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Interventi per la tutela del consumatore in campo finanziario. Onorevoli Senatori. -- Tra gli effetti della crisi finanziaria che sta interessando le economie del mondo si evidenzia una questione che interessa l'equilibrio del rapporto tra domanda ed offerta di risparmio: la conoscenza dei risparmiatori delle problematiche connesse ai prodotti finanziari presenti sul mercato. Il fil rouge che lega situazioni differenti e diversi contesti economico-sociali è costituito dalla carente, se non addirittura inadeguata, conoscenza di una sempre più variegata e complessa strumentazione finanziaria, riferita non solo alla gestione del risparmio. Non sempre, infatti, vengono comprese adeguatamente le differenze, a volte profonde, tra gli strumenti e le loro peculiari modalità operative. Così come scarsa è la consapevolezza circa le componenti di rischio presenti nelle diverse tipologie di offerta e le loro possibili conseguenze. In Italia -- dove la scarsa consapevolezza o l'imperizia hanno colpito non solo i cittadini risparmiatori -- alcune indagini mostrano come siano ancora confusi, ad esempio, carte di credito e di debito. Una situazione complessivamente ancora lontana da quella auspicabile. Pertanto, appare indispensabile intervenire per innalzare il livello di consapevolezza e di educazione finanziaria presente nel nostro Paese, fornendo una migliore informazione ai cittadini risparmiatori sugli strumenti a disposizione, ma ancor più sugli elementi di rischio e di opportunità, vantaggi e svantaggi, che ciascuno di essi presenta. Ciò al fine di rendere più consapevole il cittadino dei costi e benefici associati alle sue scelte di investimento o finanziamento. Tale finalità può essere raggiunta attraverso iniziative di sensibilizzazione e programmi appositamente realizzati da soggetti ed organismi qualificati. Una strumentazione flessibile che non deve gravare sulla finanza pubblica, ma che necessita di un soggetto di riferimento istituzionale e super partes , che coordini l'intero sistema e superi gli interventi strutturati fino ad oggi da soggetti privati che, pur lodevoli nelle intenzioni, si sono caratterizzati per inadeguatezza ed autoreferenzialità.. 1 (Principi e finalità) 1 La presente legge riconosce l'educazione finanziaria come strumento di tutela del consumatore, volto ad accrescere le conoscenze per l'utilizzo consapevole degli strumenti e dei servizi finanziari offerti dal mercato. 2 La presente legge è finalizzata a promuovere progetti e azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione in materia di educazione finanziaria, di carattere nazionale, rivolti a tutti i cittadini senza distinzioni, realizzati da organismi qualificati e accreditati presso il Comitato di cui all'articolo 2. 3 Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha facoltà di inserire l'educazione finanziaria tra le attività didattiche della scuola primaria e secondaria, in linea con le raccomandazioni delle istituzioni europee. 2 (Attuazione) 1 Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, adotta un decreto per l'istituzione e il funzionamento di un Comitato, composto da un rappresentante dei suddetti Ministeri, uno delle associazioni dei consumatori, uno del mondo accademico, uno del sistema bancario e da un esperto finanziario accreditato presso la Commissione dell'Unione europea o il Parlamento europeo. 2 Al Comitato di cui al comma 1 sono attribuiti i seguenti compiti: a emanazione delle linee guida per il coordinamento e la realizzazione di tutte le iniziative in materia; b valutazione e verifica dell'efficacia dei progetti nazionali di cui all'articolo 1, comma 2; c relazione annuale al Parlamento; d sostegno alla collaborazione fra i diversi soggetti, pubblici e privati, al fine di indirizzare le azioni da porre in atto e agevolarne la realizzazione; e programmazione, promozione e incentivazione delle iniziative di sensibilizzazione, affinché la collettività abbia accesso a informazioni chiare e trasparenti e a servizi di consulenza in materia di educazione finanziaria. 3 (Attività del Comitato) 1 Ai fini di cui alla presente legge, il Comitato di cui all'articolo 2 definisce apposite convenzioni con i soggetti pubblici e privati che presentano progetti di educazione finanziaria ritenuti idonei secondo linee guida definite dal Comitato stesso. Tali soggetti si impegnano a garantire un adeguato apporto di risorse per lo svolgimento dei progetti presentati. 2 Il Comitato definisce altresì apposite convezioni con i soggetti che vogliano contribuire in qualità di sostenitori volontari, con apporti di natura economica o altre risorse, ai progetti di cui al comma 1.