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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 79 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 15,30. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il presidente PETROCELLI ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-01610 presentata dal senatore Alfieri ed altri sulla fine dell'embargo contro la Siria per contrastare la crisi sanitaria da Covid-19. Si tratta di una interrogazione a risposta orale, assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere Ricardo Antonio Merlo, sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del Rappresentante del Governo, egli può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il sottosegretario MERLO ringrazia preliminarmente i senatori Alfieri, Ferrara e Comincini perché la loro interrogazione permette di fare chiarezza su una questione da tempo oggetto di articolate campagne di disinformazione. Ricorda, quindi, che l'apparato sanzionatorio adottato dall'Unione Europea in relazione alla crisi siriana è stato introdotto, a partire dal 2011, come risposta ai crimini contro l'umanità perpetrati dal regime, tra cui, solo per citarne alcuni, arresti arbitrari di centinaia di migliaia di siriani, donne e minori inclusi, sequestri di persona ad opera degli organi di sicurezza, torture e uccisioni di detenuti senza processi legittimi, bombardamenti su obiettivi civili, distruzione intenzionale di scuole, ospedali e altre infrastrutture, uso di armi chimiche. In mancanza di cambiamenti nella condotta del regime, l'apparato sanzionatorio è stato più volte prorogato, al momento fino al 1 giugno 2021. Sottolinea che le misure restrittive in vigore non impediscono né limitano l'assistenza umanitaria legata all'emergenza Covid-19. Come evidenziato dalla stessa Commissione Europea, nelle linee guida sulla Siria emanate lo scorso 11 maggio, restano infatti espressamente consentiti l'esportazione, il finanziamento, l'uso e la fornitura alla popolazione di attrezzature sanitarie - inclusi ossigeno, respiratori, dispositivi di protezione individuale e ventilatori polmonari - medicinali e ogni altro articolo medico-sanitario utile per combattere la pandemia. Nel caso in cui altre restrizioni, come il congelamento di fondi di determinate persone fisiche o entità soggette a sanzioni UE, rischino di limitare indirettamente le suddette forniture, specifiche eccezioni umanitarie permettono di effettuare transazioni anche con soggetti listati. A questo proposito, le Autorità italiane competenti restano a piena disposizione per fornire agli operatori che ne facciano richiesta indicazioni e chiarimenti sul funzionamento delle misure restrittive e per concedere eventuali deroghe. La campagna di disinformazione abilmente condotta dal regime e, soprattutto, da ben noti attori esterni, ha l'obiettivo di accreditare l'idea che le sanzioni UE aggravino l'impatto del Covid-19 sulla popolazione civile. Proprio per contrastare la diffusione di notizie inesatte e distorte, nelle scorse settimane, l'Italia ha attivamente sostenuto in ambito UE una campagna di sensibilizzazione a tutti i livelli finalizzata a fornire un'informazione corretta e trasparente sui meccanismi dell'apparato sanzionatorio. L'iniziativa si è articolata su tre direttrici principali: passi dell'Unione Europea nei confronti degli organi e delle agenzie del sistema ONU; vasta azione di comunicazionedestinata al grande pubblico tramite la diffusione di un video sull'argomento; pubblicazione delle già citate linee guida sulle misure restrittive per la Siria a favore di banche, operatori finanziari e ONG affinché possano meglio comprenderne le possibili esenzioni umanitarie. Oltre a questo, dinnanzi ai rischi potenzialmente drammatici posti dal Covid-19 in un Paese martoriato da più di nove anni di guerra civile e privo di un sistema sanitario in grado di rispondere alla pandemia, l'Italia ha subito fornito un aiuto concreto alla popolazione, riorientando i propri interventi umanitari ovunque ciò sia stato possibile. Inoltre, si è da poco organizzato un trasporto umanitario per le strutture dell'OMS di Mersin, in Turchia, dal Deposito di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi con un carico di materiale e di kit medico-sanitari a sostegno della popolazione sfollata nell'area di Idlib. Tutto questo testimonia la ferma determinazione del Governo a fare quanto in suo potere per alleviare le sofferenze dei civili siriani. Si tratta di un imperativo morale che orienta l'azione italiana fin dall'inizio del conflitto, ma che si avverte oggi con ancor più impellenza dinanzi alla pandemia. L'Italia non smetterà di batterci fino al raggiungimento di una soluzione politica inclusiva, in linea con la risoluzione ONU n. 2254 e in grado di porre fine ad una ferita aperta per tutta la Comunità internazionale. Il senatore ALFIERI ( PD ), nell'esprimere apprezzamento per l'articolata risposta del Rappresentante del Governo, tiene a ribadire, in particolare, l'esigenza, veicolata dall'interrogazione stessa, di una presenza attiva dell'Italia in un Paese come la Siria, martoriato da nove anni di guerra civile e le cui