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Processo penale - Reati di competenza del giudice di pace - Citazione a giudizio disposta dalla polizia giudiziaria - Nullità in caso di mancato avviso all’imputato della possibilità di presentare, prima dell’apertura del dibattimento, domanda di oblazione - Mancata previsione - Prospettata disparità di trattamento rispetto al procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, con lesione del diritto di difesa - Carenza di motivazione in ordine alla rilevanza e alla non manifesta infondatezza della questione - Manifesta inammissibilità.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale , in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dell’art. 20 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui non prevede che all’imputato debba essere dato, a pena di nullità, avvertimento della facoltà di usufruire, prima dell’apertura del dibattimento, dell’istituto dell’oblazione. Il giudice ‘a quo’, infatti, non prospetta profili diversi o nuovi rispetto a quelli già valutati con ordinanza n. 231 del 2003 (in tema di udienza di comparizione), che ha dichiarato la manifesta infondatezza di analoghe questioni. L’ordinanza di rimessone, peraltro, difetta della descrizione della fattispecie del giudizio ‘a quo’ ed è del tutto carente di motivazione in ordine alla rilevanza ed alla non manifesta infondatezza. - Analoghe questioni sono già state dichiarate manifestamente infondate con ordinanze nn. 231/2003 e nn. 57, 56, 55/2004. - In termini, relativamente all’inammissibilità per difetto di motivazione della descrizione della fattispecie oggetto del giudizio 'a quo', v. ordinanze citate nn. 191 e 190/2004.