Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Straniero - Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato - Configurazione della fattispecie come reato - Denunciata violazione del principio di irretroattività della norma incriminatrice - Esclusione - Manifesta infondatezza della questione.. È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in relazione all'art. 25, secondo comma, Cost., dell'art. 10- bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall'art. 1, comma 16, lett. a ), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), che punisce con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso o si trattiene illegalmente nel territorio dello Stato. E' infatti da escludersi l'asserita violazione del principio di irretroattività della norma incriminatrice, formulata dal giudice a quo , in quanto, da un lato, la previsione punitiva in esame si applica - conformemente alle regole generali - ai soli fatti di ingresso e di trattenimento successivi alla sua entrata in vigore; dall'altro, l'impossibilità di stabilire, nel caso oggetto di giudizio - secondo quanto riferisce il rimettente - se l'imputato abbia fatto ingresso in Italia prima o dopo tale data rappresenta un problema di carattere probatorio, risolubile con l'applicazione del canone in dubio pro reo , salva, peraltro, la verifica della responsabilità penale dello straniero per il trattenimento nel territorio nazionale anche nel periodo posteriore all'introduzione della nuova previsione punitiva.