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Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità. Onorevoli Senatori. – Il decreto-legge reca disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e di riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità. Il provvedimento trasferisce le funzioni in materia di turismo fino ad oggi esercitate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: la finalità è quella di promuovere e valorizzare il turismo italiano anche attraverso i prodotti delle attività primarie, di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Si tratta di eccellenze del made in Italy che costituiscono un patrimonio unico, al pari delle destinazioni turistiche del nostro Paese, e che, trattate unitariamente da un solo Dicastero, mediante attente operazioni di marketing , potranno costituire un importante volano di sviluppo, competitività e innovazione. Questa innovazione organizzativa consentirà di valorizzare altresì la produzione agroalimentare, attraverso il legame con il territorio e la connessa attività turistica, dando l'opportunità a chi visita l'Italia di conoscere il nostro Paese anche attraverso le produzioni tipiche. Una sinergia mirata ad affiancare settori (turismo e agricoltura, in senso lato, comprensivo di tutti i settori di attività inclusi in tale concetto) indubbiamente trainanti per l'economia italiana. Nello specifico, il decreto-legge, che si compone di cinque articoli, dispone quanto segue. L'articolo 1, al comma 1, stabilisce che le funzioni esercitate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in materia di turismo sono trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF). Al medesimo Ministero sono trasferite, con decorrenza dal 1º gennaio 2019, le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, della Direzione generale del turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nonché quelle comunque destinate all'esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento. Il comma 2 prevede che per l'esercizio delle funzioni trasferite è istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Dipartimento del turismo. Il comma 3 stabilisce la nuova denominazione dei Ministeri interessati conseguente al trasferimento delle funzioni: «Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo» e «Ministero per i beni e le attività culturali» (MiBAC). Ai commi 4 e 5 si chiarisce che le nuove denominazioni sostituiscono, ovunque presenti, le precedenti. Il comma 6 prevede che resti nell'ambito delle competenze del MiBAC, con le relative risorse finanziarie, la Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo. La Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo, o «Scuola del patrimonio», è un istituto di formazione, ricerca e studi avanzati nei settori di competenza del MiBAC; essa è nata dalla ridefinizione della Fondazione prevista dall'articolo 67 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ma di fatto non è mai stata costituita, né è effettivamente entrata in attività. Tale ridefinizione è stata operata dall'articolo 5, comma 1- bis , del decreto- legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11. Proprio a seguito di tale disposizione, infatti, la Scuola, il cui statuto è stato approvato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 11 dicembre 2015, ha avviato le proprie attività, avvalendosi delle risorse a tal fine previste dal MiBAC, ed ha pubblicato il primo bando di selezione allievi del corso «Scuola del Patrimonio» (Iº ciclo 2018-2020). Con l'occasione e per effetto del trasferimento al MiPAAF delle competenze in materia di turismo, risulta necessario adeguare anche la denominazione della Scuola (il cui ambito di operatività era già nei fatti circoscritto, come detto, ai beni e alle attività culturali). Conseguentemente, la Scuola, ridenominata «Scuola dei beni e delle attività culturali», provvede, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ad apportare le necessarie modifiche al proprio statuto. Il comma 7 rimanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, il compito di individuare le risorse umane, strumentali e finanziarie di cui al comma 1 e definirne le modalità di trasferimento. Al riguardo si precisa che le risorse umane includono il personale di ruolo nonché il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro i limiti del contratto in essere, che risulta assegnato alla Direzione generale turismo alla data del 1º giugno 2018. Dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, cessano gli effetti dei progetti in corso e delle convenzioni stipulate o rinnovate dalla Direzione generale Turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la società in house ALES. Al personale non dirigenziale trasferito si applica il trattamento economico, compreso quello accessorio, previsto nell'amministrazione di destinazione e continua ad essere corrisposto, ove riconosciuto, l'assegno ad personam riassorbibile secondo i criteri e le modalità già previsti. Per il personale comandato, la revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni rientra nella competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Entro quindici giorni dall'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di cui al medesimo comma 7, il personale di ruolo a tempo indeterminato può esercitare il diritto di opzione. Le facoltà assunzionali del Ministero per i beni e le attività culturali sono ridotte per un importo corrispondente all'onere per le retribuzioni complessive del personale non transitato. Il comma 8 determina nel numero massimo di venticinque unità le posizioni dirigenziali di livello generale del Ministero per i beni e le attività culturali. In fase di riorganizzazione, il Ministero dei beni e delle attività culturali potrà prevedere una posizione generale di livello generale presso gli uffici di gabinetto. Il comma 9 prevede che con decreto del Presidente della Repubblica da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adeguate le dotazioni organiche e le strutture organizzative del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo sulla base delle disposizioni di cui al presente articolo. Il comma 10 disciplina la fase transitoria prevedendo che fino alla data del 31 dicembre 2018 il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo si avvale delle competenti strutture e delle dotazioni organiche del Ministero per i beni e le attività culturali. I commi 11, 12, 13 e 14 introducono modifiche alla normativa riguardante l'ENIT-Agenzia nazionale del turismo e il Club alpino italiano (CAI), volte a sostituire il Dicastero competente per l'attività di vigilanza, individuandolo nel Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Il comma 15 dispone che dall'attuazione delle disposizioni dell'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'articolo 2, rubricato «Riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare», stabilisce, ai commi 1 e 2, che al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare siano trasferite le funzioni di coordinamento delle azioni e degli interventi di monitoraggio di cui al decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, esercitate attualmente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. A tal fine il Comitato interministeriale di cui all'articolo 2, comma 1, del citato decreto-legge 10 dicembre 2013 n. 136, è presieduto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; analogamente, la Commissione di cui all'articolo 2, comma 2, del citato decreto-legge è presieduta da un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 3 attribuisce al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare i compiti in materia di contrasto al dissesto idrogeologico, di difesa e messa in sicurezza del suolo e di sviluppo delle infrastrutture idriche esercitati, nel corso della precedente legislatura, mediante un'apposita Struttura di missione, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. A tal fine reca una serie di novelle legislative contenenti previsioni normative con riferimento alla suddetta Struttura di missione. Il comma 4 provvede a novellare il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, al fine di modificarne gli articoli 35 e 37, recanti le attribuzioni del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 5 stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, si provvede all'individuazione delle risorse finanziarie allocate presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e finalizzate allo svolgimento delle funzioni di cui alle precedenti disposizioni. Il comma 6 prevede che le risorse di cui al comma 5 per l'anno 2018 sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. A decorrere dal 2019, con la legge di bilancio, le risorse finanziarie di cui al comma 5 sono trasferite ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il comma 7 rinvia a un decreto del Presidente della Repubblica le misure per l'adeguamento delle strutture organizzative del Ministero, prevedendo l'invarianza della spesa. Il comma 8 reca la clausola di invarianza finanziaria delle disposizioni contenute nel presente articolo ai commi da 1 a 5 e dispone che all'attuazione del medesimo articolo si provvede a valere sulle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. L'articolo 3 reca una revisione e un ampliamento delle funzioni di indirizzo e coordinamento in capo al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, in materia di politiche per la famiglia, adozioni, infanzia e adolescenza, disabilità. L'intervento normativo è volto a raccordare alcune competenze, proprie della materia della famiglia, al fine di rendere maggiormente sistematica e coerente la relativa disciplina, ricomprendendovi anche i profili relativi alle adozioni, nazionali e internazionali, nonché un più ampio novero di competenze attinenti all'infanzia e all'adolescenza. Inoltre, l'articolo disciplina il trasferimento in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità, al fine di delineare un quadro coordinato e armonico degli interventi per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità. In particolare, il comma 1, lettera a) , conferma ed amplia le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politica per la famiglia, già attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 1, comma 19, lettera e) , del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e dell'articolo 1, comma 14, lettera b), del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, norme che vengono, conseguentemente, abrogate dal comma 6 del presente articolo. Le funzioni di indirizzo e coordinamento finalizzate al sostegno alla famiglia assumono una particolare valenza nell'attuale momento storico, connotato da una sempre più marcata crisi delle nascite. Come testimoniano gli ultimi dati ISTAT, nel 2017 si è registrato un nuovo record negativo: sono stati infatti iscritti all'anagrafe per nascita solo 458.151 bambini, ossia il minimo storico dall'Unità d'Italia; a maggio di quest'anno lo stesso Istituto di statistica ha diffuso altri dati allarmanti: nel 2065, ovvero tra quarantasette anni, la popolazione italiana è stimata pari a 54,1 milioni, con una flessione rispetto al 2017 di 6,5 milioni. Illustri economisti e demografi confermano l'inscindibile nesso tra crisi della natalità e andamento dell'economia. Le politiche in favore della famiglia sinora adottate non sembrano, dunque, essersi rivelate efficaci ai fini del superamento della crisi demografica. Evidentemente, queste non hanno sopperito alla mancanza di una programmazione strategica delle politiche familiari, ossia a una regia più ampia e complessiva dell'azione di governo capace di indirizzare e promuovere in modo sinergico le diverse politiche volte al sostegno e al benessere della famiglia e al rilancio della natalità, dando impulso a interventi selettivi in ogni ambito, in primis quelli economico, fiscale, del lavoro, della salute, dell'istruzione e della cultura. È in questa logica che si muove il disposto dell'articolo 3, comma 1, lettera a) , ai sensi del quale sono attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia in tutte le sue componenti e problematiche generazionali e relazionali, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, anche al fine precipuo del contrasto alla crisi demografica. In questo ambito, viene specificato che, oltre alle funzioni concernenti l'Osservatorio nazionale sulla famiglia, di cui all'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita altresì la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e per il sostegno alla natalità ed, in particolare, la gestione del Fondo per le politiche della famiglia, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nonché del Fondo per il sostegno alla natalità, di cui all'articolo 1, comma 348, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. Resta ferma la funzione di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di «Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari», di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565 (lettera a ), numero 2)) , mentre sono invece trasferite (lettera a), numero 3)) alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni statali di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali riguardanti la Carta della famiglia, introdotta dall'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016). Il comma 1, lettera b) , prevede l'attribuzione alla Presidenza del Consiglio dei ministri delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di adozioni, anche internazionali, di minori italiani e stranieri, fermo restando quanto previsto dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, in ordine alla presidenza della Commissione per le adozioni internazionali da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, fatta salva la facoltà di delega della funzione. Ai sensi del comma 1, lettera c), sono attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri la funzione di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche per il sostegno dell'infanzia e dell'adolescenza e per la tutela dei minori, anche con riferimento al diritto degli stessi ad una famiglia, fatte salve le competenze del medesimo Ministero in materia di politiche per l'integrazione e l'inclusione sociale. Tale funzione di indirizzo e coordinamento è esercitata anche con riferimento allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, fatte salve in tal caso le specifiche competenze in materia del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Si prevede, inoltre, che l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, attualmente oggetto di una gestione condivisa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia ora presieduto esclusivamente dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dal Ministro per la famiglia e le disabilità. Le attività utili al funzionamento dell'Osservatorio saranno assicurate dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Quest'ultimo è chiamato altresì ad esercitare le funzioni già proprie del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonché quelle relative all'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, di cui all'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998, n. 269. Alla Presidenza del Consiglio dei ministri sono, infine, attribuite le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui alla legge 28 agosto 1997, n. 285. Per tali finalità, il comma 3 dell'articolo 3 apporta le necessarie novelle alla citata legge n. 285 del 1997, con particolare riferimento alle competenze inerenti alla Conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza, la cui organizzazione è ricondotta in capo al citato Dipartimento per le politiche della famiglia. Il comma 1, lettera d) , introduce significative novità connesse alla scelta di ricondurre alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, il novero delle funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità. Attesa la frammentazione delle competenze in materia, il dettato normativo è volto ad individuare nella Presidenza del Consiglio dei ministri la sede propria per dare impulso a iniziative di programmazione e coordinamento delle politiche in favore delle persone con disabilità, anche con riferimento a quelle per l'inclusione scolastica, l'accessibilità e la mobilità, fatte salve, con riferimento a tali ambiti, le competenze dei Ministeri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti e fermo restando quanto specificamente previsto dal secondo periodo della medesima lettera d) con riferimento alle politiche in materia di salute, in relazione alle quali la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita funzioni di coordinamento mediante l'espressione del concerto nell'adozione degli atti di competenza del Ministero della salute con riguardo alle attività volte alla promozione dei servizi e delle prestazioni rese dal Servizio sanitario nazionale in favore delle persone con disabilità. In tale quadro, specifica valenza assume l'attribuzione al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità, delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte a garantire la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità e a favorire la loro partecipazione ed inclusione sociale, nonché la loro autonomia, anche avvalendosi a tal fine dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità di cui alla legge 3 marzo 2009, n. 18, la cui collocazione viene ricondotta alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Le funzioni trasferite, con diverse modalità, concernenti le disabilità sono quelle in materia di indirizzo e coordinamento delle politiche, sino ad oggi svolte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo una duplice direzione: in senso orizzontale, mediante l'ausilio di appositi Osservatori e la preparazione di Piani d'azione a cura degli stessi, con i quali è esercitato il coordinamento anche di competenze non strettamente attinenti alle politiche sociali (ad esempio per l'inclusione scolastica, la tutela della salute, la mobilità, ecc.); in senso verticale, mediante il coordinamento esercitato nell'ambito proprio delle politiche sociali, in particolare tra i diversi livelli di governo. A essere trasferite integralmente sono le funzioni degli Osservatori, quindi quelle di indirizzo e coordinamento «orizzontale», proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri e peraltro già condivise con essa nella materia dell'infanzia e dell'adolescenza. Sia in materia di minori, che di disabilità, in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali vi erano infatti funzioni di organizzazione di Conferenze nazionali, tipicamente connesse ai Piani d'azione elaborati o da elaborare da parte degli Osservatori; tali Conferenze, che rappresentano momenti di grande partecipazione da parte delle istituzioni, degli operatori e del mondo del terzo settore, e le relative funzioni, sono ora trasferite alla Presidenza del Consiglio dei ministri. A fianco di tali attribuzioni, è stato altresì configurato un modello di coordinamento verticale in parte condiviso tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in capo al quale rimane comunque ferma la gestione di carattere amministrativo dei fondi dedicati alle disabilità, salve le eccezioni di seguito rappresentate. In particolare, con riferimento ai principali fondi in materia di disabilità, sino ad oggi di esclusiva spettanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'articolo dispone che: a) il Fondo per le non autosufficienze sia ripartito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (in luogo del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali), su proposta congiunta del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ferma restando l'espressione del concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e delle finanze e la previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; b) la dotazione finanziaria del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, di cui all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sia trasferita al bilancio autonomo della Presidenza del Consigli dei ministri. I criteri e le modalità di utilizzo del Fondo saranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la citata Conferenza unificata; c) il Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (cosiddetto «Dopo di noi») sia ripartito con decreto del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ferma restando in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali la gestione amministrativa del Fondo. Infine, circa il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, viene attribuita alla Presidenza del Consiglio dei ministri la funzione di espressione del concerto del decreto che ne dispone l'utilizzo. Al fine di favorire le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia, il comma 2 apporta le necessarie novelle alla citata legge di stabilità per il 2016 in materia di Carta della famiglia, destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o da cittadini stranieri regolarmente residenti nel territorio italiano, con almeno tre figli minori a carico. La Carta consente l'accesso a sconti sull'acquisto di beni o servizi ovvero a riduzioni tariffarie concessi dai soggetti pubblici o privati che intendano contribuire all'iniziativa. In base alla nuova formulazione, l'eventuale adozione di nuovi criteri e modalità per il rilascio della Carta sarà stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico. In coerenza con le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, il comma 3 apporta le necessarie novelle alla citata legge n. 285 del 1997, con particolare riferimento alla Conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza. L'evento, in precedenza organizzato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresenta un'occasione importante di confronto e scambio tra le amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni, il privato sociale, le imprese e tutti gli attori che si occupano di infanzia e adolescenza, anche in vista della formulazione del Piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Con la norma di cui al comma 3, lettera a), l'organizzazione della Conferenza è ora ricondotta al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio. La lettera b) del comma 3, modificando l'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998 n. 269, dispone, in linea con le attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri, relative al coordinamento delle attività svolte da tutte le pubbliche amministrazioni sulla prevenzione, assistenza e tutela dei minori dallo sfruttamento sessuale e dall'abuso sessuale, l'istituzione presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, e non più presso il Dipartimento per le pari opportunità, dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, con il compito di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e la repressione della pedofilia. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, potranno essere aggiornate la composizione e le modalità di funzionamento dell'Osservatorio. Il comma 4 dell'articolo prevede le necessarie modifiche normative per l'esercizio dei compiti di coordinamento ed indirizzo in materia di disabilità. In particolare, la lettera a) novella gli articoli 41 e 41- bis della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di ricondurre alla Presidenza del Consiglio dei ministri talune competenze in materia di handicap . Più specificamente, ai sensi della novella al citato articolo 41, l'attività di coordinamento delle amministrazioni dello Stato competenti a realizzare gli obiettivi della legge e i compiti di promozione di politiche di sostegno per le persone handicappate e di verifica dell'attuazione della legislazione vigente in materia sono attribuiti al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero al Ministro per la famiglia e le disabilità. Inoltre, i disegni di legge del Governo contenenti disposizioni concernenti la condizione delle persone handicappate sono presentati previo concerto con il Ministro per la famiglia e le disabilità, il cui parere è peraltro obbligatorio per i regolamenti e per gli atti di carattere generale adottati in materia. Sarà, coerentemente, il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro per la famiglia e le disabilità, in base al novellato articolo 41- bis , a presentare, ogni due anni, la relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato di attuazione delle politiche per l’ handicap in Italia, nonché sugli indirizzi che saranno seguiti. La lettera b ) incide sulle modalità di adozione degli atti concernenti il Fondo per le non autosufficienze, indirizzato a garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti. In particolare, la novella al comma 1265 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dispone che gli atti e i provvedimenti concernenti l'utilizzazione del citato Fondo sono adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri su proposta congiunta del Ministro per la famiglia e le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In virtù di quanto disposto dall'articolo 21, comma 7, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n.147, la predetta novella comporta che con le medesime modalità sarà adottato anche il Piano triennale per la non autosufficienza, ossia lo strumento programmatico per l'utilizzo delle risorse del Fondo, elaborato dalla Rete della protezione e dell'inclusione sociale, in relazione alla quale interviene anche la successiva lettera e) del comma 4. La lettera c) prevede alcune modifiche concernenti l'allocazione e il funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, istituito con legge 3 marzo 2009, n. 18 (articolo 3), in sede di ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. In primo luogo, si trasferisce la collocazione dell'Osservatorio dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'Osservatorio sarà presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità. Quanto alla disciplina dell'Osservatorio, si prevede che eventuali aggiornamenti della sua composizione e organizzazione e del suo funzionamento siano definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la pubblica amministrazione. Vengono inoltre semplificate le modalità per disporre la proroga della durata in carica dell'Osservatorio. La lettera d) reca le modifiche di coordinamento in relazione alla legge 22 giugno 2016, n. 112, recante disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (cosiddetta «Dopo di noi»). In primo luogo, al numero 1), si prevede che, nelle more del completamento del procedimento di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, il decreto con il quale si definiscono gli obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai soggetti con grave disabilità sia adottato congiuntamente dal Ministro per la famiglia e le disabilità e dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, fermi restando il concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e la previa intesa in sede di Conferenza unificata. Parimenti, al numero 2), si prevede che anche il decreto che deve individuare i requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo istituito dalla predetta legge sia adottato congiuntamente dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministro per la famiglia e le disabilità. Infine, anche la ripartizione annuale delle risorse del Fondo è disposta con decreto interministeriale, mentre è prevista l'espressione del concerto del Ministro per la famiglia e le disabilità con riferimento al decreto attuativo relativo alla disciplina, contemplata nella medesima legge 22 giugno 2016, n. 112, in materia di istituzione di trust , vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione. La lettera e) reca modifiche ai commi 2 e 3 dell'articolo 21 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, recante disposizioni per l'introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà. In primo luogo, al numero 1) si prevede che la composizione della Rete della protezione e dell'inclusione sociale istituita, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, quale organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, sia integrata da un ulteriore rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si aggiunge a quello del Dipartimento per le politiche della famiglia. Inoltre, al numero 2), per quanto concerne il funzionamento della Rete, la novella stabilisce che il Ministro per la famiglia e le disabilità partecipi alle riunioni della stessa in qualità di invitato permanente, ferma restando la possibilità di invitare altri membri del Governo. La lettera f) reca modifiche all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, disponendo che la dotazione finanziaria del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, destinato alla copertura finanziaria di interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale dell'assistente familiare, sia trasferita al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si interviene, inoltre, in ordine alla definizione dei criteri e delle modalità di utilizzo del Fondo – in precedenza rimessa a specifici provvedimenti legislativi – stabilendo che a tal fine si provvederà con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata. Le ulteriori disposizioni introducono una serie di novelle al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, relativo alla promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. In particolare, con la lettera g) si prevede anche il concerto del Ministro per la famiglia e le disabilità per il decreto del Ministro della salute con cui sono definite le Linee guida contenenti i criteri, i contenuti e le modalità di redazione della certificazione di disabilità in età evolutiva e del Profilo di funzionamento di cui all'articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Con la lettera h ), si prevede che il Ministro per la famiglia e le disabilità esprima il parere sul decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con cui si definiscono i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. La lettera i) integra la composizione dell'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica con un rappresentante del Ministro per la famiglia e le disabilità. Infine, la lettera l) prevede anche il concerto del Ministro per la famiglia e le disabilità ai fini dell'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui si provvede al riparto dei contributi tra gli enti territoriali interessati per lo svolgimento delle funzioni relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali. Ai fini dell'esercizio delle funzioni trasferite alla Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi del presente articolo, il comma 5 dispone che le competenti amministrazioni centrali siano tenute a cooperare e a raccordarsi con la Presidenza medesima. Il comma 6 reca le abrogazioni necessarie ai fini del coordinamento normativo. Il comma 7 dispone uno specifico stanziamento in favore della Presidenza del Consiglio dei ministri, pari a 250.000 euro per l'anno 2018 e a 500.000 euro a decorrere dall'anno 2019, finalizzato alla copertura delle spese di funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il comma 8 prevede che dall'attuazione delle norme dell'articolo 3 non devono derivare maggiori oneri per la finanza pubblica, ad eccezione di quanto previsto in relazione al funzionamento dell'Osservatorio di cui sopra. L'articolo 4, al comma 1, si limita ad eliminare la previsione dell'istituzione con legge di un apposito Dipartimento «Casa Italia» presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, in quanto l'organizzazione della Presidenza medesima è rimessa, ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, ad atti di organizzazione interna. La norma di cui al comma 2 si rende necessaria per favorire la conclusione di un procedimento già avviato con specifico avviso pubblico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca relativo al finanziamento di verifiche di vulnerabilità sismica per gli edifici scolastici. Infatti, le verifiche di vulnerabilità sugli edifici scolastici delle zone sismiche classificate 1 e 2 sono state previste con finanziamenti statali sia dall'articolo 20- bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, con gestione a carico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sia con le risorse di cui dall'articolo 41, comma 3, lettera a) , numero 1), del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, gestite dal Dipartimento Casa Italia. Pertanto, già in fase di predisposizione dell'avviso pubblico si era concordato un uso congiunto delle risorse per evitare una duplicazione delle procedure. Parimenti, anche il monitoraggio sull'utilizzo delle risorse pubbliche è stato previsto mediante un unico sistema informativo gestito dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Così, l'avviso pubblico prot. n. 8008 del 28 marzo 2018 ha previsto che parte della graduatoria per la realizzazione delle verifiche di vulnerabilità sulle scuole in zona sismica 1 fosse finanziata con le risorse gestite dal Dipartimento Casa Italia, mentre la restante parte (sia per le restanti scuole in zona sismica 1 che per quelle in zona sismica 2) fosse finanziata con le maggiori risorse gestite dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Con la soppressione del Dipartimento Casa Italia e per evitare ritardi nell'autorizzazione degli enti beneficiari, anche alla luce del termine del 31 agosto 2018, previsto dall'articolo 20- bis , comma 4, del citato decreto-legge n. 8 del 2017, per effettuare le verifiche di vulnerabilità nelle scuole, la norma in questione consente di riassegnare le risorse gestite dal suddetto Dipartimento al Fondo unico per l'edilizia scolastica, di cui all'articolo 11, comma 4- sexies , del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, per garantire un'autorizzazione unica e una gestione congiunta degli interventi. La norma non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 3, a seguito della mancata riconferma della Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 maggio 2014, attribuisce al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca la competenza sulle procedure in corso relative all'utilizzo degli spazi finanziari da parte degli enti locali per interventi di edilizia scolastica, sia per l'annualità 2018 sia per l'annualità 2019. La norma non comporta nuovi o maggiori oneri. L'articolo 5 stabilisce che il decreto-legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 1 È convertito in legge il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri dei beni e delle attività culturali e del turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché in materia di famiglia e disabilità. 2 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . 1 (Trasferimento al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali delle funzioni esercitate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in materia di turismo e conseguenti modifiche sugli enti vigilati) 1 Al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono trasferite le funzioni esercitate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in materia di turismo. Al medesimo Ministero sono altresì trasferite, con decorrenza dal 1º gennaio 2019, le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, della Direzione generale turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nonché quelle comunque destinate all'esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento. 2 Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, la Direzione generale turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è soppressa e i relativi posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale sono trasferiti al Dipartimento del turismo, che è istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Al fine di assicurare l'invarianza finanziaria, i maggiori oneri derivanti per il posto funzione di Capo del Dipartimento del turismo sono compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalente sul piano finanziario. La dotazione organica dirigenziale del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo è rideterminata nel numero massimo di tredici posizioni di livello generale e di sessantuno posizioni di livello non generale senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 3 Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 2, comma 1, il numero 7) è sostituito dal seguente: «7) Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo;» e il numero 12) è sostituito dal seguente: «12) Ministero per i beni e le attività culturali;»; b all'articolo 27, comma 3, le parole: «del Dipartimento del turismo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri», sono soppresse; c all'articolo 28, comma 1, lettera a) , le parole: «; promozione delle iniziative nazionali e internazionali in materia di turismo» sono soppresse; d all'articolo 33, comma 3, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: «b- bis) turismo: svolgimento di funzioni e compiti in materia di turismo, cura della programmazione, del coordinamento e della promozione delle politiche turistiche nazionali, dei rapporti con le Regioni e dei progetti di sviluppo del settore turistico, delle relazioni con l'Unione europea e internazionali in materia di turismo, fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, e dei rapporti con le associazioni di categoria e le imprese turistiche.»; e all'articolo 34, comma 1, la parola: «due» è sostituita dalla seguente: «quattro». 4 La denominazione: «Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali». 5 La denominazione: «Ministero per i beni e le attività culturali» sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione: «Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo». 6 Restano attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali le competenze già previste dalle norme vigenti relative alla «Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo», di cui all'articolo 5, comma 1- ter , del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, nonché le risorse necessarie al funzionamento della medesima Scuola. Quest'ultima è ridenominata «Scuola dei beni e delle attività culturali» e le sue attività sono riferite ai settori di competenza del Ministero per i beni e le attività culturali. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono apportate le conseguenti modificazioni allo statuto della Scuola. 7 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione e il Ministro per i beni e le attività culturali, da adottare entro quarantacinque giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, si provvede alla puntuale individuazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie ai sensi del comma 1, e alla definizione della disciplina per il trasferimento delle medesime risorse. Le risorse umane includono il personale di ruolo nonché il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro i limiti del contratto in essere, che risulta assegnato alla Direzione generale Turismo alla data del 1º giugno 2018. Dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al primo periodo, cessano gli effetti dei progetti in corso e delle convenzioni stipulate o rinnovate dalla Direzione generale turismo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la società in house ALES. Al personale non dirigenziale trasferito si applica il trattamento economico, compreso quello accessorio, previsto nell'amministrazione di destinazione e continua ad essere corrisposto, ove riconosciuto, l'assegno ad personam riassorbibile secondo i criteri e le modalità già previsti dalla normativa vigente. La revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, rientra nella competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. È riconosciuto il diritto di opzione del personale di ruolo a tempo indeterminato, da esercitare entro quindici giorni dalla adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al presente comma. Le facoltà assunzionali del Ministero per i beni e le attività culturali sono ridotte per un importo corrispondente all'onere per le retribuzioni complessive del personale non transitato. All'esito del trasferimento del personale interessato, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, provvede all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 nell'ambito delle risorse umane disponibili a legislazione vigente. 8 Al fine di mantenere inalterato il numero massimo di venticinque uffici dirigenziali di livello generale del Ministero per i beni e le attività culturali, ai sensi dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la dotazione organica del Ministero per i beni e le attività culturali, ridotta per effetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, è incrementata di un posto di funzione dirigenziale di livello generale, i cui maggiori oneri, al fine di assicurare l'invarianza finanziaria, sono compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalente sul piano finanziario. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adeguate le dotazioni organiche e le strutture organizzative del Ministero per i beni e le attività culturali, sulla base delle disposizioni di cui al presente articolo. 9 Con decreto del Presidente della Repubblica da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adeguate le dotazioni organiche e le strutture organizzative del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, sulla base delle disposizioni di cui al presente articolo. 10 Fino alla data del 31 dicembre 2018, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, si avvale delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero per i beni e le attività culturali. Con la legge di bilancio per l'anno 2019 e per il triennio 2019-2021, le risorse finanziarie di cui al comma 1, individuate ai sensi del comma 7, sono trasferite ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. 11 All'articolo 16 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni: a le parole: «Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo»; b le parole: «Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo». 12 All'articolo 4, comma 1, della legge 26 gennaio 1963, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni: a la parola: «cinque» è sostituita dalla seguente: «quattro»; b la parola: «tesoro,» è sostituita dalle seguenti: «tesoro e»; c le parole: «e dal Ministero per l'agricoltura e le foreste» sono soppresse. 13 Nelle leggi 26 gennaio 1963, n. 91, e 2 gennaio 1989, n. 6: a le parole: «Ministro per il turismo e lo spettacolo», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo»; b le parole: «Ministero per il turismo e lo spettacolo», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo». 14 Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo statuto dell'ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo e del CAI – Club Alpino Italiano sono modificati, al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. 15 Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2 (Riordino delle competenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare) 1 Al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono trasferite le funzioni esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di coordinamento e monitoraggio degli interventi di emergenza ambientale di cui agli articoli 1 e 2 del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6. 2 Per le finalità di cui al comma 1, all'articolo 2 del decreto-legge n. 136 del 2013, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole da: «presso la Presidenza del Consiglio dei ministri» a «Ministro della difesa» sono sostituite dalle seguenti: «presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un Comitato interministeriale, presieduto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, composto dal Ministro delegato per il Sud, dal Ministro dell'interno, dal Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministro della salute, dal Ministro per i beni e le attività culturali e dal Ministro della difesa»; b al comma 2, le parole: «, su proposta del Ministro per la coesione territoriale,» sono sostituite dalle seguenti: «, sulla proposta del Ministro delegato per il Sud» e le parole da: «un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri» a «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare» sono sostituite dalle seguenti: «un rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che la presiede, e da un rappresentante del Ministro delegato per il Sud, del Ministero dell'interno, del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo»; c il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. La segreteria del Comitato di cui al comma 1 e il supporto tecnico per la Commissione di cui al comma 2 sono assicurati dalle strutture organizzative del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi oneri per la finanza pubblica.». 3 Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare esercita altresì le funzioni già attribuite alla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di contrasto al dissesto idrogeologico e di difesa e messa in sicurezza del suolo, ferme restando quelle di coordinamento interministeriale proprie della Presidenza del Consiglio dei ministri. All'articolo 7, comma 8, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, le parole «di concerto con la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico appositamente istituita presso la Presidenza del Consiglio» sono soppresse e il comma 9 è abrogato. All'articolo 1, comma 1074, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: «della Presidenza del Consiglio dei ministri-Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, sulla base di un accordo di programma sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei ministri» sono sostituite dalla seguenti: «del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sulla base di un accordo di programma sottoscritto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare» e le parole: «Presidenza del Consiglio dei ministri» sono sostituite dalle seguenti: «Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare». 4 Al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni: a all'articolo 35, comma 2, dopo la lettera c) sono inserite le seguenti: « c - bis) politiche di promozione per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse, fatte salve le competenze del Ministero dello sviluppo economico; c - ter) coordinamento delle misure di contrasto e contenimento del danno ambientale e di ripristino in sicurezza dei siti inquinati;»; b all'articolo 37, comma 1, le parole: «, comma 5- bis ,» sono soppresse. 5 Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, si provvede alla puntuale quantificazione delle risorse finanziarie allocate e da allocare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento delle funzioni trasferite con il presente articolo. 6 Le risorse di cui al comma 5, per l'anno 2018, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Con la legge di bilancio per l'anno 2019 e per il triennio 2019-2021, le risorse finanziarie di cui al comma 5 sono trasferite ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. 7 Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4- bis , della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede ad adeguare le strutture organizzative del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 8 Dalle disposizioni di cui al presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All'attuazione del presente articolo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3 (Riordino delle funzioni di indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di famiglia, adozioni, infanzia e adolescenza, disabilità) 1 Sono attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero al Ministro delegato per la famiglia e le disabilità: a le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia nelle sue componenti e problematiche generazionali e relazionali, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità, anche al fine del contrasto della crisi demografica, nonché quelle concernenti l'Osservatorio nazionale sulla famiglia di cui all'articolo 1, comma 1250, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. La Presidenza del Consiglio dei ministri esercita altresì: 1 la gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e per il sostegno alla natalità ed, in particolare, la gestione dei fondi di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e all'articolo 1, comma 348, della legge 11 dicembre 2016, n. 232; 2 le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di «Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari», di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565; 3 le funzioni statali di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali concernenti la carta della famiglia, di cui all'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; b le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per le adozioni, anche internazionali, di minori italiani e stranieri. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2007, n. 108, in ordine alla presidenza della Commissione ivi prevista da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, salvo delega; c le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza, anche con riferimento allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, fatte salve, con riferimento a tali servizi, le competenze del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche per il sostegno dell'infanzia e dell'adolescenza e per la tutela dei minori anche con riferimento al diritto degli stessi a una famiglia, fatte salve le competenze del medesimo Ministero in materia di politiche per l'integrazione e l'inclusione sociale. La Presidenza del Consiglio esercita altresì: 1 le funzioni di competenza del Governo per l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e quelle già proprie del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103, nonché quelle relative all'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, di cui all'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998, n. 269; 2 le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui alla legge 28 agosto 1997, n. 285; d le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità, anche con riferimento a quelle per l'inclusione scolastica, l'accessibilità e la mobilità, fatte salve, in relazione a tali ambiti, le competenze dei Ministeri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle infrastrutture e dei trasporti e le specifiche disposizioni previste dal secondo periodo in materia di salute, nonché le funzioni di competenza statale attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali dall'articolo 46, comma 1, lettera c) , del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, in materia di coordinamento delle politiche volte a garantire la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità e a favorire la loro partecipazione e inclusione sociale, nonché la loro autonomia, anche avvalendosi dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui alla legge 3 marzo 2009, n. 18. Con riferimento alle politiche in materia di salute, la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita funzioni di coordinamento esprimendo il concerto nell'adozione degli atti di competenza del Ministero della salute relativamente alle attività volte alla promozione dei servizi e delle prestazioni rese dal Servizio sanitario nazionale in favore delle persone con disabilità. Fermo restando quanto disposto dal comma 4, la Presidenza del Consiglio dei ministri esercita altresì: 1 le funzioni di espressione del concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, di cui all'articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68; 2 la gestione del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, di cui all'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, la cui dotazione finanziaria è riassegnata al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. 2 Per le finalità di cui al comma 1, lettera a) , all'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole «con decreto del» sono inserite le seguenti: «Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, di concerto con il» e dopo le parole «Ministro del lavoro e delle politiche sociali,» sono soppresse le seguenti: «di concerto con». 3 Per le finalità di cui al comma 1, lettera c) : a all'articolo 11, comma 1, della legge 28 agosto 1997, n. 285, le parole: «Il Ministro per la solidarietà sociale» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità» e le parole: «organizzata dal Dipartimento per gli affari sociali» sono sostituite dalle seguenti: «organizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia»; b all'articolo 17, comma 1- bis , della legge 3 agosto 1998, n. 269, le parole: «- Dipartimento per le pari opportunità» sono sostituite dalle seguenti «- Dipartimento per le politiche della famiglia» e le parole: «Ministro per le pari opportunità» sono sostituite dalle seguenti: «Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità». 4 Per le finalità di cui al comma 1, lettera d) : a alla legge 5 febbraio 1992, n.104, sono apportate le seguenti modificazioni: 1 all'articolo 41, comma 1, le parole: «Ministro per gli affari sociali coordina» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, coordina»; al comma 2, primo e secondo periodo, le parole: «Ministro per gli affari sociali» sono sostituite dalle seguenti: «Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; al comma 8, le parole: «Il Ministro per gli affari sociali» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; 2 all'articolo 41- bis, comma 1, le parole: «Il Ministro per gli affari sociali» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del Consiglio dei ministri ovvero il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; b all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 1265 è sostituito dal seguente: « 1265 . Gli atti e provvedimenti concernenti l'utilizzazione del Fondo di cui al comma 1264 sono adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.»; c all'articolo 3 della legge 3 marzo 2009, n.18, sono apportate le seguenti modificazioni: 1 al comma 1, le parole: «presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali» sono sostituite dalle seguenti: «presso la Presidenza del Consiglio dei ministri»; 2 al comma 2, le parole: «presieduto dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali» sono sostituite dalle seguenti: «presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ovvero dal Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; 3 il comma 3 è sostituito dal seguente: « 3 . Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la pubblica amministrazione, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati la composizione, l'organizzazione e il funzionamento dell'Osservatorio, prevedendo che siano rappresentate le amministrazioni centrali coinvolte nella definizione e nell'attuazione di politiche in favore delle persone con disabilità, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le autonomie locali, gli Istituti di previdenza, l'Istituto nazionale di statistica, le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori, dei pensionati e dei datori di lavoro, le associazioni nazionali maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e le organizzazioni rappresentative del terzo settore operanti nel campo della disabilità. L'Osservatorio è integrato, nella sua composizione, con esperti di comprovata esperienza nel campo della disabilità in numero non superiore a cinque.»; 4 il comma 4 è sostituito dal seguente: « 4 . L'Osservatorio dura in carica tre anni ed è prorogabile con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la medesima durata.»; d alla legge 22 giugno 2016, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: 1 all'articolo 2, comma 2, dopo le parole: «il Ministro del lavoro e delle politiche sociali» sono inserite le seguenti: «e il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; 2 all'articolo 3, comma 2, le parole: «del Ministro del lavoro e delle politiche sociali» sono sostituite dalle seguenti: «del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità» e le parole: «Con le medesime modalità il Ministro del lavoro e delle politiche sociali provvede» sono sostituite dalle seguenti: «Con le medesime modalità il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità provvedono»; 3 all'articolo 6, comma 11, dopo le parole «Ministro del lavoro e delle politiche sociali» sono inserite le seguenti: «e il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità»; 4 all'articolo 8, comma 1, le parole: «Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali trasmette» sono sostituite dalle seguenti: «Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità trasmettono»; e all'articolo 21 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: 1 al comma 2, le parole: «ne fanno parte, oltre ad un rappresentante» sono sostituite dalle seguenti: «ne fanno parte, oltre a due rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui uno del Dipartimento per le politiche della famiglia, e ad un rappresentante» e le parole: «e del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri» sono soppresse; 2 al comma 3, le parole: «un rappresentante dell'INPS e possono essere invitati altri membri del Governo» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, ove nominato, nonché un rappresentante dell'INPS e possono essere invitati altri membri del Governo»; f all'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il comma 254 è sostituito dal seguente: « 254 . È istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo è destinato alla copertura finanziaria di interventi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale dell'assistente familiare, come definito al comma 255. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ovvero del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e le modalità di utilizzo del Fondo.»; g all'articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, dopo le parole: «dell'economia e delle finanze,» sono inserite le seguenti: «per la famiglia e le disabilità,»; h all'articolo 12, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, dopo le parole: «dell'università e della ricerca,» sono inserite le seguenti: «sentito il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità,»; i all'articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, dopo le parole: «ed è composto» sono inserite le seguenti: «da un rappresentante del Ministro delegato per la famiglia e le disabilità, nonché,»; l all'articolo 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «di concerto con» sono inserite le seguenti: «il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità,». 5 Per lo svolgimento delle funzioni di cui al presente articolo le competenti amministrazioni centrali cooperano e si raccordano con la Presidenza del Consiglio dei ministri. 6 Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono soppressi: a l'articolo 1, comma 19, lettera e) , del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233; b l'articolo 1, comma 14, lettere b) e c) , del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121. 7 Al funzionamento dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità di cui alla legge 3 marzo 2009, n. 18, è destinato uno stanziamento di 250.000 euro per l'anno 2018 e di 500.000 euro annuo a decorrere dall'anno 2019. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 8 Dalle disposizioni di cui al presente articolo, ad eccezione del comma 7, non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 4 (Esercizio delle funzioni relative alla realizzazione del progetto «Casa Italia» e agli interventi di edilizia scolastica) 1 All'articolo 18- bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: «Per l'esercizio delle» sono sostituite dalle seguenti: «La Presidenza del Consiglio dei ministri esercita le» e, in fine, le parole da: «, è istituito» a «30 luglio 1999, n. 303» sono soppresse, e le parole: «dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225» sono sostituite dalle seguenti: «dal decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1»; b al comma 2, le parole: «l'immediata operatività del suddetto dipartimento» sono sostituite dalle seguenti: «l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1». 2 Le risorse individuate per le finalità di cui all'articolo 41, comma 3, lettera a) , numero 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo unico per l'edilizia scolastica di cui all'articolo 11, comma 4- sexies , del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 22, per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici ricadenti nella zona sismica 1 e candidati dagli enti locali nell'ambito della procedura selettiva di cui all'articolo 20- bis del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 3 All'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 487, le parole: «alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica» sono sostituite dalle seguenti: «al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca» e le parole: «della medesima Struttura» sono sostituite con le seguenti «del medesimo Ministero»; b al comma 488, le parole: «La Presidenza del Consiglio dei ministri -Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica» sono sostituite dalle seguenti: «Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca»; c al comma 489: 1 al primo periodo, le parole: «La Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica» sono sostituite dalle seguenti: «Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca»; 2 al quarto periodo, le parole: «la Presidenza del Consiglio dei ministri -Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione dell'edilizia scolastica» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca». 5 (Entrata in vigore) 1 Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, 12 luglio 2018. MATTARELLA Conte – Centinaio – Bonisoli – Costa – Fontana – Tria – Toninelli – Bongiorno – Di Maio Visto, il Guardasigilli : Bonafede