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PARLAMENTO - IMMUNITÀ PARLAMENTARI - PROCEDIMENTO PENALE NEI CONFRONTI DI UN SENATORE PER DICHIARAZIONI ASSERITAMENE DIFFAMATORIE CONTENUTE IN UN ARTICOLO E IN UNA LETTERA PUBBLICATI SU UN QUOTIDIANO - DICHIARAZIONE DI INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE, EMESSA DALLA CAMERA DI APPARTENENZA - RICORSO DELLA CORTE DI APPELLO DI MILANO, SEZIONE QUINTA PENALE - DENUNCIATA LESIONE DELLE ATTRIBUZIONI COSTITUZIONALMENTE GARANTITE - REQUISITI SOGGETTIVO E OGGETTIVO DI UN CONFLITTO TRA POTERI DELLO STATO - SUSSISTENZA - AMMISSIBILITÀ DEL RICORSO - COMUNICAZIONE E NOTIFICAZIONE.. E’ ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte d’appello di Milano, quinta sezione penale, nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione adottata da quest’ultimo il 15 ottobre 2003, con la quale è stata ritenuta l’insindacabilità di opinioni asseritamene diffamatorie rese a mezzo stampa da un proprio componente, opinioni per le quali è pendente procedimento penale per diffamazione aggravata e continuata. Sussistono infatti i requisiti soggettivo e oggettivo per l’ammissibilità del ricorso, dal momento che sia la Corte ricorrente sia il Senato della Repubblica sono legittimati ad esser parte di un conflitto, in quanto competenti a dichiarare definitivamente la volontà del potere cui appartengono o che rappresentano, e viene, inoltre, lamentata la lesione della sfera di attribuzione costituzionalmente garantita all’autorità ricorrente in conseguenza dell’esercizio del potere di dichiarare l’insindacabilità a norma dell’art. 68, primo comma, Cost.