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Dichiarazione di monumento nazionale di alcuni sacrari militari siti nella regione Veneto. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ha come scopo quello di dichiarare monumento nazionale: il Sacrario militare di Pian di Salesei e il Sacrario militare germanico al Passo Pordoi nel comune di Livinallongo del Col di Lana, il Sacrario militare di Pocol nel comune di Cortina d'Ampezzo, il Cimitero militare monumentale «Bodoni» nel comune di Santo Stefano di Cadore, la Chiesa di Mussoi nel comune di Belluno, il Sacrario germanico di Quero nel comune di Quero Vas, il Sacrario germanico di San Paolo e l'Ossario italiano e Cimitero austro-ungarico nel comune di Feltre. Tale riconoscimento serve a rendere noto e a diffondere, in Italia e nel mondo, il nobile sacrificio dei tanti soldati caduti per la patria contribuendo, altresì, in un momento di crisi di valori come quello che stiamo attraversando, a valorizzare lo spirito di unità nazionale e di fratellanza tra i popoli. Nel Sacrario militare di Pian di Salesei vi sono tumulati i resti di 704 caduti noti, tra i quali 19 austro-ungarici e 4705 caduti rimasti ignoti, tutti morti nella guerra 1915-18. Il Sacrario, progettato dall'architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni, è stato costruito nel 1938, sostituendo il passato cimitero di guerra ubicato nella stessa posizione, ai piedi del Col di Lana; gli fanno da coronamento i boschi e le imponenti pareti dolomitiche, in un panorama unico e suggestivo. Il Sacrario è un'opera diversa ed originale rispetto agli altri sacrari, infatti appare come una grande croce latina individuabile solamente se ci si trova in una posizione più alta rispetto al Sacrario. Su questa croce, sormontata dalla vecchia chiesetta alpina che già esisteva nel vecchio cimitero di guerra, sono disposti i loculi (accompagnati, come a Redipuglia, dalla scritta «Presente») su cui sono incisi, in ordine alfabetico, il nome e il grado di ciascun militare caduto noto. L'enorme croce bianca, posta su un basamento quadrato con la scritta «PRESENTE», raccoglie invece, in una grande tomba, i resti dei caduti di cui non si conosce l'identità. Su una serie di quattordici monoliti che accompagnano il visitatore dal viale di ingresso del Sacrario fino all'interno, sono riportate le località (Col di Lana, Monte Sief, Monte Settsass, Cappello di Napoleone, e così via) dove si sono combattute le battaglie nelle quali sono morti la maggior parte dei soldati che riposano all'interno del Sacrario. Il Sacrario militare di Pian di Salesei è un luogo che per la sua architettura e posizione invita moltissimo il visitatore alla riflessione ed alla preghiera per le tante giovani vite sacrificate per la Patria. Il Sacrario militare germanico al Passo Pordoi, inaugurato il 19 settembre 1959, custodisce i resti di oltre ottomila soldati tedeschi e austriaci della grande guerra e 849 caduti della seconda guerra mondiale, prevalentemente morti nelle battaglie combattute sulla zona del Col di Lana (i caduti italiani, riposano invece nel sacrario di Pian dei Salesei). La struttura del Sacrario richiama i caratteristici «Totenburg» tedeschi, ovvero le «Fortezze dei morti». Il sacrario è di forma circolare, articolato su tre piani, e riproduce una sorta di struttura difensiva militare. La particolarità di questo Sacrario è la presenza, allo stesso tempo, di soldati risalenti sia alla prima che alla seconda guerra mondiale. Il Sacrario nel suo insieme testimonia la memoria di tante vite stroncate dalla follia della guerra. Il Sacrario militare di Pocol sorge a quota 1.535 metri, in località Pocol a pochi chilometri da Cortina d'Ampezzo. Il Sacrario, terminato nel 1935 su progetto dell'ingegnere Giovanni Raimondi, è costituito principalmente da una massiccia torre quadrangolare in pietra, alta 48 metri che svetta su Pocol, ed è visibile da tutta la suggestiva Valle d'Ampezzo. Oltre a 37 caduti austro-ungarici (tutti noti), riposano 9.707 caduti italiani (di cui 4.455 rimasti ignoti). Nella cripta sottostante, al centro della torre, si trovano le tombe del generale Antonio Cantore morto nel 1915 sulle Tofane e del capitano Francesco Barbieri, del 7º Reggimento Alpini, caduto presso Costabella; entrambi decorati di Medaglia d'Oro al valor militare. Al piano superiore della torre riposano invece altri due eroici caduti, anch'essi decorati di Medaglia d'Oro al valor militare: il tenente Mario Fusetti, eroe caduto in Sass de Stria, e il capitano Riccardo Baiardi, caduto da eroe al comando della sua compagnia a Cima Sief. L'ingresso del Sacrario è caratterizzato da diversi busti in pietra che raffigurano alpini di guardia. Nel Sacrario è collocata anche una suggestiva chiesetta, costruita nel 1916, dagli alpini del 5º Gruppo quale cappella del cimitero di guerra che un tempo esisteva nello stesso luogo: la sua campana suona una volta all'anno, il 4 novembre, anniversario della fine della Grande guerra per l'Italia. Il Cimitero militare monumentale Bodoni di Santo Stefano di Cadore, uno dei più belli tra i cimiteri «di guerra» delle Dolomiti, è intitolato alla memoria del sottotenente del 92º Reggimento Fanteria Adriano Lobetti Bodoni, caduto sul Roteck il 4 agosto del 1915 ed insignito di medaglia d'argento al valor militare. Raccoglie le spoglie di 948 soldati tra cui l'alpino ignoto restituito, dopo 67 anni, dai ghiacci del Popera nell'estate del 1983 e tumulato il 13 agosto dello stesso anno, alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. La realizzazione del cimitero militare prende inizio nel giugno del 1919 con lo scopo di «raccogliere le numerose salme di militari caduti sul campo e sparse per la campagna, per darne degna sepoltura nei cimiteri vicini». La pietosa opera di ricerca e di raccolta delle salme fu effettuata da Don Angelo Arnoldo, in quegli anni parroco nella frazione di Costalissoio, sempre presente quale cappellano militare volontario tra i soldati al fronte e particolarmente amato dagli stessi, tanto che la sua presenza al fronte non solo era bene accetta ma addirittura incentivata dalle autorità militari. Nel 1921 il cimitero fu trasferito da «Baiarde» all'attuale località di «Colarè». Un luogo particolarmente significativo poiché vi scorre il torrente «Padola», meglio noto, nel primo tratto del suo corso, come Grenzbach (Rio di confine) e che segnava appunto il confine tra l'Italia e l'Austria di allora; dunque luogo delle più cruente battaglie del fronte del Comelico. Alla periferia di Belluno, nella località di Mussoi, nel 1936 venne costruita una chiesa dedicata ai caduti bellunesi della guerra 1915-1918. La chiesa è stata progettata dall'architetto bellunese Alpago Novello. La chiesetta è nota per il suo caratteristico portale in bronzo su cui sono riportati, in altorilievo, i nomi dei 411 caduti. I loro resti sono raccolti in due cappelle laterali. Un'ulteriore altorilievo in bronzo, posto nella cappella di sinistra, ricorda il sergente aviatore Arturo Dell'Oro: aviatore italiano, pilota da caccia dell'83ª squadriglia durante la prima guerra mondiale, il quale fu decorato con Medaglia d'oro al valor militare alla memoria per il coraggio dimostrato in combattimento. In un'altra cappella una targa rievoca le gesta dell'avvocato Jacopo Tasso: avvocato bellunese che contribuì alla difesa della Repubblica veneziana del 1849 inviando a Venezia volontari bellunesi e per questo fucilato dagli austriaci il 10 aprile 1849. Il Sacrario germanico di Quero è un mausoleo in cui riposano le spoglie di 3.232 soldati austroungarici e di 229 soldati appartenenti al Corpo alpino germanico ( Alpenkorp ), morti nelle battaglie sul Massiccio del Grappa tra il novembre del 1917 e l'ottobre del 1918; tra di essi, 2.596 caduti sono senza nome. Il Sacrario, i cui lavori iniziarono nel 1936 su progetto dell'ingegnere tedesco Robert Tischler, si erge in modo imponente e ben visibile da tutti i paesi della conca del Piave, sulla sommità del Col Maor, un piccolo rilievo delle Prealpi Bellunesi vicino al corso del Piave, dove si trovava un avamposto asburgico. Il punto più importante del mausoleo è la sala d'onore, in cui al centro è posto un pesante blocco di marmo di Svezia che sorregge due libri di metallo con incisi i nomi dei caduti. Sulle pareti, invece, si trovano dei preziosi mosaici raffiguranti dodici soldati afflitti per la perdita dei propri commilitoni, e la fratellanza tra gli uomini. Immerso in mezzo alla splendida natura che circonda la cittadina di Feltre è presente il Cimitero germanico di San Paolo, il quale ospita le salme di 273 Alpenkorps bavaresi, morti in questa zona durante le battaglie sul Monte Grappa. Questo spazio della memoria è nato nel 1939, poco dopo il vicino Mausoleo di Quero. Si tratta di una semplice area verde, recintata da un basso muro in mattoni, su cui sono state collocate in maniera ordinata, e senza distinzioni fra i caduti, 273 croci in porfido rosso. Per accedervi si oltrepassa una piccola cappella. Nel vano d'accesso al cimitero, si trova la lapide in cui sono stati trascritti i nomi di coloro che riposano nel cimitero. All'interno del cimitero civile di Feltre è collocato un altro luogo legato alla memoria della Grande Guerra, ovvero l'Ossario italiano e il Cimitero austro-ungarico. In questa area sono ospitati quasi 5.000 salme di giovani soldati, morti perlopiù nell'ultimo anno di guerra quando sul Massiccio del Grappa si verificarono alcune delle battaglie più cruente di tutto il conflitto. La cupola della chiesetta dell'Ossario è ben visibile ancora prima di entrare all'interno della recinzione del cimitero. Per raggiungerla è necessario attraversare il viale centrale fino al grande porticato che taglia in due il camposanto. Lungo il cammino è possibile ammirare il Monumento ai caduti di tutte le Guerre in cui, sopra una colonna, compare l'opera bronzea intitolata «La resurrezione dell'Eroe», ideata nel 1920 dallo scultore cadorino Annibale De Lotto. L'Ossario, costruito nel 1936, è composto da quattro pareti che formano una sorta di vestibolo all'aperto e su cui si trovano le lapidi dei 1.072 soldati italiani riconosciuti. Nella chiesetta interna invece ci sono i due loculi che racchiudono i resti dei 370 combattenti privi di generalità. Quest'ultimo luogo sacro è impreziosito da un dipinto murale di Romano Ocri. Alle spalle dell'Ossario si apre un grande spazio in cui sono state collocate le salme di 3.550 soldati austro-ungarici. Le croci sono 1.550 e riportano il nome del caduto ed il suo grado all'interno dell'esercito. Al centro del prato un monumento in marmo, formato da tre semplici blocchi, custodisce i resti dei 2.000 soldati privi di un nome. Va ricordato come tra queste tombe vi sia anche quella dell'asso dell'aviazione austro-ungarica Kurt Gruber, 4 volte medaglia d'oro al valor militare, abbattuto con il suo velivolo il 4 aprile 1918 a Primolano (VI), in Valsugana. Questi sono otto luoghi simbolo che testimoniano la memoria di tante vite stroncate dalla follia della guerra, rievocando le gesta eroiche di molti valorosi che hanno dato la vita per la loro Patria. Il riconoscimento a monumento nazionale di questi luoghi, dove riposano complessivamente le spoglie di quasi trentacinquemila persone, permette di valorizzare il nobile sacrificio di quei tanti soldati caduti per la libertà ed esaltare, in particolare nelle nuove generazioni, lo spirito di unità nazionale e la fratellanza nonché il rispetto tra i popoli.. 1 1 Il Sacrario militare di Pian di Salesei e il Sacrario militare germanico al Passo Pordoi nel comune di Livinallongo del Col di Lana, il Sacrario militare di Pocol nel comune di Cortina d'Ampezzo, il Cimitero militare monumentale Bodoni nel comune di Santo Stefano di Cadore, la Chiesetta di Mussoi nel comune di Belluno, il Sacrario germanico di Quero nel comune di Quero Vas, il Sacrario germanico di San Paolo, il Sacrario ossario militare italiano e il Cimitero austro-ungarico nel comune di Feltre, sono dichiarati monumento nazionale.