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TABELLA A ((13)) LESIONI ED INFERMITÀ CHE DANNO DIRITTO A PENSIONE VITALIZIA O AD ASSEGNO RINNOVABILE (5) PRIMA CATEGORIA 1. La perdita dei quattro arti fino al limite della perdita totale delle due mani e dei due piedi insieme. 2. La perdita di tre arti fino al limite della perdita delle due mani e di un piede insieme. 3. La perdita di ambo gli arti superiori fino al limite della perdita totale delle due mani. 4. La perdita di due arti, superiore ed inferiore dello stesso lato (disarticolazione o amputazione del braccio e della coscia). 5. La perdita di un arto inferiore e di uno superiore non dello stesso lato (disarticolazione o amputazione del braccio e della coscia). 6. La perdita totale di una mano e di due piedi. 7. La perdita totale di una mano e di un piede. 8. La disarticolazione di un'anca; l'anchilosi completa della stessa, se unita a grave alterazione funzionale del ginocchio corrispondente. 9. La disarticolazione del braccio destro o l'amputazione di esso all'altezza del collo chirurgico dell'omero. 10. L'amputazione di coscia o gamba a qualunque altezza con moncone residuo improtesizzabile in modo assoluto e permanente. 11. La perdita di una coscia a qualunque altezza con moncone protesizzabile, ma con grave artrosi dell'anca o del ginocchio dell'arto superstite. 12. La perdita di ambo gli arti inferiori (disarticolazione o amputazione di cosce). 13. La perdita totale di tutte le dita delle mani ovvero la perdita totale dei due pollici e di altre sette o sei dita. 14. La perdita totale di un pollice e di altre otto dita delle mani. 15. La perdita totale delle cinque dita di una mano e delle prime due dell'altra. 16. La perdita totale di sei dita delle mani compresi anche i pollici e gli indici o la perdita totale di otto dita delle mani compreso o non uno dei pollici. 17. La perdita totale di ambo i piedi. 18. Le distruzioni di ossa della faccia, specie dei mascellari e tutti gli altri esiti di lesioni gravi della faccia e della bocca, tali da determinare grave ostacolo alla masticazione e alla deglutizione da costringere a speciale alimentazione. 19. L'anchilosi temporo-mandibolare completa e permanente. 20. L'immobilità completa permanente del capo in flessione o in estensione, oppure la rigidità totale e permanente del rachide con notevole incurvamento. 21. Le alterazioni polmonari ed extra polmonari di natura tubercolare e tutte le altre infermità organiche e funzionali permanenti e gravi al punto da determinare una assoluta incapacità al lavoro proficuo. 22. Fibrosi polmonare diffusa con enfisema bolloso o stato bronchiectasico e cuore polmonare grave. 23. Cardiopatie organiche in stato di permanente scompenso o con grave e permanente insufficienza coronarica e.c.g. accertata. 24. Gli aneurismi dei grossi vasi arteriosi del collo e del tronco, quando per sede, volume o grado di evoluzione determinano assoluta incapacità lavorativa. 25. Tumori maligni a rapida evoluzione. 26. La fistola gastrica, intestinale, epatica, pancreatica, splenica, rettovescicale ribelle ad ogni cura e l'ano preternaturale. 27. Incontinenza delle feci grave e permanente da lesione organica. 28. Il diabete mellito ed il diabete insipido entrambi di notevole gravità. 29. Esiti di nefrectomia con grave compromissione permanente del rene superstite (iperazotemia, ipertensione e complicazioni cardiache). 30. Castrazione ed evirazione. 31. Tutte le alterazioni delle facoltà mentali (sindrome schizofrenica, demenza paralitica, demenze traumatiche, demenza epilettica, distimie gravi, eccetera) che rendano l'individuo incapace a qualsiasi attività fisica. 32. Le lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) con conseguenze gravi o permanenti di grado tale da portare profondi e irreparabili perturbamenti alle funzioni più necessarie alla vita organica e sociale. 33. Sordità bilaterale organica assoluta e permanente quando si accompagni alla perdita o a disturbi gravi e permanenti della favella o a disturbi della sfera psichica. 34. Esito di laringectomia totale. 35. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente. 36. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi con tale riduzione dell'acutezza visiva da permettere appena il conteggio delle dita alla distanza della visione ordinaria da vicino. 37. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio, che ne abbia prodotto cecità assoluta e permanente con l'acutezza visiva dell'altro ridotta tra 1/50 e 1/25 della normale (vedansi avvertenze alle tabelle A e B-C). SECONDA CATEGORIA 1. Le distruzioni di ossa della faccia, specie dei mascellari e tutti gli altri esiti di lesione grave della faccia stessa e della bocca tali da menomare notevolmente la masticazione, la deglutizione o la favella oppure da apportare evidenti deformità, nonostante la protesi. 2. L'anchilosi temporo-mandibolare incompleta, ma grave e permanente con notevole riduzione della funzione masticatoria. 3. L'artrite cronica che, per la molteplicità e l'importanza delle articolazioni colpite, abbia menomato gravemente la funzione di due o più arti. 4. La disarticolazione del braccio sinistro o l'amputazione del collo chirurgico dell'omero. 5. La perdita del braccio o avambraccio destro sopra il terzo inferiore. 6. La perdita totale delle cinque dita della mano destra e di due delle ultime quattro dita della mano sinistra. 7. La perdita di una coscia a qualunque altezza. 8. L'amputazione medio tarsica o la sotto astragalica dei due piedi. 9. L'anchilosi completa dell'anca o quella in flessione del ginocchio. 10. Le affezioni polmonari ed extra polmonari di natura tubercolare, che per la loro gravità non siano tali da ascrivere alla prima categoria. 11. Le lesioni gravi e permanenti dell'apparato respiratorio o di altri apparati organici determinate dall'azione di gas nocivi. 12. Tutte le altre lesioni od affezioni organiche della laringe, della trachea che arrechino grave e permanente dissesto alla funzione respiratoria. 13. Cardiopatie con sintomi di scompenso di entità tale da non essere ascrivibili alla prima categoria. 14. Gli aneurismi dei grossi vasi arteriosi del tronco e del collo, quando per la loro gravità non debbano ascriversi alla prima categoria. 15. Le affezioni gastro-enteriche e delle ghiandole annesse con grave e permanente deperimento organico. 16. Stenosi esofagee di alto grado con deperimento organico. 17. La perdita della lingua. 18. Le lesioni o affezioni gravi e permanenti dell'apparato urinario. 19. La perdita dei testicoli oppure la perdita pressoché totale del pene. 20. Sordità bilaterale organica assoluta e permanente, accertata con l'esame audiometrico. 21. Le lesioni e l'affezione del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), che abbiano prodotto afasia od altre conseguenze gravi e permanenti, ma non tali da raggiungere il grado specificato ai numeri della prima categoria. 22. Le paralisi permanenti, sia di origine centrale che periferica, interessanti i muscoli o gruppi muscolari che presiedono a funzioni essenziali della vita, e che per i caratteri e la durata si giudichino inguaribili. 23. Le lesioni da affezioni gravi e permanenti degli organi emopoietici. 24. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi tali da ridurre l'acutezza visiva binoculare tra 1/50 e 1/25 della normale. TERZA CATEGORIA 1. La perdita totale della mano destra o delle sue cinque dita. 2. La perdita totale di cinque dita fra le mani compresi i due pollici. 3. La perdita delle cinque dita della mano sinistra e di due delle ultime quattro dita della mano destra. 4. La perdita del braccio o avambraccio sinistro sopra il terzo inferiore. 5. La perdita totale del pollice e dell'indice delle due mani. 6. La perdita totale di un pollice insieme con quella di un indice e di altre quattro dita fra le mani con integrità dell'altro pollice. 7. La perdita totale di ambo gli indici e di altre cinque dita fra le mani che, non siano i pollici. 8. La perdita di una gamba sopra il terzo inferiore. 9. L'anchilosi totale della spalla destra in posizione viziata e non parallela all'asse del corpo. 10. Bronchite cronica diffusa, con enfisema e bronchiectasie e gravi e frequenti crisi asmatiche. 11. Labirintiti e labirintosi con stato vertiginoso grave e permanente. 12. Ipoacusia bilaterale con voce di conversazione gridata ad concham, senza affezione purulenta dell'orecchio medio. 13. La perdita o i disturbi gravi della favella. 14. L'epilessia con manifestazioni frequenti. 15. Le alterazioni organiche e irreparabili di un occhio, che abbiano prodotto cecità assoluta e permanente, con l'acutezza visiva dell'altro ridotta da meno di 1/25 a 1/12 della normale. QUARTA CATEGORIA 1. L'anchilosi totale della spalla destra in posizione parallela all'asse del corpo o della spalla sinistra in posizione viziata e non parallela all'asse del corpo. 2. La perdita della mano sinistra o delle sue cinque dita. 3. La perdita totale delle ultime quattro dita della mano destra e delle prime tre dita di essa. 4. La perdita totale di tre dita tra le due mani compresi ambo i pollici. 5. La perdita totale di un pollice e dei due indici. 6. La perdita totale di uno dei pollici e di altre quattro dita fra le due mani esclusi gli indici e l'altro pollice. 7. La perdita totale di un indice e di altre sei o cinque dita fra le due mani che non siano i pollici. 8. La perdita di una gamba al terzo inferiore. 9. L'amputazione tarso-metatarsica dei due piedi. 10. Gli esiti permanenti delle fratture di ossa principali (pseudo artrosi, calli molto deformi, eccetera) che ledano notevolmente la funzione di un arto. 11. Le malattie di cuore senza sintomi di scompenso evidenti, ma con stato di latente insufficienza del miocardio. 12. Calcolosi renale bilaterale con accessi dolorosi frequenti e con persistente compromissione della funzione emuntoria. 13. L'epilessia ammenochè per la frequenza e la gravità delle sue manifestazioni non sia da ascriversi a categorie superiori. 14. Psico-nevrosi gravi (fobie persistenti). 15. Le paralisi periferiche, che non raggiungano il grado di quelle contemplate nella seconda categoria, ma che comportino disturbi notevoli della zona innervata. 