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Regione Piemonte - Immunità dei consiglieri per opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni - Procedimento penale nei confronti del consigliere regionale per il reato di diffamazione aggravata - Delibera consiliare di insindacabilità delle opinioni espresse - Prosecuzione del procedimento ed omesso promuovimento, da parte del giudice procedente, di un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte - Conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione - Non sussistenza di un parallelismo tra le immunità dei parlamentari e le immunità dei consiglieri regionali - Conseguente carenza di efficacia inibitoria della delibera consiliare di insindacabilità - Spettanza allo Stato, e per esso al Giudice per le indagini preliminari ed al pubblico ministero presso il Tribunale di Monza, nonché al medesimo Tribunale, sezione distaccata di Desio, del potere di non uniformarsi alla delibera consiliare di insindacabilità del 5 agosto 2005.. Spetta allo Stato, e per esso al Giudice per le indagini preliminari ed al pubblico ministero presso il Tribunale di Monza, nonché al medesimo Tribunale, sezione distaccata di Desio, il potere di non uniformarsi alla delibera consiliare di insindacabilità adottata dal Consiglio regionale piemontese il 5 agosto 2005. Tale delibera non è, infatti, dotata, a differenza di quelle adottate dalle Assemblee parlamentari, di efficacia inibitoria nei confronti dell'attività giurisdizionale, stante l'impossibilità di assimilare i Consigli regionali alle Assemblee parlamentari e, quindi, l'impossibilità di istituire, sotto questo profilo, un parallelismo tra le delibere di insindacabilità di cui agli artt. 122 e 68 Cost. - Sull'impossibilità di estendere alle Regioni l'efficacia inibitoria delle delibere parlamentari di insindacabilità v., citata, sentenza n. 195/2007. - Sull'impossibilità di assimilare i Consigli regionali alle Assemblee parlamentari v., citate, sentenze n. 81/1975 e n. 306/2002.