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DICHIARAZIONI COMUNI All'atto della firma, in data odierna, dell'Accordo fra l'Italia e la Svizzera relativo all'emigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera, i Plenipotenziari delle due Parti contraenti hanno firmato le seguenti Dichiarazioni comuni: I. Indipendentemente dalle disposizioni dell'art. 12 dell'Accordo, la Delegazione svizzera riconosce che, in taluni settori, il carattere stagionale dell'impiego si è modificato. Così è avvenuto, ad esempio, per l'industria dei laterizi e così pure per le fabbriche di cemento. Tenuto conto di tale evoluzione, le autorità federali sono intervenute presso le autorità cantonali competenti, perché rilascino permessi annuali alla manodopera straniera occupata in maniera continuativa in tali attività. Le autorità federali hanno inoltre invitato i Cantoni ad esaminare favorevolmente, anche per altri settori di attività a carattere stagionale, come, ad esempio, la edilizia, l'agricoltura e l'industria alberghiera, le domande concrete miranti a trasformare un permesso stagionale in un permesso annuale ogni qualvolta ciò sia giustificato dalle condizioni economiche e professionali, nonché dalle condizioni di esercizio delle imprese. Le autorità federali sono pronte a confermare queste direttive ai Cantoni affinchè non sia fatto uso del permesso stagionale se non compatibilmente con la natura di tale permesso. II. 1. In relazione all'art. 13 dell'Accordo, la Delegazione svizzera dichiara che le autorità federali daranno istruzioni ai Cantoni di considerare come sufficientemente stabili e durevoli il soggiorno e l'impiego dei lavoratori italiani dopo un periodo di diciotto mesi di presenza regolare e ininterrotta in Svizzera e di consentire a partire da quel momento la riunione delle famiglie. La condotta personale e professionale di tali lavoratori non dovrà tuttavia aver dato luogo a lagnanze riconosciute fondate dalle autorità. Per i lavoratori specializzati verrà raccomandato ai Cantoni di ammettere le loro famiglie entro sei mesi dalla data del rilascio del permesso di dimora. Resta comunque inteso che l'autorizzazione a far venire la famiglia é concessa solo se questa dispone di un alloggio adeguato. Nel caso che entrambi i coniugi lavorino, le autorità svizzere accerteranno che la custodia o la sorveglianza dei loro bambini sia assicurata in condizioni soddisfacenti. In considerazione di gravi circostanze, l'ammissione della famiglia potrà, in casi particolari, essere autorizzata dopo periodi più brevi. L'ammissione di congiunti in linea ascendente del lavoratore o della di lui moglie potrà, sempre in casi particolari, essere autorizzata qualora il negarla dovesse apparire particolarmente grave in relazione alla situazione familiare. La Delegazione svizzera dichiara che le autorità federali si riservano, a seconda delle circostanze, di modificare il periodo di diciotto mesi secondo il quale il soggiorno e l'impiego dei lavoratori italiani possono essere considerati sufficientemente stabili e durevoli. Circa la portata dell'espressione "regolare ed ininterrotta", vale la precisazione di cui al punto III del Protocollo finale annesso all'Accordo firmato in data odierna. 2. La Delegazione italiana dichiara che il proprio Governo ritiene e desidera che nessun periodo di attesa venga imposto alla riunione delle famiglie. Essa prende atto che il summenzionato periodo di attesa è stato stabilito dalle autorità federali in relazione alle circostanze attuali e formula il voto che dette autorità continuino a dedicare tutta la loro attenzione a questo problema. III. In materia di alloggi la Delegazione svizzera dichiara quanto segue: 1. Le disposizioni adottate in materia di alloggi, in particolare quelle che si riferiscono alla tutela degli inquilini, si applicano anche ai lavoratori italiani. Le autorità federali hanno invitato ripetutamente i Governi cantonali a esercitare un'attenta vigilanza sulla applicazione di tali disposizioni ai lavoratori stranieri e a subordinare l'ammissione di tali lavoratori e delle loro famiglie alla condizione di disporre di un alloggio adeguato. In ogni caso, le autorità dalle quali dipende l'ammissione degli stranieri, o gli organi speciali di controllo, procedono a delle inchieste quando le condizioni di alloggio diano luogo a reclami. Gli articoli 13, par. 2 e 15, par. 2 dell'Accordo saranno applicati nel senso della presente dichiarazione. 