16. Pansinusiti purulente croniche bilaterali con nevralgia del trigemino. 17. Otite media purulenta cronica bilaterale con voce di conversazione percepita ad concham. 18. Otite media purulenta cronica bilaterale con complicazioni (carie degli ossicini, esclusa quella limitata al manico del martello, colesteatomi, granulazioni). 19. Labirintiti e labirintosi con stato vertiginoso di media gravità. 20. Le alterazioni organiche e irreparabili di ambo gli occhi tali da ridurre l'acutezza visiva binoculare da meno di 1/25 a 1/12 della normale. 21. Le alterazioni organiche e irreparabili di un occhio che ne abbiano prodotto cecità assoluta e permanente con l'acutezza visiva dell'altro ridotta da meno di 1/12 a 1/4 della normale. 22. Le alterazioni irreparabili della visione periferica sotto forma di ernianopsia bilaterale. QUINTA CATEGORIA 1. L'anchilosi totale della spalla sinistra in posizione parallela all'asse del corpo. 2. L'anchilosi totale del gomito destro in estensione completa o quasi. 3. La perdita totale del pollice e dell'indice della mano destra. 4. La perdita totale delle ultime quattro dita della mano sinistra o delle prime tre dita di essa. 5. La perdita totale di ambo i pollici. 6. La perdita totale di uno dei pollici e di altre tre dita tra le mani, che non siano gli indici e l'altro pollice. 7. La perdita totale di uno degli indici e di altre quattro dita fra le mani, che non siano il pollice e l'altro indice. 8. La perdita di due falangi di otto o sette dita fra le mani, che non siano quelle dei pollici. 9. La perdita della falange ungueale di dieci o di nove dita delle mani, ovvero la perdita della falange ungueale di otto dita compresa quella dei pollici. 10. La perdita di un piede ovvero l'amputazione unilaterale mediotarsica o la sotto astragalica. 11. La perdita totale delle dita dei piedi o di nove o otto dita compresi gli alluci. 12. La lussazione irriducibile di una delle grandi articolazioni, che menomi notevolmente la funzione dell'arto. 13. La tubercolosi polmonare allo stato di esiti estesi, ma clinicamente stabilizzati, sempre previo accertamento stratigrafico, quando essi per la loro entità non determinino grave dissesto alla funzione respiratoria. 14. Gli esiti di affezione tubercolare extra polmonare, quando per la loro entità e localizzazione non comportino assegnazione a categoria superiore o inferiore. 15. Le malattie organiche di cuore senza segno di scompenso. 16. L'arteriosclerosi diffusa e manifesta. 17. Gli aneurismi arteriosi od arterovenosi degli arti che ne ostacolano notevolmente la funzione. 18. La nefrite e le nefrosi croniche. 19. Diabete mellito. 20. L'ernia viscerale molto voluminosa o che, a prescindere dal suo volume, sia accompagnata da gravi e permanenti complicazioni. 21. Otite media purulenta cronica bilaterale senza complicazioni con voce di conversazione percepita a 50 cm, accertata con esame audiometrico. Otite media purulenta cronica unilaterale con complicazioni (carie degli ossicini, esclusa quella limitata al manico del martello, colesteatoma, granulazioni). 22. La diminuzione bilaterale permanente dell'udito non accompagnata da affezioni purulente dell'orecchio medio, quando l'audizione della voce di conversazione sia ridotta ad concham. 23. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi tali da ridurre l'acutezza visiva binoculare da meno di 1/12 ad 1/4 della normale. 24. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio, che ne abbiano prodotto cecità assoluta e permanente, con l'acutezza visiva dell'altro ridotta da meno di 1/4 a meno di 2/3 della normale. 25. La perdita anatomica di un bulbo oculare, non protesizzabile, essendo l'altro integro. 26. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio che ne abbiano prodotto cecità assoluta e permanente, con alterazioni pure irreparabili della visione periferica dell'altro, sotto forma di restringimento concentrico del campo visivo di tale grado da lasciarne libera soltanto la zona centrale o le zone più prossime al centro, oppure sotto forma di lacune di tale ampiezza da occupare una metà del campo visivo stesso o settori equivalenti. SESTA CATEGORIA 1. L'anchilosi totale del gomito sinistro in estensione completa o quasi. 2. L'anchilosi totale del gomito destro in flessione completa o quasi. 3. La perdita totale del pollice e dell'indice della mano sinistra. 4. La perdita totale di cinque dita fra le mani, che siano le ultime tre dell'una e due delle ultime tre dell'altra. 5. La perdita totale di uno dei pollici, insieme con quella di altre due dita fra le due mani esclusi gli indici e l'altro pollice. 6. La perdita totale del pollice destro insieme con quella del corrispondente metacarpo ovvero insieme con la perdita totale di una delle ultime tre dita della stessa mano. 7. La perdita totale di uno degli indici e di altre tre dita fra le mani, che non siano i pollici e l'altro indice. 8. La perdita totale delle tre ultime dita della mano destra. 