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Regolamento di attuazione previsto dalla legge 28 settembre 1966, n. 749, che ha convertito in legge il decreto-legge 30 luglio 1966, n. 590. Art. 1. Per l'assegnazione degli alloggi costruiti nell'abitato di Agrigento a termini del decreto-legge 30 luglio 1966, n. 590, convertito con modificazioni nella legge 28 settembre 1966, n. 749, l'I.A.C.P. di Agrigento bandisce appositi concorsi secondo le modalità contenute negli articoli 3, lettere a), b), e), d), e) e 6 commi 1, 2, 3, 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 1964, n. 655. I bandi relativi sono pubblicati tre mesi prima della ultimazione dei lavori, mediante affissione di manifesti nella sede dell'Ente in un punto esposto al pubblico, nell'albo pretorio del comune e nelle vie principali del comune stesso, nonché per mezzo di comunicazioni alla stampa locale. Nei bandi deve essere indicata la misura approssimativa del canone di fitto, con l'avviso che la misura definitiva sarà stabilita dopo l'ultimazione ed il collaudo degli alloggi. La commissione prevista dall'art. 4 del citato decreto-legge 30 luglio 1966, n. 590, provvederà all'assegnazione in base alle norme contenute nell'art. 4 (commi 3, lettere a), b), c) ed e) 5 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 1964, n. 655. Sono esclusi dall'assegnazione i richiedenti i quali rimasti senza tetto a causa della frana, abbiano in seguito ottenuto, a qualsiasi titolo, l'assegnazione di altro alloggio costruito con i concorsi o con i contributi dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni o di enti pubblici o con i mutui di cui alla legge 10 agosto 1950, n. 715. Le stesse esclusioni sono stabilite per i richiedenti il cui coniuge, non separato legalmente, si trovi nelle condizioni previste nelle lettere b), c) ed e) dell'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 1964, n. 655 e nel comma precedente.