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SENT. 139/06. IMPRESA E IMPRENDITORE - NORME DELLA REGIONE MARCHE - INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DI PRASSI SOCIALMENTE RESPONSABILI, PER LA CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI QUALITÀ, DEL RISPETTO DELL'AMBIENTE, DELLA SICUREZZA E DELL'ETICA DI AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE LOCALI E LORO ENTI E CONSORZI, DI ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE D'UTILITÀ SOCIALE (ONLUS) E DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE MARCHIGIANE - RICORSO DEL GOVERNO - DENUNCIATA LESIONE DELLA COMPETENZA STATALE NELLE MATERIE DELL'ORDINAMENTO CIVILE E DELLA TUTELA DELLA CONCORRENZA - GENERICITÀ DELLE CENSURE - INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E' inammissibile, per genericità delle censure, la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Marche 23 febbraio 2005, n. 11 e, in particolare, degli artt. 1, 2, comma 1, e 5, censurati in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera l) , Cost., e degli artt. 2, comma 2, 6 e 7, censurati in riferimento all'art. 117, secondo comma, lettera e) , Cost. Il ricorso in via principale non solo deve identificare esattamente la questione nei suoi termini normativi, indicando le norme costituzionali e ordinarie, la definizione del cui rapporto di compatibilità o incompatibilità costituisce l'oggetto della questione di costituzionalità, ma deve anche contenere una seppur sintetica argomentazione di merito, a sostegno della richiesta declaratoria di incostituzionalità: nella specie, il ricorso introduttivo, pur identificando le norme costituzionali e della legge regionale, è del tutto privo di motivazione, poiché la lesione della competenza statale in materia di ordinamento civile è solo affermata, per l'interferenza con il regime d'impresa regolato dal codice civile, così come meramente assertiva è la denunciata interferenza con la materia statale della tutela della concorrenza. > >- V., citata, sentenza n. 450/2005.