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Impiego pubblico - Retribuzione individuale di anzianità (r.i.a.) - Maggiorazioni in relazione all’anzianità maturata successivamente al 31 dicembre 1990 - Norma di interpretazione autentica - Prospettato contrasto con il principio di ragionevolezza e di uguaglianza, con la tutela dell’affidamento e della certezza del diritto, nonché asserita interferenza rispetto alla funzione giurisdizionale e al diritto di agire e difendersi in giudizio - Questione già dichiarata manifestamente infondata - Assenza di profili nuovi - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 51, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 97, 101, 102, 103, 104, 108 e 113 della Costituzione, nella parte in cui - con riguardo ai dipendenti pubblici rientranti negli accordi di comparto - stabilisce, quale norma di interpretazione autentica dell'art. 7, comma 1, del d.l. n. 384/1992, che la proroga della disciplina sulla "retribuzione individuale di anzianità - r.i.a." non modifica la data (31 dicembre 1990) già stabilita per la maturazione delle anzianità di servizio utili ai fini della predetta r.i.a. Infatti la questione, sollevata in riferimento agli stessi parametri ed in riferimento a profili sostanzialmente analoghi, è gia stata dichiarata manifestamente infondata e le ordinanze di rimessione in esame non contengono profili nuovi o comunque argomentazioni tali da indurre a conclusioni differenti. - V. citate ordinanze n. 263/2002, n. 440/2002 e n. 10/2003.