2. La Confederazione favorisce la costruzione degli alloggi sovvenzionati. Non esiste alcuna disposizione nella legislazione federale che escluda i lavoratori italiani dalla locazione di alloggi sovvenzionati. La maggior parte dei Cantoni non ha del pari emanato disposizioni che impongano un regime speciale per gli stranieri. Le autorità federali sono pronte a raccomandare a tutti i Cantoni di vigilare a che l'applicazione delle norme in materia avvenga su di un piano di parità tra gli italiani e gli svizzeri e ad invitare inoltre i Cantoni che abbiano disposizioni speciali per gli stranieri a modificarle nel senso di porre gli stranieri alla pari con i nazionali. IV. 1. Circa l'imposizione sul reddito di lavoro, la Delegazione svizzera dichiara che i Cantoni hanno introdotto, o stanno per introdurre, delle procedure speciali destinate a semplificare e a facilitare la determinazione e l'esazione delle imposte sul reddito dei lavoratori stranieri, e in particolare l'imposizione alla fonte. In considerazione della diversità di tali procedure e della evoluzione in corso in questa materia, le due Delegazioni hanno convenuto che tale questione sarà esaminata dalla Commissione mista. 2. Per quanto concerne l'imposizione dei lavoratori stagionali, la Delegazione svizzera dichiara che le autorità federali raccomanderanno ai Cantoni di fondarsi, per la determinazione del tasso dell'imposta, sul reddito di lavoro conseguito durante il periodo che viene preso come base per l'imposizione e per una durata annua di lavoro di undici mesi, o 2.300 ore al massimo, ferme restando le disposizioni cantonali più favorevoli ai lavoratori. V. 1. La Delegazione italiana constata con soddisfazione che, a fianco delle iniziative italiane nel campo delle scuole per i figli dei lavoratori italiani, vari Cantoni hanno già adottato provvedimenti per permettere ai figli dei lavoratori italiani d'integrarsi più facilmente nei corsi delle scuole pubbliche svizzere, in cui la lingua e i metodi d'insegnamento differiscono sensibilmente da quelli a cui sono abituati. Essa auspica che le autorità federali raccomandino a tutti i Cantoni di fare in modo che i figli dei lavoratori italiani possano superare più agevolmente le difficoltà di lingua e d'insegnamento che incontrano. Inoltre, la Delegazione italiana formula il voto che le autorità federali raccomandino ai Cantoni di ricercare una soluzione che permetta ai figli dei lavoratori italiani di seguire delle lezioni di italiano in aggiunta alle materie obbligatorie. Le autorità italiane sono pronte a collaborare a tale compito, a richiesta delle autorità svizzere. 2. La Delegazione svizzera tiene a precisare che in Svizzera l'istruzione pubblica è in generale di competenza dei Cantoni. Essa conferma che in diversi Cantoni sono stati presi provvedimenti intesi a facilitare l'inserimento dei figli dei lavoratori italiani nelle scuole pubbliche svizzere. Le autorità federali raccomanderanno a tutti i Cantoni di adottare o di estendere la applicazione di questi provvedimenti. In merito alla possibilità che dovrebbe essere data ai figli dei lavoratori italiani di seguire delle lezioni di italiano in aggiunta alle materie obbligatorie, la Delegazione svizzera prende atto del voto formulato dalla Delegazione italiana e dichiara che le autorità federali lo porteranno a conoscenza delle autorità cantonali, raccomandando a queste ultime di dedicare la loro attenzione a tale problema. VI. La Delegazione italiana ha esposto infine il problema del trasporto in Italia, delle salme dei lavoratori italiani deceduti in Svizzera. Si tratta di una questione che deve essere giustamente valutata nel suo aspetto umano, in ragione delle spese, spesso rilevanti, causate dal decesso di un lavoratore la cui salma deve essere trasportata in Italia, la Delegazione italiana chiede che le autorità svizzere esaminino la questione del pagamento di tali spese, e segnatamente delle spese di trasporto fino alla frontiera svizzera. La Delegazione svizzera prende atto di tale richiesta e dichiara che le autorità federali la esamineranno con comprensione. Roma, 10 agosto 1964 Per il Governo della Repubblica italiana STORCHI Per il Consiglio Federale Svizzero HOLZER Visto, d'ordine del Presidente della Repubblica Il Ministro per gli affari esteri MORO