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ANNESSO II MISURE DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COMPOSTI ORGANICI VOLATILI (COV) PROVENIENTI DA FONTI FISSE. INTRODUZIONE 1. Il presente annesso ha come scopo di aiutare le Parti alla Convenzione a recensire le migliori tecnologie disponibili per consentir loro di soddisfare agli obblighi derivanti dal Protocollo. 2. Le informazioni relative alla produzione ed al costo delle emissioni sono basate sulla documentazione ufficiale dell'organo esecutivo e dei suoi organi sussidiari, in particolare su documenti ricevuti ed esaminati dalla Squadra speciale di emissioni di COV provenienti da fonti fisse. Salvo indicazione contraria, le tecniche enumerate sono ritenute consolidate, in considerazione dell'esperienza acquisita nella loro attuazione. 3. Il ricorso a nuovi prodotti ed a nuovi stabilimenti che comportano tecnologie a bassa emissione, nonché all'adattamento delle installazioni esistenti, è in continuo aumento; sarà dunque necessario completare e modificare periodicamente l'annesso. Le migliori tecnologie disponibili identificate per le nuove installazioni potranno essere applicate alle installazioni esistenti dopo un adeguato periodo di transizione. 4. L'annesso enumera un certo numero di misure che coprono una gamma di costi e di rendimenti. La scelta delle misure da applicare in tale o talaltro caso dipende da vari fattori, tra cui le circostanze economiche, l'infrastruttura tecnica ed ogni operazione in corso per controllare le emissioni di COV. 5. Il presente annesso non tiene generalmente conto dei tipi specifici di COV emessi dalle varie fonti, ma tratta le migliori tecnologie disponibili per la riduzione dei COV. Quando si progettano misure per determinate fonti, vale la pena di prevedere di dare la precedenza alle attività che emettono COV reattivi piuttosto che COV non reattivi (ad esempio nel settore che utilizza solventi). Ma quando si concepiscono queste misure specifiche per determinati composti, è opportuno anche prendere in considerazione altri effetti sull'ambiente (ad esempio le variazioni climatiche a livello mondiale) e sulla salute dell'uomo. I. PRINCIPALI ORIGINI DELLE EMISSIONI DI COV PROVENIENTI DA FONTI FISSE 6. Le emissioni artificiali di COV diverse dal metano proveniente da fonti fisse hanno principalmente per origine: a) l'utilizzazione dei solventi; b) l'industria del petrolio, compresa la manutenzione dei prodotti petroliferi; c) l'industria della chimica organica; d) i piccoli focolai di combustione (ad esempio, il riscaldamento domestico e le piccole caldaie industriali); e) l'industria alimentare; f) la siderurgia; g) la manutenzione ed il trattamento dei rifiuti; h) l'agricoltura 7. L'ordine in cui queste fonti sono enumerate riflette la loro importanza generale sotto riserva delle incertezze legate agli inventari delle emissioni. La ripartizione delle emissioni di COV secondo la loro fonte dipende in vasta misura dai settori di attività sul territorio di ciascuno Stato parte. II. OPZIONI GENERALI PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV 8. Esistono varie possibilità per controllare o prevenire le emissioni di COV. Le misure volte a ridurre le emissioni di COV sono focalizzate sui prodotti e/o la modifica dei procedimenti (compresi la manutenzione ed il controllo dell'esercizio) nonché sull'adattamento delle installazioni esistenti. Il seguente elenco dà una visione generale di queste misure che possono essere applicate individualmente o associate: a) La sostituzione dei COV con altre sostanze, ad esempio l'uso di bagni di sgrassaggio in fase acquosa o di vernici, inchiostri, colle o adesivi contenenti pochi COV o privi di COV); b) La riduzione delle emissioni mediante prassi di gestione ottimali (una buona gestione, programmi di manutenzione preventiva) oppure la modifica dei procedimenti, ad esempio il ricorso a sistemi in circuito chiuso per l'impiego, lo stoccaggio e la distribuzione di liquidi organici a basso punto di ebollizione; c) Il riciclaggio o il ricupero dei COV raccolti in modo efficace mediante tecniche come l'assorbimento, l'adsorbimento, la condensazione e la separazione transmembranale; la soluzione ideale è di riutilizzare i composti organici sul posto; d) la distribuzione in maniera efficace dei COV raccolti, per mezzo di tecniche come l'incineramento termico o catalitico o il trattamento biologico. 9. È necessario sorvegliare i procedimenti di riduzione delle emissioni di COV per accertarsi che le misure e le prassi appropriate siano effettivamente applicate al fine di ottenere una efficace riduzione. La vigilanza sui procedimenti di riduzione comprende i seguenti aspetti: a) L'elaborazione di un inventario di misure di riduzione delle emissioni COV sopra enumerate che sono già state attuate; b) la determinazione della natura e del volume della emissioni di COV provenienti da fonti pertinenti per mezzo di strumenti o di altre tecniche; c) il controllo periodico delle misure di riduzione attuate per garantire che esse continuino ad essere applicate in maniera efficace; d) la presentazione secondo procedure uniformate alle autorità incaricate dalla regolamentazione di rapporti periodici sugli aspetti a) b) e c); e) il paragone delle riduzioni di emissioni di COV effettivamente realizzate con gli obiettivi del Protocollo. 