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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 175 PARRINI La seduta inizia alle ore 15,35. IN SEDE REFERENTE 1928 (d-l 83/2020 - proroga emergenza Covid-19) DDL 1928 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 (Esame e rinvio) La relatrice VALENTE ( PD ) illustra il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83 - che, all'esito dell'esame in prima lettura presso la Camera dei deputati, si compone di quattro articoli e un allegato - recante disposizioni urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da Covid-19 deliberata il 31 gennaio 2020. Il testo contiene altresì disposizioni sul rinnovo dell'incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza. Infatti, a seguito dell'estensione fino al 15 ottobre dello stato di emergenza, autorizzata dalle Camere con risoluzioni del 28 e 29 luglio 2020 e deliberata dal Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020, è sorta l'esigenza di prorogare l'efficacia delle disposizioni contenute nei decreti-legge n. 19 e n. 33 del 2020, che hanno disciplinato, rispettivamente, l'applicazione delle misure per contrastare l'espandersi dell'epidemia e il loro graduale allentamento in rapporto all'evolversi della situazione epidemiologica. Nello specifico, l'articolo 1, al comma 1, mediante una modifica all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, estende fino al 15 ottobre 2020 la facoltà di adottare, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, misure (tra quelle indicate al comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 19 del 2020) allo scopo di contrastare i rischi sanitari derivanti dal Covid-19. È inoltre soppresso il riferimento alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020. Il comma 1- bis, inserito durante l'esame presso la Camera dei deputati, modifica la lettera l) del comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 19 del 2020, al fine di escludere dalla sospensione dei congressi quelli inerenti alle attività medico-scientifiche e di educazione continua in medicina (ECM). Il comma 2, novellando l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 33 del 2020, estende al 15 ottobre 2020 l'applicabilità delle misure previste da quel decreto. Ricorda che il decreto-legge n. 33 del 2020 (c.d. "Riaperture"), pur mantenendo ferma la strumentazione predisposta e disciplinata dal decreto-legge n. 19, ha segnato l'avvio di una nuova fase (a partire dal 18 maggio e fino al 31 luglio), contribuendo a delineare una nuova cornice normativa, dove le misure emergenziali si rivolgono prioritariamente a specifiche aree del territorio sulla base dell'evolversi dei dati epidemiologici. Il comma 3 dispone la proroga fino al 15 ottobre dei termini elencati nell'Allegato 1, ad eccezione di quelli previsti al n. 3 per il reclutamento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (secondo una modifica approvata dalla Camera dei deputati) e al n. 32 in materia di lavoro agile nel settore privato, che sono prorogati, rispettivamente, al 31 dicembre 2021 e al 14 settembre 2020, prevedendo che le relative disposizioni vengano attuate nei limiti delle risorse disponibili autorizzate a legislazione vigente. Si tratta prevalentemente di misure attinenti alla materia sanitaria, oltre che alle materie del lavoro, della scuola e dell'università contenute in provvedimenti d'urgenza adottati in connessione all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Tra le misure prorogate ricorda, in particolare, quelle concernenti: l'assunzione degli specializzandi, il conferimento di incarichi individuali a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie e a operatori socio-sanitari, l'incremento della dotazione dei posti letto in terapia intensiva, l'istituzione di unità speciali di continuità assistenziali, il fondo per le iniziative di solidarietà in favore dei familiari di operatori sanitari e socio-sanitari deceduti a causa del Covid-19, il ricorso al lavoro agile prioritariamente per i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità e per i lavoratori immunodepressi, la continuità della governance degli enti pubblici di ricerca durante il periodo dell'emergenza, la continuità dell'attività formativa delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, le attribuzioni del commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure sanitarie di contenimento e contrasto all'emergenza sanitaria, la sperimentazione e l'uso compassionevole dei farmaci con riferimento a pazienti affetti da Covid-19 e l'accelerazione dell'esecuzione degli interventi di edilizia scolastica. Durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento è stato aggiunto all'Allegato il numero 30- bis , ai sensi del quale sono prorogate dal 31 luglio al 15 ottobre 2020 le misure previste all'articolo 9 del decreto-legge n. 34 del 2020, il cosiddetto "decreto Rilancio", relativo alla proroga di ulteriori 90 giorni dei piani terapeutici in scadenza nel periodo dell'emergenza epidemiologica in corso. Ai sensi del comma 4 viene poi precisato che i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nell'Allegato, ancorché connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, non sono modificati a seguito della proroga al 15 ottobre dello stato di emergenza e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020. Il comma 5 dispone che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, da adottarsi sentiti i presidenti delle Regioni interessate nel caso in cui le misure riguardino esclusivamente una Regione o alcune Regioni, ovvero il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel caso in cui riguardino l'intero territorio nazionale, e comunque per non oltre dieci giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, continua ad applicarsi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020. A tale proposito, ricorda che il 7 agosto scorso è stato emanato un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per disciplinare le misure da adottare per il contenimento del contagio, con efficacia fino al 7 settembre e che il 7 settembre è stato emanato un ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia, valido fino al 7 ottobre prossimo. Il comma 6 stabilisce che il rinnovo dell'incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza (DIS, AISE e AISI) possa essere disposto per più di una volta con successivi provvedimenti e per al massimo ulteriori quattro anni. Attualmente l'incarico dei direttori, della durata massima di quattro anni, può essere rinnovato una sola volta. Con la modifica, la durata massima rimane pertanto di quattro anni per il primo incarico più un massimo complessivo di ulteriori quattro anni, prevedendo al contempo la possibilità che vi siano più provvedimenti successivi di rinnovo dell'incarico, anziché uno solo. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, il titolo del decreto-legge in esame è stato integrato per dar conto di tali disposizioni. L'articolo 1- bis , inserito nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati, introduce una disposizione di coordinamento, prevedendo che le disposizioni del decreto-legge n. 19 del 2020 si applichino nei limiti della loro compatibilità con quanto stabilito dal decreto-legge n. 33 del 2020. Deve essere infatti verificato il coordinamento di alcune misure di contenimento dell'epidemia adottabili ai sensi del decreto-legge n. 19 con le misure previste dal decreto-legge n. 33, di ambito e di portata più circoscritta, posto che il provvedimento proroga al 15 ottobre l'applicabilità degli interventi previsti da entrambi i decreti. A tale proposito si ricorda che l'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 19 prevede che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di attuazione delle misure previste dall'articolo 1, le Regioni possano adottare unicamente misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle vigenti, mentre l'articolo 1, comma 16, del decreto-legge n. 33 consente alle Regioni di introdurre misure sullo svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali, sia più restrittive, sia ampliative, rispetto a quelle statali. L'articolo 2, modificato dalla Camera, prevede la clausola di invarianza degli oneri finanziari, disponendo che all'attuazione del presente decreto si provveda nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Infine, l'articolo 3 dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Ha inizio la discussione generale. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) esprime alcune perplessità in merito al provvedimento. In primo luogo, rileva che il Governo continua a ricorrere allo strumento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, disattendendo così l'impegno assunto nei mesi precedenti di introdurre eventuali ulteriori restrizioni alla libertà personale solo attraverso norme di rango primario. Critica, inoltre, l'estensione fino al 15 ottobre dello stato di emergenza, a fronte di una situazione sanitaria che, nonostante l'incremento dei casi nella seconda metà del mese di agosto, resta comunque sotto controllo. Sottolinea, inoltre, che la norma sul rinnovo dell'incarico dei direttori dei servizi di informazione per la sicurezza non è omogenea al testo. Chiede inoltre un chiarimento sulla portata delle disposizioni riguardanti i lavoratori fragili, che sarebbero ampiamente insufficienti se si limitassero a prorogare il termine per la fruizione dei permessi ex legge n. 104 del 1992. Sarebbe opportuno altresì precisare se è prorogata la norma che doveva consentire agli enti locali di utilizzare per le proprie esigenze le risorse derivanti dalle sanzioni per la violazione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Non essendovi altre richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Il sottosegretario MALPEZZI precisa che sulla questione dei lavoratori fragili il Governo è in attesa di una relazione tecnica da parte dell'INPS. Eventualmente, si potrebbe inserire attraverso un'apposita proposta emendativa l'ampliamento delle tutele previste dal cosiddetto decreto agosto. Assicura che in tal senso l'orientamento del Governo è favorevole. Si riserva, inoltre, di fornire chiarimenti sul trasferimento nelle casse comunali degli introiti delle sanzioni comminate ai trasgressori delle misure per evitare la diffusione del virus. Il PRESIDENTE propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti per le ore 18 di domani, mercoledì 9 settembre. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. (1924) D-l 103/2020 - consutazioni 2020 in sicurezza DDL 1924 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103, recante modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020 (Esame e rinvio) La relatrice MANTOVANI ( M5S ) riferisce sul decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103, recante modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2020. Il provvedimento, composto da sei articoli, intende prevenire i rischi di contagio e garantire il pieno esercizio del diritto di voto anche agli elettori positivi al Covid-19, collocati in quarantena ospedaliera o domiciliare e a tutti coloro che si trovano in isolamento fiduciario. In particolare, l'articolo 1 prevede che, limitatamente alle consultazioni elettorali e referendarie del 2020, l'elettore provveda a inserire personalmente la scheda nell'urna, in deroga alla normativa vigente, che dispone invece la consegna della scheda al presidente di seggio per l'inserimento nell'urna. Per le elezioni suppletive di Camera e Senato (anche se non sono previste elezioni suppletive per la Camera) restano invece ferme: - la disposizione di cui all'articolo 31, comma 6, del testo unico delle leggi elettorali della Camera (decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957) che prevede che ogni scheda sia dotata di un apposito tagliando antifrode; - le ulteriori disposizioni di cui all'articolo 58, quarto comma, del medesimo testo unico, che prevedono la consegna della matita al presidente di seggio, la constatazione da parte del presidente della chiusura della scheda, la verifica dell'identità dell'elettore, il distacco da parte del presidente del tagliando antifrode e l'inserimento della scheda nell'urna. L'articolo 2 dispone in ordine alla costituzione di apposite sezioni elettorali negli ospedali in possesso di determinate caratteristiche che ospitino reparti Covid-19. In particolare, il comma 1, lettera a ), prevede che anche negli ospedali con un numero di posti-letto compresi tra 100 e 199 siano costituite le sezioni elettorali attualmente previste per gli ospedali con un numero di posti-letto superiore a 200, in ragione di una sezione per ogni 500 letti o frazione di 500. Alla lettera b ) si dispone che le sezioni elettorali istituite negli ospedali con reparti Covid-19 raccolgano anche i voti dei pazienti affetti da Covid-19 ricoverati nelle strutture sanitarie con meno di 100 posti-letto. Le medesime sezioni sono deputate a raccogliere anche i voti effettuati a domicilio ai sensi dell'articolo 3. La lettera c ) prevede che agli scrutatori di tali sezioni elettorali siano impartite dall'autorità sanitaria istruzioni sulle procedure di sicurezza sanitaria necessarie per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Il comma 2 disciplina il caso in cui non sia possibile costituire con le modalità ordinarie le sezioni elettorali presso le strutture sanitarie, per esempio in caso di rinuncia degli scrutatori e del presidente di seggio individuati con le modalità ordinarie, vale a dire attingendo alle liste predisposte da ciascun comune. In tale evenienza il sindaco può, previo consenso degli interessati, nominare personale delle unità speciali di continuità assistenziale regionale (USCAR) designato dalla competente azienda sanitaria locale, ovvero, in subordine, volontari della protezione civile residenti nel comune. Il comma 3 prevede che presso ogni sezione elettorale ospedaliera possano essere istituiti ulteriori seggi composti anch'essi da personale USCAR designato dalle ASL. La facoltà di attivare tali seggi è attribuito al Comune e la nomina del personale prevede il consenso degli interessati. I commi 4 e 5 dispongono in merito agli onorari e ai rimborsi riconosciuti ai componenti dei seggi e ai volontari della protezione civile, indicando le relative coperture finanziarie. L'articolo 3 disciplina l'esercizio del voto presso il proprio domicilio per gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19. In proposito, si precisa che tali elettori saranno comunque ammessi al voto presso il Comune di residenza. A tal fine, gli elettori interessati devono far pervenire al Comune di residenza, con modalità individuate dal medesimo Comune, tra il decimo e il quinto giorno antecedente quello della votazione la dichiarazione di voler effettuare il voto presso il proprio domicilio, indicandone l'indirizzo esatto e un certificato medico rilasciato dall'autorità medica designata dall'azienda sanitaria competente in data non anteriore al quattordicesimo giorno antecedente le elezioni. L'ufficiale elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali provvede quindi ad iscrivere l'elettore nella lista degli elettori ammessi al voto domiciliare e in quella della sezione elettorale ospedaliera territorialmente più prossima. Il sindaco del Comune nel quale siano ubicate le strutture sanitarie che ospitano pazienti da Covid-19 provvede al supporto tecnico necessario e comunica la sezione elettorale ospedaliera alla quale l'elettore ammesso al voto domiciliare risulta iscritto. Il voto domiciliare è raccolto nelle ore in cui è aperta la votazione e in modo da assicurare la libertà e la segretezza del voto, nel rispetto delle esigenze connesse alle condizioni di salute dell'elettore. Si precisa infine che tali disposizioni si applicano anche alle elezioni regionali. L'articolo 4, novellando l'articolo 1- bis , comma 3, del decreto-legge n. 26 del 2020, prevede che, in caso di coincidenza tra ballottaggio per le elezioni regionali e ballottaggio per le elezioni amministrative, il ballottaggio per le elezioni amministrative avvenga dopo quello per le elezioni regionali. L'articolo 5 reca la clausola di invarianza finanziaria dalla quale è escluso l'articolo 2, per il quale è prevista un'autonoma copertura finanziaria. L'articolo 6, infine, dispone in merito all'entrata in vigore del provvedimento. Il sottosegretario MALPEZZI annuncia che il Governo non intende insistere per la conversione del decreto-legge in titolo e che si riserva di intervenire per salvaguardare gli effetti delle norme contenute nel provvedimento. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) rileva che potrebbe esserci una difficoltà organizzativa nelle operazioni di voto per coloro che dovessero ammalarsi nei giorni immediatamente precedenti le elezioni, una volta scaduto il termine entro il quale l'elettore deve dichiarare di voler effettuare il voto presso il proprio domicilio. Il sottosegretario MALPEZZI si riserva di approfondire la questione. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) osserva che probabilmente occorrerà una circolare esplicativa. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) segnala che sarebbe opportuno modificare la norma secondo cui gli elettori in condizioni di quarantena devono presentare un certificato medico in data non anteriore al quattordicesimo giorno antecedente le elezioni, considerato che invece la finestra temporale entro la quale sono tenuti a comunicare la volontà di votare presso il proprio domicilio è tra il decimo e il quinto giorno antecedente quello della votazione. Inoltre, a suo avviso, il vincolo del voto presso il Comune di residenza sarebbe giustificato per le consultazioni elettorali ma non per il referendum. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA 1925 (D-L 104/20 - sostegno e rilancio economia) DDL 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia (Parere alla 5 a Commissione. Esame e rinvio) Il presidente PARRINI ( PD ), relatore, riferisce sul disegno di legge in titolo e propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo con osservazioni, pubblicato in allegato. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) osserva che, a suo avviso, il termine per il calcolo della perdita di gettito sofferta dalle autonomie speciali, di cui all'articolo 41, è in realtà implicito in quanto coincidente con il termine per l'approvazione del bilancio per l'anno 2021. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di rinviare la votazione sullo schema di parere, per consentire un approfondimento delle osservazioni proposte dal relatore. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) si associa alla richiesta del senatore Augussori. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Proposta di nomina di Presidente e componenti dell&#39;Autorità nazionale anticorruzione Doc 57 Proposta di nomina dell'avvocato Giuseppe Busia a Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) Doc 58 Proposta di nomina della dottoressa Laura Valli a componente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) Doc 59 Proposta di nomina del dottor Luca Forteleoni a componente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) Doc 60 Proposta di nomina dell'avvocato Paolo Giacomazzo a componente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) Doc 61 Proposta di nomina dell'avvocato Consuelo del Balzo a componente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Esame congiunto e rinvio) Il presidente PARRINI ( PD ), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimersi, ai sensi dell'articolo 139- bis del Regolamento, sulle separate proposte di nomina del Presidente e dei quattro componenti dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Secondo quanto disposto dall'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 150 del 2009, l'Autorità è organo collegiale composto dal presidente e da quattro componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all'amministrazione, con comprovate competenze in Italia e all'estero, sia nel settore pubblico che in quello privato, di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione. Il presidente e i componenti sono nominati, tenuto conto del principio delle pari opportunità di genere, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, previo parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti. Il presidente è nominato su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro dell'interno; i componenti sono nominati su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Il presidente e i componenti dell'Autorità non possono essere scelti tra persone che rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell'Autorità. I componenti sono nominati per un periodo di sei anni e non possono essere confermati nella carica. Per la carica di presidente viene proposto l'avvocato Giuseppe Busia, dal 2012 segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali. Nei ruoli del Garante dalla sua istituzione nel 1997, ha svolto anche le funzioni di segretario generale dell'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nonché di segretario della Conferenza Stato Regioni e della Conferenza Unificata. Quali componenti, il Governo propone: - Laura Valli, magistrato, da febbraio 2018 esperta presso l'Autorità nazionale anticorruzione nell'ambito di un progetto dell'Unione europea in materia di whistleblowing; dal 2002 al 2018, è stata senior investigator presso la Banca mondiale a Washington in materia di indagini su frode e corruzione nei progetti finanziati dalla Banca e su violazioni del codice di condotta da parte dei dipendenti. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di sostituto procuratore e giudice civile a Torino; - Luca Forteleoni, magistrato, pubblico ministero a Cagliari, componente togato del CSM dal 2014 al 2018 e in precedenza pubblico ministero presso le procure di Oristano, Cagliari e Nuoro; - Paolo Giacomazzo, avvocato penalista, iscritto all'albo dell'ordine di Padova, con esperienza particolare nell'ambito dei reati collegati all'attività di impresa; - Consuelo del Balzo, avvocato amministrativista, iscritto all'albo dell'ordine di Roma, con esperienza particolare nell'ambito dei contratti pubblici. Avverte che i curriculum dettagliati sono in distribuzione. Ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimersi entro il 22 di settembre. Fa presente, tuttavia, che il 12 settembre scadranno i 60 giorni di prorogatio dell'attuale composizione dell'Autorità. Ricorda altresì che alle ore 8,30 di domani, mercoledì 9 settembre, si terranno le audizioni dei candidati, congiuntamente con la Camera dei deputati. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,15. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1925 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che: - il decreto-legge si compone di 115 articoli e tre allegati; - profili di competenza della 1 a Commissione si rinvengono in numerosi articoli del decreto-legge, tra cui: · l'articolo 15, relativo al seguito della sentenza n. 152 del 2020 della Corte costituzionale in materia di trattamenti pensionistici degli invalidi civili totali; · l'articolo 25, recante disposizioni in materia di procedure concorsuali; · l'articolo 31, inerente il funzionamento dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali; · l'articolo 35, recante un'ulteriore proroga dell'operazione "Strade sicure"; · l'articolo 37, contenente disposizioni volte ad assicurare la funzionalità delle Forze di polizia, delle Prefetture e del Corpo di polizia penitenziaria; · l'articolo 39, riguardante l'incremento del Fondo per l'esercizio delle funzioni degli enti locali; · l'articolo 41, riguardante l'incremento del Fondo per l'esercizio delle funzioni delle regioni e delle province autonome; · l'articolo 43, in materia di contenzioso regionale; · l'articolo 53, in materia di sostegno agli enti in deficit strutturale; · l'articolo 54, riguardante gli equilibri di bilancio degli enti locali; · l'articolo 56, relativo al pagamento dei debiti di Campione d'Italia; · l'articolo 69, inerente le locazioni passive delle amministrazioni pubbliche; · l'articolo 80, comma 5, in materia di risorse in favore di cittadini che abbiano illustrato la Patria e che versino in stato di particolare necessità; · l'articolo 83, riguardante il rifinanziamento del Fondo servizio civile universale; · l'articolo 96, commi 3-6, recante interventi relativi ai contributi diretti a imprese editrici di quotidiani e periodici, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: - all'articolo 2, si invita a valutare, sotto il profilo della parità di trattamento, la diversa durata del periodo massimo di integrazione salariale degli sportivi professionisti prevista per alcune regioni; - all'articolo 41: · in considerazione delle novelle introdotte ai commi 1 e 2 dell'articolo 111 del decreto-legge n. 34 del 2020, si valuti l'opportunità di riformulare la rubrica dell'articolo nonché quella dell'articolo novellato, considerato che entrambe fanno ancora riferimento alla finalità iniziale di l'esercizio delle funzioni delle regioni e delle province autonome e non alla nuova finalità dell'intervento, ora rappresentata dal ristoro della perdita di gettito patita dalle regioni e dalle province autonome connessa all'emergenza epidemiologica; · con riferimento alla previsione che venga determinato da ciascuna autonomia speciale, nel 2022, l'importo delle effettive minori entrate delle spettanze quantificate per l'esercizio 2020, si valuti la possibilità di stabilire un termine preciso entro cui debba essere calcolato l'importo delle effettive minori entrate; · alla lettera c) , capoverso 2- quinquies , si invita a verificare la correttezza del riferimento a un decreto ministeriale 3 agosto 2020; · alla lettera c) , capoverso 2- novies , appare opportuno precisare con quale strumento normativo sarà disposto il riparto fra le regioni degli importi ivi previsti; - all'articolo 53: · al comma 2, alla luce della giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 129 del 2016), si valuti la maggiore idoneità dello strumento dell'accordo in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali, in luogo del mero parere, nell'ambito del procedimento di emanazione del decreto ministeriale volto a stabilire criteri e modalità di riparto del fondo a sostegno degli enti in deficit strutturale; · al comma 3, si invita a valutare l'opportunità di integrare la disciplina del fondo di rotazione con l'indicazione degli atti con i quali debbano essere definiti i criteri per il riparto delle risorse aggiuntive e si debba procedere alla loro erogazione; - all'articolo 55: · al comma 1, occorre prevedere quale organo sia competente a deliberare sulla richiesta di anticipazione di liquidità per le province e le città metropolitane, dal momento che la Giunta non figura più nel loro assetto organizzativo, a seguito della legge n. 56 del 2014; · al comma 4, sarebbe opportuno esplicitare anche le disposizioni che, in quanto non compatibili con l'articolo, non trovano più applicazione; - all'articolo 95, ai commi 25 e 27, occorre indicare il termine per l'adozione dei decreti ivi previsti.