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Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Onorevoli Senatori . – Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Giuseppe Conte e il Presidente dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », Rev. Vickie Lela Sims, hanno firmato, il giorno 30 luglio 2019, l'intesa per la regolazione dei rapporti tra la Repubblica italiana e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. Il testo dell'intesa è stato elaborato dalla Commissione interministeriale per le intese con le confessioni religiose, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 maggio 1997, integrata dai rappresentanti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ». Dopo aver ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica, con decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2014, il Presidente dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », nel 2015, ha presentato la richiesta di avvio delle trattative per l'intesa. L' iter , iniziato nel novembre 2015, si è concluso nel 2016. La Commissione interministeriale per le intese e i rappresentanti della confessione hanno esaminato il testo della bozza di intesa sotto ogni profilo, con particolare riguardo alla sua compatibilità con l'ordinamento giuridico italiano e con i princìpi della Costituzione e, come previsto, è stato anche acquisito il parere della Commissione consultiva per la libertà religiosa, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 marzo 1997. Il testo dell'intesa è stato siglato il 26 marzo 2019 dal Sottosegretario di Stato pro tempore e dal Presidente dell'Associazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di intesa nella riunione del 20 maggio 2019. L'approvazione di questa intesa colloca l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » tra le confessioni religiose con le quali lo Stato italiano ha un rapporto pienamente conforme al dettato dell'articolo 8 della Costituzione, vale a dire le chiese rappresentate dalla Tavola Valdese, le Assemblee di Dio in Italia, l'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, la Chiesa Apostolica in Italia, l'Unione Buddhista Italiana, l'Unione Induista Italiana, l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » nasce per riunire tutte le chiese e tutti coloro che in Italia professano la Comunione Anglicana di fede cristiana e apostolica, ed in particolare quelli che appartengono alla Church of England . L'Associazione ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2014. Il Difensore della Fede e Governatore Supremo della Church of England è il Monarca del Regno Unito, mentre la massima autorità religiosa è l'Arcivescovo di Canterbury (designato dal Primo ministro). La Church of England è suddivisa in due Provincie, Canterbury e York, ciascuna con il proprio arcivescovo, che, a loro volta, sono divise in diocesi. Oltre ai due arcivescovi di Canterbury e di York, il Monarca del Regno Unito nomina altri ventiquattro vescovi che siedono tutti nella Camera dei Lord del Parlamento britannico. La Diocesi in Europa ( Diocese in Europe ) è la 42˚ diocesi della Church of England , meglio conosciuta anche come Diocesi di Gibilterra in Europa ( Diocese of Gibraltar in Europe ). Geograficamente è la diocesi più estesa della Church of England , comprendendo tutti i territori in Europa (escluso il Regno Unito e l'Irlanda) inclusa la Turchia, il Marocco ed i territori dell' ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Si articola in arcidiaconie, tra cui troviamo l'Arcidiaconato d'Italia e Malta ( Archdeaconry of Italy and Malta ) che comprende i territori della Repubblica italiana e della Repubblica di Malta. L'Arcidiaconato d'Italia e Malta è poi composto da diverse cappellanie e congregazioni ( Chaplaincies & Congregations ). Ciascuna sede ha un suo « ministro di culto » di riferimento: cappellano o presbitero. Il cappellano, presbitero preposto ad una Cappellania ha la responsabilità della vita liturgica e cultuale dei fedeli della sua cappellania. L'Arcidiacono, inoltre, rappresenta sul territorio italiano i rapporti tra la Church of England e le altre Chiese e Confessioni religiose e ha la responsabilità della protezione, custodia e gestione mediata del patrimonio della Diocesi in Europa in Italia. Gli anglicani vivono, lavorano e professano la loro fede in Italia sin dall'inizio del 1600; infatti, la prima comunità anglicana fu fondata nel lontano 1605 dall'Ambasciatore britannico Sir Henry Wooton, presso l'allora Repubblica di Venezia. Oggi sono stimati in oltre 100.000, alcuni dei quali sono praticanti regolari nelle oltre venti cappellanie o congregazioni distribuite sul suolo della Repubblica italiana (chiese). L'Associazione ha per scopo il perseguimento della missione della Chiesa d'Inghilterra: promuovere e realizzare ogni opportuna attività sociale e assistenziale; riunire tutte le Cappellanie e le Congregazioni anglicane in Italia; diffondere l'Evangelo di Gesù Cristo in conformità alla Confessione anglicana e la tradizione della Chiesa d'Inghilterra, per facilitare, sostenere e migliorare l'azione della Chiesa d'Inghilterra sul territorio italiano. L'articolo 1 (Rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») stabilisce che la legge di approvazione dell'intesa regola i rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » sulla base dell'intesa stipulata il 30 luglio 2019, che viene allegata alla legge. L'articolo 2 (Autonomia e libertà confessionale) contiene le norme generali sulla libertà religiosa, che si richiamano ai princìpi di libertà contenuti nella Costituzione. Riconosce l'autonomia e la libertà confessionale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », nonché la non ingerenza dello Stato nelle nomine dei ministri di culto, nell'esercizio del culto, nell'organizzazione della confessione, negli atti disciplinari e spirituali, nella distribuzione di pubblicazioni nei luoghi di culto e nella effettuazione di collette. È garantita la libertà, in forma individuale e collettiva, di professione e pratica religiosa, di propaganda e di esercizio del culto, riunione e manifestazione del pensiero. L'articolo 3 (Ministri di culto) specifica che i ministri di culto sono liberamente nominati in base allo statuto dell'Associazione e godono del libero esercizio del loro ministero. Non sono tenuti a dare informazioni su fatti di cui sono venuti a conoscenza nell'esercizio del proprio ministero. Il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia un'apposita certificazione della qualifica di appartenenza dei ministri di culto, l'elenco dei quali è comunicato al Ministero dell'interno; analoga certificazione è rilasciata anche ai religiosi, limitatamente ai fini dello svolgimento delle attività di assistenza spirituale di cui all'articolo 4. Ai ministri di culto è riconosciuta la facoltà di richiedere, qualora fosse ripristinato il servizio obbligatorio di leva, l'assegnazione al servizio civile. L'articolo 4 (Assistenza spirituale) assicura il diritto all'assistenza spirituale, da parte di propri ministri di culto e di religiosi, ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia o ad altri servizi assimilati, a quelli ricoverati in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, ai detenuti in istituti penitenziari. A tale fine, l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » trasmette alle Amministrazioni competenti l'elenco dei ministri di culto e dei religiosi. In particolare, in caso di decesso di un fedele che si trovi in una delle summenzionate situazioni, le autorità competenti cercheranno di assicurare, su richiesta di un familiare o sulla base di una dichiarazione del deceduto, l'officiatura o la presenza alle esequie di un ministro di culto della Chiesa d'Inghilterra. Gli oneri finanziari derivanti dallo svolgimento di tali attività sono a carico dell'Associazione stessa. In attuazione del principio della libertà della scuola e dell'insegnamento, gli articoli 5 (Istruzione religiosa nelle scuole) e 6 (Scuole) riconoscono agli alunni delle scuole pubbliche non universitarie il diritto di avvalersi e di non avvalersi degli insegnamenti religiosi che, pertanto, non debbono aver luogo con forme e modalità discriminanti. All'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » è riconosciuto il diritto di rispondere ad eventuali richieste relative al fenomeno religioso che possano pervenire dagli studenti o dalle loro famiglie, senza ulteriori oneri a carico dello Stato, nonché il diritto di istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. Alle scuole a cui è riconosciuta la parità è assicurata l'equipollenza del trattamento scolastico con gli studenti delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali. L'articolo 7 (Diplomi e titoli accademici) prevede che, su richiesta degli interessati, in possesso del titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, possono essere riconosciuti dalla Repubblica i titoli di primo e di secondo ciclo della Chiesa d'Inghilterra, in teologia e nelle altre discipline ecclesiastiche, rilasciati da istituti accademici con personalità giuridica operanti su territorio italiano e riconosciuti dalla Chiesa d'Inghilterra. Il riconoscimento dei titoli accademici è disposto dal Ministero dell'università e della ricerca, secondo la normativa vigente. Su richiesta dell'ufficio legislativo del Ministero dell'università e della ricerca, sono state apportate a questo articolo le seguenti modifiche rispetto a quanto indicato nel corrispondente articolo 6 dell'intesa: al comma 1, le parole: « le lauree e le lauree magistrali », sono state sostituite dalle parole: « i titoli di primo e secondo ciclo della Chiesa d'Inghilterra » e, alla fine del comma 2, sono state inserite le parole: « ai fini del riconoscimento dei titoli di primo e secondo ciclo di cui al comma 1 ». Tali modifiche, con la