sofferenze sono state acuite dall'emergenza sanitaria causata dal Covid-19. IN SEDE REFERENTE AS 1087 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note per il rinnovo a tempo indeterminato dell'Accordo tra il Ministero della difesa italiano e il Ministero della difesa macedone sulla cooperazione nel campo della difesa del 9 maggio 1997, fatto a Skopje il 3 febbraio e il 23 agosto 2017 DDL 1087 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note per il rinnovo a tempo indeterminato dell'Accordo tra il Ministero della difesa italiano e il Ministero della difesa macedone sulla cooperazione nel campo della difesa del 9 maggio 1997, fatto a Skopje il 3 febbraio e il 23 agosto 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra, quindi, l'emendamento 3.1, pubblicato in allegato. Verificata la presenza del numero legale, il PRESIDENTE pone, quindi, in votazione l'emendamento 3.1, che risulta approvato. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Alfieri a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, così come modificato, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1384 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018 DDL 1384 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di emendamento alla Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, fatto a Strasburgo il 10 ottobre 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Airola a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1701 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Roma il 26 gennaio 2018 DDL 1701 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con Protocollo, fatta a Roma il 26 gennaio 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 25 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 DDL 1702 Ratifica ed esecuzione del Protocollo sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, fatto a Kiev il 21 maggio 2003 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 maggio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Alfieri a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1763 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede DDL 1763 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede (Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra il disegno di legge recante la ratifica dello Scambio di Lettere del febbraio 2018 tra l'Italia e la Santa Sede sull'assistenza spirituale alle Forze Armate. L'Intesa bilaterale, negoziata da una Commissione paritetica conformemente a quanto previsto dall'articolo 11, comma 2, della legge n. 121 del 1985 di ratifica dell'Accordo del febbraio 1984 di revisione del Concordato lateranense, è volta ad aggiornare la disciplina dell'assistenza spirituale dei militari cattolici delle Forze armate e lo status dei cappellani militari alla luce dell'evoluzione storica, politica e normativa nel frattempo determinatasi, nonché ad apportare le conseguenti modifiche al codice dell'ordinamento militare. Il testo dell'Intesa, composto di 14 articoli, individua, innanzitutto, le funzioni svolte dai Cappellani a favore dei militari cattolici e delle rispettive famiglie, nonché i mezzi e gli strumenti che sono messi a loro disposizione per l'assolvimento delle funzioni stesse (articoli 1-2). Delinea, inoltre, lo stato giuridico dei Cappellani come figura autonoma rispetto all'organizzazione militare, stabilendo che essi abbiano piena libertà di esercizio del loro ministero, che risiedano in una delle sedi di servizio loro assegnate, ma che accedano ai gradi militari per assimilazione e non per integrazione nella gerarchia militare, ovvero attraverso un meccanismo che porti ad una certa corrispondenza fra le posizioni dei gradi militari e quelle esercitate dai religiosi preposti a tali compiti di assistenza spirituale, senza che questo comporti identificazione con la struttura e l'organizzazione militare (articoli 5-11). In particolare l'Intesa, che affida la direzione e il coordinamento del servizio di assistenza spirituale all'Ordinario militare, nominato dal Presidente della Repubblica su designazione della Santa Sede (articolo 4), prevede che il Cappellano non possa esercitare poteri di comando o direzione e avere poteri di amministrazione nell'ambito delle Forze armate, che non porti armi e indossi, di regola, l'abito ecclesiastico proprio, salvo situazioni speciali nelle quali sia necessaria la divisa militare (articolo 5). Viene altresì determinato, nel quadro del riassetto complessivo delle Forze armate, in 162 unità - a fronte delle 204 attuali - l'organico complessivo dei Cappellani militari che vengono, secondo una autonoma tabella ministeriale, assimilati - dall'Ordinario militare sino al Cappellano militare di complemento - ai gradi gerarchici militari, dal Tenente Generale sino al Sottotenente di complemento (articolo 6). L'Intesa definisce inoltre le modalità e le forme di avanzamento dei Cappellani (articolo 7), il loro rapporto di impiego (articolo 8) e i relativi trattamenti economico e previdenziale (articoli 9 e 10). In particolare la progressione economica, a partire dal livello di assimilazione al grado di Sottotenente di complemento, è ulteriormente ridotta rispetto a quella degli ufficiali in servizio permanente effettivo e limitato a non più di dieci unità l'accesso al grado di Tenente colonnello. Viene quindi stabilito che i Cappellani militari non siano soggetti al codice e al regolamento di disciplina militare, né alla giurisdizione penale militare se non in caso di mobilitazione totale o parziale o di servizio all'estero (articolo 11). Vengono altresì definiti un sistema sanzionatorio specifico per i casi di infrazione delle regole disciplinari e dei doveri di servizi (articolo 12), nonché le modalità per la sospensione o cessazione dall'impiego dei Cappellani (articoli 12-13). Il disegno di legge di ratifica dello Scambio di Lettere si compone di 7 articoli. L'articolo 3 reca le norme di adeguamento dell'ordinamento italiano alle disposizioni previste dall'Intesa bilaterale, novellando in particolare il Codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 con riferimento all'assistenza spirituale ai militari cattolici, allo svolgimento del servizio, alla nomina dell'Ordinario militare e del Vicario generale, ed agli altri aspetti strumentali, organizzativi, giurisdizionali, retributivi e pensionistici dell'attività dei Cappellani militari. Il Capo II del disegno di legge reca ulteriori disposizioni di adeguamento dell'ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede mediante Scambi di Lettere intervenuti fra il 2006 e il 2008, rispettivamente in materia di informazione alle autorità ecclesiastiche sull'avvio del procedimento penale che riguardi un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico (articolo 4), e in materia di assunzione della testimonianza di cardinali (articolo 5). Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 6 del disegno di legge di ratifica pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della misura normativa non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La relazione che accompagna il provvedimento evidenzia, peraltro, come la riduzione degli oneri a carico dello Stato in relazione all'assistenza spirituale alle Forze armate rappresenti uno dei principali obiettivi dell'intervento normativo. Il relatore conclude rilevando che lo Scambio di Lettere in titolo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AG 177 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133 Doc n. 177 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, adottato in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 2019, n. 133 (Osservazioni alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica di cui all'Atto del Governo n. 177, su cui la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il prossimo 24 giugno, delle osservazioni a beneficio della Commissione Affari costituzionali sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica di cui all'Atto del Governo n. 177. Ricorda che della materia la 3 a Commissione si è già occupata nella seduta dello scorso 5 novembre mese, in occasione dell'esame, in sede consultiva, dell'Atto Senato 1570 di conversione in legge del decreto-legge n. 105 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, formulando nella circostanza alla 1 a Commissione un parere favorevole. In particolare, il decreto-legge n. 105 è finalizzato prioritariamente ad assicurare un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, nonché degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati da cui dipende l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato il cui malfunzionamento, interruzione o utilizzo improprio possa procurare un pregiudizio per la sicurezza del Paese, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari standard di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi. Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame, prosegue il relatore, è volto a dare attuazione a due previsioni contenute nel decreto-legge n. 105 del 2019, in particolare definendo le modalità e i criteri procedurali di individuazione delle amministrazioni pubbliche, degli enti e operatori pubblici e privati inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica che saranno tenuti al rispetto delle misure e degli obblighi previsti in materia, nonché i criteri con cui i soggetti individuati saranno tenuti a predisporre e ad aggiornare l'elenco delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di rispettiva pertinenza rilevanti per le finalità della normativa introdotta dal decreto-legge stesso. Composto di 12 articoli, suddivisi in quattro Capi, lo schema di decreto offre innanzitutto (articolo 1) un quadro delle definizioni utilizzate. Al comma 1, lettera d ), in particolare, si richiama, sotto la denominazione "amministrazioni CISR", le amministrazioni che, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 124 del 2007 di riforma dell' intelligence italiana, partecipano al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), l'organismo di consulenza e deliberazione sugli indirizzi e le finalità generali della politica dell'informazione per la sicurezza, tra i cui membri figura anche il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il testo delinea, quindi, le modalità e i criteri procedurali per l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro (articoli 2, 3 e 4). In particolare, esso individua i soggetti che esercitano funzioni essenziali e servizi essenziali ai fini di quanto previsto dal decreto-legge, includendovi anche il riferimento alla sicurezza esterna, alla difesa dello Stato e alle relazioni internazionali, ai servizi essenziali (articolo 2). Ai fini dell'inclusione nel perimetro nazionale, vengono individuati settori di attività dei soggetti che esercitino funzioni e servizi essenziali, fra cui viene indicato quello governativo, che richiama le attività delle amministrazioni CISR, ivi incluso il MAECI (articolo 3). La Relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, precisa, a tal riguardo, che con riferimento al settore governativo, ciascuna delle amministrazioni CISR individuerà, nell'ambito delle proprie attività o riconducibili alla propria sfera di competenza nell'ambito governativo, le amministrazioni o gli enti che esercitano funzioni essenziali dello Stato o che svolgono servizi essenziali. Il Capo II dello schema di decreto (articoli 4-6) disciplina le modalità e i criteri procedurali di individuazione di amministrazioni pubbliche, enti e operatori pubblici e privati inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. Il testo normativo, in particolare, declina le modalità e i criteri procedurali che consentiranno alle amministrazioni coinvolte, incluso il MAECI, l'individuazione dei soggetti da includere nel perimetro (articolo 4), e la predisposizione dell'elenco di tali soggetti (articolo 5). L'articolo 6 dispone l'istituzione del Tavolo interministeriale per l'attuazione del perimetro di sicurezza nazionale quale organo presieduto da un vice direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e composto da due rappresentanti di ciascuna delle amministrazioni CISR e da un rappresentante di ciascuna delle due Agenzie informazioni e sicurezza, in possesso di competenze tecnico-specialistiche in materia di sicurezza cibernetica di cui lo stesso CISR tecnico - composto a sua volta dai dirigenti apicali designati dai Ministeri membri del Comitato - possa avvalersi nella fase attuativa della normativa. Il successivo Capo III dello schema di decreto (articoli 7-9) definisce i criteri per la predisposizione - da parte dei soggetti inclusi nel perimetro - e l'aggiornamento degli elenchi delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici di rispettiva pertinenza, nonché per la loro trasmissione. Da ultimo il Capo IV (articoli 10-12) reca, fra le altre, disposizioni sulla tutela delle informazioni, disponendo che l'elencazione dei soggetti da includere nel perimetro e gli elenchi relativi all'insieme di reti, sistemi informativi e servizi informatici (beni ICT), comprensivi della descrizione dell'architettura e della componentistica, nonché dell'analisi del rischio, siano sottoposti ad idonee misure di sicurezza (articolo 10). L'analisi tecnico-normativa allegata al provvedimento - conclude il relatore - evidenzia come in esso non si ravvisino elementi di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, né con altri obblighi internazionali. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AG 178 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 Doc n. 178 Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali, adottato in attuazione dell'articolo 2, comma 1-ter, del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56 (Osservazioni alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore MARILOTTI ( M5S ), relatore, spiega che la Commissione è chiamata ad esprimere, entro il prossimo 24 giugno, delle osservazioni a beneficio della Commissione Bilancio sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di poteri speciali di cui all'Atto del Governo n. 178. Composto di 15 articoli, lo schema di decreto è diretto a individuare, nell'ambito dei settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2019/452 istitutivo di un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione europea, i beni e i rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale ulteriori rispetto a quelli già individuati con altri decreti adottati ai sensi del decreto-legge n. 21 del 2012, provvedimento quest'ultimo che ha disciplinato la materia dei poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché in alcuni ambiti ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni. Ricorda che fra i più recenti decreti già approvati in tale ambito si annoverano anche il decreto-legge n. 23 del 2020, che reca misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, il decreto-legge n. 22 del 2019 di disciplina dell'esercizio dei poteri speciali inerenti le reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G, e il decreto-legge n. 105 del 2019 che ha esteso l'ambito operativo delle norme in tema di poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori strategici, coordinandolo con l'attuazione del già richiamato Regolamento (UE) 2019/452 in materia di controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione europea. Lo schema di decreto in esame, dopo aver definito il proprio oggetto (articolo 1), presenta un quadro dei termini utilizzati nel provvedimento, definendo le nozioni di "infrastrutture critiche", "tecnologie critiche", "fattori produttivi critici, "informazioni critiche" e "rapporti di rilevanza strategica". Il testo, riprendendo i concetti di criticità e di rilevanza strategica di cui al Regolamento europeo già richiamato e in attuazione dell'articolo 2, comma 1- ter , del decreto-legge n. 21 del 2012, precisa come tali infrastrutture, tecnologie, fattori produttivi, informazioni e rapporti di rilevanza strategica, per qualificarsi come "critici", debbano intendersi come essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali della società, della salute, della sicurezza e del benessere economico e sociale della popolazione (articolo 2). I successivi articoli, individuano i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'applicabilità dell'articolo 2, comma 1- ter , del decreto-legge n. 21 del 2012 nei settori rispettivamente dell'energia (per infrastrutture per materiali nucleari o radioattivi, depositi costieri di greggio e prodotti petroliferi, piattaforme, ecc.) (articolo 3), dell'acqua (per infrastrutture per captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile, di acque ad uso irriguo e le fognature) (articolo 4), e della salute (articolo 5). L'articolo 6 segnala le informazioni e i dati personali rilevanti ai fini dell'applicabilità della normativa sui poteri speciali di cui al decreto-legge n. 21 del 2012, individuando nel trattamento, nell'archiviazione e in materia di accesso e controllo di dati e di informazioni sensibili, un elenco di informazioni rientranti in tale ambito. Ricorda, in particolare, i dati relativi alle infrastrutture critiche, quelli relativi al censimento e al monitoraggio della sicurezza delle opere pubbliche, i dati raccolti tramite sistemi di navigazione satellitare per la tracciatura di campi, di mari e di bacini idrici, e per la composizione biochimica del suolo agricolo, oltre ai dati raccolti tramite i sistemi relativi alla gestione ed al controllo del trasporto aereo, marittimo, ferroviario, rapido di massa e stradale, nonché quelle riguardanti la gestione e il monitoraggio dei flussi dei passeggeri e delle merci. Vengono annoverati altresì i dati relativi alle attività di gestione dei mercati all'ingrosso e del mercato finale del gas naturale dell'energia elettrica e degli idrocarburi e quelli raccolti e gestiti tramite i sistemi informativi degli uffici giudiziari. A sua volta, l'articolo 7 individua i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'applicabilità dei poteri speciali nel settore delle infrastrutture elettorali, precisando come in esso sia compresa la piattaforma Sistema Informativo Elettorale (SIEL) presso il Ministero dell'interno per la raccolta e la diffusione dei dati elettorali, a fini divulgativi, concernenti le elezioni dei membri del Parlamento europeo, della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, degli organi elettivi delle Regioni e degli enti locali, nonché delle consultazioni referendarie disciplinate dalla Costituzione. Gli ulteriori articoli sono finalizzati ad individuare i beni e i rapporti rilevanti ai fini dell'applicabilità dei poteri speciali esercitabili nei settori rispettivamente finanziario, creditizio e assicurativo (articolo 8), dell'intelligenza artificiale, della robotica, dei semiconduttori, della cibersicurezza, delle nanotecnologie e delle biotecnologie (tra cui il machine learning , le tecnologie critiche applicate alla manifattura avanzata, i sistemi di BigData $amp; Analytics , i sistemi di navigazione satellitare, ecc.) (articolo 9), delle infrastrutture e delle tecnologie aerospaziali non militari (articolo 10), per l'approvvigionamento di fattori produttivi in ambito siderurgico e nel settore agroalimentare (articolo 11) e per i prodotti a duplice uso, civile e militare (articolo 12). L'articolo 13 individua alcune esclusioni dall'ambito di operatività della normativa, prevedendo che i poteri speciali si applichino nella misura in cui le esigenze sottese al relativo esercizio non siano adeguatamente garantite da una specifica regolamentazione di settore e che l'esercizio dei poteri speciali non si applichi ad alcune operazioni infragruppo riguardanti, fra le altre, fusioni, scissioni, incorporazioni, il trasferimento della sede sociale in un Paese non appartenente all'Unione europea, il mutamento dell'oggetto sociale, lo scioglimento della società o la modifica di clausole statutarie, salvo che non vi sia la minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti ovvero un pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico. Di rilievo è anche l'articolo 14 che disciplina il procedimento amministrativo dei poteri speciali alla luce delle modifiche apportate, prevedendo che la composizione del gruppo di coordinamento, già istituito nel 2014, sia integrata con i rappresentanti dei Ministeri competenti in relazione alla specificità della materia o dell'operazione. Da ultimo, il relatore segnala che dall'attuazione del provvedimento non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato (articolo 15). Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,55. Allegato