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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 255 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 17. IN SEDE REFERENTE (2353) Delega processo penale DDL 2353 Delega al Governo per l'efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari (Seguito dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi. Il PRESIDENTE prende atto dell'impossibilità di proseguire nell' iter fino a quando il banco di Presidenza non sarà sgomberato dai senatori che lo occupano, e sospende i lavori. La seduta, sospesa alle ore 17,05, riprende le ore 17,30. Il PRESIDENTE prende possesso del banco di Presidenza, abbandonato volontariamente dagli occupanti. Il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) chiede al Governo di poter rivalutare la formulazione dell'ordine del giorno n. 3 testo 2, rispetto alle richieste presentate nella seduta precedente. Il sottosegretario SISTO, recependo la richiesta, avanza la proposta di una diversa formulazione dell'ordine del giorno, che il senatore GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) accetta presentando l'ordine del giorno n. 3 testo 3, pubblicato in allegato. Il PRESIDENTE chiede ai commissari se hanno obiezioni sulla possibilità di trasmettere, a firma della Commissione, l'ordine del giorno n. 3 testo 3, testé accolto dal GOVERNO, invece del testo 2. Nessuno dei presenti esprime alcuna obiezione. Resta pertanto stabilito che in Assemblea, laddove la Commissione concluda i suoi lavori, sarà presentato a firma della Commissione l'ordine del giorno n. 3 testo 3, invece dell'ordine del giorno n. 3 testo 2. Il senatore GIARRUSSO ( Misto-I-PVU ) precisa invece di voler mantenere inalterata la formulazione degli ordini del giorno nn. 2 e 4, nei testi 2 precedentemente accolti. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) lamenta che la procedura che si è inteso seguire - per consentire al senatore Grasso di modificare l'ordine del giorno già precedentemente accolto dal Governo - attesta la disparità di trattamento tra i parlamentari della maggioranza e quelli dell'opposizione: la tolleranza presidenziale sulla gestione degli ordini del giorno si trasforma in rigore procedurale, quando si tratta di esaminare proposte realmente modificative dei testi normativi all'esame. Il PRESIDENTE - sostenuto dal senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), che ribadisce la correttezza della procedura seguita - difende il proprio operato, informato soltanto al principio del nemine contradicente : nessuno, tantomeno il senatore Crucioli regolarmente presente, obiettò alla richiesta del senatore Grasso e del Governo. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) ed il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ) controvertono con il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ). Il PRESIDENTE , per propiziare un clima di lavoro disteso, sospende brevemente la seduta. La seduta sospesa le 17,55 riprende alle 18,10. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) si duole della compressione dei tempi dedicati alla discussione degli emendamenti presentati dal proprio gruppo ed altresì di un'organizzazione dei lavori, che non consente un confronto ed un esame attento delle proposte presentate dal suo gruppo. Il PRESIDENTE replica che sulla procedura non sono ammissibili confusioni di ruolo: le doglianze testé esposte dipendono dalle determinazioni della Conferenza dei capigruppo e la stessa organizzazione dei lavori in Commissione è dipesa dalla calendarizzazione del disegno di legge in Assemblea. Dopo una protesta della senatrice GRANATO ( Misto-l'A.c'è-LPC ), il PRESIDENTE prega il personale ausiliario di frapporsi tra i senatori Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ), impedendo che lo scambio di apostrofi trascenda. Ristabilitosi l'ordine, chiede la parola il senatore BALBONI ( FdI ), che rivendica al proprio gruppo un atteggiamento di opposizione responsabile e tuttavia esprime il proprio rammarico perché auspicava un confronto nel merito delle proposte, che non c'è stato. Non condivide la strategia adottata dalla componente parlamentare "Alternativa c'è"; va però preso atto che il Governo e la conferenza dei capigruppo, con la decisione assunta oggi, hanno compresso irragionevolmente i tempi per l'esame degli emendamenti, rendendo impossibile un confronto nel merito con l'opposizione. La stessa organizzazione dei lavori nelle sedute odierne della Commissione, pur non imputando alcuna responsabilità alla Presidenza, ha a suo dire di fatto compresso le garanzie dell'opposizione e ha ulteriormente marginalizzato in quest'occasione il ruolo del Parlamento. Evidenzia poi con rammarico il fatto che questo Governo, al pari di quelli che lo hanno preceduto, ricorra troppo spesso al voto di fiducia, conculcando il confronto parlamentare; pertanto, rivolgendosi al Presidente ed al rappresentante del Governo, annuncia che non parteciperà al prosieguo dei lavori della Commissione in segno di protesta per la scarsa attenzione dedicata al confronto nel merito delle proposte dell'opposizione. Il PRESIDENTE - se nel merito è giusto che rimanga a verbale che sia il Governo che il relatore su ogni emendamento esprimono parere contrario - sull'ordine dei lavori non può non prendere atto della posizione espressa dal maggiore Gruppo d'opposizione; perciò interpella tutti i capigruppo in merito alla proposta di sospendere i lavori, derivante dalla doglianza con cui il senatore Balboni ha lamentato la difficoltà, se non addirittura impossibilità, di proseguire serenamente l'esame nel merito del provvedimento. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) condivide la pacatezza dell'intervento del senatore Balboni ed esprime disappunto per l'atteggiamento assunto da alcune forze dell'opposizione; chiede che si interrompano i lavori della Commissione, vista l'impossibilità di poter andare avanti serenamente a causa delle continue interruzioni e dell'atteggiamento fortemente ostruzionistico assunto da alcuni colleghi. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), pur difendendo, in via di principio, le prerogative delle opposizioni parlamentari, condivide la proposta di interrompere i lavori. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) aderisce all'opinione del senatore Pillon, ritenendo che non ci siano le condizioni per continuare i lavori. I senatori GRASSO ( Misto-LeU-Eco ) e GAUDIANO ( M5S ) si associano alla proposta di interrompere i lavori e andare direttamente in Assemblea senza il mandato al relatore. Il PRESIDENTE , preso atto delle proposte pervenute dai capigruppo, preavverte che nella seduta d'Assemblea di domattina comunicherà che la Commissione non ha concluso i suoi lavori. Non facendosi ulteriori osservazioni, il Presidente dispone la sconvocazione di tutte le successive sedute previste per stanotte. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE , visto che con le sconvocazioni testé annunciate non sono previste altre sedute prima della settimana di sospensione dei lavori, dichiara che si rende necessario il differimento del termine per rendere parere sullo schema di decreto di recepimento della direttiva europea sulla presunzione di innocenza (Atto del Governo n. 285): pertanto chiede al rappresentante del Governo una ulteriore proroga del termine. Il sottosegretario SISTO, in considerazione del fatto che la Commissione giustizia è stata intensamente impegnata nei lavori relativi alla riforma del processo civile e della riforma del processo penale, accorda a nome del Governo una proroga fino all'8 ottobre prossimo. La seduta termina alle ore 18,30. Allegato