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Edilizia e urbanistica - Norme della Regione Liguria - Piano territoriale regionale (PTR) - Configurazione come "piano urbanistico-territoriale, con specifica considerazione dei valori paesaggistici" - Prevista trasmissione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) ai soli fini di un parere - Ricorso del Governo - Denunciato contrasto con le norme statali prescriventi l'elaborazione congiunta dell'atto di pianificazione paesaggistica da parte della Regione interessata e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) - Ius superveniens abrogativo o modificativo (in senso satisfattivo) delle norme impugnate, medio tempore non applicate - Cessazione della materia del contendere.. È dichiarata cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 1, 3, comma 2, 12, comma 1, 14, comma 1, 15, comma 1, 17, comma 1, 18, comma 1, e 27, comma 1, della legge reg. Liguria n. 11 del 2015 - che hanno, rispettivamente, modificato l'art. 2, comma 1, sostituito gli artt. 3, comma 3, 11, 13, 14 e 16, aggiunto l'art. 16-bis e sostituito l'art. 23 della legge urbanistica regionale n. 36 del 1997 - impugnati dal Governo (gli artt. 2, comma 1, e 14, comma 1, solo formalmente), in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost. Sussistono le condizioni per la cessazione della materia del contendere, in quanto la sopravvenuta legge reg. Liguria n. 29 del 2016 - abrogando la disposizione che attribuiva al PTR il valore di "piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici", espungendo dal contenuto del PTR qualsivoglia riferimento alla tutela dei valori paesistico-ambientali, e introducendo tra gli strumenti della pianificazione territoriale regionale il "Piano paesaggistico", avente contenuti, effetti e modalità di elaborazione congiunta con il MiBACT conformi a quelli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio - ha fatto venir meno le prospettate ragioni di contrasto delle impugnate norme regionali con gli artt. 135, 143 e 145 cod. beni culturali e paesaggio; e in quanto - come dichiarato dalla Regione e non contestato dalla controparte - le disposizioni censurate non hanno avuto applicazione nel periodo di loro efficacia, non essendo il PTR mai stato approvato. Secondo la giurisprudenza costituzionale, perché possa essere dichiarata cessata la materia del contendere, devono congiuntamente verificarsi le seguenti condizioni: a) la sopravvenuta abrogazione o modificazione delle norme censurate in senso satisfattivo della pretesa avanzata con il ricorso; b) la mancata applicazione, medio tempore, delle norme abrogate o modificate. ( Precedenti citati: sentenze n. 149 del 2015, n. 32 del 2015, n. 16 del 2015, n. 87 del 2014, n. 300 del 2012, n. 193 del 2012, n. 32 del 2012 e n. 325 del 2011 ).