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Art. 2 Campionamenti e autorizzazione del personale 1. I campionamenti previsti nell'esperimento di cui all'articolo 1 sono eseguiti da personale, autorizzato con provvedimento del Ministero per le politiche agricole in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, ed alle dipendenze di un'impresa in possesso della licenza alla produzione a scopo di vendita dei prodotti sementieri, prevista dall'articolo 2 della legge 25 novembre 1971, n. 1096. Tale personale esegue i campionamenti previsti soltanto sulle partite di sementi prodotte dall'impresa sementiera da cui dipende. 2. Il personale di cui al comma 1, partecipa ad un apposito corso di formazione, superando con esito positivo un esame ufficiale, organizzato secondo modalità e criteri stabiliti dall'Ente nazionale delle sementi elette, cui sono demandati il coordinamento tecnico dell'organizzazione dell'esperimento di cui all'articolo 1 e la verifica dei risultati conseguiti. 3. L'attività del personale di cui al comma 1, per quanto riguarda il campionamento di sementi, è soggetta alla sorveglianza da parte dell'Ente nazionale delle sementi elette. 4. L'autorizzazione di cui al comma 1, può essere revocata dal Ministero per le politiche agricole, sentito l'Ente nazionale delle sementi elette, se il personale autorizzato all'esecuzione degli accertamenti non dimostra la diligenza professionale, non si attiene alle istruzioni impartite o emergono divergenze statisticamente significative, rilevate attraverso idonee metodologie stabilite dall'Ente nazionale delle sementi elette, nei campionamenti e nei risultati di analisi relativi a tutta la campagna di riferimento rispetto a quelli ufficiali. L'avvio del procedimento di revoca è comunicato al personale interessato ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e secondo le modalità previste dall'articolo 8 della medesima legge. 5. Nell'ambito della sorveglianza di cui al comma 3, l'Ente nazionale delle sementi elette effettua campionamenti ufficiali in misura pari almeno al 5% della totalità dei campioni sottoposti a certificazione da parte della singola impresa aderente all'esperimento di cui al precedente articolo 1, volti ad accertare la correttezza dei campionamenti effettuati dal personale autorizzato ai sensi del comma 1. 6. La percentuale dei campionamenti di cui al precedente comma 5, può essere aumentata almeno fino al 20% in relazione alla necessità di chiarire eventuali dubbi e se l'impresa partecipa all'esperimento per la sola componente "campionamento". 7. Le imprese che aderiscono all'esperimento di cui all'articolo 1, presentano apposita domanda all'Ente nazionale delle sementi elette entro un termine stabilito dal medesimo Ente che notifica al Ministero per le politiche agricole l'elenco di tutte le imprese partecipanti, ai fini della comunicazione di cui all'articolo 6. 8. L'Ente nazionale delle sementi elette confronta i risultati di analisi ottenuti dai campioni di sementi prelevati ufficialmente con quelli ottenuti dai campioni della stessa partita prelevati sotto sorveglianza ufficiale. Il numero di riferimento della partita indicato sulle etichette ufficiali, deve rendere possibile l'identificazione delle partite di sementi sottoposte a campionamento sotto sorveglianza ufficiale. 9. L'Ente nazionale delle sementi elette destina alle prove comparative comunitarie campioni di sementi, prelevati in conformità all'esperimento di cui al precedente articolo 1, secondo una percentuale stabilita dai competenti organi comunitari nei relativi protocolli tecnici. Note all'art. 2: - Il testo dell'art. 18 del decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065 (Regolamento di esecuzione della legge 25 novembre 1971, n. 1096), è il seguente: "Art. 18. - Il personale di cui all'ultimo comma dell'art. 21 della legge viene scelto tra persone che non esercitano a qualsiasi titolo, anche temporaneo, attività di carattere economico nella produzione e nel commercio di prodotti sementieri e che non siano dipendenti da ditte che, a loro volta, svolgano attività nel particolare settore. Il predetto personale dovrà essere in possesso di diploma di laurea in scienze agrarie o di diploma di perito agrario e possedere una specifica preparazione in materia di controllo e certificazione delle sementi. Detto personale viene preventivamente autorizzato con decreto del Ministro per l'agricoltura e le foreste. L'autorizzazione per il personale destinato a prestare la propria opera, anche saltuariamente, nell'interesse dell'ente delegato all'esercizio delle funzioni di controllo viene effettuata su proposta di detto ente. Il predetto personale è munito di apposito documento di autorizzazione. L'autorizzazione può essere revocata dal Ministro per l'agricoltura e le foreste, sentito - ove del caso - l'ente proponente, qualora il controllore autorizzato all'esecuzione degli accertamenti non dimostri la necessaria diligenza o non si attenga scrupolosamente alle istruzioni impartite dal Ministero o dall'ente delegato alle operazioni di controllo. L'autorizzazione è altresì revocata qualora il controllore cessi dal prestare la propria opera alle dipendenze o nell'interesse del Ministero o dell'ente proponente. Il controllo dei prodotti sementieri previsto dall'art. 21 della legge può esercitarsi in tutte le fasi della produzione, della manipolazione, conservazione, confezionamento e commercializzazione. Ai fini di tale controllo potranno essere disposte prove di laboratorio nonché prove effettuate a mezzo di allevamento di campioni. Per le analisi dei prodotti sementieri da eseguire ai fini dell'applicazione dell'art. 21 della legge si osservano, in quanto applicabili, i metodi ufficialmente stabiliti dal Ministro per l'agricoltura e le foreste. I campioni sono prelevati da lotti omogenei; il peso massimo del lotto ed il peso minimo del campione sono quelli indicati nell'allegato n. 2. Per i tuberiseme di patate e per le sementi di barbabietole della specie Beta vulgaris L. da zucchero e da foraggio, nonché per le sementi di foraggere e di cereali e delle piante eleaginose e da fibra, per i quali l'istituzione dei registri delle varietà è obbligatoria ai sensi dell'art. 24 della legge, le condizioni cui debbono soddisfare le colture e i prodotti sementieri ai fini della certificazione dei prodotti stessi sono quelle indicate rispettivamente negli allegati numeri 6 e 7. Gli altri prodotti sementieri, per essere commercializzati, debbono soddisfare alle condizioni indicate nell'allegato n. 6. Per questi, fino a quando non saranno emanati i decreti d'istituzione dei relativi registri delle varietà, restano inoltre in vigore le prescrizioni fitosanitarie e le altre condizioni contemplate dalle vigenti norme regolamentari, purché non contrastino con le norme del presente regolamento. Al fine di trovare migliori alternative a taluni elementi del regime di certificazione, si può decidere l'organizzazione, in condizioni specifiche, di esperimenti temporanei a livello comunitario, conformemente alla procedura di cui all'art. 24 del decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065. La durata di un esperimento non deve superare sette anni". - Il testo dell'art. 2 della legge 25 novembre 1971, n. 1096 (Disciplina dell'attività sementiera), è il seguente: "Art. 2. - La produzione a scopo di vendita dei prodotti sementieri è subordinata al possesso di apposita licenza rilasciata dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della provincia dove ha sede lo stabilimento, su parere di una commissione istituita presso l'ispettorato agrario compartimentale competente per territorio. La commissione è nominata con decreto del Ministro per l'agricoltura e le foreste ed è formata: a) dall'ispettore agrario compartimentale, che la presiede; b) da un direttore di osservatorio per le malattie delle piante competente per territorio; c) da due componenti scelti fra direttori di istituti sperimentali o direttori di sezione degli stessi o fra docenti universitari, rispettivamente, di coltivazioni erbacee ed arboree; d) da due rappresentanti dei produttori di sementi. La commissione viene integrata, di volta in volta, con la partecipazione del capo dell'ispettorato provinciale dell'agricoltura, di un rappresentante della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di due rappresentanti provinciali degli agricoltori e di due rappresentanti provinciali dei coltivatori diretti nominati dalle rispettive associazioni di categoria per l'esame delle domande di licenza presentate dalle ditte delle rispettive province. I componenti della commissione, ad eccezione dell'ispettore agrario compartimentale, durano in carico tre anni e possono essere confermati. La commissione si pronuncia sull'idoneità tecnica della ditta richiedente, con particolare riguardo agli impianti ed alle attrezzature di cui essa dispone o di cui ha progettato la realizzazione o la trasformazione. Il rilascio della licenza è subordinato al parere favorevole della commissione medesima, all'accertamento dell'esecuzione dei lavori progettati nonché al pagamento della tassa di concessione governativa di L. 10.000 prevista al n. 130 della tabella allegato A al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 1961, n. 121, e successive modificazioni. La licenza non è richiesta per la produzione di materiale sementiero che viene ceduto dai produttori agricoli a ditte titolari di licenza. Con l'autorizzazione del Ministero dell'agricoltura e delle foreste, i pubblici istituti di ricerca e di sperimentazione possono immettere in commercio sementi di base appartenenti a varietà di propria costituzione. L'autorizzazione ministeriale tiene luogo della licenza di cui al presente articolo". - Il testo dell'art. 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), è il seguente: "Art. 7. - 1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l'avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall'art. 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l'amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell'inizio del procedimento. 2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà dell'amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari". - Il testo dell'art. 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è il seguente: "Art. 8. - 1. L'amministrazione provvede a dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale. 2. Nella comunicazione debbono essere indicati: a) l'amministrazione competente; b) l'oggetto del procedimento promosso; c) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento; d) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti. 3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima. 4. L'omissione di taluna delle comunicazioni prescritte può essere fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista".