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Art. 19. Reti sperimentali di distribuzione televisiva in cavo Non oltre il 30 giugno 1979 la RAI dovrà realizzare tre reti sperimentali a Milano, a Roma ed a Napoli, fra di loro interconnesse, per la distribuzione in cavo di programmi televisivi, interessanti rispettivamente un'area di cui risiedano circa 20.000 abitanti. Gli esperimenti verranno condotti utilizzando, per quanto possibile, le reti di distribuzione urbana, fino alla presa di utente, predisposte dalla concessionaria del servizio telefonico ad uso pubblico. La RAI dovrà provvedere alla realizzazione delle stazioni di testa delle due reti ed alla loro interconnessione, utilizzando, ove ne ricorrano i presupposti, le reti interurbane di telecomunicazioni disponibili a norma del successivo art. 21. Tali esperimenti dovranno essere effettuati con l'osservanza delle prescrizioni stabilite dal Ministero delle poste e delle telecomunicazioni o dei futuri provvedimenti legislativi per la disciplina della televisione via cavo pluricanale. Su tali reti, oltre ai programmi regolarmente irradiati via etere, la RAI distribuirà un ulteriore programma. Al termine dell'esperimento, la cui durata è prevista in dodici mesi, la RAI presenterà al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni relazione illustrativa dei risultati raggiunti, corredata dalla necessaria documentazione tecnica. Il Ministro, sulla base delle risultanze dell'esperimento, autorizza, sentito il Consiglio superiore tecnico e la Commissione parlamentare, il passaggio alla fase di elaborazione dei programmi per l'introduzione del servizio su scala nazionale.