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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger in materia di sicurezza, fatto a Niamey il 9 febbraio 2010. Onorevoli Senatori. -- L'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger sancisce l'impegno dei due Paesi a collaborare, nel quadro delle legislazioni nazionali e degli accordi internazionali, nell'azione di contrasto alla criminalità, in tutte le sue manifestazioni (articolo 1). Gli organismi designati per la sua esecuzione sono: per l'Italia, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno e, per il Niger, la Direzione generale della Polizia nazionale (articolo 2). La conclusione dell'Accordo, i cui negoziati hanno avuto inizio nel maggio 2004, si è resa necessaria per rendere la cooperazione bilaterale di polizia più aderente alle attuali esigenze dei due Paesi e favorire lo sviluppo di nuove prospettive di collaborazione in un'area di particolare interesse strategico. L'atto bilaterale stabilisce, preliminarmente, l'intento di favorire l'armonizzazione delle legislazioni nazionali nella materia della lotta alla criminalità (articolo 3) e disciplina, in generale, la collaborazione nel settore (articolo 8). Esso individua, quindi, specifiche fattispecie criminose verso le quali maggiormente indirizzare la cooperazione (articoli 5, 6, 7), indicando le linee guida da seguire, sempre in conformità alle rispettive legislazioni. Nel dettaglio, l'azione congiunta di contrasto alla produzione e al traffico illecito di stupefacenti, di sostanze psicotrope, precursori e sostanze chimiche di base (articolo 5), sarà effettuata anche attraverso lo scambio di informazioni, sia per ciò che concerne aspetti operativi sia con riferimento all'individuazione di nuovi tipi di sostanze, tendenze del «mercato», tecniche di indagine e di prevenzione dei crimini. In tale ambito, è inoltre previsto il ricorso alla procedura della «consegna controllata» e l'impiego di unità cinofile antidroga. La collaborazione finalizzata alla lotta al terrorismo (articolo 6) comprenderà lo scambio di informazioni, rapido e dettagliato, sulle tecniche e modus operandi delle organizzazioni, i singoli soggetti sospettati di appartenervi, nonché i canali di finanziamento. Disposizioni specifiche riguardano, inoltre, lo scambio di informazioni volto al contrasto dell'immigrazione illegale e della tratta di esseri umani, oltre che dei reati connessi, con particolare riferimento ai dati relativi ai flussi di immigrazione clandestina, modalità di viaggio e itinerari utilizzati, uso di documenti di viaggio e visti falsi, strategie dei gruppi criminali. Nei settori anzidetti sono stabilite ulteriori forme di collaborazione quali seminari, scambi di esperienze, corsi di formazione e di addestramento specialistico. Le Parti si avvarranno dell'apporto degli uffici Interpol per la ricerca delle persone sospette e latitanti (articolo 9). Seguono disposizioni riguardanti la forma delle richieste di informazioni (articolo 10), la tutela dei dati personali e sensibili (articolo 11) e le cause di rifiuto delle richieste di collaborazione o assistenza, tra cui il pregiudizio per la sovranità, per la sicurezza o altri interessi nazionali di primaria importanza, nonché la violazione della legislazione dello Stato richiesto (articolo 12). Il ricorso ai canali diplomatici è lo strumento individuato per la risoluzione di eventuali controversie sull'interpretazione, applicazione o esecuzione dell'Accordo (articolo 13), che disciplina anche l'entrata in vigore e la durata (articolo 15). Le competenti autorità nazionali comunicheranno i rispettivi punti di contatto per consentire il rapido scambio delle informazioni (articolo 4) ed organizzeranno riunioni periodiche per valutare l'attività svolta, individuare nuovi obiettivi e conferire impulso alla cooperazione (articolo 2).. Art. 1. (Autorizzazione alla ratifica) 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Niger in materia di sicurezza, fatto a Niamey il 9 febbraio 2010. Art. 2. (Ordine di esecuzione) 1. Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 15 dell'Accordo stesso. Art. 3. (Copertura finanziaria) 1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, per quanto concerne le spese di missione di cui agli articoli 2, 5, 6 e 7 dell'Accordo di cui all’articolo 1, valutati in euro 31.346 e delle rimanenti spese di cui agli articoli 5, 6 e 7 del medesimo Accordo, pari a euro 25.500, a decorrere dal 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. 2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per le spese di missione di cui agli articoli 2, 5, 6 e 7 dell'Accordo di cui all’articolo 1, il Ministro dell'interno provvede al monitoraggio degli oneri di cui alla presente legge e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 1, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro dell'interno, provvede con proprio decreto alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie destinate alle spese di missione e di formazione nell'ambito del programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica» e, comunque, della missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del Ministero dell'interno. Si intendono corrispondentemente ridotti, per il medesimo anno, di un ammontare pari all'importo dello scostamento, i limiti di cui all'articolo 6, commi 12 e 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 2. 4. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 4. (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .