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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 1ª e 2ª RIUNITE 2ª(Giustizia) 13 PARRINI, GARRUTI La seduta inizia alle ore 8,55. IN SEDE REFERENTE 2040 (d-l 130/2020 - Immigrazione e sicurezza) DDL 2040 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 ottobre 2020, n. 130, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifiche agli articoli 131-bis, 391-bis, 391-ter e 588 del codice penale, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all'utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 dicembre. Il presidente PARRINI comunica che al termine delle audizioni informali che si sono svolte in relazione al provvedimento all'esame, nelle riunioni degli Uffici di Presidenza riuniti alcuni dei soggetti invitati hanno depositato della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione. Propone, alla luce del nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea, che prevede l'inizio dell'esame del disegno di legge in titolo a partire da domani, giovedì 17 dicembre, di avviare la discussione generale e concluderla nella seduta già convocata per le ore 13 di oggi, fissando fin d'ora - qualora vi fosse il consenso unanime di tutti i Gruppi - il termine per la presentazione di emendamenti. In questo modo, considerati i tempi molto ristretti a disposizione per l'esame in sede referente, si potrebbe tentare di esaminare e votare le proposte di modifica eventualmente proseguendo i lavori a oltranza. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) precisa che nella seduta dell'Assemblea convocata per le ore 9,30 di domani è prevista solo la discussione sulle questioni pregiudiziali in ordine al disegno di legge, e non è fissato un orario per l'esame del disegno di legge stesso. Pertanto, per quanto i tempi siano ristretti, data l'imminente scadenza del provvedimento, non ritiene indispensabile completare l'esame in sede referente entro la mattina di domani, e ritiene perciò che vi sia la possibilità di fissare il termine per gli emendamenti alla conclusione della discussione generale, come previsto dal Regolamento. Il presidente PARRINI , preso atto del dissenso del Gruppo della Lega, comunica che saranno applicate in modo stringente le regole procedurali, senza tener conto della particolare ristrettezza dei tempi a disposizione per l'esame del provvedimento. La seduta, sospesa alle ore 9,05, riprende alle ore 9,15. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), nel concordare con le osservazioni del senatore Augussori, ribadisce che nella seduta di domani mattina l'Assemblea dovrà deliberare sulle questioni pregiudiziali proposte ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento, per cui non è necessario che si sia già concluso l'esame in sede referente, con il conferimento del mandato al relatore. Considerato che la scadenza del decreto-legge è prevista per la mezzanotte di sabato 19 dicembre, ritiene che il Regolamento del Senato lasci margini sufficienti per la conversione in legge del provvedimento. Illustra, quindi, una proposta di questione pregiudiziale, in quanto il testo del decreto - a suo avviso - presenta numerose criticità. In primo luogo, sottolinea la mancanza di omogeneità della materia, come risulta peraltro già dal titolo del provvedimento. Allo stesso tempo, l'ampiezza e varietà dei temi trattati giustifica l'assegnazione del disegno di legge alle Commissioni riunite, nonostante le motivazioni in senso contrario argomentate nelle sedute della Commissione affari costituzionali su questo aspetto. Ricorda, inoltre, che il provvedimento reca anche modifiche al decreto-legge n. 53 del 2019, che il Presidente della Camera dei deputati aveva assegnato in sede referente alle Commissioni affari costituzionali e giustizia. Del resto, anche i rilievi proposti dal Presidente della Repubblica, in sede di promulgazione della legge di conversione del decreto-legge n. 53 del 2019, nella lettera inviata contestualmente inviata ai Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, nonché al Presidente del Consiglio dei ministri, avevano evidenziato criticità relativamente alle sanzioni introdotte per la violazione del divieto di ingresso nelle acque territoriali, materia che evidentemente afferisce alla competenza della Commissione giustizia. In secondo luogo, ritiene che il provvedimento sia carente dei requisiti di necessità e urgenza. Quanto all'urgenza, sottolinea che il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale solo il 21 ottobre di quest'anno, addirittura 16 giorni dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri, senza considerare che da più di un anno la nuova maggioranza sottolineava l'opportunità di modificare i cosiddetti decreti sicurezza dell'allora ministro dell'interno Salvini. Con riferimento al requisito della necessità, nota che nel periodo in cui il decreto è stato adottato era già in corso la seconda fase dell'emergenza sanitaria: quindi le priorità, a suo avviso, erano ben altre, rispetto alla revisione della materia dell'immigrazione, che risultava già adeguatamente regolata, visto che si era registrata una drastica riduzione degli sbarchi di immigrati irregolari sul territorio nazionale, con conseguenti risparmi di spesa che adesso sarebbero quanto mai utili per l'allestimento di ospedali attrezzati per affrontare la pandemia. Ritiene quindi incomprensibile come si sia potuto considerare necessario, in un periodo di grave emergenza sanitaria, ampliare la possibilità di ingresso degli immigrati irregolari nel territorio nazionale e rendere più elastiche le norme in