9. La perdita delle due ultime falangi delle ultime quattro dita della mano destra, ovvero la perdita delle due ultime falangi di sei o cinque dita fra le mani, che non siano quelle dei pollici. 10. La perdita della falange ungueale di sette o sei dita fra le mani, compresa quella dei due pollici, oppure la perdita della falange ungueale di otto dita fra le mani compresa quella di uno dei due pollici. 11. L'amputazione tarso-metatarsica di un solo piede. 12. La perdita totale di sette o sei dita dei piedi compresi i due alluci. 13. La perdita totale di nove od otto dita dei piedi compreso un alluce. 14. La perdita totale dei due alluci e dei corrispondenti metatarsi. 15. Ulcera gastrica o duodenale, radiologicamente accertata. 16. Morbo di Basedow che per la sua entità non sia da ascriversi a categoria superiore. 17. Nefrectomia con integrità del rene superstite. 18. Psico-nevrosi di media entità. 19. Le nevriti ed i loro esiti permanenti dimostratisi ribelli ad ogni cura. 20. Sinusiti purulente croniche o vegetanti con nevralgia. 21. La diminuzione bilaterale permanente dell'udito, non accompagnata da affezioni purulente dell'orecchio medio quando l'audizione della voce di conversazione sia ridotta alla distanza di 50 cm. 22. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio che ne abbiano prodotto cecità assoluta e permanente, con l'acutezza visiva dell'altro normale, o ridotta fino a 2/3 della normale. 23. Le alterazioni organiche ed irreparabili della visione periferica di entrambi gli occhi, sotto forma di restringimento concentrico del campo visivo di tale grado da lasciarne libera soltanto la zona centrale, o le zone più prossime al centro, oppure sotto forma di lacune di tale ampiezza da occupare una metà del campo visivo stesso, o settori equivalenti. SETTIMA CATEGORIA 1. Le cicatrici estese e profonde del cranio, con perdita di sostanza delle ossa in tutto il loro spessore, senza disturbi funzionali del cervello. 2. L'anchilosi totale del gomito sinistro in flessione completa o quasi. 3. L'anchilosi completa dell'articolazione radiocarpica destra. 4. La perdita totale di quattro dita fra le mani, che non siano i pollici né gli indici. 5. La perdita totale delle tre ultime dita della mano sinistra. 6. La perdita totale dei due indici. 7. La perdita totale del pollice destro. 8. La perdita totale del pollice della mano sinistra insieme con quella del corrispondente metacarpo o di una delle ultime tre dita della stessa mano. 9. La perdita totale di uno degli indici e di due altre dita fra le mani che non siano i pollici e l'altro indice. 10. La perdita delle due falangi dell'indice e di quelle di altre tre dita fra le mani che non siano quelle dei pollici, o la perdita delle stesse falangi delle ultime quattro dita della mano sinistra. OTTAVA CATEGORIA 1. Le cicatrici della faccia che costituiscono notevole deformità. Le cicatrici di qualsiasi altra parte del corpo estese e dolorose o aderenti o retratte che siano facili ad ulcerarsi o comportino apprezzabili disturbi funzionali, ammenochè, per la loro gravità non siano da equipararsi ad infermità di cui alle categorie precedenti. 2. Gli esiti delle lesioni boccali che producano disturbi della masticazione, della deglutizione o della parola, congiuntamente o separatamente che per la loro entità non siano da ascrivere a categorie superiori. 3. La perdita della maggior parte dei denti oppure la perdita di tutti i denti dell'arcata inferiore. La paradentosi diffusa, ribelle alle cure associata a parziale perdita dentaria. 4. L'anchilosi completa dell'articolazione radio-carpica sinistra; 5. La perdita totale di tre dita fra le mani che non siano i pollici né gli indici. 6. La perdita totale di uno degli indici e di un dito della stessa mano escluso il pollice. 7. La perdita totale del pollice sinistro. 8. La perdita di due falangi dell'indice insieme a quella delle ultime falangi di altre due dita della stessa mano, escluso il pollice. 9. La perdita della falange ungueale delle prime tre dita di una mano. 10. La perdita totale di cinque o quattro dita fra i piedi compreso un alluce o delle ultime quattro dita di un solo piede. 11. La perdita totale di sei o cinque dita fra i piedi che non siano gli alluci. 12. La perdita di un alluce o della falange ungueale di esso, insieme con la perdita della falange di altre otto o sei dita fra i piedi. 13. La perdita di un alluce e del corrispondente metatarso. 14. L'anchilosi tibio-tarsica di un solo piede senza deviazione di esso e senza notevole disturbo della deambulazione. 15. L'accorciamento non minore di 3 centimetri di un arto inferiore, a meno che non apporti disturbi tali nella statica o nella deambulazione da essere compreso nelle categorie precedenti. 16. Catarro bronchiale cronico. 17. Gli esiti di pleurite basale o apicale monolaterali di sospetta natura tubercolare. 18. Gli esiti di empiema non tubercolare. 19. Disturbi funzionali cardiaci persistenti (nevrosi, tachicardia, extrasistolia). 20. Gastrite cronica. 21. Esiti di resezione gastrica con neostoma ben funzionante. 