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Delega al Governo per la semplificazione e la codificazione in materia di lavoro. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di semplificazione e riassetto delle norme in materia di lavoro, al fine di creare un sistema organico di disposizioni in materia di lavoro per rendere più chiari i princìpi regolatori delle disposizioni già vigenti e costruire un complesso armonico di previsioni di semplice applicazione. L'articolo 1, comma 2, detta i princìpi e i criteri direttivi generali a cui deve attenersi il Governo nell'esercizio della delega. Il principio generale di cui alla lettera a) prevede che il Governo proceda al coordinamento e all'armonizzazione sotto il profilo formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti, apportando a tal fine le opportune modifiche volte a garantire o migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, intervenendo mediante novellazione e revisione dei codici o dei testi unici di settore già esistenti. Il principio di delega di cui alla lettera b) è volto all'adeguamento, aggiornamento e alla semplificazione del linguaggio normativo. Il criterio di delega di cui alla lettera c) riguarda la necessità di coordinare il complesso di norme così riunite con la disciplina europea di settore. Il principio di delega di cui alla lettera d) attiene all'indicazione esplicita delle norme da abrogare. Il comma 3 dell'articolo 1 detta invece i criteri e i princìpi direttivi specifici a cui deve attenersi il Governo nell'esercizio della delega. In primo luogo, si pone l'attenzione sulla materia dell'apprendistato al fine di semplificare gli adempimenti posti in capo al datore di lavoro in ordine agli obblighi di formazione, rendendo più semplice l'attività di accertamento dei requisiti di tale tipologia di rapporto. Il tutto nel pieno rispetto della finalità formativa del contratto di apprendistato nell'ambito del quale la formazione costituisce elemento essenziale, in mancanza del quale il contratto è nullo per assenza di causa. Si interviene poi in materia di servizi per l'impiego, compreso il collocamento mirato, e di politiche del lavoro, al fine di razionalizzare le funzioni e i compiti in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Quanto ai sistemi informativi di supporto alle politiche del lavoro, si intende rafforzare la funzione di coordinamento e monitoraggio da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di assicurare l'integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e gli altri soggetti pubblici e privati. Altro criterio di delega riguarda la razionalizzare e la riorganizzare di agenzie, enti o organismi facenti capo all'amministrazione statale che svolgono compiti in materia di servizi per l'impiego e politiche del lavoro, ivi compresi quelli preposti all'analisi delle politiche pubbliche, anche attraverso il loro accorpamento, ferme restando le prerogative costituzionali delle regioni e delle province autonome. Viene prevista l'eliminazione dei livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l'adeguamento alla normativa europea e l'obbligo per l'amministrazione di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati in materia (oltre alla relativa modulistica), assicurando al contempo l'integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati. Ulteriore criterio di delega riguarda la qualificazione dei costi derivanti dall'introduzione di oneri regolatori, con atti normativi di iniziativa governativa, come oneri fiscalmente detraibili qualora non compensati con riduzione di oneri di pari valore, esclusi quelli minimi che costituiscono attuazione della normativa europea. Con riferimento a quest'ultimo criterio si rappresenta che la disposizione è volta a escludere che con regolamento si possano introdurre oneri regolatori ulteriori laddove la norma primaria, attributiva del potere regolamentare, non abbia già previsto la corrispondente copertura al fine di rendere i suddetti oneri detraibili. Quanto alla procedura di adozione dei decreti legislativi attuativi della delega, il disegno di legge prevede che siano adottati entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro delegato per la pubblica amministrazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Sugli schemi è acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e del Consiglio di Stato. Gli schemi di decreto sono poi trasmessi alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato. Quanto alla possibilità di adottare decreti integrativi e correttivi, il disegno di legge prevede che entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto della procedura e dei princìpi e criteri direttivi già dettati. Si stabilisce che il Governo nelle materie di competenza esclusiva dello Stato adotti norme regolamentari di attuazione o esecuzione per l'adeguamento della disciplina di livello primario. Si prevede, altresì, la possibilità per il Ministro proponente di avvalersi, per la redazione degli schemi dei decreti legislativi di apposite commissioni. L'articolo 2 detta le disposizioni finanziarie e finali. In particolare si prevede la clausola di invarianza finanziaria e si dispone che la presente legge e i decreti legislativi di attuazione entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .. 1 (Delega per la semplificazione e il riassetto in materia di lavoro) 1 Il Governo, al fine di creare un sistema organico di disposizioni in materia di lavoro onde rendere più chiari i principi regolatori delle disposizioni già vigenti e costruire un complesso armonico di previsioni, è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di semplificazione e riassetto delle norme in materia di lavoro. 