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Delega al Governo per la semplificazione e la codificazione in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca. Onorevoli Senatori . – Con il presente disegno di legge si conferisce delega al Governo per l'adozione di uno o più decreti legislativi, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, al fine di provvedere alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni vigenti in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e ricerca, con riguardo ad alcuni settori che richiedono interventi di coordinamento e di sistematizzazione. Data la complessità dell'intervento normativo, si ritiene che lo strumento della delega al Governo sia più funzionale alle esigenze di coordinamento e semplificazione normativi richieste. L'articolo 1 individua i seguenti principi, criteri direttivi e obiettivi: a) organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività assicurando l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina; b) coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportando le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e intervenendo laddove possibile mediante novellazione e aggiornamento dei codici o dei testi unici di settore già esistenti; c) adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d) indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; e) rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati da fornire e la relativa modulistica, anche adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio; f) razionalizzare, eventualmente anche attraverso fusioni o soppressioni, enti, agenzie e organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, purché rientranti nel perimetro definito all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, salvo la necessità di preservarne l'autonomia, ovvero attraverso liquidazione di quelli non più funzionali all'assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti, ferma restando la salvaguardia del personale in carico ai suddetti soggetti, qualora incardinato nel rispetto della disciplina normativa sulle assunzioni, nonché la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica; g) ridurre il numero di componenti degli organi collegiali degli enti sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR) e razionalizzare e omogeneizzare i poteri di vigilanza ministeriale; h) fermo restando il principio di autonomia scolastica, revisionare la disciplina degli organi collegiali territoriali della scuola, in modo da definirne competenze e responsabilità, eliminando duplicazioni e sovrapposizione di funzioni, e ridefinendone la relazione rispetto a ruolo, competenze e responsabilità dei dirigenti scolastici, come attualmente disciplinati; i) riordinare e promuovere l'attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione, tramite la previsione della facoltà di costituire, nel rispetto dell'autonomia scolastica, centri sportivi studenteschi e, ai fini del coordinamento ed indirizzo delle attività, dello svolgimento, nell'ambito dell'organizzazione del Ministero, delle funzioni di federazione nazionale dello sport scolastico. Con i criteri previsti nelle lettere da a) a e), si intende intervenire sulla normativa vigente in materia di istruzione, università, alta formazione artistica, musicale e coreutica e di ricerca provvedendo alla razionalizzazione e semplificazione delle molteplici disposizioni normative. Il settore dell'istruzione, in particolare, necessita di un'attività di codificazione normativa da realizzare anche attraverso il coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, del testo delle disposizioni vigenti, anche avuto riguardo a quelle che recepiscono e attuano il diritto europeo. L'obiettivo è quello di realizzare una maggiore coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, anche operando le necessarie abrogazioni di disposizioni di legge. Si fa riferimento, ad esempio, al testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante « Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado », il quale non risulta più coerente con la legislazione vigente, a seguito dei numerosi interventi di riforma in materia di istruzione e di pubblico impiego. Si registrano antinomie giuridiche dovute al mancato coordinamento con gli interventi, anche d'urgenza, che si sono succeduti nel tempo, a cui non è seguita un'armonizzazione della disciplina. In particolare, il testo unico non è in larga parte allineato né con l'introduzione dell'autonomia, a cui è conseguito un nuovo assetto istituzionale, ordinamentale e amministrativo, e con la sua costituzionalizzazione, né con la ripartizione delle competenze tra Stato e regioni a seguito dell'approvazione della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione. Analogo processo di riordino e sistematizzazione potrà interessare i restanti settori di competenza ministeriale: alta formazione artistica musicale e coreutica, università e ricerca. Con riguardo al criterio di cui alla lettera f) , la delega legislativa inserisce nel processo di razionalizzazione l'insieme degli enti, agenzie ed organismi, comunque denominati, sottoposti al controllo ed alla vigilanza del Ministero. In modo particolare, data la rilevanza strategica, è prevista la sistematizzazione degli enti preposti alla valutazione. Nel settore dell'istruzione, infatti, il Sistema nazionale di valutazione (SNV) è costituito da Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (INVALSI), Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) e contingente ispettivo. In modo differenziato, la valutazione del sistema universitario è affidata all'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), ente pubblico vigilato dal MIUR che assicura la qualità del sistema dell'istruzione superiore e della ricerca nazionale. Potranno essere previste forme di raccordo/unificazione/omogeneizzazione secondo i criteri indicati, purché si tratti di enti che ricadano nel perimetro delle amministrazioni pubbliche definite, ai fini dell'applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, secondo l'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, ed aggiornate ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 del presente disegno di legge. Con riguardo alla lettera g) , la