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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 324 Presidenza del vice presidente LA RUSSA, indi del vice presidente ROSSOMANDO, del presidente ALBERTI CASELLATI e del vice presidente TAVERNA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az. Presidenza del vice presidente LA RUSSA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Seguito della discussione del disegno di legge: Doc 2144 Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 (Relazione orale) Discussione e approvazione della questione di fiducia Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2144. Ricordo che nella seduta di ieri i relatori hanno svolto la relazione orale e ha avuto inizio la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, i sostegni previsti dal provvedimento sono in vista delle aperture e delle ripartenze. A mio avviso, le aperture vanno fatte con molta cautela. Ieri sentivo parlare in quest'Aula delle RSA. Per conoscenza personale di situazioni, penso sia il luogo più delicato ove bisogna procedere con santa pazienza sia per gli ospiti che per i parenti. È comunque buona cosa avere fissato un calendario per le aperture; speriamo che, con i dati favorevoli, la situazione possa addirittura migliorare. Il discorso sulle aperture mi offre lo spunto per una breve digressione. L'orefice Mario Roggero aveva aperto da tre giorni la propria attività, dopo il lockdown , a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, quando è stato oggetto di una rapina a mano armata. Per difendere la moglie e la figlia, Mario Roggero ha sparato. L'opinione pubblica si è schierata dalla parte di Abele, dalla sua parte, perché l'orefice siamo noi, pur provando pietà e compassione per i morti. La legge sta facendo il suo corso: avviso di garanzia come atto dovuto, indagini molto approfondite nell'immediato e l'autopsia che - pare da fonti giornalistiche - ha stabilito che i banditi sono stati colpiti in faccia e non in fuga. Una rapina è un attimo, dura pochi secondi, un minuto al massimo; il cervello, l'istinto, la paura, il proprio passato che si intravede in un attimo. Vorrei che risuonasse in quest'Aula il nome di Mario Roggero perché è uno di noi, un italiano che lavora, che vorrebbe lavorare tranquillo e sicuro, che ha fatto e che fa l'Italia. Gli auguro un iter giudiziario che non sia un calvario; auguro a lui e alla famiglia di avere la forza di ripartire, con la solidarietà e l'amicizia di tanti, della maggioranza silenziosa, in rappresentanza dei valori forti che fanno la nostra società. Il decreto-legge n. 41: essere maggioranza. Credo che si possa ancora registrare all'interno dei partiti, del vasto schieramento che appoggia il Governo, il fatto di classificarsi, noi e voi - quelli che erano maggioranza prima e quelli che si sono aggiunti ora - secondo un discorso di parità. Penso che gli emendamenti soprattutto di tipo ordinamentale possano essere discussi, e ce ne sono di importanti (quelli ordinamentali normalmente non comportano oneri). Altrimenti questa Camera, la Camera alta, non ha l'opportunità di discutere e di decidere nulla, perché i disegni di legge, data l'incombenza dei lavori o per motivi che non conosco, ma che comunque non mi piacciono, non vengono discussi. Ad esempio, io avevo presentato un emendamento sui cosiddetti sovraspessori nelle costruzioni, per i casi in cui vi sia una nuova costruzione, per migliorare la prestazione energetica oppure degli interventi di riqualificazione ai fini energetici degli edifici esistenti, affinché si possa derogare all'aumento dei volumi, secondo un sistema di calcolo, rispetto ai muri e alle solette. Non è banale, perché da questo emendamento, che spero di poter riproporre e discutere col Ministero competente e di far sottoscrivere da tanti colleghi, possono derivare benefici effetti sul famoso superbonus 110 per cento. Ripeto, però, che, a mio avviso, su questo si possono avere dei miglioramenti. L'articolo 1, quello di cui si discute, stabilisce i contributi in conto capitale. È vero che è cambiato il sistema di calcolo, ma questi contributi non bastano mai. Purtroppo, per la ripartenza serviranno in misura maggiore: di questo siamo tutti o quasi tutti coscienti. Bisognerebbe approfittare di questo momento per studiare e normare le trasformazioni della società, le trasformazioni del lavoro, con regole per stare dentro. Io penso che tanti ristoranti e bar, purtroppo, non riapriranno, ma perché alcuni non hanno neanche i requisiti rispetto alla pandemia e a ciò che ne deriva e ne deriverà. Chi starà fuori dovrà essere oggetto di welfare oppure di nuovo lavoro, che può derivare dal PNRR, se ci crediamo veramente tutti e se normiamo e stabiliamo tutto quello che c'è da modificare: secondo le prescrizioni dell'Europa, sì, ma a nostra utilità e a uso dell'Italia. Nell'impegnare i fondi per il 2023, bisogna stabilire chi anticipa i pagamenti ai fornitori per cassa e per i lavori prima che l'Europa paghi. Tali norme possono creare veramente nuovo lavoro e far alzare la gente dai divani. L'articolo 2 stanzia fondi per la montagna. Parlo da piemontese. Ho visto un prospetto che non mi è piaciuto: 18 milioni al Piemonte e 50-60 milioni ad altre Regioni e Province, secondo dei parametri nei quali non mi ritrovo. L'articolo 4 reca proroga cartelle. Le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio sono state rinviate, secondo delle precedenti scadenze, al 31 luglio o al 30 novembre. Sono stati annullati i debiti di importo inferiore a 5.000 euro affidati agli agenti della riscossione nel periodo 2000-2010. Orbene, su questo punto rivolgo un invito al Governo. Mi spiace che non sia presente il Sottosegretario al MEF, ma mi rivolgo al Sottosegretario presente. In 6° Commissione abbiamo ricevuto un documento dal MEF, in data 6 ottobre 2020, che dice che il magazzino fiscale, del quale qualcuno qui dentro si riempie la bocca, che era di 986 miliardi, in realtà è di 74 miliardi. La differenza è abissale. Nei 986 miliardi sono ricompresi i soggetti falliti, i soggetti deceduti e le ditte cessate, i nullatenenti, i contribuenti già sottoposti ad azione cautelare esecutiva precedente. Invece, si tratta di 74 miliardi, la metà dei quali ante 2015, quindi prescritti salvo interruzione, e dei quali bisogna prendere atto con un provvedimento. Questo perché non esistono: i 74 miliardi vanno divisi per due e derivano, per la maggior parte, da crediti dello Stato o di altri enti e qualcosa dall'INPS. L'articolo 20, sui i vaccini, che prevede anche fondi per la ricerca, ha stanziato un importo notevolissimo (che è importante e non riguarda soltanto i vaccini), al commissario straordinario per l'emergenza e alla Protezione civile, per 1,928 miliardi - sono i fondi meglio stanziati - e 2,8 miliardi per comprare nuovi vaccini. I vaccini vanno comprati ad ogni prezzo: lo dico per la terza volta in quest'Aula. 500.000 vaccini al giorno è un traguardo giusto, ma è un punto di partenza. Sulla base dei dati, stante il fatto che bisogna essere vaccinati due volte, occorrono 200 giorni totali per vaccinare tutti, meno i già vaccinati. Dopodiché, bisogna ripartire. Auspico che ci sia, a partire da qui, un piccolo fondo per i danni all'agricoltura causa gelo del 7 e dell'8 aprile, destinato alle Regioni del Nord ma non solo. Bisogna aggirare o in qualche modo avere l'autorizzazione dell'Europa, ma confido che il Governo possa ottenerla e possa stanziare delle risorse. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, con il decreto-legge sostegni che ci apprestiamo a convertire ci lasciamo finalmente alle spalle le modalità strampalate applicate durante l'epoca dei cosiddetti decreti ristori. Finalmente il Parlamento ha riacquisito un ruolo centrale nel processo legislativo. Il provvedimento eroga lo scostamento da 32 miliardi di euro, votato a gennaio dal Parlamento, per far fronte alle esigenze del protrarsi della pandemia oltre il periodo di Natale e indennizzare le attività produttive danneggiate a dicembre e gennaio scorsi. Certo, ormai siamo a maggio e ancora non siamo tornati alla normalità, né alla riapertura totale delle nostre attività e questo ci ha costretti a un ulteriore scostamento di bilancio per ulteriori 40 miliardi di euro che saranno impiegati per il prossimo decreto sostegni- bis . Siamo consapevoli che il miglior sostegno che possiamo dare è quello di far tornare alla normalità il Paese al più presto. Lo sforzo del generale Figliuolo di procedere velocemente nella campagna vaccinale è sicuramente la strada giusta per consentire le riaperture e far così ripartire l'Italia in maniera spedita verso la ripresa economica. Certo, il danno che il comparto economico ha avuto è ingente, soprattutto con riferimento ai settori del turismo, della ristorazione, della moda, fieristico, del wedding, delle palestre, delle piscine, dei cinema, dei parchi e delle discoteche. Sicuramente servirebbe una montagna di soldi per compensare il danno. I ristori sono irrisori; si possono quantificare con l'incasso di un giorno di un ristorante ed è poco. Vorrei parlare di montagna, che è un tema a me caro per le mie origini e per la mia appartenenza a un territorio bello, che, proprio per la sua caratteristica morfologica, vede le attività economiche basarsi quasi esclusivamente sul turismo, mentre le rimanenti godono, a ricaduta, dei benefici che questo settore comporta. Non ricordo un inverno così nervoso da quando ero bambina, ma soprattutto non ricordo un silenzio così assordante come quello che la passata stagione invernale ha riservato alle località turistiche di montagna. Qualcuno in principio ha cercato di banalizzare la mancata stagione invernale dicendo: è solo una sciata. Cosa più sbagliata non si poteva dire perché chi vive in montagna sa che il lavoro di una stagione invernale significa, in parole povere, poter fare la spesa, pagare il riscaldamento, le tasse universitarie, l'affitto di casa e così via. Insomma, significa vivere. Sulla base dei dati dell'Osservatorio italiano del turismo montano, nell'inverno 2018-2019 il comparto, nelle sole 61 principali stazioni sciistiche italiane, ha riportato un fatturato pari a 10.409 milioni di euro. I lavoratori del comparto sono stimati in circa 75.000 unità. Pertanto, il fatturato perso è stato veramente ingente, soprattutto per quelle attività (impianti sciistici, maestri di sci, noleggio di attrezzature invernali) che purtroppo hanno il loro introito solo nei mesi invernali. Oltre al mancato incasso o stipendio, si deve tener conto dei costi fissi, spesso alti. Consideriamo che le temperature sotto lo zero comportano la necessità di tenere il riscaldamento acceso ad almeno 10 gradi anche nelle strutture chiuse, così da non incorrere nel congelamento delle condutture dell'acqua, con danni all'intero impianto. Ciò vale anche per le strutture come le piscine, presenti anche in montagna, che vanno non solo svuotate e chiuse, ma mantenute a una certa temperatura. I costi sono quindi alti. Strutture chiuse e stagionali senza lavoro fino alla stagione estiva: questo è quanto sta accadendo. La notizia del premier Draghi di un green pass nazionale ci dà grandi speranze e soprattutto ci mette alla pari con i nostri competitor europei. Almeno non ci saranno corsie preferenziali verso le località estere, così il prodotto turistico italiano può concorrere ad attrarre i turisti stranieri. Questo messaggio di fiducia dà sollievo ad un comparto che necessita di poter programmare la ripartenza ed avere la certezza di poter fare almeno una buona stagione estiva. Dalla sua nascita, questo nuovo Governo ha esordito bene, con l'istituzione del Ministero del turismo, e voglio ringraziare il ministro Garavaglia per l'impegno e l'attenzione che dimostra per le diverse specificità del turismo che l'Italia offre. (Applausi) . L'articolo 2 del decreto sostegni è interamente dedicato a misure di sostegno ai Comuni a vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici, con un fondo di 700 milioni così ripartito: 430 milioni per gli impianti di risalita, 40 milioni per i maestri di sci e scuole di sci e i restanti 230 saranno divisi tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e destinate alle imprese turistiche operanti nei comprensori sciistici. È stato inoltre approvato in Commissione un ordine del giorno per incrementare il fondo di 100 milioni nel prossimo decreto sostegni bis. Grazie anche agli emendamenti della Lega, sono state inserite una serie di misure immediate e concrete per dare ossigeno ai nostri commercianti, per dare un aiuto vero alle categorie più colpite dalla crisi: lo stop al pagamento della rata dell'IMU di giugno per i beneficiari dei ristori; la sospensione del pagamento della TOSAP e della COSAP; l'esenzione del pagamento del canone RAI per bar, pub e ristoranti; il rinvio al 30 settembre del pagamento dell'IRAP da parte delle imprese. Tutto questo, però, ovviamente non è sufficiente, non basta e per questo lavoriamo perché nel prossimo decreto sostegni siano previste ulteriori azioni e misure a favore delle imprese. Servono ulteriori contributi a fondo perduto in favore dei titolari di partita IVA e di imprese che hanno subito perdite a causa della pandemia. Servono misure per sostenere i costi fissi a carico delle imprese, serve la proroga del credito di imposta sui canoni di locazione sugli immobili di uso non abitativo e affitto d'azienda. Serve la copertura della quota fissa delle bollette elettriche; è necessario dare liquidità alle imprese e quindi occorrono misure finalizzate a sostenere l'erogazione del credito alle piccole e medie imprese, quindi prorogare fino al 31 dicembre la scadenza del regime di garanzia dello Stato sui prestiti. Bisogna stanziare adeguate risorse in favore degli enti locali da destinare alla riduzione del pagamento della Tari da parte delle imprese. Bisogna prorogare l'indennità a favore dei lavoratori stagionali di vari comparti (agricoltura, turismo e spettacolo). Questa crisi ha portato con sé tanti problemi, si contano purtroppo già quasi un milione di posti di lavoro persi e c'è ancora il blocco dei licenziamenti. Far ripartire l'economia significa rigenerare posti di lavoro, dare sicurezza alle famiglie che in questo periodo, oltre al fattore economico, hanno dovuto fare i conti con le difficoltà insorte dalle restrizioni, con ricadute dannose anche sotto l'aspetto psicologico. Pensiamo alle difficoltà a cui bambini e adolescenti hanno dovuto adattarsi, che sono state molteplici: la chiusura delle scuole, la sospensione delle attività sportive, sociali e ricreative, le ore passate davanti al PC, che hanno dato loro la visione di una società fatta di isolamento, che sicuramente ha creato forti disagi anche per tanti nostri giovani che devono affacciarsi al mondo del lavoro e si ritrovano sfiduciati. Abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le azioni che preservino la qualità della nostra vita. Abbiamo il dovere di ringraziare chi è in prima linea dall'inizio della pandemia e mi riferisco ai medici, agli operatori sanitari che ancora oggi sono impegnati nella campagna vaccinale e ai tanti volontari. Questo impegno profuso ci permetterà di ripartire e di vedere le nostre piazze, i pubblici esercizi e le località turistiche tornare a vivere. In questi giorni finalmente ci sono state le prime riaperture di bar e ristoranti, per ora solo all'aperto, cosa che per le attività in alcune località, come quelle montane, è molto difficoltosa, viste le temperature, pertanto l'obiettivo resta dare la possibilità di lavorare in sicurezza a chi è ancora fermo e su questo dobbiamo impegnarci. La voce della Lega, che all'interno del Governo lavora per dare uno spiraglio di luce dopo questo periodo così difficile, ci rende fiduciosi che gli obiettivi che ci siamo prefissati possano e debbano essere raggiunti per una ripresa economica forte, che concorra al benessere omogeneo del Paese senza lasciare nessuno indietro e tenendo sempre puntato lo sguardo sulla tutela della salute. Qualcuno ha definito la pandemia come una guerra contro un nemico invisibile. Mi ricordo che quando ero bambina mia nonna mi raccontava tutte le difficoltà che aveva affrontato durante la guerra, compresa la paura, la fame e il terrore di perdere i propri cari. Da loro, dai nostri nonni, dovremmo prendere esempio, non arrenderci e affrontare le difficoltà con determinazione e con il coraggio di esporci in prima persona per trovare le soluzioni migliori. Per questo sono orgogliosa della scelta di Matteo Salvini di far parte del Governo perché metterci la faccia e provare a portare le soluzioni giuste, assumendosene la responsabilità, non è cosa da tutti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gaudiano. Ne ha facoltà. GAUDIANO (M5S) . Signor Presidente, signori senatori, il decreto-legge sostegni che ci apprestiamo a convertire in legge prosegue il percorso iniziato a marzo 2020 con il cosiddetto decreto cura Italia; un percorso mai interrotto e fatto di aiuti economici e misure emergenziali, indispensabili per fronteggiare l'emergenza dovuta alla pandemia. Le risorse messe in campo con il provvedimento al nostro esame ammontano a 32 miliardi di euro e sono il frutto dello scostamento di bilancio votato a gennaio con il Governo Conte- bis , che è stato fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle. Fin dal primo momento infatti il MoVimento 5 Stelle si è battuto fermamente per ottenere risorse dall'Europa e per far sì che fossero utilizzate nel migliore dei modi. Ci rendiamo conto che quanto fatto non è ancora abbastanza e siamo consapevoli delle difficoltà estreme che tutti stiamo fronteggiando, ma siamo convinti che è ancora tanto quello che riusciremo a realizzare. Da sempre siamo accanto ai cittadini, alle famiglie e agli imprenditori perché siamo nati dal basso della società civile, come forza propulsiva del cambiamento e quel cambiamento lo abbiamo inciso nel nostro DNA. Dalle piazze italiane urlavamo che nessuno deve rimanere indietro; possiamo essere fieri nel dire che non è rimasto solo uno slogan , ma che è la rotta costante delle nostre scelte in Parlamento. L'emergenza ha permesso di adottare interventi senza precedenti nel dare ossigeno alla nostra economia, messa a dura prova dalla pandemia, e nel dare conforto materiale ai cittadini in difficoltà. Ha altresì reso possibile riconsiderare le priorità e fare scelte coraggiose per mettere liquidità e sostenere imprese e famiglie. Non si tratta certo di assistenzialismo, ma di un sostegno indispensabile per rafforzare le difese organiche della nostra società che sta fronteggiando la crisi più profonda dei nostri tempi. Misure come il reddito di cittadinanza che, ad esempio, sarebbero state impensabili solo pochi anni fa, vengono oggi non solo confermate dal Governo Draghi, ma implementate con il decreto-legge sostegni. Se oggi il sistema tiene, è anche per merito del reddito di cittadinanza, che ha permesso di supportare migliaia di famiglie in difficoltà. Ne è prova la continuità delle scelte dell'attuale Esecutivo con il precedente, che ha confermato anche gli incarichi di collaborazione dei navigator fino al 31 dicembre 2021, al fine di garantire la continuità delle attività di assistenza tecnica nei centri per l'impiego. Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto, la decisione di abbandonare la classificazione per il codice Ateco è una presa di coscienza della possibilità di migliorare i provvedimenti passati. Si è scelto il criterio del calo di fatturato registrato nel 2020 rispetto al 2019, senza limitazioni a categorie professionali, con una progressività del contributo a fondo perduto che è maggiore tanto più piccola è l'azienda, nella consapevolezza che le medie e piccole imprese sono quelle più a rischio in questo momento. Per salvaguardare le attività più colpite dalle restrizioni adottate per contenere i contagi, sono state pensate ulteriori misure economiche; ad esempio, sono stati istituiti nuovi fondi a sostegno del turismo invernale e sono state previste indennità per i lavoratori stagionali, per i lavoratori del turismo e degli stabilimenti termali e anche per i lavoratori dello spettacolo e dello sport che, a causa della pandemia, hanno cessato e sospeso la loro attività. Inoltre, come componente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi sono molto soddisfatta per l'approvazione in Commissione dell'emendamento 6.49, a mia prima firma. Questa proposta di modifica sicuramente permetterà di esonerare dal pagamento del canone speciale RAI (Applausi) le attività ricettive come alberghi, case vacanze, bed and breakfast , villaggi turistici e campeggi, nonché i bar e tutti i locali pubblici o aperti al pubblico in cui si somministrano e consumano bevande, a cui si aggiungono tutti gli enti del terzo settore. Per coloro i quali avessero già provveduto al pagamento del canone speciale è stato previsto un credito d'imposta da utilizzare in compensazione corrispondente all'importo versato. Da tempo mi occupo personalmente del tema del canone RAI e a tal proposito ho presentato già nel 2019 un disegno di legge per modificarne la disciplina. Inoltre, a seguito della pandemia e delle gravi perdite subite dalle attività che pagano il canone speciale, ho depositato anche un'interrogazione scritta al Ministero dello sviluppo economico affinché si occupasse del problema. Oggi, grazie al decreto-legge sostegni, possiamo ritenerci soddisfatti. Sono infatti convinta che tale misura sia un concreto aiuto per queste attività; ogni piccolo passo è un passo verso la ripresa, la strada è lunga, ma possiamo garantirvi che non ci fermeremo. Insieme, con la responsabilità politica che ci tiene saldi a questo Esecutivo, sono convinta che riusciremo ad uscire dall'emergenza (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, oggi finalmente ci apprestiamo a convertire in legge il decreto-legge sostegni, dal cui nome stesso si evince l'intento del Governo di sostenere, attraverso i vari articoli, un Paese che ancora oggi sta lottando contro la pandemia, anche se i dati dei contagi pian piano sembrano apparire confortanti rispetto ai mesi scorsi. L'effetto è dovuto sicuramente alla campagna vaccinale che sta incentivandosi, anche perché finalmente stanno arrivando più dosi di vaccino. Su questo aggiungo subito il fatto che finalmente il presidente Biden ha chiesto di sospendere i brevetti dei vaccini e credo che ciò sia importantissimo anche per noi (Applausi) e per gli altri Paesi che stanno lottando. Signor Presidente, faccio un appello per i nostri connazionali italiani: penso a quella coppia che è andata ad adottare una bambina in India, affinché si faccia tutto il più possibile per farli rientrare in Italia. Lei teme per la sua salute, quindi faccio questa richiesta prima di tutto il resto. (Applausi) . Ovviamente mi corre l'obbligo, e lo faccio con la grande volontà, di ringraziare i colleghi Manca e Toffanin, nonché i presidenti D'Alfonso e Pesco per questa importantissima maratona - chiamiamola così perché lo è stata davvero - per condurre a compimento l'esame del provvedimento in discussione. Con l'ascolto del Parlamento - lo ribadisco ancora una volta - sono stati aggiunti altri 770 milioni al decreto-legge sostegni. È stato un lavoro immane e io esprimo il mio ringraziamento per quello che è stato fatto, perché capisco che in mezzo a tutti questi emendamenti sarà stato molto difficile, però ancora una volta il Parlamento ha detto la sua. Il Gruppo PD in 6 a Commissione ha dato un impulso fortissimo su tantissimi punti, per parlarvi dei quali perderei gran parte del mio tempo, ma lo faranno i miei colleghi essendo più pertinenti alle loro materie. Io mi soffermo, come sempre, sul tema della sanità, di cui il nostro Gruppo si è occupato in fase emendativa su tre filoni importanti, che avevo già annunciato e sui quali abbiamo lavorato: ampliare la platea dei vaccinatori, supportare gli studenti a livello psicologico e rafforzare il ruolo dei professionisti che in questo anno e mezzo stanno lottando contro il Covid. Io avevo già presentato degli emendamenti sull'ampliamento della platea dei vaccinatori, ma ho visto con grande piacere che nel decreto-legge sono state aggiunte altre professioni sanitarie che possono vaccinare. Questo mi ha fatto un enorme piacere, perché io avevo già detto al ministro Speranza in tutte le audizioni che era giusto ampliare la platea dei vaccinatori. Molto importante è stato l'ampliamento temporaneo della somministrazione di vaccini alle farmacie. A questo proposito però, il commissario Figliuolo aveva detto in un'audizione che avremmo dovuto velocizzare la vaccinazione il più possibile (cosa che io condivido), ovviamente diceva che andavano aumentati anche i luoghi e lui aveva anche parlato dei sottoscala. La collega De Petris e io avevamo presentato un emendamento per estendere la somministrazione alle parafarmacie e mi è dispiaciuto molto che questo suggerimento non sia stato ascoltato. Ritengo che sarebbe opportuno ampliare una volta per tutte la possibilità di vaccinare a coloro che possono farlo e nei luoghi dove ciò si può fare, per evitare di incorrere sempre in tutte quelle lotte fra professionisti che non ci devono essere. (Applausi) . Quindi facciamolo una volta per tutte, credo che sia importantissimo. Un'altra cosa sulla quale ci siamo soffermati, che ha passato il vaglio per la seconda volta della Commissione bilancio e della Commissione finanze, è un emendamento a me ormai carissimo, che prevede di passare il ruolo da tecnico a socio-sanitario degli assistenti sociali e degli operatori socio-sanitari, affinché finalmente svolgano la loro attività, già prevista da una legge. Spero che l'Assemblea, visto che questo mio emendamento ha passato il vaglio ed è collegato a un emendamento della collega Guidolin, possa dare l'opportunità a queste migliaia di professionisti di vedere finalmente riconosciuta una loro richiesta. (Applausi) . Penso che l'Aula si dovrà far carico anche di questo e che dovrà essere responsabile di quello che potrebbe avvenire; credo che sarebbe opportuno che questo emendamento fosse approvato, perché la temporalità in questo caso non ha senso. Se queste persone finalmente ricoprono il ruolo a loro dovuto, lo devono fare per sempre e non solo relativamente all'emergenza Covid; questo è un altro dato importante. Un'altra cosa secondo me fondamentale e un altro filone sul quale ci siamo sicuramente impegnati riguarda il supporto psicologico. È inutile che lo diciamo, colleghi. Ormai dappertutto, in tutte le audizioni, in Commissione infanzia e in Commissione sanità, è emerso che c'è un problema grossissimo che riguarda la tenuta psicologica dei nostri ragazzi, ma anche di tutti i cittadini e dei professionisti. Ringrazio pertanto la nostra capogruppo Simona Malpezzi per aver presentato un emendamento al quale è seguito un ordine del giorno importantissimo, attraverso il quale si chiede che nel prossimo decreto-legge, che arriverà a brevissimo in Consiglio dei ministri, vengano stanziate risorse anche per il supporto psicologico. Lo dobbiamo vedere, come abbiam visto gli emendamenti per i vaccinatori, e lo vedremo già nel prossimo decreto sostegni. Questa è un'altra cosa importantissima; è inutile che vi dica quanto è grande il disagio e il malessere psicologico che i bambini, gli adolescenti e di conseguenza le loro famiglie stanno sopportando. Ho sentito prima nella Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza che ci sono dei casi incredibili di ragazzi che usano addirittura sostanze stupefacenti per passare questo periodo, che purtroppo è gramo un po' per tutti, ma soprattutto per i nostri ragazzi. Credo che questo, insieme all'approvazione dell'istituzione dello psicologo delle cure primarie (un'altra proposta di legge incardinata in Commissione sanità), possa essere un importante impulso per il sostegno ai nostri cittadini, anche per rafforzare la sanità del territorio. L'unica risposta possibile in termini di adeguatezza è rappresentata dal rafforzamento della medicina del territorio, ed è quello che noi troviamo nella missione 6 del PNRR, di cui attendiamo a breve l'approvazione della Commissione europea e la stesura di progetti concreti da condividere con tutti gli attori interessati, in primis con il Parlamento. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ronzulli. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questo decreto-legge è un vero e proprio spartiacque che segna la differenza non solo tra due Governi, ma anche tra modi opposti di rispondere alla crisi. Siamo passati dal rincorrere gli effetti del Covid a finalmente governarli. Questo Governo ha impresso quel cambio di passo che chiedevamo e che era necessario per portare il Paese fuori dalla pandemia. Non voglio soffermarmi su aspetti economici di cui hanno ampiamente parlato i miei colleghi, bensì sui due aspetti sul fronte sanitario di cui sono particolarmente soddisfatta. Sostenere significa recuperare il tempo perso, vorrei dire sprecato nelle mancate cure. Il Covid non ha soltanto causato 122.000 vittime dirette, ma ha ucciso donne e uomini che avevano altre patologie e che non hanno potuto curarsi. Oggi rimediamo a un errore pericoloso. Attraverso un emendamento abbiamo chiesto che pazienti oncologici in follow up venissero inseriti tra le categorie vulnerabili. (Applausi) . Parliamo di persone che hanno avuto una diagnosi di tumore e che hanno affrontato trattamenti per cercare di eliminare la malattia nei precedenti cinque anni. Grazie a questa modifica, i malati più esposti al rischio di contrarre il Covid potranno effettuare il vaccino con le stesse modalità e la stessa tempistica con la quale possono accedervi tutte le altre persone considerate fragili. (Applausi) . Fino ad ora, infatti, queste persone, nonostante la loro evidente fragilità, non godevano di alcuna priorità. Considero per questo il parere del Governo e la decisione della maggioranza di inserire questo emendamento all'interno del decreto un gesto di grande attenzione nei loro confronti. Lo stesso si può dire di un altro emendamento assorbito dal decreto-legge, grazie al quale anche le infermiere volontarie della Croce Rossa, le cosiddette crocerossine, conosciute e amate in tutta Italia, potranno inoculare i vaccini contro il Covid. Averle abilitate alla somministrazione del vaccino è un atto di buon senso, di razionalità, un gesto di considerazione nei confronti di 2.700 donne generose, ma soprattutto un'ulteriore spinta per la campagna vaccinale. (Applausi) . Come segnalava la Croce Rossa, che sabato celebra la sua festa, le crocerossine sono formate attraverso un corso di due anni, al termine del quale possono anche effettuare iniezioni intramuscolo in presenza del medico. Questo personale, già attualmente impegnato presso gli hub vaccinali, darà il suo contributo allo sforzo corale che sta facendo l'Italia in tutte le sue articolazioni per raggiungere l'immunità di gregge che ci renderà finalmente liberi. (Applausi) . Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile. Siamo ancora lontani dall'avere il Paese che ci chiedono gli italiani, quello che serve alle aziende per prosperare o almeno per tornare a crescere: un'Italia sicura e che garantisca a tutti la salute e il benessere. Provvedimenti come quello oggi in discussione, contenente queste misure positive, sono la ragione per cui abbiamo voluto dare il nostro contributo al Governo Draghi e vogliamo continuare a darlo. Un piano vaccinale efficiente che funziona e procede in modo spedito e che, grazie anche alle modifiche introdotte in questo decreto-legge, correrà ancora più velocemente è la migliore risposta al terrorismo psicologico esercitato dai no vax, i quali non capiscono che i vaccini sono la soluzione al Covid e non la causa. (Applausi) . È la migliore risposta a chi, rifiutando di immunizzarsi, mette a rischio non solo la propria vita, ma soprattutto quella degli altri; è la migliore risposta della scienza all'ignoranza. Sono queste le tante risposte che stiamo dando al Paese, a tutti gli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori che hanno voglia di ripartire e che, per farlo, hanno bisogno che la sicurezza sanitaria sia garantita. Lo stiamo facendo e con questo decreto, come modificato qui in Senato, la strada per tornare alla normalità si è accorciata ed è diventata meno tortuosa. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ferrero. Ne ha facoltà. FERRERO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con questo primo importante provvedimento si comincia ad andare nel verso giusto. È il primo importante provvedimento di questo Governo, che ha emanato un decreto-legge subito esecutivo e il Senato e i senatori tutti hanno cercato di dare il loro apporto migliorativo. Ringrazio quindi i due relatori, i senatori Roberta Toffanin e Daniele Manca, per il lavoro di mediazione svolto al fine di trovare un accordo tra le forze di maggioranza e anche di minoranza. Ringrazio i presidenti delle due Commissioni, Pesco e D'Alfonso, che - diciamoci la verità - si sono trovati comunque a gestire una legge di bilancio in una settimana. Ringrazio anche tutti gli uffici che hanno lavorato per licenziare un provvedimento davvero pesante. È doveroso comunque un appunto di metodo sulla fretta che mai come in questo provvedimento si è verificata. È giusto fare riunioni fiume a oltranza per arrivare all'accordo ed è giusto lavorare senza sosta, ma è sbagliato non avere qualche ora in più per approfondire e non avere il tempo per coinvolgere i colleghi nelle scelte. È sbagliato non avere a disposizione i testi e procedere ugualmente alle votazioni. È sbagliato, colleghi, ridursi sempre a lavorare di notte. (Applausi) . Ho sempre sostenuto - e lo ribadisco qui in Aula - che il lavoro fatto di fretta e di notte rischia di essere viziato da errori. Non parliamo, poi, di alcuni tentativi di propinare emendamenti non concordati; forse è un errore, ma mi domando se non sia una scorrettezza. Comunque andiamo avanti così e cerchiamo di non fare scorrettezze. È stato tutto molto faticoso, ma alla fine abbiamo trovato una sintesi. Ricordo che il primo decreto sostegni si è sviluppato su uno scostamento di 32 miliardi di euro, ancora in capo al vecchio Governo. Il primo scostamento, ben più corposo, da 40 miliardi, di questo nuovo Governo andrà a finanziare il secondo decreto sostegni, che vedrà la luce nei prossimi giorni. Ebbene, in pieno accordo tra i Gruppi, abbiamo individuato alcune tematiche onerose, da gestire con emendamenti comuni, e altre molto onerose e impossibili da trattare nel primo decreto sostegni, ma importanti e da rimandare al decreto sostegni- bis , per le quali abbiamo quindi concordato un ordine del giorno. Per quanto riguarda il primo articolo, sul fondo perduto, abbiamo ottenuto di superare l'intricata e inefficiente logica dei codici Ateco, sostenendo, seppur nei limiti dello stanziamento iniziale, tutte le attività che hanno subito una perdita di fatturato superiore al 30 per cento. A tal proposito, con un nostro emendamento, si è stabilita l'impignorabilità del contributo a fondo perduto. Nell'ordine del giorno si è chiesto inoltre l'impegno del Governo a prevedere ulteriori contributi a fondo perduto nel prossimo decreto ristori. Si è altresì chiesto un impegno con particolare riguardo ai costi fissi, ai canoni di locazione su immobili ad uso non abitativo, agli affitti d'azienda e alla quota fissa delle bollette elettriche. A proposito di affitti, si è iniziato in questo provvedimento, con emendamenti nostri e di altri Gruppi, a dare un primo segnale di attenzione ai proprietari di immobili ad uso abitativo (mentre per quelli commerciali si è rimandato al decreto sostegni- bis ), per esentarli dal pagamento dell'Irpef su canoni di locazione non percepiti. Si è inoltre agito per bloccare gli sfratti, almeno quelli avviati prima della pandemia. Su questo devo dire che ho constatato un comportamento poco limpido, al limite della scorrettezza come dicevo prima, di alcuni Gruppi evidentemente in disaccordo politicamente. Si è, poi, agito in diversi altri settori. La montagna è un tema che mi sta particolarmente a cuore, come piemontese, e di cui ha già ben parlato la collega Testor. Con un ottimo lavoro del ministro Garavaglia in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo stabilito in questo provvedimento i criteri di riparto, con l'impegno sul decreto sostegni- bis di aumentare il fondo dedicato alla montagna di 100 milioni di euro. Si è agito sull'esenzione TOSAP e COSAP per le attività costrette alla chiusura, demandando al decreto sostegni- bis , con un impegno del Governo, l'esonero del pagamento della Tari per le attività che hanno subito le chiusure. Abbiamo presentato emendamenti sulle misure dedicate al settore termale e allo sport. In particolare, tutti i Gruppi in accordo hanno deciso di convogliare ulteriori 50 milioni di euro per dare un sostegno alle società sportive dilettantistiche, lasciate fuori dai precedenti provvedimenti. La Lega, poi, ha dimostrato un'attenzione particolare per la disabilità, con l'instancabile lavoro del ministro Erika Stefani, e, come ha ben evidenziato ieri il collega Augussori, sono stati portati avanti emendamenti importanti. Mi riferisco alla finalizzazione del fondo per le disabilità, alle risorse pro ciechi e alla battaglia, su cui tanto ha puntato il senatore Salvini, insieme a tutti noi della Lega, per il riconoscimento della lingua dei segni. Signor Presidente, questa è soltanto una parte delle misure che abbiamo portato avanti. In conclusione, in questo provvedimento, con le risorse disponibili, abbiamo cercato, per quanto possibile, di sostenere la nostra economia, le nostre attività costrette alla chiusura forzata, nella consapevolezza che il miglior sostegno è dare alle nostre attività l'opportunità di lavorare, di riaprire, di tornare alla normalità, superando quindi la logica del coprifuoco e delle chiusure. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Puglia. Ne ha facoltà. PUGLIA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola in quest'Aula per manifestare la mia soddisfazione in merito a una serie di provvedimenti che siamo riusciti ad introdurre in questo decreto sostegni. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre operato, in questo periodo di pandemia, in maniera molto razionale da un lato, e in maniera molto responsabile dall'altro. Un periodo difficilissimo, nel quale sappiamo bene che tantissime attività economiche hanno perso moltissime ore di lavoro. Siamo quindi dovuti intervenire, soprattutto nel periodo iniziale, in maniera emergenziale; abbiamo cercato di rendere rapidi i processi amministrativi in un Paese in cui, in realtà, tutti i processi amministrativi informatici erano quasi allo stato brado. Ebbene, acceleriamo. In relazione a questo provvedimento esprimiamo grande soddisfazione - soprattutto per quanto mi riguarda - rispetto alla grande battaglia che abbiamo portato avanti già a partire dalla scorsa legislatura, che abbiamo sempre fatto e che continueremo a fare, in favore della piccola e media impresa, ossatura dell'economia italiana. A proposito di questo, ci sono anche delle attività storico-culturali italiane, ad esempio quella del commercio dei mercati, degli ambulanti. Siamo molto soddisfatti di aver sostenuto la durata e la proroga delle concessioni di posteggio per l'esercizio del commercio su aree pubbliche, proprio al fine di garantire la continuità dell'attività a sostegno di questo settore nell'attuale quadro emergenziale. Un altro importante obiettivo raggiunto, del quale siamo veramente contenti, è quello di aver ampliato e quindi sostenuto anche il fondo per i fieristi. Su questo però c'è anche da dire che sussiste ancora un problema di burocrazia a livello di enti locali e mi riferisco anche alle Regioni. Quello che posso fare è rivolgere allora una sorta di moral suasion a chi governa i territori, al fine di rendere molto più rapide le possibilità di operare, anche perché abbiamo ormai la certezza che in luoghi aperti il virus si trasferisce in maniera molto meno rapida. Sarebbe quindi opportuno, con tutte le sicurezze, riaprire anche questi luoghi. Esistono già dei protocolli che sono stati forniti dall'INAIL (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro), che da tempo lavora su casistiche similari per altre tipologie di problematiche collegate ai virus. Ricordiamo che per vastità e articolazione del sistema fieristico, l'Italia è il quarto Paese al mondo dopo Cina, Stati Uniti e Germania, quindi c'è stata una significativa riduzione del fatturato e non lo possiamo consentire. È un settore strategico nel quale, ripeto, siamo quarti al mondo, dopo la Cina, gli Stati Uniti e la Germania, grandi Paesi dopo i quali ci siamo anche noi. Non mi soffermo su tutto ciò che è stato introdotto con il decreto sostegni al nostro esame. Ricordo che abbiamo spinto affinché si facesse immediatamente anche un decreto sostegni- bis . Mi volevo soffermare soltanto su alcune materie. Una materia che mi viene in mente, ad esempio, è quella del lavoro e della previdenza, un settore nel quale ho impegnato da sempre le mie energie al fine di accrescere non soltanto la mia professionalità, ma anche la mia curiosità. Nel decreto sostegni viene incrementato, nella misura di un miliardo e mezzo, la dotazione per il 2021 del Fondo per l'esonero del versamento dei contributi dovuti da lavoratori autonomi e professionisti. Ancora una volta abbiamo tenuto presente la piccola e media impresa, di cui conosciamo benissimo la sofferenza di questo periodo. Un'altra particolarità che dà una boccata di respiro è la riduzione della spesa dei consumi elettrici per uso non domestico, proprio a favore delle utenze elettriche connesse in bassa tensione. Di nuovo pensiamo alla piccola e media impresa. Vi è un'altra misura di carattere generale che è stata introdotta su forte spinta del MoVimento 5 Stelle, che l'ha condiviso con le altre forze politiche. Ciò dimostra che al Governo ci siamo anche noi. C'è stata proprio la volontà di predisporre nel decreto sostegni- bis un'altra serie di provvedimenti. Ricordiamo l'azzeramento e l'esonero della tassa sui rifiuti (Tari). Forniremo ai Comuni i fondi necessari affinché le attività economiche possano azzerare anche questa tassa che in questo periodo di pandemia, con le chiusure, è veramente ingiusta. Un'altra cosa su cui sarebbe opportuno, a mio avviso, porre una certa attenzione è l'esonero dal canone RAI. Per questo ringrazio la collega Felicia Gaudiano e il collega Sergio Vaccaro, che hanno voluto fortemente questo esonero dal canone RAI a favore delle strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande. Ancora una volta interveniamo per piccola e media impresa. Un'altra particolarità che abbiamo sostenuto sempre con energia, forza e anche visione, sempre a favore della piccola e media impresa, è l'esonero dal canone per l'occupazione del suolo pubblico che, questa in questo periodo di pandemia, con l'obbligo delle chiusure, veramente risulta una tassa insopportabilmente ingiusta. Un'altra tematica sono le startup , per cui devo rilevare il grande impegno del MoVimento, che ha a cuore sempre lo sviluppo della capacità imprenditoriale del singolo individuo al fine di far emergere le potenzialità che possono concorrere al progresso del nostro Paese. Per tale ragione è stato introdotto il contributo a fondo perduto nella misura massima di 1.000 euro ai soggetti titolari di reddito d'impresa che hanno attivato la partita IVA dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e la cui attività di impresa, in base alle risultanze del registro delle imprese tenuto dalle camere di commercio, è iniziata nel 2019, in un periodo veramente particolare. Presidente, dobbiamo essere rapidi nell'approvare e credo che ci abbiamo messo tutto l'impegno. Ringrazio, pertanto, tutti i colleghi delle Commissioni che hanno avuto la capacità di interagire con le minoranze per portare in maniera rapida il provvedimento al Paese, ma ricordiamo di essere altrettanto rapidi con il decreto sostegni- bis perché ci sono tantissime altre piccole e medie imprese che stanno soffrendo e hanno bisogno del nostro sostegno. (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in questa sede a parlare per l'ennesima volta di sostegni, di ristori e di «aiuti». Mi ricordo quanto il Governo ha detto in occasione della discussione sullo scostamento di tanti miliardi: finalmente si sarebbe fatto qualcosa per le imprese. Questo non ci pare dal contenuto del decreto-legge sostegni. Oggi ci sarebbe invece piaciuto conoscere dal Governo una timetable sulle aperture nella nostra Nazione. Ci sarebbe piaciuto che ieri fosse stato accolto il nostro emendamento sul coprifuoco, una misura che non ha alcuna ratio e alcuna evidenza scientifica. Voglio ricordare invece che, ancora una volta, il nostro emendamento è stato respinto. Siamo molto preoccupati, perché le risorse che vengono messe a disposizione, se non per alcuni emendamenti presentati dal Gruppo Fratelli d'Italia, che sono stati accolti - di questo vi ringraziamo - saranno oggetto di un'ennesima distribuzione a pioggia, che certamente non servirà né per rilanciare la nostra economia, né per aumentare i consumi degli italiani. Sarebbe stato davvero possibile garantire un aiuto alle nostre imprese, dicendo loro quando avrebbero potuto aprire. Oggi nel settore turistico subiamo la concorrenza da parte di altri Paesi, come la Grecia o la Spagna, che rispetto a noi sono molto più avanti nelle prenotazioni, proprio perché il Governo ha sbagliato nella comunicazione, quando ha detto che ci sarebbe stato il coprifuoco alle ore 22, sino al 31 luglio. Colleghi, secondo voi chi potrebbe mai prenotare le vacanze nella nostra Nazione, sapendo che alle 10 di sera deve stare chiuso in casa o in albergo? La comunicazione è importante! Non riesco a capire come non siate preoccupati del lavoro, dei lavoratori e della perdita di lavoro che ci sarà, un secondo dopo la fine del blocco dei licenziamenti. Voi invece fate orecchie da mercante! Draghi e il Governo dei migliori stanno andando avanti nella stessa maniera del Governo Conte e anzi, se mi consentite, addirittura un po' peggio. Per entrare nel merito, avendo poco tempo a disposizione, voglio solo portare due esempi. All'articolo 1, il contributo dato alle imprese è calcolato sulla differenza tra il fatturato del 2019 rispetto al 2020, ma di un mese. Pensate veramente di aiutare le imprese dando il sostegno su un mese di fatturato? Nella vita faccio l'imprenditore, ma noi guardiamo all'andamento del fatturato di un anno. Userei un aggettivo, che mi sembra l'unico appropriato: è vergognoso! L'articolo 38 prevede che al sistema fieristico, di cui l'Italia ha fatto un'eccellenza, vengano destinati 150 milioni di euro. Ricordo che parte di questa maggioranza aveva stanziato 460 milioni di euro per i banchi a rotelle, che oggi giacciono nei magazzini. Come vi sentite quando incontrate i commercianti, gli artigiani e gli imprenditori? Come fate a non abbassare il vostro sguardo, dopo che elargite quella che si potrebbe definire un'elemosina o una mancetta? Anche al sostegno della filiera dell'agricoltura sono destinati 150 milioni di euro e potrei continuare a lungo, citando molti articoli che ci lasciano senza parole. Colleghi, continuate a pensare che i posti di lavoro si creino per decreto, ma gli unici soggetti che possono creare i posti di lavoro sono le imprese. Signor Presidente, colleghi, concludo dicendo che l'unica luce che si intravede in questo decreto-legge sostegni è che riconoscete il vostro errore per quanto riguarda i vaccini, perché passate da 400 milioni di euro a 2 miliardi e 800 milioni di euro. Vi siete resi conto che i soldi che avevate messo a disposizione per i vaccini erano una miseria: meglio tardi che mai. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (PD) . Signor Presidente, con questo provvedimento arriviamo a dare ulteriori risposte ai numerosi bisogni che famiglie e imprese hanno manifestato rispetto alle restrizioni che siamo stati costretti ad attuare per via della pandemia. Tutti noi, però, ci auguriamo che questo decreto-legge e il prossimo già istruito siano ormai tra gli ultimi provvedimenti straordinari ed emergenziali, che portano ad attuare misure con risorse ingenti per dare sostegni e aiuti straordinari. Questo perché la speranza è che l'implementazione del piano vaccinale possa portare a una progressiva normalità anche il nostro Paese, permettendo così allo Stato di avviare l'attuazione degli importanti investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal fondo complementare, in modo tale da poter vedere finalmente crescere anche nel nostro Paese l'occupazione, oltre che il Paese stesso in tutte le sue componenti. Su occupazione e lavoro mi sia consentita una parola, Presidente, rispetto ai recenti fatti di cronaca degli ultimi giorni. Vorrei esprimere, a nome mio e del Gruppo PD, il cordoglio per le recenti morti sul lavoro. Queste morti devono essere un richiamo costante ad investire e a vigilare continuamente sulle misure di sicurezza lavorative. (Applausi) . Queste morti, che sembrano emergere da una costante oscurità, nonostante dati drammatici, ci devono far riflettere perché, Presidente, Luana D'Orazio è morta come in una filanda dell'Ottocento e Christian Martinelli è morto come in un opificio del Novecento. Fatti drammatici come questi ci devono scuotere, ma ci devono anche indurre a far sì che gli investimenti importanti che lo Stato attuerà nei prossimi mesi e nei prossimi anni pongano il tema della sicurezza sul lavoro al primo posto. Al tempo stesso, bisogna implementare i controlli nelle aziende perché queste drammatiche vicende non si ripetano più. Venendo al decreto-legge, Presidente, il Parlamento ha avuto un ruolo limitato per quanto riguarda le risorse a disposizione; tuttavia, ha avuto un ruolo significativo nella determinazione delle misure e dei provvedimenti. Anche grazie all'impegno del Gruppo PD, assistiamo a un'importante riduzione dei costi fissi soprattutto per i pubblici esercizi e per gli operatori del turismo. In questo modo si è dato ascolto a tante richieste degli stakeholder . Sappiamo che questa deve essere ancora la strada da attuare con l'utilizzo dell'ulteriore scostamento già deliberato dal Parlamento di 40 miliardi, che vedrà l'impiego parziale di quelle risorse nel provvedimento atteso che il Governo sta per varare. Oltre a queste misure, su impulso del Parlamento - che su questo è stato chiaro, anche nell'ordine del giorno approvato in Commissione - il Governo dovrà riservare particolare attenzione ai Comuni, che sono una cellula vitale per il nostro Paese perché sono stati e sono protagonisti nell'aiuto alle famiglie e alle imprese. Credo che si dovrà necessariamente andare nella direzione di coprire completamente, almeno con 600 milioni di euro, lo scoperto che i Comuni registreranno sulla Tari, perché se vogliamo abbattere come costo fisso per le imprese una tassa come quella sui rifiuti dovremo garantire al Comune la piena copertura delle risorse, altrimenti il meccanismo vedrà scaricare sulle famiglie questa tariffa, e questo non è ovviamente ammissibile. C'è inoltre una richiesta di implementare di 100 milioni di euro il fondo per la montagna, previsto dall'articolo 2 del decreto-legge in approvazione; c'è, poi, un'importante misura legata alla solidarietà alimentare. Abbiamo visto come abbia funzionato bene nei mesi passati dello scorso anno il bonus spesa che è stato riconosciuto alle famiglie bisognose attraverso i Comuni. Questa misura non solo deve essere implementata, ma deve essere resa più flessibile, lasciando ai Comuni le risorse necessarie per dare risposte sulle esigenze di spesa, ma anche sulle coperture di bollette o di affitti per quelle famiglie che i Comuni stessi sanno essere in condizioni di difficoltà. I Comuni sono la sentinella sul territorio per conto dello Stato. Conoscono i propri cittadini, conoscono i bisogni che essi registrano e, quindi, sono i migliori organismi dello Stato, titolati a indicare dove destinare le risorse. L'appello che faccio al Governo, quindi, non è solo quello di destinare le risorse a copertura di queste misure per i Comuni, ma anche quello di rendere flessibile l'utilizzo di tali risorse in funzione delle capacità che ogni singolo Comune sa mettere in campo per riconoscere i bisogni delle famiglie e delle imprese. Signor Presidente, i Comuni sono stati in prima linea nella gestione della pandemia. Sono stati essenziali e continuano ad essere essenziali nella implementazione del piano vaccinale, perché hanno saputo mettere in campo e coordinare i volontari che assistono i numerosi centri vaccinali e gli operatori sanitari. Saranno protagonisti della ripartenza con gli investimenti previsti dal PNRR. È necessario un patto, lo chiedo al Governo: un patto tra Stato e Comuni per le ragioni che ho indicato, per il ruolo che esercitano i Comuni. Sarà necessario che il Governo affidi responsabilità e risorse, ma anche adeguata autonomia ai Comuni, per delle risposte migliori nei confronti delle famiglie e delle imprese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signori del Governo, colleghe e colleghi, preliminarmente sento di dover ringraziare i relatori, la senatrice Toffanin e il senatore Manca, per l'ottimo lavoro che hanno svolto, di sintesi e di attenzione ai lavori della Commissione, i due Presidenti di Commissione, senatori Pesco e D'Alfonso, e anche a tutta la struttura che ci ha supportato - e sopportato - in queste fasi. (Applausi) . Se posso dirlo, signor Presidente, l'unica cosa che non mi è piaciuta è il rito della notturna, perché, con un po' di programmazione e di organizzazione, si riescono a organizzare i lavori bene. Personalmente, io di notte faccio fatica a stare sveglio e, per questo, auspico per il futuro che non ci siano notturne. Al di là di questo, venendo al decreto sostegni, il punto più importante, come hanno richiamato i colleghi che sono intervenuti e come faranno quelli che interverranno anche dopo di me, non sono le singole misure, ma quell'ordine del giorno che, come ha detto la mia Capogruppo, è prenotativo sul decreto sostegni- bis . Con tale ordine del giorno impegniamo il Governo non a valutare, ma su alcune azioni puntuali, precise e definite che non hanno trovato spazio, data la ristrettezza dei margini economici, in questo primo decreto. (Applausi) . Praticamente, è un decreto sostegno, nel senso che sosteniamo perché vogliamo far lavorare le nostre imprese, vogliamo far lavorare i nostri piccoli e medi imprenditori e vogliamo far ritornare il Paese alla normalità in fretta, perché non possiamo più aspettare. In questo senso, il nostro partito sta portando avanti l'idea di una riapertura moderata, ma che sposti l'asticella del coprifuoco alle ore 23. Che riapra il settore del wedding , che riaprano i congressi e le fiere, che si riaprano le piscine e i centri commerciali in tranquillità. Sono tutti settori che sono fermi da un anno e mezzo e il sostegno, per quanto importante possa essere, sicuramente non risolve i problemi. Quindi, bisogna dare fiato e aiuto, dare una boccata di ossigeno, per permettere che, alla riapertura, ci sia la ripartenza. Vedete, colleghi, non si può riaprire e non ha senso riaprire se poi non si riparte. Il nostro sistema produttivo è in difficoltà, come i dati stanno testimoniando, e servono funzioni innovative. Chi ha idee nuove è il momento che le tiri fuori e le metta a disposizione del Paese. Il nostro partito, all'appello del Presidente della Repubblica di abbandonare le maglie della propria squadra e di indossare la maglia della Nazionale, ha risposto immediatamente, senza indugio, perché qui è in gioco il Paese. Qui non si tratta di essere tifosi di una squadra, ma di essere tifosi della nostra nazionale. (Applausi) . Questo è lo spirito che ci ha contraddistinto, che ci contraddistingue e ci contraddistinguerà. Il presidente Draghi è una garanzia per noi, è una garanzia che non possiamo permetterci di sprecare. Pertanto, anche le legittime osservazioni e critiche devono tornare nell'ambito di un'autorevolezza che nel presidente Draghi trova la sua massima espressione. Lo abbiamo dimostrato: il primo PNRR ci è stato mandato sostanzialmente a casa dicendo che era poco più che carta straccia. E dopo il primo PNRR, che è un ordinativo, il primo vero provvedimento del Governo Draghi è quello in esame. Qui si vede il cambio di passo e non condivido quanto detto poco fa dalla collega Garnero Santanchè. Sui vaccini c'è un cambio di passo. (Applausi) . Siamo passati dal giorno alla notte e credo che non vi sia bisogno di dirlo, perché è sotto gli occhi di tutti. Stiamo recuperando tempo perso inutilmente. Lasciamo stare le polemiche su iniziative dei Governi Conte I e II, che lasciano il tempo che trovano. Signor Presidente, desidero sottolineare alcuni temi che possiamo ascrivere alla scelta di Forza Italia. L'attenzione alle città d'arte e ai borghi antichi è importante, perché sono i più penalizzati nell'ambito del settore turistico e sono fermi: mi riferisco a città importanti come Roma, Firenze, Venezia, Verona e tante altre città che - ripeto - sono ferme, perché i turisti non arrivano. Ripeto spesso che, accanto a una crisi economica latente, ce n'è una sociale che ci può spaventare. Richiamo l'attenzione del Governo su due problemi molto gravi che si stanno avvicinando. Signori del Governo, non trascuriamo il problema Alitalia, perché rischia di arrivarci sulla schiena dalla sera alla mattina, se non stiamo attenti e non usiamo l'autorevolezza del presidente Draghi per far modificare l'atteggiamento della Commissione europea che ci sta penalizzando in maniera grave. È l'ultima occasione per modernizzare il Paese. Siamo assolutamente convinti che questi interventi, nella visione organica dei decreti sostegni e sostegni bis, daranno un aiuto alle imprese (specialmente a quelle piccole e medie), alle famiglie e alle fasce più deboli. Come ha ricordato la senatrice Ronzulli, grazie al Governo siamo riusciti a far considerare i malati oncologici in follow-up come classe prioritaria nella vaccinazione. (Applausi) . Non costava nulla, ma ciò è stato reso possibile grazie alla nostra sensibilità. Abbiamo immesso dentro forze nuove. Le crocerossine volontarie non costano nulla e svolgono le mansioni di assistenti sanitarie e infermiere in tempo di guerra, ma non potevano - non si sa per decisione di quale strano burocrate - fare le inoculazioni. (Applausi) . Abbiamo immesso 2.800 infermiere professioniste, stimate da tutto il Paese - le cosiddette sorelle della Croce Rossa - che potranno vaccinare, dando supporto e collaborazione. Richiamo infine un altro argomento. Per aiutare le imprese c'è un sistema molto semplice e non riesco a capire perché qualche burocrate - com'è stato detto ieri dal senatore Mallegni, e l'ha ricordato il senatore Pagano - faccia scelte politiche. Non spettano ai burocrati le scelte politiche: le assumiamo noi in questa sede e loro le devono trasferire in atti concreti. Per aiutare le imprese basta considerare il rating del merito creditizio pre-Covid. Possibile che non riusciamo a introdurre una norma che obblighi le banche a considerare il rating delle imprese prima del Covid e non quello successivo alla pandemia, che sicuramente è peggiorativo? (Applausi) . Non costa nulla e non capisco perché non venga fatto. Il presidente Draghi ha parlato di debito buono; io voglio parlare di burocrazia buona, quella che deve darci una mano a portare il Paese fuori da questa situazione di crisi. (Applausi) . Signor Presidente, questa maggioranza ha dato un'ottima dimostrazione di capacità. Abbiamo lavorato per l'interesse vero del Paese e sono veramente soddisfatto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bruzzone. Ne ha facoltà. BRUZZONE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ringrazio i due Sottosegretari che sono presenti in Aula in rappresentanza del Governo e ascoltano questo dibattito su un provvedimento che è indubbiamente importante, mi verrebbe da dire importantissimo, come lo sarà il decreto sostegni- bis . La Lega ha dato un contributo durante i lavori che si sono svolti in Commissione non soltanto in termini di partecipazione e di determinazione, ma anche e soprattutto di contenuti e dell'importante miglioramento che è stato portato all'interno del provvedimento. Siamo qui per dare segnali importanti al Paese e soprattutto per rimarcare la coerenza del nostro impegno, che va nella direzione del mondo del lavoro, delle imprese e dell'economia, che costituisce un'ossatura importante del nostro Paese e che merita di essere tutelato fino in fondo in questa fase di ripresa. (Applausi) . I risultati che la Lega ha portato a casa in termini di miglioramento grazie all'importante lavoro svolto dai colleghi e dalle colleghe della Commissione bilancio ci portano a dire che potremmo quasi mettere un sottotitolo a questo provvedimento, perché, grazie al contributo della Lega, oggi si vede la differenza. (Applausi. Commenti) . Ho sentito un commento molto significativo, ma ai colleghi di Fratelli d'Italia, con i quali amministriamo bene molte realtà importanti del nostro Paese, vorrei dire che quando prima la senatrice Garnero Santanchè ha affermato che era meglio il Conte II rispetto al Governo attuale, ha fatto contenti soltanto i pochi colleghi che oggi fanno i commenti, cioè quelli del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . Non voglio certamente andare in una direzione polemica, perché il mio intervento ha una logica di carattere costruttivo ed è teso a rimarcare alcuni aspetti a cui noi della Lega tenevamo molto. Mi riferisco alle imprese e alle partite dell'IMU, del canone RAI, dei lavoratori separati, della TOSAP e degli aiuti ai più deboli e alle imprese. Abbiamo puntato tantissimo su questo e si vede la differenza. Da genovese e da ligure devo rivolgere un ringraziamento infinito, a nome di chi vive in quella realtà, nella mia Regione, a Matteo Salvini, perché l'approvazione dell'emendamento 40.0.9 - tengo a citarlo - va in continuità con quanto la Lega ha fatto per Genova di fronte alla catastrofe e alla disgrazia del ponte Morandi, proseguendo nel definire alcune importanti opere in quell'area, a cominciare - tengo a dirlo e, come diciamo a Genova, lo faccio con un po' di magón inta gôa - dalla costruzione del memoriale, sotto la ex pila 9 sulla sponda destra del Polcevera, perché quella è stata una tragedia che tutti noi italiani, noi liguri e noi genovesi, non dimenticheremo mai. (Applausi) . Quando il prossimo 14 agosto il sindaco di Genova avrà la possibilità di posare la prima pietra per il memoriale sotto la ex pila 9 dell'ex ponte Morandi, sarà non soltanto un momento di commozione, ma, grazie all'approvazione di questo provvedimento e dell'emendamento Salvini, anche un segno forte e importante per il futuro di quella città, che mai dimenticherà quello che è avvenuto. (Applausi) . Credetemi, saranno molti quelli che mai dimenticheranno il modello Genova: a me piace parlare di modello Lega Genova, perché con il Sottosegretario di allora, con il vice ministro Rixi, con Matteo Salvini e con il sindaco Bucci siamo stati in prima linea. Quel modello Genova ancora oggi deve richiamare tutti noi al superamento dei vincoli, dei lacci e dell'impossibilità concreta di fare le grandi opere a causa di questo codice degli appalti che dev'essere riformato, per non dire cancellato e superato. (Applausi) . Non voglio dilungarmi, ma, associandomi ai ringraziamenti al ministro Garavaglia, ricordo che quella Regione, che è importante e fa del turismo uno dei principali punti della propria economia, merita di essere trattata in modo diverso anche da altri. Domenica scorsa - ne sono testimone diretto - per percorrere 25 chilometri di autostrada, senza incidenti e senza blocchi, solo per i lavori in corso, ho impiegato cinque ore e un quarto, rientrando verso la città di Genova. Non è pensabile andare avanti così: dobbiamo sradicare e cancellare completamente chi oggi adotta ancora la politica del no e vuole ancora portare la politica del blocco e del non fare. Noi della Lega ci mettiamo impegno e siamo per la Gronda e per arginare chi ancora oggi politicamente non vuol fare queste grandi opere. (Applausi) . Si passa da lì e lotteremo fino in fondo per la politica del fare e non per una volta a cancellare lo sviluppo del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. Senatore Bruzzone, ho avuto anche io l'esperienza attorno a Genova che ha ricordato. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, colleghi, Governo, vorrei leggere la lettera di un medico del 118. (Commenti) . PRESIDENTE. Ci pensa la Presidenza, alla quale vi prego di rivolgervi, grazie. Non stavano esagerando, lasciate intervenire la collega. Prego, senatrice Castellone. CASTELLONE (M5S) . Leggo la lettera di un medico del 118: durante la pandemia solo noi del 118 siamo entrati nelle case delle persone malate di Covid. Eppure, nessuno ci aveva detto come procedere. Ci siamo trovati ad attendere per ore in ambulanza fuori dai pronto soccorso, finché l'ossigeno del mezzo di soccorso non si esauriva. Ci siamo vestiti dalle sei alle otto volte al giorno, imparando come fare guardando i video dello Spallanzani. Ci siamo autotassati per comprare sapone e carta asciugamani. Siamo entrati nelle case di anziani soli, che ci hanno chiesto di preparare i loro indumenti buoni per andare in ospedale. Abbiamo raccolto i loro effetti personali in una borsa, abbiamo etichettato tutto con il loro nome e imparato a trascrivere i numeri di telefono sui referti. Abbiamo chiuso le loro case, prendendo le chiavi. Abbiamo visto migliaia di persone poco prima che morissero. È stato umanamente toccante, bellissimo e terribile al tempo stesso. Eppure per noi non esiste alcun servizio di supporto psicologico. Amo il mio lavoro, ma credo che me ne andrò non appena ne avrò la possibilità, come già hanno fatto molti miei colleghi. È un lavoro pesante, con turni massacranti e livelli di remunerazione inferiori a quelli degli altri medici, che non offre alcuna tutela, come in molti abbiano realizzato nel momento in cui ci siamo ammalati di Covid e non avevamo diritto né all'infortunio, né alla malattia. Il medico che scrive si chiama Roberta Ladisa ed è uno di quegli eroi che hanno permesso al nostro Servizio sanitario nazionale di reggere. (Applausi) . Eppure il 118, che è il baluardo della nostra assistenza territoriale, è stato dimenticato in tutti i decreti che abbiamo approvato in quest'Aula. Al 118 non sono dedicati fondi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oggi però, per la prima volta, in un decreto-legge si parla di 118 e io il decreto-legge sostegni lo chiamo decreto riscatto per il 118. (Applausi) . Questi medici, oltre a essere stati dimenticati, in quest'anno hanno anche subito l'ingiustizia di veder richiesta la restituzione dell'indennità per lavoratori a rischio che hanno percepito negli ultimi quindici anni. A questi medici convenzionati è stato decurtato lo stipendio del 25 per cento, circa 800 euro al mese, perché, in virtù della scarsa chiarezza che regola il loro contratto di lavoro, la Corte dei conti ha chiesto un approfondimento alla regione Campania sull'indennità per lavoro usurante di circa 5 euro l'ora che percepiscono dal 1999. Le ASL, in attesa di una sentenza della Corte dei conti che non c'è, in autotutela hanno inviato a questi medici una lettera che chiede la restituzione dell'indennità che hanno finora percepito. Immaginate cosa significa per un medico impegnato nella gestione di questa emergenza ricevere una lettera che chiede di restituire in unica soluzione cifre che vanno dai 70.000 ai 100.000 euro (Applausi) . L'effetto chiaramente è stato l'abbandono delle postazioni 118 da parte di molti medici. Pertanto, le ASL campane hanno dovuto fare bandi per assumere medici tramite cooperative, attraverso contratti di lavoro come volontari, e sappiamo che poi questi operatori vengono retribuiti con finti rimborsi di pochi euro. Il rischio era quindi di smantellare un servizio di emergenza che invece è fondamentale per il nostro Servizio sanitario nazionale. Da un anno segnaliamo e denunciamo in tutte le sedi istituzionali questa ingiustizia. Abbiamo depositato qui in Senato due interrogazioni, la prima a febbraio 2020 e la seconda a febbraio 2021, chiedendo al Ministro della salute di porre fine a questo scempio e di sollecitare l'aggiornamento dell'accordo collettivo nazionale. Alla Camera il nostro Gruppo parlamentare ha discusso in Aula un'interpellanza e in Regione Campania la nostra vice presidente Valeria Ciarambino si batte al fianco di questi operatori sanitari da un anno, attraverso atti depositati in Commissione sanità e chiedendo anche il passaggio a contratti stabili per questi medici che sono precari storici. Oggi però, come dicevo, finalmente il decreto-legge in esame prevede il riscatto di questi medici, perché, grazie a un nostro emendamento approvato in Commissione bilancio, non dovrà più essere restituita l'indennità finora percepita (Applausi) . Confido che questo emendamento sia inserito nel testo definitivo del decreto-legge e sia accolto con favore da tutte le forze politiche, perché le battaglie per i diritti devono essere di tutti. Altre battaglie e sfide dobbiamo combattere assieme per riscattare tutti i nostri eroi, tutto il nostro personale sanitario che - lo voglio ricordare - quest'anno è candidato al premio Nobel per la pace (mi riferisco al personale sanitario italiano). Tra gli eroi da riscattare ci sono, ad esempio, i dottorandi, ai quali purtroppo non siamo riusciti a garantire il raggiungimento del minimale contributivo INPS; ci sono gli operatori sociosanitari, che, dopo aver lavorato nella gestione di tutte e tre le fasi pandemiche, continuano a ricevere lettere di licenziamento. Ci sono i medici di comunità e cure primarie, specialisti che si sono formati per la gestione delle cure primarie e della medicina di comunità e per operare nell'ambito della medicina generale. Eppure, nonostante due decreti interministeriali prevedano che come ambito di azione per questi medici ci sia la medicina generale, questo ancora non è permesso. Avevamo provato a sanare questo vulnus con due emendamenti, che purtroppo hanno avuto parere contrario, nonostante la carenza dei medici di medicina generale in questo Paese e la necessità di strutturare le case di comunità, che sono proprio i luoghi in cui questi specialisti dovranno operare. Il mio invito, colleghi, è allora davvero quello di unirci per portare avanti battaglie che vadano nella direzione di valorizzare tutto il nostro personale sanitario (penso alla riforma della formazione medica e a quella dell'emergenza-urgenza territoriale), perché tutelare i nostri operatori sanitari significa tutelare il diritto alla salute dei cittadini italiani. A tutti gli operatori sanitari vanno la mia e la nostra gratitudine; siamo - e continueremo a essere - al vostro fianco. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi e colleghe, prima di tutto voglio ringraziare i nostri relatori per l'ottimo lavoro svolto, sia il collega Manca, sia la collega Toffanin. Il provvedimento che ci apprestiamo a discutere e a votare è il frutto del lavoro di settimane, con cui abbiamo cercato di dare ascolto alle richieste di aiuto che ci provengono ormai da tutte le categorie. Come rappresentanti delle istituzioni, siamo chiamati a fare tutto il necessario per fornire supporto e sostegno a tutte le categorie colpite, a fronte di una crisi che veramente ha colpito tutti indistintamente. Possiamo e dobbiamo ancora fare molto, ma credo che fino a questo momento abbiamo compiuto un buon lavoro, prima con i decreti rilancio e ristori e ora con il decreto sostegni, al quale a breve seguirà un decreto sostegni due. Questi provvedimenti sono la chiara dimostrazione del fatto che la crisi non è passata. Siamo ancora in emergenza pandemica e stiamo cercando di rialzarci, anche con l'importante lavoro fatto nel campo delle vaccinazioni, per poter dare un po' di sollievo alle attività economiche che sono in sofferenza da troppo tempo, ma anche per poter tornare finalmente a respirare un po' di normalità. Abbiamo lavorato in questa direzione e gli importanti emendamenti approvati ne sono una chiara dimostrazione: l'esenzione integrale del canone RAI per il 2021; ma anche la possibilità, per i datori di lavoro che abbiano integralmente fruito del trattamento ordinario di integrazione salariale, dell'assegno ordinario, nonché del trattamento di integrazione salariale in deroga, previsti dalla legge di bilancio 2020-2021; la possibilità di anticipare la decorrenza della fruizione dei trattamenti previsti dal decreto sostegni, al fine appunto di consentire la continuità con i precedenti periodi. Vi è poi la concessione di un contributo a favore dei concessionari di aree demaniali marittime, per le attività di acquacoltura, pesca e ripopolamento attivo e passivo, che hanno la necessità più che mai di essere rilanciate. Queste sono solo alcune misure contenute nel decreto che ci apprestiamo a votare, misure che, come Italia Viva-PSI, abbiamo fortemente voluto e su cui abbiamo canalizzato il nostro impegno nel lavoro di queste settimane in Commissione (ne approfitto per ringraziare tutti i colleghi e le colleghe delle Commissioni competenti). Come Capogruppo in Commissione istruzione e cultura, però, penso anche alle misure che riguardano il settore della cultura e dello sport, forse tra le categorie maggiormente colpite dalle restrizioni adottate per contenere il virus. In questo importante lavoro, Italia Viva-PSI ha giocato un ruolo centrale e decisivo. Pensiamo infatti che far ripartire la cultura e il mondo dell'intrattenimento significhi in parte far ripartire la vita e la normalità. È stato approvato il nostro emendamento a favore degli operatori dello spettacolo (qui ringrazio come primo firmatario Riccardo Nencini): si tratta di agevolazioni per le spese sostenute nel 2020 per la realizzazione di attività culturali, anche se si sono utilizzati sistemi digitali per la trasmissione di opere dal vivo, come rappresentazioni teatrali, concerti e balletti. Abbiamo messo in campo fondi utilizzabili come credito di imposta pari al 90 per cento quale contributo straordinario: è senza dubbio una misura importante, soprattutto perché si tratta di un contributo che è compatibile anche qualora le imprese abbiano beneficiato di altri finanziamenti, a carico del Fondo unico per lo spettacolo. Poi lo sport, che non è stato lasciato indietro, ma era ed è davvero in ginocchio; è un tema su cui ci siamo sempre battuti come Italia Viva-PSI. È stato infatti approvato un altro importante emendamento, che porta la mia prima firma, con cui viene ulteriormente rifinanziato un fondo previsto dal decreto-legge ristori, con uno stanziamento di 50 milioni di euro, per il periodo 2020-2021, per il sostegno alle associazioni e società sportive dilettantistiche. È un importante passo in avanti e vigileremo affinché il decreto attuativo della norma preveda che tali risorse siano effettivamente destinate ad associazioni e società che non hanno potuto accedere al contributo a fondo perduto in quanto non titolari di partita IVA. Nello stesso senso va anche la misura, sempre voluta dal nostro Gruppo, che consente il rimborso per gli abbonamenti relativi all'accesso a impianti sportivi di ogni tipo. Come sappiamo, le misure di contenimento adottate in questi mesi per fronteggiare il virus hanno toccato l'intero tessuto economico, ma probabilmente il settore degli impianti sportivi è stato uno dei quelli più colpiti duramente, se non altro perché le chiusure si sono protratte e continuano purtroppo ancora a protrarsi. Peraltro, l'emendamento approvato consente che il rimborso consista, in alternativa alla restituzione del corrispettivo, nell'emissione di un voucher di pari valore, utilizzabile entro sei mesi dalla fine dell'emergenza nazionale. Si tratta di interventi di grande aiuto per il mondo sportivo, che si trova in affanno per la lunga sospensione delle attività a causa del virus. Il settore dello sport è trasversale e anche noi, come Gruppo, ci siamo mossi per cercare di ascoltare le istanze provenienti da tutti gli operatori che si muovono all'interno di questo mondo. A titolo esemplificativo, è stato approvato un emendamento a favore dei maestri di sci, con il risultato di uno stanziamento di 40 milioni in favore della categoria. È fondamentale sostenere questo settore, così come lo è sostenere il comparto della cultura e dello spettacolo. Ci abbiamo lavorato con passione e impegno; abbiamo lavorato tutti insieme: anche questo è un salto di qualità e una pagina nuova del nuovo Governo e di questo Parlamento. Insomma, credo che siamo consapevoli delle conseguenze disastrose che ha determinato questa epidemia. Ci attende uno sforzo ancora più grande, e il provvedimento di oggi va nella direzione giusta. Colleghe e colleghi, c'è ancora molto su cui lavorare; c'è bisogno soprattutto di ridare fiducia anche con campagne progresso e di sensibilizzazione e di fiducia per i cittadini che si devono approcciare alla ripartenza. C'è bisogno, insomma, di fiducia e anche di sicurezza, di certezza e di programmazione, accanto a una campagna vaccinale che sicuramente ha fatto un salto di qualità. In conclusione, ritengo dobbiamo augurarci che con questo decreto-legge e con il decreto-legge sostegni- bis si possa finalmente riaprire tutto, anche i luoghi che ancora sono rimasti chiusi. Rimanendo nel mio settore, quello dello sport, penso alle piscine al coperto, per le quali ancora non c'è una data di riapertura, ma è un fatto importante; penso ai parchi acquatici e alle palestre, per le quali c'è una data che rimanda al 1° giugno. Forse, anche in questo caso, sarebbe opportuno rivedere quel periodo, dal 1° giugno, e anticiparlo alla metà di maggio. Sappiamo infatti che in quel periodo le palestre hanno già un calo fisiologico, almeno del 50 per cento. Mi permetto di dire che forse anche su questo dovremmo fare una riflessione ulteriore, maggioranza e minoranza assieme, sperando chiaramente che il monitoraggio ci dia dati sempre migliori e che soprattutto la campagna di vaccinazione possa accelerare ulteriormente. L'auspicio, da parte di Italia Viva-PSI, è che davvero abbiamo intrapreso la strada giusta e tutti possiamo lavorare assieme. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, ringrazio il Governo se ci darà un minimo di attenzione. Inizio il mio intervento cercando di capire la ragione per la quale siamo arrivati all'ennesimo decreto indennizzi, sostegni o ristori: cambiamo il nome, ma non deve cambiare purtroppo la sostanza. Infatti, prima di giudicare e di commentare, siamo abituati a valutare le ragioni che stanno alla base di un provvedimento. Se siamo qui a dover parlare ancora una volta di un decreto sostegni (in questo caso), la motivazione principale allora sta certamente nella pandemia, ma soprattutto nelle risposte sbagliate, cari colleghi, che la maggioranza e i Governi ad essa hanno dato e stanno dando. Il termine che non mi piace (anche perché straniero) è il cosiddetto lockdown e penso a quei lockdown eccessivi, che credo di poter definire Merkel-Macron, perché ormai purtroppo c'è un pensiero unico in Europa: se lo dice la Merkel e lo dice Macron, allora è verità. Peccato però, cari colleghi, che innanzitutto non abbiamo le disponibilità finanziarie di Macron, tantomeno quelle della Merkel. Non siamo coloro che hanno potuto dare indennizzi del 60-70 per cento a quelle partite IVA che avete fatto e state facendo soffrire. Noi siamo quelli - non dimentichiamolo - che hanno dato complessivamente alle partite IVA e alle aziende poco meno del 6 per cento delle perdite. Non dimentichiamolo mai: non il 60 o il 70, ma poco meno del 6 per cento, con tutti i decreti-legge. Con questo decreto sostegni ci apprestiamo a dare 11 miliardi di euro, che, a fronte agli oltre 400 miliardi di perdite stimati dalla CGIA di Mestre, che ho ridotto per semplicità, rappresentano di fatto il 3 per cento. Questi sono i numeri veri. Ecco perché la verità Merkel-Macron non si può tradurre in verità in Italia e comunque in verità assoluta. Basterebbe guardarsi intorno, avere il coraggio e l'umiltà di riconoscere i propri errori, signori del Governo; riconoscere i propri errori e non essere cocciuti, insistere, come state insistendo, in questa logica. Penso anche al coprifuoco: non volete ammettere di aver sbagliato. Voi, signor Ministro, signori Sottosegretari, non volete ammettere che il coprifuoco è un assurdo, come lo è perseverare nei due o tre lockdown che avete fatto. Guardiamo ad altri Paesi, come la Russia, che ha evitato il lockdown di autunno e non è messa peggio di noi, tutt'altro. Ma guardiamo più vicino: Stoccolma, una città metropolitana ed europea, che addirittura non ha fatto lockdown , ha tuttavia dati molto migliori dei nostri. Guardiamo Madrid - questa è politica - dove vi è stata la vittoria dei popolari anti lockdown sulla sinistra socialista spagnola al Governo, che con il lockdown voleva rovinare anche Madrid. I popolari hanno avuto il coraggio di dire di no e Madrid ha risposto con un'economia più fiorente e con una sanità migliore della nostra. (Applausi) . Amici del Governo, anche se siete impegnati al telefono, una volta tanto ascoltate quello che vi dice l'opposizione: non siate così supponenti e non ritenetevi così importanti. L'arroganza non paga e non vi pagherà: se ammetteste i vostri sbagli, qualche volta, sarebbe un bene per voi in primis e per il Paese, ricordiamolo. Quali sono state le risposte che avete dato, cari colleghi? Quali sono le risposte insite nel decreto che stiamo analizzando? Forse la risposta è il condono diseducativo ex articolo 4, che non serve a nessuno? Un condono fino a 5.000 euro e con limiti di reddito, infatti, serve solamente a un piccolo sfoltimento del magazzino fiscale dell'Agenzia di riscossione e poco più. Come dicevo, si tratta di un condono diseducativo, come sappiamo tutti, i condoni lo sono sempre, mentre anche su questo avreste potuto ascoltare le proposte di Fratelli d'Italia, che ha detto no al condono e sì a un'attiva politica fiscale di massa. Abbiamo tre strumenti da utilizzare: il ravvedimento operoso, l'adesione e la conciliazione giudiziale. Avremmo potuto dire ai cittadini: «Regolarizzate le vostre posizioni fiscali, pagate il 100 per cento delle imposte e vi abboniamo le sanzioni e vi raddoppiamo la rateizzazione da 48 mesi a 8 anni». Questa sarebbe stata una politica educativa, utile a tutti i cittadini e a tutte le imprese, non come la buffonata dell'articolo 4; avrebbe permesso ai cittadini di mettersi in regola con il fisco, nel tempo giusto e senza essere gravati da sanzioni. Per questo dico che siamo un'opposizione costruttiva e perché abbiamo l'onore di poter dire che vi portiamo su un piatto d'argento proposte che potreste fare vostre e che invece, per il fatto che provengono dall'opposizione, vi guardate bene anche solo dal considerare. Altre le risposte che avete dato sui cui contenuti non ci avete ascoltato. Non si potevano utilizzare i 5 miliardi del cashback o il denaro impiegato nella lotteria degli scontrini per indennizzare le nostre partite IVA, ossia quei lavoratori, quei bar, quei pubblici esercizi o quei lavoratori autonomi che di fatto stanno patendo da soli tutta la crisi generata dalla pandemia? Non si poteva magari evitare, con la proroga continua degli sfratti, di addossare ai piccoli proprietari il ruolo di welfare che spetta allo Stato? Perché oggi il cittadino, che magari ha un paio di appartamenti sui quali vive, comprati con la propria liquidazione o i propri risparmi, di fatto deve mantenere persone che, grazie al blocco degli sfratti, vi rimangono, svolgendo così una funzione di welfare che - ribadisco - non gli spetta, ma è dello Stato? Voglio pensare poi anche alle risposte che non avete dato in questo decreto-legge e che continuate a non dare. Continuate a far brindare le mafie, cari colleghi. Le sale giochi sono chiuse, come pure il gioco legale, mentre le bische clandestine proliferano e brindano a champagne, perché hanno triplicato e quadruplicato i fatturati. Le casse dello Stato, cari colleghi, nel 2020 hanno perso sei miliardi, che, lasciando lavorare il gioco legale anziché le mafie, avreste potuto dare ai baristi, ai ristoratori o alle piccole imprese tanto gravate dalla situazione. Sono tante quindi le critiche che potremmo muovere a questo decreto. Naturalmente le risposte di Fratelli d'Italia, come ho detto, sono tante. Alcune le ho citate. Ricordo anche il tema della liquidità: visto che tutti sapevamo di non avere i mezzi della Francia e della Germania per dare indennizzi adeguati alle imprese, si doveva intervenire di più sul fronte della liquidità e quindi utilizzare la leva finanziaria che permette chiaramente di moltiplicare per sei, sette e otto le garanzie, dando liquidità alle imprese. Questo si doveva fare: dite che lo farete con il decreto sostegni- bis . Come sempre, dobbiamo attendere fiduciosi, salvo poi purtroppo rimanere delusi, come accade spesso, da quello che andrete a proporci la prossima volta. Concludo, però, con una nota positiva e un ringraziamento a quei colleghi trasversali della politica, dal Partito Democratico alla Lega, che hanno voluto supportare una battaglia che stiamo conducendo da circa due anni sul differimento termini dei professionisti. Riconosciamo alle Commissioni riunite di averci approvato un emendamento importantissimo per i professionisti italiani, che finalmente - per ora per la materia Covid, ma sono certo che, assieme a voi, arriveremo ad approvare nelle prossime settimane il disegno di legge che è da oltre un anno in lavorazione in Commissione - hanno il diritto di potersi ammalare senza dover pagare le sanzioni. Avranno quindi il diritto di essere parificati agli altri lavoratori e agli altri cittadini. Concludo con una nota di speranza, dopo le critiche doverose per quanto non c'era e non c'è stato nel vostro decreto. Su questo tema, in Commissione tra partiti abbiamo saputo lavorare assieme e dovremmo imparare da questo, perché - ribadisco - quando si lavora assieme, quando si sanno accettare le proposte e le idee dell'opposizione, ne guadagniamo tutti, ma soprattutto il Paese. Non è utile giocare sporco; non è utile volersi arrogare solamente i meriti; bisogna condividerli, ma assieme arrivare al traguardo, che serve al nostro Paese per uscire dalla negatività e dalla crisi nella quale, purtroppo, si trova. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore D'Alfonso. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, ringrazio i colleghi intervenuti perché mi facilitano il ruolo. Siamo adesso in fase di completamento di un'attività istruttoria di nostra competenza riguardante il primo decreto-legge sostegni. Abbiamo trovato copertura finanziaria aggiuntiva rispetto a questioni che erano rimaste fuori. Pensate al supplemento di copertura finanziaria concernente tutta la debolezza di categorie del lavoro che abbiamo riconosciuto come invisibili, ancorché fondamentali: i lavoratori stagionali, quelli che hanno prestazioni con ritorno ciclico all'interno delle attività riguardanti la collettività e la moltitudine, come la cultura e lo spettacolo. Abbiamo trovato copertura ai costi fissi delle imprese. È immaginabile una società che ricominci a girare con vigore e fiducia, se non consentiamo alle imprese di superare quegli impedimenti necessitati e imposti dall'ordinamento? Il lockdown ha rappresentato un forte impedimento per ragioni riferite al contagio da bloccare. È chiaro che questo ha portato a nudo i costi fissi delle imprese. Abbiamo fatto un lavoro di discernimento laico e lucido nel merito per avere il consenso di tutti. Abbiamo lavorato per fare in modo che realtà tipo l'economia bianca della montagna non riguardasse soltanto i grandi numeri della montagna del Nord, che ha una forza di trazione per la collocazione turistica nazionale e internazionale. Attraverso l'attività emendativa di merito abbiamo fatto in modo che si ricomprendesse anche la montagna dei piccoli numeri dell'Appennino, che però consente l'offerta turistica del sistema Paese Italia. Abbiamo fatto in modo che anche figure riguardanti l'innovazione della cultura e della ricerca, come i dottori di ricerca, venissero a trovarsi davanti all'opportunità di allungare la propria expertise di applicazione nella ricerca e nell'innovazione. Dobbiamo sapere che senza queste risorse dell'innovazione per l'innovazione non ci sarai economia capace di competere sul piano internazionale. Noi, però, sappiamo che ci sono ancora questioni che devono essere fronteggiate. Pensate, per esempio, all'economia della piccola pesca, che poi si connette all'attività della ristorazione. Questi lavoratori hanno bisogno di misure. Allo stesso modo abbiamo trovato la maniera per permettere ai Comuni il rispetto della produzione dei documenti contabili per tempo e adeguatamente, perché anche loro hanno patito la guerra dell'interruzione della normalità e dell'attività dei dipendenti preposti alla cura dei documenti contabili. Lo potranno fare i Comuni entro il 30 settembre di quest'anno, grazie ad un emendamento, che mi ha visto impegnato in prima fila, perché ho visto la fatica di alcuni Comuni, rinnovati di recente, che non ce la facevano. E non è possibile che la regola della pubblica amministrazione prevalga rispetto alla vita reale. (Applausi) . A questo proposito voglio mettere in evidenza un dato: abbiamo anche fatto sì che le norme sanzionatorie dell'Unione europea, riguardanti la vita delle imprese, a proposito di una norma lucidissima, che volle Gino Giugni al tempo del migliore periodo degli anni Novanta, quando cioè si passò dalla formazione del dire a quella del fare, per cui i giovani venivano introdotti nel circuito del lavoro attraverso i contratti di formazione e lavoro. Si è attivato un contenzioso tra l'Unione europea e l'Italia, in quanto Stato membro. L'Italia ha perso e ha attivato il rifacimento del ristoro economico, in quel caso un ristoro negativo, in danno di 3.000 imprese. Abbiamo presentato un emendamento e lo abbiamo istruito favorevolmente, con la lucidità della politica, perché la regola, il diritto pubblico e la decisione pubblica non possono uccidere la vita reale e così si è consentita la rateizzazione. Sappiamo che, prima della pandemia, nella pancia della pubblica amministrazione italiana c'erano 150 miliardi di euro, per rendere moderno il sistema Paese e fornire di infrastrutture adeguate il suo territorio. A quei 150 miliardi di euro adesso si aggiungono i 248 miliardi di euro del recovery plan e le risorse del prossimo settennio della programmazione, come Stato membro della UE. Ciò che serve ulteriormente è rendere la decisione della pubblica amministrazione certa e veloce, organizzando i rapporti tra la pubblica amministrazione e la vita dell'economia e dell'impresa sulla base del valore dell'immediatezza. Non è possibile che ci vogliano settantadue mesi per mettere a regime la qualità di un progetto. In Italia abbiamo fatto passare un messaggio sbagliato e sbilenco. Sblocca cantieri? No! Prima di tutto serve uno sblocca progetti, in maniera tale che il progetto abbia la comanda dell'opera da farsi. Dobbiamo ricostituire le competenze nella pubblica amministrazione, per fare in modo che ciò che si vuole per fronteggiare un bisogno, attraverso il progetto poi accada esattamente. Vi racconto un episodio, in breve: sono cento anni che il Comune e i cittadini di Chioggia attendono che si naturalizzi il passaggio di proprietà, da un terreno in possesso, che venne dato loro da Mussolini, ad un terreno che poi sarebbe stato affrancato, secondo le parole pronunciate dai vertici di Palazzo Chigi nel corso di cento anni. Siamo ancora in attività istruttoria, nonostante il Parlamento abbia deliberato e legiferato. Questa è la prova simbolo di come a volte la pubblica amministrazione arrivi a divorare, ad ostruire, ad assumere un atteggiamento da mammalucco, nei confronti di progetti che riguardano la vita reale. Abbiamo dunque un Ministero incaricato di riformare la pubblica amministrazione e abbiamo un impegno preciso nell'agenda del Governo: dobbiamo ridurre i tempi, non togliere la salvaguardia del rispetto della trasparenza, del diritto penale e della par condicio , ma occorre fare in modo che i pronunciamenti degli enti terzi arrivino per tempo, perché questo tipo di lavoro, finanziato dalla risorsa pubblica, consentirà alle imprese di avere digitalizzazione e cablaggio, nei rapporti tra progetto di vita dell'impresa e sistema della PA e consentirà alle scuole di avere la continuità dell'offerta formativa, come all'università. Pensate anche al bisogno di telemedicina, che prossimamente, a seguito della pandemia, diventerà una realtà. Non possiamo immaginare che la fragilità si chiamerà soltanto pandemia da Covid-19, perché probabilmente in futuro conosceremo anche altre forme di fragilità e ci sarà bisogno di organizzare la continuazione dell'offerta formativa, educativa e della sanità a distanza. Tutto questo richiede investimenti, ma anche attività decisionale nell'immediatezza, misurazione della quantità e della qualità dei risultati e valutazione. Abbiamo conosciuto lo smart working , una forma organizzativa imposta per necessità, ma dobbiamo anche riorganizzare i carichi di lavoro per fare in modo che si tratti di lavoro e che non sia la negazione del lavoro. Tutto questo richiede che si continui a legiferare nel merito, come abbiamo provato a fare nell'attività riguardante il primo decreto-legge sostegni: un'attività che ha tolto di mezzo la polemichetta, l'atteggiamento di interesse di parte. Sono molto soddisfatto, per esempio, per il lavoro che siamo riusciti a mettere a segno a proposito dei settori deboli della cosiddetta economia della collettività, della consistenza numerica. Pensate agli impianti di sciovia, agli impianti della montagna: sarebbe immaginabile che si liberino dalla debolezza senza l'aiuto pubblico? C'è un settore - quello delle realtà aeroportuali - che ad oggi non ha conosciuto alcun tipo di sostegno. C'è stato un tentativo di aiuto nella legge di bilancio in esercizio quest'anno; ancora, però, deve arrivare a destinazione. Dobbiamo aiutare le società aeroportuali altrimenti perderemo la connettività aerea, che significa velocità per le economie, facilità negli spostamenti. Il quadro delle questioni lo dobbiamo tenere a mente sapendo che non è finita, che il valore di 1.700 miliardi riguardanti il nostro PIL non si ripristina né con i 32 miliardi già deliberati né con i 40 che delibereremo. C'è bisogno di mettere a sistema una condizione di premura e di aiuto che davvero recuperi quello che abbiamo dovuto interrompere. Ce la dobbiamo mettere tutta, dobbiamo fare in modo che la pubblica amministrazione sia un alleato della vita reale e dobbiamo fare in modo che le misure destinate alla formazione e all'innovazione siano davvero a disposizione di tutti i luoghi... (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto) . Signor Presidente, siamo oggi qui riuniti a discutere del decreto-legge sostegni, che elargisce 32 miliardi per il ristoro di tutte le perdite subite dalle aziende in questo periodo di pandemia. Purtroppo, però, si tratta di misure assolutamente inefficaci e inefficienti; sono appena una goccia nel mare. Oggi mi soffermerò su quanto si farà per la scuola: vengono stanziati 150 milioni per il recupero dei gap formativi. Purtroppo, però, il piano del ministro Bianchi, che aggiunge a questi 150 milioni altri 320 a valere sul PON e altri 40 per le povertà educative (per un totale complessivo di 510 milioni di euro), non prevede affatto il recupero dei gap formativi. Il piano, infatti, prevede un'apertura estiva che tutto fa tranne che sanare quelle lacune accumulatesi nella formazione degli studenti in oltre un anno di scuola praticamente perduto. È perduto a causa delle politiche messe in atto da questo Governo, ma anche, purtroppo - mi duole dirlo - dal precedente, che non ha messo un freno agli atti unilaterali dei Presidenti di Regione, anzi, li ha pure favoriti. Infatti, proprio alcuni Ministri di questo Governo come del precedente hanno favorito e in tutti i modi portato avanti politiche a favore della chiusura - ahimè - delle scuole, e specialmente delle scuole superiori. È qui che si è accumulato un gap formativo che di sicuro non potrà essere colmato con un piano estivo che prevede esclusivamente attività laboratoriali, di supporto, di sostegno psicologico, nonché di orientamento: ambiti che nulla - sottolineo proprio nulla - hanno a che vedere con quanto si è perso in termini di conoscenze e competenze in un anno di lavoro. Oltretutto questo Governo, e in particolare il ministro Bianchi, con grande incoerenza anticipano anche la chiusura delle scuole, aprendo agli scrutini già dai primi di giugno. Allo stesso tempo, il Governo, che promette aperture estive, non per recuperare i gap formativi (quindi, questi 150 milioni non servono a nulla), oltretutto non prevede alcun impegno nell'impugnativa di tutte quelle ordinanze illegittime delle Regioni, che hanno previsto la scuola à la carte . In pratica, le famiglie possono scegliere se far seguire ai figli i corsi da casa oppure se farli seguire in presenza, in questo modo vanificando anche quest'ultimo mese di scuola che, purtroppo, non andrà a influire minimamente sul miglioramento della formazione dei nostri studenti. In poche parole, se nella scuola italiana si vogliono realizzare dei veri investimenti, questi devono essere finalizzati a fare un passo indietro rispetto ai tagli alla spesa corrente effettuati dal ministro Gelmini a suo tempo, investendo per approfondire la qualità dei piani di studio, per ridare un senso alle discipline che si affrontano nei piani di studio delle scuole di ogni ordine e grado e poi per ridurre il numero degli alunni per classe. A settembre, infatti, se ci troveremo nella stessa condizione, con un numero invariato di studenti per classe nelle stesse strutture deficitarie che noi, purtroppo, abbiamo nel nostro patrimonio immobiliare scolastico, rischieremo di perdere un altro anno di formazione per i nostri studenti. Non esiste alcuna misura di ristoro per tutto questo lavoro perso, per la scuola italiana e per gli studenti; una generazione compromessa in maniera quasi irreversibile, visto che, comunque, non c'è la volontà di porre rimedio a tutto questo. I gap formativi non si risolvono con misure spot da 150 milioni e con 18.000 euro a scuola. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi senatori, signori del Governo, rivolgo un ringraziamento particolare ai colleghi relatori, alla senatrice Toffanin e al senatore Manca, ai Presidenti delle due Commissioni, senatori D'Alfonso e Pesco, e al Governo. Sono state due settimane veramente importanti e di intenso lavoro. Ringrazio il sottosegretario Durigon e il vice ministro Castelli, oggi presente in Senato. Tutti insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra. Come diceva nel suo intervento poc'anzi il collega senatore Ferro, abbiamo tutti quanti indossato la maglia della Nazionale. (Applausi) . È questo lo spirito con il quale abbiamo costituito questo Governo, del quale Forza Italia è parte fondante ed integrante: per indossare tutti quanti una maglia, che è la maglia della Nazionale, e per realizzare provvedimenti imponenti e importanti per il Paese. Oggi esaminiamo il decreto sostegni, che va proprio nella direzione di far sentire la vicinanza dello Stato alle categorie produttive del nostro Paese; categorie che sono state assolutamente devastate, in questo anno, da questa crisi economica e dall'uragano della pandemia. Noi abbiamo oggi il diritto-dovere di aiutare queste categorie in difficoltà. Abbiamo resistito e ne stiamo venendo fuori, grazie anche alla poderosa campagna vaccinale. Lo avevamo promesso, avevamo preso un impegno con i cittadini: 500.000 vaccinazioni al giorno. Oggi ci siamo finalmente riusciti. Questa sarà oggi la nostra arma per combattere la pandemia e uscire finalmente dalla crisi. L'impatto economico è stato devastante, soprattutto per il tessuto produttivo del nostro Paese, che si basa su piccole e medie imprese che non hanno un'autonomia tale da poter resistere ancora per più anni. Alla fine, però, ce l'abbiamo fatta e anche grazie a interventi poderosi di debito siamo arrivati oggi a vedere la luce in fondo al tunnel . Conosciamo bene le realtà economiche del nostro Paese e nell'anno appena trascorso le abbiamo sempre ascoltate ed è per questo motivo che siamo andati sempre in un'unica direzione nelle proposte avanzate, stando prima all'opposizione e partecipando oggi all'azione di Governo. Abbiamo sempre chiesto al Governo, sin dal primo momento, interventi mirati a sostegno delle attività economiche, attraverso interventi a fondo perduto e l'immediata erogazione di risorse. Oggi nessuno di noi ha ricevuto proteste in merito alle erogazioni già arrivate sui conti correnti delle attività economiche. Abbiamo chiesto velocizzazione (e anche in questo ci siamo riusciti) e iniezioni di liquidità per restituire un minimo di serenità alle nostre attività. È chiaro che tutti ci auguriamo di uscire quanto prima dalla pandemia e ridare dignità al guadagno frutto del proprio lavoro. (Applausi) . Ritengo che questo sia il punto importante e in questo momento dobbiamo essere noi a dare dignità a queste attività attraverso un sostegno e degli aiuti, affinché la tempesta passi quanto prima. Abbiamo indicato già da tempo la direzione e ci siamo riusciti anche con il provvedimento in esame. Conosciamo tutti la portata del provvedimento, pari a 32 miliardi di euro. Anche quest'anno il calo del PIL è assai ingente (pari a circa il 9 per cento) e quasi tutte le attività sono andate in debito e hanno subito dei cali di fatturato compresi tra il 20 e il 10 per certo, a seconda dei settori. Il commercio all'ingrosso è calato del 16 per cento, le attività artistiche e anche di intrattenimento del 15 per cento, l'attività manifatturiera del 12 per cento, le attività professionali scientifiche di oltre il 10 per cento. Si tratta di numeri che lanciano un grido di allarme. Oggi dobbiamo aiutare il sistema a ripartire. Siamo a maggio, sono trascorsi i primi quattro mesi del 2021 e abbiamo già quasi circa 80 miliardi di scostamento di bilancio, che abbiamo approvato per aiutare i settori economici, la ripartenza e il rilancio del nostro Paese. Come ho detto, il provvedimento dispone di 32 miliardi di euro: circa 15 miliardi sono a fondo perduto per le attività economiche; circa 6 miliardi per lavoro e contrasto alla povertà; 3,5 miliardi per salute e sicurezza; 3,6 miliardi per il sostegno agli enti territoriali. Si tratta - lo ripeto - di contributi a fondo perduto. Abbiamo abbattuto anche la discriminazione dei codici Ateco, che hanno creato tanti problemi nel recente passato. Il turismo invernale ha subito uno stop e lo aiutiamo con un poderoso intervento. Un altro impegno mantenuto è quello dei 500.000 vaccini al giorno. Si è inoltre provveduto all'abbattimento dei costi fissi per evitare il protrarsi di un'ingiustizia: abbiamo imposto la chiusura delle attività commerciali e non possono pertanto continuare ad arrivare loro le bollette. Quanto alla tassa di occupazione di suolo pubblico, si è disposta l'esenzione dal suo pagamento fino alla fine dell'anno. Quanto alla Tari, si è assunto un impegno con il decreto sostegni bis perché anche questa è stata un'ingiustizia. La permanenza dei costi fissi gridava vendetta e si è quindi provveduto a un loro abbattimento. Anche il mondo dello sport ancora oggi è fermo e dobbiamo aiutarlo a ripartire con le riaperture, perché oggi la migliore medicina è la combinazione di vaccini e riaperture e stiamo andando in quella direzione. Abbiamo dato un segnale al mondo dello sport, attraverso questo contributo allo sport di base e alle associazioni sportive dilettantistiche di circa 50 milioni di euro. Lo stesso vale per gli interventi a favore della montagna, perché non è stato possibile riaprire le strutture nelle località di montagna e quindi si è registrato un calo terribile di fatturato. In questo provvedimento, pertanto, è arrivato il nostro aiuto con interventi a favore di sport e montagna. Tutto questo lo abbiamo fatto per dare impulso alla ripresa e alla ripartenza, con il Parlamento che oggi, con l'approvazione da parte della maggioranza di un ordine del giorno, dà l'indirizzo di quello che dovrà essere il prossimo decreto sostegni- bis che il Governo approverà nelle prossime ore. Anche questa è una grande prova di maturità di questa Assemblea e della maggioranza politica che sostiene il Governo Draghi. (Applausi) . Come diceva anche il presidente Silvio Berlusconi in un'intervista rilasciata alcuni giorni fa, questi sono finalmente i primi passi concreti del Governo sulla strada giusta, che è quella indicata da Forza Italia. La nostra, quindi, è da sempre una linea coerente all'opposizione, coerente oggi all'interno del Governo, perché anche in passato abbiamo votato gli scostamenti di bilancio e lo abbiamo fatto nell'unico interesse dei cittadini italiani. Questo è stato sempre il nostro scopo. Ai cittadini italiani oggi - usando una metafora - va data una coperta per ripararsi ancora dalla notte che è ancora fonda e poi va data anche la benzina, perché in questo momento dobbiamo riaccendere i motori, dobbiamo ripartire, dobbiamo ritornare a correre, a vivere e a volare e finalmente a salutare - speriamo quanto prima - questi brutti momenti. Quello al nostro esame, quindi, è un provvedimento di sostanza, importante, lo abbiamo costruito con un gioco di squadra e quindi speriamo di ripartire nell'immediato futuro e di buttarci alle spalle l'anno orribile appena trascorso. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, inizio il mio intervento con i dovuti ringraziamenti ai relatori, perché hanno valorizzato il lavoro di tutti i colleghi e dei Gruppi e non era una cosa scontata. Ringrazio i Presidenti, che hanno supervisionato tutta l'analisi del decreto e che invito a voler arginare, per i prossimi decreti, le pressioni ansiogene di alcuni Ministri. Ci troviamo ad approvare quasi delle leggi di bilancio, per la complessità, ma con dei tempi stabiliti, quindi purtroppo anche in questo caso abbiamo dovuto fare una sola lettura. Ma proprio perché è una sola lettura occorre, soprattutto nel momento di sintesi finale, avere il tempo per evitare che possano rimanere delle imperfezioni e dei piccoli errori che poi andranno sistemati in altri provvedimenti. Ringrazio il Governo, in particolare il vice ministro Castelli e i sottosegretari Durigon e Bini. Ringrazio anche tutti gli uffici che hanno supportato con l'abituale professionalità tutti i lavori della Commissione. Ma veniamo ai contenuti. Effettivamente il lavoro ha visto una convergenza dei vari Gruppi su temi prioritari e quindi c'è stata un'unica azione rispetto all'esenzione COSAP-TOSAP. La Lega con grande forza ha chiesto l'esenzione del canone RAI per quegli esercizi pubblici che sono stati chiusi e tale richiesta è stata condivisa anche dagli altri Gruppi. È stato fatto, a mio avviso, un lavoro molto importante. In molti interventi ho parlato dell'importanza della variabile tempo; c'è stata una sinergia con le Regioni per arrivare a migliorare, sia in termini di tempo che di efficacia, il lavoro. Mi riferisco in particolare a quanto uscito all'unanimità dalla Conferenza Stato-Regioni rispetto al riparto per la montagna. C'è stato quindi un lavoro preparatorio importante. Come è stato detto da molti colleghi, con un ordine del giorno chiediamo al Governo che nel decreto-legge sostegni- bis venga incrementato di 100 milioni il Fondo per la montagna. Non solo, anche rispetto agli accordi bilaterali sulla mobilità sanitaria, il fatto che gli adempimenti previsti dal comma 492 della legge n. 178 del 2020 potranno decorrere dal 2022, farà in modo di non bloccare il riparto del Fondo sanitario nazionale 2021 e avere un lasso di tempo congruo per la sottoscrizione degli accordi bilaterali tra le Regioni per il governo della mobilità sanitaria interregionale. Anche questo è un ottimo traguardo. Un altro punto, condiviso e fortemente voluto dalla Lega, è quello riguardante l'attività sportiva, il cui Fondo è stato incrementato con 50 milioni per le associazioni e le società sportive. (Applausi) . Si tratta di una misura importante perché il Fondo rappresenta un sostegno per la copertura e il pagamento dei canoni di locazione e di concessione delle utenze che le associazioni e le società sportive dovranno onorare nonostante la sospensione della propria attività a causa della pandemia. Tante volte è dato per scontato, ma vorrei ricordare che l'attività che svolgono le associazioni e le società sportive non è volta solamente a fare in modo che le persone possano fare sport, rafforzando il proprio stato di salute mentale e fisica, ma coinvolge anche un discorso di socializzazione con un grande effetto sulla capacità di lavorare in squadra e stare insieme. Il blocco di queste attività è stato pertanto una ferita per tantissime persone, soprattutto giovani. Il secondo intervento sullo sport molto importante concerne la possibilità di avere la proroga per l'entrata in vigore dei contratti sportivi. C'è assoluta consapevolezza che le società sportive non siano ancora pronte; quindi la proroga al 31 dicembre 2023, quando la scadenza sarebbe stata il 1° luglio 2022, è stata un'ottima realizzazione. Ci sono anche misure più piccole che la Lega ha voluto portare come proposte emendative che danno un segnale preciso. Sto parlando, ad esempio, della somma di 1,5 milioni di euro prevista per le divise antisommossa della polizia penitenziaria. (Applausi) . Noi sappiamo che le carceri hanno molti problemi, ma al loro interno molti problemi li hanno anche gli agenti di polizia penitenziaria, che devono essere attrezzati giustamente per poter affrontare momenti di grande emergenza e di pericolo. Questo è un piccolo segnale, a nostro avviso, molto importante. Non solo, abbiamo anche voluto dare un segnale per quei lavoratori, genitori separati, che a causa della pandemia hanno avuto difficoltà perché hanno perso il lavoro o comunque hanno dovuto tenere chiuse le proprie attività; un Fondo di 10 milioni di euro potrà aiutare loro al pagamento dell'assegno di mantenimento dei figli fino a 800 euro. Anche questo è un segnale importante. Altra misura importante, che forse molti sottovalutano, è il fondo di 20 milioni per le emittenti locali, un comparto in grande sofferenza da molto tempo, a maggior ragione in questo anno trascorso, con il problema della raccolta pubblicitaria e della possibilità di sopravvivenza. Questo è quindi un altro segnale molto preciso. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 12,04) ( Segue RIVOLTA). Vorrei poi fare un passaggio, che ritengo doveroso, sul riconoscimento della lingua dei segni e anche su una semplificazione e accelerazione nell'attribuzione delle risorse alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi. È un'altra misura che si può adattare; il contributo rimane quello, ma la velocità e la semplificazione sono punti che in quest'Assemblea continuiamo a definire necessari. È una piccola cosa, ma che servirà alla Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi. Vorrei fare un ultimo riferimento a un argomento importante, grave, che ha colpito tutti in questi giorni. Dopo i festeggiamenti del 1° maggio, quando forse si è parlato di questioni non a tema, in questa sede dobbiamo parlare, come hanno fatto alcuni colleghi, di quanto sta succedendo: l'aumento delle morti sul lavoro, un fenomeno inaccettabile nel 2021. Temo che in molti casi le difficoltà economiche abbiano comportato una diminuzione del livello di sicurezza. Questo non può avvenire e penso debbano essere previste nuove risorse proprio perché i controlli ci siano, con più persone preposte, con la sussistenza di strumenti di sicurezza e di tutte le prerogative necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori. Non è possibile, infatti, che i numeri si siano alzati così tanto. È una sconfitta per il nostro Paese. A mio avviso il numero dei morti sul lavoro è indice della civiltà di un Paese, che dovrebbe tutelare tutti i lavoratori, qualunque ruolo essi abbiano. È una battaglia che ancora dovremo combattere tutti insieme. Per il momento andiamo avanti, approviamo nelle prossime ore questo decreto-legge incredibilmente importante, con delle risorse davvero consistenti pari a 32 miliardi. Io ripongo una speranza in queste risorse così copiose e nella possibilità di far riprendere tutte le attività, con la giusta prudenza, perché forse molte volte si fraintende. Nessuno dice: liberi tutti, non importa. La prudenza e il senso di responsabilità ci devono essere, ma proprio per prudenza e per senso di responsabilità dobbiamo permettere a tutti i lavoratori, a tutte le famiglie, di riprendere una vita normale, di riprendere il lavoro, che non dà solo sostentamento ma anche dignità, il senso della vita, l'importanza della contribuzione alla propria comunità. Andiamo avanti così, allora: la Lega c'è e ha dimostrato anche al Governo di svolgere un'azione importante che continuerà a fare, con concretezza e semplicità, ma con tanta forza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fenu. Ne ha facoltà. FENU (M5S) . Signor Presidente, ci tengo innanzitutto a ringraziare i colleghi, i membri del Governo e i relatori per il lavoro portato avanti insieme, che ha migliorato il testo del decreto-legge sostegni e che ha indicato in qualche modo le linee guida del Parlamento al Governo attraverso gli ordini del giorno per la stesura del secondo decreto-legge sostegni di prossima emanazione. Dal lavoro e dalla lettura degli emendamenti di tutti i Gruppi è emersa la comune volontà di sostenere imprese, lavoratori e famiglie in questo che speriamo sia l'ultimo frangente di pandemia. Questo è ancora il momento di salvare con tutti i mezzi necessari il lavoro e la capacità produttiva del Paese. L'abbiamo fatto finora, nell'anno appena trascorso. L'abbiamo fatto nelle settimane scorse con il lavoro nelle Commissioni e lo ha fatto il Governo sul solco tracciato dal Governo Conte, con un impiego di risorse in un solo anno mai visto prima nel nostro Paese. Quando la pandemia sarà terminata e riprenderemo finalmente a vivere, non dobbiamo però dimenticarci il senso di profonda inquietudine provato quando abbiamo visto le nostre strade e piazze vuote; quando abbiamo visto i nostri negozi, i nostri bar e i nostri ristoranti chiusi; quando abbiamo visto le nostre piccole imprese private della possibilità di vivere. Non dobbiamo dimenticarci che la vitalità delle nostre città è data ancora dalle piccole attività economiche. Non dobbiamo dimenticarci quanto è emerso in modo drammatico nell'anno appena trascorso. I nostri piccoli imprenditori e le partite IVA, nonostante da sempre abbiano sostenuto il tessuto economico e anche sociale del Paese, sono ancora la fetta più importante di popolazione priva delle più elementari forme di garanzia che spettano di diritto a ciascun lavoratore. (Applausi) . Con l'ultima legge di bilancio abbiamo previsto una nuova forma di cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata (ISCRO), in via sperimentale. Dopo la pandemia dovremo stabilizzare questa misura estendendola a tutte le categorie di lavoratori autonomi. È nostro dovere farlo. È un principio di giustizia sociale. Oggi siamo chiamati a un salvataggio di emergenza con le misure che ci apprestiamo ad approvare. Anche questo è un nostro dovere. Sono tante le ciambelle di salvataggio previste nel testo originario del decreto sostegni e sono tante anche le nuove misure introdotte dal Senato nelle Commissioni finanze e bilancio, di cui hanno parlato i colleghi ieri e oggi in discussione generale, tra cui l'esonero per alberghi, bar e ristoranti dalla prima rata IMU, dal canone RAI, dalla tassa di occupazione del suolo pubblico; l'esonero per i proprietari dal pagamento delle imposte sugli affitti non riscossi; i ristori alle start-up - di cui ringrazio il collega, primo firmatario, senatore Dell'Olio - che non hanno ricevuto finora indennizzi. Le misure aggiuntive sono tante e sono tutte straordinariamente rivolte a sostenere imprese e lavoratori in difficoltà. Ci tengo a richiamare, tra i tanti emendamenti approvati, tre che hanno introdotto nuove tutele per i lavoratori dei porti industriali, tra cui il porto canale di Cagliari. Mi riferisco all'emendamento a mia prima firma, sostenuto dalla vice ministro Alessandra Todde e dai colleghi parlamentari sardi del MoVimento 5 Stelle, tra cui la collega Evangelista, e agli emendamenti dei senatori Emilio Floris di Forza Italia e del senatore Giuseppe Luigi Cucca di Italia Viva; colleghi che ringrazio, come sardo, per aver espresso anche in questa occasione la comune volontà di operare, al netto delle diverse sensibilità politiche, per il bene della nostra Isola. C'è poi ancora l'emendamento del MoVimento 5 Stelle a prima firma del collega senatore Mario Turco, che ha esteso la cessione anche ai crediti di imposta del Piano nazionale transizione 4.0, una delle misure più finanziate del Piano nazionale di ripresa e resilienza, fondo complementare investimenti. (Applausi) . Grazie a questa novità, abbiamo di fatto introdotto una sorta di superbonus imprese, consentendo alle imprese di cedere liberamente i crediti d'imposta per investimenti in innovazione e formazione e in ricerca e sviluppo e, quindi, non solo di usarli in compensazione, come era previsto finora. La novità rende ancora più vicina e a portata di mano una tra le principali proposte economiche del MoVimento 5 Stelle, ovvero il potenziamento di una piattaforma elettronica per certificare e far circolare i crediti di imposta immessi nel sistema. A questo proposito, nell'ambito dell'indagine conoscitiva che stiamo portando avanti nelle Commissioni finanze di Camera e Senato, è emerso il suggerimento di autorevoli auditi di slegare dalla dichiarazione dei redditi il tema della redistribuzione del reddito e dell'incentivo agli investimenti e agli acquisti per le spese cosiddette meritorie. Secondo questi esperti, è piuttosto discutibile utilizzare il sistema delle detrazioni e deduzioni in dichiarazione redditi, perché impoverisce la base imponibile Irpef, tagliando spesso fuori dai benefici i cosiddetti incapienti. Sarebbe invece più efficiente un sistema di sussidi diretti nel caso di interventi redistributivi, commisurati - ad esempio - alla dichiarazione ISEE. In questo senso, occorre una riflessione sull'impiego di crediti d'imposta cedibili quali sussidi diretti; crediti d'imposta slegati dal sistema delle detrazioni e deduzioni che sappiamo tanto danno hanno fatto al nostro sistema fiscale. I crediti d'imposta cedibili possono essere una valida soluzione di sussidi e sostegni diretti, per diverse ragioni: funzionano; garantiscono un'erogazione immediata ai beneficiari; comporteranno un esborso da parte dello Stato, ovvero un minor gettito, soltanto una volta ottenuti gli effetti positivi anche per il gettito dello Stato. L'utilizzo dei criteri d'imposta potrebbe essere una soluzione a saldo zero per le casse dello Stato, ma con effetti dirompenti per l'economia, per l'ambiente e per le famiglie (vedi il superbonus). Signor Presidente, termino il mio intervento con l'argomento con cui ho iniziato. Il nostro è un Paese di microimprese. Non facciamoci sedurre da modelli che non ci appartengono. È un modello che sicuramente mostra elementi di debolezza, di forte debolezza - ad esempio - nei confronti dei colossi web , ma è anche un sistema che ha sempre dimostrato una capacità di reazione e resilienza superiore a sistemi di altri Paesi. Le nostre piccole imprese sono sempre state in grado di innovarsi e adattarsi alle mutazioni del mercato. L'indipendenza, la capacità di resilienza e la fantasia delle nostre microimprese sono lo specchio del nostro modo di essere. Anche il nostro superbonus è una misura italiana, un'intuizione italiana, perché coniuga rilancio e sviluppo della vera economia verde, efficientamento energetico, miglioramento del nostro patrimonio edilizio e anche dell'umore degli italiani, perché parliamo del bene più prezioso che hanno: la casa. (Applausi) . Gli emendamenti al decreto-legge sostegni, che hanno esteso la cedibilità anche ad altri crediti d'imposta, sono un segno importante. Occorre prima o poi mettere in ordine il sistema dei crediti cedibili anche attraverso lo sviluppo della piattaforma realizzata recentemente dall'Agenzia delle entrate per certificare questi crediti, rendendoli quindi certi e sicuri per lo Stato e spendibili per l'acquisto di beni e servizi. Questa potrebbe essere una strada tutta italiana di autofinanziamento: tutta italiana esattamente come le nostre piccole imprese. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Toffanin. TOFFANIN, relatrice . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, ringrazio ancora quanti si sono adoperati in questo iter che ci vede ormai prossimi alla votazione del decreto-legge sostegni. E rivolgo i miei ringraziamenti anche ai senatori e alle senatrici che in questa seduta di discussione generale hanno voluto, con il loro contributo, portare alla nostra attenzione e a quella del Governo ancora proposte ed evidenziare delle criticità che possono comunque essere costruttive in vista dei futuri provvedimenti, a cominciare dal decreto-legge sostegni- bis. È vero: quello che stiamo per approvare è un buon provvedimento; non è un provvedimento di certo risolutivo, vista la pandemia ancora in corso; considerate le risorse limitate che abbiamo avuto a disposizione rispetto allo scostamento votato lo scorso gennaio, e viste anche le misure e le loro conseguenze adottate dal precedente Governo e che incidono ancora in questa nostra logica. Questo Governo non può di certo accontentare tutte le richieste e soddisfare le esigenze e le gravi criticità che emergono nel nostro Paese. È vero: sono stati presentati 2.852 emendamenti al provvedimento, ma ciò non significa che la maggioranza abbia bocciato il decreto-legge in esame. Anzi, credo sia stata, invece, data la possibilità di rappresentare le proprie sensibilità e di raccogliere, nelle sue molteplicità, il grido di aiuto che ci è pervenuto dai cittadini, attraverso i loro rappresentanti e tutte le associazioni che sono stati auditi nelle Commissioni finanze e bilancio. Poi, però, la responsabilità di questa maggioranza si è esplicitata nel lavoro di grande sintesi che è stato portato avanti, prediligendo misure di ampia portata, che hanno trovato una grande convergenza e hanno evitato che le ulteriori risorse a disposizione del Parlamento finissero disperse in tanti rivoli, ovviamente impercettibili e inefficaci a livello di intervento. Certo, si poteva fare meglio. Si può fare di più - come ho già detto nella mia relazione - e noi siamo pronti a impegnarci anche per il futuro. È tuttavia vero che questo Governo non è la continuazione del Conte II: mi pare evidente che abbia dimostrato una grande discontinuità, anche per il fatto che il PNRR, sul quale poggia il futuro nostro e di tutto il Paese, sicuramente è stato migliorato ed è stato presentato nei termini previsti. L'Europa aveva bocciato il precedente, ma il Governo Draghi è riuscito a presentare un progetto che può rimettere in moto tutto il sistema Paese. È anche vero che, con il Governo Draghi, il Parlamento - come abbiamo dimostrato con questo provvedimento - ha lanciato un segnale importante, perché ha riacquistato il proprio ruolo nel processo legislativo, dando un forte contributo e soprattutto riuscendo ad incidere sul provvedimento in arrivo, il decreto sostegni- bis , attraverso l'impegno assunto dal Governo di proseguire anche nel futuro con la logica che abbiamo iniziato in questa fase. Pertanto, tutti i temi di ampia portata trattati nel primo decreto sostegni saranno completati con le nostre richieste nel secondo decreto sostegni. Finalmente non si usa più la logica del bonus , che vogliamo dimenticare, ma si parla di incidere sui costi fissi delle imprese che sono state chiuse e non hanno potuto usufruire dei servizi sui quali noi vogliamo portare delle agevolazioni. Noi riteniamo che occorra soprattutto dare liquidità alle imprese. Certo, con i contributi a fondo perduto - è vero, e lo dico ai colleghi dell'opposizione - non si assicurano grandi iniezioni di liquidità a chi riceve il contributo. È per questo che abbiamo impegnato il Governo a intervenire con la moratoria dei mutui, ma anche creando nuovi fondi di garanzia dello Stato, perché l'impresa per ripartire ha bisogno di liquidità. Noi abbiamo anche chiesto al Governo di poter procedere con le riaperture, che devono essere effettuate al più presto, perché solo con il lavoro si potrà far ripartire il nostro sistema. Occorre ovviamente attenzione per la sicurezza e che il piano vaccinale proceda come sta facendo. Anche questo è un segnale di discontinuità rispetto al precedente Governo: finalmente, con il generale Figliuolo, è stato messo in atto un piano vaccinale, che prima non c'era, dando veramente un taglio a quanto era successo l'anno scorso. Ciò che voglio sottolineare è che noi abbiamo bisogno di implementare il piano delle vaccinazioni. Abbiamo bisogno di riaprire le nostre attività e di immettere liquidità per fare investimenti. Queste saranno le ricette che ci daranno la garanzia di poter rimettere in moto l'economia e il nostro sistema. Credo che con il decreto in esame abbiamo dato un bel segnale, perché ci siamo innestati in tale logica. Sono convinta che finalmente porteremo a casa un risultato con questo che sarà il primo di tanti provvedimenti. E vorrà essere anche una denotazione del Governo Draghi, che finalmente ha ascoltato il Parlamento, ponendosi in una logica diversa per cercare di dare risposte in una situazione che riteniamo veramente drammatica e preoccupante, e insieme, con lo stesso spirito di collaborazione che ha visto unita questa maggioranza, potremo cominciare a dare qualche segnale di ripartenza. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Manca. MANCA, relatore . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, penso che la discussione generale abbia consentito a noi tutti di trovare ambiti di riflessione che vanno molto al di là del decreto in conversione. Come avevamo detto nelle relazioni di presentazione del provvedimento, il nostro lavoro si è concentrato non solo a definire le misure utili per la conversione, ma anche e soprattutto a indicare al Governo gli indirizzi fondamentali per la definizione del nuovo decreto sostegni- bis . Tuttavia, colleghi, parto da un primo dato che vorrei chiarire almeno tra di noi: non credo sia utile al Paese introdurre la polemica sul coprifuoco. Questo decreto ha destinato oltre 5 miliardi al Sistema sanitario del nostro Paese; oltre 2,8 miliardi per l'acquisizione dei vaccini e sappiamo tutti qui dentro - non c'è nessuno che non lo sa - che la velocizzazione delle vaccinazioni rappresenta la prima misura economica per uscire dalle limitazioni individuali ed economiche che ovviamente la pandemia ha imposto al nostro Paese. Non c'è nessuno che non vuole superare dunque il coprifuoco. Dobbiamo però tener conto che dobbiamo lavorare con grande attenzione per aprire le attività in sicurezza, perché il nostro obiettivo è aprire, e non richiudere tra pochi mesi. Il nostro obiettivo è liberare il Paese in sicurezza e penso che tutto questo, di fronte allo sforzo più grande che il Governo sta sostenendo insieme alle Regioni, vale a dire la velocizzazione del piano vaccinale, non possa consentirci di aprire polemiche assurde per dare l'idea che ci sia una contrapposizione tra chi vuole liberare il Paese dalle limitazioni e chi, invece, vuole costringere il Paese nelle limitazioni. È un dibattito assurdo e inspiegabile perché, se velocizzeremo il piano di vaccinazione come stiamo facendo, raggiungendo 500.000 vaccinazioni giornaliere - sono diverse dalle 100.000 che facevamo pochi settimane o pochi mesi fa - riusciremo ad arrivare, acquisendo i vaccini, (ci sono 2,8 miliardi destinati) a un'immunità di gregge che ci metterà nelle condizioni di uscire in sicurezza dalle limitazioni. L'ambizione di questo Paese deve essere però più grande, colleghi. Credo che sia molto importante sottolineare qui che sono state individuate alcune risorse anche per portare l'Italia all'interno delle produzioni vaccinali. Il nostro Paese deve avere l'obiettivo di proteggere i cittadini da future varianti e anche da future pandemie. E, per fare questo, abbiamo bisogno - come abbiamo indicato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - del primo e più importante investimento sulla dimensione territoriale del sistema sociale e sanitario. Abbiamo visto, infatti, quanto sia difficile curare le persone all'interno di fenomeni pandemici e non possiamo non tener conto di questa situazione. L'esperienza pandemica ci porta a ritenere l'investimento nella dimensione territoriale la primaria operazione da fare per mettere in sicurezza l'Italia. Altro che polemiche da coprifuoco! Lavoriamo insieme da subito per progettare un nuovo sistema sociale e territoriale che si prenda cura e torni a restituire centralità alla medicina di base e territoriale, che è uscita dal radar dell'alta specializzazione dei grandi ospedali e dei grandi luoghi di ricerca. Non voglio mettere in contrapposizione la ricerca dei grandi ospedali, ma abbiamo visto che, senza una medicina territoriale più forte; senza una medicina telematica che porti a casa delle persone le cure necessarie; senza una medicina di base nuovamente centrale, non riusciremo a proteggere il Paese da future varianti pandemiche. Lo dico perché trovo sbagliato, anche da parte di Fratelli d'Italia, continuare a insistere su questa polemica perdendo di vista l'obiettivo cruciale che il Paese deve avere, e cioè garantire una sicurezza fondamentale alle famiglie e alle imprese anche di fronte al probabile arrivo di nuove ondate di nuove varianti e anche di nuove pandemie. Questa deve essere la sfida di un grande Paese, che ha uno dei sistemi sanitari universali più forti in Europa e nel mondo. Credo che dobbiamo partire da questo ragionamento perché da qui si capisce il giusto investimento che abbiamo fatto sull'architrave del nostro Paese. Le piccole e medie imprese sono l'architrave del nostro Paese. Chiunque legge l'economia italiana sa che la piccola e media impresa è l'asse portante della nostra economia. Era doveroso un intervento sui costi fissi. Abbiamo introdotto elementi di novità rispetto al passato: abbiamo superato i codici Ateco; tutti insieme e senza litigi politici abbiamo destinato risorse fondamentali per aiutare le piccole e medie imprese. Sono centinaia di migliaia le attività che giustamente oggi hanno uno Stato più vicino. Abbiamo tolto di mezzo incrostazioni e attriti che potevano anche generare conflitti sociali e mettere in difficoltà il sistema dell'ordine pubblico e della sicurezza del Paese. Aver destinato oltre 430 milioni di euro alla riduzione dei costi fissi è stata una scelta politica giusta che non ha colore e rappresenta la maggioranza che sostiene questo Governo. Ha determinato anche l'indirizzo per ulteriori risorse sulla liquidità delle imprese necessarie nel prossimo decreto. Allo stesso modo, gli indirizzi che abbiamo definito affrontano - il collega Comencini lo ha ricordato prima - anche il tema del come risolvere il problema delle fragilità, che vivono nella dimensione territoriale. La crisi pandemica ha aperto nuovi squilibri e ampliato la forbice tra chi non ce la fa e chi ce la fa. Abbiamo un tema di fragilità sociale nella dimensione territoriale molto ampio, al quale si connettono tutte le questioni alle quali abbiamo cercato di dare una prima risposta, compreso il tema difficile gli sfratti. Non è una sconfitta: è un primo tentativo per dare una risposta, che però non può non avere al suo fianco anche la dimensione sociale della portata della sfida. C'è, infatti, chi lo sfratto lo subisce dentro dinamiche di povertà acquisite all'interno della fase pandemica e c'è chi lo sfratto lo ha acquisito perché già prima non voleva pagare il canone e, quindi, ci sono dinamiche sociali molto delicate anche all'interno degli sfratti. Abbiamo cercato di dare in fretta una prima risposta difficile, ma la maggioranza si è misurata. Abbiamo fatto un primo confronto e credo che ciò costituisca comunque un patrimonio positivo. In ultimo vengo al settore turistico e alle imprese turistiche. Abbiamo sempre detto, sin dal primo giorno, che è una delle filiere che ha bisogno di un'attenzione particolare perché rappresenta un ambito di potenziale crescita del prodotto interno lordo del nostro Paese. L'Italia è una piattaforma naturale sul piano culturale e ambientale. Per le sue bellezze architettoniche e la qualità della vita non ha rivali nel mondo. Dunque è evidente che dobbiamo cominciare a ragionare per filiere: non siamo tutti uguali, non tutte le dinamiche economiche si scaricano in maniera proporzionale. Dobbiamo cominciare a guardare al futuro del Paese attraverso misure dedicate alle diverse filiere. Il tema del sistema aeroportuale è diverso da quello della meccanica o della manifattura. Basta guardare i dati Istat sulla crescita industriale, per accorgersi che ci sono settori, come quello industriale o dell'edilizia, che crescono, mentre altri, purtroppo, come i servizi o il commercio, sono in grande difficoltà. Sul turismo dobbiamo inevitabilmente aprire la stagione degli investimenti, concentrandoci sulla possibilità di creare un sistema di accoglienza e di ricettività più qualificato. Dunque dobbiamo mettere in campo investimenti e favorire gli investimenti privati. Se vogliamo che questo settore resti italiano - come è giusto che sia - abbiamo bisogno di spazi ulteriori, di crediti di imposta e di meccanismi fiscali favorevoli al rilancio degli investimenti. Abbiamo bisogno di qualificare la nostra capacità e la nostra offerta, se vogliamo tornare a far crescere il PIL turistico, che ha sicuramente importanti margini di crescita nei prossimi anni. A queste dinamiche dobbiamo unire l'investimento fatto sul lavoro, le riforme necessarie per riorganizzare gli ammortizzatori sociali e la necessità di spostare risorse dall'assistenza alle politiche attive, perché dobbiamo essere sempre consapevoli che un reddito di formazione diventerà decisivo, nei prossimi anni, per accompagnare una nuova crescita, e lo si farà attraverso un'importante riforma degli ammortizzatori sociali. Tutto questo tiene insieme gli elementi decisivi dell'universalità del Sistema pubblico sanitario, con la forza sociale ed economica che contraddistingue il nostro Paese. Credo che, in questa dinamica, con l'immunità di gregge, con l'uscita dalla pandemia, nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e con le riforme, l'Italia abbia tutte le condizioni per uscire dalla crisi. (Applausi) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI (ore 12,31) PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. DE CARLO, relatore di minoranza . Signor Presidente, nella relazione di minoranza, svolta ieri, ho cercato di inquadrare l'argomento e di evidenziare le iniziative di Fratelli d'Italia, per migliorare un decreto-legge, che sicuramente non ci vede particolarmente entusiasti. Vediamo invece entusiasmo negli interventi della maggioranza, che ho seguito nelle giornate di ieri e di oggi, come se il provvedimento in esame fosse davvero essere utile a un'impresa o a un artigiano che riceve 2.500 euro su una perdita di 50.000 euro. Abbiamo anche visto entusiasmo per il fatto di aver potuto disporre, in Parlamento, di 770 milioni di euro, sui 32 miliardi di euro del provvedimento, come se ciò significasse riportare centralità al Parlamento (così è stato detto testualmente). Direi che 770 milioni di euro su 32 miliardi di euro comportano ben poca centralità al Parlamento e molta centralità al Governo: mi sembra un dato di fatto oggettivo. Abbiamo visto un entusiasmo forse esagerato per aver scritto, su un ordine del giorno, i desiderata per il prossimo decreto-legge. Ciò è sempre accaduto ed è in piena ed assoluta continuità con i decreti del Governo Conte, per cui si rimandava sempre ad un momento successivo l'emanazione del prossimo decreto salvifico: è cambiato il nome, da ristori a sostegni, ma in realtà è sempre stato quello il modus operandi . Si tratta di un entusiasmo forse un po' eccessivo, che non solo stride con il fatto che la maggioranza abbia presentato 2.500 emendamenti, a dimostrazione che il provvedimento non piaceva particolarmente a nessuno e non solo alla minoranza di Fratelli d'Italia, che ne aveva presentati circa 500. Ciò stride soprattutto con lo sconforto e lo scoramento che c'è fuori da questo palazzo, dove tante categorie produttive pagano, come tutti i cittadini - e non solo - le limitazioni anticostituzionali della libertà, come l'assurdo coprifuoco, che continua a persistere nonostante non ci sia alcuna evidenza scientifica del fatto che il virus morda di più dopo le 22, rispetto a prima. E non solo questo: pagano quelle attività produttive che fino ad oggi hanno tirato la carretta di questa Nazione; pagano sulla propria pelle anche le chiusure e le limitazioni della propria attività. Cito due esempi: gli agriturismi, che erano oggetto di emendamenti bipartisan , sono gli unici che non ricevono nemmeno un indennizzo, perché non si è scorporata la loro attività di agriturismo da quella agricola. Questo credo sia emblematico di come sia prestata poca attenzione soprattutto a quelle categorie che riempiono le nostre mense e le nostre cucine di prodotti sani, tipici, e costituiscono l'ossatura di quel made in Italy di cui tutti ci riempiamo la bocca, ma che ben pochi, poi, cercano di supportare in maniera concreta. Mi soffermo su un altro aspetto relativo all'articolo 37 che avrebbe dovuto istituire un fondo per permettere anche alle aziende in amministrazione controllata di usufruire delle risorse per il sostegno. Faccio appello al ministro D'Incà - non lo vedo in Aula - e cito l'esempio Embraco-Acc, che conosce perfettamente per averlo a casa sua (come a casa mia). Faccio appello al Ministro conoscendo la sua sensibilità - al di là delle questioni e delle diatribe interne al Governo tra chi ha una visione più privatistica della soluzione del problema e chi, come il Governo precedente e la Regione Veneto, magari intravedeva una prospettiva di strategicità del progetto Italcomp - affinché si possa trovare immediatamente una soluzione comune, perché oggi la liquidità che l'Acc necessita è immediata, e non più differibile. Quindi, al di là delle prese di posizione all'interno della maggioranza, auspico che a pagarne il prezzo - come sono sicuro che lei, Ministro, vuole scongiurare - non siano i tanti lavoratori e soprattutto le tante famiglie che intorno all'Acc ed Embraco in Piemonte vivono e lavorano. Credo che il giudizio che possiamo dare, anche dopo il dibattito che abbiamo ascoltato in Aula, sia assolutamente insufficiente, come lo sono state le misure; insufficiente come sono i giudizi che arrivano da tante categorie. Noi siamo sempre stati a disposizione. Ringrazio i relatori, sia la collega Toffanin che il collega Manca, per la disponibilità e le aperture che hanno avuto nei confronti dell'opposizione, consci -come siamo - di avere sempre lavorato non per far crescere nelle percentuali il nostro partito - anche se è oggettivamente un dato di fatto anche quello - ma soprattutto con il solo interesse, di far crescere questa Nazione che noi - contrariamente magari a qualcuno di voi - non vogliamo certo vedere né soffrire né tantomeno asservita alle logiche europee di Francia e Germania. (Applausi) . PRESIDENTE . Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, il Governo sottopone alla Presidenza, ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento del Senato, il testo di un emendamento, che recepisce integralmente le proposte emendative approvate dalle Commissioni riunite, interamente sostitutivo dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia. PRESIDENTE . In conformità all'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento, la Presidenza si riserva di valutare il testo dell'emendamento ai sensi degli articoli 8 e 97 del Regolamento stesso. Pertanto sospendo la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 12,39, è ripresa alle ore 12,59) . La seduta è ripresa. Alla luce dell'intervento del Ministro per i rapporti con il Parlamento, la Presidenza valuta l'emendamento ammissibile ai sensi dell'articolo 161, comma 3- ter , del Regolamento, salvo nelle parti che riproducono gli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite che la Presidenza si accinge a dichiarare improponibili e alle condizioni di seguito indicate. Gli emendamenti 11.7 (testo 2) e 21.0.2 sono improponibili. L'emendamento 36.0.30 (testo 4) è proponibile a condizione che venga riformulato in senso aggiuntivo all'articolo 35 del decreto-legge. L'emendamento 39.30 (testo 3) è proponibile limitatamente ai capoversi 1- bis e 1- quater e a condizione che l'applicazione dello stesso sia circoscritta nel tempo e cioè fino al limite massimo del 31 dicembre 2022. L'emendamento 39.0.56 è proponibile in una nuova riformulazione e a condizione che l'applicazione dello stesso sia circoscritta nel tempo, cioè fino al limite del 31 dicembre 2022. L'emendamento 39.0.66 (testo 2) è proponibile a condizione che l'applicazione dello stesso sia circoscritta nel tempo e cioè fino al limite del 31 dicembre 2022. Ha chiesto di intervenire il ministro per i rapporti col Parlamento, onorevole D'Incà. Ne ha facoltà. D'INCA', ministro per i rapporti con il Parlamento . Signor Presidente, accolgo i rilievi della Presidenza, fatte salve le riformulazioni proposte dalla 5 a Commissione che interverranno successivamente. Signor Presidente, onorevoli senatori, a nome del Governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2144, di conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41. PRESIDENTE . La Presidenza prende atto dell'apposizione della questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento interamente sostitutivo presentato dal Governo e, ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, trasmette il testo dell'emendamento alla 5 a Commissione permanente che è fin d'ora autorizzata a convocarsi. Convoco pertanto la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi per organizzare il dibattito sulla questione di fiducia. Avverto che nel frattempo procederemo anche alla sanificazione. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 13,02, è ripresa alle ore 14,03) . Sui lavori del Senato Organizzazione della discussione della questione di fiducia PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione dei lavori sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'emendamento interamente sostitutivo del decreto-legge sostegni. La seduta riprenderà alle ore 15,30 o comunque al termine della seduta della Commissione bilancio chiamata ad esaminare i profili finanziari dell'emendamento. Per la discussione sulla fiducia sono stati assegnati cinque minuti per ciascun Gruppo. Seguiranno le dichiarazioni di voto finali e la chiama. La Conferenza dei Capigruppo ha approvato altresì il calendario dei lavori della prossima settimana. La giornata di martedì 11 sarà riservata ai lavori delle Commissioni, con particolare riferimento alla Commissione affari costituzionali chiamata ad esaminare il decreto-legge sul contenimento dell'epidemia Covid-19, vaccinazioni, giustizia e concorsi pubblici. La discussione di quest'ultimo provvedimento avrà inizio nella seduta di mercoledì 12, con inizio alle ore 10. Il calendario dei lavori prevede, inoltre, nella giornata di giovedì 13 la discussione delle mozioni n. 353 sulle restrizioni connesse all'emergenza Covid-19 e n. 349 sulla candidatura di Torino alle Universiadi del 2025. Per la discussione delle mozioni sono previsti per ciascun Gruppo cinque minuti nella discussione e dieci minuti per le dichiarazioni di voto, oltre ai cinque minuti attribuiti per l'illustrazione delle mozioni. Eventuali mozioni abbinate dovranno pervenire entro le ore 18 di martedì 11 maggio. Sempre nella giornata di giovedì 13 maggio, alle ore 15, si svolgerà il question time con la presenza dei Ministri dell'interno, dello sviluppo economico e del turismo. Mercoledì 12, alle ore 9, è convocata la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati per procedere alla sua costituzione. Come ho detto, la seduta è sospesa fino alle ore 15,30 o, comunque, fino al termine dei lavori della Commissione bilancio. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori fino al 13 maggio: Mercoledì 12 maggio h. 10 - Disegno di legge n. 2167 - Decreto-legge n. 44, Contenimento epidemia COVID-19, vaccinazioni, giustizia e concorsi pubblici (scade il 31 maggio) - Mozione n. 353, Ciriani, sulle restrizioni connesse all'emergenza COVID - Mozione n. 349, Laus, sulla candidatura di Torino ad ospitare le Universiadi invernali del 2025 - Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 13, ore 15) Giovedì 13 " h. 9,30 Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2167 (Decreto-legge n. 44, Contenimento epidemia COVID-19, vaccinazioni, giustizia e concorsi pubblici) (5 ore e 30 minuti, escluse dichiarazioni di voto) Relatori 20' Governo 20' Votazioni 20' Gruppi 4 ore e 30 minuti, di cui: M5S 49' L-SP-PSd'Az 44' FIBP-UDC 39' Misto 35'+5' PD 33' FdI 25'+5' IV-PSI 24' Aut (SVP-PATT, UV) 20' Dissenzienti 5' (La seduta, sospesa alle ore 14,06, è ripresa alle ore 15,37) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2144 PRESIDENTE . Colleghi, devo comunicare, con dispiacere, che non è ancora disponibile il parere della 5 a Commissione che normalmente, in assenza di contrasti, non avrebbe bisogno di un tempo così lungo. Mi comunicano, però, che cercheranno di affrontare e risolvere, non prima delle 16,15, i gravosi problemi che impediscono di accelerare i tempi. Per quanto riguarda questa Presidenza, le 16,15 è l'orario limite entro cui si può far aspettare l'Aula per un parere che deve essere espresso entro l'ora che la Commissione stessa ha fissato. Pertanto, sospendo la seduta fino alle ore 16,15. (La seduta, sospesa alle ore 15,38, è ripresa alle ore 16,21) . Colleghi, non abbiamo notizie confortanti dalla Commissione bilancio, dove si prolungano i lavori per un parere che immaginavamo fosse più veloce. Sono pertanto in procinto di rinviare la seduta. DE CARLO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia ha abbandonato la Commissione bilancio quasi un'ora fa proprio per l'incapacità della stessa di rispettare gli accordi presi con l'opposizione; abbiamo lasciato di fatto la Commissione e i suoi componenti ad arrovellarsi su un emendamento che la Ragioneria ha cassato. È bene che si sappia che probabilmente il ritardo è dovuto al fatto che non c'è l'accordo di maggioranza. I lavori parlamentari sono pertanto rallentati dal fatto che la maggioranza, nonostante un consenso quasi bulgaro, eccetto la mia parte di emiciclo, ancora, a distanza di tempo, si arrovella su un emendamento e non trova la quadra. A pagarlo siamo noi che siamo bloccati in Aula da oltre un'ora, con continui rimandi. Credo sia bene stigmatizzare questo comportamento che certo non fa bene al Parlamento. PRESIDENTE . Senatore De Carlo, la ringrazio perché, se ciò che ha detto corrisponde a verità, spiega questo ritardo, altrimenti difficile da comprendere. La Commissione chiede quindi un ulteriore rinvio. Ho informato il Presidente del Senato del ripetersi della richiesta di ulteriori rinvii; le ho chiesto di farmi sapere in proposito come ritiene che la Presidenza debba muoversi. Per adesso non posso fare altro che rinviare la seduta di quindici minuti. (La seduta, sospesa alle ore 16,24, è ripresa alle ore 16,40) . Colleghi, ho avuto comunicazione dal Presidente del Senato che il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha assicurato che per le ore 17 potremo riprendere i lavori. DE CARLO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, la ringrazio per la pazienza che anche lei dimostra. Consideriamo le ore 17 come la linea del Piave, oltre la quale non siamo disposti ad andare. Annunciamo quindi già da subito che, se alle ore 17 non riprenderanno i lavori dell'Assemblea, occuperemo i banchi del Governo, fino a quando lo riterremo necessario. PRESIDENTE . È un annunzio inusuale, perché queste cose al massimo le ho viste fare, mai annunziare; però non posso censurare nessuno, ne prendo atto. CALIENDO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALIENDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, credo che a questo punto una regola di buona amministrazione della gestione dell'Assemblea dovrebbe essere quella di dire che non è serio arrivare con modifiche di emendamenti che non riusciremo a capire; né riusciremo a capire in quali parti il testo che andiamo a votare viene rimaneggiato. Per questa ragione, signor Presidente, le rappresento la necessità di rappresentare al Governo che forse è preferibile rinviare tutto a martedì, perché si voti consapevoli di quello che votiamo. (Applausi) . PRESIDENTE . Sarà mia cura riferirlo. LANNUTTI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANNUTTI (Misto) . Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Anch'io ritengo che sia più serio che il Parlamento sia informato e sappia quello che vota. Come noto, non faccio più parte della maggioranza, essendo stato cacciato insieme ad altri colleghi il 17 febbraio, per non aver votato la fiducia al presidente Draghi. Non parlo quindi come esponente della maggioranza, essendo relegato nel Gruppo Misto. Noto però che il motivo del contendere (sono andato in 5 a Commissione) riguarda il rifinanziamento del superbonus, cioè di una misura che ha funzionato per la ripresa dell'economia. Faccio notare che la norma è stata espunta dal Ragioniere generale dello Stato. Ma chi era il precedente Ragioniere dello Stato? Era il ministro Daniele Franco. Allora bisogna che si trovino queste risorse per rilanciare l'economia e non possiamo accettare lo scaricabarile. Credo che ci voglia più serietà nei rapporti tra Governo e Senato. PRESIDENTE . Sospendo la seduta fino alle ore 17. (La seduta, sospesa alle ore 16,44, è ripresa alle ore 17) . Colleghi, mi informano che la 5 a Commissione ha espresso il parere e che gli Uffici, essendo concluso l' iter politico, stanno solo completando quello formale (di fatto, stanno scrivendo il testo). Il senatore De Carlo aveva chiesto di intervenire. So che in Conferenza dei Capigruppo era stato il Gruppo Fratelli d'Italia a chiedere che potesse essere prima espresso il parere, ma di non avere obiezioni se, dopo il parere, si fosse iniziato anche senza il documento scritto. Lo conferma, senatore De Carlo? DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, abbiamo sempre una parola sola. Non siamo certo noi quelli che tradiscono gli accordi, quindi ribadisco la nostra disponibilità a iniziare, nonostante non ci sia il testo, stigmatizzando però quanto avvenuto, ossia un ritardo di un'ora e mezza dovuto solo ed esclusivamente a diatribe interne alla maggioranza, che ci hanno visto addirittura abbandonare la Commissione, visto il comportamento assolutamente inusuale e che certo lede fortemente le nostre prerogative parlamentari. LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su cosa, senatore? LICHERI (M5S) . Sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, è doveroso da parte mia dare spiegazione delle ragioni per le quali questa giornata si è sviluppata in maniera così convulsa. Sapete tutti, colleghi, che il MoVimento 5 Stelle sta dalla parte delle imprese. (Applausi. Commenti) . Lo abbiamo dimostrato con il superbonus. (Commenti). PRESIDENTE. Lasciate parlare il senatore Licheri, che però deve intervenire sull'ordine dei lavori. Senatore, glielo ricordo. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, come dicevo, lo abbiamo dimostrato con il superbonus edilizio al 110 per cento e lo dobbiamo dimostrare in un altro passaggio fondamentale per il rilancio dell'economia, che è la cessione del credito d'imposta... PRESIDENTE. Questo però è nel merito. Sull'ordine dei lavori? LICHERI (M5S) . È giusto, signor Presidente, che lei sappia che ciò che è stato fatto in Commissione non lo possiamo accettare. Il MoVimento 5 Stelle non ritrae la mano in questo momento alle persone che aspettano il decreto sostegni; ma da domani il superbonus, cioè la cedibilità dei crediti per il programma transizione... PRESIDENTE. Senatore Licheri, lei parlerà in dichiarazione di voto e nel dibattito. LICHERI (M5S) . Noi lo ripresenteremo... PRESIDENTE. Per adesso credo che debba limitarsi all'ordine dei lavori. (Applausi. Commenti) . LICHERI (M5S) . ...in occasione del secondo decreto sostegni. (Applausi) . PRESIDENTE . La ringrazio per il suo intervento. (Commenti). Dichiaro aperta la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. (Proteste). DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, se posso, vorrei avere un attimo silenzio, perché mi sembra di essere al mercato. PRESIDENTE. Senatore De Bertoldi, cominci a parlare e vedrà che, se è convincente, l'ascoltano. Accomodatevi, per favore. Prego, senatore De Bertoldi. DE BERTOLDI (FdI) . Grazie, Presidente. (Brusio). PRESIDENTE . Prego di liberare l'emiciclo. Chi non ha interesse ad ascoltare il senatore De Bertoldi può uscire; gli altri si accomodino. (Commenti) . Cara collega, se parla senza microfono, nessuno l'ascolta. Prego, senatore De Bertoldi. (Proteste). Colleghi, dovete sapere cos'è l'intervento sull'ordine dei lavori: non è spiegare qual è il contenuto di un provvedimento. Studiate il Regolamento! (Proteste) . Si accomodi, che ci avete fatto aspettare due ore! (Vivaci proteste). Senatore Castaldi, la richiamo all'ordine. Prego, senatore De Bertoldi. DE BERTOLDI (FdI) . Come si può vedere, quello che sta succedendo in quest'Aula dimostra la presenza di una maggioranza che sta sfiorando, ogni momento di più, il ridicolo. (Applausi. Proteste) . PRESIDENTE . È una valutazione politica. Ha detto che la maggioranza sta sfiorando il ridicolo. Ho sentito di peggio. Senatore De Bertoldi, vada avanti se vuole parlare. DE BERTOLDI (FdI) . Dispiace... PRESIDENTE. La richiamo per la seconda volta. Vedo che il MoVimento 5 Stelle non riesce a stare in Aula: fra qualche minuto sospendo la seduta. (Proteste). Prego, senatore De Bertoldi, prosegua. (Vivaci proteste). Senatore Santangelo, la richiamo all'ordine. Si sieda! DE BERTOLDI (FdI) . Dispiace che addirittura il Capogruppo del primo partito che sta in questo Parlamento non conosca le regole parlamentari e non sappia che sto facendo un intervento sulla fiducia, non sull'ordine dei lavori. (Applausi. Proteste) . È veramente un'offesa, non a me, non al mio partito, ma a questo Parlamento, che state profanando da anni con la vostra incompetenza. (Vivaci proteste). È una vergogna! Non è accettabile! State offendendo il Parlamento! Mi scusi, signor Presidente. PRESIDENTE . Senatore De Bertoldi, si fermi un attimo. Allora, colleghi, il senatore De Bertoldi - lo dico a chi non l'ha capito - non sta intervenendo sull'ordine dei lavori. (Commenti) . Stia buona, stia zitta, collega! Il senatore De Bertoldi sta intervenendo sulla questione di fiducia e sta svolgendo un intervento politico in cui può esprimere le sue opinioni. Dopo, se un senatore del MoVimento 5 Stelle si vuole iscrivere, è ancora in tempo per farlo, anziché protestare perché non si conosce il Regolamento. (Reiterati commenti del senatore Santangelo) . Che dice? Parli senatore De Bertoldi, parli. Senatore Santangelo, lei è espulso dall'Aula. Sospendo la seduta per cinque minuti. (Applausi) . (La seduta, sospesa alle ore 17,07, è ripresa alle ore 17,11) . Ho parlato con il presidente Licheri, che ha chiarito a sua volta che l'intervento non era sull'ordine dei lavori, ma in discussione. Il senatore Santangelo potrà rientrare prima del voto, ma intanto lo ringrazio per aver adempiuto all'intimazione che ha avuto. ( Il senatore Licheri fa cenno di voler intervenire ). Subito dopo il senatore De Bertoldi, parlerà - questa volta sulla questione di fiducia, se lo desidera - il senatore Licheri, che potrà esprimere tutte le opinioni che ritiene nell'occasione e nel modo previsti dal Regolamento. Senatore De Bertoldi, pregherei anche lei di mantenere i toni adeguati all'occasione. Può riprendere il suo intervento. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, se c'è rispetto, sono il primo a darlo, naturalmente, come sempre. Avevo concluso infatti l'intervento di questa mattina con un auspicio di trasversalità e collaborazione, che era tanto atteso e importante in un momento così difficile per il Paese e nell'interesse di tutti gli italiani, al di là delle fazioni, dei partiti e delle ideologie politiche. Purtroppo, oggi pomeriggio in Aula è successo qualcosa con riferimento a un emendamento fondamentale e importante. Per Fratelli d'Italia il 24.3 era uno dei tre emendamenti base su cui determinare una condotta politica nelle Commissioni bilancio e finanze riunite. Orbene, poiché, come il collega De Carlo ha detto prima, siamo abituati ad avere una parola sola, ci aspettavamo che, con la stessa serietà con la quale abbiamo chiesto alla maggioranza la fiducia su tre emendamenti, si portasse avanti l'accordo preso in presenza e con l'assenso del Governo, che pensavamo fosse stato preventivamente verificato anche dalla Ragioneria quanto alla possibilità di essere concluso. Eravamo quindi certi che non ci potessero essere scherzi e che chiaramente sarebbe stato rispettato l'accordo sul maxiemendamento su cui è stata posta la questione di fiducia, contenente uno degli emendamenti base dell'intesa tra la maggioranza e Fratelli d'Italia, che è l'opposizione rimasta in questo Parlamento. Signor Presidente, così non è e ciò che è peggio è che si pregiudica questo emendamento che voleva garantire la flessibilità e che, in un momento di grande difficoltà per i nostri territori, le Regioni non fossero rigidamente costrette a impiegare i fondi per spese con voci precise e dettagliate, ma che i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome potessero utilizzare quel denaro che i vari decreti emergenziali avevano dato per le necessità che si appalesavano sul momento. Faccio anche un esempio, perché i cittadini devono capire, citando il caso di quando sono state destinate risorse, dai decreti emergenziali, per l'assunzione di personale sanitario. Ebbene, se non c'erano il tempo per svolgere il concorso e la possibilità di impiegare immediatamente quei fondi, ma serviva il personale sanitario, si doveva ricorrere a quello delle agenzie interinali, perché bisognava far lavorare negli ambulatori e negli ospedali le persone che servivano, in un momento di emergenza. Con questo emendamento, che interessa la gran parte delle Regioni italiane, abbiamo dunque chiesto di fare in modo che quel denaro, che non si è potuto spendere rigidamente per l'assunzione, potesse ad esempio essere speso per utilizzare quel personale sanitario in modo temporaneo. Questo vale anche per altre questioni, come i dispositivi di protezione, i medicinali o la sanificazione. In sostanza, volevamo forse che quei soldi, destinati per rispondere al Covid, rimanessero inutilizzati, non per una volontà in tal senso, ma perché non è possibile spenderli diversamente? Signor Presidente, credo allora che, di fronte ad un atto di responsabilità del nostro partito, che ha cercato di rispondere alle esigenze delle Regioni italiane, che sono anche quelle del popolo italiano, offrendo risposte ai cittadini in modo immediato e non vincolato, ci dovesse essere coerenza. Concludendo, abbiamo avuto il piacere di trovare l'accordo in Commissione e riconosciamo alla maggioranza e al Governo di averlo trovato, ma questo pomeriggio abbiamo trovato la sorpresa. Signor Presidente, non è accettabile e lo stigmatizziamo, con grande forza e con un grande appello al senso di serietà di tutti noi. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Licheri. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, mi scuso: adesso posso rappresentare con più tranquillità le difficoltà che il MoVimento 5 Stelle ha incontrato nella giornata odierna. Dicevo in precedenza come il decreto-legge in esame guardi alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie e ai cittadini. Non v'è dubbio - il pensiero è condiviso da tutti, quindi non è solo una bandiera del MoVimento 5 Stelle - che in questo momento le nostre imprese abbiano necessità di liquidità e il modo e lo strumento attraverso cui possono averla è la cessione dei crediti. Non c'è altro sistema. (Applausi) . In questo momento è l'unica misura che potrebbe consentire alle nostre aziende di rilanciarsi e di rilanciare il nostro tessuto economico. Adesso dobbiamo cominciare a guardare oltre i sostegni e i sussidi: dobbiamo assolutamente farlo, ma dobbiamo guardare al futuro. Abbiamo constatato che, tra la serata di ieri e la mattinata di oggi, l'emendamento che concerneva la cedibilità dei crediti d'imposta delle imprese per la vendita dei beni strumentali nell'ambito del piano Transizione 4.0 ha incontrato il parere contrario della Ragioneria generale dello Stato. Dobbiamo però essere consapevoli che quella è l'unica misura, oltre che per considerazioni di tipo quasi filosofico, oserei dire, perché il MoVimento 5 Stelle della cessione dei crediti ha fatto una ragione politica, essendo l'unico strumento che consente alle aziende di avere soldi oggi e non promesse per soldi che arriveranno domani. (Applausi) . Ecco perché mi sono accalorato poco fa, perché è necessario farlo. Signor Presidente, nel ringraziarla per avermi dato la parola, concludo dicendole che domani inizieremo un tavolo, perché quell'emendamento inizi il suo percorso che lo porti al decreto-legge sostegni- bis . Interloquiremo e abbiamo avuto garanzie importanti da parte del Governo perché il tema non venga accantonato; c'è il decreto sostegni- bis , che ci auguriamo arrivi in Senato, e speriamo si possa approvare questa misura anticiclica, per l'economia del nostro Paese. PRESIDENTE . Senatore Licheri, è tutto chiaro e peraltro molto condiviso; forse non c'era bisogno di agitarsi troppo. Sui colpi sparati contro alcuni pescherecci italiani URSO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, vorrei intervenire brevemente su quello che - secondo notizie di agenzia - è accaduto pochi minuti fa a due pescherecci italiani. Vorrei chiedere al Governo cosa sia accaduto, per l'appunto, e se a fine seduta può darci qualche informazione in più rispetto a quelle che riceviamo delle agenzie. Signor Presidente, sembra che la Guardia costiera libica abbia sparato a due pescherecci italiani, ferendo uno dei comandanti. Questo episodio è particolarmente grave, perché ricordiamo tutti che, pochi mesi fa, sono stati sequestrati e tenuti in ostaggio alcuni pescatori italiani - in quel caso a Bengasi - e sappiamo bene cosa ciò abbia significato per il nostro Governo. Che il fatto si sia ripetuto - addirittura, sembra che ci siano feriti a bordo - è a mio avviso particolarmente grave, perché ci chiediamo tutti dove sia la Marina italiana. PRESIDENTE . Senatore Urso, riferiremo il suo intervento al Governo, nel caso in cui decidesse di intervenire a fine lavori. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 2144 PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Gallone. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, nello spirito di condivisione che ha caratterizzato i lavori fino a oggi, e visto che Forza Italia parla con i fatti, chiedo l'autorizzazione a consegnare il testo del mio intervento. (Applausi) . PRESIDENTE. La Presidenza la autorizza in tal senso. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, non utilizzerò tutto il tempo, ma vorrei solo richiamare tutta l'Assemblea alla gravità del momento. Stiamo affrontando l'approvazione di un decreto-legge che è più di una manovra di bilancio. C'è una grande urgenza; in 5 a Commissione abbiamo fatto approfondimenti doverosi, ma rimane il fatto che i temi contenuti nei tre articoli stralciati dalla Ragioneria generale - la cui terzietà certamente non può essere messa in dubbio - sono priorità per tutti i Gruppi politici. Su questo abbiamo interloquito tutti con il sottosegretario Durigon, il quale ha garantito che l'interlocuzione continuerà, proprio perché questi tre temi possano essere affrontati nel decreto-legge sostegni due o comunque possano trovare una formalizzazione che ne consenta l'approvazione della Ragioneria dello Stato, la congruità delle coperture e la sostenibilità della proposta emendativa. Sono tre temi fondamentali, il primo dei quali riguarda le Regioni (quello di cui parlava il collega De Bertoldi), ma quelli sulla cessione del credito e sulle cooperative di tipo B sono emendamenti che impattano in maniera incredibilmente importante sulla vita delle aziende, delle cooperative e dei lavoratori. Rimane una priorità e penso che oggi ci siamo presi tutti l'impegno di concentrarci, perché venga trovata una soluzione. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Crucioli. Ne ha facoltà. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, nel testo che stiamo per votare non è stato tolto soltanto il superbonus per le imprese, che consentiva la cedibilità dei crediti di imposta, che le imprese avrebbero potuto convertire in denaro, dopo aver acquistato beni strumentali per l'innovazione tecnologica, ma sono stati tolti anche tutti quegli strumenti che, parimenti a questo, consentivano la cedibilità dei crediti. È stata tolta la cedibilità dei crediti per l'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici, che era invece stata approvata con un emendamento a prima firma Mininno, sottoscritto da tutti i rappresentanti di L'Alternativa C'è, e anche per tutti quei lavori per la costruzione di box e parcheggi: anche questi crediti potevano essere ceduti, ma sono stati espunti, parimenti al superbonus per le imprese. Prendo atto quindi che per i colleghi del MoVimento 5 Stelle la cedibilità del credito sia stata concepita come una questione politica per andare verso la moneta fiscale, che anche secondo noi è qualcosa di fondamentale per questo Paese, ma dovete prendere atto che, dopo quello che è accaduto oggi, questo Governo non vuole andare verso la creazione di una moneta fiscale e lo ha detto chiaro e tondo in quel parere della Ragioneria. Oltre a non esserci questo, poi, non vi sono né l'impignorabilità del reddito di cittadinanza, né l'emendamento che avevamo proposto noi per la costituzione di un contributo di solidarietà da parte di politici, consiglieri regionali, alti dirigenti e tutti coloro che non sono stati toccati dalla crisi e a carico soprattutto di coloro che invece hanno aumentato i loro profitti con il Covid-19, ovvero i colossi del web e tutti coloro che hanno ottenuto enormi guadagni da questa crisi, gestendo le piattaforme informatiche per gli acquisti on line . È stato tolto tutto questo, ma invece c'è il condono. Ci sono i regali, incrementando i fondi per le emittenti locali, e gli acquisti per le divise antisommossa. Alla luce di questo, chiedo ai colleghi del MoVimento 5 Stelle: vi siete resi conto con chi vi siete messi a governare? Avete capito che questo Governo non fa assolutamente le politiche che volete voi, ma soltanto quello che interessa alle grosse imprese e alla finanza, e non ai cittadini? Se l'avete capito (e oggi mi sembra che qualcuno di voi l'abbia capito), cominciate a votare contro e non a dire da domani, ma da oggi! (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sulla questione di fiducia posta dal Governo. CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, il mio è un breve intervento sull'ordine dei lavori. Mi associo all'importanza del provvedimento, che in Commissione abbiamo votato e abbiamo sostenuto convintamente, ma devo sottolineare un altro aspetto. La Ragioneria generale dello Stato è un organo tecnico, terzo, al quale dobbiamo tutto il rispetto e cui dobbiamo fare riferimento. Apprezziamo l'impegno del Governo che si è reso disponibile ad aprire un'interlocuzione per risolvere le questioni tecniche che esistono e che la Ragioneria ha sollevato. Cerchiamo quindi di tenere insieme tutto. Questo è lo spirito del Governo che stiamo sostenendo e mi preme che non si ripetano le condizioni in cui abbiamo lavorato nell'ultima ora in Commissione bilancio. PRESIDENTE . Colleghi, dovremmo ora procedere alle dichiarazioni di voto, ma, in realtà, non abbiamo ancora il provvedimento. Pertanto, poiché a me risulta che nella riunione dei Presidenti dei Gruppi si era stabilito di fare la discussione, ma non si era parlato di poter procedere alle dichiarazioni di voto, se tra i Capigruppo, ve n'è uno solo che non è d'accordo a iniziare le dichiarazioni di voto in assenza del testo preciso (che è stato licenziato, ma che non abbiamo ancora), gli chiedo di prendere la parola. Se uno solo non è d'accordo, sospendo la seduta. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ovviamente, come ha specificato lei, se tutti i Capigruppo sono d'accordo, possiamo procedere con le dichiarazioni di voto. Questo, però, chiaramente dipende da tutti i Capigruppo, in quanto sappiamo che serve l'unanimità della decisione. Se qualcuno non è d'accordo, quello che si stabilisce nella Conferenza dei Capigruppo dev'essere rispettato. PRESIDENTE. Esatto, ed è per questo che ho chiesto se qualcuno non è d'accordo. DE CARLO (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE CARLO (FdI) . Signor Presidente, noi eravamo stati abbastanza chiari, anche durante la Conferenza dei Capigruppo, sul fatto che si potesse iniziare la discussione, convinti - come eravamo - che il provvedimento sarebbe arrivato. Ben altra cosa è fare le dichiarazioni di voto senza aver visto uno straccio di provvedimento. Attendiamo che arrivi in Aula, dopodiché daremo il via alle dichiarazioni di voto. Mi pare molto più equo e corretto nei confronti di tutto l'emiciclo, non solo per la maggioranza, ma anche per chi, come noi, non partecipa al voto. (Applausi) . PRESIDENTE . È chiaro. Peraltro ho interpellato il presidente Alberti Casellati, che non vuole creare un precedente in questa direzione anche in presenza dell'unanimità e pertanto - specie in assenza dell'unanimità - mi chiede di sospendere la seduta. Senatore Pesco, di quanto tempo pensa ci sia bisogno? PESCO (M5S) . Almeno venti o trenta minuti. PRESIDENTE. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18. (La seduta, sospesa alle ore 17,30, è ripresa alle ore 18,03) . Presidenza del vice presidente TAVERNA Poiché mancano i senatori Segretari, la Presidenza dà lettura del parere della 5 a Commissione parmanente: « La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento del Governo 1.9000, relativo al disegno di legge in titolo, trasmesso dall'Assemblea, preso atto: della rassicurazione del Governo secondo cui la circoscrizione della portata temporale degli emendamenti 39.30 (testo 3), 39.0.56 (testo 2), 39.0.66 (testo 2), richiesta come condizione di proponibilità di tali proposte emendative, non comporta effetti negativi per la finanza pubblica; con specifico riferimento all'emendamento 39.30 (testo 3), capoverso 1- quater , l'attuale formulazione, che ne delimita l'applicazione temporale al 31 dicembre 2021, appare comunque conforme alla condizione di proponibilità; esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo con le seguenti condizioni, formulate ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione: siano soppressi l'articolo 1- ter , l'articolo 1- quater , il comma 3- bis dell'articolo 24, il comma 11- octies dell'articolo 30 e l'articolo 40- ter ; l'articolo 1- sexies sia così riformulato: "l. Al fine di assicurare la rapida erogazione degli indennizzi da parte del FIR istituito dall'articolo 1, comma 493 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per sostenere i risparmiatori e le rispettive famiglie colpiti dalla crisi economica conseguente all'emergenza epidemiologica "Covid 19", all'articolo l, comma 501, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 le parole: "La citata Commissione è composta da nove membri in possesso di idonei requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità", sono sostituite dalle seguenti: "La citata Commissione è composta da un numero di membri non superiore a 14 unità, in possesso di idonei requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità. Resta fermo il limite di spesa, per l'anno 2021, pari a 1,2 milioni di euro previsto dall'articolo 1, comma 501, della predetta legge n. 145 del 2018."; - all'articolo 12- bis , il comma 1 sia sostituito dal seguente: "1. Al fine di garantire ai genitori lavoratori separati o divorziati, che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività lavorativa, la possibilità di erogare l'assegno di mantenimento, è istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della presidenza del Consiglio dei ministri un fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2021"; - all'articolo 18- bis , al comma 1, dopo le parole: "di concerto" siano inserite le seguenti: "con il Ministero dell'economia e delle finanze e"; - all'articolo 19- bis , al comma 1, siano soppresse le seguenti parole: ", come rifinanziato dall'articolo 41"; - all'articolo 26, comma 1, le parole: "le imprese di trasporto passeggeri operanti nel settore del trasporto pubblico non di linea", ovunque ricorrano, siano sostituite dalle seguenti: "le imprese esercenti trasporto turistico di persone mediante autobus coperti ai sensi della legge 11 agosto 2003, n. 218"; - all'articolo 30- septies , il comma 3 sia sostituito dal seguente: "3. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 1 e 2, pari a 1.350.000 euro per l'anno 2022 e a 675.000 euro per l'anno 2023 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014 n. 190"; - all'articolo 33, i commi 2- quater e 2- quinquies siano sostituiti dai seguenti: "2- quater . Per le finalità di cui al comma 2- bis , il fondo di finanziamento ordinario di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537 è incrementato di 61,6 milioni per l'anno 2021. 2- quinquies . All'onere derivante dai commi da 2- bis a 2- quater , pari a 61,6 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede quanto a 60 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo l, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall'articolo 41 del presente decreto e quanto a 1,6 milioni di euro mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo l, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»". Il parere è altresì reso con la seguente osservazione: - all'emendamento Coord. 2, capoverso "Art. 1", dopo le parole "«comma" andrebbero inserite le seguenti: "599.»". Il Governo intende recepire il parere della Commissione bilancio? BINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, è davvero importante lo sforzo compiuto con il provvedimento in esame, che segna soprattutto un salto di qualità nell'individuare le categorie e i criteri di erogazione delle risorse. Innanzitutto - ed è giusto ricordarlo - si archiviano i codici Ateco per introdurre il principio delle perdite di fatturato. È un passo in avanti, anche se il periodo di riferimento non tiene in adeguata considerazione quelle imprese che nel primo trimestre del 2021 non hanno incassato un solo euro. Comprendo la preoccupazione sulle lungaggini burocratiche, ma c'è una vasta platea che percepirà aiuti non corrispondenti alle effettive perdite. Questo rammarico è compensato dall'annuncio del ministro Franco, che su nostra proposta si è impegnato a introdurre presto un nuovo periodo di riferimento per indennizzare adeguatamente le aziende che hanno subito gravi perdite anche con il nuovo anno. Ed è in parte compensato anche dal buon lavoro svolto in Commissione, che ha introdotto migliorie e ha arricchito il testo; per questo ringrazio i presidenti di Commissione Pesco e Alfonso e ringrazio i rappresentanti del Governo, in primis il vice ministro Castelli, e lo staff di MEF e di Ragioneria dello Stato. È l'ennesima conferma del valore del lavoro parlamentare e del modo in cui, attraverso il confronto, si possono costruire provvedimenti più vicini alle esigenze delle famiglie e delle imprese. Penso alle misure sui costi fissi, dalla prima rata IMU alla cancellazione della tassa per l'occupazione di suolo pubblico, agli interventi sul canone RAI e sull'Irpef per i canoni di locazione non percepiti. Penso alle norme sui liberi professionisti, tra cui la sospensione delle sanzioni per i mancati adempimenti legati alle malattie, ma anche alla proroga IRAP, alle tutele sui mutui e sull'assegno di mantenimento per i genitori separati, al consolidamento delle risorse per il turismo termale, ai contributi a fondo perduto per i bus turistici. Si può continuare ancora con i 40 milioni per i maestri di sci, con le importanti risorse per gli impianti di risalita, con i 230 milioni per gli operatori economici di montagna nel capitolo complessivo del riordino degli interventi sulla filiera della neve. Si tratta davvero di tante misure e di un massiccio intervento, che vede anche l'accoglimento di una serie di nostre proposte per i tirocini e il potenziamento delle attività extrascolastiche nei nostri territori, la correzione del buco normativo sulla CIGO e la proroga della CIG, le semplificazioni burocratiche per l'accesso agli esoneri contributivi da parte delle aziende e delle imprese agricole. È importante ricordare anche le altre misure, che non sono state oggetto di particolari modifiche, ma che costituiscono i pilastri del provvedimento: dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali al pacchetto di aiuti per le partite IVA, alle risorse per gli albergatori e i luoghi della cultura, per i lavoratori termali, per lo sport dilettantistico, per l'agricoltura, per i Vigili del fuoco, nonché il fondo importantissimo per garantire il funzionamento degli enti locali. Signor Presidente, questi miliardi rappresentano un'ulteriore tappa per garantire la tenuta sociale e per accompagnare il nostro sistema produttivo nel dopo pandemia. Conosciamo tutti la gravità della situazione e sappiamo che questo non sarà l'ultimo intervento, che presto sarà necessario un altro scostamento di bilancio e che siamo dentro un percorso che rinnova continuamente le sue sfide. In tal senso, è molto importante l'ordine del giorno di maggioranza che introduce già le questioni che dovranno essere affrontate nella conversazione del decreto sostegni- bis : 100 milioni di ulteriori risorse per sostenere la filiera della montagna, un massiccio intervento a favore dei lavoratori stagionali che non godono più di alcuna forma di ammortizzazione sociale, l'accesso al credito, garanzie moratorie prorogate a fine anno per le imprese, il credito di imposta sul canone di locazione, l'esenzione degli oneri contributivi per la cultura e lo spettacolo, la riduzione della Tari per le imprese. Mi auguro che tutto questo rientri nella cornice di una revisione dei periodi di cui dicevo prima, ma spero anche che si avvii una riflessione su quella che sarà la nostra economia una volta usciti dalla pandemia. Questi quattordici mesi hanno scosso le fondamenta del nostro sistema economico, portando alla luce limiti e ritardi, ma in molti casi anche una grande capacità di resistenza e di adattamento alla nuova fase. Sarebbe però un errore ritenere la pandemia come una parentesi. Siamo in un salto d'epoca, che apre a sfide inedite, come ha ben compreso l'Unione europea con le missioni legate al piano, e che richiederà anche un salto nel pensare il mondo del lavoro e il sistema produttivo. Uscire dalla pandemia - cito il presidente Draghi - non sarà come riaccendere la luce; alcune attività economiche dovranno cambiare, anche radicalmente. Per questo bisognerà lavorare sul binomio flessibilità-sicurezza sociale, rendendo, da un lato, più dinamico il mercato del lavoro e, dall'altro, rafforzando gli ammortizzatori sociali. Dovremo cioè immaginare un campo più agile dentro un perimetro dove continua a farsi sentire la presenza dello Stato. Dovremo cioè definire con sempre maggiore chiarezza il modello di Paese verso cui vogliamo tendere partendo, e non finendo, dai progetti del recovery fund . Annuncio pertanto il voto favorevole del Gruppo Per le Autonomie al provvedimento. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi, in verità non riesco ad esprimere giubilo, come alcuni interventi che ho ascoltato su questo provvedimento, se non a condizione che da ora in poi noi tutti qui si lavori per la crescita. Oggi, grazie al Governo Draghi e alla campagna vaccinale del generale Figliuolo, ci sono le condizioni per lavorare finalmente sulla crescita economica e sullo sviluppo, per sviluppare domanda, investimenti pubblici e investimenti privati, ed è esattamente quello che dovrebbe occupare il Parlamento. Ma siamo ancora fermi ai sostegni. Non dico che questo provvedimento non sia importante: sicuramente lo è. Tamponare l'economia, in una fase così difficile, per evitare fallimenti è un presupposto per ripartire; è però un presupposto non sufficiente; è un presupposto semplicemente necessario. È stato quindi sicuramente necessario aiutare le imprese in difficoltà con la cassa integrazione per i dipendenti, con la CIG, ed estendere questi provvedimenti anche alle start-up , come abbiamo fatto in fase di conversione. Così come importante è stato aiutare i settori più colpiti, come il turismo e la ristorazione, cercando di abrogare imposte, tasse, canoni, come abbiamo fatto con il canone RAI, con la prima rata dell'IMU e con l'occupazione degli spazi pubblici. Una misura, quest'ultima, importante nel momento in cui i ristoranti possono partire, possono ricominciare a lavorare per cui devono beneficiare di questa misura. Importante è anche l'intervento sulla montagna. Ho vissuto vari anni in montagna e so che perdere tutta la stagione invernale vuol dire perdere il 90 del fatturato. Per gli alberghi, per gli impiantisti, per i maestri di sci in questo e nel prossimo provvedimento ci sarà molta attenzione. Abbiamo lavorato sui settori finora esclusi dai vari provvedimenti, che del resto sono sempre stati coloro che hanno arricchito i momenti piacevoli della nostra vita: penso al trasporto turistico, alla fiere, alle società sportive dilettantistiche. Penso al tax credit sulla cultura, un settore straordinario che in questa misura ha il seme per poter ripartire. E penso poi alle televisioni locali, che hanno fatto informazione di prossimità, tenendo compagnia alle persone chiuse in casa e rassicurandole. Molti altri settori saranno attenzionati nel prossimo decreto-legge, come abbiamo scritto nell'ordine del giorno presentato come maggioranza e raccomandato al Governo. Quindi sì, ritengo sicuramente che questo sia stato un provvedimento importante, ma non condivido le celebrazioni per due ordini di motivi. Innanzitutto, perché questi due tasselli, il decreto-legge sostegni e il decreto-legge sostegni bis , si collocano in un quadro macroeconomico che resta comunque molto fragile, tutto da ridisegnare e da trasformare secondo quanto abbiamo scritto nel PNRR, ma che è da portare a terra. In secondo luogo, perché 32 miliardi più 40 miliardi sono un indebitamento netto importante e noi non possiamo essere soddisfatti nel dire che volentieri redistribuiamo risorse a debito. Questo è un messaggio culturale che personalmente non condivido, un messaggio di politica economica che dovrebbe essere esattamente il contrario: noi economicamente dovremmo dire che le risorse le generiamo e poi le redistribuiamo. Questa è una condizione data, in cui la politica espansiva è semplicemente obbligata, ma non possiamo compiacercene e nemmeno abituarci. Forse non tutti, ma noi abbiamo molto presente ciò che abbiamo votato nel DEF quindici giorni fa. Il DEF ci ha detto tre cose molto importanti sull'indebitamento netto, sul rapporto debito-PIL e sul PIL. Sull'indebitamento netto ci ha detto che oggi è all'11,8 per cento e che rientrerà nella misura del 3 per cento solo nel 2025, quindi due anni dopo la reintroduzione del Patto di stabilità e crescita. Sappiamo tutti cosa voglia dire questo. Sul rapporto debito-PIL al 159,8 per cento, ci ha detto che, sì, ci sarà un percorso di rientro e che in dieci anni torneremo al livello enorme di rapporto debito-PIL che avevamo prima del Covid-19. Ciò vuol dire che anche tra dieci anni l'Italia non avrà gli strumenti per far fronte a una sicuramente non auspicata, ma comunque da prevedere dal punto di vista economico, nuova crisi. Il DEF ci ha detto, ancora, che terremo sotto controllo il rapporto debito-PIL con la crescita; tuttavia nemmeno il Piano nazionale di ripresa e resilienza ci rassicura a sufficienza da questo punto di vista. Noi sappiamo che ci sarà un rimbalzo nel 2021 del 4,5 o del 4,8 per cento, ma che già dal 2023 torneremo ad avere un tasso di crescita inferiore al 2 per cento. Io dico che questo tasso di crescita è troppo basso, anche se lo consideriamo prudenziale; è troppo basso per immaginare di ridurre il debito con questo strumento e per dire che il PNRR farà davvero la differenza solo perché ci sono 248 miliardi di euro. Non voglio, certo, fare la pessimista. Anche io sono molto felice di unirmi al coro di coloro che non vedono l'ora di vedere le stelle. Tuttavia, per natura e per attitudine politica, mi piace essere molto realista e mi sento molto rassicurata dal fatto di non essere la sola: ho ascoltato l'altro giorno le parole del ministro Colao, il quale ha detto che i fondi del PNRR sono una condizione, ma non sono certo una garanzia di successo. Ha dato un messaggio a tutti noi in quest'Aula (e quello che è successo solo un paio d'ore fa è particolarmente emblematico): ci ha detto che la vera sfida è la trasformazione dell'Italia; la vera sfida sono le risorse, altrimenti l'Italia non ce la fa. Per fare tutto questo serve coesione in quest'Assemblea, serve lavorare assieme, per dare benzina all'unica cosa che fa davvero la differenza, che sono le conoscenze e le competenze, per usare quel mezzo che può portare a terra il PNRR che è la pubblica amministrazione. Anche la pubblica amministrazione deve affrontare una sfida per essere partner : meno controlli formali ex ante , più controlli ex post . Bisogna lasciare andare avanti le iniziative, gli investimenti. Pertanto, per votare a favore su questo provvedimento di mera spesa, dopo un anno di provvedimenti in deficit , e per non sentirsi particolarmente superficiali, dobbiamo garantirci l'un l'altro in quest'Aula che, d'ora in poi, lavoreremo per riformare, per trasformare, per creare valore, cioè ricchezza, per creare posti di lavoro. (Applausi) . Da questo punto di vista Italia Viva-PSI può garantire il suo massimo impegno, da partito riformista quale è. Ci sono momenti, signor Presidente, in cui vale la pena pensare e agire contro corrente. Come diceva sant'Agostino, giusto è giusto anche se nessuno lo sta facendo, e sbagliato (come accontentarsi di spendere a debito) è sbagliato anche se lo stanno facendo tutti. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, siamo qui quest'oggi per esprimere un voto di fiducia su un provvedimento rispetto al quale Fratelli d'Italia non ha mai nascosto la sua insoddisfazione. Lo dimostra anche l'atteggiamento, che oserei definire vergognoso, che c'è stato in queste ore in Aula, ma anche nelle Commissioni competenti, dove si sono viste cose che in realtà, in questa prima parte di legislatura, non avevo mai notato. Pur sapendo dell'insufficienza di questo decreto-legge, che non ci convince per nessun motivo, come opposizione non abbiamo voluto intralciare il percorso parlamentare a suon di ostruzionismo, ma, da opposizione responsabile quale siamo, sia nella Commissione bilancio che in quella finanze, che hanno lavorato a questo provvedimento, abbiamo dato la massima disponibilità nel tentare di contribuire a migliorare il testo. Siamo soddisfatti che questa nostra correttezza istituzionale ci sia stata riconosciuta in modo bipartisan da tutte le forze politiche presenti in questo Parlamento. Ferma restando la nostra contrarietà su questo decreto-legge, è una contrarietà che vogliamo evidenziare sia nel metodo che nel merito. Questo Parlamento sta diventando talmente irrilevante che addirittura, qualche minuto fa, a conclusione della discussione sul voto di fiducia, si pensava di poter mettere in voto questo provvedimento senza che fosse ancora arrivato il testo alla Presidenza del Senato. Riteniamo che questo decreto-legge sia in totale continuità con i decreti precedenti; quindi il Governo Conte che ci ha preceduto è in continuità con l'attuale Governo Draghi. Quindi, voglio smentire anche i relatori, in particolare il relatore di maggioranza, che hanno esordito dicendo che c'è una netta discontinuità rispetto al passato. Perché dico questo nel metodo? Noi ci eravamo illusi che si potesse arrivare ad un provvedimento, come il Governo aveva anticipato, con tre letture parlamentari e senza voto di fiducia, come ci era stato detto. Ci siamo scontrati invece con l'ennesimo decreto che sarà blindato qui in Senato, su cui è stata posta la questione di fiducia qualche ora fa, e chiaramente anche alla Camera dei deputati. Questa è la conferma che la democrazia parlamentare per questo Governo, come per il precedente, è diventata un optional piuttosto che un dettato costituzionale. Per quanto riguarda il merito, il decreto sostegni, come i vari decreti ristori 1, 2, 3, 4, e 5, non sostiene e non ristora assolutamente nulla, a dispetto del suo nome, e non fa che rinviare la ripresa economica del Paese a sempre futuri decreti in attesa di approvazione. Abbiamo detto fin da subito che questo decreto non bastava alle imprese, stremate da tredici mesi di epidemia e da tante restrizioni. Ma come si può pensare, Presidente, di risarcire un'azienda dandole, nella migliore delle ipotesi, il 5 per cento delle perdite che ha subito in un intero anno? Valeva la pena dare questi contributi, Presidente? Il Parlamento poteva anche eventualmente non darlo questo contributo, perché oggi le imprese ci chiedono la possibilità di riaprire e non di avere l'elemosina che oggi diamo con questo decreto, come hanno detto tanti miei colleghi, che al massimo, quando va bene, arriva a 2.500-3.000 euro per ogni impresa che registra perdite da tredici mesi a questa parte. Altrimenti, con la modalità con cui si sta andando avanti, non solo servirà un decreto sostegni- bis , che come sappiamo la settimana prossima verrà approvato dal Consiglio dei ministri, ma serviranno tanti altri decreti e scostamenti che il Parlamento dovrà fare. E queste vostre restrizioni sono diventate ormai anacronistiche e persino più severe dell'anno appena passato. In pratica, come dicono i proverbi, si stava meglio quando si pensava di stare peggio, perché almeno lo scorso anno - se ce lo ricordiamo - al termine del lockdown , che è stato il 18 maggio 2020 (quindi sarebbe tra un paio di settimane), non c'era il coprifuoco, non c'erano le restrizioni folli dei ristoranti aperti solo negli spazi esterni; non c'era la pretesa di continuare a tenere piscine e palestre chiuse ad oltranza. E sapete cosa è successo alla fine del lockdown prima dell'estate? Nulla. Si andava incontro all'estate, i casi di contagio si erano mantenuti bassi, nonostante non ci fossero le misure restrittive che abbiamo avuto oggi e che tutti conosciamo. Allora ci domandiamo: perché, quando abbiamo una campagna vaccinale in corso così imponente, che tra l'altro sta andando bene in questi ultimi giorni (e di questo chiaramente siamo molto felici), continuate a imporre queste misure che non sono restrittive, ma addirittura punitive? Quindi, noi di Fratelli d'Italia ribadiamo la nostra linea. Non c'è miglior sostegno che consentire le riaperture; certamente, riaperture fatte in sicurezza e con protocolli anche rigidi, ma riaperture che non sono più rinviabili. Il Governo si deve assumere la responsabilità di compiere questo atto, perché vede, Presidente, se non si fa questo, qualcuno si dovrà pur assumere la responsabilità delle chiusure per le attività che, giorno dopo giorno, stanno morendo. E noi riteniamo che non si possa continuare a rinviare. In questi giorni nelle Commissioni - come dicevo prima - ci avete detto di tutto e di più, che tutto ciò che non entrava in questo decreto - è ormai una litania che sentiamo da più di un anno - sarebbe entrato nel prossimo. Sempre questo si dice e adesso aspettiamo che tutto avvenga attraverso il Piano nazionale di ripresa e di resilienza e al riguardo voglio perdere qualche minuto del mio tempo perché il tema è molto importante. Non si può affidare al Piano nazionale la cura di tutti i mali della Nazione. Certo, il Piano nazionale è un'opportunità che non ci sarà più; è una sfida con la storia; è un appuntamento al quale il nostro Paese deve farsi trovare pronto e questo è il punto. Servono, però, le riforme, altrimenti non ci sarà ripresa; non ci saranno finanziamenti e non ci saranno investimenti. Senza le riforme non ci saranno i risultati che sono stati indicati nel Piano. Dobbiamo riformare il fisico, la pubblica amministrazione e la giustizia, altrimenti anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà destinato a rimanere un libro dei sogni. Siccome di queste riforme ancora non si conoscono neppure le linee guida, temiamo che il vero Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà ancora tutto da riscrivere. Passando ai lavori che abbiamo fatto in Commissione con riferimento agli emendamenti, penso alle poche proposte emendative che siamo riusciti a far approvare che riguardano il bene complessivo del Paese. Ringrazio il senatore De Bertoldi per il differimento dei termini relativi agli adempimenti in caso di malattia Covid per i professionisti. Per la prima volta nella storia nazionale non solo i dipendenti, ma anche i professionisti avranno la possibilità di potersi ammalare senza avere grandi problemi. Penso anche all'emendamento che prolunga i lavori per la messa in sicurezza del territorio, per il dissesto idrogeologico dei Comuni e, in particolare, dei piccoli Comuni. Grazie a un nostro emendamento c'è stato il differimento di termine che ha consentito ai Comuni di poter recuperare i milioni di euro che il Governo aveva concesso loro con vecchi provvedimenti. L'emendamento sugli operatori della montagna dei colleghi La Pietra e De Carlo consentirà una più equa ripartizione delle risorse stanziate tra le diverse località sciistiche. Sono tutte risposte a temi di forte attualità. Presidente, mi avvio alle conclusioni. È ancora poca cosa ciò di cui vi ho parlato e, cioè, degli emendamenti che hanno trovato conferma. Esiste un'emergenza sociale che sta dentro la nervatura del nostro Paese, fatto di piccole e di medie imprese, che rischia di travolgerci tutti se esse chiuderanno per sempre. Per questo, coerenti come sempre, non possiamo dare la fiducia al Governo e, quindi, il voto di Fratelli d'Italia sulla conversione in legge del decreto sarà contrario. (Applausi) . MARCUCCI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARCUCCI (PD) . Signor Presidente, autorevoli rappresentanti del Governo, colleghi senatori, quello in esame è il primo vero provvedimento che emana questo Governo. Si tratta di un provvedimento importante. Abbiamo apprezzato il metodo, l'approccio corretto, il confronto serio e concreto nell'interesse del Paese. Un ringraziamento particolare lo rivolgo ai relatori che tanto si sono impegnati per individuare utili soluzioni per il nostro Paese. Mi rivolgo al senatore Manca, alla senatrice Toffanin, ma anche ai presidenti Pesco e D'Alfonso, che hanno gestito bene i lavori su questo provvedimento delicato. È un ponte ideale perché lo scostamento di bilancio fu votato con il precedente Governo. Individuammo con il ministro Gualtieri i fondi necessari perché c'eravamo ovviamente resi conto della drammaticità della situazione del nostro Paese. Avevamo l'esigenza di trovare nuove risorse. All'epoca era molto difficile. Lo abbiamo fatto tutti insieme e l'Assemblea in quell'occasione ebbe modo di dare dimostrazione di responsabilità, che non sempre ho visto, anche in questo dibattito. Era gennaio quando fu votato lo scostamento di bilancio. Dopo c'è stata la crisi di Governo. Abbiamo perso tempo e bisogna chiedere scusa agli italiani. Gli italiani hanno difficoltà a comprendere la lentezza dei meccanismi della politica: c'è stata una crisi, si sono persi due mesi e ora bisogna recuperare. Il contributo però è reale e positivo e il Senato ha dato - a mio avviso - un grande apporto, accurato e intelligente, con la disponibilità messa dal Governo nelle nostre mani. Sono state approvate delle misure, che hanno arricchito il provvedimento in esame in maniera consistente. Si dice che il Parlamento perda le sue giornate dando delle mance, ma non è così. Il Parlamento ha avuto modo di ascoltare gli italiani e le loro difficoltà, quelli che soffrono e hanno vissuto e stanno vivendo la crisi sulla loro pelle, quelli che rischiano il posto di lavoro e devono combattere quotidianamente per difendere la loro impresa. E lo abbiamo fatto con grande attenzione, ottenendo risultati importanti. Penso - ad esempio - all'esenzione della prima rata dell'IMU, alla sospensione della tassa di occupazione del suolo pubblico fino a fine anno, o all'esenzione dell'Irpef sui canoni di locazione non percepiti ed è molto importante anche la proroga dell'IRAP al 30 novembre. Certamente quello in esame non sarà un provvedimento esaustivo e sufficiente per accompagnarci fuori dalla crisi. Abbiamo messo a disposizione le risorse per fronteggiare la vicenda difficilissima e ancora oggi complicata del virus e della pandemia e tutto quello che era necessario per procedere all'acquisto e una campagna di vaccinazione efficiente ed efficace, che ormai si avvia a dare risultati importanti e concreti. Signora Presidente, per noi esiste una sola politica che porta all'interesse del nostro Paese, composta da più azioni coordinate e centrali e ci fanno sperare in un futuro migliore. Ci sono ovviamente il tema del contenimento del virus e delle vaccinazioni e la politica delle riaperture, che deve essere costante e attenta, deve procedere speditamente, ma avere attenzione alla salute pubblica, perché non ci possiamo permettere dei ripensamenti o dei provvedimenti che andrebbero a inficiare tutti gli sforzi fatti fino ad oggi. Ci sono poi gli aiuti e il supporto per le imprese, per gli italiani, per i cittadini, per i lavoratori e per tutti coloro che sono in difficoltà, fino ad arrivare alle riforme strutturali, che il Parlamento dovrà presto attuare. C'è, infine, il recovery plan , il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), come grande e irripetibile occasione di rilancio. Ci sarà poi il prossimo decreto-legge. Abbiamo lavorato in un'ottica di sistema e abbiamo pensato all'oggi e a velocizzare i provvedimenti. Siamo contenti che con il provvedimento in esame, varato come decreto-legge, i primi consistenti aiuti ai lavoratori e alle imprese siano già arrivati. Lo abbiamo arricchito, ma sappiamo che non sarà sufficiente e il Governo è già pronto. Credo che nei prossimi giorni, al più tardi la prossima settimana, ci sarà il nuovo provvedimento da 40 miliardi di euro. Non è solo questione di soldi: dobbiamo difendere il nostro sistema produttivo (Applausi) e la tenuta della nostra capacità di dare e distribuire ricchezza. Abbiamo quindi chiesto e ottenuto, come Partito Democratico e con tutte le forze di maggioranza, un ragionamento ampio e consistente, che guarda avanti. E lo abbiamo fatto con gli strumenti parlamentari che sono a disposizione e, dunque, con gli impegni precisi che il Governo ha preso con noi, col Parlamento e quindi con l'Italia intera. Voglio rammentare il credito di imposta per le locazioni commerciali, l'esonero della Tari, le maggiori risorse ai Comuni e alle famiglie in difficoltà economiche. Si affronta il disagio psicologico dei minori, che è un tema rilevante, che abbiamo posto e che abbiamo intenzione di portare avanti e di far adeguatamente sostenere anche in termini economici. Non dimentichiamo gli investimenti, ad esempio sul sistema del turismo italiano, che oggi fatica a ripartire, ma che avrà bisogno, senza dubbio, anche degli investimenti agevolati dal nostro sistema Paese. Quindi, sostegni 1 e sostegni 2; il tempo è diventato ormai una variabile rilevante per il futuro del nostro Paese. Siamo costretti a chiedere al nostro Governo di fare presto, di fare bene e di fare tutto quanto sarà necessario per permetterci di cogliere e raccogliere la sfida del futuro. In questo quadro generale, con il decreto-legge sostegni 2 arriveremo a rendere operativo - anche grazie agli anticipi che il presidente Draghi ha ottenuto - il recovery plan . La discussione è stata approfondita, attenta. Abbiamo dovuto mettere tutto il peso dell'autorevolezza del nostro Governo e del Presidente del Consiglio affinché si potesse procedere il più velocemente possibile. Devo dire che il Senato, salvo qualche episodio - inclusi quelli odierni - ha dato dimostrazione e capacità di confronto. Ho apprezzato il contributo che è arrivato da parte di tutti i partiti della maggioranza. Molti emendamenti che avevano finalità specifiche, tutti motivati, sono stati inseriti nel testo. Credo che la concordia che abbiamo dimostrato nell'attività emendativa durante queste giornate difficili possa essere d'esempio. Ci vuole responsabilità, ci vuole amore per il nostro Paese. Bisogna avere chiaro il concetto di quale sia il bene comune. Lo dico a tutti noi: semplicemente non ci possiamo permettere di utilizzare provvedimenti così importanti come questo per il nostro Paese per guardare ai sondaggi e fare scelte tattiche. (Applausi) . Dobbiamo pensare solo al futuro dell'Italia. Signora Presidente, in conclusione, gestione dell'emergenza sanitaria e soprattutto vaccinazioni da fare bene e velocemente; riaperture progressive in sicurezza per essere pronti alla stagione estiva, senza timore; apertura al turismo internazionale, come Draghi ha dimostrato di volere fortemente; difesa delle imprese, tutte le imprese, con tutti gli strumenti possibili; supporto agli investimenti privati e pubblici, anche con incentivi; varo immediato del decreto-legge sostegni 2; partenza del recovery plan ; trasformazione ecologica e digitale. Ecco ciò per cui stiamo lavorando: un'Italia che riparta, più verde, più moderna, più giusta, che non tema il futuro sul fronte economico, su quello sociale e - perché no? - anche su quello dei diritti, cari colleghi. (Applausi) . La stagione dell'amore per la nostra comunità nazionale non muore mai. Il PD conferma il voto favorevole e la fiducia al nostro Governo. (Applausi) . ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, membri del Governo, in questa giornata un po' complessa vorrei partire da una buona notizia: l'amministrazione Biden ha preso una posizione fondamentale relativa alla sospensione dei brevetti sui vaccini. È un fatto strategico. (Applausi) . Su questo ci siamo battuti. Il Senato ha espresso pareri importanti in siffatta direzione. Sono molto soddisfatto che oggi Draghi abbia assunto una posizione in questa direzione. Dobbiamo chiedere all'Europa di prendere la stessa posizione alla prossima riunione dell'Organizzazione mondiale del commercio. Insieme a tutti i Gruppi - ringrazio anch'io i Presidenti delle Commissioni e i relatori - abbiamo fatto un lavoro non semplice, ma importante; un lavoro fatto di due punti fondamentali. Il primo è ciò che siamo riusciti a inserire nel decreto, che non è esaustivo, come non lo sarà nemmeno il decreto sostegni 2, ma certamente dà delle risposte. L'IRAP prima rata, la questione della montagna, la TOSAP e la COSAP, la questione del canone RAI, la questione dei professionisti, la questione relativa ai canoni non percepiti a favore di quei proprietari che, in questo modo, non dovranno, giustamente, pagare le tasse: sono alcune questioni importanti, ma abbiamo fatto anche qualcosa di più. Poiché ho ascoltato alcuni interventi svolti in discussione generale, che hanno esposto, comprensibilmente, l'orgoglio di partito su questa o quella scelta, io sottolineo che - intendiamoci - forse mai come in questa occasione tutti i Gruppi, anche l'opposizione di Fratelli d'Italia, sulle questioni fondamentali hanno trovato insieme una vera sintonia: non una mediazione, ma una vera sintonia. Dal momento che la discussione sul decreto sostegni 2 si svolgerà alla Camera, è molto importante ciò che noi abbiamo ottenuto su questioni decisive quali il credito d'imposta per gli affitti commerciali, al lavoro stagionale e ai buchi che ci sono ancora sul lavoro stagionale (agricoltura, turismo, spettacolo) e per quello che attiene i lavori discontinui, i lavori ciclici, i lavoratori cosiddetti invisibili. Su tali questioni e su altre, citate anche da altri colleghi, vi sono un impegno, un patto nuovo che abbiamo stretto col Governo. Noi abbiamo voluto segnare anche il decreto sostegni 2. Se non ci fosse stato questo rapporto col Governo, io non sarei stato convinto - per esempio - nel non mettere al centro il credito d'imposta per gli affitti commerciali a fronte delle categorie che stanno pagando di più di tutte le altre il prezzo della crisi e del lockdown . Lo abbiamo fatto. Io sottolineo, tuttavia, per onestà intellettuale, che noi avevamo già deciso, approvando i decreti ristori 1, 2, 3 e 4, che i codici Ateco non erano lo strumento giusto e che bisognava andare non sul mese, ma sull'anno. Vi sono ancora alcune questioni che io pongo. Per me il decreto sostegni 2 deve affrontare tre problemi, oltre a quelli che il Governo ha già detto che affronterà. Il primo problema è quello della perequazione. Esiste un problema di perequazione tra imprese e soggetti: alcuni hanno preso di più e altri hanno preso di meno. Peraltro, quelli che hanno preso di meno non di rado sono quelle imprese che hanno pagato il prezzo più alto: commercio, ristorazione, turismo, cultura e tutto il sistema dell'indotto della cultura; quindi perequazione per quelle imprese, come le mense e le ditte di pulizia, che si trovano nell'impossibilità oggi - è una cosa assurda - di usare la cassa integrazione, perché sono di derivazione dell'appalto di un'altra impresa. Questi buchi vanno risolti. Poi, c'è il tema di come governiamo la questione dei licenziamenti. Noi avevamo chiesto di prorogare il blocco fino al prossimo ottobre per tutte le tipologie di impresa. Questo tema rimane in campo e dobbiamo gestire la questione. C'è poi un punto che desidero sottolineare, riguardante la nostra contrarietà netta e decisa alla scelta del condono. Usiamo le parole del presidente Draghi: è un condono ed è un errore gravissimo per il messaggio che diamo agli italiani, che è premiante nei confronti di chi non ha una fedeltà fiscale. Avremmo potuto fare tante cose e alcune le avevamo proposte: cancellare le cartelle di chi è fallito, dei defunti e di chi è effettivamente in difficoltà, nonché fare un lavoro di spalmatura del debito e dare più tempo alle imprese per affrontare la questione. Noi abbiamo invece fatto la cosa opposta. Anzi, non noi, ma il Governo, sbagliando, ha fatto la cosa opposta. Addirittura cancelliamo le cartelle anche a favore di chi, con la rottamazione- ter e saldo e stralcio, aveva già concordato di pagare. Questa operazione ci costa 666 milioni di euro nel giro di alcuni anni; risorse che avremmo potuto dare a quelle imprese e a quei professionisti che hanno pagato un prezzo altissimo e che invece si vedono beffati. Desidero porre un problema. Ci deve essere una verifica attenta sulla relazione del Ministro dell'economia e delle finanze. Va riformata la riscossione per fare in modo che chi viene scoperto a evadere le tasse paghi quel che è giusto. Diversamente, il rapporto di cittadinanza tra gli italiani e questa Repubblica sarà sempre in crisi e diventerà un problema democratico. Attenzione: abbiamo fatto un buon lavoro, ma c'è ancora tanto e tanto da fare. Avremo modo di confrontarci sulle riforme su cui si gioca la svolta di questo Paese. (Applausi) . GASPARRI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GASPARRI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, chiediamo al Governo un triplete stile Mourinho, visto che è tornato di moda. Il triplete non può essere calcistico, ma deve essere basato sul successo con i vaccini (che stiamo registrando) e con i quattrini (che stiamo auspicando). Qualche settimana fa il presidente Draghi ha detto che in tempi del genere i soldi si danno, non si prendono. Il terzo obiettivo è quello delle aperture: gli orari, le palestre, il wedding - potremmo chiamarlo matrimonio, invece che in altro modo - le piscine e tante altre attività che attendono risposte, senza dimenticare il travaglio della ristorazione, del commercio e di altri. Abbiamo avuto più Figliuolo, meno altre persone. Perfino un romano, Bertolaso, ha reso più rapidi i milanesi nei vaccini. (Applausi) . In genere accadeva il contrario, mentre è stato un romano a velocizzare una Regione che ammiriamo tutti per la sua nota efficienza. Abbiamo lavorato molto su questo provvedimento e non ripeterò che occorreranno altre misure, come già detto da molti. La relatrice Toffanin - appartiene al nostro Gruppo e desidero ringraziarla, senza nulla togliere all'altro relatore, il senatore Manca - ha lavorato molto per ribadire la centralità del Parlamento. La centralità del Parlamento c'è anche nelle difficoltà che nel pomeriggio ci sono state, la centralità è anche la fatica di quel che c'è, di quel che ci sarà e di quel che ci sarebbe dovuto essere. Vediamo così che sulla TOSAP, sulla COSAP, sul blocco dell'IMU ci sono state decisioni importanti e consentite anche a noi del Gruppo Forza Italia di rivendicare gli interventi che anche noi abbiamo promosso, con i nostri emendamenti sulle città d'arte e sui borghi, sulle strade sicure e sulle Forze armate. Bisogna ricordarsi delle Forze armate quando si deve mettere mano al portafoglio (Applausi) . A questo proposito, ringrazio il ministro Brunetta che ha annunciato poco fa l'apertura del rinnovo contrattuale per il comparto sicurezza-difesa il 14 maggio. Ancora, abbiamo presentato emendamenti per le società sportive, per la proroga delle deleghe al 31 dicembre 2023 per lo sport, sui fondi per l'emittenza locale, su interventi per la sanità, sul welfare aziendale, sul prelievo unico erariale (Preu), sulle priorità vaccinali per i malati oncologici in follow-up. Oggi abbiamo voluto anche sottolineare il ruolo delle crocerossine, con un intervento ad hoc . Altre proposte riguardavano il contributo per i bus turistici, il versamento del canone unico che viene cancellato per le attività turistiche danneggiate, l'intervento sugli istituti di case popolari, riguardanti l'IVA e il riconoscimento dell'ecobonus, gli interventi che hanno riguardato l'IMU, le macchine agricole le istituzioni che si occupano dei non vedenti, l'azione per quanto riguarda gli impianti sportivi comunali, gli interventi sulle startup a fondo perduto, di cui si è occupato insieme ad altri colleghi il senatore Damiani, la montagna, gli sgravi Irpef per i canoni di locazione, gli interventi sul canone RAI delle strutture ricettive, la proroga del versamento IRAP al 30 settembre e anche le vicende degli sfratti. Sugli sfratti, vorrei dire che noi riteniamo positivo quanto è avvenuto, ma si può migliorare l'azione. Non siamo i cattivi che vogliono sfrattare i deboli e non siamo deboli con i cattivi, ma ci sono sfratti decisi prima dell'emergenza Covid e anche il diritto di proprietà fa parte dei diritti che vanno tutelati (Applausi) . Riteniamo, quindi, che il meccanismo introdotto rompa l'immobilismo, ma possa e debba essere migliorato, come hanno auspicato la Confedilizia ed altri soggetti, e sarà una delle cose che faremo con il prossimo decreto. Per il prossimo decreto, che forse sarà più la Camera che il Senato ad esaminare, l'ordine del giorno che molti colleghi hanno richiamato e che anche Forza Italia ha contribuito a definire impegna a intervenire per utilizzare bene lo scostamento di altri 40 miliardi e, quindi, a intervenire sulle partite IVA e noi rivendichiamo la difesa dei professionisti del commercio, delle piccole e medie imprese, del popolo delle partite IVA, che sappiamo hanno sofferto molto più di altri settori, ma con qualche garanzia occupazionale o di salvaguardia sociale maggiore (il turismo, gli alberghi, tutte le realtà che ancora attendono risposte). La vera risposta, però, sono i vaccini e le aperture, in cui noi crediamo, senza demagogia ma con molta determinazione. Quell'ordine del giorno per il prossimo decreto impegna la maggioranza ad adottare misure per le imprese ad alta intensità di lavoro, ad affrontare i temi di erogazione del credito alle piccole e medie imprese con proroghe, con moratorie ulteriori e poi ancora interventi sulla Tari, che certamente deve essere sospesa per chi non può pagare una tassa su rifiuti che non ha prodotto per la chiusura delle attività. Ci sono i temi dei lavoratori stagionali, delle fiere, dei minori, della cultura, che comincia ad avere qualcosa, ma non è abbastanza. Voglio anche ricordare la mozione che è stata approvata ieri alla Camera sui temi bancari, come anche l'ABI ha chiesto, perché interventi fondamentali che riguardano la crescita economica, come quello sull'ACE, possono essere rimodulati perché ci si confronti in maniera decisa con l'Europa, con l'EBA e con tutti i soggetti che ci devono aiutare ad avere tempi più lunghi per il rimborso dei prestiti, tassi ragionevoli e un sostegno vero all'economia reale. Guardiamo quindi molto anche al futuro, alle risorse che serviranno per la sicurezza ed anche per un capitolo che è stato trascurato, ovvero il ruolo di Roma Capitale. Anche sulle moratorie, la tesi che abbiamo illustrato e che per il prossimo decreto invitiamo a valutare - vedo il vice ministro Pichetto Fratin - è che, accanto ad erogazioni a fondo perduto, prestiti di lunga durata a basso tasso di interesse aiutino le piccole e medie imprese italiane e che si utilizzi meglio lo scostamento di bilancio. Sono proposte che abbiamo avanzato e che all'interno del Governo e della maggioranza faremo valere anche nei prossimi provvedimenti. Pensiamo ancora alla difesa del 110 per cento. Colleghi, lo diciamo con chiarezza: la legge in discussione sulla rigenerazione urbana è fondamentale e va riscritta (Applausi) , perché deve servire a realizzare innovazioni nelle città, non a musealizzare ciò che invece va rivisto. I musei e i centri storici vanno salvaguardati, i quartieri degradati vanno rigenerati. Stiamo dicendo la nostra e continueremo a dirla anche su quel provvedimento. Ci vogliono poi altri obiettivi che Forza Italia in queste ore ha ribadito: l'obiettivo di una riforma fiscale, semplificazioni, abolizione dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), incentivi a chi investe, la pace fiscale. I nostri Ministri stanno agendo in queste direzioni: il ministro Gelmini, con un dialogo con i territori che ritengo molto migliore di quello del passato; il ministro Brunetta, con l'obiettivo di una riforma della pubblica amministrazione, obiettivo epocale collegato anche al recovery plan ; il ministro Carfagna, con il rilancio della questione Sud che era stata cancellata dall'agenda degli ultimi Governi e che invece deve tornare nel dibattito politico e parlamentare. Vorremmo che questo triplete si realizzi e che il Governo trovi delle risorse. Ci sono infatti poi altre questioni di fondo per finanziare la ripresa. Quando io leggo che in Europa Amazon ha 44 miliardi di entrate e paga zero euro di tasse dico che anche qualche rapper , invece di fare il testimonial di Amazon, potrebbe occuparsi della iniquità fiscale e sociale (Applausi) , che alcuni giganti della Rete e re dello sfruttamento stanno realizzando; sono però troppo in alto per rendersene conto e non parlano con il popolo. Credo quindi che nei mesi futuri ci sia da lavorare anche su questi versanti, tutelando il mondo del lavoro, le aziende, le imprese, ma anche il mondo delle professioni e delle partite IVA. Questo è lo spirito con cui noi partecipiamo - senza essere subalterni a nessuno, ma consapevoli di una fase di emergenza - a questo momento che condividiamo come uno sforzo nazionale, come hanno detto i nostri colleghi che sono intervenuti nel dibattito, che hanno lavorato in Commissione, con la certezza che la svolta di Governo sia stata essenziale per fare rispettare di più l'Italia in Europa, per cominciare a rivedere i meccanismi di quel triplete : più vaccini, più quattrini e più aiuto alla popolazione reale con un'azione efficace e incisiva del Governo. Per tali ragioni voteremo la fiducia al Governo Draghi, esprimendo un voto favole sul provvedimento al nostro esame, per intraprendere un percorso che riporti l'Italia, con le riaperture e con la ripresa, a una stagione di rinascita per tutta la Nazione. (Applausi) . BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, giunge oggi al termine una vicenda legislativa che è nata in un clima economico e politico completamente diverso, sul quale varrà forse la pena di spendere qualche parola proprio per motivare il voto favorevole che ci accingiamo ad esprimere. Vorrei intanto cominciare ringraziando i colleghi delle Commissioni riunite che mi hanno accompagnato nel percorso di conversione del decreto-legge; un percorso che, con un garbato eufemismo, mi permetto di definire accidentato. In un periodo in cui le regole - le cosiddette regole - che poi sono quelle che a sinistra una volta si sarebbero chiamati i rapporti di forza, si stanno sbriciolando - come da noi più volte auspicato e preconizzato - lasciatemi dedicare un commosso pensiero di solidarietà al Regolamento, che invece spero resti saldo a tutela di tutti, soprattutto a tutela di quel bene prezioso che, se purtroppo è veramente razionato dalla natura, è il nostro tempo. Tempestività non fa rima con frettolosità e nemmeno con arbitrarietà, ma scordiamoci questa esperienza. Il percorso del provvedimento nasce il 15 gennaio scorso, quando il precedente Presidente del Consiglio presentò alle Camere una relazione ai sensi della legge n. 243 del 2012, chiedendo uno scostamento di bilancio da 32 miliardi. Il presupposto dell'intervento era l'introduzione di nuove misure restrittive che erano state prese a dicembre e poi consolidate con il decreto-legge n. 2 del 2021 e con il DPCM del 14 gennaio. La finalità era quella di fornire un ulteriore sostegno alle categorie colpite dalle misure restrittive, che si riteneva sarebbero state relativamente transitorie. Sappiamo poi quali vicissitudini abbiano ritardato la spesa di quelle risorse. La crisi di Governo ha portato a emanare il decreto-legge sostegni solo il 22 marzo scorso; sappiamo anche che le misure restrittive sono proseguite e sono ancora in vigore, con diversi gradi di intensità. La Lega, scegliendo con senso di responsabilità di sostenere questo Esecutivo non di unità ma di salvezza nazionale, è riuscita imprimere a questo provvedimento la sua cifra di buon senso e di concretezza. Se da qualche mese non sentiamo più parlare di codici Ateco, è perché questo provvedimento accoglie, fra le altre, una nostra specifica richiesta più volte espressa in queste Aule (Applausi) . Anche l'innalzamento del tetto di fatturato da 5 a 10 milioni, pur con i limiti che l'arbitrarietà di qualsiasi soglia definita porta con sé, ha contribuito ad allargare la platea dei beneficiari e segue una nostra richiesta. Infine, a più di un anno dall'inizio della crisi e con la tempestività di analisi dei dati offerta dalla fatturazione elettronica, non aveva più senso ricorrere a un criterio di idoneità arbitrario come il calo di fatturato nel solo mese di aprile, che penalizzava ingiustamente tante attività caratterizzate da andamento stagionale. Anche il criterio di idoneità del mese di aprile, da noi sempre contestato, è stato aggiornato e migliorato nel provvedimento in esame, prendendo come riferimento il fatturato non di un mese, ma il fatturato medio mensile. Altra e non meno importante richiesta che la Lega aveva avanzato fin dal mese di novembre è l'anno bianco contributivo, che nel provvedimento in esame viene rifinanziato con esonero dai contributi previdenziali minimi dei lavoratori autonomi colpiti da un calo di fatturato. Tale misura affianca quelle prese a tutela del lavoro dipendente con il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Non desidero però addentrarmi negli infiniti dettagli della misura. Siamo ormai abituati a provvedimenti di urgenza che hanno le dimensioni di una legge di bilancio. Ma, se volessimo discuterli adeguatamente, dovremmo riformare il Regolamento dando alla discussione altri tempi. L'elenco delle tante cose fatte in Parlamento, sia pure con risorse limitate per migliorare il decreto-legge, è stato fatto in discussione generale. Vorrei dire con chiarezza che credo siamo tutti consapevoli dei limiti che anche questa misura necessariamente porta con sé e siamo naturalmente grati all'opposizione che, svolgendo il suo ruolo, ci aiuta in questa importante crescita di consapevolezza. I limiti della misura derivano in primo luogo dal fatto di essere stata concepita in tempi in cui si riteneva che le misure restrittive sarebbero state più circoscritte nel tempo e dal fatto che una crisi di Governo ha ritardato l'erogazione dei fondi. Dobbiamo però contestare e distanziarci da polemiche sterili come quella che, equivocando spregiudicatamente sul criterio di idoneità definito sulla media annua del fatturato mensile, ha accusato questo Governo di voler compensare con un indennizzo irrisorio la perdita di fatturato del 2020. L'indennizzo, in effetti, andrebbe commisurato ai mesi di ulteriori clausura previsti al momento in cui lo stanziamento è stato disposto (dicembre-gennaio) e non all'anno 2020. I numeri ci dicono che con il provvedimento in discussione questo Governo ha dedicato ai contributi a fondo perduto una somma pressoché identica a quella che il precedente Governo aveva allocato in quattro decreti-legge (Applausi) . Inoltre, è già in arrivo il primo provvedimento interamente concepito dal Governo in carica, il secondo decreto-legge sostegni, finanziato da uno scostamento da 40 miliardi e indirizzato al mondo dell'impresa. Questi sono i numeri di questo Governo e questo è un cambio di passo documentabile. Dopodiché, senza tema di compromettere la serenità del clima esterno e interno a quest'Aula, mi permetto di osservare quello che tutti sappiamo e che la stessa relazione sullo scostamento del 15 aprile dice con chiarezza: l'esperienza dimostra che il rimbalzo del PIL può essere molto forte non appena la vita sociale, economica e culturale si riavvicina alla normalità. Ecco: normalità, proporzionalità degli interventi. Se guardo in alto, oltre il velario che riporta le effigi dei padri della nostra civiltà giuridica, vedo più su affacciarsi da una nuvoletta l'inconfondibile fisionomia sorniona di Giorgio Gaber e mi immagino il suo divertimento nel constatare che oggi, oltre al culatello o alla giacca, anche certe molecole sono di destra, mentre, oltre alla mortadella o ai jeans, anche chiudere è di sinistra (Applausi) . Chiedo scusa ai colleghi progressisti per lo psicoreato di utilizzo abusivo di una loro icona, ma assicuro che è stato fatto a fin di bene, per attirare la loro e la nostra attenzione su un punto. Auspico che la verifica sull'efficacia e la fondatezza delle misure di intervento non farmaceutico (cioè sostanzialmente delle chiusure, per capirci), che la Lega ha chiesto e ottenuto per metà maggio, possa svolgersi in un clima sereno e nutrirsi di valutazioni basate sui fatti e sulla letteratura scientifica vera, non su quella dei talk show . Abbiamo visto un'altra stagione di guitti da talk show , quelli che difendevano l'austerità; viene da dire che in questo caso la storia si è ripetuta, prima come farsa e ora come tragedia. Il vero sostegno all'economia sarà liberarla, naturalmente laddove ci sia un fondamento scientifico per farlo; ma questo fondamento non ci sarà se il dibattito si fossilizzerà su preconcetti ideologici, quelli verso cui Gaber manifestò divertita e motivata insofferenza, e se si confonderà la scienza con lo scientismo. (Applausi) . Ve lo dico contro il mio interesse, perché, se invece si ragiona così (confondendo scienza e scientismo), poi si finisce come a Madrid; l'aspirazione alla libertà è incomprimibile e a chi ha voluto comprimerla, quale che ne fosse il motivo, la storia ha sempre presentato un conto salato, nel migliore dei casi in termini elettorali. Guardiamo quindi al futuro con fiducia, ma soprattutto con razionalità, e intanto votiamo favorevolmente questo provvedimento. (Applausi) . DELL'OLIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signora Presidente, Governo, onorevoli senatrici, onorevoli senatori, finalmente siamo qui in Aula per votare il decreto sostegni. Eravamo partiti a gennaio, con il Governo Conte due in carica, con la votazione dello scostamento di 32 miliardi di euro, che servivano per questo decreto-legge, che avrebbe dovuto essere il ristori cinque. Stavamo procedendo spediti e avevamo aperto un'autostrada davanti a noi, per far arrivare quanto prima sul territorio gli aiuti messi in campo. Poi qualcuno ha deciso che si doveva fermare in autogrill per un appuntamento, abbiamo perso tempo, cambiato autista e ora siamo qui con una nuova squadra a parlare dello stesso provvedimento. (Applausi) . Per fortuna all'irresponsabilità e alla spregiudicatezza di qualcuno ha fatto da contraltare l'enorme responsabilità di altre forze politiche, a partire dal MoVimento 5 Stelle. Ma ci siamo; l'importante ora è che i 32 miliardi arrivino sul territorio, perché alle persone e alle aziende che sono al di fuori di questo Palazzo non interessa chi sia oggi alla guida o i problemi politici interni, ma interessa che siano aiutate e supportate. Vorrei porre l'attenzione sul fatto che questo ennesimo provvedimento economico, il dodicesimo da quando è scoppiata la pandemia, non va assolutamente visto come un intervento a sé. Esso fa parte di un percorso, integra e sviluppa quello che abbiamo chiamato il treno dei ristori; lasciamo perdere il fatto che oggi si chiamano sostegni, perché la sostanza è quella. Se andiamo a prendere il singolo intervento, come è stato detto anche in quest'Aula, è chiaro che da solo non è sufficiente; ma, se consideriamo complessivamente il cura Italia, il liquidità, il rilancio, il semplificazioni, il decreto agosto, i ristori, gli altri decreti minori, la legge di bilancio, il sostegni uno e l'imminente sostegni- bis , ci rendiamo conto che con dodici provvedimenti economici abbiamo immesso nel sistema già circa 200 miliardi. Si tratta di soldi che servono per aiutare le nostre aziende, i professionisti e i cittadini e per aiutare il nostro Paese, senza tener conto dei soldi che metteremo e che arriveranno con il PNRR, che si occuperà della parte di investimenti e di rilancio dell'Italia per i prossimi sei anni. Altri provvedimenti sono in cantiere, a cominciare da un'ulteriore provvedimento sulle semplificazioni, con il quale, tra le altre cose, intendiamo semplificare ulteriormente il superbonus del 110 per cento, perché la misura, fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, deve essere in grado di sprigionare tutte le sue potenzialità. (Applausi) . Quando abbiamo iniziato con il primo decreto a marzo 2020, tutti speravamo che i tempi bui durassero solo pochi mesi; ma, non avendo vissuto mai situazioni di pari entità, ci siamo dovuti organizzare per fornire il supporto necessario alle imprese e alle persone che ne avevano bisogno. Così sono nati il decreto rilancio e tutti gli altri decreti. Questo, di base, è il primo vero provvedimento del Governo Draghi in cui si decide delle risorse che verranno impegnate a breve, oltre al PNRR (ma lì parliamo di investimenti a medio e lungo termine). È stato, se vogliamo, il banco di prova della tenuta di questa maggioranza, perché discutere di temi e soluzioni in una maggioranza così allargata non è facile; tantomeno è facile mettersi d'accordo quando ci sono posizioni divergenti. In alcuni casi sono stati raggiunti punti di intesta soddisfacenti per tutti, mentre in altri si è deciso di lasciar correre: vedi il superbonus, per cui, nonostante la spinta del MoVimento 5 Stelle e la volontà di intervenire sin da ora, il resto della maggioranza ha ritenuto di non voler intervenire. (Applausi) . Pure il presidente Draghi ha detto che dobbiamo semplificare il processo e che non avevano senso i ritardi sulle misure che non avevano un impatto economicamente, ma solo in termini di snellimento del processo. In altri casi, invece, è stato concesso a qualcuno, in virtù di sbandierati accordi di Governo fatti in quest'Aula, di portare a casa una bandierina, pur sapendo che la lotta in questione era stata portata avanti anche da altri Gruppi politici. Chi sa come sono andate le cose, che siano aziende, professionisti o semplici cittadini che hanno visto nel tempo chi o quale Gruppo politico si è davvero interessato alla materia, non si farà ammaliare da un post , da un lancio di agenzia o da un comunicato stampa. Comunque, a noi del MoVimento 5 Stelle interessa che questo decreto-legge vada in porto, perché quando diciamo che ci interessano tutti e che nessuno deve restare indietro, per noi non è uno slogan ma è la ragione del nostro essere qui. (Applausi) . E non dimentichiamo mai che dietro a ogni situazione ci sono delle persone cui andare incontro. In questa dichiarazione di voto voglio parlare di due emendamenti: uno è presente nel documento che oggi verrà approvato, e l'altro è stato invece stralciato oggi, pur essendo stato approvato in Commissione. Entrambi però dimostrano quanto il MoVimento 5 Stelle tenga a supportare il nostro tessuto produttivo. Nel primo caso, con un nostro emendamento presentato a mia prima firma, abbiamo risolto un problema al quale stavamo lavorando già dal primo decreto-legge ristori: viene creato un fondo per supportare i cosiddetti esodati dei ristori, ossia tutte quelle start-up che si erano ritrovate escluse dalla misura del decreto-legge ristori e che rischiavano di essere escluse o penalizzate anche dal meccanismo previsto dal decreto-legge sostegni, ritrovandosi in una sorta di limbo. L'esempio classico è quello delle partite IVA aperte nel 2018 che, per una serie di motivi, hanno cominciato a fatturare magari solo a partire dalla seconda metà del 2019. Prendiamo per esempio un bar, un ristorante, un negozio: dal momento della costituzione della società nel 2018, tra ricerca del locale, messa a norma, ristrutturazione e autorizzazioni, magari hanno emesso il primo scontrino solo nel 2019, di fatto restando esclusi dal decreto-legge sostegni, così come lo è stato dal decreto-legge ristori. Ora non più: con la riformulazione proposta dal MEF è stato previsto un contributo a fondo perduto di 1.000 euro, che possiamo considerare in ottica positiva un bicchiere mezzo pieno. La buona notizia è che adesso c'è un bicchiere e c'è anche un po' d'acqua dentro. Ora toccherà al Governo e alla Camera, nel prossimo decreto-legge, cercare di chiudere e completare questo ammontare di risorse che serviranno a ristorare tutti. (Applausi) . L'altro emendamento di cui vi voglio parlare è invece quello che aveva presentato il nostro collega Turco, sulla cessione a terzi dei crediti d'imposta, (Transizione 4.0), analogamente a quello che è previsto per il superbonus 110 per cento. La norma avrebbe concesso di dare respiro alle imprese, perché avrebbe permesso loro di creare liquidità, cedendo subito quel credito di imposta che le aziende hanno "in pancia" senza attendere lunghi mesi prima di poterlo usare. Dico «avrebbe permesso» perché l'emendamento sulla Transizione 4.0, che è una battaglia del MoVimento 5 Stelle e che, per onestà intellettuale, devo riconoscere essere apprezzata da tutto l'arco parlamentare, è stato votato positivamente in Commissione l'altra notte in Senato, ma oggi è stato stralciato dal maxiemendamento su input della Ragioneria generale dello Stato per potenziali rilevanti effetti sulla finanza pubblica. Tali effetti, secondo quanto riportato nel parere presentato in Commissione, potrebbero essere estremamente rilevanti, pertanto la norma è stata stralciata. Ma questo è qualcosa che come MoVimento 5 Stelle non ci andava bene, perché sebbene accada ogni tanto che in fase di conversione di un decreto-legge durante la fiducia possano essere stralciati alcuni emendamenti, non è mai accaduto che un emendamento di portata così rilevante sia stato stralciato. Quindi o la Ragioneria generale dello Stato si è sbagliata in precedenza e noi abbiamo potuto votare in Commissione, oppure si sta sbagliando adesso. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo fermamente espresso la nostra posizione di dissenso rispetto a questa posizione, in quanto un errore così corposo da parte di una struttura che deve essere di supporto al Parlamento non può succedere e non deve più succedere. (Applausi) . Abbiamo rivisto la nostra posizione solo quando il Governo - anzi, il ministro Franco - ci ha garantito che inizieremo subito a riparlare di questo emendamento - quindi di riparlare di Transizione 4.0 - fin da subito, praticamente a partire dall'inizio della settimana prossima. (Applausi) . Tutte le imprese hanno infatti bisogno di questo supporto. Signor Presidente, stanno aumentando le vaccinazioni. Dobbiamo ancora stare attenti e tutti ci auguriamo che le riaperture in corso siano un segnale positivo che non venga interrotto da una recrudescenza del virus. Come MoVimento 5 Stelle ci auguriamo che i prossimi provvedimenti siano maggiormente orientati a dare una spinta all'Italia per tornare verso la regolarità, con supporti che riguardino sempre più la ripresa della normalità della vita del Paese (e Transizione 4.0 era uno di quelli). In tutto questo, il decreto sostegni, che - ripeto - fa parte di un treno partito con il Conte II e che ha effettuato numerose soste, è un altro tassello fondamentale per aiutare l'Italia. Sappiamo che non sarà l'ultimo e, nonostante le diverse soluzioni proposte, che spaziano in maniera ampia, come ampia è la maggioranza estremamente variegata che supporta questo Governo, e nonostante questa brutta pagina, che siamo sicuri verrà risolta a breve grazie anche alla rassicurazione del ministro Franco, posso dichiarare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PARAGONE (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. PARAGONE (Misto) . Signor Presidente, la cedibilità dei crediti non c'è, caro MoVimento 5 Stelle. Non c'è sul superbonus e nemmeno su altri bonus . Il decreto sostegni è quindi un sostegni bla bla, per cui voterete una fiducia bla bla. Domani inizierete un tavolo di lavoro; sempre domani voi volete fare le cose. Domani volevate abbassare le bollette della luce e del gas, abbattendo gli oneri di sistema; ma, appunto, è domani. «E se domani (e sottolineo se)», cantava Mina. Ma l'amico Licheri non è Mina, non ha la sua voce. Oggi la ristorazione piange, come piangeva ieri, stritolata dalle vostre assurde norme: siamo al 6 maggio e c'è ancora il coprifuoco alle ore 22; è stritolata dalle banche, che vogliono umiliare le famiglie e i piccoli operatori economici; è stritolata dalle multinazionali del delivery , quelle multinazionali a cui non avete torto un solo capello. Le multinazionali evadono il fisco che è una bellezza, perché lo fanno a norma di legge. Ai ristoratori fate le multe, alle famiglie e agli imprenditori togliete la cessione del credito e al turismo mettete uno stupido pass vaccinale, per cui si deve pagare per potersi fare i tamponi e i test sierologici: un pass sulla base del reddito. Il comparto dei matrimoni aspetta un protocollo chiaro e vi domando: bisogna vincere lo scudetto per fare la festa? A proposito di feste, per le banche è sempre festa, ma per Montepaschi lo è sempre un po' di più, perché il Governo ci sta nascondendo la verità su MPS. Perché non promuovete l'azione di responsabilità contro Profumo? Gli italiani a cui date ristori e sostegni bla bla devono sapere che i bilanci di MPS sono stati truccati e che i nostri soldi sono serviti per tamponare quei giochi di prestigio. Oggi una perizia di quasi seimila pagine ha evidenziato che sui crediti deteriorati gli ex vertici della banca hanno violato le normative. Perché Draghi non parla? Perché Daniele Franco non parla? Perché il PD e il resto della maggioranza non parlano? Ci sono di mezzo i soldi degli italiani. E allora, se c'è da dire la verità, l'unico sostegno che interessa a questo Governo è il sostegno a banche e multinazionali: quello vi riesce molto bene. Complimenti! Italexit voterà no. CRUCIOLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. CRUCIOLI (Misto) . Signor Presidente, oggi si è verificato un vero e proprio agguato politico: tutto ciò che era stato proposto da una certa parte politica e che realmente sarebbe servito al Paese è stato stralciato. Così sono stati tolti il superbonus per le imprese, che consentiva la cedibilità dei crediti di imposta, e altre misure. Tutto ciò che era cedibile e che dava ossigeno alle imprese è stato tolto; è stata tolta l'impignorabilità del reddito di cittadinanza, mentre sono stati dati segnali chiari, come, ad esempio, quello del condono, che è devastante: è il segnale che i furbi hanno dei vantaggi. Ho sentito alcuni oggi dire che quello che è accaduto è inaccettabile, però poi lo accettano; per L'Alternativa C'è, invece, ciò che è inaccettabile resta inaccettabile. Voteremo quindi contro questo provvedimento. (Applausi) . DI NICOLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo. PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola. DI NICOLA (M5S) . Signora Presidente, onorevoli senatori, chiedo la parola per annunciare e motivare il mio voto in dissenso sul decreto sostegni, che tra tante misure indispensabili per accompagnare imprese e cittadini in questo difficile momento, ne contiene una, quella relativa al condono fiscale, inaccettabile per tutti i contribuenti onesti e pesantemente bocciata, oltre che da milioni di cittadini e dalle forze sindacali, da alcune delle massime autorità di questo Paese: Corte dei conti, Banca d'Italia, per non parlare dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Ho sostenuto la costituzione di questo Governo per affrontare i tre punti necessari per superare l'emergenza pandemica indicati dal presidente della Repubblica Mattarella e nel discorso programmatico del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi in quest'Aula del 17 febbraio scorso: la lotta all'evasione... (Brusio). PRESIDENTE. Chiedo cortesemente ai colleghi che sono al centro dell'emiciclo di prendere posto e consentire al senatore Di Nicola di intervenire in un clima consono all'Aula. DI NICOLA (M5S) . La lotta all'evasione, che solamente nell'ultimo anno è ammontata a 107,2 miliardi, era uno degli impegni prioritari. Mai perciò mi sarei aspettato da questo Governo la proposta del solito condono in regalo agli evasori, che tra l'altro per la prima volta nella storia ha anche un costo rilevante per le casse pubbliche: almeno 700 milioni di euro; oltre al danno, dunque, anche la beffa. Ci dite, voi rappresentanti del Governo, che questo condono andrebbe fatto per sgravare il magazzino della riscossione da cartelle non più riscuotibili. Sapete bene che questo non è vero, perché secondo i dati della stessa Agenzia delle entrate le cartelle effettivamente non più riscuotibili, perché relative a soggetti falliti, deceduti o nullatenenti, sono il 40 per cento, mentre il resto fa capo a contribuenti perfettamente in grado di versare il dovuto. Siamo di fronte quindi al solito gioco: i partiti si ingraziano gli evasori sperando di incamerarne i voti. Vince così ancora una volta il partito trasversale dell'evasione fiscale evidentemente fortissimo anche in questo Parlamento. Ma attenzione: vincete lanciando un messaggio devastante di ingiustizia al Paese, dicendo ai contribuenti che evadere le tasse conviene, tanto prima o poi arriverà il solito condono. Vincete lasciando il peso del sostegno delle casse pubbliche e del welfare , che gli evasori utilizzano a man bassa... (Il microfono si disattiva automaticamente). (Applausi) . PRESIDENTE . Procediamo dunque alla votazione. Votazione nominale con appello PRESIDENTE . Indìco la votazione dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), presentato dal Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Ricordo che ai sensi dell'articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell'articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla questione di fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, ciascun senatore voterà dal proprio posto, dichiarando il proprio voto. Ricordo che è necessario evitare assembramenti al centro dell'emiciclo. Detto ciò, mi aspetto che chi è al centro dell'emiciclo cortesemente prenda posto. I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza. Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l'appello nominale. (È estratto a sorte il nome del senatore Romano). Colleghi al fine di non creare confusione, vi avverto che ci sono state molteplici richieste di anticipo del voto. In base a quello che mi è stato indicato dai singoli Gruppi, io non ho opposto eccezioni. Quindi, partendo dal Governo, ognuno di voi poi potrà chiedere al proprio Capogruppo. (Commenti) . Invito il senatore Segretario a procedere all'appello. GIRO, segretario, fa l'appello. PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello dell'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, sull'approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia: Senatori presenti 241 Senatori votanti 240 Maggioranza 118 Favorevoli 207 Contrari 28 Astenuti 5 Il Senato approva. (v. Allegato B). Risultano pertanto preclusi tutti gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti al testo del decreto-legge n. 41. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 12 maggio 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 12 maggio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 20,13) . Intervento della senatrice Gallone nella discussione della questione di fiducia posta sull'emendamento 1.9000 (testo corretto), interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge n. 2144 Signor Presidente, Governo, colleghi senatori, è la prima volta nel corso di questa legislatura che voteremo una fiducia con fiducia. Perché, a differenza di tutte le fiducie coatte dei Governi precedenti questa al Governo Draghi è, di fatto, una fiducia che il Parlamento accorderà al lavoro del Parlamento stesso. La fiducia su un maxiemendamento altro non è se non la sintesi corale che deriva da un lavoro complesso di ascolto, di condivisione, di composizione e di trasformazione delle proposte e delle richieste di aiuto delle parti sociali ed economiche del Paese in evidente difficoltà, e questo Parlamento ha lavorato finalmente come si deve, come sempre avrebbe voluto e dovuto fare, esercitando le prerogative legislative e di organo di più alta rappresentanza popolare. Il faticoso, ma preciso e competente lavoro delle Commissioni finanze e bilancio, e dei relatori Toffanin e Manca, fino all'ultimo, anche oggi insieme a tutti noi darà un primo sollievo e porrà le basi per la ripartenza. Il nostro grazie va agli uffici legislativi dei Gruppi e delle Commissioni per il prezioso supporto. Questo provvedimento, che vale 31,5 miliardi, è la prima parte, l'acconto, di un percorso di sostegni che si completerà a brevissimo con un secondo provvedimento che vedrà la luce la prossima settimana e per il quale si utilizzeranno altri 40 miliardi; 11,15 miliardi di contributo a fondo perduto per far rifiatare le imprese; 6 miliardi per il lavoro e per contrastare la povertà; 3,5 miliardi per salute e sicurezza, con un importante investimento sui vaccini, che procedono spediti. Per questo il nostro grazie va al Generale Figliuolo e all'organizzazione che ha visto tanto volontariato in prima linea negli hub vaccinali: medici, personale sanitario, professioni sanitarie, protezione civile ed Esercito non si sono mai fermati, supportati dal grande lavoro delle Regioni, dei Comuni e dei sindaci. Altri 3,5 miliardi agli enti territoriali. Forza Italia ha mantenuto l'impegno di trasformare le proposte in misure concrete a sostegno delle imprese, dei professionisti e di tutte le realtà produttive, realizzando il proprio principio di sostenere e rafforzare la grande alleanza pubblico-privato che dovrà essere la base di qualsiasi azione futura, a cominciare dal prossimo decreto semplificazioni. Non dimentichiamolo mai: l'alleanza pubblico-privato e la fiducia reciproca saranno la chiave per dimezzare gli sforzi e raddoppiare i risultati. Forza Italia ha mantenuto l'impegno, come dicevo, a partire dal sostegno per i costi fissi e garantendo liquidità in tempi brevissimi. Stop alla prima rata Imu per il settore turistico e i pubblici esercizi ed esenzione fino al 31 dicembre della TOSAP, perché non si può far pagare l'occupazione di suolo pubblico ai locali quando per legge si può lavorare solo all'esterno. Attenzione quindi anche al mondo ambulante e al sistema termale. E poi sgravi Irpef per gli affitti ed esonero del canone RAI per le attività ferme. Attenzione al mondo dello sport, dell'informazione e del turismo con il fondo per l'emittenza locale e quello per i borghi e le città d'arte, passando per il fondo di 20 milioni per i bus turistici straziati dal fermo pandemia. E la montagna è in primo piano, con 100 milioni destinati al settore sciistico per permettere agli operatori di recuperare almeno in parte le perdite dell'inverno (e penso alle nostre valli per le quali chiederemo ulteriori interventi anti spopolamento). Abbiamo poi ottenuto che anche le case popolari possano accedere al superbonus al 110 per cento, nell'ottica dell'efficientamento energetico, della sicurezza e di una rigenerazione urbana completa e compiuta, che è un grande risultato sociale ed ambientale. E poi vi sono la disabilità e il welfare aziendale tanto caro a tutti noi, ma al collega Floris in particolare. Siamo già al lavoro per confermare e incrementare queste misure nel sostegni- bis e per questo abbiamo predisposto una serie di ordini del giorno che impegnano il Governo sulla scuola, sul mondo del wedding , sulle palestre e le piscine, sulle discipline bionaturali e molto altro. Avremmo voluto fare di più e rafforzeremo gli interventi con le azioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza, convinti però che la vera soluzione arriverà quando, grazie alla campagna vaccinale massiva e alla spinta per la ripresa, gli italiani potranno tornare tutti al lavoro. Lasciatevelo dire da una bergamasca: mai come in questo periodo auguriamo al Paese di ritrovare la salute e la forza propulsiva del lavoro che nobilita, che dà dignità e fa grande un Paese. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Airola, Alderisi, Alessandrini, Barachini, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Bottici, Botto, Briziarelli, Calderoli, Cario, Cattaneo, Centinaio, Cerno, D'Angelo, De Petris, De Poli, Di Marzio, Floridia, Galliani, Giacobbe, Iori, L'Abbate, Marino, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Montevecchi, Monti, Napolitano, Nisini, Parente, Pepe, Pichetto Fratin, Pucciarelli, Rizzotti, Ronzulli, Russo, Salvini, Schifani, Sciascia, Segre, Siclari, Sileri, Siri e Vono. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. . Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i Senatori: Biti, Endrizzi, Tosato e Valente. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Biti, Endrizzi, Tosato e Valente. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione La Presidente del Gruppo Misto ha comunicato che il senatore Fantetti ha aderito, all'interno del Gruppo stesso, alla componente "IDEA e CAMBIAMO". Commissioni permanenti, trasmissione di documenti È stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 12 a Commissione permanente (Igiene e sanità), approvata nella seduta del 29 aprile 2021, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per agevolare la libera circolazione durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) (COM(2021) 130 definitivo) e sulla Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili relativi alla vaccinazione, ai test e alla guarigione per i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti o regolarmente residenti nel territorio degli Stati membri durante la pandemia di COVID-19 (certificato verde digitale) (COM(2021) 140 definitivo) ( Doc . XVIII, n. 23). Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati, nonché, ai sensi dell'articolo 144, comma 2- bis , del Regolamento, ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea. Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, composizione Il Presidente del Senato, in data 5 maggio 2021, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, i senatori Gianclaudio Bressa, Fulvia Michela Caligiuri, Andrea Causin, William De Vecchis, Gabriella Di Girolamo, Primo Di Nicola, Carlo Doria, Elena Fattori, Emilio Floris, Ugo Grassi, Francesco Laforgia, Mauro Antonio Donato Laus, Gianpietro Maffoni, Michela Montevecchi, Annamaria Parente, Pietro Pisani, Gianni Pittella, Sergio Romagnoli, Iunio Valerio Romano e Laura Stabile. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Ronzulli Licia, Salvini Matteo, Binetti Paola, Quagliariello Gaetano Disposizioni in materia di circostanze aggravanti nei casi di violenza commessa in ragione dell'origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, età e disabilità della persona offesa (2205) (presentato in data 06/05/2021); senatore Richetti Matteo Riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto sui prodotti igienici femminili essenziali, nonché istituzione di un credito annuo per il loro acquisto e distribuzione degli stessi negli istituti scolastici (2206) (presentato in data 06/05/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 2ª Commissione permanente Giustizia Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro giustizia Cartabia ed altri Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (2201) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.2972 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 05/05/2021). Governo, trasmissione di atti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 3 maggio 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, la comunicazione del Capo del Dipartimento della protezione civile concernente l'intervento del Servizio nazionale di protezione civile nella Repubblica dell'India. Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 3 a e alla 12 a Commissione permanente (Atto n. 812). Il Ministro della salute, con lettera in data 5 maggio 2021, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 30 aprile 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto e la nota del 30 aprile 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630. Ha altresì trasmesso le ordinanze 30 aprile 2021, recanti, rispettivamente, "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Regione Sardegna" e "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Regione Valle d'Aosta", pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, del 30 aprile 2021, n. 103. La predetta documentazione (Atto n. 813) è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro della salute, con lettera in data 5 maggio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, l'ordinanza 29 aprile 2021 recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 102 del 29 aprile 2021 (Atto n. 814). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, in data 5 maggio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, la relazione d'inchiesta sull'incidente occorso all'aeromobile JMB Aviation VL3 Evolution marche di identificazione I-C868, presso l'aeroporto di Padova, in data 1° agosto 2018. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente (Atto n. 815). In data 29 aprile 2021 è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, la relazione sull'attività svolta nell'anno 2020 dal Garante del contribuente dell'Abruzzo. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente (Atto n. 818). Governo, trasmissione di pareri del CNEL su atti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 3 maggio 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 28 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, i seguenti pareri relativi ad atti dell'Unione europea, approvati dall'assemblea del CNEL nella seduta del 28 aprile 2021, che sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni: Posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce Erasmus+: il programma dell'unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga il regolamento (UE) n. 1288/2013 (Atto del Consiglio dell'Unione europea 14148/20) - alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto 816); Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma dogana per la cooperazione nel settore doganale e abroga il regolamento (UE) n. 1294/2013 (PE-CONS 7/21) - alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto 817). Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dall'8 marzo al 2 maggio 2021, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea. Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati. L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti. Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Ricciardi, Naturale, Presutto, Castellone, Trentacoste, Puglia, Mantovani, Romano, Vaccaro, Comincini, Turco, Guidolin, Santillo, Pisani Giuseppe, Gallicchio, Pirro, Castiello, Pavanelli, Romagnoli, Lanzi, Perilli, Nocerino, Pellegrini Marco, Toninelli, Evangelista, Matrisciano, Anastasi e Leone hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00348 del senatore Di Piazza ed altri. Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Candiani ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05088 della senatrice Ferrero ed altri. La senatrice Lonardo ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-05393 del senatore Vitali ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 30 aprile al 6 maggio 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 104 CALANDRINI: sullo svolgimento di un concorso per l'assunzione di personale amministrativo tra le ASL di Frosinone, Roma, Viterbo e Latina (4-05054) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione ) LANNUTTI: sull'elezione di Giampiero Malagnino a vice presidente dell'ENPAM (4-04193) (risp. NISINI, sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali ) Mozioni Atto n. 1-00354 BERGESIO CASOLATI FERRERO MONTANI PIANASSO ROMEO PELLEGRINI Emanuele SAPONARA - Il Senato, premesso che: l'Universiade è una manifestazione sportiva biennale internazionale, estiva ed invernale, corrispondente ai Giochi olimpici, che vede la partecipazione degli sportivi universitari provenienti da tutti i Paesi del mondo; organizzatore delle Universiadi è la Federazione internazionale sport universitari (FISU); la città di Torino è già stata teatro, negli anni, di alcune edizioni delle Universiadi, si ricordano: nel 1959 la prima edizione e le successive edizioni del 1970 e del 2007 (Universiade Invernale); in particolare quest'ultima ha avuto un'enorme risonanza con il coinvolgimento di migliaia di sportivi, la partecipazione di 48 delegazioni nazionali, accolti da un'organizzazione capillare su base volontaria; rilevato che: gli studi di fattibilità sono stati elaborati dalla cabina di regia del Comitato promotore "Torino 2025", presentato il 30 novembre 2020 e composto da Regione, Comune, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Edisu, CUSI Piemonte, CUS Torino; con lettera del 10 febbraio 2021, la Regione Piemonte e il Comune di Torino hanno ricevuto l'appoggio governativo da parte del Ministro pro tempore per le politiche giovanili e lo sport del Governo Conte II, Vincenzo Spadafora, alla candidatura di Torino e del Piemonte, in quanto le Universiadi rappresentano una manifestazione sportiva di primaria importanza, che si svolgerà in un contesto territoriale prestigioso, fondamentale al rilancio dell'immagine dell'Italia, come Paese organizzatore di eventi a rilevanza mondiale; con deliberazione della Giunta regionale del Piemonte, 12 marzo 2021, n. 23-2978, recante "Costituzione del Comitato Promotore per la candidatura ai "Giochi mondiali Universitari invernali 2025", è stato approvato lo schema di atto costitutivo e di statuto; in data 26 marzo 2021, il Centro universitario sportivo italiano ha provveduto ad inviare alla FISU la lettera di candidatura ufficiale della Città di Torino ad ospitare la XXXII edizione Universiadi Invernali 2025; considerato inoltre che: la candidatura di Torino 2025 rappresenta, tra l'altro, un'occasione irripetibile per attivare investimenti immobiliari pubblici per la realizzazione dei villaggi per gli atleti, che resteranno alla città come residenze universitarie; Torino 2025 sarà il primo modello della storia di "Universiade degli studenti universitari", nella quale l'organizzazione dell'evento avrà una forte componente operativa universitaria e studentesca, rappresentando per gli studenti stessi un'opportunità di completamento della loro formazione universitaria; le Universiadi 2025 costituiscono una formidabile opportunità per l'immagine a livello nazionale ed internazionale della Regione Piemonte, che costituirà un volano per l'economia del territorio e un'occasione per l'ammodernamento delle strutture sportive pubbliche; la Regione Piemonte ha già provveduto a stanziare le risorse necessarie per il sostegno dell'importante evento sportivo all'interno del proprio bilancio di previsione, impegna il Governo a riconfermare il proprio sostegno alla candidatura della città di Torino ad ospitare la XXXII edizione Universiadi Invernali 2025 e a dare piena condivisione alle iniziative assunte fino ad oggi dalla Regione Piemonte e alla Città di Torino. Interpellanze Atto n. 2-00082 LONARDO Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che, per quanto risulta all'interpellante: è riesplosa l'emergenza brucellosi bufalina in provincia di Caserta, stando alle denunce mediatiche e alle richieste avanzate da Confagricoltura; gli allevatori della provincia di Caserta invocano controlli più stringenti e puntuali per rendere realmente efficace la profilassi primaria, al fine di evitare l'abbattimento dei capi di bestiame, attuando sistemi di contribuzione per l'ammodernamento e la riqualificazione delle aziende bufaline nel rispetto delle norme sanitarie, del benessere degli animali e dei processi produttivi moderni e innovativi per elevare gli standard di biosicurezza degli allevamenti; la Comunità europea, nel 2016, ha emanato un regolamento, che gli Stati membri avrebbero dovuto adottare entro aprile 2021, che prevede la vaccinazione per la brucellosi e altre malattie come la tubercolosi; considerato che, sempre per quanto risulta all'interpellante: la risoluzione approvata all'unanimità dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato sull'affare assegnato n. 237 (Doc. XXIV, n. 24) ha impegnato il Governo: a) a valutare la possibilità di prevedere forme di incentivo alla creazione di consorzi o cooperative che possano gestire anche in maniera consortile gli effluenti di allevamento, consentendone una valorizzazione ed una migliore utilizzazione agronomica; b) a valutare l'opportunità di attivare un tavolo tecnico coinvolgendo il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per definire un Piano finalizzato ad affrontare e gestire la problematica dei reflui in regione Campania, dove è allevato circa l'80 per cento dell'intero patrimonio bufalino; c) a valutare in accordo con la Regione Campania e nel rispetto delle indicazioni contenute nella risoluzione approvata all'unanimità dalle Commissioni riunite XIII Ambiente e IX Agricoltura il 6 agosto 2019 sui "nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione in Campania oggetto della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017 (n. 93)" la implementazione di azioni, strumenti e norme finalizzate a rendere armonicamente sostenibile socialmente, ambientalmente ed economicamente la salvaguardia e le prospettive del comparto bufalino con la vita e le aspettative del territorio e delle comunità a cui lega la sua storia; d) a valutare la possibilità di istituire un tavolo con il coinvolgimento di Ministero delle politiche agricole, Ambiente e Regione Campania, per favorire e rafforzare il risanamento e lo sviluppo della filiera bufalina nelle diverse criticità, in particolare: e) a valutare forme di ristoro relativo al mancato reddito in seguito all'abbattimento in relazione al numero di capi abbattuti, 6 per cento dell'intero patrimonio bufalino nel primo anno, prevedendo negli anni successivi come conseguenza delle attività di profilassi, una riduzione del numero di capi da abbattere; f) a valutare interventi a favore dell'applicazione delle misure di biosicurezza nelle aziende in cui sono state diagnosticate brucellosi o tubercolosi. Infatti, l'applicazione di idonee misure di biosicurezza dettate e verificate dal Servizio sanitario nazionale, unitamente alla ottimizzazione dei tempi di prelievo e di erogazione dei provvedimenti, rappresentano attualmente misure utili a ridurre ed eliminare la presenza delle patologie dal territorio; g) a coinvolgere attivamente gli allevatori nella predisposizione di misure di biosicurezza, al fine di assicurare l'espletamento e il successo dei Piani di eradicazione, per il tramite di una corretta gestione aziendale, prevedendo aiuti economici, supporto tecnico-scientifico e promuovendo l'adozione di buone pratiche per la gestione sostenibile del sistema produttivo sia per la sicurezza animale che ambientale; h) a migliorare la implementazione della "Tracciabilità della filiera lattiero casearia", che rappresenta un volano per la crescita economica dell'intera filiera; ciò potrà avvenire attraverso l'ottimizzazione del sistema strettamente legato all'apporto economico, al fine di consentire un accurato monitoraggio del latte e delle produzioni lattiero-casearie e mediante l'incrocio dei dati delle piattaforme, anche ai fini del contrasto di fenomeni di contraffazione della mozzarella di bufala DOP, con particolare riguardo all'impiego di latte proveniente dall'estero; i) a rafforzare la selezione genetica della bufala di razza mediterranea italiana che rappresenta un volano per la crescita del settore, anche puntando a lavorare per una più puntuale definizione per la popolazione bufalina e utile alla salvaguardia del patrimonio nazionale, attraverso iniziative oggetto di finanziamento nei pagamenti accoppiati di cui all'art. 52 del regolamento n. 1307/2013 della nuova programmazione PAC e PSR, si chiede di sapere: se siano state adottate tutte le indicazioni contenute nella risoluzione sulle problematiche della filiera bufalina approvata dalla 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) al Senato (Doc. XXIV, n. 24); quali misure urgenti il Ministro in indirizzo voglia intraprendere al fine di evitare il propagarsi della brucellosi bufalina in Campania. Interrogazioni Atto n. 3-02491 ABATE Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: per il biennio 2021-22, in attesa dell'approvazione della nuova PAC (la Politica agricola comune), continuerà ad essere in vigore la regolamentazione della PAC 2014-2020; secondo quanto anticipato dal ministro, Stefano Patuanelli, l'intenzione è che dal 2023 i fondi europei per l'agricoltura potrebbero essere assegnati secondo il nuovo modello denominato "new delivery model", un nuovo modello di gestione centralizzato che, attraverso un Piano strategico nazionale, stabilirà la programmazione sia delle risorse per i pagamenti diretti, nell'ambito del primo pilastro, che di quelle per lo sviluppo rurale, nel secondo; le risorse per entrambi i periodi, 2021-22 e nuova PAC 2023-27, derivano dal Quadro finanziario pluriennale, che per quei sette anni assegna alla Politica agricola comune 336,4 miliardi di euro. Nel primo biennio, però, il Programma di sviluppo rurale (PSR) beneficia anche di fondi aggiuntivi provenienti dal "Recovery Fund" - "Next Generation EU": 7,5 miliardi in tutto, oltre 8 in prezzi correnti, di cui circa 910 milioni di euro per l'Italia; il problema riguarda il piano per l'assegnazione dei fondi europei del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per il periodo transitorio (2021 e 2022), 3 miliardi e 910 milioni di euro, che diventano 6,9 miliardi con il cofinanziamento nazionale e regionale; la proposta del ministro Patuanelli definisce nuove regole riducendo, di fatto, il peso del criterio storico applicato nella programmazione 2014-2020. Questo ha portato ad uno scontro tra le regioni. Da un lato vi è l'ipotesi di stabilire l'assegnazione delle risorse basandosi su nuovi criteri e solo in misura residuale sulla base dei criteri storici, sostenuta da 15 regioni italiane e province autonome. Dall'altro la richiesta di 6 regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Umbria) di mantenere il metodo storico di riparto; il ministro avrebbe redatto una ipotesi di ripartizione che prevedrebbe l'introduzione nel 2021 di un 30 per cento di questi nuovi criteri, definiti oggettivi e che comprendono ad esempio la produzione lorda vendibile, la superficie agricola utile, il numero di imprese, e il mantenimento del 70 per cento dei parametri storici, e il ribaltamento delle percentuali nel 2022, con i criteri oggettivi a incidere per il 70 per cento e i parametri storici per il restante 30 per cento; considerato, inoltre, che: le sei Regioni che più hanno da perdere dal passaggio ai nuovi criteri, e che rappresentano da sole il 60 per cento delle aree interessate dai PSR, hanno bocciato, a ragione, qualsiasi ipotesi transitoria, motivo per cui per cui lo scorso 21 aprile non era stata trovata l'intesa in Conferenza Stato-Regioni, nella ripartizione dei fondi europei del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) relativo gli anni 2021 e 2022, per un importo complessivo di 3.915.095.032 euro, assegnati all'Italia per la programmazione futura del Programma di sviluppo rurale. Per questo motivo ora tutto è passato nelle mani del Ministro delle politiche agricole, che dovrà presentare uno schema di riparto al Consiglio dei ministri; la proposta pervenuta alle Regioni, per come da loro evidenziato in una lettera inviata sia al Ministro in indirizzo, sia al commissario europeo all'Agricoltura, parte dal presupposto di utilizzo dei parametri per la ripartizione dei fondi FEASR definendoli "oggettivi", come se fossero portatori di una verità scientifica. Questo viene fatto passare come se fosse un equivalente del concetto che l'adozione di siffatti criteri renda giustizia a tutte le Regioni. Una ipotesi logica basata su un sistema di assegnazione delle risorse per il de minimis errata, perché l'assegnazione dei fondi FEASR non può e non deve seguire i criteri di assegnazione degli altri fondi, proprio perché questi sono utilizzati per colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e quelle più povere ed emarginali; è questa, d'altronde, anche la posizione del commissario europeo all'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, visto che i fondi sono europei, è una posizione chiara e ben delineata sulla questione generale dei fondi destinati allo sviluppo rurale: le somme del FEASR del secondo pilastro sono esclusivamente destinate a colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e le aree più povere e marginali. Un'indicazione, questa del commissario, che peraltro dovrebbe valere sia per il biennio di transizione che per la nuova programmazione; il regolamento (UE) n. 2020/2220 ha prorogato per il 2021 e 20211 non solo i programmi di sviluppo rurale, ma anche l'attuale regime dei pagamenti del primo pilastro della PAC (pagamenti diretti, convergenza interna, convergenza interna, riserva nazionale, pagamenti accoppiati). L'Italia entro il 19 febbraio 2021 doveva comunicare l'intenzione di proseguire la convergenza interna dei titoli PAC verso un valore medio nazionale, questo non è stato fatto e scegliere oggi di ripartire le risorse dello sviluppo rurale in base a un nuovo criterio senza che vi sia stato un confronto sulle scelte da prendere sul primo pilastro della PAC, rischia di creare disparità tra le regioni, falsando gli accordi presi fino ad oggi sulla politica agricola nelle diverse regioni, si chiede di sapere: cosa intenda fare il Ministro in indirizzo, visto che, già con l'attuale ripartizione della PAC, i fondi sono già troppo pochi e stravolgere i parametri attualmente in vigore e ritoccare la ripartizione dei fondi FEASR del PSR, spostandoli dal Sud al Nord, andrebbe a incidere profondamente sul prodotto interno lordo di regioni quali la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Puglia, la Sicilia e l'Umbria, che da sole rappresentano il 60 per cento delle aree italiane interessate dal PSR; se non intenda verificare la correttezza di tutte le procedure seguite prima di intraprendere una strada che, come ha già dichiarato il commissario europeo all'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, sembra impraticabile, visto che le somme del FEASR sono destinate a colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e quelle più povere e marginali, cioè tra le sei regioni più povere che si oppongono alla nuova ripartizione e le altre quindici e che potrebbe, quindi, portare all'apertura di una procedura d'infrazione per il mancato recepimento e rispetto di una direttiva europea e, quindi, anche al blocco dei fondi; anche se si decidesse di forzare l'applicazione della proposta ministeriale di ripartizione del FEASR, come il Ministro andrebbe a cofinanziare, in accordo con il Ministero dell'economia, i fondi europei per compensare lo spostamento di risorse dalle Regioni meno sviluppate alle altre. Modificare gli attuali criteri di riparto, infatti, non è una semplice operazione matematica. Bisogna pensare agli effetti che essa produrrebbe soprattutto in relazione agli equilibri di equità raggiunti nel tempo. Atto n. 3-02492 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: appare sempre più necessario garantire alle persone non autosufficienti il diritto alla continuità terapeutica, affettiva e relazionale, di anziani, persone con disabilità e in generale di tutte le persone malate non autosufficienti; le attuali linee guida non sono state aggiornate e quindi non tengono adeguatamente conto di eventi come quelli che si sono verificati in questo ultimo anno. Eventi che potrebbero ripresentarsi nei prossimi anni; è infatti urgente procedere al riordino degli interventi del Servizio sanitario nazionale a favore degli anziani, dei malati cronici, compresi quelli non autosufficienti, e di tutte le persone affette da patologie ad alto rischio invalidante, che dovranno essere parte integrante dei provvedimenti assunti dal Governo nell'ambito del "Recovery Plan"; queste persone infatti sono state colpite da gravi sofferenze nel corso della pandemia da COVID-19, anche per l'inadeguatezza delle strutture, dei modelli di cura e delle necessità sopravvenute a causa del virus ; servono nuovi modelli di cura sul piano socio-assistenziale per scongiurare il ripetersi dei disastrosi avvenimenti, avvenuti in questo ultimo anno; qualcuno li ha perfino definiti le stragi delle RSA; è un imperativo morale sempre più chiaro: che gli anziani residenti nelle strutture non siano più privati della continuità affettiva e relazionale con i propri familiari, riconosciuta ormai come parte integrante e fondamentale del percorso di cura alla persona; alle persone anziane, malate croniche e non autosufficienti, occorre inoltre garantire sempre, in ogni circostanza, il diritto alle cure sanitarie come diritto inviolabile, senza dimenticare che sono malati complessi; per questo occorre una ben definita organizzazione di servizi sanitari e socio-sanitari, sia a livello territoriale che ospedaliero, con reparti dedicati e competenti dal punto di vista professionale, organizzati secondo il lavoro in équipe e con la presenza di una direzione sanitaria con funzioni di dirigenza; gli anziani ricoverati nelle RSA o altrimenti definite (RP, CRA) sono malati affetti da pluri-patologie croniche, da cui deriva la non autosufficienza e i numerosi decessi nelle RSA hanno dimostrato la grave carenza del Servizio sanitario nei percorsi post ospedalieri; urge quindi attivare un vero e proprio progetto di prevenzione territoriale, con particolare attenzione alle persone non autosufficienti, soprattutto quelle con demenza o malattia di Alzheimer, con équipe multi disciplinari; i familiari delle persone non autosufficienti e le associazioni che li rappresentano dovranno essere parte attiva nella pianificazione e programmazione della salute dei propri cari; i familiari hanno il diritto di ottenere le garanzie necessarie, affinché all'interno delle stesse siano rispettati tutti i servizi a tutela della cura e della dignità della persona, ivi compreso l'obbligo che ogni struttura sia dotata di un sistema di videosorveglianza interna, per il controllo necessario a difesa del paziente, si chiede di sapere: come intenda procedere il Ministro in indirizzo già in questa prima fase di riapertura delle RSA, perché le strutture si dotino di modelli organizzativi più adeguati e non si tratti solo di un ritorno al passato; come intenda sostenere le persone non autosufficienti che vivono in famiglia, per supportare le famiglie stesse fin dal primo momento dell'applicazione del PNRR. Atto n. 3-02493 CORRADO LANNUTTI GRANATO ANGRISANI Al Ministro della cultura Premesso che: a seguito della legge regionale n. 65 del 1980 sono passati alla competenza giuridica dell'amministrazione comunale di Napoli gli edifici ecclesiastici cittadini appartenenti ai cosiddetti "enti soppressi": gli istituti per l'assistenza e la beneficenza (IPAB) come la Real Casa dell'Annunziata, l'Albergo dei Poveri, l'Istituto per l'Istruzione e l'Educazione Femminile Sant'Eligio, unitamente alla loro ingente consistenza patrimoniale di opere d'arte; a seguito del sisma del 1980 si è provveduto, d'intesa con l'allora Soprintendenza ai beni artistici di Napoli, a prelevare le opere d'arte dagli edifici monumentali di proprietà comunale danneggiati dalle scosse e a collocarle nei musei cittadini, compreso il Museo civico di Castel Nuovo, istituito nel 1990; tra le opere custodite al Castel Nuovo (più noto come Maschio Angioino), che pare ammontino a circa 400 pezzi tra quadri, sculture e arredi, ci sono, perciò, dipinti di Luca Giordano, Paolo De Matteis, Jacopo Cestaro, Giacinto Diano, Agostino Beltrano, Giuseppe Bonito, databili dal XV al XX secolo; considerato che: nel 2020, come riportato nelle premesse della delibera di Giunta comunale n. 157 del 3 marzo 2021, a seguito di abbondanti piogge, si registrano i primi ristagni d'acqua all'interno del cortile del Castello in corrispondenza dei locali sottostanti destinati al ricovero di quelle opere e, a seguito di sopralluoghi, si prende atto delle precarie condizioni in cui versano le stesse; ne sono informati l'assessore comunale alla Cultura e Turismo, dottoressa Eleonora de Majo (dimessasi il 9 marzo 2021) e l'allora vicesindaco, dottor Enrico Panini (uscito dalla Giunta a gennaio 2021), nonché il soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per il Comune di Napoli, dottor Luigi La Rocca; con la prefata delibera, la Giunta decide di procedere ad una prima urgente manutenzione dei dipinti custoditi presso i depositi di Castel Nuovo, prelevando 50.000 euro dal proprio fondo di riserva. Con quel denaro l'Amministrazione comunale ha dunque redatto, insieme al Servizio beni culturali, un progetto preliminare di analisi delle problematiche più urgenti per la salvaguardia dei dipinti di maggiore pregio, prevedendo tuttavia solo la messa in sicurezza tramite velinatura e il restauro conservativo di appena due opere, tra le quali la "Madonna del Rosario e Santi Domenicani" di Luca Giordano, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia stato messo a conoscenza, e quando, della grave situazione che ha esposto ed espone parte del patrimonio culturale della terza città d'Italia ad un severo rischio di danneggiamento/perdita; se il diritto/dovere di ispezione in capo all'ufficio territoriale di tutela del Ministero della cultura sia stato regolarmente esercitato, e con quali esiti, nei circa 30 anni trascorsi dall'istituzione del Museo civico di Castel Nuovo e comunque dalla data del trasferimento delle opere d'arte in questione nei depositi sotterranei del fortilizio; perché, data l'urgenza di rimuoverle dagli ambienti insalubri che ne hanno causato/favorito il degrado, non ne sia stata disposta dal soprintendente ABAP la custodia coattiva in un museo pubblico ex art. 43 del Codice dei beni culturali e del paesaggio; dove il prefato soprintendente, volendo applicare il citato art. 43, potrebbe disporre la custodia coattiva delle suddette opere d'arte, dal momento che, a termini delle cosiddette riforme Franceschini, non ha più alcun rapporto con i musei del territorio (e con i loro depositi), i quali o dipendono dalla Direzione regionale Musei, che fa capo alla Direzione generale Musei, mentre le Soprintendenze fanno capo alla Direzione generale ABAP, o addirittura godono di autonomia speciale, dunque sono retti da direttori generali; se, a fronte di insufficienti risorse economiche e di una strategia di intervento opinabile adottata dall'Amministrazione comunale di Napoli dopo la "riscoperta" di quel patrimonio dimenticato, non ritenga necessario, per assicurarne il restauro come vuole l'art. 29 del prefato Codice, imporre all'ente i necessari interventi conservativi ex art. 32, cioè eseguendoli in sua vece per poi rivalersi nei confronti del Comune. Atto n. 3-02494 DESSI' Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: è di qualche settimana la notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio della Regione Lazio, al centro della nota vicenda denominata "concorsopoli", nata da un'inchiesta giornalistica che denunciava come, attingendo da una graduatoria di un concorso indetto da un piccolo comune della provincia di Roma, il Comune di Allumiere, fossero stati assunti dalla Regione Lazio e presso taluni altri enti pubblici locali alcuni candidati risultati idonei nel concorso e che, dall'indagine giornalistica, risultavano per la maggior parte collaboratori fiduciari di consiglieri regionali, quasi tutti di area riconducibile al Partito Democratico; da qualche giorno circolano articoli su note testate giornalistiche di un altro presunto caso "concorsopoli", legato ad altra selezione pubblica di un piccolo comune della provincia di Roma; a seguito della circolazione delle notizie citate, che riguardano un concorso per un posto di istruttore amministrativo indetto dal Comune di Rocca Santo Stefano, l'interrogante ha raccolto alcune informazioni, rendendosi conto di come la graduatoria finale pubblicata nel gennaio 2019, veda, oltre al vincitore, sei idonei tra cui due sindaci ed un consigliere comunale, tutti di area PD: in particolare nella graduatoria si leggono i nomi di Emanuela Panzironi, attuale Sindaco di Zagarolo, eletta nel 2020 ed oggi impiegata del Comune di Rocca Santo Stefano, per scorrimento della graduatoria del concorso di Rocca Santo Stefano; Danilo Felici , sindaco di Gerano, eletto nel 2016, , che dopo essere entrato in graduatoria anche in un concorso nel Comune di Palestrina, oggi è dipendente del Comune di Guidonia Montecelio, molto probabilmente per lo scorrimento di una delle due graduatorie, dalle quali risultava idoneo; Emanuele Di Silvio, candidato a Sindaco nel Comune di Guidonia Montecelio alle elezioni amministrative del 2017, attualmente consigliere di opposizione dello stesso Comune, dipendente del Comune di Zagarolo, per lo scorrimento della graduatoria del concorso del Comune di Rocca Santo Stefano; è evidente come queste vicende, caratterizzate entrambe da assunzioni attraverso lo scorrimento delle graduatorie degli idonei presenti in altri enti, rivelerebbero un modus operandi che risulterebbe ormai radicato nella gestione dei concorsi negli enti locali, da parte di alcuni politici, in particolare nell'area della provincia di Roma; si attende il corso della giustizia: sarà la magistratura a far venire alla luce eventuali irregolarità nella modalità di tali assunzioni, che generano in ogni caso, qualche dubbio sul modus operandi , che appare, ad una prima lettura, di tipo clientelare, tant'è vero che diverse sono le procure che hanno aperto fascicoli, in particolare sulla vicenda della graduatoria di Allumiere, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo abbiano conoscenza dei fatti di cui in premessa e se e quali azioni intendano eventualmente adottare. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05415 PARAGONE Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il default bancario consumatosi negli anni fra il 2014 e il 2017 ha coinvolto i risparmiatori di quattro banche del centro Italia e due popolari venete, causando ingenti perdite economiche per centinaia di migliaia di incolpevoli risparmiatori che, ad oggi, sono state soltanto parzialmente e lentamente ristorate attraverso il fondo indennizzo risparmiatori, istituito con legge 30 dicembre 2018, n. 145; le gravissime perdite economiche subite dai risparmiatori sono state aggravate dalle conseguenze della pandemia da COVID-19 che ha ulteriormente martoriato tali soggetti fragili; i territori nei quali operavano le banche interessate dal default , specialmente il Veneto, sono stati pesantemente danneggiati per aver perso istituti bancari di lunghissima tradizione che svolgevano una preziosa funzione sinergica con la specificità imprenditoriale di quelle aree ove, per la maggior parte dei casi, vi era un intreccio virtuoso fra partecipazione e sostegno della banca popolare ed erogazione del credito su base personale, consentita da un rapporto di diretta conoscenza e vicinanza; visto che il sostegno privato all'economia passa esclusivamente attraverso istituti bancari che adottano e attuano rigide regole impersonali per l'erogazione del credito, di fatto escludendo moltissimi attori economici che, per dimensione o per struttura, non raggiungono il merito creditizio secondo i programmi informatici; considerato che: a parere dell'interrogante, è ormai del tutto evidente che il disastro bancario del periodo 2014-2017 sia stato la conseguenza, oltre che di mala gestio bancaria, anche di decisioni politiche e amministrative nazionali ed europee errate ed improvvide; a parere dell'interrogante, la Corte di giustizia dell'Unione europea, nel ritenere, con la sentenza nella causa C?425/19 P Commissione/Italia, Fondo interbancario di tutela dei depositi, Banca d'Italia e Banca popolare di Bari SCpA, del 2 marzo 2021, che gli interventi del fondo interbancario a tutela dei depositi in favore di banca Tercas non fossero aiuti di Stato, ha accertato l'errore commesso dalla Commissione per la concorrenza presieduta da Margrethe Vestager che ha, di fatto impedito, che le citate banche venissero agevolmente salvate attraverso il fondo medesimo; altresì considerato che: non solo i risparmiatori coinvolti e i territori in cui insistevano gli istituti di credito hanno pesantemente pagato le conseguenze di questa crisi bancaria, ma anche i contribuenti italiani sono stati ingiustamente penalizzati: basti pensare, per esempio, che la liquidazione delle popolari venete è costata al contribuente circa 5 miliardi di euro, a fronte di un salvataggio che fra il 2015 e il 2016 sarebbe potuto valere meno di 2 miliardi; il principio generale di risarcimento del danno ingiusto, riconosciuto anche a livello europeo, impone che le vittime vengano risarcite, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia intrapreso o intenda intraprendere per far fronte e rientrare dell'enorme perdita economica che l'errata decisione della Commissione, presieduta da Margrethe Vestager, ha causato ai risparmiatori, al tessuto economico di intere regioni e ai contribuenti italiani; quali iniziative abbia adottato o intenda adottare per indennizzare ulteriormente i risparmiatori, poiché vittime incolpevoli, ed i contribuenti, sui quali è ricaduto l'onere economico per errori di terzi; quali iniziative intenda intraprendere per ricostituire un sistema bancario che sia funzionale all'economia reale nelle varie specificità regionali. Atto n. 4-05416 PAVANELLI FEDE CORBETTA DONNO FERRARA TRENTACOSTE SANTANGELO ANASTASI VANIN CROATTI PISANI Giuseppe PUGLIA DI GIROLAMO Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: è sempre più pressante ed urgente l'adozione di provvedimenti che promuovano e favoriscano la transizione verso l'economia circolare anche nel settore dei prodotti tessili; la Commissione europea l'11 marzo 2020 con il documento COM (2020) 98 ha definito il nuovo piano di azione per l'economia circolare. Particolare attenzione è stata dedicata al settore tessile, prevedendo una strategia della UE che promuova prodotti tessili sostenibili a basso impatto ambientale, rafforzando la competitività e l'innovazione di tutta la filiera del settore tessile; la Commissione europea il 14 ottobre 2020 con il documento COM (2020) 667 ha presentato una strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità, prevedendo la necessità di eliminare progressivamente le sostanze più pericolose dai prodotti destinati al consumatore tra cui quelli tessili, con i quali le persone sono quasi sempre a contatto; il regolamento (UE) 2018/1513, divenuto obbligatorio dal 1° novembre 2020, interessa direttamente il settore tessile e prevede una forte restrizione di sostanze classificate come cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMR) di categoria 1A e 1B (allegato XVII, restrizione n. 72) nei prodotti tessili, quali: cadmio e suoi composti, composti del cromo VI, composti dell'arsenico, piombo e suoi composti, benzene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), 4-tetraclorotoluene, p-clorobenzotricloruro, , triclorotoluene, benzotricloruro, clorotoluene, benzilcloruro, formaldeide, acido 1,2-benzenedicarbossilico, esteri alchilici C6-8 ramificati, ricchi di C7, ftalato di bis (2-metossietile), diisopentilftalato, di-npentilftalato, di-n-esilftalato, n-metil-2-pirrolidone, 1-metil-2-pirrolidone, n, n-dimetilacetammide, n, n-dimetilformammide, dimetilformammide, 1,4,5,8-tetraamminoantrachinone, benzenammina, cloridrato di 4,4'- (4-imminocicloesa- 2,5-dienilidenemetilen) dianilina, cloruro di [4-[4,4'- bis (dimetilammino) benzidriliden]cicloesa2,5-dien1-iliden] dimetilammonio, 4-cloro-o-toluidinio cloruro, acetato di 2-naftilammonio, 4-metossi-m-fenilen diammonio solfato, 2,4-diamminoanisolo solfato, 2,4,5-trimetilanilina cloridrato, chinolina; i prodotti tessili soprattutto provenienti da Paesi extra UE presentano problematiche dovute alla presenza di tali sostanze chimiche ritenute dannose; la Commissione europea il 5 gennaio 2021 ha pubblicato una roadmap (documento Ares (2021) 67453 intitolato "EU strategy for textiles") per il settore tessile con l'obiettivo di arrivare entro fine anno a definire una strategia a supporto di un'economia circolare tendente a emissioni zero, dove i capi d'abbigliamento e i prodotti tessili in generale siano progettati per durare, essere riparati, riutilizzati, riciclati e prodotti in maniera efficiente; la strategia UE per il tessile punta dunque a risolvere i temi più problematici, dalla produzione ai consumi, passando per l'utilizzo di sostanze nocive, fino al riciclo e alla raccolta dei rifiuti tessili, comprendendo la responsabilità estesa del produttore e l'obbligo a partire dal 2025 di mettere in piedi in tutti i Paesi membri un'efficiente raccolta differenziata della frazione tessile dei rifiuti urbani; il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 (uno dei quattro decreti legislativi del "pacchetto per l'economia circolare" emanati dal Governo Conte II), all'art. 2, comma 3 (in modifica dell'art. 205 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), ha inserito, entro il 1° gennaio 2022, l'obbligo per i Comuni di effettuare la raccolta differenziata anche per i materiali tessili; a novembre 2020 la Ellen MacArthur foundation ha pubblicato il rapporto "The circular economy: a transformative Covid19 recovery strategy", nel quale è evidenziato che nel settore della moda oltre l'80 per cento dei materiali tessili finiscono in discarica o negli inceneritori, dunque una situazione ancora lontanissima dall'applicazione dei concetti di raccolta, riciclo e riuso, nella direzione dell'economia circolare e delle strategie UE descritte; considerato che: gli obiettivi fissati in sede europea e di conseguenza in sede nazionale per la transizione ecologica e l'economia circolare impongono una sempre più alta componente di recupero, di riciclo e di riuso dei materiali, soprattutto nel settore tessile, che risulta essere il secondo più inquinante al mondo; in Italia sono già presenti importantissimi distretti industriali che realizzano un fatturato annuo di circa 7 miliardi di euro quali, ad esempio, quelli presenti in provincia di Prato, in provincia di Pistoia, in provincia di Firenze, in cui sono presenti molte migliaia di attività industriali per recuperare i prodotti tessili, sia quelli gettati sia quelli di scarto, dunque distretti industriali che già svolgono un ruolo importante per la realizzazione dei citati obiettivi e strategie, oltre a rappresentare opportunità di sviluppo e di lavoro, tenendo conto che la filiera della rigenerazione è in sinergia con numerosi altri settori quali, ad esempio, la produzione di capi d'abbigliamento, di calzature, di forniture per l'industria automobilistica, per l'edilizia, con grandi possibilità di espansione economica, soprattutto puntando su ricerca e innovazione per prodotti e tecnologie; gli operatori economici di questi distretti industriali hanno spesso manifestato varie e notevoli difficoltà nello svolgimento dei loro processi industriali volti alla raccolta, al riciclo, al riuso e all'ottenimento di materie prime seconde, giacché in Italia non è ancora presente una chiara normativa di riferimento in materia di end of waste , o cessazione della qualifica di rifiuto, per il settore dei prodotti tessili, trovandosi pertanto in un cortocircuito normativo: invece di migliorare il processo produttivo, sfruttando le tecnologie nello smaltimento e garantendo economia circolare e sostenibilità ambientale paradossalmente, in difetto di tale normativa, le imprese vivono nella preoccupazione di finire sotto inchiesta per traffico illecito di rifiuti; per la definizione della normativa sulla questione end of waste dei prodotti tessili sono stati effettuati vari incontri tra operatori del settore e rappresentanti del Ministero della transizione ecologica e che già da molto tempo è in fase di elaborazione la normativa, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere al fine di portare a conclusione la definizione del decreto in materia di end of waste per i prodotti tessili e quali siano i tempi previsti per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto. Atto n. 4-05417 DI MICCO LANNUTTI GRANATO ANGRISANI LEZZI MORONESE ORTIS ABATE CRUCIOLI MORRA GIANNUZZI Al Ministro della cultura Premesso che: a Napoli, in via San Biagio dei Librai, civico 114, nel centro di Spaccanapoli, si trova l'antica sede del Sacro Monte di Pietà, il vecchio Banco dei Pegni di Napoli. A fondarlo nel 1539 fu un gruppo di nobili napoletani con l'intento di concedere prestiti gratuiti su pegno a persone bisognose. Qualche anno dopo l'attività si ampliò cominciando a ricevere depositi e trasformandosi così in esercizio bancario. Dopo alcune sedi provvisorie, nel 1597 il Monte di Pietà di Napoli acquistò il palazzo dalla vedova di Girolamo Carafa, demolendolo e ricostruendolo su disegno dell'architetto Giovan Battista Cavagni. Al palazzo venne aggiunta anche una piccola cappella. Quest'opera e ciò che ha rappresentato per Napoli per lunghi secoli, compreso la Cappella del Monte di Pietà, scrigno di opere d'arte di inestimabile valore realizzate dai Pietro Bernini, Battistello Caracciolo, Fabrizio Santafede, Cosimo Fanzago e tanti altri artisti di primario valore, e di meravigliosi mobili intagliati del '700 ed altri arredi e paramenti coevi, di proprietà del gruppo Intesa- Banco di Napoli, rischia di passare in mano privata con probabili intenti speculativi; agli inizi di aprile, dopo aver appreso la notizia che Intesa San Paolo stesse per cedere questo bene dal valore immenso a un imprenditore, svendendolo per la cifra di 8 milioni di euro, la seconda municipalità di Napoli aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno in Consiglio municipale, che sanciva il diniego alla cessione del palazzo storico. Nella nota, indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, si chiede di intervenire per impedire la vendita del bene "che resti nella disponibilità dell'Ente Pubblico, innanzitutto come sede museale". Si chiede anche che si eserciti un diritto di prelazione "al fine di poter continuare ad essere il Monte di Pietà, quella nobile e caritatevole finalità per cui è nato e per renderlo fruibile per i suoi beni incommensurabili alla collettività, attraverso un progetto di fattibilità"; la notizia ha sollevato la protesta di tanti cittadini napoletani e di molte associazioni, che nei giorni scorsi hanno dato vita ad una accesa protesta in strada, poiché il sospetto è che il Monte di Pietà possa essere trasformato in un ristorante o in una location per matrimoni. A rendere credibile questa opzione il fatto, riportato in diversi articoli di quotidiani, tra cui "Napolitoday", che chi è interessato all'acquisto si è rivolto ad un noto wedding planner ; tali circostanze hanno spinto il comitato per la tutela del complesso Pio Monte di Pietà a farsi promotore di una petizione, che ha già raccolto migliaia di firme, indirizzata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e al Ministro della cultura, Dario Franceschini. Nella suddetta petizione si legge: «la Città di Napoli che è stata Capitale di un regno millenario già è stata 'spogliata' di molte delle sue più importanti memorie storico-culturali mettendo a rischio l'Identità per la quale è famosa nel Mondo. È ora di fermare il degrado e l'impoverimento della Napoletanità e avviare percorsi virtuosi capaci di valorizzare il grande patrimonio lasciatoci dai nostri Padri per far rinascere il senso civico e ad avviare nuovi percorsi di sviluppo e di riscatto, sociale ed economico, con lo strumento della Bellezza e della Cultura»; considerato che: il banco di Napoli venne fuso con BNL e poi ceduto, poiché appesantito da debiti inesigibili, ma il tempo ha rivelato che non era vero e i crediti sono stati tutti recuperati. Intanto la banca ha cambiato vari assetti fino a scomparire del tutto. A causa della superficialità con cui sono state fatte le privatizzazioni in Italia, ci si trova di fronte a un bene immobile estraneo all'attività creditizia e finanziaria della banca. Finché è stato all'interno del patrimonio del Banco di Napoli, istituto di credito di diritto pubblico, era garantita la protezione dell'interesse generale alla conservazione del valore artistico e culturale del bene; come messo in luce da Luigi De Falco, vicepresidente di "Italia Nostra" (sezione Napoli), il piano regolatore di Napoli non individua sul palazzo un vincolo di destinazione pubblica. Il PRG prende invece atto del fatto che il palazzo è di proprietà privata, ma nelle norme che ne disciplinano trasformazioni e usi possibili, stabilisce chiare destinazioni che privilegiano l'originaria (art. 103), non escludono quella attuale, ma aprono anche ad altri usi del bene. Spazi commerciali sono ammessi "al minuto" al piano terra, o a supporto di attrezzature culturali (musei, biblioteche, sedi espositive, centri di ricerca, archivi), e sedi di istituzioni pubbliche, oppure religiose (la chiesa resta a servizio del quartiere), assistenziali in genere, scolastiche, ricettive, abitazioni specialistiche o collettive, mentre il frazionamento in più unità resta ammesso solo nei casi condivisi dalla Soprintendenza. La norma di PRG vale per tutte le tipologie edilizie appartenenti al tipo "speciale", nel quale il PRG identifica il palazzo. Tuttavia su ogni possibile trasformazione e su ogni possibile utilizzo, per legge prevale il giudizio della Soprintendenza, che sarà chiamata a esprimersi sugli interventi di restauro, ma pure sulle più consone utilizzazioni; già nel 2017 Banca Intesa aveva tentato la vendita del Monte di Pietà ad un privato e sulla questione si era espresso l'amministratore del Museo Cappella Sansevero, l'avvocato Nino Masucci, dichiarando: "Lascia perplessi che Banca Intesa, dopo aver avuto una idea illuminata, quella di ricostituire le banche del territorio, pensi di vendere un pezzo della storia di Napoli?. Visto che sopravvive il nome Banco Napoli sia pure soltanto di facciata, Intesa abbia la accortezza di conservare il collegamento storico anche col Monte di Pietà, dalla cappella straordinaria, ed è importante che vi sia una istituzione che ne conservi l'integrità: parliamo di una struttura che potrebbe assolutamente mantenersi in autogestione una volta creata una istituzione museale, proprio come Cappella Sansevero"; a parere degli interroganti il Ministero in indirizzo potrebbe intervenire applicando l'articolo 56 del Codice dei beni culturali, negando a Intesa San Paolo l'autorizzazione per un bene che è ancora demaniale: infatti, quando nel 2002 Banca Intesa (soggetto privato) ha ereditato il Monte di Pietà dal Banco di Napoli (soggetto pubblico) l'edificio era già vincolato, dal 1995, come bene culturale tant'è che nel 2003 le sue raccolte furono dichiarate indivisibili e inamovibili; se il bene diventasse pubblico, esso potrebbe essere annesso al complesso dei Girolamini, che si trova ad appena 400 metri, definendo la creazione di un polo culturale altamente attrattivo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda intervenire, alla luce di quanto esposto, affinché si impedisca che un bene dal valore inestimabile e così significativo per l'identità partenopea, venga ceduto ad un privato, tra l'altro ad un prezzo molto lontano dal valore storico, artistico e monumentale del bene; se intenda operare, a tutela del bene, con un acquisto pubblico, da parte del Ministero stesso oppure destinando fondi alla Regione, affinché sia l'ente regionale a far rientrare il palazzo storico nel perimetro degli edifici pubblici destinati ad utilizzo culturale; se intenda attivarsi con decisione presso la Soprintendenza di Napoli e la Direzione generale di Archeologia e Belle Arti del Ministero, per vincolare la destinazione del complesso, escludendo che esso possa essere svilito da un uso commerciale. Atto n. 4-05418 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dello sviluppo economico Premesso che: la società Autostrade per l'Italia S.p.A. (ASPI) gestisce 2.857 chilometri di rete autostradale in Italia sulla base della convenzione unica sottoscritta in data 12 ottobre 2007 con l'allora ente concedente ANAS S.p.A. (ruolo oggi attribuito al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti); Atlantia è la società che controlla con l'88,06 per cento ASPI; nonostante la famiglia Benetton sia apparentemente il principale investitore di Atlantia con il 30,25 per cento, in realtà, direttamente o indirettamente, almeno il 43,52 per cento delle azioni di Atlantia è in mano a due fondi d'investimento statunitensi: Vanguard Group e BlackRock, che sono a loro volta uno proprietario dell'altro. Una quota polverizzata in tanti pacchetti azionari minori, tutti appartenenti a società controllate da BlackRock e Vanguard Group. In altre parole, non sarebbero i Benetton coloro che controllano il pacchetto di maggioranza; considerato che: il consiglio di amministrazione di Atlantia ha convocato «il 31 maggio 2021 l'assemblea degli azionisti della società per l'esame dell'offerta vincolante per l'acquisto dell'intera partecipazione dell'88,06 per cento del capitale detenuto da Atlantia in Aspi presentata dal consorzio formato da Cassa depositi e prestiti (Cdp), Blackstone e Macquarie»; Blackstone è un fondo d'investimenti statunitensi, i cui azionisti principali sono Vanguard Group e BlackRock con il 15,02 per cento. Macquarie è una banca d'investimenti australiana i cui azionisti principali sono Vanguard Group e BlackRock con il 13,09 per cento. In altre parole, gli statunitensi Vanguard Group e BlackRock uscirebbero dalla finestra con la liquidazione delle quote di Atlantia in ASPI e rientrerebbero dalla finestra con la loro presenza nel nuovo consorzio. Tutto cambia perché nulla cambi; considerato, inoltre, che: il Piano economico finanziario di ASPI presentato continua a registrare un'esorbitante remunerazione per gli azionisti (da stime elaborate dagli Uffici dell'Autorità, risulterebbe un Tir degli azionisti superiore al 40 per cento) e, contestualmente, un continuo ricorso all'indebitamento apparentemente finalizzato ad assicurare l'erogazione dei dividendi, piuttosto che il rafforzamento patrimoniale della società, al fine di garantire la sostenibilità economica e finanziaria del progetto; in attesa del Cda del 31 maggio, da notizie di stampa si scopre che dopo aver ottenuto alcuni mesi fa 332,8 milioni di aiuti per i mancati incassi nel periodo marzo-giugno 2020 causa COVID, ora la concessionaria pretenderebbe una seconda tranche facendo salire il prezzo della società da 9 miliardi e 100 milioni a 9 miliardi e mezzo, 400 milioni in più del pattuito, nonostante Atlantia abbia scelto il regime del non riequilibrio dei piani finanziari e delle tariffe e quindi non avrebbe diritto ad alcun sostegno per le perdite. E secondo quanto riportato da articoli di stampa, «al Ministero sono propensi ad accettare la richiesta», si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato in premessa; se non ritengano che ASPI sia una società strategica e, per questo, non debba continuare a essere controllata direttamente o indirettamente da fondi d'investimento stranieri; se, alla luce di quanto riportato in premessa, vogliano rivedere la composizione del consorzio che rileverà la quota di maggioranza di ASPI da Atlantia; se corrisponda al vero quanto riportato dalle testate giornalistiche a proposito del riconoscimento dei ristori in favore degli azionisti di Atlantia, in ragione dei minori introiti registrati nel periodo luglio-dicembre 2020 per effetto della pandemia da COVID-19 e stimati in circa 400 milioni di euro; se corrisponda al vero quanto evidenziato, in tal caso quali iniziative si intendano assumere per evitare che il denaro pubblico, da una parte produca ristori, per i minori introiti da gestione, e dall'altra parte, lo stesso quantificato ammontare si configuri addirittura come ulteriore onere di spesa a carico dello Stato nella procedura di valutazione del valore della società Autostrade per l'Italia S.p.A., da parte del consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti; quale sia l'opinione dei Ministri in merito al Piano economico finanziario di ASPI, che continua a registrare un'esorbitante remunerazione per gli azionisti, facendo indebitare ancor di più la società. Atto n. 4-05419 CALIGIURI CANGINI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il decreto del Ministero dell'istruzione n. 392 del 30 aprile 2019 finanzia il Fondo normativa antisismica a valere sul fondo ex protezione civile - Annualità 2018/2021, per un valore complessivo pari ad euro 58.111.670,63; con il decreto del Ministero dell'istruzione n. 158 dell'11 novembre 2020, il termine per la proposta di aggiudicazione degli interventi, di cui al Fondo normativa antisismica è stato prorogato al 31 gennaio 2021; in base al comma 2, dell'articolo 1, del decreto del Ministero dell'istruzione n. 158 dell'11 novembre 2020, il mancato rispetto del termine avrebbe comportato la decadenza dai contributi e dai finanziamenti concessi; a causa dell'innalzamento del rischio sanitario connesso alla diffusione dell'epidemia da COVID-19, aggravata dal dilagare della variante B117, si sono rese necessarie nuove chiusure e, di conseguenza, anche molte attività amministrative hanno subito dei ritardi nel rilascio dei pareri obbligatori per legge, al fine del finanziamento dei progetti, pregiudicandone l' iter ; a causa del periodo che il Paese sta attraversando e del rallentamento degli iter burocratici necessari, diversi finanziamenti hanno subito nuove proroghe dei termini, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda prorogare nuovamente il termine per la proposta di aggiudicazione degli interventi, di cui al Fondo normativa antisismica a valere sul fondo ex protezione civile - Annualità 2018/2021, di cui al decreto del Ministero dell'istruzione n. 392 del 30 aprile 2019, anche alla luce della finalità delle risorse finanziarie investite, le quali serviranno per la messa in sicurezza degli istituti scolastici che gli studenti, presto, torneranno a frequentare ininterrottamente. Atto n. 4-05420 LANZI MANTOVANI CROATTI MONTEVECCHI PAVANELLI VACCARO DONNO FERRARA VANIN ANASTASI CASTELLONE Ai Ministri della transizione ecologica e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la disastrosa alluvione per rottura d'argine del fiume Secchia del gennaio 2014, seguita dall'alluvione per rottura d'argine del fiume Panaro nel dicembre 2020, rappresentano due eventi di estrema gravità attribuibili alla totale assenza di manutenzione delle infrastrutture territoriali modenesi, fatta eccezione per qualche intervento di natura emergenziale effettuato da AIPO (Agenzia interregionale per il fiume PO); i due fiumi costituiscono il cuore del nodo idraulico modenese e sono caratterizzati dalla loro "pensilità" dovuta al continuo depositarsi attraverso i secoli di sedimenti nel loro letto. Nel corso dei secoli, tale fenomeno è stato contrastato tramite l'innalzamento delle arginature con la conseguenza che oggi durante le piene il livello dell'acqua sovrasta di circa dieci metri in altezza le piazze dei centri abitati che essi attraversano; considerato che: negli ultimi quarant'anni i letti dei due fiumi si sono ristretti di circa due terzi e tutti i ponti che li sovrastano hanno perso l'agibilità di due arcate su cinque. Peraltro, all'elevazione del fondo dei fiumi corrisponde la drastica perdita di capacità delle golene e delle casse di espansione, le quali funzionalmente hanno il compito di trattenere le enormi masse d'acqua dovute alle piene, che si può calcolare in un buon 30 per cento; il degrado del sistema idraulico ha come diretta conseguenza una riduzione della velocità di transito dell'acqua, con conseguente aumento dei tempi che impiega una piena per defluire (oggi sono necessari fino a 20 giorni, a fronte dei 3 giorni necessari 30 anni fa). L'estrema lentezza di deflusso dell'acqua comporta che, anche a fronte di modesti fenomeni atmosferici, possano determinarsi grosse piene. Infatti si è passati da una media di una piena all'anno (negli anni '80) ad oltre 10 piene attuali; oltretutto, la pressione dell'acqua esercitata sugli argini dall'interno verso l'esterno assume valori elevatissimi durante una piena, stressando argini antichi spesso già al limite della loro tenuta (con conseguente aumento del pericolo di rottura dell'argine) e sono numerosi ormai i segnali inequivocabili in questo senso: trafilamenti ai piedi dell'argine, fontanazzi, permanenza dell'acqua nei campi d'intorno anche non golenali; considerato altresì che: gli interventi effettuati negli anni dall'Agenzia interregionale per il fiume PO sono stati connotati dall'esigenza di tamponare emergenze contingenti e non hanno riguardato il necessario adeguamento del sistema fluviale del Secchia (o del Panaro) per garantire lo smaltimento delle piene con periodo di ritorno pari a 200 anni. Nonostante le numerose istanze provenienti da comitati cittadini spontanei e la presenza nel medesimo territorio di un'eccellenza scientifica altamente specializzata in materia quale l'Università di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Ingegneria Idraulica, non è stato mai avviato uno studio di fattibilità in tal senso; diverse simulazioni dal vero hanno dimostrato che in caso di rottura d'argine del Secchia a nord di Modena il centro della città verrebbe sommerso in appena 8 ore; considerato inoltre che: con gli ultimi lavori di AIPO, in corso di ultimazione, l'intero impianto fluviale si assesterà ad un TR20 (tempo di ritorno 20 anni), anziché come preconizzato dalla comunità scientifica internazionale ad un TR200 (si pensi che una diga o un ponte vanno conformate ad un TR500 o addirittura TR1000); un'occasione per mettere in sicurezza l'intero decorso dei fiumi, potrebbe concretizzarsi tramite l'utilizzo delle risorse provenienti dal "Recovery Fund", che prevede uno stanziamento pari a circa 15 miliardi di euro nell'ambito della tutela del territorio e della risorsa idrica. Il rischio della perdurante assenza di manutenzione, infatti, associato al cambiamento climatico in atto potrebbe avere effetti devastanti per l'intero territorio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle gravi condizioni in cui versano i fiumi Secchia e Panaro; se, per quanto di propria competenza, intendano intervenire affinché si provveda a realizzare un'attività di programmazione o uno studio di fattibilità volti a mettere in sicurezza le suddette infrastrutture fluviali, che tengano in considerazione non solo la gestione dell'emergenza, ma anche gli interventi migliorativi di routine e la manutenzione programmata; se non ritengano che le risorse destinate con il "Recovery Fund" debbano essere utilizzate per risolvere le gravi problematiche che affliggono i territori, in particolare quello modenese, relativamente alla sicurezza idraulica nonché al rischio alluvioni, e, di conseguenza, come intendano intervenire al riguardo. Atto n. 4-05421 DE BONIS DE FALCO Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che: il microbiologo professor Andrea Crisanti, direttore dell'Istituto di microbiologia dell'Università di Padova, è indagato dalla Procura di Padova in seguito ad una segnalazione da parte dell'Azienda Zero, un nuovo ente della Regione Veneto, che risponde alle finalità di unificare e centralizzare le funzioni di programmazione, attuazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché di coordinamento e governance del sistema sanitario, riconducendo ad esso le attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale; secondo tale azienda le critiche dello scienziato mosse al sistema di prevenzione della pandemia da COVID, in particolare all'uso generalizzato dei test rapidi, avrebbe gettato discredito sulla sanità veneta; il fascicolo è stato aperto all'inizio di marzo e vede i magistrati procedere per l'ipotesi di diffamazione. A presentare l'esposto è stato il direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo; la Procura di Padova ha aperto un'inchiesta per verificare se i test rapidi per il tracciamento del virus COVID-19 siano affidabili, ovvero se siano in grado di rispettare le prestazioni diagnostiche promesse dalle aziende farmaceutiche. L'ipotesi sulla quale si sta procedendo è di frode in pubbliche forniture. L'apertura del fascicolo, affidato al PM Benedetto Roberti, risalirebbe ad alcune settimane fa e sarebbero già state sentite alcune persone informate sui fatti. L'inchiesta, in pratica, vuole verificare se la Regione sia stata truffata dalle aziende farmaceutiche con forniture di test poco efficaci; le critiche ai test rapidi, giudicati "inattendibili" dal professor Andrea Crisanti e il fuori onda del dottor Luciano Flor, attuale direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Padova, al giornalista d'inchiesta e autore Danilo Procaccianti, erano stati anche oggetto della trasmissione RAI, "Report" nei giorni scorsi; considerato che: 40 scienziati italiani hanno scritto una lettera, primo firmatario il professor Silvio Garattini, per esprimere sostegno al professor Andrea Crisanti per le sue critiche al sistema di tracciamento del COVID seguito in Veneto: "Se la denuncia si riferisce alla libertà del professor Crisanti di discutere pubblicamente le sue osservazioni - è scritto nel testo - riteniamo che la stessa possa costituire un pericoloso precedente avverso alla libertà della ricerca scientifica e offriamo a Crisanti il nostro sostegno"; "Non conosciamo i termini esatti della denuncia - spiegano i 40 scienziati, alcuni componenti del 'gruppo 2023' per la ricerca scientifica - ma, da quanto apprendiamo al centro della questione ci sarebbero le anticipazioni dei risultati e delle conclusioni di uno studio del professor Crisanti e dei suoi collaboratori sull'efficacia dei tamponi rapidi, reso disponibile in pre-print". Uno studio nel quale il microbiologo dell'Università di Padova evidenzia come i test antigenici eseguiti su prelievi raccolti in Veneto tra settembre e ottobre 2020 avessero un'elevata percentuale (circa il 30 per cento) di falsi negativi; nello stesso lavoro gli autori fanno notare che nel Veneto, intorno a quel periodo, si è verificato un notevole incremento dei casi di infezione da Coronavirus, soprattutto nelle Residenze sanitarie assistenziali - RSA. "Su questa base Crisanti - sottolineano gli scienziati - ha sconsigliato l'uso dei test antigenici in quanto l'elevata propensione di questi a fornire falsi negativi potrebbe aver contribuito alla diffusione del virus"; secondo gli interroganti, che esprimono piena solidarietà al professor Crisanti, la sua tesi rientra nella normale prassi scientifica della formulazione di una ipotesi di lavoro e, in quanto tale, verificabile o confutabile, attraverso ulteriori studi. In qualità di scienziato, ha semplicemente posto delle osservazioni sul sistema sanitario del Veneto, con particolare riferimento ai tamponi, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano che il professor Crisanti abbia la piena libertà di esprimere le sue opinioni e di discutere pubblicamente le sue osservazioni, perché diversamente la vicenda costituirebbe un pericoloso precedente avverso alla libertà della ricerca scientifica; quali iniziative intendano adottare affinché le osservazioni o critiche, che dir si voglia, di un qualsiasi scienziato, su un qualsiasi argomento siano di arricchimento e di studio più accurato piuttosto che essere considerate un "discredito" verso qualcosa o qualcuno. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02491 della senatrice Abate, sui nuovi criteri di assegnazione dei fondi europei per l'agricoltura; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02492 della senatrice Binetti, sulle misure di sostegno ai malati gravi non autosufficienti.