Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 91 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 8,45. PROCEDURE INFORMATIVE Interrogazione Il presidente PETROCELLI ricorda che il primo punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta reca l'interrogazione n. 3-01933, presentata dal senatore Alfieri, sul rilascio di permessi di soggiorno per i cittadini italiani residenti nel territorio del Canton Ticino. Si tratta di un'interrogazione a risposta orale assegnata alla Commissione Affari esteri, ai sensi dell'articolo 147 del Regolamento del Senato. Per il Governo è stato chiamato a rispondere il vice ministro Marina Sereni. Ricorda all'interrogante che, secondo l'articolo 149 del Regolamento, dopo la dichiarazione del rappresentante del Governo, può replicare per dichiarare se sia o no soddisfatto per un tempo complessivo che non può eccedere i cinque minuti. Il vice ministro Marina SERENI informa preliminarmente che gli italiani iscritti all'anagrafe del Consolato Generale di Lugano sono 123.000, con una leggera tendenza alla diminuzione. Inoltre, le varie tipologie di permesso di soggiorno più diffusamente utilizzate dagli italiani in Svizzera vengono rilasciate dall'Ufficio degli stranieri, subordinato al Dipartimento delle Istituzioni, il Ministero cantonale attualmente diretto da Norman Gobbi, esponente della Lega dei Ticinesi. La trasmissione di approfondimento della Radiotelevisione svizzera italiana richiamata dall'interrogante ha qualificato l'allontanamento di cittadini stranieri ritenuti non graditi, tra i quali anche molti italiani, come una politica delle autorità del Canton Ticino. La trasmissione ha, in particolare, evidenziato le difficoltà riscontrate nell'ottenere e rinnovare il permesso di lavoro di tipo G e il permesso di residenza di tipo B. I due motivi più frequentemente alla base del diniego sarebbero i precedenti penali e le residenze fittizie, in merito alle quali gli stranieri vengono sottoposti ad approfonditi controlli da parte della polizia elvetica per verificare che il loro "centro di interessi" sia effettivamente in Ticino. Per analizzare la questione nel suo complesso, secondo il Vice Ministro, bisogna ricordare che le Autorità del Canton Ticino applicano norme interne svizzere. Anche se i connazionali sono la prima comunità straniera residente in Ticino, esse vengono applicate non solo nei confronti degli italiani. In proposito, l'oratore conferma quanto il senatore interrogante scrive nella sua premessa, ossia che i tribunali svizzeri rivedono spesso le decisioni amministrative a favore degli italiani del Ticino, tant'è che nel 2019 il Tribunale cantonale ha accolto circa la metà dei ricorsi presentati a fronte di diniego di permessi da parte delle Autorità cantonali. Sulla base di quanto riferito dall'Ambasciata a Berna, il Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Confederazione Elvetica non condivide l'impostazione delle Autorità amministrative del Canton Ticino, e, in particolare, la linea del direttore Gobbi, il quale sembra agire - secondo molti osservatori - in ottica principalmente elettorale, legittima in qualità di esponente politico, ma controversa per il suo ruolo istituzionale. A seguito delle polemiche suscitate dalla trasmissione della Radiotelevisione svizzera italiana e di alcune dichiarazioni di Gobbi nel corso della stessa trasmissione, il Partito Socialista ticinese ha, infatti, richiesto al Presidente del Gran Consiglio, il parlamento del Canton Ticino, di attivare l'Alta Vigilanza sul Consiglio di Stato, l'esecutivo ticinese, per far luce sull'attività del Dipartimento delle Istituzioni e sul suo Direttore. Tutta la politica ticinese si è, di conseguenza, schierata sulla questione. Il partito "La Sinistra" e il Partito Liberale Radicale appaiono i più critici. Il Partito Popolare e l'Unione Democratica di Centro si trovano, invece, su posizioni moderate. La "Lega dei Ticinesi" sostiene, da parte sua, la linea di Gobbi. Non partecipando alle riunioni sull'argomento, i suoi rappresentanti a Lugano stanno, infatti, al momento bloccando la finalizzazione dei processi di acquisizione della cittadinanza svizzera da parte di cittadini stranieri. Per meglio evidenziare il clima politico, il rappresentante del Governo ricorda che, il 27 settembre scorso, l'elettorato svizzero è stato chiamato a pronunciarsi su cinque quesiti referendari, tra cui uno riguardante l'"Iniziativa popolare federale per un'immigrazione moderata". L'iniziativa proponeva di imporre la sola disciplina svizzera in materia migratoria, escludendo la conclusione di nuovi trattati internazionali o l'assunzione di nuovi obblighi internazionali "che accordino una libera circolazione delle persone a cittadini stranieri". I risultati hanno confermato le previsioni della vigilia e la proposta è stata respinta dal 62 per cento dei votanti. La Svizzera ha dato così un segnale chiaramente favorevole sia alla presenza di cittadini e lavoratori stranieri, sia al rafforzamento di rapporti costruttivi con l'Unione europea. Peraltro, la presidente Sommaruga e il consigliere federale agli Esteri Cassis si erano decisamente schierati contro l'iniziativa. L'attuale criticità nel rilascio dei permessi di soggiorno sembra, quindi, dipendere non tanto dalle regole vigenti quanto dal modo in cui queste sono applicate dalle Autorità locali in una logica di consenso elettorale. Se a questo si aggiunge la tendenza del Tribunale cantonale a esprimersi in favore dei ricorrenti contro il diniego di permesso di soggiorno, non appare, al momento, opportuno e utile presentare proposte per la conclusione di ulteriori accordi bilaterali con la Confederazione Elvetica in materia di permessi di soggiorno. Conclude sottolineando che il Governo continuerà, naturalmente, a seguire con attenzione la questione, in particolare gli esiti della richiesta di attivazione dell'Alta vigilanza del Gran Consiglio, e a prestare la massima assistenza agli italiani in Svizzera. Il senatore ALFIERI ( PD ) si dichiara soddisfatto delle argomentazioni illustrare dal rappresentante del Governo e, al contempo, evidenzia criticamente come l'atteggiamento assunto dal Canton Ticino rischi di riverberarsi in modo negativo sui connazionali lavoratori transfrontalieri, i quali sono soggetti ad evidenti difficoltà nei loro spostamenti quotidiani. Peraltro, al Governo italiano si offre la possibilità di impiegare la leva di moral suasion rappresentata dal raggiungimento, atteso da tempo, di un accordo fiscale tra l'Italia e la Confederazione svizzera, suscettibile di apportare effetti positivi soprattutto per il Canton Ticino, dove, purtroppo, agiscono, in particolare, due partiti politici che hanno imperniato la propria iniziativa politica sull'approccio restrittivo della libera circolazione dei lavoratori stranieri. Il presidente PETROCELLI dichiara, quindi, conclusa la procedura informativa all'ordine del giorno. IN SEDE CONSULTIVA Atto n. 572 Proposta di 'Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc 572 Proposta di "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Esame. Parere favorevole con osservazioni) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, spiega che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere, a beneficio delle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell'Unione europea, sulle "Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza", approvate, nei loro contenuti essenziali, lo scorso 9 settembre dal Comitato interministeriale per gli affari europei, in coordinamento con tutti i Ministeri e le rappresentanze delle Regioni e degli Enti locali. Il documento definisce, in via preliminare e sintetica, gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che l'Italia dovrà presentare alla Commissione europea nei prossimi mesi, una volta completato l'iter di approvazione dei regolamenti attuativi del Recovery Plan europeo. Come si evince dall'introduzione al documento, le linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza rispondono all'iniziativa proposta dalla Commissione europea e approvata dal Consiglio europeo il 21 luglio 2020, intitolata Next Generation EU (NGEU) che, al pari del Bilancio 2021-2027 dell'Unione europea, è attualmente al vaglio del Parlamento europeo e dovrà poi essere ratificata dai Parlamenti nazionali. I regolamenti attuativi di NGEU non entreranno in vigore prima dell'inizio del prossimo anno e solo da quel momento sarà possibile presentare ufficialmente i PNRR alla Commissione europea. L'Esecutivo italiano, tuttavia, al fine di avviare un dialogo informale con la Commissione già dal mese di ottobre, ha elaborato una proposta di Linee guida per la definizione del PNRR, da sottoporre all'esame del Parlamento nazionale. All'esito di questo primo vaglio parlamentare e in considerazione delle valutazioni di indirizzo che il Parlamento vorrà formulare al Governo, sarà elaborato lo schema del Piano di ripresa e resilienza, recante una previsione razionale e ordinata dei progetti di investimento e riforma. Lo schema sarà quindi presentato al Parlamento per la sua approvazione definitiva. Il documento, secondo il relatore, offre, innanzitutto, una disamina del contesto economico e sociale del nostro Paese degli ultimi anni, evidenziando la spiccata vocazione manifatturiera della nostra economica, l'alto livello delle esportazioni, ma anche il dato relativo all'insufficiente crescita economica conseguente, oltre che ad un basso incremento della produttività legata a gap tecnologici ed educativi, alla crisi finanziaria globale del 2008 e a quella del debito sovrano dei Paesi dell'area euro nel 2011. Il calo degli investimenti fissi lordi (IFL), i bassi tassi di partecipazione al lavoro e di occupazione e le dinamiche demografiche sono aspetti che necessitano di grande attenzione e di contromisure adeguate. Il debito pubblico dell'Italia, il secondo più elevato dell'Unione europea in rapporto al PIL, secondo le previsioni, a fine 2020, subirà peraltro un incremento di oltre 20 punti percentuali, a causa della pandemia e delle ingenti misure di sostegno ai redditi, alla liquidità e all'occupazione attuate nel corso dell'anno. Il documento sottolinea come solo una crescita forte e stabile del PIL possa assicurare la sostenibilità del debito pubblico e della situazione sociale del Paese, aspetto questo che necessita di un aumento degli investimenti pubblici e di una maggiore competitività di sistema per attrarre investimenti privati, nazionali ed esteri. Nel documento si precisa che le Linee guida del PNRR sono coerenti con il Piano di Rilancio del Governo - che, presentato lo scorso giugno, è costruito intorno alle linee strategiche della modernizzazione del Paese, della transizione ecologica e dell'inclusione sociale, territoriale e della parità di genere - e contribuiscono a perseguire gli obiettivi economici e sociali concordati in sede europea e a rispondere alle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese dalla Commissione europea e dal Consiglio Europeo. Il documento individua, quindi, gli obiettivi e le missioni del Programma di ripresa e resilienza. La strategia complessiva di riforma e politica economica del PNRR contribuirà, a giudizio dell'esecutivo, al raggiungimento di obiettivi quantitativi di lungo termine, che puntano - fra l'altro - a raddoppiare il tasso medio di crescita dell'economia italiana (portandolo dallo 0,8 per cento quantomeno all'1,6 per cento, in linea con la media dell'Unione europea), ad aumentare gli investimenti pubblici (per portarli almeno al 3 per cento del PIL), ad aumentare la spesa per ricerca e sviluppo, ad aumentare il tasso di occupazione, a ridurre i divari territoriali, a promuovere una crescita demografica e a garantire sostenibilità e resilienza della finanza pubblica. Le sei missioni in cui si articolerà il PNRR - digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, istruzione, formazione, ricerca e cultura, equità sociale, di genere e territoriale ed infine salute - rappresentano aree "tematiche" strutturali di intervento. A loro volta, le missioni sono suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Le linee guida specificano, inoltre, i criteri di selezione dei progetti del Piano, nonché le politiche e le riforme di contesto che l'esecutivo considera necessarie per supportarlo, e che interessano l'aumento degli investimenti pubblici, del livello di efficienza della pubblica amministrazione, delle risorse disponibili per ricerca e sviluppo, nonché le riforme del sistema fiscale, della giustizia e del lavoro. Da ultimo, il documento offre un quadro di sintesi delle risorse disponibili per l'Italia per l'attuazione del Piano, e che ammontano complessivamente - fra programmi europei già esistenti e nuovi dispositivi - a 208,6 miliardi di euro. Le risorse messe a disposizione dal Recovery and Resilience Facility (RFF) , il principale strumento finanziario europeo per aiutare la ripresa degli Stati membri dell'Unione, ammontano a 191,4 miliardi di euro, di cui 63,8 in sovvenzioni e 127,6 in prestiti. Nel testo si specifica infine che i prestiti erogati all'Italia dalla Commissione europea, se non compensati da riduzioni di altre spese o aumenti delle entrate, contribuiranno ad accrescere il deficit della PA e l'accumulazione di debito pubblico, aspetto questo che impone all'esecutivo di affiancare al PNRR una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica nel medio termine dopo la forte espansione del deficit prevista per quest'anno in conseguenza della pandemia e degli ingenti interventi di sostegno all'economia che sono stati realizzati attraverso i tre decreti-legge emanati nei mesi scorsi. Con riferimento agli aspetti di specifico interesse per la Commissione affari esteri, il relatore evidenzia come il documento, nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", espliciti la necessità di offrire un sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese italiane, potenziandone le capacità di competere sui mercati internazionali e la loro proiezione estera. Nel testo, infatti, si specifica come proprio l'internazionalizzazione delle imprese, quale fattore di rilancio e di maggiore resilienza del sistema produttivo, tenuto conto dell'orientamento dell'economia italiana verso i mercati esteri, dovrà essere realizzata confermando e potenziando le iniziative di sostegno all'e xport attivate in risposta all'emergenza sanitaria, inclusi gli strumenti finanziari e di assicurazione dedicati alle imprese esportatrici, e sviluppando campagne di promozione volte ad accompagnare l'internazionalizzazione anche delle micro, piccole e medie imprese. Altro aspetto di interesse, sempre nell'ambito della medesima missione, è l'impegno per la digitalizzazione della pubblica Amministrazione - che dovrebbe quindi includere anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e la rete dei servizi offerti dalle Ambasciate e dai consolati - per le importanti ricadute che potrebbe garantire in termini di servizi da rendere ai cittadini, inclusi quelli residenti all'estero, nonché di maggior efficienza del sistema produttivo, con particolare riferimento alle filiere produttive strategiche e al Made in Italy . Il relatore conclude la propria esposizione sottoponendo all'attenzione dei Commissari una conferente proposta di parere favorevole con osservazioni. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) rileva tutta una serie di criticità del provvedimento nel suo complesso, lamentando, in particolare, una sostanziale mancanza di chiarezza per quanto concerne il piano di rientro dei prestiti che l'Italia riceverà dall'Unione europea, nonché l'assenza di precise indicazioni di priorità circa gli interventi ed i progetti da approntare con il finanziamento europeo. Conseguentemente, dichiara il voto di astensione della propria parte politica. Anche il senatore MALAN ( FIBP-UDC ) dichiara il voto di astensione del proprio Gruppo, mettendo in risalto come l'atto in argomento - a fronte della esposizione di numerosi, quanto vaghi, propositi, nonché buone intenzioni, caratterizzate, peraltro, da un certo conformismo lessicale - non espliciti minimamente come, in concreto, debbano essere realizzate le iniziative ed i progetti elencati. Ciò, purtroppo, non può indurre ad una rassicurazione circa un proficuo perseguimento degli interessi economici del Paese, che, al contrario, sono seriamente messi a rischio, compromettendo, di tal guisa, i presupposti della ripresa di cui ha urgentemente bisogno. Conseguentemente, dichiara il voto di astensione della propria parte politica. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) reputa oltremodo utile l'approvazione del documento in esame, apprezzando, in modo particolare, le osservazioni, contenute nello schema di parere del relatore, che fanno specifico riferimento al bisogno di assicurare la digitalizzazione della rete diplomatico consolare, nonché delle istituzioni scolastiche italiane, all'estero. Il presidente PETROCELLI , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, in votazione la proposta di parere favorevole con osservazioni (pubblicata in allegato) formulata dal relatore. La Commissione approva. A.G. n. 195 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala Doc 195 Schema di decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala (Osservazioni alla 4 a commissione. Esame. Osservazioni favorevoli) La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, spiega che la Commissione è chiamata ad esprimere delle osservazioni a beneficio della Commissione Difesa sullo schema di decreto interministeriale del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala, di cui all'Atto del Governo n. 195. Ricorda, innanzitutto, che l'atto del Governo in titolo trova il proprio fondamento giuridico nel comma 2 dell'articolo 311 del Codice dell'Ordinamento militare, in base al quale la cessione di armamenti obsoleti è consentita solo se questi sono di natura difensiva e previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Il provvedimento, in concreto, prevede la cessione a titolo gratuito a favore della forza di polizia somala ( Somali Police Force ) di due Veicoli multiruolo nella versione protetta, denominati VM-90P, oltre che di vari equipaggiamenti per l'ordine pubblico, ovvero di 200 scudi quadrati, di 200 caschi con maschera e di 50 scudi tondi. La relazione illustrativa predisposta dallo Stato maggiore della Difesa precisa che i veicoli oggetto della cessione sono stati dichiarati "fuori servizio" dall'Ispettorato Logistico dell'Arma dei Carabinieri, perché appartenenti ad un segmento di parco ormai vetusto che comporta elevati oneri manutentivi e limitate possibilità di impiego, sia in ambito interno, sia, ancor di più, nel contesto internazionale. La medesima relazione specifica che gli equipaggiamenti per l'ordine pubblico individuati per la cessione, dichiarati anch'essi "fuori servizio", risultano in esubero e comunque non più rispondenti alle esigenze di impiego operativo dell'Arma dei Carabinieri. L'intento sotteso alla cessione di tale materiale, come si evince dalla relazione, è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra l'Arma dei Carabinieri e il Somali Police Force nel quadro delle attività di sostegno alle istituzioni somale. La relatrice ricorda, inoltre, che - come emerso anche nel corso dell'affare assegnato su "Le nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia - la Somalia, che occupa un'area di particolare importanza strategica, è segnata da anni di forte instabilità e da tensioni politiche interne aventi ricadute perduranti sullo stato di sicurezza complessivo del Paese, caratterizzato dalla minaccia terroristica esercitata dalla pericolosa componente islamista di Al-Shabaab , e dal fenomeno - peraltro in via di attenuazione - della pirateria. Segnato da livelli altissimi di corruzione, il Paese, interessato da preoccupanti fenomeni di criminalità, spesso intrecciati alle azioni di matrice terroristica riconducibili all'organizzazione di Al-Shabaab , rappresenta ad oggi la principale area di crisi dell'intero Corno d'Africa. Con il Paese africano, impegnato da anni nel consolidamento della propria realtà statuale e nella lotta contro gruppi armati e destabilizzanti dell'autorità centrale, l'Italia ha peraltro sottoscritto nel 2013 un Accordo bilaterale di cooperazione nel settore della difesa finalizzato ad incrementare la collaborazione tra le Forze armate, consolidando le rispettive capacità difensive e migliorando la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza e che annovera lo scambio di materiali quale contributo ad accrescere l'interoperabilità fra i rispettivi dispositivi di polizia. L'Italia è peraltro è impegnata da anni in attività di sostegno alle istituzioni transitorie del Paese del Corno d'Africa, e non solo nell'ambito della lotta al terrorismo ed alla pirateria. Sul piano multilaterale, in particolare, il nostro Paese contribuisce in maniera significativa alle missioni dell'Unione europea EUNAVFOR Operazione Atalanta ( European Union Naval Force ), per l'azione di contrasto alla pirateria al largo delle acque territoriali somale, EUTM ( European Union Training Mission ), per lo sviluppo delle capacità dell'esercito somalo ed infine EUCAP Somalia ( European Union Capacity Building Mission ), missione civile per il rafforzamento delle capacità di sicurezza marittima del Paese. La cessione prevista dal provvedimento appare dunque in linea con gli sforzi profusi dal nostro Paese nel tentativo di offrire un contributo alla stabilizzazione della Somalia e per la sua uscita dalla lunga fase di transizione avviatasi sin dal 1991 con la deposizione del presidente Siad Barre. Al termine della sua esposizione, dà conto di uno schema di osservazioni favorevoli da inoltrare alla Commissione di merito. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ) ritiene del tutto condivisibili i contenuti dello schema di decreto in parola e, pertanto, annuncia il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. Nessun altro senatore chiedendo di intervenire, il presidente PETROCELLI , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, in votazione lo schema di osservazioni favorevoli (pubblicata in allegato) formulata dalla relatrice. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE AS 1922 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia, con Allegati, fatto a Roma il 19 novembre 2019 e a Bruxelles il 28 novembre 2019 DDL 1922 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia, con Allegati, fatto a Roma il 19 novembre 2019 e a Bruxelles il 28 novembre 2019 (Esame e rinvio) Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, introduce il disegno di legge di ratifica dell'Accordo del novembre 2019 fra l'Italia e la Commissione europea sulla sede del Centro di controllo Galileo in Italia. Con tale misura, l'Italia e la Commissione europea hanno inteso regolare la presenza sul territorio nazionale del Centro di controllo Galileo (GCC), ospitato presso il Centro Spaziale Pietro Fanti, nel Fucino, in Abruzzo, gestito da Telespazio S.p.A, preposto alla trasmissione dei segnali di navigazione ed al controllo in orbita dei satelliti che compongono la "galassia" Galileo e che, insieme a una vasta infrastruttura di terra, costituiscono il primo sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) per uso civile al mondo. L'esigenza di concludere un simile Accordo discende dalla necessità di adattare, alle specifiche caratteristiche del Centro di controllo abruzzese, le previsioni più generali del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea. La sottoscrizione di tale intesa si pone, dunque, quale passaggio necessario a consentire la piena partecipazione del nostro Paese al programma Galileo, che costituisce una priorità strategica per l'Unione europea, in ragione dei fondamentali interessi, pubblici e privati, connessi allo sviluppo di un GNSS per usi civili. Composto di 20 articoli e di 2 allegati, l'Accordo, dopo aver offerto un quadro delle terminologie utilizzate (articolo 1) e definito il suo oggetto (articolo 2), ribadisce che il Centro di controllo Galileo (GCC) ha sede all'interno del Centro spaziale Pietro Fanti, rinviando all'Allegato 2 per l'individuazione dei relativi spazi (articolo 3). Il testo definisce, quindi, le responsabilità e gli obblighi delle Parti, stabilendo per l'Italia l'impegno a mettere a disposizione della Commissione, senza oneri, la sede del GCC e a garantirne la manutenzione (articoli 4-5). Ulteriori disposizioni regolano l'uso e l'accesso alla sede, riconoscendo alla Commissione il diritto ad un uso esclusivo della struttura, impegnando l'Italia a fornirle adeguata protezione (articolo 7) e stabilendo altresì l'inviolabilità del Centro (articolo 9). Con riferimento al trattamento fiscale, l'articolo 12 prevede che gli averi e i beni dell'Unione europea, utilizzati per il funzionamento del GCC, siano esenti dalla tassazione diretta, nonché dalle accise e dall'IVA per gli acquisti di beni e servizi di valore superiore al limite stabilito dalla legislazione nazionale per le organizzazioni internazionali accreditate in Italia. Analoga esenzione è previsto valga per le imposte doganali e le restrizioni all'importazione e all'esportazione. Ulteriori articoli disciplinano le immunità funzionali riconosciute ai rappresentanti degli Stati membri che prendano parte ai lavori del GCC (articolo 13), i servizi pubblici che l'Italia si impegna ad assicurare al GCC per garantirne il funzionamento (articolo 14), gli obblighi di cooperazione dello Stato ospitante con la Commissione (articolo 15), e rinviano ai due allegati in relazione ai requisiti tecnici applicabili allo Stato ospitante e alle planimetrie della sede del GCC (articolo 16). Dopo aver disciplinato le modalità di comunicazione tra Italia e Commissione, richiamato il diritto applicabile e stabilito le modalità di soluzione delle eventuali controversie (articoli 17-19), l'Accordo reca le disposizioni finali, relative - fra le altre - all'estensione dei benefici dell'Accordo all'Agenzia del GNSS europeo (articolo 20). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, specifica che agli oneri eventualmente derivanti da responsabilità attribuibili allo Stato italiano si provveda mediante apposito provvedimento legislativo. L'analisi delle compatibilità dell'intervento - conclude il relatore - non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il presidente PETROCELLI ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. MATERIE DI COMPETENZA CLXXXII n. 4 Relazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sullo stato di attuazione della legge recante norme per la messa al bando delle mine antipersona, relativa al primo semestre 2019 Doc Doc. CLXXXII, n. 4 Relazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sullo stato di attuazione della legge recante norme per la messa al bando delle mine antipersona, relativa al primo semestre 2019 Doc. CLXXXII n. 5 Relazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sullo stato di attuazione della legge recante norme per la messa al bando delle mine antipersona, relativa al secondo semestre 2019 Doc Doc. CLXXXII, n. 5 Relazione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sullo stato di attuazione della legge recante norme per la messa al bando delle mine antipersona, relativa al secondo semestre 2019 (Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, e rinvio) Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 9 settembre scorso. La senatrice MAIORINO ( M5S ), relatrice, informa di aver inoltrato agli Uffici una lista di personalità che, a suo parere, sarebbe opportuno audire per una più approfondita disamina delle Relazioni in titolo. Auspica, inoltre, che analoghe segnalazioni possano pervenire dagli altri componenti della Commissione, chiedendo, in proposito, che venga posto un relativo termine. Il presidente PETROCELLI accoglie tale ultima richiesta, chiedendo ai Commissari di indicare eventuali ed ulteriori nominativi entro lunedì 12 ottobre. Segue, quindi, una breve richiesta di chiarimento sulla finalità dei documenti in disamina da parte del senatore AIROLA ( M5S ), cui fornisce spiegazioni la stessa relatrice MAIORINO ( M5S ). Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI fa presente che, nell'ambito dell'affare assegnato n. 424 (Le priorità dell'Italia nel quadro dei nuovi equilibri geopolitici nel Medio Oriente allargato), è stato audito, mercoledì 30 settembre scorso, in sede di Ufficio di Presidenza, l'Inviato speciale del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per la crisi siriana e coordinatore per la coalizione anti-Daesh, Paolo Dionisi, il quale ha consegnato della documentazione scritta che sarà pubblicata sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO N. 572 La 3 a Commissione, esaminate le Linee guida in titolo; preso atto che il documento definisce in via preliminare e sintetica gli obiettivi strategici di lungo termine, le aree tematiche di intervento e le azioni su cui si articolerà il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); valutata la disamina del contesto economico e sociale dell'Italia esplicitata dal documento; apprezzati gli obiettivi quantitativi di lungo termine e le missioni in cui sarà articolato il Programma nazionale di ripresa e resilienza; preso atto dei criteri di selezione dei progetti, nonché delle politiche e delle riforme di contesto che il Governo intende predisporre a supporto del Piano; preso altresì atto delle risorse complessivamente disponibili per l'attuazione del Piano; espresso apprezzamento in particolare per il richiamo all'internazionalizzazione delle imprese quale fattore di rilancio e di maggiore resilienza del sistema produttivo italiano, nonché all'impegno per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione; esprime, per quanto di competenza, parere favorevole invitando le Commissione di merito a valutare l'opportunità di fare proprie le seguenti osservazioni: che l'impegno per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione coinvolga anche l'intera rete diplomatico-consolare del Paese, al fine di offrire ai cittadini ed alle imprese operanti all'estero servizi più efficienti e funzionali; che la Rete delle istituzioni scolastiche italiane all'estero possa a sua volta beneficiare degli sforzi di modernizzazione e di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione; alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese, che vadano rafforzati gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy e il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, a partire dal potenziamento del c.d. Patto per l' export , la cui finalità rientra a pieno titolo nei criteri di ammissibilità previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza e la cui immediata operatività garantisce un rapido impatto sulla crescita. Allegato OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 195 La 3 a Commissione, esaminato lo schema di decreto interministeriale del Ministro della difesa in titolo; considerato che il decreto interministeriale è emanato di concerto con il Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale; preso atto che la misura normativa prevede la cessione a titolo gratuito a favore della forza di polizia somala di due veicoli multiruolo, nonché di vari equipaggiamenti per finalità di gestione dell'ordine pubblico, dichiarati "fuori servizio" dall'Ispettorato Logistico dell'Arma dei Carabinieri; valutato l'intento sotteso alla cessione di tale materiale, ovvero quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra l'Arma dei Carabinieri e il Somali Police Force nel quadro delle attività che l'Italia pone in essere a sostegno alle istituzioni somale; ribadita l'opportunità che il nostro Paese continui a sostenere, sul piano bilaterale, nonché in ambito multilaterale, tutte le iniziative utili alla stabilizzazione delle fragili istituzioni somali, come emerso anche nell'ambito dell'Affare assegnato su "Le nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia"; ricordata anche la vigenza dell'Accordo di cooperazione nel settore della difesa, sottoscritto nel 2013 tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo Federale della Repubblica di Somalia, finalizzato ad incrementare la collaborazione tra le Forze armate dei due Paesi, e che annovera lo scambio di materiali quale contributo volto ad accrescere l'interoperabilità dei rispettivi dispositivi di polizia; si esprime favorevolmente.