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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 236 STEFANO La seduta inizia alle ore 15,05. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. Il presidente STEFANO ( PD ) comunica che le senatrici Naturale e Russo hanno apposto la propria firma agli emendamenti 28.3, 28.5, 28.6, 28.8 e 28.10. La senatrice Russo ha sottoscritto anche gli emendamenti 28.12 e 28.0.1, mentre la senatrice Vono ha aggiunto la sua firma agli emendamenti 8.2, 8.5 e 8.28. La senatrice Masini ha aggiunto la propria firma agli emendamenti 8.6, 8.18, 23.1 e 23.3. Il senatore Fazzolari ha ritirato l'emendamento 3.2, mentre il senatore Candiani ha ritirato l'emendamento 3.3 e presentato la riformulazione (testo 2) dell'emendamento 36.0.2, pubblicata in allegato. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2021)181 def. Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni applicabili alle importazioni e a talune cessioni e prestazioni in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico Doc n. COM(2021) 181 definitivo Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni applicabili alle importazioni e a talune cessioni e prestazioni in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, comm1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 19 maggio. Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, svolge una relazione integrativa, per dare conto della relazione del Governo, trasmessa ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. Ricorda, preliminarmente, che la proposta ha lo scopo di agevolare gli interventi dell'Unione europea in risposta alle emergenze, quali ad esempio le emergenze idrogeologiche, gli eventi sismici e le emergenze sanitarie, rimuovendo il costo e i ritardi generati dagli adempimenti IVA. In particolare, la proposta intende introdurre un'esenzione IVA per le importazioni e per le forniture e prestazioni destinate alla Commissione, alle agenzie dell'UE o ad altri organismi dell'Unione, effettuate sulla base di un mandato europeo volto al perseguimento di un interesse pubblico. La modifica consente di beneficiare dell'esenzione anche i beni e servizi che verrebbero in seguito donati agli Stati membri o a terzi, tra cui ospedali, enti pubblici o privati preposti alla gestione di crisi. La proposta mira ad affrontare non solo la pandemia in corso, ma anche le emergenze che potrebbero verificarsi in futuro, introducendo quindi un meccanismo permanente. Gli Stati membri sono tenuti a dare attuazione alla direttiva entro il 30 aprile 2021 e applicare retroattivamente l'esenzione dall'IVA alle operazioni effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2021. Sulla proposta, il Governo ha trasmesso alle Camere la relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui rileva la conformità della stessa agli interessi nazionali e ai principi di sussidiarietà e proporzionalità. In particolare, il Governo ritiene condivisibile la ratio della proposta, dal momento che le iniziative adottate da parte dell'Unione europea per fronteggiare situazioni emergenziali, che possono coinvolgere più Stati membri, risultano più efficaci rispetto alle iniziative dei singoli Stati. L'adozione di un'esenzione dall'IVA per agevolare specifiche iniziative della UE, aumentando la capacità di intervento, è in grado di ridurre i costi e gli oneri burocratici degli interventi degli organismi dell'UE. Poiché anche l'Italia si avvantaggerà dell'intervento da parte degli organismi dell'Unione, la proposta appare conforme all'interesse nazionale. Sotto il profilo finanziario, l'applicazione dell'esenzione a beni e servizi necessari per fronteggiare la pandemia da Covid-19, tuttora in corso, è potenzialmente suscettibile di determinare effetti negativi piuttosto limitati sul gettito IVA, tenuto conto che la legge di bilancio per il 2021 ha già previsto la proroga, fino al 31 dicembre 2022, dell'esenzione IVA (con diritto alla detrazione) per i vaccini Covid-19 e per le strumentazioni diagnostiche per Covid-19. Tali eventuali effetti negativi sul gettito IVA potrebbero verificarsi qualora siano esentate le cessioni di beni o le prestazioni di servizi alle quali è attualmente applicata l'imposta, effettuate a destinazione delle Istituzioni dell'Unione e successivamente donate alle istituzioni nazionali. Dato che l'attuale volume di beni e servizi acquistati dalle istituzioni dell'UE e soggetti all'IVA è limitato, si prevede che tale effetto sia estremamente limitato. La proposta è attualmente oggetto di analisi da parte di sette Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, nessuna delle quali ha, ad oggi, sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Il Relatore ritiene, pertanto, di poter confermare la valutazione di conformità circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità da parte della proposta di direttiva in esame. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA (2195) Ratifica Convenzione Italia-Libia doppie imposizioni e prevenzione evasioni fiscali DDL 2195 Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, fatta a Roma il 10 giugno 2009, con Scambio di Note emendativo fatto a Roma il 7 e il 22 agosto 2014 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La relatrice MASINI ( FIBP-UDC ) introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di ratifica della Convenzione contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, firmata a Roma il 10 giugno 2009 con scambio di note emendativo fatto a Roma il 22 agosto 2014, dal Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia. L'iniziativa accoglie in larga parte l'originario progetto italiano di Convenzione contro le doppie imposizioni basato sul modello di convenzione fiscale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ed elaborato in ragione della specificità dei rapporti italo-libici, tenuto anche presente che la Libia non è un Paese membro della predetta organizzazione. La Convenzione costituirà la nuova base giuridica per le relazioni economiche intercorrenti tra gli operatori residenti dei due Paesi e per la definizione reciproca delle basi imponibili tributarie, nonché per la cooperazione fra le amministrazioni dei due Paesi in vista di una più efficace lotta all'evasione fiscale. L'intesa bilaterale costituisce una risposta normativa alle scelte operate verso la Libia da parte di alcuni segmenti del mondo imprenditoriale italiano e, viceversa, regola alcuni aspetti relativi agli investimenti libici nel nostro Paese. La Convenzione è composta da 30 articoli suddivisi in 6 capitoli. Il capitolo I (articoli 1-2) riguarda il campo d'applicazione della Convenzione, riferito sotto il profilo soggettivo ai residenti di entrambi gli Stati contraenti e, sotto quello oggettivo alle imposte dirette. Il capitolo II (articoli 3-6) dispone le definizioni generali dei termini presenti nel testo della Convenzione. Il capitolo III (articoli 7-22) espone le disposizioni che disciplinano l'imposizione per i diversi tipi di redditi. Il capitolo IV (articolo 23) espone il metodo per eliminare la doppia imposizione, il quale prevede una combinazione fra il sistema di imputazione ordinaria utilizzato dal nostro Paese e quello misto previsto per i residenti in Libia, fra esenzione e credito per i redditi di capitale. Il capitolo V (articoli 24-28) prevede disposizioni particolari che riguardano l'ambito di applicazione oggettivo, il quale risulta esteso alle imposte di ogni ordine e tipo gravanti sui redditi prodotti da persone fisiche o giuridiche, sia per quanto riguarda il principio di non-discriminazione, sia in relazione agli aspetti di cooperazione amministrativa. Il capitolo VI (articoli 29-30) riporta le disposizioni finali riguardanti l'entrata in vigore e la denuncia. Il disegno di legge di ratifica della Convenzione consta di 4 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione. L'articolo 3 reca disposizioni riguardanti la copertura finanziaria con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento valutati in 1.490.000 euro annui a decorrere dall'anno 2022. La relazione tecnica che accompagna il provvedimento specifica che tali oneri economici sono ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario italiano in relazione alla mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Infine, la Relatrice ritiene che il provvedimento non presenta profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta un conferente schema di parere non ostativo. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) preannuncia il suo voto contrario sulla ratifica di un accordo internazionale, sul coordinamento tra due ordinamenti fiscali, concluso nel 2009 da due parti, una delle quali  la Libia  verte in uno stato di disgregazione interna, senza un Governo che sia sostenuto da tutte le fazioni della sua popolazione, con gravi violazioni dei diritti umani e che non è considerata in modo univoco uno Stato sicuro dalla comunità internazionale. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato. La Commissione approva. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il presidente STEFANO informa che nel corso delle audizioni informali sull'affare assegnato "Utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi" (atto n. 426), svoltasi il 18 maggio scorso, sugli effetti dell'entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 2021/468 della Commissione europea sugli idrossiantraceni, svoltasi il 20 maggio scorso e, infine, in relazione all'esame dell'atto COM (2021) 93 def. (Proposta di direttiva su principio della parità di retribuzione tra uomini e donne sul lavoro attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi), svoltasi in data odierna, è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione, al pari di quella che sarà depositata in occasione delle successive audizioni. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2195 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo recante disposizioni per la ratifica della Convenzione contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, sottoscritta dal Governo della Repubblica italiana e lo Stato di Libia a Roma il 10 giugno 2009 con scambio di note emendativo fatto a Roma il 22 agosto 2014; considerato che la Convenzione è volta a stabilire la nuova base giuridica per le relazioni economiche intercorrenti tra gli operatori residenti dei due Paesi e per la definizione reciproca delle basi imponibili tributarie, nonché per la cooperazione fra le amministrazioni dei due Paesi in vista di una più efficace lotta all'evasione fiscale; considerato che l'iniziativa accoglie in larga parte l'originario progetto italiano di Convenzione contro le doppie imposizioni, basato sul modello di convenzione fiscale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ed elaborato in ragione della specificità dei rapporti italo-libici; considerato che il disegno di legge di ratifica della Convenzione, composto da 4 articoli, prevede all'articolo 3, la copertura finanziaria con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, valutati in 1.490.000 euro annui a decorrere dall'anno 2022, ascrivibili alla perdita di gettito da parte dell'erario in conseguenza della prevista mancata tassazione dei dividendi pagati da società italiane a soggetti fiscalmente residenti in Libia, dei canoni, degli utili da capitali e dei redditi derivanti dall'esercizio di libere professioni; valutato che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato