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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 11ª RIUNITE 11ª(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) 5 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9,10. IN SEDE REFERENTE Molestie luoghi di lavoro DDL 655 Disposizioni per la tutela della dignità e della libertà della persona contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro DDL 1597 Disposizioni volte al contrasto delle molestie sessuali e delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. Deleghe al Governo in materia di riordino dei comitati di parità e pari opportunità e per il contrasto delle molestie sul lavoro DDL 1628 Disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali e degli atti vessatori in ambito lavorativo (Esame congiunto e rinvio) Non facendosi osservazioni, si procede congiuntamente su tutti i disegni di legge in titolo, assegnati alle Commissioni riunite 2 a e 11 a e recanti disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali nei luoghi di lavoro. La relatrice per l'11 a Commissione, senatrice FEDELI ( PD ), illustra il disegno di legge n. 655, che - ai fini delle nozioni di molestie e di molestie sessuali nell'ambito lavorativo - richiama l'articolo 26, commi 1 e 2, del codice delle pari opportunità; il comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge, inoltre, qualifica come molestia sessuale aggravata i casi in cui il rifiuto o l'accettazione delle medesime molestie sessuali costituisca motivo di discriminazione nell'accesso al lavoro, alla formazione, al mantenimento del posto di lavoro, alla promozione o alla retribuzione o comunque motivo di intimidazione nell'ambiente stesso di lavoro. Il successivo articolo 2 concerne gli obblighi a carico del datore di lavoro, richiedendo che assicuri condizioni di lavoro tali da garantire l'integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori, anche concordando con le organizzazioni sindacali dei lavoratori; le pubbliche amministrazioni si avvarranno altresì dei comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. È poi sancito il principio del mantenimento nei luoghi di lavoro di un ambiente in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, nonché l'obbligo di porre in atto procedure tempestive e imparziali, relative alla contestazione e al conseguente accertamento dei fatti; a carico del datore di lavoro scatta l'obbligo di denunciare il fatto entro quarantotto ore dall'accertamento. Per le denunce delle molestie, all'articolo 3, si esclude che la lavoratrice o il lavoratore possa essere a causa della denuncia sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. L'articolo 4 estende alle donne - che abbiano denunciato una molestia sessuale subita sul luogo di lavoro - la disciplina che attribuisce il diritto al congedo per motivi connessi al percorso di protezione (debitamente certificato) relativo alla violenza di genere. La vittima di molestie sessuali potrà poi richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale (verticale od orizzontale), ove ne sussista la disponibilità nell'organico. I consiglieri di parità svolgano anche funzioni di assistenza e di consulenza, potendo altresì promuovere il tentativo di conciliazione: come per i loro ruoli e recapiti l'informativa ai dipendenti è a carico del datore (articolo 5), così per quelli dei comitati unici di garanzia l'informativa è a carico delle relative pubbliche amministrazioni, che predispongono piani formativi e adottano codici deontologici (articolo 6). Seguono previsioni in ordine alle funzioni di vigilanza dell'Ispettorato nazionale del lavoro (articolo 7). L'articolo 8, comma 1, lettera a) modifica il codice penale introducendo, all'articolo 610- bis , la fattispecie specifica di "molestie sessuali". Il nuovo articolo 610- bis del codice penale punirà, con la reclusione da 5 a 10 anni, chiunque compia atti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. Il reato si prescriverebbe in dieci anni dalla condotta. La lettera b) del comma 1 inserisce, nel codice penale, l'articolo 124- bis , in base al quale la vittima di molestie sessuali potrà esercitare il diritto di querela entro dodici mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato. Il disegno di legge n. 1597 reca anch'esso, nel codice penale, il reato di molestie sessuali. La disposizione dell'articolo 609- ter .1 punisce con la reclusione da due a quattro anni chiunque, con minacce, atti o comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, in forma verbale o gestuale, reca a taluno molestie o disturbo violando la dignità della persona. La fattispecie si applica "salvo che il fatto costituisca più grave reato". La disposizione contempla poi una serie di aggravanti. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto, commesso nell'ambito di un rapporto di educazione, istruzione o formazione ovvero nell'ambito di un rapporto di lavoro, di tirocinio o di apprendistato, anche di reclutamento o selezione, con abuso di autorità o di relazioni di ufficio, deriva un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. Il reato è procedibile a querela, da proporsi entro 12 mesi dai fatti di reato ed è irrevocabile. La disposizione richiama espressamente l'applicazione delle circostanze aggravanti comuni di cui all'articolo 61 del codice penale. L'articolo 2 del disegno di legge n. 1597 reca disposizioni analoghe ad alcune di quelle di cui agli articoli 2 e 6 del disegno di legge n. 655; anche l'articolo 3 reca norma analoga a quella di cui all'articolo 7 del disegno di legge n. 655. Il successivo articolo 4 prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali promuova la realizzazione di campagne di comunicazione, dirette ad informare e sensibilizzare sul fenomeno delle molestie sui luoghi di lavoro e sugli strumenti di tutela esistenti nei casi di denuncia. Gli articoli 5 e 6 recano delega al Governo rispettivamente per il riordino dei vari organismi e comitati di parità e pari opportunità, operanti a livello nazionale e per il contrasto di ogni forma di violenza o molestia nei luoghi di lavoro. L'articolo 7 provvede alla copertura degli oneri. Il disegno di legge n. 1628 reca disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali e degli atti vessatori in ambito lavorativo. L'articolo 1 introduce - similmente al disegno di legge n. 1597 - nel codice penale, all'articolo 609- ter .1, il reato di molestie sessuali. La disposizione punirà con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque, con atti o comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, anche in forma verbale, reca a taluno molestie o disturbo violando la dignità ovvero la libertà sessuale della persona. La fattispecie si applicherebbe "salvo che il fatto costituisca più grave reato". La disposizione contempla poi una serie di aggravanti ed il reato sarebbe procedibile a querela. L'articolo 2 introduce nel codice penale l'articolo 612- bis .1, con il quale si puniranno gli atti vessatori in ambito lavorativo con la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena si applicherebbe al datore di lavoro, al dirigente o al lavoratore che nel luogo o nell'ambito di lavoro, reiteratamente, compie atti, omissioni o comportamenti di vessazione o di persecuzione psicologica tali da compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore; anche tale fattispecie reca clausola di salvaguardia della perseguibilità del più grave reato. La disposizione contempla poi una serie di aggravanti. Il reato è procedibile a querela, ma nelle ipotesi aggravate si procede d'ufficio. L'articolo 3prevede infine misure di prevenzione e informazione, impegnando le amministrazioni dello Stato a promuovere campagne di informazione e comunicazione, che devono essere svolte con le risorse finanziarie, materiali e strumentali disponibili a legislazione vigente. Condivisi i contenuti testé esposti, il relatore per la 2 a Commissione, senatore CUCCA ( IV-PSI ), d'intesa con la correlatrice propone lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni da parte degli Uffici di Presidenza integrati delle due Commissioni riunite. Il presidente OSTELLARI , d'intesa con la Presidente dell'11 a Commissione, propone che i Gruppi facciano pervenire alla segreteria della 2 a Commissione i nominativi dei soggetti, di cui si richiede d'audizione, entro le ore 15 del prossimo martedì 13 aprile. Non facendosi osservazioni, così resta stabilito. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.