Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 312 D'ALFONSO, TOFFANIN La seduta inizia alle ore 11,05. IN SEDE CONSULTIVA Documento di economia e finanza 2022, allegati e relativo annesso Doc Doc. LVII, n. 5 Documento di economia e finanza 2022, allegati e relativo annesso (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Introduce l'esame la relatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ), osservando preliminarmente che il Documento di economia e finanza (DEF) rappresenta il principale strumento del ciclo della programmazione economica e di finanza pubblica del Paese. Nel dettaglio, l'articolo 7, comma 3, della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009) ne prevede la presentazione alle Camere per le conseguenti deliberazioni parlamentari, mentre l'articolo 10 ne disciplina i contenuti. La prima sezione del DEF, in particolare, reca lo schema del Programma di stabilità, che contiene le informazioni richieste dai regolamenti dell'Unione europea e dal Codice di condotta sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita. Il Documento di economia e finanza 2022 include anche il Programma nazionale di riforma (sezione III del documento). Dopo l'esame parlamentare, il Programma di Stabilità e il Programma nazionale di riforma verranno inviati al Consiglio dell'Unione europea e alla Commissione europea entro il 30 aprile. Per quanto riguarda il contesto macroeconomico italiano, il DEF espone quindi il quadro relativo all'anno 2021 e le previsioni tendenziali e programmatiche per gli anni fino al 2025. Richiamando le stime ufficiali dell'ISTAT, il documento evidenzia come il PIL (prodotto interno lordo) abbia registrato nel 2021 un buon recupero con una crescita del 6,6 per cento in termini reali, dopo la contrazione del 9,0 per cento registrata nel 2020 a causa della pandemia. Le previsioni del quadro macroeconomico tendenziale incorporano gli effetti sull'economia delle azioni di politica economica, delle riforme e della politica di bilancio messe in atto precedentemente alla presentazione del DEF stesso. Il quadro programmatico, invece, include l'impatto sull'economia delle politiche economiche che saranno concretamente definite nella Nota di aggiornamento di settembre 2022 e adottate con la prossima legge di bilancio. Il quadro macroeconomico tendenziale è stato validato dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB) in data 24 marzo 2022. La previsione di crescita tendenziale del PIL in termini reali per il 2022, in conseguenza di un livello di partenza del PIL trimestrale più elevato a fine 2021 rispetto a quanto stimato a settembre dello stesso anno, e considerando l'impatto economico del conflitto e delle sanzioni imposte nei confronti della Russia, viene rivista al 2,9 per cento, al ribasso di 1,8 punti percentuali rispetto al 4,7 per cento prospettato nello scenario programmatico della Nota di aggiornamento (NADEF) del settembre scorso. Anche la previsione del PIL per il 2023 scende, in confronto alla NADEF, al 2,3 per cento rispetto al 2,8 per cento previsto a settembre, mentre per il 2024 si prevede solo una lieve riduzione, dall'1,9 per cento all'1,8 per cento rispetto alla previsione della NADEF. La previsione per il 2025 viene posta all'1,5 per cento, seguendo l'approccio secondo cui il tasso di crescita su un orizzonte a tre anni converge verso il tasso di crescita potenziale' dell'economia italiana. Quest'ultimo, ipotizzando l'attuazione del programma di investimenti e riforme previsto dal PNRR, è stimato all'1,4 per cento. Nello scenario programmatico, invece, grazie ai prossimi interventi previsti dal Governo, la crescita del PIL reale è prevista pari al 3,1 per cento nel 2022, 2,4 per cento nel 2023, 1,8 per cento nel 2024 e 1,5 per cento nel 2025. Relativamente alle sezioni del DEF dedicate agli andamenti di finanza pubblica, e per quanto riguarda specificamente i temi di interesse della Commissione, osserva quindi che il DEF evidenzia che le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche registrano nel 2021, per effetto della ripresa economica, valori superiori a quelli del 2020. Infatti, rispetto al 2020 le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche registrano un incremento in valore assoluto di circa 72,2 miliardi di euro. In rapporto al PIL, le entrate totali registrano un incremento dal 47,4 per cento del 2020 al 48,3 per cento del 2021. In particolare, le entrate tributarie aumentano, in valore assoluto, di circa 48,3 miliardi di euro. In rapporto al PIL, si attestano al 29,7 per cento (rispetto al 28,9 per cento del 2020). Concorrono a tale incremento tutti i principali aggregati (imposte dirette, imposte indirette e imposte in conto capitale). Tra le determinanti dell'aumento delle imposte dirette, il DEF segnala l'andamento positivo delle imposte sostitutive sulle rendite finanziarie per effetto della dinamica favorevole dei mercati finanziari registrata nel corso del 2020 e il gettito IRPEF da ritenute sui redditi dei dipendenti privati ed autonomi legato al progressivo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Un andamento crescente viene riscontrato anche rispetto alle entrate per contributi sociali che registrano, nel 2021, un incremento del 6,7 per cento rispetto al 2020, anch'esso attribuito prevalentemente al progressivo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Con riferimento al comparto delle imposte indirette, il DEF afferma che il gettito IVA sugli scambi interni mostra una maggiore dinamicità per effetto sia dell'aumento dell'inflazione, sia della domanda interna, e che il gettito dell'IVA sulle importazioni torna a registrare tassi di variazione fortemente positivi, come conseguenza della ripresa dei volumi di acquisto dall'estero e della forte salita dei prezzi all'importazione. La variazione risulta positiva anche in relazione ad anche altre tipologie di tributi, quali le accise, le imposte sostitutive, le tasse automobilistiche e le imposte su lotto e lotterie. La pressione fiscale si attesta quindi, nel 2021, al 43,5 per cento, con un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Correggendo i dati per tenere conto della classificazione di svariati sgravi fiscali e contributivi come misure di spesa, la pressione fiscale effettiva del 2021 risulterebbe pari al 41,7 per cento del PIL. Per quanto concerne le previsioni tendenziali a legislazione vigente, il DEF stima un andamento crescente delle entrate totali per tutto il periodo di previsione 2022-2025 (da 913,6 miliardi nel 2022 a 987,3 miliardi nel 2025). In termini di incidenza sul PIL, le stime relative alle entrate totali della pubblica amministrazione registrano un incremento al 48,5 per cento nel 2022 e al 48,8 per cento nel 2023. Nel 2024 e nel 2025, invece, si riducono rispettivamente al 47,3 e al 46,9 per cento del PIL. Nel DEF il Governo afferma che tale andamento è fortemente influenzato dalla dinamica dei flussi di entrata del programma NGEU. In particolare, le entrate tributarie mostrano, in valore assoluto, un andamento crescente per tutto il periodo di previsione 2022-2025 (da 548,6 miliardi nel 2022 a 597,1 miliardi nel 2025). In rapporto al PIL, invece, le medesime presentano un andamento decrescente dal 29,1 per cento del 2022 al 28,4 per cento del 2025. Si evidenzia, in particolare, che l'andamento riflette, fra l'altro, la revisione dell'IRPEF operata dalla legge di bilancio 2022, che comporta un alleggerimento del carico fiscale per tutti i contribuenti, con conseguente aumento del reddito disponibile e riduzione del cuneo fiscale sul fattore lavoro, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea. La pressione fiscale scende al 43,1 per cento nel 2022 (rispetto a 43,5 nel 2021) continuando a ridursi, in misura più attenuata, negli anni successivi fino a raggiungere il valore di 42,2 per cento nel 2025. Considerando la classificazione come spesa di svariati sgravi fiscali e contributivi, la pressione fiscale del 2022 risulterebbe pari al 41,2 per cento. A completamento della manovra di bilancio 2023-2025, nel documento il governo dichiara collegati alla decisione di bilancio anche una serie di disegni di legge di interesse della Commissione, recanti: disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione; revisione del Testo Unico dell'ordinamento degli enti locali; delega per la riforma fiscale; delega per la riforma giustizia tributaria; riordino del settore dei giochi. Unitamente al DEF, il governo ha poi trasmesso al Parlamento la relazione che illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo di bilancio di medio termine (OMT) ai fini della necessaria autorizzazione parlamentare. La relazione viene adottata ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012 (cosiddetta legge rinforzata di attuazione del principio del pareggio di bilancio). Tale norma prevede che scostamenti temporanei del saldo di bilancio strutturale dall'OMT siano consentiti in caso di eventi eccezionali, sentita la Commissione europea e previa autorizzazione approvata dalle Camere, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, indicando nel contempo il piano di rientro verso l'OMT. Nel dettaglio, la presentazione della relazione è motivata dal fatto che, in base alle nuove stime disponibili nel 2021, il saldo di bilancio in termini strutturali risulta peggiorato di circa un punto percentuale di PIL rispetto al 2020. Per il 2022 si prevede un miglioramento del saldo strutturale inferiore alla variazione indicata nella precedente NADEF e nel Documento programmatico di bilancio (DPB). Ne risulta un profilo diverso, in particolar modo nel 2022, rispetto a quello programmato nella NADEF e nel DPB in termini di velocità di convergenza verso l'OMT. Si apre la discussione generale. La senatrice BOTTICI ( M5S ) osserva innanzitutto che, pur tenendo conto dei dati, di sicuro interesse, sulle entrate dello Stato e sui nuovi occupati forniti dal documento, i reali effetti del conflitto in Ucraina non si sono ancora completamente e pienamente dispiegati. Il rischio, quindi, è che, nel momento in cui ciò avverrà, non si potrà disporre di risorse adeguate a far fronte alla crisi, anche tenendo conto che alcuni di tali effetti potrebbero permanere anche successivamente alla fine delle ostilità. L'oratrice si sofferma quindi sulle misure concernenti i bonus in materia edilizia, che hanno prodotto notevoli effetti sulla ripartenza economica del Paese nel 2021, nonostante la disciplina in materia sia comunque eccessivamente complessa e manchi di unitarietà. Servirebbe allora, qualora si voglia che le predette misure assumano carattere strutturale, una normativa chiara, unica e con percentuali armonizzate. Con riferimento alle osservazioni formulate dalla senatrice Bottici in materia edilizia, interviene brevemente il presidente D'ALFONSO ( PD ), rimarcando la necessità di estendere la portata temporale delle misure, al fine di stabilizzare il valore dei capitolati (ad oggi eccessivamente alto), e di procedere ad una semplificazione delle procedure. Ad avviso del senatore LANNUTTI ( Misto-IdV ), le analisi e le stime contenute nel documento all'esame della Commissione appaiono, se viste alla luce della recente crisi internazionale, connotate da eccessivo ottimismo, anche tenendo conto della sempre più manifesta volontà, da parte dell'Occidente, di non volere un'effettiva composizione del conflitto in Ucraina, senza vinti né vincitori. La situazione reale del Paese, peraltro, mostra uno scenario ben diverso, connotato da un'eccezionale rialzo dell'inflazione, con conseguente -e forte- impatto negativo sui redditi di famiglie ed imprese. Particolarmente colpito è -ad esempio- il settore agricolo, con rialzi delle sostanze chimiche necessarie alle attività del comparto che superano anche il 100 per cento e che mettono concretamente a rischio la vita stessa delle aziende, a causa della totale assenza di margini di ricavo. La presidente TOFFANIN ( FIBP-UDC ) osserva, incidentalmente, che dal Documento di economia e finanza emerge comunque una leggera diminuzione della pressione fiscale rispetto al 2021. Condivide quindi le osservazioni formulate dal senatore Lannutti sull'eccessivo rialzo dell'inflazione e sull'impatto negativo di esso sulla vita delle famiglie e delle imprese. Il senatore PEROSINO ( FIBP-UDC ) osserva che il continuo ricorso a ristori emergenziali per fronteggiare il caro-energia non porterà a risultati apprezzabili, soprattutto perché prima o poi non si disporrà più delle risorse economiche necessarie. Una misura più strutturale ed efficace sarebbe, per contro, l'adozione di uno scostamento di bilancio corrispondente al gettito delle accise, da sospendere almeno per un anno. Con riferimento, quindi, ai bonus edilizi, osserva che l'attuale, non positiva, situazione è stata conseguenza di tre fattori: l'eccessiva percentuale del beneficio, i problemi interpretativi sottesi alla normativa e la recente bulimia legislativa. Tale concentrazione di criticità, infatti, ha fatto sì che le banche bloccassero quasi tutte le cessioni di credito. Sarebbe pertanto necessario, a suo avviso, un intervento di natura strutturale caratterizzato da percentuali realistiche e connotato da certezza nei tempi. Dopo essersi posto criticamente sul silenzio tenuto dalle associazioni sindacali di fronte al rapido salire dell'inflazione, conclude soffermandosi sull'opportunità di ridimensionare drasticamente e con interventi radicali l'ammontare di crediti erariali inesigibili presenti nel cosiddetto 'magazzino fiscale'. Relativamente alla disciplina dei bonus edilizi, il senatore FENU ( M5S ) osserva che già la normativa vigente prevede tempistiche definite per la riduzione delle percentuali (80 per cento nel 2024 e 75 per cento nel 2025). Invita quindi a soppesare attentamente l'eventuale introduzione di ulteriori interventi normativi, in quando essa potrebbe riverberarsi negativamente sui lavori già in corso. Con riferimento, poi, alle materie principali trattate dal Documento (come l'evoluzione del gettito fiscale e la disciplina dei bonus in materia edilizia), auspica la possibilità di poter disporre, prima del voto, di una documentazione integrativa di dettaglio, al fine di poter valutare correttamente l'efficacia delle attuali misure sia in termini macroeconomici che di gettito erariale. Data l'innegabile spinta alla crescita del PIL di tali agevolazioni, un loro eventuale abbandono sarebbe deleterio e segnaletico di una pervicace e sotterranea volontà di frenare la ripresa dell'economia nazionale. Sull'opportunità di poter disporre di ulteriore documentazione di dettaglio ha quindi luogo un dibattito nel corso del quale intervengono il senatore MARINO ( IV-PSI ), la presidente TOFFANIN ( FIBP-UDC ), la senatrice BOTTICI ( M5S ) (che auspica, altresì, l'assegnazione di uno specifico affare da parte del Presidente del Senato e l'effettuazione di audizioni, in primis l'UPB, al fine di pervenire al voto di un atto di indirizzo al Governo), e nuovamente il senatore FENU ( M5S ), che preferisce un approccio più immediato rispetto all'esame del Documento. La presidente TOFFANIN ( FIBP-UDC ), in qualità di relatrice sul documento, precisa quindi che il documento all'esame della Commissione prefigura anche degli interventi strutturali per affrontare la crisi. Ovviamente, rispetto al quadro ivi descritto, incide la grave crisi connessa al conflitto in Ucraina, i cui effetti concreti, tuttavia, non possono essere prevedibili. Ribadisce quindi la necessità di affiancare alle misure contingenti dettate dell'emergenza, anche degli interventi strutturali. La senatrice BOTTICI ( M5S ) osserva a sua volta che sarebbero necessarie, altresì, delle specifiche misure a tutela dell'occupazione e del potere d'acquisto dei consumatori. Replica a sua volta la presidente TOFFANIN ( FIBP-UDC ), osservando che un'efficace incentivo, sotto questo punto di vista, è certamente rappresentato dalla riduzione del cuneo fiscale e da un'efficace riforma del fisco. Interviene infine il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA, precisando che il Documento di economia e finanza non contiene solo stime favorevoli ma prende in considerazione anche la possibilità di scenari avversi. Pesa, sul quadro generale, la difficile ed imprevedibile crisi internazionale derivante dal conflitto in Ucraina (in quanto è impossibile, ad oggi, prevedere gli effetti di un eventuale, ulteriore pacchetto di sanzioni verso la Russia), ma nel documento presentato al Parlamento vi è piena consapevolezza della difficoltà della situazione. Con riferimento alla ripresa economica del 2021, osserva quindi che essa va valutata, tuttavia, anche alla luce del significativo calo del prodotto interno lordo avvenuto nel 2020. In ogni caso, il Governo sta studiando misure di medio e lungo periodo, sicuramente necessarie, per fronteggiare gli effetti dalla attuale crisi energetica. Ricorda infine che nel Documento sono trattate anche rilevanti problematiche connesse alla spesa pubblica, ed in particolare alla forte sofferenza di settori strategici quali la sanità e l'istruzione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE fa presente che, nell'ambito della discussione congiunta dei disegni di legge nn. 243, 714, 759, 1243, 1661 e 1687 sulla riforma della giustizia tributaria, in corso di svolgimento congiuntamente alla Commissione Giustizia, nella riunione dell'Ufficio di Presidenza di ieri, martedì 12 aprile, sono stati auditi il consigliere Piercamillo Davigo, il professore avvocato Giovanni Girelli, il professore Fabrizio Amatucci e il professore Giacinto Della Cananea, i quali hanno depositato documenti che saranno pubblicati sulla pagina web della Commissione. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 11,55.