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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 77 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 14. IN SEDE CONSULTIVA AS 1829 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali DDL 1829 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali (Parere alla 6 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in sostituzione del senatore ALFIERI ( PD ), relatore, momentaneamente impossibilitato a partecipare all'odierna seduta, dà conto del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 23 del 2020, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali. Il decreto-legge in esame, che a seguito delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati risulta composto da 61 articoli, suddivisi in sei Capi, e che introduce nell'ordinamento, fra le altre, disposizioni urgenti per consentire l'accesso al credito per le imprese (Capo I, articoli 1-3), è un provvedimento di grande rilievo per la strategia del Governo nella soluzione della crisi provocata dalla diffusione del COVID-19. I profili di interesse per la 3 a Commissione si rinvengono principalmente in relazione al ruolo attribuito a SACE S.p.A. nella gestione dell'emergenza economica, di cui agli articoli 1, 1- bis , 2 e 3. Ulteriori aspetti di interesse si rinvengono anche con riferimento ai rimborsi alle imprese per la mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali internazionali, di cui all'articolo 12- bis . Si segnalano, altresì, a mero titolo informativo, anche gli articoli 15 e 16, che apportano modifiche alla disciplina dei poteri speciali del Governo (cd. golden power ), di cui al decreto-legge n. 21 del 2012 e successive modifiche. L'oratore ricorda in primo luogo che SACE è una società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. preposta allo svolgimento di compiti di assicurazione, riassicurazione, coassicurazione e garanzia dei rischi di carattere politico, catastrofico, economico, commerciale e di cambio, nonché dei rischi a questi complementari, ai quali sono esposti, direttamente o indirettamente, gli operatori nazionali e le società a questi collegate o da questi controllate, anche estere, nella loro attività con l'estero o di internazionalizzazione dell'economia italiana. Su alcuni di questi profili interviene espressamente il provvedimento in esame, in particolare mediante misure di sostegno alle imprese tramite la concessione di garanzie contro garantite dallo Stato (articolo 1), di sostegno all' export , all'internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese (articolo 2) e con una nuova operatività a sostegno e rilancio dell'economia nazionale (articolo 3). Più in dettaglio, l'articolo 1, modificato nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, dispone che SACE S.p.A., al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, colpite dall'epidemia Covid-19, conceda - fino al 31 dicembre 2020 - garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle suddette imprese. A tale scopo, dispone un impegno finanziario di 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi destinati al supporto delle PMI, comprendendo tra queste i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA, nonché associazioni professionali e società tra professionisti. Viene altresì previsto che possano beneficiare delle garanzie della SACE le imprese di qualsiasi dimensione, e che le PMI debbano aver pienamente utilizzato la loro capacità di accesso al Fondo di garanzia per le PMI, nonché alle garanzie fornite dall'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) relativamente alle imprese del settore agricolo, agroalimentare e della pesca. Le garanzie sono altresì concesse in conformità con la normativa europea in tema di aiuti di Stato. Dalle garanzie SACE sono peraltro escluse le società che controllano direttamente o indirettamente una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, ovvero che sono controllate direttamente o indirettamente, da una società residente in un Paese o un territorio non cooperativo a fini fiscali. È previsto, inoltre, che la garanzia sia rilasciata entro il 31 dicembre 2020, per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, con la possibilità di avvalersi di un preammortamento fino a 36 mesi. Sono, inoltre, dettati criteri per la definizione dell'importo del prestito e della percentuale di copertura, che può essere del 70, 80 o 90 per cento a seconda delle dimensioni delle imprese. A tali imprese, nonché ad ogni altra impresa con sede in Italia che faccia parte del medesimo gruppo - incluse quelle soggette a direzione e coordinamento - è richiesto, tra l'altro, di assumere l'impegno a non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020. Qualora le suddette imprese abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta di finanziamento, l'impegno a non distribuire dividendi viene assunto dall'impresa per i 12 mesi successivi al momento della richiesta. Si deve inoltre trattare di imprese che al 31 dicembre 2019 non rientravano nella categoria delle imprese in difficoltà come definite dalla normativa UE, e che alla data del 29 febbraio 2020 non avevano esposizioni deteriorate nei confronti del settore bancario. Il finanziamento coperto dalla garanzia deve poi essere destinato a sostenere i costi del personale, gli investimenti o il capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia, ed è previsto che le medesime imprese si impegnino a non delocalizzare. Inoltre, il finanziamento deve essere destinato, in misura non superiore al 20 per cento dell'importo erogato, al pagamento di rate di finanziamenti, scadute o in scadenza nel periodo emergenziale per le quali il rimborso sia reso oggettivamente impossibile a causa dell'epidemia da COVID-19. Sulle obbligazioni di SACE S.p.A. derivanti dalle garanzie previste dal medesimo articolo 1 è accordata di diritto la garanzia dello Stato, il cui rilascio è deciso con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, sulla base dell'istruttoria SACE. Per le imprese di minori dimensioni è prevista una procedura semplificata. Si prevede, inoltre, che possa anche essere concessa la garanzia dello Stato su esposizioni assunte o da assumere entro il 31 dicembre 2020 da parte di Cassa depositi e prestiti derivanti da garanzie su portafogli di finanziamenti concessi da banche e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito alle imprese con sede in Italia che abbiano sofferto di una riduzione del fatturato a seguito dell'emergenza epidemiologica. Per la copertura degli oneri derivanti dalle garanzie viene istituito un Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione iniziale pari a 1.000 milioni di euro. L'articolo 1- bis , introdotto dalla Camera dei deputati, prevede che le richieste di nuovi finanziamenti garantiti da SACE ai sensi dell'articolo 1, siano integrate da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, il cui contenuto viene dettagliato anche con riferimento ai requisiti richiesti dalla legislazione antimafia e dalla normativa in materia di repressione dell'evasione fiscale. Ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali, si fa altresì rinvio alla stipula di un apposito protocollo d'intesa sottoscritto tra il Ministero dell'interno, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e SACE S.p.A. Fermi restando gli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio, per la verifica degli elementi attestati dalla dichiarazione sostitutiva, il soggetto che eroga il finanziamento non è tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato. L'articolo 2 riforma il sistema della garanzia dello Stato sugli impegni assicurativi assunti da SACE, intervenendo sui compiti della stessa Società, che vengono estesi e potenziati. In particolare, si prevede che SACE S.p.A. favorisca l'internazionalizzazione del settore produttivo italiano, privilegiando gli impegni nei settori strategici per l'economia italiana, nonché gli impegni per operazioni destinate a Paesi strategici per l'Italia. Una modifica al testo approvata dalla Camera dei deputati ha introdotto la precisazione secondo cui, ai fini dell'internazionalizzazione, sono da considerarsi strategici anche la filiera agricola nazionale, i settori del turismo e dell'agroalimentare italiano, il settore tessile, della moda, lo sviluppo di piattaforme per la vendita on line dei prodotti italiani, le Camere di commercio italiane all'estero, le fiere, i congressi e gli eventi, anche digitali, rivolti a sostenere lo sviluppo dei mercati, la formazione e il Made in Italy nei settori dello sport, della cultura, dell'arte, della cinematografia, della musica, della moda, del design e dell'agroalimentare. Viene inoltre introdotto - a decorrere dal 1° gennaio 2021 - un nuovo sistema di coassicurazione per i rischi non di mercato, in base al quale gli impegni derivanti dall'attività assicurativa di SACE S.p.a. sono assunti dallo Stato e da SACE S.p.A. in una proporzione pari, rispettivamente, al 90 e al 10 per cento. Si demanda alla legge di bilancio la definizione dei limiti cumulati all'assunzione di impegni da parte di SACE S.p.A. e Stato, sulla base del piano annuale di attività deliberato dal Comitato per il sostegno finanziario pubblico all'esportazione. Al Comitato, istituito presso il MEF, è attribuito, tra l'altro, il compito di deliberare il sistema dei limiti di rischio. Nello stato di previsione del MEF, a decorrere dall'anno 2020, è istituito un Fondo a copertura degli impegni assunti dallo Stato. Viene poi introdotta una nuova forma di operatività di SACE per il sostegno e il rilancio dell'economia; la Società è autorizzata a rilasciare, a condizioni di mercato e in conformità alla normativa UE, garanzie in qualsiasi forma in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e di altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti in qualsiasi forma concessi alle imprese con sede in Italia, entro l'importo complessivo massimo di 200 miliardi di euro. In ragione della riforma del sistema di coassicurazione, l'articolo prevede che gli impegni e le operazioni deliberate da SACE S.p.A., nonché le garanzie rilasciate dallo Stato, prima del 9 aprile 2020, restino regolati dalle norme allora vigenti. Gli impegni assunti e le operazioni deliberate da SACE, nonché le garanzie statali rilasciate dallo Stato nel periodo tra il 9 aprile 2020 e il 31 dicembre 2020, restano regolate dalle norme e dalle convenzioni vigenti alla data del 7 aprile 2020, fatte salve talune disposizioni speciali. Vengono in particolare ammesse ex lege alla garanzia di SACE talune operazioni nel settore crocieristico già autorizzate o ammissibili, e ulteriori operazioni già ammissibili alla garanzia dello Stato ai sensi dell'articolo 53 del decreto-legge n. 18 del 2020, che viene contestualmente e conseguentemente abrogato. Il MEF viene altresì autorizzato per l'anno 2020 a rilasciare la garanzia statale per altre operazioni di SACE nei settori crocieristico e difesa, per cui si prevede ex lege , a date condizioni, la concessione dei cd. limiti speciali, in termini di importo massimo riassicurabile dallo Stato. L'articolo 3, modificato nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, prevede, innanzitutto, un accordo tra SACE S.p.A. e Cassa depositi e prestiti S.p.A. concernente le strategie industriali e commerciali al fine di massimizzare le sinergie di gruppo e aumentare l'efficacia del sistema di sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione delle imprese e di rilancio dell'economia. Inoltre, in considerazione del ruolo strategico di SACE S.p.A. per l'attuazione delle misure di sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione delle imprese e di rilancio degli investimenti, il testo prevede - tra l'altro - che CDP S.p.A. concordi preventivamente con il MEF, sentito il MAECI, l'esercizio dei diritti di voto derivanti dalla partecipazione in SACE S.p.A, che per le deliberazioni di nomina degli organi sociali, il MEF agisca di concerto con il MAECI e che la SACE S.p.A. consulti preventivamente il MEF e il MAECI in ordine alle decisioni aziendali rilevanti ai fini dell'efficace attuazione delle misure di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, con particolare riferimento alle decisioni relative all'assunzione di impegni e al recupero dei crediti. Inoltre, SACE S.p.A., nella predisposizione del piano annuale di attività, tiene conto delle linee guida e di indirizzo strategico in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese assunte dalla cabina di regia co-presieduta dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dal Ministro dello sviluppo economico. L'oratore richiama da ultimo l'articolo 12- bis - introdotto ex novo nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati - che reca disposizioni in materia di rimborso alle imprese per mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali internazionali, attribuendo alle imprese, per l'anno 2020, un credito di imposta pari al 30 per cento delle spese sostenute dalle imprese per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all'estero, ove siano state disdette in ragione dell'emergenza legata alla situazione epidemiologica legata al COVID-19. La disposizione, in particolare, richiama il credito d'imposta di cui all'articolo 49 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, istituito per migliorare il livello e la qualità di internazionalizzazione delle PMI italiane. Alla luce di quanto esposto, sottopone all'attenzione della Commissione una conferente proposta di parere favorevole. IL PRESIDENTE apre, quindi, la discussione generale Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), nell'esprimere preliminarmente il proprio disagio per una prassi, che giudica alquanto perniciosa, che comprime notevolmente il tempo della disamina parlamentare di un provvedimento di grande rilevanza per le sorti economiche del Paese come il decreto-legge in questione, pone la questione - di non secondario rilievo, a suo avviso - della necessità di incentivare maggiormente e concretamente, attraverso opportuni strumenti e risorse finanziarie, le imprese italiane di natura strategica che operano su scala mondiale e sono costrette a confrontarsi con agguerriti competitor di altri Paesi, come è, ad esempio, il caso dell'industria siderurgica, che, peraltro, è attiva nel territorio che egli rappresenta come senatore. Al senatore AIMI ( FIBP-UDC ) interessa porre la questione, a suo modo di vedere cruciale, del fattore tempo nella predisposizione degli aiuti per le imprese. Molti osservatori, infatti, tra cui Confindustria, hanno evidenziato il rischio, prevedibile, in particolare, per il prossimo autunno, di un forte disagio sociale per i cittadini e per le imprese messi a dura prova dalla chiusura dovuta all'epidemia. Per alleviare tali situazioni critiche, è necessario che il Governo intervenga tempestivamente non tanto attraverso prestiti - le imprese, in realtà, sono già ampiamente indebitate - bensì mediante finanziamenti con sussidi a fondo perduto. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire il presidente PETROCELLI , previa verifica del numero legale, pone, quindi, in votazione lo schema di parere favorevole (pubblicato in allegato), che risulta approvato. IN SEDE REFERENTE AS 1379 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Ecuador per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, firmata a Quito il 23 maggio 1984, fatto a Quito il 13 dicembre 2016 DDL 1379 Ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell'Ecuador per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, firmata a Quito il 23 maggio 1984, fatto a Quito il 13 dicembre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Ferrara a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1509 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo di coproduzione cinematografica ed audiovisiva tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Bulgaria, con Allegato, fatto a Roma il 25 maggio 2015 DDL 1509 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di coproduzione cinematografica ed audiovisiva tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Bulgaria, con Allegato, fatto a Roma il 25 maggio 2015 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'11 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Airola a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1606 Ratifica ed esecuzione dell&#39;Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 DDL 1606 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 DDL 1607 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 febbraio. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessun senatore chiedendo di intervenire in sede di dichiarazione di voto, il presidente PETROCELLI , appurata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Parere alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, spiegando che essa ricostruisce, nei differenti ambiti, l'impegno e il contributo dell'Esecutivo italiano nel 2019 per lo sviluppo del processo di integrazione europea e la definizione del nuovo assetto istituzionale dell'Unione - a partire dell'insediamento della Commissione von Der Leyen -, nonchéper l'attuazione delle varie politiche di settore. Il testo, su cui la 3 a Commissione potrà al termine dell'esame formulare un parere a beneficio della 14 a Commissione, si articola in quattro parti, relative, rispettivamente, allo sviluppo del processo di integrazione europea e le questioni istituzionali, alle principali politiche orizzontali e settoriali, all'attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale ed infine al coordinamento nazionale delle politiche europee. Il Documento contiene, inoltre, alcune appendici in cui sono inseriti, oltre all'elenco dei Consigli dell'Unione europea e dei Consigli europei, una scheda sull'andamento dei flussi finanziari dall'Unione europea all'Italia nell'anno di riferimento  pari ad oltre 9,98 miliardi di euro, a titolo di cofinanziamento degli interventi strutturali e come sostegno alla Politica Agricola Comune -, un quadro sullo stato di recepimento delle direttive, e uno specifico allegato sui seguiti degli atti parlamentari di indirizzo, approvati nel corso del 2019. Per la prima parte, nell'ambito delle questioni istituzionali, il relatore segnala, oltre ad un aggiornamento sulla questione Brexit , il paragrafo relativo allo stato dell'integrazione politica europea in cui si ricorda l'avvio del nuovo ciclo istituzionale per il periodo 2019-2024, il rinnovo delle cariche istituzionali dell'Unione, l'adozione, da parte del Consiglio europeo di giugno 2019, dell'Agenda strategica e il contributo italiano per la sua messa a punto, con l'attenzione al fenomeno migratorio, all'ambizione in campo ambientale e alla dimensione sociale dell'Unione. Ulteriore rilievo viene dato al negoziato per la definizione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'Unione europea per il periodo 2021-2027. Nella seconda parte, quella più rilevante per gli aspetti di interesse della 3 a Commissione, nel capitolo dedicato ai temi delle politiche sulla migrazione, viene ricordato come l'Italia, in uno scenario segnato da forti contrapposizioni, abbia ribadito la necessità di agire sul piano normativo per una revisione radicale del regolamento Dublino, nonché sul piano politico per prevenire le partenze dai Paesi terzi, sviluppando una strategia europea di condivisione degli oneri, volta a garantire una redistribuzione più equa dei migranti tra tutti gli Stati membri. Nel paragrafo dedicato alla dimensione esterna della politica sulla migrazione, viene ricordato che l'Italia ha sostenuto la necessità e l'urgenza di impostare su nuove basi il dialogo fra l'Unione europea e i Paesi terzi, al fine di accrescere l'efficacia delle strategie di prevenzione delle partenze, di lotta ai trafficanti di esseri umani e di effettivo rimpatrio di coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio europeo. L'Italia ha, altresì, sottolineato la necessità che la complessiva strategia europea in campo migratorio includa anche un maggiore impegno sul piano del reinsediamento dei rifugiati, e la possibilità di sviluppare corridoi umanitari verso l'Europa per le persone più vulnerabili o avviare progetti sperimentali per la presentazione di domande di asilo al di fuori dell'Unione europea. Un particolare impegno da parte del Governo italiano è stato profuso nel negoziato volto a stabilire l'entità delle risorse da dedicare alla cooperazione migratoria con i Paesi terzi nel futuro Quadro finanziario pluriennale per il 2021-2027, sostenendo la necessità di istituire una fonte di finanziamento sufficiente, stabile e sostenibile all'interno del bilancio dell'Unione a sostegno della cooperazione con i Paesi terzi, destinando almeno il dieci per cento del totale dell'istituendo Strumento per il Vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) - pari a circa 90 miliardi di euro nella proposta della Commissione - per azioni a diretto impatto sulla gestione dei flussi migratori, a partire dal sostegno ai Paesi terzi nel contrasto alle reti di trafficanti. L'Italia ha, inoltre reiterato la richiesta di un maggiore finanziamento per il Nord Africa da parte del Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa, il cosiddetto Fondo La Valletta. Nel capitolo relativo alle imprese, alla concorrenza e ai consumatori, nell'ambito del negoziato sul pacchetto del " Made in ", viene sottolineato l'impegno del Governo italiano per l'organizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della protezione dei diritti di proprietà intellettuale e, in particolare, del Made in Italy , al fine di incentivare lo sviluppo di forme di cooperazione e di sensibilizzazione finalizzate al contrasto di fenomeni nocivi per le produzioni di qualità. Nell'ambito del capitolo dedicato alla dimensione esterna dell'Unione, il documento evidenzia l'impegno dell'Esecutivo italiano ad orientare la Politica estera e di sicurezza comune in modo sempre più conforme ai principi di solidarietà e di cooperazione, assicurando un rilievo centrale all'area mediterranea, e confermando l'accento sull'elaborazione di efficaci politiche migratorie e sullo sviluppo della capacità dei Paesi vicini di gestire in proprio i fenomeni che impattano sulla sicurezza dell'Europa. Attenzione specifica è stata rivolta al dossier libico, nel tentativo di rafforzare la posizione unitaria dell'Unione europea per la stabilizzazione del Paese africano attraverso l'attivo sostegno all'azione delle Nazioni Unite, e a quello siriano, con la riaffermazione da parte dell'Italia della necessità di individuare una soluzione duratura del conflitto anche attraverso il dialogo con i membri del cosiddetto "processo di Astana", a partire dalla Russia. Il Documento ricorda, inoltre, l'impegno che anche nel corso del 2019 il Governo italiano ha profuso per mantenere vive le relazioni politiche, economiche e culturali con l'Iran, in piena sintonia con la posizione dell'Unione europea e nonostante un contesto internazionale particolarmente complesso, anche al fine di salvaguardare l'accordo sul programma nucleare iraniano considerato un pilastro della stabilità regionale. Altre questioni rilevanti evidenziate nell'ambito del paragrafo dedicato alla Politica estera e di sicurezza comune, sono la conferma dell'impegno italiano per la stabilizzazione, la crescita economica e l'integrazione europea dei Balcani occidentali, e la critica dell'attivismo turco in relazione alle trivellazioni nel Mediterraneo orientale e all'azione militare nel nord-est della Siria, che ha condotto fra l'altro l'Unione europea, col sostegno italiano, a decidere la sospensione dell'esportazione di armi verso la Turchia e la riduzione dei fondi di preadesione a favore di Ankara. Con riferimento alla crisi ucraina, la Relazione rimarca come il Governo italiano abbia continuato - come in passato - a promuovere un approccio bilanciato da parte dell'Unione europea, sostenendo, gli sforzi negoziali del gruppo di "Normandia" e l'attuazione degli Accordi di Minsk, ma puntando anche a promuovere ogni occasione di dialogo diretto fra Kiev e Mosca, e incoraggiando altresì i canali di comunicazione fra la stessa Unione e la Russia. Per quanto concerne le relazioni con l'Africa, il Documento sottolinea come nel corso del 2019 il Governo italiano abbia confermato la necessità di garantire un'attenzione prioritaria al Corno d'Africa e al Sahel, aree di origine e transito dei flussi migratori, la cui stabilità risulta fondamentale per la stessa sicurezza europea. Nel paragrafo relativo alla Politica di sicurezza e difesa comune, viene ricordato come il 2019 sia stato dedicato al consolidamento dell'impianto istituzionale nel settore, con l'azione dell'Esecutivo italiano volta al rafforzamento della difesa europea, in complementarità con la NATO, con l'obiettivo di sviluppare capacità all'altezza delle esigenze di protezione del territorio e dei cittadini europei, in un contesto esterno di perdurante instabilità. L'Italia ha, inoltre, continuato ad assicurare il proprio contributo alle operazioni e missioni PSDC, attribuendo elevata priorità in particolare alle crisi nei Paesi dell'area euro-mediterranea. Anche per quanto riguarda le missioni civili della PSDC, nel corso del 2019 il Governo ha puntato ad aumentarne efficacia, flessibilità e rapidità di impiego, con particolare riguardo alle aree prioritarie per gli interessi nazionali (Libia, Sahel e Corno d'Africa). In tema di allargamento, la Relazione sottolinea come l'Esecutivo italiano nel corso del 2019 abbia inteso riaffermare la prospettiva europea dei Paesi dei Balcani occidentali - in particolare per Albania e Macedonia del Nord -, promuovendo l'avanzamento del processo di allargamento, sulla base dei criteri di Copenaghen e del rispetto, da parte dei Paesi candidati e potenziali, delle condizioni previste. Relativamente alla Politica di vicinato, la Relazione evidenzia come nel corso dell'anno il Governo italiano abbia contributo al dialogo in corso tra l'Unione ed i Paesi partner , volto alla definizione congiunta delle priorità strategiche di cooperazione. In particolare l'Italia ha continuato ad incoraggiare l'azione dell'Unione europea nell'area del Vicinato meridionale, in ragione del fatto che proprio da quest'area provengono i principali rischi sistemici per l'Europa, sotto il profilo politico, economico, di sicurezza e migratorio. Il mantenimento dell'attuale proporzione dell'allocazione delle risorse finanziarie a favore della dimensione meridionale costituisce una priorità nazionale, che il Governo ha difeso nel negoziato sul futuro Quadro finanziario pluriennale (2021-2027). Nel paragrafo dedicato alla collaborazione con Paesi terzi, agli accordi internazionali e alla politica commerciale comune, viene ricordato come l'Italia abbia svolto un ruolo attivo nell'ambito dei negoziati per la conclusione di accordi di associazione tra l'Unione europea e gli Stati europei di piccole dimensioni; nei confronti della Repubblica di San Marino, nello specifico, l'Italia ha instaurato un dialogo diretto per la ricerca di soluzioni alle questioni relative alla libera circolazione dei servizi finanziari e delle merci. Nel corso del 2019, l'Esecutivo italiano ha, inoltre, continuato ad adoperarsi per facilitare le relazioni tra Bruxelles e Mosca, con un approccio strategico che consenta di andare oltre lo strumento sanzionatorio, riaffermando il proprio sostegno alla politica europea del "doppio binario". L'Italia ha, inoltre, offerto un proprio contributo fattivo alla definizione della nuova Strategia per l'Asia centrale, alle iniziative europee volte a rafforzare il dialogo politico e la cooperazione con i Paesi africani, nonché alla negoziazione della nuova intesa con i Paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) in vista della scadenza dell'Accordo di Cotonou. Pur in un contesto segnato dalle particolari difficoltà del commercio internazionale, l'Italia, nel corso del 2019, ha continuato a sostenere l'azione dell'Unione europea in materia commerciale e nell'ambito del processo di riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio. L'Esecutivo italiano ha, inoltre, assicurato la sua partecipazione, in ambito UE, ai negoziati relativi agli accordi di libero scambio con Paesi terzi - dall'Accordo di partenariato col Giappone agli Accordi di libero scambio con alcuni Paesi dell'ASEAN, del MERCOSUR, con l'Australia e la Nuova Zelanda, fino agli Accordi di libero scambio ampi ed approfonditi con Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania - svolgendo anche una costante attività di monitoraggio delle fasi attuative delle intese già siglate, soprattutto a tutela dei settori produttivi e delle merci italiani. Nell'ambito delle politiche e iniziative di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea, nel 2019 l'Italia, nell'ambito del negoziato per il regolamento istitutivo dello Strumento per il Vicinato, lo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), che costituirà la principale fonte di finanziamento dell'azione esterna dell'Unione europea nel 2021-2027, ha ottenuto la possibilità che sia riservata una quota adeguata di fondi per finanziare la cooperazione con il Vicinato e l'Africa Sub-Sahariana, anche in ambito migratorio. La Relazione evidenzia, infine, come nel corso del 2019 sia proseguita l'azione finalizzata a consolidare e accrescere la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio europeo di azione esterna. Il relatore conclude la sua esposizione preannunciando, tenuto conto che la Relazione offre una panoramica ampia sulle attività condotte dall'Esecutivo italiano nel corso del 2019, la presentazione di un relativo parere favorevole. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esaustiva relazione e apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 14,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1829 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo per gli aspetti di propria competenza; esaminate in particolare le norme relative al ruolo attribuito a SACE S.p.A. nella gestione dell'emergenza economica seguita alla diffusione del COVID-19; valutate con favore le misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese di cui all'articolo 1 del decreto-legge con la possibilità attribuita a SACE S.p.A. di concedere fino al 31 dicembre 2020 garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese aventi sede in Italia e colpite dagli effetti della crisi imposta dalla diffusione del COVID-19; considerate altresì le misure finalizzate al sostegno all'esportazione, all'internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese di cui all'articolo 2 del decreto-legge, con la previsione circa il ruolo di SACE S.p.A. nel privilegiare gli impegni per i settori strategici per l'economia italiana e per le operazioni destinate a Paesi strategici per l'Italia; preso altresì atto delle disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto-legge relative all'accordo tra SACE S.p.A. e Cassa depositi e prestiti S.p.A. concernente le strategie industriali e commerciali per massimizzare le sinergie di gruppo e aumentare l'efficacia del sistema di sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione delle imprese e di rilancio dell'economia nazionale; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.