2 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a coordinare e armonizzare sotto il profilo formale e sostanziale le disposizioni legislative vigenti nella materia, apportando le opportune modifiche volte a garantire o a migliorare la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, intervenendo mediante novellazione e revisione dei codici o dei testi unici di settore già esistenti; b adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo; c coordinare il complesso di norme organicamente riunite in materia di lavoro anche con la disciplina europea di settore; d indicare esplicitamente le norme da abrogare, fatta salva comunque l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile. 3 Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene, altresì, ai seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a in materia di apprendistato, fermo restando il rispetto delle finalità formative, semplificare gli adempimenti in capo al datore di lavoro relativi agli obblighi di formazione, anche al fine della verifica dei requisiti inerenti al rapporto; b razionalizzare le funzioni e i compiti amministrativi in materia di servizi per l'impiego, di collocamento mirato e di politiche del lavoro in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; c razionalizzare il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, il sistema informativo della formazione professionale e le comunicazioni telematiche in materia di lavoro, assicurandone la realizzazione e la gestione, mediante la definizione di standard uniformi, da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel rispetto del riparto di competenze tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; d valorizzare la funzione di monitoraggio svolta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con particolare riferimento alle prestazioni dallo stesso erogate, anche attraverso la realizzazione del fascicolo elettronico del lavoratore, assicurando l'integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; e razionalizzare e riorganizzare agenzie, enti o organismi che svolgono compiti in materia di servizi per l'impiego e politiche del lavoro, ivi compresi quelli preposti all'analisi delle politiche pubbliche, anche attraverso il loro accorpamento; f eliminare i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l'adeguamento alla normativa europea, salvo che la loro perdurante necessità sia motivata dall'analisi di impatto della regolazione (AIR) dei relativi decreti legislativi; g prevedere l'obbligo per l'amministrazione di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni, i dati da fornire e la relativa modulistica, assicurando l'integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati; h prevedere che, per gli atti normativi di iniziativa governativa, il costo derivante dall'introduzione di oneri regolatori, inclusi quelli informativi e amministrativi ed esclusi quelli che costituiscono livelli minimi per l'attuazione della regolazione europea, qualora non compensato con una riduzione stimata di oneri di pari valore, sia qualificato di regola come onere fiscalmente detraibile, ferma restando la necessità di previa quantificazione delle minori entrate e individuazione di apposita copertura finanziaria con norma di rango primario. 4 I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro delegato per la pubblica amministrazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Sugli schemi dei decreti legislativi è acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che è reso nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema, decorso il quale il Governo può comunque procedere, o, ove occorra, è acquisita l'intesa della medesima Conferenza ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Gli schemi sono trasmessi al Consiglio di Stato per l'acquisizione del parere da rendere nel termine di quarantacinque giorni e, successivamente, alle Camere per l'espressione dei pareri della Commissione parlamentare per la semplificazione, e delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine previsto per l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l'esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati. 5 Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive, nel rispetto della procedura e dei princìpi e criteri direttivi di cui al presente articolo. 6 Il Governo, nelle materie di competenza esclusiva dello Stato, adotta le norme regolamentari di attuazione o esecuzione adeguandole alla nuova disciplina di livello primario. 7 Per la redazione degli schemi dei decreti legislativi di cui al presente articolo il Ministro del lavoro e delle politiche sociali può istituire apposite commissioni. Alle attività e al funzionamento delle commissioni si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti delle commissioni non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o emolumento comunque denominato. 8 Sono fatte salve le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. 2 (Disposizioni finanziarie e finali) 1 Dall'attuazione delle deleghe recate dalla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tale fine, per gli adempimenti previsti dai decreti attuativi della presente legge, le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, finanziarie e strumentali, allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni. In conformità all'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti attuativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa la legge di bilancio, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. 2 La presente legge e i relativi decreti legislativi di attuazione entrano in vigore il giorno successivo a quello della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .