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Edilizia residenziale pubblica - Regione Lombardia - Requisiti per l'assegnazione dell'alloggio di edilizia residenziale pubblica - Residenza o svolgimento di attività lavorativa nel territorio regionale da almeno cinque anni per il periodo immediatamente precedente alla presentazione della domanda - Ritenuta discriminazione tra i richiedenti l'assegnazione dell'alloggio - Non irragionevolezza della disciplina denunciata - Manifesta infondatezza della questione.. E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 41- bis, della legge della Regione Lombardia 5 gennaio 2000, n. 1, introdotto dall'art. 1, lettera a ), della legge della Regione Lombardia 8 febbraio 2005, n. 7, sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui prevede, tra i requisiti per la presentazione delle domande di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (erp), che «i richiedenti devono avere la residenza o svolgere attività lavorativa in Regione Lombardia da almeno cinque anni per il periodo immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda», in quanto tale disposizione introdurrebbe un fattore discriminatorio irragionevole e ingiustificato per l'accesso all'erp rapportato alla durata della residenza o del lavoro in Lombardia. Il requisito della residenza continuativa, ai fini dell'assegnazione, risulta infatti non irragionevole quando si pone in coerenza con le finalità che il legislatore intende perseguire, specie là dove le stesse realizzino un equilibrato bilanciamento tra i valori costituzionali in gioco. - In senso analogo, v. le citate sentenze n. 432/2005, n. 493/1990 e ordinanza n. 393/2007.