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Parlamento - Insindacabilità - Processo penale nei confronti di un senatore imputato del reato di cui all’art. 340 cod. pen. - Delibera di insindacabilità della camera di appartenenza - Ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla corte di appello di venezia, sezione ii penale - Inosservanza del termine perentorio prescritto per il deposito del ricorso - Improcedibilità del giudizio.. Improcedibilità del giudizio sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dalla Corte di appello di Venezia nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione con cui sono state dichiarate insindacabili - ai sensi dell'art. 68, primo comma, Cost. - le opinioni espresse da un senatore imputato del delitto di cui all’art. 340 del codice penale dinanzi alla stessa Corte di appello. Nella specie va, infatti, ribadito che il mancato deposito del ricorso, con la prova della notificazione eseguita, nel prescritto termine, perentorio, di venti giorni dalla notificazione, preclude l'apertura della seconda fase del giudizio relativa alla decisione sul merito; senza che possa valere, in contrario, la circostanza che l’atto sia stato spedito, a mezzo del servizio postale, il 9 aprile 2003, vale a dire il giorno antecedente a quello di scadenza del termine in questione, posto che, ai fini dell’osservanza del termine per il deposito, non è normativamente prevista la possibilità di avvalersi a tali fini del servizio postale. - Giurisprudenza costante: v., da ultimo, le sentenze citate n. 111 e n. 106/2003. - Per l'ammissibilità del ricorso, in prima delibazione, v. ordinanza n. 59/2003.