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Referendum - Referendum confermativo di legge costituzionale indetto per il 4 dicembre 2016 - Dichiarazione di legittimità del quesito e recepimento della sua formulazione nel decreto di indizione - Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal CODACONS e da un cittadino elettore nei confronti della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri dell'interno e della giustizia nonché dei delegati dei parlamentari richiedenti il referendum - Denunciata formulazione del quesito in termini lesivi delle prerogative del corpo elettorale connesse alla libertà di voto - Difetto in capo ai ricorrenti della qualità di potere dello Stato - Carenza del requisito soggettivo - Inammissibilità del conflitto.. È dichiarato inammissibile - per carenza dei requisiti soggettivi previsti dall'art. 37, primo comma, della legge n. 87 del 1953 - il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal CODACONS e dall'avv. Giuseppe Ursini, in proprio, nei confronti della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri dell'interno e della giustizia, nonché dei delegati (ai sensi dell'art. 6 della legge n. 352 del 1970) dei parlamentari richiedenti il referendum, in relazione alle ordinanze 6 maggio e 8 agosto 2016 dell'Ufficio centrale per il referendum e al d.P.R. 27 settembre 2016, con i quali è stato dichiarato legittimo il quesito referendario e indetto per il 4 dicembre 2016 referendum confermativo di legge costituzionale, in asserita lesione delle prerogative del cittadino-elettore connesse alla libertà di voto sancita dall'art 3 del Primo protocollo addizionale alla CEDU. Nessuno dei due ricorrenti può qualificarsi come potere dello Stato ai sensi dell'art. 134 Cost. La qualità di cittadino elettore della persona fisica che agisce in proprio non comporta che essa sia investita di una funzione costituzionalmente rilevante tale da legittimarla a sollevare conflitto di attribuzione. L'associazione CODACONS non è titolare di funzioni costituzionalmente rilevanti, bensì delle situazioni soggettive che spettano alle organizzazioni proprie della società civile . Soggetti o organi diversi dallo Stato apparato possono essere parti di un conflitto tra poteri, ai sensi dell'art. 134 Cost. e dell'art. 37 della legge n. 87 del 1953, solo se titolari di una funzione pubblica costituzionalmente rilevante e garantita. ( Precedente citato: ordinanza n. 17 del 1978 ). Il cittadino elettore non è investito di una funzione costituzionalmente rilevante tale da legittimarlo a sollevare conflitto di attribuzione tra poteri. ( Precedente citato: ordinanza n. 284 del 2008 ) . I partiti politici, in quanto organizzazioni proprie della società civile, non sono legittimati a sollevare conflitto di attribuzione tra poteri. ( Precedente citato: ordinanza n. 120 del 2009 ).