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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 277 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 15,40. IN SEDE CONSULTIVA Affare assegnato sul Documento CCLXIII, n. 1: 'Prima relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all'anno 2021' Doc n. 1055 Affare assegnato sul Documento CCLXIII, n. 1: "Prima relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), riferita all'anno 2021" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 febbraio. Il relatore MIRABELLI ( PD ) presenta la proposta di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato. Il sottosegretario SISTO non ha nulla da obiettare. Prende atto altresì dell'invito, avanzato dalla senatrice D'ANGELO ( M5S ) e condiviso dal PRESIDENTE , a far pervenire il prima possibile alla Commissione le risposte scritte che la Ministra della giustizia aveva preannunciato al termine della sua audizione, nella scorsa settimana. Con l'astensione dei senatori BALBONI ( FdI ) e CRUCIOLI ( Misto ), previo accertamento del previsto numero legale, la proposta di parere posta ai voti è accolta a maggioranza dalla Commissione. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI Doc n. 360 Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento ai sensi dell'articolo 1, della legge 22 aprile 2021, n. 53. Esame e rinvio) Il relatore, senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), illustra il provvedimento in titolo che reca disposizioni per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/884 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019: essa modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di Paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), sostituendo la decisione 2009/316/GAI del Consiglio, in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge 22 aprile 2021, n. 53 (legge di delegazione europea 2019-2020). L'articolo 1 dello schema di decreto indica l'oggetto del provvedimento in esame: la direttiva n. 884 in recepimento mira a consentire uno scambio efficace di informazioni tramite il sistema ECRIS, in considerazione di specifiche criticità riscontrate riguardo allo scambio di informazioni relative a cittadini di Paesi terzi, nonché allo scambio di informazioni relative a soggetti la cui cittadinanza non è nota, apolidi. In particolare, come segnala il considerando n. 5 della direttiva, "per ottenere un quadro completo del trascorso criminale di un cittadino di Paese terzo è necessario chiedere tali informazioni a tutti gli Stati membri", imponendo allo Stato richiedente un onere amministrativo sproporzionato. A tale riguardo, si rammenta che il regolamento (UE) 2019/816 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 ha stabilito un sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di Paesi terzi denominato ECRIS-TCN ( Third Country National ). Il regolamento disciplina altresì: le condizioni alle quali le autorità nazionali, Eurojust, Europol e la Procura europea (EPPO) possono accedere a ECRIS-TCN per ottenere informazioni sulle condanne pronunciate attraverso il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali ECRIS; i termini in base ai quali ECRIS-TCN contribuisce a facilitare e assistere la corretta identificazione delle persone registrate in ECRIS-TCN. Il disegno di legge di delegazione europea 2021 (Atto Senato n. 2481, in corso di esame) reca, all'articolo 14, princìpi e criteri direttivi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del citato regolamento (UE) 2019/816. Si segnala che tale disegno di legge, pendente alla 14 a Commissione del Senato, ha ricevuto il parere favorevole con osservazioni della Commissione giustizia il 22 febbraio scorso; inoltre la proposta di regolamento COM (2021)96 reca una modifica al citato regolamento n. 816 volta a consentire alle autorità designate, nel contesto degli accertamenti preliminari all'ingresso alle frontiere esterne dell'UE, di accedere alla banca dati ECRIS-TCN e di interrogarla per le registrazioni relative a persone che sono state condannate per reati di terrorismo o altri reati gravi, e stabilisce le condizioni e le garanzie a tale riguardo. L'articolo 2 reca una serie di modifiche al decreto legislativo n. 74 del 2016, che dava attuazione alla decisione quadro 2009/315/GAI del 26 febbraio 2009 del Consiglio europeo, relativa all'organizzazione e al contenuto degli scambi tra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario, fornendo gli strumenti normativi per una piena attuazione in Italia del sistema European Criminal Records Information System : è il sistema informativo del casellario europeo, che consente l'interconnessione telematica dei casellari giudiziari e garantisce l'effettività dello scambio di informazioni sulle condanne fra gli Stati membri secondo modelli standard condivisi. Le modifiche introdotte dalla decisione quadro  che ha abrogato la precedente 2005/876/GAI in materia  sono improntate al miglioramento dei meccanismi di trasmissione di informazioni tra gli Stati membri già previsti dagli articoli 13 e 22 della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (Convenzione di Strasburgo del 1959), mediante l'introduzione di specifici obblighi di conservazione e trasmissione delle informazioni sulle condanne penali (e sulle successive misure) emesse nei confronti dei cittadini degli Stati membri, oggetto di iscrizione nel casellario giudiziale di ciascuno Stato, secondo modelli e codici identificativi dei reati e delle pene predefiniti. Le disposizioni della decisione quadro 2009/315/GAI devono essere correlate da un lato con la decisione quadro 2008/675/GAI, in tema di considerazione delle decisioni di condanna tra Stati membri dell'Ue in occasione di un nuovo procedimento penale, dall'altro con la coeva decisione quadro 2009/316/GAI, con cui è stato formalmente istituito il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS). Le disposizioni integrate delle suindicate decisioni quadro costituiscono l'unitaria architettura del casellario europeo, cui ha dato attuazione la legge di delegazione europea per il 2014 (articoli 18-20 della legge n. 114 del 2015). In particolare il comma 1, lettera a) interviene sull'articolo 1 del decreto legislativo n. 74 del 2016, al fine di adeguare la definizione dell'oggetto del decreto all'intervenuta "sostituzione" della decisione 2009/316/GAI, il cui riferimento viene pertanto soppresso. La lettera b) del comma 1 introduce nel decreto legislativo il nuovo articolo l- bis , che riproduce - con lievi adattamenti - l'articolo 3 del decreto legislativo n. 75 del 2016, contestualmente abrogato dall'articolo 4 dello schema, dedicato all'istituzione del sistema informatico nazionale che coopera con ECRIS, affidandone la gestione all'Ufficio centrale del Casellario. La lettera c) modifica l'articolo 2 del decreto legislativo n. 74, contenente le definizioni, introducendovi le due nuove lettere d- bis ) e d- ter ), recanti, rispettivamente, le definizioni di «impronte digitali» (le impressioni piatte e rollate delle impronte digitali di ciascun dito) e di «immagine del volto» (le immagini digitalizzate del volto di una persona). Viene inoltre inserito, sempre all'articolo 2 del decreto legislativo n. 74, il comma 1- bis , il quale prevede che la disciplina in oggetto si applichi anche agli apolidi e ai soggetti la cui cittadinanza è ignota. La lettera d) modifica l'articolo 4 del decreto legislativo, concernente le condanne pronunciate in Italia nei confronti di cittadino di altro Stato membro. Con la novella al comma 1 viene precisata la competenza, posta in capo all'Ufficio centrale del Casellario presso il Ministero della giustizia, delle comunicazioni, da effettuare senza indugio alle autorità degli Stati membri, di qualsiasi condanna pronunciata in Italia e iscritta nel casellario giudiziale. Con l'inserimento del comma 2- bis al medesimo articolo 4, si prevede che nella trasmissione, l'Ufficio centrale comunichi che le informazioni non possono essere ritrasmesse per fini diversi da un procedimento penale. La lettera e) sostituisce l'articolo 6 del decreto legislativo, concernente la richiesta di informazioni sulle condanne: viene specificatamente disciplinato un procedimento di richiesta di informazioni per i cittadini di Paesi terzi (nonché, lo si ricorda, gli apolidi e le persone di cittadinanza ignota) distinto dal procedimento previsto per i cittadini di Stati membri. Assume a tale riguardo rilievo la modifica del comma 4, il quale stabilisce che l'Ufficio centrale, in caso di richiesta di informazioni a relative a cittadino di Paese terzo, rivolga la richiesta alle autorità centrali degli Stati membri che detengono le informazioni. Tale disposizione è direttamente correlata all'operatività del sistema ECRIS-TCN, il quale consente di individuare gli Stati membri in possesso delle informazioni di interesse, rendendo quindi possibile l'invio di una richiesta mirata a taluni Stati e non a tutti gli Stati membri in maniera generalizzata. Si prevede, inoltre, che l'Ufficio centrale includa le informazioni e i dati acquisiti (tramite le richieste relative a cittadini sia di Stati membri sia di Paesi terzi) nel certificato da fornire all'interessato. Ulteriori modifiche all'articoli 6 mirano a rendere il testo più aderente alle disposizioni dell'Unione europea, tra l'altro confermando le competenze poste in capo all'Ufficio centrale del casellario. La lettera f) sostituisce l'articolo 7 del decreto legislativo, relativamente alla risposta a richiesta riguardante un cittadino italiano, ai fini di un procedimento penale. In tale caso l'Ufficio centrale invia, come nel testo vigente, le informazioni relative alle condanne: a) pronunciate in Italia e iscritte nel casellario giudiziale; b) pronunciate in altri Stati membri, di cui abbia avuto informazione (ai sensi dell'articolo 4 sulle condanne pronunciate in Italia nei confronti di cittadino di altro Stato membro) e che abbia conservato (ai sensi dell'articolo 5 sulle condanne pronunciate in altro Stato membro nei confronti di cittadino italiano); c) pronunciate in altri Stati membri, di cui abbia avuto informazione prima dell'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo n. 74 (secondo una specificazione introdotta con la novella in esame) e che siano state iscritte nel casellario giudiziale; d) pronunciate in Paesi terzi, di cui abbia avuto informazione e che siano state iscritte nel casellario giudiziale. Secondo il testo novellato del comma 2 dell'articolo 7, quando la medesima richiesta è presentata per fini diversi da un procedimento penale, l'Ufficio centrale trasmette le informazioni; ma quelle indicate alla lettera b) sono trasmesse salvo che lo Stato membro di condanna che le ha trasmesse abbia comunicato che esse non possono essere ritrasmesse per fini diversi da un procedimento penale. In tal caso, l'Ufficio centrale indica all'autorità richiedente lo Stato membro da cui provengono le informazioni. Le disposizioni in questione (di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 7, come modificato) si applicano anche quando la richiesta di informazioni relativa ad un cittadino italiano è presentata dalle autorità di un Paese terzo. In tali casi, l'Ufficio centrale comunica che le informazioni possono essere utilizzate solo ai fini che sottendono alla richiesta, nell'ambito di procedimento penale o per motivo diverso (nuovo comma 3 dell'articolo 7). Quando la richiesta di informazioni sulle condanne, presentata ai sensi dell'articolo 6: riguarda un cittadino di altro Stato membro, l'Ufficio centrale trasmette le informazioni richieste alle condizioni previste dall'articolo 13 della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 e ratificata con legge 23 febbraio 1961, n. 215 (nuovo comma 6 dell'articolo 7); riguarda un cittadino di Paese terzo, un apolide o una persona di cui non è nota la cittadinanza, l'Ufficio centrale trasmette le informazioni relative alle condanne indicate dalle lettere a) e d) del comma 1. Se la richiesta è presentata per fini diversi da un procedimento penale trasmette altresì le condanne pronunciate in altri Stati membri. I commi 7 e 8 dell'articolo 7, come novellato, disciplinano i termini temporali di risposta, in attuazione di quanto previsto dalla direttiva n. 884, all'articolo 1, numero 6), per quanto concerne la richiesta formulata dall'interessato. Tali commi riprendono, con alcune integrazioni, quanto stabilito, sulla medesima materia, dall'articolo 8 del decreto legislativo n. 74, abrogato dall'articolo 4, comma 1, dello schema di decreto. Si stabilisce che l'Ufficio centrale provveda immediatamente, e, comunque, entro un termine non superiore a dieci giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta, quando la richiesta di informazioni proviene da altra autorità centrale di Stato membro. Qualora siano necessarie informazioni complementari, l'Ufficio centrale si rivolge: immediatamente all'autorità richiedente e il termine decorre dalla data di ricevimento di tali informazioni; entro un termine non superiore a venti giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta, quando la richiesta provenga dall'interessato. L'articolo 3 reca una serie di modifiche al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di casellario giudiziale europeo, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti (decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 2002). La lettera a) integra le definizioni recate dall'articolo 2 del testo unico del casellario con le nozioni di «impronte digitali» e di «immagine del volto», in analogia con la modifica all'elenco delle definizioni di cui al decreto legislativo n. 74. La lettera b) modifica l'articolo 4 del testo unico, inerente ai dati inseriti nei provvedimenti iscrivibili nel casellario giudiziale. Si prevede che, tra i dati, debba essere indicata anche la cittadinanza della persona cui si riferisce il provvedimento. Si prevede inoltre che il codice identificativo sulla base delle impronte digitali (disciplinato dall'articolo 43 del testo unico medesimo) sia indicato anche per la persona la cui cittadinanza non è nota e per l'apolide (oltre che per il cittadino di Stato dell'Unione europea che non abbia il codice fiscale e per il cittadino di Stato non appartenente all'Unione europea, come previsto dal testo vigente). Si prevede, inoltre, che l'estratto del casellario specifichi quando la persona interessata sia apolide o non sia nota la sua cittadinanza (nuovo comma 1- bis dell'articolo 4). La lettera c) modifica l'articolo 5- ter del testo unico, inerente ai dati presenti nei provvedimenti iscrivibili nel casellario giudiziale europeo. Tra le informazioni supplementari che devono essere trasmesse - se sono nella disponibilità dell'autorità centrale dello Stato di condanna - la novella inserisce l'immagine del volto della persona condannata. Si ricorda che l'articolo 4 del decreto legislativo n. 74 del 2016 prevede che le informazioni trasmesse allo Stato membro o agli Stati membri di cittadinanza sono quelle di cui all'articolo 5- ter del testo unico. Le altre informazioni supplementari sono: 1) numero di identità o tipo e numero del documento di identificazione della persona condannata; 2) impronte digitali della persona condannata; 3) eventuali pseudonimi della persona condannata. A queste la novella aggiunge, come detto, l'immagine del volto. La lettera d) modifica l'articolo 19, comma 5- bis , del testo unico, concernente i compiti dell'Ufficio centrale in relazione al casellario europeo. Con tali modifiche si specifica che i compiti di trasmissione ivi previsti riguardano anche i cittadini la cui cittadinanza non sia nota (oltre ai cittadini degli Stati membri, di Stati terzi e agli apolidi, già menzionati nel testo vigente). In particolare, secondo la novella in esame, l'ufficio rivolge all'autorità centrale degli altri Stati membri richiesta di estrazione di informazioni sulle condanne in ordine a cittadini di tali Stati, a cittadini di Paesi terzi, a persone di cui non è nota la cittadinanza e ad apolidi (articolo 19, comma 5- bis , lettera c)); riceve dall'autorità centrale degli altri Stati membri le risposte alle richieste di estrazione di informazioni sulle condanne da esso formulate in ordine a cittadini di tali Stati, a cittadini di Paesi terzi, a persone di cui non è nota la cittadinanza e ad apolidi (lettera d)); risponde alle richieste di informazioni sulle condanne degli organi della giurisdizione penale italiana relative a cittadini italiani, cittadini di Paesi terzi, a persone di cui non è nota la cittadinanza e apolidi (lettera e)). Viene inoltre inserito l'ulteriore compito di risposta alle richieste formulate da un cittadino di Paese terzo, da soggetto la cui cittadinanza non sia nota, da apolide, con le modalità e i limiti stabili dagli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 74 del 2016. In analogia con la summenzionata modifica, la lettera e) introduce la menzione di cittadino di Paese terzo, di soggetto la cui cittadinanza risulti ignota, di apolide, all'interno della disciplina concernente le richieste di certificato del casellario giudiziale europeo da parte dell'interessato (disciplina contenuta nell'articolo 25- ter del testo unico). La lettera f) inserisce le medesime menzioni nell'articolo 28- bis del testo unico, concernente la richiesta di certificato del casellario giudiziale europeo da parte di una pubblica amministrazione. Anche in tali casi, l'Ufficio centrale provvede con i limiti e le modalità previste dagli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 74 del 2016. La lettera g), modificando l'articolo 42 del testo unico del casellario, concernente le regole tecniche del sistema, demanda ad uno o più decreti del Ministero della giustizia l'aggiornamento delle regole tecnico-operative sottese agli scambi tra i casellari giudiziali europei, ove ciò si rendesse necessario a seguito di modifiche alla disciplina dell'Unione europea sul casellario giudiziale o a seguito dell'emanazione di atti di esecuzione della Commissione europea. La disposizione (nuovo comma 1- ter ) stabilisce che tali decreti siano emanati ai sensi del comma 1- bis del medesimo articolo 42. Quest'ultimo stabilisce che i decreti sono emanati nell'ambito della disciplina generale di cui all'articolo 41, comma 3, del testo unico, sentiti l'Agenzia per l'Italia digitale - AgID e il Garante per la protezione dei dati personali. La lettera h), modificando l'articolo 43 del testo unico del casellario, introduce la menzione dei soggetti la cui cittadinanza non è nota e degli apolidi all'interno della disciplina, ivi contenuta, del codice identificativo sulla base delle impronte digitali. L'articolo 43 prevede, nei casi previsti dal medesimo testo unico, l'adozione di un codice identificativo attraverso l'utilizzazione del sistema di riconoscimento delle impronte digitali, esistente presso il Ministero dell'interno, ed in conformità alle relative disposizioni attuative: ciò per consentire la sicura riferibilità di un procedimento ad un cittadino di Stato appartenente all'Unione europea, che non abbia il codice fiscale, o ad un cittadino di Stato non appartenente all'Unione europea. Con la novella in esame si prevede tale possibilità anche per i cittadini la cui cittadinanza non è nota e per gli apolidi. L'articolo 4, comma 1, dello schema di decreto, abroga l'articolo 8 del decreto legislativo n. 74 del 2016 sui termini di risposta. Il comma 2 abroga il decreto legislativo n. 75 del 2016, che reca l'attuazione della decisione 2009/316/GAI e che, ai sensi del comma 3, continua ad operare in via transitoria sulle modalità di trasmissione delle informazioni, fino all'emanazione dei decreti attuativi. L'articolo 5 reca la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 6 fissa l'entrata in vigore del presente provvedimento al 28 giugno 2022. Benché il testo illustrato riguardi soltanto le condanne, si segnala la maggiore sensibilità che il legislatore ha espresso, in tema di trattamento di dati personali e diritto all'oblio, nel conferimento della delega processuale penale al Governo. In particolare va ricordato che l'articolo 1, comma 25 della legge delega dispone: «nell'esercizio della delega di cui al comma 1, i decreti legislativi recanti modifiche alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, in materia di comunicazione della sentenza sono adottati nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo: prevedere che il decreto di archiviazione e la sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione costituiscano titolo per l'emissione di un provvedimento di deindicizzazione che, nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di dati personali, garantisca in modo effettivo il diritto all'oblio degli indagati o imputati». Prima di procedere all'espressione del parere, sarebbe utile quindi comprendere come il Governo si sta atteggiando nell'esercizio di questo criterio di delega e su tutto ciò che attiene al trattamento dei dati personali nel casellario giudiziario. Il sottosegretario SISTO si riserva la valutazione richiesta e, pertanto, il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) DDL 2533 Conversione in legge del decreto-legge 17 febbraio 2022, n. 9, recante misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana (PSA) (Parere alle Commissioni 9 a e 12 a riunite su testo e sugli emendamenti. Esame e rinvio) La relatrice, senatrice PIARULLI ( M5S ), illustra il provvedimento in titolo in cui l'articolo 3 del decreto-legge prevede un obbligo di segnalazione di rinvenimento di cinghiali feriti o deceduti ed una sanzione amministrativa pecuniaria per l'inadempimento di tale obbligo.L'obbligo viene previsto per le ipotesi di rinvenimento - nell'ambito delle attività di esecuzione dei piani regionali (o delle province autonome) di cui al precedente articolo 1, che attribuisce alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano il compito di predisporre entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Piani regionali di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana nei suini da allevamento e nei cinghiali - dello svolgimento di attività venatoria o boschiva, di coltivazione di fondi agricoli nonché per i soggetti coinvolti in sinistri con gli esemplari in questione; la segnalazione deve essere effettuata immediatamente al servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio. Per l'ipotesi di inadempimento di tale obbligo, viene comminata una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 500 euro (salvo che il fatto costituisca reato); la sanzione è irrogata dal prefetto competente per territorio. Trovano applicazione le norme generali (in quanto compatibili) in materia di sanzioni amministrative, di cui alle sezioni I e II del capo I della L. 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Considerato che le fattispecie sottostanti concernono sia attività di natura temporanea - cioè, l'attuazione dei piani suddetti - sia attività permanenti, si segnala che, riguardo all'obbligo medesimo, la relazione illustrativa del disegno di legge di conversione del presente decreto fa riferimento esclusivamente all'ambito di attuazione dei piani. Riguardo alla previsione della sanzione in una misura fissa, si ricorda che la giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenza della Corte costituzionale n. 185 del 10 giugno 2021-23 settembre 2021), con riferimento sia alle sanzioni penali sia alle sanzioni amministrative, riconosce la legittimità costituzionale di una misura fissa "soltanto a condizione che, per la natura dell'illecito sanzionato e per la misura della sanzione prevista, quest'ultima appaia ragionevolmente "proporzionata" rispetto all'intera gamma di comportamenti riconducibili allo specifico tipo" di illecito, ritenendo invece illegittima la previsione di sanzioni "rigide e di rilevante incidenza sui diritti dell'interessato per ipotesi di gravità marcatamente diversa ( ), o suscettibili, comunque sia, di condurre, nella prassi applicativa, a risultati sanzionatori palesemente eccedenti il limite della proporzionalità rispetto all'illecito commesso". Si ricorda altresì che dalla previsione di una sanzione amministrativa in misura fissa deriva che non trova applicazione l'articolo 11 della citata L. n. 689 del 1981; tale articolo definisce i criteri di determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria che sia fissata dalla legge tra un limite minimo ed un limite massimo, nonché dell'applicazione delle sanzioni accessorie facoltative, facendo riferimento alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche. Tra gli emendamenti, si segnalano l'emendamento 3.1 (Berutti), che ai fondi agricoli aggiunge i fruitori dei sentieri per attività ricreative, e l'emendamento 3.2 (Pirro, Giuseppe Pisani), che sostituisce la misura fissa di euro 500 con la forchetta da un minimo di euro 250 ad un massimo di euro 1500. I senatori CRUCIOLI ( Misto ), CALIENDO ( FIBP-UDC ), CUCCA ( IV-PSI ) ed Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) richiedono che la valutazione della relatrice, in sede di parere, si estenda anche al precetto di cui al comma 1 dell'articolo 3: per i primi due oratori la misura rischia di essere manifestamente sproporzionata, rispetto alle condizioni in cui versano determinati territori, mentre per il terzo oratore la sanzione in misura fissa è stata assai limitata, nella sua valutazione di costituzionalità, dalla giurisprudenza di Palazzo della Consulta; per il quarto oratore le frequenti denunce del senatore Bruzzone, in ordine alla proliferazione degli ungulati, attestano la necessità di non affrontare il problema con meri palliativi. La RELATRICE replica ricordando che il parere va espresso sulla materia di competenza della Commissione, che è quella sanzionatoria; l'oggetto del decreto è limitato e non si presta a dilatazioni come quelle affacciate da taluno degli oratori. Il senatore CRUCIOLI ( Misto ) invita ad una riflessione ulteriore, ricordando che il provvedimento impatta sull'economia dell'entroterra ligure e del basso Piemonte, ma anche sulle libertà dei cittadini dai quali è stato soprannominato, non a caso, il " lockdown dei boschi". Anche il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) concorda con la necessità di un'ulteriore riflessione, visto che l'inserimento dei cinghiali nel Tigullio è un esempio di come sia stato alterato l'equilibrio faunistico, producendo un effetto a catena anche nelle crescenti recinzioni delle proprietà private. Occorre anzitutto attivare misure di riequilibrio: sanzionare la mancata segnalazione, senza considerare queste necessità più vaste, rappresenterebbe una scelta ispirata ad un'ottica soltanto punitiva. La richiesta di rinvio incontra anche il consenso dei senatori CUCCA ( IV-PSI ) ed Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ). Non facendosi ulteriori osservazioni, il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE REDIGENTE 2419 e 1425 - Equo compenso prestazioni professionali DDL 2419 Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali DDL 1425 Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all'evasione fiscale (Seguito della discussione congiunta e rinvio) Prosegue la discussione congiunta sospesa nella seduta del 1° marzo. Il PRESIDENTE avverte che, non facendosi osservazioni, si danno per illustrati tutti gli emendamenti (pubblicati in allegato) proposti. Avverte anche che è pervenuto il parere della 1 a Commissione permanente. Su richiesta del relatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e del sottosegretario SISTO, il seguito della discussione congiunta è rinviato ad altra seduta. La seduta termina alle ore 16,15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO N. 1055 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO N. 1055 La Commissione, esaminato l'atto in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere favorevole sottolineando le seguenti necessità: emanare al più presto i decreti attuativi delle riforme del processo civile e penale; verificare e monitorare il funzionamento e i risultati dell'ufficio del processo; completare al più presto le riforme previste dal PNRR, a partire da CSM e giustizia tributaria; accelerare le assunzioni per migliorare la sicurezza e il trattamento interno e esterno nel carcere e investire sul lavoro, socialità e formazione negli istituti di pena. Si sottolinea inoltre la necessità di completare la riforma della magistratura onoraria. Allegato