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Art. 6 1. Avverso il verbale di visita redatto dalla commissione medica U.S.L. l'invalido, a termine dell'art. 1, comma 8, della legge 15 ottobre 1990, n. 295, può presentare ricorso in carta semplice al Ministro del tesoro - Direzione generale dei servizi vari e delle pensioni di guerra, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica di tale verbale, allegandovi copia del verbale di visita e ogni altra documentazione sanitaria, proveniente sia da strutture pubbliche che private, ritenuta utile a sostegno delle proprie ragioni. 2. Avverso il verbale di visita redatto, nei casi previsti, dalla commissione medica periferica, l'invalido, a termine dell'art. 1, comma 8, della legge 15 ottobre 1990, n. 295, può proporre, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica, ricorso in carta semplice al Ministro del tesoro - Direzione generale dei servizi vari e delle pensioni di guerra, presentandolo tramite la stessa commissione medica periferica, la quale, entro dieci giorni dalla ricezione, lo trasmette tempestivamente con la relativa documentazione alla suddetta direzione generale, unitamente alle proprie deduzioni. 3. I ricorsi di cui ai precedenti commi sono decisi con decreto del Ministro del tesoro, sentita la commissione medica superiore e di invalidità civile, entro centottanta giorni a decorrere dalla data di ricezione dei ricorsi stessi, comprovata dal timbro datario dell'ufficio. Per la validità delle riunioni di tale commissione si applicano i criteri di cui al precedente art. 4, commi 8 e 9. Detta commissione è di volta in volta integrata con un sanitario in rappresentanza dell'Unione italiana ciechi o dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza ai sordomuti o dell'Associazione dei mutilati ed invalidi civili o dell'Associazione nazionale famiglie dei fanciulli ed adulti subnormali, a seconda della categoria di appartenenza degli invalidi su cui deve pronunciarsi. Tali rappresentanti di categoria vengono nominati con le stesse modalità indicate al comma 7 del precedente art. 4. 4. La decisione sul ricorso del Ministro del tesoro è notificata a cura della direzione generale dei servizi vari e delle pensioni di guerra mediante raccomandata con avviso di ricevimento all'interessato e alla commissione medica U.S.L. competente per l'esecuzione, inviandone copia per conoscenza alla commissione medica periferica quando si tratta di ricorso presentato contro un verbale di visita da questa redatto. 5. La commissione medica superiore e di invalidità civile compie gli atti istruttori e gli accertamenti ritenuti necessari per esprimere parere sulle doglianze esposte nel ricorso con le modalità indicate nell'art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modifiche ed integrazioni, potendo procedere a visita diretta dell'interessato o pronunciandosi allo stato degli atti oppure delegando l'effettuazione della visita a medici delle commissioni mediche periferiche per le pensioni di guerra e d'invalidità civile che non si siano già pronunciati in merito, ovvero avvalendosi per gli accertamenti sanitari, sia generici che specialistici, ritenuti necessari, delle strutture periferiche del servizio sanitario nazionale o di quelle della sanità militare territorialmente competente, che sono tenute ad effettuarli. Nel caso in cui l'invalido interessato, convocato a visita non si presenti senza giustificato motivo, le strutture dele- gate ne danno comunicazione alla commissione medica superiore la quale esprime il suo parere sulla base degli atti esistenti. Lo stesso criterio si applica anche nella ipotesi di convocazione a visita diretta da parte della stessa commissione medica superiore. 6. Contro la deliberazione del comitato provinciale di assistenza e beneficienza pubblica recante la decisione sulla domanda di pensione, assegno o indennità, l'interessato può presentare ricorso in carta semplice al Ministro dell'interno, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento stesso, per il tramite della prefettura territorialmente competente, la quale, entro dieci giorni dalla ricezione, lo trasmette alla Direzione generale dei servizi civili. 7. I ricorsi di cui al precedente comma 6 sono decisi con decreto del Ministro dell'interno entro centottanta giorni a decorrere dalla data di ricezione dell'atto, comprovata dal timbro datario dell'ufficio. La decisione del Ministro dell'interno è notificata a cura della direzione generale dei servizi civili all'interessato tramite la competente prefettura. 8. Per i ricorsi previsti dal presente articolo e dal successivo art. 7 valgono, in quanto applicabili, le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199. Decorso il termine di centottanta giorni dalla data di presentazione del ricorso senza che l'organo adito abbia comunicato la decisione, il ricorso si intende respinto a tutti gli effetti. 9. Avverso la decisione del Ministro del tesoro e quella del Ministro dell'interno in ordine ai ricorsi di cui ai precedenti commi è ammessa la tutela giurisdizionale dinanzi al giudice ordinario. 10. In pendenza della definizione dei ricorsi di cui al presente articolo le domande di aggravamento dell'invalidità civile e delle condizioni visive sono prese in esame, ad ogni effetto, dalle competenti commissioni mediche soltanto dopo la definizione dei ricorsi stessi, ai sensi dell'art. 11 del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, ovvero dopo che sia decorso il termine di centottanta giorni di cui al precedente comma 8. Note all'art. 6: - Il testo dell'art. 1, comma 8, della legge n. 295/1990 è il seguente: "Contro gli accertamenti sanitari effettuati dalle unità sanitarie locali di cui al comma 1, e contro gli eventuali accertamenti effettuati, nei casi previsti dalla commissione indicata al comma 7, gli interessati possono presentare, entro sessanta giorni dalla notifica, ricorso in carta semplice al Ministro del tesoro, che decide, entro centottanta giorni, sentita la commissione medica superiore e d'invalidità civile, di cui all'art. 3, comma 2, del decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291. Avverso la decisione del Ministro del tesoro è ammessa la tutela giurisdizionale dinanzi al giudice ordinario". - L'art. 107 del testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con D.P.R. n. 915/1978, così come modificato dall'art. 20 del D.P.R. n. 834/1981, è così formulato: "Art. 107 (Funzionamento della commissione medica superiore). - La commissione medica superiore può funzionare anche suddividendosi, in sottocommissioni, presiedute ciascuna dal presidente o dall'ufficiale più elevato in grado o più anziano, e decide con l'intervento di non meno di cinque membri. Del collegio deve far parte, in ogni caso, un sanitario scelto tra quelli designati dall'Associazione nazionale alla cui categoria appartiene il visitando ed uno almeno che sia specialista nella materia riguardante l'invalidità in esame. Essa esprime il proprio parere sui documenti, ma qualora lo ritenga opportuno e sempre, quando vi sia stato dissenso nella commissione di cui all'art. 105, esprime il suo parere dopo la visita diretta dell'interessato. La commissione, qualora non possa procedere a visita diretta, può delegare per la visita uno dei suoi membri o un'autorità sanitaria locale. La commissione dà inoltre parere ogni qualvolta ne sia richiesta dal Ministro del tesoro o dal direttore generale delle pensioni di guerra. Nel caso in cui gli accertamenti sanitari riguardino persone di sesso femminile, della commissione medica superiore è chiamato a far parte, ove la natura dell'infermità lo richieda, un sanitario specialista in ginecologia". - Il testo dell'art. 11 del D.Lgs. n. 509/1988 (Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della legge 26 luglio 1988, n. 291), è il seguente: "Art. 11. - 1. Le domande per la valutazione dell'aggravamento dell'invalidità e delle condizioni visive sono prese in esame dalle competenti commissioni a condizione che siano corredate da una documentazione sanitaria che comprovi le modificazioni del quadro clinico preesistente. Qualora sia stato prodotto ricorso gerarchico avverso il giudizio della commissione preposta all'accertamento della invalidità e delle condizioni visive, le domande di aggravamento sono prese in esame soltanto dopo la definizione del ricorso stesso".