più generica dizione dei titoli di primo e secondo ciclo, sarebbero da intendersi opportune in quanto, essendo la formulazione originaria inappropriata, occorre distinguere, da un punto di vista letterale, i titoli conseguiti nei Paesi anglosassoni da quelli conseguiti al termine dei percorsi di studio universitari secondo la normativa italiana vigente. Inoltre, si è provveduto a modificare i commi 1 e 2, nella parte in cui si fa riferimento al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, eliminando la parola « istruzione » in quanto, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, decreto legge n. 1 del 2020, convertito dalla legge n. 12 del 2020, con la soppressione di tale dicastero, sono stati istituiti contestualmente il Ministero dell'università e della ricerca ed il Ministero dell'istruzione. Le modifiche di cui trattasi, pertanto, sono da considerarsi un mero adeguamento formale al quadro normativo vigente, tale da non incidere sul contenuto dell'intesa conclusa tra la Repubblica italiana e l'Associazione Chiesa d'Inghilterra. Per quanto riguarda le festività religiose, l'articolo 8 (Festività) prevede che ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra sia consentito di osservare la festività religiosa del Venerdì Santo. Il diritto di osservare questa festività deve essere esercitato nel quadro della flessibilità dell'organizzazione del lavoro. Restano comunque salve le imprescindibili esigenze dei servizi pubblici essenziali previsti dalla legislazione vigente. Gli articoli 9 (Enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») e 10 (Iscrizione nel registro delle persone giuridiche) vertono sul regime degli enti religiosi e in particolare disciplinano: le modalità di riconoscimento degli enti ecclesiastici che svolgono attività di religione o di culto; il regime tributario degli enti; la gestione degli enti; i mutamenti sostanziali degli enti stessi; la devoluzione dei beni; l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche. L'articolo 11 (Patrimonio culturale) sancisce il reciproco impegno a collaborare per la tutela e la valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio culturale della Chiesa d'Inghilterra e degli enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », anche istituendo, a tal fine, un'apposita Commissione mista senza oneri per lo Stato. L'articolo 12 (Edifici di culto) è dedicato alla tutela degli edifici della Chiesa d'Inghilterra destinati al culto pubblico. Tali edifici non possono essere occupati, requisiti, espropriati o demoliti, se non per gravi motivi o previo accordo con il responsabile dell'edificio; inoltre, salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non può entrarvi per l'esercizio delle sue funzioni senza avere dato avviso e sentito il responsabile dell'edificio. Agli edifici di culto e alle relative pertinenze si applicano le norme vigenti in materia di esenzioni, agevolazioni tributarie, contributi e concessioni. L'articolo 13 (Cimiteri) prevede, ove possibile, aree riservate nei cimiteri nel rispetto della normativa vigente. L'articolo 14 (Contributi deducibili agli effetti IRPEF) consente, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa, la deduzione agli effetti dell'Irpef, fino all'importo di euro 1.032,91, delle erogazioni in denaro a favore dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », degli enti da essa controllati e delle comunità locali, per finalità di culto, istruzione, assistenza e beneficenza. L'articolo 15 (Ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF) consente all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » di concorrere alla ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF per quanto riguarda sia le scelte espresse dai contribuenti, sia quelle non espresse. Tali somme sono destinate, oltre che ai fini di cui all'articolo 14, anche al mantenimento dei ministri di culto, alla realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e dei monasteri, a scopi filantropici, assistenziali e culturali, da realizzarsi anche in Paesi esteri. I rendiconti sull'utilizzazione delle somme percepite devono essere trasmessi annualmente al Ministero dell'interno e, da questo, inviati con propria relazione al Ministro dell'economia e delle finanze. Con l'approvazione dell'intesa è esteso all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » il sistema dei rapporti finanziari tra lo Stato e le Confessioni religiose delineato dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, recante disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi, e dalle leggi vigenti di approvazione delle intese. L'articolo 16 (Commissione paritetica) prevede che, su richiesta di una delle Parti, sia sottoposta a un'apposita Commissione paritetica la verifica dell'attuazione del sistema descritto dagli articoli p14 e 15, anche al fine di apportare modifiche. L'articolo 17 (Assegni ai ministri di culto) specifica che gli assegni corrisposti dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », dalle cappellanie e dalle congregazioni per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto sono equiparati, ai soli fini fiscali, al reddito da lavoro dipendente. L'articolo 18 (Matrimonio) riconosce gli effetti civili ai matrimoni celebrati in Italia, secondo il rito anglicano, davanti a ministri di culto della Chiesa d'Inghilterra in possesso della cittadinanza italiana e residenti o domiciliati in Italia, previe pubblicazioni nella casa comunale, nulla osta dell'ufficiale dello stato civile e a condizione che il relativo atto sia trascritto nei registri dello stato civile. Nel corso della celebrazione è data lettura degli articoli del codice civile che regolano i diritti e i doveri dei coniugi. L'articolo 19 (Normativa sui culti ammessi e norme contrastanti) sancisce che con l'entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa cesseranno di avere efficacia ed applicabilità, nei riguardi dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » e degli enti confessionali che ne fanno parte, la legge 24 giugno 1929, n. 1159, recante disposizioni sull'esercizio dei culti ammessi nello Stato, e il relativo regolamento di attuazione approvato con regio decreto 28 febbraio 1930, n. 289. L'articolo 20 (Ulteriori intese) prevede che in caso di modifiche al testo dell'intesa le Parti provvederanno alla stipulazione di una nuova intesa, ai sensi del terzo comma dell'articolo 8 della Costituzione. Qualora siano presentate iniziative legislative concernenti le materie disciplinate dall'intesa, saranno promosse nuove intese. L'articolo 21 (Modifiche statutarie) stabilisce che ogni eventuale modifica dello statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » sia tempestivamente comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell'interno. Infine, l'articolo 22 (Copertura finanziaria) prevede la copertura finanziaria degli oneri derivanti dalla presente legge.. 1 (Rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») 1 I rapporti tra lo Stato e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » sono regolati dalle disposizioni della presente legge, sulla base dell'allegata intesa stipulata il 30 luglio 2019. 2 (Autonomia e libertà confessionale) 1 La Repubblica, in conformità ai principi della Costituzione, riconosce che le nomine dei ministri di culto effettuate secondo lo statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » (presbiteri, cappellani e diaconi), l'esercizio del culto, l'organizzazione ecclesiastica e gli atti in materia spirituale e disciplinare si svolgono senza alcuna ingerenza statale. 2 È garantita ai singoli fedeli e alle organizzazioni e associazioni in Italia appartenenti all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » piena libertà di professione e pratica religiosa, di propaganda e di esercizio del culto in pubblico e in privato, nonché di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. 3 Le affissioni e la distribuzione di pubblicazioni e stampati relativi alla vita confessionale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », effettuate all'interno ed all'ingresso dei luoghi di culto, nonché le collette ai fini ecclesiastici, avvengono senza autorizzazione né altra ingerenza da parte degli organi dello Stato. 3 (Ministri di culto) 1 I ministri di culto, liberamente nominati in base allo statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », compresi in un elenco comunicato al Ministero dell'interno, godono del libero esercizio del loro ministero. 2 Essi non sono tenuti a dare ai magistrati o altre autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero. 3 Nel caso di ripristino del servizio obbligatorio di leva, i ministri di culto hanno diritto, su loro richiesta, ad essere esonerati dal servizio militare o, nel rispetto delle norme sull'obiezione di coscienza, a essere assegnati al servizio civile. 4 Ai fini dell'applicazione del presente articolo e degli articoli 4 e 18 della presente legge il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia apposita certificazione della qualifica dei ministri di culto. 5 Ai soli fini dell'applicazione dell'articolo 4 della presente legge il rappresentante legale dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » rilascia apposita certificazione della qualifica dei religiosi. 4 (Assistenza spirituale) 1 L'appartenenza alle Forze armate, alle Forze di polizia o ad altri servizi assimilati, la degenza in strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, la permanenza negli istituti penitenziari non possono dar luogo ad alcun impedimento in ordine alla fruizione dell'assistenza spirituale. In caso di decesso di un fedele che si trovi in una delle summenzionate situazioni, le autorità competenti assicurano, laddove possibile, su richiesta di un familiare o su una dichiarazione del deceduto, l'officiatura o la presenza alle esequie di un ministro di culto della Chiesa d'Inghilterra. 2 I militari italiani fedeli della Chiesa d'Inghilterra hanno diritto di partecipare, nel rispetto delle esigenze di servizio, alle attività religiose che si svolgono nelle località dove si trovano per ragioni del summenzionato servizio; in mancanza di chiese nelle predette località, potranno comunque ottenere il permesso di frequentare la chiesa più vicina, compatibilmente con le ragioni di servizio. 3 L'assistenza spirituale ai militari italiani fedeli della Chiesa d'Inghilterra è assicurata dai ministri di culto e dai religiosi a tal fine designati dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » e inclusi in apposito elenco trasmesso al Ministero della difesa. 4 Negli istituti penitenziari è assicurata l'assistenza spirituale dai ministri di culto e dai religiosi designati a tal fine dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ». A tal fine questa trasmette al Ministero della giustizia l'elenco dei ministri di culto, nonché, unicamente a tali fini, dei religiosi responsabili dell'assistenza spirituale nei predetti istituti. Tali ministri e tali religiosi sono compresi tra coloro che possono accedere agli istituti penitenziari senza particolare autorizzazione. 5 L'assistenza spirituale è svolta negli istituti di cui al comma 4 a richiesta dei detenuti o per iniziativa dei ministri di culto, accettata dal detenuto, in locali idonei messi a disposizione dal direttore dell'istituto penitenziario. Il direttore dell'istituto informa di ogni richiesta proveniente dai detenuti il ministro di culto responsabile competente per il territorio. 6 Gli oneri finanziari per lo svolgimento dell'assistenza spirituale di cui al presente articolo sono a carico dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ». 5 (Istruzione religiosa nelle scuole) 1 La Repubblica, nel garantire la libertà di coscienza di tutti, riconosce agli alunni delle scuole pubbliche non universitarie il diritto di avvalersi o non avvalersi di insegnamenti religiosi. Tale diritto è esercitato, ai sensi delle leggi dello Stato, dagli alunni stessi o da coloro cui compete la responsabilità genitoriale su di essi. 2 L'insegnamento religioso è impartito con forme e modalità che non abbiano per gli alunni effetti discriminanti. 3 La Repubblica, nel garantire il carattere pluralistico della scuola pubblica, assicura agli incaricati designati dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » il diritto di corrispondere alle richieste provenienti dagli alunni o dalle loro famiglie o dagli organi scolastici, in ordine allo studio del fatto religioso e delle sue implicazioni. Tale attività, da svolgersi in orario extrascolastico, s'inserisce, senza oneri per lo Stato, nell'ambito di quelle extracurriculari. 6 (Scuole) 1 La Repubblica, in conformità al principio della libertà della scuola e dell'insegnamento e nei termini previsti dalla Costituzione, garantisce all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » il diritto d'istituire liberamente scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione. 2 Alle scuole di cui al comma 1, cui sia riconosciuta la parità, è assicurata piena libertà, nel rispetto delle norme generali sull'istruzione e di quanto previsto dalla legge 10 marzo 2000, n. 62, e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole dello Stato e degli altri enti territoriali, anche per quanto concerne gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione. 7 (Diplomi e titoli accademici) 1 Su richiesta degli interessati in possesso del titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, possono essere riconosciuti dalla Repubblica i titoli di primo e secondo ciclo della Chiesa d'Inghilterra, in teologia e nelle altre discipline ecclesiastiche, rilasciati da Istituti accademici con personalità giuridica, operanti sul territorio italiano e riconosciuti dalla Chiesa d'Inghilterra, previa comunicazione al Ministero dell'università e della ricerca dell'atto di riconoscimento dell'Istituto accademico e del regolamento del corso di studi. 2 Il riconoscimento dei titoli accademici è disposto dal Ministero dell'università e della ricerca, previo accertamento del conseguimento da parte degli interessati di un numero di crediti formativi previsti dalla normativa vigente, ai fini del riconoscimento dei titoli di primo e secondo ciclo di cui al comma 1. 8 (Festività) 1 Ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra in Italia dipendenti da enti pubblici o privati, o che esercitano attività autonoma, è assicurato il diritto di astenersi dall'attività lavorativa, nel quadro della flessibilità dell'organizzazione del lavoro, nel giorno del Venerdì Santo, con l'obbligo di recupero delle relative ore lavorative e senza diritto ad alcun compenso straordinario. 2 Nella giornata del Venerdì Santo si considera giustificata l'assenza dalla scuola degli alunni appartenenti alla Chiesa d'Inghilterra su richiesta di loro stessi se maggiorenni o di coloro cui compete la responsabilità genitoriale. 3 Restano comunque salve le imprescindibili esigenze dei servizi pubblici essenziali previsti dalla legislazione vigente. 9 (Enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra ») 1 Sono civilmente riconosciuti quali enti ecclesiastici, previo deposito degli statuti e subordinatamente alla loro verifica di conformità con l'ordinamento italiano da parte del Ministero dell'interno, le seguenti Cappellanie e le Congregazioni: Congregazione di Assisi (PG), Congregazione di Bari, Congregazione di Bologna, Congregazione di Bordighera (Imperia), Cappellania di Cadenabbia (Como), Congregazione di Città della Pieve (PG), Cappellania di Firenze, Cappellania di Genova, Congregazione di Macerata, Cappellania di Milano, Cappellania di Napoli, Congregazione di Padova, Cappellania di Palermo, Cappellania di Roma, Cappellania di Siena, Congregazione di Sorrento (NA), Congregazione di Taormina (Messina), Congregazione di Trieste, Congregazione di Varese e Cappellania di Venezia. 2 L'acquisto della personalità giuridica per gli enti ecclesiastici facenti parte dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » diversi da quelli di cui al comma 1, la costituzione in enti ecclesiastici con personalità giuridica di nuove cappellanie e congregazioni, le modifiche territoriali, l'unificazione o l'estinzione di quelle esistenti, sono concessi con decreto del Ministro dell'interno, subordinatamente alla verifica della corrispondenza dell'ente o delle modifiche statutarie al carattere confessionale e al vigente ordinamento giuridico italiano, su domanda del legale rappresentante dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » e previa delibera motivata dell'assemblea degli associati. Alla domanda sono allegati lo statuto dell'ente stesso, la delibera dell'assemblea degli associati e ogni altra utile documentazione. 3 Si considerano enti ecclesiastici quelli che svolgono prevalentemente attività di religione o di culto. Gli stessi possono svolgere attività diverse, secondo le leggi vigenti. 4 Ai fini della presente legge si considerano attività di religione o di culto quelle dirette all'esercizio del culto e alla cura pastorale, alla formazione dei ministri di culto, dei religiosi e dei catechisti, a scopi missionari e di evangelizzazione, e all'educazione cristiana, come catechesi o cultura religiosa. Si considerano attività diverse da quelle di religione o di culto quelle di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura, e, in ogni caso, le attività commerciali o a scopo di lucro. 5 Agli effetti tributari, gli enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » civilmente riconosciuti, aventi fine di religione o di culto, sono equiparati a quelli aventi fine di beneficenza o di istruzione. 6 I mutamenti sostanziali nel fine, nella destinazione del patrimonio e nel modo di esistere di un ente di cui al presente articolo acquistano efficacia mediante riconoscimento con decreto del Ministro dell'interno. 7 Il legale rappresentante dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » segnala tempestivamente al Ministero dell'interno l'eventuale mutamento nel fine, nella destinazione del patrimonio e nel modo di esistere di un ente. 8 Il legale rappresentante dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » è tenuto a segnalare al Ministero dell'interno ogni mutamento che faccia perdere all'ente uno dei requisiti prescritti per il suo riconoscimento, al fine di consentire al Ministero dell'interno l'adozione del conseguente atto di revoca. 9 La devoluzione dei beni di un ente dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » soppresso o estinto avviene secondo quanto prevede il provvedimento del Consiglio direttivo dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », salvi comunque la volontà dei disponenti, i diritti dei terzi e le disposizioni statutarie, nonché secondo la vigente normativa in materia di acquisti delle persone giuridiche. 10 (Iscrizione nel registro delle persone giuridiche) 1 Gli enti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » civilmente riconosciuti devono iscriversi nel registro delle persone giuridiche. 2 Nel registro, oltre alle indicazioni prescritte dalle norme vigenti in materia, devono risultare le norme di funzionamento e i poteri degli organi di rappresentanza dell'ente. 3 L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » e gli enti civilmente riconosciuti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » devono, ai sensi della normativa vigente, chiedere l'iscrizione nel registro delle persone giuridiche entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 11 (Patrimonio culturale) 1 La Repubblica e l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » s'impegnano a collaborare per la tutela e la valorizzazione dei beni afferenti al patrimonio culturale della Chiesa d'Inghilterra e dei soggetti di cui all'articolo 9, eventualmente anche istituendo a tal fine, senza oneri per lo Stato, un'apposita Commissione mista. 12 (Edifici di culto) 1 Gli edifici della Chiesa d'Inghilterra ubicati sul territorio italiano e destinati all'esercizio del culto pubblico non possono essere occupati, requisiti, espropriati o demoliti se non per gravi motivi o previo accordo con il responsabile dell'edificio. 2 Salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non può entrare per l'esercizio delle sue funzioni negli edifici di cui al comma 1, senza averne dato avviso e senza avere sentito il responsabile dell'edificio. 3 Agli edifici di culto e alle relative pertinenze si applicano le norme vigenti in materia di esenzioni, agevolazioni tributarie, contributi e concessioni. 4 L'autorità civile tiene conto delle esigenze religiose fatte presenti dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » per quanto concerne la costruzione di nuovi edifici di culto. 13 (Cimiteri) 1 Ove possibile, sono previste nei cimiteri pubblici aree riservate ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra, ai sensi della vigente normativa. 14 (Contributi deducibili agli effetti IRPEF) 1 La Repubblica prende atto che l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » si sostiene finanziariamente mediante offerte volontarie. 2 A decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito complessivo, agli effetti dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, le erogazioni liberali in denaro, fino all'importo di euro 1.032,91, a favore dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », degli enti da essa controllati e delle comunità locali, per i fini di culto, istruzione, assistenza e beneficenza. Le modalità per la deduzione sono determinate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. 15 (Ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF) 1 A decorrere dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » concorre con i soggetti e secondo le modalità previste dalla normativa vigente alla ripartizione della quota, pari all'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La Repubblica prende atto che l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » utilizzerà le somme devolute a tale titolo dallo Stato oltre che ai fini di cui all'articolo 14, comma 2, anche per il mantenimento dei ministri di culto, per la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, per scopi filantropici, assistenziali e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri. 2 L'attribuzione delle somme di cui al comma 1 è effettuata sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi, nel cui modulo l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » è indicata con la denominazione « Associazione “Chiesa d'Inghilterra” in Italia ». 3 Per quanto riguarda le quote relative alle scelte non espresse dai contribuenti l'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » dichiara di partecipare alla loro ripartizione in proporzione alle scelte espresse, destinando le relative somme esclusivamente per le iniziative di cui al comma 1. 4 A decorrere dal terzo anno successivo a quello di cui al comma 1, lo Stato corrisponde annualmente, entro il mese di giugno, all'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », la somma risultante dall'applicazione del medesimo comma 1, determinata ai sensi dell'articolo 45, comma 7, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sulla base delle dichiarazioni annuali relative al terzo periodo d'imposta precedente con destinazione alla stessa Associazione « Chiesa d'Inghilterra ». 5 L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » trasmette annualmente al Ministero dell'interno, entro il mese di luglio dell'anno successivo a quello di esercizio, un rendiconto relativo all'utilizzazione delle somme di cui al comma 1 nonché delle erogazioni liberali di cui all'articolo 14, e ne diffonde adeguata informazione. 6 Il rendiconto di cui al comma 5 deve comunque precisare: a il numero dei ministri di culto cui è stata assicurata l'intera remunerazione e di quelli ai quali è stata assicurata un'integrazione; b l'ammontare complessivo delle somme di cui al comma 1 destinate al sostentamento dei ministri di culto, nonché l'ammontare delle ritenute fiscali su tali somme; c gli interventi operati per altre finalità previste dal comma 1. 7 Il Ministro dell'interno, entro trenta giorni dal ricevimento del rendiconto di cui al comma 5, ne trasmette copia, con propria relazione, al Ministro dell'economia e delle finanze. 16 (Commissione paritetica) 1 Su richiesta di una delle parti, al fine di predisporre eventuali modifiche, si potrà procedere, ad opera di un'apposita Commissione paritetica nominata dall'autorità governativa e dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », alla verifica dell'attuazione degli articoli 14 e 15. 17 (Assegni ai ministri di culto) 1 Gli assegni corrisposti dall'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », dalle cappellanie e dalle congregazioni per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto di cui all'articolo 3 sono equiparati, ai soli fini fiscali, al reddito da lavoro dipendente. 2 L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », le cappellanie e le congregazioni provvedono ad operare su tali assegni le ritenute fiscali secondo le disposizioni tributarie in materia. 3 L'Associazione « Chiesa d'Inghilterra », le cappellanie e le congregazioni provvedono altresì, per i ministri di culto che vi siano tenuti, al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali previsti dalle leggi vigenti. 18 (Matrimonio) 1 Sono riconosciuti gli effetti civili ai matrimoni celebrati in Italia secondo il rito anglicano davanti ad uno dei ministri di culto di cui all'articolo 3, in possesso della cittadinanza italiana e residenti o domiciliati in Italia, a condizione che il relativo atto sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale. 2 Coloro che intendono celebrare il matrimonio ai sensi del comma 1 devono comunicare tale intenzione all'ufficiale dello stato civile al quale richiedono le pubblicazioni. 3 L'ufficiale dello stato civile, dopo aver proceduto alle pubblicazioni richieste dai nubendi, accerta che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio secondo le vigenti norme di legge e ne dà attestazione in un nulla osta che rilascia in duplice originale ai nubendi. Il nulla osta deve precisare che la celebrazione nuziale seguirà secondo la previsione del comma 1 e nel comune suindicato dai nubendi. 4 Nel corso della celebrazione del matrimonio religioso il ministro di culto, ai fini degli effetti civili, spiega ai coniugi i diritti e i doveri dando ad essi lettura dei relativi articoli del codice civile. 5 I coniugi potranno altresì rendere le dichiarazioni che la legge consente siano rese nell'atto di matrimonio. 6 Il ministro di culto davanti al quale ha luogo la celebrazione nuziale allega il nulla osta rilasciato dall'ufficiale di stato civile all'atto di matrimonio che egli redige in duplice originale subito dopo la celebrazione. 7 Dall'atto di matrimonio, oltre le indicazioni richieste dalla legge civile, devono risultare: a il nome ed il cognome del ministro di culto dinnanzi al quale è stato celebrato il matrimonio; b la menzione dell'avvenuta lettura degli articoli di codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi; c le dichiarazioni di cui al comma 5 eventualmente rese dai coniugi. 8 Entro cinque giorni da quello della celebrazione, il ministro di culto davanti al quale è avvenuta la celebrazione trasmette per la trascrizione un originale dell'atto di matrimonio insieme al nulla osta all'ufficiale di stato civile del comune dove è avvenuta la celebrazione. 9 L'ufficiale dello stato civile, constatata la regolarità dell'atto e l'autenticità del nulla osta allegato, effettua la trascrizione nei registri dello stato civile entro le ventiquattro ore successive alla ricezione, e ne dà notizia al ministro di culto. 10 Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione, anche se l'ufficiale dello stato civile che ha ricevuto l'atto abbia omesso di effettuarne la trascrizione nel termine prescritto. 11 Resta ferma la facoltà di celebrare e sciogliere matrimoni religiosi senza alcun effetto o rilevanza civile. 19 (Normativa sui culti ammessi e norme contrastanti) 1 Con l'entrata in vigore della presente legge, le disposizioni della legge 24 giugno 1929, n. 1159, e del regio decreto 28 febbraio 1930, n. 289, non trovano più applicazione nei confronti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » e degli enti confessionali che ne fanno parte. 2 Ogni norma contrastante con quelle recate dalla presente legge cessa di avere efficacia nei confronti dei soggetti di cui al comma 1. 20 (Ulteriori intese) 1 Ove una delle parti ravvisi l'opportunità di apportare modifiche al testo dell'allegata intesa, le parti tornano a convocarsi a tal fine. Alle modifiche si procede con la stipulazione di una nuova intesa e con la conseguente presentazione al Parlamento di apposito disegno di legge di approvazione, ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione. 2 In occasione della presentazione di disegni di legge relativi a materie che coinvolgano rapporti dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » con lo Stato, sono promosse previamente, in conformità all'articolo 8 della Costituzione, le intese del caso. 21 (Modifiche statutarie) 1 Ogni eventuale modifica dello statuto dell'Associazione « Chiesa d'Inghilterra » è tempestivamente comunicata alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'interno. 22 (Copertura finanziaria) 1 Agli oneri derivanti dalla presente legge, valutati in 143.000 euro per l'anno 2021 e 83.000 euro a decorrere dall'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell'ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.