materia di rilascio dei permessi di soggiorno. Sottolinea, inoltre, che la necessità di un intervento è stata determinata anche dalla sostanziale disapplicazione della normativa vigente, considerato che, a partire dall'insediamento del secondo Governo Conte, gli sbarchi si sono addirittura triplicati rispetto al 2018, quando il Ministro dell'interno era l'onorevole Minniti. Per questo motivo, ipotizza che si possa prefigurare il reato di omissione di atti d'ufficio o, addirittura, quello di favoreggiamento dell'immigrazione irregolare. Conclude evidenziando che il Governo dovrebbe altresì prevedere adeguate politiche per l'accoglienza degli immigrati, che invece continuano a vivere sul territorio nazionale in modo disumano, in spregio di qualsiasi norma igienico-sanitaria e ciò è tanto più grave in presenza del Covid-19, anche perché la mancanza di controlli favorisce la fuga perfino di immigrati contagiati. In tal caso, si dovrebbe valutare se il favoreggiamento dell'immigrazione sia perfino doloso. Chiede quindi che la questione pregiudiziale sia posta in votazione. Il presidente PARRINI avverte che nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, considerando le Commissioni riunite come un unico organo. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), concordando con il senatore Calderoli, solleva forti perplessità sulla costituzionalità del decreto riguardo alla sussistenza dei presupposti previsti dall'articolo 77 della Costituzione; dubita della sussistenza dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza, denuncia in particolare la mancanza di omogeneità delle norme contenute nel decreto, citando a sostegno delle sue tesi svariate pronunce della Corte Costituzionale. Il decreto, a suo dire, si occuperebbe di materie disomogenee quali le norme in materia di immigrazione, le norme introduttive di nuovi reati, le norme che modificano il codice di procedura penale; insiste affinché venga posta in votazione la questione pregiudiziale del senatore Calderoli. In chiusura condivide una riflessione di matrice politica derivante dal fatto che l'articolo 7 del decreto modifica ancora una volta l'articolo 131- bis del codice penale, norma che, pur essendo stata fortemente voluta, a suo tempo, da un governo di centro-sinistra, è stata continuamente modificata in senso restrittivo dai successivi governi; auspica pertanto una riflessione volta all'abrogazione di tale disposizione non attraverso l'uso del decreto-legge ma tramite la legge, strumento più adeguato che consente il pieno coinvolgimento dell'assise parlamentare; infine, nonostante la delicatezza la complessità della materia lamenta il contingentamento dei tempi per l'esame del decreto presso le competenti Commissioni del Senato; questa scelta di compressione dei tempi dettata dall'inaccettabile allungamento dei tempi di esame presso la Camera dei deputati finisce col mortificare il dibattito parlamentare al Senato, offendendo le prerogative della Presidenza e dei membri delle Commissioni medesime. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), in via incidentale, propone un richiamo al Regolamento, rilevando che, ai sensi dell'articolo 165, in occasione dell'esame del progetto di bilancio e del conto consuntivo delle entrate e delle spese del Senato, il Presidente della 5ª Commissione permanente esamina i documenti insieme ai Presidenti delle altre Commissioni permanenti, prima di riferire all'Assemblea. A suo avviso, bisognerebbe consentire quanto meno al presidente Ostellari di partecipare a tale riunione, senza però privare l'opposizione di un proprio esponente, che peraltro ha l'incarico di Presidente della Commissione giustizia. Il presidente PARRINI , dopo aver confermato che la riunione è convocata per le ore 9,45, sottolinea che i Presidenti delle Commissioni permanenti hanno la facoltà, e non l'obbligo, di parteciparvi. Qualora il presidente Ostellari intendesse prendervi parte, annuncia che farà altrettanto per riequilibrare la rappresentanza nelle Commissioni riunite, facendosi sostituire dal vice presidente Garruti. In alternativa, si potrebbe chiedere al Presidente della Commissione bilancio di posticipare la riunione. Il presidente OSTELLARI conferma la propria intenzione di partecipare alla riunione. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che la riunione sul bilancio interno del Senato non può essere rinviata perché l'argomento è all'esame dell'Assemblea già nel primo pomeriggio di oggi. Il presidente PARRINI conferma quindi che lascerà l'aula con il Presidente Ostellari. Riprende la discussione sulla questione pregiudiziale. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ), nel richiamarsi alle considerazioni dei senatori Calderoli e Pillon circa la mancanza di omogeneità del provvedimento, si sofferma sulla carenza del requisito dell'urgenza. Infatti, è ormai trascorso un notevole lasso di tempo dalla promulgazione del decreto-legge n. 53 del 2019, accompagnata dalla lettera contenente le raccomandazioni del Presidente della Repubblica in ordine all'entità delle sanzioni amministrative previste per la violazione del divieto di ingresso, transito o sosta nelle acque territoriali italiane e alla applicabilità della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale. Peraltro, il testo proposto dal Governo non si limita a correggere queste misure ma, anche a causa delle integrazioni effettuate in prima lettura, ha un contenuto molto più ampio. Ravvisa poi ulteriori profili di incostituzionalità. Pur concordando sulla necessità di armonizzare l'ordinamento italiano al rispetto degli obblighi internazionali, come sollecitato anche dal Capo dello Stato, evidenzia che l'articolo 10 della Costituzione non prevede un'apertura indiscriminata dei confini nazionali. Inoltre, a suo avviso, si determina una disparità di trattamento, in violazione dell'articolo 3 della Costituzione, tra i cittadini che percepiscono in media un assegno sociale di circa 500 euro e gli immigrati irregolari, che costano allo Stato italiano più di mille euro. Critica, inoltre, la riduzione delle sanzioni per le ONG che utilizzano imbarcazioni come "taxi del mare", soprattutto a fronte della mancata attuazione degli accordi di Malta sulla redistribuzione degli immigrati, la cui conclusione aveva invece suscitato la particolare soddisfazione del ministro Lamorgese. A suo avviso, il provvedimento finisce per incoraggiare l'immigrazione clandestina, ricordando altresì che l'articolo 4 favorisce il riconoscimento della cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione, riducendo i tempi per la conclusione dei relativi procedimenti. Conclude annunciando, a nome del Gruppo, un voto favorevole sulla proposta di questione pregiudiziale. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) respinge l'approccio alla questione dell'immigrazione solo sulla base di dati e statistiche, trascurando invece il quadro giuridico complessivo, che è quello della tutela dei diritti fondamentali dell'uomo, inalienabili e universali, da cui non si può prescindere nel regolare la convivenza nell'ambito della comunità internazionale. A suo avviso, la questione della solidarietà nei confronti di altri esseri umani non può essere utilizzata in modo strumentale nell'ambito della polemica politica, ma va affrontata dal legislatore con sensibilità e intelligenza. Critica, pertanto, quelle espressioni che considerano le ONG come "taxi del mare" e gli immigrati come "untori", soprattutto a fronte della situazione drammatica in cui versano queste persone, moltissime delle quali perdono la vita nel tentativo di raggiungere le cose italiane. Pertanto, pur con alcune inevitabili carenze, ritiene che il provvedimento sia straordinariamente urgente e necessario. Il senatore BALBONI ( FdI ) interviene a sostegno della mozione del senatore Calderoli ritenendo che manchino i requisiti di cui all'articolo 77 della Costituzione in particolare la straordinarietà ed urgenza; concorda con l'opinione dei colleghi che lo hanno preceduto di cui condivide le ragioni giuridiche a sostegno della questione pregiudiziale; ricorda la posizione del suo partito volta a contrastare i fenomeni di immigrazione clandestina; ricorda come l'unico modo sia tentare di scoraggiare le partenze dal continente africano attraverso il ricorso all'istituto del blocco navale cui, a onor del vero, ha già fatto ricorso anche un Governo di centro-sinistra, il governo Prodi, sul finire degli anni 90; denuncia la necessità di interventi strutturali sull'emergenza dell'immigrazione, nonché la mancanza di omogeneità delle materie oggetto del decreto che riuniscono disposizioni penali, procedurali, di proroga di termini; ricorda come la stessa Presidenza della Repubblica, per l'emanazione del decreto, abbia impiegato un lasso di tempo non indifferente, a riprova della necessità di svolgere una attenta riflessione sulla materia. Ritiene infine, facendo riferimento alla delicatezza del periodo attuale caratterizzato da una pandemia e da una crisi economica senza precedenti, che vi fossero altre priorità delle quali il Governo avrebbe dovuto occuparsi, e preannuncia pertanto il proprio voto favorevole sulla proposta di pregiudiziale di costituzionalità. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), incidentalmente, propone un richiamo al Regolamento, sottolineando che, secondo il comma 2 dell'articolo 34, le Commissioni riunite dovrebbero essere presiedute dal vice presidente Balboni e non dal vice presidente Garruti. Chiede quindi al vice presidente BALBONI di consentire l'intervento nel dibattito a un rappresentante per Gruppo per ciascuna delle due Commissioni, come del resto è accaduto sulla questione dell'assegnazione del provvedimento. Peraltro, anche nell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni riunite sono presenti tutti i Capigruppo. Il presidente GARRUTI ( M5S ), nel replicare al senatore Augussori, sottolinea di aver concordato con il vice presidente Balboni di assumere la Presidenza, pur non essendo il più anziano. Quanto al dibattito sulle questioni pregiudiziali, ricorda che, analogamente a quanto avviene in Assemblea, è consentito l'intervento di un solo rappresentante per Gruppo. Pertanto, non essendoci ulteriori richieste di intervento, pone in votazione la proposta di questione pregiudiziale avanzata dal senatore Calderoli, che risulta respinta. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) sottolinea che non vi sono margini di tempo sufficienti per iniziare la discussione generale, in quanto a breve è previsto l'inizio della seduta dell'Assemblea. Sarebbe più ragionevole, pertanto, sospendere l'esame del provvedimento. Il presidente GARRUTI ( M5S ), dichiara aperta la discussione generale. Stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il PRESIDENTE comunica inoltre che, al termine delle audizioni informali sul disegno di legge nn. 1690 e connessi (bullismo) che si sono svolte nella riunione degli Uffici di Presidenza riuniti del 19 novembre scorso, alcuni dei soggetti invitati hanno depositato della documentazione, che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione. Le Commissioni riunite prendono atto. La seduta termina alle ore 10,20.