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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 33 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,32). Si dia lettura del processo verbale. CASTALDI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (Approvato dalla Camera dei deputati) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 741, già approvato dalla Camera dei deputati. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, per il buon andamento dei lavori le chiedo un aiuto, per disporre di un po' di tempo aggiuntivo, come Gruppo del Partito Democratico, visto che quello a nostra disposizione si è quasi o del tutto esaurito; il Gruppo si impegnerebbe a svolgere solo cinque interventi per tutti gli emendamenti in votazione oggi, con un atteggiamento quindi che mira semplicemente a porre alcune, poche, considerazioni di merito. PRESIDENTE . Vista la razionalità della richiesta, se si tratta di cinque interventi la Presidenza dà il proprio assenso. Senatore Ferrari, la invito a far pervenire alla Presidenza il numero degli emendamenti su cui il suo Gruppo intende intervenire. Colleghi, diversi emendamenti hanno ricevuto il parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; se non ci sono dichiarazioni contrarie, io li metterò ai voti; pertanto, se qualcuno intende ritirarli, me li segnali. Passiamo all'emendamento 3.1, identico all'emendamento 3.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dal senatore De Bertoldi e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.4, presentato dal senatore Nencini, e 3.5, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Patriarca. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere condizionato alla riformulazione della seconda parte ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Poiché il presentatore è contrario a modificare l'emendamento nel senso indicato dalla 5 a Commissione, essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.7, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «ventiquattro mensilità». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.8. Passiamo all'emendamento 3.9, identico agli emendamenti 3.10 e 3.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori, identico all'emendamento 3.10, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 3.11, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. PARENTE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (PD) . Signor Presidente, noi sosteniamo l'emendamento 3.12 che propone una buonuscita compensatoria per quei lavoratori e quelle lavoratrici che non si vedono rinnovato il contratto a tempo indeterminato. Signor Vice Ministro, colleghe e colleghi, non possiamo fare tanta ideologia sulla pelle delle persone. Dal giorno di entrata in vigore del decreto-legge in esame succederà infatti quanto segue. Poiché avete reintrodotto le causali, ad esempio un lavoratore o una lavoratrice impiegata in un'azienda dolciaria per produrre panettoni a Natale che non si vede rinnovato il contratto a termine, va dal giudice il quale rende nullo il termine e sancisce che il lavoratore deve continuare a lavorare a tempo indeterminato, secondo quanto disposto dalle norme che stiamo approvando. Dopo di che, il giorno dopo il lavoratore o la lavoratrice rientra in azienda e l'imprenditore lo può licenziare per giustificato motivo oggettivo, perché quel posto non c'è nell'organico in quanto i panettoni a febbraio non si producono. Siccome avete inserito nelle causali la non programmabilità dell'attività, che oltretutto è anche in punta di anticostituzionalità ai sensi dell'articolo 41 della Costituzione, da oggi le aziende che hanno dei picchi di attività non programmabili come faranno per assumere i lavoratori? Non possono farlo con contratti a termine perché c'è la non programmabilità, quindi li assumeranno in nero o con quale altro strumento? Il mio collega, senatore Paragone può fare tutta la propaganda che vuole in quest'Aula, ma succederà questo, perché questa è la verità dei fatti. Quando ieri dicevo che queste norme ledono il principio di realtà intendevo esattamente questo. Noi tentiamo ancora in quest'Aula, ministro Di Maio, di pensare che voi possiate ravvedervi, ma lo diranno i fatti, lo diranno i cittadini e le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici che si troveranno da oggi in questa condizione. Questo decreto-legge sicuramente porterà più disoccupazione. (Applausi dal Gruppo PD) . Di esempi come questo ve ne possiamo citare altri, perché le persone in carne ed ossa ce lo diranno di qui a qualche settimana. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.12, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.16, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori, fino alle parole «precedente periodo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 3.17 a 3.15. Passiamo all'emendamento 3.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.18, presentato dal senatore Laus e da altri senatori, fino alle parole «attività stagionali». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.19. Passiamo all'emendamento 3.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.20, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.21, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.23, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «in somministrazione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 3.24 a 3.26. Passiamo all'emendamento 3.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.27, presentato dalla senatrice Ronzulli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.29, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.29, presentato dal senatore Mallegni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.28, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.30, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.30, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.35, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 3.35, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «nelle ipotesi». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 3.32. Passiamo all'emendamento 3.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.31, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.33, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.34, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.34, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi nuovamente sugli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, l'ordine del giorno G3.1 è accolto come raccomandazione; l'ordine del giorno G3.2 è accolto. PRESIDENTE . Senatrice Bernini, insiste per la votazione dell'ordine del giorno G3.1? BERNINI (FI-BP) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.1 è accolto come raccomandazione, mentre, essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.2 non verrà posto ai voti. L'emendamento 3.0.1 è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.4. NANNICINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NANNICINI (PD) . Signor Presidente, ieri il senatore Paragone ha detto che le riforme degli ultimi anni hanno reso invisibili i lavoratori. Se fosse vero - e non lo è - leggendo il provvedimento che stiamo esaminando verrebbe da dire che siamo stati proprio bravi, perché in questo decreto - qui sì - dei lavoratori e dei loro problemi non c'è neanche l'ombra. (Applausi dal Gruppo PD) . È invisibile il tema della qualità del lavoro e di come si incentiva il lavoro stabile. È invisibile il tema delle competenze e della formazione. È invisibile il tema salariale, dei bassi salari e dell'equità nei trattamenti retributivi. Sono invisibili quei milioni di lavoratori a basso reddito, che aspettano una paga onesta per un lavoro onesto e non un reddito per non lavorare. (Applausi dal Gruppo PD) . Questo decreto-legge è una fake news . Si dice di fare come in Europa, portando il tempo determinato a ventiquattro mesi, ma si viola una direttiva comunitaria sulla somministrazione, come ha spiegato la senatrice Parente. Si dice di avere a cuore il lavoro, ma poi si fa una norma transitoria pasticciata, che sta creando il caos tra imprese e lavoratori, con il risultato di distruggere posti di lavoro. Si dice di introdurre nuovi incentivi per l'assunzione dei giovani e per la trasformazione del tempo determinato a indeterminato, senza dire che quegli incentivi esistono già, perché li hanno messi i Governi a guida del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD) . E in questo decreto-legge ci si limita a estenderli marginalmente, senza peraltro mai citarli nel testo normativo. Attenzione, lo dico tra parentesi, ma questa fissazione di segnare l'anno zero con la propria presa del potere, cancellando tutto quello che viene prima non ha mai portato bene nella storia. (Applausi dal Gruppo PD) . A furia di voler cancellare tutto, si può finire per cancellare anche decenni di progresso scientifico, come avvenuto in quest'Aula sui vaccini. (Applausi dal Gruppo PD) . Si dice, ancora, di licenziare il jobs act , ma non si toccano neanche i cardini di quella riforma. Restano gli ammortizzatori sociali, restano le nuove linee tracciate tra lavoro subordinato e autonomo, resta l'impianto di politiche attive e resta il contratto a tutele crescenti, che non viene abolito da questo intervento, tanto che la maggioranza ha votato contro un emendamento volto a reintrodurre l'articolo 18; emendamento - questo sì - visibile. (Applausi dal Gruppo PD) . Chi se l'è perso pur votandolo può ricercarlo nei verbali. Smettete di dire che siete contro il jobs act , perché l'avete appena votato. (Applausi dal Gruppo PD) . Guardate, le fake news ci sono sempre state: si chiamavano propaganda politica. I grandi partiti di massa hanno sempre combattuto per l'egemonia culturale, propagandando la loro visione della realtà e della storia, ma sapevano distinguere tra il momento in cui si devono vendere le proprie scelte, anche con la propaganda, e il momento in cui si devono prendere quelle scelte, impedendo che la propria propaganda offuschi il momento decisionale, producendo effetti collaterali perversi sulla vita delle persone. Questo senso di responsabilità istituzionale e questa capacità di distinguere tra propaganda e momento della scelta in questo decreto è del tutto assente. Per questo è una fake news e purtroppo la realtà si incaricherà di dimostrarlo. In quest'Assemblea e soprattutto in Commissione non abbiamo avuto modo di discutere nel merito delle proposte fatte dal Partito Democratico e dalle altre opposizioni. Ci siamo scontrati - per dirla con il senatore Floris - con il vero ostruzionismo, concettuale e di merito, della maggioranza, che non ha voluto migliorare una virgola o entrare nel merito delle nostre proposte. Abbiamo fatto proposte sul lavoro stabile, su come ridurre il cuneo contributivo sul tempo indeterminato (il Ministro ieri, in replica, ha detto che il Governo intende farlo e vedremo nella legge di bilancio se ci saranno i soldi) ed è per questo che mettono una norma transitoria al 31 ottobre. Vorrei allora dirle, signor Ministro, che quella norma transitoria è un refuso: avreste dovuto metterla al 31 dicembre. E avremmo potuto migliorare quel refuso e i tanti pasticci presenti in questo decreto-legge se qualcuno non avesse avuto l'ansia di sbandierare risultati che non ci sono e avesse lasciato a questo Parlamento e a questo Senato il tempo di lavorare. Le altre proposte che abbiamo illustrato erano quelle di una buonuscita compensatoria, di un salario minimo, di estendere la disciplina del lavoro subordinato ai finti lavoratori autonomi organizzati mediante piattaforme e stringere le false cooperative, perché per noi il vero precariato si annida in queste fragilità del mercato del lavoro, non negli interventi manifesto di questo decreto-legge. Non c'è stato permesso di parlare di queste cose. Continueremo a portarle avanti nel Paese e per il Paese. (Applausi dal Gruppo PD) . CATALFO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CATALFO (M5S) . Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario all'emendamento 3.0.4 del senatore Nannicini e per rispondere alle note esposte dal Partito Democratico riguardo a un decreto-legge che ripone la dignità e il lavoratore al centro del dibattito. Riguardo alla direttiva sulla somministrazione di lavoro e il contrasto tra somministrazione e tempo determinato, quindi tra la direttiva n. 70 del 1999 e la direttiva n.104 del 2008, ricordo agli onorevoli senatori che la direttiva ribadisce di stabilire uguali tutele, sia per i lavoratori in somministrazione che per i lavoratori a tempo determinato e noi, di fatto, in questo decreto-legge rispettiamo tale direttiva. Riguardo agli incentivi, all'interno del decreto-legge curiamo in modo particolare il disagio e la disoccupazione che hanno colpito le fasce giovanili nel nostro Paese con un incentivo che è stato introdotto alla Camera. Rispetto alle esigenze e alle proposte rappresentate dalle opposizioni, abbiamo inoltre accettato di inserire alcuni emendamenti, modificando il testo in caso di conciliazione e abbiamo portato l'offerta di conciliazione, che prima era da 2 a 18 mensilità, a da 3 a 27 mensilità. Riguardo poi ad altri interventi migliorativi rispetto a precedenti normative, anche nei successivi articoli, ad esempio con riferimento ai centri per l'impiego, iniziamo a fare un primo passo migliorativo rispetto al passato, dato che i lavoratori non vedono nei centri per l'impiego italiani il luogo a cui riferirsi per trovare lavoro ed essere inseriti. La Commissione lavoro, con la partecipazione del Ministro, sta svolgendo indagini conoscitive per conoscere meglio la materia e far sì che, come avviene negli altri Paesi europei, anche in Italia i servizi per l'impiego funzionino e queste - consentitemi di dire - sono le fondamenta per una buona riforma del lavoro che, con il decreto dignità, muove i primi passi. Quanto alle causali, già in passato, quando inserite, hanno dimostrato - basta leggere i dati dei monitoraggi - che, successivamente all'inserimento, vi è stato un incremento del lavoro a tempo indeterminato e una diminuzione del precariato in Italia. Ricordo ai colleghi che il precariato, come evidenziano i dati, è aumentato in percentuale importante, troppo importante, in Italia e che forse siamo uno dei Paesi in cui c'è stato e c'è più precariato, laddove vi sono Paesi, come la Germania, che utilizzano il contratto a termine nella misura dell'11 per cento. (Applausi dal Gruppo M5S) . BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRESSA (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 3.0.4, presentato dal collega Nannicini, e per cercare di fare una riflessione brevissima, che però, a mio modo di vedere, tenta di dare un senso ai voti che stiamo per esprimere. Parto da una riflessione fatta dal professor Massimo D'Antona in un suo saggio, secondo il quale la questione centrale per il futuro del diritto del lavoro è quella di equilibrare le protezioni del lavoro oltre la subordinazione, senza rinunciare alla tutela specifica di quest'ultima. L'urgenza di apprestare un nuovo principio regolatore attiene alla dimensione politica della partita. Appunto, la dimensione politica della partita: questo mi sarei aspettato da un Governo del cambiamento e non questa specie di ossessione luddista di distruggere tutto quanto fatto dai Governi Renzi e Gentiloni Silveri. Senatore Paragone, fa paura non la parola dignità, ma la vostra mancanza di cultura del lavoro. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . Ma si sa, ad impossibilia nemo tenetur e l'obbligazione che lei, ministro Di Maio, ha contratto con il Paese si è trasformata in una prestazione impossibile e, con questo provvedimento, diventa tutto più chiaro, soprattutto per i lavoratori. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.4, presentato dal senatore Nannicini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LAUS (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, l'emendamento 3.0.3 mi mette nelle condizioni di fare una breve analisi dal punto di vista del merito e della forma, sapendo che in politica la forma è sostanza. Nel merito, con l'emendamento in oggetto proponiamo delle decontribuzioni a carico del lavoratore pari a un punto percentuale per l'anno 2019, a due punti percentuali per l'anno 2020, a tre punti percentuali per l'anno 2021 e a quattro punti percentuali per l'anno 2022. Da questo emendamento, con tutte le proposte inanellate dal collega Nannicini, emerge in modo chiaro, univoco e non equivoco la proposta politica del Partito Democratico, che è legittima - mi rifaccio all'intervento del ministro Di Maio di ieri, che è stato molto corretto e garbato - così come la vostra proposta è altrettanto legittima, diametralmente opposta alla nostra. Sappiamo e siamo consapevoli che ogni Governo che si è insediato, nella storia della Repubblica, ha avuto l'obiettivo principale del bene comune e, tra gli altri, quello di combattere la precarietà e dare un lavoro dignitoso agli italiani. Nel merito, però, il tema è quale terapia si va a somministrare: il paziente si rivolge a un medico, che gli somministra una terapia; un altro medico gli somministra un altro tipo di terapia; a distanza di tempo si capirà - a volte, non sempre - se c'è una terapia sbagliata. Noi siamo convinti, legittimamente, a differenza vostra, che la terapia contenuta nel decreto dignità sia tossica, sia nociva, sia letale per la dignità del lavoro e per gli italiani. (Applausi dal Gruppo PD) . Tuttavia, ne riconosciamo la legittimità. Quanto alla forma, che in politica è sostanza, ci sono due forze politiche che hanno fatto - e si sono contraddistinte, per la loro relativa cifra - delle battaglie politiche negli ultimi anni e nella campagna elettorale e si sono materializzate nel contratto gialloverde. Ecco, secondo noi, non c'è una coerenza ed invito gli italiani a leggere anche una sola pagina del contratto gialloverde: sul tema del lavoro, secondo noi, ci sono delle incongruenze o, comunque, niente o poco o solo un alito è stato fatto, che trova scarsa forma e concretezza nel decreto-legge dignità. Anzi, ci sono delle sostanziali contraddizioni. E qual è l'altra contraddizione? Che fate un decreto di urgenza e nel momento in cui un Governo propone un'urgenza su alcuni temi, mi viene spontaneo pensare che per prima cosa si prenda almeno spunto dal preambolo di quella pagina dedicata al lavoro. Ebbene, non devo farla io la lettura e non dovete farla voi, la devono fare gli italiani. Ministro Di Maio, sa quando si scoprirà chi ha ragione o torto, al di là della danza di natura dialettica all'interno di quest'Aula? Tra sei mesi. Tra sei mesi ci sarà una sentenza inoppugnabile: ci saranno i dati e quei dati sul lavoro e sull'occupazione dovranno essere comparati con i dati dell'occupazione e della qualità dell'occupazione al 4 marzo. In quel momento, con il monitoraggio, gli italiani vedranno chi ha ragione e chi ha torto. Oggi, noi siamo all'opposizione e voi avete il potere. Però, sfortunatamente per gli italiani e con preoccupazione per noi, quella sarà la sentenza. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.3, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.6. ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, sostengo questo emendamento che è teso a contrastare le false cooperative e ci serve, in fondo, colleghi, per ragionare su quello che stiamo facendo. Lei, Vice Presidente, ha già dichiarato più volte che occorre intervenire contro le false cooperative per la concorrenza sleale, per i diritti dei lavoratori che vengono stracciati e per problemi con la criminalità organizzata. Ora, perché votate no a questo emendamento? Per una ragione molto semplice: per una ragione di propaganda, una propaganda che si tradurrà in un boomerang per voi. Voi non avete posto la fiducia su questo provvedimento, ma avete proceduto peggio che se aveste posto la fiducia, perché nelle Commissioni non avete consentito che ci fosse una discussione reale. Abbiamo fatto una finzione: nelle Commissioni non si è discusso nemmeno dei pareri dell'Ufficio tecnico del bilancio, che ha sollevato questioni cui il Governo non ha risposto: non una risposta. Alla faccia del rispetto del Parlamento! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la rappresentante del Governo, sottosegretario Castelli. Ne ha facoltà. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, chiediamo al collega Errani se può pensare di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno perché il Governo è interessato a questo tema. So che la Commissione competente lo tratterà e il Governo vuole impegnarsi sul tema. PRESIDENTE. Chiedo al senatore Errani se accoglie la richiesta di trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 3.0.6. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, naturalmente accetto, perché si può sempre migliorare: ora state sbagliando, se siete in grado di migliorare lo vedremo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.0.6 non verrà posto ai voti. ASTORRE (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ASTORRE (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Governo che ha accolto questo ordine del giorno. Ritengo che in Commissione industria si debba lavorare riprendendo il disegno di legge sulle false cooperative, al quale abbiamo lavorato nella scorsa legislatura che come i colleghi sanno, va incontro anche all'ordine del giorno del senatore Errani. È un tema da affrontare e che speriamo di risolvere. PRESIDENTE . Senatore Patriarca, direi che l'emendamento 3.0.5 a sua prima firma è abbastanza simile, vuole ritirarlo e farlo confluire nell'ordine del giorno G3.0.6 del senatore Errani? PATRIARCA (PD) . Sì, signor Presidente, chiedo dunque di aggiungere la mia firma all'ordine del giorno G3.0.6. COLLINA (PD) . Signor Presidente, anche io chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno G3.0.6. PRESIDENTE. Ne prendiamo atto. L'emendamento 3.0.5 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.0.7. BERTACCO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERTACCO (FdI) . Signor Presidente, ci chiedevamo se trasformando l'emendamento in ordine del giorno potesse essere accolto. PRESIDENTE . Invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo è contrario. PRESIDENTE . Senatore Bertacco, mantiene l'emendamento? BERTACCO (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.7, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.2, presentato dal senatore Nannicini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Ha chiesto di intervenire la rappresentante del Governo. Ne ha facoltà. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il Governo propone di trasformare quest'emendamento in ordine del giorno. PRESIDENTE . I presentatori intendono accogliere l'invito? BERTACCO (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Ne prendiamo atto. Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G3.0.8 non verrà posto ai voti. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3- bis , già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3- bis , mentre l'ordine del giorno G3- bis .1 è accolto come raccomandazione. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 3- bis .300, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- bis .300, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3- bis .3. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, innanzitutto chiedo se trasformando quest'emendamento in ordine del giorno possa essere accolto, soprattutto perché parla di lotta al caporalato e mai come oggi mi pare davvero importante, così come tutti voi avrete osservato, trattenerci su quest'argomento. L'ha fatto molto brillantemente il ministro Centinaio in Commissione e, in effetti, avevamo tutti accettato il monitoraggio di questa legge, che evidentemente andava fatto ma, per la verità, il MoVimento 5 Stelle si è opposto perché non c'era nel contratto. Io credo, signor Presidente, e, tramite lei, signor Ministro che non vi siano contratti che tengano rispetto ad argomenti di questa portata. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Bisogna combattere questo fenomeno e l'emendamento 3- bis .3, in effetti, fa riferimento ad un'organizzazione pensata all'interno dei centri per l'impiego, là dove evidentemente bisogna istituire un programma di prenotazione, assunzione e riassunzione. Questo emendamento - lo dico, sempre per il tramite del Presidente, al Governo e al Ministro - ha riportato il parere favorevole della Commissione. Non mi trattengo quindi su un fenomeno che conosciamo molto bene, non ci sono i tempi: lo faremo in Commissione, quando il Ministro sarà presente a parlare non con i tempi contingentati, che non ci piacciono, ma con la disponibilità che meritano questi argomenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. Invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi sulla richiesta testé formulata. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il Governo propone la trasformazione dell'emendamento 3- bis .3 in ordine del giorno limitatamente al comma 2 che la senatrice ha posto nell'emendamento, quindi lasciando fuori i commi terzo e quarto. Con tale formulazione l'ordine del giorno è accolto. PRESIDENTE . Essendo stato accolto, l'ordine del giorno G3- bis .3 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- bis .1, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- bis .2, presentato dal senatore D'Arienzo. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3- bis .1 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 3 -ter del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il parere è contrario sugli emendamenti mentre l'ordine del giorno G3- ter. 1 è accolto. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 3- ter .100, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- ter. 100, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3- ter .1 non verrà posto ai voti. Gli emendamenti 3- ter .0.1, 3- ter .0.2 e 3- ter .0.4 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 3- ter .0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- ter .0.5, presentato dal senatore Patriarca e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . COMINCINI (PD) . Signor Presidente, il dispositivo di voto non ha funzionato. PRESIDENTE. Ne prendiamo nota, senatore Comincini. Passiamo all'emendamento 3- ter .0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3- ter .0.6, presentato dal senatore Nencini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi . CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 4. L'ordine del giorno G4.1 è accolto come raccomandazione. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 4.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo presentato all'articolo 4 tre emendamenti molto importanti. Il 4.1, che in parte è stato accolto nel famoso emendamento al decreto-legge milleproroghe, è quello a cui attribuiamo maggiore importanza perché cerca di fare un lavoro più complessivo per affrontare la questione del precariato all'interno della scuola. Chiunque abbia messo mano, in tutti questi anni, al sistema di istruzione italiano, in realtà non ha affrontato quella che è diventata una vera e propria piaga del sistema e che, ovviamente, lo indebolisce. Stiamo parlando di vicende che vanno avanti da Fioroni alla Gelmini: una serie di Ministri che hanno prodotto norme che hanno accavallato, uno dietro l'altro, problemi complessi che, lungi dall'affrontare e ridimensionare il fenomeno, non hanno fatto altro che ampliarlo. Stiamo parlando di precari che comprendono ormai circa 40.000 iscritti nelle GAE, a cui vanno aggiunti altri 420.000 aspiranti insegnanti presenti nelle liste di istituto, oltre ai 120.000 diplomati magistrali. Tutta la questione del precariato scolastico non possiamo dire che non abbia nulla a che vedere con il decreto-legge dignità, dal momento l'obiettivo che si era prefissato il Ministro all'inizio era combattere il precariato. Il precariato nella scuola, Ministro, è una delle piaghe più grandi che abbiamo, forse anche la più significativa e il fenomeno del precariato compromette, a nostro avviso, anche la qualità complessiva della scuola stessa. Con questo emendamento avanziamo una proposta (per carità, certamente una proposta, ma abbastanza articolata) in parte già accolta nell'emendamento approvato al decreto-legge milleproroghe - e, spero che non facciate nulla per annullare quella votazione, perché in parte affronta e risolve questi problemi - per mettere mano una volta per tutte alla questione del precariato all'interno della scuola. Si tratta di un problema, Ministro, che non si risolve - e per questo abbiamo presentato anche l'emendamento 4.12 - soltanto prospettando una soluzione tampone, come quella che si limita a procrastinare di centoventi giorni il licenziamento dei docenti interessati dal Consiglio di Stato, perché non mette al riparo neanche l'anno scolastico. Serve una soluzione complessiva, e con questo nostro emendamento cominciamo a dare indicazioni, a muovere i primi passi per sanare quella che è la punta di uno degli iceberg più grossi nel nostro Paese che è il precariato. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato non approva. (v. Allegato B). Passiamo all'emendamento 4.2, identico all'emendamento 4.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.2, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 4.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. MALPEZZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALPEZZI (PD) . Signor Presidente, tramite lei volevo segnalare la coerenza del ministro Di Maio, che saluto, perché per tutto il decreto-legge dignità è stata mantenuta la linea comune, ossia quella del licenziamento e dell'aumento di precariato. E se per tanti articoli era forse colpa di una manina, sono rimasta sorpresa nel vedere che nell'articolo 4 la manina è stata proprio la sua, signor Ministro, perché il suo Ministero ha dato l'avallo alla trasformazione dei contratti di lavoro per il personale della scuola a tempo indeterminato - leggo dal testo - trasformati «in contratti di lavoro a tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno 2019». Quindi è chiaro, certificato e scritto da loro che il decreto-legge licenzia e crea maggior precariato. (Applausi dal Gruppo PD) . Signor Ministro, sono intellettualmente onesta: so che c'è una sentenza e le sentenze si rispettano sia quando si è maggioranza che quando si è opposizione. So che voi rimpiangete un sacco quella bella opposizione con l'hashtag «io sto con le maestre», che avete utilizzato durante tutta la campagna elettorale: ci siete stati talmente tanto, con le maestre, che nel suo primo decreto-legge, signor Ministro, avete deciso di licenziarle, senza garantire in assoluto la continuità didattica. (Applausi dal Gruppo PD) . E soprattutto, non volere utilizzare - perché, Ministro, non siamo qui a fare ostruzionismo - gli strumenti che il Partito Democratico vi ha lasciato, perché noi con questo emendamento vi chiediamo di non licenziare al 30 giugno 2019, per garantire la continuità didattica, e di utilizzare quelle opportunità che il provvedimento sulla buona scuola ha dato anche a voi, ossia prorogare i contratti. (Commenti della senatrice Ronzulli) . Questo utilizzando il vostro modello, quello che avete in mente, dei concorsi successivi, per poter tenere i contratti fino alla fine di agosto e reiterarli: è il decreto legislativo n. 66 del 2017, la legge delega sull'inclusione, che può essere applicata anche a questo caso. Così potrete spiegare ai maestri perché non avete avuto voglia di utilizzarlo e dal 30 giugno li lascerete a casa. Vi abbiamo chiesto anche un'altra cosa, perché abbiamo capito che avete inteso finalmente, a distanza di tre anni, l'utilità della legge n. 107 del 2015, tanto che all'interno di una delle vostre relazioni tecniche scrivete che la legge n. 107, cioè la buona scuola, ha consentito le basi per l'azzeramento del precariato. Ma siccome a voi non interessa azzerare il precariato, perché avete votato contro quella legge. (Commenti della senatrice Maiorino). Quindi, il precariato non lo volevate azzerare, e che cosa avete fatto? Con l'articolo 4- bis non avete fatto altro che aumentarlo. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Ronzulli). Infatti, se voi non metterete in maniera chiara una data certa per i concorsi, ricreerete un'altra graduatoria che quel precariato lo aumenterà. Aggiungo, signor Ministro: lei ci deve spiegare che cos'ha contro i giovani. (Commenti dal Gruppo M5S) che cosa ha contro i giovani, visto che nei concorsi che voi prevedete, non selettivi, dite che i laureati in scienze della formazione primaria possono partecipare solo se hanno ventiquattro mesi di servizio e non vi rendete conto che i laureati in scienze della formazione primaria, con questa norma che voi create, a questo punto non potranno più lavorare. Non solo: non vi rendete neanche conto di come è composta la facoltà di scienze della formazione primaria, che già prevede al suo interno il tirocinio per questi studenti, i quali sono quindi pronti ad entrare in classe. Ce lo dovete spiegare voi. Ci dovete spiegare anche un'altra cosa: perché avete bocciato e espresso il parere contrario a tutti i nostri emendamenti che potenziano i posti al Sud? Ministro, vi abbiamo chiesto 6.000 posti all'anno. Non vi chiediamo di arrivare ai livelli del Governo Renzi, che in un anno ne ha assunti 140.000. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti dal Gruppo M5S) . Ministro, ne chiediamo 6.000! MONTEVECCHI (M5S) . Ma che dici? RONZULLI (FI-BP) . Ora basta, si vota contro! MALPEZZI (PD) . Questo Governo è un Esecutivo di apprendisti stregoni. Ce ne siamo resi conto ieri con i vaccini. Ce ne rendiamo conto oggi perché fate gli apprendisti stregoni sulla pelle degli italiani e dei bambini. (Applausi dal Gruppo PD . Commenti dal Gruppo M5S) . FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su una realtà molto difficile. Noi abbiamo ereditato una situazione complessa e, come tutte le realtà complesse, non hanno soluzioni semplici. Ciò è noto a tutti ed è chiaro. Non saranno certo, purtroppo, ahimè, degli emendamenti a un decreto-legge a poter risolvere tutte le situazioni della scuola di cui siamo consapevoli, anche perché molti di noi in prima persona hanno vissuto le conseguenze della buona scuola. Detto questo, ci sono delle emergenze... (Commenti del senatore Faraone) . PRESIDENTE.Senatore Faraone, consenta, come è stato consentito alla senatrice Malpezzi, di intervenire. (Commenti del senatore Faraone . Brusio). Senatrice Floridia, prosegua. FLORIDIA (M5S) . #Io sto con le maestre proprio perché, in virtù della necessità di rispettare la sentenza, abbiamo trovato una soluzione che consiste, intanto, nel poter mantenere la continuità scolastica e quindi permettere il prossimo anno a queste maestre di restare al loro posto, con i loro ragazzi. Nel frattempo, si sta pensando a un concorso straordinario, che permetta a queste maestre di rientrare dalla porta principale nella scuola dove hanno diritto di tornare. Il concorso straordinario, ovviamente, tutela ed è necessario per una parte di insegnanti, quelli che, appunto, sono i precari. Per cui, i laureati in scienze della formazione, che, come ben sappiamo, hanno fatto nel loro percorso di studi 500 ore di tirocinio, non sono paragonabili a docenti che nella scuola ci stanno da diversi anni: non possiamo mettere sullo stesso piano 500 ore di tirocinio con anni di precariato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Commenti della senatrice Malpezzi). Proprio per questo seguiranno dei concorsi ordinari biennali nei quali troveranno posto e collocazione i nostri giovani laureati, che hanno anche loro diritto di entrare nel mondo del lavoro. Pertanto questo è un decreto-legge che non risolverà le situazioni della scuola nel suo complesso. Lo sappiamo. Questo è un decreto-legge con cui abbiamo cercato di dare risposta a un'urgenza che abbiamo ereditato e di cui ci facciamo carico senza problemi. Io, noi stiamo con le maestre anche adesso che siamo al Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Avremo modo nelle Commissioni di lavorare nel dettaglio a tutto il resto dei problemi. (Applausi dal Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . FARAONE (PD) . Domando di parlare sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Senatore Faraone, a che ordine dei lavori si riferisce? FARAONE (PD) . Signor Presidente, so benissimo di essere spesso indisciplinato e lei fa bene a rivolgersi verso di me quando, com'è capitato poco fa, ho urlato nei confronti di una collega. Però, mi aspetto da lei lo stesso identico trattamento quando accade il contrario. Siccome la mia collega Malpezzi è intervenuta con parecchi colleghi che hanno sbraitato contro di lei e urlato di tutto e lei non ha detto una parola, le chiederei di utilizzare lo stesso identico trattamento per tutti i senatori in questa Assemblea. Capita troppo spesso che chi presiede abbia verso i colleghi e componenti del Partito Democratico un atteggiamento più ostile rispetto agli altri. Per cui io la richiamo a un atteggiamento che sia più uniforme per tutti i senatori. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Le garantisco che non c'è alcuna maldisposizione. Però con lei vado sempre sul sicuro, senatore Faraone. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP. Ilarità.) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.4, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole: «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.5 e 4.6. Passiamo all'emendamento 4.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire anche per illustrare tutti gli emendamenti presentati da Fratelli l'Italia, ma non mi ha visto. Quindi colgo l'occasione adesso, intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 4.7, per fare un ragionamento... PRESIDENTE.Sull'illustrazione ho chiamato tutti e non ha alzato la mano nessuno. LA PIETRA (FdI) . Io l'ho chiamata, signor Presidente, mi conceda, ho provato a farmi vedere. Comunque mi limiterò a due minuti di intervento. Relativamente al problema causato dalla sentenza del Consiglio di Stato, ricordo a tutti noi che essa riguarda circa 50.000 maestre di scuola materna ed elementare, iscritte nelle graduatorie a esaurimento con riserva, e circa 7.000 insegnanti assunti a tempo indeterminato con clausola risolutiva, dopo aver superato l'anno di prova. Fratelli d'Italia ritiene necessario che si intervenga con una soluzione definitiva e adeguata, non con una soluzione tampone come quella prevista dal decreto-legge, che purtroppo mette solo una pezza provvisoria, rimandando la soluzione del problema che, secondo noi, deve essere al contempo anche rispettosa degli oltre 100.000 insegnanti laureati in Scienze della formazione primaria. La verità - e qui mi meraviglio dell'atteggiamento dei colleghi senatori del PD - è che tutto questo è stato creato dalla buona scuola. La responsabilità è la vostra. (Applausi dai Gruppi FdI, L-SP-PSd'Az, M5S e FI-BP) . La buona scuola ha creato solo una guerra fra poveri, non risolvendo i veri problemi strutturali e organizzativi del comparto della scuola. È giusto anche assumerci ognuno le proprie responsabilità. Ma, nel rispetto delle responsabilità, è paradossale che anche voi, signori del Governo, colleghi della maggioranza, non vogliate dare una risposta certa a questo problema e non vogliate riconoscere la professionalità di chi per anni ha insegnato ai nostri figli. Cosa facciamo, allora? Facciamo rifare le elementari a tutti i ragazzi allievi di quelle maestre che oggi non hanno il riconoscimento della loro professionalità? (Questa chiaramente è solo una provocazione.) Anche in questo caso, rispetto all'enfasi con cui il Ministro ha annunciato il provvedimento, con rispetto ovviamente dei docenti che qualche beneficio potranno pure avere, verrebbe da dire che c'è stato molto rumore per quasi nulla, non avendo risolto il problema alla sua radice. Gli emendamenti proposti da Fratelli d'Italia vanno nella direzione di sanare questa situazione. Mi riferisco, in particolare, agli emendamenti con i quali chiediamo di confermare tutti i docenti assunti che hanno già superato l'anno di prova; oppure a quelli con cui chiediamo la proroga di due anni delle GAE e l'inserimento nelle GAE dei docenti in possesso di uno o più requisiti elencati nell'emendamento stesso. Quindi invitiamo il Governo e la maggioranza ad approvare questi emendamenti, perché sono essenzialmente emendamenti di buon senso, che vanno proprio nella direzione annunciata dal Ministro, quella di combattere la precarietà. In questo caso sono precari di Stato, sono precari creati direttamente da noi, dal Governo. In questa direzione dobbiamo rendere la dignità alle maestre e ai precari della scuola. Infine, vorrei ricordare che non possiamo nasconderci - lo dico ai colleghi di maggioranza - dietro alle sentenze, perché la magistratura applica le leggi, ma noi le facciamo. Quindi, se abbiamo la volontà politica, possiamo risolvere il problema. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «2018/2019». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, sostanzialmente identico all'emendamento 4.11, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.12, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.13, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «di stabilizzare». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.14. Passiamo all'emendamento 4.15, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.15, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.16, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « premettere le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.17 e 4.18. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.19, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.21 a 4.23. Passiamo all'emendamento 4.