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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 177 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REFERENTE Diffazione mezzo stampa DDL 812 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale, al codice di procedura civile e al codice civile, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale, e disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 27 maggio. Stante la richiesta di un Gruppo, il PRESIDENTE sospende brevemente la seduta. La seduta, sospesa alle ore 9,05, riprende alle ore 9,10. Tutti i proponenti dei subemendamenti all'emendamento 1.19 del relatore rinunciano all'illustrazione. Il RELATORE esprime pareri contrari ai subemendamenti 1.19/1, 1.19/3, 1.19/4, 1.19/5, 1.19/6, 1.19/7, 1.19/8, 1.19/9, 1.19/13, 1.19/14, 1.19/17, 1.19/18 e 1.19/19; è favorevole ai subemendamenti 1.19/2, 1.19/10, 1.19/11, 1.19/12 e 1.19/22. Sui subemendamenti 1.19/15 e 1.19/16 il parere favorevole è condizionato all'inserimento, dopo le parole "dichiarazioni o rettifiche", delle seguenti "idonee a riparare l'offesa". Invita poi i proponenti del subemendamento 1.19/23 a riformularne il testo in senso sostitutivo dell'articolo 21 della legge sulla stampa, delimitandone l'oggetto alla competenza e prevedendo che "per i delitti di cui all'articolo 13 e all'articolo 57 del codice penale, commessi con il mezzo di testate giornalistiche di cui all'articolo 1 comma 2, è competente il giudice del luogo di residenza della persona offesa". Dopo che i proponenti Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) e CALIENDO ( FIBP-UDC ) hanno respinto la riformulazione proposta, il parere sui subemendamenti 1.19/15 e 1.19/16 si intende contrario. Posto ai voti, il subemendamento 1.19/1 è respinto a maggioranza dalla Commissione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), in sede di dichiarazione di voto contrario sul subemendamento 1.19/2, esprime perplessità sulla previsione di una sanzione pari a 50.000 euro: essa ha natura estremamente afflittiva soprattutto in considerazione delle condizioni economiche del ceto giornalistico, per cui finirebbe addirittura con l'essere percepita come draconiana e peggiorativa rispetto a quella detentiva attualmente prevista. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) condivide solo in parte le argomentazioni del senatore Caliendo: l'eliminazione della pena detentiva deve comunque esser compensata da una pena pecuniaria dotata di efficacia deterrente. Posto ai voti, il subemendamento 1.19/2 è approvato a maggioranza dalla Commissione. Risultano conseguentemente assorbiti o preclusi i subemendamenti 1.19/3, 1.19/4, 1.19/5, 1.19/6, 1.19/7, 1.19/8 e 1.19/9. Il senatore BALBONI ( FdI ) ritiene che l'emendamento a sua firma (1.19/5) non sia precluso dall'approvazione dei precedenti: esso pone rimedio alla previsione di un minimo edittale di pena, eccessivamente mite, contenuta nel subemendamento testé approvato, che finirebbe con il vanificare l'efficacia deterrente della sanzione penale. Ignorare queste considerazioni consentirebbe al giornalista di diffamare l'onore di un cittadino ed essere punito con una pena pecuniaria irrisoria nel minimo. Il PRESIDENTE ribadisce che l'emendamento del senatore Balboni non può più essere messo in votazione e gli suggerisce di ripresentarlo in Assemblea. Posti congiuntamente ai voti, i subemendamenti 1.19/10, 1.19/11 e 1.19/12, di contenuto identico, sono infine approvati dalla Commissione. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) lamenta che l'effetto dell'abrogazione del comma terzo dell'articolo 13 della legge sulla stampa, come proposto dall'emendamento 1.19, non sia stato adeguatamente ponderato. Il PRESIDENTE si riserva di valutare tale effetto, secondo quanto annunciato nella seduta del 28 gennaio 2020. Stante l'inizio dei lavori dell'Assemblea, il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. La seduta termina alle ore 9,30.