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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il decreto interministeriale in data 14 febbraio 1953, registrato alla Corte dei conti il 7 aprile 1953, registro n. 5, foglio n. 344, con cui vennero riclassificati, fra gli altri, quali comprensori di bonifica montana, ai sensi dell'art. 15 della legge 25 luglio 1952, n. 991, il territorio compreso nel perimetro dei bacini montani del Marecchia nelle province di Pesaro, Arezzo e Forlì esteso per ha. 45.500, del Foglia nelle province di Pesaro ed Arezzo, esteso per ettari 15.707, del Metauro nelle province di Pesaro, Arezzo e Perugia, esteso per ha. 135.813, del Casentino-Valdarno, nelle province di Arezzo e Firenze, esteso per ha. 65.990 nonché dell'Alta Valle Tiberina e Singerna, esteso per ha. 27.000, nelle province di Arezzo e Forlì; Visti i decreti del Presidente della Repubblica numero 1382, in data 3 settembre 1956, con il quale veniva classificato in comprensorio di bonifica montana il territorio racchiuso nel perimetro dei bacini montani Fanante e Chiusa, in provincia di Pesaro, esteso per ha. 5600; n. 1322 in data 27 agosto 1955, col quale veniva classificato il territorio, incluso nel bacino montano del Cesano; n. 326 del 6 febbraio 1961 relativo all'ampliamento del precedente, operante nelle province di Pesaro ed Ancona, esteso per complessivi ha. 14.560; Vista la relazione in data 8 novembre 1961, con la quale l'Ispettorato regionale delle foreste per le Marche propone la fusione dei comprensori predetti onde consentire successivamente una più razionale ridistribuzione del territorio da attribuire a ciascun Consorzio, il raggruppamento di alcuni uffici, nonché la fusione e soppressione di alcuni di essi, per un miglior conseguimento di fini della bonifica. Considerato che, i sette comprensori interessati alla fusione costituiscono in realtà un'unica piaga presentante analoghe condizioni di dissesto fisico, economico e sociale e che la fusione stessa non comporta la classifica di altri territori; Ritenuta, pertanto, l'opportunità di procedere alla fusione dei comprensori anzidetti, allo scopo anche di agevolare successivamente una, migliore organizzazione consortile, costituendo un solo comprensorio di bonifica montana che potrà denominarsi "dell'Alto Appennino Tosco-Marchigiano, della superficie complessiva di circa ha. 310.000, interessante le province di Pesaro per circa ha. 171.600, di Arezzo per circa ha. 108.600, di Perugia per circa ha. 20.300, Forlì per circa ha. 3.900, di Ancona per circa ha. 2.500, di Firenze per circa ha. 1.000, comprendente altresì una rata di territorio della Repubblica di San. Mariano per circa, ha. 2.170 onde rispettare la delimitazione naturale del bacino montano del Marecchia; Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per l'agricoltura e per le foreste, di concerto con i Ministri per i lavori pubblici e per il tesoro: Decreta: Art. 1 Articolo unico. I comprensori di bonifica montana del Marecchia, del Foglia, del Metauro, del Casentino-Valdarno, dell'Alta Valle Tiberina e Singerna, del Fanante e Chiusa e del Cesano, sono riuniti in un unico comprensorio avente la denominazione di "Comprensorio di bonifica montana dell'Alto Appennino Tosco-Marchigiano" della superficie complessiva di circa ha. 310.000, il cui perimetro è indicato nell'unita corografia su scala 1: 100.000 dell'I.G.M., mediante linea intera di colore verde e che forma parte integrante del presente decreto. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 25 gennaio 1962 GRONCHI RUMOR - ZACCAGNINI - TAVIANI Visto, il Guardasigilli: BOSCO Registrato alla Corte dei conti, addì 21 gennaio 1963 Atti del Governo, registro n. 162, foglio n. 15. - VILLA