Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 248 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 Doc Doc. LXXXVI, n. 4 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVII, n. 4 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 (Esame congiunto e rinvio) Il senatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, illustra il Documento LXXXVI, n. 4, recante la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2021, che è stata presentata al Parlamento il 24 giugno di quest'anno, in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012. La Relazione programmatica per il 2020 si apre con una breve premessa del sottosegretario Amendola, che fa riferimento all'eccezionalità della situazione derivante dalla crisi pandemica da Covid-19, in cui, tuttavia, i tre pilastri già precedentemente delineati dalla Commissione europea, sotto la guida della presidente Von der Leyen, del Green Deal , della innovazione e digitalizzazione e della coesione sociale, restano gli obiettivi prioritari dell'Europa, su cui basare non solo la ripresa dalla crisi sanitaria ed economica, ma anche il deciso affermarsi di un nuovo progetto di integrazione europea nel costruire un'Europa più sicura e più prospera. La Relazione si innesta quindi non soltanto sul programma di lavoro della Commissione europea, che ne rimane comunque il principio ispiratore, ma si integra anche con il più ampio orizzonte di Next Generation EU . Il testo della Relazione, inoltre, come di consueto, è preceduto da una sintesi, che enuclea le singole posizioni e azioni che il Governo intende concretamente portare avanti, in relazione a ciascuno dei settori delle politiche dell'Unione europea. A seguire, il corpo della Relazione programmatica è strutturata in quattro parti, articolate al loro interno in macro tematiche. Il rapporto è arricchito con i dati statistici di settore forniti dall'ISTAT, in particolare in materia di Green Deal , crescita economica, innovazione e digitalizzazione, politiche attive del lavoro e migrazione. La Parte prima "Sviluppo del processo di integrazione europea", è dedicata alle politiche e alle iniziative volte al rafforzamento del processo di integrazione europea sotto il profilo sia economico che istituzionale, con particolare riguardo alla necessità di dare nuovo slancio alla democrazia europea, in cui la Commissione europea ritiene che i cittadini abbiano bisogno di un ruolo più incisivo nel processo decisionale e più attivo nella definizione delle priorità. Inoltre, questa sezione è dedicata alla dimensione macro-economica, con particolare riguardo al rafforzamento dell'Unione economica e monetaria, dell'Unione dei mercati dei capitali e dell'Unione bancaria più solide, come volano per conseguire stabilità e competitività e conseguentemente assicurare un ruolo più forte dell'euro sullo scenario internazionale. In tale contesto, il Governo concentrerà l'azione sugli obiettivi ritenuti prioritari per l'Italia, primo tra tutti il consolidamento della svolta epocale data dalla decisione di procedere all'emissione di debito comune, adottata dal Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020. Particolare attenzione verrà prestata anche alla costruzione di nuovi rapporti con il Regno Unito e alla partecipazione del Governo alla Piattaforma Fit for future , nell'ambito della better regulation . Nel quadro dell'Unione Economica e Monetaria, l'Italia porterà inoltre avanti l'istanza di completamento dell'Unione bancaria e dei capitali e l'istituzione di una capacità fiscale centrale. Con l'obiettivo di ridurre le divergenze e di rafforzare il ruolo dell'Europa nell'economia globale, si promuoverà il passaggio a un modello di sviluppo che contempli anche un'adeguata domanda interna, supportando i consumi interni UE con opportune azioni di policy . Il Governo promuoverà una più ampia riforma delle regole fiscali europee, nell'ottica di una fiscalità equa, semplice e sostenibile. Inoltre, lavorerà a una riforma del bilancio dell'Unione europea anche attraverso l'introduzione di risorse proprie supplementari che possano contribuire a finanziare il rimborso dei prestiti contratti all'interno del programma Next Generation EU e che incrementi la capacità delle istituzioni di implementare in modo più efficace le politiche europee. La Parte seconda "Le politiche strategiche", è la parte più corposa poiché, in linea con l'azione europea, sviluppa i tre pilastri programmatici del Green Deal (con la riduzione delle emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990), dell'innovazione e digitalizzazione, e della coesione sociale. La strategia di fondo è quella di indirizzare la trasformazione digitale a beneficio dei cittadini e delle imprese, contribuendo nel contempo a raggiungere l'obiettivo di un'Europa neutra dal punto di vista climatico entro il 2050. Inoltre, il pilastro europeo dei diritti sociali sarà la "bussola della ripresa dell'Europa" con il preciso scopo di evitare gli squilibri, rafforzando in forma strutturale l'equità sociale. In questo quadro, il Governo intende intraprendere numerose iniziative che si radicano nell'idea del Green Deal come volano per garantire una crescita sostenibile. Il Governo promuoverà l'adozione a livello europeo di una Strategia di Sviluppo Sostenibile, delineerà la Strategia nazionale per la biodiversità 2030 e la strategia "Dal produttore al consumatore", e sarà impegnato nel negoziato sulla legge europea per il Clima con la finalità di garantire che gli strumenti finanziari e di policy individuati consentano il processo di decarbonizzazione verso l'obiettivo di neutralità al 2050. Inoltre, il Governo lavorerà per la revisione della normativa in materia di tassazione dell'energia, proseguirà nella messa in sicurezza del patrimonio scolastico e nella riconversione ecologica del patrimonio statale, sosterrà la transizione verde riguardo al patrimonio culturale, paesaggistico e turistico. Per favorire la transizione ecologica delle imprese, la posizione dell'Italia si baserà tra l'altro sul Made Green in Italy , sulla sperimentazione della certificazione dell'ecosostenibilità di proposte di investimento promosse da imprese private, nonché sul lavoro di territorializzazione e di coinvolgimento dei giovani attuato nell'ambito della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile. Il Governo ritiene inoltre che occorrerà rafforzare la progettazione ecosostenibile e l'etichettatura ecologica per limitare la produzione di rifiuti, per ottenere un riciclo di qualità, per ridurre le emissioni climalteranti e per aumentare la sostenibilità dei prodotti e dei consumi. Una particolare attenzione verrà dedicata alle infrastrutture, sotto il profilo del miglioramento e sviluppo dell'intermodalità tra le diverse reti di trasporto che costituiscono il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) e alle infrastrutture lineari di 1°e 2° livello (ferrovie, strade e autostrade, sistemi di trasporto rapido di masse, ciclovie, trasporti marittimi e trasporto aereo), al fine di ridurre le emissioni inquinanti, con un particolare riguardo anche al trasporto pubblico locale. Alla transizione verde si accompagnerà la transizione digitale. Il Governo mira a trasformare l'Italia in un grande laboratorio tecnologico, "Laboratorio Italia", capace di proiettare il Paese nell'era digitale attraverso la promozione e la valorizzazione della capacità di innovare. In questo quadro si inseriscono le iniziative legate al mercato digitale e alle nuove regole sulla concorrenza richieste dall'evoluzione tecnologica, unitamente all'individuazione dei necessari strumenti di tutela, anche della e-privacy. Sarà promosso lo sviluppo delle competenze e della cultura digitale necessarie alla crescita sociale ed economica, e lo sviluppo delle infrastrutture digitali come parte integrante della strategia di modernizzazione del settore pubblico. La diffusione dell'identità digitale sarà essenziale anche per efficientare i processi della PA riducendo i tempi e i costi a carico del cittadino per la fruizione dei servizi, rafforzando la sicurezza informatica e semplificando la gestione complessiva dei servizi erogati. Il Governo garantirà il sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica, e la digitalizzazione dell'assistenza medica e dei servizi di prevenzione. Verranno disposti una serie di investimenti infrastrutturali nell'ambito dell'edilizia e della digitalizzazione delle strutture sanitarie pubbliche finalizzati a migliorare la capacità di risposta, adattamento e governance del sistema sanitario. Verrà inoltre perseguito il potenziamento digitale della giustizia civile e penale e si parteciperà attivamente ai dibattiti sulla definizione e attuazione del Media Action Plan della Commissione Europea, sviluppando inoltre una piattaforma digitale per la fruizione a distanza di attività artistiche e culturali. Infine, in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda digitale dell'UE, il Governo sarà impegnato nel 2021 sui seguenti fronti prioritari: negoziato sulla legge europea sui dati ( Data act ); negoziato sulla legge europea sui servizi digitali ( Digital Services Act ); negoziato sul Digital Markets Act ; sviluppi della strategia europea sull'intelligenza artificiale e della strategia europea dei dati; evoluzione delle politiche europee in materia di 5G e cybersecurity . In quest'ambito, il Governo lavorerà affinché le misure di sostegno alle imprese per la transizione dei sistemi produttivi siano maggiormente accessibili e, per facilitare gli investimenti privati in tecnologie digitali, si adopererà affinché l'Europa possa proseguire nella strada del cofinanziamento di regimi nazionali di crediti d'imposta provvisori, come nel modello italiano del programma Transizione 4.0. Si è poi scelto di dedicare una particolare attenzione al tema della coesione sociale, declinata nelle due direttrici "Politiche attive del lavoro e politiche educative per la transizione" e "Promozione dei valori comuni europei". La crisi sanitaria ed economica, infatti, ha messo ancora più in evidenza la necessità di un intervento sul mercato del lavoro che supporti e stimoli i lavoratori, attraverso un processo di riqualificazione, di arricchimento e aggiornamento delle competenze, di promozione degli strumenti di conciliazione vita-lavoro, di supporto all'occupazione femminile. Alla base di questa transizione occupazionale va posta una transizione educativa che mantenga la scuola e l'istruzione al centro delle politiche e delle priorità del Governo, anche dopo la pandemia. Per la tutela del reddito dei lavoratori più fragili il Governo promuoverà l'introduzione del salario minimo legale con lo scopo di garantire ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso, evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole, potenzierà i livelli di tutela e sicurezza del lavoro anche attraverso il supporto alle imprese, nonché rafforzerà le politiche di contrasto al lavoro sommerso. Saranno incentivate misure a favore dell'occupazione femminile e giovanile, quali start up innovative in settori emergenti. Verrà inoltre promosso un aumento della natalità e si porranno in essere misure di contrasto alla povertà educativa nel Paese, attraverso politiche di conciliazione vita-lavoro e forme di organizzazione flessibile del lavoro. Il Governo sosterrà la transizione digitale in ambito scolastico in coerenza con il Piano europeo per l'educazione digitale, sostenendo la ricerca e l'innovazione e accompagnando armonicamente il finanziamento dei progetti di ricerca. La tematica della promozione dei valori comuni europei raccoglie invece temi trasversali e di ampio respiro, che vanno dal nuovo Patto europeo su migrazione ed asilo, alle azioni volte alla eliminazione delle differenze uomo-donna e al sostegno alle famiglie e all'infanzia: tematiche nella gestione delle quali è necessario che emerga un approccio comune improntato a quel nucleo di valori di solidarietà, di inclusione e di equità che permeano la nostra identità di italiani e di europei. Il Governo punterà al raggiungimento di un compromesso equilibrato che valorizzi il principio di solidarietà, nell'ambito delle proposte normative conseguenti al nuovo Patto europeo su migrazione ed asilo, presentato dalla Commissione europea il 23 settembre 2020 e assicurerà una gestione della dimensione esterna della migrazione attenta al contenimento dei flussi e al rispetto dei diritti umani, nel quadro di un dialogo politico onnicomprensivo con il Continente africano. L'Italia confermerà il proprio sostegno al programma di iniziative già condivise a livello di Unione europea nel settore della sicurezza e s'impegnerà per favorire un ritorno al normale funzionamento della libera circolazione nell'Area Schengen ed il conseguente superamento delle misure prese da diversi Stati membri in connessione con l'allerta sicurezza e con il diffondersi dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. In linea con le politiche sociali del Piano nazionale di riforma 2020, il Governo perseguirà il rafforzamento del sistema dei servizi sociali, nell'ottica di costruzione di un sistema sempre più strutturato e l'implementazione della rete per la protezione sociale di uomini, donne e bambini; il potenziamento degli strumenti di lotta alla povertà e la piena operatività del Reddito di cittadinanza, quali strumenti di sostegno alle famiglie e agli individui che versano in condizioni di fragilità. Anche la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne rappresentano una priorità politica del Governo, in coerenza con gli obblighi assunti dall'Italia con la ratifica della Convenzione di Istanbul e con la Strategia europea per la parità di genere 2020-2025, unitamente al contrasto delle diverse forme di discriminazione e alla tratta degli esseri umani. La Parte terza "L'Italia e la dimensione esterna dell'UE", affronta le politiche di vicinato, le strategie macroregionali, il rafforzamento dei partenariati e l'allargamento a Est anche sotto il profilo infrastrutturale, nonché le grandi questioni legate alla costruzione di una politica estera di sicurezza e difesa comune. Essa va letta tenendo conto del pilastro politico-programmatico europeo che la Commissione europea ha costruito intorno all'obiettivo "Un'Europa più forte nel mondo". Nel 2021 la Commissione, infatti, si adopererà perché l'Europa svolga un ruolo più attivo e abbia una voce più forte nel mondo, attraverso il rafforzamento del multilateralismo e il consolidamento dei partenariati bilaterali, regionali e globali. Le priorità italiane che vengono declinate in quest'ambito, riguardano, tra l'altro, il processo di allargamento come strumento di pace all'interno dell'Unione, una politica commerciale che favorisca l' export italiano, il rafforzamento di una capacità difensiva europea, ma anche la promozione di relazioni culturali internazionali volte alla lotta al traffico illecito dei beni culturali, e alla loro riacquisizione tramite l'azione diplomatica nonché alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale come strumento di dialogo multilaterale. A chiusura della relazione, la Parte quarta "Coordinamento nazionale delle politiche europee", oltre a illustrare l'attività di coordinamento della posizione nazionale sui principali dossier europei, soffermandosi in particolare sull'attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), affronta le tematiche delle politiche doganali e di coesione, l'obiettivo di riduzione delle infrazioni, la tutela degli interessi finanziari dell'Unione e le strategie di comunicazione e di formazione sulle attività dell'Unione europea. Il Relatore prosegue, quindi, con l'illustrazione del Documento LXXXVII, n. 4, recante la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa al 2020 è stata presentata il 24 giugno 2021 in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012. La Relazione consuntiva costituisce il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, durante l'anno che si è concluso. Il testo della Relazione consuntiva relativa al 2020 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in cinque parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali e si divide, a sua volta, in due capitoli: il primo concerne le questioni istituzionali, con particolare riferimento al dibattito sul Futuro dell'Unione europea, al processo di integrazione, ai negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e alle future relazioni con il Regno Unito, mentre il secondo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi del completamento dell'Unione monetaria, dell'Unione bancaria, del MES e della definizione delle politiche economiche dell'UE. La seconda parte, quella più consistente del Documento, è dedicata alle misure adottate nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali, tra cui le politiche per la migrazione, il mercato interno (beni e servizi, digitale, capitali), fiscalità e dogane, le imprese, ricerca e sviluppo, l'ambiente, energia, trasporti, agricoltura, politiche di coesione, occupazione, affari sociali, salute, istruzione, gioventù, cultura e turismo, giustizia e affari interni, riforma delle pubbliche amministrazioni e statistiche europee. La terza parte concerne la dimensione esterna dell'Unione europea e descrive l'operato del Governo in relazione alla politica estera e di difesa europea, l'impegno nell'area mediterranea e nell'area dei Balcani occidentali, con i Paesi africani di origine delle migrazioni, i finanziamenti del Fondo europeo della difesa, il commercio internazionale, la cooperazione allo sviluppo e il Servizio di azione esterna. La quarta parte è dedicata alla comunicazione e formazione sull'attività dell'UE, in cui si tratta anche della promozione di iniziative sul dibattito sul Futuro dell'Europa. La quinta parte tratta delle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo alle attività del Comitato interministeriale per gli affari dell'UE (CIAE), al coordinamento in materia di aiuti di Stato e sulle procedure di infrazione, nonché alle azioni antifrode fiscale e alla cooperazione amministrativa nel mercato interno. Non figura più la sezione relativa agli adempimenti di natura informativa del Governo al Parlamento e agli enti territoriali, in cui vi rientrano l'attività di "informazione qualificata" sulle proposte legislative europee, che resta invece esplicata unicamente nella tabella di cui all'Appendice IV. Infine, la Relazione è completata da cinque allegati. I primi tre concernono i Consigli dell'Unione e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2019 e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. Il quarto allegato, come accennato, contiene un elenco delle risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera nel 2020, su proposte legislative e altri documenti europei, senza riportare più, come nella relazione dell'anno precedente, il dispositivo delle indicazioni di indirizzo politico e la descrizione delle azioni messe in atto dal Governo per darvi seguito. Il quinto allegato reca l'elenco degli acronimi. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 2301 Conversione in legge del decreto-legge 23 giugno 2021, n. 92, recante misure urgenti per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica e in materia di sport DDL 2301 Conversione in legge del decreto-legge 23 giugno 2021, n. 92, recante misure urgenti per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica e in materia di sport (Parere alla 13 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. La relatrice RICCIARDI ( M5S ), ricordando brevemente quanto emerso nel corso del dibattito della seduta di ieri, illustra alla Commissione un nuovo schema di parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: in riferimento all'articolo 1, che autorizza il Ministero della transizione ecologica ad assumere a tempo indeterminato 218 unità di personale non dirigenziale ad elevata specializzazione tecnica, valuti la Commissione di merito la congruità del ricorso alle procedure concorsuali semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge n. 44 del 2021, considerando che queste rientrano tra le misure urgenti adottate per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, peraltro strettamente legate al permanere dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020. In riferimento all'articolo 3, invece, si invita la Commissione di merito a valutare con attenzione le esigenze funzionali degli enti ivi citati, a fronte della previsione dell'avvalimento, da parte del Ministero per la transizione ecologica, per l'espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate all'attuazione del PNRR, di 30 unità di personale non dirigenziale dell'ENEA e di altrettante dell'ISPRA, mediante collocamento fuori ruolo o in posizione di comando, in considerazione dei delicati compiti che rimangono in capo a tali enti. In riferimento all'articolo 5, infine, si ritiene necessario che siano meglio specificati e delimitati il ruolo e la natura del mandato da conferire all'istituenda figura dell'inviato speciale per il cambiamento climatico e, in particolare, che sia esplicitamente esclusa la rappresentanza del Governo italiano in seno al Consiglio dell'Unione europea, che deve essere assicurata a livello di Ministro o Sottosegretario competente per materia, titolato in base all'ordinamento costituzionale nazionale, ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, del Trattato sull'Unione europea, secondo cui: "Il Consiglio è composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ribadisce le sue forti perplessità in merito al depauperamento del personale dell'ISPRA conseguente all'avvalimento previsto dall'articolo 3 del decreto-legge in favore del Ministero. A suo avviso andrebbe condotta una valutazione di impatto per comprendere appieno quali siano le figure coinvolte e quali i riflessi sulle funzioni istituzionali dell'ente, che è deputato anche a presidiare l'attuazione della normativa europea di settore. Auspica che in sede di Commissione di merito tali aspetti siano attentamente valutati. Il PRESIDENTE , constatata l'assenza di ulteriori richieste di intervento, previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato. La Commissione approva. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il senatore LOREFICE ( M5S ), a nome del proprio Gruppo, chiede che venga garantita la pubblicità dei lavori per il prosieguo dell'esame del disegno di legge n. 2169. La senatrice GIANNUZZI ( Misto ) si associa. Constatato l'unanime consenso della Commissione, il presidente STEFANO avverte che verrà inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il PRESIDENTE informa che, nel corso dell'audizione dell'Ambasciatore del Canada in Italia, signora Alexandra Bugailiskis, sulle prospettive del partenariato tra Canada e Italia, con particolare riferimento al CETA, svolto ieri in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta prevista per domani 15 luglio, alle ore 13, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 14,45. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2301 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per il rafforzamento del Ministero della transizione ecologica e in materia di sport; condivisa la necessità di rafforzare gli uffici del Ministero della transizione ecologica, ai fini dell'attuazione agli interventi previsti nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e del PNIEC, per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e di politica ambientale assunti in ambito europeo e internazionale; considerato che il provvedimento intende, inoltre, garantire la tempestiva realizzazione degli interventi necessari in vista delle Olimpiadi di Milano e Cortina 2026, assicurando al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) una propria ed effettiva dotazione organica per il compimento dei suoi fini istituzionali; considerato, in particolare, che: - l'articolo 1, al fine di consentire l'attuazione delle politiche di transizione ecologica, anche con riferimento al PNRR, autorizza il Ministero della transizione ecologica ad assumere a tempo indeterminato 218 unità di personale non dirigenziale ad elevata specializzazione tecnica, applicando le procedure concorsuali semplificate, di cui al decreto n. 44 del 2021; - l'articolo 2 è volto a disciplinare, per la parte relativa al Ministero della transizione ecologica, la Struttura di missione per l'attuazione del PNRR, di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto n. 77 del 2021, sulla governance del PNRR, la cui durata è prevista fino al completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026; - l'articolo 3, per l'espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate all'attuazione del PNRR, consente al Ministero della transizione ecologica, di avvalersi di personale dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Comando per la tutela agroalimentare dell'Arma dei Carabinieri; - l'articolo 5 istituisce la figura dell'inviato speciale per il cambiamento climatico, nominato dal Ministro degli affari esteri e dal Ministro della transizione ecologica, per rappresentare il Governo italiano agli eventi e ai negoziati internazionali sui temi ambientali e climatici, il cui mandato ha durata non superiore a quello dei ministri che ne dispongono la nomina; - l'articolo 7 differisce l'efficacia delle norme relative alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC, incaricata dell'istruttoria per la valutazione di impatto ambientale dei progetti ricompresi nel PNRR e nel PNIEC, prevista dall'articolo 8, comma 2 -bis , del Codice dell'ambiente, inserito dal decreto-legge n. 76 del 2020 e sostituito dal decreto n. 77 del 2021, sulla governance del PNRR, stabilendone l'applicazione alle sole istanze presentate a partire dal 31 luglio 2021; rilevato che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: in riferimento all'articolo 1, che autorizza il Ministero della transizione ecologica ad assumere a tempo indeterminato 218 unità di personale non dirigenziale ad elevata specializzazione tecnica, valuti la Commissione di merito la congruità del ricorso alle procedure concorsuali semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge n. 44 del 2021, considerando che queste rientrano tra le misure urgenti adottate per il contenimento dell'epidemia da Covid-19, peraltro strettamente legate al permanere dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020; in riferimento all'articolo 3, si invita la Commissione di merito a valutare con attenzione le esigenze funzionali degli enti ivi citati, a fronte della previsione dell'avvalimento, da parte del Ministero per la transizione ecologica, per l'espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate all'attuazione del PNRR, di 30 unità di personale non dirigenziale dell'ENEA e di altrettante dell'ISPRA, mediante collocamento fuori ruolo o in posizione di comando, in considerazione dei delicati compiti che rimangono in capo a tali enti; in riferimento all'articolo 5, si ritiene necessario che siano meglio specificati e delimitati il ruolo e la natura del mandato da conferire all'istituenda figura dell'inviato speciale per il cambiamento climatico e, in particolare, che sia esplicitamente esclusa la rappresentanza del Governo italiano in seno al Consiglio dell'Unione europea, che deve essere assicurata a livello di Ministro o Sottosegretario competente per materia, titolato in base all'ordinamento costituzionale nazionale, ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, del Trattato sull'Unione europea, secondo cui: "Il Consiglio è composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale, abilitato a impegnare il governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto".