Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dei dialetti di origine locale. Onorevoli Senatori. -- Viviamo nell'età della globalizzazione, e sappiamo che la sempre più forte interconnessione tra i popoli, specialmente a livello europeo, rappresenta una necessità e soprattutto una speranza. Ma non vogliamo che globalizzazione ed integrazione diventino sinonimi di omologazione. La nostra identità culturale, costituzionale e politica -- che anche l'Unione europea si impegna a rispettare nei Trattati -- è costituita, in buona parte, dalle tradizioni regionali e locali, vero e proprio patrimonio di civiltà. Ebbene, il presente disegno di legge si inserisce nel quadro del più generale impegno del Parlamento nella valorizzazione delle risorse materiali e delle energie spirituali dei territori regionali e locali. Non si può comprendere la cultura italiana se non a partire dalla storia degli enti che costituiscono la Repubblica. Di questa storia i sistemi linguistici locali rappresentano una delle principali manifestazioni. Ecco perché proponiamo di tutelare e valorizzare i dialetti, nella loro espressione orale e nel loro utilizzo letterario, sostenendo le attività ed i progetti concepiti a livello regionale, anche in collaborazione con gli enti locali, mediante l'istituzione di un apposito fondo. Occorre, in particolare, sostenere le iniziative di studio e ricerca sul nostro patrimonio letterario dialettale, dalla narrativa al teatro, dalla poesia al canto. I dialetti, come osservava Pier Paolo Pasolini, sono vere e proprie «lingue [...] qualche volta più ricche e complesse delle lingue dette nazionali», provengono da costumi radicati nel profondo, sono capaci di tenere viva ed autentica la voce delle comunità locali. Tutelare i dialetti ed incentivarne lo studio -- potrebbe chiedersi -- non è forse anacronistico? Noi riteniamo fermamente di no e sosteniamo sia doveroso assumere iniziative concrete in proposito. I dialetti continuano a costituire un veicolo di realizzazione della libertà di manifestazione di pensiero di cui all'articolo 21 della Costituzione. Ed oggi -- possiamo finalmente dire -- ciò accade, in larga misura, senza danno per la diffusione della lingua nazionale. Da tempo si segnala tutto questo. È adesso il momento di passare dalle parole ai fatti, perché, come diceva Federico Fellini, «dei tanti segni in cui la vita e la storia si coagulano, il dialetto è il riverbero più vivido, una sonora, incessante metafora da proteggere e conservare». Il disegno di legge si compone di cinque articoli. L'articolo 1, comma 1, ne indica le finalità. Il comma 2 chiarisce, invece, cosa si intende per «dialetto»: deve trattarsi di un sistema linguistico effettivamente impiegato in una porzione del territorio nazionale ed essere riconoscibile come parte integrante del patrimonio storico e culturale della Repubblica. Si propone, a decorrere dal 1° gennaio 2016, l'istituzione di un fondo nazionale per la tutela dei dialetti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Ai sensi dell'articolo 2 la dotazione del fondo è pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018. Le risorse stanziate sono destinate alle iniziative di cui all'articolo 3: studi e ricerche, realizzazione di sussidi all'attività didattica, iniziative scolastiche, corsi di formazione e di aggiornamento, seminari, convegni, iniziative culturali (editoriali, discografiche, audiovisive, multimediali, espositive), spettacoli, trasmissioni radiofoniche e televisive, produzioni artistiche, ricerche e studi sulla toponomastica, eccetera. La modalità di sostegno proposta è quella del cofinanziamento di progetti regionali. Ai sensi dell'articolo 4 le regioni possono sviluppare tali progetti in collaborazione con comuni, comunità montane, province e città metropolitane, stipulando convenzioni con istituti universitari, centri di documentazione e di ricerca, pubblici e privati, enti ed associazioni culturali non aventi fini di lucro, organi collegiali scolastici. Le regioni possono inoltre assegnare borse di studio e premi per tesi di laurea. Infine l'articolo 5 contiene la clausola di copertura finanziaria.. 1 (Finalità e definizioni) 1 La presente legge è finalizzata alla tutela e alla valorizzazione dei dialetti di origine locale nella loro espressione orale e nel loro utilizzo letterario. 2 Ai fini della presente legge, si intende per «dialetto» il sistema linguistico impiegato in una porzione del territorio nazionale, riconoscibile come parte integrante del patrimonio storico e culturale della Repubblica. 2 (Fondo nazionale per la tutela dei dialetti) 1 A decorrere dal 1° gennaio 2016, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è istituito il fondo nazionale per la tutela dei dialetti di origine locale finalizzato al sostegno delle attività rivolte allo studio e alla valorizzazione dei dialetti e del patrimonio letterario dialettale di cui all'articolo 1, con una dotazione pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018. 3 (Iniziative) 1 Le risorse di cui all'articolo 2 sono destinate al cofinanziamento di progetti regionali finalizzati alle attività rivolte alla tutela ed alla valorizzazione dei dialetti e del patrimonio letterario dialettale, quali la narrativa, il teatro, la poesia ed il canto. 2 Le attività di cui al comma 1 comprendono i seguenti settori: a studi e ricerche; b realizzazione di sussidi all'attività didattica; c iniziative scolastiche tese a valorizzare i dialetti delle regioni nelle loro varie possibilità espressive; d corsi di formazione e di aggiornamento, seminari e convegni; e iniziative editoriali, discografiche, audiovisive, multimediali ed espositive; f costituzione ed incremento di fondi bibliografici od archivi sonori; g manifestazioni, spettacoli, trasmissioni radiofoniche e televisive, produzioni artistiche che trattano dei dialetti delle regioni; h ricerche e studi sulla toponomastica. 4 (Convenzioni) 1 Per l'attuazione delle iniziative di cui all'articolo 3, le regioni possono: a in collaborazione con comuni, comunità montane, province e città metropolitane, stipulare convenzioni con istituti universitari, centri di documentazione e di ricerca, pubblici e privati, enti ed associazioni culturali non aventi fini di lucro, organi collegiali scolastici; b assegnare borse di studio e premi per tesi di laurea riguardanti i dialetti delle regioni. 5 (Copertura finanziaria) 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari ad euro 5 milioni per il triennio 2016-2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.