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Art. 23 Norme abrogate Sono abrogati: - l'articolo 50, comma 1, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sostituito dall'articolo 11, comma 7, del presente regolamento; - l'articolo 50, comma 2, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440; - l'articolo 52 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440; - l'articolo 56, commi 1 e 2, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sostituiti dall'articolo 9, commi 1, 2 e 3, del presente regolamento, fermo restando che: a) per i pagamenti in conto dipendenti da contratti di fornitura o lavoro, devono farsi aperture di credito distintamente per ogni contratto; b) il rendiconto per le aperture di credito relative ai contratti di fornitura o lavoro è reso al termine della fornitura o del lavoro ed è unito agli atti per l'emissione dell'assegno di saldo; c) il rendiconto di cui alla lettera b) è reso in ogni caso a termine dell'esercizio, se il pagamento del saldo non sia disposto nell'esercizio stesso; d) alla somministrazione di fondi agli enti militari per gli assegni fissi e le indennità degli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa, per le spese di mantenimento della truppa e per le altre spese di funzionamento dei corpi, istituti e stabilimenti dell'esercito, della marina e dell'aeronautica si provvede a norma dell'articolo 9 del presente regolamento, ovvero ai sensi dell'articolo 326, comma 1, del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827; - l'articolo 59, comma 1, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sostituito dall'art. 9, comma 6, del presente regolamento; - l'articolo 60, commi 3 e 5, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440; - l'articolo 67-bis, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sostituito dall'articolo 13 del presente regolamento; - gli articoli 271, 281, 283 e 284 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827; - l'articolo 285 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sostituito dall'articolo 9, comma 6, del presente regolamento; - l'articolo 289, comma 1, del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sostituito dall'articolo 11 del presente regolamento; - l'articolo 325, comma 1, regio decreto 23 maggio 1924, n. 827; - l'articolo 333, ultimo comma, lettera a), del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sostituito dall'articolo 9, comma 4, del presente regolamento; - gli articoli 576, 577, 579, 581, 582, 604, 605, 607 e 608 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sostituiti dai corrispondenti articoli contenuti nell'articolo 18 del presente regolamento; - gli articoli 1 e 2 della legge 3 marzo 1951, n. 193, sostituiti dall'articolo 21 del presente regolamento, cui va riferito, pertanto, il rinvio contenuto nell'articolo 3 della stessa legge; - le norme, corrispondenti a quelle abrogate dal presente articolo, contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n. 696. Note all'art. 23: - Il testo dell'articolo 50, commi 1 e 2, del regio decreto n. 2440/23, citato, è il seguente: "Art. 50. - Tutti gli atti con i quali si approvano contratti e si autorizzano spese e in generale tutti quelli dai quali derivi l'obbligo di pagare somme a carico del bilancio dello Stato debbono essere comunicati dagli uffici amministrativi alla rispettiva ragioneria centrale per la registrazione dell'impegno. Prima di eseguire la registrazione la ragioneria verifica la legalità della spesa e la regolarità della documentazione e accerta la giusta imputazione della spesa al bilancio nonché l'esistenza del fondo disponibile sul relativo capitolo". - Il testo dell'articolo 52 del regio decreto n. 2440/23, citato, così come sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, è il seguente: "Art. 52. - Il Ministro può delegare la facoltà di assumere impegni sul bilancio dello Stato a funzionari dipendenti, ed eventualmente di altre amministrazioni, nei limiti e con le modalità stabilite con proprio decreto di concerto con il Ministro per il tesoro". - Il testo dell'articolo 56, commi 1 e 2, del regio decreto n. 2440/23, citato, è il seguente: "Art. 56. - Possono essere autorizzate, presso l'Istituto incaricato del servizio di tesoreria, nel caso in cui l'adozione di altra forma di pagamento sia incompatibile con la necessità dei servizi, aperture di credito a favore di funzionari delegati, per il pagamento delle seguenti spese, sia in conto della competenza dell'esercizio che in conto residui: 1) spese da farsi in economia; 2) spese fisse ed indennità, quando non siano prestabilite in somma certa, nonché indennità di missione e di trasferimento e compensi per lavoro straordinario per il personale che presta servizio presso gli uffici periferici; 3) retribuzioni al personale dell'Amministrazione delle poste, dei telegrafi e dei telefoni; 4) spese da farsi in occorrenze straordinarie, per le quali sia indispensabile il pagamento immediato; 5) spese di qualsiasi natura per le quali leggi e regolamenti consentano il pagamento a mezzo di funzionari delegati; 6) spese di riscossione delle entrate indicate in apposito elenco per capitoli, da unirsi alla legge di approvazione dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro; 7) assegni fissi e indennità degli ufficiali, sottufficiali ed uomini di truppa, spese di mantenimento della truppa e dei quadrupedi e per servizi di rimonta e acquisto dei cavalli stalloni ed altre spese di funzionamento dei Corpi, istituti e stabilimenti dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica; 8) paghe ed assegni ai Corpi organizzati militarmente al servizio dello Stato; 9) somme da pagarsi all'estero e per fornire i fondi alle legazioni, consolati e missioni all'estero, nonché alle navi viaggianti fuori dello Stato; 10) pagamenti in conto, dipendenti da contratti con associazioni cooperative di produzione e lavoro o consorzi di cooperative, ovvero da altri contratti di forniture e lavori per i quali l'amministrazione giudichi opportuna tale forma di pagamento; 11) pagamenti relativi alla devoluzione ed alla restituzione di tributi, nonché alla restituzione di somme indebitamente percette. Per le spese indicate dai precedenti numeri da 1) a 5) le aperture di credito per ciascun capitolo di spesa non possono superare, singolarmente, il limite di lire 900 milioni, salvo maggiori limiti stabiliti da particolari disposizioni di legge o di regolamento. Per le spese di cui al n. 10) devono farsi aperture di credito distintamente per ogni contratto di fornitura o lavoro". - L'articolo 326, comma 1, del regio decreto n. 827/24, citato, nel testo modificato dalla legge 2 marzo 1963, n. 386, è il seguente: "La somministrazione di fondi agli enti militari (Corpi, istituti e stabilimenti) per le spese di cui all'art. 56, n. 7), della legge, e per le altre previste dai regolamenti speciali, quando non vi si provveda nel modo indicato all'art. 325, si effettua mediante aperture di credito a favore dei consigli di amministrazione degli uffici di contabilità e di revisione presso i comandi di Corpo d'armata, di cui al regio decreto 19 luglio 1923, n. 1857". - L'articolo 59 del regio decreto n. 2440/23, nel testo sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, è il seguente: "Art. 59. - È in facoltà dell'amministrazione di disporre, sullo stesso capitolo, più aperture di credito a favore di un funzionario delegato, purché l'importo costituito dalla differenza tra i fondi accreditati al medesimo e gli ordinativi e buoni trasmessi alla tesoreria, non superi per detto capitolo il limite stabilito dal precedente art. 56". - Il testo dell'articolo 60, commi 3 e 5, del regio decreto n. 2440/23, citato, è il seguente: (Comma 3). "I rendiconti sono trasmessi alla ragioneria centrale, la quale, eseguiti i riscontri contabili ed eseguite le occorrenti registrazioni nelle proprie scritture, ne cura l'invio alla Corte dei conti per la revisione definitiva". (Comma 5). "Il rendiconto per le aperture di credito di cui al n. 8, dell'art. 56 è reso al termine della fornitura o del lavoro ed è unito agli atti per la emissione dell'assegno di saldo. È però reso in ogni caso al termine dell'esercizio, se il pagamento del saldo non sia disposto nell'esercizio stesso". - L'articolo 67-bis, del regio decreto n. 2440/23, citato, aggiunto dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, è il seguente: "Art. 67-bis. - In deroga al disposto del secondo comma del precedente articolo, i titoli di spesa emessi a favore di persone giuridiche pubbliche e di persone giuridiche private, di cui agli articoli 11 e 12 del codice civile nonché di enti, associazioni ed istituzioni non riconosciuti giuridicamente - sottoposti o non a vigilanza e tutela governativa - sono estinti, senza presentazione, qualora prescritta, della bolletta di riscossione, mediante accreditamento in conto corrente postale intestato ai medesimi. L'accreditamento al conto corrente postale deve essere eseguito non oltre il quinto giorno dalla data di ricezione del titolo di spesa da parte della tesoreria, qualora non ostino ragioni di compensazione con crediti dello Stato". - Il testo degli articoli 271, 281, 283 e 284 del regio decreto n. 827/24, citato, è il seguente: "Art. 271. - Nei limiti dei fondi rispettivamente assegnati in bilancio, i ministri impegnano ed ordinano le spese. Essi possono delegare la facoltà di assumere impegni sul bilancio dello Stato a funzionari dipendenti ed eventualmente anche di altre amministrazioni nei limiti e con le modalità stabilite dai regolamenti di ciascuna amministrazione, da emanarsi d'intesa col Ministro per il tesoro. Tali deleghe devono risultare da decreto ministeriale da registrarsi alla Corte dei conti". "Art. 281. - I titoli di spesa emessi dagli uffici amministrativi centrali sono firmati dai ministri competenti o dai funzionari da essi delegati che sottoscrivono pel ministro. La delegazione deve risultare da decreto del ministro sottoposto al visto ed alla registrazione della Corte dei conti, ferma l'osservanza del disposto dell'art. 271 del presente regolamento quando si tratti di titoli di spesa che costituiscono atti di impegno". "Art. 283. - Possono essere autorizzate, presso l'istituto incaricato del servizio di tesoreria, aperture di credito a favore di funzionari delegati per il pagamento delle seguenti spese, sia in conto della competenza dell'esercizio sia in conto residui: 1) spese di riscossione delle entrate indicate in apposito elenco per capitoli, da unirsi alla legge di approvazione dello stato di previsione della spesa del Ministero delle finanze; 2) spese da farsi ad economia; 3) spese fisse ed indennità, quando non siano prestabilite in somma certa; 4) assegni fissi e indennità degli ufficiali, sottufficiali ed uomini di truppa, spese di mantenimento della truppa e dei quadrupedi e altre spese per il funzionamento dei Corpi istituiti e stabilimenti dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, servizi di rimonta e acquisto di cavalli stalloni; 5) paghe ed assegni ai Corpi organizzati militarmente a servizio dello Stato; 6) retribuzioni al personale dell'Amministrazione delle poste, dei telegrafi e dei telefoni; 7) somme da pagarsi all'estero e per fornire i fondi alle legazioni, consolati e missioni all'estero, nonché alle navi viaggianti fuori dello Stato; 8) pagamenti in conto, dipendenti da contratti con associazioni cooperative di produzione e lavoro o consorzi di cooperative, ovvero da alti contratti di forniture e lavori pei quali l'amministrazione giudichi opportuna tale forma di pagamento; 9) spese da farsi in occorrenze straordinarie per le quali sia indispensabile il pagamento immediato; 10) ogni altra spesa per la quale leggi e regolamenti consentano il pagamento a mezzo di funzionari delegati". "Art. 284. - Per le spese indicate ai numeri 2), 3), 6) e 9) del precedente art. 283, l'apertura di credito può farsi solo in quanto l'emissione degli assegni a favore dei creditori, da parte dell'amministrazione centrale, risulti incompatibile con le necessità dei servizi. Siffatta incompatibilità sarà comprovata da decreti motivati del ministro o del capo dell'amministrazione centrale. Per le spese indicate ai detti numeri e per quelle di cui al n. 10), l'importo dell'apertura di credito per ciascun capitolo non può superare le lire 15 milioni, salvo i maggiori limiti stabiliti da speciali disposizioni di leggi o regolamenti. Per le spese di cui al n. 8) di detto articolo devono farsi aperture di credito distintamente per ogni contratto di fornitura e lavoro". - Il testo dell'articolo 285 del regio decreto n. 827/24, citato, è il seguente: "Art. 285. - È in facoltà dell'amministrazione di disporre, per lo stesso oggetto, più aperture di credito a favore dello stesso funzionario, purché l'importo complessivo delle somme non ancora giustificate non superi i limiti stabiliti dall'articolo 284. La giustificazione deve risultare dai rendiconti presentati dai funzionari delegati". - Il testo dell'articolo 289, comma 1, del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, è il seguente: (Comma 1). "Verificata la legalità, la documentazione e la liquidazione della spesa ed accertato che questa sia regolarmente imputata al conto della competenza od a quello dei residui e che vi siano disponibili i fondi sul relativo capitolo