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Norme sull'accesso professionale dei laureati in scienze motorie. Onorevoli Senatori. -- Il presente disegno di legge ripropone il testo dell'AS n. 796, a prima firma del senatore Caforio, presentato nella scorsa legislatura. Si tratta infatti di un argomento che a tutt'oggi non ha trovato risposta. Il corso di laurea in scienze motorie è volto a fornire gli strumenti professionali per lo svolgimento delle attività motorie a carattere educativo, ludico o sportivo, finalizzate allo sviluppo, al mantenimento ed al recupero delle capacità motorie e del benessere psicofisico ad esse correlato. Le scienze motorie rappresentano un campo della medicina rivolto allo studio della motricità, dei processi cognitivi, dei processi rieducativi funzionali e del miglioramento della performance . Gli esperti in scienze motorie, avendo acquisito le basi scientifiche per l'analisi e la valutazione motoria umana, lavorano sia con atleti non professionisti sia con atleti professionisti. Inoltre, sono particolarmente indicati a svolgere la propria attività professionale nel campo delle società sportive e dell'associazionismo ricreativo e sociale, nonché a svolgere attività di promozione e organizzazione dello sport in genere, delle attività motorie per il tempo libero e per gruppi di particolari soggetti come bambini ed anziani. I laureati in scienze motorie sono preparatori fisici esperti nella programmazione e nella conduzione tecnica di attività motorie e sportive, particolarmente adatti alla consulenza, dirigenza e gestione di palestre, centri sportivi, società ed organizzazioni atletiche, nonché alla comunicazione e gestione dell'informazione sportiva. Inoltre, la crescente importanza della figura dello specialista in attività motorie è testimoniata dal sempre crescente numero di studenti che conseguono la laurea in scienze motorie. Per queste ragioni si propone con il presente disegno di legge che, nel quadro della finalità di tutela del benessere, alla direzione delle strutture a ciò dedicate, sia preposto un laureato in scienze motorie, secondo modalità ed alle condizioni stabilite dalla legge regionale. Per l'avvio di strutture in cui svolgere attività motorie e sportive, come palestre, centri sportivi, società ed organizzazioni atletiche, è oggi sufficiente attenersi alle norme igienico-sanitarie emanate dalle singole aziende sanitarie locali di competenza, mentre non appaiono in alcun modo disciplinati gli aspetti relativi alla tutela della salute dell'utenza sotto il profilo della sicurezza dell'attività fisica praticata, oltre che della formazione professionale di istruttori e del personale tecnico. Peraltro, tale fenomeno è stato già oggetto di segnalazione da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che in passato ha affermato che in assenza di una specifica regolamentazione del settore, i gestori delle palestre possono discrezionalmente valutare ogni tipo di qualifica nella selezione degli istruttori. Tutto ciò senza stimolare il legislatore ad intervenire per eliminare la palese conflittualità tra l'interesse d'impresa e il diritto alla tutela della salute dell'utenza. Osservando alcune leggi regionali, emerge una differenziazione nei contenuti tale da suscitare, tra gli operatori e gli utenti, grande disorientamento, oltre alla discrasia tra le norme per la disciplina delle attività motorie praticate in acqua, o quelle al di fuori delle palestre, come ad esempio: i personal trainer , le numerose attività svolte nei parchi cittadini, sulle spiagge, nei villaggi turistici, navi da crociera, e così via. L'unico aspetto in comune fra le varie normative regionali è che tutte indicano il diplomato degli istituti superiori di educazione fisica, o il laureato in scienze motorie, quale unico soggetto qualificato per coordinare, dirigere o gestire le attività nelle palestre o luoghi simili. In realtà a tutt'oggi la salute dell'utente è subordinata alle valutazioni e alle scelte discrezionali del gestore della palestra. Il cittadino, praticando l'attività sportiva, consigliata anche dal medico di famiglia, seppure sia convinto di migliorare il proprio stato di efficienza psicofisica, di fatto mette a serio repentaglio la propria incolumità fisica. Appare a questo punto necessario un intervento legislativo, in primo luogo per tutelare la salute di tutti, per stabilire, inoltre, uno standard minimo nazionale di competenze, per favorire o perlomeno non pregiudicare la libera circolazione dei lavoratori sul territorio nazionale, per eliminare la diffusione del «sommerso» e per prevenire, infine, la potenziale «concorrenza» tra le regioni. Il diritto alla salute, che si vuole in questo modo difendere, è un diritto costituzionale garantito, la cui tutela deve essere assicurata attraverso regole certe e ineludibili.. 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1 La presente legge, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel quadro della tutela del benessere della popolazione, stabilisce i princìpi fondamentali per la legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di conduzione di strutture dove si praticano attività motorie di ogni tipo, ad esclusione delle pratiche riabilitative e fisioterapiche su soggetti con patologie. 2 (Accesso professionale laureati in scienze motorie) 1 Alla direzione tecnica delle strutture di cui all'articolo 1 è preposto un laureato in scienze motorie, o con titolo equipollente, secondo le modalità e le condizioni stabilite dalla legge regionale. 2 Il preposto alla direzione tecnica di cui al comma 1 è responsabile dell'insegnamento dell'attività fisica in genere svolta, all'interno delle strutture di cui all'articolo 1, in modo esclusivo, nei confronti di singoli e di gruppi di persone. 3 (Modalità di accesso) 1 L'esercizio della funzione di preposto di cui all'articolo 2 è subordinato all'iscrizione in un apposito elenco che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano istituiscono entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 2 Agli elenchi di cui al comma 1 possono iscriversi esclusivamente i soggetti in possesso del diploma di laurea in scienze motorie (L-22) o titolo equipollente. 4 (Disposizioni attuative) 1 Alla finalità di cui alla presente legge provvedono le regioni a statuto ordinario, nonché le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi delle competenze a esse attribuite dai propri statuti, ai sensi dell'articolo 117, settimo comma, della Costituzione. 2 Il Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca vigila sull'applicazione della presente legge da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, presentando una relazione annuale alle Camere.