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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione FINANZE E TESORO (6ª) 87 BAGNAI La seduta inizia alle ore 10,10. IN SEDE REFERENTE DL 1 DEL 2019 BANCA CARIGE DDL 1063 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 gennaio 2019, n. 1, recante misure urgenti a sostegno della Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia (Esame e rinvio) La relatrice BOTTICI ( M5S ) riferisce riassumendo in premessa i contenuti delle audizioni svolte in sede congiunta con la Camera dei deputati per la fase istruttoria del decreto in titolo, dando anche conto delle scelte compiute dal management della banca nei mesi precedenti all'emanazione del decreto. Passando ad illustrare poi i contenuti del provvedimento si sofferma analiticamente sulle norme recate dal Capo I, che disciplina la concessione della garanzia dello Stato su specifici strumenti finanziari emessi dalla Banca Carige (articoli 1-8) e sui finanziamenti erogati discrezionalmente alla medesima banca dalla Banca d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità ( emergency liquidity assistance  ELA, articoli 9-10). In particolare, fa presente che la garanzia è concessa dal MEF nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, sulla base di una decisione positiva della Commissione europea sul regime di concessione della garanzia. L'ammontare delle garanzie è limitato a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine della Banca Carige S.p.A.; essa è onerosa, incondizionata, irrevocabile, a prima richiesta e copre il capitale e gli interessi. Il valore nominale degli strumenti finanziari con durata superiore ai 3 anni sui quali può essere prestata non può eccedere un terzo del valore nominale totale degli strumenti finanziari emessi dalla banca. Il corrispettivo per la garanzia è differenziato rispetto alla durata dell'operazione ed è determinato a partire da una valutazione di base, integrata con un componente che misura il rischio di credito con riferimento a indici di mercato, in linea con le comunicazioni della Commissione in materia. Dopo la valutazione di Tesoro e Banca d'Italia, la richiesta di concessione della garanzia è notificata alla Commissione europea. Il comma 3 dell'articolo 7 stabilisce che la garanzia può essere concessa solo a seguito della positiva decisione della Commissione sulla compatibilità dell'intervento con il relativo quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato. Entro due mesi dalla concessione della garanzia, ove le passività non siano già state rimborsate, la banca è tenuta a presentare un piano di ristrutturazione per confermare la redditività e la capacità di raccolta a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico, da sottoporre alla Commissione europea. Per tutto il tempo in cui beneficia della garanzia la Banca Carige S.p.A. è soggetta a vincoli stringenti con riferimento alle operazioni che riguardano il proprio capitale: non può distribuire dividendi, effettuare pagamenti discrezionali su strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1, riacquistare tali strumenti né acquisire nuove partecipazioni. La garanzia può essere concessa anche con riferimento ai finanziamenti erogati discrezionalmente alla medesima banca dalla Banca d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (ELA). In tal caso, la garanzia statale integra il valore di realizzo del collaterale (un'attività finanziaria utilizzata come garanzia) già stanziato da Banca Carige S.p.A. nell'ambito dell'ELA. In caso di inadempimento, la garanzia viene escussa in esito a quella relativa al collaterale per l'importo residuale dovuto. Si applicano, in quanto compatibili le norme relative alla garanzia dello Stato sulle passività di nuova emissione, con particolare riferimento ai limiti, alla determinazione del corrispettivo, alla procedura e all'escussione della garanzia. Per quanto riguarda il Capo II, la relatrice fa presente che esso disciplina gli interventi di rafforzamento patrimoniale, che consistono in una ricapitalizzazione precauzionale pubblica; a tale scopo viene autorizzato il Ministero dell'economia e delle finanze a sottoscrivere o acquistare azioni di Banca Carige, previa specifica richiesta dell'istituto. La richiesta di ricapitalizzazione precauzionale deve essere preceduta dalla sottoposizione, all'autorità di vigilanza competente, di un programma di rafforzamento patrimoniale. Ove l'attuazione del programma sia ritenuta insufficiente a conseguire l'obiettivo di rafforzamento patrimoniale, è possibile avanzare la richiesta di intervento dello Stato. La banca deve presentare, con la richiesta di aiuti di Stato, un'attestazione con cui assume alcuni impegni previsti dalla Comunicazione della Commissione UE sugli aiuti di Stato alle banche, fino al perfezionamento della sottoscrizione delle azioni da parte del MEF, e cioè una serie di obblighi volti a impedire il deflusso di fondi. Il MEF può inoltre condizionare la sottoscrizione del capitale di Banca Carige alla revoca o alla sostituzione dei consiglieri esecutivi o del direttore generale degli istituti interessati alle misure nonché alla limitazione delle retribuzioni degli organi apicali. Il piano di ristrutturazione e le sue eventuali successive variazioni sono notificati alla Commissione europea, ai fini di una decisione sulla compatibilità delle misure con le norme in tema di aiuti di Stato. Ad esito positivo della valutazione della Commissione UE, con provvedimento del Ministro dell'economia e delle finanze sono adottate le seguenti misure: interventi di burden sharing , ovvero di riparto degli oneri del risanamento tra obbligazionisti ed azionisti; aumento di capitale degli istituti interessati e sottoscrizione delle azioni da parte del MEF. In tale secondo caso, il prezzo delle azioni viene calcolato secondo un metodo predefinito, al fine di porvi un limite di legge. Sono poi disciplinate, prosegue la relatrice,le misure di partecipazione di azionisti e creditori subordinati agli oneri di risanamento della banca (cd. burden sharing )e si chiarisce - allo scopo di contenere il ricorso ai fondi pubblici - che la sottoscrizione delle azioni da parte del MEF è effettuata solo dopo l'applicazione delle misure di ripartizione degli oneri, che consistono sostanzialmente nella conversione in azioni di nuova emissione degli strumenti subordinati in circolazione (sottoscritti dallo Schema volontario di intervento del Fondo Interbancario di tutela dei depositi e da Banco Desio lo scorso novembre). Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato inserito il l'articolo 21- bis , ai sensi del quale il Ministro dell'economia e delle finanze trasmette alle Camere una relazione quadrimestrale relativa alle istanze presentate e agli interventi effettuati ai sensi del decreto. Il presidente BAGNAI propone alla Commissione di dedicare la seduta odierna e quella convocata domani alle ore 10 alla discussione generale e di fissare per le ore 14 di venerdì il termine per la presentazione di ordine del giorno ed emendamenti, rammentando che il provvedimento è inserito nel calendario dei lavori di Assemblea a partire da martedì 5 marzo. Conviene la Commissione. Interviene quindi in discussione generale il senatore PEROSINO ( FI-BP ), a giudizio del quale è preliminare all'esame del decreto-legge la domanda sui motivi che hanno indotto l'assemblea dei soci della banca a rifiutare l'ipotesi di aumento di capitale; rimane inoltre da chiarire se il deflusso di capitali che ha costretto il Governo ad intervenire si sia o meno interrotto. La Commissione inoltre potrebbe avere interesse a comprendere le prospettive del piano industriale, ai fini di un recupero di redditività che, agendo sui costi sulla riduzione degli NPL e anche sulla riduzione dei compensi al management , possa ridare fiducia nelle capacità della banca, anche nella ipotesi di una futura aggregazione. Per quanto riguarda le modifiche al testo, ritiene utile approfondire l'ipotesi di agire sul volume, considerevole, di crediti d'imposta vantati dalla banca nei confronti dell'erario, nonché sulla cessione della quota eccedente delle azioni nel capitale sociale della Banca d'Italia detenute da Banca Carige. Il senatore D'ALFONSO ( PD ) dichiara in premessa che la struttura normativa del decreto-legge, sottoposta peraltro al vaglio in itinere delle Autorità comunitarie, non debba subire ulteriori modifiche. Il decreto, infatti, si pone in netta continuità con gli interventi sul settore bancario adottati nella precedente legislatura ed appare ampiamente condivisibile, laddove si contemperano interventi per la stabilità finanziaria dell'ente creditizio e la tutela dei principi della libera concorrenza. Dopo aver chiesto al rappresentante del Governo quali sono gli orientamenti dell'Unione europea sui contenuti del decreto, ritiene importante acquisire informazioni circa l'attuazione delle disposizioni recate dal provvedimento in titolo, giudicando positivamente l'obiettivo di favorire una soluzione di mercato, dopo aver predisposto l'intervento di urgenza a sostegno della liquidità e della patrimonializzazione della banca. Ritiene essenziale che la maggioranza del Governo abbia consapevolezza del carattere sistemico degli interventi da indirizzare all'intero settore, al fine di inserire anche l'intervento in esame in un contesto di continuità rispetto al passato, con un punto di vista che privilegia la cultura del risanamento. Interviene brevemente il presidente BAGNAI ( L-SP-PSd'Az ) osservando che la disciplina sulla risoluzione delle crisi bancarie è stata adottata nel 2014 nell'imminenza della fine della legislatura del Parlamento europeo: rileva che tale circostanza temporale non è sempre garanzia di decisioni funzionali e scevre da interessi contingenti e di parte. Il senatore COMINCINI ( PD ) ribadisce il giudizio positivo che la propria parte politica esprime sui contenuti del decreto-legge in esame, che è utile sia al sistema bancario italiano, sia, più specificamente, ad un importante attore economico dell'area genovese e ligure, nonché ai creditori e ai correntisti di Banca Carige. Il decreto prevede due ambiti di interventi, la garanzia dello Stato sulle passività emesse e misure a sostegno della ricapitalizzazione, che costituiscono l'impianto normativo già utilizzato in passato, con misure complementari, finalizzate a privilegiare comunque una soluzione di mercato. Rileva incidentalmente che le polemiche con le istituzioni comunitarie e la crisi con il governo francese hanno indebolito la interlocuzione del Governo italiano con gli Stati membri su numerosi dossier compreso quelli del settore finanziario, penalizzando l'interesse nazionale. Il decreto ha un'impostazione in linea con le riforme portate avanti dal partito democratico nella scorsa legislatura, focalizzate sia sulle banche popolari che sulle banche di credito cooperativo, in un'ottica di sostegno all'intero sistema bancario, realizzate oltretutto in un periodo caratterizzato da numerose crisi di singoli istituti di credito. Preannuncia infine la presentazione di pochi e selezionati emendamenti. Il presidente BAGNAI rileva incidentalmente che dalle polemiche e dagli attacchi al Governo italiano non sono stati esenti importanti esponenti politici dell'Unione europea, e stigmatizza l'utilizzo a fine di polemiche di politica interna delle dichiarazioni, di senso positivo o negativo, espresse da politici stranieri. A giudizio del senatore MARINO ( PD ) il decreto-legge consente alla banca Carige di operare in un contesto finanziario di maggiore stabilità e con tempi adeguati alla ricerca di una soluzione di mercato. A ben vedere, il decreto-legge prevede un intervento di garanzia sulle emissioni, mutuato dal decreto emanato per le banche venete e una ricapitalizzazione preventiva, utilizzata dal Governo precedente per affrontare la crisi del Monte dei Paschi di Siena. In tale secondo caso, è sembrato che il Governo abbia voluto accelerare prospettando una misura cautelativa, pur avendo escluso interventi diretti sul capitale. Chiede quindi al rappresentante del Governo di chiarire, fin d'ora, l'orientamento circa una possibile ipotesi di nazionalizzazione, di cui avevano parlato alcuni autorevoli esponenti dell'attuale esecutivo. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE ricorda che l'audizione del professor Savona in merito alla proposta di nomina a Presidente della CONSOB si svolgerà domani alle ore 18. Dopo un intervento del senatore D'ALFONSO ( PD ), specifica quindi che sarà richiesta l'autorizzazione per la pubblicità dei lavori di tale seduta. La seduta termina alle ore 11.