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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 83 PESCO La seduta inizia alle ore 18,20. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente PESCO comunica che il senatore Misiani, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, attraverso l'attivazione del circuito interno. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso. Dispone quindi l'avvio della trasmissione della seduta. La Commissione conviene. SUL REGIME DI AMMISSIBILITA' DEGLI EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO Il presidente PESCO avverte che, per la sessione di bilancio in corso, si applicano le regole di ammissibilità degli emendamenti già seguite negli anni precedenti, ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica definiti nella risoluzione di approvazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, con riferimento al saldo netto da finanziare, al saldo di cassa delle pubbliche amministrazioni e all'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni. Peraltro, le regole sul regime di ammissibilità degli emendamenti presso la 5 a Commissione permanente devono essere interpretate, anche in considerazione di quanto previsto dall'articolo 128, comma 6, del Regolamento, alla luce dell'articolazione della manovra e delle disposizioni che ne disciplinano i contenuti recate dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, come modificata dalla legge n. 163 del 2016. Il disegno di legge di bilancio risulta strutturato in due sezioni, i cui contenuti normativi sono previsti dalla legislazione contabile: la prima sezione dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario e provvede alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi; essa contiene, per ciascun anno del triennio di riferimento, le misure quantitative necessarie a realizzare gli obiettivi programmatici di finanza pubblica e i loro eventuali aggiornamenti. La seconda sezione è formata sulla base della legislazione vigente ed espone per l'entrata e, distintamente per ciascun Ministero, per la spesa le unità di voto parlamentare determinate con riferimento, rispettivamente, alla tipologia di entrata e ad aree omogenee di attività (ossia i programmi di spesa). Altresì, nel disegno di legge di bilancio vi sono elementi non emendabili; le modifiche operate dalla prima sezione sono poi riversate nella seconda sezione attraverso la Nota di variazioni. Alla luce dell'articolazione del disegno di legge di bilancio, per quanto riguarda la prima sezione, fa presente che le ordinarie regole di ammissibilità, precedentemente applicate al disegno di legge di stabilità, sono riassunte nei seguenti termini: sono considerati inammissibili gli emendamenti alla parte normativa che introducono disposizioni che prevedono una modifica diretta dei programmi di spesa iscritti nella seconda sezione, in modo da escludere sovrapposizioni tra l'area normativa riservata alla prima sezione e l'area contabile riservata alla seconda sezione. Sono considerati inammissibili gli emendamenti nella parte in cui ci si limiti a specificare i riflessi di natura contabile sulla seconda sezione delle innovazioni normative introdotte nella prima sezione, posto che l'esplicitazione di tali riflessi, avendo valenza meramente tecnica, è rimessa al Governo attraverso l'elaborazione della Nota di variazioni. Rammenta, poi, che la prima sezione può contenere, a differenza di quanto stabilito dalla precedente normativa, disposizioni di carattere complessivamente espansivo, non essendo stata riproposta nella novella della legge n. 163 del 2016 la disposizione di cui all'articolo 11, comma 3, lettera i) , della legge n. 196 del 2009, ai sensi della quale la legge di stabilità doveva indicare le sole norme che comportassero aumenti di entrata o riduzioni di spesa. In linea generale, sotto il profilo della compensazione finanziaria, segnala che gli emendamenti che comportano conseguenze finanziarie peggiorative dei saldi devono essere costruiti a doppia voce, di cui la seconda è costituita dalla copertura; la compensazione deve riguardare gli effetti sul saldo netto da finanziare di competenza del bilancio dello Stato, sul saldo di cassa delle pubbliche amministrazioni e sull'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni; per il secondo e il terzo aspetto, occorre tener conto degli effetti, come quantificati nella relazione tecnica, nonché nel prospetto riepilogativo di cui all'articolo 21, comma 12- ter , della legge n. 196 del 2009, in relazione ai vari obiettivi e quindi considerando gli eventuali coefficienti di realizzazione assunti dal Governo. La compensazione deve riferirsi agli effetti dell'emendamento per tutta la durata della loro vigenza e deve garantire, dunque, mezzi di copertura di durata e quantità almeno uguale rispetto all'onere. Poiché il provvedimento non presenta in sé margini utilizzabili, tutti gli emendamenti con conseguenze finanziarie debbono essere compensati; non possono essere usati mezzi di parte capitale per coprire oneri correnti. In merito ai limiti di contenuto, si rammenta poi il diverso tenore letterale della disposizione (articolo 21, comma 1- quinquies ), secondo cui la prima sezione "non deve in ogni caso" contenere norme di delega, di carattere ordinamentale o organizzatorio, né interventi di natura localistica o microsettoriale. Tali emendamenti sono pertanto inammissibili. Sono inammissibili emendamenti aggiuntivi privi di effetti finanziari con decorrenza nel triennio di riferimento (articolo 21, comma 1- ter , lettera b) , della legge 196). Sono inammissibili emendamenti di modifica delle norme di contabilità generale dello Stato (articolo 128, comma 6, del Regolamento). Fa presente che sono ammissibili, invece, emendamenti aggiuntivi, purché con esclusivo contenuto ed effetto di miglioramento, nonché emendamenti sostitutivi, nel rispetto della compensazione e del contenuto proprio, e soppressivi, a condizione della compensazione. Sono inammissibili le proposte emendative che dispongono l'uso parziale di risparmi, a meno che non siano destinati all'attuazione degli istituti contrattuali e ai rinnovi contrattuali. Infine, sono ammissibili, ai sensi dell'articolo 21, comma 1- ter , lettera f ) della legge n. 196 del 2009, emendamenti recanti misure correttive degli effetti finanziari delle leggi di cui all'articolo 17, commi 12 e 13, della predetta legge n. 196. Sono altresì ammissibili gli emendamenti relativi alla materia di cui all'articolo 21, comma 1- ter , lettera g ), della legge n. 196 del 2009 (concorso degli enti territoriali). In linea generale, in caso di approvazione, le compensazioni superflue si intendono per non apposte, quelle esuberanti sono computate per il necessario, ove possibile, quelle incerte vengono adeguate, salva la congruità. Gli emendamenti dovranno essere formulati in modo da garantire un chiaro e reciproco collegamento tra la portata della disposizione onerosa e la parte compensativa. Rammenta, inoltre, che non sono più allegati alla prima sezione la determinazione degli importi delle leggi di spesa permanenti, la riduzione di autorizzazioni legislative di spesa di parte corrente e le variazioni delle leggi che dispongano spese a carattere pluriennale in conto capitale, di cui alle Tabelle C, D e E della precedente legge di stabilità. Tali determinazioni sono incorporate nell'ambito della seconda sezione e sono riepilogate in una tabella avente carattere meramente informativo e non emendabile; le Tabelle A e B sono invece allegate alla prima sezione. Restano invariati i criteri di emendabilità riguardanti tali tabelle. In particolare, per quanto attiene alla Tabella A, gli emendamenti ad essa ad essa riferiti devono essere formulati con esclusivo riferimento alla dotazione relativa ai Ministeri medesimi. Eventuali indicazioni di specifiche finalizzazioni programmatiche devono intendersi come non apposte. Non sono inoltre ammissibili gli emendamenti volti a ridurre gli accantonamenti finalizzati alla copertura finanziaria di ratifiche di accordi internazionali (accantonamento della Tabella A relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale) e quelli volti a ridurre la quota degli accantonamenti corrispondente alle prenotazioni relative a provvedimenti in stato di relazione in Assemblea sui quali le Commissioni bilancio abbiano espresso un parere favorevole prima dell'avvio della sessione di bilancio. L'emendabilità della Tabella B è in linea di massima soggetta alle medesime regole esposte con riferimento alla Tabella A, fermo restando che la riduzione di accantonamenti di Tabella B può essere utilizzata al fine di compensazione delle sole spese di conto capitale. Per quanto riguarda, invece, la seconda sezione, ferma restando la regola secondo cui oggetto di deliberazione parlamentare sono i programmi di spesa e le tipologie di entrata, osserva che sono inammissibili gli emendamenti che dispongono modifiche alle poste contabili che evidenziano le variazioni risultanti dalle modifiche apportate alla legislazione vigente con la prima sezione, posto che tali variazioni risultano meramente consequenziali a innovazioni legislative introdotte dalla medesima prima sezione e possono pertanto essere modificate solo intervenendo sulle predette innovazioni legislative. Sono invece ammissibili gli emendamenti alle rimodulazioni compensative e ai rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni dei fattori legislativi previste dall'articolo 23, comma 3, della legge di contabilità. Più in particolare, per quanto concerne lo stato di previsione dell'entrata, in considerazione della pregiudizialità e dell'autonomia delle valutazioni concernenti le entrate, gli emendamenti che propongono aumenti nelle previsioni non possono essere utilizzati in forma compensativa per la contestuale copertura di nuove o maggiori spese. Pertanto, tutti gli emendamenti alla Tabella n. 1 devono essere presentati e motivati, logicamente, come correzione di previsioni giudicate non corrette: essi devono riferirsi esclusivamente ad una determinata tipologia di tributo. Per quanto concerne gli stati di previsione della spesa, rammenta che l'unità elementare dello stato di previsione oggetto dell'approvazione parlamentare è costituita dal programma. Premesso che in sede di esame dei documenti di bilancio, in senso stretto, non vi è una determinazione esplicita sui saldi di cassa e che ogni incremento della previsione di cassa deve essere coerente con le risorse rappresentate dalla massa spendibile, gli emendamenti che aumentano la cassa (se non compensati) potrebbero avere effetti di peggioramento del fabbisogno e dell'indebitamento netto; di conseguenza, eventuali emendamenti che incrementino le dotazioni complessive di cassa sono incompatibili con gli obiettivi fissati nella risoluzione parlamentare di approvazione dei saldi e quindi inammissibili. Rammenta, altresì, che con il decreto legislativo n. 90 del 2016 è stata superata la ripartizione delle spese in "rimodulabili" e "non rimodulabili", in favore di una classificazione che distingue direttamente le spese in oneri inderogabili, fattori legislativi e spese di adeguamento al fabbisogno, a seconda della natura dell'autorizzazione di spesa sottostante, cui si collega il grado di flessibilità e di manovrabilità della spesa stessa. Possono essere, pertanto, oggetto di emendamento i programmi dei diversi stati di previsione per gli importi corrispondenti alle spese previste dalle lettere b) e c) dell'articolo 21, comma 5, della legge 196, ossia fattore legislativo e adeguamento al fabbisogno. Sono pertanto inammissibili emendamenti di tipo compensativo, finalizzati ad aumentare la spesa corrente o a ridurre le entrate correnti, che risultino compensati con riduzioni di spesa in conto capitale o con aumenti di entrata in conto capitale. Sono, pertanto, ammissibili gli emendamenti che recano aumenti di spesa su programmi contenenti fattori legislativi o adeguamenti al fabbisogno, provvisti della relativa compensazione finanziaria, tanto in termini di cassa quanto di competenza, a valere su altri programmi di spesa contenenti fattori legislativi o adeguamenti al fabbisogno, fatta salva l'indicazione dell'autorizzazione di spesa oggetto di emendamento. Trattandosi di seconda lettura, per accertare la correlazione tra le disposizioni della prima e della seconda sezione, segnala che occorre consultare la Nota di variazioni relativamente alle singole Tabelle nello stampato Camera o nel relativo stampato Senato. Non sono, altresì, emendabili, in seconda lettura, i programmi la cui dotazione sia stata modificata dall'altro ramo del Parlamento per effetto di modifiche apportate alla prima sezione del disegno di legge (articolo 129, comma 3, del Regolamento). Per quanto riguarda, inoltre, gli emendamenti volti a modificare contemporaneamente la prima e la seconda sezione, fa presente che questi sono altresì ammissibili, ferma restando la compensazione. Da un punto di vista sostanziale, essi appaiono infatti coerenti con la logica sottesa alle modifiche introdotte alla legge n. 196 del 2009 con la legge n. 163 del 2016, che è quella di far sì che la decisione di bilancio sia incentrata sull'insieme delle entrate e delle spese pubbliche, anziché sulla loro variazione al margine. Tali emendamenti soggiacciono in ogni caso agli stessi vincoli di ammissibilità validi per gli emendamenti riferiti alla seconda sezione. Infine, segnala che sono inammissibili gli emendamenti che rechino variazioni lineari o indistinte a più programmi di spesa per evidenti motivi di specificità. Tutti gli emendamenti non possono essere riferiti al capitolo. Laddove l'emendamento presenti un riferimento anche al capitolo, quest'ultimo si intende come non apposto sotto il profilo procedurale, neanche sotto forma di specificazione interna al programma; pertanto, gli emendamenti formulati con riferimento esclusivo a capitoli di bilancio sono inammissibili, mentre da quelli formulati con riferimento al programma sarà espunto ogni eventuale riferimento anche ai capitoli. A fini meramente conoscitivi fa presente che viene comunque presentato un allegato tecnico comprensivo anche della ripartizione per capitoli. La Commissione prende atto. IN SEDE REFERENTE 981 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni DDL 981 e 981-bis Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 e relativa Nota di variazioni (Esame e rinvio) - (Tabb. 1 e 1- bis ) Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) - (Tabb. 2 e 2 -bis ) Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021 (limitatamente alle parti di competenza) Il relatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il disegno di legge di bilancio, è suddiviso, secondo quanto prescritto dalla legge di contabilità, in due sezioni: la prima sezione contiene disposizioni che integrano o modificano la legislazione di entrata e di spesa, mentre la seconda sezione contiene il bilancio a legislazione vigente e le variazioni non determinate da innovazioni normative. Queste includono anche finanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni di entrate e di spese. Le disposizioni contenute nella prima sezione riguardano misure volte al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica definiti a livello macroeconomico nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 e, da ultimo, nel Documento programmatico di bilancio 2019. Al perseguimento di tali obiettivi concorrono altresì le misure contenute nel decreto-legge n. 119 del 2018 in materia fiscale e finanziaria, che pertanto costituisce parte integrante della manovra per il 2019. In particolare, la manovra mira a conseguire un indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni con un profilo decrescente e pari al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021. Pur avendo riguardo alla sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici, e quindi alla riduzione del debito pubblico in rapporto al PIL, la manovra intende sostenere la crescita attraverso una serie di misure finalizzate al sostegno delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi economica degli anni passati e alla riduzione delle rigidità del sistema pensionistico. A queste si aggiunge una serie di interventi volta a sostenere gli investimenti e a ridurre il carico fiscale sulle imprese individuali, gli artigiani e i professionisti, in modo da stimolare la crescita e ridurre il peso del debito sul PIL. Durante l'esame in prima lettura, la Camera dei deputati ha apportato al disegno di legge di bilancio una serie di modifiche recepite nella seconda sezione del disegno di legge a mezzo della Nota di variazioni, da cui risulta che le modifiche sono risultate neutrali in termini di effetti sui saldi di finanza pubblica. Per effetto della manovra del Governo e degli emendamenti approvati dalla Camera, il saldo netto da finanziare di competenza, pari alla differenza tra le spese e le entrate finali, al netto delle operazioni di accensione e rimborso prestiti, risulta pari a 67,9 miliardi di euro nel 2019, 55 miliardi nel 2020 e 43,6 miliardi nel 2021. Il ricorso al mercato, dato dalla differenza tra le entrate finali, cioè al netto di quelle per accensioni di prestiti, e le spese totali, risulta pari a 299,4 miliardi di euro nel 2019, 284 miliardi nel 2020 e 288,4 miliardi nel 2021. Per quanto riguarda i contenuti della prima sezione, tra le misure riguardanti le entrate segnala la sterilizzazione dell'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché sul gasolio usato come carburante, previsto a copertura delle agevolazioni introdotte con l'ACE; l'estensione del regime forfettario, ossia l'imposta sostitutiva unica con aliquota del 15 per cento, ai contribuenti che hanno conseguito nell'anno precedente ricavi, ovvero percepito compensi, fino a un massimo di 65.000 euro; l'elevazione, approvata dalla Camera, dal 20 al 40 per cento della percentuale di deducibilità dalle imposte sui redditi dell'IMU dovuta su immobili strumentali; l'introduzione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP, con aliquota al 20 per cento, per gli imprenditori individuali, gli artisti e i professionisti con ricavi fino a 100.000 euro che non ricadono nel regime forfettario; l'introduzione del riporto illimitato delle perdite per tutti i soggetti IRPEF, a prescindere dal regime contabile adottato; l'innalzamento, introdotto dalla Camera, da 516,46 a 1.000 euro della detrazione forfetaria per le spese sostenute dai non vedenti per il mantenimento dei cani guida, nel limite di spesa di 510.000 euro per il 2020 e 290.000 euro a decorrere dall'anno 2021; l'applicazione di un'aliquota IRES agevolata al 15 per cento (in luogo dell'ordinaria al 24 per cento) a parte del reddito delle imprese che incrementano i livelli occupazionali ed effettuano nuovi investimenti, nonché l'applicazione di tale agevolazione alle imprese soggette a IRPEF; l'applicazione senza riduzioni, approvata dalla Camera, del credito d'imposta relativo alle accise sui carburanti per gli autotrasportatori; l'estensione del regime agevolato della cedolare secca agli immobili commerciali fino a 600 metri quadrati di superficie; la proroga e la rimodulazione del cosiddetto iperammortamento, che consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale; l'estensione della procedura di estromissione agevolata, ovvero di esclusione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell'impresa, disposta dalla legge di stabilità 2016 ai beni posseduti dagli imprenditori individuali al 31 ottobre 2018; la proroga, per l'anno 2019, delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; la proroga di un anno dell'applicazione del credito d'imposta per la formazione 4.0. Tra le misure volte a favorire la ripresa degli investimenti pubblici, segnala l'istituzione di un fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, con una dotazione complessiva di circa 49,7 miliardi di euro per gli anni dal 2019 al 2033, da ripartirsi sulla base di programmi settoriali presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato per le materie di propria competenza; l'istituzione, a decorrere dal 2019, di un fondo destinato al rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese, nei settori dell'edilizia pubblica, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali; la previsione di due distinti programmi - gestiti rispettivamente dalle singole regioni e dal Ministero dell'interno - aventi però la medesima finalità di consentire la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Per la realizzazione di tali programmi sono assegnati ai comuni, per il periodo 2021-2033, mediante riparto effettuato dal soggetto gestore, contributi (a valere sul fondo per gli investimenti degli enti territoriali) per un importo complessivo di circa 8,1 miliardi di euro. Al fine di superare le criticità nella progettazione degli investimenti pubblici, spesso il principale fattore di ostacolo alla loro realizzazione, i commi da 86 a 93 dell'articolo 1 del disegno di legge istituiscono la centrale per la progettazione delle opere pubbliche, di cui possono avvalersi le amministrazioni centrali e gli enti territoriali interessati per la progettazione di opere pubbliche. I commi 94-96, introdotti nel corso dell'esame alla Camera, aumentano le facoltà assunzionali delle regioni che attivano determinate misure amministrative, prevedendo che le stesse possono assumere sino ad un massimo di cinquanta unità di personale a tempo determinato. Si prevede inoltre l'istituzione, con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di una struttura di missione temporanea per il supporto alle attività del Presidente del Consiglio dei ministri relative al coordinamento delle politiche del Governo e dell'indirizzo politico e amministrativo dei ministri in materia di investimenti pubblici e privati. Alla struttura, denominata "InvestItalia" sono attribuiti diversi compiti, funzionali al potenziamento della capacità espansiva degli investimenti pubblici, tra cui in particolare quello di analisi e valutazione di programmi di investimento riguardanti le infrastrutture materiali e immateriali. Una serie di interventi mira invece a favorire la ripresa degli investimenti privati. Occorre in particolare segnalare il rifinanziamento di 48 milioni di euro per il 2019, di 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020-2023 e di 48 milioni di euro per il 2024 della cosiddetta "Nuova Sabatini", misura di sostegno volta alla concessione - alle micro, piccole e medie imprese - di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cosiddetti investimenti in beni strumentali "Industria 4.0" e di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti. L'articolo 1, comma 103, dispone lo stanziamento, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, di 90 milioni per il 2019 e di 20 milioni per il 2020 per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, da destinare alle finalità già individuate per l'attuazione del Piano medesimo. Si rifinanzia poi di 5 milioni di euro per l'anno 2019 e di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 lo strumento del contratto di sviluppo, misura di incentivazione per le imprese che intendano realizzare, singolarmente o in forma associata, investimenti di grande dimensione in determinati settori. Si incrementa di 100 milioni di euro per l'anno 2019 e di 50 milioni di euro per l'anno 2020 la dotazione del fondo crescita sostenibile, destinando tali risorse al finanziamento degli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi industriale complessa e delle aree di crisi non complessa. I commi da 108 a 116 istituiscono un Fondo di sostegno al Venture Capital con una dotazione di 30 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 e di 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025, per