco insediato e deve guardare tutto quello che è stato lasciato da chi l'ha preceduto abbia bisogno di tempo. Però, maggiore coraggio, cari colleghi della Lega, qui ci doveva essere, perché il problema delle maestre deve essere affrontato e risolto, e non si può fare ciò soltanto attraverso le sentenze dei magistrati. Noi qui abbiamo il dovere di fare le leggi e per tale motivo vi chiedo ancora maggiore coraggio su questo tema. (Applausi dal Gruppo FdI) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo per fare una precisazione e rivolgere una richiesta di chiarimento. Il suo intervento, che noi rispettiamo, ma che tuttavia riteniamo improprio per il ruolo che lei ricopre in quest'Aula e anche per i toni che ha assunto, ha bisogno - a mio avviso - di un chiarimento da parte nostra e di una precisazione da parte sua. Rischiamo altrimenti di lasciare un precedente con grandi conseguenze non solo sui nostri lavori, ma anche sui nostri diritti di parlamentari. Il chiarimento è il seguente. Nel momento in cui noi chiedevamo il voto segreto perché tutti i senatori potessero esercitare in libertà di coscienza il proprio voto sulla questione, lei ha pensato che l'attacco verso coloro che su questo punto - a nostro avviso - mettono a repentaglio la salute dei bambini fosse rivolto a lei che non concedeva il voto segreto. Non è questo il punto. Noi riteniamo che in quest'Assemblea ci siano delle posizioni politiche che mettono a repentaglio la salute dei bambini (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) , ma non sono quelle esercitate da lei nel concedere o no il voto segreto. Lei, su questo punto, fraintendendo, ha impiegato cinque minuti del suo tempo per la spiegazione. Pertanto, l'attacco non è a lei, che sceglie o no di concedere il voto segreto. Il voto segreto è un'altra cosa. La nostra è la consapevolezza che in quest'Aula c'è chi si assume una grande responsabilità che può avere delle conseguenze molto significative sulla salute dei bambini, e non parlavo della Presidenza (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Quanto alla richiesta, lei ha fatto un passaggio che va chiarito. Nessuno discute sulla modalità con cui ognuno di noi esercita la propria libertà. Ma se è stato pensato l'istituto del voto segreto è proprio perché, quando ci sono in ballo questioni di coscienza, il massimo esercizio della libertà è anche pretendere che sia espresso quel voto senza che sia palese (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Questa è la massima libertà. Lei ha detto in questa sede - per il ruolo che ha non lo può fare e deve chiarire - che in realtà questa Assemblea, se ha la testa alta e vuole assumere pubblicamente la responsabilità delle cose che dice e compie, può tranquillamente votare in modo palese. Io penso che questo possa creare un precedente gravissimo per i lavori e, soprattutto, non possa che ledere i diritti dei parlamentari cancellando un istituto di straordinaria valenza democratica del nostro Parlamento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). VOCE DAL GRUPPO PD. Bravo! FERRARI (PD) . Lei ci deve un chiarimento, ma lo deve a tutti. Oggi siamo noi a chiedere un voto segreto su un tema di coscienza. Ma, siccome su temi di coscienza ben più gravi stanno facendo iniziative anche alcuni parlamentari, che noi contesteremo, degli altri partiti della maggioranza, quando lo chiederanno loro, lei avrà ancora la forza di rispondere con la stessa ambiguità? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). VOCE DAL GRUPPO PD. Bravo! FERRARI (PD) . Signor Presidente, per cortesia, questo lo deve chiarire (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Ronzulli) e lo deve fare perché noi, partendo proprio dalla precisazione che ho fatto, le abbiamo chiarito che l'attacco sulla volontà di fare del male o no ai bambini non era rivolto a lei: quello è stato il fraintendimento. Anche in ragione di ciò, le chiediamo di esprimere una parola certa sul mantenimento del prezioso istituto del voto segreto come esercizio della libertà di ogni parlamentare (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). PRESIDENTE . A me sembra di aver iniziato questa discussione con un tono molto pacato, dicendo che la mia interpretazione riguardava l'articolo 34 e non l'articolo 32 della Costituzione. A fronte di una interpretazione diversa, che ho detto di rispettare - le interpretazioni in diritto possono essere le più varie - ma che non condividevo e non ho condiviso, mi è stata rivolta una pesante accusa da parte del presidente Marcucci, il quale contestava la Presidenza perché l'atteggiamento della Presidenza stessa avrebbe - per così dire - nuociuto fortemente alla salute dei bambini. Ed è proprio questa affermazione che non posso accettare. Lo ripeto, lo ribadisco e non credo di essere uscita dai binari delle mie competenze di gestione dell'Assemblea. Sull'altra questione che si è intrecciata a questa circa la interpretazione e le richieste rivoltemi dai Gruppi in merito alla gestione della 1 a e della 5 a Commissione, ho risposto secondo quanto prescrivono gli articoli del Regolamento attuale, così come modificato, e non ho fatto riferimento ad articoli nelle formulazioni precedenti. Ho anche detto che, siccome in precedenza avevo variamente sollecitato una gestione più colloquiale e dialogante - diciamolo come vogliamo - avrei comunque riunito tutti i Presidenti delle Commissioni. Pertanto, il fatto di attribuirmi atteggiamenti che non possono essere - per così dire - terzi rispetto a quest'Assemblea non lo accetto perché non me lo attribuisco, pensando di avere un buon senso di autocritica. Alla luce di ciò, ritengo di chiudere questo episodio. CALIENDO (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FI-BP) . Signor Presidente, lei mi ha anticipato: io avevo chiesto prima la parola perché credo che il punto vada chiarito. Presidente Marcucci, le posizioni che riguardano interpretazioni regolamentari non devono mai coinvolgere giudizi politici sulle disposizioni. Sulla norma sui vaccini è da noi condiviso il vostro giudizio negativo, perché essa mette in pericolo la salute di tutti i bambini (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questa è una posizione chiara. È stata però rivolta quest'accusa nei confronti della Presidenza, come se la Presidente condividesse un giudizio di favore, che invece noi rigettiamo assolutamente, per una norma che è errata (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Credo che ciascuno di voi, avendo votato con noi nella passata legislatura alcune correzioni sui vaccini, oggi non possa dire che avremo una tutela dei bambini spostando ancora per un momento il tempo della autocertificazione. Vi rendete conto? Ritengo quindi che su questi temi non bisogna mai perdere la pazienza e favorire una posizione equivoca da parte del Presidente o dei Gruppi. Credo che ciascuno di noi, con molta calma, debba avere l'accortezza di riflettere, di ragionare. Inoltre dico al Governo che prima sulla questione delle periferie, mi sarei aspettato una riformulazione dei relativi ordini del giorno (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD), in cui si affermava semplicemente che, preso atto della indicazione del Presidente del Consiglio - che fa parte di questa maggioranza - l'Assemblea auspica che alle parole seguano i fatti al più presto. Bastava questo perché votassimo all'unanimità. Mi auguro che assumiate ora un'iniziativa di correzione degli ordini del giorno sulla questione vaccini, che probabilmente potrà raggiungere l'unanimità. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. PAGANO (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per andare oltre le polemiche sorte poc'anzi in Aula. È giusto che si entri nel merito delle modifiche apportate alla Camera dei deputati all'articolo 6 in relazione alla questione dell'obbligo dei vaccini nelle scuole. Forza Italia ha presentato un emendamento soppressivo del comma 3- quater al testo riformulato dalla Camera dei deputati che consente la possibilità di presentare la dichiarazione sostitutiva per dimostrare l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie fino al 10 marzo 2019. L'autocertificazione sui vaccini - è giusto ricordarlo ancora una volta qui in Aula - segna un deciso passo indietro rispetto alla valorizzazione dell'obbligo di immunizzazione. È bene evidenziare che il Governo ha introdotto la proroga senza tenere conto di tutti i pareri degli esperti auditi in Commissione, sia in Senato che alla Camera dei deputati, e senza considerare gli indubbi problemi organizzativi che avranno i dirigenti scolastici, da un lato, e la ripercussione sui bambini e sulle famiglie, dall'altro. La questione ha tenuto purtroppo banco anche in quest'Aula lo scorso 6 agosto e ha visto avviare una polemica forte dopo le dichiarazioni della vice presidente Taverna rispetto a un tema che a noi sta a cuore non perché ne stiamo facendo una battaglia politica. Per noi è una battaglia di civiltà della società italiana che deve dimostrare di essere soprattutto vicina al mondo scientifico e medico, al buon senso, prima ancora che al mondo della scienza medica. Non è una questione di posizioni di Forza Italia o del Partito Democratico. Il popolo italiano deve cominciare a uscire fuori dalla logica in base alla quale bisogna rincorrere persone che si riuniscono insieme, che quasi sempre sono delle minoranze nel Paese, e che assumono denominazioni tipo «No Vax». Dobbiamo smettere in questo Paese di rincorrere quelle estreme minoranze che però fanno baccano, sollevano polveroni e trovano il partito di turno o il movimento politico di turno a cavalcarle, nella ridicola, impossibile, ricerca di un consenso sbagliato. Noi qui stiamo facendo una battaglia di civiltà, che deve essere vicina agli interessi dei più deboli, che sono, appunto, i più piccoli, i minori. Voglio ricordare ciò che già dissi circa un mese e mezzo fa, quando ricordai - e non deve essere sottovalutato, perché i dati scientifici hanno un valore ed è giusto che vengano sottolineati e rimarcati in quest'Assemblea - che nel 2017 vi erano stati ben 15.000 casi di morbillo complessivi in tutta Europa; di questi 15.000 casi, 10.000 solo in Italia e in Romania. Solo nel 2018 vi sono stati due morti in Italia, in Sicilia, ed erano evitabili, se noi fossimo stati vicini, così come è stato più volte rammentato, anche recentemente, dalle colleghe Ronzulli e Laura Stabile, che mi guarda le spalle in Senato ed è consapevole di quanto stiamo discutendo, visto che è medico. Noi dobbiamo essere consapevoli dell'importanza fondamentale che l'incertezza assoluta che emerge da una decisione assunta presso la Camera dei deputati da parte della maggioranza di Governo non fa bene al popolo italiano, non fa bene al Paese e soprattutto non tutela la salute dei minori. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Gli emendamenti 6.1 e 6.2 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.4, identico agli emendamenti 6.5, 6.6 e 6.7. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi consenta prima di tutto di esprimere un disagio personale per quanto è successo prima su una questione delicata. Su una questione così delicata, Presidente, non si arriva a questi punti. Io esprimo veramente un disagio gravissimo. Detto questo, ci rifletteremo, ciascuno di noi ci rifletterà, spero. Aggiungo due considerazioni. Ciascuno può avere le proprie posizioni, ma non c'è dubbio che il caos che si è realizzato sulla questione dei vaccini è un fatto grave e inaccettabile: inaccettabile, signor Presidente, per la salute dei bambini, per gli operatori scolastici e per le famiglie. La responsabilità che si assumono il Governo e la maggioranza è grave. Se avevate un'altra idea, non avreste dovuto intervenire con questo provvedimento, ma avreste dovuto mettere in discussione il decreto-legge Lorenzin - come avevate detto - e cambiare le norme in trasparenza, senza creare un tale caos. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Così facendo, voi create incertezze. Voglio aggiungere un'altra cosa: capisco la posizione di chi discute, in via di principio, tra obbligatorietà e volontarietà. La posso capire, perché ci sono Paesi che hanno coperture sopra il 95 per cento e non hanno l'obbligo. Ma se voi lasciate aperta la porta alla messa in discussione degli elementi scientifici, non otterrete mai questo risultato. Decidete di abbandonare la rincorsa al consenso - peraltro, non so quali risultati vi darà - per mettere al primo posto la salute dei bambini e la qualità di questo Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, c'è una grande preoccupazione fuori da quest'Aula. Noi possiamo discutere quanto vogliamo, ma la preoccupazione c'è. Ricordiamo le parole del presidente Conte, pronunciate quando questo Governo si è insediato, quando aveva dichiarato di voler essere l'avvocato degli italiani e dei cittadini e, quindi, difendere le istanze che i cittadini gli avrebbero rivolto. Noi rimaniamo basiti, perché alla Camera, durante le audizioni, alcuni cittadini medici hanno detto che il tipo di impostazione voluta dal Governo era grave e hanno chiesto al Governo un passo indietro. Cittadini presidi, dirigenti scolastici hanno chiesto con forza al Governo di non intervenire su quella materia che andava bene così com'era, perché altrimenti il caos nelle scuole sarebbe stato incalcolabile. Lo ha detto persino il cittadino professor Vittorio Demicheli, che è il Presidente della Commissione nazionale vaccini, incaricato dal ministro Grillo. Tutti hanno detto a questo Governo di rimanere fermi e di non intervenire su questa materia, perché la preoccupazione è alta e si mette a rischio la salute dei bambini. Esiste un vero pericolo. Diceva bene prima il collega Errani: siete un po' il Governo della propaganda, che non ha l'obiettivo di bene amministrare, ma di aumentare il proprio consenso. Allora, come lo si aumenta? Lo si aumenta con il sotterfugio, perché la posizione del Governo non l'abbiamo certo capita. Il Governo attua una proroga, poi una deroga, si nasconde dietro cavilli, ma non assume una decisione chiara, netta e forte. Non dice che è pro , non dice che è contro e poi che cosa veniamo a scoprire? Veniamo a scoprire, rispetto all'obbligo vaccinale, che i membri di questo Governo vaccinano i loro figli: li vaccina il ministro Grillo, li vaccina Alessandro Di Battista, li vaccina il presidente Conte, li vaccina il sottosegretario Buffagni, li vaccina anche quella senatrice che ha invitato i genitori a mandare i figli dai cugini a prendersi il morbillo. Li vaccinano, ma poi fanno la propaganda sulla pelle dei bambini degli altri, sulla pelle dei figli degli altri, sulla pelle di quei bambini che sono immunodepressi e non possono essere vaccinati e a cui non è consentita la libera scelta. In questo caso le scelte vanno a danno della salute dei più deboli. Allora sono scelte che non possono essere consentite. Lo sapete chi non si può vaccinare? Non si possono vaccinare quei bambini che si trovano in situazioni di salute molto difficili: i bambini che hanno delle neuropatologie molto gravi; i bambini che sono alimentati con il sondino; i bambini che respirano tramite la tracheotomia e i bambini che hanno malattie leucemiche. Che cosa fate voi a questi bambini? Dite loro che devono stare fuori da scuola. Oltre a quel diritto alla salute che hanno a rischio, mettete a rischio il loro diritto all'istruzione, perché li tenete fuori da scuola per forza, perché non ci può andare nessuno se gli altri non sono vaccinati, altrimenti il rischio della loro malattia, Presidente, diventa altissimo. È per questo che c'è preoccupazione. È per questo che vorremmo che questo voto venisse espresso con grande libertà e non dietro quella politica del consenso che il Governo sta provando a portare avanti a tutti i costi. Vede, Presidente, lo dico con grande rammarico: in Commissione abbiamo provato a discutere, ma abbiamo trovato sguardi abbassati. Nessuno dei membri del Governo, nessuno degli esponenti delle altre Commissioni è intervenuto sul tema: sguardo basso. Lo capiscono: possono solo vergognarsi. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. Congratulazioni) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, visto il tema delicato, cercando di chiarire alcune questioni, mi auguro che tutta l'Assemblea possa riflettere davvero su queste tematiche, lasciando però da parte i fanatismi, che stanno da una parte e dall'altra. La proroga sul tema dei vaccini, rispetto alla prima lettura del Senato, è stata modificata alla Camera dei deputati all'indomani e solo dopo che la maggioranza di Governo ha presentato un disegno di legge, di cui io e il collega Patuanelli siamo primi firmatari, condiviso dal Governo, proprio sul tema dei vaccini. Il cambiamento della proroga alla Camera dei deputati serve proprio ad accompagnare poi l' iter del disegno di legge, che in Commissione ovviamente sarà discusso molto presto. Non abbiamo mai messo in discussione, in tutti i dibattiti - e si è parlato tanto di questo argomento - né l'importanza dei vaccini, scientificamente provata e riconosciuta e da noi spesso e volentieri ribadita, né tantomeno la questione dell'obbligo, perché poi l'obbligo vaccinale, sostanzialmente, nel nostro Paese c'è da anni. Quello che invece abbiamo messo in discussione è un tema molto delicato, che riguarda il rapporto tra la famiglia e lo Stato, ovvero l'esclusione dalle scuole e dagli asili di quei bambini che, per scelta familiare, si sottraggono ad alcuni vaccini. Dunque pensiamo - e lo diciamo con chiarezza una volta per tutte, visto che su questo tema si dice che c'è il caos, che non abbiamo spiegato bene, e non lo si capisce chiaramente, quale sia la nostra posizione - che da una parte sia sbagliato il potere di esclusione dello Stato, che costituisce un errore; così come dall'altra parte pensiamo sia sbagliato negare la protezione collettiva delle malattie. Allo stesso modo - perdonatemi - è sbagliato anche, pur con tutte le varie rimostranze che si possono fare, trattare i cosiddetti No Vax come se fossero degli oscurantisti. (Commenti dal Gruppo PD) . Con le persone si parla, si discute e ci si confronta e l'obiettivo della politica è convincerli delle buone ragioni delle vaccinazioni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Avranno anche loro, evidentemente... BELLANOVA (PD) . Gli immunodepressi chi li garantisce? Dovete guardare agli ultimi! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Ho chiesto con cortesia e per favore un momento di riflessione da parte di tutti. Ho detto di ascoltarli. Non ho detto che hanno o meno ragione. Per questo motivo - a nostro giudizio - come maggioranza serve una riflessione seria, coinvolgendo medici, scienziati ed esperti, senza fanatismi né da una parte né dall'altra, cercando di usare il buon senso... (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . BELLANOVA (PD) . Scendi dalla cattedra! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . ...che è quello che vogliamo portare avanti con il disegno di legge n. 770. Perdonatemi, ma sono anch'io un genitore e ho fatto vaccinare mio figlio oltre gli obblighi prescritti dalla legge Lorenzin, se proprio vogliamo andare fino in fondo. I principi di questo nostro disegno di legge sono chiari, perché l'obbligo vaccinale si mantiene nella nostra iniziativa di legislativa, solo che fuori dalla scuola si va solo in casi estremi. C'era quel vecchio detto di buon senso che diceva: solo in casi estremi, estremi rimedi. Prima di prevedere misure coercitive, infatti, occorre convincere, attraverso una campagna di informazione, di promozione e di ascolto (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) , con l'educazione e la prevenzione, che negli ultimi anni, nel nostro Paese, sono venute meno, anche a causa dei tagli che il Servizio sanitario nazionale ha subito nel corso del tempo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). MALPEZZI (PD) . Sei fuori! ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Una prevenzione e un'informazione che rimuovano quegli ostacoli che impediscono ai genitori di vaccinare i propri figli: questo è il tema della nostra proposta di legge. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Si tratta, inoltre, di ricorrere a misure coercitive solo in caso di emergenze o di compromissione di immunità di gruppo: ricordiamo che dal '73, dal caso del colera di Napoli, al 2017, anno di approvazione della legge Lorenzin, alla fine non ci sono stati casi particolari di epidemia nel nostro Paese. Questa è una proposta dettata dal buon senso, sulla quale invitiamo tutti a riflettere, in Aula e in Commissione, che tiene da parte fanatismi da un lato e dall'altro. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni) . RONZULLI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FI-BP) . Signor Presidente, sarò supertelegrafica. Il mio intervento vuole essere proprio un telegramma, perché purtroppo di parole in quest'Aula se ne sono ormai dette tante sul tema. Non voglio aprire qui una discussione sui vaccini, se i vaccini sì o i vaccini no e non voglio neanche sottolineare le continue giravolte e capovolte di questo Governo che, nell'arco di quaranta giorni, ha cambiato idea talmente tante volte che non si possono più contare sulle dita delle due mani. Ci tengo però a dire che, se capisco la richiesta del senatore Marcucci, vorrei che si potesse cogliere un aspetto positivo della decisione del presidente Alberti Casellati, che dà oggi la possibilità, non soltanto a noi, ma soprattutto alle famiglie, ai genitori e agli italiani, di vedere i volti e sapere i nomi delle persone che lasceranno le impronte su questo emendamento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Con queste impronte gli italiani sapranno esattamente a chi dovranno la difesa e la tutela della salute dei propri bambini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il rispetto che devo a voi, a quest'Assemblea e al mio Paese è lo stesso che mi aspetto d'ora innanzi quando parleremo e discuteremo di temi importanti come quello dei vaccini. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi conceda soltanto una premessa, Presidente. Chi le parla è un medico che da sempre ha scelto la strada della ricerca scientifica perché convinta che solo la conoscenza e lo studio possano portare a un vero progresso. Tuttavia, affinché questo avvenga, la scienza deve essere stimolata, incentivata e finanziata: mai e poi mai si deve consentire che diventi uno strumento elettorale o si facciano interessi mossi da altri fini oltre a quello di migliorare la vita e salvaguardare la salute di tutti. Chi le parla è un cittadino che mai metterà in discussione ciò che non è messo in discussione dalla scienza. È da qui che dobbiamo partire per arrivare a una legge organica che regolamenti anche nel nostro Paese l'utilizzo di vaccini. Dobbiamo partire dalla conoscenza che uno Stato deve garantire ai cittadini che ne fanno parte e dal buon senso che ogni cittadino di questo Paese deve lasciar maturare e rafforzare perché prevalga sui pregiudizi e sulle menzogne che sono spesso costruite ad arte. Non c'è bandiera sui temi della medicina e della scienza: non può e non deve esserci. Vogliamo puntare su un confronto serio, onesto e libero da schemi. Questo Governo non ha voluto agire per decreto sul tema dei vaccini. Questa maggioranza ha scelto la via maestra del confronto in Assemblea e, prima ancora, in Commissione: la via del dibattito democratico che spesso, in passato, è mancato e che oggi si ripristina ed era ora. (Applausi dal Gruppo M5S) . La nostra proposta - come diceva il collega Romeo - è già depositata al Senato e presto partirà la discussione in Commissione igiene e sanità e diventerà legge quando tutti ne avranno recepito e discusso ogni singolo passaggio, ogni sfaccettatura. I vaccini sono e restano uno strumento insostituibile di tutela della salute pubblica e nessuno spazio dev'essere dato a chi diffonde pseudoinformazione o anche a chi omette una corretta e completa informazione. L'emendamento proposto ad agosto è stato superato dal nostro disegno di legge, presentato qui al Senato. Il nuovo emendamento, in attesa della riforma organica contenuta nel disegno di legge, non interviene sulla materia, ma semplifica gli oneri burocratici per i genitori. L'autocertificazione è un diritto sancito da anni per i cittadini nel rapporto con la pubblica amministrazione e non può in alcun modo essere scaricata sui genitori, in assenza dell'anagrafe vaccinale. (Applausi dal Gruppo M5S). Se questa promessa fosse stata mantenuta, oggi avremmo già i dati disponibili e non dovremmo obbligare le famiglie ad attivarsi per produrre carte e certificati. Poiché però questo non è stato fatto, è doveroso andare incontro alle famiglie. Peraltro, sono prive di fondamento tutte le illazioni sulla possibilità di false autocertificazioni, perché i controlli dei NAS hanno dimostrato che solo in un caso su mille quei certificati erano falsi, quindi non ci sono movimenti organizzati che predispongono false autocertificazioni, come qualcuno ha provato a far credere, ex ministro Lorenzin in testa. Il nostro disegno di legge prevede una modulazione dell'obbligatorietà dei singoli vaccini in base alle coperture e ai dati epidemiologici che saranno finalmente forniti grazie a un'anagrafe nazionale dei vaccini. Il precedente decreto-legge ha creato resistenze e ha accentuato allarmismi, confusioni e timori. Il nostro obiettivo invece è la conoscenza e la condivisione e miriamo a una copertura ottimale, raggiunta e mantenuta grazie soprattutto all'informazione e alla consapevolezza. Miriamo a creare un rapporto fiduciario tra medico e genitore, tra Stato e cittadino, che superi ogni ostacolo o barriera costituiti da pregiudizi o scarsa conoscenza: mai più allarmismi ingiustificati, ma scelte finalmente consapevoli. ( Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su cosa, senatore Marcucci? Ha già parlato la senatrice Malpezzi per il suo Gruppo. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori, per porle una richiesta che mi appare legittima, dato che il tema mi sembra rilevante, come testimoniato dalla qualità del dibattito. Che non ci siano né il Ministro né un Sottosegretario per la salute è una cosa che sinceramente, da parlamentare, mi preoccupa molto e sulla quale chiederei a Lei, signor Presidente, di intervenire. Considerando infatti tutto quello che oggi, pur con composizioni diverse, tutti stiamo sostenendo, forse sarebbe stato un segnale di attenzione nei confronti del Parlamento e soprattutto dei bambini. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.4, presentato dai senatori Ciriani e altri, identico agli emendamenti 6.5, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, 6.6, presentato dal senatore Marcucci e da altri senatori, 6.7, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 6.12. BINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINI (PD) . Signor Presidente, il senatore Simone Bossi ci ha spiegato poco fa che le giravolte si fanno al circo, e siamo assai d'accordo. Non so come il collega possa definire le posizioni sui vaccini portate avanti da questa maggioranza negli ultimi tre mesi: forse giravolte, acrobazie o altro. La posizione - se così la vogliamo chiamare - di questo Governo e di questa maggioranza, infatti, è cambiata diverse volte nell'arco di due mesi - in alcuni casi anche nel giro di quarantott'ore - senza far comprendere a nessuno quale sia quella definitiva. Qui però non si tratta di scherzare, purtroppo non siamo un circo; qui stiamo mettendo a repentaglio la salute dei più fragili, la salute dei bambini, di quei bambini immunodepressi, che prima citava la collega Malpezzi, che per ragioni di salute non si possono vaccinare e che vedranno messa a rischio la loro salute e anche il loro diritto all'istruzione, perché voi avete deciso di rinviare, in attesa di questa legge che avete annunciato e che poi vedremo meglio nei contenuti, un obbligo vaccinale che non c'era, senatore Romeo, che abbiamo introdotto noi e che c'è stato fino al 1996. E allora, poiché ieri un collega in Commissione ci ha fatto una lezione di semantica, imparate il significato di due parole: verità e competenza. Quando si parla, si dice il vero e quando si parla, si studia e si sa di cosa si parla. (Applausi dal Gruppo PD) . È utile, in un'Aula parlamentare serve sapere di cosa si ragiona. È molto utile davvero come consiglio. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Grazie. BINI (PD) . Prego, è un piacere. Nella legge che avete presentato voi dite che affronterete questo nei casi di emergenza. Ve l'hanno spiegato che uno Stato non deve arrivare ad affrontare le cose quando c'è un'emergenza? Non si deve arrivare all'emergenza. Quando c'è l'emergenza qualcuno è già morto, qualche bambino ha già perso la vita. (Applausi dal Gruppo PD) . Non si arriva all' emergenza, senatore Romeo. Le cose si affrontano prima, la salute dei bambini si tutela prima. (Commenti del senatore Romeo) . Senatore, mi faccia concludere, per favore. La senatrice Castellone invece ci ha spiegato che finalmente è stato ripristinato il diritto al dibattito in questa Aula; è un piacere saperlo, non ce ne siamo accorti. Ieri, ieri l'altro, in dieci ore di dibattito in Commissione siamo intervenuti da soli, nessuno del Governo e della maggioranza ha proferito parola (Applausi dal Gruppo PD) , neppure per dignità e coscienza, per dirci come la pensa su questo tema, per spiegare alle mamme, ai medici e ai cittadini come la pensano, perché non avevano il coraggio, stavano lì a testa bassa e non hanno detto mezza parola. Questo è il dibattito. Questo è il vostro concetto di dibattito. Questo è il vostro concetto di democrazia parlamentare. Per favore. E poi il fanatismo; eliminiamo i fanatismi da tutte le parti. Il fanatismo è solo da una parte. I fanatici siete voi. I fanatici hanno votato per voi. Lo dico con chiarezza: i No vax sono dei fanatici e voi gli avete dato questo appoggio soltanto per tre voti. Avete scambiato la salute dei piccoli per tre voti. Vergogna. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, credo che il Governo questa mattina si stia prendendo una grandissima responsabilità, una responsabilità grave che peserà su tutte le italiane e su tutti gli italiani. La proroga è infatti una decisione di responsabilità, ma soprattutto mette al centro il fatto che una minoranza di pensiero nel Paese diventa una maggioranza nelle decisioni. (Applausi dal Gruppo FdI) . Una minoranza di pensiero peraltro non supportata dalla comunità scientifica, che ci ha detto in tutti i modi e in tutte le maniere di non assumere una decisione che portasse alla non vaccinazione. Credo che tutti dovremmo in questo momento metterci nei panni di quei genitori che hanno dei figli immunodepressi, che non potranno mandare a scuola se in classe ci sarà un bambino o una bambina che non è stata vaccinata. Ecco, parlando da madre, è una responsabilità che io personalmente non mi prenderei mai e non vorrei che nessuno prendesse al mio posto. Credo che questo Governo in molte occasioni ci abbia dato una visione: che chi non fa non sbaglia; che chi non decide non può commettere errori su tante questioni. Per certi aspetti, anche la proroga è una non decisione, perché se avete divisioni al vostro interno, nella vostra maggioranza, dovreste avere il coraggio di assumervi la responsabilità di dire che voi siete contro i vaccini ed è per questo che non portate avanti con forza l'obbligatorietà. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). Fratelli d'Italia ha già espresso più volte il suo pensiero, anche nelle Commissioni competenti. Io pregherei tutti, per una volta, di pensare a come spesso a noi il MoVimento 5 Stelle dicesse che i cittadini devono essere al centro dell'azione politica. Mi dovreste allora spiegare perché questa volta una minoranza di cittadini diventa maggioranza nelle decisioni di Governo. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP, e del senatore Errani). SILERI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SILERI (M5S) . Signor Presidente, intervengo da medico, quale ero nella mia prima vita, e, in questa mia seconda vita, da senatore. In effetti, troppe parole sono state dette in quest'Aula e fuori da quest'Aula. È difficile accettare di essere chiamati fanatici. Io, francamente, fanatico non mi sento. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Né qui voglio fare il professore universitario. Io voglio solamente dire questo: repetita iuvant . Quindi, espongo quattro concetti, chiari decisi e con pochissime parole: noi non vogliamo mettere in pericolo le vite dei nostri figli e dei figli degli altri. MALPEZZI (PD) . Però lo state facendo! SILERI (M5S) . Non mettiamo in discussione l'utilità dei vaccini. I vaccini servono, i vaccini proteggono, i vaccini salvano le vite. Non mi sembra di aver cambiato idea in questi mesi né nelle ultime quarantotto ore, come ho sentito dire. Forse è a causa della mia inesperienza politica, ma a me sembra che noi stiamo votando una proroga già esistente. Stiamo solamente votando una proroga già esistente. Proroga, come ha detto il senatore Romeo, che consente ai figli di essere iscritti alle scuole. Nel frattempo, ed è qui che arriva il punto finale, vorrei che la buona informazione partisse da quest'Aula. Quindi, invito tutti quanti a leggere il disegno di legge presentato i primi di agosto. Se in quel disegno di legge è scritto che siamo contro i vaccini e che non vogliamo i vaccini, allora avete ragione. Leggete il disegno di legge e poi ne discutiamo. In quel provvedimento troverete uno strumento modulabile, uno strumento nuovo, che consentirà nel tempo di adottare giuste pratiche vaccinali. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). SICLARI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, in questi mesi abbiamo assistito a un balletto continuo: vaccini sì, vaccini no. Ma è stato un balletto che alla fine avete ballato soltanto voi della maggioranza. All'inizio, infatti, avete detto che non è giusto vaccinare i bambini; che non è giusto obbligare i bambini alla vaccinazione. (Vivaci commenti dal Gruppo M5S). Sì, avete detto questo. Ci sono comunicati che lo dicono in continuazione. Non volete l'obbligatorietà. Non avete mai voluto l'obbligatorietà. Adesso dite che è giusto andare a scuola con l'obbligatorietà vaccinale dall'anno prossimo; anzi, oggi dite anche a partire da marzo. Quindi, c'è una contraddizione non nei termini ma soprattutto nei contenuti. Quello che emerge oggi tra la gente è un dato soltanto: non si capisce se vaccinare è giusto o no. Poco fa il collega Sileri (che stimo) ha detto che da marzo servirà dimostrare l'obbligatorietà nelle scuole. Perché, da marzo cosa cambia? Non era possibile farlo da adesso? Cosa cambia da marzo rispetto ad oggi? In realtà c'è stato un rigurgito della vostra proposta, che ancora non vi porta ad ammettere l'errore che avete fatto e che state continuando a fare. Per cui, cosa è emerso? Alle famiglie è stato detto prima vaccini sì e poi vaccini no, mentre in quest'Assemblea regna l'improvvisazione, perché la politica non può sostituire la scienza e i risultati ottenuti dagli scienziati; la politica non si può contrapporre alla scienza. I pareri di tutti gli scienziati e degli esperti non sono stati ascoltati e, nel momento in cui avete pensato di prenderli in considerazione, è emersa la vostra grande contraddizione: prima non serviva l'obbligatorietà, adesso potrebbe essere utile e può servire forse a novembre o forse a marzo. Insomma, non è un bel messaggio quello che esce da quest'Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su che cosa, senatrice Boldrini? BOLDRINI (PD) . Sempre sugli emendamenti. PRESIDENTE. Non può più parlare, ha già parlato per il suo Gruppo la senatrice Bini. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo solo per fare una telegrafica osservazione. Come sapete, sono arrivato qui da una carriera di ricerca scientifica in un altro campo. A me turba un po' la dicotomia posta prima fra scienza e politica, con la politica che, a quanto mi è sembrato di capire dalle parole di alcuni colleghi che mi hanno preceduto, non avrebbe quindi il diritto o addirittura il dovere, secondo me, di porsi delle domande su alcuni assoluti. Ora, vedete, io ricordo alcuni dibattiti nel mio campo e anche un dibattito in questo campo. Nel mio campo (oggi manca il collega Monti), io appartengo a una comunità scientifica che ha difeso le politiche di austerità e che oggi ha cambiato idea. Forse anche lì erano coinvolte le vite dei bambini, almeno a giudicare da quello che oggi riportano le riviste scientifiche di un altro campo, quello medico ed epidemiologico. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Non voglio fare ora un intervento polemico, ma voglio solo esternare a quest'Assemblea una curiosità che mi è rimasta. Siamo nell'anniversario di un conflitto mondiale e quindi a me viene in mente la linea del Piave. La linea del Piave era stata attestata a 12 vaccini, poi improvvisamente è arretrata a 10. Suppongo che i 12 vaccini fossero la risposta della scienza e che anche i 10 siano la risposta della scienza. Quindi questa scienza ha almeno due risposte. Vedete qual è il punto? Qui nessuno contesta il fatto che prevenire sia meglio che curare. Magari qualcuno potrebbe contestare il fatto che il costo della prevenzione è aumentato a seguito di altre scelte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma se si imposta il dibattito in termini talebani e poi si arretra da 12 a 10, questo chiaramente crea un'atmosfera estremamente divisiva e dei fondati sospetti, in tutta la comunità nazionale, ogni volta che viene evocata la scienza, che a questo punto sembra diventare non l'esercizio del dubbio e della ricerca, ma semplicemente la continuazione della politica con altri mezzi. E questo credo che dovremmo evitarlo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Congratulazioni ) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.12, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori, fino alle parole «dell'istituto Superiore di Sanità». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.13 a 6.15. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 6.10. RIZZOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei dare ragione al senatore Romeo quando dice: non è stato controllato. Infatti io criticavo molto il ministro Lorenzin perché, quando nel 2012, la procura di Trani mise in relazione la vaccinazione con un caso di autismo, e cinque anni dopo, nel dicembre 2017, disse che non era assolutamente provato (come tutta la letteratura scientifica mondiale affermava), i danni erano fatti e i buoi erano scappati dalle stalle. E il Ministero in cinque anni non ha mai controllato l'obbligo vaccinale; non ha mai monitorato il fatto che salisse assolutamente il grado di malattie infettive, mettendo in pericolo tanti bambini. Successivamente si fece un decreto di emergenza, che io contestai e mi fecero quasi passare per No vax. Ecco il motivo per cui i vaccini obbligatori scesero da dodici a dieci: per la battaglia di Forza Italia. Ecco il motivo per cui fu eliminato l'obbrobrio di togliere la patria potestà ai genitori che non vaccinavano i loro figli: per la battaglia di Forza Italia (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ecco perché la multa adesso è ridotta da 100 a 500 euro, e non è da 7.500 euro: per la battaglia di Forza Italia. Sono stati tutti emendamenti a mia prima firma e sottoscritti dal mio Gruppo. Ecco perché i minori non accompagnati nei centri hanno l'obbligo vaccinale come tutti i nostri bambini: per la battaglia di Forza Italia (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Lo stesso per i migranti nei centri di accoglienza: per la nostra battaglia. Non ci sono riuscita invece quando trovavo profondamente ingiusto che si chiedesse la vaccinazione obbligatoria ai bambini, senza il certificato di vaccinazione per gli operatori scolastici e sanitari (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi fu detto che non c'erano i soldi e che avrebbero provveduto le Regioni. Credo che stiamo vivendo una situazione paradossale - e mi tacerò presto - perché veramente siamo l'unico Paese al mondo che parla dell'utilità della vaccinazione. In Svezia non c'è l'obbligo, ma al cento per cento c'è la copertura per il morbillo, perché i cittadini hanno fiducia nel loro Stato e nelle cose che dice. Mi è stato detto: ho avuto minacce di morte in Rete per la mia posizione da medico sui vaccini e sono stato accusato di favorire le industrie farmaceutiche. Credo che anche un cretino possa capire che a un'industria farmaceutica conviene che la gente si ammali rispetto al fatturato ottenuto dai vaccini. Ma pazienza. Vorrei anche dire che, certo, la Germania non ha l'obbligo vaccinale, ma per iscriversi a scuola è richiesto il certificato (sia per iscriversi a scuola che per lavorare). Se sta cuore a tutti la salute dei bambini, e mi sembra che l'Assemblea l'abbia detto, perché attendiamo questo disegno di legge governativo presentato ai primi di agosto? Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, perché ad agosto, quando ho letto sui giornali che era stato presentato, ho chiesto agli uffici del Senato di poterlo leggere, ma mi hanno risposto che non c'era ancora l'autorizzazione dei firmatari. Certo, è emersa una cosa un po' particolare. Desidererei che il Ministro della salute mi spiegasse cosa significa «obbligo flessibile», perché, onestamente, non l'ho capito (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Errani) . Se il tema sta così a cuore, non capisco perché ci debba essere la proroga. Se la salute sta a cuore adesso, facciamolo subito e non aspettiamo sei mesi per dimostrare che ci sta a cuore la salute dei bambini. In questi sei mesi, infatti, tutti credo che abbiano letto la lettera, piuttosto commovente, di un medico a una senatrice. E penso abbiano letto le richieste dei genitori dei bambini immunodepressi: Viola, tre anni, trapiantata di fegato a otto mesi, non potrà andare a scuola. Ma come lei tanti altri. Vi sono poi tutte le persone che al giorno d'oggi grazie alla scienza (la famosa scienza che è messa in discussione da tanti imbecilli), anziché morire, possono essere curate, come tutti i trapiantati di fegato, di pancreas, i trapiantati d'organo, i trapiantati di cuore che vanno in strada e sono protetti solo dall'immunità di gregge e che hanno già abbastanza cose di cui preoccuparsi, senza dover pensare di morire perché qualcuno porta loro il virus a casa o per strada. Questo è il momento di dimostrare che la salute dei bambini sta a cuore a tutti, che non si fanno le proroghe. È vero che si sono scoperte poche autocertificazioni false; credo che i controlli siano stati fatti su circa 1.000 istituti e ci sono state 55 autocertificazioni false, soprattutto in Campania, non so, forse perché sono meno informati. In ogni caso, se la salute sta a cuore a tutti, votiamo a favore dell'emendamento in esame, presentate al più presto il disegno di legge e discutiamone, perché sei mesi a voi non cambiano niente, ma ai bambini che non possono andare a scuola o che contraggono una malattia infettiva e muoiono cambia moltissimo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.10, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alla parola «Solo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.11 a 6.25. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 6.8. MANGIALAVORI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo a cui appartengo si è già espresso con decisione e, per chiarire ancora la posizione di Forza Italia ribadisco che noi siamo assolutamente a favore dei vaccini. È una posizione ferma e rigida, così come ancora più ferma e più rigida è la nostra posizione sul fatto che ci debba essere fin da subito l'obbligatorietà dei vaccini per l'iscrizione alle scuole. Infatti, se è vero che i vaccini valgono, se è vero che servono, così come da tutti quanti è stato detto in quest'Aula, servono da subito e non dal 10 marzo 2019. Mi chiedo inoltre cosa succederà nel momento in cui al 10 marzo 2019 un ragazzo non dovesse presentare nelle scuole di appartenenza il certificato di avvenuta vaccinazione: dovrà abbandonare la scuola? C'è una serie di contraddizioni in questi emendamenti che la maggioranza sta proponendo. In più, a chi è a favore dell'informazione piuttosto che dell'obbligo della vaccinazione, dico che siamo nel 2018, tutti quanti siamo informati e conosciamo i benefici dei vaccini. Dobbiamo ancora informare le persone? Io ritengo che siamo tutti coscienti, che tutti abbiamo la conoscenza rispetto alla validità dei vaccini, quindi per Forza Italia i vaccini devono essere obbligatori da subito e con un decreto-legge. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Faccio presente che i tempi sono abbondantemente scaduti, quindi vi invito, se possibile, a circoscrivere le vostre considerazioni. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, interverrò molto brevemente, però volevo ricordare che a me sembra di vivere un déjà-vu. Abbiamo passato la precedente legislatura in Commissione sanità alla Camera a pronunciarci prima con una risoluzione e dopo a prendere atto della necessità di questa legge. Ricordo che la legge n. 119 del 2017, ormai in vigore, è stata approvata perché abbiamo individuato delle esigenze: ricordo che allora erano morti di pertosse dei bambini molto piccoli; l'emergenza c'era già ed è per questo che si colse l'opportunità di mettere a punto una legge che adesso ho sentito dire deve essere riformulata. Io chiedo, anche agli esponenti della maggioranza, di andare a rivedere la legge che avevamo approvato, perché su ogni punto era già stata posta dai componenti dell'attuale maggioranza (che allora era all'opposizione) una criticità e quindi noi abbiamo opportunamente ampliato quella normativa perché abbiamo ascoltato. Sì, allora noi avevamo ascoltato le opposizioni e condiviso insieme i punti che dovevano correggere l'impianto della legge. Ricordo anche che in quella legge c'era l'approvazione di un decreto per l'anagrafe vaccinale nazionale, che avete già citato prima. Ricordo che quella anagrafe è già stata completata perché c'è già un decreto, passato ormai alla Conferenza Stato-Regioni. Quindi, è in grande stato di avanzamento. Non capisco, pertanto, perché dobbiamo a questo punto andare a rivedere cose che hanno già una loro funzione e che funzionano. Ce lo dicono ormai i dati scientifici. Abbiamo ormai una copertura vaccinale importante. Se lo facciamo a livello regionale, come ho sentito dire, i virus non ascoltano le Regioni; vanno ovunque. Non sono io a dirlo, ma gli scienziati. Chiedo, pertanto, che ci ripensiate. Chiedo - abbiamo già sentito dire che i vaccini sono importanti - di fare uno studio di rilievo sui vaccini per il West Nile che sta mietendo milioni di vittime e ne abbiamo bisogno. (Applausi della senatrice Rizzotti) . Nella mia Regione ci sono già otto persone decedute. Investiamo le risorse che abbiamo per cose più importanti e necessarie. Dei vaccini abbiamo già parlato. A mio parere, non c'è bisogno di intervenire per ciò che è già stato fatto. (Applausi dal Gruppo PD) . BONINO (Misto-PEcEB) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, è evidente che non solo per ragioni politiche, ma per ragioni vere e valoriali l'attuale dibattito appassiona quest'Assemblea da parecchio tempo, come è giusto che sia. Volevo solo suggerire una riflessione sull'esercizio difficile della libertà perché la libertà con responsabilità è un valore sacrosanto. Credo che lo difendiamo tutti. Ma l'esercizio responsabile della libertà e, quindi, dei diritti e dei doveri ha un limite preciso, la libertà degli altri. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo è ciò che stiamo impedendo per proroga. Ben venga un nuovo disegno di legge, così ci chiariamo, ma nel frattempo in questi sei mesi chi deve stare a casa? Il bambino immunodepresso o il bambino non vaccinato? (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Ho l'impressione che entrambi corrano dei rischi di cui non sono responsabili. Chi dei due deve fare un passo indietro per permettere all'altro di esercitare la sua libertà? Sono io che tengo a casa i miei nipoti immunodepressi o sono gli altri che tengono a casa i loro bambini non vaccinati? Credo che ciò non sia possibile e, in effetti, ciò che è in discussione, a mio avviso, al di là della materia, è l'esercizio responsabile della libertà. Ognuno non è solo responsabile della sua libertà; è anche corresponsabile della possibilità dell'altro di esercitare la sua. Pensateci perché, al di là della questione dei vaccini, questo è un dibattito di fondo di ogni società liberale e democratica. (Applausi dai Gruppi Misto-PEcEB, PD e FI-BP) . ENDRIZZI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ENDRIZZI (M5S) . Presidente, credo che si stia decidendo un'altra cosa. Collega Bonino, mi permetta. Si sta decidendo a chi spetta documentare l'avvenuta certificazione: al cittadino che è già obbligato e oberato di oneri o alla pubblicazione amministrazione che quei dati li dovrebbe già avere e non pretenderli? Questo è un principio generale della pubblica amministrazione. Sentendo poi dire che l'anagrafe vaccinale, sì, è già completata, oppure no, è in fase di avanzamento, ritengo che proprio per questi sei mesi si deve semplicemente consentire alle famiglie uno sgravio degli oneri a loro carico. Non è in dubbio l'obbligatorietà, non è in dubbio il diritto allo studio per nessuno; semplicemente si sta dicendo che, nelle more degli adempimenti che la pubblica amministrazione deve svolgere, si consenta ai cittadini di autocertificare, come avviene già in tante altre occasioni. Questa è la decisione da prendere, molto elementare. Se la si vuole caricare di altre valenze, allora significa che qui è in atto un dibattito strumentale, fittizio, basato su fake news . (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.8, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alle parole «Nel caso in cui». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.9 a 6.132. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.133, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alle parole «anno di coorte». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.134. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.135, presentato dal senatore Parrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.136, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori, fino alle parole «Trento e Bolzano». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.137 a 6.139. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.140, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori, identico all'emendamento 6.141, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.142, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.143, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.144, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori, fino alle parole «delle vaccinazioni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.145. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.146, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alla parola «controfirmata». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.147 a 6.150. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.151, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori, fino alle parole «effettuato presso». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.152. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.153, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.155, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.156 a 6.154. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.159, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.160, presentato dalla senatrice Iori e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.161, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.163, presentato dal senatore Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.3 (testo 2). DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, l'emendamento 6.3 (testo 2), così come il successivo, è il tentativo di porre rimedio al vuoto venutosi a creare dopo che questa maggioranza alla Camera ha soppresso l'emendamento sulla riapertura delle GAE che era stato approvato dal Senato. "Fin dal nostro ingresso nelle istituzioni, la problematica che riguarda i diplomati magistrali ante 2002 è stata al centro della nostra attività e del nostro impegno, con emendamenti e prese di posizione, tesi tutti al riconoscimento del valore abilitante del titolo di diploma magistrale e al conseguente inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutti gli aventi diritto, perché riteniamo che ci troviamo di fronte a una palese violazione della legge e dei diritti dei lavoratori, nonché a una grave disparità di trattamento tra soggetti, che, pur avendo il medesimo titolo, sono stati inseriti nelle GAE e soggetti che invece ne resteranno fuori". Signor Presidente, quelle appena pronunciate non sono parole mie poiché mi sono appropriata sostanzialmente dell'intervento che Luigi Di Maio, allora vicepresidente della Camera dei deputati, e Silvia Chimienti, ex deputata del M5S, avevano indirizzato espressamente ai diplomati magistrali. Signor Presidente, quando è stato approvato dal Senato l'emendamento in materia in sede di esame in prima lettura lo scorso luglio, avevo pensato ingenuamente (e ingenua non sono) che si tenesse fede agli impegni anche scritti (e non solo) assunti in campagna elettorale e durante tutte le iniziative rivolte a quei 40.000-50.000 insegnanti che hanno garantito costantemente in questi anni la continuità didattica. E invece cosa è accaduto? Ancora una volta, per contrasti all'interno della maggioranza o perché forse avete scelto un Ministro dell'istruzione che non è dello stesso avviso rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, si è fatto esattamente il contrario: si è tentato di dare un contentino, che consiste semplicemente nella proroga a centoventi giorni, fino a marzo, dell'esecuzione dell'ormai nota sentenza del Consiglio di Stato del 2017, che ha contravvenuto totalmente alla giurisprudenza precedente per quanto riguarda i diplomati magistrali, e ieri il ministro Bussetti ha dichiarato che tanto si farà un concorso straordinario. Sapete perfettamente che i contorni di questo concorso sono poco chiari e che, per di più, esso riguarderà al massimo 12.000 insegnanti. Di Maio aveva ragione in quella lettera, perché di fatto stiamo parlando di una vera e propria discriminazione, che continuate a perpetuare. Avete fatto una cosa gravissima, anche in questo caso senza assumervi la responsabilità di quello che avete detto prima e di quello che volete fare dopo. Ciò è molto grave, perché vi siete fatti un vanto - mi rivolgo anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - del fatto di tener fede agli impegni assunti con i cittadini e qui invece state dimostrando che, per altri interessi, per altre convenienze, per problemi all'interno della maggioranza, disattendete in pieno gli impegni formali, che vi eravate assunti anche con una lettera scritta. È proprio vero che quando si arriva al Governo e si arriva a far parte della maggioranza si cambia idea. Abbiamo capito dunque cos'è il Governo del cambiamento: anche in questo caso è il Governo del cambiamento delle idee. Signor Presidente, lei lo sa meglio di me, perché ha tanta esperienza di campagna elettorale. Quando si va in campagna elettorale, quando si fanno delle promesse ai cittadini e si assumono degli impegni, si tratta di impegni sacri e nel momento in cui si disattendono, si fa quello per cui è cresciuta a dismisura la sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica. Invito ancora una volta il Governo e la maggioranza ad un ripensamento e a tener fede agli impegni assunti. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.3 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «30 settembre 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.162 (testo 2). Gli emendamenti 6.154 e 6.165 sono inammissibili. Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.166. FEDELI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Intanto vorrei far riflettere ancora una volta l'Assemblea su un dato che dovrebbe continuare a vederci insieme. Rinviare di un anno le scelte che il Parlamento ha fatto su temi che incrociano il diritto alla salute con il diritto all'istruzione e alla sua innovazione e qualità, è una scelta che genera non solo incertezza, ma anche sfiducia nelle istituzioni. Se c'è un passaggio che esiste negli altri Paesi è che ci sono cose di fondo, che riguardano tutte le parti politiche, perché riguardano tutta la società, che anche quando legittimamente si cambia Governo con le elezioni, si proseguono, si migliorano, si possono modificare, ma non si fanno saltare attraverso finte proroghe, spostandole in avanti di un anno. Mi permetto di dire, su tre argomenti, alcune cose che non sono ancora state dette in quest'Aula. La prima riguarda il tema dei vaccini, su cui sono ben intervenute le mie colleghe. Sapete però che quando abbiamo discusso sulla base dell'emergenza precedente, rispetto alla salute delle bambine e dei bambini, abbiamo fatto un lavoro straordinario anche successivamente, per coinvolgere dirigenti, docenti, genitori, comunità scientifica e anche gli enti locali e le Regioni. Ricordo il lavoro importante fatto insieme per attuare quel provvedimento, perché eravamo tutti uniti sulla scelta contenuta nel decreto Lorenzin, con il presidente Maroni e con il presidente Zaia, con cui abbiamo anche convenuto sulla circolare attuativa di quel decreto-legge, ad agosto dell'anno scorso. Abbiamo lavorato persino per avere un anticipo, che non era previsto dalla legge, con l'Autorità garante proprio su tutta la parte dell'anagrafe vaccinale, per non far pesare sui dirigenti scolastici e sulla scuola competenze che non sono ovviamente a carico loro. Ma su questo invece state dando un segnale davvero sbagliato. E vengo ad altre due deroghe, Presidente, riguardanti due questioni alle quali tengo particolarmente. In questo decreto-legge si dice di posticipare di un anno l'entrata in vigore di una norma che richiama la valutazione attraverso il test dell'Invalsi, che serve alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, non solo per avere una valutazione da inserire poi nel proprio curriculum su italiano, matematica e inglese, ma esattamente per proseguire gli studi o per rapportarsi con il mondo del lavoro. Le ragazze e i ragazzi hanno lavorato nell'anno precedente ed erano pronti a lavorare quest'anno. Così, dopo anni in cui abbiamo sperimentato, discutendo e adeguando tutto questo all'interno dei percorsi formativi, anche con il coinvolgimento dei docenti, degli studenti, dei genitori e dell'insieme della società, quale segnale diamo? Che non vale più. Sapete che cos'è che non vale? Il fatto che noi stiamo togliendo l'orgoglio alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, quando incontreranno i loro coetanei di ben 90 Paesi del mondo, che rappresentano l'80 per cento dell'economia globale che vive, di avere esattamente le stesse valutazioni, gli stessi strumenti e le stesse opportunità di qualità formativa. Ma perché? (Applausi dal Gruppo PD) . Analogo è il discorso per quanto riguarda l'alternanza scuola-lavoro, un'innovazione didattica. Ci sono stati limiti? Sì. Come sempre, quando si innova, bisogna accompagnare i processi di innovazione e di cambiamento. Anche qui, però, chiediamoci qual è il segnale che diamo a chi si è speso per innovare da questo punto di vista, alle nostre ragazze, ai nostri ragazzi, alle famiglie e alla società nel suo insieme. Stiamo dicendo in sostanza che in questo Paese non si investe sull'istruzione, sulla qualità dell'istruzione e su percorsi innovativi di formazione. Signor Presidente, concludo ricordando le parole, a mio avviso importanti, pronunciate dal Presidente della Repubblica all'apertura dell'anno scolastico, che dovrebbero farci riflettere e magari prendere di nuovo insieme una decisione su questo. C'è una responsabilità di tutta la politica e di tutta la Repubblica a dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi la migliore istruzione possibile, in armonia con i cambiamenti che sono già intervenuti negli altri Paesi. Perché, allora, questo Governo e questo Parlamento si devono caratterizzare per l'incertezza e per la retromarcia su questi temi? Stiamo facendo un danno alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, che invece sono l'oggi e la qualità del nostro futuro. PRESIDENTE. Per cortesia, senatrice, concluda, visto che sono stati superati abbondantemente i tempi. FEDELI (PD) . Ha ragione e le chiedo scusa, Presidente. Il lavoro che abbiamo fatto non ha guardato ai partiti: è stato fatto insieme a tutte le realtà, di ogni appartenenza politica, perché si tratta davvero di considerare il diritto fondamentale all'istruzione un tema che riguarda tutti. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.166, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.167, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «resta fermo che». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 6.168. Passiamo all'emendamento 6.169, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BERARDI (FI-BP) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, vogliamo presentare il nostro emendamento, che parla soprattutto della messa in sicurezza delle scuole. Posso portare in Aula la mia esperienza di assessore ai lavori pubblici del Comune di Orbetello, dove fin dal momento del mio incarico mi sono occupato della sicurezza degli edifici scolastici. Ovviamente incontriamo sempre difficoltà a reperire le risorse economiche, difficoltà che vengono accresciute anche dal codice degli appalti, il quale a volte, purtroppo, complica i bandi e gli affidamenti; e così, i tempi si allungano notevolmente, il tutto a discapito della sicurezza degli istituti. Con quest'emendamento chiediamo di poter dare una risposta più sicura al problema di tutti i nostri edifici a tutela soprattutto dei nostri alunni e dei nostri bambini, al fine di garantire loro il diritto alla sicurezza, alla formazione e allo studio. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.169, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G6.69. BITI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Poiché sia il Gruppo del Partito Democratico sia quello di Forza Italia hanno superato abbondantemente i tempi, vi pregherei, colleghi, di fare dichiarazioni di voto concise. Ha facoltà di parlare, senatrice Biti. BITI (PD) . Signor Presidente, la ringrazio. Cercherò di essere breve e di restare nei termini. L'ordine del giorno G6.69 raccoglie molte delle cose che sono state dette stamani in Aula da tanti colleghi che mi hanno preceduto, non soltanto del mio Gruppo, ma di tutti. Vedete, signor Presidente e onorevoli colleghi, da quanto ho ascoltato stamattina in quest'Aula è emerso che siamo tutti d'accordo sul fatto che i vaccini sono importanti e utili e che servono e anche che la salute pubblica va preservata. Mi chiedo allora perché da un bel po' di tempo - da mesi - stiamo qui a discutere su questa cosa, che sembra semplice. Mi rispondo che probabilmente questo milleproroghe in realtà è un millenascondigli, un millefraintendimenti e un millecambidiidee. L'abbiamo visto proprio sull'articolo 6, alla Camera, in cui sembrava che il Governo cambiasse idea in un momento, per poi cambiarla nuovamente un'ora dopo. Perché siamo qua, allora, se siamo tutti d'accordo nel tutelare la salute pubblica, non soltanto dei bambini e degli immunodepressi, ma di tutti i cittadini d'Italia? Siamo d'accordo, senatore Romeo, sul fatto che ci vogliano formazione e informazione: proprio attraverso queste due cose sappiamo che in certi momenti - e adesso è uno di questi - l'obbligo di vaccinare è assolutamente necessario, per garantire quella libertà che è stata richiamata anche poc'anzi da una senatrice che mi ha preceduto. È questo, colleghi, che vi chiediamo: perché? Il dibattito non c'è stato, ci è stato precluso in Commissione. La collega del MoVimento 5 Stelle che ha detto che ci sarebbe stato il dibattito e che loro lo volevano... PRESIDENTE. Per favore, concluda. BITI (PD) . Concludo, signor Presidente. Chiedo perché in Commissione nessuno di voi abbia mai aperto la bocca, per spiegarci perché venga prorogata una cosa che non ha senso prorogare. (Applausi dal Gruppo PD). Perché si proroga il rischio che bambini e cittadini si ammalino gravemente e addirittura rischino di morire? Perché colleghi? Nessuno ce l'ha detto, né voi né il Governo, che stamani è assente. Concludo facendo un richiamo a quanto diceva il presidente Marcucci: con la presente discussione dimostriamo che all'interno di quest'articolo 6, che prevede una proroga per l'istruzione e l'università, è stato nascosto un tema importante come quello della salute. (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Devo toglierle la parola, senatrice Biti, lei è fuori tempo: sta parlando da tre minuti abbondanti, mentre gliene avevo dati soltanto due. La prego di chiudere. BITI (PD) . Ha ragione, signor Presidente, ma sto parlando da due minuti e cinquantacinque secondi. Comunque concludo dicendo che abbiamo dimostrato che stiamo affrontando un tema legato alla salute e avremmo voluto che il Ministro della salute fosse presente per spiegarcene le ragioni. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.69, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.70, presentato dalla senatrice Bini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.71, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.72, presentato dal senatore Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.73, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.74, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.75, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G6.76, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'ordine del giorno G6.77 che il Governo intende accogliere come raccomandazione. Come si esprimono i presentatori in merito? MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, in realtà è già una raccomandazione perché il dispositivo impegna il Governo a «valutare la possibilità di». Pertanto, raccomandare di «valutare la possibilità di» mi sembra un po' poco. Se però il Governo non cambia idea, cosa che mi sembrerebbe opportuna (e infatti non lo fa), va bene anche la raccomandazione, purché lo faccia. PRESIDENTE . Il Governo cambia idea? GUIDESI , sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . No. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G6.77 è accolto come raccomandazione. Essendo inammissibili tutti gli ordini del giorno riferiti agli articoli 7 e 8, passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. Esprimo parere favorevole sull'ordine G9.83. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. VERDUCCI (PD) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Le do due minuti, avendo abbondantemente, e quando dico abbondantemente significa tantissimo, dato del tempo. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, la voglio ringraziare di questo tempo e le voglio anche dire che alcuni senatori del Partito Democratico avrebbero voluto intervenire su questo punto, come faccio io. Intervengo allora a nome di tutto il Partito Democratico. La ringrazio nuovamente per il tempo che mi ha concesso perché il tema che poniamo, come sa, è importante. Noi poniamo il tema della ricostruzione delle zone del Centro Italia che sono state colpite dal terremoto due anni fa. Un tema per noi fondamentale, signor Presidente; per noi del Partito Democratico è una grande questione nazionale. Lo abbiamo dimostrato da Governo in questi due anni con investimenti come mai ce ne erano stati. E lo stiamo dimostrando con le nostre battaglie parlamentari, anche testardamente, signori del Governo, signori della Lega e del MoVimento 5 Stelle, di fronte alle vostre alzate di spalle, di fronte al vostro silenzio e alla vostra indifferenza. Noi vogliamo che i riflettori rimangano accesi, per voi invece c'è il buio. Io sono di un paese del cratere, come altri colleghi del Partito Democratico, e se siamo qui a dare battaglia è perché sappiamo l'urgenza. Sappiamo che far passare del tempo per alcune aziende significa chiudere (e quando chiudono non riaprono); significa perdere posti di lavoro; significa mortificare dei progetti di vita. Signor Presidente, mi faccia dire che noi che abitiamo in questi posti sappiamo che sono posti fragili, perché sono posti montani dell'entroterra; ma sono posti forti, forti delle loro manifatture e di un modello economico originario. I nostri emendamenti rafforzano manifatture e servizi, cioè un nucleo per un progetto, non solo per la ricostruzione ma per vivere in questi nostri territori per i prossimi anni: un progetto che è fondamentale. Noi allora ci chiediamo perché, di fronte a questo, ci siano reiteratamente questi no. Avete preso voti promettendo sicurezza e protezione. Dare risposte a chi è colpito dal terremoto significa dare sicurezza e protezione, così come significa dare sicurezza e protezione stanziare fondi per le periferie o permettere a chi è più debole di vaccinarsi. VOCI DAI GRUPPI M5S e L-SP-PSd'Az. Basta! PRESIDENTE. Senatore Verducci, la invito a concludere. VERDUCCI (PD) . Capisco che questo sia un tema che voi volete eliminare, ma almeno sul terremoto, colleghi, fate dire che ci sono ci sono migliaia di persone, lavoratori e servizi... Signor Presidente, questo è il Governo del grande inganno. Hanno preso i voti dei più deboli ma fanno gli interessi dei più forti. Ma gli inganni, prima o poi, vengono smascherati! (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori, fino alle parole «per l'anno 2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9.1 a 9.12. Passiamo all'emendamento 9.13, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.13, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.15 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ERRANI (Misto-LeU) . Ne chiedo la votazione e domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, su tutte le questioni relative al terremoto c'è stato un impegno comune di tutto il Senato. Il Governo si è impegnato, quando facemmo il provvedimento, come tutti i colleghi ricorderanno, ad affrontare una serie di questioni che, in quella fase, non era possibile affrontare. Ora, in questo provvedimento siamo in terza lettura e non è possibile affrontare tali questioni. Però io chiedo se è confermato l'impegno del Governo. Questo è quello che mi interessa. Non mi interessano, come sapete, le polemiche. Mi interessa solo sapere se, a questo punto, nella manovra di bilancio saranno rispettati dal Governo gli impegni che tutti insieme abbiamo condiviso quando abbiamo discusso del provvedimento sul terremoto in Commissione speciale. (Applausi dai Gruppo Misto-LeU e PD). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.15 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Commenti del senatore Errani). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 9.14 a 9.26 sono inammissibili. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G9.83, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9- quater introdotto dalla Camera dei deputati nel testo del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere contrario sui due emendamenti presentati. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9- quater .1 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori, fino alle parole «livelli occupazionali». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9- quater .2 (testo 2). Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, che si intendono illustrati, su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. GUIDESI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno G11.84. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 11.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Misiani e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 11.2 a 11.6. Passiamo all'emendamento 11.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.5, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.7. Passiamo all'emendamento 11.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.8, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori, fino alle parole «25 milioni di euro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 11.9 e 11.10. Passiamo all'emendamento 11.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.11, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.12, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G11.84, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti riferiti all'articolo 13 sono inammissibili. C'è una richiesta da parte dei Capigruppo di sospendere la seduta e di riprendere il seguito della discussione del disegno di legge alle ore 16. Alle ore 15 ci sarà il question time . Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito. Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 15. (La seduta, sospesa alle ore 13,27, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro della difesa. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Steger ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00214 sulla normativa relativa al regime fiscale agevolato per le associazioni sportive dilettantistiche, per tre minuti. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, signor Ministro, attualmente le associazioni sportive dilettantistiche ricorrono, nella quasi totalità dei casi, al regime agevolato di cui alla legge n. 398 del 1991. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, richiamato anche dalla legge sopracitata, prevede che i soggetti rientranti nel regime agevolato siano esonerati dall'obbligo di fatturazione, ad eccezione però, tra le altre, delle operazioni di sponsorizzazione. Diversamente, il nuovo codice del terzo settore (decreto legislativo n. 117 del 2017) prevede che gli organismi di volontariato, tra i quali rientrerebbero le associazioni sportive dilettantistiche, non siano soggetti passivi IVA, qualora l'ammontare dei ricavi commerciali conseguiti non abbia superato in totale i 130.000 euro. Il via libera da parte della Commissione Ue potrebbe costituire elemento di supporto per un'eventuale estensione dell'agevolazione alle associazioni sportive dilettantistiche che si trovassero in una condizione equivalente a quella degli enti autorizzati a godere dell'esclusione da IVA, quindi associazioni sportive con ricavi commerciali inferiori ai 130.000 euro. Si chiede di sapere se il Ministro non ritenga ipotizzabile una modifica normativa volta a prevedere che le prestazioni di sponsorizzazione rese dalle associazioni sportive dilettantistiche - le quali abbiano esercitato l'opzione per l'applicazione delle disposizioni in materia di imposte dirette ed IVA e il cui volume di ricavi conseguiti nell'anno precedente non sia superiore al limite di cui all'articolo 86 sopracitato - non siano considerate effettuate nell'ambito dell'attività di impresa, purché direttamente correlate allo svolgimento di attività sportive. PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, i senatori interroganti prospettano l'opportunità di introdurre una modifica alla normativa vigente finalizzata a prevedere esclusioni ai fini IVA dall'ambito dell'attività d'impresa delle prestazioni di sponsorizzazione correlate e finalizzate allo svolgimento delle attività sportive rese dalle associazioni sportive dilettantistiche che abbiano optato per l'applicazione del regime di cui alla legge n. 398 del 16 dicembre 1991, il cui volume di ricavi conseguiti nell'anno precedente non sia superiore al limite di 130.000 euro. Richiamo, al riguardo, il regime forfettario, di cui all'articolo 86 del codice del terzo settore, approvato con decreto legislativo n. 117 del 3 luglio 2017. Questo ultimo, relativo alle diverse categorie delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, prevede che alle medesime si applichi un regime forfettario speciale, qualora non percepiscano ricavi superiori a 130.000 euro annui. Tale regime non esclude la soggettività IVA, ma prevede semplificazioni significative in ordine agli adempimenti contabili. I soggetti che optano per detto regime, in particolare, sono tenuti all'emissione, enumerazione e conservazione delle fatture e delle bollette doganali, nonché all'assolvimento dell'imposta sulle operazioni attive, mentre non pagano e non detraggono l'IVA sugli acquisti. I senatori interroganti, richiamando detto distinto regime, chiedono di introdurre una presunzione di non commercialità delle sponsorizzazioni effettuate dalle associazioni dilettantistiche sportive. A tal proposito si fa presente che, ai sensi della presunzione recata dall'articolo 4, quinto comma, lettera i) , del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 e in conformità alla direttiva 2006/112, ai fini IVA sono considerate in ogni caso commerciali le attività aventi ad oggetto la pubblicità commerciale, nell'ambito della quale sono ricomprese anche le prestazioni di sponsorizzazione. L'ipotesi avanzata dagli interroganti di introdurre in via normativa una presunzione di non commercialità per le attività di sponsorizzazione rese dalle associazioni sportive dilettantistiche, ancorché limitata a soggetti di modeste dimensioni, si porrebbe in netto contrasto con la direttiva europea 2006/112 in materia di imposta sul valore aggiunto, che non offre spazi per accordare una simile deroga al meccanismo di funzionamento dell'imposta. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Steger, per due minuti. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Ministro, prendo atto di quanto purtroppo ha detto. In vista di una revisione della direttiva europea che sta per essere discussa a Bruxelles, volevo sapere se, dal punto di vista sostanziale, dal momento che parliamo sempre di un'attività assimilabile a quelle del terzo settore, il Governo ritenga di condividere questa posizione. So che per ora la direttiva non è ancora in vigore, ma so anche che a livello europeo si sta discutendo la modifica in quel senso. Era quello il senso della mia interrogazione. PRESIDENTE . La senatrice Bonino ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00209 sulle prospettate misure di "pace fiscale", per tre minuti. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Ministro, la domanda che le ho posto e che lei ha sotto gli occhi è molto semplice: le chiedo se può aggiornare il Senato sulle proposte di "pace fiscale", eufemismo fuorviante - a me pare - per condono, ma così io l'ho inteso. In particolare, le chiedo se può darci una stima del gettito previsto, poiché possono essere vari gli ambiti di intervento e vari gettiti possono venire, così come abbiamo tutti letto negli ultimi giorni. È in un certo senso un disturbante. So perfettamente, da tempi storici, quali sono le tensioni quando si arriva alla sessione di bilancio, specie nei Governi di coalizione. Trovo improprio che qualcuno pretenda da un Ministro serio di trovare le risorse, neanche lei potesse stampare moneta: vuole dire farlo in deficit , perché non vedo altre possibilità. In ogni caso, per mettere un po' d'ordine, anche se immagino che il negoziato sia in corso e temo si inasprirà, come tradizionalmente avviene in tutte le sessioni di bilancio - questa volta un po' più aggressiva - le chiedo se ci può aggiornare sul gettito che lei pensa si possa ottenere dalla ex "pace fiscale", attuale condono. PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, con il documento in esame la senatrice chiede chiarimenti in merito alle misure cosiddette di "pace fiscale" che questo Governo intende introdurre. Ricordo - come ho più volte detto - che parlare di "pace fiscale" significa non varare nuovi condoni, ma pensare a un fisco amico del contribuente, che favorisca l'estinzione dei debiti. Al riguardo, sono allo studio iniziative volte ad assicurare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà, in coerenza con una disciplina dell'accertamento e della riscossione che miri a incrementare la tax compliance . Tenuto conto della necessità di approfondimenti tecnici in merito alle diverse soluzioni al vaglio, mi dispiace, ma non è allo stato possibile fornire una stima attendibile e puntuale degli effetti di gettito delle nuove misure che saranno introdotte. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Bonino, per due minuti. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Ministro, prendo atto della risposta, che in qualche modo mi aspettavo. Le posso solo augurare di avere dei colleghi in un certo senso un po' più rispettosi - se posso permettermi di esprimermi in questo modo - delle competenze e dei ruoli nazionali, europei e internazionali di un Ministro dell'economia. Tornerò alla carica più avanti per vedere se riusciamo a capire in modo migliore qualcosa. Intanto le auguro buon lavoro. Cerchi di capire lei per tutti noi. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Il senatore Ciriani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00213 sulle misure di welfare familiare e di sostegno al reddito, per tre minuti. CIRIANI (FdI) . Signor Ministro, lei è impegnato nel compito - lo definirei acrobatico - di tenere insieme le varie richieste della sua maggioranza. In particolare, sia ieri che oggi il presidente Conte e il ministro di Maio hanno ribadito la necessità di introdurre il cosiddetto reddito di cittadinanza. Non mi soffermerò più di tanto sul giudizio che diamo di questa misura, che riteniamo non produrrà alcuno degli effetti sperati, per la crescita né dei consumi né del prodotto interno lordo; anzi, la riteniamo una misura diseducativa perché spingerà molti, soprattutto al Sud, al lavoro nero e ad attendere a casa o al bar l'assegno di Stato. Il problema che vorrei sollevare è sulla dizione presente nel contratto relativa al reddito di cittadinanza, laddove si dice esplicitamente che tale misura è limitata ed è assegnata soltanto ai cittadini italiani. Noi condividiamo tale principio, perché lo consideriamo corretto. Io e il partito che rappresento, Fratelli d'Italia, non riteniamo che tutti abbiano diritto a tutto e che esista una priorità di buon senso per i cittadini italiani, per le famiglie italiane che per venti, trenta o quaranta anni hanno contribuito a creare ricchezza e magari si trovano ora in una situazione di difficoltà economica, e non possono essere messe sullo stesso livello di chi in questo Paese è giunto dall'estero due anni fa o addirittura soltanto due giorni fa. Professor Tria - mi rivolgo al professore prima che al Ministro - lei però sa che molte sentenze della Corte costituzionale - lo dico non perché lo condivido, ma perché è un dato oggettivo - e anche dei tribunali europei, della Corte giustizia del Lussemburgo e della Corte di Strasburgo, hanno più volte ribadito che in tema di servizi del welfare , cosiddetti universali ed essenziali, non ci può essere alcuna distinzione tra cittadini italiani e cittadini stranieri. Quindi, la domanda è la seguente: il Governo è in grado di garantire che questa misura riguarderà soltanto i cittadini italiani e non anche gli stranieri? Le famiglie straniere, infatti, sono 1.600.000 e moltissime di queste sono in condizioni di povertà. Si corre quindi il rischio concreto di aprire una voragine nei conti pubblici. È facile immaginare che moltissime di queste famiglie faranno richiesta di accesso alla misura del reddito di cittadinanza. Le chiedo, quindi, se il Governo intende procedere su questa strada, se ha una stima dei costi aggiuntivi e di quante ulteriori famiglie potrebbero essere accolte nella misura del reddito di cittadinanza, qualora fosse steso anche ai cittadini stranieri com'è adesso per i servizi di sicurezza sociali introdotti dal Governo Gentiloni Silveri. PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, le misure di welfare previste dal contratto di Governo consistono in meccanismi di aiuto alle famiglie e in strumenti di sostegno al reddito, anche attraverso l'introduzione di un reddito e di una pensione di cittadinanza, in favore dei cittadini italiani che versano in condizione di bisogno. Sono in corso da tempo gli approfondimenti tecnici tra le diverse amministrazioni coinvolte per quanto riguarda sia la configurazione delle diverse misure, sia la definizione della platea dei soggetti destinatari delle medesime, in linea con le indicazioni del contratto di Governo, da introdurre nella prossima manovra finanziaria. Si è consapevoli del fatto che i requisiti relativi alla cittadinanza, ed eventualmente alla residenza, possono essere introdotti soltanto nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione e della normativa dell'Unione europea. La recente giurisprudenza costituzionale, nel dichiarare l'illegittimità di alcuni requisiti introdotti dalla legislazione statale e regionale, con le sentenze nn. 106, 107 e 166 del 2018, ha peraltro riconosciuto, in particolare nell'ultima pronuncia citata, che resta ferma la possibilità che il legislatore individui altri indici di radicamento territoriale e sociale a cui subordinare le misure di welfare - nella specie era il bonus affitti - nei limiti imposti dal principio di non discriminazione e di ragionevolezza. Si segnala inoltre che l'iniziativa legislativa già avanzata dal MoVimento 5 Stelle nel corso della precedente legislatura, il disegno di legge n. 1148 del 2013, che individuava uno schema di reddito minimo condizionato alla presenza dei requisiti reddituali familiari e di comportamento dei beneficiari, prevedeva che a tale misura potessero accedere i cittadini italiani o di Stato membro dell'Unione europea residenti sul territorio nazionale. Per quanto concerne i cittadini di Paesi terzi, invece, la disposizione in questione condizionava la fruibilità del sostegno al fatto che i rispettivi Paesi di origine avessero sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l'Italia. Infine, appare significativo ricordare il vigente istituto del reddito di inclusione sociale, dove si prevede, con riferimento ai requisiti di residenza e di soggiorno, che il componente richiedente la misura debba essere congiuntamente: come prima condizione, cittadino dell'Unione europea o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno nell'Unione per soggiornanti di lungo periodo; come seconda condizione, residente in Italia in via continuativa da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Ciriani, per due minuti. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, leggerò il testo scritto della risposta del Ministro, perché mi pare di aver inteso che nelle sue affermazioni finali in parte smentisca quanto detto all'inizio. Peraltro, le sentenze che il Ministro ha citato sono riferibili non al reddito di cittadinanza, cioè a una misura universale antipovertà, ma ad altre misure ulteriori del servizio sociale, che non sono assimilabili. Da questo punto di vista la giurisprudenza è abbastanza chiara. Il rischio che intravediamo, signor Ministro, è che, di fronte a un ricorso al TAR o al tribunale civile da parte di un cittadino straniero, il Governo sarà poi costretto ad aprire questa misura a tutti gli altri cittadini stranieri legittimamente e legalmente soggiornanti, come ha detto alla conclusione del suo intervento. Faccio telegraficamente riferimento a un'esperienza che conosco molto bene, quella della Regione Friuli-Venezia Giulia, dove è stato introdotto nel 2016 un reddito di cittadinanza: pensi che, pur essendo la popolazione straniera pari al 9 per cento di quella complessiva, essa ha goduto del 40 per cento delle misure sociali, perché le famiglie straniere sono di norma più numerose, non hanno patrimonio immobiliare e di norma accedono prima delle famiglie italiane ai servizi sociali. Quindi, si corre il rischio di avere non soltanto una misura inefficace dal punto di vista economico, ma anche una beffa per le famiglie italiane, operata da parte di un Governo che dice - e noi saremmo contenti se lo facesse - di voler agire innanzitutto e prima per le famiglie italiane. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Il senatore Mallegni ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00215 sulle risorse necessarie a finanziare le misure previste nel contratto di Governo, per tre minuti. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, faccio una breve premessa. L'economia italiana sta vivendo una situazione di incertezza - ma dirlo a lei, signor Ministro, è superfluo - e di possibile rallentamento congiunturale, in cui si evidenzia il forte aumento del rendimento che l'Italia è costretta a pagare per collocare i propri titoli di Stato, cosa che costituisce un costo immediato e concreto e al tempo stesso un dato molto indicativo. Si tratta di un rendimento ormai stabilmente superiore di almeno mezzo punto rispetto ai valori segnati fino alla primavera del 2018. Il confronto con gli analoghi tassi che ottiene la Germania, misurato con il cosiddetto spread , almeno 100 punti sopra la media del 2017, conferma che non si tratta di una tendenza internazionale ma, purtroppo, di un fenomeno tutto italiano. Negli ultimi giorni, il Ministro in indirizzo ha più volte dichiarato pubblicamente di voler mantenere - ovviamente - il programma di Governo entro i limiti di bilancio necessari per conservare la fiducia dei mercati finanziari - gliene dobbiamo dare atto - e, quindi, evitare l'instabilità finanziaria che porterebbe a un danneggiamento della crescita e renderebbe ancora più oneroso il costo del debito italiano, il famoso 1,6 per cento del rapporto deficit/ PIL, che lei ha ricordato spesso nelle ultime settimane. Destano peraltro preoccupazione le recentissime dichiarazioni dello stesso Ministro - le sue - che, a più riprese, ha definito la flat tax - uno dei pilastri anche del nostro programma di Governo di centrodestra - quella classica, a una sola aliquota, ormai «superata e tramontata». Con tale impostazione contrastano, tuttavia, le dichiarazioni di autorevoli esponenti del Governo, i due Vice Presidenti del Consiglio dei ministri, che si sono detti pronti ad approvare nella prossima legge di bilancio la cosiddetta flat tax , il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni, anche mediante uno sforamento del vincolo europeo del 3 per cento. In questo scenario è fondamentale che l'azione di Governo non deteriori ulteriormente il livello di fiducia dei mercati e di credibilità internazionale. Tutte le principali istituzioni economiche, nazionali e internazionali, hanno recentemente rivisto al ribasso le stime di crescita del prodotto interno lordo italiano, sia per il 2018 che per il 2019. Tale revisione provoca automaticamente il peggioramento del rapporto tra debito e prodotto interno lordo, richiedendo al Governo ulteriori sforzi correttivi per mantenere gli obiettivi in grado di rassicurare gli investitori, peraltro concordati con l'Unione europea. La spesa per interessi sul debito rischia comunque di aumentare ulteriormente per via della cessazione del programma di quantitative easing della Banca centrale europea. Il Governo si è impegnato a impedire in qualsiasi modo l'aumento delle aliquote IVA previste dalle clausole di salvaguardia, e stamani abbiamo letto qualcosa di diverso. Insomma, signor Ministro, le chiediamo se non ritenga di chiarire attraverso quali iniziative e con quali risorse intenda attuare le misure citate in premessa alle quali, stanti le dichiarazioni degli altri componenti del Governo, sicuramente non si potrà derogare. (Applausi del senatore Vitali) . PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, professor Tria, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRIA, ministro dell'economia e delle finanze . Signor Presidente, in riferimento all'interrogazione della senatrice Bernini e altri, si conferma che l'obiettivo del Governo è quello di assicurare la graduale realizzazione degli interventi di politica economica contenuti nel contratto di Governo compatibilmente con l'esigenza di garantire l'equilibrio dei saldi strutturali di finanza pubblica. Nell'attività istruttoria fin qui svolta, in stretto raccordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con i colleghi di Governo, si sta operando nel pieno rispetto delle risoluzioni sul Documento di economia e finanza approvate da Senato e Camera nello scorso mese di giugno. Per quanto concerne le misure attraverso le quali si intende procedere alla realizzazione di detti obiettivi, nonché al reperimento delle risorse da destinare alla loro attuazione, il Governo procederà all'individuazione degli ambiti di intervento in sede di predisposizione della Nota di aggiornamento al DEF, che sarà presentata al Parlamento a breve, e comunque entro la fine del mese di settembre, e in quella sede provvederà a fornire il quadro delle diverse misure volte ad assicurare la realizzazione del contratto di Governo che troveranno concreta attuazione mediante la stesura del prossimo disegno di legge di bilancio e la manovra finanziaria per il 2019. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mallegni, per due minuti. MALLEGNI (FI-BP) . Signor Ministro, come ha detto prima la senatrice Bonino, era naturale che lei oggi non ci desse i numeri, ma era importante che il Senato e quantomeno tutti noi - me lo sono anche scritto - chiedessimo a lei, che di conti se ne intende - e il confronto con il presidente del Consiglio Conte mi sembra doveroso - di dire ai padroni di casa che, francamente, per attuare un programma di Governo - anche noi, che auspicavamo di essere forza di Governo, ce lo eravamo prefisso - occorre un periodo di cinque anni. Il problema sa qual è? Sapendo di essere carenti sia di pazienza, ovviamente, sia - permettetemelo - di competenza, condizioni entrambi essenziali, probabilmente attuare tutto ciò in novanta, centoventi o centottanta giorni risulterà impossibile. Purtroppo, però, questa Nazione, questo Governo e questo Stato non possono essere continuamente in campagna elettorale e a lei non può essere tirata la giacca soltanto perché fra qualche mese ci saranno le elezioni europee. (Applausi del senatore Vitale). PRESIDENTE . La senatrice Garavini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00216 sul programma di acquisto di droni da parte dell'Aeronautica militare, per tre minuti. GARAVINI (PD) . Signor Ministro, dobbiamo dotarci di regole morali ed etiche per il funzionamento dei droni, perché l'evoluzione tecnologica li mette nelle condizioni di decidere quali obiettivi colpire attraverso un algoritmo, senza presenza di decisioni umane. Si tratta di un dibattito al quale abbiamo assistito nel corso dell'ultima conferenza delle Nazioni Unite, riunitesi a Ginevra qualche settimana fa, e che dobbiamo fare nostro, perché è importante. Fatta questa doverosa premessa, signor Ministro, è indubbio che i droni già oggi rappresentino un pezzo importante delle politiche di difesa a livello internazionale e siano destinati a diventarlo ancora di più. Innanzi tutto, consentono ricognizioni in zone ad alto rischio senza mettere in pericolo la vita dei piloti, dal momento che sono manovrati da remoto, e dall'altra parte consentono una serie di applicazioni ad uso civile. Ricordo - per esempio - che possono essere utilizzati nel monitoraggio ambientale, e quindi per prevenire eventi catastrofici, oppure nel controllo del progressivo deterioramento di opere infrastrutturali, cosa che acquista una rilevanza particolare anche alla luce della recente tragedia del Ponte Morandi a Genova. Potrebbero inoltre essere utilizzati anche per il controllo delle frontiere. Insomma, vi è tutta una serie di applicazioni che rendono l'uso e la produzione di droni particolarmente interessante e importante per il futuro. L'Italia dunque non può essere assente nella produzione di droni, anche perché può vantare notevoli eccellenze, acquisite negli ultimi anni attraverso gli investimenti effettuati nella produzione dei droni P.1HH, proprio perché sono maturate competenze e know how , per non parlare della proprietà intellettuale. Tali know how e competenze interessano non soltanto la ditta possibilmente interessata alla costruzione, la Piaggio, ma tutta la relativa, articolata filiera produttiva. Ecco che, signor Ministro, in questo question time siamo a chiederle quale intenda essere la posizione del Governo. Nella sua prima audizione, a Camere riunite, ha soltanto sorvolato sull'argomento, ma il tema è troppo importante e i diversi veti posti dal Governo su una serie di investimenti pubblici importanti - penso alla recente decisione sulle Olimpiadi invernali, ma anche a quelle presumibilmente assunte sulla TAV e sulla TAP - ci fanno temere il peggio. Con questo quesito chiediamo dunque quale sia l'intenzione del suo Ministero. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, professoressa Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, la parte del contratto di Governo relativa alla Difesa sancisce l'imprescindibilità della tutela dell'industria italiana del comparto della Difesa, con particolare riguardo al finanziamento della ricerca e dell'implementazione del know how nazionale in ambito non prettamente bellico (progettazione e costruzione di navi e aeromobili e sistemistica hi-tech ). A tal riguardo, in merito allo sviluppo - per esempio - del programma relativo al drone mail , sono in corso approfondimenti da parte del Dicastero per individuare, in relazione alle capacità offerte dal sistema, il più ampio spettro possibile d'impiego, al di là del potenziamento fondamentale delle capacità d' intelligence , surveillance e reconnaissance della Difesa. Mi riferisco, come già delineato nella presentazione delle linee programmatiche del mio Dicastero, al concetto di dual use, ossia delle sue applicazioni anche in ambito civile a titolo di esempio, al controllo del territorio, all'ambito ambientale, al contrasto agli incendi boschivi, al monitoraggio dei siti archeologici. A tal proposito, proprio in virtù del citato impiego dual use del velivolo in questione, lo sviluppo del programma trova la piena approvazione da parte del mio Dicastero anche in considerazione del fatto che lo schema di decreto è stato già concertato con il Ministero dell'economia e delle finanze e prevede il finanziamento attingendo dai capitoli d'investimento dello stato di previsione della Difesa nell'ambito delle risorse iscritte alla missione «difesa e sicurezza del territorio» e delle risorse recate dall'articolo 1, comma 140, della legge di bilancio 2017, legge n. 232 del 2016. Va doverosamente sottolineato, tuttavia, che sotto l'aspetto procedurale l'approvazione dello schema di decreto del programma pluriennale relativo al programma del drone mail è competenza parlamentare, essendo richiesto il preventivo parere delle Commissioni parlamentari in quanto riferito a programmi di ammodernamento e rinnovamento non afferenti al mantenimento delle dotazioni o ripianamento delle scorte direttamente destinati alla difesa nazionale. Inoltre, rappresento che è tuttora in valutazione la modalità più idonea di governance del programma prevedendo il coinvolgimento di Piaggio aerospace e Leonardo poiché, in aderenza a quanto definito nel citato contratto di Governo, le due aziende costituiscono, senza dubbio alcuno, due eccellenze nazionali nell'industria di settore a forte connotazione hi-tech , di cui si impone da parte del Dicastero la doverosa salvaguardia in virtù del know how di cui esse dispongono, dei riflessi occupazionali e dell'indotto economico che riverberano sul territorio. Nel concludere voglio rappresentarvi che le competenze che si acquisiranno con l'implementazione del programma costituiranno un ragguardevole bagaglio in termini di know how da poter utilmente sfruttare in ambito europeo internazionale, sia quale opportunità in un settore di mercato in continua espansione, sia quale punto di forza nazionale in iniziative industriali in ambito europeo nel medesimo settore. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Vattuone, per due minuti. VATTUONE (PD) . Signor Ministro, le abbiamo dato l'opportunità di fare chiarezza sullo sviluppo del velivolo a pilotaggio remoto, un prodotto innovativo, sebbene non ce ne fosse bisogno, perché vi abbiamo già lavorato in Commissione con audizioni a più riprese. Prendiamo atto che lei ha dichiarato una sorta di condivisione del programma, seppure ha accennato alla necessità di alcuni approfondimenti. Insisto però, perché abbiamo fatto molte audizioni. Lei ha detto che il Parlamento si deve esprimere. Il mio è quindi un appello. Speriamo che la maggioranza si chiarisca al suo interno e non prenda tempo all'appuntamento della decisione concreta. Sono quattro mesi che in Commissione continuiamo a discutere. Prendiamo allora atto della volontà di condivisione del Governo e facciamo un appello alla maggioranza affinché si chiarisca al suo interno. Le dichiarazioni all'interno della maggioranza sono infatti di segno opposto sia da parte della Lega che da parte del MoVimento 5 Stelle; c'è chi è contrario e chi è favorevole. Ciò è importante, perché siamo di fronte allo sviluppo di un prodotto innovativo che ha delle ricadute economiche importanti. Ci sono aziende strategiche che da mesi, se non almeno da un anno, hanno preparato piani industriali, addirittura quinquennali, e ci sono in ballo circa 2.000 posti di lavoro, con una prospettiva di crescita e questa incertezza crea una grande confusione. Pertanto noi insisteremo in Commissione, anche alla luce delle sue affermazioni di condivisione, affinché si decida in tempi brevi. PRESIDENTE . La senatrice Saponara ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00211 sull'incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto, in provincia di Parma, per tre minuti. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, sinceramente avrei voluto fare a meno di portare alla sua attenzione quanto sto per esporre, ma il fatto accaduto il 21 maggio scorso presso lo stabilimento militare di ripristini e recuperi di munizionamento di Noceto, in provincia di Parma, mi obbliga per coscienza a sottoporle una delicata questione. In quella data un operaio di trentasette anni è rimasto ferito in modo grave per un incidente sul lavoro avvenuto nel detto stabilimento. Un incidente che solo per miracolo non ha avuto conseguenze tragiche, ma che ha comunque avuto conseguenze che non sarà facile cancellare. L'uomo, infatti, è stato investito da un'esplosione di un ordigno bellico di natura artigianale - una bomba carta - mentre stava attuando operazioni per renderlo inerte. La situazione è apparsa subito gravissima e agli occhi degli operai suoi colleghi si è presentato uno spettacolo tremendo. Tutti, naturalmente, hanno temuto il peggio per l'uomo. Sul posto sì sono immediatamente mobilitati i medici del 118, i Vigili del fuoco e i Carabinieri. La macchina del soccorso si è messa subito in moto e l'operaio ferito è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Parma con diverse ferite profonde, tra cui una grave lesione ad un arto. Dopo qualche giorno di coma l'uomo si è lentamente ripreso, ma il percorso di cura e riabilitativo si prospetta ancora lungo per lui e, di conseguenza, per la sua famiglia. Nonostante i tempi ristretti a mia disposizione mi corre l'obbligo di ricordare che lo stabilimento militare di Noceto è gestito dall'Agenzia industrie difesa (AID), in cui è confluita buona parte dell'area tecnico-industriale appartenente alle Forze armate al dichiarato scopo di accrescerne l'efficienza, alleggerendo parallelamente gli oneri a carico del bilancio del Dicastero militare. Detto stabilimento, a suo tempo fabbrica che produceva proiettili, ospita attualmente un impianto di distruzione di esplosivi e residuati bellici al quale sono addetti circa cinquanta dipendenti civili e una decina di militari. Una volta disinnescati gli ordigni, le parti che li compongono vengono rimesse e rivendute sul mercato, mentre la polvere da sparo viene bruciata in un apposito forno. La struttura da sempre dà e ha dato lavoro a molte famiglie del territorio, arrivando a impiegare fino a 2.300 persone, ma questo incidente, preceduto da un altro simile a gennaio del 2015, obbliga a chiedere al Governo quali misure intenda assumere per prevenirne altri, garantendo efficacemente la sicurezza di coloro che vi prestano la propria delicata attività lavorativa e ricordando, infine, che in questo stabilimento lavorano tanti padri e madri di famiglia, oltre che molti giovani. Signor Ministro, confido nella sua disponibilità e sensibilità. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, dottoressa Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, sull'evento dello scorso 21 maggio avvenuto presso lo stabilimento di Noceto, che ha portato al ferimento di un operaio, è in corso un'indagine giudiziaria per determinarne le cause oltre che le responsabilità. È necessario precisare che l'episodio non ha riguardato una linea di produzione attiva, ma la fase precedente l'avvio di tale linea ovvero il «collaudo». Ovviamente, è massimo l'impegno profuso dall'Agenzia industrie difesa nell'individuazione dei possibili interventi migliorativi a integrazione del complesso di misure preventive già adottate nel tempo, nell'ottica di ridurre i rischi per l'incolumità del personale ai fini della tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro presso le unità produttive affidate in gestione, in ottemperanza alla vigente normativa. In particolare, a seguito dell'accaduto tale impegno si è tradotto di fatto in una serie di azioni con tempistiche diverse. Nell'immediato, oltre alla sospensione delle attività di demilitarizzazione di alcuni manufatti militari, l'AID ha incaricato una ditta specializzata affinché intervenga per remotizzare e automatizzare alcune fasi del processo, avviando parallelamente un riesame dei processi consolidati in atto per identificare le azioni di miglioramento, intervenendo sui cicli di lavoro ovvero acquisendo nuove specifiche attrezzature per incrementare il grado di automazione. Inoltre, si è provveduto a concentrare le risorse umane e finanziarie, oltre che strumentali, dello stabilimento sulle attività necessarie a demilitarizzare quantità notevoli di materiali della stessa tipologia da realizzarsi anche con attrezzature specifiche remotizzabili e automatizzabili, nonché a esternalizzare tali attività limitatamente ai manufatti in piccola entità o estremamente particolari. È in atto la prima fase (definizione del requisito) di un progetto per la realizzazione di un ambiente di lavoro innovativo, che consenta di eseguire in remoto e in totale sicurezza per gli operatori attività anche complesse di manipolazione, integrazione e scomposizione di manufatti esplosivi (sistema worksafe ). È stata tra l'altro attivata la funzione centrale di coordinamento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, preposta al coordinamento delle attività dei responsabili dei servizi prevenzione e protezione locali, il supporto alle unità produttive e l' auditing sulle misure di prevenzione e protezione in atto. Nel quadro degli interventi di miglioramento continuo rientra evidentemente anche l'aggiornamento professionale del personale dello stabilimento, permanente e in somministrazione. Prima dell'inizio di ogni attività vi è un'imprescindibile fase di informazione e di aggiornamento. Nell'ambito del costante, costruttivo e trasparente confronto con le rappresentanze sindacali, in data 5 luglio 2018 si è tenuto un primo incontro presso la direzione generale dell'Agenzia, durante il quale sono stati forniti alle organizzazioni sindacali nazionali tutti gli elementi informativi di cui ho parlato, successivamente trasmessi alle stesse organizzazioni sindacali. Concludendo, rappresento che sono in itinere le azioni per estendere a tutte le unità produttive dell'Agenzia la certificazione integrata di qualità ambiente già in atto per la direzione generale e per gli stabilimenti di Noceto, Baiano e Fontana Liri, il cui completamento è previsto entro il triennio 2018-2020. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Saponara, per due minuti. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, la ringrazio per la sua risposta esauriente. Penso che questo possa tranquillizzare la comunità di Noceto, che è sempre sicuramente molto in apprensione per quanto accade all'interno dello stabilimento. Io la prego affinché queste notizie possano essere diramate in modo un po' più esplicito, proprio per tranquillizzare maggiormente sia la popolazione che i lavoratori dello stabilimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Il senatore Mininno ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00212 sul rafforzamento delle strutture e del personale militare nel Mezzogiorno d'Italia, per tre minuti. MININNO (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro della difesa, tra gli impegni sottoscritti nel «contratto per il Governo del cambiamento», al capitolo 9 si stabilisce per la Difesa che: «Al fine di migliorare e rendere più efficiente il settore risulta prioritaria la tutela del personale delle Forze Armate», con esplicito riferimento al tema del «ricongiungimento familiare». Questo tema, profondamente sentito dal personale militare, non è di semplice soluzione, in quanto, a fronte di una massiccia presenza di basi militari nel Nord Italia, circa l'80 per cento del personale proviene dal Meridione e nella maggioranza dei casi, per varie ragioni, ambisce a ritornarvi. Il Parlamento ha il dovere di farsi carico di questo problema. Per questo motivo è stato presentato in Senato, a mia prima firma, un disegno di legge in tema di «congiungimento famigliare», che si propone l'obiettivo di garantire maggiori tutele alla stabilità e serenità della famiglia, diritto fondamentale sancito dall'articolo 29 della Carta costituzionale, tutelando peraltro le amministrazioni stesse, dal momento che le conseguenze della divisione familiare si ripercuotono inevitabilmente anche sul servizio del militare. Questo strumento da solo, però, non è risolutivo; anzi, al contrario, gli effetti di questa norma risulterebbero vanificati dalla carenza di posizioni organiche negli enti dislocati nel Sud Italia. È noto infatti che, in relazione alla sua specificità, lo stato giuridico del personale del comparto difesa è articolato in un complesso di doveri e diritti assolutamente singolare, differente, nella sostanza, rispetto a quello degli altri dipendenti pubblici. Peraltro, il decreto legislativo n. 165 del 2001 stabilisce che il rapporto d'impiego del personale militare resta regolamentato da norme speciali di diritto pubblico, sottraendolo al regime di lavoro subordinato "privatistico" proprio di altre amministrazioni pubbliche. Esiste, pertanto, una inevitabile prevalenza dell'interesse pubblico delle amministrazioni militari rispetto alle legittime richieste ed aspettative del personale con le stellette. La logica conseguenza è che, seppur in possesso di tutti i requisiti per ottenere un trasferimento di sede, il militare si troverà comunque nelle condizioni di non essere movimentato, perché, in caso di automatismo, le amministrazioni militari otterrebbero un eccesso di personale nelle basi del Meridione, con corrispondente riduzione in quelle del Nord, che porterebbe a rendere queste ultime poco o per nulla efficienti. Si richiede, pertanto, ritenendo che sia di competenza governativa, di sapere se il signor Ministro intenda implementare la presenza delle infrastrutture del personale militare nel Mezzogiorno del Paese, con conseguente riduzione di quelle attualmente presenti al Nord, con particolare riferimento a quelle unità i cui compiti non riscontrino una motivazione strategica od operativa per la quale si renda necessaria una specifica allocazione geografica. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, professoressa Trenta, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TRENTA, ministro della difesa . Signor Presidente, ringrazio gli interroganti per avermi fornito l'opportunità di esporre, più in dettaglio di quanto non abbia potuto fare sinora, la posizione del Dicastero su un tema che è alla mia personale attenzione sin da quando ho assunto il mio incarico. Come ho sempre affermato, il personale è uno dei protagonisti del processo di cambiamento delle istituzioni; sento, quindi, come un dovere il tutelare al massimo grado le legittime aspettative nutrite da parte di chi serve il Paese, in uniforme o in abiti civili, riguardo alla propria dimensione familiare, che resta la base imprescindibile della nostra serenità e del nostro operare. È vero, come hanno ricordato gli stessi interroganti, che l'interesse pubblico di cui le amministrazioni militari sono espressione, e al quale il personale si conforma consapevolmente con il suo giuramento, implica l'assenza di garanzie di una sede determinata, anche dopo anni di anni di servizio. È un dato oggettivo, peraltro, che gran parte del personale proviene dalle Regioni meridionali della Penisola, mentre l'attuale situazione vede i due terzi delle infrastrutture militari dislocate nel Centro-Nord. Tale disequilibrio - lo dico solo per inciso - sussiste nonostante un importante sforzo di razionalizzazione che ha interessato l'intero territorio nazionale, a seguito del quale sono state inserite in attività di dismissione e razionalizzazione ben 1.800 infrastrutture militari, diminuendo sensibilmente l'impronta immobiliare nelle aree del Nord Italia. Per incidere ulteriormente su tale situazione sono necessari investimenti per la realizzazione di nuove infrastrutture o per potenziare quelle esistenti per accogliere gli enti che vi verrebbero accentrati. È questo un processo articolato, i cui frutti si vedrebbero nel medio-lungo termine, che necessita di una robusta sinergia intergovernativa e, non ultimo, di intense interlocuzioni con le diverse amministrazioni che vedrebbero ridurre la presenza militare sul proprio territorio. Al riguardo, sento il dovere di sottolineare due aspetti. Innanzitutto, se pure tale processo contribuirà ad una distribuzione più omogenea delle infrastrutture sul territorio, esso non potrà comunque risolvere da solo il problema di contemperare la necessaria distribuzione del personale su tutto il territorio nazionale con reclutamenti a prevalenza geografica concentrata solo in alcune Regioni. In secondo luogo, sotto il piano operativo, sarà sempre necessario poter disporre di Forze armate equamente distribuite sul territorio nazionale al fine di potersi disimpegnare rapidamente, e con l'efficacia di sempre, nell'attuazione dei compiti istituzionali correlati a situazioni di emergenza e pubbliche calamità a favore della popolazione, anche in una prospettiva dual use che ci vede sempre più impegnati al servizio del Paese. Non esiste, pertanto, un'unica soluzione in grado di contemperare esigenze apparentemente così contrastanti, bensì è necessario prendere in considerazione tante misure parallele e convergenti per alleviare disagi e corrispondere al meglio alle aspettative del personale. Voglio ricordare, a mero titolo di esempio, un progetto sul quale lo Stato maggiore della difesa sta già lavorando, che consiste nel creare, all'interno delle Forze armate, dei nuclei territoriali costituiti da personale non più giovanissimo che, pur continuando ad addestrarsi, possa operare nel contempo anche a vantaggio di altre amministrazioni per attività di concorso a tutela del territorio e supporto alla Protezione civile. Questi nuclei costituirebbero, in tal modo, uno strumento che possa riavvicinare le persone verso casa e ridurre l'invecchiamento. In definitiva, le misure necessarie per dare risposta alla problematica comportano la necessità di esplorare soluzioni che investono diversi ambiti del Dicastero. Stiamo valutando tutte le possibili soluzioni da poter adottare nel medio-lungo termine, con la ferma determinazione di operare per tutelare, valorizzandola al massimo grado, la dimensione familiare del personale della Difesa. È un atto sentito, prima che dovuto, da parte mia e dell'istituzione che rappresento. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mininno, per due minuti. MININNO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la risposta articolata ed esaustiva. Esprimo grande apprezzamento per l'attenzione inedita che sta dimostrando sul tema del ricongiungimento familiare. Aggiungo che era anche ora che l'Esecutivo si facesse carico della problematica, che ricordo è fortemente sentita dal personale militare, forse anche più dell'aspetto economico stipendiale. Sono cosciente che lo spostamento verso il Sud d'Italia del baricentro delle strutture del personale militare non può avvenire da un giorno all'altro, ma al contrario ci sarà bisogno di tempo. Anche a nome dei cofirmatari dell'interrogazione, mi posso dichiarare soddisfatto per l'impegno da lei preso a lavorare in questa direzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Sospendo la seduta fino alle ore 16, come preannunciato dalla Presidenza. (La seduta, sospesa alle ore 15,50, è ripresa alle ore 16) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. DDL 717-B PRESIDENTE . Passiamo alla votazione finale. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, la discussione sulla conversione del decreto-legge cosiddetto milleproroghe ci ha già visto intervenire, come senatori di LeU, nei vari passaggi e in dichiarazione di voto sugli emendamenti, in particolare sulle questioni che noi abbiamo ritenuto assolutamente centrali di questo provvedimento. Abbiamo, quindi, già avuto modo di intervenire nel merito, su alcune questioni specifiche. Tuttavia, è evidente a tutti che la versione estiva del solito decreto-legge milleproroghe, dopo il primo passaggio al Senato e poi alla Camera, ha progressivamente assunto - è inutile che si faccia finta di niente - una serie di significati politici molto precisi. Esso ha dato anche segni e indirizzi di ciò che vogliono essere e probabilmente saranno questa maggioranza e il cosiddetto Governo del cambiamento. Noi abbiamo avuto, con l'inaugurazione della versione estiva del provvedimento milleproroghe, la dimostrazione che, evidentemente, per una serie di motivi e di problemi all'interno della maggioranza, siete entrati nell'ambito di determinate questioni non con proposte complessive, non con una capacità - che pure in campagna elettorale avevate dichiarato di avere - di rivoltare tutto, di modificare molto (il Governo del cambiamento), ma con piccoli assaggi, proroghe, interventi parziali, che alla fine hanno dato un'impronta a questo decreto-legge milleproroghe, non solo negativa, ma anche all'insegna di una grande confusione. Soprattutto, signor Presidente, su alcune questioni, che pure vi avevano visti impegnati in campagna elettorale, avete evidentemente cambiato idea. Aggiungo che è sorprendente il fatto che questo sia il secondo provvedimento che portate all'attenzione del Parlamento. Il primo è stato il decreto-legge dignità, anche in quel caso annunciato con grande squillar di tromba come modo per superare e stracciare il jobs act ; alla fine, andando nel merito, evidentemente il jobs act ce lo teniamo ancora. È stato leggermente scalfito e l'annuncio non ha avuto le conseguenze che pure avevate lasciato pensare. Ora scegliete il provvedimento milleproroghe per fare degli annunci e degli "assaggi" di cosa volete fare. Infatti, questo decreto-legge continua a essere, come è tipico dei milleproroghe, non certamente omogeneo essendo diversificato per materia, ma a nostro avviso voi avete aggiunto tanti elementi di incertezza e di confusione. Parlo, ad esempio, della questione dei vaccini, su cui anche il mio collega Errani è con garbo intervenuto. Ovviamente la maggioranza ha tutto il diritto - come peraltro era anche stato annunciato - di intervenire in modo complessivo con un disegno di legge, e oggi, appunto, avete detto di averlo presentato. Forse, però, avreste dovuto, a nostro avviso, evitare di approvare un primo emendamento nel passaggio al Senato per poi far rilasciare dichiarazioni al Ministro che rassicuravano e dicevano altro, dando successivamente, davanti ai dirigenti scolastici che erano preoccupati, da altre assicurazioni, e presentando infine un'altra modifica alla Camera per prorogare la possibilità dell'autocertificazione. Ovviamente tutto ciò era legittimo, ma dovevate assumervi fino in fondo la responsabilità di far capire qual era il segno su cui lavorare per intervenire e riformare quel decreto. Invece, in questo milleproroghe, avete soltanto seminato confusione e, alla fine, disinformazione. Credo che sarà capitato anche a lei, Presidente. Io incontro persone che mi chiedono se alla fine queste vaccinazioni si debbano fare o no. Questo è un problema molto serio perché, torno a ripetere, stiamo parlando di questioni molto sensibili, su cui i genitori sono ipersensibili (lo sappiamo perfettamente) e giocare e non avere certezza in questo campo credo sia davvero veramente molto pericoloso. In secondo luogo, per quanto riguarda la questione del bando delle periferie, potevate venire, dato che sono nate interpretazioni ed equivoci, e spiegare che, appunto, avevate intenzione di modificare completamente l'accordo e di cancellarlo. Invece la norma passa e viene votata, perché vi è un certo tipo di interpretazione, ma poi c'è la rivolta dell'ANCI ed intervengono alcuni membri del Governo che dicono alcune cose e il vice ministro Garavaglia che ne dice altre. Noi chiediamo anche sul bando delle periferie - abbiamo tentato di farlo anche negli interventi nel corso della discussione in Commissione, certamente non con atteggiamenti ostruzionistici, come lei sa, ma sempre nel merito - di riportare un po' alla razionalità, fornendo rassicurazioni e elementi di chiarezza. Infatti ogni volta che noi, come legislatori, ci muoviamo, non solo diamo messaggi fuori ma, nel caso dei Comuni, delle aree metropolitane e degli enti locali, stiamo intervenendo su procedure già avviate, su impegni già assunti. Anche in questo caso è necessaria un minimo di certezza, non la confusione. Vi avevamo anche offerto una via d'uscita, proponendo un ordine del giorno che avrebbe potuto dare elementi non soltanto per accontentare e per evitare che ci potessero essere contrapposizioni in Assemblea ma per dare degli elementi di chiarezza ai Comuni, inserendo in tale ordine del giorno l'oggetto dell'accordo, così come era stato presentato dal presidente del consiglio Conte e dall'ANCI. Neanche questo si è voluto fare ed è evidente, dagli interventi che ci sono stati da parte di alcuni esponenti della maggioranza, che continuano ad esserci interpretazioni diverse: da una parte si tenta addirittura l'operazione di mettere in contrapposizione le risorse apposte sul bando delle periferie con i piccoli Comuni, stiamo cioè parlando di questioni assolutamente diverse, avendo però, poi, tutti quanti collettivamente, già nella scorsa legislatura, assunto il tema delle periferie come un tema centrale. Infatti, nella scorsa legislatura alla Camera è stata svolta proprio una indagine conoscitiva sulle periferie da parte di una Commissione d'inchiesta ad hoc . Sappiamo infatti che vi sono degli elementi sociali ed economici molto seri e preoccupanti sui quali è necessario intervenire per rimuoverli e mettere in atto progetti che impediscano e contrastino la povertà e l'emergenza, anche quella che si concretizza in quelle aree, perché è interesse di tutti, perché aiuta nella convivenza sociale, aiuta contro la disgregazione. Infine, l'ultima perla: per quanto riguarda i diplomati magistrali e la riapertura delle gare - lo ripeterò fino a che avrò voce - continuerò la battaglia che, in questa sede, era stata portata avanti anche con una parte dell'opposizione, senatori del MoVimento 5 Stelle, perché lo ritenevamo un elemento assolutamente discriminante. Con la sentenza del Consiglio di Stato la questione si era poi ancor più complicata. Si approva l'emendamento in Senato, ma cosa succede? Evidentemente il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca non era d'accordo con voi e alla Camera dei deputati viene soppresso l'emendamento, creando ancora una volta una situazione di disagio, perché come lei sa, signor Presidente, sono a rischio tra i 42.000 e i 50.000 posti di lavoro e siamo davanti, per la prima volta, ad un licenziamento di massa che non si era mai visto. Noi lo abbiamo fatto e tutti ci siamo riempiti la bocca della continuità didattica, invece quello che sta accadendo - e si sarebbe potuto risolvere con quell'emendamento - è proprio la rottura della continuità didattica. Si dice infatti a quegli insegnanti, che per anni e anni hanno determinato e garantito la continuità didattica, che evidentemente non sono utili e che oggi non ci sarà nessuna prospettiva per loro. Per tutti questi motivi, signor Presidente e colleghi, i senatori del Gruppo Liberi e uguali voteranno contro il provvedimento in esame. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, il decreto milleproroghe, che abbiamo approvato in prima lettura nella seduta del 6 agosto scorso, torna oggi in Aula dopo l'esame e le modifiche introdotte alla Camera dei deputati, dove a nostro avviso in modo illegittimo è stato chiesto dal Governo il voto di fiducia. Prima di entrare nel dettaglio di qualche questione, voglio esprimere innanzitutto una sensazione politica e, se posso, anche sentimentale. La maggioranza ha prodotto un provvedimento milleproroghe a scadenza, al 31 dicembre, ed oggi che siamo in Aula per la sua definitiva approvazione ci dobbiamo interrogare sinceramente sul destino e sul futuro di tutto quanto è rimasto sospeso e irrisolto. Penso ad esempio - ed è la prima questione che intendo porre - al tema del terremoto e della ricostruzione. Quello che non è stato risolto scivolerà nella legge di bilancio dell'ottobre prossimo, oppure dobbiamo immaginare addirittura un altro milleproroghe per tutto quanto è rimasto irrisolto e sospeso? Più che un insieme di proroghe, la sensazione che si ha è quella di un gigantesco rinvio, ma su questo tornerò in seguito. Voglio ribadire che c'è mezza Italia, quella colpita dal terremoto, che aspetta non di veder passare lo Stato nelle zone colpite dal terremoto, ma che vorrebbe sentirne la mano e vederne l'aiuto concreto. Tutto questo non c'è e non trova spazio lì dove poteva e doveva esserci. Sottolineo allora che si tratta di un rinvio e non di proroghe, probabilmente dovuto alle contraddizioni all'interno della maggioranza e questa è la sensazione che emerge. Allo stesso modo emerge la sensazione che lo spazio è poco, se non nullo, per mediare nelle Aule parlamentari, così come nelle Commissioni, perché è come se tutto si esaurisse e venisse inghiottito nelle dinamiche, anzi direi nelle frizioni, interne al Governo. La seconda questione che intendo evidenziare è quella che anche stamani, direi giustamente, ha provocato un dibattito acceso. Mi riferisco alle clamorose giravolte sul tema dei vaccini. Su tale questione delicata e sensibile - ricordo ad agosto in Aula un accorato intervento di una collega del MoVimento 5 Stelle in difformità dal suo Gruppo - ci sono stati purtroppo due se non tre ripensamenti. Tutto questo accadeva mentre il Paese attendeva risposte e mentre in Italia, come nel resto d'Europa d'altronde, tornano malattie debellate da tempo e aumentano per esempio i casi di morbillo. Avete creato su questo tema sensibile uno stato di confusione e di allarme, e lo avete creato mentre cominciava un nuovo anno scolastico. A questa confusione, colleghi, hanno risposto i presidi, hanno risposto i genitori, le mamme, e non solo quelle che hanno bambini immunodepressi che non possono portare a scuola. E mentre il Paese rispondeva a questo stato di confusione e di allarme, la sensazione è che l'Assemblea, la maggioranza e il Governo fossero lontani, distanti, insensibili, quando non addirittura e peggio - voglio dirlo - presi da una sorta di furore ideologico. La sensazione, infatti, è che si sia ideologizzata una partita importante chiudendo volutamente gli occhi di fronte ai dati e alle posizioni espresse dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, che ha fornito tutti i dati per inquadrare correttamente la situazione, sottolineando la necessità di una politica vaccinale senza incertezze. Si è scomodata anche l'Organizzazione mondiale della sanità, che ha richiamato tutti alla realtà e all'evidenza dei numeri. Altra questione, grande confusione e grande caos il milleproroghe ha prodotto sui fondi destinati alle periferie e, seppur apprezzando lo sforzo di chi oggi sostiene qui che i fondi alle periferie non saranno tolti fino al 2020, la realtà racconta un'altra storia: quella di tutte quelle città che restano fuori dai finanziamenti perché non avevano i progetti pronti. Non si tratta di una questione marginale né per la politica né per la società; non si tratta di una questione marginale se vogliamo ritessere quella trama sbagliata della comunità sociale e nazionale. Occuparsi delle periferie è e deve essere centrale in ogni politica di buon governo. Fratelli d'Italia, come forza responsabile, come opposizione patriottica - come ci piace definirci - che ha a cuore il destino del Paese, alla Camera e al Senato ha proposto molti emendamenti chiedendo alla maggioranza di convergere per correggere alcuni errori contenuti nel testo. Abbiamo apprezzato - lo sottolineo - l'accoglimento oggi del nostro ordine del giorno per un ritorno all'elezione diretta del Presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali, ma, ciononostante, il 31 ottobre si terranno votazioni in alcune Province con un sistema elettorale sbagliato, cosiddetto Delrio. Vogliamo allora ribadire e richiamare l'attenzione di tutti e del Governo sull'urgenza di calendarizzare l'esame di un disegno di legge che concretizzi subito quanto contenuto nell'ordine del giorno approvato in merito. Ultima questione, ma non ultima in ordine di importanza, tra quelle che restano irrisolte, forse direi la più deludente, la più scottante - lo voglio sottolineare - è il mancato correttivo, il promesso superamento della legge sulla buona scuola, a proposito del vasto mondo degli insegnanti precari, le cui proteste non sono state ascoltate, le cui proposte non sono state accettate. Addirittura - dobbiamo ricordarlo, per essere sinceri con noi stessi e con il Paese - sulla pelle delle maestre si è consumata, oltre al danno, anche la beffa: quella di un voto prima espresso nella più totale confusione il 6 agosto scorso e poi cinicamente corretto dopo l'estate. Cari colleghi, se questo milleproroghe era, è e resta un banco di prova in cui gli annunci non contano, ma contano le decisioni, non si è dato un segnale di serietà; non si è dato un segnale di assunzione di responsabilità. Fratelli d'Italia, coerentemente, non può, quindi, che ribadire la sua contrarietà, come già espressa in prima lettura, considerando che le modifiche introdotte non sono state migliorative. Il voto contrario dei senatori di Fratelli d'Italia ha molte ragioni di merito, come ho cercato di esprimere in via di sintesi, e anche ragioni di metodo: abbiamo infatti posto - e lo rivendichiamo - una pregiudiziale di costituzionalità sul ricorso forzato alla decretazione d'urgenza. Presidente, in conclusione torno su quella sensazione dalla quale ero partita all'inizio di questo mio intervento. La sensazione è che questa maggioranza politica non decida, non faccia provvedimenti legislativi che non siano decreti-legge e non determini, né risolva, ma annunci e rinvii. Annunci e rinvii: questo decreto-legge ne è la prova provata. Noi del Gruppo Fratelli d'Italia, come forza politica che non è nella maggioranza, non vi diciamo banalmente un «ci aspettavamo di più», ma con sincerità, convinzione e determinazione vi diciamo che speravamo di più, per il Paese e l'interesse nazionale, che dev'essere sempre prevalente. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . RENZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, votiamo «no» a questo decreto-legge per ragioni di metodo e di merito. Votiamo «no» per ragioni di metodo, perché nella scorsa legislatura il MoVimento 5 Stelle e la Lega hanno più volte chiesto di non procedere con il tradizionale decreto milleproroghe alla fine dell'anno. Non sempre li abbiamo ascoltati, quasi mai. È vero però che negli ultimi anni della legislatura abbiamo interrotto la modalità di presentare il decreto milleproroghe alla fine dell'anno. Voi non soltanto avete cambiato posizione appena siete andati al Governo, ma avete addirittura raddoppiato, facendo un milleproroghe ad agosto, che è un unicum e che però segna, nel metodo, una precisa scelta politica: quella di rinviare, prendere tempo e prorogare, senza dire le risposte alle quali i cittadini vi hanno obbligato. Parliamoci chiaramente, colleghi della maggioranza: sia il vostro parlare «sì, sì», «no, no». Avete cominciato con il rinviare la fatturazione elettronica per i distributori di carburante: è difficile combattere l'evasione fiscale quando il fondatore del Movimento ha particolari problemi con i pagamenti in nero, lo capisco. (Applausi dal Gruppo PD). È però un dato di fatto oggettivo che avete continuato rinviando su tutte le posizioni. La TAP la fate, sì o no? La TAV la fate, sì o no? La Gronda a Genova la fate, sì o no? (Applausi dal Gruppo PD). La revoca delle concessioni alle Autostrade che vi siete impegnati a fare: la fate, sì o no? La flat tax al 15 per cento che avete promesso ai cittadini: la fate, sì o no? Il reddito di cittadinanza a 780 euro mensili e l'annullamento e la cancellazione della legge Fornero: sì o no? Cos'è il milleproroghe, allora, signor Presidente? È il desiderio di rinviare e rimandare. Questo Governo ha un'indubbia capacità televisiva: per la comunicazione si affida a un'esperienza del «Grande Fratello» e per l'università a «Le iene»; il Ministro dell'interno apre gli avvisi di garanzia e sembra «C'è posta per te». Ma in realtà, il vero punto di riferimento televisivo di questo Governo è il fatto che le vostre promesse elettorali sono degne di uno «scherzi a parte». Le vostre promesse elettorali hanno ingannato i cittadini e siete qui oggi a dire: rinvio, prorogo, rimando (e non sarà la maleducazione di qualche interruzione a negare la realtà). (Applausi dal Gruppo PD). C'è invece un fatto diverso, di merito, e i colleghi del Partito Democratico e delle altre opposizioni hanno spiegato molto bene i tanti aspetti con i quali motiviamo il nostro «no». Per fatto personale, mi limito a citare le periferie: il ministro dell'interno, vice presidente Salvini, ha detto «Basta con i progetti alla renziana». Vorrei rimanesse agli atti di questo Senato della Repubblica com'è nato il progetto per le periferie, perché sappiate a cosa dite «no». Nel novembre 2015 Parigi e l'Europa sono sconvolte dall'attentato al Bataclan. Tutti i Governi europei mettono più soldi sulla sicurezza e qualcuno dice: «Siamo in guerra». Noi facciamo una scelta diversa: al Campidoglio, il Governo della Repubblica annuncia maggiori interventi sulla sicurezza militare, il piano dell'esercito nelle strade e, contemporaneamente, un investimento in cultura, educazione e periferie, ottenendo sul punto un sostanziale plauso e una condivisione (direi più la seconda che il primo). Bene, lì nasce il progetto delle periferie, i primi 500 milioni, cui vengono aggiunti l'anno successivo 1.600 milioni per far cosa? Non per sciegliersi i progetti alla renziana, signor vice presidente Salvini, ma per dire di sì a tutti i sindaci (Applausi dal Gruppo PD) , compresi i sindaci delle amministrazioni del MoVimento 5 Stelle e della Lega, com'é naturale che fosse. E che cosa è accaduto oggi, qualche minuto fa? L'ANCI ha lasciato la Conferenza unificata dicendo al Governo che stava venendo meno a un patto di lealtà tra istituzioni. Votando «no» oggi noi riconfermiamo la fiducia nella Repubblica, che si basa sull'unità e sulla collaborazione tra il Governo centrale e le istituzioni locali. Voi non state togliendo i soldi al PD, voi state togliendo i soldi ai vostri cittadini e alle periferie delle vostre città. (Applausi dal Gruppo PD). Chiudo, dicendo che tra i tanti argomenti citati, non può mancare un riferimento ai vaccini. Voi sui vaccini avete fatto una cosa truce. Voi sui vaccini avete fatto scrivere un decreto-legge non agli scienziati, ma agli sciamani. (Applausi dal Gruppo PD). Voi avete messo in discussione la scienza e la ricerca. Voi avete scelto anche nelle vostre dichiarazioni di fare i no vax con i figli degli altri, perché dite che voi vaccinate i figli, ma non vi preoccupate dei bambini più deboli, che non potranno andare a scuola in ragione delle vostre responsabilità. Io non so se ci rendiamo conto di che cosa enorme sia questa. Voglio ringraziare i colleghi delle opposizioni, in particolar modo del Partito Democratico per aver fatto un'opposizione dura, alla Camera con l'ostruzionismo e il lavoro notturno, al Senato con grande intervento multiplo in sede di Commissione. Però vi voglio dire - e voglio dire a me stesso per primo - che questa battaglia di civiltà, che il PD ha fatto bene a fare, non è una battaglia che tocca al PD, perché quella sui vaccini non è una battaglia come quella sul reddito di cittadinanza o sulla flat tax o sulla cosiddetta legge Fornero, che ci possono vedere legittimamente in dissenso; qui c'è la scienza contro la scaramanzia, la superstizione, l'ignoranza. (Applausi dal Gruppo PD). E di fronte a questa scelta, a quei commentatori che si chiedono fuori da qui dove sia l'opposizione, io chiedo: dov'é la pubblica opinione, dove sono i grandi giornali? Solo il «New York Times» ha fatto un pezzo di una certa intensità sul tema dei vaccini, prendendo purtroppo in giro Italia. Lasciatemi dire che su questa battaglia non è un senatore, non è un deputato, è la società civile a dover intervenire e qui, dopo aver ringraziato Roberto Burioni, ringrazio un italiano che si chiama Ivan Zaytsev, capitano della Nazionale di pallavolo, che ha avuto il coraggio di sfidare gli haters e l'odio ingegnerizzato sui social per dire una cosa semplice, che lui andava a vaccinare la sua principessa e lo faceva senza paura delle reazioni. È la più bella schiacciata che ha fatto il capitano della nostra squadra di pallavolo. (Applausi dal Gruppo PD). Vorrei che gli arrivasse il nostro grazie e che gli arrivasse il grazie di tutti quelli che pensano che non si può lasciare l'opposizione soltanto alle persone che stanno in Parlamento. (Applausi dal Gruppo PD). Ho finito, Presidente. Diciamo spesso che il tempo è galantuomo. (Commenti delle senatrici Maiorino e Pirro) . In questi giorni la mente di molti della nostra generazione, è andata a un fatto curioso: Henry Winkler, un attore più noto in Italia come Fonzie, personaggio che impersonava quaranta anni fa... LUCIDI (M5S) . Certo che siamo a dei livelli... RENZI (PD) . C'è qualche Ralph Malph che ha bisogno di intervenire e lo sopportiamo. (Applausi dal Gruppo PD). Questo attore ha vinto il premio forse più importante, gli Emmy. Era più o meno da quarantatre anni che stava aspettando; rispetto a quello che aspetterà un creditore della Lega gli è andata anche bene, perché sono quarantatre anni contro ottanta anni. Il tempo è stato più galantuomo per Winkler che per i creditori della Lega. (Applausi dal Gruppo PD). Il punto è che sui vaccini il tempo sarà galantuomo. E io vorrei che ciascuno di voi sentisse la responsabilità, nel pigiare quel tasto, non di votare per o contro il proprio partito, ma di votare per o contro i propri figli. Tra due anni, tra un anno o tra un anno e mezzo, questo Paese si troverà in una serie di difficoltà oggettive. La crisi economica che i sostenitori della decrescita felice di fatto accelerano vi dovrà vedere in prima fila come Governo, per governare e non per rinviare. Mi auguro, e vi auguro, che in quei giorni, in quelle settimane, in quei mesi difficili che avremo di fronte a noi, non ci sia nel vostro cuore e nel vostro pensiero l'idea di aver commesso, non semplicemente un errore politico, ma di aver fatto del male ai vostri e nostri figli, perché questo non ve lo perdonerebbero, innanzitutto loro. (Applausi dal Gruppo PD. Molte congratulazioni) . PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, io non voglio tornare ovviamente su tutto il provvedimento, visto che ne abbiamo già discusso abbondantemente qui in Aula poco prima della pausa estiva, ma voglio riprendere alcuni punti che sono stati modificati dalla Camera, con alcune precisazioni. Innanzitutto, ricordo, di nuovo, che questo è un milleproroghe, un milleproroghe d'urgenza, che ha dovuto supplire alle carenze del passato Governo e della passata maggioranza parlamentare, perché non sono state inserite delle norme urgenti che erano necessarie per arrivare fino alla fine di quest'anno. Quindi, questa è la prima motivazione. Ricordo che è un milleproroghe: non è una legge di bilancio, non stiamo votando la fiducia e non stiamo parlando di tutto il nostro programma elettorale, ma parliamo di un provvedimento preciso. Parliamo, innanzitutto, della questione del terremoto, che è una questione che ci sta molto a cuore e per la quale ci siamo battuti tanto. Per il terremoto sono stati presi dei provvedimenti importanti, che sono stati confermati dalla Camera. La Camera, ha anche apportato una aggiunta significativa, ossia ulteriori 5 milioni sul 2019 per interventi a favore della ripresa produttiva delle imprese, del settore turistico, dei pubblici esercizi, del commercio e dell'artigianato. Ma, come giustamente ha dichiarato il senatore Manca nella 1 a Commissione, per il terremoto è necessario fare i fatti, non le proroghe. Ma questo è un milleproroghe e, quindi, i fatti arriveranno quando noi troveremo i fondi che voi non avete messo nella vostra legge di bilancio per aiutare le popolazioni terremotate. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). La senatrice Biti, sempre in 1 a Commissione, ha fatto un paragone romantico fra quelle che sono state le nostre promesse elettorali nei confronti dei cittadini terremotati e quella che è una storia d'amore. Mi è rimasto impresso tale paragone perché, effettivamente, di amore si tratta: si tratta di amore verso dei cittadini che hanno avuto dei grossi drammi e dei grossi disagi. La senatrice Biti ha sostenuto che spesso, presi dall'entusiasmo del momento, si fanno delle promesse che poi, una volta che l'entusiasmo è svanito, vengono disattese. Ecco, io non so come vivano le storie d'amore i senatori del Partito Democratico, ma per noi l'amore è una cosa seria. MARCUCCI (PD) . La politica no, invece! PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Noi abbiamo un grande amore nei confronti delle popolazioni terremotate e faremo qualsiasi cosa in nostro potere per aiutare questa gente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S.Commenti della senatrice Malpezzi). Se fosse per voi, nonna Peppina e moltissime altre famiglie, che per sopravvivere hanno dovuto costruirsi delle case estemporanee - chiamiamole così -sarebbero ancora in mezzo a una strada. Sarebbero in mezzo a una strada! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Perché ci sono sindaci eroi che hanno dovuto contare solo sulla beneficenza e sull'aiuto di tutto il Paese, perché dal Governo non è arrivato un euro e non è arrivata una casetta, né per le famiglie né per gli allevatori. Parlateci con questi sindaci, parlateci personalmente! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi). A volte io mi chiedo se voi abbiate subito un'amnesia collettiva, quando si parla di terremoto; magari siate stati contagiati dal vostro segretario Martina, il quale ci ha dato degli ignobili perché avremmo tagliato dieci miliardi di euro per i disabili e, quando poi il ministro Fontana gli ha ricordato che i tagli li avete fatti voi, ha cancellato il post . Però la memoria delle persone non si può cancellare! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti della senatrice Malpezzi). Passiamo a un altro provvedimento importante, quello per i truffati dalle banche. Voi avete sempre sostenuto che non si poteva fare niente e avete addirittura votato il bail in , che prevede che, per le banche in dissesto finanziario o in liquidazione, si possa attingere direttamente dai conti correnti dei clienti. Noi con questo provvedimento, grazie a un emendamento approvato alla Camera, sblocchiamo il fondo disponibile di 25 milioni subito, per fare in modo che chi è stato certificato come truffato dalle banche possa immediatamente essere rimborsato. Questo è un qualcosa che potevate fare voi e che non avete fatto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Veniamo al bando periferie, di cui abbiamo discusso abbondantemente in Commissione. C'è un piccolissimo problema: l'articolo 13 non è stato toccato dalla Camera, quindi non dovrebbe nemmeno essere oggetto di dibattito. Ma c'è un motivo ben preciso per cui ne state parlando ora: vi siete dimenticati di farlo prima della pausa estiva, ovvero quando avete votato l'emendamento. Quindi siete arrivati a settembre chiedendo di discutere di una cosa su cui in teoria non si doveva neanche discutere, perché l'articolo non è stato modificato dalla Camera. Il bando periferie però è una cosa seria, quindi se ne può parlare, perché è giusto dare delle risposte concrete ai sindaci: voi avete violato la Costituzione - e la Corte costituzionale l'ha certificato - mettendo nel bando periferie dei fondi che non potevate mettere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Questo è stato reso possibile grazie a un ricorso della Regione Veneto, perché la finalità di questi fondi doveva essere decisa attraverso le Regioni, non potevate decidere voi a quali Comuni e a quali progetti dare questi soldi. Ma è vero che i Comuni hanno bisogno di liquidità. Voi ci avete accusati in Commissione di aver scippato i Comuni e di aver fatto addirittura una rapina a mano armata nei confronti delle amministrazioni comunali: io vi ricordo che, dal 2011 ad oggi, ci sono stati 9 miliardi di tagli nelle casse dei Comuni. (Commenti dal Gruppo PD) . COMINCINI (PD) . Cosa dici? PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Dal 2011 a oggi ci sono stati 9 miliardi di tagli. E poi calcoliamo anche i 5 miliardi bloccati nelle casse dei Comuni di tutta Italia. Questo è importante perché, grazie alla proroga, noi abbiamo salvato il bando periferie prorogandolo al 2020 e nel frattempo si troveranno altri fondi; in caso contrario, nessun Comune, dal venticinquesimo fino al centoventesimo posto, avrebbe preso un euro. Noi abbiamo sbloccato questi fondi, che serviranno a coprire gli avanzi di amministrazione. Questo è importante, perché c'è un'altra sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito che il Governo non poteva bloccare gli avanzi di amministrazione - parlo ovviamente di tutti i Governi a guida PD - perché i soldi erano già nella disponibilità dei Comuni. Quindi voi avete bloccato dei fondi comunali per anni e ora gli date l'elemosina facendo un regalo con fondi statali. Ma ai Comuni dei fondi statali non gliene frega niente; loro vogliono tenersi i loro soldi e usarli. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Avete dato 18 milioni al Comune di Bergamo del PD, ma in cassa ne ha 60 di milioni, che non ha potuto spendere in questi anni. Se voi veramente aveste avuto a cuore questa cosa, alla prima sentenza della Corte costituzionale del 2017 avreste agito per riaprire gli spazi finanziari dei Comuni, cosa che faremo noi per tutti gli 8.000 Comuni italiani, che devono essere gestiti nello stesso modo. Non ci sono i Comuni importanti e i Comuni meno importanti, perché ogni cittadino, anche quello di un piccolo Paese, ha il diritto di essere considerato come quello di una grande città. Noi adesso ridaremo giustizia ai Comuni, cosa che voi non avete fatto in tutti questi anni. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Dategli i soldi! PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . E nel frattempo i progetti esecutivi, che presenteranno un cronoprogramma reale, verranno finanziati; di questo se ne stanno occupando l'ANCI e la Presidenza del Consiglio. (Commenti della senatrice Malpezzi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Rilassati! Noi abbiamo ascoltato Renzi! PIROVANO (L-SP-PSd'Az) . Abbiamo fatto un altro provvedimento importante, che è la proroga delle gestioni associate per i piccoli Comuni, che era un'altra richiesta dell'ANCI, con l'impegno da parte del Governo di istituire entro sessanta giorni un tavolo tecnico con i Comuni, le Province e le Città metropolitane per sistemare degli altri grossi pasticci che voi avete fatto. Perché i tagli che avete fatto alle Province, visto che vi siete erti a paladini dei Comuni, hanno influito anche sulla qualità di vita dei cittadini dei Comuni, perché le Province hanno sempre collaborato con i Comuni. Io sono molto orgogliosa di questo provvedimento e, ripeto, che non è questo il momento in cui possiamo risolvere tutto. Noi siamo uomini e donne che, amiamo la nostra terra e la nostra gente, ma non siamo supereroi e non possiamo risolvere in pochi mesi tutti i danni che avete fatto. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Esprimo quindi voto favorevole, a nome del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). SACCONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SACCONE (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, finalmente approda nuovamente qui in Senato il vituperato decreto-legge milleproroghe, questa volta però sotto l'egida del Governo del cambiamento. Questa mattina, tra i vuoti banchi del Governo, c'era anche il sottosegretario Crimi, vorrei allora utilizzare le sue parole quando fece la dichiarazione di voto in occasione del decreto-legge milleproroghe del Governo Gentiloni Silveri. Lui definì quel milleproroghe l'emblema dell'inefficienza e dell'inefficacia del Governo Gentiloni Silveri. Noi oggi sottoscriviamo, parola dopo parola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Peccato che, cari colleghi, avete tolto la maschera dell'opposizione e oggi indossate la maschera del Governo e, in occasione del decreto-legge milleproroghe, lo fate in perfetta continuità con i Governi precedenti; lo fate in perfetta continuità con il Governo del Partito Democratico. Questo dobbiamo dircelo con estrema chiarezza. Ormai ci avete abituato a una narrazione: ogni qualvolta siete obbligati ad assumervi delle responsabilità, voi ci raccontate che la colpa è dei Governi precedenti, che la colpa è dei burocrati, che vi hanno ostacolato e che vi hanno impedito di non adottare quei provvedimenti. Posso dirvelo con estrema franchezza? Non crede più nessuno a questa scusa; non vi crede più nessuno. Noi da tre anni a Roma tutte le mattine abbiamo l'invisibile sindaca che ci dice che non può migliorare le condizioni della Capitale a causa e per colpa di chi l'ha preceduta, non tre giorni fa, ma tre anni fa. Signora Presidente, non voglio commentare tutti gli aspetti del provvedimento milleproroghe - lo ha fatto bene il collega Pagano - ma permettetemi un'osservazione sulle Province. Nella scorsa legislatura abbiamo tutti combattuto la riforma adottata dal Governo precedente, soprattutto perché non dava il suffragio universale agli elettori. Noi auspicavamo che nel decreto-legge milleproroghe finalmente venisse reintrodotto; invece voi, in continuità perfetta con il Partito Democratico, rinnovate e prorogate la riforma dell'esponente del Partito Democratico, onorevole Delrio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vorrei sollevare alcuni spunti di riflessione sul decreto-legge e, in particolare, sull'aspetto dei fondi alle periferie. Tutti noi sappiamo in che condizioni versano molte delle nostre periferie: stato di abbandono, stato di degrado. Io non so che fine faranno le Vele di Scampia; non so che fine farà lo Zen a Palermo; non so che fine farà il Corviale, qui nella Capitale. Quelli erano progetti di riqualificazione urbana, di inclusione sociale e garantivano, colleghi della Lega, la sicurezza in quei quartieri. Oggi è tutto sospeso e tutto interrotto; voi ci dite che verrà tutto superato. Io vi consiglio una cosa: questa empasse poteva essere superata con estrema facilità, poiché in questi tre mesi sarebbe bastato convocare la Conferenza Stato-Regioni (Applausi dal Gruppo FI-BP) e trovare in quella sede l'intesa e rimuovere il vulnus denunciato dalla Corte costituzionale. Non l'avete fatto. In questi tre mesi avete fatto tante dirette Facebook e tanti selfie, addirittura dalle località turistiche. Per carità di Patria non voglio commentare il selfie del ministro Toninelli a quarantotto ore dalla tragedia di Genova, per carità di Patria non lo faccio. Siete entrati in Parlamento per cambiare tutto, ma non avete cambiato nulla e al contrario siete cambiati profondamente voi! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Allora che succede oggi? Nei giorni scorsi ci avete detto che con un decreto-legge dell'invisibile Presidente del Consiglio avreste risolto tutto; ebbene, l'invisibile Presidente del Consiglio ha reso invisibile anche il decreto-legge: sono passati giorni e ancora non se ne vede traccia, come non si vede traccia del provvedimento su Genova ed è passato più di un mese. Questo è l'immobilismo del Governo. Sulle vaccinazioni devo dire che sono rimasto profondamente stupefatto per quello che ho ascoltato da una dottoressa, una ricercatrice: io ho ascoltato l'esponente del MoVimento 5 Stelle. Perdonatemi: è stato surreale ascoltare questa mattina dibattere in quest'Aula se le 55 autocertificazioni false fossero più o meno numerose. È ridicolo! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Una di quelle, per noi, è elemento di vergogna e in quest'Aula stamattina dibattevamo se 55 sono poche: ma che cosa stiamo dicendo? (Commenti dal Gruppo M5S). Dico allora agli amici che desidero riportare le parole di una giovane donna, che si chiama Marta, la quale si definisce sopravvissuta alla leucemia. Lei chiede a tutti noi, soprattutto a chi governa il Paese, di non costituire una società che tiene fuori le fragilità, di non costruire una società che tende ad escludere le persone deboli. Noi oggi dovremmo cercare di accogliere questo appello, questo monito. C'è un quadro allarmante, è inutile che fingiamo; siamo riusciti a mettere genitori contro genitori, genitori che denunciano altri genitori; abbiamo visto che ci sono tante autocertificazioni false e desidero dire con estrema chiarezza e anche forse con virulenza, che c'è una chiara responsabilità politica dello stato delle cose: tutto ciò è dovuto a chi in questi anni ha legittimato tesi dei no vax non comprovate da elementi scientifici ; li avete elevati a rango politico, gli avete dato la legittimità politica! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Certo, poi c'è il turista per caso che va in giro per il mondo, come Di Battista, che ci comunica che lui suo figlio però lo vaccina, per carità di Dio, e c'è chi addirittura afferma di volere il silenzio, di non voler più parlare di questo tema. Fate bene a rifugiarvi dietro al silenzio, perché dietro a quel silenzio c'è tutta la vostra incoerenza. Avviandomi alla conclusione, signor Presidente, in questo Parlamento ormai siamo stati abituati alle armi di distrazione di massa da un movimento che fosse è il più abile nel costruirle; ebbene, queste si producono quando non si sa più cosa dire, quando purtroppo arriva il momento della verità. La legge di bilancio è un momento di verità, per cui, siccome si è consapevoli di aver raccontato una marea di menzogne e di false promesse, si cerca il capro espiatorio: avete scelto in modo spregiudicato la più alta carica delle istituzioni economiche del nostro Paese, il ministro Tria, e lo avete additato al pubblico ludibrio. Questo è vergognoso perché lede la credibilità del nostro Paese e lo ho fatto il Vice Presidente del Consiglio! Dovrebbe avere il coraggio di non nascondersi sulla stampa: se ritenete che il ministro Tria non sia adeguato, presentate una mozione di sfiducia! Noi vi sfidiamo: abbiate il coraggio di presentare la mozione di sfiducia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi esprimiamo tutta la nostra solidarietà e chiediamo al ministro Tria di tenere la schiena dritta per garantire i conti pubblici, soprattutto per garantire le future generazioni. Signora Presidente, concludo soprattutto con un appello, rivolto agli amici della Lega. Voi potete decidere liberamente, ovviamente, di fare ciò che ritenete opportuno; noi vi chiediamo di smettere di fare l'ancora di salvataggio di questo Governo, che evidentemente mostra tutte le sue contraddizioni, soprattutto in termini economici. Vi chiediamo di staccare la spina a questo Governo prima che sia troppo tardi. Noi, convintamente, votiamo contro questo provvedimento "millepasticci". (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 16,50) MAIORINO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui oggi per discutere l'esame e la conversione in legge del decreto milleproroghe. Ricordo, soprattutto a favore delle opposizioni, che ne stiamo discutendo da questa mattina, nel pieno rispetto delle prerogative di questo Parlamento. (Applausi dal Gruppo M5S) . Questo è uno strumento che, come è noto, non è molto amato dal MoVimento 5 Stelle, perché appartiene poco al nostro modo di intendere la politica. Troppo spesso, infatti, questo strumento è stato utilizzato, in passato, per infilare nottetempo un po' di tutto, ogni tipo di nefandezze, misure scriteriate infilate in questo grande calderone. Signor Presidente, prima di procedere, mi lasci rivolgere un ringraziamento al senatore semplice Renzi, che ha mostrato un improvviso interessamento per questo decreto-legge palesandosi in Aula, quando invece è mancato durante tutta la discussione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . COLLINA (PD) . «Discussione» è una parola grossa. MAIORINO (M5S) . Mi sarebbe piaciuto potergli rivolgere personalmente questo ringraziamento, ma è nuovamente sparito. (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Fate terminare la dichiarazione di voto. Senatrice, prosegua. MAIORINO (M5S) . Si palesa in Aula per deliziarci con i suoi comizi. Non potendoli più tenere in piazza senza rischiare la pelle, li riserva a noi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Proteste dal Gruppo PD) . MALPEZZI (PD) . Presidente, ha detto una cosa gravissima. FEDELI (PD) . Deve riprenderla! MAIORINO (M5S) . Signor Presidente, questa maggioranza rispetto a questo provvedimento ha fatto una scelta precisa: ha deciso di lavorare a questo testo pensando solo ed esclusivamente al bene dell'Italia. FEDELI (PD) . Presidente, deve riprenderla subito, come abbiamo sempre fatto! PRESIDENTE . Senatrice, io invito ogni volta a dibattere, com'è logico che sia in una dichiarazione di voto, dove necessariamente ognuno deve esprimere il proprio parere. Questo è legittimo. Quello che non mi piace mai, da qualunque parte esso provenga, è che si facciano delle offese nei confronti delle persone. Si possono contrastare le idee senza necessariamente fare riferimento a persone o fatti condivisibili o meno. MALPEZZI (PD) . È una minaccia. MAIORINO (M5S) . Presidente, mi scuso se qualcuno si è sentito offeso. (Proteste dal Gruppo PD) . Il mio era un ironico ringraziamento. FEDELI (PD) . No. È un'intimidazione. (Commenti della senatrice Malpezzi) . PRESIDENTE. Senatrice, ha spiegato. Per favore, stia composta e la faccia finire. MAIORINO (M5S) . Questa maggioranza ha fatto una scelta precisa in merito a questo provvedimento: ha deciso di lavorare al testo pensando solo ed esclusivamente al bene dei cittadini e, per tale motivo, abbiamo voluto un decreto asciutto e senza fronzoli, con al suo interno solo le misure necessarie e con effetti immediati sulla vita di tutti i giorni degli italiani. (Commenti della senatrice Bellanova) . Si tratta di un nuovo modus operandi volto al cambiamento, che tuttavia non ha risparmiato al documento, come vediamo, strumentalizzazioni e approcci pregiudiziali e puerili, anche se di fatto esso va a dare la risposta necessaria e urgente ai cittadini italiani per le questioni rimaste irrisolte, spesso colpevolmente, per via della politica che ha preferito guardare dall'altra parte. Potremmo partire dagli enti locali. Nessuno di loro, come già è stato detto in precedenza, resta fuori da questo decreto-legge. Abbiamo pensato alle Regioni, aprendo ulteriori spazi finanziari per dare maggiore flessibilità alle stesse sui propri territori; alle Province, con l'estensione per il 2018 del fondo sperimentale del riequilibrio; agli enti di area vasta, escludendoli dal regime sanzionatorio per il mancato rispetto del pareggio di bilancio; infine, ai Comuni. Al netto di tutte le chiacchiere e delle innumerevoli letture di comodo sentite in queste settimane e anche poc'anzi in quest'Aula, abbiamo sbloccato un miliardo di euro per i Comuni in avanzo di bilancio (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) , al fine di dare loro la possibilità di rilanciare, già da quest'anno, gli investimenti in opere e in servizi pubblici. Vorrei aggiungere che l'Associazione dei sindaci non ha affatto mugugnato per l'incontro di oggi con il presidente Conte. MALPEZZI (PD) . Se ne sono andati! MAIORINO (M5S) . Visto che il presidente Decaro ha espresso soddisfazione per l'incontro. (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ognuno potrà esprimere quello che vuole. Per favore, silenzio. MAIORINO (M5S) . Soprattutto, non abbiamo abbandonato nessun progetto legato alle periferie, come pure in molti qui dentro continuano a dire. Infatti, i primi 24 progetti classificati avranno i finanziamenti garantiti da subito e tutti gli altri in fase già avanzata li avranno con una norma ad hoc che verrà inserita nel prossimo provvedimento utile, come ha scandito a chiare lettere lo stesso presidente del Consiglio Conte, in seguito alla sua interlocuzione con l'ANCI. Perciò sgombriamo il campo da ogni equivoco e da tante fandonie, anche in quest'Aula proprio poco fa. Il decreto-legge non getta alle ortiche nessun progetto legato alle periferie. (Applausi dal Gruppo M5S) . Si permette solamente di prevedere un ulteriore monitoraggio per quei progetti non ancora in fase avanzata. Sapete com'è: veniamo da decenni di sperperi vergognosi ed è giunto il momento di destinare ogni euro a investimenti certificati e garantiti, visto che si tratta dei soldi dei cittadini. (Commenti dal Gruppo PD) . COMINCINI (PD) . È stato fatto un bando! MAIORINO (M5S) . C'è, poi, tutto il pacchetto delle aree terremotate. Oltre alle tante scadenze già posticipate dal decreto-legge terremoto (misura di cui siamo particolarmente orgogliosi), si è deciso di aggiungerne altre, al fine di dare respiro a tutti i cittadini e alle amministrazioni colpite dal sisma, sia a livello burocratico che economico: dai termini di sospensione del pagamento delle fatture per servizi energetici e idrici per i cittadini di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, alla percentuale di partecipazione alla riduzione del Fondo di solidarietà comunale per i Comuni rientranti nell'area del cratere del sisma dell'Emilia Romagna del 2012 e di quello dell'Aquila del 2009. Infine, grazie al MoVimento 5 Stelle, il Governo si impegnerà a estendere l'applicazione delle proroghe dei termini di scadenza per il pagamento di fatture anche ai Comuni terremotati dell'isola di Ischia, completamente dimenticati dalla politica nazionale nei mesi successivi al violento evento sismico dell'agosto 2017. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ma andiamo oltre. Con questo decreto-legge evitiamo anche che circa 18 milioni di famiglie e 3,5 milioni tra piccole imprese ed esercizi commerciali vengono scaraventati da subito, senza adeguate informazioni, in piani tariffari liberi relativi alle bollette di luce e gas. Per il MoVimento 5 Stelle è, infatti, essenziale che i consumatori abbiano un quadro tariffario più trasparente possibile. E, ancora, rimandiamo di diversi mesi l'entrata in vigore della rivedibile riforma Orlando, per quanto riguarda la giustizia; una legge che non per capriccio abbiamo bollato come "norma bavaglio", la quale va riscritta completamente con un percorso partecipato, anch'esso, che coinvolga le procure distrettuali, perché così come è stata formulata svuota il ruolo del pubblico ministero nel nostro ordinamento giudiziario e devasta in modo irreversibile ogni attività inquirente, mettendo di fatto un bavaglio - appunto - alle intercettazioni ambientali. E veniamo, infine, ai vaccini, su cui avete fatto, davvero, tanto rumore per nulla. MALPEZZI (PD) . Dillo ai genitori dei bambini immunodepressi. MAIORINO (M5S) . In questo provvedimento si proroga semplicemente ciò che già era in essere, ossia la possibilità per i genitori di presentare l'autocertificazione fino al 10 marzo 2019 e non si vede il motivo per cui l'autocertificazione, essendo innocua fino a poco fa, sia diventata improvvisamente un pericolo pubblico. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vi voglio rassicurare, voglio rassicurare le famiglie italiane e i medici, dal momento che non cambia assolutamente nulla. E stiano tranquilli anche i presidi che non dovranno assumersi la responsabilità di fare controlli sulle autocertificazioni. Il nostro obiettivo è infatti quello di superare il decreto Lorenzin e lo faremo con un disegno di legge parlamentare, non con un decreto-legge imposto dall'alto com'è stato fatto nella scorsa legislatura. Lo faremo seguendo l' iter previsto dalla nostra Costituzione. COMINCINI (PD) . Che prevede anche i decreti-legge. MAIORINO (M5S) . Per chi parla delle certificazioni false, i NAS hanno svolto oltre 1.500 controlli e nel 99,9 per cento dei casi le certificazioni sono risultate autentiche, quindi anche questo è un problema che non esiste. (Applausi dal Gruppo M5S. Proteste dal Gruppo PD) . Chi fa polemica dovrebbe veramente mettersi una mano sulla coscienza e chiarire una volta per tutte se fa polemica davvero per il bene degli italiani o per interessi di bottega. (Commenti delle senatrici Bellanova e Malpezzi. Proteste dal Gruppo PD) . Ora, di questo decreto-legge si può dire tutto e il suo contrario. Noi sappiamo che abbiamo lavorato al meglio e nell'esclusivo interesse dei cittadini per dare una risposta tempestiva agli italiani che attendevano queste risposte. Per questo, a nome dei colleghi senatori del MoVimento 5 Stelle, dichiaro il nostro voto favorevole. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. AIROLA (M5S) . Prima votiamo, poi faranno le rimostranze. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, io ho ascoltato cosa ha detto la collega e reputo che quello che è stato detto dalla collega sia una forma di minaccia verso un membro del Gruppo Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S) . Lei dice che lo ha censurato, non è sufficiente. Io credo che si debbano prendere dei provvedimenti. Di fatto, da una parte si incita al linciaggio esterno a quest'Assemblea. Ma ci rendiamo conto della gravità delle dichiarazioni che vengono fatte? (Applausi dal Gruppo PD. Commenti ironici dal Gruppo M5S) . Questa è violenza verbale grave. Continui, continui a parlare in quel modo! Quindi io chiedo che vengano presi provvedimenti e chiedo che si impedisca di parlare in tono minaccioso diretto nei confronti di tutti i Parlamentari. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Presidente Marcucci, ho già ripreso prima la senatrice Maiorino, come lei - se era attento - avrà avuto modo di osservare, e la senatrice ha chiesto scusa rispetto a questa cosa. (Proteste dal Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Non è vero! MALPEZZI (PD) . Le scuse deve farle ora! PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dal Gruppo PD). VERDUCCI (PD) . Vergogna! MALPEZZI (PD) . Vergogna, vergognati! Ti devi vergognare! Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno SICLARI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SICLARI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è trascorso un mese dal 20 agosto, giorno della tragedia avvenuta nelle Gole del Raganello in Calabria e chiedo pertanto all'Assemblea di ricordare le vittime ( Applausi della senatrice Bonfrisco) e di mostrare vicinanza alle famiglie e al territorio, che è stato coinvolto da una tragedia così grave. (Applausi) . PRESIDENTE . Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). ( Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 25 settembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 25 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,07) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE DISCUSSO AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (717-B) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE IN SEDE DI CONVERSIONE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. 1. Il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1 Allegato MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 25 LUGLIO 2018, N. 91 All'articolo 1: al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In occasione delle elezioni del 31 ottobre 2018, di cui al primo periodo del presente comma, in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, comma 60, della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono eleggibili a presidente della provincia i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.»; dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: «2 -bis . All'articolo 1, comma 1120, lettera a) , della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2019". 2- ter . Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto è istituito, presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, un tavolo tecnico-politico per la redazione di linee guida finalizzate all'avvio di un percorso di revisione organica della disciplina in materia di ordinamento delle province e delle città metropolitane, al superamento dell'obbligo di gestione associata delle funzioni e alla semplificazione degli oneri amministrativi e contabili a carico dei comuni, soprattutto di piccole dimensioni. 2 - quater.Nelle more della complessiva riforma delle procedure di risanamento contemplate dal titolo VIII della parte seconda del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora sia stato presentato o approvato, alla data del 30 novembre 2018, un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all'articolo 243- bis del medesimo testo unico, rimodulato o riformulato ai sensi dei commi 5 e 5- bis del medesimo articolo 243- bis e dell'articolo 1, comma 714, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, la verifica di cui al comma 7 dell'articolo 243- quater del predettotesto unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000sul raggiungimento degli obiettivi intermedi è effettuata all'esito dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio 2018 e comunque non oltre il termine di cui all'articolo 227, comma 2, del citato testo unico. Ai soli fini istruttori, rimane fermo l'obbligo dell'organo di revisione di provvedere alla trasmissione della relazione di cui al comma 6 del citato articolo 243- quater nei termini e con le modalità ivi previsti. Il mancato adeguamento dei tempi di pagamento dei debiti commerciali di cui alla normativa vigente non costituisce motivo per il diniego delle riformulazioni o rimodulazioni di cui al citato articolo 243- bis , fermo restando il rispetto dei termini di pagamento oggetto di accordo con i creditori di cui al piano riformulato o rimodulato. 2 - quinquies. Non si applicano le norme vigenti in contrasto con quanto disposto al comma 2 -quater . 2- sexies . Le sanzioni di cui all'articolo 1, comma 475, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, relative al mancato rispetto per l'anno 2017 del saldo non negativo di cui al comma 466 del medesimo articolo 1, non trovano applicazione nei confronti delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Sardegna». Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente: «Art. 1- bis . - (Proroga di termini in materia di spazi finanziari degli enti locali). - 1. Nell'anno 2018, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono rendere disponibili ulteriori spazi finanziari per gli enti locali del proprio territorio ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 febbraio 2017, n. 21, nell'ambito delle intese regionali di cui all'articolo 10 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. A tal fine, per il corrente anno, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano, entro il 30 settembre 2018, agli enti locali interessati i saldi obiettivo rideterminati e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, attraverso il sistema web dedicato al pareggio di bilancio, con riferimento a ciascun ente locale e alla stessa regione o provincia autonoma, gli elementi informativi occorrenti per la verifica del mantenimento del rispetto del saldo di cui all'articolo 9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243». All'articolo 2: il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. All'articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: "31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2021"; conseguentemente, il termine di cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n. 14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Ischia, è prorogato al 1º gennaio 2022; b) al comma 2, le parole: "31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2021"; conseguentemente, il termine di cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n. 14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Lipari, è prorogato al 1º gennaio 2022; c) al comma 3, le parole: "31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2021"; conseguentemente, il termine di cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n. 14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Portoferraio, è prorogato al 1º gennaio 2022»; dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3- bis . Dall'attuazione del comma 3 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3 -ter . All'articolo 19, comma 1, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, le parole: "entro il 28 febbraio di ciascun anno" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 26 febbraio di ciascun anno". 3 -quater . All'articolo 49, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, la parola: "cinque" è sostituita dalla seguente: "sette"». All'articolo 3: dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: «1 -bis . All'articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 59, le parole: "a decorrere dal 1º luglio 2019" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1º luglio 2020"; b) al comma 60, le parole: "a decorrere dal 1º luglio 2019" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1º luglio 2020". 1- ter . Per gli impianti geotermoelettrici che rispettano i requisiti di cui all'articolo 1, comma 3- bis , del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, ivi inclusi gli impianti autorizzati dalle regioni o dalle province delegate che rispettano i medesimi requisiti, e per gli impianti solari termodinamici, inseriti in posizione utile nelle graduatorie pubblicate dal Gestore dei servizi energetici GSE Spa, a seguito delle procedure di registro di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 giugno 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2016, il termine per l'entrata in esercizio di cui all'articolo 11, comma 1, del medesimo decreto ministeriale 23 giugno 2016 è prorogato di ventiquattro mesi. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»; alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, di vendita di energia elettrica e gas naturale e di energia». All'articolo 4: dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1- bis . All'articolo 1, comma 1078, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: "31 marzo" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno"»; dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: «3- bis . All'articolo 27, comma 2, lettera d) , secondo periodo, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: "alla medesima data" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 2 dicembre 2018 dell'avviso". 3- ter . All'articolo 39, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: "per il quadriennio 2017-2020" sono sostituite dalle seguenti: "per l'anno 2017" e le parole: "di ciascun anno" sono soppresse. 3- quater . Nelle more dell'interlocuzione con la Commissione europea in ordine al modulo organizzativo per l'affidamento della concessione dell'infrastruttura autostradale A22 Brennero-Modena, all'articolo 13- bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, le parole: "entro il 15 novembre di ciascun anno" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 15 dicembre di ciascun anno"; b) al comma 4, le parole: "entro il 30 settembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 30 novembre 2018"». Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente: «Art. 4- bis. - (Proroga di termini in materia di emittenti radiotelevisive locali). - 1. All'articolo 4, comma 2, ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146, recante il regolamento, da intendersi qui integralmente riportato, concernente i criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche locali, in attuazione degli obiettivi di pubblico interesse di cui all'articolo 1, comma 163, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per l'assegnazione delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 160, lettera b) , della citata legge n. 208 del 2015, e successive modificazioni, destinate alle emittenti radiofoniche e televisive locali, al fine di estendere il regime transitorio anche all'anno 2019, dopo le parole: "alla data di presentazione della domanda" sono aggiunte le seguenti: ", mentre per le domande inerenti all'anno 2019 si prende in considerazione il numero medio di dipendenti occupati nell'esercizio precedente, fermo restando che il presente requisito dovrà essere posseduto anche all'atto della presentazione della domanda"». All'articolo 5: dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1- bis . All'articolo 1, comma 155, quinto periodo, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: "entro il 30 settembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 15 novembre 2018"»; alla rubrica, le parole: « in materia di politiche sociali» sono sostituite dalle seguenti: « in materia di lavoro e di politiche sociali». All'articolo 6: al comma 1, dopo le parole: «è prorogato» sono inserite le seguenti: «, per le procedure pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto,»; dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti: 3- bis . All'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, le parole: "al 31 dicembre 2017" sono sostituite dalle seguenti: "al 31 dicembre 2018". 3- ter. All'articolo 4, comma 2- bis, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, le parole: "al 31 dicembre 2017" sono sostituite dalle seguenti: "al 31 dicembre 2018". 3- quater . L'applicazione della disposizione di cui all'articolo 5, comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, è prorogata all'anno scolastico 2018/2019 e al calendario dei servizi educativi per l'infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2018/2019; in caso di presentazione della dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2019. 3- quinquies . All'articolo 20- bis , comma 4, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole: "Entro il 31 agosto 2018" sono sostituite dalle seguenti: "Entro il 31 dicembre 2018"». 3- sexies . Le risorse stanziate per la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, istituita dall'articolo 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107, relative all'anno scolastico 2016/2017, possono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2018. 3- septies . Il termine di entrata in vigore dell'articolo 13, comma 2, lettera b) , e dell'articolo 14, comma 3, sesto periodo, limitatamente al sostenimento della prova a carattere nazionale predisposta dall'INVALSI, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, è differito dal 1 o settembre 2018 al 1 o settembre 2019. 3- octies . Nelle more della revisione della disciplina dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, il termine di entrata in vigore dell'articolo 13, comma 2, lettera c) , nonché dell'articolo 14, comma 3, sesto periodo, limitatamente alle attività assimilabili all'alternanza scuola-lavoro, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, è differito dal 1 o settembre 2018 al 1 o settembre 2019». All'articolo 8: al comma 1, le parole: «1° dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2019»; al comma 2, le parole: «1° dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2019»; dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti: «4 -bis. I termini per il pagamento delle somme dovute ai sensi dei commi 1 e 1 -bis dell'articolo 62 -quater del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono sospesi fino al 18 dicembre 2018. 4- ter. All'articolo 1, comma 590, ultimo periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2019"». Dopo l'articolo 8 è inserito il seguente: «Art. 8 -bis. - (Modifica al decreto legislativo 10 febbraio 2017, n. 29). - 1. All'articolo 6 del decreto legislativo 10 febbraio 2017, n. 29, dopo il comma 3 è inserito il seguente: " 3-bis. Per i produttori artigianali che già operano è prevista la riapertura dei termini di cui al comma 3 per un periodo di centoventi giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione"». All'articolo 9: dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1- bis . La proroga di cui al comma 1 si applica anche ai contribuenti per i quali i termini di comunicazione dei dati siano scaduti precedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto»; il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. All'articolo 1, comma 436 -bis , della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera c) , le parole: "75 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "50 per cento"; b) alla lettera d) , le parole: "100 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "75 per cento"; c) dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: " d-bis) a decorrere dall'anno 2021, in misura pari al 100 per cento dell'importo della riduzione non applicata"»; dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: «2- bis . All'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo periodo, le parole: "31 dicembre 2018" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2019"; b) al secondo periodo, le parole: "31 luglio 2019" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2019". 2 -ter . All'articolo 18 -bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, alinea, le parole: "e 2017/2018" sono sostituite dalle seguenti: ", 2017/2018 e 2018/2019"; b) al comma 1, lettera a) , le parole: "e 2017/2018" sono sostituite dalle seguenti: ", 2017/2018 e 2018/2019"; c) al comma 2, le parole: "ed euro 5 milioni nell'anno 2018" sono sostituite dalle seguenti: ", euro 8 milioni nell'anno 2018 ed euro 4,5 milioni nell'anno 2019"; d) al comma 5, alinea, le parole: "ed euro 5 milioni nell'anno 2018" sono sostituite dalle seguenti: ", euro 8 milioni nell'anno 2018 ed euro 4,5 milioni nell'anno 2019"; e) al comma 5, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti: " b-bis) quanto a euro 3 milioni nel 2018 ed euro 3,6 milioni nel 2019, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015, n. 107; b-ter) quanto a euro 900.000 nell'anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo di funzionamento di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296"; f) dopo il comma 5 è inserito il seguente: " 5-bis. Il Fondo di funzionamento di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di euro 600.000 nell'anno 2018. A tale incremento si dà copertura mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015, n. 107"; g) la rubrica è sostituita dalla seguente: "Misure urgenti per lo svolgimento degli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019". 2- quater . Le disposizioni di cui all'articolo 18- bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, come modificate dal comma 2- ter , si applicano anche ai comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, colpiti dall'evento sismico del 21 agosto 2017. 2- quinquies. All'articolo 2- bis , comma 24, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, le parole: "1° gennaio 2019" sono sostituite dalle seguenti: "1° gennaio 2020". 2- sexies. Le proroghe dei termini di scadenza previsti dalle disposizioni di cui all'articolo 2- bis , comma 24, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, si applicano anche ai comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio in ragione degli eventi sismici verificatisi il 21 agosto 2017». 2 -septies . All'articolo 20- bis, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, le parole: "e di 13 milioni di euro per l'anno 2018" sono sostituite dalle seguenti: ", di 13 milioni di euro per l'anno 2018 e di 5 milioni di euro per l'anno 2019". 2 -octies . All'onere di cui al comma 2- septies , pari a 5 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307». Dopo l'articolo 9 sono inseriti i seguenti: «Art. 9- bis . - (Proroghe di termini in materia di strutture turistico-ricettive). - 1. Limitatamente ai rifugi alpini, il termine di cui all'articolo 38, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, è prorogato al 31 dicembre 2019. Art. 9- ter . - (Modifiche all'articolo 8- bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, in materia di interventi edilizi eseguiti per immediate esigenze abitative a seguito di eventi sismici). - 1. All'articolo 8- bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, secondo periodo, le parole: "in sostituzione, temporanea o parziale" sono sostituite dalle seguenti: "in sostituzione temporanea, anche se parziale"; b) al comma 2: 1) dopo le parole: "dell'edificio distrutto o danneggiato" sono inserite le seguenti: "ovvero dall'assegnazione di altra soluzione abitativa da parte dell'autorità competente"; 2) dopo le parole: "decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42" sono aggiunte le seguenti: ", le sanzioni di cui all'articolo 44 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché le sanzioni previste per violazione di ogni altra disposizione in materia edilizia o paesaggistica"; c) al comma 3: 1) le parole: "e le misure di sequestro preventivo" sono soppresse; 2) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per i lavori e le opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1, sono revocati, a norma delle pertinenti disposizioni del codice di procedura penale, i provvedimenti di sequestro, probatorio o preventivo, adottati sino alla data del 25 luglio 2018 per violazione della disciplina edilizia o paesaggistica"». Art. 9- quater . - (Estensione delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori). - 1. Per l'anno 2018, le risorse finanziarie di cui all'articolo 44, comma 11- bis , del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come ripartite tra le regioni con i decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, 12 dicembre 2016, n. 1, e 5 aprile 2017, n. 12, possono essere destinate dalle regioni interessate, per le medesime finalità, nei limiti della parte non utilizzata, anche a favore delle imprese e dei lavoratori che operino nelle aree interessate dagli accordi di programma per la reindustrializzazione delle aree di crisi, stipulati ai sensi dell'articolo 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99». All'articolo 10, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1- bis . Al fine di assicurare il pieno perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche in relazione all'organizzazione del Gran Premio d'Italia di Formula 1 presso l'autodromo di Monza, sono fissati al 31 dicembre 2018 i termini entro cui l'Automobile Club d'Italia (ACI) e gli Automobile Club ad esso federati, in quanto enti pubblici a base associativa non gravanti sulla finanza pubblica ai sensi dell'articolo 2, comma 2 -bis , del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, si adeguano con propri regolamenti ai princìpi generali desumibili dal testo unico di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, in materia di società a partecipazione pubblica, sulla base delle rispettive specificità e secondo criteri di razionalizzazione e contenimento della spesa». All'articolo 11, dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1 -bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1106, dopo le parole: "con sentenza del giudice" sono inserite le seguenti: ", con pronuncia dell'Arbitro per le controversie finanziarie (ACF)"; b) al comma 1107: 1) le parole: "entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 gennaio 2019"; 2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Nelle more dell'adozione del decreto di cui al presente comma, i risparmiatori di cui al comma 1106 già destinatari di pronuncia favorevole adottata dall'ACF nonché i risparmiatori di cui al medesimo comma 1106, i cui ricorsi, già presentati, saranno decisi con pronuncia favorevole entro il 30 novembre 2018 dall'ACF, possono avanzare istanza alla CONSOB, secondo modalità dalla stessa stabilite entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e pubblicate nel sito internet istituzionale della medesima Autorità, al fine di ottenere tempestivamente l'erogazione, nella misura del 30 per cento e con il limite massimo di 100.000 euro, dell'importo liquidato. A tale fine il fondo di cui all'articolo 32- ter .1 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la cui finalità, nel limite di 25 milioni di euro, è estesa anche alle esigenze di cui al presente comma, è integrato dell'importo di 25 milioni di euro per l'anno 2018. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 1106 del presente articolo"». Dopo l'articolo 11 sono inseriti i seguenti: «Art. 11 -bis. - (Proroga di termini in materia di sospensione della quota capitale dei mutui e dei finanziamenti). -1. All'articolo 1, comma 246, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: "dalla data di entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1° ottobre 2018"; b) le parole: "dal 2015 al 2017" sono sostituite dalle seguenti: "dal 2018 al 2020". Art. 11- ter . - (Proroga di termini in materia di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti le attività di agente e rappresentante di commercio). - 1. I termini per l'iscrizione e l'aggiornamento della propria posizione nel registro delle imprese e nel repertorio delle notizie economiche ed amministrative (REA), di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2012, sono riaperti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente articolo e sino alla data del 31 dicembre 2018. Art. 11- quater. - (Proroga della partecipazione italiana a banche e fondi multilaterali). - 1. Nell'ambito del rifinanziamento delle partecipazioni agli aumenti di capitale nelle Banche Multilaterali di Sviluppo di cui all'articolo 7, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è prorogata per tutto il 2018 la partecipazione italiana all'aumento di capitale della Banca Africana di Sviluppo al fine di consentire la conclusione del sesto aumento generale di capitale. All'onere derivante dal presente articolo, pari a euro 9.181.453, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 4, comma 1, della legge 22 giugno 2016, n. 110». All'articolo 13: al comma 1 sono premessi i seguenti: «01. All'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dopo l'ultimo periodo sono aggiunti i seguenti: "Fermo restando che i decreti di cui al periodo precedente, nella parte in cui individuano interventi rientranti nelle materie di competenza regionale o delle province autonome, e limitatamente agli stessi, sono adottati previa intesa con gli enti territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per gli interventi rientranti nelle suddette materie individuati con i decreti adottati anteriormente alla data del 18 aprile 2018 l'intesa può essere raggiunta anche successivamente all'adozione degli stessi decreti. Restano in ogni caso fermi i procedimenti di spesa in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto nei termini indicati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 13 aprile 2018". 02. L'efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 141, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è differita all'anno 2020. Conseguentemente, le amministrazioni competenti provvedono, ferma rimanendo la dotazione complessiva loro assegnata, a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione. 03. Gli effetti positivi sul fabbisogno e sull'indebitamento netto derivanti dal comma 02, quantificati in 140 milioni di euro per l'anno 2018, 320 milioni di euro per l'anno 2019, 350 milioni di euro per l'anno 2020 e 220 milioni di euro per l'anno 2021, sono destinati al fondo di cui al comma 04. 04. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito, con una dotazione, in termini di sola cassa, pari a 140 milioni di euro per l'anno 2018, a 320 milioni di euro per l'anno 2019, a 350 milioni di euro per l'anno 2020 e a 220 milioni di euro per l'anno 2021, un apposito fondo da utilizzare per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle province e dei comuni da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti»; il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. All'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al penultimo periodo, le parole: "secondo, terzo e quarto periodo del" sono soppresse; b) all'ultimo periodo, le parole da: "sono da adottare" fino alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: "sono adottati entro il 31 ottobre 2018"»; dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: «1- bis . All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il comma 495- bis è inserito il seguente: " 495 - ter . Per gli anni 2018 e 2019, gli spazi finanziari di cui al comma 495 sono ripartiti tra le regioni a statuto ordinario sulla base, rispettivamente, delle tabelle 1 e 2 di seguito riportate. Gli spazi finanziari di cui alla tabella 1 sono utilizzati dalle regioni per effettuare nuovi investimenti in ciascuno degli anni dal 2018 al 2022, e gli spazi finanziari di cui alla tabella 2 sono utilizzati dalle regioni per effettuare nuovi investimenti per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023. A tal fine, entro il 31 ottobre 2018 e il 31 luglio 2019, le medesime regioni adottano gli atti finalizzati all'impiego delle risorse, assicurando almeno l'esigibilità degli impegni nel medesimo anno di riferimento per la quota di competenza di ciascuna regione, come indicata per ciascun anno nelle tabelle 1 e 2 di seguito riportate. L'utilizzo degli spazi finanziari di cui alla tabella 2 è disposto dal bilancio di previsione 2019-2021 attraverso l'iscrizione di stanziamenti di spesa riguardanti gli investimenti finanziati dal risultato di amministrazione presunto o dal ricorso al debito, in misura almeno corrispondente agli importi indicati nella tabella 2. Gli stanziamenti riguardanti le spese di investimento iscritti nel bilancio di previsione 2019-2021 relativamente all'esercizio 2019 risultano incrementati rispetto alle previsioni definitive del bilancio di previsione 2018-2020 riguardanti il medesimo esercizio in misura almeno corrispondente agli importi indicati nella tabella 2. Fatto salvo quanto previsto al precedente periodo, gli investimenti che le singole regioni sono chiamate a realizzare, secondo quanto stabilito nei periodi precedenti, sono considerati nuovi se effettuati a seguito di una variazione del bilancio di previsione che incrementa gli stanziamenti riguardanti gli investimenti diretti e indiretti per la quota di rispettiva competenza, come indicata nelle tabelle di seguito riportate, e se verificati attraverso il sistema di monitoraggio opere pubbliche della Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP MOP) ai sensi del decreto legislativo 20 dicembre 2011, n. 229. A tal fine le regioni provvedono alla trasmissione delle informazioni riguardanti i propri investimenti diretti effettuati a valere sugli spazi assegnati e assumono le iniziative necessarie affinché le pubbliche amministrazioni beneficiarie dei propri contributi erogati a valere sugli spazi finanziari effettuino la trasmissione delle informazioni riguardanti gli investimenti realizzati con tali risorse. Le regioni certificano l'avvenuta realizzazione degli investimenti di cui alle tabelle 1 e 2 di seguito riportate entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, mediante apposita comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata o parziale realizzazione degli investimenti, si applicano le sanzioni di cui al comma 475. Tabella 1 Regioni Riparto spazi finanziari 2018 Profilo investimenti 2018 2019 2020 2021 2022 Abruzzo 15.959.000 5.585.650 4.372.766 4.149.340 1.691.654 159.590 Basilicata 8.000.000 2.800.000 2.192.000 2.080.000 848.000 80.000 Calabria 22.509.000 7.878.150 6.167.466 5.852.340 2.385.954 225.090 Campania 53.185.000 18.614.750 14.572.690 13.828.100 5.637.610 531.850 Emilia-Romagna 42.925.000 15.023.750 11.761.450 11.160.500 4.550.050 429.250 Lazio 59.055.000 20.669.250 16.181.070 15.354.300 6.259.830 590.550 Liguria 15.647.000 5.476.450 4.284.278 4.068.220 1.658.582 156.470 Lombardia 88.219.000 30.876.650 24.172.006 22.936.940 9.351.214 882.190 Marche 17.572.000 6.150.200 4.814.728 4.568.720 1.862.632 175.720 Molise 4.830.000 1.690.500 1.323.420 1.255.800 511.980 48.300 Piemonte 41.515.000 14.530.250 11.375.110 10.793.900 4.400.590 415.150 Puglia 41.139.000 14.398.650 11.272.086 10.696.140 4.360.734 411.390 Toscana 39.447.000 13.806.450 10.808.478 10.256.220 4.181.382 394.470 Umbria 9.900.000 3.465.000 2.712.600 2.574.000 1.049.400 99.000 Veneto 40.098.000 14.034.300 10.986.852 10.425.480 4.250.388 400.980 Totale 500.000.000 175.000.000 137.000.000 130.000.000 53.000.000 5.000.000 Tabella 2 Regioni Riparto spazi finanziari 2019 Profilo investimenti 2019 2020 2021 2022 2023 Abruzzo 15.959.000 1.117.130 6.224.010 5.904.830 2.393.850 319.180 Basilicata 8.000.000 560.000 3.120.000 2.960.000 1.200.000 160.000 Calabria 22.509.000 1.575.630 8.778.510 8.328.330 3.376.350 450.180 Campania 53.185.000 3.722.950 20.742.150 19.678.450 7.977.750 1.063.700 Emilia-Romagna 42.925.000 3.004.750 16.740.750 15.882.250 6.438.750 858.500 Lazio 59.055.000 4.133.850 23.031.450 21.850.350 8.858.250 1.181.100 Liguria 15.647.000 1.095.290 6.102.330 5.789.390 2.347.050 312.940 Lombardia 88.219.000 6.175.330 34.405.410 32.641.030 13.232.850 1.764.380 Marche 17.572.000 1.230.040 6.853.080 6.501.640 2.635.800 351.440 Molise 4.830.000 338.100 1.883.700 1.787.100 724.500 96.600 Piemonte 41.515.000 2.906.050 16.190.850 15.360.550 6.227.250 830.300 Puglia 41.139.000 2.879.730 16.044.210 15.221.430 6.170.850 822.780 Toscana 39.447.000 2.761.290 15.384.330 14.595.390 5.917.050 788.940 Umbria 9.900.000 693.000 3.861.000 3.663.000 1.485.000 198.000 Veneto 40.098.000 2.806.860 15.638.220 14.836.260 6.014.700 801.960 Totale 500.000.000 35.000.000 195.000.000 185.000.000 75.000.000 10.000.000 "; b) i commi da 479 a 500 sono abrogati. 