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.24, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.26, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.27, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.27, presentato dal senatore Causin e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.28, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.29, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «entro la data del». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 4.30, 4.31, 4- bis .1, 4- bis .2 e 4- bis .3. Passiamo all'emendamento 4.32, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.32, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.33, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.33, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.35, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.35, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole «in ruolo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.36. Passiamo all'emendamento 4.34, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.34, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.37, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.37, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.38, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione della prima parte. BERARDI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERARDI (FI-BP) . Presidente, vorrei poi intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento 4.39. PRESIDENTE.Senatore Berardi, intervenga ora perché potrebbe risultare precluso dalla reiezione dell'emendamento 4.38. BERARDI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, ci tenevo a presenziare le ragioni dell'emendamento 4.38, e a leggervi un messaggio arrivato da una di queste insegnanti ai quali l'articolo 4 fa riferimento: «Mentre sgrano il rosario virtuale e rimugino su tutti gli incontri fatti, sui discorsi, le paure e le lacrime e su tutta la vita che mi scorre davanti e sul futuro di cui mi vogliono privare, sento un macigno sul petto. Penso alla famiglia lontana: sacrifici e ancora lacrime. Lo sconforto è misto a quell'esile filo di speranza, che non mi vuole proprio abbandonare. Un filo di speranza testardo, come me. Ripenso alle troppe ingiustizie e sento la vita appesa ad un filo e sento la mia vita sotto il Golgo» (forse sa che si tratta di una delle voragini più profonde d'Europa). Questa lettera è solo una delle centinaia che mi sono arrivate da parte di queste maestre, che oggi si sentono private di qualcosa. Si tratta di insegnanti donne e uomini, che hanno una vita, una famiglia, dei figli e hanno anche la speranza di continuare ad insegnare e a mantenere il proprio lavoro. In questo momento, però, si sentono private di due cose: della dignità e del lavoro. Oggi, votando a favore di questo emendamento, avete la possibilità di ridare dignità e lavoro a 55.000 insegnanti (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.38, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «gli insegnanti». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.39. Passiamo all'emendamento 4.40, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.40, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.42, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.41, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.43, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.44, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.45, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.46, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.47. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, parliamo della disciplina del concorso straordinario per la copertura di posti per la scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, che sarà bandito e riservato esclusivamente ai docenti che negli ultimi otto anni scolastici abbiano svolto almeno due anni di servizio nella sola scuola statale. Forse a questo Governo sfugge che il sistema scolastico italiano è pluralista ed è composto da scuole pubbliche statali e scuole pubbliche paritarie (Applausi dal Gruppo FI-BP), ai sensi dell'articolo 33 della Costituzione italiana, della legge n. 62 del 2000 e di svariate risoluzioni europee. Forse a questo Governo sfugge (e peggio sarebbe se lo si fosse fatto scientemente) che i docenti della scuola dell'infanzia e della primaria esclusi dal dettato della legge hanno gli stessi titoli dei colleghi della scuola statale. Forse a questo Governo sfugge che gli alunni delle scuole dove insegnano questi docenti conseguono un titolo equipollente e sono ammessi al grado successivo senza esame di idoneità. Come si possono contraddire questi aspetti escludendo i docenti della scuola paritaria? Forse a questo Governo sfugge che la formulazione attuale va nella direzione di escludere (e quindi discriminare) una categoria importante, i 200.000 docenti che operano oggi nella scuola pubblica paritaria. Forse a questo Governo sfugge che questo è un limite per la libertà professionale ed è una vera e propria discriminazione professionale. Aggiungo che una recente sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di una docente per il riconoscimento degli anni di servizio svolti nella scuola paritaria e quindi, ai sensi di questo pronunciamento, è inammissibile un dettato che discrimini i docenti che svolgono servizio presso una delle due gambe del sistema pubblico italiano. È una esclusione che penalizza una categoria di docenti che certamente avranno titolo di fare una marea di ricorsi, che ignora che il sistema scolastico di un Paese di diritto come l'Italia deve essere pluralista nella gestione di un servizio pubblico, come avviene anche nella sanità, e che lo Stato di diritto non può, né favorire, né discriminare categorie sociali e istituzioni scolastiche pubbliche di diritto, come avviene nel provvedimento, in cui si fa riferimento a «istituzioni scolastiche statali». (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Fedeli e Pittella) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.47, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.48, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.49, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.50, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: sino a». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.51. Passiamo all'emendamento 4.52, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione della prima parte. LONARDO (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Senatrice Lonardo, è da un bel po' che il tempo a disposizione del vostro Gruppo è esaurito. Vi prego quindi di effettuare interventi brevi. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, la ringrazio oltremodo, sarò velocissima. Dopo cinque leggi di bilancio, sei decreti milleproroghe, un decreto Sud e un decreto vaccini i ricorsi sono ancora qui: ne gravano sulle nostre casse ben 600 dal 2011. Il ministro Bussetti sa molto bene di cosa parla, perché ha partecipato anche lui al concorso del 2011. La legge n. 107 del 2017 è stata una palese iniquità per tutta la classe docente. Noi campani, con commissioni non solo indagate ma addirittura imputate, con commissioni destituite durante lo svolgimento delle prove orali dal direttore dell'ufficio scolastico regionale, siamo ancora qui ad aspettare che si faccia giustizia. Oggi, approvando questi emendamenti, possiamo finalmente ripristinare una situazione di equilibrio e di serenità. Ecco perché annuncio il mio voto favorevole e mi auguro che lo facciano anche il Governo e questa Assemblea. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.52, presentato dai senatori Lonardo e Vitali, fino alle parole «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.53 a 4.55. Passiamo all'emendamento 4.56, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.56, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.57, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.57, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.58, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.58, presentato dal senatore Verducci e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.59, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.59, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G4.1 è improponibile. Passiamo all'emendamento 4.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.2 è improponibile. Passiamo all'emendamento 4.0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.4, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 4.0.3 a 4.0.8 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 4.0.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.9, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.10, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.11, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.12, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4- bis del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Gli emendamenti 4- bis .1, 4- bis .2 e 4- bis .3 sono preclusi dalla reiezione della prima parte dell'emendamento 4.29. Passiamo all'emendamento 4- bis .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.1, presentato dalla senatrice Malpezzi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4- bis .0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4- bis .0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4- bis .0.3, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4- bis .0.4 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo, a nome del Governo, parere contrario su tutti gli emendamenti e propongo di trasformare l'emendamento 5.0.1 in ordine del giorno. Per quanto riguarda gli ordini del giorno, il Governo accoglie come raccomandazione gli ordini del giorno G5.1, G5.2, G5.3, G5.4, G5.6, G5.7, G5.9, e G5.11 e G5.13. Esprimo infine parere favorevole sull'ordine del giorno G5.12. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 05.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 05.2. D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio anche i rappresentanti del Governo che sono presenti. Sono contento che si sia trattenuto oggi anche il ministro Di Maio per seguire questa parte del lavoro di competenza dell'Assemblea. In quest'Aula è stato seduto un importante senatore abruzzese, Silvio Spaventa; è stato un senatore che ha fondato gran parte del diritto amministrativo e ha spiegato a generazioni di studiosi del diritto e anche a generazioni di politici e decisori pubblici che la delibera di un Parlamento non è sicuro che diventi, con immediatezza, con facilità, norma nell'ordinamento. Nel senso che la delibera dell'Assemblea legislativa può anche essere guidata da buone intenzioni, ma poi può avere difficoltà a diventare realtà effettiva, ad avere capacità di miglioramento della realtà effettiva. Penso che la norma del decreto-legge riguardante la dignità delle imprese per quanto concerne il rispetto nei confronti del lavoratore, del territorio, dell'ordinamento nazionale, cioè quella norma che stabilisce delle sanzioni, che fa in modo che ciascuno degli imprenditori che producono ricchezza si comporti responsabilmente, è una norma che, nelle intenzioni, vorrebbe evitare che gli imprenditori siano meri prenditori. Ma ce la fa, questa norma? Secondo noi non ce la fa, per due ragioni di fondo. In primo luogo, perché non si stima e non si è rilevato come già ci sia una norma funzionante del gennaio del 2014, che stabilisce sanzioni efficaci e che impone un vero e proprio contratto di responsabilità. Noi vogliamo che, accanto a ciò che avete previsto, prevediate anche il rischio di una norma del tipo di quella proposta, senza, ad esempio, il "controcanto" necessario di un piano di attrazione degli investimenti per facilitare chi da fuori viene dentro. Siamo consapevoli che delocalizzare, è vero, non significa internazionalizzare, ma noi dobbiamo sanzionare chi si delocalizza, ad esempio, dopo avere preso benefici, come è per la norma già vigente dal 2014, evitando quella specie di pubblicità legislativa che parla di sanzioni pecuniarie che duplichino o arrivino a quadruplicare il livello della sanzione economica a danno del beneficiario. Infatti, voi poi affidate il processo di recupero agli uffici periferici del MISE, che sono le camere di commercio e che non hanno, su questo, nessuna previsione finanziaria per reggere il contenzioso. Non vi potete aspettare che il sanzionato stia lì come san Pancrazio, che dice di sì davanti a ogni tentativo di recupero. C'è allora una norma che già sanziona, c'è una norma che prevede il periodo entro il quale va tenuto un comportamento virtuoso. Deve essere potenziato il lavoro che già è stato fatto in passato riguardante un piano di attrazione di investimenti dalla dimensione internazionale, non solo nel quadro europeo, ma anche in un quadro più ampio, mettendo in campo convenienze fiscali, economiche, tecnologiche, formative ed educative e convenienze della pubblica amministrazione, implementando l'efficienza del sistema infrastrutturale; in una parola, si chiama contratto di sviluppo, che in Italia c'è, come strumento e istituto, ma dobbiamo fare sì che ci sia giacenza economica e finanziaria per dare ad esso ulteriore forza. Per questa ragione l'emendamento 05.2 punta a migliorare; potevamo anche solamente opporci, ma abbiamo voluto anche migliorare, scommettendo sul lavoro istruttorio delle Commissioni, che è risultato affannato, non adeguato e non all'altezza, perché avete impiegato soltanto alcune ore della vostra dedizione per sottoporlo al lavoro genuino di Commissioni e Parlamento. Crediamo che sia possibile migliorare questo decreto-legge - che di qui a qualche ora assumerà la veste della legge - ma vogliamo che un emendamento come questo trovi ruolo, trovi capienza e trovi sito. Per cui mi auguro che il Parlamento abbia un sussulto di autonomia e di capacità istruttoria. (Applausi dal Gruppo PD) . MARSILIO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARSILIO (FdI) . Signor Presidente, l'intervento del senatore d'Alfonso, che ci richiama a temi molto alti, quale il rispetto della Costituzione e delle leggi, stimola una riflessione. Io vorrei chiederle, senatore D'Alfonso, se lei ha già ricevuto la lettera della Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari o se intende nascondersi dietro la burocrazia per ritardare una decisione. (Applausi dal Gruppo FdI, M5S, L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PRESIDENTE. Non c'entra niente. MARSILIO (FdI) . Ma io le faccio un appello amichevole, non semplicemente polemico, perché queste cose non fanno bene alla reputazione della politica. Lei sa bene di essere incompatibile. Ha accettato di farsi eleggere al Senato... PRESIDENTE . Le tolgo la parola per estraneità di materia. (Vivaci commenti del senatore Laus) . RONZULLI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FI-BP) . Mi ha preceduto il senatore Marsilio: non avevo capito se il collega parlava come senatore o come presidente di Regione, e volevo sapere quando intendeva dimettersi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Il suo intervento è altrettanto estraneo. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 05.2, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.2, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.4, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole «contributo pubblico». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.6 a 5.10. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.5, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole «sostegno pubblico». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 5.7 e 5.8. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 5.11. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei intervenire anticipatamente sull'emendamento 5.13, che potrebbe risultare precluso dalla reiezione dell'emendamento 5.11. PRESIDENTE.Intervenga pure, senatore Gasparri. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, la ringrazio per il fatto di concedermi uno spazio breve per l'intervento, visto che i tempi sono esauriti. Vorrei intervenire a sostegno dell'emendamento 5.13 - che potrebbe risultare precluso a seguito della reiezione dell'emendamento 5.11 - per richiamare l'attenzione del Governo e dei colleghi, soprattutto dei colleghi della Lega che con noi hanno condiviso un programma politico-elettorale di tutela del lavoro e dell'impresa, e per osservare che è certamente giusta la giusta lotta a chi agisce in base al principio del "prendi i soldi e scappa" - chi prende incentivi in Italia, chiude aziende e va all'estero va punito severamente - ma le norme già ci sono, colleghi. (Applausi dal Gruppo FdI) . Ci sono i vincoli dei cinque anni; si potevano allungare fino a dieci anni gli impegni di permanenza dell'investimento, ma qua si rischia di fare uno dei tanti errori di questo provvedimento, combattendo non la delocalizzazione, non il "prendi i soldi e scappa", ma l'internazionalizzazione, che è un'esigenza delle nostre imprese e del nostro lavoro. (Applausi dal Gruppo FdI) . Non voglio aggiungere molte considerazioni, ma mi rivolgo ai tanti colleghi che sono qui accanto a me seduti (che poi i senatori del MoVimento 5 Stelle abbiano altri programmi lo sappiamo): anche oggi sul quotidiano «Il Foglio» una serie di presidenti di associazioni imprenditoriali e industriali (tra cui quelle del Veneto, della Lombardia e del Friuli-Venezia Giulia) hanno giustamente fatto un richiamo, spiegando dettagliatamente gli errori contenuti nel provvedimento. Ieri il Vice Presidente del nostro partito, Antonio Tajani, ha quantificato in 130.000 i posti di lavoro che rischiano di essere persi. E così sarà. C'è già il blocco delle proroghe e, nella migliore delle ipotesi, alcune persone verranno prese e altre mandate a casa o le aziende dismesse. Si sta creando un clima psicologico di inimicizia con l'impresa e il lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questa è la realtà di questo decreto; altro che dignità! È il decreto miseria, bugia e disoccupazione! Votate i nostri emendamenti e buttate a mare un testo che fa del male all'Italia. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.11, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole: « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.12 a 5.15. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.16, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.17, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.18, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.19, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.20, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, identico all'emendamento 5.21, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.22, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.23, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.24, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.25, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.26, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole: «contributo pubblico». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.27. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.28, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.29, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.30, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.31, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.32, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.33, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.34, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.35, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.37, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole: «successive modificazioni». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.36. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.38, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.39, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.40, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.41, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.42, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.42, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.43, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.43, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.44, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.45, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, identico all'emendamento 5.46, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.47, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.48, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.51, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole « con il seguente ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.53 a 5.52. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.54, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.55, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.56, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.57, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.58, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.59, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.60, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.60, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole « aggiungere i seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 5.61 a 5.63. Gli ordini del giorno G5.5, G5.8 e G5.10 sono stati ritirati. Ricordo che il Governo si è impegnato ad accogliere come raccomandazione gli ordini del giorno G5.1, G5.2, G5.3, G5.4, G5.6, G5.7, G5.9 e G5.11. Ha accolto, invece, l'ordine del giorno G5.12. Chiedo al primo firmatario, senatore D'Alfonso, se accetta tale proposta o insiste per la loro votazione. D'ALFONSO (PD) . Sì, signor Presidente, accetto la proposta del Governo. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G5.1, G5.2, G5.3, G5.4, G5.6, G5.7, G5.9 e G5.11 sono accolti come raccomandazione. È inoltre accolto l'ordine del giorno G5.12. Il Governo si è impegnato ad accogliere come raccomandazione anche l'ordine del giorno G5.13. Chiedo al primo firmatario, senatore Ciriani, se accetta tale proposta o insiste per la votazione. CIRIANI (FdI) . Sì, signor Presidente, accetto la proposta del Governo. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G5.13 è accolto come raccomandazione. Sull'emendamento 5.0.1 il Governo ha espresso una richiesta di trasformazione in ordine del girono. Chiedo al senatore Ciriani se accetta tale proposta. CIRIANI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.Essendo stato accolto come raccomandazione dal Governo, l'ordine del giorno G5.0.1 non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 5.0.2 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.3, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 6 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.1, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, identico all'emendamento 6.2, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.5, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.7 a 6.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.3, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole «dell'occupazione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.4 a 6.12. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.13, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.14, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.15, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.17, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti: "nei». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 6.18 a 6.16. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.20, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 6.21, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole «Ai fini». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 6.23 e 6.22. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.24, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.25, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 6.26, presentato dalla senatrice Parente e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G6.1 è stato ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere contrario. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.1, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.2, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.3, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.4, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.5, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.6, presentato dal senatore Ferrari, fino alle parole «di acquisizione.». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 7.7 a 7.9. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.10, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 7.11, presentato dal senatore Ferrari, identico all'emendamento 7.12, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 7.13, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori, fino alle parole «la disapplicazione». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 7.0.1. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, ma propone di trasformare in ordine del giorno l'8.0.1, identico all'8.0.2 e all'8.0.3. PRESIDENTE . Chiedo ai presentatori se intendano accogliere l'invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 8.0.1, identico agli emendamenti 8.0.2 e 8.0.3. FLORIS (FI-BP) . Sì, signor Presidente, trasformiamo l'emendamento 8.0.1 nell'ordine del giorno G8.0.1. BELLANOVA (PD) . Insisto per la votazione dell'emendamento 8.0.2. CIRIANI (FdI) . Accolgo l'invito a trasformare l'emendamento 8.0.3 nell'ordine del giorno G8.0.3. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G8.0.1 e G8.0.3 non verranno posti ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.2, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.1, presentato dal senatore Ferrari. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.2, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.4, presentato dai senatori Misiani e Nannicini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 8.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 8.0.5, presentato dal senatore Nannicini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 9 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 9. Quanto agli ordini del giorno, accolgo come raccomandazione il G9.1, il G9.2, il G9.5, il G9.6, il G9.7, il G9.8, il G9.9, il G9.10, il G9.11, il G9.12, il G.13 e il G.14. Sull'ordine del giorno G9.16 esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 9.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.1, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.2, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.4, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.5, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.6, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.7, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.9, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.10, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.11, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.12, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.13. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.14, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori, fino alle parole « la seguente ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9.15 a 9.22. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.23, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.24, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.25, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.25, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.26, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori, sostanzialmente identico agli emendamenti 9.27, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, e 9.28, presentato dal senatore Laniece. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.29, presentato dal senatore Zaffini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 9.32. VITALI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 9.33, che risulterebbe precluso dalla reiezione della prima parte del 9.32. Seppure formulato in maniera ambigua, l'attuale comma 6- bis si presta a interpretazioni e di fatto conferisce una delega al Governo. L'articolo 15, comma 2, lettera a) , della legge n. 400 del 1988 stabilisce che il Governo non può, mediante decreto-legge conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione. Ciò conformemente e in esecuzione del combinato disposto di cui agli articoli 76 e 77, comma 1, della Costituzione. La delega, quindi, può essere conferita soltanto mediante legge, mai tramite decreto-legge, che esproprierebbe il Parlamento della sua funzione principale, di cui all'articolo 70 della Costituzione. Mi rendo conto che questo provvedimento non deve essere modificato e deve essere approvato, però, tenuto conto di quanto sopra esposto, e dell'accoglimento come raccomandazione, in data 2 agosto, dell'ordine del giorno 9/924-A/50, chiedo al Governo almeno di poter trasformare in ordine del giorno l'emendamento 9.33 per avere una formulazione coerente con tutto il sistema in materia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Chiedo alla rappresentante del Governo di pronunziarsi sulla richiesta testé avanzata. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il Governo è contrario. PRESIDENTE . Senatore Vitali, insiste per la votazione? VITALI (FI-BP) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.32, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, fino alle parole «divieto di cui al comma 1». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.33. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.30, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «comma 1». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 9.34 e 9.35. Passiamo all'emendamento 9.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.31, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9.34 e 9.35 sono preclusi dalla reiezione della prima parte dell'emendamento 9.30. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.36, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.37, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.38, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.39, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.40, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.41, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.42, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.53, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.43, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori, fino alle parole «gioco d'azzardo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9.44 a 9.52. Passiamo all'emendamento 9.49, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.49, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori, fino alle parole «l'anno 2020». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.51. Passiamo all'emendamento 9.50, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.50, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.54, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.56, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.56, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 9.55. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.57, presentato dal senatore Vitali, identico all'emendamento 9.58, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.59, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.59, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.60, presentato dal senatore Vitali. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.61, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.61, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.62, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.62, presentato dai senatori Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.64, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, fino alle parole « i seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 9.63, 9.65 e 9.66. Il Governo accoglierebbe l'ordine del giorno G9.1 come raccomandazione. BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, l'intenzione con cui noi abbiamo lavorato anche nella legislatura precedente, a proposito di tutto quanto riguarda il gioco d'azzardo, non è mai stato solo ed esclusivamente orientato a una misura di tipo strettamente economico, ma sempre a tutela del giocatore fragile. Mi riferisco a quello che nella nuova dizione viene definito disturbo del gioco d'azzardo, che dovrebbe sostituire sia le parole «ludopatia» e «azzardopatia». A me sembrava che anche l'istituzione del famoso numero verde, che è stato del tutto escluso e che mi auguravo si potesse trasformare in un ulteriore ordine del giorno, rientrasse nelle misure di tutela delle classi più deboli, che sono notoriamente, da un lato, gli adolescenti e, dall'altro, i pensionati. Intervenire su una funzione di questo tipo prendendosi in carica davvero i bisogni delle persone è più importante che non questa massiva e ossessiva attenzione, che reputo auspicabile, ma impossibile da realizzare, sullo stop assoluto alla pubblicità perché, come in un altro emendamento sostenevo, ci saranno le vittorie straordinarie che riusciranno a incentivare la gente ad andare a giocare sempre e comunque. Tutte le misure di prevenzione richiedono un'attenzione molto forte, che è in capo più al Ministero della salute che non al Ministero del lavoro, a quello dello sviluppo economico o al MEF. Quindi, l'asse con cui noi abbiamo lavorato, anche spostando l'osservatorio verso il Ministero della salute, cerca di mettere al centro dell'attenzione la tutela. Io credo che tutto ciò che si possa e si debba fare in questo caso è un fatto di giustizia stretta. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G9.1, G9.2, G9.5, G9.6, G9.7, G9.8, G9.9, G9.10, G9.11, G9.12, G9.13 e G9.14 sono accolti come raccomandazione. Gli ordini del giorno G9.3, G9.4 e G9.15 sono stati ritirati. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G9.16 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.1, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.2, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.3, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.4, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.5, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.6, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.7, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.0.8, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alle parole «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9.0.9 a 9.0.19. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9.0.11, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori, fino alle parole «superare euro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 9.0.12 e 9.0.13. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.15, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.16, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.17, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.18, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.0.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.20, presentato dal senatore Faraone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9.0.21, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9.0.21, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti agli articoli 9- bis e 9- ter del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 9- bis .1 e 9- ter .1, mentre l'ordine del giorno è stato ritirato. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 9- bis .1. COMINCINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, nella battaglia contro le azzardopatie certamente è importante poter coinvolgere tutti quanti gli attori presenti sul territorio e tutte le articolazioni dello Stato impegnate a diverso titolo e con diversi compiti. Crediamo che questa battaglia, che si arricchisce di un ulteriore provvedimento, debba assolutamente coinvolgere le ASL e i servizi socio-sanitari territoriali. È per questo che, con l'emendamento 9- bis .1, chiediamo di poter inserire, all'interno degli spazi dedicati al gioco, una cartellonistica predisposta dalle ASL stesse, che evidenzi i rischi correlati al gioco d'azzardo. Chiediamo anche di segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza, tesi, da parte sia del settore pubblico che del privato sociale, al supporto delle persone malate di gioco d'azzardo, al loro reinserimento sociale e al sostegno delle loro famiglie, che spesso subiscono danni importanti dal punto di vista psicologico. Chiediamo infine l'accesso degli operatori dei servizi dell'assistenza pubblica e del privato sociale negli spazi dedicati al gioco, perché, con la loro competenza e con le loro capacità, possano verificare quali soggetti sono realmente a rischio e quindi approcciarli e aiutarli in un percorso di recupero. Ora, al netto di tali considerazioni legate a questo specifico emendamento, mi preme sottolineare come il Governo, con questo provvedimento, abbia evidenziato che questi interventi legati al gioco d'azzardo siano delle prime misure, in attesa di un riordino complessivo del settore dei giochi. Qualcheduno in quest'Aula prima diceva che per le realtà complesse non si hanno soluzioni semplici. Ebbene, il rischio di queste pur positive misure è che, se noi le prendiamo singolarmente, le possiamo considerare... (Brusìo) . Signor Presidente, le chiedo se possiamo ottenere attenzione, anche da parte del Governo. PRESIDENTE. Mi scusi lei, senatore Comincini, mi ero distratto un attimo. Governo, per cortesia. Senatrice Vono, mi scusi. COMINCINI (PD) . Grazie, signor Presidente. Dicevo che queste misure, prese nella loro cartaceità - come direbbe un illustre collega - possono anche sembrare positive, ma il rischio è quello di una possibile inefficacia del loro insieme, perché, senza un'operazione che riguardi la possibilità di eliminare altre macchinette dalle sale gioco, queste misure legate alla pubblicità rischiano di essere assolutamente inefficaci. Voglio ricordare che i Governi precedenti sono riusciti a portare da 378.000 a 265.000 le macchinette legate al gioco, con una riduzione superiore al 30 per cento. Certamente queste misure hanno un'efficacia importante, perché riducono gli spazi per il gioco. Quindi ben venga l'impegno, da parte del Governo, a operare in una maniera più completa su questo settore, ma vorrei ricordare al Ministro e Vice Presidente del Consiglio che a febbraio, durante la campagna elettorale, più volte egli si è espresso con affermazioni tese a sottolineare la necessità di semplificare le norme: c'è bisogno di meno leggi, c'è bisogno di eliminare alcune leggi. Forse, signor Ministro, sarebbe stato utile non avere fretta di inserire queste importanti misure in un decreto-legge, dal momento che dichiarate di voler intervenire in maniera più organica su tutto il settore. Queste misure, che hanno una loro positività (lo ripeto), ma sono sganciate da provvedimenti tesi a ridurre in maniera significativa - come è già stato fatto nel recente passato - gli spazi dedicati al gioco, rischiano di essere inefficaci. Vi chiedo quindi, nei provvedimenti che assumerete in futuro su questo tema, di considerare la gamma completa degli interventi: la riduzione degli spazi, l'informazione, il coinvolgimento dei servizi di assistenza socio-sanitaria territoriali e tutto quanto il terzo settore, in modo particolare in questi anni, ha segnalato come misure utili per intervenire in maniera significativa su questo delicato settore. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . FLORIS (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIS (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei sottoscrivere l'emendamento e vorrei chiedere al Governo di valutare la possibilità di trasformarlo in un ordine del giorno. PRESIDENTE. Questo lo deve chiedere il presentatore. Senatore Comincini, il senatore Floris vorrebbe sottoscrivere il suo emendamento e chiedere al Governo di valutare la possibilità di trasformarlo in un ordine del giorno. Lei è d'accordo? COMINCINI (PD) . Sono certamente favorevole alla sottoscrizione, ci mancherebbe altro, ma chiedo di mettere ai voti l'emendamento. MANTERO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANTERO (M5S) . Signor Presidente, nel merito, l'emendamento del collega Comincini riguarda aspetti di competenza delle Regioni, in quanto i compiti delle aziende sanitarie locali (ASL) e il modo in cui tali tematiche vengono affrontate a livello locale sono competenza della sanità regionale e in molte Regioni che hanno recepito il cosiddetto decreto Balduzzi queste cose vengono già fatte. Ovviamente ci auguriamo che siano ampliate e portate a livello nazionale, come anche il numero verde proposto dalla collega senatrice Binetti, sicuramente un'iniziativa importante, che porteremo avanti con una proposta di legge di natura parlamentare. Quello in esame è però un decreto-legge, con il quale abbiamo ritenuto di intervenire su una situazione di urgenza, perché ormai il dilagare dell'azzardo sul territorio nazionale e l'aumento sconsiderato dell'offerta, che hanno portato avanti, in perfetta continuità, per vent'anni i Governi di centrodestra e di centrosinistra, hanno fatto diventare l'azzardo la seconda azienda italiana, con un milione di malati di azzardo e due milioni di persone a rischio. Capisco i colleghi del centrosinistra - o meglio, del Partito Democratico: non so se si può ancora dire centrosinistra - molti dei quali avevano sottoscritto la proposta di legge per il divieto totale della pubblicità, nella scorsa Legislatura, senza vederla attuata, se non per quel ridicolo divieto parziale, che si è rivelato completamente inefficace. Abbiamo infatti visto il divieto della pubblicità, limitato alle televisioni generaliste e ad orari che addirittura non andavano neanche oltre la fine delle partite: quindi, se un ragazzino inizia a vedere la partita col genitore, rischiava di vedere la pubblicità di Intralot nel secondo tempo. Capisco dunque che i colleghi possano trovare difficile digerire che noi, dopo sessanta giorni, abbiamo già fatto quello che per anni hanno raccontato e non hanno mai concluso. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Abbiamo affrontato delle lobby , che non hanno mai osato toccare e, anzi, le hanno assecondate per anni (Applausi dal Gruppo M5S) . Lo hanno fatto i Governi di centrodestra e di centrosinistra, in perfetta continuità, come dicevo, dal cosiddetto decreto Abruzzo, che ha sdoganato le videolottery , facendo diventare gli abruzzesi i più dipendenti dall'azzardo, invece che venire incontro ai danni del terremoto, al Governo Letta, che ha fatto un ulteriore sconto sulle sanzioni per l'evasione delle concessionarie, fino alla circostanza che ha visto far scadere la delega fiscale e al tentativo di divieto della pubblicità, che era già nella delega fiscale ed è stato fatto saltare da un emendamento, approvato qui al Senato e proposto dal senatore Nencini; ci sono poi tanti altri esempi. Avete fatto qualcosina, qualche finta, come appunto il divieto parziale della pubblicità o la riduzione delle slot machine . È vero, avete iniziato la riduzione delle slot , ma, in sostanza, avete fatto quanto vi hanno detto ancora una volta i concessionari, ovvero spostare le offerte verso le videolottery , che sono molto più pericolose, e abbandonare un settore, che ha una filiera lunga e che ai concessionari rende poco, abbandonando così le slot , che non rendono. Se in un bar si passa da tre a due slot , semplicemente si concentra il raccolto nelle due slot che rimangono: non è quella la soluzione, non è ridurre del 30 per cento le slot , ma è iniziare a mettere un freno a questo settore... (Commenti dei senatori Bellanova ed Endrizzi) . PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore. MANTERO (M5S) . ...iniziando ad invertire la tendenza, andando verso un calo costante dell'offerta e di conseguenza del raccolto, che riporterà il fenomeno ad un livello accettabile. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Comincini). PRESIDENTE . Sottosegretario Castelli, le chiedo una rivalutazione rispetto alla trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 9- bis .1 del senatore Comincini. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Il parere del Governo resta contrario. FARAONE (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. FARAONE (PD) . Signor Presidente, io non capisco perché si voglia per forza polemizzare su un tema che dovrebbe vedere tutto il Parlamento consenziente nell'approvazione. Tra l'altro dagli interventi è emerso proprio questo, tranne la polemica fatta inutilmente dal ministro Di Maio quando disse che il centrosinistra era per le lobby del gioco d'azzardo. Con gli emendamenti presentati e con gli atti che abbiamo compiuto quando eravamo al Governo non avevamo nulla da dimostrare, ma siamo andati in una direzione totalmente opposta e mi meraviglia il fatto che la maggioranza non abbia votato queste proposte. L'unico elemento di contraddizione che noto è il provvedimento stesso che ci è stato presentato oggi. Ci dovete spiegare - lo chiedo soprattutto ai parlamentari di maggioranza intervenuti su questo tema - come mai dite di essere contrari a questo tipo di intervento e favorevoli all'abolizione della pubblicità sul gioco d'azzardo, mentre ancora nessuno ci ha detto perché nel provvedimento continuate a mantenere le stesse entrate che sarebbero state previste qualora questa pubblicità non fosse stata negata (Applausi dal Gruppo PD) . Su questo tema perché il Ministro non risponde? La verità è che il nostro Governo, con l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), con il collegato fiscale, con le proposte contenute nell'accordo del 2017 con le Regioni e con gli emendamenti presentati, era andato in questa direzione. Voi avete bocciato tutti gli emendamenti, quindi smettetela di fare gli ipocriti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- bis .1, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- ter .1, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G9- ter .1 è ritirato. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti agli articoli 9 -quater e 9- quinquies del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, il parere del Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quater .1, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quater .2, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quater .3, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quater .4, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quater .5, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 9- quater .6 e 9- quater .7 sono improponibili. L'ordine del giorno G 9- quater .1 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 9- quinquies .1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .2, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9- quinquies .3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .3, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ordine del giorno G9- quinquies .1 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 9- quinquies .0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 9- quinquies .0.1, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori, fino alle parole: «Al fine di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 9- quinquies .0.2 a 9- quinquies .0.12. Passiamo all'emendamento 9- quinquies .0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.3, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.6, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.8, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.13, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.16, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9- quinquies .0.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.14, presentato dal senatore Comincini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'emendamento 9- quinquies .0.18 la 5 a Commissione ha espresso parere condizionato alla riformulazione. Poiché i presentatori sono contrari a modificare l'emendamento nel senso indicato dalla 5 a Commissione, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.18, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 9- quinquies .0.19, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 9- quinquies .0.19, presentato dal senatore Mirabelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 10 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno presentati all'articolo. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI all'indirizzo del presidente Calderoli, che lascia la Presidenza). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 12,02) PRESIDENTE . Dopo pretenderei un applauso anch'io, però. (Applausi all'indirizzo del presidente Alberti Casellati). Grazie. L'emendamento 10.2 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.3, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 10.4, identico all'emendamento 10.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.4, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, identico all'emendamento 10.5, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.6, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.7, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.8, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 10.9 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.11, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.12, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 10.13, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 10.14 e 10.15. Gli ordini del giorno G10.1 e G10.2 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G10.3, presentato dai senatori D'Alfonso e Patriarca. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 10.0.1 a 10.0.30 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 10.0.31, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 10.0.31, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 10.0.32 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, invito a trasformare in ordine del giorno l'emendamento 11.8, identico agli emendamenti 11.6 e 11.7. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.2, presentato dal senatore D'Alfonso. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.3, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11.4. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . La rappresentante del Governo ha espresso un invito a trasformare l'emendamento 11.6, identico agli emendamenti 11.7 e 11.8, in un ordine del giorno. Invito i presentatori a pronunziarsi su tale proposta. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, accolgo la richiesta del Governo. GRIMANI (PD) . Signor Presidente, anch'io accolgo la richiesta del Governo. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, anche noi accogliamo la richiesta del Governo. PRESIDENTE . Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G11.6, G11.7 e G11.8 non verranno posti ai voti. Passiamo all'emendamento 11.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11.9, presentato dal senatore Steger e da altri senatori, fino alle parole «di cui al comma 6». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 11.10 e 11.11. L'emendamento 11.0.1 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11- bis del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, invito a trasformare in un ordine del giorno l'emendamento 11- bis .0.1. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .1, presentato dal senatore Grimani. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 11- bis .2, presentato dal senatore Laforgia e da altri senatori, fino alle parole «al comma 913». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 11- bis .3. Passiamo all'emendamento 11- bis .4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .4, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- bis .6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .6, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .7, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- bis .8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .8, presentato dal senatore Sciascia e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 11- bis .9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11- bis .9, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 11- bis .0.1, su cui il Governo ha espresso l'invito a trasformarlo in un ordine del giorno. Accoglie tale richiesta, senatrice Toffanin? TOFFANIN (FI-BP) . Sì, Presidente. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G11- bis .0.1 non verrà posto ai voti. L'emendamento 11- bis .0.2 è improponibile. Passiamo all'esame degli emendamenti e dell'ordine del giorno riferiti all'articolo 12 del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti 12.9, 12.10, identico agli emendamenti 12.11 e 12.12, e 12.0.1, chiediamo che siano trasformati in ordini del giorno, su cui esprimiamo parere favorevole. Sui restanti emendamenti esprimiamo parere contrario. Per quanto riguarda l'ordine del giorno G12.1, il Governo è favorevole a un suo accoglimento come raccomandazione. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 12.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 12.1, presentato dal senatore Comincini, fino alle parole « Sopprimere l'articolo ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 12.2 e 12.3. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.4, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.6, identico all'emendamento 12.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.6, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, identico all'emendamento 12.7, presentato dal senatore De Poli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.8, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.9, su cui il Governo ha avanzato un invito a trasformarlo in ordine del giorno. Chiedo ai presentatori se accolgono tale richiesta. BERTACCO (FdI) . Sì, Presidente, l'accogliamo. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.9 non verrà posto ai voti. Passiamo all'emendamento 12.10, identico agli emendamenti 12.11 e 12.12, su cui il Governo ha avanzato l'invito a una trasformazione in ordine del giorno. Chiedo ai presentatori se accolgono tale richiesta. DE POLI (FI-BP) . Accogliamo l'invito del Governo. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Sì, Presidente, l'accogliamo. BERTACCO (FdI) . Accettiamo di trasformare l'emendamento 12.12 in un ordine del giorno. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.10 non verrà posto ai voti. Senatore Causin, il Governo è favorevole ad accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione. Insiste per la votazione? CAUSIN (FI-BP) . No, non insisto. PRESIDENTE. Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G12.1 è accolto come raccomandazione. Senatore Ciriani, accoglie la proposta del Governo di ritirare l'emendamento 12.0.1 e trasformarlo in ordine del giorno? CIRIANI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE.Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G12.0.1 non verrà posto ai voti. Gli emendamenti 12.0.2 e 12.0.3 sono improponibili. Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12- bis del decreto-legge, già illustrati, su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere contrario sui tutti gli emendamenti presentati. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12- bis .1, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12- bis .2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima partedell'emendamento 12- bis .2, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole «nell'anno precedente». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 12- bis .3. Gli emendamenti da 12- bis .0.1 a 12- bis .0.6 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 12- bis .0.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12- bis .0.7, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12- bis .0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12- bis .0.8, presentato dalla senatrice Bellanova e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12- bis .0.9, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12- bis .0.10, presentato dal senatore Ferrazzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13 del decreto-legge, già illustrati, e su cui invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.1, presentato dal senatore Comincini, identico agli emendamenti 13.2, presentato dal senatore Ciriani e da altri senatori, e 13.3, presentato dalla senatrice Sbrollini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.4 , su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.4, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.5, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.6, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.7, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.7, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 13.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 13.8, presentato dal senatore Comincini, fino alle parole « secondo periodo ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 13.9 a 13.11. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 13.12, presentato dal senatore D'Alfonso e da altri senatori, fino alle parole: « il comma ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 13.13 a 13.15. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.16, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.17, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 13.18, presentato dal senatore Comincini fino alle parole «è incrementato di». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 13.19. Passiamo all'emendamento 13.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 13.20, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori, fino alle parole « con le seguenti ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 13.21. Passiamo all'emendamento 13.22, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 13.22, presentato dalla senatrice Malpezzi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 13.0.1 a 13.0.3 sono improponibili. L'emendamento 14.0.1 riferito all'articolo 14 è improponibile. Gli emendamenti Tit.1 e Tit.2 risultano preclusi. Onorevoli colleghi, previi accordi intercorsi tra i Gruppi, le dichiarazioni di voto avranno luogo a partire dalle ore 14. Dopo il voto finale, intorno alle ore 15,15, si svolgerà l'informativa del Governo sui tragici incidenti di Bologna e Foggia. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, intervengo solo per sapere se è prevista la sconvocazione delle sedute delle Commissioni in concomitanza con la ripresa dei lavori dell'Aula. PRESIDENTE . Senatore Casini, la Presidenza si è attenuta agli accordi intervenuti tra i Gruppi. In ogni caso, non essendovi le condizioni per il loro svolgimento, dispongo la sconvocazione delle sedute delle Commissioni previste in concomitanza della ripresa dei lavori dell'Aula alle ore 14. Sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 12,23, è ripresa alle ore 14,04) . Presidenza del vice presidente TAVERNA CARIO (Misto-MAIE) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CARIO (Misto-MAIE) . Signor Presidente, signor Ministro, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, il MAIE, movimento associativo espressione degli italiani nel mondo in questo Parlamento, apprezza e valorizza la volontà del Governo di dare un segnale che il Paese si sta veramente avviando verso un'epoca di riforme strutturali. Noi del MAIE riteniamo necessaria e benvenuta la semplificazione degli adempimenti in materia fiscale a carico di professionisti e imprese. In particolare, troviamo fondamentale l'iniziativa di combattere la precarizzazione del lavoro dei nostri giovani. Condividiamo anche la norma del decreto-legge rivolta a non permettere che le imprese percepiscano un aiuto statale e possano delocalizzare omettendone compromessi sociali e impositivi. Per ultimo, pensiamo che sia giusto abolire gli spot pubblicitari per il gioco d'azzardo: la ludopatia distrugge le famiglie e cause danni individuali e sociali gravissimi. Signor Presidente, per questi motivi dichiaro il voto favorevole del MAIE alla conversione in legge del decreto-legge dignità. (Applausi dal Gruppo Misto-MAIE) . UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, premetto che condivido gli obiettivi del decreto dignità che il ministro Di Maio ha riassunto in quattro punti: lotta al precariato, lotta alla ludopatia, lotta alle delocalizzazioni e alla sburocratizzazione. Quello che non mi convince è il vostro metodo. Non c'era l'urgenza per fare un decreto-legge, convocandosi in agosto e nel fine settimana, senza lasciare spazio alle opposizioni per apportare migliorie. Non mi convince neanche che, invece di cercare di migliorare tante cose che i vostri predecessori hanno fatto - come, ad esempio, il jobs act , che ha creato posti di lavoro - volete per forza cambiare tutto, perdendo quanto di buono ha fatto il precedente Governo. (Applausi dal Gruppo PD) . Temo che togliere flessibilità al mercato del lavoro distruggerà posti i lavoro, senza crearne di stabili. Il rischio di alimentare solamente il turnover e i contenziosi giudiziari è molto concreto. Inoltre, non ci convince la nuova normativa sui voucher , che è troppo stringente per il settore turistico e non sono state prese in considerazione le richieste del volontariato, del commercio, degli enti locali. Anche qui la fretta non ha permesso di scrivere una norma adeguata. Con un disegno di legge, ma anche con un approccio diverso nell' iter del provvedimento, noi crediamo si sarebbe potuta scrivere una legge all'altezza delle aspettative iniziali. Purtroppo così non è stato. Per tutte queste ragioni il nostro Gruppo esprimerà voto negativo. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV e PD)) . LAFORGIA (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAFORGIA (Misto-LeU) . Signor Presidente, noi non sosterremo il provvedimento in esame e voteremo contro, ma non per una ragione pregiudiziale; tutt'altro. Quando il ministro Di Maio, che in questo momento non vedo presente in Aula - probabilmente è in una pausa tecnica - ha iniziato a delineare i contorni del decreto-legge, prima ancora di conoscerne il contenuto siamo stati incuriositi. La nostra curiosità è stata mossa dal lancio del decreto-legge, perché in quel lancio c'era un'ambizione molto forte, che noi condividiamo. Anzi, dico di più: dovrebbe essere un'ambizione condivisa da tutte le forze politiche in modo trasversale. L'ambizione era quella di immaginare uno strumento che fosse il primo passo, ma un passo importante, verso la lotta senza quartiere alla precarietà. E noi questo obiettivo lo condividevamo quando l'abbiamo ascoltato dal ministro Di Maio, e continuiamo a condividerlo. Per la verità, forse dovremmo iniziare a citare le cose con nomi diversi: più che di precarietà, in questo Paese dovremmo iniziare a parlare di vero e proprio sfruttamento, in molti casi, in molte circostanze, in molti contesti. Così come erano sfruttati quei lavoratori che ieri hanno perso la vita nell'incidente che è stato ricordato anche in quest'Aula: è stata chiamata la strage degli sfruttati. In questo Paese dovremmo iniziare ad usare siffatto termine. Noi quell'obiettivo lo condividiamo. Signor Presidente - dico a lei e per il suo tramite ai membri della maggioranza e agli esponenti del Governo - c'è però una distanza molto forte, persino incolmabile, tra l'ambizione di quel titolo, la dignità, l'ambizione di quell'obiettivo e il contenuto di quel decreto-legge, gli effetti reali che esso dispiegherà. Intendiamoci: lo dico pensando che alcune misure contenute nel provvedimento vanno esattamente nella direzione che anche noi abbiamo auspicato in questi anni, e cioè un segnale di discontinuità rispetto a quelle politiche che non abbiamo condiviso - come, ad esempio, nella scorsa legislatura - quando incredibilmente un partito che avrebbe dovuto presidiare il campo dei progressisti non solo non l'ha fatto, ma in quel campo ha prodotto lacerazioni emanando provvedimenti come il jobs act che - dal mio punto di vista - hanno rappresentato la prima vera, grande lacerazione tra quella proposta politica e un intero popolo. Parti di quel popolo poi hanno rivolto la loro attenzione - come è noto e come sappiamo - dal 4 marzo verso altre forze politiche. Noi pensiamo, quindi, che sia stato un errore fare quelle scelte e che alcune misure contenute nel provvedimento in esame vadano esattamente nella direzione giusta. Penso - ad esempio - alla stretta che questo Governo ha immaginato sul tempo determinato. Ed è una stretta giusta che vede il problema. Certo, se avessimo avuto una dialettica normale tra maggioranza e opposizioni e avessimo potuto esercitare la nostra funzione di parlamentari nella piena autonomia; ovvero se non avessimo incontrato quel muro che la maggioranza ha messo di fronte a una discussione che avrebbe dovuto essere più libera, forse qualche consiglio, qualche aggiustamento e qualche modifica sostanziale si potevano apportare anche a misure che hanno un obiettivo positivo. Sul tempo determinato - per esempio - abbiamo detto, in punta di piedi, di prestare attenzione perché, per effetto del combinato disposto della riduzione dei termini, dei mesi, del tempo; per il fatto che la causa venga messa dopo i dodici mesi e non subito e l'aumento del contributo, si può innescare una sorta di meccanismo che, per effetto di eterogenesi dei fini, va esattamente nella direzione opposta a quella che si prefigge il Governo, e cioè anziché limitare l'uso e l'abuso del tempo determinato lo favorisce a detrimento invece della forma del tempo indeterminato, che dovrebbe essere quella privilegiata. Ad esempio, sull'indennizzo riguardante i licenziamenti illegittimi abbiamo detto di prestare attenzione anche ai licenziamenti che nascono dalle conciliazioni piuttosto che dai vizi di forma. La nostra banale previsione è che, non avendo messo mano a questo aspetto, nei prossimi mesi e nei prossimi anni si determinerà un aumento piuttosto drammatico dei licenziamenti per vizi di forma dietro i quali si nascondono evidentemente altri tipi di discriminazioni. Si trattava di accorgimenti che nessuno ha voluto prendere in considerazione, perché abbiamo fatto una discussione - come ho già avuto modo di sostenere ieri in un intervento - in Commissione nella nostra splendida solitudine di opposizioni e nell'assoluta afonia di una maggioranza passata dall'essere nella scorsa legislatura molto baldanzosa e, persino, a tratti rivoluzionaria ad essere ora connotata da aplomb istituzionale degna delle migliori sale da tè d'Inghilterra. Noi ci aspettiamo un'interlocuzione un po' più serrata con la maggioranza. Naturalmente non ho il tempo che, giustamente, si è preso ieri il Ministro per illustrare la complessità del provvedimento e, quindi, non posso intervenire su tutto. Mi concentrerò, pertanto, sugli aspetti che ci colpiscono particolarmente. Credo siano due gli aspetti esemplari rispetto alle questioni di cui forse avremmo dovuto discutere e dovremmo discutere nei prossimi mesi. Innanzitutto, noi siamo tra quelli che si sono opposti a una scelta molto scellerata e sciatta. Mi riferisco a quando l'ultimo Governo della scorsa legislatura ha cancellato con un tratto di penna i voucher perché aveva paura di essere investito da un referendum popolare promosso dalla più grande organizzazione sindacale di questo Paese. Ci siamo opposti perché bisognava fare un ragionamento più lucido e pacato. Bisognava - ad esempio - preservare l'utilizzo dei voucher per alcuni limitati ambiti di lavoro domestico, ma anche eradicare in modo definitivo quello strumento da tutti gli altri settori perché dall'agricoltura, alla ristorazione, ai servizi, al commercio il suo utilizzo ha rappresentato semplicemente un meccanismo di moltiplicazione della precarietà e dello sfruttamento. E invece questo Governo ha pensato bene di mettere mano di nuovo a tale strumento, che tornerà drammaticamente a essere quello che è stato in passato: un moltiplicatore di abusi e di sfruttamento. C'è poi un atteggiamento incomprensibile su questo punto, che non è tanto e solo determinato dalla distanza tra gli impegni che alcuni esponenti di questa maggioranza hanno assunto in passato e ciò che invece non hanno fatto in questa circostanza. Mi riferisco in particolare all'impegno di ritornare a parlare nel nostro Paese della possibilità di reintrodurre l'articolo 18 sui licenziamenti illegittimi. È una scelta incomprensibile, perché penso che sarebbe stato un atto quasi dovuto tornare a parlare insieme, anche qui, trasversalmente alle forze politiche, della possibilità che il Paese torni a essere un pochino più civile di quanto lascia oggi, in relazione alla necessità di introdurre uno strumento minimo di tutela, per cui un lavoratore, se viene licenziato senza giusta causa (e cioè illegittimamente), possa essere nelle condizioni di decidere lui stesso tra la monetizzazione del suo licenziamento oppure optare perché la sua causa venga decisa da un giudice, che può anche reintegrarlo nel posto di lavoro. Ciò ha rappresentato un argine minimo per la civiltà giuridica del nostro Paese, e io dico per la sua civiltà. Non si è immaginato di ricominciare a parlare di questo tema, che non è un feticcio del passato, perché l'articolo 18 ha riguardato milioni di lavoratrici e di lavoratori. Averlo eliminato ha voluto dire non solo eliminare un diritto che spettava esattamente a quei lavoratori, ma anche aver reso più fragili i lavoratori che comunque non ne beneficiavano. I diritti nel mondo del lavoro sono un filo che lega le lavoratrici e i lavoratori e, se tu ne togli ad alcuni, anche gli altri diventano più deboli. Io penso che di questo bisognerebbe ricominciare a parlare. Lo dico - e chiudo davvero, signor Presidente - non perché penso che parlare di questo sia sufficiente per poter ricominciare a immaginare un futuro per il nostro Paese e la modalità con cui esso si risolleva. Penso, invece, che si debba chiudere la stagione nella quale si pensa e si è pensato, a destra e a sinistra, che, per far ripartire il Paese, occorra manomettere le regole del mercato del lavoro. No, torniamo a parlare di politiche industriali, di investimenti pubblici, di occupazione di qualità, di riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Parliamo di tutto questo e, se lo facciamo insieme, credo che ridaremo sì dignità ai lavoratori, ma ridaremo dignità anche alla politica. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU) . DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, premetto che siamo lieti di vederla al suo posto a presiedere quest'Assemblea. (Applausi dai Gruppi FdI, M5S e L-SP-PSd'Az) . Egregi colleghi e signori del Governo, il mio intervento oggi non sarà morbido nei confronti del decreto-legge in esame, ma vorrà essere come il DNA del Gruppo politico Fratelli d'Italia, il DNA di una forza di opposizione che vuole prima di tutto essere una forza di costruzione e proposizione. Quindi, se noi diremo "no" - come diremo - a questo decreto-legge, lo diremo motivandolo e soprattutto spiegando il perché. Al momento di tristezza che raggiungerà gli imprenditori non appena in queste ore verrà approvato il decreto-legge dignità, noi invece attireremo contestualmente delle proposte politiche concrete e a costo zero, che un'ora fa abbiamo presentato alla stampa con la nostra presidente Giorgia Meloni nelle aule parlamentari. Quindi, caro ministro Di Maio - che con piacere le vedo qui in Aula - parliamo di un decreto-legge dignità. Io però mi sono posto una domanda e me la sono posta, signor Presidente, soprattutto in occasione delle serate e delle quasi nottate che passato assieme ai vostri amabili colleghi nelle Commissioni finanze e lavoro. Mi sono chiesto perché abbiate chiamato decreto dignità un decreto-legge che, purtroppo - lo dico da cittadino prima che da politico - ritengo sarà il decreto della disoccupazione e del lavoro nero. Ho cercato davvero, senza pregiudizi, di calarmi nel vostro pensiero, nella lettura delle vostre norme e nella filosofia che le ha improntate e, al di là delle buone intenzioni che vi posso riconoscere, non sono stato davvero capace di intravedere un motivo per dare un accenno positivo a quelle norme fondamentali sul lavoro, che sono parte integrante del decreto-legge al nostro esame. Si tratta di un decreto-legge che, però, forse - a questo sono arrivato un po' dopo - potrebbe essere stato da voi costruito in modo propedeutico ad un'altra filosofia, che non è quella di creare nuovi posti di lavoro e di creare fiato per le imprese e per la nostra economia, ma è quella piuttosto di arrivare alla decrescita felice. Se l'obiettivo è quello, allora forse ha senso parlare di decreto-legge dignità. Se l'obiettivo è la decrescita felice, allora forse una ragione la trovo. Se l'obiettivo è quello di giustificare il reddito di cittadinanza e quindi l'assistenzialismo, allora forse trovo una ragione nel decreto-legge dignità. Altrimenti è difficile trovare dignità in norme che ragionano contro il mercato e contro le esigenze delle imprese, ma anche e soprattutto delle piccole e medie imprese, che sono l'ossatura del nostro territorio e dalle quali, in queste ore - come sapete benissimo anche voi, cari colleghi - sta giungendo un grido di dolore, che arriva ad ogni senatore e ad ogni deputato. Non è tanto la Confindustria, che tante volte va a braccetto con la CGIL, come qualche volta avviene anche in queste Aule, ma sono le associazioni dei piccoli imprenditori che stanno rispondendo con rabbia a questa normativa restrittiva e sanzionatoria, a questi lacci e lacciuoli, che vengono apposti al mercato del lavoro. Lo possiamo anche vedere analiticamente, perché i primi tre articoli, che costituiscono l'impostazione base del decreto-legge per quanto riguarda il lavoro, dicono innanzitutto - cito «Il Sole 24 Ore» di ieri - che in cinque mesi avremo quattro regimi diversi. Ciascuno di noi capisce come un imprenditore, che in cinque mesi si trova ad avere quattro regimi diversi, già di per sé, a prescindere dal merito, è messo in difficoltà. Quindi, a prescindere dal merito, che tutti abbiamo evidenziato nei nostri emendamenti, anche la procedura tecnica di applicazione creerà problemi alle imprese. Quindi questa non è dignità, ma è un voler creare ostacoli a chi fa impresa. A proposito dei voucher , avete sì riaperto minimamente e blandamente a quei voucher che il Partito Democratico, sotto dettatura della CGIL, aveva eliminato, però lo avete fatto in un modo più che altro di facciata e non nella sostanza. Faccio il caso delle imprese turistiche alberghiere: in tal caso allargate alle imprese fino ad otto dipendenti il novero di quelle che possono beneficiare dei voucher . Vorrei però chiedervi quante aziende alberghiere conoscete, a meno che non facciano ricorso al lavoro nero, che hanno fino ad otto dipendenti, perché già se ne hanno nove non potranno più ricorrere ai voucher nei picchi di lavoro e nei momenti di stagionalità. Non parliamo poi di quelle imprese che lavorano a fianco delle imprese alberghiere, come quelle della ristorazione e della pubblica somministrazione: tutte queste imprese sono escluse dai voucher, e ne è ben felice la CGIL, e quindi ricorreranno, come hanno sempre fatto, al lavoro nero. Ecco perché mi chiedo dove sia la dignità. Passando poi agli articoli successivi, parliamo della scuola. Qui avete una giustificazione: come bene ha detto il mio collega La Pietra questa mattina ci aveva già pensato la cosiddetta buona scuola a creare il precariato nell'ambito del lavoro degli insegnanti e delle maestre dei nostri figli. Il decreto-legge in esame, invece che rispondere concretamente con una soluzione, di fatto istituzionalizza il precariato, non dando risposta alle insegnanti delle scuole pubbliche e paritarie, a tutte le sigle della categoria, che avranno inondato voi, come noi, con un altro grido di dolore, analogo a quello degli imprenditori, che citavo in precedenza. Passiamo quindi al tema della delocalizzazione. Anche in questo caso, siamo d'accordo, anzi estremamente d'accordo con l'intento di ostacolare la delocalizzazione, che peraltro - faccio notare - è cosa ben diversa dall'internazionalizzazione. Tuttavia, non si ostacola la delocalizzazione semplicemente aumentando le sanzioni; certamente si può fare anche quello, ma la delocalizzazione si ostacola soprattutto creando le condizioni perché l'imprenditore resti a produrre nella nostra Patria, in Italia, sia avvantaggiato nel produrre con i nostri prodotti, con i nostri beni, con i nostri lavoratori. (Applausi dal Gruppo FdI) . Il Gruppo Fratelli d'Italia è fiero di aver presentato degli emendamenti che parlano del marchio Italia. Dobbiamo rispondere alla delocalizzazione premiando quegli imprenditori che producono in Italia, che usano materie prime e semilavorati per lo più italiani e che, soprattutto, facciano utilizzo di manodopera italiana. Così si fa per rispondere alla delocalizzazione; questo vuol dire essere propositivi e costruttivi. Passando agli articoli successivi, l'articolo 8, che cito brevemente, contiene delle altre restrizioni. Si tratta, quindi, di un decreto-legge fatto di restrizioni, lacci, vincoli, lacciuoli e restrizioni su ricerca e sviluppo. Non credo serva spendere parole e tempo per dire quanto fosse inopportuno restringere il credito d'imposta su ricerca e sviluppo. Do invece una nota di merito e di fiducia a questo Governo (perché, come ho detto, la nostra opposizione vuole essere costruttiva) per quanto riguarda l'articolo 9: in materia di giochi e di ludopatia siete stati bravi, avete rotto un muro di omertà, ve ne do atto. Mi auguro però che siate coerenti con quello che avete detto e scritto e che sappiate da oggi in poi, da qui all'autunno, dare veramente il la ad una stagione di chiarimento su questo tema, su questi interessi spesso occulti che si annidano verso chiunque cerchi di scoperchiare il sistema della ludopatia e dei giochi. Noi abbiamo nel nostro Gruppo il senatore Zaffini che in Umbria è stato abile estensore della legge contro la ludopatia, quindi siamo a disposizione. Abbiamo presentato in Senato un disegno di legge che vi invitiamo a calendarizzare e a discutere insieme a noi. Passando poi alla parte finale sul piano fiscale, anche in questo caso da dottore commercialista appena è stato emanato il decreto-legge avevo avuto un po' di soddisfazione, perché finalmente si affrontavano i temi dello split payment, del redditometro e dello spesometro; poi però leggendo i contenuti mi sono accorto che sul redditometro non è stato fatto altro che un richiamo all'Istat, senza peraltro modificare nulla e che per quanto riguarda lo spesometro si è solamente trattato di un cambio di scadenze. Per quanto riguarda soprattutto lo split payment, avviandomi alla conclusione, lo avete concesso a noi professionisti e non a quell'impresa che invece, in crisi di liquidità, aveva davvero bisogno della sua abolizione. Mi riferisco soprattutto a quelle piccole imprese in cronica crisi di liquidità, proprio per il credito IVA che hanno a causa dello split payment. In conclusione, diciamo no a un decreto-legge che per noi favorirà il lavoro nero, farà forse piacere a qualche sindacalista e a qualcuno che ancora ragiona nell'ottica veterocomunista degli anni Settanta; diciamo no ad un decreto-legge che, annullando il lavoro, sarà sicuramente propedeutico al reddito di cittadinanza; ad un decreto-legge che in sostanza si ispira al motto: meno impresa e più assistenzialismo. Tuttavia, poiché noi crediamo sempre nella buona fede di tutti, auspichiamo di vedervi nei prossimi mesi con delle variazioni al testo in discussione e con delle proposte che siano più vicine all'impresa, al lavoro e a tutti i cittadini. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, autorevoli colleghi, innanzitutto permettetemi di fare una segnalazione importante anche alla Presidenza, oltre che al Governo, sulla umiliazione che ha subito il Senato in queste ore. Il Senato ha un nuovo Regolamento che permette di far procedere velocemente l' iter dei provvedimenti in Assemblea, ma con il presupposto che tali provvedimenti possano essere discussi, analizzati e che vi possa essere un confronto serio e produttivo all'interno della Commissione. (Applausi dal Gruppo PD) . Voi lo avete impedito, avete impedito la discussione! Per quale motivo, signor Ministro (perché l'ordine sarà arrivato sicuramente da lei)? Per non fare tardi stasera? Per anticipare di qualche ora le vacanze dei colleghi o per quale motivo? Probabilmente per non voler ascoltare le proposte di tutte le opposizioni. Questo è stato - mi permetta, signor Ministro - un grave errore da parte vostra e da parte di tutta la maggioranza. Io credo che l'atteggiamento che abbiamo dimostrato in Aula meritasse ben altro. Voi avete fatto peggio che mettere la fiducia, perché voi sì che avete messo il bavaglio alle opposizioni. (Applausi dal Gruppo PD) . Mi permetta, signor Vice Presidente del Consiglio, mi deve togliere una curiosità: vorrei sapere qual è il nesso logico che accomuna un testo pasticciato, pieno di norme incongrue come il decreto-legge che stiamo votando, con il termine «dignità». Sfido chiunque a trovare, all'interno di questo testo complicato e farraginoso, qualcosa di degno: non c'è niente di degno. Siete stati ottimisti, ad esempio, nelle tabelle che voi stessi avete prospettato quando avete parlato di 80.000 posti di lavoro per difetto che il Paese avrebbe perso. (Applausi dal Gruppo PD) . Forse sono 100.000, alcuni colleghi delle altre forze di opposizione sostengono che saranno 130.000. È una cosa mai vista nella storia della Repubblica: si fa addirittura un decreto-legge, si chiede l'urgenza per far perdere posti di lavoro al nostro Paese e voi parlate di dignità? (Applausi dal Gruppo PD) . Ci siamo chiesti come sia possibile. Tra l'altro lo hanno spiegato molto bene - credo - le associazioni imprenditoriali di tutto il Nord produttivo, una terra che dovrebbe interessare particolarmente a una forza importante della maggioranza, la Lega. Imbastiamo anche contro di loro, contro i rappresentanti di questa associazione delle imprese e degli imprenditori una bella macchina del fango social come quella che avete organizzato contro il professor Burioni sui vaccini? (Applausi dal Gruppo PD) . È questo il modo in cui si fa politica? Io credo che gli imprenditori meritino di essere ascoltati. Dopo l'approvazione di questo provvedimento, succederanno due cose: la prima è che aumenterà il turnover , per non rischiare il contenzioso con il ripristino che voi avete voluto delle causali; la seconda è che, come abbiamo detto, aumenterà la disoccupazione. Le parole sono molto importanti, signor Ministro, e quindi bisogna averne rispetto. Voi non lo potete chiamare decreto dignità, perché questo è proprio il decreto della disoccupazione, così andrebbe chiamato. (Applausi dal Gruppo PD) . La nostra visione, signor Ministro, era diversa, magari più complessa e anche più difficile da comprendere, da trasmettere e da comunicare ai nostri concittadini. Parlava di scuola-lavoro, di un percorso formativo che preparasse in maniera adeguata anche all'ingresso nel mondo del lavoro; parlava di incentivi all'investimento per le imprese, in particolare agli investimenti tecnologici e basati sull'innovazione, parlava di agevolazioni per il lavoro a tempo indeterminato; parlava di garanzie crescenti per il lavoro e per i lavoratori. Avete messo in piedi, invece, un meccanismo infernale che rischia di legare le mani alle imprese, con la conseguenza ovvia di aumentare la disoccupazione e il ricorso al lavoro nero: questo avete fatto. (Applausi dal Gruppo PD) . Dovevate concentrarvi sulla questione centrale della competitività del Paese, con politiche industriali serie e condivise. Vede, signor Ministro, lei poteva venire in Aula a proporre al Paese una diminuzione del cuneo fiscale, poteva proporre il salario minimo, poteva proporre una buonuscita per i lavoratori che venivano licenziati dopo il tempo determinato, gli incentivi alla stabilizzazione per coloro che potevano passare dal tempo indeterminato al tempo determinato. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 14,35) ( Segue MARCUCCI). Queste sono le misure urgenti che ci aspettavamo, che aspettava il Paese; non di aumentare le tasse alle imprese, di aumentare la burocrazia, di aumentare le causali, di aumentare il contenzioso, di aumentare la precarietà e di aumentare, ripeto, il lavoro nero. (Applausi dal Gruppo PD) . Di questo avevamo bisogno, non di una discussione inutile e totalmente ininfluente sul mercato del lavoro italiano. Invece questo provvedimento vuole mettere in contrapposizione il lavoro e l'impresa, facendo un danno al lavoratore e un danno alle aziende. (Applausi dal Gruppo PD) . Con quale coraggio si parla di dignità, lo ripeto, per un provvedimento che casomai toglie, perché riduce i posti di lavoro? Ma lei, signor Ministro, mi permetta, conosce il lavoro? Conosce l'impresa, le imprese? Lei ha provato la soddisfazione di essere assunto la prima volta, la soddisfazione della prima busta paga, della conferma a tempo indeterminato? Lei sa di cosa si parla, signor Ministro? (Applausi dal Gruppo PD) . PUGLIA (M5S) . Avete distrutto un Paese! (Commenti dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) . PRESIDENTE. Per favore, fate terminare il senatore Marcucci. (Commenti della senatrice Bellanova). MARCUCCI (PD) . Noi, signor Ministro, parliamo di persone in carne ed ossa (Commenti del senatore Croatti. Proteste dal Gruppo PD. Richiami del Presidente) , che per la vostra «dignità» si ritroveranno in mezzo alla strada. Ecco come combattete la precarietà, signor Ministro: aumentando i licenziamenti. (Applausi dal Gruppo PD) . Diciamoci la verità. Questo Governo aveva un solo obiettivo, in particolare per voi del MoVimento 5 Stelle: questo unico obiettivo era un argomento per andare sui social e sui telegiornali, per competere in termini di visibilità con il vostro collega vicepremier , ministro Salvini, che continua quotidianamente a umiliarvi. (Applausi dal Gruppo PD) . Vogliamo parlare velocemente degli altri effetti che questo decreto-legge produrrà. Avevate promesso di risolvere il problema delle maestre e dei maestri: li licenziate, signor Ministro. (Applausi dal Gruppo PD) . Avevate promesso di assumere i giovani e li escludete, propri i giovani laureati in scienze della formazione primaria, dal vostro concorso straordinario. (Applausi dal Gruppo PD) . Noi vi abbiamo proposto una soluzione per garantire la continuità didattica, quella vera, e ne avete fatto carta straccia. Ci dite di voler potenziare i nidi e la scuola dell'infanzia e invece non volete aumentare gli organici. (Applausi dal Gruppo PD) . E poi, sul gioco d'azzardo, signor Ministro e signor Presidente del Consiglio, a parole fate retromarcia per combatterlo, ma poi vi rivelate per quello che siete, con le vostre vere intenzioni, e aumentate le previsioni delle entrate finanziarie, aumentate le tasse sul gioco: vi volete finanziare con il gioco d'azzardo, questa è la verità. (Applausi dal Gruppo PD) . Lo ripeto, purtroppo, signor Presidente del Consiglio e signori Ministri, ci stiamo abituando a questo tipo di politica, a questo vostro modo di far politica. State cercando di bloccare la RAI da settimane per una poltrona in più, fregandovene della pluralità dell'informazione e dei diritti del Parlamento. Siete venuti con i vostri Ministri in Aula, in particolare con il ministro Salvini e il ministro Bonafede, che è presente anche oggi, ad offendere il Parlamento. Tanto vale l'auspicio del vostro leader Casaleggio, che lo vuole chiudere. (Applausi dal Gruppo PD) . State bloccando un imponente piano di investimenti, fatto per modernizzare il Paese (certo, la TAP, la TAV, ma anche molte altre opere infrastrutturali), che avrebbero potuto cambiare l'Italia, avrebbero potuto modernizzarla. Avete chiuso la missione per la riqualificazione dell'edilizia scolastica, che metteva a norma le nostre scuole. (Applausi dal Gruppo PD) . Per finire, proprio ieri avete approvato un decreto-legge - il decreto milleproroghe - solo, ripeto solo, per rinviare e forse abolire l'obbligo vaccinale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore De Siano) . Non vi interessa neanche la vita dei più giovani e la salute dei nostri concittadini. (Applausi dal Gruppo PD) . Concludo, signor Presidente. Ora questo decreto-legge, il decreto disoccupazione: un decreto contro il lavoro... PRESIDENTE.Concluda, per cortesia. MARCUCCI (PD) . ...un decreto contro le imprese, un decreto contro il futuro del nostro Paese, contro l'Italia. Noi del Partito Democratico voteremo contro questo decreto disoccupazione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Primo Ministro, signori Ministri, gentili colleghi, sono grato al Capogruppo che mi ha dato la possibilità di svolgere un intervento politico dopo tre giorni di lavoro istituzionale. Preciso che è stato per me un onore e mai un onere presiedere le Commissioni congiunte 6 a e 11 a . Che il comportamento dell'opposizione sia stato ostruzionistico lo hanno ammesso, con franchezza e lealtà, gli stessi colleghi, come risulta fedelmente dai resoconti sommari di seduta e com'era ampiamente loro diritto fare. Ma si è trattato di un ostruzionismo civile, rispettoso del Regolamento e - permettetemi di dirlo - in alcuni casi anche spiritoso nei modi, cosa che ho particolarmente apprezzato, soprattutto nel collega Mauro Laus cui vanno i miei auguri di buon compleanno. (Applausi dal Gruppo PD) . In questo contesto non facile ho cercato di rendere costruttivo questo ostruzionismo, mantenendo la calma e riconoscendo le ragioni dell'avversario, cosa un po' inattesa in quel pericoloso skinhead del quale vi racconta oggi la stampa. L'urgenza del provvedimento c'era e c'erano anche i numeri per sostenerla, come hanno dimostrato le votazioni. Ho dichiarato in Commissione - e lo ripeto qui - di capire, e in parte anche di condividere, la frustrazione di chi avrebbe voluto sinceramente contribuire a migliorare un testo scritto da uomini e quindi per definizione perfettibile. Dichiaro solo qui e senza polemica che questa legittima aspirazione mi sembra però logicamente incompatibile con il fatto di aver presentato oltre 700 emendamenti dopo aver votato un certo calendario d'Aula e dopo essersi accordati su un orario di deposito emendamenti che avrebbe consentito una ragionevole scrematura. (Applausi dal Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo del PD) . MARCUCCI (PD) . Perché? BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Ma soprattutto questo accorato elogio della funzione emendativa del bicameralismo, che condivido e faccio mio, mi sembra politicamente fuori luogo da parte di chi ha combattuto una battaglia per sopprimere questo ramo del Parlamento. (Applausi dal Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Commenti dal Gruppo PD) . Non voglio essere polemico. Desidero solo sottolineare il valore pedagogico delle sconfitte in democrazia. Del resto, anche per me, aver portato il testo in Aula senza relatore non è esattamente una vittoria, dopo tanti sforzi di mediazione e di ascolto, ma va bene così. Forse dalle sconfitte qualcosa si impara: sono passati 611 giorni dal 4 dicembre 2016 e il PD valorizza il bicameralismo. Confido che intorno al 5 novembre 2019, a 611 giorni dalla sconfitta del 4 marzo scorso, il PD possa trarne le giuste conseguenze e capire che non ha perso perché gli italiani sono razzisti per colpa di Salvini e assumere, anche in Assemblea e nel Paese, quei toni propositivi e costruttivi che finora gli ho visto e gli riconosco con estrema gratitudine solo in Commissione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Voglio dire con grande chiarezza che chi dipinge l'Italia del 2018 come fosse l'Alabama degli anni Cinquanta non facilita il nostro lavoro, non rende un favore al Paese e neanche a se stesso. Infatti, poi fallisce. Quindi, fatto salvo il rispetto per tutti i lavoratori, giornalisti inclusi, e il loro diritto a una retribuzione che garantisca loro un'esistenza libera e dignitosa, voglio dire al corteo delle ipocrite prefiche del pluralismo, che si ha pluralismo quando l'informazione veicola una pluralità di opinioni diverse, come ho cercato di fare io nel mio piccolo e come fa l'illustre Presidenza di questa Assemblea, non quando una pluralità di mezzi viene dispiegata per veicolare un'unica opinione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Quella opinione che noi, con una certa sopravvalutazione pomposamente chiamiamo pensiero: il pensiero unico. E qual è questo pensiero unico? È la religione di quello che il vice premier Di Maio ieri ha chiamato il dio mercato. Su questi temi mi piacerebbe e mi piacerà, in un clima svelenito, confrontarmi con i colleghi del PD e dell'opposizione in generale, perché la religione del mercato chiede atti di fede, ma propone dogmi incoerenti. Nella discussione di questo decreto-legge le nostre opposizioni ci hanno imputato diverse volte un atteggiamento punitivo verso le imprese, ma ho sentito queste stesse opposizioni elogiare tante volte il progetto di moneta unica, perché alzando l'asticella del cambio avrebbe spronato le imprese a essere più competitive. E questo non è forse un atteggiamento punitivo, una specie di darwinismo economico per cui si salva chi può e gli altri imprenditori, soprattutto se sono piccoli, devono scomparire perché inetti a vivere? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e del senatore De Bertoldi) . Allora qua dobbiamo metterci d'accordo: se la rigidità del cambio ha questa funzione pedagogica, perché non dovrebbe averla anche la tutela e quindi una ragionevole rigidità del salario? In un'economia di mercato è il prezzo a segnalare il valore delle risorse: capitale e lavoro. Svilire il lavoro umano con remunerazioni indecenti porta necessariamente con sé un calo della produttività, da due lati: quello del lavoratore, perché, ci come ha insegnato Stiglitz, un salario decente incentiva il lavoratore; quello dell'impresa, perché un costo troppo basso non incentiva un uso più efficiente delle risorse. Tanti studiosi hanno approfondito questa tematica. In proposito, desidero citare, in particolare, il collega amico Pasquale Tridico. Confindustria - ci dicono - non è contenta. In Commissione il collega Floris ci ha riportato l'allarme autorevole e credibile di quest'associazione circa le conseguenze del provvedimento in esame. Si tratta dell'associazione - non dimentichiamolo - che aveva previsto una recessione nel 2017 se il Senato non fosse stato riformato. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, M5S e FdI) . Quindi, diciamo che il collega Floris dimostra grande generosità (non lo vedo in Aula e lo saluto, è stata una piacevole conoscenza). Dico questo per capire l'autorevolezza delle previsioni. Per aiutarci a elaborare il lutto di questa augusta disapprovazione, fatemi fare qualche nome: Fiat, Sky, Luxottica, Marcegaglia, Honda Italia. Cosa sono? Sono alcune delle grandi aziende che ultimamente hanno abbandonato Confindustria, un'associazione che ormai rappresenta solo il mondo della grande impresa (e di una certa grande impresa) e al cui interno hanno molto peso le grandi partecipate pubbliche, che sono certamente delle imprese vitali e strategiche in un'ottica di sistema, ma sono pur sempre lontanissime dalla piccola e media impresa che costituisce il nucleo del nostro sistema imprenditoriale. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Gli imprenditori che conosciamo noi ci chiedono di favorire la flessibilità in uscita dei lavoratori, ma di far aumentare la domanda interna, sburocratizzare la pubblica amministrazione e semplificare gli adempimenti fiscali. E bene ha fatto ieri il vice premier Di Maio a ricordare che le tutele dei lavoratori sono uno strumento per rianimare la domanda, perché rinsaldano la fiducia nel futuro e, quindi, stimolano i consumi delle famiglie e, a valle, gli investimenti delle imprese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Certo, noi siamo qui per ascoltare tutte le voci, ma, colleghi, lasciate che attiri la vostra attenzione su un piccolo dettaglio, estraneo per merito, ma non per metodo. Le stesse associazioni e aziende che nella seconda metà di giugno, con un certo sprezzo verso l'interlocuzione già avviata con le forze di maggioranza, compravano pagine di giornali per esortare questo Governo a non toccare la legge 8 aprile 2016, n. 49 (recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo), dopo l'approvazione del decreto milleproroghe si sono sperticate in complimenti per l'azione del Governo. Insomma, il Governo Conte è riuscito in un'impresa impossibile: migliorare una riforma, a detta di chi la riteneva già perfetta. Quindi, aspettiamo cosa dirà Confindustria pochi minuti dopo la definitiva conversione del decreto-legge. Magari cambierà idea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Onorevoli colleghi, c'è un altro punto su cui vorrei attirare la vostra attenzione. Le nostre opposizioni in Commissione, in Assemblea e ovunque ci rimproverano di fare propaganda. Oggi il senatore Nannicini, che saluto e che ho imparato a conoscere e apprezzare nel lavoro di Commissione, con grande lucidità ha ammesso che la propaganda, come del resto l'ostruzionismo, è un dato fisiologico del processo politico e che la si è sempre fatta. Quindi, perché rimarcarla? Credo che ci sia un'intenzionalità maliziosa nei nostri riguardi. Vi propongo una moratoria, non so se si può fare per decreto... PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone). Senatore, per cortesia. Invito i senatori Questori a rimuovere il cartello. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . In Commissione il senatore Faraone ha avuto un comportamento specchiato. Sta ai nostri elettori giudicare se le politiche proposte dal Governo siano mera propaganda. Gli elettori sono in grado di farlo. In passato lo hanno fatto ed è per questo che, il 4 marzo scorso, la maggioranza è cambiata. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Quindi, non vi preoccupate, lasciate che siano gli elettori a valutare se è propaganda. PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone). Senatore, qui non stiamo scherzando, quindi sia rispettoso. FARAONE (PD) . Ma di cosa? BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi avvio a concludere in anticipo. Io personalmente non so se il provvedimento in esame sia un grande o piccolo passo. So che è sicuramente un passo nella direzione giusta. È per questo che mi accingo a votare favorevolmente insieme al Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S e del senatore La Pietra. Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo PD). PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, signori Ministri del Governo... (Il microfono funziona ad intermittenza). Signor Presidente, ho qualche difficoltà tecnica con il microfono. È la conseguenza dello stare all'opposizione. Io pensavo che fosse per il Governo, visto che vedo una forte rappresentanza di una metà del Governo. Chiedo scusa al ministro Stefani e al ministro Centinaio, ma nell'immediato è presente la metà della parte di Governo del MoVimento 5 Stelle. Quindi - ahimè - all'opposizione il microfono funziona così. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, attenendomi alle considerazioni sul decreto-legge e alle premesse che spiegano l'iniziativa di questo provvedimento (che, a parere di Forza Italia, sono completamente sbagliate)... PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Faraone) Ma la vuole smettere? (Commenti dal Gruppo FI-BP). Senatore Pichetto Fratin, non mi riferivo a lei. Mi scusi. Il richiamo non era indirizzato a lei. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signora Presidente, io ho imparato ad avere il massimo rispetto per le istituzioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Non volevo interromperla. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Io fermamente credo che il ruolo del Parlamento, proprio perché si chiama Parlamento, sia anche quello di dibattito e di espressione di opinioni diverse. Quindi, nel momento in cui il Presidente mi dice: la vuole smettere, io la smetto. PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Pichetto Fratin. Ripeto che il richiamo non era indirizzato a lei. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Grazie, signor Presidente. Come stavo dicendo, non c'è alcuna necessità di limitare l'utilizzo contrattuale rispetto ad altre forme, in quanto la precarizzazione in questo Paese non è causata - e non era causata - dall'impiego di alcune forme contrattuali rispetto ad altre, ma dal perdurare di una crisi economica che ormai si trascina da dieci anni. Quindi, le stesse premesse sono smentite dai numeri. Cifre che non fotografano, e non fotografavano, alcuna emergenza sul lavoro a termine e, quindi, alcuna impellenza (motivazione di decreto-legge) di correre dietro a un testo che è rimasto sostanzialmente immodificato rispetto al testo proposto dal Governo, salvo alcune modifiche (come il voucher ) alla Camera, almeno sul suo impianto che è fortemente punitivo e, a parere nostro, illiberale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Qualcuno ha detto che si riapre un conflitto storico tra capitale e lavoro. Parte del dotto intervento che mi ha preceduto richiama a tutto ciò. Lascio a chi lo vorrà di approfondire questa parte. Noi, come forza politica responsabile, abbiamo ascoltato le parti sociali, con giudizi molto negativi, da parte di tutte le parti sociali, anche di quelle parti sociali che non rappresentano la grande impresa o solo la grande impresa. Ad una disciplina complessa, che coinvolge gli interessi dei lavoratori e delle imprese, si è risposto con norme improvvisate che non necessitavano di alcuna urgenza. I numeri che ci ha presentato la relazione tecnica iniziale, che prospettava la perdita di ottomila contratti di lavoro, sono certamente stimati per difetto. E nonostante questo, e forse è la prima volta che abbiamo assistito a ciò, la relazione è stata fatta da un ente che dipende direttamente dal Ministro proponente il decreto-legge. Di una cosa siamo sicuri. Al di là delle stime, la sola disincentivazione del lavoro a tempo determinato, attraverso i meccanismi di penalizzazione che abbiamo letto, non produrrà nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. In tanti hanno sostenuto, anche in questa Aula, che, al contrario, andasse incentivato il lavoro a tempo indeterminato. La Camera, giustamente, ha prorogato gli incentivi fino ai trentacinque anni. Ma ci viene da pensare: e quelli oltre i trentacinque anni, visto che la nuova crisi l'abbiamo sui cinquantenni? Le imprese, però, aspettano un intervento duraturo sul cuneo fiscale, che dovrebbe essere la priorità e il cui meccanismo dovrebbe essere universale e non settoriale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il ministro Di Maio ha annunciato nell'Aula del Senato che saranno stanziate maggiori risorse per favorire i contratti a tempo indeterminato. Attendiamo, così come attendiamo da parte sua anche una valutazione su dove reperire le risorse. Certamente questa sarà una valutazione sulla legge di bilancio. Non entro adesso nel merito del 3 per cento e del rapporto con l'Unione europea. È una partita che, peraltro, ci vede aperti a valutazioni se si parla di investimenti, perché forse la regione più forte per rendere competitivo il nostro Paese sta proprio negli investimenti e nel completare, con tutte le verifiche che il Governo ritiene, le grandi infrastrutture digitali e materiali. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Quando si parla di TAV, non si parla della Torino-Lione, ma della Pechino-Kiev-Lisbona. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Si tratta di capire se vogliamo che l'Italia - non Torino o il Piemonte - non rimanga marginale rispetto all'Europa, e neanche per la generazione presente in quest'Aula - tanto per capirci - ma per quelle future, oppure se il nostro Paese debba rimanere un'area periferica. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Lo vedremo comunque in occasione del dibattito sulla legge di bilancio e con gli opportuni confronti. Naturalmente con la legge di bilancio 2019 si capirà se il Governo intende continuare con provvedimenti punitivi nei confronti delle imprese o puntare, invece, sulla valorizzazione del capitale umano, cercando di premiare i migliori, quelli che lavorano di più. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci corre l'obbligo di precisare - è una valutazione che credo il Ministro da parte sua vorrà approfondire - che, nonostante negli anni scorsi siano state attivate agevolazioni per i contratti a tempo indeterminato (che alla Camera lo stesso Governo ha prorogato), molte aziende hanno scelto il contratto a tempo determinato, perché era la tipologia contrattuale che più si confaceva alle prospettive di crescita di quelle imprese, per la stagionalità, per il turismo e per i servizi. Addirittura si sono create delle condizioni che attualmente rendono impossibile l'attivazione del contratto a tempo indeterminato per alcuni che hanno l'azienda divisa e quindi non possono farlo, a differenza di altri che, avendo invece l'azienda unitaria e più licenze, possono ricorrervi. Ci sono quindi situazioni assurde di questo genere. Le stesse proiezioni ufficiali, che vedono oggi l'attivazione di 60.000 contratti a tempo indeterminato, grazie ai 162 milioni di incentivi ora introdotti, non ci dicono quanti se ne sarebbero attivati ugualmente senza incentivi. Così non funziona e non possiamo partire dal concetto di condannare le piccole e piccolissime imprese, quelle dell'artigianato, del commercio e della manifattura, che non sono rappresentate da Confindustria, collega Bagnai, ma che hanno creato comunque, in questi ultimi anni, molti più posti di lavoro che non la crescita economica generale che si è registrata nel nostro Paese: lo hanno fatto con il tempo determinato, iniziando da una prova per arrivare poi all'indeterminato. A queste imprese va quindi un encomio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A dimostrarci che non esiste un'emergenza sono i dati, peraltro del tutto in media, anzi, al di sotto della media rispetto all'Unione europea e nessuno naturalmente vieta ai contratti a tempo determinato di diventare poi a tempo indeterminato. Subire però penalizzazioni perché si dà lavoro è l'ultima cosa che chiedono gli imprenditori, così come perdere il lavoro. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non potrà infatti essere rinnovato il contratto e quindi trasformato poi eventualmente in tempo indeterminato, che è quello che può chiedere un lavoratore. La dignità è avere un lavoro in regola, magari vivendo la speranza di veder rinnovato il contratto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Come Gruppo abbiamo chiesto a gran voce che in particolare i colleghi della Lega, che con noi hanno condiviso il programma di Governo del centrodestra, insistessero per avere i voucher , perché li consideriamo una soluzione per regolarizzare il più possibile lavori che non hanno la possibilità di continuità e che ben vanno incontro - anche per i soggetti pubblici, se saranno introdotti - all'esigenza di aiutare le fasce più deboli. Non su tutto; alcuni sono stati posti, a livello molto limitato, purtroppo, per poche categorie, creando peraltro discriminazioni tra soggetti similari. Credo sia dimostrato che ricorrere solo alla regolamentazione delle forme contrattuali non risolve il problema. È l'economia che cresce che crea il lavoro, è la fiducia degli imprenditori, fiducia che peraltro, come qualcuno ha detto, con cinque regimi in quattro mesi, da qui a ottobre, viene minata. Allo stesso modo, temiamo che i nuovi limiti minimi e massimi creino maggiore difficoltà e siamo diffidenti sull'azione verso i centri per l'impiego, che finora hanno creato solo il 3 per cento di occupazione nel loro ruolo di tramite rispetto all'occupazione, di collocamento, per usare un vecchio termine. Al contrario, ritenevamo un'occasione utilizzare il decreto-legge per risolvere la questione scuola, per dare percorsi di certezza ai docenti anche delle scuole paritarie. In merito alle delocalizzazioni... PRESIDENTE.Concluda, senatore. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . ...per colpire pochi grandi, e un po' malfattori, che hanno delocalizzato dopo aver percepito gli incentivi, si rischia di minare il processo di internazionalizzazione del nostro Paese, delle nostre imprese e delle più piccole imprese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Buoni alcuni altri interventi. Concludo, Presidente, dicendo che per noi con questo decreto-legge si è persa l'occasione di dare almeno alcune risposte. Una su tutte: la Bolkestein. Potevamo dare una risposta, così come sulla scuola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . L'unico nesso che vediamo con la dignità è farla perdere alle migliaia di persone - forse anche 130.000, come citavano gli ultimi dati - che non si vedranno più rinnovato il contratto di lavoro. Per questi motivi, noi votiamo contro. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Molte congratulazioni) . PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, membri del Governo, presidente Conte, illustri colleghi, nell'ampio dibattito parlamentare che si è svolto su questo decreto-legge, in Assemblea e nelle ventisei ore di Commissione, ci sono stati diversi spunti di vero interesse che questa maggioranza ha ascoltato, ma sono anche state usate parole che faccio difficoltà a collocare in questo dibattito. Si è parlato di decreto indignità e di vergogna: ebbene, con questa difficoltà, mi chiedo esattamente di cosa dovremmo vergognarci. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . VERDUCCI (PD) . Di tutto! PATUANELLI (M5S) . Dovremmo forse vergognarci di aver rimesso al centro del dibattito politico il tema dei diritti dei lavoratori? Io credo di no. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Dovremmo vergognarci di aver posto un ulteriore freno a imprese che vengono a sfruttare i lavoratori e gli aiuti su questo territorio per poi delocalizzare e lasciare in strada le persone? Io credo di no, non dovremmo vergognarci. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Dovremmo forse vergognarci di aver voluto tutelare quella famiglia che, magari, ha un figlio o un familiare sul baratro per colpa del gioco d'azzardo e la sera mentre sta cenando vede la pubblicità del gratta e vinci? Credo che non dobbiamo vergognarci di aver tolto questa umiliazione a quella famiglia. Credo che dobbiamo esserne orgogliosi. (Commenti della senatrice Ronzulli). Colleghi, questo provvedimento non esaurisce i temi che tocca, ma porta al centro un'alta dimensione politica perché aggredisce i problemi, e cerca di aggredirli fino in fondo. Allora, non accettiamo sentir parlare alcune opposizioni con quelle parole; non accettiamo lezioni da chi ha governato questo Paese per venticinque anni portandolo in queste condizioni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . L'unica lezione che vogliamo ricordare è quella del 4 marzo, ma forse non tutti l'hanno chiara e l'hanno capita. Credo che oggi sia una giornata davvero speciale, ma non per noi in questa Aula, è speciale per alcune persone. Voglio raccontarvi delle storie reali e dirò dei nomi che non sono inventati; sono nomi di storie che sono state veramente vissute. Io penso a Paolo, un consulente di un call center che ha lavorato per dieci anni da precario, e di mese in mese non sapeva se quel contratto sarebbe stato rinnovato... LONARDO (FI-BP) . Pensa adesso! PATUANELLI (M5S) . Ripeto, non sapeva se il suo contratto a termine sarebbe stato rinnovato. (Commenti dal Gruppo PD). Paolo non poteva farsi un futuro, non poteva farsi una vita e credo che oggi iniziamo a garantire a Paolo ulteriori diritti, che non aveva più. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . Penso ad Angelo, che faceva il magazziniere in una grande multinazionale, che una mattina è andato a beggiare e non ha trovato più il badge funzionante, perché quella multinazionale adesso produce a otto fusi orari da questo Paese. Penso a Marisa, che ha un figlio che è sul baratro per colpa del gioco d'azzardo. Su questo tema oggi abbiamo messo al centro alcuni dei problemi che ci sono, grazie anche al lavoro che è stato fatto nella precedente legislatura da alcuni colleghi: penso a Giovanni Endrizzi e a Matteo Mantero, che sono qui e che hanno lavorato con la Caritas e con le associazioni su questo problema. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Dicevo, abbiamo aggredito dei temi. Penso a chi, ad esempio, ha una partita IVA. Io ripenso a quando, vent'anni fa, mio padre, che faceva il commercialista, spariva il 1° maggio e rientrava il 31 maggio: era quello il momento in cui i commercialisti concentravano degli adempimenti, come il famoso 740. Penso che la burocrazia di questo Paese sia eccessiva. Oggi facciamo qualcosa, non esauriamo quel tema, ma lo aggrediamo in un modo corretto. (Commenti dal Gruppo PD). Signor ministro Di Maio, io la ringrazio, perché è stato qui ad ascoltare il dibattito parlamentare, cosa che non credo sia una consuetudine in queste Aule. (Applausi dal Gruppo M5S . Commenti dal Gruppo PD ). MALPEZZI (PD) . È pagato per rimanere qui! PATUANELLI (M5S) . Ma la ringrazio anche perché ci dà la possibilità, aggredendo questi temi, di tornare sui nostri territori, poter guardare negli occhi queste persone e dire che oggi c'è qualcuno che si occupa dei loro problemi. (Commenti dal Gruppo PD) . Finalmente Paolo, Angela, Marisa non avranno più un riferimento lontano che non percepiscono, ma un Governo che cerca di interpretare i loro problemi e di risolverli attraverso i provvedimenti, che è quello che dovrebbe fare la politica sempre. Io ritengo che il dibattito si sia concentrato anche un po' troppo sulla questione dei posti di lavoro in meno o in più. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD) . VOCE DAL GRUPPO PD. Ma basta! PATUANELLI (M5S) . Ma, scusate, quando mai un provvedimento giuslavorista incide sulla creazione dei posti di lavoro? È un provvedimento che tratta dei diritti dei lavoratori: è soltanto questo il tema. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il diritto del lavoro è il tema che si tratta con questi provvedimenti. Quando parleremo di sviluppo economico e delle idee che questo Governo ha in proposito, è allora che andremo a porre le condizioni per creare nuovi posti di lavoro. Ma non era certo questa l'intenzione odierna: oggi volevamo rimettere al centro i diritti dei lavoratori. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD). PRESIDENTE.Consentite al senatore Patuanelli di finire il suo intervento. PATUANELLI (M5S) . Perché noi riteniamo che bisogna invertire la rotta e far sì che, siccome la mia generazione sta peggio di quella precedente, i nostri figli invece abbiano un'idea di futuro e una prospettiva migliore di quella di oggi. Il contratto di lavoro a tempo indeterminato è stato elemento di coesione sociale in questo Paese. (Applausi dal Gruppo M5S) , perché garantiva la possibilità di farsi un mutuo, la possibilità di farsi una famiglia, la possibilità di fare una spesa, la possibilità di andare in vacanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti della senatrice Malpezzi ). Io penso che l'ossatura economica del Paese non siano le grandi imprese. Noi abbiamo una piccola, micro e mini impresa, lavoratori e artigiani che hanno l'unico obiettivo di trovare una persona da introdurre nella piccola azienda, da seguire non per dodici, ventiquattro o trentasei mesi, ma per portarla assieme in quell'azienda per tutta la vita e per farla crescere. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Mirabelli) . Signora Presidente, credo che le parole che ho citato prima non ci appartengono: non è con vergogna, ma con grande orgoglio e anche, se mi consente, assaporando questo gusto per la seconda volta in meno di due mesi di approvare una conversione in legge senza ricorso alla fiducia, che dichiaro con grande onore il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti del senatore Collina). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 282 Senatori votanti 281 Maggioranza 141 Favorevoli 155 Contrari 125 Astenuti 1 Il Senato approva. (v. Allegato B). ( Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . I senatori del Gruppo PD si levano in piedi ed espongono cartelli con la scritta: «#byebyelavoro» e «meno 80.000 posti di lavoro»). Invito i senatori questori ad intervenire per rimuovere i cartelli. È uno spettacolo al quale non vorrei mai assistere. Togliete i cartelli. Non siamo all'asilo. CORO DI VOCI DAL GRUPPO M5S. Dignità! Dignità! Dignità! CORO DI VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna! PRESIDENTE. Per favore, non siamo allo stadio. D'accordo? Silenzio! Io avevo pensato ad un'Aula composta e diversa. Non siamo all'asilo con i cartelli. Non stiamo giocando. Siamo nel Parlamento dove ognuno esprime ciò che vuole, per grazia di Dio. (Applausi dai Gruppi M5S, L-SP-PSd'Az e FdI) . In ricordo di Antonino Scopelliti PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori colleghi, in questo inizio di legislatura l'Aula del Senato ha avuto modo di ricordare e onorare la memoria di autentici eroi civili della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, magistrati che per questa causa, insieme alle donne e agli uomini della loro scorta, hanno pagato un tributo altissimo, che non si sono mai piegati, che sono stati esempio di rettitudine e di alto senso dello Stato, ai quali l'Italia di ieri e di oggi deve molto. Uomini come Antonino Scopelliti, magistrato chiave nella lotta alla mafia e uno dei più apprezzati procuratore di Cassazione, che il 9 agosto del 1991 ( Applausi ) fu assassinato in un agguato di 'ndrangheta. A ventisette anni da quel tragico giorno siamo ancora lontani dal vedere scritta una parola definitiva di verità sull'omicidio Scopelliti. Di certo c'è solo che venne ucciso perché era temuto, perché scandagliava, approfondiva, perché aveva un forte senso della giustizia e della legalità. In altre parole, faceva il suo lavoro. Grazie alla fondazione a lui intitolata, ogni anno la memoria di Antonino Scopelliti viene rinnovata attraverso il ricordo delle sue azioni perché quella cultura della legalità per la quale si era sempre battuto possa definitivamente attecchire tra le nuove generazioni e soprattutto tra i giovani di una terra martoriata, dove il germe della criminalità organizzata è ancora vivo, come la Calabria. Invito tutti a un minuto di raccoglimento. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio). (Applausi). Informativa del Governo sui tragici incidenti di Bologna e Foggia e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Governo sui tragici incidenti di Bologna e Foggia». Ha facoltà di parlare il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, colleghi senatori, permettetemi subito di dire che il Governo in queste ore è vicino alle famiglie delle vittime e dei feriti, sia moralmente che fisicamente. Lo prova la presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oggi, sia a Bologna che a Foggia. Non è concepibile dover assistere a scene sconvolgenti come quella che abbiamo visto e rivisto ieri. Non è accettabile. Permettetemi una parentesi anche sull'incidente in Puglia: si è ripetuta, in termini ancora più gravi, una tragedia che è un film già visto, dopo lo scontro stradale di sabato scorso. Quello di ieri, prima di essere un gravissimo incidente, è il capitolo estremo di una storia orribile di sfruttamento, una forma moderna di schiavitù che in questo Paese non possiamo tollerare. Il caporalato va debellato e ha fatto bene il ministro del lavoro Luigi Di Maio a riferirsi a un'intensificazione dei controlli contro il lavoro nero, attraverso un maggior numero di ispettori. È assurdo che serva una tragedia per mettere sotto i riflettori un fenomeno che, anno dopo anno, stagione dopo stagione, raccolta dopo raccolta, offende quel senso di umanità che dovrebbe albergare in ognuno di noi. Quei sedici ragazzi erano venuti in Italia per avere un futuro migliore e invece hanno trovato la morte. I dodici deceduti ieri viaggiavano probabilmente in piedi e stipati, complessivamente in quattordici, dentro un furgoncino che poteva portare al massimo otto persone. Tornando sui fatti di Bologna, ieri, 6 agosto, alle ore 13,50, il comando dei Vigili del fuoco di Bologna ha ricevuto una chiamata per l'esplosione di una autocisterna da 25 metri cubi sull'autostrada A14, all'altezza di Borgo Panigale (Bologna), sul cavalcavia di via Marco Emilio Lepido. A seguito della forte esplosione, la corsia ha subito ingenti danni, con il crollo del cavalcavia. Il bilancio delle persone coinvolte è di una vittima accertata Andrea Anzolin di Noventa Vicentina, classe 1976, alla guida del tir della ditta Loro Fratelli di Lonigo, in provincia di Vicenza, che ha tamponato il camion poi esploso e ha causato circa 145 feriti. Numerose le vetture incendiate, che per la maggior parte appartengono a due autoconcessionarie vicine. I Vigili del fuoco hanno lavorato per ore per spegnere l'incendio che è divampato dopo lo scontro. Una volta spente le fiamme, è stato necessario raffreddare l'area e continuare la ricerca e la localizzazione di altre vittime o feriti. I feriti sono stati immediatamente trasportati nelle strutture ospedaliere più vicine. Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente è stato causato dal conducente della ditta del mezzo che trasportava GPL. Il carico ha preso fuoco e ha dato il via a una serie di esplosioni a catena, che hanno interessato la vicina caserma dei Carabinieri di Borgo Panigale, determinando il ferimento di undici carabinieri. Sono altresì rimasti feriti tre poliziotti. Grande merito va alle Forze dell'ordine, per aver evitato conseguenze peggiori con il loro pronto intervento. (Applausi) . Dalle immagini registrate dalle telecamere di Autostrade per l'Italia, il camion sembrerebbe non aver frenato, nonostante la coda segnalata, finendo su un mezzo fermo che trasportava fusti di solvente. Il conducente di questo tir, rimasto ferito, si chiama Antonio Verdicchio di San Felice a Cancello, nato nel 1973. Il tamponamento ha coinvolto anche una bisarca, il cui conducente, ferito anch'egli, di nazionalità rumena, classe 1976, si chiama Silviu Partenie. Il tamponamento ha innescato l'incendio che, dopo circa quattro minuti, ha provocato l'esplosione della cisterna, che a sua volta ha determinato il crollo della sottostante infrastruttura. Nel corso della notte sono state effettuate, da parte della società Autostrade per l'Italia, tutte le verifiche tecniche, corredate di prove di carico delle infrastrutture adiacenti, che hanno dato esito favorevole e che non hanno evidenziato nessun tipo di problema sulle parti strutturali della medesima opera adiacente le parti crollate. Pertanto, nella notte è stato possibile ripristinare la pavimentazione danneggiata della carreggiata nord dell'autostrada adiacente a quella dell'incidente e predisporre la segnaletica e le delimitazioni di sicurezza per la riapertura dell'autostrada, che è avvenuta stamattina alle ore 9,10, a corsia singola in scambio di carreggiata. Contestualmente è stata riaperta anche la tangenziale in direzione Casalecchio. Al momento resta quindi chiusa esclusivamente la tangenziale in direzione opposta, limitatamente al tratto compreso tra lo svincolo 2 e lo svincolo 3. Ciò costituisce una prima risposta importante, anche se parziale, dopo la tragedia, al fine di rendere più fluido il traffico, considerato l'esodo estivo. In merito all'intervento di ricostruzione, Autostrade per l'Italia sta verificando presso i principali produttori nazionali ed europei la disponibilità in pronta consegna di 12 travi con interasse appoggi di 24,65 metri e con altezza di 1,10 metri. Tale eventuale disponibilità consentirebbe di ridurre in modo significativo i tempi della ricostruzione, altrimenti stimabili in non meno di cinque mesi. Circa i costi di ripristino dell'esistente, la società Autostrade per l'Italia informa che, al momento, sono quantificabili in via di massima in un milione di euro, comprensivi degli interventi di demolizione e provvisionali. Le simulazioni sul traffico ci dicono che con l'attuale situazione non avremo disagi in autostrada fino a settembre. Siamo sicuramente di fronte ad una grande tragedia, che ha coinvolto non solo un tratto autostradale, ma un intero quartiere della città di Bologna. Come Governo stiamo monitorando minuto per minuto la situazione e stiamo cercando di ripristinare livelli sufficienti di circolazione. Esperti del mio Ministero, unitamente a tre Sottosegretari di Stato, sono sul luogo dell'incidente. La nostra presenza lì vuole essere un segno di vicinanza mio e di tutto il Ministero a fianco dei familiari delle vittime e dei feriti. Continueremo ad essere presenti sul luogo dell'incidente per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda e fare luce su questa ennesima tragedia. Forze dell'ordine, Forze di polizia, Protezione civile, Vigili del fuoco, Prefettura, Comune e Ministeri, ciascuno attraverso gli uffici competenti, sono al lavoro in coordinamento tra di loro per fare tutto ciò che è necessario. Poche ore fa si è tenuto un summit operativo in Prefettura, anche per individuare la disponibilità dei siti per poter procedere alle operazioni di demolizione delle parti instabili dell'infrastruttura e alla rimozione di materiali franati sulla sottostante via Bragaglia, operazioni propedeutiche all'intervento di ricostruzione della sede autostradale. Intanto, ho già espresso la mia ferma volontà di agire su due fronti. Da una parte, vi è la necessità di alleggerire il traffico merci su gomma e, in aggiunta, la necessità di dotare i tir di tecnologie che riducano al minimo la possibilità di errore umano. Questo Ministero vuole quindi incentivare l'installazione sui mezzi che trasportano merci pericolose - che superano le 35.000 unità, secondo i dati in nostro possesso - di presidi di guida assistita. Sto parlando di dispositivi anticollisione, frenata automatica, controllo predittivo della velocità, ritrovati ormai abbastanza comuni nelle nostre auto più nuove e che non possono non corredare questi mezzi pesanti, che rischiano ogni momento di trasformarsi in ordigni ambulanti. Al riguardo, il mio Ministero sta dando un forte input alla sperimentazione su strada delle soluzioni di smart road e di guida connessa ed automatica e sta introducendo, tra l'altro, sistemi di interazione tra veicoli e infrastrutture, capaci di veicolare informazioni e servizi di interesse per la sicurezza e l'efficienza della guida e del traffico, nonché sistemi per l'interazione e la collaborazione tra veicoli. Occorre assicurare massimi standard di sicurezza; esistono già norme specifiche abbastanza aggiornate, riguardanti il trasporto su strada di merci pericolose, anche profilate in base alla tipologia di materiale. Verificherò comunque se le regole siano state rispettate. Inoltre, il mio Ministero e il Governo lavoreranno in sede di discussione europea sul pacchetto mobilità, affinché si trovi un giusto equilibrio tra le condizioni di lavoro dei conducenti e la libertà di prestare servizi transfrontalieri per i trasportatori. Bisogna contemplare una corretta ed equa alternanza tra tempi di guida e tempi di riposo, assicurando piena tutela ai lavoratori della strada. Tale tutela è troppo spesso messa in discussione da forme di concorrenza sleale, che penalizzano le nostre imprese dell'autotrasporto. Infine, vorrei sottolineare che non consento a nessuno di strumentalizzare in modo becero e vergognoso quanto accaduto ieri a Borgo Panigale (Applausi dal Gruppo M5S) , collegando indebitamente l'evento luttuoso al dibattito circa determinate soluzioni infrastrutturali, che riguardano l'area bolognese. Si tratta di un dossier su cui questo Ministero sta lavorando duramente, allo scopo di garantire anche in questo caso la soluzione migliore per tutti i cittadini (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Governo. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ridurrò al minimo le considerazioni perché in cinque minuti non si può dire molto. Innanzitutto apprezzo il fatto che questa mattina il Presidente del Consiglio sia andato a Foggia e a Bologna, perché credo che se in certe circostanze le autorità dello Stato si fanno vedere in loco anche fisicamente non è male: è un segno di solidarietà non solo formale. Esprimo quindi apprezzamento per questo. (Applausi dai Gruppi M5S, FI-BP e PD). In secondo luogo, sugli eventi di Foggia il Ministro ha usato le seguenti parole: storia orribile di sfruttamento. Io credo che in quest'Aula condividiamo tutti le sue parole. Su questo non ci si può dividere: vedere persone, esseri umani, con la loro dignità, ammassati su un camion di questo tipo come bestie - perché questa è la realtà - significa non mantenere quel livello minimo di umanità che è requisito essenziale perché la nostra società funzioni bene. Il Ministro ha parlato di più controlli e di più prevenzione; io purtroppo ho sentito altre volte parlare di questo e mi auguro che si possa fare veramente più controllo e più prevenzione. Vorrei dire una cosa a tutti i colleghi: noi spesso vediamo il fenomeno degli extracomunitari clandestini che sono nel nostro Paese e lo biasimiamo, al di là delle posizioni politiche che si hanno in quest'Aula. Bene, non dimentichiamoci mai - e questi fatti ce lo riportano duramente - che dietro a tanta clandestinità, tante volte ci sono italiani senza scrupoli che utilizzano queste persone e le strumentalizzano in modo indecente. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), FI-BP e PD e della senatrice Bonfrisco) . Voglio dire questo perché, se non ci rendiamo conto che c'è anche questa faccia della luna, allora non possiamo fare una valutazione serena e seria su tutta la vicenda. Quella accaduta a Bologna è, per ovvie ragioni, la vicenda che mi ha portato ieri a prendere la parola in quest'Aula dopo le prime notizie. Credo sia giusto rivedere le normative sui carichi pericolosi ed è bene che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti metta in atto dispositivi per sperimentare nuovi meccanismi di sicurezza. Non sono un esperto, ma certamente è tutto positivo. È bene anche che ci sia stata una risposta tempestiva e immediata per ripristinare viabilità e demolire ciò che va demolito. Non dimentichiamo, colleghi, che un quartiere di Bologna è stato semidevastato. Vi è, quindi, un problema di indennizzo immediato per i familiari delle vittime; c'è un problema di cittadini coinvolti nelle loro abitazioni, con case che hanno subito gravi danni o che sono parzialmente inagibili; c'è un problema di aziende e realtà produttive che sono state devastate da questa esplosione e che pertanto vanno risarcite. Io credo che il Comune di Bologna, la Regione e lo Stato non siano tre realtà isolate l'una dall'altra; sono tre realtà chiamate, in questo caso, a esercitare una leale collaborazione tra poteri dello Stato per dare una risposta, in termini di risarcimenti ed indennizzi, che deve essere il più possibile rapida, perché non si possono tollerare i tempi che purtroppo tante volte vediamo in vicende di questo tipo. Io non ho altro da aggiungere, salvo rivolgere un ringraziamento alle Forze dell'ordine, ai Vigili del fuoco, ai Carabinieri e alla Polizia, che hanno di mostrato ancora una volta quanto importanti siano e con quanto spirito di abnegazione difendano i cittadini. Un'ultima parola però me l'ha tirata lei, signor Ministro: strumentalizzare in modo becero una vicenda di questo tipo per introdurre surrettiziamente una valutazione sul passante di mezzo sarebbe vergognoso. Credo che nessuno possa pensare realisticamente di utilizzare questa vicenda per porre una questione su cui noi - bolognesi, noi enti locali bolognesi, noi Regione Emilia-Romagna - stiamo cercando di interloquire con lei. Lei però sa che il problema esiste. Io ho visto questo Governo atteggiarsi con molta coerenza. Ho sentito il Presidente della Regione Veneto e il Presidente della Regione Lombardia dire che hanno fatto un piano sulle infrastrutture e che il Governo ha garantito che rispetterà quel piano. Ebbene, mi auguro - e come vede ho fatto un discorso molto sereno - che lo stesso metro venga applicato dal Governo per la Regione Emilia-Romagna, perché non ci sono parenti di serie A e di serie B, le Regioni sono tutte uguali, in un rapporto di collaborazione e di lealtà con il Governo centrale. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Errani. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Ministro, ho apprezzato le sue parole quando ha parlato di una storia orribile di supersfruttamento. Per brevità, sottolineo l'affermazione che ha fatto il senatore Casini: è chiaro che qui ci sono gravi responsabilità di italiani, su cui bisogna intervenire. Il ministro Centinaio ci ha assicurato, proprio in seguito ad una nostra richiesta, che non intende modificare la legge sul caporalato, ma intende monitorare. Io dico che bisogna applicarla; ci vuole un colpo di reni e il Governo deve fare tutto quanto è previsto in quella legge, affinché essa dia frutti positivi, che è la ragione per la quale quella legge è nata. Per quanto riguarda il grave incidente di Bologna, devo sottolineare il grande lavoro delle Forze dell'ordine, come è stato detto ieri, in particolare dei Vigili del fuoco, ed esprimere apprezzamento per la presenza del Governo, perché questa attenzione, che è un valore per le comunità, non è mai scontata. Bisogna però procedere subito ad un'opera di ripristino. Le cose che lei ha detto sono importanti, tenendo conto che siamo di fronte a un nodo strategico della viabilità. Va benissimo farsi carico di tutti i danni e lavorare per le nuove tecnologie, ma secondo me occorre anche pensare a nuove norme per quello che riguarda i trasporti pericolosi. Va benissimo usare le nuove tecnologie per la sicurezza. Io non intendo fare nessuna strumentalizzazione, Ministro, le dico solo che sul nodo di Bologna occorre trovare delle soluzioni strategiche, occorre pensare non solo all'oggi o ai prossimi anni, ma avere, com'è proprio di un Paese serio, la capacità di fare delle scelte per i prossimi cinquant'anni e dare finalmente una soluzione strategica a un nodo che non riguarda solo Bologna o l'Emilia-Romagna, ma che riguarda l'Italia e l'Europa. Usiamo tutte le tecnologie, la valutazione di impatto ambientale, la tutela della sicurezza dei cittadini, ma troviamo la forma per fare un ragionamento di merito che sia in grado di dare una risposta vera. Diversamente, ci troveremo sempre in gravissima difficoltà. Confido che questa disponibilità da parte del Governo ci sia e ci saranno la nostra attenzione e la nostra disponibilità a collaborare per trovare una risposta vera a questo gravissimo problema. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Balboni. Ne ha facoltà. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, come i senatori che mi hanno preceduto, anch'io ho apprezzato l'intervento del Ministro, che è venuto a riferire, e anche il contenuto di quanto il Ministro ha riferito. Per quanto riguarda la tragedia avvenuta sulle strade della Puglia, credo che quei dodici morti debbano interpellare le coscienze di tutti noi, perché questo è sicuramente il risultato di avere aperto le porte a tutti, per creare, poi, in Italia un nuovo schiavismo, che approfitta di questi disperati, li sfrutta e li costringe a vivere, a lavorare, a muoversi, a essere trasportati in modo disumano. Sostenere che l'Italia ha bisogno di manodopera per poi vedere come la manodopera viene trattata nel nostro Paese, da persone senza scrupoli, per puro motivo di lucro, credo non sia degno di un grande Paese civile, come l'Italia. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd'Az) . Il disastro di Bologna interpella le istituzioni, il legislatore, tutti coloro che devono occuparsi della sicurezza sulle nostre strade, sul fatto che ogni giorno circolano centinaia di trasporti pericolosi per gli utenti, per i cittadini, per coloro che sono in viaggio. Anche da questo punto di vista credo che il Ministro abbia ragione, quando dice che non è immaginabile che oggi siano a disposizione avanzati strumenti offerti dalle nuove tecnologie per la guida sicura delle semplici automobili che circolano sulle nostre strade e che questi strumenti non vengano messi a disposizione di mezzi che sono veri e propri ordigni in viaggio. Su questo siamo ben contenti e ben disposti a collaborare. È necessario procedere al più presto, per prevedere che questi mezzi siano dotati di forme avanzate di assistenza alla guida, di dispositivi anticollisione, come ricordava il Ministro, per il controllo della velocità, per la frenata automatica, per il mantenimento automatico della corsia e della distanza di sicurezza; sono tutti strumenti che la tecnologia oggi offre. Noi quindi dobbiamo agevolare, con la legge e con gli incentivi, anche economici, a favore delle aziende che dovranno dotarsene, che ciò avvenga nel modo più rapido possibile. Fermo restando che, comunque, rimane sempre un fattore imponderabile, dovuto al fatto che comunque alla guida di questi automezzi ci sono delle persone, che possono avere un malore o un colpo di sonno. Pertanto, anche da questo punto di vista, Ministro, creo occorra interrogarsi sulla necessità di dotare questi trasporti pericolosi di un secondo autista, come avviene, ad esempio, per i tir che compiono lunghi viaggi. Bisogna anche interrogarsi sulla necessità di prevedere, ad esempio, limitazioni di orario e di giornate. In una giornata da bollino nero, neanche da bollino rosso, c'è da chiedersi se era proprio necessario che questo trasporto dovesse essere effettuato in quell'orario e in quei tempi. Signor Ministro, Fratelli d'Italia e il sottoscritto, come parlamentare dell'Emilia-Romagna, sono certamente pronti a collaborare affinché sulle nostre strade tragedie di questo genere non abbiano più a verificarsi. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, anche il Gruppo Partito Democratico si unisce al cordoglio per le famiglie delle persone scomparse ed è vicino alle famiglie e ai feriti di questi due tragici eventi, che tanto hanno colpito l'opinione pubblica, ma non solo. Infatti, in un insieme di situazioni, sicuramente differenti tra di loro, hanno fatto emergere condizioni molto tragiche su cui sicuramente occorre riflettere. Ringrazio il ministro Toninelli per la puntuale informativa e il presidente Conte per aver trovato le ragioni per potersi recare sui luoghi degli incidenti. Sono due fatti differenti, certamente, perché il primo incidente, quello di Foggia, che richiama anche un altro evento avvenuto qualche giorno fa, ci ha messo sotto gli occhi una realtà che già conoscevamo. Vede, signor Ministro, non c'era bisogno di fatti così tragici per poter affrontare il tema del caporalato. Noi, nella scorsa legislatura, l'abbiamo affrontato in Parlamento, abbiamo cercato di metterci mano e credo che quella sia una legge che il Governo può utilizzare e migliorare. Siamo tutti disponibili a collaborare per trovare le condizioni migliori per applicarla nel modo più efficace. Da questo punto di vista siamo a disposizione per un confronto assolutamente scevro da strumentalità e focalizzato a trovare i modi giusti per affrontare il problema anche in tempi rapidi. Sul secondo avvenimento mi permetto una breve considerazione: alle 13,30 c'è stato l'evento, alle 14,30 un intero reparto dell'Ospedale Maggiore era preparato ad accogliere i feriti (oltre un centinaio, mentre i più lievi sono stati dirottati altrove); alle 16 i quattro feriti più gravi sono stati trasportati ai centri per grandi ustionati di Cesena e Parma; alle 18 si è spento completamente ogni incendio, anche alle auto delle concessionarie vicine; alle 19 la polizia diffondeva i video dell'incidente. Stamattina alle 9,30 è stato riaperto il tratto della tangenziale che era rimasto agibile. Questa descrizione sta a significare quanto il sistema chiamato a presidiare la nostra sicurezza, anche a valle di questi eventi tragici, sia assolutamente formato, pronto e capace di intervenire con efficacia. Condivido quanto è stato detto dai colleghi Casini, Errani e Balboni e sarà un caso se anch'io sono dell'Emilia Romagna. Però guardi, signor Ministro, per gli incidenti che avvengono a Bologna potrebbe parlare, a ragion veduta e con la stessa necessità di interessarsi, qualsiasi deputato e senatore d'Italia, perché di lì ci passano tutti. Ci passano tutti i cittadini che svolgono un lavoro nel campo dei trasporti o che utilizzano le infrastrutture presenti nel nostro territorio. Pensate solamente, per passare a un altro tema, a a noi che viaggiamo continuamente e spesso in treno. Bologna è un nodo strategico, da cui ogni dieci minuti parte un treno che ci porta a Roma. Bologna è un nodo assolutamente importante e nevralgico di tutto il Paese: potrebbe parlare un pugliese, così come un senatore valdostano o friulano, perché il nodo di Bologna è il più importante del Paese. È lontano da noi ogni pensiero di strumentalizzazione in questa fase, perché non avrebbe alcun senso, ma credo che questa consapevolezza sia di tutti e dobbiamo averla presente in questo momento. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Campari. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, ieri ho fatto il mio intervento sull'incidente di Bologna, di cui parlerò anche oggi, ma questa volta preferisco partire dall'incidente di Foggia. Quei morti sono due volte vittime: vittime di questo terribile incidente e vittime del loro status di braccianti e lavoratori sfruttati, come diceva anche il senatore Casini, facenti parte loro malgrado di un sistema che li ha visti due volte vittime. Anche il fatto di essere sfruttati da soggetti senza scrupoli è uno dei motivi per cui noi combattiamo, così seriamente e puntualmente, l'immigrazione clandestina. Quindi, condivido assolutamente la posizione espressa dal senatore e vado oltre. Non ci fermeremo assolutamente mai e la lotta all'emergenza degli immigrati clandestini sarà una delle nostre battaglie che non vedrà sconti, anche per tutto il sistema che viene poi generato da questo status . Per quanto riguarda i fatti di Bologna, abbiamo già detto tanto. Bologna è un nodo strategico. Bene ha fatto il nostro primo ministro Conte a recarsi subito sia a Foggia, che a Bologna. Infatti, è vero che lo Stato deve farsi vedere e far sentire la propria presenza alle famiglie, ma deve anche rendersi conto di persona di quanto è successo. La macchina statale, per quanto in suo potere, ha funzionato in maniera egregia. L'autostrada è già stata riaperta (seppur, ovviamente, con una sola carreggiata) in tempi record . Secondo quanto ci è stato detto, ciò è stato fatto in sicurezza, perché sono state fatte tutte le prove necessarie. Quindi, rivolgo ancora i miei complimenti a tutti coloro che sono riusciti in quest'impresa. Vale la pena ricordare, ancora una volta, lo sforzo eroico che tutte le nostre Forze dell'ordine compiono ogni volta che si verificano eventi di questo tipo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Collina) . Loro sono veramente degli eroi, perché non chiedono mai e ci sono sempre. Dobbiamo ricordarlo sempre e comunque. Il mio pensiero va alla famiglia della vittima, a tutti i feriti e alle loro famiglie, con la speranza, come ho già detto ieri, di una pronta e totale guarigione. Sappiamo che queste tragedie sono veramente difficili da metabolizzare anche a livello emotivo, perché lasciano cicatrici non solo fisiche, ma anche emotive molto, ma molto profonde. Per questo motivo, rinnoviamo ancora i nostri complimenti all'organizzazione statale e le nostre condoglianze alla famiglia della vittima, con l'augurio di una pronta guarigione per tutti i feriti. Inoltre, esprimo le mie condoglianze per le vittime in Puglia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Aimi. Ne ha facoltà. AIMI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, signor Ministro, grazie per la tempestività con cui è venuto in Assemblea a riferire su queste tragedie che hanno colpito l'Italia. Grazie anche per la presenza del Governo sia a Foggia, che a Bologna in un momento terribile per la nazione. Mi permetto di evidenziare alcuni aspetti. Le due tragedie sono naturalmente legate alla viabilità, ma hanno - probabilmente - una natura diversa. Quella di Foggia riguarda il trasporto di persone che sono state caricate su una sorta di carri bestiame. Ricordo che anche in quest'Assemblea è stato chiesto un aumento delle nuove tecnologie, ad esempio dei sistemi di frenata, e ciò mal si concilia con una situazione che, in certe zone dell'Italia, è evidente e sotto gli occhi di tutti. Abbiamo le norme per poter prevenire e anche reprimere. Dobbiamo naturalmente effettuare dei controlli. Lei, signor Ministro, questa possibilità ce l'ha. Venendo al caso di Bologna, mi permetto di dire - ne parlavo prima con il collega Cangini - che ormai è da oltre vent'anni che si discute del passante. Sono trascorsi vent'anni, molto spesso semplicemente in chiacchiere. Ora i riflettori si sono accesi su questo problema e su questo dramma, che dovrà necessariamente affrontare anche il problema del trasporto delle merci pericolose, ma che dovrà affrontare anche il problema del passante. Noi abbiamo sempre indicato il passante Sud. Dobbiamo ricordare, infatti, che l'incidente è avvenuto, sostanzialmente, nel centro di Bologna, nella zona che va dalle due Torri fino alla Madonna di San Luca. È un incidente che ha coinvolto un ristorante, che ha coinvolto strutture pubbliche e che ha portato ad avere 145 feriti, tra i quali, come ricordava proprio lei, signor Ministro, anche undici carabinieri e tre poliziotti. A questo proposito, vorrei, anche a nome del Gruppo Forza Italia, rivolgere un ringraziamento, come avevamo già fatto anche nella giornata di ieri, alle Forze dell'ordine, ai Vigili del fuoco, alla Polizia, ai Carabinieri, ma anche a chi è intervenuto: ai medici e a tutti coloro che negli ospedali si sono fatti carico di aiutare con grande tempestività. (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Casini) . Un'organizzazione impeccabile, che si deve naturalmente a quell'amore che gli italiani hanno per il prossimo e anche alla loro competenza. Mi sia consentito di dire, però, che sarebbe anche il momento, dopo tanti anni, di passare dalle parole ai fatti. Signor Ministro, lei ne ha la possibilità. Sono state fatte grandi opere in Italia. Inseriamo nell'agenda del Governo la possibilità di verificare se sia possibile realizzare anche questa: avere finalmente un passante a Sud di Bologna per decongestionare quel traffico che in tantissime situazioni, come quella che abbiamo visto ed era sotto gli occhi di tutti, ha portato a quella tragedia immane. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se invece di chiacchierare per tanti anni, di fare convegni, di discutere, fossimo passati realmente dalle parole ai fatti, probabilmente questa tragedia non sarebbe avvenuta. Io voglio anche esprimere il sentimento del mio più profondo cordoglio, che non è solamente quello personale, ma dell'intero Gruppo, ai familiari delle vittime e ai feriti, augurando loro una più pronta guarigione. Chiedo, signor Ministro, un impegno da parte del Governo affinché nell'agenda venga inserito questo tema, che è fondamentale. Prima il senatore Collina parlava di chi non è passato per Bologna e non ha attraversato quella parte della città. Noi abbiamo la necessità di portare questo problema all'attenzione di tutti, in sinergia con Regione, Stato e Comune, affinché si possa, non solamente arrivare ad un risarcimento di quei danni, ma anche ad una soluzione di quell'annoso problema. Speriamo, finalmente, che si possa risolvere. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Santillo. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il ministro Toninelli per la sua informativa. Mi preme, prima di tutto, presentare il cordoglio a nome del Gruppo politico che rappresento ai familiari delle vittime. (Brusio). Signor Presidente, le chiedo se può far osservar un po' di silenzio ai miei colleghi. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Colleghi, invito chi non è interessato ad uscire dall'Aula. Prego, senatore Santillo, prosegua pure. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, come stavo dicendo, esprimo il cordoglio ai familiari delle vittime dei gravissimi incidenti stradali avvenuti ieri sia a Lesina, in provincia di Foggia, che a Bologna. Una tragedia che ha sconvolto l'intero Paese ma, allo stesso tempo, ha mostrato il volto migliore nel coraggio, nella professionalità e nella solidarietà di tutti gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine, dei mezzi di soccorso, dei volontari e di tutti i cittadini che nell'immediato degli eventi si sono prodigati per dare un aiuto: questo è il vero volto dell'Italia, costituita da cittadini da sempre uniti nel momento del bisogno. (Applausi dal Gruppo M5S) . Crediamo che sia necessario trarre una lezione per il futuro da quanto accaduto. Come anche il premier Conte ha dichiarato, gli incidenti stradali sono dettati dalla casualità ma, in questo caso, sicuramente ieri c'è stato molto più della casualità. Dobbiamo, non solo chiederci cosa è successo, ma investigare gli eventi e soprattutto proporre in tempi brevi soluzioni che impediscano siffatti accadimenti. Oggi si può disporre di una tecnologia avanzata che può limitare di molto l'errore umano alla guida. Abbiamo e dobbiamo usare la migliore tecnologia a nostra disposizione per impedire morte e distruzione come quella di ieri a Bologna. Contemporaneamente, e al contrario, ieri a Foggia c'è stata una strage di lavoratori stagionali, tutti africani e presumibilmente vittime del caporalato, che lascia veramente sconvolti. Non è possibile che vengano ammassate persone in furgoni senza nessuna dotazione di sicurezza, furgoni assolutamente non idonei al trasporto di persone, di lavoratori disperati trattati come se fossero delle cassette di pomodori da portare semplicemente al mercato. È una strage che ci deve interrogare. Nelle zone da cui provengo, nel casertano - pensiamo a Castel Volturno o a Mondragone - ogni giorno è possibile vedere questi carri merce stracolmi di vite umane trasportate senza alcuna dignità, per poi essere sfruttate nei campi. È ancora più urgente impedire questo reato che si consuma alla luce del sole, un reato di caporalato che mette a rischio le vite di poveri lavoratori, con caporali che per il loro guadagno mettono a rischio anche la vita di tutti coloro che percorrono le stesse strade di questi furgoni della morte. Mi confortano, quindi, non solo le parole del ministro Toninelli, ma anche quelle del ministro Di Maio, che ieri ha promesso una stretta contro il caporalato e, come ho già detto, le stesse parole di impegno esplicitate dal premier Conte. Mi conforta, quindi, che tutto il Governo stia ponendo la massima attenzione e il massimo impegno su criticità diverse, che possono essere foriere di morte e distruzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa del Governo. Per lo svolgimento e la risposta scritta ad interrogazioni BINETTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per sollecitare lo svolgimento di una serie interrogazioni, che abbiamo presentato ormai da diversi mesi, alcune delle quali si configurano davvero con carattere di urgenza. Ne voglio segnalare in particolare tre. La prima è l'interrogazione 4-00182 , presentata al Ministro della giustizia e riguardante bambini che sono stati allontanati dalla loro famiglia. Si capisce perfettamente come la situazione possa essere veramente complicata, non solo per le famiglie in quanto tali, ma proprio per il futuro dei bambini. Avere chiarezza su questo mi sembra determinante anche come fatto di giustizia, per il diritto dei bambini alla famiglia e non tante volte per l'asserito diritto delle famiglie al bambino. La seconda interrogazione, la 3-00163 , mi sembra altrettanto urgente e riguarda la Croce Rossa. Sono accaduti in questi giorni dei fatti abbastanza incresciosi. L'interrogazione è stata pubblicata e c'è stata un'incursione che in qualche modo ha privato la Presidente delle volontarie di Croce Rossa di alcune delle prerogative che le spettano in autonomia a norma di legge. Credo che sarebbe interessante offrire una risposta chiara al Paese per ciò che riguarda la Croce Rossa, proprio per il valore simbolico rappresentato dalla Croce Rosa che peraltro, proprio ieri, era presente sia a Foggia che a Bologna con interventi concreti. Non si può permettere che l'immagine della Croce Rossa resti in qualche modo confusa. Questa interrogazione è stata presentata contestualmente al Ministero della difesa e al Ministero della salute, da cui dipendono in parte le volontarie per la doppia afferenza degli ordini. La terza interrogazione, la 4-00355 riguarda quesiti sulla salute. Ça va sans dire che tutto il dibattito che stiamo facendo in questi giorni è stato presieduto da una serie di interrogazioni che non hanno mai trovato risposta. Credo che potrebbe essere un segnale di buona volontà del Senato che, alla ripresa dei lavori, si cominci proprio dalle interrogazioni, affinché trovino quella risposta che la parola urgenza definisce come dialogo di serenità e, direi, anche di dignità nel rapporto tra senatori e cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno FERRARA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARA (M5S) . Gentile Presidente, care colleghe e colleghi, alle 8,15 del mattino del 6 agosto del 1945 gli Stati Uniti sganciarono, sulla città giapponese di Hiroshima, la prima bomba atomica della storia. Il nome della bomba era «Little Boy»; il numero delle vittime dirette non può essere preciso perché molte evaporarono, ma verosimilmente furono tra le 100.000 e le 200.000. Il 10 agosto, tre giorni dopo, su Nagasaki fu lanciato un altro ordigno, «Fat Man». Lo sgancio, però, non fu particolarmente preciso e la bomba brillò in una zona della città difesa dai monti. Nonostante ciò, morirono subito almeno 40.000 persone e molte altre migliaia rimasero ustionate. È davvero difficile pensare cosa abbiano provato quegli uomini e quelle donne che si accingevano ad andare a lavorare o ad accompagnare i bambini a scuola. Non esistevano neppure le immagini di esplosioni atomiche. Nessuno dei cittadini di Hiroshima e Nagasaki aveva visto una tale luce o udito un tale suono così improvviso e devastante. Senza più la città intorno, senza punti di riferimento, in un caldo torrido e colpiti da una forte pioggia radioattiva nera, i sopravvissuti vagarono senza meta. Poi molti, sperando di fermare le terribili scottature, si gettarono nel fiume, che però in alcuni punti ribolliva e ben presto si riempì di cadaveri che galleggiavano. Le bombe atomiche USA furono una prova di forza che gli Stati Uniti volevano manifestare a Mosca. Infatti, già durante il secondo conflitto mondiale si comprese che l'antagonismo futuro sarebbe stato tra le due potenze vincitrice della guerra, USA e URSS. Presidente, cari colleghi, oggi nel mondo ci sono talmente tante armi atomiche che potrebbero far saltare il Pianeta più e più volte. La Russia ha sviluppato un ordigno atomico che si chiama «Satan 2», e ognuna di queste bombe può disintegrare un territorio esteso quanto la Francia. Vorrei ricordare che sul nostro territorio nazionale ci sono armi atomiche statunitensi, le B-61, che ci fanno violare il Trattato di non proliferazione nucleare che abbiamo ratificato nel 1975, oltre a renderci un bersaglio sensibile. Io dico via le armi atomiche dal nostro territorio nazionale. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Secondo il SIPRI di Stoccolma ogni anno a livello globale si investono circa 1.860 miliardi di dollari in armamenti. Ne basterebbero meno di 50 per porre fine alla fame del mondo, con tutte le conseguenze che ne derivano, compreso il fenomeno migratorio. Concludo affermando che è fondamentale iniziare un processo di denuclearizzazione e porre fine a quest'economia di guerra, a quel complesso militare industriale paventato da Dwight Eisenower. È giunto il momento di non investire più in strumenti di morte, ma in cultura della vita. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PELLEGRINI Marco (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghi senatori, mi sia consentito anzitutto di esprimere il mio e nostro cordoglio per le tragedie avvenute ieri. Come ricordava il Ministro poco fa, a Foggia, in soli tre giorni, in due distinti incidenti stradali, hanno perso la vita sedici braccianti agricoli, che tornavano dal lavoro nei campi. Apprezzo molto la risposta del Ministro di oggi e appezzo anche che il presidente Conte e il ministro Salvini siano stati oggi a Foggia per poter subito intervenire sul tema della lotta al caporalato. Ciò detto, il 9 agosto dello scorso anno, a San Marco in Lamis si è verificato un tragico evento, una strage di mafia, in cui hanno perso la vita anche due cittadini innocenti, i fratelli Luciani, testimoni oculari di un agguato mafioso. Dopodomani ricorre il primo anniversario di questo tragico evento, e i fratelli Luciani saranno ricordati a San Marco in Lamis con vari eventi commemorativi. Oggi, oltre a unirmi al giusto e doveroso ricordo, voglio ancora una volta richiamare l'attenzione di quest'Assemblea e del Governo rispetto al gravissimo problema rappresentato dalla quarta mafia italiana, ovvero le mafie della provincia di Foggia, come sono state definite dall'ex procuratore nazionale antimafia. In questa occasione oggi voglio ribadire l'assoluta necessità che si intensifichino tutte le azioni di contrasto che il nostro ordinamento prevede, a partire dall'aumento delle Forze dell'ordine, per finire all'aumento dei presidi giudiziari. A quest'ultimo proposito, ritengo non più rinviabile l'istituzione a Foggia di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia, al fine di aumentare la qualità e la quantità delle indagini antimafia. Su questa necessità si è espresso peraltro il CSM nell'ambito delle risoluzioni sulle mafie foggiane del 18 ottobre 2017, e su tale aspetto ho appena presentato un disegno di legge. Concludo ricordando ancora i fratelli Luciani e tutte le altre vittime di mafia, e voglio aggiungere che noi tutti, in quest'Aula e fuori, non ci arrenderemo finché le mafie non saranno sconfitte. E noi alla mafia diciamo questo: non ci arrenderemo mai! (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Buccarella) . FEDE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FEDE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli senatori, voglio porre l'attenzione di questa Assemblea sulla situazione della sanità nel mio collegio di elezione nelle Marche, che comprende la provincia di Ascoli Piceno, come tutti voi sapete, tristemente colpita dagli eventi sismici del 2016 che sono stati oggetto di recenti lavori legislativi svolti anche da questa Assemblea e a cui ho avuto l'onore di partecipare. Data quindi la delicatezza e l'importanza del tema in questione, occorre parlare chiaro, perché non si può giocare sulla salute e l'assistenza sanitaria pubblica, come sta facendo adesso la Regione Marche, le cui scelte risultano sempre più irrazionali, soprattutto nella zona Sud della nostra Regione. È della settimana scorsa, infatti, la votazione della conferenza dei sindaci della provincia di Ascoli Piceno che, in spregio al principio di rappresentatività della popolazione e seguendo pedissequamente le direttive regionali, ha avallato la scelta della Regione Marche di costruire un nuovo ospedale lontano dai due centri principali della provincia, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, che vedranno, quindi, i loro attuali ospedali, già oggetto di pesanti tagli nel corso degli anni (in particolar modo quello di San Benedetto del Tronto), ridursi nei fatti a essere dei presidi ospedalieri, nell'attesa che si realizzi, magari tra qualche decennio, un nuovo ospedale di primo livello, guarda caso in una realtà comunale amministrata da una lista civica riferibile all'area politica di chi attualmente governa la Regione e che andrà al rinnovo delle cariche comunali il prossimo anno. Su queste scelte resta il dubbio se esse siano dettate da un disdicevole opportunismo politico e completamente sganciate dal diritto alla salute che la Repubblica garantisce costituzionalmente ad ogni cittadino. Ora la vera domanda da porsi è: cosa accadrà alla sanità nel Piceno? In attesa di questo fantomatico ospedale unico della Provincia, di cui non si hanno ancora un progetto e un iter certo di lavori e la cui collocazione è stata decisa da un algoritmo, che servizi erogheranno gli attuali ospedali di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto? Che visione politica ha la Regione Marche? Tale Regione, invece di rafforzare alcuni servizi essenziali come quelli sanitari nella sua zona (la più colpita dai recenti eventi sismici), nei fatti attua un ridimensionamento dell'esistente e propone miraggi di ospedali unici, con evidenti mire elettorali di breve periodo. Essa applica, inoltre, in maniera opportunistica le previsioni normative del decreto Balduzzi, relative ai bacini di utenza ospedalieri, parametrando detti bacini di utenza, solo in base ai confini regionali, in un'area di confine della Regione che, come nel caso di San Benedetto del Tronto, serve anche gran parte dell'area Nord del confinante Abruzzo? In conclusione, mi sembrava doveroso porre l'attenzione di tutti voi su queste scelte della Regione Marche, che stanno andando anche contro gli sforzi che questa Assemblea ha svolto e continuerà a svolgere per far rinascere i luoghi colpiti dal terremoto del 2016, sia quelli colpiti direttamente, come la zona montana dell'Ascolano, sia quelli colpiti indirettamente nel loro principale volano economico, il turismo, come nel caso della zona della Riviera delle Palme in cui insiste l'attuale ospedale di San Benedetto del Tronto. (Applausi dal Gruppo M5S) . GARAVINI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GARAVINI (PD) . E quando scendi la prima volta il cuore ti sale in gola, anche lo stomaco a dire il vero. La prima volta che si scende in miniera si vomita. Quando l'ascensore parte, si sente come uno scoppio, poi ci fai l'abitudine. Ma la prima volta pensi che qualcosa sia andato storto, che stai precipitando, che l'ascensore sta scendendo troppo velocemente. Tutto diventa buio e quelle poche luci che vedi ad intermittenza ti fanno scoppiare la testa, tanto che preferisci chiudere gli occhi. Signor Presidente, si tratta di un passaggio di uno spettacolo teatrale di un giovane catanese, Alessandro Idonea che, prendendo spunto dalla strage di Marcinelle, ha scritto questo pezzo: «262 vestiti appesi». Furono appunto 262 quei vestiti che non furono reindossati dai loro titolari; 262, spesso giovanissimi, stranieri per la maggior parte; 136 di loro, italiani. Connazionali che, a partire dagli anni Cinquanta, andarono all'estero, nella fattispecie in Belgio, per lavorare. Presidente, domani ricorre il 62° anniversario di questa strage. Le fa onore che abbia voluto lei stessa inviare un saluto ai familiari delle vittime domani raccolte alle ore 8,30, quando suoneranno 262 rintocchi, proprio in memoria di questi caduti. Credo sia importante ricordare in queste Aule questa strage proprio oggi, immediatamente dopo l'informativa del Governo, che ci ha ricordato, ancora una volta, la strage di ieri di nuovi cittadini stranieri, morti per esempio in Puglia. Credo sia di monito a tutti noi non soltanto per ricordare il sacrificio di quei nostri concittadini, ma anche per indurci a continuare nella nostra battaglia per aumentare e migliorare i livelli standard di sicurezza sul lavoro e anche per tenere presente che quei migranti e quei braccianti, che anche solo poche ore fa sono deceduti, non sono altro che la proiezione oggi dei nostri concittadini di allora che, a partire dagli anni Cinquanta, lasciarono il nostro Paese in cerca di condizioni migliori. (Applausi). Commissioni permanenti, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Nell'augurare a tutti, a quelli che ci sono e anche a quelli che ormai sono andati via, una buona vacanza, comunico che le Commissioni riprenderanno i propri lavori da martedì 4 settembre. Le Commissioni sono comunque autorizzate a convocarsi in qualunque momento in relazione a sopravvenute esigenze nelle materie di propria competenza. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 11 settembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 11 settembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,13) . VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 741: sull'emendamento 3.12, il senatore Vescovi avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 3-ter.0.5 e 4.31, il senatore Comincini avrebbe voluto esprimere rispettivamente un voto favorevole e un voto contrario; sugli emendamenti 4.15, 4.33, 4.37 e 4.38 (prima parte), i senatori De Petris, Errani, Grasso e Laforgia avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 4.38 (prima parte), il senatore Pittoni avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 4.24, 4.42 e 5.59, il senatore Steger avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 9.1, il senatore Patuanelli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 9.6 e 9-quinquies.0.14, il senatore Collina avrebbe voluto esprimere rispettivamente un voto di astensione e un voto favorevole; sull'emendamento 9.31, il senatore Sileri avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sugli emendamenti 9.0.8 (prima parte) e 9.0.11 (prima parte), la senatrice Piarulli avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 11.2, il senatore Pellegrini Marco avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'emendamento 13.20 (prima parte), il senatore Dell'Olio avrebbe voluto esprimere un voto contrario. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Auddino, Barachini, Bogo Deledda, Borgonzoni, Caliendo, Candiani, Cattaneo, Cerno, Cioffi, Cirinna', Crimi, Cucca, De Poli, Iwobi, Merlo, Napolitano, Santangelo, Sciascia e Siri. È assente per incarico avuto dal Senato il senatore: Fantetti, per partecipare ad un incontro internazionale (dalle ore 15) . Commissioni permanenti, trasmissione di documenti In data 6 agosto 2018, sono state trasmesse alla Presidenza le seguenti risoluzioni della 3 a Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), approvate nella seduta del 1° agosto 2018, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento: sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA III) (COM (2018) 465 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 1); sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi in ambito transfrontaliero (COM (2018) 373 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 2). Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati. In data 7 agosto 2018, è stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 10 a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), approvata nella seduta del 7 agosto 2018, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Un " New Deal " per i consumatori (COM (2018) 183 definitivo) e sulla proposta di direttiva del Parlamento e del Consiglio che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio del 5 aprile 1993, la direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori (COM (2018) 185 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 3). Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Onn. Meloni Giorgia, Rampelli Fabio, Acquaroli Francesco, Bellucci Maria Teresa, Bucalo Carmela, Butti Alessio, Caretta Maria Cristina, Ciaburro Monica, Cirielli Edmondo, Crosetto Guido, Deidda Salvatore, De Carlo Luca, Delmastro Delle Vedove Andrea, Donzelli Giovanni, Ferro Wanda, Fidanza Carlo, Foti Tommaso, Frassinetti Paola, Gemmato Marcello, Lollobrigida Francesco, Lucaselli Ylenja, Maschio Ciro, Mollicone Federico, Montaruli Augusta, Osnato Marco, Prisco Emanuele, Rizzetto Walter, Rotelli Mauro, Silvestroni Marco, Trancassini Paolo, Varchi Maria Carolina, Zucconi Riccardo Introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi (766) (presentato in data 07/08/2018) C.651 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.646, C.655, C.656, C.722, C.732, C.997) . Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Bottici Laura, Gallicchio Agnese, Ortis Fabrizio, Angrisani Luisa, Lanzi Gabriele, Trentacoste Fabrizio, Pirro Elisa, Corbetta Gianmarco, Romano Iunio Valerio, Mollame Francesco, Urraro Francesco, Lannutti Elio, Fenu Emiliano, Taverna Paola, Fede Giorgio, Lupo Giulia, L'Abbate Patty, Anastasi Cristiano, Di Girolamo Gabriella, Maiorino Alessandra Disposizioni in materia di otto per mille (751) (presentato in data 06/08/2018); senatori Santillo Agostino, Pergreffi Simona, Coltorti Mauro, De Falco Gregorio, Dessi' Emanuele, Di Girolamo Gabriella, Lupo Giulia, Patuanelli Stefano, Ricciardi Sabrina Modifiche al Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di sicurezza della circolazione (752) (presentato in data 06/08/2018); senatori Pittoni Mario, Romeo Massimiliano, Barbaro Claudio, Nisini Tiziana, Rufa Gianfranco Modifiche dell'articolo 1, commi 66, 68, 73, 79, 80, 81 e 82 della legge 13 luglio 2015, n. 107 recante: "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti" (753) (presentato in data 07/08/2018); senatori Romeo Massimiliano, Candura Massimo, Fregolent Sonia, Ostellari Andrea, Pizzol Nadia, Saviane Paolo, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Zuliani Cristiano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Bonfrisco Anna Cinzia, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Bossi Umberto, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Sbrana Rosellina, Solinas Christian, Tesei Donatella, Vescovi Manuel Modifiche al decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, in materia di aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali (754) (presentato in data 07/08/2018); senatori Ostellari Andrea, Romeo Massimiliano, Pillon Simone, Pellegrini Emanuele, Candura Massimo Modifiche al procedimento monitorio ed esecutivo per la effettiva realizzazione del credito (755) (presentato in data 07/08/2018); senatori Rauti Isabella, Zaffini Francesco, Ruspandini Massimo, La Pietra Patrizio Giacomo, Bertacco Stefano Disposizioni per la concessione di promozione a titolo onorifico agli Ufficiali provenienti dai corsi Allievi Ufficiali di Complemento (AUC) (756) (presentato in data 06/08/2018); senatori Briziarelli Luca, Romeo Massimiliano, Pizzol Nadia, Solinas Christian, Bruzzone Francesco, Vescovi Manuel, Fusco Umberto, Marti Roberto, Montani Enrico, Pergreffi Simona, Pirovano Daisy, Rivolta Erica, Rufa Gianfranco, Borghesi Stefano, Pillon Simone, Tesei Donatella, Nisini Tiziana, Sbrana Rosellina, De Vecchis William, Ripamonti Paolo, Barbaro Claudio Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine e lacustri (757) (presentato in data 07/08/2018); senatori Pellegrini Marco, Giarrusso Mario Michele, Accoto Rossella, Pirro Elisa, Dell'Olio Gianmauro, Naturale Gisella, Presutto Vincenzo, Turco Mario, Donno Daniela, Mininno Cataldo, Gallicchio Agnese, Garruti Vincenzo, Piarulli Angela Anna Bruna, Lomuti Arnaldo, Patuanelli Stefano, Pesco Daniele, Di Nicola Primo, Grassi Ugo, Perilli Gianluca, Lanzi Gabriele, Lupo Giulia, Moronese Vilma, Maiorino Alessandra, Fede Giorgio Istituzione in Foggia di una sezione distaccata della Corte d'Appello di Bari, di una sezione distaccata della Corte d'Appello di Bari in funzione di Corte di Assise di Appello, di una sezione distaccata del Tribunale per i Minorenni di Bari, di una sezione distaccata della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari (758) (presentato in data 07/08/2018); senatore Nannicini Tommaso Codice della giurisdizione tributaria (759) (presentato in data 07/08/2018); senatore Romani Paolo Disposizioni concernenti la modifica dell'articolo 423-bis del codice penale, riguardante l'aggravamento delle pene per il delitto di incendio boschivo (760) (presentato in data 07/08/2018); senatore Romani Paolo Disposizioni in materia di sanzioni per il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti (761) (presentato in data 07/08/2018); senatori Donno Daniela, Puglia Sergio, Mininno Cataldo, Matrisciano Susy, Romano Iunio Valerio, Montevecchi Michela, Pellegrini Marco Misure per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle attività agricole (762) (presentato in data 07/08/2018) senatrice Granato Bianca Laura Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti (763) (presentato in data 07/08/2018); senatrice Boldrini Paola Modifica agli articoli 5 e 9 della legge 22 maggio 1978, n. 194, recante norme per la tutela sociale della maternità e l'interruzione volontaria della gravidanza, in materia di consultori e di obiezione di coscienza del personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie (764) (presentato in data 07/08/2018) senatori Donno Daniela, Puglia Sergio, Mininno Cataldo, Romano Iunio Valerio, Montevecchi Michela, Pellegrini Marco Disposizioni in materia di obblighi per le aziende manifatturiere di sigarette e prodotti affini per la produzione di filtri naturali e biodegradabili (765) (presentato in data 07/08/2018); senatrice De Petris Loredana Modifica all'articolo 172 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di applicazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini a bordo dei veicoli (767) (presentato in data 07/08/2018); senatori Gallone Maria Alessandra, Modena Fiammetta, Toffanin Roberta, Damiani Dario, Galliani Adriano, Giammanco Gabriella, Papatheu Urania Giulia Rosina, Moles Giuseppe Modifiche al codice civile e al codice di procedura civile in materia di affidamento condiviso dei figli e di mediazione familiare (768) (presentato in data 07/08/2018); senatrice Rossomando Anna Modifiche all'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile (769) (presentato in data 07/08/2018); senatori Patuanelli Stefano, Romeo Massimiliano, Sileri Pierpaolo, Castellone Maria Domenica, Fregolent Sonia Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale (770) (presentato in data 07/08/2018). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Giarrusso Mario Michele Istituzione della figura dell'agente provocatore per i delitti contro la pubblica amministrazione e disposizioni in materia di operazioni sotto copertura (550) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 3ª (Affari esteri, emigrazione), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 07/08/2018); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro sen. Patuanelli Stefano ed altri Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario (690) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 07/08/2018). Governo, composizione Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha inviato la seguente lettera: "Roma, 6 agosto 2018 Onorevole Presidente, informo la S.V. che con decreto del Presidente della Repubblica in data odierna, adottato su mia proposta, previa approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, della delega di funzioni conferita dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, è stato attribuito il titolo di Vice Ministro al Sottosegretario di Stato presso il medesimo Dicastero on. dott.ssa Emanuela Claudia DEL RE. f.to Giuseppe CONTE". Governo, trasmissione di documenti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 30 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dallo stesso Ministero, riferita all'anno 2017, corredata del rapporto sull'attività di analisi e revisione delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative risorse in bilancio, di cui all'articolo 9, comma 1- ter , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . CLXIV, n. 6). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti atti e documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'azione dell'Unione a seguito della sua adesione all'Atto di Ginevra dell'Accordo di Lisbona sulle denominazioni di origine e le indicazioni (COM(2018) 365 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14ª; Proposta di Decisione del Consiglio relativa all'adesione dell'Unione europea all'Atto di Ginevra dell'Accordo di Lisbona sulle denominazioni di origine e le indicazioni geografiche (COM(2018) 350 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Trentaseiesima relazione annuale della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle attività antidumping , antisovvenzioni e di salvaguardia dell'Unione europea (2017) (COM(2018) 561 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 3 a e 14ª. Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 6 agosto 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215, la relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interesse, aggiornata al primo semestre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc. CLIII, n. 1). Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha inviato, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia della sentenza n. 180 del 10 luglio 2018, depositata il successivo 27 luglio 2018 in Cancelleria, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2- bis della legge 13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge), nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati - adottato in data 4 aprile 2007 dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura (OUA) e da altre associazioni categoriali (UCPI, ANF, AIGA, UNCC), valutato idoneo dalla Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali con delibera n. 07/749 del 13 dicembre 2007 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 3 del 2008 - nel regolare, all'articolo 4, comma 1, lettera b ), l'astensione degli avvocati nei procedimenti e nei processi in relazione ai quali l'imputato si trovi in stato di custodia cautelare, interferisca con la disciplina della libertà personale dell'imputato. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e alla 2 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 19). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 2 e 3 agosto 2018, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 62); dell'Agenzia del Demanio, per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 6a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 63); della Rete Ferroviaria Italiana (RFI) S.p.A., per gli esercizi dal 2015 al 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento alla 5a e alla 8a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 64); dell'Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste - Area Science Park, per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 65); del Fondo Agenti Spedizionieri e Corrieri (FASC), per l'esercizio 2016. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 11a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 66). Corte dei conti, trasmissione di documentazione. Deferimento Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 1° agosto 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 17/SEZ/AUT/2018/FRG - adottata nell'adunanza del 24 luglio 2018 - su "La spesa per il personale degli Enti territoriali". La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente (Atto n. 62). Consiglio di Stato, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente del Consiglio di Stato, con lettera in data 25 luglio 2018, ha inviato, ai sensi dell'articolo 20 della legge 21 luglio 2000, n. 205, il conto finanziario, per l'anno 2017, della Giustizia amministrativa, approvato dal Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa nella seduta del 22 giugno 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 61). Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, trasmissione di documenti. Deferimento Il Segretario Generale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha trasmesso, in data 20 giugno 2018, il testo di due raccomandazioni e di tre risoluzioni, approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso riunione della Commissione permanente (Zagabria, il 1° giugno 2018) e, in data 9 luglio 2018, i testi di sette raccomandazioni e di dodici risoluzioni approvate dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel corso della III parte della Sessione ordinaria (Strasburgo 25-29 giugno 2018). Questi documenti sono stati assegnati, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti nonché, per il parere, alla 3 a Commissione permanente, se non già assegnati alla stessa in sede primaria: raccomandazione n. 2131 - Le contro-narrazioni rispetto al terrorismo. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 39); raccomandazione n. 2132 - Detenuti con disabilità in Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2 a , alla 3 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 40); risoluzione n. 2221 - Le contro-narrazioni rispetto al terrorismo. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 41); risoluzione n. 2222 - Promuovere la diversità e la parità nella vita politica. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 42); risoluzione n. 2223 - Detenuti con disabilità in Europa. ( Doc . XII- bis , n. 43); Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2 a , alla 3 a e alla 11 a Commissione permanente; raccomandazione n. 2133 - La tutela dei difensori dei diritti umani negli Stati membri del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 44); raccomandazione n. 2134 - Nuove restrizioni a carico delle attività delle ONG negli stati membri del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 45); raccomandazione n. 2135 - Il trattamento extraterritoriale delle richieste di asilo e la creazione di rifugi sicuri per i profughi all'estero. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 46); raccomandazione n. 2136 - Le conseguenze per i diritti umani della "esternalizzazione" della politica di asilo e migratoria dell'Unione europea: lontano dagli occhi, lontano dai diritti? Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 47); raccomandazione n. 2137 - Gli obblighi degli Stati membri del Consiglio d'Europa: proteggere la vita in mare. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 48); raccomandazione n. 2138 - La persecuzione delle persone LGBTI nella Repubblica Cecena (Federazione russa). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 49); raccomandazione n. 2139 - La distruzione deliberata e il traffico di reperti del patrimonio culturale. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 50); risoluzione n. 2224 - La situazione umanitaria dei rifugiati nei Paesi limitrofi alla Siria. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 51); risoluzione n. 2225 - La tutela dei difensori dei diritti umani negli Stati membri del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 52); risoluzione n. 2226 - Nuove restrizioni a carico delle attività delle ONG negli Stati membri del Consiglio d'Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 53); risoluzione n. 2227 - Il trattamento extraterritoriale delle richieste di asilo e la creazione di rifugi sicuri per i profughi all'estero. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 54); risoluzione n. 2228 - Le conseguenze per i diritti umani della "esternalizzazione" della politica di asilo e migratoria dell'Unione europea: lontano dagli occhi, lontano dai diritti? Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 55); risoluzione n. 2229 - Gli obblighi degli Stati membri del Consiglio d'Europa: proteggere la vita in mare. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e alla 3 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 56); risoluzione n. 2230 - La persecuzione delle persone LBGTI nella Repubblica Cecena (Federazione russa). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 57); risoluzione n. 2231 - I cittadini ucraini detenuti nella Federazione russa come prigionieri politici. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 58); risoluzione n. 2232 - Trovare il giusto equilibrio tra il superiore interesse del minore e l'esigenza di mantenere unite le famiglie. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 59); risoluzione n. 2233 - I matrimoni forzati in Europa. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 60); risoluzione n. 2234 - La distruzione deliberata e il traffico di reperti del patrimonio culturale. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n.61); risoluzione n. 2235 - L' empowerment delle donne in economia. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XII- bis , n. 62). Mozioni Atto n. 1-00036 PILLON ROMEO ARRIGONI AUGUSSORI BAGNAI BARBARO BERGESIO BONFRISCO BORGHESI Simone BOSSI Umberto BOSSI BRIZIARELLI BRUZZONE CALDEROLI CAMPARI CANDURA CANTU' CASOLATI DE VECCHIS FAGGI FERRERO FREGOLENT FUSCO IWOBI MARIN MARTI MONTANI NISINI OSTELLARI PAZZAGLINI Emanuele PELLEGRINI PEPE PERGREFFI PIANASSO PIROVANO Pietro PISANI PITTONI PIZZOL PUCCIARELLI RIPAMONTI RIVOLTA RUFA SAPONARA SAVIANE SBRANA SOLINAS TESEI TOSATO VALLARDI VESCOVI ZULIANI Il Senato, premesso che con risoluzione 2079/2015 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha riaffermato che: 1. L'Assemblea parlamentare ha costantemente promosso l'uguaglianza tra uomini e donne sia nella vita professionale che nella sfera privata. Dei miglioramenti importanti che, anche se spesso insufficienti, si constatano nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio di Europa. In ambito familiare, l'uguaglianza dei genitori deve essere garantita e promossa dalla nascita del figlio. La presenza di entrambi i genitori nella crescita del proprio figlio è positiva per il suo sviluppo. Il ruolo di vicinanza dei padri ai loro figli, fin da quando sono piccoli, deve essere maggiormente riconosciuto e valorizzato; 2. La corresponsabilità parentale implica che i genitori abbiano nei confronti dei loro figli diritti, doveri e responsabilità. Appare evidente che i padri si trovino a volte di fronte a leggi, pratiche e pregiudizi, che possono arrivare a privarli della relazione con i loro figli. Nella risoluzione 1921 (2013) «uguaglianza dei sessi, conciliazione vita privata/ vita professionale e corresponsabilità", l'Assemblea richiama le pubbliche autorità degli Stati membri a rispettare il diritto dei padri alla corresponsabilità, ricordando che il diritto di famiglia prevede, in caso di separazione o divorzio, la possibilità di un affidamento congiunto dei figli, nel migliore interesse di questi ultimi, sulla base di un accordo condiviso dai genitori; 3. L'Assemblea tiene a ricordare che il rispetto della vita familiare è un diritto fondamentale consacrato dall'articolo 8 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo (STE no 5) e da numerosi strumenti giuridici internazionali. Lo stare insieme costituisce un elemento essenziale della vita familiare per un genitore e il proprio figlio. La separazione tra un genitore e il figlio ha effetti irrimediabili sulla loro relazione. Solo circostanze eccezionali e particolarmente gravi contro l'interesse del bambino dovrebbero poter giustificare una separazione, stabilita da un giudice; 4. L'Assemblea è dunque convinta che lo sviluppo della corresponsabilità parentale contribuisca a liberarsi dagli stereotipi di genere, che riguardano i ruoli assegnati alla donna e all'uomo in seno alla famiglia, e non fa che riflettere l'evoluzione sociologica rilevata negli ultimi 50 anni in materia di organizzazione della sfera privata e familiare; considerato che con la medesima risoluzione l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha incitato gli Stati membri: a firmare e/o ratificare, in caso non lo abbiano già fatto, la Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori (STE no 160) e la Convenzione sulle relazioni personali che riguarda i minori (STE no 192); a firmare e/ o ratificare, in caso non lo abbiano già fatto, la Convenzione di La Haye del 1980 sugli aspetti civili dell'allontanamento internazionale dei minori, e ad assicurarne l'effettiva applicazione, garantendo la cooperazione e il rapido intervento delle autorità incaricate di tale esecuzione; ad assicurare l'effettiva uguaglianza tra genitori nei confronti dei propri figli, sia all'interno della loro legislazione che nelle pratiche amministrative, al fine di garantire ad ogni genitore il diritto di essere informato e di partecipare alle decisioni importanti per la vita e lo sviluppo del loro figlio, nel miglior interesse di quest'ultimo; ad eliminare dalla loro legislazione qualsiasi differenza tra i genitori che hanno riconosciuto il loro bambino basandosi sul loro stato coniugale; ad introdurre nella loro legislazione il principio della shared residence dei figli in caso di separazione, limitando le eccezioni ai casi di abuso o di negligenza verso un minore, o di violenza domestica, e ad organizzare il tempo di permanenza in funzione dei bisogni e dell'interesse e dell'interesse dei bambini; a rispettare il diritto del bambino ad essere ascoltato per tutte le questioni che lo riguardano dal momento in cui è capace di discernimento, per quanto concerne le questioni in oggetto; a prendere in considerazione la residenza alternata come modalità di attribuzione delle prestazioni sociali; a prendere tutte le misure necessarie a garantire la piena esecuzione delle decisioni relative alla residenza dei figli ed ai diritti di visita, anche dando seguito a reclami relativi alla mancata frequentazione dei bambini; ad incoraggiare e, se del caso, a favorire la mediazione all'interno delle procedure giudiziarie in materia familiare relativamente ai minori, istituendo un incontro informativo obbligatorio stabilito dal giudice, al fine di sensibilizzare i genitori sul fatto che la residenza alternata può rappresentare l'opzione migliore nell'interesse superiore del minore, e di lavorare a favore di tale soluzione, controllando che i mediatori ricevano una formazione adeguata e favorendo una cooperazione pluridisciplinare ispirata al modello di "Cochem"; a vigilare sul fatto che i professionisti in contatto con i minori, in caso di procedure giudiziarie familiari, abbiano ricevuto un'adeguata formazione interdisciplinare necessaria per trattare i diritti e i bisogni specifici dei minori di varie categorie di età, cosi come sulle procedure riguardanti questi ultimi in conformità con le linee direttive del Consiglio europeo che si occupano di giustizia per i minori; ad incoraggiare l'elaborazione di piani parentali, che permettano ai genitori di definire loro stessi i principali aspetti della vita di loro figlio e ad introdurre la possibilità per i figli di chiedere la revisione degli accordi che li riguardano direttamente, in particolare il luogo di residenza; a stabilire un congedo parentale pagato di cui possano usufruire i padri, privilegiando il modello dei periodi di congedo trasferibile; considerato infine che i contenuti di tale risoluzione sono particolarmente significativi per dare pieno compimento al diritto inalienabile dei minori a poter crescere e ricevere cura e assistenza da parte del padre e della madre, impegna il Governo a recepire e a dare pieno compimento nell'ordinamento giuridico e amministrativo del nostro Paese ai contenuti della risoluzione 2079/2015 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Interrogazioni Atto n. 3-00177 ALFIERI RAMPI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: il 30 luglio 2018 si sono svolte le elezioni politiche in Cambogia; il partito di Governo, Partito popolare cambogiano (Cpp), ha proclamato la vittoria con oltre il 77 per cento dei consensi, e un'affluenza alle urne dell'82 per cento; in occasioni delle elezioni, il primo firmatario del presente atto ha partecipato ad un viaggio in Cambogia con una delegazione indipendente di osservatori composta da Matteo Angioli, della presidenza del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito (organizzazione non governativa riconosciuta dalle Nazioni Unite), e dal deputato giapponese Yukihisa Fujita, per incontrare una serie di organizzazioni che si occupano di diritti umani e alcuni rappresentanti dei partiti di opposizione; nel corso del viaggio è stata rilevata la presenza di alcuni osservatori internazionali chiamati a supervisionare le elezioni dallo stesso partito di Governo; come emerso da fonti stampa cambogiane, tra questi osservatori sono risultati presenti circa 7 italiani, tra i quali Luca Bellotti, esponente di Alleanza Nazionale, già sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali del Governo Berlusconi IV, Antonio Razzi, già parlamentare della Repubblica, e Alessandro Musolino, già consigliere provinciale a Venezia; premesso, inoltre, che, per quanto risulta agli interroganti: le Nazioni Unite hanno avanzato formale richiesta al Governo cambogiano di presenziare in qualità di osservatore per le elezioni di luglio, con l'impegno di non interferire in alcun modo nei rapporti tra Governo e opposizione, né sullo scottante tema dei diritti umani. Tale richiesta è stata rifiutata, pertanto le Nazioni Unite e l'Unione europea hanno concordato di non inviare osservatori internazionali in occasione delle citate elezioni politiche cambogiane; nonostante il rifiuto alla presenza di osservatori delle Nazioni Unite, come già evidenziato, il Governo cambogiano ha provveduto successivamente a selezionare una delegazione di osservatori che è stata motivo di propaganda sulla stampa e sulle televisioni locali e i cui rappresentanti, tra i quali Bellotti, Razzi e Musolino, sono stati utilizzati per negare le continue violazioni dei principali diritti umani nel Paese, quotidianamente denunciate dalle principali organizzazioni impegnate in difesa degli stessi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le sue valutazioni in merito; se non ritenga opportuno fornire tutti gli elementi necessari ai fini di una valutazione più completa possibile sulla presenza degli osservatori italiani invitati dal Governo cambogiano; se non ritenga, altresì, doveroso stigmatizzare la presenza della predetta delegazione, anche alla luce delle ripetute denunce da parte dell'organizzazione delle Nazioni Unite e dall'Unione europea relativamente alle aperte violazioni dei diritti umani perpetrate dal Governo cambogiano. Atto n. 3-00178 LONARDO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: i viaggiatori che utilizzano la tratta ferroviaria Benevento-Napoli, tra cui molti pendolari e studenti, sono quotidianamente sottoposti ad innumerevoli inefficienze e disagi; i pochi treni che collegano la città al capoluogo di regione versano in condizioni fatiscenti e a dir poco indecorose; la situazione di disagio è aggravata dai numerosi ritardi registrati e, in alcuni casi, dalla cancellazione dei treni. Al tempo impiegato per il trasbordo (20 minuti), si aggiungono quello necessario per le fermate ai passaggi a livello incustoditi, un'altra decina di minuti sulla Cancello-San Felice per i 30 chilometri orari imposti in prossimità dei deviatoi, nonché l'ulteriore sosta per le coincidenze a Cancello; tali situazioni umiliano la dignità della città di Benevento e della sua provincia, relegandole a ruolo marginale, periferico e subalterno, ed è oltremodo vergognoso lo stato di abbandono in cui versano i collegamenti stradali e ferroviari con la città di Benevento; giova inoltre evidenziare che attualmente vi sono solo due treni Frecciargento, nella fascia pomeridiana, unico collegamento diretto a servire la linea Benevento-Roma. Per il ritorno, la tratta è servita da soli tre treni. Inoltre, i treni ad alta velocità Bari-Roma, il Frecciarossa Bari-Milano e quello Taranto-Milano evitano completamente i territori di Benevento e Caserta. Queste due province, pertanto, sono assolutamente penalizzate dall'attuale sistema di mobilità ferroviaria, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente intervenire per porre fine ai disagi descritti, intensificando i collegamenti, introducendo ulteriori treni ad alta velocità e prevedendo le necessarie fermate nelle province di Benevento e Caserta per i treni Frecciargento no stop tra Bari e Roma. Atto n. 3-00179 LONARDO Al Ministro della salute Premesso che: l'interrogante ha più volte interpellato il Ministro in indirizzo sull'attuale stato dell'ospedale di Benevento, senza mai ricevere risposta; nel frattempo, la situazione sta precipitando. Da una ventina di giorni, i malati della provincia di Benevento sono costretti a peregrinare per gli ospedali della Campania, essendo guasto l'angiografo della nascente azienda ospedaliera "San Pio" di Benevento che, per effetto del decreto del commissario ad acta n. 54 del 2017 (così come confermato dal decreto n. 8 del 2018), viene a costituirsi in virtù dell'unificazione dell'ospedale "Rummo" di Benevento e dell'ospedale "Sant'Alfonso Maria dei Liguori" di Sant'Agata dei Goti, avendo la Regione Campania, con decreto del commissario ad acta n. 70 del 1° agosto 2018, approvato l'atto aziendale della nascente azienda ospedaliera "San Pio" di Benevento; nella serata di domenica 5 agosto 2018, presso lo stadio "Ciro Vigorito", dove si disputava il secondo turno di coppa Italia tra Benevento e Imolese, uno spettatore ha accusato un malore. Sapendo già che il macchinario della cardiologia fosse fuori uso e non fosse dunque possibile effettuare l'angioplastica coronarica d'urgenza per ricostruire l'arteria che ha causato l'infarto, il 118 ha trasportato l'infartuato presso l'ospedale "Moscati" di Avellino; in situazioni simili i minuti possono rivelarsi fatali e viene, pertanto, da chiedersi come sia possibile che un'apparecchiatura salvavita non funzioni da così tanti giorni. La risposta è che l'angiografo è, ormai, fuori produzione. È da una ventina di anni che la General Electric lo ha immesso sul mercato e oggi i pezzi di ricambio risultano introvabili. Quelli provati non sono risultati compatibili. Non a caso, già due anni fa, la GE Medical systems Italia aveva comunicato che sarebbe stato il caso di considerare un'eventuale sostituzione di quel macchinario tanto importante. Nel frattempo però nulla è accaduto: all'ospedale di Benevento si va avanti con la strumentazione che la stessa casa costruttrice aveva definito obsoleta due anni fa; peraltro, dal conto consuntivo, licenziato a fine giugno, si apprende che la Regione ha recuperato dall'azienda ospedaliera di Benevento circa 15 milioni di euro non spesi e destinati all'acquisizione di apparecchiature, dirottandoli verso altre aziende meno "virtuose"; la ventesima parte di quei fondi poteva essere investita per l'angiografo; oggi, l'azienda ne dovrebbe acquistare due, resi indispensabili dal riconoscimento contenuto nel decreto n. 64 del 16 luglio 2018, che identifica la cardiologia interventistica ed unità di terapia intensiva e cardiologica dell'ospedale San Pio come centro hub di primo livello e centrale cardiologica di riferimento della provincia di Benevento per le emergenze-urgenze cardiologiche; si evidenzia che l'azienda ospedaliera Rummo di Benevento è già stata penalizzata dal piano ospedaliero di cui al decreto del commissario ad acta n. 8 del 2018 con il quale si sono trasferiti 66 posti letto al presidio di Sant'Agata dei Goti, dove è stato, di contro, eliminato il pronto soccorso; la carenza di anestesisti, medici di pronto soccorso e di qualsiasi altra figura professionale presso il Rummo è principalmente causato dalla molteplicità di concorsi autorizzati dalla Regione e banditi dalle diverse aziende per le stesse identiche specializzazioni, con costi di commissione, personale amministrativo e di organizzazione, che si moltiplicano esponenzialmente, quando invece un unico concorso regionale espletato per ogni specializzazione avrebbe già riempito da tempo tutti i posti vacanti evitando le preferenze o accettazioni momentanee, che penalizzano ovviamente le zone interne della Campania, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per superare le criticità esposte, al fine di garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute. Atto n. 3-00182 GRIMANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la "Trasversale Nord Orte-Civitavecchia" (SS 675 "Umbro Laziale), denominata anche "Raccordo Civitavecchia - Viterbo - Orte (A1) - Terni", costituisce un segmento essenziale dell'itinerario internazionale Civitavecchia-Orte-Mestre; ad oggi, risulta realizzata nella parte centrale tra Cinelli, Viterbo e Terni, e parzialmente nelle parti terminali: dal Porto di Civitavecchia alla strada statale 1 Aurelia e nel tratto laziale della Terni-Rieti; il completamento della strada statale 675 Umbro-Laziale - Sistema infrastrutturale del collegamento del Porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte - Tratta "Monte Romano Est-Civitavecchia", è stato inserito nel Programma delle infrastrutture strategiche (PIS) e l'opera è all'interno della rete trans europea di trasporto (Ten-T), quale itinerario di livello comprehensive network ; secondo le stime, il collegamento tra Orte e Civitavecchia potrebbe riguardare il transito di 15-20.000 vetture al giorno. Si tratta, infatti, di un'infrastruttura strategica per logistica e trasporto, permettendo il collegamento diretto del porto di Civitavecchia con l'autostrada A1 Milano-Napoli, l'A12 Roma-Genova, l'area industriale di Terni, l'interporto di Orte, l'itinerario internazionale E45-E55 Orte-Mestre e con il porto di Ancona tramite la direttrice Perugia-Ancona; l'opera, nel suo complesso, è parte integrante del rilancio economico di un vasto territorio del centro Italia, comprendente l'alto Lazio e l'Umbria; tale completamento costituirebbe un investimento determinante non solo ai fini dell'incremento dei flussi turistici e del commercio, ma anche in termini di sicurezza stradale. Il conseguente decongestionamento del traffico permetterebbe tempi di percorrenza più rapidi; a questo fine, in data 20 maggio 2016 è stata sottoscritta l'Intesa tra Governo e Regione Lazio per lo sviluppo economico e la coesione sociale, e tra le opere strategiche contenute nell'Intesa è riportato il completamento della Orte-Civitavecchia; in base ai dati pubblicati sul sito dell'Anas, sono in fase di completamento i lavori del tratto "Aurelia-Cinelli-stralcio Monte Romano Est-Cinelli" per un importo totale di euro 75.119.975,32, di cui 49,44 milioni inseriti nell'ambito di interventi per "Completamenti di itinerari già programmati" all'interno dell' Addendum al "Piano Operativo Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014-2020" (delibera CIPE n. 54/2016) approvato nel dicembre 2017; con delibera n. 2 del 28 febbraio 2018, il CIPE ha approvato il progetto preliminare della strada statale 675 "Umbro-laziale" - Asse Orte-Civitavecchia, tratta Monte Romano est-SS 1 Aurelia, del costo di circa 467 milioni di euro, si chiede di sapere quale impegno il Ministro in indirizzo intenda garantire per il prosieguo dei lavori e quale ritenga possa essere la reale tempistica per la definitiva realizzazione dell'opera. Atto n. 3-00183 RUSSO MONTEVECCHI VANIN GRANATO CORRADO DE LUCIA MARILOTTI FLORIDIA Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: l'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89 ha decretato la nascita del cosiddetto liceo musicale e, per il tramite dell'allegato E, ha stabilito il relativo piano di studio, il quale originariamente prevedeva due ore di insegnamento di primo strumento musicale nel corso del I e II anno scolastico; l'insegnamento citato costituisce il cuore dei licei musicali e spesso la scelta di tale istituto viene fatta proprio in base all'opportunità offerta agli alunni di poter approfondire lo studio degli strumenti; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con nota n. 21315 del 15 maggio 2017, recante "Dotazione organiche del personale per l'anno scolastico 2017/2018", ha ridotto a un'ora l'insegnamento di primo strumento; considerato che: a giudizio degli interroganti tale previsione, in primo luogo, ha leso il diritto allo studio del primo strumento riconosciuto dalla lettera del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2010 e, in secondo luogo, ha diminuito il numero di cattedre e, di conseguenza, impedito ai docenti vincitori di concorso di ottenere l'assegnazione delle cattedre ovvero, se già immessi in ruolo, di ottenere la mobilità; conseguentemente, i genitori degli alunni, assieme ai docenti dei licei musicali, hanno impugnato la nota ministeriale; il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio, con la sentenza n. 2915 del 14 marzo 2018, e, successivamente, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3409 del 5 giugno 2018, hanno accolto le istanze dei licei musicali, e hanno ordinato al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca l'immediato ripristino del corretto orario scolastico, così come previsto dalla legge; tuttavia, il Ministero, nelle more del giudizio pendente presso il Consiglio di Stato, ha confermato la nota organici dell'anno precedente con nota n. 16041 del 29 marzo 2018, recante "Dotazione organiche del personale per l'anno scolastico 2018/2019"; si registra, peraltro, che, come comunicato nel corso dell'audizione presso le Commissioni congiunte Istruzione di Camera e Senato dello scorso 1° agosto 2018 dal ministro Bussetti, la questione è stata posta all'attenzione dell'Avvocatura di Stato, ma nelle more la situazione resterebbe inalterata per l'anno scolastico 2018/2019; considerato che, a parere degli interroganti oggi, in spregio a quanto stabilito dalla legge e dalla giurisprudenza, è ancora prevista una sola ora di insegnamento di primo strumento nel corso del I e II anno scolastico e, dunque, anche quest'anno, in assenza di un intervento, verrebbero violati il diritto allo studio di tutti gli alunni dei licei musicali e il diritto degli insegnanti a ottenere la mobilità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda conformare quanto previsto nella nota ministeriale n. 16041 del 29 marzo 2018 al dettato normativo, sulla base di quanto statuito dalla giustizia amministrativa e, dunque, integrare le ore di insegnamento di primo strumento nel corso del I e II anno scolastico, con conseguente ricalcolo del nuovo organico e relativa modifica delle graduatorie di mobilità. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00180 BINI Al Ministro della salute Premesso che in data 3 agosto 2018, in occasione delle comunicazioni sulle linee programmatiche del suo Dicastero, il Ministro in indirizzo, durante la seduta della Commissione congiunta 12ª del Senato e XII della Camera dei deputati, ha dichiarato che "la politica antidroga passerà al Ministero della Famiglia", dichiarazione che gli interroganti considerano grave, oltre che di particolare pericolosità; premesso, inoltre, che: le dipendenze patologiche riguardano il funzionamento sociale e medico delle persone che ne sono affette e sono in forte aumento; appare, pertanto, necessario approntare politiche efficaci per il contrasto all'uso e allo spaccio, in particolare per quanto riguarda l'eroina, che sul finire degli anni 2000 aveva visto una forte diminuzione e adesso vede, invece, una nuova emergenza di uso, con modalità di assunzione diverse, ma comunque molto pericolose; il consumo di droghe comporta i cosiddetti "danni correlati" per la salute della comunità, si pensi a malattie infettive quali epatiti, HIV, AIDS o incidenti stradali droga-correlati; i servizi per le dipendenze sono legati alle Asl di zona e, dunque, di pertinenza del Ministero salute; considerato che a quanto risulta all'interrogante: il 33 per cento degli studenti italiani,circa 800.000, ha provato almeno una sostanza illegale, tra queste la più utilizzata risulta la cannabis per il 32 per cento, seguita dalla cannabis sintetica, SPICE, per l'11 per cento; secondo diversi studi in materia, il 23 per cento degli studenti utilizzatori di cannabis ha un consumo definibile come problematico. Inoltre, i predetti studi hanno evidenziato un ritardo di diversi anni tra l'inizio di uso di sostanze tra i minori e la prima richiesta di terapia; i consumatori che fanno richiesta di trattamento sono mediamente più giovani di quelli già in cura (32 anni) la maggior parte dei quali ricorre al predetto trattamento per uso primario di eroina, mentre il 34 per cento sarebbe composto da dipendenti da cocaina; considerato, infine, che circa un quarto della popolazione carceraria risulta composta da detenuti tossicodipendenti, 14.157 persone circa, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti in premessa, non ritenga necessario e urgente chiarire quali siano le motivazioni che hanno portato ad una scelta di evidente disfunzionalità e inefficacia; se non ritenga, altresì, doveroso chiarire come intenda conciliare la decisione in oggetto con l'attuale impianto di politiche della salute in materia di dipendenze. Atto n. 3-00181 PARRINI ALFIERI MAGORNO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica" del 6 agosto 2018 e da molti altri quotidiani, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per attentato alla libertà del Presidente della Repubblica, offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato e sostituzione di persona; l'oggetto dell'inchiesta riguarda le migliaia di messaggi di insulti e di inviti alle dimissioni rivolti al Presidente della Repubblica lo scorso mese di maggio e, precisamente, nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso (noto come tweetstorm "Mattarelladimettiti") nel tentativo di indebolire il Capo dello Stato che, nei giorni precedenti la formazione del Governo, aveva espresso la sua valutazione in merito alla possibilità che Paolo Savona diventasse Ministro dell'economia e delle finanze; nel fascicolo si ipotizza anche il reato di sostituzione di persona per gli oltre 400 profili twitter , tutti riconducibili ad un'unica fonte, comparsi sul social network la notte tra il 27 e il 28 maggio; premesso, inoltre, che: secondo quanto riportato dal quotidiano "La Stampa" del 7 agosto 2018 e da molti altri quotidiani, la Procura di Roma, attraverso una rogatoria internazionale chiederà a "Twitter" i dati utili a capire il momento e le modalità con cui sono stati attivati i profili da cui la notte del 27 maggio sono partiti i messaggi di insulti contro il Presidente della Repubblica; finora, secondo il citato quotidiano, non sono stati trovati riscontri oggettivi che la tweetstorm abbia avuto origine in Russia. La Polizia postale ha accertato che i tweet pubblicati dal sito americano "FiveThirtyEight" non hanno connessioni con quelli pubblicati in Italia contro il Presidente della Repubblica. Ciò nonostante gli eccessivi "rimbalzi" nel web e i continui processi di "anonimizzazione" dei profili spingono a non trascurare la pista della "fabbrica di troll" situata a San Pietroburgo, secondo quanto riportato dai quotidiani nei giorni scorsi; inoltre, secondo quanto riportato dal citato quotidiano, per conoscere il Paese dove ha avuto origine questa campagna denigratoria contro il Presidente della Repubblica, si aspetta la risposta da Twitter in merito, soprattutto, alla comunicazione dell'IP (il tratto distintivo da cui si può desumere la fonte di partenza di un messaggio) e al momento esatto in cui sono stati creati i 400 account ; a questo proposito, in un'audizione resa in data 6 agosto 2018 al Copasir, il direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), Alessandro Pansa, ha detto, secondo quanto riportato dal quotidiano "La Stampa" del 7 agosto 2018, che: "sono in corso approfondimenti da parte delle strutture specializzate della nostra intelligence e che al momento non è possibile formulare conclusioni"; secondo quanto riportato dal quotidiano "Corriere della sera" del 7 agosto 2018, "le verifiche effettuate da intelligence e polizia postale" hanno accertato che "tutto è partito da un'unica fonte che ha generato 400 profili" e che "il punto di partenza sarebbe lo «snodo dati» di Milano "che ha fatto rimbalzare la creazione dei profili su server stranieri, proprio per inquinare ulteriormente la possibilità di risalire agli autori dell'attacco"; inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica" del 7 agosto 2018, "Non c'è alcuna evidenza per pensare che dietro la tweetstorm di fine maggio lanciata contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci siano gli apparati russi. (...) Più probabile - sembrano indicare i primi accertamenti - che l'attacco sia partito dall'Italia e che la regia non sia stata unica. È un fatto, però, dimostrato dall'indagine del Fbi sul Russiagate , che i russi abbiano provato a influenzare attraverso Twitter anche l'opinione pubblica italiana, almeno fino all'ottobre scorso: perché lo abbiano fatto, e soprattutto, per conto di chi, lo dovrà stabilire la procura di Roma. L'indagine aperta dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, infatti, riguarda non solo il "caso Mattarella" ma anche l'ttività in Italia dell' Internet Research Agency (Ira), l'agenzia di San Pietroburgo legata a uomini del presidente Vladitnir Putin"; sempre secondo quanto riportato dal citato quotidiano, "Si è scoperto, tra le altre cose, che 18.254 tweet prodotti da 140 account circa sono in lingua italiana: gli argomenti trattati sono i più disparati, ma la politica (e in particolare gli attacchi al Partito democratico e all'allora suo segretario Matteo Renzi) e i temi populisti e sovranisti sono i più frequenti. (...) la maggior parte dei messaggi in italiano che arrivavano da San Pietroburgo erano retweet , fatti per lo più da cinque profili fake . Ma ne esistevano altri tre (rossirossivin, sergio-maestri e marialuigi5) che producevano contenuti originali nella nostra lingua. Dettagli che fanno pensare agli inquirenti che Ira si sia avvalsa anche di esperti italiani volati a San Pietroburgo"; sempre secondo quanto riportato dal citato quotidiano, "è arrivata una prima informativa della Postale che ricostruisce quanto emerso fino a ora: e cioè che l'Ira non sembra aver avuto una parte in gioco, ma che qualcosa "di strutturato" è accaduto, perché la lista dei profili coinvolti ha delle caratteristiche comuni nel ricorso a combinazioni numeriche nei nomi e nel tipo dei post rilanciati"; considerato che: è evidente che, come altre volte è accaduto in passato, la democrazia è soggetta a cambiamenti profondi. Diversamente dal passato, però, molti di questi cambiamenti non sono visibili e immediatamente percepibili, quali quelli definiti, con inquietante lucidità, "poteri digitali occulti"; il cambiamento, sempre più veloce e profondo, del modo di comunicare e di influenzare l'opinione pubblica è molto profondo e difficile da controllare e può rappresentare, come si è visto, un rischio di inquinamento per la democrazia, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti intenda adottare o abbia già adottato al fine di fare al più presto chiarezza sui fatti inquietanti riportati in premessa, gravemente lesivi della sicurezza nazionale e della libertà democratica; quali iniziative urgenti intenda altresì adottare per tutelare e garantire l'integrità della democrazia del nostro Paese. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00482 ERRANI DE PETRIS GRASSO LAFORGIA Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: ai fini della ciclica ed opportuna riqualificazione del personale del Ministero per i beni e le attività culturali, con decreto direttoriale del 24 luglio 2007 (e successivi bandi integrativi), vennero indetti specifici concorsi per titoli ed esami, per i passaggi interni dall'area B all'area C (i cosiddetti passaggi interni tra aree), ai sensi e per gli effetti dell'art. 15, comma 1, lett. a), del contratto collettivo nazionale del lavoro del comparto Ministeri 1998-2000; suddivisi per i differenti profili professionali della III area (funzionario amministrativo, funzionario archivista, funzionario bibliotecario, capo bibliotecario, capo tecnico, funzionario esperto in comunicazione e informazione, funzionario informatico e funzionario restauratore conservatore), i posti messi a concorso erano un totale di 920 (così come previsto dal piano assunzioni triennale 2006-2008 del Ministero), individuati sulla necessità di sanare i numerosi posti vacanti, dovuti innanzitutto ai pensionamenti in corso del personale; al termine della procedura di riqualificazione, solo 460 dei 920 posti richiesti venivano autorizzati, in quanto il Ministero dell'economia e delle finanze accordò la copertura finanziaria solo per la metà, prevedendo espressamente che, per l'altra metà, si sarebbe avuto l'inquadramento solo dopo la concessione al Ministero della prescritta autorizzazione; successivamente, per rimediare all'anomalia creatasi, il Ministero sottoscrisse con le organizzazioni sindacali ben due distinti accordi (del 12 e 13 luglio 2007) all'interno dei quali veniva concordato che il Ministero stesso avrebbe previsto la copertura dei restanti 460 posti non ancora autorizzati, impegnandosi a garantire lo scorrimento delle graduatorie per coprire i posti divenuti nel frattempo vacanti, con l'immissione in ruolo dei 460 vincitori restanti; considerato che: il 15 novembre 2009 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 150 del 2009 ("decreto Brunetta") il quale introduce il comma 1- bis nell'art. 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2010, nuove modalità per lo scorrimento del personale interno, e il 30 ottobre 2013 è entrata in vigore la legge n. 125 del 2013, che ha determinato la proroga della validità delle graduatorie ai fini assunzionali successive al 1° gennaio 2007. La circolare n. 5 del 2013, emanata dal dipartimento della funzione pubblica, che ha definito le linee guida per attivare il monitoraggio delle graduatorie da validare ai fini assunzionali, ha, sulla base di un'interpretazione discutibile della norma, escluso la possibilità di validare le graduatorie interne, non assimilandole alle graduatorie pubbliche. Questo ha comportato l'impossibilità di procedere allo scorrimento delle graduatorie del corso-concorso interno, peraltro non riconoscendo ai 460 concorrenti risultati vincitori della selezione, ma non autorizzati, la possibilità di inquadramento prevista dal citato articolo 52, comma 1- bis , del decreto legislativo n. 165 del 2001; grazie all'intervento del legislatore il Ministero dell'economia e delle finanze (art. 1, comma 1129, della legge n. 205 del 2017) e l'Agenzia delle dogane e dei monopoli (legge n. 190 del 2014, comma 269 dell'articolo 1), che hanno personale nella stessa situazione in cui si trova tuttora il personale citato del Ministero per i beni culturali, hanno sbloccato le graduatorie del personale idoneo al passaggio tra le aree, sanando l'anomalia; il riposizionamento e la revisione delle qualifiche di personale già operante all'interno dell'amministrazione, attraverso l'assunzione in ruolo tramite il passaggio in area C, comporterebbe costi sensibilmente ridotti rispetto ad assunzioni esterne poiché verrebbe pagato solo il differenziale retributivo; il personale vanta una lunga esperienza nel proprio settore professionale, acquisita spesso direttamente sul campo, e ormai da anni attende di vedere riconosciuto un diritto già acquisito e sancito dalla stessa amministrazione, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per risolvere l'annosa questione dei funzionari vincitori del concorso interno indetto nel 2007 e mai inseriti in ruolo anche valutando una norma analoga a quelle utilizzate da Ministero dell'economia e Agenzia delle dogane. Atto n. 4-00483 MARSILIO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'Italia e la Repubblica di Slovenia hanno da anni sottoscritto l'accordo culturale bilaterale dell'8 marzo 2000 per l'erogazione di borse di studio e ricerca in favore dei rispettivi cittadini in regime di reciprocità (articolo 4); per gli studenti e ricercatori sloveni valgono le disposizioni pubblicate dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale che prevedono, per studenti e ricercatori sloveni, così come originari di altri Paesi con cui l'Italia ha siglato accordi culturali, l'assegnazione di borse di studio e di ricerca fino a 9 mesi con limiti d'età di 28 anni per gli studi, 30 per i dottorati e 40 per gli studi "in cotutela" (art. 2.2), per un importo pari a 900 euro mensili (art. 10); per gli studenti e ricercatori italiani valgono le disposizioni pubblicate dal Ministero che prevedono l'assegnazione di 20 mensilità per borse di studio e di ricerca da 3 a 10 mesi, apparentemente senza limiti d'età, per un importo pari a 296 euro mensili; per quanto l'accordo culturale bilaterale non preveda espressamente limiti di età per il conferimento delle sovvenzioni da ambo le parti, risulta all'interrogante che l'ente pubblico sloveno che gestisce la procedura di assegnazione (CMEPIUS) ha tuttavia previsto dei limiti di età che appaiono eccessivamente stringenti, pari a soli 26 anni per gli studenti e a 30 per i ricercatori, oltre al fatto che alcuna pubblicazione dei risultati degli assegnatari risulta effettuata dal medesimo ente sloveno, con quello che l'interrogante ritiene un evidente difetto di trasparenza; l'importo mensile delle borse di studio e di ricerca erogate dalla Repubblica di Slovenia, pari a 296 euro, risulta inoltre del tutto irragionevole in rapporto al costo della vita del Paese e, in particolare, del tutto insufficiente per poter ivi risiedere ai fini di studio e ricerca, in rapporto all'importo mensile che è invece assicurato dall'Italia a studenti e ricercatori sloveni, con evidente disparità di trattamento a detrimento della posizione degli studenti e ricercatori italiani; ravvisato che emergono, quindi, degli elementi che appaiono ledere il principio di reciprocità che connota tale accordo culturale bilaterale italo-sloveno a svantaggio della posizione dei cittadini italiani ed in ultima analisi in violazione del contenuto stesso dell'accordo diplomatico sottoscritto e ratificato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta; se intenda assumere ogni iniziativa di competenza al fine di assicurare, da parte della Repubblica di Slovenia, l'applicazione ed il rispetto del più stretto principio di reciprocità e parità di trattamento in favore degli studenti e ricercatori italiani nell'ambito degli accordi culturali bilaterali sottoscritti in relazione agli importi delle borse erogate e ai limiti d'età previsti, ovvero la corrispondente modifica dei requisiti d'età e riduzione degli importi previsti per gli studenti e ricercatori sloveni in Italia. Atto n. 4-00484 FERRO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 23 luglio 2018 nel tratto veronese della strada regionale 249 nel comune di Lazise c'è stato un grave incidente in cui ha perso la vita il giovane olandese Koen van Keulen, precipitato mentre camminava lungo la strada in un torrente confinante con il ciglio della carreggiata; tale incidente riporta all'attenzione la pericolosità di tutta la strada, in particolare nel tratto che va da Peschiera verso Torri del Benaco, che in più parti è priva di passaggi ciclopedonali e di spazi adeguasti al transito delle persone; ogni anno, in particolare, durante la bella stagione, la zona si affolla di milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, cui si aggiungono i transiti abituali dei residenti; il 3 agosto si è tenuta una manifestazione alla quale hanno partecipato tra gli altri anche i sindaci di Castelnuovo del Garda e di Lazise, nel corso della quale è stato rivolto un appello corale per chiedere interventi urgenti e indifferibili per mettere in sicurezza la strada regionale 249; in questi anni il problema è stato misconosciuto, essendoci stati molti incidenti anche mortali in questo tratto di strada; i fondi regionali per la sistemazione di questi tratti di strada sono sempre più esigui a causa dei tagli ai trasferimenti da parte dello Stato; ritenuto che garantire la sicurezza lungo le strade ad alta percorrenza sia un dovere civico di chi amministra un Paese, si chiede di sapere quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per evitare che episodi simili accadano in futuro lungo la strada regionale 249, al fine di garantire quindi la sicurezza di tutti, automobilisti, ciclisti e pedoni. Atto n. 4-00485 GASPARRI Al Ministro dell'interno Premesso che: da notizie pubblicate sul quotidiano "Il Messaggero" di lunedì 6 agosto 2018, si apprende che la realizzazione della spiaggia artificiale con stabilimento sul Tevere, chiamata "Tiberis", sarebbe stata accompagnata da una sorta di "trattativa" con noti esponenti della comunità rom che occupano abusivamente le zone limitrofe; in particolare, sul quotidiano si leggono affermazioni di un esponente della comunità rom, appellato con il soprannome di "Zorro", che si vanta esplicitamente di una sorta di attività di "protezione", esercitata per evitare "problemi"; il quotidiano attribuisce a una delle responsabili del progetto del Comune, Simonetta De Ambris, la frase: "Ci siamo raccomandati a Zorro", si chiede di sapere: se i contatti con l'esponente della comunità rom, presente nella zona con un insediamento abusivo, vi siano stati realmente; se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente disporre le opportune verifiche sull'attività amministrativa del Comune di Roma capitale nonché sugli eventuali comportamenti illeciti da parte di "Zorro" e altri, per quanto attiene all'occupazione abusiva di terreni e alle ambigue attività di sostegno o "protezione" dell'iniziativa del sindaco di Roma capitale, Virginia Raggi. Atto n. 4-00486 BARBARO Ai Ministri della salute e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Premesso che: in tutta Italia, nel giro di un anno, sono stati aperti quasi 1.000 negozi, che hanno prodotto un giro d'affari milionario, stimato da Coldiretti in 44 milioni di euro, tra rivenditori e produttori, che coinvolge anche il costume dei fruitori nel vivere quotidiano, che possono liberamente acquistare le infiorescenze di canapa a basso contenuto di THC, denominata "cannabis light"; tuttavia, la modalità legislativa, ad opera del Governo pro tempore Gentiloni, che avrebbe introdotto tale possibilità commerciale lascia perplessi; il decreto del Presidente della Repubblica (Jervolino-Vassalli) n. 309 del 1990, recante "Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza", "stabilisce infatti che l'uso della cannabis è illegale, ma l'uso esclusivamente personale viene depenalizzato, e punito con sanzioni amministrative, mentre è legale sotto prescrizione, l'uso medico della cannabis con il limite dello 0,6 per cento di THC; con la legge di conversione (Fini-Giovanardi) n. 49 del 2006, vi è stato l'inasprimento delle sanzioni, relative alla produzione, anche per la coltivazione personale, traffico, detenzione illecita ed uso di sostanze stupefacenti, con la contestuale abolizione delle distinzioni tra droghe leggere, quali la cannabis pura, ossia di origine completamente naturale e senza aggiunte di altre sostanze, e droghe pesanti, quali cocaina, eroina, ecstasy , LSD, eccetera tuttavia tale legge è stata abrogata a seguito della dichiarazione di incostituzionalità, con il ripristino delle precedente legge; nel 2014, il Governo pro tempore Renzi ha reintrodotto la differenza tra droghe pesanti e leggere, con pene più leggere, in particolare per i consumatori-possessori della cannabis , per i quali per l'acquisto e la detenzione per uso personale è prevista solo la sanzione amministrativa; in ambito europeo per la politica agricola comunitaria (PAC), viene emanato il regolamento delegato (UE) n. 2017/1155, con cui viene ammessa la produzione della canapa a condizione che, per la coltivazione vengano utilizzati solamente i sementi indicati nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, pubblicate dalla direttiva n. 2002/53/CEE del Consiglio, e che il "tetraidrocannabinolo delle varietà coltivate non supera lo 0,2 per cento", come stabilito dall'art.32/6 del regolamento (UE) n. 1307/2013. L'Europa considera, quindi, la coltivazione delle piante di cannabis , a condizione che il principio attivo non superi lo 0,2 per cento, ma non ne prevede la vendita al minuto; in Italia, con la ratifica della norma comunitaria avvenuta con legge 2 dicembre 2016 n. 242, recante "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa" si dispone che per la coltivazione delle varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2 per cento, non è più necessaria alcuna autorizzazione, mentre non è assolutamente prevista la vendita. La legge italiana aumenta, tuttavia, contrariamente al regolamento (UE) n. 1307/2013, il limite massimo del principio attivo THC dallo 0,2 per cento allo 0,6 per cento. Si badi, comunque, che è il coltivatore che deve osservare la legge n. 242 del 2016, detenendo piante di canapa, con un contenuto di THC superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, senza nulla disporre in merito alla destinazione d'uso delle stesse; il Consiglio superiore della sanità, su richiesta di un parere del Ministero della salute, afferma che: "Non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa" si legge nel parere del che per questo "raccomanda che siano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita". In definitiva il Consiglio superiore della sanità non esclude la pericolosità della cannabis light perché "la biodisponibilità di THC anche a basse concentrazioni (0,2-0,6 per cento) non è trascurabile", ponendo l'accento sulla circostanza che "il consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre". Ancora, il Consiglio superiore della sanità precisa che "non appare che sia stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, eccetera.) così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come 'sicura' e 'priva di effetti collaterali' si traduca in un danno per sé stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)"; la Coldiretti afferma: "Al momento risulta consentita solo la coltivazione delle varietà ammesse, l'uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi in quanto privi del principio psicotropo (Thc). Resta il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare" per cui si è in attesa di un decreto del Ministero della salute"; si tenga presente che la legge non prevede la possibilità della combustione; il Ministero delle politiche agricole ha, infatti, chiarito che la legge non prevede la possibilità della combustione, in quanto ha solo finalità agricole; l'Agenza italiana del farmaco, precisa che la cannabis light può essere considerata un medicamento, quindi un farmaco, sotto controllo medico che non può e non deve essere venduto privatamente, infatti, per l'aspetto sanitario, a tutela della salute del cittadino esistono i presidi preposti e l'ausilio medico, farmacie comprese; la legge n. 242 del 2016, giova ribadirlo, non prevede la vendita, tuttavia, con ben due circolari ministeriali, è stata permessa l'apertura dei punti vendita, focalizzando l'attenzione alle infiorescenze della canapa che come coltivazioni destinate al florovivaismo, possono essere vendute, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, di cui al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ed a condizione che non superi il livello di THC stabilito dalla normativa e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle istituzioni competenti; da un comunicato ANSA del 25 luglio 2018 si apprende che il Ministero delle politiche agricole propone un Tavolo di filiera con la presenza degli altri Ministeri coinvolti, delle organizzazioni dei produttori agricoli e con il mondo della ricerca, per affrontare il tema, confermando che la legge regola solo la parte agricola e non quella commerciale; a giudizio dell'interrogante occorrerebbe che da parte del Governo vi fosse una espressione di chiarezza su questo argomento, sussistendo forti e motivati sospetti afferenti alla illiceità delle attività commerciali, che liberamente vendono al dettaglio prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, e la susseguente illegalità relativa alla finalità di consumo privato per combustione di tali prodotti, si chiede di conoscere: se i negozi abilitati alla vendita della cosiddetta cannabis light svolgano la loro attività commerciale entro definiti perimetri di legalità, ovvero siano stati aperti esclusivamente attraverso una interpretazione, che l'interrogante ritiene opinabile, della legge n. 242 del 2016; se i Ministri in indirizzo intendano intervenire su questa vicenda con un atto normativo, nell'ambito delle loro competenze, che faccia definitivamente chiarezza sul fenomeno della vendita di prodotti a base di canapa; laddove non ritengano conforme a diritto imperativo e cogente la vendita per il consumo umano di prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, come intendano intervenire per interromperne la pratica. Atto n. 4-00487 LANNUTTI DESSI' CASTALDI AIROLA DI NICOLA PESCO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: nei giorni scorsi sono arrivati al Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) i dossier di Cortina d'Ampezzo, Milano e Torino per l'organizzazione delle olimpiadi invernali del 2026, dopo la bocciatura delle olimpiadi a Roma da parte del sindaco e della Giunta capitolina; in particolare relativamente alla candidatura di Roma ai giochi del 2024, è stata aperta dalla Procura della Corte dei conti un'indagine sul bilancio del comitato che la sosteneva. Si tratterebbe dell'affidamento a Coni Servizi della gestione del progetto a sostengo della candidatura della capitale alla 33a edizione delle olimpiadi e di un primo stanziamento da 2.681.000 euro a favore di "attività propedeutiche alla candidatura". In pratica "fondi da coprire con le risorse concesse a Roma 2024 dalla legge di stabilità 2016. Due milioni per il 2016 e 8 per il 2017", come si legge su un articolo online de "la Repubblica" del 31 maggio 2017; considerato che: un articolo online del 3 agosto 2018 di "regioni" riporta: «"Benvenuta la candidatura italiana a tre città per le Olimpiadi invernali del 2026". Il Cio benedice con una nota l'operazione varata dal Coni e dal suo presidente Giovanni Malagò in linea con le indicazioni della Presidenza del Consiglio dei ministri. "Il Cio - aggiunge il comitato olimpico internazionale - continuerà a lavorare con il Coni e le tre città nello sviluppo di un progetto in linea con le riforme dell'agenda olimpica 2020 e le nuove norme che hanno modificato il processo di candidatura al 2026". "L'unione delle tre sedi - si legge, nella nota del Cio - dimostra la forza del nuovo processo di candidatura. L'Italia è entrata nella fase di dialogo senza impegno entro la scadenza del 31 marzo 2018 e ha condotto studi di fattibilità, prima di confermare il proprio progetto. Il Cio continuerà a collaborare con il Coni e le tre città per fornire competenze, contribuendo allo sviluppo di piani in linea con le riforme dell'agenda olimpica 2020 e della nuova normativa, che hanno modellato il processo di candidatura 2026 per garantire che i progetti soddisfino le esigenze a lungo termine di città, regioni e Paesi ospitanti"»; lo sport è fondato su valori importanti quali lealtà, spirito di squadra e rispetto dell'avversario, valori che sottintendono un'etica e una morale che consentono di acquisire una maturità nella pratica sportiva e nella vita, al punto che il Coni per evitare comportamenti scorretti, si è dotato di un codice di comportamento sportivo per elencare i doveri fondamentali, inderogabili e obbligatori, di lealtà, correttezza e probità previsti e sanzionati dagli statuti e dai regolamenti del Coni, delle federazioni sportive nazionali, ivi compresi quelli degli organismi rappresentativi delle società, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni benemerite. I tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate, agli enti di promozione sportiva e alle associazioni benemerite, in qualità di atleti, tecnici, dirigenti, ufficiali di gara, e gli altri soggetti dell'ordinamento sportivo, in eventuali altre qualifiche, comprese quelle di socio cui è riferibile direttamente o indirettamente il controllo delle società sportive, sono tenuti all'osservanza del codice, la cui violazione costituisce grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni. L'ignoranza del codice non può essere invocata a nessun effetto. Il garante del codice di comportamento sportivo, istituito presso il Coni, adotta istruzioni, vigila sulla corretta attuazione del codice e segnala ai competenti organi degli enti di appartenenza i casi di sospetta violazione, ai fini del conseguente giudizio disciplinare, fermi restando i poteri di controllo del Coni; considerato inoltre che, da quanto si apprende da notizie di stampa: l'attuale presidente del Coni Giovanni Malagò, che avrebbe il dovere di garantire la lealtà sportiva e l'esempio di massima probità, non solo agli occhi degli sportivi, ma anche delle giovani generazioni, si sarebbe macchiato di gravissimi episodi di corruzione nei confronti dei bidelli e personale universitario de "La Sapienza" per passare 3 esami senza però sostenerli; un dossier arrivato nelle redazioni dei giornali ha raccontato come il presidente del Coni avrebbe corrotto bidelli e personale universitario per passare, senza mai sostenere, gli esami di Economia e politica (30 e lode), Istituzioni di diritto privato (30) e Diritto commerciale (sempre 30). Quella di Malagò sarebbe quindi una laurea irregolare; si legge in un articolo apparso su "L'Onesto" il 30 dicembre 2014: «Il diploma del presidente del Coni è stato infatti annullato nel 2000 "a causa della dichiarata nullità di tre esami da parte della Corte d'Appello della Capitale". (...) Malagò si difende affermando: "Non ho mai subito condanne penali, i magistrati non hanno dimostrato nulla né in un senso né in un altro ed è rimasta sospesa solo la parte amministrativa. Io però ho sempre negato le accuse, ma visto che mi hanno annullato la laurea ho ridato gli esami sub judice". (...) ha quindi ridato gli esami incriminati a Siena, e non a Roma, nell'università in cui si era laureato»; si legge in un articolo pubblicato da "Libero" il 30 dicembre 2014: «Il presidente del Coni nel processo con rito abbreviato del '93 aveva portato dei testimoni che confermassero che lui il 19 ottobre 1978 (Istituzioni di diritto privato, voto 30 e lode), il 5 febbraio 1980 (Economia politica II, voto 30) e il 12 febbraio 1981 (Diritto commerciale, voto 30) si era regolarmente presentato agli esami. Per il giudice istruttore Giuseppe Pizzuti, che lo condannò, i "tre testi a discarico indicati da Malagò" o si dimostrarono "irrilevanti" (uno dichiarò di nulla sapere) o non apparvero "affidabili sia per la circostanza che i fatti riferiti risalivano a molti anni prima, sia per gli antichi rapporti di amicizia ricorrenti con l'imputato". La toga ritenne più credibili i professori che con gli inquirenti disconobbero le proprie firme su verbali e statini degli esami, mentre uno dei bidelli condannati per aver truccato quei documenti su incarico degli studenti dichiarò che, tra i giovani che lo corruppero, ricordava "di nome Malagò Giovanni". Alla fine Pizzuti lo prosciolse per "intervenuta prescrizione" dal reato di falsità materiale (per aver contraffatto verbali e statini) e per "intervenuta amnistia" da quello di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (per esempio "per aver falsamente denunciato lo smarrimento del libretto universitario come quasi tutti gli altri condannati"), ma lo condannò a un anno e dieci mesi di reclusione per concorso in corruzione (ai dipendenti universitari furono consegnate "rilevanti somme di denaro da numerosissimi studenti") e "concorso in falso ideologico per inganno". Nel 1999 la Corte d'Appello evidenzia quindi che "gli enunciati elementi di accusa per la loro molteplicità, concordanza e univocità costituiscono piena prova a carico del Malagò" e lo proscioglie solo "per l'intervenuta prescrizione". Infatti nella sentenza dei giudici Luigi Gueli, Carla Podo e Matilde Cammino si legge che "non si ravvisano prove evidenti, idonee all'assoluzione nel merito dell'imputato" e che perciò "debbano essere mantenute ferme le dichiarazioni di falsità documentali, accertate, espresse nel dispositivo della sentenza impugnata"», si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda attivarsi, per quanto di competenza, al fine di fare chiarezza su quanto riportato dalla stampa circa la falsità dei verbali e degli statini degli esami mai sostenuti dal Malagò e di conseguenza del suo diploma di laurea, nonché relativamente all'indagine aperta dalla Corte dei conti per danno erariale sull'affidamento a Coni servizi della gestione del citato progetto; se non ritenga che la condanna definitiva per falsità documentali del presidente Malagò confligga con il codice di comportamento sportivo e i doveri fondamentali e se non consideri, anche alla luce del cattivo esempio offerto dal suo massimo rappresentante in deroga ai principi sui quali si fonda lo sport, il commissariamento del Coni. Atto n. 4-00488 MARTI Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che a quanto risulta all'interrogante per mezzo di un comunicato stampa della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto del giorno 4 agosto 2018, si è appreso che la stessa Soprintendenza ha organizzato l'apertura degli spazi del castello Carlo V di Lecce in concessione demaniale, attraverso l'ausilio di personale specializzato della società "Swapmuseum" e con l'utilizzo dell' iPad da noleggiare obbligatoriamente al costo di 3 euro, si chiede di sapere: quali siano le modalità e le procedure seguite per l'affidamento del predetto servizio, ivi comprese le visite guidate a società privata; se la Soprintendenza abbia seguito tutte le procedure previste dal vigente decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in materia di contratti pubblici, e dal decreto legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42, recante il codice dei beni culturali; quale sia la destinazione degli introiti derivanti dal noleggio degli iPad e se vi sia un piano economico e finanziario sulla base del quale sia stato determinato l'importo del noleggio; se il servizio facoltativo di visite guidate sia a pagamento o meno; se sia lecito prevedere un obbligo per gli utenti di noleggio dell'attrezzatura informatica, vista la gratuità di accesso agli spazi del castello. Atto n. 4-00489 BARBARO Al Ministro per la pubblica amministrazione Premesso che: la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", all'articolo 14, ha introdotto nuove ed importanti misure per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che le amministrazioni pubbliche sono chiamate ad attuare, a decorrere dalla data di entrata in vigore della stessa legge; la disposizione prevede che le amministrazioni pubbliche, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottino misure organizzative volte, in particolare, a fissare obiettivi annuali per l'attuazione del telelavoro, a sperimentare, anche al fine di tutelare le cure parentali, nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa, il cosiddetto "lavoro agile o smart working"; in data 1° giugno 2017 il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha emanato la circolare n. 3, recante "Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri recante indirizzi per l'attuazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all'organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti"; l'adozione delle predette misure organizzative e il raggiungimento degli obiettivi indicati nelle linee guida in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro costituiscono oggetto di valutazione nell'ambito dei percorsi di misurazione della performance organizzativa e individuale all'interno delle amministrazioni pubbliche, si chiede di conoscere: se, alla luce della direttiva richiamata in premessa, sia stata mai eseguita una ricognizione delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che ad oggi abbiano posto in essere azioni di sperimentazione del cosiddetto lavoro agile ( smart working ); a che punto sia l'attuazione dei "piani per l'utilizzo del telelavoro" delle amministrazioni pubbliche, in particolare dei Ministeri, ai sensi dell'art. 9, comma 7 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Atto n. 4-00490 GRANATO Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute Premesso che in data 5 febbraio 2018 è stato inviato un esposto-diffida, ai fini dell'annullamento in autotutela di un atto amministrativo, all'attenzione dell'università degli studi di Messina e, per conoscenza, al dipartimento per la formazione superiore e la ricerca presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, avente ad oggetto il concorso, indetto con avviso pubblico del 22 febbraio 2017, per il conferimento dell'incarico di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale dell'ospedale di Vibo Valentia; considerato che, a parere dell'interrogante: la procedura (conclusa formalmente nel mese di novembre 2017 con delibera n. 1295/DG dell'Azienda di sanità pubblica di Vibo Valentia) è stata condizionata da vizi sostanziali, tra cui l'illegittimità del diploma di specializzazione conseguito presso l'università degli studi di Messina dal candidato risultato in seguito vincitore, in quanto il percorso di specializzazione seguito (concluso nel marzo 2014) non sarebbe rispondente né ai requisiti previsti dalla legge (in particolare, dal decreto legislativo n. 368 del 1999 che stabilisce l'obbligatorietà della stipula di intese tra le amministrazioni coinvolte nel caso in cui la formazione specialistica non sia svolta presso l'ateneo di appartenenza) né da atti amministrativi di settore (in particolare, il decreto ministeriale 1° agosto 2005 che impone la certificazione tutoriale delle attività formative svolte e la necessaria presenza di un tutor nominato dalla scuola di specializzazione); la contestazione delle modalità con cui il candidato risultato vincitore ha potuto prendere parte alla procedura concorsuale (la mancata frequenza dello specializzando presso la scuola, l'inidoneità della struttura di appartenenza ai fini del corso di specializzazione nonché le mancate valutazioni tutoriali) pongono questioni acclarate da un punto di vista strettamente giuridico, rispetto al quale resta ferma la competenza delle autorità giurisdizionali, ma, anche, dal punto di vista eminentemente politico, in ragione dell'estrema importanza del ruolo assegnato a seguito della procedura, nell'imprescindibile finalità di tutela del fondamentale diritto alla salute dell'individuo e nell'interesse della collettività ai sensi dell'art. 32 della Costituzione; in tale ottica, difatti, la mancata replica a richieste formali di chiarimento sulla regolarità del percorso di specializzazione appare alquanto inopportuna, ancor più nel caso di specie nel quale il candidato risultato vincitore ha esercitato la qualifica di direttore facente funzioni dell'ospedale di Vibo Valentia in modo continuativo e a tempo pieno a partire dal mese di settembre 2012, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le loro valutazioni in merito; se non ritengano opportuno intervenire, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, al fine di verificare la legittimità e la regolarità dello svolgimento della procedura con cui è stato conferito l'incarico di direttore della struttura complessa di Chirurgia generale dell'ospedale di Vibo Valentia, nonché l'eventualità dell'adozione, da parte delle competenti amministrazioni, di provvedimenti di competenza conseguenti rispetto ai fatti richiamati. Atto n. 4-00491 RICCIARDI DE LUCIA DI GIROLAMO COLTORTI DESSI' L'ABBATE CORRADO MARILOTTI RUSSO FERRARA PACIFICO LUCIDI TURCO PIRRO PRESUTTO FLORIDIA SANTILLO Al Ministro della salute Premesso che a quanto risulta agli interroganti: l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Benevento, con ambito di competenza coincidente con l'intero territorio provinciale di circa 280.000 abitanti distribuiti in 78 comuni su un'area di 2.080 chilometri quadrati, eroga servizi sanitari con un assetto esclusivamente territoriale, dopo che l'unica struttura ospedaliera "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" è stata sottratta dalla competenza ASL e annessa all'AORN (Azienda ospedaliera di rilievo nazionale) "G. Rummo" di Benevento, con DCA (decreto del commissario ad acta ) n. 54 del 7 novembre 2017; il commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale (SSR) campano, con DCA n. 54 del 5 luglio 2018 ha approvato, con misure prescrittive da adempiere entro il 31 gennaio 2019, l'atto aziendale della ASL di Benevento trasmesso con deliberazione DG n. 210 del 16 aprile 2018; le difformità di legge che il commissario ad acta rileva e censura nel DCA n. 54 del 2018 concernono: il numero eccessivo di unità operative complesse, 29 invece di 21, e di unità operative semplici e semplici dipartimentali, 38 invece di 28, (in violazione al DCA n. 18 del 2013); l'afferenza di unità operative alle dirette dipendenze degli organi di vertice (in violazione dell'art. 4, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazioni e integrazioni); l'inidonea collocazione delle unità operative delle "Dipendenze Patologiche", del "Laboratorio Analisi", dell'"Assistenza Residenziale di soggetti in stato vegetativo" (in violazione dei principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione, richiamati all'art. 97 della Costituzione Italiana e dal comma 7, dell'art. 18 legge n. 32 del 1994); la mancanza del parere obbligatorio del Consiglio dei sanitari mai costituito (in violazione agli artt. 3 e 4 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni); considerato che, a parere degli interroganti: il commissario ad acta della Sanità in Campania ha approvato per decreto un atto aziendale non attuabile per almeno 6 mesi, essendo connotato da chiari elementi d'illiceità che il direttore generale dell'ASL ha riproposto per la quarta volta in due anni ignorando le censure precedentemente formulate dalla Direzione regionale tutela della salute con provvedimenti prescrittivi (n. 843998/2016 e n. 0307449/2017); la ripetuta inottemperanza alle disposizioni di legge e agli atti prescrittivi regionali configura in prima ipotesi danno all'erario causato dall'esubero di unità operative, che determina a sua volta un corrispondente aumento degli incarichi dirigenziali, con illecito vantaggio stipendiale e conseguente impiego scorretto e distorsivo delle risorse pubbliche; la predisposizione e l'attuazione dell'atto aziendale rientrano negli obiettivi di carattere generale assegnati al punto c) della DGRC (Delibera di giunta regionale Campania) n. 505 del 22 settembre 2016 di nomina del direttore generale dell'ASL di Benevento, Franklin Picker. Il mancato raggiungimento di tale obiettivo costituisce grave inadempimento sanzionabile con la decadenza dall'incarico; il direttore generale dell'ASL di Benevento non ha a parere degli interroganti assolto l'obbligo di produrre, entro i diciotto mesi dalla data di nomina, il certificato di frequenza al corso di formazione in materia di sanità pubblica e organizzazione e gestione sanitaria, come previsto all'art. 10 del contratto di conferimento d'incarico; la sequela d'inadempimenti e la sistematica reiterazione di una programmazione difforme con il Piano sanitario nazionale e con l'attività legislativa regionale evidenziano una condotta incompatibile con il corretto assolvimento dell'incarico di direttore generale dell'ASL; per la nomina a direttore generale occorre avere una "comprovata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale" svolta a seguito di formale conferimento d'incarico riconducibile alla struttura organizzativa della unità operativa complessa (art. 1, comma 4, lettera b) , del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171 e successive modificazioni e integrazioni) mentre l'incarico professionale di provenienza del dottor Franklin Picker è quello di "dirigente medico con incarico di struttura semplice", come risulta dalla determinazione dirigenziale n. 741 del 29 luglio 2016 della ASL Na3Sud, si chiede di sapere quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro in indirizzo affinché, alla luce dei fatti descritti, sia valutata la disapplicazione del suddetto atto aziendale, nonché accertata la legittimità del decreto del commissario ad acta n. 54 del 2018 e della permanenza dell'attuale direttore generale alla dirigenza dell'ASL di Benevento. Atto n. 4-00492 SANTILLO RICCIARDI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: un articolo pubblicato sul quotidiano "Il Sole 24-Ore", in data 30 luglio 2018, evidenzia quanto segue: "Etilometri, il risultato è spesso inaffidabile (e si può contestare). Analizzando alcuni libretti metrologici, sarebbero emerse alcune anomalie e qualcuno ipotizza persino che gli etilometri funzionino in modo diverso nell'uso quotidiano rispetto ai test di banco (un po' come accaduto nel dieselgate). Una decina di giorni fa è stata depositata alla Procura di Treviso una denuncia secondo cui le istruzioni in italiano di un modello di etilometro sarebbero diverse da quelle originali e non terrebbero conto della riduzione della precisione col passare del tempo, cosa che invaliderebbe le verifiche di laboratorio sull'apparecchio stesso. Ad oggi, però, nessuna di queste ipotesi è stata dimostrata in modo inoppugnabile, né tantomeno è stata fatta propria da un giudice in una sentenza. Scientificamente sono invece riconosciuti elementi contingenti quali presenza di sostanze volatili nel cavo orale (come i collutori) , il reflusso gastro-esofageo e insufficiente collaborazione da parte di chi soffia. Ma il principale elemento di potenziale inattendibilità è che l'apparecchio misura la concentrazione di alcol nell'aria espirata, mentre per legge conta quella nel sangue. Quest'ultima è ottenuta dall'etilometro, applicando un fattore di conversione fisso determinato su una media di persone. Chi è fuori media potrebbe risultare in regola anche se è ebbro o punibile anche se ha nel sangue alcol nei limiti. Gli agenti, dunque, dovrebbero sempre annotare i particolari utili al giudice per valutare l'accaduto, indipendentemente dal risultato del test . Agli agenti è richiesta cautela anche perché le potenziali contestazioni sull'attendibilità degli etilometri riguardano pure la verifica della regolarità degli apparecchi, che compete a loro e può farli finire indagati. Ogni etilometro, prima di entrare in servizio, va sottoposto alla «verifica primitiva», che deve accertarne la precisione e va seguita ogni anno da controlli un po' meno approfonditi («verifiche periodiche»). Per le "primitive", c'è una sola struttura competente per legge (articolo 379 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada): il Csrpad (Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi), di Roma. Ma la delicatezza dei banchi prova usati per le verifiche e le difficoltà nel finanziare e bandire appalti fa sì che dall'anno scorso gli unici banchi pubblici funzionanti siano quelli del Cpa (Centro prove autoveicoli) di Milano. Si è pensato di rimediare considerando questo Cpa una sede «coordinata» col Csrpad. Così le prove si svolgono a Milano e sono subito annotate sul libretto metrologico, con la data di effettuazione. Poi però il libretto deve tornare a Roma, per ricevere il timbro finale del Csrpad, con relativa data. Tra difficoltà organizzative e ingolfamento degli uffici, il tempo tra i test e il timbro è via via aumentato. Fino a sfiorare i cinque mesi, come risulta al Sole 24 Ore. Quindi, un etilometro nuovo deve restare inutilizzato per quasi metà del periodo in cui la "verifica primitiva" è valida: senza il timbro del Csrpad il libretto metrologico non ha valore. E dopo appena sette mesi l'apparecchio va tolto dal servizio per essere sottoposto alla "verifica periodica", la quale - viste le difficoltà descritte - comporta attualmente un fermo da tre a sei mesi, secondo quanto denunciato da La Stampa alcune settimane fa. Non solo. La grande differenza temporale fra la data del test e quella del timbro può trarre in inganno i corpi di polizia, abituati a capire proprio dal timbro se un etilometro ha la "revisione" scaduta o può essere ancora utilizzato: bisogna guardare la data del test e avere l'accortezza di togliere l'apparecchio dal servizio se è trascorso più di un anno. Chi non lo fa rischia non solo di vanificare il proprio lavoro, ma anche di finire indagato: come ha denunciato l'Asaps (Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale), è accaduto a Forlì per una questione in cui era in gioco un'interpretazione discutibile, figurarsi se non può accadere in una situazione in cui è invece pacifico che la "revisione" sia scaduta""; risulta agli interroganti, inoltre, che il dottor Giorgio Marcon, consulente tecnico, abbia sporto denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso per segnalare la non regolarità di uno degli etilometri utilizzati dagli agenti della Polizia municipale durante i controlli. E invero, dall'articolo pubblicato in data 24 luglio 2018 su "Il Gazzettino" si apprende che, a seguito di un incontro intitolato "Bere consapevole", tenutosi nell'estate 2017 all' auditorium Graziotto di Salvatronda, era intervenuto il perito Marcon con il compito di coordinare una serie di prove sul funzionamento dell'etilometro, alla presenza anche di alcuni agenti della Polizia municipale. In particolare l'articolo suddetto riporta quanto segue: "Uno dei punti della serata era rivolto all'informazione per chi assume alcol e potrebbe risultare positivo al test dell'etilometro anche se non ne ha assunto», ricorda Marcon. «Le prove effettuate dai vigili del Comando di Polizia municipale hanno dato dei risultati eclatanti, dimostrando che l'etilometro utilizzato e messo a disposizione violava ogni principio di legalità prestabilita per legge». Le stesse dichiarazioni erano state divulgate dal tecnico in più sedi pubbliche dopo l'incontro, al punto che la Polizia municipale di Castelfranco aveva segnalato la questione alla Procura, ben prima dell'esposto presentato da Marcon nei giorni scorsi con l'avvocato Gino Zambianco. «Abbiamo sempre operato nel rispetto della legge - spiega la comandante della Polizia municipale Laura Lorenzetto - così dopo le affermazioni reiterate più volte da Giorgio Marcon abbiamo ritenuto opportuno segnalare il caso alla Procura, perché potesse valutare la questione». Così si era aperto un procedimento per fare luce sulla questione, che vede coinvolto lo stesso Marcon. Quest'ultimo, nell'ultima denuncia presentata, ha chiesto alla Procura di sequestrare l'etilometro, segnalandone "la non conformità alla legge e l'utilizzo improprio" e rivolgendo alcune pesanti accuse ai vigili urbani. «La documentazione allegata al presente esposto scrive nero su bianco Marcon ne dimostra l'inaffidabilità. La rilevanza penale riguarda il comportamento degli agenti accertatori che avrebbero dovuto verificare che lo strumento fosse in regola prima di utilizzarlo. Invece il libretto metrologico è fuori norma e l'omologazione non è conforme». «Che i tempi della revisione siano lunghi è vero- precisa la comandante Lorenzetto - ma questo dipende dai centri di revisione»"; risulta altresì che il problema della revisione sia stata più volte denunciata, tanto è vero che da un articolo pubblicato su "La Stampa" del 4 luglio 2018 si apprende: "Tempi biblici per le revisioni obbligatorie annuali degli etilometri e i comandi di Polizia municipale restano senza per mesi. Un problema che riguarda il 90 per cento di chi possiede l'alcoltest omologato dal ministero dei trasporti, l'unico utile per poter contestare a livello penale chi guida dopo aver alzato il gomito. Il motivo di questo caos che, si stima, coinvolgerebbe circa sei.000 Comuni in tutta Italia, va ricercato nella chiusura di uno dei due centri autorizzati in Italia. Si tratta del Centro superiore ricerche prove autoveicoli e dispositivi (Csrpad) del ministero delle Infrastrutture, con sede a Roma. Non è più attivo dal 2016 e così tutti si devono obbligatoriamente rivolgere all'ufficio analogo di Milano"; considerato che risulta agli interroganti, inoltre, che a causa di un etilometro non tarato a Treviso un automobilista abbia vinto il ricorso, a seguito del quale lo stesso ricorrente ha chiesto un risarcimento del danno per un importo pari a euro 25.000. E invero, dall'articolo del 26 giugno 2018 pubblicato sul quotidiano "Il Messaggero" si apprende : "Multato per guida in stato di ebbrezza, stabilita però attraverso un etilometro risultato non tarato, chiede ora al Comune di Valdobbiadene (Treviso) di essere risarcito con oltre 25.000 euro per i danni materiali e biologici patiti dal fermo della patente e dal sequestro del mezzo"; ritenuto che: il 20 ottobre 2017 il Ministero dell'interno ha emesso una circolare indirizzata a Prefetture, Commissariati, Questure e Polizia Stradale, avente per oggetto l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica con etilometro. In particolare, con tale circolare protocollata al n. 300/A/7897/17/144/4/20, vengono espressi dei chiarimenti in ordine alle revisioni primitive e periodiche degli etilometri. E invero, da una lettura attenta e approfondita del provvedimento emergerebbe chiaramente quanto segue. Gli apparecchi che vengono utilizzati dalle forze dell'ordine per controllare il tasso alcolemico d'ora in poi dovranno essere sottoposti a una taratura periodica che andrà riscontrata. Non dovessero passare la verifica, non potranno essere utilizzati. Sono queste le nuove regole emesse dal Ministero dell'interno, che prevedono anche la possibilità di una richiesta da parte degli automobilisti fermati per il controllo di consultare il libretto dell'etilometro, per accertarsi della presenza dei timbri che confermano la verifica. Nella citata circolare si legge che la comunicazione si è resa necessaria "in merito a un recente orientamento secondo cui, in ossequio a un presunto principio di continuità degli interventi di manutenzione, l'effettuazione tardiva di verifica periodica comporterebbe la necessità di sottoporre l'apparecchio a verifica primitiva" , cioè a quel test da effettuare prima che gli etilometri vengano messi in servizio. Il Ministero ha ribadito "la necessità che ogni etilometro impiegato nei servizi di controllo sia sempre accompagnato dalla copia, autenticata dal funzionario dell'ufficio, del proprio libretto metrologico, sul quale sono registrate la visita primitiva e le periodiche successive, al fine di poter evadere tempestivamente, in ossequio al principio di trasparenza dell'azione amministrativa, l'eventuale richiesta dell'interessato di prenderne visione"; ritenuto infine che, a parere degli interroganti gli etilometri professionali dovrebbero permettere una misurazione del tasso alcolico quanto più possibile esatta, nonché dovrebbero essere omologati in conformità alla direttiva 93/42/CEE per potere garantire un elevato grado di precisione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risulti aperto un Tavolo tecnico volto allo studio e all'approfondimento della tematica sottesa alla questione o in caso contrario se intenda istituirlo, anche attraverso il coinvolgimento di altri Ministeri competenti, al fine di risolvere il problema della taratura degli etilometri utilizzati in ambito nazionale per l'accertamento dello stato di ebbrezza alcolica; quali misure intenda adottare al fine di ripristinare il servizio offerto dal Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi di Roma, atteso che gli etilometri, quali strumenti di misura da impiegare dai competenti servizi di polizia, non solo devono corrispondere alle caratteristiche indicate nell'allegato tecnico al decreto interministeriale, ma devono essere anche omologati a seguito di verifiche e prove del menzionato Centro, il tutto al precipuo scopo di tutelare sì il diritto e la libertà di circolazione costituzionalmente garantiti, ma anche e soprattutto il diritto a una circolazione stradale sicura, basata sull'osservanza della più elementare norma di comportamento, ovvero quella della comune prudenza. Atto n. 4-00493 FENU BOGO DELEDDA EVANGELISTA LICHERI MARILOTTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: a seguito della crisi che ha investito lo stabilimento Ottana Polimeri (Nuoro), l'unico in Italia in cui ancora si produceva la plastica utilizzata per le bottiglie (PET- polietilene tereftalato), il 12 settembre 2017 sono stati licenziati 58 operai dipendenti della società di Paolo Clivati in joint venture con la multinazionale Indorama; ad aprile scorso è terminata anche la cassa integrazione per altri 70 operai della centrale elettrica Ottana Energia, sempre di proprietà del gruppo Clivati, per i quali è imminente il licenziamento; la centrale termoelettrica Ottana Energia ha rappresentato per oltre 40 anni un'eccellenza dell'industria nella Sardegna centrale e ha offerto lavoro a diverse generazioni, producendo altresì positivi effetti sull'indotto dell'area interessata; la crisi del complesso rappresenta la fine del sogno industriale della provincia di Nuoro; lo stabilimento è stato definitivamente chiuso con la richiesta, presentata il 20 aprile 2018 al Ministro in indirizzo da parte della Regione Sardegna, del riconoscimento del polo industriale di Ottana quale area di crisi industriale complessa; nel 2015 i lavoratori dello stabilimento rappresentarono le loro preoccupazioni sul futuro della società al Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore Matteo Renzi in una lettera, che non ha ricevuto risposta, dove chiedevano di convocare tempestivamente un Tavolo governativo di discussione per addivenire a una soluzione che potesse scongiurare la chiusura degli impianti; considerato che: Ottana Polimeri "è l'ultima società, in ordine di tempo, di ciò che fu la chimica di Stato a Ottana"; l'impianto nacque negli anni '70 sotto il controllo dell'ENI e negli anni '90 ha conosciuto un'opera di "selvaggia" privatizzazione, compiuta tramite la vendita dei singoli impianti e delle produzioni, ceduti a diverse società (il cosiddetto "spezzatino"). La produzione del PET è uscita sempre indenne da chiusure e delocalizzazioni, tanto che fino al 2014 è stato l'unico impianto di produzione del PET in Italia ed è rimasto tale sino ad oggi ("lanuovasardegna", dell'8 luglio 2018); il PET è la materia prima delle bottiglie di plastica, principalmente usate per l'acqua minerale e contenitori alimentari; una produzione che in tutta Europa è crescente, florida e in continua espansione. Per circa 18 anni, fino al 2010, l'impianto di Ottana è stato di proprietà della multinazionale "Dow Chemical company ", che apportò migliorie e revamping all'impianto (anche grazie a un finanziamento di 100 milioni di euro, di cui 36 milioni di fondi pubblici), con l'intento di incrementare la qualità del prodotto e ridurre i costi. Nel 2010 gli Americani lasciarono il sito e si istituì una società tra Indorama (azienda thailandese) e il gruppo Clivati (italiano, proprietario di Ottana Energia) che detengono rispettivamente al 50 per cento la proprietà della attuale Ottana Polimeri, l'unica azienda rimasta chimica nello stabilimento e in grado di creare lavoro ed economia. Dopo alcuni anni in cui gli impianti portarono la produzione al loro massimo livello (180.000 tonnellate), conseguendo interessanti utili di bilancio, a partire dal 2012 è iniziata la crisi di vendite, causata dalla perdita di competitività per l'abolizione dei dazi doganali in Europa (senza reciprocità con gli altri paesi, come la Turchia, l'Egitto e l'Asia) e dalla pesante rivalutazione dell'euro rispetto al dollaro. La chiusura da parte dell'ENI dell'impianto ENI di Sarroch (Cagliari) che forniva materie prime a Ottana Polimeri e il cambio euro/dollaro hanno fatto il resto, togliendo ogni prospettiva alla filiera nazionale del prodotto proveniente dallo stabilimento sardo: il mercato del PET non è stato investito dalla crisi e rimane comunque altamente richiesto; è solo cambiata nel tempo la sua provenienza; nel 2013 è iniziato il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria e a partire dal novembre 2014 quasi tutti i lavoratori sono stati collocati in Cassa integrazione straordinaria; nell'autunno 2014 la proprietà dichiarò di voler effettuare una riconversione produttiva a un biopolimero sostitutivo del PET, ottenuto da una melassa di canna da zucchero. Sono allora iniziate trattative con la società olandese titolare del brevetto. Nel novembre 2014 il sindacato ha chiesto all'imprenditore di tentare il rilancio della produzione del PET, anche per l'incertezza e la difficoltà della riconversione. Il sindacato elaborò una proposta di rilancio della filiera del PET in Sardegna, che partendo dalla Saras proseguiva con gli impianti Eni di Sarroch, che fornivano la materia prima ad Ottana (paraxilene); il valore totale della produzione di filiera di Saras, Eni e Ottana Polimeri si avvicinava al mezzo miliardo di euro; la proposta prevedeva la modifica del processo produttivo dell'impianto di produzione del paraxilene di Sarroch (Cagliari), con investimenti che avrebbero ridotto notevolmente i costi di produzione (soprattutto i costi energetici), impegnando solo una parte dell'impianto; tuttavia, dal marzo 2014 Ottana Polimeri è chiusa, mentre la società Indorama ha continuato la propria espansione in altri Paesi europei (Spagna, Portogallo, Olanda, Polonia, Lituania) e in Medio Oriente, Turchia e Egitto; negli ultimi 4 anni gli ex lavoratori della società hanno tentato di sensibilizzare in ogni modo le istituzioni, sia regionali che nazionali, affinché fossero convocati con urgenza la società Indorama e il Gruppo Clivati per instaurare un Tavolo tecnico per discutere sulle possibilità di riavvio degli impianti. Tuttavia, nel silenzio totale delle istituzioni, a settembre 2017, è stata tolta ai dipendenti ogni speranza a causa del loro licenziamento; in seguito al licenziamento i lavoratori hanno inviato un'accorata lettera al Ministro in indirizzo in cui chiedono "di prendere in mano la situazione industriale di Ottana", definendo l'iniziativa del gruppo Indorama-Clivati come la "più squallida e miserabile delocalizzazione, fatta sulla pelle di 400 famiglie da un gruppo industriale che ha distrutto e devastato il lavoro in una intera area, dopo aver preso milioni e milioni di soldi pubblici". Inoltre i lavoratori suggeriscono, fra le possibili soluzioni, di chiedere, partendo dai soggetti industriali italiani (Eni per prima), "agli attuali gestori di cedere gli impianti alle stesse condizioni a cui li hanno ricevuti" ("unionesarda", del 7 luglio 2018); a giudizio degli interroganti, la chiusura definitiva degli impianti ha portato a delle conseguenze catastrofiche su tutto il sistema produttivo della Sardegna centrale e ha determinato la dispersione di un prezioso capitale umano fatto di competenze e professionalità che sono cresciute e si sono formate in modo qualitativo e umano, alimentando la produzione e la crescita del prodotto interno lordo dell'intera provincia; il Consiglio regionale della Sardegna ha istituito una Commissione speciale d'inchiesta per cercare di trovare delle soluzioni al fallimento dell'area industriale di Ottana, al fine di rilanciare l'area e offrire sostegno alle imprese esistenti. Nella recente audizione del 25 luglio 2018, dell'assessore regionale dell'industria, Maria Grazia Piras, sono emersi dei dati riguardo a due possibili investitori per la suddetta area industriale: un'azienda che si occupa di allevamento intenso di salmoni (che prevede un investimento di 144 milioni di euro) e un'azienda che si occupa del riutilizzo di pneumatici (che prevede un investimento tra i 2 e i 3 milioni di euro). Nel corso della medesima seduta, i Commissari hanno evidenziato il bisogno di dare una risposta definitiva ai lavoratori licenziati nel 2017, in ordine alla possibilità di ripresa dell'attività oppure sulla definitiva chiusura; considerato infine che, a parere degli interroganti: il principio che costituisce il pilastro della nostra Costituzione, sancito con estrema chiarezza nel primo articolo, in base al quale l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la cui sovranità appartiene al popolo, è stato fortemente disatteso, nonché discriminato dalle condotte evidenziate che hanno messo seriamente in crisi il futuro di lavoratori altamente specializzati, delle loro famiglie e di un territorio (il nuorese) martoriato dalla perdita di migliaia di posti di lavoro nei comparti della chimica e del tessile; sarebbe necessario intervenire con urgenza per creare le condizioni di un rilancio dell'industria ad Ottana, salvaguardando i lavoratori coinvolti ed evitando la partenza di altri migranti sardi che non vedono più possibilità di sbocco nella loro regione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno convocare un Tavolo istituzionale coinvolgendo la multinazionale Indorama e il gruppo Clivati per discutere e verificare, sia il rispetto e l'integrità degli impianti, sia le necessità e le possibili condizioni di una ripartenza di essi; se intenda comunque attivarsi per ricercare soluzioni alternative, anche considerando le richieste avanzate dai lavoratori di Ottana Polimeri. Atto n. 4-00494 L'ABBATE MORONESE QUARTO LA MURA MANTERO DE FALCO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che in data 25 gennaio 2018 la Regione Puglia ha autorizzato un impianto di coincenerimento di rifiuti provenienti dal biostabilizzatore di AMIU Puglia Spa (azienda municipale igiene ubana Puglia) per una quantità di 117.000 tonnellate l'anno. La società che ha proposto il progetto è la Newo SpA; considerato che: da 13 anni è attivo il progetto pilota dell'Itea SpA presente a Gioia del Colle (Bari). L'iniziativa nasce infatti dalla sperimentazione di un impianto, sito a Gioia del Colle, su cui grava un parere negativo di Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) Puglia che afferma: "date le criticità evidenziate nel corso delle attività pregresse sull'impianto in questione, è sconsigliabile procedere ad ulteriori sperimentazioni di questo tipo" (prot. n. 4384 del 26 gennaio 2017); l'impianto di Gioia del Colle è un impianto sperimentale di ossicombustione simile a quello che la Newo SpA vorrebbe realizzare per il trattamento dei rifiuti. La tecnologia brevettata da Itea SpA si chiama Isotherm Pwr flameless oxy-combustion in quanto permette la produzione di energia (vapore ed energia elettrica) utilizzando combustibili solidi secondari: rifiuti urbani, rifiuti industriali, oli pesanti, pet-coke e carboni senza incenerimento, ma riscaldando l'ossigeno ad altissime temperature tramite pressione. Il prodotto della combustione, a detta dei proponenti, sarebbe composto da ceneri vetrificate, anche denominate "perle vetrose", che avrebbero, al loro interno, inglobato tutti gli inquinanti che si creano durante il processo. Sempre a detta dei proponenti, sarebbe materia prima seconda (materia prima riveniente da riciclo) da utilizzare come inerte per sottofondi stradali o nelle realizzazioni di manufatti cementizi; considerato inoltre che: a parere degli interroganti non si può ritenere che le "perle vetrose", data la loro natura, possano aver perso lo status di rifiuto, perché non si può escludere che, con l'abrasione o a seguito di forti sollecitazioni, possano rilasciare i metalli pesanti e gli inquinanti che contengono al loro interno; a quanto risulta non pare esistere nessun mercato commerciale per le "perle vetrose" e quindi viene a mancare anche un altro requisito importante affinché siano considerate materiali di recupero, e verosimilmente dovrebbero essere qualificate come rifiuti speciali da destinare alle discariche autorizzate ai sensi delle normative vigenti; il decreto legislativo n. 152 del 2006 definisce le caratteristiche di end of waste e attribuisce il compito al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di valutare "caso per caso" la cessazione della qualifica di rifiuto, non agli enti o alle organizzazioni interni ad esso, concetto che è stato ribadito ulteriormente e in maniera più restrittiva dalla sentenza n. 1229 del 28 febbraio 2018 del Consiglio di Stato; l'impianto Newo, nella zona industriale di Modugno, occuperebbe un'area di 25.000 metri quadri di cui circa 4.000 coperti, potrebbe arrivare a bruciare 117.000 tonnellate di rifiuti, equivalente a 2.340 volte quelli bruciati nell'impianto sperimentale di Gioia del Colle. Nel progetto della Newo l'inceneritore verrà costruito in un terreno adiacente all'AMIU in territorio barese ai confini della zona industriale di Modugno, già compromessa al 97° percentile di concentrazioni medie di inquinamento, e in prossimità del sito è addirittura previsto un parco giochi; risulta da fonti stampa: «L'impianto - che non è propriamente un inceneritore e si giova di una tecnologia sperimentale innovativa e mai attuata in Italia, precisa la Newo- verrebbe a costare 30 milioni di euro in parte già ottenuti dall'UE e dovrebbe godere anche di un finanziamento regionale, pare di 20 milioni di euro, nell'ambito del Piano regionale Rifiuti (PRGRU). La Newo ha condotto vari test di ossicombustione sui rifiuti, evidenziando (ma senza presentare dati sperimentali) che l'impianto può "gestire e trattare anche questi rifiuti nella massima sicurezza ambientale e impiantistica", dice la relazione prodotta dall'azienda», come si legge online su "ambienteambienti", in un articolo intitolato "Rifiuti. Bari, l'inceneritore della discordia fa saltare il Piano regionale?" del 30 gennaio 2018; sulla base delle informazioni a disposizione degli interroganti si tratta di un impianto che non era previsto dalla programmazione regionale e si pone nella direzione opposta rispetto alle intenzioni della Regione, che dichiara di volersi dotare di sistemi e impianti in linea con la sostenibilità ambientale e la strategia dei rifiuti zero; a giudizio degli interroganti l'ubicazione dell'impianto appare di difficile comprensione: oltre ad essere una zona, classificata come "zona C" nel piano regionale sulla qualità dell'aria, e quindi soggetta a risanamento, è al confine dei territori dei comuni dell'Aro BA2, comuni che hanno la migliore performance regionale in termini di raccolta differenziata e di riduzione della produzione pro capite di rifiuti, esempio di buone pratiche, messe in atto con notevoli sacrifici e che sarebbero minate della realizzazione di questo impianto di coincenerimento; nella stessa zona, sempre AMIU Puglia si appresta a realizzare un digestore anaerobico per il trattamento del rifiuto organico raccolto a Bari. Il digestore produrrà anche biogas che sarà bruciato in loco per produrre energia, immettendo in atmosfera altri quantitativi di anidride carbonica e di altri gas inquinanti, andando a peggiorare una qualità dell'aria, già compromessa, come dichiarato da Arpa Puglia. Non si ha notizia se la ASL, che non ha ritenuto opportuno lo studio sull'impatto sanitario, abbia tenuto conto degli effetti cumulativi dei due impianti, digestore e inceneritore, che si aggiungono agli insediamenti produttivi già esistenti nella zona industriale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di ovviare alle criticità evidenziate, in particolare per quanto riguarda l'impatto ambientale sul territorio. Atto n. 4-00495 QUAGLIARIELLO Al Ministro della salute Premesso che: la provincia di Teramo, a fronte di una popolazione residente di 312.000 abitanti, conta ad oggi 4 strutture ospedaliere: Teramo (ospedale "Mazzini"), Atri, Giulianova, val Vibrata; negli ultimi anni le linee di indirizzo generale in materia di servizio sanitario hanno privilegiato ovunque l'accorpamento delle strutture a scapito della capillarità dei presidi, a volte addirittura giungendo a privare di centri di primo soccorso interi bacini territoriali di apprezzabile ampiezza; da molto tempo si dibatte sulla necessità di intervenire sulla rete del sistema sanitario teramano, fino a qualche mese fa con riferimento alla possibile creazione di un unico polo provinciale, un ospedale di secondo livello, che avrebbe sostituito i 4 nosocomi esistenti; preso atto che: secondo quanto si apprende dalle indiscrezioni portate alla luce dal quotidiano della provincia di Teramo "La Città", il programma di razionalizzazione ed efficientamento del servizio ospedaliero iniziale avrebbe nelle ultime settimane cambiato rotta, virando su un progetto per soli pazienti acuti per il quale il vertice della locale Asl e l'assessore regionale per la sanità avrebbero già deciso il luogo di costruzione (Piano d'Accio) e trovato, tramite l'impegno del Ministro pro tempore , fondi per 100 milioni di euro, precedentemente destinati alla sicurezza sismica; l'iniziativa sarebbe motivata, tra l'altro, da una presunta inadeguatezza della struttura dell'ospedale Mazzini, in particolare con riferimento a profili di sicurezza antisismica; considerato che: l'ulteriore frammentazione di centri di cura determinata da un nuovo ospedale, aggiuntivo rispetto ai 4 preesistenti nel territorio provinciale, e addirittura insistente nello stesso capoluogo dove già è presente un nosocomio, rischierebbe di essere scarsamente utile, se non controproducente, rispetto alle esigenze di miglioramento del servizio sanitario per i cittadini; è oramai dimostrato infatti come il moltiplicarsi di strutture medio-piccole che insistono sullo stesso bacino di utenza porti al solo risultato di disincentivare l'arrivo e la permanenza di personale medico di elevata specializzazione, mentre è la possibilità di una casistica ampia e diversificata a garantire la gestione ottimale degli imprevisti e delle situazioni complesse; le operazioni di decentramento, quale sarebbe la realizzazione di un ospedale nella zona individuata, possono avere valenza strategica in presenza di un centro forte e attrattivo. La città di Teramo, al contrario, in particolare dopo il terremoto, presenta un'esigenza di riqualificazione, anche funzionale, del suo centro storico, che vive una situazione di crisi sotto il profilo sociale, urbanistico ed economico che si irradia in tutta l'area urbana e da tempo aspetta un piano di rivitalizzazione che sarebbe propulsore per la ripresa dell'intera città e del territorio circostante; i fondi, dell'ammontare di 100 milioni di euro, che nel progetto dovrebbero essere destinati alla realizzazione della struttura di Piano d'Accio, non risultano, come parrebbe naturale, dagli stanziamenti per l'edilizia sanitaria, bensì verrebbero stornati da risorse programmate dalla legge di bilancio per il 2017 e riservate al terremoto e alla sicurezza sismica degli edifici, mettendo seriamente a rischio altri investimenti urgenti e necessari di ricostruzione post sisma; l'assessore regionale per il turismo, Giorgio D'Ignazio, grande fautore del progetto e sostenitore addirittura dell'ipotesi di costruire un sesto ospedale sul territorio provinciale, ha motivato l'opportunità di realizzare il nuovo nosocomio adducendo presunte inadeguatezze anti-sismiche in capo alla struttura dell'esistente ospedale "Mazzini", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra esposto; se non ritenga che l'adeguatezza dell'utilizzo dei fondi debba essere parametrata in base alle reali esigenze del territorio e all'erogazione di un servizio sanitario di qualità; se non ritenga di dover monitorare il corretto utilizzo di fondi stanziati per il terremoto e, in particolare, adibiti alla sicurezza sismica degli edifici; se risultino in capo all'ospedale Mazzini profili di problematicità strutturale che necessitano di intervento e se non sia da valutare come incongruente il proposito di impiegare i fondi destinati alla sicurezza sismica per la realizzazione di un nuovo ospedale piuttosto che per la riqualificazione, la razionalizzazione e il potenziamento del nosocomio già esistente nella città di Teramo. Atto n. 4-00496 DI GIROLAMO SANTILLO RICCIARDI COLTORTI CORBETTA Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per i beni e le attività culturali e dell'economia e delle finanze Premesso che: in data 6 agosto 2018 il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, "decreto milleproroghe", che ha, tra l'altro, a prorogato i bonus relativi alla cultura anche per l'annualità scolastica 2018/2019; da esternazioni pubbliche il ministro Bonisoli ha riferito la propria intenzione di estendere il panorama dei soggetti beneficiari del bonus "18App" ad altre categorie diverse dai neo diciottenni; considerato che: relativamente alle numerose note divulgate a mezzo stampa, sull'uso probabilmente improprio del bonus da parte di taluni esercenti convenzionati, con la connivenza dell'intestatario del bonus stesso e viceversa, si evidenzia l'articolo pubblicato in data 29 giugno 2017 sul quotidiano "Il Sole-24 ore", intitolato "Truffe sul bonus cultura: soldi al posto di libri"; inoltre la stampa riporta di 800 ragazzi indagati per aver usato il bonus cultura, pari a 500 euro, per l'acquisto di smartphone e personal computer anziché spenderli per cinema, musica, concerti ed eventi culturali, come si apprende da un articolo di "tp24" del 6 agosto 2018; il servizio della trasmissione televisiva "Striscia la Notizia" dell'ottobre 2017 avrebbe scoperto la truffa dei 500 euro del bonus "carta docente" che deve essere speso dai docenti per la propria formazione o aggiornamento professionale o per l'acquisto di un computer . In particolare, ha svelato l'inefficacia di questo sistema: in molti negozi, infatti, ai beneficiari del bonus insegnanti è consentito l'acquisto di elettrodomestici vari, come lavatrici, ferri da stiro e televisioni; considerato infine che, a parere degli interroganti: il problema si riscontrerebbe, sostanzialmente, nel sistema di fatturazione elettronica prevista e cioè a causa dell'impossibilità, da parte dell'esercente convenzionato, dell'inserimento della dettagliata descrizione dell'oggetto acquistato tra le righe della fattura che deve emettere nei confronti dei Ministeri competenti per il rimborso della spesa. Tale sistema precluderebbe la totale possibilità di avviare alcun tipo di controllo incrociato da parte degli enti preposti alla verifica, anche a campione, della regolarità delle compravendite; tale condizione potrebbe configurare un uso improprio e fraudolento di fondi statali che, sulla scorta della proroga e dell'ampliamento nel prossimo futuro del bonus 18App, non può protrarsi nel tempo, si chiede di sapere quali iniziative di competenza intendano adottare i Ministri in indirizzo al fine di migliorare il sistema di fatturazione prevedendo l'obbligo, per l'esercente convenzionato, di inserire in fattura la descrizione dettagliata del prodotto oggetto di compravendita e valutando l'inserimento di codici univoci per l'identificazione dei prodotti. Atto n. 4-00497 VACCARO RICCARDI PIARULLI LOMUTI ANASTASI AGOSTINELLI BOTTO EVANGELISTA LICHERI DI MICCO TRENTACOSTE ORTOLANI LANZI CASTALDI PARAGONE GIROTTO D'ANGELO ANGRISANI CROATTI L'ABBATE MAUTONE ABATE QUARTO DE BONIS PUGLIA MATRISCIANO MORONESE PRESUTTO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia Premesso che il 7 agosto 2016 un operaio di 31 anni dipendente di Trenitalia, Vincenzo Viola, di Volla (Napoli), addetto alla manutenzione degli ETR 500 Frecciarossa nell'impianto di Trenitalia a Napoli Gianturco, è morto all'una di notte, durante il proprio turno di lavoro, mentre riparava il pantografo, lo strumento che collega i vagoni del treno con i cavi dell'alta tensione, rimanendo folgorato dalla corrente elettrica, alla tensione di 3.000 volt; considerato che: gli impianti di manutenzione ETR di Napoli e Milano rientrano nella medesima unità produttiva "esercizio Frecciarossa" di Trenitalia; essendo uguali anche le attività di manutenzione che si svolgono ai pantografi e sul tetto dei convogli ETR 500 Frecciarossa, al fine di conoscere la dinamica e le cause del descritto infortunio mortale, con lettere del 22 agosto e del 24 settembre 2016 il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell'impianto di manutenzione ETR di Milano ha chiesto alla società Trenitalia di partecipare, a titolo gratuito, ai lavori della commissione interna istituita; altresì, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza richiedeva a Trenitalia le dovute informazioni, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, lettera e) , del decreto legislativo n. 81 del 2008, relativamente alla dinamica e alle cause del citato infortunio mortale; le operazioni di manutenzione dei convogli ETR, alimentati ad alta tensione, presentano un altissimo grado di rischio folgorazione e le procedure specificatamente pensate per salvaguardare l'incolumità dei lavoratori, anche in caso di errori o distrazioni, si rivelano molto spesso insufficienti; la vicenda descritta è stata oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo (4-14828), presentato alla Camera dei deputati dall'on. Paola Carinelli, in data 23 novembre 2016, nella seduta n. 708, che non ha ricevuto risposta; considerato inoltre che, risulta all'interrogante: la violenta morte per folgorazione, a distanza di quasi due anni, non ha ricevuto risposta investigativa, né chiarimenti in ordine al processo causale, nonostante le sollecitazioni provenienti dalle persone offese; nella immediatezza del fatto, più precisamente in data 9 agosto 2016, il Pubblico Ministero di turno disponeva perizia autoptica dando incarico ai consulenti medici di accertare le cause del decesso, con obbligo di deposito nei successivi 60 giorni; la relazione di consulenza veniva depositata soltanto il 13 giugno 2017, ovvero a distanza di ben 10 mesi dall'incidente, quindi ben oltre il termine di 6 mesi previsto dal codice di rito per lo svolgimento delle indagini preliminari, peraltro, nel caso, nemmeno prorogato; sempre nella immediatezza dell'evento, veniva disposto il sequestro della vettura ferroviaria, omettendo tuttavia di nominare un consulente tecnico o un esperto della materia deputato a descrivere la dinamica dell'infortunio mortale (atto abituale e minimale nei processi penali per morte sul lavoro), circoscrivendo le attività di indagine agli accertamenti della Polizia giudiziaria e degli operatori in loco . Alla mancata nomina del consulente seguiva il dissequestro del locomotore, senza che su di esso venisse effettuato alcun accertamento; a nulla è valso l'accertamento successivo del 17 marzo 2017 (a distanza di 6 mesi dal fatto) con cui si è disposta l'acquisizione del "registratore di eventi ferroviari" (scatola nera) presente sul locomotore, essendo le tracce oramai cancellate, avendo circolato per ben sei mesi, così come testualmente certificato nella stessa consulenza; considerato infine che: continue sono state le istanze investigative e richieste probatorie depositate dai familiari del deceduto per il tramite del difensore, succedutesi nel tempo e certificate; anche la Procura generale è stata debitamente allertata con espressa richiesta di avocazione delle indagini, depositata allo scadere del termine delle indagini preliminari e sollecitata a più riprese; a distanza di oltre due anni dal fatto, non sono state ancora concluse le indagini e delineate ipotesi di responsabilità, si chiede di sapere: se alla luce di quanto esposto, si ritenga opportuno assumere iniziative volte a fare chiarezza sulla dinamica e sulle procedure, a giudizio degli interroganti, apparentemente opache; se i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intendano adottare iniziative volte a rafforzare le misure di sicurezza nel settore della manutenzione dei rotabili, come segnalato dal responsabile alla sicurezza di Milano, in particolare rivedendo le procedure che vengono attivate durante lo svolgimento di attività manutentive agli apparati elettrici ad alta tensione, in relazione alle quali l'incolumità del lavoratore è certamente più a rischio; se siano a conoscenza delle motivazioni per le quali Trenitalia non abbia consentito al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Milano, dell'unità produttiva "esercizio Frecciarossa", di partecipare ai lavori della commissione interna d'indagine, nonché delle ragioni per le quali la stessa Trenitalia abbia ritenuto di non fornire al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza le informazioni richieste sulla dinamica e le cause dell'incidente, in modo che lo stesso potesse proporre, ai sensi del medesimo articolo 50, comma 1, lettere h) e m) , adeguate misure preventive e di sicurezza necessarie per evitare il ripetersi anche a Milano, dell'infortunio mortale accaduto a Napoli il 7 agosto 2016. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione): 3-00177, dei senatori Alfieri e Rampi, sulle elezioni in Cambogia di luglio 2018; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-00183, della senatrice Russo ed altri, sulla riduzione delle ore di insegnamento del primo strumento musicale nei licei musicali.