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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016. Onorevoli Senatori . – 1. Contesto dell'Accordo L'Unione europea e la Nuova Zelanda hanno negoziato l'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione ( Partnership Agreement on Relations and Cooperation – PARC), firmato il 5 ottobre 2016 a Bruxelles, per sostituire la Dichiarazione congiunta sulle relazioni e la cooperazione, adottata il 21 settembre 2007, ed elevare le relazioni bilaterali al livello di partenariato rafforzato. Il PARC accrescerà l'impegno dell'Unione europea e degli Stati membri nei confronti della Nuova Zelanda, oltre a rappresentare un ulteriore progresso verso un maggiore coinvolgimento politico ed economico dell'Unione in Asia – Oceania. L'Accordo crea una cornice giuridica di riferimento per le relazioni bilaterali, favorendo una più intensa ed efficace collaborazione con Wellington da parte dell'Unione europea e dei suoi Stati membri. Il contenuto del PARC è articolato su tre pilastri: la cooperazione politica, quella economico-commerciale e quella settoriale. In tali ambiti, l'Accordo intensifica la cooperazione su questioni di politica estera e di sicurezza comune (non-proliferazione di armi di distruzione di massa, contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro, lotta al terrorismo, promozione della pace e della sicurezza internazionale e collaborazione nei consessi internazionali); in tema di commercio e investimenti (agevolazione degli scambi di beni e servizi e dei flussi d'investimento, questioni economiche settoriali, come l'agricoltura, le misure sanitarie e fito-sanitarie, gli ostacoli tecnici agli scambi, gli appalti pubblici e la proprietà intellettuale); e negli altri settori prioritari previsti dal PARC (ricerca e innovazione, istruzione e cultura, migrazioni, lotta contro la criminalità organizzata e cooperazione giudiziaria). Come in altri accordi quadro conclusi con Paesi partner strategici, la cooperazione si basa su valori e principi comuni, quali il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici, dello Stato di diritto e del diritto internazionale, in particolare la Carta delle Nazioni unite, la pace e la sicurezza internazionali. Le disposizioni che impegnano al rispetto dei diritti umani, dei principi democratici, dello Stato di diritto e al contrasto della proliferazione di armi di distruzione di massa costituiscono clausole politiche vincolanti e sono qualificate come elementi essenziali dell'Accordo. In caso di violazione particolarmente grave e sostanziale di tali clausole, è previsto un meccanismo di sospensione, in base al quale una Parte può adottare nei confronti dell'altra misure appropriate, che consistono nella sospensione o denuncia di tutto o parte del PARC o di eventuali accordi settoriali conclusi successivamente dalle Parti. L'Accordo prevede un quadro istituzionale comune, composto da un Comitato misto e da sotto-comitati e gruppi di lavoro, che ha il compito di monitorare l'andamento delle relazioni bilaterali e di agevolare l'attuazione del PARC. In attesa dell'entrata in vigore del PARC, le Parti hanno concordato, in conformità all'articolo 58, paragrafo 2, dello stesso Accordo e dell'articolo 218, paragrafo 5, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), l'applicazione provvisoria di clausole che riguardano il dialogo politico, la cooperazione nell'ambito delle organizzazioni internazionali e regionali (articoli 3, 4 e 5) e il funzionamento del Comitato misto (articolo 53, ad eccezione del paragrafo 3, lettere g) e h) , relative alla risoluzione di controversie), nonché delle disposizioni finali (esclusi l'articolo 57, sulle modifiche, e i paragrafi 1 e 3 dell'articolo 58, relativi all'entrata in vigore e alla durata dell'Accordo). 2. Iter procedurale di firma dell'Accordo Il mandato alla Commissione europea è stato approvato il 25 giugno 2012 e i negoziati, avviati nel luglio dello stesso anno, si sono conclusi il 30 luglio 2014. Il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER) ha approvato il testo dell'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione il 13 novembre 2014, decidendo l'inserimento della clausola che prevede l'applicazione provvisoria nella riunione del 25 febbraio 2015. La cerimonia ufficiale di firma si è tenuta in occasione della Conferenza di Bruxelles sull'Afghanistan il 5 ottobre 2016: per l'Unione europea ha firmato l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e, per la controparte, il Ministro degli affari esteri della Nuova Zelanda, Murray McCully. L'Italia e gli altri Stati Membri hanno firmato nella stessa data. 3. Finalità dell'Accordo L'Accordo è volto ad « instaurare un partenariato rafforzato tra le Parti e approfondire e promuovere la cooperazione sulle questioni di reciproco interesse, in modo da riflettere valori condivisi e principi comuni, anche intensificando il dialogo ad alto livello » (articolo 1). Le Parti si impegnano a rafforzare il dialogo politico e la cooperazione nei settori disciplinati dall'Accordo, che riguardano: politica estera e di sicurezza (Titolo II); sviluppo globale e aiuti umanitari (Titolo III); economia e commercio (Titolo IV); giustizia, libertà e sicurezza (Titolo V); ricerca, innovazione e società dell'informazione (Titolo VI); istruzione, cultura e contatti interpersonali (Titolo VII); sviluppo sostenibile, energia e trasporti (Titolo VIII). Nel settore economico-commerciale, l'Accordo ha in particolare per obiettivo di agevolare gli scambi e promuovere gli investimenti, coerentemente con i principi dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC). Una volta in vigore, l'Accordo porterà vantaggi concreti per entrambe le Parti, creando i presupposti per la promozione di più vasti interessi politici ed economici dell'Unione europea. L'approfondimento delle relazioni politiche costituisce, in particolare, il presupposto per il rafforzamento della cooperazione commerciale in vista del negoziato per la conclusione di un Accordo di libero scambio tra l'Unione E uropea e la Nuova Zelanda. 4. Esame delle disposizioni Titolo I: Disposizioni generali (articoli 1-4) Come in altri accordi « quadro » conclusi dall'Unione europea con i Paesi terzi, le Parti riaffermano la loro adesione ai principi democratici, ai diritti umani e allo Stato di diritto, il cui rispetto costituisce un elemento essenziale dell'Accordo, nonché alla Carta delle Nazioni Unite e ai valori in essa sanciti. Si impegnano a promuovere la crescita sostenibile, contribuendo a realizzare gli obiettivi di sviluppo stabiliti a livello internazionale, e a collaborare per affrontare le sfide ambientali, compresi i cambiamenti climatici. Approfondiscono le loro relazioni bilaterali, anche attraverso la conclusione di accordi ed intese specifiche. L'attuazione dell'Accordo si basa sui principi del dialogo, del rispetto reciproco, del partenariato paritario, del consenso e del rispetto del diritto internazionale (articolo 2). Il dialogo può essere attuato a tutti i livelli (Capi di Stato o di Governo, ministri, alti funzionari ed esperti) e include scambi tra delegazioni dei Parlamenti europeo e neozelandese (articolo 3) Le Parti si impegnano a cooperare in seno alle organizzazioni regionali ed internazionali (articolo 4), scambiandosi pareri sulle questioni politiche di reciproco interesse e, ove ritenuto opportuno, anche condividendo informazioni sulle rispettive posizioni. Titolo II: Dialogo politico e cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza (articoli 5-11) Si riafferma l'importanza di un dialogo politico regolare (consultazioni e scambi a tutti i livelli di governo), quale strumento per consolidare un approccio condiviso sulle principali questioni internazionali (articolo 5). E’ previsto un comune impegno per la promozione dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto (articolo 6). Sulla gestione delle crisi (articolo 7), è richiamato l'Accordo che istituisce un quadro per la partecipazione della Nuova Zelanda alle operazioni di gestione delle crisi condotte dall'Unione europea, firmato a Bruxelles il 18 aprile 2012. Sono inoltre recepite le clausole standard (reciproca collaborazione, attuazione degli obblighi internazionali, istituzione di controlli efficaci all'esportazione e verifica dell'impiego finale di tecnologie dual use ) in tema di lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei relativi vettori (articolo 8). La disposizione che prevede il rispetto degli obblighi internazionali e la cooperazione per il contrasto alla proliferazione delle ADM (paragrafo 1) è considerata elemento essenziale dell'accordo. Le Parti si impegnano inoltre a cooperare per il contrasto al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro ( Small arms and light weapons – SALW, articolo 9). Nel concordare che i crimini più gravi, che sono motivo di allarme per la comunità internazionale, vadano perseguiti a livello nazionale e internazionale, anche presso la Corte penale internazionale, le parti s'impegnano a prendere misure per attuare lo statuto di Roma e per promuoverne l'universalizzazione e l'integrità (articolo 10). La cooperazione in materia di lotta al terrorismo (articolo 11) tra Unione europea e Nuova Zelanda avviene nel rispetto dello Stato di diritto e del diritto internazionale (la Carta delle Nazioni Unite, le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, le norme sui diritti umani e sui rifugiati, il diritto internazionale umanitario). Le Parti cooperano, inoltre, nella prevenzione e repressione degli atti di terrorismo, scambiandosi informazioni e condividendo esperienze e buone prassi. Promuovono il consenso internazionale sulla lotta al terrorismo e sul relativo quadro giuridico (adoperandosi per la conclusione di una convenzione globale contro il terrorismo internazionale, che completi gli strumenti attuali dell'ONU), e la cooperazione tra gli Stati membri dell'ONU per l'attuazione della Strategia globale delle Nazioni Unite contro il terrorismo. Si impegnano anche a collaborare per prestare assistenza allo sviluppo delle capacità antiterrorismo di altri Stati, anche nell'ambito del Forum globale antiterrorismo (GCFT), e a rispettare le norme internazionali del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) per combattere il finanziamento al terrorismo. Titolo III: Cooperazione in materia di sviluppo globale e aiuti umanitari (articoli 12-13) Le Parti ribadiscono l'impegno a favorire lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e assicurare che gli aiuti abbiano maggiore impatto, anche nella regione del Pacifico (articolo 12). Al riguardo, è previsto lo scambio di opinioni e il coordinamento delle rispettive posizioni nei consessi internazionali e regionali, oltre alla condivisione di informazioni sui rispettivi programmi di sviluppo e, ove appropriato, al coordinamento degli interventi di assistenza a favore di specifici Paesi. Le Parti si impegnano, inoltre, a collaborare anche nell'ambito degli aiuti umanitari, adoperandosi per offrire risposte coordinate alle emergenze (articolo 13). Titolo IV: Cooperazione in materia economica e commerciale (articoli 14-28) L'Unione europea e la Nuova Zelanda si impegnano ad instaurare un dialogo strutturato (ogni anno, a livello di alti funzionari e, se deciso dalle Parti, anche ministeriale, sulla politica commerciale e sui prodotti agricoli) per promuovere l'interscambio bilaterale di beni e servizi e gli investimenti (articolo 14). Riconoscono, al contempo, l'importanza di pervenire al medesimo obiettivo tramite il sistema multilaterale di regolamentazione del commercio, impegnandosi a collaborare con l'OMC per promuovere una maggiore liberalizzazione degli scambi. Le Parti si impegnano a realizzare un clima favorevole per gli investitori, assicurando normative stabili e trasparenti e individuando meccanismi per agevolare i flussi. In tema di servizi, condividono informazioni ed esperienze sulle proprie legislazioni, sui rispettivi sistemi contabili, di revisione dei conti, di vigilanza e regolamentazione dei settori bancario e assicurativo. È anche evocata la possibilità di negoziare nuovi accordi, per promuovere ed accrescere ulteriormente gli scambi commerciali e di investimento (articolo 14, paragrafo 8), chiaro riferimento alla conclusione in prospettiva di un accordo di liberalizzazione commerciale. Le Parti collaborano in materia di applicazione di misure sanitarie e fitosanitarie (SPS, articolo 15) nelle organizzazioni internazionali (OMC, Commissione del Codex alimentarius , Organizzazione mondiale per la salute animale, in particolare International Office for Epizootics - OIE, e le organizzazioni che operano nell'ambito della Convenzione internazionale per la protezione dei vegetali - IPPC) e sulla base dell'Accordo tra Comunità europea e la Nuova Zelanda sulle misure sanitarie applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale, firmato a Bruxelles il 17 dicembre 1996. La cooperazione (che comprende lo scambio di informazioni, la verifica integrale e certificazione dei sistemi di ispezione, il riconoscimento di zone indenni o a limitata diffusione di parassiti o malattie) è volta a migliorare la comprensione reciproca delle rispettive misure SPS e a facilitare il commercio tra le Parti. Quest'ultime si impegnano, inoltre, a condividere informazioni e a collaborare in materia di benessere degli animali, nell'ambito del Forum di cooperazione della Commissione europea e delle competenti autorità neozelandesi, oltre che in sede OIE (articolo 16). Si prevede anche che Unione europea e Nuova Zelanda: – collaborino per la riduzione degli ostacoli tecnici agli scambi, tramite una maggiore compatibilità dei rispettivi standard tecnici, nell'ambito dell'accordo OMC in materia e dell'Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda firmato a Wellington il 25 giugno 1998 (articolo 17); – condividano informazioni sulle proprie politiche sulla concorrenza e facilitino la cooperazione tra le loro autorità competenti (articolo 18); – rafforzino il dialogo e lo scambio di esperienze e buone prassi in materia di appalti pubblici, al fine di promuovere l'accesso ai rispettivi mercati (articolo 19); – collaborino, sul piano bilaterale e multilaterale, per eliminare gli ostacoli agli scambi di materie prime, rafforzandone il commercio globale regolamentato e promuovendo la trasparenza dei mercati (articolo 20). Le Parti riaffermano l'importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale (art. 21) con particolare riferimento al diritto d'autore e ai diritti connessi, ai marchi, alle indicazioni geografiche, ai modelli e ai brevetti, in conformità agli standard internazionali a cui esse hanno aderito. È previsto lo scambio di informazioni ed esperienze sulla promozione dell'utilizzo dei diritti, sulle misure per prevenirne la violazione (compresi gli strumenti per la lotta alla pirateria ed alla contraffazione) e sul funzionamento delle autorità preposte al settore. Le Parti si impegnano inoltre a promuovere il dialogo sulla tutela delle risorse genetiche, delle conoscenze tradizionali e del folklore. La cooperazione in materia di dogane (articolo 22) mira a semplificare e armonizzare ulteriormente le procedure doganali e a promuovere iniziative comuni in ambito internazionale. Contempla, inoltre, la possibilità di concludere strumenti di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca. In tema di fiscalità (articolo 23), le Parti si impegnano ad attuare principi di buona governance , quali la trasparenza, lo scambio di informazioni e la concorrenza fiscale leale. Si adoperano per migliorare la cooperazione internazionale in materia, per favorire l'applicazione dei predetti principi ed agevolare la riscossione del gettito fiscale legittimo. Si riconosce l'importanza della trasparenza (articolo 24) nell'applicazione delle norme e delle procedure amministrative nel settore del commercio, richiamando gli obblighi assunti dalle Parti in ambito OMC (articolo X del GATT 1994 e articolo III del GATS). In materia di commercio e sviluppo sostenibile (articolo 25), le Parti si impegnano a condividere informazioni ed esperienze sulle iniziative volte a promuovere la coerenza e le sinergie tra gli obiettivi delle politiche commerciali, ambientali e sociali. È incoraggiato il dialogo con la società civile (articolo 26), attraverso il confronto tra organizzazioni governative e non governative, sindacati e datori di lavoro, associazioni di imprese e camere di commercio. Si incoraggia la cooperazione tra imprese e tra queste e i governi (articolo 27), anche nel contesto dell’ Asia - Europe Meeting (ASEM), in particolare per migliorare la competitività delle PMI. Le Parti collaborano per accrescere il turismo in entrambe le direzioni, riconoscendone i benefici economici e il valore di strumento per approfondire la comprensione e i legami tra i rispettivi popoli (articolo 28). Titolo V: Cooperazione in materia di giustizia, libertà e sicurezza (articoli 29-37) Le Parti convengono di sviluppare la cooperazione giudiziaria (articolo 29) in materia civile, commerciale e penale. Si impegnano, in particolare, a negoziare, ratificare o attuare convenzioni internazionali sulla cooperazione in materia civile (come le Convenzioni della Conferenza dell'Aja di diritto internazionale privato in tema di cooperazione giudiziaria, controversie internazionali e protezione dei minori) e, in materia penale, continuano a collaborare sulle questioni di assistenza giudiziaria reciproca, conformemente ai pertinenti accordi internazionali. La cooperazione si estende inoltre al contrasto: – della criminalità e del terrorismo transnazionale comuni ad entrambe (articolo 30), mediante forme di assistenza reciproca nelle indagini, la condivisione di tecniche investigative, la formazione e l'addestramento degli operatori preposti; – della criminalità organizzata transnazionale, economica e finanziaria, della corruzione e delle operazioni illecite (articolo 31), adempiendo agli obblighi internazionali reciproci (compresi quelli di cooperazione per il recupero dei beni o dei fondi derivanti da atti di corruzione) e promuovendo l'attuazione delle Convenzioni dell'ONU contro il crimine organizzato internazionale del 15 novembre 2000 (la « Convenzione di Palermo ») e contro la corruzione del 31 ottobre 2002, nel rispetto dei principi di trasparenza e di partecipazione della società civile; – dei traffici di droghe illecite (articolo 32), condividendo informazioni, buone prassi e tecniche investigative per smantellare le reti criminali transnazionali e prevenire la loro penetrazione nell'economia legale; – della criminalità informatica (articolo 33), attraverso lo scambio di informazioni e buone prassi, e nel rispetto delle legislazioni nazionali e degli obblighi internazionali in materia di diritti umani; – del riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo (articolo 34), che comprende la collaborazione nel recupero di beni o dei fondi derivanti da attività criminali e prevede la condivisione di informazioni sulle rispettive legislazioni nazionali e l'attuazione delle norme adottate dagli organismi internazionali, come il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI). In materia di migrazioni e asilo (articolo 35), le Parti cooperano e scambiano opinioni sui temi dell'immigrazione, anche irregolare, della tratta di esseri umani, dell'asilo, dell'integrazione, della mobilità dei lavoratori e dello sviluppo, dei visti, della sicurezza dei documenti, dei dati biometrici e della gestione delle frontiere. In tale ambito, gli Stati membri dell'Unione europea e la Nuova Zelanda si impegnano a riammettere i propri cittadini presenti irregolarmente nel territorio dell'altra Parte, su richiesta di quest'ultima e senza formalità. Le Parti convengono, inoltre, di valutare la possibilità di concludere un accordo specifico, ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 1 del PARC, in materia di riammissione, che riguardi anche i cittadini di Paesi terzi e gli apolidi. Le Parti agevolano, inoltre, l'instaurazione di un dialogo sugli affari consolari tra le rispettive autorità competenti (articolo 36) e convengono che: – ciascuno Stato membro dell'Unione europea può esercitare in Nuova Zelanda la protezione consolare per conto di altri Stati membri dell'Unione che non dispongono di una propria rappresentanza diplomatico-consolare in territorio neozelandese; – la Nuova Zelanda può esercitare nell'Unione la protezione consolare per conto di un Paese terzo o che Paesi terzi la esercitino per conto della Nuova Zelanda, se questa o il Paese terzo sopracitato non dispongono di una rappresentanza diplomatico-consolare accessibile nel territorio dell'Unione. – l'Unione europea e la Nuova Zelanda cooperano, infine, per assicurare un elevato livello di protezione dei dati personali (articolo 37), conformemente agli strumenti e agli standard internazionali, comprese le linee guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla protezione della privacy e sui flussi transfrontalieri di dati personali. La collaborazione include lo scambio di informazioni e di competenze e la cooperazione tra le autorità responsabili della regolamentazione, in seno al gruppo di lavoro OCSE sulla sicurezza e la tutela della privacy nell'economia digitale e la rete globale per la protezione per la privacy ( Global Privacy Enforcement Network ). Titolo VI: Cooperazione in materia di ricerca, innovazione e società dell'innovazione (articoli 38-39) In tema di ricerca e innovazione, le Parti si impegnano ad attuare l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica firmato a Bruxelles il 16 luglio 2008 tra la Comunità europea e la nuova Zelanda (articolo 38). Condividono inoltre informazioni sulle rispettive politiche in materia di società dell'informazione (articolo 39). Titolo VII: Cooperazione in