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Sanità pubblica - Commissario ad acta per l'attuazione dei piani di rientro dai disavanzi sanitari delle Regioni - Incompatibilità con l'espletamento di incarichi istituzionali presso la Regione commissariata - Applicazione anche agli incarichi in atto - Ricorso della Regione Campania - Lamentata violazione dei principi di leale collaborazione, di ragionevolezza e di buon andamento dell'azione amministrativa, nonché difetto di omogeneità delle previsioni censurate, aggiunte in sede di conversione di decreto-legge - Sopravvenuta mancanza di oggetto - Manifesta inammissibilità delle questioni.. Sono dichiarate manifestamente inammissibili, per sopravvenuta mancanza di oggetto, le questioni di legittimità costituzionale - promosse, in riferimento agli artt. 3, 77, 97, 114, 117, terzo comma, 118, primo e secondo comma , e 120 Cost., dalla Regione Campania - dell'art. 25- septies , commi 1, 2 e 3, del d.l. n. 119 del 2018, conv., con modif., nella legge n. 136 del 2018, che dispongono la incompatibilità del conferimento e del mantenimento dell'incarico di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario delle Regioni rispetto all'espletamento di incarichi istituzionali presso la Regione soggetta a commissariamento, sancendo l'applicabilità di tale incompatibilità anche agli incarichi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione. Le norme impugnate sono già state rimosse dall'ordinamento con efficacia ex tunc , poiché, successivamente alla proposizione del ricorso, la sentenza n. 247 del 2019 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'intero art. 25- septies . ( Precedenti citati: sentenze n. 247 del 2019 e n. 138 del 2014; ordinanze n. 54 del 2013 e n. 206 del 2012 ).