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Previdenza pubblica - Trattamento di fine rapporto in favore dei dipendenti dello Stato - Estensione del regime di cui all'art. 2120 del codice civile - Anzianità contributive maturate a fare tempo dal 1° gennaio 2011 - Applicazione dell'aliquota del 6,91% sull'intera retribuzione e contestuale mantenimento della trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% della base contributiva della buonuscita, operata a titolo di rivalsa sull'accantonamento per l'indennità di buonuscita - Mancata espressa esclusione del permanere della trattenuta a carico del lavoratore - Sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della disposizione censurata - Questione divenuta priva di oggetto - Manifesta inammissibilità.. È manifestamente inammissibile, per mancanza di oggetto, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 10, del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 - sollevata in riferimento agli artt. 3 e 36, Cost. - il quale prevede, con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico della pubblica amministrazione, per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio, in riferimento alla predette anzianità contributive, non è già regolato in base a quanto previsto dall'art. 2120 c.c., l'estensione del regime di cui all'art. 2120 c.c., con applicazione dell'aliquota del 6, 91 per cento. Infatti, il comma impugnato è stato già dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla sentenza n. 223 del 2012, nonché abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2011 dall'art. 1, comma 98, della legge n. 228 del 2012. - Sull'illegittimità costituzionale dell'art. 12, comma 10, del d.l. n. 78 del 2010, v. la citata sentenza n. 223/2012.