Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 11 MORONESE La seduta inizia alle ore 11,10. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE La presidente MORONESE comunica che l'Ufficio di Presidenza, appena conclusosi, ha stabilito di procedere, nell'ambito della discussione dei disegni di legge n. 149, n. 497 e n. 757 in materia di isole minori, all'audizione dell'Associazione nazionale comuni isole minori (ANCIM), del Circolo Europeo Terza rivoluzione industriale (CETRI TIRES), dell'Associazione giuristi per le isole, del Corpo delle Capitanerie di Porto, della Commissione Nazionale dei Grandi Rischi del Dipartimento della Protezione civile, della Federalberghi, oltre che dell'Associazione Italia solare, in aggiunta alle audizioni dell'Associazione nazionale sanitaria piccole isole (ANSPI), della Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche (ANIE energia) e della Società italiana di telemedicina (SIT), già previste per la settimana in corso. Si è altresì convenuto di verificare la praticabilità di un'interlocuzione con le regioni interessate attraverso la Conferenza Stato-Regioni. L'Ufficio di Presidenza ha altresì convenuto di richiedere l'audizione del capo dipartimento della protezione civile, dottor Angelo Borrelli, nonché dei Presidenti delle regioni Liguria e Calabria, in relazione ai tragici eventi verificatisi nello scorso mese di agosto con il crollo del ponte Morandi di Genova e la piena che ha interessato le gole del Raganello in Calabria. L'Ufficio di Presidenza ha ulteriormente convenuto di richiedere l'audizione del ministro Costa con riferimento agli ultimi sviluppi della vicenda relativa all'ILVA di Taranto, per i profili di specifica competenza del Ministero dell'ambiente, nonché di verificare la disponibilità del Ministro, in occasione della predetta audizione, a riferire sulla situazione in essere con riferimento alle problematiche concernenti la Trans Adriatic Pipeline (TAP). Da ultimo l'Ufficio di Presidenza ha convenuto di richiedere alla Presidenza del Senato l'assegnazione di un affare su ciascuna delle seguenti tematiche: sulle problematiche ambientali relative alla gestione e al trattamento delle acque, anche reflue, nonché sull'impiantistica e sugli scarichi, anche in relazione alle norme comunitarie; sulle problematiche e sulle ricadute ambientali nella produzione e gestione del recupero e del riciclo dei rifiuti anche speciali e pericolosi, nonché del loro trattamento e della relativa impiantistica, in relazione agli standard e agli obiettivi comunitari; sulla normativa sui nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione in Campania oggetto della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017; sui sussidi ambientalmente dannosi. Prende atto la Commissione. IN SEDE REDIGENTE Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri DDL 149 Disposizioni per favorire la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle isole minori DDL 497 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori DDL 757 Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri (Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge n. 149 e n. 497. Discussione del disegno di legge n. 757 e congiunzione con il seguito della discussione dei disegni di legge n. 149 e 497 e rinvio) Prosegue la discussione congiunta dei disegni di legge n. 149 e n. 497, sospesa nella seduta del 7 agosto 2018. La presidente MORONESE ricorda che è stato posto all'ordine del giorno della Commissione anche il disegno di legge n. 757 avente oggetto strettamente connesso ai disegni di legge n. 149 e n. 497, già in corso di discussione in Commissione. Propone pertanto che i tre disegni di legge siano discussi congiuntamente e di procedere con l'illustrazione dell'Atto Senato n. 757. Non essendovi osservazioni al riguardo, così rimane stabilito. Il relatore MANTERO ( M5S ), ad integrazione della relazione svolta in data 7 agosto 2018, illustra il contenuto del disegno di legge n. 757, rubricato come 'Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri', che reca disposizioni sull'organizzazione della vita insulare in ragione delle peculiarità di essa ed è finalizzato alla rimozione degli ostacoli al pieno godimento dei diritti delle popolazioni ivi residenti. Il disegno di legge in commento è composto da 24 articoli nonché da un paio di Allegati, A e B: l'Allegato A è un elenco di 47 isole marittime, mentre l'Allegato B comprende 6 isole lacustri (tra le quali l'arcipelago delle Isole Borromee, senza distinzioni tra l'una e l'altra di esse). Da notare che nell'Allegato B, in corrispondenza del