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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 584 RIVOLTA La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE 2668 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina DDL 2668 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina (Seguito dell'esame e sospensione) Prosegue l'esame sospeso nella seduta di ieri. La presidente RIVOLTA , dopo aver ricordato che nella seduta di ieri ha avuto inizio la discussione generale, dà la parola al senatore De Bertoldi. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ), innanzitutto, ribadisce che la compressione dei tempi di esame e la riproposizione del monocameralismo di fatto, per un decreto-legge del valore di oltre 20 miliardi di euro, rappresentano una forma di disprezzo per il ruolo del Parlamento e per il lavoro dei parlamentari, sia della maggioranza che dell'opposizione, oltre a costituire una patente violazione della Costituzione. La condotta del Governo disattende, altresì, la volontà espressa dai cittadini italiani nel referendum del 2016, quando sono stati respinti i tentativi volti al superamento del bicameralismo. Chiede quindi, a nome dell'opposizione, il rispetto dei tempi dovuti e lo svolgimento di un esame sostanziale del provvedimento, che peraltro nel merito risulta tutt'altro che perfetto. Passando ai profili di contenuto, richiama l'attenzione sulle gravi conseguenze derivanti dal comma 3- ter dell'articolo 2, introdotto dalla Camera dei deputati, in base al quale le agevolazioni ivi previste sono concesse nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato in regime de minimis : infatti, a causa di tale disposizione, molte imprese saranno costrette a restituire ampia parte degli aiuti che avranno ricevuto. Si tratta di una vicenda analoga a quella segnalata in un'interrogazione a sua firma, recentemente svolta presso la 6 a Commissione permanente, in cui ha stigmatizzato l'inserimento da parte del Governo, che ha acriticamente recepito le indicazioni dell'Unione europea, dei prestiti bancari coperti da garanzie pubbliche tra gli aiuti di Stato, come se si trattasse di risorse a fondo perduto. Soffermandosi quindi sulle misure dirette a mitigare l'incremento dei costi energetici, come i crediti di imposta per l'acquisto di carburante di cui all'articolo 3, ritiene che il Governo dovrebbe fornire spiegazioni ai cittadini sul disallineamento tra la variazione del costo dell'energia e l'aumento dei prezzi per i consumatori, che appare anomalo e abnorme rispetto a quanto accaduto, in circostanze comparabili, alcuni anni fa. Passando quindi a commentare l'articolo 14 del decreto, segnala l'ennesima mortificazione del Superbonus edilizio, dal momento che le ulteriori modifiche apportate alla misura aggiungono confusione ad un panorama già molto intricato e rappresentano, in sostanza, una presa in giro dei cittadini. Al riguardo, sottolinea come non corrisponda al vero quanto sostenuto dal Governo nella risposta data a un'altra interrogazione, a sua firma, svolta in Commissione finanze, secondo cui il Superbonus avrebbe un impatto negativo sui conti pubblici. Tale affermazione, infatti, non tiene conto minimamente degli effetti di retroazione positivi connessi, direttamente, all'aumento del gettito fiscale e, più in generale, alla crescita economica innescata dalle agevolazioni edilizie, secondo quanto è stato stimato in accreditati studi indipendenti. Auspica quindi, di fronte all'atteggiamento del Governo, che non ha mai voluto prendere in seria considerazione le proposte di miglioramento avanzate da diverse parti politiche, concernenti ad esempio modifiche alla percentuale del credito di imposta, che le componenti politiche della maggioranza, in particolare il Movimento 5 Stelle, che hanno fortemente sostenuto questo intervento, assumano una posizione chiara e precisa sul provvedimento in discussione, separando le proprie responsabilità da quelle dell'Esecutivo. Anche le apparenti, seppur tardive, aperture del Governo sulla cessione dei crediti, vengono infatti smentite dai provvedimenti dall'Agenzia delle entrate, che prevedono forme di corresponsabilità tali da disincentivare qualunque circolazione. Segnala infine che, alle garanzie pubbliche concesse da SACE S.p.A, di cui all'articolo 17, e da ISMEA, di cui all'articolo 20, non risulta chiaro se trovi applicazione la disciplina sugli aiuti di Stato, con conseguenti rischi di restituzione per le imprese che ne fruiscono. In conclusione, giudica inaccettabili i tempi e i modi di esame del decreto-legge in discussione, adottato da un Governo che appare molto al di sotto delle aspettative iniziali e che, invece di dare risposte strutturali ai problemi del Paese, ha continuato a intervenire con misure estemporanee e inefficaci. La presidente RIVOLTA, non essendovi ulteriori richieste di intervento, dichiara conclusa la discussione generale. Dopo aver rinunciato, in qualità di relatrice, all'intervento di replica, dà la parola al rappresentante del Governo. Il sottosegretario FRENI fa presente che la disposizione di cui all'articolo 2, comma 3- ter , di cui il Governo è pienamente consapevole, rappresenta un errore di carattere redazionale, che sarà corretto nel primo provvedimento utile. Deposita quindi la relazione tecnica aggiornata, di cui all'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità, positivamente verificata, sul provvedimento in titolo. Interviene, sull'ordine dei lavori, per ribadire le gravi criticità che hanno caratterizzato la tempistica di esame del provvedimento, anche presso l'altro ramo del Parlamento, la senatrice LEZZI ( UpC-CAL-Alt-PC-AI-Pr.SMART-IdV ), a cui risponde il rappresentante del GOVERNO. Il senatore CALANDRINI ( FdI ) chiede, a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, che sia fatta chiarezza sulle modalità con cui si intende proseguire l'esame del provvedimento in titolo, anche al fine di assicurare le condizioni minime di rispetto del ruolo della Commissione e del Parlamento. Il seguito dell'esame è quindi sospeso. CONVOCAZIONE DI UN UFFICIO DI PRESIDENZA La presidente RIVOLTA propone di sospendere la seduta e di convocare l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, per definire l'organizzazione del prosieguo dell'esame. La Commissione conviene. La seduta sospesa alle ore 9,35, riprende alle ore 9,45. IN SEDE REFERENTE 2668 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina DDL 2668 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, recante misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina (Ripresa dell'esame) Prosegue l'esame precedentemente sospeso. La PRESIDENTE comunica che l'Ufficio di Presidenza ha preso atto che non vi sono le condizioni per concludere l'esame in sede referente del provvedimento. Si riserva pertanto di intervenire in Assemblea per informarne la Presidenza del Senato. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,50.