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PROTOCOLLO AGGIUNTIVO alla Convenzione tra il Governo macedone e il Governo della Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali. All'atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra il Governo macedone e il Governo della Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, i sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni aggiuntive che formano parte integrante della Convenzione. il; Resta inteso che: 1. Con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 7, per "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse con l'attività di detta stabile organizzazione; 2. Con riferimento all'articolo 8, gli utili derivanti dall'esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili comprendono: (a) gli utili derivanti dal noleggio a scafo nudo di navi o aeromobili utilizzati; e (b) gli utili derivanti dall'impiego, dalla manutenzione o dal noleggio di container (inclusi rimorchi chiatte, e la relativa attrezzatura per il trasporto di container) utilizzati per il trasporto in traffico internazionale di beni o merci; a condizione che tale noleggio, o tale impiego, manutenzione o noleggio siano occasionali e secondari rispetto all'esercizio in traffico internazionale di navi o di aeromobili; 3. Con riferimento all'articolo 9, allorché uno Stato contraente include fra gli utili di una impresa di detto Stato - e di conseguenza assoggetta a tassazione - utili sui quali un'impresa dell'altro Stato contraente è stata sottoposta a tassazione in detto altro Stato, e gli utili così inclusi sono considerati dal primo Stato utili che sarebbero maturati a favore dell'impresa del primo Stato, se le condizioni fissate fra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state stabilite tra persone indipendenti, allora detto altro Stato farà una apposita rettifica dell'importo dell'imposta ivi applicata su tali utile allorché detto altro Stato considera la rettifica giustificata. Tale rettifica si effettuerà soltanto in conformità alla procedura amichevole di cui all'articolo 26 e al paragrafo 5 del presente Protocollo aggiuntivo. 4. Con riferimento al paragrafo 4 dell'articolo 10, al paragrafo 4 dell'articolo 11, al paragrafo 3 dell'articolo 12 ed al paragrafo 2 dell'articolo 22, l'ultima frase ivi contenuta non può essere interpretata come contraria ai principi contenuti negli articoli 7 e 14 della presente Convenzione. 5. Con riferimento all'articolo 26 della Convenzione, resta inteso che variazioni di imposte in conformità a detto articolo possono essere effettuate soltanto prima della rideterminazione definitiva di tali imposte. Nel caso dell'Italia, resta altresì inteso che la frase precedente significa che il ricorso alla procedura amichevole non esonera il contribuente dall'obbligo di instaurare le procedure previste dalla legislazione interna per risolvere le controversie fiscali. 6. Le disposizioni di cui al paragrafo 3 dell'articolo 29 non pregiudicano il diritto delle autorità competenti degli Stati contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per la concessione delle riduzioni ai fini fiscali previste dalla presente Convenzione. IN FEDE DI CHE i sottoscritti, debitamente autorizzati a farlo, hanno firmato il presente Protocollo. FATTO a ROMA il 20 dic 1996 in duplice originale, ognuno nelle lingue italiana, inglese e macedone, tutti i testi facenti egualmente fede, prevalendo in caso di dubbio il testo inglese. Per il Governo Per il Governo della Repubblica Italiana macedone Sottosegretario di Stato Ambasciatore Viktor GABER agli Affari Esteri On. Piero FASSINO Parte di provvedimento in formato grafico