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Fallimento - Fallimento dell’imprenditore individuale - Termine annuale per la relativa dichiarazione - Decorrenza dalla cessazione di fatto dell’impresa e non dalle risultanze dei registri pubblici (e del registro delle imprese) - Asserita disparità di trattamento rispetto all’imprenditore societario e al socio illimitatamente responsabile e tra i creditori di imprenditori individuali e imprenditori collettivi, nonché lamentata violazione del principio di ragionevolezza, della tutela giurisdizionale e del buon funzionamento della giustizia - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 10 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sollevata, con riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, nell’interpretazione secondo la quale il termine di un anno ivi previsto per l’assoggettabilità a fallimento dell’imprenditore decorre in ogni caso dalla cessazione di fatto dell’impresa, dovendosi attribuire alle risultanze dei registri pubblici un valore soltanto indiziario dell’effettiva interruzione dell’attività. Infatti, l’interpretazione che il rimettente ritiene lesiva di principi costituzionali è erroneamente qualificata in termini di diritto vivente e non è sicuramente l’unica compatibile con il tenore della norma. M.F.