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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 325 PARRINI La seduta inizia alle ore 15,30. IN SEDE REDIGENTE 2185 - Modifiche disciplina Corte dei conti DDL 2185 Modifiche alla disciplina relativa alla Corte dei conti a tutela del corretto riavvio del Paese (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seduta del 1° marzo. Il PRESIDENTE comunica che, a seguito della valutazione di ammissibilità e proponibilità delle proposte di modifica, la Presidenza ha valutato improponibili per materia gli emendamenti sostanzialmente identici 4.0.3 e 4.0.4, perché modificano diversi articoli del codice di giustizia contabile nella diversa materia dell'esecuzione delle sentenze di condanna della Corte dei conti, riproducendo integralmente il contenuto del separato disegno di legge n. 1070. Gli emendamenti 1.4, 1.5 e 1.9 sono invece inammissibili perché in parte riproducono il contenuto del vigente articolo 46 della legge n. 238 del 2021 (Legge europea 2019-2020) e in parte non sono coordinati con esso. Avverte, inoltre, che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede di rivalutare l'ammissibilità dell'emendamento 4.0.4, che renderebbe più efficace la possibilità di riscossione dei crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il PRESIDENTE assicura che effettuerà un supplemento di riflessione sulla proposta in esame, per quanto le motivazioni della dichiarazione di improponibilità sembrino inoppugnabili. Propone di rinviare la fase di illustrazione degli emendamenti, in attesa del parere della Commissione bilancio. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene preferibile conoscere il parere della 5a Commissione prima di procedere alla illustrazione, per evitare di soffermarsi sulle proposte su cui si avrà un parere contrario. Il seguito della discussione è quindi rinviato. 2495 (rappresentanza di interessi) DDL 2495 Disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi (Discussione e rinvio) Il relatore PERILLI ( M5S ) illustra il disegno di legge in titolo, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo unificato, recante la disciplina dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi. Ricorda, in via preliminare, che tale attività, consistente nel trasferire agli attori politici le istanze imprenditoriali o di altri gruppi rappresentanti interessi socialmente legittimati, in Italia è totalmente priva di regolazione, nonostante nelle ultime legislature numerosi progetti di legge siano stati presentati in materia. Il provvedimento si compone di 13 articoli. L'articolo 1 definisce l'oggetto dell'intervento, individua i principi ispiratori della disciplina introdotta dal testo ed enumera le finalità generali che intende perseguire, ovvero: - garantire la trasparenza dei processi decisionali; - assicurare la conoscibilità dell'attività dei soggetti che influenzano i processi decisionali e agevolare l'individuazione delle responsabilità delle decisioni assunte; - favorire l'ordinata partecipazione ai processi decisionali sia da parte dei cittadini, sia da parte delle rappresentanze degli interessi; - consentire l'acquisizione, da parte dei decisori pubblici, di una più ampia base informativa sulla quale fondare scelte consapevoli. L'articolo 2 individua i soggetti che esercitano la rappresentanza di interessi e le caratteristiche dell'attività di lobbying . Le attività di rappresentanza di interessi si configurano in ogni attività finalizzata alla rappresentanza di interessi nell'ambito dei processi decisionali pubblici e svolta da specifici soggetti, i rappresentanti di interessi, in modo professionale. Tali attività si esplicano attraverso molteplici modalità quali la presentazione di domande di incontro, proposte, richieste, studi, ricerche, analisi e documenti, anche mediante procedure digitali e di ogni altra attività volta a contribuire alla formazione delle decisioni pubbliche. Sono definiti poi i soggetti destinatari della presente normativa («rappresentanti di interessi», «portatori di interessi» e «decisori pubblici») e i procedimenti di formazione degli atti normativi e degli atti amministrativi generali («processi decisionali pubblici»). L'articolo 3 esplicita i casi di esclusione dall'applicazione della nuova normativa. In particolare, le disposizioni introdotte non trovano applicazione nei confronti dei seguenti soggetti: giornalisti e funzionari pubblici, per i rapporti con i decisori pubblici attinenti all'esercizio della loro professione o funzione; più in generale, persone che intrattengono rapporti o instaurano contatti con i decisori pubblici per raccogliere dichiarazioni destinate alla pubblicazione; rappresentanti dei Governi e dei partiti, movimenti e gruppi politici di Stati stranieri; rappresentanti delle confessioni religiose riconosciute; partiti, movimenti e gruppi politici in relazione all'attività svolta per determinare la politica statale, regionale o locale ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione. Inoltre, le disposizioni non si applicano all'attività di rappresentanza di interessi svolta da: enti pubblici, anche territoriali, o da associazioni o altri soggetti rappresentativi di enti pubblici; partiti o movimenti politici; esponenti di organizzazioni sindacali; esponenti di organizzazioni imprenditoriali. Dal punto di vista oggettivo, le disposizioni non si applicano: ai rapporti, agli oggetti e alle notizie la cui pubblicità costituisce violazione delle norme sul segreto di Stato, d'ufficio, professionale o confessionale; all'attività di comunicazione istituzionale, come definita dalla normativa vigente; alle comunicazioni, orali e scritte, rese nell'ambito di sedute e di audizioni delle Commissioni o di altri organi parlamentari e nell'ambito di consultazioni indette da amministrazioni o enti pubblici statali, regionali e locali; all'attività di rappresentanza svolta nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa o altri strumenti di concertazione. L'articolo 4 prevede l'istituzione, presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), del Registro per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi. Il Registro, tenuto in forma digitale, è articolato in due parti: una parte ad accesso riservato ai soggetti iscritti e alle amministrazioni pubbliche e una parte ad accesso pubblico, consultabile per via telematica, tramite SPID o carta di identità elettronica. I soggetti che intendano svolgere l'attività di rappresentanza di interessi hanno l'obbligo di iscriversi nel Registro, dichiarando, tra gli altri, i dati identificativi del soggetto titolare degli interessi per conto del quale è svolta l'attività di relazione e le risorse umane ed economiche delle quali il rappresentante di interessi dispone per lo svolgimento dell'attività. È poi indicata una serie di categorie di persone che non possono iscriversi nel Registro. All'Autorità garante della concorrenza e del mercato è affidata l'organizzazione del Registro e la sua pubblicazione nel sito internet istituzionale del comitato di sorveglianza istituito presso la medesima Autorità. Le modalità di organizzazione del Registro e della sua pubblicazione sono stabilite con regolamento dell'AGCM da adottare, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, previa comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previa procedura di consultazione pubblica. L'articolo 5 introduce l'obbligo da parte di ciascun rappresentante di interessi di tenere e aggiornare con cadenza settimanale una propria agenda degli incontri con i decisori pubblici. I dati dell'agenda sono pubblicati, in formato aperto e riutilizzabile, nella parte del Registro aperta alla pubblica consultazione ed è prevista la possibilità di opposizione, da parte dei decisori pubblici, alla pubblicazione di informazioni non veritiere. L'articolo 6 prevede l'adozione di un codice deontologico da parte del comitato di sorveglianza sulla trasparenza dei processi decisionali pubblici alla cui istituzione presso l'AGCM è dedicato l'articolo 7. Nello specifico, il Comitato è nominato con decreto del Presidente della Repubblica ed è composto da un magistrato della Corte di cassazione, da un magistrato della Corte dei conti e da un membro del CNEL che svolge le funzioni di presidente del Comitato. Tutti i componenti rimangono in carica cinque anni. Al comitato, oltre alla tenuta e al controllo del Registro, sono attribuite le seguenti funzioni: ricevere le relazioni annuali che i