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Art. 11 Inquisito 1. L'inquisito: a) ai sensi dell'articolo 1370 del codice, è assistito da un difensore, di fiducia o d'ufficio, nonché, eventualmente e a sue spese, da un avvocato del libero foro; b) in qualunque fase del procedimento disciplinare, può rinunciare espressamente a essere assistito da un difensore di fiducia. In tale caso, l'ufficiale inquirente designa un difensore d'ufficio; c) può prendere visione degli atti dell'inchiesta, trarne appunti ovvero ottenerne copia, anche in formato digitale; d) può presentare memorie difensive, controdeduzioni o documenti; e) può chiedere la produzione di atti o fare istanza per l'esecuzione di indagini o per l'esame di persone, indicando i punti sui quali ritiene necessarie investigazioni o testimonianze; f) può rinunciare espressamente a partecipare al contraddittorio; g) può richiedere la sospensione o il differimento dell'inchiesta per legittimo impedimento. 2. Le istanze dell'inquisito all'ufficiale inquirente e le comunicazioni dell'ufficiale inquirente all'inquisito o ad altre persone chiamate a fornire informazioni o testimonianze sono effettuate in forma scritta o risultano in apposito verbale. Note all'art. 11: - Si trascrive il testo dell'art. 1370 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66: «Art. 1370 (Contestazione degli addebiti e diritto di difesa). - 1. Nessuna sanzione disciplinare può essere inflitta senza contestazione degli addebiti e senza che sono state acquisite e vagliate le giustificazioni addotte dal militare interessato. 2. Il militare inquisito è assistito da un difensore da lui scelto fra militari in servizio, anche non appartenenti al medesimo ente o Forza armata nella quale egli presta servizio o, in mancanza, designato d'ufficio. Il difensore designato d'ufficio non può rifiutarsi salvo sussista un legittimo impedimento. Un militare non può esercitare l'ufficio di difensore più di sei volte in dodici mesi. 3. Il difensore: a) non può essere di grado superiore a quello del presidente della commissione; b) non deve trovarsi in alcuna delle condizioni di cui all'articolo 1380, comma 3; c) è vincolato al segreto d'ufficio e non deve accettare alcun compenso per l'attività svolta; d) non è dispensato dai suoi normali obblighi di servizio, salvo che per il tempo necessario all'espletamento del mandato; e) non può essere punito per fatti che rientrano nell'espletamento del mandato; f) è ammesso a intervenire alle sedute della commissione di disciplina anche se l'incolpato non si presenta alla seduta, né fa constare di essere legittimamente impedito. 3-bis. Nei procedimenti disciplinari di stato il militare inquisito, in aggiunta al difensore di cui ai commi 2 e 3, può farsi assistere, a sue spese, anche da un avvocato del libero foro. 4. Successivamente alla nomina del difensore le comunicazioni d'ufficio possono essere effettuate indifferentemente all'inquisito o al suo difensore. 5. Il militare inquisito può chiedere il differimento dello svolgimento del procedimento disciplinare solo se sussiste un effettivo legittimo impedimento. Se la richiesta di differimento è dovuta a ragioni di salute: a) l'impedimento addotto deve consistere, sulla scorta di specifica certificazione sanitaria, in una infermità tale da rendere impossibile la partecipazione al procedimento disciplinare; b) l'autorità disciplinare può recarsi presso l'inquisito per svolgere il procedimento disciplinare, se tale evenienza non è espressamente esclusa dalla commissione medica ospedaliera incaricata di tale accertamento. 6. I commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo non si applicano ai procedimenti disciplinari di corpo instaurati per l'applicazione di una sanzione diversa dalla consegna di rigore.».