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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 75 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del presidente ALBERTI CASELLATI, del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 17,03). Si dia lettura del processo verbale. NISINI , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione del disegno di legge: Doc 981 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 981, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di intervenire il presidente della 5a Commissione permanente, senatore Pesco, per riferire sui lavori della Commissione. PESCO (M5S) . Signor Presidente, i lavori della 5ᵃ Commissione sul disegno di legge di bilancio per l'anno 2019 non sono ancora conclusi. Non siamo riusciti a votare ancora gli emendamenti; abbiamo concluso ieri la fase di espressione dei pareri sugli emendamenti depositati da tutte le forze politiche e manca ancora il parere su una mole di emendamenti e subemendamenti cospicua (mi riferisco agli ultimi emendamenti depositati dal Governo e dal relatore e ai subemendamenti agli stessi). C'è veramente ancora tanto lavoro da fare, nell'ordine di diverse giornate, pertanto, ad ora, posso solo dire che i lavori non sono ultimati. Chiedo, quindi, al Presidente del Senato cosa dobbiamo fare, perché di lavoro ce n'è ancora veramente tanto. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, a dir poco siamo costernati. Rivolgo una richiesta precisa, perché il Presidente della Commissione ci è venuto a dire che servono ancora molti giorni e che non c'è stata ancora nessuna votazione ed è quindi evidente, Presidente, che noi non possiamo far altro, a questo punto, che chiedere urgentemente la riunione dei Capigruppo. Mi lasci dire almeno che noi avevamo fatto delle richieste precise, che qui in Aula voglio reiterare: abbiamo sentito come sia cambiata la manovra, abbiamo avuto la relazione, abbiamo avuto l'emendamento. Credo che sia assolutamente necessario che ci sia l'audizione, che si doveva fare in Commissione, dell'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB). Inoltre, è indispensabile - e lo richiederemo ai Capigruppo quando si riuniranno - che vi sia una variazione alla Nota di aggiornamento. In queste condizioni, infatti, è cambiato tutto e noi vorremmo capire come si può andare avanti. Faccio presente che non è stato neanche fissato il termine per la presentazione degli emendamenti in Aula, quindi siamo nel caos più totale. La prego pertanto di chiedere al Presidente del Senato, tramite lei, di convocare urgentemente la Conferenza dei Capigruppo. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, per ora mi limito a confermare, anche da parte del Partito Democratico, la richiesta della convocazione immediata della Conferenza dei Capigruppo, perché non c'è davvero limite all'incredibile, in questi lavori. Penso che il presidente Pesco sarebbe dovuto arrivare in Aula oggi, dopo tutto il pregresso, dicendo semplicemente che avevano scelto, come Commissione, di venire in Aula senza relatore. (Applausi dal Gruppo PD) . Penso che sia veramente scandaloso che, dopo quanto accaduto in questi giorni, si arrivi a rimettere alla Presidenza la scelta di come procedere, di fronte all'unica alternativa, che è quella di lavorare ancora per alcuni giorni, soprattutto perché - caso mai visto - non si è fatto ancora un voto sul disegno di legge di bilancio. C'è quindi un peso politico che viene dalla gestione di questi giorni, oltre che dalla mancanza di responsabilità della Commissione bilancio che viene oggi a dire questo e non che si è scelto di arrivare in Aula senza relatore, e credo che tale peso debba essere rimesso nelle mani della Conferenza dei Capigruppo. (Applausi dal Gruppo PD) . BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, mi unisco alla richiesta dei colleghi delle opposizioni, per tutte le motivazioni dianzi esposte e per molte altre ancora, che nascono da quindici giorni a partire da ora e da una Commissione che, fino adesso, non ha, su questa manovra invisibile, ancora espresso nemmeno un voto e la sta portando in Aula con un inedito assoluto nella storia della Repubblica italiana. Non siamo qui solo per stigmatizzare una iconoclastia, una rottura totale della Costituzione, ma anche una rottura del patto nei confronti del popolo italiano. Diamoci quantomeno un calendario civile: concordiamo insieme, nella Conferenza dei Capigruppo, che cosa fare e cerchiamo di capire com'è possibile, se è possibile, quando è possibile, leggere il contenuto fantasma di questa manovra fantasma. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 17,11) PRESIDENTE . Convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 17,11, è ripresa alle ore 18,48) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione della discussione in Assemblea del disegno di legge di bilancio. Nella seduta di stasera, che si concluderà alle ore 24, avrà inizio la discussione generale. Tale discussione riprenderà nella seduta di domani, dalle ore 9 alle ore 12. A tal fine sono state ripartite otto ore. Conclusa la predetta fase procedurale, si passerà al voto degli emendamenti e degli articoli della seconda sezione del disegno di legge di bilancio, secondo quanto stabilito dall'articolo 129 del Regolamento. Successivamente, si esaminerà la prima sezione del disegno di legge, che consta di un solo articolo. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 20. Poiché il Governo ha preannunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia sulla prima sezione del disegno di legge, la Conferenza dei Capigruppo ha già previsto in linea di massima l'articolazione dei tempi successivi, cosicché la discussione sulla fiducia avrà la durata di circa quattro ore, in base a specifiche richieste dei Gruppi. È stato altresì stabilito che alle ore 22 di domani, con ripresa diretta televisiva, si svolgeranno in un'unica fase le dichiarazioni di voto sulla fiducia e sul complesso della legge. Seguirà la chiama. Una volta votato l'articolo 1 della prima sezione, la seduta dovrà essere sospesa per consentire al Governo di presentare la seconda Nota di variazioni al bilancio che, non appena trasmessa, sarà immediatamente deferita alla 5ª Commissione permanente. L'Assemblea procederà quindi al voto della Nota di variazioni e al voto finale del disegno di legge, con votazione nominale a scrutinio simultaneo. BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, in Conferenza dei Capigruppo, a nome del Gruppo Forza Italia, abbiamo presentato proposte di calendario alternative. Come abbiamo spiegato ai colleghi e come vogliamo comunicare all'Assemblea, riteniamo che sia un'eccentricità assolutamente inaccettabile - e usiamo ovviamente un'espressione blanda, riservandoci in altre sedi di essere molto meno blandi - il fatto che non sia stato consentito nemmeno un voto in Commissione su un emendamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD e della senatrice De Petris) . Nemmeno un emendamento è stato votato in Commissione, una Commissione che è stata riunita permanentemente per quindici giorni con commissari bilancisti segregati a parlare del nulla. Noi - come ha detto il presidente Calderoli - dovremmo discutere del nulla, nel senso che dovremmo fare una discussione su argomenti a piacere da adesso a mezzogiorno di domani, dal momento che il contenuto della manovra non è quello del mini-maxiemendamento presentato ieri sera alle ore 20,30 in Commissione, bensì è quello che viene dalla Camera. Si tratta, cioè, di quella famosa manovra scritta sulla sabbia che non vale più, perché il contenuto è già stato cambiato. (Applausi dal Gruppo FI-BP e dei senatori Faraone e Monti) . Voi comprendete il surrealismo di quello che vi sto raccontando? Domani arriverà il maxiemendamento. La nostra proposta è articolata su due punti: il primo punto è che si abbia il coraggio di metterci la faccia e si torni qui tutti il 24 e il 26 dicembre. Rimandiamo la manovra in Commissione immediatamente e votiamo articolo per articolo tutti gli articoli segnalati. Cerchiamo di fare una figura civile nei confronti del Paese e dei nostri rappresentati: tutti qui il 24 e il 26 dicembre. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e Misto-LeU) . Il Governo sembra invece intenzionato a trascorrere le vacanze a casa, circondato dall'affetto dei suoi cari. Questo naturalmente fa piacere anche a noi, ma stiamo parlando della manovra di bilancio che deciderà i destini del Paese e li cambierà in peggio, molto in peggio. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . In estremo subordine, chiediamo quantomeno di essere messi nella condizione di parlare e, quindi, di non comprimere i tempi del dibattito come faremo domani con la diretta televisiva alle ore 22, in concorrenza con Marzullo o con Consorzio Nettuno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi chiediamo di poter fare le dichiarazioni di voto e la votazione finale sabato mattina con calma, pur non potendo tornare in Commissione. Queste sono le nostre proposte alternative. Signor Presidente, speriamo in un ravvedimento operoso e attivo del Governo, se non per noi, quantomeno per gli italiani che stanno continuando a illudere con slogan senza contenuti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, abbiamo tentato ancora una volta in Conferenza dei Capigruppo di fare proposte che non dico riponessero al centro il Parlamento - come ci ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica - ma riportassero la discussione sul bilancio su binari minimi di civiltà e normalità. Le abbiamo viste tutte, come maxiemendamenti presentati in ritardo con la fiducia. Non avevamo però ancora visto - magari qualcuno cercherà anche dei precedenti al riguardo - affrontare in tal modo la manovra di bilancio, una manovra peraltro complicata e annunciata in maniera così plateale. Abbiamo sentito molte altre cose a seguito di una trattativa in Europa che è in un certo senso difficile raccontare come vittoriosa. Non si era mai visto che in Commissione bilancio non si tenesse neanche una votazione; gli esperti della Commissione bilancio lo sanno bene: neanche una bocciatura tecnica degli emendamenti che non erano considerati prioritari dai Gruppi parlamentari. Non si era mai visto! Mi giunge voce, peraltro, che qualcuno sta pensando di inserire nel maxiemendamento anche emendamenti che non sono stati neanche presentati dai singoli in Commissione. Questo per farvi capire che siamo arrivati, ormai, all'esproprio totale, e non solo del Senato, perché la Camera ha votato una manovra che non esiste, sulla quale, tra l'altro, noi adesso dovremmo iniziare la discussione generale. Abbiamo tentato con garbo - che dobbiamo fare? - di far comprendere che è un problema per tutti espropriare in modo così palese e anche definitivo il Parlamento della possibilità di discutere. Ci abbiamo provato in Commissione; ci abbiamo provato in tutti i modi. Abbiamo chiesto, per giorni e giorni, di poter lavorare. Abbiamo illustrato i nostri emendamenti, abbiamo chiesto ripetutamente al Governo di dire qualcosa, che cosa ne pensasse, se c'era la possibilità di lavorare su alcuni temi e di dare anche il nostro contributo. Siamo stati messi nella condizione di non poter lavorare. Dico anche di più. In realtà, questo risultato è stato voluto. Non è un incidente. Il motivo non è che la trattativa negoziata è stata lunga e complessa. Si è capito, infatti, ormai già da alcuni giorni in realtà, come si è capito anche dalle dichiarazioni rese oggi in Aula dal Presidente della Commissione bilancio, che non si voleva assolutamente svolgere alcun tipo di lavoro all'interno della Commissione. Per questo non è stato espresso nessun voto, per questo non è stata fatta neanche una votazione; l'esito doveva essere quello: arrivare in Assemblea al buio, senza relatore. Questo è quello che voi pensate che sia - e come debba essere ridotta - la democrazia parlamentare! Siccome il presidente Calderoli è relatore di una proposta di legge di revisione costituzionale, io vi dico di andare anche oltre: assumetevi la responsabilità, e su questo discutiamo, che la maggioranza presenti il bilancio con la formula «prendere o lasciare». Almeno è chiaro, è definitivo ed è codificato, perché noi non possiamo andare avanti in questo modo! Torno a ripetere che quello che è accaduto è inaudito. Cosa dobbiamo fare adesso? Ve lo abbiamo detto. Abbiamo tentato di dirvelo: ritorniamo in Commissione e facciamo le votazioni; quello che dovete bocciare, bocciatelo, quello che dovete approvare, anche i vostri emendamenti, approvateli. Almeno saranno chiari i contorni degli emendamenti che volete approvare. Cerchiamo, in qualche modo, di riportare i lavori su un binario di ordinarietà. I tempi ci sono. Si può tornare in Commissione. Siamo ancora lontani dalla vigilia e da Natale. Abbiamo tutta la possibilità, finalmente, di farlo. E lo dico anche a tutti i senatori di maggioranza: questo non è un problema solo delle opposizioni, ma è un problema di dignità del Parlamento. Riprendiamo in mano la possibilità di conoscere, di agire, di poter esercitare pienamente il nostro mandato. Lo so che non vi fa piacere, che forse è meglio che avvenga tutto in fretta e che le dichiarazioni di voto le facciamo di sera tardi. È, infatti, complicato, signor Presidente, andare a spiegare che tutto quello che avevate promesso è adesso difficile ritrovarlo in questa manovra. Quindi, si torni in Commissione e, finiti i lavori della Commissione, si potrà continuare a lavorare, perché abbiamo ancora le giornate di sabato, domenica e lunedì. Nessuno di noi vuole l'esercizio provvisorio; assumiamoci però la responsabilità di ritornare finalmente a dare una possibilità a quest'Assemblea e a tutto il Parlamento di decidere, conoscere e votare in modo responsabile. Perché questa è una democrazia parlamentare, altrimenti è altro! (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e PD e del senatore Berardi) . MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, veniamo da sei giorni che definire paradossali è poco. Ho una certa esperienza, signor Presidente, di leggi finanziarie, di leggi di stabilità, di leggi di bilancio, di discussioni in Commissione, ma mai - e sottolineo mai - mi era capitato di passare sei giorni e sei notti senza discutere né votare un emendamento, né della maggioranza, né dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PD) . Non un voto, signor Presidente. Una situazione senza precedenti, una mortificazione del ruolo che la Costituzione e i Regolamenti parlamentari affidano alla Commissione bilancio e al Parlamento della Repubblica. Sei giorni fino al paradosso di ieri sera, quando, alle ore 21,30, dopo un'infinita attesa e dopo una fiera delle ipocrisie, il Governo ha presentato queste paginette che stravolgono completamente quella che dal balcone di Palazzo Chigi avete chiamato la manovra del popolo. (Il senatore Misiani mostra il fascicolo degli emendamenti del Governo 1.7000, 1.7001, 1.7002). Dalle ore 21,30 di ieri sera la manovra del popolo non c'è più: ci sono tagli per 10 miliardi di euro nel 2019, per 12 miliardi di euro nel 2020, per 16 miliardi di euro nel 2021, tagli alle pensioni, clausole di salvaguardia IVA: c'è un altro mondo, signor Presidente, c'è un'altra manovra, c'è un'altra legge di bilancio, che il Parlamento ha il diritto di discutere, avendo tutte le informazioni. Signor Presidente, questo Governo si definisce un Governo sovranista che dovrebbe tutelare le prerogative dell'Italia. Voi avete dato a Bruxelles, con il cappello in mano, numeri e tabelle che il Parlamento non ha: noi non abbiamo le informazioni che avete mandato a Pierre Moscovici, a Jean Claude Juncker e a Valdis Dombrovskis. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Il Parlamento italiano ieri ha avuto cinque paginette - dico cinque - lette dal sottosegretario Castelli, che poco o nulla dicono su quanto questi emendamenti impattino sul prodotto interno lordo, sull'occupazione e sulla vita degli italiani, che vedranno tagliate le pensioni, aumentata l'IVA e realizzate cose molto diverse da quelle che avete promesso da ottantatré giorni a questa parte. Se le cose stanno così, signor Presidente, chiediamo a quest'Assemblea di difendere le prerogative del Parlamento, di tornare in Commissione e noi siamo disponibili a lavorare anche il 24 e il 26 dicembre per fare il nostro lavoro e il nostro dovere, che è quello di discutere con cognizione di causa questa manovra. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Non stiamo parlando infatti di noccioline; stiamo parlando di miliardi di euro che cambieranno la vita degli italiani, spesso in peggio, e allora il Parlamento ha il diritto e il dovere di fare il proprio mestiere. Torniamo in Commissione. Dateci le informazioni che è nostro diritto avere; permetteteci di audire l'Ufficio parlamentare di bilancio, che non aveva validato le previsioni iperottimistiche della Nota di aggiornamento e che noi abbiamo il dovere di sentire per capire se i nuovi numeri macroeconomici che abbiamo letto sui giornali stanno in piedi, hanno senso oppure sono per l'ennesima volta campati in aria. Signor Presidente, glielo chiediamo con grande forza. Noi oggi abbiamo abbandonato per protesta, come gesto estremo, i lavori della Commissione bilancio. Non abbiamo fatto ostruzionismo in questi giorni. Abbiamo sempre tentato di lavorare con spirito costruttivo. Noi non le chiediamo altro che di avere la possibilità di fare il nostro lavoro, di discutere, di votare, di dare al Paese una decisione che avvenga su numeri, su fatti concreti, con cognizione di causa. Noi siamo chiamati a deliberare, ma per deliberare dobbiamo conoscere e noi oggi non conosciamo tutto ciò che dobbiamo sapere. Abbiamo il diritto e il dovere di farlo. A lei, Presidente, chiediamo di tutelare le prerogative del Senato della Repubblica. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . LA RUSSA (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA RUSSA (FdI) . Signor Presidente, abbiamo fatto una lunga riunione in Conferenza dei Capigruppo, alla quale, come Vice Presidente del Senato, ho partecipato insieme agli altri Vice Presidenti. Grosso modo si è cercato di incanalare il dibattito su una concreta possibilità di interventi per tutti. Premetto che il capogruppo di Fratelli d'Italia, senatore Luca Ciriani, a nome di tutti noi si è dichiarato non solo disponibile, ma anche pronto a dare l'assenso a qualunque calendario ci consenta di fare un buon lavoro (che si tratti di lavorare il sabato, la domenica, il lunedì o quant'altro). Non credo, quindi, che nessuno in questa sede possa e debba fare la gara a chi lavora di più il giorno di Natale o il giorno di Santo Stefano; noi dobbiamo assolutamente esaminare questo disegno di legge di bilancio. C'è, però, un pericolo ancora maggiore del disegno di legge di bilancio, che a noi non piace e su cui faremo le nostre severe valutazioni nel corso del dibattito, anche in relazione all'accordo capestro con l'Europa: il pericolo più grave è arrivare all'esercizio provvisorio. La nostra opposizione patriottica, pronta a discutere in qualunque ora e in qualunque giorno, si ferma, non a parole ma nei fatti, di fronte all'eventuale pericolo di andare a un esercizio provvisorio che sarebbe estremamente dannoso, non per un Governo o per una maggioranza, ma per l'Italia. Qualunque sia il calendario, quindi, si tenga conto che dopo di noi il disegno di legge di bilancio dovrà tornare alla Camera e non possiamo, in nessun caso, non tenere conto di una proiezione dei tempi che metta al sicuro l'approvazione della pessima finanziaria prima che scatti l'esercizio provvisorio. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Metto ai voti la proposta di modifica volta a rinviare in Commissione la discussione del disegno di legge di bilancio e a proseguire i lavori in Aula nelle giornate del 24 e del 26 dicembre, avanzata dai senatori Bernini, De Petris e Misiani. Non è approvata. (Commenti dal Gruppo PD). Dispongo la controprova. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Metto ai voti la proposta di modifica volta a prevedere il voto finale del disegno di legge di bilancio nella giornata di sabato mattina, avanzata dalla senatrice Bernini. Non è approvata. Tra l'altro, senatrice Bernini, avrei dovuto anche respingere tale richiesta in quanto, se fa i conti, rispetto al calendario di cui ho dato lettura, il voto sarà effettivamente sabato mattina, perché dopo la mezzanotte di venerdì è già sabato mattina. (Ilarità. Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 981 PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, in relazione a quanto stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, non essendosi concluso l'esame in Commissione, il disegno di legge sarà discusso nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati senza relazione, ai sensi dell'articolo 44, comma 3, del Regolamento. MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, come dicevo poc'anzi, gli emendamenti presentati ieri dal Governo stravolgono completamente l'impianto della manovra, l'impatto finanziario e il quadro macroeconomico sottostante. Le stesse paginette di accompagnamento che sono state lette dal sottosegretario Castelli, nei pochi numeri che danno al Parlamento, ci dicono per esempio che la crescita, programmata inizialmente all'1,5 per cento, l'anno prossimo scenderà all'1 per cento; e altre cose che riguardano la vita dei cittadini e delle imprese italiane. Noi però, signor Presidente, riteniamo totalmente insufficiente la documentazione di accompagnamento all'emendamento del Governo che è stata trasmessa al Senato della Repubblica. Non si può presentare un emendamento che vale 10 miliardi di euro senza chiarire qual è il quadro macroeconomico (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) , come cambia l'economia di questo Paese, che nel frattempo sta scivolando verso la recessione, anche grazie alla vostra politica economica. E allora non ci possiamo accontentare delle dichiarazioni del premier Conte e delle dirette Facebook dei due Vice Premier . Noi chiediamo ufficialmente - lo abbiamo già fatto in Commissione e lo facciamo anche in Aula - che venga trasmessa al Parlamento una relazione di variazione della Nota di aggiornamento, come previsto dalla legge n. 243 del 2012, come è stato fatto nell'ottobre del 2014 dal Governo Renzi e come dovrebbe essere normale in ogni Paese civile, che quando presenta una manovra completamente diversa da quella che avete festeggiato... (Commenti del senatore Airola) . FARAONE (PD) . Stai zitto! PRESIDENTE. Che lo dica lei, forse... MISIANI (PD) . Presidente... PRESIDENTE. No, non ce l'avevo con lei... (Commenti del senatore Airola). Non l'ho visto, stavo ascoltando il senatore Misiani, diversamente da quanto fa lei. (Commenti dei senatori Renzi e Airola) . MISIANI (PD) . Signor Presidente, il senatore Misiani, se non viene interrotto, finisce molto rapidamente. Noi chiediamo che venga... AIROLA (M5S) . Siamo in discussione generale! PRESIDENTE. Senatore Airola! MISIANI (PD) . Noi chiediamo di avere i numeri che avete dato a Bruxelles e non avete trasmesso al Parlamento della Repubblica italiana! (Applausi dal Gruppo PD) . Noi abbiamo il diritto di capire come è cambiata la manovra, chi pagherà più tasse, chi non andrà in pensione prima, chi non avrà il reddito di cittadinanza. Abbiamo il diritto di sapere quali promesse non saranno mantenute. E ce lo dovete mettere nero su bianco! (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. I senatori del Gruppo PD si levano in piedi) . PRESIDENTE. Senatore Misiani, la legge che prevedeva quello che lei sta chiedendo è stata modificata nell'anno 2016, ovvero nella passata legislatura. Tutto quello che lei ha richiesto non è più previsto per legge. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . FARAONE (PD) . Non è vero! PRESIDENTE. Chi l'ha detto? Il senatore Faraone? Senatore Faraone, si informi. (Commenti del senatore Faraone) . Basta, questo non era neanche un intervento sull'ordine dei lavori. STEFANO (PD) . Faccia il Presidente, Calderoli, non il capo della maggioranza! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà. PICHETTO FRATIN (FI-BP) . Signor Presidente, avendo partecipato ai quindici giorni di discussione nell'ambito della Commissione bilancio, devo partire dall'ambiente che si è venuto a creare in quella sede, se vogliamo un po' surreale, così come in quest'Aula oggi, perché si è discusso un qualcosa che non c'era. Il Governo, nonostante la buona volontà dei sottosegretari Garavaglia e Castelli, era in ambasce, in attesa delle comunicazioni via etere dalla Commissione europea, quindi in balia se vogliamo dell'Europa. E lo dice - mi avvalgo di essere senza vincolo di mandato, quindi non so se il mio Gruppo condivide pienamente - uno che sostiene che forse le regole europee vanno ridiscusse e che, essendo noi un Paese fondatore, abbiamo tutto il diritto di chiedere la ridiscussione delle regole europee (Applausi dal Gruppo FI-BP) e, dall'altra parte, di ragionare sul fatto che rispetto al Trattato di Maastricht sono passati quasi vent'anni. Però una cosa bisogna dire: è venuta meno anche una informazione sugli elementi in possesso del Governo, come detto precedentemente dal collega Misiani. Non abbiamo mai chiesto una comunicazione formale del Governo italiano all'Unione europea perché a trattativa aperta anche l'opposizione ha rispettato il dovere della riservatezza rispetto alla trattativa che il Governo italiano svolgeva con l'Unione europea. Credo però che in una repubblica parlamentare, a trattativa chiusa, il Parlamento abbia il diritto di avere tutte le informazioni ufficiali (non volevamo conoscere i colloqui); non noi dell'opposizione, non noi singoli senatori ma il Parlamento italiano ne aveva diritto. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ciò non è avvenuto. Siamo qui senza aver votato nulla, come è già stato detto precedentemente. Siamo qui, peraltro, a discutere una manovra già vecchia, superata dai fatti pur essendo stata cambiata più volte. Ci fa piacere che non ci sia la procedura di infrazione. Il rapporto debito-PIL, che è stato tanto sbandierato al 2,4, oggi è al 2,04. Si tratta di 7 miliardi di euro in meno per il nostro deficit , 7 miliardi di euro in meno che sono rilevanti ed importanti. Abbiamo comunque 1,7 miliardi di euro in più di margine rispetto al 2 per cento che era la somma tra il tendenziale e le clausole di salvaguardia precedenti (parlo di stime di Bankitalia), quindi abbiamo un margine di 3,3 miliardi di euro. Purtroppo la guerriglia e la trattativa mal condotta ci portano ad aver bruciato 72 miliardi di euro di capitalizzazione di borsa, 20 miliardi di euro - secondo i dati di Bankitalia - di capitali in fuga e il 10 per cento del valore dei portafogli immobiliari italiani, che sono poi la ricchezza dei cittadini normali non sono il portafoglio dei grandi ricchi che comunque risiedono all'estero, che corrisponde a circa 300 miliardi di euro su un totale stimato a 3.000 miliardi di euro. Questo è il risultato di una manovra che è peggiorata. Praticamente siamo passati dalla manovra di cambiamento al cambiamento della manovra, anche se la frase non è mia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La prima domanda che ci siamo posti, quindi, è se le due misure ritenute prioritarie che questa maggioranza ha mantenuto siano più importanti di altri interventi volti alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro, perché l'indicazione che è sempre venuta era favorevole alla crescita, ad una manovra espansiva. Poi ci siamo posti l'interrogativo se una volta fatti quadrare i conti con l'Europa solo per il 2019 il problema sia risolto anche per i prossimi anni. La risposta è no. Chi farà la manovra del 2020 e del 2021 in questo quadro? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo infatti in presenza di una semplice posticipazione dei problemi, dei debiti e naturalmente degli indicatori. Siamo con le due misure principali totalmente a debito, cioè con spese di parte corrente continuative non una tantum , quindi ci troveremo dal 2020 ad avere continuativamente questo tipo di spesa. Il dato politico più sostanziale - permettetemelo - è forse la sconfitta del balcone, di quella parte della maggioranza che si è affacciata al balcone, dei 5 Stelle e delle loro promesse elettorali da 17 miliardi di euro che oggi si sono ridotti notevolmente. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ci auguriamo che, nel momento in cui verrà adottata la misura di attuazione (quindi la legge collegata), i 17 miliardi di euro saranno spesi meglio rispetto a quanto sbandierato. Ci auguriamo che tali risorse vengano destinate al lavoro e alla formazione, quindi all'accompagnamento verso il lavoro. Su questo ci troveremmo d'accordo, perché sarebbe molto più ragionevole. C'è un altro dato che deve spaventare. Nel 2020 sono previsti 23 miliardi di euro aggiuntivi di IVA; nel 2021 la cifra è pari a 28,7 miliardi di euro. L'IVA raggiungerà così la soglia del 26,5 per cento e sarà pagata, prima di tutto, dalla povera gente e da tutti gli italiani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Il provvedimento contiene poi una sequenza di altre misure (alcune anche condivisibili): dalle imposte sostitutive, al prelievo sul gioco. Ve ne sono altre non condivisibili, come le imposte sulle auto, che rischia di impattare negativamente sul settore, producendo un effetto simile a quello dell'intervento sulla cantieristica di qualche anno fa, di neanche lontanissima memoria. Inoltre, non sono stati accolti i nostri emendamenti riguardanti il mercato immobiliare e il provvedimento non contiene alcuna forma di aiuto al sistema dell'edilizia, anche solo semplificando e non prevedendo sussidi. Non ci sono misure in grado di far ripartire davvero il prodotto intorno lordo. Dall'inizio della crisi il settore edile ha perso 600.000 posti di lavoro. Colleghi, dobbiamo ricordarci che in questo momento gli italiani hanno una disponibilità pari a 1.000 miliardi di euro, di cui 150 sotto i materassi, secondo le stime della Banca d'Italia e dell'Istat. Queste risorse non sono da tassare, ma vanno usate per favorire investimenti pubblici nelle infrastrutture e per creare posti di lavoro. In questo modo si può far crescere il Paese. La manovra in esame non è più quella annunciata nel Documento di economia e finanza, ossia una manovra espansiva che avrebbe dovuto favorire la crescita. La riduzione del prodotto intorno lordo dall'1,5 all'1 per cento significa che la manovra comincia a essere fortemente recessiva. Infatti, crescita significa lavoro, libertà di impresa e cancellazione delle indegne misure contenute nel cosiddetto decreto dignità. Non si licenzia dopo ventiquattro mesi, non si evita di leggere la realtà vietando i voucher (speriamo non succeda), non si chiudono i negozi le domeniche per far licenziare i dipendenti che lavorano quel giorno. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, noi avremmo in mente una manovra alternativa. Potremmo anche ragionare sull'incremento dell'IVA, ma occorre abbassare le imposte dirette e introdurre la flat tax . (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questa potrebbe essere la manovra di un vero Governo che ha a cuore le sorti della Nazione. Forse - e concludo - dobbiamo ringraziare la Banca centrale europea, che nonostante la riduzione graduale del piano di acquisti ha confermato il riacquisto dei titoli in scadenza attualmente già in portafoglio. Quella in esame è una manovra recessiva che plasma l'idea della decrescita felice, mentre questo Paese ha bisogno di creare ulteriori condizioni di crescita del lavoro e ulteriori opportunità e non già sussidi. È proprio questo che manca, anzitutto, nella nuova legge di bilancio. (Applausi dai Gruppi FI-BP e FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore La Pietra. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi senatori, siamo così arrivati all'epilogo di questa commedia che nelle ultime settimane ci ha visto tutti coinvolti, perché - di fatto - di questo si tratta. Se non avesse coinvolto il destino del nostro Paese e dei nostri cittadini, sarebbe stata una farsa. Il percorso della manovra finanziaria è infatti una tragedia; abbiamo lavorato per settimane nelle Commissioni senza avere alcun dato o un piano preciso. Oggi non abbiamo ancora i saldi precisi. Abbiamo ascoltato ieri il Presidente del Consiglio che in Aula ci ha detto che ha trovato l'accordo con l'Europa, che ci sarà un deficit inferiore a quello preannunciato e che, comunque, i provvedimenti che la maggioranza riteneva importanti, come il reddito di cittadinanza, saranno mantenuti. Tutto il resto o la maggior parte delle altre cose molto probabilmente sarà cancellato. È una manovra che comunque non guarda alla crescita e allo sviluppo. Detto questo ci preoccupiamo perché dalle parole che il Presidente del Consiglio ha detto ieri abbiamo fondamentalmente capito una cosa: il Governo italiano è andato a Bruxelles e ha chiesto la possibilità di fare la sua manovra elettorale in vista della prossima campagna per le europee in cambio di un'ipoteca nei prossimi anni sul futuro dei nostri cittadini. Quello che succederà, come qualcuno ha già detto, nel 2020-2021 non è ancora chiaro. Avete barattato e ipotecato il futuro della nostra Nazione. Volevamo entrare nel merito di questa manovra che però, ad oggi, non ci consente di capire ancora quali siano effettivamente i dati su cui discutere. Se vogliamo analizzare il disegno di legge uscito dalla Camera un dato è però certo; è da esso infatti che dobbiamo partire, visto e considerato che nessun emendamento è stato votato in Commissione e che nessuna modifica ufficiale è stata fatta. Oggettivamente non vediamo in esso elementi di sviluppo, possibilità di aumentare i posti di lavoro. O meglio, i posti di lavoro effettivamente li avete creati nella manovra. Li avete creati quando, per esempio, avete ipotizzato l'assunzione di circa 400 persone al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per poter fare cosa? Per poter diminuire le consulenze esterne. Qual è la ratio di questo ragionamento? Permettetemi, di solito le consulenze sono una tantum , quindi voi cosa volete fare con questo provvedimento? Volete sostituire delle spese una tantum con una spesa strutturale che sarà sempre fissa nel tempo. E lo volete fare perché molto probabilmente ritenete che chi lavora all'interno del Ministero non è in grado professionalmente di poter effettuare queste consulenze. Non si risolve allora il problema con la quantità, ma aumentando la professionalità di queste persone. Volete creare, come dite, dei posti di lavoro. Come? Con il reddito di cittadinanza? Gli unici posti di lavoro che creerete saranno molto probabilmente i 4.000 destinati ad ampliare i centri dell'impiego. Quelli sì, sono posti di lavoro certi. Però ancora non avete capito una cosa: il problema dei centri per l'impiego non è la quantità delle persone che vengono impiegate, ma - anche qui - la qualità del servizio che viene svolto. I centri per l'impiego servono per incrociare la domanda e l'offerta tra mondo del lavoro e aziende. Se qualcuno di voi avesse fatto anche l'amministratore - per esempio, delle Province che la sinistra ha voluto abolire di fatto, rendendo la situazione istituzionale pazzesca - avrebbe capito che i centri per l'impiego non funzionano perché non c'è una selezione vera del tipo di lavoratori che servono al territorio. Molte volte all'interno dei centri per l'impiego, e di quelle che erano prima le Province, venivano fatti i corsi di formazione che non avevano neanche un'attinenza minima con il lavoro che rappresentava la peculiarità del territorio. Avete poi parlato di infrastrutture. Ma come, da una parte dite che volete promuovere lo sviluppo e, dall'altra, invece volete bloccare tutti gli investimenti sulle infrastrutture? Soprattutto voi, colleghi del MoVimento 5 Stelle, di cui una delle vostre 5 Stelle è l'ambiente, non avete mai parlato nella manovra delle Autostrade del mare. Ma, anzi, cosa fate? Diminuite i finanziamenti per quanto riguarda i lavori da fare all'interno dei porti e la manutenzione straordinaria. Si potrebbe continuare ancora, ma voglio andare nello specifico di una materia che mi interessa particolarmente, quella dell'agricoltura. In questa finanziaria - almeno stando a quello che ci è dato sapere - per l'agricoltura, che rappresenta uno degli asset fondamentali delle nostre esportazioni, del made in Italy , dell'agroalimentare, avete investito zero; avete investito lo zero virgola zero: niente. Avete investito circa un milione l'anno per il problema della xylella fastidiosa in Puglia. A fronte di stime da parte della Coldiretti, della Confagricoltura e delle associazioni sindacali in agricoltura; a fronte di una perdita di oltre 1,7 miliardi di euro, con un abbattimento complessivo del 50 per cento della produzione di olio in Puglia, voi investite 1 milione di euro l'anno. Avete detto che investite 10 milioni di euro per la forestazione? Ma vi rendete conto? 10 milioni su più di 11 milioni di ettari di boschi che abbiamo nel nostro Paese? Non è neanche un euro a ettaro. E se anche dovesse essere suddiviso per Comuni, non per ettaro, considerato che abbiamo 3.500 Comuni montani nel nostro Paese, non viene neanche una media di 3.000 euro a Comune. Quindi con quali soldi volete aiutare l'agricoltura italiana? L'ultima cosa. La vostra operazione di bandiera in agricoltura era quella di regalare un ettaro di terra a chi avesse il terzo o il quarto figlio? Ma di cosa state parlando? Se c'è una famiglia che vive nel centro di una città e che ha il terzo figlio, gli regalate un ettaro di terra? Dove? Dove gliela regalate, in mezzo a un giardino? (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Berardi ) . E a quali nuclei familiari fate riferimento? Mi riferisco ai colleghi della Lega: dite «prima gli italiani», ma quali nuclei familiari avete preso a riferimento per fare questo? Concludo, signor Presidente, dicendo che questa, per quello che c'è stato dato di vedere fino ad oggi, è una manovra che non fa crescere l'occupazione, che non crea sviluppo, ma crea solo assistenzialismo. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto una manovra più italiana, più patriottica, meno europea. Ma mi sembra che la vostra rivoluzione, che avete annunciato dai balconi, si stia nascondendo nelle cantine della politica. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, confesso che prendo la parola in quest'Aula con grandissimo disagio; con il disagio di chi, per cultura, per tradizione, per pratica, ha fatto del rispetto delle istituzioni il punto cardine della sua attività politica. Prendo la parola con disagio, perché a me pare che oggi compiate, in questi giorni già così cupi, un ulteriore grave attacco, il più grave nella storia della nostra Repubblica, alla democrazia rappresentativa (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e Misto-LeU) , alla Costituzione e all'ordinamento liberale così come, seppure imperfetto, lo abbiamo conosciuto in questi anni. Vedete, che il Parlamento sia umiliato, esautorato, ridotto all'irrilevanza, anzi - consentitemi - quasi alla farsa, non è un trofeo di cui andare orgogliosi, non è un vulnus all'opposizione, ma è una ferita grave a tutti, al Paese, alla democrazia. (Applausi dai Gruppi PD e FdI). Vedete, perché dico che è quasi una farsa? Kafka a noi francamente farebbe un baffo. Alla Camera avete preteso, con la fiducia, la votazione su una manovra farlocca che tutti sapevamo non esistere (lo leggevano ogni mattina). Qui pretendete, allo stesso modo, una votazione con la fiducia su un oggetto misterioso che nessuno ha avuto la possibilità, oltre che il dovere, di esaminare. Il presidente Conte ieri ci ha dato alcune cifre, ma mi pare che più che altro da molti vengano dati i numeri e dare i numeri non è sinonimo di partire dalle cifre: è dare i numeri. Questi ottantatre giorni e quelli precedenti non solo sono stati inutili, ma sono stati dannosi in termini politici, di credibilità del nostro Paese e in termini economici per gli italiani, le italiane e le famiglie di questo Paese. I costi politici non li recupererà più nessuno e il tutto in questi mesi è stato accompagnato da esternazioni giornaliere dei due vice, Salvini in particolare, irrispettose, da bullo di periferia, volgari quando non direttamente insultanti verso chiunque. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Se un magistrato osa dire che a indagini aperte sarebbe bene non twittare, gli si risponde che è stanco e che vada in pensione. Se un alto funzionario prova a dire che i numeri sono una cosa e le cifre macroeconomiche sono altro, gli si risponde in modo sprezzante che si faccia eleggere e poi parli perché «noi siamo eletti da 60 milioni italiani», e non è vero, perché sono tanti ma non sono 60. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . E comunque, con 60 meno uno e sono contenta, per lo meno, di capire quali sono le nostre differenze di fondo sulla gestione politica e liberale di un Paese come si deve. E vogliamo continuare su «Tanti nemici tanto onore» oppure «Tireremo dritto», oppure «Cacceremo 500.000 clandestini», frasi con cui ci avete rintronati per mesi di campagna elettorale? Salvo che tra una birreria e una bocciofila, a un certo punto il Ministro dell'interno ha avuto persino il tempo di passare al Ministero e qualcuno gli ha suggerito che non era possibile - glielo dicevamo da mesi - e ha dovuto ammettere che in effetti ci vorrebbero ottant'anni. E dopo tanto fracasso dannoso e controproducente e tanta volgarità, tanto disprezzo per le istituzioni nazionali e non, una penosa e silenziosa retromarcia, per nostra fortuna e per fortuna dell'intero Paese. A chiunque abbia potuto evitare che il vagone Italia precipitasse nel burrone, va il nostro apprezzamento e quello dell'intero Paese. Eravamo vicini al burrone e io, che non apprezzo per cultura il «Tanto peggio tanto meglio», devo anche dire che non precipitare nel burrone è un valore per tutti e anche per questo Paese. Nel merito, molto è stato detto. Colleghi, è veramente bizzarro, per non dire di peggio, che un Governo così sovranista, il Governo del «prima gli italiani», poi si faccia dettare la manovra, dettaglio per dettaglio, dalle istituzioni europee, e per fortuna. (Applausi del senatore Comincini). Però questo è «prima gli italiani» o il Governo sovranista. Così è stato fino a ieri sera, all'altra notte, a domenica o quando diavolo era. È una bella scoppola! Capisco le assenze di Salvini e di Di Maio ieri: uno impegnato in famiglia e poi in birreria, e l'altro sicuramente in grandi attività. Ma, dopo tutte le limature per ben 10 miliardi - alla faccia delle limature - questa rimane una manovra spendacciona in spese correnti, una manovra elettorale che non affronta affatto i problemi reali di questo Paese. Un doppio sfregio: uno sfregio istituzionale e uno sfregio per il rilancio del Paese. Per onorare quello che rimane di questa democrazia parlamentare, sono seriamente tentata di non partecipare al voto; non mi capita mai. (Commenti dal Gruppo M5S) . Ah, poveracci! MALPEZZI (PD) . Portate rispetto! BONINO (Misto-PEcEB) . Voi che non capite il senso delle istituzioni, non avete idea di quanto è grave... (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP) . Non capite quanto è grave la decisione che sto per prendere, perché voi le istituzioni non le rispettate. (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Senatrice Bonino, si rivolga alla Presidenza. COMINCINI (PD) . Abbiate rispetto! BONINO (Misto-PEcEB) . Colleghi, mi difendo da sola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non capite quanto è grave la decisione che devo assumere, per quanto attaccamento ho alla democrazia aperta, alla democrazia liberale; quella democrazia che mi sembra il modo meno peggiore di governare un Paese. Voi passate addosso alle istituzioni come rulli compressori. Vedete, serviranno anche a voi un bel giorno. Serviranno anche a voi. (Applausi dai Gruppi PD, FI-BP e del senatore Errani) . Ne ho visti altri passare e andare, ma quello che resta sono esattamente gli equilibri di potere tra i vari ruoli. Qui non c'è neanche più la differenza tra l'esecutivo e il giudiziario o tra l'esecutivo e il legislativo. Non c'è più. E non c'è neanche il rispetto per le agenzie indipendenti: chi non è d'accordo, se ne vada o si faccia eleggere. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP . Commenti dal Gruppo M5S). DONNO (M5S) . Ma cosa vuoi? PRESIDENTE. Concluda, senatrice, ha finito il suo tempo. BONINO (Misto-PEcEB) . Ho finito il mio tempo, ma non ho finito il mio impegno a difesa della democrazia e dell'Europa per come la conosciamo (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP . Molte congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FI-BP) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, è difficile rimanere insensibili all'intervento di chi mi ha preceduto, che dimostra tutto l'attaccamento alle istituzioni, al ruolo, alle funzioni alle quali siamo votati e che dobbiamo rispettare e onorare anche in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Tuttavia, nella mia non breve esperienza parlamentare, signor Presidente, non mi era mai capitato che si arrivasse a discutere di un manovra finanziaria senza che la Commissione bilancio non dico l'avesse esaminata, ma avesse votato almeno un emendamento: notti e giorni senza fare nulla. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Siamo al 20 dicembre, intorno alle ore 20, e ancora non sappiamo - ma probabilmente non lo sapete neanche voi, colleghi - quale sarà la manovra che domani saremo chiamati a votare. E probabilmente domani, quando sarà presentato il maxiemendamento, ci darete due ore per i subemendamenti, quando voi, in tre mesi, ancora non siete stati capaci di varare una manovra finanziaria. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questa non è serietà, ma è un insulto all'intelligenza e alla rappresentanza parlamentare (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi FI-BP e PD) , perché anche noi siamo eletti dal popolo, anche noi siamo rappresentanti del popolo, anche noi, in quest'Aula, svolgiamo prerogative e funzioni simili a quelle che svolge la maggioranza e abbiamo lo stesso diritto ad essere rispettati, affinché il nostro lavoro sia fatto nella maniera migliore. Vede, signor Presidente, abbiamo visto la differenza qualche minuto fa: pur non essendo responsabilità dell'opposizione il ritardo con il quale arriveremo a votare la manovra finanziaria, pur non conoscendo ancora nei dettagli e precisamente quali saranno le poste cambiate, quali saranno gli interventi aggiuntivi e quali verranno sottratti, abbiamo proposto, non in maniera provocatoria, ma in maniera seria e responsabile, pur di avere il diritto di esaminare e di far discutere i nostri emendamenti - e anche di farli bocciare - di venire a votare il 24 e il 26 dicembre (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) , ma c'è stato detto di no. Poi però si va sui social network e nelle piazze a dire che qui ci stanno persone che non fanno nulla, quando invece abbiamo proposto di sacrificare anche le feste - che tutti avremmo il diritto di passare con i nostri familiari - per stare qui a servire il Paese e per rimediare a una vostra responsabilità e a una vostra inadempienza. Voi, però, avete detto di no! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Signor Presidente, facciamo un passo indietro: non è passato molto tempo dal 28 settembre, quando da quel balcone, battendo i pugni sul petto, si diceva: «Abbiamo varato la manovra del popolo, con il 2,4 per cento di deficit , in cui ci sono tutte le risorse e tutte le promesse che abbiamo fatto in campagna elettorale. Noi non andremo in Europa con il cappello in mano!». No, voi siete andati in ginocchio e avete fatto pagare un prezzo altissimo al Paese! (Applausi dal Gruppo FI-BP e del senatore Faraone) , perché da quel 2,4 per cento siamo passati al 2,04 per cento e, probabilmente, quando leggeremo i saldi, ci accorgeremo che siamo passati al 2 per cento di deficit . Se aveste evitato tutto questo casino, avreste evitato che 250 miliardi di euro di risparmi degli italiani andassero in fumo! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Questa è la vostra grande responsabilità. Avete perso credibilità e autorevolezza e siete andati nel confessionale di quell'Europa, alla quale avete sbattuto in faccia la vostra arroganza, a pregare e a supplicare di far passare una manovra, che vi servirà soltanto per la campagna elettorale delle europee. Come già successo ad altri autorevoli esponenti politici prima di voi, arriva sempre il giorno del giudizio e non quello universale, ma quello popolare. Forse riuscirete anche a raggiungere il vostro obiettivo alle elezioni europee, ma il vostro consenso non durerà tanto, perché è fondato sulla sabbia e sulle promesse che avete già tradito e che continuerete a tradire. Per varare questa manovra e per avere l'autorizzazione da parte dell'Europa, che non è un atto di fede, ma è un'autorizzazione subordinata, a gennaio vi chiederanno di vedere i compiti che avete fatto e a febbraio o marzo vi chiederanno una manovra correttiva (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) : ricordo che per l'anno prossimo avete già impegnato 23 miliardi di euro di clausole di salvaguardia, che pagheranno gli italiani, e per il 2021, 26 miliardi di euro. Che cosa significa? Molto semplice: voi sapete che non governerete in quel tempo. Voi volete soltanto rubare un consenso alle elezioni europee e andare a casa, perché andrete a casa, o di vostra volontà o mandati dal popolo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saranno altri ad assumere la responsabilità di tirare dalle secche il Paese che voi avete portato in queste condizioni. Allora mi rivolgo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che nella mia terra, nella mia Regione e in tutto il Sud, hanno fatto incetta di voti, hanno preso tutti i collegi uninominali promettendo scintille a favore del Mezzogiorno. Voi avete una grande responsabilità e di questa responsabilità un giorno sarete chiamati a rendere conto. Voi avete aumentato il divario fra il Nord e il Sud; non avete unificato il Paese, ma lo state dilaniando e dividendo. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Voi ne siete i maggiori responsabili, perché eravate voi che avevate il dovere di rappresentare e difendere il Mezzogiorno. Noi saremmo stati dalla vostra parte, perché saremmo stati dalla parte dei più deboli e dalla parte del Mezzogiorno. E voi che cosa avete fatto? Dov'è finito il credito d'imposta? Come pensate che si possa sviluppare l'economia e possa aumentare l'occupazione nel Mezzogiorno d'Italia? Avete tagliato 800 milioni per i fondi di solidarietà sociale; avete tolto tutti gli ammortamenti. Pensate che al Mezzogiorno basti un rivisto reddito di cittadinanza o qualche elemosina di questo tipo? Non conoscete i meridionali! Noi potremo essere anche poveri, ma abbiamo un bene inestimabile che è la dignità e sulla nostra dignità non passerà nessuno, neanche il MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avevamo bisogno di investimenti e di riduzione delle tasse. Non chiedevamo elemosine. Rispetto al reddito di cittadinanza, a voi che andate sui giornali, sulle piazze e sui social network a dire che tutte le promesse sono mantenute, ricordo che eravate partiti da 9 miliardi, ora ne sono rimasti 7; togliamone uno per i centri di occupazione e ne sono rimasti 6. La platea di poveri assoluti del nostro Paese è formata da 5 milioni di italiani; dividendo i 6 miliardi per i 5 milioni di poveri viene forse qualcosa in meno di quei famosi 80 euro che sono stati drammatici per qualchedun altro e che segneranno lo stesso destino anche per voi. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verducci. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, signori del Governo, vogliamo denunciare il vostro comportamento di queste settimane di continua offesa del Parlamento, quindi del Paese, e di continua forzatura al limite della violazione dei Regolamenti parlamentari. Non avete avuto alcuna remora a far votare, mettendo la fiducia alla Camera, una manovra completamente infondata e in larga parte falsa. Non avete avuto remora a prendere in giro il Senato della Repubblica per giorni e giorni, impedendo che ci fosse anche un solo voto di merito nella Commissione bilancio. Non avete remore, ancora in queste ore, a farci discutere quando ancora state manomettendo una manovra che è come un gioco delle tre carte. Noi, signori del Governo, vogliamo denunciare queste continue vostre sceneggiate, questa continua vostra irresponsabilità che sta costando un prezzo altissimo per tutti gli italiani, soprattutto per chi è più debole. Ma a voi di questo, a quanto pare, non interessa nulla. A voi non interessa la vita reale e quotidiana. Voi vivete sui social , negli studi televisivi. La vostra è una continua finzione. Sono passati tre mesi da quella pantomima inquietante del balcone di Palazzo Chigi, quando, offendendo ed umiliando milioni di persone che ogni giorno lottano onestamente tra mille difficoltà, il vice presidente Di Maio, ridendo, annunciava la fine della povertà. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP. Commenti dal Gruppo M5S) . Ma voi, signori del Governo, non ve ne rendete conto! Il vostro cinismo fa paura. Dovreste chiedere scusa! Quella patetica scena è costata agli italiani uno spread fuori controllo. E non è teoria, ma pratica concretissima. Significa oltre un miliardo e mezzo, che stiamo già pagando, in aumento dei mutui per le famiglie, dei prestiti per le imprese, in aumento delle bollette di luce, acqua e gas . È vita reale, signori del Governo. Ma a voi non interessa. In questi mesi di bullismo, di sbruffonerie è crollata la fiducia, sono scappati gli investitori, sono diminuiti i consumi, sono calate le nostre esportazioni, le quote di mercato del nostro made in Italy . Il nostro Paese è più debole e più difficile è la prospettiva per milioni di lavoratori, di artigiani, di imprenditori e per la prima volta dal 2014, dopo quattordici trimestri consecutivi positivi il nostro prodotto interno lordo scende. Voi ci state precipitando nella recessione! E a pagarla non saranno i forti, quelli con le spalle coperte. Voi la farete pagare ai più deboli. Lo sappiamo. Lo avete scritto voi questa notte, perché i dieci miliardi di tagli che costa la vostra ridicola ritirata dall'Europa li trovate aumentando l'IVA, cioè la tassa che tutti gli italiani pagano quando fanno la spesa per mangiare; li trovate tagliando le pensioni di 1.500 euro lordi, signori del Governo, colpendo il ceto medio e lasciando indisturbati i forti e gli speculatori. Tagliate risorse agli enti locali, ai Comuni, alle città, alle periferie. La vostra è una manovra tutta imperniata su un assistenzialismo farlocco, ingannevole, che non salva, che non protegge, che non emancipa, ma che invece ghettizza, esclude. Il vostro, infatti, non è un reddito di cittadinanza, ma una mancia di povertà, che certifica la povertà, che fa rimanere poveri, esclusi, marginali. Infatti, c'è un solo modo per sconfiggere la povertà e le diseguaglianze ed è investire nel lavoro stabile, da difendere e da creare: ma qui non c'è nulla; è investire nell'istruzione: ma qui non c'è nulla. Non c'è nessuna idea di futuro in questa manovra, che imponete con l'ennesimo voto di fiducia, strozzando le regole e impedendoci anche di parlare, mortificando questo Parlamento. Diritto allo studio, ricerca, università, che sono il nostro futuro e che determineranno il posto dell'Italia nel mondo: voi, da questa legge di bilancio, che è la carta d'identità del Paese, li fate scomparire. Il vostro piano di reclutamento dei ricercatori è di molto inferiore a quello fatto negli ultimi tre anni dai Governi del Partito Democratico. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 19,59) ( Segue VERDUCCI). Sul fondo per le borse di studio mettete 10 milioni, che sono briciole offensive. Il vostro è l'incremento più basso dal 2012. Voi stoppate una crescita continua che, negli ultimi anni, ha portato quasi a raddoppiare il fondo per le borse di studio e per il diritto allo studio. Voi cancellate le Cattedre Natta, il cui fondo è pari a 70 milioni l'anno. Togliete quei soldi dall'università e, a partire dal 2020, per la prima volta dai tempi di Tremonti (siete gli epigoni di Tremonti!), voi per la prima volta causerete una diminuzione dei finanziamenti al sistema dell'università e del diritto allo studio. Togliete di colpo - lo avete fatto questa notte - 100 milioni alla ricerca; togliete 300 milioni al credito d'imposta per la ricerca e l'innovazione; togliete l'indicizzazione del 3 per cento a quel fabbisogno universitario che voi, invece, volete legare alle stime del PIL. Ma lo sapete che sono molto più basse, molto inferiori e questo causerà un definanziamento strutturale per i decenni a venire! Questa è una norma devastante anche sul piano simbolico, perché significa retrocedere l'università dalle priorità del Paese. Signori del Governo, oggi per tantissimi - non so se lo sapete - è una giornata drammatica perché uno degli emendamenti vergogna che avete presentato questa notte blocca le assunzioni nelle università. (Applausi dal Gruppo PD) . È uno schiaffo in faccia, un colpo alla schiena a tantissimi giovani, che spezza vite, carriere e umilia anni e anni di lavoro e rigetta nel precariato. Impedisce anche di maturare trattamenti previdenziali; vanifica quello sblocco del turnover conquistato faticosamente in questi anni. Dico: fermatevi; non mortificate una generazione di studiosi. Voi avete bocciato tutti i nostri emendamenti che servivano a dare a tutti gli idonei una borsa di studio per allargare la no tax area , per raddoppiare il reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti di ricerca. Si trattava di proposte realistiche assolutamente fattibili per affrontare i grandi mali della nostra università, che sono il precariato nella ricerca, la scarsità… PRESIDENTE. Senatore Verducci, la ringrazio. Vorrei che rispettassimo i tempi visto che finiamo a mezzanotte. Le ho dato un minuto in più. VERDUCCI (PD) . Ho dieci minuti. Almeno questo. PRESIDENTE . Ne ha cinque. Almeno questo cosa vuol dire? Mica dipende da me. Mi faccia controllare. Se ne ha dieci, io l'ho interrotta a metà del suo intervento. Sono segnati cinque minuti. È un errore; ha ragione il collega e chiedo scusa perché non dipendeva da me. Ha altri cinque minuti. (Applausi dal Gruppo PD) . VERDUCCI (PD) . Sono accalorato per questi mali: la precarietà nella ricerca, la scarsità di immatricolati e laureati, le disparità territoriali che non sono stati abbastanza contrastati in questi anni, ma che risalgono agli anni di Tremonti e Gelmini. Del resto, voi, signori del Governo, i protagonisti di quella stagione buia, come Valditara, li avete messi oggi di nuovo a comandare l'università italiana. Allora di che parliamo? Il vostro è un passo indietro oltraggioso; avete tradito aspettative, fatto carta straccia di promesse. Di questo dovreste vergognarvi; anzi, di questo già vi vergognate, visto che il vice ministro Fioramonti pochi giorni fa alla Sapienza ha detto testuale: «Non votate più MoVimento 5 Stelle». MONTEVECCHI (M5S) . Non è vero; che cosa dice? VERDUCCI (PD) . Signori del Governo, parlamentari della maggioranza, per voi vale quanto hanno scritto le ragazze e i ragazzi del liceo Tasso di Roma in quello che è un vero atto di accusa contro il vostro Governo. In questi giorni di mobilitazione nelle scuole e nelle università hanno detto: non vogliamo condoni che significano criminalità; non vogliamo sussistenza che svilisce la nostra dignità; vogliamo solidarietà; vogliamo scuola pubblica; vogliamo lavoro. Hanno ragione e se vinceranno - e vinceranno - avrà vinto l'Italia. Noi faremo valere in questa Aula e nel Paese la nostra voce, a fianco di quella voce, per questo nostro Paese, che non permetteremo a nessuno di mortificare, come state facendo. (Applausi dal Gruppo PD . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lannutti. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, dopo le palesi ostilità dell'Europa e della troika , adusi a trattare Governi eletti dal popolo sovrano come i loro più fedeli camerieri, approveremo la legge di bilancio, arrivata in Senato dopo un percorso accidentato, una corsa a ostacoli della cleptocrazia europea (Commenti dal Gruppo PD) che non ha mai digerito il Governo del cambiamento MoVimento 5 Stelle-Lega (Applausi dal Gruppo M5S) , l'unico possibile a seguito dei risultati elettorali del 4 marzo. Questi sono i dati: il 29 maggio 2018 Oettinger, commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio, lancia il primo anatema contro di noi, l'Italia, i cui cittadini si erano macchiati nelle urne del reato di lesa maestà al Moloch europeo, con la rivoluzione mite delle matite. I mercati - disse quel signore - insegneranno agli italiani a votare. Il 23 maggio un lancio dell'agenzia Reuters riportava che la Francia usciva dalla procedura di infrazione: nove anni senza aver pagato un centesimo. Moscovici, da ministro delle finanze francese, tra il 2012 e il 2014 aveva criticato la politica di austerità e il rigore imposti dall'Europa alla Francia. Altri periodici anatemi venivano lanciati contro il Governo da Dombrovskis, dal ministro delle finanze francese Le Maire, rammaricato che l'Italia non avesse accettato i Diktat della Commissione europea, forse per soddisfare gli antichi appetiti sulle aziende pubbliche italiane, come la Germania aveva fatto in Grecia. In ultimo, il presidente Juncker, alla domanda sul perché in diverse occasioni avesse chiuso un occhio sulle infrazioni francesi, ha ammesso di averlo fatto perché è la Francia, parafrasando la famosa battuta del marchese del Grillo (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Bagnai) . Alla Francia fu permesso di fare deficit perché è la Francia; l'Italia viene bocciata perché è l'Italia. Eppure lì c'è stata la rivolta e voi dovete ringraziare il MoVimento 5 Stelle e la Lega, perché qui non sono arrivati i gilet gialli (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Noi siamo dentro le istituzioni e le rispettiamo. Macron ha annunciato interventi per 11 miliardi di euro in deficit e Moscovici, (conflitto d'interesse?) ha detto che lo sforamento è possibile in quanto limitato. Agli smemorati che si agitano contro il Governo MoVimento 5 Stelle - Lega, invece di essere uniti sulla tutela dei diritti e degli interessi dell'Italia, voglio ricordare che tra i 28 Paesi dell'Unione europea, poco più di uno su due nel 2016 non ha rispettato le disposizioni previste dai principali criteri. Prendendo gli indicatori economici francesi noteremo che la crescita cumulata del PIL è la penultima (6,5 per cento), davanti all'Italia (4,5 per cento), lontana dalla Germania; il cuneo fiscale è al 47,6 per cento, come quello italiano; la Francia è penultima negli investimenti. Questi dati provengono dalle classifiche Eurostat e in tale disastroso strabismo di commissari europei che odiano palesemente questo Paese, odiano l'Italia ed il suo legittimo Governo, la manovra del popolo che ci accingiamo a votare contiene reddito e pensione di cittadinanza, pensionamenti anticipati, quota 100 per correggere la sciagurata legge Fornero, che ha messo in mezzo a una strada centinaia di migliaia di famiglie senza lavoro e senza pensione (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az); la manovra contiene il risarcimento di 1,5 miliardi di euro alle vittime del risparmio tradito. Ricordate, colleghi, Banca Etruria, Banca Marche? (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ricordate il bail-in , approvato all'insaputa di Padoan e del Governatore della Banca d'Italia? Ve lo ricordate? Io, signor Presidente, mi accingo a chiudere, perché un'Unione europea che ricatta i popoli che non votano secondo i suoi desiderata e fa dipendere la propria sopravvivenza da uno 0,4 in più o in meno, che si affanna a far valere una sorta di sovranità economica favorevole per gli Stati amici, come la Francia, e contraria per l'Italia, loro nemica, sol perché il popolo sovrano non ha votato secondo i desideri della cleptocrazia europea, quest'Europa non può avere futuro. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . E l'ansia dello spread , la manipolazione mediatica delle coscienze dei professionisti dell'angoscia sul pericolo grave dei sudati risparmi degli italiani, da chi arriva? Dagli Attila dei risparmiatori, da quelli che hanno truffato 500.000 famiglie. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vi ricordate il Monte dei Paschi di Siena, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza? Ossessivamente ripetute decine di volte al giorno. Ebbene, alle parole in libertà di chi, tra le più alte cariche, avrebbe il dovere di difendere il bene comune e l'interesse generale, invece delle risibili magliette sbiadite di partiti desaparecidos , noi del MoVimento 5 Stelle contrapponiamo i valori della Costituzione, che abbiamo difeso il 4 dicembre contro il referendum J.P. Morgan. (Applausi dal Gruppo M5S) . La sovranità appartiene al popolo, non allo spread e ai banchieri, che vorrebbero renderci loro moderni schiavi. Chiudo, signor Presidente. Noi, che governiamo da soli sei mesi, cercheremo in cinque anni di ripianare e riparare i gravissimi disastri che avete procurato in vent'anni. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Bene, concluda. La ringrazio. LANNUTTI (M5S) . Voteremo con orgoglio la manovra del popolo, per restituire onore, diritti e dignità all'Italia e al popolo sovrano. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az . Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. Poiché è prevista la chiusura alle ore 24, spero mi aiuterete nel rispetto dei tempi, perché altrimenti gli ultimi parlano dopo mezzanotte. Lo dico per rispetto di chi è in fondo a questa lista. PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FI-BP) . Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, intervengo su un disegno di legge di bilancio che ancora non c'è, dando atto oggi al Governo e a questa maggioranza di aver mantenuto un impegno. Avevate promesso di scrivere la storia e ci siete riusciti: mai nella storia repubblicana, infatti, una manovra finanziaria era arrivata con tanto ritardo alla conoscenza del Parlamento. Mai era accaduto che una Camera votasse una manovra che oggi, dopo pochi giorni, non esiste più nell'altro ramo del Parlamento. (Applausi dal Gruppo FdI) . Su questo voi oggi avete scritto la storia repubblicana del Paese. Questa sarà la vostra storia e per questo sarete anche ricordati in futuro. A un passo dall'esercizio provvisorio del 31 dicembre, ancora oggi non conosciamo il contenuto della proposta di legge, la più importante per il Paese, l'atto politico per eccellenza che è la legge di bilancio, la visione di un Governo che noi, ancora oggi non conosciamo, ancora oggi è ignota. E perché questo? Perché le proposte che avete fatto fino a oggi erano poco serie e non erano assolutamente fattibili, per quanto riguarda sia la spesa, sia le misure che avete presentato all'Italia e all'Europa. Quindi una proposta assolutamente non credibile, ma zeppa di misure irrealizzabili; e infatti è stata stroncata. Non voglio soffermarmi sulle vicissitudini di questa manovra finanziaria, che è stata sicuramente tormentata. Siamo partiti dalla sfida di sforare il 3 per cento, per poi passare a sfiorare il 3 per cento, per poi scendere al 2,4 per cento, sul quale il Governo dichiarava che non sarebbero arretrati di un millimetro. Siamo scesi al 2,04 per cento - e dobbiamo saperlo tutti - dove quel 4 finale non conta niente perché in Europa il numero viene arrotondato per eccesso, quindi è il 2 per cento che alla fine siete andati a trattare con l'Europa, quindi nessun peso e per questo il tasso equivale al 2 per cento. E nel mezzo, che cosa c'è stato? Nel mezzo ci sono stati proclami, programmi battaglieri e retromarce. Nel frattempo, però, i nostri cittadini, gli italiani, i portafogli, le nostre famiglie e le imprese hanno perso 250 miliardi di capitalizzazione, di investimenti delle nostre famiglie che avete bruciato per questa perdita di tempo senza avere - ahimè - i conti in regola. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Purtroppo non si può giocare ai sovranisti in un contesto internazionale. È importante avere i conti in regola, i conti a posto. Se queste erano le prove generali dello sbandierato sovranismo, l'esito è stato fallimentare. Per giungere a una resa incondizionata con l'Europa il passo non è stato breve e nemmeno indolore. Abbiamo avuto mesi di spread a livelli altissimi e oggi le conseguenze le pagheranno le nostre famiglie perché dalle prossime settimane troveranno i tassi per mutui e prestiti più alti presso gli istituti di credito. Tutto prevedibile, ma il Governo ha voluto comunque sfidare l'Europa e non soltanto l'Europa ma soprattutto il buon senso. La prova che la strada intrapresa fosse impraticabile e dannosa per gli italiani è nel commento che anche voi del Governo fate oggi, perché ritenete che la manovra sia stata persino migliorata, perché è diventata più prudente e perché alla fine ha vinto il dialogo: sono dichiarazioni del Governo. Quindi a che gioco abbiamo giocato fino ad oggi? Abbiamo giocato mettendo le mani nelle tasche dei cittadini quando, invece, con arroganza, ci siamo isolati dal contesto europeo. Si sono sparate cifre a caso e si sono proposti anche indebitamenti colossali che avrebbero pesato per decenni soprattutto sulle giovani generazioni, per poi dover alla fine ringraziare l'Europa dopo averla denigrata. Sovranisti che tornano a casa con una manovra scritta a Bruxelles: è una cosa che fa ridere, che fa ridere il Parlamento e che fa ridere la nostra Nazione! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il premier Conte aveva detto che la manovra del Governo era molto bella. Oggi ci viene a dire e ci dice che quella riscritta in Europa è ancora più bella. La manovra, quindi, è stata riportata sui binari della sostenibilità finanziaria e allora, a settembre, sul balcone di Palazzo Chigi, che cosa abbiamo festeggiato? Quale vittoria abbiamo festeggiato allora? Di sicuro avete festeggiato la vostra superbia che, come sempre nella vita, parte a cavallo e torna a piedi. Oggi vi invito a ritornare su quel palazzo, sul quel balcone soprattutto, e chiedere scusa agli italiani per i danni che avete arrecato in queste settimane, in questi mesi di trattative. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avete fatto una magra figura, la figura degli adolescenti, di quegli adolescenti che oggi sono contenti di aver disatteso, di aver trasgredito qualche regola. Ma voi non siete adolescenti perché voi oggi rappresentate il Paese, perché voi oggi siete al Governo e avete una responsabilità importante e - ahimè - invece, in questa trattativa, oggi, a rimetterci sono stati proprio gli italiani ma soprattutto quel popolo con cui tanto riempite la vostra propaganda. In cambio, oggi, quali sono stati e quali sono i brillanti risultati di questa manovra che, come dicevo, non c'è ancora ma leggiamo dai giornali? Alla fine, siamo scesi ad un rapporto deficit -PIL al 2 per cento quando mesi fa si parlava di essere sull'1,9 per cento, quindi non ci abbiamo guadagnato granché. Dopodiché abbiamo spropositato il numero sulla crescita all'1,5 per cento e oggi scendiamo all'1 per cento e qual è stata la crescita del 2018? L'1 per cento. Quindi di quale manovra espansiva parlate se alla fine, dall'1 per cento, passeremo nel 2019 all'1 per cento? Queste sono barzellette e anche se le raccontate come barzellette, queste cose non fanno assolutamente ridere. Non c'è nessuna manovra espansiva e gli italiani lo devono sapere perché i numeri sono questi. Siamo ad un passo dal 31 dicembre, quindi dal rischio dell'esercizio provvisorio, però, nello specifico, noi oggi abbiamo 4 miliardi in meno di investimenti, 2 miliardi di fondi congelati a garanzia del deficit strutturale, un rapporto deficit -PIL al 2 per cento, una riduzione della spesa per il reddito di cittadinanza e per le pensioni che è pari a circa 4,6 miliardi, un aumento dell'IVA fino al 2020 al 26,5 per cento e soprattutto una cosa grave, che noi non faremo assolutamente passare nel Paese, è lo stop alle indicizzazioni in aumento delle pensioni a 1.500 euro. Questa è una vergogna e la pagherete davanti ai cittadini. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Tra l'altro, la soluzione che è stata raggiunta con Bruxelles non evita del tutto le procedure perché, come è stato già detto in altri interventi, a gennaio bisognerà riparlare perché bisognerà rivedere con l'Europa il rapporto stabilito del 2 per cento. Quindi, di fatto, possiamo dire che oggi ci avete condotti e vi siete fatti guidare piano, piano ad un commissariamento del nostro Paese da parte dell'Europa. Oggi, di fatto, con questa vostra strategia avete commissariato l'Italia. Oggi l'Italia è commissariata dall'Europa. Complimenti, siete stati fantastici! Come commentare questa disfatta su tutti i fronti? Se noi, fino a ieri, avevamo il sospetto che la manovra sarebbe stata punitiva per il Paese, per la crescita, le famiglie e le imprese, oggi possiamo sicuramente dire con certezza che l'operazione è riuscita ma - ahimè - cari amici e colleghi, il paziente purtroppo è morto. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio focalizzarmi su una misura precisa della manovra in esame. È tornata la cosiddetta misura tappabuche, ossia quella per rattoppare le buche di Roma, contenuta in un emendamento del MoVimento 5 Stelle, che prevede uno stanziamento di 40 milioni per il 2019 e di 20 milioni per il 2020. La misura era stata bocciata e poi è stata reintrodotta, cioè è uscita dalla porta ed è rientrata dalla finestra. Come ha fatto? L'emendamento è stato bocciato, ma è stato riformulato usando nella seconda stesura l' escamotage di introdurre il carattere emergenziale, così da farlo passare. Tuttavia, la sostanza e i contenuti non cambiano ed è di questi che voglio parlare. Anzitutto, la disposizione parla di emergenza. Ma - mi chiedo e vi chiedo - chi stabilisce quando una buca diventa una voragine e una voragine diventa un'emergenza pericolosa? E quante volte si interviene? Una tantum o di continuo? Quanto, quando e - soprattutto - solo a Roma? E gli altri oltre 8.000 Comuni d'Italia cosa faranno per le loro buche? Di fatto, con questa misura mettete il genio militare a tappare le buche di Roma. E proprio di Roma dobbiamo parlare, come ha fatto in modo documentato proprio ieri l'ISPRA, che ha presentato la sua indagine 2018 sulla qualità dell'ambiente urbano, fornendo dati e cifre sul dissesto idrogeologico, sull'erosione, sulle frane e sulle alluvioni. Il rapporto denuncia a Roma un boom di buche; 136 voragini negli ultimi dieci mesi dell'anno in corso. Premesso che a Roma la vera emergenza è il suo sindaco, il sindaco comprerà il bitume ma il resto lo dovrà fare l'esercito. Lo stesso ministro della difesa Trenta (che è di area MoVimento 5 Stelle, la stessa che ha partorito questa misura che offende l'esercito e il genio) ha ricordato la specificità del genio militare e anche il forte valore e la capacità duale di cui dispongono le Forze armate con il genio. Questo escamotage del riferimento al carattere emergenziale è veramente una beffa, perché tutti sanno che a Roma, dalla Casilina alla Cassia, ci sono oltre 200 chilometri di strade, con tratti pericolosi per l'incolumità collettiva. Quindi, sostanzialmente, il genio militare dovrà tappare le buche di Roma. Ha avuto qualche soldo in meno, ma la sostanza è la stessa. Lasciatemi dire che anche i tempi sono sospetti, perché la misura vale per un biennio, che coincide esattamente con la fine del mandato dell'amministrazione capitolina. Insomma, nella manovra finanziaria abbiamo fatto passare una misura salva Raggi. Ma non è solo questo che fa arrabbiare, anzi, fa indignare. Voglio ricordare all'Assemblea e agli estensori della manovra che il genio militare affronta le emergenze, le calamità naturali, non le incapacità gestionali e amministrative, come quelle della città di Roma. (Applausi dal Gruppo FdI) . La misura al nostro esame offende la dignità delle Forze armate, togliendo loro rispetto. Mi si potrebbe obiettare che l'esercito è intervenuto nell'emergenza rifiuti di Napoli, ma lo ha fatto per presidiare il territorio contro i roghi e non per prendere la paletta e rattoppare come in questo caso. Ha ragione allora Giorgia Meloni quando con una battuta, forse anche per sdrammatizzare questa manovra drammatica, dice che dalle truppe d'assalto siamo passati alle truppe d'asfalto: purtroppo è così. La manovra infatti chiede e impegna il genio militare a rattoppare le buche di Roma e, mentre lo impegna in questo, il resto della manovra taglia i fondi alla Difesa. Il vice presidente Di Maio parla indistintamente e genericamente di un taglio di un miliardo di spese inutili che andranno ai centri per l'impiego. Quali siano i tagli non è ancora chiaro, ma per ora sappiamo con certezza - e lo voglio dire con molta chiarezza - che i tagli vanno alla ricerca, allo sviluppo, alla difesa e alla sicurezza: niente programma missilistico CAMM ER (Common anti-air modular missile extended range), niente F-35, niente droni, tagli alle missioni internazionali volte a costruire la pace e la stabilità globale. Voglio ricordare agli estensori della manovra che l'esercito nasce per difendere le Istituzioni, i cittadini, i confini e la pace istituzionale non nasce per coprire le buche di chi non ha saputo gestire. L'esercito italiano è una delle quattro Forze armate: non vi vengono i brividi quando scrivete queste cose? Non pensate all'esercito regio nato nel 1861 con l'Unità d'Italia? Non pensate all'esercito italiano nato con la Repubblica italiana nel 1946? Non pensate all'esercito italiano, una delle quattro Forze armate impegnate nell'Alleanza atlantica e nelle missioni di peacekeeping , di stabilizzazione, di deterrenza dei rischi globali? A che pensate quando dite le parole esercito e genio militare? Non pensate alla realtà. Non mi stupirei se un giorno mandaste la fanteria a raccogliere i pomodori! Nella migliore delle ipotesi, nella vostra manovra c'è un'ottica perversa che vuole trasformare l'esercito in una specie di Protezione civile allargata: l'esercito è nato con altri compiti, ha un'altra storia e deve avere un altro impiego. Io non voglio vedere un militare con la sua mimetica, definita tuta da combattimento, a tappare le buche di chi non ha saputo lavorare. Questo succede perché gli estensori della manovra non hanno il senso dello Stato e delle Istituzioni. Quando parlate di manovra del popolo mi ricordate i Giacobini, quelli della terza fase però, quelli dei Robespierre per capirci: andate a studiare le distinzioni di Michelet sulla terza fase di giacobinismo. Non amate lo Stato, non rispettate le Istituzioni e questa manovra è una manfrina elettorale. Avete prima mostrato i muscoli, avete fatto i gradassi e poi avete fatto marcia indietro su tutto e sapete - perché lo sapete - che avete messo insieme non una sintesi, ma una somma di misure e di mancette elettorali prive di una visione di insieme, di un progetto, di un orizzonte, di un piano di sviluppo. Ebbene, con questa manovra non si va lontano. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zuliani. Ne ha facoltà. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, ringrazio i colleghi di Commissione per il lavoro svolto, i rappresentanti del Governo per il confronto costruttivo e i colleghi senatori, non titolari della Commissione bilancio, che hanno dato il loro contributo partecipando alle sedute della Commissione. Oggi discutiamo una legge di bilancio che oltre a contenere misure economiche per lo sviluppo del nostro Paese, contiene provvedimenti significativi per i nostri Comuni. Da sindaco di un piccolo paese della bassa veronese, il Comune di Concamarise, confido nel Governo, che potrà mettere in atto alcune richieste avanzate dai sindaci, presentate attraverso gli emendamenti. Alla mia anticipazione, nei giorni scorsi, della possibilità di queste misure ai sindaci del mio territorio, ho ricevuto note di speranza ed entusiasmo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tengo a precisare che tali note di speranza non mi sono giunte esclusivamente dai sindaci della Lega, ma anche da molti altri sindaci di estrazioni politiche diverse dalla mia, anche da sindaci rappresentanti per la quasi totalità dei gruppi politici presenti in questo Parlamento, anche da sindaci del Partito Democratico o di liste civiche di centrodestra e centrosinistra. (Commenti del senatore Comincini. Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az ). PRESIDENTE. Lasciate che il collega intervenga. ZULIANI (L-SP-PSd'Az) . Con la legge di bilancio il Governo avrà un occhio di riguardo per le fasce sociali deboli e attenzione per le amministrazioni locali, per quei sindaci dei Comuni che vivono per la gente e con la gente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Sindaci che respirano i sentimenti delle comunità che amministrano, che siano sentimenti positivi o negativi. Di seguito elencherò le principali misure che potrebbero andare in vigore nel 2019 e che riguardano i Comuni italiani e uso il condizionale perché il Parlamento nelle prossime ore sarà chiamato a votare tali misure: modifiche significative alle regole di finanza pubblica relative agli equilibri di bilancio in riferimento all'utilizzo degli avanzi di amministrazione a seguito delle recenti pronunce della Corte costituzionale; possibilità di richiedere anticipazioni di tesoreria per accelerare il pagamento dei debiti commerciali; incremento delle risorse per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici pari a 25 milioni di euro per il 2019 e 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022; contributi per 400 milioni di euro per la messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale; semplificazione degli adempimenti contabili. Inoltre, le società a partecipazione pubblica che abbiano prodotto un risultato medio in utile nel triennio precedente non verranno messe in liquidazione; revisione del codice degli appalti senza gara per gli importi inferiori a 200.000 euro. Con queste misure, tra l'altro, daremo la possibilità di cantierare immediatamente i lavori pubblici facendo lavorare le aziende del territorio e i dipendenti delle aziende. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ancora: affidamento del servizio di tesoreria alle Poste italiane per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, quei Comuni che spesso vivono la difficoltà delle chiusure degli uffici postali, che con questa misura possono dar vita agli uffici postali nei propri Comuni. Concludo aggiungendo che siamo consapevoli che da parte di tutti si vorrebbe fare di più. Ma, come ho più volte detto in questi miei nove anni da sindaco, non abbiamo la bacchetta magica. Stiamo operando con umiltà verso idee concrete. Siamo i primi a voler vedere risolte le molte questioni anche ereditate, ma non vogliamo prendere in giro gli italiani e il Paese. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Siamo tutti memori delle sparate di qualcuno. Non siamo quelli del nuovo miracolo italiano, non siamo quelli che hanno promesso agli italiani che, entrando in Europa, si sarebbe lavorato cinque giorni alla settimana. Non usiamo lo stile delle promesse del "bomba" con il motto «l'Italia cambia verso», che contrapponeva il futuro alla conservazione. Un collega nella seduta serale di ieri della Commissione bilancio ha definito «sfigati» coloro che dovranno approvare la legge di bilancio a fine 2019, quindi quella del prossimo anno. Io rispondo che gli sfigati sono stati gli italiani governati dal Governo precedente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Governo il cui futuro riservato, quello dell'Italia che cambia verso, è stato quello di stipare le nostre comunità di richiedenti asilo, dovendo scendere nelle strade, insieme ai nostri compaesani, a manifestare, manifestando contro la vostra volontà di svilire i nostri territori. Noi siamo qui per lavorare a testa bassa... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni). PRESIDENTE. Ha terminato con un minuto in più, la ringrazio. È iscritto a parlare il senatore Stefano. Ne ha facoltà. STEFANO (PD) . Signor Presidente, la legge di bilancio che la maggioranza si accinge a ratificare - con un dibattito parlamentare completamente annichilito, costellato di veri e propri inediti, poggiato su una discussione finta, impapocchiata tra improvvisazione e cose non dette - segna la definitiva consegna delle sorti del nostro Paese alla penna dei burocrati di Bruxelles. (Applausi dal Gruppo PD) . È una legge di bilancio che viene sottoscritta da sovranisti senza sovranità e che, per paradosso, non ci sottrae totalmente al rischio di procedura di infrazione, e dunque ad un periodo di nuova e più dura austerità. La manovra scritta a Bruxelles, però, pone fine al teatrino - e questo forse è l'unico fatto positivo - delle stime di crescita giudicate inattendibili da tutti gli istituti internazionali e impone una riduzione del deficit di almeno 11 miliardi, pari ad una correzione dello 0,6 per cento del PIL. Mi chiedo allora: perché avete festeggiato sull'ormai famoso balcone di Palazzo Chigi l'intesa al 2,4 deficit -PIL, se oggi quell'intesa - qui nel testo in votazione - non c'è più? Perché avete esultato per l'avvenuta abolizione della povertà, quando oggi, con questo testo in discussione, lo scenario descritto ci consegna ad una prospettiva di decrescita e quindi ad un inevitabile aumento della povertà relativa? Con tipico tratto da spacconi, imbevuti di celodurismo immaginavate di ricevere la letterina di Babbo Natale. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Applausi dal Gruppo PD) . E, invece, consegnate al Paese una lettera con cui la Commissione europea vi costringe al ritorno ad un deficit dell'1,8, di fatto alla situazione di settembre. (Commenti dal Gruppo M5S) PRESIDENTE. Mi scusi senatore Stefano, voglio dire ai senatori della maggioranza che quando poi c'è qualche intemperanza nei loro confronti, diventa difficile reprimerla, se anche loro fanno così. Prego, senatore Stefano, prosegua. STEFANO (PD) . Ripeto: con tipico tratto da spacconi, imbevuti di celodurismo immaginavate di ricevere la letterina di Babbo Natale e, invece, consegnate per vostra mano al Paese una lettera con cui la Commissione europea vi costringe al ritorno ad un deficit di 1,8, alla situazione di settembre, con un taglio di 0,6 punti che oggi però disvela, davanti a un calo del PIL, un aumento del peso di quello stesso deficit sul Paese. Tornate dunque al più ragionevole rapporto del 2 per cento, ma in due (o forse tre?) mesi vissuti a colpi di post , tweet e foto con i gattini, avete fatto bruciare qualcosa come 300 o 400 miliardi di risparmi e di ricchezza agli italiani, avete fatto pagare un conto di almeno 1,5 miliardi di euro di maggiori oneri per la gestione del debito per via di uno spread che era arrivato alle stelle e che nemmeno la vostra approvazione riuscirà ad addomesticare. Ma questo, purtroppo, non è il conto finale della vostra incompetenza. Purtroppo non è tutto. La riscrittura fatta a Bruxelles, conseguenza di questa vostra irresponsabilità, ci consegna una manovra recessiva in cui non vi sono misure per la crescita, spariscono gli investimenti, vengono penalizzate le imprese, mortificato il Sud con pesanti tagli ai cofinanziamenti ai fondi regionali, bloccato il turnover nella pubblica amministrazione, e finalmente smascherata la propaganda di reddito di cittadinanza e quota 100, dei quali resta qualcosa più del titolo e l'assoluta incertezza dei tempi di attivazione. Ecco, quindi, spiegati i tagli per circa 11 miliardi di euro nel 2019: tagli, non risorse aggiuntive. Tra queste, urla vendetta la indicata riduzione di almeno 700 milioni di fondi per le Regioni, già stanziati per cofinanziare fondi strutturali dell'Unione europea, destinati alla realizzazione di interventi di mitigazione dei rischi ambientali e idrogeologici. Altro che salvaguardia del territorio! Urla vendetta il taglio di 800 milioni di euro dalla riprogrammazione della cassa del Fondo per lo sviluppo e la coesione altro che Ministro per il Sud! Urla vendetta il taglio di 850 milioni di euro alla rimodulazione dei fondi di cofinanziamento nazionale. Un martirio vero e proprio che vale almeno 2,5 miliardi. Ma non basta ancora. Anziché concentrare risorse per accompagnare i chiari segnali di crescita registrati sino all'avvio di questo Governo, con vero e proprio masochismo si escogita un taglio di ulteriori 410 milioni che va a colpire direttamente le agevolazioni alle imprese, attraverso i quali limate il credito d'imposta IRAP e azzerate totalmente il credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi; tagliate i fondi delle agevolazioni Ires e, poi, giusto per farsi male fino in fondo, vi producete anche in un taglio che riduce lo stanziamento di risorse per il capitale immateriale. State operando per la desertificazione economica del tessuto produttivo del nostro Paese, con una manovra che si legge al contrario: una vergogna. Ma non basta. Avete dovuto accettare anche l'inserimento di una clausola di salvaguardia di almeno due miliardi di euro, a garanzia del rispetto dei conti nel 2019: una vera e propria fideiussione - questa volta sì, innovativa - nella prassi dei rapporti tra Unione europea e Stati membri, a garanzia di un pagatore di cui ormai non si fida più nessuno. Questo è il risultato delle scarpe dei vostri eurodeputati che schiacciano i documenti della Commissione europea, questo è il risultato dei vostri «tireremo dritto» e «me ne frego», il risultato della vostra spocchiosa arroganza, con cui vestite una campagna elettorale perenne, che dura troppo, troppo a lungo, insopportabile e irresponsabile. Ripeto: la manovra che siete costretti a votare è strumento di politica economica recessiva, orfana di qualsiasi misura volta alla crescita. Altro che «manteniamo tutti gli impegni» o «avevamo solo esagerato nelle previsioni di spesa»: siete incoscienti consapevoli. C'è un ulteriore fatto che preoccupa fortemente: l'assenza di spazi di flessibilità sull'intero triennio 2019-2021, perché il Governo li ha già ipotecati tutti. Sì, perché il Governo ha fatto saltare lo schema per cui le clausole IVA potevano essere fatte slittare di anno in anno, usando per larga parte la flessibilità. Sino a oggi si poteva fare, da oggi non più. Nel 2020 o l'IVA aumenta di 3,5 punti percentuali oppure la si dovrà coprire con altre tasse o altri tagli particolarmente gravi dal punto di vista della sostenibilità politica e ancor di più economico e sociale. La principale differenza rispetto alle altre manovre - lo dico anche a qualche mio collega di Commissione che si qualifica economista - è che questa volta si è scelto di utilizzare per intero la flessibilità e per tutto il triennio; di sprecarla, di lasciarci senza protezione. In passato la flessibilità si otteneva sull'anno successivo e si mantenevano così obiettivi importanti di riduzione del deficit strutturale per gli anni successivi. Questa volta no: è già previsto che la discesa del deficit strutturale sia minima sul 2020 e sul 2021, quindi l'anno prossimo si avranno clausole IVA per almeno 23 miliardi di euro e per almeno 29 miliardi di euro nel 2020, con una flessibilità che, nel migliore dei casi, non potrà superare lo 0,2 per cento. La cruda realtà dei numeri sbugiarda ancora una volta il vice premier Di Maio, che ancora oggi ha l'ardire di dichiarare di poter garantire il blocco dell'aumento dell'IVA e di mantenere tutti gli impegni, ma anche Salvini e Giorgetti, che con spocchia considerano le clausole di salvaguardia sull'IVA solo un escamotage contabile: forse non se ne sono accorti, perché distratti e impegnati in altri giochi contabili, ma questa manovra ha annullato quel sistema. A ricordarci per sempre i danni che state causando al Paese non saranno, ahimè, solo le vostre storie su Instagram, le fake news e la propaganda social , le foto coi gattini, o gli scatti che vi immortalano a volte con gli spacciatori puniti, e a volte con un pathos che fa il verso alle scene del documentario Olympia, ma le macerie che rimarranno dopo di voi. Le macerie di un Paese a cui state tagliando le gambe, a cui state cancellando prospettive di crescita, a cui state sottraendo la speranza e la fiducia. Un Paese che oggi viene riconsegnato ad un nuovo periodo di recessione, un inesorabile declino economico, ma anche culturale e solidale. Del vostro pessimo agire rimarrà la spocchia, la cattiveria e la doppia morale. Continuiamo a ripeterlo: il tempo sarà galantuomo e ristabilirà la verità. (Il microfono si disattiva automaticamente) . PRESIDENTE. Le faccio recuperare l'interruzione, senatore Stefano, ma la invito a concludere. STEFANO (PD) . Lo ripetiamo anche quest'oggi in Assemblea, come abbiamo già fatto nei giorni precedenti in Commissione, ribadendo la nostra contrarierà ad una manovra finita peggio di come era nata, pensata esattamente al contrario di quelle che sono le reali esigenze del Paese. Fermatevi! BlackRock, l'altro giorno, ha detto chiaramente che gli investitori esteri non vogliono saperne più dei BTP italiani. Non si fidano più e non considerano più l'Italia come un Paese affidabile. In questo senso, l'immagine del premier Conte, ieri, in Senato, circondato solo dal ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Moavero Milanesi, e da quello dell'economia e delle finanze, Tria, è la fotografia della sconfitta politica dell'asse sovranista Lega-MoVimento 5 stelle, con Di Maio e Salvini che non hanno più il coraggio di metterci la faccia. Fermatevi: ci state riportando nel tunnel . (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, oggi è un giorno greve per l'Italia, perché abbiamo salutato un bravissimo ragazzo, un giornalista, Antonio Megalizzi. (Applausi. L'Assemblea si leva in piedi) . Antonio era un amico e avrei voluto essere a Trento oggi, a salutarlo, ma penso che una giornata così richieda di salutarlo e che egli avrebbe voluto che fossi qui a dirvi le cose che sto per dire. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Egli ha infatti lottato una vita per la verità, per la democrazia e per l'Europa, con grandissimo rispetto per le istituzioni, è morto uscendo dall'istituzione del Parlamento europeo di Strasburgo e non avrebbe accettato minimamente quello che sta succedendo qui, oggi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Non parlo a un Governo che non ascolta, oggi non parlo nemmeno ad una maggioranza che non ha avuto la capacità di ascoltarci, ma parlo agli elettori che hanno votato questa maggioranza e dico loro che siamo solidali, che li capiamo e che capiamo la loro disillusione, perché adesso è oggettiva. È oggettiva l'incapacità di governare un Paese ed è oggettiva l'incapacità di scrivere una manovra che possa dipingere il futuro di questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Vi hanno raccontato un sacco di cose. Avevano promesso un'Italia über alles (permettetemi, sono del Trentino-Alto Adige): «prima noi», mano sul cuore e pugno sul petto, e poi balbettando in Europa e chiedendo «per favore». Non ci si comporta così nelle istituzioni. Volevano fare asse con i nuovi Paesi europei: abbiamo ascoltato Orban (l'ho ascoltato con le mie orecchie) e abbiamo ascoltato Kurz al congresso del Partito popolare europeo a Helsinki un mese fa. Sono stati i primi a dire che questa manovra non andava bene e che avrebbe contaminato in negativo tutta l'Europa in cui crediamo e che vogliamo migliorare. Volevate abolire la povertà e avete detto a tutti, in campagna elettorale, che c'erano risorse per 17 miliardi di euro, poi sono diventati nove, adesso probabilmente sono sette, di cui un miliardo per i centri, che chissà quando partiranno, e due per il Rei, che ha introdotto il PD, e forse quattro miliardi, a residuo, per il reddito di cittadinanza. L'hanno già detto: 80 euro per forse 500.000 persone. Non si fa così: la verità è un valore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Volevate punire i contratti a termine, dicendo che tutti hanno diritto a un contratto a tempo indeterminato, quasi non conosceste la situazione economica del nostro Paese. Risultato: 53.000 contratti a termine non rinnovati. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Credevate talmente tanto nei contratti a tempo indeterminato che in questa manovra avete scritto che bloccate le assunzioni nei Ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti territoriali per tutto il 2019. Grandissima coerenza, bravissimi! (Applausi dai Gruppi FI -BP e PD) . Volevate rilanciare i consumi e il miglior modo per rilanciare i consumi qual è? Aumentare l'IVA: fantastico. (Applausi dai Gruppi FI -BP e PD . Commenti dal Gruppo M5S) . Il 25,2 per cento nel 2020 e il 26,5 per cento nel 2021, sterilizzate per ora, bloccando e ipotecando due terzi delle manovre 2020 e 2021 . ( Commenti dal Gruppo M5S) . STEFANO (PD) . La manovra leggetela! (Commenti del senatore Mirabelli) . PRESIDENTE. Lasciate intervenire la collega, che sta parlando del bilancio triennale, come sapete. CONZATTI (FI-BP) . E poi è un po' falsata questa cosa: con una mano si dà il reddito di cittadinanza, con l'altra si aumenta l'IVA per cui se uno fa un acquisto per rilanciare i consumi, si trova un'IVA altissima. È una cosa inconcepibile. Volevate abbassare le tasse: accidenti! Le tasse sono altissime, tolti i crediti d'imposta sulla formazione e sugli investimenti, è raddoppiata perfino l'Ires (non se n'è accorto quasi nessuno) per gli enti non commerciali: gli enti di assistenza sociale, gli enti ospedalieri, le università, i corpi e le fondazioni scientifiche. Il doppio dell'Ires: bene, fantastico! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Il 99 per cento dei contribuenti, salvo quelli piccolini forfettari, pagherà molto più di adesso. BOTTICI (M5S) . Non hanno pagato nulla fino a oggi. CONZATTI (FI-BP) . Volevate abrogare la Fornero. Ebbene, la Fornero c'è, è in vigore e il decreto che probabilmente cambierà qualcosa entrerà in vigore, forse, ad aprile e sarà una piccola finestra, di tre anni, per alcuni, con decurtazioni. L'unica cosa che abbiamo visto tutti è il taglio all'adeguamento delle pensioni oltre i 1.500 euro: questo sembra già realtà. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Mi rivolgo agli elettori del MoVimento 5 Stelle per dire una cosa: volevate la democrazia diretta, volevate essere ascoltati uno ad uno: è un diritto anche legittimo e lo capisco profondamente, ma qui - sappiatelo, cari elettori - non ascoltano nessuno e scrivono le cose in altri luoghi: in cinque, aiutati dagli altri cinque di Bruxelles, e qui le Commissioni non vedono niente. La Commissione bilancio, per cui siamo stati a disposizione per quindici giorni, non ha visto la manovra che arriverà domani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e della senatrice Malpezzi) . Abbiamo chiesto che questa imbarazzante situazione venisse trasmessa via web, perché tutti potessero vedere (ne avete fatto la bandiera per cinque anni), ma questa possibilità ci è stata negata! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD ) . Bene, anzi malissimo. Questa cosa la voterete con la fiducia. Noi, la fiducia, davvero non possiamo darla. È veramente una questione di responsabilità, storica e sociale. Questa è una spirale antidemocratica. È una spirale veramente negativa per l'economia, ma anche per tutta la nostra società. Allora, lo dico e veramente lo voglio dire affinché resti agli atti: siamo di fronte a un golpe contro l'Italia e contro gli italiani. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, le misure contenute nel disegno di legge di bilancio che oggi stiamo discutendo in realtà sono molteplici - e anche i colleghi stanno facendo per primi tanti esempi - così come molteplici sono le esigenze che arrivano da tutto il Paese; esigenze alle quali la politica, evidentemente, negli ultimi vent'anni, non è riuscita a dare risposte esaustive e nemmeno sufficienti. Le istanze delle piccole imprese, delle partite IVA, dei professionisti: per questi soggetti abbiamo esteso il regime forfettario, innalzando la soglia per potervi accedere a un fatturato di 65.000 euro. Con questa estensione una platea molto più ampia di piccoli imprenditori potrà fruire non solo e non necessariamente di un risparmio fiscale, ma anche e soprattutto di una maggiore semplificazione tributaria, con l'esonero dagli studi di settore, dalla tenuta della contabilità, dalla dichiarazione IVA e da tutta una serie di adempimenti che condizionano negativamente l'attività economica. Si introduce anche una serie di interventi tutti finalizzati a venire incontro sempre alle esigenze delle imprese: dal taglio delle tariffe INAIL alla mini Ires, agli incentivi per chi assume giovani eccellenze, all'aumento della deducibilità dell'IMU fino al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Con quest'ultima misura andremo a saldare nel 2019 almeno il 50 per cento dei crediti che oggi le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Con la manovra verrà introdotto il reddito di cittadinanza. La narrazione sul reddito di cittadinanza che è passata negli ultimi mesi nella politica e, spesso, nell'informazione è fatta di frasi proferite - ahimè - anche da autorevoli esponenti di quello che dovrebbe essere il partito più rappresentativo della sinistra, quello che in teoria dovrebbe guardare alle esigenze dei più deboli. Al contrario, si sentono frasi quali «reddito di cittadinanza vuol dire dare i soldi alla gente perché non lavori» oppure «pagare la gente che sta sul divano» o ancora «il reddito di cittadinanza è un voto di scambio». Forse occorre rammentare a chi ha espresso tali considerazioni - secondo il mio modesto parere superficiali - che proprio pochi giorni fa, il 10 dicembre, si è celebrato il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, dove, all'articolo 25, è sancito che «Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia». (Applausi dal Gruppo M5S) . Il reddito di cittadinanza vuole dare una risposta a questa domanda, vuole introdurre nel nostro ordinamento siffatto principio. Per questo è necessario opporre a quelle superficiali narrazioni altre e diverse narrazioni, quelle che parlano di padri di famiglia, quarantenni, cinquantenni, che hanno perso il lavoro, per i quali si sono esaurite tutte le forme di protezione sociale esistenti e ora non hanno più nulla, nemmeno la possibilità di riqualificarsi, perché anche la formazione costa. Ci possono essere degli abusi, sicuramente; il rischio che si verifichino degli abusi è insito in ogni misura di welfare , così come anche nelle misure di agevolazione alle imprese; ma non per questo non dobbiamo introdurre quelle misure. Occorre adottare degli accorgimenti necessari per impedirli o ridurli al minimo. Ma questa risposta va data e andava data. L'introduzione del reddito di inclusione da parte del precedente Governo dimostra, in realtà, che l'importanza di introdurre un reddito minimo universale è stata in realtà compresa, anche se con una misura del tutto inconsistente, conseguenza, peraltro, di un dibattito che già noi del MoVimento 5 Stelle avviammo a partire dalla scorsa legislatura. Esistono anche altre misure espansive che potrebbero avere un effetto moltiplicatore più ampio sull'economia: gli investimenti, la realizzazione di opere pubbliche - anch'esse previste nella legge di bilancio, attraverso il fondo per la messa in sicurezza di strade - scuole e altri edifici nei piccoli Comuni. Si tratta di interventi con effetti macroeconomici forse più importanti nel medio e lungo termine. Ma alle persone che vivono in uno stato di indigenza e alle quali è stata levata ogni speranza di futuro non possiamo offrire solo visioni economiche articolate. Queste persone hanno bisogno di risposte immediate. (Applausi dal Gruppo M5S) . E il reddito di cittadinanza è la nostra risposta immediata. Inoltre, tutte le risorse destinate a finanziare questa misura andranno a dare una spinta diretta e immediata ai consumi interni, contribuendo a rilanciare i settori economici dei beni alimentari e di prima necessità, che sono i principali settori produttivi e commerciali del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Iwobi) . Negli ultimi giorni tutti si sono affannati a dire che siamo dovuti tornare indietro nei rapporti con l'Europa, che abbiamo dovuto ridurre il rapporto tra deficit e PIL e che la manovra è stata scritta da Juncker. Chi contesta sa bene che così non è. A tal proposito, vorrei concludere con una frase che ho letto qualche giorno fa in un articolo di un quotidiano che non si può dire stia proprio dalla nostra parte. L'autore dell'articolo ci contesta di aver comunicato troppo, ma conclude ammettendo che il risultato, in realtà, lo abbiamo davvero raggiunto e avremmo potuto benissimo pronunciare la seguente frase: «Tutti ci assediavano e minacciavano di fare partire i mercati contro di noi e contro di voi. Abbiamo ceduto un po' per portare a casa il grosso. È la verità e tutti capirebbero». Presidente, è la verità e tutti capiranno. (Applausi dal Gruppo M5S . Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Presidente, Governo, cari colleghi, care colleghe, oggi in quest'Aula discutiamo su un testo che non c'è - seconda stella a destra - di una manovra di bilancio e del bilancio dello Stato che, alla luce del metodo con cui è stata costruita, fa coriandoli del nostro sistema democratico. Oggi facciamo polpette e ci mangiamo settanta anni di storia democratica di questo Paese. Per la prima volta, infatti, il Governo presenta la sua manovra senza passare per il Parlamento. Questa è una totale mancanza di rispetto delle procedure che sono la base essenziale in democrazia. Questo è il metodo. Entro nel merito. La manovra è irresponsabile e incosciente la quale, per soddisfare male le promesse elettorali di due movimenti distinti e distanti, con obiettivi politici distinti e distanti - il reddito di cittadinanza da una parte e quota 100 dall'altra - ipoteca il futuro del nostro Paese, ipoteca il futuro dei nostri figli. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . La situazione è talmente assurda che, per realizzare un reddito di cittadinanza risicato e una quota 100 che disincentiva il pensionamento, si sono dovute mettere clausole di salvaguardia per 23 miliardi per il 2020 e per 29 miliardi per il 2021. E questo ha un unico significato per il futuro del Paese: non ci sarà più flessibilità; non si potrà fare più niente, gli indirizzi e le scelte politiche saranno inibite. Con la spada di Damocle dell'IVA al 26,5 per cento nel 2021 torneremo al baratto. La manovra di questo Governo lascerà le due prossime manovre già complete di deficit e di debito. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . E chiunque verrà dopo come disinnescherà il prossimo debito e il prossimo deficit se il Paese viene buttato in recessione? Questo Governo dà soldi per finta alla gente perché, se da un lato elargisce uno spennacchiato reddito di cittadinanza, diminuito di altri 2 miliardi, dall'altro toglierà risorse ai cittadini facendo pagare loro il corrispettivo in imposte indirette. Lo stesso succederà con le pensioni e quota 100, con cui si cercherà comunque di disincentivare il pensionamento e i giovani rimarranno ancora fuori. Parlo ora di due argomenti a me cari: ambiente e cultura. Quanto al primo, fare finta di essere il Governo dell'economia circolare e poi mettere paletti e bloccare il sistema delle autorizzazioni degli impianti end of waste, al posto di emanare una semplice norma transitoria nelle more dell'applicazione della direttiva europea (Applausi dal Gruppo FI-BP) , significa condannare un settore fondamentale come quello del riciclo dei rifiuti alla paralisi; di conseguenza ne risentirà l'ambiente e quindi il futuro, e così ci ritroveremo con le strade e i magazzini pieni di rifiuti e tutto dovrà tornare agli inceneritori e ai termovalorizzatori da voi tanto vituperati. Gli spazi in discarica si stanno esaurendo; stanno aumentando vertiginosamente i costi di gestione dei rifiuti per famiglie e imprese; si rischia il collasso se non si fanno ripartire gli impianti di riciclo e recupero e se non ne autorizziamo di nuovi al più presto. Inoltre - come ho ripetuto a più riprese - questo grido di allarme arriva da ogni contesto, da Legambiente a Confindustria passando per tutte le associazioni ecologiste e dalle stesse Regioni e Province in ogni parte d'Italia. L'altra questione riguarda la cultura e l'università. Fare finta di sostenere le università virtuose, consentendo loro di utilizzare i bilanci interni in attivo per procedere alle assunzioni del personale mancante e poi tagliare il fondo di finanziamento ordinario (Applausi dal Gruppo FI-BP) , che è la principale fonte di entrata delle università italiane, bloccando nel contempo le assunzioni fino al 15 novembre 2019, come lo chiamate? Lo chiediamo al mondo universitario come lo chiamano? Per me è una beffa: o si toglie il blocco alle assunzioni o si elimina il taglio. In caso contrario si sta prendendo in giro la più importante istituzione culturale, l'università. Ma forse questo è molto lontano dai pensieri di molti di noi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Avviandomi alla conclusione, mi rivolgo al Governo, piuttosto che ai colleghi parlamentari che sono tagliati fuori da questa manovra, per sottolineare che chi viene posto alla guida di un Paese deve avere la vista lunga per guardare ben oltre la punta delle proprie scarpe, deve avere una visione di lungo respiro: questo fa la differenza. Noi non staremo certo ad assistere inerti e vi ricordiamo che le esperienze di Governo, se mal gestite, condannano. Quindi, state bene attenti a non scherzare con la buona fede dei cittadini e con tutta la classe produttiva italiana, che domani si accorgerà che nulla è contenuto in questa manovra che vada verso la crescita economica, verso l'incentivazione dell'impresa, verso la riduzione del cuneo fiscale e l'aumento dei posti di lavoro; che vada verso la semplificazione, quella vera e non certo quella farlocca che è stata presentata (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ricordo che comunque la Commissione europea - come hanno ricordato tanti colleghi prima di me - non promuoverà oggi la legge di bilancio, ma si riserva di decidere a fine gennaio e per questo siamo profondamente preoccupati, e non per noi ma per i nostri figli, di cui abbiamo la responsabilità. Chiedete a un genitore qualsiasi cosa sceglierebbe tra 80, 100, 780 euro al mese per sé, o la creazione delle condizioni perché il proprio figlio possa lavorare e garantirsi il futuro: chiedeteglielo! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Ognuno si assuma quindi le proprie responsabilità con la propria storia politica e con il proprio elettorato quando i nodi verranno al pettine. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Iannone. Ne ha facoltà. IANNONE (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo, in attesa che l'astronave ci porti il testo definitivo della manovra, l'unica cosa che possiamo verificare con certezza è che il Governo nasce incendiario e finisce per essere pompiere. Infatti, da quello che viene annunciato e da quello che abbiamo potuto verificare, finora si tratta di una manovra che è stretta tra le solite logiche ragionieristiche dell'Unione europea e la logica elettoralistica della maggioranza Grillo-leghista. È evidente - come è stato già detto da molti colleghi - che viene concessa una cambiale elettorale cadauno alle forze di maggioranza. Il Paese rimarrà sospeso fino al 1° aprile, che peraltro non è la data più seria del calendario - come tutti sappiamo - in attesa di capire bene come funzioneranno queste due uniche misure, alle quali viene sacrificato tutto il resto dell'amministrazione dello Stato. Sappiamo bene che poi saranno i decreti attuativi a fare la storia del funzionamento di tali misure. L'impostazione della manovra per noi è profondamente sbagliata. Noi di Fratelli d'Italia rimaniamo fermamente ancorati al programma con il quale ci siamo presentati agli elettori. Auspicavamo che ci fosse una scelta chiara e netta in favore delle imprese, del mondo della produzione, di tutti quegli italiani che, nonostante le mancanze del nostro Stato, continuano a fare il proprio dovere, a credere nella nostra Nazione, continuano e si ostinano a fare produzione e a creare lavoro. Certamente erano in attesa di scelte che fossero chiare e nette e che andassero nella direzione giusta di creare meno costo del lavoro in termini di tasse. Al contrario, mi sembra che ci si avvii a prevedere molte nuove tasse. Non c'è l'ombra della tassa piatta, che evidentemente è stata sacrificata rispetto a quelle che erano le principali fonti di propaganda elettorale; così come non viene mantenuta una serie di promesse, che a me piace chiamare impegni e che riguardano la vita di migliaia di italiani e soprattutto il futuro della nostra Patria. Gli stanziamenti per quanto riguarda l'istruzione e la ricerca sono assolutamente insufficienti e continueranno a relegarci agli ultimi posti nella classifica delle nazioni che investono in futuro. Non vengono mantenuti gli impegni nei confronti di una serie di categorie, come ad esempio - lo ribadisco - nei confronti dei precari della scuola, personale docente e non docente, ai quali in campagna elettorale era stato promesso lo smantellamento della buona scuola. Invece, dopo tanti provvedimenti, arriviamo alla legge di bilancio e continuano ad essere disattese quelle promesse. Non ci sono misure significative per gli enti locali, che rappresentano le istituzioni di prossimità dei cittadini, i quali hanno dei bilanci asfittici e, attraverso questa manovra, non vedranno mettere mano a quei lacci e lacciuoli che gli impediscono di liberare risorse e di fare scelte politiche di indirizzo sui territori. Ci saremmo aspettati un impegno importante - e l'avremmo sostenuto certamente - a difesa dei nostri territori. Abbiamo problemi molto gravi di dissesto idrogeologico; abbiamo problemi molto importanti che riguardano le nostre infrastrutture e la sicurezza delle scuole. Mi sembra che i problemi che riguardano la quotidianità degli italiani e la tranquillità di tante famiglie vengano completamente ignorati anche nell'agenda politica. Manca altresì, clamorosamente, una politica per il meridione d'Italia che è questione nazionale. Non si può pensare di dare attraverso il reddito di cittadinanza, il metadone di Stato, una risposta risolutiva al Mezzogiorno che ha sete di riscatto e deve avere reali possibilità per fare sviluppo attraverso quello che dovrebbe essere un serio piano di infrastrutturazione del territorio. Signori del Governo, serve veramente a poco, per non dire a nulla, avere un Ministro per il Sud senza avere una politica per il Mezzogiorno. E allora, anche rispetto a quello che era stato promesso all'impresa tipica italiana - penso ai balneari, penso al mondo del commercio, penso al mondo dei lavoratori autonomi - si va verso una manovra che consegna il nulla assoluto e lascia assolutamente irrisolti i problemi e le gravi difficoltà che tali categorie vivono. Per tutti questi motivi non posso che concludere dicendo che la cacofonia aritmetica tra il 2,4 e il 2,04 non farà altro che far sentire agli italiani la differenza sostanziale che c'è tra la parola cambiamento e la parola fallimento. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, onestamente pensavo che essere qui a parlare della legge di bilancio dello Stato potesse essere per tutti noi l'occasione per parlare nel concreto dei problemi e delle risposte. Credevo che avremmo potuto, nel corso dei lavori in Commissione, nei giorni scorsi, confrontarci nel merito per verificare le diverse ipotesi di soluzioni, le proposte per risolvere i problemi, e invece siamo qui a discutere di una legge di bilancio in una sorta di clima surreale. Discutiamo infatti su un testo che sappiamo non avere nulla di quello che sarà il testo definitivo che ci verrà proposto domani. Discutiamo sostanzialmente immaginando i contenuti di una proposta che fisicamente non è ancora presente. Siamo qui a discutere dopo che la Camera ha votato la fiducia su un testo e probabilmente, fra qualche giorno, voterà un'altra fiducia su un testo diverso, in qualche misura mettendo in discussione la natura stessa dell'istituto della fiducia così come previsto dai Regolamenti parlamentari. Siamo qui a discutere dopo aver passato dei giorni in Commissione ad analizzare emendamenti; a sceglierne, tra tutti quelli presentati da parte dei vari Gruppi e segnalati, circa 500, che abbiamo commentato e discusso da un certo punto in avanti, sapendo che tutto il lavoro sarebbe stato totalmente virtuale, perché da altre parti qualcuno avrebbe scelto, senza alcun nesso con quella che è stata l'illustrazione degli stessi emendamenti in Commissione, quali inserire all'interno di un testo che sarebbe stato posto - lo sarà fra qualche ora - alla nostra fiducia, in un clima veramente - come detto prima - surreale. Tutto questo avviene perché due Vice Premier hanno giocato, nelle ultime settimane, per dimostrare chi è più tosto, chi è più capace a comandare e a portare a segno un punto finale in una sorta di scommessa sulla pelle degli italiani. Sta di fatto che, nel concreto, ci è stato annunciato che sarebbe stata presentata una legge di bilancio che creava un deficit sul PIL del 2,4 per cento, quando tutti gli analisti ed economisti ci hanno detto, nelle stesse ore, che non era assolutamente immaginabile né sostenibile una proposta che andasse oltre il 2 per cento, anzi, molti hanno detto che avrebbe dovuto essere intorno all'1,8 per cento. Secondo i dati dalla Banca d'Italia di inizio novembre, due mesi ci sono costati oltre 1,5 miliardi. Come conto a consuntivo, probabilmente siamo non lontani, se non oltre, i due miliardi di euro di maggiori costi per interessi. Sappiamo che, dopo aver pagato questi maggiori interessi, ammontano a molte decine di miliardi le perdite sui patrimoni di tantissime società che li hanno visti svalutare. Sappiamo che è cresciuta enormemente la sfiducia del mondo economico e degli imprenditori italiani con riferimento alle prospettive per le loro imprese. Sappiamo che si sono fermati - anzi, sono crollati - gli investimenti in tutti i settori. Sappiamo che molti investitori stranieri hanno rinunciato a investire nel nostro Paese. Anche in questo caso, parliamo di qualche decina di miliardi di investimenti in titoli di Stato e nel nostro nel Paese che saranno bloccati. Sappiamo - ce lo dice il mondo economico - che sostanzialmente c'è stato un congelamento delle prospettive di ripresa del Paese. Come dicevo, tutto questo è accaduto perché qualcuno doveva dimostrare di essere più bravo di tutti a mettere in campo delle misure che, nella sostanza - lo verificheremo a posteriori - sono di natura squisitamente propagandistica. È infatti evidente che i 17-18 miliardi di euro, che in campagna elettorale si è detto che sarebbero stati investiti nel reddito di cittadinanza, poi si sono ridotti a nove quando è stata presentata la manovra di bilancio. In seguito, ne abbiamo persi altri due per strada con le correzioni che l'Unione europea ci ha chiesto, ma che il buon senso economico di sostenibilità generale ci avrebbe comunque imposto. Se, molto più semplicemente, ci fosse stato il raddoppio delle risorse sul reddito di inclusione, come noi avevamo proposto, la risposta sarebbe stata corretta. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . I soldi, alla fine, sono quelli, ma li investiamo per inventare qualcosa di nuovo che non sappiamo se e quando funzionerà. Lo stesso ragionamento vale per le pensioni. Abbiamo annunciato l'abolizione della cosiddetta legge Fornero, che sarebbe costata dai 12 ai 15 miliardi il primo anno. Nella legge di bilancio ne sono stati però stanziati tra i sei e i sette, per poi - di fatto - averne meno di quattro da mettere concretamente in campo. Tutto questo è avvenuto prevedendo misure che vanno a incidere sulle pensioni a partire da quelle triple rispetto alla minima (stiamo parlando di 1.500 euro lordi). Chiedo veramente che senso abbia un intervento di tal genere, quando poi, per poter portare a casa questo tipo di misure, ieri sera il Governo ha presentato degli emendamenti che prevedono lo slittamento di investimenti. Vengono chiamate rimodulazioni, ma - di fatto - sono slittamenti di investimenti che erano previsti sul trasporto su ferro, sul dissesto idrogeologico e sul cofinanziamento ai fondi comunitari, come è già stato detto dai colleghi che hanno parlato prima. Vi è inoltre la creazione di un mostro di clausola di salvaguardia, perché porre a carico del prossimo bilancio una clausola di 23 miliardi di euro è un'operazione che porterebbe l'IVA al 26,5 per cento. Mi chiedo se un intervento di questo genere sia sostenibile e se abbia un senso. In campagna elettorale ci è stato detto che sarebbero state tolte tutte le accise, mentre registriamo, in prospettiva, un loro aumento. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . Questi interventi non hanno alcun senso. Veniamo ora ai temi agricoli, di cui mi sono occupato di più. La manovra contiene misure come quella dell'assegnazione della terra alle famiglie con più di tre figli e qualcuno dovrà poi spiegarci qual è la ratio che sta dietro a un'idea così balzana. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo). Sono stati altresì previsti interventi per il contrasto alla xylella , sia pur con lo stanziamento di pochissimi soldi, ma sono poi stati bocciati tutti gli emendamenti che tendevano a introdurre norme finalizzate a prevenire e contrastare gli altri parassiti e tutte le fitopatie esistenti. Abbiamo norme che intervengono a sostegno del settore della forestazione e della promozione dei suoi prodotti, ma poi sono state bocciate tutte le altre misure che vanno nella direzione di intervenire sui prodotti di montagna e tante altre proposte che abbiamo messo in campo. Abbiamo misure positive sul rafforzamento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, sull'accisa delle birre, che è però più uno specchietto per le allodole che una misura di sostanza. Parliamo infatti di strutture che producono meno di 10.000 ettolitri l'anno. Sono quindi strutture pregevoli, ma molto piccole e non capaci di incidere. Avevamo proposto una serie di misure tendenti ad affrontare il sostegno all'agricoltura sociale, alla tracciabilità dei prodotti e agli investimenti sui beni materiali, cui gran parte dell'agricoltura, anche se nominalmente, potrebbe accedere, ma, di fatto, così come è congeniata la norma non può farlo. Tali misure non sono state esaminate nella sostanza. Avevamo altresì proposto di prorogare le misure previste per i giovani, per quel che riguarda l'IMU che poi si ribalta sull'affitto, che però non sono state accettate e hanno ricevuto il parere negativo dei relatori. Avevamo proposto delle misure di proroga degli sgravi contributivi per i giovani agricoltori: anch'esse hanno ricevuto il parere negativo dei relatori. Avevamo poi proposto misure di sostegno alle filiere, che non sono state prese in considerazione. Avremmo voluto poter lavorare nel merito su tutti questi temi, confrontandoci con la maggioranza, consapevoli del nostro ruolo di minoranza, che si è posta in Commissione in modo molto costruttivo nel merito delle questioni, provando a creare lo spazio per un ragionamento. Ciò non è stato assolutamente possibile. Dico serenamente che il nostro contributo è stato marginale, perché abbiamo presentato emendamenti che non sono mai stati votati e comunque non sappiamo se qualcosa di ciò che è stato presentato verrà in qualche misura preso in considerazione. Credo che il contributo della minoranza sarebbe stato importante in ogni caso. Ci saremmo aspettati - forse ingenuamente - dalle forze politiche che si sono poste alla guida di un cambiamento nel rispetto delle istituzioni, e che nelle passate legislature ci hanno spiegato che l'impegno era per dare ruolo e centralità al Parlamento, un approccio di natura diversa. La manovra che andremo a discutere e che domani voteremo dice di fatto l'esatto contrario di quanto hanno affermato coloro che volevano stare al fianco delle imprese. È una manovra centrata su misure di assistenzialismo e sulle pensioni; aumenta le imposte e le accise, riduce gli investimenti e il sostegno agli investimenti privati. Per tutte queste ragioni non solo siamo convinti che la manovra è sbagliata, ma siamo anche e soprattutto preoccupati per il Paese, perché di fatto è stato rotto quel percorso di ripresa che cominciava a dare segnali di sedimentazione e rafforzamento. È stata compromessa la fiducia nei confronti del Paese e soprattutto la possibilità di guardare con fiducia al futuro. Per tutti questi motivi riteniamo che sia stata e sia una grande occasione persa. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Lonardo) . Sull'omicidio di due turiste scandinave in Marocco PRESIDENTE . Prima di procedere con la discussione voglio ricordare due giovani ragazze scandinave barbaramente sgozzate, dopo essere state rapite in Marocco da terroristi islamici, che hanno messo poi online il video terribile nel quale si vede mozzare la testa a una delle due ragazze. Questo fatto non può che accrescere la nostra avversione al terrorismo e all'integralismo islamico ovunque si manifestino. (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 981 BINETTI (FI-BP) . Signor Presidente, nonostante l'ora tarda, desidero condividere la sensazione di profondo disagio sperimentata lavorando serenamente e costruttivamente nella 12 a Commissione, dove abbiamo potuto analizzare la legge di bilancio, evidentemente sub specie sanità. È stato possibile andare a fondo, e per me è stata un'occasione importante di incontrare tante associazioni di pazienti. La cosa che faccio più volentieri nella mia attività parlamentare è incontrare, se non direttamente i pazienti con i loro problemi immediati di salute, le associazioni che li rappresentano, le società scientifiche che in qualche modo se ne prendono cura, e insieme cercare di individuare quelle misure che possono migliorare la loro qualità di vita personale e qualità di vita anche in merito a quella che possiamo considerare la salute pubblica. È stato un lavoro interessante - ovviamente non abbiamo votato la manovra, ma abbiamo presentato una relazione di minoranza - un lavoro concreto sui contenuti, sulle possibilità di miglioramento. Per carità, non abbiamo votato quello che ci veniva proposto e loro non hanno votato nemmeno i nostri ordini del giorno. Ma l'obiettivo era sul pezzo: era a cercare di capire di che cosa ha bisogno oggi la nostra sanità e come noi possiamo, tutti insieme, dare risposta a una realtà che in fondo ci tocca tutti da vicino prima o poi. Devo dire che una piccola circostanza mi ha colpito molto e in qualche modo mi è sembrata perfino di buon auspicio. A un certo punto abbiamo cominciato a riunirci nell'aula della 7 a Commissione, e a me che chiedevo per quale motivo non ci riunivamo nella nostra Commissione, è stato risposto che quella sala era stata messa a disposizione delle lobby , e cioè di coloro che presentano i loro bisogni a quanti si occupano di legge di bilancio. L'idea che fossero in Commissione sanità mi ha fatto pensare a tutte quelle associazioni, a tutte quelle persone che dalla legge di bilancio aspettano risposte vere, risposte concrete. In alcuni casi sono risposte in termini economici; altre volte sono risposte in termini di semplificazione normativa; altre volte sono risposte che chiamano proprio in gioco norme concrete di cui il Paese ha bisogno per essere onesto davanti a un'altra affermazione di principio che ci caratterizza, che è quel famoso, amatissimo articolo 32 della Costituzione che considera la salute un diritto. Siamo l'unico Paese che considera la salute un diritto e che in questo senso considera norma costituzionale fondamentale la tutela di tale diritto. Facciamo molto in questo senso; non facciamo tutto ciò di cui c'è bisogno e, soprattutto, non lo facciamo per una serie di categorie di pazienti che meriterebbero maggiore attenzione da parte nostra e che dalla legge di bilancio aspettano risposte. Poi abbiamo scoperto che quella legge non esisteva più, ma quel lavoro da noi fatto è importante, realizzato con convinzione e passione, anche maniera trasversale - se volete - in costante dialogo con la società civile, con quella più fragile, composta da persone disabili, da anziani, da malati cronici; quella società civile nell'ambito della quale molti famigliari dedicano totalmente la loro vita alla cura dei loro cari. Penso per esempio alla figura del caregiver , a quella realtà complessa e composita costituita dalle malattie rare, che ci chiede da tempo quando pubblichiamo il piano nazionale delle malattie rare. (Applausi dal Gruppo FI-BP) , quando ci rendiamo conto di ciò di cui ha bisogno. Devo dirvi - come è facile comprendere - che la mia lettura della legge di bilancio è assolutamente orientata. C'è stato un altro aspetto su cui mi sono soffermata: tutti noi sappiamo che la povertà è un'importante causa di malattia, è un elemento di comorbilità fisso nella cura dei pazienti. Sappiamo che se un paziente riesce a nutrirsi bene, anche la nutrizione diventa un fattore protettivo della sua salute, così se ha condizioni igieniche accettabili, in cui ad esempio non vi sia umidità; abbiamo visto scomparire tante patologie in questi anni, proprio grazie al contesto delle misure sociali. La povertà è importante come fattore fondamentale di salute. Non abbiamo creduto nemmeno per scherzo che si potesse abolire la povertà per legge, troppo facile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Noi crediamo a Gesù Bambino, a Roma crediamo perfino alla Befana, ma non crediamo che qualcuno possa venire raccontarci che la povertà si abolisce così, con colpo di bacchetta. Crediamo però - questo sì - che una legge di bilancio ben fatta riduca le disparità, che risponda a quella popolazione che - questo, letto bene, è un tesoro del nostro Paese - che è in età avanzata, ai grandi anziani. Voi vi rendete conto, però, che i grandi anziani sono quelli a pensione bloccata, che hanno una pensione scarsa di 1.200, 1.300, 1.400 euro, che si assottiglia immediatamente e che va a incidere sulla capacità di nutrirsi, sulla possibilità di curarsi, su quell'insieme di terapie non strettamente farmacologiche che definiscono la qualità di vita. Noi speravamo ed abbiamo lavorato, abbiamo scritto qualsiasi cosa (relazioni di minoranza, ordini del giorno, emendamenti), pensando di fare questo servizio al Paese che - credetemi - non aveva nemmeno colore politico, perché il partito dei malati, degli anziani, dei disabili è un partito trasversale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non vi nascondo che mentre noi ci dibattiamo nel cercare di capire con questa manovra di bilancio se siamo diventati una Repubblica non presidenziale, ma vice presidenziale, o siamo ancora una Repubblica parlamentare (Applausi dal Gruppo FI-BP) , la gente dalla strada ci chiede di prenderci cura di loro. Noi non sappiamo nulla, non sappiamo che risposte dare. È questo che ci pesa, ci angoscia, ci dà tristezza, e non sapremo nemmeno a Natale - perché il disegno di legge poi dovrà andare alla Camera - che cosa questa legge porterà alla classe degli ultimi del nostro Paese, ed è questo quello che ci addolora e ci rende più triste il Natale. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, vorrei cominciare questo mio intervento con una frase di Kapuscinski , grande reporter e saggista polacco scomparso nel 2007: «È sempre il potere a provocare la rivoluzione. Non certo di proposito. Tuttavia il suo stile di vita e di governo finisce per diventare una vera e propria provocazione. Ciò avviene quando tra i personaggi dell' élite si instaurano il senso dell'impunità e la convinzione di poter fare qualunque cosa, di potersi permettere tutto». Quella che c'è stata il 4 marzo, colleghe e colleghi, è stata una rivoluzione. Una rivoluzione gentile, pacifica, fatta da milioni di cittadini che hanno deliberatamente scelto di dire basta a quel potere rappresentato dai vecchi partiti che per troppo tempo sono stati forti con i deboli e deboli con i forti. Questi cittadini hanno scelto noi, ci hanno dato una delle cose più preziose che esistano: la loro fiducia. Non intendiamo deluderli e questo disegno di legge di bilancio, la prima di tante, ne è la dimostrazione. In questi mesi, tra i banchi delle opposizioni, c'è stato chi ha avuto la faccia tosta di gridarci «Vergogna!». Beh, credo che a vergognarsi dovrebbero essere loro (Applausi dal Gruppo M5S) , che - da competenti quali dicono di essere - ci hanno lasciato un Paese con più di 5 milioni di persone in povertà assoluta, un Paese dove quasi la metà degli anziani non può permettersi nemmeno di accendere il riscaldamento nelle proprie case. Perciò di cosa dovremmo vergognarci? Del reddito di cittadinanza? All'articolo 1 la nostra amata Costituzione, quella che due anni fa qualcuno voleva stravolgere, recita che «l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Ebbene, qualora non l'abbiate ancora capito - o peggio facciate finta - il reddito di cittadinanza è una misura per il lavoro, che permetterà a milioni di persone oggi escluse dal mercato e senza reddito di guardare al futuro con ottimismo. Dovremmo vergognarci di quota 100, con la quale iniziamo finalmente a superare la legge Fornero? Di aver disinnescato l'aumento dell'IVA nel 2019, una misura che mette al riparo i cittadini da un aumento del prelievo fiscale di oltre 12 miliardi? Di aver tagliato le pensioni d'oro e contemporaneamente aver alzato le minime? Degli 1,5 miliardi stanziati per i risparmiatori truffati dalle banche, quelli abbandonati da chi ci ha preceduti? Siate seri. Almeno per una volta, per favore, siate seri. Tra le pieghe di questa manovra ci sono provvedimenti che i cittadini attendevano da tempo immemore. Dopo una lunga confusione, per esempio, siamo riusciti a mettere un fondamentale punto fermo per i tanti professionisti sanitari che non si sono potuti iscrivere agli albi e, lavorando però in ambito sanitario, dopo la legge n. 3 del 2018 della Lorenzin, rischiavano di restare senza lavoro. I massofisioterapisti, per dirne una. Ecco, in questo caso - vi racconto rapidamente - chi fino al 1999 aveva frequentato dei corsi regionali abilitanti la professione ha ottenuto l'equipollenza con la laurea e la conseguente iscrizione all'albo dei fisioterapisti. Chi invece ha frequentato questi corsi, che continuavano a essere riconosciuti dalle Regioni, dopo il 1999 è rimasto fuori dall'albo e rischia adesso di non poter più lavorare. Con un emendamento inserito nel disegno di legge di bilancio, chi attualmente sta esercitando una professione sanitaria senza avere un titolo idoneo potrà continuare a farlo purché abbia svolto l'attività professionale per un determinato periodo negli ultimi dieci anni. Questo gli permetterà, infatti, di iscriversi in elenchi speciali ad esaurimento legati agli albi professionali. Naturalmente, non ci sarà un'equipollenza di titoli che consentano l'iscrizione agli albi, ma chi lavora potrà continuare a farlo: una notizia che aspettavano in molti e che oggi sono felice di poter dare. Non solo. Per gli enti territoriali - un altro capitolo che mi sta molto a cuore - istituiamo un fondo da 3 miliardi per il 2019, 3,4 per il 2020 e altri 2 per il 2021, che cresceranno fino a 3,2 miliardi annui nel periodo 2028-2033. Dal 2034 il fondo ripartirà con 1,5 miliardi annui. Andiamo ad aiutare Comuni, Province e Regioni su settori vitali come l'edilizia pubblica, la manutenzione e la sicurezza del territorio, la manutenzione della rete viaria, la prevenzione del rischio sismico e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Questi maggiori investimenti locali si vanno ad aggiungere a un miliardo di maggiori fondi derivante dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per i Comuni virtuosi. Diamo ossigeno agli enti territoriali massacrati fino ad oggi dal Patto di stabilità interno e dal principio del pareggio di bilancio. In questo discorso, non possiamo certamente dimenticare il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti nell'anticipazione ai Comuni in temporanea crisi di liquidità di risorse che potranno essere utilizzate per pagare i debiti nei confronti delle aziende. Finalmente da quest'Assemblea stanno uscendo provvedimenti che guardano ai reali bisogni dei cittadini, di tutti i cittadini. Finalmente si ricomincia a guardare alla politica e a chi occupa questi scranni con fiducia perché arrivano le risposte giuste. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Lonardo. Ne ha facoltà. LONARDO (FI-BP) . Signor Presidente, mai nella storia repubblicana si è assistito a un atteggiamento così sprezzante nei confronti del Parlamento. Mi complimento con il sottosegretario di Stato alla Presidenza de Consiglio dei ministri, senatore Santangelo, che meriterebbe quasi una medaglia, essendo l'unico presente. (Applausi dal Gruppo M5S) . Non vedo invece i vari rappresentanti del Governo che dovrebbero essere qui e invece stanno chissà dove per approntare gli ultimi dettagli, dei quali non sapremo niente fino a domani. Eppure, vi è arrivato ieri il monito saggio del Capo dello Stato, che vi ha invitato a dialogare con il Parlamento, ad ascoltare le ragioni di chi, democraticamente, la pensa diversamente da voi. Capisco che siete in difficoltà. Partiti spavaldi contro l'Europa, minacciosamente spavaldi, ne avete dovuto accettare le indicazioni e le imposizioni; con arroganza infantile vi siete affacciati al balcone di Palazzo Chigi, annunciando al Paese la vostra rivoluzione economica, la vostra decrescita infelice. Ora da quale pulpito andrete a spiegare la vostra sconfitta e l'umiliazione cui avete portato l'Italia? Lo vedremo nei prossimi giorni. Il PIL con voi arretra, il debito pubblico aumenta e la crescita resterà ai blocchi di partenza. Insomma, approvate una legge di bilancio che renderà vulnerabile la nostra economia, che, faticosamente, iniziava a riprendersi. Poiché questo è e poiché questo hanno constatato e scritto i maggiori organi di stampa, avete iniziato a praticare un attacco vile alla libertà di stampa, nel tentativo di punire i giornali e i mezzi di informazione, che hanno raccontato i problemi del Governo e i suoi affanni strategici in economia. Vi siete chiesti come mai le categorie economiche e sociali del Paese sono in rivolta rispetto ai vostri provvedimenti? Le impazienze sociali si manifestano con intensità e con una piazza che, da Torino a Roma, si è messa le mani in tasca per non applaudirvi. La luna di miele col Paese sta comunque finendo. Il re è sempre più nudo e la gente ha capito che le promesse elettorali resteranno tali. La flat tax è evaporata. (Applausi del senatore Dal Mas) . Il reddito di cittadinanza, che tanti voti vi ha dato, allo stato è una misura senza capo né coda, che porterà solo alla pigra ricerca di un posto di lavoro. La riforma Fornero, che era il totem da abbattere, rimane quasi inalterata, mentre la quota 100 avrà un periodo molto limitato per la sua applicazione. Avete solo innalzato un singolare, quanto ideologico, cartello dei no. No alla TAV, no alla TAP, no al buon senso, no agli investimenti seri per il Sud, che, con voi, ritorna ad un divario ineguagliabile con il Nord. In questo sciagurato disegno di legge di bilancio, per il Sud non c'è alcun elemento economico che possa dare ai giovani la speranza di restare dalle nostre parti. Volete che il Sud diventi una sorta di riserva indiana per anziani, senza agevolare attività economiche che possano rendere di qualità i servizi da fornire. Vogliamo investimenti seri, che questa manovra non contiene. Vogliamo investimenti infrastrutturali per il Sud, come, ad esempio, i 20 milioni di euro da me richiesti con un emendamento - che non concederete - per il depuratore della città di Benevento. Ricordo anche l'emendamento presentato per la città di Avellino e le tantissime altre misure che ho richiesto con i 100 emendamenti che ho presentato e che provenivano, evidentemente, dal popolo. La vostra manovra, per me, ha un solo e fondamentale, elemento positivo: manda in ridicolo il vostro sovranismo alle vongole. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Avete dovuto cambiare linea. L'Europa brutta e cattiva - così dicevate con linguaggio sprezzante - vi è venuta incontro, ne avete dovuto riconoscere il primato e Conte lo ha capito. Intanto avete bruciato la nostra credibilità. Smettetela di giocare con finte riforme e pensate a come aiutare le imprese, pensate a come evitare di far fuggire gli investitori, pensate a ricostruire un tessuto di relazioni europee, dove l'Italia possa essere protagonista. Insomma, pensate. Oggi il vostro unico ossessivo pensiero è la lotta al passato. Ricordate che anche voi iniziate ad esserlo e l'incendio alle vostre bandiere sta lì a testimoniarlo. È una bugia dire che il Governo non sia arretrato. Il signor Presidente del Consiglio ha fatto una marcia indietro clamorosa, perché la sua manovra iniziale non reggeva alla prova dei fatti. Si preparano mesi difficili e purtroppo c'è il rischio della recessione. Il decreto dignità la sta anticipando sul fronte della disoccupazione. Fermatevi, per il bene del Paese, accettate il confronto. Avete detto che le opposizioni hanno presentato troppi emendamenti. Vi ricordo che dietro quegli emendamenti c'è il popolo, quel popolo che richiamate in ogni vostro discorso. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD). Evidentemente non lo rispettate davvero, altrimenti avreste speso tempo a lavorare in Commissione e non a mortificare quanti avrebbero voluto confrontarsi e ricevere - perché no, sta nelle cose, nei fatti, - anche delle bocciature. Questo avreste dovuto fare, ma ciò non è successo e rappresenta il vostro non rispetto del popolo italiano. Voi avete ancora la testa al 4 marzo: noi abbiamo la testa e il cuore per i tanti milioni di italiani, che da questa vostra manovra usciranno purtroppo devastati e disillusi. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Barbaro. Ne ha facoltà. BARBARO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'introdurre alcune brevi considerazioni sul disegno di legge di bilancio che ci apprestiamo a votare, mi sia preliminarmente consentito rivolgere il mio personale apprezzamento - ma credo di interpretare il sentimento di tutti i colleghi del Gruppo del quale faccio parte, il Gruppo della Lega Salvini-Premier-PSd'Az (sia ben chiaro, questo è un aspetto importante della nostra denominazione sociale) - per il lavoro svolto dal nostro Presidente del Consiglio, che ha condotto con autorevolezza e competenza una dura trattativa con l'Unione europea. Aver evitato la procedura di infrazione senza rinunciare gli obiettivi che questa maggioranza si era data, primi tra tutti quota 100 e reddito di cittadinanza, corrisponde a un grande successo politico, checché ne dica l'opposizione. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ho ascoltato con grande interesse tutti gli interventi dei colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto, che si sono basati essenzialmente su un'eccezione, che è quella sul metodo e che, a voler essere generoso, per alcuni versi è anche condivisibile. Ma sul merito hanno sciorinato, come al solito, il libro dei sogni. Le opposizioni, durante la discussione della manovra di bilancio, tirano fuori sempre tutto quello che può essere discusso all'interno del contesto finanziario di un Paese. Fanno bene il proprio lavoro, non c'è dubbio, e credo lo facciano talmente bene che l'auspicio che voglio rivolgere loro ma penso di poter interpretare anche il pensiero di tutto il Paese - è che questo lavoro, visto che lo fanno così bene, possano farlo il più a lungo possibile. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Battute a parte, questa non è solo una manovra finanziaria e una semplice legge di bilancio, ma traccia una linea spartiacque tra due modi diversi di intendere il Paese. Rappresenta la diversità tra chi reputa prioritari gli interessi italiani rispetto a chi è sempre stato succube della burocrazia comunitaria. Rappresenta la diversità tra chi vuole garantire serenità a chi ha lavorato per anni e, nel contempo, favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, rispetto a chi ha innalzato l'età pensionabile degli italiani alla più alta d'Europa. Rappresenta la diversità di chi vuole rimettere in moto il sistema Paese rispetto a chi ne ha rallentato la crescita. Potrei proseguire per altri minuti, ma il tempo è tiranno e devo riferirmi a un argomento che mi sta particolarmente a cuore da rappresentante dell'associazionismo sportivo. C'è un argomento nel disegno di legge di bilancio che mi interessa e mi riferisco alla riforma dell'ordinamento sportivo. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale: per anni ci siamo riferiti al nostro sistema sportivo incentrandolo tutto sulla figura del CONI, un'istituzione importante che sicuramente ha fatto un grande lavoro e che ha, di fatto, supplito alle carenze dello Stato. Per tanti anni i nostri atleti sono andati in giro per il mondo, hanno rappresentato bene l'Italia e le hanno permesso di conseguire importanti successi che ne hanno migliorato l'immagine in giro per il mondo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma non c'è solo questo modo di intendere lo sport. C'è la necessità di sviluppare una cultura sportiva a trecentosessanta gradi, che vada oltre gli aspetti competitivi e possa conferire allo sport una dimensione sociale e accentuarne i profili legati al benessere, al miglioramento della qualità della vita, all'educazione e alla prevenzione. Per anni lo Stato, in un eccesso di delega, ha attribuito al CONI le funzioni di un Ministero, senza che il CONI ne avesse né le risorse né le competenze. E se di colpe vogliamo parlare, queste non sono certo del CONI. È lo Stato che ha impedito l'affermazione sociale dello sport, trincerandosi dietro queste grandi vittorie e dietro le grandi affermazioni dei nostri atleti che hanno nascosto tutte le altre carenze. Oggi, con questa manovra economica, lo Stato si riappropria della capacità di indirizzo in questa materia esercitandola direttamente. Non c'è alcun intento punitivo nei confronti del CONI, ma solo l'intento di ridistribuire ruoli e funzioni con chiarezza. Ci troviamo, quindi, di fronte a un passaggio di consegne tra un modello che ha esaurito la sua funzione e una concezione dello sport che mira ad esaltarne la sua funzione sociale. Ciò non deve farci dimenticare, però, quello che il CONI ha fatto nel corso degli anni, i risultati che ha ottenuto e il rispetto che merita questa istituzione. Al CONI va la nostra gratitudine e la nostra attenzione perché se l'è meritata nel corso degli anni. È stata la casa di tutti gli italiani che hanno fatto sport e continuerà a esserlo, in un contesto di rinnovamento che, di fatto, coinvolgerà tutto il sistema sportivo italiano. Ma noi, oggi, stiamo dando grandi impulsi al cambiamento del Paese. E vogliamo farlo anche in questa materia, confidando nel fatto che, grazie al nostro lavoro, possa effettivamente diventare quel grande fenomeno sociale che in effetti è. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Patriarca. Ne ha facoltà. PATRIARCA (PD) . Signor Presidente, per quasi due o tre mesi avete raccontato molte frottole. Avete proposto quattro schemi di legge di bilancio. Avete infranto ogni regola e ogni forma di rispetto istituzionale che si dovrebbe a quest'Aula e ai senatori. Non abbiamo avuto la possibilità, il diritto e il dovere di esercitare quello che ci chiedono i cittadini, cioè di leggere, approfondire, intervenire, emendare ed arricchire la proposta di legge, in questo caso il disegno di legge di bilancio, che è la proposta di legge più importante. Ci ritroviamo qui vuoti, senza poter svolgere quello che ci chiedono i cittadini e quello che ci chiede la nostra carta costituzionale. Avete infranto ogni regola di rispetto verso le opposizioni, che si trovano oggi qui a parlare su un testo di legge che neppure conoscono. Avete giocato con l'Unione europea. Avete giocato e avete avuto cappotto. Avete mostrato i muscoli, ma io dico anche che i muscoli bisogna averli. O si hanno o non si hanno: se non si hanno, è meglio non giocare a poker , perché poi arriva il cappotto. Io consiglio davvero ai ministri Salvini e Di Maio qualche ora di palestra durante le festività, perché i muscoli o li hai, e allora li mostri, oppure non li hai ed allora è meglio lasciar perdere. (Applausi dal Gruppo PD) . Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 21,56) ( Segue PATRIARCA). Avete raccontato molte bugie e molte frottole. Provo a illustrare alcuni punti, citandone quelli che mi stanno molto a cuore. Cito un esempio di frottola, raccontata con estrema persistenza e con tante bugie, riportando l'esempio della famiglia: 1,721 miliardi è il conto che abbiamo fatto nella terza bozza del disegno di legge di bilancio che ancora dobbiamo vedere; 1,823 miliardi le risorse che il Partito Democratico e quel Governo così terribile che ha distrutto il Paese aveva postato per la famiglia. Rispetto alla nostra cifra, -100 milioni. Ma allora, come diranno i colleghi del MoVimento 5 Stelle, questo miliardo e settecento milioni di euro che abbiamo stanziato per la famiglia non ce li riconoscete? Certo che ve li riconosciamo. Peccato che siano tutti investiti su iniziative proposte nella precedente legislatura. Avete semplicemente rinnovato quello che voi contestate in questa serata, niente di più. Sulla famiglia tanto evocata, io ricordo l'audizione del ministro Fontana, che ci ha davvero proposto un'agenda di cambiamento profonda, radicale, davvero stupefacente. E noi siamo rimasti allibiti da questa lungimiranza. Allora io vi domando, facendovi l'elenco, ma dove sono le proposte per la natalità? Dove sono le proposte per rilanciare i servizi per l'infanzia? Dove sono le proposte innovative per la conciliazione vita-lavoro? Dove sono le proposte per il welfare aziendale? Ci vogliono queste proposte, se davvero la famiglia è il cuore del cambiamento. Noi non abbiamo visto nulla; avete riproposto ciò che avete contestato per cinque anni (Applausi dal Gruppo PD) . Ci avete detto: no ai bonus , no a questo e a tutto ciò che ci avete contestato. Dicevate: non si fa così la politica per la famiglia; ci vuole lungimiranza; ci vuole cambiamento. Se si legge la terza bozza del disegno di legge di bilancio, non si trova nulla; si trova la riproposizione dei bonus , le cose cattive, becere e poco lungimiranti che il Governo precedente aveva illustrato. La seconda proposta farlocca, che non è altro che fumo negli occhi, è la promessa di combattere e cancellare la povertà. Nella vostra manovra avevate proposto 17 miliardi, se ricordate. Successivamente siete scesi a 9 miliardi e dopo - mi pare e ce lo direte domani - siamo scesi a 5 miliardi - se ricordo bene -, di cui 2,5 miliardi sono destinati al Rei. Allora cosa accadrà nuovamente, esercitando sempre questo principio di lealtà al quale vi invitiamo costantemente? Non farete altro - perché non c'è altra possibilità e non potete attivare i centri per l'impiego - che riproporre in versione vostra - ve lo concederemo cortesemente - il reddito di inclusione sociale. (Applausi dal Gruppo PD) . State riproponendo lo stesso meccanismo. Direte sicuramente che questo è il reddito di cittadinanza e che avete cancellato la povertà. Vi misureremo su questo, ma voi riproporrete lo stesso meccanismo e, guarda caso, nel dibattito pubblico ricompaiono i Comuni, scomparsi per mesi, ricompaiono le associazioni. Ancora una volta si tratta di una proposta farlocca, una proposta di niente. Riproporrete le cose che avete contestato per cinque anni. Ricordate il dibattito piuttosto franco, onesto e sincero sul decreto concretezza. Era presente il ministro Bongiorno. Noi dicevamo che le questioni erano più serie. Ma voi rispondevate dicendo che puntate sulla videosorveglianza, sull'identità biometrica, che avete il nucleo della concretezza e che avreste cambiato la pubblica amministrazione. In questa manovra di bilancio prorogate ancora una volta il turnover e non fate altro che riproporre ciò che abbiamo già proposto. Lo state riproponendo. State vendendo fumo. Abbiamo discusso per tre giorni del decreto-legge concretezza, il nucleo della concretezza che avrebbe cambiato la pubblica amministrazione, che avrebbe davvero rivoltato la pubblica amministrazione. Se si va a leggere la terza bozza del disegno di legge di bilancio (quella della Camera perché la quarta non ce l'abbiamo ancora) viene da dire: accipicchietta, Sottosegretario, finalmente avremo il cuore della proposta di cambiamento. Invece, leggi e dici: ma dove è questa proposta? Prorogate addirittura il turnover al 2019. Sottosegretario, fate una grande operazione: alzate l'imposta sul reddito delle società, la raddoppiate e andate a colpire il terzo settore. Allora ci si chiede: ma come? Vogliono contrastare la povertà, vogliono valorizzare la sussidiarietà - mi pare che sia un tema molto caro a voi e alla Lega, insieme al federalismo fiscale - e poi rubate 118 milioni di euro al terzo settore. E allora ci si chiede: che operazione è? Da una parte si dice che dobbiamo contrastare la povertà e, dall'altro, sottraete agli enti che possono sostenere il percorso di uscita dalla povertà 118 milioni di euro. Tirate via 110 milioni di euro all'INAIL, raschiando il barile. Voi che siete per la dignità del lavoro, per il lavoro sempre certo e sicuro lo sottraete a un ente che garantisce o dovrebbe garantire formazione e sicurezza sul lavoro. Prorogate ancora una volta la indicizzazione delle pensioni. Volete cambiare la Fornero, ma la riproponete. Nuovamente riproponete l'indicizzazione delle pensioni a 1.500 euro. Voi state rubando il futuro ai giovani e state rubando quel po' di speranza che c'è ancora in questo Paese e di questo ne renderete conto a tutti. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FI-BP) . Signor Presidente, il grande assalto contro l'Europa, gli insulti contro i massimi rappresentanti della Commissione europea (che possono e devono bene essere criticati ma credo che gli insulti, quantomeno a livello internazionale, siano controproducenti) si sono risolti in una resa senza condizioni proprio a quella stessa Commissione europea tanto odiata. Parlo di resa senza condizioni, anche se qualcuno dice che all'inizio la Commissione chiedeva un deficit inferiore al 2 per cento e il Governo ha parlato del 2,4 per cento, con festeggiamenti al balcone, con la sconfitta della povertà e tutti gli altri annunci, con proclami di non muoversi di un millimetro, dicendo che delle lettere dell'Unione europea non interessava nulla; qualcuno ha sbattuto una scarpa sopra la lettera del commissario europeo; qualcuno ha detto che avrebbe scritto una lettera a Babbo Natale. Invece poi ci si è dovuti completamente arrendere. Perché dico "completamente? Qualcuno può dire: c'è il deficit al 2,04 per cento. A parte il fatto che le vittorie per gli italiani consistono nel riuscire a fare misure utili agli italiani, non certo nel fare più debiti, che poi sono sempre debiti degli italiani; tuttavia, se è per una buona ragione, va bene anche fare debiti. Ma, dico questo perché per coprire questo pochissimo maggiore deficit che ci si è consentito di fare, si è dovuto fare quello che l'attuale maggioranza ha sempre esecrato e additato al ludibrio quando lo facevano gli altri, cioè mettere le clausole di salvaguardia. La clausola di salvaguardia consiste nel fatto che voi colleghi della maggioranza state per votare (devo dire che avete poca alternativa, perché, così come a noi, anche a voi è impedito di avere qualunque tipo di influenza su questo disegno di legge, tranne di votare no, facoltà che vi resta) per scrivere nero su bianco che dal 1° gennaio 2020 aumentano pesantemente le accise sulla benzina. Ricordate il proclama di cancellarle al primo Consiglio dei ministri: in quell'occasione non si è fatto nulla, quando si arriva al sodo si mette nero su bianco che dal 2020 aumentano e nel frattempo restano assolutamente intatte, da quelle della guerra d'Etiopia a quella che si farà adesso dal 1° gennaio 2020 per il reddito di cittadinanza, che peraltro non c'è. Dunque, se non si interverrà, queste clausole di salvaguardia entreranno in vigore. Conosciamo bene le difficoltà che ci sono state quest'anno quando le clausole di salvaguardia, che l'attuale Governo e l'Italia ereditavano da quello precedente, erano 12 miliardi, ma in questo caso parliamo di 23 miliardi. Cioè per pagare i debiti ci si indebita, ma molto di più. È sano questo modo di amministrare lo Stato? Un padre di famiglia che facesse in questo modo, quanto pensate che duri? Quanto pensate che duri prima che non arrivino a pignorargli tutto il pignorabile? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . È saggia una cosa di questo genere? Inoltre si procede in questo modo per fare il reddito di cittadinanza, di cui, secondo le ultime cifre che ci sono, è stata tagliata la dotazione prevista nella prima redazione del disegno di legge di bilancio (o meglio, lo sappiamo da un emendamento circolato in Commissione, che però non ha potuto votare). Comunque, per i 9,368 milioni di poveri che secondo l'Istat ci sono in Italia, si scende a 72,35 euro a testa al mese; mi sembra che in campagna elettorale e ancora dai balconi si sia parlato di 780 euro al mese, non di 72. Ce ne sono 72 perché il ministro Tria, che ha sempre notevole senso dell'umorismo, ha detto ieri testualmente che il reddito di cittadinanza e la quota 100 partiranno dal 1° aprile, una data che dovrebbe far venire qualche sospetto a qualcuno: insomma, il 1° aprile. (Applausi dal Gruppo FI-BP). Tria è un uomo di poche parole, ma con quelle poche parole si spiega molto bene. Grazie al fatto che il reddito di cittadinanza ci sarà solo per nove mesi, supponendo che ci fosse dal 1° aprile - lo sottolineo - ci sono 72 euro all'anno, dopo c'è qualche milione in più, ma i mesi del 2020 sono dodici. A parte il fatto che, prima di fare quella spesa, bisognerà trovare i 23 miliardi per coprire le clausole di salvaguardia, scendiamo a 62,76 euro al mese (sempre al posto dei 780 promessi). La sconfitta della povertà si ha dando 62 euro al mese a qualcuno. Ma poi c'è ancora altra polvere sotto il tappeto: vengono promesse numerosissime assunzioni. Questa indubbiamente è una vecchia storia; naturalmente, quando le facevano gli altri, erano cose esecrabilissime. Assumere la gente o promettere di assumerla dovrebbe far guadagnare consenso. Sì, però si assumono non prima della seconda metà di novembre dell'anno prossimo. Io immagino che i tanti che aspettano un posto di lavoro diranno che è meglio novembre dell'anno prossimo piuttosto che mai. Vero. Ma cosa vuol dire assumerli dopo la metà di novembre? Vuol dire che non si paga neanche una mensilità nel corso del 2019 e dunque tutto si ribalta sul 2020; altra polvere sotto il tappeto, perché poi quelli saranno assunti, a meno che non si pensi di licenziarli il 2 gennaio del 2020. Insomma. è un atteggiamento gravemente irresponsabile. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Contemporaneamente si bloccano una serie di lavori pubblici, quelli su cui si può puntare per il rilancio, e si fa tutto questo impedendo al Parlamento di lavorare. La Camera è stata fatta lavorare su un testo fasullo, mentre il Senato non può esprimere neanche un voto, se non quello di fiducia. Sapete a cosa serve il Parlamento? Non serve solo per fare le piazzate, non serve per controllare i costi del Parlamento stesso (perché altrimenti sarebbe un tantino inutile), ma serve a fare in modo che le misure, in particolare quelle economiche, vengano discusse alla luce del sole, in modo che ciascuno possa votarle una per una. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Il fatto di farle scrivere a qualche funzionario di Palazzo Chigi o altrove è la garanzia di dare via libera a tante marchette e marchettine. E poi ci venite a parlare della fine della corruzione: qui si fanno quelle da miliardi, si fanno quelle da centinaia di milioni (Applausi dal Gruppo FI-BP) , perché, se si lascia il potere a qualche persona, il cui nome neppure si conosce, è chiaro che qualcuno si farà prendere dalla tentazione. Tanto di questi funzionari non si conosce il nome. Si conosceranno solo i vostri nomi, che giustamente sono coperti dall'immunità, grazie all'articolo 68 della Costituzione; ma la vostra coscienza non è protetta dall'esecrazione che gli italiani avranno quando scopriranno i rovinosi effetti di queste misure. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, «il Cittadino» di Lodi, «Buonasera» di Taranto, «Corriere di Como», «Corriere Romagna», «Cronacaqui» di Torino, «Cronache di Napoli», «il Crotonese», «Dolomiten», «Ciociaria Oggi», «Latina Oggi», «L'inchiesta» di Cassino, «Metropolis», «la Provincia» di Civitavecchia, «il Quotidiano del Sud», «Quotidiano di Sicilia», «Roma» di Napoli, «Il Sannio Quotidiano» di Benevento, «Setteserequi», «La Voce del Canavese», «La Voce di Mantova» sono venti tra i grandi giornali di tanti territori italiani che, per una norma cervellotica, caro Presidente, contenuta in questo maxiemendamento, saranno costretti a chiudere tra due o tre anni, a ridimensionare completamente la propria attività. Ho citato solo i quotidiani locali, ma le aziende interessate da questo provvedimento sono oltre 150, occupano migliaia di giornalisti, editano mensili e settimanali, senza citare l'indotto e la ricaduta sui territori. È una norma vigliacca, signor Presidente, che produrrà i suoi affetti tra dieci giorni, quando le programmazioni dei bilanci di previsione delle aziende sono ormai fatte. Una norma inserita in questo maxiemendamento, il cui contenuto nessuno di noi conosce, senza discussione, senza confronto, senza possibilità di essere modificata. Io stesso ho rincorso il senatore Crimi tante volte, anche con l'aiuto di tante persone del MoVimento 5 Stelle, che hanno voluto mettersi a disposizione, ma che non sono riuscite purtroppo a impedire questo drammatico provvedimento. Una norma che il Presidente della Repubblica dovrebbe assolutamente bloccare, perché mette in discussione il pluralismo stesso dell'informazione, un principio cardine della nostra Costituzione. Una norma che non dovrebbe essere nella disponibilità di nessuna maggioranza e che mai e poi mai dovrebbe essere modificata con un maxiemendamento votato con una fiducia, senza nemmeno un passaggio vero in Parlamento. Ho voluto citare questi quotidiani locali senza calcolare, appunto, quanto verrà colpito l'indotto, le famiglie, le aziende. Questo perché il MoVimento 5 Stelle, fin dalla sua costituzione, ha voluto iniziare una campagna, attraverso Grillo, pensando che probabilmente questo finanziamento servisse ai grandi giornaloni di Stato come «la Repubblica», il «Corriere della sera» e «il Messaggero» che noi abbiamo da sempre combattuto. Invece, cari amici e cari senatori, oggi il MoVimento 5 Stelle, con questa norma, regala tra maggiori vendite e maggiori introiti pubblicitari, oltre 200 milioni di euro ai grandi giornali. Quelli che (sbagliando perché la stampa non si combatte eliminandola) volevano colpire i giornaloni gli servono invece su un piatto d'argento un regalo di Natale inaspettato. E, con il silenzio della Lega, si riesce probabilmente ad alimentare quello che a molti di noi viene in mente e cioè questa idea di formazione delle piattaforme e dei blog tanto cari allo stesso Grillo e alla Casaleggio associati, che sono purtroppo i veri leader di questo Governo. (Applausi dei senatori Fazzolari e Rizzotti). Ecco, quello che avete combinato ha una ricaduta sociale drammatica e devastante sui territori e sulle province. Il MoVimento 5 stelle non brilla certo per il numero degli amministratori locali, è un movimento nuovo, e non sa che cosa significhi un quotidiano per i territori, non sa che cosa significhi per le province, caro Presidente, narrare quello che accade nei piccoli Comuni sperduti di montagna. I quotidiani, quelli locali, sono degli avamposti di libertà e di giustizia, danno la possibilità di conoscere questi territori. Voi li avete tolti, li state distruggendo sull'altare del mondialismo, sull'altare dei grandi giornaloni e di queste grandi testate social come Facebook e Google, che solo in parte, in realtà, volete colpire con una web tax , un'idea alla quale, se aveste avuto l'umiltà di parlarne nelle Commissioni, avremmo sicuramente dato il nostro contributo. Milioni di italiani - voglio inserire questo argomento - in questo momento stanno facendo acquisti su Amazon ed eBay. Rimangono deserti migliaia di esercizi commerciali gestiti da imprenditori italiani. Lì si doveva colpire per cercare di reperire i fondi necessari ad una manovra che doveva essere, quella sì, veramente di cambiamento. E invece no, si colpiscono le eccellenze italiane, quindi gente che fa affari in Italia, che paga i propri dipendenti 700 euro al mese e che paga le tasse in paradisi fiscali viene tutelata; vengono invece tagliate le gambe ai veri imprenditori, a migliaia di giornalisti che hanno studiato per fare quel mestiere e che tutti i giorni ci mettono la faccia. Il Governo, il presidente Conte e il sottosegretario Crimi, invece di distruggere un sistema sano, virtuoso e strategico per tantissime province italiane, doveva pensare ad una norma che obbligasse questi giganti a restituire il dovuto agli editori, che li rendesse responsabili delle fake news che diffondono, che prevedesse per loro le stesse sanzioni e le stesse norme che hanno sempre regolato l'editoria. Questo è soltanto un piccolo grido di dolore per questo maltorto, per questo dramma, dato che il Governo si è voluto purtroppo accanire contro le eccellenze italiane. È una pagina brutta e triste di questo Parlamento e della storia della Repubblica. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, chi mi ha preceduto, non solo i senatori del mio Gruppo - e certamente in modo più autorevole di quanto potrò fare io - ma anche altri colleghi dell'opposizione, ha descritto in modo efficace quel disprezzo nei confronti della Costituzione che, da più parti e da più tempo, in particolare voi del MoVimento 5 Stelle, avete posto come baluardo imprescindibile, e oggi ci troviamo in questa sede a discutere una manovra di bilancio che non conosciamo e non abbiamo visto. I membri della Commissione bilancio sono stati letteralmente sequestrati per giorni, come nell'Achille Lauro, per poi non votare nulla. Questa è la verità. Mi dicono che non ci siano precedenti al riguardo. Comunque, a prescindere da questo, già ieri il Presidente del Consiglio si è lasciato andare a un tentativo di ragionamento, dicendo che, in fin dei conti e per certi versi, il fatto che non ci sia un aumento della crescita e del PIL potrebbe anche essere positivo, perché ci consente di fare maggior deficit . Forse ho capito male io, ma mi pare che oggi diverse agenzie di stampa abbiamo riportato la notizia. Ciò è pericolosissimo perché qualcuno - non certamente io, che sono l'ultimo arrivato - spiegherà al Presidente del Consiglio che il pareggio di bilancio è un obbligo strutturale e che l'Europa non ci concederà più sconti in futuro. Mi riferisco a quegli stessi sconti che oggi avete in qualche modo cercato di elemosinare, rinunciando agli obiettivi dichiarati che questa manovra non raggiungerà: il reddito di cittadinanza - una pia illusione - e la quota 100. Tutte queste manovre rientrano nel novero delle cose ipotetiche, ma nei fatti abbiamo visto - lo sviscereremo forse domani in modo più concreto - che non sono contingibili, urgenti e nemmeno spendibili. Ciò perché le clausole di salvaguardia sono una mannaia terrificante, in quanto nei prossimi anni avremo un potenziale aumento dell'IVA dal 22 al 25-26 per cento. E chi ci rimette? Il popolo italiano. E voi siete il Governo del cambiamento, il Governo del popolo: avete fatto i conti senza il popolo. Vi chiamate Governo del cambiamento e siete il Governo dei sostantivi: il decreto «sicurezza», il decreto «dignità», il decreto «concretezza». Siete un Governo di sostantivi ma senza sostanza, quella sostanza che avete cercato di mostrare anche nel recente provvedimento anticorruzione, con cui il ministro Bonafede si è avvolto all'interno di una nube prettamente ideologica tutta sua per cui l'Italia è un Paese solo di corrotti. Colleghi, l'Italia non è un Paese di corrotti, è un Paese di cittadini onesti perlopiù! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Dovete ribaltare il paradigma che avete nella testa, voi del MoVimento 5 Stelle. Mi rivolgo a voi, che volete rappresentare il popolo e siete - di fatto - coloro i quali pensano in modo drammatico al popolo italiano e non al dramma del popolo italiano e alla povertà. Pensate che gli italiani siano un popolo di corrotti, questa è la verità. Nel dubbio, avete costruito la minaccia e un sistema - oggi la senatrice Bonino lo ha detto chiaramente - in cui la separazione dei poteri non esiste perché il Governo, la maggioranza e i padroni del vapore (voi siete mentalmente ancora nell'Ottocento) vogliono esercitare anche una funzione giudiziaria in questo Paese. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è il dramma che l'Italia sta vivendo oggi. Ebbene, mi avvio verso la conclusione del mio intervento, che non modificherà in alcun modo la storia dei discorsi parlamentari e non avrà di per sé impatto nel dibattito. Credo che voi abbiate avuto un'occasione, che avete però sprecato. Penso ad un fatto piccolissimo e marginale, che pure è contenuto nella legge di bilancio: l'introduzione della cedolare secca per le locazioni non abitative, commerciali e per i piccoli esercizi. Una misura che, come Forza Italia, abbiamo sostenuto e rispetto alla quale abbiamo anche una paternità. Il governo Berlusconi è stato infatti il primo Governo che nel 2011 ha introdotto questa misura, che ha consentito di risolvere un problema, anzi di diminuire l'area dell'elusione fiscale, recuperando alle casse dello Stato circa un miliardo in poco più di sei anni. Parlo della cedolare secca per quanto riguarda le abitazioni. L'introduzione che voi fate oggi è invece assolutamente inefficace perché è prevista solamente per il 2019, solo per un anno, quindi non può spiegare effetti; non la prevedete inoltre per tutti i contratti di locazione, ma solo per quelli nuovi. È quindi una misura inefficace ed inutile. Credo che sia una misura che dimostra il fatto che nella sostanza il Governo dei sostantivi è pavido e lo è anche nell'introduzione di una misura che non poteva e non può che far bene alle casse del Paese e alle tasche degli italiani. Neanche quello siete stati in grado di pensare. Non so lei, Sottosegretario, a quale partito appartenga; penso al MoVimento 5 Stelle, non alla Lega, che comunque c'è ed è qui al mio fianco, con la quale governiamo delle Regioni ed abbiamo importanti responsabilità. È anche vero che il vice premier Salvini, parlando proprio di situazioni legate alla fiscalità immobiliare, ha detto che avrebbero tolto l'IMU e le tasse sui negozi sfitti. Tutto questo non si è visto. Tutto questo non l'avete fatto. Tutto questo, cari amici della Lega, purtroppo, devo appuntarvelo, è stata una promessa annunciata, tradita e mancata. Non si tratta di un ammontare straordinario di soldi, ma semplicemente di circa 170 milioni di euro l'anno, ampiamente recuperabili nel corso del tempo, ma con effetti benefici e di giustizia sociale. Credo che, parlando del settore immobiliare, il Governo del cambiamento avrebbe dovuto cambiare la politica che è nata dal 2011 in poi. Mi spiace non sia presente in Aula il presidente Monti, ma è dal suo Governo e dall'idea secondo la quale l'Italia aveva la tassazione più bassa nel settore immobiliare che si è costruita la tassazione ed un carico vessatorio, quasi espropriativo e predatorio per le abitazioni e per gli italiani. Vi ricordo che il 90 per cento degli italiani sono proprietari della loro abitazione ed è lì il fondamento della ricchezza. Non siete riusciti ad immaginare nemmeno come contrastare quella politica che da Monti in poi... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, senatore Dal Mas. Ha terminato il tempo. DAL MAS (FI-BP) . Presidente, ha perfettamente ragione. Concludo nell'auspicio che ci sia qualche ripensamento, ma non credo che sia possibile; avete deciso di andare avanti in questo modo attraverso un'intesa che non fa bene all'Italia e agli italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, siamo qui questa sera, a quest'ora, per difendere la dignità del Parlamento. Siamo qui a discutere di una manovra bis , diversa da quella che è stata approvata con la fiducia alla Camera pochi giorni fa, senza neanche avere in mano il testo del maxiemendamento su cui verrà posta la fiducia. Infatti, non essendo stata posta la fiducia, non sappiamo nulla di quello che eventualmente potrà essere recuperato di quanto discusso, mai votato, mai valutato, mai approfondito nella Commissione bilancio, che per una settimana ha lavorato - «lavorato» è una parola grossa - su dei testi in totale mancanza di una previsione concreta di quello che poteva essere accettato, accettabile, discusso, reale e concreto. Guardate, non lo dico solo per noi dell'opposizione, ma anche a beneficio di voi della maggioranza, perché questa roba qui sarà passata sopra la nostra testa, ma è passata anche sopra la vostra testa: perché così come noi l'abbiamo imparata oggi guardando i giornali, ve la siete letta anche voi sui giornali. Per un attimo avevo pensato: ma qual è il progetto? C'è un Ministro per la democrazia diretta, e qui andate proprio diretti: non passate neanche dal Parlamento per fare le cose. È questa la democrazia diretta? (Applausi dal Gruppo PD) . Ma se noi nella scorsa legislatura avessimo fatto una cosa del genere, presidente Taverna, sottosegretario Santangelo (Cioffi, dove sei? Senatore Lucidi?), sareste lì nei banchi del Governo, non perché governavate, ma perché avreste occupato i banchi e gli scranni, per protestare con la massima forza che avreste potuto avere. Vi abbiamo visto qui con le mani sporche di nero a protestare contro cose che non condividevate, ed ora spalmate i fanghi! È questa la democrazia? Oggi ci superate, ci passate sopra. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). Questo è il Parlamento che dovevate aprire come una scatoletta e oggi neanche la diretta televisiva! Non si può vedere cosa si fa qui; è vero: è roba che non si può vedere. Il Presidente della 5 a Commissione oggi è venuto qui a dirci delle cose per le quali non ho parole. Quelle cose che ha detto non so dove le ha pescate. È venuto a dirci che ci sarebbero voluti parecchi giorni in Commissione. Io spero parecchi prima del 31 dicembre, e non parecchi giorni andando oltre il 31 dicembre, altrimenti sarebbe scattato l'esercizio provvisorio. La verità è che questa manovra è un esercizio provvisorio (Applausi dal Gruppo PD) , perché non sta in piedi. È un esercizio provvisorio perché provvisoriamente oggi la votiamo, ma non avrà la forza di resistere a niente. Perché il Paese ha bisogno di altro, ha bisogno di un altro equilibrio composto di azioni che non sono minimamente contenute in questa manovra. Il Paese ha bisogno di investimenti, di favorire il lavoro attraverso gli investimenti, che qui non ci sono; anzi, li tagliate e la chiamata rimodulazione. Parliamo delle ferrovie: due miliardi di euro in meno di investimenti. E fate una manovra bis che riesce a recuperare in qualche modo delle condizioni in Europa. È chiaro che il Governo sovranista che si fa riscrivere le condizioni della manovra dall'Europa è un grande successo! Ma non voglio soffermarmi su questo. Voglio dire che, nel momento in cui riscrivete la manovra, dite due cose. La prima è che quella che avete approvato alla Camera era un grande falso in bilancio: il più grande falso in bilancio della storia, perché conteneva numeri che non era non sostenibili sotto nessun profilo, a cominciare dalla crescita attesa, cui era collegata tutta una serie di aspetti che dovevano essere il motore della rinascita di questo Paese. Oggi ci rimettete delle cose che hanno talmente la forza di essere considerate probabili che bisogna aggiungere delle clausole di salvaguardia gigantesche, perché non c'è certezza di quello che ci scrivete dentro. E tutto ciò ha il risultato di togliere il futuro a questo Paese, ai giovani di questo Paese, di togliere certezze in questo Paese a chi vuole investire, perché oggi con questa manovra non ci sono più certezze. In più, mettete anche le mani nelle tasche degli italiani, perché andando a bloccare l'indicizzazione delle pensioni - e da quello ricavate 3,5 miliardi di euro, non bruscolini - andate a fare un'operazione che in Europa hanno fatto, al massimo, i Paesi nel momento in cui c'era il massimo picco della crisi. L'ha fatto la Grecia, ma parliamo degli anni immediatamente successivi alla grande crisi, parliamo ormai di sette-otto anni fa. La Francia mi sembra che l'abbia fatto nel 2014 facendo slittare gli adeguamenti di sei mesi. Ebbene, fate tutto questo in un momento assolutamente diverso e credo che - di questo dobbiamo essere convinti e, lo dico ai miei colleghi, anche orgogliosi - se oggi ci sono delle condizioni per voi per rendere presentabile questa cosa che per noi veramente manderà il Paese in difficoltà è perché prima ci sono stati un Governo e una maggioranza che hanno percorso la strada difficile e che hanno cercato di tenere sotto controllo il debito e di appostare quello che si poteva sugli investimenti e non sulla spesa corrente. Questo è il punto. Voi godete di questo vantaggio, di questa storia positiva del Paese e oggi, grazie a questo, potete fare questo esercizio provvisorio. Io spero - concludo con una battuta - che il prossimo anno ci siate ancora voi, perché se non ci sarete voi, qui ci sarà la troika , non ci saremo neanche noi. (Applausi della senatrice Conzatti). Purtroppo la manovra del prossimo anno è già fatta, perché l'entità delle clausole di salvaguardia cui bisogna porre rimedio vale abbondantemente una nuova manovra. Questa, se riuscirà a stare in piedi, è una manovra che basta per due anni e sarà veramente un problema per il nostro Paese superare questo momento difficile. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Turco. Ne ha facoltà. TURCO (M5S) . Signor Presidente, la legge di bilancio che ci accingiamo a votare, la prima di questo Governo, intende rappresentare un importante e radicale cambiamento di paradigma rispetto alle politiche non condivisibili adottate negli ultimi anni, che hanno disatteso la crescita economica auspicata, nonostante le condizioni internazionali favorevoli, non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, hanno aumentato il debito pubblico oltre il 131 per cento del PIL, hanno accresciuto la disparità sociale e la povertà, hanno portato il Paese sull'orlo di una nuova recessione. Le politiche di bilancio proposte, purtroppo, hanno assecondato la cosiddetta trappola del debito, della quale l'Italia, tra i Paesi europei, risulta tra i più colpiti. Nel negativo quadro economico che è andato delineandosi, solo la Germania è riuscita, in questi difficili e complessi anni, a ridurre il deficit , portando il rapporto debito-PIL dall'81 al 65 per cento. Il crescente vortice del deficit è diretta conseguenza di un paradigma perverso, sposato e sostenuto inspiegabilmente e irresponsabilmente dalle autorità europee, che hanno considerato la sola stabilizzazione finanziaria e la conseguente riduzione del debito come la panacea di tutti i mali. Tale prospettiva, basata sulle politiche di austerity , si è rivelata però illusoria e ingannevole perché, oltre a essere stata disattesa dalla crescita del debito e del deficit sia strutturale che complessivo, ha finito per rallentare e oggi arrestare il rilancio economico dell'eurozona, così come la ripresa economica del nostro Paese, peraltro unico, tra i Paesi del Vecchio continente, a non aver raggiunto i livelli di crescita precrisi. In questi anni l'Italia ha perseguito indiscriminati tagli alla spesa pubblica, generalizzati blocchi del turnover , inspiegabili riduzione degli investimenti infrastrutturali nel capitale umano e nella ricerca; incomprensibili regole che hanno irrigidito, al di là di ogni buonsenso, il mercato degli appalti, trasferito, per ragioni incomprensibili, la titolarità del debito pubblico ai mercati finanziari internazionali, adottando, peraltro, perverse regole di collocazione - mi riferisco alle cosiddette aste marginali - che contribuiscono a collocare il debito al tasso più alto offerto dal mercato. (Applausi dal Gruppo M5S) . Mi chiedo e vi chiedo come è stato possibile prefiggersi di ridurre il debito in un periodo - quello passato - di una congiuntura internazionale favorevole e con un mercato dei tassi di interesse vicino allo zero. La realtà dimostra che abbiamo forse perso una grande occasione, ovvero di ammodernare l'assetto infrastrutturale, tecnologico e intellettuale del Paese. Abbiamo continuato a sostenere la spesa corrente improduttiva, finanziandola e incrementando il debito. I rendiconti degli anni 2016 e 2017 evidenziano, infatti, lo squilibrio che si è venuto ad accentuare tra la parte corrente e quella degli investimenti, vero motore della crescita di un Paese. Nel 2017, a fronte di una spesa corrente di 550 miliardi di euro, abbiamo impiegato in investimenti circa il 10 per cento del totale. Oggi, inoltre, ereditiamo un Paese con un rilevante tasso di disoccupazione, salito a oltre il 10 per cento, indietro sul piano tecnologico, con una elevata e diffusa povertà - oltre 5 milioni di persone - e soprattutto con un ciclo economico e finanziario non strutturalmente in equilibrio. È diventato pertanto necessario rompere questa nefasta trappola del debito, che oramai tiene prigionieri in molti Stati europei e minaccia la stabilità sociale della stessa Europa, come dimostrano i recenti fatti violenti accaduti in Francia e in Ungheria. Nell'ambito di questa nuova prospettiva, all'attuale Governo si deve il merito di aver proposto una manovra di bilancio diversa: di tipo espansivo, che si prefigge di incrementare gli investimenti, sostenere i redditi, favorire i consumi, alimentare la crescita, supportare il mondo delle imprese. Una manovra da circa 32 miliardi di euro, molto superiore rispetto a quella da 27 e 28 miliardi di euro degli ultimi anni, che potrà contare su una serie di misure, quali, ad esempio, l'aumento degli investimenti infrastrutturali e gli investimenti nel capitale umano, attraverso l'introduzione del reddito di cittadinanza, lo sblocco del turnover - contenuto del decreto-legge concretezza - e l'abolizione finalmente della legge Fornero, con quota 100. (Applausi dai Gruppi M5S e FI-BP) . Il rilancio delle infrastrutture sarà poi supportato da nuovi centri di progettazione centrali e decentrati, dallo svincolo degli avanzi di amministrazione degli enti locali e dalla riforma annunciata del codice degli appalti. Reddito di cittadinanza e quota 100 rappresentano per noi investimenti (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) e non semplici costi monetari, perché mirano a riqualificare il Paese e ad alleviare la povertà, a ridurre la disoccupazione e a garantire la pace sociale. Concludo, ringraziando il Governo e le forze politiche che lo sostengono, perché hanno dimostrato responsabilità e fermezza: responsabilità per aver dialogato con l'Europa e scongiurato la procedura di infrazione; fermezza per non aver rinunciato a soddisfare gli obiettivi e le promesse fatte in campagna elettorale. PRESIDENTE. Senatore Turco, la invito a concludere. TURCO (M5S) . Ritengo che la strada sia stata ormai segnata. Diversi saranno le insidie e i pericoli. Nonostante ciò si deve perseverare e andare avanti con forza. Questa legge di bilancio è quella voluta dai cittadini italiani. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, capisco che l'orario non agevola l'attenzione, ma, come hanno già detto i colleghi nel corso del dibattito, siamo di fronte ad una manovra che c'è e non c'è. C'è però una serie di dichiarazioni apparsa oggi sulla stampa - con la quale, a questo punto, direi di concludere la serata - pur sapendo che il Senato era impegnato nel presente dibattito. Abbiamo visto infatti il vice premier Di Maio in prima fila a compilare un bel fogliettino - penso che l'avrete letto - con su scritto ciò che si sarebbe fatto in questa manovra e ciò che quindi considera cose fatte. Si tratta dunque di una specie di sintesi, volta a dire che lui le cose le ha fatte, mentre noi, in questo momento, non sappiamo ancora cosa dobbiamo approvare. La cosa un po' più patetica della giornata, con riferimento al reddito di cittadinanza, sono stati gli interventi di Grillo e di Casaleggio, che, comprendendo la difficoltà in cui si trova la maggioranza, hanno pensato bene di dire «bravo» a Di Maio per essere riuscito a inserire il reddito di cittadinanza in mezzo a tutte queste difficoltà e a questi cattivoni dei giornali, con le opposizioni che strillano e tutto il mondo che va contro il Governo del cambiamento. Non mi butto sulle questioni che sono già state affrontate, ma per rispondere alle cose che secondo Di Maio sono state fatte - prego i colleghi dei 5 Stelle di avvisarlo che qui si sta discutendo la manovra - credo sia necessario esaminare questo fogliettino. Alcuni punti sono già stati spiegati dai miei colleghi. Ad esempio Di Maio mette al primo punto, tra le cose fatte, il blocco dell'aumento dell'IVA. Il senatore Malan, nel suo intervento ripreso poi anche da altri colleghi, come i senatori Dal Mas e Conzatti, ha spiegato chiaramente che la questione delle clausole di salvaguardia sull'IVA non solo sono un debito, ma di fatto - e non sto a insistere su questo concetto - si fa finta che abbiamo una specie di pozzo da cui attingere circa 20 miliardi di euro all'anno, e poi non si sa bene chi ci rimetterà. Nella lista c'è poi scritto, inoltre «Reddito di cittadinanza: fatto». Nel passaggio a Bruxelles il reddito di cittadinanza si è ridotto a 5 milioni di euro e anche qui non ve la faccio lunga, ma ricordo che sempre il senatore Malan - mi scuso se lo cito ancora, ma ha parlato di queste due cose in particolare - quando vi spiegò i conti del reddito di cittadinanza la prima volta disse che esso ammontava a circa 82-83 euro. Stasera ha rifatto i conti e ha detto che ammonta a circa 60-62 euro, perché lungo la strada l'Europa ha tagliato parecchio, cioè 1,9 miliardi di euro (che naturalmente ora non ci sono) su una platea sempre fantomatica di 5 milioni di interessati (che invece c'è e rimane). Ma le questioni del fatto e non fatto, che già abbiamo avuto il piacere di leggere, riguardano, ad esempio, la vicenda delle pensioni che è veramente abominevole. Le pensioni di invalidità, infatti, da quanto si evince chiaramente, non vengono innalzate, ma si livella tutto sul fantomatico reddito di cittadinanza; le pensioni di invalidità sarebbero non aumentate, ma rivalutate, e poi vi è una serie di scaglioni a seconda di quello che si può considerare più o meno ricco per decidere le indicizzazioni. Per recuperare poi un po' di soldi, non abbiamo il taglio delle pensioni d'oro (questo lo spiegheremo, come spiegheremo tutto il resto), ma abbiamo il solito vecchio sistema del contributo di solidarietà che hanno utilizzato tutti i Governi di questo Paese, prevedendo una finestra temporale perché altrimenti arriva la mannaia della Corte costituzionale. Rispetto alla questione del 30 per cento, siamo sempre dinanzi alle cose fatte e spuntate da Di Maio. Qui apro e chiudo la parentesi: capisco l'affaticamento, perché son partiti dicendo «spacchiamo il mondo» e sono ritornati come li abbiamo visti tornare da Bruxelles, ma a volte anche il silenzio è importante in politica. È inutile dire che la riduzione del 30 per cento dei premi INAIL è fatta, quando sappiamo benissimo che il 30 per cento si raggiunge come cumulo di una serie di provvedimenti che ha addirittura preso il governo Letta: eliminiamolo dal «fatto», perché non è roba del Governo. Sull'IMU stendiamo un velo pietoso: ne ha parlato il collega Dal Mas. Tanto l'Europa l'IMU non la toglie, perché parte comunque dal presupposto, se ci andate a discutere, che ci deve massacrare per quello che riguarda gli immobili, che sono uno dei patrimoni più importanti nel Paese. Non parliamo poi delle dichiarazioni che sono state fatte con riferimento alla questione delle assunzioni. Dite allora a Bonafede da parte mia, signor Sottosegretario, che lo aspetto a patollo, perché non ho ben compreso questa storia delle assunzioni da novembre e se per caso c'è una differenziazione tra le straordinarie e le ordinarie, per cui magari Salvini si fa le sue e qualcosa dai ricercatori mettete dentro; ma i magistrati sono assunzioni ordinarie, quindi la famosa mega- task force di magistrati che dovrebbero risolvere tutti i problemi dei tempi della giustizia sicuramente fino al primo di novembre non si può fare. Per com'è messa non si possono neanche assumere quelli che dovevano essere assunti prima. Questo è un punto rilevante per quanto mi riguarda, visto e considerato che già ci sono nel web le dichiarazioni di Bonafede sulle sue grandissime e straordinarie assunzioni. È un punto che andrà chiarito, nel senso che ovviamente vedremo come andrà, visto che c'è un blocco di tutte le assunzioni nel pubblico fino a novembre (con differenze o meno), che è ovvio perché consente un rinvio e di fare un po' di cassa. Uno degli ultimi argomenti che volevo toccare, tenendo conto del tempo che mi è rimasto, si riferisce a una cosa giustissima detta dalla collega Conzatti con riferimento all'Ires. Ha anche detto che qui non ce ne siamo accorti (ed è vero), ma guardate che fuori la CEI se n'è accorta e tanto. Oggi allora vi dà addosso «Avvenire» e vi dà addosso la CEI. Capisco che uno deve dire che è vicino alla Chiesa, ma la Chiesa è fatta anche di concretezza e andrebbe ascoltata nei suoi moniti. In conclusione, chiederei, e lo chiedo perché c'è una diversa concezione politica, al vice premier Salvini, che oggi ha deciso di fare il proclama per cui non voterebbe il bilancio dell'Unione europea per il problema dell'agricoltura: in primo luogo, di sentirsi con il presidente Tajani, che sta parlando del problema dell'agricoltura da sei mesi; in secondo luogo, di chiudere con quelli che sono i proclami. Alla fine, se uno torna da Bruxelles con le pive nel sacco può anche tacere, che è un po' più dignitoso, quantomeno sui giornali e in televisione. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto riportare alla realtà i toni di quest'Assemblea ringraziando i colleghi della 5 a Commissione per il lavoro svolto in Commissione. E se non c'è stata neanche la bocciatura tecnica dei non segnalati, come enunciato da qualcuno dei colleghi, è perché la Commissione aveva deciso, su richiesta delle opposizioni, di mantenere, comunque, fino alla fine in vita anche gli emendamenti non segnalati, tant'è vero che molti sono stati riammessi e discussi. Nonostante gli sforzi, la 5 a Commissione non ha completato il suo lavoro, e di questo non posso che essere dispiaciuta, ma ha discusso ed approfondito tutte le proposte anche delle opposizioni. Ne è scaturito il quadro di un'Italia che ha bisogno di interventi urgenti in ogni settore, dalle infrastrutture agli enti locali, dalle imprese al sociale. E questa è una situazione che, indubbiamente e realmente, è stata ereditata dal passato. Cari colleghi dell'opposizione, capisco il gioco delle parti ma non si può puntare il dito su un Governo che non ha ancora approvato la sua prima manovra di bilancio! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Come non si può puntare il dito su una Commissione che ha posticipato i suoi lavori nell'attesa di un esito. Cosa stavamo aspettando, se non l'esito di una intensa trattativa con l'Europa? Una Commissione europea che inizialmente ci voleva impiccare all'1,6 di deficit -PIL, permettendoci di fare una misera manovra inferiore ai 15 miliardi di euro! Praticamente, avremmo potuto semplicemente disinnescare le clausole di salvaguardia volute dal Partito Democratico, scongiurando l'aumento dell'IVA al 25 per cento per il 2019, e null'altro avremmo potuto fare. Non ci sarebbero stati ulteriori spazi per altre misure. Invece, è stato giustamente rivendicato un 2,4 per cento e, dalla contrattazione è scaturito un 2,04 per cento! La legge di bilancio ha dovuto sì ridimensionarsi alla luce dei nuovi numeri, ma non si è di certo snaturata come qualcuno afferma. I capisaldi della manovra uscita dalla Camera rimangono inalterati: quota 100, con superamento della legge Fornero, e reddito di cittadinanza, una tassazione unica al 15 per cento con innalzamento del regime dei minimi a 65.000 euro, che vuole essere un inizio della flat tax . Rimane scongiurato l'aumento dell'IVA, problema provocato non certo da questo Governo. Poi ci sono tante altre misure. Penso al raddoppiamento della detassazione sull'IMU dei capannoni industriali. Penso alla tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l'acquisto di beni materiali strumentali e l'incremento occupazionale. Penso all'introduzione della cedolare secca sulle locazioni di immobili commerciali. Penso alla Formazione 4.0 che è stata recuperata. Penso al capitolo investimenti pubblici: sarà una sfida! Ci viene contestato di aver destinato poche risorse sui fondi dedicati ad investimenti ed infrastrutture. Ma è una questione che, essendo mia prima esperienza qui in Senato, mi ha lasciata sbalordita: a cosa serve destinare risorse alle infrastrutture se poi le risorse stanziate non vengono ripartite nel giro di qualche mese? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Bisogna essere poi in grado di permettere a questi fondi di convertirsi in nuove infrastrutture, in investimenti che trainino la crescita, lo sviluppo, l'occupazione! Non basta stanziare! Ed è questa la sfida cui faccio riferimento. Ed è quello che sta cercando di fare questa maggioranza: sbloccare le risorse esistenti. Il Governo sta cercando di fare il massimo con gli spazi finanziari frutto della contrattazione vincente con la Commissione europea. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S) . Ringrazio il Governo per essere stato capace di ottenere il massimo da una Commissione che per ora ha il coltello dalla parte del manico, ma che sa anche che il malcontento in Europa è forte e si deve districare tra il malcontento diffuso e un Governo innovativo, quello italiano, che finalmente va in Europa non con il cappello in mano, ma a trattare e ottenere. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S . Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, gentili colleghi e colleghe, rappresentanti del Governo, Martin Luther King nel suo famoso e celebre discorso dell'agosto del 1963 pronunciò una delle sue frasi più celebri: « I have a dream ». Sognava la fine della segregazione razziale. Anche noi, donne e uomini del MoVimento 5 Stelle, più modestamente avevamo e abbiamo un sogno, quello di far ritornare la politica al suo ruolo originario, non più un'occupazione del potere, non più una grigia e sorda mala gestione della cosa pubblica, ma al contrario un'attività nobile e alta, un sistema organizzato di ascolto delle esigenze e dei problemi dei cittadini e delle parti sociali, un complesso articolato di individui e istituzioni in grado di dare risposte concrete e di buonsenso alle imprese, ai professionisti, agli artigiani e alle persone, specie quelle che soffrono. Negli ultimi anni chi ha governato questo Paese e l'Europa ha dimenticato l'obiettivo alto che deve avere la politica; ha dimenticato i cittadini e le loro sofferenze e ha privilegiato i potentati economici, gli amici, le banche e le organizzazioni finanziarie. Dal 2011 sono state adottate insensate e assurde politiche di austerity che hanno acuito i problemi invece di risolverli. Ci era stato detto che l'austerità era necessaria, che avrebbe risanato e portato benefici nei conti pubblici, che il nostro debito sovrano sarebbe diminuito e che tutto ciò avrebbe favorito l'occupazione. Ci dissero che dovevamo fare alcuni sacrifici, ma che ne sarebbe valsa la pena. Purtroppo, nulla di ciò è avvenuto. Il debito pubblico, per esempio, è schizzato dal 116,5 per cento del PIL dell'anno 2011 al 131,2 per cento del 2017, durante il Governo Gentiloni Silveri, il vostro Governo. In questo stesso lasso di tempo i nostri concittadini che si trovano sotto la soglia di povertà assoluta sono raddoppiati, arrivando a 5 milioni. La disoccupazione è aumentata, il precariato e il cattivo lavoro sono esplosi; la cosiddetta classe media è sparita. In compenso, si fa per dire, chi era ricco è diventato più ricco e chi era potente ha aumentato la sua posizione di forza e privilegio. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Queste politiche economiche dissennate e assurde dettate dall'Europa e messe in pratica supinamente dei precedenti Governi hanno segnato un trasferimento di ricchezza da una massa enorme di cittadini a un ristretto numero di privilegiati. Questo tradimento del popolo italiano perpetrato dai Governi che ci hanno preceduto e questo disastro epocale saranno riportati nei libri di storia che i nostri figli e i nostri nipoti leggeranno nei prossimi decenni. (Commenti dal Gruppo PD). Il Governo del cambiamento ha voluto invertire questa tendenza e ha presentato una manovra rivoluzionaria che assicurasse l'equità sociale e che evitasse in Italia le proteste di piazza come quelle dei gilet gialli in Francia perché per noi la stabilità finanziaria deve andare di pari passo con la stabilità e l'equità sociale. Vista la portata fortemente innovativa ed espansiva di questa manovra è stata necessaria qualche settimana affinché gli organismi europei ne comprendessero compiutamente i benefici effetti. Grazie al lavoro svolto dal Presidente del Consiglio abbiamo evitato la procedura di infrazione, che, tra l'altro, sarebbe stata riferita al debito pubblico del 2016 e del 2017 e, quindi, dei Governi Renzi e Gentiloni Silveri, i vostri Governi e non certo all'operato dell'attuale Governo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Ciò avrebbe costituito l'ennesima beffa, anche perché alla Francia viene oggi consentito per l'ennesima volta (quindi sistematicamente) di sforare i limiti previsti dai trattati europei, come succederà nel 2019, pur di provare a placare i moti di piazza dei gilet gialli di cui parlavo prima. Grazie alla bravura del nostro Governo abbiamo evitato la procedura di infrazione senza rinunciare minimamente ai capisaldi del contratto di Governo e del programma elettorale del MoVimento 5 Stelle, quindi senza rinunciare in alcun modo al reddito di cittadinanza, all'aumento delle pensioni minime di invalidità e alla quota 100 per il superamento della legge Fornero. Infatti, i contenuti dei provvedimenti, i tempi previsti, la platea dei beneficiari, gli importi che ad essi saranno erogati rimangono invariati rispetto alle previsioni e partiranno a fine marzo, esattamente come avevamo promesso. A chi oggi grida allo scandalo per le clausole di salvaguardia (che poi sono esattamente quelli che le hanno introdotte) diciamo di stare tranquilli: come abbiamo sterilizzato le clausole che voi avete messo per il 2019, allo stesso modo sterilizzeremo quelle per gli anni 2020-2021, perché con l'azione di Governo recupereremo miliardi di euro fino ad oggi sperperati per mantenere le vostre clientele e il potere, per favorire gli amici, per rimanere incollati a comode e ricche poltrone. (Applausi dal Gruppo M5S) . La legge spazza corrotti, da noi fortemente voluta e approvata in tempi record, ci aiuterà molto in quest'opera. Nel prossimo triennio ci saranno investimenti per quasi 20,7 miliardi; inoltre abbiamo convinto l'Europa della necessità di mettere in atto un poderoso piano d'investimenti per la manutenzione del territorio, per scongiurare il dissesto idrogeologico, per la messa in sicurezza di ponti, strade e infrastrutture, perché vogliamo che tragedie come quella del ponte di Genova non accadono mai più. Abbiamo pensato anche agli artigiani e ai professionisti, alle piccole e medie imprese, adottando la flat tax del 15 per cento per ricavi fino a 65.000 euro, che quindi interesserà circa un milione di soggetti; dal 2020 ci sarà una flat tax del 20 per cento per ricavi da 65.000 a 100.000 euro, quindi i beneficiari aumenteranno ancora di più. La manovra del popolo è equa, quindi ridurremo le pensioni d'oro a chi non ha versato i relativi contributi previdenziali, ma solo a questi ultimi (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Chi ha versato tutto non sarà ovviamente minimamente toccato e questa sarà la nostra ennesima misura temporanea di solidarietà nei confronti di chi sta peggio. Noi amiamo il nostro Paese, siamo orgogliosi di essere italiani e vogliamo che l'Italia torni ad essere un Paese guida per l'Europa e per il mondo; vogliamo che gli italiani vivano in un Paese più libero, più solidale, più giusto e più equo, un Paese di cui essere fieri. Tutta la nostra attività politica e di Governo è e sarà indirizzata unicamente a questi obiettivi (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, questa sera abbiamo ascoltato molti interventi a prescindere dai contenuti, come l'ultimo; sembrano cioè interventi scritti a prescindere da quello che stabilisce davvero il disegno di legge di bilancio in esame. Ricordiamo, come hanno già fatto in maniera molto efficace i colleghi che mi hanno preceduto, che doveva essere una grande manovra espansiva, naturalmente punteggiata di tanti «me ne frego» e di spread mangiati a colazione; evidentemente questi spread sono andati di traverso visto che ieri il vice premier Salvini, che si faceva bello di queste frasi (tra l'altro neanche molto originali) non si è nemmeno presentato qui in Senato, nel momento in cui Conte è stato lasciato solo a raccontare il fallimento della politica economica del nostro Paese rispetto all'Europa (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Faraone) . PRESIDENTE. Senatore Faraone, in qualunque intervento? Speravo che almeno con i suoi avrebbe risparmiato i commenti a latere; almeno con i suoi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). FERRAZZI (PD) . Faraone è a supporto, signor Presidente. Ma, dicevo, di espansivo in questa manovra cosa c'è? C'è la spesa corrente, che è una spesa - lo dico tecnicamente - parassitaria e clientelare, che non ha nulla a che fare con le politiche espansive che servirebbero al nostro Paese, quelle che vanno nell'investimento, quelle che, a partire da Keynes in poi, hanno fatto anche la ricchezza delle nazioni, quelle che riuscivano a mettere in moto processi di vera crescita e di benessere collettivo. Ebbene, di tutto questo non c'è cenno, così come non c'è cenno per nulla della flat tax , questa grande manovra voluta soprattutto dalla Lega, che pensava a un'unica aliquota per i cittadini italiani. Naturalmente non poteva essere assolutamente mantenuta, perché il costo di quella promessa o balla elettorale, come ben sappiamo, sarebbe gravato sulle tasche dei contribuenti per 50 miliardi all'anno. È del tutto evidente che questa promessa non la vedremo né ora, né mai. Signor Presidente, vorrei concentrarmi molto velocemente su alcune questioni che sono state toccate solo marginalmente questa sera e che invece sono fondamentali: mi riferisco all'ambiente, al territorio e alle città. Ora, questi sono temi dei quali soprattutto i 5 Stelle si sono riempiti la bocca in campagna elettorale. Abbiamo appena concluso la Conferenza mondiale sul clima in Polonia, una conferenza annuale che si tiene ormai da venticinque anni, dopo il vertice di Rio del 1992. Ebbene, questa è la vera emergenza. Di tutte queste questioni all'interno di questa legge di bilancio non c'è assolutamente nulla. D'altro canto, è anche stato assolutamente rumoroso constatare come, mentre in Polonia il mondo parlava del proprio futuro e delle questioni più spinose, il Governo non abbia praticamente commentato; non si è letto nulla, nessuna posizione ufficiale o ufficiosa sulle questioni fondamentali di cui hanno parlato e sulle decisioni politiche che sono state prese. Vede, signor Presidente, la questione dell'ambiente non è per soli esperti e non è una questione per gli ambientalisti da salotto, come qualcuno ha detto. È una questione centrale per noi e per i nostri figli e questo Governo se ne è totalmente dimenticato (Applausi dal Gruppo PD) , a partire dalla prima manovra nella quale doveva invece ricordarsene. D'altro canto, questo è del tutto coerente per un Governo che vede come azionista di maggioranza quella forza politica che, quasi esclusivamente (per fortuna dell'Europa), ha votato contro la ratifica del Trattato di Parigi, non più di due anni fa. Ed è del tutto evidente che quel disinteresse totale nei confronti del futuro nostro e dei nostri figli viene mantenuto nelle politiche nazionali, a partire da questo bilancio. Ciò non ci sorprende, anche perché questo Governo sta facendo sponda con il Trump degli Stati Uniti e con il Putin della Russia, che sono i due grandi ostacoli, grandi come un macigno, che stanno portando avanti una politica ambientale folle nei confronti di tutto il pianeta. Vede, signor Presidente, qui manca non solo l'adattamento climatico, questione che tutti i Paesi moderni e contemporanei si stanno ponendo, prendendo atto del fatto che il mutamento ormai è strutturale e non contingente, ma manca anche qualsiasi politica di mitigazione, che è l'ABC e che viene ben prima dell'adattamento. Vede, signor Presidente, qui servirebbe un piano d'azione, dal punto di vista per esempio degli ecobonus innovativi; invece ci si limita a una mera proroga di tutto quello che era già stato stabilito dal Governo precedente. (Applausi dal Gruppo PD) . Potrei leggere l'elenco degli ecobonus che sono stati messi a regime; qua semplicemente c'è una mera proroga. C'è la proroga sull'efficientamento energetico, sulla ristrutturazione edilizia e sull'acquisto di grandi elettrodomestici. Fine, punto. Questo avete fatto, al di là delle balle che avete raccontato in campagna elettorale. Nessuna fiscalità di vantaggio per chi produce beni riciclabili e riutilizzabili; nessuna misura per favorire la realizzazione dei centri per la riparazione e per il recupero; zero sull'economia circolare. Anzi, con un emendamento presentato da voi, che ha fatto incazzare sia gli ambientalisti che i produttori (complimenti, non è facile farlo), mi riferisco l'emendamento sull' end of waste , avete messo a rischio di chiusura e sospensione attività di impianti sul riciclo. Un vero e proprio colpo mortale alla politica del riciclo del nostro Paese. Complimenti. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Gallone) . Tralascio a piè pari la questione del dissesto idrogeologico perché ne abbiamo già discusso e se avete un po' di buona fede andate a vedere cosa avete combinato. Accenno solamente a quella genialata della centrale unica di progettazione che non sappiamo da quale mente possa essere uscita, dalla mente centralista di chi certamente non ha mai amministrato neanche un condominio del nostro Paese. Infatti, pensare a livello nazionale ad una centrale unica di programmazione e di progettazione per gli appalti vuol dire non aver capito che in questo modo non si farà assolutamente nulla, che partiranno una serie di corsi e ricorsi per cui tutti gli investimenti locali, anche di manutenzione ordinaria, verranno bloccati. Questo accadrà. Zero sul diritto alla casa, zero sulla rigenerazione urbana, non c'è un intervento per la rigenerazione urbana delle nostre città. In generale, zero sulle città e sulle periferie, zero sulla mobilità sostenibile, sulle infrastrutture, sulle s mart city , sulla tecnologia intelligente, zero sull'energia e in particolare sulla sostenibilità ambientale, sulla ricerca, sull'innovazione e sulla green economy . Chiudo, Presidente, dicendo zero su innovazione, qualità e sostenibilità. Voi 5 Stelle dovete fare i conti con queste promesse. Vi siete riempiti la bocca e i documenti di queste promesse e non c'è nulla di tutto questo. Concludo, Presidente, dicendo che noi siamo molto rammaricati perché ci eravamo messi a disposizione per migliorare questo provvedimento. Avevamo presentato alcuni emendamenti sul tema dell'ambiente, delle città e del territorio, sulle aree interne, sulla demolizione degli immobili abusivi, sui fondi per la morosità inconsapevole e per la Protezione civile, per il ripristino dei boschi e degli arenili colpiti dalla distruzione ambientale di ottobre e di novembre, sui nuovi ecobonus, per esempio per la bonifica dell'amianto, di cui c'è bisogno come l'aria. PRESIDENTE. Concluda, senatore Ferrazzi. FERRAZZI (PD) . Aggiungo l'istituto sul fondo solidale per le famiglie vittime delle catastrofi naturali, il sisma bonus e gli incentivi alla rigenerazione urbana. Di tutto questo non c'è traccia perché non c'è stata minimamente la possibilità di parlarne. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FI-BP) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, quando il mio Gruppo mi ha chiesto di intervenire francamente stavo per non accettare perché non abbiamo assolutamente capito ancora cosa voteremo domani e questo è molto, molto grave. Pertanto ho cercato di ripercorrere almeno quest'ultima settimana dei lavori in Commissione bilancio. Sono praticamente quindici giorni, Presidente, che la Commissione bilancio si convoca e si sconvoca con gli SMS del nostro bravo presidente, senatore Pesco, ma francamente dopo questi SMS non succede assolutamente nulla: nessun voto, nessuna discussione, nessuna audizione, nessuna pubblicità. Nessun voto, non abbiamo votato assolutamente niente, i relatori hanno accantonato alcuni emendamenti, tantissimi, presentati da tutti i colleghi, ma nessun voto e nessuna pubblicità ai lavori. Avevamo chiesto, oltre ad utilizzare il canale interno del Senato, di poter dare pubblicità ai lavori della Commissione. Inizialmente ci è stato detto che il presidente Alberti Casellati non l'avrebbe autorizzato. A noi risulta che il presidente Alberti Casellati avesse autorizzato immediatamente la pubblicità dei lavori della Commissione bilancio, cosa che non è stata fatta. Avevamo chiesto l'audizione almeno dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Approviamo una legge di bilancio senza aver sentito cosa ne pensa l'Ufficio parlamentare di bilancio. È come se, in una società di capitali, l'assemblea dei soci votasse il bilancio senza leggere o ascoltare la relazione del collegio sindacale. Non si può. Ripeto, non si può: è vietato dal codice civile del nostro Paese. Nessuna discussione. Permettetemi di rivolgermi a due colleghi in particolare. Adesso vi sorprenderò (anche vista l'ora, sono molto stanco). Ci sono qui due colleghi, che, come me, fanno parte dell'Associazione italiana arbitri: il sottosegretario Santangelo e il senatore Castaldi. Il regolamento del giuoco del calcio è fatto di diciassette regole: il campo, il fuorigioco, i falli, le scorrettezze, il calcio d'angolo, la rimessa laterale e le figure dell'arbitro e degli assistenti. C'è poi una regola non scritta che viene sempre insegnata durante il corso: la diciottesima regola è quella del buon senso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Mi riferisco alla regola del buon senso che ogni arbitro deve applicare per poter dirigere bene una partita di calcio. Questo buon senso, con tutta onestà - colleghi, mi rivolgo a voi - non lo trovo assolutamente nella manovra. Avevate detto di essere la maggioranza del cambiamento, delle novità e del fare. Fino a oggi, di tutte queste cose annunciate con grande prosopopea, non abbiamo visto assolutamente nulla. Nel merito di quello "straccio" che è passato in Commissione alcune cose sono però abbastanza chiare. È abbastanza chiaro che avete messo un'ipoteca almeno sulle prossime due leggi finanziarie (quelle del 2020 e 2021). Infatti, con le clausole di salvaguardia di 23 miliardi nel 2020 e 26 miliardi nel 2021 avete messo un'ipoteca grave per chi avrà la legittimazione di governare il Paese in quegli anni. È poi passata un'altra cosa, che però è stata ripresa da pochi colleghi. L'Europa, dai «me ne frego» ai pantaloni giù, tanto per parlarci chiaro, di questi giorni del presidente Conte, vi obbliga ad appostare due miliardi a garanzia per vedere, come scolaretti, se vi comporterete bene e se farete quello che avete detto o promesso. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Se non lo farete, su quei due miliardi metterà mano l'Unione europea. Passo al reddito di cittadinanza. Il professor Turco ha parlato della povertà. Collega, anche io sono favorevole a che tutti stiano meglio in questo Paese, ma dobbiamo metterci d'accordo. Noi vogliamo che tutti stiano meglio, non che diventiamo tutti un po' più poveri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . A noi piacerebbe che lo sviluppo del Paese passasse attraverso un innalzamento, laddove possibile, di tutti quanti i nostri concittadini. E non è con questi sei miliardi di euro che si accontenta la base dei cinque milioni di poveri del nostro Paese. Li stiamo prendendo in giro - li state prendendo in giro - e giocare con la gente semplice può diventare pericoloso. Vi siete affacciati al balcone. È un brutto segno per il nostro Paese, una pagina molto grigia e buia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Non si gioca in questa maniera con la democrazia del nostro Paese. Chi si è affacciato al balcone ha fatto una brutta fine, ricordiamocelo sempre. Non ci si affaccia al balcone, si va in mezzo alla gente a parlare. In questi giorni vi sarete resi conto che c'è qualche cosa che non va. Prendiamo il mondo degli autonoleggiatori e dei tassisti. L'altro giorno erano incazzati neri gli autonoleggiatori con conducente (NCC). Qui davanti non si poteva entrare, né uscire. PRESIDENTE. Senatore Ferro, la prego di usare altri termini. FERRO (FI-BP) . Ha ragione, signor Presidente. I noleggiatori con conducente si sono arrabbiati. Stamattina e ieri mattina si sono invece arrabbiati i tassisti. Possibile che, nell'ambito di uno stesso settore, voi riusciate a farli arrabbiare tutti e due? (Applausi dal Gruppo FI-BP) . C'è qualcosa che, secondo me, non va. Avete bruciato 250 miliardi di capitalizzazione da quanto siete al governo. Sarà colpa dell'Europa o di chissà chi, ma è ricchezza tolta dalle tasche dei cittadini italiani. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Sono soldi tolti alle tasche dei cittadini italiani, frutto di risparmio e di lavoro. Li avete tolti, non so quanto scientemente, ma sono stati tolti e sono stati bruciati. Avete detto che abolite la povertà. Io ho qualche dubbio perché, come diceva qualche collega, il risultato certo di oggi è che chi sta bene, sta sempre meglio, e chi sta male, sta sempre peggio. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Questo è il risultato della vostra azione. Avete detto che siete a favore del sistema connettivo e produttivo del nostro Paese e delle piccole medie imprese, quelle che rappresentano, specialmente nel Nord e nel Nord-Est, dal quale provengo io, il tessuto portante, la vecchia locomotiva del nostro Paese. Riducete il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che, se non lo sapete, è quel sistema che permette ai piccoli e medi imprenditori di accedere al credito. Ciò vuol dire che il piccolo artigiano, il piccolo agricoltore e il piccolo imprenditore agricolo non possono accedere con questi fondi di garanzia al credito; un credito che costa sempre di più grazie alle manovre che avete fatto voi. La mancanza di accesso al credito nel nostro Paese è sempre più grave. Un collega mi ha chiesto di dire qualcosa in veneto; da noi si dice: « pèso el tacòn del buso », peggio la toppa del buco. Auguri. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Accoto. Ne ha facoltà. ACCOTO (M5S) . Signor Presidente, colleghi e colleghe sono orgogliosa di discutere oggi di una manovra che finalmente mette in campo tutta una serie di risposte che il Paese attendeva da troppi anni; una manovra che ha deciso di investire innanzitutto sulle persone, quelle stesse persone da cui in questi anni sono giunte istanze sociali del tutto inascoltate da chi ci ha preceduto. Faccio sommessamente notare che mentre discutiamo la legge di bilancio, diverse esigenze sociali stanno esplodendo sotto i nostri occhi in altri Paesi europei, come in Francia. La legge ha il pregio di aver intercettato prima e meglio di altri queste esigenze, approfittando di misure ad altissimo impatto sociale come il reddito di cittadinanza, quota cento, aumento delle pensioni minime e i risarcimenti per i risparmiatori truffati dalle banche. La risoluzione e l'azzeramento delle ormai famose quattro banche, che ha ricordato nel suo intervento il collega Lannutti ha colpito in maniera consistente anche l'economia ed i cittadini del mio territorio, le Marche. Il fallimento di Banca Marche ha provocato l'azzeramento dei risparmi di una vita per migliaia di persone in una triste e cupa domenica pomeriggio di novembre del 2015. Permettetemi di portarmi questa testimonianza, in quanto ho ascoltato e visto da vicino le storie e le sofferenze di queste persone; piccoli azionisti e obbligazionisti, pensionati e piccoli artigiani che, investendo nella propria banca di paese, credevano di sostenere se stessi e l'economia del proprio territorio, non volevano speculare o arricchirsi, ma solo salvaguardare i propri risparmi per una vecchiaia serena e spensierata. Le attese di queste persone sono state deluse e tradite da uno Stato che non solo non li ha né tutelati né difesi, controllando in maniera doverosa e opportuna l'operato dei grandi manager e i bilanci delle banche, ma che di fatto li ha pugnalati alle spalle, azzerando con un decreto-legge tutti i loro risparmi, scaricando su di loro il fallimento degli istituti di credito e le ruberie di un'intera classe dirigente. Le tragiche storie dei risparmiatori, le loro lacrime e le loro proteste sono delle ferite ancora aperte. Colleghi, la maggioranza non si è solo limitata ad ascoltare queste persone, ma una volta arrivata al Governo ha considerato l'indennizzo e il rimborso di queste persone come un'impellenza e un obiettivo primario. Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle mantiene le promesse fatte in campagna elettorale, nonostante i vincoli europei e le ristrettezze di bilancio. Questo Governo ha stanziato 1,525 miliardi in tre anni per i truffati dalle banche del Centro Italia e delle banche venete, andrà a semplificare le procedure di rimborso attraverso i rimborsi diretti e, in via prioritaria, le famiglie con redditi più bassi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Includeremo gli obbligazionisti fino ad oggi esclusi dai rimborsi, a causa della complessità dei meccanismi di ristoro precedenti. Incrementeremo fino al 95 per cento il ristoro per gli obbligazionisti. Per quanto riguarda gli azionisti, finalmente potremo alleviare le loro ingiuste perdite patrimoniali attraverso un rimborso iniziale del 30 per cento, fino a 100.000 euro, per coprire la più vasta platea possibile. Una platea, però, che non contempla i grandi azionisti, i manager , i dirigenti e tutti coloro che avevano incarichi in consigli di amministrazione e di controllo, né tantomeno le fondazioni. Ma - ribadisco - il rimborso risarcisce solo i più deboli e gli indifesi. Ed eccoci qui a discutere e votare questa legge di bilancio, con la piena consapevolezza che, pur non cancellando totalmente i drammi e le ingiustizie passate, rappresenta la ferma volontà delle istituzioni di non permettere più che rimangano indifferenti e inermi di fronte a queste vicende. Mai più. Uno Stato e una politica di nuovo al proprio fianco, che tuteli i più deboli e che consideri la coesione sociale come la bussola della propria attività politica. (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei intervenire innanzitutto rispetto a quanto successo in 5 a Commissione, anche in qualità di Vice Presidente. Sinceramente penso che molte fasi siano state fatte e non è giusto far emergere che la 5 a Commissione non ha fatto niente. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Ci siamo riuniti di giorno, le sere; abbiamo lavorato tutti nei rispettivi Gruppi anche le notti e c'è stato un lavoro preparatorio che nessuno dei colleghi di maggioranza e minoranza può negare. (Commenti del senatore Faraone) . Questo lo dico per riprendere quanto già detto un'altra volta: che non funziona screditare l'intera categoria, l'intera Commissione; non ha senso. Si è verificata una situazione anomala? È vero. Avremmo voluto evitarla? Certamente. Avremmo di gran lunga preferito poter svolgere i lavori come quasi sempre è avvenuto, perché di intoppi - non come questo - ce ne sono stati sempre tanti. Ci sono state tante fiducie. Insomma, nessuno di noi è nato ieri e il più giovane qui ha quarant'anni, quindi non scandalizziamoci. Però questo lavoro è stato fatto. Soprattutto - ci tengo a dirlo perché fa parte anche questo del grande lavoro che, se vogliamo, è molto più faticoso di quello vero e proprio della Commissione - c'è stata l'interlocuzione con tutte le forze politiche presenti nella Commissione, alla presenza del sottosegretario Castelli, ma soprattutto del sottosegretario Garavaglia che ha dimostrato, come sempre, un'incredibile disponibilità e non solo una grandissima competenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Tant'è vero che non manca mai che qualcuno, della minoranza e non dalla maggioranza, non gli faccia i complimenti proprio per la schiettezza, la chiarezza, la competenza con la quale interviene. Questo lo dico per tutte le persone che, sentendo qualche collega che dice che non abbiamo fatto niente, ci crede. E no, signori, siamo qui da settimane - ripeto - giorno e notte. E fa parte del nostro lavoro, non stiamo a fare gli eroi. Fa parte del nostro lavoro quando affrontiamo certi tipi di provvedimenti. C'è stata una discussione generale, tranquilli; c'è stata una fase di illustrazione degli emendamenti, che si è organizzata per argomenti e che si è conclusa prima, durante la quale il Governo è stato ad ascoltare e ha preso nota di tutto quanto è stato detto. Quindi queste fasi ci sono state. Avremmo potuto tranquillamente iniziare a votare - come era stato anche preso in considerazione - tutte le proposte che sapevamo essere marginali e che sarebbero state sfoltite. Ci eravamo detti tutti: sappiamo che la tempistica è molto stretta (perché lo sapevamo prima, certamente si è partiti in ritardo), quindi vediamo di contenere gli emendamenti. Ebbene, quasi 3.500 emendamenti, da parte di tutti. Allora abbiamo detto di lavorare meglio sui temi più importanti, sui quali tra l'altro siamo riusciti a trovare anche una modalità di interlocuzione e di costruzione. Non l'abbiamo voluto fare perché le minoranze, com'è loro diritto, hanno chiesto di aspettare, perché non aveva senso votare una cosa piuttosto che un'altra, e di iniziare a fare un'analisi delle ammissibilità e delle inammissibilità. Sono stati richiesti tanti ripescaggi, tante revisioni delle inammissibilità e questo è stato il lavoro dell'ultimo giorno e mezzo. C'era l'ipotesi che si finisse così, purtroppo, per la tempistica, mi rifiuto però di far mancare a chi ci ascolta - e desidero che rimanga a verbale - una voce che dica quello che è successo. Ripeto che in questo momento non parlo a nome né di una parte, né dell'altra, ma a difesa della Commissione. Purtroppo siamo arrivati a questo punto; avremmo preferito avere risposta ben prima, riuscire a fare una discussione completa, riuscire a migliorare il testo, ma non è possibile. In questo momento penso sia più importante, in assoluto, evitare l'esercizio provvisorio e quindi così si farà. Spero che questa cosa non accada più, sinceramente, ma non permetto che si taccia il lavoro di pregio che è stato comunque fatto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Lavoro che spero di ritrovare all'interno dalla manovraanche con le istanze importanti e intelligenti che sono state proposte, non solo dalla maggioranza, ma anche della minoranza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Zaffini. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Non essendo presente in Aula, si intende abbia rinunziato ad intervenire. Come sapete, c'è stata una riunione della Conferenza dei Capigruppo che ha stabilito dei tempi e in base a questi tempi sono stati iscritti degli interventi. (Brusio). Lasciatemi terminare il mio intervento, poi eventualmente mi farete presente le vostre istanze. Io devo necessariamente interrompere qui i nostri lavori per non togliere la possibilità di intervenire a chi sapeva che sarebbe intervenuto domani, visto che i tempi erano calcolati e domani la seduta inizierà alle ore 9 e la discussione generale si concluderà alle ore 12. Compatibilmente con il fatto che oggi molti si sono cancellati dall'elenco degli iscritti, interromperò prima i lavori e non so se domani, chi era iscritto a parlare entro oggi a mezzanotte, perché sapeva che la seduta sarebbe durata fino alle ore 24, avrà la possibilità di intervenire. Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di venerdì 21 dicembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, venerdì 21 dicembre, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 23,40) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Cioffi, Crimi, De Poli, Mautone, Merlo, Monti, Napolitano, Ronzulli, Santangelo e Siri. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Durnwalder, per attività di rappresentanza del Senato; Ferrazzi, Lorefice e Nugnes, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Onn. Marin Marco, Aprea Valentina, Barelli Paolo, Palmieri Antonio, Pella Roberto, Sgarbi Vittorio, Sibilia Cosimo, Versace Giuseppina, Vietina Simona, Fatuzzo Carlo, Cannizzaro Francesco, D'Attis Mauro, D'Ettore Felice Maurizio, Mandelli Andrea, Occhiuto Roberto, Prestigiacomo Stefania, Russo Paolo Delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell'educazione motoria nella scuola primaria (992) (presentato in data 19/12/2018) C.523 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.784, C.914, C.1221, C.1222). Interrogazioni Atto n. 3-00477 OSTELLARI Al Ministro della giustizia Premesso che: il consiglio dell'ordine degli avvocati di Padova ha rappresentato una grave situazione riguardante il notevole ritardo nel pagamento delle fatture emesse dagli avvocati iscritti per compensi per l'attività prestata agli assistiti ammessi al gratuito patrocinio a spese dello Stato; all'emissione della fattura elettronica segue una lunga attesa, tale che non risulterebbero ancora onorate fatture emesse nell'anno 2016 e la quasi totalità di quelle emesse nell'anno 2017; a fronte di tali numerose istanze, risulterebbe esservi un solo funzionario delegato ai pagamenti per l'intero distretto di Corte d'appello di Venezia, il quale si occuperebbe di tutti i processi del distretto, ad eccezione di quelli incardinati nei Tribunali di Venezia e di Verona, per i quali opererebbe invece un apposito diverso funzionario; si determina in tale modo una disparità di trattamento su base territoriale nel pagamento delle fatture per il patrocinio a spese dello Stato, a detrimento degli iscritti all'ordine degli avvocati di Padova, il quale conta peraltro un numero di iscritti nettamente maggiore rispetto a Venezia e Verona, si chiede di sapere se la situazione risponda al vero e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per porre rimedio a tale delicata problematica. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00478 DE BONIS Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e della giustizia Premesso che: l'ingegner Graziano Falappa è stato membro della commissione VIA per il gasdotto TAP (trans adriatic pipeline); in data 1° febbraio 2016, l'ingegner Falappa autocertificava di non essersi mai trovato in situazioni di incompatibilità, inconferibilità, e di conflitto di interesse nel periodo dal 15 giugno 2015 al 1° febbraio 2016; si apprende da un articolo dell'editoriale on line "tranilive", del 14 giugno 2018, che la Procura della Repubblica di Trani ha rinviato a giudizio l'ingegner Falappa, indagato per il reato di omissione in atti d'ufficio nel procedimento penale sulla condotta sottomarina, che avrebbe dovuto portare i reflui del depuratore di Trani al largo della costa cittadina; inoltre l'ingegner Graziano Falappa è stato coinvolto nell'inchiesta su Tirreno Power (centrale termoelettrica di Vado Ligure), in quanto componente del gruppo istruttore della commissione VIA. Nei capi di imputazione gli venivano contestati i reati di abuso di ufficio, e disastro colposo aggravato dall'evento (avviso all'indagato di conclusione delle indagini, ex art. 415- bis del codice procedura penale del 17 giugno 2015); attualmente non si conoscono gli stati dei procedimenti penali, né tantomeno se sono intervenute richieste di archiviazione, sentenze di assoluzione o condanna nei confronti del Falappa; in data 5 dicembre 2018, "il Fatto Quotidiano" pubblicava un articolo dal titolo "Commissari VIA gli irriducibili dell'era B. difficili da archiviare". In detto articolo, si disaminano le vicende dei componenti delle commissioni VIA, che avrebbero autorizzato le grandi opere in prorogatio . L'ANAC segnalava alle istituzioni la necessità di ridefinire i termini di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi. È riportato, infine, che il ministro Costa "vorrebbe espellere un commissario ingegnere rinviato a giudizio dalla Procura di Trani"; in data 20 dicembre 2018, la "Gazzetta del Mezzogiorno" riportava la notizia di altri quindici indagati, per reati ambientali che sarebbero stati commessi in località «Le Paesane» di Melendugno, dove sono stati espiantati 445 ulivi per far posto alla trincea del gasdotto, e in località Sa Basilio di San Foca, sempre a Melendugno, dove si ipotizza l'inquinamento della falda e del sottosuolo del cantiere del microtunnel. In quest'ultimo caso l'ipotesi è che vi sia stata una dispersione di sostanze pericolose, tra cui il cromo esavalente, con la contaminazione con il cemento utilizzato da Tap durante i lavori, per via di una inidonea impermeabilizzazione del cantiere; considerato che "la VIA non esaurisce ogni aspetto della procedura autorizzativa e non è idonea ad esprimere un giudizio definitivo sull'intervento. L'amministrazione competente al rilascio del provvedimento finale è quindi legittimata a chiedere chiarimenti e integrazioni se emergono nuovi elementi legati alla tutela ambientale prima non considerati" (sentenza n. 282/2011 Tar Lombardia), si chiede di sapere: se ai Ministri in indirizzo risulti che il "commissario ingegnere", citato nell'articolo di stampa pubblicato su "il Fatto Quotidiano", sia Graziano Falappa, rinviato recentemente a giudizio dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani e, in caso affermativo, se si intenda provvedere al più presto alla sua rimozione dall'incarico; se intendano accertare la sopravvenienza di nuovi elementi legati alla tutela ambientale alla stregua della pendenza dei procedimenti penali a carico dello stesso Falappa; se vogliano dare chiarimenti ed integrazioni legati alla tutela ambientale e, di conseguenza, se intendano riaprire la procedura di valutazione di impatto ambientale TAP; se intendano avvalersi delle linee guida dell'ANAC in materia di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi, con particolare riferimento alle nomine relative ai componenti della commissione VIA-VAS. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-01040 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: in data 19 dicembre 2018 l'Ansa riferisce che l'accettazione chirurgica del pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni Bosco" di Napoli è rimasta chiusa per oltre un'ora, dalle ore 12 alle ore 13, "a causa delle formiche"; nello stesso ospedale, il 10 novembre, era esploso il caso di una donna intubata coperta da formiche; si registrano casi quotidiani di malasanità in Campania e la Regione non è capace di porre fine allo scandalo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo ulteriore grave fatto e se intenda intervenire garantendo il diritto alla salute dei campani. Atto n. 4-01041 D'ALFONSO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'articolo 24 dello statuto del parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga stabilisce che: "Il Collegio dei Revisori dei Conti, nominato con le modalità previste dell'articolo 9, comma 10, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, esercita il riscontro di legittimità amministrativa e contabile secondo le prescrizioni normative che vigono in materia per gli Enti pubblici non economici e sulla base del Regolamento di Contabilità dell'Ente Parco. Il Collegio dei Revisori dei Conti partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo"; il citato articolo 9, comma 10, della legge n. 394 del 1991 testualmente recita: "Il Collegio dei revisori dei conti esercita il riscontro contabile sugli atti dell'Ente parco secondo le norme di contabilità dello Stato e sulla base dei regolamenti di contabilità dell'Ente parco, approvati dal Ministro del tesoro di concerto con il Ministro dell'ambiente. (...) Il Collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto del Ministro del tesoro ed è formato da tre componenti scelti tra funzionari della Ragioneria generale dello Stato ovvero tra iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Essi sono designati: due dal Ministro del tesoro, di cui uno in qualità di Presidente del Collegio; uno dalla regione o, d'intesa, dalle regioni interessate"; la circolare vademecum pubblicata sul sito del Ministero dell'economia e finanze, ad opera della Ragioneria generale dello Stato, al punto 1.3.6 relativo a "Istituto della prorogatio e collegio straordinario", testualmente recita: "I revisori possono cessare dall'incarico anche per effetto della scadenza del loro mandato. In tale caso, qualora si verifichi un ritardo nella nomina dei componenti del nuovo collegio di revisione, il legislatore ha previsto l'istituto della prorogatio che, tuttavia, negli enti ed organismi pubblici opera diversamente rispetto a quanto previsto dal Codice Civile per il collegio sindacale delle società di capitali. Infatti, l'articolo 2400 del Codice Civile, al fine di garantire la continuità del funzionamento dell'organo di controllo, stabilisce che i sindaci che cessano dall'ufficio per scadenza del termine rimangono in carica fino a quando il nuovo collegio sindacale non è stato ricostituito. Diversamente, invece, negli enti e organismi pubblici, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito dalla lLegge 15 luglio 1994, n. 444, il collegio dei revisori dei conti, nel caso in cui, alla scadenza del mandato, non sia stato ricostituito il nuovo organo di controllo, continua a svolgere le proprie funzioni per un periodo non superiore a quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno di scadenza del mandato stesso. Decorso il termine senza che si sia provveduto alla sua ricostituzione, l'organo di controllo decade, con la conseguenza che gli atti adottati oltre detto limite sono da considerarsi nulli"; rilevato che presso il parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga il collegio dei revisori è scaduto da diversi mesi, superando abbondantemente il termine della prorogatio di 45 giorni, con il rischio di nullità per gli atti eventualmente adottati oltre detto limite; considerato che: per le rilevanti funzioni assegnate e svolte, in ogni caso, l'assenza del richiamato organismo di controllo rallenta e impedisce le regolari attività del parco, con evidente pregiudizio all'interesse generale dei territori interessati; con la nota del presidente della Regione Abruzzo n. RA/0193670/18 del 6 luglio 2018 e la nota del presidente della Regione Lazio n. 0429243 del 13 luglio 2017 si designava, per quanto di competenza, quale componente del collegio dei revisori del parco l'avvocato Carlo Pirozzolo, regolarmente iscritto presso il competente Ministero dell'economia al registro dei revisori legali al n. 128968; le note sono state trasmesse al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in quanto di precipuo interesse del suo Ministero che l'organismo di controllo sia regolarmente insediato; rilevato altresì che ad oggi, sebbene il lungo tempo trascorso, gli atti relativi alla nomina dell'organismo di controllo non sono stati ancora adottati, con evidente pregiudizio al buon funzionamento delle attività del parco, si chiede di sapere: quali siano le ragioni del ritardo in ordine alla nomina del collegio dei revisori presso il parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga; in quali tempi, e con quali modalità, si intenda procedere alla nomina. Atto n. 4-01042 BELLANOVA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: in queste settimane sulla stampa si legge che Poste italiane starebbe cambiando strategia e guardando ai piccoli comuni; a tal riguardo viene riportato un virgolettato dell'amministratore delegato Maurizio Del Fante nel quale si legge che, in discontinuità con le scelte precedenti dell'azienda, la partecipata statale "non chiuderà più gli uffici postali nei comuni con meno di 5mila abitanti"; nel 2012 l'interrogante aveva denunciato, con atto di sindacato ispettivo, come la riorganizzazione degli uffici postali sul territorio salentino portasse di fatto ad uno svuotamento e un disservizio per tutti i cittadini di quei piccoli centri con un tasso di urbanizzazione elevata, come la marina di Frigole che dista dal capoluogo leccese 11 chilometri, e per quelli in località marine ad alto flusso turistico; sulla stampa locale si legge che le intenzioni dell'azienda sarebbero quelle di "riaffermare l'importanza della rete sul territorio ed attivare una serie di servizi dedicati alle realtà locali più piccole", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e che cosa intenda fare per ripristinare gli uffici postali nella marina di Frigole e degli altri comuni ad alto flusso turistico con una corposa densità urbana. Atto n. 4-01043 PUGLIA GAUDIANO ANGRISANI NUGNES CASTELLONE DONNO SILERI GIARRUSSO LANZI LANNUTTI GIANNUZZI LA MURA VACCARO Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: come noto, la questione della gestione del ciclo dei rifiuti rimane un problema drammatico per Battipaglia e per l'intera provincia di Salerno. Sul territorio cittadino, infatti, operano, secondo i dati raccolti dalla Regione Campania e dal Comune medesimo, almeno 24 impianti di trattamento, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. Dalle stime effettuate, invero, tra strutture pubbliche e private, sembrerebbe esservi all'incirca un impianto di rifiuti ogni 6 chilometri e mezzo. Nonostante ciò, continuano ad essere rilasciate nuove autorizzazioni; sono frequenti i fermi dei conferimenti di rifiuti verso gli impianti di trattamento per saturazione, così come non sono rari i principi di incendio che si sviluppano presso le strutture per il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Sostanzialmente, nel territorio si vive di piani di emergenza ed in attesa di risposte alle numerose ed annose questioni legate ai controlli che si sono svolti a tappeto su tutto il territorio comunale per rilevare incongruenze sia nelle strutture private che in quelle pubbliche, alla difficoltà nel conferimento dell'umido, ai costi elevatissimi che si concentrano in questo settore, allo stoccaggio del secco, al progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio; a seguito di manutenzioni programmate degli impianti e conseguenti fermi o riduzioni di conferimenti, non è previsto un piano programmato di gestione dei rifiuti, come a breve accadrà per il termovalorizzatore di Acerra (Napoli); la gestione sarà di carattere emergenziale per far fronte ad interventi previsti e programmati; considerato che: a Battipaglia insiste un impianto (Stir) di cui si rende necessaria una riorganizzazione, soprattutto dal punto di vista delle tecnologie impiegate. Inoltre, gli obiettivi per la riduzione dei costi di smaltimento e per un'efficiente organizzazione della raccolta, così come contenuti nei vari piani industriali presentati di volta in volta per la gestione dei rifiuti urbani, lasciano dubbi e perplessità. In particolare, ci si riferisce al conferimento di tutto il rifiuto indifferenziato prodotto direttamente allo Stir; ed ancora, ai progetti di ampliamento dello stabilimento con previsione anche di un impianto di biostabilizzazione e di compostaggio all'interno dei capannoni ove risiede l'impianto stesso nonché all'idea di ottimizzare la gestione del rifiuto aumentando lo stoccaggio in ingresso allo Stir; la cattiva gestione dei rifiuti in Campania è sotto i riflettori da tempo e necessita di una profonda riflessione senza strumentalizzazione alcuna e con la presenza, imprescindibile, dell'amministrazione di Battipaglia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno visitare il territorio di Battipaglia e le zone limitrofe interessate dall'emergenza rifiuti, al fine di sensibilizzare realmente l'opinione pubblica e politica; quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare, nel dettaglio, la fattibilità e la concretezza delle politiche industriali sul ciclo dei rifiuti; se si intenda porre in essere un serio ed efficiente raccordo istituzionale volto a porre fine, in tempi brevi, al degrado ambientale, e a favorire la riqualificazione delle aree interessate. Atto n. 4-01044 MANTOVANI ANGRISANI CASTELLONE CORRADO DONNO FEDE GALLICCHIO LANNUTTI LANZI MONTEVECCHI Ai Ministri dell'interno e della giustizia Premesso che: lo scorso 28 gennaio 2015 una maxi operazione dei Carabinieri ha colpito il clan Grande Aracri, 'ndrina originaria di Cutro, in provincia di Crotone, e ha portato all'arresto di 160 persone in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia; in seguito a tale operazione e alla fase istruttoria, nel 2015 è iniziato il processo denominato "Aemilia", che ha visto imputati 240 persone, tra cui: funzionari amministrativi, esponenti delle forze di polizia, giornalisti, liberi professionisti, politici e imprenditori. Gli imputati sono stati accusati di diversi reati, in particolare per associazione a delinquere di stampo mafioso; il 31 ottobre 2018 è stata emessa la sentenza da parte del Tribunale di Reggio Emilia, che ha condannato 119 imputati per un totale di 1.200 anni di carcere; considerato che: nel corso degli anni sono state presentate, senza essere prese in considerazione, diverse denunce per segnalare infiltrazioni mafiose e collusioni tra cosche e istituzioni locali in Emilia-Romagna, che hanno comportato danni all'economia e al patrimonio ambientale, oltre a danni alla salute dei cittadini; a titolo di esempio, si cita la vicenda di Donato Ungaro, vigile urbano del Comune di Brescello, che a partire dal 2001 ha denunciato episodi di malaffare della sua amministrazione legati al territorio; nelle sue denunce giornalistiche e giudiziarie, Donato Ungaro aveva evidenziato un clima di diffusa reticenza sui fatti che legavano l'attività dell'amministrazione locale con persone legate alla criminalità organizzata. Ungaro aveva, tra l'altro, denunciato il fenomeno delle escavazioni abusive nell'alveo del fiume Po, il prelievo di sabbia oltre i limiti consentiti nelle cave autorizzate, l'uso di scarti di fonderia come sottofondo stradale, le irregolarità in un progetto di realizzazione di una centrale turbogas in riva al Po. In seguito a tali accuse, Ungaro fu vittima di vari episodi di intimidazione; nel 2002, in seguito ad un articolo pubblicato sulla "Gazzetta di Reggio", in cui denunciava l'aumento preoccupante di malattie tumorali nel territorio di Brescello, Ungaro veniva allontanato dal Comune e dichiarato decaduto dall'impiego. In seguito a tale denuncia, l'AUSL territoriale avviava un'indagine, i cui risultati portarono alla creazione del registro provinciale dei tumori; il sindaco di Brescello era allora Ermes Coffrini, padre di Marcello Coffrini, a sua volta sindaco dello stesso comune dal 2014 al 20 aprile 2016, fino a quando la sua amministrazione fu sciolta per infiltrazioni mafiose con conseguente commissariamento; in seguito a un lungo e complesso iter processuale articolatosi in tre gradi di giudizio, Ungaro otteneva la reintegra nel posto di lavoro per licenziamento "illegittimo", stabilito sulla base della delibera della Giunta comunale n. 26 del 28 maggio 2013, per il 10 giugno 2013. In sostituzione della reintegrazione, Ungaro inviava al Comune una richiesta per l'ottenimento di un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, come previsto dalla legge. Il Comune di Brescello non rispondeva alla richiesta e, al contrario, lo licenziava nuovamente per non essersi presentato sul posto di lavoro nella data indicata; successivamente, Ungaro chiedeva un pignoramento nei confronti del Comune di Brescello per un importo pari alle mensilità arretrate, indennità sostitutiva della reintegra e trattamento di fine rapporto. A quanto risulta agli interroganti, nel 2017 otteneva l'accredito degli stipendi arretrati, ma solo in parte sarebbero state ottemperate le sue richieste in merito, sia all'indennità sostitutiva alla reintegra, sia agli aspetti previdenziali connessi; rilevato quindi che: a parere degli interroganti, risulta palese come Donato Ungaro sia stato vittima di una ingiustizia perpetrata ai suoi danni come whistleblower , figura riconosciuta nel nostro ordinamento dalla legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero per aver denunciato gli intrecci illegali esistenti tra l'amministrazione pubblica locale, affaristi e esponenti della 'ndrangheta, appartenente al clan Grande Aracri; la continuità politica dell'amministrazione di Brescello ha impedito che gli venisse riconosciuto quanto richiesto e previsto in base alle sentenze, e tale atteggiamento non risulta mutato neanche dopo lo scioglimento del Comune per mafia e l'insediamento della commissione straordinaria del Governo, incaricata della gestione del comune stesso, si chiede di sapere: quali iniziative si intenda adottare per contenere e definitivamente debellare le attività criminose poste in essere dal clan Grande Aracri sul territorio nazionale e in particolare in Emilia-Romagna, che stanno causando danni di carattere economico, sociale e ambientale alla cittadinanza locale; se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno assumere ogni iniziativa di propria competenza affinché si ponga fine positivamente alla vicenda che ha coinvolto Donato Ungaro, in modo che vengano riconosciuti i suoi diritti, secondo quanto stabilito da sentenze passate in giudicato, e che sia tutelata la sua azione di whistleblower per aver denunciato gli intrecci tra la 'ndrangheta e l'amministrazione locale. Atto n. 4-01045 IANNONE Al Ministro per i beni e le attività culturali Premesso che: anche vibrazioni quasi impercettibili causate da un treno che passa a 1 chilometro di distanza o persino da una tempesta forte incidono sul tempio di Nettuno, costruito 2500 anni fa dai coloni greci di Paestum e miracolosamente conservato fino alla punta del frontone; il sospetto è che purtroppo negli ultimi tempi il deterioramento dello stato di conservazione del monumento si stia accelerando, anche a causa dei cambiamenti climatici e dell'intensificarsi di calamità naturali con forte incidenza sulla conservazione dei beni culturali; il direttore del Parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel racconta di essersi accorto della situazione quando con i restauratori è salito sul tempio per un intervento periodico di manutenzione e restauro: il degrado, rilevato pochi mesi prima con un drone, era molto avanzato in un breve arco di tempo; anche secondo il recente studio dell'università di Kiel, su 49 siti Unesco analizzati intorno al Mediterraneo, 42 sarebbero a rischio per i cambiamenti climatici in atto, tra cui i templi di Paestum, si chiede di sapere: se la vicenda del tempio di Nettuno di Paestum sia all'attenzione del Ministro in indirizzo; se il Ministro si stia attivando per realizzare un sistema integrato con il supporto di tecnologie avanzate per garantire una maggiore salvaguardia del patrimonio italiano. Atto n. 4-01046 IANNONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: martedì 19 dicembre 2018 è ripresa solo a tarda ora la circolazione della metropolitana di Salerno, bloccata da un guasto elettrico; il problema si è verificato intorno alle ore 20 dello stesso giorno come riferisce "Il Mattino"; il personale tecnico di Rete ferroviaria italiana ha lavorato per ripristinare la linea elettrica saltata e consentire la ripresa della circolazione della metropolitana leggera; il guasto si è verificato con la metro in corsa e i passeggeri, sempre a quanto scrive il giornale, hanno udito uno scoppio prima che il treno si fermasse all'improvviso; i passeggeri sono scesi dal convoglio senza difficoltà e senza conseguenze, se non il disagio di raggiungere le loro destinazioni con mezzi alternativi; la situazione è tornata alla normalità intorno alle ore 23, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto che ha creato spavento e disagi ad una vasta utenza, soprattutto di lavoratori pendolari e studenti, costretti ad utilizzare un servizio di trasporto fatiscente. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-00477, del senatore Ostellari, sul ritardo nei pagamenti degli onorari degli avvocati di Padova per attività a gratuito patrocinio.