materia di istruzione, cultura e contatti interpersonali (articoli 40-42) Si riconosce il contributo che l'istruzione e la formazione (articolo 40) forniscono alla crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro, e le Parti, nel rispetto dei propri interessi e degli obiettivi delle loro politiche, favoriscono collaborazioni tra istituti di istruzione e formazione, programmi di mobilità (scambi di studenti, ricercatori, docenti, personale degli istituti di istruzione superiore) e approfondimenti sui rispettivi sistemi educativi. Le Parti agevolano la cooperazione in tema di cultura, mezzi audiovisivi e media (articolo 41), promuovendo scambi ed iniziative culturali, tramite strumenti già disponibili, e il dialogo interculturale tra le organizzazioni della società civile. Collaborano nei consessi internazionali, segnatamente l'UNESCO, per conseguire obiettivi comuni e promuovere la diversità culturale. Sostengono la cooperazione e il dialogo tra le istituzioni e i professionisti del settore degli audiovisivi e dei media. Incoraggiano, infine, i contatti interpersonali, anche tramite scambi di funzionari e tirocini per laureati, per migliorare la comprensione reciproca tra l'Unione europea e la Nuova Zelanda (articolo 42). Titolo VIII: Cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, energia e trasporti (articoli 43-51) Gli articoli 43 e 45 disciplinano la cooperazione in materia di ambiente e cambiamenti climatici. Sulle questioni ambientali, compresa la gestione sostenibile delle risorse naturali, tale cooperazione può comprendere lo scambio di informazioni, buone prassi e di esperti, nonché iniziative congiunte (seminari, conferenze, programmi, progetti) bilaterali o in ambito multilaterale. Le Parti convengono inoltre di collaborare nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, per promuovere un nuovo accordo internazionale per il periodo successivo al 2020. Le Parti si impegnano a rafforzare la cooperazione anche nel settore della salute (articolo 44), che può prevedere dialogo e attività congiunte (programmi, progetti) su temi di interesse comune, quali la sorveglianza delle malattie trasmissibili, i prodotti farmaceutici, la promozione di standard (norme e pratiche) internazionalmente riconosciuti, l'attuazione della Convenzione quadro per la lotta contro il tabagismo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e del Codice di condotta mondiale sul reclutamento del personale sanitario dell'OMS. In materia di protezione civile e gestione del rischio di catastrofi (articolo 46), le Parti cooperano, a livello bilaterale e multilaterale, per migliorare le misure di prevenzione, attenuazione, preparazione, reazione e recupero. In tema di energia (articolo 47), si conviene di rafforzare la cooperazione su tematiche quali le politiche per la sicurezza energetica, la promozione degli investimenti a livello mondiale, il funzionamento dei mercati internazionali, l'uso di energie rinnovabili, l'efficienza energetica, l'esplorazione e la produzione, l'attuazione di impegni internazionali di riduzione dei sussidi ai combustibili fossili. Relativamente ai trasporti (articolo 48), la cooperazione tra le Parti ha per obiettivi lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche e prassi, il rafforzamento delle relazioni nel settore dell'aviazione, la promozione dell'accesso ai mercati marittimi internazionali e il riconoscimento reciproco delle patenti di guida per i veicoli a motore terrestri. Riguardo ad agricoltura, sviluppo rurale e silvicoltura (articolo 49), le Parti promuovono la cooperazione e il dialogo sulle politiche agricole e di sviluppo rurale, e sulle indicazioni geografiche. È previsto l'impegno a collaborare, a livello nazionale ed internazionale, a favore della gestione sostenibile delle foreste, combattendo il disboscamento illecito. L'articolo 50 disciplina la cooperazione nel settore degli affari marittimi e della pesca, che mira a promuovere la conservazione a lungo termine e la gestione sostenibile delle risorse biologiche marine, la lotta alla pesca illegale non dichiarata e non regolamentata ( Illegal unreported and unregulated fishing – INN), e l'attuazione di un approccio comune alla gestione basato sugli ecosistemi. Le Parti collaborano in tema di conservazione di risorse biologiche marine nell'ambito delle Organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) e nei consessi internazionali (ONU, FAO). Avviano inoltre un dialogo biennale regolare, a livello di alti funzionari, anche al fine di condividere informazioni ed esperienze sulle rispettive politiche. In tema di occupazione e affari sociali (articolo 51), le Parti cooperano scambiandosi informazioni sulle proprie politiche, e si impegnano a rispettare, promuovere ed attuare efficacemente i principi e i diritti riconosciuti internazionalmente (sanciti, in particolare, nella Dichiarazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro del 1998 sui principi e diritti fondamentali nel lavoro). Le forme di cooperazione possono comprendere anche programmi, progetti, iniziative comuni su temi di comune interesse in ambito bilaterale o multilaterale. Titolo IX: Quadro istituzionale (articoli 52-54) La clausola evolutiva, disciplinata dall'articolo 52, prevede la possibilità di integrare il PARC con accordi su specifici settori che rientrano nel suo campo di applicazione. Le disposizioni del PARC non pregiudicano l'interpretazione e l'applicazione di altri accordi tra le Parti, anteriori o successivi, in particolare le norme sulla risoluzione delle controversie e sulla denuncia contenute in tali accordi. È istituito un Comitato misto (articolo 53), nel quale si tengono consultazioni per monitorare il buon andamento ed assicurare la coerenza generale delle relazioni bilaterali, individuare gli obiettivi prioritari nell'ambito delle finalità del PARC, prevenire o risolvere controversie e formulare raccomandazioni per promuovere l'attuazione dell'Accordo. Il Comitato si riunisce di regola una volta l'anno, di norma, a livello di alti funzionari. Può istituire gruppi di lavoro e sottocomitati che lo assistono nella trattazione di questioni specifiche. L'articolo 54 prevede che le controversie sull'applicazione e sull'interpretazione dell'Accordo siano risolte tramite consultazioni tra le Parti nell'ambito del Comitato misto. Le Parti forniscono al Comitato misto le informazioni necessarie a trovare soluzioni condivise alla controversia. Di particolare importanza i paragrafi da 3 a 8 dell'articolo, relativi al caso della violazione degli elementi essenziali dell'Accordo (le clausole che impegnano le parti al rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e dello Stato di diritto, nonché a contrastare la proliferazione di armi di distruzione di massa), che può portare all'adozione di misure appropriate (la sospensione, in tutto o in parte, dell'Accordo o di altre intese concluse successivamente e che rientrano nel quadro istituzionale comune), proporzionate al mancato rispetto degli obblighi e conformi al diritto internazionale (articolo 54, paragrafo 7). Titolo X: Disposizioni finali (articoli 55-60) Il PARC può essere modificato tramite accordo scritto tra le Parti (articolo 57). A norma dell'articolo 58, l'entrata in vigore è prevista il trentesimo giorno dalla data dell'avvenuta notifica della ratifica da parte di tutti i contraenti. È prevista l'applicazione provvisoria per le disposizioni dell'Accordo concordate dalle Parti (articolo 58, paragrafo 2). Il PARC è concluso per un periodo di tempo illimitato, a meno che una delle Parti non notifichi all'altra per iscritto l'intenzione di denunciarlo (articolo 58, paragrafo 3). L'Accordo è redatto in tutte le lingue degli Stati membri dell'Unione europea e ciascuna di queste versioni fa ugualmente fede (articolo 60). 5. Disposizioni del disegno di legge di ratifica Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Con gli articoli 1 e 2 si autorizza il Presidente della Repubblica a ratificare l'Accordo e se ne dà piena esecuzione dal momento della sua entrata in vigore. L'articolo 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria e l'articolo 4 disciplina l'entrata in vigore del disegno di legge.. 1 (Autorizzazione alla ratifica) 1 Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l'Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall'altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016. 2 (Ordine di esecuzione) 1 Piena ed intera esecuzione è data all'Accordo di cui all'articolo 1 a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall'articolo 58 dell'Accordo medesimo. 3 (Clausola di invarianza finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4 (Entrata in vigore) 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.