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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 88 LICHERI La seduta inizia alle ore 16,40. IN SEDE CONSULTIVA Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale DDL 770 Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale (Parere alla 12ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo su testo e su emendamenti) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. La senatrice FEDELI ( PD ) ricorda che il decreto Lorenzin aveva correttamente dato prevalenza al diritto costituzionale alla salute rispetto al diritto costituzionale allo studio ed esprime rammarico per il passo indietro rappresentato dal provvedimento in esame, con cui si mette a rischio la vita dei bambini e delle persone immunodepresse che non possono vaccinarsi. Ricorda inoltre che l'obbligatorietà aveva comportato anche la disponibilità gratuita dei vaccini, mentre ribadisce la mancanza di fondamento scientifico delle affermazioni sul nesso tra assunzione del vaccino e sviluppo di problematiche di salute, e l'inequivocabile evidenza che l'abbassamento del tasso di copertura comporta un aumento dei decessi. In merito ai piani straordinari regionali, previsti dalla normativa in esame, ricorda che il decreto Lorenzin aveva ricevuto il consenso unanime di tutti i presidenti di regione. Preannuncia pertanto il suo voto contrario. La senatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) conferma la mancanza di evidenza scientifica sul nesso tra vaccini e disturbi di tipo autistico, sottolineando invece che l'abbassamento del livello di copertura al di sotto della soglia del 90/95 per cento fa venir meno la cosiddetta immunità di gregge, a tutela anche di coloro che non possono vaccinarsi. Esprime quindi perplessità per un provvedimento che mette a rischio la salute delle persone. Il PRESIDENTE , constatata l'assenza di ulteriori interventi, verificata la presenza del prescritto numero di senatori, pone in votazione lo schema di parere presentato dalla relatrice Angrisani e pubblicato in allegato al resoconto della seduta antimeridiana di oggi. La Commissione approva. d-l 22 del 2019 - Sicurezza e stabilità finanziaria in caso di recesso del Regno Unito dall'Unione europea DDL 1165 Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22, recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea (Parere alla 6 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazione) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 2 aprile. Il Presidente ( M5S ), relatore, illustra uno schema di parere non ostativo, in cui ripercorre i principali recenti sviluppi sul processo negoziale tra Regno Unito e Unione europea, richiama le comunicazioni della Commissione europea COM(2018) 880 e COM(2018) 890, relative al Piano d'azione in caso di recesso del Regno Unito dall'UE senza accordo ( no deal Brexit ), e ricorda i criteri di compatibilità comunitaria relativi alla disciplina dei poteri speciali dello Stato nei settori di rilevanza strategica ( golden power ), nonché le procedure di autorizzazione europea delle misure di smaltimento dei crediti deteriorati ( non performing loans ) presenti nei bilanci bancari, tramite la concessione della garanzia dello Stato sulle operazioni di cartolarizzazione dei crediti in sofferenza (GACS - Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze). In relazione agli ultimi sviluppi sull'argomento, ricorda le posizioni espresse dai Governi tedesco, più favorevole a dare tempo, e francese, più intransigente, e dal Presidente del Consiglio europeo, favorevole alla cosiddetta flextention , che viene incontro alla richiesta britannica di un'estensione al 30 giugno, ponendo la condizione di raggiungere un accordo entro il 30 aprile. Tale ipotesi comporta incertezza in vista delle elezioni al Parlamento europeo di fine maggio e pertanto il presidente Tusk si è mostrato aperto anche alla possibilità di un'estensione più lunga, fino a dicembre di quest'anno. A tale ultimo riguardo, sottolinea le conseguenti problematiche, tra cui quelle connesse con il negoziato sul quadro finanziario pluriennale e la ripartizione delle quote spettanti agli Stati membri. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) esprime perplessità sul numero ristretto degli aspetti trattati dal provvedimento, considerata l'estensione dell'impatto che l'uscita del Regno Unito dall'UE comporta per il nostro Paese. La senatrice BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ) concorda con tali perplessità, ritenendo necessario affrontare anche altri temi di fondamentale importanza come per esempio i risvolti della Brexit sugli stanziamenti relativi alla Politica agricola comune nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale, questione che certamente incide anche sulla stabilità finanziaria del nostro Paese. Ribadisce l'importanza del ruolo della 14 a Commissione nell'esame del provvedimento e ritiene che ciò debba riflettersi anche nella formulazione del parere della stessa Commissione. Esprime, quindi, la sua posizione non favorevole ai rinvii della data di uscita, che rischiano di vanificare la volontà chiaramente espressa dai cittadini britannici nel referendum e propone di integrare lo schema di parere per mettere in luce l'interesse dell'Italia a tenere in maggior considerazione l'amicizia con i Paesi del Mediterraneo, tra cui la Francia, rispetto all'intesa economico-commerciale tra Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) interviene sul tema dei fondi europei, sostenendo che l'uscita del Regno Unito non incide in modo particolarmente sensibile sugli interessi di un Paese contributore netto al bilancio UE come l'Italia. Sottolinea che la riduzione dei fondi per la PAC destinati all'Italia non dipende dal recesso del Regno Unito, ma da una redistribuzione proposta nel Quadro finanziario pluriennale in favore delle nuove priorità politiche dell'UE. Evidenzia, quindi, come la discussione sulla Brexit abbia riguardato in particolare il problema del confine tra Irlanda e Regno Unito che verrebbe a ristabilirsi, a discapito di altre considerazioni come l'interesse francese all'uscita del Regno Unito per acquisire una maggiore predominanza militare e nucleare, volta a controbilanciare il predominio economico tedesco. Esprime, infine, condivisione per il provvedimento in esame, che affronta gli aspetti più urgenti, senza togliere la possibilità di intervenire su altre problematiche anche successivamente. Il presidente-relatore LICHERI ( M5S ) conviene con la necessità di affrontare in modo più esaustivo le implicazioni derivanti dal recesso del Regno Unito dall'Unione europea. Propone pertanto di integrare in tal senso lo schema di parere. Previa verifica del numero legale, viene posto in votazione lo schema di parere proposto dal relatore e integrato con la predetta osservazione, allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. La seduta, sospesa alle ore 17,45, riprende alle ore 18,00. prevenzione di maltrattamenti a danno di minori, anziani e disabili nelle strutture pubbliche e private DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità DDL 200 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 262 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 264 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio DDL 546 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni. Viene anzitutto valutata positivamente la necessità di prestare una maggiore attenzione e tutela nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili affidati alle cure del personale dei servizi educativi per l'infanzia e delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, su cui grava uno specifico obbligo di protezione e garanzia nei confronti degli assistiti, già normativamente riconosciuto con la legge n. 3 del 2018, che ha introdotto la circostanza aggravante comune di cui all'articolo 61, n. 11- sexies , del codice penale, che aggrava il reato per chi, nei delitti non colposi, commette il fatto «in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private, ovvero presso strutture socio-educative» . Rispetto al testo approvato dalla Camera dei deputati (e contenuto nell'A.S. n. 897), il nuovo testo contiene alcune rilevanti modifiche sostanziali che ne garantiranno una maggiore efficacia. In primo luogo, è stata prevista l'obbligatorietà dell'installazione dei sistemi di videosorveglianza, nelle strutture pubbliche e private, rispetto alla previsione della loro mera facoltatività. In secondo luogo, sono state significativamente incrementate le risorse disponibili, che sono ora pari a 126 milioni rispetto ai 15 del precedente testo. Una particolare attenzione è stata data anche al complessivo sistema sanzionatorio. Il ripetersi negli ultimi tempi di gravi episodi di maltrattamenti nei confronti di minori, anziani e soggetti disabili  come riportato dagli organi di informazione con cadenza quasi giornaliera - rende l'approvazione del provvedimento particolarmente urgente. Nel parere, valutato che il testo non presenta profili di contrasto con l'ordinamento dell'Unione europea, si formulano alcune osservazioni. In primo luogo, l'articolo 1, relativo alle finalità della legge, richiama il rispetto dell'articolo 25 della Carta dei diritti fondamentali, secondo cui l'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente. Tuttavia, considerati i destinatari delle misure previste dal provvedimento in esame, è opportuno effettuare il richiamo anche dell'articolo 24 della Carta, che prevede che i minori hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere e che "in tutti gli atti relativi ai minori, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del minore deve essere considerato preminente" . Allo stesso modo, è opportuno richiamare anche l'articolo 26, secondo cui l'Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità. In riferimento all'articolo 1, si invita pertanto la Commissione di merito a valutare l'opportunità di sostituire le parole: «dell'articolo 25» con le parole: «degli articoli 24, 25 e 26». In secondo luogo, l'articolo 2, comma 1, conferisce delega al Governo in materia di formazione del personale dei servizi educativi per l'infanzia, delle scuole dell'infanzia e delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e per persone con disabilità. La delega mira anche a prevedere per gli operatori, in aggiunta all'idoneità professionale, il «possesso di adeguati requisiti di carattere psicoattitudinale» . La direttiva (UE) 2018/958, relativa a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni, consente l'introduzione di requisiti specifici qualora essi siano giustificati da motivi di interesse generale e nel rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità. Si ritiene che la tutela dei soggetti vulnerabili prevista dal testo in esame possa costituire motivo di interesse generale ai sensi della direttiva 2018/958, tale da legittimare l'introduzione del requisito della valutazione psicoattitudinale. In riferimento all'articolo 2, comma 1, lettera a), si invita pertanto la Commissione di merito a valutare l'opportunità di aggiungere dopo le parole: «di carattere psicoattitudinale, da individuare» le parole: «, nel rispetto del diritto dell'Unione europea». In terzo luogo, in riferimento all'articolo 4, la previsione dell'obbligo dell'installazione dei sistemi di videosorveglianza (articolo 4, comma 1), invece della mera facoltà come previsto dal testo approvato alla Camera, è coerente con la necessità di assicurare la massima efficacia della legge nella tutela dei soggetti richiamati. L'articolo 4 contempla una serie di cautele che mirano a contemperare l'obbligo di installazione delle telecamere con il rispetto della tutela dei dati personali. Così in riferimento alla cifratura delle immagini, al tempo della loro conservazione, alla loro disponibilità solo per la polizia giudiziaria e il pubblico ministero; così, in riferimento all'informativa da rendere agli interessati. Nel complesso, quindi, anche in considerazione della diretta applicabilità delle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/679, attuative dell'articolo 8 della Carta dei diritti e dell'articolo 16 del TFUE, risultano rispettati i principi della protezione dei dati, come i principi di necessità e proporzionalità, stabiliti a livello nazionale ed europeo. Va soggiunto che, nel corso dell'esame parlamentare, il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che i trattamenti inerenti alla videosorveglianza quali quelli oggetto di esame rientrano nella categoria di cui all'articolo 35 del regolamento (UE) n. 2016/679. Tale articolo, allorché il trattamento dei dati prevede in particolare l'uso di nuove tecnologie, e può quindi presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, impone al titolare del trattamento una valutazione dell'impatto dei trattamenti previsti sulla protezione dei dati personali. In riferimento a tali casi, il Garante può, con provvedimenti di carattere generale adottati d'ufficio, «prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare» (nuovo articolo 2- quinquiesdecies del Codice della privacy ). Tali disposizioni sono pienamente operative e potrebbero pertanto essere in astratto applicabili anche ai trattamenti di cui all'articolo in esame. Inoltre, posto che l'articolo 4, comma 9, del testo in esame prevede che un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri stabilisca le modalità di attuazione dell'articolo in riferimento a diversi suoi aspetti, e che su questo decreto è previsto il parere obbligatorio del Garante per la protezione dei dati personali, potranno essere segnalate anche in questa sede misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato. In ogni caso, e per evitare dubbi, si invita la Commissione di merito a valutare l'opportunità di premettere al disposto dell'articolo 4, comma 9, il richiamo all'applicabilità dell'articolo 2- quinquiesdecies del codice. Con riferimento agli emendamenti presentati, si formula infine un parere non ostativo, osservando peraltro come gli emendamenti 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.8, 4.9, 4.10, nel fissare un termine massimo per l'installazione obbligatoria dei sistemi di videosorveglianza, garantiscono un più coerente rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, attraverso una modulazione temporale adeguata alle diverse esigenze delle varie realtà, pubbliche e private, interessate dalla normativa in esame. La senatrice PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ), considerata la complessità dei temi posti, ritiene importante svolgere approfondimenti. Il presidente ( M5S ) chiede delucidazioni in merito all'obbligo di installazione dei sistemi di videosorveglianza, alle posizioni espresse dal Garante per la protezione dei dati personali e alla modulazione temporale dell'adempimento degli obblighi richiamata dagli emendamenti segnalati. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) chiede se le registrazioni video comprendano anche il sonoro. La senatrice BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ) si sofferma sul tema della formazione del personale, su cui insiste l'articolo 2 del testo. Ritiene importante che il personale sia già adeguatamente formato e che quindi le risorse previste dal testo siano destinate primariamente ai sistemi di videosorveglianza. Chiede inoltre chiarimenti sulle sanzioni da comminare al personale responsabile delle violazioni. La relatrice GIAMMANCO ( FI-BP ), dopo aver preliminarmente ricordato di aver voluto proporre alcuni accorgimenti per allineare il testo in esame in Commissione di merito alla normativa dell'Unione europea, evidenzia come il richiamo degli articoli 24, 25 e 26 della Carta dei diritti fondamentali miri proprio a rendere chiara la cornice valoriale europea che assiste l'obbligo di installazione dei sistemi di videosorveglianza, vocati proprio alla tutela di minori, anziani e disabili. In merito alle posizioni del Garante per la protezione dei dati personali, esse sono state espresse nelle audizioni svolte sia in Senato che alla Camera. Gli emendamenti richiamati, come detto, mirano a permettere un adeguamento alla nuova normativa che consenta di dare priorità alle situazioni in cui le esigenze di tutela sono più immediate: tra queste, gli asili nido con bambini da 0 a 3 anni, le strutture in zone periferiche o quelle in cui il contesto sociale richiede un'attenzione particolare. Precisa poi che le registrazioni saranno audio-video e a colori, come ritenuto indispensabile dai rappresentanti delle forze dell'ordine nel corso delle audizioni. Per quanto concerne le risorse, la relatrice chiarisce come le stesse saranno destinate all'attuazione delle disposizioni poste dall'articolo 4, e quindi per la videosorveglianza delle strutture. Sarà quindi un successivo decreto ministeriale a determinare, più nel dettaglio, come le stesse dovranno essere ripartite nelle strutture private. In merito al personale delle strutture che ospitano i soggetti tutelati dal testo in esame, ricorda come la delega di cui all'articolo 2 agisca nella logica della prevenzione, prevedendo obblighi di formazione iniziale e continua dei lavoratori interessati, e garantendo altresì la rilevazione precoce dei casi di stress lavoro-correlato dovuti al prolungato svolgimento dell'attività professionale. Circa infine le sanzioni, la relatrice richiama la previsione di cui all'articolo 6, ove si prevede l'interdizione dalla professione sino a quindici anni per chi si renda responsabile dei reati ivi previsti, nonché, per il responsabile della struttura interessata, sia una sanzione amministrativa sia l'interdizione dall'attività. Al riguardo, comunque, la posizione che esprimerà la Commissione giustizia sarà valutata con grande attenzione. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Legge europea 2018 DDL 822-B Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame sospeso nella seduta antimeridiana di oggi. Nessuno chiedendo di intervenire in discussione generale e dando per illustrati gli emendamenti presentati al disegno di legge in titolo, si passa all'esame dell'ordine del giorno e degli stessi emendamenti. In riferimento all'ordine del giorno G/822-B/1/14, il rappresentante del GOVERNO propone una riformulazione in cui sia soppresso il primo impegno, già oggetto di un ordine del giorno accolto dal Governo in sede di prima lettura dello stesso disegno di legge. Il senatore FAZZOLARI ( FdI ) accetta la riformulazione e il rappresentante del GOVERNO accoglie l'ordine del giorno G/822-B/1/14 (testo 2) . In riferimento a tutti gli emendamenti, il presidente-relatore LICHERI e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario. I senatori GIAMMANCO ( FI-BP ), MASINI ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ) aggiungono la firma all'emendamento 1.1 che, posto ai voti, è respinto. Sull'emendamento 1.2 interviene in dichiarazione di voto il senatore FAZZOLARI ( FdI ) per ribadire l'esigenza di prevedere, anche per i titolari di qualifiche professionali acquisite all'estero, i medesimi requisiti di tirocinio professionale previsti per i titolari delle stesse qualifiche acquisite in Italia. Sull'argomento si apre una discussione, con l'intervento delle senatrici BONFRISCO ( L-SP-PSd'Az ), PUCCIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) e GIAMMANCO ( FI-BP ) e del senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), in seguito alla quale il senatore FAZZOLARI ( FdI ) ritira l'emendamento e presenta un conferente ordine del giorno che è sottoscritto da tutti i commissari presenti. Con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del GOVERNO, previa verifica del numero legale, l'ordine del giorno G/822-B/2/14, posto ai voti, è approvato. L'emendamento 3.1, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.1, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.2, posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.3, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti, è respinto. L'emendamento 20.4 risulta decaduto per assenza dei proponenti. L'emendamento 20.5, a cui aggiungono la firma i senatori MASINI ( FI-BP ), GIAMMANCO ( FI-BP ), CESARO ( FI-BP ) e MINUTO ( FI-BP ), posto ai voti è respinto. La Commissione conferisce, quindi, il mandato al relatore a riferire oralmente in senso favorevole sul disegno di legge all'Assemblea. La seduta termina alle ore 18,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 770 E SUI RELATIVI EMENDAMENTI La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che il disegno di legge rimodula in maniera organica la normativa in materia vaccinale, sopprimendo gli obblighi di vaccinazione previsti dal decreto-legge n. 73 del 2017, cosiddetto "decreto Lorenzin" e il connesso requisito di adempimento vaccinale per l'iscrizione scolastica, e prevede, invece, l'adozione di un Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV), per l'individuazione degli obiettivi vaccinali e degli standard minimi di qualità delle attività vaccinali, prevedendo anche la possibilità dell'adozione di "piani straordinari", con cui poter imporre "l'obbligo di effettuazione di una o più vaccinazioni per determinate coorti di nascita o per gli esercenti le professioni sanitarie"; valutato che: - nella raccomandazione del Consiglio, del 7 dicembre 2018, relativa al rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino (2018/C 466/01), gli Stati membri sono esortati a elaborare e attuare piani di vaccinazione a livello nazionale o regionale, laddove opportuno, volti ad aumentare la copertura vaccinale, al fine di raggiungere gli obiettivi e i traguardi posti dall'Organizzazione mondiale della sanità nel Piano d'azione europeo per i vaccini 2015-2020. Agli Stati membri viene inoltre richiesto di adoperarsi per rafforzare la fornitura di vaccini e per ridurre i rischi di carenze; - la risoluzione del Parlamento europeo, del 19 aprile 2018, sulla riluttanza nei confronti dei vaccini e il calo del tasso di vaccinazione in Europa, invita gli Stati membri a garantire una vaccinazione sufficiente degli operatori sanitari, ad adottare misure efficaci contro la diffusione di informazioni fuorvianti e ad attuare interventi per migliorare l'accesso ai medicinali; - nella comunicazione "Rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino" (COM(2018) 245), la Commissione europea afferma che "la vaccinazione ha portato benefici sanitari e socioeconomici immensi agli individui, alle popolazioni e alla società nel suo complesso. È uno degli interventi di sanità pubblica più efficienti in termini di costi, un pilastro dei programmi di prevenzione a livello mondiale e la principale misura elettiva per la prevenzione dalle malattie infettive". Occorre, quindi, che gli Stati membri intraprendano misure volte a superare l'esitazione vaccinale (il ritardo nell'accettazione o il rifiuto dei vaccini) e a migliore la copertura vaccinale; esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 770 e valutato che non presentano profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo sul testo del disegno di legge e sugli emendamenti ad esso riferiti. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1165 La 14ª Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, rilevato che esso contiene un complesso di misure, connesse con il possibile recesso del Regno Unito dall'Unione europea in assenza di accordo, inerenti: - l'esercizio del golden power sulla stipula con soggetti esterni all'UE di accordi o contratti per l'acquisto dibeni o servizi relativi alle reti di comunicazioneelettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G (articolo 1); - la disciplina, per il periodo transitorio di diciotto mesi, dei servizi degli istituti di credito e assicurativi prestati reciprocamente nei due Paesi (articoli 2-13); - lo status e i diritti dei cittadini soggiornanti nei reciproci Paesi (articoli 14-17); - l'autorizzazione all'aumento del capitale italiano nella BEI, in sostituzione di quello del Regno Unito (articolo 18), e ad aumenti di personale in vista della presidenza italiana del G20 (articolo 19); - la prosecuzione, previa autorizzazione della Commissione europea, del programma GACS di cartolarizzazione dei crediti deteriorati (articoli 20-23); premesso che: - in data 29 marzo 2017, il Regno Unito ha formalizzato l'intenzione di recedere dall'Unione europea ai sensi dell'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea (TUE) e che il 29 marzo scorso, la House of Commons , ha respinto per la terza volta l'accordo di recesso del Regno Unito, concordato con l'Unione europea. A distanza di pochi giorni, il Parlamento ha messo ai voti e respinto 4 piani alternativi a quello del Governo: la permanenza nell'unione doganale, la permanenza nel mercato unico (modello Norvegia), la richiesta di un secondo referendum su qualsiasi piano approvato dal Parlamento e la richiesta di un ulteriore rinvio della Brexit o di revoca dell'articolo 50 in caso di rinvio non concesso, per evitare l'uscita senza un accordo; - il Consiglio europeo del 21 marzo scorso ha stabilito che, in mancanza della ratifica britannica dell'accordo di recesso o in mancanza dell'approvazione di una precisa indicazione su come procedere (da sottoporre al Consiglio europeo), la data di recesso ex articolo 50 del TUE è fissata al 12 aprile 2019. In tale scenario, il Regno Unito uscirebbe senza un accordo e diventerebbe a tutti gli effetti uno Stato terzo, con la conseguente discontinuità nei rapporti con la UE. Il Presidente del Consiglio europeo Tusk ha convocato a tal fine un Consiglio straordinario per il 10 aprile 2019; - il 3 aprile scorso, la Camera dei Comuni ha approvato la proposta di richiedere una estensione del procedimento previsto dall'articolo 50 del TUE oltre la data del 12 aprile fissata dal Consiglio europeo. La proposta dovrà essere approvata anche dalla Camera dei Lord e, per sortire effetti, dovrà essere accolta dal Consiglio europeo; considerate le Comunicazioni della Commissione europea COM(2018) 880 e COM(2018) 890, relative al Piano d'azione in caso di recesso del Regno Unito dall'UE senza accordo ( no deal Brexit ), che contengono indicazioni inerenti lo status dei cittadini del Regno Unito soggiornanti negli altri Stati membri e viceversa (cfr. proposta di regolamento COM(2018) 745, che esenta i cittadini britannici dal visto per entrare nell'UE, salvo reciprocità), la prestazione reciproca di servizi finanziari e di assicurazione, il trasporto aereo con riguardo alle licenze di esercizio e i certificati di sicurezza aerea, il trasporto stradale, le dogane, i requisiti sanitari e fitosanitari, il trasferimento dei dati personali, e il sistema UE di scambio di quote di emissioni di gas ad effetto serra; osservato che sotto il profilo del rispetto della normativa europea vengono in rilievo: - l'articolo 1 del decreto-legge in conversione, che novella la normativa in materia di poteri speciali dello Stato nei settori di rilevanza strategica, con particolare riferimento alla nuova tecnologia di comunicazione 5G e ai connessi rischi di un uso improprio dei dati con implicazioni sulla sicurezza nazionale. Al riguardo, si ricorda che il decreto-legge n. 21 del 2012, relativo al golden power a salvaguardia degli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e d'interesse nazionale, era stato adottato al fine di porre fine alla procedura d'infrazione n. 2009/2255 secondo cui la normativa era lesiva della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali stabiliti agli articoli 43 e 56 del TFUE. Già nel 1997, per definire i criteri di compatibilità comunitaria della disciplina dei poteri speciali, la Commissione europea aveva adottato una apposita Comunicazione (97/C 220/06), con la quale ha affermato che l'esercizio di tali poteri deve essere attuato senza creare discriminazioni ed è ammesso se si fonda su "criteri obiettivi, stabili e resi pubblici" e se è giustificato da "motivi imperativi di interesse generale". In ogni caso, i poteri speciali devono rispettare il principio di proporzionalità, vale a dire devono attribuire allo Stato solo i poteri strettamente necessari per il conseguimento dell'obiettivo perseguito; - il capo III del decreto-legge (articoli 20-23), che consente la prosecuzione delle misure di smaltimento dei crediti deteriorati ( non performing loans ) presenti nei bilanci bancari, tramite la concessione della garanzia dello Stato sulle operazioni di cartolarizzazione dei crediti in sofferenza (GACS - Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze), a tal fine utilizzando i meccanismi già disciplinati dal Capo II del decreto-legge n. 18 del 2016, cui sono apportate alcune modifiche. Al riguardo, si ricorda che il suddetto decreto del 2016 è frutto di un accordo, raggiunto con la Commissione europea, sul meccanismo per smaltire i crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari, senza violare la normativa europea sul divieto di aiuti di Stato. Tale normativa si inserisce nell'ambito del quadro normativo europeo delineato dalla Comunicazione della Commissione europea sul settore bancario, relativa all'applicazione dal 1º agosto 2013 delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria (2013/C 216/01) e dalla direttiva 2014/59/UE sul risanamento e risoluzione delle banche ( Bank Recovery and Resolution Directive - BRRD), esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con la seguente osservazione: Le disposizioni contenute nel decreto-legge in conversione stabiliscono importanti e urgenti misure di salvaguardia, in relazione ad alcuni dei settori problematici conseguenti al possibile recesso del Regno Unito dall'Unione europea senza accordo. Si ritiene, tuttavia, che il provvedimento, che già si estende oltre l'ambito della stabilità finanziaria, recando disposizioni relative alle reti di comunicazione 5G, allo status e ai diritti dei cittadini italiani e britannici soggiornanti nei reciproci Paesi e agli aumenti di personale in vista della presidenza del G20, avrebbe dovuto affrontare le conseguenze derivanti dalla Brexit in modo più organico ed esaustivo, tenendo maggiormente conto delle indicazioni espresse a tale proposito dall'Unione europea. Allegato