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Finanza regionale - Sospensione, con legge statale, degli aumenti di spettanza regionale delle addizionali irpef e delle maggiorazioni delle aliquote irap - Modifiche alle discipline dell’irap e dell’irpef comportanti riduzione del gettito - Ricorso della regione veneto - Denunciata lesione delle competenze regionali riguardo ad un tributo regionale proprio, lesione dell’autonomia finanziaria regionale e dell’autonomia impositiva - Non fondatezza delle questioni.. La giurisprudenza costituzionale ha chiarito che lo Stato può disporre in merito alla disciplina dei tributi da esso istituiti, anche se il correlativo gettito sia di spettanza regionale, purché non sia alterato il rapporto tra complessivi bisogni regionali e mezzi finanziari per farvi fronte. Inoltre, secondo la più recente giurisprudenza costituzionale l’istituzione dell’IRAP con legge statale e l’espressa attribuzione alle Regioni a statuto ordinario, destinatarie del tributo, di competenze di carattere solo attuativo, rendono palese che l’imposta stessa non può considerarsi “tributo proprio” della Regione, nel senso in cui oggi tale espressione è adoperata dall’art. 119, secondo comma, della Costituzione, dovendosi intendere il riferimento della norma costituzionale relativo ai soli tributi istituiti dalle Regioni con propria legge, nel rispetto dei principi di coordinamento con il sistema tributario. Non sono, pertanto, fondate le questioni di legittimità costituzionale, sollevate in riferimento agli artt. 114, 117, 118 e 119 della Costituzione, degli artt. 2, 3 e 5 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. - Per quanto riguarda la istituzione del tributo da parte dello Stato con l’attribuzione del gettito alla regione v. citata sentenza n. 311/2003. - Sulla sussistenza del rapporto di corrispondenza tra bisogni regionali e mezzi finanziari per farvi fronte v. sentenze citate nn. 29/2004 e 337/2001.