del bilancio e quando nulla trovi da osservare, il direttore capo della ragioneria appone il visto sul titolo di spesa". - Il testo dell'articolo 325, comma 1, regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, è il seguente: (Comma 1). "Mediante ordini di accreditamento, i ministri aprono crediti presso gli stabilimenti dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria, a favore di funzionari dipendenti, sia civili che militari per porli in grado di provvedere a spese della natura di quelle indicate nell'art. 283 del presente regolamento". - L'articolo 333, ultimo comma, lettera a), del regio decreto n. 827/24, come modificato dall'articolo unico del decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1965, n. 1684, è il seguente: (Ultimo comma). "I rendiconti vengono corredati: a) degli ordinativi estinti; (Omissis)". - Il testo degli articoli 576, 577, 579, 581, 582, 604 (come sostituito dall'articolo unico del decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1965, n. 1684), 605, 607 e 608 (come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1961, n. 470) del regio decreto n. 827/24, integralmente sostituiti dall'art. 18 del presente regolamento, è il seguente: "Art. 576. - Le sezioni di tesoreria pagano per conto della Cassa depositi e prestiti, del Fondo per il culto, e di altre amministrazioni, che siano a ciò autorizzate, quei titoli di spesa che vengono loro spediti per mezzo delle delegazioni del tesoro dalle amministrazioni anzidette. Le somme a tale uopo occorrenti debbono essere versate anticipatamente nella tesoreria centrale dalle predette amministrazioni, che ne vengono accreditate nel rispettivo conto corrente". "Art. 577. - Nell'eseguire i pagamenti accennati nel precedente articolo, le sezioni di tesoreria osservano le norme generali contenute nel presente regolamento e le disposizioni speciali contenute nei rispettivi regolamenti della Cassa dei depositi e prestiti, del Fondo per il culto e delle altre amministrazioni dalle quali sono spediti i titoli di spesa". "Art. 579. - Le sezioni di tesoreria allibrano i pagamenti eseguiti in registri speciali distinti per ogni amministrazione e nei loro rendiconti li computano sotto titoli appositi di: fondi somministrati alla tesoreria centrale per pagamenti in conto dell'amministrazione .". "Art. 581. - Le singole amministrazioni, in base agli elenchi indicati nell'articolo precedente ed ai documenti unitivi, accertano le somme da rimborsarsi alle sezioni di tesoreria, compilano una nota in doppio esemplare e la trasmettono alla Direzione generale del tesoro. Questa ordina alla tesoreria centrale di rilasciare a favore della tesoreria provinciale le quietanze in conto di fondi somministrati, prelevando le relative somme dai conti correnti colle suddette amministrazioni, e annotati a tergo delle stesse quietanze i pagamenti cui si riferiscono, le spedisce alla direzione generale dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria. La stessa Direzione generale del tesoro trasmette poi una copia della nota accennata nel comma precedente alle rispettive amministrazioni, indicandovi altresì le quietanze rilasciate. Le amministrazioni debbono indicare nella nota, in corrispondenza dei pagamenti per ciascuna sezione di tesoreria, il complessivo importo dei titoli respinti". "Art. 582. - I titoli di spesa emessi dalle singole amministrazioni, non pagati entro l'anno finanziario successivo a quello di emissione, sono restituiti salvo che non sia altrimenti disposto dai rispettivi regolamenti". "Art. 604. - Le sezioni di tesoreria rendono conto delle operazioni di entrata e di uscita, per tutte le contabilità loro affidate, presentando i seguenti documenti: a) giornalmente: alla Direzione generale del tesoro ed all'amministrazione centrale dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria provinciale una situazione sommaria di entrata, di uscita e del residuo fondo di cassa; alle locali intendenze di finanza gli elenchi descrittivi dei versamenti per le entrate dello Stato dalle stesse amministrate; alla locale ragioneria provinciale dello Stato, gli elenchi descrittivi dei versamenti per le entrate dello Stato amministrate dalla coesistente intendenza di finanza, dalla direzione provinciale del tesoro e da altri uffici per i quali la ragioneria provinciale medesima provvede alla contabilizzazione delle rispettive entrate; b) decadalmente: alle amministrazioni ed ai funzionari che abbiano costituito una contabilità speciale a norma dell'art. 585 del presente regolamento, la situazione della contabilità stessa con i titoli giustificativi, salva diversa disposizione relativa a ciascuna contabilità speciale; c) mensilmente: alla Direzione generale del tesoro; entro i primi cinque giorni del mese, la dimostrazione degli incassi per entrate di bilancio e fuori bilancio fatti nel mese precedente, corredata di un riepilogo dei versamenti distinti per capi e capitoli delle entrate di bilancio, eccetto quelle che, per disposizioni speciali, sono esposte complessivamente per capo, i particolari per capitoli dovendo essere dati dalla ragioneria provinciale dello Stato; entro i primi dieci giorni del mese, la dimostrazione dei pagamenti per spese di bilancio e fuori bilancio fatti nel mese precedente; entro il giorno 19 del mese, i titoli estinti per pagamenti fuori bilancio e per buoni del tesoro eseguiti nel mese precedente, descritti negli elenchi, epiloghi e riassunti indicati nelle apposite istruzioni; alle competenti amministrazioni centrali, in conformità delle speciali istruzioni, le note descrittive dei versamenti ricevuti nel mese precedente per le entrate da esse amministrate, escluse le entrate ammininistrate dalle intendenze di finanza, dalle direzioni provinciali del tesoro e da altri uffici per i quali le ragionerie provinciali dello Stato provvedono alla contabilizzazione delle rispettive entrate; alle ragionerie provinciali dello Stato, coesistenti alle intendenze di finanza sedi di compartimento per i servizi del lotto, la nota descrittiva dei versamenti del ramo del lotto ricevuti nel mese precedente; alla Corte dei conti, entro il giorno 21 del mese, una nota descrittiva dei pagamenti delle spese di bilancio eseguiti nel mese precedente con tutti i titoli estinti, descritti negli elenchi, epiloghi e riassunti indicati nelle istruzioni predette, con esclusione dei pagamenti e dei titoli del debito pubblico, nonché dei titoli emessi da uffici periferici ai sensi della legge 17 agosto 1960, n. 908; alle singole ragionerie presso le amministrazioni centrali un esemplare degli elenchi descrittivi degli ordinativi diretti dalle stesse amministrazioni centrali estinti nel mese precedente, un esemplare degli epiloghi riflettenti tali titoli ed un esemplare degli epiloghi degli ordini per pensioni pagati nel mese precedente; alla sezione di controllo della Corte dei conti per la regione siciliana, alle delegazioni per la regione sarda e per la regione Trentino-Alto Adige, nonché alle delegazioni regionali della Corte dei conti indicate nella tabella A allegata alla legge 20 dicembre 1961, n. 1345, entro il giorno 21 del mese una nota descrittiva dei pagamenti delle spese di bilancio eseguiti nel mese precedente con i titoli estinti - descritti negli appositi elenchi, epiloghi e riassunti - emessi ai sensi della legge 17 agosto 1960, n. 908, da uffici periferici aventi attribuzioni decentrate; alle ragionerie regionali e provinciali dello Stato, secondo la rispettiva competenza, un esemplare degli elenchi descrittivi degli ordinativi diretti degli uffici periferici aventi attribuzioni decentrate ai sensi della legge 17 agosto 1960, n. 908, estinti nel mese precedente, nonché un esemplare degli epiloghi concernenti detti titoli. Un esemplare degli elenchi e degli epiloghi suddetti deve essere trasmesso alla competente ragioneria centrale; ai singoli funzionari delegati, un esemplare degli elenchi descrittivi degli ordinativi e dei buoni emessi dai medesimi, pagati nel mese precedente. Analogamente provvede, in quanto occorra, la Direzione generale del tesoro per le operazioni eseguite dalla tesoreria centrale. La sezione di tesoreria di Roma unisce alla dimostrazione mensile degli incassi anche l'elenco descrittivo delle quietanze da essa emesse a favore della tesoreria centrale per fondi somministrati. Tutte le sezioni spediscono alla Direzione generale del tesoro l'elenco descrittivo dei versamenti che hanno dato luogo al rilascio dei vaglia del tesoro. All'amministrazione centrale dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria, le sezioni medesime danno comunicazioni degli incassi e dei pagamenti di bilancio e fuori bilancio verificatisi nel mese al quale essi si riferiscono. L'amministrazione centrale dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria provinciale compila in doppio esemplare il conto mensile riassuntivo delle sezioni della tesoreria provinciale e lo trasmette entro il giorno 12 del mese successivo alla Direzione generale del tesoro, insieme con un esemplare dei riassunti da essa compilati, per riepilogare le entrate, le spese ed il fondo di cassa. Trasmette inoltre le note riassuntive dei pagamenti di bilancio eseguiti, distintamente per ogni specie di titoli, nonché quelle dei buoni e dei vaglia del tesoro pagati. Nei termini stabiliti, le sezioni di tesoreria provinciale trasmettono alla Direzione generale del debito pubblico le contabilità di cui all'articolo 482". "Art. 605. - La Direzione generale del tesoro e le ragionerie delle amministrazioni centrali, esaminano e verificano i conti, i documenti, gli elenchi, gli epiloghi e le note mentovate al precedente articolo. I funzionari delegati registrano i pagamenti degli assegni nel libro di cui all'art. 342 e trasmettono poi gli elenchi ricevuti alle ragionerie delle amministrazioni centrali, dalle quali ebbero le aperture di credito. La Direzione generale del tesoro trasmette alla Corte dei conti un esemplare del conto mensile della tesoreria centrale e dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria, insieme con i titoli estinti per pagamenti fuori bilancio, e per buoni del tesoro, accompagnati dai relativi elenchi descrittivi, epiloghi e riassunti". "Art. 607. - La Corte dei conti accerta la regolarità dei titoli pagati e l'esattezza degli elenchi, epiloghi e note sommarie e ricapitolative inviatile; stende su di un esemplare di esse note ricapitolative la dichiarazione di regolarità, e invia detti esemplari alla Direzione generale del tesoro, la quale, previo allibramento, fa tenere la dichiarazione di regolarità al tesoriere centrale a mezzo del controllore capo ed alla direzione generale dell'istituto incaricato del servizio di tesoreria". "Art. 608. - La Corte dei conti, in base agli elenchi dei titoli di spesa a carico del bilancio dello Stato, compila mensilmente prospetti separati per ministeri ed amministrazioni centrali, nei quali è dimostrato distintamente per capitolo l'ammontare dei pagamenti effettuati dalle tesorerie, eccetto quelli eseguiti mediante assegni ed un prospetto riepilogativo per ministero e per specie di titoli, ed invia gli uni alle rispettive amministrazioni centrali per l'imputazione delle relative somme ai corrispondenti capitoli del bilancio, e l'altro alla Direzione generale del tesoro. La stessa Direzione generale, in relazione agli elenchi degli interessi sui buoni del Tesoro scaduti, compila in doppio esemplare e trasmette alla Corte dei conti una nota riepilogativa delle somme pagate per tale titolo. La Corte trattiene un esemplare della nota e restituisce l'altro alla Direzione generale del tesoro, per la relativa imputazione di detti interessi al competente capitolo del bilancio". - Il testo degli articoli 1 e 2 della legge 3 marzo 1951, n. 193, è il seguente: "Art. 1 - Le amministrazioni dello Stato che debbono provvedere a pagamenti in valuta estera inoltreranno motivate richieste al Portafoglio dello Stato, anticipandone il controvalore in lire sulla base del cambio del giorno, a mezzo di ordinativi diretti, intestati al contabile del Portafoglio da commutarsi in quietanza di entrata, tratti su ordini di accreditamento il cui ammontare può superare i limiti fissati dalle vigenti disposizioni". "Art. 2 - Il Portafoglio, ad operazione avvenuta notificherà all'amministrazione che ha richiesto la valuta ed alla Ragioneria centrale competente, il conto per la regolazione delle eventuali differenze a debito o a credito, rispetto all'anticipo di cui all'articolo precedente. Nel caso che l'amministrazione risulti debitrice, provvederà a rimborsare il Portafoglio della differenza con mandato diretto, commutabile in quietanza di entrata, da emettersi unicamente sulla base della notificazione del conto di cui al primo comma. Nel caso che l'amministrazione risulti creditrice, il Portafoglio provvederà al rimborso mediante quietanza di tesoreria a favore del bilancio dell'entrata. Le amministrazioni possono chiedere al Ministero del tesoro, che vi provvederà con decreti del Ministro, la riassegnazione dei fondi per l'importo delle quietanze di tesoreria di cui al comma precedente". - Il decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n. 696, reca: "Approvazione del nuovo regolamento per la classificazione delle entrate e delle spese e per l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70".