lago artificiale Mulargia, viene indicato soltanto il lago stesso e nessuna sua isola lacustre. L'articolo 1 indica l'oggetto e le finalità del disegno di legge. Al comma 1, si sottolinea il valore delle isole minori sotto i profili naturalistico, ambientale e culturale. Il medesimo comma 1 dell'articolo si richiama altresì agli articoli 174 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in materia di coesione economica, sociale e territoriale, con riferimento sia alla possibilità di avvalersi degli strumenti finanziari ivi previsti, sia alla possibilità dell'adozione di ulteriori misure specifiche. Il comma 2 dell'articolo 1 dell'Atto Senato n. 757, a sua volta, si riferisce all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione e alle disposizioni di cui agli articoli 1, 16 e 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in base alla quale Stato, regioni e comuni adottano gli interventi necessari in tema di coesione e solidarietà sociale e perequazione infrastrutturale. Il comma 3 prevede che i suddetti interventi, predisposti e attuati da vari organismi secondo le rispettive competenze, avvengano con il concorso e il coinvolgimento dei cittadini residenti, in applicazione del principio di sussidiarietà. Al comma 4, gli enti locali (anche in consorzio), gli enti parco e le comunità isolane e di arcipelago sono riconosciuti quali poli di sviluppo sostenibile (ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152). Il comma 5 afferma che le isole minori rappresentano un'estensione del territorio regionale di appartenenza. L'articolo 2 delinea una serie di obiettivi per lo sviluppo e la valorizzazione delle isole minori. Al primo posto, viene indicata una buona qualità della vita, con particolare attenzione ai servizi essenziali costituzionalmente garantiti. Seguono: la realizzazione di servizi di telecomunicazioni su banda ultra-larga, l'incentivazione della mobilità sostenibile, il miglioramento e l'implementazione di servizi di trasporto e di rifornimento, nonché dei collegamenti aerei e navali inerenti alla continuità territoriale e al turismo, la promozione e riqualificazione di offerta turistica, beni culturali e servizi pubblici locali, l'incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili, l'adeguamento degli strumenti urbanistici vigenti, la riduzione della produzione di rifiuti e il miglioramento della gestione di essi, la realizzazione nuovi impianti idrici, la valorizzazione dei beni culturali, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, l'incentivazione di piccole e medie imprese e dell'artigianato, la promozione in Italia e all'estero del "marchio delle isole minori d'Italia", l'istituzione di zone franche, la nuova destinazione di strutture dismesse o inutilizzate, la rideterminazione di eventuali servitù militari. L'articolo 3, in tema di strumenti della concertazione per lo sviluppo delle isole minori, nel suo comma 1 prevede la partecipazione del Presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori (ANCIM), in qualità di componente, alle riunioni della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e alla Conferenza unificata. Con il comma 2 si stabilisce che una sessione della Conferenza unificata sia dedicata alla sottoscrizione di un contratto di sviluppo locale che definisca obiettivi generali e modalità di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali interessati alle isole minori. I commi 3, 4, 7, 10 e 11 riguardano il Documento Unico di Programmazione delle Isole Minori (DUPIM). Il DUPIM avrà una durata di sette anni. In sede di prima applicazione della nuova normativa, il DUPIM è comunque predisposto per il periodo 2019-2025. Il comma 4 parla altresì dei Progetti Integrati di Sviluppo Territoriale (PIST) e delle deliberazioni in merito da parte delle regioni. Il comma 6 istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Comitato Istituzionale per le Isole Minori. Composizione e funzioni di tale Comitato sono delineate nei commi 7 e 8. L'articolo 4 aumenta la dotazione del Fondo di sviluppo delle isole minori (di cui all'articolo 2, comma 41, della legge n. 244 del 2007. La dotazione sarà incrementata di 100 milioni di euro annui a partire dal 2019. Ulteriori risorse per interventi per le isole minori di pertinenza del Ministero dell'Interno confluiranno nel suddetto Fondo. Il comma 2 dell'articolo 4, in combinato con gli Allegati dell'Atto Senato n. 757, stabilisce la destinazione del Fondo. Ai sensi del comma 3, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono poi individuate le ulteriori risorse già stanziate per il finanziamento di interventi per le isole minori di pertinenza dei Ministeri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, che confluiscono nel Fondo di cui al comma 1 per le medesime finalità ivi indicate. L'articolo 5 prevede forme di fiscalità di sviluppo per le isole minori. I comuni di tali isole potranno inoltre stabilire e applicare tributi propri, nei casi indicati dai commi 2 e 3 dell'articolo in commento. Gli articoli da 6 a 9 prescrivono l'effettuazione di una serie di ricognizioni e censimenti. L'articolo 6 incarica i comuni delle isole minori di provvedere, d'intesa con le regioni di appartenenza, alla ricognizione delle proprie dotazioni infrastrutturali (sanitarie, assistenziali, scolastiche, stradali, fognarie, idriche, elettriche, portuali e aeroportuali). La ricognizione è finalizzata alla quantificazione dei fondi per la perequazione infrastrutturale (in attuazione dell'articolo 22 della legge n. 42 del 2009). Per la ricognizione ci saranno novanta giorni di tempo e, entro i successivi trenta, i sindaci dei comuni in questione trasmetteranno una relazione all'ANCIM che, a sua volta, la inoltrerà alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'articolo 7, analogamente, assegna ai comuni delle isole minori, sempre d'intesa con le regioni di appartenenza, il compito di censire il patrimonio storico, artistico e monumentale. L'operazione dovrà essere effettuata entro novanta giorni e poi, entro i successivi trenta, i sindaci dei comuni ne trasmetteranno le risultanze all'ANCIM, al Ministero per i beni e le attività culturali e alle regioni. Il tutto servirà a definire progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio. Secondo l'articolo 8 i comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, entro novanta giorni elencheranno le manifestazioni culturali, musicali, religiose, storiche e turistiche, a seguito di un'apposita ricognizione delle iniziative che si svolgono nel proprio territorio. Nei trenta giorni a seguire, trasmetteranno una relazione in materia all'ANCIM, al Ministero per i beni e le attività culturali, al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, nonché alle regioni, al fine di definire progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio locale. Inoltre, i comuni, i ministeri e le regioni interessati, ciascuno per le proprie competenze, avranno 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge per pubblicare l'elenco delle manifestazioni che hanno luogo sul loro territorio e per individuare criteri premiali all'interno dei bandi per l'erogazione di contributi alle manifestazioni medesime. Infine, entro il 31 dicembre di ogni anno, i comuni, i ministeri e le regioni interessati, di nuovo ciascuno per le proprie competenze, verificheranno i suddetti elenchi e criteri, procedendo a revisioni annuali. L'articolo 9 impegna i comuni delle isole minori, d'intesa con le regioni di appartenenza, ad effettuare entro novanta giorni una ricognizione delle produzioni locali presenti nel proprio territorio, ai fini di un'elencazione delle piccole produzioni locali. Entro i trenta giorni successivi, i sindaci dei comuni in questione invieranno una relazione sulle risultanze della ricognizione all'ANCIM e al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo nonché alle regioni. I comuni, le regioni e il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ciascuno per le proprie competenze, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della nuova disciplina, pubblicheranno l'elenco delle piccole produzioni e individueranno i criteri di utilizzo del marchio delle isole minori ai fini della promozione dei prodotti. Le verifiche degli elenchi e dei criteri di cui sopra saranno effettuate entro il 31 dicembre di ogni anno da comuni, regioni e Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ciascuno per la parte di propria competenza, e si procederà così a revisioni annuali. L'articolo 10 dispone che i comuni delle isole di cui agli Allegati A e B dell'Atto Senato n. 757 possano autorizzare il cambiamento delle destinazioni d'uso degli immobili, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, purché ciò avvenga senza aumenti di cubatura e vengano rispettate le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche del luogo. Gli scopi della disposizione sono: favorire un migliore utilizzo del patrimonio edilizio esistente nonché una minore occupazione del territorio, e migliorare i servizi turistici e alberghieri. I comuni presenteranno ai ministeri competenti piani riguardanti l'offerta turistica del territorio, la diversificazione per aree di interesse e una scala di interventi cui dare priorità. I ministeri, a loro volta, incrementeranno l'offerta turistica delle isole minori destinando per ogni esercizio finanziario una somma prelevata dal Fondo di sviluppo delle isole minori. In tal modo, promuoveranno e valorizzeranno il territorio, i prodotti tipici e l'offerta turistica. I progetti aventi ad oggetto gli interventi da fare saranno presentati dai comuni entro il mese di dicembre di ogni anno, mentre i ministeri erogheranno le somme relative ai progetti approvati entro il successivo mese di marzo. I ministeri, d'intesa con regioni e comuni interessati, entro il mese di dicembre di ogni anno verificheranno il fabbisogno di personale addetto all'accoglienza turistica. Le amministrazioni in questione, per quanto di rispettiva competenza, organizzeranno nei territori delle isole minori corsi di formazione professionale per operatori turistici (ferme restando le norme sulle guide turistiche ed escursionistiche), di moda da sopperire ad eventuali carenze. L'articolo 11 punta al miglioramento dei servizi sanitari. Stato e regioni garantiranno ai residenti e ai turisti delle isole minori marittime il diritto all'assistenza sanitaria locale nel rispetto dei livelli essenziali (LEA). Pertanto, le regioni riorganizzeranno i presidi ospedalieri, ove esistenti. In caso di impossibilità di fornire assistenza sanitaria locale immediata, si riconoscerà ai residenti nelle isole minori marittime il diritto a rimborsi delle spese sostenute per farsi curare in terraferma. Il rimborso spetterà anche ad eventuali accompagnatori, se il paziente non sarà in grado di spostarsi autonomamente. Nelle isole suddette sarà garantita per tutti i giorni dell'anno la presenza continuativa di medici di primo soccorso, infermieri, apparecchiature di urgenza e di primo intervento. Saranno mantenuti i punti nascita, anche in deroga alla normativa vigente, e saranno implementate adeguatamente professionalità e dotazioni strumentali necessarie. Sempre a proposito delle nascite, le regioni cui appartengono le isole in parola promuoveranno e stabiliranno adeguati collegamenti con centri di eccellenza per diagnosi precoci ed interventi tempestivi sia in fase prenatale che in fase di post-partum . Ancora, sarà garantita la presenza di presidi territoriali organizzati idonei a prendere in carico il percorso di emergenza-urgenza, ad erogare servizi per le cure primarie e per la gestione delle patologie croniche e ad occuparsi dei pazienti oncologici e dializzati. Quanto ai medici in servizio nelle isole minori marittime, essi avranno opportunità formative, anche finalizzate a servizi di telemedicina. Le amministrazioni interessate divulgheranno e implementeranno pratiche di volontariato per interventi che non necessitano di personale medico. L'articolo 12 chiama le regioni a concordare con lo Stato, in sede di Conferenza Stato-regioni-province autonome, misure per il personale e gli istituti scolastici. In base al comma 1, il personale scolastico che abbia fatto richiesta di servizio presso un'istituzione scolastica di un'isola minore marittima di cui all'Allegato A e che abbia la residenza e dimora abituale nell'isola stessa, avrà la precedenza di nomina nell'ordine delle graduatorie che lo riguardano. Il comma 2 riconosce al personale scolastico delle isole minori marittime ulteriori incentivi, di natura economica: indennità per sede disagiata e diritto alla riduzione dei costi dei biglietti dei trasporti. Il comma 3, inoltre, prevede incentivi nei periodi in cui le avverse condizioni meteorologiche non consentono al personale pendolare di essere in servizio con continuità. Il comma 4 disciplina gli incarichi per le supplenze brevi: nelle istituzioni scolastiche delle isole minori, essi saranno conferiti prioritariamente al personale inserito nelle graduatorie d'istituto. Il comma 5 favorisce l'integrazione di cooperative didattiche e altre forme associative e consortili locali, sia nelle isole minori marittime (di cui all'Allegato A) che nelle isole minori lacustri (di cui all'Allegato B). Per effetto del comma 6, le istituzioni scolastiche delle isole e degli arcipelaghi di cui al citato Allegato A potranno mantenere personalità giuridica anche con un numero di studenti inferiore a 400 (a condizione che non ci siano altre istituzioni formative o loro presidi nelle isole vicine). L'articolo 13 riguarda la protezione civile delle isole minori. Il comma 1, con riferimento al protocollo d'intesa firmato il 5 ottobre 2012 tra il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e l'associazione ANCIM, istituisce presso i comuni delle isole comprese nell'Allegato A, d'intesa con le rispettive regioni di appartenenza, presidi permanenti di protezione civile. Ai suddetti presidi è preposto il sindaco del comune in questione. Il sindaco, ai fini della gestione del presidio, può inoltre istituire un apposito organismo consultivo, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (comma 2). Con il comma 3, si prevede la costituzione di un fondo per le emergenze, allo scopo di favorire tempestivi interventi in caso di catastrofi, in attesa di finanziamenti statali disposti per le medesime finalità. Il fondo di cui sopra viene reintegrato a valere sui finanziamenti statali di cui all'articolo 4 del disegno di legge in esame. Il comma 6 obbliga i comuni delle isole minori marittime a predisporre il piano di messa in sicurezza (qualora non lo avessero già fatto) entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge. Per la predisposizione del piano, i comuni potranno avvalersi della collaborazione del Dipartimento della Protezione civile e della regione competente. L'articolo 14 promuove accordi di collaborazione e convenzioni con università e istituti di credito. Pertanto, il comma 1 dispone che Stato, regioni, province autonome e comuni delle isole minori marittime adottino iniziative per accordi o intese con università, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In questo quadro, potranno anche essere elaborati progetti per interventi pubblici miranti al superamento di sperequazioni infrastrutturali. Il comma 2 stabilisce che i comuni delle isole minori marittime attivino accordi con istituti di credito, previa indizione di bandi di evidenza pubblica, al fine di favorire integrazioni e sinergie nella programmazione, nello sviluppo economico e nell'occupazione. In tal modo, si valuteranno le iniziative proposte dai privati con criteri non meramente creditizi, bensì legati all'efficacia degli interventi ai fini del progetto di sviluppo individuato nel DUPIM e asseverato dalle regioni. L'articolo 15 concerne i trasporti locali, attribuendo una serie di compiti alle regioni territorialmente competenti. Secondo il comma 1, le regioni eserciteranno funzioni di monitoraggio e di vigilanza in caso di sospensioni o interruzioni dei collegamenti e, se necessario, adotteranno le misure sanzionatorie definite dalle medesime regioni. Il comma 2 prevede che le regioni definiscano un piano di messa in sicurezza dei porti e degli approdi. I progetti di adeguamento di tali infrastrutture costituiranno opere prioritarie ai fini dell'inserimento del DUPIM 2019-2025, nonché per il conferimento dei fondi strutturali dell'Unione europea per il medesimo periodo. Ai sensi del comma 3, le regioni bandiscono gare per l'affidamento del servizio pubblico di collegamento marittimo di merci e passeggeri. Sarà istituita una tariffa unica, il cui importo sarà parametrato a quello medio di un tratto autostradale corrispondente al braccio di mare da coprire. Per effetto del comma 4, inoltre, ciascuna regione territorialmente competente prenderà provvedimenti per allineare i costi del carburante avio, le tariffe per il trasporto del gas a mezzo nave e il costo del carburante per autotrazione ai rispettivi prezzi medi praticati nella regione stessa. Gli obiettivi dell'articolo 16 sono la prevenzione e la composizione dei conflitti, nonché la riduzione del contenzioso giurisdizionale. Ai fini della riduzione e della promozione di soluzioni alternative delle controversie, il comma 1 prevede che le regioni favoriscano il ricorso alla mediazione, in ottemperanza al decreto legislativo n. 28 del 2010 (avente ad oggetto la mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali) e alla direttiva 2008/52/UE (relativa a determinati aspetti della mediazione civile e commerciale). Regioni e comuni competenti inseriranno nei contratti di cui è parte il comune la clausola di mediazione, al fine di dirimere preventivamente le controversie nella prospettiva di comporre il conflitto mediante un nuovo equilibrio collaborativo tra le parti. In tale prospettiva, il comma 3 dà alle regioni e ai comuni la facoltà di stipulare convenzioni con organi di mediazione accreditati presso il Ministero della giustizia. In base al comma 4, la mediazione sarà esperita senza pregiudizio per gli ordinari percorsi giudiziari. L'articolo 17 intende tutelare l'incolumità fisica delle persone e la salvaguardia del patrimonio naturalistico, turistico ed economico mediante piani per l'assetto idrogeologico. A ciò provvederanno le regioni territorialmente competenti, in accordo con i comuni e le comunità isolane. L'articolo 18 si occupa della gestione dei rifiuti. I comuni, anche usufruendo del contributo di sbarco (di cui al decreto legislativo n. 23 del 2011, articolo 4, comma 3- bis ), dovranno favorire la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti e la compatibilità con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria. Quindi, si punterà sul reimpiego, sul riciclaggio e su altre forme di recupero, si adotteranno misure economiche e condizioni di appalto che prescrivano l'impiego dei materiali recuperati e favoriscano il mercato di questi ultimi, e sarà incentivato il compostaggio domestico. I comuni che realizzeranno progetti di questo genere avranno diritto ad un contributo annuale pari al 50 per cento dei costi di trasporto marittimo e lacustre effettivamente sostenuti, a valere sulle risorse del Fondo di sviluppo delle isole minori. L'articolo 19 verte sulla restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati ad uso alimentare. Con il comma 1, si applica in via sperimentale il sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico. Con il comma 2, si precisa che al momento dell'acquisto dell'imballaggio l'utente versa una cauzione, con diritto di ripetizione al momento della restituzione dell'imballaggio usato. Ai sensi del comma 3, il sistema del vuoto a rendere sarà incentivato attraverso agevolazioni per la gestione dei rifiuti urbani. Il comma 4 prevede che le modalità della sperimentazione saranno disciplinate con accordo in sede di Conferenza permanente Stato-regioni-province autonome, con la partecipazione di ANCIM e dei presidenti delle regioni territorialmente competenti, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge. L'articolo 20 si occupa della gestione del demanio regionale e delle riserve naturali. Il comma 1 dispone che la gestione dei beni demanio regionale, anche marittimo, ivi compresa la competenza al rilascio di concessioni e di autorizzazioni, sia trasferita dalle regioni territorialmente competenti ai comuni delle isole di cui agli Allegati A e B. Il comma 2 aggiunte che le entrate derivanti dalla gestione dei beni demaniali trasferita vadano, per il 50 per cento, ai comuni gestori, che le useranno per interventi di bonifica e di manutenzione ordinaria. Il comma 3 stabilisce che la gestione delle riserve naturali e dei parchi di competenza regionale compresi nei territori delle isole possa essere affidata ai comuni, i quali vi provvederanno direttamente oppure attraverso soggetti giuridici creati appositamente. In ogni caso le risorse necessarie sono a carico del bilancio regionale e vengono trasferite da esso ai gestori. Per mezzo dell'articolo 21, si intende incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il comma 1 dell'articolo in questione assegna alle regioni territorialmente competenti, sentiti i comuni, il compito di predisporre, di concerto con la competente Soprintendenza per l'archeologia, le belle arti ed il paesaggio, un piano per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, fino ad arrivare al 100 per cento del fabbisogno energetico. Il piano, ai fini dell'autorizzazione paesaggistica all'installazione dei relativi impianti, terrà conto di una molteplicità di parametri, indicati per grandi linee dal comma 2 dell'articolo in commento. L'articolo 22 contiene la clausola di salvaguardia secondo cui le disposizioni del disegno di legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei relativi statuti e con le relative disposizioni attuative. L'articolo 23 è dedicato alla copertura finanziaria. L'unico onere preso in considerazione è quello derivante dall'articolo 4, concernente il Fondo di sviluppo delle isole minori. A tale onere, valutato in 100 milioni di euro annui a partire dal 2019, si provvederà per 50 milioni, mediante una corrispondente riduzione del Fondo di interventi strutturali per la politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto legge n. 282 del 2004; per l'altra metà, si provvederà mediante una corrispondente riduzione del Fondo per fare fronte alle esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione esistente presso il Ministero dell'economia e delle finanze. Rileva al riguardo che, a decorrere dall'anno 2016, la dotazione annua del suddetto fondo per le esigenze indifferibili è di 25 milioni di euro annui, dunque largamente inferiore alla quota di onere -in cifra assoluta, 50 milioni- che dovrebbe essere coperta mediante la riduzione di esso. L'articolo 24 fissa la data dell'entrata in vigore del provvedimento. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,35.