Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 191 BAGNAI La seduta inizia alle ore 15. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 3 Doc Doc. LVII, n. 3 Documento di economia e finanza 2020, Sezione III, relativa appendice e connessi allegati (Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore FENU ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, il Programma nazionale di riforma (PNR) 2020 che, a differenza degli anni passati, non è stato presentato contestualmente al Documento di economia e finanza 2020: per effetto della crisi sanitaria ed economica conseguente alla pandemia da Covid-19, infatti, il PNR viene presentato successivamente all'approvazione delle risoluzioni sulle sezioni I e II del DEF 2020, trasmesse al Parlamento il 24 aprile. Il relatore segnala in primo luogo che nella Sezione dedicata alla strategia di riforma nelle aree prioritarie, il Governo individua la riforma fiscale, con specifico riferimento al contrasto dell'evasione, tra gli strumenti per il rilancio del Paese dopo l'emergenza economico-sanitaria. A parere del Governo, i principali problemi del sistema fiscale italiano riguardano il cuneo fiscale troppo elevato sul lavoro; l'accumulo nel tempo di disparità di trattamento tra le diverse fonti di reddito; l'eccessiva complessità del sistema. Per risolvere tali criticità si intende agire, tra l'altro su una revisione strutturale del sistema fiscale, per disegnare un fisco equo, fondato sul principio di progressività, semplice e trasparente per i cittadini, che favorisca i ceti medi e le famiglie con figli; sul contrasto all'evasione, per migliorare l'equità del sistema e ridurre l'elevato onere a cui sono sottoposti i contribuenti adempienti; sulla valorizzazione del patrimonio pubblico, al fine di incentivare gli investimenti e la crescita economica e ridurre il debito pubblico. L'alleggerimento della pressione fiscale viene qualificata come una delle componenti più importanti del programma di Governo. Anche le Raccomandazioni della Commissione Europea del 2019 richiamano l'Italia ad una revisione della tassazione al fine di trasferire l'onere fiscale dal lavoro ad altre fattori di produzione (Raccomandazione n. 1). La Raccomandazione n. 3 della Commissione UE per il 2020 richiede, tra l'altro, di concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale. In tale ambito si intende anche razionalizzare le spese fiscali e, in particolare, rivedere i sussidi ambientalmente dannosi (SAD) in base agli esiti dei lavori della Commissione per lo studio, le proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, istituita con la legge di bilancio per il 2020. Al contempo, il Governo rileva come le scelte fiscali debbano supportare la politica industriale nel processo di riconversione successivo alla crisi sanitaria e accompagnare il cambiamento, agevolando le produzioni nei settori dove l'emergenza epidemiologica ha evidenziato una carenza produttiva a fronte di una evidente necessità per gli approvvigionamenti nazionali. L'Esecutivo rammenta, in tale ottica, il negoziato che sta proseguendo in sede OCSE sulla riforma della tassazione delle multinazionali, incluse quelle digitali. L'obiettivo fissato in sede G20 è la sottoscrizione, entro la fine del 2020, di un accordo politico sulla parziale modifica dei criteri di allocazione internazionale della base imponibile societaria per ridurre le possibilità di profit shifting delle imprese multinazionali e sull'introduzione di un livello minimo di tassazione effettiva per le stesse imprese. Le Raccomandazioni della Commissione Europea del 2019 (Raccomandazione n. 1) richiamano l'Italia, inoltre, alla necessità di contrastare l'evasione fiscale, in particolare nella forma dell'omessa fatturazione, tra l'altro potenziando i pagamenti elettronici obbligatori, anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti. Il Governo rileva che la riduzione del divario tra gettito teorico e gettito effettivo - il cosiddetto tax gap - rappresenta un obiettivo prioritario. L'azione del Governo su tale versante si sostanzia in azioni di politica economica e in misure di efficientamento dell'Amministrazione finanziaria. Per ridurre il tax gap il Governo intende in primo luogo presidiare l'attuazione delle misure già introdotte con precedenti provvedimenti. Tra di esse si ricordano l'introduzione degli indici sintetici di affidabilità (ISA), nonché l'obbligo generalizzato della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi. Il Governo rammenta inoltre le misure introdotte dal decreto-legge n. 124 del 2019, che ha inasprito le pene per i grandi evasori, introdotto norme di contrasto all'illecita somministrazione di manodopera e all'aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti, rafforzato gli strumenti di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti e all'evasione e all'illegalità nel settore dei giochi. Con riferimento alle misure di efficientamento dell'Amministrazione finanziaria, si intende favorire un continuo miglioramento dell'analisi e dell'utilizzo dei dati a disposizione, accelerato dai recenti provvedimenti normativi volti al potenziamento degli organici delle Agenzie fiscali, delle risorse e degli strumenti a disposizione, nonché dall'utilizzo delle nuove tecnologie, anche per effettuare controlli mirati. Il Governo conferma la determinazione a non prevedere nuovi condoni che, generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l'efficacia della riscossione delle imposte. Il Governo intende inoltre incoraggiare la compliance volontaria dei contribuenti, ovvero l'adempimento spontaneo dell'obbligazione tributaria mediante strumenti di dialogo collaborativo sia nel momento dichiarativo, sia nel pagamento dei tributi, nonché attraverso la diffusione dei pagamenti elettronici, per digitalizzare i processi aziendali e razionalizzare gli adempimenti degli operatori IVA e, al contempo, per prevedere modalità semplificate per la fruizione di agevolazioni o incentivi fiscali. Il Governo rammenta inoltre il piano denominato "Italia Cashless", che si compone di vari strumenti, fra cui incentivi specifici agli esercenti e alle attività commerciali. A complemento del piano è prevista una progressiva riduzione della soglia all'utilizzo del contante. Il Governo afferma poi di voler affiancare a queste misure anche azioni concrete contro gli illeciti di respiro internazionale, come l'evasione ottenuta mediante il passaggio di beni tra società appartenenti a diversi Stati, il trasferimento illecito di capitali oltreconfine, la fittizia residenza all'estero di persone fisiche e società, la costituzione in Italia di stabili organizzazioni occulte e l'utilizzo strumentale di trust e di altri meccanismi per finalità evasive, elusive o di frode. Con riferimento alla valorizzazione del patrimonio pubblico, il Governo riferisce che l'Agenzia del demanio sta proseguendo l'attività sulla base del Piano straordinario di dismissioni previsto dalla legge di bilancio per il 2019 e adottato con DPCM del 10 luglio 2019. Con riferimento alle attività di Investimenti Immobiliari Italiani Sgr S.p.A. (Invimit Sgr), l'Esecutivo rammenta che sono in corso le attività di commercializzazione delle quote di Convivio' primo comparto del Fondo di investimento alternativo immobiliare i3 - Dante', e di circa 120 milioni in immobili con effetti contabili, legati alla stipula degli atti notarili, che potranno prodursi anche nel corso del 2021. Il Governo rammenta infine che al predetto Fondo sono apportati immobili pubblici di pregio localizzati prevalentemente nelle zone centrali delle principali città italiane. Gli utili generati dalla vendita delle quote dei fondi possono essere contabilizzati a riduzione dell'indebitamento netto. Per quanto riguarda il sistema bancario e l'accesso al credito, nel documento viene sottolineato il miglioramento dello stato di salute delle banche italiane, connesso alla maggiore disponibilità di capitale stabile, alla riduzione dei crediti deteriorati (diminuiti di due terzi negli ultimi quattro anni) e all'assenza di tensioni sul fronte della liquidità. Su queste basi, il sistema è e sarà tuttavia chiamato ad affrontare gli effetti economici dell'epidemia attraverso una gestione prudenziale di accantonamenti che il sistema in autonomia sta già effettuando precauzionalmente. Sul piano strutturale, concluso il processo di riforma del settore del credito cooperativo, il Governo intende favorire la creazione di una banca di dimensioni e capacità adeguate alle esigenze di credito del Mezzogiorno. Per quanto riguarda invece le esigenze di questa fase emergenziale l'obiettivo prioritario del Governo è quello di sostenere l'accesso al credito. Gli interventi, differenziati in base alla dimensione delle imprese, già realizzati con i decreti n. 18 e n. 23 del 2020 tramite il sistema bancario, CDP e SACE vengono ritenuti in grado di ridurre le esigenze di liquidità (sospendendo alcuni pagamenti) e, allo stesso tempo, di mobilitare, soprattutto attraverso la concessione di garanzie pubbliche, 750 miliardi di crediti al sistema produttivo. Altri interventi mirano a rendere più agevole l'accesso al credito mediante la sottoscrizione semplificata dei contratti bancari o le semplificazioni per l'accesso al Fondo per mutui prima casa. Sono stati stabiliti incentivi a cedere i crediti deteriorati mediante la possibilità di convertire le Attività Fiscali Differite (DTA) in crediti di imposta e, inoltre, è stata prevista la possibilità che lo Stato conceda la propria garanzia su passività bancarie di nuova emissione. Si apre il dibattito. Il presidente BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) interviene in discussione generale e evidenzia la contraddittorietà tra il sistema economico dell'economia di mercato che caratterizza il mondo occidentale e il proliferare di Piani pluriennali e di istanze programmatorie che rimandano invece all'esperienza degli strumenti di programmazione dell'Unione Sovietica o della Repubblica popolare cinese nell'ambito di una economia pianificata. Chiede quindi provocatoriamente quali funzioni politiche svolgano tali Piani, se non quelle di indirizzare e condizionare l'attività legislativa del Parlamento, che dovrà uniformarsi alle country specific recommendations di natura europea e abdicare così al proprio ruolo. Chiede quindi chiarimenti sulla portata lessicale dell'espressione "revisione della tassazione al fine di trasferire l'onere fiscale dal lavoro ad altri fattori di produzione", come indicato dalla Raccomandazione n. 1 del 2019 dell'Unione europea, che risulta di difficile comprensione: è essenziale capire se si intende tassare il capitale o il patrimonio. Condivide poi l'intendimento di non varare ulteriori condoni, anche se il problema del moral hazard non è certamente una priorità. In materia di contrasto all'evasione fiscale con il potenziamento dei pagamenti elettronici e un abbassamento dei limiti per i pagamenti in contanti, oltre a non vedere l'immediata conseguenzialità tra il fine da raggiungere e gli strumenti previsti, ricorda la comunicazione critica della Banca centrale europea del dicembre scorso sulla limitazione all'uso del contante e la recente crisi di Wirecard che ha portato al blocco di centinaia di migliaia di carte. Infine, condivide l'obiettivo di una riforma fiscale, ma non ritiene che ci siano le condizioni politiche per una iniziativa condivisa, che invece considera necessaria. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) si associa alle considerazioni del presidente Bagnai e contesta il comportamento della maggioranza, che qualche mese fa, di fronte alle richieste delle opposizioni di ricorrere ad un massiccio indebitamento, parlava di irresponsabilità e oggi acclama il Presidente del consiglio per un accordo che porterà il Paese proprio in quella direzione, peraltro con conseguenze più gravi, perché l'attività legislativa sarà sempre più condizionata da Bruxelles, con conseguente riduzione della sovranità e della libertà del popolo italiano. Nel merito, ritiene che i contenuti del provvedimento in esame rispecchino una impostazione ideologica tipicamente di sinistra, che guarda al passato e non si pone gli obiettivi della crescita e dello sviluppo. Ad esempio, il Governo considera prioritaria la riforma fiscale, con specifico riferimento al contrasto all'evasione, tra gli strumenti per il rilancio del Paese. Tuttavia la lotta all'evasione non dovrebbe essere un obiettivo, bensì uno strumento per raggiungere l'equità del prelievo e lo sviluppo economico. Peraltro segnala che l'evasione fiscale è conseguenza di un fisco inadeguato e ingiusto nei confronti soprattutto dei lavoratori autonomi e delle partite IVA. Quanto alle priorità, a suo parere si dovrebbe cominciare con una riduzione fiscale a favore delle categorie sopra citate, che creano lavoro, e poi con una riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori dipendenti, ma la filosofia di sinistra, che è propria delle forze al Governo, condiziona il testo in esame e lo rende impossibile. Anche lui paventa che il trasferimento dell'onere fiscale dal lavoro ad altri fattori di produzione si possa tradurre in una sorta di imposta patrimoniale. La limitazione dell'uso del contante non rappresenterebbe a suo dire lo strumento adatto per contrastare l'evasione fiscale e diventerà solo un ulteriore elemento di difficoltà per i commercianti. In conclusione, nel denunciare la mancata concretezza del Documento in esame, sul quale anticipa la posizione contraria del proprio Gruppo, si riserva di svolgere considerazioni più specifiche nel corso dell'esame in Assemblea. La senatrice BOTTICI ( M5S ) giudica non corrispondenti al vero le ricostruzioni emerse dagli interventi dei rappresentanti delle opposizioni in diverse sedi. Il Presidente del Consiglio ha infatti ottenuto un grande risultato al termine di una intensa trattativa e al Paese è stato riconosciuto il comportamento tenuto durante la pandemia da Covid-19 e il valore del servizio sanitario nel suo complesso. Dalle minoranze si è chiesto di non contrarre debiti, ma di distribuire soldi a tutte le categorie; si è contestato il Recovery Fund e spinto per un maggior acquisto di titoli di stato da parte della BCE; si è detto che aiuti e sostegni non sono arrivati ai cittadini e alle imprese. Eppure sono state stanziate risorse per 100 miliardi che, pur con alcuni ritardi dovuti a responsabilità da individuare, sono state trasferite al Paese. Certamente è doveroso pensare di programmare l'impiego delle prossime risorse che giungeranno con una visione a lungo raggio, anche trentennale, al fine di rinnovare il Paese, con interventi prioritari sulla digitalizzazione, la sanità, la scuola e la formazione dei lavoratori. Solo in questo modo, nell'ambito di una Unione europea forte e solidale, si potrà stare al passo di stati Uniti e Cina. Interviene quindi il senatore MARINO ( IV-PSI ), il quale sottolinea che il documento in esame costituisce parte integrante del Documento di economia e finanza e che trae origine dalla necessaria interlocuzione con le istituzioni comunitarie, sia come accoglimento delle raccomandazioni formulate dall'Unione sia come valutazione degli strumenti rispetto a tali obiettivi. Il Piano Nazionale delle Riforme costituisce quindi un orizzonte all'interno del quale si colloca lo Stato italiano, più che il Governo, e dà atto al Gruppo di Forza Italia di aver sollecitato un rapporto di collaborazione tra maggioranza e opposizione, vista la natura strategica e strutturale degli interventi in esso descritti. In tema di evasione fiscale, sollecita l'adozione di un punto di vista oggettivo e non ideologico, soprattutto da parte dell'opposizione, tenuto conto che l'ammontare complessivo delle risorse finora messe in campo per fronteggiare la crisi sanitaria ed economica è quasi equivalente alla stima dei 91 miliardi annui di mancato gettito: questo semplice raffronto dovrebbe indurre una valutazione più attenta sul valore strategico dell'obiettivo di ridurre l'evasione fiscale, anche attraverso una revisione complessiva del sistema tributario. L'ampio dibattito che si è sviluppato negli ultimi anni su come ridurre il costo del lavoro, a sostegno dell'impresa ovvero del datore di lavoro, testimonia che tale questione costituisce il nucleo centrale, anche dal punto di vista macroeconomico degli interventi di riforma; tuttavia rimarca che qualsiasi ipotesi di revisione tributaria non potrà mai dare vita a un prelievo straordinario sui patrimoni. In conclusione osserva che il documento in esame costituisce una base di discussione in vista della formalizzazione degli interventi per attivare le risorse preordinate con il Recovery Fund. A giudizio del senatore D'ALFONSO ( PD ), la rilevanza di alcuni elementi progettuali contenuti nel Piano Nazionale delle Riforme impone comunque un'attenta opera di monitoraggio per concretizzare le misure ivi previste. A suo parere, la riforma del fisco non può trascurare l'interoperabilità delle banche dati afferenti allo Stato centrale e agli enti locali, così come non può prescindere da un incremento delle risorse umane e materiali dell'Agenzia chiamata a gestire il rapporto con i contribuenti. A tale proposito, ritiene che anche la modifica di alcuni assetti amministrativi, quali ad esempio la riforma del processo tributario, devono ritrovare una centralità che al momento non appare valorizzata. Poiché in molti passaggi il Documento reca indicazioni preziose, sollecita il relatore ad inserire nel parere una specifica osservazione in tema di crediti fiscale e relative procedure di fruizione ovvero l'estensione di tali strumenti anche a settori nei quali l'erogazione diretta dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni o delle stazioni appaltanti potrebbe trovare un limite nella limitatezza delle risorse. Il senatore SAVIANE ( L-SP-PSd'Az ), al contrario di quanto affermato dalla senatrice Bottici, ritiene che le critiche al Governo siano doverose ed esprimano le reali condizioni di difficoltà del Paese. Le risorse stanziate molto spesso sono infatti arrivate in ritardo o hanno raggiunto allo stesso modo professionisti che invece presentavano situazioni economiche molto diverse tra loro, visto che la pandemia non ha colpito tutti allo stesso modo. Quanto alle misure anticrisi, la condizione posta per i prestiti fino a 25.000 euro, che fa riferimento al 25 per cento dell'ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, è risultata penalizzante e i tempi brevi per la loro restituzione impedirà alle imprese di investire realmente in innovazione e sostituzione degli impianti. Quanto alle condizioni delle banche che concedono il prestito, il fatto che le garanzie del credito vengano assicurate dal Mediocredito centrale, fa sorgere dubbi sulla reale liquidità delle stesse. Relativamente alla formazione della manodopera, anche per un possibile impiego all'estero, dopo aver ricordato le esperienze di lavoratori stranieri che non parlavano neanche la lingua italiana, invita a riorganizzare i corsi di formazione, che spesso portano pochi benefici e rappresentano uno sperpero di denaro, sulla base delle indicazioni delle aziende. Dopo aver invitato il Governo a scegliere tra assistenzialismo e sostegno alle imprese e tra statalismo e attività economica privata, sottolinea la rilevanza del tema della autonomia differenziata e della capacità di spesa degli enti locali. A suo giudizio è infatti inspiegabile che alcune Regioni siano più virtuose di altre, per esempio, nell'ambito della sanità e che alcuni Comuni, a parità di abitanti, presentino un numero maggiore di dipendenti rispetto ad altri. Eventuali impieghi di risorse improntati al clientelismo distolgono infatti denaro dai settori cruciali della scuola e della sanità, a discapito di tutti i cittadini. Nessun altro chiedendo di intervenire, il seguito dell'esame è rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE propone di convocare un Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per la programmazione dei lavori al termine dell'odierna seduta. La Commissione conviene. CONVOCAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI Il PRESIDENTE comunica che, come convenuto poc'anzi, è convocato l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi per la programmazione dei lavori. Prende atto la Commissione. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 79, 788 E 1287 Il PRESIDENTE fa presente che, nell'ambito dell'esame dei disegni di legge nn. 79, 788 e 1287, in materia di recupero dei crediti in sofferenza, il 21 luglio scorso, in sede di Ufficio di Presidenza, sono stati auditi il dottor Riccardo Pedrizzi, vice presidente di Federproprietà, l'avvocato Dino Crivellari e l'avvocato Biagio Riccio, i quali hanno depositato un documento che sarà pubblicato sulla pagina web della Commissione. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 16,25.