sostenere la sottoscrizione, da parte dello Stato, di quote o azioni di fondi di Venture Capital . Quanto alle misure in materia di finanza locale, evidenzia che i commi da 493 a 504 recepiscono i contenuti dell'accordo in sede di Conferenza Stato-regioni del 15 ottobre 2018. Nel merito, si riduce il contributo alla finanza pubblica a carico delle regioni ordinarie per il 2020 in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n.103 del 2018, attribuendo alle regioni contributi per la realizzazione di nuovi investimenti e si stabilisce che tali contributi sono compensati, per pari importo, a titolo di concorso alla finanza pubblica per gli anni 2019-2010. Il comma 503 individua nel 31 gennaio 2019 il termine entro cui deve essere raggiunta l'intesa in Conferenza Stato-regioni sulle risorse aggiuntive per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese nelle materie di competenza concorrente. L'articolo 1, comma 505, introdotto alla Camera, stanzia 50 milioni di euro annui, dal 2021 al 2033, per la spesa di investimento delle regioni che aderiscono volontariamente alle misure, previste dall'articolo 6, comma 20, del decreto-legge n. 78 del 2010, di riduzione dei costi della pubblica amministrazione (riduzioni di spese per indennità e gettoni di presenza, riduzione dei componenti degli organi collegiali, riduzione delle spese per consulenze esterne, per missioni, per attività di formazione, per le autovetture di servizio). I commi da 512 a 515 disciplinano l'attribuzione alle province delle Regioni a Statuto ordinario di un contributo di 250 milioni di euro annui per gli anni dal 2019 al 2033 (complessivi 3,750 miliardi) per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole. Il comma 517 rende permanenti le disposizioni relative alle modalità di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario, nonché quelle per la determinazione dei trasferimenti erariali non fiscalizzati da corrispondere alle province appartenenti alle regioni Sicilia e Sardegna. I commi 518-521 introducono la facoltà per gli enti locali in disavanzo di utilizzare, pur con alcune limitazioni, il risultato di amministrazione. Il comma 522, aggiunto dalla Camera, semplifica le modalità di riconoscimento, da parte delle giunte degli enti locali, delle spese per lavori pubblici urgenti cagionati da eventi eccezionali e imprevedibili. I commi 523-525 semplificano gli adempimenti contabili degli enti locali, prevedendo, a decorrere dal bilancio di previsione per il 2019, unicamente l'invio dei bilanci di previsione e dei rendiconti alla banca dati delle amministrazioni pubbliche. Il comma 526, introdotto alla Camera, prevede un trattamento normativo più favorevole per i comuni (e le loro forme associative) che approvano i bilanci entro i termini previsti dal Testo unico sugli enti locali. L'articolo 1, commi 527-529, detta norme volte a favorire gli investimenti degli enti territoriali, prevedendo che le economie riguardanti le spese di investimento per lavori pubblici concorrano alla determinazione del fondo pluriennale vincolato, secondo modalità definite con decreto interministeriale da adottare entro il 30 aprile 2019. I commi 547-548 e 560 apportano modifiche all'ordinamento contabile delle regioni al fine di favorire gli investimenti pubblici. Le norme recate dai commi 547-548 consentono alle regioni di finanziare gli investimenti con debiti da contrarre solo per far fronte ad effettive esigenze di cassa; il comma 560 consente alle regioni, nel caso di maggiori entrate tributarie che non rendono necessario il ricorso al debito previsto in bilancio per finanziare gli investimenti, di modificare la distribuzione delle coperture al fine di non contrarre il debito. Nel rinviare alla relazione del senatore Dell'Olio l'approfondimento sulle altre disposizioni recate dalla prima sezione, ricorda poi che gi articoli da 2 a 15 dispongono l'approvazione dello stato di previsione dell'entrata e dei singoli stati di previsione della spesa, recando per ciascuno di essi anche altre disposizioni aventi carattere gestionale, per la gran parte riprodotte annualmente. Gli articoli 16 e 17 dispongono l'approvazione del totale generale della spesa e dei quadri generale riassuntivi per il triennio 2019-2021. Per ulteriori chiarimenti, rinvia alle note del Servizio Studi e del Servizio del bilancio. Il relatore DELL'OLIO ( M5S ), illustra le misure di inclusione sociale, segnalando che i commi da 138 a 142 dell'articolo 1 istituiscono due distinti fondi presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con possibilità per gli stessi di utilizzare reciprocamente a compensazione eventuali risparmi realizzati. Il primo consiste nel fondo per il reddito di cittadinanza volto a introdurre nel nostro ordinamento il reddito e la pensione di cittadinanza con una dotazione pari a 9 miliardi di euro annui a decorrere dal 2019 (risorse in parte destinate al potenziamento dei centri per l'impiego e al finanziamento di ANPAL Servizi S.p.A.). Al riguardo, ricorda che all'entrata in vigore di tali istituti continueranno ad essere garantite le prestazioni del reddito di inclusione. Il secondo è il fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l'introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani, per introdurre ulteriori modalità di pensionamento anticipato e per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani, con una dotazione pari a 6,7 miliardi di euro per il 2019, 7 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, 6.999 milioni di euro per il 2023 e 7 miliardi di euro a decorrere dal 2024. In relazione alle misure per l'adeguamento delle dotazioni organiche di personale della pubblica amministrazione, segnala che i commi 161-163rifinanziano il fondo per il pubblico impiego per la parte relativa alle nuove assunzioni a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione, individuate nell'ambito delle vacanze di organico e in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla legislazione vigente. Il comma 164, modificato dalla Camera, autorizza il Ministero della giustizia, per il triennio 2019-2021, ad assumere a tempo indeterminato, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali e nell'ambito dell'attuale dotazione organica, un numero massimo di 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale. I commi da 165 a 167, aggiunti dalla Camera, prevedono l'assunzione, nello stesso triennio, di 35 dirigenti penitenziari, di livello dirigenziale non generale, le corrispondenti autorizzazioni di spesa e l'adozione di un decreto del Ministro della giustizia che detti le modalità e i criteri per le assunzioni. Il comma 168 autorizza il Ministero dell'Interno  per il triennio 2019-2021 - ad assumere a tempo indeterminato, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali e nell'ambito dell'attuale dotazione organica, 775 unità di personale della carriera prefettizia e di livello dirigenziale e non dirigenziale dell'amministrazione civile dell'interno. Il comma 169 autorizza l'assunzione a tempo indeterminato, per il triennio 2019-2021, presso il Ministero dell'ambiente, di 420 unità di personale (di cui 20 di livello dirigenziale) anche in sovrannumero e in deroga alla normativa vigente e senza il previo esperimento delle procedure in materia di mobilità ordinaria e collettiva. Conseguentemente, si dispone la progressiva riduzione delle vigenti convenzioni del Ministero riguardanti attività di assistenza e di supporto tecnico-specialistico ed operativo in materia ambientale. Gli oneri corrispondenti sono quantificati nel limite massimo di spesa di 4,1 milioni di euro per il 2019, 14,9 milioni per il 2020 e 19,1 milioni dal 2021, nonché in ulteriori 800.000 euro, per il 2019, per lo svolgimento delle procedure concorsuali. Il comma 172, al fine di migliorare la funzionalità della giustizia amministrativa, autorizza per il triennio 2019-2021 l'assunzione, con conseguente incremento della dotazione organica, di Consiglieri di Stato e referendari dei Tribunali amministrativi regionali, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali ed in deroga alla normativa sul turn-over . Per le stesse finalità, il comma 173 prevede l'assunzione di un massimo di 26 unità di personale amministrativo nel triennio 2019-2021. I commi 180-182 prevedono assunzioni di personale non dirigenziale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, in parte mediante scorrimento di graduatorie di procedure selettive già espletate, e in parte all'esito di procedure selettive ancora da avviare. L'articolo 1, commi 196-203, autorizza assunzioni straordinarie nelle Forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia Penitenziaria), fino a complessive 6.150 unità, nel quinquennio 2019-2023. A tal fine, è istituito un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Inoltre, la disposizione autorizza l'assunzione di ulteriori 938 unità nella Polizia penitenziaria, quali anticipazioni di assunzioni previste da altri provvedimenti legislativi. A tutte le assunzioni si provvede mediante scorrimento delle graduatorie vigenti, attingendo dapprima a quelle approvate nel 2017 e poi, per i posti residui, a quelle approvate nel 2018. Con la disposizione in esame, secondo quanto evidenziato nella relazione tecnica, la dotazione organica delle Forze di polizia verrebbe a coincidere con la forza effettiva. Si incrementa di 1.500 unità la dotazione organica della qualifica di vigile del fuoco del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. I commi da 226 a 232 determinano gli oneri complessivi (pari a 1.100 milioni di euro per il 2019, 1.425 milioni per il 2020 e 1.775 milioni dal 2021) a carico del bilancio dello Stato per la contrattazione collettiva nazionale per il triennio 2019-2021 del pubblico impiego e per i miglioramenti economici per il personale statale in regime di diritto pubblico. Nelle more della definizione dei contratti collettivi di lavoro e dei provvedimenti negoziali relativi al medesimo triennio, vengono, inoltre, disposte (a valere sulle predette risorse): l'erogazione dell'indennità di vacanza contrattuale a favore del personale destinatario dei suddetti contratti e provvedimenti negoziali; l'erogazione dell'elemento perequativo una tantum previsto per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche dai relativi contratti collettivi 2016-2018; l'incremento delle risorse destinate agli istituti normativi ed ai trattamenti economici accessori del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. In materia di tutela del risparmio, segnala che i commi da 256 a 267 istituiscono, con una dotazione finanziaria di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021, e disciplinano il fondo per il ristoro dei risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto in relazione all'investimento in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa nell'ultimo biennio, usufruendo dei servizi prestati dalla banca emittente o da società controllata. Tale Fondo sostituisce quello istituito dalla legge di bilancio 2018, avente analoghe finalità. In materia sanitaria, segnala che i commi 269-271 autorizzano una spesa in conto capitale - incrementata durante l'esame in sede referente in prima lettura - pari a 150 milioni di euro per il 2019 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, volta ad implementare e ad ammodernare le infrastrutture tecnologiche relative ai sistemi di prenotazione elettronica per l'accesso alle strutture sanitarie, finalizzati alla riduzione delle liste d'attesa delle prestazioni sanitarie. I commi 272-274, in materia di fabbisogno sanitario nazionale standard , ne determinano il livello, per il 2019, in 114.439 milioni di euro, incrementandolo di 2.000 milioni per il 2020 e di ulteriori 1.500 milioni per il 2021. L'accesso delle regioni a tale incremento, dal 2020, è subordinato al raggiungimento di una specifica intesa in Conferenza Stato-regioni che aggiorni - entro il 31 marzo 2019 - il Patto per la salute per il triennio 2019-2021, definendone le specifiche misure. I commi 296 e 297 - modificati dalla Camera - prevedono un incremento delle risorse per gli interventi in materia di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, con corrispondente riduzione della dotazione del fondo per gli investimenti degli enti territoriali. Il comma 298 - inserito dalla Camera - dispone la destinazione in favore del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di un contributo per investimenti, per gli anni 2019-2021, a valere sulle risorse suddette in materia di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. Evidenzia poi le iniziative relative ai beni e alle attività culturali, nonché quelle finalizzate a favorire la diffusione dello sport. Il comma 337  introdotto durante l'esame alla Camera  e il comma 348 definiscono la disciplina sostanziale per l'assegnazione della Card cultura a tutti i residenti nel territorio nazionale che compiono 18 anni nel 2019, stabilendo un limite massimo di spesa di 230 milioni di euro. I commi 338-347  introdotti durante l'esame alla Camera  destinano 40 milioni di euro per finanziare diverse iniziative nel settore dei beni e delle attività culturali nel 2019. Il comma 349, introdotto durante l'esame alla Camera, autorizza la spesa di 1 milione di euro per il 2019 al fine di sostenere la riqualificazione e la valorizzazione dei siti italiani tutelati dall'UNESCO, nonché del patrimonio culturale immateriale. I commi 350-357, modificati alla Camera, ampliano il credito d'imposta istituito dalla legge di bilancio 2018 per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. I commi 358-361  modificati durante l'esame alla Camera , mutano innanzitutto la denominazione della "CONI Servizi spa" in "Sport e Salute Spa" e, nell'ambito del nuovo sistema di finanziamento delineato, attribuiscono alla stessa (e non più al CONI) il compito di provvedere al sostegno degli organismi sportivi. Inoltre, ridisciplinano la governance della società per azioni, in particolare attribuendo al Ministero dell'economia e delle finanze, su designazione dell'autorità di Governo competente in materia di sport, il compito di nominare il presidente e gli altri componenti del consiglio di amministrazione. Osserva che sono numerose e significative anche le misure nel campo dell'istruzione. I commi 404-406 prevedono la costituzione di equipe formative territoriali per promuovere progetti di innovazione didattica e digitale nelle scuole, cui sono destinati docenti che possono essere esonerati dall'esercizio delle attività didattiche. Dispongono, inoltre, che le risorse stanziate per consentire alle scuole di attuare azioni coerenti con il Piano nazionale scuola digitale (PNSD) siano ripartite sulla base di procedure selettive. I commi 407 e 408, introdotti durante l'esame alla Camera, incrementano il limite di spesa relativo alla dotazione organica dei docenti, al fine di ampliare le possibilità di tempo pieno nella scuola primaria. Il comma 409  modificato durante l'esame alla Camera  incrementa di 400 posti, dall'anno scolastico 2019/2020, l'organico del personale docente dei licei musicali. In tal modo, si vogliono superare le criticità emerse in sede giurisdizionale in merito ai criteri di determinazione degli organici per l'insegnamento dello strumento musicale. I commi 413-415 autorizzano la trasformazione a tempo pieno, dall'anno scolastico 2019/2020, del rapporto di lavoro di soggetti, già titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento nelle scuole di funzioni assimilabili a quelle degli assistenti amministrativi e tecnici, immessi in ruolo a tempo parziale dall'anno scolstico 2018/2019. Conseguentemente, si dispone l'incremento della dotazione organica del personale amministrativo e tecnico. Il comma 416 - introdotto durante l'esame alla Camera - incrementa le risorse per il funzionamento amministrativo e didattico delle Istituzioni dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM) di 0,5 milioni annui a decorrere dal 2019, per consentire alle stesse di dare concreta attuazione ai servizi e alle iniziative in favore degli studenti con handicap riconosciuto ai sensi della legge n. 104 del 1992, con invalidità superiore al 66 per cento, o con certificazione di disturbo specifico di apprendimento (DSA). I commi da 429 a 432 incrementano, per il 2019, le risorse da destinare all'acquisto di servizi esternalizzati di pulizia e di mantenimento del decoro nelle istituzioni scolastiche ed educative statali, così da consentirne la prosecuzione fino al 31 dicembre 2019. Inoltre, dispongono che, dal 1° gennaio 2020, i medesimi servizi sono svolti esclusivamente da personale dipendente appartenente al profilo di collaboratore scolastico. A tal fine, prevedono la stabilizzazione nel profilo di collaboratore scolastico, previo superamento di una procedura selettiva, del personale delle imprese di pulizia assunto a tempo indeterminato, già impegnato nell'erogazione dei medesimi servizi a decorrere dal 1999. Infine, autorizzano una spesa di 10 milioni annui, dal 2020, da destinare all'acquisto dei materiali di pulizia; incrementano il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di 184 milioni nel 2020 e di 90 milioni nel 2021. I commi 451-454, modificati durante l'esame alla Camera, ridenominano gli attuali percorsi di alternanza scuola-lavoro in "percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento" e, a decorrere dall'anno scolastico già in corso, modficano il numero di ore minimo complessivo da svolgere. I commi 459 e 461-462 ridefiniscono il percorso per l'accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, sia per i posti comuni che per quelli di sostegno. In particolare, si sostituisce il percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente con un percorso annuale di formazione iniziale e prova, cui si continua ad accedere previo superamento di un concorso, all'esito del quale, però, si consegue già l'abilitazione all'insegnamento per la classe di concorso per cui si è partecipato e si è immessi in ruolo. Infine, il comma 463 dispone che, dall'anno scolastico 2019/2020, ai docenti non è più attribuita la titolarità su ambito territoriale, ripristinando, dunque, la titolarità di tutti i docenti in una singola scuola. Il comma 460, modificato nel corso dell'esame alla Camera, incrementa il fondo "La Buona Scuola" a decorrere dal 2021. Il PRESIDENTE ringrazia i relatori per l'approfondita illustrazione del disegno di legge di bilancio 2019, rinviando alla giornata di domani l'avvio della discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUL CALENDARIO DEI LAVORI DELLA SESSIONE DI BILANCIO Il senatore MISIANI ( PD ) interviene sull'ordine dei lavori per segnalare che, a prescindere dai termini formali di presentazione degli emendamenti al disegno di legge di bilancio, risulta necessario comprendere quale sia l'intenzione del Governo in merito ai tempi di presentazione di eventuali proposte emendative volte a correggere parti rilevanti del provvedimento. Il sottosegretario Laura CASTELLI rappresenta come, sulla base del calendario dei lavori definito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, l'avvio dell'esame del provvedimento in Assemblea sia previsto per il pomeriggio di martedì 18 dicembre. Al riguardo, ritiene che tale tempistica sia adeguata alla necessità del Governo e dei relatori di presentare proposte emendative che, previa ammissibilità da parte della Presidenza della Commissione, potranno essere formalizzate anche in un momento successivo alla scadenza del termine. Il senatore D'ALFONSO ( PD ), nel ricordare la centralità del disegno di legge di bilancio, auspica che i tempi e le modalità di esame consentano a tutti i componenti della Commissione di fornire un apporto costruttivo e significativo che garantisca la produzione di un lavoro di buona qualità. Al riguardo, osserva come il disegno di legge di bilancio non si esaurisca nel carattere prettamente contabile, risultando composto di norme di particolare rilevanza incidenti su molteplici settori. Il senatore DE BERTOLDI ( FdI ) auspica che, nel corso dei lavori, vengano individuati spazi utili e adeguati ad approfondire il provvedimento in esame, attraverso l'opportuno confronto tra i Gruppi parlamentari ed il Governo. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) evidenzia come, a prescindere dal termine di fissazione degli emendamenti, risulti necessario comprendere quando verranno presentate le proposte emendative dai relatori e del Governo che consentiranno di avere una visione complessiva del quadro finanziario nel quale la Commissione si troverà a lavorare. Pertanto, rileva l'opportunità di dedicare tempi adeguati all'esame degli emendamenti di iniziativa sia parlamentare sia governativa sia dei relatori, nonché dei conseguenti subemendamenti, considerato che questa fase rappresenterà il momento più delicato per la Commissione e tale da condizionare l'approdo in Assemblea del provvedimento. Il senatore DAMIANI ( FI-BP ), nel prendere spunto dalla ricca illustrazione fornita dai relatori, osserva tuttavia come gran parte dei contenuti del disegno di legge di bilancio debbano ancora essere definiti, considerata peraltro la trattativa in corso con la Commissione europea per rivedere al ribasso il rapporto tra deficit e PIL 2019, al momento fissato al 2,4 per cento. Nel sottolineare, peraltro, come debba essere il Parlamento a condizionare e a dettare i tempi al Governo, evidenzia l'importanza di avere certezze sulla tempistica di presentazione delle proposte emendative dell'Esecutivo e dei relatori. Il senatore MANCA ( PD ) osserva come il disegno di legge di bilancio rechi norme che intervengono su molteplici settori, il che rende necessario porre la Commissione nelle condizioni di svolgere un esame approfondito. Ritiene, quindi, necessario che vengano fornite indicazioni precise sui tempi di presentazione delle proposte emendative del Governo e dei relatori; altresì, occorre garantire a tutti i Gruppi, e in particolare a quelli di minoranza, spazi adeguati per approfondire i temi affrontati dalle proposte dei relatori e del Governo. Il senatore MISIANI ( PD ) fa presente che sarebbe utile capire su quali temi il Governo e i relatori intendano intervenire in sede di presentazione degli emendamenti, in modo da modulare il conseguente dibattito. Il presidente PESCO , nel ricordare come la Commissione non possa ignorare i tempi del calendario dei lavori dell'Assemblea adottato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, rassicura circa il carattere circoscritto e definito delle modifiche proposte dal Governo e, altresì, sugli spazi di discussione adeguati ad un esame approfondito di un provvedimento di notevole complessità. Il sottosegretario Laura CASTELLI rammenta come il provvedimento sia stato oggetto di numerose modifiche, proposte sia dalla maggioranza che dalla minoranza, nel corso dell'esame in prima lettura presso l'altro ramo del Parlamento. Nel ritenere utile ogni apporto che verrà fornito da tutti i componenti di questa Commissione, ribadisce la disponibilità del Governo a presentare le proprie proposte in tempi compatibili con il calendario dei lavori dell'Assemblea e con la necessità di consentire il dovuto approfondimento da parte dei Gruppi parlamentari. Il PRESIDENTE ritiene opportuno rinviare alla seduta antimeridiana di domani, già convocata per le ore 10, la fissazione del termine di presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti al disegno di legge di bilancio 2019. La Commissione conviene. ANTICIPAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI DOMANI Il PRESIDENTE avverte che la seduta pomeridiana della Commissione, già convocata per domani, martedì 11 dicembre 2018, alle ore 15, è anticipata alle ore 14. La seduta termina alle ore 19,20