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REGIONE UMBRIA - CONDONO EDILIZIO STRAORDINARIO - DISCIPLINA REGIONALE SOSTITUTIVA DELLE NORME STATALI DI DETTAGLIO - RICORSO DEL GOVERNO - CARENZA DI MOTIVAZIONE IN RELAZIONE AI PARAMETRI - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLE QUESTIONI.. Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 51 e 134 Cost., degli artt. 2 e 46 della legge della Regione Umbria 18 febbraio 2004, n. 1, i quali, stabiliscono, il primo, che «a seguito dell'entrata in vigore della presente legge cessa nella Regione Umbria la diretta operatività delle norme statali di dettaglio in materia edilizia, ivi comprese quelle che non trovano una corrispondente disciplina nella normativa regionale», ed il secondo, ai commi 4 e 5, che, fino all'entrata in vigore della legge regionale in materia di vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, di responsabilità e di sanzioni, prevista nel comma 2 del medesimo articolo, i Comuni sospendano “ogni determinazione circa la conclusione dei procedimenti relativi alla definizione degli illeciti edilizi in conseguenza del condono edilizio”, fatta salva comunque la facoltà degli interessati di presentare le “domande di sanatoria” ai sensi dell'art. 32 del d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della legge 24 novembre 2003, n. 326, a tutela delle proprie “posizioni giuridiche”, in quanto delle censure non viene fornita alcuna motivazione autonoma rispetto agli altri profili di doglianza.