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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 308 Simone BOSSI La seduta inizia alle ore 10,35. IN SEDE REFERENTE AS 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 DDL 2481 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 Doc Doc. LXXXVI, n. 5 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022 Doc Doc. LXXXVII, n. 5 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2021 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 25 maggio. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce l'esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2022, presentata al Parlamento il 16 maggio di quest'anno, in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Essa rappresenta la visione generale del Governo sulle prospettive future dell'Unione europea e indica le sue intenzioni politiche sui singoli dossier europei. La Relazione programmatica per il 2022 si apre con una breve premessa del sottosegretario Amendola, che fa riferimento all'Anno europeo dei giovani 2022 come ispirazione per affrontare con coraggio e determinazione le sfide del presente, nell'unità già dimostrata nella campagna di vaccinazione e nel Recovery Fund e che ora deve essere rinnovata per affrontare le sfide umanitarie, securitarie, energetiche ed economiche poste dalla guerra in Ucraina e per procedere verso le necessarie riforme dell'Unione europea nella direzione di un "federalismo pragmatico e ideale", partendo dalle lezioni apprese durante la pandemia e dalle proposte formulate nel contesto della Conferenza sul futuro dell'UE. Il testo della Relazione è strutturato in quattro parti, precedute ciascuna da una breve sintesi che enuclea le posizioni e le azioni che il Governo intende concretamente portare avanti, in relazione alle singole politiche dell'Unione europea. Le singole tematiche sono sviluppate nella forma di schede, ognuna delle quali riporta: una sintetica descrizione dell'obiettivo individuato; la definizione delle azioni che il Governo intende porre in essere per perseguirlo; nonché i risultati attesi. Per alcuni settori, inoltre, la Relazione è arricchita da quadri statistici elaborati dall'ISTAT. La Parte prima "Sviluppo del processo di integrazione europea" è dedicata alle politiche e alle iniziative volte al rafforzamento del processo di integrazione europea sotto il profilo sia economico che istituzionale. In particolare, obiettivo prioritario è partecipare con funzione trainante a un processo di approfondimento dell'integrazione europea coerente con le posizioni e gli interessi nazionali, anche mediante l'elaborazione di proposte concrete per rendere l'Unione più efficace e funzionale. Diverse sono le direttrici lungo le quali si svilupperà questo processo, dai seguiti della Conferenza sul futuro dell'Europa alle nuove politiche di bilancio, cogliendo tutte le novità scaturite dalla risposta alla crisi da Covid-19 e traducendole in nuove linee di azione stabili. Secondo il Governo, inoltre, occorrerà sfruttare appieno le opportunità offerte dall'attuazione di Next Generation EU e dal clima di rinnovata fiducia, continuando a sostenere la necessità che l'Unione si doti di strumenti di bilancio permanenti per rispondere agli shock esterni e per sostenere gli investimenti. In tale ottica, particolare rilievo assumerà il dibattito sulla revisione della governance economica, in vista della disattivazione della clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità e crescita, nella prospettiva di una riduzione delle divergenze all'interno dell'Unione e di un rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale. La Parte seconda, "Le politiche strategiche", è la parte più corposa. Essa sviluppa cinque obiettivi strategici, propri del programma di lavoro della Commissione per il 2022, ovvero: il Green Deal europeo; un'Europa pronta per l'era digitale; un'economia al servizio delle persone; la promozione dello stile di vita europeo; un nuovo slancio per la democrazia europea. Nell'ambito del Green Deal si muovono le numerose iniziative connesse al pacchetto Fit for 55 della transizione verde, volte ad allineare la legislazione corrente all'ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, investendo una molteplicità di settori economici, quali l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, i trasporti, l'uso del suolo, la tassazione dell'energia, la condivisione degli sforzi e lo scambio di quote di emissione. A ciò si si aggiunge