Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Processo penale - Procedimento per decreto - Inapplicabilità ai reati militari procedibili a richiesta del comandante del corpo o di altro ente superiore - Assunta disparità di disciplina tra reati comuni e reati militari, nonché incidenza sul trattamento sanzionatorio e sul principio della durata ragionevole del processo - Non fondatezza della questione.. La norma che preclude l’applicabilità del procedimento per decreto ai reati militari punibili a richiesta del comandante di corpo o di altro ente superiore - derivante dall’art. 459, comma 1, cod. proc. pen., anche dopo la modifica apportata a tale disposizione dall’art. 37 della legge n. 479 del 1999 - non può dar luogo ad una questione di costituzionalità, sotto il profilo della irragionevole divergenza di disciplina tra reati comuni e reati militari e sotto quello del diverso trattamento sanzionatorio tra gli imputati di reati militari della stessa indole. Infatti, una volta che si escluda - come mostra di fare lo stesso rimettente - la comparabilità della querela e della richiesta del comandante di corpo, tanto sul piano della struttura che delle rispettive finalità, l’intera problematica della “estensione” del rito monitorio ai reati militari procedibili a richiesta viene di per sé a trasferirsi sul piano della pura discrezionalità legislativa. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale del predetto art. 459, comma 1, cod. proc. pen., sollevata in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 111, secondo comma, Cost. - Per il rigetto di analoga questione, v. sentenza n. 274/1997 (qui richiamata).