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Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro C 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019. Onorevoli Senatori. – Lo scorso 21 giugno, nel centenario della creazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), è stata adottata la Convenzione sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro ( Convenzione OIL n. 190) . Quest'ultima, diffusamente definita come « storica », è stata approvata a larga maggioranza dalla Conferenza internazionale del lavoro, 439 voti favorevoli, 7 contrari e 30 astenuti, all'esito di un processo negoziale iniziato nel 2015. Corredata da una raccomandazione esplicativa, adottata anch'essa con una vasta maggioranza, tale Convenzione rappresenta un importante passo in avanti nella lotta alle violenze e alle molestie commesse nel mondo del lavoro. In primo luogo, la predetta Convenzione fornisce una definizione decisamente ampia di violenza e molestia, intese come comportamenti e pratiche che provocano, mirano a provocare, o sono suscettibili di provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici. Pertanto, tale definizione è suscettibile di includere non soltanto l'abuso fisico ma anche quello verbale, oltre a fenomeni quali lo stalking e il mobbing . In particolare, essa fa espresso riferimento alle violenze e alle molestie fondate sul genere. Inoltre, la Convenzione tutela ogni lavoratore e, più ampiamente, ogni persona nel mondo del lavoro, a prescindere dal relativo status contrattuale, includendo pertanto anche i volontari e le persone nel corso di periodi di formazione, tirocinio e apprendistato, nonché coloro che sono alla ricerca di un lavoro o i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia estinto. Infine, essa riconosce come le violenze e le molestie possano verificarsi oltre il mero luogo di lavoro inteso in senso fisico, ricomprendendo dunque tutte quelle condotte che si verificano, ad esempio, durante viaggi di lavoro o eventi sociali, così come nel contesto delle comunicazioni che avvengono per via telematica. A tal proposito, occorre evidenziare la particolare rilevanza di quest'ultimo aspetto, poiché amplia il raggio di quello che normalmente è considerato come luogo di lavoro, considerando anche tutte quelle situazioni in cui magari si è a casa e si sta lavorando, o ancora come quando si viene molestati in chat , via WhatsApp o altri contesti da capi o colleghi. In secondo luogo, la Convenzione prevede un articolato ventaglio di obblighi per gli Stati parte, a partire da quello di adottare disposizioni interne che definiscano la violenza e le molestie conformemente a quanto da essa previsto e che prescrivano ai datori di lavoro di porre in essere, proporzionatamente al loro grado di controllo, le misure atte a prevenire le condotte lesive, fino al più generale obbligo per gli Stati di adottare le misure necessarie, tanto preventive quanto repressive. In particolare, la Convenzione richiede agli Stati di garantire alle potenziali vittime di violenze o molestie l'accesso alla giustizia in maniera effettiva, e di predisporre appositi misure in tal senso. Anche in tale contesto, essa dedica una particolare attenzione alle violenze e alle molestie basate sul genere. Infine, la Convenzione prevede alcuni obblighi particolarmente specifici nei confronti degli Stati membri, tra cui il conferimento di poteri incisivi agli ispettori del lavoro e alle pertinenti autorità, e segnatamente l'attribuzione del potere di adottare, laddove necessario, misure immediatamente esecutorie. Alla luce di quanto esposto, appaiono particolarmente significative le parole di Guy Ryder, direttore generale dell'OIL, che ha sottolineato come « tali nuove norme riconoscono il diritto per tutti i lavoratori e le lavoratrici ad un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie », aggiungendo che il prossimo passo sarà « mettere in pratica questi diritti al fine di creare un ambiente lavorativo migliore, più sicuro e dignitoso per donne e uomini ». La predetta Convenzione entrerà in vigore dodici mesi dopo la ratifica di almeno due Stati membri. Con il presente disegno di legge si intende, dunque, ratificare la Convenzione de quo anche alla luce dei diversi interventi normativi già approntati nel corso della XVII legislatura, che sebbene importanti - si pensi in tal senso alla legge di bilancio 2018 che ha introdotto il divieto di demansionamento, licenziamento, trasferimento a seguito a seguito di denuncia di molestie e molestie sessuali, nonché la nullità del licenziamento ritorsivo o del demansionamento della persona denunciante - tuttavia non sono ancora idonei a garantire un impianto normativo completo in grado di garantire pienamente la vittima. In particolare, l'articolo 1 autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare la Convenzione sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019. L'articolo 2 reca l'ordine di esecuzione e l'articolo 3 l'entrata in vigore.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro C 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, fatta a Ginevra il 21 giugno 2019. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data alla Convenzione di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 4 della Convenzione stessa. 3 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .