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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 69 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 17,10). Si dia lettura del processo verbale. PISANI Giuseppe, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 6 dicembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sul tragico incidente in una discoteca in provincia di Ancona PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, a Corinaldo, nell'anconetano, un tragico incidente ha coinvolto un gruppo di giovani presenti in una discoteca per un concerto. Il bilancio di vittime umane è molto pesante, con cinque giovanissime vite spezzate, assieme a quella di una giovane mamma. Numerosi i feriti, tra cui sette ancora in gravi condizioni. Sono in corso le indagini e auspico che la magistratura possa rapidamente accertare tutte le responsabilità che hanno portato a questa immane tragedia. In tutto il Paese è più che mai vivo il senso di dolore e di incredulità per il compiersi di un'inaccettabile strage a danno di adolescenti. La musica, l'arte, l'intrattenimento sono parte integrante del nostro vivere e, proprio per questo, desta profondo turbamento vedere come un luogo destinato allo svago e a momenti di spensieratezza si sia trasformato in una trappola mortale. Questo momento di lutto si aggiunge a quelli che il Paese ha dovuto subire nei recenti casi di dissesto del territorio e di cedimento di infrastrutture. L'angoscia nel vedere crudamente documentato lo spezzarsi di giovane vite deve indurre a un'attenzione inflessibile per la sicurezza dei luoghi e delle strutture dove si svolge la vita di comunità. Rimane pertanto prioritaria la necessità di una rigorosa verifica della sicurezza di impianti e costruzioni, non solo per l'obbligo di accertare l'osservanza delle regole, ma proprio perché tali luoghi sono destinati ad ospitare persone. A nome del Senato e mio personale esprimo profonda vicinanza alle famiglie colpite da questo straziante incidente e all'intera comunità marchigiana e invio un affettuoso augurio a tutti i feriti. Invito l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento. ( L'Assemblea osserva un minuto di silenzio ). ACCOTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, il Gruppo MoVimento 5 Stelle si unisce al dolore per le sei vittime della tragedia avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorso in una discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove una serata di divertimento e allegria si è trasformata in un incubo, a causa di uno scherzo stupido, portando alla morte i cinque ragazzi tra i quattordici e i sedici anni e di una giovane mamma che ha accompagnato e protetto fino agli ultimi istanti la figlia di dodici anni, salvandole la vita. Dopo i giorni di silenzio e di dolore è ora che noi tutti ci fermiamo a riflettere se è giusta una società dove per guadagnare qualche euro in più si riempiono i locali oltre misura, si vendono alcolici e superalcolici ai minorenni, dove si spruzza gas urticante per gioco, senza prevedere e immaginare tutte le conseguenze negative e tragiche che queste azioni possono generare. Non possiamo permettere che un momento di festa e ritrovo per scolaresche e ragazzi giovanissimi si trasformi in tragedia. E quando le responsabilità saranno individuate con certezza e sanzionate secondo la legge, occorrerà assicurare con modalità nuove l'effettività di tutte le misure di sicurezza e di prevenzione, dirette a scongiurare che tutto questo possa accadere nuovamente. Nel frattempo, possiamo solo esprimere la nostra vicinanza ai genitori, ai familiari e ai conoscenti delle vittime, con la consapevolezza che le nostre parole non riusciranno in alcun modo a lenire il dramma della perdita, ma rappresentano la ferma volontà delle istituzioni di non permettere che si rimanga indifferenti di fronte al dolore provocato da questa tragedia. In questo momento resta il silenzio e la speranza che i feriti si riprendano e possano ricominciare a vivere serenamente, com'è giusto che sia per ragazze e ragazzi della loro età. Concludo riportando una frase pubblicata sui social da un'amica di una delle ragazze coinvolte: «Dai concerti si torna senza voce, non senza vita». (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, lei ha usato un'espressione: «inaccettabile strage». La sua commozione e le sue parole, unite alla commozione della collega del MoVimento 5 Stelle, dimostrano che in questo momento in quest'Assemblea non ci sono confini politici e non ci sono partiti politici diversi da una sensibilità comune che è disdegno per quello che è capitato, ma che non può limitarsi a questo. Numero di biglietti venduti in eccesso rispetto alla capienza del locale, effettivi controlli di sicurezza all'ingresso che sono mancati, dubbi sull'idoneità dell'uscita di emergenza e sull'adeguatezza delle strutture per l'evacuazione degli spettatori, orario di inizio annunciato e quello effettivo. Sappiamo tutti infatti che mentre è avvenuta la strage, il rapper che doveva essere lì quella sera, stava ancora suonando in un'altra località. Numero adeguato di personale di sicurezza, che probabilmente non c'era; vendita di alcolici ai minori all'interno del locale. Non voglio aggiungere altro. Le leggi ci sono, vanno solo fatte rispettare. Mai come in questo caso, vi prego di evitare di spiegare che faremo dei provvedimenti nuovi perché tutti i provvedimenti che servono alla sicurezza dei nostri ragazzi ci sono. Purtroppo mancano - e questo non è un problema di oggi, ma di ieri, e non è certamente una questione che possa essere rimproverata agli uni o agli altri - i controlli effettivi che sono fondamentali. Mi auguro che da oggi, da questo momento di dolore comune, che viviamo in quest'Aula, ma molto di più dal dolore della comunità marchigiana, possa nascere un seme, un fiore, che è quello di un impegno comune perché effettivamente una logica dissennata di ricerca di profitto non possa prevalere rispetto alla vita e al futuro dei nostri figli. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi unisco anch'io alle sue parole e alle parole dei colleghi che mi hanno preceduto. Questo è il momento del cordoglio per le vittime, dell'augurio per i feriti. Sappiamo che ci sono in questa vicenda, che non può accadere in un Paese civile, più di una responsabilità ed esse sono state riassunte dal senatore Casini. Non è questo il momento di approfondirle, ma probabilmente è quello di assumere tutti insieme l'impegno affinché legalità e sicurezza debbano davvero, non dico ritornare, ma essere forse per la prima volta, coerentemente, al primo punto dell'impegno di ciascuno di noi, ai diversi livelli; sia quello delle istituzioni, locali e nazionali, che quello delle Forze dell'ordine. Dobbiamo riuscire anche a costruire una cultura diffusa che non metta al centro - come è già stato detto - l'interesse spregiudicato ed economico, senza rispetto per nessuno, ma piuttosto un concetto che sono convinto ci possa unire, di sicurezza e legalità in tutte le forme in cui la comunità si esprime, da quella del divertimento, a quella del vivere, dell'abitare e del lavorare. (Applausi). DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, credo che quanto accaduto lo scorso weekend debba far riflettere tutti noi perché certamente io, come ciascuno di voi, provo commozione. Sono qui quindi ad esprimere ovviamente il cordoglio del Gruppo Fratelli d'Italia che si vuole stringere alle vittime, alle famiglie e a coloro che stanno lottando ancora negli ospedali per la propria vita. A noi, però, non spetta solamente questo ruolo, umano e comprensibile, che sicuramente ci unisce da destra a sinistra, trasversalmente, in quest'Aula. Essendo, legislatori, demandati dal popolo a gestire il Paese, a noi spetta anche riflettere e fare alcune considerazioni. Io vorrei utilizzare pochi istanti per riflettere. Noi dobbiamo guardare la responsabilità da un certo punto di vista; e qui davvero bisogna sperare che le parole, che in situazioni del genere noi tutti esprimiamo, siano poi coerenti con un'azione del Governo, delle Forze dell'ordine e della magistratura perché finalmente i colpevoli vengano individuati e seriamente puniti e perché i controlli non si limitino solamente alle prossime settimane, quando sicuramente i locali pubblici, le discoteche e i teatri saranno ispezionati. Bisogna, invece, fare in modo che i controlli avvengano sempre perché, anche tra un mese, tra sei mesi o tra un anno, dobbiamo garantire che i nostri cittadini vivano in condizioni di sicurezza. Ecco, dunque, il compito delle istituzioni: non dobbiamo solamente ricordarci dei problemi in momenti del genere, ma dobbiamo interrogarci perché nell'ordinarietà siano difesi e tutelati i nostri figli. Quindi, responsabilità e sicurezza sì, ma non solamente nel contingente, bensì, e soprattutto, come prospettiva alla quale tutti dobbiamo guardare. Io, però, a questa riflessione aggiungo anche un altro tema, quello dell'etica, dell'educazione, una educazione che, probabilmente, non è sufficientemente patrimonio di tutti. Dovremmo cercare di interrogarci sul perché si debbano vendere 1400 biglietti quando i posti effettivi sono poco più di ottocento. Dovremmo interrogarci sul perché padri di famiglia come noi siano disposti a mettere a rischio la vita dei giovani, la vita dei cittadini, per guadagnare qualche biglietto in più. Questi sono aspetti non normativi, bensì aspetti di etica, di cultura, di formazione. Dovremmo domandarci perché dei genitori debbano vivere nell'angoscia che i propri figli, di undici, dodici o tredici anni, si accalchino per ascoltare la musica di qualcuno che, magari inneggiando a sesso e droga, presenta loro un quadro di vita certamente non di coerenza e ricco di valori, ma tutt'altro. Ebbene, in tali contesti educativi il ruolo dello Stato, il ruolo del legislatore, il ruolo di coloro che governano questo Paese deve inviare un messaggio. Dobbiamo essere vicini alle famiglie, a coloro che crescono i nostri figli. Fratelli d'Italia, su questi aspetti, dà tutta la propria disponibilità per trovare con voi, con tutti voi, degli strumenti che permettano - da una parte - di regolare la civile convivenza, di regolare le responsabilità e - dall'altra - di creare cultura, nei giovani e per i giovani, e, contemporaneamente, di fornire ai genitori, alle famiglie quei supporti che oggi spesso non trovano. I ragazzi, soprattutto quelli delle ultime generazioni, sono troppo spesso abbandonati a se stessi. Noi, e coloro che hanno qualche anno in più, siamo cresciuti spesso all'interno di famiglie; oggi i ragazzi, già dalle elementari, spesso crescono da soli e, non per cattiveria, ma perché la società spesso non permette alle famiglie di essere loro vicini. E poi si verificano certi avvenimenti, arrivano i falsi idoli con conseguenze talvolta tragiche. Concludo, colleghi, sperando nella vostra comprensione se mi sono dilungato di qualche minuto. Dal momento che siamo ormai alla vigilia delle feste di fine anno, facciamo in modo che, fin da subito, vi siano controlli atti a garantire, appunto, sicurezza e tranquillità. Non dobbiamo dimenticare - come ha rilevato oggi il "Corriere della Sera", che, in due anni, già ventitre volte sono avvenuti fenomeni simili, che hanno visto coinvolgere baby gang e l'utilizzo di spray urticanti e, che hanno rischiato di provocare tragedie come quella vissuta nelle ultime ore. Impegniamoci perché, se non abbiamo potuto far niente per evitare la tragedia di questo weekend , almeno non ne avvengono altre nei prossimi mesi. (Applausi) . VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, mi unisco alle sue parole e a quelle dei colleghi e dico innanzitutto che mai avremmo voluto dover intervenire in quest'Aula in circostanze del genere. Sono giorni di lutto per le Marche e per l'Italia intera. In ospedale in queste ore ci sono ragazze e ragazzi che combattono per salvarsi. Noi siamo con loro e piangiamo con loro le vite spezzate nella notte dell'Immacolata: Emma, Asia, Benedetta, Daniele, Mattia ed Eleonora. Adolescenti, come lo sono i nostri figli; adolescenti pieni di bellezza, di intelligenza, di inquietudine, pieni di voglia di vivere, di correre, di fare esperienze, come lo siamo stati noi da adolescenti. Travolta insieme a loro, signor Presidente, piangiamo anche una mamma, che aveva appena fatto in tempo a salvare la sua bambina di appena undici anni. Un genitore come noi; noi che tante volte abbiamo accompagnato i nostri ragazzi, spesso aspettandoli ore e ore fuori da un locale, pregando che tutto andasse bene, come è accaduto a Eleonora prima di cadere. Questo è un dolore senza rimedio e non potremo riavvolgere il nastro. Per questo, a maggior ragione, abbiamo il diritto di sapere. Abbiamo negli occhi le immagini dei ragazzi in t-shirt che si aggrappano l'un l'altro prima di precipitare dalla balaustra nel buio. I nostri ragazzi, signor Presidente, non sono stati protetti e noi vogliamo sapere. Vogliamo sapere, signori del Governo. Lo chiedo a voi, e davvero mi colpisce che oggi in questa commemorazione non ci sia nessuno. (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ma noi vogliamo sapere. Vogliamo sapere se sono state violate norme e parametri sul numero dei presenti, sulla capienza, sul funzionamento dell'uscita di sicurezza, sull'orario e sulla natura del concerto, perché un evento, annunciato per le 22, a mezzanotte passata non era ancora cominciato. Vogliamo avere chiarimenti sulla vendita di alcolici. I nostri figli non possono essere trattati come massa inerme alla mercé di organizzazioni molto spesso ciniche, opache, spregiudicate. E vogliamo sapere se è confermato che la causa scatenante della strage è stato l'uso scellerato di uno spray urticante al peperoncino, come già avvenuto in piazza San Carlo a Torino, come in altri concerti, come stamattina in una scuola a Pavia. Questi spray urticanti sono delle vere e proprie armi e, in Italia, la loro diffusione è abnorme e pericolosa. Da quando è stato liberalizzato, sono centinaia i casi di violenza legati al suo uso. Eppure c'è questa enorme diffusione. Addirittura lo abbiamo trovato qualche settimana fa nelle edicole, in allegato a un giornale, «Libero». Devo dire che addirittura lo abbiamo trovato distribuito in iniziative politiche, come nel caso dei banchetti per il tesseramento della Lega, solo pochi giorni fa. (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Vergognati! VERDUCCI (PD) . Io penso, signor Presidente, che tutti quanti noi… (Commenti dal dai Gruppi M5S e Lega) proprio per questo - colleghi, lo dico con forza, ogni parola che sto qui utilizzando, è pesata e meditata - in tutte queste ore... (Commenti dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Le chiedo, signor Presidente, di poter terminare il mio intervento. PRESIDENTE . Io non vorrei che questa commemorazione assumesse qualche colorazione politica. È una disgrazia che riguarda tutti. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . VERDUCCI (PD) . Le chiedo di dire con forza, signor Presidente, quello che penso sull'utilizzo e sulla diffusione di quest'arma, che, seppur impropria, è - appunto - un'arma. Penso che quest'Assemblea, tutta insieme, dovrebbe avere la forza di dire che quando aumenta la diffusione delle armi non solo non aumenta la sicurezza, ma aumentano insicurezza, minacce e tensioni. E c'è un modo per rendere... PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Strumentalizzare una vicenda come questa! VERDUCCI (PD) . Come dicevo, c'è un modo per rendere onore alle vittime di Corinaldo, rivedendo la norma sulla liberalizzazione di quello spray . Signor Presidente, molti di quei ragazzi hanno avuto un coraggio eroico. Tra di essi - lo abbiamo letto nelle cronache - Davide, che è stato capace di salvare tanti suoi amici e compagni, ha detto: non saremo più gli stessi, se ne sono andati i nostri sogni. Ma quei sogni e quella voglia di futuro noi la dobbiamo riconsegnare, perché in quella generazione ci sono lo specchio e la coscienza dell'Italia e noi non possiamo permettere che si rompa, né che si smarrisca. (Applausi dal Gruppo PD) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il Gruppo Lega si riconosce nelle sue parole di cordoglio nei confronti delle famiglie delle vittime e nel ricordo che lei ha fatto. Ci stringiamo anche noi intorno alle famiglie che hanno perso dei giovani ragazzi o i cui figli sono rimasti feriti. Come è stato ben detto, questo è il momento di stringersi intorno alle famiglie; è il momento del cordoglio e di ricordare una tragedia, facendo di tutto perché in futuro simili fatti non si ripetano. Non dimentichiamoci, però, che è anche il momento in cui la politica deve interrogarsi. Tutti noi ci dobbiamo interrogare - è stato ben detto da diversi colleghi - senza fare strumentalizzazioni di carattere politico da parte di alcuno. Non si può però pensare che la politica si debba solo interrogare sulle misure di sicurezza da prendere, oppure sui controlli da fare. Questo è assolutamente vero. Le leggi ci sono già e sono ben chiare. Interroghiamoci, piuttosto, tutti quanti sulla società e sul mondo che tutti abbiamo costruito fino a oggi. Questo è il problema vero. Da una parte vi è l'avidità di alcuni personaggi, che vogliono chiamarsi imprenditori, i quali, pur di guadagnare di più, mettono a rischio la sicurezza dei nostri cittadini e giovani e ciò vuol dire che c'è qualcosa che non funziona; dall'altra, allo stesso modo, pensiamo all'idiozia che, purtroppo, si sta diffondendo tra molti giovani. Al di là delle responsabilità (adesso la magistratura sta facendo le sue indagini e, quindi, è presto per trarre conclusioni), non so se avete visto che in questi concerti è una moda spruzzare lo spray urticante. Si tratta di una moda per scatenare il panico, non molto lontana da quella di farsi i selfie estremi - con il rischio di morire - o di autosoffocarsi per sfida - anche questo esiste nel mondo dei giovani - che a sua volta non è molto lontana da alcol e droga che, oggi, purtroppo - è inutile nascondercelo - la fanno da padroni. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Fenu) . Se questa è la società moderna, interroghiamoci un po', ed è forse questo il lavoro che dovremmo fare tutti quanti nelle varie Commissioni. Mi vengono in mente le parole di Oriana Fallaci: «Se questa è la civiltà, se questo è il progresso, se questo è il mondo nuovo che il progresso ci prepara, dico: ridatemi il vecchio mondo, il barbaro mondo delle caverne. Ridatemi l'età della pietra». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, la ringrazio a nome del Gruppo di Forza Italia per aver voluto dedicare parte dell'apertura dei nostri lavori a questa vicenda, che ha scosso come tante altre, ma forse più di altre in ragione della giovane età delle vittime e di quella mamma, vittima anch'essa di questa vicenda. Quindi era giusto che il Parlamento vi dedicasse una riflessione. Condivido molte delle cose che sono state dette e spero che non si aprano discussioni sul leggi nuove, che non servono. Mi chiedo se non solo gli esercenti di quel locale, ma anche se coloro che sono addetti ai controlli, le autorità locali politiche e amministrative dello Stato, abbiano la coscienza a posto. I controlli sono previsti e non si possono fare eventi di quel tipo in quel modo. Non serve una legge per evitare delle follie; bisogna applicare le leggi che ci sono. Le tolleranze, le indifferenze, le superficialità sono tante, troppe, e questa tragedia é figlia evidentemente di tante superficialità e disattenzioni. Dopodiché, anche in queste ore ho letto tante cose. Non so se i biglietti erano 1.400 o 800, se i posti erano 500; sicuramente c'è stata una condotta sciagurata di chi ha riempito quel luogo di molte più persone di quante ce ne potessero essere. Io so di non sapere i dettagli: se i cancelli erano chiusi o aperti, la balaustra e quant'altro. Tutti diventano esperti all'improvviso di ogni dettaglio: lasciamo che chi deve investigare lo faccia e accerti anche i dettagli. Però ci sono delle cose che noi sappiamo e che dobbiamo fare. Ieri, Giulio Rapetti Mogol, presidente della SIAE, ha detto: facciamo i biglietti elettronici. Per carità, va tutto bene, però credo che questa tragedia, oltre a tutti gli aspetti pratici, evidenzi che, più che il peperoncino, collega Verducci, è un po' di sale in zucca che ci vorrebbe da parte di tutti (Applausi del senatore Calderoli) e questo mi ha preoccupato molto. Io non so neanche come si chiami questo cantante e non è colpa sua quello che è successo, ma ho letto che c'era un concerto alle ore 22, poi era annunciato in un altro posto alla stessa ora. La gente era lì ore e ore prima e forse beve: dico «forse» perché così ho letto e non so se è vero. Forse si droga: «forse», non so se è vero. Si crea un clima da sballo, di follia collettiva di ragazzini. Quello che mi ha colpito molto è l'età media dei presenti a questo concerto. Non conosco quel cantante e ho letto oggi sui giornali e sulla Rete i testi di alcune canzoni. Ha fatto bene - lo dico sottovoce, colleghi - il nostro collega Malan a esporre alla magistratura quei testi. Quando si fece la legge contro la droga, si disse anche che chi fa spettacolo non può nelle canzoni inneggiare a certi comportamenti. Sui comportamenti dei ragazzi incide più il messaggio di un cantante - oggi si direbbe un rapper - che quello che possiamo dire noi, non ascoltati da nessuno in un'Aula parlamentare. Questo è il mondo moderno. Occorre allora interrogarsi. Leggete i testi di quelle canzoni, perché quando vedo i genitori che sono andati a portare i bambini di undici e dodici anni - e una mamma è morta - mi chiedo: ma quei genitori quei testi li hanno letti? Quali modelli gli diamo? Credo che su questo una riflessione vada fatta. Per il resto leggi ci sono, i controlli devono essere implacabili e le responsabilità vanno punite, però poi sul contenuto di alcuni eventi non c'è nessuna saggezza di Stato che può sostituirsi alla saggezza delle famiglie, dei genitori, della funzione educativa che ciascuno di noi ha avuto ed ha nella vita. Su questo faccio un richiamo a noi stessi. Non ho pretese di insegnare niente a nessuno, però lette alcune parole e alcune cose mi interrogo su tanti di questi eventi, che per fortuna non hanno avuto tragedie, e quali valori hanno instillato. Qualche cosa la possiamo fare: applicare tutte le leggi, quelle per i controlli di sicurezza e anche per la sicurezza mentale, alla quale qualcuno attenta con messaggi assolutamente sbagliati. (Applausi dai Gruppi FI-BP, M5S e L-SP-PSd'Az) . Sul 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Onorevoli colleghi, nel giorno del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il Senato si pone come parte attiva per favorire il completamento del percorso di civiltà che il 10 dicembre del 1948 ebbe inizio. Nel ringraziare il Comitato nazionale per il 70° anniversario della Dichiarazione per il lavoro svolto in questi mesi - impegno ancor più strategico in funzione dell'elezione dell'Italia nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per il triennio 2019-2022 - ritengo doveroso soffermarmi su una delle qualificanti iniziative messe in campo da questa istituzione. Come sapete, in quest'Aula si è da poco conclusa la cerimonia di premiazione del concorso «Testimoni dei diritti» alla presenza dei componenti della Commissione diritti umani del Senato e degli studenti delle scuole finaliste dell'edizione 2017-2018. Con gli insegnanti e le ragazze e i ragazzi presenti ho potuto condividere questa riflessione: «Il cammino per la piena attuazione dei diritti universali è ancora contrastato. Pensiamo alla libertà di pensiero, alla libertà religiosa, al diritto alla salute ed al diritto a vivere in pace nel proprio Paese. Occorre dare una nuova vita ai diritti universali, serve la passione dei ragazzi e la loro intelligenza, il loro entusiasmo. Le istituzioni sono con loro, perché devono sostenere il percorso per la loro formazione per una cittadinanza forte e consapevole». Sono certa che, già a partire dall'attività legislativa in programma nelle prossime settimane, il Senato saprà essere all'altezza delle sfide che ci attendono, per completare il percorso intrapreso settanta anni fa e che ogni giorno si rinnova per costruire una società sempre più libera, plurale e inclusiva. Abbiamo il dovere di non abbassare mai la guardia rispetto ad ogni eventuale forma di razzismo, xenofobia o discriminazione; così come abbiamo il dovere di non dare mai per scontati i principi e i valori che sono alla base della nostra vita comunitaria e del nostro Stato di diritto. (Applausi) . Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento sul contenuto del disegno di legge di bilancio PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Comunicazioni del Presidente, ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento sul contenuto del disegno di legge di bilancio». Ai sensi della predetta disposizione, sul testo approvato dalla Camera si procede unicamente ad accertare se il disegno di legge di bilancio rechi disposizioni contrastanti con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente. Invito il senatore Segretario a dare lettura del parere espresso dalla 5 a Commissione permanente. PISANI Giuseppe, segretario . Signor Presidente, do lettura del parere, ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento, in ordine al disegno di legge n. 981, recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021, approvato dalla Camera dei deputati: «La 5 a Commissione permanente, Programmazione economica, bilancio, esaminato ai sensi dell'articolo 126, comma 4, del Regolamento, il disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e sentito il rappresentante del Governo, premesso che: - la riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, introdotta dalla legge 4 agosto 2016, n. 163, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, ha apportato alcune significative innovazioni alla disciplina contabile, che riguardano sia l'articolazione che i contenuti della manovra di finanza pubblica; - per quanto riguarda l'articolazione della manovra, si ricorda che sono stati accorpati in un unico provvedimento (il disegno di legge di bilancio), composto da due sezioni, i contenuti dei due disegni di legge (stabilità e bilancio) che, ai sensi della legislazione previgente, dovevano essere presentati alle Camere; - in questo quadro, il disegno di legge di bilancio, sulla base di quanto previsto dall'articolo 14 della legge n. 243 del 2012, non soggiace ad una regola di copertura, ma ad una regola di equilibrio, per effetto della quale il valore del saldo netto da finanziare o da impiegare da esso risultante deve essere coerente con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica; rilevato che, per quanto concerne i profili finanziari: - la relazione tecnica aggiornata reca elementi di informazione sulla coerenza del valore programmatico del saldo netto da finanziare o da impiegare risultante dal disegno di legge di bilancio con gli obiettivi programmatici, attraverso una tavola di raccordo tra il saldo netto da finanziare programmatico e il conto economico consolidato delle pubbliche amministrazioni programmatico; - dalla tavola di raccordo emerge che, in corrispondenza di un saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, pari a circa 68 miliardi nel 2019, 55 miliardi nel 2020 e 44 miliardi nel 2021, l'indebitamento netto del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni si attesta a circa 44 miliardi nel 2019, 39 miliardi nel 2020 e 35 miliardi nel 2021; - tali valori del saldo netto appaiono coerenti sia con il livello massimo del saldo netto da finanziare fissato dall'articolo 1, comma 1, del disegno di legge di bilancio, sia con l'indebitamento netto programmatico risultante dai valori tendenziali riportati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, come modificati alla luce degli effetti complessivi della manovra; esprime parere favorevole, ritenendo che i valori del saldo netto da finanziare risultanti dal disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 siano coerenti con l'indebitamento netto programmatico risultante dai valori tendenziali riportati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, come modificati alla luce degli effetti complessivi della manovra». Disegni di legge, assegnazione Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione e all'integrazione dell'ordine del giorno PRESIDENTE . Alla luce del predetto parere, il disegno di legge n. 981 (bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) è deferito alla 5 a Commissione permanente in sede referente con il parere di tutte le Commissioni permanenti. Le Commissioni sono pertanto autorizzate a convocarsi immediatamente e ad integrare i propri ordini del giorno. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . In ragione di impegni internazionali, il Presidente del Consiglio dei ministri ha chiesto di anticipare a domani, alle ore 15,30, le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018, già previste per mercoledì 12 dicembre alla stessa ora. Pertanto, come già comunicato per le vie brevi ai Gruppi, ai sensi dell'articolo 55, comma 6, del Regolamento, il calendario dei lavori è modificato con l'inserimento della seduta di domani, martedì 11 dicembre, alle ore 15,30. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MANTOVANI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, intervengo per portare all'attenzione dell'Assemblea la tragedia accaduta stanotte a Reggio-Emilia. Al civico 33 di via Turri, dove si trovano palazzi e annesse cantine da tempo abitati abusivamente, è divampato un incendio in cui hanno perso la vita due persone. Trentotto gli intossicati dal fumo, tra i quali una bambina che è in condizioni gravissime. Un'altra bambina e due adulti si trovano in condizioni di intossicazione molto grave e altri cinque adulti e sei bambini sono ricoverati in osservazione all'ospedale. A loro e ai loro cari va l'immediato pensiero e il profondo cordoglio per una tragedia purtroppo annunciata e su cui è necessario riflettere. Dal 2014 i cittadini del quartiere, il MoVimento 5 Stelle e i giornali locali raccontano di una zona dimenticata dall'amministrazione del sindaco Luca Vecchi. Il 14 settembre 2015, il MoVimento 5 Stelle ha presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale, seguito da un'interrogazione di ottobre in cui si chiedevano aggiornamenti sugli interventi di riqualificazione e informazioni sullo stato degli impianti. L'anno dopo, inchieste giornalistiche ponevano l'attenzione sulle cantine - dormitorio, evidenziando i limiti della giunta Vecchi nella gestione degli immigrati. Lo scorso 8 maggio, il nostro consigliere Gianni Bertucci presentava un ordine del giorno urgente su un incendio divampato al civico 43 in un palazzo in cui non era abusivo soltanto il domicilio ma anche l'allacciamento alla rete elettrica. In quell'occasione veniva chiesto un piano straordinario di controllo e di verifica delle utenze. Secondo il rappresentante della comunità marocchina, cui purtroppo appartenevano le vittime, da anni è noto che quelle strutture sono occupate da abusivi e nessuno ha fatto nulla. Quelle persone sono vittime del degrado e della mal gestita politica dell'integrazione. Per evitare questi episodi non c'è nemmeno bisogno delle norme previste nel nuovo decreto sicurezza; basta solamente applicare le norme già vigenti contro il degrado e l'illegalità. Le responsabilità di quanto accaduto gravano sull'inerzia dell'amministrazione, su chi doveva controllare e non ha controllato, su chi doveva vigilare e non ha vigilato. Il mio auspicio, quindi, è che certe situazioni, causate dall'ignavia di chi deve far applicare le leggi dello Stato, non vengano più consentite, né a Reggio Emilia, né in altre zone del Paese, proprio perché queste tragedie non devono più accadere. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, intervengo solamente per dire che oggi abbiamo avuto la notizia molto grave che a Roma sono state rubate le «pietre d'inciampo», vale a dire le pietre poste a ricordo in tutta Europa, e anche in Italia, delle vittime della persecuzione della Shoah. È un atto gravissimo che colpisce ovviamente tutto il Parlamento italiano e che ci deve fare immediatamente riflettere. In particolare, c'è soprattutto da capire che cosa è accaduto esattamente: se si tratta dell'atto di qualche imbecille, che non ha trovato nulla di meglio da fare; se si tratta dell'atto di qualche criminale, che pensa di lucrare anche su una questione così grave; se si tratta di un atto di voluto antisemitismo e, se così è, di che matrice è e da parte di chi è stato compiuto. Recentemente il Centro studi politici e strategici Machiavelli, dell'onorevole Fiamma Nirenstein, ha ricordato come l'antisemitismo sia una piaga crescente in Italia e in Europa. A quello "storico", chiamiamolo così, di matrice di estrema destra, si è andato a sommare quello di matrice di estrema sinistra, andando a confondere i piani dell'antisionismo e dell'avversità ad Israele con quello dell'antisemitismo; di recente, e ancora molto più grave, si è aggiunto quello di matrice islamica, che ha portato poi effettivamente anche a morti, persecuzioni e stragi in Europa. Per questo mi auguro che le autorità competenti possano da subito attivarsi per fare piena luce su questo grave episodio. (Applausi dal Gruppo FI-BP e della senatrice Bonfrisco) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 11 dicembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, martedì 11 dicembre, alle ore 15,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 17,59) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Faraone, Merlo, Monti, Napolitano, Rojc, Ronzulli, Santangelo, Sbrollini, Siri e Stefano. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente; L'Abbate e Maffoni, per attività della 13ª Commissione permanente; Cangini, Paroli e Pinotti, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Castaldi, Taverna e Vattuone, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Commissioni permanenti, trasmissione di documenti In data 6 dicembre 2018, è stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 9 a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), approvata nella seduta del 5 dicembre 2018, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese e la filiera alimentare (COM(2018) 173 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 9). Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Ministro dell'economia e finanze Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (981) (presentato in data 08/12/2018) C.1334 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1334/I). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Lucidi Stefano, Marinello Gaspare Antonio, Bottici Laura, Di Nicola Primo Riduzione dell'aliquota IVA sui defibrillatori semiautomatici e altri dispositivi salvavita (976) (presentato in data 06/12/2018); senatori Gallone Maria Alessandra, Tiraboschi Maria Virginia, Papatheu Urania Giulia Rosina, Messina Alfredo, Toffanin Roberta, Siclari Marco, Galliani Adriano Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio nazionale (977) (presentato in data 06/12/2018); senatori Castaldi Gianluca, Patuanelli Stefano, Accoto Rossella, Donno Daniela, Bottici Laura, Lomuti Arnaldo, Lannutti Elio, Ricciardi Sabrina, Corbetta Gianmarco, Giro Francesco Maria, Trentacoste Fabrizio, Girotto Gianni Pietro, Ferrara Gianluca, Mininno Cataldo, Pirro Elisa, Lanzi Gabriele, Di Girolamo Gabriella, Paragone Gianluigi, Romagnoli Sergio, Floridia Barbara Modifica all'articolo 582 del codice penale concernente la lesione personale in occasione di manifestazioni sportive (978) (presentato in data 06/12/2018); senatori Rojc Tatjana, Garavini Laura Ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, fatta a Strasburgo il 5 novembre 1992 (979) (presentato in data 06/12/2018); senatori Ostellari Andrea, Candura Massimo, Pellegrini Emanuele, Pillon Simone, Romeo Massimiliano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Pazzaglini Giuliano, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e altri misure in materia di circonvenzione di persone anziane (980) (presentato in data 07/12/2018); senatrice Montevecchi Michela Delega al Governo in materia di Fondazioni lirico-sinfoniche (982) (presentato in data 07/12/2018); senatore Comincini Eugenio Misure per il potenziamento delle reti ciclabili (983) (presentato in data 10/12/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 5ª Commissione permanente Bilancio Gov. Conte-I: Ministro economia e finanze Tria Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (981) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) C.1334 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.1334/I) (assegnato in data 10/12/2018). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 2ª Commissione permanente Giustizia in data 10/12/2018 il Senatore Cucca Giuseppe Luigi Salvatore ha presentato la relazione 955-A/bis di minoranza sul disegno di legge: "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici" (955) (presentato in data 23/11/2018) C.1189 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.765). Governo, trasmissione di atti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 29 novembre 2018, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 59 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificato dall'articolo 3, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, copia del decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di approvazione del bilancio assestato del Fondo edifici di culto per l'anno 2018, corredato dai relativi allegati. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 122). Interrogazioni Atto n. 3-00462 BOTTICI CASTELLONE ANGRISANI SILERI DONNO PARAGONE TRENTACOSTE LEONE LANZI GIANNUZZI PIRRO FERRARA DE LUCIA CORRADO FENU LANNUTTI VANIN MOLLAME GALLICCHIO DRAGO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel territorio tra i comuni di Montignoso (Massa e Carrara) e Pietrasanta (Lucca) è sita la discarica denominata Cava Fornace, gestita da Programma ambiente Apuane SpA, del gruppo ALIA SpA, che nasce come discarica di inerti, per essere successivamente riclassificata, nel 2007, a discarica di rifiuti non pericolosi e speciali, con deroga a quanto previsto per i rifiuti pericolosi contenenti amianto, nonché diverse tipologie di "codici a specchio"; il frazionamento del progetto di discarica e il progressivo aumento dei rifiuti conferibili hanno contribuito cumulativamente ad impedire la valutazione complessiva dell'impatto ambientale e di quello cumulativo dell'impianto stesso, depotenziando così tutte le istruttorie svolte in successivi procedimenti autorizzativi; la valutazione d'impatto ambientale (VIA) svolta sull'intero impianto evidenzierebbe, come emerso nell'inchiesta pubblica conclusasi nel 2009-2010, l'inidoneità del sito rispetto ai criteri del decreto legislativo n. 36 del 2003, in quanto sito carsico, sismico, caratterizzato da alta pericolosità geomorfologica, con sorgenti sottostanti, e con l'adiacente SIR-ZPS "lago e rupi di Porta"; le molteplici attività di controllo poste in essere da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) sovente sfociano in segnalazioni all'autorità giudiziaria per violazioni al codice ambientale (di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006) o alle prescrizioni impartite con l'autorizzazione integrata ambientale (AIA); la Procura di Massa Carrara avviava nell'anno 2014 un'inchiesta per il reato di inquinamento ambientale, a conclusione della quale nel 2016 fu emesso un provvedimento interdittivo antimafia da parte della Prefettura, poi revocato dopo un rinnovamento della compagine societaria; risulta agli interroganti di aziende del sistema dei rifiuti, indagate e o sotto processo per reati ambientali, che hanno regolarmente conferito e lavorato con la discarica di Cava Fornace; i Comuni di Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Massa hanno approvato recentemente atti di indirizzo per chiedere la chiusura dell'impianto. Il Consiglio regionale della Toscana ha fatto proprie le preoccupazioni delle comunità locali impegnando con una mozione (atto n. 1079 del 2017), votata all'unanimità, la Giunta alla rapida chiusura dell'impianto e alla contestuale realizzazione di un piano di messa in sicurezza nonché di bonifica dell'area; di contro, contravvenendo allo statuto della Regione Toscana, che individua nel Consiglio regionale l'organo di indirizzo politico, la Giunta regionale e l'assessore per l'ambiente Fratoni non hanno messo in atto l'indirizzo del Consiglio, favorendo al contrario la possibilità di estendere l'utilizzo del sito fino a fine vita o almeno fino al 2028, data ultima per i conferimenti nelle discariche che trattano amianto, emessa dalla Comunità europea; con nota n. 13824 del 19 settembre 2007, il Ministro dell'ambiente pro tempore si esprimeva in modo contrario alla riclassificazione dell'originaria discarica di inerti: "Questo ministero aveva già avuto occasione di esprimersi circa tale discarica e, nel corso di una riunione tenutasi presso la Regione Toscana nel giugno 2003 , si era convenuto sul fatto che le criticità ambientali dell'area non consentissero la possibilità di estendere le tipologie di rifiuti conferibili nella discarica (Nota passando da inerti a non pericolosi e speciali ) e sull'opportunità di procedere al recupero del sito individuando forme di rinaturalizzazione e riqualificazione ambientale, nel confermare tale posizione e nel ribadire la particolare vulnerabilità e le criticità ambientali dell'area si richiedono con urgenza informazioni sulla eventuale procedura in corso"; Arpat, prima che la Provincia approvasse (determinazione del dirigente del settore Ambiente e Trasporti della Provincia di Massa n. 8732/2003 del 17 dicembre 2003) la riclassificazione del sito contro ogni buon senso, e violando anche il principio di precauzione, indicava che: "la discarica insiste su un'area che presenta varie criticità ambientali, dovute alla presenza dei calcari dolomiti fratturati e due sorgenti subito a valle del sito di discarica. Le acque delle sorgenti, tramite la fossa fiorentina vanno ad alimentare il Lago di Porta, area umida di particolare pregio naturalistico posto subito a valle della discarica (…) Per la particolarità dell'area l'eventuale estensione delle tipologie di rifiuti da smaltire in discarica dovrebbe avvenire solo per comprovate necessità dei territori di Lucca e Massa-Carrara e su materiali di cui sia certa la provenienza e la composizione e comunque inerti dal punto di vista chimico e ambientale"; considerato che: ad oggi sono in corso i lavori per portare l'abbancamento dei rifiuti fino a quota 98 metri, ossia al fine vita: progetto che permetterebbe così di lavorare nel sito fino probabilmente al 2028, con una grave e irreparabile compromissione del medesimo sito e dei territori limitrofi; molteplici risultano essere le implicazioni di certo interesse pubblico di una revisione del progetto, in un'ottica di tutela ambientale e della salute pubblica di oltre 50.000 abitanti del comprensorio, ed anche in ossequio al principio di precauzione; l'impianto è, inoltre, sprovvisto di parere igienico-sanitario obbligatorio, così come della valutazione di impatto ambientale postuma, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga di accogliere le istanze delle comunità locali, convocando un tavolo interistituzionale rivolto a scongiurare l'aggravarsi della già preoccupante situazione; quali iniziative di competenza, alla luce delle criticità rilevate, intenda adottare affinché si provveda all'interruzione immediata al conferimento dei rifiuti e siano stabilite le modalità di chiusura della discarica, dando seguito a quanto approvato dal Consiglio regionale della Toscana con la votazione all'unanimità della mozione citata. Atto n. 3-00463 MAGORNO Al Ministro dell'interno Premesso che: a causa dell'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto all'interno della legge 1° dicembre 2018, n. 132, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, detto "decreto sicurezza", in data 30 novembre 2018, presso il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto (Crotone), 24 migranti in possesso di permesso umanitario sono stati espulsi e costretti a passare la notte per strada; tra le persone espulse vi erano anche una giovane coppia di origine africana e la loro bambina di cinque mesi, insieme ad altre quattro donne vittime di tratta, successivamente ospitate fortunatamente dalla Croce rossa e dalla Caritas di Crotone; nei prossimi giorni è previsto che circa altre 200 persone saranno costrette a lasciare la stessa struttura; chi non è riuscito a trovare accoglienza tramite i canali di volontariato e dell'associazionismo operante nel terzo settore è stato costretto a rifugiarsi presso le tendopoli nei pressi delle campagne calabresi già utilizzate dai braccianti agricoli vittime del caporalato e di imprenditori senza scrupoli; tra questi Suruwa Jaiteh, un ragazzo appena diciottenne che da poco aveva ottenuto la protezione umanitaria, in attesa di proroga per ulteriori sei mesi, era ospite dello Sprar di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) dove aveva iniziato il suo percorso d'integrazione e dove aveva iniziato a frequentare la scuola ed una squadra di calcio. Nella notte tra il 1° e il 2 dicembre, a causa della famigerata norma, dopo essere stato espulso dalla struttura ha dovuto cercare rifugio presso la baraccopoli di San Ferdinando dove, a causa di un incendio causato da una stufa usata per riscaldarsi durante la notte, ha trovato invece la morte; considerato che: all'interno della stessa maggioranza parlamentare sono state messe in luce diverse posizioni di contrarietà rispetto all'utilità e all'efficacia che il decreto si prefissava di produrre rispetto alla gestione dei migranti presenti in Italia; ponendo la questione di fiducia, il Governo, non solo ha dimostrato di non avere dalla sua parte una maggioranza parlamentare coesa, anzi, ha così dimostrato di volerla mettere a tacere ogni qualvolta questa abbia da esprimere un parere di contrarietà rispetto alle azioni intraprese; le opposizioni parlamentari, assieme alle associazioni che operano giorno per giorno nel settore dell'accoglienza, avevano fatto presente al Governo già prima che la legge venisse approvata che l'abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari avrebbe messo a rischio di povertà estrema, marginalità e devianza ben 140.000 persone nei prossimi anni, oltre al fatto che avrebbe scardinato l'effettivo funzionamento del sistema d'accoglienza senza offrire alcuna soluzione alternativa; l'appello rimasto inascoltato sta dimostrando sin da subito la sua drammatica veridicità, ad oggi si stima che a partire dal prossimo gennaio saranno tra i 20 ed i 40.000 gli immigrati che vedranno improrogabilmente scadere il proprio permesso di soggiorno temporaneo e che saranno costretti ad uscire dal sistema dell'accoglienza e si ritroveranno così costretti a riversarsi per le strade in cerca di rifugi di fortuna; queste persone si ritroveranno così in un palese stato di clandestinità costretti a lasciare il Paese senza che però siano stati messi a disposizione delle varie amministrazioni e dei vari enti locali gli strumenti per affrontare una gestione di questo tipo; inoltre, si crea un vulnus giuridico sotto il punto di vista della tutela della condizione dello straniero prevista dall'articolo 10 della nostra Costituzione, nonché dalle norme del diritto umanitario previste dalla Convenzione di Ginevra; si è di fronte ad un'emergenza sociale e di sicurezza di vasta proporzione, dato che, in assenza di soluzioni alternative, abolendo il permesso di soggiorno per motivi umanitari, viene messa a rischio la vita di migliaia di persone, tra le quali migliaia di bambine e bambini, poiché, in vista dell'inverno le migliaia di persone che verranno espulse si troveranno a dover fronteggiare il freddo e le intemperie senza avere un posto dove poter essere accolte o rifugiarsi, ponendo seriamente in difficoltà le amministrazioni, gli enti locali e tutte le associazioni che lavorano nel settore dell'accoglienza, si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la grave situazione di insicurezza nella quale si ritroveranno le migliaia di persone che saranno espulse dai centri di accoglienza, tra cui molti minori, ma anche la grave insicurezza generata nei confronti degli operatori del settore, nonché delle varie amministrazioni ed enti locali, nella condizione di assoluta incapacità nel gestire il settore dell'accoglienza. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00986 PAPATHEU ZAFFINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: la Figc, Federazione italiana giuoco calcio, si avvale in Italia dal 27 agosto 1911 per la direzione degli incontri di calcio in Italia dell'Associazione italiana arbitri, che si occupa del reclutamento, della formazione, della gestione tecnica, associativa e disciplinare degli arbitri di calcio italiani; l'Associazione conta attualmente su oltre 33.500 associati, tra i quali quasi 3.000 donne. L'organo tecnico che si occupa per conto dell'AIA della direzione delle gare di tutti i tornei professionistici e dilettanti è la commissione arbitri nazionale, alla quale competono le designazioni di arbitri ed assistenti per gli incontri di serie A, B, Lega Pro e per la serie D. Inoltre vi è una commissione arbitri interregionale; ad eccezione della commissione nazionale A, che si occupa del maggiore campionato nazionale, con una commissione composta da 21 arbitri, 41 assistenti arbitrali e 41 osservatori, la quasi totalità degli arbitri dirige tornei minori e si tratta di persone che nella vita svolgono altre professioni e decidono di arbitrare per passione ed amore dello sport. Ma diversi di questi associati, specie sui campi di periferia di tutta Italia, sono sempre più spesso vittime di brutali aggressioni che mettono a repentaglio la loro incolumità, provocando irreparabili conseguenze ed handicap permanenti; l'11 novembre 2018 a Roma, al termine della partita di promozione tra Virtus Olympia e Atletico Torrenova, il 24enne arbitro Riccardo Bernardini è stato aggredito selvaggiamente e costretto a ricorrere a cure mediche urgenti di pronto soccorso ospedaliero. A seguito di tale aggressione l'AIA ha poi deciso di sospendere l'invio di arbitri sui campi per tutte le gare in programma la settimana successiva nei campionati dilettanti della regione Lazio; in questa impressionante escalation di violenza, ancora più emblematica e di sconcertante gravità appare la vicenda dell'arbitro Elena Proietti, 30 anni, che a seguito di un pugno sferrato ai suoi danni nel corso della gara Real Quadrelli-Trevana, di prima categoria, il 7 dicembre 2014, ha perso la vista dall'occhio destro e l'udito dall'orecchio destro. La carriera arbitrale di Elena Proietti è finita in quella domenica che le ha cambiato la vita e dopo vari ricoveri in diversi ospedali da Roma a Boston, oggi è invalida al 67 per cento ed il Tribunale di Terni ha archiviato il relativo procedimento penale. Il colpo subito dalla donna è stato ritenuto "involontario", mentre l'aggressore, dopo 5 anni di squalifica, potrà tornare sui campi di calcio già dall'anno prossimo; si ritiene a tal proposito che in circostanze del genere la giustizia sportiva, ancora prima di quella ordinaria, debba garantire l'adozione di adeguati provvedimenti a tutela degli arbitri e degli sportivi di qualsiasi livello e categoria, sanzionando episodi di violenza in termini commisurati alla gravità della dinamica dei fatti e delle relative conseguenze per chi è vittima di tali condotte antisportive; necessita dei dovuti approfondimenti istituzionali presso gli organi sportivi preposti anche quanto asserito dal presidente dell'Associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, in data 25 novembre 2018 al programma televisivo "L'Arena" sempre riguardo alla vicenda di Elena Proietti, la quale ha denunciato di essersi sentita "abbandonata dall'Aia". Secondo il massimo esponente dell'AIA "La ragazza ha avuto tutto quello che doveva avere. Sono andati da lei dopo l'aggressione il presidente della sezione di Terni con due collaboratori, è stata assistita come tutti gli associati in questo caso, ha fatto causa, sono stati dati 5 anni di interdizione a quel giocatore che avrebbe dato il pugno"; di recente altri inquietanti episodi di analoga gravità, che confermano l'increscioso clima di violenza dilagante nel calcio italiano, si sono verificati in diverse zone d'Italia con diversi direttori di gara presi a pugni e schiaffi, costretti a nascondersi negli spogliatoi ed obbligati a lasciare gli stadi scortati da Polizia e Carabinieri, si chiede di sapere: se non si ritenga opportuno convocare d'urgenza i vertici di Figc, Lega nazionale dilettanti, AIA per favorire l'adozione di misure urgenti atte a garantire la tutela dell'incolumità di associati, tesserati e sportivi di ogni categoria e livello; se si intenda chiedere ad AIA un report dei casi di violenza avvenuti in questi anni ai danni degli arbitri italiani, e se in tali circostanze gli organi sportivi preposti abbiano garantito il dovuto supporto alle vittime ed in quali termini; se la componente AIA risulti essersi costituita parte civile nei procedimenti riguardanti nelle opportune sedi gli associati aggrediti; se si intenda valutare l'opportunità di procedere all'istituzione di una commissione speciale per l'accertamento dei fatti descritti e per la previsione di misure speciali atte ad un più efficace contrasto dei fenomeni di violenza in ambito sportivo. Atto n. 4-00987 PAPATHEU Al Ministro per il Sud Premesso che: è stato presentato in data 8 novembre 2018 presso la Camera dei deputati il rapporto Svimez 2018 dal titolo "L'economia e la società del Mezzogiorno"; la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) promuove lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d'Italia, al fine di proporre concreti programmi di azione e di opere intesi a creare e a sviluppare le attività industriali. A tal riguardo, per gli interventi FESR e FSE, sulla base dei dati di monitoraggio aggiornati al 30 aprile 2018, il rapporto in merito all'avanzamento del ciclo di programmazione indica che, a fronte dei circa 55 miliardi di euro disponibili, gli importi impegnati sono stati pari a 12,69 miliardi e quelli pagati a 4,37 miliardi, con una percentuale di utilizzo pari rispettivamente al 23,04 per cento ed al 7,95 per cento. Sono state analizzate le principali variabili macroeconomiche, il tema delle disuguaglianze e dei diritti di cittadinanza, ed il rapporto si concentra sulle politiche per il Sud e lo stato di attuazione delle politiche di coesione; per il sistema produttivo culturale e creativo nel nostro Paese, il rapporto indica come il 2017 abbia generato il 6 per cento della ricchezza prodotta in Italia: oltre 92 miliardi di euro, grazie all'impiego di 1,5 milioni di persone, pari al 6,1 per cento del totale degli occupati; il Mezzogiorno mostra un trend di crescita in scala notevolmente ridotta rispetto alle altre aree del Paese. Nel contesto di un'economia che abbandona sempre più il manifatturiero tradizionale, a favore di un'industria basata su innovazione e capitale cognitivo, attività quali la conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico, le arti visive, le industrie culturali, le industrie creative afferenti al mondo dei servizi contribuiscono allo sviluppo economico nazionale ma non ancora in percentuali sufficienti al Sud, nonostante le indubbie potenzialità di queste aree in ambiti come il turismo e il patrimonio culturale; secondo quanto asserito dal Ministro in indirizzo, in data 8 novembre 2018 durante il suo intervento alla presentazione del rapporto Svimez 2018, "I fondi europei sono stati spesi malissimo, in maniera irresponsabile e negligente, ed il divario tra Nord e Sud è aumentato, con un aumento inoltre di povertà e abbandono scolastico". Occorre "riconoscere errori e fallimenti, e l'Italia deve assumersi la responsabilità e invertire la rotta"; anche in virtù di tali considerazioni, si ritiene pertanto non rinviabile la previsione di urgenti e concrete misure da parte del Governo italiano per affrontare le permanenti difficoltà di crescita delle regioni del Sud. Urge un utilizzo strategico dei fondi europei con una qualità progettuale maggiore, capace di incidere significativamente sulla crescita dei territori, e una presenza attiva dello Stato, non soltanto all'atto di stanziamento delle somme ma anche nel condividere le fasi propedeutiche all'impiego delle risorse. Settori come il turismo e la cultura possono rappresentare un volano di occupazione e innovazione, ma anche di partecipazione sociale e condivisione morale di una stagione di rilancio economico e produttivo del Sud; si ravvisa l'esigenza di un cambio di passo per la Sicilia, dove l'attuale Governo regionale sta facendo la sua parte e proprio in questi giorni ha destinato 170 milioni di euro a favore di 367 imprese siciliane mediante risorse del programma operativo FESR 2014-2020 e sta cercando di scongiurare il disimpegno automatico per i fondi non ancora spesi, impegnandosi così a rimediare alle negligenze precedenti. Occorre, altresì, un patto di programma tra Stato e Regione nell'ottica di una riforma dei sistemi territoriali, con uffici che siano in condizione di progettare, altrimenti le difficoltà si ripresenteranno e i fondi verranno spesi male o, peggio ancora, restituiti all'Europa senza essere utilizzati. Nonostante la riprogrammazione e la riduzione del cofinanziamento nazionale per aumentare l'assorbimento delle risorse comunitarie, la Sicilia rischia di andare incontro alla perdita di tali fondi, quindi occorrono misure e strumenti che, nelle rispettive competenze Stato-Regione, garantiscano l'espletamento delle pratiche e le procedure comunitarie nei territori; il Ministro ha reso noto di "aver chiesto ai presidenti delle Regioni di collaborare e di fare sistema in Europa per non venire penalizzati", ed ha preannunciato "una riunione a Bruxelles per gennaio, per non frammentare i fondi europei ed utilizzarli in progetti strategici complessi", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo abbia già concretamente attivato con la Regione Siciliana, mediante atti o proposte formali, il percorso non più rinviabile di pianificazione concertata sull'impiego dei fondi europei, garantendo la disponibilità di adeguate risorse economiche e del pieno supporto procedurale per la realizzazione di progetti di sistema mirati a ridurre il gap infrastrutturale tra il Sud ed il resto del Paese; se abbia già inteso procedere all'avvio del necessario coordinamento Stato-Regione mediante una "cabina di regia" e quali tempi o modalità e quali iniziative strategiche siano state previste. Atto n. 4-00988 AUGUSSORI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: a seguito di segnalazione dell'Associazione dislessia discalculia di Lodi (Milano) attivata su mandato di diverse famiglie di alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA), l'interrogante è venuto a conoscenza che il liceo "Maffeo Vegio" di Lodi ha deciso di attuare degli interventi che appaiono in contrasto con la normativa vigente in materia DSA; l'organo che si è espresso con nuove decisioni per gli alunni con certificati DSA è stato il collegio dei docenti, sentiti gli organi quali Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale e università che trattano nello specifico le tematiche degli alunni con DSA; l'istituto scolastico ha ritenuto di parametrare la valutazione dello scritto e delle verifiche di compensazione in due tipi di percentuali differenti a seconda dell'anno scolastico di riferimento (biennio o triennio), secondo un nuovo modello del piano didattico personalizzato (PDP), precisamente la valutazione finale dovrà essere il risultato di una media ponderata tra la prova scritta insufficiente (peso: biennio 30 per cento e triennio 50 per cento) e quella orale di compensazione (peso: 100 per cento). La compensazione dovrà essere programmata non prima di una settimana e non oltre le tre settimane dalla riconsegna della prova scritta insufficiente. Tutte le valutazioni saranno regolarmente annotate sul registro elettronico e nessuna potrà essere eliminata. Inoltre, a partire dall'attuale anno scolastico, si è deliberato che le prove insufficienti entreranno nella media matematica, con un peso diverso a seconda che l'alunni frequenti una classe del biennio o del triennio; l'ampio quadro normativo vigente in materia DSA ha stabilito che il principio di base è sempre la didattica e la valutazione "personalizzata e individualizzata", dovendo essere tenuto in debito conto come e che cosa ha imparato lo studente, considerando il disturbo e la situazione globale di ogni alunno nella propria specificità; sempre nel modello di PDP dell'istituto è stata introdotta la dicitura "in caso di reiterate assenze, non sono previsti ulteriori preavviso e programmazione": questo fatto costituisce un'ingiustificata privazione, perché l'assenza quasi sempre può essere dovuta a problemi di salute, si chiede di sapere: se l'ufficio competente a livello territoriale abbia autorizzato quanto deciso e già applicato dalla scuola; quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo per cercare di risolvere l'ingiusta situazione creatasi all'istituto Maffeo Vegio e le ricadute sugli studenti. Atto n. 4-00989 GARAVINI BOLDRINI MANCA Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: venerdì 12 ottobre 2018 si è tenuto il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale un primo incontro tecnico tra le autorità italiane e quelle sammarinesi per la revisione dell'accordo di amicizia e buon vicinato tra Italia e San Marino del 1939; tale tavolo tecnico fa seguito alla visita del Ministro in indirizzo a San Marino nello scorso mese di agosto; a quasi 80 anni dalla firma della convenzione di amicizia e buon vicinato sembrano maturi i tempi per aprire una nuova fase dei rapporti tra Italia e San Marino; nello scorso novembre il Comites San Marino ha depositato presso la segreteria istituzionale del Parlamento sammarinese due progetti di legge di iniziativa popolare in tema di cittadinanza e di diritto di elettorato attivo e passivo a favore dei cittadini italiani residenti nella Repubblica del Titano (circa 14.000) e sammarinesi; dal 2000, anno in cui è stato introdotto a San Marino l'impianto normativo disciplinante la materia della cittadinanza, lo scenario sociale è cambiato e così gli orientamenti culturali; negli ultimi 10 anni in Europa si è intervenuti diffusamente per riformare le leggi sulla cittadinanza, facendo emergere una propensione a concepirle in termini meno identitari; gli Stati europei accettano o tollerano in modo crescente la doppia cittadinanza e si sta riducendo sempre più il numero di quegli Stati che chiedono la rinuncia; si sono fatte strada anche condizioni più agevoli per la naturalizzazione, come in Germania dove servono 5 anni di residenza, in Svizzera dove ne occorrono 12, in Belgio 3, in Austria 6, in Lussemburgo 7, si chiede di sapere se in tale contesto il Ministro in indirizzo non ritenga di dover inserire le questioni degli italiani residenti a San Marino nel quadro dei negoziati appena avviati. Atto n. 4-00990 STABILE Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e dell'interno Premesso che: la legge regionale del Friuli-Venezia Giulia n. 24 del 2017, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 31 maggio 2017, è stata pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione 21 giugno 2017, n. 25; detta norme per il riconoscimento, la valorizzazione e il potenziamento del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, servizio regionale (CNSAS FVG); il soccorso alpino del Friuli-Venezia Giulia svolge attualmente tre funzioni principali: di coordinamento operativo negli interventi di soccorso; di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario; di struttura operativa del Servizio nazionale della protezione civile nei casi emergenza o calamità; a parere dell'interrogante la legge evidenzia alcune criticità di tipo organizzativo e applicativo e soprattutto in casi di condizioni di emergenza; la prima criticità riguarda gli aspetti di incostituzionalità della norma regionale laddove si è legiferato in materia di sicurezza e soccorso pubblico, una materia che l'art. 117 della Costituzione fissa a "legislazione esclusiva dello Stato" che ne garantisce l'attuazione tramite il Ministero dell'interno, di cui il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è il braccio operativo. In sostanza, la norma attuale possiede tutti i requisiti che ne giustificherebbero l'impugnazione presso la Corte costituzionale; la seconda criticità è determinata dal disallineamento rispetto alla legislazione nazionale ordinaria che riguarda l'attività di soccorso pubblico. Per quanto concerne la normativa ordinaria vigente, non sussiste alcun dubbio in ordine alla competenza generale che il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco possiede in materia di soccorso pubblico; in particolare, l'art. 24 del decreto legislativo n. 139 del 2006, così come modificato dal decreto legislativo n. 97 del 2017, prevede che "Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al fine di salvaguardare l'incolumità delle persone e l'integrità dei beni, assicura, in relazione alla diversa intensità degli eventi, la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell'immediatezza della prestazione, per i quali siano richieste professionalità tecniche anche ad alto contenuto specialistico ed idonee risorse strumentali"; la norma, pertanto, consente di individuare, immediatamente e con chiarezza, il Corpo dello Stato cui fa capo la responsabilità della direzione tecnica del soccorso; in tal senso si era già espresso anche il Consiglio di Stato con le sentenze n. 1736/2014 e n. 1737/2014, con le quali aveva annullato l'efficacia di due sentenze dei TAR dell'Emilia-Romagna e dell'Umbria che erroneamente avevano riconosciuto la titolarità del soccorso alpino in ordine al coordinamento dei soccorsi in ambiente impervio; preso atto che: risulta prioritario ristabilire un principio di organizzazione tale per cui non vi siano più situazioni di incertezza tra le diverse autorità, quali ad esempio vigili del fuoco, soccorso alpino e protezione civile; durante le operazioni di soccorso per la sicurezza e la salute dei cittadini non dovrebbero sussistere elementi di incertezza burocratica soprattutto se tali incertezze derivano da un vulnus normativo, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e se non intendano, ciascuno per le proprie competenze, aprire un confronto con la Regione Friuli-Venezia Giulia, per verificare la compatibilità della citata legge con la normativa nazionale, nel rispetto dei criteri per la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. Atto n. 4-00991 IANNONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: lo stabilimento "Treofan" di Battipaglia (Salerno) è al centro di un gioco di finanza che mette a rischio 200 lavoratori; cinquecentomila euro sono bastati per comprare un colosso e controllare la metà del mercato europeo dei film in polipropilene: la Treofan, la grande azienda i cui 200 dipendenti sono ora in stato d'agitazione; nella sede romana di Confindustria, i rappresentanti sindacali dello stabilimento battipagliese e i loro colleghi di Terni speravano di interloquire con Jindal Group, l'impero indiano che a fine ottobre 2018 ha acquistato l'azienda, e la M&C, Management & Capitali, la società per azioni fondata da Carlo De Benedetti che l'ha venduta per mezzo milione di euro, e invece, dall'altra parte, la rappresentanza sindacale unitaria e i segretari provinciali e nazionali del comparto hanno avuto come interlocutori l'ingegnere Luigi Martinese, responsabile degli impianti europei, il legale Andrea Marcovecchio e il consulente Mario Filera: nomi di Treofan, non di Jindal; si parla di 27 milioni di euro di perdite per il 2018: nel calcolo rientrano i due impianti italiani e la piattaforma tedesca di Neunkirchen; questi dati stridono con quelli di marzo, quando M&C sottolineò la buona performance delle attività europee di Treofan, mentre ora si parla di «mancanza di materie prime e di evidenza di ordinativi»; da qui il fermo alla produzione primaria da lunedì 10 dicembre 2018 e di quella secondaria, da sabato 15 dicembre, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa grave vicenda e quali azioni intenda realizzare per tutelare il lavoro dei dipendenti della Treofan. Atto n. 4-00992 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: martedì 4 dicembre 2018 si sono viste scene da film sul raccordo autostradale tra Salerno e Avellino, dove c'è stato un assalto ad un portavalori; i malviventi sarebbero fuggiti attraversando alcune località di Serino (Avellino): alcuni componenti del commando avrebbero scelto questa via per dileguarsi dal raccordo autostradale Avellino-Salerno dopo «l'azione di guerra» (parole del procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo) messa in atto; i Carabinieri hanno acquisito i filmati della videosorveglianza, anche di abitazioni e attività imprenditoriali di questa zona: una parte della banda, quella che ha agito nella zona tra San Michele di Serino e Serino per fermare i veicoli in transito, avrebbe poi utilizzato lo svincolo del comune ai piedi del Terminio per far perdere le proprie tracce; ad agire sarebbero gruppi specializzati in raid del genere, con malviventi che non si sono preoccupati di sparare ad altezza d'uomo e che hanno cronometrato ogni loro movimento, tutto sincronizzato e tutto programmato con precisione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e se ritenga che vada rafforzata la vigilanza sul raccordo autostradale tra Salerno e Avellino, utilizzato, peraltro, da tantissimi studenti per recarsi all'università degli studi di Salerno. Atto n. 4-00993 IANNONE Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: una violenta rissa è avvenuta la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 sulla litoranea di Pontecagnano-Faiano (Salerno); ad affrontarsi, per cause ancora in corso di accertamento, due gruppi di stranieri composti da una parte da marocchini e dall'altra da rumeni residenti nel napoletano; la rissa è avvenuta in vari punti dal bar Primavera sino all' hotel Ancora; alla fine si sono registrati il grave accoltellamento di un rumeno e altri sei feriti lievi; durante la rissa è stato causato anche un incidente stradale all'altezza del ponte sul torrente Asa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e quali iniziative intenda adottare per garantire sicurezza alle popolazioni residenti. Atto n. 4-00994 IANNONE Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per il Sud Premesso che: nel 2018 non saranno festeggiati i 480 anni dalla nascita del Banco di Napoli, nato nel 1539 come Monte di Pietà, fondato da alcuni gentiluomini napoletani; il Banco di Napoli scompare e viene cancellato dal registro Abi (Associazione bancaria italiana), con decorrenza 26 novembre, il più antico istituto di credito esistente in Europa, che trae le sue origini dai banchi e monti di pietà sorti a Napoli per combattere l'usura; una banca che ha fatto la storia dell'Italia, contribuendo al sostegno delle attività economiche del Meridione; nel 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, l'istituto cambiò denominazione in Banco di Napoli e fu riconosciuto come ente pubblico, cui fu affidata la funzione di istituto di emissione; l'attività dell'istituto partenopeo si concentrò sul finanziamento dell'industria e dell'agricoltura napoletana, sul credito fondiario e sul credito agrario, contribuì al risanamento edilizio di Napoli e di numerose città meridionali, sovvenzionò la costruzione di molte linee ferroviarie italiane e continuò l'opera assistenziale in favore di ospedali, asili, scuole, orfanotrofi; agli inizi del Novecento il Governo affidò al Banco di Napoli il servizio di tutela e di trasmissione del risparmio degli emigrati italiani all'estero, specie meridionali, grazie al quale il Banco stabilì contatti con il mondo bancario internazionale. Il volume di affari crebbe rapidamente in particolare a New York, dove in Spring Street, a Manhattan, nel 1909, fu aperta un'agenzia; in seguito alla guerra di Libia, nel 1913, furono aperte le filiali di Bengasi e Tripoli, che consentirono al Banco di espandere la propria attività anche nel continente africano. Ma l'attenzione degli allora banchieri meridionali continuava ad essere, sempre di più, rivolta alla crescita del territorio: nel 1938 il Banco fonda l'Istituto per lo sviluppo economico dell'Italia meridionale (Isveimer), per l'esercizio del credito a medio termine alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno d'Italia. A Napoli, a piazza Garibaldi, in cima al terrazzo di un palazzo centrale viene istallata un'insegna luminosa imponente "Banco di Napoli - per voi nel Mondo" (rimossa da qualche anno); negli anni '90, sotto la guida del professore Ferdinando Ventriglia, l'istituto fu investito da una crisi durissima; il Banco di Napoli fu lasciato al lento declino e nel 1997 la cordata Bnl-Imi lo acquistò per appena 60 miliardi di lire (forse, solo il valore degli immobili) passando poi, nel 2002, al gruppo Sanpaolo Imi; con la fusione del 2006 tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi, la società è entrata a far parte del gruppo Intesa Sanpaolo e nel "Piano d'impresa 2018-2021", presentato a febbraio, il gruppo Intesa decide l'incorporazione di alcune banche rete in Intesa Sanpaolo: «La fusione per incorporazione del Banco di Napoli avverrà il 26 novembre 2018», si chiede di sapere se il Governo ritenga che abbia prevalso il principio della "razionalizzazione delle attività", che ha invaso l'intero sistema bancario italiano e che sia stato, così, cancellato l'ultimo e più importante simbolo del Meridione. Atto n. 4-00995 CASTIELLO Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno Premesso che: il territorio a sud di Salerno è stato interessato, nel recente passato, da ripetuti, costanti sversamenti di rifiuti nocivi, tanto da ritenerlo gravemente contaminato da interramenti di materiale tossico e, probabilmente, radioattivo; esistono numerosi, convergenti indizi che portano ragionevolmente a ritenere che, non solo in occasione della realizzazione delle grandi opere (come pure risulta dagli atti parlamentari della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle associazioni criminali similari, XI Legislatura, seduta di venerdì 17 settembre 1993) ma anche in diversi altri momenti (ne costituiscono puntuale testimonianza gli atti del cosiddetto processo "Chernobyl") siano stati interrati rifiuti pericolosi da parte di imprese subappaltatrici caratterizzate da marcata opacità, per effetto della loro aderenza a gruppi criminali organizzati; l'Unione europea, nell'ambito del PON «Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo convergenza» 2007-2013, all'asse 1, sicurezza per la libertà economica e d'impresa, obiettivo operativo 1.3, concepì il progetto MIAPI (Monitoraggio e Individuazione di Aree Potenzialmente Inquinate nelle regioni obiettivo convergenza) che aveva come scopo, attraverso la sperimentazione di strumenti innovativi per il controllo, il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti riguardanti l'aggressione dell'ambiente, il potenziamento delle forme di tutela del benessere sociale ed economico; il progetto MIAPI, ideato nell'anno 2011, sorse con lo specifico obiettivo della localizzazione di possibili fonti di inquinamento attraverso l'individuazione delle anomalie che si riscontrano in alcuni parametri fisici e geofisici (magnetici, spettrometrici e termici) misurati attraverso sensori da piattaforma aerea; risulta all'interrogante che l'ufficio tecnico della "Gia consulting", società con sede a Napoli, nell'ambito delle attività di cui al progetto MIAPI, sia «stato impegnato nell'analisi della distribuzione spaziale delle variabili coinvolte nell'individuazione delle aree potenzialmente inquinate su cui eseguire i rilievi airborne, quali impianti di cave, discariche, siti industriali, viabilità, uso del suolo, densità abitative e Anomalie Morfologiche Antropiche (AMAN) individuate mediante un'analisi temporale e foto-interpretativa di immagini satellitari ad alta risoluzione»; il territorio del Cilento, per quanto risulta all'interrogante, è stato del tutto escluso (o, tutt'al più, solo marginalmente esplorato) dai telerilevamenti (di cui al Programma operativo nazionale 2007-2013 "Sicurezza per la legalità") che, ai fini dell'azione conoscitiva del territorio volta al perseguimento delle finalità istituzionali di tutela dell'ambiente attraverso il sorvolo con sensori elitrasportati, avrebbero dovuto condurre all'individuazione di anomalie di tipo magnetometrico e di tipo radiometrico; per il territorio del Vallo di Diano, sempre nell'ambito del progetto MIAPI e sempre per quanto risulta all'interrogante, è stata generata una mappatura delle superfici sorvolate e telerilevate, dalla quale sono evincibili le risultanze dei sensori "magnetometro, termocamera a infrarosso e camera fotogrammetrica" con esclusione delle elaborazioni, e delle pertinenti schede, riferibili al sensore "spettrometro gamma", determinante per la misurazione della contaminazione radioattiva d'ambito; da più parti dell'area pedocollinare valdianese (San Rufo, Corleto Monforte, Pozzale di Teggiano, la cui foto interpretazione di tale indicata immagine satellitare di "Google" denota la presenza di un deposito intermedio di materiale di cava, ove le colorazioni azzurrognole, contigue all'asta torrentizia, testimoniano, probabilmente, la presenza di fanghi di ossidazione o, quantomeno, l'esistenza di ossidi di rame o ferrosi) giungono segnalazioni di nascite di animali deformi (bovini e soprattutto caprini) e decessi di pastori affetti da patologie oncologiche, determinate le une e le altre, probabilmente, dal contatto coi rifiuti tossici che contaminano irreversibilmente l'ambiente naturale del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni durante il periodo della transumanza, allorquando migrano stagionalmente i greggi, le mandrie e i pastori dai pascoli situati in zone collinari o montane verso quelli di pianura, e viceversa; tenuto conto che, come già ragguagliato in un precedente atto di sindacato ispettivo (4-00284), risulta incontrovertibilmente provato, dalla disamina degli archivi dei medici di medicina generale operanti in 70 comuni a sud di Salerno, da Battipaglia a Sapri, che è stato rilevato su un campione significativo di assistiti (196.892 unità, corrispondenti a oltre il 50 per cento dell'intera popolazione residente) un totale di ammalati di cancro per una media del 4,83 per cento, con picchi nel distretto di Vallo della Lucania e di Sapri superiori alla media nazionale; tenuto conto che l'ordinamento tutela l'ambiente come elemento determinativo della vita e come "valore primario assoluto" (Corte costituzionale, sentenza n. 127 del 1990); considerato che non risulta svolta sul territorio un'incisiva azione di prevenzione e di repressione a salvaguardia dei valori ambientali e della salute; accertato che il PON «Sicurezza per lo sviluppo - Obiettivo convergenza» 2007-2013 aveva una dotazione finanziaria di 1.158 milioni di euro, di cui il 50 per cento cofinanziato dall'Unione europea, attraverso il fondo europeo di sviluppo regionale, e il restante 50 per cento dallo Stato italiano; accertato, altresì, che il progetto MIAPI si configura come uno strumento determinante nel contrasto ai fenomeni di illegalità ambientale e alle ecomafie e che merita, alternativamente, o nell'ambito della riprogrammazione del programma nazionale «legalità» 2014-2020 del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) o attraverso altre forme di programmazione finanziaria, il rifinanziamento al fine di scansionare le parti inesplorate dei territori appartenenti alle aree potenzialmente inquinate nelle regioni obiettivo convergenza, nelle quali, come merita di essere ribadito, risulta rilevante e preoccupante la presenza di "illeciti ambientali", tanto da richiedere ulteriori, puntuali approfondimenti, si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate e approntare le più adeguate misure dirette a prevenire e a contenere l'ulteriore diffusione sul territorio delle malattie tumorali. Atto n. 4-00996 VALENTE Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: tramite comunicazione scritta loro indirizzata, nel settembre 2018 il presidente dell'associazione adozioni "Alfabeto" ha informato il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di presidente della Commissione per le adozioni internazionali, e il vicepresidente della stessa CAI circa alcune serie criticità riscontrate durante le procedure di adozione internazionali tra l'Italia e la Bielorussia; in quell'occasione l'associazione adozioni "Alfabeto", in quanto ente autorizzato per l'adozione internazionale presso la Repubblica di Belarus dal protocollo di collaborazione, siglato in data 30 novembre 2017, tra la Commissione per l'adozione internazionale italiana e il Ministero dell'istruzione bielorusso, esprimeva preoccupazione a causa di un'applicazione distorsiva del protocollo medesimo da parte bielorussa, che causerebbe, in particolare, l'esclusione dai progetti adottivi di alcuni bambini orfani durante il periodo temporaneo di loro affidamento presso famiglie affidatarie nel loro Paese di origine; la dinamica illustrata dall'associazione operatrice rivelerebbe un profilo discriminatorio nei confronti di quei bambini bielorussi orfani sociali che, pur avendo instaurato un rapporto solido di affettività con famiglie italiane che li hanno accolti presso le loro case attraverso i progetti di risanamento climatico, non possono accedere, pur ricorrendone i presupposti, ai progetti di adozione internazionale essendo momentaneamente collocati presso famiglie bielorusse prive di finalità adottive; il regolamento in materia di adozioni internazionali n. 122 del 31 gennaio 2007, in vigore tra Italia e Bielorussia, al punto 10, prevede infatti che l'adozione internazionale del bambino da parte di cittadini stranieri sia consentita soltanto nei confronti di bambini inseriti in banca dati da non meno di un anno; i minori orfani sociali ospiti in case famiglia non risultano inseriti in questo elenco, figurando così impossibilitati ad accedere ai progetti di adozione internazionale; in Bielorussia i bambini collocati presso famiglie affidatarie, raggiunta l'età di 16 anni o al compimento della nona classe, corrispondente alla scuola dell'obbligo italiana, vengono inseriti presso scuole professionali con la conseguente perdita automatica dell'affidamento; considerato che l'adozione internazionale che fosse richiesta dalla famiglia italiana con cui il minore ha instaurato una certa continuità affettiva non potrebbe essere ostacolata dalla famiglia temporaneamente affidataria, anche in ossequio al protocollo del 30 novembre 2017, che ribadisce il prioritario interesse dei minori all'interno del progetto adottivo, si chiede di sapere: se e quali iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri e il Governo intendano assumere per consentire alla Commissione per le adozioni internazionali di dotarsi di un'adeguata conoscenza sul reale stato delle dinamiche specifiche a cui si è fatto riferimento; se eventualmente rilevi in esse un profilo discriminatorio evidenziabile; se e quali iniziative intenda adottare per rivedere il protocollo siglato con il corrispettivo Governo bielorusso, al fine di inserire i bambini orfani sociali in temporaneo affidamento all'interno dell'elenco dei bambini che hanno accesso legittimo ai procedimenti per l'adozione internazionale. Atto n. 4-00997 IANNONE Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: l'edizione salernitana del quotidiano "Il Mattino" del 10 dicembre 2018 riferisce che l'incendio al provveditorato degli studi di Salerno del 2 dicembre potrebbe trattarsi non di un atto vandalico ma di un vero e proprio raid allo scopo di distruggere i diplomi destinati agli insegnanti di sostegno; il rogo doloso si è propagato in tre punti principali, mandando in fumo i faldoni in cui erano conservati i documenti nell'archivio; l'inchiesta è della Procura di Napoli, e, stando alle ipotesi dei pubblici ministeri, ci sarebbero anche alcuni insegnanti attualmente in servizio che hanno consegnato documenti falsi e hanno ottenuto un posto in graduatoria grazie a diplomi non in regola, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi gravi fatti e se intenda avviare i suoi poteri ispettivi per fare piena luce sull'accaduto. Atto n. 4-00998 RONZULLI Al Ministro dell'interno Premesso che: la sera di venerdì 7 dicembre 2018 nel locale "Lanterna azzurra" di Corinaldo (Ancona), che ospitava un concerto, sono morti 5 ragazzi e una donna, e si sono avute decine di feriti, alcuni molto gravi, a seguito di una calca causata da un allarme derivante dall'uso improprio di spray urticante, dal conseguente assembramento su un ponticello strutturalmente inadeguato, posto al di fuori dell'uscita di sicurezza del locale, la cui balaustra ha ceduto facendo cadere centinaia di ragazzi uno sull'altro; il locale adibito all'evento, anziché ospitare 469 persone quale capienza massima prevista dalla sala, aveva venduto circa 680 biglietti e ne aveva staccati circa 500. Oltre ai biglietti venduti erano presenti anche coloro che avevano prenotato un tavolo con una drink card . Questo sembra essere il principale dei problemi, oltre a un ritardo di oltre due ore nell'inizio dell'evento, assieme alla presenza di uscite di sicurezza e vie di fuga inadeguate, posto che, anche in presenza di un qualsiasi altro allarme (incendio, terremoto), comunque, l'eccesso di persone presenti non avrebbe consentito un'evacuazione sicura dai locali; si pone, inoltre, il problema dell'uso improprio dello spray urticante, utilizzato con fini di furto. Va quindi individuato un dispositivo che tuteli gli utenti e i gestori dei locali dai malintenzionati, siano essi ladri o spacciatori. Lo spray rappresenta, però, anche una delle poche soluzioni di difesa per ragazze e donne in caso di aggressioni di malintenzionati. Quindi è sufficiente prevedere che venga lasciato al guardaroba del locale; per gli stadi si è risolto il problema dei malintenzionati attraverso i biglietti nominativi e attraverso il cosiddetto Daspo; va ricordato che lo scorso anno a Torino si registrarono 1.527 feriti dopo un allarme che causò fughe da panico di persone in una piazza San Carlo piena oltre misura per la finale della Champions league Juventus-Real Madrid; esiste già un complesso di norme, le più recenti adottate dal Ministero dell'interno a chiarimento delle misure di sicurezza, proprio a seguito di quei tragici eventi dello scorso anno (circolare 7 giugno 2017 n. 555/OP/0001991/2017/1) ed esiste un protocollo di intesa coi gestori dei locali; ad avviso degli operatori di settore, riuniti nell'Asso intrattenimento di Confindustria, vi sono gravi lacune e oggettive carenze nella vigente normativa in materia di pubblici spettacoli, caratterizzata da una miriade di norme, ma sprovvista di un'univoca disciplina che possa individuare e definire in modo chiaro i confini dell'attività di pubblico spettacolo ed i requisiti di professionalità richiesti agli imprenditori operanti in questo particolare settore, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non voglia intervenire in modo deciso per stabilire disposizioni che prevedano la definizione di un "responsabile pubblico dell'evento", indicato dal prefetto per ogni evento che si tiene nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, che ospiti più di 200 persone, cui deve spettare la responsabilità di controllare e il potere di inibire, per la durata dell'evento, l'ingresso in luoghi pubblici o aperti al pubblico oltre il numero previsto per la capienza consentita, verificando che siano stati attivati tutti i meccanismi di safety ; se intenda prevedere che i responsabili dell'organizzazione di qualsiasi evento aperto al pubblico, che ospiti più di 200 persone, facciano preciso riferimento al "responsabile pubblico dell'evento", indicato dal prefetto; se intenda prevedere per ogni evento aperto al pubblico, che ospiti almeno 200 persone, l'emissione di biglietti elettronici nominativi, numerati progressivamente, cui devono essere aggiunti i biglietti elettronici delle cosiddette drink card , da conteggiare nel numero massimo delle capienze di qualsiasi locale aperto al pubblico. Biglietti nominativi necessari anche per tenere sotto controllo i malintenzionati (ladri e spacciatori) ed adottare nei loro confronti misure di divieto di accedere alle discoteche o locali pubblici sul modello del Daspo. Prevedere, infine, la rimborsabilità del biglietto, su richiesta dell'utente, ove l'evento tardi oltre la mezz'ora; se intenda prevedere disposizioni per consentire, pur nel rispetto della privacy , i controlli degli oggetti personali all'ingresso dei locali o degli eventi pubblici da parte degli addetti alla sicurezza dei locali o degli eventi pubblici, modificando in tal senso il protocollo del 2016, nel rispetto dell'articolo 187 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e alla luce delle disposizioni del recente "decreto sicurezza" di cui al decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018; se intenda prevedere quindi la definizione di una disciplina uniforme, efficace e di immediata applicazione, idonea a definire l'ambito dell'attività di pubblico spettacolo che, stanti gli importanti interessi coinvolti, non può essere relegata all'improvvisazione, ma richiede imprenditori qualificati che ben potrebbero essere riuniti e rappresentati in un apposito albo professionale nazionale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00462 della senatrice Bottici ed altri, sulla chiusura della discarica di rifiuti speciali tra i comuni di Montignoso (Massa e Carrara) e Pietrasanta (Lucca).