rappresentanti di interessi sono tenuti a trasmettere ogni anno e curarne la pubblicazione nel Registro; redigere una relazione annuale sull'attività dei rappresentanti di interessi da trasmettere al Presidente del Consiglio dei ministri e alle Camere; vigilare e raccogliere segnalazioni sull'osservanza delle disposizioni della legge e del codice deontologico da parte dei rappresentanti di interessi e irrogare le sanzioni. Con riferimento all'attività parlamentare, si prevede che le funzioni del comitato di sorveglianza siano svolte da una Commissione bicamerale, composta da cinque deputati e cinque senatori, nominati entro trenta giorni dall'inizio di ogni legislatura dai Presidenti dei due rami del Parlamento in proporzione al numero dei componenti dei Gruppi parlamentari, garantendo comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni. Il disegno di legge individua poi alcuni diritti e obblighi in capo agli iscritti al Registro, rispettivamente agli articoli 8 e 9. In particolare, l'articolo 8 riconosce a tali soggetti i diritti di: presentare ai decisori pubblici domande di incontro, proposte, richieste, studi, ricerche, analisi e documenti; svolgere ogni altra attività diretta a perseguire interessi leciti di rilevanza non generale e concorrere alla formazione della decisione pubblica, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni e con obbligo di lealtà nei loro confronti; accedere alle sedi istituzionali dei decisori pubblici e acquisire documenti nel rispetto della normativa generale in materia di accesso agli atti e in materia di accesso civico e obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Le forme e le modalità di esercizio di tali facoltà sono rimesse a provvedimenti delle singole amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle Regioni e delle Province autonome, secondo principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento. Si specifica altresì che, nell'ambito della propria autonomia, gli organi costituzionali adeguano il proprio ordinamento ai principi del presente provvedimento. Per quanto concerne gli obblighi a cui sono tenuti gli iscritti nel Registro, l'articolo 9 prevede, innanzi tutto, il divieto per i rappresentanti di interessi di corrispondere, a titolo di liberalità, alcuna somma di denaro o altre utilità economicamente rilevanti a decisori pubblici. Prevede inoltre l'obbligo di ciascun rappresentante di interessi di trasmettere al comitato di sorveglianza, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione sull'attività di rappresentanza di interessi svolta nell'anno precedente. Il comitato di sorveglianza è tenuto, a sua volta, a redigere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione annuale sull'attività dei lobbisti, nella quale possono essere segnalate eventuali criticità e formulate proposte. L'articolo 10 regolamenta in modo unitario la procedura di consultazione che ciascun decisore pubblico può indire, qualora intenda proporre o adottare un atto normativo o regolatorio di carattere generale. L'articolo 11 reca la disciplina sanzionatoria per l'eventuale violazione di obblighi stabiliti dal provvedimento nei confronti del rappresentante di interessi. L'articolo 12 dispone un incremento della pianta organica dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, fino a trenta unità, in ragione delle nuove competenze attribuitele, provvedendo alla copertura dei relativi oneri. Infine, l'articolo 13 reca la clausola di invarianza finanziaria e altre disposizioni finali. Il PRESIDENTE sottopone alla Commissione l'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) condivide la proposta di svolgere alcune audizioni, stante la complessità della materia oggetto del disegno di legge. Sarebbe importante comprendere quali soggetti attualmente svolgono l'attività di lobbying , pur in assenza di un quadro di regole certe. Ricorda che da tempo si avverte l'esigenza di introdurre una disciplina in materia, ma finora l'unico tentativo più significativo è stato quello della Camera dei deputati, che nel 2016 ha approvato un codice di condotta dei deputati e la regolamentazione dell'attività di rappresentanza di interessi. Il senatore TONINELLI ( M5S ) sottolinea che, nei prossimi mesi, l'attenzione sarà concentrata sui provvedimenti di attuazione delle riforme previste dal PNRR, oltre che sulle questioni relative al conflitto in Ucraina. Vi è quindi il rischio che i margini per l'approvazione definitiva del disegno di legge in titolo siano molto ristretti. Il testo in esame, tuttavia, già approvato in prima lettura a larghissima maggioranza, è l'esito di un ampio e approfondito lavoro - sotto il profilo tecnico, politico e giuridico - svolto dalla Camera dei deputati, dal quale tutti, compresa la propria parte politica, hanno rinunciato ad istanze in nome di una soluzione condivisa: in ragione di ciò, si potrebbe valutare anche l'opportunità di non apportare ulteriori modifiche. È probabile, infatti, che non sia possibile ottenere una sintesi migliore di quella raggiunta dall'altro ramo del Parlamento. Si tratta di una normativa importante, che consentirebbe una maggiore trasparenza dei processi decisionali, riconducendo all'interno del Parlamento scelte e indirizzi che altrimenti rischierebbero di essere influenzati da rappresentanti di interessi al di fuori delle sedi istituzionali. Conviene, sull'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni, purché breve. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) conviene sulla rilevanza del lavoro svolto in prima lettura e sulla esigenza, sottolineata dal senatore Toninelli, di concludere prima possibile l'iter del provvedimento. Tuttavia, non esclude che sia necessario affinare ulteriormente, anche se limitatamente, il testo. Sarà quindi importante audire esperti in materia, al fine di valutare se sia opportuno confermare il testo licenziato dalla Camera dei deputati. Il senatore MALAN ( FdI ) concorda sulla opportunità di approfondire la materia attraverso lo svolgimento di audizioni, tanto più che il Gruppo Fratelli d'Italia, alla Camera dei deputati, nella votazione finale sul provvedimento in esame si è astenuto. A suo avviso, se c'è la volontà politica, il tempo a disposizione è sufficiente per approvare definitivamente il disegno di legge entro la fine della legislatura anche apportando modiche: peraltro, non riterrebbe opportuno che il monocameralismo di fatto cui ormai si assiste per i provvedimenti di iniziativa governativa si estendesse anche a quelli di origine parlamentare. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ), integrando il suo intervento, precisa di concordare sull'opportunità di approvare rapidamente il disegno di legge, in via definitiva, ma senza conculcare le prerogative del Senato di esaminarlo in modo approfondito e - se necessario - di modificarlo. Anche se vi sono organizzazioni di rappresentanza di interessi che si sono dotate di un codice etico, è necessario introdurre una regolamentazione dell'attività di lobbying per porre fine al fenomeno di affaristi che, approfittando della confusione del quadro normativo, tentano di incidere sull'operato del legislatore. Il PRESIDENTE , all'esito del dibattito, sottolinea che non vi è alcuna contrarietà pregiudiziale a confermare il testo approvato dalla Camera dei deputati. Tuttavia, non è possibile accogliere in via pregiudiziale la proposta del senatore Toninelli di approvare il disegno di legge senza modifiche, prima ancora di esaminarlo in modo approfondito, con il contributo della società civile, dal momento che la politica svolge un'importante funzione di mediazione di interessi. Propone quindi di fissare il termine entro il quale i Gruppi potranno indicare i nominativi dei soggetti da convocare in audizione per le ore 12 di venerdì 11 marzo. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è quindi rinviato. 1359 - Istituzione giornata in memoria delle vittime dell'amianto DDL 1359 Istituzione della Giornata in memoria delle vittime dell'amianto e assegnazione di un riconoscimento onorifico ai comuni maggiormente colpiti (Rinvio del seguito della discussione) Il PRESIDENTE comunica che non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio. Rinvia pertanto il seguito della discussione. Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE 1785 - Equilibrio di genere nelle cariche pubbliche DDL 1785 Norme per la promozione dell'equilibrio di genere negli organi costituzionali, nelle autorità indipendenti, negli organi delle società controllate da società a controllo pubblico e nei comitati di consulenza del Governo (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di martedì 1° marzo. Il PRESIDENTE comunica che, alla scadenza del termine, prevista per le ore 12 di lunedì 7 marzo, sono stati presentati 26 emendamenti, pubblicati in allegato. Avverte che le senatrici Parente, Ginetti e Garavin hanno sottoscritto gli emendamenti presentati dalla senatrice Conzatti. Propone di rinviare l'illustrazione degli emendamenti, data l'assenza della relatrice, impegnata in attività legate alla Giornata internazionale della donna in qualità di Presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 2462 (mandato dei sindaci, controllo di gestione e inconferibilità di incarichi) DDL 2462 Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di limitazione del mandato dei sindaci e di controllo di gestione nei comuni di minori dimensioni, nonché al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, in materia di inconferibilità di incarichi negli enti privati in controllo pubblico DDL 2224 Modifica all'articolo 51 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di numero dei mandati per i sindaci dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti (Esame congiunto e rinvio) Prende la parola il sottosegretario SCALFAROTTO per informare la Commissione che a breve, probabilmente entro dieci giorni, sarà sottoposto al Consiglio dei ministri il testo di riforma del testo unico degli enti locali, nel quale saranno affrontate sia la questione del terzo mandato dei sindaci, oggetto dei provvedimenti in titolo, sia quella della incandidabilità in Parlamento dei sindaci di Comuni con più di 20.000 abitanti. Nell'assicurare che il Governo non intende interferire con i lavori parlamentari, ritiene necessario chiarire - per un ordinato svolgimento della discussione - che l'Esecutivo non potrebbe non tener conto di una decisione definitiva delle Camere su aspetti oggetto dei disegni di legge in esame e su cui attualmente vi è una dialettica all'interno delle forze politiche di maggioranza. Si apre un dibattito. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) esprime il proprio apprezzamento per l'annuncio della tanto attesa riforma del testo unico degli enti locali. Rileva, tuttavia, che la questione del terzo mandato dei sindaci assume particolare rilevanza e urgenza, in vista della ormai prossima tornata elettorale amministrativa. È infatti sostanzialmente impossibile che la complessiva riforma del TUEL sia approvata entro il mese di aprile. Il sottosegretario SCALFAROTTO precisa che il Governo non intende imporre il proprio orientamento. Tuttavia, sulla base di un rapporto di leale collaborazione istituzionale, è necessario che sia chiaro il quadro della situazione, prima di procedere all'esame dei provvedimenti in titolo. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea l'inopportunità di sospendere l'esame del testo licenziato dalla Camera dei deputati, su cui peraltro si è formata un'ampia maggioranza. Del resto, la questione dell'incandidabilità in Parlamento dei sindaci di Comuni con più di 20.000 abitanti, per quanto rilevante, non riveste particolare urgenza, a differenza della norma relativa al terzo mandato dei sindaci dei piccoli Comuni, che incide sulla operatività degli enti locali nei prossimi mesi. Il relatore VITALI ( FIBP-UDC ), nel riconoscere l'urgenza di avviare l'esame dei due provvedimenti in titolo per porre rimedio a una lacuna che potrebbe ostacolare la funzionalità delle amministrazioni locali in vista delle prossime elezioni amministrative, chiede al Governo di chiarire se l'eventuale approvazione dei testi in esame potrebbe costituire un punto di non ritorno anche per l'Esecutivo. In tal caso, infatti, si troverebbe in difficoltà a svolgere la funzione di relatore, essendo personalmente favorevole alla estensione del terzo mandato ai sindaci di Comuni fino a 15.000 abitanti e contrario alla candidatura in Parlamento dei sindaci di Comuni oltre i 20.000 abitanti. Il sottosegretario SCALFAROTTO ribadisce che il Governo, essendo sostenuto da una maggioranza molto ampia e composita, non potrebbe non tener conto del pronunciamento di entrambi i rami del Parlamento sul medesimo testo. Pertanto, si troverebbe nella situazione di dover espungere la norma dal testo di riforma del TUEL, oppure di uniformarla a quella già approvata dalle Camere. Sottolinea, in ogni caso, che la valutazione politica sull'opportunità di procedere nell'esame dei disegni di legge in titolo spetta ai Gruppi parlamentari. Il relatore VITALI ( FIBP-UDC ) avverte che potrebbe trovarsi nella situazione di rimettere il mandato di relatore. Il PRESIDENTE ricorda che il provvedimento, in origine, era molto corposo. Il testo licenziato dalla Camera, invece, è composto da soli tre articoli, che vertono sulle uniche questioni su cui è stato possibile raggiungere un'intesa. Nell'eventualità che nel testo del Governo si raggiunga un punto di mediazione più elevato, ritiene opportuno attendere alcuni giorni per conoscere l'articolato predisposto dall'Esecutivo. Qualora vi fosse un ritardo, tanto da pregiudicare la possibilità di far entrare in vigore la norma sul terzo mandato dei sindaci entro le amministrative di maggio, allora si potrebbe procedere senza ulteriori indugi all'approvazione dei disegni di legge in titolo. Diversamente, si potrebbe modificare il testo all'esame della Commissione tenendo conto dell'orientamento del Governo e rinviarlo alla Camera per l'approvazione definitiva. Il relatore VITALI ( FIBP-UDC ) ritiene condivisibile la proposta del Presidente. Il sottosegretario SCALFAROTTO assicura che l'intenzione del Governo è approvare la riforma del TUEL entro la fine della legislatura. Auspica, quindi, che il testo sia pronto entro il termine indicato e che l'iter parlamentare possa iniziare senza ulteriori ritardi. Il PRESIDENTE osserva che eventualmente si potrebbe stralciare ab origine dal testo del Governo e rimettere all'esame del Parlamento le questioni controverse, tra cui anche quella del terzo mandato dei sindaci. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) esorta a considerare con attenzione i tempi per l'entrata in vigore della nuova norma: sarebbe necessario, infatti, concludere l'iter entro il 31 marzo, per consentire ai sindaci dei piccoli Comuni, già al secondo mandato, di ricandidarsi. Il PRESIDENTE sottolinea che, per evidenti ragioni, qualora si estendesse il terzo mandato ai sindaci di Comuni fino a 5.000 abitanti, sarebbe possibile successivamente, con il testo d'iniziativa governativa, innalzare ulteriormente il limite, ma di certo non tornare a quello di 3.000 abitanti. Invita quindi il relatore a svolgere la relazione sui disegni di legge in esame. Il relatore VITALI ( FIBP-UDC ) illustra il disegno di legge n. 2462, già approvato dalla Camera dei deputati, che reca alcune modifiche del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUEL) su controllo di gestione e limite al numero di mandati consecutivi dei sindaci nei piccoli Comuni, nonché norme su inconferibilità di incarichi negli enti privati in controllo pubblico. Il testo si compone di tre articoli. L'articolo 1 dispone l'inconferibilità di incarichi amministrativi di vertice negli enti di diritto privato in controllo pubblico nei confronti di coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal Capo I del Titolo II del Libro secondo del codice penale, relativo ai "delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione". A tal fine è novellato l'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 39 del 2013 che, nel testo vigente, prevede l'inconferibilità, nei confronti di coloro che sono stati condannati per i richiamati reati, di incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali, integrando tale disposizione con il riferimento anche agli incarichi di vertice negli enti di diritto privato in controllo pubblico. L'articolo 2, mediante una novella all'articolo 196, comma 1, del TUEL, esclude i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti dal novero degli enti locali che sono tenuti ad applicare il controllo di gestione. L'articolo 3 novella l'articolo 51 del TUEL, che disciplina la durata del mandato del sindaco, del presidente della Provincia e dei consigli e dispone in materia di limitazione dei mandati. In particolare, dispone che i sindaci che abbiano svolto un numero di mandati consecutivi superiore al limite previsto non siano ricandidabili, mentre nel testo vigente dell'articolo 51, comma 2, del TUEL essi sono considerati non rieleggibili. Stabilisce, inoltre, che i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti possano svolgere fino a tre mandati consecutivi, con conseguente intervento di coordinamento. Prevede, infine, l'abrogazione dell'articolo 1, comma 138, della legge n. 56 del 2014, che attualmente riserva solo ai sindaci di Comuni fino a 3.000 abitanti la possibilità di essere rieletti per un terzo mandato. L'articolo 3 del disegno di legge in esame verte sulla stessa materia del disegno di legge n. 2224 a prima firma del senatore Augussori, che passa quindi a illustrare. Il provvedimento modifica l'articolo 51 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (TUEL) in tema di terzo mandato consecutivo del sindaco per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. Nello specifico, prevede che il limite di due mandati consecutivi non si applichi ai sindaci dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, precisando altresì che ai medesimi sindaci sia comunque consentito un numero massimo di tre mandati consecutivi. Dispone, inoltre, l'abrogazione dell'articolo 1, comma 138, della legge n. 56 del 2014, che attualmente riserva solo ai sindaci di Comuni fino a 3.000 abitanti la possibilità di essere rieletti per un terzo mandato. Considerato che i due disegni di legge riguardano la medesima materia, propone di esaminarli congiuntamente. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità DDL 1650 Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa nella seconda seduta pomeridiana di mercoledì 23 febbraio e rinviata nella seduta di martedì 1° marzo. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati 36 emendamenti, pubblicati in allegato. Il relatore TONINELLI ( M5S ), considerato il ristretto numero di emendamenti presentati, propone di convocare una ulteriore riunione del Comitato ristretto per valutare la possibilità di mediazione sulle proposte di modifica e accelerare così l'iter del disegno di legge. Non essendovi osservazioni in senso contrario, il PRESIDENTE dispone la convocazione del Comitato ristretto. Il seguito della discussione è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (2471) Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa, del 12 maggio 2010, fatto a Doha il 9 luglio e il 22 ottobre 2019 DDL 2471 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa, del 12 maggio 2010, fatto a Doha il 9 luglio e il 22 ottobre 2019 (Parere alla 3 a Commissione. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE , relatore, riferisce sul disegno di legge in titolo, il cui esame è stato rimesso alla sede plenaria dalla Sottocommissione per i pareri, e propone di esprimere un parere non ostativo. La senatrice PIROVANO ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che le modifiche da apportare all'Accordo tra il Governo italiano e quello del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa prevedono l'applicazione della legge penale del Paese ospitante sul personale civile e sui membri delle Forze armate. Esprime dubbi e preoccupazioni a tale riguardo, perché vi sarebbe una evidente disparità tra le tutele riconosciute dal Qatar al personale ivi operante e quelle garantite dall'ordinamento italiano. Pertanto, a nome del Gruppo, annuncia un voto di astensione. Il senatore MALAN ( FdI ) dichiara che si asterrà dalla votazione. Ritiene che proprio oggi, 8 marzo, bisognerebbe tenere conto che in Qatar le donne sono vittime di gravi discriminazioni. Il senatore VITALI ( FIBP-UDC ) annuncia l'astensione del Gruppo di Forza Italia, sottolineando la lontananza del Qatar dalla cultura giuridica occidentale. Il PRESIDENTE , nel ricordare la recente visita del Ministro degli affari esteri in Qatar per la fornitura di gas liquefatto necessaria a far fronte alla crisi energetica legata alla eventuale sospensione dell'approvvigionamento da parte della Russia, sottolinea che la questione dell'accordo nel suo complesso, esorbiti dalle competenze della Commissione affari costituzionali. Tuttavia, ritiene preferibile rinviare la votazione dello schema di parere per un ulteriore approfondimento. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,50. Allegato