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Impiego pubblico - Compensi percepiti per incarichi extraistituzionali privi della prescritta autorizzazione - Obbligo di restituzione all'Amministrazione di appartenenza - Difetto di giurisdizione dei rimettenti rilevabile ictu oculi - Carente motivazione sulla rilevanza - Manifesta inammissibilità della questione.. E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 53, comma 7, del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, impugnato, in riferimento agli artt. 1, 2, 3, 4, 23, 24, 36, primo comma, e 97, primo comma, Cost., in quanto obbliga il dipendente pubblico a restituire all'amministrazione di appartenenza i compensi percepiti per incarichi extraistituzionali privi della prescritta autorizzazione. Entrambi i rimettenti (un tribunale ordinario ed un TAR), trascurando di compiere un'esauriente ricognizione del contesto regolativo di riferimento, hanno completamente omesso di esaminare e di risolvere motivatamente il problema relativo alla sussistenza della rispettiva giurisdizione in ordine alla specifica domanda a ciascuno devoluta. In particolare, essi non hanno indicato le ragioni per le quali implicitamente escludono che possa trovare applicazione il comma 7- bis del predetto art. 53 secondo cui l'omissione del versamento del compenso da parte del dipendente pubblico indebito percettore costituisce ipotesi di responsabilità erariale soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti. Inoltre, il rimettente giudice amministrativo ha offerto una carente motivazione sulla rilevanza, poiché non ha sufficientemente descritto le circostanze di fatto di cui al giudizio a quo e non ha tenuto conto di talune disposizioni riguardanti la specifica posizione soggettiva sottoposta al suo vaglio.