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Misure per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle isole minori e delle isole lagunari e lacustri. Onorevoli Senatori. – Le isole minori e le isole lacustri costituiscono una realtà particolare e complessa in cui si combinano tradizioni popolari, valori storici, ambientali e turistici. Le isole minori e lacustri del territorio italiano sono caratterizzate da numerosi fattori che talvolta si presentano sotto forma di problematiche legate, ad esempio, alla peculiarità del territorio, alla limitata disponibilità di risorse proprie, ai costi supplementari dei trasporti e delle comunicazioni e all'inquinamento marino e costiero. Dall'altra parte, invece, proprio l'insularità costituisce un fattore potenzialmente sfruttabile per ciò che riguarda una politica strategica di sviluppo sostenibile, mirato ad un corretto uso delle risorse e al rispetto delle caratteristiche paesaggistiche. Le isole minori e le isole lacustri possono vantare un contesto ambientale, paesaggistico e culturale unico, che può diventare il motore del rilancio di questi territori. La stessa Unione europea ha fatto dell'ambiente e della qualità della vita non solo una missione specifica, ma una missione trasversale a tutte le altre, nella convinzione che la loro valorizzazione possa costituire un volano occupazionale forte e durevole. Dunque è possibile partire dalle isole minori per provare a definire un nuovo modello di sviluppo integrato tra le varie realtà insulari italiane, ma anche europee; un modello incentrato sulla collaborazione tra istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee, ma integrato anche a livello di finanza pubblica e di finanza privata. Il presente disegno di legge, elaborato tenendo conto delle esigenze più volte rese pubbliche dai 36 comuni e dai 220.000 residenti nelle isole minori nonché dai residenti nelle isole lacustri, propone una serie di interventi finalizzati a superare le problematiche che più di altre rendono, allo stato attuale, particolarmente difficile lo sviluppo e la permanenza dei residenti nelle isole minori. Uno dei problemi prioritari che le isole minori e lacustri si trovano ad affrontare è legato alla mobilità. Ad esempio, quando le condizioni climatiche diventano «agitate», nascono problemi legati alla mobilità e alla frequenza scolastica e alle cure sanitarie con standard paragonabili al resto del territorio nazionale. Come conseguenza dell'isolamento anche altri aspetti, quali lo smaltimento dei rifiuti, il rifornimento idrico, il rifornimento dei beni di prima necessità, l'amministrazione della giustizia, il radicamento delle attività imprenditoriali, lo sviluppo di settori quali l'agricoltura e la pesca, diventano più problematici e soprattutto più onerosi finanziariamente. Altro problema peculiare delle isole minori e lacustri è legato allo sviluppo economico e all'occupazione. L'economia insulare è basata soprattutto sul turismo, con tutti i problemi che da sempre sono evidenziati: stagionalità, costi maggiori, difficoltà nei collegamenti ed onerosità degli stessi, tutti fattori che influiscono sull'occupazione e sul reddito. Inoltre nelle isole il fattore stagionalità genera emigrazione verso la terraferma nei periodi di cosiddetta bassa stagione, che poi sono più lunghi di quelli di alta stagione. Così spesso l'emigrazione da temporanea diventa definitiva, nei casi in cui vengono trovate occasioni di radicamento lavorativo altrove. Questo porta ad un lento, ma continuo spopolamento. I giovani non possono accettare di rimanere in un contesto che non offre loro possibilità occupazionali qualificate, possibilità di istruzione e di vita culturale adeguate e tali da permettere loro di collocarsi in un mercato del lavoro in evoluzione e sempre più competitivo. Il livello del reddito percepito dai residenti nelle suddette isole risulta largamente inferiore alla media nazionale a fronte di un costo della vita che per un cittadino insulare è di gran lunga superiore a quello per un abitante della terraferma. Occorre, pertanto, creare le condizioni effettive per una nuova economia capace di generare maggiore reddito e più occasioni occupazionali e al contempo di creare le condizioni per la valorizzazione, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori. Gli interventi prioritari relativi alle isole minori previsti nel disegno di legge sono volti a: – contenere la tendenza allo spopolamento, migliorando la qualità della vita con riferimento alla tutela della salute, ai servizi sociali, al diritto allo studio e alla formazione professionale, nonché all'implementazione delle dotazioni infrastruttrali e dei servizi di telecomunicazioni su banda larga, per la telemedicina, il telelavoro, la teleformazione e l'offerta formativa scolastica; – favorire la mobilità sostenibile e migliorare ed implementare i servizi di trasporto, anche al fine di garantire la continuità territoriale e di favorire il turismo; – incrementare la produzione di fonti energetiche e ridurre la produzione e favorire la gestione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti e garantire il rifornimento idrico; – valorizzare i beni culturali e infrastrutturali presenti nelle isole minori e favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio; – promuovere e riqualificare l'offerta turistica e la fruizione e il recupero dei beni culturali; – promuovere ed incentivare le attività tipiche di ciascuna isola, favorendo la competitività delle piccole e medie imprese, con particolare riguardo ai settori dell'artigianato, della produzione agricola, della pesca e dell'acquacoltura; – attivare presso l'Unione europea le procedure per l'istituzione di zone franche nel territorio delle isole minori; – promuovere la salvaguardia della flora e della fauna locali. Per la realizzazione di questi obiettivi si parte dalla previsione di un piccolo fondo (articolo 5), da implementare con finanziamenti altrimenti frazionati in vari Ministeri, il tutto nell'ottica di una programmazione unitaria incentrata non soltanto su interventi pubblici ma anche su progetti privati, coerenti e concorrenti a realizzare il quadro programmatico pluriennale del DUPIM (Documento unico di programmazione isole minori). Al fine di agevolare la realizzazione degli obiettivi, gli articoli 3 e 4 individuano i soggetti e le procedure necessarie per l'attivazione degli interventi in favore delle isole minori. In questo quadro si inseriscono le misure di valorizzazione dell'autonomia comunale, unitamente ad una maggiore libertà ed autonomia finanziaria, pur nel quadro legislativo vigente, da attuarsi in modo più elastico, così da non costituire un freno ma una accelerazione dell'attività amministrativa. Pur facendo salva l'autonomia delle regioni a statuto speciale, il presente disegno di legge ha teso a precisare e rendere applicabili alcune norme che, essendo enunciate come principio, non sembrerebbero produrre effetti attuativi immediati per i comuni, che non hanno competenza legislativa. Per il rilancio economico nelle isole minori si propongono, all'articolo 6, forme di fiscalità di sviluppo che le regioni competenti, d'intesa con i comuni, possono applicare nel territorio delle isole minori. L'articolo 7 prevede misure per la perequazione infrastrutturale. I comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, procedono alla puntuale ricognizione delle strutture scolastiche, sanitarie e assistenziali nonché delle reti stradali, fognarie, idriche ed elettriche e delle installazioni portuali ed aeroportuali, ove esistenti. I sindaci trasmettono all'ANCIM (Associazione nazionale comuni isole minori) una relazione sulle risultanze della ricognizione effettuata, comprensiva dei progetti di adeguamento delle infrastrutture, ai fini del loro inserimento nel DUPIM. Tali relazioni sono inoltrate dall'ANCIM alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per le necessarie valutazioni dei relativi progetti ai fini del riparto delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Agli articoli 8, 9 e 10 del disegno di legge sono previste norme specifiche su sanità, scuola, trasporti. Anche qui al fine di dare soluzioni e non di garantire privilegi ai danni di diritti essenziali. L'articolo 11, prevede l'istituzione di presìdi permanenti di protezione civile nelle isole minori, mentre l'articolo 12 è dedicato al tema «giustizia» che rafforza l'obiettivo di ridurre il contenzioso, attraverso forme alternative quale la mediazione. Queste modalità intervengono infatti nel circuito istituzioni-cittadini-imprese, favorendo la riduzione dei tempi di amministrazione della giustizia e soprattutto l'adozione di soluzioni condivise dalle parti in causa. Si propone pertanto la revisione delle circoscrizioni e degli uffici giudiziari, anche in considerazione del fatto che alcune isole minori sono sedi di carceri e quindi lo spostamento dei detenuti comporta oneri finanziari maggiori, rispetto invece alla conservazione della sede accorpata nelle cosiddette «Case della giustizia». Particolarmente significativo è l'articolo 13 in materia di accordi di collaborazione e convenzioni con gli istituti di credito. La proposta infatti tende a individuare e definire un ruolo della banca che sia più legato al territorio, quindi maggiormente prossimo all'ente locale, che spesso non ha le professionalità capaci di assicurare adeguate valutazioni in ordine all'appropriatezza del tipo di intervento proposto dai privati. Un esperimento in tal senso è stato realizzato già con il Banco di Sardegna e gli effetti sono stati positivi per tutti: l'istituzione, i cittadini e la banca. L'articolo 14 disciplina le modalità di gestione dei rifiuti nelle isole minori, mentre l'articolo 15 disciplina le modalità di trasferimento in capo ai comuni delle isole di cui all'allegato A la gestione dei beni del demanio regionale, anche marittimo, che insistono sui rispettivi territori, ivi compresa la competenza al rilascio dei titoli concessori e autorizzativi. Infine, l'articolo 16 disciplina le modalità di approvvigionamento di energia. A tal fine, le regioni territorialmente competenti, sentiti i comuni delle isole minori, predispongono, di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente per territorio, un piano per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 100 per cento del fabbisogno energetico. Il piano tiene conto, al fine del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, dell'interesse primario della tutela del paesaggio, della salubrità dell'ambiente e della salute dei cittadini delle isole, garantito altresì dalla produzione di energia non inquinante. L'articolo 17, estende le disposizioni del presente disegno di legge alle isole lacustri abitate, individuate all'allegato B, che presentano problematiche e condizioni simili a quelle delle isole minori. A tal fine, è istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze un apposito Fondo con dotazione pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. Al fine di rispondere alle esigenze dei cittadini e delle imprese presenti nelle isole minori e nelle isole lagunari e lacustri, si auspica una celere calendarizzazione e approvazione del disegno di legge al fine di dare corso alle legittime aspettative delle comunità territoriali interessate.. I OGGETTO E FINALITÀ 1 (Oggetto e finalità) 1 La presente legge reca misure per la crescita delle isole minori, nonché delle isole lacustri e lagunari abitate, in considerazione del valore unico che esse rappresentano sotto il profilo naturalistico e ambientale, delle tradizioni e delle particolari culture che vi sono conservate, e in applicazione degli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che, nel riconoscimento dei gravi e permanenti svantaggi naturali delle regioni insulari, prevedono la particolare tutela di tali regioni, attraverso provvedimenti e normative anche in deroga, per superare gli specifici divari geografici, infrastrutturali, amministrativi e dei servizi rispetto alle regioni maggiormente sviluppate. 2 In attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, nonché degli articoli 1, 16 e 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, lo Stato adotta gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori, nonché delle isole lacustri e lagunari abitate. 3 Gli interventi di cui al comma 2 sono predisposti e attuati dai comuni delle isole minori di cui all'allegato A, nonché dai comuni delle isole lacustri e lagunari abitate, in sinergia e d'intesa con le regioni interessate, sentiti gli altri enti territoriali costituiti nell'ambito delle isole minori, in base alle rispettive competenze, anche mediante il concorso e il coinvolgimento dei cittadini residenti, quale presupposto per una corretta applicazione del principio di sussidiarietà, al fine di superare le disparità nell'erogazione dei servizi pubblici fondamentali nonché per implementare le strategie di sviluppo locale e gli investimenti territoriali integrati e di inclusione sociale. 4 Nella predisposizione degli interventi di cui al comma 2, lo Stato, le regioni, i comuni e gli altri enti territoriali si attengono ai princìpi della semplificazione amministrativa, anche in deroga alle normative vigenti, e del rafforzamento della capacità istituzionale, amministrativa e fiscale, in quanto strumenti idonei a realizzare un modello di sviluppo effettivamente rispondente alle specifiche necessità delle isole minori, basato sulla valorizzazione dei territori e delle loro specificità nonché sul riordino e la semplificazione delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti. 5 I comuni delle isole minori, di cui all'allegato A, e delle isole di cui all'allegato B, nonché gli enti parco e le comunità insulari e di arcipelago, ove istituiti, sono riconosciuti come poli per lo sviluppo sostenibile, ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. II MISURE PER LO SVILUPPO E LA VALORIZZAZIONE DELLE ISOLE MINORI 2 (Interventi per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori) 1 Gli interventi di cui all'articolo 1, commi da 2 a 4, relativi alle isole minori sono volti al perseguimento dei seguenti obiettivi: a contenere la tendenza allo spopolamento, migliorando la qualità della vita con riferimento alla tutela della salute, ai servizi sociali, al diritto allo studio e alla formazione professionale, in quanto servizi fondamentali alla persona garantiti dalla Costituzione, nonché all'implementazione delle dotazioni infrastruttrali, materiali ed immateriali, anche al fine della creazione di nuova occupazione e dello sviluppo sostenibile; b attivare nelle isole minori servizi di telecomunicazioni su banda larga, per la telemedicina, il telelavoro, la teleformazione e l'offerta formativa scolastica; c favorire la mobilità sostenibile, tramite: 1 l'incentivazione all'uso di veicoli a basso o nullo impatto ambientale mediante incentivi agli acquisti di veicoli a combustibili ecologici e la diffusione di punti di distribuzione di energia; 2 interventi per la ciclabilità: estensione della rete di piste ciclabili, bike sharing e servizi annessi; d migliorare e implementare i servizi di trasporto, di rifornimento di combustibili e di beni di prima necessità, nonché i servizi di linee aeree e di navigazione, al fine di garantire la continuità territoriale e di favorire il turismo; e riconoscere ai comuni di cui all'allegato A, aderenti al Patto dei Sindaci per il clima e l'energia promosso dalla Commissione europea, anche in attuazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico 15 marzo 2012, in materia di fonti rinnovabili di energia, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012, la potestà di regolamentare la presenza di mezzi di locomozione adeguati alle infrastrutture stradali, anche con riferimento alla capienza di tali mezzi e al loro impatto ambientale in aree territoriali di limitata dimensione quali quelle delle isole minori; f incrementare la produzione di fonti energetiche rinnovabili, ferma restando la loro compatibilità paesaggistica, al fine di ridurre i costi energetici per le famiglie e per le attività produttive; g ridurre la produzione e favorire la gestione, lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti, attivando, ove possibile, sistemi di smaltimento integrale sul territorio delle isole minori stesse, a fini di riduzione dei costi e di incremento di produttività del sistema; h garantire il rifornimento idrico, mediante la realizzazione di nuove infrastrutture dalla terraferma, nelle isole che ne sono sprovviste, nonché l'installazione di impianti di potabilizzazione e di desalinizzazione; i valorizzare i beni culturali e infrastrutturali, di proprietà statale e regionale, allocati nelle isole minori, anche trasferendone la proprietà agli enti locali, su richiesta di questi, e sottoscrivendo appositi accordi di valorizzazione; l favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, anche al fine di limitare la costruzione di nuove strutture; m promuovere e riqualificare l'offerta turistica, la fruizione e il recupero dei beni culturali e il miglioramento dei servizi pubblici locali, prevedendo per i comuni la facoltà di destinare a tali scopi il gettito derivante dal contributo di sbarco di cui al comma 3- bis dell'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23; n promuovere e incentivare le attività tipiche di ciascuna isola, favorendo la competitività delle piccole e medie imprese, con particolare riguardo ai settori dell'artigianato, della produzione agricola, della pesca e dell'acquacoltura, anche prevedendo la riduzione degli oneri finanziari e dei costi di trasporto delle merci nonché la semplificazione delle procedure burocratiche; o favorire la promozione, in Italia e all'estero, del marchio delle isole minori d'Italia, già istituito dall'Associazione nazionale comuni isole minori (ANCIM), al fine della tutela e della valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici di ciascuna isola; p attivare presso l'Unione europea le procedure per l'istituzione di zone franche nel territorio delle isole minori, in ottemperanza al regolamento (UE) n. 952/2013, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione; q promuovere nuove destinazioni delle strutture di edilizia carceraria dismesse o non utilizzate; r rideterminare le servitù militari; s salvaguardare la flora e la fauna locali. 3 (Comitato istituzionale per le isole minori) 1 È istituito presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il Comitato istituzionale per le isole minori, di seguito denominato «Comitato», presieduto dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie o da un sottosegretario di Stato appositamente delegato. 2 Il Comitato è un organo paritetico ed è composto: a dai presidenti delle regioni Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana, nel cui territorio sono presenti isole minori, o da un loro delegato; b dal presidente dell'ANCIM. 3 Il Comitato svolge le seguenti funzioni: a istruire i provvedimenti concernenti le isole minori, al fine della loro sottoposizione alla Conferenza Stato-città e autonomie locali e alla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; b procedere all'approvazione del Documento unico di programmazione isole minori (DUPIM), predisposto ai sensi dell'articolo 4 della presente legge, e dei relativi criteri di riparto per l'erogazione delle risorse ai comuni interessati; c monitorare gli effetti degli interventi adottati nel DUPIM, procedendo a una verifica annuale del medesimo documento anche al fine di eventuali riprogrammazioni e integrazioni; d procedere alle eventuali revoche dei finanziamenti disposti con il DUPIM, su proposta dell'ANCIM, adottata d'intesa con i sindaci dei comuni interessati. 4 Il Comitato scientifico dell'ANCIM espleta funzioni di supporto per lo svolgimento dell'attività istruttoria di cui al comma 3, lettera a) . 4 (Strumenti della concertazione per lo sviluppo delle isole minori) 1 Il presidente dell'ANCIM partecipa in qualità di componente alle riunioni della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, quando siano all'esame della Conferenza argomenti di interesse delle isole minori di cui all'allegato A. 2 Al fine di assicurare il raccordo istituzionale tra lo Stato e le regioni nel cui territorio sono presenti isole minori, è istituita un'apposita sessione della Conferenza unificata, con la partecipazione del presidente dell'ANCIM e dei rappresentanti delle predette regioni, per la sottoscrizione di un contratto di sviluppo locale nel quale sono definiti gli obiettivi generali e le modalità per il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali interessati al perseguimento degli obiettivi di cui alla presente legge, anche mediante le opportune semplificazioni in deroga alle ordinarie procedure autorizzatorie, secondo quanto previsto dall'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 3 Il DUPIM è lo strumento di programmazione degli interventi da realizzare nel territorio delle isole minori. I singoli comuni concorrono alla sua predisposizione, anche attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze delle categorie imprenditoriali, dei lavoratori e dei cittadini, al fine di garantire l'espressione delle istanze correlate allo specifico contesto territoriale di riferimento. 4 Il DUPIM è corredato dei progetti integrati di sviluppo territoriale (PIST), predisposti dai comuni ai sensi del comma 3, che costituiscono lo strumento operativo della programmazione, nei quali sono individuati i singoli progetti da realizzare a valere sui finanziamenti pubblici disposti per il DUPIM e con le ulteriori risorse finanziarie rese disponibili dai medesimi comuni, dagli altri enti territoriali e da soggetti privati. 5 Le regioni nel cui territorio sono presenti isole minori, entro trenta giorni dalla trasmissione dei PIST da parte dei comuni di riferimento, deliberano sulla conformità dei progetti agli obiettivi generali di sviluppo regionali. La delibera regionale costituisce l'atto di adesione della regione alle iniziative previste nel PIST, con contestuale impegno a concorrere al loro finanziamento con risorse proprie nonché con le risorse dei fondi strutturali europei attribuite alle medesime regioni. 6 L'ANCIM, sulla base delle deliberazioni delle regioni di cui al comma 5, predispone il DUPIM e lo trasmette al Comitato per l'approvazione ai sensi dell'articolo 3, comma 3, lettera b) . 7 Il DUPIM ha durata settennale, coincidente con la programmazione dei fondi strutturali dell'Unione europea, ed è sottoposto annualmente a verifica e a eventuale aggiornamento da parte del Comitato, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, lettera c) . 8 In sede di prima applicazione della presente legge, il DUPIM è comunque predisposto per il periodo 2018-2024, in conformità a quanto previsto al comma 7, e può contenere progetti predisposti d'intesa con le competenti istituzioni delle isole di altri Paesi del Mediterraneo, al fine di avviare la definizione di un modello condiviso di sviluppo europeo per le isole minori. 5 (Incremento della dotazione del Fondo di sviluppo delle isole minori) 1 Per le finalità di cui all'articolo 1 della presente legge, la dotazione del Fondo di sviluppo delle isole minori, di cui all'articolo 2, comma 41, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è stabilita nell'importo di 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2019. 2 Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le ulteriori risorse già stanziate per il finanziamento di interventi per le isole minori di pertinenza dei Ministeri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, della salute, dei trasporti, che devono confluire nel Fondo di cui al comma 1 per favorire una programmazione integrata come disciplinato anche dai regolamenti comunitari. 3 Le risorse del Fondo di cui al comma 1 sono integralmente destinate al finanziamento degli interventi inseriti nel DUPIM, per essere ripartite tra i comuni destinatari dei medesimi interventi, sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato ai sensi dell'articolo 3, comma 3, lettera b) . 6 (Fiscalità di sviluppo) 1 Con accordo sancito in sede di Conferenza unificata, convocata e integrata ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, della presente legge, sono individuate, in conformità con le norme dell'Unione europea e in attuazione dei princìpi di cui alla legge 5 maggio 2009, n. 42, le forme di fiscalità di sviluppo che le regioni competenti, d'intesa con i comuni di cui all'allegato A, possono applicare nel territorio dei medesimi comuni. 2 La disposizione di cui al comma 1 si applica, in quanto compatibile con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano già adottato proprie disposizioni in materia di fiscalità di sviluppo, in attuazione dell'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42. 3 Ai sensi e per gli effetti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, i confini politici che racchiudono i territori dei comuni di Lampedusa e Pantelleria non costituiscono linea doganale e i territori ivi racchiusi sono ricompresi tra i territori extra-doganali e sono esclusi dal territorio dello Stato. 4 Ai territori extra-doganali dei comuni di Lampedusa e Pantelleria si applicano le disposizioni di cui alla legge 1° novembre 1973, n. 762, nonché ogni disposizione in materia di agevolazioni fiscali applicabile al territorio extra-doganale di Livigno. 7 (Perequazione infrastrutturale) 1 Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni delle isole di cui all'allegato A, d'intesa con le regioni di appartenenza, procedono alla puntuale ricognizione delle strutture scolastiche, sanitarie e assistenziali nonché delle reti stradali, fognarie, idriche ed elettriche e delle installazioni portuali e aeroportuali, ove esistenti. 2 I sindaci dei comuni di cui al comma l, entro i successivi trenta giorni, trasmettono all'ANCIM una relazione sulle risultanze della ricognizione effettuata ai sensi del medesimo comma, comprensiva dei progetti di adeguamento delle infrastrutture, ai fini del loro inserimento nel DUPIM da adottare per il periodo 2018-2024. 3 Le relazioni di cui al comma 2 sono inoltrate dall'ANCIM alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per le necessarie valutazioni dei relativi progetti ai fini del riparto delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88. 8 (Misure per il potenziamento dei servizi sanitari) 1 Con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con la partecipazione del presidente dell'ANCIM e dei presidenti delle regioni nel cui territorio sono presenti isole minori, sono adottate le misure per il potenziamento e la riorganizzazione delle attività dei presìdi sanitari e dei presìdi ospedalieri, ove esistenti, idonee a garantire l'efficienza e l'appropriatezza degli interventi di presa in carico e di risposta alle emergenze-urgenze nelle isole minori, al fine della loro fruizione sia nelle condizioni di normale presenza stanziale, sia nelle situazioni di sovraffollamento determinato dalle presenze turistiche. 2 L'accordo di cui al comma 1 deve prevedere: a interventi atti a garantire, in termini proporzionali rispetto alla popolazione stabilmente residente e rispetto alla popolazione temporanea derivante dai flussi turistici, la presenza costante nei presìdi sanitari e ospedalieri delle isole minori di personale medico e infermieristico di comprovata esperienza negli interventi di primo soccorso, nonché di apparecchiature per il primo intervento e per le diagnosi d'urgenza; b anche in deroga alla normativa vigente, il mantenimento dei punti nascita esistenti, con adeguata disponibilità di personale e di dotazioni strumentali, al fine di garantire la corretta gestione dell'assistenza prenatale e neonatale, con particolare riferimento alle situazioni di criticità per le quali deve essere altresì garantita la disponibilità, mediante specifici protocolli di intesa, di mezzi per il trasferimento in sicurezza presso centri di eccellenza per diagnosi precoci e per interventi di emergenza sulle patologie gravi, prenatali e post-partum ; c la disponibilità, presso ciascun comune delle isole minori, di presìdi territoriali organizzati per la presa in carico dei percorsi di emergenza-urgenza, per l'erogazione dei servizi di cure primarie e per la gestione ambulatoriale e domiciliare delle patologie croniche, ivi compresa la presa in carico di pazienti oncologici e dializzati; d la possibilità di effettuare nell'isola le visite sanitarie e gli esami di controllo specialistico, presso i presìdi sanitari e le strutture ospedaliere ove esistenti, con cadenze prestabilite e correlate alle diverse necessità conseguenti alle esigenze dei cittadini stabilmente residenti e alle situazioni di sovraffollamento conseguenti ai flussi turistici; e qualora, a causa della particolarità delle patologie, degli interventi o degli strumenti necessari, non sia possibile provvedere all'assistenza locale immediata, il riconoscimento agli abitanti delle isole minori del diritto al rimborso delle spese sostenute in armonia dei parametri esistenti per sottoporsi alle cure presso strutture sanitarie in terraferma all'interno della regione di appartenenza, fermo restando quanto già previsto per gli interventi extra-regionali. Le stesse provvidenze sono riconosciute a un accompagnatore, qualora il paziente non sia in grado di spostarsi in autonomia; f l'effettuazione, con cadenza periodica, di appositi interventi per la formazione e l'aggiornamento del personale medico in servizio presso le isole minori, finalizzati in particolare alla corretta pratica della telemedicina, anche con l'eventuale periodica applicazione presso strutture di eccellenza. 3 Al fine di valorizzare le iniziative già in essere presso le isole minori, con il medesimo accordo di cui al comma 1 sono adottate le misure per la divulgazione al pubblico e l'implementazione delle pratiche di volontariato attivate con il concorso dei cittadini e delle organizzazioni di volontariato e coordinate dal servizio 118, nel riconoscimento della loro rilevanza quale modello di azione diffusa e capillare per interventi che non necessitano della presenza di personale medico. 9 (Misure per il potenziamento del sistema di istruzione) 1 In deroga alle disposizioni vigenti in materia di organizzazione del sistema di istruzione, al fine di preservare l'autonomia delle istituzioni scolastiche delle isole minori anche in riferimento alla loro struttura dimensionale, nonché al fine di assicurare la stabilità degli organici del personale scolastico delle isole minori, presso ciascuna delle predette istituzioni scolastiche sono istituiti l'organico funzionale di istituto e la graduatoria di istituto. 2 Accede alla graduatoria di istituto il personale direttivo, docente e amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) di ruolo che presenta apposita richiesta all'ufficio scolastico regionale territorialmente competente, corredata della documentazione da cui risultino la residenza e la contestuale dimora nel territorio dell'isola nella quale è ubicata l'istituzione scolastica indicata nella richiesta. Il predetto personale è nominato in servizio presso l'istituzione scolastica indicata, con precedenza rispetto al personale collocato nella medesima graduatoria nazionale; il medesimo personale mantiene altresì titolo preferenziale nelle procedure di trasferimento e di passaggio di cattedra, all'interno degli istituti insulari, nonché di attribuzione degli incarichi a tempo indeterminato. 3 Al fine di garantire la continuità del servizio, nel periodo in cui le avverse condizioni meteorologiche non consentano al personale pendolare di essere presente con continuità, al personale direttivo, docente e ATA che non sia in possesso dei requisiti di cui al comma 2 e che presti effettivo servizio presso le istituzioni scolastiche di cui al comma 1 in modo continuativo, a tempo indeterminato o per supplenze brevi, sono attribuiti i seguenti benefici: a il servizio prestato, anche presso diverse classi negli istituti di istruzione di ogni ordine e grado, è valutato in misura doppia; b è conferita una specifica indennità per sede disagiata, da definire con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; c sono concesse le medesime agevolazioni attribuite ai cittadini residenti nelle isole minori in materia di riduzione dei titoli di viaggio per i trasporti marittimi, aerei e terrestri. 4 Nelle istituzioni scolastiche di cui al comma 1 gli incarichi per le supplenze brevi sono conferiti prioritariamente al personale inserito nella graduatoria di istituto. 10 (Misure per il potenziamento del sistema dei trasporti) 1 In considerazione della rilevanza prioritaria del trasporto marittimo da e per le isole minori per garantire la continuità territoriale con la terraferma, ai fini del miglioramento dei relativi collegamenti in termini di efficacia ed economicità nonché di garanzia della continuità del servizio, le regioni territorialmente competenti esercitano compiti di monitoraggio dei servizi e di vigilanza in caso di eventuali sospensioni o interruzioni, al fine di verificare che esse siano causate da ragioni effettive di eccezionalità e indifferibilità, adottando le misure sanzionatorie definite dalle medesime regioni qualora la suddetta verifica abbia dato esito negativo. 2 Al fine di potenziare i servizi di trasporto da e per le isole minori e di garantire la continuità territoriale con la terraferma, le risorse del fondo per il trasporto pubblico locale istituito dall'articolo l, comma 1031, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da destinare all'acquisto di elicotteri per garantire il collegamento con le isole minori ai sensi della lettera c-bis) del citato articolo 1, comma 1031, sono erogate direttamente ai comuni di cui all'allegato A della presente legge, per essere destinate alla acquisizione e alla gestione di una dotazione di elicotteri da utilizzare per il servizio di trasporto, con particolare riferimento al trasporto in caso di emergenze-urgenze. 3 Il servizio di trasporto con elicotteri, di cui al comma 2, è affidato in gestione dai comuni mediante apposito bando di gara per l'aggiudicazione. Nel bando è previsto un titolo preferenziale per le cooperative giovanili costituite nel rispetto della normativa vigente. 4 I progetti di adeguamento delle infrastrutture portuali e aeroportuali, adottati a seguito delle procedure di ricognizione, costituiscono opere prioritarie ai fini del loro inserimento nel DUPIM per il periodo 2018-2024, nonché per il conferimento delle risorse dei fondi strutturali dell'Unione europea per il medesimo periodo. 5 Le regioni territorialmente competenti adottano opportuni provvedimenti finalizzati all'allineamento dei prezzi medi praticati nella regione medesima: a dei costi del carburante avio nelle strutture aeroportuali; b delle tariffe per il trasporto del gas a mezzo nave; c del costo del carburante per autotrazione. 11 (Presìdi permanenti di protezione civile) 1 In attuazione del protocollo d'intesa sottoscritto in data 5 ottobre 2012 tra il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e l'ANCIM, al fine di assicurare l'efficacia e l'efficienza degli interventi di protezione civile con particolare riferimento alla gestione delle specifiche tipologie di rischio e allo svolgimento delle attività di protezione civile connesse con la previsione, prevenzione e gestione delle emergenze, sono istituiti presso i comuni di cui all'allegato A della presente legge, d'intesa con la regione territorialmente competente, presìdi permanenti di protezione civile, cui è preposto il sindaco del comune interessato. 2 Per la gestione dei presìdi di cui al comma 1, con particolare riferimento alle attività di previsione e prevenzione delle emergenze, il sindaco può istituire un apposito comitato consultivo, con la partecipazione dei rappresentanti dei soggetti istituzionali coinvolti, della cittadinanza attiva e del volontariato locale. 3 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni di cui all'allegato A che non vi abbiano ancora provveduto predispongono gli strumenti di pianificazione di protezione civile, con particolare riferimento agli interventi di prima urgenza e di messa in sicurezza, avvalendosi della collaborazione del Dipartimento della protezione civile e della regione territorialmente competente. I comuni provvedono altresì alla costituzione di un fondo per le emergenze, da utilizzare per l'attivazione di interventi urgenti e di prima necessità in caso di calamità naturali, che è reintegrato a valere sugli stanziamenti successivamente disposti dallo Stato per le medesime finalità. 12 (Riduzione del contenzioso giurisdizionale. Case della giustizia) 1 Al fine di incentivare nel territorio delle isole minori il ricorso alle modalità di risoluzione alternativa delle controversie, nell'ottica della riduzione del contenzioso giurisdizionale, anche in deroga alle disposizioni in materia di revisione degli uffici e delle circoscrizioni giudiziarie adottate in attuazione della delega di cui alla legge 14 settembre 2011, n. 148, nei comuni di cui all'allegato A ove ha sede il giudice di pace è istituita la «casa della giustizia». 2 Presso le case della giustizia è insediato l'ufficio del mediatore-conciliatore, scelto tra i magistrati in quiescenza che abbiano dichiarato la propria disponibilità, con il compito di raccogliere e valutare le domande di mediazione per la conciliazione di una controversia, presentate da soggetti pubblici e privati. Al mediatore-conciliatore non sono dovuti rimborsi, compensi o altri emolumenti comunque denominati. 3 Il mediatore-conciliatore, in accordo con le parti richiedenti la mediazione, assegna il procedimento a un mediatore in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 4, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 18 ottobre 2010, n. 180. Il procedimento si svolge presso la casa della giustizia. Le spese di viaggio e di soggiorno eventualmente sostenute dal mediatore sono comprese nelle spese processuali ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. 4 Per quanto non diversamente previsto, al procedimento di mediazione di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in quanto compatibili. 13 (Accordi di collaborazione e convenzioni con istituti di credito) 1 Al fine di incentivare le sinergie culturali in un'ottica di crescita e di sviluppo, anche attraverso l'elaborazione di progetti per il miglioramento infrastrutturale e l'innovazione tecnologica nelle isole minori, la regione territorialmente competente e i comuni di cui all'allegato A, singoli o in associazione tra loro, possono definire appositi accordi con università e istituti o enti di ricerca, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 I comuni di cui all'allegato A, previo esperimento di apposita procedura ad evidenza pubblica, possono stipulare convenzioni con istituti di credito al fine di incrementare le risorse finanziarie per lo sviluppo e l'occupazione e di introdurre modalità sinergiche di programmazione degli investimenti. Le convenzioni devono prevedere che siano ammissibili a finanziamento le iniziative private che risultino coerenti con uno specifico progetto inserito nel DUPIM, individuate a seguito di valutazione, basata sui profili di efficacia dell'iniziativa anche in riferimento alla sua potenzialità sinergica rispetto al progetto, effettuata d'intesa tra il comune e l'istituto di credito. 14 (Gestione dei rifiuti) 1 Ai fini di una corretta gestione dei rifiuti i comuni delle isole di cui all'allegato A favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti in modo compatibile con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria, attraverso: a il reimpiego e il riciclaggio; b le altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti; c l'adozione di misure economiche e la previsione di condizioni di appalto che prescrivano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato dei materiali medesimi; d l'incentivazione del compostaggio domestico. 2 I comuni di cui al comma 1, che realizzano progetti compatibili con le finalità di cui al medesimo comma, hanno diritto a beneficiare del contributo annuale pari al 50 per cento dei costi di trasporto marittimo effettivamente sostenuti, a valere sulle risorse del fondo di cui all'articolo 4. 15 (Demanio regionale e riserve naturali) 1 Le regioni territorialmente competenti trasferiscono in capo ai comuni delle isole di cui all'allegato A la gestione dei beni del demanio regionale, anche marittimo, che insistono sui rispettivi territori, ivi compresa la competenza al rilascio dei titoli concessori e autorizzativi. 2 Le entrate derivanti dalla gestione del demanio trasferita ai sensi del comma 1 sono riservate nella misura del 50 per cento ai comuni gestori per gli interventi di bonifica e manutenzione ordinaria. 3 In conformità alle normative regionali, la gestione delle riserve naturali e dei parchi di competenza regionale compresi nel territorio delle isole di cui all'allegato A è affidata ai comuni competenti per territorio i quali vi provvedono direttamente o attraverso soggetti giuridici all'uopo istituiti. Le risorse necessarie sono a carico del bilancio regionale e trasferite ai gestori. 16 (Piano di incentivazione energia da fonti rinnovabili) 1 Sentiti i comuni delle isole minori di cui all'allegato A, le regioni territorialmente competenti, di concerto con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente per territorio, predispongono un piano per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 100 per cento del fabbisogno energetico. 2 Il piano di cui al comma 1 tiene conto, al fine del rilascio dell'autorizzazione paesaggistica all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, dell'interesse primario della tutela del paesaggio, della salubrità dell'ambiente e della salute dei cittadini delle isole, garantito altresì dalla produzione di energia non inquinante. III MISURE IN FAVORE DELLE ISOLE LAGUNARI E LACUSTRI ABITATE 17 (Misure in favore delle isole lagunari e lacustri abitate) 1 Per le finalità di cui all'articolo 1 della presente legge, presso il Ministero dell'economia e delle finanze è istituito il Fondo per lo sviluppo delle isole lagunari e lacustri abitate, con dotazione pari a 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019. 2 Le risorse del Fondo di cui al comma 1 sono integralmente destinate al finanziamento degli interventi socio-economici relativi a ciascuna isola di cui all'allegato B della presente legge, inseriti in un apposito documento di programmazione adottato dal Comitato istituzionale per gli interventi nelle isole lagunari e lacustri, istituito presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Comitato è composto dai presidenti delle regioni nel cui territorio sono presenti isole lagunari e lacustri abitate, o da un loro delegato, e dai sindaci dei comuni nel cui territorio sono presenti isole lagunari o lacustri. 3 Le risorse di cui al comma 1, sono ripartite annualmente, entro il 30 aprile di ciascun anno a partire dal 2019, tra i comuni destinatari degli interventi inseriti nel documento di programmazione, sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di cui al comma 2. IV DISPOSIZIONI FINALI 18 (Clausola di salvaguardia) 1 Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e le relative disposizioni di attuazione. 19 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. 20 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .