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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 68 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REFERENTE A.S. 1492 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sui locali del Segretariato permanente situati in Italia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 e a Roma il 9 febbraio 2019 DDL 1492 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sui locali del Segretariato permanente situati in Italia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 6 febbraio 2019 e a Roma il 9 febbraio 2019 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 ottobre 2019. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Alfieri a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1506 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar, fatto a Roma il 16 aprile 2012 DDL 1506 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di istruzione, università e ricerca scientifica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar, fatto a Roma il 16 aprile 2012 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 novembre 2019. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato alla relatrice Pacifico a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzata allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. A.S. 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 DDL 1507 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo italiano e il Governo di Singapore di cooperazione scientifica e tecnologica, fatto a Roma il 23 maggio 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 novembre 2019. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Giacobbe a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AFFARI ASSEGNATI Atto n. 47 Affare assegnato 'Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione russa' Doc n. 47 Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione russa (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 28 gennaio. Il presidente PETROCELLI dà conto brevemente ai commissari dell'esito infruttuoso del tentativo svolto al fine di pervenire alla definizione di uno schema condiviso di risoluzione, sull'Affare assegnato in disamina, che tenesse conto dei principali punti contenuti nei testi presentati dalla maggioranza e dalla minoranza. Conseguentemente, a seguito di questo tipo di conclusione, il relatore ha ritenuto di sottoporre all'attenzione della Commissione un'ulteriore versione della suddetta bozza di risoluzione (pubblicata in allegato). Il senatore AIROLA ( M5S ) si sofferma sui diversi capoversi di tale ultimo documento, esprimendo vivo apprezzamento, in particolare, per le riformulazioni riguardanti il dialogo politico mantenuto dalla NATO verso Mosca e l'esigenza di pervenire ad un cambio di passo nelle relazioni con la Federazione russa. Il presidente PETROCELLI , constatata l'assenza del numero legale previsto per l'esame delle proposte di risoluzione, rinvia il seguito dell'esame. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 (Parere alla 14 a Commissione. Esame e rinvio) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, introduce la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2020 che delinea i contenuti e gli obiettivi politici, attesi per l'anno in corso, in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea, considerando che si tratta, come evidenziato nella premessa del documento, di un anno particolarmente rilevante, stante il recente insediamento della nuova Commissione europea presieduta da Ursula Gertrud von der Leyen e il dispiegarsi degli effetti conseguenti alla Brexit. Il testo in esame - su cui la Commissione dovrà formulare un parere a beneficio della 14 a Commissione Politiche dell'Unione europea - viene presentato a norma della legge n. 234 del 2012 sulla partecipazione dell'Italia alle politiche dell'Unione europea, ed è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al quadro istituzionale e al processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, alla dimensione esterna, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nonostante l'interesse precipuo della nostra Commissione si incentri sulla parte terza della Relazione, quella dedicata alla dimensione esterna dell'Unione europea, anche le altre parti evidenziano aspetti che meritano qualche richiamo. Nell'ambito delle questioni istituzionali, la Relazione evidenzia, innanzitutto, quale impegno prioritario dell'esecutivo italiano, quello volto a favorire la ripresa del dibattito sul futuro dell'Unione e del progetto di integrazione, puntando al rafforzamento dell'efficienza decisionale e della rappresentatività delle istituzioni europee. Viene, inoltre, sottolineata l'importanza del negoziato per la definizione del Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per il periodo 2021-2027 e di quelli relativi alle future relazioni con il Regno Unito dopo la Brexit. Fra le politiche settoriali, la Relazione pone in evidenza l'obiettivo prioritario dell'esecutivo italiano di dare nuovo slancio al dialogo con le istituzioni europee e gli altri Stati membri sul tema della gestione dei flussi migratori, con particolare riferimento a quelli che si realizzano via mare. Le finalità sottese sono quelle di scongiurare la perdita di nuove vite umane in mare, di garantire adeguati e rapidi meccanismi di ripartizione dei migranti giunti sulle coste europee, di favorire mediante processi collaborativi i meccanismi di rimpatrio volontario dei migranti e di proseguire nel sostegno alla realizzazione di un partenariato strategico di lungo periodo tra l'Unione europea e i Paesi di origine e di transito dei migranti. Viene, inoltre, ribadito l'impegno per la riforma del Sistema comune europeo di asilo ed in particolare del Regolamento di Dublino, al fine di superare il principio di responsabilità dello Stato di primo ingresso sulle domande di protezione internazionale che penalizza fortemente i Paesi più esposti ai flussi. Nell'ambito della parte terza, quella espressamente dedicata alla dimensione esterna dell'Unione europea e, dunque, ai temi di più specifico interesse per la 3 a Commissione, la Relazione programmatica sottolinea, innanzitutto, l'impegno dell'Esecutivo a voler continuare il sostegno alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) e a quella di sicurezza e difesa comune (PSDC), per orientarle in senso conforme agli interessi nazionali, con un approccio integrato che possa combinare l'esigenza della sicurezza con la prevenzione dei conflitti. Viene anche esplicitato l'impegno dell'esecutivo a lavorare, in materia di sanzioni, per fare prevalere una visione equilibrata ed orientata al risultato, nella convinzione che proprio le sanzioni rappresentino uno strumento e non un fine della politica estera. Sul piano geografico, rilievo prioritario continuerà ad essere assicurato all'area mediterranea, in particolare in relazione alle questioni migratorie. Rilievo ulteriore verrà garantito alla stabilizzazione, alla crescita economica e al percorso di integrazione europea dei Paesi dell'area dei Balcani Occidentali, nonché all'intensificazione della collaborazione con i Paesi africani maggiormente interessati dal fenomeno migratorio, dal Corno d'Africa al Sahel fino al Nord Africa, in particolar mediante la valorizzazione dei formati regionali di dialogo come i Processi di Rabat (processo euro-africano su migrazione e sviluppo) e di Khartoum (foro privilegiato di dialogo e cooperazione in materia migratoria tra l'Unione europea e i Paesi dell'Africa mediterranea, orientale e del Corno d'Africa). Tra gli ulteriori obiettivi indicati nella Relazione, il sostegno assicurato dal Governo all'azione dell'Unione europea a tutela delle imprese italiane colpite dagli effetti extraterritoriali delle sanzioni USA contro l'Iran, la continuazione degli impegni per la stabilizzazione dell'Iraq e l'appoggio ad ogni iniziativa che favorisca il dialogo con la Federazione russa, in linea con l'approccio a "doppio binario" concordato in sede UE e NATO. Viene, inoltre, esplicitato l'impegno a continuare a promuovere in sede europea l'approccio italiano alla questione siriana, basato sull'attuazione della Risoluzione del Consiglio di sicurezza n. 2254 e sul sostegno agli sforzi dell'Inviato Speciale delle Nazioni Unite, oltre che sulla necessità di un confronto con tutti i principali attori internazionali coinvolti, dalla Russia alla Turchia. Passaggio interessante è anche quello relativo al contributo che l'esecutivo italiano intende offrire per la definizione di una nuova postura dell'Unione europea verso la Cina, in vista del completamento dell'Agenda strategica UE-Cina nel 2020 e sulla base della comunicazione congiunta formulata nel marzo dello scorso anno. Ulteriore sforzo verrà profuso affinché l'Unione europea possa stabilire posizioni comuni in seno alle principali organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, OSCE, Corte penale internazionale ed altre) ed in relazione alle diverse Convenzioni internazionali in materia di disarmo e controllo degli armamenti. Viene, quindi, menzionato l'impegno a promuovere il rafforzamento della cooperazione fra Unione europea e Nazioni Unite nel settore del mantenimento della pace, della prevenzione dei conflitti e della promozione dell'eguaglianza di genere. Da ultimo, nell'ambito del capitolo dedicato alla politica estera e di sicurezza comune, viene evidenziato l'impegno dell'esecutivo nel processo di attuazione della strategia per la sicurezza marittima dell'Unione europea(EUMSS). Nel capitolo dedicato alla Politica della difesa comune, prosegue il Relatore, si sottolinea l'impegno del Governo a sostenere il rafforzamento della difesa europea - a partire dal pieno consolidamento dell'impianto istituzionale della Cooperazione strutturata permanente (PESCO) -, in complementarità con la NATO, e con l'obiettivo di sviluppare capacità che consentano di far fronte alle esigenze di protezione del territorio e di stabilizzazione del vicinato. Fra i singoli impegni indicati, quello di definire un quadro di regole per l'assegnazione e l'impiego dei finanziamenti del Fondo europeo per la difesa che corrispondano alle aspettative di sviluppo di una base industriale solida, quello relativo al potenziamento del ruolo dell'Agenzia europea per la difesa (EDA), ed infine quello di proseguire nel sostegno all'operazione EUNAVFOR MED SOPHIA, connotandola maggiormente quale strumento di sicurezza marittima e di contrasto alle minacce alla stabilità internazionale. Nel medesimo capitolo, viene altresì ribadito come il rafforzamento della sicurezza e difesa europea dovrà accompagnarsi al consolidamento del partenariato strategico fra Unione europea e NATO, avviato nel 2016 e confermato nel 2018. Nella Relazione, con riferimento alle prospettive di allargamento dell'Unione, viene ribadito come la strategia di allargamento verso i Balcani occidentali rappresenti uno strumento politico prioritario per garantire il consolidamento della democrazia, della sicurezza e della stabilità politico-economica ai nostri confini e per rafforzare, da ultimo, la stessa Unione europea. A tal riguardo si sottolinea l'intenzione del Governo di voler confermare il proprio tradizionale sostegno ai negoziati di adesione in corso e all'assistenza pre-adesione, prestando particolare attenzione alla quantità di risorse disponibili a tali scopi. Con riferimento al mancato raggiungimento di un accordo tra gli Stati membri per l'avvio dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord nel 2019, la Relazione ribadisce il convinto sostegno italiano alla causa dei due Paesi balcanici, nel presupposto che occorra preservare la credibilità stessa del processo di allargamento anche per evitare effetti destabilizzanti nella regione, controbilanciando peraltro l'accresciuta presenza nella zona di attori terzi come Russia, Turchia e Cina. Anche nei confronti della Politica europea di vicinato (PEV) e delle strategie macroregionali, il documento ribadisce l'impegno dell'esecutivo a sostegno dell'azione dell'Unione europea, in particolare nei confronti della sua dimensione meridionale del Vicinato, nella convinzione che proprio dalla sponda Sud del Mediterraneo provengano i principali rischi sistemici per l'Europa. L'impegno dell'esecutivo italiano sarà volto, oltre che ad incoraggiare i partner della sponda meridionale del Mediterraneo a partecipare a progetti comuni con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale e quella intra-regionale, al mantenimento dell'attuale proporzione nell'allocazione delle risorse finanziarie dello Strumento europeo di vicinato (ENI) - due terzi ai vicini meridionali e un terzo a quelli orientali - , anche nel contesto del nuovo Strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) che dal 2021 andrà a integrare, in un'ottica di razionalizzazione ed efficientamento delle risorse, gran parte degli strumenti e dei fondi, attualmente separati, per l'azione esterna, quali il Fondo europeo di sviluppo (FES), lo Strumento europeo di vicinato (ENI), lo Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), lo Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP), lo Strumento di partenariato per la cooperazione con i Paesi terzi (SP) e il Fondo di garanzia per le azioni esterne. Sempre nel capitolo 4 viene sottolineato il forte impegno dell'Italia per la piena implementazione delle strategie macroregionali, con particolare riferimento alla Strategia UE per la regione alpina (EUSALP) - che costituisce un esercizio innovativo stante il coinvolgimento diretto delle regioni e che lo scorso anno ha visto il turno italiano di Presidenza, coordinato dalla Regione Lombardia - e alla Strategia UE per la Regione adriatico-ionica (EUSAIR), strettamente connessa all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI) quale foro privilegiato di dialogo fra i Paesi dell'area adriatico-ionica. Nell'ambito del capitolo dedicato ai rapporti con i Paesi terzi e al commercio internazionale, viene posta in rilievo la necessità di approfondimento delle relazioni transatlantiche, in modo da appianare i contrasti emersi nel 2019, evitando in particolare l'avvio di pericolose spirali protezionistiche e rafforzando le potenziali sinergie tra Stati Uniti, Canada e Unione europea dinanzi alle sfide globali. Con riferimento alle relazioni fra l'Unione europea e la Russia, ancora condizionate dalla crisi in Ucraina, il documento sottolinea come da parte italiana si intenda incoraggiare il dialogo, riaffermando l'esigenza di un approccio strategico alla questione che consenta di andare oltre lo strumento sanzionatorio e di porre l'accento sull'opportunità di offrire un sostegno alla società civile russa e al settore privato al fine di stimolare riforme economiche e democratiche, nonché di favorire il riavvicinamento di Mosca al mondo occidentale, anche individuando misure di collaborazione in chiave securitaria. Attenzione ulteriore verrà, inoltre, garantita al dialogo strutturato con la Svizzera, in attesa di sviluppi positivi nel negoziato per la definizione di un Accordo quadro istituzionale, e al negoziato in corso con l'Unione europea per la progressiva integrazione nel mercato interno dei Paesi europei di ridotte dimensioni come San Marino, il Principato di Monaco e Andorra. Nello stesso capitolo, viene, inoltre, ribadito l'impegno del Governo per la partecipazione ai negoziati relativi agli accordi di libero scambio con Paesi terzi (fra cui Giappone, Marocco, Tunisia, Egitto, Giordania, Georgia, Moldova, Armenia, Australia, Nuova Zelanda, oltre che membri del MERCOSUR e dell'ASEAN) con l'obiettivo di tutelare gli interessi del sistema produttivo e commerciale del nostro Paese. Con riferimento all'Accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA), in attesa di una sua eventuale ratifica da parte italiana, la Relazione evidenzia l'impegno dell'esecutivo italiano a monitorarne l'attuazione provvisoria, al fine di introdurre aspetti migliorativi nella fase attuativa. Infine, la Relazione programmatica evidenzia la prosecuzione dell'impegno a favore di una riforma consensuale dell'Organizzazione mondiale del commercio e per la conclusione di negoziati pluriennali sulla regolamentazione interna del settore sei servizi e l'avanzamento della proposta sui sussidi industriali. Di rilievo, infine, il capitolo dedicato alla cooperazione allo sviluppo e all'aiuto umanitario, in cui viene ribadito l'impegno del Governo ad assicurare continuità alla politica di settore e alla prosecuzione del lavoro negoziale sullo Strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale (NDICI) con l'obiettivo di renderlo efficace anche nella gestione della cosiddetta dimensione esterna della politica migratoria e di evitare tagli di risorse a scapito del Vicinato e dell'Africa sub-sahariana. Viene altresì ribadito l'impegno per il rifinanziamento del Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa. Da ultimo, la Relazione, con riferimento al Servizio europeo di azione esterna, sottolinea come, anche nel 2020, proseguirà l'azione dell'Esecutivo volta a consolidare la presenza italiana nelle posizioni apicali del Servizio e ad accrescere il numero - ad oggi troppo esiguo - degli agenti temporanei, ovvero dei funzionari della Pubblica amministrazione italiana distaccati a diverso titolo presso le istituzioni europee. Il presidente PETROCELLI , nel congratularsi con il relatore per l'esauriente esposizione testé svolta, apre la discussione generale. Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), considerata l'importanza del documento programmatico in esame, auspica una discussione ampia e approfondita dei diversi profili che interessano la 3 a Commissione. Fa presente, peraltro, che la 14 a Commissione non ha ancora incardinato tale atto, segnalando, pertanto, l'opportunità di addivenire, in tempi congrui, anche ad un proficuo raccordo con l'Esecutivo. Il presidente PETROCELLI replica, in proposito, osservando che la Commissione affari esteri ha iniziato ora l'esame di tale relazione perché essa è stata assegnata per il parere lo scorso 29 gennaio; per quanto concerne la tempistica, il suo intendimento è esattamente quello di seguire quanto prescritto dal Regolamento che, a riguardo, prevede un termine ordinatorio di 15 giorni dalla data dell'assegnazione. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il presidente PETROCELLI preannuncia la sua intenzione di sottoporre all'attenzione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione, che si terrà la prossima settimana, l'opportunità di avviare l'esame di un Affare assegnato avente per tema le priorità dell'Italia nel quadro dei nuovi equilibri geopolitici nel Medio Oriente allargato. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 47 NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 47 La 3 a Commissione, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e a conclusione dell'esame dell'Affare assegnato " Il futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione Russa" (n. 47); premesso che: l'Affare assegnato ha consentito un'ampia riflessione sul tema del futuro delle relazioni tra l'Italia e la Federazione Russa nell'ambito dell'attuale scenario geopolitico; l'attività istruttoria, sia attraverso le audizioni e i documenti acquisiti in tale sede, sia attraverso la missione svolta in Russia, ha permesso di approfondire il quadro politico di riferimento e le problematiche in atto; le audizioni hanno coinvolto rappresentanti di qualificati istituti di ricerca e di riviste di geopolitica quali l'Istituto Affari Internazionali (IAI), il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.), l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), la rivista italiana di geopolitica "Limes", l'Osservatorio sulla "Sicurezza Internazionale" dell'Università LUISS, il think tank "Nodo di Gordio", l'istituto "Triageduepuntozero", il Presidente della Società Italiana per la Organizzazione Internazionale (SIOI), la Federazione italiana diritti umani (FIDU), rappresentanti di importanti realtà produttive e di analisi economica del nostro Paese, quali Confindustria, Eni S.p.A, ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, esperti di questioni geopolitiche, giornalisti ed editorialisti di rilevanti testate nazionali, oltre l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia e il Vice Presidente del Comitato Affari esteri del Consiglio della Federazione Russa; la missione svolta in Russia, in particolare, oltre a fornire ulteriori e importanti elementi di conoscenza circa la volontà russa di contribuire a superare l'attuale fase di instabilità nelle relazioni internazionali al fine di ripristinare condizioni favorevoli allo sviluppo di un partenariato rafforzato con l'Italia e con la stessa Unione europea, ha confermato l'importanza della diplomazia parlamentare quale strumento di rafforzamento dei rapporti bilaterali e di stimolo alle politiche governative; considerato che: l'Italia e la Federazione Russa sono legate da tradizionali sentimenti di vicinanza e di amicizia, che affondano le loro storiche radici anche nel terreno culturale e religioso, e i loro rapporti bilaterali sono sempre stati improntati al dialogo e al reciproco rispetto; nell'ambito dei capisaldi della sua proiezione internazionale, saldamente ancorati alle prospettive dell'integrazione europea e della partnership euro-atlantica, l'Italia, nel corso degli anni, ha saputo aprire spazi di cooperazione economica ed energetica con la Russia, cercando, al contempo, di coinvolgere Mosca nel dialogo sulla sicurezza europea e la governance internazionale; la dimensione economica ed energetica costituisce da tempo una delle principali direttrici delle relazioni bilaterali, particolarmente penalizzata a seguito dell'adozione da parte dell'Unione europea delle misure sanzionatorie conseguenti all'annessione della penisola di Crimea ed al conflitto in Donbass, e delle conseguenti contro-sanzioni russe; l'Italia, nel rispetto del regime sanzionatorio, sta favorendo l'intensificarsi delle relazioni economiche e commerciali con la Russia, nella convinzione che le sanzioni rappresentino uno strumento e non un fine dell'azione politica e che il rafforzamento delle partnership economiche costituisca un contributo alla pace ed alla stabilità dell'Europa e all'apertura di ambiti negoziali e di confronto per la ricerca di soluzioni politiche alle perduranti situazioni di violazione della legalità internazionale; la sottoscrizione e la successiva entrata in vigore dell'Accordo di partenariato e di cooperazione (APC) quale base giuridica delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e la Russia ha visto l'Italia fra i più attivi promotori, nel presupposto che il consolidamento delle relazioni economiche e politiche con Mosca, avrebbe potuto contribuire a mitigare i rischi di una rivalità geopolitica tra le due realtà istituzionali e a consolidare le prospettive di pace, di stabilità, di sicurezza e di benessere per tutti i cittadini europei; nell'ambito dei rapporti fra l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO) e la Federazione Russa, dall'Atto fondatore sulle mutue relazioni, la cooperazione e la sicurezza, stipulato nel 1997, all'adesione di Mosca al Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico (EAPC) avvenuta nel 1994, i diversi governi italiani succedutisi nel tempo hanno sostenuto con coerenza ogni sforzo utile a rafforzare le prospettive di cooperazione e di dialogo con Mosca, fino all'istituzione del Consiglio NATO - Russia con la Dichiarazione di Roma del 2002 che rappresenta tuttora l'assise privilegiata di discussione e confronto su tematiche di interesse comune; ricordato che: le difficoltà crescenti intervenute nei rapporti fra i Paesi occidentali e la Russia nel corso degli ultimi anni, poi del tutto compromessi a seguito dell'annessione illegale della Crimea nel 2014 (ai sensi dell'articolo 2.4 della Carta delle Nazioni Unite) e del conflitto nel Donbass, sono tuttavia ascrivibili anche a talune reciproche diffidenze che hanno ostacolato il dialogo e la mutua comprensione, contribuito ad accrescere i fattori divisivi, alimentato la percezione russa di marginalizzazione e subalternità da parte occidentale ed impedito il consolidamento di un pragmatico partenariato economico e strategico con Mosca; in relazione ad alcuni Paesi della regione del cosiddetto common neighbourhood , ed in particolare con riferimento alla Georgia ed all'Ucraina, alcune scelte maturate in seno alla NATO ed all'Unione europea hanno contribuito al deterioramento dei rapporti con Mosca, concorrendo ad incrinare il clima di collaborazione internazionale instaurato in precedenza; la NATO, dopo aver ribadito la sua volontà di non riconoscere l'annessione della Crimea e sottolineato al contempo di non poter più considerare la Russia come proprio partner, è impegnata dal 2014 in un'azione di rafforzamento della sua presenza militare nei Paesi baltici ed in Polonia con funzioni di deterrenza, ma ha mantenuto attivo il dialogo politico con Mosca proprio mediante il Consiglio NATO-Russia; l'Italia ha sempre manifestato un atteggiamento positivo rispetto ad ogni eventuale allargamento delle strutture organizzative euro-atlantiche, anche in relazione alle Repubbliche ex sovietiche, purché - in linea con il Trattato di Washington istitutivo dell'Alleanza atlantica - ciò si traduca in una maggiore sicurezza dell'alleanza nel suo complesso. In parallelo l'Italia ha sempre auspicato l'adozione di atteggiamenti più improntati al dialogo ed al continuo confronto con la Russia; tenuto conto che: le sanzioni sugli scambi economici con la Federazione Russa in determinati settori, adottate dall'Unione europea nel 2014 e prorogate da ultimo fino al 31 luglio 2020, sono finalizzate al pieno rispetto degli accordi di Minsk firmati il 12 febbraio 2015; l'efficacia di tali misure sanzionatorie, se non in termini di deterrenza, appare ad oggi in discussione in considerazione del fatto che, pur essendosi ridotto il livello di violenza in particolare nella regione del Donbass, gli accordi di Minsk restano largamente inattuati per responsabilità plurali; al sistema sanzionatorio di natura economica, si sono sommate ulteriori misure restrittive a carattere diplomatico - come l'esclusione della Federazione Russa dal novero dei Paesi del G8, l'interruzione del suo percorso di adesione all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e all'Agenzia internazionale per l'energia (IEA), nonché la sospensione dei regolari vertici bilaterali - che hanno determinato un ulteriore restringimento degli spazi e delle possibilità di dialogo e di confronto costruttivi; le misure collaterali adottate con modalità ultronee, come il congelamento dei prestiti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) a favore delle piccole e medie imprese russe, ed in generale la sospensione di nuove operazioni di finanziamento in Russia da parte della BERS e della Banca europea per gli investimenti (BEI), rischiano di ostacolare non solo lo sviluppo di solidi rapporti economici fra aziende dei settori privati della Federazione Russa e dei Paesi membri dell'Unione europea, ma anche le possibilità di crescita del confronto fra le società civili delle due realtà, necessaria premessa per la ripresa del dialogo a livello politico; gli spazi di dialogo a livello parlamentare si sono ulteriormente ridotti a causa della decisione del Parlamento europeo di interrompere dal 2014 le relazioni interparlamentari con l'Assemblea federale russa, con l'unica eccezione della delegazione presso la commissione parlamentare di cooperazione bilaterale; la valutazione complessiva del sistema sanzionatorio deve tenere conto che dalla sua introduzione non si sono determinati effettivi elementi di discontinuità in relazione alle possibilità effettive di ripristino della legalità internazionale da parte della Federazione Russa; il mantenimento di un rigido schema sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, lungi dal facilitare la ripresa del dialogo e la ricerca di soluzioni diplomatiche condivise alle violazioni del diritto internazionale perpetrate, rischia di alimentare un approccio pragmatico da parte degli Stati membri dell'Unione europea nei confronti di Mosca che, a ben vedere, indebolisce la capacità della stessa Unione europea di incidere efficacemente nello scenario internazionale; valutato altresì che: fino al 2014 l'Unione europea e la Russia avevano sviluppato un partenariato strategico che interessava, tra gli altri, gli ambiti relativi al commercio, all'economia, all'energia, ai cambiamenti climatici, alla ricerca, all'istruzione, alla cultura ed alla sicurezza, incluse la lotta al terrorismo, la non proliferazione nucleare e la risoluzione del confitto in Medio Oriente; il superamento dell'attuale scenario di tensioni geopolitica e di lesione del diritto internazionale discende dalla possibilità di favorire il ripristino di condizioni favorevoli alla ripresa di un dialogo articolato e strategico in primo luogo fra l'Unione europea e la Federazione Russa, scevro da pregiudizi e fraintendimenti, pienamente rispettoso dei principi che informano la comunità internazionale e dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite del 1945, dall'atto finale di Helsinki del 1975 e dalla Carta di Parigi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 1990; l'Unione europea e la Federazione Russa avrebbero tutto l'interesse a costruire le condizioni per una solida cooperazione economica bilaterale, fondata sulla stabilizzazione delle frontiere continentali e su una soluzione equilibrata ed in linea con il diritto internazionale della crisi con l'Ucraina, premessa per un impegno condiviso a favore della sicurezza e della lotta contro la criminalità e il terrorismo internazionali, nonché per affrontare in modo sinergico le sfide globali del cambiamento climatico, dell'ambiente e della sicurezza energetica; le tensioni e gli scontri attualmente persistenti fra l'Unione europea e la Federazione Russa non sono nell'interesse delle due Parti, giacché rinnovate divisioni continentali rischiano di compromettere la sicurezza di entrambe le realtà territoriali; la Russia è il principale fornitore esterno di gas naturale dell'Unione europea e che l'energia continua a svolgere un ruolo centrale e strategico nelle relazioni bilaterali; l'Unione europea stessa, come evidenziato dalla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2019 sullo stato delle relazioni politiche bilaterali, pur auspicando il ripristino delle condizioni di legalità internazionale, continua ad essere disponibile ad un partenariato rafforzato e al dialogo con la Federazione Russa, nonché alla ripresa di relazioni di piena cooperazione, una volta che le autorità russe si siano conformate ai loro obblighi internazionali e giuridici; fra i cinque principi guida posti alla base dei rapporti tra Unione europea e Federazione Russa, il Consiglio Affari esteri del marzo 2016 ha incluso la necessità di un dialogo selettivo con la Russia su questioni di interesse per l'Unione europea, nonché di un impegno nell'ambito dei contatti interpersonali a sostenere la società civile russa; è interesse di tutti contribuire anche al ripristino della piena collaborazione tra l'Unione europea, gli Stati membri e la Russia nell'ambito delle organizzazioni internazionali e multilaterali di cui la stessa Federazione Russa è tuttora Parte, inclusi il Consiglio d'Europa e l'OSCE; dalla ripresa di un dialogo fattivo ed articolato con Mosca e tra i diversi attori coinvolti negli scenari di instabilità del quadro internazionale nell'Europa orientale, potrebbero concretamente derivare possibili sviluppi per una risoluzione pacifica delle tensioni e dei conflitti in corso; è interesse condiviso dell'Italia e della Federazione Russa la costruzione di un'area di sicurezza dal Mediterraneo al Caucaso che contribuisca al rafforzamento degli scambi economici e alla stabilizzazione politica dell'intero quadro regionale; la Russia costituisce tuttora un partner essenziale, per l'Italia e per l'Unione europea stessa, per la soluzione delle crisi regionali e per la stabilità del Medio Oriente e dell'area del Mediterraneo, nonché per una più efficace azione di collaborazione nei settori strategici dell'economia, dell'energia, della lotta ai cambiamenti climatici, della tutela delle minoranze religiose, della sicurezza, anche cibernetica, nonché per il contrasto al terrorismo internazionale e alle organizzazioni criminali transnazionali; impegna il Governo: a promuovere, nell'ambito dell'Unione europea, ed in stretto raccordo con gli altri Stati membri, un cambio di passo nelle relazioni con la Federazione Russa, funzionale alla ripresa di un dialogo bilaterale strutturato, all'ampliamento degli spazi di cooperazione costruttiva, alla valutazione dell'efficacia, della sostenibilità, delle finalità del sistema sanzionatorio e al suo ripensamento, all'adozione di provvedimenti mirati che non mortifichino la società civile russa e la ripresa degli scambi commerciali bilaterali; a contribuire alla costruzione di un nuovo approccio da parte dell'Unione europea nei confronti della Federazione Russa in materia di politica estera e di sicurezza, maggiormente aderente agli interessi ed alle esigenze di sicurezza dell'intero continente, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite del 1945, dall'atto finale di Helsinki del 1975 e dalla Carta di Parigi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 1990; a moltiplicare gli sforzi diplomatici per favorire, a tutti i livelli, la piena ripresa del dialogo fra i Paesi occidentali e la Federazione Russa, agevolando al contempo la partecipazione attiva ai tavoli di confronto sull'Ucraina e sulla Georgia; a sostenere ogni iniziativa adottata in senso all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) utile a favorire la piena attuazione degli Accordi di Minsk; a contribuire, anche in sede di Consiglio di Europa, al rafforzamento dei dialoghi tra la Federazione Russa e, rispettivamente, l'Ucraina e la Georgia; a porre le basi per il rilancio, a livello bilaterale, di un dialogo articolato e strategico con la Federazione Russa nei settori di reciproco interesse; ad inaugurare una nuova stagione di apertura alla società civile russa, agevolando le condizioni per favorire la conoscenza reciproca, a partire dai settori linguistico, delle università e turistico e a promuovere ogni iniziativa utile a favorire gli scambi culturali; a facilitare la crescita dell'interscambio economico bilaterale con la Federazione Russa, anche nei settori più colpiti dalle contro-sanzioni russe, pur nel rispetto delle decisioni assunte nell'ambito delle organizzazioni internazionali di cui il nostro Paese è Parte; a favorire, in collaborazione con le competenti autorità russe, il rafforzamento delle attività economiche fra le piccole e medie imprese dei due Paesi, quale fattore imprescindibile di crescita e di stabilità; a verificare le condizioni per consentire il ripristino dei prestiti della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) a favore delle piccole e medie imprese russe.