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PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - PROCEDIMENTO PENALE NEI CONFRONTI DI UN DEPUTATO PER ESPRESSIONI ASSERITAMENE INTIMIDATORIE ED OFFENSIVE PRONUNCIATE NEL CORSO DI UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA - DICHIARAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE, EMESSA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO DEL TRIBUNALE DI TARANTO, SEZIONE SECONDA PENALE - DENUNCIATA LESIONE DELLE ATTRIBUZIONI COSTITUZIONALMENTE GARANTITE - REQUISITI SOGGETTIVO E OGGETTIVO DI UN CONFLITTO TRA POTERI DELLO STATO - SUSSISTENZA - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - COMUNICAZIONE E NOTIFICAZIONE.. E’ ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal Tribunale di Taranto - sezione II penale, nei confronti della Camera dei deputati, in relazione alla deliberazione adottata nella seduta del 26 maggio 2004, con la quale l’Assemblea ha dichiarato che i fatti oggetto del giudizio penale per ingiuria e minaccia nei confronti di un parlamentare concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni ai sensi dell’art. 68, comma 1, Cost., in quanto vi è materia di un conflitto, la cui risoluzione spetta alla competenza della Corte costituzionale, sussistendo i requisiti soggettivi e oggettivi di cui all’art. 37, comma 1, l. n. 87 del 1953, quando, come nel caso di specie, un giudice - chiamato a pronunciarsi nell’ambito di un giudizio concernente la responsabilità di un membro del Parlamento in relazione a dichiarazioni da lui rese - lamenti la lesione delle proprie attribuzioni giurisdizionali derivanti dal cattivo uso del potere, riconosciuto alle Camere parlamentari, di affermare la insindacabilità, a norma dell’art. 68, comma 1, Cost., di dichiarazioni rese dai propri membri, ritenute espressione dell’esercizio delle funzioni parlamentari.