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PROTOCOLLO alla Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l'evasione e la frode fiscali. All'atto della firma della Convenzione, conclusa in data odierna tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposta sul reddito e sul patrimonio e per prevenire l'evasione e la frode fiscali, i sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione. 1. Resta inteso che le tasse applicate sull'ammontare globale dei salari e la tassa professionale previste nel paragrafo 3, b), (iv) e (v) dell'articolo 2 sono disciplinate dalle disposizioni relative agli utili delle imprese (articolo 7 oppure 8 seconda del caso) o relative ai redditi delle professioni indipendenti (articolo 14). Le tasse applicate sull'ammontare globale dei salari non si applicano ai salari delle persone menzionate al punto 10, alinea b del presente Protocollo. 2. Per quanto concerne il paragrafo 1, g), dell'articolo 3, l'espressione "traffico internazionale" designa altresì qualsiasi attività di trasporto effettuato a mezzo di contenitori se detto trasporto costituisce soltanto il complemento di un trasporto effettuato in traffico internazionale. 3. Per quanto concerne l'articolo 6 i redditi derivanti da azioni, da quote o da partecipazioni in una società o in una persona giuridica che possiede beni immobili situati in uno Stato, i quali, secondo la legislazione di tale Stato, sono sottoposti allo stesso regime fiscale dei redditi di beni immobili, sono imponibili in detto Stato. 4. Articolo 7: a) Per quanto concerne i paragrafi 1 e 2, se un'impresa di uno Stato vende merci o esercita attività nell'altro Stato per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, gli utili di tale stabile organizzazione non sono calcolati sulla base dell'ammontare globale ricevuto dall'imprese, bensì soltanto sulla base della remunerazione attribuibile all'effettiva attività della stabile organizzazione per tali vendite o detta attività. Nel caso di contratti, in particolare di contratti di studio, di forniture, di installazione o di costruzione, di attrezzature di stabilimenti industriali, commerciali o scientifici, o di opere pubbliche, se l'impresa ha una stabile organizzazione, gli utili di tale stabile organizzazione non sono determinati sulla base dell'ammontare globale del contratto ma soltanto sulla base della parte del contratto che è stata effettivamente eseguita dalla stabile organizzazione nello Stato in cui essa è situata. Gli utili relativi alla parte del contratto che è stata eseguita nello Stato in cui è situata la sede di direzione effettiva, sono imponibili soltanto in detto Stato. b) Per quanto concerne il paragrafo 3, per "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse con l'attività di detta stabile organizzazione. c) Se la legislazione di uno Stato autorizza le società residenti di detto Stato a determinare i loro utili imponibili mediante conti consolidati che includono in particolare i risultati di filiali residenti dell'altro Stato, le disposizioni della presente Convenzione, ed in particolare del suo articolo 7, non sono di ostacolo all'applicazione di detta legislazione. 5. Per quanto concerne l'articolo 9, resta inteso che se uno Stato include negli utili di un'impresa di detto Stato - e li tassa in conseguenza - utili che sarebbero stati realizzati da dette imprese se le condizioni convenute con l'impresa dell'altro Stato fossero state quelle che avrebbero convenuto delle imprese indipendenti, l'altro Stato procede ad un adeguato aggiustamento dell'ammontare dell'imposta che è stata prelevata su tali utili, se detto altro Stato ritiene che il citato aggiustamento è giustificato. Ai fini della determinazione dell'aggiustamento, le autorità competenti degli Stati devono consultarsi a tener conto delle altre disposizioni della presente Convenzione 6. Per quanto concerne l'articolo 11, resta inteso che: a) il paragrafo 1 si applica a tutti gli interessi provenienti da uno Stato ed il cui beneficiario effettivo è un residente dell'altro Stato, anche se tali interessi non hanno formato oggetto di un pagamento effettivo; b) gli interessi menzionati nel paragrafo 1 e pagati in relazione a prestiti di qualsiasi natura effettuati da istituti bancari ed altri istituti bancari sono esenti da imposta nello Stato da cui essi provengono nei limiti in cui essi erano esenti da imposta in questo Stato in virtù della legislazione interna di tale Stato in vigore alla data della firma della presente Convenzione. Se intervengono modifiche nella legislazione interna prima menzionata, le autorità competenti avviano negoziati nel più breve tempo possibile allo scopo di tener conto di dette modifiche. 7. Per quanto concerne il paragrafo 4 dell'articolo 12, i compensi corrisposti per servizi tecnici, compresi le analisi o gli studi di natura scientifica, geologica o tecnica, per lavori d'ingegneria, compresi i relativi progetti, o per servizi di consultazione o di sorveglianza, sono considerati utili di impresa cui si applicano le disposizioni dell'articolo 7 o, a seconda del caso, redditi di una professione indipendente cui si applicano le disposizioni dell'articolo 14. 8. a) Per quanto concerne l'articolo 13, gli utili derivanti dall'alienazione di azioni, quote o partecipazioni in una società o in una persona giuridica che possiede beni immobili situati in uno Stato, i quali, secondo la legislazione di tale Stato, sono sottoposti allo stesso re- gime fiscale degli utili derivanti dall'alienazione di beni immobili, sono imponibili in detto Stato. Ai fini dell'applicazione della presente disposizione, non sono presi in considerazione i beni immobili che sono utilizzati da detta società o persona giuridica nell'esercizio della propria attività, industriale, commerciale, agricola ovvero nell'esercizio di una attività non commerciale. b) Nonostante le disposizioni del paragrafo 4 dell'articolo 13, gli utili derivanti dall'alienazione di azioni o di quote di- verse da quelle considerate alla lettera a) e facenti parte di una partecipazione importante nel capitale di una società residente di uno Stato, sono imponibili in detto Stato, secondo le disposizioni della sua legislazione interna. Si considera che esista una partecipazione importante se il cedente, da solo o con persone associate o collegate, dispone direttamente o indirettamente di azioni o di quote che danno complessivamente diritto ad almeno il 25% degli utili della società. 9. Per quanto concerne il paragrafo 4 dell'articolo 15, per zone frontaliere si intendono, per l'Italia, le Regioni, e per la Francia, i Dipartimenti, confinanti con la frontiera. 10. Per quanto concerne l'Articolo 19, resta inteso che: a) le autorità competenti degli Stati possono, di comune accordo, applicare le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 di detto articolo ai dipendenti di organismi a carattere pubblico; b) i paragrafi 1 e 2 si applicano anche alle remunerazioni ed alle pensioni corrisposte alle persone che esercitano le loro attività presso le istituzioni culturali e gli istituti di insegnamento previsti dalla Convenzione culturale tra il Governo della Repubblica francese ed il Governo della Repubblica italiana firmata a Parigi il 4 novembre 1949 e completata dallo scambio di lettere del 9 novembre e del 6 dicembre 1954 e del 17 maggio 1965. Nonostante quanto previsto dall'articolo 31, la presente disposizione si applica alle remunerazioni ed alle pensioni per le quali il termine di prescrizione fissato dalla legislazione interna di ciascuno degli Stati scade dopo il 31 dicembre 1987. 11. Per quanto concerne l'articolo 23: a) il patrimonio costituito da azioni o quote in una società o in un'altra persona giuridica il cui attivo è principalmente costituito da beni immobili o da diritti afferenti detti beni è imponibile nello Stato in cui tali beni sono situati. Per l'applicazione di questa disposizione, non sono presi in considerazione i beni immobili destinati da detta società o da detta persona giuridica al proprio esercizio industriale, commerciale, agricolo o all'esercizio di una professione indipendente. b) In deroga ad ogni disposizione dell'articolo 23, per l'imposizione a titolo dell'imposta francese di solidarietà sul patrimonio di una persona fisica che è un residente della Francia e ha la nazionalità italiana senza avere la nazionalità francese, i beni situati al di fuori della Francia che essa possiede al 1° gennaio di ciascuno dei cinque anni seguenti quello in cui essa diviene un residente della Francia non sono inclusi nella base imponibile afferente ciascuno dei detti cinque anni. Se tale persona fisica perde la qualità di residente della Francia per una durata pari ad almeno tre anni e successivamente diviene nuovamente residente della Francia, i beni situati al di fuori della Francia che detta persona possiede al 1° gennaio di ciascuno dei cinque anni seguenti quello in cui essa diviene nuovamente un residente della Francia, non sono inclusi nella base imponibile afferente ciascuno dei detti cinque anni. c) Resta inteso che se la Repubblica Italiana istituisse una imposta sul patrimonio le autorità competenti dei due Stati si consulteranno per apportare, se del caso, le modifiche necessarie alla presente Convenzione. 12. Per quanto concerne l'Articolo 25 il contenuto del paragrafo 3 non può essere interpretato nel senso di impedire alla Francia di applicare le disposizioni dell'articolo 212 del codice generale delle imposte per quanto concerne gli interessi pagati da una società francese ad una società madre straniera. 13. Per quanto concerne l'articolo 29 nonostante le disposizioni dell'articolo 4, una persona fisica, che è membro di una missione diplomatica, di un ufficio consolare o di una delegazione permanente di uno Stato, che siano rimaste nell'altro Stato o in uno Stato terzo, è considerata, ai fini della presente Convenzione, residente dello Stato accreditante, a condizione: a) che, conformemente al diritto internazionale, essa non sia assoggettata ad imposta nello Stato accreditatario per i redditi di fonti situate fuori di detto Stato o per gli elementi di patrimonio situati fuori di detto Stato e b) che essa sia assoggettata nello Stato accreditante agli stessi obblighi, in materia di imposte sull'insieme del suo reddito mondiale o del suo patrimonio mondiale, cui soggiacciono i residenti di detto Stato. 14. a) Le autorità competenti regoleranno, quando se ne presenti la necessità, le modalità di applicazione della Convenzione. b) Per quanto riguarda le formalità che devono osservare i residenti di uno Stato per ottenere, nell'altro Stato, le riduzioni e le esenzioni di imposte e altri benefici previste dalla Convenzione, resta inteso che: (i) Le imposte riscosse in uno Stato mediante ritenuta alla fonte saranno rimborsate a richiesta dell'interessato o dello Stato del quale egli è residente quando il diritto di riscuotere tali imposte è limitato o soppresso dalle disposizioni della Convenzione. Le domande di rimborso, da presentarsi nei termini stabiliti dalla legislazione dello Stato tenuto ad effettuare il rimborso stesso, devono essere corredate di un attestato ufficiale dello Stato del quale il contribuente è residente certificante che sono soddisfatte le condizioni richieste per aver diritto alla applicazione delle esenzioni o delle riduzioni previste dalla Convenzione. (ii) Le Banche e gli istituti finanziari situati in Francia, intestatari (depositaires) o che gestiscono azioni emesse da società residenti in Italia ed appartenenti a persone residenti in Francia, possono, agendo per conto di dette persone, chiedere, direttamente l'applicazione delle disposizioni dei paragrafi da 2 a 6 dell'articolo 10. La domanda deve contenere, a cura della società emittente, tutte le indicazioni utili per permettere di individuare agli effettivi proprietari delle azioni e per determinare l'ammontare dei dividendi percepiti da ciascuno di loro. All'atto della presentazione della domanda, le banche e gli istituti finanziari devono attestare che gli effettivi proprietari delle azioni sono persone residenti della Francia. La domanda dovrà essere sottoposta al visto dell'Amministrazione fiscale francese. Le autorità competenti degli Stati fisseranno di comune accordo le modalità pratiche di applicazione della presente lettera. (iii) Le Banche e gli istituti finanziari situati in uno degli Stati, intestatari (depositaires) o che gestiscono obbligazioni negoziabili emesse da società o enti residenti dell'altro Stato ed appartenenti a persone residenti del primo Stato, possono, agendo per conto di dette persone, chiedere direttamente l'applicazione delle disposizioni dei paragrafi da 2 a 4 dell'articolo 11. La domanda deve contenere, a cura della società o dell'ente emittente, tutte le indicazioni utili per permettere di individuare gli effettivi proprietari dei titoli e per determinare l'ammontare degli interessi percepiti da ciascuno di loro. All'atto della presentazione di detta domanda, le banche e gli istituti finanziari devono attestare che gli effettivi proprietari dei titoli sono persone residenti dello Stato dove essi si trovano. La domanda dovrà essere sottoposta al visto dell'Amministrazione fiscale di detto Stato. Le autorità competenti degli Stati fisseranno di comune accordo le modalità pratiche di applicazione della presente lettera. c) Le disposizioni della lettera b) non escludono l'interpretazione secondo la quale le autorità competenti dei due Stati possono stabilire di comune accordo procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni d'imposta alle quali dà diritto la Convenzione. 15. Nei casi in cui, conformemente alle disposizioni della presente Convenzione, un reddito deve essere esentato da parte di uno dei due Stati, l'esenzione viene accordata se e nei limiti in cui detto reddito è imponibile nell'altro Stato. 16. I contributi pagati da o a favore di una persona fisica che è residente di uno Stato o che ivi soggiorna temporaneamente, ad un istituto di pensioni riconosciuto dalle autorità competenti dell'altro Stato di cui detta persona era in precedenza residente sono trattati sotto il profilo fiscale nel primo Stato nello stesso modo dei contributi pagati ad un istituto di pensioni riconosciuto dalle autorità competenti di questo Stato, se esse accettano il riconoscimento ottenuto nell'altro Stato da tale istituto di pensioni. 17. Se alcune clausole della presente Convenzione diventano incompatibili con alcune disposizioni emesse dalle istituzioni delle Comunità Europee, i due Stati possono, a seguito di consultazioni tra le loro autorità competenti, fissare di comune accordo, per via diplomatica, le modalità e condizioni in cui dette clausole cesseranno di applicarsi. In fede di che, i sottoscritti hanno firmato il presente Protocollo. Fatto a Venezia, il 5 ottobre 1989, in duplice esemplare, l'uno in lingua italiana e l'altro in lingua francese, i due testi facenti egualmente fede. Per il Governo della Per il Governo della Repubblica italiana Repubblica francese Parte di provvedimento in formato grafico