il rinnovamento della politica energetica europea, anche alla luce del profondo riorientamento geopolitico determinato dalla aggressione russa in Ucraina. Con riferimento alle iniziative rientranti nel pilastro dedicato alla transizione digitale, l'azione si concentra sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, al fine di offrire al cittadino servizi corrispondenti alle nuove esigenze e in linea con le innovazioni tecnologiche. Scuola e sanità saranno il fulcro della sfida tecnologica, anche sulla scia della crisi pandemica, ma la digitalizzazione dovrà investire anche i settori della polizia e della cooperazione giudiziaria europea, e migliore l'efficienza delle procedure giudiziarie. Il terzo asse è dedicato alle iniziative connesse a un'economia al servizio delle persone, incentrate nel mercato unico, orientato all'innovazione, e nel Pilastro europeo dei diritti sociali, con il sostegno alla transizione occupazionale, il potenziamento dei livelli di tutela e sicurezza del lavoro, e del buon equilibrio vita familiare-vita professionale. Inoltre, saranno messe in campo iniziative per contrastare la povertà e favorire l'inclusione sociale, anche attraverso la cultura e l'istruzione. Proseguirà, inoltre, il negoziato sul nuovo Patto europeo migrazione e asilo, con attenzione anche alla dimensione esterna della migrazione e al rafforzamento delle strategie sui temi di sicurezza, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata. Chiude la parte seconda, infine, l'elenco delle azioni volte a imprimere un nuovo slancio alla democrazia europea. A tal fine, il Governo lavorerà per realizzare la cultura dell'inclusione e del rispetto delle differenze, nonché per contrastare la violenza sulle donne e promuovere la riduzione delle disparità di trattamento tra uomini e donne. La Parte terza, "Un'Europa più forte nel mondo. L'Italia e la dimensione esterna dell'UE", riguarda la partecipazione dell'Italia alle iniziative connesse alla dimensione esterna dell'UE, che trovano rispondenza nel pilastro dedicato ad un'Europa più forte del mondo. In un quadro geopolitico divenuto improvvisamente molto più incerto a seguito dell'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia, l'obiettivo è quello di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini a partire da quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'UE: Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC); Politica commerciale; proiezione esterna della Politica industriale; proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Saranno inoltre favoriti partenariati strategici con Paesi extra-UE per la connettività, attraverso il Global Gateway , ma anche in materia di ricerca e innovazione e nell'ambito delle relazioni culturali internazionali, ove l'Italia potrà far valere il suo straordinario patrimonio culturale. Chiude la relazione la Parte quarta, "Coordinamento nazionale delle politiche europee. Comunicazione e formazione sull'attività dell'Unione europea". Nella cornice programmatica delineata attraverso l'adozione del PNRR, il 2022 avrà come priorità l'attuazione dello stesso Piano che, come più volte ribadito dal Governo, costituisce lo strumento di rilancio del Paese fondato sulla riduzione dei divari, sull'accelerazione della transizione digitale ed ecologica, sul miglioramento della scuola, della sanità e su una profonda riforma in chiave economica. In quest'ottica, si inseriranno le azioni di coordinamento volte ad assicurare la conformità alle regole sugli aiuti di Stato (AdS) dei progetti di investimenti previsti dal Piano. Anche la politica di coesione assumerà una nuova dimensione, operando in coordinamento con il PNRR secondo una logica di complementarietà e sinergia. In particolare, obiettivo prioritario del Governo nel 2022 sarà il completamento del processo di definizione dei programmi 2021-2027. Proseguiranno inoltre i negoziati legati alla riforma del meccanismo europeo di protezione civile, nel quadro delle innovazioni introdotte a seguito della pandemia di Covid-19. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata allo sviluppo di sempre più attente procedure di monitoraggio per la tutela degli interessi finanziari dell'UE, anche in ragione dell'ingente mole di provvidenze europee stanziate per far fronte alla pandemia. Sul piano della comunicazione e formazione sull'Unione europea, sarà infine al centro dell'azione del Governo l'obiettivo di favorire il dibattito democratico sul futuro dell'Europa, la consapevolezza dei valori della cittadinanza europea e la conoscenza delle opportunità offerte dall'UE. La comunicazione istituzionale e di utilità sociale sarà sempre più rivolta ad un pubblico di giovani, nel quadro di un 2022 proprio ai giovani dedicato, nello spirito della Next Generation EU . Il senatore LOREFICE ( M5S ), relatore, introduce l'esame della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2021, presentata il 16 maggio 2022 in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012. La Relazione consuntiva costituisce il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, durante l'anno che si è concluso. Il testo della Relazione consuntiva relativa al 2021 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in quattro parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali e si divide, a sua volta, in due capitoli: il primo concerne le questioni istituzionali, con particolare riferimento al dibattito sul Futuro dell'Unione europea, all'Anno europeo dei giovani 2022, allo Stato di diritto, alla Better regulation e alla tutela degli interessi prioritari del Paese nel contesto delle nuove relazioni con il Regno Unito, mentre il secondo riguarda il coordinamento delle politiche macroeconomiche e tratta i temi del riduzione delle divergenze economiche all'interno dell'Unione e del rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale, nonché il tema della riforma delle regole del Patto di Stabilità e crescita, e delle politiche fiscali. La seconda parte, quella più consistente del documento, presenta una struttura diversa rispetto alle relazioni precedenti, concentrandosi non più su tutte le politiche orizzontali e settoriali, ma sulle "politiche strategiche", identificate nelle seguenti: 1) Sostenibilità ambientale e crescita economica, comprensiva del pacchetto Fit for 55 , la salute, le infrastrutture energetiche e dei trasporti, la biodiversità, l'agricoltura, il turismo, e la difesa; 2) Innovazione e digitalizzazione, compresi i temi della privacy , della proprietà intellettuale, del cloud , della digitalizzazione nella salute, nella giustizia, nei trasporti, nella difesa, nella cultura e turismo e nell'agricoltura; e 3) Coesione sociale, suddivisa nel capitolo sulle politiche attive del lavoro e politiche educative per la transizione, e nel capitolo sui valori comuni europei, nel campo delle politiche migratorie, le pari opportunità, l'inclusione, la salute, la cultura e il turismo. La terza parte concerne la dimensione esterna dell'Unione europea e descrive l'operato del Governo in relazione al processo di integrazione dei Balcani occidentali, alla collaborazione con i Paesi del Mediterraneo, alla politica commerciale comune, al rafforzamento della posizione unitaria UE sulle questioni internazionali, all'azione UE nelle crisi afghana e bielorussa, al rafforzamento della Difesa europea, alla "Bussola strategica" e alla cooperazione NATO-UE. La quarta parte tratta delle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo all'attuazione del PNRR, al coordinamento nella fase ascendente, al settore degli aiuti di Stato, degli aspetti doganali e di lotta antifrode. Si dà inoltre conto delle 102 procedure di infrazione pendenti al 31 dicembre 2021 (65 per violazione del diritto europeo e 37 per mancata attuazione di direttive), 6 delle quali sono giunte a sentenza ex articolo 260 del TFUE, ovvero alla condanna per mancata esecuzione di una precedente sentenza della Corte di giustizia, circostanza che comporta il versamento di sanzioni pecuniarie, stadio al quale potrebbero giungere 4 procedure già avviate ai sensi del medesimo articolo 260. Infine, si dà conto della politica di coesione, con particolare riguardo al pieno utilizzo delle risorse 2014-2020 e al completamento della programmazione 2021-2027, comprese le risorse aggiuntive React-EU . La Relazione è completata da cinque appendici, di cui le prime tre concernono i Consigli dell'Unione e i Consigli europei, i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2021 (a valere sulla PAC, sulla politica di coesione e sul PNRR) e il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento. La quarta appendice riporta le risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera, indicando per ciascuna risoluzione le azioni adottate dal Governo per darvi seguito e le connesse prospettive negoziali in sede europea. La quinta appendice reca l'elenco degli acronimi. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,50.