10. Le cifre relative all'investimento ed ai costi provengono da varie fonti. Esse sono altamente specifiche per ogni caso a causa dei molteplici fattori che intervengono. Se si utilizza nell'ottica di una strategia di redditività, l'unità "costo per tonnellata di riduzione delle emissioni di COV" occorre non dimenticare che cifre tanto specifiche dipendono in ampia misura da fattori come la capacità delle installazioni, il rendimento dei procedimenti di eliminazione e la concentrazione di COV nei gas grezzi, il tipo di tecnica e la scelta di nuove installazioni invece di una modifica delle installazioni esistenti. I costi illustrativi dovrebbero inoltre essere basati su parametri specifici del procedimento ad esempio mg/m quadro trattato (vernici) kg/metro cubo di prodotto o kg/unità. 11. Ogni strategia di redditività deve basarsi sui costi annui totali (compresi l'investimento e le spese di esercizio). D'altra parte il costo della riduzione delle emissioni di COV deve essere considerato in funzione delle caratteristiche economiche globali di un procedimento, ad esempio l'impatto delle misure anti-emissione e dei loro costi sui costi di produzione. III. TECNOLOGIE PER IL CONTROLLO DELLE EMISSIONI 12. La tabella 1 riepiloga le principali categorie di tecniche esistenti per la riduzione delle emissioni di COV. Le tecniche che è stato deciso di includere nella tabella sono state applicate commercialmente con successo e sono ora largamente adottate. La maggior parte di loro sono state applicate contestualmente in vari settori. 13. Le sezioni IV e V indicano le tecniche specifiche di tale o tal altro settore compresa la limitazione del tenore di solvente nei prodotti. 14. Bisogna anche assicurarsi che l'applicazione di queste tecniche non crei altri problemi di natura ecologica. Se occorre fare ricorso all'incenerimento, quest'ultimo deve essere accompagnato da un ricupero di energia, ove possibile. 15. Queste tecniche consentono solitamente di ottenere nei flussi d'aria rigettata concentrazioni inferiori a 150 mq/m cubo (carbonio totale, condizioni normalizzate). In gran parte dei casi i valori di emissioni si situano tra 10 e 50 mq/metri cubi. 16. Un altro metodo corrente di distribuzione dei COV non alogenati consiste nell'utilizzare i flussi di gas carichi di COV come aria o combustibile secondario nelle installazioni esistenti di conversione dell'energia. Tuttavia ciò necessita abitualmente modifiche proprie a ciascuna installazione, in modo tale che questo metodo non è neppure incluso nella seguente tabella. 17. I dati relativi al rendimento sono basati su esperienze concrete e si ritiene che esse riflettano il potenziale delle installazioni esistenti. 18. I dati relativi ai costi comportano maggiori incertezze legate all'interpretazione dei costi, ai metodi di contabilità ed alle condizioni specifiche di localizzazione. I dati forniti sono dunque specifici per ciascun caso, pur includendo la gamma dei costi per le varie tecniche. Tuttavia esse riflettono in maniera esatta i rapporti tra i costi delle varie tecniche. Le divergenze di costi tra installazioni nuove o adattate possono essere abbastanza marcate in taluni casi, ma non abbastanza da modificare l'ordine indicato nella tabella 1. 19. La scelta di una tecnologia di controllo - dipenderà da parametri come la concentrazione di COV nel gas grezzo, l'erogazione di gas, il tipo di COV ecc. Potranno dunque prodursi alcune sovrapposizioni tra i settori di applicazione nel qual caso occorre scegliere la tecnica che meglio conviene in considerazione della situazione. IV. SETTORI 20. Nella presente sezione, a ciascun settore che produce emissioni di COV corrisponde una tabella che indica le principali fonti di emissioni, le misure di riduzione tra cui le migliori tecnologie disponibili, il loro rendimento specifico ed il costo della riduzione. 21. La tabella dà anche per ciascun settore una valutazione del potenziale globale di riduzione delle emissioni di COV. Il potenziale massimo di riduzione si applica a situazioni in cui esiste solo un debole livello di riduzione. 22. Non bisogna confondere il rendimento delle misure di riduzione specifiche di ciascun procedimento con le cifre che indicano il potenziale di riduzione in ciascun settore. Nel primo caso si tratta di possibilità tecniche mentre nel secondo si tiene conto della probabile penetrazione e di altri fattori che intervengono in ciascun settore. Il rendimento specifico di ciascun procedimento è indicato in maniera unicamente qualitativa, come segue: I = > 95% ; 80 - 95% ; III = 80% 23. I costi dipendono dalla capacità, da fattori particolari dovuti alla localizzazione, da metodi di contabilità e da altri elementi. Di conseguenza i costi possono essere estremamente variabili; ecco perché sono fornite solo informazioni qualitative (medio, basso, elevato) per quanto riguarda i costi comparati delle varie tecnologie destinate ad applicazioni precise. TABELLA 1. BREVE PRESENTAZIONE DELLE TECNICHE ESISTENTI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV, DEL LORO RENDIMENTO E DEL LORO COSTO concentrazione più concentrazione più Tecnica debole forte nell'erogazione d'aria nell'erogazione d'aria Rendimento Costo Rendimento Costo Incenerimento termico **/ Elevato Elevato Elevato Medio Incenerimento catalitico **/ Elevato Medio Medio Medio Adsorbimento */ Elevato Elevato Elevato Medio filtri a carbone attivo) Adsorbimento - - Elevato Medio lavaggio dei gas residui Condensazione* - - Medio Basso Filtraggio biologico Medio/ Basso Basso ***/ Basso Concentrazione: più debole 3 q/m cubo più forte 5 q/m cubo (in vari casi 1 q/m cubo); Rendimento: elevato 95% medio 80-95% basso 80% Costo totale: elevato 500 ECU/t di emissioni di COV ridotte medio 150-500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Basso 150 ECU/t di emissioni di COV ridotte */ Questi procedimenti possono essere associati a sistemi di ricupero dei solventi, il che comporterebbe una riduzione dei costi. **/ I risparmi realizzati grazie al ricupero dell'energia non sono inclusi; essi possono dar luogo ad una notevole riduzione dei costi. ***/Un rendimento medio/elevato può essere ottenuto con filtri tampone per moderare i picchi di emissione, con un costo medio/debole SEGUE TABELLA 1. BREVE PRESENTAZIONE DELLE TECNICHE ESISTENTI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI COV, DEL LORO RENDIMENTO E DEL LORO COSTO Tecnica Applicazione Incenerimento Generale per le erogazioni a concentrazione termico **/ Incenerimento Più specializzata per le erogazioni a debole catalitico **/ concentrazione Adsorbimento */ Generale per le erogazioni a debole filtri a carbone concentrazione attivo) Adsorbimento Generale per le erogazioni a forte lavaggio dei residui concentrazione Condensazione* Unicamente in casi speciali di flussi a forte concentrazione Filtraggio Principalmente per i flussi a debole biologico concentrazione, in particolare per combattere gli odori Concentrazione: Più debole 3 q/m cubo più forte 5 q/m cubo (in vari casi 1 q/m cubo); Rendimento: Elevato 95% Medio 80-95% Basso 80% Costo totale: Elevato 500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Medio 150-500 ECU/t di emissioni di COV ridotte Basso 150 ECU/t di emissioni di COV ridotte */ Questi procedimenti possono essere associati a sistemi di ricupero dei solventi, il che comporterebbe una riduzione dei costi. **/ I risparmi realizzati grazie al ricupero dell'energia non sono inclusi; essi possono dar luogo ad una notevole riduzione dei costi. ***/Un rendimento medio/elevato può essere ottenuto con filtri tampone per moderare i picchi di emissione, con un costo medio/debole A. Utilizzazioni di solventi nell'industria 24. In vari Paesi è l'utilizzazione dei solventi nell'industria che contribuisce maggiormente alle emissioni di COV provenienti da fonti fisse. La tabella enumera i principali settori e le possibili misure di riduzione, in particolare le migliori tecnologie disponibili ed il rendimento dei dispositivi di riduzione, e le migliori tecnologie possibili sono indicate per ciascun settore. Possono comparire divergenze tra installazioni piccole e grandi o nuove e antiche. Ecco perché il potenziale globale di riduzione stimato è inferiore ai valori presentati alla tabella 2. Il potenziale globale stimato di riduzione per questo settore può arrivare fino al 60%. Un altro mezzo per ridurre il potenziale di formazione occasionale di ozono può consistere nel riformulare i solventi rimanenti. 25. Per quanto concerne l'utilizzazione dei solventi nell'industria, possono essere utilizzati tre approcci: un approccio orientato al prodotto, che porta per esempio a riformulare il prodotto (vernice, prodotti sgrassanti, ecc); modifiche del procedimento; e tecnologie anti-emissioni supplementari. Per taluni usi di solventi nell'industria, può essere utilizzato solo l'approccio che verte sul prodotto (vernice per costruzioni, vernice per edifici, uso industriale di detersivi, ecc.) In tutti gli altri casi l'approccio orientato al prodotto merita la precedenza, in particolare a causa delle ricadute positive sull'emissione di solventi nell'industria manufatturiera. Inoltre è possibile ridurre l'impatto delle emissioni sull'ambiente, combinando la migliore tecnologia disponibile con la riformulazione del prodotto, per sostituire i solventi con sostanze meno nocive. Nell'approccio combinato di questo tipo, il potenziale massimo di riduzione delle emissioni fino a 60%, può portare ad un considerevole miglioramento della protezione ambientale. 26. I lavori di ricerca proseguono rapidamente per mettere a punto vernici che contengono pochi solventi o non ne contengono affatto, questa soluzione essendo tra le più redditizie. Per varie installazioni è stata scelta l'associazione di tecniche che esigono poco solvente e tecniche di adsorbimento/incenerimento; misure di riduzione per i lavori di vernice industriale su vasta scala (ad esempio vernice per autoveicoli o elettrodomestici). Le emissioni sono state ridotte a soli 60 g/mq quadro in vari Paesi. È stato constatato in più Paesi che era tecnicamente possibile fare abbassare le emissioni dei nuovi impianti sotto 20 g/m quadro. 27. Per lo sgrassaggio delle superfici metalliche, si può citare come soluzione di sostituzione il trattamento in fase acquosa o l'utilizzazione di macchine in circuito chiuso con ricupero per mezzo di carbone attivo, che producono emissioni deboli. 28. Per le varie tecniche di stampa, si utilizzano diversi metodi atti a ridurre le emissioni di COV, consistenti principalmente a cambiare gli inchiostri, modificare il procedimento di stampa utilizzando altri metodi di stampa ed ad epurare i gas. Vengono utilizzati inchiostri ad acqua invece che inchiostri a base di solventi per la stampa flessografica su carta e questa tecnica è in via di sviluppo per la stampa su materia plastica. Esistono inoltre inchiostri all'acqua per alcuni lavori di serigrafia e di rotocalcografia. L'asciugatura dell'inchiostro mediante un fascio di elettroni in offset elimina i COV ed è utilizzato nella stampa di imballaggio. Per alcuni metodi di stampa, esistono inchiostri asciugati con gli ultravioletti. La migliore tecnologia disponibile per la rotocalcografia è l'epurazione dei gas per mezzo di adsorbenti al carbone attivo. Nella rotocalcografia di imballaggio si pratica il ricupero del solvente mediante adsorbimento (zeoliti, carbone attivo) ma si utilizza anche l'incenerimento e l'adsorbimento. Per il termofissaggio e l'offset a bobine si utilizza l'incenerimento termico o catalitico dei gas liberati. I materiali di incenerimento comportano spesso una unità di ricupero del caldo. TABELLA 2. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO PER IL SETTORE DI UTILIZZAZIONE DEI SOLVENTI Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Rivestimenti di superficie Conversione per l'uso di: nell'industria - vernici in polvere - vernici contenenti pochi COV o senza COV - vernici con elevato tenore di solidi Incenerimento: - termico - catalitico Adsorbimento su carbone attivo Applicazione d'intonacature Incenerimento di superficie su carta Asciugatura a raggi/inchiostri in soluzione acquosa Costruzione automobilistica Conversione per l'uso di: - vernici in polvere - vernici all'acqua - strati di superficie con elevato tenore in solidi - Adsorbimento su carbone attivo Incenerimento con ricupero di calore: - termico - catalitico Vernici industriali Vernici senza COV Vernici contenenti pochi COV Stampa Inchiostri contenenti poco solvente o in soluzione acquosa Stampa tipografica: asciugatura mediante irradiamento Adsorbimento su carbone attivo Assorbimento - termico - catalitico Filtri biologici, compreso filtro tampone SEGUE TABELLA 2. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO PER IL SETTORE DI UTILIZZAZIONE DEI SOLVENTI Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni a risparmio Rivestimenti di superficie nell'industria I Risparmio I-III Costo basso I-III Risparmio I-II Costo medio/elevato I-II Costo medio I-II Costo medio Applicazione d'intonacature I-II Costo medio di superficie su carta I-III Costo basso Costruzione automobilistica I I-II Costo basso II I-II Costo basso I-II I-II Vernici industriali I Costo medio II-III Costo medio Stampa II-III Costo medio I Costo basso I-II Costo elevato I-II I Costo medio Tabella 2 (seguito) Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Sgrassaggio dei metalli Adozione do sistemi contenenti pochi COV o senza COV Macchine che funzionano in circuito chiuso Adsorbimento su carbone attivo Miglioramento dei coperchi e refrigerio degli involucri di ventilazione Pulizia a secco Asciugatoi con ricupero a gestione razionale (circuito chiuso) Condensazione Adsorbimento su carbone attivo Assemblaggio di pannelli Rivestimenti senza COV piatti di legno Rivestimenti contenenti pochi COV SEGUE Tabella 2 (seguito) Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Sgrassaggio dei metalli I II Costo basso/elevato Pulizia a secco II-III Costo basso/medio II Costo basso II Costo basso Assemblaggio di pannelli I Costo basso piatti di legno 29. Per l'asciugatura a secco la migliore tecnologia disponibile consiste in macchine che funzionano a circuito chiuso con trattamento dell'aria di ventilazione espulsa per mezzo di filtri al carbone attivo. B. Industria del petrolio 30. L'industria del petrolio figura tra i settori che contribuiscono maggiormente alle emissioni di COV, provenienti da fonti fisse. Le emissioni provengono sia da raffinerie che dalla rete di distribuzione (compresi i mezzi di trasporto e le stazioni di distribuzione della benzina). Le seguenti osservazioni si applicano alla tabella 3 e le misure indicate comprendono anche la migliore tecnologia disponibile. 31. Nelle raffinerie, le emissioni provengono dalla combustione di combustibili, dalla bruciatura con torcia degli idrocarburi, dalle discariche delle installazioni di vuoto e da perdite da unità di procedimento come flange e raccordi, linee aperte e sistemi di prelievo di campioni. Altre emissioni importanti di COV nelle raffinerie e attività connesse provengono dallo stoccaggio, dal procedimento di trattamento delle acque reflue, dalle installazioni di carico/scarico, come porti, installazioni stradali e ferroviarie, terminali di oleodotti e da operazioni periodiche come interruzioni, manutenzione e messe in moto (revisioni complete di unità procedimento). 32. È possibile controllare le emissioni che si producono durante la revisione generale delle unità di trattamento, canalizzando i vapori verso dispositivi di ricupero o effettuando la loro combustione controllata mediante torcia. 33. È possibile controllare le emissioni che provengono dalla distillazione sotto vuoto mediante un dispositivo di condensazione dei vapori, canalizzando questi ultimi verso caldaie o installazioni di riscaldamento. 34. È possibile ridurre o prevenire le emissioni dovute a perdite da equipaggiamenti di fabbricazione in servizio gas/vapore o liquido leggero (ad esempio paratoie a comando automatico, paratoie manuali, riduttori di pressione, sistemi di prelievo, pompe, compressori, flangie e connettori) eseguendo regolarmente programmi di individuazione e di riparazione delle perdite e praticando una manutenzione preventiva. Gli equipaggiamenti (ad esempio flangie, guarnizioni, giunti, pompe, ecc.) che presentano perdite importanti possono essere sostituiti da equipaggiamenti più stagni. Ad esempio le paratoie a comando manuale o automatico possono essere sostituite da paratoie analoghe equipaggiate con guarnizioni a soffietto. Le pompe a gas/vapore ed a liquido leggero possono essere equipaggiate con giunti meccanici doppi con sfiatatoi di sgasaggio controllato. I compressori possono essere muniti di giunti con fluido barriera, che impediscono al fluido del processo di disperdersi nell'atmosfera e da dispositivi che inviano alla torciera le emissioni dovute alle perdite dei giunti del compressore. TABELLA 3. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO NELL'INDUSTRIA DEL PETROLIO Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Raffinerie di petrolio - Emissioni dovute a Ispezione e manutenzione regolari perdite - Revisione generale delle Bruciatura con torcia/incenerimento unità di trattamento dicupero dei valori - Separazione delle acque Copertura galleggiante reflue - Distillazione sotto vuoto Condensatori di superficie (pompe) I COV non condensabili sono canalizzati verso caldaie e forni - Incenerimento dei fanghi Incenerimento termico - Stoccaggio del petrolio grezzo e prodotti Serbatoi a tetto galleggiante interno petroliferi con tenuta stagna secondaria - Benzina Serbatoi a tetto galleggiante con tenuta stagna secondaria - Petrolio grezzo Serbatoi a tetto galleggiante con tenuta stagna secondaria - Terminali per la Dispositivo di ricupero dei vapori commercializzazione della benzina (carico e scarico di camions, chiatte e vagoni) - A Stazioni di Aspirazione dei vapori mediante pompaggio distribuzione di benzina dei camion-cisterna (fase I) Aspirazione dei vapori all'atto del riempimento del serbatoio dei veicoli (pompe di distribuzioni modificate) fase II */ Secondo la capacità (importanza della stazione di distribuzione), adattamento o costruzione di nuove stazioni di distribuzione. **/ Il rendimento aumenterà mano a mano che saranno normalizzati i dispositivi di riempimento dei veicoli. SEGUE TABELLA 3. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE E COSTO NELL'INDUSTRIA DEL PETROLIO Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Raffinerie di petrolio - Emissioni dovute a III Costo basso perdite - Revisione generale delle I Non disponibile unità di trattamento - Separazione delle acque II Costo medio/risparmio reflue - Distillazione sotto vuoto I (pompe) - Incenerimento dei fanghi I - Stoccaggio del petrolio I-II Risparmio grezzo e prodotti petroliferi - Benzina II Risparmio - Petrolio grezzo II Risparmio - Terminali per la I-II Risparmio commercializzazione della benzina (carico e scarico di camions, chiatte e vagoni) - A Stazioni di I-II Costo basso/risparmio distribuzione di benzina I (- II **/) Costo medio */ */ Secondo la capacità (importanza della stazione di distribuzione), adattamento o costruzione di nuove stazioni di distribuzione. **/ Il rendimento aumenterà mano a mano che saranno normalizzati i dispositivi di riempimento dei veicoli. 35. Le valvole limitative di pressione per gli ambienti suscettibili di contenere COV possono essere raccordate ad un sistema di raccolta dei gas ed i gas raccolti bruciati in forni di processo o alla torcia. 36. È possibile ridurre le emissioni di COV dovute allo stoccaggio del petrolio grezzo e dei prodotti petroliferi installando un tetto galleggiante all'interno dei serbatoi a tetto fisso o munendo i serbatoi a tetto galleggiante di una tenuta stagna secondaria. 37. Le emissioni di COV provenienti dallo stoccaggio di benzina e da altri componenti liquidi leggeri possono essere ridotte con vari mezzi. I serbatoi a tetto fisso possono essere equipaggiati con un tetto galleggiante interno con giunti primari e secondari o raccordati ad un sistema di ventilazione chiuso mediante un dispositivo efficace di comando, ad esempio per il ricupero del vapore, la bruciatura con torcia o la combustione in caldaie. I serbatoi a tetto galleggiante esterno comportanti un giunto primario possono essere muniti di un giunto secondario e/o completati da un tetto fisso ermetico e da una valvola riduttiva di pressione raccordata alla torciera. 38. Le emissioni di COV legate alla manutenzione ed al trattamento delle acque reflue possono essere ridotte in molti modi. Si possono installare comandi aventi giunti idraulici, nonché scatole di giunzione equipaggiate con coperchi ermetici nei sistemi di drenaggio dell'olio. Si può inoltre prevedere un sistema di evacuazione completamente ermetico. I separatori olio-acqua in particolare i serbatoi di separazione, schiumatori, scolmatori, camere a ghiaietto, tramogge per fanghi e sistemi di ricupero degli olii da ridistillare possono essere equipaggiati con tetti fissi e sistemi di ventilazione chiusi che inviano i vapori verso un dispositivo concepito per ricuperare o distruggere i vapori di COV. Si possono inoltre equipaggiare i separatori olio-acqua a tetti galleggianti con giunti primari e secondari. Una riduzione efficace delle emissioni di COV da installazioni di trattamento delle acque reflue può essere garantita inviando l'olio degli equipaggiamenti di fabbricazione ai sistemi di ricupero degli olii da ridistillare, in modo da ridurre l'erogazione di olio nell'impianto di epurazione delle acque reflue. La temperatura dell'acqua di arrivo può anch'essa essere controllata in modo da diminuire le emissioni dell'atmosfera. 39. Il settore di stoccaggio e della distribuzione di benzina offre un elevato potenziale di riduzione. Le misure anti-emissioni applicate a partire dal carico di benzina alla raffineria (passando per i terminali intermedi) fino alla sua consegna alle stazioni di distribuzione corrispondono alla fase I, la riduzione delle emissioni che provengono dal rifornimento di benzina dei veicoli nei punti di distribuzione corrisponde alla fase II (Vedere par. 33 dell'annesso III sui provvedimenti di riduzione delle emissioni di composti organici volatili (COV) provenienti da veicoli motorizzati stradali). 40. Le misure di riduzione della fase I consistono ad equilibrare i circuiti di vapori ed a raccogliere i vapori all'atto del carico della benzina, poi a ricuperarli in adeguati dispositivi. D'altra parte i vapori di benzina raccolti nelle stazioni di distribuzione possono essere rinviati e ricuperati in adeguati dispositivi. 41. La fase II consiste ad equilibrare i circuiti di vapori tra il serbatoio di carburante del veicolo e la cisterna interrata della stazione di distribuzione. 42. La combinazione dello stadio II e dello stadio I costituisce la migliore tecnologia disponibile per ridurre le emissioni mediante evaporazione nella distribuzione di benzina. Un mezzo complementare per ridurre le emissioni di COV provenienti dagli impianti di stoccaggio e di manutenzione dei carburanti consiste nel diminuire la volatilità di questi ultimi. 43. Il potenziale globale di riduzione nel settore dell'industria del petrolio può raggiungere l'80%. Questo massimo può ottenersi solo nei casi in cui il livello di riduzione delle emissioni è debole. C. Industria della chimica organica 44. L'industria chimica contribuisce inoltre in buona parte alle emissioni di COV provenienti da fonti fisse. Queste emissioni di varia natura sono costituite da svariati inquinanti a seconda delle diversità dei prodotti e dei procedimenti di fabbricazione. Le emissioni derivanti dal processo si dividono tra le seguenti sotto-categorie principali: emissioni dovute al procedimento, emissioni dovute all'ossidazione da aria ed alla distillazione - emissioni provenienti da altri procedimenti di separazione. Altre fonti di emissioni importanti sono le perdite, nonché le operazioni di stoccaggio e di trasferimento di prodotti (carico/scarico). 45. Negli impianti nuovi, la modifica dei procedimenti e/o l'impiego di nuovi procedimenti possono spesso abbassare notevolmente le emissioni. Le cosiddette tecniche "addizionali" o "in fine di circuito" come l'adsorbimento, l'assorbimento e l'incenerimento termico o catalitico rappresentano in molti casi tecnologie alternative o complementari. Per ridurre le perdite mediante evaporazione da serbatoi di stoccaggio e le emissioni degli impianti di carico e scarico, si possono applicare le misure raccomandate per l'industria petrolifera (tabella 3). La tabella 4 enumera le misure di controllo delle emissioni, comprese le migliori tecnologie disponibili, nonché i rendimenti dei dispositivi di riduzione legati ai processi. 46. Nell'industria della chimica organica, il potenziale globale di riduzione realizzabile può raggiungere il 70% in base al settore industriale ed alla misura in cui le tecniche e prassi di riduzione sono applicate. D. Fonti di combustioni fisse 47. Per ridurre in maniera ottimale le emissioni di COV provenienti da fonti di combustione fisse, occorre che il combustibile sia utilizzato razionalmente a livello nazionale (tabella 5). È altresì importante assicurare una efficace combustione del combustibile mediante l'uso di metodi giudiziosi di esercizio, di apparecchi da combustione ad elevato rendimento e di sistemi perfezionati per il regolamento della combustione. 48. Per i piccoli focolari ancora possibile ridurre in maniera notevole le emissioni, in particolare al momento della combustione di combustibili solidi. Di regola, è possibile ridurre le emissioni di COV procedendo alla sostituzione dei vecchi forni e delle vecchie caldaie e/o sostituendo il combustibile utilizzato dal gas. La sostituzione di stufe che scaldano una sola stanza con sistemi di riscaldamento centrale e/o la sostituzione di sistemi di riscaldamento individuale riducono in generale l'inquinamento; occorre tuttavia tener conto del rendimento energetico globale. La conversione al gas è una misura molto efficace per ridurre le emissioni a condizione che il sistema di distribuzione sia ermetico. 49. Nella maggior parte dei Paesi il potenziale di riduzione delle emissioni di COV nelle centrali elettriche è trascurabile. Poichè non si è in grado di sapere come i materiali ed i combustibili saranno sostituiti non è possibile formulare cifre relative al potenziale globale di riduzione delle emissioni ed ai costi corrispondenti. TABELLA 4. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE COSTO NELL'INDUSTRIA DELLA CHIMICA ORGANICA Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Emissioni dovute a perdite - Programma di individuazione e di riparazione delle perdite (Ispezione regolare) Stoccaggio e manutenzione - Vedere tabella 3 Emissioni legate al Misure generali: processo - adsorbimento su carbone - incenerimento: - termico - catalitico - adsorbimento - filtraggio biologico - bruciatura alla torcia - Produzione di formaldeide - incenerimento: - termico - catalitico - Produzione di polietilene - bruciatura alla torcia - incenerimento catalitico - incenerimento termico - bruciatura mediante torcia Modifica dei procedimenti (esempi): Produzione di cloruro di - sostituzione dell'aria mediante vinile ossigeno per l'ossi-clorazione - bruciatura alla torcia Produzione di cloruro di - ritenzione in sospensione del monomero polivinile - assorbimento per nitro2-metil-1-propanolo-1 Produzione di - catalizzatore ad alto rendimento prolipropilene Produzione di ossido di - sostituzione dell'aria con ossigeno etilene n.d.: non disponibile SEGUE TABELLA 4. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DEI DISPOSITIVI DI RIDUZIONE COSTO NELL'INDUSTRIA DELLA CHIMICA ORGANICA Rendimento dei Costo della riduzione Fonte di emissione dispositivi delle di riduzione emissioni ed economie Emissioni dovute a perdite III Costo basso Stoccaggio e manutenzione Emissioni legate al processo I-II n.d. I-II Costo medio/elevato I-II n.d. n.d. n.d. n.d. - Produzione di formaldeide I Costo elevato I - Produzione di polietilene I Costo medio I-II I Costo medio Produzione di cloruro di II n.d. vinile I Costo medio Produzione di cloruro di I Risparmio polivinile II n.d. Produzione di I n.d. prolipropilene Produzione di ossido di I n.d. etilene n.d.: non disponibile Tabella 5. Misure per il controllo delle emissioni COV da fonti di combustione fisse Fonte di emissione Misure di controllo delle emissioni Fonti di combustione su scala ridotta: Risparmi energetici, i.e. isolamento Ispezione regolare Sostituzione di fornaci vetuste Gas naturale e petrolio combustibile invece di combustibili solidi Sistema di riscaldamento centrale Sistema di riscaldamento per quartiere Fonti industriali e commerciali: Risparmi energetici Miglioramento della manutenzione Modifica del tipo di combustibile Cambiamento della fornace e del carico Modifica delle modalità di combustione Fonti di combustione interne fisse: Convertitori catalitici Reattori termici E. Industria alimentare 50. L'industria alimentare utilizza una vasta gamma di procedimenti che emettono COV in impianti piccoli e grandi (Tabella 6). Le principali fonti di emissioni di COV sono le seguenti: a) Produzione di bevande alcolizzate; b) Panetteria; c) Estrazione di olii vegetali per mezzo di olii minerali; d) Estrazione di grassi animali. L'alcool è il principale COV emesso da a) e da b). Gli idrocarburi alifatici sono i principali COV emessi da c). 51. Esistono altre fonti potenziali: a) Industria zuccheriera e utilizzazione dello zucchero; b) Torrefazione del caffè e dei frutti con guscio; c) Fritture (patate fritte, patatine chips, ecc.) d) Preparazione di piatti cucinati ecc. 52. Le emissioni di COV sono solitamente odoranti, a debole concentrazione con una erogazione volumetrica ed un tenore elevato d'acqua. Questa è la ragione per la quale i biofiltri sono stati utilizzati come tecniche di riduzione delle emissioni. Inoltre è stato fatto ricorso a tecniche classiche come l'assorbimento, l'adsorbimento, l'incenerimento termico e l'incenerimento catalitico. Il principale vantaggio dei biofiltri è il loro basso costo di gestione in rapporto ad altre tecniche. È tuttavia necessaria una manutenzione periodica. 53. Nelle grandi installazioni di fermentazione e nelle panetterie industriali, si può ricuperare l'alcool mediante condensazione. 54. Le emissioni di idrocarburi alifatici che derivano dall'estrazione di olii sono ridotte al minimo con l'uso di cicli chiusi ed una buona gestione delle installazioni al fine di evitare le perdite di valvole e di giunti, ecc. L'estrazione dell'olio da semi oleaginosi necessita di quantità estremamente variabili di olio minerale. L'olio d'oliva può essere estratto meccanicamente, ciò che richiede olio minerale. 55. Si ritiene che il potenziale globale di riduzione tecnologicamente realizzabile nell'industria alimentare possa raggiungere 35% TABELLA 6. MISURE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI COV, RENDIMENTO DELLA RIDUZIONE E COSTI PER L'INDUSTRIA ALIMENTARE Fonti Misure Rendimento Costo della di emissione anti-emissione dei dispositivi riduzione delle di riduzione emissioni In generale Cicli chiusi Bio-ossidazione II Basso */ Condensazione e trattamento I Elevato Adsorbimento/ assorbimento Incenerimento termico/ catalitico Estrazione Misure integrate al III degli olii processo vegetali Adsorbimento Tecnica membranale Incenerimento in un forno di processo Fonte di Bio-filtrazione II Basso */ grassi animali */ Poichè questi procedimenti sono abitualmente applicati a gas a debole concentrazione di COV, i metri per metro cubo di gas trattato sono bassi, benchè il costo della riduzione per tonnellaggio di COV sia elevato. F.- Siderurgia (comprese le ferro-leghe, la fusione, ecc.) 56. Nella siderurgia, le emissioni di COV provengono da varie fonti: a) Trattamento delle materie prime (cokificazione; produzione di agglomerati: sinterizzazione, formazione di agglomerati di carbone; utilizzazione di ferraglia); b) Reattori metallurgici (forni ad arco sommerso; forni ad arco elettrico; convertitori in particolare se si utilizza ferraglia; cubilotti (aperti); altoforni; c) Manutenzione di prodotti (fusione; forni per riscaldamento; laminatoi). 57. Nel diminuire il tenore in carbonio delle materie grezze (ad esempio sulle striscie di sinterizzazione), si riduce il potenziale di emissione di COV. 58. Nel caso di reattori metallurgici aperti, possono prodursi emissioni di COV, in particolare se si utilizza ferraglia contaminata ed in condizioni di pirolisi. Occorre concedere una particolare attenzione alla raccolta dei gas provenienti da operazioni di carico e di colata al fine di ridurre al minimo le emissioni di COV dovute a perdite. 59. Occorre fare particolarmente attenzione alla ferraglia contaminata da olii, grassi, pitture, ecc. ed alla separazione delle polveri (parti non metalliche) e della parte metallica. 60. Il trattamento dei prodotti provoca ordinariamente emissioni dovute a perdite. Nel caso della fusione, le emissioni di gas di pirolisi si producono soprattutto in provenienza di sabbie agglomerate da un legante organico. È possibile diminuire queste emissioni selezionando resine leganti a debole potere emettitore e/o riducendo il più possibile la quantità dei leganti. Sono stati sperimentati biofiltri su questi gas di pirolisi. Il filtraggio permette di riportare a bassi livelli le nebbie di olio nell'aria dei laminatoi. 61. Le cokerie sono una fonte importante di emissioni di coke. Le emissioni sono dovute alle cause seguenti: perdita di gas di forni a coke, perdite di COV che sarebbero normalmente diretti su un impianto di distillazione associato, nonché combustione di gas di forno a coke e di altri combustibili. Le principali misure di riduzioni delle emissioni di COV sono le seguenti: migliore tenuta stagna tra le porte ed i quadri dei forni e tra le bocche ed i tamponi di sfornatura; mantenimento dell'aspirazione dei forni anche durante il carico; estinzione a secco, sia mediante raffreddamento diretto con gas inerti, sia mediante raffreddamento indiretto con acqua; sfornatura diretta nella torre di estinzione a secco ed utilizzazione di cappe efficaci durante le operazioni di sfornatura G. Manutenzione e trattamento dei detriti 62. Per quanto concerne il controllo dei rifiuti domestici, i principali obiettivi consistono nel ridurre il quantitativo di detriti prodotti ed il volume da trattare. Inoltre il trattamento dei detriti deve essere ottimizzato dal punto di vista ecologico. 63. Se si utilizzano discariche, le misure di lotta contro le emissioni di COV nel trattamento dei rifiuti domestici devono essere associate ad una raccolta efficace dei gas, soprattutto del metano. 64. Queste emissioni possono essere distrutte (incenerimento). Un'altra soluzione consiste ad epurare i gas (ossidazione biologica, assorbimento, carbone attivo, adsorbimento), questi ultimi potendo successivamente essere utilizzati per produrre energia. 65. Le discariche di detriti industriali contenenti COV producono emissioni di COV. Occorre tenerne conto quando si elaborano le politiche di gestione dei detriti. 66. Il potenziale globale di riduzione è valutato a 30%, ma questa cifra include il metano. H. Agricoltura 67. Le principali fonti di emissioni di COV del settore agricolo sono: a) la bruciatura di detriti agricoli, soprattutto della paglia e della b) L'impiego di solventi organici nella preparazione di pesticidi; c) la degradazione anaerobica degli alimenti per il bestiame e dei detriti animali. 68. I mezzi di riduzione delle emissioni di COV sono: a) eliminazione controllata della paglia, in vista di sostituire la prassi corrente della bruciatura all'aria libera; b) minima utilizzazione possibile di pesticidi aventi un elevato tenore di solventi organici, e/o utilizzazione di emulsioni e di preparati nella fase acquosa; c) interricciamento di detriti, miscugli paglia-concime, ecc.; d) riduzione dei gas provenienti dai locali riservati agli animali, e dagli impianti di asciugatura del concime ecc. grazie a biofiltri, adsorbimento, ecc. 69. Inoltre le modifiche apportate alla composizione degli alimenti consentono di ridurre le emissioni di gas prodotte da animali ed è possibile ricuperare questi gas per utilizzarli come combustibili. 70. Non è attualmente possibile valutare le possibilità di riduzione delle emissioni di COV provenienti dall'agricoltura. V. PRODOTTI 71. Se la riduzione delle emissioni di COV con tecniche specifiche non è fattibile, il solo modo di ridurre queste emissioni è di modificare la composizione dei prodotti utilizzati. I principali settori e relativi prodotti pertinenti sono i seguenti: adesivi utilizzati per il consumo domestico, l'industria leggera, le officine e gli uffici; le vernici per uso domestico; prodotti di pulizia ad uso domestico e di igiene personale; prodotti di ufficio come correttori liquidi e prodotti di manutenzione per automobili. In tutti gli altri casi in cui si utilizzano prodotti come quelli summenzionati (ad esempio pittura, industria leggera), è di gran lunga preferibile modificare la composizione dei prodotti. 72. I provvedimenti volti a ridurre le emissioni di COV di questo tipo di prodotti sono i seguenti: a) Sostituzione del prodotto; b) Riformulazione del prodotto; c) Modifica del condizionamento dei prodotti in particolare per i prodotti ri-formulati. 73. Gli strumenti destinati ad influenzare la scelta del mercato sono in particolare i seguenti: a) Etichettatura per fare in modo che i consumatori siano correttamente informati del tenore in COV; b) Incoraggiamento attivo ad utilizzare prodotti a debole tenore in COV (ad esempio il sistema "Angelo Azzurro"); c) Incitamenti fiscali legati al tenore in COV. 74. L'efficacia di queste misure dipende dal tenore in COV dei prodotti considerati nonché dell'esistenza e dell'accettabilità di soluzioni di sostituzione. Prima di ri-formulare i prodotti occorre verificare che i nuovi prodotti non creino problemi altrove (ad esempio emissioni crescenti di cloro-fluoro-carboni (CFC). 75. I prodotti che contengono COV sono utilizzati a fini sia industriali che domestici. In ciascun caso l'impiego di prodotti di sostituzione a debole tenore in solvente può imporre di modificare il materiale di applicazione ed i metodi di lavoro. 76. Le vernici correntemente utilizzate a fini industriali e domestici hanno un tenore medio in solvente, da 25 a 60%. Per la maggior parte degli usi, esistono o sono in fase di sviluppo prodotti di sostituzione a tenore basso o nullo: Tenore del prodotto in COV a) Vernice destinata ad essere utilizzata nell'industria leggera: Vernice in polvere 0% Vernice all'acqua 10% Vernice avente un debole tenore in solvente 15% b) Vernice ad uso domestico: Vernice all'acqua 10% Vernice a basso tenore di solvente 15% L'adozione di altri tipi di vernice dovrebbe comportare una riduzione globale delle emissioni di COV da circa 45 a 60%. 77. La maggior parte dei prodotti adesivi sono utilizzati nell'industria, mentre gli usi domestici rappresentano meno del 10%. Circa il 25% degli adesivi utilizzati contengono solventi che racchiudono COV. Il tenore in solvente di questi adesivi è estremamente variabile e può rappresentare la metà del peso del prodotto. In vari settori di applicazione, esistono prodotti di sostituzione che contengono poco solvente o che non ne contengono affatto. Questa categoria di fonte offre dunque un elevato potenziale di riduzione. 78. L'inchiostro è utilizzato soprattutto nei procedimenti di stampa industriale con tenori in solventi estremamente variabili, che possono rappresentare persino il 95%. Per la maggior parte dei procedimenti stampa, esistono o sono in fase di elaborazione inchiostri a basso tenore in solvente in particolare per la stampa su carta (Vedere par. 28). 79. Circa il 40/60% delle emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo, (compresi i prodotti per ufficio ed i prodotti utilizzati per la manutenzione dei veicoli automobili) provengono da aerosols. Vi sono tre mezzi essenziali per ridurre le emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo: a) Sostituzione dei gas propellenti ed utilizzazione di pompe meccaniche; b) Ri-formulazione; c) Modifica del condizionamento. 80. Il potenziale di riduzione delle emissioni di COV provenienti da prodotti di consumo è valutato a 50%.