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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª) 133 PITTONI La seduta inizia alle ore 10,35. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE avverte che, alla luce della determinazione della Conferenza dei Gruppi parlamentari dell'8 gennaio, che ha stabilito che "l'Assemblea e le Commissioni non terranno seduta nella settimana dal 20 al 24 gennaio", non saranno convocate sedute nella prossima settimana. L'audizione del ministro Spadafora sulle linee programmatiche del Governo in materia di sport, prevista in sede di Commissioni congiunte 7 a del Senato e VII della Camera, alle ore 11 di martedì 21 gennaio, sarà riprogrammata in altra data. Prende atto la Commissione. AFFARI ASSEGNATI Affare sulla dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS Doc n. 348 Dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento. Approvazione della risoluzione: Doc. XXIV , n. 15) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta dell'8 gennaio. Il PRESIDENTE ricorda che la relatrice ha presentato una nuova proposta di risoluzione per l'affare assegnato in titolo, pubblicata in allegato al resoconto dell'8 gennaio. La relatrice MONTEVECCHI ( M5S ) illustra la nuova proposta di risoluzione, soffermandosi sull'impegno al Governo in essa formulato. Il senatore MOLES ( FIBP-UDC ) presenta e illustra una proposta alternativa di risoluzione, pubblicata in allegato, a sua prima firma e sottoscritta da senatori di tutte le componenti del centrodestra. Dopo aver richiamato l'ampia attività conoscitiva svolta ed evidenziato come non ci sia differenza se non sotto il profilo terminologico e artistico tra circo tradizionale e contemporaneo, segnala come nella proposta alternativa di risoluzione si sottolinei l'esigenza di interventi che affrontino in maniera organica il futuro del circo in Italia e che siano finalizzati al benessere degli animali attraverso la predisposizione di aree attrezzate in applicazione della legge n. 337 del 1968; occorre infatti prevedere misure non esclusivamente concernenti gli animali, ma in primo luogo volte a garantire la disponibilità di idonei spazi per l'attività dei circhi. Interviene la senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) per testimoniare, in qualità di ex sindaco e di animalista, come nelle ispezioni che ha a suo tempo svolto presso i circhi insieme a veterinari delle strutture pubbliche abbia sempre registrato massimo rispetto e piena tutela degli animali; non bisogna quindi, a suo giudizio, criminalizzare coloro che lavorano in questo settore. Nessun altro chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE avverte che si passa alla fase delle votazioni. Il senatore BARBARO ( L-SP-PSd'Az ) dichiara il voto convintamente contrario del suo Gruppo sulla nuova proposta di risoluzione della relatrice, viziata a suo avviso da un pregiudizio ideologico e da un'ossessione del politicamente corretto nei confronti del mondo animale che finiranno per penalizzare molte attività economiche, tra le quali il settore circense è solo la prima. Conclude sostenendo le ragioni della proposta alternativa di risoluzione, che il suo Gruppo ha sottoscritto, e ribadendo la necessità semmai di interventi volti a semplificare i rapporti tra i circhi - un settore che tanto ha dato al mondo dello spettacolo e che merita grande rispetto - e le pubbliche amministrazioni. Il senatore RAMPI ( PD ) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sulla nuova proposta della relatrice dicendosi profondamente convinto che con il tempo ci sarà una crescente attenzione al mondo animale, alla relazione tra l'uomo e gli altri esseri viventi e senzienti. È un'evoluzione che richiede tempo e che non può essere forzata a livello normativo; e tuttavia, a suo giudizio, la normativa deve tener conto di tale prospettiva e il mondo circense - del quale è innegabile il fascino e cui va riconosciuto grande rispetto - deve essere sfidato a pensarsi in modo diverso. Conclude sottolineando come la nuova proposta di risoluzione della relatrice affronti con equilibrio e senza posizioni draconiane la questione. Anche la senatrice RUSSO ( M5S ) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sulla nuova proposta di risoluzione della relatrice, unendosi alle considerazioni svolte dal senatore Rampi: nella società è mutata la sensibilità e l'attenzione verso gli esseri viventi che, senza nessuna preclusione nei confronti del mondo del circo - che considera di grande fascino - non si può considerare vivano in condizione di benessere in quella realtà. Anche la senatrice SBROLLINI ( IV-PSI ) dichiara il voto favorevole del suo Gruppo sulla nuova proposta di risoluzione della relatrice, che considera molto equilibrata e improntata a un atteggiamento non ostile nei confronti del mondo del circo; tale proposta dà voce a una mutata sensibilità che caratterizza soprattutto le nuove generazioni, in tema di rispetto degli animali e di ambiente. A suo giudizio occorre, tenendo conto dell'evoluzione in atto, incentivare lo straordinario mondo circense e rivalutarlo come arte a tutti gli effetti. Il senatore MOLES ( FIBP-UDC ) dichiara il voto del suo Gruppo, contrario sulla nuova proposta di risoluzione della relatrice e favorevole sulla proposta alternativa a sua prima firma; dopo aver riconosciuto l'indubbia evoluzione in atto nel rapporto con gli animali, esprime preoccupazione per l'intenzione di indirizzare la tipologia di spettacolo (con o senza animali) e osserva che sarebbe suicida, da parte dei circhi, non tutelare gli animali presenti nelle loro strutture. Per questa ragione la proposta alternativa di risoluzione impegna il Governo, a prescindere dalla revisione dei criteri di riparto del FUS, ad assicurare misure di tutela degli animali. Nessun altro chiedendo di intervenire, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la nuova proposta di risoluzione della relatrice è posta ai voti e approvata, restando conseguentemente preclusa la votazione della proposta alternativa di risoluzione presentata dai senatori Moles, Barbaro, Iannone, Cangini, Saponara, Alderisi, Giro, e Borgonzoni. IN SEDE REFERENTE dl n. 1/2020 MIUR DDL 1664 Conversione in legge del decreto-legge 9 gennaio 2020, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'istituzione del Ministero dell'istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca (Esame e rinvio) La relatrice ANGRISANI ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo, che istituisce due Ministeri, il Ministero dell'istruzione e il Ministero dell'università e della ricerca, sopprimendo conseguentemente il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) e prevedendo le necessarie autorizzazioni di spesa. I nuovi Ministeri succedono, per quanto di competenza, in tutti i rapporti attivi e passivi in essere alla data del trasferimento delle funzioni e subentrano nei rapporti processuali. L'articolo 2 del decreto-legge in esame definisce l'istituzione, le aree funzionali e l'ordinamento dei due Ministeri, mediante novelle al decreto legislativo n. 300 del 1999, e precisa che il Ministero dell'istruzione si articola in due Dipartimenti e che il numero di posizioni di livello dirigenziale generale non può essere superiore a 24, inclusi i 2 Capi Dipartimento. Al Ministero dell'università e della ricerca sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di istruzione universitaria, di ricerca scientifica e tecnologica e di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM); le aree funzionali in cui il nuovo Ministero dell'università e della ricerca esercita le sue funzioni sono 22. L'articolo 2, comma 2, autorizza la spesa di 462.000 euro annui a decorrere dal 2020, connessi alla maggiore spesa di personale per l'aumento di 2 posizioni di dirigente generale che si aggiungono a seguito della divisione dei due Ministeri. Illustra quindi nel dettaglio quanto previsto dell'articolo 3, che ripartisce le strutture e gli uffici tra i due Ministeri, tenuto conto che attualmente presso il MIUR sono complessivamente operanti 3 Dipartimenti. Le procedure di ricognizione e trasferimento delle strutture, del personale e delle risorse strumentali e finanziarie sono individuate con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi entro il 30 aprile 2020. Si tiene conto anche del personale già in posizione di comando, distacco o fuori ruolo alla data di entrata in vigore del decreto, che resta in tali posizioni. Dà quindi conto dell' iter e dei parametri per il trasferimento cui dovrà attenersi il richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nel quale sarà indicata la data di decorrenza del trasferimento. Con il medesimo decreto si procede alla definizione della dotazione organica di entrambi i Ministeri e degli uffici di diretta collaborazione, nella misura di due terzi per l'Istruzione e un terzo per l'Università e la ricerca, in ogni caso, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Il termine entro cui devono essere adottati i regolamenti di organizzazione dei due Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione è fissato al 30 giugno 2020. La dotazione organica complessiva dei due Ministeri non può essere superiore a quella del MIUR alla data di entrata in vigore del decreto-legge, incrementata di due posizioni dirigenziali di livello generale, da destinare al Ministero dell'università e della ricerca, nonché dei responsabili degli uffici di diretta collaborazione di cui all'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 155 del 2019. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell'istruzione e del Ministro dell'università e della ricerca, sono apportate le variazioni di bilancio occorrenti per l'adeguamento del bilancio di previsione dello Stato alla nuova struttura del Governo. Inoltre si attribuisce congiuntamente al Ministero dell'istruzione e al Ministero dell'università e della ricerca (oltre alle altre amministrazioni consorziate, e in sostituzione del soppresso MIUR) il controllo sul Consorzio interuniversitario CINECA, stabilendo anche che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge sono adottate le modifiche statutarie conseguenti. Riferisce quindi sulle norme transitorie recate dall'articolo 4, il quale stabilisce che fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di riorganizzazione, continuano a trovare applicazione i regolamenti attualmente vigenti in quanto compatibili. Gli incarichi dirigenziali comunque già conferiti presso l'amministrazione centrale del MIUR anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge continuano ad avere efficacia sino all'attribuzione dei nuovi incarichi. Inoltre, nelle more dell'adozione dei regolamenti di organizzazione, è stabilito transitoriamente il contingente di personale degli uffici di diretta collaborazione; sono inoltre dettate ulteriori norme in materia di uffici di diretta collaborazione e nomine per le posizioni dirigenziali, fermi restando gli incarichi dirigenziali delle strutture periferiche già conferiti alla data di entrata in vigore del decreto-legge. Fino alla data di decorrenza del trasferimento di strutture e personale, il personale di entrambi i Ministeri permane nel ruolo del personale dirigenziale e nella dotazione organica di quello non dirigenziale del soppresso MIUR; sono quindi disciplinate le procedure di interpello per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali, sia di prima sia di seconda fascia e l'assegnazione delle risorse finanziarie fino all'acquisizione dell'efficacia del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze con cui sono apportate le variazioni di bilancio. Sono poi espressamente individuate le norme abrogate in quanto incompatibili con le nuove previsioni ed è disciplinato il controllo della regolarità amministrativa e contabile svolto dal Ministero dell'economia e delle finanze sugli atti dei due nuovi Ministeri. L'articolo 5 reca la copertura finanziaria degli oneri, mentre l'articolo 6 disciplina l'entrata in vigore. Il PRESIDENTE propone di fissare sin d'ora il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno al provvedimento in titolo alle ore 14 di mercoledì 22 gennaio. Conviene la Commissione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante 'Codice della protezione civile' Doc n. 137 Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante "Codice della protezione civile" (Osservazioni alle Commissioni 1 a e 13 a riunite. Esame e rinvio) La relatrice MONTEVECCHI ( M5S ) illustra, per le parti di competenza, lo schema di decreto legislativo in titolo; dopo aver richiamato i tratti salienti della disciplina del Servizio nazionale della protezione civile e del provvedimento in esame, si sofferma sul suo articolo 8 che apporta una serie di integrazioni all'articolo 13 del Codice della protezione civile, concernente le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. La lettera a) dell'articolo 8 include nel novero delle strutture operative contemplate dall'articolo 13 del Codice anche le articolazioni centrali e periferiche del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo appositamente organizzate per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali. La relazione governativa segnala che tale inserimento deriva da una richiesta dello stesso Dicastero. La relazione tecnica sottolinea poi che "dette strutture, attivabili solo in occasione di eventi emergenziali, sono già previste ed operanti ai sensi della direttiva del Ministro del 23 aprile 2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 169 del 2015. Si tratta, pertanto, di attività che il suddetto Dicastero svolge a carico delle proprie risorse umane e strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente". La lettera b) del medesimo articolo interviene sul comma 2- bis dell'articolo 13 del Codice, che disciplina l'effettuazione di attività connesse con la valutazione dell'impatto e il censimento dei danni alle strutture e alle infrastrutture pubbliche e private, in occasione degli eventi emergenziali di protezione civile: si precisa che tali attività riguardano anche i beni culturali e paesaggistici, in raccordo con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Tra le altre disposizioni dell'atto in esame, segnala anche la lettera b) dell'articolo 1, con la quale si precisa che, tra le attività e gli interventi connessi alla fase di superamento dell'emergenza, è inclusa anche la ricognizione dei danni subiti non solo dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio, ma anche dai beni paesaggistici, dalle strutture e dalle infrastrutture pubbliche e private. Dopo aver ricordato che sullo schema di decreto in esame non è stata ancora acquisita l'intesa della Conferenza unificata né il parere del Consiglio di Stato, si riserva di formulare in una prossima seduta una proposta di osservazioni. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 11,25. Allegato PROPOSTA ALTERNATIVA DI RISOLUZIONE PROPOSTA ALTERNATIVA DI RISOLUZIONE PRESENTATA DAI SENATORI Moles, Barbaro, Iannone, Cangini, Maria Saponara, Francesca Alderisi, Giro, Lucia Borgonzoni SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 348 La Commissione, premesso che: la Commissione ha svolto un'ampia attività conoscitiva finalizzata ad approfondire le diverse istanze di revisione dei parametri e criteri che regolano il funzionamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), nonché le criticità e le eventuali proposte di modifica dei criteri di riparto del medesimo Fondo, attraverso il confronto con le diverse realtà operanti nel settore: dalla musica, al teatro, alla danza, alle attività circensi; preso atto che: con riferimento al Documento conclusivo della richiamata indagine conclusiva - Doc. XVII, n. 1, qualsiasi intervento di riforma del funzionamento del FUS deve muovere dal riconoscimento del valore e della portata delle attività inerenti il mondo dello spettacolo in termini di diffusione e trasmissione culturale, aggregazione sociale e valorizzazione del territorio; valutato che: appare necessario, oltreché opportuno, garantire la massima trasparenza in tutte le fasi che riguardano detto funzionamento (ammissione delle istanze, attribuzione dei punteggi, erogazione dei contributi), anche mediante l'introduzione di una forma di monitoraggio costante sulle realtà finanziate e sui requisiti, in modo da evitare rendite di posizione e garantire un'adeguata qualità delle attività finanziate; considerato che: l'arte circense rappresenta un patrimonio storico, artistico, educativo e culturale di autentica e radicata tradizione, espressione di valori interculturali, aggregativi, multietnici e sociali, nonché di un intrattenimento di qualità, diffusamente popolare e intergenerazionale, fondato su canoni alternativi a quelli della imperante omologazione; uno dei tratti distintivi del circo è quello di saper generare una invidiabile attitudine al rinnovamento, che è opportuno assecondare e non ingabbiare né condizionare, perché l'arte è libera (articolo 33 Costituzione), lasciando pertanto agli artisti  e quindi al pubblico che fruisce di tali spettacoli  la facoltà di optare per il circo classico, contemporaneo o ogni altro genere espressivo; se da un lato l'ampio dibattito sviluppatosi nella società italiana sulla presenza degli animali nei circhi appare lungi dal potersi considerare concluso e sicuramente risulta al momento privo di evidenze condivise, soprattutto di tipo scientifico; dall'altro i Paesi Europei di maggiore tradizione circense hanno fino ad oggi ritenuto di dover preferire la regolamentazione, anziché il divieto, della presenza degli animali nei circhi; i circhi italiani nella quasi totalità dei casi dispongono di animali al seguito che vengono attualmente autorizzati ad allestire temporaneamente i loro spettacoli solo dopo rigorosi controlli da parte del servizio pubblico veterinario; a partire dalle istanze di contributo per l'anno 2008 a valere sul FUS è stata opportunamente prevista l'attestazione che: "Il soggetto non ha riportato condanne per i delitti di cui al titolo IX bis del Libro II del Codice penale e non ha commesso ogni altra violazione di disposizioni normative statali e dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali", e che il decreto ministeriale 27 luglio 2017, confermando la predetta impostazione, richiede espressamente, a pena di inammissibilità, che la domanda di contributo presentata dalle imprese di produzione di circo e di circo contemporaneo sia corredata dalla dichiarazione di non aver riportato condanne definitive per i delitti in materia di protezione, detenzione e utilizzo degli animali; valutato infine che: sussistono adeguate garanzie poste a tutela degli animali nella erogazione dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo; i soggetti auditi dalla 7ª Commissione o che si sono espressi attraverso contributi scritti, in prevalenza non ritengono di dover optare per la dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi, fatta eccezione per LAV  Lega Anti Vivisezione e FNOVI - Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani; riepilogate sinteticamente le posizioni espresse dai soggetti auditi, quali: la LAV Onlus, la quale ha affermato con chiarezza la sua posizione ormai consolidata da anni: vietare l'utilizzo degli animali nei circhi e favorire invece la riconversione degli spettacoli e il sostegno alle attività artistiche umane. A supporto di tale posizione si è più volte richiamato l'orientamento normativo in tal senso di molti Paesi, anche membri UE e la linea politica del precedente Governo che anche con riferimento al disegno di legge "Deleghe al Governo per il riordino della disciplina in materia di spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali e del paesaggio" esprimeva la volontà del superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi; volontà confermata, da ultimo, anche dall'attuale Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. Ai fini dunque del superamento dell'utilizzo degli animali nei circhi e nell'ottica di una ridefinizione dei criteri e parametri per l'attribuzione dei fondi del FUS, la LAV Onlus ha chiesto che non sia più finanziato l'utilizzo degli stessi ma anzi si sostenga la riconversione dei numeri e delle attività circensi, con l'auspicio che tale riconversione avvenga al più presto anche in conseguenza della crisi economica, finanziaria, occupazionale e di pubblico del settore circense che rende necessario un rinnovamento orientato verso forme di circo contemporaneo che non prevedano appunto l'utilizzo di animali; la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), la quale ha ribadito, come già nell'audizione svolta nel 2017, che è necessario garantire la salute e il benessere degli animali, nonché la salute pubblica, e ha sottolineato di volere adottare in tal senso un approccio scientifico mettendo a disposizione le conoscenze scientifiche acquisite in materia di rapporto uomo - animale tipico delle attività circensi tradizionali che oltre ad essere anacronistiche propongono una visione distorta del suddetto rapporto, senza tenere in considerazione il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. La FNOVI ha richiamato inoltre l'attenzione su tutti quei fattori "stressogeni" tipici degli spettacoli circensi che influiscono notevolmente sul benessere animale e si dichiara dunque contraria alla detenzione degli animali per scopi ludici dell'uomo; l'Ente nazionale circhi ha lanciato un vero e proprio grido d'allarme richiamando l'attenzione sulla principale emergenza con la quale le imprese del settore sono chiamate a fare i conti ogni giorno: la mancanza di aree pubbliche sulle quali i circhi, con o senza animali, devono poter allestire le loro strutture, in palese violazione di una legge approvata dal Parlamento nel 1968. Ha poi evidenziato il carattere "punitivo" che assumerebbe la dismissione degli animali dai circhi, in quanto avrebbe la conseguenza di privarli anche di tutte le specie domestiche che invece potranno continuare ad essere impiegate in ogni altro contesto di spettacolo, sport, palii, esposizioni, ecc., aggiungendo che le conseguenze su un settore che impiega migliaia di addetti (fra diretti e indotto) sarebbero esiziali anche dal punto di vista economico e occupazionale, per concludere che non spetta allo Stato imporre per decreto l'offerta artistica che i circhi debbono presentare al pubblico, in quanto sarebbe una forma aberrante di "proibizionismo", inconciliabile non solo con la libertà di impresa e di espressione artistica costituzionalmente garantite, ma anche con la cultura democratica che permea di sé ogni ambito della vita del nostro Paese; esaminati i contributi scritti pervenuti da altri soggetti non auditi direttamente dalla 7a Commissione, quali: la Federazione europea detentori animali esotici (FEDEA), la quale si è dichiarata a favore del mantenimento dell'utilizzo degli animali nei circhi attraverso una corretta regolamentazione e dando agli operatori del settore la possibilità di gestire i Centri di recupero degli animali dismessi e/o anziani. In linea generale FEDEA ha chiesto una regolamentazione del settore circense attraverso una collaborazione costruttiva con gli imprenditori del settore; il Club amici del circo (CAdEC), che si è espresso a favore di un percorso di crescita e progresso in materia di animali nei circhi basato su criteri scientifici e oggettivi e finalizzato "a regolamentare senza vietare individuando i modi adeguati per lavorare con gli animali in funzione del loro benessere, rifiutando il pregiudizio "addestramento=maltrattamento"; il Sindacato italiano veterinari liberi professionisti (SIVELP), che ha posto l'attenzione sulla necessità di valutare il benessere degli animali presenti nei circhi sulla base di parametri metabolici e sull'osservazione oggettiva e in tempi giusti; una valutazione libera da condizionamenti ideologici e convinzioni personali che deve tenere conto del legame affettivo che viene a crearsi tra uomo e animale nonché delle conseguenze, in termini di benessere fisico e psicologico, generate dalla separazione. SIVELP, invitando a non confondere il benessere animale con la reazione psicologica che alcuni spettatori possono avere di fronte allo spettacolo che impiega animali, ha messo in luce come sia del tutto evidente che se gli animali nei circhi fossero in uno stato di stress cronico e quindi di malessere, avrebbero come conseguenza una ridotta durata della vita; ritenuto dunque che occorra incentivare il circo in tutte le sue espressioni e declinazioni, ma che siano particolarmente urgenti interventi mirati a garantire condizioni dignitose di attendamento per i complessi - con e senza animali - e lo spettacolo viaggiante, necessitando di spazi idonei e attrezzati; ricordato che in Europa le esperienze più avanzate di promozione e sviluppo del circo non hanno la pretesa di indirizzare la tipologia di spettacolo (con o senza animali) ma di assicurare standard di qualità e professionalità, e che anche il caso più emblematico di circo contemporaneo, il Cirque du Soleil , ha più volte ribadito che la decisione di non utilizzare gli animali non ha altre motivazioni se non quelle artistiche; impegna il Governo: in attesa di provvedimenti normativi che, dopo la mancata approvazione dei decreti legislativi che avrebbero dovuto essere adottati entro dodici mesi dalla entrata in vigore della legge 22 novembre 2017, n. 175, affrontino in maniera organica il futuro del circo in Italia, a valutare, nell'ambito di un processo di revisione dei criteri di assegnazione dei contributi del FUS, l'opportunità di favorire misure finalizzate ad incentivare il benessere degli animali regolarmente presenti nei circhi italiani attraverso la predisposizione di aree attrezzate in applicazione della legge n. 337 del 1968.