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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 59 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-Leu; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB; Misto-PSI: Misto-PSI. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,35). Si dia lettura del processo verbale. NISINI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 909 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 909, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e hanno avuto luogo la discussione generale, la replica dei rappresentanti del Governo e l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti agli articoli del decreto-legge. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ricorderemo per sempre quella del 14 agosto come una delle più drammatiche giornate della storia recente dell'Italia. È inaccettabile che un'arteria stradale così importante non sia stata adeguatamente controllata nel tempo. Però le lacrime e il cordoglio da parte delle istituzioni si trasformano in vuota retorica se le cose non cambiano. E per cambiare bisogna che il ponte venga ricostruito nel più breve tempo possibile, che la vita dei genovesi possa ritornare presto alla normalità, che le istituzioni intervengano per proteggere e tutelare tutte quelle attività commerciali e le imprese che oggi vivono in una città letteralmente tagliata in due. Così come è importante che la magistratura faccia il suo compito. Una lunga catena di inefficienze e negligenze che devono essere accertate e perseguite. Parlando di questo decreto-legge, non si può pensare anche a quanto accaduto in questi giorni in tante Regioni per via del maltempo. L'Italia è un Paese molto fragile, ammalato di abusivismo, con troppe opere pubbliche senza cura, a rischio sicurezza. La messa in sicurezza del Paese deve diventare il grande tema dei prossimi anni se non vogliamo continuare ogni volta a fare il conto delle tragedie e quello delle vittime. Per tornare al provvedimento, noi crediamo che si dovesse fare prima. Ci volevano meno annunci e più fatti, meno promesse e una più immediata attenzione ai bisogni concreti. (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, io non riesco ad ascoltare il senatore Steger. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Ancora oggi non è chiaro chi dovrà ricostruire e quale sarà davvero il ruolo di Autostrade per l'Italia. Ad ogni modo, quello che votiamo oggi è un testo corposo che contiene tanti elementi anche positivi su questioni legate ai danni che l'economia genovese ha subìto e subirà nei prossimi mesi. A mio avviso il Parlamento ha fatto un buon lavoro per arricchire e rendere più mirato il testo. Se vogliamo, è anche la riprova che quando il Parlamento è messo nelle condizioni di poter lavorare, questo porta ad un miglioramento sostanziale dei provvedimenti. Tuttavia, da parte nostra restano tante perplessità sul fatto che nel provvedimento ci sia tutta una serie di articoli che nulla c'entra con il dramma del ponte Morandi, dal condono di Ischia allo spargimento dei fanghi. Io non capisco veramente perché non si sia fatto un provvedimento che riguardasse questo disastro e solo questo. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV) e PD). Infatti in tal caso si sarebbe stati molto più celeri e il commissario avrebbe già potuto avviare il suo lavoro. Per quanto riguarda Ischia, il ministro Di Maio ha detto che non si tratta di un condono ma di una procedura accelerata per rispondere a quei cittadini che hanno fatto domanda di regolarizzazione di un abuso edilizio. Noi crediamo, invece, che quella norma porterà al riconoscimento di tutte le domande di regolarizzazione e, quindi, ad un vero e proprio condono e questo anche perché, per precisa volontà del Governo, sono state richiamate le norme del 1985, quelle del Governo Craxi, le più morbide e le più larghe possibili che siano mai state introdotte sul tema dei condoni. Nonostante forti perplessità su queste parti del testo, noi non possiamo tirarci indietro rispetto ad un tema su cui ci deve essere la massima solidarietà nazionale ed è per questo che il Gruppo per le Autonomie, per senso di responsabilità verso Genova, voterà a favore del provvedimento. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, sono passati tre mesi dal crollo del ponte Morandi con i suoi morti, con le sofferenze e le centinaia di sfollati che ha provocato. A fronte, e anche a smentita, degli annunci roboanti che sono stati fatti in quei giorni e a seguire, e soprattutto delle promesse che tutto si sarebbe svolto in modo rapido, noi ci troviamo oggi, invece, di fronte ad un decreto-legge - quello su Genova al nostro esame - che non solo viene discusso dopo molto tempo ma che contiene un percorso per la ricostruzione molto ingarbugliato. Nonostante i poteri straordinari attribuiti ad un Commissario che ha un ampio potere di deroga, è ancora tutto molto nebuloso. Vorrei qui soffermarmi rapidamente sulla vicenda delle deroghe, perché nonostante i cambiamenti che sono stati apportati, grazie anche al lavoro delle opposizioni alla Camera dei deputati, alcuni aspetti, quelli più inquietanti, sono praticamente rimasti identici. Pensiamo, per esempio, alla ricostruzione in deroga a tutte le norme vigenti, incluse quelle antimafia, che è stata corretta, ma certamente le preoccupazioni e i problemi non sono stati risolti, a fronte di quello che purtroppo avviene nel nostro Paese con una certa regolarità nei casi di emergenza, ovvero le infiltrazioni e la corruzione. Le norme non sono state corrette a sufficienza, perché ancora, nei fatti, si può andare in deroga. Che dire poi del roboante annuncio del ministro Toninelli e di altri membri della maggioranza sulla vicenda della revoca della concessione per Autostrade. Vorrei ricordare che proprio ieri avete tranquillamente respinto un nostro emendamento, che proponeva semplicemente che, a fronte di un possibile mancato versamento al commissario straordinario da parte di Autostrade delle risorse per la ricostruzione e la demolizione del ponte, si sarebbe passati alla revoca. Avete ovviamente espresso parere contrario e respinto anche questo emendamento. Quindi, ci troviamo di fronte a tanti annunci e a continue promesse di tempi rapidi, ma la realtà è molto diversa, con procedure molto complicate e confuse, e ancora non si riesce a capire. A proposito degli annunci sulla revoca, visto che è presente in Aula il ministro Toninelli, vorrei sapere che fine ha fatto la commissione che è stata insediata, perché da questo punto vista vorremmo avere qualche elemento. In compenso, però, il decreto Genova, con un'operazione a dir poco discutibile, è stato caricato ed è diventato un decreto-legge omnibus , per infilarci delle operazioni vergognose. Come possiamo infatti definire l'operazione del condono a Ischia? Continuate a insistere che non si tratta di condono, ma di dare delle risposte ai cittadini, ma sapete perfettamente di cosa si tratta e la riprova c'è stata ieri. Pensiamo ai senatori di Forza Italia campani, che di solito si sono contraddistinti in questa Assemblea, anche nelle scorse legislature, solo e unicamente per ottenere il condono in Campania. Ieri, dopo l'ammutinamento del voto dell'altro giorno, si sono tutti ricompattati per respingere un emendamento, che era stato approvato in Commissione con il fine di cercare di ridurre il danno, impedendo di utilizzare le norme del condono del 1985. Non si tratta, dunque, di una procedura per accelerare e dare risposte ai cittadini, ma è un modo per sanare tutto. Questo - lo dico qui - è solo e unicamente l'anticamera per procedere a risolvere tutta la vicenda del condono in Campania, perché evidentemente è quello che interessa al vice premier Di Maio: da Ischia a tutta la Campania. Vedremo tra qualche mese quello che accadrà: le mie parole risulteranno profetiche e saranno confermate dai fatti. L'obiettivo è assolutamente quello e il voto espresso ieri da quei senatori ne è la conferma lampante. Sul terremoto del Centro Italia c'è un altro condono. È un problema che avevamo già affrontato nel decreto-legge n. 55 del 2018 e su quello c'era stato non solo un accordo, ma si era discusso a lungo e si erano respinti quei tentativi di procedere, anche in questo caso, ad un condono allargato. Avete fatto questa operazione e avete discusso il decreto Genova mentre veniva giù il Paese, con quello che è accaduto in Veneto e in Sicilia. Il nostro Paese ha bisogno di essere curato e non ha bisogno di altri condoni. Occorre mettere in campo un piano di investimenti strategico, di piccole e medie opere, per curare il nostro territorio e risanarlo e realizzare i piani di adattamento per far fronte ai cambiamenti climatici. Bisognerebbe fare un'operazione di censimento per spostare e demolire tutte le case che sono nelle aree a rischio, e invece qui si promette che in caso di calamità naturale, terremoto, voi avrete la possibilità di accedere a dei condoni, per sanare quello che non potrebbe essere sanato in alcun modo. Per questo avete deciso di inserire il riferimento al condono del 1985: perché è quello più ampio, visto che tutti gli altri vincoli, quelli importanti per il nostro Paese, sono stati tutti approvati dopo. Vogliamo poi parlare dell'altra norma vergognosa che avete inserito? L'articolo 41 sui fanghi. Anche qui vi siete permessi di dire che in questo modo finalmente c'è un inizio di normativa, sapendo perfettamente di dire il falso. Era una battaglia del MoVimento 5 Stelle, fatta in Lombardia specificamente, che portò a una sentenza del TAR. Voi permettete di spargere sui terreni agricoli - parliamo della terra, quella poi che deve darci il cibo, con tutto quello che comporta in termini di impatto sulla salute dei cittadini - i fanghi che hanno dei componenti - penso alla vicenda degli idrocarburi - a livelli maggiori di quelli permessi - anzi, non sono neanche permessi - per i fanghi industriali che devono essere smaltiti in discariche speciali, e che dovrebbero soltanto essere mandati all'incenerimento. O addirittura i parametri sono maggiori delle terre che vengono utilizzate per la rigenerazione e la risistemazione delle cave. Quindi, avete fatto un'operazione grave, utilizzando la questione di Genova e non affrontando seriamente i problemi di Genova. Dietro al tema di Genova, come copertura avete inserito norme che non avevano nulla a che fare questo argomento. Torno a ribadirlo, sono norme assolutamente vergognose, e non ci sono alibi per questo. Ripeto, non ci sono alibi. Sul cosiddetto decreto-legge Genova voi avete voluto artatamente anche rinunciare al contributo delle opposizioni, perché un lavoro serio su tale provvedimento, sulla ricostruzione e sulle risposte da dare ai cittadini avrebbe prodotto sicuramente l'accordo di tutto il Parlamento. Questo era il lavoro che tutti noi saremmo stati disponibili a fare. Invece avete voluto fare altro. La verità è soltanto una e lo dico nell'annunciare il voto contrario dei senatori di Liberi e Uguali: dietro al mantra del cambiamento, dietro al mantra del Governo del cambiamento, la realtà è soltanto una, e lo dico ai senatori del MoVimento 5 Stelle: in realtà questo Governo sta cambiando voi in profondità. Voi state, uno alla volta, inesorabilmente tradendo tutti gli impegni che vi eravate assunti soprattutto sul fronte ambientale. Vi devo ricordare la TAP oppure altri provvedimenti che abbiamo già esaminato in quest'Aula? Questa è l'unica verità: voi state cambiando. Avete cambiato idea e dietro al Governo del cambiamento è rimasta solo la misera realtà di un cambiamento profondo del vostro Movimento. Questo gli italiani prima o poi ve lo ricorderanno, non solo nelle urne, ma in una critica che non potrete scrollarvi di dosso. (Applausi dai Gruppi Misto-LeU e dei senatori Collina, Cucca e Martelli) . RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, di fronte ad una reale emergenza i patrioti ci sono, non possono non esserci, e dunque dichiarano il voto favorevole. Il decreto-legge però è molto deludente e lo diciamo con spirito costruttivo: è deludente innanzitutto per la tempistica. Ricorderemo quanto impiegò il Governo di centro-destra rispetto al drammatico terremoto dell'Aquila e quanto il cosiddetto Governo del cambiamento impiega per approvare un decreto-legge: il primo, il Governo di centrodestra, lo fece in dodici ore, questo partorisce una risposta dopo ben quarantacinque giorni di lotte intestine. Abbiamo avuto una reazione celere solo sui social network , ma di fatto molto deludente per come si è articolata e composta. Tuttavia non è deludente soltanto per questo, ma perché purtroppo risponde a una triste liturgia che è tipica della cattiva politica, lasciatemelo dire, cioè quella a cui stiamo stati abituati in questi anni dai Governi del PD. Ricordate il decreto-legge sull'IMU? Si doveva parlare di abolizione dell'IMU, poi quel provvedimento conteneva norme sulla cessione di Banca d'Italia ai privati, una cosa gravissima. Oggi quella polpetta avvelenata è costituita dal condono a Ischia e dalla preoccupante modifica della normativa sui fanghi. Con l'innalzamento dei limiti consentiti della prescrizione di idrocarburi si rischia infatti di trasformare i nostri campi in discariche a cielo aperto. Siamo quindi molto preoccupati per il made in Italy , per la salute, e temiamo anche di danneggiare l'immagine del nostro Paese derivante dalle eccellenze dei nostri prodotti. Abbiamo apprezzato l'impostazione di voler costituire un'agenzia nazionale per governare le grandi criticità del nostro Paese, sempre più spesso sotto attacco da parte di agenti atmosferici e mutazioni climatiche che ci impongono una riflessione seria che non ci faccia subire passivamente le criticità, rispondendo di volta in volta come se fosse la prima. Il dissesto idrogeologico e i problemi strutturali che abbiamo con tutte le costruzioni in cemento armato impongono una grande operazione di messa in sicurezza del nostro Paese. Ciò è fondamentale, insieme a una campagna adeguata di formazione all'educazione ambientale. Non bastano le circolari del ministro Toninelli alle amministrazioni comunali per un monitoraggio delle nostre strutture spesso fatiscenti. Quindi siamo certamente disponibili a collaborare, ma lasciateci essere molto preoccupati per come verranno affrontati questi grandi temi, che sono i problemi della nostra contemporaneità, di oggi. Inoltre, dopo il crollo del ponte Morandi, una delle bandiere della ricostruzione italiana, uno dei simboli del boom economico, noi, come credo tanti in quest'Aula, avremo difficoltà a spiegare che fine ha fatto la revoca delle concessioni alla società Autostrade per l'Italia SpA. Abbiamo difficoltà, dopo il furto autorizzato contro gli italiani, a spiegare perché non si parla di questo dopo tanti proclami. Avete tolto la concessione a chi incassa miliardi, ma non è capace di fare manutenzione e ha fatto morire vittime innocenti? L'avete tolta o no? Non si è capito. L'abbiamo visto? Non l'avete tolta. Voteremo, dunque, a favore del provvedimento per amore di Patria, ma siamo molto arrabbiati e delusi per come lo avete composto (Applausi dal Gruppo FdI) . RENZI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RENZI (PD) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, voteremo contro il decreto-legge in esame per scelta della maggioranza. Quando in un Paese ci sono eventi drammatici come quello del ponte di Genova, le alternative che un Governo ha sono due. La prima è quella di chiedere all'opposizione un patto e di fare con essa un accordo. La seconda è invece quella di fare dell'opposizione l'alibi delle proprie incapacità. Voi, colleghi della maggioranza, nelle ore immediatamente successive alla tragedia del ponte Morandi avete invaso le televisioni, a cominciare dal collegamento audio del ministro Toninelli dalla località di vacanza al TG1 delle ore 13,30, e avete attribuito la responsabilità agli avversari politici, indicando due fatti precisi. Il primo è la concessione autostradale; il secondo è rappresentato dai soldi di Autostrade per l'Italia ai partiti. Lo ha spiegato molto bene il vice presidente Di Maio: il Governo precedente di notte si è riunito e in Parlamento ha dato la concessione a Autostrade per l'Italia. Come spesso accade, il ministro Di Maio ha sbagliato qualcosa. Non era di notte, ma era di giorno e - soprattutto - non era "il" Governo precedente, bensì "un" Governo precedente: il Governo che nel 2008 volle attribuire la concessione ad Autostrade per l'Italia. All'onorevole Di Maio sarebbe bastato girarsi alla sua sinistra, al tavolo del Consiglio dei ministri, e chiedere all'altro vice presidente e collega Matteo Salvini il perché di quella scelta. Già, lo dico perché rimanga agli atti del Senato: la concessione autostradale è stata votata non dal PD, che ha fatto ostruzionismo contro quell'atto, ma dalla destra e da un giovane deputato, allora membro della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni, che si chiama Matteo Salvini. (Applausi dal Gruppo PD) . Di Maio chieda spiegazioni a lui, se lo faccia spiegare se è in grado di capirlo! Il secondo punto riguarda i soldi di Autostrade per l'Italia. Quella mattina ho chiesto a Misiani e Bonifazi (che peraltro sono due senatori) se il Partito Democratico avesse ricevuto dei denari da Autostrade nel corso della sua esperienza, quindi anche con le segreterie precedenti. Entrambi mi hanno spiegato: guarda, Matteo, è incomprensibile il motivo per cui Di Maio ci sta attaccando, perché non abbiamo preso una lira. Allora ho chiesto: Ma, allora, forse la Leopolda, le associazioni, qualcuno di noi avrà preso dei fondi da Autostrade? Mi è stato risposto, il giorno dopo, dalla stampa libera e indipendente, che va ringraziata, che i soldi di Autostrade per l'Italia erano andati alla Lega Nord per l'indipendenza della Padania e non al PD. (Applausi dal Gruppo PD) . La strategia di buttare fango addosso agli avversari non funziona e non avrebbe dovuto essere fatta di fronte a 43 morti. Avete scelto la strada della demagogia. Dopo tredici minuti dalla messa funebre, durante il lutto nazionale, l'indecoroso portavoce del Presidente del Consiglio dei ministri, Rocco Casalino, inviava un testo a tutti i giornalisti, invitando a valorizzare i fischi rivolti ai senatori del PD. (Applausi dal Gruppo PD) . Il giorno del lutto nazionale il super pagato portavoce del premier cercava di dividere la comunità nazionale. Avete creato le condizioni per votare contro, con le vostre frasi demagogiche e assurde. Resterà agli atti del Senato il fatto che il senatore Toninelli, Ministro, fortunatamente pro tempore, della Repubblica, di fronte all'offerta di un grande genovese, quale Renzo Piano, di un progetto di ponte in acciaio per Genova, lo ha giudicato negativo. (Applausi dal Gruppo PD) . Se non fosse una tragedia, oggi qui tutti ci metteremmo a ridere. Colleghi, risentitelo: Danilo Toninelli ha detto no a un progetto di Renzo Piano. Danilo Toninelli! (Applausi dal Gruppo PD) . Il Vice Presidente del Consiglio dei ministri ha detto: non voglio che sia Autostrade a ricostruire il ponte, bensì un'azienda pubblica. Ha individuato Fincantieri. Ma è possibile che nessuno in quest'Aula, fuori dall'Aula e sui giornali abbia detto che l'ultimo ponte - un ponte ferroviario in Sud America - Fincantieri l'ha fatto nella prima metà del secolo scorso? (Applausi dal Gruppo PD) . Caro Di Maio, Fincantieri fa le navi, non i ponti: le navi! (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Errani) . Mi spiace dover dire, signor Presidente, che la pagina più nera l'ha scritta il Presidente del Consiglio, l'avvocato del popolo, o più correttamente l'avvocato delle concessionarie (AISCAT). Conte ha detto che non si aspettano i tempi della giustizia, che non possiamo aspettarli. Ho capito perché non si è presentato all'esame da professore ordinario a settembre: perché con una frase del genere - non si aspettano i tempi della giustizia - ti bocciano anche a diritto pubblico al primo esame. (Applausi dal Gruppo PD) . Come si può violare la separazione dei poteri? Come si può mettere in discussione, con una frase, gli investimenti esteri? Non basta un post per fare una revoca; non basta una photo opportunity per fare un vertice internazionale; non basta un decreto per abolire la povertà: ci vuole la serietà, la politica! (Applausi dal Gruppo PD) . Serve una parola chiara nel dire che ci vuole la Gronda a Genova, ci vuole il Terzo valico a Genova, ci vogliono i soldi per il porto a Genova, ci vuole il Bisagno a Genova. E voi ci avete messo dentro Ischia! (Applausi dal Gruppo PD). Non avete detto una parola su Genova. Io esprimo solidarietà al vice ministro Rixi perché lo so cosa pensa: è un avversario politico, lo abbiamo combattuto in sede di campagna elettorale. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma quella del Terzo valico era una proposta che ha sempre visto tutti d'accordo. Noi abbiamo liberato le risorse con Delrio per il Terzo valico. Voi, sul Terzo valico, sulla Gronda, avete utilizzato una parola che vi tornerà contro, come un'onta perenne: «favoletta». (Applausi dal Gruppo PD. Commenti della senatrice Matrisciano) . Una parola per la quale ancora oggi non siete degni di parlare di infrastrutture a Genova per ciò che avete detto. (Applausi dal Gruppo PD). Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 10,08) ( Segue RENZI). Signor Presidente, noi avremmo comunque votato a favore del provvedimento, se soltanto non vi fossero stati due articoli. L'articolo 41 sui fanghi - è già stato spiegato - non c'entra niente con Genova, e soprattutto tradisce una battaglia che i 5 Stelle hanno sempre fatto. Si dice che cambiare idea sia segno di intelligenza: i primi mesi di questo Governo dimostrano che voi avete tratti di genialità che non consideravamo (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Rizzotti) ,perché state cambiando idea su tutto, persino sui fanghi che era la vostra battaglia contro il mio Governo. Ma il punto fondamentale è l'articolo 25; si dice che non è un condono. Leggo il titolo dell'articolo 25: «Definizione delle procedure di condono». L'abusivismo uccide, non l'ambientalismo da salotto (Applausi dal Gruppo PD). L'abusivismo uccide, e dico a Salvini, che ha votato contro l'Accordo di Parigi al Parlamento europeo, che quella contro il climate change per la sostenibilità è una battaglia che questo Governo deve fare, e noi saremo al fianco del Governo, ma non si può continuare a dare la colpa all'ambientalismo da salotto se si costruiscono case abusive e si muore. (Applausi dal Gruppo PD) . Quando voi, cari amici di Forza Italia, votate a favore del provvedimento sul condono voluto da Di Maio, si compie un incredibile compromesso, il più inatteso della storia di questi primi sei mesi: Forza Italia e il MoVimento 5 Stelle, che in nome del condono a Ischia, cancellano la parola «onestà» e la legalità (Applausi dal Gruppo PD) dando una chance a chi vive di abusivismo. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. Non è un problema di diritto parlamentare. Io dico al MoVimento 5 Stelle e alla Lega che loro hanno tutti i titoli per cambiare i membri di Commissione che non votano secondo la linea del partito. Su questo ho un'opinione che forse non è condivisa da altri: in Aula c'è la possibilità di esprimersi come si crede, ma noi pensiamo che sia vostro diritto portare avanti le vostre battaglie anche cambiando e modificando i membri della Commissione che non condividono la linea. Io su questo sono molto serio e onesto intellettualmente. Il punto non è cambiare un membro in Commissione: il punto è la modifica genetica di ciò che voi eravate e di ciò per cui avete combattuto in questi anni. (Applausi dal Gruppo PD) . Avete fatto risuonare la parola «onestà» e state portando un condono dentro il decreto-legge di Genova. Ecco perché, signor Presidente, con amarezza, voteremo contro questo provvedimento, ma vogliamo dirlo qui: non siamo i vostri nemici; siamo avversari politici, non siamo nemici. Ho chiamato Virginia Raggi dopo la sua assoluzione e sono stato criticato dentro il mio partito (Applausi dal Gruppo PD) , ma credo sia un fatto di civiltà essere garantisti, come noi lo siamo sempre. Non abbiamo ricevuto lo stesso trattamento, a parti invertite, ma non mi interessa. (Applausi dal Gruppo PD) . Io dico che, quando c'è una battaglia politica, bisogna riconoscere che noi non siamo i vostri nemici. Il vostro nemico non sono i poteri forti (magari ci fosse qualche potere forte: vedo molti pensieri deboli e pochi poteri forti) e non è nemmeno la stampa: mai vista tanta ingratitudine nei confronti di chi vi ha permesso di fare una campagna elettorale senza un contraddittorio (e io di gratitudine pure mi intendo). Mai vista tanta ingratitudine. (Applausi dal Gruppo PD) . Il vostro nemico non è il PD e men che mai Forza Italia, lo abbiamo visto: il vostro nemico è la realtà. PRESIDENTE. Concluda, senatore. RENZI (PD) . È la realtà e vi sta presentando il conto, perché oggi, di fronte a quello che avete fatto, avete tradito le aspettative di Genova, avete tradito la vostra storia. (Vivi applausi dal Gruppo PD. Molte Congratulazioni) . BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, membri del Governo, mi accingo a fare la dichiarazione di voto e potrei replicare, anche in modo forte, all'intervento che mi ha preceduto, ma ho soltanto dieci minuti e non voglio sprecare il mio tempo con chi annuncia di voler intervenire in senso costruttivo e poi il suo intervento è soltanto ricco di critiche. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Veniamo al merito. Stiamo per votare su un provvedimento che sicuramente non dà risposte alle 43 vittime del grande crollo del ponte Morandi; per quelle 43 vittime innocenti le risposte non ci sono. Noi, però, avremmo voluto dare ieri le risposte agli altri, a tre mesi esatti dal triste evento; non è stato possibile farlo, perché i 400 emendamenti dell'opposizione del Partito Democratico ce lo hanno impedito e abbiamo dovuto ulteriormente far slittare l'approvazione di questo decreto-legge. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). A Genova il mondo delle imprese e del lavoro è in grave stato di disagio per le pesanti e, in alcuni casi, insormontabili difficoltà. I cittadini che hanno dovuto abbandonare le loro case non riescono ancora a riorganizzare la loro vita; le vie di comunicazione urbana non riescono a sopportare, in alcuni momenti della giornata, il normale traffico collegato a coloro che vanno a lavorare o comunque si muovono per motivi importanti. Sia il traffico cittadino a ponente, sia quello di collegamento generale, regionale ed extraregionale, determinano ritardi che implicano anche gravi danni economici. Dobbiamo ringraziare - e dovremmo farlo tutti - il Comune di Genova e la Regione Liguria per l'importante uso di energie nel creare, con grande velocità, concrete alternative di comunicazione viaria cittadina, che impediscono il totale collasso: un'azione locale unita alla preziosa presenza del Governo, tramite il vice ministro Edoardo Rixi (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Lomuti) , che tutti quanti ringraziamo e che - lo dico anche rispetto a un intervento che mi ha preceduto - tramite il Governo si è attivato, anche con atti concreti, subito dopo il triste evento (non so se le ore erano dodici o forse meno). Abbiamo visto tutti queste cose e tutti dovremmo apprezzarle. Purtroppo c'è ancora qualcuno a Genova - e qualcun altro in quest'Aula - che continua ad avere i paraocchi e non ha visto quanto è successo e gli interventi positivi delle amministrazioni locali e di questo Governo in merito. Ma i paraocchi, anche in quest'Aula, collega Renzi, si sono smascherati in questi giorni e lei stesso li ha smascherati nell'intervento di poc'anzi. La necessità di ridurre i tempi, a parole, è riconosciuta da tutti, ma solo a parole: infatti, l'atteggiamento del Partito Democratico è stato palesemente dilatorio, con l'evidente intenzione di rimandare il provvedimento alla Camera dei deputati, per poi rimandarlo, modificato, al Senato, avviando un rimpallo di chi non vuol fare; ma a Genova, però, siamo abituati ai danni e al non fare del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Addirittura, il collega Margiotta in Commissione mi ha sconvolto: ha più volte inneggiato all'importanza del bicameralismo per sostenere il rinvio del decreto-legge alla Camera; alla faccia della coerenza! Usate le invenzioni e delle fantasie per dimenticare lo schiaffo ricevuto dagli italiani al referendum . Collega Renzi, dovevate smettere di fare politica, ma lei oggi è qui a pontificare, dopo aver perso il referendum , seduto sui banchi di quel Senato che lei voleva abolire! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Bravo! BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Dov'è la coerenza? Sappiatelo, perché immagino lo abbiate... MIRABELLI (PD). Il condono, parla del condono! BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Presidente, sto parlando con lei, non capisco perché... PRESIDENTE. Non interrompete, colleghi. Prego, senatore Bruzzone. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . A breve, dovrete ingoiare un altro rospo con la conversione di questo decreto-legge: buon appetito! E tra gli strumenti usati per il rinvio del decreto - ne abbiamo avuto la replica questa mattina - è stata citata la Gronda. Si sarebbero potuti citare, collega Renzi, anche il tunnel della Val Fontanabuona, la linea ferroviaria pontremolese, la ferrovia per Ventimiglia, l'autostrada Albenga-Carcare-Predosa, la strada Santa Margherita Ligure-Portofino, il rifacimento del Porto di Rapallo, il tunnel di collegamento tra la val d'Aveto e la Val Fontanabuona, la strada statale Albisola-Acqui Terme, la strada della Val Varenna. Ma con quale coraggio oggi citate la Gronda, che per noi dev'essere fatta - e la vogliamo - ma che oggi non c'è, collega Renzi, perché il Partito Democratico, che allora aveva una «S» in più, ha deciso e votato di non farla, per ben due volte? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). In Consiglio comunale a Genova, ne sono testimone diretto, il 2 marzo del 1992 e il 20 giugno del 1994, per colpa vostra, la Gronda... (Commenti dal Gruppo PD). C'era il PDS, che era un PD con una «sinistra» in più. VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ. Bravo! LAUS (PD) . Racconta la storia! Cosa dici? VALENTE (PD). Si rivolga alla Presidenza, senatore Bruzzone! BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Ecco qua (il senatore Bruzzone mostra due fogli dattiloscritti), ghe l'ò inta stàcca e o tîo fêua , sono le due delibere del Consiglio comunale con cui voi avete proposto e votato di non fare la Gronda, che sarebbe stata in uso da oltre quindici anni! (Proteste dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatore Bruzzone, i cartelli no. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Chiedo scusa, signor Presidente, ha ragione, ma non sono cartelli, bensì delibere del Consiglio comunale di Genova: da quindici anni la Gronda ci sarebbe stata e forse avremmo anche alleggerito il traffico sul ponte Morandi. (Commenti della senatrice Bellanova). FARAONE (PD) . Stai governando! BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Vi dico di più, perché la storia vale anche per noi: il sindaco di allora era Merlo, ma il vice sindaco era tal Claudio Burlando che aveva anche la delega all'assessorato ai lavori pubblici e i cantieri erano già avviati per la Gronda, bretella Voltri-Rivarolo ed erano appaltati per 880 miliardi di lire dalla società pubblica IRI-Italstat. (Commenti del senatore Laus). RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Basta però, Presidente. PRESIDENTE. Fate terminare, colleghi: prima non siete stati interrotti. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Presidente, chiedo scusa, ma vorrei andare avanti su questi temi e non mi interessa neanche... PRESIDENTE. Vada avanti. VALENTE (PD). Si rivolga alla Presidenza, senatore Bruzzone! BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Appaltati 880 miliardi di lire, il vostro no è costato 120 miliardi di penali alle imprese che già lavoravano per la ricostruzione dell'opera: i cantieri erano aperti. La Liguria, in quell'occasione, perse 1.000 miliardi di lire e oggi venite a parlare di Gronda? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S). Verrebbe da citare, Presidente, un altro grande genovese oltre a Renzo Piano; un certo tal Gilberto Govi che in una delle sue opere diceva «Cara, Gigia» (in questo caso Partito Democratico) se ti de na faccià pe' terra 'e lastre fan sangue (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD) . Abbiamo avuto a Genova decenni di amministrazione del Partito Democratico, l'assessore comunale «No Gronda», Claudio Burlando, diventò Ministro dei trasporti e per dieci anni fu presidente della Regione Liguria... MIRABELLI (PD) . Stiamo parlando di un decreto-legge. PRESIDENTE. Ognuno la pensa come vuole. Fate finire. (Commenti dal Gruppo PD). RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Abbiate il coraggio di tacere una volta tanto! PRESIDENTE. Smettetela di interrompere. Termini il suo intervento, senatore Bruzzone. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Mi avvio a terminare. Credo di avere ancora tempo. PRESIDENTE. Ha ancora un minuto e mezzo. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Presidente, sono un cacciatore, ma non mi interessa sparare sulla Croce Rossa. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Commenti dal Gruppo PD) . Lezioni di Gronda non ne vogliamo da nessuno, tantomeno dal Partito Democratico e, fortunatamente, la Liguria, Savona, Genova, La Spezia e Sarzana sono state liberate dai governi deleteri del Partito Democratico. Il provvedimento al nostro esame, per il quale ringrazio nuovamente il Governo e il nostro genovese Edoardo Rixi, contiene risposte per l'alleggerimento delle procedure e per la ricostruzione; risposte ai cittadini che hanno dovuto lasciare le case, sostegno alle imprese della zona e a tutte quelle penalizzate, sostegno al porto di Genova e alle attività collegate. Per questi motivi, Presidente, il nostro voto sarà distante da chi, per puro dovere di teatro, ha tentato di fermare con un rinvio alla Camera l'importante atto che stiamo per votare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Pertanto, colleghi, il voto del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S. Moltissime congratulazioni) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo il Liceo scientifico statale «Galileo Ferraris», di Torino. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 909 BIASOTTI (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, signor Ministro, mi permetta una replica affettuosa al mio amico senatore Bruzzone: a noi interessa il presente ed il futuro non quello che è successo venti, trenta, quaranta o cento anni fa. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Lui dice che non spara sulla Croce Rossa del PD. Io, signor Ministro, le ricordo che il suo capo, Grillo, ha detto due giorni fa che non spara sulla Croce Rossa, parlando di lei, perché è del tutto inutile. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Veniamo però alle questioni più importanti, signor Ministro. Il mio Gruppo alla Camera si è astenuto e la stessa cosa faremo oggi per amore della nostra città. Abbiamo avuto quindi tanta benevolenza. Signor Ministro, non abbiamo fatto opposizione. Le ricordo che ieri abbiamo effettuato, in tre ore, 309 votazioni. So cosa significa fare opposizione: è una cosa totalmente diversa. Quindi tanta benevolenza, signor Ministro, ma non possiamo, per dovere e obbligo verso i genovesi, non rimarcare tutti gli sbagli, l'impreparazione, le bugie e l'incompetenza che il suo Governo, e lei in particolare, ha mostrato nella vicenda del decreto-legge per Genova. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Cari amici del MoVimento 5 Stelle, non so per quale motivo il senatore Toninelli sia stato nominato ministro, non certo per la sua passata esperienza lavorativa, perché ha fatto il carabiniere e l'assicuratore; questo però non ci scandalizza, abbiamo visto di peggio. Quello che ci scandalizza, signor Ministro, è che lei non studia, non approfondisce. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Se lei, invece di fare dichiarazioni su tutto, avesse approfondito la questione, non avrebbe fatto questa serie di brutte figure di cui parlano i comici e sono pieni ormai i giornali e le televisioni. Detto questo, affrontiamo il problema. Lei ha dichiarato - e così tutto il Governo - che avrebbe fatto una legge speciale su Genova e a mia memoria l'opinione pubblica non ha mai assistito a una tragedia come quella di Genova. Sono tre mesi, signor Ministro, che tutti i TG e tutte le televisioni parlano tutti i giorni di Genova: questa è una vicenda che veramente ha colpito il sentimento degli italiani, quindi avevamo il diritto di avere una legge solo per Genova. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Con tutto il rispetto per gli amici di Ischia e per il terremoto dell'Aquila, avevamo il diritto e voi avete il dovere di fare una legge solo per Genova e l'avremmo approvata tutti. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Ebbene, la prima cosa che ha fatto è stata venire in Parlamento, nella Sala del Mappamondo, davanti alle due Camere riunite, e parlare per un'ora, di cui cinquantacinque minuti contro Autostrade, revocando tutte le concessioni di Autostrade. Signor Ministro, le ricordo che lei ha revocato 400 metri di autostrade dal punto del crollo del ponte a Genova Ovest e altri 400 metri di autostrade dal punto del crollo del ponte a Genova Cornigliano: in tutto 800 metri. Se non lo sa, la Società autostrade gestisce 2.858 chilometri. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . MALLEGNI (FI-BP) . Ma non lo sa! BERNINI (FI-BP) . Ci guardi! BIASOTTI (FI-BP) . Toninelli, scusi! Lei ha revocato 800 metri. Si vergogni, faccia questa revoca! BELLANOVA (PD) . Toninelli, esci dal tunnel! BIASOTTI (FI-BP) . E poi mi scusi, tornando alle cose serie, lei ha scritto nel decreto che la Società autostrade, essendo responsabile dell'infrastruttura, ha l'obbligo e il dovere di spendere e di ricostruire l'opera. Ma scusi, lei parla dell'obbligo di spendere per ricostruire il ponte e non glielo fa fare? MALLEGNI (FI-BP) . Ma non lo sa! BIASOTTI (FI-BP) . E poi prevede che chiaramente il commissario i soldi li prenda da un'altra parte, se non paga la Società autostrade. Ma perché non glielo avete fatto fare alla Società autostrade, che è l'unico soggetto ad aver fatto il progetto? In seguito lei, signor Ministro, avrebbe potuto revocare, condannare, fucilare, quello che voleva. Ma ci dia questo ponte! VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Dimissioni! Dimissioni! Dimissioni! PRESIDENTE. No, i cori da stadio sono banditi in quest'Aula. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Ministro, se lei avesse approfondito, non avrebbe potuto dare degli ignoranti ai genovesi che l'hanno criticata perché lei voleva fare un ponte vivibile, transitabile e percorribile. Il ponte di Genova non è quello di Istanbul, che è un ponte nella città, come anche il Ponte vecchio a Firenze. Il ponte Morandi è un viadotto autostradale a 50 metri sul Polcevera, che esonda un anno sì e l'altro anche. (Applausi della senatrice Bellanova). Come si fa a dire delle cavolate del genere? Per quanto riguarda i commissari, lei ne ha nominati cinque e dopo una settimana ne ha revocati tre e due si sono dimessi per incompatibilità. (Commenti dal Gruppo M5S). Tutti abbiamo chiesto di nominare commissario il Presidente della Regione, che era già stato dal vostro Governo nominato... VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Ma signor Ministro! Signor Ministro, ci ascolti! Spenga il telefonino, vergogna! VOCI DAL GRUPPO PD. Deve ascoltare! PRESIDENTE. Scusate! Senatore Biasotti, ha ancora quattro minuti e mezzo. Vada avanti. BIASOTTI (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei recuperare il tempo perso. Le rimostranze erano circa il fatto che il Ministro giocava con il cellulare anziché stare un po' attento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . VOCI DAL GRUPPO FI-BP. Cafone! PRESIDENTE. Adesso non c'è una conversazione o un dibattito fra il Ministro e il senatore Biasotti. Lei continui, senatore. BIASOTTI (FI-BP) . Io vorrei continuare, signor Presidente. PRESIDENTE. Deve continuare. BIASOTTI (FI-BP) . Le associazioni tutte, dagli industriali ai commercianti, avevano individuato in Toti il commissario giusto. Però il presidente Toti, un giorno sì e l'altro anche, ha litigato con il ministro Toninelli; allora, per non mettere Toti, hanno deciso di mettere un commissario non ligure e hanno continuato a fare queste dichiarazioni. Poi si vede che o non l'hanno trovato o che questo fantomatico funzionario non ha accettato e allora sono tornati su un genovese, un tale Gemme (persona meravigliosa, che io conosco), per poi accorgersi che il dottor Gemme non era compatibile, perché lavorava in Fincantieri. Siamo tornati allora, per fortuna, su Bucci; quattro tentativi per arrivare al gioco dell'oca. Ma veniamo al concreto. Signor Ministro, lei ha detto che ha fatto il decreto-legge con il cuore, un decreto inappuntabile sul piano giuridico. Signor Ministro, io non so se lei sa che la sua maggioranza (perché noi della minoranza non abbiamo battuto un chiodo) ha fatto 77 modifiche al suo decreto alla Camera dei deputati. Ora, se io attribuisco un compito a un mio manager e questo mi fa 77 sbagli, io credo che, se non lo mando via, se ne va lui. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti della senatrice Bellanova) . Quindi, signor Ministro, 77 modifiche; per fortuna, e ringraziamo il vice ministro Rixi e il sottosegretario Siri; ringraziamo chi le ha fatte queste modifiche. Ma andiamo al contenuto. Lei ha dichiarato sempre che avrebbe cercato di aiutare - perché questo era un caso talmente eclatante che avreste dovuto veramente dare una dimostrazione di efficienza voi dei 5 Stelle, nuovi al Governo - le imprese. Ora, si vede che voi proprio non ce la fate ad aiutare le imprese, perché per voi le imprese sono furto e malaffare. Signor Ministro, le imprese a Genova hanno fatto alla Camera di commercio... (Commenti dal Gruppo M5S) . CROATTI (M5S) . Cosa stai dicendo? BIASOTTI (FI-BP) . Una Camera di commercio ha fatto fare un'autocertificazione dove 2.058 imprese hanno autodichiarato, sotto responsabilità penale, che hanno avuto 422 milioni di danni (le imprese della zona arancione). Questo decreto-legge ne prevede 10 e credo che non li daremo a una o a due imprese, ma li divideremo. Signor Presidente, parlo con lei che mi sta a sentire, perché il Ministro gioca con il cellulare. (Applausi dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo PD) . LAUS (PD) . Gioca con l'Italia! BIASOTTI (FI-BP) . Mi permetta, 10 milioni fanno 4.858 euro per ogni azienda. Signor Ministro, lasci perdere. Siamo avari, se li tenga quei 10 milioni. Lasci stare, non li vogliamo! (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Per quanto riguarda la viabilità e le infrastrutture, signor Ministro, lei parla, ma io le ho consigliato ad agosto di venire a Genova. La Liguria è forse l'unica Regione, insieme alla Sicilia, che ha ancora le autostrade a due corsie e che ha ancora un binario unico; siamo ancora nell'Ottocento. Ha ancora la camionale. Da Genova per andare a Milano facciamo la camionale, signor Ministro, non so se lei l'ha mai fatta: due corsie. (Commenti dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Fatelo parlare, ognuno ha il diritto di dire quello che vuole. Fatelo terminare. BIASOTTI (FI-BP) . È l'unica città, forse in Europa, ma certamente in Italia, in cui l'autostrada entra nella città, da nord a sud e da est a ovest, per transitarci. E il ponte Morandi è in mezzo a questa città. Signor Ministro, io gliel'ho già detto al question time : la Gronda, cari amici, non è un pezzo di tetto spiovente dove ci piove l'acqua piovana. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Applausi ironici del senatore Marco Pellegrino) . È un'opera essenziale! E, quando lei dice che deve vedere i costi e i benefici, signor Ministro, i costi non ci sono, perché la Gronda è pagata dalla Società autostrade, che è già stata rimborsata con l'aumento dei biglietti e con l'allungamento della concessione. Quindi allo Stato (5 Stelle) costa zero; sono solo benefici. Studi, signor Ministro, per favore. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Andiamo avanti. Signor Ministro, mi raccomando, quando lei parla della TAV, dice che starete a sentire l'opinione pubblica. Concludo allora con un po' di veleno: signor Ministro, lasci perdere l'opinione pubblica. Io mi sono fatto un po' gli affari suoi. GASPARRI (FI-BP) . Ascolta! BIASOTTI (FI-BP) . Lei si è candidato nel 2010 in Lombardia è ha preso 84 preferenze. Dico 84! ( Applausi dal Gruppo FI-BP. Proteste dal Gruppo M5S) . CASTALDI (M5S) . Tu zero! PRESIDENTE. Concluda, senatore Biasotti! BIASOTTI (FI-BP) . Non mi fanno parlare. Poi, non contento, si è candidato al Comune di Crema e ha preso nove preferenze. Nove! Signor Ministro, se lei ascolta il popolo, se ne vada a casa! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Commenti dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Senatore, il tempo è terminato, concluda. CROATTI (M5S) . Basta! BIASOTTI (FI-BP) . Concludo riconfermando il voto di astensione del mio Gruppo, certamente non per il ruolo del Governo ma soprattutto perché ci auguriamo, nell'interesse della Nazione, che si rinsavisca e che si faccia qualcosa per la mia Liguria. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD. Molte congratulazioni. Vivaci proteste dal Gruppo M5S) . SANTILLO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, intervengo mentre i nostri colleghi di Forza Italia festeggiano come se avessero vinto il campionato del mondo. (Il senatore Mirabelli fa cenno di voler intervenire) . PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazione di voto. Per l'ordine dei lavori se ne parla dopo. SANTILLO (M5S) . Per piacere silenzio e tempo, Presidente. MARCUCCI (PD) . Può richiamare il Ministro ad avere un atteggiamento consono? PRESIDENTE. Ma non stiamo parlando noi due! SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, parte da adesso il tempo, spero. Abbiamo appena assistito a dei comizi... (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD) . Presidente, per cortesia, silenzio in Aula, se è possibile. BELLANOVA (PD) . Ascolta! MIRABELLI (PD) . Presidente, è qui a provocare! PRESIDENTE. Se il Ministro non è interessato ad ascoltare, non possiamo fare nulla! (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD) . SANTILLO (M5S) . Presidente, per cortesia, si può chiedere silenzio in Aula? (I senatori dei Gruppi PD e FI-BP intonano il coro: «Fuori! Fuori! Fuori!»). PRESIDENTE. Signor Ministro, la pregherei di fare attenzione alle dichiarazioni di voto. Molti senatori stanno dicendo che lei è sempre al telefono. La pregherei di ascoltare. Io non posso vedere da qui quello che fa il Ministro. (Proteste dal Gruppo M5S) . Proseguiamo con la dichiarazione di voto. SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, il ministro Toninelli è di fronte a me e non è mai stato al telefono. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Vada avanti, prego. SANTILLO (M5S) . Abbiamo assistito a dei comizi elettorali piuttosto che a delle dichiarazioni di voto. Forza Italia, poco fa, si è permessa di offendere un Ministro della Repubblica dimenticando letteralmente di aver scambiato una ragazzina per la nipote di Mubarak. (Applausi dai Gruppi M5S. Commenti dai Gruppi FI-BP e PD). Questo è stato detto. Il senatore Renzi ha ricordato il senatore Mario Monti, nominato senatore a vita nella scorsa legislatura e mai presente in Aula. Oggi lo vedete? Eppure si parla del decreto-legge su Genova. Ha poi parlato di povertà... (Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Per favore, ognuno si accomodi al proprio posto e lasciamo finire la dichiarazione di voto. SANTILLO (M5S) . Abbiamo sentito parlare di povertà. Qualcuno qui si dovrebbe chiedere, dato che amministrava precedentemente il Paese, come ha fatto a far scendere 1.700.000 famiglie e cinque milioni di italiani sotto la soglia di povertà. Menomale che il Governo del cambiamento propone il reddito di cittadinanza. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Vi pregherei di accomodarvi tutti! SANTILLO (M5S) . Infine c'è qualcuno che non sa leggere perché l'articolo 25 del decreto-legge, ed entro nel merito, si intitola: «Definizione delle procedure di condono». (Applausi dal Gruppo M5S. Applausi ironici e commenti del Gruppo PD) . MARCUCCI (PD) . Bravo! È un condono! SANTILLO (M5S) . Si capisce chiaramente che riguarda case danneggiate dal sisma che hanno richieste di condono pendenti. Nessun nuovo condono! (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci troviamo oggi a votare in Assemblea un decreto-legge che non avrebbe mai dovuto avere motivo di esistere. (Commenti dal Gruppo PD) . Signor Presidente, si può parlare? (Proteste dal Gruppo M5S all'indirizzo del Gruppo PD). PRESIDENTE. Nessuno di voi è stato interrotto. Fatelo finire! (Commenti della senatrice Moronese). SANTILLO (M5S) . Non dico questo, perché come ovvio nessuno di noi avrebbe mai voluto che si verificasse nel nostro Paese una tragedia... (Commenti della senatrice Bellanova) Signor Presidente, non riesco a parlare. (Proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Non è possibile. Mi costringete a sospendere la seduta. (Alcuni senatori del Gruppo M5S intonano il coro: «Fuori! Fuori!» all'indirizzo dei senatori del Gruppo PD. Commenti del Gruppo PD all'indirizzo del Ministro). VOCI DAL GRUPPO PD. Condono! Condono! PRESIDENTE. Ma basta! Guardate, questa mattina mi sembra un'Assemblea da asilo infantile. Per favore, finite! Avanti, finisca la sua dichiarazione di voto, senatore Santillo. SANTILLO (M5S). Signor Presidente, ho appena iniziato. Nessuno di noi avrebbe mai voluto che si verificasse, nel nostro Paese, una tragedia come quella di Genova o gli eventi sismici del Centro Italia e dell'isola di Ischia. Se quelli che ci hanno preceduto, i competenti (Proteste dal Gruppo PD) avessero attuato dei programmi efficaci di prevenzione, controllo, monitoraggio delle infrastrutture (Applausi dal Gruppo M5S) e nel caso dei terremoti avessero messo in campo interventi efficaci e tempestivi di messa in sicurezza e di ricostruzione post- sisma, oggi non saremo qui a votare un provvedimento... MALPEZZI (PD) . A votare un condono! SANTILLO (M5S) . ...che appunto riguarda delle emergenze che potevano e dovevano essere evitate. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Il 14 agosto scorso a Genova è crollato il ponte Morandi, mettendo in evidenza una delle più grandi falle del sistema delle concessioni autostradali: i controlli. Come stabilisce l'articolo14 del codice della strada, per le strade in concessione i poteri e i compiti dell'ente proprietario della strada sono esercitati dal concessionario. Questi poteri sono la manutenzione, la gestione e la sicurezza. Ebbene, Signor Presidente, il paradosso è che chi doveva essere controllato si controllava da solo. Così la Società autostrade per l'Italia sosteneva che il ponte Morandi era sicuro e nel frattempo i Governi precedenti, in un esercizio di imbarazzante superficialità, effettuavano i controlli soltanto leggendo le carte. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Ora, mentre cercheremo di porre rimedio anche a questa indecenza, Signor Presidente, abbiamo un'unica certezza: la Società autostrade per l'Italia non parteciperà alle ricostruzioni del ponte. (Applausi dal Gruppo M5S. C ommenti delle senatrici Bellanova e Malpezzi), perché se a casa mia l'ascensore cade dall'ottavo piano con delle persone dentro, a rimontarlo non richiamerò mai la ditta che ha il contratto di manutenzione e sicurezza; quella, tutt'al più mi pagherà il risarcimento e i lavori per il ripristino. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Insieme a quel ponte, Signor Presidente, sono crollati i sogni e le speranze, la quotidianità e le aspettative di tante persone, lavoratori e aziende. Ora i cittadini di Genova hanno bisogno di recuperare al più presto la normalità e il Governo ha trovato le risorse da mettere in campo. Per questo motivo sono stati affidati poteri speciali al commissario per la ricostruzione, sono state studiate misure fiscali che possano dare ossigeno a queste persone e misure di sostegno a favore delle imprese danneggiate come conseguenza del crollo e stanziate risorse straordinarie per fronteggiare le criticità dei trasporti e della viabilità e per l'ottimizzazione dei flussi veicolari e della logistica del porto: il vero punto nevralgico della città di Genova. È necessario, Signor Presidente, intervenire con urgenza per avere la certezza che tragedie come quella di Genova non si ripetano più. Chi ci ha preceduto, sempre quelli competenti, ci consegnano un'Italia che in ambito infrastrutturale ha bisogno di essere rivista da cima a fondo. I cittadini devono avere la certezza che le loro strade e autostrade, ponti, viadotti dighe e gallerie siano sicuri, perché loro le pagano e loro le utilizzano. (Commenti della senatrice Bellanova) . BITI (PD) . Il Ministro è sempre al telefono! (Proteste dal Gruppo PD. Richiami del Presidente). SANTILLO (M5S) . È grazie a questo decreto-legge che verranno istituiti l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali... (Commenti dal Gruppo PD). PRESIDENTE. Non posso avere sempre gli occhi a... (Proteste della senatrice Biti). Continui, senatore Santillo. SANTILLO (M5S) . Con questo decreto-legge istituiamo dunque l'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, l'archivio informatico nazionale delle opere pubbliche, nonché il sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture. Adesso sì che miglioreremo la sicurezza delle infrastrutture nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Altri Paesi, Signor Presidente, vantano già da anni questo tipo di strumenti e risulta paradossale che un Paese come il nostro, leader mondiale nella costruzione di infrastrutture, non avesse il minimo controllo delle proprie infrastrutture. Completerà la nostra strategia l'assunzione di 300 ingegneri e tecnici, che lavoreranno per la nostra sicurezza. Signor Presidente, quelli che ci hanno preceduto, sempre i famosi "competenti", sembrano aver scoperto solo ora la piaga dell'abusivismo edilizio. Se ne sono accorti adesso, con Ischia. (Commenti del Gruppo PD). VOCE DAL GRUPPO PD. L'avete scoperto voi. VOCE DAL GRUPPO PD. Condono! SANTILLO (M5S) . Il MoVimento 5 Stelle lo dice da sempre: non intervenire con decisione per contrastare il fenomeno dell'abusivismo edilizio provoca tragedie, deturpa il paesaggio... (Commenti della senatrice Bellanova che mostra il testo del provvedimento). PRESIDENTE. Senatrice, metta giù il cartello. La smetta. Lo metta giù, ho detto, e si sieda. Basta. Senta, l'intolleranza è un brutto segnale della democrazia parlamentare (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Metta giù il cartello. (Ripetuti commenti della senatrice Bellanova). Continui, senatore Santillo. (Commenti dal Gruppo PD. (Commenti della senatrice Malpezzi). Smettetela, non abbiamo bisogno di dimostrazioni. Ognuno conosce benissimo il testo. Smettetela di interrompere. Senatrice Malpezzi, si sieda. Continui, senatore Santillo. SANTILLO (M5S) . Il 27 agosto 2017 una scossa di terremoto di una magnitudo che in altri Paesi non avrebbe fatto grandi danni, metteva in ginocchio una delle più belle isole d'Italia, e precisamente i tre Comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d'Ischia. Un'isola che ha fatto dell'abusivismo edilizio il proprio marchio di fabbrica, ma i cui cittadini hanno bisogno di non essere abbandonati dallo Stato. (Proteste dai Gruppi PD e FI-BP). Ora, l'assurda strumentalizzazione di quanto contenuto in questo provvedimento riguardante l'isola di Ischia finalmente trovala parola «fine». Ad Ischia non c'è alcun nuovo condono edilizio! (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dai Gruppi PD e FI-BP). Il MoVimento da 5 Stelle è da sempre contro i condoni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Ma il signor Giuseppe, che ha una pratica da venticinque anni di richieste ed ha un edificio danneggiato, ha il diritto di sapere se avrà il contributo della ricostruzione. Perché, se non ne avrà diritto, vedrà abbattuto l'abuso, cosa che i precedenti Governi non hanno fatto. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). MALPEZZI (PD) . Condono! SANTILLO (M5S) . Ribadiamo ancora che l'erogazione dei contributi sarà subordinata all'accoglimento delle istanze e interesserà soltanto i volumi non condonati, cioè la parte già esistente ed assentita, e ovviamente nel rispetto dei vincoli paesaggistici, sismici e idrogeologici. Pensiamo che questa sia una cosa giusta, onorevoli colleghi. Per il MoVimento 5 Stelle le problematiche dell'abusivismo edilizio e della mitigazione del rischio idrogeologico si risolvono con dispositivi ad hoc e non con emergenze. (Proteste dal Gruppo PD. Proteste dal Gruppo M5S verso il Gruppo PD). PRESIDENTE. Smettetela di protestare. Smettetela. Ho detto che non è un bel segnale. Smettetela. La smetta, senatrice Malpezzi, si sieda e la smetta. SANTILLO (M5S) . Ad Ischia non c'è stato un terremoto di serie B, ricordiamolo a tutti. Quelli che ci hanno preceduto, signor Presidente, hanno lasciato i cittadini del Centro Italia, in attesa di poter ripartire dopo la distruzione causata dalle scosse del terremoto 2016 e 2017. Un'emergenza nell'emergenza e ancora una volta per un'approssimazione e una superficialità che un Paese come il nostro, ad altissimo rischio sismico, non si può permettere. (Commenti della senatrice Bellanova). Interverremo con questo provvedimento per disciplinare le piccole difformità edilizie al fine di accelerare le attività di riparazione e ricostruzione degli edifici privati presenti nei Comuni colpiti dagli eventi sismici, così finalmente anche il Centro Italia potrà ripartire. Gli esempi di come sono state gestite le emergenze in questo Paese da parte di chi ci ha preceduto, devono farci riflettere su quanto sia importante il lavoro di prevenzione, nonché la necessità di trovarsi sempre pronti ad affrontarle, con tutti gli strumenti che un Governo deve mettere in campo per dare risposte tempestive ed efficaci ai cittadini. Il territorio italiano, per propria conformazione naturale, è molto vulnerabile sismicamente e fragile idrogeologicamente. Se fortunatamente possiamo contare su squadre di soccorso di eccellenza mondiale, sempre pronte a fare il proprio dovere in condizioni spesso non facili, non è secondario pensare di essere sempre pronti, come Stato, ad intervenire quando è necessario. Con questo provvedimento implementiamo il concetto di cabina di regia presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, con i Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'ambiente, nonché i più alti rappresentanti delle Regioni e dei Comuni. Per quanto riguarda, infine, il controverso argomento dei fanghi di depurazione, i "competenti" che ci hanno preceduto sono stati addirittura in grado di trasformare in emergenza una vicenda del tutto ordinaria. Bisogna fare i conti con la realtà. I fanghi di depurazione esistono; i fanghi di depurazione delle acque reflue ci sono e sono in un quantitativo enorme. Ovviamente, signor Presidente, stiamo parlando di fanghi di provenienza urbana, non industriale, quindi contenenti idrocarburi di origine naturale, oli e grassi vegetali ed animali derivanti dagli scarti di cucine e mense, ma anche dalla trasformazione di prodotti alimentari. Invece i limiti per le sostanze pericolose contenute nei fanghi diventeranno molto stringenti, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica. VERDUCCI (PD) . Ci avvelenate per decreto! È un condono! SANTILLO (M5S) . Signor Presidente, concludo il mio intervento esprimendo il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle sul provvedimento in esame, il decreto-legge che non avrebbe mai dovuto venire alla luce in quest'Aula ma che in realtà, facendo i conti con i fatti, siamo stati costretti a redigere per trovare le risposte urgenti che uno Stato deve garantire ai propri cittadini, specialmente a quelli in difficoltà. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni ). VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna! Onestà! Onestà! Onestà! PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale... ( Alcuni senatori del Gruppo FI-BP fanno cenno di voler intervenire. Vivaci proteste dal Gruppo PD). Basta! Prima votiamo, poi parliamo sull'ordine dei lavori. ( Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD). MARCUCCI (PD) . Hai paura, Toninelli? (Il ministro Toninelli fa cenno di voler intervenire dopo la votazione). PRESIDENTE. In replica a cosa, signor Ministro? Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). (Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD). Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 270 Senatori votanti 269 Maggioranza 109 Favorevoli 167 Contrari 49 Astenuti 53 Il Senato approva. (v. Allegato B). (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Molte congratulazioni. Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD. Il ministro Toninelli esulta con il pugno alzato ). VOCI DAL GRUPPO PD. Vergogna! Vergogna! Vergogna! PRESIDENTE. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 10,52, è ripresa alle ore 10,55) . Riprendiamo i lavori. (Ripetuti commenti dai Gruppi FI-BP e PD). FARAONE (PD) . Deve andare via! PRESIDENTE. Ministro Toninelli, dal mio scranno non riesco a vedere l'atteggiamento che lei ha, perché c'è un banco alto che mi impedisce di farlo. Mi risulta che lei abbia gesticolato in maniera non troppo commendevole per un Ministro. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD. Vivaci proteste dal Gruppo M5S) . Devo necessariamente riprendere alcuni atteggiamenti che non sono commendevoli e non possono essere riprodotti in quest'Aula. Quindi, invito tutti a un atteggiamento corretto, nel rispetto delle istituzioni. In questa sede deve essere permesso a tutti dire esattamente quello che si vuole, ma non è permesso a nessuno - ripeto, a nessuno - avere atteggiamenti poco commendevoli e irrispettosi della dignità di quest'Assemblea. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Aveva chiesto di parlare la senatrice Bernini. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, condivido in pieno la sua affermazione secondo cui tutti debbono parlare quando hanno qualcosa da dire. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Ancora non ho compreso per quale motivo non mi sia stata data la parola quando l'ho chiesta e sia stata fatta una vergognosa manifestazione di inciviltà da parte del ministro Toninelli, che ha alzato il pugno durante la votazione. (Applausi dai Gruppi FI-BP, PD e FdI) . Il Ministro ha avuto un comportamento che quest'Assemblea non merita di vedere. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Signor Presidente, mi perdoni, ma noi abbiamo chiesto ripetutamente, durante le nostre dichiarazioni di voto, libera manifestazione democratica di un pensiero politico proprio della minoranza, che il Governo ci ascoltasse, ma ciò non è avvenuto. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . VOCI DAI GRUPPI FI-BP E PD. Dimissioni, dimissioni, dimissioni! PRESIDENTE. Colleghi, così facendo mi costringete a sospendere la seduta. Questa prova di indisciplina non vi fa onore. BERNINI (FI-BP) . L'indisciplina è lì! PRESIDENTE. Colleghi, la dovete smettere con queste manifestazioni. Non vi fanno onore. Ognuno ha diritto di parlare e non è giusto che gli altri interrompano. Lo trovo francamente intollerabile. Senatrice Bernini, concluda il suo intervento. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, mentre si parlava di morti, disperazione e ricostruzione, il ministro Toninelli digitava sul suo telefonino! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Abbiamo chiesto più volte la sua attenzione, ma non l'abbiamo ottenuta. L'abbiamo visto masticare gomma americana e sbeffeggiarci! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Non gli chiediamo di condividere o comprendere quello che stiamo dicendo; gli chiediamo di ascoltare e dare un esempio al Paese e alle scolaresche che stavano assistendo ai nostri lavori dalle tribune. (Brusio). Presidente, mi ascolti almeno lei. PRESIDENTE. Io sto cercando di ascoltare, se lo permettete, tenendo un'Assemblea disciplinata. Senatrice Bernini, c'è chi urla da una parte e chi dall'altra e così anche le sue parole si perdono nel vento, perché non si sente assolutamente niente da qui. Prego, senatrice Bernini, prosegua il suo intervento. BERNINI (FI-BP) . Non accettiamo che il MoVimento 5 Stelle impartisca lezioni al Gruppo Forza Italia, che ha sempre manifestato tolleranza e correttezza nei confronti delle argomentazioni altrui. (Commenti dal Gruppo M5S). Ministro Toninelli, non venga mai più in quest'Aula ad alzare i pugni. Non glielo permetteremo! (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . (Il ministro Lezzi fa cenni di fare silenzio e di andare a casa all'indirizzo del Gruppo FI-BP. Vivaci proteste dai Gruppi FI-BP e PD all'indirizzo del Governo). PRESIDENTE . Colleghi, per cortesia, non sento niente. C'è talmente tanta confusione che, anche qualora ci fosse la possibilità di accogliere le vostre istanze, non potrei farlo perché fate talmente tanto chiasso che non capisco. TAVERNA (M5S) . Sospenda la seduta, Presidente. MOLES (FI-BP) . Di' al Ministro di stare zitta . (Vivaci proteste del senatore Battistoni). MIRABELLI (PD) . Presidente, guardi cosa fa. MARCUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, ormai è da qualche mese... (Forte brusio in Aula). PRESIDENTE. Colleghi, se continuate così sospendo la seduta. (Applausi dal Gruppo M5S) . LUPO (M5S) . Sarebbe ora! PRESIDENTE. Ognuno torni al proprio posto. Abbia pazienza, senatore Marcucci. Vorrei vedere ognuno al proprio posto. Prego. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, sono mesi ormai che le chiediamo con molta forza di gestire - mi permetta - in modo diverso questa Assemblea. Continuamente, soprattutto quando vi è la presenza del Governo, e in particolare dei Ministri, assistiamo ad atti provocatori e offensivi nei confronti del Parlamento. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Si sono manifestati con il ministro Di Maio; furono molto palesi ed espressivi con il ministro Salvini, che chiaramente sfidò e prese in giro il Senato della Repubblica. (Applausi dal Gruppo PD) . Questi atti offensivi ci sono stati oggi, da parte del ministro Toninelli, prima, e da parte del ministro Lezzi qualche secondo fa, sotto di lei, nonostante i suoi richiami. Questo è il modo con il quale il Governo di Lega e MoVimento 5 Stelle considera il Senato della Repubblica. (Applausi dai Gruppi FI-BP e PD) . Lei, signor Presidente, non lo ha mai richiamato, neanche una volta, nonostante questi comportamenti. Non è accettabile che il primo a delegittimare il Parlamento sia l'Esecutivo di questo Paese, un Esecutivo pericoloso. RENZI (PD) . Smettila con quel telefonino. (All'indirizzo del ministro Lezzi). MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, le chiedo: chiudiamo con dignità la seduta di oggi. (Ilarità dal Gruppo M5S) . Certo, voi ridete perché il vostro atteggiamento è stato questo. Purtroppo, un decreto che avrebbe dovuto sanare, per ciò che è possibile, una enorme... MALPEZZI (PD) . Ministro, lasci quel telefonino e ascolti. (Proteste dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, le chiedo di chiudere con dignità questa seduta. Questo decreto, su un tema così delicato, su una ferita umana così profonda... RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Avete votato contro! MARCUCCI (PD) . …ha trasformato sotto il nome della vicenda di Genova molte vergogne di questo Paese. Le chiedo di concludere con dignità, Presidente. Chiuda la seduta, per favore, con un minuto di silenzio per i morti di Genova. Riacquistiamo la dignità del Parlamento. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP). RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Lo abbiamo già fatto, fenomeno! Lo abbiamo fatto il giorno dopo. Piantala. PATUANELLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PATUANELLI (M5S) . Signor Presidente, mi sembra evidente che i Gruppi di maggioranza, sia il MoVimento 5 Stelle che la Lega, oggi hanno dimostrato grande responsabilità ascoltando in silenzio tutti interventi delle forze di opposizione, senza interrompere mai una volta, compresi gli interventi che contestiamo nel merito. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Questo è il senso di appartenenza a quest'Assemblea che le forze di maggioranza stanno dimostrando: ascoltare le cose che dicono le opposizioni, anche quando non si comprendono o si contestano. (Commenti dal Gruppo FI-BP) . Perché il sale della democrazia è proprio questo. GIRO (FI-BP) . Non c'entra un tubo. PATUANELLI (M5S) . Questa è la dimostrazione che evidentemente non per tutti è così. (Commenti dai Gruppi PD e FI-BP. Richiami del Presidente). Oggi il Governo è stato presente in quest'Aula ad ascoltare il contributo di tutti, perché si ascolta con le orecchie e non si ascolta con le mani, né con gli occhi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dai Gruppi FI-BP e PD). MALPEZZI (PD) . Stando al cellulare, ascoltava. PATUANELLI (M5S) . Credo che un piccolo gesto di giubilo da parte di un Ministro che ha impegnato tanta parte della sua estate per i problemi del crollo del ponte Morandi... (Commenti della senatrice Gallone). PRESIDENTE. Senatrice Gallone, la smetta. La richiamo! PATUANELLI (M5S) . Un piccolo gesto di giubilo, dopo l'approvazione di un decreto‑legge così importante, questo sì dà dignità alla città di Genova. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dai Gruppi FI-BP e PD). FERRARI (PD) . Sì, tre mesi dopo. PATUANELLI (M5S) . un gesto da parte del Ministro, che ci ha messo grande impegno per un lungo periodo dell'estate, per portare in quest'Aula un provvedimento che dà 800 milioni di euro alle zone che in questo Paese sono colpite da emergenza, credo che sia più che tollerabile. Non ha fatto gesti volgari o inopportuni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo PD). MARCUCCI (PD) . Signor Presidente! PRESIDENTE. Lei ha parlato e nessuno l'ha interrotta. (Commenti del senatore Marcucci). La smetta, perché non si può chiedere rispetto e non darlo. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). Continui, senatore Patuanelli. PATUANELLI (M5S) . Grazie, Presidente. Credo che oggi si sia forse manifestata una delle pagine più brutte da quando è iniziata la XVIII legislatura. (Applausi ironici dal Gruppo FI-BP. Commenti dal Gruppo PD). Non è certamente per colpa dell'atteggiamento delle forze di maggioranza o del ministro Toninelli. (Commenti dai Gruppi FI-BP e PD). Io credo che il presidente Marcucci abbia ragione su una cosa: cerchiamo di chiudere con dignità questa seduta. Posso anche associarmi alla richiesta di un minuto di silenzio per le vittime del crollo del ponte Morandi, con la consapevolezza... GIRO (FI-BP) . Non si fa con il pugno chiuso! (Richiami del Presidente). PRESIDENTE. I commenti oggi sono davvero inopportuni. Avrei immaginato che oggi fosse davvero una giornata diversa, perché pesano su tutti i 43 morti, su tutte le nostre coscienze. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Applausi ironici del senatore Giro). Avrei immaginato davvero un'Assemblea diversa. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az e dai banchi del Governo. Commenti dal Gruppo PD). PATUANELLI (M5S) . Concludo, signor Presidente, dicendo semplicemente che oggi certamente non si restituiranno i morti di Genova alle loro famiglie, ma l'impegno del Governo dimostra che si può stare vicino a quelle famiglie, al tessuto produttivo e industriale e ai cittadini. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Ha chiesto di parlare il ministro Toninelli. (Commenti dal Gruppo PD. Alcuni senatori del Gruppo FI-BP mostrano i telefoni cellulari). Adesso il Ministro parla nel silenzio dell'Assemblea. MARCUCCI (PD) . E noi telefoniamo. MALPEZZI (PD) . A che titolo parla? PRESIDENTE. Lo avete contestato? Ora parla il ministro Toninelli. Fatelo parlare. (Commenti dal Gruppo PD). TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, vorrei ringraziare tutti i deputati, i senatori e i membri del Governo per aver lavorato giorno e notte in queste settimane... (Proteste dal Gruppo PD). VOCI DAL GRUPPO PD. Non lo può fare! PRESIDENTE. Non sento niente. Ministro Toninelli, continui. TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Il mio intervento è per portare il ringraziamento del sottoscritto a tutti i deputati e i senatori che in queste settimane, lavorando giorno e notte, hanno permesso a questa Assemblea di approvare un provvedimento che stanzia circa 300 milioni di euro per Genova e per i genovesi. (Proteste dal Gruppo PD). Chi oggi ha gioito, ha gioito per i cittadini di Genova. MARCUCCI (PD) . Presidente, non può farlo adesso, perché è già stato approvato! TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Per le 266 famiglie che hanno perso la casa e che nei prossimi giorni avranno, grazie a questa approvazione, soldi stanziati per comprare finalmente una nuova abitazione. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Proteste dei senatori Malpezzi, Marcucci e Verducci). PRESIDENTE. Ministro, è meglio che termini. FERRARI (PD) . Deve parlare sull'ordine dei lavori. Doveva parlare prima dell'approvazione: non può parlare sul provvedimento, il provvedimento è chiuso. PRESIDENTE . Il Ministro ha diritto, secondo il Regolamento, d'intervenire quando vuole; voi, che siete senatori di lunga data, questa regola la conoscete bene, e quindi non ve la devo ricordare. ( Ripetuti commenti dei senatori Bellanova, Ferrari, Malpezzi e Marcucci). VERDUCCI (PD) . Non lo può fare, Presidente. Lo doveva fare prima! MALPEZZI (PD). Vergogna! TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, non voglio neanche concludere un discorso, dico solo una cosa: ricordiamo nelle tante tragedie capitate in Italia, ovviamente diverse, quanti anni hanno aspettato per avere una nuova casa quei cittadini che avevano perso un'abitazione; ebbene, grazie all'approvazione di questo decreto-legge, domani 266 famiglie, per la prima volta nella storia, dopo un evento tragico e unico, come quello di Genova, a soli quarantasette o quarantotto giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e a novanta giorni da tale accadimento, avranno una casa e i soldi. (Ripetuti commenti dal Gruppo PD). D'ARIENZO (PD). Buffone! TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Questa è una gioia straordinaria, che penso nessuno di voi, neanche quelli che oggi stanno alzando la voce... (Vivaci, reiterate proteste dei senatori Bellanova, Verducci, e Malpezzi. Il senatore D'Arienzo emette un fischio ). PRESIDENTE. Devo leggere il Regolamento? Ve lo deve rileggere? «I Ministri hanno diritto di intervenire quando vogliono e quando lo richiedono». MARCUCCI (PD). No, Presidente, no non può finire, non lo può dire! PRESIDENTE. (All'indirizzo del senatore Marcucci). Si rilegga la Costituzione, oltre che il Regolamento, mi faccia il piacere. Prego, signor Ministro, continui. (Prolungate proteste dei senatori Malpezzi, Valente e Verducci). MARCUCCI (PD). La devono leggere loro, la Costituzione! MALPEZZI (PD). Lo rileggano loro, il Regolamento! TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, considerata l'impossibilità di parlare a quest'Assemblea e, soprattutto, ai cittadini genovesi e ai tutti gli italiani fuori, concludo dicendo non solo che questo Governo è stato vicino, fin dal primo istante, a Genova, a tutta la città e a tutti i genovesi, con questo decreto-legge che abbiamo approvato velocemente, ma che, come sapete, nella manovra di bilancio Genova avrà destinati altri 500 milioni. (Generali proteste dal Gruppo PD). La gioia e l'esultanza - perché di questo parliamo - sono dovute al fatto che la meravigliosa città di Genova si rialzerà, perché è stata in ginocchio per un evento che avrebbe dovuto e potuto essere evitato e del quale magari c'è qualche responsabile in quest'Aula (Applausi dal Gruppo M5S) , che ha permesso a società autostradali di ingrassare enormemente le proprie finanze con regole a vantaggio esclusivo dei privati. (Vivissime proteste dei senatori Marcucci, Valente e Verducci). PRESIDENTE. Basta, signor Ministro, grazie; va bene così. BELLANOVA (PD). Presidente, ci faccia ascoltare, non alzi la voce solo con noi! TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Mi permetta di concludere, per favore, signor Presidente. PRESIDENTE. Prego, signor Ministro. TONINELLI , ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Ringrazio ancora quest'Assemblea, perché qui c'è gente che ha messo veramente grande impegno e non replicherò a coloro che mi hanno attaccato personalmente, perché uno è già stato mandato a casa dagli italiani e l'altro in Liguria ha lasciato semplicemente un rinvio a giudizio per spese pazze e peculato. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Vibrate proteste dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Visto che Genova costituisce per tutti noi una ferita ancora aperta, vorrei accogliere l'invito del senatore Marcucci a rispettare un minuto di silenzio in onore delle vittime del crollo del Ponte Morandi. ( Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi e osservano un minuto di raccoglimento , cui seguono generali applausi). Svolgimento di interrogazioni PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni. Saranno svolte per prime le interrogazioni 3-00010 e 3-00369 sulla carenza di personale della Polizia di Stato in provincia di Trento. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere congiuntamente a tali interrogazioni. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno . Signor Presidente, signori senatori, rispondo congiuntamente alle interrogazioni presentate dai senatori Steger e Durnwalder e dalla senatrice Conzatti. La problematica relativa alla consistenza degli organici dei commissariati di pubblica sicurezza di Rovereto e Riva del Garda e, più in generale, la situazione degli uffici di polizia della Provincia autonoma di Trento, è da tempo oggetto di approfondimenti e valutazioni da parte delle autorità provinciali di pubblica sicurezza e degli Uffici ministeriali, nell'ottica di assicurare standard operativi idonei ad un efficace servizio di controllo del territorio. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,14) ( Segue MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno). In particolare, i due commissariati attualmente dispongono, rispettivamente, di 28 e 27 unità di personale, con una carenza rispetto all'organico previsto di circa il 20 per cento. Alla luce di tale situazione, il questore, fin dal novembre 2017, aveva pianificato il servizio di controllo del territorio nei due Comuni, distanti tra loro circa 023 chilometri, attraverso moduli di gestione associata tra i due commissariati. Tale programmazione, tuttavia, anche a causa della distanza intercorrente tra le due località e delle non agevoli condizioni di viabilità, non sempre ha consentito di assicurare il servizio con regolare continuità. Per tali motivi, si è resa necessaria una nuova riorganizzazione con la quale il questore ha rimodulato il servizio della squadra volante dalle ore sette di mattina all'una di notte, anziché fino alla consueta mezzanotte, con possibilità di effettuazione di straordinario programmato fino alle ore due di notte. La riorganizzazione così disposta ha consentito di assicurare un adeguato livello di attenzione nelle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità. Nella consapevolezza di dover far fronte al ripianamento di organico dell'intera provincia di Trento, segnalo che il Dipartimento della pubblica sicurezza ha già avviato un piano di distribuzione di nuove unità di personale che prevede l'assegnazione di 19 agenti alla questura di Trento, 11 dei quali già assegnati nello scorso mese di ottobre e di ulteriori 8 a decorrere dal mese di febbraio 2019. Posso riferire che è già stato predisposto un progetto per la revisione delle dotazioni organiche delle questure in ambito nazionale e per la definizione di un nuovo modello organizzativo delle stesse e dei commissariati di pubblica sicurezza che determinerà, anche per Trento, un miglioramento della capacità operativa degli uffici e un potenziamento delle attività di controllo del territorio. Tale riorganizzazione diverrà operativa a partire dagli inizi del 2019. Per quanto riguarda, più in particolare, la necessità di incremento degli organici nella Polizia di Stato, faccio presente che sulla base della norma dell'articolo 7 del decreto-legge n. 148 del 2017, è stata già autorizzata l'assunzione straordinaria di 292 allievi agenti, che vanno ad aggiungersi ad altre 758 unità, per le quali vi era già stata analoga autorizzazione in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, per un totale di 1.050 unità, già avviate alla frequenza del relativo corso di formazione per essere successivamente assegnate ai diversi uffici fin dai primi mesi del 2019. Più in generale, con riferimento all'esigenza di un potenziamento straordinario delle Forze di polizia, segnalo che il disegno di legge di bilancio, approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre scorso, consentirà l'avvio di un piano straordinario di assunzioni, oltre che di nuovi agenti di polizia anche di magistrati e personale amministrativo, grazie ad uno stanziamento di circa 500 milioni di euro. Per la Polizia di Stato, si procederà, oltre alle assunzioni che garantiscono il 100 per cento del turnover del personale, anche ad un potenziamento straordinario attraverso un piano quinquennale di assunzioni che consentiranno l'azzeramento delle carenze di organico e il necessario ricambio generazionale. L'obiettivo è quello di avviare, come ha dichiarato lo stesso ministro dell'interno Matteo Salvini, fin dal prossimo anno, la progressiva assunzione di circa 8.000 giovani, uomini e donne, nelle Forze dell'ordine. È nostra intenzione, inoltre, ampliare le piante organiche della Polizia di Stato che erano state ridotte a 106.000 unità, rispetto alle 317.000 previste, dalla legge Madia ed in tal senso è stata prevista, in sede di conversione parlamentare del decreto-legge sicurezza e immigrazione, una delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi correttivi per la revisione dei ruoli del personale delle Forze di Polizia, con la rideterminazione delle dotazioni organiche in ragione delle aggiornate esigenze di funzionalità. Inoltre, non abbiamo dato seguito al progetto di riduzione dei presidi di sicurezza in tutto il Paese, che era stato proposto dal Governo precedente, perché siamo convinti che occorra piuttosto salvaguardare le specificità della Polizia, potenziandone gli assetti e non riducendoli. Il Governo ritiene che le misure che ha messo in atto e quelle che si realizzeranno nei prossimi mesi consentiranno di innalzare ulteriormente gli standard di operatività e di efficacia di tutte le componenti dei sistema sicurezza, nella consapevolezza che si tratta di elemento essenziale e precondizione per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese. Sottolineo, infine, che il tema della certezza della pena è uno degli obiettivi del contratto per il Governo del cambiamento. Intendiamo, infatti, invertire la direzione che era stata assunta nel corso della passata legislatura e che mirava a conseguire effetti deflattivi sia in termini processuali che carcerari, a totale discapito della sicurezza della collettività. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, prendiamo atto della volontà di rimuovere queste carenze da parte del Governo. Spero che il signor Sottosegretario ed il Governo siano veramente in grado di sopperire entro breve tempo, il Sottosegretario ha detto entro l'inizio del 2019 ed io spero che sia così perché i Comuni interessati, soprattutto quelli citati nella mia interrogazione, hanno veramente bisogno di non subire più in futuro queste carenze. La sicurezza del territorio è una garanzia per la popolazione ed io prendo per buono quello che lei ha detto, cioè che volete integrare le Forze di polizia non solo in questi, ma anche in altri Comuni d'Italia. Spero che al più presto questo accada, perché l'Alto Garda ne ha veramente bisogno. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV) e PD) . CONZATTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (FI-BP) . Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Molteni, naturalmente apprezziamo la sua risposta. Eravamo a conoscenza di questi nuovi arrivi di organico, ma dobbiamo fare presente che sono richieste che risalgono a molto tempo fa e quindi questi nuovi arrivi, che vanno a sopperire ad una carenza di organico dovuta ai prepensionamenti e alla mancanza di turnover , colmano solo parzialmente una carenza che era pregressa. Facciamo presente che c'è un aggravarsi della situazione della sicurezza anche nella Provincia di Trento. Non solo, ma la Provincia di Trento ospita manifestazioni su scala nazionale, dal Festival dell'economia all'adunata degli Alpini, e purtroppo ha dei nuclei estremisti ancora piuttosto attivi (il Ministro degli interni ha avuto diretta esperienza dei gruppi anarchici del Comune di Rovereto in particolare) e quindi c'è assoluto bisogno di avere un organico all'altezza della situazione. Non solo questo, la situazione sta infatti degradando anche per via delle difficili condizioni economiche che rendono necessaria una osservazione maggiore della giurisdizione attualmente presente rispetto alla certezza della pena: tutti i cittadini italiani e non che risiedono nel nostro Paese chiedono di poter vivere in un Paese sicuro, in cui le condizioni economiche permettano a tutti di vivere bene e naturalmente con una sensazione di sicurezza all'altezza di un Paese democratico, di uno dei Paesi fondatori dell'Europa. PRESIDENTE . Segue l'interrogazione 3-00017 sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. GIULIANO, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca . Signor Presidente, senatrice Granato, i docenti che svolgono l'insegnamento di religione cattolica, ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 62 del 2017, partecipano, per gli alunni che si avvalgono di detto insegnamento, alle attività di valutazione periodica e finale nei consigli di classe e, in sede di scrutinio finale, alla deliberazione sull'ammissione ovvero sulla non ammissione di tali alunni alla classe successiva o all'esame di Stato. In tale deliberazione, la manifestazione di volontà del docente di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale. In tal senso, nulla è stato innovato dal citato decreto legislativo; difatti tale procedura è stata prevista già dal punto 2.7 dell'intesa di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 751 del 16 dicembre 1985. Dal dettato normativo si evince, peraltro, che fanno parte del consiglio di classe tutti i docenti cui è affidato l'insegnamento delle discipline indicate nel decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2009, all'articolo 5 (commi 5 e 8), ove è specificamente indicata, come disciplina di insegnamento, anche la religione cattolica. Ne deriva che, con riferimento alla presenza del docente di religione cattolica nelle commissioni d'esame, come precisato ai sensi dell'articolo 8, comma 2, del menzionato decreto legislativo, presso ciascuna istituzione scolastica è costituita una commissione per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Di tale commissione fanno parte tutti i docenti del consiglio di classe, ovverosia tutti i docenti delle classi terze che svolgono insegnamenti curricolari, ivi compresi, pertanto, i docenti incaricati dell'insegnamento della religione cattolica e di attività alternative a tale insegnamento, eventuali insegnanti di sostegno e insegnanti di strumento musicale. Al contrario, non fanno parte della commissione d'esame i docenti che svolgono attività nell'ambito del potenziamento e dell'arricchimento dell'offerta formativa. Per completezza, preciso che commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 185 del testo unico in materia di istruzione, che individuavano specificatamente i docenti componenti delle commissioni di esame, nonché le materie oggetto di esame, sono stati abrogati in due momenti successivi. Il decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999 ha abrogato i primi due commi, relativi alle materie di esame, mentre il decreto legislativo n. 62 del 2017 ha abrogato esplicitamente anche il successivo comma 3, riguardante la composizione della commissione. Quanto all'inserimento della religione cattolica tra le materie d'esame, si rappresenta che tale disciplina non rientra tra le prove scritte, previste all'articolo 8, comma 4, lettera c) , del decreto legislativo n. 62 del 2017, e non costituisce oggetto del colloquio, atteso che lo stesso, ai sensi dell'articolo 8, comma 5, del citato decreto, è diretto a valutare le conoscenze descritte nel profilo finale dello studente, secondo le vigenti indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, emanate con decreto ministeriale n. 254 del 2012. Al profilo finale dello studente definito nelle citate indicazioni, difatti, non afferisce l'insegnamento della religione cattolica. In tal senso, si colloca la previsione dell'articolo 309 del testo unico in materia di istruzione, in base alla quale «in luogo di voti e di esami» la valutazione dell'insegnamento della religione cattolica non è espressa in voti e non è oggetto di specifica prova e valutazione in sede di esame. Si rappresenta infine che, proprio nell'ottica indicata dalla senatrice interrogante, il decreto legislativo n. 62 del 2017 ha equiparato il ruolo del docente di attività alternative a quello del docente di religione cattolica, sia nell'ambito delle competenze valutative all'interno del consiglio di classe, sia nelle modalità di partecipazione alle commissioni dell'esame conclusivo del primo ciclo di istruzione. GRANATO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GRANATO (M5S) . Signor Presidente, nel ringraziare il Sottosegretario per l'esaustività della risposta, che mi pare fughi ogni dubbio interpretativo, devo tuttavia osservare che l'attuazione del decreto legislativo n. 62 del 2017 del Governo Gentiloni ha aperto una pista che può creare disparità di trattamento tra gli esaminandi nei vari istituti. Abbiamo appurato che i docenti di religione cattolica sono presenti nelle commissioni d'esame e hanno un ruolo specifico nella valutazione degli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, seppur con modalità di espressione differente rispetto ad altri docenti. Ma, se non si adotteranno urgentemente disposizioni inequivocabili e concretamente attuabili sull'insegnamento alternativo all'ora di religione cattolica, i ragazzi che non si avvalgono dell'ora di religione rischieranno di essere valutati negli esami di primo ciclo da un consiglio di classe con un membro in meno e questo certamente va a cozzare con il principio di pari opportunità declinato all'articolo 3 della Costituzione. È un bene, dunque, che si sia fatta chiarezza al riguardo, sia per quanto concerne il merito sia per quanto riguarda la vigenza o l'avvenuta abrogazione di disposizioni normative. Non altrettanto posso dire sull'accentuazione del gap creato dal precedente Governo a guida PD concernente l'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica; gap che ormai va colmato al più presto poiché, alla luce dell'attuazione del decreto Fedeli e della persistenza dello stesso, rischia di generare disparità di trattamento all'interno delle scuole. Mi preme sottolineare, al riguardo, come la complessità dell'attuale società civile imponga al decisore politico di avere cognizione dell'esistente. Ci troviamo a dover affrontare un'ardua sfida, quella della modernità, per affrontare la quale è indispensabile strutturare un modello di scuola pubblica che sia democratica, laica, inclusiva e pluralista. Disciplinare più efficacemente l'ora alternativa significa compiere un passo avanti non più differibile in questa direzione, facendo sentire non esclusi dal gruppo classe quelli che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica, ma diversamente coinvolti in attività formative cui si conferiscono pari opportunità attuative. È dalle modalità di declinazione di tali diritti che passa il futuro della nostra società. La scuola pubblica può svolgere compiti formativi se la persona dell'alunno, con le sue peculiarità, viene posta al centro della sua azione, senza disparità di trattamento. È solo perseguendo tale direttrice che la scuola potrà definirsi inclusiva, laica e democratica e, quindi, in grado di rispondere alle sfide del presente e del futuro. (Applausi della senatrice Lupo). PRESIDENTE . Avverto che, su richiesta dell'interrogante, la risposta all'interrogazione 3-00141, presentata dal senatore De Bonis, è rinviata ad una prossima seduta. Ci scusiamo con il rappresentante del Governo. GAVA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, con riferimento alle questioni poste sulla base degli elementi acquisiti, si rappresenta in via preliminare che il nuovo accordo del bacino padano, sottoscritto nel 2017 tra il Ministero dell'ambiente e le Regioni maggiormente interessate dalle problematiche connesse alla qualità dell'aria - ossia Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto - prevede una serie di misure di mitigazione dell'inquinamento atmosferico a cui si è pervenuti a seguito di un serrato confronto tra il Ministero e gli enti territoriali competenti. Occorre, inoltre, evidenziare che tutte le misure contenute nell'accordo sono state individuate sulla base di approfondite analisi e valutazioni tecniche condotte dalle Regioni, per individuare gli elementi comuni da valorizzare e rilanciare nel settore trasporti, riscaldamento civile a biomassa e agricoltura, maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti. Nell'ambito dell'accordo di bacino padano 2017, le Regioni firmatarie hanno stabilito di avviare un percorso di condivisione delle misure strutturali di limitazione della circolazione, adottando modalità e tempi omogenei già vigenti in Emilia-Romagna prima ancora della sottoscrizione dell'accordo e prevedendo di allinearsi alle misure strutturali sui diesel Euro 4 al più tardi dal 2020. Infine, con riferimento alla prospettata disomogeneità tra le normative regionali, si osserva che le misure adottate tengono conto delle specifiche condizioni ambientali presenti in ciascuna Regione. In ogni caso vi è un divieto comune per i veicoli più vecchi e inquinanti, benzina fino a euro 2 e diesel fino a euro 3, che si estende a volte ai veicoli di produzione successiva, con possibilità di deroghe. Alla luce delle informazioni esposte, si fa presente comunque che il Ministero per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare manterrà alto il livello di attenzione sulla questione, monitorando costantemente l'impatto regolatorio delle normative di settore, anche al fine di superare le criticità operative che dovessero emergere e valutare possibili revisioni della disciplina. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MAFFONI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, ritengo di essere parzialmente soddisfatto della risposta del Sottosegretario di Stato, anche perché l'interrogazione verte sul fatto che il nuovo accordo sulle misure antismog, cha ha portato all'accordo sulla qualità dell'aria nel bacino padano, crea divergenze tra le varie Regioni. Ogni Regione applica una propria modalità, una certa fascia oraria, nonché una diversa individuazione delle categorie di veicoli. Ciò non crea una situazione omogenea e nemmeno una condivisione del provvedimento e porta le persone abituate per motivi di lavoro a frequentare le varie Regioni, magari anche nell'arco della stessa giornata, a non essere in grado di capire le differenze che tra esse esistono. La nostra interrogazione è dunque finalizzata a capire se il Governo può in qualche modo favorire un maggiore coordinamento tra le Regioni, delle quali capisco le proprie prerogative e il proprio modo di intervenire. Mi sarei però aspettato - e mi aspetto ancora - che il Governo aiuti a realizzare un maggiore coordinamento affinché le Regioni adottino sistemi uguali o simili. PRESIDENTE . Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea il secondo gruppo di studenti del Liceo scientifico statale «Galileo Ferraris» di Torino, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . La seduta è sospesa. Riprenderà alle ore 15 con il question time . (La seduta, sospesa alle ore 11,38, è ripresa alle ore 15) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time ), ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento, alle quali risponderà il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso. Il senatore Zaffini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00371 sull'interruzione del processo di integrazione tra ANAS e Ferrovie dello Stato italiane, per tre minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, signor Ministro, eccoci di nuovo. Il riferimento all'argomento, come annunciato dal Presidente, è quello della intervenuta fusione di ANAS e Ferrovie dello Stato. Lei, signor Ministro, si è espresso in modo assolutamente inequivocabile su questo percorso: a luglio, nel corso di sue dichiarazioni alla Camera, ha testualmente riferito che è certamente sbagliata la fusione, perché è stata fatta senza capire il perché. Successivamente, nella illustrazione delle linee programmatiche del suo Dicastero, ha giudicato la fusione una mossa meramente finanziaria, dettata apparentemente da motivi di tornaconto personale per tutti quei manager che si sono visti moltiplicare lo stipendio. Ha altresì annunciato che Ferrovie dello Stato. e ANAS non staranno più insieme (non c'è motivazione di sinergie) e che all'epoca si stava valutando se la scissione potesse essere effettuata internamente al gruppo ferroviario o se serviva un decreto apposito. Nei giorni scorsi, come lei sa, l'amministratore delegato di ANAS, Vittorio Armani, ha comunicato al Ministro, cioè a lei, e al gruppo Ferrovie dello Stato le proprie dimissioni con argomentazioni che, tra l'altro, prendevano in considerazione il mutato orientamento del Governo sull'integrazione tra Ferrovie dello Stato e ANAS. La domanda è molto banale e semplice: quali sono gli intendimenti del Governo riguardo alla preannunciata scissione tra Ferrovie e ANAS e attraverso quali atti e procedure sarà portata a compimento? In particolare, signor Ministro, vorremmo conoscere quali sono le iniziative di sua competenza che intende adottare per favorire il ripristino dell'autonoma governance di ANAS e, evidentemente, per sostituire Armani, che si è dimesso qualche giorno fa. PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, ringraziando i senatori Zaffini e Ciriani, ribadisco ancora che ANAS deve tornare ad occuparsi di progettazione, gestione, costruzione, manutenzione e messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti; deve lavorare per la sicurezza dei cittadini, con l'unico obiettivo dell'interesse nazionale. In questi mesi abbiamo valutato le criticità della fusione FS-ANAS, sulle quali il mio Dicastero ha svolto gli approfondimenti necessari anche attraverso la consultazione di esperti e degli operatori interessati, i quali hanno evidenziato dal punto di vista tecnico tutti gli elementi di debolezza dell'integrazione, anzitutto sul piano industriale, oltre alla totale mancanza di sinergie e pertanto ovviamente confermo quanto esposto nelle dichiarazioni programmatiche. Con riguardo ad ANAS, nella fase attuale le nostre azioni si sviluppano su tre assi principali: in primo luogo, la vigilanza sull'attività gestionale di ANAS per la manutenzione e lo sviluppo delle strade, che sono patrimonio pubblico statale; in secondo luogo, promuovendo il potenziamento delle funzioni tecniche di ANAS, particolarmente la progettazione e la realizzazione degli interventi; in terzo luogo, promuovendo la manutenzione e conservazione delle infrastrutture esistenti, oggi più che mai una priorità. L'assetto societario futuro di ANAS sarà deciso tenendo presente le prospettive di ANAS di rispondere a questi orientamenti. Naturalmente, si tratterà di un'iniziativa su cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti interverrà nell'ambito delle sue competenze. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zaffini, per due minuti. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, abbiamo qualche secondo in più, perché lo abbiamo rubato, tra me e il Ministro, ai tempi precedentemente previsti. PRESIDENTE. Questo lo lasci dire a me. ZAFFINI (FdI) . Il mio era un auspicio, ci mancherebbe. PRESIDENTE. L'auspicio è sempre bene accolto. ZAFFINI (FdI) . Signor Ministro, quanto alla vigilanza, nei giorni scorsi i sindaci dei territori interessati dalla infrastruttura autostradale A24 e A25 le hanno chiesto un incontro e non sono riusciti a incontrarla, sono rimasti nell'anticamera. Questa fusione è stata portata a termine, come lei ha accennato garbatamente, avendo come unico fatto conosciuto ai terzi l'aumento (la triplicazione in qualche caso) del compenso per i manager di ANAS, compenso che purtroppo sarà preso a parametro per le future liquidazioni. In questa fase, ANAS sta producendo morti: mi riferisco non a morti veri, ma alle imprese con cui opera, che continuano a saltare, a scapito - faccio l'esempio di Astaldi con la Perugia-Ancona - dei subfornitori. C'è un mondo intero che intorno ad ANAS continua a portare libri in tribunale. Ministro, è veramente urgente ristabilire una governance corretta in ANAS e ci aspettiamo che ciò avvenga in tempi rapidissimi, scegliendo la persona che dovrà sostituire il dimissionario Armani. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Il senatore D'Arienzo ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00372 sulle valutazioni del Governo rispetto alle principali opere infrastrutturali in via di realizzazione, per tre minuti. D'ARIENZO (PD) . Signor Ministro dal pugno chiuso con la mano destra, spero si sia ripreso dall'esultanza di stamattina per aver portato a casa un bel condono edilizio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Senatore D'Arienzo, la invito a entrare nel merito dell'interrogazione. D'ARIENZO (PD) . Sì, signor Presidente. Noi non vogliamo la decrescita felice, noi non vogliamo che il Paese torni al Medioevo. Abbiamo lasciato un'eredità importante, con l'allora ministro Delrio. Attraverso la cura del ferro e il progetto Connettere l'Italia, abbiamo lasciato 130 miliardi di euro, di cui almeno 90 per la mobilità e le grandi opere infrastrutturali, in particolare quelle ferroviarie. Abbiamo disegnato un Paese moderno e competitivo, che, attraverso le opere pubbliche, quelle importanti, potesse crescere nel prodotto interno lordo. Lei, al contrario, aiutato anche dalla Lega Nord, che sul territorio dice altro, sta bloccando tutto, con la sua ideologia dei costi e dei benefici. Lei ha nominato una Commissione che deve occuparsi di queste opere (non faccio l'elenco, perché sono quasi tutte), una Commissione che farà solo perdere tempo, in particolare perché su alcune opere c'è già stata la valutazione costi-benefici e poi perché, come lei sa, non saranno rispettati gli accordi internazionali che il Paese ha sottoscritto negli anni scorsi. Di fronte a quest'attesa di crescita e sviluppo, l'Italia sta maturando una grande preoccupazione. Pochi giorni fa, a Torino, migliaia di persone sono scese in piazza con le categorie economiche. Tra pochi giorni, il prossimo 15 dicembre, si svolgerà qualcosa del genere anche nella città di Verona. Sono preoccupate le imprese e i lavoratori. Mettete in difficoltà un gran numero di imprese e lavoratori a causa del blocco delle grandi opere infrastrutturali. Signor Ministro della decrescita felice, ciò accade perché hanno capito che il vostro fare procurerà non pochi danni. Noi chiediamo di non bloccare il Paese e di andare avanti sulle grandi opere, perché sono la ragione stessa del futuro del nostro Paese. Pensate che sull'asse Torino-Milano-Trieste si produce il 70 per cento del prodotto interno lordo. È questo che volete bloccare? Chiediamo che si vada avanti e, se volete bloccare le opere, dovete vincere nelle amministrazioni che hanno da sempre votato a loro favore - ripeto, da sempre - ivi compresa la Lega Nord, che ne governa parecchie. Credo che questa sia la ragione per cui nel Nord del Paese voi non raggiungete la doppia cifra: vi conoscono e vi evitano e hanno capito che questo pericolo non lo vogliono correre. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, colleghi, come ho riferito nel corso dello svolgimento di precedenti interrogazioni relative alle stesse questioni poste oggi dagli interroganti, devo ribadire la posizione del Ministero rispetto alle opere che impiegano la maggior quantità di risorse pubbliche. Negli ultimi anni è stato decretato e certificato il fallimento di un modo di intendere queste opere, rispetto al quale per molto tempo è parso non ci fosse alcuna alternativa. Questo approccio era stato letteralmente codificato nel 2001 nella cosiddetta legge obiettivo, un programma di pianificazione di opere pubbliche che è stato al centro dell'agenda, anche del Governo precedente, fino a quando le ennesime evidenze ne hanno impietosamente mostrato i limiti, conducendo alla completa abrogazione della legge e alla ridefinizione delle opere da considerare prioritarie. Rispetto a quell'epilogo non vi fu nessuna levata di scudi da parte di chi ritiene oggi necessario procedere nel senso indicato dagli interroganti. Stupisce quindi l'insistenza con cui si cerca di contrapporre l'azione di questo Governo all'interesse del Paese. Come ha affermato anche il Ministro dell'economia e delle finanze francese, gli interrogativi del Governo italiano sulla TAV Torino-Lione sono legittimi e vanno rispettati: «È un progetto che costa diversi miliardi di euro ha affermato di cui bisogna garantire la redditività davanti ai contribuenti». Parole del Ministro dell'economia e delle finanze francese. Rispondo quindi, ancora una volta, che la verifica in corso da parte degli esperti, incaricati dal Ministero di effettuare l'analisi costi-benefici sulle grandi opere, ha proprio lo scopo di garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Rispetto alle questioni specificamente poste possiamo confermare che tale analisi si fonda sui criteri scientifici e i parametri oggettivi propri della «analisi costi-benefici» in senso tecnico, nonché sulle Linee guida per la valutazione delle opere pubbliche adottate dallo stesso Ministero con decreto del 30 di giugno 2017. Proseguo nel dissipare i dubbi ricordando che siamo del tutto consapevoli che il blocco delle opere può comportare costi derivanti dagli impegni assunti dai Governi precedenti. Questi costi non rientrano nell'analisi costi-benefici in senso proprio, ma la struttura tecnica di missione è ugualmente incaricata di valutarli e rappresentarli attraverso una ulteriore e distinta analisi tecnico-giuridica, di cui il Governo terrà conto nelle sue decisioni. Ribadisco quindi ancora una volta che sia l'analisi costi-benefici in senso tecnico, sia la parallela analisi degli oneri a carico del bilancio pubblico in caso di blocco delle opere infrastrutturali, comprese quelle su cui esistono accordi internazionali, saranno rese pubbliche. Il tempo che si sta impiegando per queste complesse valutazioni risulterà comunque minimo rispetto ai tempi di realizzazione complessivi delle grandi opere in esame e sarà tale da non produrre conseguenze dannose per l'interesse del Paese. È noto e certificato che il costo delle opere pubbliche programmate dai Governi precedenti a partire dalla famigerata legge obiettivo è aumentato in modo esponenziale. Chiedo un attimo di attenzione: la TAV Milano-Bologna-Firenze, che secondo la stima iniziale doveva costare 1,3 miliardi di euro, al suo completamento è costata circa 13 miliardi di euro, con un aumento del 917 per cento; mi pare che questi dati portino a capire come un'analisi costi-benefici sera, terza e indipendente sia più che mai necessaria. (Applausi dal Gruppo M5S) . La statale n. 38 in Valtellina, che doveva costare 481 milioni di euro, dopo tredici anni, è arrivata a costare 2,5 miliardi di euro, ossia il 401 per cento in più rispetto al progetto iniziale. Ricordo che le stesse opere sono state - nel corso dei decenni passati - oggetto di sistematiche rivalutazioni, non solo da parte dei diversi rappresentanti politici che si sono succeduti, ma anche da parte di istituzioni tecniche, nonostante fossero già state analizzate a monte con un'ottica di costi-benefici. È stata la stessa Corte dei conti europea a definire, poco dopo la formazione di questo Governo, la rete ferroviaria del corridoio TEN-T «un sistema disomogeneo e inefficace di linee senza un piano realistico a lungo termine». Non è il MoVimento 5 Stelle, ma la Corte europea. Ricordo inoltre che in Francia, il Governo insediatosi a maggio 2017 ha incaricato la Commissione tecnica di individuare le priorità del Paese a livello infrastrutturale, anche con riguardo alle opere in corso di realizzazione, come quelle del corridoio TEN-T, e i risultati sono stati prodotti nel febbraio successivo, dopo circa nove mesi. L'attenzione che il Governo sta ponendo sull'utilizzo delle risorse pubbliche investite in opere ereditate dal passato e particolarmente onerose è in linea con quanto fatto da altri Governi europei e sta tenendo conto di tutti gli interessi in gioco. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Margiotta, per due minuti. MARGIOTTA (PD) . Ministro, siamo ovviamente assolutamente insoddisfatti delle sue risposte. Comprendo, d'altra parte, le difficoltà che deve affrontare: in tutto il mondo i Ministri delle infrastrutture sono chiamati a realizzare le opere, grandi e piccole; lei è l'unico Ministro che si sta adoperando per bloccare le opere. (Applausi dal Gruppo PD) . Vi siete affidati all'analisi costi-benefici, uno strumento antico per non dire la verità: volete prendere tempo, un tempo che il Paese non ha. Rischiamo di entrare in recessione e voi che fate? Tirate il freno a mano del settore che più di altri consentirebbe al nostro Paese di crescere sulla via dello sviluppo e del lavoro. Siamo appesi alle decisioni di una Commissione che di fatto non è stata ancora insediata, una Commissione fantasma. Il Paese è appeso ai vostri tempi, quelli della peggior politica degli ultimi vent'anni, ossia la vostra, quella delle fake news e dei condoni, della decrescita e del rancore, della disoccupazione e dei debiti. (Applausi dal Gruppo PD) . Lei ha avuto l'ardire di dire anche oggi che entro novembre la Commissione avrebbe terminato i propri lavori di valutazione. Abbia il buon gusto di dire agli italiani che i lavori non sono neppure iniziati, dati i rilievi della Corte dei conti. Ma richiamarla al buon gusto, dopo le manifestazioni di oggi, è veramente superfluo, altrimenti avrebbe evitato di venire, poche ore fa, in quest'Aula, a parlare soddisfatto e tronfio del decreto Genova e ad attaccare in maniera scomposta, sguaiata, imbarazzante e indegna l'opposizione quando ha detto: «per colpa vostra», facendo segno da quella parte e dalla nostra, «è crollato il ponte». In proposito le dico: come si permette? Quale sarebbe la colpa nostra sul ponte di Genova? (Applausi dal Gruppo PD) . Ministro, non c'è nulla di cui lei possa essere fiero, con il ponte di Genova ancora da demolire, con una città ferma a causa della vostra inettitudine, un ponte che non sapete dire chi demolirà e chi ricostruirà, un decreto arrivato nelle Aule parlamentari più di due mesi dopo il crollo del ponte Morandi, con il suo sabotaggio del terzo valico e della Gronda, confermati anche dalle cose che ha detto. Avrei molto da dire, ma chiudo. Ministro, a Torino sono scese in piazza, come ha ricordato il collega che mi ha preceduto, 50.000 persone (Commenti dal Gruppo M5S) , che non possono essere liquidate come madamine e borghesucci. C'è una grande preoccupazione nel Paese, per quel che siete e per quel che state facendo. PRESIDENTE. La invito a concludere. MARGIOTTA (PD). State sacrificando sull'altare di un effimero consenso il futuro del Paese. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo M5S). Per fortuna, lei è un Ministro a tempo, ma i danni che è riuscito a fare in questi pochi mesi porteranno il suo nome a lungo e lei di questo dovrà assumersi la responsabilità, ma temo che non abbia la capacità di capire, altrimenti avrebbe già fatto un passo indietro. (Proteste dal Gruppo M5S). VOCI DAL GRUPPO M5S. Tempo! Tempo! PATUANELLI (M5S) . Il tempo, signor Presidente! PRESIDENTE. Colleghi, silenzio, per cortesia! MARGIOTTA (PD). In realtà, questo Paese non merita quello che state facendo e il modo in cui lo state e ci state sfregiando. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE . Prima di passare alla successiva interrogazione, per chiarezza di tutti i colleghi, preciso che abbiamo dato anche un margine di tempo in più al Ministro per illustrare una situazione abbastanza complessa. LUPI (M5S) . Ma è il Ministro! PRESIDENTE.Tutti i colleghi hanno facoltà di concludere l'intervento e sul tempo è responsabile la Presidenza, con molta attenzione. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, negli ultimi mesi si sono susseguite, a mezzo stampa, dichiarazioni e smentite da parte di membri del Governo in relazione al futuro di infrastrutture e grandi opere, molte delle quali già avviate, tra cui la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero (o meglio, la galleria di base). Il tragico crollo del cosiddetto ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018, è stato seguito da una serie ulteriore di dichiarazioni, talvolta contraddittorie, da parte del Ministro in indirizzo e di altri autorevoli rappresentanti del Governo, circa il futuro della gestione di infrastrutture di grande importanza per imprese e cittadini, quali sono le autostrade. L'eventuale ritrattazione degli accordi già assunti da parte del Governo su opere quali la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero, così come la revoca delle concessioni autostradali, comporterebbero, nel primo caso, costi ulteriori a carico di cittadini e imprese e, nel secondo, conseguenze la cui qualificazione e quantificazione è di grande rilevanza per compiere scelte oculate e coerenti, che non vadano a scapito di imprese e cittadini. Il Ministro dei trasporti francese, Elisabeth Borne, intervenuto il 13 novembre nel corso di un question time al Senato francese, ha dichiarato: "L'Alta velocità Torino-Lione è stata oggetto di un trattato franco-italiano ratificato nel febbraio del 2017. Il Presidente della Repubblica francese ha confermato questo impegno al summit franco-italiano del settembre 2017. Il 12 novembre mi sono intrattenuta con il mio omologo italiano. Il Governo italiano confida in un'analisi costi-benefici per il proseguimento dell'opera. Ho indicato che la coerenza del progetto dev'essere perseguita e ricordo che l'Unione europea si era impegnata a finanziare la metà dei lavori. Noi abbiamo previsto, nella programmazione degli investimenti, progetti connessi all'opera che riguardano il trasporto quotidiano e le infrastrutture intermodali. I nostri impegni saranno sviluppati da un'apposita legge sui trasporti, che include sia i trasporti ordinari che l'Alta velocità». Si chiede di sapere quanto segue: quale sia la ratio delle scelte governative in materia di infrastrutture e grandi opere e quali siano i motivi delle apparenti incertezze sul proseguimento dei lavori di completamento delle infrastrutture e delle grandi opere già avviate, quali la linea ferroviaria Torino-Lione, l'autostrada Asti-Cuneo e il tunnel del Brennero; quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo rispetto alla gestione di infrastrutture e grandi opere, i cui lavori sono già stati avviati, nonché alla gestione della rete autostradale, anche relativamente alle opzioni di affidamento ai privati o di nazionalizzazione. Si chiede inoltre di sapere a quanto ammontino i costi diretti e indiretti nel caso di rinuncia o modifica degli accordi già in essere e in relazione alle opere avviate e, con riferimento alla questione della rete autostradale, a quanto ammontino i costi per le eventuali revoche delle concessioni annunciate nelle scorse settimane. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, colleghi, per rispondere a domande così complesse e organiche ci vorrebbero ben più dei tre minuti che mi spettano; cercherò comunque di dare risposte compiute ai suoi quesiti. Come più volte detto, torno a ribadire che la cifra distintiva delle scelte governative in materia di infrastrutture e opere particolarmente costose è la massimizzazione dei benefici a fronte di una minimizzazione dei costi. Questo può apparire incomprensibile, purtroppo, solo a chi ha utilizzato le cosiddette grandi opere infrastrutturali come un business per arricchirsi a spese dei contribuenti. Questo modo di utilizzare i soldi pubblici si è verificato purtroppo per troppi anni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Grandi opere per spendere, non soldi ben spesi per opere utili. Noi stiamo ribaltando questo paradigma. La situazione relativa alle opere in corso di realizzazione di cui mi state chiedendo andrebbe valutata caso per caso. Oltre all'analisi relativa ai costi e ai benefici delle opere in corso, gli esperti della struttura tecnica di missione si stanno parallelamente occupando anche di valutare le conseguenze delle scelte che potranno essere adottate dal Governo e la cui qualificazione e quantificazione è di assoluta rilevanza affinché queste scelte siano oculate e coerenti e non vadano a discapito di imprese e cittadini, diversamente da quanto fatto dai Governi sostenuti da Forza Italia, ad esempio, relativamente ad opere come il ponte sullo Stretto di Messina, per il quale non si può non ricordare che la Corte dei conti ha calcolato che sono stati spesi, al 2013, 958 milioni di euro. Quanto alla gestione delle autostrade, il Governo è ispirato dagli stessi principi: massimi benefici per i cittadini, in questo caso attraverso il riequilibrio degli interessi pubblici e privati. Equilibrio che oggi mi pare evidente, dai dati matematici, sia totalmente a favore dei concessionari privati, che poi non manutenevano come avrebbero dovuto a norma di legge e di convenzione. I casi delle singole concessioni autostradali, così come per le grandi opere, andrebbero analizzati singolarmente poiché sono oggetto di valutazioni complesse e problematiche differenti, provocate dalle convenzioni capestro e dalle leggi approvate dai Governi e ratificate dai Parlamenti precedenti. In questo ambito il Governo è però già passato dagli annunci ai fatti concreti, non ne abbiamo sufficientemente parlato, ma proviamo a farlo adesso. Questo Senato ha infatti appena convertito in legge il cosiddetto decreto Genova. In questa legge sono state ridisegnate le competenze dell'Autorità di regolazione dei trasporti, una vera e propria rivoluzione - diciamolo -nella definizione dei pedaggi autostradali: per la prima volta, infatti, le tariffe non verranno più parametrate ai costi operativi dei concessionari, che quindi erano portati ad aumentare i costi, tanto i lavori li facevano loro, e con l'aumento delle tariffe guadagnavano due volte - lo dico per coloro che hanno permesso questo e che sono sempre da una parte e dall'altra - e al prezzo di investimenti solo previsti, ma terranno conto - e ciò è fondamentale - degli investimenti effettivamente realizzati e dei ricavi che i concessionari saranno in grado di produrre. (Commenti della senatrice Bellanova). Stiamo cioè dicendo che i cittadini che prenderanno un'autostrada avranno dei pedaggi non più parametrati ai costi - maggiori costi, maggiore convenienza per i concessionari, maggiori pedaggi - ma saranno parametrati ai ricavi, cioè a un complesso molto più ampio cui i concessionari dovranno stare attenti, perché se no i pedaggi non aumenteranno e non aumenteranno nemmeno i guadagni. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . È una rivoluzione strutturale nella gestione delle concessioni autostradali e l'abbiamo fatta noi! Si tratta di una norma tutta a vantaggio degli utenti delle autostrade, che pagheranno di meno (diminuiranno i pedaggi), e dei concessionari onesti che sapranno investire nell'interesse pubblico, offrendo un servizio davvero efficiente. PRESIDENTE. La invito a concludere, Ministro. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Vado a concludere, Presidente, la ringrazio. Per i concessionari che non effettuano investimenti o tardano a farlo si andranno a ridurre direttamente i pedaggi che rappresentano i loro ricavi. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az) . Diminuiranno le entrate dei concessionari se non faranno investimenti. Se ci fosse stata questa norma, la tragedia di Genova non sarebbe mai capitata. Lo Stato sta tornando a fare lo Stato. Gli investimenti sulle infrastrutture devono garantire una ricaduta positiva sull'economia ed essere volano di crescita e sviluppo per il Paese. Oggi abbiamo iniziato a smontare il regime delle concessioni messo in piedi per dieci anni e in dieci anni dal Governo Berlusconi e da tutti i Governi precedenti. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Berutti, per due minuti. BERUTTI (FI-BP) . Signor Ministro, rispetto alla domanda che ho posto, non ho ricevuto sostanzialmente risposta: il suo intervento è stato un manifesto legato al decreto Genova, approvato questa mattina. Non avendo ricevuto risposta, comunque porremo le domande anche in un altro contesto e le daremo tempo per dirci più dettagliatamente cosa intende fare per queste opere. Io non sono contro situazioni di controllo e di attenzione, perché bisogna anche essere coerenti e onesti, ma credo che quello che chiede il Paese sia che lei, prima o poi, faccia partire un'opera, piccola o grande che sia, invece di bloccarle tutte. Alla luce di questo, naturalmente, riporremo in altri contesti le domande pertinenti. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . La senatrice Ricciardi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00374 sulla salvaguardia dell'attuale regime giuridico pubblicistico delle Autorità portuali, per tre minuti. RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, onorevole Ministro, ci risulta che la Commissione europea abbia adottato una decisione riguardante i presunti aiuti di Stato versati all'Autorità portuale di Napoli. Parliamo di 44 milioni di euro utilizzati per la ristrutturazione di beni demaniali. Nella decisione viene infatti ipotizzato che tali Autorità portuali siano imprese e che dunque i trasferimenti che ricevono dallo Stato siano notificati come aiuti di Stato, in quanto esse mettono a disposizione di terzi beni demaniali portuali. Inoltre, la decisione riporta censure sia sulle modalità di rilascio delle concessioni demaniali, sia sulla non legittimità della normativa derivata con la quale vengono calcolati i canoni demaniali attualmente fissati con decreti ministeriali validi in tutti i porti italiani. La decisione dà luogo a tre gravi incertezze. La prima è il regime relativo alle concessioni demaniali in essere, la seconda è sugli stessi titoli mediante i quali la sostanziale totalità dei concessionari demaniali nei porti italiani oggi occupa i porti e offre servizi agli utenti portuali, infine, in terzo luogo, nascono dubbi sui rapporti tra Autorità di sistema portuale e tra queste e le imprese concessionarie o autorizzate operanti nei porti italiani. L'acquiescenza rispetto a tale atto della Commissione europea potrebbe anche pregiudicare qualsiasi futura rivalutazione della disciplina portuale in essere, essendo la decisione condizionata da un approccio che potrebbe ledere sia principi alla base della normativa vigente del nostro ordinamento, perché è caratterizzato da una natura pubblica dei porti e dei beni appartenenti al demanio portuale, sia della riserva di sovranità e delle competenze in esclusiva su tali beni riconosciuti a favore della normativa nazionale prevista al riguardo dalle stesse fonti dell'Unione europea. Pertanto, chiediamo al Ministro se sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda assumere per salvaguardare l'attuale regime vigente nei porti italiani e la loro natura pubblica, oltre alla riserva prevista al riguardo alle sovranità nazionali, garantendo certezza del diritto e continuità di azione per le Autorità di sistema portuale, nonché per tutte le imprese e i lavoratori che operano nei nostri porti. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Toninelli, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti. TONINELLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti . Signor Presidente, colleghi, lo sviluppo dell'economia portuale è una delle più importanti e promettenti opportunità di crescita economica dell'Italia. In questo scenario è fermo convincimento del Governo che un ruolo centrale debba spettare alle Autorità di sistema portuale in regime pubblico, perché a nostro giudizio la natura pubblica consente di contemperare in modo più efficace le istanze di tutti i soggetti che operano nei porti italiani. Per quanto riguarda i timori e le incertezze manifestate dai colleghi, voglio precisare che la richiesta di informazioni giunta dalla Commissione europea, a cui il Ministero ha già dato riscontro formale da ultimo il 10 settembre, attiene al limitato profilo della tassazione, ma non pregiudica in nessun modo ogni scelta politica circa la natura giuridica delle Autorità portuali. Colgo quindi l'occasione per rassicurare che il mio indirizzo è fermamente contrario alla privatizzazione. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per avviare la complessiva valutazione dei problemi delle Autorità portuali in vista degli interventi necessari alla loro soluzione, abbiamo avviato la procedura per la convocazione, per la prima volta dalla sua istituzione, della Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale. Ai lavori sono invitati i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali delle categorie operanti nel settore marittimo-portuale. Con questo strumento intendiamo quindi affrontare tutte le problematiche di questo essenziale settore. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Ricciardi, per due minuti. RICCIARDI (M5S) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro e mi ritengo soddisfatta, anche a nome di tutti i firmatari dell'interrogazione. Grazie, perché a questo punto salvaguardiamo il regime vigente e la sua natura pubblicistica nei porti. Grazie mille. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata ( question time ) all'ordine del giorno è così esaurito. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno MISIANI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, due giorni fa ci ha lasciati Giancarlo Zilio, senatore della XIII legislatura. Zilio è stato parlamentare della Repubblica, ma è stato innanzitutto un grande giornalista. Caporedattore, vice direttore ed editorialista tra i più prestigiosi dell'«Eco di Bergamo», lo storico quotidiano cattolico bergamasco, Zilio è stato un giornalista politico nel vero senso del termine, un editorialista con la schiena dritta, autorevole, capace di raccontare, con il suo stile asciutto, le curve e le dinamiche della vita politica. Zilio aveva un'identità ben definita: era un cattolico democratico, orgoglioso delle proprie radici, e con i politici, a prescindere dallo schieramento di appartenenza, aveva costruito relazioni di reciproco rispetto. Una civiltà dei rapporti che dovremmo prendere ad esempio, in una pessima fase di scontro tra politica e media come quella che stiamo vivendo. Negli anni Novanta, terminata la stagione della Democrazia Cristiana, Zilio aderì al Partito Popolare Italiano e a metà del decennio scelse con convinzione il progetto politico dell'Ulivo. Erano anni di grandi cambiamenti, anni complicati, ma anche entusiasmanti, perché attorno alla leadership e al progetto politico di Romano Prodi si andavano raccogliendo cattolici democratici, laici, democratici di sinistra, partiti e realtà associative, singole persone che per molto tempo erano state lontane e che ora, insieme, davano il via a un progetto politico che sarebbe sfociato, undici anni dopo, nel Partito Democratico. A Bergamo Zilio fu protagonista di quella fase. Il 21 aprile 1996 venne eletto senatore della Repubblica nelle file del Partito Popolare Italiano. In Senato fece parte della Commissione industria, della Commissione sanità, della Commissione d'inchiesta sul Sistema sanitario nazionale e della Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI. Si deve innanzitutto alla sua caparbietà e al suo lavoro in Parlamento se alla città di Bergamo vennero assegnate le risorse, per decisione dell'allora ministro della sanità Rosy Bindi, per finanziare la realizzazione del nuovo ospedale, che oggi è tra le strutture di eccellenza a livello nazionale. Il suo stile e il suo tratto umano sono stati una lezione importante per tanti di noi che iniziavano in quegli anni a impegnarsi in politica. Erano lo stile e il tratto di un uomo che aveva le sue convinzioni e le difendeva a viso aperto, ma mai denigrando gli avversari, senza mai ricorrere all'insulto, senza mai utilizzare l'odio e le fake news come strumenti di lotta politica. Un modo di essere che, in questa stagione di politica degradata a tweet e a post verità, può sembrare desueto e appartenere a un mondo lontano. Non è così. La lezione degli uomini come Zilio è assolutamente attuale, signor Presidente. Un'altra politica è possibile, anche nell'Italia del 2018. Spetta alla nuova generazione, spetta a chi oggi siede in quest'Aula riscoprirne il valore e la bellezza. (Applausi dal Gruppo PD) . RAUTI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, domenica 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione delle violenze contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Noi di Fratelli d'Italia vogliamo dedicare quella giornata a tutte le vittime e in particolare la vogliamo dedicare alla povera Desirée Mariottini che proprio ieri il tribunale del riesame ha voluto vittimizzare una seconda volta, uccidere una seconda volta, derubricando il reato ad omicidio non volontario e l'atto di stupro di gruppo ad abuso sessuale con l'unica aggravante relativa alla minore età della vittima nonché allo spaccio. Riteniamo che tale decisione, oltre che rappresentare una vittimizzazione secondaria, ancora una volta riproponga un problema che si era già a posto - e purtroppo i casi sono anche molti - quando con Pamela Mastropietro a Macerata si verificò una storia purtroppo analoga. È come se certe vittime e certe morti contassero meno di altre. È come se a queste vittime, qualora fossero sopravvissute, si richiedesse quasi l'onere della prova. Noi riteniamo che questa decisione sia offensiva della memoria, che allontani la giustizia, che non difenda le vittime e non punisca gli assassini. Sul tema relativo alle violenze contro le donne - che non è un tema, mi correggo, ma una questione immensa - ieri abbiamo anche presentato la mozione 1-00049 , che mi auguro verrà calendarizzata a breve che oltre a ricostruire doverosamente il perimetro internazionale di riferimento di norme e indicazioni, ricostruisce anche il corpus giuridico italiano ma soprattutto chiede al Governo impegni precisi e stringenti in relazione all'attuazione del piano d'azione nazionale straordinario contro la violenza sessuale, in relazione alla distribuzione di risorse alle Regioni che sono stabilite in Conferenza Stato-Regioni ma che non arrivano ai centri nei tempi dovuti, nonché alla messa in pratica di programmi di educazione ai sentimenti, anche nelle scuole, improntati al rispetto delle differenze di genere e alla prevenzione e al contrasto delle violenze sulle donne e sulle bambine. Ancora: chiediamo nella mozione che non vengano previsti nella legge di bilancio 2019 tagli e riduzioni per il Fondo per le politiche relative alle pari opportunità e per tutte le politiche di prevenzione e contrasto contro ogni forma di violenza sulle donne. Ci auguriamo che in sede di discussione di tale mozione si trovi in quest'Aula un ampio consenso per impegnare il Governo, che sul fronte delle pari opportunità e sul fronte del contrasto purtroppo non è stato fin qui incisivo e non ha introdotto significativi cambiamenti. (Applausi dal Gruppo FdI) . MODENA (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, il mio è un intervento che riguarda la questione della ricostruzione e, in modo particolare, la situazione di un Comune della Regione ove sono stata eletta, cioè il Comune di Spoleto. Domani, 16 novembre, ci sarà una grande manifestazione di carattere istituzionale a Bastia Umbra, che è un ridente centro dell'Umbria, organizzata proprio dalla Regione con riferimento alla ricostruzione. È importante perché verrà il commissario neonominato Farabollini e nonostante il Comune di Spoleto sia quello più peculiare, essendo il più grande dell'intero cratere, la presenza del livello istituzionale del Comune non è stata assolutamente presa in considerazione. Noi non ne conosciamo il motivo. La Regione Umbria ha sempre avuto momenti bianchi, diciamo così, e momenti neri, però riteniamo che questa situazione vada denunciata con forza perché l'approccio che nei confronti della ricostruzione, soprattutto quando è presente il commissario neonominato Farabollini per ragionare di ricostruzione e Protezione civile, deve essere di carattere istituzionale e non deve escludere alcuna amministrazione, a maggior ragione se direttamente interessata. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CORRADO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CORRADO (M5S) . Signor Presidente, il 7 novembre scorso la Corte di cassazione ha assolto il medico veterinario dell'azienda sanitaria provinciale (ASP) di Crotone Giuseppe Gallucci, che aveva rinunciato ad avvalersi della prescrizione, a differenza del coimputato, dottor Saverio Ferraro, che ne ha usufruito in sede di appello, per reati legati ad una vicenda giudiziaria posta anche all'attenzione dalla commissione contro la 'ndrangheta della Regione Calabria. Il tutto inizia con la denuncia proposta nel 2006 contro l'ASL di Crotone dal signor Nicola Arena, nipote dell'omonimo boss di Isola Capo Rizzuto, proprietario di un'azienda di bovini da latte che, in occasione di una macellazione, venivano riscontrati affetti da tubercolosi. A seguito di ciò veniva predisposto l'abbattimento di 102 capi d'allevamento. Il signor Arena avanzava all'ASP una richiesta di risarcimento di 1 milione di euro per il danno causatogli dal dottor Saverio Ferraro, che, contravvenendo ad ogni logica sanitaria e deontologica, aveva invece certificato ufficialmente indenne da tubercolosi la stalla di cui trattasi, licenziando alla libera vendita il latte infetto ad uso alimentare. Nel settembre 2012 i due imputati vengono condannati in primo grado: Ferraro a tre mesi di reclusione per falso ideologico e interruzione di pubblico servizio e Gallucci ad un mese di reclusione per interruzione di pubblico servizio. Nonostante la condanna, dal 2012 ad oggi il dottor Ferraro ha ricoperto e ricopre il ruolo di direttore facente funzioni dell'area A del servizio veterinario dell'ASP di Crotone. Addirittura, nell'aprile 2014, lo stesso ha prodotto una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui attesta di non incorrere in alcuna delle cause di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, il tutto mentre ancora il processo a suo carico pendeva in Corte d'appello. Solo a fine 2017, infatti, la Corte d'appello di Catanzaro dichiarava non doversi procedere a carico del Ferraro per intervenuta prescrizione. A marzo 2018 è stato bandito un concorso interno per dirigente nell'area A del servizio veterinario, il cui esito è ancora tenuto sospeso, nonostante siano state concluse già ad aprile tutte le relative procedure e che quasi certamente lo vedrà vincitore per il punteggio acquisito con l'incarico di direttore facente funzione indebitamente ricoperto in questi anni. Auspico, pertanto, che venga bloccata la nomina a dirigente di tale soggetto. Egli ha agito in danno del servizio pubblico veterinario per ragioni che i vertici aziendali non hanno ancora chiarito neppure durante l'audizione effettuata a giugno scorso dalla commissione regionale contro la 'ndrangheta. Di tutto ciò e di altre gravi anomalie della gestione di questa unità operativa è stata anche fatta segnalazione all'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), ancora senza riscontro. Credo anche che sia arrivato il momento che i direttori generali si assumano le proprie responsabilità pure nelle scelte dei dirigenti ad essi subordinati, che non devono essere più condizionate, come troppo spesso è accaduto, da pressioni e logiche di potere e di lobby , ma solo dalla tutela del diritto dei cittadini alla salute. (Applausi dal Gruppo M5S) . FAZZOLARI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, pochi giorni fa è stata pronunciata una sentenza scioccante: un antagonista dei centri sociali, processato per aver sputato in faccia ad un agente di polizia mentre stava svolgendo il proprio lavoro, è stato assolto per particolare tenuità del fatto. In breve, da ora, secondo questa sentenza sputare addosso alle nostre Forze dell'ordine non è reato, in particolare se a farlo sono i teppisti dei centri sociali, che in Italia da sempre godono di una particolare immunità. In compenso, se fosse stato un agente a permettersi di sputare in faccia a un delinquente, secondo il reato di tortura inserito nel nostro ordinamento dalla sinistra, lo stesso rischierebbe fino a dodici anni di carcere per aver causato un trauma psichico al poveretto. Allo stesso modo ci chiediamo tutti cosa sarebbe successo se fosse stato l'imputato o il poliziotto a sputare in faccia al magistrato che ha pronunciato questa sentenza. PRESIDENTE. Senatore, si tratta di interventi di fine seduta, ma la prego di mantenere un linguaggio rispettoso. FAZZOLARI (FdI) . Il linguaggio è rispettoso, perché è quanto accaduto. PRESIDENTE. Credo che lei abbia capito perfettamente. Concluda il suo intervento. FAZZOLARI (FdI) . Ho capito perfettamente e continuo a chiedermi che cosa sarebbe successo a parti invertite, se fosse stato il poliziotto a compiere quell'atto nei confronti del magistrato o anche l'imputato nei confronti del magistrato. Fratelli d'Italia dice basta a questa vergognosa deriva nella quale lo Stato si schiera sempre con i delinquenti e contro le nostre Forze dell'ordine. Continuiamo a chiedere delle cose semplici, come l'inasprimento delle pene per offesa e violenza a pubblico ufficiale e la revisione di questa follia del reato di tortura: sono oggetto di due emendamenti che Fratelli d'Italia ha più volte presentato e che ha ripresentato anche nell'ultimo decreto-legge sicurezza e che ci sono stati bocciati da questo Parlamento, certo dalla sinistra, certo dal Movimento 5 Stelle, ma anche dalla Lega. Noi non ci arrendiamo e continueremo a fare questa battaglia in ogni sede. (Applausi dal Gruppo FdI) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, la vicenda dell'arbitro di Ciampino picchiato selvaggiamente per un'espulsione al termine di una partita è solamente l'ultimo capitolo di un corposo dossier di violenze che pesa sulla storia più recente del nostro calcio e che ne umilia il valore sportivo. Di fronte a una ferita che si riapre con drammatica frequenza, oltre all'umana vicinanza alla giovane vittima dell'aggressione, si sente forte l'esigenza di una reazione ferma, ma altrettanto coerente e concreta, per contrastare fenomeni di questo genere, ancor più in un contesto che dovrebbe essere tra i più fertili nella coltivazione di principi assoluti, come il riconoscimento dell'altro. Nelle dichiarazioni a caldo dopo l'episodio, il vice premier Salvini ha parlato di emergenza educativa, e sono certamente d'accordo con lui. Ma la promessa o la minaccia di nuove e più pesanti sanzioni a carico dei violenti non è che una parte del lavoro che, io credo, abbiamo il dovere di svolgere. Non si può infatti credere di reagire con successo a una emergenza educativa senza curarsi proprio dell'educazione. A medio-lungo termine, l'educazione al rispetto, al rispetto dell'avversario, delle regole, di chi le regole è chiamato farle rispettare, è una promessa di cambiamento che pagherà più di ogni minaccia. Ciò che oggi sto cercando di esprimervi a parole, colleghe e colleghi, l'ho toccato con mano nella città da cui provengo, Torino, dove l'associazione degli arbitri da tre anni promuove incontri con le società sportive (incontri con i dirigenti e i capitani delle squadre), per entrare nel merito del regolamento e, attraverso una sua più profonda conoscenza, costringere i giocatori per primi a un corretto approccio con la figura del direttore di gara. Sono occasioni preziose, soprattutto nelle categorie minori; occasioni che andrebbero allargate alle famiglie e che si sono rivelate vincenti per portare alla ribalta quella passione, oggi pagata a caro prezzo, che il presidente della FIGC Gravina richiamava con amarezza nel condannare lo stato d'assedio in cui si sente la categoria delle maglie nere. È questo agire sull'educazione che gli stessi arbitri mi hanno trasmesso e che metto a disposizione dell'Assemblea: agire sul riconoscimento reciproco tra ragazzi (ma anche tante ragazze) accomunati dalla «voglia di stare in campo», ciascuno con il proprio ruolo, e accomunati dalla voglia di «dare un contributo al mondo del calcio», per usare le parole del presidente Gravina. Io spero che anche il presidente della FIGC voglia raccogliere come virtuoso l'esempio che ho portato e nell'interlocuzione con il Governo cercare alleanze non soltanto per ottenere certezza e severità della pena, ma anche progettualità formativa per i nostri giovani. I risultati dell'esperimento torinese risultano incoraggianti, e incoraggiante è vedere che c'è voglia di metterci la faccia per togliere lo sport dalle mani dei violenti. (Applausi dal Gruppo PD) . BERUTTI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per portare all'attenzione dell'Assemblea la vicenda della Pernigotti, un marchio famoso a livello nazionale e internazionale per gianduiotti ed altri prodotti dolciari, storicamente espressione del migliore made in Italy e made in Piemonte, nato a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, nel 1860, addirittura prima dell'Italia unita. È della settimana scorsa la notizia che la proprietà turca ha deciso la chiusura dello stabilimento novese con la conseguente previsione della cassa integrazione guadagni straordinaria e per le maestranze, per le quali in un primo momento si è profilata da parte dell'azienda la sola possibilità del licenziamento. L'orgoglio del territorio per una produzione di eccellenza e l'attenzione di diversi soggetti istituzionali che lo presidiano hanno consentito da subito di puntare su questa vicenda la massima attenzione, che ha spinto sin qui la proprietà a dirsi disponibile ad un affidamento della produzione a partner italiani, ad un impegno affinché il personale possa essere ricollocato presso aziende operanti nel settore e presso terzisti. Questo però non basta, perché il rischio che si tratti di promesse assai poco concrete è alto. In ossequio al principio di sussidiarietà, è necessario che l'impegno fondamentale del territorio, che da solo però non può bastare, trovi un supporto a livello istituzionale superiore. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, dicendo che mentre auspico che quest'Assemblea desideri esprimere solidarietà alla realtà produttiva di Novi Ligure, spero altresì che tutti i soggetti istituzionali chiamati in causa da questa vicenda traggano le debite conseguenze sulla necessità di strategie industriali per il Paese, dal tema delle cessioni aziendali a quello della registrazione di denominazioni di origine protette (DOP), indicazioni geografiche protette (IGP) e marchi storici, tutte questioni sulle quali ogni decisore pubblico dovrebbe riflettere attentamente. Vorrei fare, infine, una brevissima digressione. Questa mattina sono stato al Ministero dello sviluppo economico (MISE) per esprimere la mia vicinanza alle maestranze, convinto di poter assistere al tavolo dopo gli accordi assunti nei giorni scorsi. La mia segreteria aveva sentito quella del Ministro, però non era stata segnalata la necessità di iscriversi a una piattaforma. Non so quanti in quest'Aula sappiano che ci si debba iscrivere a una piattaforma, tra l'altro regolata da un algoritmo: inserendo una serie di elementi quest'ultimo arriverebbe ad identificare quattro soggetti, due di maggioranza e di due di opposizione, che avrebbero la possibilità di partecipare al tavolo. Mi chiedo se questa sia la libertà dei parlamentari di partecipare a dei tavoli di crisi; io credo piuttosto che questa sia una follia. Alle ore 10 era convocato il tavolo presso il MISE; alle ore 10,44 mi ha scritto la segreteria - naturalmente, come potete immaginare, dopo uno scambio abbastanza accesso - dicendo: «Come anticipato telefonicamente, l'accredito per l'accesso alle riunioni plenarie ai tavoli di crisi deve avvenire tramite registrazione all'apposito portale, di cui si fornisce il link (…)». Ritengo che questo andasse quantomeno segnalato a tutti i parlamentari in termini di regolamento, perché non so quanti lo sanno, magari a qualcuno può essere capitato. In conclusione, mi auguro che questo non avvenga più, ma soprattutto che venga segnalato questo come anche altri elementi. Credo infatti che andremo avanti su questa vicenda, perché considero una follia precludere a dei parlamentari la possibilità di sedersi a dei tavoli di crisi. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Senatore Berutti, prendiamo atto della segnalazione e di tali modalità, fermo restando che la possibilità di iscriversi era in effetti conosciuta. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, spero che questo intervento sia condiviso perché è volto a esprimere consenso, riconoscenza, sostegno e solidarietà a quei giornalisti e a tutti gli operatori del settore che, nella loro lealtà deontologica, onorano il proprio lavoro; a quei giornalisti che compiono scelte di coraggio quando indagano su realtà scottanti. La mia vicinanza va quindi a Federico Ruffo, un giornalista della Rai, autore di un'inchiesta difficile, su un tema rispetto al quale nella XVII legislatura avete istituito un'apposita Commissione parlamentare, su presunti rapporti tra squadre di calcio, dirigenti sportivi, ultrà e 'ndrangheta. Tre giorni fa infatti ha trovato una croce con vernice rossa e del liquido infiammabile in più parti del pianerottolo di casa sua (una casa non sempre abitata). Condanno tale atto vigliacco, deplorevole e intimidatorio. Credo e spero che questo avvertimento non fermi la voglia e l'onestà intellettuale del giornalista Ruffo e del suo staff e spero che egli trovi in noi e in quello che rappresentiamo vicinanza e fiducia per andare avanti. (Applausi) . LANNUTTI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (M5S) . Signor Presidente, il 7 novembre scorso si è dimesso l'amministratore delegato di ANAS, Gianni Armani, mentre restano al loro posto alcuni dirigenti assunti all'interno di ANAS, nel contesto di cambio di governance , quali Rocco Girlanda, Emanuela Poli, Stefania Lombardi e altri. La gestione ANAS italiana ed estera, piena di conflitti di interesse, vede alcune situazioni critiche, specie su Anas international enterprise, il cui amministratore delegato, Bernardo Magrì, ricopre anche la carica di direttore generale di una holding quotata in borsa (Astm, Sitaf, Tecnositaf, Sina sono tutte società del gruppo Gavio), secondo me in palese conflitto di interesse. Addirittura questi incarichi non risultano neanche nel sito istituzionale dell'ANAS. Proprio ieri su un quotidiano è apparso un articolo di un'intera pagina firmato da Francesco Bonazzi, titolato: «Sul tavolo del successore di Armani la grana delle consulenze russe ANAS» in cui si legge che il comparto internazionale dell'impresa ha ottenuto in sei anni commesse in mercati difficili e particolari e che sollevano dubbi due bonifici da oltre 20 milioni di rubli a una società sconosciuta, poi girati a un altro gruppo. Signor Presidente, pongo all'attenzione dell'Assemblea tali questioni e anche alcuni tentativi all'interno dell'ANAS - sotto la gestione Armani - di intimidazione da parte del responsabile della Direzione tutela aziendale, generale Roberto Massi, che ha preso servizio il 1° ottobre 2016, in piena era Armani. Secondo informazioni assunte, egli cerca di intimorire i lavoratori dell'ANAS su presunte fughe di notizie riguardanti la legalità all'interno dell'azienda, con veri e propri interrogatori verbalizzati dalla sua collaboratrice, signora Scuderi, come accaduto pochi giorni fa con un'avvocatessa che si chiama Sara Apolloni. A mio giudizio, questi interrogatori sono illegittimi. Signor Presidente, la ringrazio dell'attenzione e pongo all'Assemblea questi problemi. (Applausi dal Gruppo M5S) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, desidero approfittare dei pochi minuti a disposizione per sollecitare, tramite lei, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Toninelli a rispondere all'atto di sindacato ispettivo 3-00116 , nel quale, insieme a molti colleghi, interroghiamo in merito al completamento dell'autostrada Asti-Cuneo, che è partita nel 1998 e che, da oltre vent'anni, vede impegnati i vari Governi che si sono susseguiti a fare promesse di completamento. Nella passata legislatura, con l'approvazione della legge 12 settembre 2014, n. 133, in materia di concessioni autostradali, veniva definita la procedura per modificare le concessioni autostradali vigenti, al fine di assicurare le risorse necessarie per gli investimenti aspettati dal Paese e fondamentali per lo sviluppo dei territori. Tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 il ministro pro tempore Graziano Delrio comunicava che, in accordo con la società concessionaria, si stava valutando l'operazione di una proroga della concessione autostradale subordinata al finanziamento degli investimenti necessari ( cross-financing ) per il completamento del tratto Asti-Cuneo, con una revisione progettuale che, superando la vecchia ipotesi dei tunnel a due canne inizialmente prevista, prevedeva una soluzione superficiale esterna che riduceva i costi e accelerava la possibilità di ottenere in tempi brevi la realizzazione dell'opera. Il 27 aprile 2018 la Commissione europea, con decisione positiva circa lo State Aid SA.49335, tra le altre misure, autorizzava la proroga della concessione per il tratto Torino-Milano per consentire di finanziare, attraverso questa, anche il completamento dell'Asti-Cuneo, valutandosi un costo di circa 350 milioni di euro. Nell'interrogazione chiedevamo al Ministro di accelerare al massimo gli atti necessari per poterli trasferire al CIPE e iniziare. Nei giorni seguenti quell'interrogazione, a inizio settembre, durante un incontro al Ministero, il Ministro ha confermato di voler completare le opere e che si sarebbe trattato di un intervento autostradale (anche perché nei giorni precedenti erano girate voci strane) e ha detto che, quanto prima, avrebbe provveduto a rivalutare il costo dell'opera per procedere in avanti. Ora, noi chiediamo sicuramente la risposta all'interrogazione, ma soprattutto, dopo che sono passati sostanzialmente due mesi da quell'incontro con il Ministro, di capire che fine ha fatto quella valutazione, perché i dati economici valutati dalla camera di commercio dimostrano che la mancanza di quel collegamento autostradale costa al territorio 100 milioni di euro l'anno. Non vorremmo che, per ridurre magari di 20-25 milioni di euro il costo dei 350 milioni previsti per il completamento dell'autostrada, perdessimo 100 milioni ogni anno che passa; mi sembra un ragionamento che non sta né in cielo, né in terra. Chiediamo al Ministro di risponderci urgentemente, ma soprattutto urgentemente di mettere in pista i cantieri. (Applausi dal Gruppo PD) . Commissione parlamentare per la semplificazione, composizione PRESIDENTE . Comunico che il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei deputati hanno proceduto alla nomina dei componenti della Commissione parlamentare per la semplificazione. L'elenco dei componenti della predetta Commissione sarà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 20 novembre 2018 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 20 novembre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 16,03) . Allegato A DISEGNO DI LEGGE Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze (909) ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE IN SEDE DI CONVERSIONE, NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI Art. 1. 1. Il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . ________________ N.B. Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1. Cfr anche seduta n. 58 Interrogazioni sulla carenza di personale della Polizia di Stato in provincia di Trento Interrogazione sull'interruzione del processo di integrazione tra ANAS e Ferrovie dello Stato italiane VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione: Disegno di legge n. 909: sulla votazione finale, la senatrice Leone avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Berardi, Berutti, Bogo Deledda, Borgonzoni, Candiani, Cattaneo, Cerno, Cioffi, Cirinnà, Comincini, Crimi, De Poli, Di Marzio, Faggi, Fattori, Fusco, Giacobbe, Giammanco, Giarrusso, Ginetti, Lucidi, Merlo, Monti, Napolitano, Quagliariello, Ronzulli, Santangelo, Sbrollini, Siri, Stancanelli e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Fazzone, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Garavini, per attività del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Commissione parlamentare per la semplificazione, composizione Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per la semplificazione i senatori: Rossella Accoto, Enrico Aimi, Giuseppe Auddino, Antonio Barboni, Sandro Mario Biasotti, Caterina Biti, Elena Botto, Eugenio Comincini, Antonio De Poli, Gianmauro Dell'Olio, Agnese Gallicchio, Vincenzo Garruti, Gianpietro Maffoni, Roberto Marti, Giuliano Pazzaglini, Angela Anna Bruna Piarulli, Pietro Pisani, Nadia Pizzol, Dieter Steger e Mino Taricco. Il Presidente della Camera dei deputati ha chiamato a far parte della medesima Commissione i deputati: Cosimo Adelizzi, Vittoria Baldino, Galeazzo Bignami, Francesco Cannizzaro, Monica Ciaburro, Tiziana Ciprini, Diego De Lorenzis, Massimiliano De Toma, Felice Maurizio D'Ettore, Giuseppe Cesare Donina, Davide Gariglio, Francesca Gerardi, Michele Gubitosa, Marco Lacarra, Daniele Moschioni, Romina Mura, Andrea Rossi, Serse Soverini, Arianna Spessotto e Nicola Stumpo. Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Malan ha presentato la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del signor Stefano Esposito, senatore all'epoca dei fatti, pendente dinanzi al Tribunale di Torino - Sezione Sesta Penale ( Doc. IV- ter , n. 1-A). Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Valente Valeria, Cucca Giuseppe Luigi Salvatore Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale (945) (presentato in data 15/11/2018); senatori Fazzolari Giovanbattista, Ciriani Luca, de Bertoldi Andrea, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Ruspandini Massimo, Zaffini Francesco, La Russa Ignazio Abolizione del limite all'uso del denaro contante (946) (presentato in data 15/11/2018) Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, con lettera in data 14 novembre 2018, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 19 ottobre 2017, n. 155 - lo schema di decreto legislativo recante codice della crisi di impresa e dell'insolvenza (n. 53). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è stato deferito - in data 14 novembre 2018 - alla 2ª Commissione permanente e - per le conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 14 dicembre 2018. Le Commissioni 1ª, 6ª, 10ª e 11ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 4 dicembre 2018. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 9 al 15 novembre 2018) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 10 BARBARO: sull'assassinio di un paziente in ospedale a Sessa Aurunca (Caserta) da parte di un detenuto con problemi psichiatrici (4-00324) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) DAL MAS: sul riordino delle camere di commercio in Friuli-Venezia Giulia (4-00099) (risp. GALLI, vice ministro dello sviluppo economico ) GARAVINI: sull'emissione della carta d'identità elettronica anche per i cittadini residenti all'estero (4-00236) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) GASPARRI ed altri: sulla censura di un filmato in rete sulla celebrazione delle forze armate (4-00740) (risp. TRENTA, ministro della difesa ) PERGREFFI ed altri: sulla chiusura del distaccamento di Polizia stradale di Treviglio (Bergamo) (4-00066) (risp. MOLTENI, sottosegretario di Stato per l'interno ) ROJC: sulle carenze di organico dei Vigili del fuoco del Friuli-Venezia Giulia (4-00425) (risp. CANDIANI, sottosegretario di Stato per l'interno ) TESTOR: sulla gestione da parte delle Province di Trento e Bolzano delle funzioni in materia di tutela, programmazione e gestione delle specie di grandi carnivori (4-00172) (risp. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ) Mozioni Atto n. 1-00050 MORONESE CASTELLONE NUGNES CASTALDI FENU MARINELLO ANGRISANI LANZI MOLLAME GUIDOLIN VANIN LOMUTI LA MURA ACCOTO ROMANO PIRRO FLORIDIA RUSSO LANNUTTI DI MICCO L'ABBATE CORRADO CORBETTA Giuseppe PISANI TRENTACOSTE GRANATO D'ANGELO DONNO NOCERINO ANASTASI COLTORTI VACCARO TURCO GALLICCHIO MANTOVANI ORTIS LOREFICE Il Senato, premesso che: la legge n. 257 del 1992, riconosciuta la pericolosità dell'amianto e in attuazione di specifiche direttive comunitarie, ha dettato norme per la cessazione dell'impiego dell'amianto e per il suo smaltimento controllato, stabilendo il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto; i rifiuti di amianto o contenenti amianto sono definiti dall'art. 2, comma 1, lett. c) , come "i materiali di scarto delle attività estrattive di amianto, i detriti e le scorie delle lavorazioni che utilizzano amianto, anche provenienti dalle operazioni di decoibentazione nonché qualsiasi sostanza o qualsiasi oggetto contenente amianto che abbia perso la sua destinazione d'uso e che possa disperdere fibre di amianto nell'ambiente in concentrazioni superiori a quelle ammesse"; in attuazione della legge sono stati emanati numerosi provvedimenti volti, tra l'altro, a definire le modalità di predisposizione dei "piani regionali amianto" (previsti dall'art. 10), di valutazione del rischio amianto, di gestione dei manufatti contenenti amianto nonché le tipologie di interventi per la bonifica; in particolare, si prevede, all'articolo 10, comma 2, lettera l) , che i piani regionali contengano, tra l'altro, il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, con priorità per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzo collettivo e per i blocchi di appartamenti; all'articolo 12, comma 5, che si istituisca presso le unità sanitarie locali un registro nel quale è indicata la localizzazione dell'amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. I proprietari degli immobili devono comunicare alle unità sanitarie locali i dati relativi alla presenza di tali materiali; il decreto ministeriale 6 settembre 1994 ha definito le metodologie per l'applicazione della legge n. 257 del 1992; la legge n. 426 del 1998 ed il decreto ministeriale n. 468 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni, hanno individuato numerosi siti da bonificare di interesse nazionale in cui l'amianto è presente sia come fonte di contaminazione principale che come fonte secondaria; con la legge n. 93 del 2001, e con il relativo decreto ministeriale n. 101 del 2003, è stata posta in capo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare la realizzazione, di concerto con le Regioni, la mappatura completa della presenza di amianto sul territorio nazionale, il cosiddetto piano nazionale amianto; con il successivo decreto legislativo n. 36 del 2003 sono state emanate, inoltre, nuove norme per lo smaltimento dell'amianto, nell'ambito della nuova disciplina delle discariche di rifiuti, nonché le regole per la mappatura e gli interventi di bonifica urgenti; è stato altresì introdotto l'obbligo di iscrizione all'albo nazionale dei gestori dei rifiuti (ora albo nazionale gestori ambientali) per le imprese di bonifica da amianto, obbligo oggi contemplato dall'art. 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni e integrazioni; in materia di amianto e precisamente "sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente" è intervenuta più volte l'Unione europea, tra l'altro con la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 (2012/2065 (INI)), esortando gli Stati membri a cooperare per un'attuazione efficace e incontrastata della normativa europea in materia di amianto e ad intensificare le ispezioni ufficiali, invitando gli Stati membri a portare avanti la progressiva eliminazione dell'amianto, nel minor tempo possibile; considerato, inoltre, che ogni anno in Italia sono registrati circa 6.000 decessi per malattie correlate all'amianto; come si evince da "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia" dell'Osservatorio nazionale amianto (giugno 2018) ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto compatto (di cui 36,5 milioni di metri quadrati di coperture) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. Ci sono 50.000 siti industriali rilevanti, un milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati, 40 siti di interesse nazionale tra i quali ce ne sono 10 che sono solo di amianto, e 2.400 scuole. Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente; l'Osservatorio stima inoltre la presenza di amianto per ben 300.000 chilometri di tubature della rete idrica inclusi gli allacciamenti, impegna il Governo: 1) ad approvare definitivamente il piano nazionale amianto, con una conseguente mappatura della sua presenza sul territorio nazionale, e ad attivarsi, per quanto di competenza, in accordo con le Regioni, affinché, in tempi congrui e non oltre il 31 dicembre 2019, sia concluso il programma dettagliato di censimento dei materiali contaminati tramite i piani regionali amianto; 2) a verificare, anche d'intesa con le Regioni, che sia terminata la mappatura dell'amianto in ogni sito di pubblica fruizione, in tutti gli edifici pubblici, nonché negli edifici privati in cui sono presenti uffici pubblici, prioritariamente nelle scuole, e nel rispetto delle tempistiche di cui al precedente impegno; 3) a porre in essere ogni iniziativa, anche sotto forma di incentivo finanziario, finalizzata ad agevolare le bonifiche da parte dei titolari di edifici pubblici e privati, o porzioni di essi, contenenti amianto, ponendo come obiettivo per l'integrale bonifica la data del 1° gennaio 2022; 4) ad adottare eventuali provvedimenti amministrativi o normativi secondari che impongano alle Regioni inadempienti termini stringenti per il completamento del censimento e della mappatura; 5) a sollecitare tutte le Regioni a prevedere nei rispettivi piani regionali apposite sanzioni pecuniarie per i soggetti interessati (proprietario o detentore di immobile) che non provvedano, in assenza di un giustificato motivo, a comunicare alle aziende sanitarie locali la presenza di amianto, come già previsto dalla normativa della Regione Lombardia; 6) a proporre i necessari atti normativi per introdurre nel codice penale specifiche fattispecie di reato che sanzionino la violazione di tali obblighi o prevedano l'inasprimento delle pene per fattispecie penali già vigenti, nonché per porre in capo al datore di lavoro l'obbligo di provvedere alle bonifiche entro il 1° gennaio 2022, indipendentemente dalla concentrazione di amianto in sospensione e dal periodo di esposizione del lavoratore; 7) ad introdurre un criterio di riequilibrio rispetto al mero requisito temporale per il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n. 257 del 1992, al fine di garantire il risarcimento del danno in favore dei soggetti contaminati, nel pieno rispetto degli attuali vincoli di bilancio ed assicurando la necessaria equità complessiva alla disciplina vigente; 8) a prevedere, con apposito provvedimento, che tra la documentazione necessaria per perfezionare il trasferimento di un edificio venga incluso anche un certificato, rilasciato dalla ASL competente per territorio, attestante la presenza o meno di amianto nell'edificio o, in alternativa, un'autocertificazione del proprietario dell'edificio; 9) ad individuare forme di incentivazione e sostegno per privati, imprese ed enti pubblici e territoriali finalizzate alla bonifica e rimozione dell'amianto dalle superfici di copertura degli edifici, con la sostituzione con pannelli fotovoltaici; 10) ad assumere iniziative per incrementare, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, le risorse assegnate al fondo per le vittime dell'amianto, istituito dalla legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), ed attivarsi al fine di rivedere l'attuale legge pensionistica, per garantire benefici ai lavoratori colpiti da patologie correlate all'amianto, nonché per estendere le prestazioni del fondo non solo a coloro che abbiano contratto una patologia correlata per esposizione professionale, ma anche ai familiari delle vittime o a coloro che, pur non lavorando direttamente con l'amianto, siano stati comunque esposti, avendo poi contratto tali patologie; 11) a prevedere di attivare iniziative, anche in ambito europeo, per escludere dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno le spese per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell'amianto; 12) ad assumere iniziative, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, per finanziare adeguatamente sia il fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, istituito dalla legge finanziaria per il 2008, e mai reso operativo per mancanza di risorse, dando priorità alla messa in sicurezza e bonifica degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, delle caserme, degli uffici aperti al pubblico, sia il fondo unico per l'edilizia scolastica di cui all'articolo 11, comma 4- sexies , del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012; 13) ad avviare un'intesa con le Regioni e le Province autonome per concordare le modalità di regolamentazione delle "micro-raccolte di amianto", anche con il coinvolgimento delle aziende municipalizzate di raccolta rifiuti, e ad individuare in ogni regione dei siti di discarica del materiale rimosso, a tal fine individuando siti idonei allo smaltimento in sicurezza di scarti pericolosi; 14) ad assumere iniziative per semplificare le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva, fissandola in una percentuale che rimanga fissa negli anni per garantire le risorse al fondo anche negli anni futuri; 15) ad emanare, qualora ne sussistano le condizioni, anche di carattere finanziario, gli atti utili a riconoscere valido, in sostituzione del curriculum lavorativo, l'estratto matricolare mercantile o la fotocopia autenticata del libretto di navigazione, quale documento probante l'esposizione all'amianto da parte del lavoratore marittimo; 16) a rafforzare i sistemi di verifica della tracciabilità dell'amianto, anche stimolando lo smaltimento sostenibile, valutando altresì la possibilità di determinazione di un prezzario nazionale per le singole tipologie di opere di bonifica; 17) ad assumere iniziative affinché, entro il 1° gennaio 2020, la presenza di amianto, in qualunque luogo, sia evidenziata con l'apposizione di un'etichetta chiara e visibile con contrassegni indicanti il pericolo; 18) a provvedere, per quanto di competenza, alla creazione di un sistema di informatizzazione e banca dati dei processi di bonifica, alla georeferenziazione e all'individuazione di siti idonei allo stoccaggio dell'amianto in ciascuna regione italiana entro il 1° gennaio 2020, agendo anche nell'ottica di filiera corta di gestione, di riduzione del rischio e dei costi, avendo cura di riferire con cadenza semestrale alle Commissioni parlamentari competenti sull'avanzamento di tutti i processi di bonifica relativi agli immobili censiti; 19) a promuovere campagne di informazione sul rischio amianto soprattutto nei luoghi di lavoro e sulle possibili conseguenze della presenza di amianto dal punto di vista ambientale e sanitario; 20) a valutare la necessità di predisporre misure in termini di diagnosi precoce, al fine di tutelare la salute dei cittadini esposti al rischio amianto; 21) a predisporre un'area web sul sito istituzionale dei Ministeri dell'ambiente e della salute, dedicata ai cittadini, al fine di offrire loro strumenti adeguati, ad esempio attraverso procedure informative semplificate e frequently asked question (FAQ), con moduli per la raccolta delle segnalazioni, per permettere di riconoscere e denunciare la presenza sul territorio di prodotti contenenti amianto, e conseguentemente ad intervenire nel modo più efficiente possibile rimuovendo e bonificando le zone dei ritrovamenti; 22) a procedere alla pubblicazione in open data , sul proprio sito ufficiale, della mappa dettagliata di tutti i siti a rischio censiti dalle Regioni, anche se incompleta, insieme ad una precisa e scadenzata road map per il completamento del censimento nazionale; 23) a supportare efficacemente le attività già in corso nell'area sanitaria del piano, in particolare: a) a valutare ogni soluzione per garantire un rifinanziamento della complessiva dotazione finanziaria del centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, attraverso il ripristino delle risorse, relativamente limitate nel quadro dei saldi di finanza pubblica, finora sottratte, almeno per una quota aggiuntiva finalizzata al sostegno delle attività del centro in materia di amianto; b) a promuovere una cabina di regia nazionale, secondo le caratteristiche evidenziate in premessa, per il coordinamento degli studi clinici di settore, tale da coinvolgere significativamente gli operatori industriali, consentendo, in ultima analisi, un sufficiente finanziamento a tale programma di ricerca; 24) a proseguire con determinazione l'impegno già assunto e portato innanzi in sede internazionale per la lotta alla produzione, al commercio e all'utilizzo delle fibre di asbesto, con particolare riferimento al riconoscimento del crisotilo quale sostanza nociva al pari delle altre tipologie di amianto, e per il rafforzamento del sistema dei controlli sulle importazioni di merci contenenti tale materiale ancora largamente in uso nei mercati emergenti. Interrogazioni Atto n. 3-00378 GRANATO Al Ministro dell'interno Premesso che: con deliberazione di Giunta comunale n. 42 del 26 settembre 2013, il Comune di Carlopoli (Catanzaro) ha deciso di partecipare al bando Sprar (decreto ministeriale 30 luglio 2013) per l'accesso al fondo nazionale per le politiche e servizi dell'asilo (triennio 2014-2016). Alla gara di affidamento si è presentata la sola cooperativa sociale "Promidea", risultata poi vincitrice; nella deliberazione si è giustificato il relativo affidamento adducendo "l'impossibilità di reperire altri soggetti attuatori in possesso dei requisiti richiesti dal bando"; l'affidamento è divenuto effettivo con deliberazione di Giunta del 25 febbraio 2014. Il progetto di accoglienza collegato allo Sprar è stato denominato "Al Bait"; con deliberazione di Giunta del 26 marzo 2015 alla cooperativa Promidea è subentrata per la totalità del progetto la cooperativa socia, denominata "Atlante"; a scadenza del triennio di programmazione 2014-2016, in attesa di indire un nuovo bando per l'assegnazione della gestione dello "Sprar-Al Bait", il Comune di Carlopoli ha deciso di prorogare, con deliberazione di Giunta del 27 dicembre 2016, la convenzione con Atlante, giustificando tale atto con la necessità di non interrompere il servizio; in data 14 giugno 2018, il Comune stesso, con determinazione dirigenziale, ha indetto una procedura di selezione ad evidenza pubblica per l'individuazione di un soggetto partner e gestore per l'organizzazione e gestione del progetto territoriale di accoglienza integrata denominato "Al Bait", aderente al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; le offerte relative alla procedura di selezione pervenute sono state 2, da parte di Atlante e dell'associazione "Amos"; considerato che il consigliere comunale di minoranza Carlo Sacco, con una nota del 1° agosto 2018 indirizzata alla prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, rappresentava una serie di richieste d'accesso ad atti municipali inerenti ai fatti descritti che sarebbero rimaste inevase, nonostante il diritto di accesso agli atti e alle informazioni dei consiglieri comunali per l'espletamento del loro mandato, riconosciuto ai sensi dell'articolo 43, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000; considerato, infine, che: l'art. 43 prevede una forma di accesso agli atti per i consiglieri comunali piuttosto penetrante, in quanto connessa all'esercizio delle funzioni di rappresentanza, anche alla luce delle altre forme di accesso (documentale, ex legge n. 241 del 1990; civico ex decreto legislativo n. 33 del 2013) previste dall'ordinamento, senza che, peraltro, vi sia una disciplina esecutiva delle modalità di accesso (nel caso dell'accesso documentale, oltre alle previsioni minuziose di cui al capo V della medesima legge n. 241 del 1990, si vedano le norme contenute nel decreto del Presidente della Repubblica n. 184 del 2006); confermando consolidati indirizzi della giurisprudenza amministrativa, in risposta all'interrogazione 4-17127, presentata durante la XVII Legislatura alla Camera dei deputati relativamente a un caso analogo, il sottosegretario di Stato per l'interno Bocci ha ricordato come ai consiglieri non possa "essere opposto alcun divieto, determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo alla loro funzione", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga opportuno assumere iniziative di competenza al fine di assicurare, ferma restando l'autonomia regionale e locale, una completa ed effettiva realizzazione del diritto di accesso di cui all'articolo 43 del testo unico degli enti locali; se non intenda intervenire con atti formalmente di natura amministrativa, quali un regolamento ministeriale o una circolare, per l'emanazione di una normativa attuativa dell'articolo 43, al fine di addivenire ad una definizione delle modalità di esecuzione della disposizione che assicuri un'omogenea ed uniforme applicazione nel territorio della Repubblica. Atto n. 3-00380 MORONESE CASTELLONE NUGNES FLORIDIA L'ABBATE PIRRO TRENTACOSTE DONNO GALLICCHIO VANIN RICCARDI LA MURA LANZI VACCARO GAUDIANO ANGRISANI LANNUTTI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno Premesso che: alla Regione Campania sono stati sottoposti recentemente due progetti da parte di due aziende private per la realizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti; la Garden srl ha presentato il 26 aprile 2018 una richiesta per la realizzazione di un opificio per la produzione di ammendanti agricoli nella zona ASI (area di sviluppo industriale) del comune di Sparanise (Caserta); l'Alekos SpA, con sede a Milano, ha presentato il 20 giugno 2018 una richiesta per la realizzazione di un opificio per la produzione di ammendanti agricoli nella zona ASI dei comuni di Sparanise e Calvi Risorta (Caserta); il 9 ottobre 2018, la prima firmataria della presente interrogazione presentava al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare l'atto di sindacato ispettivo 3-00266, nel quale chiedeva informazioni nel merito di altri due progetti di impianti per il trattamento dei rifiuti ricadenti nella stessa area; le aziende che hanno recentemente presentato istanze autorizzative per nuovi impianti alla Regione Campania, ovvero F.lli Gentile srl, Euthalia srl, Garden srl e Alekos SpA, sorgerebbero tutte nella zona agglomerato Volturno nord del consorzio ASI di Caserta, ricadente nei comuni di Pastorano, Pignataro Maggiore, Calvi Risorta e Sparanise; in particolare l'Alekos SpA e la Garden srl hanno presentato richiesta per i rispettivi impianti precisamente nell'area conosciuta come ex Pozzi Ginori, che il 7 giugno 2017 fu in parte sottoposta a sequestro per disastro ambientale a causa del ritrovamento di una discarica interrata di rifiuti tossici che fu stimata essere la più grande d'Europa; i due impianti sono previsti a circa un chilometro in linea d'aria dagli impianti presentati dalle altre due società F.lli Gentile srl ed Euthalia srl; considerato che, per quanto risulta: il piano regolatore del consorzio ASI di Caserta è scaduto dagli anni '80; da alcune ricerche compiute dagli interroganti risulterebbe che la società Garden è di proprietà del signor Luciano Sorbo che la detiene al 95 per cento mentre il restante 5 per cento è detenuto dalla signora Maria Grazia Sorbo, e che lo stesso Luciano Sorbo veniva arrestato il 20 giugno 2017 in quanto titolare delle aziende Gesia SpA ed Esogest Ambiente per aver organizzato una truffa sul peso dei rifiuti ai danni dei Comuni di Bellona e Vitulazio; la dottoressa Maria Antonietta Troncone, a capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, dichiarò: "il Sorbo è riuscito ad alterare sistematicamente i dati inerenti il peso rilevato dei camion che smaltivano i rifiuti organici, facendo in modo da far apparire che presso lo stabilimento della Gesia veniva smaltito un quantitativo di rifiuti ben superiore", come emerge da un articolo di "la Repubblica", edizione di Napoli, del 20 giugno 2017; il 24 settembre 2018 l'impianto di stoccaggio rifiuti della Gesia SpA nella zona ASI di Pastorano veniva investito da un incendio; da ulteriori ricerche compiute dagli interroganti risulterebbe che la società Alekos SpA detiene il 100 per cento dell'azienda Di Nardi Tyre SuRL di proprietà di Alberto Di Nardi, con sede in via Nazionale Appia snc in località Spartimento Pastorano (Caserta) e che il signor Luigi Gerardo De Crescenzo è presidente del collegio sindacale sia dell'Alekos SpA sia della DHI SpA di proprietà della famiglia Di Nardi; Alberto Di Nardi veniva arrestato il 7 marzo 2016 con l'accusa di aver pilotato l'appalto per la gestione dei rifiuti nel comune di Maddaloni corrompendo attraverso l'uso di tangenti l'ex sindaco della città Rosa De Lucia anch'ella arrestata; successivamente entrambi venivano condannati; il 24 ottobre 2018 la DHI Di Nardi holding industriale Spa, con sede a Pastorano (Caserta), subiva un terzo sequestro, stimato in 4 milioni di euro, operato della Procura di Santa Maria Capua Vetere, per evasione fiscale; considerato inoltre che: il presidente dell'ANAC Raffaele Cantone indirizzava la nota Rif. Fasc. n. 1655/2017 al prefetto di Caserta il 2 agosto 2017 chiedendo l'adozione della misura del sostegno e del monitoraggio in un'ottica di prevenzione della corruzione per la società DHI; il 17 luglio 2018 la stessa DHI veniva iscritta nelle " white list " della Prefettura di Caserta, con l'efficacia di 12 mesi, per le categorie trasporto di materiale a discarica per conto terzi, trasporto anche transfrontaliero e smaltimento di rifiuti per conto terzi, noli a freddo di macchinari, noli a cado, autotrasporti per conto terzi; visto che dall'osservazione e dallo studio dei progetti presentati alla Regione Campania dalle società Euthalia, Garden ed Alekos gli stessi risulterebbero in molte parti uguali, e anche le immagini utilizzate allo scopo di illustrare i progetti risultano essere identiche; considerato infine che: a giudizio degli interroganti le quantità dei rifiuti che gli impianti tratterebbero andrebbero ben oltre i quantitativi necessari al fabbisogno dell'intera provincia di Caserta; i cittadini, i comitati e le associazioni territoriali manifestano da anni e con maggior forza negli ultimi mesi, chiedendo l'attuazione delle bonifiche sul territorio ancora ad oggi incompiute da parte della Regione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti esposti; se nell'ambito delle rispettive competenze intendano avviare le opportune verifiche anche in considerazione degli illeciti evidenziati connessi alle vicende giudiziarie relative alle condotte societarie; se ritengano di dover verificare il reale fabbisogno di impianti in relazione ai rilevanti problemi ambientali presenti sul territorio e a quelli ben noti della "terra dei fuochi"; se intendano assumere iniziative di competenza affinché sia avviata la bonifica della discarica abusiva di rifiuti speciali rinvenuta nel sito denominato ex Pozzi Ginori a Calvi Risorta nel 2015, nonché se ritengano opportuno proporre alla Regione Campania la sospensione delle procedure autorizzative per gli impianti di trattamento dei rifiuti almeno fino a quando la Regione stessa non abbia approntato un nuovo piano che contempli il reale fabbisogno di impianti tenendo conto delle esigenze del territorio e dei problemi ambientali e sanitari presenti. Atto n. 3-00381 FERRARA PUGLIA LUCIDI AIROLA MARILOTTI PACIFICO DESSI' ORTOLANI ANASTASI ROMANO ANGRISANI TRENTACOSTE CROATTI GIROTTO MONTEVECCHI BOTTO AUDDINO ROMAGNOLI MATRISCIANO GRASSI DE LUCIA CORRADO RICCIARDI CORBETTA DONNO CIAMPOLILLO LANNUTTI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nel giugno 2011, a pochi mesi dagli effetti della "Primavera araba", è nato l'esercito di liberazione della Siria con il fine di provocare un cambio violento di regime politico; in data 14 marzo 2012 l'Italia ha sospeso l'attività della propria ambasciata a Damasco e rimpatriato lo staff della sede diplomatica; il 26 maggio del 2012 a Hula, nel governatorato di Homs, gli oppositori hanno mostrato i corpi di decine di bambini morti ammassati nelle moschee, accusando il Governo di un attacco con armi pesanti contro i civili. La notizia ha scosso l'opinione pubblica mondiale; il 28 maggio 2012 il Governo italiano ha chiuso l'ambasciata siriana in Italia comunicando l'avviso di "persona non grata" all'allora ambasciatore siriano Khaddour Hasan; analoghe misure sono state prese in altri nove Paesi, tra cui Francia, Belgio, Australia, Usa e Gran Bretagna, sempre come conseguenza della strage di civili di Hula, attribuita, in un primo momento, alle forze governative, di cui non sono state raccolte però prove inconfutabili di tale responsabilità; l'altalenante evoluzione della situazione siriana dal 2011 ad oggi ha comportato l'ingresso in Siria di migliaia di foreign fighter , appartenenti a milizie mercenarie ed estremiste, tra cui il Fronte Al Nursa (dal 2016 Jabath Fatah al Sham) e l'Isis; la risoluzione 2254/2015 del Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla Siria ha sollecitato gli Stati membri, in particolare i membri del Gruppo di sostegno internazionale alla Siria (ISSG), a sostenere e accelerare tutti gli sforzi volti al raggiungimento della tregua anche attraverso la pressione esercitata su tutte le parti in vista di un accordo e dell'adesione al cessate il fuoco; il 28 maggio 2018 il Consiglio europeo ha prorogato fino al 1° giugno 2019 le misure restrittive dell'Unione europea nei confronti del regime siriano; considerato che: l'evoluzione del conflitto siriano ha rafforzato la posizione del Governo di Hassad, che oggi controlla la maggior parte del territorio nazionale, ad esclusione di Idlib, la più grande delle quattro aree di de-escalation (con Homs-Hama, Daraa e Ghouta) concordate da Russia, Iran e Turchia nel negoziato di Astana; la Giordania e la Siria hanno raggiunto un accordo per la riapertura dell'importante valico di frontiera di Nasib, vitale per gli scambi commerciali, che negli ultimi tre anni era rimasto sotto il controllo dei ribelli anti Assad; le Nazioni Unite, Israele e la Siria hanno accettato di riaprire il valico di frontiera di Quneitra tra Israele e Siria sulle alture del Golan a partire dal 15 ottobre 2018; diversi Paesi del Golfo stanno rivedendo la propria politica verso il Governo siriano, in chiave anti iraniana; considerato che, a parere degli interroganti: la strategia adottata dall'Unione europea nel documento strategico sulla Siria del 3 aprile 2017 risulta ormai obsoleta rispetto alle evoluzioni politiche e militari degli ultimi 2 anni; con l'ingresso diretto di truppe statunitensi, russe, turche, iraniane, israeliane e di altri Paesi, il conflitto siriano rischia, in questa difficile fase, di espandersi, da regionale a globale; il dialogo tra le parti è l'unico antidoto a un' escalation militare globale; la ricostruzione del Paese potrebbe essere supportata anche dalle imprese italiane; il riassorbimento dei flussi di profughi siriani è possibile solo attraverso la pacificazione del Paese e il miglioramento delle condizioni di vita nelle zone già pacificate, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda ripristinare regolari rapporti diplomatici con il Governo siriano, tra cui la riapertura delle rispettive ambasciate; se intenda intervenire, nell'ambito delle sue attribuzioni, a livello europeo per negoziare una road map che porti alla fine delle sanzioni europee nei confronti della Siria; se intenda potenziare con iniziative di competenza le misure di monitoraggio del fenomeno dei foreign fighter . Atto n. 3-00382 CANGINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il 24 agosto 2016 un sisma di magnitudo 6,0 interessava i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il crollo di immobili provocava, come noto, 299 morti, con migliaia di persone coinvolte, numerosi feriti e gravi danni sul territorio; successivamente, il 30 ottobre 2016, alle ore 7.40, la regione Marche veniva colpita da nuova scossa di magnitudo 6,5, la più forte in Italia dal sisma dell'Irpinia del 1980, che causava ulteriori crolli e gravissimi danni agli edifici pubblici e privati, nonché alle infrastrutture, in particolare nelle provincie di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Seguirono altre scosse in quell'anno, ed ulteriori, di minore intensità, si sono verificate nell'anno successivo e in quello in corso; ricordato che: citando la Protezione civile, "in seguito agli eventi sismici di ottobre [2016], con la graduale chiusura delle aree di accoglienza allestite dopo il terremoto del 24 agosto e l'esigenza di garantire una sistemazione di breve periodo a un numero di cittadini cresciuto in modo esponenziale in poche ore, sono state realizzate aree container a uso abitativo nelle Regioni Umbria e Marche, che hanno sostituito i campi attendati impossibili da attrezzare a causa delle condizioni meteorologiche del periodo. Questa soluzione ha consentito di dare una risposta abitativa, seppur provvisoria, a chi non poteva allontanarsi dal proprio territorio. Fin dalle settimane successive al 24 agosto si è lavorato per garantire sistemazioni di lungo periodo ai cittadini con casa inagibile o in zona rossa nei comuni maggiormente colpiti attraverso la realizzazione di SAE - Soluzioni abitative in emergenza. Le SAE sono soluzioni abitative antisismiche realizzate nel rispetto del risparmio energetico, di 40, 60 e 80 metri quadri, smontabili e riconvertibili, completamente arredate, collegate da percorsi pedonali e da aree destinate al verde, adatte a qualsiasi condizione climatica"; a maggio 2018 la stampa locale riportava che risultavano essere state consegnate alla regione Marche 1.557 SAE (soluzioni abitative in emergenza); ad agosto, il presidente della Regione Marche dichiarava ufficialmente che "Circa mille cantieri al lavoro, metà delle macerie raccolte, tutte le casette consegnate entro il 15 settembre, tutte le attività produttive che avevano fatto richiesta sono state delocalizzate. [Le iniziative] sono il segno che la ricostruzione è possibile, sul fronte dell'emergenza finalmente assistiamo alla coda delle attività. Le SAE sono state quasi tutte consegnate, 27 comunità su 28 si sono ricostituite e anche 166 piccole attività commerciali sono state ricollocate accanto alle SAE garantendo i servizi alle famiglie: segno che si sta ritornando a casa e comincia una nuova fase"; per la costruzione delle casette prefabbricate per i terremotati sono state spese risorse pubbliche per un miliardo e 188 milioni di euro, casette che sono costate, in alcuni casi, anche 5.000 euro al metro quadro; le affermazioni ottimiste del presidente della Regione Marche non sembrano trovare aderenza alla realtà se, nel caso delle SAE, si riscontra che queste non sembrano essere affatto sicure e solide: le persone che le utilizzano denunciano che i pannelli che le costituiscono (parete, soffitti e talvolta i pavimenti, come nel comune di Muccia) sono pregni d'acqua, tanto da diventare pericolanti per avanzata marciscenza. Per tali ragioni molte famiglie sono tornate a vivere nelle strutture alberghiere disponibili, situate, talvolta, a centinaia di chilometri dalle loro città; gli organi di stampa locali hanno evidenziato che i carotaggi eseguiti sulle SAE, che come ricordato dovrebbero essere "adatte a qualsiasi condizione climatica", rivelano un'altissima presenza di umidità, e questo perché parrebbe che gli operai addetti siano stati sollecitati a concludere il lavoro celermente, montando pannelli che non hanno una tenuta ermetica, tanto da registrare fessure tra l'uno e l'altro. In data 13 novembre, la trasmissione televisiva "Le Iene" ha diffuso la testimonianza di un operaio, il quale, avendo partecipato ai lavori di montaggio delle SAE, ha dichiarato che in molti casi sarebbero stati montati pannelli già bagnati, in quanto, in mancanza di uno spazio appropriato per lo stoccaggio dei materiali, questi sarebbero stati lasciati all'aperto, sotto la pioggia e la neve; a luglio di quest'anno su presunte irregolarità in materia di subappalti per la realizzazione delle SAE hanno iniziato ad interessarsi la magistratura e la Guardia di finanza, con perquisizioni e sequestri di computer e di documenti negli uffici della Protezione civile della Regione Marche su disposizione della Procura di Ancona; evidenziato che: il disagio, la sofferenza e la disperazione di molte famiglie marchigiane non sembrano avere fine, malgrado l'enorme impegno profuso in termini economici per garantire in tempi accettabili un percorso di riqualificazione del territorio, volto a ripristinare quella situazione di normalità sociale, abitativa e lavorativa precedente ai terremoti occorsi; non è pensabile, né accettabile, che l'Italia, Paese del G7, possa trascinare negli anni programmi di ricostruzione che lasciano intere famiglie in uno stato di bassa qualità di vita e di privazioni, famiglie che non vedono un termine oltre il quale sarà per loro possibile riappropriarsi di quelle abitudini di vita annullate nello spazio di pochi minuti; già ad un anno da quel 24 agosto 2016, denunce di enti e persone delle aree terremotate e approfondimenti giornalistici hanno fatto emergere criticità, ritardi, disagi, problematiche nel piano di assistenza e di ricostruzione dei territori colpiti; la mancanza di linee guida omogenee e di procedure straordinarie come straordinario è un terremoto e la burocrazia non facilitano ma impediscono il superamento di una situazione, che rimane comunque emergenziale, si chiede di sapere: se corrisponda al vero che le SAE sono costate anche 5.000 euro a metro quadro e se si ritenga questo costo compatibile con la loro qualità; se siano ipotizzabili sanzioni nei confronti dei consorzi che hanno fornito le SAE; se risulti appurato che la Regione Marche, alla quale, in quanto stazione appaltante, spetta la direzione dei lavori e pertanto la verifica e il collaudo dei materiali, abbia, con riferimento alle SAE, responsabilità dirette; con quale tempistica, considerando che sono trascorsi ormai due anni e mezzo dalla prima scossa tellurica, si ritenga di poter garantire ai marchigiani colpiti dagli eventi calamitosi quelle certezze che spettano loro e che attendono oramai da troppo tempo; alla luce di quanto riportano gli organi di informazione, se il Governo non ritenga opportuno riferire alle Camere sulla situazione riguardante le SAE, nonché con quali risorse finanziarie e con quale tempistica, tenuto conto l'avvicinarsi della stagione invernale, si intendano sostituire le SAE irrimediabilmente danneggiate. Atto n. 3-00384 D'ANGELO RICCARDI TRENTACOSTE EVANGELISTA DE LUCIA FLORIDIA VANIN LANZI GALLICCHIO DONNO NOCERINO LOMUTI DI GIROLAMO ROMANO LEONE LANNUTTI AUDDINO PIARULLI CRUCIOLI URRARO MANTOVANI ANGRISANI Al Ministro della giustizia Premesso che: secondo la Costituzione (articolo 27) la pena detentiva deve tendere alla rieducazione del condannato; gli istituti penitenziari hanno il compito di assolvere, sia alla reclusione dei detenuti, implementata attraverso l'utilizzo del corpo di custodia, sia alla rieducazione, effettuata attraverso il servizio degli addetti all'Area trattamentale; le attività svolte all'interno dell'Area trattamentale sono coordinate dai funzionari giuridico-pedagogici e sono finalizzate a formare e a consolidare nell'individuo le attitudini sociali e civili, che si suppone egli non possegga o abbia perduto. Tali attività puntano ad integrare la formazione personale del detenuto, attraverso corsi professionali e competenze che egli potrà sfruttare a suo favore al momento della riammissione a pieno titolo nella società, e cercando di stimolare, attraverso l'attività scolastica e lavorativa, le attitudini a rispettare le norme civili di convivenza; considerato che a quanto risulta agli interroganti: tutte le case circondariali presenti sul territorio nazionale soffrono la carenza di funzionari giuridico-pedagogici; i funzionari giuridico-pedagogici costituiscono poco più del 2 per cento per cento del personale impiegato negli istituti di pena, già assai carente, e il divario tra i funzionari giuridico-pedagogici previsti e quelli presenti si attesta su una media nazionale del 35 per cento per cento; questa carenza non permette l'attuazione organica degli interventi atti ad attribuire alla pena il valore educativo previsto della Costituzione, né la valorizzazione del lavoro in carcere come forma di rieducazione e reinserimento sociale della persona condannata prevista dal Contratto di Governo; in particolare, la Casa circondariale di Messina "Gazzi" è da molto tempo in carenza di funzionari di area giuridico-pedagogica. Allo stato attuale, per 272 detenuti, vi sono solo due funzionari giuridico-pedagogici, uno dei quali in congedo parentale saltuario; nella stessa situazione si trova la Casa circondariale Modena "Sant'Anna", dove, a fronte di 484 detenuti, ci sono 5 funzionari giuridico-pedagogici, due dei quali in distacco temporaneo da altre strutture; l'esiguo numero di funzionari giuridico-pedagogici presenti negli istituti penitenziari italiani, a fronte dell'elevato numero di detenuti, non permette l'attuazione dei servizi fondamentali previsti dall'Area trattamentale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avvalersi di ulteriori risorse nell'ambito giuridico-pedagogico, affinché si ponga rimedio alla problematica descritta. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-00379 GIAMMANCO MODENA BARBONI CANGINI AIMI PICHETTO FRATIN SERAFINI PEROSINO URSO DE BERTOLDI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: a Bagheria (Palermo), in prossimità della località di Aspra, esiste un edificio costruito a cavallo tra gli anni '60 e '70, mediaticamente conosciuto come "ecomostro di Bagheria", edificato all'interno del limite di 150 metri dalla battigia; l'immobile è attualmente sotto sanatoria per alcune parti che potrebbero essere abusive perché costruite dopo l'approvazione della legge regionale contro l'abusivismo n. 78 del 1976, "Provvedimenti per lo sviluppo del turismo in Sicilia", promulgata dall'Assemblea regionale siciliana il 12 giugno 1976; il 17 maggio 2017, la società "Nuova Poseidonia" si è aggiudicata all'asta l'acquisto della struttura per 225.000 euro. Questa società è stata costituita due giorni prima dell'asta giudiziaria dal sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, del Movimento 5 Stelle, da una deputata nazionale, da suo marito e da altre due persone, in analogia con quanto fatto nel precedente atto di sindacato ispettivo, 3-00299; il sindaco Cinque e la deputata hanno acquistato l'edificio per realizzarvi un resort di lusso, senza valutare che esso incombe sulla spiaggia di Sarello, che dista poco più di 5 chilometri da Casteldaccia, il comune a forte rischio di dissesto idrogeologico in cui agli inizi di novembre 2018 sono morte nove persone che si trovavano in una villa abusiva costruita a pochi metri dal fiume; il comune di Casteldaccia, a pochi passi dal luogo in cui si trova l'ecomostro di Bagheria, è catalogato nella carta della pericolosità del piano di bacino come a "elevata pericolosità idrogeologica"; la vicenda dell'ecomostro abusivo, che si trova quindi in una zona ad alto rischio di dissesto idrogeologico, è stata denunciata anche in un articolo del "Corriere della Sera" di Gian Antonio Stella il 9 novembre, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo intendano assumere, ciascuno per la propria competenza, per evitare che nella zona di Bagheria, così come in altre zone della Sicilia ad alto rischio di dissesto idrogeologico, avvengano nuove possibili sciagure, a causa del mancato rispetto dei vincoli previsti dalle leggi contro l'abusivismo edilizio; quali iniziative intendano assumere per verificare quali parti dell'immobile siano abusive e per sollecitarne la demolizione; quali iniziative intendano assumere per verificare la destinazione dell'immobile a fini di utilità pubblica, iniziativa promessa proprio dallo stesso sindaco di Bagheria, che durante la campagna elettorale si era impegnato ad utilizzare per tale scopo gli immobili abusivi, abbandonati o di particolare impatto ambientale. Atto n. 3-00383 PAGANO Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il valore del settore logistico italiano è di circa 110,8 miliardi di euro; per ragioni di natura sia economica che organizzativa, da oltre 20 anni, il mondo della logistica è caratterizzato da una diffusa esternalizzazione delle attività di magazzino, attraverso contratti di appalto e di distribuzione, ma anche contratti di trasporto nei confronti soprattutto di aziende italiane e multinazionali, che si avvalgono di appalti con cooperative di lavoro e ditte di trasporto; l'esigenza di maggiore flessibilità organizzativa e migliore qualità del servizio spinge le imprese della logistica ad esternalizzare parte della propria attività; parallelamente alla crescita di tale fenomeno, hanno iniziato ad intensificarsi forme di proteste violente da parte di sindacati autonomi non appartenenti alle organizzazioni sindacali confederate e quindi neppure firmatarie dei contratti collettivi nazionali; alcune aziende hanno subito fino anche a 25 giorni di proteste violente ed illegali in meno di due anni promosse da tali organizzazioni con la partecipazione di soggetti estranei all'impresa, subendo danni enormi; al contrario i giorni di sciopero promossi, invece, dai sindacati confederati (firmatari del contratto collettivo nazionale di categoria) nelle medesime aziende, nello stesso periodo, sono stati al massimo due; il protrarsi di tali forme di protesta, che contravvengono ad ogni forma di regolamentazione del diritto di sciopero, costituisce una seria minaccia per il settore, non solo per le aziende, che perdono progressivamente reputazione e clienti, ma soprattutto per i lavoratori; tali condotte illecite hanno altresì causato ingenti danni economici alla produttività aziendale; tale situazione mina gravemente lo sviluppo economico del Paese perché blocca un'attività, quella logistica, sinergica e determinante lo sviluppo stesso; il Governo ha, con un maxiemendamento finale al decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata", deciso di tornare indietro sul reato di blocco stradale, depenalizzandolo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda assumere iniziative volte a tutelare il diritto di impresa ed il diritto al lavoro, rendendo penale il reato di blocco stradale, particolarmente in corrispondenza di attività produttive, producendo, quindi, un deterrente efficace in chi commette tali reati; se intenda adottare provvedimenti per verificare l'effettiva capacità delle tante associazioni di rappresentanza sia dei lavoratori che delle imprese e se intenda adottare misure per ripristinare la legalità e riformare il sistema delle cooperative di lavoro. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-00853 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2018 un bambino malato aveva necessità di essere trasferito da Capri (Napoli) a Napoli ma l'elicottero è risultato guasto; ancora una volta, a distanza di appena cinque giorni dal precedente caso, l'isola di Capri non ha potuto contare sull'intervento dell'elisoccorso per un caso di emergenza sanitaria; la settimana precedente ad incappare nella rete dei disservizi fu una giovane partoriente; stavolta, invece, è toccato a un bambino di 8 anni, in gravi condizioni e in preda a convulsioni, per il quale era stato richiesto l'intervento urgente dell'eliambulanza tramite la "Core" (la centrale operativa regionale che gestisce la rete dell'emergenza) per un trasferimento immediato in piena notte a Napoli; l'ambulanza con a bordo il piccolo paziente, avute le autorizzazioni, è partita verso l'eliporto di villa Damecuta ma all'improvviso è giunta la comunicazione che ha raggelato tutti: problemi tecnici hanno impedito all'elicottero di decollare; ritornati all'ospedale "Capilupi" il bimbo è stato stabilizzato e sottoposto una terapia specifica ed è stata allertata l'idroambulanza attraverso la quale, grazie alle condizioni ottimali del mare, il piccolo è stato poi trasferito sulla terraferma; il 118 in Campania dispone di un solo elicottero nelle ore serali e notturne, mentre il secondo velivolo che ha base a Pontecagnano Faiano (Salerno) è autorizzato ai voli solo nelle ore di luce naturale, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga necessario accertare i motivi del secondo diniego in pochi giorni ad operazioni di elisoccorso ed eventuali responsabilità del disservizio che continua a mettere a rischio vite umane; se sia a conoscenza che per oltre una settimana sono state fuori uso anche le linee telefoniche ed è stato impossibile effettuare o ricevere le telefonate, con il personale che ha dovuto ricorrere ai telefoni cellulari per le comunicazioni ufficiali. Atto n. 4-00854 MARSILIO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: l'interrogante ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-00483 del 7 agosto 2018 relativo all'accordo culturale bilaterale fra Italia e Slovenia dell'8 marzo 2000 circa la disparità di trattamento dei cittadini italiani da parte slovena in sede d'erogazione di borse di studio e ricerca per un importo di soli 296 euro al mese; nella risposta del sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Di Stefano del 17 ottobre si comunica che il ridotto importo della borsa avrebbe compensazione con alcuni benefit particolarmente circa la gratuità dell'alloggio (per un valore di 200 euro al mese) ed i buoni pasto (per un importo di 50 euro al mese) che sarebbero assicurati ai borsisti italiani; sulla scorta dei dati in possesso dell'interrogante, tali informazioni, presumibilmente acquisite per il tramite della rappresentanza diplomatica slovena in Italia, appaiono trascurare l'effettiva disparità di trattamento da parte slovena in danno dei borsisti italiani rispetto al trattamento riservato ai borsisti sloveni in Italia; infatti, sulla base dei recenti dati statistici sloveni è comprovato che neppure conteggiando la gratuità dell'alloggio e dei buoni pasto si può raggiungere l'indice di povertà sloveno che ad oggi risulta fissato dall'Istituto sloveno di statistica (STAT) a 7,628 euro per 12 mesi cioè 635,67 euro mensili, mentre il Ministero degli affari sociali sloveno (MDDSZ) lo indica nella cifra di 617 euro al mese, rispetto ai 296 euro al mese fissati per la borsa ai cittadini italiani; di ciò vi è evidenza nei siti istituzionali dei due enti citati; peraltro, da indagini condotte on line risulta che il riferimento ai " benefit " di cui godrebbero i borsisti italiani è a giudizio dell'interrogante del tutto risibile e dissimulatorio della disparità di trattamento: anzitutto l'indicato importo di 200 euro quale conteggiato per la gratuità dell'alloggio appare del tutto eccessivo come da rinvio alla tabella degli importi delle stanze presso lo studentato di Lubiana (Studentki Dom Ljubljana), dove sono in realtà indicati due ben diversi prezzi delle stanze: il primo è una sorta di prezzo di mercato applicato a studenti stranieri, il secondo una sorta di prezzo sovvenzionato sulla base di bando fondato su condizioni economiche; visto che: in alcun modo si dice se ai borsisti sia assicurata una stanza singola, se pure si considera una stanza singola si può vedere che i prezzi di mercato solo in alcuni casi raggiungono i circa 200 euro, diversamente per i prezzi sovvenzionati ci si ferma attorno ai 90-100 euro; ancora, circa i buoni pasto indicati per un importo di 50 euro al mese, occorre precisare che il sistema sloveno dei buoni pasto per gli studenti non funziona come i consueti buoni pasto comunemente intesi a favore dei dipendenti di enti pubblici o privati che consentono di acquistare pasti in locali convenzionati: al contrario, gli stessi studenti sloveni comprano dei buoni pasto che consentono "solo" di avere uno sconto in mense e locali convenzionati: quindi si tratta di una sorta di marketing con un pagamento a monte dei buoni stessi a giudizio dell'interrogante peraltro retaggio nel periodo socialista jugoslavo; ancora, e particolarmente, nulla la risposta dice in ordine alla necessità di rivedere l'accordo culturale sul principio di reciprocità, evidente vulnus dell'accordo siglato dal Governo D'Alema nel marzo 2000 con il Ministro pro tempore Lamberto Dini: da ciò la necessità che il Ministro in indirizzo si adoperi per rivedere tale accordo affinché sia fondato sulla più stretta reciprocità di condizione di trattamento economico dei borsisti nonché per l'effetto un incremento dell'importo della borsa attualmente fissato all'esiguo importo di 296 euro, visto anche il corrispondente importo di 900 euro erogato ai cittadini stranieri, tra cui anche gli sloveni, non potendo ritenere un tale iato di costo derivato dalla differenza della situazione di vita tra Italia e Slovenia; alla luce della risposta fornita emergono ulteriori pacifici elementi che appaiono ledere il principio di reciprocità che connota tale accordo culturale bilaterale italo-sloveno a svantaggio della posizione dei cittadini italiani ed in ultima analisi in violazione del contenuto stesso dell'accordo diplomatico sottoscritto e ratificato, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti richiamati; se intenda assumere ogni iniziativa di competenza al fine d'intraprendere la revisione dell'accordo culturale ad oggi vigente con la Repubblica di Slovenia affinché sia fondato sul rispetto del più stretto principio di reciprocità e parità di trattamento tra studenti e ricercatori italiani e sloveni al fine delle reciproche provvidenze erogate dai due Stati, onde superare l'attuale sistema che di fatto configura una pacifica disparità di trattamento in danno dei cittadini italiani da parte slovena a fronte di un risibile importo della borsa e di addotti connessi " benefit " per l'alloggio ed i pasti che, in realtà, risultano del tutto inconsistenti, erogando ai borsisti un importo financo inferiore all'indice di povertà sloveno. Atto n. 4-00855 IANNONE Al Ministro della salute Premesso che: la Regione Campania ha disposto, a partire dal 1° gennaio 2019, la disattivazione dei punti nascita dell'ospedale "Luigi Curto" di Polla e di quello "dell'Immacolata" di Sapri (Salerno); per entrambi non è stata accolta la richiesta di deroga di chiusura per tutti i punti nascita che fanno registrare meno di 500 parti all'anno; nel 2015 Governo e Regioni concordarono di iniziare a chiudere i punti nascita in cui non venissero al mondo più di 500 neonati all'anno; dal dossier redatto all'epoca dal Comitato percorso nascita nazionale del Ministero della salute la Campania uscì fortemente penalizzata facendo contare ben 19 strutture sotto la soglia minima, tra cui gli ospedali di Polla e Sapri, ma anche quello di Vallo della Lucania; vi è stata la richiesta di deroga da parte della Regione Campania allo stesso Comitato che, dopo una serie di valutazioni, si è espresso in merito alla prossima disattivazione dei punti nascita di Polla e Sapri; ad inizio 2018, nel nuovo piano sanitario approvato dalla Regione, pare che venissero salvaguardati importanti servizi, compresa la deroga alla chiusura dei punti nascita, ma ad oggi il decreto regionale parla chiaro e prevede la disattivazione del servizio a partire dal nuovo anno, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo grave fatto che sta generando indignazione nelle popolazioni residenti nel Vallo di Diano e del golfo di Policastro; se ritenga che i punti nascita di Polla e Sapri vadano tutelati per la particolare condizione geografica della parte sud della provincia di Salerno. Atto n. 4-00856 ANGRISANI PUGLIA PRESUTTO MATRISCIANO GAUDIANO RICCIARDI FEDE MAUTONE DI MICCO CASTELLONE DE LUCIA LA MURA ORTOLANI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti: il comune di Castel San Giorgio (Salerno) ha indetto una procedura di avviamento a selezione, ai sensi dell'art. 16 della legge n. 56 del 1987, al fine di reperire, per il tramite del centro per l'impiego (C.P.I.), 10 unità lavorative da adibire allo svolgimento dei servizi ecologici; le procedure di avviamento a selezione prevedono una fase procedurale gestita dal centro per l'impiego volta alla raccolta delle candidature e alla formulazione della graduatoria, secondo alcuni parametri: l'anzianità di disoccupazione, il carico familiare e l'età anagrafica e, pertanto, finalizzata ad individuare i soggetti che maggiormente necessitano di occupazione in relazione alle proprie condizioni; la seconda fase della procedura è demandata al singolo ente richiedente i lavoratori, che deve sottoporli, secondo l'ordine di graduatoria, ad una prova pratica di idoneità, non avente natura comparativa, cui segue l'assunzione; all'esito di tale procedura, alcuni lavoratori presenti nei posti più avanzati della graduatoria formata dal centro per l'impiego, sarebbero stati convocati dal comune di Castel San Giorgio con un preavviso ridottissimo, determinando in pratica una sostanziale preclusione "di fatto" alla partecipazione alla prova di idoneità e dunque gli stessi, a causa della mancata partecipazione, sarebbero stati considerati, erroneamente, rinunciatari alla procedura; considerato che: tale circostanza ha prodotto conseguenze deleterie per i lavoratori, quali ad esempio l'impossibilità, per un semestre, di reperire altri impieghi per tramite del centro per l'impiego; tra i lavoratori tardivamente convocati ve ne sono alcuni che hanno impugnato dinanzi al Tribunale civile in funzione di giudice del lavoro tale esclusione, ottenendo delle pronunce cautelari favorevoli che hanno censurato l'operato del comune di Castel San Giorgio per non aver consentito la conoscenza della convocazione con congruo preavviso; la vicenda segnalata ha avuto un particolare rilievo, proprio perché ha riguardato il cosiddetto "avviamento a selezione" e cioè la procedura di assunzione, a tempo determinato o indeterminato, da parte delle pubbliche amministrazioni, per posizioni lavorative che richiedono il solo requisito della scuola dell'obbligo, senza dover indire concorsi pubblici, a condizione del possesso della professionalità eventualmente richiesta e dei requisiti previsti per l'accesso al pubblico impiego; il Governo ha avviato un'opera di riordino e razionalizzazione dei centri per l'impiego da parte delle Regioni, in ragione del fatto che sono stati avviati tavoli di confronto con le Regioni per procedere alla definizione delle modalità operative per il rafforzamento dei centri per l'impiego, si chiede di sapere: se il Governo intenda intraprendere iniziative finalizzate a uniformare le procedure di avviamento a selezione, fermo restando la possibilità da parte degli enti che abbiano necessità di reperire dipendenti in cosiddetta "bassa qualifica" di inoltrare una specifica richiesta di assunzione a coloro che siano muniti dei requisiti previsti, che siano privi di occupazione ed in situazioni economiche di disagio; se ritenga di intervenire, nella richiamata attività di riordino e razionalizzazione, per devolvere ai centro per l'impiego funzioni ulteriori, quantomeno per le procedure di avviamento a selezione, che consentano una gestione autonoma da parte degli stessi della fase della procedura avente ad oggetto la convocazione dei lavoratori e lo svolgimento della prova di idoneità, o, comunque, una gestione di tale fase della procedura mediante affiancamento di funzionari del C.P.I. al singolo ente locale richiedente i lavoratori, onde garantire un'uniformità delle procedure che non vanifichi gli intenti "inclusivi" della norma principale, come purtroppo verificatosi nelle vicende richiamate. Atto n. 4-00857 ANGRISANI PUGLIA ORTOLANI PRESUTTO MATRISCIANO GAUDIANO RICCIARDI FEDE MAUTONE DI MICCO SANTILLO CASTELLONE DE LUCIA LA MURA NATURALE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il fiume Sarno nella regione Campania, nonostante la sua brevità, appena 24 chilometri, vanta un bacino notevolmente esteso: nello specifico, circa 500 chilometri quadrati. Il Sarno nasce alla quota di circa 30 metri sul livello del mare dalle pendici del monte Saro, facente parte del gruppo montuoso del Sant'Angelo-Pizzo d'Alvano. Questo, a sua volta, costituisce la propaggine occidentale dei Monti Picentini, una catena montuosa a cavallo delle province di Avellino e Salerno, caratterizzata da una distesa forestale di oltre 40.000 ettari e da numerosi torrenti che rendono l'area il più ricco serbatoio di acqua potabile dell'Italia meridionale; il Sarno, arricchendosi delle acque di numerosi affluenti, divide la piana in due settori, quello occidentale in provincia di Napoli e quello orientale in provincia di Salerno, attraversando in forma calma e sinuosa i comuni di Sarno, San Valentino Torio, San Marzano, Striano, Poggiomarino, Pompei, Scafati e Castellammare di Stabia per sfociare, dopo aver realizzato un'ansa in direzione della località Sant'Abbondio di Pompei, in mare di fronte allo scoglio di Rovigliano; un tempo il fiume era navigabile e pescoso, fonte di ispirazione per poeti e scrittori; tuttavia, dal XX secolo è diventato noto per essere considerato, insieme ai torrenti Cavaiola e Solofrana (suoi tributari tramite il torrente Alveo Comune Nocerino), il corso d'acqua più inquinato d'Europa; così come si legge sul sito internet del Fondo Ambiente Italiano "le problematiche del Sarno, causa una elevata pressione antropica con relativo impatto determinato da scarichi domestici (fecali, agricoli, pesticidi, fertilizzanti, ecc.) e industriali, sono tutte relative al suo forte inquinamento (il più alto d'Europa) che si ripercuote nell'intero golfo di Napoli, fino agli anni Sessanta, era un fiume pescoso e termale caratterizzato da ambienti salubri e incontaminati. Nel 1992 il fiume è stato dichiarato ad elevato rischio ambientale ed è iniziato un tortuoso percorso per il disinquinamento: allo scopo si è divisa l'area in tre comprensori: - dell'Alto Sarno con 8 comuni, una popolazione di 69mila abitanti e una densità di 398 ab/kmq; - del Medio Sarno con 21 comuni, una popolazione di 445mila ab. e una densità di 1430 ab/kmq; - di Foce Sarno con 10 comuni, popolazione di 225mila ab. e una densità di 2338 ab/kmq"; considerato che: nonostante il corso d'acqua abbia ricevuto negli ultimi decenni ingenti somme al fine di mitigare i danni dell'inquinamento, questi ultimi continuano a tediare la popolazione, soprattutto nei pressi della foce. Basti pensare a come nei giorni immediatamente trascorsi, a Castellammare di Stabia, i Vigili del fuoco siano intervenuti a causa della caduta di un albero su una serra situata proprio a ridosso degli argini del fiume. Tuttavia, le operazioni di messa in sicurezza venivano accompagnate dallo sgomento degli operatori ivi intervenuti a causa della ingente e catastrofica situazione che si annunciava davanti ai loro occhi. Ed invero, una vera e propria isola di rifiuti nel tratto di fiume parallelo, a via Ripuaria: bottiglie di plastica, cassette di sughero, tavole di legno, rami d'albero, palloni e tanti altri rifiuti trasportati dal fiume; l'ammasso dei rifiuti, formatosi a causa del tronco d'albero che ne ha ostruito il passaggio, costituisce, secondo quanto riportato dalla popolazione residente, una situazione già riscontrata più e più volte in occasione delle esondazioni del fiume Sarno. Queste, infatti, provocano danni anche alle coltivazioni, oltre che ai fabbricati ivi insistenti; considerato inoltre che: ad oggi, il problema è anche capire come agire, dato che la rimozione dell'albero, che ostruisce il flusso di rifiuti, porterebbe inevitabilmente all'arrivo di questi in mare, e conseguentemente in parte sull'arenile stabiese, in parte su quello oplontino, a seconda delle correnti; oltre alle tonnellate di plastica e rifiuti di ogni tipo, occorre tenere a mente che la quantità d'acqua, in questi giorni di allerta meteo, nel letto del Sarno è a livelli record e, se la pioggia continuerà con questa intensità, si rischiano nuove esondazioni. Ed ancora, non può sottacersi la circostanza che vede il fiume tra i 20 fiumi più inquinati del mondo. Durante i lavori della conferenza sui fiumi meno salubri del pianeta, tenutasi a New York, il Sarno è stato classificato al sesto posto per livello di inquinamento. Basti pensare che nelle sue acque, e in quelle degli affluenti, secondo il Consiglio nazionale delle ricerche, è presente cadmio, piombo, arsenico e pesticidi. Conseguentemente, secondo diversi ricercatori italiani e stranieri il mix di inquinanti ha provocato nel corso degli anni un aumento, tra gli abitanti del bacino idrografico, di diverse malattie, dalle cardio respiratorie alle tumorali; gli interventi di interesse nazionale sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito inquinato, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante al sito inquinato in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi affinché vengano individuate le modalità tecniche ed esecutive per la pulizia di fondali, canali e bonifica del fiume ovvero le responsabilità circa la manutenzione ordinaria unitamente a quella straordinaria, che risulta agli interroganti del tutto assente, per porre fine, in tempi brevi, al degrado ambientale attraverso una sostanziale e significativa riqualificazione dell'area interessata. Atto n. 4-00858 DAMIANI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 12 luglio 2016 due convogli ferroviari carichi di pendolari sulla linea ferrata Bari-Barletta hanno colluso al confine del territorio comunale di Corato, precisamente al chilometri 51, provocando 23 vittime e 50 feriti; il 12 luglio 2018 il Ministro in indirizzo si è recato sul luogo del disastro offrendo vicinanza alla cittadinanza ed ai parenti delle vittime; il Ministero, in data 10 ottobre 2018, ha chiesto al giudice dell'udienza preliminare di Trani di essere escluso dal procedimento penale in corso quale responsabile civile per la pena pecuniaria; in data 18 ottobre 2018, il giudice dell'udienza preliminare sciogliendo la riserva, ha stabilito, contrariis rejectis , che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti deve stare in giudizio, in qualità di responsabile civile per la pena pecuniaria; l'atteggiamento del Ministero è comunque da stigmatizzare poiché si è data l'impressione di voler sfuggire dal processo e dall'accertamento della verità, si chiede di sapere: quale tipo di risarcimento il Ministero intenda offrire alle vittime dell'incidente e sotto quale forma; quale sia il piano di investimenti che il Governo ha messo in campo per garantire un adeguato sviluppo delle infrastrutture pugliesi; in che modo venga garantita la sicurezza della linea ferrata ed in particolare quali accorgimenti tecnici si intendano adottare al fine di rendere maggiormente sicura la tratta; quali siano state le azioni amministrative poste in essere dal Ministero a tutela dei pendolari della tratta Bari-Barletta, tenuto conto che la linea subisce ancora delle variazioni di percorso rispetto alla situazione pre 12 luglio 2016 e che, elemento fondamentale, è l'unica via ferrata che serve un comprensorio di quasi 700.000 utenti; in che modo il Ministero abbia intenzione di vigilare sull' iter della stipula dei contratti tra la Regione Puglia e la società Ferrotramviaria SpA anche in relazione al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 novembre 2000; in che modo il Ministero intenda prevenire in futuro incidenti ferroviari su tutto il territorio nazionale, fatta salva la dovuta manutenzione di tutte le linee nazionali. Atto n. 4-00859 NASTRI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: all'indomani della manifestazione avvenuta a Torino, "Si Tav", alla quale hanno partecipato oltre 40.000 persone, il commissario di Governo per l'asse straordinario Torino-Lione, Paolo Foietta, ha evidenziato, nel corso di una serie di interviste a mezzo stampa, che allo stato attuale i lavori effettuati sulla linea ferroviaria alta velocità - alta capacità Torino Lione, coinvolgono oltre 26 chilometri di gallerie già scavate per il tunnel di base in Italia e in Francia, ovvero il 15 per cento del totale, a cui vanno aggiunti oltre 65 chilometri di sondaggi geognostici realizzati per conoscere la geologia della montagna; il commissario ha inoltre rilevato che tutti i lavori preliminari sono costati 1,5 miliardi di euro addebitati soltanto per il 25 per cento dall'Italia, mentre il resto dalla Francia e dall'Unione europea e, al riguardo, egli stesso ha inviato a verificare di persona i rappresentanti del Governo, al fine di rassicurarli nuovamente sullo stato di avanzamento dei lavori effettivamente svolti, nonché sul numero delle risorse umane e finanziarie impiegate da anni per la realizzazione dell'opera; il dossier che racchiude le numerose e articolate opere ingegneristiche in relazione alle attività infrastrutturali, previste ai fini del compimento della linea ferroviaria Torino - Lione, che dimostrano quanto sia utile e indispensabile completare in tempi rapidi l'alta velocità Torino - Lione, ha altresì sottolineato Foietta, (al fine di evitare di perdere i cospicui finanziamenti europei e soprattutto consentire all'Italia di essere integrata nel network europeo dei trasporti, con una linea ferroviaria efficiente e moderna) conferma ancora una volta che il ripensamento del progetto o l'allungamento dei tempi, determinerebbe dei costi insostenibili per l'economia italiana, oltre che di evidente e grave perdita d'immagine; al riguardo, il commissario ha rilevato che la sospensione dei bandi da 2,5 miliardi di euro, che il Governo, da quanto risulta dalle ultime dichiarazioni, sembrerebbe prevedere, entro la fine del mese di novembre, rischia di costare circa 75 milioni di euro al mese, provenienti dai fondi europei già stanziati (circa 800 milioni di euro), legati all'affidamento dei lavori, che saranno revocati nel caso in cui il nostro Paese non rispetti il cronoprogramma stabilito dalla Commissione europea; allo stato attuale, il calendario, stando alle ultime dichiarazioni del Ministro in indirizzo, risulta infatti stringente, in quanto non in sintonia con i tempi della Commissione voluta dal medesimo Ministero, (presieduta dal sostenitore della "No Tav" Marco Ponci) che emetterà un parere definitivo sui costi-benefici dell'opera soltanto a dicembre; l'interrogante a tal fine evidenzia che, in considerazione dell'esito della manifestazione di Torino, organizzata la scorsa settimana, che ribadisce come la stragrande maggioranza della comunità non solo piemontese, sia nettamente favorevole all'innovazione e all'ammodernamento dei sistemi di collegamento non solo ferroviari, per il Paese, le recenti dichiarazioni del Ministro e di altri esponenti del Governo, alimentano ancora di più la confusione e l'incertezza a livello nazionale ed europeo, nei confronti della realizzazione di un'opera infrastrutturale che da tanti anni continua ad essere oggetto di difficoltà e imbarazzo per tutta la comunità nazionale; a giudizio dell'interrogante, il rischio più che evidente è che l'indeterminatezza del Governo dimostrata nuovamente sulla realizzazione della linea ferroviaria Torino - Lione, esponga l'opera fuori tempo massimo rispetto alle decisioni di programma previste da tempo a livello europeo, a meno che non ci sia una clamorosa accelerazione da parte dell'Esecutivo, che al momento attuale sembra improbabile; a parere dell'interrogante risulta conseguentemente urgente e necessario comprendere in modo chiaro e netto, quale sia l'orientamento del Governo in merito alla realizzazione dell'opera ferroviaria, in considerazione del fatto che i continui rinvii, le polemiche strumentali e le ripetute dichiarazioni altalenanti da parte del Ministro, nonché di altri esponenti dell'Esecutivo, aggravano ancor di più l'immagine del Paese, con le inevitabili conseguenze, in Italia e in ambito internazionale, si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa e se, a tal fine, non ritenga opportuno valutare positivamente, in modo netto e completo, le osservazioni da parte del commissario Foietta, contenute nel dossier riportato nella premessa, convintamente favorevole alla realizzazione dell'opera ferroviaria. Atto n. 4-00860 CASTELLONE SILERI DI MARZIO ENDRIZZI MARINELLO MAUTONE Giuseppe PISANI Al Ministro della salute Premesso che: da lunga data la Regione Campania è sottoposta per l'ambito sanitario a commissariamento, nel corso del quale si è registrato un risanamento finanziario in mancanza di un effettivo recupero d'efficienza, tanto che la Regione risulta all'ultimo posto nelle griglie LEA, ed ai primi per numero dei decessi evitabili; delle prestazioni erogate per il Servizio sanitario regionale deve rendere conto, quale autorità di governo, l'attuale commissario straordinario, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, considerato pure che con l'approvazione della legge regionale n. 15 del 2016, l'individuazione dei direttori generali delle aziende sanitarie è stata svincolata dalla preventiva selezione tecnica dei candidati, divenendo diretta "emanazione" del presidente, con un forte sbilanciamento del potere d'indirizzo e controllo politico rispetto all'interesse pubblico all'individuazione delle indispensabili competenze tecniche di direzione, diversamente da quanto previsto dalla normativa nazionale; le attuali condizioni della Asl Na1 Centro di Napoli, la più grande e complessa Asl d'Europa, che insiste su un'area che conta 992.549 residenti, e che costituisce snodo sanitario dell'intera area metropolitana alla quale fanno capo altri 2 milioni di persone, sono drammatiche; come noto, ha destato particolare attenzione mediatica il caso vergognoso di una paziente tetraplegica e tracheostomizzata sommersa dalle formiche nella corsia del reparto di Medicina dell'ospedale aziendale "S. Giovanni Bosco", importantissimo punto di riferimento aziendale, nell'ambio della rete dell'emergenza; nonostante la gravità dei fatti alla sospensione cautelare del personale sanitario coinvolto non è seguita una valutazione anche dell'operato della dirigenza aziendale, e quindi un esame delle criticità palesatesi sotto il profilo strutturale ed organizzativo del servizio erogato dallo stabilimento ospedaliero; considerato che: da un punto di vista strutturale si osserva lo stato di assoluto degrado, analogo a quello di altre strutture ospedaliere pubbliche aziendali, tuttora prive addirittura dell'autorizzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997, con la sola eccezione dell'"ospedale del Mare"; ad aggravare la situazione, si registrano inaccettabili ritardi operativi da parte del commissario di governo e della dirigenza aziendale nell'utilizzo dei fondi deputati agli investimenti tecnologici e strutturali ospedalieri in Campania (PO 2016-2018); in particolare i 49 interventi prioritari ritenuti indispensabili a ristabilire i requisiti minimi strutturali e la sicurezza dei luoghi di lavoro (misure antincendio, messa a norma, adeguamento, completamento, ristrutturazione) tra cui rientravano 1.000.000 euro destinati proprio al San Giovanni Bosco; dal punto di vista organizzativo, il ricovero di una paziente tetraplegica ed intubata in un reparto di Medicina generale si inquadra nell'ambito di una grave disorganizzazione, in mancanza di personale e di percorsi d'assistenza successivi alla presa in carico del paziente secondo il principio d'intensità delle cure. Risulta altresì l'evidenza di carenti condizioni d'igiene, espressione di una dirigenza non consapevole dell'importanza fondamentale della prevenzione delle infezioni nosocomiali, anche ai fini di una seria lotta al drammatico fenomeno dell'antibioticoresistenza ospedaliera, che ha portato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ad affermare che "l'antimicrobico resistenza negli ospedali e nelle regioni italiane rappresenta una grave minaccia per la salute pubblica del paese", associando tale condizione tra l'altro a: mancanza di leadership professionale ad ogni livello; mancanza di responsabilità ad ogni livello; mancanza di coordinamento delle attività tra e all'interno dei livelli organizzativi; si tratta di criticità gravissime ed irrisolte spesso aggravate dalle mancate assunzioni, da un abuso dell'istituto del dirigente "facente funzioni" e, sotto altro profilo, della proroga contrattuale d'appalto di pulizie, creando precarietà e mancanza di controllo che non poco hanno inciso sulla qualità dei servizi, come avvenuto lo stesso ospedale, si chiede pertanto di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza degli atti posti in essere o che il commissario di governo intende porre in essere, con l'avallo del comitato tecnico ministeriale, per l'utilizzo dei fondi deputati agli investimenti tecnologici e strutturali ospedalieri, con particolare riferimento ai 49 interventi prioritari destinati al San Giovanni Bosco ed ancora inutilizzati, di cui alla legge n. 67 del 1988; se sia a conoscenza: delle attività di verifica espletata dal commissario di governo circa le responsabilità del management della Asl Na1 Centro, con precipuo riguardo alle vicende che hanno interessato il San Giovanni Bosco, ai fini di un'eventuale sostituzione dei vertici, a partire dal direttore generale; le modalità di conferimento degli incarichi dei dirigenti UOC e del coordinatore infermieristico interessati, se scelti sulla base di trasparenti procedure concorsuali; della sussistenza di protocolli aziendali di controllo, prevenzione e gestione delle infezioni nosocomiali da parte della commissione deputata con i relativi dati d'attività; dei controlli interni di istituto da espletare mediante personale specializzato, affinché sia garantita la salubrità degli ambienti e la dignità dei pazienti; dei contratti di appalto dei servizi di pulizia e sanificazione in essere, procedendo all'indizione di nuove gare, in caso di riscontrata proroga, ovvero applicando il sistema di penalità e sanzioni ove si riscontri l'inadempimento contrattuale delle ditte appaltatrici; dell'attività di presentazione e verifica con l'avallo del comitato tecnico ministeriale dei piani di assunzione presentati onde garantire ai presidi personale medico, infermieristico e socio-sanitario, numericamente adeguato; quali misure intenda assumere, con riguardo alla Regione Campania ed al commissario di governo, per garantire procedure selettive pubbliche dei direttori generali conformi alla normativa nazionale e volte ad accertare merito e competenza, con spiccate capacità gestionali idonee a far fronte alle complessità dell'azienda. Atto n. 4-00861 DE BONIS NATURALE LEONE CIAMPOLILLO ABATE AGOSTINELLI TRENTACOSTE GALLICCHIO LOMUTI BOTTO FATTORI MOLLAME Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Atto n. 4-00862 RICCIARDI DE LUCIA CORBETTA GAUDIANO ANGRISANI PIRRO TURCO GUIDOLIN LANNUTTI LEONE ROMANO GRANATO NOCERINO Al Ministro della salute Premesso che: la legge 8 marzo 2017, n. 24 recante "Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie", (cosiddetta Legge Gelli-Bianco), ha, tra le altre cose, disposto (agli articoli 2, 3 e 4) precisi obblighi in capo alle Regioni, le quali devono istituire i cosiddetti centri per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, ai quali è, altresì, demandato il compito di raccogliere dalle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private i dati regionali sui rischi ed eventi avversi e sul contenzioso, al fine di trasmetterli all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, richiedendo, inoltre, alle strutture sanitarie pubbliche e private di rendere disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet , i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati negli ultimi cinque anni nonché una relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi verificatisi all'interno della struttura, evidenziandone le cause e le conseguenti iniziative messe in atto; la Legge Gelli-Bianco dispone, con l'art. 10, l'obbligo di copertura assicurativa in capo alle aziende sanitarie, ovvero di altre analoghe misure. Queste ultime consistono, di fatto, in una sorta di regime di auto-ritenzione del rischio, nel quale gli enti pubblici (come le Regioni e le Asl) sono chiamati a svolgere un'attività del tutto analoga a quella di carattere previsionale (basata su complessi calcoli di natura statistico-attuariale) posta in essere dalle compagnie di assicurazione; le compagnie di assicurazione, al fine di assolvere al loro compito, provvedono, per ogni annualità, non solo a risarcire i danni patiti dai terzi (pazienti, in questo caso) dopo averli adeguatamente accertati e stimati, ma anche ad accantonare appositi fondi (chiamati "riserve") per risarcire i danni futuri; non è stato emanato entro i sanciti centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco, il decreto attuativo previsto dall'art. 10, comma 6, della legge stessa, destinato a determinare i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni sanitarie, nonché i requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali di operatività delle altre analoghe misure, anche di assunzione diretta del rischio; risulta agli interroganti che, attualmente, vi siano situazioni in cui le Asl non effettuano alcun tipo di accantonamento e le Regioni approntano fondi regionali con finalità di "riserva" (per usare il gergo tecnico assicurativo), ma non minimamente connotati dalle caratteristiche e dalla consistenza proprie delle riserve rettamente intese; una delle specificità del sistema assicurativo classico è la cosiddetta "segregazione" o impignorabilità delle risorse accantonate dalle assicurazioni e destinate ai danneggiati (così che le stesse non possano essere aggredite da creditori "altri" per titoli diversi da quelli di carattere squisitamente risarcitorio). A riguardo, la Legge Gelli-Bianco, all'art. 10, comma 6, stabilisce che ai fondi accantonati dalle Regioni e dalle Asl in regime di autoassicurazione si applicano le disposizioni di cui all'art. 1, commi 5 e 5- bis , del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda riferire in Parlamento, dopo gli opportuni accertamenti effettuati presso le Regioni italiane, le Province Autonome di Trento e di Bolzano e le aziende sanitarie (Asl ovvero aziende ospedaliere che da esse dipendono), sui risultati di una completa mappatura del rischio clinico nel nostro Paese che riporti quali Regioni e/o quali Asl siano oggi in regime di assicurazione classica, quali in regime di auto-ritenzione (cosiddette "misure analoghe") e quali in regime misto; quale sia l'ammontare dei premi annui delle Regioni e/o degli enti che si trovano oggi in regime di assicurazione ordinario o misto; quale sia l'importo degli accantonamenti annualmente predisposto presso fondi regionali o aziendali dalle Regioni e/o dalle Asl che si trovano in regime di auto-ritenzione del rischio ovvero in regime misto; quante, tra le aziende sanitarie italiane, si siano adeguate a quanto previsto dall'art. 4, comma 3, della Legge Gelli-Bianco, pubblicando sui propri siti internet i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell'ultimo quinquennio, nonché la suddetta relazione annuale; quante Regioni e/o Asl abbiano provveduto ad attivare la procedura amministrativa destinata a garantire la citata segregazione. Atto n. 4-00863 RICCIARDI DI GIROLAMO ANGRISANI CASTELLONE FERRARA CORBETTA LANNUTTI AUDDINO ROMANO LEONE DE LUCIA CORRADO DESSI' GAUDIANO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il 6 agosto 2018 l'esplosione di un'autocisterna sulla A14 all'altezza di Bologna ha causato gravi danni alle persone, alle cose e alle infrastrutture (autostrada e tangenziale) con inevitabili problemi per la viabilità; la tragedia, causata dal tamponamento di un tir a danno di un'autocisterna carica di gpl, ha provocato ben 145 feriti e un morto; l'assessore per la protezione civile del Comune di Bologna ha stimato in 10 milioni di euro i danni causati dall'evento; considerato che, per quanto risulta: i massimali della polizza di assicurazione di responsabilità civile auto corrispondono agli importi massimi che l'impresa assicuratrice del veicolo responsabile di un evento lesivo può eventualmente pagare (in forza delle condizioni di polizza previamente stipulate dall'assicurato) in caso di incidente. I massimali possono essere di entità variabile (potendo oscillare fino a cifre di 10, 20 o 50 milioni di euro) o addirittura illimitati; a fronte di ben 464 richieste di risarcimento, "Allianz" in data 5 settembre 2018 ha comunicato agli organi di stampa di aver parzialmente liquidato, ad oggi, 124 danneggiati, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nel rispetto e indipendentemente dalle indagini della magistratura, intenda istituire una commissione tecnica al fine di: appurare quali siano gli esiti degli accertamenti peritali e di ogni altra eventuale verifica in ordine all'assetto (regolamentare o meno) dei mezzi coinvolti nonché alla regolarità (o meno) delle dimensioni, delle condizioni e della consistenza del materiale trasportato; vigilare sul corretto espletamento delle verifiche e delle stime operate dai periti incaricati dalle assicurazioni e dalle parti danneggiate nonché sul regolare adempimento degli accertamenti da sinistro; constatare se i valori del danno economico causato dall'incidente sia coerente con le stime. Atto n. 4-00864 RICCIARDI DI GIROLAMO ANGRISANI CASTELLONE TURCO LANNUTTI AUDDINO LA MURA ACCOTO CORRADO SANTILLO DESSI' GAUDIANO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: gli uffici provinciali delle motorizzazioni civili sono incardinati nelle direzioni generali territoriali (DGT) del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, insieme ai centri prova autoveicoli (CPA) e gli uffici speciali trasporti a impianti fissi (USTIF); le motorizzazioni, enti pubblici associativi, si occupano, tra l'altro, di attività riguardanti l'autotrasporto di persone e merci e dei conducenti di tali autoveicoli; con gli ultimi decreti ministeriali entrati in vigore (l'ultimo, in particolare, decreto ministeriale 19 maggio 2017, n. 214), si è stabilito che le motorizzazioni debbano effettuare operazioni tecniche aggiuntive rispetto a quelle già previste; a seguito di recenti modifiche, i dipendenti delle motorizzazioni possono utilizzare due sistemi informativi per le loro attività operative, uno basato ancora sul DOS e l'altro su web (cioè "il portale dell'automobilista"); tutti i pagamenti che i privati versano alla motorizzazione confluiscono in un capitolo di entrata unico a livello nazionale; preso atto che: nel corso degli anni il personale in forza al Ministero è passato da circa 15.000 dipendenti agli attuali poco meno di 8.000; sempre più frequenti sono i casi in Italia nei quali si denunciano problemi nell'erogazione dei servizi effettuati dagli uffici delle motorizzazioni civili. Si citano negli ultimi anni casi in Sardegna, in Veneto e, recentemente, il caso della motorizzazione di Firenze, che attualmente riesce a soddisfare meno del 40 per cento delle richieste di esame provenienti dalle scuole guida della regione; i sistemi informativi utilizzabili dai dipendenti sono talvolta in conflitto, e soprattutto il DOS non consente una precisa tracciabilità delle operazioni effettuate; a causa della mancata abolizione delle Province, le competenze in materia di autotrasporto, autoscuole, agenzie e officine autorizzate sono ancora frammentate, ragion per cui alcuni procedimenti hanno un iter misto tra il Ministero e le stesse Province. A giudizio degli interroganti, tra i provvedimenti da rivedere in tal senso, si evidenzia anche la mancanza di un regime sanzionatorio in materia di officine autorizzate ex legge 5 febbraio 1992, n. 122, non essendo stato emanato, ai sensi dell'art. 11, commi 2 e 3, il decreto riguardante le eventuali sanzioni da irrogare in tal caso; da troppo tempo i dipendenti attendono la possibilità di usufruire dei passaggi fra le aree di appartenenza, con personale che viene così mortificato pur essendo in possesso del titolo di studio idoneo a svolgere determinate funzioni superiori; situazione che ha comportato un ambiente di lavoro ingessato e poco motivato; considerato che: gli uffici provinciali delle motorizzazioni civili versano in una situazione di forte carenza di personale, soprattutto di figure tecniche non laureate, con un carico di lavoro eccessivo e con l'inevitabile approssimarsi del personale all'età pensionabile (l'età media dei dipendenti è intorno ai 56 anni). Si cita il caso della motorizzazione di Napoli, passata da una dotazione organica, in una decina d'anni, di oltre 200 persone a fronte delle circa 90 persone attuali per mancanza di assunzioni nel tempo; negli ultimi anni la Direzione personale del Ministero ha assunto, e dirottato, personale proveniente dal concorso RIPAM per la ricostruzione in Abruzzo nelle motorizzazioni, inserendo risorse con professionalità diverse da quelle richieste per lavorare in tali uffici, e, recentemente, è stato bandito un nuovo concorso per 148 ingegneri da distribuire tra i vari uffici provinciali; considerato infine che, a parere degli interroganti: tali misure, così come eventuali accorpamenti di uffici, sono tuttavia soluzioni che ritardano il problema senza risolverlo; un unico capitolo di entrata rende, lo stesso, poco trasparente in relazione alla tracciabilità e alla provenienza dei flussi di denaro, mentre una sua suddivisione su base provinciale potrebbe essere utile per orientare in maniera mirata una politica di assunzioni del Ministero secondo le varie esigenze, si chiede di sapere: quali iniziative ritenga di adottare il Ministro in indirizzo riguardo alle criticità sollevate, in particolare per la carenza e per l'incentivazione del personale; come intenda affrontare le problematiche tecniche (procedure informatiche), gestionali (le competenze tra Ministero e Province, e altre sovrapposizioni simili), ed economiche (capitolo unico di entrata); essendo le motorizzazioni allo stato attuale strutture bisognose di una riorganizzazione, quale ruolo intenda dare loro nei prossimi anni. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-00378, della senatrice Granato, sul diritto all'accesso agli atti del Comune da parte dei consiglieri comunali; 3-00382, del senatore Cangini, sulle condizioni delle soluzioni abitative in emergenza (SAE) consegnate agli abitanti delle Marche colpiti dal terremoto del 2016; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-00380, della senatrice Moronese ed altri, sul progetto di due ulteriori impianti di trattamento dei rifiuti in provincia di Caserta.