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Ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello stato - Precedenti dichiarazioni di improcedibilità per deposito oltre il termine, una prima volta, e di inammissibilità per difetto di chiarezza della domanda, una seconda volta - Riproposizione del medesimo conflitto per la terza volta - Palese contrasto con l’esigenza costituzionale che il giudizio instaurato sia concluso in termini certi non rimessi alle parti confliggenti - Inammissibilità del ricorso.. Inammissibilità del ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato riproposto nonostante il medesimo conflitto sia stato già dichiarato una prima volta improcedibile per il tardivo deposito del ricorso e dell’ordinanza che lo dichiarava ammissibile ed una seconda volta inammissibile per difetto di chiarezza della domanda. E infatti, col sollevare per una terza volta il medesimo conflitto l’organo ricorrente – a prescindere dalla sua mutata composizione personale – pone in essere una situazione processuale che protrae ulteriormente uno stato di conflittualità tra poteri, in contrasto con l’esigenza costituzionale che il giudizio, una volta instaurato, sia concluso in termini certi e non rimessi alle parti confliggenti. – Circa le pronunce che hanno avuto ad oggetto il medesimo conflitto v. ordinanza n. 389/2000, sentenza n. 293/2001 e ordinanza n. 159/2002. – Sull’«esigenza costituzionale» che il giudizio su un conflitto tra poteri dello Stato, una volta instaurato, sia concluso in termini certi e non rimessi alle parti confliggenti, v. la richiamata sentenza n. 116/2003 e le successive ordinanze n. 153, n. 188, n. 189, n. 214, n. 247, n. 254, n. 277, n. 280 e n. 358/2003.