previsione è diretta a razionalizzare la composizione degli organi collegiali di tutti gli enti sottoposti alla vigilanza del MIUR, derivanti da una stratificazione nel tempo, rivedendo anche i relativi poteri. La revisione di tale disciplina non dovrà comunque modificare le prerogative dirigenziali, come attualmente normate. Con riferimento alla lettera h), la previsione scaturisce dalla necessità di coordinamento e revisione della disciplina degli organi collegiali a livello territoriale e di istituzione scolastica. Attualmente la materia è regolata dal decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, precedente alla riforma del titolo V della Costituzione, ma successivo al decreto legislativo 31 maggio 1998, n. 112. Si rende in particolare necessaria la revisione degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica, anche alla luce delle criticità emerse dal contenzioso registratosi negli ultimi anni, soprattutto nella relazione tra organi collegiali e dirigente scolastico. Attraverso il criterio di cui alla lettera i) , si intendono adottare misure per valorizzare e garantire la qualità della pratica sportiva sin dal primo ciclo di istruzione e procedere alla riorganizzazione dell'attività sportiva studentesca con una forte connotazione educativa da svilupparsi in modo graduale anche verso forme agonistiche. Appare necessario prevedere forme di pratica sportiva che favoriscano corsi di avviamento sportivo all'interno della scuola e per la durata dell'intero anno scolastico. L'attività a livello di singola istituzione scolastica potrà concretizzarsi sia in autonome iniziative sportive, sia all'interno di un più complesso circuito studentesco. Si tratta di misure che, oltre a favorire l'attività sportiva, contrastano in misura concreta e rilevante i fenomeni di dispersione scolastica. Per garantire il necessario raccordo tra i centri sportivi scolastici, costituiti volontariamente da parte delle singole istituzioni, è previsto che il legislatore delegato definisca, ai fini del coordinamento ed indirizzo delle attività, le modalità di svolgimento, nell'ambito dell'organizzazione del Ministero, delle funzioni di federazione nazionale dello sport scolastico, anche considerando che l'attuale Direzione generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione già prevede, tra le proprie funzioni, l'elaborazione degli indirizzi e delle strategie nazionali in materia di rapporti delle scuole con lo sport (articolo 5, comma 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 febbraio 2014, n. 98, recate il regolamento di organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca); funzioni confermate nell'ambito della « Direzione generale per lo studente, l'inclusione e l'edilizia scolastica » secondo il nuovo regolamento di organizzazione il cui iter di approvazione è in corso di perfezionamento. L'articolo 2 reca le disposizioni finanziarie, prevedendo che le norme di delega non debbano comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente disegno di legge è collegato alla manovra di bilancio 2019-2021, come indicato nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2018 e confermato dal DEF 2019.. 1 (Delega al Governo) 1 Il Governo è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi al fine di provvedere alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività assicurando l'unicità, la contestualità, la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina; b coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti anche di recepimento e attuazione della normativa europea, apportando le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e intervenendo laddove possibile mediante novellazione e aggiornamento dei codici o dei testi unici di settore già esistenti; c adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; d indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; e rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati da fornire e la relativa modulistica, anche adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio; f razionalizzare, eventualmente anche attraverso fusioni o soppressioni, gli enti, le agenzie e gli organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, purché rientranti nel perimetro definito all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, salvo la necessità di preservarne l'autonomia, ovvero attraverso liquidazione di quelli non più funzionali all'assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti, ferma restando la salvaguardia del personale in carico ai suddetti soggetti, qualora incardinato nel rispetto della disciplina normativa sulle assunzioni, nonché la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica; g ridurre il numero di componenti degli organi collegiali degli enti sottoposti alla vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e razionalizzare e omogeneizzare i poteri di vigilanza ministeriale; h fermo restando il principio di autonomia scolastica, revisionare la disciplina degli organi collegiali territoriali della scuola, in modo da definirne competenze e responsabilità, eliminando duplicazioni e sovrapposizione di funzioni, e ridefinendone la relazione rispetto al ruolo, alle competenze e alle responsabilità dei dirigenti scolastici, come attualmente disciplinati; i riordinare e promuovere l'attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione, tramite la previsione della facoltà di costituire, nel rispetto dell'autonomia scolastica, centri sportivi studenteschi e, ai fini del coordinamento ed indirizzo delle attività, dello svolgimento, nell'ambito dell'organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, delle funzioni di federazione nazionale dello sport scolastico. 2 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri competenti. Sugli schemi di decreti legislativi sono acquisiti il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi sono trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 3 Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto della procedura e dei princìpi e criteri direttivi di cui al presente articolo. 2 (Disposizioni finanziarie) 1 Dall'attuazione della delega di cui all'articolo 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di bilancio, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.