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Ricorso in via principale - Impugnazione di legge regionale modificativa di altra già impugnata e medio tempore non applicata - Sussistenza dell'interesse a ricorrere - Rigetto di eccezione preliminare.. Non è accolta l'eccezione di inammissibilità, per carenza di interesse, formulata nei confronti del ricorso proposto dal Governo avverso la legge reg. Friuli-Venezia Giulia n. 16 del 2015, modificativa della legge regionale n. 4 del 2015, già impugnata con precedente ricorso e rimasta medio tempore inapplicata. Contrariamente alla tesi della Regione resistente - secondo cui la Corte costituzionale, nel giudicare del primo ricorso, dovrebbe comunque pronunciarsi sul testo legislativo modificato, impugnato dal secondo - non rileva nel caso di specie la giurisprudenza costituzionale sulla trasferibilità o estensibilità del giudizio in via principale a disposizioni modificative di quelle impugnate, ben potendo il ricorrente ravvisare (come nella specie il Governo ha ravvisato) autonomi e reiterati vizi di incostituzionalità della legge regionale sopravvenuta, la cui pubblicazione è sufficiente a radicare l'interesse ad impugnarla. ( Precedenti citati: sentenze n. 141 del 2016, n. 40 del 2016, n. 39 del 2016, n. 155 del 2015, n. 77 del 2015 e n. 46 del 2015, sulle condizioni per estendere o trasferire la questione in via principale allo ius superveniens modificativo delle disposizioni impugnate. ) Per costante giurisprudenza, il giudizio di costituzionalità in via principale, successivo e astratto, è condizionato solo alla pubblicazione della legge che si ritiene illegittima. Sicché è la mera pubblicazione di una legge regionale potenzialmente lesiva della ripartizione di competenze che giustifica l'impugnativa di essa davanti alla Corte costituzionale, a prescindere dagli effetti che abbia o non abbia prodotto. ( Precedente citato: sentenza n. 118 del 2015 ).