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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª) 76 CATALFO La seduta inizia alle ore 14,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all'esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l'attivazione del circuito audiovisivo. IN SEDE REFERENTE (1018) DL n. 4/2019 - Reddito di cittadinanza e pensioni DDL 1018 Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 febbraio. La presidente CATALFO ( M5S ), relatrice, avverte che stamattina alle ore 9 è scaduto il termine di presentazione delle proposte di modifica. Sono stati presentati 11 ordini del giorno e 1629 emendamenti, che verranno inviati alle Commissioni consultive per il prescritto parere. Dopo aver ricordato che nella precedente seduta si sono esauriti gli interventi, in discussione generale, replicando agli intervenuti, che ringrazia per il contributo fornito e le osservazioni espresse, si sofferma anzitutto su alcune delle critiche rivolte al provvedimento. Osserva anzitutto che la scelta dello strumento del decreto-legge è legata all'emergenza che coinvolge circa cinque milioni di italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta. Richiama poi le principali risultanze dell'indagine conoscitiva sul funzionamento dei centri per l'impiego in Italia e all'estero, con particolare riferimento all'esperienza tedesca, e sottolinea l'importanza di investire nel settore, caratterizzato attualmente da una carenza di personale e da un'offerta di servizi molto diversa, a seconda del territorio cui si fa riferimento. Rivendica la scelta del Governo di aver stanziato nell'ultima legge di bilancio le risorse per assumere 4.000 nuovi addetti ai Centri per l'impiego e 6.000 persone che ricopriranno il ruolo di navigator , ossia di orientatori esperti nel collegamento con il mercato del lavoro, nell'analisi del contesto territoriale e nelle prospettive di formazione rispetto alle reali esigenze locali. Fa quindi notare, contestando le relative critiche espresse al riguardo, l'importanza di aver reso interoperabili il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIUPL) e il Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS). Richiama quindi l'articolo 4, che subordina l'erogazione del beneficio a una serie di condizioni, tra le quali la disponibilità a partecipare a progetti dei comuni, utili alla collettività, mettendo a disposizione un numero massimo di 8 ore settimanali. In risposta a quanti hanno ritenuto tale limite eccessivamente basso, rileva che l'intento del provvedimento non è quello di incrementare il numero di lavoratori socialmente utili, ma di consentire ai beneficiari del reddito di cittadinanza di acquisire le competenze necessarie per entrare o rientrare nel mondo del lavoro, ottenendo così una indipendenza economica. A chi ha segnalato una possibile posizione marginale riservata al terzo settore fa notare che, al contrario, il provvedimento attribuisce ad esso un ruolo importante, sia perché è stato incrementato in maniera rilevante il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale sia perché gli enti che vi fanno riferimento verranno coinvolti nei settori dell'inclusione sociale, della formazione e della gestione dei beneficiari di assegno di ricollocazione. Giudica inoltre infondate le critiche alla scelta di inserire nello stesso provvedimento misure per la lotta alla povertà e politiche attive per il lavoro: i due ambiti sono infatti strettamente connessi e le finalità di superamento del disagio sociale e di reinserimento lavorativo dovranno essere perseguite anche grazie alla collaborazione e al collegamento tra centri per l'impiego e Comuni. L'articolo 2 al comma 4 individua il parametro della scala di equivalenza, che è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare e viene incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1. A chi ha fatto notare una possibile iniquità di tale scala, che favorirebbe i single , ricorda che la cifra massima del beneficio destinata alle famiglie più numerose è comunque pari a 1.330 euro al mese; assicura tuttavia che il tema è alla sua attenzione, come relatrice, per ulteriori riflessioni e approfondimenti. Con riferimento alle disabilità, che per alcuni sarebbero trascurate, sottolinea che la misura ha carattere universale e che saranno circa 250.000 i nuclei familiari in cui è presente una persona disabile che beneficeranno del reddito di cittadinanza. Elenca quindi le ulteriori misure che riguardano il settore, come l'esonero dagli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza stesso per casi di disabilità grave o di non autosufficienza. Richiama poi i riferimenti normativi che definiscono "l'offerta congrua" di lavoro e segnala, con riferimento all'assegno di collocazione, il suo scarso utilizzo da parte delle Regioni. Difende quindi la scelta di prevedere sanzioni penali e amministrative molto severe per chi, tra i beneficiari del reddito di cittadinanza, violi le disposizioni contenute nel provvedimento, a maggior ragione in quanto la misura viene finanziata dalla fiscalità generale. Esprime stupore per le dichiarazioni di quanti ritengono che il beneficio erogato sia troppo elevato se paragonato ai primi stipendi medi dei giovani, osservando che a destare clamore dovrebbero essere proprio questi ultimi, che sono prossimi alla soglia di povertà e rappresentano una lesione della dignità dei lavoratori e un freno allo sviluppo dell'economia del paese. Conclude sottolineando l'attenzione che il decreto-legge riserva alla formazione, la cui rilevanza, in un mercato del lavoro in continua evoluzione a causa dell'avvento dell'informatica e della robotica, aumenterà sempre più col passare del tempo. La correlatrice NISINI ( L-SP-PSd'Az ) richiama brevemente i principali elementi emersi nel corso delle audizioni e della discussione generale e svolge alcune considerazioni sul tema di "Quota 100". Contesta innanzitutto che la misura favorisca solo chi può contare su una carriera professionale lunga e costante, in quanto il provvedimento prevede ulteriori disposizioni che aumentano la platea delle persone coinvolte, come "opzione donna", il congelamento del meccanismo che adegua l'età pensionabile all'aspettativa di vita e il riscatto della laurea flessibile e agevolato. Nega poi che il decreto-legge abbia finalità elettorali, segnalando che quanto in esso contenuto era stato previsto nel contratto di Governo firmato tra i due partiti di maggioranza, e che la misura di "Quota 100" crei ulteriori diseguaglianze, visto che, pur transitoria, avrà un seguito normativo, o favorisca uomini che vivono al Nord e hanno un'alta quota retributiva, considerato che circa il 40 per cento delle domande finora pervenute arriva dal Sud del Paese. Si dichiara orgogliosa di tale intervento pensionistico, che cerca di far fronte ad alcuni degli effetti della legge Fornero e pone al centro la famiglia, con i nonni che potrebbero sostituire in alcune incombenze familiari le mamme, favorendo così il rientro di queste ultime nel mercato del lavoro. Sottolinea poi che il decreto, pur favorendo il pensionamento soprattutto dei dipendenti pubblici, permetterà contestualmente un ringiovanimento della macchina burocratica dello Stato, rendendola magari più efficiente. Conclude segnalando la disponibilità a valutare gli emendamenti presentati con la finalità di migliorare il testo in esame. Il sottosegretario COMINARDI ringrazia gli intervenuti in discussione generale per gli spunti di riflessione offerti. Concorda con la valutazione della Presidente - relatrice sull'opportunità di inserire nello stesso provvedimento misure di contrasto alla povertà e politiche attive del lavoro, in quanto fortemente connesse tra loro. Pur comprendendo le critiche rivolte dal senatore Laus con riferimento all'articolo 8 del decreto, che pone delle rigidità alla concessione degli incentivi per l'impresa, ossia contratti a tempo pieno e indeterminato, chiarisce che il Governo ha una visione politica diversa e ritiene giustificate quelle condizioni. Assicura inoltre che, sempre con riferimento all'articolo 8, è all'attenzione del Governo il tema della mancanza di una indicazione temporale circa la sanzione per il datore di lavoro che licenzi un beneficiario di reddito di cittadinanza. Allo stesso modo, è in corso una riflessione che riguarda i senza fissa dimora, che potrebbero, secondo quanto emerso dalle audizioni, essere esclusi dal reddito di cittadinanza. Al riguardo precisa che, secondo i dati in possesso del Ministero, non sarebbero 50.000 i possibili esclusi, ma molti meno, in quanto almeno i due terzi, per lo più connazionali, sarebbero iscritti all'anagrafe di qualche Comune italiano. Garantisce comunque che il Governo è alla ricerca di una soluzione per le persone coinvolte. Quanto alle critiche circa l'iniquità della scala di equivalenza, che sembrerebbe favorire i single rispetto alle famiglie numerose, si associa a quanto dichiarato dalla Presidente - relatrice; conferma comunque la sensibilità del Governo sul tema. Con riferimento alla figura dei navigator , precisa che ANPAL Spa è una società a controllo pubblico, ma di diritto privato; quindi la selezione si svolgerà secondo la disciplina che regola l'attività di tali società, certamente nel rispetto della trasparenza e dei criteri di pubblicità. Ai nuovi assunti verrà corrisposto uno stipendio dignitoso, con l'impegno a una stabilizzazione. Riconosce che la misura di "Quota 100" non rappresenta l'abolizione della legge Fornero, ma rivendica l'ulteriore passo avanti rispetto a quanto disposto dai Governi precedenti. Ribadisce comunque che le misure contenute nel decreto-legge non peseranno sui giovani, che invece potranno usufruire, come componenti di nuclei familiari, del reddito di cittadinanza e saranno coinvolti nel ricambio generazionale cui porterà "Quota 100". A chi critica la decisione di varare delle misure in deficit ricorda l'esperienza del Portogallo, il Paese dell'Unione europea con un rapporto deficit /PIL più vicino a quello dell'Italia e che, grazie ad una politica di investimenti in formazione e infrastrutture, ha abbattuto la disoccupazione e rilanciato l'economia. Ricorda quindi che il rapporto deficit PIL dell'Italia è comunque il più basso almeno dal 2011. Sul fatto che il provvedimento preveda diversi decreti attuativi rileva come si tratti di una prassi e comunque riguardi norme di dettaglio. Circa le accuse di varare il provvedimento a fini elettorali, fa notare che il Movimento 5 Stelle sosteneva l'adozione di un reddito di cittadinanza ben prima di entrare in Parlamento nel 2013 e si dichiara convinto che, nonostante gli ultimi sondaggi, dai quali emergerebbe una contrarietà della maggioranza degli italiani nei confronti di una simile misura (il che escluderebbe la convenienza politica della scelta), si debba procedere senza indugio a favore dei meno fortunati. Sul tema dei rapporti con i Comuni e le Regioni, il cui ruolo futuro sarà fondamentale, ricorda i vari incontri tecnici e politici svolti nei mesi scorsi e anche negli ultimi giorni e garantisce che i contatti si intensificheranno. Contesta poi l'osservazione secondo cui le sanzioni previste a carico delle imprese risulterebbero sproporzionate; viene piuttosto richiesta agli imprenditori, a fronte di interventi significativi in loro favore, un'assunzione di responsabilità nei confronti dello Stato. Riguardo all'impatto di "Quota 100" sul sistema sanitario nazionale, elenca una serie di interventi già posti in atto dal Ministro della sanità per fronteggiare la questione. A chi critica la circostanza che con "Quota 100" la pensione anticipata non possa essere cumulata con altri redditi, replica ricordando che si tratta non di un obbligo, ma di un'opzione offerta al lavoratore e che lo strumento dovrà anche servire a garantire un ricambio generazionale. Dopo aver ringraziato il senatore Nannicini, che nel suo intervento ha dichiarato di apprezzare, pur non condividendolo, lo sforzo fatto con il reddito di cittadinanza per affrontare il tema del contrasto alla povertà, riconosce che con il decreto-legge non viene abolita la cosiddetta "legge Fornero"; evidenzia tuttavia che il provvedimento costituisce un primo importante passo per il suo superamento e ricorda i molteplici interventi - quali l'Ape sociale, l'Opzione donna ed il blocco degli incrementi dell'età pensionabile per effetto dell'aumento delle aspettative di vita - presenti nel testo. Sottolinea poi che costituisce un obiettivo del Governo quello di arrivare alla cosiddetta "Quota 41" per tener conto delle legittime esigenze dei lavoratori precoci. In merito all'osservazione secondo cui "Quota 100" beneficerebbe prevalentemente gli uomini residenti nel Nord d'Italia, evidenzia anzitutto che, in base ai dati INPS, il 40,8 per cento delle domande dovrebbero provenire dalle regioni del Sud ed il 32,6 per cento da quelle del Nord: sotto questo aspetto, pertanto, lo strumento non appare squilibrato. E' vero invece che esso risulta rivolto principalmente agli uomini, che costituiscono peraltro anche la maggioranza degli occupati; al tempo stesso segnala che nel decreto-legge è anche prevista la cosiddetta "Opzione donna", rivolta esclusivamente alle lavoratrici, che di fatto consente un riequilibrio degli interventi. Fa presente che si sta attuando un potenziamento della rete dei servizi sociali, grazie anche allo stanziamento di 615 milioni di euro previsti nell'ultima legge di bilancio. Riguardo all'esigenza di un canale di comunicazione diretta tra i centri per l'impiego e i comuni, osserva che si sta lavorando per il coordinamento delle piattaforme già esistenti, al fine di garantirne l'interoperabilità. Le sanzioni particolarmente severe previste nei confronti di coloro che richiedono indebitamente l'erogazione del reddito di cittadinanza non devono essere lette come una misura punitiva nei confronti dei più poveri, bensì come un necessario deterrente diretto ad evitare possibili abusi. Al senatore Bertacco, che ha lamentato la scarsa attenzione dedicata alle imprese, il Sottosegretario ricorda anzitutto che il provvedimento non è primariamente indirizzato al mondo imprenditoriale, bensì alle persone in difficoltà; c'è comunque attenzione anche nei confronti delle imprese, per le quali è individuato un ruolo significativo. Condivide l'osservazione secondo cui con il solo sostegno economico non si risolvono tutti i problemi connessi al disagio sociale; tuttavia, con il decreto-legge il Governo interviene anche sul tema dell'inclusione sociale e della formazione. Quanto alla previsione dell'obbligo di svolgere otto ore di attività in ambito sociale, è lo stesso decreto-legge a prevedere gli ambiti (culturali, sociali, ambientali e così via) in cui tale attività dovrà essere svolta; auspica pertanto che i comuni si attiveranno in tal senso. Riguardo all'abolizione del Piano nazionale contro la povertà, sottolinea come tale strumento sia stato di fatto superato dalla proposta del reddito di cittadinanza, grazie al quale sono state impegnate risorse assai significative, che serviranno anche per il rafforzamento dei servizi sociali. In merito alle modalità di utilizzo della carta RdC, ricorda che l'unico limite attualmente previsto è il divieto relativo ai giochi che prevedono vincite in denaro: si fa riferimento pertanto a situazioni di ludopatia in cui dovrebbero intervenire a supporto anche i servizi sociali, al fine di educare i soggetti ad una corretta gestione delle risorse familiari. Ritiene in definitiva che in casi del genere non sia sbagliato intervenire anche prevedendo forme di controllo riguardo all'utilizzo della carta. Sulle questioni sollevate concernenti il tema della privacy fa infine presente che è in corso un'interlocuzione tra il Governo e l'Autorità garante per la protezione dei dati personali. La senatrice TOFFANIN ( FI-BP ) interloquisce brevemente chiedendo conto di alcune questioni su cui non ritiene siano state fornite risposte in sede di replica, in particolare sulla data in cui sarebbe stata commissionata la stampa delle card da parte di Postepay S.p.a. e sulle problematiche attinenti alla privacy sollevate dal decreto-legge. Chiede di conseguenza se sia possibile prevedere un'ulteriore audizione del Garante per la protezione dei dati personali su questo tema. La PRESIDENTE ricorda che il Garante per la protezione dei dati personali, non essendo disponibile ad intervenire personalmente in audizione, ha comunque trasmesso una propria memoria, che è a disposizione dei commissari. La fase delle audizioni si è ormai conclusa e non è più possibile prevedere ulteriori convocazioni. Segnala inoltre che, nel corso dell'audizione di Postepay S.p.a., l'amministratore delegato ha comunicato che la stampa delle card è stata commissionata in data 28 gennaio 2019. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI La presidente CATALFO avverte che, in considerazione dell'andamento dei lavori, la seduta antimeridiana di domani già prevista per le ore 11, è sconvocata. Restano confermate le restanti sedute della settimana. Prende atto la Commissione. La seduta termina alle ore 15,25.