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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 252 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,38). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Come molti dei colleghi sanno, tenuto conto dei lavori delle Commissioni riunite che si sono conclusi alle ore 5,30 di questa mattina e come già comunicato ai Gruppi, ai fini di una migliore organizzazione dei lavori dell'Assemblea, sospendo la seduta che riprenderà alle ore 12 con le comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori e la discussione del decreto-legge semplificazioni. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 9,40, è ripresa alle ore 12,09) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha approvato modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 10 settembre. Resta confermato, per questa settimana, l'esame fino alla sua conclusione del decreto-legge semplificazioni, con sedute fino a venerdì 4 settembre. La seduta di venerdì avrà inizio alle ore 9. L'ordine del giorno della seduta di oggi prevede, alle ore 16, le comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19. Per la discussione sono state ripartite tra i Gruppi tre ore, incluse le dichiarazioni di voto. Il calendario della prossima settimana prevede, a partire da martedì 8 settembre, la discussione dei seguenti argomenti: relazione della Commissione di inchiesta sul femminicidio sulla governance dei servizi antiviolenza e sul finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio; ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri; prima deliberazione sul disegno di legge costituzionale concernente l'estensione dell'elettorato per il Senato, già approvato dalla Camera dei deputati; sindacato ispettivo. Giovedì 10 settembre, alle ore 15, avrà luogo il question time . Calendario dei lavori dell'Assemblea Discussione e reiezione di proposte di modifica PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 1° settembre 2020, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 10 settembre: Mercoledì 2 settembre h. 9,30 - Disegno di legge n. 1883 - Decreto-legge n. 76, Semplificazioni (scade il 14 settembre 2020) - Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus COVID-19 (mercoledì 2, ore 16) Giovedì 3 " h. 9,30 Venerdì 4 " h. 9 Martedì 8 settembre h 16,30-20 - Doc. XXII- bis , n. 3 - Relazione della Commissione di inchiesta sul femminicidio sulla governance dei servizi antiviolenza e sul finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri - Disegno di legge costituzionale n. 1440 e connessi - Estensione elettorato per il Senato (approvato dalla Camera dei deputati) (prima deliberazione del Senato) (voto finale con la presenza del numero legale) - Sindacato ispettivo - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 10, ore 15) Mercoledì 9 " h. 9,30-20 Giovedì 10 " h. 9,30 Gli emendamenti al disegno di legge costituzionale n. 1440 e connessi (Estensione elettorato per il Senato) dovranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 4 settembre. Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1883 (Decreto-legge n. 76, Semplificazioni) (10 ore, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 60' Governo 60' Votazioni 60' Gruppi 7 ore, di cui: M5S 1 h. 29' L-SP-PSd'Az 1 h. 8' FI-BP 1 h. 3' PD 49' Misto 43' IV-PSI 38' FdI 38' Aut (SVP-PATT, UV) 32' Dissenzienti 5' Ripartizione dei tempi per la discussione sulle Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus COVID-19 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui: M5S 38' L-SP-PSd'Az 29' FI-BP 27' PD 21' Misto 19' IV-PSI 16' FdI 20' (già 16') Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti 5' MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desideriamo porre due questioni riguardanti il calendario, la prima delle quali - la principale - riguarda il fatto che abbiamo già ascoltato il ministro Speranza il 6 agosto scorso. Non ci sono particolari novità da comunicare da parte del ministro Speranza. Possiamo dire di essere contenti di ascoltarlo perché è una persona garbata, ma non è il Presidente del Consiglio dei Ministri. Noi abbiamo chiesto di ascoltare il Presidente del Consiglio dei ministri e fin dall'inizio di agosto c'era l'intesa che sarebbe venuto lui in questa settimana a riferire non soltanto sugli aspetti che rientrano nell'ambito delle competenze del Ministro della salute, ma, più in generale, sull'intera questione connessa alla pandemia, quindi comprendendo situazioni di carattere certamente sanitario, ma anche di carattere strategico ed economico e di conduzione generale della politica. Tra l'altro, l'emergenza è stata gestita in gran parte da decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, il quale dovrebbe quindi venire a riferirci su varie questioni. Dovrebbe dirci quale sarà l'uso che il Governo intende fare delle ingenti risorse che verranno dall'Unione europea e dirci anche una parola chiara sul MES: se verrà usato oppure no e, nel caso in cui non verrà usato, perché e come si farà a supplire nel frattempo alla necessità di liquidità che, a detta anche dello stesso Ministro dell'economia (quindi autorevolmente), presenta dei problemi. La prima proposta che avanziamo è pertanto di calendarizzare al più presto lo svolgimento delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri affinché si possa parlare della questione generale della pandemia e non soltanto degli aspetti che riguardano le competenze del Ministro della salute. Una seconda questione riguarda il voto di fiducia, che è ormai scontato. Il ricorso alla fiducia, sempre criticatissimo dai partiti dell'attuale maggioranza (in particolare dal MoVimento 5 Stelle) quando era deciso dagli altri, è diventato invece prassi consueta e scontata adesso che lo devono gestire loro. Lasciamo però da parte la questione della fiducia (cioè del fatto che si ponga o meno) e concentriamoci su quando votarla. Noi non pensiamo che venerdì la maggioranza e il Governo saranno in grado di procedere, con tutti i problemi che ci saranno con la Ragioneria generale dello Stato e la complessità dei temi che sono stati affrontati per parecchi giorni e nella notte appena trascorsa, fino alle 5,30 di questa mattina, con il grande impegno di tanti senatori che hanno partecipato alle sedute delle Commissioni riunite, cui va unanimemente il ringraziamento di tutti. Tutto questo lavoro dovrà poi concretizzarsi in un maxiemendamento che dovrà avere naturalmente la bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato. Per questi motivi, non pensiamo che venerdì si sarà in grado di procedere. Se si fossero avute tempistiche normali, infatti, si sarebbe tranquillamente già potuto porre quantomeno la fiducia nella giornata di domani (per poi votare non si sa quando). Ci sono tempi di discussione abbastanza estesi, ma che certamente non ci obbligano ad arrivare fino alla giornata di venerdì. Se fosse in questione la semplice trasposizione di quanto approvato in Commissione in un maxiemendamento, quest'ultimo dovrebbe essere sostanzialmente già pronto. Certo, comprendiamo che esistono anche questioni di dinamica in merito al testo e di coordinamento generale; ma il testo, dovrebbe già essere in corso di preparazione, ragion per cui non si capisce perché si debba aspettare fino a venerdì. Invece è chiaro che esistono problemi concreti. Ebbene, noi pensiamo che venerdì ci sarà un ulteriore rinvio, magari fino a sabato, e riteniamo che non si possa fare un tale uso delle istituzioni, che vengono già vilipese in molti altri modi. Il Senato deve lavorare; non ha avuto problemi a lavorare ad agosto; non c'è problema a lavorare di venerdì e di sabato, ma dobbiamo lavorare e non aspettare che qualcuno decida altrove ciò che invece andrebbe deciso qui. (Applausi). Se si fosse fatto un esame ordinario, probabilmente si sarebbe addirittura potuto esaminare il testo emendamento per emendamento, approvando forse alla fine qualche proposta di coordinamento e arrivando così alla fine. La situazione, invece, è stata gestita in modo molto più complicato. A questo punto proponiamo che il voto di fiducia si svolga non venerdì, ma quando il Governo sarà pronto, e cioè - speriamo - lunedì. In ogni caso, i lavori della Camera saranno evidentemente più che compressi, ma è chiaro che l'altro ramo del Parlamento non potrà intervenire con alcuna modifica, ma almeno qui ci sarà un ordinato svolgimento dei lavori. (Applausi). ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli senatori e senatrici, la proposta della Lega sul calendario dei lavori prevede anzitutto - così com'era stato stabilito nella Conferenza dei Capigruppo prima della pausa estiva - che il presidente del Consiglio Conte venga in Aula a riferire sul contenuto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Al contrario, il presidente Conte ha delegato il ministro Speranza, venendo meno a un accordo fatto in una precedente Capigruppo. Si tratta pertanto di una scortesia istituzionale, dal momento che il ministro D'Incà ce lo aveva promesso. In secondo luogo, chiediamo che la fiducia non venga votata venerdì mattina - siamo anche noi convinti che il maxiemendamento non sarà pronto per le ore 9,30 di venerdì, così come calendarizzato - e che si vada alla giornata di lunedì. In terzo luogo, visto che si è insistito sulla riforma costituzionale con l'estensione ai diciottenni del voto per l'elezione del Senato della Repubblica, chiediamo che venga calendarizzato anche il provvedimento sull'abolizione del CNEL, di cui tanto si sente parlare; si dice che tutti vorrebbero abolirlo ma, anche se il provvedimento è pronto da un po' di tempo, chissà perché non viene mai calendarizzato all'ordine del giorno. Questa è la proposta che avanziamo come Lega, in modo tale che sia chiara. Mi soffermo sul fatto che troviamo assolutamente ingiustificato che, dopo tutto quello che è venuto fuori dai verbali del Comitato tecnico-scientifico, con responsabilità chiare e precise, il Presidente del Consiglio - come dovrebbe avvenire in un Paese normale - non venga subito in Parlamento a rispondere agli interrogativi che i tanti milioni di italiani si pongono. (Applausi). Questo è il minimo che si poteva pretendere. Ancora, durante la pausa estiva il Presidente del Consiglio ha annunciato che sarebbe stato il primo a consentire la pubblicazione di tutto, non avendo nulla da nascondere. Ebbene, ancora oggi ci sono dei verbali secretati. Si dice che non avete nulla da nascondere. Bene: allora desecretate tutti i verbali, compresi gli allegati, perché non possiamo pensare di prendere in giro il popolo italiano. C'è un verbale che ha circa 3.400 o 3.500 allegati. Vogliamo tutti gli allegati e, quindi, che Conte venga in Assemblea a rispondere del perché non ha ancora desecretato gli atti. Poi sono uscite altre notizie: di recente il quotidiano «la Repubblica» ha riportato il fatto che il 12 febbraio sul tavolo del Governo giaceva uno studio della Fondazione Bruno Kessler, che sostanzialmente prevedeva, in modo azzeccato, tutto quello che sarebbe successo e addirittura anche il numero dei morti, da 35.000 a 60.000; era quindi uno studio molto realistico da questo punto di vista. Dovrebbe dunque venire a spiegare come mai il Governo, avendo dal 12 febbraio questo studio sul tavolo, non ha fatto nulla per aiutare gli ospedali (Applausi) , o prevedere un piano di prevenzione immediato, la chiusura immediata e misure repentine che avrebbero sicuramente migliorato la situazione. Soprattutto, il presidente del Consiglio Conte deve venire a spiegare - ogni tanto gli si allunga il naso quando racconta le cose - perché il 12 febbraio ha lo studio in questione sul tavolo e il 15 febbraio - quindi tre giorni dopo il Governo italiano ha spedito alla Cina 15 tonnellate di materiale, tra mascherine, camici e quant'altro, e pochi giorni dopo questo materiale risulterà essere introvabile. Queste sono risposte che il Presidente del Consiglio deve venire a dare in Parlamento, se davvero è una persona seria, come crede di essere o come si dipinge. Ma non è finita qui, perché le dico tutte. Quanto tempo è passato dalla nomina dei vincitori del bando di gara per la fornitura dei famosi banchi a rotelle o singoli? Non sono forse presenti, qui in Aula, i campioni della trasparenza? Dove sono i campioni della trasparenza, dopo che, trascorso un sacco di tempo, il commissario Arcuri dice che farà i nomi solo se non saranno strumentalizzati? Scusate, ma è legittimo a questo punto sospettare che ci sia qualcosa di poco chiaro in quel bando. (Applausi) . Allora, venga qui il Presidente del Consiglio! Ma non è tutto: a proposito del 5G, venga a giustificare come sia possibile che, con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si autorizzi la Tim a utilizzare i dati sensibili del 5G, attraverso la tecnologia cinese Huawei, mettendo a rischio e a repentaglio la sicurezza nazionale, senza coinvolgere minimamente il Parlamento. Questo è un colpo di Stato, signori! (Applausi) . È quello che sta succedendo nel Paese, nel silenzio generale della maggioranza giallorossa, di tutti i media e i poteri forti che in questo momento la stanno sostenendo. Ma che venga in Aula anche a parlare dei dati: mi riferisco ai dati veri e non a numeri a casaccio. Vogliamo sapere quanti sono gli asintomatici, quanti tamponi vengono effettuati, quante persone sono state contagiate in discoteca, quante persone sono state contagiate tra gli immigrati. Vogliamo sapere quanti sono in terapia intensiva. Vogliamo dati chiari e certi, perché la popolazione italiana vuole trasparenza e chiarezza nelle idee che vengono portate avanti! (Applausi) . E venga poi in Aula - e sto per concludere - a mettere in evidenza o a mostrarci - visto che è qui presente anche il vice ministro Sileri - il piano di prevenzione. Dov'è il piano di prevenzione? È dal 7 luglio che lo chiediamo: dov'è? (Applausi) . Ci sono le scorte per i vaccini antinfluenzali? Ci sono le scorte di farmaci? Ci sono le scorte di mascherine? Ci sono le scorte di bombole d'ossigeno? Abbiamo i triage pronti, fuori da tutti gli ospedali, per accogliere eventuali pazienti Covid, senza che debbano entrare al pronto soccorso? Abbiamo impostato una campagna informativa? Siamo pronti, sì o no? No, perché il piano non c'è, altrimenti sareste già venuti in Aula a portarcelo. Ma venite almeno a spiegare perché, dopo sei mesi, non avete ancora un piano chiaro che faccia in modo tale che, dalla scuola al rilancio del Paese e al tema sanitario, sia tutto pronto. Poi, certo, il momento è difficile e sappiamo bene che non è facile governare; ma bisogna almeno essere pronti per tempo. Venite qua a darci spiegazioni. E venite anche a spiegarci - chiudo davvero a questo punto - l'ultima questione, che reputiamo non così peregrina, anzi importante. Intanto vorremmo sapere che fine ha fatto la terapia del plasma, visto che in qualche altro Paese si stanno già mobilitando sotto questo aspetto. Per quanto riguarda poi il tema dell'immigrazione - oggi c'è l'incontro tra Musumeci, il sindaco di Lampedusa e il presidente del Consiglio Conte - ricordo le dichiarazioni di quest'ultimo di qualche tempo fa: non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare; dobbiamo essere duri e inflessibili; non si entra in Italia in quel modo e, soprattutto in questo momento di fase acuta, non possiamo permettere che la comunità nazionale sia esposta a eventuali ulteriori pericoli fuori controllo. Venga dunque in Aula Conte a spiegare perché, di fronte a quelle dichiarazioni, noi assistiamo ogni giorno a centinaia di sbarchi di immigrati irregolari (Applausi) e alla fuga di immigrati dai centri di accoglienza, di cui costantemente si perdono le tracce; e soprattutto ci spieghi come sia possibile che in un hotspot di 192 posti vengano assembrati e schiacciati 1.500 immigrati. (Applausi) . Questo è uno scandalo, a testimonianza che l'ideologia o il dogma dell'accoglienza a tutti i costi sembra che si fermi al momento dello sbarco; una volta che sono sbarcati, signori miei, della fine e della prospettiva di vita futura di quegli immigrati a voi non può fregare di meno. Non vi interessa nulla a voi di tutto questo. Altro che razzisti o razzismo e quant'altro! (Applausi) . Qui l'importante è mettersi la coscienza a posto, che è anche un po' di moda e un po' radical chic ; poi, una volta che sono sbarcati, che facciano la fine che devono fare e non ci interessa nulla. Vergogna! Conte, vieni in Aula! Ti devi vergognare! Vieni a rispondere alle domande che il popolo italiano ti sta ponendo! (Applausi) . CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, approfitto per ricordare al collega Romeo, che può trovare i dati che vuole sui siti delle Regioni, dove sono contenuti tutti i numeri relativi alla terapia intensiva e agli ospedalizzati. È molto utile consultarli proprio in quei siti e, poi, magari si possono confrontare con i dati che vengono a riferirci qui in Aula. Vorrei dire, a proposito di questo, che proprio il 15 agosto con il collega Martelli avevamo letto, tra le tante fake news sui giovani finiti in ospedale, una notizia fantastica secondo cui a Palermo, all'ospedale Cervello, una persona tornata da Malta, non stando bene, viene ricoverata, si aggrava e finisce in terapia intensiva. Si trattava di una fake news di quelle clamorose, non da meno rispetto a quelle relative alla Puglia, dove l'epidemiologo Lopalco aveva annunciato che cinque giovani erano in condizioni severe, e li stiamo ancora cercando. All'ospedale Cotugno di Napoli ci sarebbe stata la terapia intensiva piena: notizia smentita dalla stessa azienda ospedaliera. Anche la notizia sulla bambina di Padova di cinque anni è stata smentita - se ricordo bene - da Zaia. Ultima, ma non ultima, è quella relativa alla ragazza, sempre tornata dalle vacanze, finita in terapia intensiva... PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, qual è la modifica al calendario che lei propone? CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, il collega ha parlato dieci minuti e io non posso parlare? Mi faccia finire, cortesemente. Non parliamo poi della fake news della ragazza, sempre grave, finita in terapia intensiva allo Spallanzani, dove poi non c'era. Io ho chiamato l'ospedale Cervello e ho chiesto quanti pazienti sono in terapia intensiva: la direzione sanitaria mi ha detto «zero». Era una fake news , come le altre che ho appena citato. Il collega ha parlato anche della terapia del plasma. Visto che è presente il vice ministro Sileri, sarebbe interessante sapere se a tutti i malati è stata proposta - Vice Ministro, sto parlando anche con lei - la cura del plasma iperimmune e se è stato interessato, al riguardo, il professor De Donno. Alla Gavi Foundation di Bill Gates credo abbiate dato dai 180 ai 400 milioni, mentre al professor De Donno avete inviato i NAS. È bello poi leggere sui giornali che il numero dei decessi è quadruplicato se un giorno si registra un morto e il giorno successivo quattro. PRESIDENTE. Senatore, concluda con la richiesta di modifica del calendario. Dopo tutta questa premessa, avanzi la sua proposta. CIAMPOLILLO (Misto) . Siccome nel mondo ci sono 11 milioni di morti l'anno tra tabacco e alcol, c'è un disegno di legge interessante. Mi riferisco all'Atto Senato 998, che chiedo venga inserito nel calendario dei lavori. L'Atto Senato 998 reca: «Disposizioni in materia di contrasto alla criminalità organizzata tramite la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati», ed è di iniziativa del senatore Mantero del MoVimento 5 Stelle. Chiedo a tutti di votarlo, ovviamente. RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. ( Commenti del senatore Ciampolillo ). Scusi, lei adesso si sieda e permetta agli altri di parlare. Ha già parlato. Non capisco la polemica fuori microfono. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, Governo, la Conferenza dei Capigruppo svoltasi ieri ha sciolto molti nodi importanti, ma - come si è già potuto percepire dagli interventi che mi hanno preceduto - quella di oggi non è soltanto una discussione sul calendario; non è soltanto la discussione - sia pure importante e ci arriverò - su cosa mettere all'ordine del giorno della settimana prossima; non è soltanto, anche se importante, una discussione su quando collocare il voto di fiducia, ma è ad ogni evidenza una discussione di carattere politico. Prima di affrontare il nodo politico che riguarda la giornata di oggi, voglio immediatamente dire quali sono le proposte di modifica di Fratelli d'Italia per quanto riguarda il calendario. E poi le sosterrò con un ragionamento politico che appunto nasce e riguarda la giornata di oggi. Fratelli d'Italia chiede che il presidente Conte venga in Aula per delle comunicazioni - come già previsto prima della sospensione estiva dell'attività del Parlamento - a rispondere all'Assemblea e al Paese in ordine alle innumerevoli questioni e domande che, nel frattempo, si sono aggiunte a quelle rimaste senza risposta prima della sospensione dei lavori. ( Applausi ). Vengo alla seconda richiesta. Ieri nella Conferenza dei Capigruppo abbiamo discusso del voto di fiducia. C'è stato un momento in cui il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva indicato la giornata di domani come quella in cui richiedere il voto di fiducia; poi si è slittati a venerdì. C'è una considerazione da fare: troppe volte siamo stati in quest'Aula in attesa di provvedimenti che non arrivavano, vanificando il tempo in essa trascorso. C'è da aggiungere che qui si tratta non di un semplice venerdì in cui i parlamentari tornano a casa, ma di un venerdì di campagna elettorale in sette Regioni e in 1.000 Comuni che vanno al voto. Ognuno di noi non deve tornare a casa, ma deve raggiungere i territori di campagna elettorale. E allora sarebbe stato molto più saggio e opportuno indicare con precisione i termini di presentazione della richiesta del voto di fiducia e la sua celebrazione, o rinviare direttamente a lunedì il voto di fiducia. La nostra richiesta, come quella dei colleghi dell'opposizione, è dunque quella di spostare il voto di fiducia indicato per venerdì. Vengo all'ultima richiesta e poi entrerò nel merito. Fratelli d'Italia per la settimana prossima ha già richiesto che venga calendarizzato anche il disegno di legge per l'istituzione della giornata delle vittime di errori giudiziari, che non è questione di poco conto e non sfuggirà a nessuno la sua nevralgica importanza. E chiediamo altresì che venga inserito, sempre nel calendario dei lavori della prossima settimana, il disegno di legge per la destinazione del 5 per mille alle Forze dell'ordine e ai Vigili del fuoco (Applausi) , provvedimento già approvato nel giugno scorso. Mi piacerebbe molto entrare nel merito di questo punto, perché non sfugge a nessuno che si tratta di una platea ampia e di un diritto. Voglio però arrivare alla questione politica di oggi. Le discussioni accalorate, mie e degli altri colleghi, non rappresentano il manierismo delle opposizioni che a tutti i costi vogliono discutere su tutto. No: noi stiamo rivendicando un diritto. Era stato stabilito, infatti, che il Presidente del Consiglio venisse in Aula per fare delle comunicazioni. Questo era stabilito nel calendario di questa settimana, che è stato derubricato e modificato, indicando nella figura del ministro Speranza colui che è stato designato a tenere le comunicazioni in Assemblea. Sostanzialmente il presidente Conte non verrà, non rispetterà l'impegno preso, non lo ascolteremo in quest'Aula. Voglio dire allora, insistendo nella nostra richiesta, comune alle opposizioni, che il presidente Conte venga in Assemblea, perché tali comunicazioni... (Commenti della senatrice De Petris). Collega De Petris... PRESIDENTE. Vada avanti. RAUTI (FdI) . Le comunicazioni del Presidente del Consiglio sono attese non solo da quest'Assemblea, ma dal Paese intero. Vi siete accorti che si è interrotta la comunicazione tra il Governo e il Paese? (Applausi). Il presidente Conte sa che milioni di famiglie vogliono sapere come i figli andranno a scuola, quando, per quanto tempo (chiudendo per i seggi elettorali), su quali autobus, con quanti congiunti improvvisati, quante ore faranno, dove mangeranno, se andranno in palestra? Vi rendete conto che dietro ogni alunno ci sono famiglie, ci sono genitori che devono tornare al lavoro, ci sono baby-sitter da contrattualizzare? Vi rendete conto che ci sono ragazzi che devono iniziare i primi cicli del liceo e delle medie, e bambini che andranno in prima elementare? Stiamo mandando in prima elementare dei bambini che sono stati a casa mesi e non sono stati prescolarizzati. Vogliamo considerare l'ingresso in prima elementare come un momento delicato? Rispetto a queste domande di comune buon senso, quali sono le risposte? L'inizio della scuola ha preso il Governo alla sprovvista come se fosse una calamità naturale. L'inizio della scuola era un fatto prevedibile e previsto rispetto al quale il Governo si è dimostrato totalmente inadeguato. Ci avete detto che avreste trovato sedi per i seggi elettorali; poi ci avete detto che non le avete trovate; ci avete parlato di banchi di legno da dividere in due, e poi sono arrivati quelli con le rotelle. Abbiamo messo l'Esercito a scaricare i banchi delle scuole come se fosse un'emergenza naturale. (Applausi) . Ma quale emergenza? La scuola cominciava: lo dovevate sapere e vi dovevate organizzare. E allora scuole, trasporti, impennata di contagi, contagi di ritorno, ritardi sui tamponi: insomma si tratta di innumerevoli questioni e di domande che pone il Paese prima dell'Aula; domande che aspettano una risposta perché dalle relative decisioni, dalle decisioni che il Governo non prende e non comunica, dipende la vita quotidiana delle persone. Riteniamo quindi che l'assenza di oggi del Presidente del Consiglio sia una mancanza di responsabilità. Riteniamo la sua assenza una fuga, anche perché non è una questione di impegni. Questa assenza si contestualizza con tutto il resto; si contestualizza con quanto è accaduto ieri alla Camera, con la dittatura sanitaria con la quale si prolungano i termini dell'emergenza; si contestualizza con la richiesta continua di voti di fiducia: ieri sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, venerdì sul decreto semplificazioni. In conclusione, Presidente, se noi contestualizziamo l'assenza di risposte con il modo di procedere del Governo, privo di un metodo politico razionale e anche di comune buon senso, resta da dire che il Governo e il Presidente si nascondono al Parlamento e al Paese; non ci dicono - per esempio - qualcosa sul famoso report , già noto a febbraio e di cui il Governo non ha dato contezza. Fratelli d'Italia ha chiesto la pubblicazione del cento per cento dei testi in possesso della Presidenza del Consiglio dei ministri, relativi a tutto quanto ha riguardato l'emergenza Covid e al suo passaggio dall'epidemia alla pandemia. Bisogna fare chiarezza. I cittadini italiani hanno diritto di sapere e bisogna cominciare a rispondere in Aula e non nascondersi. L'assenza del Presidente conferma ulteriormente che, dopo aver ascoltato tante, troppe non verità, adesso siamo alla fuga rispetto alle responsabilità, davanti a un Paese in ginocchio dal punto di vista economico per la pandemia e lungamente provato. (Applausi) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta avanzata dai rappresentanti dei Gruppi Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia che chiedono di modificare il calendario sostituendo le comunicazioni del ministro Speranza con le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte il quale, a loro dire, è chiamato a rispondere a molte questioni rimaste irrisolte, non solo relative alla pandemia. Si riferiscono all'utilizzo del MES, alla desecretazione dei verbali e degli allegati del Comitato tecnico-scientifico, alle questioni degli immigrati e della scuola. Chiedono, inoltre, che il voto finale sul decreto semplificazioni sia spostato da venerdì a lunedì prossimo. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte, anche delle tribune. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, volta ad inserire nella prossima settimana il dibattito sull'abolizione del CNEL. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte, anche delle tribune. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Ciampolillo, volta ad inserire la discussione del disegno di legge sulla cannabis presentato dal senatore Mantero. Non è approvata. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal Gruppo Fratelli d'Italia, volta ad inserire all'ordine del giorno della prossima seduta la discussione del disegno di legge per la destinazione del 5 per mille alle Forze dell'ordine e ai Vigili del fuoco, nonché la discussione del disegno di legge recante l'istituzione della Giornata delle vittime degli errori giudiziari. Non è approvata. È stata richiesta la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea. Discussione del disegno di legge: Doc 1883 Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1883. I relatori, senatori Garruti e Sudano, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Sudano. SUDANO, relatrice . Signor Presidente, ci apprestiamo in una contingenza particolare a esaminare in Aula un provvedimento importante. (Brusio) . PRESIDENTE. Un po' di silenzio per cortesia, non riesco a sentire nulla. Prego, senatrice Sudano. SUDANO, relatrice . Se già in circostanze diverse trattare della conversione di un decreto che riguarda i temi più disparati, tutti rilevanti e soprattutto destinati a incidere in maniera significativa sulla vita e l'agire quotidiano di cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche richiederebbe attenzione e partecipazione, ciò diventa ancora più indispensabile nel delicato momento che il Paese sta attraversando. È infatti con questo spirito che, prima di addentrarmi su considerazioni di merito, voglio ringraziare tutti i colleghi e le colleghe, i rappresentanti del Governo, la Presidenza del Senato, i presidenti di Commissione Coltorti e Parrini e tutti gli Uffici del Senato e dei Gruppi parlamentari che, con la consueta competenza e dedizione, ci hanno assistiti per aver svolto, nel pieno della stagione estiva, un attento lavoro di esame, di verifica e miglioramento del testo che oggi ci apprestiamo a discutere in Aula dopo un articolato dibattito nelle Commissioni. (Brusio) . Presidente, così non riesco a intervenire. PRESIDENTE. Senatrice, prosegua. Chi non è interessato a sentire la relazione può uscire dall'Aula in modo da non disturbare la relatrice. SUDANO, relatrice . Il decreto-legge che stiamo esaminando, infatti, pur arrivando in una fase che - non c'è bisogno di dirlo - è ancora pesantemente contrassegnata dall'emergenza sanitaria e dalle sue pesanti ricadute sociali ed economiche, segna una nuova fase della risposta che le istituzioni sono chiamate a dare alla pandemia in termini legislativi. Per mutuare un'espressione impiegata in altro senso e contesto, inizia la fase 2, e cioè siamo al passaggio dalla fase della doverosa risposta all'emergenza a quella della ripartenza, al momento cioè in cui siamo chiamati ad offrire al Paese gli strumenti per tornare a guardare al futuro con ottimismo. Lo spirito della semplificazione è quello che ha ispirato il Governo nel formalizzare il decreto-legge. (Brusio) . Presidente, mi gridano dietro all'orecchio e non riesco a parlare. PRESIDENTE. Per cortesia, si sta svolgendo la relazione sul decreto semplificazioni. Chi non è interessato - lo ripeto - può uscire tranquillamente dall'Aula, lasciando alla relatrice la possibilità d'intervenire. Diversamente non si capisce nulla. Chiedo un po' di rispetto per la vostra collega. SUDANO, relatrice . Lo spirito della semplificazione è quello che ha ispirato il Governo nel formalizzare il decreto-legge ed è questo anche lo spirito - ne do atto alle colleghe e ai colleghi di tutti i Gruppi di maggioranza e di opposizione - che ha accompagnato il lavoro nelle Commissioni. Degli effetti sociali ed economici della pandemia si è detto molto e a volte anche a sproposito, ma non possiamo negare come in Italia la crisi che ne è seguita abbia messo ancora più in evidenza la fragilità e la criticità che affligge il nostro sistema economico, il rapporto fra amministrazioni pubbliche e cittadini, la capacità competitiva delle imprese e quella complessiva del Paese. Siamo consapevoli che l'Italia ha bisogno di un vero e forte cambio di prospettiva; uno scossone per rilanciare l'economia, liberare le energie produttive dalla tenaglia di una burocrazia farraginosa e sbloccare quelle infrastrutture di cui tutti abbiamo bisogno per tornare a crescere, per migliorare la qualità della vita e della competitività del nostro Paese. Il provvedimento che ci apprestiamo a votare va in questa direzione: rompere il groviglio di procedure inutili, di veti, di norme ormai inapplicabili o comunque irragionevoli che hanno rappresentato un costante freno al potenziale di crescita del Paese e che, in un momento come quello attuale, rischiano di rappresentare un'inaccettabile zavorra, un ostacolo alla ripresa economica e occupazionale. Non è, né può essere ovviamente un punto d' arrivo, ma rappresenta certamente un forte, significativo e chiaro punto di partenza. Ed è proprio guardando alle tematiche fondamentali del provvedimento che si coglie il senso della direzione di marcia che ci si impone. Non è un caso, infatti, che la prima parte del testo, i primi dieci articoli, sia dedicata alla modifica e alla semplificazione delle procedure relative agli investimenti pubblici, intervenendo sulle criticità che ognuno di noi ha potuto riscontrare un po' a tutti i livelli sul territorio. Si tratta di procedure già di per sé spesso inutilmente complicate e suscettibili di incertezze interpretative, che alimentano un ricorso spropositato, quanto spesso temerario, alla giurisdizione. Tale generale rigidità di sistema, lungi dal tutelare l'interesse pubblico e la legalità, si risolve a solo svantaggio del territorio, dei cittadini e delle imprese. Si è perciò inteso agire su due fronti: da un lato, prevedendo misure mirate, volte allo sblocco della miriade di opere cantierabili e, in qualche caso, perfino avviate e rimaste ingiustificatamente incagliate, con procedure speciali, come prevedono gli articoli 8 e 9; dall'altro, introducendo a regime un diverso approccio che, fermo restando il rigoroso rispetto della legalità e della trasparenza, responsabilizzi le pubbliche amministrazioni, a iniziare dai dirigenti, quanto al completamento dei procedimenti. In altri termini, si propone di guardare alle infrastrutture non come fascicoli problematici, ma come risposta a esigenze inderogabili del nostro Paese. È in questo senso che si è voluto affrontare anche il punto dolente dei contenziosi in sede giurisdizionale e dei purtroppo frequentissimi casi di opere che restano sospese per tempi inaccettabilmente lunghi. Se alla giustizia amministrativa spetta valutare la legittimità delle procedure, è proprio a noi, come legislatori, che spetta di approntare un apparato normativo che garantisca il più importante degli interessi legittimi, quello generale dei cittadini a vedere le infrastrutture completate e fruibili e che il gettito delle proprie tasse non finisca sprecato in una delle troppe opere incompiute sparse nel nostro Paese. In altri termini, sospendere l'esecuzione di un'opera avviata deve diventare veramente l' extrema ratio per tempi limitatissimi e in casi del tutto peculiari e non dev'essere più - come invece spesso oggi vediamo - un comunissimo incidente di percorso. La centralità dell'investire, del realizzare e del poter contare su tempi certi e procedure trasparenti si pone ugualmente per il settore privato. È questo lo spirito dell'articolo 10, che guarda all'attività edilizia in una prospettiva dinamica, in cui le esigenze di conservazione del paesaggio e del patrimonio culturale e ambientale non sono affatto sacrificate, ma sono invece esaltate guardando alla valorizzazione e alla riqualificazione e rigenerazione del tessuto edilizio esistente, come un corpo vivo e non come qualcosa da mandare in rovina, per poi magari indulgere follemente in un inaccettabile nuovo consumo di suolo. Quella stessa prospettiva dinamica e positiva si ritrova in tutta la parte relativa alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, in cui istituti e strumenti già esistenti (dal silenzio-assenso ai termini procedimentali) vengono opportunatamente valorizzati e riportati pienamente alla loro funzione di garanzia del cittadino e dell'interesse pubblico, della trasparenza e dell'efficienza dell'azione amministrativa. È anche perseguendo questa prospettiva che l'introduzione di norme che finalmente disincentivano l'irrazionale proliferazione di oneri regolatori, unita a una decisa opzione per il digital first , rappresenta un passo in avanti per un diverso rapporto fra cittadini e imprese, da una parte, e pubblica amministrazione, dall'altra, che dev'essere basato sulla certezza delle regole e sulla semplicità delle procedure, a iniziare anche dalla stessa modulistica. Per ragioni di celerità non mi addentrerò nelle tante rilevanti previsioni in altre materie, come: università; trattamento economico degli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alla cui professionalità e al cui spirito di sacrificio dobbiamo ancora una volta portare la nostra sincera gratitudine; cittadinanza digitale; potenziamento e razionalizzazione dei sistemi informativi. Mi limiterò invece a sottolineare l'importanza delle disposizioni che abbiamo introdotto in materia di responsabilità erariale e penale dei pubblici funzionari. L'incertezza interpretativa, infatti, lungi dal tutelare l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa, è stata fonte di confusione, di paura, a volte immotivata, di generale irresponsabilità e di un atteggiamento volto a procrastinare, quando non omettere, la doverosa azione. A ben guardare il rovescio della stessa medaglia, ai cittadini e alle imprese l'amministrazione deve riconoscere più fiducia e, viceversa, dev'essere pronta a controllare e intervenire concretamente in caso di abusi e distorsioni, non limitandosi a ostacolare l'iniziativa privata, per poi rimanere inerte in caso d'irregolarità. Ritengo importanti anche le innovazioni introdotte nella disciplina d'impresa con riferimento sia alle misure incentivanti sia a quelle destinate, fra l'altro, a facilitare la capitalizzazione. Quest'ultima misura è giustificata dalla contingenza, ma si pone altresì in linea con l'obiettivo di rafforzare e modernizzare il nostro tessuto imprenditoriale, costituito soprattutto da piccole e medie imprese, nell'ottica di una competitività di più lungo periodo. Consentitemi poi di rivendicare come importante l'intervento sulle Zone economiche speciali (ZES) e la possibilità d'istituire Zone franche doganali (ZFD), strumento di vero stimolo alla crescita, in particolare per le zone insulari e costiere, che va di pari passo con le innovazioni introdotte nella disciplina portuale. In ultimo, ma non certo per importanza, c'è la parte dedicata all'ambiente, anche questa concepita in un'ottica integrata e di lungo periodo: dalla razionalizzazione delle procedure di valutazione ambientale agli interventi per la diffusione e il consolidamento di un sistema energetico sostenibile, alla prevenzione e al contrasto del dissesto idrogeologico. Si tratta di misure diverse e puntuali, spesso finalizzate anche ad armonizzare la normativa nazionale con l'evoluzione di quella comunitaria, ma accomunate dalla stessa prospettiva di cui ho detto prima: non una tutela basata solo e soprattutto su divieti, ma una valorizzazione attiva, tale per cui uno sviluppo sempre più pienamente sostenibile è il percorso obbligato per ritornare a crescere e la strada su cui indirizzare la ripresa economica dopo il duro colpo di questi mesi. È con questo spirito che, avviandomi a concludere, auspico che quest'Assemblea voglia esaminare e approvare il disegno di legge di conversione, che ha già raccolto - lo ribadisco - l'utilissimo contributo degli emendamenti e degli ordini del giorno presentati dai colleghi di tutti i Gruppi parlamentari e che arriva al nostro esame arricchito e migliorato. Proprio con riferimento ad alcune proposte emendative che non hanno potuto trovare accoglimento, anche per il carattere ordinamentale e non finanziario del decreto, il mio auspicio è che, assieme ad altre, possano essere indirizzate e valorizzate nei provvedimenti che ci troveremo ad esaminare in un prossimo futuro. Mi perdonerete se concludo ripetendomi: questo provvedimento è un passo importante, ma non conclusivo; è l'inizio di un cammino che, nel rispetto della diversità di ruoli e posizioni, ma nella comunanza di intenti, deve vederci lavorare al meglio delle nostre forze per rispondere a un Paese che guarda a noi, chiede più opportunità di lavoro e vuole crescere. Le migliori energie della nostra Italia attendono soltanto di potersi liberare per riprendere finalmente il cammino della crescita e avere uno Stato più semplice e un Paese migliore. (Applausi). PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Garruti. GARRUTI, relatore . Signor Presidente, prima di iniziare voglio ringraziare tutti i colleghi della 1 a e dell'8 a Commissione per il lavoro svolto in queste settimane, per l'ascolto e il recepimento dei suggerimenti pervenutici dagli auditi, dalle associazioni, dalle imprese, dal mondo dell'università e dalla pubblica amministrazione, al fine di dare concretezza e rendere davvero innovativo il testo in oggetto. Onorevoli colleghi, il decreto-legge che ci accingiamo a discutere in quest'Aula, com'è desumibile dal titolo, nasce dall'esigenza di rendere questo Paese più semplice e veloce, sburocratizzando la farraginosa macchina amministrativa, rendendo più agevoli le procedure e dando supporto alla rivoluzione digitale della pubblica amministrazione. Questi obiettivi, già importanti considerando la situazione burocratica del nostro Paese, assumono maggiore valore perché hanno lo scopo di rendere maggiormente efficaci alcuni provvedimenti adottati per favorire la ripresa e dare nuovo impulso all'economia, puntando su settori chiave come l'edilizia e la green economy . Passando all'esame del testo, il nucleo centrale del provvedimento è costituito dalla semplificazione burocratica e dallo snellimento delle procedure amministrative, puntando su quattro cardini che corrispondono ai titoli in cui il decreto-legge è diviso: semplificazione in materia di contratti pubblici ed edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione per il sostegno alla diffusione dell'amministrazione digitale; semplificazione in materia di attività d'impresa, ambiente e green economy . Si parte da un presupposto semplice: senza digitalizzazione non può esserci semplificazione. Per eliminare l'eccessivo carico burocratico in capo alle diramazioni pubbliche, il decreto-legge prevede nuove regole per favorire l'identità e il domicilio digitali e l'accesso ai servizi informatici da parte dei cittadini. La semplificazione riguarda anche la conservazione di informazioni e documenti in formato digitale, nel rispetto delle norme di tutela della privacy . Il recente passato e le difficoltà create dall'emergenza coronavirus, non ancora conclusa, impongono l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di sviluppare sistemi idonei a garantire ai dipendenti l'esercizio del lavoro a casa in sicurezza ed efficienza. A tal fine, il Governo vuole instaurare misure di semplificazione e coordinamento dell'attività potenziando il Dipartimento della trasformazione digitale. Il passo successivo al potenziamento dello smart working sarà l'introduzione di un codice di condotta tecnologica, con regole omogenee valide per tutte le ramificazioni della pubblica amministrazione. Si prevede inoltre che il codice rechi alcune indicazioni circa l'utilizzo da parte dell'amministrazione di esperti di comprovata competenza in processi complessi di trasformazione digitale. L'articolo 33 sanziona i dirigenti responsabili di inadempimento e prevede l'obbligo, per i concessionari di servizi pubblici, di rendere disponibili all'amministrazione concedente i dati acquisiti nella fornitura del servizio agli utenti. Con il Titolo II, interveniamo sulla semplificazione del provvedimento amministrativo. Infatti, l'articolo 12 reca alcune modifiche alla legge generale sul procedimento amministrativo, la legge n. 241 del 1990, in funzione di semplificazione e accelerazione dell'azione amministrativa. Viene inoltre previsto l'obbligo per le amministrazioni di misurare e rendere pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti, nonché di aggiornare i termini di quelli di rispettiva competenza, prevedendo una riduzione della loro durata. Al fine di incentivare il rispetto dei termini procedimentali, nonché di garantire la piena operatività dei meccanismi di silenzio-assenso, viene stabilita l'inefficacia di alcuni provvedimenti adottati fuori termine. Un secondo gruppo di disposizioni introduce misure volte a favorire e rafforzare l'uso della telematica nel procedimento amministrativo. Centrali, in questo decreto, sono anche la tutela dell'ambiente e i progetti inerenti all'energia rinnovabile. Il Titolo IV, infatti, contiene disposizioni di semplificazione in materia di attività d'impresa, ambiente e green economy . L'articolo 39 introduce alcune modifiche alla misura di sostegno degli investimenti, la cosiddetta Nuova Sabatini. In primo luogo, innalza la soglia entro la quale il contributo statale in conto impianti è erogato in un'unica soluzione; inoltre, semplifica e rende più efficace la misura per le imprese del Mezzogiorno, prevedendo un decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, per la definizione di specifiche modalità operative e l'erogazione del contributo in un'unica soluzione a conclusione del programma d'investimento, nonché la possibilità di utilizzo di fondi europei. L'articolo 41 introduce alcuni nuovi adempimenti informativi relativi al codice unico di progetto, in capo alle amministrazioni pubbliche che finanziano e attuano progetti d'investimento; dispone altresì che una quota pari a 900.000 euro annui del fondo per il finanziamento delle unità tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, ivi compreso il coordinamento del CIPE, sia assegnata al finanziamento delle attività del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici. Stabilisce infine che i sistemi di gestione e controllo dei piani di sviluppo e coesione siano improntati a criteri di proporzionalità e semplificazione. L'articolo 43 contiene una serie di disposizioni volte a semplificare taluni procedimenti amministrativi in ambito agricolo. Prevede che il Sistema informativo agricolo nazionale, il SIAN, sia aggiornato in modo da poter identificare le parcelle agricole e i fascicoli aziendali attraverso applicazioni grafiche geospaziali. Apporta modifiche alla normativa in materia di controlli coordinati nei confronti delle imprese agricole, includendo nel sistema anche quelle alimentari e mangimistiche. Interviene in materia di sanzioni in caso di sospensione ed esclusione dal metodo di produzione biologica e introduce la comunicazione individuale - al posto dell'attuale, espletata attraverso la pubblicazione sul sito dell'INPS - degli elenchi annuali dei lavoratori agricoli e delle variazioni intervenute nel corso dell'anno. L'articolo 47, infine, reca disposizioni volte a favorire l'accelerazione nella realizzazione degli interventi finanziati dal Fondo sviluppo e coesione e, in generale, degli investimenti comunque finanziati dalle risorse del bilancio europeo, attraverso un'accelerazione dei procedimenti amministrativi relativi ed atti alle attività connesse all'utilizzazione delle suddette risorse. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi) . MODENA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tale proposta di questione pregiudiziale si vuol mettere in evidenza, a norma dell'articolo 93 del Regolamento del Senato, che è opportuno e sicuramente consigliabile non esaminare né approvare il testo in esame, detto decreto semplificazioni. Ci troviamo di fronte a un provvedimento omnibus, un mostro a mille teste, che va ben oltre i parametri dettati dalla Corte costituzionale con riferimento sia all'uso e all'utilizzo della decretazione d'urgenza, sia a tutto quello che è stato inserito nel decreto-legge (ne sanno qualcosa i colleghi che, anche nel mese di agosto, hanno seguito i lavori delle Commissioni competenti, la 1ª e l'8ª riunite, esaminando tra l'altro decine di articoli e centinaia di emendamenti), e da cui emerge un'impostazione estremamente farraginosa. C'è un motivo sostanziale per cui sarebbe opportuno che l'Assemblea, in via pregiudiziale, non procedesse con l'esame e l'approvazione di tale normativa, cioè il fatto che un decreto-legge così corposo, che dovrebbe dare una svolta reale, vera e concreta alla burocrazia del nostro Paese (che - lo sappiamo benissimo - ci costa 57 miliardi di euro, pari, tanto per capirsi, alla metà del debito che abbiamo fatto con gli ultimi scostamenti di bilancio), non solo non risolve il problema, ma lo va a complicare con decreti attuativi e ulteriori modifiche ai decreti-legge appena convertiti dal Parlamento (penso, ad esempio, a quello sul rilancio). Insomma, non risolve né nella sostanza né nella filosofia l'esigenza di liberarsi dalla morsa burocratica. C'è anche un'altra questione che dovrebbe far riflettere. Questo è un decreto-legge semplificazioni a costo zero e, conseguentemente, non costituisce un'opportunità politica per il Senato di esaminare seriamente questo tipo di normativa. Come si può pensare, con qualche decina di milioni di lire, di aggredire il Moloch della semplificazione nel Paese? Ciò la dice lunga sul fatto che, in realtà, siamo di fronte a un tritume di normative. Come dicevo, abbiamo una normativa omnibus e farraginosa che, per esempio, nel settore della Corte dei conti creerà ulteriori problemi di natura interpretativa. Abbiamo norme che non hanno un'omogeneità di scopo, alcune delle quali addirittura aumentano le regole e centralizzano ulteriormente l'attività delle pubbliche amministrazioni. Viene richiamato anche un modello Genova che in realtà, in questo caso, è azzoppato nella sostanza, perché non rispecchia quanto successo con il decreto Genova. Sono poi previste deroghe a tempo con riferimento a tutta la normativa degli appalti. Questo è il terzo elemento che, a mio avviso, dovrebbe indurre a valutare attentamente l'opportunità politica di non andare avanti in via pregiudiziale con l'esame di questo testo. (Brusio). PRESIDENTE . Colleghi, capisco che c'è molta stanchezza, perché davvero il Senato ha lavorato sempre, e con ritmi incredibili, durante tutta l'estate, però cerchiamo di avere un altro po' di pazienza e ascoltare la senatrice Modena. Prego, senatrice, vada avanti. MODENA (FIBP-UDC) . La ringrazio, signor Presidente. Stavo riepilogando i punti che a nostro avviso giustificano - e naturalmente supportano - la presentazione della questione pregiudiziale, ex articolo 93 del nostro Regolamento. Ne ho ricordati due: non abbiamo l'eliminazione della burocrazia e dei suoi costi che lo ricordo ancora, ammontano a 57 miliardi, né una soluzione con riferimento alle necessità di semplificare, ma una bolla a tempo; è come se in Italia si dicesse che si semplifica per circa un annetto, ma non solo non lo si fa, bensì, più che semplificare, in realtà, si aggrava la situazione. Si ha quindi un'impostazione talmente da tritume, come se fosse tutto sparpagliato nella sabbia, da imporre una riflessione seria e opportuna. Quello al nostro esame è un decreto-legge che si sarebbe dovuto dividere magari in più provvedimenti, avrebbe dovuto intervenire per settori e si sarebbe dovuto occupare della digitalizzazione. Non dimentichiamo che nel nostro Paese questo è il problema più grande, con riferimento sia alla parte infrastrutturale sia sicuramente al fatto che - lo sappiamo tutti - in Italia tantissime persone in realtà non adoperano Internet. Per concludere, il punto è che da un decreto-legge semplificazioni ci saremmo attesi una svolta, visto che - lo ricordo - uno del genere l'ha già varato il precedente Governo: un qualunque cittadino, una persona comune o un'impresa devono avere la possibilità di risolvere una pratica in un tempo medio dai dieci minuti alle ventiquattr'ore. Questa risposta dal decreto-legge semplificazioni non arriva. Abbiamo problemi in prospettiva anche dal punto di vista interpretativo, pertanto richiamo ancora una volta la questione pregiudiziale con riferimento all'articolo 93 del Regolamento del Senato. (Applausi). PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, nella discussione sulla questione pregiudiziale potrà intervenire un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti. D'ARIENZO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ARIENZO (PD) . Signor Presidente, anzitutto, in premessa è bene ricordarci tutti la ragione per la quale discutiamo di un provvedimento del genere. Nessuno di noi avrebbe mai voluto essere di fronte a una situazione simile, ma, purtroppo, a tanto ci hanno costretto le condizioni dettate dall'emergenza Covid. Questo è pertanto il contesto nel quale dobbiamo ragionare. Di fronte alla scelta che è stata fatta attraverso le varie opzioni del decreto-legge semplificazioni (gli interventi sugli appalti pubblici per gli acquisti e la velocizzazione delle procedure nella pubblica amministrazione, rispetto agli appelli che ci sono giunti trasversalmente da tutti i rappresentanti sociali del nostro Paese), non nascondiamo lo stupore per una questione pregiudiziale che, se dovesse passare, determinerebbe un rallentamento di tutto quello che finora non solo abbiamo detto in ogni sede, ma ci è stato chiesto, ovvero la velocizzazione e la sburocratizzazione del nostro Paese, a sostegno di tutte le iniziative e le attività della ripresa economica. Voglio evidenziare che questo stupore non è una critica verso chi ha legittimamente presentato la questione pregiudiziale, ma il risultato sarebbe quello di rallentare tutte le scelte di cui il Paese ha bisogno. Nella questione pregiudiziale si sostiene - ovviamente ciò è legittimo, anche se non è vero - che, se i provvedimenti precedenti, ovvero i decreti cura Italia, liquidità e rilancio, non hanno funzionato, è molto probabile che anche quello in esame porterà - cito testualmente - «più illusioni che risultati fattivi». Si sostiene, quindi, che il decreto-legge in esame rischierebbe la stessa sorte. Intanto, non è assolutamente vero che i decreti-legge e i provvedimenti citati non hanno risolto alcun problema: se non ci fossero stati, ad oggi milioni di lavoratori non avrebbero ricevuto la cassa integrazione e non ci sarebbero le garanzie sulla liquidità delle imprese e tutti gli interventi economici a sostegno delle iniziative imprenditoriali in difficoltà a causa del Covid. Poi, visto che stiamo esaminando una questione pregiudiziale, non si capisce come una previsione possa superare le ragioni di costituzionalità, che costituiscono la vera ragione di una pregiudiziale: non si vede infatti il nesso tra l'illusione che il decreto semplificazione darebbe all'Italia e il fatto che, per questa ragione, sarebbe incostituzionale. Nella questione pregiudiziale, peraltro, si scrive anche che i provvedimenti, che non sarebbero d'immediata attuazione, creerebbero un impatto negativo sugli obiettivi. Onestamente non sappiamo a cosa ci si riferisca, atteso il fatto che, come noto, il decreto-legge deroga dal 16 luglio fino a dicembre 2021 tutte le procedure, in particolare per gli investimenti pubblici. Quindi non si capisce quali siano questo rallentamento e questo mancato impatto immediato sulle iniziative economiche del nostro Paese. Nel quadro delle difficoltà che stiamo descrivendo è però certamente esilarante la richiesta, contenuta nella pregiudiziale, di evitare lo strumento del decreto-legge, perché un disegno di legge sarebbe stato più opportuno e avrebbe consentito un iter parlamentare più adeguato - ovviamente per i proponenti - che avrebbe dato a tutti la possibilità di intervenire. Se si tratta però di un'emergenza, non si capisce quale strumento, diverso dal decreto-legge, sarebbe stato utile per affrontarla: quindi questa valutazione è sbagliata in nuce . C'è un'altra convinzione che fa riflettere, quando si dice che la deroga proposta creerà sicuramente contenziosi. Facciamo fatica a immaginare come questo possa avvenire: eventualmente è il codice degli appalti derogato che potrebbe creare contenziosi, non la deroga delle procedure. Abbiamo dunque analizzato correttamente - come si fa - il tema della questione pregiudiziale, che ovviamente riteniamo legittima, ma è chiaro che, se è sbagliata l'analisi, come ho cercato di dimostrare, lo è anche la conclusione, quindi la richiesta di approvare una pregiudiziale per bloccare tutto. In realtà, il decreto semplificazioni interviene sulle procedure in essere con strumenti, soluzioni e categorie già sperimentati e noti agli operatori economici, quindi non vi è contraddittorietà rispetto alle previsioni già in essere nel nostro Paese. Tali misure daranno sicuramente la possibilità e garantiranno lo sblocco di miliardi e miliardi di euro, peraltro previsti nelle manovre di bilancio di più anni e addirittura di più legislature; questi miliardi di euro saranno una manna per le attività imprenditoriali del nostro Paese, ragione per la quale diciamo che l'urgenza è nelle cose. Se passasse invece questa pregiudiziale, tutto tornerebbe in bilico, come prima: non velocizzeremmo nulla e non daremmo alcuna risposta alle richieste pervenute da tutte le parti, che ci sono state confermate nelle tantissime audizioni svolte sul provvedimento, con il quale - come svolgeremo meglio successivamente - abbiamo posto le basi per dare una mano al Paese, nel quale, in alternativa alla decretazione d'urgenza, non ci sarebbe assolutamente nulla. Per questa ragione, contestando nel merito le ragioni per le quali è stata presentata la questione pregiudiziale, che ci impedirebbe di attuare tali misure urgenti, esprimiamo parere contrario sulla proposta formulata. (Applausi) . PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 93, comma 5, del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della questione pregiudiziale presentata dalla senatrice Bernini e da altri senatori (QP1). (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, intervengo per comunicarle che c'è stata un'interlocuzione tra i Gruppi e quindi vorremmo sottoporle un accordo sullo svolgimento dei lavori nelle prossime giornate, che prevede di sospendere ora la seduta di questa mattina, per consentire lo svolgimento dei lavori delle varie Commissioni, di proseguire oggi pomeriggio i lavori dell'Assemblea solo con le comunicazioni del ministro Speranza e di riprendere la discussione del provvedimento in esame (la conversione del decreto-legge semplificazioni) domani alle ore 11. PRESIDENTE . Mi sembra che sia una buona proposta, perché in questo modo la discussione generale non diventa frammentaria e non procede a singhiozzo. Sospendo dunque la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 13,29, è ripresa alle ore 16,05) . Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus COVID-19, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020 e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020». Ha facoltà di parlare il ministro della salute, onorevole Speranza. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente del Senato, onorevoli senatrici e onorevoli senatori, ringrazio tutti voi per questa ulteriore occasione di confronto in un passaggio che ritengo particolarmente delicato dell'evoluzione epidemiologica nel nostro Paese, in Europa e nel mondo. Considero, com'è noto, ogni passaggio parlamentare mai rituale o formale ma occasione utile per raccogliere spunti e suggerimenti dentro una dialettica che mi auguro possa essere sempre la più proficua possibile, nella consapevolezza che la discussione, anche se aspra, rende sempre più forte la nostra democrazia. Rispetto al mio ultimo passaggio in quest'Aula che - voglio ricordarlo - è avvenuto il 10 agosto, il quadro epidemiologico europeo si è giorno dopo giorno significativamente deteriorato e anche nel nostro Paese, in Italia, pur se in un quadro lontano da quello dei Paesi europei che incontrano maggiori difficoltà, abbiamo riscontrato una graduale salita del numero dei contagi. Voglio iniziare la mia comunicazione con i dati, perché come sempre i dati, i numeri, ci illustrano lo scenario in maniera molto più semplice e lineare: l'ECDC - il Centro europeo per la sorveglianza e il controllo delle malattie - ha indicato, come fa settimanalmente, il tasso di incidenza del virus su 100.000 abitanti in tutti i Paesi europei nelle ultime due settimane. I dati europei dei principali Paesi sono i seguenti: Spagna 205, Francia 88, Croazia 87, Romania 84. Il nostro Paese, l'Italia, è a 23, un dato molto simile a quello della Germania che, ad oggi, è tra i migliori nel contesto europeo. Nel frattempo, a livello mondiale, la situazione si è ulteriormente complicata. Siamo ormai arrivati a 25.700.000 casi con 857.000 decessi. Questi numeri ci dicono alcune cose che dobbiamo provare a leggere e ad analizzare tutti insieme. In primis ci dicono che il lockdown nel nostro Paese ha funzionato e che il comportamento degli italiani e le misure del Governo nazionale, come quelle dei governi regionali, sono riuscite a piegare la curva e ci consegnano ancora un significativo vantaggio rispetto alla stragrande maggioranza dei Paesi europei. Io penso che questo sia un risultato importante che dobbiamo saper riconoscere insieme. È un risultato di tutti, che ci viene attribuito anche sul piano internazionale. Non è un risultato del Governo, non è il risultato delle Regioni. A me piace dire sempre che è un risultato di tutte le nostre istituzioni repubblicane, è un risultato della nostra comunità nazionale conseguito in una prova durissima, chiaramente non ancora vinta, non terminata considerando la situazione ancora in costante evoluzione. Io penso che però dobbiamo riconoscere questo dato e mi sia permesso, come sempre, di riconoscerlo in primis alla forza, alla qualità e alla resilienza del nostro Servizio sanitario nazionale e, in modo particolare, alle donne e agli uomini che vi operano a cui va e andrà sempre la nostra più sentita gratitudine. (Applausi) . I numeri che sono cresciuti anche nel nostro Paese nelle ultime settimane, negli ultimi venti giorni, hanno risentito sicuramente anche di una crescita dei test e del numero dei tamponi che sono stati effettuati. Voglio ricordare che durante l'ultima settimana abbiamo sfiorato il dato di 100.000 tamponi in un solo giorno, anche alla luce di una significativa intensificazione del lavoro negli aeroporti dove, rispetto agli arrivi dai Paesi a rischio (su questo tornerò in seguito), si stanno iniziando ad usare anche i test rapidi antigenici. C'è una novità sostanziale nei numeri che stiamo analizzando nelle ultime settimane. La novità sostanziale - quella più significativa - è il fortissimo abbassamento dell'età media delle persone contagiate. Credo che questo sia il vero fatto nuovo, il più significativo e il più notevole rispetto alla drammatica stagione che abbiamo vissuto nei mesi di marzo e di aprile. Il nostro sistema di monitoraggio, quello costruito settimanalmente con l'Istituto superiore di sanità e con le Regioni, ha segnalato negli ultimi sette giorni una media di età dei contagiati di ventinove anni. Penso che questo sia un dato assolutamente significativo su cui dobbiamo naturalmente riflettere, anche rispetto alle misure che andiamo a mettere in campo. Mi preme segnalare che è un dato non solo italiano, ma anche europeo e internazionale, che spiega, almeno parzialmente, la ragione per cui la pressione sulle strutture sanitarie, non solo in Italia, ma anche negli altri Paesi, è comunque molto, significativamente inferiore rispetto a quella che abbiamo visto in passato. Voglio ricordare, per esempio, che anche in Francia e in Spagna, con numeri molto più alti, la pressione è comunque ancora sostenibile. Leggevo i dati delle ultime ore secondo i quali la Spagna ha riscontrato più di 8.000 casi positivi nelle ultime ventiquattro ore. Si è discusso molto, anche durante le settimane estive, della questione dei giovani del nostro Paese e dell'innovazione che comporta rispetto ai mesi precedenti. Più volte, anche pubblicamente, ho chiesto una mano ai nostri ragazzi: lungi da noi ogni forma di demonizzazione, che non avrebbe alcun senso, ma è vero che dobbiamo chiedere, soprattutto ai nostri giovani, di darci una mano. È senz'altro vero che il virus tra le generazioni più giovani fa meno male rispetto all'impatto che esso ha naturalmente sulle generazioni più avanti negli anni, ma è altrettanto vero che i giovani continuano a essere comunque uno strumento di diffusione del virus, e questo può essere pericoloso, qualora il virus dovesse estendersi in modo particolare ai genitori e ai nonni, che pagherebbero un prezzo molto più alto. Alla luce di questo quadro, ai giovani, ma più in generale a tutti i nostri concittadini, continuo a chiedere con tutta la forza di cui dispongo il rispetto delle tre regole fondamentali che sono rimaste, le tre regole di cui abbiamo già discusso in tante altre occasioni e che confermeremo naturalmente anche nel prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, visto che l'ultimo decreto adottato è in scadenza il prossimo 7 settembre. Le tre regole si sostanziano nell'uso corretto delle mascherine, nel distanziamento di almeno un metro e nel rispetto delle norme igieniche fondamentali, a partire dal lavaggio delle mani. Sono tre pilastri veri e propri su cui tutta la comunità scientifica internazionale è profondamente d'accordo: non c'è nessun Paese del mondo in cui la comunità scientifica dissenta rispetto alla necessità di osservare queste tre regole fondamentali. La mia opinione, quindi, è che su questo non dobbiamo assolutamente dividerci: non è materia di contesa politica, non c'entrano la destra, la sinistra o altro. Sono tre regole essenziali che ci devono accompagnare in questa fase importante di convivenza con il virus. Dal 6 agosto, l'ultimo giorno in cui sono stato in quest'Aula per un'informativa, ho firmato due ordinanze che ritengo essere state importanti, anche se, com'è noto, ogni ordinanza comporta sempre in qualche modo un sacrificio, un prezzo che la nostra comunità decide di pagare. La prima ha riguardato l'estensione di test obbligatori a persone che negli ultimi quattordici giorni sono stati in Spagna, Grecia, Malta e Croazia. Questi test possono essere effettuati o prima della partenza dal Paese di provenienza oppure nei luoghi di arrivo - penso ai porti, agli aeroporti e il nostro sistema si è organizzato in maniera rapida e significativa per predisporre questi presidi nei luoghi di arrivo - o, ancora, nelle quarantotto ore successive presso le nostre aziende sanitarie. Credo che queste misure siano state importanti e in questo passaggio in Aula qui in Senato - sarò più tardi alla Camera - voglio rendere nota una proposta che come Governo italiano stiamo portando all'attenzione di tutti gli altri Paesi europei. La proposta parte da un'idea molto semplice: quando assumiamo una misura di maggiore controllo dei nostri confini e degli arrivi nel nostro Paese non compiamo mai un atto ostile nei confronti di quel Paese, ma è un atto che vuole semplicemente aumentare il livello di sicurezza. La nostra proposta come Governo italiano agli altri Paesi europei, che porterò in modo particolare il 4 settembre alla riunione dei Ministri della salute dell'Unione europea, è che si possa costruire un meccanismo di reciprocità tra i Paesi. Proprio per eliminare dal tavolo questo elemento di ostilità che in alcuni casi viene così interpretato nelle relazioni tra i Paesi, credo che la cosa più intelligente sia condividere un meccanismo di reciprocità. Dobbiamo convivere con questo virus ancora per un tempo significativo. Stiamo investendo sul vaccino (lo dirò alla fine) e sulle cure con tutte le energie che abbiamo, ma è chiaro che di fronte a noi abbiamo nella migliore delle ipotesi ancora alcuni mesi di convivenza. Se proprio non vogliamo stringere le relazioni tra i Paesi, se non vogliamo correre il rischio di arrivare ad ulteriori momenti di riduzione della mobilità tra i Paesi, l'idea di fare test nei principali aeroporti del nostro Continente ci sembra un'idea giusta, che in uno spirito collaborativo e inclusivo ci può portare - crediamo - ad ottenere risultati giusti. La seconda ordinanza che ho firmato durante queste settimane, in modo particolare il 16 agosto, riguarda la sospensione delle attività di ballo, non solo nelle discoteche ma anche in luoghi affini, e l'utilizzo obbligatorio delle mascherine all'aperto dopo le ore 18 nei luoghi dove c'è rischio di assembramento. Voglio utilizzare questo passaggio in Parlamento per chiarire che il Governo nazionale nei suoi provvedimenti formali non aveva mai autorizzato la riapertura delle discoteche, ma com'è noto dal 16 maggio le Regioni hanno avuto la facoltà non solo di applicare misure più restrittive (facoltà che era già prevista nella fase precedente e più drammatica dell'emergenza), ma anche di mettere in campo misure meno restrittive. Dentro quest'ambito alcune Regioni hanno utilizzato queste facoltà. Permettetemi ancora una volta di ribadire che ogni ordinanza comporta evidentemente un sacrificio e un costo per il nostro Paese, ma ritengo che queste ordinanze siano state giuste e opportune e che ci consentono di conservare quel vantaggio rispetto ad altri Paesi di cui ho provato velocemente a parlare. È chiaro che l'orizzonte del Governo e il suo obiettivo fondamentale è in questo momento quello della riapertura delle scuole e anche tutti i sacrifici che stiamo tenendo ancora in piedi hanno quello come obiettivo fondamentale. Penso che chiudere le scuole abbia rappresentato per tutti noi, per me in modo particolare, la scelta più difficile e voglio dire che oggi riaprirle è davvero la nostra priorità assoluta su cui stiamo impegnando tutte le energie di cui disponiamo. (Applausi) . Permettetemi in questa sede di ricordare che stiamo parlando di un grande tema di carattere mondiale: sono stati 190 i Paesi del mondo che durante questi mesi hanno sospeso le attività scolastiche. In questi 190 Paesi gli studenti coinvolti sono stati 1,6 miliardi: stiamo quindi parlando di numeri che - come vedete - hanno una portata di natura planetaria. Mi piace ricordare solo in un istante che il 31 agosto, pochissime ore fa, si è tenuta una conferenza con 53 Paesi del mondo, che l'Italia ha promosso insieme all'OMS e che ho avuto l'onore di copresiedere, che ha avuto come obiettivo fondamentale proprio quello di provare a condividere alcune regole essenziali per la riapertura delle scuole. All'esito di questa riunione con 53 Paesi dell'area europea dell'OMS, che è un'area molto vasta (per fare un esempio c'è anche la Russia), all'interno di tale area abbiamo deciso di costruire una piattaforma permanente per mettere a sistema le migliori esperienze e le nostre conoscenze e anche per poter aggiornare le linee guida che stiamo costruendo sulla base di relazioni innovative che possono arrivarci dal mondo scientifico e dalle nuove conoscenze. Tutte le scuole riapriranno nel mese di settembre e lo faranno in sicurezza. Già ieri è stato molto bello poter vedere le immagini di una parte dei giovani del nostro Paese che, per i corsi di recupero, hanno ricominciato ad entrare negli istituti scolastici. Voglio ricordare in questa sede che pochi giorni fa abbiamo approvato, in Conferenza unificata, con l'opinione unanimemente favorevole delle Regioni, delle Province e dei Comuni italiani, il documento dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute sulle linee guida per la gestione dei casi Covid-19 e dei focolai Covid-19; si tratta di un documento che ci consentirà, senza alcuna differenziazione di natura territoriale, di gestire gli eventuali casi e gli eventuali focolai. Io penso che avere su questo un elemento di piena omogeneità nel nostro Paese sia sicuramente un fatto positivo e importante. Sulla base delle linee guida, che - ripeto - abbiamo approvato all'unanimità con tutte le Regioni, i Comuni e le Province del nostro Paese, sta partendo proprio in queste ore un corso di formazione, organizzato dall'Istituto superiore di sanità, rivolto alla nostra popolazione studentesca e, in modo particolare, al personale che lavora nelle scuole, ma anche al personale medico, per poter essere pienamente allineati rispetto agli obiettivi che stiamo costruendo. Come ho avuto già modo di dire in questa Assemblea in altri passaggi, a mio avviso la chiave fondamentale rispetto alla riapertura delle scuole consiste nel ricostruire una relazione organica tra scuola e Servizio sanitario nazionale. Questa relazione è esistita in una fase della storia del nostro Paese: nel 1961 il Parlamento italiano approvò una norma che riguardava la cosiddetta medicina scolastica. Questa rete di relazioni, questo momento di contatto costante tra scuola e servizio sanitario nazionale si è poi andato, un po' alla volta, perdendo; in modo particolare, negli anni Novanta se ne è persa traccia. Ebbene, credo che dobbiamo puntare su questo: ricostruire una relazione organica e strutturata, costante e permanente, tra il servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico del nostro Paese. (Applausi) . Se ci saranno - come sarà abbastanza naturale - dei casi positivi nelle scuole, saranno i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie territoriali a intervenire, con le loro competenze e con le loro conoscenze, a mettere in campo una vera e propria indagine e a disporre le misure potenziali (i tamponi e chiaramente la quarantena) che si possono attuare in caso di positività. Il messaggio di fondo che vorrei trasmettervi è che, rispetto a casi di positività, non lasceremo soli i nostri presidi e i nostri insegnanti, ma ci sarà una presenza significativa dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, perché è giusto che chi ha la competenza, la storia, le esperienze e ha già operato costantemente rispetto alla necessità di affrontare questo virus possa mettere queste competenze a disposizione delle scuole. Lo stesso lavoro che si sta facendo in queste ore con i test sierologici sugli insegnanti e su tutto il personale scolastico ha esattamente questo significato: rafforzare la relazione tra mondo della scuola e mondo della sanità. Permettetemi di esprimere gratitudine a tutti i medici di medicina generale che stanno dando una mano nell'ambito di questo lavoro (Applausi) , che è abbastanza unico a livello europeo, e chiaramente anche alle aziende sanitarie territoriali, che hanno aggiunto a un lavoro già difficile un ulteriore impegno, che riteniamo assolutamente importante. Nelle ultime ore il Comitato tecnico-scientifico ha anche discusso di un tema di particolare importanza, che ha toccato una preoccupazione diffusa tra le famiglie, e cioè la necessità di un corretto utilizzo delle mascherine. Come ho già detto, le mascherine sono uno strumento fondamentale che dovremo tenere in questa fase di convivenza. Il Comitato tecnico-scientifico nelle ultime ore ha definito le sue raccomandazioni sull'utilizzo corretto delle mascherine a scuola. Provo a dirla così: le mascherine a scuola sono obbligatorie; proprio perché sono fondamentali, a scuola si va con la mascherina, ma poi distinguiamo due momenti: quelli dinamici, in cui ci sono rischi concreti per i nostri studenti di poter avere contatti più ristretti, a meno di un metro di distanza con altri studenti, e i momenti statici, ossia quelli in cui lo studente è fermo - penso, per esempio, ad una lezione -, ascolta il docente ed è a una distanza di almeno un metro dagli altri studenti. Nel momento statico la mascherina, che è obbligatoria negli altri momenti, può essere abbassata. Questa misura può essere rivista nel caso di situazioni epidemiologiche particolarmente delicate, ma saranno solo le autorità sanitarie a disporle e a valutarle in modo corretto. Permettetemi di dire - penso sia un fatto importante - che siamo l'unico Paese in Europa, e credo anche nel mondo, che metterà a disposizione come istituzioni pubbliche 11 milioni di mascherine (Applausi) per ciascuno dei nostri studenti e per tutto il personale scolastico. Saranno mascherine chirurgiche distribuite gratuitamente e di questo voglio ringraziare il prezioso lavoro del nostro commissario straordinario Arcuri. Ancora, il 31 agosto, come è noto, la Conferenza unificata, sempre con un parere all'unanimità delle Regioni, delle Province e dei Comuni del nostro Paese, ha approvato le nuove linee guida sul trasporto pubblico locale. Anche in questo caso abbiamo provato a conciliare due necessità che dobbiamo tenere insieme, e non è mai facile - lo dico con grande sincerità - trovare un equilibrio tra queste necessità: avere una cautela sanitaria rispetto a un virus che ancora c'è e con cui dobbiamo fare i conti, ma anche la necessità, che emergeva in modo particolare dai nostri Comuni, dalle nostre Province e dalle nostre Regioni, di provare a garantire un trasporto pubblico per tutti. Credo che sia stato fatto un lavoro importante e che queste linee guida possano consentirci di raggiungere un equilibrio positivo. Ancora sulle scuole, permettetemi di ricordare che in queste settimane è stato definito un investimento diretto senza precedenti anche in termini di risorse economiche, umane e strumentali. I problemi della scuola non sono pochi e, come è noto, non vengono da vicino, ma da lontano: ad esempio, la questione dell'affollamento delle classi non nasce con il Covid. Ci sono problemi e temi che riguardano la scuola e che vengono da stagioni precedenti, però non possiamo nasconderci quello che in queste ore si sta facendo: 2,9 miliardi di euro messi a disposizione della ripartenza delle nostre scuole; 97.000 immissioni in ruolo che sono in corso, quindi un numero significativo di nuovi insegnanti e di nuovo personale che mettiamo a disposizione dei nostri studenti e delle nostre famiglie; 2,4 milioni di nuovi banchi. Voglio provare in questa sede a dare un messaggio molto chiaro e molto netto: la riapertura delle scuole è una grande priorità; credo che sia la più grande priorità oggi per il nostro Paese. Non è una priorità del Governo, delle Regioni o dei Comuni e delle Province, che pure stanno lavorando con noi ogni giorno gomito a gomito. Credo che la riapertura delle scuole sia la più grande priorità per tutta la nostra comunità nazionale. E allora dico: lavoriamo insieme per recuperare lo spirito che ci ha accompagnato nei mesi più difficili, ossia nei mesi di marzo e di aprile, quando il Paese si è unito. Penso che dobbiamo recuperare esattamente quello spirito e che serva un nuovo patto che coinvolga tutti, nessuno escluso: Governo, Regioni, Parlamento, ma anche e soprattutto studenti, insegnanti, presidi, genitori, personale sanitario. È una sfida che si vince solo uniti; non servono inutili divisioni o inutili strumentalizzazioni. Ancora, consentitemi, in chiusura, un veloce aggiornamento su quella che ritengo essere una partita decisiva per provare a chiudere definitivamente questa sfida della gestione del Coronavirus e cioè la vicenda che riguarda i vaccini. Permettetemi di dire, intanto, che sul vaccino tradizionale, quello antinfluenzale, abbiamo la necessità di costruire quest'anno una campagna più forte rispetto a quella fatta negli altri anni, proprio perché i sintomi sono simili e questo potrebbe provocare difficoltà al nostro Servizio sanitario nazionale. Tutte le Regioni hanno fortemente irrobustito la loro offerta del vaccino antinfluenzale e ieri si è tenuta una riunione, aprendo un tavolo con i farmacisti italiani, esattamente su questa materia. Per quanto riguarda invece il vaccino anti-Covid, voglio ricordare come l'Italia sia davvero in prima linea in questa battaglia. L'alleanza che abbiamo costruito già nel mese di giugno con Francia, Germania e Olanda ha consentito di spingere la Commissione europea ad una forte accelerazione delle politiche rispetto alla potenzialità di avere un vaccino sicuro nel più breve tempo possibile. Com'è noto, nelle ultime ore è stato reso definitivo in maniera ultimativa il contratto tra la Commissione europea ed AstraZeneca e quel contratto parte esattamente dall'intesa fatta da Italia, Germania, Francia e Olanda con questa importante azienda. Stiamo parlando, chiaramente, di un candidato vaccino, quindi c'è bisogno di tutta la prudenza del caso, ma in questo contratto c'è scritto che le prime dosi, se il vaccino dovesse essere confermato come un vaccino sicuro e in grado di raggiungere l'obiettivo per cui è stato ricostruito, saranno già disponibili entro la fine del 2020, quindi è giusto continuare ad investire su questo, con tutte le energie che abbiamo. Mi piace ricordare che in questo vaccino di AstraZeneca c'è un pezzo d'Italia che è pienamente protagonista, perché il vettore virale viene prodotto presso l'IRBM di Pomezia e perché l'infialamento di questo vaccino avverrà presso la Catalent di Anagni. L'Italia, quindi, come vedete, è pienamente protagonista e credo che questo sia un fatto di particolare rilievo per il nostro Paese. Permettetemi ancora di ricordare che alla fine del mese di agosto, negli ultimi giorni, è anche stata avviata la sperimentazione sull'uomo del vaccino di ReiThera, che è un vaccino tutto italiano e anche da questo punto di vista credo che ci siano elementi per esprimere profonda gratitudine ai nostri scienziati, ai nostri ricercatori che non stanno facendo mancare il loro contributo a questa importante sfida mondiale. (Applausi) . In conclusione, vorrei dire che il prossimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su cui chiaramente ascolterò con attenzione i vostri interventi, terrà conto di tutte le cose che ho provato a dire e confermerà nella sostanza l'impianto generale con il quale ci siamo lasciati nell'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in scadenza il 7 settembre. Stiamo lavorando anche per compiere qualche passo avanti e mi fa piacere dirlo in quest'Aula. Ci lavoreremo ancora per qualche giorno, ma sono ottimista che nel prossimo decreto ci possa essere una soluzione riguardo, ad esempio, alla richiesta di ricongiungimento delle coppie binazionali. Su questo avevo risposto in Aula ad una interrogazione della senatrice Unterberger e voglio dire che abbiamo probabilmente trovato una soluzione e il mio auspicio è che con questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri possa arrivare una risposta positiva alla richiesta legittima che proviene anche da tante coppie che pagano il prezzo di una divisione da molto tempo. Permettetemi poi di dire, questa volta su indicazione di tutto il Governo - lo avevo già detto e lo voglio confermare - che molto a breve saranno pubblicati tutti i verbali del Comitato tecnico-scientifico. La linea del Governo è stata sin dall'inizio una linea di massima trasparenza, stiamo lavorando perché questi verbali, nei quali non c'è assolutamente nulla che non possa essere reso noto all'opinione pubblica, possano essere pubblicati. Infine, permettetemi di dire che ascolterò con grandissima attenzione, come ho sempre fatto, l'indirizzo del Parlamento e sono sicuro che anche in questo passaggio autunnale che sta per arrivare l'Italia saprà essere all'altezza della sfida che abbiamo di fronte a noi. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute. È iscritta a parlare la senatrice Cantù. Ne ha facoltà. *CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, ci troviamo oggi a discutere di quanto ha voluto comunicarci relativamente alle misure sul contenimento della diffusione del Covid. È però di tutta evidenza che a queste comunicazioni manca del tutto un approccio stringente, atto a governare le priorità in materia sanitaria che avrebbero già dovuto essere affrontate da mesi, quali misure fondamentali da adottare durante lo stato di emergenza pandemica in punto di profilassi internazionale, prevenzione e contenimento della circolazione del virus , quale precondizione di sistema nazionale non ulteriormente rimandabile. Non mi soffermerò su quanto ha detto relativamente alla scuola e ai trasporti, perché sono sicuramente fuori moda, ma ritengo doveroso parlare solo di quello che so. È palese che arrivare impreparati al periodo autunnale, con un'eventuale seconda ondata, anche importata da altri Paesi, non sarebbe ammissibile. Speriamo che il Governo voglia tenere fede alla dichiarazione del presidente Conte, che ha affermato che non ci sarà mai più una chiusura totale. Tuttavia, visto che lo stato di emergenza è stato prorogato fino al prossimo 15 ottobre, ci saremmo aspettati che, ad esempio, fosse fatto obbligo a tutti gli erogatori accreditati a contratto che, prima di somministrare le prestazioni in lista d'attesa a tutti gli aventi diritto (non solo, quindi, per i ricoveri e gli interventi di pronto soccorso), venisse effettuato il tampone Covid. Questo sarebbe dovuto essere uno dei pochi argomenti che potevano giustificare il proseguo dello stato di emergenza sanitaria, incidendo su libertà fondamentali per il bene superiore della tutela della salute della collettività, nell'obiettivo della migliore salvaguardia della salute dei singoli mediante azioni mirate di prevenzione e regimi di protezione differenziati e crescenti per età e fragilità, nel governo del rischio di una copandemia cronica- infiammatoria e infettiva a un tempo, quale che stiamo vivendo, dove il rischio maggiore riguarda anziani e malati cronici con almeno una patologia preesistente. (Applausi) . Fornendo quindi come Protezione civile, a tutti gli erogatori della rete i test diagnostici approvati e validati nel quadro di un programma straordinario e stringente di attività di sorveglianza e di screening delle popolazioni ad alto rischio attraverso la combinazione di sierologia e tamponi virologici. Queste sarebbero state le comunicazioni che ci saremmo attesi, non generiche dichiarazioni di principio. Non il perpetuarsi di un meccanismo di trasferimento delle responsabilità e relative risorse economiche indifferenziate sul livello territoriale, senza tracciabilità degli impieghi, rimettendo tutto alla buona volontà di chi è a vicariare competenze altrimenti dello Stato. Abbiamo promosso - in chiave di leale collaborazione - nella 12 a Commissione alcune proposte che avrebbero limitato di molto le incongruenze, e non solo nel settore sanitario e scolastico, che sono i settori a maggiore vulnerabilità, perché non volevamo e non vogliamo credere che questo Governo, nonostante tutto, voglia intenzionalmente arrecare nocumento al sistema Paese, ma non ne abbiamo trovato traccia né nel decreto-legge semplificazioni né nel decreto-legge agosto. Né tantomeno nelle sue comunicazioni, posto che ci saremmo aspettati che ci avesse illustrato il tanto atteso piano nazionale emergenziale integrato di misure di controllo, di prevenzione e preparazione anti pandemia. (Applausi) e un piano di monitoraggio continuo che investa in ricerca epidemiologica e clinica, concentrando gli sforzi di investimento e di adattamento al sistema anche sul versante dell'innovazione per il riconoscimento tempestivo e l'interruzione precoce delle catene di contagio quale risposta più efficace per la protezione della popolazione. Un piano che, sotto l'egida della Protezione civile, assicuri il dovuto per tutto il periodo della dichiarata emergenza, acquistando e mettendo a disposizione quanto serve e quando serve secondo l'effettiva incidenza del rischio. Spendere senza precisi programmi validati vuol dire sovvertire, anche in sanità, il già indigesto principio della sinistra "tassa e spendi" in prima spendi e poi tassa. (Applausi). Credo che questa involuzione non sfuggirà nella sua gravità agli italiani quando saranno chiamati alle urne. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, si consuma per l'ennesima volta questa sorta di interposizione fittizia di Speranza, che non è solo un auspicio di speranza che naturalmente condividiamo, ma è proprio il fatto che ci viene frapposto il suo speaking - mi consenta, Ministro - un po' democristiano, che tradisce in parte le sue origini e la sua cultura. Lei parla di dialettica proficua, parla di inutili divisioni, di risultato di tutti: tutta roba un po' mielosa. Capisco la necessità di coprire tutto ciò che non va - poi magari ce lo diremo nel prosieguo dell'intervento e degli interventi - ma c'è questa sorta di fittizia interposizione di Speranza, che continuiamo ad affrontare con garbo, come lei ci suggerisce, signor Ministro, ma cercando di rimanere al tema. Ad esempio, il fatto che lei ci racconti che il risultato è di tutti, mi viene da pensare che lei, signor Ministro, lo debba dire a tanti suoi colleghi di Governo o anche ai segretari dei partiti che lo sostengono, a cominciare da Zingaretti, che dice invece che il Governo ha salvato l'Italia rispetto a non si capisce bene cosa, visto che il virus l'abbiamo preso, l'abbiamo digerito, l'abbiamo gestito, lo abbiamo sopportato e, probabilmente, in qualche misura, avendolo preso per primi, ne stiamo faticosamente uscendo altrettanto per primi. Va però ricordato che ciò è stato grazie all'impegno costante, continuo ed eroico di una categoria sociale, quella degli operatori del Servizio sanitario nazionale, e alla misure di banale distanziamento, come lavarsi le mani, proteggersi la bocca, restare a casa, che - mi lasci dire - non serve contenere in un'azione di Governo, ma basta riepilogare in provvedimenti di buon senso. Rispetto a tutto questo, signor Ministro, vorremmo affrontare nel merito un periodo, che ci ha visto per oltre sei mesi impegnati fortemente a contrastare un'epidemia, che è entrata nel nostro Paese con fin troppa facilità. Come ricordiamo nel nostro atto di indirizzo, in tempi utili e non sospetti, senza avere a disposizione i verbali - che invece aveva a disposizione il Governo, come oggi e nei giorni scorsi è stato riepilogato dagli organi di stampa, e che prefiguravano addirittura casi di mortalità con numeri esorbitanti - l'opposizione, i colleghi del centrodestra e noi stessi del Gruppo Fratelli d'Italia auspicavamo, già nei mesi di marzo e di febbraio, misure contenitive atte a proteggere i confini, a testare la presenza del virus nei viaggiatori provenienti dalle zone a rischio e ad adottare fin dall'inizio, come ricordiamo nella nostra proposta di risoluzione, misure di contenimento, come le mascherine e il distanziamento e di igiene, come lavarsi le mani. Quindi tutto ciò, oggi, ad oltre sei mesi di distanza rispetto a quanto accaduto, va affrontato - perdonateci, signor Ministro e colleghi - con un attimo di senso di responsabilità in più, riconoscendo che alcuni errori sono stati compiuti, che i protocolli iniziali di terapia e cura erano completamente sballati, che alcuni percorsi - mi riferisco al plasma iperimmune e all'idrossiclorochina - non si capisce bene a quale titolo e perché ancora ad oggi sono contrastati e sono stati utilizzati con ritardo e non a sufficienza. In sostanza, oggi dovremmo affrontare tutti questi temi fuori dalla dialettica buonista - mi perdoni, signor Ministro - fuori dalla sua dialettica e dal suo speaking , e invece dovremmo dirci, con maggiore lucidità e fermezza e con un gioco delle parti limitato al minimo, quello che è accaduto e che si poteva evitare e quelli che sono gli errori compiuti, che non vanno ripetuti. Invece, davanti a questo clima per cui tutto va bene, madama la marchesa, francamente mi vengono i brividi. Non ci lasciamo trascinare in questo percorso, che poi - mi perdoni, signor Ministro - nei fatti non esiste, perché il contributo delle istituzioni parlamentari è pari a zero, perché tutti i provvedimenti vengono approvati con l'apposizione della questione di fiducia, perché lo spazio riservato all'azione emendativa e migliorativa dei provvedimenti è pari a zero, perché poi le cose proposte magari vengono affrontate nei provvedimenti successivi, camuffandole in altro modo, pur di non dare accesso (non dico ragione, ma almeno accesso) alle proposte di più banale buon senso. Quindi, rispetto a tutto questo, un po' di preoccupazione io la manifesto, anche a dispetto del suo incedere rassicurante. Non so se lei ha fatto esaminare l'andamento del virus con riferimento all'età media dei contagiati, ma ci sono altri mille esempi che ci dicono che questo virus sta mutando molto radicalmente, a cominciare evidentemente dall'età media dei contagiati, ma non solo. Penso anche alle catene di trasmissibilità, che a volte fatichiamo a interpretare. Ci sono trasmissioni inspiegabili e ci sono mancate trasmissioni assolutamente inspiegabili. Ad esempio, signor Ministro, noi sappiamo che circa sette positivi su dieci sono senza sintomi; quali e quanti di questi sono in grado di trasmettere? Lo sappiamo? Esiste uno studio, un'analisi, un'indagine, un'asticella messa a un livello che misuri la carica virale tale per cui si è capaci di trasmettere o non si è capaci di trasmettere il virus? È evidente che, oltre al problema principale di individuarli, i non sintomatici vanno trattati a partire dalla loro capacità di trasmettere il virus. Se uno è non sintomatico, cioè sta bene, e non è capace di trasmettere, allora anche le misure di contenimento vanno tarate in questo senso, perché è difficile costringere queste persone a stare a casa. C'è gente che è positiva per due, tre o quattro tamponi e non ha niente; e i familiari con cui convive, i cosiddetti congiunti veri, sono assolutamente tutti negativi. Che succede? Lo possiamo sapere? Ce lo dirà in qualche modo la comunità scientifica, attraverso questo famigerato e fantomatico Comitato tecnico-scientifico, del quale aspettiamo di leggere i copiosi verbali, ivi compresi gli allegati? Tutto questo, colleghi, ci suggerisce alcune indicazioni. Non che siamo così ottimisti sul fatto che prendiate per buone tali indicazioni, ci mancherebbe; però comunque è dovere nostro rappresentarle, se non altro a beneficio del dibattito d'Aula. La prima indicazione è che noi ancora oggi, a sei mesi abbondanti, continuiamo a tracciare i sintomi. Noi ancora oggi andiamo dietro ai sintomi, sapendo che sei o sette su dieci sono senza sintomi. Noi oggi ancora partiamo dal sintomo. Dobbiamo approfondire l'indagine per individuare i non sintomatici, sì o no? Ben vengano gli 11 milioni di mascherine, ma servono altrettanti tamponi, test rapidi, indagini sierologiche. Tutto questo va reso disponibile copiosamente, coinvolgendo le strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale e tutte le strutture di prevenzione. Tutti sono pronti a fare questo approfondimento di indagine e questo è quanto dobbiamo fare. Seconda cosa: basta con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Lei ha già anticipato, signor Ministro, che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che scadrà il 7 settembre, verrà sostituito, riconfermato o riaggiornato da un altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Basta decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Voi avete usato uno strumento universalmente considerato illegittimo in una fase di grave emergenza; va bene, l'avete fatto e ve ne siete presi la responsabilità. Non lo dico io, lo dicono i costituzionalisti; c'è una lunga serie di costituzionalisti che lo dicono, anche gente che non è certamente di Fratelli d'Italia, né del centrodestra. Però questo è stato fatto in una fase emergenziale, che nessuno nega essere stata emergenziale. Oggi quell'emergenza non c'è. Lei oggi ha riepilogato i numeri e ha detto che l'Italia insieme alla Germania, nella scaletta dei Paesi coinvolti, è a numerose lunghezze dalla Spagna e dagli altri Paesi più coinvolti. Oggi quell'emergenza non c'è e quindi basta decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Servono percorsi normali; ripristiniamo la gerarchia delle fonti. E poi basta con la proroga dell'emergenza. Non c'è emergenza o, perlomeno, non c'è un'emergenza tale da giustificare gli stessi strumenti. ( Il microfono si disattiva automaticamente ). Bisogna prendere in considerazione i mutamenti del virus e analizzare la storia di ciò che abbiamo fatto, di quanto accaduto, le conseguenze di quanto abbiamo fatto con riferimento alla presenza del virus nella comunità nazionale. Lei è il Ministro della salute e parlo con lei di sanità. C'è un'interposizione fittizia di cui ho parlato all'inizio; se ci fosse stata il ministro Azzolina, avrei parlato della scuola per altri dieci minuti; se ci fosse stato il presidente Conte, avremmo parlato di ben altro. Ministro, la sanità ha bisogno di provvedimenti di sistema. Noi oggi abbiamo cominciato ad analizzare il decreto agosto, i cui effetti si esauriranno a fine anno. Non è possibile continuare a mettere in campo provvedimenti che hanno un respiro di due o tre mesi: la sanità ha bisogno di provvedimenti di sistema anche alla luce dell'emergenza che c'è stata. Questi provvedimenti di sistema... ( Il microfono si disattiva automaticamente ). Ministro, senza avere l'affanno e l'assillo dell'emergenza che incombe, cominciamo ad affrontare seriamente quanto accaduto con la lucidità che serve e che è obbligatoria per l'accaduto e per ciò che potrebbe verosimilmente accadere se non adottassimo questo tipo di provvedimenti di sistema. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, ringrazio il Ministro per le importanti comunicazioni odierne rispetto alle nuove normative per affrontare l'emergenza Covid. L'interlocuzione è ormai continua perché l'ultima volta - l'ha citato anche lei prima - ci siamo visti il 10 agosto. Da allora ha dovuto affrontare altri interventi, come ha ricordato. Relativamente al nostro tasso di incidenza, di cui ci ha riferito, rispetto agli altri Paesi, bisogna essere orgogliosi di quanto fatto. Un minimo di orgoglio bisogna avercelo. Se, infatti, come giustamente ha detto, negli altri Paesi ci sono tassi di incidenza notevoli e il nostro è agli ultimi posti, una volta tanto il fatto che l'Italia sia agli ultimi posti mi fa essere orgogliosa. Ciò significa che, nonostante tante polemiche e critiche e grazie alla buona volontà dei nostri cittadini, siamo riusciti a contenere il fenomeno, anche se non come volevamo perché pensavamo che il virus se ne fosse andato. Purtroppo non è così perché circola ancora fra di noi, ma con modalità completamente diverse, come in effetti abbiamo visto. Lei diceva che l'età si è abbassata notevolmente. Effettivamente ventinove anni è un'età molto bassa e ciò, se non mi fa stare contenta, mi fa pensare che, poiché sono cittadini molto giovani e - mi auguro - in buona salute, non sono come i nostri cittadini che purtroppo non ci sono più e che presentavano una comorbilità che ha portato al decesso di troppe persone per questa emergenza. Devo riconoscere che è aumentato - anche grazie ai provvedimenti presi - il numero dei tamponi che si stanno eseguendo, elevando così la possibilità di tracciare e diagnosticare meglio la positività laddove il virus si sta muovendo. È questa un'altra azione positiva messa in campo dal Governo. Sempre facendo comparazioni con gli altri Paesi, non siamo nella stessa situazione perché abbiamo ottenuto ulteriori miglioramenti, considerato che abbiamo un sistema sanitario che si sta un po' riprendendo dalla pressione importante che ha avuto nei primi mesi dell'anno. Dobbiamo sempre ringraziare per quanto si sta facendo, perché oltre al Servizio sanitario nazionale, sappiamo adesso che, in funzione di tutti i nuovi provvedimenti, anche le dirigenze sanitarie devono riorganizzare un intero sistema che sta cambiando paradigma. Come abbiamo detto prima, il paradigma sta cambiando perché non c'è più un paradigma centrato sull'ospedale, ma c'è un paradigma che sposta sul territorio una prevenzione che è importante. Devo dire che il Covid ha accelerato tutte le titubanze e le ritrosie accumulate negli anni e nel tempo per accelerare delle innovazioni. Questo sì; pensiamo infatti anche all'accelerazione nell'ambito del lavoro per mettere in pratica lo smart working , messo in pratica con tanta titubanza da parte delle amministrazioni pubbliche e private. Adesso abbiamo dovuto accelerare e stiamo mettendo in pratica cose che prima si pensava non avessero la stessa efficacia. Abbiamo trovato invece efficacia anche in questi sistemi e non meno nei sistemi innovativi della telemedicina. Anche questo è un paradigma cambiato: pensiamo al telemonitoraggio, alla televisita, alle ricette elettroniche e addirittura all'utilizzo dei sistemi di applicazione dei nostri cellulari. Quindi, come vedete, ci sono delle accelerazioni che devono essere rese strutturali. Ciò è importante perché - penso alla teledidattica - bisogna renderle strutturali laddove è necessario. Penso che in questo caso abbiamo fatto passi avanti, ma dobbiamo anche prendere spunto dalle cose che sono da criticare rispetto a quanto si faceva nei tempi passati. Va benissimo quindi tutto quello che si sta facendo. Va anche bene il fatto che lei, signor Ministro, abbia preso in mano una situazione che si stava aggravando ulteriormente, tenendo in considerazione che le Regioni hanno un punto importante, sono attori importantissimi e principali dell'interlocuzione con il Ministero della salute. Ha fatto bene, a mio parere, ad emettere le due ordinanze di cui ci ha parlato; l'una relativa ai test obbligatori per chi entra ed esce dal nostro Paese, essendosi quindi recati all'estero, con l'elenco delle Nazioni che avevano notevoli problemi, come ad esempio la Spagna, in cui abbiamo visto un tasso di incidenza molto più elevato del nostro, e l'altra relativa all'obbligo di indossare le mascherine dopo le ore 18. Credo che tutti siamo stati in vacanza e abbiamo potuto constatare che nei luoghi turistici vi era stata una certa tranquillità nel liberarsi dai dispositivi di sicurezza, che ha portato purtroppo ad un innalzamento dei contagi. Ha fatto altresì bene, sul tema dell'ordinanza da lei applicata, a dire che prima le Regioni erano libere. Penso soprattutto alla questione delle discoteche. Vorrei rilevare un'ultima questione molto importante. Va bene la comparazione con gli altri Paesi per quanto riguarda le linee guida per la scuola. Prioritariamente e giustamente io sono d'accordo sul fatto che debba riaprire, avendo però un'interlocuzione a livello europeo per lo meno per sapere che cosa fanno gli altri Paesi. Noi ci siamo mossi in una certa maniera per tutelare e garantire la sicurezza delle nostre famiglie. Lo hanno fatto anche gli altri Paesi, ma abbiamo visto quanti di essi sono dovuti ritornare sui loro passi. Quindi noi, in tutta sicurezza, dobbiamo garantire, soprattutto in ambito scolastico, certezza e garanzia che i protocolli vengano applicati e che si intervenga immediatamente per cercare di velocizzare laddove ci siano degli intoppi nel sistema individuato insieme alle Regioni. (Applausi) . Sto parlando, ad esempio, del fatto che quando un bambino viene riconosciuto positivo, ai genitori andrebbe garantito che tutta la filiera continui a lavorare, che non ci siano intoppi, per garantire sicurezza e sostegno. Non vorrei mai, infatti, che ci fossero persone, soprattutto padri e madri, che si sentissero isolati e soli. Questo per me è molto importante. Per tutto il resto, signor Ministro, credo che stiamo andando dalla parte giusta. Controlliamo, ovviamente, e monitoriamo quello che si sta facendo da adesso in poi. La sfida dell'apertura della scuola è importantissima e io credo che davvero, controllando passo passo, ce la possiamo fare. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio veramente per essere qui oggi per questa informativa. Vorremmo che il Presidente del Consiglio mostrasse la sua stessa solerzia nel presentarsi in Parlamento ma evidentemente non ritiene opportuno farlo troppe volte. Approfitto della sua disponibilità e spero che nella sua replica possa rispondere alle nostre interrogazioni presentate molti mesi fa che sono sempre più attuali, a cominciare da quella presentata da Forza Italia il 28 gennaio, proprio quando cominciava nel mondo la pandemia del Covid e in Italia, apparentemente, non c'erano ancora i casi che poi si sono verificati. All'epoca chiedevamo se il Ministero avesse già preso delle decisioni. Non mi riferisco neanche soltanto a quella presentata ai primi di maggio circa le circolari emesse dal suo Ministero che bloccavano da più di un mese le autopsie ai pazienti deceduti per Covid, cosa che sembrava molto strana visto che solo grazie alle autopsie è stato possibile capire il meccanismo di questa terribile malattia. Fortunatamente, poi, nel mese di giugno sono state sbloccate. Avevamo presentato anche un'interrogazione sui test sierologici. Conosciamo tutti il flop dei testi sierologici perché su 190.000 persone che si pensava di coinvolgere in due settimane, pur essendo stata prorogata poi al 16 luglio la scadenza, avevano aderito in meno della metà. Avremmo voluto sapere anche come mai, pur avendo stanziato quattro milioni e mezzo di euro con i test forniti gratuitamente dalle aziende, la Croce Rossa ha speso più di ciò che era stato stanziato dal Ministero e ulteriori fondi elargiti dalle donazioni volontarie. Sapevamo perché sarebbe stato un flop : non era possibile far trascorrere troppi giorni tra un test sierologico apparentemente positivo e il tampone, quindi le persone non hanno aderito. Anzi, vorrei sollecitare anche la risposta ad un'interrogazione che Forza Italia ha depositato oggi affinché possano essere eseguiti i test sierologici su tutti gli scrutatori e tutti i presidenti delle sezioni elettorali. (Applausi) . Non ho mai avuto risposta a una mia interrogazione sui lavoratori fragili, e infatti il Governo se n'è dimenticato, perché nelle disposizioni che prorogavano lo stato di emergenza fino al 15 ottobre manca sorprendentemente la norma che consentiva ai lavoratori con una disabilità grave, malati di tumore, trapiantati, affetti da malattie rare e quindi immunodepressi, di usufruire di un periodo di assenza dal lavoro equiparato al ricovero ospedaliero. Sono state date mance e mancette a destra e a sinistra, ma sui lavoratori fragili c'è stata una disattenzione imperdonabile. Ci auguriamo, Ministro, che lei possa risolvere al più presto questa incresciosa situazione. Nessuna risposta, inoltre, è stata data ad una mia interrogazione presentata mesi fa sulla mancanza di un piano pandemico nazionale per poter contenere le possibili situazioni emergenziali, anche sugli sbarchi degli immigrati. L'ultimo piano pandemico risale al 2010 e poi più niente. Ora, gli italiani usciti da qualche mese dal lockdown e ancora alle prese con restrizioni prudenziali sia imposte dalla pandemia e dalle disposizioni, ma anche dalla responsabilità del popolo italiano, nonostante quello che si dice, vorrebbero certezze. Non parliamo della scuola. Per la data imminente del 14 settembre non si sa se tutte le scuole apriranno e se lo faranno in tutte le Regioni. Il ministro Azzolina ha fatto ricadere tutte le responsabilità sui presidi per gestire il buon andamento della didattica degli istituti. Credo che tutti si aspettino poche parole che non si smentiscano un giorno dopo l'altro e linee guida chiare. Detto questo, sappiamo quante situazioni urgenti il nostro Paese e il nostro sistema sanitario hanno dovuto affrontare. Molti ospedali italiani, travolti per mesi dall'ondata di ricoveri, hanno interrotto le prestazioni erogate per i pazienti affetti da altre gravi patologie. Sono stati interrotti gli screening oncologici, essenziali per individuare precocemente i tumori e intervenire tempestivamente; secondo un sondaggio promosso da un'associazione, più del 36 per cento di pazienti ha lamentato la sospensione di esami e visite di follow-up . Sono stati rinviati per mesi anche gli interventi chirurgici; dai dati registrati in 54 strutture cardiologiche universitarie i ricoveri per infarto si sarebbero dimezzati, ma la mortalità per infarto è triplicata. Questi sono i dati anche della Società italiana di cardiologia. Non più confortanti certo sono i dati relativi alla cura delle malattie rare: secondo l'Istituto superiore di sanità oltre il 50 per cento dei pazienti ha dovuto interrompere il proprio percorso terapeutico. Secondo le stime del centro di ricerca in economia e management nella sanità dell'Università Cattaneo sono saltati 12,5 milioni di esami diagnostici e 20,4 milioni di analisi. Io sono consapevole che le misure di prevenzione impongono il distanziamento tra i pazienti, separatori fisici e igienizzazione, ma il timore è che non si adottino con tempestività misure opportune per programmare l'attività ospedaliera e rispondere in modo adeguato ai tanti italiani che da mesi aspettano prestazioni sanitarie essenziali o addirittura salvavita. È inutile che continui con questo triste elenco. Sappiamo come le liste d'attesa siano drammatiche (lo erano già prima e lo sono ancora di più adesso). Abbiamo visto nel decreto agosto che sono state prese delle misure e speriamo che possano essere efficaci, perché le persone non possono più aspettare. Credo sia necessario intervenire proprio per evitare ricadute catastrofiche. È necessario allungare gli orari delle prestazioni, assumere più personale, dare formazione e centralità ai medici. Si parla sempre di costi, necessità e difficoltà nel reperire le risorse, ma le risorse del MES sarebbero subito disponibili. Perché il Governo si ostina a non volerle utilizzare? Occorre concentrarsi sulla medicina territoriale: distretti, ambulatori, assistenza domiciliare, gestione della cronicità, vicinanza ai più deboli, residenze socio-sanitarie. Questi fondi tanto bistrattati potrebbero servire a rimodernare tutte quelle apparecchiature vetuste, che costano più di manutenzione che non di utilizzo; tutti quei vecchi mammografi che danno diagnosi sbagliate a pazienti con falsi negativi e poi devono essere operate urgentemente per tumore della mammella. Mettiamo da parte le ideologie e cerchiamo di essere pratici, senza ricorrere ad altri sistemi che porterebbero a creare nel nostro Paese un debito più alto. Se vogliamo imparare una lezione da questo periodo dobbiamo provare a lasciarci alle spalle l'Italia degli ospedali incompiuti e le assunzioni in sanità come bacini elettorali di persone incompetenti. A proposito degli ospedali, mi aspettavo che nel decreto semplificazioni, visto che nello Stato ci sono 6 miliardi destinati all'edilizia sanitaria, si potesse fare qualcosa per sbloccare le pratiche farraginose che le Regioni devono fare per usufruire di questo fondo. Il decreto semplificazioni sarebbe stato l'ideale. Comunque ho visto anche che nel decreto agosto... (Il microfono si disattiva automaticamente) ... all'articolo 31 l'Agenas. Non dico il numero di interrogazioni che ho presentato sull'Agenas, perché è stata una cosa tremenda commissariare un ente che sarebbe stato fantastico come anello di congiunzione tra le Regioni e lo Stato. Al di là del fatto che ho visto il numero di assunzioni, per cui si arriverà che ci sarà un dirigente per ogni sei dipendenti (mi sembra un po' troppo, ma si vede che servirà), soprattutto Ministro le chiedo: come mai è stata commissariata l'Agenas? Se è stata commissariata, cosa è cambiato adesso per cui è stato tolto il commissario, cioè non è più commissario, ma è direttore generale? Una persona di specchiata professionalità (quindi nulla da dire), ma mi chiedo solo perché l'Agenas sia stata commissariata in un momento in cui il Paese avrebbe avuto assoluta necessità del funzionamento di un ente che dimostrava di funzionare. E comunque le chiediamo di fornirci gentilmente risposta a tutte queste interrogazioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Ministro, onorevoli colleghi, noi non possiamo trattare di queste comunicazioni se non inserendole all'interno di tutti i documenti e i provvedimenti che questo Governo sta assumendo. Gli italiani ormai hanno capito che ogni Governo si porta le persone di propria fiducia, quelle che ritiene di maggior competenza, quelle di cui si fida per professionalità. E fin qui è tutto chiaro. Ma ci chiediamo per quale motivo ignoto voi continuiate ad assumere gente nei vari Ministeri se poi scegliete di avvalervi di comitati ad hoc . Perché non utilizzate le competenze dei funzionari presenti all'interno dei Ministeri? Se li avete assunti, evidentemente ve ne era necessità; se continuate ad assumerli, evidentemente vi è ancora necessità. Ma voi, poi, continuate a utilizzare i vostri comitati. Mi rivolgo anche agli italiani, perché già nel 2018-2019 la Direzione generale della prevenzione sanitaria - ufficio 3 del suo Ministero aveva attivato un gruppo di lavoro per approfondire le capacità di fronteggiare eventi con un grande numero di vittime; quel gruppo di lavoro ha prodotto un piano che voi avete messo in un cassetto. (Applausi) . È cronaca recente che il professor Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler ha prodotto, ancora a febbraio, uno studio sugli scenari di diffusione del Covid-19 nel caso in cui il virus non potesse essere contenuto localmente, e voi lo avete messo in un cassetto, lo avete secretato. Voi avete scelto consapevolmente e colpevolmente, Ministro, di non fare nulla, con tutte le conseguenze che purtroppo molte famiglie italiane hanno subito, salvo poi continuare a scaricare le responsabilità sulle Regioni - come fate ora - o sui dirigenti scolastici e sugli enti di secondo ordine. (Applausi) . Dal 21 febbraio, Ministro, sono trascorsi quasi sette mesi e lei è venuto qui a dirci che prorogherà un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 agosto ultimo scorso. Allora i casi sono due, Ministro: o non sapete fare programmazione o non la volete fare. Io non so che cosa sia più grave, ma so per certo che tutti gli italiani stanno pagando la vostra inettitudine. Inoltre, se questo Governo si è fatto trovare impreparato di fronte all'epidemia a febbraio, dopo sette mesi dovrebbe essere qui con uno straccio di piano strutturale per affrontare l'emergenza; dovrebbe sapere, sotto ogni aspetto e in ogni settore, che cosa fare. Al contrario, lei non ci ha detto per quanto tempo prorogherete le misure del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri: quindici giorni? Tre, quattro mesi? Per quanto tempo, Ministro, volete prorogare quelle misure? Vi è un'improvvisazione continua da parte vostra su tutti i settori e ne sta risentendo la nostra economia, i nostri giovani e l'attrattività del nostro Paese. Ve lo ha detto anche Draghi: dovete cambiare rotta. Oggi lei avrebbe dovuto venire qui a dirci che il Governo era pronto per affrontare una seconda ondata. Evidentemente io sono eccessivamente ottimista, perché questo mi sarebbe sembrato di buon senso, e invece nulla. Lei avrebbe dovuto dirci che cosa fare e come pensate di farlo; lei dovrebbe essere qui a dirci qual è l'idea del futuro per il nostro Paese. A un anno, a tre anni, a cinque anni, quali sono, Ministro, le riforme strutturali che pensate di mettere in atto per la sanità e negli altri settori? Inoltre, voi andate giustamente a disciplinare in modo certosino tutti gli ingressi delle persone regolari, ma gli irregolari? Li alloggiate nelle navi-quarantena e dopo che cosa fate? Date loro un foglio di via, così vanno a ingrossare le file della malavita, oppure andate a ripristinare il business delle cooperative? Quale delle due, Ministro? (Applausi). Vi rendete conto che avete chiuso le scuole a febbraio e a meno di dieci giorni dall'inizio siete ancora completamente in alto mare? Gli italiani vedono chiaramente che siete completamente impreparati. Voi state giocando con il futuro degli studenti e con l'amore dei genitori per i propri figli. I nostri ragazzi hanno diritto di andare a scuola: è un diritto costituzionalmente garantito. Avete commissariato il ministro Azzolina con il commissario Arcuri e quest'ultimo con una cabina di regia: una confusione immensa per arrivare a non sapere ancora che cosa fare. Signor Ministro, io ho finito il tempo a mia disposizione. Ma, se amate gli italiani e questo Paese, andate a casa. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Evangelista. Ne ha facoltà. EVANGELISTA (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, illustri colleghi, a partire dalla prima dichiarazione del Governo che ha decretato lo stato di emergenza nazionale per pandemia da Covid-19 (era il 30 gennaio 2020), il popolo italiano ha reagito a questo tsunami con una maturità che mai ci saremmo aspettati. I nostri medici hanno fatto più del loro dovere, tanto da essere definiti «eroi»; alcuni hanno anche sacrificato la loro vita per curare i pazienti colpiti da questo subdolo virus. I cittadini italiani hanno accettato con disciplina tutte le regole e le misure di contenimento possibili e inimmaginabili; limitazioni notevoli di diritti fondamentali come quello alla libertà di circolazione, di studio, di lavoro e persino alla propria sicurezza: penso - ad esempio - anche alle famiglie costrette a vivere durante il lockdown situazioni di violenza domestica. Eppure gli italiani, a differenza di altri popoli europei, si sono dimostrati in tutto questo uniti, compatti, maturi e responsabili, a volte più di qualche rappresentante politico. Accettando tutte queste restrizioni, l'isolamento in casa e persino un forte indebitamento pubblico hanno fatto scendere i contagi da Covid-19 a percentuali bassissime, tra le più basse in tutto il mondo. È indubbio, pertanto, che le politiche attuate in Italia dal Governo al fine di combattere e contenere la pandemia si siano dimostrate estremamente efficaci, e per questo la ringraziamo, signor Ministro. Altrove, invece, a causa dell'incapacità di alcuni governanti, il virus si è diffuso in maniera incontrollata: penso agli Stati Uniti, al Brasile, all'India dove addirittura si sono registrati 80.000 casi in un giorno, ma anche alla Spagna e alla Francia. Ebbene, ora non possiamo vanificare questi risultati; dobbiamo tornare a essere uniti e responsabili; proteggerci e proteggere gli altri è un dovere civico. Dopo la prima e la seconda fase, bene ha fatto il Governo a consentire la ripresa di tutte le attività imprenditoriali dell'economia, del turismo. Purtroppo il virus non è andato in vacanza, ma è venuto con noi, e le misure di contenimento non dovevano essere assolutamente disattese, soprattutto da certe Regioni. I contagi sono ripresi e bene ha fatto lei, signor Ministro, il 16 agosto a ordinare la sospensione delle attività del ballo in luoghi aperti e chiusi, nelle discoteche o in altri spazi a ciò adibiti, nonché a imporre l'uso della mascherina nei luoghi a rischio assembramento dalle ore 18 alle ore 6 del mattino. Purtroppo, però, l'esodo dei vacanzieri dalle Regioni interne del Paese alle coste ha fatto dimenticare a tutti che siamo ancora in stato di emergenza sanitaria e che il virus esiste ancora, non è sconfitto, ma è ben presente ed è pronto ad abbatterci di nuovo. È irresponsabile e pericoloso minimizzare i suoi effetti, negarne addirittura l'esistenza o disincentivare l'uso della mascherina, come hanno fatto e continuano a fare qualche politico e qualche imprenditore. In Sardegna, la mia Regione, li chiamiamo prenditori, perché vengono per trarre profitto, approfittando delle nostre bellezze naturali, ma lasciano ben poco agli abitanti dell'isola. (Commenti). Sì, i soldi se li portano via. Quest'anno, prenditori senza scrupoli hanno anteposto il diritto al divertimento e il loro profitto al diritto alla salute dei cittadini. (Applausi) . Il risultato è stato quello di una ripresa dei contagi, ma il risultato ancora più grave che ne è scaturito è stato quello di un attacco mediatico alla Regione Sardegna senza precedenti e immotivato, da isola Covid free si è passati in un attimo a Regione pericolosa secondo i media , ma così non è. (Commenti). Vorrei finire, vorrei parlare. PRESIDENTE. Senatore Zaffini, per cortesia. EVANGELISTA (M5S) . Posso parlare, signor Presidente? Sto facendo un intervento. PRESIDENTE. Senatore La Russa, lei è un Vice Presidente. Per cortesia, facciamo terminare. EVANGELISTA (M5S) . Posso parlare? Collega La Russa, posso parlare? PRESIDENTE. Senatore La Russa, ognuno esprime quello che ritiene. Quando verrà il suo turno, dirà quello che vuole. Prego. EVANGELISTA (M5S) . Da isola Covid free si è passati in un attimo a Regione pericolosa secondo i media , ma così non è. Non esiste un caso Sardegna, come ha detto il vice ministro Sileri: esiste una ripresa dei contagi a causa di vacanzieri irresponsabili e imprenditori superficiali e a danno dei sardi che lavorano e si sono impegnati nel settore del turismo e non solo in Costa Smeralda, perché la Sardegna non è la Costa Smeralda. La Sardegna è fatta anche di coste bellissime, incontaminate, e soprattutto delle zone interne. (Applausi) . Qualcuno dei nostri rappresentanti politici non riesce ancora a capire che il pericolo Covid non è un pericolo a noi esterno, come possono essere una tromba d'aria, un terremoto, un vulcano in eruzione, per cui per stare lontano da quel pericolo basta non andare nel luogo dove c'è l'evento calamitoso. Il pericolo Covid risiede in ognuno di noi: siamo noi che, senza consapevolezza, magari positivi asintomatici, non utilizzando la mascherina, non rispettando la regola del distanziamento sociale, contagiamo gli altri, i quali a loro volta tornano a casa da padri, madri e nonni contagiandoli. (Applausi) . In questa catena qualcuno viene colpito più gravemente di altri e non ce la fa. Ecco che allora il distanziamento sociale e la mascherina diventano fondamentali misure di prevenzione che aiutano a contenere questa catena di contagi. Allora, signor Ministro, auspico che i cittadini conservino maturità e prudenza; che il Governo sappia misurare aperture e restringimenti; sappia far ripartire questo Paese boccheggiante con investimenti soprattutto nella sanità, nella medicina territoriale, che abbiamo quasi distrutto e che invece oggi stiamo riscoprendo fondamentale. Occorrono solo sempre più urgenti un coordinamento, una strategia comune con gli altri Paesi europei, un Consiglio straordinario di tutti i Ministri della sanità europei. Se vogliamo sconfiggere la pandemia, ogni Stato non può più procedere per conto suo. Chiudere le frontiere - come ha fatto ieri l'Ungheria di Orbàn, Paese che ha avuto contagi bassi per tutta la pandemia, ma che ha fatto pochissimi test - non è una soluzione, perché gravissimi sarebbero gli effetti sull'economia di tutta la comunità europea. Meglio, allora, puntare su misure di prevenzione e contenimento come test , tamponi e quarantena, con un piano chiaro e affidabile comune a tutti gli Stati europei. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Iori. Ne ha facoltà. IORI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per le informazioni fornite e l'illustrazione delle linee politico-sanitarie che sono state realizzate negli ultimi difficili mesi. Dopo un inizio difficilissimo, in cui l'Italia è stata per alcune settimane l'epicentro mondiale del virus dopo la Cina, il nostro Paese ha saputo affrontare in modo efficace e lungimirante il contenimento del Covid, come ci ha detto nel suo intervento poco fa. È sufficiente osservare i recenti numeri relativi alla diffusione dei contagi in relazione a quelli di molti altri Paesi europei (e non solo) per valutare l'adeguatezza delle soluzioni messe in campo dal Governo con l'indispensabile collaborazione degli scienziati. Attualmente i focolai sono sotto controllo, nonostante l'incremento dei casi legati agli spostamenti estivi, grazie al sistema investigativo dietro il contact tracing . È del tutto evidente che la sfida che abbiamo davanti, che si fonda sulla necessità di tenere insieme il diritto alla salute con la salvaguardia del sistema economico e sociale e gli interessi collettivi con quelli individuali, passa dalla nostra capacità di rendere ancora più efficace questo sistema. Rapidità di intervento e abilità di risalire ai casi sospetti attraverso la ricostruzione dei contatti del contagio sono le chiavi della capacità di contenere. Non è un caso che quasi il 32 per cento delle diagnosi con tampone avvenga grazie a quest'attività, come riporta l'ultimo riferimento dell'Istituto superiore di sanità. Oggi sono stati fatti 103.000 tamponi. Per aumentare la nostra capacità di resilienza stiamo aumentando il numero di test diagnostici ed è importante che lei, signor Ministro, abbia confermato poco fa questa volontà, questo indirizzo strategico. Infatti, i tamponi sono uno strumento non soltanto di diagnosi, ma anche di sorveglianza attiva. Se è fondamentale che i cittadini rispettino le norme di distanziamento sociale e usino i dispositivi di protezione individuale come le mascherine e l'igiene - a cui lei ha fatto riferimento nella sua esposizione - che sono uno strumento fondamentale per impedire il contagio; dall'altra parte la responsabilità dei singoli non è sufficiente senza la capacità dello Stato di procedere a una sorveglianza intensificata della trasmissione nelle nostre comunità. E si tratta di una questione non solo sanitaria, ma anche economica perché non ci può essere vera ripresa senza un controllo dell'epidemia. In questo senso eviteremo i guai che stanno cominciando ad affrontare molti Paesi se sapremo tenere insieme la responsabilità sociale e civica diffusa. Chi rappresenta le istituzioni politiche sta esercitando proprio il dovere etico e civico di prendersi cura della salute e rispettare le regole comuni essenziali che ci siamo dati in questo momento e non dare il cattivo esempio invitando a disobbedire a minime norme di sicurezza, minando l'efficacia delle misure messe in campo per impedire una recrudescenza del contagio. Sto parlando di norme per tutelare la comunità e, soprattutto, i soggetti più fragili. Qui, infatti, si tratta non di difendere la libertà, ma di un deliberato tentativo di mettere in discussione le misure precauzionali e le raccomandazioni con cui il mondo scientifico e le istituzioni stanno cercando di proteggere la salute pubblica e impedire un ulteriore lockdown , che metterebbe definitivamente in ginocchio il nostro Paese. Nessuno vuole costringere i cittadini a chiudersi in casa. È vero l'esatto contrario: per essere liberi dobbiamo essere responsabili, perché deve essere chiaro a tutti che il virus è sempre qui e l'unico modo che abbiamo per continuare a vivere la nostra vita è mantenere le precauzioni. Chi racconta il contrario è un irresponsabile che non ha a cuore la tutela della salute pubblica, diritto fondamentale costituzionalmente garantito. A tale proposito non possiamo tacere il nostro dovere di gratitudine nei confronti delle tantissime persone che hanno fronteggiato e stanno ancora fronteggiando il Covid, a partire dal nostro straordinario personale sanitario alla memoria di quelle persone che, a causa della malattia, hanno perso la vita o i loro cari. Non bisogna minimizzare mai i pericoli e i rischi che l'Italia corre ancora oggi, anche se i malati, per fortuna, sono molti di meno e non siamo in emergenza. Vorrei inoltre riconoscere al Governo, per il suo tramite, signor Ministro, l'impegno con cui si è cercato di affrontare la riapertura delle scuole, poiché deve essere chiaro che è una sfida grandissima che riguarda tutti i Paesi. La scuola è la più importante struttura del Paese. E non dimentichiamo che in Germania hanno chiuso più di 100 scuole con 350 insegnanti e 6.000 alunni in quarantena. Il lavoro fatto dal Governo e dalle Regioni darà i suoi frutti solo in un clima di collaborazione tra istituzioni sanitarie, attraverso un serio patto educativo tra docenti, famiglie e studenti, con uno sguardo di attenzione particolare a bambini e ragazzi che, in ragione di alcune patologie e disabilità, dovranno affrontare questo momento non senza paura, e che devono essere costantemente tutelati. Due giorni fa, Ministro, al summit dell'OMS Europa ha sottolineato proprio l'importanza di farci trovare pronti in caso di chiusure temporanee, perché lo stop della didattica può provocare effetti gravi in termini di istruzione e di salute, compresa quella emotiva, sullo sviluppo sociale e con il rischio di trovarsi in un ambiente familiare violento. L'impatto è pesante, ancor più per i bambini in situazioni vulnerabili e di indigenza e perciò bisogna fare in modo che tutti continuino ad avere accesso agli apprendimenti, anche in situazioni di emergenza. Allo stesso modo sarà importante continuare a garantire - nel caso di una recrudescenza del virus - i servizi alle persone più fragili con disabilità, agli anziani che, più degli altri, hanno sofferto nel lockdown nella fase iniziale. Gli utenti hanno avuto un impatto anche sul fronte sociale a cui guardare con un'attenzione particolare (Il microfono si disattiva automaticamente)... considerato che la maggior parte di loro ha qui l'unica possibilità di relazione esterna alla famiglia. In conclusione, Presidente, ci aspettano mesi difficili, ma li stiamo affrontando con la giusta consapevolezza politica, etica e sociale; la stessa che ci ha spinto ad essere prudenti nei mesi scorsi. Il quadro potrebbe mutare da un momento all'altro, ma ora abbiamo gli strumenti per affrontare i cambiamenti. Il Paese ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, ma anche sociali ed economici, ma la salute dei cittadini viene prima di tutto il resto, e il virus, combattuto in tempi più rapidi che altrove, deve continuare a essere contrastato. Adesso sta ad ognuno di noi vivere la normalità conquistata in sicurezza, rispettando le regole per fare... PRESIDENTE. Per cortesia, concluda davvero. IORI (PD) . ... oltreché anche l'economia appena ripartita non si fermi. Sono certa che continueremo a essere prudenti tenendo a mente la terribile lezione dei mesi scorsi. Serve ancora continuare a rispettare noi stessi e gli altri in un incessante lavoro di cura di sé e dell'altro, che è l'unica strada per tenere in piedi il nostro Paese. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Floris. Ne ha facoltà. FLORIS (FIBP-UDC) . Gentile Ministro, la accogliamo sempre con molto piacere in quest'Aula per il suo garbo istituzionale, che non è cosa frequente nei membri del Governo e comunque della maggioranza e della politica in genere. Lei invece ha da sempre un tratto distintivo e dice le cose che ci fa piacere sentire e quelle che non ci fa piacere sentire, ma mantenendo sempre un garbo istituzionale, che non è così diffuso; e ciò, naturalmente, ostacola anche i rapporti tra opposizione e maggioranza, perché con una dialettica formalmente corretta ci si confronta molto meglio e molto di più si può intervenire sugli argomenti all'ordine del giorno. Dalla data di emanazione della sua prima ordinanza in materia di Covid di fine gennaio 2020, sono passati ormai più di sette mesi, nel corso dei quali l'attività normativa e regolamentare del Governo è stata abbastanza altalenante e vorrei dire - usando un termine medico - qualche volta anche schizofrenica. Sono stati infatti emanati 16 decreti-legge, con disposizioni più volte integrate e modificate, che prevedono circa 300 provvedimenti attuativi; 16 decreti del Presidente del Consiglio dei ministri; 6 delibere del Consiglio dei ministri; 40 ordinanze della Presidenza del Consiglio dei ministri; 11 ordinanze del commissario straordinario; 17 decreti o comunicati dei diversi Ministeri coinvolti nella pandemia; 72 provvedimenti della Protezione civile. Questa è una delle ragioni per cui si era chiesto un intervento più ampio in quest'Assemblea, da parte del presidente Conte, che riguardasse sicuramente i temi attuali della sanità, ma che coinvolgesse anche i temi dell'economia e della ripresa economica, laddove dovesse esserci ed essere più evidente, e anche i dati drammatici che ci propina periodicamente l'INPS sull'occupazione. Questo è il motivo per cui, senza nulla togliere a lei, signor Ministro, avremmo gradito avere un'interlocuzione più ampia sullo stato attuale del nostro Paese, in questo momento. Per quanto riguarda lei, su ciò che ha detto, signor Ministro, credo di non avere nulla da ridire: ha fatto uno spaccato della situazione, partendo dal livello internazionale, da ciò che si sta facendo a livello mondiale, per passare al livello europeo e poi determinare i passi da fare nella nostra Nazione, per evitare una recrudescenza o un ritorno del virus; quei passi che già dall'inizio avevate dichiarato, e cioè il distanziamento sociale e il lockdown , che hanno avuto sicuramente un effetto ampiamente positivo, perché i dati non solo nazionali, ma anche internazionali lo possono affermare ormai con una certa sicurezza. L'altro dato molto importante che lei ha citato è quello relativo all'igiene, cioè lavarsi spesso le mani, senza risparmiare, oltre che sui saponi, soprattutto sui disinfettanti antivirali. Su questo ritengo che non ci sia veramente nulla da dire. Quello che invece mi preoccupa, signor Ministro, è quello che lei non ha detto: non ha parlato delle criticità attuali del nostro sistema sanitario, che coinvolgono soprattutto le categorie più deboli, le persone che devono recarsi in ospedale per farsi ricoverare e hanno anche paura di farlo; così come le persone che sono sottoposte a dei triage veramente stancanti e affaticanti. E questo lo può dire una persona che ha un'esperienza diretta in tale settore. Non va bene vedere persone lasciate nei pronto soccorsi per quattro, cinque o sei ore; è vero che sono codici non rossi, ma gialli, ma comunque sono persone che vanno in ospedale perché ne hanno necessità, e non certo per fare una passeggiata. Mi aspettavo che lei facesse un cenno a tutto questo, all'ingresso negli ospedali, alla grande difficoltà per tornare alla normalità, alla grandissima difficoltà per ridurre le liste d'attesa, signor Ministro. Le liste d'attesa non si stanno per niente riducendo, ma si stanno allungando. E questo è dovuto al fatto che mentre prima, per effettuare una visita, bastava entrare in un ambulatorio o in un poliambulatorio e sottoporsi alla visita, oggi anche lì c'è il distanziamento, lì c'è il triage o il cosiddetto pre triage in caso di ricovero in ospedale, per cui c'è un tempo in più da dedicare al paziente; dopodiché c'è la visita, finita la quale, occorre tempo per la sanificazione dell'ambiente che ha ospitato il paziente. Tutte queste cose portano a un ritardo nell'effettuare una visita o una prescrizione medica e nell'ottemperare alle richieste dei pazienti stessi. Di ciò avrei voluto sentir parlare: come della questione di ridurre i tempi di attesa, che sono veramente molto lunghi e preoccupanti per tutta la categoria sanitaria. Signor Ministro, c'è poi il discorso relativo alla medicina territoriale e ai comportamenti delle RSA, che sono state, in questo periodo drammatico, una fonte di contagi ripetuti; su queste situazioni non abbiamo sentito dire niente. Per ultimo, c'è il maggiore costo che tutto quello di cui ho parlato finora comporta per l'attività sanitaria. Bene, a tal proposito spero ci sia l'occasione di capire a breve quali sono gli strumenti che lei, signor Ministro, intende mettere in campo con i fondi destinati alla rete ospedaliera. Si tratta di una dotazione di risorse importante dal punto di vista tecnologico, ma anche ai fini di una ristrutturazione edilizia, perché molti ospedali sono in condizioni a dir poco pietose. Si lavora molto e ci sono medici veramente all'altezza delle prestazioni, così come lo è tutto il personale che lavora negli ospedali; tuttavia, ci sono dei deficit strutturali e tecnologici ai quali bisogna porre rimedio. Mi permetta, signor Ministro, di parlare anche del caso Sardegna, visto che prima di me ne hanno parlato anche altri colleghi; mi dispiace che i problemi non siano stati affrontati dal versante giusto. La Sardegna ha un milione e 600.000 abitanti e ha competenza primaria ed esclusiva - come lei ben sa - in termini di sanità. In questo periodo di pandemia, soprattutto nella stagione estiva, la Sardegna ha avuto un sovraccarico; ci fa piacere che questo sia avvenuto e avremmo voluto ancora adesso avere tantissimi turisti. C'è stata una presenza di 7 milioni di turisti, che ha comportato un sovraccarico notevole per la sanità sarda, alla quale spero che lei voglia dare una mano, al di fuori delle risorse normalmente destinate a tale Regione; per un accordo Stato-Regione, ci sono sistemi compensativi diversi dalle altre Regioni. Ponga però attenzione, perché il sistema anche in Sardegna ha necessità di un intervento veramente forte e importante. Dicevo che avremmo voluto proseguire con l'attività turistica; io sono uno di quelli che ringraziano i turisti, perché vengono a trascorrere - penso sempre con piacere - le loro vacanze nella nostra Regione, e non sono tra coloro che rifiutano questo sistema di approvvigionamento economico della Regione. (Applausi) . È una voce importante nella nostra Regione, che vale quasi il 10 per cento del PIL; si potrebbe fare molto di più e abbiamo subito sicuramente una crisi. Io ringrazio - come ha fatto lei - tutti gli operatori della sanità, tutti indistintamente per la loro prestazione. Ma devo anche ringraziare gli operatori del sistema turistico le cui strutture, nonostante le difficoltà attuali, hanno contribuito per quanto di loro competenza alla formazione del nostro PIL. Ministro, il tempo è tiranno. Non posso dire niente di più, anche se avrei voluto parlarle di altre cose più in generale e non solo della Sardegna. Certamente, la ringrazio per lo spaccato dell'attuale situazione interna delle sanità e naturalmente la aspettiamo sempre con piacere. ( Applausi ). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pizzol. Ne ha facoltà. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi, il Governo e la maggioranza hanno voluto fortemente la proroga dello stato di emergenza per il Covid. Lo hanno fatto per tutelare la salute degli italiani o per prorogare i poteri speciali del Governo e del presidente Conte? L'avvocato del popolo ha mobilitato tutto l'Esercito per limitare i nostri movimenti. Ci ha privato delle libertà fondamentali con i suoi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, degni solo di un monarca assoluto. Se questi poteri fossero destinati alla vera tutela della salute, allora come mai si stanno autorizzando sbarchi e l'entrata di immigrati senza i necessari controlli? ( Applausi ). Come mai sono lasciati liberi di scorrazzare ovunque con la possibilità di diffondere ancora il virus? Vergogna! Il Presidente della Regione Siciliana si è visto, infatti, costretto a bloccare le entrate per tutelare i suoi cittadini e la risposta del Governo è stata l'impugnativa dell'ordinanza. La cronaca di tutti i giorni narra di centri di accoglienza sfasciati dai nuovi arrivati perché vogliono evadere dalla quarantena. Fanno danni enormi e feriscono i nostri agenti, ai quali non è consentito di difendersi adeguatamente. Non volete dotarli nemmeno del taser . Ogni giorno subiscono ferimenti e contagi. Tutto ciò accade contro il popolo italiano, che soffre una disoccupazione dilagante e spesso le famiglie non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena dei loro figli. Poiché non c'è lavoro per gli italiani, anche i nuovi arrivati non avranno occupazione, ma al Governo non interessa nulla e ci costringe a mantenerli di tutto punto, comprese le paghette e quant'altro. Di fatto, ci rende schiavi dei nuovi arrivati. Non parliamo dei reati e dei danni di costoro. Se qualcuno li denuncia, dobbiamo accollarci pure le spese dei loro difensori fino al terzo grado di giudizio. Sono state noleggiate molte navi per la quarantena in crociera e tutto ciò genera costi proibitivi per un Paese come l'Italia con un PIL in caduta libera. ( Applausi ). Visto il benvenuto con il quale riceviamo tutti questi immigrati, i trafficanti di carne umana si stanno già organizzando con capienti barconi per invaderci definitivamente. State favorendo l'epidemia con l'immigrazione di massa. Siete criminali e traditori del popolo italiano. ( Applausi. Commenti ). L' hotspot di Lampedusa può ospitare solo 192 immigrati e ogni giorno sono sopra il migliaio. Come si vede, le regole del distanziamento valgono solo per gli italiani: vergogna! Non avete freni inibitori nel permettere a cooperative di arricchirsi sulle spalle degli italiani. Ci sentiamo mortificati davanti al mondo per essere governati da democratici rossi, tutti antifascisti DOC, che, contro la volontà del popolo, vogliono imporre l'immigrazione di massa. Il Governo ha voluto la proroga dello stato d'emergenza, ma ancora non ci ha risposto su cosa sta facendo per tutelare la salute degli italiani. Di certo importa positivi a iosa e del semplice vaccino antinfluenzale - e siamo a settembre - non si sa ancora nulla. Il vostro comportamento dissennato e il prolungamento dello stato d'emergenza hanno dato un ulteriore colpo al turismo e un ultimo calcio all'economia nazionale. Come faremo a pagare le ingenti spese che ci costringete a sostenere? Pensate forse al MES sanitario per "incaprettare" definitivamente l'Italia e il suo futuro? Qui siamo in un mondo alla rovescia, dove neanche la fervida fantasia di Orwell era arrivata: chi è pagato per fare gli interessi del popolo italiano fa l'esatto contrario e un Governo tradisce volutamente i suoi cittadini e favorisce altri Stati. È da fine gennaio che è stata decretata l'emergenza per i virus della Cina e ora spunta una relazione del 12 febbraio, prima che in Italia si registrassero casi di coronavirus, con cui gli esperti anticipavano esattamente ciò che sarebbe successo, compresi i 35.000 morti. Sapevano tutto e già a gennaio il direttore generale della programmazione del Ministero della salute parlava di un piano d'emergenza con diversi scenari. Sì, il Governo sapeva, ma ha fatto finta di niente; a Palazzo Chigi, però, non si sono fatti trovare impreparati, si sono dotati di tutto... PRESIDENTE. La prego di concludere, perché ha già sforato il tempo a sua disposizione. PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. Non si sono fatti trovare impreparati, si sono dotati di tutto l'occorrente possibile e immaginabile, dalle mascherine ai respiratori con le bombole d'ossigeno. Penso ai molti Paesi esteri che hanno chiesto conto alla Cina della pandemia che ha provocato. Qui da noi, il silenzio più assoluto, neanche una parola. I giorni scorsi un Ministro cinese ci ha fatto nuovamente visita. Come mai questo interesse e questi contatti con il nostro Governo? Forse perché la bandiera cinese ha cinque stelle, come quella dei 5 Stelle nostrani? (Applausi). In conclusione, fino a quando dobbiamo tollerare una situazione simile? Non ne possiamo più di comportamenti contro gli italiani. Signor Presidente Mattarella, per favore, intervenga: mandi a casa questo Governo. (Applausi. Commenti). COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, in quest'Aula si può discutere di tutto e, come lei dice, spesso ognuno ha le sue opinioni e siamo tutti in ascolto di quello che dicono gli altri in maniera rispettosa. Credo però che sentirsi dare dei "criminali" sia una cosa grave e non lo posso accettare. ( Applausi). COLLINA (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori solamente per dire che come Gruppo verificheremo, nel momento in cui sarà pubblicato il Resoconto ufficiale, il tipo di locuzioni che sono state utilizzate nell'intervento testé terminato e poi, fatta questa verifica, provvederemo a sottoporre alla Presidenza quanto sarà stato evidenziato, per un suo giudizio ed eventualmente prendere decisioni in merito. (Applausi). PRESIDENTE . Ne prendo atto e guarderò con attenzione anch'io. In genere, lascio parlare sempre tutti: anche prima, quando la senatrice del MoVimento 5 Stelle ha svolto la propria relazione, con giudizi personali, che naturalmente possono essere accettati o meno e c'erano delle proteste, io le ho interrotte. Guarderò bene le frasi che sono state adottate e decideremo di conseguenza: comunque, prendo atto della vostra protesta. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, signor Ministro, voglio ringraziarla per le comunicazioni che ha reso, molto puntuali ed esaustive. Gli ultimi mesi sono stati molto difficili per il nostro Paese, a tratti drammatici. Le circostanze ci hanno messo di fronte a scelte difficili. Abbiamo dovuto operare in scenari inediti all'inizio di una pandemia che poi, via via, purtroppo ha colpito tutto il mondo. Il Governo ha saputo prendere le decisioni più appropriate, agendo con tempestività e risolutezza e tutelando la salute e gli interessi pubblici. Questo modus operandi è stato preso da esempio da altri Paesi, che dopo di noi sono stati colpiti, purtroppo, dalla pandemia. Lei, signor Ministro, ha giustamente sottolineato il comportamento degli italiani che durante le settimane del lockdown sono stati ligi alle regole e in questo modo hanno consentito di far diminuire in poco tempo la curva dei contagi, che ad un certo punto sembrava difficilmente arrestabile. È stato un successo del Paese, non di questa maggioranza o di questo Governo, come lei ha precisato. È un successo degli italiani e in particolare degli operatori del comparto sanitario, che hanno lavorato senza sosta, prestandosi a turni massacranti e spesso sopperendo, con la loro abnegazione e il loro senso del dovere, alle carenze di un sistema sanitario nazionale che era stato depauperato nel corso degli ultimi decenni. Tengo molto a sottolineare che l'urto della pandemia è stato retto dalla sanità pubblica. Questi sacrifici sono stati fondamentali e ciò è tanto vero da venire dimostrato da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra che lavora per il centro Medical research council (MRC) per l'analisi globale delle malattie infettive, pubblicato sulla prestigiosa e conosciutissima rivista scientifica «Nature» e poi ripreso praticamente dai media di tutto il mondo, il quale ha dimostrato che il lockdown e la chiusura delle scuole in Europa hanno salvato dalla morte 3,2 milioni di persone. In Italia le morti evitate, secondo questo studio, sono state 630.000. (Applausi) . Di sicuro ci sarà chi non crederà a tali risultati e allora magari potrà guardare non a uno studio predittivo come questo, ma quello che di terribile è successo nei Paesi che hanno fatto una scelta diversa dalla nostra. Cito ad esempio il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Brasile e molti altri che purtroppo - e lo sottolineo - hanno numeri di contagi e morti molto superiori al nostro, in termini sia assoluti sia percentuali, nonostante la pandemia avesse raggiunto i loro Paesi dopo il nostro e quindi avessero un precedente su cui basarsi per adottare i provvedimenti più opportuni per contrastare il dilagare del contagio. I numeri mondiali della pandemia che lei ha citato, signor Ministro, dimostrano che in questa vicenda non c'è nulla di ideologico: non c'è destra né sinistra; non c'è chi è coraggioso e sfida il contagio o chi è fifone e si protegge. In gioco ci sono solo ed esclusivamente la salute di miliardi di persone e il loro diritto a essere protetti dal contagio, adottando tutte le buone pratiche approvate dalla comunità scientifica internazionale. Di fronte a queste evidenze, ai morti, alle bare trasportate dai camion militari, c'è ancora chi sostiene che sia tutto un bluff e una montatura del Governo per rimanere attaccato alle poltrone e che addirittura questo, a tale scopo, faccia entrare in Italia gli immigrati contagiati, come abbiamo appena sentito dalla collega che mi ha preceduto. Questi purtroppo non sono discorsi da bar o da social , il che sarebbe quasi inevitabile, ma vengono ripetuti in sedi istituzionali, senza provare alcuna vergogna. (Applausi) . Stamane, quindi non solo pochi minuti fa, c'era ancora chi parlava di dittatura sanitaria in atto in Italia. Altri negazionisti, qualche settimana fa, hanno organizzato un convegno in questo edificio, rifiutando di indossare la mascherina e invocando la libertà personale, salvo poi essere indirettamente redarguiti, qualche ora dopo, dal Presidente della Repubblica che, dall'alto della sua autorevolezza, ha giustamente precisato che nessuno ha la libertà di far ammalare altre persone. Quella non è libertà, ma ignoranza, menefreghismo, cinismo e incoscienza: quello, e non altro. (Applausi) . Il partito dei negazionisti non accenna a sgonfiarsi, anzi forse si ingrossa e tra le sue fila entra non solo chi ignora il pericolo o lo sottovaluta, magari in buona fede, per pura ignoranza, ma soprattutto vi entra - direi a pieno titolo - chi mira ad avere notorietà mediatica o voglia spuntare uno zero virgola in più nei sondaggi elettorali. Ciò detto, le azioni da mettere in pratica nell'immediato futuro sono note e passo velocemente a elencarle: dobbiamo proseguire sulla strada della massima attenzione, della prudenza e della salvaguardia della salute pubblica e si dovranno potenziare tutti gli strumenti che consentono d'individuare con tempestività l'insorgere di nuovi focolai, così da poterli circoscrivere immediatamente. Di conseguenza, sarà necessario potenziare sia gli strumenti per la diagnosi, sia le strutture che possono eseguirla, anche superando i localismi regionali, che a volte hanno generato una pluralità di iniziative che poi si sono rivelate controproducenti. Signor Ministro, lei poc'anzi ha citato la necessità di adottare misure di reciprocità con gli altri Paesi, facendo per esempio test negli aeroporti sia per chi entra nel nostro Paese, sia per gli italiani che escono dal territorio nazionale. L'obiettivo dev'essere quello di ritornare al più presto alla normalità e quindi consentire la ripresa di tutte le attività economiche e sociali in totale sicurezza, tenendo conto dell'evoluzione della pandemia in ambito nazionale e internazionale. L'anno scolastico riprenderà, com'è stato già deciso, con le lezioni in presenza, adottando tutti gli accorgimenti per assicurare la salute dei nostri studenti, ad esempio con norme banali, ma utilissime, come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale di un metro e, ove ciò non fosse fisicamente possibile, utilizzando le mascherine. Nelle sue comunicazioni, signor Ministro, ha sottolineato l'esigenza di riavvicinare la scuola al Servizio sanitario nazionale, costruendo una sua relazione organica con le aziende sanitarie territoriali che non lasceranno soli, come ha ripetutamente detto, le scuole, gli studenti, i presidi e i docenti. All'uopo, è stato approvato all'unanimità dalla Conferenza unificata un protocollo d'intervento e l'auspicio ulteriore è che anche i corsi universitari in presenza possano riprendere al più presto. Infine, grande attenzione dovrà porsi sul trasporto pubblico e, in particolare, su quello scolastico dedicato, le cui linee guida sono state pure recentemente approvate in sede di Conferenza unificata per assicurare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze la fruizione di tali servizi in condizioni di piena sicurezza. Come si vede, non siamo "criminali", ma operiamo nell'esclusivo interesse degli italiani. (Applausi) . PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per che cosa? PIZZOL (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, relativamente al mio intervento di prima, nella foga ho pronunciato la parola «criminali»: forse non era tanto giusta e vorrei chiedere scusa. PRESIDENTE . La ringrazio per questa precisazione. (Commenti) . Colleghi, la senatrice Pizzol ha presentato scuse di cui penso dobbiamo prendere atto. Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro della salute. Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dai senatori Romeo, Bernini, Ciriani e da altri senatori, e n. 2, dalla senatrice Pirro e da altri senatori. I testi sono in distribuzione. Ha facoltà di intervenire il ministro della salute, onorevole Speranza, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza e contrario su quella di minoranza. PRESIDENTE . Passiamo alle votazioni. LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola. Non so perché tocchi a me parlare per primo, ma lo faccio volentieri, per dire che ho ascoltato con attenzione il Ministro e le sue parole garbate. Lei, signor Ministro, è una delle poche persone al Governo che, se non altro, esprime le proprie idee, magari assai diverse dalle mie, con garbo e - devo dire - senza iattanza. Ho ascoltato, però, anche i contenuti, non solo l'apparato esterno, e ho preso atto che ci riconferma che la nostra speranza sta nelle tre regole essenziali: le mascherine, la distanza e la pulizia personale; grosso modo , tranne le mascherine, è ciò che una buona educazione, già da qualche secolo, dovrebbe insegnare ai giovani. Poi, al di là di queste regole di buon comportamento, ci esprime - mi scuso se ciò che dico assomiglia al suo cognome - tante speranze sull'eventuale - lo sottolineo - reciprocità dei controlli, sulla possibilità che si arrivi a un vaccino e sul fatto che adesso forse cominciano corsi di formazione. Dopo le speranze, ci fa qualche promessa: ci dice che non lasceremo soli i presidi (che stanno tremando, perché non lasciarli soli va bene, ma bisogna vedere che vicinanza darete loro); che daremo a tutti le mascherine (ho già sentito questa promessa, che, per la verità, non sempre ha funzionato); che in futuro, l'anno prossimo, miglioreremo la relazione tra scuola e sanità. Poi ci dice, sempre lei - l'ho ascoltata con attenzione, garbatamente - che la nostra priorità oggi è la riapertura delle scuole. Mi chiedo, signor Ministro, se sia arrivata improvvisa, come un temporale, un terremoto o un'inondazione, o se invece non sia già da diversi mesi che si sapeva che a settembre la riapertura delle scuole sarebbe stata un problema. Allora, se questa è la vostra priorità, mi sento male: figurarsi quelle che non lo sono! (Applausi) . Se la vostra priorità porta alla necessità di far intervenire le Forze armate - le Forze armate! - per sostituire i bidelli nel consegnare i tavolini (immagino che i bidelli li manderemo a controllare i centri di prima accoglienza, perché non scappino gli immigrati, così sarà completa la costruzione di questo Governo), male mi sento. Per voi la scuola è la priorità e oggi i genitori non sanno che fine faranno i loro figli, come mangeranno nelle mense scolastiche, se potranno andare con gli autobus, in quanti e come e se potranno portare o meno le mascherine in aula. Avete infatti deciso, dopo lunga riflessione, che queste vanno indossate quando si entra, mentre si possono togliere una volta che si è in classe; come quello che vediamo accadere in televisione nelle partite di calcio: gli undici che giocano contro altrettanti sono senza mascherine, si abbracciano e si baciano; quelli in panchina però devono tenerle. Arriviamo a incongruenze tali per cui mi sembra che qui ci sia la negazione della verità; ecco i veri negazionisti. È una verità, caro Ministro, che vorremmo conoscere: vorremmo sapere, prima di tutto, perché non si può avere reale trasparenza, sul passato e sul presente. Sul passato perché non si è potuto avere trasparenza, quanto a quello studio del 6 febbraio, che indicava la possibilità di 60.000 morti? Mi rivolgo al senatore Pellegrino o Pellegrini (non mi ricordo bene) che ha parlato prima. (Commenti). Pellegrino? No, Pellegrini. (Commenti). PRESIDENTE. Senatore La Russa, si rivolga a me. LA RUSSA (FdI) . ... e che ha detto, con argomenti "pellegrini" che ci sono i negazionisti (Commenti) . Qui si nega la verità, ossia che il 6 febbraio di quest'anno uno studio diceva: state attenti, possono esserci 60.000 morti. E fino al 21 febbraio, però - solo perché è arrivato il primo caso - il Governo non ha fatto niente; anzi, andava a fare aperitivi per dire che non c'era problema. Allora, è eccessiva la libertà che questo Governo, negazionista, ha ritenuto di dare agli italiani in quel momento; adesso però, signor Presidente, poiché il Ministro - che ringrazio se mi presterà un minimo di attenzione - ci ha promesso che renderà pubblici tutti i verbali, vorremmo sapere. Oggi però non lo sono ancora. Perché? Cosa avete da nascondere? La verità ce la volete dare o ne siete negazionisti? Poi vorremmo la trasparenza sull'oggi. Continuo a leggere su tutti i giornali le statistiche della malattia. Tenga presente che non sono negazionista; tutt'altro: ai miei figli dico di stare attenti, di non frequentare luoghi troppo affollati e di usare le mascherine. Voglio capire bene, però: perché le statistiche che ci date sono così negazioniste della capacità di comprensione? Perché non ci dite chi è veramente malato e chi è contagiato senza essere malato? Perché non ci dite il numero di coloro che sono contagiati senza essere malati, cioè gli asintomatici, che a loro volta possono forse contagiare, certamente contagiare o sicuramente non contagiare? Perché non ce lo dite? Perché anziché fare i numeri a caso, non tenete conto, che oggi di certo - non è poco - ci sono solo 1.000 ricoverati in Italia e che su 50 milioni di italiani ci sono - ahimè, perché sono sempre più di uno, quindi è un dramma - 107 soggetti in terapia intensiva, lo sottolineo? Ci volete dare un'informazione corretta? Io la tengo la mascherina, allora, consapevole però che il mio rischio di andare in terapia intensiva è quello di 107 italiani su 50 milioni; non devo terrorizzare l'Italia facendo credere che da un momento all'altro milioni di persone possano finire in terapia intensiva. Chiediamo un protocollo immediato per la scuola: oggi lo vogliamo e lo volevamo ieri. Chiediamo la verità, signor Ministro, sull'emergenza immigrazione. Non si può essere allarmisti su tutto, tranne che su un caso conclamato di pericolo di contagio, e non perché siano di un altro Continente, ma perché lì il controllo sulla malattia è arrivato dopo e male. È quindi evidente che da lì proviene un rischio: c'è per i Paesi stranieri in genere e lì ancora di più. E se questi soggetti scappano appena arrivano? Quando parliamo di blocco navale, oddio di cosa parliamo! Il blocco degli italiani nelle case è possibile - è stato giusto, quando c'è stato, ma lo si paventa ora che è inutile - ma quello degli immigrati fuori dal nostro territorio diventa una bestemmia. Com'è possibile? Allora c'è un dato ideologico ed evidentemente di convenienza nell'affrontare il tema del contagio. Vorrei che, come ci ha chiesto, fossimo davvero tutti sulla stessa barca e che, quando c'è pericolo, lo dicessimo tutti, come abbiamo fatto noi per primi - guardate i giornali - quando ci dicevate che eravamo razzisti, perché dicevano che chi veniva dalla Cina doveva stare a casa; noi per primi, insieme a voi, subito dopo, abbiamo detto - e votato - che ci voleva la massima attenzione e che dovevano stare a casa. Bene, ma con la stessa capacità ci chiede oggi di affrontare la realtà: dovete farlo senza avere come mira la convenienza che il perdurare dell'emergenza coronavirus agevoli la permanenza del Governo. Questo calcolo non l'abbiamo fatto quando il rischio era grave: non fatelo voi adesso, quando - al contrario - è molto, ma molto minore e bastano le normali precauzioni. Non si capisce, poi, signor Ministro, perché non sia venuto il presidente Conte: forse è impegnato a occuparsi dei servizi segreti o scappa dalla realtà, non si sa. Forse vuole mantenere incongruenze, penso a quelle che riguardano gli stadi: si può andare al cinema e a teatro, ma non si possono aprire neanche parzialmente i campi di calcio. Perché? Non sono di sinistra, i campi di calcio? Sono di destra? Non lo so. Mi avvio a concludere, signor Presidente, ringraziandola per il minuto in più che mi ha concesso. Siamo assolutamente convinti che bisogna affrontare davvero insieme quest'evenienza, sia quando occorre massima severità, sia adesso, in un momento in cui non è più assolutamente nella disponibilità del Governo fare tutto da solo secondo i propri usi, le proprie convenienze e le proprie non accettabili priorità. (Applausi) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi e colleghe, devo dire di essere un po' disorientata dall'intervento del collega che mi ha preceduta, il senatore La Russa. Settembre è un mese di riapertura per lavoro, scuola e università: le famiglie si riorganizzano, per comprare gli zaini e con riferimento agli orari della scuola. Adesso, dopo la pausa estiva, dobbiamo convivere con un virus diffuso in tutto il mondo. Almeno costruiamo un terreno comune e oggettivo, per il periodo in cui stiamo vivendo. Il virus c'è, è diffuso e le famiglie italiane in queste ore e in questi giorni stanno discutendo di come possono organizzarsi, di come la scuola ripartirà e del fatto che, ad esempio, probabilmente non potranno più avere l'aiuto e il supporto dei nonni, per timore che i ragazzi e i bambini possano contagiarli. È questo che stanno vivendo le famiglie italiane e dobbiamo essere loro vicini. Il provvedimento sul bonus babysitting del Governo, ad esempio, va in questa direzione: cerca di sostenere le famiglie rispetto a questo problema sociale, come lo è la questione della famiglia allargata, grazie ai nonni che aiutano con i bambini. Questo stiamo vivendo. Sono particolarmente contenta, signor Ministro, che abbia ricordato il dibattito che abbiamo fatto il 10 agosto in quest'Aula, durante il quale ha portato alcuni dati. Anche su questi, che sono incontrovertibili, cerchiamo di costruire un terreno comune: ne risultava che in Italia il numero dei contagi era bassissimo. Nelle ultime settimane di agosto, ci siamo trovati, come ricordava, con una diffusione del virus che ha reso necessarie le sue due ordinanze dello stesso periodo. La prima è quella che ha ricordato, che ha preso provvedimenti sui tamponi da fare ai nostri concittadini che erano andati in Croazia, Spagna, Grecia e Malta: lo si sta facendo sempre di più e si è fatto ogni giorno. Ha ringraziato più volte il personale sanitario e anche in questa fase dobbiamo ringraziare il personale che sta realizzando i tamponi nei porti, negli aeroporti e nei drive-in ; se c'era qualcuno che aveva diritto di fare le ferie in questo periodo era il personale sanitario, che è stato fortemente preso da un lavoro immane, ma molti hanno dovuto interrompere le proprie ferie per essere presenti sul posto di lavoro e realizzare tamponi e test ai nostri concittadini che sono rientrati dalle ferie trascorse in questi Paesi. Penso che quest'ennesima esperienza debba farci capire che non possiamo più trovarci nella condizione di non attivare subito efficaci e immediati tamponi sui nostri concittadini che fanno viaggi verso Paesi notoriamente a rischio, perché - lo ribadisco - sappiamo tutti che il virus è presente in altri Paesi europei. Tutta l'Assemblea dovrebbe essere contenta di quello che lei, signor Ministro, ha riferito sulla riunione del prossimo 4 settembre con i Ministri della salute. Credo sia fondamentale arrivare a una comunità europea che non si disturbi per i tamponi reciproci tra Paesi, che devono essere invece all'ordine del giorno, perché l'epidemia si combatte insieme. Dobbiamo anche riflettere sui tamponi rapidi, cui lei, signor Ministro, ha accennato nel suo discorso. Probabilmente esistono tamponi rapidi di qualità, che molti autorevoli esponenti del mondo scientifico dicono funzionare, e ciò è importante per garantire serenità alle famiglie in questi momenti di rientro dalle ferie. Se all'interno di una famiglia c'è qualcuno contagiato e qualcun altro no (ad esempio il figlio sì e il padre no), è quindi molto importante proseguire nell'utilizzo di tamponi rapidi per tranquillizzare le comunità familiari immediatamente. La seconda ordinanza che ha ricordato, signor Ministro, riguarda le discoteche. Sul punto sarei drastica: teniamo ancora chiuse le scuole e le università, abbiamo vietato gli spettacoli dal vivo e chiuso teatri, cinema e musei, ma alcune Regioni hanno derogato alla normativa nazionale che ha ricordato, consentendo la riapertura delle discoteche. Penso che tutta l'Italia debba riflettere su questo punto. Ha dovuto adottare un'ordinanza nella quale si specifica che su questo punto non sono ammesse deroghe per le Regioni, se non di carattere più restrittivo. Si tratta quindi di un principio diverso da quello dell'iniziale normativa nazionale. Penso che dobbiamo fare tesoro di questa brutta esperienza. Sono convinta che dobbiamo fare appello, come ha fatto più volte, al senso di responsabilità dei giovani, che possono continuare a divertirsi, ma in sicurezza. Ho parlato di giovani che devono essere complici delle norme e delle decisioni che assumiamo, però dobbiamo riflettere su questo punto, su cui tornerò infine. Bene, quindi, il tracciamento che stiamo realizzando. Ho sentito, anche più volte, prendere posizione pubblica da parte del Vice Ministro qui presente, senatore Sileri, sulla necessità di aumentare i tamponi ancora più di quanto stiamo facendo. Dobbiamo arrivare a un sistema di tracciamento diffuso e preventivo. Penso che questa sia l'unica arma che abbiamo per isolare e tracciare l'epidemia, soprattutto in vista dell'inizio dell'attività delle scuole e delle università. A tal proposito, desidero porre un tema: perché non i test anche ai ragazzi e alle ragazze? Li stiamo facendo agli insegnanti: credo che dovremmo fare uno sforzo in più, coinvolgendo anche i giovani. Visto che l'età media di chi è colpito dal virus si è abbassata, occorre fare i test anche ai giovani; sia che frequentino la scuola, sia che frequentino l'università. La comunità scolastica ha bisogno di serenità e quindi, a mio avviso, occorre incentivare il ricorso ai test e alla misurazione della febbre. Avverto che il dibattito su quest'ultimo punto è un po' difficile: penso che dovremmo mettere i termoscanner nelle scuole, per avere un unico sistema di misurazione della febbre, perché è complicato dare alle famiglie anche la responsabilità di misurare la febbre a casa. Come Gruppo Italia Viva-Partito socialista italiano naturalmente voteremo a favore della proposta di risoluzione di maggioranza n. 2, ma, come accennavo prima, questa pandemia deve indurci a trovare un terreno comune - faccio davvero un appello all'Assemblea - per proseguire la nostra attività di contrasto. In conclusione, credo che, nel prossimo futuro, dovremo riflettere su due temi importanti. Stiamo riaprendo le scuole, cercando di garantire allo stesso tempo due diritti costituzionalmente previsti: quello all'istruzione e quello alla salute. In questi mesi difficili abbiamo molto parlato di un necessario equilibrio tra libertà individuale e restrizione di tale libertà. Questo ci deve indurre a vagliare due strade: la prima, sollecitata da molti colleghi, è un piano pandemico. A tal proposito, credo che si debba pensare a una norma, come hanno fatto alcuni Paesi europei - penso alla Germania - che, in caso di epidemia, preveda anche una razionalizzazione più sicura e certa del rapporto tra Stato e Regioni. La seconda strada da percorrere è quella di rafforzare il sistema sanitario, attraverso lo sviluppo della medicina territoriale e di quella scolastica; il Ministro l'ha ribadito anche adesso. Quindi, signor Ministro, quale apporto migliore del Parlamento per impegnarsi su questi due fronti? In qualità di Presidente della 12 a Commissione, impiegherò tutte le mie forze in questa direzione per lasciare alle generazioni future un sistema sicuro per evitare altre terribili epidemie. (Applausi). ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Ministro, condividiamo e apprezziamo le sue comunicazioni, in fondo a distanza di pochi giorni dalle precedenti, che proprio qui in Senato ha già fatto. Voglio dire subito che intendo evitare ogni polemica e vorrei proporre un ragionamento anche ai colleghi dell'opposizione, fermo restando che tutte le critiche e le accuse al Governo nella dialettica politica sono legittime, quando non sono strumentali e false. A mio parere, dovremmo quantomeno provare a metterci d'accordo su alcuni punti fondamentali, che non negano in alcun modo la dialettica tra le diverse posizioni. Il primo: il lockdown , che ha prodotto e portato con sé tanti problemi - penso all'economia, ovviamente - comunque ha funzionato, e credo sia un valore per tutto il Paese riconoscere, come ha fatto il Ministro, il risultato non di una parte, tantomeno del Governo o delle Regioni, ma di una comunità. Spesso in Italia accade che nei momenti più difficili la comunità riesce a trovare la capacità di stare insieme e di rispondere anche oltre, e a volte meglio, delle sue classi dirigenti; nella storia, questo è capitato diverse volte. Ciò ci dovrebbe consentire, colleghi, di evitare taluni atteggiamenti. Fa benissimo il Governo, signor Ministro, a pubblicare tutti i verbali: sgombriamo il campo da queste discussioni. Perché dobbiamo cercare di trovare un secondo punto che ci potrebbe unire e qual è questo secondo punto? È molto semplice: siamo chiamati a convivere con il Covid per un periodo medio-lungo. Non scherzerei sul tema del negazionismo, perché vorrei fosse chiaro che il problema non è legato alla dialettica in queste Aule. Quando in un Paese come la Germania vediamo marciare 10.000 persone che negano il Covid, quando ciò accade in Germania, un Paese che sappiamo essere capace di tenere insieme la comunità, si pone un problema profondo, che non dovremmo prendere alla leggera e che riguarda il tema del rapporto tra la libertà - la mia libertà - la qualità e la sicurezza della mia comunità e il modo in cui siamo in grado di sintetizzarlo, a prescindere dalle diverse posizioni politiche. Forse, colleghi, è arrivato il momento di fare questa discussione, senza gettarci la clava gli uni contro gli altri, ma cercando una via, che ci proponga una sintesi. Altrimenti ci diciamo sempre le stesse cose. Diciamo la verità, colleghi, in questi dibattiti ci diciamo sempre le stesse cose: forse qualche passo in avanti dovremmo farlo. Il secondo tema, signor Ministro, riguarda anche il Governo: dopo diversi mesi, sentirei la necessità - lo dico con totale umiltà - di compiere un passo in avanti nella sintesi delle risposte scientifiche in relazione al Covid. Lo dico non per fare delle critiche e con grandissimo rispetto della scienza, ma ad un certo punto una sintesi sulle mascherine, sul metro dinamico e sul metro statico, su come utilizziamo i tamponi e gli altri test è auspicabile. Colleghi, non abbiamo bisogno di soffiare sull'insicurezza, ma abbiamo bisogno di dare certezze ai nostri concittadini. Servono certezze, risposte certe, ovviamente tenendo conto dei limiti che dovrebbero essere spiegati, che a questo punto può dare la scienza, superando la continua discussione dialettica, in cui ad un certo punto si perde il filo. Un altro punto: sono un sincero regionalista e autonomista, ma nella dialettica sulle discoteche è stato possibile compiere un passo in avanti. Dobbiamo interrogarci su questo, perché è un problema su cui è necessario riflettere. Lo dico con grande sincerità. Un conto è adottare misure più restrittive, un conto misure più dinamiche: va fatto sempre sulla base di un'analisi epidemiologica e scientifica che lo consenta e non sulla base di una rincorsa gli uni con gli altri. Siamo infatti un po' "meteoclimatici": a seconda della situazione, pesa di più un dato rispetto ad un altro. Guardate che questo aspetto è decisivo per la ripresa economica e voglio dirlo: ne sono convinto fin dall'inizio. La crisi economica è pesantissima e drammatica, ma se vogliamo dare certezza alla ripresa, dobbiamo avere risposte scientifiche certe e dobbiamo essere capaci di portare avanti le certezze che ci sono. Quindi, forse è questa la discussione che noi in Parlamento dovremmo fare; potremmo dialogare con il Governo per fare insieme un passo in avanti, senza negare - mi è già capitato di dirlo - i problemi e i limiti dell'esperienza che sta alle nostre spalle e avendo la consapevolezza che qui nessuno era "imparato" (se qualcuno la pensa diversamente, vorrei che alzasse la mano). Nel bilancio complessivo questo Paese ha fatto meglio di altri, per le sue tante qualità (non lo dico per competizione). Nessuno era "imparato", ma da questa esperienza dobbiamo imparare per fare culturalmente dei passi in avanti anche noi. Siamo prima di tutto noi rappresentanti del popolo a essere più indietro del popolo; non so se mi spiego. Un ultimo punto e ho concluso, signor Presidente. Lei, signor Ministro, sta giustamente lavorando ad un piano. Da questo punto di vista io sono d'accordo con i colleghi dell'opposizione che lo hanno proposto: c'è bisogno di un piano strategico per la sanità, presto (io dico), collegato agli investimenti, alle necessità e perfino alla discussione sul MES. Un piano puntuale cambierebbe di tono, perché andremmo a parlare del merito e non di posizioni astratte o ideologiche. Ma questo piano, signor Ministro, deve essere coraggioso e deve sciogliere il nodo della medicina generale in rapporto con il sistema sanitario nazionale. È necessario riorganizzare la rete ospedaliera; forse rischiamo di realizzare troppi posti di terapia intensiva (lo dico ora, che può suonare quasi come una bestemmia) e invece non stiamo costruendo il ponte tra il territorio e l'ospedale, tra l'alta competenza e la diffusione di tale competenza nel territorio. Forse è arrivato il momento di porsi l'interrogativo se dobbiamo riportare le RSA nel sistema sanitario nazionale. La mia risposta è chiaramente e nettamente sì, ma ciò richiede una riorganizzazione territoriale. Sono questi i nodi su cui noi possiamo trovare, cari colleghi, una capacità propositiva del Parlamento. Ripropongo questa idea: facciamo un momento di riflessione in Aula, organizzato e strutturato, fondato su competenze scientifiche che ci consentano di dare un contributo e di essere più avanti del senso comune, del discorso del bar, del tweet . Dobbiamo fare un salto di qualità. Lo dobbiamo non solo a chi non c'è più, ai morti, ma al futuro di questo Paese, quando noi potremo riposarci, ma ci chiederanno perché e che cosa abbiamo fatto ora. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringrazio non ipocritamente il ministro Speranza, perché, pur essendo Ministro della salute e da un lato sarebbe doveroso per lui, dall'altro, in occasioni più importanti, non toccherebbe solo a lui metterci la faccia, come si suol dire. Il suo tono, come tutti hanno sottolineato, è stato pacato e costruttivo, tranne quando ha espresso il parere sulle proposte di risoluzione. In quell'occasione, Ministro, sinceramente è stato un po' troppo sintetico e sprezzante. Capisco che su alcune cose l'attuale maggioranza o presunta tale non si possa riconoscere, ma ci sono anche cose di buonsenso e, a volte, anche le risoluzioni si valutano per parti separate. Forse poteva avere un po' più di garbo e, invece, ha smentito la pacatezza nell'esprimere il parere. Noi avevamo chiesto che ci fosse il Presidente del Consiglio - lo abbiamo detto stamattina nella discussione sul calendario - non per disistima nei suoi confronti ma perché, dopo una fase di qualche settimana molto controversa e confusa - il tema della scuola è stato dominante; non c'è solo il tema sanitario in senso stretto, ma ci sono anche le ricadute sanitarie su altri aspetti, pensavamo che fosse il Presidente del Consiglio a dover riferire all'Assemblea. I problemi riguardano, infatti, la sanità, la scuola, il turismo, l'economia e l'uso di fondi europei, alcuni dei quali sono attivabili e altri di cui non si è capito se li volete o meno. Noi li vogliamo quelli del MES se senza condizioni e se destinati alla sanità. Lei oggi ci ha detto che bisogna lavarsi le mani e tenere la mascherina. Lo sappiamo e Conte ha preso alla lettera il suo consiglio perché se n'è lavato le mani, ma come fece Pilato: si è lavato le mani. ( Applausi ). Noi ricordiamo tutti - io sono anche un credente - e abbiamo letto i Testi sacri in cui si parla di Pilato e di quando si lavò le mani. Anche Conte si è lavato le mani e ha mandato Speranza. Non era questa forse l'indicazione che lei dava. Passo però ad aspetti anche più operativi, di cui ha già parlato prima la senatrice Rizzotti. Vogliamo sapere anche nei seggi cosa succederà per quanto riguarda i test e i controlli. Vogliamo capire se gli asintomatici in quarantena potranno votare o meno. Sarà un tema importante: più tamponi si fanno e più gente viene trovata asintomatica; che si fa? Non saranno decisivi, però il diritto di voto non si valuta sul piano quantitativo. Ogni voto può essere importante. Per quanto riguarda poi le recenti figuracce del Governo potremmo fare un elenco molto lungo, a partire dalla storia dei congiunti, rispolverata per i ragazzi della stessa classe. È stato seriamente detto che sugli autobus quelli della stessa classe potevano stare insieme; adesso si è detto che possono stare insieme se il viaggio dura quindici minuti. Io non sono un medico e non mi metto a confutare le tesi del Comitato tecnico-scientifico (CTS) e degli scienziati, ma non so se un viaggio di un quarto d'ora è meno rischioso di un viaggio di venti minuti o di mezz'ora. Inoltre, l'autista dell'autobus cosa avrebbe dovuto fare? Questo aspetto mi pare che sia stato accantonato. Avrebbe dovuto fare l'appello? Doveva dire: voi che state salendo sull'autobus siete nella stessa classe? O doveva memorizzare gli studenti? Forse in un paese piccolo l'autista della corriera lo potrebbe anche fare, ma a Roma, Milano e a Napoli il conducente dell'autobus cosa ne sa se i ragazzi che salgono sono moralmente e tecnicamente congiunti. Avete detto anche cose di questo tipo. Non sappiamo ancora chi deve misurare la febbre. Ministro, poco fa c'era un funzionario dell'università di Tor Vergata che mi diceva che per i test universitari in corso è stato detto prima che bisognava prendere la temperatura nel momento in cui ci si presentava ai test, mentre adesso non più. In queste ore si stanno svolgendo i test e ci sono indicazioni e controindicazioni. C'è il caos totale. Questo è un tema che riguarda l'università, ma anche la scuola. Se diciamo che l'Azzolina è un'incapace, non siamo dei sessisti perché l'abbiamo detto anche di Toninelli. Se uno è incapace, lo è indipendentemente dal sesso e il Ministro dell'istruzione non è adeguata a gestire questa fase. Purtroppo, anche chi si occupa di trasporti ha parlato di questa storia dei congiunti sull'autobus e non so se sia responsabile il Ministero della salute o quello dell'istruzione per ciò che concerne la rilevazione della temperatura nei test universitari. Del resto, siamo di fronte a un Governo inadeguato. Ho visto che il ministro Di Maio si è portato il sottosegretario Di Stefano in Libia. L'ha portato per spiegargli che in Libia ci sono i libici e che i libanesi stanno in Libano. Forse per questo è andato anche Di Stefano con Di Maio in Libia. ( Applausi ). Poi ci sono due Tripoli, ma questo glielo spiegherò un'altra volta a Di Stefano: ce n'è una in Libia e una anche in Libano. Forse da lì nasceva la confusione. Noi siamo assolutamente esterrefatti di fronte a ciò che ha fatto questo Governo. C'è anche il caos immigrazione. Oggi hanno mandato la nave ospedale Allegra perché arriva la Sea Watch. Noi non condividiamo - forse questa è la parte della mozione che a lei non piaceva - il pensiero di questa gente e di questi grandi artisti - ho letto che ce n'è uno che ha preso le navi - che sostengono il ritorno della Sea Watch e che incoraggiano il traffico di persone che parte dal Nordafrica. Favoriscono l'arricchimento dei trafficanti. E noi siamo costretti a organizzare la quarantena con le navi, che costa un sacco di soldi. Noi siamo solidali con i cittadini di Lampedusa e con il presidente della Regione Musumeci (Applausi) che solo oggi è stato ricevuto dal Presidente del Consiglio. Forse per questo non è venuto. Speriamo che faccia delle cose buone e che dia delle risposte, anche se dubitiamo che ci saranno. Stiamo riempiendo quindi la Sicilia di navi per la quarantena, stanno arrivando la Sea Watch, Carola Rackete e molti altri. Noi non ci stiamo a tutto questo ed è una politica vergognosa e di resa. Abbiamo dato 11 milioni alla Tunisia giorni fa e gli sbarchi continuano. In Libia avete riscoperto - guardate un po' - l'autostrada che voleva fare Berlusconi. Ecco, se dovete dire una cosa utile, dovete ridire le cose che hanno detto i Governi di centro-destra, che anche nel Nordafrica hanno fatto una politica di sicurezza e di cooperazione, non di nullità come la vostra. Non conoscete nemmeno la geografia. Quindi non siamo assolutamente d'accordo. Per quanto riguarda la trasparenza, noi vorremmo capire una questione. Il ministro Speranza ci ha detto oggi che saranno resi noti tutti i verbali. Condivido quello che hanno detto molti e che dice anche la nostra proposta di risoluzione. Perché non avete reso noti i verbali? Prima, mentre parlava una collega, la senatrice Papatheu ha detto che c'è voluto un ricorso al TAR della fondazione Einaudi per costringervi a tirare fuori le carte; un ricorso al TAR! (Applausi) . E allora lei ci dice che darete notizie sulla questione che è stata già evocata del 12 febbraio; a chi, quando e come? I fatti sono questi sul rapporto citato di Merler, della Fondazione Kessler, che poi è stato dato al Comitato tecnico-scientifico il 12 febbraio del 2020. Sapevate che cosa avete fatto. Avete anche disatteso le indicazioni delle Regioni. I giornali quest'estate hanno riportato titoli e frasi come «Blindare Alzano e Nembro» ma Conte ignorò gli scienziati; hanno parlato degli errori e dei ritardi nella settimana di marzo, del giallo delle carte a Conte. E ancora: «Ha mentito pure al Parlamento, il 26 marzo alle Camere il Premier addossò al Comitato tecnico-scientifico la responsabilità del lockdown » . Hanno detto altresì che Conte è stato sbugiardato sul Covid-19 perché disse di non aver ricevuto il parere dei tecnici, ma un'intervista a «il Fatto» lo smentiva. Ce ne è anche per lei purtroppo, ministro Speranza. Vi è un audio dal quale si evince che dalla Regione Lombardia le chiedevano di istituire le zone rosse ad Alzano e altrove e non le avete fatte il 3 marzo, il 6 marzo, prima di quel confuso 8 marzo. Le zone rosse limitate, no, ma la chiusura improvvisa di tutta Italia, sì. Noi vogliamo trasparenza per individuare delle responsabilità politiche. Ecco perché volevamo Conte e non la vittima sacrificale Speranza mandato avanti. Venga Conte in Parlamento a dire perché ha negato l'evidenza. Ha detto e ammesso addirittura che non aveva letto il rapporto che gli era stato dato i primi di marzo. Ma come? Il Presidente del Consiglio, tutta la discussione che vi è stata? Mandavate alla Cina, di cui siete ormai i camerieri, le mascherine e quant'altro, quando sapevate dell'emergenza italiana? Noi vogliamo che si discuta di tutto questo e lei non ci può venire a dire che darete pubblicità agli atti perché eravate - e mi rivolgo anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle - i re dello streaming. Siete diventati i prìncipi dell'occultismo in questa materia di sanità. (Applausi). Tenete nascosto tutto. I prìncipi dell'occultismo, siete i negazionisti della verità. Dove è lo streaming ? Dove è la trasparenza? Dove è il principio "uno vale uno"? Avete occultato documenti e prove per difendere la credibilità di un Governo che è assolutamente inadeguato. Questo ha fatto Conte. Poi può arrivare anche Orano e l'altro pubblico ministero a dire che non ci sono stati i reati. Io spero che invece la procura di Bergamo vada avanti, perché poi uno che sta alla Presidenza del Consiglio tuttora può inquinare le prove e le può occultare e - Dio non voglia - scoppi un'emergenza, può anche reiterare quello che noi riteniamo un reato. Ci sono alcune previsioni nei nostri codici nel caso in cui si occultano e si inquinano le prove e si reitera un reato. Quindi noi giudichiamo molto male l'azione del Governo. Per quanto riguarda il negazionismo, quelli che fanno i cortei negazionisti sono degli imbecilli. Non ho difficoltà a dirlo perché tali sono. State attenti però perché anche Zingaretti girava sui Navigli a Milano a fare il principe dei negazionisti, anche il sindaco di Bergamo Gori diceva «lasciateci lavorare». Quindi noi non condividiamo la gara al negazionismo, ma non condividiamo neanche l'allarmismo totale. Riteniamo che un clima di emergenza permanente serva solo alla vostra autodifesa politica, alla eternazione del vostro potere. I numeri attuali sono da non sottovalutare, ma siamo a 107 persone in terapia intensiva e i contagiati sono quasi tutti asintomatici. Non dobbiamo sottovalutare nulla, ma l'emergenza permanente non va bene. Non diciamo, quindi, certamente che hanno ragione i negazionisti - che biasimiamo perché non si può giocare con queste cose - ma vorremmo quella trasparenza che non può essere rinviata, Ministro. La trasparenza serve ora e subito, sennò è un'autodifesa per tutti gli errori che avete fatto il 12 febbraio e i primi di marzo, con responsabilità drammatiche. Forse, quindi, lei ha fatto bene a dire no allora alla nostra proposta di risoluzione - correggo il mio giudizio - perché la nostra proposta di risoluzione dice la verità. Voi siete il Governo del negazionismo della verità e della trasparenza. (Applausi) . CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, come è stato detto in precedenza anche dai colleghi, lei è la vittima sacrificale di questo Governo oggi, di un presidente Conte che abbiamo visto in tutte le trasmissioni televisive durante il periodo di lockdown , quando c'era da illudere gli italiani, ma adesso che si arriva alla resa dei conti, all'autunno, sparisce e si scioglie come neve al sole. (Applausi) . Però, Ministro, purtroppo il presidente Conte le ha dato il compitino, come al solito. Ricordiamo infatti tutte le volte che il presidente Conte è venuto in quest'Aula: ci diceva «faremo» e «diremo», usava sempre il futuro. Anche lei ringrazia gli italiani e i medici (ma chi è che non ringrazia i medici? Li abbiamo ringraziati per mesi) e dice: faremo, vedremo, staremo vicini. È un po' pochino, Ministro, da parte di chi, in questo momento, dovrebbe venire in Senato a spiegare come affronterete l'autunno. Nulla sulle tracciature, nulla sulla distinzione tra contagiato e malato, nulla sulla distinzione tra sintomatico e asintomatico, nulla sulla distinzione tra carica virale rilevante o irrilevante. Ci viene a raccontare, Ministro, che siamo tutti sulla stessa barca. Ma siete voi sulla stessa barca perché io non voglio essere sulla vostra barca! (Applausi) . Noi non vogliamo essere sulla vostra barca perché per mesi, quando ci siamo resi disponibili con questo Governo e con il Paese ad aiutarvi e a collaborare, voi avete detto che avreste fatto tutto da soli. Il 31 gennaio Conte decreta lo stato di emergenza in assoluta segretezza, senza farlo sapere praticamente a nessuno. Il 7 marzo, Ministro, il Comitato scientifico chiedeva misure rigorose solo in alcuni territori e voi - che avete tenuto nascosto tutto al Paese e vorrei evidenziarlo - il 9 marzo, prendendovi la responsabilità, decidete la chiusura totale di tutta Italia, lo stop agli spostamenti, la chiusura delle scuole e il blocco delle manifestazioni sportive. Vi dovete prendere la responsabilità di quello che avete fatto e non coinvolgerci nella vostra barca che sta affondando. Il 28 marzo arriviamo invece al cabaret . Il presidente Conte dice: nessuno resterà indietro, interverremo con misure straordinarie per rilanciare l'economia in modo che l'Italia possa tornare più forte di prima. Ecco, Ministro, il cabaret fatelo voi, perché i risultati sono totalmente diversi. Per quanto riguarda l'occupazione, gli ultimi dati parlano di 500.000 occupati in meno. La disoccupazione giovanile è al 31 per cento. Ma non aveva detto che nessuno sarebbe rimasto indietro? L'Istat ci dice, il 7 di luglio, che stima il 38,8 per cento delle imprese italiane a rischio chiusura, lasciando a casa circa 3,6 milioni di addetti, ed il 65,2 per cento delle imprese di ristorazione e degli alberghi. Noi l'avevamo detto in quest'Aula al ministro Franceschini di fare attenzione perché le imprese del settore ristorazione e turismo rischiavano di fallire. Ci ridevate in faccia. Adesso ridete in faccia all'Istat. Il 61 per cento delle aziende dello sport, della cultura e dell'intrattenimento, con circa 700.000 addetti, sono a rischio. Ma non avevate detto che nessuno doveva rimanere indietro? Non l'avevate promesso agli italiani? (Applausi) . Non facevate le dirette televisive tutti i sabato sera per far vedere il nostro eroe, presidente Conte, che avrebbe salvato le aziende e le famiglie italiane? E adesso dov'è il presidente Conte? Dov'è? È nascosto? Senza parlare della cassa integrazione: migliaia di italiani stanno aspettando ancora la cassa integrazione. Ma voi con cosa pensate che mangino le famiglie italiane? Col bonus vacanza di Franceschini? A proposito di bonus vacanza, 2,2 miliardi buttati via; sono stati messi sul tavolo e ne sono stati utilizzati solamente 200 milioni. Il consiglio che le diamo, visto che lei è il Ministro che rappresenta il Governo in questo momento, è in primo luogo di ascoltarci; in secondo luogo di ascoltare le associazioni di categoria del turismo e, infine, di prendere quei due miliardi e di utilizzarli per fare qualcosa di diverso. (Applausi) . Tutto questo però, Ministro, accade in un Paese dove prima il 31 gennaio e poi inspiegabilmente il 29 luglio vengono dati pieni poteri al Premier , estromettendo il Parlamento dai poteri decisionali. Noi siamo solamente i ratificatori di quello che decide il presidente Conte. Noi dobbiamo semplicemente, secondo voi, dire di sì, perché tutte le volte che diciamo di no non siamo collaborativi, siamo cattivi e non vogliamo bene all'Italia. Noi vogliamo bene all'Italia, non chi vuole i pieni poteri per farne non si sa che cosa e per andare in ginocchio davanti al governo cinese. (Applausi) . Il tutto, Ministro, di fronte a una situazione ben al di sotto di quello che ci state raccontando, perché i contagi comunque sono ben al di sotto della media europea, i contagiati non hanno quella carica virale che tutti temevamo e di conseguenza sappiamo benissimo che i pieni poteri che state cercando servono solamente per togliere le libertà democratiche nel nostro Paese. (Applausi) . Questa è l'essenza di questo Governo: togliere le libertà democratiche al nostro Paese, in uno Stato, signor Ministro, dove proprio in vista della stagione turistica si è permesso di tutto e di più, senza controlli, perché chi doveva controllare non ha controllato, per poi puntare il dito sulle Regioni, per poi dire che il Presidente della Regione Sardegna è stato inefficiente. Io esprimo la mia solidarietà personale al Presidente della Regione Sardegna. (Applausi) . Quando aveva avanzato proposte su come dovevano essere gestiti i turisti in Regione Sardegna l'avete tutti irriso e avete detto che era un irresponsabile; adesso la colpa è delle discoteche e ci sentiamo dire dai tromboni della politica e da chi fa il fenomeno che la colpa è dei giovani perché non ascoltano, la colpa è dei giovani perché si abbracciano, la colpa è dei giovani perché non mettono le mascherine. Visto che i giovani non mettono le mascherine dovevate prevedere dei controlli e delle sanzioni. Non l'avete fatto e questo è il risultato. Non è colpa dei giovani, è colpa vostra che fate le leggi e non le fate applicare, signor Ministro. (Applausi) . In questi mesi, come le abbiamo detto, siamo sempre stati collaborativi. Speravamo che arrivasse qualcosa, perché erano i mesi di calma in cui ci aspettavamo che tutti i tecnici che avete consultato ci dicessero come avremmo dovuto affrontare l'autunno. Noi stiamo affrontando l'autunno facendoci il segno della croce. Sulla sanità. Tornano i turisti dall'estero e dalla Sardegna, Ministro, e non ci sono regole condivise per i tamponi: code chilometriche davanti agli ospedali, giorni per gli esiti dei tamponi e stiamo parlando di qualche decina di migliaia di turisti. Mi immagino se - speriamo di no - dovesse succedere la stessa cosa che è successa questo inverno. Avete avuto il tempo per fare, decidere e condividere con le Regioni e non avete fatto nulla. (Applausi) . Sulla scuola mi sembra di sparare sulla Croce Rossa: un Ministro inadeguato, un Ministro che per mesi ci ha raccontato tutto e il contrario di tutto. Fate un rimpasto di Governo e sostituitela. Prima parlava delle distanze, poi parlava dei banchi con le rotelle, poi le mascherine sì, le mascherine no, le mascherine boh; gli orari e i giorni alternati, le scuole e gli spazi da trovare, con 140.000 studenti che devono ancora essere posizionati; il tampone per gli insegnanti sì, il tampone per gli insegnanti no; trasporto degli alunni che è un'odissea. Signori, le cose devono essere chiare. Le famiglie si aspettano risposte chiare. Le famiglie si aspettano di poter mandare i loro figli a scuola nel modo più sereno possibile e di avere un Ministro alla loro altezza. Questo è un Ministro che non è all'altezza delle famiglie italiane. (Applausi) . Sull'immigrazione, uno Stato in cui c'è un Premier con i pieni poteri e che in Liguria, a Ventimiglia, utilizza gli alpini con lo zaino e con le armi per tenere distanti i bagnanti, uno Stato in cui c'è un Premier con i pieni poteri deve far rispettare le regole a chi entra irregolarmente nel nostro Paese (perché questi sono irregolari che entrano nel nostro Paese), soprattutto se questi irregolari pensano di fare quello che vogliono. Se entri in modo irregolare nel nostro Paese, stai dove il nostro Paese ti mette, ti piaccia o non ti piaccia. (Applausi) . Ministro, siamo molto preoccupati. Informazioni tenute nascoste ai cittadini, con metodologie da ex Unione Sovietica; pieni poteri a un Premier con limitazione delle libertà previste dalla Costituzione; confusione e mancanza di programmazione dei servizi fondamentali previsti dalla Costituzione (istruzione e sanità). Noi consideriamo il presidente Conte responsabile di tutto questo e vogliamo che venga in Aula. C'è un'ultima domanda che le rivolgo, Ministro, anche se sicuramente la nomina non spettava a lei. Il senatore Monti è stato nominato supercommissario all'Organizzazione mondiale della sanità. Ma lei, che è il Ministro, ha spiegato all'Organizzazione mondiale della sanità che il senatore Monti, quando era Premier , è stato quello che ha tagliato la sanità in Italia? (Applausi) . In un momento di crisi mondiale, all'Organizzazione mondiale della sanità noi mettiamo quello che ha massacrato la sanità nel nostro Paese. Siamo la repubblica delle banane, se abbiamo solamente il senatore Monti all'Organizzazione mondiale della sanità. (Applausi) . Bastava prendere uno di quelli che voi chiamate eroi e mandarlo all'Organizzazione mondiale della sanità. Perché quelli non sono eroi solamente in Aula: bisogna riconoscere il loro lavoro anche dando loro ciò che meritano. (Applausi) . RAMPI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, avrei voluto seriamente provare a rimanere oggi nel merito delle proposte di risoluzione che stiamo per votare per dare un indirizzo al Governo, dopo l'interessante, rigorosa e seria, come sempre, relazione del ministro Speranza, rispetto alle priorità che in un Paese normale sarebbero condivise: le priorità di riuscire a far funzionare l'economia e la socialità di questo Paese, i luoghi dell'aggregazione, su tutti la scuola, in un momento in cui ci troviamo ancora nel pieno di una pandemia, in cui abbiamo ancora di fronte mesi difficili e in cui dobbiamo con fatica riuscire a far convivere due cose, che naturalmente non convivono. Infatti, la relazione e la socialità non convivono con la prevenzione da un virus che si trasmette esattamente attraverso la relazione e la socialità. Abbiamo attraversato mesi drammatici, in cui abbiamo dovuto interrompere drasticamente la relazione e la socialità; abbiamo accettato la sfida, tutti insieme, maggioranza e Governo, di provare a vivere la relazione e la socialità in sicurezza. È una grande sfida, che comporta un rafforzamento dei nostri sistemi sanitari, come il Ministro ha spiegato in maniera molto chiara, una tempestività nell'intervento, una capacità di reazione, una capacità di presenza sul territorio. Ma comporta anche un'indicazione dei comportamenti da seguire da parte delle persone che non si limiti agli aspetti tecnici. Non si tratta solo di imparare, quando governi la nave, come si alzano le vele; si tratta anche di capire in che direzione andare, come interpretare le stelle. Questo è uno dei compiti della politica. Un Paese si comporta anche secondo la classe dirigente che ha, e la classe dirigente di questo Paese si deve assumere la responsabilità di mandare dei messaggi ai propri cittadini sui comportamenti da avere nei prossimi mesi. Sarebbe stato utile anche negli ultimi mesi, perché noi avremmo potuto, durante l'estate, arrivare a contagio zero, se non ci fossero stati alcuni comportamenti scellerati, di cui non sono responsabili, come qualcuno dice che noi diciamo - e non lo diciamo mai -, ad esempio i nostri ragazzi, però certi pifferai magici sì, certi Lucignolo che portano i ragazzi nei paesi dei balocchi sì: loro sono responsabili, perché quest'estate non era il momento di abbassare i comportamenti di cautela. Allora ci sono dei responsabili. Io mi occupo di spettacolo dal vivo ed ho un grande rispetto per il cabaret , che è una grande arte. Ma non mi aspettavo oggi di sentire in quest'Aula delle forme di cabaret (Applausi), perché in questi mesi non c'è proprio niente su cui scherzare; non c'è da fare le battute, come alle scuole medie, sui cognomi dei colleghi in un momento di pandemia (Applausi). Ci sono persone in quest'Aula che hanno una storia politica ben più lunga della mia, che siedono in questi banchi da numerose decine di anni, che dovrebbero aver maturato la serietà di comportamento, la serietà di comportarsi in maniera responsabile in un momento in cui si scherza con la vita delle persone. Allora finiamola di inventarci dei nemici che non ci sono. Nel bellissimo ultimo film della saga sull'Uomo ragno c'è un signore che non è un supereroe ma che ha costruito dei cattivi immaginari che si vedono grazie a dei proiettori; lui li sconfigge e diventa un supereroe. Noi in quest'Aula continuiamo a vedere qualcuno che vuole fare il supereroe, sconfiggere dei nemici che non ci sono, che stanno per invadere questo Paese ogni mezzo minuto, quando invece c'è un nemico vero, microscopico, invisibile, che dobbiamo sconfiggere tutti insieme e che richiede un salto di qualità e di responsabilità da parte di tutti. Signor Ministro, guardi io la ringrazio non solo per il lavoro straordinario che ha fatto in questi mesi, ma anche per il suo rigore, per il suo comportamento e per il suo atteggiamento. Noi - e non è piaggeria questa, perché ci conosciamo da tanti anni e non abbiamo bisogno di fare queste cose - abbiamo bisogno di politici che abbiano questo tipo di comportamento e di atteggiamento, questo modo di presentarsi di fronte ai cittadini. Come in tutti i Paesi normali, abbiamo bisogno di una destra come di una sinistra; abbiamo bisogno di un campo conservatore come di un campo progressista. Però abbiamo bisogno di leader conservatori, che si dividono con noi su tanti provvedimenti e su quali sono le strategie di fondo dell'economia, ma che non si dividono quando c'è da affrontare insieme una pandemia. Anche io non ho piacere a stare nella stessa barca con alcune persone, però in questa barca ci siamo e allora dobbiamo provare tutti a remare nella stessa direzione, altrimenti veniamo mangiati dai coccodrilli. Ci piaccia o meno. Quando sei naufrago sull'isola deserta ti fai andare bene anche il collega che hai. Quindi facciamo tutti uno sforzo. Non ci vorremo sicuramente bene, però almeno proviamo ad arrivare al vaccino senza utilizzare per la campagna elettorale tutte le armi disponibili, assolutamente disinteressandoci del futuro dei nostri ragazzi, dei nostri bambini e dei nostri anziani, che rischiano la vita nei prossimi mesi. Non sono un allarmista però questo è un dato di realtà. Voglio parlare al cuore, ma voglio anche fare un monito: guardate, non metteteci nella condizione tra qualche mese di dovervi dire che siete responsabili delle persone che torneremo forse a perdere, perché c'è l'emergenza oppure no. Non ci sarà l'emergenza oggi nelle sale di terapia intensiva, ma non c'è per le cose drammatiche che abbiamo dovuto fare nei mesi scorsi. Vogliamo tornare a quelle cose drammatiche? Vogliamo tornare all'emergenza nelle sale di terapia intensiva o vogliamo dire che la pandemia fino a che non c'è un vaccino è un'emergenza e che non se l'inventa nessuno? (Applausi). Come si fa a dire che qualcuno vuole limitare le libertà? Chi è al Governo, se avesse la possibilità, direbbe ai suoi cittadini, anche per opportunismo, di divertirsi e di fare tutto quello che ritengono, ma purtroppo questo non lo possiamo fare e quindi facciamo un salto di qualità nella cultura e nella qualità della classe dirigente, che affronti la (Il microfono si disattiva automaticamente) sfida delle prossime settimane. (Applausi) . PIRRO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Onorevoli colleghi, onorevole Ministro, parrebbe che improvvisamente qualcuno si sia reso conto che il virus Sars-Cov-2 è ancora in circolazione e fa paura. Ora tutti paventano una seconda ondata, magari dopo aver avuto comportamenti imprudenti. I dati delle ultime settimane confermano che era necessario prorogare lo stato di emergenza, come ci eravamo detti in questa stessa Aula poco più di un mese fa. Ancora una volta, grazie alle scelte coraggiose e responsabili di questo Governo, elogiate dalla comunità scientifica mondiale, abbiamo tenuto a bada i contagi, contrariamente a quanto avvenuto in altri Paesi europei, che dopo una prima ondata apparentemente più modesta che in Italia ora si trovano ad affrontare numeri di contagi giornalieri molto alti. In questi mesi abbiamo messo in atto misure e strategie di intervento tali da mettere in sicurezza il nostro Servizio sanitario nazionale, come ad esempio l'effettuazione di tamponi a chi rientra da zone ad alto rischio, anche col sistema del pit stop e senza le code che qualcuno ha immaginato (lunedì ero in un ospedale, c'era il servizio di pit stop e non c'era nessuna attesa per effettuare il tampone). Stiamo incrementando sempre di più il numero dei tamponi che effettuiamo giornalmente, che vanno ancora aumentati in vista della riapertura delle scuole ed oggi abbiamo superato il numero di 100.000. Questo ci consente di individuare tutti quegli asintomatici che a marzo e ad aprile ci sfuggivano, perché contrariamente a quanto ha affermato ad esempio il senatore Zaffini, non ci limitiamo più a testare solo chi manifesta i sintomi, ma tracciamo più accuratamente la catena dei contagi e i comportamenti a rischio. Questo è fondamentale per circoscrivere i focolai e consentirci di guardare con serenità al prossimo importante appuntamento, che è la riapertura delle scuole, perché questa è la nostra priorità assoluta, come ha giustamente detto anche lei, signor Ministro. Ogni nostro sforzo e ogni sacrificio mirano a questo risultato. Dovremmo mettere fine alle polemiche. Avremmo dovuto lavorare tutti insieme con questo obiettivo in maniera trasversale e invece così non è stato, si e colta l'occasione per attaccare il ministro Azzolina, a cui vanno tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà (Applausi), non solo perché sta facendo un ottimo lavoro e sta risolvendo problemi causati anche da decenni di cattiva amministrazione della scuola, ma anche e soprattutto per i beceri attacchi sessisti che riceve continuamente, in particolare sulle pagine dei simpatizzanti di un certo partito. Purtroppo accade troppo spesso che chi si sente inferiore non abbia strumenti per controbattere e non trovi di meglio da dire che qualche frase offensiva, che non avendo grandi strumenti intellettivi basi il proprio modo di ragionare sulla propria mascolinità e non riesca ad accettare di soccombere dinanzi ad una giovane donna preparata ed anche bella. (Applausi) . Ma se ne facciano una ragione: Lucia è migliore di loro, migliore di chi abbandona la barca quanto teme che stia affondando. Per fortuna c'è chi non fugge dinanzi ai problemi e riporta la barca in porto sana e salva. Colgo l'occasione per rispondere anche ad un'altra sciocca affermazione dell'ex Ministro leghista, che non accettava lezioni da chi parla di scie chimiche. Ebbene, siamo noi che non vogliamo stare sulla stessa barca di chi siede vicino e milita nel partito di chi nel luglio del 2013 presentò un'interrogazione al Parlamento europeo proprio sulle scie chimiche e la loro pericolosità. (Applausi) . PRESIDENTE. Si rivolga a me. PIRRO (M5S) . Ma torniamo ad oggi. Dovremmo tutti insieme responsabilizzare i nostri figli, i nostri giovani al rispetto delle tre semplici regole ritenute fondamentali dalla comunità scientifica mondiale: indossare la mascherina, igienizzare frequentemente le mani, mantenere le distanze. Smettiamola di parlare di banchi con le rotelle. Ormai è evidente a tutti che questi sono solo una minima parte di quelli ordinati e saranno utilizzati per forme di didattica finalmente più moderna e alternativa a quella tradizionale. Poniamo invece attenzione affinché gli enti territoriali mettano correttamente in pratica le linee guida sul trasporto pubblico locale, cosicché i nostri ragazzi possano arrivare a scuola in totale sicurezza. Questi sono gli aspetti fondamentali in questo momento: la sicurezza sanitaria del Paese, non abbassare la guardia e fare ogni sforzo perché la ripresa in corso sia delle nostre attività sociali, che del tessuto economico non sia messa a rischio, ma - anzi - supportata, sostenuta e agevolata. Queste dovrebbero essere le priorità di tutti e non misere polemiche sterili e vergognose da campagna elettorale. Vigiliamo piuttosto insieme affinché le Regioni presentino velocemente i piani per la riduzione delle liste d'attesa e per l'utilizzo dei quasi 500 milioni di euro messi a disposizione con il cosiddetto decreto agosto, visto che siamo tutti concordi nel ritenere una criticità il fatto che, a causa del lockdown , molti cittadini non hanno trovato risposta alle loro necessità e che ora bisogna rimediare. Dimostriamo di essere responsabili e pensiamo al bene dei nostri concittadini. Noi lo siamo e lo saremo sempre e per questo annuncio convintamente il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle alla proposta di risoluzione della maggioranza. (Applausi) . CRUCIOLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, ho sentito con sincero dispiacere dai banchi dell'opposizione apostrofare il Governo con parole tipo «criminali». Penso che il Governo abbia agito sostanzialmente bene nel periodo di effettiva emergenza e condivido anche quanto detto dal ministro Speranza sul fatto che occorre mantenere prudenza. Tuttavia, non penso che la prudenza sia incompatibile con gli strumenti ordinari forniti dalla nostra Costituzione, anche in via d'urgenza, ma ordinariamente. Mi aspettavo che la proposta di risoluzione prevedesse, tra gli impegni del Governo, quello di revocare lo stato di emergenza, che invece è stato prorogato al 15 ottobre. Mi aspettavo ciò specie leggendo nelle premesse della proposta di risoluzione di maggioranza quanto segue: «Dai dati epidemiologici risulta complessivamente che il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da Covid-19 in Italia non manifesta particolari criticità». Date queste premesse, mi sarei aspettato la richiesta al Governo di revocare lo stato di emergenza, così come che ci fosse una richiesta all'Esecutivo di massima trasparenza e di pubblicizzare tutti gli atti del Comitato tecnico-scientifico. Questa colpevole omissione presente nella proposta di risoluzione ha consentito a personaggi tra i più politicamente torbidi e opachi della storia del nostro Paese, come il senatore Gasparri, di fare a noi del MoVimento 5 Stelle una lezione sulla trasparenza. Pertanto, date queste colpevoli omissioni, io, coerentemente con il mio voto del 28 luglio scorso, mi pronuncerò in dissenso dal Gruppo e non voterò la proposta di risoluzione. CIAMPOLILLO (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. (Commenti). PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CIAMPOLILLO (Misto) . Signor Presidente, egregio Ministro, relativamente all'attuale riacutizzarsi del contagio da coronavirus mi permetto di rammentarle che già nel mese di febbraio scorso ho ritenuto opportuno suggerire il ricorso alle proprietà terapeutiche derivanti dagli estratti di cannabis al fine di contrastare... (Commenti). Presidente, io ho bisogno di parlare. PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, lei deve fare un intervento che riguardi l'oggetto della discussione, mentre mi pare che il suo non lo riguardi affatto. La prego di dire qual è il suo dissenso. CIAMPOLILLO (Misto) . Nel frattempo, come sa, signor Ministro, hanno perso la vita oltre 35.000 persone e, quantomeno inizialmente, non si è potuto neanche accertare l'esatto decorso della patologia viste le mancate autopsie. Solo per l'intervento di alcuni medici più coraggiosi, sebbene in un momento successivo, si è potuto accertare che le infiammazioni diffuse e le tempeste citochiniche indotte dal virus sono causa di trombosi che paralizzano l'apparato cardiorespiratorio sino a indurre il decesso. Ebbene, è notizia già di alcuni mesi fa che l'utilizzo degli estratti di cannabis può concretamente combattere gli effetti del Covid-19. Il Medical college of Georgia ha infatti pubblicato sulla rivista scientifica «Cannabis and cannabinoid research» i risultati di uno studio, concludendo che il CBD potrebbe aiutare chi si ammala in modo grave di Covid. Non ritengo, Ministro, che si possa ignorare consapevolmente l'esistenza di valide alternative a un vaccino non ancora reso disponibile né tantomeno ritengo condivisibile limitarsi a prorogare le attuali misure di contenimento senza valutare adeguatamente l'adozione di una terapia risolutiva o quantomeno coadiuvante nella lotta al virus. In conclusione, mi vedo quindi costretto a esternare il mio voto contrario a un'ulteriore inoperosa attesa della produzione di un possibile vaccino farmacologico con proroga delle attuali misure di contenimento che si sono rilevate limitatamente efficaci, e ciò ove si consideri che quantomeno nel frattempo si può far ricorso a una terapia alternativa, priva peraltro di effetti collaterali noti. PRESIDENTE. Senatore Ciampolillo, non ho capito qual è il suo dissenso. CIAMPOLILLO (Misto) . L'ho detto. Voterò contro la proposta di risoluzione di maggioranza. PRESIDENTE. Lei interviene sempre su uno stesso tema e non capiamo perché. Dica per cortesia qual è il suo dissenso. CIAMPOLILLO (Misto) . Presidente, l'ho già detto, se vuole, glielo ripeto. PRESIDENTE. Rispetto alle risoluzioni che ci apprestiamo a votare non ho sentito che abbia espresso un dissenso. CIAMPOLILLO (Misto) . Voterò contro la proposta di risoluzione di maggioranza e mi asterrò su quella di minoranza. PRESIDENTE . Prima di passare alle votazioni, avverto che, in linea con una prassi consolidata, le proposte di risoluzione saranno poste ai voti secondo l'ordine di presentazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Romeo, Bernini, Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dalla senatrice Pirro e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Si sono così concluse le comunicazione del Ministro della salute. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, per cortesia, evitiamo gli assembramenti. Se volete, uscite in maniera ordinata in modo che il senatore Bossi possa iniziare il proprio intervento. Prego, senatore. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, di solito negli interventi di fine seduta riportiamo notizie tragiche e talvolta drammatiche, mentre stavolta vorrei andare controcorrente e portare l'Assemblea a conoscenza di una buona notizia. Nella mattinata del 23 agosto, peraltro giorno del mio compleanno - e la ringrazio per gli auguri che mi ha fatto pervenire - nel delta del Po e più precisamente nei Comuni di Taglio di Po e Goro, il personale del Gruppo dei Carabinieri forestali di Rovigo e delle stazioni dipendenti - vorrei citarli uno a uno, ma per mancanza di tempo citerei solo coloro che si sono distinti in modo particolare: il tenente colonnello Alessandro De Vido e il maresciallo Stefano Zanghierato, del Gruppo carabinieri forestali di Rovigo, mentre per la Soarda, la sezione operativa antibracconaggio reati a danno degli animali, il maggiore Testa e il brigadiere capo Rossano Tozzi - coordinati dal pubblico ministero Sabrina Duò nell'operazione denominata Gold River - hanno sgominato una vera e propria banda di pescatori di frodo, i famosi bracconieri. Secondo le contestazioni notificate, questo gruppo era uno dei più importanti cartelli di predoni delle aste fluviali, che spaziavano in tutta Italia, un vero e proprio quartier generale della commercializzazione illecita del pescato catturato per poi essere rivenduto al mercato estero, in violazione delle norme vigenti e in modo non conforme alle normative sanitarie, mascherata dietro l'attività professionale di alcuni di loro. Sono 16 le persone di nazionalità rumena e una ungherese indagate, più di 50 persone sono coinvolte nella rete per aspetti amministrativi, immobili e veicoli sono stati sequestrati e ad otto di questi individui è stata infine contestata l'associazione per delinquere. Dopo questi dati, posso portare il nostro più grande ringraziamento alle Forze dell'ordine e in questo caso al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell'Arma dei carabinieri, alle stazioni che hanno collaborato, alla Soarda e alle associazioni di controllo sui fiumi fatte da volontari, che nel periodo dell'emergenza sanitaria Covid hanno continuato a lavorare e a verificare con determinazione quanto è emerso ancora una volta. Mi riferisco a ciò che io ed altri colleghi abbiamo portato all'attenzione pubblica e delle istituzioni. Abbiamo votato in questo ramo del Parlamento, nell'arco di tre mesi, in sede deliberante - dando la dimostrazione al Paese intero che, se si vuole, le cose si possono fare - una legge per permettere di fermare reati di questo tipo. Purtroppo questa proposta di legge, signor Presidente, è ancora ferma alla Camera dei deputati, perché nell'altro ramo del Parlamento non hanno la nostra sensibilità, oppure fanno finta di non averla. Questa proposta di legge è calendarizzata in Commissione agricoltura e aspetta solo di essere licenziata: un lavoro volenteroso, che volendo si fa in due settimane. Ad oggi ci hanno pensato le Forze dell'ordine a ricordarci che le leggi non si tengono ferme nei cassetti: signor Presidente, ricordo che queste bande criminali il più delle volte sono armate e pericolose e ricordo che dietro le divise dei volontari che controllano i fiumi ci potrebbero essere i vostri figli e i vostri mariti. Quindi non aspettiamo che ci scappi il morto, per rendere realtà questa legge. (Applausi) . BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei far presente che ormai da diversi mesi, oltre un anno, quindi addirittura da prima dell'emergenza Coronavirus e della data fatidica del 30 gennaio, avrebbe dovuto essere rinnovato l'Osservatorio delle professioni sanitarie, che è previsto come strumento di collegamento tra il Ministero dell'università e il Ministero della salute, perché ha precisamente come obiettivo specifico quello di verificare la programmazione del numero di posti da mettere a concorso nei diversi corsi di laurea e che ne rivede di fatto il curricolo scientifico. In un contesto emergenziale concreto come quello vissuto fino ad ora, in cui l'attenzione rivolta ai professionisti della salute (medici, infermieri, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio) è massima, abbiamo dimenticato totalmente di prestare l'attenzione dovuta a coloro che per legge sono preposti a prendere decisioni, come uno di quei comitati tecnico-scientifici (chiamiamoli così) previsti come organi di consultazione dei rispettivi Ministri, ma anche come organi di collegamento con i collegi professionali. Io chiedo quindi che il rinnovo dell'Osservatorio delle professioni sanitarie trovi l'attenzione dovuta sia per l'emergenza che stiamo vivendo, sia per il rispetto ordinario a professionalità di alta qualità a cui è affidata la salute di tutti noi, nella doppia prospettiva diagnostica, come succede per alcuni di questi profili (penso ai tecnici di radiologia e di laboratorio), e terapeutica, come succede ad altri di questi profili professionali (fisioterapisti, logoterapisti, terapisti della neuropsicomotricità dell'età evolutiva e così via). In questo momento, totalmente attenti e totalmente fagocitati dall'emergenza Covid, stiamo dimenticando tutto il resto della sanità, stiamo dimenticando di rendere non un omaggio, ma la dovuta attenzione a coloro che di fatto si prodigano in tutti gli ambiti della sanità. Credo sia importante che concretamente il Ministro dell'università e il Ministro della salute, con un'azione coordinata e combinata, ridiano spazio all'Osservatorio delle professioni sanitarie. Lo attendono centinaia di migliaia di professionisti; oltre 400.000 professionisti, tra infermieri e tutti gli altri, stanno aspettando di vedere riconosciuta... (Il microfono si disattiva automaticamente) . Grazie infinite, signor Presidente. (Applausi) . PRESIDENTE. Poteva terminare, senatrice Binetti. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 3 settembre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica giovedì 3 settembre, alle ore 11, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,38) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (1883) PROPOSTA DI QUESTIONE PREGIUDIZIALE VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Comunicazioni del Ministro della salute sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020 : sulla proposta di risoluzione n. 2, la senatrice Papatheu avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Berardi, Bini, Bossi Umberto, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Ciriani, Crimi, Damiani, De Poli, De Siano, Di Piazza, Faraone, Fattori, Giacobbe, Lezzi, Lupo, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Merlo, Misiani, Mollame, Monti, Napolitano, Nastri, Romagnoli, Ronzulli, Sbrollini, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile e Turco. Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario, variazioni nella composizione Il Presidente del Senato, in data 1° settembre 2020, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario il senatore Mauro Laus in sostituzione del senatore Luciano D'Alfonso, dimissionario. Insindacabilità, richieste di deliberazione. Deferimento Il Tribunale di Massa, in composizione monocratica - Sezione Penale, con lettera pervenuta il 10 agosto 2020, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge 20 giugno 2003, n. 140, e ai fini di una eventuale deliberazione in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione - copia degli atti di un procedimento penale (n. 3717/2013 R.G.N.R. - n. 193/2019 R.G. Dib.) nei confronti della senatrice Laura Bottici. In data 1° settembre 2020 tale questione è stata deferita alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi degli articoli 34, comma 1, e 135 del Regolamento ( Doc . IV- ter , n. 10). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera in data 29 luglio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 - lo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2020 (n. 192). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 2 ottobre 2020. Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera in data 5 agosto 2020 ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 - lo schema di decreto ministeriale recante la definizione di nuove classi del corso di laurea in "scienze dei materiali" e dei corsi di laurea magistrale in "scienze dei materiali" e in " data science " (n. 193). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 22 settembre 2020. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 31 agosto 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 13- bis , del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225 - lo schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull'ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2020 (n. 194). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di atto è deferito alla 6ª Commissione permanente nonché, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 2 ottobre 2020. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 25 agosto 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 - le proposte di nomina dell'avvocato Giuseppe Busia a Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) (n. 57), nonché della dottoressa Laura Valli (n. 58), del dottor Luca Forteleoni (n. 59), dell'avvocato Paolo Giacomazzo (n. 60) e dell'avvocato Consuelo del Balzo (n.61) a componenti della medesima Autorità. Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, le proposte di nomina sono deferite alla 1ª Commissione permanente, che esprimerà il parere su ciascuna di esse entro il termine del 22 settembre 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 25 agosto 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 luglio 1997, n. 249 e dell'articolo 2, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481 - la proposta di nomina del dottor Giacomo Lasorella a Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (n. 62). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 22 settembre 2020. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 8 agosto 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2020 recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 198 dell'8 agosto 2020 (Atto n. 561). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 26 agosto 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 14, comma 10, della legge 28 novembre 2005, n. 246, la relazione - relativa all'anno 2019 - sullo stato di applicazione dell'analisi di impatto della regolamentazione. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . LXXXIII, n. 3). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 7 agosto 2020, ha inviato la relazione concernente l'impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferita al primo semestre 2019, predisposta ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti ( Doc . LXXIII, n. 4). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 25 agosto 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione - aggiornata al mese di giugno 2020 - sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e sullo stato dei procedimenti di sequestro o confisca. Il predetto documento deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . CLIV, n. 3). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 27 agosto 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 giugno 2009, n. 85, la relazione - per la parte di sua competenza - sull'attività della banca dati nazionale del DNA e del laboratorio centrale per la medesima banca dati, relativa all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, primo comma, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc . CLXI, n. 1). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 7 agosto 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 24- bis , comma 5, del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15, la prima relazione sullo stato di attuazione della strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, riferita all'anno 2019 e al primo semestre 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXIII, n. 3). Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento Il Garante del contribuente per la Toscana, in data 10 agosto 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente (Atto n. 562). Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, trasmissione di atti Il Presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, con lettera pervenuta in data 6 agosto 2020, ha trasmesso ai sensi dell'articolo 12, della legge 30 dicembre 1986, n. 936, il documento di "Osservazioni e proposte del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro relative alla Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) n. 144/1976 sulle consultazioni tripartite e sulla sua attuazione in Italia", approvato all'unanimità da quel Consesso nella seduta del 27 maggio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a , alla 11 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 560). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, con lettera in data 11 agosto 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 10, comma 3, della legge 28 giugno 2016, n. 132, il rapporto sull'attività svolta dal Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, riferito all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 13 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXVII, n. 3). Interrogazioni Atto n. 3-01883 IWOBI CANDURA LUCIDI VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: secondo quanto riportano importanti organi di stampa internazionali, il Governo turco starebbe concedendo la cittadinanza di Ankara a 12 importanti esponenti di una cellula terroristica di Hamas; al momento, 7 dei 12 agenti avrebbero già ricevuto la cittadinanza turca, oltre al passaporto, mentre gli altri 5 sarebbero in procinto di riceverla; sempre secondo quanto riportato da media internazionali, tali miliziani di Hamas sarebbero esponenti di prim'ordine, attivi nella raccolta fondi e nel coordinamento delle attività anche terroristiche dell'organizzazione, e che utilizzano la Turchia come base operativa; il riconoscimento della cittadinanza, e il rilascio di passaporti, fornirebbe la possibilità agli esponenti di viaggiare liberamente, e metterebbe in pericolo gli Stati che hanno iscritto Hamas nell'elenco delle organizzazioni terroristiche (tra i quali Stati Uniti, Canada, Unione europea); considerato che: nello statuto di Hamas si legge che "Israele sarà stabilito, e rimarrà in esistenza finché l'islam non lo ponga nel nulla", e "Ai paesi arabi che confinano con Israele chiediamo di aprire i loro confini ai combattenti, ai figli dei popoli arabi e islamici, per permettere loro di svolgere il loro ruolo, e di unire i loro sforzi a quelli dei loro fratelli, i fratelli musulmani della Palestina"; la politica estera di Erdogan sembra assumere sempre più un carattere assertivo: un revisionismo storico nei confronti dei confini con la Grecia, l'offensiva nella partita energetica nel mar Mediterraneo orientale, l'interventismo in Siria e Libia, e, da ultimo, la forte contrarietà al piano di pace Usa sul Medio Oriente, si chiede di sapere quali iniziative, di propria competenza, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di fare chiarezza sulla vicenda, e quali azioni diplomatiche il Governo italiano intenda adottare alla luce della posizione sempre più violenta di Ankara. Atto n. 3-01884 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il settore della frutta italiano negli ultimi tempi è stato colpito da eventi di rilevante gravità, a cominciare dai danni subiti dalla cimice asiatica, per arrivare alla grave perdita di fatturato subita dai frutticoltori per gli estremi eventi climatici e per le misure di lockdown scaturite dall'emergenza da COVID-19; l'emergenza sanitaria ha provocato tensioni e deprezzamenti per il mercato ortofrutticolo, determinando il tracollo di un settore che produce circa 2,5 miliardi di euro all'anno ed è l'ottavo esportatore al mondo di frutta fresca. Ad aggravare la situazione ha poi contribuito l'ondata di maltempo anomala registrata con l'avvio della stagione estiva, che sta mettendo in seria difficoltà le aziende di settore; il settore è stato completamente abbandonato dal Governo; i danni causati dalla cimice asiatica, che soltanto nel 2019 ammontano a circa 600 milioni di euro, sono stati liquidati con una cifra di sostegno assolutamente esigua, pari ad 80 milioni di euro, costringendo molti agricoltori a organizzarsi con forme di finanziamento alternative per evitare la perdita di reddito; destano preoccupazione per i frutticoltori i danni scaturiti dalle gelate di quest'anno, che hanno portato a cali drammatici del raccolto di frutta in tutta Italia: 90 per cento in meno le albicocche, 80 per cento in meno le prugne, 70 per cento in meno le pesche; le difficoltà logistiche ed economiche incontrate negli ultimi tempi hanno comportato un notevole ritardo nel rinnovare le pratiche per le assicurazioni; molti produttori non sono infatti riusciti ad assicurarsi per tempo e in alcuni casi si sono imbattuti in compagnie assicurative che non offrivano copertura contro i danni da gelo e brina; i risultati sono preoccupanti: i raccolti sono andati persi per il secondo anno consecutivo e si iniziano a registrare casi di abbandono dei campi con conseguenze disastrose per l'intero comparto ortofrutticolo, aggredito anche dalla nascita di fenomeni speculativi sui terreni incolti, si chiede di sapere: quali immediate iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare a sostegno del comparto ortofrutticolo italiano; se non ritenga di dover procedere ad una riforma del meccanismo delle polizze assicurative a copertura dei rischi da maltempo sui raccolti, che sia maggiormente aderente agli interessi degli agricoltori, favorendo un più ampio utilizzo di tale strumento, anche attraverso l'adozione di specifiche forme di incentivo. Atto n. 3-01885 CENTINAIO RIPAMONTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: da notizie di stampa, si apprende come il " tax credit vacanze", di cui all'art. 176 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, non stia producendo i risultati annunciati, scoprendosi, allo stato dei fatti, una misura assolutamente fallimentare; i dati aggiornati del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo indicano che il bonus , richiesto da circa 1,4 milioni di famiglie, è stato effettivamente utilizzato da circa una persona su 3; dei 600 milioni di euro prenotati ne sono stati infatti utilizzati soltanto 200, per una spesa complessiva pari a circa l'8 per cento delle risorse complessivamente disponibili; simili interventi, ad avviso degli interroganti di natura prettamente propagandistica, contribuiscono a creare un'immagine distorta della realtà, sminuendo la condizione di estrema difficoltà in cui versano le imprese del settore turistico; il meccanismo dello sconto, che obbliga le strutture ricettive ad anticipare parte dei soldi previsti, ha infatti spinto molte di queste strutture a non aderire alla misura, determinando una ridotta diffusione dello strumento del voucher , dal cui utilizzo non è in ogni caso scaturito alcun beneficio diretto per le imprese del settore; nonostante la misura rimanga in vigore fino al 31 dicembre, è evidente come, essendo entrati nella fase finale della stagione estiva, la tendenza sia da considerarsi abbastanza consolidata, venendosi a determinare un avanzo di circa 2 miliardi di euro di risorse; sarebbe opportuno valutare di impiegare le risorse non spese in misure di sostegno diretto alle imprese del turismo che sono danneggiate dal prolungarsi dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, e alle quali sono state fino ad oggi assegnate risorse assolutamente ridotte rispetto ai gravi danni economici subiti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia in possesso di dati che possano dimostrare che la norma in questione abbia avuto effetti positivi per la ripresa del settore turistico, e qualora ciò non fosse dimostrabile, se non intenda ridestinare le risorse ancora inutilizzate a sostegno diretto delle imprese del settore turistico, duramente colpite dagli effetti scaturiti dall'emergenza epidemiologica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04009 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione Premesso che, il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (detto "decreto rilancio"), prevede un fondo di 300 milioni di euro da destinare alle scuole paritarie; a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, la ripartizione prevista dal decreto non è avvenuta e circa 12.000 scuole paritarie, dall'infanzia alle superiori, frequentate da quasi 900.000 alunni, rischiano di chiudere, non potendo più sostenere i costi delle strutture e non potendo contare sulle rette scolastiche, non più sostenibili dalle famiglie che hanno visto la capacità di spesa ridotta del 5 per cento; nell'anno scolastico 2020/2021, secondo un recente studio, 4.000 scuole paritarie chiuderanno definitivamente, scaricando sulla scuola statale i loro iscritti (circa 260.000 studenti) con un costo, per i cittadini, di 2,4 miliardi di euro; sopravvivranno soprattutto le scuole paritarie con rette superiori a 5.000 euro annui a danno, ancora una volta, dei meno abbienti, che, privi di dispositivi tecnologici o di collegamento ad internet , in pieno lockdown non hanno potuto seguire la didattica a distanza; in questo anno duramente segnato dall'emergenza sanitaria per la pandemia, le scuole paritarie sono state al fianco degli alunni e delle loro famiglie, testimoniando anche in questa imprevista circostanza il valore del loro ruolo educativo, si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda assumere per accelerare l'erogazione dei fondi stanziati e destinati alle scuole paritarie, necessari alla sopravvivenza delle strutture scolastiche e a garantire a tutti il diritto allo studio, considerato che le scuole paritarie sono parte costitutiva del sistema nazionale di istruzione, realtà sociali che svolgono un servizio pubblico e rappresentano una risorsa importante per tutto il Paese. Atto n. 4-04010 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il grave stato di crisi determinato dall'emergenza COVID-19 e la conseguente assenza del turismo straniero proveniente dai Paesi europei e dagli USA, dalla Russia e dalla Cina stanno penalizzando in maniera drammatica il comparto termale, proprio nel periodo di alta stagione, creando un danno irreparabile all'intero settore che vede nel comprensorio delle terme e dei Colli Euganei il più grande complesso termale d'Europa ed eccellenza riconosciuta a livello mondiale; nelle località venete di Abano e Montegrotto, secondo quanto riportano i dati di Federterme, il calo del fatturato a giugno è stato dell'80-85 per cento, a luglio del 65-70 per cento, con perdite stimate di circa 200 milioni di euro per il 2020; il sistema di ammortizzatori sociali si è rivelato del tutto inadeguato alla crisi economica ed occupazionale in atto nel nostro Paese (il FIS, fondo di integrazione salariale, di maggio è stato percepito, ad oggi, solo dal 10-15 per cento dei richiedenti): il rischio è l'approssimarsi di un'emergenza sociale dirompente; con atto 4-03877 l'interrogante ha già portato all'attenzione del Governo la gravità della situazione del comporto termale, in particolare di quello veneto, si chiede di sapere quali opportune iniziative di competenza si intenda assumere per accelerare l'erogazione degli ammortizzatori sociali da parte dell'INPS e dare finalmente una risposta a quanti attendono da mesi questo aiuto economico e, inoltre, se non si reputi necessario proclamare in tempi rapidi lo stato di crisi del settore termale- alberghiero. Atto n. 4-04011 BARBONI Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: a seguito della pandemia da COVID-19, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020 che contiene le norme in vigore in tema di spostamenti da e per l'estero dal 9 agosto al 7 settembre 2020, sono stati individuati sei elenchi di Paesi, per ognuno dei quali sono previste differenti limitazioni; sulla base di tali elenchi possono effettuare spostamenti, con le limitazioni previste: a) San Marino e Città del Vaticano; b) Paesi UE (tranne Romania, Bulgaria, Croazia, Grecia, Malta e Spagna), Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra, principato di Monaco; c) Bulgaria e Romania; d) Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tunisia, Thailandia, Uruguay; e) resto del mondo; f) Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia, Colombia; anche nella Federazione russa, che rientra al punto e) degli elenchi, i viaggi potranno essere effettuati solo da coloro i quali rientrano nelle categorie di eccezioni previste dal Governo russo, come ad esempio lavoratori altamente specializzati segnalati dal datore di lavoro con sede in Russia, agenti diplomatici, autotrasportatori, familiari di cittadini russi, cure mediche, assistenza sanitaria, residenti in Russia con permesso di soggiorno; a seguito di tali restrizioni resta in vigore la sospensione della quasi totalità dei voli di linea e charter internazionali da e per la Federazione russa, inclusi quelli da e per l'Italia, ad eccezione di quelli destinati al rimpatrio di cittadini russi dall'estero e di quelli effettuati a seguito di specifiche decisioni del Governo russo; dal 15 agosto 2020 è stato ripristinato il traffico aereo con la Svizzera attraverso un collegamento settimanale da Mosca a Ginevra operato da "Aeroflot", che effettua anche voli settimanali (giovedì e sabato) con partenza da Mosca Sheremetevo ed arrivo a Roma Fiumicino; dalle notizie pervenute, le autorità russe stanno perfezionando una nuova lista di Paesi verso i quali è prevista un'apertura nel prossimo futuro, si chiede di sapere: in vista della prossima scadenza del 7 settembre, per come previsto dal citato decreto del 7 agosto 2020, se i Ministri in indirizzo abbiano intrapreso azioni volte a ripristinare i collegamenti con la Russia; se non ritengano opportuno e urgente, sempre tenendo presenti le precauzioni e le limitazioni necessarie atte a garantire la sicurezza sanitaria, rivedere il piano dei voli con il Paese interessato, soprattutto in considerazione del forte calo di presenza turistica nel nostro Paese, che solo negli ultimi 3 mesi ha provocato una mancata entrata per quasi 14 miliardi di euro. Atto n. 4-04012 BINETTI Al Ministro dell'istruzione Premesso: il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ha previsto all'articolo 231 lo stanziamento di 300 milioni di euro per l'anno 2020, al fine di assicurare la ripresa dell'attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell'anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica; tuttavia, a circa un mese e mezzo dall'approvazione in Parlamento, le risorse per le scuole paritarie sono ancora bloccate; secondo il Ministero dell'istruzione, interpellato da organi di stampa su questo specifico quesito, si tratta della "necessaria variazione di bilancio" da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, che non è stata ancora effettuata e che invece è indispensabile "per poter poi erogare i fondi"; dal Ministero dell'economia sembrerebbe che la posizione ufficiale sia quella per cui "è sempre possibile in caso di urgenza, per le amministrazioni interessate, richiedere le risorse necessarie ricorrendo ad anticipazioni di tesoreria"; nel frattempo le scuole paritarie, pressate dal rimbalzo di responsabilità dei diversi ministeri interessati, hanno dovuto impiegare le risorse che avrebbero dovuto coprire il mancato versamento delle rette da parte delle famiglie durante i mesi di sospensione della didattica in presenza, per la sanificazione e organizzazione degli spazi in vista della ripresa delle lezioni; per molti asili nido e per molte scuole materne il primo giorno di scuola è stato il 1° settembre 2020; di fatto sono già 96 le scuole paritarie che hanno dichiarato la chiusura e, in gran parte, si tratta proprio di servizi per la fascia 0-6 anni, spesso collocati in territori dove non c'è la presenza di nidi e materne statali. Si tratta di un vero danno per le famiglie, soprattutto per le madri che guardano con preoccupazione al loro ritorno al lavoro, e comunque un costo aggiuntivo per le scuole statali o comunali; con la chiusura delle 96 scuole, infatti, sono 3.833 gli alunni a cui si dovrà trovare una collocazione negli istituti statali, per un costo complessivo di 32 milioni e mezzo di euro. Per frenare questa emorragia, che va avanti dalla primavera di quest'anno, sarebbe quindi più che mai urgente sbloccare i 300 milioni di euro, di cui 180 per nidi e materne e 120 per le scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado; queste scuole da marzo non ricevono risorse pubbliche e neppure dalle famiglie dei bambini che hanno sospeso il pagamento delle rette; le forze parlamentari, per tutelare gli istituti scolastici paritari, hanno presentato vari emendamenti a loro tutela, di questi solo alcuni sono stati accolti, fino ad un importo complessivo di 300 milioni di euro, di cui niente però, a conti fatti, è giunto finora a chi ne aveva diritto; le scuole paritarie, la cui tradizione rivela una qualità consolidata sul piano didattico e formativo, è ben nota a tutti, non possono essere abbandonate dalle istituzioni e non possono correre il rischio di chiudere i battenti per la lentezza burocratica dell'Esecutivo; è davvero urgente far giungere subito alle scuole paritarie i fondi, almeno quelli già deliberati dal Governo su proposta del Parlamento, in una singolare convergenza di maggioranza e opposizione, perché solo così si potrà dare la possibilità alle famiglie di esercitare la libertà di scelta educativa, come previsto dalla nostra Costituzione, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per garantire che le scuole paritarie ricevano quanto dovuto. Atto n. 4-04013 CASTELLONE PIRRO CORRADO DE LUCIA MORONESE VANIN EVANGELISTA ANGRISANI D'ANGELO LA MURA LANZI GIANNUZZI PIARULLI ROMANO GAUDIANO MONTEVECCHI GALLICCHIO FLORIDIA MANTOVANI ENDRIZZI PISANI Giuseppe CROATTI DONNO LOREFICE GRANATO Al Ministro della salute Premesso che: la legge 22 marzo 2019, n. 29, recante "Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione", oltre alla raccolta, all'analisi e alla pubblicazione di dati epidemiologici generali, mira alla sorveglianza epidemiologica oncologica e infettivologica per ridurre il rischio di introduzione o reintroduzione di malattie infettive, anche eliminate o sotto controllo. È chiaro il riferimento a un importante ruolo che potrebbe essere rivestito dalla predetta norma anche nell'attuale pandemia COVID-19, relativamente ai soggetti fragili portatori di malattia oncologica; l'articolo 1, comma 2, della legge prevede che entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della stessa, "con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della salute, acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati e disciplinati i dati che possono essere inseriti nella Rete di cui al comma 1, le modalità relative al loro trattamento, i soggetti che possono avere accesso alla medesima Rete, i dati che possono essere oggetto dell'accesso stesso, le misure per la custodia e la sicurezza dei predetti dati nonché le modalità con cui è garantito agli interessati, in ogni momento, l'esercizio dei diritti previsti dal regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. Con il regolamento di cui al primo periodo si provvede altresì a semplificare e razionalizzare gli obblighi informativi, in armonia con quanto disposto" dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 marzo 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 2017, "nell'ambito di un sistema integrato ed unico di flussi di dati, evitando duplicazioni e sovrapposizioni di banche dati sanitarie"; il medesimo articolo 1, al comma 6, dispone che "Per le finalità della presente legge, il Ministro della salute può stipulare, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, accordi di collaborazione a titolo gratuito con università, con centri di ricerca pubblici e privati e con enti e associazioni scientifiche che, da almeno dieci anni operino, senza fini di lucro, nell'ambito dell'accreditamento dei sistemi di rilevazione dei tumori, secondo standard nazionali e internazionali, della formazione degli operatori, della valutazione della qualità dei dati, della definizione dei criteri di realizzazione e di sviluppo di banche dati nazionali e dell'analisi e interpretazione dei dati, purché tali soggetti siano dotati di codici etici e di condotta che prevedano la risoluzione di ogni conflitto di interesse e improntino la loro attività alla massima trasparenza, anche attraverso la pubblicazione, nei rispettivi siti internet , degli statuti e degli atti costitutivi, della composizione degli organismi direttivi, dei bilanci, dei verbali e dei contributi e delle sovvenzioni a qualsiasi titolo ricevuti"; l'articolo 2, comma 1, sancisce "il Ministro della salute può stipulare, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, accordi di collaborazione a titolo gratuito con gli enti del terzo settore (...) diversi dalle imprese sociali e dalle cooperative sociali, più rappresentativi e attivi nella tutela della salute umana e della prevenzione oncologica, con le associazioni attive nel campo dell'assistenza socio-sanitaria e con enti e associazioni attivi nella valutazione dell'impatto della patologia oncologica e della quantificazione dei bisogni assistenziali e nell'informazione e comunicazione sui rischi per la popolazione, purché tali soggetti siano dotati di codici etici e di condotta che prevedano la risoluzione di ogni conflitto di interesse e improntino la loro attività alla massima trasparenza"; l'articolo 4, comma 1, prevede "Al fine di garantire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione, anche nell'ambito dei sistemi di sorveglianza, dei registri di mortalità, dei tumori e di altre patologie identificati ai sensi dell'articolo 12, comma 11, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.221, il Ministro della salute, acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, adotta un decreto per l'istituzione del referto epidemiologico, per il controllo sanitario della popolazione con particolare attenzione alle aree più critiche del territorio nazionale". Il comma 2 riporta "per 'referto epidemiologico' si intende il dato aggregato o macrodato corrispondente alla valutazione dello stato di salute complessivo di una comunità che si ottiene da un esame epidemiologico delle principali informazioni relative a tutti i malati e a tutti gli eventi sanitari di una popolazione in uno specifico ambito temporale e in un ambito territoriale circoscritto o a livello nazionale, attraverso la valutazione dell'incidenza delle malattie, del numero e delle cause dei decessi, come rilevabili dalle schede di dimissione ospedaliera e dalle cartelle cliniche, al fine di individuare la diffusione e l'andamento di specifiche patologie e identificare eventuali criticità di origine ambientale, professionale o socio-sanitaria"; per iniziativa dell'Associazione italiana dei registri tumori (Airtum), è disponibile una banca dati alimentata dai singoli registri tumori, locali e regionali, afferenti alla predetta rete associativa. L'articolo 17 dello statuto dell'Airtum prevede che "L'Associazione promuove la costituzione, la gestione e l'utilizzo di una Banca Dati Comune dei Registri Tumori. Tale Banca, nella quale i dati confluiscono in forma anonima, è lo strumento per il controllo di qualità, l'analisi e la pubblicazione comune e congiunta dei dati dei Registri. I dati in essa contenuti devono corrispondere agli standard qualitativi, tecnici come scientifici, definiti in sede internazionale dall'International Association of Cancer Registries e dall'European Network of Cancer Registries e fatti propri dall'Associazione, in particolare in occasione della pubblicazione periodica 'Il Cancro in Italia'. Le norme di accesso alla Banca Dati per l'utilizzo scientifico delle informazioni in essa contenute è disciplinato da appositi protocolli". La gestione di detta banca dati deve avvenire presso uno dei registri tumori accreditati; alla data odierna, la legge n. 29 del 2019 e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017 non hanno trovato piena attuazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia contezza dello stato di definizione e dei tempi di emanazione del regolamento previsto dall'art. 1, comma 2, della legge n. 29 del 2019, nonché del decreto per l'istituzione del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione, di cui all'art. 4 della stessa legge; se e quale sede fisica sia stata individuata per ospitare il registro tumori nazionale, di cui all'allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 marzo 2017, e la relativa banca dati nella quale verranno riversati i dati concernenti i casi incidenti di tumori rilevati dai registri tumori afferenti alla rete nazionale; se si sia proceduto, altresì, ad individuare le risorse, il personale e le infrastrutture atti a supportare le attività del registro tumori nazionale e la relativa banca, nonché a coordinare la rete nazionale; se e quali formali interlocuzioni siano state avviate con soggetti aventi i requisiti previsti dall'art. 1, comma 6, della legge n. 29 del 2019; se e come si intenda conferire nell'istituendo registro tumori nazionale i dati ad oggi rilevati dai registri tumori locali e regionali e, in atto, contenuti nella banca dati nella disponibilità dell'Airtum. Atto n. 4-04014 TOTARO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: da ormai 6 anni le acciaierie di Piombino sono praticamente ferme, nonostante vari passaggi di proprietà, prima Aferpi del magnate tunisino Rebrab, poi l'attuale proprietà, la multinazionale indiana dell'acciaio Jindal; sono anni che le varie istituzioni, tra Ministero dello sviluppo economico, Regione Toscana e Comune, insieme ai sindacati, provano a trovare una soluzione di rilancio, ma la situazione si arena sempre a discapito dei lavoratori e della questione della siderurgia, che investe non solo Piombino, ma i comparti di tutta Italia. Le produzioni sono limitate, a Piombino sono rimasti pochi contratti con clienti eccellenti, come RFI; inoltre, nonostante un accordo di programma, gli impegni presi con il Governo italiano non sono mai stati rispettati, tutt'altro. Dopo due anni dall'insediamento, la nuova proprietà indiana JSW non ha ancora presentato un piano industriale. Costi dell'energia troppo alti, si dice, però l'azienda (e non solo) sa o dovrebbe sapere che l'Unione europea mette a disposizione dei fondi ingenti per le nuove tecnologie di approvvigionamento energetico, e l'occasione andrebbe sfruttata. Si parla di troppo personale rimasto in organico, allora bisognerebbe incentivare con un accordo serio, come a Taranto, gli operai con delle buonuscite o con dei prepensionamenti. Addirittura si potrebbe innalzare, come lo era in precedenza, il coefficiente della spettanza in esposizione all'amianto dall'1,25 all'1,5 per cento. Queste manovre porterebbero una riduzione del personale ingente, e, dalle 1.860 unità in forza oggi, si potrebbe arrivare a un migliaio circa; la siderurgia italiana è da anni trascurata e i risultati, anche a causa della concorrenza spietata di Paesi come la Cina o la stessa India, creano non poche difficoltà ai Paesi occidentali; è necessario che il Governo solleciti e proponga soluzioni a JSW, perché quest'ultima davvero sviluppi un piano industriale credibile per i prossimi anni, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere al fine di: correggere il vecchio accordo di programma; realizzare rapidamente un accordo per ottenere una ripresa delle attività industriali a Piombino e non solo; investire in sicurezza e manutenzione (gli impianti sono obsoleti e si rischiano infortuni); ottenere investimenti nel forno elettrico, moderno ed ecocompatibile; realizzare linee di produzione moderne ed a basso impatto ambientale (che, vedendo altre acciaierie italiane, risultano anche meno costose e sicuramente sono più funzionali); spingere il nuovo management a cercare poi soluzioni innovative e poco impattanti per far tornare gli operai piombinesi ad avere la professionalità e la dignità che meritano e che hanno dimostrato in più di un secolo di storia siderurgica della città, ribadendo la necessità di fare presto e bene perché lo Stato non può e non deve continuare ad accettare ulteriori ritardi. Atto n. 4-04015 BATTISTONI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per i beni e le attività culturali e per il turismo e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: l'ATO 3 della Provincia di Macerata ha individuato, con propria delibera, le aree idonee e non idonee per la realizzazione di una discarica; tale localizzazione fa riferimento al piano regionale di gestione dei rifiuti e alla delibera del Consiglio provinciale n. 8 del 3 agosto del 2017 di individuazione ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 delle zone idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, approvata all'unanimità dagli allora componenti del Consiglio provinciale; a seguito di uno studio della società Oikos progetti Srl, incaricata con determina del 5 giugno 2017, a seguito di procedura comparativa dall'ATO 3 Macerata, azienda in precedenza incaricata anche dalla Regione Marche per lo studio del piano regionale di gestione dei rifiuti (del quale non risultano disponibili i documenti), sono state individuate, come aree idonee ad ospitare una discarica, territori della provincia di Macerata ad alta vocazione agricola con colture biologiche, vocazione turistico-culturale e vincolate al rispetto ambientale e paesaggistico, fra cui diverse aree individuate nei comuni di Recanati e Montefano con territorio prospicente anche verso la costa della città di Porto Recanati; tale scelta appare poco percorribile, poiché non tiene conto dell'importanza di questi luoghi, famosi nel mondo per la bellezza del paesaggio, l'importanza storica, anche a livello internazionale, da ultimo inseriti come le prime mete turistiche di pregio al mondo da riviste specializzate, che, per la sola paventata ipotesi realizzazione, stanno subendo notevoli danni di immagine; da un'ulteriore analisi della documentazione e procedure adottate dall'ATO 3 si evince che la scelta è stata prettamente politica in capo alla Provincia di Macerata. Infatti, nel piano regionale e in altri atti si indicavano due opzioni, di cui la più equa prevedeva una gestione dei rifiuti, in cui gli ATO delle Province di Ancona e Pesaro avrebbero continuato secondo un sistema di gestione già collaudato, mentre i tre ATO di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, con specifici accordi tra le Province, individuavano Macerata quale sito atto ad occuparsi del trattamento dei rifiuti delle tre province con il proprio impianto del Cosmari per poi destinare i rifiuti trattati nelle discariche già esistenti nei territori delle province di Fermo ed Ascoli, che hanno ancora ampie possibilità di ricezione, evitando così l'individuazione e la creazione di nuove discariche; la motivazione che ha portato a declinare l'ipotesi di accordo tra le Province non appare chiara e trasparente; nel 2020 parlare ancora di discariche e avere una legge regionale delle Marche, la legge n. 22 del 2018, dichiarata illegittima costituzionalmente, poiché esclude l'utilizzo delle tecnologie avanzate per il recupero e il riutilizzo dei rifiuti previste dal decreto legislativo n. 152 del 2006, appare anacronistico, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non intendano intervenire nell'immediato, per quanto di loro competenza, per far luce su una situazione a dir poco sconcertante e che mette a rischio l'ambiente, la salute e l'economia di un intero territorio, che vive di immagine turistica, culturale e di attività di pregio legate all'agricoltura; se intendano verificare, con gli enti interessati, le reali motivazioni di un mancato accordo tra le Province che avrebbe evitato l'individuazione di nuove discariche; se intendano verificare che la procedura adottata abbia rispettato tutti i criteri di legge, anche alla luce della mancata previsione, al momento della decisione, di tecnologie avanzate nel trattamento e gestione dei rifiuti, così come sentenziato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 142 del 2019 nei confronti della legge regionale delle Marche. Atto n. 4-04016 TOFFANIN BINETTI RIZZOTTI SICLARI STABILE Ai Ministri della salute e dell'interno Premesso che: il 20 e 21 settembre 2020, dopo lo slittamento dovuto all'emergenza coronavirus, sette Regioni saranno chiamate al voto; si terranno contestualmente tutte le consultazioni elettorali previste per il 2020: il referendum costituzionale confermativo sulla riduzione del numero dei parlamentari, le elezioni suppletive di due senatori, le elezioni amministrative e quelle per il rinnovo dei consigli di alcune Regioni; il decreto-legge n. 26 del 2020 aveva posticipato, in via eccezionale alla luce dell'emergenza sanitaria in atto, i termini ordinari indicati dalla legislazione vigente per lo svolgimento delle consultazioni elettorali previste nel 2020. Anche il referendum costituzionale era stato rinviato dal decreto-legge n. 18 del 2020; in questa occasione verranno utilizzate in prevalenza le scuole pubbliche, con le note ripercussioni sulla funzionalità delle autonomie e sullo svolgimento delle attività didattiche; il bollettino del Ministero della salute del 1° settembre indica 978 nuovi casi di contagio, 18 meno del giorno precedente. La Lombardia, tra le regioni, è quella che segna più nuovi positivi, 242; i soggetti impegnati in questa fase saranno: i presidenti e i vice presidenti dei seggi, i segretari dei seggi, gli scrutatori, i rappresentanti di lista, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici, i rappresentanti dei promotori del referendum ; a differenza di quanto sta accadendo per la scuola, dove il personale docente e ATA non è obbligato a sottoporsi ai test sierologici, sarebbe opportuno che i tamponi o almeno tali test fossero effettuati a questi soggetti, e che questa fosse la condizione preliminare all'assunzione dell'incarico, si chiede di sapere, al fine di tutelare la salute pubblica, se i Ministri in indirizzo non ritengano, per quanto di competenza, di sottoporre obbligatoriamente al tampone o al test sierologico il personale impiegato in occasione delle imminenti consultazioni elettorali. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-01883 del senatore Iwobi ed altri, sulla posizione della Turchia nei confronti dell'organizzazione terroristica di Hamas; 7 ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01885 dei senatori Centinaio e Ripamonti, sulla ripresa del settore turistico; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01884 del senatore Bergesio ed altri, sulle misure di sostegno del comparto ortofrutticolo italiano.