Document Type: massime
Token Count: $#tokens

Edilizia e urbanistica - Condono edilizio straordinario - Determinazione con legge regionale della possibilità, delle condizioni e delle modalità per l’ammissibilità a sanatoria - Previsione limitata solo a talune tipologie di abusi condonabili - Sottrazione alla decisione regionale degli abusi maggiori e degli abusi minori in zone vincolate - Ricorsi delle regioni campania, marche, toscana, friuli-venezia giulia - Rivendicata potestà delle regioni di disciplinare il condono, sul versante amministrativo, nell’ambito dei principi stabiliti dal legislatore nazionale, in relazione a tutte le tipologie di abuso edilizio di cui all’allegato 1 del d.l. n. 269 del 2003 - Compressione dell’autonomia legislativa concorrente e dell’autonomia amministrativa delle regioni - - Illegittimità costituzionale 'in parte qua'.. È costituzionalmente illegittimo il comma 26 dell'art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito in l. 24 novembre 2003, n. 326, nella parte in cui non prevede che la legge regionale possa determinare la possibilità, le condizioni e le modalità per l'ammissibilità a sanatoria di tutte le tipologie di abuso edilizio di cui all'Allegato 1 del d.l. n. 269 del 2003, in quanto la disciplina dettata esclude il legislatore regionale da ambiti materiali ad esso spettanti, in ragione dell'ascrivibilità dei poteri legislativi nei settori dell'urbanistica e dell'edilizia alla competenza di tipo concorrente in tema di «governo del territorio». – Sull'ascrivibilità dei poteri legislativi nei settori dell'urbanistica e dell'edilizia alla competenza di tipo concorrente in tema di «governo del territorio», citate le sentenze n. 303 e n. 362/2003. – Sulla materia del «governo del territorio», citata altresì la sentenza n. 307/2003.