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ORD. 236/05 C. PROCESSO PENALE - DIBATTIMENTO - MODIFICA DELL’IMPUTAZIONE O DELLA CONTESTAZIONE DI UN REATO CONCORRENTE IN RELAZIONE A FATTI GIÀ RISULTANTI DAGLI ATTI DI INDAGINE - TRASMISSIONE DEGLI ATTI AL PUBBLICO MINISTERO QUANDO IL REATO È ATTRIBUITO ALLA COGNIZIONE DEL TRIBUNALE IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE ANZICHÉ MONOCRATICA - MANCATA PREVISIONE - ASSERITA VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI DIFESA E DEL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.. E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 521-bis, comma 1, cod. proc. pen., nella parte in cui non prevede la trasmissione degli atti al pubblico ministero quando, a seguito della contestazione di un fatto diverso o di un reato concorrente in relazione a fatti che già risultavano dagli atti di indagine, il reato è attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziché monocratica, sollevata in relazione agli artt. 3 e 24 Cost. Infatti, la richiesta dell'attuale rimettente di trasmissione degli atti al pubblico ministero è comunque incongrua rispetto ad un sistema ora complessivamente improntato, per esigenze di speditezza e di economia, all'opposto principio di non regressione del procedimento. - V. sentenze n. 169/2003 e n. 54/2002.