Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Misure volte a rafforzare il sistema sanzionatorio relativo ai reati finalizzati ad alterare l'esito di competizioni sportive. Onorevoli Senatori. -- Come è noto, il decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, nel recare un articolato «pacchetto» di misure volte a rafforzare gli strumenti di contrasto ai fenomeni di violenza ed illegalità connessi agli eventi sportivi, ha, tra l'altro, elevato il livello delle sanzioni edittali previste dall'articolo l della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per i reati di frode in competizioni agonistiche (cosiddetto match fixing) . È stata, comunque, avvertita l'esigenza di completare tale intervento con norme volte a rendere più rigoroso il regime delle conseguenze patrimoniali derivanti dagli illeciti penali contemplati dal citato articolo 1 e, per quanto concerne l'esercizio abusivo delle scommesse, dal successivo articolo 4 della medesima legge n. 401 del 1989. Infatti, le fattispecie incriminatrici in commento sono soggette alla disciplina generale delle misure di sicurezza di natura ablatoria contenuta nell'articolo 240 del codice penale, il quale non consente la confisca per equivalente del prezzo o del profitto del reato. Inoltre, i reati di match fixing e di esercizio abusivo di giochi e scommesse non rientrano nel novero delle fattispecie che, a norma del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, danno luogo alla responsabilità penale della persona giuridica. L'impossibilità di applicare tali istituti ai reati in argomento è suscettibile di determinare una minore capacità di aggressione ai capitali illeciti accumulati attraverso le condotte di frode sportiva e l'illecita gestione delle scommesse su eventi sportivi. Su queste premesse, è stata elaborata un'ipotesi di intervento normativo calibrata anche tenendo conto delle scelte del legislatore, le quali sembrano rivelare una tendenza per cui: - la confisca per equivalente viene applicata di norma alle sole ipotesi punite a titolo di delitto; - la responsabilità da reato delle persone giuridiche viene prevista anche per illeciti puniti a titolo di contravvenzione, sia pure con pene di minore entità rispetto a quelle stabilite per i delitti offensivi dei medesimi beni giuridici (si veda, in proposito, l'articolo 25- ter del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231). L'articolo 1 mira, quindi, a prevedere che alle ipotesi delittuose punite dalle citate disposizioni della legge n. 401 del 1989 si applichi il regime delle misure ablatorie di cui all'articolo 322- ter del codice penale, in virtù del quale è sempre disposta, anche in caso di «patteggiamento» ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, la confisca dei beni che costituiscono il profitto o il provento del reato, anche per equivalente: soluzione normativa che ricalca quella già attuata dall'articolo 1, comma 143, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per i reati tributari. L'articolo 2, invece, tende ad inserire nel corpo del decreto legislativo n. 231 del 2001 una specifica disposizione, volta a sancire la responsabilità da reato della persona giuridica, a vantaggio della quale ha agito il reo, in quanto titolare di incarichi formali all'interno della relativa organizzazione, per tutti i reati previsti dagli articoli 1 e 4 della legge n. 401 del 1989, modulando le relative sanzioni a seconda che essi abbiano natura di delitto o di contravvenzione. L'articolo 3 reca, infine, la clausola di neutralità finanziaria.. 1 (Applicazione di pene accessorie) 1 Dopo l'articolo 5 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, è introdotto il seguente: «Art. 5- bis. - (Confisca) . – 1 . Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 1 e 4 della presente legge, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. 2 . Nel caso in cui non sia possibile procedere alla confisca di cui al comma 1, il giudice ordina la confisca di beni di valore equivalente a quelli che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e di cui il reo ha la disponibilità, anche indirettamente o per interposta persona. Si applica il terzo comma dell'articolo 322- ter del codice penale». 2 (Reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati) 1 Dopo l'articolo 25- duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è introdotto il seguente: «Art. 25- terdecies. - (Frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati) . – 1 . In relazione alla commissione dei reati di cui agli articoli 1 e 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: a) per i delitti, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote; b) per le contravvenzioni, la sanzione pecuniaria fino a duecentosessanta quote. 2 . Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nel comma 1, lettera a) , si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore ad un anno». 3 (Clausola di neutralità finanziaria) 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.