1- ter. All'articolo 6- bis , comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, le parole: "per gli anni 2017/2019" sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni 2017/2020"». Dopo l'articolo 13 sono inseriti i seguenti: «Art. 13- bis. - (Proroga di termini in materia di controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi). - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 13, comma 1, primo periodo, del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 19 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 2017, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle disposizioni attuative del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti previste dal medesimo articolo 13, comma 1. Art. 13 -ter . - (Modifica al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179). - 1. Il comma 9 dell'articolo 63 del decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, è abrogato. 2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 60.000 euro per l'anno 2018 e a 160.000 euro per l'anno 2019, si provvede, nell'anno 2018, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 585, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e, nell'anno 2019, nell'ambito delle dotazioni a tal fine destinate nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto per l'anno 2019 si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189». ARTICOLI DA 1 A 14 DEL DECRETO-LEGGE Articolo 1. (Proroga di termini in materia di enti territoriali) 1. All'articolo 4, comma 6- bis, del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, al primo e al terzo periodo, le parole «Per gli anni 2016 e 2017» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2016, 2017 e 2018». 2. Il mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali in scadenza tra la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e il 31 ottobre 2018 è prorogato fino a tale data, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 1, commi 65 e 69, della legge 7 aprile 2014, n. 56, e le elezioni per il rinnovo delle cariche predette si tengono il 31 ottobre 2018, contestualmente alle elezioni del rispettivo consiglio provinciale o presidente di provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31 dicembre 2018. Articolo 2. (Proroga di termini in materia di giustizia) 1. All'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, le parole «dopo il centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «dopo il 31 marzo 2019». 2. L'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 77, 78, 79 e 80, della legge 23 giugno 2017, n. 103, fatta salva l'eccezione di cui al comma 81 dello stesso articolo 1 per le persone che si trovano in stato di detenzione per i delitti ivi indicati, è sospesa dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 15 febbraio 2019. 3. All'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14, le parole «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021», conseguentemente, il termine di cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n. 14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Ischia, è prorogato al 1º gennaio 2022. Articolo 3. (Proroga di termini in materia di ambiente) 1. Il termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie esotiche invasive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 230, iscritte nell'elenco dell'Unione alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, è prorogato al 31 agosto 2019. Articolo 4. (Proroghe di termini in materia di infrastrutture) 1. All'articolo 1, comma 165, quarto periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «entro il 30 settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2019». 2. All'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, la parola «2018», ovunque presente, è sostituita dalla seguente: «2019». 3. Le disposizioni di cui all'articolo 39, comma 1, lettera b) , del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, relative all'obbligatorietà della patente nautica per la conduzione di unità aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due tempi, si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2019. Articolo 5. (Proroga di termini in materia di politiche sociali) 1. All'articolo 10 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole «A decorrere dal 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal 2019»; b) al comma 3, primo periodo, le parole «è stabilita la data a partire dalla quale è possibile, in via sperimentale per un periodo di almeno sei mesi, accedere alla modalità di presentazione della DSU,» sono sostituite dalle seguenti: «è stabilita la data a partire dalla quale è possibile accedere alla modalità precompilata di presentazione della DSU, nonché la data a partire dalla quale è avviata una sperimentazione in materia,»; c) il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. A decorrere dal 1º gennaio 2019, la DSU ha validità dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto. In ciascun anno, a decorrere dal 2019, all'avvio del periodo di validità fissato al 1º settembre, i dati sui redditi e i patrimoni presenti in DSU sono aggiornati prendendo a riferimento l'anno precedente.». Articolo 6. (Proroga di termini in materia di istruzione e università) 1. Il termine previsto dall'articolo 8, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95, come modificato dall'articolo 4, comma 5- sexies, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, è prorogato al 31 ottobre 2018. 2. All'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, le parole «e 2017-2018» sono sostituite dalle seguenti: «, 2017-2018 e 2018-2019». 3. All'articolo 37, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64, le parole «dall'anno scolastico 2018/19» sono sostituite dalle seguenti: «dall'anno scolastico 2019/2020. La validità delle graduatorie vigenti per l'anno scolastico 2017/18 è prorogata per l'anno scolastico 2018/2019 per le assegnazioni temporanee di cui all'articolo 24 e per le destinazioni all'estero sui posti che si rendono disponibili nell'ambito dei contingenti di cui agli articoli 18, comma 1, e 35, comma 2». Articolo 7. (Proroga di termini in materia di cultura) 1. All'articolo 1, comma 626, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, al primo periodo, dopo le parole «nell'anno 2017» sono inserite le seguenti: «e nell'anno 2018». Articolo 8. (Proroga di termini in materia di salute) 1. All'articolo 118, comma 1- bis , secondo periodo, del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, le parole «A decorrere dal 1º settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal 1º dicembre 2018». 2. All'articolo 8, comma 1- bis , secondo periodo, del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 90, le parole «A decorrere dal 1º settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal 1º dicembre 2018». 3. All'articolo 2, comma 67- bis , della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al quinto periodo, le parole «e per l'anno 2017», sono sostituite dalle seguenti: «, per l'anno 2017 e per l'anno 2018». 4. All'articolo 16 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, primo periodo, le parole «nel periodo 2015-2017», sono sostituite dalle seguenti: «nel periodo 2018-2020»; b) al comma 2- bis , le parole «Nel periodo 2015-2017» sono sostituite dalle seguenti: «Nel periodo 2018-2020».». Articolo 9. (Proroga di termini in materia di eventi sismici) 1. All'articolo 1- septies del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n. 89, le parole: «centottanta giorni» sono sostituite dalle parole: «trecento giorni». 2. All'articolo 1, comma 436- bis , della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b) , dopo le parole «2018» sono aggiunte le seguenti: «e l'anno 2019»; b) la lettera c) è soppressa. Articolo 10. (Proroga di termini in materia di sport) 1. Al fine di consentire l'ultimazione delle opere previste per l'Universiade Napoli 2019, il termine previsto dall'articolo 1, comma 378, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è prorogato al 31 maggio 2019, e al comma 375, del medesimo articolo, le parole da: «con decreto del Presidente» sino a: «il quale opera» sono sostituite dalle seguenti: «il Direttore dell'Agenzia regionale Universiade 2019 (ARU) è nominato commissario straordinario». Conseguentemente, all'articolo 1, comma 379, della legge n. 205 del 2017, il terzo e quarto periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il commissario, previa intesa con il sindaco in caso di interventi da realizzare nell'ambito territoriale del comune di Napoli, assicura la realizzazione degli interventi di cui al comma 375. A tale scopo è costituita una cabina di coordinamento, della quale fanno parte il commissario straordinario, il Presidente della Regione Campania o un suo delegato e i sindaci delle città capoluogo di provincia della Campania o loro delegati nonché dei comuni ove vengano localizzati gli interventi, il presidente della FISU, il presidente del CUSI, il presidente del CONI o un suo delegato e il presidente dell'ANAC o un suo delegato.». Articolo 11. (Proroga di termini in materia di banche popolari e gruppi bancari 1. All'articolo 2, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, al comma 1, secondo periodo, e al comma 2, primo periodo, le parole «90 giorni» sono sostituite dalle seguenti: «180 giorni»; all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, le parole «18 mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione emanate dalla Banca d'Italia ai sensi del medesimo articolo 29» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2018». 2. All'articolo 37- bis , del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettera a) , la parola «maggioritaria» è sostituita dalle seguenti: «pari ad almeno il sessanta per cento»; b) dopo il comma 2, è inserito il seguente: «2- bis . Lo statuto della capogruppo stabilisce che i componenti dell'organo di amministrazione espressione delle banche di credito cooperativo aderenti al gruppo siano pari alla metà più due del numero complessivo dei consiglieri di amministrazione.»; c) al comma 3, lettera b) , alinea, dopo le parole «finalità mutualistiche» sono inserite le seguenti: «e del carattere localistico delle banche di credito cooperativo»; d) al comma 3, lettera b) , n. 1, dopo le parole «obiettivi operativi del gruppo» sono inserite le seguenti: «, tenendo conto di quanto previsto dal comma 3- bis ,»; e) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: «3- bis . Con atto della capogruppo è disciplinato il processo di consultazione delle banche di credito cooperativo aderenti al gruppo in materia di strategie, politiche commerciali, raccolta del risparmio ed erogazione del credito nonché riguardo al perseguimento delle finalità mutualistiche. Al fine di tener conto delle specificità delle aree interessate, la consultazione avviene mediante assemblee territoriali delle banche di credito cooperativo, i cui pareri non sono vincolanti per la capogruppo. 3- ter . Le banche del gruppo che, sulla base del sistema di classificazione del rischio adottato dalla capogruppo, si collocano nelle classi di rischio migliori: a) definiscono in autonomia i propri piani strategici e operativi, nel quadro degli indirizzi impartiti dalla capogruppo e sulla base delle metodologie da quest'ultima definite; b) comunicano tali piani alla capogruppo che ne verifica la coerenza con i citati indirizzi; c) nominano i componenti dei propri organi di amministrazione e controllo e, in caso di mancato gradimento della capogruppo, sottopongono alla stessa, ai fini della sostituzione di ogni componente non gradito, una lista di tre candidati diversi da quelli già indicati nella medesima procedura di nomina, fermi restando i requisiti di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze adottato ai sensi dell'articolo 26. Ogni atto della capogruppo di specificazione del sistema di classificazione del rischio previsto nel contratto di coesione è sottoposto all'approvazione preventiva della Banca d'Italia.»; f) al comma 7, alinea, prima delle parole «Il Ministro dell'economia e delle finanze» è inserito il seguente periodo: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, può essere stabilita una soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativo al capitale della società capogruppo diversa da quella indicata al comma 1, lettera a) , tenuto conto delle esigenze di stabilità del gruppo.»; g) al comma 7, la lettera b) è soppressa.». Articolo 12. (Proroga Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034) 1. Al fine di consentire il proseguimento per l'anno 2018 delle attività di sostegno alle esportazioni italiane già finanziate con l'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, al Fondo di cui all'articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, è attribuito l'importo di 160 milioni di euro per l'anno 2018, di 125 milioni di euro per l'anno 2019, e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032. 2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 160 milioni di euro per l'anno 2018, a 125 milioni di euro per l'anno 2019 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, che aumentano a 27,6 milioni di euro per l'anno 2020, 27,4 milioni di euro per l'anno 2021, a 6,4 milioni di euro per l'anno 2022, a 17,2 milioni di euro per l'anno 2023, a 33,4 milioni di euro per l'anno 2024, a 54,9 milioni di euro per l'anno 2025, a 55,5 milioni di euro per l'anno 2026, a 55,1 milioni di euro per l'anno 2027, a 53,3 milioni di euro per l'anno 2028, a 47,1 milioni di euro per l'anno 2029, a 39,7 milioni di euro per l'anno 2030, a 31,4 milioni di euro per l'anno 2031, a 25,8 milioni di euro per l'anno 2032, ai fini della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto, si provvede: a) quanto a 150 milioni di euro per l'anno 2018 e a 110 milioni di euro per l'anno 2019, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. b) quanto a 10 milioni di euro per l'anno 2018 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2032, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero; c) quanto a 12,6 milioni di euro per l'anno 2020, 10,4 milioni di euro per l'anno 2021, a 2,2 milioni di euro per l'anno 2023, a 18,4 milioni di euro per l'anno 2024, a 39,9 milioni di euro per l'anno 2025, a 40,5 milioni di euro per l'anno 2026, a 40,1 milioni di euro per l'anno 2027, a 38,3 milioni di euro per l'anno 2028, a 32,1 milioni di euro per l'anno 2029, a 24,7 milioni di euro per l'anno 2030, a 16,4 milioni di euro per l'anno 2031, a 10,8 milioni di euro per l'anno 2032, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Articolo 13. (Proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti 1. All'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ultimo periodo, le parole da «sono da adottare» fino alla fine, sono sostituite dalle seguenti: «sono adottati entro il 31 ottobre 2018». Articolo 14. (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO PRESENTATI AGLI ARTICOLI 1, 2, 5, 6, 7, 8, 9, 9-QUATER, 11 E 13 DEL DECRETO-LEGGE NEL TESTO COMPRENDENTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE Interrogazione sulla normativa relativa al regime fiscale agevolato per le associazioni sportive dilettantistiche Pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 717-B e sui relativi emendamenti La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno dì legge in titolo e preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, da 1.9 a 1.193, 6.1, 6.2, 6.3 (testo 2), 6.162 (testo 2), 6.169, 9.1, 9.2, 9.3, 9.4, 9.5, 9.6, 9.7, 9.8, 9.10, 9.11, 9.13, 9.14, 9.15 (testo 2), 9.20, 9.21, 9.24, 9.25, 9.26, 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5, 11.6, 11.7, 11.8, 11.9, 11.10, 11.11 e 11.12. Esprime altresì un parere di semplice contrarietà sull'emendamento 1.194. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 717-B: sull'emendamento 1.9 (prima parte), i senatori Dell'Olio e Naturale avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G1.27 e sull'emendamento 6.133 (prima parte), la senatrice Nisini avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli ordini del giorno G1.1, G1.3, G1.39, G1.40, G1.41 G5.63, G5.66, G5.68, e sull'emendamento 6.133 (prima parte), la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 6.4, identico agli emendamenti 6.5, 6.6 e 6.7 il senatore Stefano avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 6.163, il senatore Dessì avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 6.3 (testo 2), il senatore Cucca avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'ordine del giorno G6.69, i senatori Sileri e Croatti avrebbero voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G9.83, i senatori Castaldi, Ferrero, Grassi, Perilli, Romano e Saponara avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 9-quater.1 (testo 2), la senatrice Saponara avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sulla votazione finale, i senatori Conzatti, de Bertoldi e Testor avrebbero voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Battistoni, Biasotti, Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Causin, Cioffi, Ciriani, Crimi, De Falco, De Poli, Fazzone, Ferro, Gallicchio, Lonardo, Marsilio, Merlo, Napolitano, Perosino, Quagliariello, Santangelo, Sciascia, Siri e Vanin. È assente per incarico avuto dal Senato la senatrice Bottici, per attività di rappresentanza del Senato. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Pirovano Daisy, Calderoli Roberto, Augussori Luigi, Saponara Maria, Arrigoni Paolo, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifica all'articolo 9 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (807) (presentato in data 20/09/2018); senatori Pucciarelli Stefania, Romeo Massimiliano, Pirovano Daisy, Calderoli Roberto, Augussori Luigi, Saponara Maria, Arrigoni Paolo, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifica all'articolo 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di revoca della cittadinanza (808) (presentato in data 20/09/2018); senatori Lomuti Arnaldo, Urraro Francesco Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e al decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, per la prevenzione della corruzione (809) (presentato in data 20/09/2018); senatori Mollame Francesco, Trentacoste Fabrizio Disposizioni per la ricerca, raccolta, coltivazione e commercializzazione dei tartufi destinati al consumo (810) (presentato in data 20/09/2018); senatori Croatti Marco, Patuanelli Stefano, Castaldi Gianluca, Puglia Sergio, Girotto Gianni Pietro, Paragone Gianluigi, Lanzi Gabriele, Anastasi Cristiano, Vaccaro Sergio Modifiche al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in materia di applicazione della direttiva 2006/123/CE al commercio sulle aree pubbliche, e disposizioni per la promozione e riqualificazione del commercio al dettaglio su aree pubbliche (811) (presentato in data 20/09/2018); senatore Caliendo Giacomo Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (812) (presentato in data 20/09/2018); senatori Catalfo Nunzia, Matrisciano Susy, Patuanelli Stefano, Campagna Antonella, Romano Iunio Valerio, Romagnoli Sergio, Guidolin Barbara, Nocerino Simona Nunzia, Auddino Giuseppe Disposizioni per il contrasto del falso lavoro autonomo (813) (presentato in data 20/09/2018); senatori Mallegni Massimo, Barachini Alberto, Schifani Renato, Barboni Antonio, De Siano Domenico, Giammanco Gabriella Modifiche all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di introduzione dell'obbligo di installazione di sistemi di ritenuta di tipo omologato per i veicoli di categoria M2 e M3 (814) (presentato in data 20/09/2018). Disegni di Legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. de Bertoldi Andrea, sen. Rauti Isabella Norme in materia di trascrizione di atti di nascita di minori nati all'estero e di riconoscimento dei figli in caso di coppie composte da soggetti dello stesso sesso (501) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Airola Alberto Disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità degli statuti e dei bilanci delle fondazioni e delle associazioni che erogano finanziamenti a partiti e movimenti politici (582) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Lucidi Stefano Modifiche alla legge 15 febbraio 1953, n. 60, in materia di incompatibilità dei parlamentari (592) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Rauti Isabella ed altri Modifiche al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, in materia di diniego dello status di rifugiato e di esclusione dello status di protezione sussidiaria (598) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Donno Daniela Estensione del regime di esenzione dal contributo unificato per determinati ricorsi proposti davanti ai tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato nonché misure finanziarie per l'efficienza del processo amministrativo (578) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Taricco Mino ed altri Norme in materia di reati agroalimentari (601) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Nastri Gaetano Agevolazioni per la riduzione del consumo del suolo, il recupero delle aree urbane e il riuso del suolo edificato, mediante un credito d'imposta per l'acquisto di fabbricati da restaurare (572) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 20/09/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Nastri Gaetano Disposizioni volte ad accelerare gli interventi di bonifica da amianto, mediante incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (573) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Nastri Gaetano Disposizioni agevolative per favorire gli interventi di bonifica dell'amianto e la diffusione di energie da fonti rinnovabili (574) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Conzatti Donatella, sen. Serafini Giancarlo Modifiche alla legge 23 marzo 1981, n. 91, recanti disposizioni in materia di sport e professionismo femminile (480) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Floridia Barbara ed altri Disposizioni in materia di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e strumenti di democrazia diretta (610) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Granato Bianca Laura ed altri Modifica all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado (644) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 20/09/2018); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali sen. Granato Bianca Laura Norme in materia di alternanza scuola-lavoro (679) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 20/09/2018); 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo sen. Nastri Gaetano Modifiche alla legge 27 marzo 1992, n. 257, concernenti il divieto dell'utilizzazione dell'amianto nei processi produttivi (580) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) (assegnato in data 20/09/2018); 12ª Commissione permanente Igiene e sanità sen. Giammanco Gabriella ed altri Introduzione degli ausili e protesi destinati a persone con disabilità per lo svolgimento dell'attività sportiva tra i dispositivi erogabili dal Servizio sanitario nazionale (561) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 20/09/2018); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali sen. Donno Daniela Disposizioni per l'applicazione pianificata del fuoco prescritto (576) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); Commissioni 2° e 6° riunite sen. Di Piazza Stanislao ed altri Modifiche al codice civile e al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, in favore dell'impresa familiare (616) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 20/09/2018). In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Ginetti Nadia ed altri Disposizioni per l'esercizio del diritto di voto degli studenti universitari fuori sede alle elezioni politiche e per il Parlamento europeo (496) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Nannicini Tommaso Modifiche agli articoli 116 e 117 della Costituzione in materia di tutela e sicurezza del lavoro e politiche attive del lavoro (537) previ pareri delle Commissioni 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Laniece Albert Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di elezione dei membri del Parlamento europeo, per l'istituzione della circoscrizione "Valle d'Aosta" (558) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 20/09/2018); 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Laniece Albert Modifica allo Statuto speciale per la Valle d'Aosta in materia di procedura per la modificazione dello Statuto medesimo (559) (assegnato in data 20/09/2018); 5ª Commissione permanente Bilancio Ministro dell'economia e finanze Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2017 (803) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.850 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/09/2018) 5ª Commissione permanente Bilancio Ministro dell'economia e finanze Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2018 (804) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.851 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/09/2018). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 14 settembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 7 febbraio 2011, n. 26, le relazioni sullo stato di avanzamento degli interventi per alloggi e residenze per studenti universitari oggetto di cofinanziamento, riferita all'anno 2017. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente (Atto n. 81). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettere in data 11 settembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, le seguenti procedure di informazione, attivate dalla Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del Ministero dello sviluppo economico, in ordine: allo schema di decreto ministeriale recante modifiche ed integrazioni all'allegato al decreto 16 maggio 1987, n. 246, recante «Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione». La predetta documentazione è deferita alla 1 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 84); al progetto di decreto ministeriale concernente la modifica dell'allegato 13 al decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, recante «Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88». La predetta documentazione è deferita alla 9 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 85). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 5 settembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, il parere circostanziato, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2015/1535, e le osservazioni, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della medesima direttiva (UE) 2015/1535, della Commissione europea in ordine al progetto di regola tecnica relativa alle biomasse solide contenuta nel capitolo dedicato alle fonti energetiche rinnovabili nell'ambito della proposta di Piano energetico ambientale della Regione Piemonte. La predetta documentazione è deferita alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 86). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 11 settembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 9- bis , comma 7, della legge 21 giugno 1986, n. 317, le osservazioni formulate, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2015/1535, dalla Commissione europea in ordine al progetto di regola tecnica concernente il divieto di commercializzazione dei bastoncini per la pulizia delle orecchie non biodegradabili e non compostabili e dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. La predetta documentazione è deferita alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 87). Il Ministro della salute, con lettera in data 12 settembre 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge 5 giugno 1990, n. 135, la relazione sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l'infezione da HIV nell'anno 2017. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XCVII, n. 1). Governo, trasmissione di atti concernenti procedure d'infrazione Il Ministro degli affari europei, con lettera in data 28 agosto 2018, ha inviato, in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione sulla procedura d'infrazione n. 2018/2175, - avviata ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea - concernente la non conformità alla direttiva 2005/36/CE, quale modificata dalla direttiva 2013/55/UE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 14 a Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 13/1). Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha inviato - in ottemperanza dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - le relazioni sulle seguenti procedure di infrazione, avviate ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: con lettera in data 2 agosto 2018, procedura di infrazione n. 2018/2021, concernente la mancata attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (n. 5/1). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a , alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente; con lettera in data 9 agosto 2018, procedura d'infrazione n. 2017/2181, concernente la non conformità alla direttiva 1991/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane (n. 15/1). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente; con lettera 17 settembre 2018, procedura di infrazione n. 2018/0190, concernente il mancato recepimento della direttiva (UE) 2017/2096 della Commissione, del 15 novembre 2017, recante modifica dell'allegato II della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai veicoli fuori uso (n. 16/1). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a e alla 14 a Commissione permanente. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 14 al 20 settembre 2018) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 4 GALLONE: sulla vicenda di un imprenditore bergamasco bloccato in Cina per evasione fiscale (4-00093) (risp. MERLO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) Mozioni Atto n. 1-00039 RIZZOTTI STABILE DAL MAS TOFFANIN GALLONE GALLIANI MINUTO TESTOR CONZATTI MASINI BERNINI DAMIANI BINETTI MODENA SICLARI AIMI STANCANELLI DE BERTOLDI MANGIALAVORI Giuseppe PISANI CASTELLONE MARINELLO MAUTONE ZAFFINI Il Senato, premesso che: per tumori testa-collo si intende l'insieme di neoplasie che hanno origine nelle cavità nasali e seni paranasali, nella faringe e orofaringe (base della lingua, tonsille palatine e palato molle), nella cavità orale (corpo della lingua, pavimento della bocca, palato duro, mucosa buccale e creste alveolari), nella laringe (regione sovraglottica, glottica, e sottoglottica) e nelle ghiandole salivari; in Europa, i tumori testa-collo sono ancora una patologia molto sottovalutata: il 60 per cento dei pazienti si presenta, infatti, alla diagnosi con una neoplasia ad uno stadio localmente avanzato. Proprio per aumentare l'attenzione dell'opinione pubblica e migliorare la conoscenza su questi tumori, l'European head and neck society (EHNS) organizza ogni anno campagne di sensibilizzazione denominata "Make Sense Campaign"; tra gli obiettivi della campagna di sensibilizzazione e informazione, che da anni vede protagonista anche l'Italia, vi è quello di informare i pazienti e sensibilizzare l'opinione pubblica. Rivolgersi, infatti, tempestivamente ad un medico specialista permette ai pazienti con un tumore diagnosticato ad uno stadio precoce di raggiungere un tasso di sopravvivenza dell'80-90 per cento; considerato che: i tumori testa-collo riguardano quasi esclusivamente gli adulti; gli uomini si ammalano 7 volte più spesso rispetto alle donne. La fascia di età più colpita è quella tra i 50 e i 70 anni, anche se i tumori delle ghiandole salivari colpiscono in età più precoce; in Italia questa neoplasia rappresenta il sesto tipo di tumore più diffuso. Ogni anno vengono diagnosticati circa 10.000 nuovi casi e il totale dei pazienti colpiti da un tumore della testa e del collo è 113.165. Sia l'incidenza, sia la prevalenza sono più alte al Nord rispetto al Centro-Sud; i dati nelle regioni del Nord-Ovest non sono confortanti. Se fino ai 35 anni si calcolano pochissimi casi, intorno ai 40 la percentuale di malattia aumenta, raggiungendo circa i 10 casi su 100.000. Nell'arco di venti anni, sino quindi ai 60 anni per le donne e ai 65 per gli uomini, la percentuale cresce esponenzialmente, si decuplica, sino a raggiungere i circa 102 casi (su 100.000) per gli uomini, i 20 (su 100.000) per le donne. Superata quest'età, la percentuale di rischio cresce molto meno, ma non si abbassa. Le donne sopra gli 85 anni arrivano a circa 30 casi su 100.000, mentre gli uomini a circa 118 casi (su 100.000); gli esperti prevedono che entro il 2030, in Italia, tra coloro che sono affetti dal tumore testa-collo, uno su due sarà over 65. Già oggi una persona su tre tra chi è colpito da questo tumore ha superato i 65 anni. Questa tendenza si interseca con l'invecchiamento della popolazione italiana, che già oggi su circa 60 milioni di persone, conta 10 milioni di anziani; soltanto un malato su due, a 5 anni dalla diagnosi, riesce a sopravvivere, a causa della tardività della diagnosi stessa, mentre la diagnosi precoce e la corretta stadiazione aumentano notevolmente le chance di sopravvivenza dei pazienti; l'approccio alla diagnosi e al trattamento di questa malattia nei prossimi anni richiederà sempre di più una valutazione medica multidisciplinare, con una stretta collaborazione tra medici di medicina generale, oncologi, radioterapisti e chirurghi, in modo da decidere la terapia in base ai trattamenti disponibili, allo stadio di malattia, alle condizioni cliniche del singolo paziente; si ritiene, inoltre, che la presenza chiave della figura del geriatra, in supporto, permetterà di disegnare e personalizzare le terapie per i pazienti anziani e di gestire meglio il recupero dopo il trattamento; le terapie attualmente a disposizione contro i tumori testa-collo sono chirurgia, radioterapia, chemioterapici, farmaci biologici, e farmaci immunoterapici, impegna il Governo: 1) a porre in essere ogni iniziativa idonea a far sì che siano rafforzati, e, laddove non presenti, attivati, centri specializzati multidisciplinari che possano permettere fin dalla prima visita la scelta del trattamento migliore a seguito della diagnosi di tumore testa-collo; 2) a promuovere le più opportune iniziative al fine di includere nel programma di screening previsto dal Sistema sanitario nazionale, le donne e gli uomini con un'età a partire dai 50; 3) a promuovere e a facilitare l'implementazione di specifici percorsi diagnostico terapeutici e assistenziali (PDTA) sull'intero territorio nazionale; 4) a porre in essere ogni altra iniziativa utile, prevedendo anche adeguate campagne di informazione nazionali per potenziare le attività di prevenzione, educazione e informazione sul riconoscimento di segni e sintomi del tumore testa-collo; 5) a prevedere specifici finanziamenti alla ricerca clinica attraverso anche la valorizzazione delle eccellenze italiane, per realizzare un monitoraggio efficace degli standard di eccellenza, a livello scientifico, clinico-assistenziale ed organizzativo. Interrogazioni Atto n. 3-00217 PARRINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: per effetto del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, l'ufficio della Motorizzazione civile di Prato è stato accorpato, a partire dal 31 dicembre 2012, a quello di Firenze; tale decisione nel corso degli anni ha portato ad una razionalizzazione dei servizi e della spesa ma nell'ultimo periodo risulta che gli uffici della Motorizzazione di Firenze non garantiscono più tutti i servizi richiesti; ad oggi i maggiori disagi si registrano per le procedure operative front office per l'utenza professionale e nell'assicurare un congruo numero di sedute di esami pratici di guida per rispondere alle necessità delle autoscuole e dei cittadini richiedenti; fino al mese di marzo 2018, anche grazie ad un accordo siglato tra le associazioni sindacali di categoria e la Direzione generale territoriale di Roma, i servizi sono stati sostanzialmente svolti e i disagi sono stati limitati, anche grazie alle autoscuole del territorio, che si sono fatte carico di sostenere tutte le spese di missione esterna (indennità professionali, vitto e alloggio) del personale esaminatore proveniente da altre Motorizzazioni; tale soluzione, pur economicamente gravosa per le stesse autoscuole, ha permesso di soddisfare fino all'80 per cento delle richieste d'esame; la Direzione generale territoriale di Roma nel mese di aprile 2018 ha rimesso in discussione l'accordo causando una grave restrizione circa la copertura delle sedute d'esame, tanto che risulta essere evaso meno del 20 per cento delle richieste; ad oggi 7.460 persone aspettano di essere convocate per gli esami di guida e di queste solo 1.371 svolgeranno l'esame nel mese di settembre 2018; la situazione attuale, perciò, anche secondo le associazioni di categoria, sta costringendo alcuni allievi ad allungare sensibilmente la tempistica per sostenere gli esami. Alcuni di loro sono costretti a non effettuare, in caso di bocciatura, un secondo esame all'interno dello stesso protocollo "foglio rosa", così come invece dispone la legge vigente, con il conseguente aggravio economico; questa situazione causa agli operatori professionali delle autoscuole file interminabili all'unico sportello di front office attualmente disponibile alla Motorizzazione di Firenze ed è evidente che queste criticità, aggravate nella stagione estiva 2018, in assenza di provvedimenti potranno solo aumentare, accumulando ritardi su ritardi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative urgenti intenda intraprendere per risolvere le problematiche che coinvolgono l'utenza civile e professionale della Motorizzazione civile delle province di Firenze e Prato, anche e soprattutto al fine di tutelare i diritti delle persone che devono sostenere gli esami per la patente di guida, le esigenze lavorative ed i livelli occupazionali delle autoscuole. Atto n. 3-00218 PARENTE BELLANOVA PITTELLA FEDELI PATRIARCA LAUS VATTUONE MARGIOTTA STEFANO BOLDRINI ALFIERI GIACOBBE D'ARIENZO VALENTE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: in data 28 febbraio 1998 l'ente Poste italiane è stato trasformato in società per azioni; l'art. 53, comma 6, della legge del 27 dicembre 1997, n. 449, con la finalità di provvedere alla liquidazione delle indennità di buonuscita maturata fino alla data del 28 febbraio 1998 dai lavoratori dell'amministrazione postale prima del passaggio di Poste italiane in società per azioni, stabilisce quanto segue: «A decorrere dalla data di trasformazione dell'Ente Poste Italiane in società per azioni (...) al personale dipendente della società medesima spettano (...) il trattamento di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile e, per il periodo lavorativo antecedente, l'indennità di buonuscita maturata, calcolata secondo la normativa vigente prima della data di cui all'alinea del presente comma», ovvero che la prestazione debba essere calcolata sulla base dei valori retributivi utili in vigore al 28 febbraio 1998; considerato che: a tutti i dipendenti, sia pubblici che privati, viene riconosciuta la rivalutazione monetaria dell'indennità di buonuscita, essendo questa riconosciuta per legge; ancora oggi l'importo della buonuscita viene liquidato ai lavoratori postali senza alcuna forma di rivalutazione; tenuto conto che, rispondendo all'interrogazione 5-11009 del 30 marzo 2017 presso la XI Commissione permanente della Camera il 18 maggio, il Governo ha reso noto che i lavoratori postali in forza alla data del 28 febbraio 1998 erano 219.601, di questi 76.754 risultavano ancora dipendenti postali mentre agli altri 142.847 cessati dal servizio era già stata liquidata l'indennità di buonuscita non rivalutata dal 1998; l'ammontare della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti gli interessati sarebbe pari a 907.261.000 euro, mentre l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate fino al 2040 è di 939.972.000 euro, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative, anche di natura normativa, che consentano ai lavoratori di Poste italiane SpA, sia a quelli cessati che a quelli ancora in servizio, di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, al pari di tutti gli altri lavoratori, sia pubblici che privati. Atto n. 3-00219 GARAVINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la Calabria presenta un territorio storicamente difficoltoso per i collegamenti, con il conseguente storico isolamento geografico; il Governo Gentiloni, completando i lavori della Salerno-Reggio Calabria, ha facilitato i collegamenti della regione con il resto d'Italia, ma permangono ancora difficoltà legate alla montuosità del territorio; il trasporto aereo rappresenta indubbiamente il metodo più semplice per raggiungere la Calabria; attualmente però la regione dispone in maniera completa solamente degli aeroporti di Lamezia Terme e di Reggio Calabria; l'aeroporto di Crotone è oggi solo parzialmente attivo, in seguito al fallimento della società San'Anna, gestore dell'aeroporto; esistono solamente le tratte Crotone-Pisa tre volte alla settimana dal 1° giugno fino al 31 agosto e Crotone-Bergamo, un volo al giorno fino al 31 ottobre; dal 1° giugno 2018 fino al 31 agosto ha viaggiato un numero di passeggeri pari a 56.000 mentre, quando l'aeroporto era a pieno regime, in un anno hanno viaggiato circa 260.000 passeggeri; il decreto Lupi (decreto ministeriale 6 febbraio 2015) relativo alla continuità territoriale non ha avuto seguito a causa del fallimento della società Sant'Anna. L'Enav ha quindi bandito con gara l'assegnazione dell'aeroporto di Crotone che lo ha aggiudicato alla Sacal (che gestisce gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria). In un incontro avuto con la Sacal il presidente della società ha detto chiaramente che l'unica possibilità per far funzionare l'aeroporto di Crotone è il provvedimento di continuità territoriale; il decreto di continuità territoriale emanato precedentemente consentiva due rotte, Crotone-Milano e Crotone Roma, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per consentire l'attuazione del decreto di continuità territoriale e l'avvio di ulteriori rotte, impedendo altrimenti l'inevitabile isolamento della Calabria. Atto n. 3-00220 LANZI ANGRISANI BOTTO CASTALDI CASTELLONE CORBETTA DESSI' DONNO EVANGELISTA LANNUTTI LOMUTI MATRISCIANO Marco PELLEGRINI PIRRO PRESUTTO PUGLIA ROMANO TRENTACOSTE VACCARO Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che: la procedura che i cittadini di Paesi di nazionalità extra europea, esclusi dall'elenco dei Paesi i cui cittadini sono esenti da visto per brevi soggiorni, devono attuare per ottenere un visto per l'Italia, è molto lunga e prevede dei passaggi burocratici che necessitano di mesi per essere espletati; la necessità degli investitori e degli imprenditori esteri, che vogliono investire nel nostro Paese, è quella di avere la possibilità di procedure di visto snelle, che permettano di programmare la propria attività commerciale in tempi relativamente rapidi. In particolare, molti investitori si trovano in grande difficoltà a partecipare a eventi fieristici e ad appuntamenti di lavoro, non avendo certezza dei tempi di rilascio del visto; considerato che: il sistema dei visti è stato esternalizzato dal Ministero con un bando pubblico per lo sviluppo e la gestione di un impianto che raggiunge e serve le sedi all'estero, le Ambasciate e gli uffici consolari, per un totale di 163 uffici in tutto il mondo; a parere degli interroganti le tempistiche per le procedure di visto potrebbero essere modificate all'interno di questo sistema informatizzato per soggetti particolari che soddisfino determinati requisiti; il programma di Governo prevede un'attenzione particolare al Made in Italy e alla sua tutela, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano istituire un registro o elenco di persone, investitori, industriali stranieri, che possano accedere a procedure di visto dalle tempistiche ridotte, per individui che rispettino determinati parametri individuati dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in virtù della primaria necessità per il nostro Paese di attrarre investimenti. Atto n. 3-00221 MANGIALAVORI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, dell'interno e per il Sud Premesso che: per le imprese e gli enti pubblici che risultano morosi il costo dell'energia è mutevole. I fattori che determinano il suo prezzo sono i seguenti: oneri, accise, prezzo unico nazionale, più un fattore che Enel definisce "Omega", ovvero il sovrapprezzo di salvaguardia; il regime della salvaguardia è stato istituito con il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 125, e recante "Misure urgenti per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell'energia". Esso garantisce la fornitura di energia elettrica ad una particolare tipologia di utenti. Entrano in regime di salvaguardia coloro che non hanno ancora scelto un fornitore del libero mercato o, che per qualsiasi motivo, ad esempio per morosità, ne sono rimasti privi e che rientrano nelle seguenti categorie: gli utenti alimentati in media tensione; le imprese connesse in bassa tensione con più di 50 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro; la selezione delle società che, per aree territoriali, devono gestire il "servizio di salvaguardia", viene effettuata dall'acquirente unico, soggetto pubblico, tramite asta pubblica aperta a tutte le aziende operanti nel settore; tra i clienti del servizio di salvaguardia ci sono soprattutto imprese con difficoltà finanziarie. Per tale motivo, il maggior fattore di rischio corso dagli esercenti, la salvaguardia, è remunerato con un sovrapprezzo, definito dal parametro Omega, ovvero il parametro scelto nella gara d'asta che definisce il valore della maggiorazione, applicata dal fornitore di salvaguardia al prezzo dell'energia all'ingrosso e che varia regione per regione; i valori del parametro Omega sono tendenzialmente diminuiti, ma, ad ogni modo, resta più alto nelle regioni del Sud piuttosto che in quelle del nord Italia. Ad esempio, mentre in Lombardia il valore dello stesso è di 16 euro/MWh, in Calabria è di 84,79 euro/MWh; sulla base dei dati relativi agli anni 2017-2018, un Comune moroso della Regione Calabria, paga una clausola di salvaguardia (il quoziente Omega) di cinque volte superiore ad un Comune della Regione Lombardia. Tale contorto meccanismo implica un aumento del debito assolutamente sproporzionato rispetto al suo reale ammontare. Un Comune, che per mille motivi non ha potuto adempiere puntualmente al pagamento dell'utenza elettrica entra così nella tagliola della "Salvaguardia" che lo porta, quasi inevitabilmente, al dissesto. E infatti, tra le maggiorazioni dovute per detto regime (35/40 per cento per cento) e gli interessi di mora, i debiti dei comuni si ampliano vertiginosamente fino a condurli a un inevitabile dissesto; uscire poi da tale regime è pressoché impossibile, se non mediante ricorso all'acquirente unico che assicura la fornitura di energia elettrica ai clienti del mercato tutelato. Ciò implica comunque l'acquisto a prezzi superiori di quelli normalmente praticati con conseguente aggravio di spese per le casse aziendali e dei tanti comuni interessati; la circostanza è resa ancora più assurda, se si pensa che vi sono regioni come la Calabria che sono esportatori di energia. I comuni della Calabria, a rigore di logica, dovrebbero avere un regime agevolato o comunque non penalizzante, considerato che l'energia prodotta in loco è esportata in altre realtà regionali. E invece, accade l'esatto contrario. Il quoziente Omega risulta altamente penalizzante per i comuni calabresi; tale situazione non agevola lo sviluppo delle imprese, pregiudica il rilancio dell'economia, origina inaccettabili sperequazioni fra i comuni del Nord e quelli del Sud ed è opprimente per tutti i comuni rientranti nel regime di salvaguardia; da ultimo, la legge 4 agosto 2017, n. 124, recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza", ha disposto la cessazione del regime di "maggior tutela" nel settore dell'energia elettrica a decorrere dal 1° luglio 2019, demandando all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (ora Autorità di regolazione per energia Reti e ambiente - ARERA), l'adozione di disposizioni per assicurare, dalla medesima data, il servizio di salvaguardia ai clienti finali domestici e alle imprese connesse in bassa tensione con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro senza fornitore di energia elettrica, attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo, ciascuno per la propria competenza, intendano adottare per impedire che a causa del suddetto meccanismo, altri comuni subiscano la procedura del dissesto e se non ritengano opportuno istituire un tavolo tecnico per limitare, nei confronti dei comuni, gli effetti maturati ed in itinere del "regime di salvaguardia" e che vi siano le condizioni per un'azione legislativa, anche in via d'urgenza, per limitare i danni del meccanismo della "Salvaguardia" descritto. Atto n. 3-00222 DE PETRIS GRASSO Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti in data 18 settembre 2018 una detenuta del carcere romano di "Rebibbia" ha tentato di uccidere i suoi due figli: uno, un neonato di 7 mesi, è subito morto, l'altro, un bimbo di 2 anni, trasportato in codice rosso e ricoverato all'ospedale "Bambino Gesù" di Roma, non è sopravvissuto. Il Ministro della giustizia ha disposto una sospensione dalle funzioni la direttrice, la vice-direttrice e la vice comandante del carcere; considerato che: dopo la denuncia del Garante nazionale delle persone private della libertà il Ministro della giustizia e il capo dell'amministrazione penitenziaria hanno annunciato nel mese di agosto 2018 un'ispezione che faccia luce sui numerosi suicidi avvenuti dall'inizio dell'anno nelle carceri italiane; i suicidi e gli omicidi in carcere non vanno genericamente strumentalizzati; in carcere operano direttori, poliziotti penitenziari, educatori, assistenti sociali, medici, psicologi, cappellani e tante altre figure, alcune delle quali a titolo volontario: molti di loro fanno un lavoro straordinario di prevenzione quotidiana. Lo fanno nonostante turni massacranti. Un direttore spesso non è nelle condizioni di conoscere i detenuti che deve custodire in quanto è costretto a dirigere a volte anche 2-3 istituti. Da oltre 20 anni non si assumono nuovi funzionari; sono circa 40, in Italia, i bambini che ogni anno entrano in carcere con le proprie madri; sono passati anni dall'approvazione della legge 21 aprile 2011, n. 62, che prevede l'istituzione delle case famiglia protette e consente ai destinatari della norma di evitare l'ingresso in strutture penitenziarie, comprese quelle a custodia attenuata; la legge stabilisce che le case famiglia protette devono essere istituite dagli enti locali e da loro finanziariamente sostenute e limita fortemente la detenzione in carcere alle detenute madri di minori, come misura a tutela della relazione madre-figlio e a salvaguardia del delicato sviluppo del bambino; il regolamento che individua le caratteristiche tipologiche delle case famiglia protette è stato emanato dal Ministro della giustizia con decreto 8 marzo 2013; in più occasioni il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria (Sappe) ha denunciato la persistenza di "drammi umani dietro le sbarre" e "la crescente tensione nelle carceri del Paese", evidenziando come i problemi sociali e umani permangono nelle carceri. Sempre il Sappe ha dichiarato che ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella, mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini della Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: per quali motivi non si perseguano gli obiettivi della normativa già vigente rispetto al diritto alle cure dei detenuti, troppo spesso negato dalle drammatiche condizioni delle carceri, rafforzando e riqualificando i programmi di tutela della salute mentale in carcere da parte delle Asl; per quale motivo non si istituiscano le sezioni di osservazione psichiatrica e le previste articolazioni psichiatriche, con adeguati spazi per le attività di cura e riabilitazione; per quali motivi non si rafforzino le misure alternative alla detenzione, tanto più per i reati minori, rispetto a persone con problemi di salute mentale, attraverso il potenziamento dei servizi di salute mentale e del welfare territoriale; quali interventi i Ministri in indirizzo intendano mettere in campo per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri; se non ritengano opportuno valutare l'eventuale revoca della sospensione dal servizio del personale interessato, in attesa di ulteriori indagini. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00571 NENCINI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze Premesso che: sin dagli albori, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, istituito con la legge n. 349 del 1986, ha sempre sofferto per i vuoti nella pianta organica e per la carenza di personale specializzato nelle tematiche ambientali di competenza. Conseguentemente, a partire dai primi anni di attività, il Ministero, al fine di dotarsi del supporto di specifiche professionalità tecnico-amministrative, è ricorso a convenzioni a titolo oneroso con società a partecipazione pubblica e private, enti di ricerca e consorzi interuniversitari; in ragione del progressivo aumento delle competenze, l'organizzazione del dicastero nel corso degli anni è stata oggetto di modifiche, relative sia alla propria organizzazione che alla pianta organica. Nel 2003 il regolamento di organizzazione prevedeva una dotazione organica complessiva pari a 928 unità; a causa delle crescenti difficoltà di bilancio e della necessità di contenere la spesa pubblica, in applicazione delle norme che prevedevano tagli delle dotazioni organiche effettivamente non coperte, venne emanato il decreto del Presidente della Repubblica n. 140 del 2009, che riduceva la pianta organica a 770 dipendenti; nel corso di pochi anni la pianta organica del Ministero è stata dimezzata, ad oggi il totale del contingente dei ruoli è pari a 559 unità, dei quali sono coperti ad oggi circa 480; il Ministero ha provveduto, a partire dal 2015, tramite la stipula della convenzione quadro triennale con la Sogesid SpA, alla contrattualizzazione del personale, assicurando che avvenisse attraverso selezioni concorsuali pubbliche. La Sogesid è una società per azioni il cui capitale sociale è interamente detenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze. Ai sensi del vigente statuto, i settori di attività di Sogesid sono strumentali alle esigenze, finalità, competenze ad attribuzioni istituzionali del Ministero, configurandosi come società in house providing al dicastero, il quale esercita sulla Sogesid un controllo analogo a quello che il esercita sui propri servizi; il personale Sogesid con contratto a tempo indeterminato a tutela crescente, attualmente in servizio presso le Direzioni generali del Ministero, ammonta complessivamente a oltre 400 unità; organi di stampa hanno recentemente riportato la notizia secondo la quale il Ministro dell'ambiente ha manifestato la volontà di cessare la convenzione con la Sogesid, negando la stabilizzazione dei lavoratori da lui stesso promessa appena insediato, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario intervenire urgentemente a favore dei lavoratori della Sogesid, dando loro la possibilità, dopo molti anni di lavoro precario, di essere finalmente stabilizzati. Atto n. 4-00572 GASPARRI Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'articolo 4 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, recante "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", che modifica l'articolo 37 della legge 23 luglio 2009, n. 99, ha definito l'attuale assetto e gli scopi istituzionali dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), ponendo fine alla fase del commissariamento dell'ente; il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con decreto 23 marzo 2016 ha sancito di diritto la piena operatività giuridica e gestionale all'Agenzia, e sono stati nominati i nuovi vertici, confermando la figura del commissario Federico Testa nell'attuale presidente; l'Agenzia, vigilata dal Ministero dello sviluppo economico, è chiamata a svolgere attività di ricerca ed innovazione tecnologica, nonché di prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo economico sostenibile; per diversi e precisi motivi e decisioni, la gestione dell'ENEA negli ultimi anni è stata interessata da fasi di stallo economico, di ricerca e organizzativo, che di fatto hanno segnato un andamento negativo delle performance con grave deterioramento delle strutture, dello sviluppo del personale ed in particolare dei ricercatori; il sistema di funzionamento del modello amministrativo-gestionale applicato alla struttura esistente presenta alcuni elementi di frizione tra le diverse responsabilità, sovrapposizioni di ruolo e talvolta in assenza di responsabilità, con perdita di efficienza nel funzionamento e scarsa fluidità dell' iter autorizzativo ed istruttorio degli atti. Ne consegue la necessità di un'opportuna rivisitazione dell'organizzazione del sistema amministrativo; dal piano della performance 2016-2018, redatto ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, emerge il fallimento del modello di gestione che ha di fatto comportato il rallentamento del programma di attività di ricerca ed innovazione tecnologica e di attrazione dei fondi europei della ricerca da sempre portato avanti nei diversi centri dell'Agenzia; il doppio incarico a tempo pieno, mai cessato o limitato durante le fasi di commissariamento e presidenza, in atto, unito alle anomalie amministrative, le inefficienze organizzative e le scarse competenze normative e scientifiche dei vertici dell'Agenzia hanno condotto l'ENEA ad una situazione finanziaria e gestionale critica, come risulta dalla determinazione ispettiva del 20 giugno 2017, n. 66, della Corte dei conti e dei revisori dei conti; gli errati investimenti e l'inefficienza della gestione del bilancio (ma anche, in alcuni casi, le insufficienti disponibilità di risorse umane, non avendo l'Agenzia provveduto all'acquisizione di nuovo personale attraverso lo scorrimento di graduatorie di precedenti bandi di concorso ancora aperti) non hanno consentito un adeguato livello di investimenti connessi alla manutenzione ordinaria e straordinaria ed il rinnovo delle attrezzature scientifiche, la realizzazione di nuove grandi infrastrutture di ricerca, il rinnovo e l'efficientamento energetico delle infrastrutture dei centri; oltre alle suddette situazioni di illegittimità e potenziale conflitto, si evidenzia come risultino all'interrogante esservi anche: gravi irregolarità nelle procedure selettive concorsuali, alcune già oggetto di ricorsi contro l'ENEA accolti dai giudici dei tribunali del lavoro, sezioni di Roma e Bologna; sospette irregolarità nell'assegnazione a Frascati del bando per la costruzione dell'impianto sperimentale DTT per i test di fusione nucleare, rispetto a proposte più vantaggiose di altre Regioni che hanno già presentato ricorsi all'autorità giudiziaria competente, con aggravio del già vasto contenzioso ENEA, il tutto ulteriormente aggravato da esborsi economici per risarcimenti del danno e spese di lite, per decisioni dell'ENEA giuridicamente scorrette, poi impugnate dalla controparte e ricorsi dell'ente al limite, se non oltre la regolarità del diritto civile, del lavoro, delle leggi e della legge contrattuale collettiva; spostamento coatto di ricercatori con relativo demansionamento professionale e forti limitazioni alla partecipazione dei ricercatori ai convegni (ciò comporta una drastica riduzione delle pubblicazioni e del prodotto scientifico ENEA e una minore visibilità pubblica che preclude le opportunità di ulteriori opportunità lavorative); il sequestro penale preventivo del 13 aprile 2018 nel centro ENEA della Trisaia a Rotondella (Matera) nei confronti della società SOGIN e di ENEA, delle vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico a mare dagli impianti nucleari "Itrec" (SOGIN) e "ex Magnox" (ENEA), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato; se non ritengano che si debba procedere urgentemente al commissariamento dell'Agenzia ed alla nomina di un vertice con adeguate competenze tecnico-scientifiche e gestionali per sanare e rilanciare l'ENEA, storicamente il secondo ente di ricerca italiano. Atto n. 4-00573 NASTRI Al Ministro della giustizia Premesso che: articoli di stampa locale recentemente pubblicati evidenziano le condizioni di estrema precarietà e insufficienza della pianta organica del Tribunale di Novara, il cui quadro complessivo era stato già segnalato da diversi mesi, anche dal presidente Filippo Lamanna, il quale ha ricordato come la giustizia novarese, a partire dallo scorso autunno, ha perso 3 giudici in servizio all'ufficio dei giudici per le indagini preliminari e dell'udienza preliminare (su un organico di 4 magistrati, peraltro mai coperto), tra cui il coordinatore; lo stesso presidente ha altresì evidenziato che per coprire i posti vacanti sono stati trasferiti due magistrati dal dibattimento penale, che è stato quasi numericamente dimezzato, poiché sono rimasti in servizio 3 giudici togati su 6 con conseguenti rinvii di numerosi processi, anche per fatti delicati o relativi a maxi inchieste con molti imputati coinvolti; l'interrogante segnala inoltre che l'inadeguatezza della pianta organica, rispetto alla mole di attività giudiziaria che caratterizza il Tribunale novarese (considerato un bacino economico significativo ed importante anche sotto il profilo della densità della popolazione, in quanto seconda città del Piemonte e zona urbana prossima all'area milanese), è stata fra l'altro rilevata anche dal consiglio giudiziario presso la Corte di appello di Torino, a seguito di una recente ispezione a palazzo Fossati, con la richiesta al Ministro in indirizzo di disporre misure volte all'aumento dell'organico del medesimo Tribunale; al riguardo, secondo quanto riporta la stampa locale, attualmente i magistrati in servizio sono complessivamente 18, un numero sufficiente secondo il decreto ministeriale di revisione delle piante organiche dei tribunali italiani, che tuttavia ha riscontrato un parere negativo, in quanto il consiglio dell'ordine degli avvocati di Novara e la camera penale hanno presentato un ricorso al Tar, ritenendo che, proprio utilizzando i criteri del decreto, Novara dovrebbe disporre in realtà fra i 22 e i 25 magistrati; tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, destano sconcerto e preoccupazione: gli interventi di revisione delle piante organiche della magistratura correlati alla riforma della geografia giudiziaria (in applicazione del decreto legislativo n. 155 del 2012) che hanno investito gli uffici, requirenti e giudicanti, anche di primo grado, in realtà non hanno considerato elementi valutativi e requisiti fondamentali anche con riferimento all'assetto territoriale; il quadro delineato risulta inadeguato ad assicurare un supporto efficiente alla giurisdizione locale, considerati gli attuali livelli emergenziali legati alla carenza di personale del Tribunale, che non è in grado oggettivamente di gestire e trattare la mole di attività giudiziaria e dei procedimenti in corso, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione relativa alla pianta organica del Tribunale di Novara; quali iniziative intenda assumere al fine di sopperire alle lacune segnalate. Atto n. 4-00574 MORRA NUGNES QUARTO MORONESE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: sarebbe prossima la realizzazione del progetto denominato "Sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza Rende e Università della Calabria" (codice identificativo della gara 717751833A, CUP J81I13000020004). Tale opera è stata inserita dalla Commissione europea tra i "grandi progetti" (codice 2011IT161PR024) con decisione C(2012) 6737 del 27 settembre 2012, e per la sua realizzazione sono state impegnate risorse per 160 milioni di euro a cavallo della programmazione europea 2007-2013 e 2014-2020, cofinanziati per il 75 per cento da fondi FESR e per il restante 25 per cento dalla quota di compartecipazione nazionale; le problematiche ambientali connesse riguardano, in particolar modo, il tracciato del collegamento metropolitano che passerà a poca distanza dal confine del sito di interesse comunitario (SIC) "orto botanico dell'università della Calabria" (IT9310057) che, in ottica del programmato sviluppo futuro, minaccia la diversità biologica e la conservazione dell' habitat naturale del SIC "bosco di Mavigliano" (IT9310056) nel comune di Rende. Per entrambi, non è stata quantificata in alcun modo l'incidenza ambientale della metrotramvia; l'area SIC IT9310057 "Orto Botanico" nel progetto definitivo appare più piccola di quanto risulti dalla cartografia ufficiale del Ministero dell'Ambiente, mentre non risultano essere state considerate in alcun modo le zone limitrofe, in qualità di "zone cuscinetto", nè risulta essere stata presa in considerazione la necessità di garantire un "corridoio ecologico" con il contiguo SIC "Bosco di Mavigliano" (IT9310056) come previsto dalla Rete Natura 2000 nonché dalla Direttiva "Gabitat" 92/43/CEE; in fase di elaborazione del parere tecnico del decreto del dirigente generale n. 22051 del 3 dicembre 2009), il nucleo della Regione Calabria stabiliva così «di escludere, con prescrizioni, all'ulteriore procedura di VIA il Progetto per Sistema di collegamento metropolitano Cosenza, Rende e Università della Calabria nel/i Comune/i di Cosenza, Rende» sulla base della sola autocertificazione da parte dei progettisti dell'opera e senza alcuna verifica indipendente o controfattuale, sebbene nello stesso progetto, si affermi che «per quanto riguarda invece il SIC Orto Botanico, la distanza potrebbe rendere necessarie ulteriori valutazioni circa possibili azioni del progetto»; vi sarebbero altresì difformità rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo n. 152 del 2006, parte seconda, allegato V "Criteri per la verifica di assoggettabilità", il quale prevede che nella localizzazione dei progetti deve essere posta particolare attenzione a zone a forte densità demografica, zone protette speciali, territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità (art. 21 del decreto legislativo n. 228 del 2001). Anche in questo caso, tuttavia, il nucleo della Regione non ha opposto alcuna obiezione, sebbene lo stesso concluda che i comuni di Cosenza e di Rende presentano "elevata densità di urbanizzazione nell'area oggetto dell'intervento"; i terreni agricoli oggetto di provvedimento di esproprio sono aree destinate ai prodotti di qualità a denominazione di origine protetta (DOP) riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; dal piano di monitoraggio ambientale allegato al progetto definitivo si evince tra l'altro che si produrranno vibrazioni di livello superiore ai 74 decibel, valori questi perfino superiori a quelli indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1997 per le "aree prevalentemente industriali"; risulta agli interroganti che il progetto non sarebbe mai stato sottoposto a procedura di VIA e VAS e, per quanto riguarda la VAS, sarebbe stata esperita una procedura inusuale, poiché inclusa all'interno del recente piano regionale dei trasporti del 2016 (PRT), e non, invece, analizzata singolarmente; a giudizio degli interroganti sarebbe stata aggirata la normativa di settore (direttiva 2001/42/CE), nella parte in cui chiarisce che la procedura VAS deve essere effettuata anche singolarmente "per tutti i piani e i programmi" e non, invece, solo per l'insieme delle opere. In ogni caso, la procedura VAS così delineata sarebbe illegittima in più punti, sulla base di quanto disposto dal decreto legislativo n. 152 del 2006, considerato che, tale procedura risulta essere stata effettuata dopo che il progetto definitivo era stato approvato in via definitiva. Infatti, il piano è stato adottato con delibera di Giunta regionale n. 503 del 6 dicembre 2016, mentre la progettazione definitiva è stata approvata con decreto del dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e lavori pubblici n. 5593 del 10 aprile 2013; con decreto dirigenziale n. 22051 del 3 dicembre 2009 è stato espresso il giudizio di esclusione del progetto dalla procedura di VIA con prescrizioni, e riportava una validità di 5 anni fatta salva richiesta di proroga. L'istanza di proroga del provvedimento di esclusione del progetto dalla procedura di VIA veniva accolta con decreto del Dipartimento ambiente e territorio n. 3350 del 13 aprile 2018 (di cui non risulta ancora avvenuta la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Calabria). Senza parere ambientale giuridicamente valido, vengono pertanto a decadere anche tutti gli atti autorizzativi successivi, e diventa pertanto impossibile sottoscrivere un contratto di appalto privo a monte dei necessari requisiti di legge; nel suddetto decreto, dal quale si evince che "non vi saranno incidenze negative del progetto Sistemi di collegamento metropolitano Cosenza, Rende e Università della Calabria sui siti Natura 2000", veniva prorogato il provvedimento di esclusione del progetto della metrotramvia dalla procedura di VIA, senza far menzione che nell'anteriore VAS allegata al piano regionale dei trasporti (bollettino ufficiale n. 92 del 9 settembre 2016), si afferma che "Il tracciato del sistema metropolitano di Cosenza potrebbe intercettare indirettamente l'area SIC Orto Botanico"; il tracciato del collegamento metropolitano attraverserà in più tratti aree a rischio idraulico elevato (R3) e molto elevato (R4), già segnalate nel piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico della Regione Calabria, ex art. 67 del decreto legislativo n. 152 del 2006 con condizioni tali da determinare la possibilità di perdita di vite umane o lesioni gravi alle persone, nonché aree di attenzione per le quali, in mancanza di studi di dettaglio, valgono le stesse prescrizioni vigenti per le aree a rischio R4 ai fini della tutela preventiva, si chiede di sapere: quali provvedimenti siano stati adottati o si intenda adottare in relazione a quanto descritto; se il Ministro in indirizzo intenda verificare la validità del parere del nucleo della Regione Calabria e, eventualmente, sospendere in autotutela l'aggiudicazione definitiva dell'appalto o diffidare dalla sottoscrizione del contratto d'appalto, al fine di non incorrere in infrazioni comunitarie o danni erariali; se intenda richiedere una più approfondita valutazione da parte del nucleo stesso riguardo alla verifica di assoggettamento a valutazione di impatto ambientale dell'opera nonché di valutare eventuali alternative ecocompatibili al progetto posto a base di gara, nel frattempo intervenute dal punto di vista tecnologico, tecnico, ambientale e funzionale; se intenda adoperarsi a norma dell'art. 7, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, affinché il progetto della metrotramvia sia sottoposto a VAS; se l'aggiudicazione definitiva della progettazione esecutiva, la realizzazione del "sistema di collegamento metropolitano" e la fornitura e la messa in esercizio del relativo materiale rotabile, deliberata con decreto del dirigente del settore e responsabile unico del procedimento n. 6242 del 31 maggio 2016, e avvenuta in assenza di decreto di proroga del provvedimento di esclusione del progetto dalla procedura di VIA regolarmente approvato, rappresenti giusta causa di annullamento della gara di appalto così espletata. Atto n. 4-00575 MASINI Al Ministro dell'interno Premesso che: la città di Montecatini Terme (Pistoia), situata nel cuore della Valdinievole, rappresenta un punto di riferimento per una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, nonché un luogo turistico fra i più importanti del Paese, anche in relazione alla sua vocazione termale; storicamente, questa città rappresenta il fulcro del sistema della sicurezza di tutta l'area, basato sui presidi di tutte le forze dell'ordine, con specifico riferimento al commissariato della Polizia di Stato, al comando compagnia dell'Arma dei Carabinieri ed al comando compagnia della Guardia di finanza; nel tempo, i suddetti distretti, in special modo quello della Polizia di Stato, hanno ridotto in modo sensibile la pianta organica, fino a non reintegrare il turnover del personale che a vario titolo ha lasciato il servizio; le odierne esigenze di sicurezza e controllo del territorio richiedono un incrementato impegno ed una maggiore presenza sul campo delle forze dell'ordine, in modo che lo Stato possa contrastare molteplici fenomeni delinquenziali e ripristinare un adeguato livello di sicurezza a Montecatini Terme ed in tutta la Valdinievole; il Dipartimento di pubblica sicurezza in ambito nazionale ha escluso il comune di Montecatini Terme dal provvedimento del 22 giugno 2018 con il quale ha disposto il potenziamento provvisorio dell'organico di altre località turistiche con l'aggregazione di ben 236 agenti della Polizia di Stato, nonostante la situazione emergenziale della zona, peraltro in un ambito ove insiste una notevole presenza di turisti, si chiede di sapere: al fine di evitare il collasso dell'attività di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato a Montecatini e, in generale, nella provincia di Pistoia, se e quali misure intenda adottare per potenziare gli organici delle forze dell'ordine ed in particolare della Questura di Pistoia, al fine di incrementare la presenza di agenti da destinare al commissariato di Montecatini Terme; se non reputi opportuno incontrare il prefetto ed il questore di Pistoia per comprendere le effettive esigenze di potenziamento dell'organico delle forze dell'ordine e per promuovere un progetto di riorganizzazione delle attività amministrative degli enti locali (Comuni), con lo scopo di ausiliare le forze dell'ordine nell'espletamento delle molteplici procedure amministrative che le stesse devono prestare ai cittadini, nonché altre attività di collaborazione fra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza per cui potrebbero essere accorpate alcune incombenze o distribuite fra loro altre, quali, per esempio, la centrale operativa unica, collocando così più agenti delle varie armi sul controllo esterno. Atto n. 4-00576 AIMI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: da fonti stampa si apprende la notizia del rapimento, probabilmente a opera di jihadisti , di padre Pierluigi Maccalli, missionario della Società delle missioni africane in Niger; da alcuni mesi, infatti, la zona è interessata dalla preoccupante presenza di terroristi provenienti dal Mali e dal Burkina Faso; il rapimento sarebbe avvenuto nella sera di lunedì 17 settembre 2018 presso la missione in cui operava, a 125 chilometri dalla capitale Niamey; come riportano ancora fonti di stampa, l'attacco sarebbe stato mirato, rapido e ben pianificato e avvenuto nel giro di pochissimi minuti. I rapitori infatti, ben 8, secondo le testimonianze raccolte e secondo quanto affermato dal Ministro portavoce del Governo del Niger Zakaria Abdourahamane, viaggiavano a bordo di moto. Avrebbero semplicemente bussato alla porta, sequestrato il sacerdote per poi dileguarsi esplodendo colpi in aria con le loro armi; padre Pierluigi Maccalli, infatti, era rientrato da poco in Niger, dopo un periodo di riposo trascorso in Italia. I rapitori ne erano verosimilmente a conoscenza; sulla vicenda la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per sequestro di persona a scopo terroristico; secondo altre recentissime fonti di stampa, un confratello di padre Maccalli, padre Andrea Mandonico, avrebbe ricevuto una telefonata dal vescovo di Niamey, il quale gli avrebbe riferito le rassicurazioni della Polizia nigeriana, la quale sarebbe certa del fatto che padre Maccalli sia vivo. Secondo gli inquirenti, la speranza è che i rapitori stabiliscano contatti per l'avvio di eventuali trattative; la vicenda deve destare, a parere dell'interrogante, grande preoccupazione nelle Istituzioni, in considerazione del fatto che è stata colpita una delle pochissime aree del Niger, in cui il Cristianesimo è la fede di maggioranza. A supporto di tale tesi, un attacco anticristiano, anche il fatto che un altro gruppo di rapitori avrebbe colpito, poco dopo, un'abitazione delle suore Francescane di Maria che, fortunatamente, sono riuscite a salvarsi, si chiede di sapere di quali informazioni disponga il Ministro in indirizzo al riguardo e quali iniziative abbia assunto e intenda assumere per far sì che padre Pierluigi Maccalli venga tempestivamente liberato. Atto n. 4-00577 BATTISTONI Al Ministro della giustizia Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la casa circondariale di Viterbo "Mammagialla" è aperta e funzionante dal 1993; dalla scheda di trasparenza degli istituti penitenziari 2018, presente sul sito del Ministero di giustizia, si apprende che i detenuti presenti a gennaio 2018 sono 606 a fronte di 288 membri della Polizia penitenziaria; già nel mese di aprile 2018, con l'interrogazione 4-00260, si esponeva al Governo la problematica legata alla carenza di personale, facendo notare come fossero previsti alcuni pensionamenti e l'inizio di alcuni corsi di formazione che sarebbero andati, come è stato, ad influire sulle presenze del personale penitenziario; attualmente, secondo dati recenti, il numero dei detenuti presenti nell'istituto supera del 133 per cento i posti disponibili; alla fine del mese di agosto, è stata segnalata la presenza di ratti all'interno della suddetta casa circondariale; come è evidente, la carenza di personale non consente un adeguato livello di sicurezza sia per i detenuti che per gli stessi agenti penitenziari, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare per ovviare all'evidente sottodimensionamento del personale nella citata struttura; se ritenga di intervenire e, in caso affermativo, come e con quale tempistica, per la soluzione dei problemi sinteticamente esposti in premessa. Atto n. 4-00578 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato (Ipzs), società per azioni controllata al 100 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze, sta producendo ed emettendo, per conto del Ministero dell'interno, la nuova carta d'identità elettronica (Cie) e i passaporti elettronici; considerato che, risulta all'interrogante: in seguito ad acquisizioni di documentazione da parte della Guardia di finanza per conto della Procura regionale del Lazio della Corte dei conti, si è venuti a conoscenza di una relazione tecnica interna al Poligrafico, secondo la quale il secondo lotto di 5 macchinari per la produzione della Cie sarebbe stato utilizzato senza i necessari collaudi, previsti dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), spettanti al responsabile del procedimento di esecuzione del Poligrafico; sempre secondo la relazione tecnica dell'Ipzs, i mancati collaudi non avrebbero consentito di rilevare il bug nel software . " Bug " che sarebbe all'origine delle difettosità nei chip delle nuove carte d'identità elettroniche; il difetto di produzione riguarderebbe 346.275 carte d'identità emesse tra ottobre 2017 e febbraio 2018; inoltre, i rischi di una gestione non appropriata di dati sensibili dei documenti d'identità sarebbero da rilevarsi anche nella decisione del Poligrafico di affidarsi al sistema di posta ordinaria, e non a quello (più costoso ma più affidabile) della raccomandata, per inviare a casa del cittadino i nuovi documenti di identità; considerato altresì che, risulta all'interrogante il Poligrafico dello Stato avrebbe deciso di consentire a privati la gestione dei suddetti dati personali e biometrici, come le impronte digitali, compresi quelli che transitano attraverso il Centro di elaborazione dati (Cen) della Polizia di Stato a Napoli, grazie alla stipula di un contratto, da oltre due milioni di euro, valido fino al 5 settembre 2019, nell'ambito di una procedura indetta da Consip. Il suddetto contratto avrebbe consentito a un raggruppamento temporaneo di imprese (Accenture, Leonardo e Ibm) di poter trattare dati sensibili di molti cittadini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se, alla luce dei fatti descritti, non ritenga utile valutare se si ravvisino gli estremi per attivare le procedure per la revisione del contratto con il raggruppamento temporaneo di imprese, per cambiare mezzo di spedizione via posta delle carte d'identità (attraverso raccomandata), per ritirare le carte d'identità difettose e per far sì che in futuro i collaudi previsti dall'Anac ai macchinari che producono i chip vengano effettuati sempre. Atto n. 4-00579 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per gli affari europei e della giustizia Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 19 settembre dal quotidiano "Il Sole-24 ore", i dati che l'ex presidente della Consob Mario Nava avrebbe dovuto presentare al Senato, nel corso di un'audizione (successivamente disdetta a causa delle sue dimissioni), evidenziano un fenomeno in preoccupante espansione, causato da un'attività fraudolenta di operatori che utilizzano piattaforme web per convincere gli investitori ad investire il proprio denaro su opzioni binarie (attualmente vietate dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, Esma), Cfd (contracts for difference), trading su valute e metalli preziosi; i dati della Consob evidenziano che a fronte di 167 interventi effettuati nel 2017, il successivo anno (a giugno 2018) si è giunti a ben 187 interventi di cui 71 ordini di cessazione, 89 segnalazioni all'autorità giudiziaria, 7 sospensioni cautelari e 8 emanazioni di divieti a operare; ad essere segnalate come società a rischio risultano spesso organizzazioni (che vengono costituite e smantellate velocemente, sovente con inserita la lettera X del Forex, il mercato del foreign exchange ) aventi sedi in località difficilmente raggiungibili dalle autorità internazionali giudiziarie e di vigilanza, come ad esempio le isole Marshall, la Repubblica delle Vanuatu (in Oceania) e Saint Vincent e Grenadine (isole Bermude), la cui distanze "siderali" rendono pressoché inutile ogni tentativo di sanzione nei loro confronti; lo strumento normativo che consente alla Consob di intervenire è l'articolo 7- opties del testo unico della finanza, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la cui norma, inserita nel 2018, attribuisce alla Consob il potere di ordinare l'immediata cessazione delle pratiche abusive su internet , attraverso il diffusissimo metodo delle telefonate da parte di sedicenti consulenti finanziari, che contattano la "clientela" da call center in Romania o Albania; risulta più complessa la procedura di oscuramento dei siti che richiederebbe invece l'adozione di specifiche norme, alle quali si aggiunge la pericolosa variante di tali modalità d'investimento on line , "mista", contraddistinta dall'affiancamento da parte di una rete di consulenti e procacciatori sparsi sul territorio; al riguardo l'articolo segnala il caso della Ibs Forex di Como che, agendo con le predette modalità, è riuscita nel 2011 a "dragare" circa 40 milioni di euro prima che l'attività esercitata in maniera evidentemente ingannevole fosse interrotta dalla Guardia di finanza; il rischio per i risparmiatori risulta, di conseguenza, elevatissimo e moltiplicato a dismisura dall'inafferrabilità giuridica di tali organizzazioni che operano evidentemente fuori da un quadro regolatorio legittimo, attirando lo sprovveduto investitore, garantendogli guadagni certi (senza che prima quest'ultimo abbia provveduto ad erogare dei chip d'ingresso in denaro) attraverso un conto corrente on line (spesso un mero espediente di facciata), senza alcuna speranza di recupero; a giudizio dell'interrogante, quanto sopra desta sconcerto e preoccupazione, se si valuta come non soltanto in ambito nazionale, ma anche in sede europea e internazionale, non vi sia un sistema armonico di regole fra gli Stati, sufficientemente coerente e coordinato, per garantire la tutela per migliaia di investitori, non soltanto italiani; la necessità di intervenire, anche in sede comunitaria, al fine di impedire il perpetuarsi di pratiche irregolari e scorrette, da parte di organizzazioni fraudolente che effettuano attività finanziaria, attraverso il collocamento di strumenti finanziari rischiosi (promettendo facili guadagni e che invece si trasformano in trappole che erodono tutto il capitale investito), nei riguardi di investitori (in molti casi ignari della pericolosità di questo prodotto) risulta ad avviso dell'interrogante urgente e necessaria, al fine di innalzare i livelli di tutela degli investitori, anche attraverso un sistema informativo in grado di fornire avvertenze di rischio comprensibili, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se non convengano sulla necessità di intervenire, anche in sede europea, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di stabilire un quadro strategico comune e impedire il proseguimento del " trading on line " degli strumenti di rischio descritti da parte di operatori illegali, introducendo un sistema di regole restrittive; se non ritengano infine opportuno prevedere una campagna informativa, volta a informare in maniera più incisiva gli investitori sui rischi e i pericoli derivanti dalle perdite sugli investimenti effettivamente impiegati. Atto n. 4-00580 EVANGELISTA LICHERI FENU MARILOTTI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il ponte di Oloé, nel territorio del comune di Oliena (Nuoro), sul fiume Cedrino, ha subito un dissesto statico di notevole entità in occasione degli eventi alluvionali del 2013 (ciclone "Cleopatra"), in conseguenza dei quali morì, sullo stesso ponte, un agente della Polizia di Stato in servizio, a causa di un cedimento del manufatto in corrispondenza dell'ancoraggio del ponte alla terra ferma; a seguito di tali eventi, è stato aperto un procedimento penale, ancora pendente, ma, dopo il dissequestro del ponte ordinato dall'autorità giudiziaria, è stato consentito il transito con alcune limitazioni di carico; nell'inverno 2017 un ulteriore evento di piena del fiume Cedrino ha determinato nuovi danni alla struttura, parzialmente "restaurata" dall'ANAS, pur essendo di proprietà della Provincia di Nuoro; successivamente, il manufatto, giudicato particolarmente a rischio per i danni subiti, è stato nuovamente sequestrato con provvedimento cautelare del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Nuoro, con notevoli disagi per la popolazione residente nei comuni di Oliena e Dorgali, costretta a percorrere itinerari alternativi più lunghi (il territorio è peraltro, interessato, soprattutto nel periodo estivo, da un consistente flusso turistico); nel corso di diversi incontri tra i tecnici della Procura, quelli della Provincia e della Prefettura (luglio 2017-maggio 2018), era emersa l'estrema pericolosità delle condizioni del manufatto, che, oltre a presentare gravi problemi strutturali, è sottoposto a rischio di sommersione in caso di piena del fiume Cedrino; il continuo passaggio di automobilisti sul ponte in violazione del divieto di transito ha indotto poi il giudice a conferire temporaneamente la custodia, invece che al Comune di Oliena, al genio militare, che ha provveduto a realizzare "impedimenti fissi" al transito, inamovibili; il ponte, quindi, al momento è accessibile solo a piedi, cosa che ha determinato ulteriore malcontento nella popolazione locale; in successivi provvedimenti adottati dal giudice, con i quali la custodia è stata assegnata poi alla Provincia, è stata riaffermata l'estrema pericolosità del manufatto; il 30 agosto 2018, presso l'Assessorato per i lavori pubblici della Regione Sardegna, si è tenuto un incontro per valutare diverse soluzioni, in primis quella di protezione attiva che comporta la chiusura totale del ponte al transito anche pedonale, in caso di allerta meteo per possibile piena del fiume; si è, inoltre, fatto il punto sui tre progetti per la riapertura del ponte, che mirano a risolverne i problemi idrogeologici e di stabilità; tra questi, due sono stati già appaltati dalla Provincia di Nuoro, mentre il terzo è in fase di esecuzione; la Regione infatti ha conferito alcuni limitati finanziamenti alla Provincia per la realizzazione delle opere di riadattamento in via provvisoria del ponte esistente, le quali consentiranno solo una parziale e condizionata riapertura, ma i lavori in corso stanno andando a rilento e dovranno comunque essere oggetto di rinnovato esame da parte dell'autorità giudiziaria. Si è, inoltre, affidato all'ANAS lo studio di fattibilità di un nuovo ponte. considerato che il traffico deviato sulla strada tra Nuoro e Orosei in conseguenza dell'interruzione del ponte risulta più che raddoppiato, con maggiori rischi associati per la circolazione: occorre percorrere la strada con particolare attenzione e prudenza, sia per l'incremento del traffico, sia perché la strada interrotta risultava notevolmente più scorrevole e veloce per la presenza di lunghi rettilinei, curve ad ampio raggio e migliore visibilità; per "mantenere" un tempo di percorrenza assimilabile al percorso precedente molti automobilisti derogano alle necessarie norme di prudenza che la nuova condizione invece impone; è venuta a mancare la "naturale" bretella di collegamento con la costa (oltre Orosei, la costa di San Teodoro e la stessa Costa Smeralda che da anni hanno riconosciuto la zona di Oliena come riferimento per la visita dell'entroterra), non solo perché l'itinerario per raggiungere Su Gologone e Oliena diviene molto più lungo, ma anche perché è divenuto tortuoso e nemmeno facilmente identificabile, si chiede di sapere: quali provvedimenti, vista l'inderogabile urgenza di ripristinare il collegamento garantito dal ponte Oloè nel rispetto di tutti i parametri di sicurezza, il Ministro in indirizzo intenda adottare; se la progettazione e realizzazione del manufatto abbia tenuto conto degli ipotizzabili effetti dell'alveo del fiume sulle pile e sulle spalle del ponte, nonché sull'eventuale scalzamento delle fondazioni legato a fenomeni idraulici localizzati; se l'attuale manufatto debba ritenersi ancora adeguato e possa ancora garantire la sicurezza della circolazione con soli lavori di manutenzione straordinaria; se, in alternativa alla manutenzione straordinaria, non risulti più conveniente e giustificato procedere alla costruzione dell'opera ex novo , in particolare con riferimento alla durata di vita attesa e ad una corretta valutazione di rischio. Atto n. 4-00581 DE BONIS CIAMPOLILLO LEONE FATTORI ABATE AGOSTINELLI BOTTO TRENTACOSTE GIANNUZZI LANNUTTI FENU CRUCIOLI D'ANGELO LOMUTI EVANGELISTA GUIDOLIN NOCERINO DRAGO CAMPAGNA LOREFICE ANGRISANI DI MICCO AUDDINO GAUDIANO MATRISCIANO ROMANO NUGNES LA MURA NATURALE GIARRUSSO ROMAGNOLI Al Ministro della salute Premesso che, in data 14 settembre 2018, il primo firmatario del presente atto ha appreso dal dirigente dell'Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) di Bari, dottor Mascolo, che il grano importato dal Canada è presumibilmente contaminato da glifosato, sostanza nociva, come dimostrato da recenti studi. Più in generale, il dirigente ha affermato che secondo il monitoraggio predisposto da un anno dal Ministero della salute emerge la presenza di glifosato nel grano a importazione extracomunitaria e, tuttavia, attualmente ormeggiano due navi nel porto di Bari contenenti grano destinato all'industria alimentare ("Akaki" dal Canada e "Pomorze" dalla Francia); considerato che: l'articolo 444 del codice penale punisce la commercializzazione di sostanze alimentari nocive al fine di tutelare la salute pubblica e, quindi, l'integrità fisica delle persone; per quanto riguarda il mercato comunitario e italiano le disposizioni nazionali e comunitarie vigenti (regolamento (UE) n. 1313/2016) prevedono che, dall'agosto 2016, i limiti di glifosato siano disapplicati, introducendo un divieto al suo uso; il decreto del Ministero della salute del 9 agosto 2016 ha disposto, a decorrere dal 22 agosto 2016, la revoca delle autorizzazioni all'immissione in commercio e modifica delle condizioni d'impiego di alcuni prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato, sospettato di essere cancerogeno, mentre in precedenza era possibile utilizzare il glifosato nelle coltivazioni in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura, si chiede di sapere se e quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di tutelare la salute dei consumatori. Atto n. 4-00582 PRESUTTO ORTOLANI PUGLIA URRARO GRASSI PESCO ANGRISANI GIANNUZZI LANNUTTI LANZI ANASTASI PARAGONE GALLICCHIO CASTIELLO ACCOTO FEDE DESSI' COLTORTI SANTILLO RICCIARDI NATURALE PIRRO Marco PELLEGRINI TURCO GAUDIANO L'ABBATE QUARTO VACCARO CROATTI MORONESE MARINELLO SILERI MAUTONE ROMAGNOLI ENDRIZZI CASTELLONE Giuseppe PISANI ROMANO MATRISCIANO ORTIS MAIORINO LOMUTI TRENTACOSTE GARRUTI DI MICCO DE FALCO DE LUCIA CORRADO DE BONIS MOLLAME LEONE DRAGO MANTOVANI DELL'OLIO FERRERO Al Ministro dell'interno Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: la crescita esponenziale di fenomeni di criminalità nei territori di Napoli est e, segnatamente, nei quartieri di Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli, interessati da quotidiani episodi di delinquenza e da recenti cruente aggressioni alle Forze dell'ordine, riaccende paura e preoccupazione nell'intera comunità dei cittadini; il fenomeno della microcriminalità e quello delle cosiddette "stese" rappresentano, ormai, non più episodi rari e isolati, ma costituiscono piuttosto espressione di pericoli costanti e continui, che ricadono in maniera negativa sulla città e sulla sicurezza dei cittadini che vivono nella paura, invocando aiuti seri e concreti da parte delle Istituzioni; l'opera e l'impegno delle Forze dell'ordine presenti sul territorio non sono, purtroppo, sufficienti ad arginare fenomeni delinquenziali, che aumentano sempre più e avvengono a tutte le ore del giorno sotto gli occhi della cittadinanza inerme, con gravi ripercussioni sull'ordine e sulla sicurezza pubblica; è lamentata da tutti i cittadini l'esigua presenza della Polizia municipale nella città di Napoli; considerato che: l'art.1 del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante "Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza", stabilisce che "L'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità" e che "Le attribuzioni dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal prefetto e dal questore"; l'ordine pubblico e la sicurezza sono materie di rilievo costituzionale; il Titolo V del Libro II del Codice penale punisce la categoria dei delitti contro l'ordine pubblico al fine di assicurare una convivenza pacifica, priva di violenza e di disordini, che mettono in serio pericolo la sicurezza dell'intera collettività e la pubblica incolumità; l'art. 17, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128, recante "Interventi legislativi in materia di tutela della sicurezza dei cittadini", prevede che: "Il Ministro dell'interno impartisce e aggiorna annualmente le direttive per la realizzazione, a livello provinciale e nei maggiori centri urbani, di piani coordinati di controllo del territorio da attuare a cura dei competenti uffici della Polizia di Stato e comandi dell'Arma dei carabinieri e, per i servizi pertinenti alle attività d'istituto, del Corpo della Guardia di finanza, con la partecipazione di contingenti dei corpi o servizi di polizia municipale, previa richiesta al sindaco, o nell'ambito di specifiche intese con la predetta autorità, prevedendo anche l'istituzione di presidi mobili di quartiere nei maggiori centri urbani, nonché il potenziamento e il coordinamento, anche mediante idonee tecnologie, dei servizi di soccorso pubblico e pronto intervento per la sicurezza dei cittadini"; la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza sono materie in cui si è avvertita la necessità di un coordinamento tra le istituzioni centrali e quelle locali; l'art. 7 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, stabilisce che: " I piani coordinati di controllo del territorio di cui al comma 1 dell'articolo 17 della legge 26 marzo 2001, n. 128, che possono realizzarsi anche per specifiche esigenze dei comuni diversi da quelli dei maggiori centri urbani, determinano i rapporti di reciproca collaborazione fra i contingenti di personale della polizia municipale e provinciale e gli organi di Polizia dello Stato. Con decreto da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro della difesa, determina le procedure da osservare per assicurare, nel corso dello svolgimento di tali piani coordinati di controllo del territorio, le modalità di raccordo operativo tra la polizia municipale, la polizia provinciale e gli organi di Polizia dello Stato"; a parere degli interroganti sussiste la necessità di adottare misure adeguate ad assicurare un pieno controllo del territorio da parte delle Autorità competenti e da parte delle Istituzioni, si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare, al fine di prevenire e reprimere fenomeni delinquenziali che minacciano costantemente la sicurezza sul territorio della città di Napoli e, in modo rilevante, nelle periferie; quali iniziative intenda assumere al fine di favorire un adeguato coordinamento tra le forze di Polizia presenti sui diversi livelli territoriali. Atto n. 4-00583 BARBARO Al Ministro della salute Premesso che: la situazione della sanità pubblica in Calabria rischia il collasso, nonostante oltre 10 anni di commissariamento: secondo un rapporto del tribunale del malato sulla base dei dati provvisori del monitoraggio sui Lea (livelli essenziali di assistenza) 2016 del Ministero della salute, il comparto sanità in Calabria ha toccato un punteggio di 144 punti, perdendo 3 punti rispetto all'anno precedente, mentre il punteggio di 160 punti è quello necessario per considerare una Regione ''adempiente'' nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza; i reiterati ''tagli'' operati alla rete ospedaliera, in particolare nella zona della Sibaritide, in provincia di Cosenza, hanno ridotto al lumicino i servizi e le funzioni dell'ospedale Spoke Corigliano-Rossano che dovrebbe ''servire'' un'utenza di circa 250.000 persone; i dirigenti medici dell'ospedale hanno inviato il 3 novembre 2015 un articolato documento al commissario straordinario, sinora senza risposta, con indicazioni finalizzate alla riorganizzazione efficiente della struttura ospedaliera e con l'obiettivo di garantire una migliore assistenza agli utenti ed una maggiore sicurezza degli operatori; il 27 luglio 2017 la Regione ha annunciato l'approvazione del progetto definitivo del nuovo ospedale della Sibaritide e deliberato l'iscrizione al bilancio 2017 della quota parte delle risorse statali stanziate per l'esecuzione dei lavori, pari ad oltre 61 milioni di euro, nonché di risorse del Fondo di sviluppo e coesione inserite nel patto per la Calabria, a copertura delle spese per le attrezzature sanitarie del nuovo ospedale, per oltre 19 milioni di euro; il 13 luglio 2018 il sottosegretario di Stato per la salute, in risposta ad interrogazioni di parlamentari della Calabria, ha annunciato l'avvio di ''procedure per la nomina di un subcommissario'' dopo che lo stesso Ministero ha constatato il fallimento della gestione commissariale che risale al 12 marzo 2015 e sulla cui attività ''è stato costantemente effettuato il monitoraggio previsto dalla legge'' e dal quale "sono emersi elementi di criticità" che per ''troppo tempo hanno privato i calabresi di prestazioni sanitarie di livello simile alle altre regioni del nostro Paese'', si chiede di sapere: quali siano i tempi per procedere alla nomina di un subcommissario per la sanità in Calabria; a che punto sia la realizzazione del progetto del nuovo ospedale della Sibaritide, anche al fine di ripristinare l'operatività della struttura ospedaliera spoke Rossano-Corigliano, così da consentire il ritorno alla piena autonomia dell'Unità sanitaria locale con sede a Rossano, anche in conseguenza del nuovo assetto territoriale derivante dall'istituzione del nuovo Comune Corigliano-Rossano, nato dalla fusione dei due enti locali. Atto n. 4-00584 GASPARRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, disciplinato dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21, si svolge, attraverso il pagamento di un corrispettivo, mediante il servizio taxi (art. 2) o il servizio di noleggio con conducente (art. 3), esplicabili, rispettivamente, previa licenza o autorizzazione rilasciata dal Comune; tale impostazione impone che i veicoli o imbarcazioni destinati al trasporto di persone siano individuati rispetto alla loro valorizzazione economica, ovvero siano in grado di generare o meno un corrispettivo quando effettuano il trasporto di persone; le imbarcazioni destinate al trasporto persone sono iscritte nei registri delle Capitanerie di porto per uso conto di terzi; tale impostazione non nega la possibilità di effettuare trasporti di cortesia utilizzando veicoli immatricolati ad uso proprio a condizione che gli stessi siano totalmente gratuiti senza possibilità di valorizzazione economica del servizio prestato; pertanto i servizi di cortesia offerti da strutture ricettive o da altre imprese al fine di effettuare il trasporto di propri clienti e passeggeri da e per la struttura aziendale devono rispettare tale impostazione; il servizio di trasporto deve essere effettuato con criteri di sicurezza per i passeggeri e le imprese devono, nello stesso mercato di riferimento, avere le stesse regole per evitare fenomeni di distorsione e garantire la tutela della concorrenza; tali principi sono ribaditi dal decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 62, recante "Attuazione della direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 90/314/CEE del Consiglio", che, nel disciplinare le nuove regole dei contratti del turismo organizzato e le relative definizioni, indica quando una combinazione di servizi si configura come pacchetto turistico e specifica la nozione di servizi turistici collegati; alcuni operatori turistici del Comune di Venezia, a quanto risulta all'interrogante in conto proprio, starebbero effettuando il trasporto di propri clienti/passeggeri da e per la struttura aziendale in contrasto con quanto riportato dall'ordinanza del 19 giugno 2017, protocollo U. 0017619, della Direzione generale per il trasporto marittimo e per vie d'acqua interne del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in particolare pagina 4, punto d), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere per tutelare le categorie dei trasportatori muniti di regolare permesso. Atto n. 4-00585 RICCARDI Al Ministro dell'interno Premesso che a quanto risulta all'interrogante: in data 22 ottobre 2009, tra il Comune di Monza e l'impresa Sangalli Giancarlo e C. Srl è stato stipulato, a seguito di procedura ad evidenza pubblica, un contratto di appalto, repertorio n. 206, avente per oggetto il "servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani e nettezza urbana" della durata di anni 9 continuativi a decorrere dall'aggiudicazione, avvenuta con determinazione dirigenziale n. 2233/2009 del 10 ottobre 2009, con scadenza naturale al 10 ottobre 2018; nelle more dell'esecuzione del contratto, la Procura della Repubblica di Monza ha avviato un procedimento penale per fatti corruttivi attinenti all'aggiudicazione dell'appalto, cui ha fatto seguito, in data 19 gennaio 2015, una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) pronunciata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza e confermata in Cassazione per le pene principali; in data 8 luglio 2016, su richiesta del presidente dell'ANAC, prot. n. 0034213, il Prefetto di Monza decretava, ai sensi dell'articolo 32, comma 1, lettera b) del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, al fine di tutelare, in regime di legalità controllata, il superiore interesse pubblico all'esecuzione del contratto a favore della collettività, di provvedere al commissariamento del contratto fino alla completa esecuzione dello stesso, nominando quale commissario la dottoressa Brugnoni. Tale provvedimento ha interessato anche un altro contratto di servizio per il trasporto e la raccolta rifiuti con scadenza nell'agosto del 2019, riguardante i comuni di Andria e Canosa in Puglia, per il quale veniva nominato commissario il dottor Danisi; ai sensi del suddetto articolo 32, comma 7, il commissario prefettizio provvedeva all'accantonamento in apposito fondo degli utili nascenti dal contratto così commissariato, a salvaguardia del recupero "patrimoniale" dell'amministrazione lesa, nonché al fine di scongiurare il paradossale effetto di far percepire all'impresa, proprio attraverso il commissariamento che gestisce l'esecuzione del contratto, il profitto dell'attività criminosa; in data 2 marzo 2018, e pertanto anticipatamente rispetto alla naturale scadenza del contratto ed al netto di eventuali proroghe, è stato revocato, da parte del Prefetto di Monza, il commissariamento del contratto di appalto della Sangalli su parere motivato di ANAC, a seguito di operazioni di self clearing da parte della società che provvedeva a mutare l'assetto sociale; a seguito della revoca del commissariamento, veniva applicata dal Prefetto la misura più contenuta del sostegno e del monitoraggio, prevista dall'art. 32, comma 8, del decreto-legge n. 90 del 2014, per la durata di sei mesi. Quest'ultima misura, a differenza della prima, non consente l'accantonamento degli utili in favore della stazione appaltante; gli utili accantonati per effetto del commissariamento ammontano, per il periodo dal 1° luglio 2016 al 31 dicembre 2016, a circa 1.833.277,77 euro al netto delle imposte e, per l'anno 2017, ad euro 5.049.827 al lordo delle imposte; considerato che: il Consiglio di Stato nella sua attività consultiva, con parere numero 01567/2018 del 18 giugno 2018, in merito alle linee guida ANAC afferenti alla materia di gestione degli utili derivanti dall'esecuzione dei contratti di appalto o di concessione sottoposti alla misura di straordinaria gestione, ai sensi dell'art. 32 del decreto-legge n. 90 del 2014, ha posto l'attenzione sulla diretta strumentalità dell'accantonamento rispetto alla misura della (definitiva) confisca assunta in sede penale e della stretta "connessione genetica" tra la misura prefettizia ed il procedimento, cui la stessa fa riferimento; il commissario dottor Danisi ha evidenziato, con riferimento alla revoca della misura del commissariamento disposta dal Prefetto di Monza che «Ove mai dovesse essere adottato il provvedimento di "sostegno e monitoraggio" in luogo dell'attuale "amministrazione straordinaria" , si giungerebbe all'assurdo di penalizzare oltremisura e ingiustamente l'Ente Appaltante (ARO 2BT/ Comune di Andria) non facendolo beneficiare della "restituzione del profitto" sino alla conclusione del contratto (agosto 2019), creando così una evidente disparità rispetto al contratto di Monza. Pertanto (…) ritengo del tutto inopportuna la preannunciata revoca della misura in essere in favore dell'altra misura di sostegno e monitoraggio che pregiudicherebbe, violando lo spirito della norma e la verità fattuale, le giuste aspettative degli Enti appaltanti in ordine alla restituzione degli utili di impresa derivanti da un appalto riconosciuto come viziato da violazioni di legge"»; ad oggi il Comune di Monza non ha ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la nuova gara per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti e, pertanto, appare probabile che si vada in proroga contrattuale con l'attuale impresa alle medesime condizioni contrattuali, ivi compreso il corrispettivo d'appalto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa; se non intenda valutare la necessità di revocare in autotutela le misure prefettizie assunte dal Prefetto di Monza e, segnatamente, quanto disposto in data 2 marzo 2018 relativamente alla revoca del commissariamento dei contratti, ripristinando, in tal modo, la misura adottata in precedenza, che comporterebbe, in abbinamento, il ripristino dell'accantonamento degli utili. Atto n. 4-00586 DE PETRIS Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che a quanto risulta all'interrogante: numerose orchestre e tante associazioni musicali della Regione Lazio hanno cessato la loro attività, i musicisti che operano a Roma e nella provincia sono in difficoltà e i giovani che escono dai conservatori non hanno alcuna prospettiva di lavoro; il Lazio è l'unica regione priva di teatri di tradizione e di un'orchestra regionale (la Toscana, per esempio, ha tre teatri di tradizione e l'orchestra regionale toscana); la quasi totalità degli eventi musicali che vengono presentati nella Capitale (ad esclusione di quelli organizzati dalle due fondazioni lirico-sinfoniche) sono acquistati e non prodotti, pertanto occupano solo marginalmente musicisti del territorio; è di fondamentale importanza per il Lazio, la presenza sul territorio di realtà che generino "concretamente" cultura, lavoro, produzione, distribuzione nel settore della musica classica, sinfonica e operistica; una di queste realtà è "Europa Musica", una piccola oasi nel contesto musicale laziale, dove si fa produzione operistica e sinfonica, mettendo ogni anno in agibilità circa 200 tra musicisti e tecnici in un contesto di eccellenza e in un ambiente costruttivo; "Europa Musica" ha realizzato in tre anni, 10 allestimenti operistici per 38 rappresentazioni e un totale di 255 spettacoli tra sinfonici, operistici e cameristici; una organizzazione che distribuisce in maniera capillare spettacoli dal vivo a prezzo contenuto, permettendo alle famiglie e agli studenti di poter accedere ad un'offerta culturale di alta qualità, concretizzando un diritto alla conoscenza della grande musica per tutti gli abitanti del territorio, coinvolgendo specialmente le nuove generazioni; una istituzione musicale che è punto di riferimento lavorativo per i giovani, in orchestra, nel coro, nelle compagnie, nei settori tecnici e comunque, per tutti quei musicisti che non lavorano nelle due fondazioni lirico-sinfoniche romane; a fronte di tutto questo, l'ultima Commissione ministeriale per il settore musica ha, di fatto, cancellato i contributi al settore della lirica ordinaria del nostro Paese. La lirica ordinaria, sin dalla costituzione del fondo unico dello spettacolo, ha sostenuto l'attività di produzione e distribuzione delle opere liriche nelle città nelle quali non è presente un grande teatro d'opera. Ad esempio, nei territori compresi tra le città di Firenze, Roma e Napoli, che vantano una lunga tradizione operistica e in alcuni casi la presenza di storici festival operistici, con la cancellazione del contributo ministeriale, non si potranno più realizzare delle opere liriche; il Teatro dell'Unione di Viterbo, inaugurato nel 1855, il più antico dei grandi teatri del Lazio al di fuori di Roma, si è visto negare la domanda di contributo per la triennalità 2018/2020. La domanda presentata nel gennaio 2017 dal Comune di Viterbo in qualità di capofila di un progetto che vedeva aderire i Comuni di: Massa Marittima (Grosseto), Civitavecchia (Roma), Cerveteri (Roma), Albano Laziale (Roma), Anagni (Frosinone), Frosinone, non è stata ammessa per "scarsa qualità artistica"; avere tolto il contributo a Massa Marittima dopo 33 anni, a Cerveteri, Civitavecchia e Albano Laziale dopo 14 anni, è difficile da motivare. Ma soprattutto, cancellare la lirica ordinaria nel Lazio e nelle province di Grosseto e Terni è cosa grave. Il Lazio ha tre conservatori importanti, tra cui quello di Frosinone, che è il secondo in Italia per numero di iscritti. Eliminare l'unica opportunità di lavoro nella lirica in questi territori è qualcosa che non si può neanche ipotizzare, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia conoscenza della situazione descritta, che è andata ad aggravare ulteriormente la condizione di un settore già in grande sofferenza, con il conseguente impoverimento culturale di vasti territori e la perdita di centinaia di posti di lavoro e se non ritenga doveroso e necessario destinare adeguate risorse finanziare al circuito operistico "Europa Musica". Atto n. 4-00587 DE PETRIS Al Ministro della salute Premesso che: la Regione Lazio ha disposto in attuazione del decreto ministeriale n. 70 del 2015, "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", la chiusura di alcuni punti di primo intervento (PPI), tra cui quello di Gaeta (Latina); il decreto ministeriale contempla la trasformazione dei PPI in postazioni medicalizzate; considerato che: il PPI di Gaeta è l'unico presidio per l'emergenza-urgenza sul territorio, nè si è prevista, in sostituzione, la creazione di strutture sostitutive previste dalla legge e finanziate (casa della salute); è emerso che negli ultimi 3 anni il numero degli accessi al PPI di Gaeta è di circa 12.000 persone, di cui 650 utenti sono stati trasferiti al pronto soccorso del "Dono Svizzero" di Formia (Latina) con codice giallo o rosso; queste cifre rendono chiaro quanto tale afflusso potrebbe congestionare una struttura già di per sé fragile; ritenuto che: il PPI di Gaeta è fondamentale per assicurare il diritto alla salute dei suoi abitanti, che sono già penalizzati nell'accesso ai servizi sanitari; i PPI, per quanto previsto, verranno sostituiti da "postazioni 118 medicalizzate" ovvero un'ambulanza con il medico a bordo, a giudizio dell'interrogante con un insostenibile peggioramento dei livelli di servizio, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda garantire ai cittadini di Gaeta e del Lazio il diritto alla cura, al pari degli abitanti delle altre regioni italiane, anche richiedendo la convocazione della conferenza locale della sanità; se non ritenga opportuno intervenire in deroga ai criteri del decreto, al fine di garantire almeno un presidio ospedaliero dotato di unità operative, dotazioni organiche specializzate, apparecchiature adeguate e strumentazioni indispensabili; se il PPI di Gaeta sarà mantenuto o se sia a rischio di chiusura, come paventato, mettendo a repentaglio il diritto alla cura. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni): 3-00217, del senatore Parrini, sulla situazione della Motorizzazione civile di Firenze e Prato; 3-00219, del senatore Garavini, sul potenziamento delle rotte da e per gli aeroporti della Calabria; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-00221, del senatore Mangialavori, sugli effetti del regime di salvaguardia per i Comuni; 11ª Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale): 3-00218, della senatrice Parente ed altri, sull'indennità di buonuscita dei lavoratori di Poste italiane SpA.