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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 350 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. TOSATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 2320 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2320, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri la relatrice ha svolto la relazione orale, ha avuto luogo la discussione generale e il rappresentante del Governo ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 73. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, dall'inizio della legislatura credo non ci sia stato ancora un provvedimento importante trattato dai due rami del Parlamento, quindi anche questa volta devo cominciare il mio intervento denunciando quest'anomalia, che tale resterà fino a quando non si metterà mano al bicameralismo perfetto. Tuttavia, almeno in questo caso, con un po' di fortuna e di collaborazione, possiamo dire che il Senato ha avuto un ruolo nel determinare l'indirizzo del provvedimento con gli ordini del giorno impegnativi approvati nel primo decreto-legge sostegni. Si tratta, quindi, di un provvedimento positivo, non solo per la mole delle risorse, ma anche perché risponde puntualmente a una serie di questioni. Penso anzitutto agli interventi a copertura dei costi fissi delle imprese, a cominciare dalla tassa sui rifiuti (TARI), a quelli sul credito d'imposta, alle misure per favorire l'accesso al credito e scongiurare crisi di liquidità. Penso alle misure di sostegno per il mondo del lavoro, col rifinanziamento della NASPI e di ulteriori mesi di cassa integrazione, di aiuti a fondo perduto per i lavoratori autonomi. Penso naturalmente all'incremento del Fondo nazionale per la montagna, per sostenere le attività capofiliera, i maestri di sci, le imprese e l'economia della neve, che (non dimentichiamolo) è stata quella più colpita dalle restrizioni della seconda ondata. Un altro elemento importante per la montagna introdotto col primo decreto-legge ristori è stata la scelta del periodo di riferimento per il calcolo dell'indennizzo. Come ha ricordato in audizione il ministro Franco, i numeri ci hanno dato ragione e le imprese che hanno optato per il calcolo sull'anno pandemico ottengono indennizzi più congrui. Ora, signor Presidente, se queste sono le tante note positive, bisogna fare uno sforzo ancora più grande sui decreti attuativi per l'erogazione fattiva delle risorse. Solo con questo provvedimento ne sono necessari 41, che si vanno ad aggiungere ai 28 del primo decreto-legge ristori. Si tratta di un imbuto burocratico che sta facendo montare la preoccupazione tra gli operatori del turismo invernale, visto che gli aiuti arriveranno non prima di settembre per gli impianti di risalita e non prima di ottobre per le scuole e i maestri di sci. So perfettamente che siamo in una situazione eccezionale, che è davvero grande lo sforzo che stiamo facendo, ma dobbiamo capire che è nulla rispetto allo sforzo che stanno facendo numerose imprese nel non gettare la spugna. Dobbiamo anche capire che non ci sarebbe sciagura più grande di una nuova stagione di restrizioni e di chiusure. La scienza ce lo dice chiaramente: se è vero che sono diminuite le ospedalizzazioni, più il virus gira, più aumenta il rischio di una variante in grado di bucare il vaccino. Quindi massima attenzione, massima prudenza, ma soprattutto programmare la gestione dell'autunno attraverso i tracciamenti e una maggiore centralità del green pass, che non è una minaccia alla libertà individuale, ma uno strumento transitorio per incentivare le vaccinazioni ed è anche una forma premiale per tutti quelli che, vaccinandosi, hanno compiuto un gesto utile non solo per sé, ma per l'intera collettività. Anche in questo caso so che non è una scelta semplice, che il Paese vorrebbe lasciarsi finalmente alle spalle la pandemia, ma se non facciamo adesso un passo in avanti, rischiamo di farne diversi indietro nel giro di poche settimane. Signor Presidente, il provvedimento in discussione pesa 40 miliardi, un'altra massiccia iniezione di risorse per le famiglie e le imprese, che però non basteranno se non si consoliderà il duplice impegno contro la pandemia e per lo sviluppo del PNRR. Ne riparleremo quando arriverà il decreto-legge sulla governance, in particolare sul ruolo che devono avere gli enti locali superando le problematiche che stanno emergendo sulle autonomie speciali. Anche a questo proposito, però, vale lo stesso ragionamento sul green pass: le decisioni non sono facili, ma mai come in questa fase storica occorre decidere sempre in termini di interesse generale. Spero quindi davvero che non si smarrisca quello spirito di unità nazionale sollecitato dal presidente Mattarella al momento della nascita di questo Governo. Quel principio non può valere solo quando si tratta di fare politiche redistributive, ma anche quando si devono sviluppare tutte le condizioni per attuare il PNRR, dalla riforma della giustizia, a quella del fisco, dall'obiettivo dell'immunità di gregge, alle altre misure per evitare nuove restrizioni e chiusure. La corsa a differenziarsi, a sopire, ad annacquare, a mettere le mani avanti oggi non aiuta né il Paese né le stesse forze politiche che lo fanno. Gli italiani sanno che questa fase richiede scelte robuste e coraggiose, scelte che dobbiamo sostenere con maggiore convinzione, anche esponendoci a qualche rischio di impopolarità, perché è chiaro che ci sarà sempre una parte a cui certe decisioni non vanno bene. Noi come autonomisti ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci ed è per questo che annuncio il voto favorevole del Gruppo al provvedimento e rinnoviamo la fiducia al Governo. CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, nell'anticipare il voto favorevole di Italia Viva, colgo l'occasione della conversione del decreto-legge sostegni- bis per farle presente che in tutta questa legislatura e, in particolare, dalla dichiarazione dello stato d'emergenza, il rapporto tra legislativo ed esecutivo è stato critico e che il ruolo del Parlamento è stato particolarmente compresso. Il decreto-legge sostegni- bis è un provvedimento necessario e importante, che impegna quasi 40 miliardi di risorse. È altresì un provvedimento che noi abbiamo fortemente indirizzato perché ricordo un ordine del giorno predisposto dalla Commissione bilancio a chiusura e ad approvazione del sostegni- bis che ne ha studiato e impostato l'impianto che il Governo ha poi recepito; di questo siamo naturalmente soddisfatti. Nel merito è un provvedimento buono e tecnicamente fatto bene, che supera anche tre criticità che in tutto l'anno pandemico ho evidenziato come particolarmente pericolose, non solo per la nostra economia, ma anche per il nostro Stato di diritto. Penso al superamento degli interventi a pioggia con stampo assistenziale. La nuova impostazione dei contributi a fondo perduto, che pure deve chiudersi con questo ultimo decreto-legge, è stata molto più mirata e focalizzata sul calo del fatturato e sulle effettive necessità delle imprese. Penso al superamento del blocco degli sfratti, una misura fortemente critica per il valore e il principio costituzionale della proprietà privata. È stato finalmente parzialmente sbloccato e sono state anche pensate misure per indennizzare i proprietari di immobili con l'esenzione IMU per chi avesse una convalida di sfratto e per la dichiarazione di non tassazione dei canoni di locazione non percepiti. Penso anche alla nuova impostazione sul lavoro che si rivela importante perché anch'essa supera un'epoca necessaria di aiuti. Signor Presidente, è però quasi un ossimoro pensare che si possano chiamare lavoro il reddito di cittadinanza e il reddito d'emergenza. Apprezziamo quindi la nuova impostazione che vede nuovamente centrali il contratto di rioccupazione e il contratto di solidarietà. Apprezziamo altresì molto il superamento del blocco dei licenziamenti; sappiamo che è stata una mediazione piuttosto faticosa, che era però assolutamente necessaria. L'Italia è stata tra i pochissimi Paesi al mondo ad adottare questo tipo di impostazione e di misura, peraltro senza grandi risultati perché i numeri della disoccupazione sono pari a quelli di altri Paesi europei ed è stata l'ultima a rivederla. Siamo quindi assolutamente favorevoli a tale misura. Complessivamente il mio giudizio sul provvedimento è positivo e quindi la mia critica riguarda il metodo di approvazione più che il merito. Ormai siamo a un monocameralismo alternato; siamo in uno stato in cui le Commissioni lavorano avendo pochissimo tempo per analizzare i provvedimenti. Allora, Presidente, se il Parlamento con il lavoro di collaborazione tra i Gruppi parlamentari di Camera e Senato può decidere di fare emendamenti alternati, mettendosi politicamente d'accordo sulle priorità, certamente il lavoro del Parlamento e del legislatore non può essere compresso nella possibilità di studio e di approfondimento dei provvedimenti. Affermo inoltre con chiarezza che nemmeno la possibilità di indirizzo politico può essere compressa da scelte tecniche delle amministrazioni che, in realtà, nascondono scelte prettamente politiche. Signor Presidente, le affido questo messaggio perché è importante: il provvedimento sostegni- bis deve essere l'ultimo decreto-legge della fase di impostazione dell'economia e di aiuto nei suoi confronti. L'economia deve infatti ripartire con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) con le proprie gambe. Deve però essere anche l'ultimo approvato così. Nel 2016 ho votato sì al referendum costituzionale perché pensavo che fosse il momento che le istituzioni avessero un assetto più efficiente; eppure, gli italiani hanno detto no, hanno detto che si fidano della doppia lettura, quindi non solo di deputati e senatori, ma si fidano dei tecnici di Camera e Senato. Questo mandato dobbiamo rispettarlo. Il mese di luglio nella nostra impostazione parlamentare deve segnare uno iato, una divisione di tempi. Finiamo l'epoca pandemica; sappiamo che i vaccini usati sapientemente sapranno riportarci alle nostre attività in sicurezza, e sappiamo anche che dal 13 luglio abbiamo il via libera - della Commissione, prima, e dell'Ecofin dopo - al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Abbiamo cinque anni nei quali trasformare l'Italia: dall'alta velocità all'intermodalità, dall'intelligenza artificiale all'economia sostenibile. Abbiamo da fare un lavoro straordinario. Non tutti i cinque anni competono a noi; a noi ne competono due, ma dobbiamo sfruttarli bene, specie il prossimo, e soprattutto fino a dicembre, perché abbiamo la responsabilità delle riforme, quelle che il Paese attende e che il Parlamento non è in grado di fare da vent'anni. Parlo delle riforme di accompagnamento, delle riforme orizzontali al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Presidente, quelle riforme non possono essere affrontate con un monocameralismo; c'è bisogno di una forte collaborazione, di una forte messa a sistema del Governo, sicuramente con l'Europa - e questa certamente c'è - ma anche con il Parlamento. Dobbiamo riempire le nostre istituzioni di gravitas ; sentiamo fortemente la responsabilità di fare quello che dobbiamo fare. Sappiamo che se l'Italia non vince la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza non resterà nel G7. Ci sono dei previsori - magari non amanti dell'Italia - che scommettono sulla non riuscita del nostro Paese nella realizzazione del PNRR e fanno una proiezione di noi come un grande villaggio turistico, dove gli italiani faranno da camerieri all'uno per cento dei grandi, bravi e fortunati del mondo. Presidente, io non voglio un'Italia così. Noi di Italia Viva vogliamo un'Italia che resti nel G7 e vogliamo una parola, che forse è brutta e si pronuncia SAL: un acronimo decisamente cacofonico, ma che significa stato avanzamento lavori. Questo è l'unico acronimo che deve rimbalzarci nella testa ogni giorno dei prossimi cinque anni. Presidente, i 240 miliardi ad oggi sono nominali; arriveranno solo se questo Parlamento e il Governo - questo e il prossimo - saranno capaci di fare le riforme. Dichiaro il voto naturalmente a favore del Gruppo Italia Viva al secondo decreto-legge sostegni perché è un provvedimento necessario: è stato necessario per sostenere l'economia; è necessario perché è prodromico alla ripartenza, l'unica cosa che in questo momento realmente conta assieme alla capacità di trasformare l'Italia. Sosteniamo il Governo con grande convinzione e lo ringraziamo per il lavoro di alta qualità che ogni giorno svolge per l'Italia e per gli italiani. DE CARLO (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, comincio già col dichiarare il voto contrario del Gruppo Fratelli d'Italia a questo provvedimento e spiego perché siamo contrari sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché è ormai palese - lo dicono anche i colleghi che mi hanno preceduto, come se fosse colpa di qualcun altro, non degli stessi - il ricorso compulsivo alla decretazione d'urgenza, anche se la pandemia ormai non è più un'urgenza. Dopo un anno e mezzo di confronto costante e continuo con questo disagio che ha colpito la Nazione e il mondo, pensare che qualcosa sia urgente ed emergenziale significa sancire il fallimento della politica di programmazione e della visione dei vari Governi che si sono succeduti all'unico scopo, stante le vostre dichiarazioni, di salvare questa Nazione. Ripeto, salvare da chi, poi, se non da coloro che avevano contribuito a farla arrivare sul baratro? Quelli che oggi fanno parte del Governo Draghi sono gli stessi che - guarda caso - facevano parte dei Governi precedenti, quindi è un'altra ammissione di fallimento rispetto solo a qualche mese prima. C'è ancora il ricorso compulsivo e ossessivo alla fiducia. Nella scorsa legislatura, i parlamentari salivano sui tetti di Montecitorio per manifestare la loro contrarietà alla fiducia e lo facevano giustamente, credendo che si privasse chi era democraticamente eletto come membro del Parlamento della possibilità di incidere sui provvedimenti. Ebbene, oggi quegli stessi parlamentari sono quelli che abbassano gli occhi e trovano una giustificazione - chi richiamando l'emergenza, chi il fatto di dover salvare la Nazione - a questo ricorso sconsiderato, antistorico e assolutamente antidemocratico alla fiducia. Vedete, la maggior parte di voi ha votato sicuramente no, come tanti cittadini, al referendum del 2016 sull'abolizione del Senato. Oggi invece tradite quel mandato dei cittadini con un ricorso alla fiducia che di fatto sancisce il costante e continuo monocameralismo, cioè la possibilità per noi di discutere un provvedimento in una Camera sola, come se l'altra non servisse, come se il mandato popolare che c'è stato dato da milioni di cittadini non servisse a nulla. Oggi infatti c'è questa grande "macedonia" di Governo - guarda caso sempre con una logica di accordo al ribasso - che salva la Nazione e quindi non c'è nemmeno bisogno di quello spicchio di deputati e senatori di Fratelli d'Italia che quasi sono percepiti come un ingombro, come qualcosa da dover zittire. Non lo fate, tra l'altro, solo nelle Aule del Parlamento, perché abbiamo assistito al tentativo di farlo anche sulle TV di Stato, in quanto la necessità di non dare voce all'opposizione ormai fa parte della vostra stessa indole. Cito il disegno di legge Zan, una legge liberticida, con la quale tendete a discriminare e perseguitare chi ha una visione differente dalla vostra e dedicate appunto a quel provvedimento molta più discussione di quella che dedichiamo ad un provvedimento da 40 miliardi che dovrebbe risolvere o proverebbe a risolvere i problemi di tante imprese. Il disegno di legge Zan probabilmente lo sposterete a settembre, quando più vi servirà in campagna elettorale, quando qualcuno di voi lo agiterà come una bandiera a tutela della libertà. Noi invece la bandiera a tutela della libertà la sventoliamo tutti i giorni, anche solo con la nostra presenza in Aula. Non esiste un Paese al mondo che si dica o che sia democratico in cui non esiste l'opposizione, fatevene una ragione, e quell'opposizione è rappresentata proprio da noi, che quindi ci permettiamo anche di dire cose che magari a voi sono un po' scomode. La democrazia si pratica, non si predica, questo è un concetto fondamentale, non potete insegnare la democrazia quando praticate l'antidemocrazia e scambiate l'autorevolezza che credete di avere con il vostro autoritarismo. Capisco che per molti di voi questo sia fonte di assoluta vergogna, dopo aver passato la vita a sbandierare la democrazia come un valore insito nel vostro DNA. Purtroppo poi alla prova dei fatti vi siete dimostrati quello che in realtà siete: liberticidi, limitatori delle libertà altrui, coercitivi della libertà dei cittadini. Io ho avuto il Covid, mi sono vaccinato come tanti di noi, ma credo che non possiamo obbligare qualcuno a farlo solo per il nostro desiderio di limitare fortemente la libertà degli altri, anche perché se tanta gente oggi non si vaccina in Italia, fatevi una domanda e datevi una risposta. Con la confusione che avete generato tra gli italiani medi - AstraZeneca sì, AstraZeneca no, la copertura delle varianti sì, la copertura delle varianti no - avete determinato l'incertezza in tanti cittadini italiani che oggi non si stanno vaccinando. Qual è la base scientifica? Qualcuno in questa Aula può alzarsi e dire che oggi può certificare con assoluta certezza che chi è vaccinato non è in grado di contagiare? Mi pongo un'altra domanda: perché la stessa ferma volontà sui vaccini non la mettiamo in campo anche quando si tratta di curare questo virus? Ci siamo ormai convinti che non c'è rimedio a questo virus, che non esiste possibilità di cura, che l'unica cosa cui dovremmo abituarci è una dose mensile, semestrale o annuale di vaccino? Qualcuno me lo sa dire? In un'Aula di tuttologi come questa, c'è qualcuno che può scientificamente rispondere a queste domande? Se ci fosse, non farebbe chiarezza solo a me che sono vaccinato, ma anche a quelli che fino ad oggi non hanno deciso di farlo proprio per la confusione che voi avete generato nei cittadini. E non voglio nemmeno credere che lo facciate per mantenere uno stato di emergenza perenne che vi consente di calpestare ogni forma di democrazia qui dentro e fuori da queste istituzioni. Se non ci fosse lo stato di emergenza oggi, voi non esistereste nemmeno. Saremmo già andati a votare tutti, come votano milioni di cittadini nelle città più importanti d'Italia. Gli unici per cui non si vota siamo noi perché avete paura di andare a casa; avete paura del giudizio popolare e non perché l'opposizione stia facendo falsa o distorta informazione. Basta la vostra confusione! Il cittadino è molto più maturo di tanti di voi; il cittadino non deve preservare la propria poltrona. Il cittadino fuori giudica in base a ciò che vede; e vede una maggioranza raffazzonata che segue sempre la logica del ribasso e che fa di tutto per rimanere in quest'Aula abbarbicata alla sua poltrona. Non state facendo un favore all'Italia; non state salvando la Nazione; state salvando solo voi stessi. Si chiama autoconservazione della specie. Di quelli fuori vi interessa poco o nulla. Poco vi interessa se uno su quattro non sarà in grado di andare al ristorante, se mettete il certificato obbligatorio. Non vi interessa nulla; non vi interessa se qualcuno non può avere il green pass perché ha delle malattie e non può vaccinarsi. Non vi interessa. Vi importa solo far passare il vostro messaggio liberticida per cui uno si comporta come volete voi o è un dannato. Signori, non è così. Voi dovete fornire gli strumenti scientifici a supporto delle vostre tesi, altrimenti siete dei guru del nulla e non si legifera in una Nazione con il nulla, ma con la scientificità degli atti. Ciò vale solo per il metodo. Nel merito non dovrei neanche intervenire. Dovrei stendere un velo pietoso. Ha ragione il collega che mi ha preceduto. C'è un emendamento presentato dal sottoscritto che destina risorse agli impianti sciistici e ai maestri di sci perché non è arrivato ancora un euro. I decreti attuativi sono, infatti, ancora in pancia della pubblica amministrazione. Su quello dovete decretare l'urgenza e non per deliberare sul nulla, per avere uno slogan e fare un tweet , per rincorrervi su chi è il più bravo. Risorse non se ne vedono. Le imprese ci chiedono ben altro. Secondo i dati Caritas, il 56 per cento dei poveri oggi - come diceva Indro Montanelli, «La sinistra ama talmente i poveri che quando va al potere li aumenta di numero» - non riceve a oggi il reddito di cittadinanza. È una misura che ha fallito e il cui importo sarebbe potuto servire ad abbassare il costo del lavoro delle imprese. È inutile, infatti, dirsi contro i licenziamenti se poi non si danno gli strumenti a quelle imprese per lavorare. Il provvedimento è pessimo e in assoluta continuità con i provvedimenti che abbiamo sempre visto con il Conte I, II e con il Governo Draghi. Pertanto, non avrete mai la nostra fiducia. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, accompagnare il Paese fuori dalla crisi e, al tempo stesso, scongiurare danni permanenti al nostro tessuto produttivo, insieme al consolidamento della ripresa in atto, anche per aiutare, sostenere e favorire l'uscita dalla crisi e la ripartenza della nostra economia, sono i cardini fondamentali del decreto sostegni primo e del secondo. Essi rappresentano, per il nostro Paese, non solo in termini quantitativi, ma anche per la scelta politica e culturale che sta alla base di questi decreti, le radici fondamentali dell'identità del Paese. I 76 miliardi di euro sono utilizzati per sostenere le imprese, per aiutare le partite IVA colpite dalle difficoltà della pandemia, per sostenere il sistema sanitario pubblico nell'attraversare una fase molto difficile e complessa della vita economica e sociale del nostro Paese. In quanta difficoltà si è consolidato quel diritto alla salute, che le risorse che abbiamo destinato hanno aiutato a consolidare! I capisaldi di questi decreti-legge sono le ragioni fondamentali per le quali esprimiamo non solo la conferma della fiducia nei confronti del Governo, ma anche una condivisione di metodo e di merito, sulla quale abbiamo consolidato le azioni fondamentali, che hanno portato l'identità del Partito Democratico ad attraversare questa fase di crisi pandemica, attraverso principi e valori molto importanti, che non dobbiamo mai dimenticare: il sostegno al lavoro, ma nello stesso tempo la consapevolezza che c'era un ritardo culturale da colmare nel sostegno e nella protezione di una moltitudine di partite IVA, di piccole e medie attività, che non avevano tutele e che ci hanno messo di fronte al tema drammatico della necessità di trovare una soluzione anche per il sistema della piccola e media impresa, che contribuisce alla qualità della vita dei nostri centri storici e della nostra economia. È stato dunque un lavoro fondamentale, che aveva radice nel non lasciare da sole le persone e nel non lasciare da sole le imprese. Non c'è conflitto possibile tra capitale e lavoro dentro queste dinamiche. C'era l'obiettivo di unire il Paese, in un grande sacrificio complesso e difficile, per uscire da questa crisi pandemica. Diciamo francamente che abbiamo utilizzato 200 miliardi di euro di indebitamento netto nel 2020 e 76 miliardi nel 2021, abbiamo portato il rapporto tra deficit e PIL all'11,8 per cento e, se a questo aggiungiamo le fondamentali e importanti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, due terzi delle quali anch'esse ad indebitamento netto, siamo di fronte ad un obiettivo cruciale: essere consapevoli che la sostenibilità del nostro debito passa attraverso una nuova crescita strutturale e attraverso la rimozione di quei problemi strutturali che l'Italia ha sempre avuto, nella bassa crescita. Lo dico perché le riforme che accompagnano questi provvedimenti sono fondamentali per affrontare temi strutturali, che tenevano l'Italia tra i Paesi con la più bassa crescita economica nella dimensione europea. Pensate al tema dei giovani, dell'altissimo tasso di disoccupazione giovanile, pensate ai temi della natalità, perché oggi il tema fondamentale sarà proprio quello di mettere a disposizione del Paese e di questa nuova crescita economica le risorse umane sufficienti per abbracciare il futuro. La conversione in chiave ecologica dell'economia e la transizione ambientale e digitale, ma allo stesso tempo anche la transizione sociale, che dobbiamo costruire e programmare, richiedono uno sforzo nuovo sul versante della formazione e della promozione delle competenze. Già oggi non siamo abituati ad una crescita del 6 per cento, perché pur di fronte ad una caduta del PIL del 9 per cento, una crescita del 6 per cento è differente dalla caduta del 9 per cento e richiede ci siano risorse umane sufficienti e necessarie per accompagnare questa crescita. Lo dico con grande franchezza, nei confronti del Governo prima di tutto: mettiamo al centro i processi della formazione e dell'istruzione, perché non c'è futuro se non accompagniamo una conversione delle risorse umane indirizzate ad essere protagoniste di questa nuova crescita. Siamo condannati a crescere strutturalmente oltre 2 punti e mezzo di PIL, per rendere sostenibile il nostro debito. È dunque evidente - e lo dico con grande franchezza - che ci sentiamo orgogliosi anche del lavoro svolto nel precedente Governo, e ancora rafforzato da questo Governo, nella costruzione del nuovo volto dell'Europa. Next generation EU compie un anno; sembra un secolo, ma in realtà è un anno che abbiamo di fronte un nuovo volto dell'Europa: un'Europa che si appresterà, attraverso il Next generation EU, a rendere strutturale una riforma del Patto di stabilità, perché si cancellerà finalmente l'Europa dei "segni meno", dei tagli lineari, dell' austerity , dell'esclusiva attenzione alla dimensione economica. Ci sarà infatti inevitabilmente bisogno di rendere strutturale Next generation EU per favorire strutturalmente una crescita più alta. È evidente che l'utilizzo veloce delle risorse e, nello stesso tempo, l'indirizzo delle risorse verso la transizione vanno perseguiti con coraggio e senza ambiguità: ci può infatti costare di più una manutenzione ordinaria dell'esistente che un investimento che occupi e promuova nuova economia. Dobbiamo prendere in mano le filiere produttive; dobbiamo costruire un piano regolatore dello sviluppo economico. Ci vuole un piano regolatore, perché l'Italia deve inevitabilmente scegliere quali sono le direttrici fondamentali del proprio sviluppo economico. Se coglieremo questa opportunità, avremo un nuovo volto dell'Europa, caratterizzato dalla riforma del Patto di stabilità, dal consolidamento di Next generation EU, da una riforma orientata verso la sostenibilità economica, da una nuova crescita economica, dalla transizione energetica, digitale e sociale. Il Patto di stabilità dovrà favorire gli investimenti, non bloccarli, come è successo prima della pandemia. Ci sentiamo figli di questo nuovo europeismo: il Partito Democratico ha lì le sue radici. Lo dico agli amici senatori della Lega e anche ai colleghi di Fratelli d'Italia: non ci può essere ambiguità, non c'è spazio per un processo ambiguo nelle relazioni tra noi e l'Europa. Il protagonismo dell'Italia nei confronti dell'Unione europea è indispensabile per consolidare questo progetto. Non c'è spazio per abbracciare Orbán strutturalmente e politicamente, per una foto o un messaggio ambiguo. Non c'è spazio nemmeno per correggere i limiti che ci possono essere stati nella comunicazione, nell'esercizio delle funzioni e anche nella promozione delle campagne vaccinali. Nessuno nega che ci sono stati limiti, ma per noi - lo dico chiaramente - non si correggono questi limiti rinunciando alla scienza, rifiutando o contrastando le indicazioni della comunità scientifica. (Applausi) . Anzi, si crea un danno micidiale: se diamo messaggi ambigui, rischiamo una possibile e probabile nuova ondata pandemica tra i non vaccinati. È insopportabile che dal Parlamento escano messaggi ambigui sulle campagne vaccinali. Un insegnante, al pari di un medico, rappresenta un pezzo fondamentale dell' articolazione dello Stato; è il responsabile di una comunità educativa. Non è accettabile pensare di riaprire le scuole con messaggi ambigui da parte della comunità educativa nei confronti della campagna vaccinale. Il vaccino, per quello che è stato il lavoro della Scienza, è indispensabile per proteggere non solo l'individuo singolo, ma soprattutto la comunità dentro la quale abita. Le mie libertà iniziano quando anche chi abita vicino a me è libero di potersi muovere, costruire e progettare il proprio futuro. Non ci vogliono ambiguità. Lavoriamo dunque velocemente alla definizione dei decreti attuativi; raccomando velocità anche nella loro definizione. Lavoriamo per perfezionare il messaggio della campagna vaccinale, perché questo è indispensabile per consolidare l'uscita da questa crisi. Facciamolo insieme, senza ambiguità e abbracciamo finalmente quel processo del nuovo europeismo che renderà l'economia e la società italiane più giuste, più eque e più solidali. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, onorevoli senatori, rappresentanti del Governo, la componente Liberi e Uguali-Ecosolidali del Gruppo Misto voterà a favore della fiducia. Il provvedimento in esame è frutto anche del lavoro fatto dal Senato, come alcuni colleghi hanno già evidenziato. Con gli ordini del giorno abbiamo indicato un percorso che ha dato delle risposte importanti con riferimento all'agricoltura, al lavoro stagionale, ai costi fissi e al turismo, tutti temi che avevamo posto con grande impegno. Si tratta di segnali utili. Vedo che continua una polemica francamente un po' inutile riguardante le grandi novità del Governo Draghi rispetto al Governo Conte. Voglio ricordare a tutti i colleghi che la scelta di superare i codici Ateco e procedere verso il riconoscimento dei danni effettivamente subiti dall'impresa era stata già definita e impostata con il Governo precedente. Oggi si stanno facendo dei passi in avanti e ne siamo soddisfatti. Il provvedimento contiene scelte importanti e positive, ma anche aspetti che non condividiamo e che consideriamo un errore aver introdotto nel decreto-legge. Penso, ad esempio, alla norma sulla riduzione dell'IVA al 10 per cento per i richiami vivi. Si tratta di una scelta veramente incomprensibile dal punto di vista ambientale e della gestione della caccia. (Commenti). Collega, avremo modo di discuterne. (Commenti). Sì, stiamo parlando di richiami vivi. Ringrazio il Governo per aver accolto il nostro ordine del giorno che pone la necessità di rivedere questa norma. Sono state fatte scelte importanti in tema di lavoro (penso agli stagionali), ma rimangono questioni non risolte. Colleghi e colleghe, credo che occorra una discussione tra noi che vada oltre il coro "bene o male" e avendo il coraggio di vedere i problemi. In caso contrario, non capisco a cosa serve quest'Assemblea. In tema di licenziamenti è stato fatto un passo in avanti, ma è del tutto evidente che non funziona. Ciò che abbiamo visto con la e-mail mandata dall'impresa in Toscana per comunicare il licenziamento ai dipendenti, o perfino con la proposta - impropria e insostenibile - di Confindustria di un green pass come via innovativa al licenziamento è veramente qualcosa che non va. Sia chiaro che su tutta la questione del lavoro dobbiamo fare un salto di qualità e che diventa ancora più urgente la questione della riforma universalistica degli ammortizzatori, che, insieme all'altro paletto strategico della formazione, sia in grado di costruire finalmente le politiche attive. Da questo punto di vista, la classica polemica sul reddito di cittadinanza francamente non sta in piedi. Il reddito di cittadinanza è stato infatti fondamentale in questi ultimi mesi. (Applausi) . Allo stesso modo, è stata fondamentale la capacità, anche con il reddito di emergenza, di rispondere ai buchi esistenti. Questo non significa che sul reddito di cittadinanza non vi sia la necessità di fare degli interventi correttivi. Ma il reddito di cittadinanza è una scelta che hanno fatto praticamente tutti i Paesi europei; io vorrei che ne prendessimo atto e che riuscissimo a fare un salto di qualità nella discussione. Anche la storia secondo cui non si trovano lavoratori stagionali perché c'è il reddito di cittadinanza è una sciocchezza ed è una strumentalizzazione (se posso dire come la vedo). C'è una grande questione salariale nel nostro Paese; senza affrontare questa, non andiamo da nessuna parte. (Applausi) . Vorrei dire una cosa per me molto importante: abbiamo unificato i due tetti relativi ai farmaci innovativi e ai farmaci antitumorali. È un intervento spot che non risolve il problema. C'è un ordine del giorno che il Governo ha approvato, presentato da noi, che sollecita a impostare una nuova politica del farmaco, una nuova governance . È giusto rivedere i tetti, ma ciò va fatto all'interno di una strategia di sistema; diversamente, il sistema sanitario non reggerà. Colleghe e colleghi, i nuovi farmaci innovativi hanno dei costi che si moltiplicano non per il 100 o il 200 per cento, ma per il 1000 o il 2000 per cento; o costruiamo una nuova strategia o non andiamo da nessuna parte. C'è già un documento sulla governance , è dentro al Patto per la salute: applichiamolo subito e rivediamo il prontuario farmaceutico, dove paghiamo dei farmaci il 150 o il 200 per cento in più di quello che si dovrebbero pagare. Bisogna fare delle scelte, e arrivo così all'ultimo punto che volevo sollevare. La discussione è stata complessa. Capisco bene che siamo in una situazione difficile e che non si può recriminare astrattamente sulla funzione del Parlamento e sulla funzione del Senato. Ma esiste un problema di metodo e di sostanza (mi rivolgo al Governo): si possono anche convertire i decreti-legge in poco tempo, ma lo spazio per un confronto politico ci deve essere. Prima di impostare il provvedimento e durante l'impostazione del provvedimento, il Governo ci faccia una proposta; non possiamo trovarci costretti in un monocameralismo di fatto, che ci impedisce di dare un contributo. È un compito fondamentale del Governo quello di valorizzare il ruolo e i contributi che vengono dai Gruppi parlamentari. Valorizzare quest'Aula non è un elemento di debolezza, ma è un elemento di forza del Governo. A questo proposito, vorrei dare alcune indicazioni di lavoro. Al di là dei decreti - su cui pure bisognerà trovare con il Ministro per i rapporti con il Parlamento un percorso diverso - vogliamo discutere della direzione di marcia del PNRR? È ora. Io sono preoccupato quando sento Ministri che ci dicono che la proposta della Commissione europea sulla transizione ecologica è troppo rapida. Quale strada stiamo prendendo? Che riforma del welfare stiamo attuando? Come vanno i progetti? Per valorizzare l'Aula, non serve stabilire che c'è una quota che si distribuisce tra i diversi Gruppi. A me di questo non interessa nulla. Venite però a spiegarci come vanno i progetti e quale direzione di marcia stiamo prendendo, perché la cosa di cui sono preoccupato - l'ho già detto e lo ripeto - è che non vorrei che ci trovassimo, fra qualche mese, al primo check sui progetti, a verificare che siamo in ritardo e magari incrociare a quel punto progetti già fatti, fuori da qualsiasi strategia. Tutti abbiamo detto che dopo la pandemia cambia tutto. Io dico che dobbiamo lavorare perché dopo la pandemia cambi davvero questo Paese. (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentante del Governo, colleghi senatori, come già detto da numerosi colleghi prima del mio intervento, anche oggi votiamo in quest'Aula un provvedimento cristallizzato in un in un solo ramo del Parlamento: una prassi che potrebbe anche avere le sue motivazioni, ma che certo non rispetta oggi il dettato costituzionale, che prevede l'attività legislativa in capo alle due Camere, in un gioco di assoluta parità. Un bicameralismo perfetto che, piaccia o non piaccia, oggi è la nostra regola e definisce la nostra attività legislativa. Questa non è assolutamente un'eccezione; visto che richiamiamo tutti, sempre, nei nostri interventi la centralità del Parlamento, non vorrei che alla fine fosse soltanto un esercizio di retorica. (Applausi) . Quindi, così come hanno fatto tutti i Gruppi parlamentari, richiamiamo anche noi con forza, ma con delle motivazioni, la centralità del Parlamento. Veniamo al provvedimento in esame, che - com'è stato ricordato - nasce in questa Camera sulla spinta del primo decreto sostegni, con degli ordini del giorno che tutta la maggioranza ha sostenuto in quest'Aula. Quindi, il decreto-legge sostegni- bis basa il suo approccio proprio sull'indirizzo politico che il Senato ha dato. È un provvedimento poderoso, importante, che nasce con una base di 40 miliardi e 77 articoli; poi, nel lavoro parlamentare che è stato fatto alla Camera, si reperiscono altre risorse e diventa un provvedimento da 43 miliardi, aumentando anche il numero degli articoli e la mole degli interventi previsti. Come sempre, coerentemente con quanto facevamo quando eravamo all'opposizione, anche oggi che siamo in maggioranza, essendo appunto una forza politica coerente, sottolineiamo una nota dolente, quella dei decreti attuativi. Siamo in emergenza, dobbiamo essere veloci nelle misure. (Applausi) . Quindi, Sottosegretario, invito lei e il Governo a dare attuazione immediata a tutti i decreti attuativi che ci sono, perché bisogna arrivare alla gente, in questo momento particolare di emergenza, nella maniera più veloce possibile. È un decreto che trova la sua copertura di 40 miliardi, con l'ultimo voto espresso dal Parlamento, come scostamento di bilancio: una vera e propria manovra finanziaria. Le modifiche alla Camera hanno assolutamente migliorato il provvedimento, lo hanno potenziato, soprattutto sulle misure economiche, che oggi devono avere un forte impatto sociale ed economico, perché sappiamo tutti come la pandemia ha portato quest'anno a una grave crisi. Una ripartenza che - sappiamo tutti - non è facile; ce lo dicono i dati economici, ce lo dice anche l'Istat: ci sono interi comparti industriali che stentano ancora a ripartire. Abbiamo quindi la necessità di aiutare e sostenere ed è difficile, in questo momento, ritornare alla situazione economica precedente al Covid-19. Siamo però soddisfatti del lavoro che abbiamo svolto prima col decreto-legge sostegni, oggi con il decreto-legge sostegni- bis , e rivendichiamo tante delle misure che sono state inserite, anche perché abbiamo segnato, rispetto al passato, un cambio di passo notevole. Siamo passati oggi dalla strategia dei ristori a quella dei sostegni. (Applausi) . Abbiamo tolto i codici ATECO, che scontentavano tutti, così come abbiamo eliminato tante forme di assistenzialismo che non servivano a niente e siamo passati al fondo perduto, agli investimenti: tutte linee di indirizzo che Forza Italia ha dettato nei vari provvedimenti. Vorrei citare alcuni dati per lasciarne traccia nel mio intervento. Il decreto-legge sostegni- bis si compone di nove Titoli, di cui i due principali sono «Sostegno alle imprese, all'economia e abbattimento dei costi fissi» e «Misure per l'accesso al credito e la liquidità delle imprese». Ci sono poi misure per la salute e per gli enti territoriali: importanti sono gli aiuti che stiamo facendo arrivare a tutte le amministrazioni pubbliche, ai Comuni, ai nostri sindaci che sono in prima linea. (Applausi) . Ci sono anche misure per i giovani, per la scuola, per la ricerca, per la cultura e per l'agricoltura, che è anche per noi un tema importante. Anche in questo provvedimento sono previsti sostegni per le imprese: 15 miliardi, di cui 11,4 a fondo perduto; 1,8 miliardi per il credito d'imposta; 1,2 miliardi per l'internazionalizzazione delle imprese; 600 milioni di euro per l'esenzione dalla Tari (Applausi) , perché anche questa era una vergogna e noi oggi finalmente, con le attività chiuse, diamo ristoro a quegli esercenti, a quelle attività commerciali che pagavano la Tari ingiustamente. È previsto poi anche l'accesso al credito e alla liquidità per le imprese: 9 miliardi di euro per garantire l'accesso al credito, sostenere la liquidità e incentivare la capitalizzazione. È stata prorogata al 31 dicembre 2021 la moratoria sui prestiti. Si tratta quindi di tanti provvedimenti importanti che anche noi di Forza Italia abbiamo voluto con determinazione, lavorando, come abbiamo detto, anche in sinergia con il Gruppo alla Camera, che ha approvato numerosi emendamenti. In questa stessa Aula, nonostante il provvedimento fosse cristallizzato, abbiamo puntato però su due argomenti. La invito dunque, signor Sottosegretario, a dare seguito ad alcuni ordini del giorno che sono stati accolti. Due, in particolare, sono quelli su cui come Forza Italia mi soffermo. Il primo riguarda il rincaro delle materie prime, che sta mettendo in difficoltà un settore importante come quello dell'edilizia (Applausi) , perché dobbiamo dare seguito alla misura del "superbonus". Il secondo ordine del giorno, che sto personalmente sostenendo con il collega Massimo Ferro, è quello riguardante il rating delle banche: anche se è materia europea, il Governo si deve impegnare su questo, perché tante banche oggi hanno necessità di credito, ma - ahimè - il rating durante questo periodo di Covid è peggiorato. (Applausi) . Dobbiamo dunque fare in modo che il rating per l'accesso al credito sia invece quello precedente al periodo del Covid. Sono due ordini del giorno importanti, con impegni che rimetto a lei, signor Sottosegretario. Tutti sappiamo qual è stato l'impatto devastante della pandemia sul sistema economico italiano, che è fatto di piccole e medie imprese, che non possono resistere tanto in autonomia. Ecco dunque perché il sostegno, il supporto alle attività economiche, che non abbiamo fatto mancare. Abbiamo avuto anche noi un colloquio diretto con le categorie produttive, con i professionisti, con le partite IVA. Li abbiamo sempre ascoltati; abbiamo preso e acquisito le loro proposte e le abbiamo trasformate in provvedimenti, perché abbiamo un collegamento diretto con le imprese. Fondo perduto, iniezioni di liquidità: tutte attività economiche che, come dicevamo, servono oggi a sostenere la nostra economica, che è sicuramente forte, ma - ahimè - può diventare fragile da un momento all'altro, perché fatta di piccole e medie imprese. Ci auguriamo che quanto prima l'economia possa ripartire, che in autonomia si riprenda, si riapra e si cammini, restituendo quindi la dignità del lavoro e del reddito a queste attività. I dati sono certamente confortanti. Nel 2020 abbia avuto una perdita notevole del PIL, ma gli indicatori economici ci parlano oggi di una crescita importante, che dobbiamo aiutare e accompagnare. Si prevede dunque veramente uno slancio importante del prodotto interno lordo, quindi una ripresa economica. Le variabili però, purtroppo sono ancora tante, come ad esempio anche quelle legate all'efficacia del piano dei vaccini. Bisogna insistere dunque sui vaccini, dobbiamo vaccinare tutta la popolazione italiana. (Applausi) . È importante. Abbiamo - ahimè - lo spettro di una nuova ondata e delle varianti, purtroppo ancora ignote, che aleggia davanti a noi. Dobbiamo quindi ancora combattere, la battaglia non è assolutamente finita e non possiamo abbassare la guardia in questo momento particolare. (Applausi) . Non dobbiamo mollare la presa, ma dobbiamo essere pronti - e mi rivolgo al Governo - a preparare tutti quei provvedimenti che oggi anticipino l'emergenza che può determinarsi. È importante essere pronti. Ecco perché non dobbiamo mollare, ma essere tempestivi e incisivi, nel tentativo di anticipare l'emergenza e non di rincorrerla, come invece era accaduto nel passato. (Applausi) . Ecco l'impegno di Forza Italia nel Governo, con un cambio di passo notevole su tanti temi, e il decreto-legge sostegni e il decreto-legge sostegni- bis ne sono la prova provata. (Applausi) . TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Lega si riconosce pienamente in questo provvedimento. Si tratta di più di 40 miliardi di euro a sostegno degli investimenti, delle imprese, delle partite IVA, delle famiglie, dei lavoratori, della sanità, dei Comuni e degli enti locali. Per noi rappresenta un vero e proprio cambio di passo e di impostazione rispetto ai decreti-legge ristori del precedente Governo. Innanzitutto non ci sono sprechi, né scelte discutibili. Tutta l'opposizione ha mosso legittimamente critiche al metodo, ossia al fatto che questa Camera non abbia potuto emendare il provvedimento; si tratta sicuramente di critiche importanti, ma non una critica è stata mossa rispetto alle norme contenute in questo decreto-legge, a dimostrazione che c'è stato un cambio di passo e non sono stati stanziati fondi in direzioni discutibili, come avvenuto in passato per monopattini, banchi a rotelle, bonus , sussidi. (Applausi) . Questo rappresenta un cambiamento di cui la Lega si è resa protagonista. Ogni misura è stata indirizzata al sostegno di chi ha subito i danni più pesanti della pandemia e al rilancio della nostra economia. Sono poi cambiati i criteri: rispetto ai decreti ristori del Governo Conte, non si sono più utilizzati i codici Ateco - alcuni sì e alcuni no - per erogare i sostegni. Finalmente ci si è basati sul calo del fatturato, come è stato richiesto a più riprese dalla Lega quando era all'opposizione, ed è stato utilizzato come criterio la perdita dei costi fissi d'esercizio. Questo è il contributo che la Lega ha dato a questo provvedimento e al cambio di passo di questo Governo. Inoltre, a differenza dei decreti-legge ristori del Governo precedente, il provvedimento aiuta i dimenticati. Sono stati garantiti sostegni a partite IVA, autonomi e al settore del turismo (hotel, ristoranti, bar), al settore del wedding , alle fiere nazionali, ai centri termali, agli impianti di risalita sciistici, alle agenzie di viaggio, ai bus turistici, alle guide turistiche: tutti settori che nei precedenti decreti erano stati tralasciati e trascurati. Non abbiamo dimenticato il terzo settore, l'IPAB (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza), la non autosufficienza e nemmeno gli agricoltori, colpiti da gelate, alluvioni e calamità naturali. Abbiamo finalmente stabilito un criterio di giustizia nei confronti dei proprietari degli immobili affittati. Abbiamo tutelato chi ha subito il blocco degli sfratti, che non dovrà pagare l'IMU per il 2021 grazie all'azione emendativa della Lega alla Camera dei deputati. (Applausi) . Abbiamo tutelato famiglie, imprese, lavoratori autonomi, che non sono in grado di provvedere a tutti gli oneri e gli adempimenti fiscali, che sono stati rinviati (ma in ogni caso riteniamo che prima o poi si dovrà parlare seriamente in queste Aule di pace fiscale e di riforma del fisco). Li abbiamo tutelati perché è stato lo Stato a impedire loro di lavorare e ora non può chiedere loro anche di pagare ciò che non sono in grado di pagare. Dobbiamo fare una seria riflessione se oggi ci sono ancora le condizioni in questo Paese per fare impresa, per essere un lavoratore autonomo, per aprire una partita IVA. Il Governo deve dare queste risposte e la Lega insisterà fino alla fine di questo mandato affinché si intervenga seriamente. (Applausi) . Noi siamo convinti che sia stato fatto un buon lavoro, un ottimo lavoro. Il decreto-legge in esame, i suoi contenuti, la sua impostazione, i correttivi approvati dalla Camera giustificano pienamente la scelta della Lega di sostenere questo Governo. Se la Lega avesse deciso di stare comodamente all'opposizione senza rischiare, senza assumersi le proprie responsabilità, rimanendo a guardare, a criticare quello che facevano o non facevano le altre forze politiche, molte delle norme utili e necessarie che sono contenute in questo decreto-legge non avrebbero trovato spazio e non avrebbero trovato approvazione da parte delle Aule parlamentari (Applausi) . In questa fase così drammatica per il nostro Paese è dovere della Lega garantire il proprio contributo per migliorare, per modificare, per corregge le misure (e anche criticarle quando è necessario) adottate dal Governo. Ci stiamo provando ogni giorno e ci stiamo riuscendo, il provvedimento in discussione ne dà una testimonianza concreta. La maggioranza che sostiene il Governo non è politica, come è evidente a tutti. Nasce in una legislatura in cui nessuno schieramento aveva i numeri per governare autonomamente; le leggi elettorali di Comuni e Regioni garantiscono la governabilità, la legge elettorale delle consultazioni politiche non lo fa. Questa scelta - perché di scelta si tratta - è la vera causa dell'ingovernabilità del nostro Paese e non è una responsabilità della Lega. La pandemia e le sue drammatiche conseguenze non ci consentono di essere inermi spettatori. Questa è la legittima scelta di altri, non la nostra (Applausi) . Il decreto-legge in esame ci ripaga pienamente della nostra decisione: aiuta concretamente famiglie, lavoratori, imprese, la nostra collettività, la nostra società a stare in piedi, a reggere e anche ad andare avanti. Senza la Lega al Governo molte delle scelte e delle norme contenute in questo provvedimento non avrebbero trovato spazio, non avrebbero trovato risposta, non sarebbero state approvate. Facciamo però una raccomandazione al Governo che continuiamo a sostenere: non basta stanziare le risorse, bisogna erogarle rapidamente. C'è un ritardo nell'approvazione dei decreti attuativi; chiediamo che ci sia un intervento efficace, solerte, una cabina di regia perché i cittadini non possono aspettare. La nostra parte l'abbiamo fatta, ora sta al Governo stanziare effettivamente le risorse che il Parlamento ha approvato. In questo provvedimento ci riconosciamo pienamente, anche grazie alle correzioni e alle modifiche apportate dalla Camera. Per questi motivi il Gruppo della Lega voterà a favore del decreto-legge sostegni- bis e rinnoverà la propria fiducia al Governo. (Applausi) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, componenti del Governo, nell'annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle alla questione di fiducia posta sul provvedimento in esame, desidero ricordare a tutti i componenti dell'Assemblea che noi siamo qui oggi per fare un altro passo in avanti per vincere questa difficile emergenza. I 45 miliardi del decreto-legge sostegni- bis sono un tassello ulteriore del mosaico molto più complesso e corposo di provvedimenti in gran parte dovuti al grande sforzo fatto dal precedente Governo Conte II, grazie a sostegno del MoVimento 5 Stelle. Oggi noi realizziamo quanto abbiamo già anticipato col precedente decreto-legge sostegni, perché con questo provvedimento sosteniamo con forza le imprese, attenzioniamo i più deboli, supportiamo i lavoratori e le famiglie e aiutiamo anche oltre 1.000 Comuni. È vero, signor Presidente, che forse dopo un anno non avrebbe nemmeno più senso ribadirlo, però diciamo ancora che è sbagliato e fuorviante pensare alle risorse stanziate in ogni provvedimento per dire se va bene o meno, perché quelle risorse non basteranno mai per le esigenze di tutti; quello che conta, invece, è un percorso che è nato nel marzo 2020 con il decreto-legge cura Italia e del quale poi bisogna tener presente almeno tre elementi. Il primo elemento è quello economico: parliamo di oltre 200 miliardi di euro messi in campo da nove provvedimenti economici nel 2020, dalla legge di bilancio dello scorso anno e dai due decreti-legge sostegni e sostegni- bis del 2021. Vi sono poi i 235 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Fondo nazionale complementare che saranno messi a disposizione da qui ai prossimi sei anni. Infine l'elemento forse più importante: la riapertura graduale delle attività e della filiera economica. Questo, sì, che consentirà di far riprendere finanziariamente il Paese. Oggi dobbiamo ribadire con forza il nostro sostegno alle imprese. In che modo dobbiamo farlo? Ci sono 15 miliardi nel provvedimento che sono destinati a contributo a fondo perduto alle imprese e, di questi, 8 miliardi sono automaticamente assegnati ad imprese che già con il precedente provvedimento avevano avuto il contributo a fondo perduto. Se non bastasse questo, vorrei ricordare al collega che mi ha preceduto che lo stesso MoVimento 5 Stelle era concorde nel superare anche la logica del fatturato dopo quella dei codici Ateco. Come l'abbiamo fatto? Si farà riferimento in questo difficile periodo alla perdita di utile avuta dalle imprese, considerando anche i reali costi da esse sostenuti. A questo settore sono dedicati ben 4 miliardi su base opzionale. Ci sono poi imprenditori, come Raffaele, un giovane imprenditore napoletano del settore delle costruzioni, che lamentano il fatto che il riferimento per constatare la perdita di fatturato con il Covid non dovesse essere l'inizio dell'anno e, quindi, gennaio 2020, ma il periodo successivo all'arrivo del Covid. Infatti, a partire da aprile 2020, sono dedicati ben 3 miliardi di euro a tali imprenditori. C'è però purtroppo chi è ancora in forte sofferenza in questo periodo, forse perché non aveva un lavoro prima del Covid e forse anche perché non aveva un nonno o un genitore che potessero dargli dei soldi per poter mangiare. L'incontro con una giovane madre, con un bambino da crescere e con studi da completare, che ci ha ringraziato per il sostegno che ha avuto dal Paese, dall'Italia, in un momento così difficile, mi ha reso orgoglioso. (Applausi) . Purtroppo però, cari colleghi, c'è gente che non può nemmeno accedere al reddito di cittadinanza perché non solo non ha i genitori o qualcuno che possa dargli una mano, ma perché magari ha avuto un parente da cui ha ereditato una casa e quindi non ha più i requisiti per l'accesso. Come si fa? A queste persone abbiamo pensato quando abbiamo rinnovato di altri quattro mesi il reddito di emergenza. E pensare che oggi c'è chi vuole eliminare il reddito di cittadinanza (Applausi) , erigendosi a sommo giudice della giustizia sociale. Per non parlare poi di chi campa di politica da un quarto di secolo - potrei definirli politica dipendenti - che si permette di sputare sulla povera gente, arrivando a dire che il reddito di cittadinanza è il metadone e chi lo percepisce un tossicodipendente. (Commenti. Applausi) . Ma vi rendete conto di quello che dite? Cosa sarebbe accaduto in questo periodo se non ci fosse stato il reddito di cittadinanza? Allora noi, oggi più che mai, più di prima, come MoVimento 5 Stelle dobbiamo ribadire che il reddito di cittadinanza si tocca, ma lo si fa per migliorarlo e completarlo. C'è però da dire una cosa: questo passo in avanti non è indolore, sta costando caro soprattutto a diversi colleghi, che non trovano soddisfazione nei contenuti del provvedimento. È però per il nostro forte senso di responsabilità che, in un momento così critico per il Paese e complicato per l'economia, la sanità, la famiglia e le imprese, abbiamo ritenuto gli aspetti positivi del decreto-legge sostegni -bis superiori a quelli negativi. Per tale ragione stiamo dando fiducia al Governo. Attenzione però, e qui rivolgo un appello al Governo e alle altre forze politiche, affinché nei prossimi provvedimenti si trovi ancora più larga e maggiore condivisione sui temi da trattare. Richiamo tutti a quella responsabilità, anche chi in questo periodo difficile (Applausi) per il nostro Paese, anziché pensare a risolvere i problemi, pensa alle nomine in Puglia o a gettare ombre oscure sulla Guardia di finanza. E qui va il nostro ringraziamento, invece, a tutti i finanzieri e alle Forze dell'ordine per il prezioso lavoro che svolgono quotidianamente, prestando servizio con impegno e dedizione. (Applausi) . Facendomi portavoce di tanti colleghi che me lo chiedono nei corridoi, la mia domanda è: il sottosegretario Durigon non ravvisa la necessità di venire in quest'Aula a chiarire la sua posizione? (Applausi) . Vogliamo sapere bene cos'è accaduto; se non ha nulla da nascondere, venga e ce lo dica: saremo contenti di ascoltarlo. Colleghi, è inutile negarlo, siamo politicamente molto diversi e siamo contenti di esserlo. Siamo anche profondamente distanti su temi molto importanti, e anche di questo siamo contenti; tuttavia, vorremmo andare avanti in un percorso di condivisione, seguendo una strada che abbiamo già tracciato, proprio quando abbiamo convertito in legge questo decreto-legge alla Camera. Mi riferisco in particolare all'emendamento votato da tutte le forze politiche - Italia Viva esclusa - che prevede la compensazione dei prezzi per le materie prime nei lavori pubblici. Giova a tutti ricordare che la certificazione del credito di imposta, la cessione del credito di imposta e la circolazione "n volte" del credito di imposta introdotta nel maggio 2020 con il superbonus al 110 per cento hanno fatto sì che l'Italia diventasse la prima economia europea a raggiungere i livelli di produzione delle costruzioni addirittura del periodo pre-Covid: l'unica in Europa. (Applausi) . Nessun altro è riuscito a raggiungere livelli di produzione delle costruzioni pre-Covid, solo l'Italia. (Applausi) . Tanto lavoro però ha generato qualcosa di inaspettato, cioè l'aumento incontrollato di alcuni prezzi dei materiali edili per le costruzioni nei lavori pubblici. Ecco che allora siamo stati bravi, tutti insieme, ad ascoltare le imprese, che ci hanno evidenziato questo problema, e a dare una risposta. Come abbiamo fatto? Abbiamo destinato le somme che sono all'interno dei quadri economici di ogni intervento agli imprevisti e ai ribassi d'asta, inclusi gli accantonamenti non vincolati, per revisionare i prezzi in aumento. Come se non bastasse, abbiamo previsto l'istituzione di un fondo di 100 milioni di euro presso il Ministero delle infrastrutture e la mobilità sostenibili per l'adeguamento dei prezzi. Vado a toccare l'ultimo punto, colleghi, rivolgendovi un appello al senso di responsabilità proprio in riferimento al superbonus: tutti ne parlano e tutti lo vogliono, dagli alberghi alle scuole, agli ospedali; lo vogliono dappertutto, però, poi, nei fatti, quando ci presentiamo nei lavori parlamentari, siamo in pochissimi a lavorare su questa materia. Dobbiamo lavorare assieme affinché la scadenza del superbonus venga prorogata almeno al 2023 (Applausi), in linea con quanto dichiarato dal presidente Draghi nel discorso di insediamento alle Camere. Soltanto se la scadenza diventa successiva al 2023, possiamo porre termine all'onda speculativa finanziaria generata dall'attuale scadenza, cosicché le imprese possano avere davanti a loro un orizzonte temporale che consenta loro di gestire e organizzare meglio i lavori, generare lavoro in un momento così difficile e soprattutto fare i lavori bene. Signor Presidente, in un momento di così grande difficoltà, in cui è necessario unire le nostre forze per vincere questa pesante emergenza e far uscire i cittadini italiani e le imprese dalle sofferenze in cui vivono, a nome del MoVimento 5 Stelle esprimo un voto favorevole alla fiducia su questo provvedimento. (Applausi) . CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, con il decreto-legge al nostro esame il Governo sta mettendo l'ennesimo tassello per l'annichilimento del Parlamento. Un provvedimento così corposo e importante è arrivato nell'Aula di questo ramo del Parlamento tre giorni fa; è sbarcato in Commissione finanze e in Commissione bilancio con un parere predisposto e letto l'altro ieri e votato immediatamente dopo. Andatevi a leggere i resoconti delle Commissioni: non c'è nessuno, trasversalmente, che non abbia lamentato l'impossibilità oggettiva di studiarlo e leggerlo. Non abbiamo toccato palla. Nessuna delle forze politiche - neanche di maggioranza - ha potuto discutere il provvedimento. Si è andati anche oltre, però, questa volta. Addirittura il Parlamento si era espresso in maniera pressoché unanime, o comunque la maggioranza si era espressa per conservare le misure di cashback e invece il Governo ha tirato dritto, in senso contrario a quello in cui si era espresso il Senato, e ha introdotto nel decreto sostegni- bis la sospensione del cashback. Non solo, quindi, non ne possiamo discutere, ma, anche quando ne discutiamo, non veniamo presi in considerazione, siamo ininfluenti. Non c'è stata la minima discussione, ad esempio, su provvedimenti importantissimi come la proroga dello sblocco dei licenziamenti, tema sul quale si possono avere opinioni diverse, ma su cui si dovrà pur discutere. Non stiamo discutendo più di niente, nemmeno di temi fondamentali come ad esempio il green pass o le questioni che vanno a toccare le libertà fondamentali. Ci chiedete la fiducia, ma non la possiamo dare a questo Governo, perché non ci fidiamo di come sta spendendo i soldi dei cittadini, perché non sta tutelando la salute e sta distruggendo la democrazia in Italia, andando a toccare diritti fondamentali degli individui in assenza di discussione del Senato. L'Alternativa C'è voterà no alla fiducia al Governo Draghi sul decreto sostegni- bis. (Applausi) . PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'articolo unico del disegno di legge n. 2320, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Ciascun senatore potrà votare esclusivamente dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Estraggo a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome della senatrice Pergreffi). Invito il senatore Segretario a procedere all'appello, iniziando dalla senatrice Pergreffi. TOSATO, segretario, fa l'appello. (Nel corso delle operazioni di voto assumono la Presidenza il vice presidente CALDEROLI - ore 11,30 -, indi il vice presidente TAVERNA - ore 11,40 -). PRESIDENTE.Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'articolo unico del disegno di legge n. 2320, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 242 Senatori votanti 242 Maggioranza 121 Favorevoli 213 Contrari 28 Astenuti 1 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 73. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il question time . (La seduta, sospesa alle ore 11,41, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Mirabelli ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02658 sui profili di ordine pubblico connessi alla ripresa delle esecuzioni delle procedure di sfratto, per tre minuti. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, come sappiamo tutti, il Governo ha deciso - a mio parere, giustamente - di prorogare la sospensione dell'esecuzione degli sfratti fino al 31 dicembre 2021, fatta esclusione per quelli resi esecutivi sostanzialmente prima della pandemia. Si tratta di un passaggio importante: dal 1° luglio sono 80.000 le famiglie interessate da un provvedimento che stabilisce che gli sfratti esecutivi possano essere eseguiti. Ci sembrava importante confrontarci con il Governo per capire quali misure si possano mettere in campo per fare in modo che questa mole di sfratti, che, se fosse eseguita tutta in tempi rapidi, comporterebbe una vera e propria emergenza sociale, con le relative tensioni, si possa diluire nel tempo e gestire, magari valutando caso per caso rispetto agli interessi e alle condizioni sia dei proprietari, sia delle persone che devono essere sfrattate. Riteniamo auspicabile favorire un coordinamento tra le diverse istituzioni, che sicuramente le prefetture possono fare meglio di qualunque altro soggetto, per garantire che si possano creare le condizioni non solo perché gli sfratti vengano eseguiti progressivamente, contingentando i tempi, ma soprattutto perché nessuno resti in strada e che si creino soluzioni per chi viene sfrattato. PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Onorevoli senatori, preliminarmente ricordo che l'articolo 6 del decreto-legge n. 102 del 2013 ha istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli. Lo scorso 8 luglio il Ministero delle infrastrutture, a seguito di intese in Conferenza unificata, ha predisposto per la successiva firma del Ministro dell'economia i decreti di riparto dei fondi di sostegno alle locazioni per un importo di 260 milioni di euro per l'anno 2021. Tale disposizione ha anche previsto il coinvolgimento delle prefetture, attraverso l'adozione di misure di graduazione programmata dell'intervento della forza pubblica nell'esecuzione dei provvedimenti di sfratto. Anche in relazione alle situazioni di maggiore criticità sul territorio, nella consapevolezza che in molti casi i nuclei familiari oggetto delle procedure esecutive di sfratto si trovano in condizioni di grave disagio economico e sociale, alcune prefetture hanno già attivato tavoli di confronto coinvolgendo i diversi attori istituzionalmente competenti: le Regioni, i Comuni, l'autorità giudiziaria, gli enti di gestione dell'edilizia popolare e le organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini degli immobili. In alcuni casi, si è giunti alla sottoscrizione di un protocollo di intesa con gli interlocutori istituzionali proprio per armonizzare ed integrare gli interventi, in particolare quelli previsti sulla morosità incolpevole sotto i profili della ripartizione delle risorse disponibili, del numero degli alloggi da assegnare in emergenza agli sfrattati, nonché delle procedure da attuare nei confronti delle famiglie colpite da sfratto. Nel quadro delle misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno, con mio decreto del 24 giugno scorso, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, abbiamo ripartito il fondo di 500 milioni di euro per l'anno 2021, previsto dall'articolo 53 del decreto-legge n. 73 del 2021, finalizzato all'adozione da parte dei Comuni di misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno alle famiglie per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche in relazione proprio al perdurare dell'emergenza. In conclusione, assicuro che i prefetti, proseguendo nella direzione tracciata fin dall'aprile 2020, a seguito di mia direttiva volta a intercettare i segnali di disagio sociale, ivi compreso quello abitativo, continueranno a svolgere ogni utile iniziativa, anche mediante la sottoscrizione di nuovi protocolli o la rivisitazione di quelli già esistenti, per un'adeguata azione di bilanciamento degli interessi a tutela delle fasce più deboli. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Mirabelli, per due minuti. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ringrazio la Ministra. Mi dichiaro assolutamente soddisfatto della risposta e per la notizia che sono stati ripartiti i fondi per la morosità incolpevole, che è una cosa importante. Mi pare che si stiano aprendo i tavoli - la Ministra mi conferma che c'è una direttiva del Governo - per gestire questa fase difficile. Credo che la sensibilità dimostrata meriti un apprezzamento per la risposta. PRESIDENTE . La senatrice Bonino ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02728 sull'andamento della procedura di regolarizzazione dei lavoratori stranieri, per tre minuti. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Signor Presidente, signora Ministro, insieme con la collega De Petris abbiamo presentato un'interrogazione sull'applicazione o meno del decreto-legge n. 34 del 2020 e, quindi, è passato più di un anno. Come ricorderà, signora Ministro, il decreto riguardava alcune categorie, come i braccianti agricoli e le badanti, lasciando fuori i lavoratori edili ed altri. Ne avevamo già discusso l'anno scorso. Le richieste hanno raggiunto un totale di 207.000. Lo sconforto e lo sconcerto stanno nel fatto che ad oggi - anzi, come ha precisato, i dati sono di qualche giorno fa - le domande completate, andate a buon fine o meno, erano 45.000. L'interrogazione le chiede soltanto conferma dei dati, perché quelli che abbiamo preso dal sito del Ministero sono più sconfortanti. Per esempio, a Roma al 20 maggio, su un totale di 16.000 di domande ricevute, solo due pratiche sono arrivate alla fase conclusiva; a Milano, su 26.000, non più di 400. Secondo me, la scarsa e non entusiasmante applicazione, dovuta - immagino - alle ragioni che ci spiegherà, non è di buon augurio alla nuova stagione che si apre per gli agricoltori. Tralascio i dati di cronaca, del caporalato e di altri aspetti affini, perché non è questo il senso dell'interrogazione, però ci auguriamo che ci sarà modo - speriamo che ce lo dica - di sveltire queste pratiche; altrimenti, rischiamo di avere leggi che non si applicano e si accavallano ad altre. Infine, sono contenta che ci sia il Ministro della difesa, perché volevo dirgli che dall'Afghanistan succederà un «bordello», e non ci vuole Metternich per capirlo. So che alla tabella 7 avete già previsto di portare via tutti gli afghani che ci hanno aiutato e - lo spero bene - le loro famiglie, e non per il capriccio di portarli in questo incubo italiota, ma perché, con l'avanzata dei talebani, saranno subito accusati di collaborazionismo. A parte loro, se così vanno le cose, cioè se l'Afghanistan torna in mano talebana, e a parte le questioni legate al terrorismo, che vi pregherei di monitorare seriamente, usciranno tanti, tanti, tanti afghani. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatrice Bonino. BONINO (Misto-+Eu-Az) . Sì, signor Presidente. Siccome la comunità afghana è già la terza più grande in Italia, il pull factor, come lei sa, li farà ricongiungere. L'ho voluto pertanto segnalare, per non trovarci poi stupiti in futuro, chissà quando. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, preliminarmente va evidenziato che le procedure di emersione hanno incontrato, soprattutto all'inizio, varie difficoltà e tra queste certamente si ascrive la complessità della gara per l'individuazione della società di somministrazione dei lavoratori interinali a supporto degli sportelli unici, l'intreccio delle competenze tra amministrazioni diverse - prefetture, questure, ispettorati del lavoro, INPS - nonché l'impossibilità tecnica di gestire la procedura esclusivamente in via telematica. Naturalmente, sull'insieme di tutte queste cause, ha anche gravato l'effetto della pandemia, che ha costretto le strutture periferiche a ridurre gli appuntamenti con gli utenti. Tale situazione contribuisce a spiegare i motivi per i quali alcune importanti realtà provinciali, gravate da un maggior carico di lavoro, tra le quali Milano, Roma e Napoli, registrano tuttora un arretrato nello svolgimento delle istanze, che potrà essere assorbito gradualmente grazie al significativo contributo dei 750 lavoratori interinali, in servizio solo da marzo, a seguito delle procedure di reclutamento espletate dalla società assegnataria dell'appalto. Tale contingente verrà presto incrementato con altre 50 unità. Riguardo ai due distinti procedimenti amministrativi, rispettivamente degli sportelli unici per l'immigrazione presso le prefetture e delle questure, il quadro su base nazionale è il seguente. In relazione al primo procedimento, le domande presentate sono state complessivamente 207.870. Di queste, ad oggi, sono state definite positivamente, all'esito favorevole dell'istruttoria tecnica svolta, 45.173 istanze, con la consegna agli interessati dei moduli per il rilascio dei permessi di soggiorno, di cui 39.292 per lavoro domestico e assistenza alla persona e 5.881 per lavoro subordinato. Rispetto al totale delle oltre 45.000 istanze, quelle relative al rilascio di permesso per attesa occupazione, vale a dire quelli che non hanno un datore di lavoro, sono state 4.687, di cui 4.439 riferite al lavoro domestico e 248 al lavoro subordinato. Preciso che dello stesso stock di domande ne sono state rigettate 4.890, mentre le rinunce sono state 1.331. Dal quadro esposto consegue che gli sportelli unici hanno esitato complessivamente 51.394 pratiche. In relazione alla procedura meno complessa da avviare direttamente presso le questure, informo che rispetto a 11.335 istanze presentate, risultano rilasciati 9.918 titoli di soggiorno. Preciso infine che alcune prefetture, ad oggi, hanno superato comunque il 70 per cento delle istanze e l'80 per cento per ciò che riguarda quelle presentate per lavoro subordinato. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice De Petris, per due minuti. DE PETRIS (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, ringrazio la Ministra anche per l'aggiornamento dei dati, che però, ahimè, non sono molto lontani da quelli che avevamo indicato nella nostra interrogazione. Ovviamente sono lieta di apprendere che ci sarà un incremento di forze per riuscire a smaltire e ad esaminare tutte le domande. Anche perché, signor Ministro, lei sa meglio di me che queste persone che sono in attesa e hanno anche fatto domanda di regolarizzazione e di sanatoria non hanno oggi la tessera sanitaria, neanche provvisoria (e lei comprende bene cosa questo significhi per il lavoro domestico e le badanti), e quasi nessuno ha avuto la possibilità di vaccinarsi. Sono stati fatti open night anche a Roma per farle accedere alla vaccinazione, ma ci troviamo comunque in una situazione, a mio avviso, poco gestibile. Mi auguro vi sia un determinazione forte del Ministero per concludere ed esaminare tutte le pratiche, al fine di trovare una definizione che permetta a queste persone e a tutti di stare in sicurezza sanitaria, visto che la pandemia non passa e torna in continuazione. A maggior ragione, credo che sarebbe veramente incredibile se, per via dei ritardi burocratici di applicazione della legge, non si riuscisse a garantire la loro e la nostra sicurezza. PRESIDENTE . Il senatore Candiani ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02731 sulla distribuzione alle Forze dell'ordine dei dispositivi di sicurezza ad impulsi elettrici, per tre minuti. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signor Ministro, torniamo su una questione che ci sta particolarmente a cuore, perché riteniamo che mettere a disposizione dei nostri agenti delle Forze dell'ordine di taser sia un'opportunità per garantire maggiore sicurezza e, stante una situazione di pericolo che si può verificare, anche per tutelare gli stessi agenti. Sappiamo che questo strumento ha seguito un percorso particolarmente complesso nella sua messa in servizio. Avevamo lavorato in maniera molto determinata con il suo predecessore, Matteo Salvini, affinché fosse messo a disposizione delle nostre Forze dell'ordine e sappiamo che negli scorsi mesi è stata aggiudicata la fornitura di 4.482 pistole a impulso elettrico. Ora si tratta di metterle velocemente a disposizione delle nostre Forze dell'ordine. Signor Ministro, negli ultimi giorni e settimane si sono verificati casi (penso all'ultimo, alla stazione di Roma Termini) in cui l'agente, se avesse avuto a disposizione questo strumento, avrebbe certamente potuto evitare problemi per se stesso e mettere l'aggressore in condizione di non nuocere. È indubbio che uno strumento del genere, che è già in servizio e a disposizione di altre Forze dell'ordine in altri Paesi, possa essere di grande utilizzo ed efficacia anche da noi. A nostro avviso, occorre che sia messo a disposizione anche degli agenti della Polizia locale - su questo insistiamo molto e vogliamo conoscere la sua opinione e cosa il Ministero sta facendo - affinché tutti gli strumenti a disposizione su tutto il territorio possano essere meglio utilizzati per garantire la sicurezza e l'incolumità sia ai cittadini, sia ai nostri tutori della sicurezza in divisa. Signor Ministro, le chiediamo pertanto di sapere quali procedure state seguendo e soprattutto se, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, sono stati superati quegli scogli relativi ai costi da sostenere da parte delle amministrazioni locali. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, come ricordato dall'onorevole interrogante, va precisato che il procedimento di acquisizione della tipologia di arma taser è stato preceduto da una fase sperimentale disposta per motivi precauzionali. Ricordo che il 16 giugno 2020, con mio provvedimento, nelle more della definizione dell' iter di adozione del decreto del Presidente della Repubblica n. 359, il personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia è stato autorizzato a impiegarla per i compiti istituzionali, a condizione che essa non ecceda le potenzialità offensive delle Forze di polizia. In fase di gara, tuttavia, è stato accertato che mancavano gli standard di sicurezza necessari e ciò ha determinato un rallentamento della procedura. In data 7 luglio 2021, dopo tutti gli accertamenti, è stato stipulato il contratto per la fornitura complessiva di 4.482 armi a impulso elettrico, corrispondenti al fabbisogno aggregato di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza. Trascorsi i centoventi giorni previsti dagli atti di gara per la realizzazione della fornitura e all'esito della verifica finale di conformità, le armi con i relativi accessori verranno consegnate alle Forze di polizia. Con riguardo alla valutazione da parte del Governo dell'opportunità di dotare anche gli agenti della Polizia municipale di tale arma, va ricordato che l'articolo 19 del decreto-legge n. 113 consente, a determinate condizioni, ai Comuni capoluoghi di Provincia, nonché a quelli con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, di dotare di taser in via sperimentale due unità di personale della Polizia locale, muniti della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Le norme prevedono l'obbligo per i Comuni di emanare un apposito regolamento, in conformità alle linee generali in materia di formazione del personale e di tutela della salute, da adottare a seguito di accordo da sancire in sede di Conferenza unificata. Una bozza delle predette linee generali è stata già sottoposta all'esame della Conferenza unificata in una prima seduta in data 29 ottobre 2019, a seguito della quale sono state introdotte alcune integrazioni. Più di recente, su richiesta dell'ANCI, l'esame delle citate linee guida è stato rinviato a una prossima riunione tecnica, per verificare con il Ministero della salute la possibilità, per le Regioni e i Comuni, di sottoscrivere specifiche convenzioni con il Servizio sanitario nazionale, finalizzate a richiedere personale medico per i moduli formativi in materia sanitaria e di primo soccorso previsti dalle linee guida per il personale delle polizie locali. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Candiani, per due minuti. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, ci soddisfa venire a sapere da lei che tutto sta procedendo nella direzione da noi auspicata da tempo, cioè quella di distribuire e mettere in funzione, a disposizione delle nostre Forze dell'ordine, tale strumento di difesa (perché di questo bisogna parlare). Dalla sua descrizione deriva comunque un quadro non totalmente soddisfacente, per quanto riguarda i passaggi di burocrazia. È indubbio che il suo impegno e quello del Ministero vadano nella direzione da noi auspicata; è altrettanto vero che bisogna essere molto più determinati nel mettere a disposizione - come dicevo - strumenti di difesa. Badiamo bene: avere a disposizione dei nostri agenti della Polizia, anche della Polizia locale, uno strumento come il taser è certamente un deterrente più forte nei confronti di un aggressore, rispetto alla capacità che può avere l'agente della Polizia di intervenire avendo a disposizione la pistola, che è strumento invece atto a offendere e che può portare - come ben sappiamo - anche a tragiche conclusioni. Sapere che invece si ha di fronte un agente della Polizia che ha a disposizione uno strumento che sostanzialmente rende l'aggressore non più in grado di aggredire è anche un forte deterrente e consente, in una situazione come quella che stiamo vivendo (anche per quanto riguarda la pandemia), di tenerlo a debita distanza. Se questo strumento sarà velocemente distribuito anche ai nostri Comuni e alle nostre municipalità, saremo ben certi di aver tutelato meglio la sicurezza e l'incolumità dei nostri agenti della Polizia e della Polizia locale. (Applausi) . PRESIDENTE . La senatrice Rauti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02730 sulla base logistica dell'Aeronautica militare negli Emirati Arabi Uniti, per tre minuti. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, il 2 luglio scorso siamo stati costretti ad abbandonare la base aerea interforze di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, operativa dal lontano 2000-2002. Si tratta di una base che è sempre stata necessaria per il supporto delle nostre missioni in Afghanistan (appena conclusa) e nel Corno d'Africa (in particolare in Somalia), ma anche di quelle in Kuwait e in Iraq. Quella base ha sempre assicurato un appoggio operativo e logistico, anche per la sua posizione strategica più in generale nello scacchiere mediorientale, e ha sempre garantito il trasporto di personale e di mezzi per i nostri contingenti nazionali impegnati appunto nelle missioni. È quindi, credo, di tutta evidenza la gravità della ricaduta di questo sfratto sugli aspetti operativi, logistici, tattici e strategici. Si tratta, signor Ministro, di un'area geopolitica di fondamentale importanza, essendo la base emiratina, come saprà, l'unica in grado di supportare le missioni italiane nell'area. Aggiungiamo anche che questa determinazione prepotente del Governo emiratino appare come una ritorsione, a seguito di alcune decisioni del Governo pro tempore Conte II, ovvero quelle di revocare talune commesse e forniture di carattere militare. Non entro in questo argomento che non compete la Difesa, ma è evidente - e questo invece riguarda anch'essa - che c'è una situazione di crisi e di tensione diplomatica e politica tra il nostro Paese e gli Emirati Arabi. Questo potrebbe anche compromettere la nostra partecipazione col pattugliamento marittimo nello stretto di Ormuz, che ha bisogno di quell'area come base. Fratelli d'Italia chiede di sapere fondamentalmente tre questioni. Intanto, vorremmo sapere se non ritenga che questa vicenda abbia danneggiato gravemente l'immagine dell'Italia a livello internazionale. Vorremmo conoscere la sorte di parte del contingente, che è rimasto fuori dalla base, ma che è ancora ad Abu Dhabi, e quale sarà il suo destino: mi pare si tratti di 20 unità. Il terzo e ultimo punto, non irrilevante, riguarda la sorte e il destino degli strumenti e dei materiali appartenenti alla Difesa italiana e se si ipotizza in questo un danno erariale per lo Stato italiano, in quanto difficilmente potranno essere recuperati. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Guerini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GUERINI, ministro della difesa . Signor Presidente, in merito al quesito posto dall'interrogante, come noto, le autorità emiratine hanno recentemente comunicato, tramite l'addetto militare di Abu Dhabi, la volontà di non estendere il Memorandum of understanding (MOU) tra il comando generale delle Forze armate degli Emirati Arabi Uniti e la Difesa italiana. Al riguardo, il comando operativo di vertice interforze ha disposto l'immediata esecuzione del rischieramento di tutto il personale, degli aerei e del materiale presente nella Forward logistic air base di Al Minhad, riposizionando parte del dispositivo in Kuwait. In particolare, dei 142 militari in forza alla base, 79 sono stati rimpatriati, 40 sono stati rischierati in Kuwait, per garantire la capacità di evacuazione sanitaria di urgenza e il trasporto tattico, mentre 23 sono rimasti in forza all'ufficio coordinamento transizione, dislocato a Dubai con funzioni di nucleo stralcio. Nello specifico, quest'ufficio sta assolvendo i compiti di chiusura delle pendenze di natura amministrativo contabile, ivi comprese le procedure per il rilascio delle aree in uso al contingente nazionale presso l'aeroporto di Al Minhad. Nonostante il limitato preavviso ricevuto delle autorità emiratine, è stato tecnicamente possibile rimpatriare e movimentare materiali sensibili, attrezzature, mezzi e velivoli. In particolare, sono stati riposizionati, presso il sedime di Al Salem in Kuwait, automezzi, gruppi elettrogeni, sistemi di comunicazione, armamento, materiale sanitario, parti di ricambio dei veicoli e equipaggiamenti della linea volo e per le esigenze di manutenzione. In merito all' hangar manutenzione, ai moduli prefabbricati, agli alloggi, alla mensa e alle aree ricreative, nonché agli arredi, è tuttora in atto, da parte del citato nucleo stralcio, la definizione delle procedure tecnico-amministrative per la corretta individuazione della destinazione d'uso, non essendone stato tecnicamente possibile lo smontaggio e il rimpatrio in considerazione delle ridotte tempistiche disponibili. Le conseguenze della decisione emiratina sull'attività di rientro del contingente italiano dall'Afghanistan sono state pienamente superate, grazie alla capacità del comando operativo di vertice interforze di adattare il piano di ripiegamento alla nuova situazione, utilizzando strutture alternative senza subire ritardi. Come ho già avuto modo di dire nel corso della mia audizione lo scorso 7 luglio in Commissione quadrangolare esteri e difesa, la Difesa guarda con attenzione alle azioni diplomatiche in corso, per la ripresa del dialogo e la ricomposizione di positive relazioni con quello che rimane un partner importante per il nostro Paese. Tali valutazioni e tale attenzione sono accompagnate da impressioni positive anche in relazione al dialogo che ho avuto con il mio collega emiratino. Ciò detto, non ritengo che questa vicenda abbia scalfito in alcun modo l'immagine delle Forze armate italiane, anche per via della grande credibilità, unanimemente riconosciuta, alle nostre donne e ai nostri uomini in uniforme impegnati nel loro apprezzatissimo servizio in Italia e all'estero. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Rauti, per due minuti. RAUTI (FdI) . Signor Ministro, purtroppo siamo totalmente insoddisfatti della risposta in quanto, per quello che abbiamo sentito, molto lo sapevamo già ed è stato anche oggetto di alcune nostre interrogazioni, rimaste peraltro senza risposta. Soprattutto, però, ci delude quello che non abbiamo sentito, ovvero il fatto che il Governo non abbia mai speso una parola di apprezzamento per il contingente che, in meno di due settimane, ha dovuto smantellare un'intera base come quella di Al Minhad, oltre a difendere e salvare i nostri materiali. Proprio rispetto ai materiali, stupisce ascoltare l'ipotesi di un riposizionamento in Kuwait, quando tutti sappiamo che l'attuale base in Kuwait, che usiamo attualmente non ha le caratteristiche, né logistiche, né tecniche per essere un aeroporto, né una base equiparabile. Mi sembra quindi difficile immaginare che strutture come l' hangar , la mensa o la palestra - stiamo parlando di 10 milioni di euro di materiali - possano essere messe tutte in una base molto più piccola. Ancora, stupisce ascoltare che questo non abbia leso la nostra immagine. Signor Ministro, mi scusi, non è colpa sua, ma l'Italia ha subito un sonoro ceffone da questa storia - e perché è una ritorsione e perché è una prepotenza - e non mi pare di aver letto, né sentito una voce che abbia difeso il prestigio della Nazione, l'autorevolezza delle missioni internazionali e l'interesse nazionale. Mi pare che ci sia la volontà di stendere un manto di silenzio, perché abbiamo perso, non solo la base, ma, me lo lasci dire, anche la faccia. È questo che noi abbiamo perso a livello internazionale, signor Ministro. (Applausi) . PRESIDENTE . Il senatore Gasparri ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02729 sulle iniziative per la commemorazione del centenario del Milite ignoto, per tre minuti. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, a nome di tutto il Gruppo e della presidente Bernini, colgo l'occasione per interrogare il ministro Guerini. Il monumento del Milite ignoto è dedicato ai ben 651.000 caduti italiani del primo conflitto mondiale, in particolare a coloro dei quali non è stato possibile pervenire all'identificazione, al fine di dedicare loro una degna sepoltura e il riconoscimento di tutti gli onori. Nell'imminente data del 4 novembre 2021 ricorrerà il centenario del Milite ignoto, un secolo dopo certe vicende, in un contesto ben diverso, in un'Europa dove i valori della pace e della convivenza si affermano e credo sia doveroso ricordare in maniera adeguata questo evento. In occasione di un anniversario così importante in termini morali ed educativi, come sottolineato anche dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno e come ribadito più volte dallo stesso Ministro della difesa nel corso dell'intervento sulle linee programmatiche del Ministero, la memoria e la consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano a costruire il futuro. Il 7 luglio la Camera dei deputati si è occupata di questa ricorrenza, votando una mozione all'unanimità per sottolineare l'importanza del centenario della traslazione del Milite ignoto all'Altare della Patria. Il viaggio in treno coinvolse ed emozionò l'Italia intera, che lo accompagnò lungo i binari. L'indirizzo espresso dal Parlamento è importante e credo che anche l'Assemblea del Senato debba fare proprio tale auspicio affinché questo momento di comune sentire dell'identità nazionale sia celebrato in maniera adeguata. Chiedo dunque, in conclusione, di conoscere se e quali iniziative si stanno predisponendo per la commemorazione di questo evento, anche al fine di non disperdere il significato della memoria storica, quale patrimonio culturale collettivo, da trasmettere e diffondere, anche tra i giovani, unitamente agli indefettibili obiettivi di educazione, formazione e partecipazione. Quindi, signor Ministro, vorremmo che anche il Senato potesse associarsi a questi momenti di celebrazione e conoscere le scadenze previste. PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Guerini, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. GUERINI, ministro della difesa . Signor Presidente, voglio esprimere particolare apprezzamento per l'occasione che mi viene data in questa sede di rispondere a tale interrogazione, condividendo in pieno le motivazioni poste alla base del meritorio indirizzo espresso in merito dal Parlamento e appena ricordato dal senatore interrogante. Sui simboli e sui loro significati non ci si può dividere; è anzi doveroso travasarne la forza unificatrice alle giovani generazioni, perché il messaggio che ci donano integra, rafforza e si armonizza con gli obiettivi di educazione, formazione e partecipazione, che possono rendere proprio i giovani gli attori protagonisti del ricordo di un passato nobile che, loro tramite, diviene futuro. Nel merito dei quesiti posti, sono numerose le iniziative in cui la Difesa svolge un ruolo da protagonista o da agenzia di coordinamento e supporto, per consentire un quadro di pieno decoro agli eventi commemorativi. Esordirei con il progetto «Milite ignoto, cittadino d'Italia», iniziativa ideata dal gruppo Medaglie d'Oro, per il tramite dell'ANCI, sostenuta anche dal Consiglio nazionale permanente delle associazioni d'arma (Assoarma) e dalla Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane, che coinvolge le amministrazioni comunali per il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite ignoto. A supporto sono impegnati il Commissariato generale per le onoranze ai caduti, nonché lo Stato maggiore della difesa e i comandi militari territoriali. Sono lieto di condividere con voi il raggiungimento delle prime 2.000 adesioni da parte dei Comuni italiani. L'apertura delle celebrazioni si è già avuta lo scorso 1° giugno presso il Salone delle bandiere dell'Altare della Patria, con un evento che ha visto una partecipazione qualificata, arricchita da intellettuali, giornalisti ed attori, oltre che rappresentanti istituzionali. Nel mese di giugno, una vettura militare storica, personalizzata con i simboli dell'anniversario, è stata impegnata nella Mille Miglia, la corsa più bella del mondo, portando il simbolo del centenario nelle strade d'Italia, in un contesto prestigioso che ben gli si addice. A sottolineare il profondo valore culturale della ricorrenza e l'obiettivo di coinvolgere i nostri concittadini più giovani, lo Stato maggiore della difesa sta organizzando, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, un convegno storico sulla figura del Milite ignoto, che sarà condotto in modalità streaming e utilizzando la realtà virtuale per una rappresentazione realistica dei contesti in cui queste vicende ebbero luogo. Inoltre, all'apertura del prossimo anno scolastico verrà indetto un concorso sul tema, che coinvolgerà tutte le scuole di ogni ordine e grado. Allo scopo di rendere idealmente omaggio ai milioni di soldati, che dalle più remote località natie raggiunsero i fronti di guerra, il prossimo 28 ottobre partirà dalla stazione ferroviaria di Aquileia il treno della memoria, che, ripercorrendo le tappe storiche del viaggio della traslazione, giungerà a Roma conducendo idealmente le spoglie del caduto. Questa fase culminerà con la solenne manifestazione del 4 novembre, presso l'Altare della Patria, alla presenza delle più alte cariche istituzionali. Questo viaggio, per il quale si deve gratitudine alle Ferrovie dello Stato e alla loro Fondazione, proseguirà verso il Sud Italia, ma è toccato prima dal convoglio, per quello che vuole essere un abbraccio unificatore all'intero Paese. I dettagli di questa attività, della speciale mostra che verrà realizzata a novembre al Sacrario delle bandiere, dell'emissione filatelica predisposta grazie al Ministero dello sviluppo economico e della realizzazione, grazie al Ministero dell'economia e delle finanze, tramite l'Istituto poligrafico dello Stato, di un conio celebrativo, sono in corso di finalizzazione e troveranno adeguata descrizione nei prossimi mesi. Numerose sono anche le iniziative collaterali per una serie importante di eventi che, con la necessaria attenzione alle condizioni sanitarie e il fondamentale supporto istituzionale, suggelleranno in modo indelebile i cento anni di uno dei simboli più puri e sorprendentemente moderni sui quali poggia il nostro concetto di unità nazionale. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Gasparri, per due minuti. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Ministro, la ringrazio per le notizie che ha fornito al Parlamento e che offrono un quadro esaustivo ed importante delle celebrazioni. Anzi, la invito, nell'occasione del 4 novembre, che si svolgerà all'Altare della Patria, a coinvolgere le forze parlamentari: per tutti i parlamentari che vorranno partecipare, che rappresentano l'unità della Nazione, si possono agevolmente trovare spazi nei luoghi dell'Altare della Patria. Ascoltando le sue parole - lei ha parlato del viaggio del treno che da Aquileia ripercorrerà le tappe della traslazione del corpo del Milite ignoto all'Altare della Patria - mi è venuta un'idea. Ho visto qualche volta in televisione le immagini di quel viaggio; a volte capitano a tarda notte, su Rai Storia, su canali importanti. Colgo l'occasione per invitare anche lei, come membro del Governo, e tutto il Parlamento, in particolare la Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, affinché la RAI possa mostrare quelle immagini nei principali canali generalisti a maggiore diffusione, per far capire come quello fu un grande momento, dopo la guerra, di ulteriore consolidamento del sentimento di appartenenza alla Nazione. Non è un caso, poi, che il bollettino della vittoria sia riproposto in tante sedi: anche noi lo abbiamo in un luogo di passaggio tra i palazzi del Senato, nel cortile che porta verso il palazzo delle Commissioni, a dimostrazione che in tutti i luoghi pubblici quell'evento ha segnato e scandito l'unità nazionale. Pertanto, l'onore al Milite ignoto sarà un momento importante di riflessione, anche per le prospettive odierne e future di un'Europa che non dimentichi la storia e l'identità delle singole Nazioni. PRESIDENTE . La senatrice Conzatti ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02732 sul contrasto ai fenomeni del mobbing e dello straining , per tre minuti. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor ministro Orlando, propongo questa interrogazione perché un grave fatto di cronaca ha riportato alla nostra giusta attenzione il tema della molestia sui luoghi di lavoro e per sapere quale programma abbia il Governo, lei e in particolare il Ministero che guida, per rendere i posti di lavoro liberi dalle discriminazioni, dal mobbing , dallo straining ; in una parola, per rendere il lavoro realmente dignitoso e i lavoratori liberi di esprimere il meglio di sé sui posti di lavoro. L'Italia ha meritoriamente ratificato la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) con la legge n. 4 del 2021, però noi riteniamo che ancora manchino gli strumenti attuativi e delle leggi di dettaglio che rendano realmente operativi questi validissimi principi che il nostro ordinamento si è dato. Il fatto a cui mi riferisco è successo il 4 marzo scorso in Trentino, quando una giovane ginecologa è scomparsa; le indagini sono ancora in corso, così come le ricerche. Ciò che è noto è che il giorno precedente, il 3 marzo, la dottoressa Pedri Sara (questo è il suo nome) ha rassegnato le proprie dimissioni dell'azienda sanitaria e ha raccontato ai propri familiari di essersi tolta un peso con questo gesto. Tutto il resto, tutto l'altro che sappiamo lo conosciamo grazie al meritorio lavoro dei giornalisti, della stampa che ha acceso un faro sulla vicenda e sul tema delle molestie sul luogo di lavoro. Raccontano di turni massacranti, di abusi di potere, di minacce continue e per questo il 23 giugno scorso ho interrogato il Ministro della salute, affinché potesse inviare degli ispettori all'ospedale di Trento, in particolare nel reparto di ginecologia. Il ministro Speranza ha prontamente inviato gli ispettori e stiamo attendendo di leggere la loro relazione. Tuttavia, signor Ministro, questo fatto deve porre alla nostra attenzione un tema: anche in realtà sanitarie di grande eccellenza, che sembrano primeggiare in Italia nelle classifiche per la qualità delle prestazioni, per la competenza dei medici e degli operatori, possono accadere gravi problemi di ordine organizzativo e di qualità delle condizioni di lavoro. Mi pare dunque urgente interrogarci in questa sede sul tema giuslavoristico e capire quali tipi di tutele abbiano i lavoratori per difendersi quando vivono queste situazioni. PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, desidero davvero ringraziare gli onorevoli interroganti per aver voluto, con questo atto di sindacato ispettivo, mantenere alta l'attenzione su un episodio drammatico che ha molto colpito l'opinione pubblica. Al riguardo intendo dare atto a tutte le istituzioni di essersi immediatamente attivate per fare chiarezza su quanto avvenuto e sulle eventuali responsabilità. La vicenda di Sara Pedri impone una riflessione generale che deve essere compiuta in un'ottica di sistema. Il fenomeno della violenza nei luoghi di lavoro pone in rilievo diritti e principi di rango costituzionale e diritti inviolabili dell'uomo anche nell'ambito delle formazioni sociali: il diritto alla salute e all'integrità psicofisica, il rispetto della libertà e della dignità umana nell'ambito dell'iniziativa economica. Inoltre, è ormai unanimemente riconosciuto che tali fenomeni, oltre alle sofferenze e al disagio a carico della vittima e del suo nucleo familiare, generano ingenti costi diretti e indiretti che si traducono in criticità anche nell'ambito degli ambienti lavorativi. Per tale motivo è stato dato un forte impulso ad intervenire sul piano normativo con l'entrata in vigore della legge n. 4 del 2021, di ratifica della convenzione ILO n. 190, al fine di introdurre una tutela adeguata del nostro ordinamento e in aderenza agli standard di prevenzione e protezione contenuti nella disciplina internazionale. A tale riguardo credo che sia importante segnalare che la convenzione stabilisce, tra gli altri, l'obbligo di adottare misure volte a conferire poteri più incisivi agli ispettorati del lavoro e ad attribuire il potere di adottare, ove necessario, misure immediatamente esecutive. Con riferimento alla tutela del lavoratore e ad eventuali ritorsioni in ambito lavorativo, desidero segnalare che stiamo procedendo, congiuntamente con il Ministero della giustizia e con altre Amministrazioni coinvolte, al recepimento della direttiva europea n. 1937 del 2019, con il preciso scopo di assicurare un'adeguata tutela ai lavoratori che decidono di denunciare irregolarità e illeciti di cui siano venuti a conoscenza nel proprio luogo di lavoro. Condivido quindi l'opportunità di valutare l'iniziativa legislativa ad hoc , nel senso auspicato dagli interroganti, che integri le forme di tutela finora garantite in massima parte per via giurisprudenziale, al fine di uniformare la definizione della fattispecie del mobbing , ampliare la conoscenza del fenomeno, anche in relazione agli aspetti di organizzazione del lavoro, potenziare le politiche di prevenzione ed introdurre misure più efficaci di contrasto. Si tratta di interventi che necessitano comunque di una strategia comune in materia di tutela di diritti, di salute e di sicurezza del lavoro. Occorre altresì potenziare percorsi già avviati con le parti sociali e con il consigliere di parità per l'attuazione degli impegni assunti nel contesto dell'accordo siglato nel 2016 tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL, il quale recepisce l'accordo quadro sulle molestie e la violenza sui luoghi di lavoro raggiunto a livello europeo. Le parti sociali rappresentano infatti anche in quest'ambito uno snodo fondamentale per favorire la realizzazione di cambiamenti positivi sul posto di lavoro, per proteggere i lavoratori e adottare azioni e progetti che possano prevenire le condizioni generatrici di violenza. Sono pertanto disponibile ad attivare un percorso di confronto tecnico anche con le altre amministrazioni interessate, a partire da salute e giustizia, e ovviamente offrire piena disponibilità al confronto anche rispetto ad eventuali iniziative legislative cui il Parlamento intenda dare corso. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Conzatti, per due minuti. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Ministro, ringrazio anzitutto lei e il Ministero per l'alta attenzione rispetto al caso della dottoressa Pedri. La ringrazio altresì per l'importanza attribuita al tema delle molestie sui luoghi di lavoro. Mi permetto in questa replica di imprimerle il senso di urgenza dettato da questo caso specifico, che forse avrebbe potuto essere evitato con delle misure più puntuali di difesa e di tutela dei lavoratori e per tutti gli altri lavoratori che hanno sofferto e che stanno soffrendo. In particolare, Ministro, richiamo la sua attenzione sul fatto che la meritoria ratifica della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro nel nostro ordinamento, avvenuta con la legge 15 gennaio 2021, n. 4, imprime dei principi generali alti che però necessitano di misure attuative per essere riempiti di contenuto. Mi riferisco, ad esempio, al principio generale della tutela dei testimoni; è difficile provare una violenza o il mobbing. È altresì difficile avere dei testimoni a supporto. Per questo è importante non solo affermare il principio, ma anche dotare il nostro ordinamento di strumenti che definiscano la situazione, che siano per esempio nulli licenziamenti, demansionamenti e trasferimenti. È importante dare la necessità e quantificare i risarcimenti, non solo quelli patrimoniali, ma anche i risarcimenti dissuasivi. Per questo, Ministro, ci sono dei disegni di legge studiati e scritti bene che il Parlamento propone all'attenzione del Governo, soprattutto a tutela di tutti i lavoratori. PRESIDENTE . La senatrice Guidolin ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02574 sull'accesso al prepensionamento da parte degli operatori socio-sanitari, per tre minuti. GUIDOLIN (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, al centro dell'interrogazione 3-02574 c'è la figura professionale dell'operatore socio-sanitario (OSS). Ad oggi purtroppo il lavoro dell'operatore socio-sanitario non è riconosciuto come gravoso e, di conseguenza, gli OSS non possono accedere al prepensionamento in presenza degli opportuni requisiti di legge. Infatti il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 5 febbraio 2018, che ha provveduto alla specificazione delle professioni individuate alla lettera f), dell'allegato B, della legge n. 205 del 2017, alla voce addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza ha inserito esclusivamente il codice Istat 5.4.4.3. Questo ricomprende al suo interno la professione di operatore socioassistenziale, cosiddetto OSA, ma non quella affine, in quanto a funzioni e a gravosità delle mansioni, dell'operatore socio-sanitario, indicata invece con il codice Istat 5.3.1.1.0. Quindi l'OSA può accedere al prepensionamento per aver svolto lavoro gravoso in presenza dei requisiti di legge; l'OSS, invece, pur in presenza dei requisiti di legge, non lo può fare. Sottolineo che le due professioni differiscono esclusivamente per la maggior formazione e responsabilità che caratterizza la figura dell'operatore socio-sanitario. Alcuni datori di lavoro per superare il problema hanno squalificato i dipendenti da OSS ad OSA, strada sicuramente pericolosa, che non rende di certo giustizia degli anni già trascorsi nello svolgimento del lavoro di OSS. È quindi necessario superare questa ingiustificata disparità di trattamento tra professioni molto simili. Alla luce di quanto detto, Ministro, le chiediamo anzitutto se sia a conoscenza di quanto esposto, nonché se ne sia a conoscenza la commissione tecnica incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, istituita dalla legge n. 160 del 2019, e quali valutazioni stiate facendo sia lei che la commissione in parola; se intenda porre in essere opportuni interventi di carattere normativo anche al fine di aggiornare e integrare le indicazioni di cui all'allegato A. (Applausi) . PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Orlando, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. ORLANDO, ministro del lavoro e delle politiche sociali . Signor Presidente, gli onorevoli interroganti pongono il tema della revisione, della classificazione e specificazione delle categorie lavorative gravose, ai sensi del decreto interministeriale del 5 febbraio 2018, con particolare riferimento al riconoscimento in quanto a funzioni e a gravosità delle mansioni dell'operatore socio-sanitario. Si tratta di una professionalità che svolge - nell'ambito delle proprie competenze - importanti attività di assistenza, cura e prevenzione. Peraltro, a seguito dell'approvazione di un emendamento da parte della Camera dei deputati in sede di conversione del decreto-legge sostegni- bis , è stato riconosciuto l'inserimento della professione degli OSS nel ruolo socio-sanitario. In via generale non vi è dubbio che occorre procedere a un aggiornamento della classificazione delle occupazioni gravose, al fine di considerare le specificità delle condizioni attuali di vita e di lavoro e garantire maggiore equità nel sistema dei benefici pensionistici. Non tutte le mansioni gravose e usuranti sono infatti oggi adeguatamente riconosciute e tutelate. Per questo, ho ritenuto prioritario attivare la commissione tecnica, incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, istituita lo scorso novembre. Il 5 maggio scorso è tornata a riunirsi, dopo la modifica della sua composizione conseguente alla nascita del nuovo Governo. Compito della commissione è valutare l'impatto sull'aspettativa di vita di talune condizioni di lavoro per meglio analizzare e studiare le risposte previdenziali più adatte a specifiche categorie professionali. I lavori della commissione sono ancora in corso, essendo stato prorogato al 31 dicembre 2021 - ai sensi dell'articolo 11, comma 4, del decreto-legge n. 183 del 2020 - il termine previsto per la conclusione dei lavori. Riguardo all'attività della commissione, si evidenzia comunque che, grazie al contributo tecnico-scientifico, offerto, tra gli altri, da INAIL, Istat e INPS, è attualmente in corso una puntuale ricognizione sia delle categorie per le quali sono già oggi riconosciuti i benefici pensionistici riservati alle occupazioni gravose sia nei confronti di altre che potrebbero essere ad esse assimilate in quanto caratterizzate da indici di faticosità e rischiosità particolarmente elevati. In tale prospettiva di studio sono esaminati anche i profili finanziari connessi alla predisposizione di eventuali interventi normativi di riordino della materia, con ridefinizione pertanto delle categorie lavorative considerate gravose. Il lavoro della commissione rappresenta quindi un'occasione molto importante per procedere a un aggiornamento del quadro delle gravosità delle attività lavorative e arrivare a un nuovo sistema che risponda alle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici. In tale ambito potrà essere certamente sottoposta a valutazione la richiesta degli onorevoli interroganti. I presupposti sui quali si sta muovendo la commissione incoraggiano a pensare che tutta una serie di attività che rientrano negli indici indicati possano essere prese in considerazione. Attendiamo, però, l'esito di questo tipo di analisi, sulla base del quale sarò in grado di dare una risposta compiuta. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Guidolin, per due minuti. GUIDOLIN (M5S) . Signor Ministro, mi ritengo comunque soddisfatta della sua risposta. Ci tengo a sottolineare, come ha ricordato bene anche lei, che recentemente, nel decreto-legge sostegni- bis , abbiamo collaborato insieme per poter dare un ruolo all'operatore socio-sanitario ma anche agli assistenti sociali e ai sociologi. Alla luce di tutto questo, sono sicura, come lei stesso ha ribadito, che verrà posta l'attenzione su questo ennesimo problema, rimediando a un errore commesso anni fa e che potrebbe dare risposte a una categoria che si è spesa molto, anche nel periodo emergenziale, insieme a infermieri e medici. (Applausi) . PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la vittoria della nazionale di calcio agli Europei, le campionesse del mondo della pallavolo under 21, il successo di Berrettini sono motivo di orgoglio e felicità per tutti noi. In questo momento così difficile, lo sport, il colore azzurro, gli azzurri, il Tricolore diventano motivo di aggregazione sociale, non di semplice tifo, ma di appartenenza ideale, nazionale e culturale. Per questo, vorrei ringraziare tutti gli atleti e le atlete che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo e permettetemi di rivolgere un augurio particolare ai quattro atleti della mia città, Fiumicino. Questi atleti sono l'orgoglio di un Comune come tanti, che ha sofferto per questa pandemia, a causa della crisi del settore turistico, della ristorazione, del trasporto aereo (Alitalia a Fiumicino ha l'importante hub Leonardo da Vinci). Avere questi atleti che parteciperanno alle Olimpiadi è quindi per noi un momento di gioia. Avere dei concittadini che partecipano ad un evento sportivo così importante è un onore per la nostra città. Vorrei fare i loro nomi: Daniele Lupo, Giordana Sorrentino - una donna - per il pugilato, Francesca Milani - una donna - per il judo. Un ringraziamento speciale a Edoardo Giordano, della nazionale di scherma paralimpica. Sono degli atleti importanti della nostra città. A loro va il nostro augurio e sono convinto che tutti gli italiani tiferanno per loro e per tutti gli atleti. In questo momento lo sport è aggregazione, lo sport italiano è vincente e anche in questa occasione l'Italia vincerà. (Applausi) . CROATTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CROATTI (M5S) . Signor Presidente, vorrei porre l'attenzione sul tema delle discoteche e delle sale da ballo. La decisione se riaprirle o meno è un tema che le sta portando all'attenzione pubblica. In realtà, dietro questo settore c'è una generazione economica molto importante, soprattutto degli imprenditori che pagano tasse, che hanno dipendenti, che stanno facendo grandissimi investimenti. Cito un imprenditore riminese, Enrico Galli, che nel febbraio 2020 ha acquistato una delle discoteche più importanti d'Italia e a fronte di un investimento molto alto, in 17 mesi ha aperto solo per qualche serata. È un momento molto difficile per questo settore. Il ministro Garavaglia ha dato una grande disponibilità per discutere il tema di una riapertura, in questo momento, ordinata, coordinata e precisa. Attualmente, ogni angolo delle nostre città sta diventando una discoteca assolutamente fuori controllo: ci sono feste da tutte le parti, notevoli problemi di ordine pubblico che i locali in realtà possono gestire. Ci vuole assolutamente molta prudenza in questo momento, quindi ringrazio il Ministro per la disponibilità e per il lavoro che sta facendo con il comitato tecnico-scientifico per poter riaprire con delle linee guida corrette, perché è assolutamente importante mantenere la salute pubblica al centro di ogni dibattito. Auspico che questo settore, che è stato colpito in maniera molto forte dalla pandemia, possa avere ristori e aiuti sufficienti. In realtà, tale settore viene sempre collegato ai giovani, ma tocca tutte le generazioni in maniera trasversale. In questo momento non lo si può lasciare indietro, ma bisogna garantirgli un aiuto e una vicinanza e ci tengo a ricordarlo perché questo settore viene sempre preso in esame per essere castigato, mentre sul tavolo ci sono delle proposte molto importanti che il Parlamento deve portare avanti. In ambito fiscale, bisogna bloccare la cessione delle licenze che sta avvenendo in questo momento e soprattutto bisogna far rientrare questi locali nel settore della cultura, nel cui ambito avrebbero poi la possibilità di utilizzare le risorse del FUS e di ammortizzare l'IVA come tutti gli altri settori culturali e come avviene in tutti gli altri Paesi d'Europa. Bisogna soprattutto abolire la tassa sull'intrattenimento e intervenire sull'articolo 100, che è una vera problematica per questo settore. In un momento di grande difficoltà in cui si parla sempre di discoteche, bisognerebbe mettere al centro del discorso il rinnovamento di questo settore, sostenendone la riforma. (Applausi) . LOMUTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOMUTI (M5S) . Signor Presidente, nella Commissione giustizia stiamo lavorando sulla riforma del processo civile in maniera seria e scrupolosa e rimanendo attenti ai bisogni dei cittadini di fronte alla macchina della giustizia civile. Parlo di un corpo di norme molto importante che interessa quasi tutti gli istituti della procedura civile e, tra questi, anche l'esecuzione civile. Abbiamo letto con amarezza quanto riportato a pagina 57 del PNRR, che riporta praticamente l'intenzione di voler abrogare la normativa attuale sulle esecuzioni. Ciò ci dispiace perché ci fa temere che vengano abrogate le norme tanto faticosamente ottenute durante questa legislatura. Riteniamo tali norme di buonsenso perché vanno a contemperare gli interessi sia del creditore che del debitore, un compito molto difficile in un campo minato, molto delicato come quello delle esecuzioni immobiliari. Abbiamo timore che si vogliano abrogare norme come, ad esempio, la legge n. 12 del 2019, la famosa legge Bramini, o la legge n. 28 del 2020 che, insieme all'articolo 560 del codice di procedura civile, dispongono una serie di misure che intervengono sulle procedure esecutive come, ad esempio, quelle che riguardano le aste giudiziarie, che consentono all'esecutato, la cui abitazione è sottoposta a vendita agli incanti, di continuare a vivere insieme alla famiglia nella propria abitazione anche dopo l'aggiudicazione e fino a un termine congruo - penso sia di sessanta giorni - che consente all'esecutato di cercare una nuova sistemazione. Rilevo che c'è stato un attacco all'articolo 560 del codice di procedura civile, che è osservato proprio dal sistema bancario proprio per ciò che ho appena affermato. Ricordo l'episodio, ad esempio, di Fratelli d'Italia che deposita l'emendamento che vuole l'abrogazione di quell'articolo, che poi è stato ritirato e dopo nuovamente ridepositato dai colleghi di Forza Italia. Non è una situazione di poco conto, dato che le abitazioni sottoposte agli sfratti sono circa 100.000. Ciò determina che abbiamo in Italia circa 650.000 persone che sono sottoposte allo sfratto. Di queste fanno parte sia alcuni tra i 5 milioni che vivono in totale povertà sia qualcuno dei 10 milioni che vivono sulla soglia di povertà. Un mancato controllo della situazione potrebbe determinare una condizione di caos come, ad esempio, l'aumento dei suicidi, l'aumento nelle periferie di vere e proprie bidonville , di vivai per la criminalità organizzata. Lasciare le categorie più deboli come gli anziani, i minori e i disoccupati va a disgregare proprio l'istituto della famiglia, perché queste persone verrebbero divise nelle varie RSA, comunità e case famiglia. Queste persone, invece, contano su di noi e, quindi, faccio un appello a tutto il Parlamento e al centrosinistra di non votare norme che vadano ad abrogare la normativa attuale. Faccio un appello a Fratelli d'Italia, che continua a essere folgorata sulla via di Damasco, non soltanto perché ritiri questi emendamenti, ma anche perché voti contro quelli che vanno in questo senso. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 27 luglio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 27 luglio, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 16,05) . VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Berardi, Bini, Borgonzoni, Botto, Buccarella, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, De Poli, Di Marzio, Ferrara, Floridia, Galliani, Giacobbe, Giannuzzi, Ginetti, Lannutti, Laus, Maiorino, Mangialavori, Mautone, Merlo, Messina Assunta Carmela, Minuto, Moles, Monti, Napolitano, Nisini, Ortis, Perilli, Pichetto Fratin, Pinotti, Pisani Giuseppe, Pucciarelli, Renzi, Rojc, Romano, Ronzulli, Santangelo, Sciascia, Segre, Sileri, Sudano, Turco, Vanin e Zaffini. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, Rampi, Russo e Saponara, per attività della 7ª Commissione permanente; Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Nencini, Rampi, Russo e Saponara, per attività della 7ª Commissione permanente; Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il Presidente del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia ha comunicato le seguenti variazioni nella composizione delle Commissioni permanenti: 1 a Commissione permanente: cessa di farne parte il senatore Totaro, entra a farne parte il senatore Malan; 8 a Commissione permanente: entra a farne parte il senatore Totaro. Conseguentemente il senatore Malan cessa di far parte della 3 a Commissione permanente. Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, variazioni nella composizione Il Presidente del Senato della Repubblica ha nominato componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, la senatrice Valeria Alessandrini in sostituzione del senatore Pietro Pisani, dimissionario. Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 21 luglio 2021, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale la deputata Vincenza Bruno Bossio in sostituzione del deputato Stefano Lepri, dimissionario. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Pellegrini Emanuele Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla protezione internazionale degli adulti, fatta all'Aja il 13 gennaio 2000, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (2331) (presentato in data 15/07/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. La Russa Ignazio Disposizioni per l'equiparazione delle indennità di funzione dei sindaci delle città metropolitane a quelle previste per i membri del Parlamento e per l'incremento delle indennità dei sindaci dei comuni (2266) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio) (assegnato in data 22/07/2021); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Piarulli Angela Anna Bruna Disposizioni per il rilancio dell'edilizia penitenziaria e istituzione dei ruoli tecnici di edilizia penitenziaria (1996) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 22/07/2021); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Piarulli Angela Anna Bruna Disposizioni in materia di giustizia riparativa (2274) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 22/07/2021); 9ª Commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare Sen. Trentacoste Fabrizio ed altri Disposizioni per il sostegno dell'agroecologia e per la tutela del settore agricolo, forestale e rurale (2213) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 22/07/2021); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Boldrini Paola Riordino del sistema di emergenza e urgenza preospedaliero e ospedaliero (2231) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 22/07/2021); 12ª Commissione permanente Igiene e sanita' Sen. Romeo Massimiliano, Sen. Fregolent Sonia Inserimento nei livelli essenziali di assistenza, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, degli esami di laboratorio e di diagnostica strumentali volti a rilevare la presenza del citomegalovirus nelle donne in stato di gravidanza (2265) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 22/07/2021). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 22/07/2021 la 13ª Commissione permanente Ambiente ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per i disegni di legge: sen. Mantero Matteo ed altri "Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il recupero di rifiuti in mare" (674) (presentato in data 17/07/2018) sen. Iannone Antonio ed altri "Disposizioni per il recupero dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la protezione dell'ecosistema marino" (1503) (presentato in data 25/09/2019) "Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare ("legge SalvaMare")" (1571) (presentato in data 25/10/2019) C.1939 approvato dalla Camera dei deputati (assorbe C.907, C.1276). Camera dei deputati, trasmissione di atti Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 14 luglio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, il documento approvato dalla XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, nella seduta del 7 luglio 2021, concernente la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra omini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (COM(2021) 93 final) (Atto n. 895). Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Croatti ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05823 del senatore Di Micco ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 16 al 22 luglio 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 112 BERGESIO: sulla messa in sicurezza della strada statale 28 tra Fossano e Imperia (4-05566) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) BERGESIO ed altri: sulla messa in sicurezza della strada statale 28 tra Fossano e Imperia (4-03657) (risp. GIOVANNINI, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ) CIRIANI ed altri: sulla tutela dei cittadini afghani che hanno collaborato con le forze armate italiane (4-04771) (risp. GUERINI, ministro della difesa ) DE POLI: sulla necessità di predisporre un piano di riaperture per ristoratori e commercianti (4-05255) (risp. PICHETTO FRATIN, vice ministro dello sviluppo economico ) DE VECCHIS: sul riconoscimento della personalità giuridica della chiesa cristiana evangelica "Centro Arca" di Fiumicino (Roma) (4-04730) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per l'interno ) GARAVINI: sulla considerazione dell'Italia quale Paese a rischio da parte della Repubblica d'Irlanda (4-05398) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) GASPARRI: sui rapporti tra Italia e Cina (4-05702) (risp. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) URRARO: sulla stabilizzazione dei volontari in ferma prefissata quadriennale dell'Esercito (4-04878) (risp. GUERINI, ministro della difesa ) VESCOVI, DE VECCHIS: sulla necessità di richiedere la residenza permanente da parte dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito (4-05585) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) Mozioni Atto n. 1-00407 MARGIOTTA PINOTTI VATTUONE ASTORRE D'ARIENZO ALFIERI BITI BOLDRINI CIRINNA' COLLINA COMINCINI D'ALFONSO IORI FEDELI FERRAZZI GIACOBBE MANCA MARCUCCI PARRINI PITTELLA ROJC STEFANO TARICCO VERDUCCI - Il Senato, premesso che: la "Gronda di Genova" rappresenta un progetto infrastrutturale di rilevante importanza strategica per la Liguria e l'intero Paese, nonché una grande opportunità per migliorare la qualità della vita degli utenti delle attuali linee stradali e dei cittadini, per decongestionare il traffico intorno e nella città di Genova e sui tratti autostradali A7, A10 e A12, per ridurre dei tempi di percorrenza, l'impatto acustico e inquinante sulla popolazione locale e i rischi di incidenti stradali, separando il traffico cittadino da quello di attraversamento e dai flussi da e per il porto di Genova; i recenti eventi di ripetuta congestione del traffico sui tratti autostradali A7, A10 e A12, che hanno visto coinvolti centinaia di mezzi di trasporto merci impossibilitati a raggiungere il porto di Genova nei tempi previsti di consegna, rendono ancora più evidente l'importanza e l'urgenza della realizzazione dell'opera. Le file chilometriche di automobili e camion , in parte dovuti anche ai lavori di manutenzione in corso, hanno provocato forti proteste tra gli utenti per le ridotte condizioni di sicurezza alla guida e i per i lunghi tempi di percorrenza; considerato che: la Gronda di Genova è un nuovo tratto autostradale a due corsie per senso di marcia e rappresenta il raddoppio dell'esistente A10 nel tratto di attraversamento del Comune di Genova, dalla Val Polcevera fino all'abitato di Vesima. L'infrastruttura comprende 65 km di nuovi tracciati autostradali e si allaccia agli svincoli che delimitano l'area cittadina di Genova Est, Genova Ovest e Bolzaneto, si connette con la direttrice dell'A26 a Voltri e si ricongiunge con l'A10 in località Vesima. Data la complessità dal punto di vista orografico del territorio attraversato, il nuovo sistema viario si sviluppa quasi interamente in sotterraneo e prevede 23 gallerie, per un totale di circa 50 chilometri, pari a circa l'81 per cento dell'intero tracciato; le prime discussioni sui progetti di potenziamento dei collegamenti lungo la direttrice est-ovest in prossimità della città di Genova risalgono agli anni '80. Nel corso del primo decennio del 2000 sono stati realizzati i primi studi di fattibilità, le progettazioni dei tracciati e le stipule dei protocolli di intesa per la realizzazione della Gronda; tra il 13 febbraio e il 29 aprile 2009, l'opera è stata oggetto di un intenso e approfondito dibattito pubblico previsto dal programma dei lavori, che ha rappresentato la prima esperienza nella storia del Paese di coinvolgimento dell'opinione pubblica nella realizzazione di una grande opera infrastrutturale. Tale dibattito è stato gestito da una commissione indipendente presieduta dal professor Luigi Bobbio dell'Università di Torino ed è stato caratterizzato da 12 incontri pubblici nei quali i cittadini hanno potuto presentare proposte e osservazioni. Tra le opzioni, è stato favorito il tracciato con attraversamento su viadotto della Val Polcevera in corrispondenza del mercato ortofrutticolo e della stazione autostradale di Bolzaneto, in quanto presentava il minore impatto complessivo; il 14 aprile 2011 è stato inviato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il progetto definitivo, al quale il Ministero ha dato parere favorevole ai fini della validazione tecnica il 26 luglio; il 15 giugno dello stesso anno è stata avviata la procedura di Valutazione di impatto ambientale, che si è conclusa positivamente con l'emissione del DEC/VIA 23 gennaio 2014, n. 28; il 12 settembre 2014 il Governo ha convocato la Conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383 per l'approvazione del progetto definitivo della Gronda di Genova. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 27 maggio 2015, Direzione generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione ed i progetti internazionali, è stato accertato il perfezionamento del procedimento d'intesa Stato - Regione Liguria relativamente al medesimo progetto; l'approvazione definitiva del progetto è avvenuta con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 7 settembre 2017, con il quale è stata contestualmente dichiarata di pubblica utilità l'attuazione del progetto della Gronda di Genova; nell'aprile 2018 è stato approvato il piano di convalida che ha definito gli aspetti finanziari dell'intervento, trasferendo sul concessionario Autostrade per l'Italia S.p.A. (ASPI) le responsabilità economiche dell'intervento stesso; a quanto si apprende da fonti ASPI risalenti a luglio 2019, l'avviamento dei lavori è tuttora in attesa del via libera da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del progetto esecutivo, che è stato inviato da ASPI tra agosto e dicembre 2018. Onde mitigare gli effetti di tale ritardo, ASPI ha realizzato la quasi totalità degli espropri necessari e bandito gare di pre-qualifica per 490 milioni di euro; il 21 agosto 2019, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pubblicato sul proprio sito web l'analisi costi-benefici relativa al progetto definitivo. I costi indicati sono 4.755.204.589,47 euro per la realizzazione e 7.3 milioni di euro all'anno stimati per la manutenzione. I benefici previsti riguardano invece i risparmi sui tempi e costi del trasporto, la riduzione dei costi dei pedaggi, dei costi di manutenzione e dei costi dei servizi di trasporto, la riduzione delle esternalità negative legate all'inquinamento e agli incidenti stradali, e la riduzione di accise sui carburanti introitate dagli Stati. Dall'analisi emerge con chiarezza la prevalenza dei benefici sui costi, riflettendo i punti di forza del progetto emersi in sede di dibattito pubblico; tenuto conto che: il Governo Conte II, in relazione alla mozione 1-00252 presentata alla Camera dei deputati insieme ad altri atti abbinati sul tema, si era impegnato ad avviare i lavori secondo soluzioni condivise, mantenendo aperto un confronto con tutti gli interessati e le forze politiche, avendo come imperativi categorici la sicurezza delle infrastrutture, il miglioramento della viabilità complessiva e la funzionalità dell'opera rispetto all'esigenza di rilancio del sistema produttivo e portuale del territorio, secondo modalità ecocompatibili; la realizzazione tempestiva della Gronda di Genova rappresenta una necessità imprescindibile per gli utenti dei tratti stradali interessati dall'opera, nonché i residenti del territorio, per via dei numerosi benefici alla qualità della vita che tale progetto comporterebbe; l'avvio immediato della realizzazione dell'opera è fondamentale a maggior ragione vista la fragilità infrastrutturale del territorio ligure e della città di Genova, già colpita dal drammatico episodio del crollo del "ponte Morandi" avvenuto il 14 agosto 2018 nel quale hanno perso la vita 43 persone, impegna il Governo: 1) ad assumere tutte le iniziative necessarie per accelerare i tempi di approvazione del progetto esecutivo della Gronda di Genova al fine di garantire, qualora necessario anche attraverso la nomina di un apposito commissario, il tempestivo avvio dei cantieri per la realizzazione di un'opera infrastrutturale di fondamentale valenza strategica per il Paese dal punto di vista economico, occupazionale ed ambientale; 2) ad adottare, nelle more dell'avvio dei lavori della Gronda, gli interventi ritenuti più opportuni al fine assicurare un effettivo miglioramento della viabilità nella città di Genova e sui tratti autostradali A7, A10 e A12 nei pressi della città, in modo tale da porre fine ai disagi e ai danni, diretti e indiretti, in termini di diritto alla mobilità, nonché di produttività e competitività che stanno subendo famiglie, autotrasportatori, lavoratori e imprese di Genova, della Liguria e del resto del Paese. Interrogazioni Atto n. 3-02735 MAFFONI LA PIETRA Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: l'emergenza sanitaria legata al COVID-19 ha colpito tutta Italia dal punto di vista non solo sanitario ma anche economico e sociale; in data 1° luglio 2021 è scaduto il divieto che bloccava le procedure di licenziamento nei confronti dei lavoratori e dipendenti; la Timken Company è una multinazionale statunitense con sede a North Canton, Ohio; produce cuscinetti ingegnerizzati e prodotti per la trasmissione di potenza, in cui, grazie a più di un secolo di conoscenza e innovazione, è tra i leader di mercato. Oltre a collaborare con la Nasa collabora con società di energia rinnovabile per alimentare alcune delle più grandi turbine eoliche del mondo, oltre a supportare il settore dei trasporti; la multinazionale del settore automotive , ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Villa Carcina (Brescia), e il conseguente licenziamento dei 106 i lavoratori che da alcuni giorni sono in sciopero e presidio permanente; in data venerdì 9 luglio, 422 lavoratori e lavoratrici della GKN di Campi Bisenzio (Firenze) hanno ricevuto da parte della proprietà, il fondo inglese Melrose Industries, un' e-mail di licenziamento senza preavviso e senza motivazioni legate alla situazione economica dell'azienda; i lavoratori insieme alle rappresentanze sindacali hanno aperto un'assemblea permanente e hanno organizzato un presidio stabile davanti all'azienda per manifestare contro questa decisione e considerato che le amministrazioni comunali della Città metropolitana di Firenze hanno sostenuto il presidio dei lavoratori attraverso la presenza dei sindaci, presidio al quale ha aderito anche il Comune di Pontassieve; l'avvento di nuove tecnologie informatiche e di nuovi mezzi di comunicazione ha portato, tra gli altri, l'effetto di riformare nella prassi le modalità di irrogazione del licenziamento. In particolare, è sempre più diffusa la comunicazione del licenziamento tramite e-mail , sms o messaggi "Whatsapp" in ordine ai quali sono sorti dubbi circa l'idoneità a garantire la forma scritta del licenziamento, quale elemento essenziale e imprescindibile, previsto dall'art. 2 della legge n. 604 del 1966 a pena di inefficacia; quanto accaduto è inaccettabile e di gravità inaudita. Senza comunicazione preventiva, si mandano a casa centinaia di persone con famiglie; in pochi giorni, insomma, due grandi multinazionali del settore automotive hanno deciso di chiudere gli stabilimenti senza neanche l'utilizzo delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori che erano attivabili; il caso di Timken e Gkn è il simbolo di una situazione che potrebbe ripetersi in altre fabbriche della Lombardia, Toscana e pure a livello nazionale; la garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; quali siano le reali intenzioni delle multinazionali e quali siano le reali motivazioni che hanno portato al licenziamento collettivo; quali urgenti misure intendano intraprendere per salvaguardare il lavoro di centinaia di lavoratori che si sono trovati all'improvviso disoccupati. Atto n. 3-02736 MAGORNO Al Ministro della giustizia Atto n. 3-02737 BITI PARRINI COLLINA GIACOBBE BOLDRINI MANCA TARICCO ROSSOMANDO VERDUCCI MARGIOTTA ASTORRE COMINCINI FEDELI FERRARI ROJC PINOTTI FERRAZZI PITTELLA IORI STEFANO CIRINNA' Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: la GKN, multinazionale britannica che realizza componentistica per i settori automobilistico e aerospaziale, con un fatturato di 4,8 miliardi di sterline, 29.000 dipendenti e 54 stabilimenti nel mondo, nel 2018 è stata acquisita dal fondo finanziario Melrose Industries, quotato alla borsa di Londra, con l'obiettivo dichiarato di una ristrutturazione aziendale su scala internazionale; in Italia, lo stabilimento GKN Driveline S.p.A. di Campi Bisenzio, produce semiassi per numerose case automobilistiche, impiegando 422 dipendenti fissi, più 20 dipendenti in contratto di staff leasing ; è notizia di questi ultimi giorni l'intenzione dell'azienda di procedere al licenziamento immediato e alla chiusura dello stabilimento, comunicata via mail ai lavoratori; secondo l'azienda le ragioni sarebbero attribuibili al calo del mercato automobilistico e alla necessità di ridurre drasticamente i costi di produzione a causa della competitività dei mercati internazionali, mentre le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come non sussista alcuna crisi aziendale e che il vero motivo sia invece la volontà della proprietà di delocalizzare la produzione spostandola dove il costo della manodopera è minore; le attività degli altri stabilimenti GKN in Italia sarebbero positive: recentemente nei siti di Brunico e Monguelfo sono stati fatti ingenti investimenti per innovare la produzione assumendo oltre 100 nuove figure professionali; considerato che: numerose manifestazioni di vicinanza sono state espresse ai lavoratori della GKN da parte di amministratori locali e rappresentanti istituzionali che hanno evidenziato la necessità di una rapida verifica sugli "eventuali finanziamenti, aiuti o sostegni" di Stato che sono stati o che dovranno essere percepiti dalla GKN, al fine di procedere formalmente nei confronti della proprietà; al tavolo istituzionale convocato dal Ministero dello sviluppo economico lo scorso 15 luglio, tenuto presso la Prefettura di Firenze, i vertici della GKN hanno confermato tramite il loro avvocato, unica presenza per l'azienda, la chiusura dello stabilimento e la sola disponibilità a trattare economicamente i licenziamenti; alla luce di tutto ciò, è evidente come sia necessario ed urgente un intervento del Governo, anche per evitare che altre aziende presenti nel nostro territorio, di proprietà di multinazionali, in totale autonomia, possano chiudere in brevissimo tempo fabbriche produttive con il solo scopo di delocalizzare le produzioni e ottenere per tale via maggiori profitti, si chiede di sapere: quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati in premessa; quali iniziative intenda adottare concretamente al fine di assicurare la continuità produttiva e il mantenimento dei livelli occupazionali nello stabilimento GKN di Campi Bisenzio, anche al fine di evitare il ripetersi di circostanze simili sul resto del territorio nazionale, con chiusure unilaterali di siti industriali produttivi non coinvolti da situazioni di effettiva crisi aziendale. Atto n. 3-02738 MANCA COLLINA BOLDRINI IORI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'articolo 1, comma 130, della legge di bilancio per l'anno 2021 (legge n. 178 del 2020) ha previsto un incremento di 70 milioni di euro, per l'anno 2021, della dotazione finanziaria del fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori, per assicurare un adeguato ristoro alle aziende agricole danneggiate dalle avversità atmosferiche e fitosanitarie verificatesi a partire dal 1° gennaio 2019; ai sensi dell'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 102 del 2004, il fondo è iscritto nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (cap. 7411) e riguarda il finanziamento di interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel piano di gestione dei rischi in agricoltura, finalizzati alla ripresa economica e produttiva delle imprese agricole che hanno subito danni da eventi calamitosi nei limiti previsti dalla normativa comunitaria nonché di interventi di ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica, compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole. Nella legge di bilancio 2021, il capitolo 7411 del Ministero presenta quindi risorse, per tale anno, sia in conto competenza che in conto cassa, per complessivi 90 milioni di euro; considerato che: tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile 2021, l'intero territorio nazionale è stato colpito duramente da numerose gelate tardive che hanno causato ingenti danni alla produzione agricola, in particolare al settore vitivinicolo e ortofrutticolo, con danni alla produzione delle aziende più colpite stimate tra il 50 e il 75 per cento. Fra queste, particolarmente gravi sono state le gelate che hanno colpito le produzioni agricole in Emilia-Romagna; le calamità naturali che colpiscono le produzioni agricole si ripetono ormai con cadenza periodica, anche in ragione dei cambiamenti climatici in atto, provocando pesanti ricadute sia sulla redditività e sull'esistenza stessa di numerose aziende agricole sia sulle finanze pubbliche in ragione degli interventi di ristoro necessari alla ripresa delle attività colpite; a 8 mesi di distanza dalla data di approvazione della legge di bilancio per l'anno 2021, le maggiori risorse del fondo non risultano ancora ripartite in favore dei soggetti aventi diritto al ristoro per i danni subiti dalle aziende agricole a seguito di avversità atmosferiche e fitosanitarie verificatesi a partire dal 1° gennaio 2019, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire, entro brevi termini, il riparto delle risorse del fondo di solidarietà nazionale-interventi indennizzatori in favore dei soggetti che hanno subito danni alle aziende agricole a seguito di avversità atmosferiche e fitosanitarie verificatesi a partire dal 1° gennaio 2019; se non ritenga urgente, per far fronte ai danni alla produzione agricola dovuti agli eventi descritti successivi all'approvazione della legge di bilancio per l'anno 2021, prevedere un ulteriore adeguato stanziamento di risorse per il ristoro delle aziende che hanno subito ingenti danni alle produzioni, includendo negli aiuti anche le aziende non assicurate; se non ritenga altresì necessario, anche al fine di garantire maggiormente la redditività delle aziende agricole, adottare ogni iniziativa utile al fine di rafforzare e promuovere progressivamente in tutto il territorio nazionale la sottoscrizione di polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi da catastrofi in agricoltura, nonché promuovere l'adesione a fondi mutualistici in grado di compensare finanziariamente gli agricoltori per le perdite economiche derivanti da eventi catastrofali di diversa natura. Atto n. 3-02739 MONTEVECCHI DI GIROLAMO CROATTI GIROTTO LANZI PAVANELLI TRENTACOSTE Ai Ministri della cultura e della transizione ecologica Premesso che: come noto sono in corso le procedure di autorizzazione del progetto "Rete Adriatica", che prevede la costruzione di un metanodotto di acciaio, diviso in 5 lotti funzionali: Massafra-Biccari (194 chilometri), Biccari-Campochiaro (70 chilometri), Sulmona-Foligno (167 chilometri), Foligno-Sestino (114 chilometri), Sestino-Minerbio (142 chilometri). Attorno al tracciato, verranno realizzate una servitù di 40 metri e strade per consentire l'accesso dei mezzi ai cantieri; il gasdotto trasporterà metano dal sud al nord del Paese, con una capacità di 28 milioni di metri cubi al giorno. Si tratta di un progetto strettamente legato al TAP (Trans Adriatic Pipeline), la condotta che porterà in Italia il gas naturale del Mar Caspio, in Azerbaijan, dopo avere percorso 3.500 chilometri e attraversato sei Paesi; contestualmente, nell'ambito del progetto Rete Adriatica, è prevista la realizzazione di una centrale di compressione e spinta a Sulmona, a poche centinaia di metri dal centro abitato, che occuperà una superficie di 12 ettari e sarà costituita da 3 turbine, ognuna delle quali avrà una potenza termica di 30 megawatt; considerato che: la centrale di Sulmona, sebbene presentata come un progetto separato, sarebbe funzionale al gasdotto, perché necessaria per far continuare il viaggio del gas proveniente da Massafra, in provincia di Taranto, verso i siti di stoccaggio di Minerbio, nel bolognese; il territorio di Sulmona rischia di subire un grave impatto da quest'opera, ed è per questo che molte comunità locali hanno messo in piedi un fronte comune contro la sua realizzazione; l'area interessata, una vasta area di terreni privati acquistata da SNAM, denominata "Case Pente", si trova alle pendici del Morrone, a ridosso del Parco nazionale della Majella; nell'area di Case Pente c'è un sito archeologico, che si colloca direttamente presso l'infrastruttura SNAM, ed è descritto nel volume "Forma Italiae. Superaequum Corfinium Sulmo", pubblicato nel 1984 dall'archeologo belga Frank Van Wonterghem; la Soprintendenza a quanto risulta agli interroganti avrebbe chiesto di rivedere il progetto, a seguito dell'individuazione attraverso indagini radar di un edificio che si presume sia di epoca italica; la SNAM, a cavallo tra il 2018 e il 2019, avrebbe svolto indagini sull'area attraverso il georadar con una società specializzata e, una volta aver rimesso il rapporto alla Soprintendenza, ha ignorato il tutto per avere le autorizzazioni necessarie per avviare i lavori; la Soprintendenza, in una lettera del 28 febbraio 2019, ha allertato la società della presenza nel sottosuolo di preesistenze di carattere archeologico, tra cui l'estesa articolazione delle strutture murarie, propria di un grande edificio, che potrebbero già indicare la necessità di delocalizzare l'intervento previsto nell'area; nella medesima nota la Soprintendenza invitava la società ad effettuare ulteriori indagini ai sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 50 del 2016, ma ad oggi nulla è stato fatto; considerato inoltre che: il 3 dicembre 2020 si è svolta la Conferenza dei Servizi per la concessione dell'Autorizzazione integrata ambientale nel quale il rappresentante della Regione, ha votato a favore del progetto, mentre solo il Comune di Sulmona, rappresentato dall'assessore all'ambiente, ha espresso voto contrario; ad aprile 2021 il Ministero della transizione ecologica ha rilasciato l'Autorizzazione integrata ambientale per la centrale di compressione, che varie associazioni e comitati locali hanno impugnato innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio; valutato che: a parere degli interroganti il progetto presenta diverse criticità sotto il profilo della tutela del paesaggio e dei beni culturali, ignorati dalla società; la Soprintendenza competente, come detto, avrebbe auspicato una delocalizzazione dell'infrastruttura, proprio in ragione degli aspetti descritti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda adottare affinché vengano fatte le opportune indagini sull'area e per porre rimedio per quanto di competenza, alle omissioni che vi sarebbero state nella procedura autorizzativa della centrale di Sulmona. Atto n. 3-02740 TURCO RICCIARDI FENU DI PIAZZA L'ABBATE PIARULLI LOMUTI GAUDIANO D'ANGELO CASTALDI ROMANO Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dello sviluppo economico Premesso che: è un diritto tutelato dalla Costituzione conoscere, valutare, limitare e prevenire gli effetti che un insediamento industriale produce sulla salute dei cittadini e sull'ambiente circostante; è necessario, nelle aree di crisi industriale complessa a forte impatto ambientale, come nel caso dell'area industriale di Taranto, garantire la tutela dell'ambiente e della salute soprattutto per la continua esposizione all'inquinamento a cui sono soggetti soprattutto i cittadini del quartiere Tamburi, per la presenza dello stabilimento siderurgico ex Ilva/Arcelor Mittal, ora Acciaierie d'Italia; la Valutazione del danno sanitario (VDS), introdotta a tutela della salute e dell'ambiente di Taranto dal decreto-legge 3 dicembre 2012 n. 207 e disciplinata con decreto ministeriale 24 aprile 2013, risulta poco efficace a prevenire gli effetti dannosi delle sostanze emesse dall'impianto siderurgico, in quanto valuta il danno ex post unicamente quando le autorità di controllo riscontrino contemporaneamente per tutti gli inquinanti cancerogeni osservati (diossine, polveri, benzo(a)pirene e altri inquinanti) valori sopra le soglie legali previste solo nell'intervallo temporale definito; nelle aree di crisi industriale complessa occorre tutelare maggiormente la salute pubblica e l'ambiente. Risulta pertanto necessario introdurre sistemi per valutare preventivamente l'impatto che un determinato volume di inquinanti produce sulla salute e sull'ambiente; nessuna valutazione preventiva dell'impatto industriale sulla salute e sull'ambiente è prevista dalla norma di riferimento e ciò, a parere degli interroganti, non è più accettabile, considerando la transizione ecologica in corso; si trascura la circostanza che gli inquinanti industriali nocivi alla salute e all'ambiente, anche se si mantengano entro i limiti di legge, possono in combinazione tra loro o con altri inquinanti già presenti sul territorio o prodotti da altri siti industriali adiacenti all'impianto siderurgico, come il sito della raffineria ENI, arrecare danno alla salute dei cittadini e all'ambiente, anche per effetto della continuità di produzione degli inquinanti da oltre un trentennio; le evidenze scientifiche (si ricorda l'indagine epidemiologica del Progetto Sentieri - Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) e la recente sentenza di primo grado della Corte di Assise del Tribunale di Taranto, pronunciata lunedì 31 maggio 2021, hanno accertato in maniera incontrovertibile il legame diretto tra inquinanti prodotti dall'impianto siderurgico e danni arrecati alla salute dei cittadini e all'ambiente; la situazione epidemiologica riscontrata e i dati sulle malattie professionali che l'INAIL riconosce ogni anno testimoniano i danni prodotti dagli inquinanti sul piano umano, ambientale e sulla finanza pubblica; la sentenza di condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo del 24 gennaio 2019, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini di Taranto, ha affermato che "il persistente inquinamento causato dalle emissioni dell'Ilva ha messo in pericolo la salute dell'intera popolazione che vive nell'area a rischio"; considerato che: sul tema, il 23 gennaio 2019, il primo firmatario del presente atto ha depositato il disegno di legge (AS 1011) che si prepone di introdurre, in occasione del rilascio delle Autorizzazioni di impatto ambientale (AIA), la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS), capace di indicare in via predittiva, tramite l'utilizzo di modelli scientifici già validati e riconosciuti dal mondo accademico e istituzionale, l'impatto ambientale e sanitario di una presunta fonte di emissioni nocive, a prescindere dal superamento dei limiti previsti dalla legge per singolo inquinante. Per detto disegno di legge è stato chiesto, anche in relazione al piano di transizione ecologica in corso di definizione, di accelerare l' iter di discussione, soprattutto in considerazione della ratifica dell'accordo siglato a marzo 2021 tra ArcelorMittal e Invitalia, in modo da poterla contemplare nel futuro piano ambientale; il citato disegno di legge nasce dall'esigenza di colmare una lacuna normativa concernente la valutazione preventiva dell'impatto prodotto da fonti inquinanti, non soddisfatto dalle procedure attualmente in vigore come la VDS, in quanto il suo utilizzo ex post si attiva solo al superamento in un determinato intervallo temporale di tutti i valori limiti degli inquinanti. È necessario introdurre nell'ordinamento uno strumento di valutazione preventiva che tuteli la salute dei cittadini e garantisca l'ambiente, dando riscontro alle dichiarazioni sottoscritte dai Ministri dell'ambiente e della sanità di 53 Paesi dell'Europa e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità; secondo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza lo sforzo di rilancio dell'Italia si sviluppa intorno a digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. La transizione ecologica, come indicato dall'Agenda 2030 dell'ONU e dai nuovi obiettivi europei per il 2030, è alla base del nuovo modello di sviluppo italiano ed europeo. Intervenire per ridurre le emissioni inquinanti, prevenire e contrastare il dissesto del territorio, minimizzare l'impatto delle attività produttive sull'ambiente e sulla salute pubblica, è indispensabile per migliorare la qualità della vita e la sicurezza ambientale, oltre che per lasciare un Paese più verde e un'economia più sostenibile alle generazioni future. La transizione ecologica può costituire un importante fattore per accrescere la competitività del nostro sistema produttivo, incentivare l'avvio di attività imprenditoriali nuove e ad alto valore aggiunto, favorendo la creazione di occupazione stabile e ridurre la spesa pubblica per attività di bonifiche e risarcimento dei danni sanitari, si chiede di sapere: se, in considerazione delle future scelte sul ciclo produttivo dell'acciaieria e del rilascio della nuova AIA, i Ministri in indirizzo abbiano intenzione di introdurre strumenti di valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale, come la VIIAS, per contrastare e prevenire gli effetti negativi sulla salute e sull'ambiente prodotti dagli inquinanti dell'industria e favorire così l'introduzione di nuovi modelli produttivi più sostenibili; se, in subordine e tenuto conto della grave situazione ambientale e sanitaria nell'area di Taranto, si intenda rivedere in una prospettiva più prudenziale i limiti di legge degli inquinanti e i relativi intervalli di rilevazione di applicazione della VDS, a maggiore salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica; se, indipendentemente dalle soluzioni che saranno adottate a livello industriale, si intenda introdurre sistemi di divulgazione dei livelli giornalieri degli inquinanti, in modo da rendere le informazioni sulla qualità dell'aria, del suolo e del mare più trasparenti e consentire alla cittadinanza di avere una maggiore consapevolezza del rischio assunto. Atto n. 3-02741 ANGRISANI GRANATO CORRADO CRUCIOLI GIANNUZZI LEZZI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la Commissione nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione ha recentemente approvato le linee pedagogiche per il sistema integrato 0-6 ed è notizia recente l'approvazione dell'intesa in conferenza Unificata per il Piano di azione pluriennale; il testo delle linee pedagogiche è stato sottoposto ad un'ampia azione di informazione e consultazione pubblica prima di arrivare alla stesura finale e all'adozione formale; secondo il Ministero dell'istruzione esso "rappresenta una cornice di riferimento pedagogico e il quadro istituzionale e organizzativo in cui si colloca il sistema educativo integrato dalla nascita fino ai sei anni per favorirne lo sviluppo e il consolidamento"; l'APEI, l'associazione dei pedagogisti e degli educatori italiani, ha evidenziato l'importanza di garantire un approccio pedagogico nel contesto dell'educazione individuale per tutto il segmento di età da 0 a 6 anni, sostenendo la necessità di inserire nei ruoli professionali, al fianco di bambine e bambini e delle loro famiglie, i professionisti dell'educazione titolati a svolgere le funzioni educative specifiche; in questo modo, dunque, sarebbe assicurato un pieno riconoscimento del contributo delle professioni pedagogiche attraverso la scelta del loro utilizzo per tutto il segmento 0-6, in quanto i laureati in ambito pedagogico sono i professionisti più in grado di saper rispondere con consapevolezza, competenza ed efficacia alle esigenze educative dei bambini e delle bambine più piccoli; considerato che: per tali ragioni, è assolutamente necessario procedere sia con l'inserimento della figura dell'educatore dei servizi educativi per l'infanzia non solo nei nidi, ma anche nelle scuole dell'infanzia, in quanto l'educatore professionale socio-pedagogico è un professionista che lavora con tutte le età della vita da 0 a 6 anni (se laureato in scienze dell'educazione e della formazione), sia, al contempo, con l'affidamento del coordinamento pedagogico dei servizi educativi e della scuola dell'infanzia alla figura del pedagogista, il quale rappresenta il più grande esperto di educazione infantile, essendo profondo conoscitore dei processi di sviluppo dei bambini nei contesti educativi e formativi e degli ambienti e delle risorse strumentali necessarie all'agire educativo con la prima infanzia; la figura del pedagogista, inoltre, appare anche quella più consona all'affidamento delle funzioni di promozione e valorizzazione delle competenze genitoriali e dei rapporti con il territorio, ai fini dell'effettiva realizzazione di una comunità educante; dunque, se già era necessario l'inserimento a regime di tali figure all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni, in modo da permettere effettivamente lo sviluppo dei processi creativi, relazionali e di apprendimento in un adeguato contesto ludico-cognitivo, ciò riveste una rinnovata importanza anche a seguito dell'emergenza epidemiologica e del rischio delle nefaste conseguenze sullo sviluppo della personalità umana; valutato che: è necessario, dunque, arrivare nel minor tempo possibile alla creazione di un orizzonte educativo nel segmento 0-6, che sia alla base di un vero sistema integrato; durante questo percorso, senza l'inserimento e l'impiego a pieno regime di educatori socio-pedagogici e pedagogisti, figure i cui percorsi di studi si pongono l'uno in linea di continuità con l'altro, ed anche in affinità ai percorsi formativi degli insegnanti della scuola dell'infanzia, raggiungere l'obiettivo prefigurato risulterebbe ben più arduo e difficoltoso, anche nell'ottica della migliore spesa delle risorse stanziate a tal fine (che ammontano a 309 milioni di euro all'anno per il quinquennio 2021-2025), si chiede di sapere: quale sia l'opinione del Ministro in indirizzo in relazione a quanto esposto; se non ritenga opportuno attivarsi, con atti di propria competenza, ove possibile anche di natura giuridica, al fine di garantire l'inserimento a regime della figura dell'educatore socio-pedagogico e del pedagogista all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni, in modo da rendere più effettivo lo sviluppo dei processi creativi, relazionali e di apprendimento in un adeguato contesto ludico-cognitivo. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02734 STEFANO FEDELI TARICCO PITTELLA D'ALFONSO ROJC VERDUCCI FERRAZZI FERRARI BOLDRINI IORI MARILOTTI LAUS VALENTE Al Ministro dell'interno Premesso che: nelle ultime settimane si registra una preoccupante recrudescenza di fenomeni criminali nel Salento. Al gravissimo omicidio consumato per rapina ad un bancomat nella provincia di Lecce, si sommano decine di casi di eventi predatori nonché la denuncia di uno stupro a Gallipoli; alla luce di questi gravi episodi si sono tenuti diversi incontri tra alcuni sindacati degli appartenenti alla Polizia e non presso il commissariato di pubblica sicurezza di Gallipoli all'esito dei quali si è tenuto un incontro anche alla presenza del primo cittadino della città di Gallipoli, il quale ha affermato di aver già chiesto presso il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica provinciale di Lecce una particolare attenzione per il territorio; considerato che: le forze di polizia della provincia di Lecce, normalmente impegnate per la prevenzione e repressione dei reati in genere, nel periodo estivo, devono far fronte, come nel caso di comuni come Gallipoli o Otranto o Porto Cesareo, ad un aumento della popolazione pari a dieci volte gli usuali residenti; la difficoltà oggettiva nel controllo del territorio è dovuta sia alla contrazione degli organici, che riflettono una pianta ferma a 30 anni fa, sia al senso percepito di scarsa sicurezza da parte di tutte le classi sociali; non è possibile chiedere agli operatori della sicurezza turni di lavoro massacranti, ulteriormente aggravati dalla difficoltà che il territorio presenta sotto i profili della sua estensione geografica, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga necessario attivare tutte le iniziative volte a sostenere l'impegno generoso delle forze di polizia che operano nella provincia di Lecce nei periodi di alta concentrazione turistica. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05840 MERLO CARIO Al Ministro della salute Premesso che: la certificazione verde COVID-19, detta green pass , è il certificato rilasciato dal Ministero della salute, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province autonome, relativi alla vaccinazione, oltre che alla negatività al test o alla guarigione dal virus ; per accelerare la percentuale di vaccinazioni, negli ultimi giorni il Governo sta discutendo le nuove regole relative al green pass e le misure che saranno contenute in un nuovo decreto di misure anti COVID; tra le varie considerazioni, il Governo sta valutando di rendere obbligatorio, in determinate circostanze, quali ad esempio per accedere ad eventi, locali, treni, aerei e navi, il certificato; considerato che: ci sono oltre 6 milioni di cittadini italiani ufficialmente residenti fuori dall'Italia, e quindi iscritti all'anagrafe per gli italiani residenti all'estero (AIRE); ad esempio, i dati che indicano la distribuzione tra continenti degli iscritti all'AIRE evidenziano che ci sono oltre 2 milioni di cittadini italiani residenti in America meridionale. In diversi Stati, tra cui l'Argentina e il Brasile (Paesi col maggior numero di iscritti) e il Cile, i cittadini sono stati vaccinati, tra altri, anche col vaccino russo Sputnik V e il vaccino cinese Sinopharm; ritenuto che è opportuno e necessario regolamentare la situazione dei connazionali residenti all'estero, che devono rientrare in Italia per motivi, ad esempio, di lavoro o familiari, che appunto essendo residenti all'estero non possiedono una tessera sanitaria italiana e non hanno accesso alle prestazioni del servizio sanitario nazionale, e che sono stati vaccinati con vaccini riconosciuti e non riconosciuti nell'Unione europea, e che per le ragioni esposte non avranno accesso al green pass , si chiede di sapere: quali misure il Ministro in indirizzo voglia intraprendere per garantire il rientro e la libera circolazione in Italia dei cittadini residenti e vaccinati all'estero con vaccini riconosciuti e non riconosciuti nell'Unione europea; quali iniziative intenda adottare per riconoscere la validità dei certificati di vaccinazione emessi all'estero. Atto n. 4-05841 PAVANELLI CROATTI MONTEVECCHI VANIN TRENTACOSTE DONNO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che ai sensi dell'art. 3, comma 5, della delibera 252/16/CONS dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), recante "Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell'offerta dei servizi di comunicazione elettronica", almeno una volta all'anno, l'operatore comunica all'utente in forma scritta tutte le condizioni economiche sottoscritte, fermo restando il diritto del consumatore di conoscerle in qualsiasi momento e gratuitamente; le disposizioni della delibera si applicano alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica agli utenti e ai consumatori da parte degli operatori di telecomunicazioni e televisivi a pagamento, limitatamente ai contratti per adesione, si chiede di sapere: se il Ministro indirizzo intenda adoperarsi perché sia assicurato che le aziende provvedano ad adeguarsi ai dettami della delibera; se ritenga di assumere iniziative, anche di carattere normativo e comunicativo, al fine di rafforzare i meccanismi a tutela degli utenti garantendo la trasparenza tariffaria. Atto n. 4-05842 LANNUTTI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che: l'Unione europea ha risposto alla crisi pandemica con il programma Next generation EU (NGEU). Si tratta di un programma che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale. L'Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU: il dispositivo per la ripresa e resilienza (RRF) e il pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. Il dispositivo RRF richiede agli Stati membri di presentare un pacchetto di investimenti e riforme: il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Esso beneficia della stretta interlocuzione avvenuta in questi mesi con il Parlamento e con la Commissione europea. Le 6 missioni del piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Il piano comprende un ambizioso progetto di riforme. Il Governo intende attuare 4 importanti riforme di contesto: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza; in particolare, la riforma della giustizia vuole affrontare i nodi strutturali del processo civile e penale e rivedere l'organizzazione degli uffici giudiziari. Nel campo della giustizia civile lo scopo è quello di semplificare il rito processuale, in primo grado e in appello, e di implementare definitivamente il processo telematico. Il PNRR predispone inoltre interventi volti a ridurre il contenzioso tributario e i tempi della sua definizione. In materia penale, il Governo intende riformare la fase delle indagini e dell'udienza preliminare, ampliare il ricorso a riti alternativi, rendere più selettivo l'esercizio dell'azione penale e l'accesso al dibattimento, definire termini di durata dei processi; il Governo ha deciso dunque di procedere modificando il testo del disegno di legge AC 2435, noto come "riforma Bonafede" del processo penale. Sono modifiche contestate dall'Associazione nazionale magistrati (ANM) che, ad esempio, sulla norma sull'improcedibilità legata alla riforma della prescrizione, ha affermato: "La normativa delineata dall'emendamento governativo non ha alcuna funzione acceleratoria, di promozione di un obiettivo condiviso, quello della durata ragionevole dei processi, ma soltanto sanzionatoria, irragionevolmente sanzionatoria appunto perché non ha forgiato il termine nella considerazione approfondita della realtà di tutti gli uffici. Ragionevole è quella regola che orienta le prassi verso obiettivi concretamente realizzabili e che cerca di migliorare la realtà muovendo e non prescindendo da essa". L'ANM ha esposto poi le conseguenze che si realizzerebbero con il nuovo sistema di prescrizione e improcedibilità come delineato dagli emendamenti del Governo al disegno di legge: "Azzeramento di non pochi processi" con "un costo sociale molto alto" e con un "forte sacrificio dei diritti delle vittime". Inoltre, per l'ANM, "pensare che sia il Parlamento con regole necessariamente generali e astratte a suggerire a quali reati dare la precedenza, è soluzione distonica rispetto al principio di obbligatorietà dell'azione penale e di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge nonché potenzialmente in grado di porsi in frizione col principio di separazione dei poteri". E ancora: "Non sembra innovazione proficua quella di attribuire al Parlamento il potere di indicare 'criteri generali' di indirizzo per l'esercizio dell'azione penale", osserva l'Associazione, sottolineando che "i pubblici ministeri debbono perseguire tutti i reati indistintamente e in egual misura: questo impone la Costituzione, e solo se le risorse umane e materiali non lo consentono in concreto, per contingenze legate all'ufficio giudiziario ove si opera, dosare le limitate risorse e opportunamente indirizzarle verso 'criteri di priorità' la cui fissazione non potrà che essere ragionevolmente demandata ai capi degli uffici giudiziari o al Csm cui compete vigilare sul loro operato"; considerato infine che: critiche circostanziate alla "riforma Cartabia" sono arrivate anche dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. In particolare, per De Raho essa "non corrisponde alle esigenze di giustizia" anche perché "riguarda tutti i processi", compresi quelli per "reati gravissimi" come mafia, terrorismo e corruzione, con conseguenze sulla "sicurezza della nostra democrazia". Il procuratore nazionale antimafia pertanto ha ricordato che se la Costituzione e i trattati internazionali prescrivono la "ragionevole durata del processo", i termini di durata massima del giudizio "si trovano già nella legge Pinto". L'improcedibilità però, secondo De Raho, è illegittima. Piuttosto, ha suggerito, si provveda alla digitalizzazione e si permetta ai giudici la possibilità "di operare come monocratico", perché "la giustizia non può non essere esercitata attraverso un numero di giudici non sufficiente", e senza risorse; molto critico anche il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, per il quale dopo la riforma Cartabia vi saranno conseguenze molto pregiudizievoli: "Diminuzione del livello di sicurezza", "annullamento totale della qualità del lavoro", "aumento smisurato di appelli e ricorsi in Cassazione" per fare "ingolfare di più la macchina della giustizia e giungere alla improcedibilità", "azzeramento di anni di lavoro di pm, polizia e giudici di primo grado". In uno " slogan ": "Ancor di più converrà delinquere". "Il 50% dei processi e i maxi processi che celebriamo saranno dichiarati improcedibili in Appello", è stata infine la previsione di Gratteri; persino il presidente dell'Unione delle camere penali, Giandomenico Caiazza, che ascoltato dalla II Commissione permanente (Giustizia) alla Camera dei deputati ha invitato a non fare "terrorismo mediatico su prescrizione", ha comunque sottolineato che gli emendamenti del Governo "introducono un istituto nuovo [la prescrizione processuale] che può presentare problematicità"; la riforma è stata criticata duramente anche dalle associazioni dei consumatori (Codici, Adusbef, Asso-Consum, Assoutenti, Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi, Casa del consumatore, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Movimento consumatori e Movimento difesa del cittadino) che hanno deciso di firmare un comunicato congiunto. Le accuse si concentrano in particolare sul testo dell'articolo 1 -bis che, secondo le associazioni, contiene alcune disposizioni in netto contrasto con quanto stabilito dalla Costituzione e dall'Unione europea, in quanto vi sarebbero errate interpretazioni della direttiva europea 2012/29/UE, anche in netta contrapposizione con la più recente legislazione che ha riconosciuto il valore e la funzione sociale degli enti no profit . In particolare, viene sottolineato che con la riforma si impedirebbe alle associazioni "di costituirsi parte civile nei procedimenti penali" per difendere gli interessi collettivi lesi da reato. Per questo motivo le associazioni non sarebbero più libere di sostenere determinate tematiche sociali, nella fattispecie "le attività di contrasto dell'usura o di tutela dell'ambiente", si chiede di sapere se, alla luce delle rilevanti critiche rivolte da parte dell'ANM, del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo De Raho, delle associazioni dei consumatori che l'hanno bollata come "a uso e consumo dei potenti", il Governo non ritenga abbia il dovere di ritirare la proposta di riforma Cartabia e di aprire un tavolo di lavoro, sia con i magistrati che con gli avvocati, e quindi apportare le modifiche necessarie al processo penale. Atto n. 4-05843 LUCIDI Al Ministro della cultura Premesso che a quanto risulta all'interrogante: il Tribunale di Cagliari, con ordinanze del 19 gennaio 2021 e del 24 marzo 2021, ha impedito alla fondazione "Stazione dell'arte", tra i cui fondatori figura l'artista Maria Lai, di riprodurre delle opere donate dalla stessa Lai alla fondazione; secondo l'articolo 109 della legge sul diritto d'autore (legge n. 633 del 1941), infatti, la cessione di un'opera non comporta automaticamente anche la cessione dei diritti di utilizzo; il "Giornale dell'Arte" - edizione maggio 2021 - riporta alcuni casi di studio in materia, quali, la sentenza della Cass. Civ. 11 agosto 2009 n. 18218, che riconosce al proprietario il diritto di sfruttamento economico dell'opera. La Corte d'Appello di Venezia aveva stabilito il 25 marzo 1955 che all'autore (De Chirico) non spettava un diritto di esposizione sopravvivente all'alienazione dell'opera; lo stesso giornale denuncia come la normativa in materia sia obsoleta e anacronistica; risulta all'interrogante che, anche il museo "Palazzo Collicola" di Spoleto sia proprietario delle opere residenti, ma non goda dei diritti di riproduzione; paradossalmente viene inibita anche la diffusione da parte della RAI di documentari con riprese fatte sulle opere di proprietà del museo Collicola; considerato che la pandemia da COVID-19 ha messo in evidenza come le nuove tecnologie e la digitalizzazione possono essere uno strumento imprescindibile per la divulgazione del nostro patrimonio culturale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda provvedere ad un aggiornamento delle norme e dei regolamenti in materia di riproduzione delle opere, in modo da attualizzare e rendere disponibile il nostro patrimonio artistico e culturale. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02736 del senatore Magorno, sul provvedimento di rientro in Inghilterra di una minore figlia di madre italiana; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02739 della senatrice Montevecchi ed altri, sulla costruzione del gasdotto SNAM di Sulmona; 3-02741 della senatrice Angrisani ed altri, sull'inserimento della figura dell'educatore socio-pedagogico e del pedagogista all'interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-02735 dei senatori Maffoni e La Pietra, sulle procedure di licenziamento collettivo attivate da due multinazionali con stabilimenti in Italia.