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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 465 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Insieme per il futuro-Centro Democratico: Ipf-CD; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Uniti per la Costituzione-C.A.L. (Costituzione, Ambiente, Lavoro)-Alternativa-P.C.-Ancora Italia-Progetto SMART-I.d.V.: UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV; Misto: Misto; Misto-ITALIA AL CENTRO (IDEA-CAMBIAMO!, EUROPEISTI, NOI DI CENTRO (Noi Campani)): Misto-IaC (I-C-EU-NdC (NC)); Misto-Italexit per l'Italia-Partito Valore Umano: Misto-IpI-PVU; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-MAIE-Coraggio Italia: Misto-MAIE-CI; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-ManifestA, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione comunista-Sinistra europea: Misto-Man.A PaP PRc-Se. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 14,37). GIRO, segretario , dà lettura del processo verbale della seduta del 13 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Corte costituzionale, composizione PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, il Presidente della Repubblica ha inviato la seguente lettera: «Roma, 15 settembre 2022 Signor Presidente, La informo che, con decreto in data odierna, controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ho nominato Giudice della Corte Costituzionale il Professor Marco D'Alberti. F.to Sergio Mattarella». Sulla scomparsa di Maria Grazia Pagano PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi) . Senatori, con profonda commozione desidero ricordare una grande donna che lo scorso 17 settembre ci ha prematuramente lasciato, Maria Grazia Pagano, per tutti Graziella. Ero legata a Graziella Pagano da sentimenti di sincera amicizia coltivata tra gli scranni di questa Assemblea, di cui è stata autorevole componente per ben quattro legislature, dal 1992 al 2006. Avevamo visioni politiche diverse, il che ci portava a confrontarci spesso su piccole e grandi questioni, ma sempre con grande rispetto. Stare in sua compagnia era piacevole per quella simpatia travolgente che era uno dei tratti più autentici della sua forte personalità. Lunga e poliedrica è stata la sua carriera istituzionale e partitica, dal mandato di senatrice a quello di europarlamentare, dagli incarichi come consigliere e poi assessore al Comune di Napoli ai ruoli di coordinamento, sia a livello regionale che nazionale, per il Partito Democratico. Una lunga avventura, che ha sempre saputo interpretare con il suo stile inconfondibile, straordinario connubio di un tratto femminile di raro fascino e di un animo autenticamente combattente, che trovava nel rigore intellettuale, nell'autonomia di giudizio e nella passione le sue armi strategiche. Tante sono le battaglie per la sua amata terra, per il Mezzogiorno, e per i diritti civili e sociali che rimarranno indissolubilmente legati al suo nome. Nonostante una malattia fortemente invalidante, aveva scelto di rinnovare l'impegno politico candidandosi all'elezione per la Camera dei deputati, «non per tornare, ma per rappresentare una comunità alla quale sentivo di appartenere», come ha scritto nella sua commovente lettera di addio pubblicata sui social , lettera che ha concluso con il suo solito sorriso, invitando i suoi compagni di partito a continuare a lavorare in campagna elettorale, perché comunque li avrebbe controllati anche da lassù. La sua storia rimarrà un'indimenticabile testimonianza di cosa significhi perseguire una visione nobile della politica, una politica che, nel rispetto di alti ideali, sappia promuovere il cammino di un'intera collettività a favore di un futuro di crescita e di affermazione per tutti, anche per i più fragili. Nel rinnovare pertanto ai familiari e agli amici della senatrice Graziella Pagano il cordoglio mio personale e del Senato, invito l'Assemblea a ricordarla osservando un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi). VALENTE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VALENTE (PD) . Signor Presidente, garantisco che per me non è per nulla semplice ricordare Graziella. Graziella, come mi ha insegnato lei, era innanzitutto un'amica, una maestra, una consigliera premurosa e saggia, un punto di riferimento per tante di noi. Ho incontrato Graziella a vent'anni, durante la mia prima esperienza in consiglio comunale; lei era senatrice ed era parte di un gruppo che nel partito investiva sulle giovani donne, alle quali insegnava come fare politica in un contesto per noi ancora complicato e difficile. Graziella era prima di tutto un'insegnante, amava essere un'insegnante e si è dedicata per tutta la vita al tema della scuola. Poi, come è già stato ricordato, è stata consigliera comunale, senatrice, consigliera della Ministra per le pari opportunità, europarlamentare e di nuovo assessore. La sorte volle che a suo tempo, come assessore della giunta Iervolino, prendesse proprio le mie deleghe, a seguito delle mie dimissioni. Tanti sono gli incarichi che Graziella ha rivestito nel partito, dal PCI, passando per i DS, al PD. Da ultimo aveva scelto di aderire a Italia Viva, ma i nostri percorsi umani, innanzitutto di grande amicizia e di grande stima reciproca, non si sono mai allontanati del tutto e anzi forse in alcuni casi si sono rinsaldati. Graziella è stata una figura autorevole e di spicco della politica napoletana, protagonista riconosciuta di quella squadra di riformisti che a Napoli ha espresso sempre tante personalità, dal presidente Giorgio Napolitano, verso cui Graziella vantava una grande e sincera amicizia, passando per Gerardo Chiaromonte, Maurizio Valenzi, Carlo Fermariello, Umberto Ranieri: potrei ricordarne tanti e tanti colleghi senatori con cui ha condiviso pezzi del suo percorso istituzionale e politico, da donna della città di Napoli e da donna delle istituzioni. Graziella era una donna forte, appassionata, determinata e coraggiosa che, come è già stato detto, nell'Assemblea del Senato ha ricoperto ruoli istituzionali e politici anche in fasi difficili e delicate, sempre con grande competenza, che era quello che noi tutte le riconoscevamo - noi tutte, donne del Partito Democratico di Napoli e donne di sinistra e progressiste della nostra città - con grande rigore istituzionale e, soprattutto, una grande ed enorme autorevolezza. Era capace di avere rapporti con tutti, di dialogare e mediare anche con chi aveva posizioni distanti dalle sue e da quelle della parte politica che rappresentava. Era una donna capace di grandissime e straordinarie relazioni, costruite innanzitutto sul suo modo brillante di tenere i rapporti, riconoscendo sempre nell'avversario un interlocutore e mai un nemico. La sua straordinaria generosità e umanità erano riconosciute da tutti. I suoi unici veri nemici erano la demagogia e il populismo: quelli davvero non li sopportava e li osteggiava con tutta se stessa e con tutta la forza di cui era capace. Come detto, le sue altri grandi passioni politiche, oltre al riformismo, erano la scuola e le donne. Alla scuola, come materia del suo impegno istituzionale e politico, non ha mai rinunciato, sin da quando ha iniziato, come consigliere comunale, a presiedere la commissione scuola dell'allora consiglio comunale, nei primi anni del suo impegno. Alle donne, ugualmente, mai: sempre pronta a spendersi per affermare un protagonismo femminile reale, autonomo, libero ed autorevole, in contesti ancora troppo maschili, da quelli interni al partito a quelli più istituzionali. Fu parte di un percorso di donne, che tanto a Roma quanto a Napoli l'ha vista sempre protagonista, in un rapporto vero di fiducia, direi di sorellanza, con tante donne, al di là dell'appartenenza e degli schieramenti del momento. A questa che era gran parte della sua vita, ovviamente, si aggiungono, attraverso i tempi e le fasi diverse, i suoi due grandi amori: innanzitutto suo figlio Lorenzo e poi suo marito Enzo. Enzo, che è andato via pochi anni fa e che per lei è stato sempre un prezioso e insostituibile punto di riferimento, e Lorenzo, vero infinito amore della sua vita, a cui nonostante i tanti impegni istituzionali e politici ha cercato di non far mancare mai l'affetto di una madre e la presenza amorevole e affettuosa, pur spesso rimproverandosi, secondo me troppo autocriticamente, di averlo fatto nei primi anni di vita di Lorenzo. È a loro, ovviamente, alla sorella, amica di viaggio per tutta la sua vita sino a questi ultimi giorni, che va il mio e - credo di poterlo dire - il nostro abbraccio più sincero. Se dovessi dire una parola che mi ricorda Graziella, userei sicuramente la parola «battaglie». Le battaglie fatte insieme con te, grazie a te, su scuola, partito, rappresentanza e diritti delle donne e tante altre. Ne hai fatte tante, vinte tante e noi ti ricorderemo così: grande, guerriera, donna straordinaria, politica appassionata, senatrice competente. In quest'ultima battaglia non hai avuto la meglio, ma noi continueremo a ricordarti così, come ti abbiamo vista e conosciuta per tutta una vita, bellissima, sorridente, bionda, forte, tenace. Grazie, Graziella: ci mancherai. Che la terra ti sia lieve. (Applausi) . SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signora Presidente, colleghe e colleghi, mi associo anch'io alle bellissime parole da lei espresse poco fa sulla nostra collega Graziella Pagano e alle bellissime parole della collega senatrice Valente. Desidero anch'io rivolgere un commosso pensiero di vicinanza e cordoglio ai familiari, ai parenti e agli amici della senatrice Graziella Pagano. Come è stato detto, una donna di rara intelligenza, di forte carattere, di grande generosità d'animo. Ho avuto anch'io la fortuna - come la collega Valente - di conoscerla quando ho iniziato la mia attività politica. Una donna amica delle donne che si batteva per l'affermazione delle donne, e delle giovani in modo particolare; ci incoraggiava, ci stava vicino, era sempre positiva, era una donna appassionata; come è stato detto, una vera leonessa, che è morta come era vissuta: sul campo, combattendo le sue battaglie politiche fino in fondo, non risparmiandosi neanche in questa campagna elettorale, come candidata alla Camera a Napoli con il terzo polo Italia Viva-Azione. Il 9 settembre scorso, nonostante la devastante malattia, non aveva voluto rinunciare a partecipare all'inaugurazione del comitato elettorale di Italia Viva a Napoli insieme a Matteo Renzi, dimostrando e trasmettendo a tutti i partecipanti tutto il suo amore per le sue idee, per la politica e per il suo territorio. Con grande dignità e un inestimabile coraggio ha tenuto testa alle sfide della politica, alle responsabilità pubbliche, alle maldicenze private, ai dolori personali. Già senatrice eletta con i democratici di sinistra nel 1992 e poi per quattro legislature fino al 2006, è stata anche cofirmataria della prima legge per inasprire le pene contro la violenza sessuale, sempre in stretto contatto con l'allora ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer. Ha lavorato per l'attuazione di tutte le norme sull'autonomia scolastica. A lei si deve la prima bozza sui Dico, da cui nacque poi la legge sulle unioni civili. Graziella Pagano è stata soprattutto questo: una donna perennemente sopra le righe del convenzionalismo e anche di un certo bigottismo; era al di sopra di questo. Apparteneva certamente a quella sinistra appassionata, forte, ma anche progressista, e anche con gli avversari - che ne hanno sempre riconosciuto lo stile - è stata sempre leale, corretta. Per cinque anni ha affrontato la malattia raccontandola sui social con grande generosità, offrendo la sua esperienza a chi condivideva il suo drammatico calvario, intervenendo sui social anche con post spesso polemici, ma mai banali. Ha continuato le sue battaglie politiche facendo anche affidamento sul sostegno amorevole del suo straordinario figlio Lorenzo, dei tanti amici e di chi la ammirava per com'era, innamorata della vita, così forte da sembrare sopravvissuta alla stessa notizia della propria morte, annunciata mentre ancora i familiari non l'avevano comunicata. Noi di Italia Viva la vorremmo ricordare leggendo qui, in quest'Aula, un passaggio delle sue ultime parole affidate ai social: «Cari amici, cari compagni, la mia battaglia finisce qui. Prima di passare dall'altra parte, vi lascio un grande abbraccio e un ringraziamento sincero. In questi anni non mi avete mai fatto sentire sola e ho sempre sentito forte il vostro affetto e la vostra vicinanza. Anche per questo ho accettato di candidarmi. Non per tornare, ma per rappresentare una comunità alla quale sentivo di appartenere. Donne e uomini giovani e meno giovani che mi hanno permesso di fare quello che ho fatto, in politica e non solo, e ai quali sarò sempre legata. Purtroppo la mia malattia ha avuto la meglio, ma ho combattuto con vigore fino alla fine e me ne sto andando con la mia dignità, non consentendole di trasformarmi in quella che non sono. Adesso è tempo di volare in cielo, andrò a dare battaglia anche lì.». Un forte abbraccio da quaggiù, Graziella. Il Senato è stato e sarà sempre la tua casa. (Applausi) . PRESUTTO (Ipf-CD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PRESUTTO (Ipf-CD) . Signor Presidente, anch'io voglio portare la mia testimonianza diretta e la conoscenza della grande Graziella Pagano, che era anche per me un'amica. L'ho conosciuta, diversamente da chi mi ha preceduto, molto tempo dopo; l'ho conosciuta pochi anni fa. Mi ha colpito: è una donna che lascia impressa la propria determinazione, la propria volontà, la voglia di andare avanti. L'ho conosciuta quando già era stata colpita da questa durissima malattia, che peraltro, come è stato già anticipato prima dalla collega Sbrollini, lei non ha mai nascosto: praticamente la ostentava, attraverso i social , come un momento di sfida che in pratica la vedeva impegnata a vincere. La fine non è stata quella, però ha rappresentato un esempio. L'ho conosciuta grazie ad una sua iniziativa. Voglio testimoniare la grande apertura mentale di Graziella: non riesco a chiamarla diversamente, perché ho avuto modo di cogliere soprattutto l'aspetto umano che poi ha accompagnato la sua grande esperienza politica. L'ho conosciuta molto tempo prima di aver avuto modo di poterle parlare, quindi sapevo chi era e cosa aveva fatto di importante, soprattutto per la città di Napoli, che ci accomuna. Ho avuto modo di conoscere il figlio e il grande amore che madre e figlio si sono scambiati, andando al di là del rapporto che solitamente lega madre e figlio: un rapporto in cui c'era l'ammirazione, soprattutto del figlio, nel raccontare le attività politiche che la madre ha portato avanti in questi anni. Ripeto, non ho avuto la fortuna di poterla vedere all'opera, giorno dopo giorno, nella sua attività in Senato o come europarlamentare. Quindi questa mattina ho sentito il figlio, Lorenzo, e gli ho chiesto: «Secondo te, tua madre oggi quale messaggio vorrebbe lasciare al Senato come suo ricordo in questo momento così delicato?». Lui mi ha detto queste parole che faccio mie: «Di Graziella Pagano verrà ricordata la capacità di farsi rispettare e di essere leale con tutti, compagni di partito e avversari. Per questo ci mancherà, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, perché ci ha insegnato che la politica deve essere improntata innanzitutto al rispetto degli altri. Solo se si ha rispetto degli altri, soprattutto di chi la pensa diversamente, si può rappresentare davvero la comunità, oggi quanto mai smarrita e che chiede ai politici di utilizzare un linguaggio gentile, sobrio, anche appassionato, ma mai divisivo». Perché ho voluto riportare queste frasi che sono di Graziella Pagano, passate attraverso il figlio e arrivate a me? Sono tante e innumerevoli le telefonate con le quali io e lei ci scambiavamo valutazioni, ma soprattutto durante le quali ascoltavo i suoi consigli. Io e Graziella Pagano facevamo parte di due forze politiche diverse, anche per certi versi ostili, ma lei non ha mai avuto limiti. Quindi voglio testimoniare a chi l'ha conosciuta la grande sensibilità, la grande umanità, la grande determinazione: tutti valori positivi che oggi purtroppo ci fanno rimpiangere una grande donna che, a dimostrazione della sua fermezza e determinazione, addirittura nonostante la malattia aveva deciso di presentarsi alle prossime elezioni. La ricorderemo sempre come un grande esempio di virtù e positività. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signora Presidente, colleghe, rispetto alle testimonianze che mi hanno preceduto, nate da una conoscenza e da un'amicizia politica fatte di condivisione di idee e di battaglie combattute dalla stessa parte, la mia conoscenza personale di Graziella comincia direi quasi alla fine della parabola politica e sicuramente si svolge in un contesto e in un ambito decisamente diversi. Graziella è stata malata a lungo: una di quelle malattie che cominciano subdole, che possono durare per molti anni e che poi a un certo punto precipitano e ti mettono a tu per tu con quello che potrebbe essere allo stesso tempo lo specchio della vita che hai vissuto e la prospettiva che hai davanti. Mi ha sempre colpito profondamente il suo amore alla vita; non solo l'amore alla vita politica e non solo l'amore alla vita con la sua vivacità tutta napoletana, che la portava a sdrammatizzare anche le piccole difficoltà e contrarietà che a volte nella malattia sono come quelle punture che ti lasciano stremate. Non è tanto la malattia in sé, quanto sono gli inconvenienti della quotidianità nella malattia che possono rendere difficile sopportare le stesse terapie. Ma lei aveva un autentico amore alla vita. Mi colpiva molto questa voglia di vivere, che si è tradotta, fino alla fine, nell'ultima grande passione del volersi candidare e di volerlo fare in un contesto politico diverso da quello di provenienza, com'era quello di Italia Viva (come ha detto bene Daniela Sbrollini poco fa), in una prospettiva del terzo polo, cioè in una prospettiva che in qualche modo ribaltava tanti giochi, ribaltava anche una storia e ribaltava tante scelte, ma marcava forte e chiaro il desiderio di vivere. Anche nella sua dichiarazione su Facebook appare questa sua lotta costante e continua con la malattia. Non a caso, firmando la lettera con cui conclude il suo dialogo con gli amici, con gli elettori e con le persone che la seguivano, si firma "la leonessa". C'è una voglia di lottare in positivo e di non rassegnarsi. Vorrei riprendere alcune delle sue parole, come hanno già fatto alcuni colleghi. Io, come facilmente immaginate tutti voi, non resisto a sottolineare la passione dominante di questa donna per la vita e non resisto a sottolineare quel messaggio forte che lei ha saputo trasmettere ai suoi medici, ai suoi infermieri e a tutte le persone si avvicinavano a lei: era un desiderio di cure. Abbiamo parlato qualche volta con lei anche del valore e dell'importanza delle cure palliative, cioè di quella capacità di lottare e di amare, della voglia di curarsi anche quando sembra che le medicine specifiche abbiano esaurito il loro ruolo e il loro compito. Dice: "Cari compagni, la mia battaglia finisce qui. Prima di passare dall'altra parte, vi lascio un grande abbraccio e un ringraziamento sincero". Graziella aveva chiare nella sua vita quelle frasi così straordinarie della liturgia, quando si dice vita mutatur et non tollitur . Per lei la vita cambiava, passava dall'altra parte. C'era una dimensione di fede nella vita - non voglio spingermi oltre - che ti faceva sentire la continuità tra ciò che eri stato, ciò che eri e ciò che potevi essere, secondo un dialogo in cui la fede nei valori umani intrecciava profondamente non solo la passione politica, ma anche la passione superiore. La sua è un'affermazione straordinaria, cui forse ci farà piacere pensare: "Il 25 settembre sarò in paradiso". Poi, con un'ironia garbata e piena di misura, diceva: "se mi vorranno". Io sono certa che in paradiso l'hanno già accolta e che il 25 sarà lì a guardare cosa sarà accaduto qui sotto; e lo farà testimoniando fino all'ultimo che la vita vale la pena di essere vissuta. (Applausi) . URRARO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URRARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per esprimere il cordoglio del Gruppo Lega rispetto a una figura autorevole, un mix di elementi che ha incarnato nel suo percorso di vita umano, professionale e politico, tra cultura, grinta, passione civile, coraggio e intelligenza; quell'intelligenza che si legge anche nell'ultimo post , citato da chi mi ha preceduto, dove diceva, con la sua consueta ironia e con estrema intelligenza che il suo seggio adesso scatterà in paradiso. E ha invitato a non disperarsi, a non versare lacrime, perché è venuto il tempo di volare in cielo, dove andrò a dare battaglia e dove anche lì la conosceranno. Non voleva sapere triste l'intera comunità politica cui è appartenuta e i familiari, cui vanno il mio e il nostro pensiero. Una donna di grande impegno civico e politico: sono note le sue battaglie sulla custodia e sulla difesa dei diritti, dei diritti fondamentali, dei diritti così come alterati e squilibrati, anche nel corso di una pandemia che già l'aveva vista sofferente per l'andare avanti e l'incancrenirsi del percorso sanitario; quei diritti - quel mix di equilibrio tra diritto allo studio, diritto alla salute, diritto alla libertà di iniziativa economica e diritto al lavoro - che trapelavano dalle sue parole, nei suoi interventi pubblici, che si sono sempre rivelati mai banali, pregnanti, pertinenti a un mondo che cambiava e con una serie di criticità sociali, economiche, ambientali e criminali, cui la terra a cui apparteneva, cui anche io appartengo, vive tutt'ora per una serie di problematiche e di incrostazioni del passato. Nella sua memoria e nel suo nome andremo avanti, sapendo di avere una guida e una prospettiva certa. Rinnovo ancora il mio cordoglio. (Applausi) . DE LUCIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signor Presidente, la prima volta che l'ho vista, qualche decennio fa, a un incontro politico, pensai che era una bella donna. Poi, man mano che parlava, dissi che era una donna straordinaria. Era Graziella Pagano. Anche oltre il percorso politico e istituzionale, che ha condotto sempre con impegno, lealtà ed onore, era forte, determinata, pronta a tutto pur di difendere una giusta causa, a cominciare dalle unioni civili. In ogni passaggio politico e in ogni istituzione, dove ha rappresentato la forza delle donne, ha sempre tenuto nel giusto conto la questione femminile, in tempi in cui sembrava lontanissima l'idea di poter ragionare a tutela della questione femminile. Ha vissuto gli ultimi cinque anni della sua vita stupenda veramente in trincea, senza mai arrendersi al male che voleva portarsela via. Non aveva rinunciato - come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - neanche alla candidatura: «Svolgerò il mio ruolo in paradiso, se mi vorranno». Così ha scritto nel suo ultimo post e ha avuto ragione ancora una volta: il 25 settembre non sarà qui con noi. L' ex senatrice è stata promotrice dei cosiddetti DICO, il primo disegno di legge italiano sul diritto dei conviventi: la prima proposta di legge - ripetiamolo - a sostegno delle unioni civili e non solo. Le sue battaglie, nella sua lunga vita di esponente della sinistra, sono state soprattutto a sostegno dei più deboli, che ha condotto con impegno e forza, per portare le scuole nei quartieri più abbandonati della sua città. Ricordo il suo impegno per il mondo della scuola, dal quale proveniva - aveva insegnato per lungo tempo materie letterarie - prima di avviarsi a una carriera politica che anche oggi ottiene il giusto riconoscimento, il valore che lei in realtà ha voluto portare nella sua vita per tutti quanti noi. C'è anche un altro particolare che mi ha colpito della sua vicenda politica: lei, da parlamentare, è stata cofirmataria della prima legge per inasprire le pene contro la violenza sessuale. In un momento in cui questi argomenti sono ancora così forti nelle discussioni quotidiane, è importante ricordare anche chi ha avviato battaglie così fondamentali per la vita delle donne. «Sarò in Paradiso (se mi vorranno)» - ha scritto - «il mio seggio scatterà lì (...). Voi però non fate scherzi, continuate a lavorare anche perché da lassù vi posso controllare più facilmente. Il mio tempo in terra è scaduto, vi mando un ultimo bacio. Arrivederci». Grazie, leonessa. (Applausi) . Sulla scomparsa di Virginio Rognoni PRESIDENTE . Apprendo adesso della scomparsa di Virginio Rognoni, uno dei più grandi politici del Novecento. Vorrei porgere alla famiglia le condoglianze mie e del Senato, dedicando alla sua memoria un minuto di silenzio, prima di dare la parola a chi l'ha richiesta per commemorarlo. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). ( Applausi) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signora Presidente, le particolari circostanze in cui si riunisce il Senato, in piena campagna elettorale, mi esentano dalla possibilità di commemorare come meriterebbe l'onorevole Rognoni, che è stato - come lei ha detto - a lungo al governo del Paese: cinque anni Ministro dell'interno, Ministro della difesa, Ministro della giustizia, vice Presidente del Consiglio supremo della magistratura. Io lo ricordo molto bene, perché è stato anche il mio Capogruppo nella Democrazia Cristiana, Presidente del Gruppo della Democrazia Cristiana alla Camera dei deputati. L'ultima volta che l'ho visto ero con un suo intimo amico, Alan Ferrari, che è un nostro collega. Andai a Pavia, durante un'iniziativa; Alan volle organizzare un incontro e ho tratto ancora oggi l'impressione di quello che era Rognoni: una passione politica che continuava e che non si estingueva, nonostante l'età molto avanzata, aveva quasi cent'anni. È stata una personalità - come lei ha detto - di primo piano e penso che il Senato, nella prossima legislatura, dovrà in modo più compiuto ricordarlo, perché se lo merita veramente. È stato un bell'esempio di politica e di servizio delle istituzioni. (Applausi) . ZANDA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, la scomparsa di Virgilio Rognoni ha toccato molti di noi: chi l'ha conosciuto o chi soltanto ne ha sentito parlare, chi gli è stato molto amico, come il senatore Ferrari, e chi invece ha soltanto memoria della storia d'Italia della seconda parte del secolo scorso, essendo stato Virgilio Rognoni un gigante della politica e in tempi molto diversi da quelli che noi oggi viviamo; erano tempi difficili a cui noi dobbiamo molto rispetto perché densi di uomini che hanno saputo difendere con molto coraggio la nostra democrazia. Rognoni è stato un gigante tra quei giganti; un uomo politico molto coraggioso che ha continuato sino a pochi giorni dalla sua scomparsa a dispensare consigli, ad aiutare, a intervenire, con chi aveva la fortuna di incontrarlo, sulla politica. Era un grande gentiluomo, ma era un gentiluomo che nella sua cortesia sapeva unire molta fermezza nelle sue idee, che sapeva difendere come un leone. È stato un grande Ministro dell'interno nella fase finale del terrorismo, nella quale la violenza e i morti non sono stati certamente inferiori a quelli dei tempi precedenti. A lui si devono decisioni importanti; voglio qui ricordare soltanto la decisione con cui scelse il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa come prefetto di Palermo per affidare nelle sue mani la lotta al gravissimo fenomeno della mafia. Non era soltanto un leader politico: era un uomo colto, un intellettuale. La politica era una passione per lui, come aveva poi passione per la vita. Aveva anche una grande attenzione alla maturazione del pensiero politico. Penso che questo debba essere un punto su cui riflettere in tempi come i nostri, nei quali il pensiero politico - diciamo la verità - è spesso molto debole. Noi dobbiamo ricordarlo non soltanto per l'affetto che lo legava a tanti di noi, ma anche e forse soprattutto per l'integrità della sua vita e per la coerenza molto alta del suo impegno politico. Per noi democratici è scomparso un grande amico, uno di noi e, come tale, noi lo piangiamo. (Applausi) . PRESIDENTE . Avevo già salutato e ringraziato la scorsa settimana. Poiché ci ritroviamo insieme, a me fa molto piacere, perché questa è stata per quattro anni la nostra casa comune (Applausi) , rinnovare i ringraziamenti per il supporto dato in una legislatura davvero difficile. E desidero cogliere l'occasione per ringraziare tutta l'amministrazione che ha fatto davvero un lavoro importante (Applausi) , anche se sempre silenzioso. Grazie ancora. Non è detto che non triplichiamo i ringraziamenti. Grazie comunque, grazie a tutti. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 15,23) Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha modulato i tempi di discussione del decreto-legge n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali, cosiddetto decreto aiuti- bis , approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Per la discussione generale sono stati attributi ventitré minuti in base a specifiche richieste dei Gruppi. Non essendo stati presentati emendamenti, salvo due ordini del giorno inammissibili, si passerà quindi direttamente alle dichiarazioni di voto finali, per le quali ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2685-B Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 2685-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. I relatori, senatori D'Alfonso e Pesco, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore D'Alfonso. D'ALFONSO, relatore . Signor Presidente, mi riservo di consegnare il testo scritto del mio intervento agli Uffici. PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Pesco. PESCO, relatore . Signor Presidente, mi riservo anche io di consegnare il testo scritto del mio intervento agli Uffici. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice La Mura. Ne ha facoltà. LA MURA (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, colleghi, colleghe, se la vostra giusta esecrazione per la cancellazione del tetto agli stipendi dei massimi dirigenti avesse riguardato, nel corso di questa legislatura, anche altri ambiti e norme ugualmente vergognose e contrarie all'interesse pubblico, ora probabilmente lasceremmo un Paese migliore, soprattutto in campo ambientale e nel terreno dei diritti civili, che risultano perlopiù assenti nei programmi elettorali delle grandi coalizioni. Quest'Assemblea, esclusi pochissimi, è responsabile di viltà, in quanto la norma che derogava al limite dei 240.000 euro per gli stipendi è nata in Parlamento e da voi è stata votata nelle Commissioni competenti. (Applausi) . Altro che manina: è un leitmotiv che fa comodo veicolare per rabbonire l'opinione pubblica in campagna elettorale. Oggi il mio intervento è anche volto a sottolineare come l'emendamento che siamo chiamati a votare per reintrodurre un tetto agli stipendi dei massimi dirigenti sia tanto responsabile, quanto presumibile. Intendo dire che questa norma, una delle poche di buon senso all'interno del decreto aiuti- bis , è un atto dovuto a fronte della galoppante inflazione, del rialzo dei tassi e del rischio che la nostra già fragile economia possa essere vittima della crisi in corso, facendoci diventare un sorvegliato speciale a livello internazionale. Non parliamo poi dell'impatto sociale che la cancellazione del tetto avrebbe avuto in termini di fiducia verso le istituzioni e, quindi, con riferimento alla verosimiglianza tra la politica e il Paese reale. Concludo rivolgendomi direttamente ai parlamentari miei colleghi e colleghe, in particolare a coloro che in queste settimane sono stati impegnati nella loro rielezione elezione. Per l'approvazione del decreto aiuti- bis avete dato l'ennesima dimostrazione dell'incapacità di capire che la crisi è ormai diventata strutturale e, quindi, le manovre politiche atte a trasformare i sussidi da temporanei a permanenti non faranno altro che creare nel breve periodo un equilibrio di difficile gestione. Il corso Draghi, poi, ha fatto di tutto per portare a compimento la privatizzazione degli asset strategici italiani. Continuiamo a rimanere in balia dei mercati e degli interessi dei grandi gruppi energetici che, proprio in virtù delle privatizzazioni, avranno - e già hanno - la possibilità di scegliere i loro investimenti. Penso alle isole minori, ad esempio. È facile pensare che la loro logica si muoverà non sulla scia dello Stato sociale, purtroppo ormai scomparso, ma sulla linea della convenienza e dell'interesse non pubblico. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signora Presidente, gentili colleghe e colleghi, a cinque giorni dalle elezioni siamo qui oggi per l'inaspettata terza lettura del decreto-legge aiuti- bis. Il motivo per cui siamo qui riuniti è correggere, cioè cancellare all'unanimità una norma che questo stesso Senato ha approvato non più tardi di una settimana fa, e mi riferisco al famigerato articolo 41- bis. Senza entrare nel contenuto di una norma quantomeno improvvida, ciò che - a mio avviso - rende preziosa l'odierna seduta dell'Assemblea è la possibilità di condividere, come ultimo atto di questa legislatura, la necessità di richiamare a un impegno trasversale i legislatori della prossima, affinché mettano termine a una prassi irresponsabile nel modo di legiferare, che la vicenda odierna esemplifica ancora una volta ai nostri occhi e ovviamente a quelli dei cittadini. Mi riferisco alla prassi che vede, nel corso dei lavori delle Commissioni parlamentari per la conversione dei decreti-legge, l'aggiunta dei testi più disparati, introdotti sotto l'etichetta di riformulazioni di emendamenti, ma che in realtà li svuotano dell'originario contenuto; sono nuovi testi, muniti della preziosa relazione tecnica bollinata e riferiti genericamente alle volontà delle Commissioni. Complici la notte, il dover continuare i lavori a ritmo serrato anche nei giorni festivi e la sostanziale inconoscibilità dei testi definitivi, queste aggiunte vengono approvate e offerte alla opinione pubblica come fatti compiuti, anche nella sorpresa di molti di voi a cui chiedevo. E ho capito che il fatto compiuto diventa tale perché chi inserisce la norma intrusa a pochi giorni dalla scadenza del decreto-legge ha la certezza matematica che l'altro ramo del Parlamento non potrà che approvare in blocco il testo senza modifiche. Di questa modalità di agire, in grado di vanificare ogni vostro e nostro lavoro accurato, ogni volontà e possibilità di controllo da parte dei parlamentari, io stessa ho avuto cognizione nel corso dei lavori del Senato relativi al disegno di legge n. 2564, di conversione del cosiddetto decreto-legge tagliaprezzi, adottato nel marzo 2022 per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. A inizio di maggio, in circostanze che definirei fortunose, grazie al lavoro di molti di voi un sabato sera (a tarda sera) venni a sapere da alcuni colleghi dell'Assemblea che qualcuno, presumibilmente al Ministero dell'economia e delle finanze, nel dare un parere sulla copertura di un emendamento in tema di mobilità dei docenti della scuola dell'infanzia, ne aveva totalmente riscritto il testo, aggiungendo commi senza alcun nesso con la materia del decreto-legge, volti a modificare le competenze di Arexpo, i requisiti di nomina dei candidabili alla presidenza dell'Istat e infine la disciplina del centro di ricerca noto come fondazione Human Technopole, materia che seguo da sei anni. Per Human Technopole addirittura si inseriva una norma in contrasto con quanto disposto dalla legge di bilancio 2019, volta a vanificare totalmente gli impegni sottoscritti da MEF, Ministero dell'università e della ricerca (MUR) e Ministero della salute con la fondazione, nel contesto di una convenzione sottoscritta da queste parti, il cui effetto era quello di rinviare al tempo del mai il libero accesso e l'apertura di quell'infrastruttura a centinaia di ricercatori, ricercatori ai quali nel frattempo era stato chiesto di dire la loro su cosa si doveva fare presso quell'infrastruttura ed erano quindi coinvolti in una consultazione pubblica che veramente coinvolgeva centinaia di ricercatori. Quella norma intrusa vanificava completamente tutto. Grazie all'intervento tempestivo di alcuni di voi, quelle norme vennero in parte espunte e in parte dichiarate inammissibili. Ma il solo fatto che fossero state concepite e presentate in quel modo rende l'idea delle criticità con cui l'alta amministrazione si sente di poter tradurre i desiderata politici o peggio propri nel processo legislativo. E la norma senza padri, di cui oggi ci accingiamo a ratificare la soppressione operata dalla Camera, ha avuto il merito perlomeno di recare scandalo e di indurre le Camere alla correzione. È un meccanismo di rigetto eccezionale su un fatto non raro. Ricordo che forse la tossicità democratica risiede anche e soprattutto nell'opacità delle decisioni che il Parlamento si trova ad assumere. Opacità politica significa che si rende pressoché impossibile al cittadino capire chi ha chiesto cosa, come e per quale motivo e, se non è chiaro, non si potrà mai essere richiamati alla propria responsabilità rispetto alle finalità e agli effetti di ciò che è stato proposto. Per questo mi convinco ogni giorno di più che uno dei grandi meriti dell'istituzione parlamentare, diretta espressione della sovranità popolare, sia la pubblicità, il libero e pubblico confronto a valle del quale si assumono decisioni legislative. Il resoconto stenografico, il verbale, le registrazioni audio sono la straordinaria forma che si fa sostanza. Sulla riconoscibilità delle decisioni compiute qua dentro si fondano anche la libertà e il potere del cittadino, da esprimersi con il voto, di premiare con la propria fiducia un partito o una personalità rispetto ad un'altra. Non possiamo far venire a meno questo patto fiduciario. Questi mali della legislazione - me lo insegnate voi - sono universalmente noti, enumerati qui in Aula spesso da chi veste i panni delle opposizioni, elencati in tutti i rapporti del Comitato per la legislazione, onnipresenti negli editoriali dei quotidiani e nelle riviste scientifiche di settore. Ma, se il male è noto, la volontà di rompere questo circuito ad oggi latita e, nonostante la recente modifica del Regolamento del Senato, credo che poco sia stato fatto per rompere questo circuito, per cui forse con un po' di coordinamento con la Camera si potrà magari fare qualcosa. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) . Chiudo, signora Presidente, dicendo che riconoscere una nostra mancanza o forse una necessità del Parlamento potrebbe essere il presupposto migliore per convincere i prossimi legislatori a innovare prassi e Regolamento che hanno finito per compromettere gravemente la funzione parlamentare. Questa è una di quelle piccole riforme di cui tutti lamentano la necessità, ma che come un miraggio nel deserto sembra non arrivare mai. (Applausi) . Chiedo di poter allegare il testo integrale del mio intervento. PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. È iscritta a parlare la senatrice Abate. Ne ha facoltà. ABATE (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, il provvedimento in discussione è tornato in Senato, dove lo avevamo votato la settimana scorsa, perché si è dovuto bloccare - questo è il termine esatto - un emendamento alquanto strano, contenente la deroga al tetto dei 240.000 euro per gli stipendi dei vertici della pubblica amministrazione. Naturalmente tutti dicono che non sapevano nulla di questo emendamento: chissà, sarà vero? È un po' difficile credere a questa versione. Vorrei comunque ricordare - e mi rivolgo non solo ai colleghi e all'Aula, ma anche ai pescatori e agli agricoltori, compagni di viaggio del mio mandato - che, anche in fase di approvazione del decreto aiuti alla Camera, ho nuovamente presentato gli emendamenti per il settore dell'agricoltura e della pesca, e soprattutto la moratoria finanziaria, così necessaria alle aziende che stanno fallendo. Devo dirvi, però, che anche in quella sede nessuno, eccetto i colleghi del mio Gruppo, ha sottoscritto gli emendamenti e li ha votati. Quindi, cari amici agricoltori e pescatori, non credete a chi adesso viene a raccontarvi che è necessaria e fondamentale una moratoria finanziaria per le piccole e medie imprese dell'agricoltura e della pesca in difficoltà, perché sono solo e semplicemente vane promesse elettorali. Se infatti avessero voluto combattere per questo emendamento, avrebbero potuto farlo con me e nell'esame di questo decreto-legge, per una ripresa delle aziende che - come sappiamo - sono in difficoltà, tanto che 70.000 aziende del settore dell'agricoltura sono già chiuse. Ricordatelo, amici pescatori e agricoltori. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lanzi. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, mi fa piacere si possa intervenire anche in terza lettura, così come prevede il nostro ordinamento. Lo avremmo voluto fare - come sarebbe stato più che giusto - anche per le leggi di bilancio e ci si augura che, nella nuova legislatura, il Parlamento possa farsi valere al meglio. Andiamo però senza indugio al punto e cioè al motivo per cui oggi siamo qui riuniti. Diciamolo chiaramente ai cittadini: se oggi il decreto-legge arriva in Assemblea in terza lettura è per approvare il provvidenziale correttivo voluto dal MoVimento 5 Stelle e apportato dalla Camera dei deputati al testo del provvedimento licenziato poco meno di una settimana fa qui in Senato. Siamo qui perché qualche partito ha pensato bene, con un colpo di coda di fine legislatura, di eliminare il tetto di 240.000 euro ai mega-stipendi dei manager pubblici. Facciamo pure i nomi, perché è giusto che i cittadini lo sappiano: si tratta di Forza Italia, del Partito Democratico e di Italia Viva. La cosa più assurda, però, è che solo pochi giorni dopo aver votato questa ingiusta norma, PD e Italia Viva hanno presentato alla Camera dei deputati un emendamento soppressivo: quanto basta per cercare oggi di prendersi il merito della modifica. Allora la domanda sorge spontanea: perché l'hanno approvata? A questa domanda credo ci siano due possibili risposte. Nella migliore delle ipotesi hanno votato senza sapere cosa si stava votando. Se così fosse, non si comprende quali garanzie tali partiti sarebbero in grado di dare a chi oggi pensa di sostenerli alle prossime elezioni. Nell'ipotesi peggiore, invece, si è tentato di fare l'ennesimo regalo ad alcuni alti dirigenti dello Stato, sperando che la modifica passasse in sordina, salvo poi ritrattarla quando invece ha acquisito, grazie al MoVimento 5 Stelle, una forte eco mediatica. Ecco perché ci siamo ed è lo stesso motivo per cui il sistema ci vuole fuori dalle istituzioni. Se c'è una cosa su cui qui dentro siete tutti d'accordo è proprio l'avversione nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Quale sia il motivo andrebbe forse spiegato ai cittadini. Forse perché si vuole tentare di ripristinare i privilegi della casta oppure per approvare norme come quella che oggi viene cancellata, senza alcun controllo? Credo proprio che sia questo l'intento della vecchia politica, come emerge dalle dichiarazioni, neanche poco plateali, di colui che il centrodestra indica come possibile futuro ministro della giustizia, Nordio, attualmente candidato con Fratelli d'Italia. Diciamo che, ancora una volta, siamo gli unici a mostrarci diversi da chi da sempre vive questi Palazzi, diversi dalla vecchia politica che vuole ripristinare le immunità parlamentari e i vitalizi, alzare gli stipendi dei manager pubblici e magari anche dei parlamentari stessi. Come Movimento 5 Stelle, invece, dal nostro ingresso nelle istituzioni abbiamo fatto una cosa semplice: ci siamo tagliati i privilegi! (Applausi) . Non servivano leggi, ma bastava la semplice volontà: lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Avete idea della sofferenza che oggi il Paese vive, a causa del caro energia? Famiglie e imprese sono in ginocchio, non riescono a pagare le utenze e, addirittura, per farlo adesso si chiede loro di contrarre altri debiti. Ecco qual è la realtà fuori da queste stanze: una realtà di cui chi ha votato questa norma non ha alcuna contezza. Ai cittadini voglio dire che chi oggi voterà per eliminarla, solo pochi giorni fa era d'accordo a introdurla. Sono gli stessi partiti che per mezza legislatura hanno ignorato la nostra richiesta di introdurre un salario minimo orario, per aiutare chi guadagna 3 o 4 euro l'ora e non riesce a portare un piatto caldo a tavola. (Applausi) . Mentre in tutta Europa gli altri Stati membri lo stanno addirittura alzando, siamo rimasti tra i 6 Paesi a non averlo ancora introdotto. Oggi non c'è spazio per il ravvedimento operoso per chi solo una settimana fa ha votato questa norma porcheria e i cittadini lo hanno capito. Vorrei ricordare una frase di Adriano Olivetti, che chi ha votato quell'emendamento dovrebbe tenere più spesso a mente: «nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di 10 volte l'ammontare del salario» più basso. È una frase che racchiude un concetto semplice, ma al tempo stesso rivoluzionario. Forse è un'utopia oggi, ma di certo una regola morale a cui ritengo che un legislatore avveduto e coscienzioso dovrebbe ispirarsi, soprattutto quando si tratta di denaro pubblico, e a maggior ragione in un momento di così grande sofferenza per il Paese. Concludo salutando i conduttori di «Un giorno da pecora»: è il modo giusto di fare ironia anche sulla politica. Declamo una breve ma significativa rima: molti leader stan dicendo: senza me non c'è speranza, ma il consenso sta crescendo per chi ha stile ed eleganza. Parlo di Giuseppe Conte, che il destino ci ha affidato. Le matite sono pronte, è il migliore candidato! Viva l'Italia. Viva il MoVimento 5 Stelle! (Applausi) . CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, circa l'inammissibilità dell'ordine del giorno G1.1000, siccome si risparmierebbero 0,5 miliardi di euro estendendo l'ora legale... PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Ciampolillo, per che cosa sta chiedendo di intervenire? CIAMPOLILLO (Misto) . Vorrei semplicemente conoscere le motivazioni dell'inammissibilità. PRESIDENTE . Intanto non riguarda parti modificate del provvedimento, e questo è il motivo per cui è inammissibile. Dichiaro chiusa la discussione generale. I relatori e il rappresentante del Governo non intendono intervenire in sede di replica. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Come già preannunciato, sono dichiarati inammissibili, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, gli ordini del giorno G1.1000 e G16.2000. Passiamo alla votazione finale. PRESUTTO (Ipf-CD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PRESUTTO (Ipf-CD) . Signor Presidente, sarò molto rapido. Il Gruppo Insieme per il Futuro dichiara voto favorevole al provvedimento. È, però, altresì opportuno evidenziare la criticità che ci ha portato in questo caso a una terza lettura: un atto dovuto per porre rimedio a un emendamento che la volta scorsa è passato in sordina. È chiaro che il Parlamento in questi casi ha la responsabilità, perché quel provvedimento lo abbiamo votato noi. Ma è anche giusto evidenziare che era una situazione di particolare criticità: avevamo un tempo molto ristretto, vi era la necessità di convertire quel decreto-legge molto importante per gli interessi del Paese - parliamo degli aiuti economici alle imprese e alle famiglie - e bisognava mettere i nostri colleghi della Camera nelle condizioni di poterlo discutere. Tuttavia, è accaduto un fatto grave, che bisogna assolutamente evidenziare: siamo stati messi tutti quanti sotto accusa dai cittadini per disattenzione. Chiaramente ce ne assumiamo la responsabilità perché l'abbiamo votato noi, ma merita un'attenta riflessione tutta la procedura che ha portato quelle benedette riformulazioni a non essere valutate non da una persona, ma praticamente da tutti i Gruppi parlamentari, in modo particolare dalle Commissioni bilancio e finanze. Sono un componente della Commissione bilancio, ma posso assolutamente assolvere non soltanto me stesso, ma i colleghi di entrambe le Commissioni che non erano stati messi nelle condizioni di poter capire cosa stesse accadendo. Questo ha alimentato una critica e addirittura l'intervento del Presidente della Repubblica, con la necessità di essere presenti oggi, e noi con senso di responsabilità ci siamo. Quel passaggio merita una riflessione e richiede anche la necessità di individuare le responsabilità di quelle riformulazioni che sono arrivate in un momento contingentato particolare, che ha messo in difficoltà la capacità di funzionamento del Parlamento, e non ha consentito di valutare in piena cognizione cosa stessimo votando. La responsabilità oggettiva è nostra, ma vi è una dinamica distorsiva dei fatti che ci ha tratto in inganno. Quindi - ripeto - ci assumiamo la responsabilità, ma solleviamo un momento di critica generale che dovrà essere valutata affinché episodi come quelli, in un momento drammatico per il Paese, non si ripropongano più. In ogni caso, confermo il voto favorevole al provvedimento. (Applausi) . LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signora Presidente, le sanzioni stanno funzionando, il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci: è il mantra del Capo del Governo per cercare di convincere e autoconvincersi. Funzionano sì, ma decine di migliaia di imprese, a causa dei rincari elevati delle bollette di luce e gas, hanno già chiuso o saranno costrette a chiudere, mentre il "Governo dei migliori", capeggiati da Draghi - il peggior disastro per diritti e interessi del popolo italiano -, addirittura nega, rifiuta di fare uno scostamento di bilancio di almeno 30 miliardi, per timore di aumentare il debito. Lui sta negli Stati Uniti e volevo informarlo che il 17 febbraio 2021 - data che gli italiani ricorderanno a lungo per vessazioni ed angherie seriali subite dopo il voto di fiducia al peggior Governo della storia recente - tutti gli indicatori economici sono peggiorati: inflazione all'8,4 per cento, rincari tariffari per circa 3.000 euro a famiglia, tassi d'interesse che comportano migliaia di euro in più all'anno su mutui e prestiti, cambio euro-dollaro sotto la parità. Il famigerato debito pubblico, grazie al "migliore", è arrivato a 2.770 miliardi di euro a luglio, con 167 miliardi in più, al ritmo di 9,8 miliardi al mese, 327 milioni al giorno, 13 milioni l'ora, 226.666 euro al secondo, nonostante il rimbalzo positivo dell'economia, l'aumento del PIL e dell'occupazione dovuto in gran parte al tanto vituperato superbonus. Le sanzioni stanno funzionando: il mantra di Draghi tre giorni fa, illustrando il cosiddetto decreto aiuti- ter , quando ha lanciato l'accusa, da vero intenditore, ai presunti pupazzi prezzolati. Proprio lui che, come ripeteva Francesco Cossiga, fu prezzolato da suoi comparucci di Goldman Sachs. (Applausi) . Al di là della narrazione fraudolenta raccontata da.. . PRESIDENTE. Senatore, ovviamente lei sa cosa sto per dirle: si assume le responsabilità delle sue parole, che a mio avviso vanno decisamente oltre i toni aspri della... LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Come sempre. E mi farà recuperare anche il tempo. Al di là della narrazione fraudolenta, raccontata da media e TG Rai Luce, veri e propri resoconti alla tele-Zelensky, la realtà è più forte delle menzogne. Poche conseguenze per la Russia dallo stop, come dice un lancio dell'agenzia AGI del 2 settembre scorso, che smentisce platealmente l'efficacia delle sanzioni. È invece un drammatico boomerang per famiglie stangate e impoverite, con un micidiale impatto su decine di migliaia di imprese, costrette a chiudere. Secondo l'analisi di Capital Economics, pubblicata da Bloomberg, la Russia può permettersi di chiudere il rubinetto del gas all'Europa per un anno senza conseguenze per il proprio bilancio pubblico. Del resto, appare demenziale focalizzare l'ossessiva propaganda dei media in Italia, ai primi posti per corruzione e tra gli ultimi per libertà di stampa, sull'impatto delle sanzioni sui russi, ignorando le drammatiche conseguenze sul popolo italiano, che dovrà affrontare un rigido inverno al gelo. Occorre andare alle radici del problema, oltre i palliativi dei decreti aiuti. Un articolo de «La Verità» titolava: «Il gioco di prestigio di Draghi sugli aiuti. Nemmeno un euro arriva dai nuovi fondi». I tanto sbandierati 66 miliardi complessivi di sostegno arrivano da spostamenti interni di bilancio o dall'extragettito IVA. Occorrerebbe una robusta autocritica sull'aumento delle spese militari di 16 miliardi e l'invio delle armi, invece che incentivare diplomazia e negoziati per dirimere il conflitto. Vi è la cieca obbedienza ai guerrafondai USA-NATO, la cui guerra per procura ha rafforzato gli Stati Uniti, indebolito l'Europa, impoverito cittadini ed imprese alla canna del gas. (Applausi) . Per ciò che riguarda questo decreto, vedo pochi aiuti per famiglie e imprese e molta propaganda. Con alcune perle: l'articolo 29 in materia di procedura liquidatoria su Alitalia. La svendita di ITA costerà all'erario 980 milioni di euro e ci sarà l'ennesimo ulteriore regalo di un miliardo per Milano-Cortina, un evento spacciato a costo zero, a conferma di sperperi e sprechi per le consuete Olimpiadi degli affari. Chiudo, per i tanti cultori dell'agenda Draghi, che mi appaiono come afflitti dalla sindrome di Stoccolma, quel morbo che porta ad amare i propri carnefici. Ecco, credo che gli italiani, nonostante la propaganda ossessiva dei media , tesi a esaltare il migliore, siano, come me, immuni da quella sindrome contagiosa. (Applausi) . EVANGELISTA (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (IV-PSI) . Signora Presidente, è evidente che siamo oggi in Aula, a pochi giorni dalle elezioni politiche, per votare in terza lettura il decreto-legge aiuti- bis al solo fine di porre rimedio a quanto accaduto la scorsa settimana nelle Commissioni bilancio e finanze, quando furtivamente, con una vera e propria forzatura (in gergo istituzionale si dice "la manina"), è stato introdotto, nel pacchetto di emendamenti concordato da tutti i Gruppi politici, fatta eccezione per CAL e Italexit, un emendamento che andava a modificare una norma introdotta dal Governo Renzi, che poneva un tetto agli stipendi degli alti funzionari e dei dirigenti statali. Questa è stata sicuramente una sgrammaticatura istituzionale, che indebolisce il Parlamento; ciò dispiace molto, soprattutto perché è accaduto a fine legislatura, utilizzando un decreto-legge che era stato emanato per le imprese e per le famiglie, in un momento di crisi economica ed energetica e di forte inflazione. Forse potevamo evitarlo e potevamo essere tutti un attimino più attenti. Sicuramente però dobbiamo ringraziare il presidente Draghi, che prontamente è intervenuto con un emendamento governativo, sottoscritto e approvato dai colleghi della Camera, che ha corretto immediatamente questa stortura e ha ripristinato la vecchia norma; di questo non possiamo fare altro che ringraziarlo. Spiace inoltre che, di fronte a un indebolimento del Parlamento, alcune forze politiche abbiano cercato di addossare la colpa ad altre forze politiche, per pura propaganda elettorale, ree semplicemente di aver rispettato in Aula gli impegni che erano stati presi dentro le Commissioni, ossia l'impegno a votare tutti a favore del pacchetto di emendamenti (a parte le due forze politiche che ho citato prima). Comunque, per tutti questi motivi, come Gruppo politico Italia Viva - Partito Socialista Italiano, voteremo a favore del decreto-legge aiuti- bis . (Applausi) . COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signora Presidente, nel rinnovare il voto favorevole del Partito Democratico alla conversione in legge del decreto-legge aiuti- bis , una parola non può non essere detta a proposito dell'incidente che ci vede riuniti quest'oggi per dare nuovamente il via libera al provvedimento e rimediare all'errore che è stato fatto la settimana scorsa. Vorrei dire due parole anche al collega Lanzi, che nel suo intervento in discussione generale si è permesso di pontificare sulle ragioni che hanno portato altri Gruppi a votare a favore di quell'emendamento. Qualche altro collega ha già ricostruito la dinamica con la quale si è giunti a non comprendere esattamente il contenuto della riformulazione che era giunta in Commissione. Mi permetto di dire al collega Lanzi e al MoVimento 5 Stelle che neppure voi avevate votato contro quell'emendamento e che pure voi oggi vi trovate a dover modificare il vostro voto, perché non credo che quest'oggi vi asterrete nuovamente. Noi di lezioni non ne prendiamo da nessuno. (Applausi) . Voglio invece collegarmi alle parole della senatrice a vita Elena Cattaneo. Mi permetta, signor Presidente, visto che abbiamo presenti anche degli studenti, che magari restano un po' interdetti rispetto a questo dibattito e alle parole che ascoltano... (Brusio). PRESIDENTE . Colleghi, siamo in fase di conclusione dei nostri lavori. Credo che non sia eccessivo, quindi, chiedervi di abbassare il volume della voce, così da arrivarvi in modo ordinato e da riuscire anche ad ascoltare gli interventi dei colleghi. Senatore Comincini, la invito a riprendere il suo intervento. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, dicevo appunto che vorrei collegarmi alle parole della senatrice a vita Elena Cattaneo e in questo modo, se mi è permesso, anche lanciare un messaggio agli studenti che sono ospiti, quest'oggi, in quest'ultima seduta della XVIII legislatura. Non vorrei, infatti, che restassero interdetti rispetto a quello che vedono, che ed ascoltano e cui assistono. Il processo legislativo e le modalità con le quali giungono a maturazione emendamenti depositati dai senatori, che necessitano del parere del Governo e che spesso sono oggetto di riformulazione da parte della macro struttura ministeriale, andrebbero ordinati in maniera davvero diversa. Nel mio scorso intervento, pensando che fosse l'ultimo, chiusi dicendo che auspicavo che nella prossima legislatura, da parte del prossimo Parlamento, potesse esservi una adeguata attenzione alla tutela e alla valorizzazione del processo legislativo, del potere legislativo, che è cosa diversa dal potere esecutivo, che è chiamato ad applicare ed eseguire le norme e gli indirizzi dati dal Parlamento. Ma la modalità con la quale in questi anni si sono modificate le procedure, si è costruito in maniera diversa il percorso che porta all'approvazione delle leggi, di fatto costituisce uno sbilanciamento che mette spesso il Parlamento in una condizione di difficoltà. Le modalità con le quali si è giunti a quella riformulazione, che non ha permesso a nessun Gruppo di poter avere piena coscienza di quello che si andava a votare in Commissione (ne è dimostrazione il fatto che oggi tutti i Gruppi politici esprimeranno un voto diverso rispetto a quello espresso una settimana fa), sono la dimostrazione della necessità di una maggiore cura e tutela del potere legislativo nell'equilibrio dei poteri costituzionali. Nel ribadire, quindi, il voto favorevole del Partito Democratico al decreto-legge aiuti- bis , alle tante misure che il Governo vi ha inserito e a quelle che il Parlamento ha migliorato approvando gli emendamenti la settimana scorsa, che resti agli atti anche questo appello a che le modalità con le quali il processo legislativo si svolge trovino un diverso equilibrio. Un equilibrio che non è soltanto questione di maggiore attenzione a ciò che votiamo, ma davvero di individuare una modalità che permetta ad ogni parlamentare di essere pienamente cosciente di ciò che vota, di avere a disposizione i tempi necessari per conoscere le riformulazioni e, nel limite del possibile, che tali riformulazioni vengano assentite veramente dagli esponenti politici del Governo. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatore Comincini, le ricordo che il Senato ha apportato delle modifiche al proprio Regolamento, cercando di andare in questo senso. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, intanto possiamo dire: meno male che abbiamo il bicameralismo. Così, quando si fanno degli errori, si può poi riuscire ad avere un'altra lettura per mettervi riparo. È evidente, però, che da questo nascono anche una serie di riflessioni, che non riguardano soltanto la qualità legislativa, ma anche un'idea molto chiara di come si arrivi, molto spesso in tempi anche ristretti, a fare alcune riformulazioni. Signor Presidente, in un momento come questo, in cui le famiglie sono nella situazione in cui sono, in cui il Paese è nella situazione in cui è dal punto di vista sociale ed economico, noi ovviamente riteniamo che sia non giusto, ma assolutamente necessario che noi rapidamente ci adoperiamo per eliminare questa norma, che rappresentava un vero e proprio schiaffo ai cittadini. Forse però il Governo, che giustamente ha presentato l'emendamento al nostro esame, così come alla Camera è stato presentato l'emendamento soppressivo, dovrebbe accertare come è nata quella riformulazione. Mi rivolgo ai relatori: visto che l'emendamento è passato per molti Ministeri per ottenere il nullaosta, sarebbe curioso sapere cosa è successo in tale sede e sarebbe stato anche molto importante che qualcuno si fosse assunto fino in fondo la responsabilità di quella riformulazione. Questo non per assolvere i senatori che poi l'hanno votato, ma credo che sarebbe stato assolutamente necessario. Abbiamo assistito altre volte - sulla base della mia esperienza potrei fare mille esempi - al tentativo di agganciare a un emendamento un'altra norma, tentando di approfittare del fatto che la versione nota fosse la precedente. Detto questo, è importante che oggi mettiamo immediatamente riparo a quello che non poteva che essere interpretato come un vero e proprio schiaffo a tutti i cittadini che stanno vivendo un momento molto difficile. (Applausi) . Sull'elezione del Presidente della Corte costituzionale PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea del Senato, rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro a Silvana Sciarra, che è stata eletta Presidente della Corte costituzionale. (Applausi) . Saluto ad una delegazione di giovani funzionari di Confindustria PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea la delegazione dei giovani funzionari del circuito Confindustria, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2685-B GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, il Gruppo di Forza Italia è ovviamente d'accordo con questo decreto-legge, che rappresenta uno degli interventi parziali per affrontare la drammatica vicenda energetica, economica e sociale che stiamo vivendo. È un tassello di un'azione che era stata già avviata con un precedente decreto-legge; è in corso di ultimazione nei suoi dettagli un ulteriore provvedimento e credo che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo avranno ancora da lavorare su questo terreno, perché le esigenze delle famiglie e delle imprese sono enormi e il costo dell'energia è il problema che preoccupa più gli italiani, giustamente, anche in questi giorni. Noi di Forza Italia, peraltro, sappiamo bene che la questione non si risolverà solo con dei decreti, ma serve un intervento europeo. Ed è per questo che sia il presidente Berlusconi che l'onorevole Tajani, come i parlamentari europei, hanno chiesto da mesi che l'Europa lanci un'altra azione, come il recovery fund che c'è stato per il Covid-19, per affrontare gli stanziamenti per l'energia e difendere la realtà produttiva di tutta Europa e dell'Italia. Noi siamo impegnati a proseguire questa azione, ma riteniamo - questo sarà un capitolo che si affronterà in futuro - che si debbano rimuovere le cause del disastro in cui viviamo. Siamo stati, siamo e saremo solidali con il popolo ucraino, ma ricordiamo la politica che i Governi Berlusconi seppero fare mettendo intorno a un tavolo i russi e gli americani, l'Oriente e l'Occidente. (Applausi) . Serve la capacità di autentici statisti di disegnare un percorso di pace per il futuro, tutelando i popoli aggrediti, ma rimuovendo le cause della speculazione e dell'aggressione economica. Per quanto riguarda i vari dettagli, ho chiesto pubblicamente al Governo la chiarezza e il nome di chi ha scritto le riformulazioni dell'emendamento della Commissione, sul quale anche quelli che oggi urlano si erano astenuti, facilitandone il percorso, perché qualcuno ha scritto la riformulazione. Forza Italia si è battuta anche in questo decreto solo se si parlava delle Forze dell'ordine e delle Forze di polizia (Applausi) , per le quali, sì, vogliamo adeguamenti, ma dalla base al vertice, dal vertice alla base. Voglio ricordare che soltanto il nostro ingresso nella maggioranza di Governo ha consentito il rinnovo del contratto per il comparto sicurezza-difesa che il Governo giallorosso aveva lasciato marcire, fermo per tre anni. (Applausi) . Ripartiremo dal nuovo contratto, già scaduto, per le Forze di polizia e le Forze armate, a cominciare dalla base, dai poliziotti o carabinieri di quartiere, al fine di dare riconoscimenti economici e stanziamenti necessari. Questo è il nostro spirito, insieme ovviamente a tutto il sostegno alle altre norme che sono contenute nel cosiddetto decreto aiuti, che abbiamo sostenuto in Commissione e che altri hanno rallentato, frenando l'erogazione di fondi. Anche noi infatti volevamo chiarezza sul superbonus 110 per cento, ma vogliamo bonus veri e seri e non misure che poi crollano, lasciando le imprese e le famiglie nella disperazione. Vogliamo una politica di serietà anche sui bonus e sull'edilizia. Votiamo quindi a favore di questo provvedimento, ma vorremmo un po' di chiarezza dal Governo e che sia evidente che Forza Italia sull'edilizia, sulle Forze di polizia e sui temi prioritari ha una posizione chiara, molto esplicita, che ribadiamo anche oggi. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole della Lega-Salvini premier -Partito Sardo d'Azione al provvedimento, ne approfittiamo per ringraziare tutto il Consiglio di Presidenza, il Segretario, i Vice Segretari, tutti i funzionari, le Commissioni, gli uffici e gli assistenti per tutto il lavoro svolto e il supporto che ci è stato dato. Rivolgo naturalmente un ringraziamento speciale al Governo, che ci ha dato l'opportunità di ritrovarci qui tutti insieme durante l'ultima settimana della campagna elettorale, perché non solo ha dato parere favorevole ad un emendamento che prevedeva il superamento del tetto agli stipendi per alcune categorie e alle Forze dell'ordine, ma poi addirittura lo ha riformulato estendendo la platea dei beneficiari, salvo poi indignarsi, dare la colpa al Parlamento, pretendere che alla Camera venisse cambiato (Applausi) con un proprio emendamento, per poi passarlo al Senato per la terza lettura. Davvero un capolavoro. Grazie. (Applausi) . CASTALDI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTALDI (M5S) . Signor Presidente, è un grande onore per me fare l'ultima dichiarazione di voto a nome del MoVimento 5 Stelle e ringrazio il mio Presidente di Gruppo per avermi dato questa possibilità. Perché siamo oggi in terza lettura? La terza lettura - lo dico ai cittadini fuori - è una rarità nel Parlamento italiano, ma noi, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo iniziato la nostra azione quindici-venti anni fa per la transizione ecologica (ricordate Grillo sotto una Twingo a respirare idrogeno; siamo ancora con il diesel e la benzina), per l'onestà e soprattutto anti casta, per alcuni provvedimenti anti casta. Immaginate, cittadini, che noi siamo in terza lettura al Senato per cancellare una norma pro casta, che permetteva di togliere il tetto agli stipendi di alcuni dirigenti. Questo per noi è motivo di orgoglio. Siamo in questa sede anche perché la nostra ostinazione - lo dico anche perché ci sono i ragazzi di Confindustria - ci ha permesso di dare grande respiro all'Italia con una norma, il superbonus, targata MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Lo sblocco della cessione dei crediti è un grande risultato. Ricordate, quello che il mainstream - che fa un po' riferimento a tutti voi, maggiori partiti, perché purtroppo non c'è una libertà di informazione in Italia - ci ha accusato di ritardare. Pensate: oggi, 20 settembre, stiamo ritardando la conversione del decreto per colpa di un tetto agli stipendi di 240.000 euro. Noi volevamo solo, come siamo riusciti a fare, ripristinare la cessione dei crediti di un provvedimento che, lo ricordo, in trenta anni di illuminati parlamentari nessuno mai aveva inventato; una norma che è semplice (Applausi), crea lavoro, va verso la transizione ecologica, aiuta le famiglie a pagare di meno le bollette. Veniamo definiti però incompetenti. Lo so, è facile dirlo. Do una notizia cittadini fuori, perché la stampa non lo fa: questa legislatura è quella con il più alto grado di istruzione mai avuto dal Parlamento italiano. Lascio indovinare qual è il Gruppo politico che ha il più alto grado di istruzione in quest'Aula. (Applausi) . Voglio poi sfatare un altro mito perché è stata una campagna elettorale contro i più poveri da chi prende 500 euro al giorno contro chi ne prende 300 al mese. È obbligatorio utilizzare il reddito di cittadinanza. Sono soldi che vengono reimmessi nella circolazione dell'economia. Ricordiamolo perché la stampa si dimentica di dire queste cose. (Applausi) . Voglio ricordare un episodio. Nella scorsa legislatura il mio amico, senatore Santangelo, si alzava per chiedere il voto elettronico per ogni singolo emendamento perché in quest'Aula, dove mediamente sono presenti due terzi dei parlamentari, si votava per alzata di mano. Ciò comportava che nessuno risultava assente. Pagavamo un centinaio di senatori e 200 deputati come se fossero presenti. Sapete a quanti redditi di cittadinanza ciò corrispondeva giornalmente? Sono soldi che parlamentari della Repubblica rubavano allo Stato italiano. (Applausi) . Queste sono le cose che la stampa deve dire. Dove sta? Uso questi ultimi minuti a disposizione per salutare tutti i funzionari. Fortunatamente ho ricoperto in quest'Aula ruoli di opposizione, di maggioranza e anche di Governo con il presente ministro D'Incà. Le Istituzioni sono fatte (e anche i parlamentari di tutte le forze politiche, ci mancherebbe) anche di persone perbene e molto preparate. Abbiamo sempre avuto un riscontro positivo da parte degli Uffici legislativi e di tutti i funzionari sia dei Ministeri, che del Parlamento e per questo li ringrazio. I cittadini italiani possono essere fieri di queste figure che aiutano tutti noi politici, che siamo transitori, a portare avanti la nostra Nazione. (Applausi) . Cosa augurare a chi ci seguirà? Io faccio parte di quei parlamentari di una forza politica che ha rispettato tutti i princìpi che potevamo rispettare da soli: le restituzioni e i due mandati. Quello che potevamo rispettare da soli, lo abbiamo onorato. Abbiamo conseguito un altro record, in quanto abbiamo rispettato l'80 per cento del programma presentato nel 2018, nonostante i compromessi che abbiamo dovuto fare con gli altri. (Applausi) . Invito i giornalisti a vedere cosa c'è scritto nei programmi di oggi e, poi, valutare le forze politiche un domani. Auguro a chi ci seguirà di utilizzare l'intelligenza non per mantenere lo status quo della politica, ma per aiutare anche l'ultimo dei nostri connazionali. Auguri. (Applausi) . NUGNES (Misto-Man.A Pap PRc-Se) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. (Commenti). PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. NUGNES (Misto-Man.A Pap PRc-Se) . Signor Presidente, grazie alla claque . Le privatizzazioni ritenute inevitabili dal discorso di Draghi del 1992 hanno clamorosamente fallito, portandoci esattamente al punto in cui siamo adesso, ossia davanti a un baratro climatico, sociale ed economico di cui ancora non abbiamo chiarezza. Sono procedute per trent'anni con una picconatura inevitabile, come diceva Draghi, e continua e ancora continuano con l'ultima coda del decreto che il Governo ha liquidato in Consiglio dei ministri e che il prossimo Parlamento dimezzato dovrà licenziare e che, dopo il provvedimento sulla concorrenza, ancora limita le prerogative del pubblico. Di fronte all'evidenza, come sul Titanic o nel film più recente «Don't look up», noi continuiamo verso il disastro. Mi riferisco al disastro di aver demolito il patrimonio pubblico collettivo ed eliminato la potestà del controllo pubblico dello Stato. Non abbiamo imparato nulla da questo. Credevamo, da quest'altro punto di vista, che il capitalismo avrebbe trovato la sua fine nei propri errori e abbiamo sbagliato, perché questo capitalismo bulimico ha dimostrato di sapersi alimentare degli stessi disastri che compie (ossia mangia il disastro che sta mettendo in campo). Purtroppo, a causa delle scelte fatte dal Governo dei migliori insieme all'Unione europea, noi avremo un inverno difficilissimo, con scarsità di gas fino a 10 miliardi di metri cubi. Chiuderanno le imprese e ci saranno licenziamenti in massa; avremo un problema climatico. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, il tempo lo sto tenendo, però questo non è ammissibile, soprattutto nell'ultima seduta. L'intervento è di tre minuti, anche perché poi molti insistiamo sulla dignità degli interventi in Parlamento, quindi cerchiamo di essere conseguenti e concludiamo i lavori ordinatamente. Senatrice, la invito a concludere il suo intervento perché il tempo è veramente al termine. NUGNES (Misto-Man.A Pap PRc-Se) . Ebbene, benché stiamo andando verso una vera e propria catastrofe e sono certa che toccheremo il fondo del barile col prossimo Parlamento, la fine di tutto questo, la morte di questo modello capitalista predatorio, che abbatte il pubblico e demolisce la Costituzione, avrà fine prima di quanto voi... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno *VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, l'intervento del senatore Verducci riguarda la recente alluvione nelle Marche, quindi chiederei a chi non ha imminenti partenze di trattenersi e a chi intende abbandonare l'Aula di farlo in silenzio per cortesia. (Brusio). (Richiami del Presidente). Colleghi, per chi si fosse distratto, ripeto che il senatore Verducci sta intervenendo sui gravissimi fatti avvenuti nelle Marche, quindi vi invito a tacere e a consentire lo svolgimento dell'intervento come merita l'argomento. VERDUCCI (PD) . Signora Presidente, colleghi, sono giornate di lutto indicibile per tutti noi marchigiani e per tutta l'Italia. L'alluvione della notte del 15 settembre è un evento terribile che ci colpisce nella carne viva degli affetti più cari che tengono insieme una comunità. È una tragedia che riapre ferite mai rimarginate, come quelle del terremoto e come quelle dell'alluvione del 2014. C'è un dolore profondo per le persone che non ci sono più, strappate dal fango alle proprie case, alle proprie famiglie; abbiamo conosciuto i loro nomi, i loro volti, le loro storie e in questa sede desidero citare uno ad uno i loro nomi: Andrea, Giuseppe, Diego, Fernando, Mohamed, Erina, Maria Luisa, Gino, Augusto, Noemi, Michele. (Applausi). Ringrazio i colleghi per essersi alzati in piedi ed essersi uniti al mio e al nostro dolore e al mio e al nostro cordoglio. Con loro, Presidente, colleghi, anche Brunella, dispersa da quella notte, e il piccolo Mattia di otto anni, che in questi giorni abbiamo visto in foto sorridente con i genitori; sorridente, prima che avvenisse quello che nessuno poteva pensare fino a qualche ora prima, Mattia, a cui la mamma ha provato in ogni modo a fare da scudo; da giorni il babbo, i nonni, i vigili del fuoco e tanti volontari lo stanno cercando in tutti i modi. Signora Presidente, c'è una solidarietà grande. Volontari da tutte le Marche e da tutta Italia, tantissimi giovani, ventenni, che hanno lasciato quello che stavano facendo per andare dove è necessario stare, per aiutare chi ha perso tutto, per contribuire ad una rinascita, che oggi pare difficilissima, ma che ci sarà. Quei giovani hanno unito il proprio impegno e il proprio coraggio all'impegno, al coraggio, alla determinazione e alla professionalità dei Vigili del fuoco, degli operatori della protezione civile, delle Forze dell'ordine, dei medici, di tutto il personale sanitario, dei sindaci, che sono al lavoro ininterrottamente da quella notte per mettere in salvo le persone, per proteggere i più deboli, i più fragili, quelli che sono stati maggiormente colpiti. Ci sono molte persone sfollate. Alcuni luoghi in queste ore sono ancora difficilmente raggiungibili. In alcuni centri abitati scarseggia l'acqua potabile. I danni economici sono giganteschi. Paesi e città, i cui nomi sono conosciuti ovunque per la loro bellezza e per la generosità di chi li abita, sono ancora ricoperti dalla melma. Case, aziende, attività, mestieri, progetti di vita costruiti in decenni di lavoro, generazione dopo generazione, dopo generazione, sono stati inghiottiti dalla notte dell'alluvione. Signora Presidente, colleghi, le Marche si rialzeranno (Applausi) , si rialzeranno come sempre è accaduto nelle ore più buie. Oggi abbiamo il dovere di combattere chi si ostina ad essere indifferente e complice degli effetti dell'inquinamento e del cambiamento climatico, la mancanza di manutenzione, l'incuria, i mancati interventi strutturali, la speculazione edilizia, lo sfruttamento del suolo e un modello economico feroce e ingiusto che condanna il pianeta e minaccia il futuro delle nuove generazioni. (Applausi) . BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, colleghi, ringrazio il senatore Verducci per questo importante momento di condivisione e ovviamente anche come Gruppo Lega ci associamo al pensiero per le Marche. Tuttavia - non è polemica, ma un appello a chi siederà in questi banchi dopo di noi - queste parole hanno risuonato in quest'Aula in occasione di ogni tragedia e non è mai seguito un atto. È grave che l'Italia, che fra terremoti e alluvioni conosce tragedie - non dico quotidianamente, ma spesso - non si sia dotata di una legge nazionale per la gestione delle emergenze e che ogni volta si debba ricominciare, plaudendo alla protezione civile e ai volontari. Nelle parole del collega senatore Verducci, probabilmente, qualcuno un po' più grande di me di età avrà rivisto anche gli angeli del fango di Firenze, del 1966. Il problema è che non avere una legge per la gestione delle emergenze nel 1966 forse era anche plausibile, ma non averla oggi è comunque una colpa che credo l'intero sistema politico-istituzionale nazionale si porti sulle spalle. Mi auguro che il prossimo Parlamento riesca a fare quello che non abbiamo fatto noi, perché è una cosa che serve all'Italia, a prescindere dai colori e dalle appartenenze, e al sistema Paese. QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, nell'ultimo mio intervento di martedì scorso paventai ciò che poi si è verificato nelle Marche: era una tragedia annunciata, che ha causato undici morti, due dispersi e un territorio devastato. Condivido pienamente il dolore delle comunità colpite. Nelle Marche si sono verificati un evento meteo estremo, che comunque può accadere ovunque in Italia, e un alluvione in un territorio geologicamente fragile, strutturalmente vulnerabile e indifeso. I climatologi ci hanno ben detto che c'è un'emergenza climatica planetaria e che in Italia quest'anno si è creata la combinazione di caldo e di asciutto più estrema mai vista prima d'ora dall'inizio dell'Ottocento, con i mari più caldi di 5 o 6 gradi e tanta energia disponibile, da innescare nubifragi e alluvioni autunnali. Si è così scatenato un temporale autorigenerante V- shaped , con piogge fino a 418 millimetri in sette ore, con conseguenti esondazioni in punti già colpiti in passato. Ben ricordo l'alluvione del Misa a Senigallia del 3 maggio 2014, con tre morti e 180 milioni di euro di danni, dopo la quale ben poco è stato fatto, con un'opera di difesa degli argini incompiuta da quarant'anni. Anche allora ci fu un morto nel garage , come papà e figlio ora. Probabilmente, se avesse funzionato IT Alert, Giuseppe e Andrea avrebbero ricevuto un messaggio di pericolo sul proprio cellulare e non sarebbero scesi, mettendo in salvo la propria vita, piuttosto che l'automobile. Lo stesso messaggio forse avrebbe fatto desistere Silvia dal mettersi in auto con Mattia, il bimbo di otto anni scomparso con il terrore negli occhi. IT Alert, l' app della Protezione civile, che ci dicono già pronta e sperimentata, con tanto di spot pubblicitario, non ci avverte, lasciandoci nella nostra incapacità di discernimento e comportamento. Non avrebbe dovuto entrare in funzione il 21 giugno scorso? Concludendo, se non vogliamo che i sempre più frequenti e intensi eventi meteo si trasformino in catastrofi, la strada è obbligata: allerta e prevenzione. Fulcro della prevenzione e del rischio idrogeologico è la conoscenza e il caposaldo della conoscenza è la cartografia geologica. Concludere IT Alert e la cartografia geologica è la strada giusta, che può salvare la vita. (Applausi) . DI NICOLA (Ipf-CD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DI NICOLA (Ipf-CD) . Signor Presidente, esprimo innanzitutto la nostra solidarietà ai cittadini delle Marche e alle famiglie colpite. Non aggiungo nulla alle parole toccanti utilizzate dal senatore Verducci e vengo al senso del mio intervento. Lasciatemi dire che è una calamità naturale, ma anche in questo caso l'imprevidenza è stata tanta. Vedo, in chi vuole oggi commemorare, una tendenza a dimenticare. Voglio dire chiaro e forte - ed è uno dei più grandi rimpianti per questa fine di legislatura - che il lavoro che andava fatto era volto alla prevenzione e, come chiesi sin dalle prime settimane della legislatura, nella famosa Commissione speciale, occorrevano una nuova mappatura del rischio idrogeologico e sismico, per vedere quanti soldi servivano, e un piano decennale - volendo, anche ventennale - per distribuire le risorse e intervenire subito. Ho scoperto in quella circostanza quanto la politica - al di là di quanto dichiara come buona intenzione - abbia il cuore duro. Minacciai di non votare un inutile provvedimento, in quella Commissione speciale, che verteva intorno al canone RAI, rispetto al quale venne imbastito un corposo intervento sull'emergenza terremoto, perché dissi che quello era il lavoro che andava fatto, se volevamo lavorare, anche perché c'era da mettere in sicurezza sismica l'80 per cento del patrimonio pubblico del Paese, a cominciare dalle scuole. Mi dissero che non c'erano i soldi e che il programma era troppo ambizioso. Ecco, non è stato fatto alcunché su questo fronte e spero che il rimpianto del sottoscritto in questo momento possa essere d'augurio - ai parlamentari che fra qualche settimana siederanno in Senato - a intervenire subito per dotare il Paese di questo strumento. Oggi è la pioggia, ma voglio ricordare a tutti che il terremoto è addirittura più impietoso e non avverte nessuno. Questo è il lascito, l'augurio, e spero che il prossimo Parlamento, unito, sappia affrontare questo tema per trovare le risorse necessarie a mettere in sicurezza il Paese. (Applausi) . MALAN (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, il Gruppo Fratelli d'Italia è vicino alla popolazione delle Marche, colpita da questo grave evento. Esprimiamo gratitudine verso tutti coloro che si sono attivati: volontari, Forze dell'ordine, la Giunta regionale, il presidente Acquaroli, che è stato sempre nella sala operativa per dare il suo apporto in questo momento difficile e imprevedibile nella sua specificità, certamente. Porgiamo le condoglianze alle famiglie di coloro che sono deceduti e ci proponiamo di essere attivamente ed efficacemente a fianco di tutta la gente, le aree e i Comuni che sono stati danneggiati. Occorre ingenerare una politica nei confronti del dissesto idrogeologico; una politica di gestione delle risorse idriche e di tutti i corsi d'acqua. Certamente, una precipitazione così concentrata in così poco tempo è in ogni caso estremamente difficile da gestire; tutto quello che può essere fatto per mitigare gli effetti di questi eventi dev'essere fatto e credo che questo sia un impegno che ci assumiamo e siamo certi di vedere che sia comune su questo fronte in ogni caso e da ogni posizione di governo, a livello nazionale e locale. Su questo, come sempre, saremo determinati e coerenti. PRESIDENTE . Prima di proseguire, a nome dell'Assemblea, la Presidenza si unisce al cordoglio delle famiglie delle vittime delle Marche. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di silenzio. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Credo che questo momento di silenzio e di dolore sia anche un'occasione di riflessione molto seria e profonda su quanto accaduto e su cosa occorre fare perché ciò non si ripeta. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV) . Signor Presidente, anche il Gruppo Costituzione, Ambiente, Lavoro esprime solidarietà ai cittadine delle Marche per questa immane, ennesima tragedia. Vorrei congedarmi da questa alta Assemblea segnalando, con questo ultimo intervento, l'ennesimo scandalo di una serie infinita che ha caratterizzato il "Governo dei migliori" presieduto da Draghi in questi diciotto mesi di Governo, caratterizzati da 55 voti di fiducia, a conferma dell'esproprio delle funzioni e delle prerogative che la Costituzione assegna alle Camere, con i parlamentari delle Commissioni scippati delle loro funzioni da un Esecutivo diventato terza Camera. Parlo dello scandalo Alitalia-ITA, la storica compagnia di bandiera passata dell'azionariato pubblico IRI all'amministrazione straordinaria ministeriale fino al 2009, quando la cordata dei "capitani coraggiosi" riuscì ad affossarla definitivamente; per poi arrivare al 2020, quando fu trasformata nella nuova società ITA Airways, con migliaia di lavoratori licenziati e buttati in mezzo a una strada. Siamo la patria del turismo e ci priviamo di una compagnia di bandiera. Un articolo pubblicato oggi su «Il Fatto Quotidiano» titola: «ITA: il MEF incasserà 350 milioni dai soci ma verserà 1,35 miliardi». È il solito capolavoro del professor Giavazzi e dei suoi bravi di Palazzo. Certares si propone di comprare il 51 per cento di ITA, lasciando al MEF il 49 per cento, per 950 milioni. Chi guarda più a fondo questa operazione, invece di farlo con superficialità, potrebbe pensare che il MEF, quindi lo Stato, incasserebbe quasi 1 miliardo. Scavando nelle clausole contrattuali, come per i derivati avariati che hanno intossicato i conti pubblici, favorendo le banche d'affari e dorate carriere, si noterà che tra ricapitalizzazione e aumenti di capitale il MEF incasserà 350 milioni, ma sarà chiamato a sborsare 1,35 miliardi, tra soldi versati e quelli delle gare. Signora Presidente, termino il mio intervento ringraziando lei, gli Uffici, i funzionari e tutti i colleghi e le colleghe con cui abbiamo condiviso quattro anni e mezzo di legislatura, e rivolgendo un saluto particolare ai lavoratori e alle lavoratrici di Alitalia (come a tutti gli altri lavoratori, ma soprattutto a loro), trattati dal Governo come merce avariata. DRAGO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (FdI) . Signor Presidente, il mio sarà più un discorso rivolto alla vita, in quanto sarà a tutti nota la comunicazione di qualche ora fa del ministro Bianchi, in merito al fatto che nel 2031 si prevede una perdita - che ha definito come un problema micidiale - di 1,4 milioni di alunni nella scuola italiana. Prendo spunto da questo per dire semplicemente che la mia attività parlamentare - è stato il mio primo mandato, che qui si conclude - è nata proprio in seguito all'impegno con il forum delle associazioni familiari di Catania e provincia, di cui ero presidente (e che saluto), e con altre associazioni in ambito familiare. La scuola è sempre stata l'attenzione primaria, per quanto mi riguarda, ma anche il tema demografico. Facciamo attenzione: spesso si associa semplicemente la denatalità - termine a volte usato impropriamente - al problema dell'emigrazione giovanile. Su questo tema in questa legislatura ho depositato una serie di atti, tra cui una mozione e un disegno di legge delega su cui sono stati fatti dei commenti, sottolineandone la complessità rispetto alla soluzione del problema. Credo che il problema demografico sia sistemico e che non possa essere risolto con piccoli emendamenti o piccoli interventi. Cosa voglio dire con ciò? Nel congedarmi, faccio questo dono di questo tema all'Assemblea e ai colleghi che verranno rieletti, in maniera tale che possa servire da spunto di lavoro, così come la riforma dell'ISEE, già depositata come unico atto presente in Senato (se non forse un altro successivo), che non vuole chiaramente essere esaustivo, ma che è sicuramente una base di partenza. Colgo l'occasione per esprimere anche un desideratum , ossia che con la prossima legislatura si possa acconsentire alla mobilità di quei docenti (parliamo di poche migliaia) che da quindici-vent'anni e oltre sono sparsi in Italia per una gestione chiaramente critica, che non sto qua a raccontare. Per quanto riguarda, il sisma sono d'accordo sul discorso di realizzare una legge quadro. Mi permetto di dare un altro suggerimento per quanto riguarda l'infanzia: la Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, che non può legiferare e che non ha un potere redigente, a mio avviso dev'essere resa permanente. Ritengo assolutamente auspicabile accorparla alla Commissione istruzione e quindi al relativo Ministero. PRESIDENTE. Devo invitarla a concludere, senatrice Drago. DRAGO (FdI) . Concludo ringraziando Fratelli d'Italia per non avermi ricandidata, non solo nella modalità, perché l'ho saputo solo qualche ora prima ma, perché mi ha dato lo spunto per riflettere su cosa sono la politica e partitismo. Non vorrei assolutamente che le giovani generazioni la pensassero come un po' tutti, cioè che la politica è sporca, perché è l'arte più nobile e ritengo ancora che sia così. Il partitismo invece è un problema serio, perché, se il partito, anziché essere il mezzo, diventa il fine (come la riforma del numero dei parlamentari e l'attuale legge elettorale dimostrano), allora... (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Le devo chiedere di concludere, senatrice Drago. DRAGO (FdI) . Ringrazio tutti i colleghi, chiaramente anche il MoVimento 5 Stelle, che mi candidò. Con questo, concludo dicendo che rimane ferma per me sempre la convinzione che più del partito è importante la figura, come del resto è dettato dell'articolo 67 della Costituzione, del progetto politico di ogni senatore, che si collega e trova radicamento nel partito. PRESIDENTE . Direi che possiamo considerare conclusi non solo i lavori di questa seduta, ma i lavori di questa Assemblea. Naturalmente, rimangono agli atti tutti i buoni propositi sul Parlamento e su quello che è tenuto a fare per il prosieguo. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Il Senato è convocato a domicilio. La seduta è tolta (ore 16,48) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 2685-B La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminate le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge in titolo, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra Io Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, positivamente verificata, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Testo integrale dell'intervento della senatrice Cattaneo nella discussione generale del disegno di legge n. 2685-B Presidente, colleghe e colleghi, intervengo perché, a cinque giorni dalle elezioni, siamo qui oggi per l'inaspettata terza lettura del decreto-legge "aiuti bis ", già approvato da quest'Aula martedì scorso, 13 settembre. Il motivo per cui siamo qui riuniti è "correggere", cioè cancellare all'unanimità, una norma che questo stesso Senato ha approvato non più tardi di una settimana fa. Mi riferisco alla soppressione del famigerato articolo 41- bis volto ad introdurre una deroga al tetto stipendiale relativo al trattamento economico delle cariche di vertice delle Forze armate, delle Forze di polizia e delle pubbliche amministrazioni. Ora, senza entrare nel contenuto di una norma quantomeno improvvida, quel che a mio avviso rende prezioso questo momento d'Aula oggi è la possibilità di condividere con voi, come ultimo atto di questa legislatura, la necessità di richiamare ad un impegno trasversale i legislatori della prossima, affinché mettano termine ad una prassi irresponsabile nel modo di legiferare, che la vicenda odierna esemplifica ancora una volta ai nostri occhi e a quelli dei cittadini. Prassi che vede, nel corso dei lavori delle Commissioni parlamentari per la conversione dei decreti-legge, l'aggiunta dei testi più disparati, introdotti sotto l'etichetta di "riformulazioni" di emendamenti, ma che in realtà li svuotano dell'originario contenuto; nuovi testi muniti della preziosa relazione tecnica bollinata e riferiti genericamente alle volontà delle Commissioni. Ecco: complici la notte, il dover continuare i lavori a ritmo serratissimo anche nei giorni festivi e la sostanziale inconoscibilità dei testi definitivi (al di fuori di una ristrettissima cerchia di funzionari estensori e dei senatori fisicamente presenti ai lavori), queste "aggiunte" vengono approvate e offerte alla opinione pubblica come fatti compiuti, nella sorpresa anche di molti di voi a cui chiedevo. E ho capito che il fatto compiuto, lo sappiamo bene, diventa tale perché chi inserisce la norma "intrusa" a pochi giorni dalla scadenza del decreto-legge ha la matematica certezza che l'altro ramo del Parlamento non potrà che approvare in blocco il testo (con voto di fiducia) senza modifiche, per non correre il rischio di far decadere l'intera disciplina. Di questa modalità d'agire, in grado di vanificare ogni vostro e nostro lavoro accurato, ogni volontà e possibilità di controllo da parte dei parlamentari, io stessa ho avuto cognizione nel corso dei lavori del Senato relativi al disegno di legge n. 2564, il cosiddetto decreto legge "taglia prezzi" adottato nel marzo del 2022 per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi Ucraina. A inizio maggio, in circostanze fortunose, un sabato, a tarda sera, venni a sapere da colleghi dell'Aula che "qualcuno" presumibilmente al MEF - nel dare un parere sulla copertura di un emendamento in tema di mobilità dei docenti della scuola dell'infanzia - ne aveva totalmente riscritto il testo, aggiungendo commi senza alcun nesso con la materia del decreto-legge, volti a modificare: 1) le competenze di Arexpo S.p.a; 2) i requisiti di nomina dei candidabili alla Presidenza dell'Istat; 3) infine, a stravolgere la disciplina del centro di ricerca noto come Fondazione Human Technopole - materia, quest'ultima, che seguo da sei anni. Per Human Technopole si inseriva una norma, in contrasto con quanto disposto dalla legge di bilancio 2019, volta a vanificare gli impegni assunti dalla Fondazione nella Convenzione sottoscritta con i Ministeri MEF, MUR e Salute nel 2020. L'effetto era quello di rinviare al 2026 (se non oltre) l'apertura e il libero accesso all'infrastruttura di ricerca alle centinaia di ricercatori, che proprio in quei momenti erano coinvolti nella consultazione pubblica in corso, in attesa da tutto il Paese. Quelle norme, anche grazie all'intervento tempestivo di alcuni di voi, vennero in parte espunte e in parte dichiarate inammissibili, ma il solo fatto che fossero state concepite e presentate in quel modo rende l'idea delle criticità con cui l'alta amministrazione si sente di poter tradurre i desiderata politici (o, peggio, propri) nel processo legislativo. La norma "senza padri", di cui oggi ci accingiamo a ratificare la soppressione operata dalla Camera, ha avuto il merito di recare scandalo e indurre le Camere - con l'accordo del Governo - ad un meccanismo di rigetto eccezionale, ma - per chi vive le vicende parlamentari - non è certo un fatto raro: fa parte di una prassi legislativa abnorme, consolidatasi in questi anni, a mio avviso mortifera della funzione parlamentare e, quindi, tossica per la democrazia. La tossicità democratica risiede anche e soprattutto nella opacità delle decisioni che il Parlamento si trova ad assumere. Opacità politica significa che si rende pressoché impossibile al cittadino capire esattamente "chi", a livello politico-parlamentare, propone "che cosa". E se non è chiaro chi sia il proponente di ciascuna norma, specie in maggioranze politiche e di Governo composite, nessuno potrà poi essere richiamato alla responsabilità delle finalità e degli effetti della stessa. Mi convinco ogni giorno di più che uno dei grandi meriti dell'istituzione Parlamento, diretta espressione della sovranità popolare, sia la pubblicità - il libero e pubblico confronto - a valle del quale si assumono le decisioni legislative. Lo stenografico, il verbale, le registrazioni audio e video sono la straordinaria forma che si fa sostanza della democrazia parlamentare perché strumenti di accountability , di responsabilizzazione politica delle scelte adottate. Sulla riconoscibilità delle decisioni compiute qui dentro nel corso della legislatura si fondano anche la libertà e il potere del cittadino, da esprimersi con il voto, di premiare con la propria fiducia un partito, una personalità piuttosto che un'altra. Far venire meno questa possibilità vuol dire rompere un patto fiduciario tra cittadini ed eletti. Questi mali della legislazione che ho richiamato sono universalmente noti, enumerati in Aula da chi veste i panni dell'opposizione, elencati in tutti i rapporti del Comitato per la legislazione e onnipresenti negli editoriali dei quotidiani e nelle riviste scientifiche di settore. Se il male, tuttavia, è noto, la volontà di rompere questo circuito ad oggi latita. Nonostante la recente modifica del Regolamento del Senato, poco o nulla abbiamo fatto per rompere questo circuito. Forse approfittando della riforma al Regolamento che dovrà adottare la Camera, con un po' di coordinamento, potremo tornarci sopra, adottando strumenti alternativi che consentano al Governo e alla sua maggioranza di avere tempi certi di decisione facendo a meno delle aberrazioni parlamentari richiamate. Riconoscere una nostra mancanza, e forse necessità, potrebbe essere il presupposto migliore per convincere i prossimi legislatori a innovare prassi e regolamenti che hanno finito per compromettere gravemente la funzione parlamentare. Questa è una di quelle "piccole" riforme di cui tutti lamentano la necessità, ma che, come un miraggio nel deserto, sembrano non arrivare mai. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: DISEGNO DI LEGGE N. 2685-B: sulla votazione finale, la senatrice Leone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Agostinelli, Alderisi, Alfieri, Anastasi, Auddino, Balboni, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Boccardi, Boldrini, Bonifazi, Borgonzoni, Caligiuri, Campagna, Carbone, Castiello, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Conzatti, Cucca, D'Angelo, Dal Mas, Damiani, de Bertoldi, De Bonis, De Poli, Di Marzio, Di Nicola, Donno, Durnwalder, Fazzone, Ferro, Floridia, Floris, Galliani, Garavini, Garnero Santanchè, Giacobbe, Giammanco, Ginetti, L'Abbate, Lorefice, Maffoni, Magorno, Mallegni, Manca, Mangialavori, Marcucci, Margiotta, Marinello, Masini, Mautone, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mirabelli, Misiani, Moles, Montevecchi, Monti, Napolitano, Nastri, Nencini, Nisini, Pagano, Piarulli, Pichetto Fratin, Porta, Pucciarelli, Puglia, Renzi, Rizzotti, Ronzulli, Ruotolo, Schifani, Sciascia, Segre, Serafini, Siclari, Sileri, Stabile, Tiraboschi, Toffanin, Turco, Vaccaro, Vitali e Vono. . E' assente per incarico avuto dal Senato il senatore Rampi, per attività di rappresentanza del Senato. Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, con lettera in data 15 settembre 2022, ha inviato la relazione, approvata dalla Commissione stessa nella seduta del 15 giugno 2022, sulla riforma dei patronati ( Doc . XVI- bis , n. 8). Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, con lettere in data 15 settembre 2022, ha inviato - ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 7 agosto 2018, n. 100 - le seguenti relazioni approvate dalla medesima Commissione nella seduta del 15 settembre 2022: relazione finale sulla verifica dell'attuazione della legge n. 68 del 2015 in materia di delitti contro l'ambiente ( Doc . XXIII, n. 32); relazione finale su Ilva-Taranto ( Doc . XXIII, n. 33); relazione finale sul traffico transfrontaliero di rifiuti dall'Italia alla Tunisia ( Doc . XXIII, n. 34); relazione finale sugli aspetti ambientali della gestione di miniere e cave ( Doc . XXIII, n. 35); relazione conclusiva ( Doc . XXIII, n. 36). Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori, in data 15 settembre 2022, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 29 luglio 2020, n. 107 - la relazione conclusiva sulla attività svolta, approvata dalla Commissione nella seduta del 15 settembre 2022 ( Doc . XXIII, n. 31). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'economia e delle finanze Ministro dello sviluppo economico Ministro della transizione ecologica Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Ministro del lavoro e delle politiche sociali Ministro dell'interno Ministro della giustizia Ministro della difesa Ministro dell'istruzione Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (2685-B) (presentato in data 15/09/2022) S.2685 approvato dal Senato della Repubblica. C.3704 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati. Disegni di legge, assegnazione In sede referente Commissioni 5ª e 6ª riunite Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro economia e finanze Franco ed altri Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali (2685-B) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio) S.2685 approvato dal Senato della Repubblica C.3704 approvato con modificazioni dalla Camera dei deputati (assegnato in data 15/09/2022). Disegni di legge, ritiro La senatrice Malpezzi ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Malpezzi. - "Disposizioni in materia di statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie di belle arti legalmente riconosciute di Bergamo, Genova, Perugia, Ravenna e Verona, nonché delega al Governo per il riordino della normativa in materia di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)" (957). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera del 9 settembre 2022, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 645, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 - lo schema di documento recante gli indirizzi e il piano degli interventi e delle opere necessari allo svolgimento del Giubileo della Chiesa cattolica previsto per l'anno 2025 (n. 432). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema è stato deferito - in data 19 settembre 2022 - alla 8ª Commissione permanente che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 9 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dell'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e dell'articolo 1, comma 25, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, del fondo di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e del fondo di cui all'articolo 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a , alla 5 a e all'8 a Commissione permanente ( Doc . CCXL, n. 17). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 14 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione - aggiornata al mese di giugno 2022 - sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e sullo stato dei procedimenti di sequestro o confisca. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . CLIV, n. 6). Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 14 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dall'articolo 1, comma 2, della legge 19 marzo 1999, n. 80, la relazione sull'attività svolta dal Comitato interministeriale per i diritti umani nonché sulla tutela ed il rispetto dei diritti umani in Italia nell'anno 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . CXXI, n. 5). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 12 settembre 2022 ha inviato, ai sensi dell'articolo 24- bis , comma 5, del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15, la relazione sullo stato di attuazione della strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, riferita all'anno 2021 e al primo semestre 2022. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente (Doc. CCXXXIII, n. 5). Il Ministro dell'interno, con lettera in data 15 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 109 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione investigativa antimafia (DIA) nel secondo semestre 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc . LXXIV, n. 9). Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 14 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 24 aprile 1990, n. 100, la relazione sullo stato di attuazione della legge recante norme sulla promozione della partecipazione a società e imprese miste all'estero, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . LXXXV, n. 3). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 15 settembre 2022, ha inviato la relazione concernente l'impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferita al secondo semestre 2021, predisposta ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti ( Doc . LXXIII, n. 9). Il Ministro per le disabilità, con lettera in data 8 settembre 2022, ha inviato, ai sensi dell'articolo 41- bis della legge 5 febbraio 1992, n. 104, la documentazione concernente le conclusioni della sesta Conferenza nazionale sulle politiche per la disabilità, svoltasi a Roma il 13 dicembre 2021. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente ( Doc . LXXIX- bis, n. 1). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 13 settembre 2022, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400 - la comunicazione concernente la nomina, a decorrere dal 23 giugno 2022, del prefetto dottoressa Maria Grazia Nicolò a Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 1ª e alla 2 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012 Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono trasmessi alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2022/109 che fissa, per il 2022, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione per quanto riguarda l'acciuga (COM(2022) 448 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione recante orientamenti per il sistema generale di rilascio dei visti ai richiedenti russi in seguito alla decisione (UE) 2022/1500 del Consiglio, del 9 settembre 2022, sulla sospensione totale dell'applicazione dell'accordo tra la Comunità europea e la Federazione russa di facilitazione del rilascio dei visti ai cittadini dell'Unione europea e della Federazione russa (C(2022) 6596 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali 2022 - Conformarsi alle politiche ambientali per invertire la rotta (COM(2022) 438 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso, in data 2 settembre 2022, le seguenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono inviate, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, nonché alla 14 a Commissione permanente: Sentenza della Corte (Ottava sezione) del 1° agosto 2022, causa C-319/21, Agecontrol Spa contro ZR Lidl Italia Srl. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla corte d'appello di Venezia. Agricoltura - Organizzazione comune dei mercati - Regolamento (CE) n. 1234/2007 - Ortofrutticoli freschi imballati - Regolamento di esecuzione (UE) n. 543/2011 - Controllo di conformità - Trasporto verso un punto vendita della medesima società di commercializzazione - Documento di accompagnamento - Indicazione del Paese di origine ( Doc . XIX, n. 164) - alla 2 a , alla 9 a e alla 10 a Commissione permanente; Sentenza della Corte (Quarta sezione) del 1° agosto 2022, causa C-332/20, Roma Multiservizi Spa e Rekeep Spa contro Roma Capitale e Autorità garante della concorrenza e del mercato. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Appalti pubblici - Contratti di concessione - Costituzione di una società a capitale misto - Aggiudicazione a tale società della gestione di un «servizio scolastico integrato» - Designazione del socio privato in base a una procedura di appalto - Direttiva 2014/23/UE - Articolo 38 - Direttiva 2014/24/UE - Articolo 58 - Applicabilità - Criteri in house - Requisito di una partecipazione minima del socio privato al capitale della società a capitale misto - Partecipazione indiretta dell'amministrazione aggiudicatrice al capitale del socio privato - Criteri di selezione ( Doc . XIX, n. 165) - alla 2 a , alla 7 a , all'8 a e alla 10 a Commissione permanente; Sentenza della Corte (Decima sezione) del 1° agosto 2022, causa C-422/21, Ministero dell'interno contro T.O. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Richiedenti protezione internazionale - Direttiva 2013/33/UE - Articolo 20, paragrafi 4 e 5 - Comportamenti gravemente violenti - Diritto degli Stati membri di stabilire le sanzioni applicabili - Portata - Revoca delle condizioni materiali di accoglienza ( Doc . XIX, n. 166) - alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente; Sentenza della Corte (Grande sezione) del 1° agosto 2022, cause riunite 14/21 e 15/21, Sea Watch eV contro Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e altri. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunale amministrativo regionale per la Sicilia. Attività di ricerca e soccorso di persone in pericolo o in difficoltà in mare, condotta da un'organizzazione non governativa (ONG) a scopo umanitario - Regime applicabile alle navi - Direttiva 2009/16/CE - Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare - Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare - Competenze e poteri spettanti, rispettivamente, allo Stato di bandiera e allo Stato di approdo - Ispezione e fermo delle navi ( Doc . XIX, n. 167) - alla 1 a , alla 2 a e all'8 a Commissione permanente. Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 16, 19 e 20 settembre 2022, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: del Consorzio del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, per l'esercizio 2020. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 614); della Fondazione Rossini Opera Festival (ROF), per l'esercizio 2020. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 615); dell'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche (INAPP), per l'esercizio 2020. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 616); dell'Opera nazionale di assistenza per il personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, per gli esercizi 2019 e 2020. Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 617). Parlamento europeo, trasmissione di documenti Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera inviata il 9 settembre 2022, ha inviato il testo di 13 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 4 al 7 luglio 2022, trasmessi, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia: risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE, alla 8 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1180); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale e che modifica le direttive (UE) 2019/1937 e (UE) 2020/1828 (regolamento sui mercati digitali), alla 8 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1181); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a misure temporanee di liberalizzazione degli scambi che integrano le concessioni commerciali applicabili ai prodotti della Repubblica di Moldova a norma dell'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra, alla 3 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1182); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte ad attenuare le conseguenze della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina sulle attività d pesca e gli effetti della perturbazione del mercato causata da tale guerra di aggressione sulla catena di approvvigionamento dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1183); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure specifiche e temporanee in considerazione dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia relative ai documenti dei conducenti rilasciati dall'Ucraina conformemente alla propria legislazione, alla 1 a , alla 3 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1184); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'azione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla concessione di assistenza macrofinanziaria eccezionale all'Ucraina, alla 3 a , alla 5 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1185); risoluzione sul progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo di attuazione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra Unione europea e il governo delle Isole Cook, alla 3 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1186); risoluzione sulla strategia indo-pacifica nel settore del commercio e degli investimenti, alla 3 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1187); risoluzione sulla relazione 2021 della Commissione sulla Serbia, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1188); risoluzione sulla relazione 2021 della Commissione sul Kosovo, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1189); risoluzione sui veti nazionali volti a minare l'accordo fiscale globale, alla 3 a , alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 1190); risoluzione sulla situazione dei difensori dei popoli indigeni e dell'ambiente in Brasile, inclusa l'uccisione di Dom Phillips e Bruno Pereira, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1191); risoluzione sulla situazione nella provincia autonoma di Gorno-Badakhshan in Tagikistan, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente, nonché alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 1192). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea La Commissione europea ha trasmesso, in data 20 settembre 2022, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga la direttiva 89/629/CEE (COM(2022) 465 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è trasmesso alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 20 settembre 2022. L'atto è altresì trasmesso, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere della Commissione 14 a . Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-07428 ANGRISANI Luisa GRANATO Bianca Laura SBRANA Rosellina LA MURA Virginia Al Ministro della giustizia Premesso che: la legge 19 luglio 2019, n. 69, nota come "Codice Rosso", è stata approvata nella XVIII Legislatura per garantire maggiore tutela alle donne e ai soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti; tuttavia, come emerge dalle cronache giudiziarie, i femminicidi sono sempre drammaticamente all'ordine del giorno nel nostro Paese e non sembra, purtroppo, che il fenomeno sia in fase recessiva; d'altra parte appare opportuno notare che la tempestività dell'azione giudiziaria è un elemento assolutamente determinante, se si vuole agire con efficacia per contrastare ogni episodio di violenza; i tempi dell'azione giudiziaria, dunque, devono essere coerenti con l'esigenza di agire con quella tempestività, che è un elemento imprescindibile per evitare la degenerazione di fenomeni di violenza nei confronti delle donne, spesso anticipatori dell'episodio più grave; valutato che la legge ha anche formalmente stabilito specifici obblighi formativi per il personale delle forze dell'ordine che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, sia sul fronte della prevenzione, sia su quello del perseguimento dei reati (art. 5), si chiede di sapere: in quale modo sia stata data attuazione all'articolo 5 della legge n. 69 del 2019, in materia di formazione degli operatori di polizia; se il Ministro in indirizzo non intenda verificare se negli uffici giudiziari esistano forme di collaborazione attiva con i servizi territoriali comunali, quali consultori e servizi sociali, e con i centri per accoglienza e presa in carico degli uomini maltrattanti, ove istituiti; se non si intenda proporre, anche con carattere di urgenza, la creazione di équipe multidisciplinari all'interno degli uffici giudiziari, onde garantire una maggiore consulenza specialista per i magistrati; se vi siano report o studi specifici relativi all'efficacia delle misure introdotte con le modifiche al codice penale e al codice di procedura penale con la legge n. 69 del 2019. Atto n. 4-07429 LANNUTTI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dello sviluppo economico Premesso che: la società Autostrade per l'Italia S.p.A. (ASPI)gestisce 2.857 chilometri di rete autostradale in Italia sulla base della convenzione unica sottoscritta in data 12 ottobre 2007 con l'allora ente concedente ANAS S.p.A. (ruolo oggi attribuito al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili); il 5 maggio 2022 ASPI è passata definitivamente di mano: l'88,06 per cento di Autostrade per l'Italia detenuta da Atlantia S.p.A. (il cui 30,25 per cento è in mano ai Benetton) è stato acquistato per il 51 per cento da Holding Reti autostradali S.p.A. (HRA) partecipato da CDP Equity (la holding di investimenti controllata da Cassa depositi e prestiti), dal fondo statunitense Blackstone infrastructure partners (per il 24,5 per cento) e dai fondi gestiti dall'australiana Macquarie asset management (per il 24,5 per cento); è bene ricordare che la cessione è costata ben 8.198,8 milioni di euro, il che vuol dire che i Benetton intascano dallo Stato circa la stessa cifra che sborsarono nel 2000 (8 miliardi di euro) per aggiudicarsi la concessione delle autostrade. A questi 8.198,8 milioni vanno però aggiunti i circa 8,8 miliardi di euro di debiti che Atlantia ha di fatto lasciato in società Autostrade e 3,4 miliardi di risarcimento danni per il crollo del "ponte Morandi" di Genova, che ha provocato 43 morti. Quindi circa 21,3 miliardi di euro. Il tutto, peraltro, al netto dei 10 miliardi di euro di dividendi che Atlantia ha incassato in questi 20 anni; considerando che: in un articolo del quotidiano "Il Domani", a firma di Giorgio Meletti, uscito il 9 settembre 2022, dal titolo "Autostrade, i pm di Roma indagano sull'operazione del governo Draghi", si riferisce sostanzialmente di un'indagine, che finora sarebbe rimasta segreta, riguardante il cambio di controllo dai Benetton alla CDP avviato dall'Esecutivo Conte II e completato dal Governo attuale. Secondo il giornalista, la Procura della Repubblica di Roma starebbe indagando sul passaggio di Autostrade alla HRA; all'indomani del crollo del ponte Morandi, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di allora, Danilo Toninelli, e il partito di maggioranza, M5s, si erano apertamente schierati per la revoca della concessione a Benetton. In quel frangente però proprio Benetton fece pesare che un'eventuale revoca prima del pronunciamento della Cassazione avrebbe messo a repentaglio non solo la sopravvivenza di Atlantia, ma anche la stabilità degli stessi mercati finanziari italiani. La stessa Mediobanca intervenne sostenendo che la revoca avrebbe potuto dar luogo a un contenzioso legale che sarebbe potuto costare allo Stato 10-11 miliardi di euro di risarcimento; caduto il Governo Conte II, ricorda il giornalista, non venne rinnovato l'incarico all'esponente del Movimento 5 stelle Toninelli, che fu sostituito dalla ministra Paola De Micheli (Pd), la quale insieme all'allora "Ministro dell'economia Roberto Gualtieri (Pd) e del Ministro degli esteri Luigi Di Maio (all'epoca M5S oggi candidato Pd)", scrive Meletti, spinse a "guardare con benevolenza agli interessi dei Benetton" conducendo in sostanza verso una soluzione attuata dall'attuale premier Mario Draghi "giuridicamente bizzarra: una transazione in cui non le parti interessate (il ministero concedente e la concessionaria) ma il governo e l'azionista di ASPI, Atlantia, inventano una pena non prevista dall'ordinamento e non inflitta alla concessionaria, ma al suo azionista. Nasce così l'obbligo per Atlantia di vendere ASPI non con una gara pubblica, ma obbligatoriamente a CDP e ai due soci che l'istituto statale ha scelto liberamente, i fondi Blackstone e Macquarie". Tutto questo senza passare quindi attraverso una gara europea, ricorda il giornalista, benché proprio Draghi, sottolinea ancora, sia "molto affezionato alla sua reputazione di custode della legalità comunitaria", si chiede di sapere: se, alla luce di queste ultime rivelazioni e della notizia dell'apertura di un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Roma, si intenda procedere a una verifica di tutta la documentazione riguardante la vicenda Autostrade e se si ritenga quindi di dover intervenire per rivedere l'accordo e finalmente riesaminare i termini dell'indennizzo spettante all'ex concessionario; se, contestualmente, si ritenga di dover mettere un freno ai rincari dei pedaggi autostradali, per evitare di far ricadere sulle imprese, che utilizzano la rete (5.700 chilometri, che generano pedaggi per circa 5,7 miliardi di euro all'anno), e sui comuni cittadini, che esercitano il loro diritto costituzionale di spostarsi all'interno del Paese, i costi che invece avrebbe dovuto sostenere chi aveva in gestione la rete, intervenendo all'occorrenza anche per evitare tragedie come quelle del 14 agosto 2018, costata la vita a ben 43 persone. Atto n. 4-07430 DESSÌ Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in data 9 settembre 2022 veniva pubblicato da "il Fatto Quotidiano" on line un articolo, a firma Thomas Mackinson, dal titolo "Concorso da dirigente alle Dogane, storia infinita: dopo 11 anni un giudice dichiara falsi i verbali, ma chi denunciò resta sotto schiaffo"; nell'articolo, che narra le vicende del concorso a 69 posti da dirigente all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, bandito nel 2011 ed annullato a causa di gravissime irregolarità, con determina direttoriale n. 322809 del 21 settembre 2020, vengono evidenziate le anomalie nella condotta dell'amministrazione, oggi guidata dal direttore Marcello Minenna, che, pur annullando il concorso per le stesse gravissime irregolarità, sembra che abbia nel contempo promosso, con incarichi dirigenziali, molti dei soggetti coinvolti nelle irregolarità causa dell'annullamento del concorso stesso, penalizzando la dottoressa Claudia Giachetti, che denunciò per prima tali irregolarità e che ha addirittura ottenuto dal Tribunale di Roma una sentenza di declaratoria di falso, relativamente ai verbali del predetto concorso, nei cui confronti l'amministrazione, a guida Minenna, ha resistito in giudizio; risulterebbe altresì all'interrogante che l'amministrazione Minenna abbia dapprima sollecitato la Procura della Repubblica di Roma ad avviare indagini nei confronti dei partecipanti al concorso che l'amministrazione aveva accertato aver copiato le prove di esame, dando vita al procedimento penale n. 8591/202, per poi inspiegabilmente procedere all'attribuzione di incarichi dirigenziali, ex art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, ad alcuni degli stessi soggetti segnalati in precedenza alla Procura; inoltre, sembra che la stessa amministrazione Minenna abbia conferito un incarico ex citato art. 19 (e poi abbia richiesto il trasferimento in mobilità dall'Agenzia dell'entrate all'Agenzia delle dogane) ad un altro concorrente, il quale risulta essere stato espulso dal concorso di cui sopra, perché sorpreso a copiare le tracce, come risultante dai verbali delle forze di polizia giudiziaria, cui era assegnata la sorveglianza delle prove di esame; in virtù di ciò la condotta dell'Agenzia delle dogane a guida Minenna apparirebbe incoerente, illogica e lesiva dei principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, in quanto da una parte avrebbe premiato i soggetti coinvolti nelle irregolarità del concorso dalla stessa annullato, mentre dall'altra avrebbe penalizzato chi per primo aveva denunciato le irregolarità, non eliminando le sanzioni ingiustamente afflitte e resistendo nel giudizio in Cassazione promosso dal sindacato Dirpubblica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali azioni intenda eventualmente adottare, al fine di garantire il rispetto dei principi del buon andamento e dell'imparzialità di cui all'art. 97 della Costituzione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nella gestione della vicenda. Atto n. 4-07431 ROMANO Al Ministro dell'istruzione Premesso che: con la ripresa delle attività scolastiche, a fronte della notevole necessità di insegnanti di sostegno, vi sono circa 7.000 docenti che attendono da più di due anni l'equipollenza del proprio titolo abilitante; la situazione di stallo, in merito alla quale urge fare chiarezza, sembrerebbe imputabile all'applicazione dell'ordinanza ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022, la quale di fatto blocca ed inibisce ai docenti abilitati e specializzati all'estero di stipulare contratti con gli istituti scolastici, in attesa del riconoscimento del titolo; considerato che tale circostanza produce gravi conseguenze sul già complesso mondo dell'insegnamento e dei giovani che vi si affacciano per la prima volta; l'ordinanza ministeriale, impedendo agli abilitati all'estero il conferimento di incarichi con contratto a tempo determinato in attesa del riconoscimento del titolo, sembrerebbe porsi in contrasto con il diritto all'acceso parziale tutelato dalla direttiva n. 36/2005 e dal conseguente decreto legislativo n. 206 del 2007, si chiede di sapere se e quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di garantire la piena attuazione dei diritti di cui al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, con riguardo ai docenti abilitati e specializzati all'estero, penalizzati ed esclusi dalle graduatorie. Atto n. 4-07432 RIVOLTA Erica Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la legge 12 marzo 1999, n. 68, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", istituisce quote di riserva per le "categorie protette" e assegna, agli aventi diritto, la riserva di posti in occasione del conferimento dei contratti di supplenza, al 31 agosto e al 30 giugno, attribuite da graduatorie ad esaurimento e da graduatorie provinciali per le supplenze, a cui spettano rispettivamente il 7 per cento e l'1 per cento, a seconda delle categorie dei posti; la legge 5 febbraio 1992, n. 104, "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", realizza il diritto allo studio degli alunni e alunne con disabilità, attraverso l'inclusione scolastica, con l'obbligo nei confronti dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, tra cui quella di affiancare all'alunno e alunna un docente specializzato specificatamente sul sostegno. Entrando maggiormente nel dettaglio, l'art. 14, comma 6, prevede "l'utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati"; considerato che: l'ambito territoriale di Benevento, ufficio VIII, dell'ufficio scolastico regionale per la Campania, con decreto prot. n. 006267 del 14 settembre 2022, ha ritenuto prioritario il diritto dell'alunno diversamente abile ad essere seguito da un docente specializzato. L'ambito territoriale di Benevento è intervenuto in autotutela (agendo manualmente sull'algoritmo ministeriale) per ristabilire la corretta attribuzione delle sedi e l'assegnazione dei posti. Altri ambiti territoriali, (a titolo di esempio l'ambito territoriale di Avellino, ufficio VII, dell'USR per la Campania, e l'ambito territoriale di Taranto, ufficio VII, dell'USR per la Puglia) hanno ritenuto prioritario l'esatto opposto ovvero assegnare i posti e le cattedre ai "riservisti", beneficiari della riserva per le categorie protette (legge n. 68 del 1999) da graduatorie provinciali per le supplenze incrociate di seconda fascia, ovvero ai docenti privi di titolo di specializzazione o abilitazione, ribadendo che le scelte operate dal sistema sulla base dell'algoritmo impostato dal Ministero dell'istruzione sono ineccepibili; è di tutta evidenza che l'amministrazione scolastica non può trattare in maniera opposta casi del tutto identici. Pur non entrando nel merito di chi ha più diritto (bilanciamento dei diritti), anche se si ritiene prioritario il diritto dell'alunno diversamente abile ad essere seguito da un docente specializzato o abilitato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda intervenire, urgentemente, con precise indicazioni per la corretta attribuzione delle sedi e dei posti, uniformando l'azione dell'amministrazione scolastica su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare possibili contenziosi derivanti da incongruenze tra i diversi ambiti territoriali degli uffici scolastici regionali. Atto n. 4-07433 ROMANO Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'Ispettorato nazionale del lavoro (INL) è stato istituito con decreto legislativo n. 149 del 2015 in forza della delega contenuta nella legge n. 183 del 2014; la legge n. 183 del 2014 ne ha previsto l'istituzione "ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300", che disciplina l'ordinamento delle Agenzie; il decreto legislativo n. 149 del 2015, all'art. 6, comma 1, ha, tuttavia, stabilito che "al personale dirigenziale e non dirigenziale di ruolo dell'Ispettorato si applica, rispettivamente, la contrattazione collettiva dell'Area I e la contrattazione collettiva del comparto Ministeri"; la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) al comma 143 dell'art. 1, ha previsto che "al fine di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia ed elle finanze un fondo da ripartire, con dotazione pari a 80 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021"; il secondo ed il terzo periodo del comma 143 del citato art. 1, ha inoltre stabilito che "a decorrere dall'anno 2020, il fondo può essere alimentato con le eventuali somme, da accertarsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che si rendono disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale2019-2021 (…)"; il quarto ed il quinto periodo del comma 143 prevede ancora che "le risorse del fondo sono destinate nella misura del 90 per cento, alla graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione del personale appartenente alle aree professionali dei Ministeri al fine di ridurne il differenziale e, per la restante parte all'armonizzazione dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato delle medesime amministrazioni. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (…) si provvede alla ripartizione delle risorse del fondo tra le amministrazioni di cui al primo periodo per il finanziamento del trattamento accessorio di ciascuna di esse, tenendo conto anche del differenziale dei trattamenti di cui al precedente periodo e, in deroga all'articolo 45 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, alla conseguente rideterminazione delle relative indennità di amministrazione"; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 marzo 2022, ha previsto un incremento delle indennità di amministrazione e dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato che, tuttavia, non coinvolge l'INL né l'ANPAL; considerato che: l'indennità una tantum, a valere sul Fondo risorse decentrate (FDR) 2022, di cui alla previsione contenuta nell'articolo 32- bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, non può ritenersi satisfattiva di quanto spettante al personale dell'Ispettorato nazionale del lavoro in termini di adeguamento dell'indennità di amministrazione, a far data dal 2020, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda o abbia inteso adottare per garantire che le previsioni di cui all'articolo 1, comma 143, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, si applichino, con un apposito stanziamento nella prossima legge di bilancio, anche al personale appartenente alle aree professionali e al personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche, già ricomprese dall'ambito di applicazione della contrattazione collettiva del comparto Ministeri e della contrattazione collettiva dell'Area I e, in particolar modo, al personale dell'Ispettorato nazionale del lavoro e dell'Agenzia nazionale per le politiche del lavoro. Atto n. 4-07434 PRESUTTO DI NICOLA MAUTONE NOCERINO Simona Nunzia VACCARO RUSSO Loredana DONNO Daniela LEONE Cinzia TRENTACOSTE Al Ministro dell'interno Premesso che: lo scorso sabato 17 settembre 2022 un fatto molto grave è accaduto a Napoli, in via Duomo; un gruppo di attivisti di "Impegno civico" ha subito una pesante aggressione poco dopo l'arrivo del leader Luigi Di Maio; il gazebo dove si trovavano, infatti, è stato vandalizzato e gli attivisti aggrediti; si tratta di un episodio purtroppo non isolato, frutto di un clima di violenza generalizzato ed alimentato da alcuni gruppi, a Napoli e a livello nazionale, che sta avvelenando una campagna elettorale molto difficile, che si sta svolgendo in un clima geopolitico internazionale caratterizzato dalla guerra tra Russa e Ucraina, e che sta determinando pesanti ripercussioni economiche e sociali a livello nazionale: un' escalation di intolleranza ed odio, che trova la sua espressione non solo per le strade ma anche sul web ; numerosi sono, infatti, gli attacchi ricevuti sui social network da attivisti, militanti e candidati di Impegno civico i quali da settimane sono fortemente limitati nella loro legittima possibilità di espressione da una martellante campagna di offese, diffamazioni e minacce di morte provenienti da profili social che in taluni casi sembrerebbero addirittura falsi; questo stato di cose si pone in antitesi con quello che dovrebbe essere uno dei capisaldi della nostra democrazia: un sereno e pacifico confronto politico tra forze contrapposte prima delle elezioni; il prefetto di Napoli, informato dell'accaduto, ha mostrato massima disponibilità ed allertato le forze dell'ordine, sempre pronte ad intervenire, sulla possibilità, assolutamente concreta, che fatti del genere possano ripetersi e nel valutare l'eventuale presenza di un'unica regia dietro ai numerosi attacchi sui social network , si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; come intenda intervenire, anche attraverso un attento monitoraggio dei canali web e social , al fine di proteggere e garantire la sicurezza di candidati e attivisti di Impegno civico, impegnati nell'organizzare la propria campagna elettorale. Atto n. 4-07435 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e della transizione ecologica Premesso che: le forti piogge a carattere torrenziale che si sono abbattute sulle Marche hanno prodotto una grave alluvione con conseguente esondazione del fiume Misa, provocando un grave dissesto idrogeologico, soprattutto nelle province dell'Anconetano e del Pesarese; sono centinaia gli sfollati, si piangono morti, mentre ancora fervono le ricerche dei dispersi; è stata necessaria la chiusura di scuole, uffici, strutture pubbliche e strade; ingenti sono i danni all'agricoltura, all'ambiente, a edifici e abitazioni private; tenuto conto che: i danni provocati dall'alluvione sono ingenti e i comuni non possono fare autonomamente fronte alle conseguenze economiche che ne derivano; appare evidente l'urgenza di organizzare un sistema di infrastrutture per dotare il territorio delle opere pubbliche necessarie per evitare il ripetersi di tali danneggiamenti, si chiede di sapere: se il Governo intenda mettere in essere, con urgenza, gli interventi necessari ad affrontare la presente emergenza per sostenere le amministrazioni locali e la popolazione marchigiana, provate dall'ennesimo evento alluvionale; se intenda adottare immediatamente un provvedimento ad hoc con ulteriori sostegni economici alle popolazioni colpite e una moratoria sui pagamenti di tributi e mutui per cittadini e imprese, già in ginocchio a causa della crisi; se intenda assumere le necessarie iniziative di carattere legislativo, anche d'urgenza, al fine di assicurare, anche ispirandosi al modello "Ponte Morandi" di Genova, la rapida cantierabilità delle opere e dei progetti previsti, con l'obiettivo ultimo di accelerare le azioni di contrasto al dissesto idrogeologico. Atto n. 4-07436 MALLEGNI Ai Ministri dell'interno, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nei giorni scorsi, in occasione della presentazione della nuova banchina F del "Marina Fiera" di Genova, alla quale ha partecipato il patron di "Amico & Co", cantiere di refit e società che gestisce il vicino "Waterfront Marina", è stata avanzata richiesta di aggiornamento sul tema delle limitazioni temporali alla permanenza in Italia degli equipaggi extracomunitari; sulla base della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 5 febbraio 2020, dall'ultimo periodo del 2021, ai marittimi non unionali che giungono in territorio italiano per imbarcarsi su unità non italiane, non viene più apposto sul libretto il timbro in uscita fino a che il comandante non dichiara la partenza della nave per porto che si trovi al di fuori dell'area Schengen; l'Italia è sede delle più importanti realtà della cantieristica navale mondiale e durante il periodo invernale molte navi si recano presso i numerosi cantieri per lavori di manutenzione che durano ben oltre i 3 mesi e comportano un enorme indotto economico. Durante tale periodo, approfittando della non operatività della nave, gli armatori consentono al personale di equipaggio di usufruire delle ferie o di permessi per la loro formazione professionale e pertanto i marittimi si trovano a dover uscire e rientrare nel territorio italiano; all'atto del rientro, la mancata apposizione del timbro in uscita in attesa della partenza della nave comporta per loro l'esaurimento dei 90 giorni previsti dal codice Schengen e la conseguenza di trovarsi in territorio italiano (quindi e Schengen) in condizione di illegalità; per mitigare gli effetti di tale situazione, con l'articolo 13- ter , comma 1, del decreto-legge n. 21 del 2022, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 51 del 2022, è stato modificato l'articolo 27 del decreto legislativo n. 286 del 1998 con l'aggiunta del comma 1- septies , che consentirebbe ai tutti i marittimi non unionali, a prescindere dalla mansione a bordo, che hanno il contratto di arruolamento con società non unionali proprietarie di navi non italiane, presenti nei porti italiani per un lungo periodo, di richiedere il "visto di lavoro" fuori dalle quote previste, senza nulla osta al lavoro e con procedure semplificate; purtroppo però, in base alla risposta ottenuta il 31 agosto 2022 dalla Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie, Unità per i visti: "attualmente la nuova norma è in discussione con i competenti organi del Ministero dell'Interno al fine di stabilire, col decreto di attuazione, le modalità di applicazione, ovvero la tipologia di visto più consona per questi lavoratori", nemmeno questa procedura risulta al momento applicabile; anche alcuni consolati italiani, contattati, hanno confermato che non applicheranno le nuove procedure in mancanza delle disposizioni d'attuazione. Inoltre, sebbene ufficialmente sia negato dalle rispettive autorità, si sono avuti riscontri che in Francia e Spagna i timbri in uscita continuano ad essere apposti anche per le unità che stazionano per lunghi periodi; la situazione sta portando molti armatori e comandanti di megayacht a valutare di portare le loro unità in Paesi dove non siano presenti tali problematiche, con un rilevante danno economico al settore; occorre evidenziare che l'Italia è ancora oggi lontana da una soluzione di questa problematica e ciò rappresenta un fattore penalizzante che da un lato alimenta un marketing negativo contro il nostro Paese, soprattutto contro Genova, da parte di tutte le principali città concorrenti a livello internazionale come Palma di Maiorca, Barcellona, La Ciotat e Marsiglia, dall'altro limita nuovi progetti e investimenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della problematica esposta; se ritengano di adottare, ciascuno per quanto di competenza, misure urgenti volte a rimuovere lo svantaggio competitivo, soprattutto rispetto ai Paesi limitrofi come Francia e Spagna. Atto n. 4-07437 CORRADO Margherita ANGRISANI Luisa LANNUTTI GRANATO Bianca Laura Al Ministro della cultura Premesso che: risulta agli interroganti che, a distanza di 3 anni dalla menzione del settembre 2019, quando "il Fatto Quotidiano" fece il nome di Salvo Nastasi per celebrarne a modo suo il ritorno al Ministero per i beni e le attività culturali riportato nel ruolo da Franceschini e ripercorrere a beneficio dei lettori il peculiare cursus honorum dell'avvocato barese, ma lo fece schermandosi dietro la firma (ovviamente posticcia) di tale Romano Collegi, il 16 giugno 2022 il quotidiano diretto da Marco Travaglio ha di nuovo messo nero su bianco quel nome e cognome in un pezzo a firma di Marco Palombi intitolato "PNRR, meritocrazia e dirigenti pubblici" (su "ilfattoquotidiano.it"). Nei giorni precedenti, su "Il Sole-24ore", era stato pubblicato un articolo di Antonio Naddeo e Raffaella Saporito, più corposo e di diverso tenore, che poneva in termini di potenziale sconfitta del sistema italiano di dirigenza il problema affrontato invece da Palombi per sommi capi e tutto in chiave ironica ("Il futuro dei dirigenti nella PA e la scelta di percorsi chiari"); il giornalista del "Fatto" segnalava, tra gli emendamenti presentati in Senato in vista della conversione del decreto-legge n. 36 del 2022, dal Partito democratico, analogo però ad altri di tutto l'arco parlamentare, l'emendamento che, su una presunta pressione delle Regioni, intendeva inquadrare in ruolo, stabilizzandoli come dirigenti, i funzionari pubblici diventati tali non con concorso, come vuole il principio generale sancito dall'art. 97 della Costituzione, in verità già minato dal decreto-legge n. 80 del 2021 che permette le progressioni verticali degli interni anche verso la dirigenza, ma a contratto, per un minimo di 3 anni (durante i quali essi sono messi in aspettativa), ricorrendo al comma 6 dell'art. 19 del decreto legislativo n. 165 del 2001, peraltro "allargato" grazie all'art. 14, comma 2- bis , del decreto-legge n. 83 del 2014; a giudizio degli interroganti, grazie ad una parziale riforma del 2005, con il comma 6 non si attinge più solo fuori dai ruoli dirigenziali dell'amministrazione ma anche e soprattutto all'interno, senza verifica alcuna, troppo spesso, del possesso della richiesta "particolare e comprovata qualificazione professionale" ma agendo sulla base di criteri come la sintonia intellettuale o caratteriale (e qualche volta persino affettiva) con i decisori amministrativi e politici. Il comma 6 serve a cooptare i fedelissimi senza dover brigare per far loro vincere un concorso pubblico e consente non solo di controllare i ruoli di vertice ma di infiltrare, con uomini e donne di propria fiducia, tutto il tessuto dell'amministrazione; tra le vette toccate dalla "specifica e motivata valutazione discrezionale dell'amministrazione", di recente ribadita dall'adunanza generale della Corte dei conti (n. 41662 del 23 agosto 2022), "il Fatto", pur citando anche esempi al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero dello sviluppo economico, ha puntato tutto su Salvo Nastasi: caso limite di un comune funzionario amministrativo entrato al Ministero per i beni culturali nel 2000 e assurto a dirigente a contratto, nel ruolo di segretario generale del ministero economico più importante di tutti, come da sempre lo definisce l'on. Franceschini (è stato persino scritto, e non smentito dal Ministro, che sarebbe lui a regolarne le sorti), proprio grazie ad un comma 6; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: come nelle più classiche "catene di Sant'Antonio", Nastasi ha a sua volta proceduto alla nomina di parecchi dirigenti a contratto, compreso quell'Angelantonio Orlando al quale ha affidato il servizio V "Contratti e attuazione programmi" del segretariato generale, creato ex novo con il decreto ministeriale 28 gennaio 2020, e più di recente l'unità di missione del Ministero per l'attuazione del PNRR. Si tratta di un funzionario tecnologo dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale, che è stato trasferito in comando e creato dirigente dell'allora Ministero per i beni culturali proprio grazie ad un provvidenziale comma 6; la Corte dei conti fece un rilievo alla nomina dell'ingegner Orlando, lamentando che gli mancavano i 5 anni (almeno) di "esperienza in funzioni dirigenziali", che il curriculum non attestava la prescritta "particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica", né egli proveniva "dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e dei procuratori dello Stato". In più, la scelta era caduta su di lui prima di vedere fallita la ricerca di dirigenti interni all'amministrazione dei beni culturali. Il vigile segretario generale fu lesto, però, a giustificare la preferenza accordata all'ingegnere con l'inadeguatezza degli altri partecipanti all'interpello, interni ed esterni, e a lodarne le pregresse esperienze nel settore ambientale (depurazione, soprattutto), tali da renderlo l'uomo ideale per dirigere il servizio V. Abbastanza da ridurre la Corte a più miti consigli; non sono pochi, parlando di comma 6, i lavoratori coinvolti in tutta la pubblica amministrazione ma la loro percentuale raggiunge il 15 per cento solo nel Ministero della cultura (contro l'8 per cento delle altre amministrazioni, elevabile al 10 per cento ex art. 1, comma 6, del decreto-legge n. 162 del 2019), dove la situazione è già da qualche anno fuori controllo. Il personale in servizio è stato fatto calare, infatti, a meno del 50 per cento della pianta organica e i concorsi sono stati procrastinati sine die o, se banditi, rallentati per operare una trasformazione antropologica dei dipendenti. Nel merito, nessun concorso per dirigenti è stato bandito dal ministro Franceschini tra il 2014 e il 2021: soltanto, nel 2017 c'è stato uno scorrimento di idonei in una graduatoria di dirigenti bibliotecari e un altro nel 2018 in una graduatoria di dirigenti storici dell'arte, con conseguenti nomine, mentre il 31 dicembre 2018 sono scadute graduatorie di concorsi per dirigenti (con idonei), poi si sono registrate sempre più attribuzioni di posizioni dirigenziali mediante il comma 6, culminate a novembre 2021; nelle more della presunta immissione in ruolo straordinaria garantita dal citato emendamento, i più maliziosi già pronosticavano che i direttori dei 44 istituti con autonomia speciale, esaurito l'incarico di 4 più 4 anni conferito appunto mediante comma 6 perché esterni alla pubblica amministrazione, avrebbero preteso anche loro di essere stabilizzati, invece di dover fare le valigie in prossimità di ogni scadenza dell'ottavo anno della direzione assegnatagli per fare in tempo, con un gioco di prestigio, a passare ad un'altra e ripartire da zero. Non a caso l'Atto Senato n. 2254, che è un disegno di legge di disciplina del conferimento delle nomine dei direttori museali statali, prevede invece una procedura concorsuale e un unico incarico di 5 anni non rinnovabile; valutato che, sempre per quanto risulta, l'emendamento teso a stabilizzare il comma 6 non ha avuto seguito ma un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 luglio 2022 che sembra averne ereditato l'obiettivo prevede, all'art. 3, che "Il Ministero della cultura è autorizzato ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale indicate alle tabelle 4, 5 e 6 allegate". La Corte dei conti l'ha registrato il 31 agosto. In una nota stampa del 31 agosto 2022, la Confsal UNSA ha condannato il decreto del 22 luglio, definito "una sgradevole sortita", contestando la stabilizzazione dei dirigenti senza trasparenza e preannunciando azioni legali e sindacali tese a contrastarla, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover bloccare un'immissione in ruolo straordinaria come sembra profilarsi quella descritta, passibile di costituire un grave precedente e tale da ribadisce la vigenza, di fatto, nell'amministrazione della cosa pubblica di quel familismo amorale che è da sempre (e forse per sempre) una cifra imprescindibile del "Bel Paese". Atto n. 4-07438 CORRADO Margherita LANNUTTI GRANATO Bianca Laura ANGRISANI Luisa Ai Ministri della cultura e dell'università e della ricerca Premesso che: il decreto legislativo n. 42 del 2004 ha inteso rafforzare e disciplinare la tutela del patrimonio culturale italiano. Da qui la regolamentazione della figura professionale del restauratore, la creazione di percorsi universitari ad hoc (LMR02) e la contestuale salvaguardia di coloro che già svolgevano quella professione, avendo ottenuto diplomi presso scuole riconosciute dal Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca frequentate prima del 2009 e corsi di due/tre anni presso scuole accreditate al Ministero della cultura (Istituto centrale del restauro di Roma, Opificio delle pietre dure di Firenze, Scuola del mosaico di Ravenna e Scuola del libro di Roma); anche a questi ultimi è stata consentita l'iscrizione in un apposito elenco, tenuto presso la Direzione generale Educazione Ricerca e Istituti culturali del Ministero (oggi) della cultura a seguito del superamento di una selezione per titoli e competenze avvenuta il 22 giugno 2015, con pubblicazione del bando per l'acquisizione della qualifica di restauratore ex art. 182 del già citato "Codice dei Beni culturali e del Paesaggio". Dimostrate le suddette credenziali, tutti i restauratori, in ottemperanza a quanto stabilito dal medesimo articolo 182, sarebbero dovuti risultare qualificati come tali a pari titolo e inseriti nell'elenco; considerato che oggi la formazione del restauratore si struttura in un corso a ciclo unico, articolato in 300 crediti formativi universitari. Con il decreto interministeriale a firma dei ministri Franceschini e Fedeli del 21 dicembre 2017 si è proceduto all'equiparazione dei soli titoli rilasciati alle Scuole di alta formazione (SAF) anteriormente al decreto ministeriale n. 87 del 2009 e al diploma di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali (LMR02). Ciò a fronte di bandi pubblici per corsi di soli due/tre anni, con ammissione dopo la terza media, a discapito di restauratori in possesso di lauree triennali e diplomi quinquennali, anche post diploma di scuola superiore, ma non di provenienza SAF; valutato che: il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4994 del 19 agosto 2009, ha ribadito il consolidato orientamento giuridico italiano circa il riconoscimento del titolo equipollente a laurea, che può essere determinato esclusivamente ex lege (vedi anche sentenza TAR Lazio n. 1867 del 1° marzo 2011): non è consentito, pertanto, alla Pubblica Amministrazione e ai Ministeri, rilasciare titoli equipollenti attraverso un atto amministrativo; il TAR Lazio, con la sentenza n. 1568/2021, ha confermato che in Italia esiste un'unica categoria di restauratori di beni culturali e che quanti ne fanno parte hanno tutti gli stessi privilegi di legge; nonostante quanto sopra, ad oggi al Ministero della cultura è prassi confezionare bandi di concorso per il restauro di opere d'arte in base all'origine professionale dei candidati in possesso del titolo equipollente (si veda il diploma conseguito alle SAF ante decreto ministeriale n. 87 del 2009) come requisito per l'ammissione al quale viene riconosciuto maggiore punteggio valutativo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano sospendere l'efficacia e l'applicazione del decreto ministeriale n. 564 del 12 dicembre 2017 riconosciuto alle SAF ante decreto ministeriale n. 87 del 2009 ed estendere l'accesso all'equiparazione anche ai restauratori qualificati ex art. 182 in possesso di diplomi quinquennali in Arte applicata, sezione Restauro o Conservazione, Arte del legno, Beni culturali e affini, rilasciati nel periodo ante 2009 dagli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado, riconosciute dal Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca e di diplomi di lauree triennali in Restauro, Conservazione, Arti applicate, Beni culturali e affini, rilasciate nel periodo ante 2009 dalle Università riconosciute dal medesimo Ministero. Atto n. 4-07439 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina CORRADO Margherita Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, della transizione ecologica e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: nella notte tra il 15 e il 16 settembre 2022 l'alluvione che ha colpito le aree di Senigallia (Ancona) e di Cantiano (Pesaro e Urbino), nel centro-nord delle Marche, ha causato 11 morti, 50 feriti, 150 sfollati e due dispersi: Mattia, un bimbo di 8 anni, e una donna di 56 anni, Brunella Chiù; al dolore per le numerose vittime, si aggiunge la preoccupazione per una ricostruzione i cui tempi sono sempre molto incerti. Cantiano, ad esempio, "non ha più il centro storico, non ha più una zona industriale, non ha più un'attività di impresa aperta", ha denunciato il sindaco Alessandro Piccini; nel frattempo, la magistratura ha aperto un fascicolo sull'inspiegabile "allarme giallo" diramato dal Dipartimento della protezione civile, ma anche per capire lo stato di manutenzione dei corsi d'acqua, come il Misa, che sfocia a Senigallia, e il suo affluente Nevola. Un tema, quest'ultimo, che era già emerso all'indomani della piena del 2014 (allora i morti furono 4 e i danni calcolati in 180 milioni di euro) e per il quale esistono soluzioni, anche se finora poco si è fatto; considerando che: nel rapporto dell'ISPRA intitolato "Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio 2021" si legge che "complessivamente il 93,9% dei comuni italiani (7.423) è a rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera. 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane (13% giovani con età &#60; 15 anni, 64% adulti tra 15 e 64 anni e 23% anziani con età &#62; 64 anni) e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni. Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Veneto, Lombardia, e Liguria. Le famiglie a rischio sono quasi 548.000 per frane e oltre 2,9 milioni per alluvioni. Su un totale di oltre 14,5 milioni di edifici, quelli ubicati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata sono oltre 565.000 (3,9%), quelli ubicati in aree inondabili nello scenario medio sono oltre 1,5 milioni (10,7%)"; peraltro il dissesto idrogeologico così diffuso in Italia rappresenta un problema di notevole importanza per i costi della gestione degli eventi calamitosi che superano di diversi ordini di grandezza le spese che sarebbero sufficienti per la manutenzione. È stato calcolato che la furia dell'acqua e delle frane, ad esempio, è costata al Paese 51 miliardi di euro di danni negli ultimi 40 anni, che diventano 90 se si tiene conto anche delle ondate di calore; tra i fattori naturali che predispongono il territorio ai dissesti idrogeologici rientra la conformazione geologica, caratterizzata da un'orografia complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi o di dimensioni rilevanti, come il bacino idrico del Po composto da un fitto reticolo di numerosi affluenti che più volte negli ultimi anni hanno dato origine a esondazioni; nella XVIII Legislatura in corso, in seguito alla mancata riconferma della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, con il decreto-legge n. 86 del 2018, i compiti sono stati trasferiti al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Successivamente, l'art. 40 del decreto-legge n. 109 del 2018 ha previsto l'istituzione di una cabina di regia, denominata "Strategia Italia" (a cui partecipa anche il Ministro dell'ambiente), avente il compito, tra gli altri, di verificare lo stato di attuazione degli interventi connessi a fattori di rischio per il territorio, quali dissesto idrogeologico e vulnerabilità sismica degli edifici pubblici. La cabina di regia è stata istituita con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 15 febbraio 2019; con la deliberazione 31 ottobre 2019, n. 17/2019/G, trasmessa al Parlamento, la Corte dei conti ha esaminato le modalità di funzionamento e di gestione del fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico (istituito nella XVII Legislatura dall'art. 55 della legge n. 221 del 2015), nonché dato conto del nuovo quadro introdotto dalle nuove disposizioni normative e regolamentari di cui al decreto-legge n. 86 del 2018, e ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del febbraio 2019 "che riconducono al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare tutte le competenze in materia di dissesto"; tra gli obiettivi del Ministero della transizione ecologica tramite il PNRR c'è quello di "rendere l'Italia più resiliente agli inevitabili cambiamenti climatici", pertanto obiettivo della misura è quello di "accelerare l'attuazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico mediante la semplificazione delle procedure e l'interoperabilità tra le banche dati"; considerando infine che anche il Pontefice è tornato a parlare dell'emergenza climatica con un messaggio inviato ai partecipanti alla conferenza promossa dalla Pontificia accademia delle scienze sul tema "Resilience of people and ecosystems under climate stress", svolto in Vaticano il 13 e il 14 luglio 2022: "Il fenomeno del cambiamento climatico è diventato un'emergenza che non resta più ai margini della società. Ha assunto un posto centrale, rimodellando non solo i sistemi industriali e agricoli, ma anche colpendo negativamente la famiglia umana globale, in particolare i poveri e coloro che vivono alle periferie economiche del nostro mondo". "Oggi ci troviamo di fronte a due sfide: ridurre i rischi climatici riducendo le emissioni e assistere e consentire alle persone di adattarsi al progressivo peggioramento dei cambiamenti climatici. Queste sfide ci invitano a pensare a un approccio multidimensionale per proteggere sia gli individui che il nostro pianeta", si chiede di sapere: quali urgenti e indifferibili iniziative di competenza si intenda intraprendere per consentire un rapido avanzamento di tutte le procedure possibili per mitigare il rischio idrogeologico in Italia; se si ritenga che vi sia stata negligenza nell'allerta meteo e nella ripulitura dei corsi di acqua, come ipotizzato dalla magistratura, considerando che esistono soluzioni per prevenire, ma si continua ostinatamente a fare poco o nulla; quali interventi si intenda mettere in essere, con urgenza, per sostenere le amministrazioni locali e la popolazione marchigiana, provata dall'ennesimo evento alluvionale; se e come si intenda provvedere, con carattere di continuità, a dotare i Comuni di strumenti idonei ad affrontare i danni da dissesto idrogeologico. Atto n. 4-07440 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina CORRADO Margherita Ai Ministri della transizione ecologica, dell'interno, della cultura e della salute Premesso che: durante la campagna elettorale per le ultime elezioni comunali a Roma, il candidato del PD, Roberto Gualtieri, poi diventato sindaco, aveva promesso che avrebbe risolto, con una sorta di bacchetta magica ed "entro Natale 2021, il grave problema della raccolta dei rifiuti", gestita da AMA, come pure sarebbe intervenuto sul degrado e sull'incuria che attanagliano la città eterna, determinati dalla mancanza di pulizia, dalla carenza di cassonetti, sempre più strabordanti di ogni genere di rifiuti, collocati su strade e marciapiedi infestati da ratti e gambiani e, in determinate zone della città, anche da cinghiali, che provocano problemi di ordine sanitario e, dunque, un pericolo per la salute dei cittadini romani; come si legge sul sito, "AMA Spa è il più grande operatore in Italia nella gestione integrata dei servizi ambientali. Costituita in Spa nel 2000, ha un unico socio, il Comune di Roma che ne detiene l'intero capitale. Con oltre 7.000 dipendenti, l'azienda serve un bacino di utenza di 2.848.084 persone". La realtà di AMA, però, è molto diversa dall'enfatica rappresentazione pubblicata sul proprio sito, come denunciano cittadini e utenti dei suoi servizi alle associazioni dei consumatori; considerato che: piazza Vittorio Emanuele II, anche conosciuta con il nome di Piazza Vittorio, è una piazza di Roma sita nel rione Esquilino, a pochi passi dalla stazione ferroviaria Termini. Con quasi 10.000 metri quadrati in più di piazza San Pietro, è la piazza più vasta di Roma, caratterizzata da portici che la delimitano, la cui pavimentazione è in "bollettonato genovese" restaurato una prima volta nel 2001, che forma una sorta di ininterrotto tappeto in cui gli elementi di marmo sembrano disposti in maniera del tutto casuale e naturale; la preziosa pavimentazione del porticato di Piazza Vittorio è stata nuovamente restaurata e per farlo il Comune ha speso 500.000 euro. Ora tale restauro rischia di essere vanificato dalle incrostazioni di sporcizia che si sono accumulate agli angoli e attorno alle caratteristiche colonne, come recentemente denunciato dal titolare della storica farmacia sita sotto i portici, il dottor Giuseppe Longo. In una intervista al "Corriere della Sera" dei giorni scorsi, il farmacista ha ricordato che la pulizia della pavimentazione del porticato non spetta agli abitanti dei palazzi ottocenteschi che circondano la piazza, come stabilisce una legge del 1860 sul diritto di calpestio. Nell'articolo, il dottor Longo denuncia inoltre che da quando "sono stati dismessi gli interventi tradizioni con l'idropulitrice e la asciugatrice, gli operatori non fanno che ammucchiare lo sporco ai lati, oltre a danneggiare i lucchetti delle saracinesche dei negozi e i portoni di legno dei palazzi". Pertanto il dottor Longo ha scritto al dirigente dell'AMA responsabile di zona per denunciare la situazione di degrado, che imperversa ormai da tempo sotto i portici e si dice pronto a denunciare l'azienda municipalizzata se non interverrà per garantire il decoro dei portici; al momento la pulizia è affidata alla libera iniziativa dei residenti e dei commercianti. Il dottor Longo è tra quelli che lavano la pavimentazione davanti al proprio esercizio, "ma non posso permettermi di pulire tutti i portici", spiega nell'articolo del "Corriere della Sera". "Basterebbe seguire l'esempio del mercato di piazza Vittorio che si è affidato a una ditta esterna", sottolinea il farmacista. "Se il Comune adottasse la stessa strategia, di sicuro spenderebbe meno"; considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti AMA ha garantito quattro passaggi per lavare con il getto di una idropulitrice, anche con enzimi che dovrebbero agire con azione di disinfestazione di microbi batteri e quant'altro. Dopo due interventi, però, questi non sono risultati la soluzione più idonea. Anzi. Il pavimento dei portici rimane infatti impastato e danneggiato da una inadeguata azione da parte degli operatori che sono costretti a usare macchinari non idonei. Il pavimento di mosaico appena ristrutturato subisce un'azione troppo diretta dall'idropulitrice, che fa saltare le stuccature appena rifatte. Inoltre il getto non è sufficiente a rimuovere le incrostazioni che si formano, che rimangono attive anche con le cariche batteriche, come sostenuto in una lettera inviata all'AMA proprio dal dottor Longo, che oltre essere un sanitario, è anche perito chimico. Lo stesso Longo ha suggerito l'uso di almeno due macchine pulitrici a spazzole che asciugano dopo il lavaggio, "per rendere come già in passato, circa dieci anni fa, le pulizie molto più efficaci e durature, facendo risparmiare enormi quantità di denaro pubblico impegnato oggi in operazioni inadeguate"; considerato infine che a gennaio 2022 è stato avviato "un tavolo di lavoro permanente per coordinare azioni e strategie in grado di favorire il rilancio di Piazza Vittorio Emanuele II", creato dopo l'incontro tra le diverse istituzioni coinvolte nella riqualificazione dell'area, al quale hanno partecipato il Ministro della cultura, la Ministra dell'interno, il sindaco di Roma, la presidente del I Municipio, il Prefetto di Roma e la Soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, si chiede di sapere: se si ritenga opportuno garantire una pulizia del pavimento del porticato di piazza Vittorio, come avveniva oltre dieci anni fa, con i macchinari di una ditta esterna, il cui utilizzo generava ulteriori costi per i cittadini, anche in vista del rinnovo del contratto tra AMA S.p.A. e Comune di Roma, considerando che tali costi possono essere ovviati da un'organizzazione adeguata della società municipalizzata, che può predisporre, ad esempio, l'acquisto e l'utilizzo di macchinari idonei, anche per garantire ai cittadini il diritto alla pulizia e all'igienizzazione dei portici, reali e durature; più in generale, quali misure il Governo intenda attivare per garantire la pulizia della Capitale d'Italia, recentemente sbeffeggiata dalla stampa straniera (il "New York Times" il 30 agosto 2022 ha definito Roma la " city of eternal trash ", la città della spazzatura eterna), ed impedire così che la gestione di AMA e del Comune di Roma, sua azionista unico, possa trasformarsi in una crisi sanitaria, che potrebbe mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Atto n. 4-07441 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che tra gli emendamenti approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato per favorire il recupero dei crediti assistiti da garanzie pubbliche rilasciate dal fondo costituito presso il Mediocredito centrale, all'art. 42- bis , il numero 42.0.10 bis, intitolato "Progetto Guaranties Loans Active Management - Glam", chiarisce che tale recupero crediti sarà possibile "anche tramite l'erogazione di nuova finanza a condizioni di mercato" grazie ad AMCO, ex bad bank del Banco di Napoli, che può costituire "uno o più patrimoni destinati" attraverso cui acquisire "entro tre anni dall'ok della Commissione Europea a condizioni di mercato e a esclusivo beneficio di terzi, crediti derivanti da finanziamenti assistiti da garanzia diretta" del Fondo centrale di garanzia PMI; considerato che in un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" del 16 settembre 2022, si legge: "Il ministero dell'economia ha scambiato il decreto Aiuti bis per l'ultimo treno disponibile in cui infilare gli avanzi di magazzino più controversi. In sostanza il governo si prepara a trasferire a una società controllata dal Tesoro una parte dell'enorme mole di crediti garantiti dallo Stato erogati durante la crisi Covid, con l'obiettivo di evitare che l'esplosione delle insolvenze possa impattare subito sul debito pubblico. Detto volgarmente, serve a mettere un po' di polvere sotto il tappeto e comprare tempo. La mossa è passata con un emendamento studiato al Tesoro e approvato martedì al Senato, contro cui si è scagliato ieri Giulio Tremonti". L'ex ministro dell'economia, oggi candidato e consigliere di Giorgia Meloni, ha parlato a "Il Giornale" di una "pillola avvelenata lasciata dal governo Draghi all'esecutivo che uscirà dalle urne". Tremonti si è detto sbalordito "che negli ultimi giorni di vita del governo" arrivi "una norma di questo tipo senza che sia stata discussa e votata e quindi nemmeno capita". Secondo il fiscalista si tratta di "una partita che vale, grosso modo, 250 miliardi di potenziale nuovo debito pubblico, non ancora contabilizzato. Cifra di enorme rilievo che vale quasi il 9% del Pil"; considerato inoltre che: del piano, in realtà, se ne parla da tempo in ambienti finanziari, anche se non si era mai concretizzato, fino a martedì. In sostanza, l'emendamento permette ad AMCO, l'ex bad bank del Banco di Napoli, oggi controllata dal Tesoro, di acquistare dalle banche i crediti che hanno beneficiato delle garanzie del Fondo di garanzia per le PMI, il cui raggio di azione è stato enormemente allargato nel 2020 dal Governo pro tempore Conte II per aiutare imprese e partite IVA schiacciate dalla crisi COVID. Una massa enorme, 258 miliardi erogati con garanzia pubblica al 90 per cento a 2,7 milioni di clienti. Finite le moratorie, i debitori iniziano ad avere problemi, ma se non pagano le banche fanno scattare la garanzia pubblica del Fondo. AMCO stima 40 miliardi a rischio, di cui 12 dovrebbero passare subito di mano. Al Tesoro circolano stime di prestiti incagliati fino a 100 miliardi; il meccanismo è molto complesso. AMCO creerebbe dei "patrimoni destinati" in cui far transitare i crediti acquistati dalle banche. L'acquisto verrebbe finanziato emettendo titoli sul mercato (una "cartolarizzazione"). La norma permette a questi veicoli di acquistare crediti per importi molto più alti del consentito proteggendoli dai creditori, anche se AMCO finisse in pre-dissesto. A cosa serva tutto questo è chiaro: se le garanzie pubbliche scattano, lo Stato paga e il debito pubblico sale, così invece viene creata una barriera per ritardare l'effetto. Finanza creativa, si sarebbe detto un tempo. Il Servizio studi del Senato ha chiesto al Tesoro di chiarire eventuali "rischi per la finanza pubblica"; considerato infine che: il Governo "dei migliori", guidato da Mario Draghi, ha nettamente peggiorato oltre a tutti gli indicatori economici (inflazione, tassi di interessi, cambio euro dollaro arrivato alla parità), anche il nuovo record per il debito pubblico dell'Italia, con lo stock delle passività della pubblica amministrazione che hanno raggiunto i 2.770,463 miliardi di euro nel mese di luglio, con un aumento di 167 miliardi di euro da quando ha assunto l'incarico di Governo. Si tratta del livello più alto mai raggiunto nelle serie storiche, dopo i 2.767,885 miliardi di giugno; nell'ultima conferenza stampa del 16 settembre per illustrare il decreto "Aiuti ter ", il Presidente Draghi ha continuato ad affermare che le sanzioni alla Russia stanno funzionando, si chiede di sapere: se tale "pillola avvelenata", lasciata dal Governo Draghi all'Esecutivo che si insedierà con le prossime elezioni politiche, una partita stimata in circa 250 miliardi di euro, ossia circa il 9 per cento del PIL, non sarà destinata ad incrementare il debito pubblico a livelli stratosferici, che potrebbe arrivare a superare i 3.000 miliardi di euro; quali siano le ragioni che hanno impedito al Governo di trovare i soldi per lo scostamento di bilancio di circa 30 miliardi di euro, per offrire aiuti concreti a famiglie ed imprese devastate dagli aumenti delle bollette di gas, luce, derrate alimentari come registrato dall'inflazione all'8,4 per cento che erode il potere di acquisto, quantificati in quasi 3.000 euro a famiglia su base annua, mentre con la pillola avvelenate AMCO, si prospetta un incremento del debito di 250 miliardi di euro; quali misure urgenti il Governo intenda adottare, oltre alle misure insufficienti finora approvate, per alleviare il peso delle sanzioni che, a differenza della narrazione del premier e della stampa main-stream , stanno purtroppo funzionando per famiglie ed imprese, oramai alla canna del gas, invece che per la Russia. Atto n. 4-07442 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: a Roma è accaduto di sovente che dei cittadini abbiano trovato sul tergicristallo della propria auto o sul parabrezza di moto o motorini multe per divieto di sosta, benché si trattasse di mezzi regolarmente parcheggiati. O che siano stati oggetto di contravvenzione con motivazioni alquanto insensate per la situazione caotica che caratterizza le strade della capitale. Ad esempio, "ha violato l'art 158/1-5 poiché nel centro abitato sostava a meno di 5 metri dalla intersezione stradale", si legge nella sanzione irrogata in data 14 settembre 2022 dal vigile matricola n. 15721. Come se a Roma si potesse evitare di parcheggiare un motorino a meno di 5 metri dall'incrocio, come di recente accaduto, ad esempio, a un cittadino che aveva parcheggiato alla fine di via Vittorio Bachelet, a pochi passi dal CSM e poco distante dalla stazione Termini, mentre contestualmente, nella stessa via, altre auto o moto, seppur in palese divieto di sosta o in doppia fila intralcianti il traffico, apparivano esentate dalle multe, una disparità incomprensibile che da troppo tempo spinge i cittadini romani a pensar male della Polizia locale di Roma capitale, peraltro spesso al centro di inchieste; lo scorso mese di marzo, ad esempio, proprio il Corpo dei Vigili urbani è finito nell'occhio del ciclone per un giro di "Mazzette in cambio di soffiate sui controlli: tre vigili urbani arrestati a Roma. In manette anche due liberi professionisti e un funzionario dell'Ufficio edilizia del Comune. A richiedere favori anche membri della famiglia Casamonica", come spiegato da un quotidiano il 23 marzo: "Mazzette in cambio di soffiate sui controlli. Denaro elargito per ottenere relazioni di servizio create appositamente per favorire i clienti che si rivolgevano a un importante studio di geometri. Una realtà venuta alla luce dopo due anni di indagini, perquisizioni, sequestri e intercettazioni. E adesso sono scattati gli arresti. Due liberi professionisti, tre agenti della polizia locale di Roma e un funzionario dell'Ufficio Edilizia e Ispettorato Edilizio del VII Municipio sono finiti nel mirino della procura. Gli uomini della Guardia di finanza hanno infatti notificato sei ordinanze di custodia cautelare. E due soci di uno studio tecnico sono finiti ai domiciliari. Proprio come un agente della polizia locale. Altri tre vigili e un funzionario dell'Ufficio Edilizia e Ispettorato Edilizio del VII Municipio sono invece stati temporaneamente sospesi dal servizio. Le accuse contestate, a seconda delle posizioni, coinvolgono anche altre quattro persone. E raccontano di un'associazione a delinquere che tra corruzione, falsi e peculati avrebbe giovato anche di 'segreti' rivelati da pubblici ufficiali che si sarebbero intrufolati abusivamente nella banca dati dell'Anagrafe del Comune di Roma"; considerato che: il Corpo di polizia locale di Roma capitale è uno dei più grandi d'Europa. Conta 6.000 agenti che operano in diversi settori, dall'edilizia ai controlli anti COVID. In particolare, tra i compiti assegnati ai vigili capitolini, vi è anche quello di monitorare che i locali rispettino le regole anti contagio, disposte per l'emergenza coronavirus, e che siano in regola con l'occupazione del suolo pubblico; anche l'inchiesta di "Report" dal titolo "Potere capitale", andata in onda su RAI3 il 23 novembre 2020, ha messo in luce numerosi episodi di illegalità di cui sono stati protagonisti i vigili di Roma, episodi di corruzione e di conflitto di interessi documentati da testimonianze e intercettazioni inedite, comprese quelle di commercianti vittime di concussione e di cittadini minacciati di morte solo per aver segnalato troppe irregolarità. In quell'inchiesta è emerso persino che alcuni vigili hanno avuto un atteggiamento più che benevolo nei confronti dei gestori di attività commerciali vicini alla criminalità organizzata. Si è raccontato anche del discutibile atteggiamento dei vigili al momento dei controlli sui locali del centro storico di Roma sequestrati alle mafie. Intervistato, il magistrato Guglielmo Muntoni del Tribunale di Roma ha dichiarato: "Quello che ci ha colpito è che quando abbiamo sequestrato noi i ristoranti, dal giorno dopo c'erano controlli metodici e insistenti da parte degli agenti di polizia locale con interventi pesanti per rimuovere tutti i tavoli che non erano regolari". Dunque finché ristoranti, bar ed esercizi pubblici erano gestiti dalla criminalità, non rispettando le regole, non ricevevano controlli, mentre quando i locali venivano sequestrati dallo Stato e gestiti da persone indicate dal tribunale, i vigili urbani diventavano solerti e addirittura rendevano la vita impossibile ai nuovi gestori; durante la campagna elettorale delle ultime amministrative, il sindaco Roberto Gualtieri, oltre a promettere che "In 60 giorni avrebbe ripulito la città", la cui sporcizia e degrado è sotto gli occhi di tutti, in una intervista al "Corriere della sera" del 21 luglio 2021 ha affermato: "I romani non amano il Corpo dei vigili urbani. O non lo amano più. È un rapporto che si è rovinato nel tempo, ma che deve essere ricucito con pazienza, assieme ai rappresentanti del Corpo. Perché i vigili sono fondamentali per tenere connesse le varie parti della città. Devono essere il sostegno e i terminali del sindaco sul territorio. I tutori delle regole, sul traffico, sulla sicurezza, nel commercio, nella protezione delle persone con disabilità, nel governo della vita notturna. Da sindaco sarà una priorità utilizzarli al meglio per il miglioramento della qualità della vita. Innanzitutto, i vigili devono rendere il traffico scorrevole, facendo rispettare le norme nello stesso modo in ogni zona della città. La prevenzione e la sensibilizzazione sulla sicurezza stradale devono essere i principi di base. Ai vigili spetta il compito di controllare anche gli ultimi arrivati, i monopattini, e di proteggere i più esposti, ciclisti e motociclisti. Nel campo della sicurezza, va istituito un nucleo di vigili di quartiere e vanno costituiti Security point, presìdi del territorio organizzati dalla Polizia locale, garantendo alle Forze dell'ordine la condivisione delle segnalazioni principali ricevute dalla cittadinanza. Presidi di vigilanza nelle stazioni metro. E videosorveglianza nelle zone più critiche, affinché nessuno abbia più disagi né paura". Peccato che tuttora a Roma impera un caos provocato dal troppo traffico, generato dalle doppie file e dovuto alla totale assenza di controlli da parte dei vigili, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanti dei 6.000 agenti appartenenti al Corpo facciano servizio nei quartieri per rendere il traffico scorrevole, per far rispettare le norme allo stesso modo in ogni zona della città, e per prevenire e sensibilizzare sui principi base della sicurezza stradale; se sia a conoscenza e se ritenga di dover intervenire, per quanto di propria competenza, per porre una volta per tutte fine a episodi di multe selvagge, affibbiate non per prevenire o rendere il traffico scorrevole, ma come nel caso di specie per fare cassa, trasformando così le ammende in vere e proprie estorsioni; se il Governo non abbia il dovere di richiamare l'amministrazione capitolina per spingerla a dotarsi di misure anticorruzione, per evitare che episodi come quelli segnalati da "Report" o da altri quotidiani abbiano a ripetersi. Atto n. 4-07443 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dell'interno Premesso che: durante la campagna elettorale per le ultime comunali a Roma, il candidato del PD Roberto Gualtieri, che prevalse alle elezioni e divenne sindaco della Capitale, aveva promesso che avrebbe risolto, con una sorta di bacchetta magica ed "entro Natale 2021, il grave problema della raccolta dei rifiuti" gestiti da AMA, assieme al degrado ed all'incuria che attanaglia la città eterna, come la pulizia, la carenza di cassonetti strabordanti di ogni genere di rifiuti su strade e marciapiedi infestati da ratti, cinghiali e gabbiani, che generano anche problemi di ordine sanitario ed un pericolo reale ed incombente, per la salute dei cittadini già debilitati dalla pandemia; "AMA Spa - si legge sul suo sito - è il più grande operatore in Italia nella gestione integrata dei servizi ambientali. Costituita in Spa nel 2000, ha un unico socio, il Comune di Roma che ne detiene l'intero capitale. Con oltre 7.000 dipendenti, l'azienda serve un bacino di utenza di 2.848.084 persone". La realtà di AMA, un vero e proprio carrozzone protetto dall'attuale amministrazione capitolina, è un disastro senza precedenti nella raccolta e nell'efficienza dei servizi, la "TARI" pagata a caro prezzo dai residenti, come denunciato da cittadini, consumatori ed utenti dei suoi servizi degradati alle associazioni dei consumatori, corredati da foto emblematiche, come quelle, ad esempio di una strada del quartiere di Cinecittà Est (viale Pelizzi, 31), con le carcasse dei cassonetti bruciati da oltre 4 mesi in bella mostra tra il marciapiede ed il lato della strada, ancora non rimpiazzati, nonostante segnalazioni e ripetuti reclami fatti pervenire all'AMA ed al sindaco di Roma, con la beffa di risposte del gabinetto Gualtieri che, continua ad affermare il contrario; considerato che: sul quotidiano "Il Messaggero" del 18 settembre 2022 in un articolo dal titolo "Roma, beffa a piazza Vittorio: Ama multa i negozianti che puliscono i portici. Rissa sfiorata ieri mattina. I commercianti: 'Volevano multarci perché non facevamo la differenziata'", si racconta quanto è incredibilmente accaduto ai commercianti e ai residenti di piazza Vittorio: "Beffati e multati. I commercianti e i residenti dell'Esquilino non hanno mai smesso di invocare da Municipio, Comune e AMA una corretta pulizia di piazza Vittorio e dei suoi portici assediati dal degrado, dieci giorni fa l'ultimo appello a cui è seguito un incontro con l'assessore alle Attività produttive del I e i vertici di zona della municipalizzata all'ambiente, quindi sono arrivati i nuovi cassonetti per l'immondizia e la promessa di maggiore attenzione e più interventi. Ma mentre sporcizia e rifiuti sono rimasti a terra insieme ai segni di bivacchi di ubriachi e tossici e ai soliti odori nauseabondi, ecco che ieri mattina in piazza si sono palesati gli accertatori dell'AMA e per poco non si è sfiorata la rissa. Motivo? Invece di prendere di punta o segnalare chi gettava di tutto per la strada o sui marciapiedi, hanno tentato di multare un commerciante che, scopa e paletta alla mano, stava spazzando l'area sotto i portici per poi buttare quel che aveva appena raccolto nel secchio della indifferenziata. Il negoziante si è opposto, altri cittadini sono intervenuti, ne è nata una lite, finché non è stato chiamato lo stesso assessore e in men che non si dica si sono materializzati anche degli scopini dell'Ama. «È assurdo - spiega il dottore Giuseppe Longo, lo storico farmacista di zona - come ogni giorno sotto ai portici c'era di tutto: bottiglie di birra vuote e altre di plastica miste a cicche di sigarette, cartacce unte e anche escrementi. E come sempre mi sono premunito di ramazza per rimuoverli. Un lavoro che dovrebbe fare Ama e anche con assiduità e puntualità. All'improvviso è spuntato quell'uomo, in borghese, con un tesserino al collo e una cartellina con dei fogli alla mano. Mi ha chiesto i documenti, dicendo che doveva multarmi perché non stavo differenziando. Io, come tanti altri, sono mesi, anni, che scrivo e mi sgolo per chiedere che piazza Vittorio non sia abbandonata al degrado. Quando mi ha chiesto i documenti pensavo di essere su Scherzi a parte». Nel giro di pochi minuti sulla piazza si ritrovano altri negozianti, uno di loro scatta una foto per immortalare l'incredibile momento: «Quando ho capito - racconta - che stavano multando il dottore invece di guardarsi intorno e andare a pescare chi la piazza la sporca ogni giorno, mi sono sentito anche io preso in giro da tanta solerzia». Qualcuno chiama il capo area dei netturbini, altri si appellano all'assessore Stefano Marin. Alla fine il verificatore recede, anche perché nel frattempo per non incorrere nella multa, il farmacista è costretto a rimettere tutto dov'era, bottiglie di birra comprese. «Non era davvero il mio compito. Se mai di chi è pagato per farlo», allarga le braccia furioso il farmacista. Nel frattempo, a piazza Vittorio, come per miraggio appaiono scopini e furgoncini dell'Ama, uno dei mezzi «addirittura», come sottolinea un altro residente, pulisce la strada con il getto d'acqua. «Dovrebbero farlo ogni giorno», i commenti. Gli operatori passano, ma le bottiglie rimesse a posto dal farmacista che stava per essere multato sono ancora là: nessuno le ha tolte. C'è di più. A Fabio Antonelli, ristoratore di via Guglielmo Pepe giorni fa è stata staccata una multa da 140 euro: «Sono passati i vigili, hanno detto di avere trovato una cicca nell'organico. Ma è ridicolo: l'Ama neanche passa a ritirare l'immondizia. Il barista vicino, invece, è stato sanzionato per 270 euro per una buccia d'arancia smaltita non correttamente. Eppure io ho visto con i miei occhi gli operatori raccogliere dei bustoni e mettere tutto selvaggiamente nell'indifferenziata»", si chiede di sapere: se il Governo sia al corrente del degrado nella raccolta dei rifiuti gestita da AMA S.p.A., in un serraglio di cinghiali, gabbiani e ratti, che banchettano coi detriti traboccanti della capitale; se sia al corrente dei rischi incombenti sulla salute dei cittadini a causa dell'incapacità gestionale e dell'evidente peggioramento della qualità dei servizi erogati da AMA, vero e proprio carrozzone i cui vertici, se non fossero protetti da sindaco e Giunta comunale, dovrebbero essere licenziati in tronco; se sia al corrente della situazione esplosiva del quartiere Esquilino anche nella gestione dell'ordine pubblico, in particolare piazza Vittorio, dove invece di valorizzare e plaudire quei commercianti, come lo storico farmacista dottor Giuseppe Longo, che sostituendosi agli operatori ecologici apportano decoro e pulizia alla piazza, vengono multati, provocati e beffati, da funzionari AMA, che andrebbero urgentemente individuati e licenziati in tronco; quali misure urgenti il Governo intenda attivare per impedire che la gravissima crisi nella raccolta dei rifiuti gestiti da AMA e dal Comune di Roma, come la scandalosa noncuranza di viale Pelizzi 31, con risposte del gabinetto del sindaco, ad avviso degli interroganti provocatorie, che indignano i residenti, possa trasformarsi in una crisi sanitaria, che potrebbe mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Atto n. 4-07444 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nella recente conferenza stampa sul decreto-legge "aiuti bis", con specifico riferimento all'emendamento che affiderebbe ad AMCO il recupero, attraverso la costituzione di diversi patrimoni destinati, delle posizioni problematiche sui finanziamenti garantiti dallo Stato, il ministro Franco ha dichiarato che: "Amco è una società controllata completamente dal Ministero dell'Economia e esiste per facilitare il processo di gestione degli Npl e facilitare il rientro in bonis delle aziende in difficoltà. L'emendamento al decreto aiuti bis prevede la possibilità di creare una piattaforma per la gestione all'interno del temporary framework Covid. L'operazione si farà se e solo se vi saranno investitori disponibili ad acquistare queste obbligazioni ed assumerne il rischio. È un'operazione che abbiamo fatto adesso perché solo il 26 agosto la Commissione ha autorizzato la costituzione di questa piattaforma che non costituisce aiuti di Stato. Sono crediti già garantiti dallo Stato, la misura non muta le condizioni delle singole garanzie né gli importi totali"; in materia occorre premettere che l'intero impianto normativo, licenziato dal legislatore negli ultimi anni, è basato sulle tradizionali procedure esecutive che di fatto affliggono migliaia di famiglie e imprese; la cessione degli NPE ( non performing exposure , crediti deteriorati) ad operatori specializzati non sempre significa risolvere i problemi di imprese e famiglie. In molti casi, tale scelta ha esclusivamente avviato la fase liquidatoria di imprese che, pur versando temporaneamente in una situazione di deficit finanziario, erano sane in termini soprattutto di posizionamento sui loro mercati di riferimento; le nuove incertezze sull'andamento dell'economia globale causate dalla guerra in Ucraina, dalla crisi geopolitica, dal caro energia, dalle spinte inflazionistiche rendono improcrastinabile un cambio di passo in materia: occorre rafforzare gli strumenti di composizione della crisi diretti a ritardare ovvero evitare, in ipotesi di positiva soluzione, sia le procedure esecutive (mobiliari, presso terzi ed immobiliari) sia le dichiarazioni di fallimento che devono rivestire carattere residuale; aumentare la capacità del sistema finanziario di erogare credito a famiglie e imprese per favorire il ritorno in bonis delle posizioni NPE, in particolar modo degli UTP ( unlikely to pay ). Solamente in questo modo si eviterà l'uscita dei debitori dal sistema bancario con conseguenti difficoltà per le imprese ad ottenere la necessaria liquidità ed evitare, pertanto, le possibili ingerenze della criminalità organizzata; in materia si evidenzia che all'interno dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario è stata elaborata una proposta di articolato sul FIA Immobiliare ESG per famiglie e imprese, con l'auspicio che il Governo possa trasformare con tempestività ed urgenza in legge, una proposta che ha coinvolto i principali operatori di mercato ed ha ricevuto l'approvazione dell'intera Commissione, si chiede di sapere: quando sia stata avviata l'interlocuzione con la Commissione europea da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, quali siano stati i contenuti e la tempistica della corrispondenza tra le citate istituzioni, chi abbia operativamente intrattenuto tali rapporti; in merito ad una vicenda così vitale per famiglie ed imprese, quali siano le ragioni che hanno impedito di fornire comunicazioni ed informative al parlamento ed alla Commissione di inchiesta sul sistema bancario ritenendo opportuno informare il Parlamento solamente in sede di approvazione del decreto-legge aiuti bis, a cose fatte, in maniera frettolosa e assolutamente poco trasparente; ritenendo che tali crediti, ad oggi presenti nei portafogli delle banche ed essendo garantiti dallo Stato italiano, siano equiparabili in termini di rischiosità ai titoli di Stato, quali siano i motivi, anche laddove diventassero problematici, che obbligherebbero i creditori a cederli al patrimonio separato di AMCO a meno del 100 per cento del valore netto contabile, a meno che non vi siano dubbi su tipologia e caratteristiche della garanzia rilasciata dallo Stato per tali posizioni; essendo crediti garantiti dallo Stato italiano, quale rendimento dovrebbero chiedere gli investitori dei patrimoni separati di AMCO; infine, come il mercato valuterebbe, in termini di solvibilità, il debito pubblico nazionale laddove tali posizioni fossero cedute a prezzi inferiori al valore nominale della posizione per la banca. Atto n. 4-07445 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: la tragedia del Ponte Morandi con le 43 vittime poteva essere evitata con l'ordinaria diligenza e l'attenta vigilanza di chi aveva il potere ed il dovere di intervenire, dato che le criticità erano ben conosciute da anni, come rivelato da Gianni Mion (non indagato), il "Richelieu" dei Benetton ai PM di Genova in una recente deposizione. Come pubblicato da Giacomo Amadori in un articolo su "La Verità" del 18 settembre 2022, l'azienda era al corrente dell'errore di progettazione coi tecnici perplessi che quel Ponte potesse stare su. Mion, l'uomo dei Benetton, parla al PM Massimo Terrile, disvelando un incontro del 2010, quando già si sapeva del difetto nella struttura. "Periodicamente si organizzavano degli incontri, che noi chiamavamo di induction, nel corso dei quali venivano presentati e illustrati temi vari, alla presenza di tutti i consiglieri di amministrazione di Atlantia, membri dei collegi sindacali, AD delle società del gruppo e DG, del management tecnico di vertice". Riunioni "informali che non venivano verbalizzate, ma che duravano molto ed erano molto approfondite". Per il manager , in una di queste, "dedicata al tema dei viadotti e delle gallerie", si sarebbe parlato "lungamente delle problematiche che affliggevano il viadotto Polcevera". L'incontro su cui si è concentrata l'attenzione dei PM è quello del 16 settembre 2010, entrato nel processo quasi come una "pistola fumante", usata contro diversi imputati, ma non contro i Benetton o Mion, che ne ha parlato in Procura. "Chiesi se un ente avesse certificato la sicurezza. Mi risposero che la autocertificavamo con Spea. Rimasi terrorizzato. Castellucci (l'ex AD) era circondato da incompetenti, ed aveva troppo potere". L'inquirente chiede a Mion se non si fosse accorto che nei bilanci i costi per le manutenzioni "andavano sistematicamente a diminuire" con un decremento in otto anni di quasi il 60 per cento. Quindi domanda all'interlocutore se fosse al corrente che l'ultimo costoso intervento manutentivo sul ponte risalisse al 1992 quando ASPI era pubblica e che da allora fossero stati spesi meno di 400.000 euro; considerato che: scrive Carlo di Foggia su "il Fatto Quotidiano" del 19 settembre 2022: "La vicenda della nuova Autostrade per l'Italia a guida pubblica che si comporta come i Benetton è passata in sordina, ma è talmente grottesca che tutti fingono di non vedere. L'operazione Aspi è uno scandalo che fa impallidire quelli di Tangentopoli. Come noto, la concessionaria è passata sotto il controllo della Cassa depositi e prestiti insieme a due fondi esteri, Macquarie e Blackstone. È la strana forma di "punizione finanziaria" decisa per i 43 morti del crollo del ponte Morandi di Genova. Chi pensa che gli oligarchi siano una figura riservata alla Russia di Putin dovrebbe ricredersi. Le pressioni della lobby che da sempre protegge la famiglia di Ponzano Veneto hanno spaccato il governo Conte e, a luglio 2020, costretto il premier a rinunciare alla revoca e siglare la resa, poi perfezionata dal governo Draghi: l'Altantia dei Benetton ha venduto l'88% di Aspi a una holding - di cui Cdp ha la maggioranza e i due soci esteri il 24,5% a testa - per 8,2 miliardi. Cifra che ha riportato i valori di Atlantia a livelli pre-Morandi e garantito lauta plusvalenza ai Benetton, che hanno usato i soldi per scalare la holding e toglierla dalla Borsa. Tanta generosità, se è usuale per lo Stato italiano verso i suoi capitalisti, lo è meno per i fondi esteri. E infatti per portare l'operazione in porto, alla nuova Aspi il ministero dei Trasporti ha cucito un Piano economico finanziario che permetterà di alzare le tariffe perfino più che ai tempi dei Benetton spremendo gli automobilisti. Le mosse successive mostrano però che c'è anche di peggio. Parliamo di una società a guida pubblica che deve rimediare ad anni di manutenzioni ridotte per permettere ai Benetton di usarla come un bancomat (con i tragici risultati noti) e la prima cosa che fa è comportarsi come i Benetton. Sorge il dubbio che comandino i fondi. Nessuno fiata, perché Aspi è una vergogna collettiva: nessuno ha interesse a parlarne"; in un ricorso al TAR del Lazio presentato nel maggio scorso da associazioni di imprenditori e dei consumatori ADUSBEF contro il CIPESS, l'avvocato professor Daniele Granara quantifica gli esborsi per l'acquisto da parte del Consorzio con capofila CDP delle quote di Atlantia S.p.A.: prezzo di acquisto delle quote 9,1 miliardi di euro; accollo del debito in ASPI 8,8 miliardi; accollo dei danni provocati dalla caduta del Ponte Morandi, valutati nell'atto transattivo in 3,4 miliardi, ossia 21,3 miliardi di euro che sarà rimborsato e remunerato attraverso la gestione dell'infrastruttura fino al 31 dicembre 2038. Rimborsi e remunerazione che avverranno, secondo la delibera CIPESS 22 dicembre 2021 n. 75, con aumento delle tariffe a carico di utenti, produttori e consumatori, si chiede di sapere: se i burocrati dei Ministeri dell'economia e delle infrastrutture che hanno perfezionato il complesso meccanismo di acquisto, evitando con cura gara europea e diritto comunitario per favorire i Benetton, non abbiano travalicato il codice penale; se il Ministro dell'economia, non abbia cucito un piano economico finanziario ad hoc per i Benetton, addossando agli utenti costi e remunerazioni con aumenti tariffari; se i patti parasociali siglati tra CDP e Macquarie-Blackstone, tenuti segreti, non abbiano aggravato le responsabilità dei Ministeri in una pillola avvelenata fatta ingoiare a CDP a danno del pubblico interesse, come si evince anche dall'assemblea dei nuovi soci di ASPI, che ha deliberato di distribuirsi l'intero utile 2021, ben 680 milioni di euro, in precedenza accantonato dalla gestione Atlantia; se l'operazione Atlantia dei Benetton, che ha venduto l'88 per cento di ASPI a una holding , di cui CDP ha la maggioranza e i due soci esteri il 24,5 per cento a testa per 8,2 miliardi, non rappresenti la lauta plusvalenza ai Fondi Esteri ed ai Benetton, che hanno usato i soldi per scalare la holding e toglierla dalla Borsa, con possibili danni all'Erario per 21,3 miliardi di euro; quali misure urgenti il Governo intenda adottare, anche per fare piena luce sulla deposizione di Gianni Mion alla Procura di Genova, a conferma di una strage annunciata. Atto n. 4-07446 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: si legge su sito ANAS: "Siamo un'impresa industriale efficiente, innovativa, trasparente e aperta sul fronte internazionale, fondata su circa 6mila 800 risorse, di cui gran parte cantonieri, ingegneri e architetti. Da quasi un secolo costruiamo le strade che connettono ogni località del Paese, comprese quelle più impervie, le gestiamo e le manteniamo efficienti nel corso del tempo. Siamo protagonisti nel mondo della progettazione, della costruzione e della manutenzione stradale e tra i leader riconosciuti a livello internazionale. Progettiamo costantemente nuove soluzioni ad alta specializzazione ingegneristica che consentono di risolvere i problemi di connessione su un territorio geologicamente complesso come quello italiano. Le 2.034 gallerie (fornici) di Anas rappresentano la metà delle gallerie presenti sull'intero panorama europeo. Non solo. Grazie alle 21 sale operative compartimentali, alla sala situazioni nazionale e a una flotta di oltre mille veicoli dotati di localizzatori satellitari e di telecamere, siamo in grado di monitorare costantemente l'intera infrastruttura stradale del Paese. La nostra rete viaria comprende oggi 31.988,392 km di strade statali e di autostrade in gestione diretta, compresi svincoli e complanari. Per garantire maggiore continuità territoriale è stato effettuato il recupero di circa 6.500 km di strade regionali e provinciali. Un'impresa che vanta un patrimonio di circa 32mila km di strade e autostrade. Da gennaio 2018 facente parte del Gruppo F.S., il cui Ad è Luigi Ferraris"; in un articolo del 15 luglio 2022 su un noto quotidiano, intitolato "Autostrade, corruzione sugli appalti da 100 milioni: dieci indagati tra i quali quattro manager Anas. La guardia di Finanza ha acquisito documentazioni varie in diverse sedi da Roma a Torino: il sospetto è che diverse gare per la manutenzione siano state truccate", il giornalista Andrea Ossino scrive: "Da Roma a Prato, da Terni a Torino. E poi Siena, Lucca, Padova, Torino, Grosseto e Mantova. Un sistema già visto ha convinto i militari della guardia di finanza a perquisire le abitazioni di 10 persone che avrebbero fatto parte di un meccanismo attraverso il quale appalti per le infrastrutture sarebbero stati assegnati al migliore offerente. Il sospetto è che in diverse gare d'appalto possano essere riscontrate irregolarità. Per questo motivo la procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando due diversi reati: corruzione e turbata libertà degli incanti. L'indagine è in corso da tempo e ha già portato all'iscrizione di 10 nomi sul registro degli indagati. Si tratta di 4 dirigenti della società che si occupa di infrastrutture e gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale e di 6 imprenditori che avrebbero giovato della benevolenza dei pezzi grossi dell'azienda. Secondo il sostituto procuratore Rosalia Affinito e l'aggiunto Paolo Ielo, sarebbero almeno una decina gli appalti ottenuti dagli imprenditori elargendo favori e regalie. Si tratta di commesse che variano tra i 10 e i 100 milioni di euro che sarebbero stati stanziati nell'ultimo anno per migliorare le infrastrutture stradali italiane. Dopo i primi sospetti, i Pm della Capitale hanno aperto un fascicolo. E per approfondire la vicenda hanno incaricato i finanzieri romani che si occupano di spesa pubblica. Così dopo alcuni mesi la finanza avrebbe trovato numerosi riscontri. Da qui l'iscrizione sul registro degli indagati. E quindi le perquisizioni degli ultimi giorni, soprattutto nel Lazio e in Toscana, ma anche in Veneto e in Piemonte. È probabile che l'indagine si espanda ulteriormente nelle prossime settimane, creando una nuova bufera dalle parti dell'Anas"; considerato che: sul sito ANAS si legge che l'azienda presieduta dall'ex generale della Guardia di finanza Edoardo Valente ha circa 6.800 risorse di personale, di cui gran parte cantonieri, ingegneri e architetti: "Legalità e sicurezza, integrità e prevenzione della corruzione sono principi fondamentali per Anas. Per questo uno degli obiettivi, negli ultimi anni, è stato quello di affermarsi sempre di più come punto di eccellenza e di riferimento, quale società tra le principali stazioni appaltanti d'Italia, nella realizzazione delle opere pubbliche anche sotto il profilo della legalità. In quest'ottica abbiamo intrapreso, con assoluta decisione, un percorso di forte integrazione con le Istituzioni pubbliche interessate a sicurezza, trasparenza e legalità nei pubblici appalti"; a giudizio degli interroganti, nonostante tali enunciazioni, ANAS non è stata immune da episodi di corruzione nella gestione degli appalti, come emergono da corposi filoni di indagine delle varie procure, in primis quella denominata "Dama Nera", alias Antonella Accroglianò (uscita dalle indagini per patteggiamento), personaggio chiave dell'inchiesta scandalo che ha coinvolto personaggi di spicco di imprese vincitrici di appalti, vera e propria "cricca" di corrotti e corruttori nel settore delle opere pubbliche, con significative condanne della Corte dei conti per 26 milioni di euro a carico di 8 dirigenti; o l'ultima indagine della Procura di Roma resa nota da "il Fatto Quotidiano" il 16 settembre 2022, inerente ad una sorta di comitato di affari con Verdini junior Tommaso, il suo socio della Inver Srl Fabio Pileri, l'ex amministratore delegato Simonini, l'ex deputato e sottosegretario per l'economia e le finanze Bonsignore insieme ad altri 7 soggetti, tutti indagati per corruzione. Ma anche lo scandalo di ANAS International, una "gallina dalle uova d'oro" per cricche e faccendieri, un comitato di affari che ha coinvolto personaggi illustri, con buchi nei bilanci per decine di milioni di euro, poste contabili che dissimulavano sperpero di risorse, malaffare, gestione fraudolenta dei fondi pubblici già oggetto di atti di sindacato ispettivo dell'interrogante, tutti senza risposta a dimostrazione di vaste contiguità, si chiede di sapere: se i fenomeni di corruzione negli appalti, oggetto di indagini delle procure, potrebbero essere evitati con stringenti verifiche preventive interne a presidio della legalità; se si ritenga che la normativa anticorruzione interna non abbia bisogno di essere aggiornata, per prevenire la costituzione di "comitati di affari", che operano al di fuori della legalità, procurando danni ingenti anche alla reputazione di ANAS; quali siano i criteri di selezione e di avanzamento di carriera del personale ANAS, e quante le assunzioni registrate nel corso della nuova amministrazione designata il 23 dicembre 2021, se con concorsi ad evidenza pubblica, oppure a gestione clientelare-amicale; quali misure urgenti si intenda attivare, per prevenire odiosi fenomeni di corruzione negli appalti pubblici o di tipo clientelare, negli avanzamenti di carriera e nelle assunzioni. Atto n. 4-07447 LANNUTTI ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nell'assemblea di banca Monte dei Paschi di Siena del 15 settembre 2022, cui ha partecipato solo il Ministero dell'economia e delle finanze con il suo 64.23 per cento, su una partecipazione complessiva del 65.22 per cento, è stato deliberato il raggruppamento una a 100 delle azioni e di procedere speditamente con l'aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro nonostante le condizioni di mercato siano molto sfavorevoli e, quasi sicuramente, si faranno ancora più disastrose, vista la recessione in atto; diversi azionisti, tra cui l'avvocato Domenico Ricciardi, hanno fatto notare che questo aumento di capitale sarà l'ennesimo "bagno di sangue" per i piccoli azionisti. Pertanto è stato chiesto, anche dalle banche del consorzio di garanzia, di attendere condizioni migliori e di evitare il raggruppamento; non la pensa così il dottor Luigi Lovaglio, che da febbraio 2022 è amministratore delegato e direttore generale di MPS. Per Lovaglio l'aumento di capitale è necessario per sostenere il costo dei 3.500 esodati, ossia mantenere a casa 3.500 persone con lo stipendio all'80 per cento. In questo modo però ad essere sacrificati saranno i piccoli azionisti, in quanto se l'aumento di capitale sarà in stile SAIPEM, come sembra, i piccoli risparmiatori perderanno tutto; considerando che: Lovaglio non ha mai fatto mistero di puntare sugli anchor investor , come per esempio la francese Axa o su Anima Holding, la società di gestione del risparmio forte di una cassa di 350 milioni di euro, sarebbe che pronta infatti a mettere a disposizione di MPS tra i 150 e i 250 milioni; attualmente i titoli sono trattati a 0,36 euro, e negli ultimi 6 mesi la quotazione ha perso il 61 per cento. La capitalizzazione totale ammonta così oggi a 365 milioni di euro circa e rappresenta quindi una frazione dell'aumento da eseguire. Non è una situazione normale, perché in queste condizioni, e cioè con prezzo così basso, è difficile anche offrire in sottoscrizione i titoli a forte sconto, con il rischio di oscillazioni speculative del prezzo delle azioni e dei diritti; gli azionisti fanno notare: "ai prezzi odierni il valore di ogni singola azione si aggirerà sui 34 euro. Quante azioni nuove pensano di emettere lor signori? 2,5 miliardi a 1 euro? 1 miliardo a 2,50 euro? 500 milioni a 5 euro? 250 milioni a 10 euro o 125 milioni a 20? Più il numero delle nuove azioni sarà alto, e quindi il prezzo basso, più distruttivo sarà, come successo in Saipem. Visto che porteranno il numero totale delle vecchie azioni, verranno raggruppate a soli 10 milioni. Inutile raggruppare le azioni 1 a 100 per poi caricare tutto il valore sui diritti che non saranno vendibili, se non a prezzi vicino a zero euro"; i piccoli azionisti fanno inoltre notare che se l'aumento di capitale è da fare, benché la banca non presenti alcuno shortfall , che viene spostato continuamente in avanti, che almeno si proceda senza penalizzare chi ha già dato fiducia all'istituto senese, mettendo i propri risparmi e che ora non potrà iniettarvi altra liquidità: "È semplicemente impensabile integrare con altri 2.50 euro ad azione quando il valore attuale è di 0.34 euro ad azione. Chi ha 50.000 azioni, che oggi valgono circa 17.000 euro, dovrà aggiungere altri 125.000 euro. Non è assolutamente contemplabile una tale cosa. E i vertici della banca, e del MEF, lo sanno perfettamente"; considerando inoltre che: a giudizio degli interroganti finora la disastrosa gestione di MPS, col colpo di grazia dell'autorizzazione nel 2007 dell'allora governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ad acquisire Antonveneta al prezzo folle finale di 17,1 miliardi di euro (per una banca che valeva 3 miliardi, secondo il presidente del collegio sindacale professor Tommaso di Tanno) ha causato dal 2008 una vera e propria voragine pari a 65,7 miliardi di euro. La gestione disastrosa ha colpito anche migliaia di piccoli risparmiatori, moltissimi dei quali negli anni hanno perso tutto; ci sono state negli anni diverse anomalie, anche relative alla capitalizzazione di borsa, a cui ha fatto cenno recentemente anche il giornalista Filippo Caleri nel suo articolo sul quotidiano "Il Tempo": "Attualmente i titoli sono trattati a 0,36 euro, e negli ultimi sei mesi la quotazione ha perso il 61%. La capitalizzazione totale ammonta così oggi a 365 milioni circa e rappresenta quindi una frazione dell'aumento da eseguire. Non è una situazione normale. Perché in queste condizioni, e cioè con prezzo così basso, è difficile anche offrire in sottoscrizione i titoli a forte sconto, con il rischio di oscillazioni speculative del prezzo delle azioni e dei diritti. Per questo l'ideale sarebbe partire già con una base di investitori e Lovaglio vorrebbe concludere l'operazione nel più breve tempo possibile, se possibile già nel giro di un paio di mesi, a novembre, anche per chiudere senza criticità la partita degli esuberi. La situazione del titolo però è stata oggetto di analisi da parte degli osservatori dei mercati: troppe le anomalie negli scambi soprattutto nel tirare in basso le quotazioni. Una cosa che non avrebbe un senso logico a livello industriale. La banca senese ha un potenziale commerciale enorme, è fortemente radicata in un territorio ricco, e potrebbe sviluppare un fatturato molto più elevato se avesse «più fieno in cascina», cioè più fondi. Quelli che Lovaglio cerca"; il capitale sociale di MPS è stato appena portato dai 9 miliardi di euro circa a quasi 5 miliardi, a causa delle perdite degli ultimi anni. Il 2021 si è chiuso con un aumento di 300 milioni di euro, e il primo semestre 2022 è stato chiuso con un aumento di 100 milioni circa, con un patrimonio netto di 5.8 miliardi di euro. Pertanto il timore è che questa nuova operazione possa distruggere la capitalizzazione e dunque i 5 miliardi di capitale sociale, si chiede di sapere: se il Governo ritenga accettabile, e dunque avalli attraverso il Ministero dell'economia, aumenti di capitale che, a ben vedere, sono legittimamente considerati "distruttivi" per i piccoli risparmiatori, e pertanto se ritenga necessario tutelare i piccoli azionisti; poiché quella del Monte dei Paschi è un'operazione importante che deve tutelare sia i posti di lavoro sia un asset strategico per l'economia italiana, se ritenga di dover rinviare l'operazione, vista la grave recessione in atto. Atto n. 4-07448 LANNUTTI GIANNUZZI Silvana ABATE Rosa Silvana SBRANA Rosellina MORRA ANGRISANI Luisa LEZZI Barbara CORRADO Margherita Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dello sviluppo economico Premesso che: la compagnia aerea di bandiera italiana è stata fondata all'indomani della Liberazione nel 1946 con il nome di Aerolinee italiane internazionali, Alitalia, inserendosi nella crescita economica del dopoguerra e nel boom economico fino all'inizio degli anni '90, quando la crisi aveva determinato a privatizzarne una parte. Era così passata dall'azionariato pubblico dell'IRI all'amministrazione straordinaria ministeriale, poi nel 2009 a CAI (cordata di imprenditori italiani con KLM ed AirFrance), nel 2015 a Poste italiane e Etihad Airways, nel 2017 ancora all'amministrazione straordinaria e, da ultimo, nel 2020, è stata trasformata nella nuova società ITA Airways; il Governo, dopo aver perso 13 miliardi di euro in 47 anni (fonte Mediobanca), ha da tempo deciso di cedere all'estero la compagnia di bandiera, e i soli due offerenti in lizza per aggiudicarsene il controllo sono attualmente, da un lato, il consorzio Certares, formato da Certares management LLC più Delta e AirFrance-KLM e, dall'altro, il gruppo MSC-Lufthansa; secondo diversi articoli di giornali economici, le offerte si sarebbero distinte nel modo seguente: MSC-Lufthansa avrebbe acquisito l'80 per cento della compagnia per 850 milioni di euro e avrebbe lasciato al Ministero dell'economia e delle finanze solo un posto in consiglio di amministrazione, puntando sullo sviluppo di Milano Linate e degli hub di Monaco e Francoforte, senza consentire alcuna ulteriore ingerenza del Governo; il consorzio Certares avrebbe valorizzato il capitale di ITA Airways con 950 milioni di euro, acquisendone il 60 per cento e concedendo allo Stato due posti in consiglio di amministrazione; secondo la rivista "ilsussidiario.net" il gruppo MSC-Lufthansa godrebbe del favore del Ministro dell'economia Daniele Franco, del consigliere economico del Presidente del Consiglio dei ministri Francesco Giavazzi e del presidente esecutivo di ITA Alfredo Altavilla; tuttavia, in un comunicato del Ministero dell'economia del 30 agosto 2022, ispirato, secondo la stessa rivista, da Alessandro Rivera (direttore generale del tesoro) e da Paolo Scaroni (ex presidente ENI), è riportato che l'offerta di Certares, Delta Airlines e Air France-KLM sarebbe "maggiormente rispondente agli obiettivi fissati". Fonti giornalistiche sostengono che Air France-KLM potrebbe diventare azionista di ITA in una fase successiva; secondo un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 20 settembre, dal titolo "ITA: il MEF incasserà 350 milioni dai soci, ma verserà 1,35 miliardi", "Certares propone di comprare il 51% di ITA, lasciando al MEF il 49%, con un impegno finanziario di 950 milioni. Chi guarda all'operazione con superficialità questo può far pensare che lo Stato incasserebbe quasi un miliardo". Il fondo americano avrebbe proposto di fare un primo versamento di 350 milioni di euro per acquistare dal Ministero dell'economia il 51 per cento della compagnia. "Questo sulla base di una valutazione di circa 700 milioni per tutto il capitale". Ma come fa notare il giornalista Giulio Da Silva, "le perdite di ITA si sono già mangiate una parte del capitale versato dal MEF (la dote finora è di 720 milioni), al punto che il CdA di ITA a fine luglio ha chiesto di versare una nuova tranche, 400 milioni, dell'aumento di capitale già autorizzato dalla UE nel 2021. Ma il secondo aumento puntava a vendere prima la proprietà". Qui sarebbe l'inghippo. "Certares si è cautelata facendo presente che il prezzo offerto potrebbe essere rettificato al ribasso se il patrimonio di ITA si discostasse da quello valutato 700 milioni". L'offerta di Certares prevede poi il versamento di ulteriori 600 milioni, per arrivare ai 950 complessivi messi sul tavolo. Soldi che però non finirebbero al MEF, ma per aumentare il capitale di ITA. "Anzi, il piano prevede che il MEF completi la ricapitalizzazione di ITA con ulteriori 650 milioni: 400 milioni sono la seoconda tranche da versare entro quest'anno, 250 quelli per i primi mesi del 2023. Se l'operazione dovesse chiudersi in questi termini, è evidente che il MEF incasserebbe solo 350 milioni. Ma si troverebbe a sborsare nel complesso 1,35 miliardi, tra i soldi messi e quelli ancora da versare", si chiede di conoscere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle notizie riportate e dell'ennesima beffa che verrebbe perpetrata a danno delle casse dello Stato e quindi dei cittadini; se in una fase di gravissima di crisi economica ed energetica per milioni di famiglie "alla canna del gas", con un debito pubblico arrivato a 2.770,463 miliardi di euro a luglio 2022, con un aumento di ben 167 miliardi di euro da febbraio 2021, ci si possa permettere di regalare un miliardo di euro in quest'operazione a perdere; quali siano le iniziative che intendano adottare affinché si possa assicurare il perseguimento dell'interesse nazionale in una vicenda che da 30 anni attende la sua conclusione e che per tali motivi, ad avviso degli interroganti, non può essere definita da un Esecutivo dimissionario. Atto n. 4-07449 DE BERTOLDI Al Ministro dell'interno Premesso che: le minacce di morte ricevute a Mestre il 15 settembre 2022, dalla presidente del partito di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, attraverso frasi scritte con la vernice rossa sui cartelloni elettorali e sui manifesti, suggellate dalla firma brigatista della stella cerchiata a 5 punte, cui seguono quelle recapitate l'8 settembre alla redazione del quotidiano "l'Adige" e alla sede del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia del Trentino, con due buste contenenti minacce di morte nei confronti dei candidati alle prossime elezioni politiche, fra i quali anche l'interrogante, evidenziano un clima di odio e intolleranza, con episodi che non devono essere sottovalutati, a parere dell'interrogante, come confermato peraltro anche dal prefetto di Trento; a giudizio dell'interrogante, le recenti dichiarazioni rivolte a Fratelli d'Italia da parte del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, secondo le quali "sputeranno sangue, da qui non passeranno qualunque cosa dovesse succedere a prescindere da come andranno le elezioni" aggiungendo inoltre che "la Puglia è come Stalingrado", costituiscono delle affermazioni gravi e inaccettabili, peraltro da parte di un rappresentante della magistratura, per quanto in aspettativa, che alimentano inevitabilmente il clima d'insofferenza e avversione da parte del partito di sinistra cui egli appartiene, che rischia pertanto di causare episodi di violenza e aggressione nei riguardi degli avversari politici; l'atteggiamento e soprattutto le affermazioni di Emiliano, che in sostanza, a parere dell'interrogante, ha invitato alla sovversione le istituzioni repubblicane, qualunque sia l'esito delle elezioni politiche, identificano il presidente della Regione Puglia quale responsabile morale delle minacce di morte ricevute da Giorgia Meloni da parte delle Brigate Rosse, le cui rievocazioni di violenza, nella speranza che ovviamente non si verifichino nella realtà, chiamano in causa le sue espressioni irresponsabili e indegne da parte di una forza politica democratica, peraltro oggetto anche di rilevanza penale, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se sia in possesso di informazioni in grado di confermare l'autenticità che le minacce di morte ricevute dalla presidente di Fratelli d'Italia e da altri esponenti del medesimo partito, e che siano effettivamente provenienti dalle cosiddette nuove Brigate Rosse, in grado di compiere realmente atti criminali; in caso affermativo, se non ritenga opportuno informare in tempi immediati le Prefetture interessate e gli stessi esponenti politici di Fratelli d'Italia, che hanno subito le minacce di morte e intimidazioni; quali iniziative urgenti e indispensabili, nell'ambito delle sue competenze, intenda di conseguenza intraprendere, al fine di garantire sia adeguati livelli di tutela e sicurezza nei confronti degli stessi esponenti politici coinvolti sia il proseguimento con la massima tranquillità e correttezza della campagna elettorale a livello nazionale, fino alla sua conclusione, evitando pertanto che le dichiarazioni di Emiliano, a giudizio dell'interrogante di evidente istigazione alla violenza, possano determinare gravi episodi di violenza e intolleranza, non soltanto in Puglia, ma in tutto il Paese. Atto n. 4-07450 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le forti piogge a carattere torrenziale che, in questi giorni, si sono abbattute sulle Marche hanno prodotto una grave alluvione con conseguente esondazione del fiume Misa, provocando un grave dissesto idrogeologico, soprattutto nelle province dell'Anconetano e del Pesarese; sono centinaia gli sfollati, si piangono morti, mentre ancora fervono le ricerche dei dispersi; è stata necessaria la chiusura di scuole, uffici, strutture pubbliche e strade; ingenti sono i danni all'agricoltura, all'ambiente, a edifici e abitazioni private; tenuto conto che: i danni provocati dall'alluvione sono ingenti e i comuni non possono fare autonomamente fronte alle conseguenze economiche che ne derivano; appare evidente l'urgenza di organizzare un sistema di infrastrutture per dotare il territorio delle opere pubbliche necessarie per evitare il ripetersi di tali danneggiamenti, si chiede di sapere: se il Governo intenda attivare gli interventi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale per i danni in agricoltura a beneficio delle aziende agricole dei territori colpiti dall'alluvione nelle Marche; se intenda assumere le necessarie iniziative di carattere legislativo, anche d'urgenza, al fine di assicurare, anche ispirandosi al modello "Ponte Morandi" di Genova, la rapida cantierabilità delle opere e dei progetti previsti, con l'obiettivo ultimo di accelerare le azioni di contrasto al dissesto idrogeologico.