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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 232 GIROTTO La seduta inizia alle ore 15,05. SINDACATO ISPETTIVO Interrogazione Il sottosegretario VANNIA GAVA risponde all'interrogazione n. 3-03185 del presidente Girotto sugli aumenti del prezzo del gas naturale. In merito alle questioni relative all'incremento sproporzionato dei prezzi sul mercato Title Transfer Facility (TTF) e al conseguente aumento dei prezzi del gas ai clienti finali, riferisce che i mercati energetici a livello mondiale, nonché del gas in particolare, sono interessati, da diversi mesi, da una dinamica rialzista e volatile dei prezzi, aggravata ulteriormente dalla guerra in corso in Ucraina, che ha reso ancora più evidente a livello europeo il problema della dipendenza dalle importazioni di gas e in particolare da quelle dalla Russia. Rileva inoltre che, relativamente alle suddette importazioni, i contratti con durata pluriennale mantengono un ruolo prevalente, seppure con un'incidenza che si è andata nel tempo riducendo, in concomitanza con il processo di liberalizzazione del mercato e di integrazione europea dei mercati energetici stessi, che ha portato allo sviluppo dei "mercati spot". Assicura quindi che il tema sollevato dall'interrogante circa la crescente divergenza tra i prezzi che si formano sui mercati spot, maggiormente esposti alle dinamiche contingenti e quindi caratterizzati da un maggior rischio di volatilità, e quelli fissati nell'ambito di contrattazioni bilaterali di medio-lungo periodo, e le implicazioni di tale divergenza per i prezzi finali al consumo, è da tempo all'attenzione del Governo. L'Italia, insieme ad altri Paesi, ha richiamato infatti l'attenzione della Commissione europea sulla necessità di interventi di mitigazione dei prezzi all'ingrosso e, più in generale, di una revisione del disegno dei mercati, in modo da valorizzare il ruolo delle contrattazioni a termine. A tale riguardo, evidenzia che l'efficacia delle misure nazionali che impattano sul funzionamento dei mercati dipende dal coordinamento delle politiche energetiche a livello europeo, in quanto alcune misure, come quelle dei " cap " sui prezzi del gas naturale e sul disaccoppiamento del mercato dell'energia elettrica dal mercato del gas naturale, richiedono un'armonizzazione a livello europeo in ragione dell'elevato grado di integrazione dei mercati energetici. Tale interdipendenza è ancora più evidente nell'attuale situazione geopolitica, in cui diventa impellente la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, unitamente all'accelerazione del processo di transizione energetica ad un sistema sempre meno basato sulle fonti fossili nella rotta verso la decarbonizzazione. Rammenta quindi che, in relazione alla necessità di mitigare l'impatto dell'incremento dei prezzi sulle bollette dei consumatori, il Governo è intervenuto più volte con misure sia di breve che di medio periodo, le quali, fino ad oggi, hanno comportato un impegno di risorse pubbliche senza precedenti. Con specifico riferimento alle questioni poste, segnala in particolare che, con il decreto-legge n. 21 del 2022 è stato previsto un contributo straordinario solidaristico, a carico degli operatori delle filiere della produzione e vendita di prodotti energetici, al fine di contenere gli effetti sui consumatori delle dinamiche rialziste dei prezzi all'ingrosso. Tale contributo è stato fissato nella misura del 10 per cento dell'incremento del saldo tra operazioni attive e passive realizzato dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, rispetto al medesimo periodo tra il 2020 e il 2021 (il cosiddetto "extraprofitto"). Precisa al riguardo che è in via di definizione un consolidamento di tale misura con nuovo provvedimento di urgenza in fase di pubblicazione. Nel ribadire che le azioni da implementare per fronteggiare l'aumento del prezzo della materia energetica, ed in particolare del gas, vanno condotte soprattutto a livello europeo, rende noto che il Governo ha proposto alla Commissione europea, fra le altre, una misura strutturale volta ad introdurre un tetto massimo - il " price cap" - al prezzo delle transazioni di gas naturale tra gli operatori di tutti i Paesi membri. La leva su cui si basa la proposta parte del presupposto che l'Europa rappresenta il maggiore cliente globale della risorsa tramite gasdotto e, pertanto, ha la facoltà di contrattare un prezzo che sia maggiormente accessibile. Il tetto al prezzo che potrà essere proposto ed ottenuto rappresenterà la garanzia che le fluttuazioni di prezzo registratesi negli ultimi mesi non vadano a discapito dei cittadini e delle imprese. Afferma comunque che tale tetto dovrà essere adeguato rispetto ai prezzi di riferimento antecedenti alla crisi bellica, al fine di non scoraggiare gli operatori; difatti lo stesso strumento potrebbe essere limitato temporalmente, anche attraverso revisioni regolari, nonché potenzialmente indicizzato. Parallelamente, si renderà opportuno introdurre un meccanismo di compensazione a protezione dei potenziali scostamenti fra il " cap " e i prezzi del contratto. Riferisce altresì che la proposta del Governo, attualmente in fase di discussione ed elaborazione nelle strutture preposte della Commissione, potrebbe essere accompagnata da una misura di regolazione dedicata, al fine di evitare possibili arbitraggi. In merito al quesito specifico circa le cause dell'incremento dei prezzi sul mercato TTF, ribadisce che, in attuazione dell'articolo 7 del richiamato decreto-legge n. 21 del 2022, il Ministero della transizione ecologica sta procedendo nell'analisi delle informazioni ricevute al fine di acquisire un quadro più preciso ed aggiornato sul prezzo reale degli approvvigionamenti e, in particolare, di come tale prezzo sia influenzato dal prezzo formato sull' hub TTF. Sottolinea infatti che, ad oggi, le informazioni disponibili riguardano i dati mensili ISTAT, raccolti a fini statistici, relativi al valore medio unitario delle importazioni alla frontiera basati sui dati doganali. Tali dati sono estratti direttamente dalle dichiarazioni rilasciate dai soggetti importatori nei bollettini doganali e risentono della tipologia dei contratti sottesi a quelle transazioni, non scontando in modo uniforme i costi di trasporto internazionale del gas sino alla frontiera. Evidenzia tuttavia che, come riferisce l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), diverse fonti pubbliche specializzate riportano che una quota rilevante dei contratti pluriennali con consegna in Europa sarebbe indicizzata ai prezzi degli hub europei. In tale quadro osserva che, al netto degli effetti delle tariffe " entry - exit " da diversi anni ormai il mercato europeo esprime prezzi del gas naturale sostanzialmente allineati nei principali Paesi dell'Unione europea, e ritiene che, per una compiuta comprensione delle dinamiche che portano alla formazione dei prezzi europei, risulterebbe di fondamentale importanza la promozione e la condivisione a livello europeo di analoghe disposizioni. A questo scopo, pertanto, assicura che il Governo promuoverà un'iniziativa per conseguire gli obiettivi della disposizione predetta, rafforzando così la trasparenza delle informazioni a beneficio di tutti gli Stati membri e delle Istituzioni comunitarie. Conferma, infine, l'impegno del Governo, insieme all'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, a monitorare l'evoluzione delle dinamiche di mercato e dei prezzi all'ingrosso dell'energia, al fine di mettere in campo le misure più opportune, sia a livello nazionale che europeo, per mitigare l'impatto sugli utenti e sostenere la ripresa economica. Il presidente GIROTTO ( M5S ) ringrazia il sottosegretario Vannia Gava per la risposta e si dichiara parzialmente soddisfatto. Nel rilevare la complessità della materia, rimarca l'esigenza di un intervento comune in Europa, come peraltro accennato nella risposta del Governo. Precisa tuttavia che, nell'atto di sindacato ispettivo, si domandava quali fossero le misure strutturali, su cui ritiene che la risposta non sia stata esaustiva. In proposito, riconosce che l'Esecutivo fino ad ora ha individuato un percorso di intervento emergenziale, ma il ritardo nella elaborazione di azioni strutturali rischia di penalizzare l'economia italiana ed europea. Rileva altresì che gli extra guadagni, anche se tassati, finiscono per portare benefici a pochi soggetti, a scapito di cittadini e piccole e medie imprese. Sollecita dunque il Governo ad agire con urgenza sia nel breve che nel lungo periodo, nella prospettiva di individuare le cause dei fenomeni sopra descritti. Dichiara quindi concluso lo svolgimento dell'atto di sindacato ispettivo all'ordine del giorno. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) DDL 2598 Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) (Parere alle Commissioni 1ª e 7ª riunite. Esame e rinvio) Riferisce il relatore MOLLAME ( Misto ), segnalando per quanto di competenza che il comma 2 dell'articolo 9 differisce, dal triennio 2019-2021 al triennio 2021-2023, il termine entro cui procedere alle assunzioni di 350 unità di personale non dirigenziale presso il Ministero della transizione ecologica, fissato dall'articolo 1, comma 317, della legge di bilancio per il 2019. Illustra poi l'articolo 20, secondo cui l'INAIL promuove appositi protocolli di intesa, relativi alla sicurezza sul lavoro, con grandi gruppi industriali e altre imprese che siano impegnati nell'esecuzione di interventi oggetto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). I commi 1 - 3 dell'articolo 23 - prosegue il relatore - mirano a promuovere la produzione e l'impiego di idrogeno da fonti di rinnovabili: il comma 1 esonera il consumo di energia elettrica prodotta da idrogeno verde dal pagamento degli oneri generali di sistema per l'energia elettrica; il comma 2 demanda ad un decreto del Ministro della transizione ecologica la definizione delle condizioni tecnico-operative per l'applicazione del suddetto esonero; il comma 3 esclude l'idrogeno dal regime di accise previsto dalla legislazione vigente. Ciò dà attuazione alla milestone prevista dalla misura M2C2-21, riforma 3.2, del PNRR, la quale prevede, entro giugno 2022, l'adozione di norme di semplificazione fiscale per l'idrogeno verde. La relazione tecnica che accompagna il decreto in esame informa che al momento in Italia non è in funzione alcun impianto di elettrolisi da fonti rinnovabili. Gli oneri generali afferenti al sistema elettrico sono applicati ai consumi di energia elettrica sul punto di connessione e non sulle trasformazioni o sugli stoccaggi. Da ultimo, la relazione tecnica segnala che la norma tratta di materie ancora oggetto di ricerca e sperimentazione: la disposizione in esame si applicherà, dunque, a un numero esiguo di applicazioni sperimentali. Dà indi conto dell'articolo 24 che, al comma 1, prevede che l'invio telematico all'ENEA delle informazioni inerenti alle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili sia finalizzato anche alla corretta attuazione delle misure del PNRR in materia, oltre che al monitoraggio degli interventi beneficiari delle medesime agevolazioni fiscali. Si stabilisce, inoltre, che l'ENEA invii una relazione al Ministero della transizione ecologica (in luogo del Ministero dello sviluppo economico, come previsto dalla norma vigente prima dell'emanazione del presente decreto), nonché al Ministero dell'economia e delle finanze e alle Regioni e Province autonome. I commi 2 e 3 recano disposizioni concernenti l'istituzione della figura del direttore generale presso l'ENEA, al fine di assicurare al Ministero della transizione ecologica il supporto necessario per l'espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate alla attuazione e al monitoraggio del PNRR. Rispetto al comma 1, il relatore segnala che analogo obbligo è posto in capo all'ENEA dall'articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013, con riferimento alle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica ivi disciplinati e che sembrerebbero peraltro essere ascrivibili alla dicitura "Ecobonus", utilizzata nella rubrica del presente articolo. Tale disposizione, non novellata, continua a prevedere, quindi, che la relazione dell'ENEA sia inviata al Ministero dello sviluppo economico. Illustra poi l'articolo 26, composto da due commi, recante disposizioni volte a fornire il necessario supporto tecnico-operativo per l'attuazione delle misure del PNRR di competenza del Ministero della transizione ecologica. A tale riguardo, al comma 1 si prevede l'istituzione del Fondo per l'attuazione degli interventi del PNRR di competenza del Ministero della transizione ecologica, i cui oneri sono stimati in 5 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024. Rileva altresì che l'articolo 30, comma 1, novella la disciplina relativa all'organizzazione e al funzionamento dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), attribuendo i poteri di indirizzo, coordinamento, programmazione e vigilanza - attualmente in capo al Ministro dell'università e della ricerca - al Presidente del Consiglio dei ministri o al Ministro o al Sottosegretario delegato, ferme restando le competenze del Ministro dell'università e della ricerca in ordine alle attività di ricerca svolte dall'ASI. Si stabilisce, inoltre, che la nomina del direttore generale dell'ASI spetti al Presidente del Consiglio ovvero al Ministro o al Sottosegretario delegato. Si prevede altresì, l'istituzione nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, di un Fondo per il finanziamento dell'ASI, con una dotazione pari a 499 milioni di euro a decorrere dal 2022, destinato alla copertura delle spese di funzionamento e gestione dell'ASI, nonché al finanziamento delle attività della predetta Agenzia, ivi comprese quelle di svolgimento dei programmi in collaborazione con l'ESA. Passa poi ad esaminare l'articolo 31, comma 1, che incrementa la dotazione organica dirigenziale della Presidenza del Consiglio dei ministri di una posizione di livello generale e di due posizioni di livello non generale, da assegnare a una apposita struttura della stessa Presidenza per il coordinamento delle politiche spaziali. Rimane fermo quanto previsto a legislazione vigente circa la delega delle funzioni in materia di politiche spaziali e aerospaziali e le competenze del Ministero della difesa in materia di difesa nazionale. Fa presente peraltro che la Presidenza del Consiglio dei ministri si avvale di un contingente di 5 esperti, di cui 2 designati d'intesa con il Ministro della difesa e uno designato d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico, in possesso di specifica ed elevata competenza nelle materie delle applicazioni e dei servizi spaziali e aerospaziali. Evidenzia in seguito che l'articolo 38 destina le risorse finanziarie per l'attuazione della linea progettuale M1C3, sub investimento 4.2.2 "Digitalizzazione Agenzie e Tour Operator " nell'ambito del PNRR, di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 152 del 2021, pari a 98 milioni di euro, all'incremento della dotazione finanziaria della linea progettuale M1C3, sub investimento 4.2.1 "Miglioramento delle infrastrutture di ricettività attraverso lo strumento del Tax credit " del predetto Piano. L'importo di 100 milioni di euro stanziato per il 2022 per il credito di imposta a favore delle imprese operanti nel settore turistico, alberghiero e ricettivo in relazione a uno o più interventi edilizi e per la digitalizzazione d'impresa è destinato a finanziare anche le domande di agevolazione presentate dalle agenzie di viaggio e tour operator per la fruizione del credito di imposta per investimenti e attività di sviluppo digitale. Sottolinea poi che l'articolo 39 interviene sull'articolo 2 del decreto-legge n. 152 del 2021, che dispone l'istituzione della «Sezione Speciale Turismo» presso il Fondo di garanzia PMI, in attuazione del PNRR, misura M1C3 - investimento 4.2.4 "Sostegno alla nascita e consolidamento delle PMI Turismo". L'articolo integra la previsione per cui, nell'attività di rilascio delle garanzie, il consiglio di gestione del Fondo opera in composizione integrata con un membro designato dal Ministero del turismo e con un rappresentante delle organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese turistiche. Al fine di assicurare l'immediata operatività della misura, il consiglio di gestione opera anche nelle more dell'attuazione di tale previsione. Fa presente inoltre che l'articolo 40, al comma 1, dispone che ai fini della realizzazione degli investimenti in materia di " Caput Mundi - Next Generation EU per grandi eventi turistici" di cui alla misura M1C3-35-Investimento 4.3 del PNRR, il Ministro del turismo può avvalersi del Commissario straordinario del Governo nominato al fine di assicurare gli interventi funzionali alle celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025 nell'ambito del territorio di Roma Capitale. Avviandosi alla conclusione, illustra l'articolo 42 che posticipa al 15 luglio 2022 l'entrata in vigore del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019, già prevista per il 16 maggio 2022. Ciò, al fine di allineare il termine di entrata in vigore del codice con quello di attuazione della direttiva (UE) 2019/1023 (17 luglio 2022), il cui schema di decreto legislativo attuativo (A.G. 374), che incide su varie parti del codice, è in corso di esame parlamentare. Il seguito dell'esame viene quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE Disciplina della professione di guida turistica DDL 1921 Disciplina della professione di guida turistica DDL 2087 Disciplina della professione di guida turistica (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 5 aprile. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine, fissato alle ore 12 di giovedì 5 maggio, sono stati presentati 196 emendamenti e un ordine del giorno al testo unificato adottato a base per i disegni di legge in titolo (pubblicato in allegato al resoconto della seduta del 24 marzo), pubblicati in allegato. Il seguito della discussione congiunta è rinviato. Disciplina dell'inquadramento ai fini previdenziali e assistenziali degli esercenti attività di perito assicurativo DDL 1217 Modifica del capo VI del titolo X del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, per l'istituzione dell'albo professionale degli esperti danni e valutazioni DDL 1666 Disciplina dell'inquadramento ai fini previdenziali e assistenziali degli esercenti attività di perito assicurativo (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta, sospesa nella seduta del 5 aprile. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al testo unificato (pubblicato in allegato al resoconto della seduta del 23 febbraio), fissato a giovedì 12 maggio, alle ore 12, sono stati presentati 108 emendamenti, pubblicati in allegato. Il relatore VACCARO ( M5S ) domanda se sia possibile riaprire nuovamente il termine per la presentazione degli emendamenti al testo unificato, in quanto per alcuni Gruppi sarebbe necessario un supplemento di istruttoria; propone dunque di consentire un ulteriore lasso temporale di almeno due settimane. La Commissione conviene quindi di riaprire il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno al testo unificato (pubblicato in allegato al resoconto della seduta del 23 febbraio), fissandolo a martedì 31 maggio, alle ore 12. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno Doc n. COM(2022) 138 definitivo Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del documento dell'Unione europea e rinvio) Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) riferisce sulla Comunicazione in titolo, ricordando che i leader dell'Unione, il 10 e l'11 marzo 2022 a Versailles, hanno convenuto di eliminare gradualmente, nel minor tempo possibile, la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di gas, petrolio e carbone dalla Russia e hanno invitato la Commissione a presentare entro la fine di marzo un piano per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili durante la prossima stagione invernale. Ricorda quindi che, negli ultimi 12 mesi, i prezzi al dettaglio del gas naturale e dell'energia elettrica sono aumentati rispettivamente del 65 per cento e del 30 per cento e che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha accresciuto notevolmente le preoccupazioni sulla sicurezza dell'approvvigionamento aggravando la volatilità dei prezzi. I prezzi elevati dell'energia alimentano l'inflazione, danneggiano l'economia europea e incidono sulla ripresa dalla crisi COVID-19. Rammenta dunque che, nell'ambito della risposta a questa situazione eccezionale, nell'ottobre 2021, la Commissione europea ha già adottato un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno per attenuare gli effetti sui consumatori e sulle imprese a livello dell'Unione e degli Stati membri. Successivamente, l'8 marzo 2022, la Comunicazione REPowerEU2 della Commissione ha fornito ulteriori orientamenti agli Stati membri su come attenuare l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie e le imprese e su come utilizzare gli ingenti profitti realizzati da alcuni produttori di energia elettrica per finanziare tali misure. Sulla base della Comunicazione dell'8 marzo 2022, i leader europei si sono impegnati ad affrontare con urgenza l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sui cittadini e sulle imprese. Rileva che le possibili soluzioni proposte nella Comunicazione per far fronte all'impatto del "caro prezzi" dell'energia riguardano interventi emergenziali temporanei, che non dovrebbero compromettere gli obiettivi a lungo termine del Green Deal , né il funzionamento del mercato unico. Le opzioni a breve termine sul prezzo dell'energia elettrica possono essere raggruppate in due categorie: compensazioni finanziarie e interventi regolatori. Al riguardo, rimarca che le compensazioni finanziarie mirano a ridurre i prezzi dell'energia elettrica intervenendo direttamente sul segmento al dettaglio o indirettamente sul mercato all'ingrosso. Per quel che concerne il sostegno diretto agli utenti finali vulnerabili, l'obiettivo è quello di fornire aiuto a coloro che ne hanno più bisogno, e assistere le imprese che si trovano a confrontarsi con prezzi dell'energia eccessivi. Queste ultime riceveranno il sostegno nell'ambito del nuovo quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato il 22 marzo, che consente di sostenere le imprese colpite direttamente o indirettamente con sovvenzioni dirette limitate, sostegno alla liquidità e aiuti per l'aumento dei costi del gas e dell'energia elettrica. Fa notare peraltro che la maggior parte degli Stati membri ha introdotto aliquote IVA ridotte per gas, energia elettrica e/o teleriscaldamento. Tuttavia, molte delle possibilità offerte in particolare dalla direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici, tra cui aliquote ridotte o esenzioni per le famiglie, non sono ancora pienamente sfruttate. Inoltre, nella Comunicazione si evidenzia come il ricorso alle maggiori entrate derivanti dalla tassazione dell'energia e dal prezzo fissato per il carbonio o dai profitti anomali di alcune imprese del settore energetico possa contribuire a finanziare tali misure mirate. Con riferimento al segmento all'ingrosso, si prevede la possibilità di istituire un modello aggregatore, in base al quale un soggetto acquista energia elettrica a condizioni commerciali favorevoli e la mette a disposizione di determinate categorie di consumatori a prezzi inferiori a quelli di mercato, trasferendo i vantaggi ai consumatori. Altre opzioni comporterebbero un intervento diretto nel funzionamento dei mercati all'ingrosso dell'energia elettrica e consistono, in primo luogo, nel compensare finanziariamente i produttori di energia elettrica da fonti fossili per una parte dei costi straordinariamente elevati del combustibile, in modo da ridurre il prezzo offerto sul mercato all'ingrosso. Ciò significherebbe rimborsare ai produttori di energia elettrica la differenza tra i costi effettivi di approvvigionamento del combustibile e un prezzo di riferimento prestabilito per le materie prime. In secondo luogo, una ulteriore opzione consisterebbe nel limitare direttamente il prezzo dell'energia elettrica sul mercato all'ingrosso stabilendo un parametro di riferimento e compensando la differenza con il prezzo offerto. Evidenzia comunque che i principali svantaggi di queste opzioni riguardano il costo per il bilancio, la potenziale distorsione della concorrenza, i rischi per gli scambi transfrontalieri. Passa poi ad esaminare le opzioni di carattere regolatorio, che consistono nel fissare un massimale regolato di prezzo massimo che può essere praticato da alcuni generatori del carico di base. Tale soluzione ridurrebbe i costi a lungo termine e, a breve termine, presenta il valore aggiunto di risolvere la questione dei profitti eccessivi consentiti da talune tecnologie. Accenna quindi ai principali svantaggi di tali opzioni, legati alle difficoltà di attuazione poiché richiederebbero l'accesso a informazioni sui costi e sulle entrate dei produttori che potrebbe non essere consentito agli enti pubblici. Tali ipotesi genererebbero, inoltre, incertezza sul piano della regolazione in quanto potrebbero eliminare alcuni incentivi agli investimenti privati nelle energie rinnovabili, che sono fondamentali per conseguire gli obiettivi a lungo termine del sistema energetico europeo. Dopo aver ribadito la complessità di individuare una risposta semplice e univoca al problema dei prezzi elevati dell'energia elettrica, data la diversità delle situazioni tra gli Stati membri, reputa che alcune misure siano adatte solo a specifici contesti nazionali mentre, al tempo stesso, altri interventi richiederebbero una normativa unionale e/o un approccio comune a livello europeo. Tutte le opzioni sono comunque presentate e analizzate più in dettaglio nell'Allegato alla Comunicazione. Pone altresì l'accento sugli interventi relativi al mercato del gas, tenuto conto che l'attuale prezzo elevato dell'energia elettrica deriva proprio dal prezzo elevato del gas, sottolineando che l'introduzione di un massimale o la modulazione del prezzo del gas mediante strumenti regolatori sono alternative che vanno prese in considerazione, in quanto avrebbero un impatto immediato sui prezzi. Tali interventi possono essere un importante segnale del fatto che l'Unione europea non è disposta a pagare qualunque prezzo per il gas, ma dovrebbero essere considerati come ultima risorsa, poiché comportano alcuni svantaggi per quanto riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento dei flussi di gas. Appare dunque urgente, a suo avviso, concordare una strategia comune in vista dell'inizio imminente del periodo di ricostituzione delle riserve di gas per l'inverno. A tal fine, la Commissione è pronta a creare una task force per gli acquisti comuni di gas in quanto raggruppando la domanda, si faciliterebbero i contatti internazionali dell'Unione con i fornitori di GNL e gas, si favorirebbe la creazione di partenariati energetici con i grandi fornitori di GNL, gas e idrogeno della regione mediterranea, con i partner in Africa, ma anche con il Medio Oriente e gli Stati Uniti d'America. A ciò si aggiunge che la task force potrebbe promuovere l'uso efficiente delle infrastrutture del gas dell'Unione europea, in particolare dei terminali GNL, ma anche degli impianti di stoccaggio e dei gasdotti, in linea con la politica europea di stoccaggio del gas, comune e strategico, da attuare mediante un'azione coordinata e la ripartizione degli oneri tra i 27 Stati membri. Avviandosi alla conclusione, fa presente che - per garantire che vi siano riserve sufficienti - la Commissione ha presentato una proposta legislativa sullo stoccaggio dell'energia intesa a fare sì che le infrastrutture di stoccaggio esistenti siano riempite per almeno il 90 per cento della capacità entro il 1° novembre di ogni anno; l'obiettivo potrà essere adeguato nel tempo in caso di mutamenti del contesto economico e geopolitico e della sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Data la situazione peculiare, per quest'anno saranno previsti un obiettivo inferiore, pari all'80 per cento, e un percorso flessibile per garantire una fluida introduzione graduale. Propone infine lo svolgimento di un ciclo di audizioni con soggetti esperti che aiutino a comprendere le modalità di formazione del prezzo del gas. Si apre il dibattito. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) reputa utile approfondire le dinamiche della formazione del prezzo del gas. Si domanda tuttavia se, al di là della necessità di individuare stoccaggi comuni a livello europeo, sia possibile discutere anche del tema dell'indipendenza energetica, tenuto conto che, a causa della crisi internazionale in atto, da più parti si fa riferimento ad una strategia da attuare "nel minore tempo possibile", senza che sia chiaro quale sia il margine temporale per intervenire. Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) chiarisce anzitutto che la Commissione è chiamata in questa sede ad elaborare un atto di indirizzo, attraverso l'approvazione di una risoluzione, e ricorda che l'atto in esame ha ad oggetto anche la sicurezza degli approvvigionamenti. Il senatore LANZI ( M5S ) ritiene che la scelta del Governo di tassare i cosiddetti "extra profitti" avrebbe dovuto essere attuata in maniera più scaltra, atteso che le aziende possono aver intrapreso azioni per pagare il meno possibile. Il senatore Pietro PISANI ( L-SP-PSd'Az ) afferma che l'aumento dei prezzi è dovuto prevalentemente a speculazioni e si domanda in che misura sia possibile arginare tali fenomeni, tenuto conto che in alternativa lo Stato dovrebbe acquistare il gas in proprio e rivenderlo ai distributori. Si associa il senatore PIANASSO ( L-SP-PSd'Az ), invocando un'azione congiunta del Parlamento e del Governo per fermare le speculazioni finanziarie. Il senatore COLLINA ( PD ) premette che è stata una scelta della 10ª Commissione quella di esprimersi sull'atto in titolo, attraverso una risoluzione che sarà elaborata presumibilmente al termine del ciclo di audizioni prospettato dal Presidente relatore e dopo la discussione generale. In proposito, reputa utili le audizioni per approfondire un tema assai attuale e di non facile soluzione, tanto più che non è stato individuato un orientamento univoco in sede europea. Sottolinea poi che, fino ai recenti eventi geopolitici, il mercato del gas ha funzionato bene con le proprie regole, determinando una riduzione del prezzo. Successivamente, detto mercato non è più riuscito a dare le risposte necessarie e dunque occorre interrogarsi sulla esigenza o meno di intervenire; in proposito, la fissazione di un tetto al prezzo del gas rappresenta una delle opzioni in campo. Reputa peraltro che l'atto in esame rappresenti uno spunto importante, ma tiene a precisare che l'eventuale indipendenza dal gas russo non comporterà il venir meno del gas quale componente del mix energetico in quota percentuale. Il senatore MOLLAME ( Misto ) concorda con la proposta di avviare un ciclo di audizioni e ricorda che già a dicembre 2021 si è registrata una brusca impennata del prezzo del gas rispetto ad aprile 2021. Il senatore ANASTASI ( M5S ) prefigura due modalità per ridurre il prezzo del gas: la prima, basata sulla riduzione della domanda del bene e dunque sulla contrazione delle importazioni; la seconda, basata sull'incremento della produzione nazionale di gas, in particolare di biogas. A tale ultimo riferimento, rileva criticamente che la normativa europea ha penalizzato l'Italia già dal 1998 rendendo assai costoso il gas estratto in Italia. Occorre dunque avere il coraggio di rimettere in discussione le norme europee, ferma restando l'esigenza di incrementare l'efficienza energetica. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 DDL 2469 Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 maggio. Il PRESIDENTE comunica che è la senatrice Sbrollini ha ritirato la sua firma all'emendamento 13.6 (testo 3) e che la senatrice Nugnes ha aggiunto la propria firma all'emendamento 3.8 (testo 3). Informa infine che il senatore Ferrero ha riformulato l'emendamento 24.0.3 in un testo 2, e il senatore Marti ha riformulato l'emendamento 32.3 (testo 2) in un testo 3, pubblicati in allegato. Gli emendamenti originari e le riformulazioni precedenti si intendono conseguentemente ritirati. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SECONDA SEDUTA POMERIDIANA Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata oggi, martedì 17 maggio, alle ore 19,30, è sconvocata. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 16,05. Allegato