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Istruzione - Finanziamento degli studi universitari in favore di studenti capaci e meritevoli - Prestito fiduciario - Fondo di garanzia per gli istituti mutuanti - Gestione del fondo - Riserva di ogni potere decisionale ad organi dello stato o ad enti ad esso riferibili ( sviluppo italia s.p.a.) - Ricorsi delle regioni toscana e emilia-romagna - Lesione del riparto di competenze in materia di competenza regionale concorrente (istruzione) - Illegittimità costituzionale - Necessità di diversa disciplina.. E’ costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, l’art. 4, comma 101, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che affida la gestione del fondo istituito al fine di garantire il rimborso dei c.d. prestiti fiduciari – nuovo istituto definito nei commi 99, 100 e 102 del medesimo art. 4 - a Sviluppo Italia S.p.a., interamente partecipata dallo Stato, assegnando alle Regioni un ruolo meramente consultivo. Posto, infatti, che le modalità di utilizzo del fondo di garanzia – e, di riflesso, delle risorse messe a disposizione dal sistema bancario – attingono la materia della istruzione, di competenza concorrente, ai sensi dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, comportando scelte discrezionali relativamente ai criteri di individuazione degli studenti capaci e meritevoli e, quindi, alle stesse possibilità di accesso al prestito, costituente strumento di sostegno allo studio, tale aspetto della disciplina non può, dunque, non comportare un diretto coinvolgimento delle Regioni, in quanto appunto titolari di potestà legislativa nella specifica materia. Ne consegue la declaratoria di illegittimità costituzionale della suddetta norma, che dovrà essere perciò sostituita da una diversa disciplina, rispettosa delle competenze regionali.