22. Colite catarrale cronica. 23. Emorroidi voluminose procidenti. 24. Colecistite cronica ed esiti di colecistectomia con persistente disepatismo. 25. Albuminuria dosabile persistente; cistite cronica. 26. Sindromi nevrosiche lievi, ma persistenti. 27. Ritenzione parenchimale o endocavitaria di proiettile o di schegge senza fatti reattivi apprezzabili. 28. Ernie viscerali non riducibili e non contenibili 29. Perdita totale di un padiglione auricolare. 30. Sordità unilaterale assoluta e permanente accertata con esame audiometrico. 31. La diminuzione bilaterale permanente dell'udito, non accompagnata da affezioni purulente dell'orecchio medio, quando l'audizione della voce di conversazione sia ridotta a due metri, accertata con esame audiometrico. 32. Otite media purulenta cronica semplice. 33. Stenosi bilaterale del naso di notevole grado. 34. Le alterazioni organiche ed irreparabili di un occhio, essendo l'altro integro, che ne riducano l'acutezza visiva da meno di 1/12 a 1/4 della normale. 35. Le alterazioni organiche ed irreparabili della visione periferica di un occhio (avendo l'altro occhio visione centrale o periferica normale), sotto forma di restringimento concentrico del campo visivo di tale grado da lasciarne libera soltanto la zona centrale, o le zone più prossime al centro, oppure sotto forma di lacune di tale ampiezza da occupare una metà del campo visivo stesso, o settori equivalenti. 36. Dacriocistite purulenta cronica. 37. Congiuntiviti manifestatamente croniche ribelli alle cure. 38. Le cicatrici delle palpebre congiuntivali provocanti disturbi oculari di rilievo (ectropion, entropion, simblefaron, lagoftalmo). TABELLA B ((13)) LESIONI ED INFERMITÀ CHE DANNO DIRITTO AD INDENNITÀ PER UNA VOLTA TANTO 1. La perdita totale di due delle ultime tre dita di una mano o tra le mani. 2. La perdita totale di uno degli indici accompagnata, o non, dalla perdita di una delle ultime tre dita dell'altra mano. 3. La perdita delle ultime due falangi di uno degli indici e di quelle di altre due dita fra le mani, che non siano quelle dei pollici e dell'altro indice. 4. La perdita delle due ultime falangi dei due indici. 5. La perdita della falange ungueale dei due pollici. 6. La perdita della falange ungueale di uno dei due pollici insieme con quella della falange ungueale di un altro dito delle mani. 7. La perdita della falange ungueale di sei o cinque dita fra le mani, che non siano i pollici oppure della stessa falange di quattro dita fra le mani compreso uno degli indici. 8. La perdita totale di tre o due dita di uno o dei due piedi compreso un alluce (con integrità del corrispondente metatarso) ovvero la perdita totale di quattro dita tra i piedi che non siano gli alluci. 9. La perdita totale dei due alluci, accompagnata, o non, da quella della falange ungueale di due o di uno solo dello stesso o dell'altro piede. 10. La perdita di uno degli alluci o della falange ungueale dei due alluci, insieme con la perdita completa della falange ungueale di altre quattro o tre dita fra i due piedi. 11. La perdita totale della falange ungueale di otto, o sette dita, tra i due piedi, che non siano gli alluci. 12. Esiti lievi di pleurite basale (parziale obliterazione del seno c.d.) quando persistano da tempo buone condizioni generali. 13. Disturbi funzionali cardiaci di lieve entità. 14. La distonia spastica diffusa del colon. 15. Ernie viscerali riducibili e contenibili. 16. La perdita di uno dei testicoli. 17. Stenosi nasale unilaterale di notevole grado. 18. Riduzione dell'udito unilaterale da 50 centimetri a metri 1. 19. Le alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che riducano l'acutezza visiva binoculare fra 1/4 e 2/3 della normale. AVVERTENZE ALLE TABELLE A E B ((13)) a) - Il criterio dell'equivalenza previsto dal quinto comma dell'articolo 11 della legge 18 marzo 1968, n. 313, applicabile per le tabelle A e B, annesse alla predetta legge, non va esteso alle infermità elencate nella tabella E di cui alla presente legge, avendo detta elencazione "carattere tassativo", come del testo già sancito dalla costante giurisprudenza della Corte dei conti salvo nei casi previsti dalla lettera B) n. 2 e dalla lettera F) n. 8. Le parole "grave", "notevole" usate per caratterizzare il grado di talune infermità, debbono intendersi in relazione al grado di invalidità corrispondente alla categoria cui l'infermità è ascritta. Con l'espressione "assoluta, totale, completa", applicata alla perdita di organi o funzioni, si intende denotare la perdita intera senza tenere calcolo di quei residui di organi: o funzioni che non presentino alcuna utilità agli effetti della capacità a proficuo lavoro. b) - Le mutilazioni sono classificate nella tabella A nella presunzione che siano sufficienti la funzionalità ed il trofismo delle parti residue dell'arto offeso, di tutto l'arto controlaterale, e per gli arti inferiori, anche della colonna vertebrale. Si intende che la classificazione sarà più elevata, proporzionalmente all'entità della deficienza funzionale derivante da cicatrici, postumi di frattura, lesioni nervose delle parti sopradette. Per perdita totale di un dito qualsiasi delle mani e dei piedi si deve intendere la perdita di tutte le falangi che lo compongono. c) - L'acutezza visiva dovrà sempre essere determinata a distanza, ossia nello stato di riposo, dell'accomodazione, correggendo gli eventuali vizi di refrazione preesistenti e tenendo conto, per quanto riguarda la riduzione dell'acutezza visiva dopo la correzione, dell'aggravamento che possa ragionevolmente attribuirsi alla lesione riportata. La necessità di procedere, in tutti i casi di lesione oculare, alla determinazione dell'acutezza visiva, rende opportuni alcuni chiarimenti, che riusciranno indispensabili a quei periti che non si siano dedicati in modo speciale all'oftalmologia. Le frazioni del visus (acutezza visiva) indicate nei vari numeri delle categorie delle infermità, si riferiscono ai risultati che si ottengono usando le scale murali del tipo De Weckre e Baroffio fondate sul principio delle Snellen, le quali sono tuttora le più note e le più diffuse, specialmente nei nostri ospedali militari. Con le tavole di questo tipo determinandosi - come sempre si suole - l'acutezza visiva (V) alla distanza costante di cinque metri fra l'ottotipo e l'individuo in esame si hanno le seguenti gradazioni: a 5 metri V = 5/5 ossia V = 1 (normale) " 7,5 " V = 5/7,5 " V = 2/3 " 10 " V = 5/10 " V = 1/2 " 15 " V = 5/15 " V = 1/3 " 20 " V = 5/20 " V = 1/4 " 30 " V = 5/30 " V = 1/6 " 40 " V = 5/40 " V = 1/8 " 50 " V = 5/50 " V = 1/10 Nelle suddette frazioni, dunque, il numeratore cinque rappresenta la distanza costante fra il soggetto in esame e l'ottotipo; e il denominatore esprime la distanza in metri, a cui le lettere o i segni corrispondenti, d'una data linea delle scale sono percepiti da un occhio normale. Se, per esempio, l'individuo in esame distingue, a cinque metri, le sole lettere o i soli segni che un occhio normale vede a 40 metri, la sua acutezza visiva è ridotta a 5/40, ossia V = 1/8. Quando l'acutezza visiva risulti inferiore a 5/50 (V = 1/10), ossia quando a cinque metri non vengono più distinte neppure le lettere o i segni di maggiori dimensioni, che un occhio normale vede a cinquanta metri, occorrerà fare avvicinare il soggetto in esame all'ottotipo (o viceversa) e perciò sostituire al numeratore 5 (distanza costante) i numeratori 4, 3, 2, 1 che rappresentano la distanza - non più costante, ma variabile - a cui l'individuo distingue la linea delle lettere o dei segni più grossi della scala murale. Se, per esempio, il soggetto in esame distingue a soli due metri le lettere o i segni che un occhio normale vede a cinquanta metri, la sua acutezza visiva è ridotta a 2/50, ossia V = 1/25. Al disotto di 1/50 - frazione che esprime un visus con cui è soltanto possibile di distinguere a un metro le lettere, o i segni, che un occhio normale vede a cinquanta metri - la acutezza visiva non si può determinare se non nel conteggio delle dita a piccola distanza dall'occhio (V = dita a 50, 30, 20, 10 centimetri). Ad un grado inferiore, il visus è ridotto alla pura e semplice percezione dei movimenti della mano, o di oggetti di maggiore dimensione. Per cecità assoluta si deve intendere l'abolizione totale del senso della forma (visus); conseguentemente si considerano come nei casi di cecità assoluta anche quelli in cui, abolito il senso suddetto, sussista la sola percezione del movimento delle mani e dei grossi oggetti, oppure rimanga, in tutto o in parte, la sola sensibilità luminosa. Nell'afachia bilaterale e nell'afachia unilaterale quando l'altro occhio è cieco deve essere considerato il visus corretto, mentre nell'afachia unilaterale con l'altro occhio in buone condizioni la correzione non è tollerata e pertanto deve essere considerato il visus non corretto. d) - Nelle vertigini labirintiche il giudizio sarà pronunciato dopo eseguiti i necessari accertamenti di fenomeni spontanei e da stimolazione atti a stabilire la realtà, il grado di gravità e di permanenza dei disturbi dell'equilibrio statico e dinamico. e) - Le affezioni polmonari ed extrapolmonari di natura tubercolare sono specificatamente considerate nelle categorie 1ª, 2ª, 5ª, 7ª e 8ª della tabella A, in relazione alla loro entità, estensione, stato evolutivo ed alle condizioni locali e generali del soggetto. In base ai criteri valutativi predetti, esse potranno essere classificate anche nelle rimanenti categorie (3ª, 4ª e 6ª) per equivalenza. f) - Quando il militare od il civile, già affetto da perdita anatomica o funzionale di uno degli organi pari, per causa estranea alla guerra, perda in tutto od in parte l'organo superstite per causa della guerra, la pensione o l'assegno si liquida in base alla categoria corrispondente alla invalidità complessiva risultante dalle lesioni dei due organi. Lo stesso trattamento compete all'invalido che dopo aver liquidato la pensione di guerra per perdita anatomica o funzionale di uno degli organi venga a perdere per causa estranea alla guerra in tutto o in parte, l'organo superstite. Col termine "organo" deve intendersi una pluralità di elementi anatomici anche se strutturalmente diversi, tale da configurare un complesso unitario, e ciò perché tali elementi concorrono all'espletamento di una determinata funzione (ad esempio: l'apparato visivo ed uditivo di un lato; un arto). Col termine "organi pari" va inteso un insieme di due dei suddetti complessi unitari, abbinabili non soltanto sulla base di criteri di ordine topografico, ma soprattutto dal punto di vista anatomo-funzionale e fisio-patologico (ad esempio: lo apparato visivo od uditivo di un lato rispetto al controlaterale). Con la dizione di "perdita parziale" dell'organo superstite (".. venga a perdere in parte l'organo superstite") si deve intendere una compromissione permanente, anatomica o funzionale dell'organo medesimo. g) - Quando nella tabella A non sia già specificatamente prevista - per i monconi degli arti superiori o inferiori - una migliore classificazione in caso di impossibilità di applicazione della protesi, si deve attribuire una categoria immediatamente superiore a quella spettante nel caso di possibile protesizzazione. Se il moncone nell'arto amputato risulti ulcerato in modo irreversibile e permanente deve considerarsi improtesizzabile ai fini dell'applicazione della classifica più favorevole sopra prevista. TABELLA C ((13)) Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA E ((13)) ASSEGNI DI SUPERINVALIDITÀ A) 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente, quando siano accompagnate a mancanza degli arti superiori o dei due inferiori (fino al limite della perdita totale delle due mani o dei due piedi) o a sordità bilaterale assoluta e permanente. 2. - Perdita anatomica o funzionale di quattro arti fino al limite della perdita totale delle due mani e dei due piedi insieme. (Annue... L. 984.000) A-bis) 1. - Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente. 2. - Alterazioni delle facoltà mentali gravi al punto da rendere l'individuo oltre che incapace a qualsiasi lavoro, socialmente pericoloso e da richiedere quindi l'internamento in ospedali psichiatrici od istituti assimilati. In caso di dimissione dai detti luoghi di cura, l'assegno sarà conservato quando il demente sia ancora socialmente pericoloso e risulti affidato, per la custodia e la vigilanza, alla famiglia con la necessaria autorizzazione del Tribunale. 3. - Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) che abbiano prodotto paralisi totale dei due arti inferiori e paralisi della vescica e del retto (paraplegici rettovescicali). (Annue... L. 840.000) B) 1. - Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), con conseguenze gravi e permanenti di grado tale da apportare, isolatamente o nel loro complesso, profondi ed irreparabili perturbamenti alla vita organica e sociale. 2. - Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da determinare una assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica e da rendere necessaria la continua o quasi continua degenza a letto. 3. - La perdita delle due mani e di un piede o la perdita di ambo gli arti superiori fino al limite totale della perdita delle due mani. 4. - La disarticolazione di ambo le cosce o l'amputazione di esse con impossibilità assoluta e permanente dell'applicazione di apparecchio di protesi. (Annue... L. 667.400) C) 1. - Perdita di un arto superiore e di un arto inferiore dello stesso lato sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio è della coscia con impossibilità dell'applicazione dello apparecchio di protesi. (Annue. L. 412.900) D) 1. - Amputazione di ambo le cosce a qualsiasi altezza. (Annue... L. 384.000) E) 1. Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi con tale diminuzione dell'acutezza visiva da permettere appena il conteggio delle dita alla distanza della visione ordinaria da vicino. 2. - Perdita di un arto superiore e di uno inferiore sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio e della coscia. 3. - Perdita di dieci oppure di nove dita delle mani compresi i pollici. 4. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra il terzo inferiore della coscia e l'altro sopra il terzo inferiore della gamba. 5. - Alterazioni delle facoltà mentali che apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale in soggetti dimessi dagli ospedali psichiatrici o dagli istituti assimilati a sensi dello articolo 66 del regolamento dei manicomi, approvato con regio decreto 16 agosto 1909, n. 615. (Annue... L. 344.600) F) 1. - Perdita totale di una mano e dei due piedi insieme. 2. - Perdita di due arti, uno superiore e l'altro inferiore amputati rispettivamente al terzo inferiore del braccio e al terzo inferiore della gamba. 3. - Perdita di due arti, uno superiore e l'altro inferiore amputati rispettivamente al terzo inferiore dell'avambraccio e al terzo inferiore della coscia. 4. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra al terzo inferiore della coscia e l'altro al terzo inferiore della gamba. 5. - Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno al terzo inferiore della coscia e l'altro fino al terzo inferiore della gamba. 6. - Perdita delle due gambe a qualsiasi altezza. 7. - Alterazioni delle facoltà mentali che apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale. 8. - Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da determinare, una assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica, ma non tale da richiedere la continua o quasi continua degenza a letto. (Annue... L. 310.000) G) 1. - Perdita dei due piedi o di un piede e di una mano insieme. 2. - La disarticolazione di un'anca. 3. - Tutte le alterazioni delle facoltà mentali (schizofrenia e sindromi schizofreniche, demenza paralitica, demenze traumatiche, demenza epilettica, distimie gravi, eccetera), che rendano l'individuo incapace a qualsiasi attività. 4. - Tubercolosi grave al punto da determinare una assoluta incapacità a proficuo lavoro (Annue. L. 300.000). TABELLA F ((13)) Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA F-1 ((13)) COMPLESSO DI DUE INFERMITÀ VEDOVE ED ORFANI Parte di provvedimento in formato grafico VEDOVE ED ORFANI TABELLA G ((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 375.600 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 394.200 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 408.600 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 414.720 TABELLA I ((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 433.200 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 453.720 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 468.600 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 475.680 TABELLA L ((13)) TRATTAMENTO A TITOLO DI RIVERSIBILITÀ DOVUTO ALLE VEDOVE ED AGLI ORFANI DI INVALIDI DALLA 2ª ALL'8ª CATEGORIA DECEDUTI PER CAUSE DIVERSE DALL'INFERMITÀ PENSIONATA Parte di provvedimento in formato grafico GENITORI, COLLATERALI ED ASSIMILATI PENSIONI NORMALI TABELLA M ((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 231.000 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 244.320 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 254.640 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 273.720 TABELLA O ((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 288.000 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 302.280 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 312.240 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 330.960 GENITORI PENSIONI SPECIALI TABELLA S((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 146.280 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 150.720 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 154.200 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 160.560 TABELLA T((13)) Sottufficiali e truppa. . . . . . . . . . . L. 162.240 Ufficiali inferiori . . . . . . . . . . . . " 167.040 Ufficiali superiori . . . . . . . . . . . . " 170.280 Ufficiali generali. . . . . . . . . . . . . " 176.520 TABELLA P ((13)) ESERCITO MARINA Parte di provvedimento in formato grafico TABELLA R ((13)) QUALIFICHE GERARCHICHE PARTIGIANE PER I COMANDANTI E GLI APPARTENENTI AI COMANDI DELLE FORMAZIONI PARTIGIANE TABELLA U((13)) EQUIPARAZIONE DEI GRADI DEI PERSONALI DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA PUBBLICA SICUREZZA, DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO E DELLA UNIONE NAZIONALE PROTEZIONE ANTIAEREA A QUELLI CORRISPONDENTI DELL'ESERCITO, LIMITATAMENTE AI FINI DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL REGIO DECRETO-LEGGE 9 GIUGNO 1943, N. 588. Parte di provvedimento in formato grafico -------------- AGGIORNAMENTO (2) L'errata corrige, in G.U. 14/10/1968 n. 262, ha disposto che "Nella tabella L, allegata alla legge 18 marzo 1968, n. 313, concernente il riordinamento della legislazione pensionistica di guerra, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 6 aprile 1968, a pagina 41, ultimo rigo, seconda colonna, la cifra di L. 366.088 è rettificata in L. 365.088". -------------- AGGIORNAMENTO (5) La L. 28 luglio 1971, n. 585 ha disposto (con l'art. 3, comma 1) che "Ai fini dell'assegnazione a categoria di pensione in base alla tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313, la perdita anatomica o funzionale dell'arto sinistro o di segmenti di esso è equiparata alla perdita anatomica o funzionale dell'arto destro o di segmenti di esso." --------------- AGGIORNAMENTO (13) Il D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 ha disposto (con il combinato disposto dall'art. 133, commi 3 e 5) che dalla data del 1 gennaio 1979 sono soppresse tutte le tabelle annesse alla legge n. 313, e successive modificazioni ed integrazioni,ed ogni altro assegno previsto dalla legge stessa limitatamente ai casi in cui, per effetto del disposto del secondo comma - secondo il quale a decorrere dal 1 gennaio 1979, si applicano a favore degli aventi diritto le tabelle A, B, C, E, F, F-1, G, M, N ed S annesse al Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra- agli interessati sia liquidato, allo stesso titolo, un trattamento più favorevole ai sensi delle disposizioni di cui al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.