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Straniero e apolide - Espulsione amministrativa - Provvedimento del Questore di accompagnamento alla frontiera - Eseguibilità immediata - Esecutività solo dopo il decorso del termine per la sua impugnazione, o in caso di proposizione del ricorso, sino all'udienza fissata per la decisione del ricorso stesso - Mancata previsione - Lamentata violazione del diritto di difesa - Questione sollevata in termini ipotetici - Manifesta inammissibilità.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, commi 3 e 8, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, censurato, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, nella parte in cui (comma 3) prevede l'immediata esecutività del provvedimento di espulsione, ancorché sottoposto ad impugnativa da parte dell'interessato, e nella parte in cui (comma 8) non consente l'adozione, da parte del giudice, di provvedimenti cautelari di sospensione fino alla data fissata per la camera di consiglio. La questione è infatti sollevata in termini meramente ipotetici, essendosi il giudice a quo limitato ad affermare che la mancata presenza in aula dello straniero è presumibilmente determinata dalla già avvenuta esecuzione dell'espulsione o dal timore di incorrere nella sanzione penale prevista dall'art. 14, comma 5- ter , del d.lgs. n. 286 del 1998.