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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 173 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI, indi del vice presidente TAVERNA, del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente CALDEROLI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,33). Si dia lettura del processo verbale. GIRO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sul 50° anniversario della strage di piazza Fontana PRESIDENTE . (Il Presidente e l'Assemblea si levano in piedi). Senatori, il 12 dicembre del 1969 un vile attentato terroristico colpì la Banca nazionale dell'agricoltura di Milano. Le vittime di quella che è passata tristemente alla storia come la strage di piazza Fontana furono 17, alle quali vanno aggiunti 88 feriti. Si trattò di un vero e proprio attacco frontale alla democrazia italiana, completato con tre ordigni che esplosero nei minuti successivi a Roma, causando ulteriori 16 feriti. Da quel giorno il Paese conobbe il buio degli anni di piombo, dell'eversione, dell'attacco sovversivo allo Stato di diritto. Nei cinquant'anni che ci separano da piazza Fontana il terrorismo stragista è stato sconfitto, grazie a un'unità di intenti che ha visto cittadini, corpi intermedi e istituzioni difendere a tutti i livelli la democrazia. Nei cinquant'anni che ci separano da piazza Fontana è mancata, però, la possibilità di accertare i fatti, di accertare le responsabilità. Nessun esecutore materiale, depistaggi e distorsioni hanno negato la giustizia alle vittime, ai loro familiari, all'intero Paese. È per questo che nei loro confronti le istituzioni hanno ancora oggi un debito di verità. Onorare questo debito, anche procedendo con solerzia alla desecretazione degli atti, come stiamo facendo con il presidente Fico, significa onorare i princìpi cardine della Repubblica e i valori del nostro vivere civile. Vi invito a un minuto di raccoglimento. ( L'Assemblea osserva un minuto di silenzio. Applausi) . Dibattito sul finanziamento della politica PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Dibattito sul finanziamento della politica». Dichiaro aperto il dibattito. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 9,41) SACCONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non le nascondo che sono abbastanza amareggiato di dover affrontare un tema così delicato e importante per la vita democratica del nostro Paese non per un impulso o per un atto di quest'Assemblea, ma perché purtroppo spinti da un'iniziativa giudiziaria che ci impone una discussione che evidentemente non aiuterà a trovare delle soluzioni. Non voglio addentrarmi nella vicenda giudiziaria, senatore Renzi - non spetta a noi ed è evidente che abbiamo fiducia nell'autorità giudiziaria - ma vorrei dire con molta franchezza che ci ha lasciato perplessi la modalità con cui si sta esplicando l'inchiesta, francamente non ancora smentita, relativa all'utilizzo di quasi 300 finanziari recatisi, nelle ore dell'alba, presso abitazioni di persone francamente insospettabili. Forse questa modalità si poteva evitare. Io partirei da una domanda: che idea abbiamo della nostra democrazia? Devo dire la verità: la fotografia è desolante. Negli ultimi anni i partiti si sono ridotti a dei semplici comitati elettorali - questa è la verità - ed è cominciato tutto con il Governo Letta. Per accarezzare la pancia del popolo, degli elettori, con la ricerca del sangue si è addivenuti alla cancellazione del ruolo dei partiti come corpi intermedi. Abbiamo tradito la Carta costituzionale nell'articolo 49. Abbiamo raccolto la sfida non di migliorare il ruolo dei partiti, ma di cancellarli. Abbiamo cancellato il finanziamento pubblico ai partiti e ci siamo ridotti a chiedere i soldi ai privati, i quali ovviamente hanno oggi timore di finanziare la politica, perché con il combinato disposto del traffico d'influenze il giorno dopo averlo fatto hai la Guardia di finanza a casa. Capite che circuito abbiamo innescato. Le tante inchieste aperte degli ultimi giorni dovrebbero far riflettere la politica, far avere un sussulto di dignità per difendere il primato della politica, e non la casta. In questa sede, infatti, stiamo difendendo non la casta, ma il concetto di democrazia che abbiamo. Io non voglio che la politica sia assoggettata alla finanza, all'economia; la politica non deve andare a elemosinare i soldi e voglio che tutti i partiti abbiano le stesse possibilità di parlare al popolo sovrano; poi chi ha più appeal magari raccoglie fondi privati è quanto purtroppo non sta accadendo. Nessuno nega le storture, le schifezze avvenute, ma qui si è buttata l'acqua sporca con il bambino. E, pertanto, oggi ci riduciamo a discutere di politica e di comitati elettorali quando ci sono le scadenze elettorali. Abbiamo cancellato le sezioni dei partiti; nei singoli Comuni non c'è più luogo di dibattito. Non illudiamoci, non prendiamo in giro gli italiani dicendo che ci sono i social! Ma il confronto si fa con un tweet , con un selfie, con una diretta e tutti dietro con i cuoricini e i like ? È questa la politica che tutti auspichiamo per i nostri figli? A me questa roba fa schifo. Lo dico con estrema chiarezza: tutto ciò serve certamente per intrattenere, ma non per costruire un'idea, un progetto di Paese. Ritengo utile allora, signor Presidente, reintrodurre in questo Paese il finanziamento pubblico ai partiti, con maglie molto più strette e rigidi controlli. Purtroppo non vedo in Aula il senatore Lannutti, ma mi piacerebbe che l'Associazione nazionale dei consumatori - quindi i cittadini - entrasse negli organismi di sorveglianza. È come quell'esempio che ho fatto sulle autostrade: siccome in autostrada c'è il rischio che qualcuno superi i limiti di velocità, si è deciso di chiuderle, invece di mettere più tutor e controlli; lo stesso è avvenuto al sistema dei partiti. Concludo, signor Presidente, perché purtroppo il tempo è tiranno, rivolgendomi anche agli amici del MoVimento 5 Stelle: fate un salto di qualità, perché ormai siete un partito di Governo e state nelle stanze dei bottoni; non potete nascondervi né continuare con una narrazione che non racconta la verità. Non mi permetto di lanciare strali o sospetti sulla Srl della Casaleggio, ma non potete non denunciare che si tratta di un vulnus e che è un'anomalia che in una democrazia una Srl controlli il più grande Gruppo parlamentare. Immaginate se nella Democrazia Cristiana della Prima Repubblica il Gruppo più numeroso fosse stato controllato da una Srl. (Richiami del Presidente). Le chiedo ancora un minuto, signor Presidente, per favore. PRESIDENTE. Gliel'ho già dato. SACCONE (FIBP-UDC) . È questa la fotografia della debolezza della politica. Spero allora veramente di cuore che tutto il Parlamento abbia un sussulto di dignità. Vede, signor Presidente, in tutti i Paesi europei vige il sistema del finanziamento pubblico ai partiti. Sapete dove non c'è? Non c'è ad Andorra, a Malta - e le cronache attuali ci raccontano come funziona quel sistema - e persino in Ucraina. Perché allora dobbiamo aver paura di parlare il linguaggio della verità al popolo italiano, in un sistema concorrenziale? Mi auguro che da oggi parta un sussulto di dignità per difendere non quest'Assemblea o la casta, ma il nostro concetto di democrazia. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e IV-PSI). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romagnoli. Ne ha facoltà. ROMAGNOLI (M5S) . Signor Presidente, avevo preparato un discorso che però, in tutta sincerità, non leggerò, perché, ripensando a questo momento e dopo aver sentito il collega Saccone, mi sono venute in mente altre considerazioni. Il collega che mi ha preceduto ha invitato il MoVimento 5 Stelle a fare un salto di qualità. È strano vedere come a volte cambiano i punti di vista nelle varie situazioni della vita, senatore Saccone. Sono orgoglioso di far parte del MoVimento 5 Stelle fin dagli inizi, prima da attivista, poi da consigliere comunale e infine - come sapete tutti - dopo essere stato paralizzato a letto per mesi ed essere passato alla sedia a rotelle, da senatore. Vedo tante situazioni strane e particolari, come quella di ieri, quando ci siamo insultati, ci siamo detti di tutto e di più e, all'improvviso, ci siamo alzati in piedi per salutare il nuovo Presidente della Cassazione. Da quando è arrivato il MoVimento 5 Stelle, il finanziamento ai partiti è cambiato, spingendo su Letta, che ha tolto quello pubblico e l'ha trasformato in privato: di fatto, però, è cambiata la sensibilità sul fare trasparenza. Oggi la Commissione sul finanziamento ai partiti che può prendere avvio e il conseguente dibattito che svolgiamo su quest'argomento così sensibile tendono a portare quella trasparenza che i cittadini ci chiedono, che da noi si aspettano. Andare avanti con una Commissione del genere, e quindi con un tale modus faciendi che porta di nuovo la contribuzione, magari dei privati, è trasparenza. Sono orgoglioso, da cittadino, di finanziare un partito o un movimento o comunque qualsiasi cosa faccia trasparenza e mi dia un servizio. (Applausi dal Gruppo M5S). Non mi vergogno. Siamo veramente lontani da quelle parole. I cittadini sono veramente lontani da quelle parole. Io non devo finanziare una fondazione di nascosto perché non deve venir fuori il mio finanziamento. Se il mio contributo serve a finanziare un'azienda o una fondazione che rende un servizio, come Rousseau fa per noi e per tutti i cittadini, sono orgoglioso di partecipare al finanziamento di Rousseau, perché mi offre formazione, mi fa scegliere, mi fa votare, mi fa partecipare. Io sono orgoglioso di aver conosciuto Gianroberto Casaleggio, di avergli stretto la mano. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poi, sui media chiunque può scrivere di tutto; possono dire qualsiasi cosa; possono provare a infangarci. Questo è il gioco di oggi: cercare di tirar giù la parte che dà fastidio, che è il MoVimento 5 Stelle. Io sono contento di dare fastidio. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per quanto concerne il discorso di fare trasparenza nell'ambito del finanziamento ai partiti, siamo assolutamente a favore. Siccome è stato detto, anche in programmi televisivi, da eccellenti personalità, che esiste la possibilità di ritornare a un finanziamento pubblico, noi diciamo chiaramente che saremo sempre contrari al finanziamento pubblico dei partiti. Diremo sempre no, perché la partecipazione di tutti i cittadini è ciò che farà cambiare la politica; perché lo scatto culturale di tutti sarà la differenza in questo mondo. E, se tutti ci impegneremo a fare quello scatto culturale, è un conto; se, invece, qualcuno gioca con l'ignoranza delle persone, quello sì, è un gioco veramente deplorevole. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Zanda. Ne ha facoltà. ZANDA (PD) . Signor Presidente, ben venga questo dibattito, perché il finanziamento della politica è un tema serio e delicato, che non merita di essere sminuzzato in polemiche minori e strumentali. Forse, però, per il Senato sarebbe stato più utile partire dalla testa del problema e non dalla coda; cioè, non dal finanziamento della ma dallo stato della nostra democrazia, dalle condizioni del Parlamento e dal ruolo dei partiti. Il problema del finanziamento è facilmente risolvibile, in un senso o in un altro, solo che lo si voglia; mentre restituire vigore a una democrazia mortificata è molto più difficile. La crisi istituzionale italiana ha carattere sistemico. Il suo punto centrale non è certo il nodo irrisolto del finanziamento della politica quanto la decadenza del Parlamento, sempre più eroso dal circuito decreto-legge, maxiemendamento, fiducia. È ormai evidente che questo progressivo sfaldamento altro non è che l'altra faccia di disegni più radicali, che hanno come obiettivo una democrazia molto diversa dalla nostra. Finora, nei settant'anni di vita della Repubblica non era mai stato messo seriamente in discussione l'assetto costituzionale dei vertici dello Stato. E mai, in passato, si era seriamente dubitato della natura parlamentare e rappresentativa della nostra democrazia. Oggi non è più così. Esplicitamente o implicitamente, la centralità e il ruolo del Parlamento vengono scossi e indeboliti attraverso una progressiva sottrazione di funzioni e la contemporanea comparsa di nuove impostazioni istituzionali. Ecco perché dovremmo riavvolgere il nastro e riprendere dall'inizio il dibattito sulla qualità delle nostre massime istituzioni, per scegliere di ammodernare la democrazia rappresentativa - come in tanti diciamo - lasciandone intatti i princìpi supremi; oppure - come altri dicono - adottare modelli radicalmente diversi come la cosiddetta democrazia diretta o forme autoritarie, leaderistiche, sovraniste e antieuropee. Fino a che non verrà sciolto questo nodo di fondo, la battaglia politica continuerà su altri piani. Oggi è la volta del finanziamento della politica; ieri della riduzione del numero dei parlamentari; l'altro ieri dei vitalizi; domani del referendum confermativo, del voto online , della chiusura dei porti, della denigrazione della magistratura, della Banca d'Italia, dell'alta amministrazione pubblica. C'è una coerenza nella scelta di queste posizioni, ma non è una coerenza costruttiva. Al contrario, ha l'effetto di distruggere regole importanti senza curarsi delle conseguenze. In questo quadro culturale va inquadrato il tema del finanziamento dei partiti ai quali la Costituzione, all'articolo 49, assegna il compito di concorrere a determinare con metodo democratico la politica nazionale. Certo, la politica ha la grande responsabilità della mancata attuazione dell'articolo 49, ma ciononostante i partiti, i movimenti e le leghe, nel loro pluralismo, restano per i cittadini l'unica indispensabile forma di aggregazione e di rappresentanza intorno a una linea politica e a una domanda di partecipazione. Tutte le democrazie si sono trovate a dover affrontare il delicatissimo tema delle guarentigie e delle indennità parlamentari per le più alte cariche dello Stato e della magistratura, con l'obiettivo di fondo di garantire l'indipendenza, l'autonomia, l'autorevolezza e il decoro a organi che rappresentano la Nazione e ne guidano le sorti. Basta leggere gli atti dell'Assemblea costituente per comprendere il rilevante interesse pubblico che i Padri costituenti hanno assegnato all'autodichia e all'autonomia finanziaria del Parlamento, così come alle immunità parlamentari, all'inviolabilità, all'insindacabilità, alle indennità dei parlamentari e all'indipendenza della magistratura. Il finanziamento della politica, che con più proprietà dovremmo chiamare finanziamento della democrazia, ha la stessa ratio : riconosce che in una democrazia l'esercizio della politica e la rappresentanza dei cittadini hanno il valore in un vero e proprio bene pubblico che va sorretto per impedire distorsioni e degenerazioni. Non sono mancati, in passato, momenti nei quali gli errori e le malefatte di alcuni, nella gestione del finanziamento pubblico, hanno profondamente scosso l'opinione pubblica, ma non è un buon medico chi per curare una malattia prescrive una medicina così forte da fare morire il malato. Pur con tutti i limiti di una giovane democrazia, il sistema di pesi e contrappesi disegnato dalla Costituzione ci ha consentito di crescere, superando il dopoguerra, lo stragismo fascista, il terrorismo rosso e nero, italiano e internazionale, le mafie e le pesanti crisi economiche. Qualcuno sostiene che i partiti e i movimenti dovrebbero essere finanziati solo da privati. L'ho sentito ripetere poco fa da un senatore del Gruppo dei 5 Stelle. Questo avviene in democrazie diverse dalla nostra per ordinamento giuridico e per cultura. Lì può accadere che per l'elezione del Presidente la raccolta di fondi privati conti più del programma; così come accade che il Presidente, una volta eletto, per prassi tenga conto degli interessi di chi lo ha finanziato anche attribuendo ai maggiori finanziatori della sua campagna elettorale uffici pubblici e persino la carica di ambasciatore in Paesi molto importanti. Ecco perché un anche ridotto finanziamento pubblico ai partiti e ai movimenti è necessario. Serve a garantire la loro indipendenza e la loro autonomia dai grandi poteri economici; un finanziamento che - come oggi è previsto - lascia ai cittadini la scelta se e a chi destinare una frazione minima delle proprie dichiarazioni dei redditi, ovvero, in subordine, un finanziamento che provvede al rimborso di servizi vitali per l'attività dei partiti, secondo uno schema mutuato dall'Unione europea. Non sono quindi l'ammontare e la forma del finanziamento della democrazia che dovrebbero essere discussi in prima battuta dal Parlamento, quanto la relazione dei finanziamenti con la natura stessa della nostra democrazia parlamentare, assieme ai rischi di una politica che non combatte più sulle idee, che non mette più a confronto pensieri diversi, ma si è adattata al web , per lo più attraverso quei social che presuppongono l'uso di costose, costosissime piattaforme di vaghi spin doctor e di nutriti team di operatori. Una così martellante propaganda digitale, spesso volgare, densa di accuse e ritorsioni, specializzata nella denigrazione personale e nelle fake news , riesce a condizionare vaste quote di elettorato con una facilità che nessun programma politico potrà mai uguagliare. Giorni fa ho ricevuto un messaggio che mi ha colpito e voglio citarlo terminando il mio intervento, Presidente: «Dopo il chiasso suscitato da una recente indagine giudiziaria, il finanziamento privato non esisterà più, perché nessuno vorrà più finanziare un partito politico anche nei modi consentiti dalla legge. Rimarranno solo i finanziamenti esteri occulti, modello Bannon o Savoini». Il Senato deve avere la lucidità democratica di dire che chi ha scritto questo messaggio ha ragione e deve avere anche il coraggio di trarne le conseguenze. (Applausi dai Gruppi PD e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà. *QUAGLIARIELLO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, parto da dove ha concluso il senatore Zanda. Questo dibattito è stato innescato da una indagine giudiziaria sullo strumento delle fondazioni. Non voglio entrare in tale problematica, perché da garantista ritengo che le garanzie valgano innanzitutto per i miei avversari politici, ancor prima che per me. Voglio però fare alcune considerazioni su questa forma di organizzazione, sul perché le fondazioni sono nate e si sono sviluppate. Per rendersene conto basta guardare all'estero. Il fenomeno è dipeso da un mutamento della forma partito, verificatosi quando il partito, anche a causa di quegli strumenti tecnici ai quali si è fatto riferimento, ha dismesso le sue funzioni tradizionali e cioè quelle di produrre idee, di diffonderle e di formare classe politica. In tale contesto sono nate queste realtà esterne ai partiti, prima negli Stati Uniti, poi in Europa. In alcuni casi le fondazioni - faccio riferimento alla Germania - sono addirittura i destinatari del finanziamento pubblico alla politica, con questi compiti specifici, indipendenti e trasparenti. Il problema, allora, è che le fondazioni facciano le fondazioni; che siano quello che sono negli Stati Uniti, in Germania e in altre parti d'Europa e cioè una santabarbara di idee, dove si producono soluzioni - che poi vengono immesse nello scontro attraverso i canali della politica che sono presenti all'interno delle istituzioni attraverso i partiti - e delle fucine di formazione di classe dirigente. È evidente che le fondazioni non possono essere un surrogato per il finanziamento di partiti, né tantomeno dovrebbero essere il ritrovo di correnti, laddove la forma partito consente che queste ultime esistano. Perché questo modello di fondazione sia possibile sono necessari tre semplici elementi: trasparenza, controllo dell'attività e il fatto che quando si hanno incarichi di Governo ci si mette "in sonno" dalle fondazioni, si prendono le distanze e magari si torna poi nei ranghi nel momento in cui è terminato il proprio compito di Governo, esattamente come avviene negli Stati Uniti, dove intere classi politiche si preparano all'interno delle fondazioni, qui trovano un contributo di idee e soluzioni e poi evidentemente svolgono il loro servizio a favore dello Stato. Come è possibile che ciò avvenga? Signor Presidente, credo che ci sia una soluzione molto semplice. Basterebbe che ci fosse un registro delle fondazioni che risponda a queste esigenze. In Italia giudichiamo tutto, perfino la ricerca umanistica. Le riviste le cataloghiamo in tre categorie, serie A, serie B e serie C; se oggi dovessimo giudicare «La Critica» di Croce probabilmente finirebbe in serie C, visti i parametri di giudizio, e non possiamo pensare a una Commissione trasparenza di alto profilo istituzionale che giudichi le fondazioni? Signor Presidente, credo che l'ultima delle soluzioni utili sia quella che si sta adottando, e cioè dire che le fondazioni sono la stessa cosa dei partiti; nel momento in cui le uniformiamo, dopo esserci persi i partiti, ci perderemo anche le fondazioni. Fino alla successiva geremiade sulla politica che scade e perde di idealità, sulle idee che si infiacchiscono e sulla classe politica che decade. Ecco, non mi sembra francamente la soluzione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Pittella) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonino. Ne ha facoltà. BONINO (Misto-PEcEB) . Signor Presidente, colleghi, forse questo dibattito, così importante almeno dal mio punto di vista, emoziona di meno di altri scontri che abbiamo visto in questi giorni, senza sbocchi e senza senso, se non quello di umiliare le istituzioni e il Parlamento in particolare. Ma intervengo in questo dibattito perché la questione del finanziamento dell'attività politica e democratica dei cittadini ha molto occupato tutta la storia radicale fin dall'inizio, con i vari referendum tra cui quello vinto nel 1993. È un tema all'attenzione radicale da tempi non sospetti e non solo in termini di denuncia, ma anche in termini di proposta, su cui tornerò. Prima però voglio dire con grande chiarezza che i processi si fanno in tribunale; non si fanno né sulla carta stampata, né su Facebook, né da altra parte. E la presunzione di innocenza deve essere un caposaldo che non è a fasi alterne, per gli amici o per gli avversari, ma che difende tutti i cittadini. Sta ad altri provare la colpevolezza, non sta a me o a noi provare l'innocenza. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e IV-PSI, e del senatore Pittella) . Ma è chiaro che in questo momento di confusione generale questi princìpi saldi pare non esistano più: lo vediamo, ad esempio, nella prescrizione e in altri aspetti preoccupanti di una politica della giustizia "manettara"; è solo "manettara" o di inasprimento delle pene. Ripeto, i processi si fanno in tribunale. Non è una novità quella delle veline, di chi ha rapporti stretti con la magistratura, di chi fa trapelare le notizie. Però è un cattivissimo vizio in uno Stato di diritto e rispetto alla difesa dei diritti individuali dei cittadini. Voglio tornare sull'altro argomento, quello delle nostre proposte, che vanno solo aggiornate, per favorire la partecipazione alla vita politica dei cittadini. Era una proposta di legge firmata dal senatore Teodori, credo, depositata e mai discussa, subito dopo la vittoria del referendum del 1993. Eravamo convinti già da allora che la partecipazione politica dei cittadini alla vita democratica fosse un elemento essenziale dello Stato di diritto e delle democrazie liberali. Abbiamo invece assistito ad una stratificazione di leggi, leggine e cambiamenti - alcune le ricordava il senatore Quagliariello, altre le potrei ricordare io - fino all'ultima, così strampalata per cui, ad esempio, un partito politico trasparente non può essere finanziato da un cittadino non italiano. È incomprensibile. Il cittadino non italiano può finanziare i candidati alle elezioni, ma non può finanziare un partito politico se non ha una personalità giuridica in Italia. È assolutamente incomprensibile. Il collega Quagliariello citava l'esempio delle fondazioni, ma ne potrei fare molti altri. Non si capisce perché - prendiamo semplicemente il caso di un cittadino europeo - costui può finanziare personalmente dei candidati che si presentano alle elezioni, ma non può finanziare il partito politico che li candida. È veramente una stortura che non ho mai compreso. Tornando a noi, abbiamo sempre proposto di finanziare servizi alla partecipazione dei cittadini. Faccio un esempio cui non si pensa proprio. Abbiamo l'istituto giuridico della proposta di legge di iniziativa popolare. Poiché siamo ancora nel Medioevo, le firme vanno raccolte a mano e in presenza di un autenticatore, che può essere un consigliere comunale. Non si parla proprio di firme telematiche, come usano in molti altri Paesi e come usiamo anche noi, peraltro per adempimenti ben più impegnativi che non firmare una proposta di legge di iniziativa popolare, ma non c'è verso. Non si riesce a superare questa cosa. Lo stesso vale per le firme referendarie: anche in questo caso si devono raccogliere 500.000 firme a mano come gli amanuensi del Cinquecento, in presenza di un autenticatore perché la carta d'identità non basta. Francamente non è questo il modo con cui si aiuta la partecipazione. Tralascio la questione per cui le proposte di legge di iniziativa popolare giacciono in Parlamento e non hanno alcun obbligo di essere esaminate, respinte o accolte. C'è un altro elemento che sarà oggetto di una conferenza stampa tra poco ed è l'accesso ai mezzi di comunicazione. Il servizio pubblico denominato Rai, per cui i cittadini pagano anche il canone, è legato da leggi e regolamenti a una trasmissione delle idee politiche in modo equilibrato e paritario. Non è così e lo dimostrano i dati, frutto di un esposto che stiamo per presentare e che non leggerò perché sono complessi, ma se la Presidenza mi autorizza li allegherò al mio intervento. Conosco meglio ovviamente i dati, di Più Europa. Non ho gli strumenti per conoscere gli altri. So per certo che prendendo, per esempio, anche solo gli ultimi due mesi di settembre e ottobre, il tempo di antenna per parola e notizia è zero in tutti i canali pubblici o privati. Questo non è un servizio alla partecipazione, è una scelta. Si dice sempre che la politica deve stare fuori dalla Rai e non si finisce neanche di dirlo che la politica occupa la Rai, a seconda del Governo e della maggioranza di turno. Questo è un vulnus fondamentale. La partecipazione dei cittadini è limitata per le loro proposte referendarie o di iniziativa popolare e non c'è accesso agli strumenti di informazione per scelte più che discutibili. L'esposto presentato mesi fa è stato oggetto di una raccomandazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ma non cambia niente. Questo è il punto che noi dovremmo affrontare con grande forza. Innanzitutto credo che occorra dire con grande chiarezza che la politica, la buona politica è un valore e come tale costa. Come tale non è gratis, come tale non riesce ad esserlo o si è in assenza di quei servizi messi a disposizione di tutti, dalle organizzazioni giovanili ai movimenti: parlo delle sedi ad esempio. Tempo fa si pensava agli indirizzari, agli sconti postali e a tutto quello che può facilitare la comunicazione tra la politica e i cittadini. Oggi sono cambiate le tecnologie, sono cambiati i tempi e la comunicazione va sicuramente aggiornata, ma rimane il fatto che se riteniamo che solo i partiti abbiano il compito di promuovere la partecipazione democratica, stiamo di nuovo sbagliando, perché movimenti, gruppi e associazioni devono poter disporre di servizi per portare avanti le loro idee. Mi auguro che questo elemento venga tenuto in considerazione. Per essere molto chiari se andiamo alle elezioni, non so bene quando, Emilia-Romagna compresa, chi non è già in Parlamento con un Gruppo e non so bene con quale altra formazione, deve mettersi a raccogliere le firme, pure se in Parlamento già c'è e da tempo non sospetto. Non mi pare davvero un gran modo di mettere tutti allo stesso punto di partenza e dire «che vinca il migliore». Qui ci stanno i migliori tra i migliori che hanno i loro strumenti di propaganda politica gratis, senza neanche bisogno di metterci un po' di impegno. Vorrei che questo rimanesse all'attenzione dell'Assemblea. Noi ormai per firma telematica sottoscriviamo qualunque cosa, giusto? Per una proposta di iniziativa popolare non si può: amanuensi sotto la pioggia e con tanto di autenticatore, sia ben chiaro, perché il mio passaporto non basta per autenticarmi. Serve qualcun altro più responsabile di me - pare - che mi autentichi: questo francamente non è più accettabile. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC, PD e IV-PSI, e della senatrice De Petris) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza ad allegare i dati come da lei richiesto. È iscritto a parlare il senatore Renzi. Ne ha facoltà. RENZI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non stiamo discutendo di una singola inchiesta della magistratura, alla quale rinnoviamo un rispetto non formale, ma sostanziale in quest'Assemblea. Non stiamo neanche parlando, a mio avviso, semplicemente del finanziamento ai partiti e meno che mai stiamo discutendo in quest'Assemblea di una polemica mediatica. A mio avviso questo dibattito, del quale ringrazio la Presidenza del Senato e i Capigruppo, affronta la grande questione della democrazia liberale oggi e parte dal principio della separazione dei poteri tra il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario. In tempi di Facebook parlare di Montesquieu non va di moda, ma è un dovere particolarmente vero farlo quando alcuni tra i più autorevoli leader politici del mondo utilizzano, dalle colonne del «Financial Times», la visibilità della democrazia liberale per contestarne l'imminente fine. Insomma, non stiamo discutendo di una piccola questione bagatellare, ma stiamo riflettendo sulla questione se secoli di civiltà giuridica e politica abbiano ancora un senso o no. Discutiamo qui oggi della separazione dei poteri. Tutti noi siamo potere legislativo, tutti, nessuno escluso. Chi tra di noi ha avuto l'altissimo onore di guidare pro tempore anche il potere esecutivo ha una responsabilità in più, che vorrei assolvere in quest'Aula innanzitutto prendendo spunto da precedenti discorsi parlamentari. Non è la prima volta in cui un ex presidente del Consiglio in un'Aula del Parlamento affronta questo tema; era accaduto nel 1977, quando il presidente Aldo Moro alla Camera dei deputati utilizzò parole notevoli nei confronti di altre forze politiche e di chi voleva processare nelle piazze il suo partito: «Non ci lasceremo processare nelle piazze». Andò così? Impariamo dalla storia: andò così? Le parole di Aldo Moro le ripetiamo costantemente; ce le diciamo, ma in realtà quella vicenda - lo scandalo Lockheed - ha segnato la storia istituzionale del Paese, non già per il processo che venne fatto ad alcuni Ministri, ma per la conseguenza più alta: le dimissioni del presidente della Repubblica. Giovanni Leone fu infatti costretto a lasciare il Quirinale anzitempo non perché coinvolto - paradosso dei paradossi - egli, professore di procedura penale, ma in ragione di uno scandalo montato ad arte da una parte dei media e da una parte della politica, che trovo doveroso che venga ricordato qui. Proprio qui, infatti, vi è chi ebbe il coraggio e l'onestà intellettuale, la senatrice Emma Bonino, vent'anni dopo, di scrivere una lettera di scuse, assieme al compianto onorevole Marco Pannella, proprio a Giovanni Leone in occasione dei suoi novant'anni. Onorevoli colleghi, per distruggere la reputazione di un uomo, di un esponente delle istituzioni, può bastare una copertina di qualche settimanale (che poi, i tempi cambiano ma i settimanali rimangono!); quello che serve per ricostruire quella reputazione sono anni e anni. Forse - lo dico con il rispetto che ella conosce - neanche la lettera della senatrice Bonino e dell'onorevole Pannella riuscì a recuperare fino in fondo il prestigio e l'onore che il presidente Leone aveva il dovere di vedersi riconosciuto. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e FIBP-UDC). GIRO (FIBP-UDC) . Hai ragione! RENZI (IV-PSI) . Nel 1992, il presidente Bettino Craxi parlò a Montecitorio. So già che basta pronunciare questo nome - per le note vicende giudiziarie - per aprire subito un dibattito reso particolarmente attuale dal fatto che siamo nell'imminenza del ventennale della tragica scomparsa di Craxi. Non voglio, tuttavia, aprire adesso qui un dibattito su un argomento che non riguarda l'oggetto della nostra discussione, vale a dire la figura politica di Bettino Craxi. Mi limito a dire che il 3 luglio del 1992, intervenendo per la fiducia al Governo guidato da Giuliano Amato, Bettino Craxi pronunciò un discorso anche in questo caso molto citato e poco letto, come spesso accade ai discorsi dei politici. Egli, infatti, chiamò in causa tutto l'arco costituzionale - compresi i partiti di recente formazione allora, quei partiti che esibivano il cappio, ma che erano stati già coinvolti in vicende di finanziamento illecito - e disse che larga parte del finanziamento ai partiti era - parole testuali di Craxi - illecito o irregolare. Un'assunzione di responsabilità per tutto il sistema costituzionale, non soltanto per qualcuno. Ebbene, di quel discorso di Craxi pochi ricordano l' incipit . Craxi disse: «Ho imparato ad avere orrore del vuoto politico». Di questo discutiamo, signor Presidente, non del finanziamento illecito semplicemente; stiamo discutendo della debolezza della politica (Applausi dai Gruppi IV-PSI e FIBP-UDC, e del senatore Pittella) davanti a una oggettiva necessità: quella di porre il sistema in condizioni di essere efficace. Voglio essere molto chiaro: non mi sento minimamente paragonabile alla statura di due leader quali quelli che ho appena citato. Condivido con loro soltanto l'altissimo onore rivestito, ma non ho alcun dubbio sul fatto che tra me e loro c'è una differenza profonda di levatura, indipendentemente dal giudizio che si possa avere sulle singole persone. Contemporaneamente, non vi è chi in quest'Aula non riconosca che anche nel merito delle contestazioni delle recenti vicende c'è una profonda diversità. Nello scandalo Lockheed si parlava di una tangente, vera o presunta, milionaria; nel 1992 si poneva in discussione il finanziamento di tutto il sistema dei partiti. È bene dire con forza qui che la vicenda dalla quale abbiamo preso spunto, e che certo non può essere esaustiva nella nostra discussione, è un'ipotesi di reato totalmente diversa. Qui non si parla di dazioni di denaro nascoste o illecite, si parla di contributi regolarmente registrati, bonificati e, come tali, tracciabili, evidenti e trasparenti, per la presenza di un bilancio che viene reso pubblico. Le fondazioni non sono infatti tutte uguali. Mi rivolgo ai colleghi che lo sanno meglio di me: ci sono fondazioni che rendono pubblico il proprio bilancio e fondazioni che non lo fanno o perlomeno non lo facevano prima dell'entrata in vigore della nuova normativa. Questa fondazione di cui si parla aveva il bilancio totalmente pubblico e cosa è accaduto? È accaduta una cosa molto semplice e, se volete, molto complicata. Questi contributi regolari dati alla fondazione sono stati improvvisamente trasformati in potenziali contributi irregolari non perché si è discusso della definizione del contributo medesimo, ma perché si è cambiata la definizione della fondazione. Si è in altri termini deciso che quella fondazione non era più una fondazione, ma un partito. Il punto di discussione, per il quale io ritengo che vi sia un'invasione di campo, è che la magistratura ha deciso autonomamente non già cosa è un finanziamento illecito. Questo è il suo lavoro; la magistratura deve capire, studiare e verificare cosa è illecito. Ha preteso invece di comprendere cosa è un partito e cosa non lo è. Questo è il punto fondamentale che vorrei fosse chiaro al Parlamento perché ciascuno faccia le proprie valutazioni e non perché cambi qualcosa a noi. Noi non abbiamo alcun tipo di problema. Deve però essere chiaro che se al pubblico Ministero affidiamo non già la titolarità dell'azione penale, ma la titolarità dell'azione politica, decidendo cosa è partito e cosa non lo è, quest'Assemblea, insieme a quella della Camera e a tutta la politica, fanno un passo indietro per pavidità, per paura, per mediocrità (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC e PD), e lascia l'azione giudiziaria responsabile di ciò che è politica e ciò che non lo è. Onorevoli colleghi, è di questo che stiamo discutendo. Se su questo non è chiaro il punto, sappiate che non riguarda la vicenda specifica dei contributi trasparenti e regolari; no, riguarda quello che può avvenire a ciascuno di voi. Ciascuna cosa può infatti diventare finanziamento illecito alla politica, non soltanto una Srl, come provocatoriamente ha detto il senatore Saccone nell'intervento introduttivo. Anche quelle forse, ma è qualsiasi atto che ha a che fare con la politica che diventa potenzialmente sanzionabile. Penso che questo sia il punto di cui stiamo discutendo. Dopo di che, signor Presidente, la magistratura decide cosa è partito e cosa non lo è e, di conseguenza, manda circa 300 finanzieri la mattina, all'alba, a casa di cittadini non indagati, la cui fedina penale è intonsa, con strumenti tipici più di una retata che non di una richiesta. Per sapere infatti se il bonifico è stato fatto o no c'è un meccanismo molto più semplice della perquisizione mattutina alle sei e mezzo di fronte ai figli sconvolti; c'è l'ordine di esibizione. Mi volete raccontare che questo tipo di intervento è fatto a tutela degli indagati? No. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e FIBP-UDC) . Abbiate il coraggio di dire che questo tipo di intervento è finalizzato a descrivere come criminale non già il comportamento dei singoli, ma qualsiasi tipo di finanziamento privato che venga fatto attraverso le forme regolari e lecite previste dalla legge sulla fondazione, dalla legge sui partiti e da tutto il resto. È questo il punto ed è su di esso che si discute. Le conseguenze quali sono? Anzitutto se 300 finanzieri vanno nelle case di persone che hanno finanziato la politica o, perlomeno, che hanno finanziato una fondazione, e si arriva al presupposto che il processo sarà per capire se la Leopolda era un'iniziativa di partito o meglio un'articolazione di partito o, come dicevano gli organizzatori, un'iniziativa slegata alla singola vita di partito, se il processo penale si fa su che cosa sia la Leopolda, noi abbiamo evidentemente un dato di fatto: quei 300 finanzieri prendono dei telefonini, alcuni dei quali ancora non sono stati restituiti - ancora non restituiti - prendono dei dati e vanno a strascico, come si dice per quelle indagini nelle quali si parte da un reato cosiddetto presupposto, per poi andare a verificare se c'è dell'altro. Chi si permette di dire che questo atteggiamento affronta la vita politica delle persone viene censurato dai togati del CSM. Vorrei sommessamente dire che, nella mia esperienza personale, ho avuto elementi di discussione con l'autorità giudiziaria, per la quale provo rispetto sostanziale, non solo formale. Ho avuto discussioni per le ferie dei magistrati: sono stato criticato per aver proposto la riduzione delle ferie dei magistrati; ho avuto discussioni con larga parte della magistratura per il referendum costituzionale (non solo con larga parte della magistratura), ma rispetto sia la posizione sul referendum che quella sulle ferie, perché sono due posizioni che, a mio giudizio, in un Paese democratico, sono totalmente libere e legittime. Dico tuttavia ai membri togati del Consiglio superiore della magistratura, che censurano un senatore - quale esso sia - per l'espressione delle sue idee politiche, che non mi risulta sia stato abrogato l'articolo 68 della Costituzione, che, al comma primo, recita testualmente: «I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse». (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC, PD e L-SP-PSd'Az) . Spero che il CSM - o meglio i componenti togati - non dimentichino che questo articolo della Costituzione non è stato cancellato da nessuno. Le altre conseguenze sono che, in un Paese nel quale la politica costa, una perquisizione a tappeto di tutte le persone che in passato hanno concorso alle iniziative politiche e culturali di una determinata fondazione reca un dato di fatto evidente: nessuno finanzierà più un centesimo di quella parte culturale o politica. Aggiungo io - mi sia consentito dire - che fanno anche bene. Infatti, se un cittadino perbene finanzia la politica (perché io rivendico l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e penso di essere ormai minoranza in quest'Assemblea) ma, accanto all'abolizione del finanziamento pubblico, il finanziamento privato viene criminalizzato, è evidente che quel cittadino, quell'imprenditore non finanzierà più la cosa pubblica. Guardate che quando Kamala Harris (nome sconosciuto ai più, ma uno dei più interessanti del panorama democratico americano degli ultimi dieci anni) è costretta a ritirarsi perché non ha più risorse si dimostra che è soltanto un ipocrita chi dice che non servono i soldi per fare la politica. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC e PD, e della senatrice Bonino) . Servono soldi regolari, legittimi, puliti, trasparenti. Ma servono. Secondo punto. In questa vicenda c'è un reato di cui nessuno vuole occuparsi, signor Presidente: è il reato ex articolo 326 del codice penale, vale a dire la violazione sistematica del segreto d'ufficio. Riguarda, in particolar modo, vicende personali del sottoscritto, per le quali non ho alcuna difficoltà a dire che noi utilizziamo il noto principio giuridico «male non fare, paura non avere». Quindi non è un problema personale, ma se nelle stesse ore della perquisizione, del tutto casualmente, la violazione del segreto d'ufficio porta a pubblicare, non con un giornalismo di inchiesta, ma con un giornalismo a richiesta, i dati sensibili, che soltanto Banca d'Italia o la procura o la Guardia di Finanza hanno, siamo consapevoli che le casualità e le coincidenze esistono, ma c'è un corto circuito tra gli strumenti della comunicazione e gli strumenti della battaglia giuridica? (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC e PD) . Siamo consapevoli che la violazione del segreto d'ufficio, ex articolo 326, non può essere derubricata a reato minore? Si perquisiscono quelli non indagati e non si perquisisce il potenziale autore del reato, perché si dà per scontato, come ha detto qualcuno, che la privacy per un politico non esista. Guardate che questa affermazione è molto importante. Io credo che ci siano delle regole di trasparenza doverose ed è sacrosanto che noi presentiamo tutti i dati relativi alla nostra attività: è uno dei princìpi cardine della democrazia liberale. Ciò che non è sacrosanto, perché corrisponde ai dettami dello Stato etico, è sostenere che tutto possa essere totalmente privo di qualsiasi limite. Io non ci sto nello Stato etico di chi vuole trasformare in un processo princìpi di opportunità politica. Si può dire che si è d'accordo o no, ma non si può trasformare in processo ciò che è elemento di opportunità politica perché, nel processo alle intenzioni, anche se vi credete assolti, siete comunque coinvolti, per utilizzare le espressioni del poeta. Non è soltanto Stato etico, ma diventa addirittura Stato etilico quello di chi dice che i figli del politico non possono avere diritto alla privacy, per cui si fanno le foto dentro le case, dentro le camerette e si sta tutti zitti per mediocrità, paura e pavidità. Non è uno Stato di diritto questo. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC, PD e L-SP-PSd'Az). Chi dice poi che la privacy vale soltanto per qualcuno e non per altri, abbia il coraggio di dire che siamo alla barbarie. Signor Presidente, non parlo per me, non parlo per noi. Penso che avere rispetto per la magistratura in questo Paese significhi innanzitutto riconoscere che ci sono donne e uomini che hanno perso la vita per fare i giudici e i magistrati: a loro, a tutti loro, va il sentimento di riconoscenza più grande che la massima espressione della volontà popolare, il Parlamento, deve avere. Noi ci inchiniamo davanti a queste storie e davanti al lavoro straordinariamente perbene di migliaia e migliaia di magistrati e di giudici. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC, L-SP-PSd'Az e PD e del senatore Perilli). A chi però oggi volesse immaginare che questo inchino diventa una debolezza del potere legislativo davanti al potere giudiziario, si abbia la forza e il coraggio di dire che dovrà contestarci per le nostre idee, per ciò che abbiamo fatto quando governavamo da soli, per ciò che stiamo facendo governando ora: contestateci per il jobs act e per la battaglia sulle tasse. Ma a chi volesse contestarci o, peggio ancora, eliminarci per via giudiziaria, sappia che dalla nostra parte abbiamo il coraggio e la voglia di dire che il diritto e la giustizia sono cosa diversa dal peloso giustizialismo e dalla connessione con certi strumenti di comunicazione e di stampa. ( Applausi dal Gruppi IV-PSI). Italia Viva riconosce il profondo rispetto dovuto alla magistratura. Italia Viva crede che il potere legislativo di questo Paese debba essere difeso innanzitutto da se stesso. (Applausi dai Gruppi IV-PSI, FIBP-UDC e PD, e dei senatori Casolati e Centinaio. Molte congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, colleghi, come hanno fatto già coloro che sono intervenuti prima di me, anch'io avverto l'esigenza di ringraziare la Presidenza del Senato e i Capigruppo per aver deciso di promuovere questo dibattito. Credo che, di fronte a una questione di questa rilevanza e complessità, ci sia prima di tutto la necessità di fare un'analisi rigorosa e di evitare di trasformare la nostra discussione su questo tema in un guazzabuglio retorico, nella mescolanza di cose diverse in uno stesso calderone, in una gigantesca opera di distrazione di massa: non renderemmo un servizio a quest'Assemblea e a chi ha deciso, ripeto meritoriamente, di organizzare questo dibattito. Serve pertanto la passione per le distinzioni e la voglia di farle, di farle tutte. La prima distinzione che credo debba essere fatta è quella tra le questioni fondamentali e le questioni accessorie. Penso che la questione fondamentale di fronte alla quale oggi ci troviamo non sia tanto quella del finanziamento alla politica, ma quella della democrazia nelle forze politiche: ritengo, cioè, che le questioni legate alla democraticità con cui le forze politiche si organizzano e partecipano alla vita pubblica sia prioritaria rispetto alla questione di come ottengono risorse per finanziare la loro attività, anzi, direi che non solo è prioritaria, ma la condiziona e la rende possibile. Cerco di spiegarmi con qualche esempio. Ho avuto l'onore di firmare una proposta di legge del Partito Democratico sottoscritta da quasi tutti i colleghi del mio Gruppo - e questo mi fa molto piacere - di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Credo ci siano cose di cui in un dibattito come quello odierno non possiamo non discutere: i partiti devono o non devono avere personalità giuridica? I partiti, per esempio, debbono o non debbono essere tenuti a pubblicare i loro statuti sulla Gazzetta Ufficiale , ad avere dirigenti che sono massimamente responsabilizzati, che possono arrivare fino a rispondere in tribunale di eventuali violazioni delle cose che in quello statuto sono scritte? I partiti debbono o non debbono avere organi di garanzia che per questa stessa ragione si sentono tenuti ad esercitare il loro lavoro col massimo dello scrupolo? I partiti debbono o non debbono avere procedure di selezione delle candidature regolate per legge? I partiti debbono o non debbono avere piena libertà dei loro iscritti e dei loro eletti? I partiti debbono o non devono avere la caratteristica di una casa di vetro nell'arena pubblica italiana? Questa è la questione di cui dovremmo discutere e di cui purtroppo troppo spesso non si parla. La trasparenza dei partiti, la democrazia dei partiti è importante quanto la democrazia stessa ed è un bene pubblico, che ha bisogno di una tutela pubblica e anche - se di questo si tratta - di un sostegno pubblico, perché non c'è niente di male se lo Stato finanzia l'esercizio della democrazia nei partiti. Questo tema non ha a che fare con il finanziamento pubblico, come semplicisticamente viene detto in molte discussioni mal poste, che ci capita di sentire in quest'Aula e al di fuori della stessa. La seconda distinzione che secondo me abbiamo necessità di operare è quella tra gli obiettivi sani e quelli insani, perché credo che una battaglia politica fatta per avere la massima limpidezza della politica, per avere una politica pulita che possa guardare negli occhi i cittadini perché corretta in ogni suo atto quotidiano sia altamente lodevole. Tuttavia, se l'obiettivo è organizzare discussioni sofistiche, discussioni fuorvianti per tenere sotto schiaffo la politica e per tenerla sotto pressione da una demagogia antiparlamentare spesso alimentata da forze altolocate, siamo di fronte ad un obiettivo insano, che come tale va combattuto (Applausi dal Gruppo PD) . Io, infatti, sono per la massima trasparenza, sono per la massima pulizia della politica, ma credo che la dittatura del sospetto, del preconcetto, la cultura dell'illazione gratuita, del processo a mezzo stampa, del processo sulle piazze, delle fughe illegali di notizie siano fenomeni patologici, che non hanno niente a che vedere con la pulizia della politica (Applausi dal Gruppo PD) . Vi è poi un'ultima distinzione che avverto la necessità di fare ed è quella tra il politicamente opinabile e gli spudorati affronti alla legge. Non possiamo accettare che tutto venga messo sullo stesso piano; se c'è una sentenza definitiva dello Stato che condanna una forza politica a restituire il maltolto perché ha truffato lo Stato per tre anni consecutivi e quella restituzione non avviene, non siamo di fronte ad un atto politicamente inopportuno, non siamo di fronte ad un problema di interpretazione, ma ad un gigantesco problema di violazione di norme del codice penale (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Bressa) . Se davvero - io non lo so - sempre in relazione a questa truffa si sono emesse fatture gonfiate, si sono fatte false spese per ripulire denari, i proventi di un reato accertato in via definitiva dalla magistratura italiana, non si è di fronte ad un atto politicamente inopportuno, si è di fronte ad una grave questione penale. (Applausi dal Gruppo PD) . Se si sono intavolate trattative torbide con soggetti esteri per avere finanziamenti e questo ha dato vita a un'inchiesta per corruzione internazionale, non possiamo accettare che ciò venga messo sullo stesso piano delle cose politicamente dubbie o inopportune. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Repliche del senatore Marcucci). E se infine davvero ci sono esponenti di partiti che hanno agito al netto in violazione... PRESIDENTE. Colleghi, facciamo terminare il senatore Parrini, perché immediatamente dopo ci sarà un membro del vostro Gruppo che potrà dire tutto quello che vuole, così come abbiamo permesso di fare agli altri. PARRINI (PD) . La ringrazio, signor Presidente, per l'aiuto che mi dà a portare a termine il mio ragionamento. Se davvero all'estero - e se questo è vero non lo so, ma intendo se venisse accertato - esponenti legati ai partiti hanno agito in violazione di sanzioni internazionali, non siamo sul piano del politicamente inopportuno, ma della grave violazione penale. (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Sorprendendomi allora non poco per il nervosismo scomposto dei colleghi, perché ho detto cose molto prudenti e attinenti ai fatti (Applausi dal Gruppo PD. Vive proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , nonché per la loro mancanza di rispetto per la libertà di chi sta parlando, mi avvio a concludere dicendo che dobbiamo avere tutti insieme la voglia di ragionare sul finanziamento della politica, non tanto con il desiderio di prospettare passi indietro, pentimenti e abiure rispetto a scelte fatte, ma con il coraggio di farne di nuove e innovative, perché da lungo tempo sono mature, ma ancora non sono state compiute, come la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Il partito che mi onoro di rappresentare, sotto il profilo della democrazia dei processi interni e del rispetto di quell'articolo della Costituzione, può guardare tutti senza timore di dover arrossire o che qualcuno possa dire che c'è qualcosa di torbido nella sua vita. Non so se tutti gli altri partiti sono in grado di fare quello che può fare il Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PD). Non voglio dire però che noi siamo bravi e gli altri sono cattivi: le persone di buon senso e buona volontà facciano tutte insieme questa battaglia, perché se non si è organizzati democraticamente all'interno... (Vive, reiterate proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Repliche dei senatori Marcucci e Margiotta). PRESIDENTE . Colleghi, il senatore Parrini ha quasi terminato: riusciamo a mantenere un comportamento che consenta di terminare e dare a voi la parola? È una questione veramente di trenta secondi di educazione; termini, però, senatore Parrini. PARRINI (PD) . Certamente, signor Presidente: se non fossi stato interrotto, avrei già terminato da un bel pezzo. Credo che, se si ha paura di riflessioni sulla democrazia dei partiti, siamo messi male; aggiungo però un principio fondamentale per me e per il Gruppo del Partito Democratico: se una forza politica non è in grado di garantire di aver organizzato la propria vita interna in maniera pienamente democratica, non sarà mai in grado di porre una credibile candidatura alla gestione democratica di uno Stato ordinato secondo i principi della democrazia liberale e rappresentativa. Di questo dobbiamo discutere, perché pure questo riguarda il finanziamento alla politica. (Applausi dal Gruppo PD. Vivaci commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Augussori. Colleghi permettendo, ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi spiace contraddirla, ma non raccoglierò il suo invito a rispondere al senatore Parrini. MARCUCCI (PD) . Ne eravamo sicuri. PRESIDENTE. Senatore Augussori, non le avevo fatto alcun invito a rispondere, ma avevo chiarito che, a nome del suo Gruppo, avrebbe avuto la possibilità di parlare dell'argomento, così come stava facendo il suo collega; chiedevo inoltre al suo Gruppo e chiedo nuovamente a lei l'educazione di permettere che anche gli altri si esprimano in quest'Aula, così come stiamo consentendo di fare al suo Gruppo. (Applausi dal Gruppo M5S). AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Come dicevo, il collega Parrini ha usato 28 volte - l'abbiamo contato - la parola «se»: credo che si commenti da solo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Vengo al punto all'ordine del giorno, il tema del finanziamento della politica, da tanti decenni al centro del dibattito pubblico italiano. Come noto, nel 1974, fu introdotto nel nostro ordinamento il contributo pubblico a favore di partiti o di movimenti politici sotto due specifiche forme: il contributo statale per il finanziamento ordinario dei partiti; il contributo a titolo di rimborso per le spese elettorali sostenute dai partiti per elezioni politiche europee e regionali. Nel 1993 la disciplina sulla prima forma di contributo, quella finalizzata al funzionamento ordinario dei partiti, venne abrogata con l'intervento di un referendum popolare, pertanto rimase in vigore soltanto il contributo a titolo di rimborso per le spese elettorali, riformato poi nel 1999. Quando fu introdotto, nel 1974, il contributo pubblico ai partiti aveva una ratio duplice. Da una parte, si voleva consentire a tutti i partiti politici, seppur in base alla loro dimensione elettorale, di sopravvivere e funzionare regolarmente, anche e soprattutto in ossequio all'articolo 49 della Costituzione, che ho sentito oggi citare più volte. L'attività politica, infatti, allora come oggi, prevede dei costi particolarmente elevati, per sostenere i quali è necessario un flusso cospicuo e costante di risorse. Dall'altra parte, si voleva prevenire o, comunque, limitare il verificarsi di fenomeni corruttivi in seno ai partiti politici: in assenza di un finanziamento pubblico ai partiti si riteneva, invero, che i partiti fossero alla mercé di soggetti privati che, con dazioni di danaro, rese spesso illecitamente, potevano concretamente orientare i decisori pubblici. Nel 2012 il sistema di finanziamento pubblico ai partiti è stato oggetto di una nuova modifica (per legge, questa volta), che ha ridotto l'ammontare dei contributi e ha modificato il sistema di contribuzione pubblica, con il 70 per cento degli stanziamenti erogato quale rimborso per le spese elettorali e per il funzionamento dei partiti, e con il restante 30 per cento erogato in base alla capacità del singolo partito di autofinanziarsi. Da ultimo, nel 2014, il finanziamento pubblico ai partiti è stato del tutto abolito ed è stata introdotta una specifica disciplina per la contribuzione volontaria e indiretta. Nel corso della sua vigenza, nel sistema del finanziamento pubblico ai partiti si sono sedimentate pratiche illegittime, che ne hanno alterato la ratio originaria dopotutto condivisibile. Ne è infatti sorto un uso distorto delle risorse pubbliche da parte dei partiti, con l'abitudine ad impiegarle per finalità completamente slegate dal funzionamento dei medesimi partiti. Da qui è nata una forte contrarietà dell'opinione pubblica rispetto al finanziamento pubblico ai partiti politici, visto sempre di più come fonte di sprechi e ruberie da parte della classe politica. Al netto di giudizi di valore sul finanziamento pubblico ai partiti per come strutturato in passato, c'è un punto fondamentale e inequivocabile che i fatti di cronaca per converso testimoniano, e cioè che la politica ha bisogno di risorse per funzionare. Per tale ragione siamo più che disposti a ragionare e lavorare per trovare una soluzione condivisa che garantisca, da un lato, l'effettivo sostentamento alla politica, dall'altro, la massima trasparenza nell'erogazione delle risorse, magari con un rigido sistema di controlli interni ed esterni e con vincoli sulla tracciabilità dei flussi finanziari. In tal senso, siamo altresì disposti a valutare tutte le proposte che verranno rispetto al tema dei finanziamenti erogati dai privati, proprio per evitare la creazione di circoli viziosi tra partiti e soggetti esterni, qualunque forma essi abbiano (società commerciali, cooperative, enti stranieri, cittadini semplici). Ci sembra che il meccanismo, introdotto nel 2012, della contribuzione volontaria mediante destinazione del 2 per mille Irpef sia un ottimo punto di partenza per ragionare, per il futuro, su soluzioni più avanzate. Infine, ci preme ribadire che siamo più che disponibili a ragionare politicamente sull'istituzione di una specifica commissione d'inchiesta sul finanziamento pubblico ai partiti, al fine di verificare - laddove dovesse emergere questa necessità - la regolarità (in entrata e in uscita) dei contributi pubblici erogati dal 1974 in poi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Cangini. Ne ha facoltà. CANGINI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, nel 1993 io avevo ventiquattro anni e, con la passione di un giovane che si interessava alla politica, sostenni convintamente il referendum radicale per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti politici. Lo scorso anno mi trovai per la prima volta nella mia vita in una campagna elettorale e mi resi conto di aver fatto un errore negli anni precedenti. Me ne resi conto perché la mia idea era di farmi finanziare da tanti con poche cifre. Ero capolista nelle Marche col sistema proporzionale e mi sembrò doveroso fare la campagna elettorale come se fossi candidato in un collegio uninominale. Mi resi conto presto che gli imprenditori marchigiani, ai quali mi ero rivolto chiedendo dei soldi, trattavano questa mia richiesta come se chiedessi loro una tangente: né più né meno. Purtroppo, non c'è la cultura. Siamo il Paese in cui il denaro è lo sterco del demonio. Fu un'esperienza molto imbarazzante per me e lo fu, credo, molto anche per loro. Che non ci sia la cultura lo dimostrano gli argomenti dei quali trattiamo oggi. È vero. È evidente: c'è una sproporzione tra le ipotesi di reato avanzate dalla procura di Firenze e le modalità con cui si è manifestata questa inchiesta. Irrompere nelle case di gente che ha finanziato, fino a prova contraria legalmente e secondo le regole, una fondazione politica è una cosa esorbitante, come esorbitanti sono state alcune copertine di settimanali dei giorni scorsi. Io non ho niente in comune, politicamente parlando, con Renzi né con Giorgia Meloni, però esibire un elenco di lobbisti, come se la parola lobby fosse di per sé esecrabile, che hanno finanziato, secondo le regole e in chiaro, un partito politico, vuol dire che c'è qualcosa che non funziona nel nostro sistema. Se il finanziamento non deve essere pubblico, deve poter essere privato, ma se sul finanziamento privato grava un'onta morale, abbiamo il problema di sostenere la politica che non può essere fatta gratuitamente. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . La politica ha dei costi, la democrazia ha dei costi e tali costi è interesse di ciascuno di noi che vengano sostenuti. Senatore Renzi, tutto ciò che lei ha detto è condivisibile, con un modo che io non avrei usato, ma è comunque molto condivisibile. Io però ho ammesso il mio errore di allora. Vorrei che lei ammettesse i suoi del recente passato. Nessuno in quest'Aula è senza peccato. Il clima di antipolitica, di tagli alla casta, la volgarizzazione dell'interpretazione dell'azione politica, degradata esclusivamente a questione di privilegi e di poltrone, è colpa di tutti, anche sua. Ricordo quando disse « game over » alla decadenza di Berlusconi ex legge Severino; ricordo che lei giustificò la riforma del Senato, o meglio l'abolizione - nelle intenzioni - del Senato con una questione di poltrone. Lei disse che quella riforma aveva il merito di far risparmiare allo Stato un miliardo. Non la spiegò nella chiave - che c'era - della migliore funzionalità delle istituzioni, la volle spiegare secondo la narrazione qualunquista e cialtrona che va per la maggiore in quest'epoca. E così in tante altre occasioni. Questo Governo è nato sul taglio dei parlamentari per sua scelta. Il taglio dei parlamentari è la cosa più volgare e lesiva dell'onore della politica e del senso delle istituzioni. È avvenuto in quest'Aula ed è avvenuto, con enfasi ancora maggiore, nell'Aula della Camera. È avvenuto perché si è preteso di giustificare un accordo politico, che era un accordo politico di governo o di potere (ma va bene tutto perché siamo in una democrazia parlamentare) con lo spirito anticasta, con il taglio delle poltrone. Il male che lei denuncia è in parte causato anche da lei stesso. Se non ci liberiamo di questa retorica tutti quanti, se non abbiamo il coraggio di ridare alla politica l'onore e la dignità che anche per colpa di molti politici le è stato sottratto, non usciremo mai da questa vicenda. Senz'altro, quindi, va pensata una riforma di sistema: dare alla politica la possibilità di vivere e quindi di approvvigionarsi di risorse. Dare attuazione all'articolo 49 della Costituzione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice Fedeli) . È fondamentale introdurre, ex legge costituzionale, quel metodo democratico che la Carta costituzionale dice e che fino ad oggi è stato ignorato. È necessario fare una legge sulle lobby . Siamo un Paese che ha nei propri palazzi istituzionali gli spazi dedicati all'attività lobbistica e che per ipocrisia non riconosce l'attività lobbistica come una realtà. Dobbiamo uscire dall'ipocrisia, altrimenti, caro senatore Renzi, non usciremo mai da discorsi vuoti e retorici come questi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice Fedeli) . FEDELI (PD) . Bravo! PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Di Nicola. Ne ha facoltà. DI NICOLA (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi: una Commissione di inchiesta sul finanziamento ai partiti: ben venga e finalmente! (Applausi dal Gruppo M5S) . Ben venga perché avremo modo di vedere come uno strumento nobile che poteva servire alla buona politica sia stato utilizzato per ingannare gli italiani e, a colpi di scandali, per dissipare immense risorse pubbliche dei cittadini. Una storia che comincia nel 1974 e ancora oggi, purtroppo, lascia aperta una questione morale irrisolta che noi, se questo Parlamento vuole essere all'altezza, dobbiamo assolutamente sanare con nuove regole, se servono. Una nuova storia che inizia nel 1974, quando sull'onda del primo scandalo dei petroli, con compagnie e forze di Governo impegnate a scambiarsi facilitazioni sui prezzi con finanziamenti illeciti, i partiti inventano il finanziamento pubblico, dicendo che così almeno non ci sarebbe stata più alcuna scusa per rubare. Abbiamo visto cosa è successo poi, quante altre storie brutte le cronache hanno registrato, a cominciare dallo scandalo Lockheed, miliardi distribuiti per l'acquisto di aerei dalla società americana a Ministri e forze politiche, dalla Democrazia Cristiana al Partito Socialdemocratico, o dallo scandalo del Banco Ambrosiano, con i prestiti facili ai partiti del finanziere Roberto Calvi, per non parlare della vicenda ENI-Petromin. Una via crucis del malaffare, fino a che gli italiani non ne possono più e al referendum del 1993 dicono basta al mercimonio e con il 93 per cento dei consensi chiedono l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Qualcuno venuto da Marte un giorno chiederà: "Problema risolto, dunque?". Macché. Passano pochi mesi e alla faccia degli italiani il finanziamento viene reintrodotto dal Governo Ciampi, semplicemente cambiandogli nome, camuffandolo sotto la voce pomposa "rimborsi elettorali". Da quel momento i poveri cittadini ai partiti che superano il 3 per cento sono costretti a dare 1.600 lire ciascuno, un affarone per i tesorieri dei partiti. Pensate, alle elezioni del 1994, costate 72 miliardi di lire, i partiti ne incassano ben 94, così come altri 94 ne prendono alle elezioni del 1996, nonostante ad essi siano costate meno di 40 miliardi. Proprio così, le elezioni diventano un business con i partiti, la Premiata ditta "partiti SpA", che sul finanziamento pubblico riesce a farci persino una ricca plusvalenza, tanto ricca che un gruppo di galantuomini, tra i quali il compianto Paolo Sylos Labini, attraverso il settimanale «l'Espresso» lanciano una campagna che nel 1996 sfociò nella riforma voluta da Romano Prodi, attraverso il contributo volontario del cosiddetto quattro per mille scalato dalle tasse, ma attenzione, anche qui col trucco, perché ai cittadini non si dava la possibilità di scegliersi il partito da finanziare; semplicemente i soldi finivano in un unico fondo che poi tutti i partiti si spartivano in base ai consensi elettorali ottenuti. Altre proteste, naturalmente, con gli italiani che reclamano un nuovo cambiamento, che arriva nel 1999 quando con Massimo D'Alema Presidente del Consiglio si torna al finanziamento diretto ai partiti, ma con una sorpresina: i costi raddoppiano, non più 1.600 lire ad elettore, ma ben 4.000, un escamotage che tra europee e amministrative porta la mancia a 8.000 lire a elettore e una facilitazione aggiuntiva, si badi bene, cioè che per riscuotere non è più necessario il 3 per cento, ma basta semplicemente l'uno per cento, alla faccia del pronunciamento referendario. Arriva poi l'introduzione dell'euro, la farsa del 2002, dove i partiti si raddoppiano di nuovo il finanziamento pubblico e sapete chi fa questo capolavoro? Lo fanno tutti i segretari e i tesorieri di tutti i partiti presenti allora in Parlamento. Poi è arrivato il momento della richiesta dei controlli. Si è chiesto ai partiti di documentare le spese attraverso i bilanci, ma i bilanci non hanno mai raccontato la verità, perché tutti - fuori ma anche dentro questo Parlamento - sapevano che quei bilanci erano falsi e che cosa abbiamo dovuto aspettare per sapere la verità? Abbiamo dovuto aspettare le inchieste giudiziarie e le inchieste giornalistiche, per appurare che i soldi, quelle risorse pubbliche erano finite in scandali e mazzette. Vogliamo ricordare lo scandalo della Margherita, che vide protagonista Luigi Lusi, l'uomo di fiducia di Francesco Rutelli? La Commissione di inchiesta sarà una buona occasione per fare chiarezza anche su questo, ricordando pure le mazzette incassate dai rivoluzionari padani scesi dalle valle e dalle piane lombarde per radere al suolo "Roma ladrona", e che ora invocano anche i pieni poteri. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma sì, vogliamo ricordare 200 milioni incassati dalla Montedison dal braccio destro di Umberto Bossi, il mitico Alessandro Patelli, il "pirla" come lo chiamarono loro? O i lingotti d'oro, i diamanti del tesoriere Belsito? O i diplomi, le macchine, le finte lauree per i fedelissimi del Carroccio? (Applausi dal Gruppo M5S) . O i figli del fondatore, la rinoplastica dell'ultimogenito dello stesso Bossi? Un naso parastatale, come lo definì un commentatore, pagato naturalmente con i soldi dei rimborsi elettorali? Sì, facciamola questa Commissione di inchiesta, sarà l'occasione per avere risposte anche alla storica minaccia del senatore Bossi: «denuncerò» - disse Bossi - «chi ha usato i soldi della Lega per sistemare la mia casa». Questo è successo. Facciamola, avremo anche qualche chiarimento sulla trattativa moscovita per la partita petrolifera trattata dal signor Savoini (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Giro) , come risulta nei nastri dell'albergo moscovita dalla voce dello stesso Savoini per finanziare la campagna elettorale del senatore Salvini. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). E magari il senatore Salvini e i colleghi della Lega ci potranno dare altre spiegazioni sui 40 milioni di euro di rimborsi elettorali truffati dalla Lega e che i magistrati stanno ancora inseguendo. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ecco di cosa è fatta la storia dei finanziamenti privati e pubblici ai partiti e di cosa si alimenta il dibattito voluto - e bene ha fatto - dal senatore Renzi, oggi al centro di polemiche per la sua fondazione. Aspettiamo i risultati dell'indagine e auguriamo al senatori Renzi di chiarire nelle aule giudiziarie quello che ci ha appena detto. (Commenti del senatore Renzi e dal Gruppo L-SP-PSd'Az). VOCE DAL GRUPPO L-SP-PSD'AZ . Basta! DI NICOLA (M5S) . Ma voglio ricordare una cosa. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Sudano). Voglio ricordare, per le parole che sono corse poco fa, che anche la storia degli scandali va raccontata nella maniera giusta (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Renzi), e voglio ricordare, per fare giustizia alle persone che non ci sono più, che non è vero che il presidente della Repubblica Leone fu costretto a lasciare il Quirinale in ragione di uno scandalo montato ad arte dai media collegandolo allo scandalo Lockheed. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Voglio dire al senatore Renzi che Giovanni Leone fu costretto a dimettersi su richiesta del suo partito non per le mazzette della Lockheed, ma per le inchieste fatte da «l'Espresso» (Applausi dal Gruppo M5S) , che documentarono che le sue dichiarazioni dei redditi non giustificavano le spese avute nel frattempo. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Giro). Io voglio oggi rendere omaggio al senatore Leone senza scusarlo, e non condivido le scuse partite una decina d'anni fa in quest'Aula. Si dimise e so che risulta strano, pensate! C'era nella prima Repubblica anche chi si dimetteva per una questione di dichiarazioni dei redditi (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az), mentre qui abbiamo avuto inquisiti e condannati che hanno saccheggiato le istituzioni e voi ancora li difendete. (Applausi dal Gruppo M5S) . Avete ragione nel dire che la politica costa. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az e del senatore Giro). PRESIDENTE. Deve concludere, senatore Di Nicola. DI NICOLA (M5S) . La politica costa ma, attenzione, ci sono anche i buoni esempi: si può fare anche semplicemente raccogliendo i fondi dei cittadini e non spendendo milioni. Io vengo dall'Abruzzo, dove abbiamo eletto undici parlamentari del MoVimento 5 Stelle (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az), un grande successo. Ci siamo autotassati, siamo arrivati in Parlamento con 35.000 euro (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Voi 35.000 euro li spendete in una cena! PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, senatore Di Nicola, e concluda. DI NICOLA (M5S) . Oggi c'è una Commissione che lavora sul controllo dei bilanci dei partiti e anche delle fondazioni, così come ha chiesto la cosiddetta legge spazza corrotti. Da quella Commissione ci arriva il grido di dolore di chi ci lavora e ci dice che sono privi di mezzi e di risorse. (Commenti del senatore Causini) . Diamo il personale a questa Commissione e facciamola funzionare e vediamo di ragionare anche intorno ai controlli perché sia magari la Corte dei Conti, attrezzata com'è, a controllare i finanziamenti dei partiti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Signor Presidente, vogliamo una Commissione d'inchiesta e una politica assolutamente pulita perché questo meritano gli italiani che nel 1993 - e non ieri - si pronunciarono contro il finanziamento pubblico dei partiti. (Applausi dal Gruppo M5S . Molte congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Dichiaro concluso il dibattito all'ordine del giorno. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15,30 come da calendario. (La seduta, sospesa alle ore 11,11, è ripresa alle ore 15,32) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo è ancora in corso. Pertanto, la seduta è sospesa in attesa della sua conclusione. (La seduta, sospesa alle ore 15,32, è ripresa alle ore 16,38) . Sui lavori del Senato Commissioni, convocazione PRESIDENTE . Colleghi, riferisco all'Assemblea gli esiti della Conferenza dei Capigruppo che ha proceduto all'organizzazione della discussione in Assemblea del disegno di legge di bilancio. La discussione generale inizierà nella seduta di oggi, a cominciare dalle relazioni, fino alle ore 22, e si concluderà nella seduta di domani, che avrà inizio alle ore 9,30. Nella seduta di lunedì 16, con inizio alle ore 9,30, si svolgeranno le repliche e si passerà al voto degli emendamenti e degli articoli della II sezione del disegno di legge di bilancio, secondo quanto stabilito dall'articolo 129 del Regolamento. Successivamente si esaminerà la I sezione del disegno di legge. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 15 di domani, venerdì 13 dicembre. Poiché il Governo ha preannunciato l'intenzione di porre la questione di fiducia sulla I sezione del disegno di legge di bilancio, la Conferenza dei Capigruppo ha proceduto all'organizzazione della relativa discussione. Per la discussione sulla fiducia sono state ripartite due ore in base a specifiche richieste dei Gruppi. Alle ore 14 di lunedì avranno inizio, con diretta televisiva, le dichiarazioni di voto. Seguirà, quindi, la chiama. Una volta votata la fiducia, la seduta sarà sospesa, se necessario, per consentire al Governo la presentazione della prima Nota di variazione, che sarà immediatamente trasmessa alla 5 a Commissione. Si procederà, quindi, alla votazione della Nota di variazione e alla votazione finale del disegno di legge di bilancio. La Conferenza dei Capigruppo ha altresì posticipato alle ore 13 di martedì 17 la convocazione delle Commissioni del Senato per il rinnovo delle cariche vacanti dei rispettivi Uffici di Presidenza. Dopo il voto finale del disegno di legge di bilancio, tornerà a riunirsi la Conferenza dei Capigruppo per definire il calendario delle prossime settimane. Discussione del disegno di legge: Doc 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (Votazione finale qualificata, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1586. I relatori, senatori Accoto e Stefano, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice Accoto. ACCOTO, relatrice . Signor Presidente, colleghi, oggi arriva in Aula un disegno di legge di bilancio che - permettetemi di usare questa immagine - apre un cantiere nuovo; un cantiere che ci vede costruire un'infrastruttura Paese più verde, con tante opportunità per le imprese, più sociale, più inclusiva, più vicina alle famiglie, più orientata al potenziamento dei servizi essenziali come la sanità. Il primo merito di questa legge di bilancio è quello di aver aperto il cantiere, nonostante le oggettive difficoltà di partenza. Il passaggio di testimone a un nuovo Governo, è bene ricordare, aveva oggettivamente messo a rischio l'ottenimento di alcuni risultati. Questa manovra, invece, è riuscita a dare un'ampia risposta ai cittadini, evitando il rischio di pesare sulle loro tasche. Anzi, è riuscita a rilanciare, con un ventaglio di benefici che riguardano la stragrande maggioranza degli italiani. (Brusio). PRESIDENTE . Senatrice, mi scusi se la interrompo un momento. Colleghi, è iniziata la trattazione con la relazione. Vi pregherei di discutere fuori dall'Aula o comunque di abbassare sensibilmente il tono della voce. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Adesso richiamerò tutti, uno per uno, non vi preoccupate. Ma prima che io sia costretta a farlo, potete spontaneamente abbassare il tono della voce. Grazie. Prego, senatrice. ACCOTO, relatrice . Lo voglio dire subito. Vista una certa narrazione stantia e logora di segno contrario, oggi in Aula discutiamo di un disegno di legge di bilancio che diminuisce la pressione fiscale rispetto al cosiddetto quadro tendenziale, cioè rispetto a quanto sarebbe accaduto se non fossimo intervenuti. Merito, in particolare, del blocco delle clausole di salvaguardia, che avrebbero comportato un aumento dell'IVA da 23 miliardi di euro. In questo modo abbiamo evitato un aggravio medio a famiglia vicino ai 600 euro l'anno. Di fatto, si tratta di una diminuzione del prelievo fiscale, visto che l'aumento dell'IVA era già inserito nella cosiddetta legislazione vigente. Un risultato fondamentale e tutt'altro che scontato, colleghi. La vulgata vuole che tutti i Governi si trovino alle prese con la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia. Certo, purtroppo siamo costretti a gestire ancora oggi un frutto avvelenato, recepito già dal 2011 da un altro Governo, sostenuto all'epoca non certo dal MoVimento 5 Stelle, ma da altre forze politiche oggi presenti in quest'Aula. Ma è anche vero che non tutti i precedenti Governi hanno saputo evitare l'aumento dell'IVA, aumentata di 2 punti percentuali tra lo stesso 2011 e il 2013-2014. Tra l'altro, voglio sottolineare che questo disegno di legge di bilancio, oltre a bloccare integralmente l'aggravio dell'IVA che sarebbe scattato nel 2020, cancella anche 10 miliardi di aumento della stessa imposta previsto per il 2021, depotenziando incisivamente le clausole di salvaguardia che ci troveremo a dover gestire l'anno prossimo. Ma la cosiddetta sterilizzazione dell'aumento dell'IVA è stata solo il punto di partenza. La legge infatti mette in campo una prima fase di taglio delle tasse sul lavoro; parliamo del cuneo fiscale, del valore di 3 miliardi di euro. Nel 2021 si aprirà la seconda fase, con un aumento della dote a 5 miliardi, che potrà essere ulteriormente potenziata. Per quanto riguarda le famiglie, colleghi, sono anni che gli istituti statistici certificano per l'Italia una recessione demografica. Noi siamo andati a guardare proprio le famiglie, lì dove si muovono i primi passi, non solo per i nostri figli, ma anche per tante giovani mamme e papà, che negli anni scorsi hanno guardato con preoccupazione crescente al futuro. Ebbene, la legge di bilancio stanzia, nel 2020, 600 milioni aggiuntivi per bonus bebè e asili nido. In particolare, il raddoppio del bonus nidi a 3.000 euro permetterà a molte famiglie italiane comprese in una fascia di reddito medio bassa di avvicinarsi alla gratuità dell'asilo per i propri figli. Inoltre, per la costruzione di nuovi asili nido la legge di bilancio dispone un finanziamento pluriennale di 2,5 miliardi di euro, che dall'anno prossimo consentirà di aumentare l'offerta di posti. In più, a ulteriore dimostrazione dell'azione organica messa in campo su un tema così importante per il futuro del Paese, mi piace ricordare come, grazie al MoVimento 5 Stelle, nei mesi scorsi sia stato finalmente decretato il superamento dei costi storici per il riparto dei fondi per gli asili nido, con l'eliminazione del paradossale "livello di fabbisogno pari a zero", assegnato a un Comune per il semplice fatto che non ha asili, ma magari, allo stesso tempo, ha tanti bambini che non sanno dove andare. Con questo disegno di legge di bilancio, inoltre, aboliamo il superticket sulle visite specialistiche. Si tratta di un balzello che, oltre a pesare sulle famiglie, ha creato una distorsione tra le varie Regioni nell'utilizzo dello strumento. A regime, la cancellazione del prelievo alleggerirà le famiglie di mezzo miliardo di euro l'anno, senza minimamente creare scoperture all'interno del finanziamento pubblico della sanità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Anzi, da questo punto di vista voglio ricordare la conferma dei 2 miliardi aggiuntivi del Fondo sanitario nazionale nel 2020, così come era stato deciso all'interno della precedente manovra. E poi la svolta verde. Nella manovra economica abbiamo previsto 7 miliardi di euro di risorse aggiuntive nel prossimo triennio, oltre ai 3 miliardi già previsti per il green new deal , risorse che, in una prospettiva di tempo più ampia, cresceranno fino a raggiungere la cospicua e ragguardevole somma di 59 miliardi nell'arco di quindici anni. Questi stanziamenti poi avranno un effetto leva per l'attivazione di investimenti privati. In buona sostanza, per la prima volta questo Paese avrà una dotazione finanziaria seria, credibile, cospicua per pratiche e prassi ecosostenibili. Colleghi, l'ambiente non è una moda, ma uno stato di necessità. Questa manovra finalmente ne prende atto e attiva un intero ecosistema che non solo è fatto di tutela dell'ambiente nell'accezione più ristretta del termine, ma di energia pulita, di innovazione, di incentivi per i giovani, di start-up , di stimoli, di entusiasmo. A tal proposito, all'interno del pacchetto Industria 4.0, che nell' iter in Commissione siamo riusciti a estendere anche alle piccole e medie imprese, per un valore complessivo annuale di 7 miliardi, mi piace ricordare l'introduzione di un credito d'imposta green , a cominciare dal 2020, per incentivare progetti ambientali di decarbonizzazione ed economia circolare. Il tutto per uno stanziamento aggiuntivo nel triennio di 420 milioni di euro. (Applausi della senatrice Moronese) . Dal punto di vista degli investimenti, in particolare vocati allo sviluppo sostenibile e all'efficientamento energetico, questa manovra stabilizza fino al 2024 i 500 milioni di euro l'anno che, su impulso del MoVimento 5 Stelle, sono stati recentemente messi a disposizione dei Comuni. Complessivamente, per i Comuni da qui al 2034 sono previsti stanziamenti per 33 miliardi di euro per investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico e - come detto - costruzione e manutenzione di asili nido. Certo, è ovvio che all'interno della manovra si recupera qualche risorsa da nuove tasse, ma - parliamoci chiaro - queste nuove tasse incidono esclusivamente su colossi del web , operatori del gioco d'azzardo, banche e concessionarie autostradali e aeroportuali, settori che mi pare di poter dire possono permettersi di sopportare un aggravio fiscale per redistribuire le risorse. (Applausi dal Gruppo M5S e del senatore Laniece) . Le altre cosiddette nuove tasse altro non sono che imposte di scopo, come la plastic tax e la sugar tax . Nel corso dell'esame in Commissione bilancio sono state rimodulate con un alleggerimento complessivo favorito anche dall'attento ascolto delle istanze delle imprese; vorrei però sottolineare che la filosofia di base resta del tutto inalterata, ovvero l'utilizzo della leva fiscale per favorire un cambiamento dei modelli produttivi in senso più ecocompatibile ed ecosostenibile e per aiutare comportamenti di consumo più attenti alla salute, soprattutto da parte dei nostri figli. Tra l'altro vorrei sommessamente ricordare che queste imposte di scopo sono ampiamente utilizzate e con successo in diverse esperienze estere. La plastic tax ha evidenti riscontri in diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord Europa, mentre la sugar tax è da tempo utilizzata negli Stati Uniti, dove viene chiamata soda tax. Desidero altresì ricordare, al di là di inutili integralismi, che queste tipologie di imposte, come certifica un'ampia letteratura economica, nel medio-lungo termine consentono allo Stato di risparmiare ingenti risorse pubbliche in termini di minori spese per la salute e per il recupero dell'ambiente. In conclusione, si tratta di un disegno di legge di bilancio che imprime una svolta alle politiche economiche e di investimento del Paese senza pesare minimamente sui cittadini; anzi, pure in un momento difficile, riesce a garantire alla maggior parte degli italiani una vasta serie di benefici. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Stefano. STEFANO, relatore . Signor Presidente, perno del provvedimento che sottoponiamo all'esame dell'Assemblea, attorno al quale ruotano scelte economiche, ma anche politiche per il Paese, è la volontà di scongiurare una tassa pesante, quella che si sarebbe determinata con l'aumento dell'IVA; pertanto, l'intervento è stato quello di sterilizzare le clausole di salvaguardia. Si è voluto mettere l'Italia al riparo da quella pesante zavorra da 23 miliardi di euro che avrebbe frenato definitivamente PIL e consumi, con tutte le distorsioni che un'imposta così regressiva avrebbe portato con sé. Inoltre, questa maggioranza ha saputo mettere subito il Paese al riparo da un'altra tassa, quella di quota 300, ossia i livelli su cui si aggirava lo spread, aizzato da grida sovraniste, che in un annetto è stato capace di presentare un conto di almeno 11 miliardi. Bene ha fatto - a mio avviso - il ministro Gualtieri a portare con sé in audizione il grafico dell'andamento dello spread del nostro Paese negli ultimi 12 mesi, mostrando plasticamente che c'è stato un prima e c'è un dopo la formazione di questo Governo. C'è stato, infatti, un prima costato agli italiani, come ho detto, 11 miliardi, ma c'è un dopo che siamo in grado sin da ora di quantificare in un risparmio possibile di circa 38 miliardi nel quadriennio 2019-2022 per spesa per interessi. Prima di passare brevemente ai contenuti specifici di questa manovra, mi sia allora concesso ricordare le difficoltà dell'attuale quadro economico internazionale, che si caratterizza in una fase di deterioramento condizionato dall'insorgere di molteplici fattori di rischio: le guerre commerciali (e la trattativa in stallo tra USA e Cina sui dazi preoccupano nuovamente, dopo i segnali dei giorni scorsi che lasciavano presagire la possibilità di un accordo); la Brexit; una generica instabilità geopolitica che colpisce soprattutto il Medio Oriente: in questo scenario, il quadro economico italiano si presenta caratterizzato da una crescita congiunturale sensibilmente inferiore alle attese, confermando sostanzialmente le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio per il 2020 inviato alla Commissione europea per i primi due trimestri del 2019. Per l'anno in corso, è prevista una crescita del PIL reale dello 0,1 per cento. Una crescita contenuta, che possiamo attribuire in gran parte al marcato rallentamento dell'incremento della domanda dei consumi delle famiglie, ma anche degli investimenti fissi lordi, parzialmente compensati dal buon andamento dell' export . Già per il prossimo anno, però, le stime ci preannunciano un leggero rialzo del PIL allo 0,6 per cento, in gran parte per effetto delle misure, tante, contenute in questa manovra. Si tratta di un provvedimento che si muove seguendo l'obiettivo di invertire l'attuale contesto di stagnazione dell'economia nazionale, attraverso molteplici interventi, che hanno il pregio di consentirci di rispettare l'impegno di contenere il deficit pubblico, ma anche di prefigurare un'inversione del percorso di crescita del debito. A questo proposito va detto, e lo faccio con grande onestà intellettuale, che le critiche molto ingenerose rivolte, ad esempio, alla scarsità delle risorse messe a copertura di alcune misure, una su tutte quella per l'abbattimento del cuneo fiscale, scontano una certa miopia, forse dettata da un irrigidimento accademico, in quanto non tengono conto della contestuale presenza di altre misure che, addizionate e aggregate, possono produrre benefici, sgravi e vantaggi che, nel loro insieme, potranno essere percepiti in modo molto più consistente. Entrando velocemente, ma con un dovere di dettaglio, nel merito, l'obiettivo della riduzione della pressione fiscale si avvia attraverso il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, per un ammontare di 3 miliardi nel 2020 e di 5 miliardi annui per i successivi. Il rilancio degli investimenti pubblici e privati, con particolare centralità per quelli relativi alla sostenibilità ambientale, lo si potrà perseguire attraverso la creazione di due fondi da circa 50 miliardi di euro. Sempre con la finalità di rimettere in moto il PIL, sono da ricordare la conferma e la reintroduzione di misure come Impresa 4.0, che aveva ben funzionato, il rifinanziamento della nuova Sabatini, l'ACE, i bonus per l'edilizia, che nel corso degli ultimi anni hanno contribuito alla dinamica positiva del prodotto interno lordo. Riguardo al Mezzogiorno, poi, ricordo, insieme al credito di imposta per le nuove ZES, anche misure come Resto al Sud e Cresci al Sud, due misure che, alla luce degli studi Svimez (per cui la debolezza del tessuto produttivo meridionale si presenta come una determinante cruciale anche nelle dinamiche demografiche), cercano di interrompere e di invertire una spirale negativa. Infine, ma non da ultime, le misure del nutrito pacchetto welfare , che vanno dalla proroga dell'Ape sociale e di Opzione donna alla salute, con l'abolizione del superticket , un obiettivo finalmente realizzato, e gli stanziamenti per l'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico per arrivare alla famiglia, che si caratterizza per il suo corredo significativo di iniziative: dal bonus bebè , a quella degli asili nido, all'istituzione di un fondo per l'assegno universale e i servizi alle famiglie, a quello per la disabilità. Anche qui, mi sia concesso un inciso. Non siamo sordi alle critiche ricevute. Siamo a conoscenza del limite, ad esempio, dell'offerta dei posti negli asili nido che è inadeguata, specialmente al Sud, come di quello relativo al computo ISEE che può fungere da disincentivo al lavoro per la donna. Ma intendiamo intanto tracciare una rotta su cui siamo decisi e determinati a continuare a operare negli anni successivi per i necessari miglioramenti. Non posso, allora, che dirmi soddisfatto per un provvedimento che aiuterà il Paese a invertire il trend di riduzione del PIL per accompagnarlo su un percorso di ritrovata crescita. Sono poi persuaso che il contributo che questo fondamentale passaggio parlamentare ha dato al provvedimento al nostro esame sia stato utile a miglioramenti profondi, e questo grazie anche ad un lavoro propositivo e aperto che ha tenuto dentro la discussione in Commissione anche le opposizioni, che ringrazio per la volontà dimostrata. Numerosi sono stati, infatti, gli interventi migliorativi introdotti durante il lungo e fruttuoso lavoro svolto in Commissione bilancio. Mi riferisco prima di tutto alle misure per le imprese e la crescita. Dopo aver sterilizzato l'IVA e aver confermato le misure di sostegno alle imprese più importanti, sono state introdotte misure diverse. L'obiettivo è stato quello di aggiornare la disciplina degli incentivi collegati a Impresa 4.0, guardando in maniera più convinta verso il processo di transizione digitale delle imprese, l'investimento in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica, la transizione tecnologica e digitale, razionalizzando e stabilizzando le agevolazioni, riconoscendo un credito di imposta in sostituzione della proroga degli incentivi fiscali in forma di maggiorazione degli investimenti deducibili. Inoltre, abbiamo introdotto ulteriori disposizioni in materia di credito d'imposta per investimenti in ricerca, innovazione tecnologica e altre attività innovative per la competitività delle imprese per il 2020. Le attività ammissibili, in questo caso, sono di ricerca e sviluppo (ricerca fondamentale, ricerca applicata e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico). Analogamente, poi, le misure relative al credito di imposta sono state estese alle spese per la formazione del personale dipendente per favorire l'acquisizione ed il consolidamento delle competenze tecnologiche. Nello specifico, il credito di imposta viene riconosciuto in percentuale differenziata in base alla grandezza delle imprese. Sono stati poi apportati correttivi alla disciplina dell'ecobonus e del sismabonus in ascolto alle criticità sollevate dal mondo delle piccole e medie imprese in relazione allo sconto in fattura. È stata, infatti, eliminata la previsione della possibilità per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di ristrutturazione degli edifici di richiedere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento sotto forma di sconto sul corrispettivo, che era un peso soprattutto per i piccoli. Tale tipologia di sconto, tuttavia, l'abbiamo resa efficace a partire dal gennaio 2020 per gli interventi di efficienza energetica di parti comuni degli edifici condominiali. È poi stato in Commissione completamente riscritto l'articolo relativo al cosiddetto bonus facciate, un intervento importante che investe sulla qualità e il decoro urbano, ammettendo a beneficio esclusivamente gli interventi finalizzati al recupero e restauro della facciata esterna degli edifici ubicati in zona A o B, sulle strutture opache della facciata. Sono state introdotte disposizioni per il finanziamento degli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi, attraverso l'incremento di 100 milioni di euro per l'anno 2021 della dotazione del fondo per la crescita sostenibile. Abbiamo inoltre destinato 100 milioni per l'attrazione degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo di impresa. Ancora, al fine di sostenere l'accesso al mercato del lavoro e la formazione professionale dei giovani, abbiamo introdotto sgravi contributivi nella misura del 100 per cento per tre anni per l'assunzione di apprendisti da parte di datori di lavoro che hanno fino a nove dipendenti. Sul Mezzogiorno, in particolare è stato disposto che il riparto delle risorse dei programmi di spesa in conto capitale finalizzati alla crescita o al sostegno degli investimenti da assegnare sul territorio nazionale che non abbia criteri o indicatori già individuati debba essere fatto anche in conformità all'obiettivo di destinare agli interventi nei territori di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna un volume di stanziamenti almeno proporzionale alla popolazione residente. Voglio poi citare i numerosi interventi in favore del mondo agricolo. Tra le altre misure, è stata prevista la concessione alle imprese agricole di un contributo a fondo perduto fino al 35 per cento della spesa ammissibile e mutui agevolati di importo non superiore al 60 per cento per il finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo di processi produttivi innovativi e dell'agricoltura di precisione o alla tracciabilità dei prodotti. È stato inoltre istituito nello stato di previsione del MIPAAF un fondo per l'agricoltura biologica e sono stati garantiti incentivi per la produzione di biogas che favoriranno ingenti investimenti. Ancora, in direzione della tutela dell'ambiente abbiamo voluto individuare e migliorare interventi orientati a favorire il nostro sistema produttivo verso la sostenibilità ambientale e qui, nel lavoro che abbiamo fatto in Commissione, abbiamo introdotto modifiche importanti alle disposizioni relative alla plastic tax e alle auto aziendali, migliorandone l'impatto, ma senza rinunciare ad investire sulla conversione. Altro tema centrale della manovra è quello degli investimenti pubblici. In aggiunta alla creazione dei due fondi per gli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali e il fondo per il green new deal , durante l'esame in Commissione bilancio sono stati previsti nuovi significativi interventi. Per il miglioramento della rete infrastrutturale e dei trasporti, la cui urgenza è evidente a tutti, abbiamo introdotto modifiche alle disposizioni già previste nel testo relative ai concessionari, attraverso una rimodulazione della cosiddetta Robin tax per i periodi d'imposta 2019-2020-2021, ma facendo lo sforzo di individuare la platea interessata e quindi guardando ai concessionari autostradali, portuali e aeroportuali, alla produzione o distribuzione di energia. E ancora, per Venezia è stato previsto uno stanziamento di 60 milioni di euro per l'anno 2020 per la prosecuzione degli interventi per la relativa salvaguardia previsti dalla legge speciale per la città; per Genova un programma straordinario di investimenti adottato dal commissario straordinario nominato a seguito del crollo del ponte Morandi per la ripresa e lo sviluppo del porto e delle relative infrastrutture e ancora, misure per l'esecuzione di interventi di edilizia scolastica mediante un apposito stanziamento nuovo e introducendo procedure semplificate per l'affidamento della progettazione e l'acquisizione di pareri, visti e nulla osta. Per quanto concerne gli enti locali, anche in questo ambito abbiamo provato ad invertire la rotta, ribaltando un segnale che negli anni precedenti aveva guardato solo a tagli. Noi siamo giunti ad un graduale recupero dei tagli operati al Fondo di solidarietà comunale, la cui dotazione risulta complessivamente incrementata di 100 milioni di euro nel 2020, 200 milioni di euro nel 2021, 300 milioni nel 2022, 330 nel 2023, 560 milioni di euro a decorrere dal 2024. Si tratta di misure importanti, chiare e serie. Signor Presidente, vorrei citare due punti importanti a proposito delle misure sul sociale. Assieme alle risorse per il Fondo prima casa già previste, vi è la dotazione di 50 milioni di euro anni 2020, 2021 e 2022 assegnata al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Inoltre, è stato incrementato di ulteriori 30 milioni il Fondo per la disabilità, e la non autosufficienza portando la dotazione complessiva di tale Fondo a 80 milioni nel 2020, 200 milioni nel 2021 e 300 milioni di euro a decorrere dal 2022. Vorrei ricordare un ultimo punto, relativo agli interventi a favore del personale e del lavoro, soprattutto per il Servizio sanitario nazionale: prevediamo almeno 1.000 borse di studio in più per medici specializzandi (un segnale finalmente chiaro); proroghiamo le graduatorie dei concorsi già espletati; incrementiamo la dotazione del Fondo per la valorizzazione del personale dei Vigili del fuoco: una dotazione di 65 milioni di euro nel 2020, di 120 milioni nel 2021. Si tratta di interventi che nella discussione in Senato hanno irrobustito e qualificato un provvedimento che nasceva già con un chiaro intento, quello di provare a tracciare una strada nuova. Certo, potevamo fare di più, non v'è dubbio; avremmo certamente potuto fare di più se non avessimo dovuto assecondare il peso di una clausola di salvaguardia che avrebbe determinato il più alto aumento di tassazione nella Repubblica italiana da un anno all'altro. Consegniamo allora questo lavoro e ringrazio di cuore per l'impegno profuso tutti i commissari e tutti i colleghi parlamentari che hanno partecipato alle riunioni e alle audizioni svolte in Commissione. Ringrazio il presidente Pesco e la collega Accoto per la collaborazione che hanno saputo praticare in un lavoro complesso e difficile (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) , che però tiene insieme la qualità di un impegno parlamentare che non si è rinchiuso nel recinto di una maggioranza, ma ha provato ad aprire lo sguardo raccogliendo anche contributi importanti che - lo riconosco - le minoranze hanno saputo assicurare. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI). PRESIDENTE. I relatori di minoranza, senatori Damiani e Rivolta, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza, senatore Damiani. DAMIANI, relatore di minoranza . Signor Presidente, iniziamo subito dicendo che questo disegno di legge di bilancio manca di un indirizzo di politica economica, di una strategia di politica industriale e persino di ciò che una legge di bilancio dovrebbe avere, ossia attuare un pieno controllo dei conti pubblici. Infatti questo disegno di legge di bilancio non migliora affatto i conti pubblici, anzi li peggiora, perché ricorre al deficit per oltre 16 miliardi di euro, senza introdurre misure che abbiano un impatto sulla crescita, posto che nel breve periodo è modesto dal lato della domanda e non fa crescere il PIL in modo strutturale. Mi verrebbe da dire che con tutti i miliardi che ho sentito menzionare dai relatori di maggioranza, il PIL nei prossimi anni dovrebbe crescere almeno del 10 per cento. La premessa è confermata da una legge che è stata modificata più volte, nelle misure principali in essa contenute, cioè nelle stesse norme che rappresentavano una novella rispetto alla legislazione vigente. Quindi il Governo o - meglio - la maggioranza è intervenuta più volte sulla stessa legge di bilancio. Il giudizio, oltre che a questo disegno di legge di bilancio, può essere esteso, senza timore di essere smentiti, all'intera manovra economica perché poi abbiamo anche il cosiddetto decreto-legge fiscale collegato, che costituisce anch'esso una vera fucina di nuove tasse. Va ricordato che la manovra approvata in Consiglio dei ministri da questa maggioranza - come già ho detto - è stata modificata molte volte dopo che diversi organismi indipendenti sono intervenuti pubblicamente, hanno partecipato e manifestato in piazza. Più volte, quindi, la maggioranza è ritornata sui suoi passi e ha cambiato la stessa manovra finanziaria. Noi, come opposizione, abbiamo sostenuto fortemente queste battaglie perché la riteniamo ancora oggi una manovra finanziaria sbagliata. Aumentare le tasse, introducendone anche di nuove sulla plastica e sullo zucchero in nome di un fantomatico nuovo accordo verde, si scontra con la stessa azione dell'Esecutivo, la cui azione è carente persino nell'emanare le più elementari disposizioni per introdurre comportamenti indirizzati al riutilizzo dei rifiuti che portino veramente verso un'economia circolare. Il valore della manovra è poco più di 30 miliardi di euro. Il ricorso al maggiore indebitamento netto è quantificato in circa 16,3 miliardi. Le nuove tasse, anche dopo la diminuzione - che c'è stata - della plastic tax (che resta e dobbiamo dire che è una nuova tassa a tutti gli effetti), portano un gettito di circa 10 miliardi di euro. La manovra sarà sicuramente da correggere prossimamente perché le previsioni sono molto aleatorie. Gli accertamenti sull'evasione, le rimanenti entrate derivanti dalla tassa sulla plastica, quelle della tassa sullo zucchero e quelle sui nuovi minori fringe benefit sulle auto aziendali sono considerati risultati troppo ottimistici. La spesa dello Stato si attesta intorno ai 900 miliardi. La spesa per investimenti è ferma a poco più di 42 miliardi; la spesa corrente quindi si mangia circa il 95 per cento del bilancio complessivo dello Stato. Ancora una volta, si destinano risorse alle spese di natura corrente, cercando di sostenere la crescita economica principalmente attraverso i consumi. Anche gli appostamenti destinati ai rinnovi dei contratti pubblici contribuiscono ad aumentare la spesa corrente, in completa assenza di una revisione dei fabbisogni della pubblica amministrazione, che sarebbe necessaria in un mondo ormai quasi completamente digitale. Grande assente di questa manovra finanziaria è la spending review , che da sempre è stato un cavallo di battaglia di un partito di questa maggioranza, il MoVimento 5 Stelle. Dovrebbe esserci, invece, un grande piano di semplificazione delle regole per investire, costruire e fare muovere il Paese. Dalle misure di riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica si realizzano soltanto in questa manovra 75 milioni nel 2020; quasi nulla viene dalla riduzione della spesa dei Ministeri, mentre sul 2020 si riverberano soltanto pochi milioni delle precedenti misure della legge di bilancio. Sul lato della spesa vengono confermate due misure principali del Governo: quota 100 e reddito di cittadinanza. Mi soffermo, in particolar modo, sul reddito di cittadinanza e sui suoi risultati noti ormai a tutti noi. Per il reddito di cittadinanza vengono appostati nella tabella del Ministero del lavoro 7,166 miliardi per il 2020. Solo il 34 per cento degli attuali percettori percepiva già il reddito di inclusione (REI), destinato a combattere le situazioni di marginalità. Era, quindi, veramente rivolto alle fasce più deboli e più povere. Partendo da questi dati, si potrebbe continuare a combattere la situazione di povertà soltanto con 2,2 miliardi di euro. Oggi potremmo risparmiare dal reddito di cittadinanza 5 miliardi di euro, che potrebbero essere destinati a misure per la crescita e la creazione di posti di lavoro e per lo sviluppo. Nel 2019 circa un milione di beneficiari del reddito di cittadinanza ha trovato lavoro e rinunciato all'assegno. Di queste persone solo 18.000, quindi una piccola percentuale, sono stati collocati direttamente dai centri per l'impiego, mentre nel 2018, prima dell'entrata in vigore del reddito di cittadinanza, i centri per l'impiego erano riusciti a collocare 35.000 persone. Quindi, abbiamo un risultato inversamente proporzionale. Le clausole di salvaguardia sono un altro aspetto importante che va considerato perché tutti ne parlano, soprattutto il Governo e la maggioranza. La cosiddetta sterilizzazione delle clausole IVA è un pretesto, perché è stato il pretesto proprio per costituire e formare oggi questo Governo tra PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Liberi e Uguali. "Facciamo il Governo, altrimenti a gennaio aumenta l'IVA per gli italiani": questa frase è stata detta in passato e ripetuta anche oggi. Per smentire questa tesi bisogna fare una ricostruzione cronologica molto semplice: 23 miliardi di euro di clausole pendenti adesso, a fine 2019, ove non disattivate, sarebbero scattate nel primo gennaio 2020. Queste sono oggi le clausole di salvaguardia, ma dobbiamo osservare attentamente come esse siano state lasciate in eredità dal Governo Gentiloni Silveri per circa 12,5 miliardi di euro: una tassa pesante che ci ha lasciato in eredità il Partito Democratico. Ecco perché oggi il Partito Democratico torna al Governo per mettere le clausole di salvaguardia e cercare di far scomparire le situazioni che eredita dal passato. (Applausi della senatrice Casolati) . Il Governo Gentiloni Silveri ci lascia 12 miliardi di clausole di salvaguardia, che poi salgono a 19 miliardi più l'IVA e più le accise. Allora il PD si fa carico dei suoi 19 miliardi di clausole, senza cercare di scaricarli agli altri. Peraltro, il "mini", o quello che sarà, l'emendamento che arriverà per quanto riguarda le clausole di salvaguardia, in questa manovra finanziaria noi troviamo un aumento delle accise. Dobbiamo quindi aggiungere alle clausole di salvaguardia anche l'aumento delle accise che troviamo in questa manovra di bilancio: 868 milioni nel 2021, 732 milioni nel 2022, 1,5 miliardi nel 2023. Questi aumenti dovranno essere disattivati, insieme alle clausole residue. Pertanto le clausole per il 2021 sono pari a 19 miliardi di euro. Quindi, anche la manovra del prossimo anno dovrà partire da una disattivazione di poco meno di 20 miliardi di euro, che saranno 26 nel 2022. Questo è il quadro delle clausole di salvaguardia che ci portiamo dietro dai Governi di centrosinistra degli anni passati. Grande assente di questa manovra - questo lo voglio dire data la mia provenienza geografica - è sicuramente il Mezzogiorno d'Italia, perché le misure sono assolutamente insoddisfacenti, nonostante un reddito di cittadinanza che viene elargito per due terzi a beneficiari che risiedono nelle regioni del Sud e che sta - a nostro avviso - danneggiando il tessuto sociale. I dati ISTAT ci dicono che arrivano soldi, ma non aumentano i consumi. Anche gli studiosi che si occupano di Mezzogiorno hanno rilevato questa criticità. Quindi si tratta di un provvedimento assolutamente fallimentare. Tra le misure per il Mezzogiorno viene solo rifinanziato il piano degli incentivi per la crescita occupazionale al Sud, in assenza però di un piano strategico in materia di lavoro, che coinvolga i tradizionali settori importanti dell'economia del Sud, dal turismo all'agricoltura. Il dogma non può essere il 34 per cento di spesa pubblica; il fulcro è che questa spesa pubblica deve essere finalizzata ad aumentare la crescita economica duratura e i posti di lavoro per il Mezzogiorno. Il Sud ha bisogno di una spinta ulteriore, rispetto alle seppur parziali misure approvate in questa manovra, per fargli fare quel salto di qualità. Passiamo a un altro capitolo importante di questa manovra: gli investimenti. La manovra non solo non aumenta in percentuale la spesa per gli investimenti, ma la riduce di oltre un miliardo, posto che viene definanziato anche il Fondo di sviluppo e coesione. Ancora una volta sono sacrificati gli investimenti destinati allo sviluppo, soprattutto quelli indirizzati alle infrastrutture. Torniamo al tema delle infrastrutture: andavano trovati spazi molto più seri e molto più concreti nel bilancio per introdurre misure immediate e mirate per accelerare i meccanismi di spesa e riavviare la macchina amministrativa, la cui burocrazia, forte di regole ottuse, rallenta l'infrastrutturazione del Paese. I pochi investimenti pubblici previsti in manovra partiranno dal 2022, cioè non verranno gestiti da questo Esecutivo su un orizzonte temporale che arriverà fino al 2034 e non sono sufficienti a sostenere e rafforzare il settore delle costruzioni, che segna in questo momento particolare un segno "meno" di 400.000 posti di lavoro nell'ultimo decennio. Quindi, è necessario soprattutto semplificare, laddove oramai la burocrazia frena ogni cosa. Allo stesso modo vanno accelerate anche le ripartizioni delle risorse stanziate dal Fondo amministrazioni centrali, istituito dalla legge di bilancio dell'anno scorso, che ancora non ha visto l'emanazione dell'apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per renderle operative. Bisogna tenere presente che gli investimenti in conto capitale hanno un moltiplicatore alto, se utilizzati in tempi brevi e uniti alle risorse del settore privato; quelli delle infrastrutture avrebbero i moltiplicatori più alti. Tenere fermi i soldi e le opere, inoltre, rallenta il settore e l'enorme indotto che vi gira intorno. Lo stesso ragionamento vale per la tempistica di utilizzo delle risorse stanziate per la messa in sicurezza di strade ed edifici pubblici, di rigenerazione urbana e manutenzione delle infrastrutture stradali. In particolare, le misure per la rigenerazione urbana potrebbero dare un impulso importante alla crescita ove inserite in una cornice unica che consenta il coordinamento dei fondi e dei programmi per migliorare le nostre città, che nondimeno potrebbero essere coerenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La nuova Imu, al contrario, lascia ampi dubbi sulla pratica attuazione di una norma che rappresenta un vero prelievo patrimoniale sui proprietari, come del resto è diventata la stessa TARI, che oggi non è più una tassa di servizio, ma è diventata una tassa legata all'immobile e, quindi, si è trasformata anch'essa in una tassa patrimoniale. Il settore immobiliare è, appunto, immobile anche per l'incertezza che norme di questo tipo ingenerano negli investitori, che spesso sono i semplici risparmiatori, che ancora rifuggono l'investimento nel mattone. Il risultato è che oggi sui conti correnti degli italiani abbiamo una liquidità ferma di oltre 1.400 miliardi di euro. Se si riducesse il carico fiscale sugli immobili e vi fosse maggiore certezza normativa, certamente le famiglie tornerebbero a investire nella casa per i propri figli. Per far muovere i risparmi, inoltre, andrebbero previste ulteriori defiscalizzazioni per quelli investiti per periodi medio-lunghi in economia reale, anche attraverso gli appositi fondi. Passo ora al tema delle imposte ambientali, che non definirei imposte di scopo, perché sono dei veri prelievi fiscali nelle mani e nelle tasche dei cittadini. L'ambiente è stato un'occasione ghiotta per mettere nuove tasse. Le imposte ambientali, a partire dalla cosiddetta plastic tax (che rimane, seppur ridimensionata, una tassa) evidenziano un atteggiamento contrario rispetto a quello che si dovrebbe avere oggi: incentivare gli investimenti in sostenibilità ambientale tesi a favorire il passaggio verso l'economia circolare. Peraltro, il comparto della plastica è, tra quelli industriali, quello che sta da tempo investendo nella ricerca con una visione prospettica di economia circolare. Desidero concludere facendo un elenco delle tasse presenti nel provvedimento (sono arrivato al capitolo delle tasse, poi in replica proseguirò con altri argomenti e capitoli). Preferisco elencarle in maniera sistematica, molto chiara e trasparente, in maniera tale che poi diventi difficile sostenere il contrario. Le nuove tasse nella manovra di bilancio sono le seguenti: sulla produzione di plastica 312 milioni; sulla rivalutazione delle partecipazioni mobiliari e immobiliari 860 milioni; 296 milioni dall'incremento dei prelievi sulle vincite al gioco; 233 milioni dall'imposta sulle bevande zuccherate; dai tabacchi e accessori per tabacco circa 119 milioni; dall'imposta sui servizi digitali 108 milioni; dall'accisa sui prodotti energetici impiegati per produrre energia 106 milioni; dalle accise sul gasolio 80 milioni; dai buoni pasto delle mense aziendali 51 milioni. La plastic tax che entra in vigore da luglio passa dall'iniziale un euro al chilo ai 50 e 45 centesimi e graverà anche sul tetra pak . Queste sono le nuove tasse che i cittadini andranno a pagare con questa nuova manovra finanziaria. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la relatrice di minoranza, senatrice Rivolta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Colleghi, chiariamoci subito. Sui tempi e sulle manifestazioni di assenso sono ovviamente elastica e disponibile a dare spazio. La spettacolarizzazione in Aula non è consentita. RIVOLTA, relatrice di minoranza . Signor Presidente, il nostro è un Gruppo molto compatto e lo dimostra anche in questi casi. PRESIDENTE. L'ho detto con simpatia, per il momento. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . RIVOLTA, relatrice di minoranza . Veniamo al disegno di legge di bilancio e al motivo per cui si è formata questa nuova maggioranza. Il motivo non era fare la manovra di bilancio, bensì sconfiggere e allontanare Salvini. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,30) ( Segue RIVOLTA, relatrice di minoranza ). Questa finalità era condivisa anche dall'Europa, che immediatamente ha supportato questo nuovo Governo come se fosse la soluzione a tutti i problemi dell'Italia. In verità questo Governo, che vede forze molto diverse tra di loro, ha visto proprio, nella costruzione della legge di bilancio, grandissime difficoltà. Prova ne è la tempistica che c'è stata. È un mese infatti che si sta lavorando sulla legge di bilancio e solo questa mattina, quasi a mezzogiorno, la Commissione bilancio ha potuto finire i lavori e votare il mandato al relatore. Questo perché c'è stata una grande discussione all'interno della maggioranza, dove c'erano molte divergenze sulle scelte da fare. A riprova di questo è stato sufficiente guardare il numero di emendamenti che la maggioranza stessa ha presentato alla legge di bilancio; ne ha presentati infatti più del Gruppo della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. È una cosa perlomeno bizzarra che, in particolare, il PD abbia presentato più di 900 emendamenti. Con una partenza di questo tipo abbiamo assistito ad un allungarsi dei tempi, a dei bracci di ferro sempre più drammatici, che hanno comportato una cosa assolutamente anomala: che questo disegno di legge di bilancio che è stato discusso approfonditamente in Commissione, fino a mezzogiorno, e sarà discusso in Assemblea, non potrà avere una discussione approfondita alla Camera dei deputati perché non ci sono i tempi. Quindi alla Camera l'esame del provvedimento sarà tutto contratto e ci sarà esclusivamente il voto sul pacchetto già chiuso. Direi che questo è un vulnus per la democrazia, per le regole del Parlamento ed è qualcosa che considero grave. L'atteggiamento dell'intera opposizione, in particolare della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, è stato per questo motivo incredibilmente responsabile ed istituzionale perché è evidente a tutti che la priorità era non andare in esercizio provvisorio, quindi bisognava comunque non perdere ulteriore tempo con manovre ostruzionistiche, ma cercare di apportare tutte le migliorie possibili e affrontare tutti i temi, a nostro avviso, importanti, per dare un impulso vero alla crescita del Paese senza rischiare di allungare i tempi in modo pericoloso. Ricorrere infatti all'esercizio provvisorio avrebbe significato un aumento dell'IVA importante. Già questa mi sembra una posizione molto seria. Devo dire che proprio grazie all'atteggiamento dell'opposizione, anche la maggioranza in grande difficoltà proprio per quello che dicevo prima, ha avuto buon gioco a fare un lavoro di collaborazione. Ci sono state discussioni molto produttive; noi avremmo voluto una manovra molto diversa, in linea con quella che era stata la legge di bilancio dello scorso anno, con un impulso deciso alla crescita, alle aspettative positive delle persone, della gente di tutte le età; cose che abbiamo fatto con quota 100 e con tutte le misure a favore della famiglia. Pensiamo infatti che proprio su quello si debba e sia giusto lavorare per ricostituire una società più coesa, più responsabile, pronta a lottare e a prevenire le fragilità. Una famiglia coesa fa proprio questo: capta, cura, previene le fragilità che portano comunque disgregazione. I colleghi di maggioranza hanno esposto, dal loro punto di vista, tutte le manovre con cui hanno ritenuto di dare impulso alla nostra economia. La Lega da subito ha parlato di un'altra manovra: con i nostri 905 emendamenti, abbiamo cercato, in modo costruttivo e con l'abituale buon senso, di dare il nostro apporto. Abbiamo innanzitutto detto no all'aumento di tasse. La tassa sulla plastica, a nostro avviso, è qualcosa di assurdo. Come sempre ci deve essere una fase di transizione; tutti sono d'accordo sul green new deal , ci mancherebbe, ma c'è un mondo produttivo, anche della plastica e di altre categorie toccate, che ha bisogno di tempo per la conversione. Pensiamo al mondo della distribuzione; pensiamo a tutti gli usi della plastica nella quotidianità. Si può diminuire, lo può fare il consumatore, ma pensiamo agli usi nella medicina, nei trasporti, nella sicurezza, per l'igiene: è una transizione che ha bisogno di un tempo decisamente maggiore. Le aziende ci stanno lavorando, ma il tempo necessario è decisamente maggiore. E le aziende sono venute a dircelo nelle numerose audizioni che abbiamo fatto: tantissimi soggetti hanno parlato di questo disegno di legge di bilancio con molta preoccupazione, proprio ribadendo che non è la strada giusta. La documentazione depositata in occasione delle audizioni è consultabile da chiunque. Noi, quindi, siamo stati contrari da subito alla plastic tax e, addirittura, alla tassa sulle cartine delle sigarette (che verrebbe introdotta per delle cifre, tra l'altro, effettivamente piuttosto basse). Per quanto riguarda la sugar tax , già c'è un solo zuccherificio in Italia; ma il problema sono le bibite dolci? Forse il problema sono l'educazione che le famiglie danno ai figli e il consumo spropositato: questa è educazione, non c'entra niente la tassa. Ci si può bere tranquillamente una bibita, ma certo che se si pasteggia soltanto con bibite dolci si ingeriranno troppe calorie. Certo che è dannoso, ma perché colpire delle aziende, che tra l'altro rappresentano un settore importante della nostra economia? Abbiamo inoltre proposto la soppressione della local tax (la COSAP più la TOSAP) e le varie imposte sulla pubblicità. Non dimentichiamo che, soprattutto per questo, tantissimi nostri commercianti sono in grandissima difficoltà. La tassa sulla pubblicità viene vista con grandissimo fastidio; non che ci sia una tassa che venga vista con favore, ma questa, nel momento in cui c'è grande difficoltà, soprattutto per i negozi di vicinato o per le attività più piccole nelle città, rappresenta un vero problema. Abbiamo riproposto il ripristino della mini-Ires e la soppressione dell'ACE; il ripristino della deducibilità al cento per cento per le auto aziendali in uso ai dipendenti; l'abrogazione della nuova imposta di bollo sui certificati rilasciati dall'autorità giudiziaria in ambito penale; il mantenimento delle esenzioni per i buoni pasto. Si tratta di tanti piccoli balzelli o tasse anche più consistenti. Nella nostra manovra ideale c'era l'abrogazione dell'aumento dell'accisa sul gasolio commerciale, il saldo e stralcio per le imprese, la fusione Imu-Tasi con la contestuale abrogazione della Tasi, l'abolizione del superbollo auto, perché comunque quella è una categoria che spende e che compra tanto. Bisogna anche capire le persone che possono far salire la domanda interna. Ci sarebbero poi l'abrogazione delle misure oppressive nei confronti delle imprese e dei lavoratori autonomi, lo scudo penale per l'ex Ilva, il cui emendamento purtroppo è stato dichiarato inammissibile, la mini flat tax , con il ripristino del regime forfettario e la soppressione del nuovo regime, la chiusura delle controversie pendenti a regime, la riapertura dei termini per la rottamazione dei debiti tributari e, soprattutto, la cedolare secca per gli affitti commerciali. Tutto questo ci è stato chiesto da tantissime realtà, ma la maggioranza su questi punti non ha voluto assolutamente ascoltare e non ha voluto modificare la sua posizione. Aggiungo ancora il ripristino della deducibilità Imu sui capannoni. Per quanto riguarda la famiglia, alla quale teniamo incredibilmente, segnalo l'estensione dei requisiti anagrafici e contributivi per Opzione donna, l'assegno unico per i figli, beneficio universale a prescindere dallo stato occupazionale dei genitori e dai redditi, unificando le misure attualmente in vigore. Il nostro Paese ha bisogno di bambini e ha bisogno di famiglie che credano di poter avere un futuro migliore e credano di poter mettere su una famiglia con dei figli. Abbiamo proposto un aumento del fondo per i consultori familiari e la riduzione dell'IVA per i prodotti dell'infanzia; abbiamo riproposto il fondo terra, vita e famiglia. Abbiamo pensato anche ai nonni, perché li riteniamo coloro che sono capaci di tenere insieme le tradizioni, di rappresentare la continuità della famiglia, occupandosi dei più piccoli a favore dei figli che lavorano. Con la nostra attività emendativa abbiamo pensato anche al fondo e ai bonus per le adozioni internazionali, all'incremento dei bonus per l'asilo nido, alla videosorveglianza. Il provvedimento sulla videosorveglianza è passato alla Camera e noi abbiamo cercato in tutti i modi di portarlo avanti, anche in altri provvedimenti, ma non c'è stato alcun ascolto da parte della maggioranza, convinta di dover fare una legge diversa. Io lo ripeto ogni volta che posso: quella della videosorveglianza è una priorità, è un'emergenza, perché ogni giorno le cronache ci parlano di minori, di bambini anche molto piccoli oppure di anziani picchiati, torturati e strattonati, qualcosa che non si può vedere. Sono persone fragili e non si possono vedere simili abusi. Potrei parlare ancora a lungo, ma poi interverremo successivamente. Riteniamo che questo disegno di legge di bilancio abbia sì sterilizzato le clausole di salvaguardia dell'IVA, ma è un qualcosa che hanno fatto anche tutti i Governi precedenti; è una condanna che abbiamo da molti anni e che non è certo nata nella scorsa legislatura. Da parte di questo Governo giallorosso si è pensato di procedere con questa immagine di new deal e di crescita, massacrando con le tasse. Visto che all'interno della maggioranza c'è stata una discussione per diminuire la plastic tax , si è pensato bene di ritornare alle solite odiose tasse sulle accise dei carburanti, gasolio e benzina, che scatteranno dal prossimo anno e che colpiranno tutti in modo uniforme e lineare, ricchi e poveri, lavoratori e disperati. È un modo per incassare velocemente e questo la dice lunga sulla fretta e su tutti i problemi che ci sono stati. Ciononostante, su certi problemi si è trovato veramente un punto di convergenza e di questo siamo felici perché, quando almeno su alcuni punti si riesce a convergere, la politica fa bella figura e dimostra di aver capito alcuni problemi delle persone. Penso invece che su molte altre questioni ci sia stata una visione ideologica, per cui sono stati scartati problemi di vicinanza, di aiuto, di ripresa verso alcune persone e categorie del nostro Paese. Noi continueremo con la nostra azione di critica, che sarà sempre costruttiva, come abbiamo dimostrato in questi giorni con i nostri emendamenti e il nostro comportamento. Adesso aspettiamo ciò che il Governo sta preparando e siamo pronti a continuare la nostra azione di miglioramento sempre e unicamente per dare molte più chance a questo Paese e soprattutto ai suoi cittadini e alle fasce più deboli. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e dei senatori Damiani e Garavini) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Siri. Ne ha facoltà. SIRI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questa settimana mi hanno colpito due episodi che sono stati riportati dalle cronache. Il primo riguarda una signora che si è vista arrivare un accertamento dell'Agenzia delle entrate con cui le venivano chieste spiegazioni del fatto che avesse portato in deduzione la parrucca che si era comprata durante una malattia molto importante e seria che l'aveva colpita. Non è la prima volta che succede una cosa di questo tipo; già alcune settimane fa un'anziana signora in fin di vita in una casa di cura si era vista arrivare gli ispettori dell'Agenzia delle entrate con dei verbali da firmare e delle spiegazioni da dare. Certo, credo che un tale fatto, indipendentemente dai colori politici di appartenenza, debba proprio indignare tutti: quando la pubblica amministrazione si rivolge ai cittadini con una simile pervicacia e - se mi consentite - violenza emotiva, noi non possiamo far finta di niente. Poi c'è un altro caso che non attiene alle vicende fiscali che è stato riportato dalle cronache del padovano: in questi giorni - oggi o ieri - un signore, recatosi presso una agenzia territoriale di servizio per pagare una bolletta, ha cercato di farsi rateizzare il debito che aveva, ma purtroppo non è riuscito a ottenere alcun tipo di aiuto dall'operatore dello sportello. Per carità, l'operatore dello sportello fa il suo e, quindi, gli ha semplicemente risposto che non poteva aiutarlo; quel signore ha spiegato di avere quattro figli piccoli e, con il taglio delle utenze, si sarebbe trovato in grande difficoltà. Noi siamo un Paese grande e importante, e non solo perché abbiamo grandi industrie - riusciamo ancora a mantenere un certo livello di economia e di civiltà nel mondo - ma anche perché abbiamo persone estremamente generose: un signore in fila allo sportello, avendo ascoltato quanto riportato da quel papà, ha pagato il debito del suo concittadino italiano. Certo, uno potrebbe chiedersi come mai quel signore non avesse il reddito di cittadinanza: nel Paese alcune persone non sono a un livello di povertà tale da potervi accedere e vi assicuro che sono tantissime; vi rientrano tutte quelle che chiedono non l'assistenza - non sono proprio al livello d'indigenza assoluta - ma un lavoro, che naturalmente può arrivare soltanto se c'è una prospettiva di crescita autentica. Oggi qua discutiamo il bilancio dello Stato, che è vero che è fatto di numeri, ma soprattutto ha una finalità che credo tutti condividiamo e cioè la coesione sociale, fondazione e senso stesso dello Stato. È vero che osserviamo tutto l'impianto internazionale all'interno del quale ci troviamo, e quindi l'Europa, le direttive, le norme e il patto di stabilità e crescita. In certi casi, però, ci si dovrebbe chiedere come fa una cosa ad essere stabile e crescere, perché o è stabile o cresce. Come potete vedere, qui siamo soggetti privati di strumenti propri dello Stato per poter agire nella direzione di quella coesione sociale. Siamo vittime di una schizofrenia e di una bipolarità: è come se chi si siede ai banchi del Governo - una volta c'eravamo noi, adesso ci siete voi, ma non importa chi ci sia - si trovasse ad avere a disposizione soltanto il volante di un'automobile, ma il freno, l'acceleratore e le marce fossero in mano a qualcun altro; è evidente che difficilmente possiamo fare molta strada e avere grandi prospettive. C'è un limite: ho guardato vari elementi e mi sono chiesto cosa fa il Governo, nei limiti degli strumenti a sua disposizione, per andare incontro al grande obiettivo della coesione sociale. Aumenta le tasse: la si può dire e declinare come la si vuole - sugar tax , plastic tax , auto aziendali - ma si tratta sempre di un aggravio d'imposta, in una situazione di grande difficoltà economica e stagnazione. È come se avessimo un malato a letto a cui mettiamo un laccio emostatico per estrargli il sangue, magari non dal braccio, ma dalla gamba, con la scusa di averlo levato da una parte periferica. Ma sempre sangue è e, se la persona sta male, comunque non le si fa del bene. Nemmeno riduce le imposte, poi, perché si va nella direzione contraria di quanto avevamo iniziato a fare con la flat tax al 15 per cento per le partite IVA; quindi, si cancella quel provvedimento che estendeva tale agevolazione, che è di grande aiuto: ve lo assicuro e lo sapete, perché, anche se state al Governo e siete alla maggioranza, avete tanti amici che vi avranno detto di essere forfetari e questo li sta aiutando tantissimo. E allora perché negare questo percorso virtuoso nei confronti di tali lavoratori? È inspiegabile: un Paese in recessione dovrebbe andare nella direzione di aiutare tutti quei lavoratori - perché costoro sono anche tali - che hanno bisogno di tirare un sospiro di sollievo e di avere ossigeno; invece si cancella quel provvedimento. E poi cosa si fa? Si va nella direzione di aiutare i piccoli? No, perché si cancella la cedolare secca per gli immobili commerciali. Anche questo è un altro provvedimento che non aiuta affatto il malato che si trova a letto e che si trova in difficoltà a riprendersi; ma è un'altra botta che gli si dà per evitare che abbia una reazione positiva. Poi che cosa si fa? Si aumentano gli adempimenti. Nell'aumentare gli adempimenti, è vero che, a proposito di Industria 4.0, gli iper e superammortamenti sono stati eliminati. Voi capite, però, che, quando dite che li avete eliminati, ma li avete trasformati in crediti d'imposta, non è la stessa cosa. Ammortamento e credito d'imposta non sono la stessa cosa, soprattutto perché - come sapete - c'è stata una stretta dei crediti d'imposta. Sopra i 5.000 euro non posso più utilizzare i crediti di imposta durante l'anno, ma devo aspettare dicembre. Quindi, ho un aggravio finanziario per le imprese. Anche l'aumento della pervicacia della polizia fiscale non porterà sicuramente giovamento alle casse dello Stato in termini di recupero di evasione, perché abbiamo visto che, più è forte l'atteggiamento violento dello Stato che tenta di perseguitare il cittadino contribuente, meno risultati si hanno. Oggi «Il Sole 24 Ore» dice - ad esempio - che è iniziata una campagna di terrorismo nei confronti della flat tax e delle partite IVA, perché subiranno una miriade di controlli e accertamenti coloro che hanno aderito a questo sistema. Io penso che tutto questo non aiuti, non giovi. Poi c'è il tema relativo all'aspetto penale e alle confische preventive. Se ho un accertamento della Guardia di finanza, subisco una confisca preventiva prima ancora che qualcuno abbia stabilito se ho torto o ragione. È un fatto normale questo? No, non è normale. Dovreste sapere - lo dico a quest'Aula - che i soggetti interessati da accertamenti della Guardia di finanza e/o delle procure si vedono chiudere i conti correnti bancari unilateralmente. Sostanzialmente, le banche chiamano il soggetto, gli dicono che chiudono il conto, gli consegnano un assegno circolare con sopra i suoi risparmi, poi immettono all'interno del sistema bancario una nota in virtù della quale nessuna banca gli aprirà un conto corrente. Il soggetto andrà pertanto in giro con un assegno circolare con cui deve comprare il pane, il caffè o fare la spesa. Questo succede perché abbiamo previsto una norma per cui il soggetto non può gestire i tuoi soldi: le banconote, cioè, sono illegali. Pertanto, la banca ti chiude il conto, ti ritrovi senza soldi e sei un apolide finanziario. Noi dovremmo, invece, poter stabilire che le banche non sono solo un soggetto privato che può disporre del rapporto di conto corrente con il contribuente e con il cittadino, ma svolgono anche una funzione pubblica costituzionalmente garantita. Su questo, vorrei che noi tutti, il Senato e il Parlamento ci occupassimo di vedere quanto avviene nel Paese. Ci sono delle aberrazioni infinite che ci sfuggono e sulle quali dobbiamo porre l'attenzione. Se non facciamo attenzione alle situazioni singole, quelle più semplici, quelle che avvengono nel Paese reale, rischiamo di ricreare di nuovo una ferita; rischiamo di creare di nuovo una distanza tra le istituzioni, la politica e il Paese che lavora. In conclusione, quella in esame è una manovra deludente, ma non delude me, il mio partito o l'opposizione, bensì delude il Paese. È una manovra che delude il Paese sano, il Paese onesto e laborioso, che non si vuole arrendere, che vuole farcela, che chiede al Parlamento di fare leggi per difendere i propri sacrifici, il proprio impegno e la propria voglia di futuro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, parliamo della manovra di bilancio, e lo facciamo in questo contesto di discussione generale. Non possiamo, però, dimenticare che, mentre oggi ragioniamo intorno a una manovra da 30 miliardi - una manovra che - come avrò modo di dire velocemente, non solo è poco efficace, ma è anche assolutamente inefficiente per i fondi che ha alle proprie spalle - ieri abbiamo discusso, quasi in modo superficiale, al di là delle contese più dialettiche che altro che ci sono state, di un fondo salva Stati che ho ribattezzato il fondo salva-banche, il quale potrebbe prevedere, dalla sera alla mattina, che il nostro Paese sia chiamato a versare non 30 miliardi - l'oggetto di questa manovra finanziaria - ma 120 miliardi, e quindi quattro volte la manovra finanziaria; e ciò non per essere utilizzati, tra l'altro, dal nostro Paese, ma - lo ripeto - per salvare le banche tedesche. Non dobbiamo infatti dimenticare, e lo ribadisco... AIROLA (M5S) . Ricominciamo! DE BERTOLDI (FdI) . Io dico quello che voglio. (Commenti del senatore Airola) . PRESIDENTE. Senatore Airola, per cortesia. DE BERTOLDI (FdI) . Tu faresti meglio a prendere il programma del MoVimento 5 Stelle e verificare la coerenza del tuo partito! Verifica la coerenza del tuo partito! (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC). PRESIDENTE. Senatore De Bertoldi, si rivolga a me. DE BERTOLDI (FdI) . Verifica la coerenza del tuo partito invece che criticare gli altri! AIROLA (M5S) . Devi stare attento! PRESIDENTE. Senatore Airola, lasci intervenire il senatore De Bertoldi. AIROLA (M5S) . Stiamo parlando della finanziaria o del MES? PRESIDENTE. Lasciamo parlare il senatore De Bertoldi. DE BERTOLDI (FdI) . In discussione generale parlo di quello che voglio. Quindi, ti prego di stare zitto e di rispettare i tuoi colleghi parlamentari. (Applausi dai Gruppi FdI, FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). Se non vuoi rispettare il tuo programma elettorale, quel programma che vi ha portato... PRESIDENTE. Senatore De Bertoldi, o si rivolge alla Presidenza e parla del disegno di legge di bilancio, oppure va fuori e parla con il senatore Airola in "Transatlantico". (Applausi dal Gruppo M5S) . DE BERTOLDI (FdI) . Io mi rivolgo a lei, Presidente, ma non voglio essere interrotto da un collega, perché fa male toccare certi aspetti; fa male ricordare certe cose a chi ha cambiato idea all'improvviso per restare nella maggioranza. Detto questo, veniamo alla manovra al nostro esame che mi aspettavo avrebbe dato qualche segnale di crescita, e di riequilibrio finanziario e invece non contiene nulla di tutto questo. La maggioranza sostiene di avere fatto un miracolo, perché è riuscita a sterilizzare le clausole di salvaguardia; è riuscita, di fatto, a superare l'aumento dell'IVA. Ma lo ha fatto per metà della manovra in deficit e, quindi, continuiamo ad andare in deficit . Mi dispiace che coloro che si dicono europeisti vadano in deficit ignorando la richiesta dei benpensanti che capiscono benissimo che non si può continuare ad andare in deficit. E invece - lo ripeto - la manovra al nostro esame è per metà in deficit e, per l'altra metà, si basa su entrate davvero improponibili, se non impossibili in gran parte. Davvero crediamo che si sconfigga l'evasione fiscale e si recuperino oltre tre miliardi facendo la lotteria degli scontrini o la lotta al contante? Davvero qualcuno che capisce di finanza e di economia pensa che con questi strumenti, ovvero con le manette agli evasori che vengono vieppiù rinforzate, si faccia lotta all'evasione fiscale? Qualcuno, infatti, nelle ultime ore, ha detto che in realtà la maggioranza ha ridimensionato le intenzioni iniziali relative alle pene per gli evasori e, quindi, prima si alzano all'inverosimile e poi si riducono, mantenendole comunque al di sopra dello status precedente, cercando di fare la bella figura. Invece basterebbe guardare meglio le norme e capire che le manette agli evasori hanno peggiorato lo stato del diritto penale tributario in un Paese - lo ricordo - dove la maggior parte dell'evasione è interpretativa. Il nostro sistema fiscale - chi ne capisce di fisco, chi fa il mio lavoro lo sa benissimo - è basato in gran parte su una evasione interpretativa e di conseguenza parlare di manette all'evasore e di diritto penale, laddove spesso sono mere questioni di interpretazione normativa a creare, appunto, l'evasione, è davvero vergognoso. Se con questi strumenti si pensa di recuperare fondi, ci vuole poco per capire che le finalità non saranno certamente conseguite. Il deficit, invece, sì che sarà conseguito. Ma quali sono i problemi del nostro Paese, i problemi che tutti, singolarmente, diciamo di conoscere e che poi molto raramente, invece, cerchiamo di affrontare? I problemi di produttività, i problemi di debito pubblico. Perché - lo dico a nome del mio partito e lo assumo come impegno anche per il domani, qualora fossimo chiamati a dare un riscontro diverso a questo Paese - non iniziamo a ragionare di andare anche lentamente verso il pareggio di bilancio? Perché non cominciamo a ragionare di una politica che riveda il sistema dei costi e delle spese correnti, per far sì che quel 2,1 diventi quanto prima 1,8, 1,6 o 1,4, affinché finalmente questo Paese dimostri di essere un buon padre di famiglia? Niente di tutto questo: andiamo in deficit . Ci è andata la scorsa legge finanziaria con il Governo Conte "prima giacca" e ci sta andando adesso il Governo del Conte "giacchetta seconda". Non vi è nulla quindi per il bene del Paese, nulla per le imprese, nulla per la produttività. Noi di Fratelli d'Italia abbiamo da oltre un anno proposto delle misure per incentivare una tassazione favorevole per chi produce di più. Sostanzialmente abbiamo detto che, se una persona, un dipendente, un artigiano, un lavoratore autonomo, un professionista lavora di più per il proprio Paese, per la propria azienda, allora prevediamo una tassazione vantaggiosa su quel di più, perché - da una parte - si favorisce la sua voglia di produrre in più, e quindi la produttività, e - dall'altra parte - si garantisce un maggiore introito allo Stato, un minore interesse a evadere. L'evasione, infatti, è incentivata quando la tassazione cresce, mentre quanto più la tassazione si abbassa, quanto più l'evasione è un qualche cosa che comunque non viene visto come premiante. Tutte queste misure che servirebbero al Paese vengono deliberatamente ignorate alla luce dei populismi e della demagogia, perché piace andare nelle piazze a dire di mettere gli evasori in galera. Io, invece, dico di fare in modo che gli evasori non ci siano; che questo Paese possa crescere e, nella sua interezza, produrre di più; possa davvero credere e attrarre capitali dall'estero, perché diventa conveniente investire nella nostra Italia. Nulla di tutto questo, invece, avviene. Concludo dicendo che anche sul tema della burocrazia e della semplificazione delle norme, che sono altre barriere all'entrata nel nostro Paese, non avete fatto nulla, perché la normativa diventa a ogni finanziaria sempre più complicata. Che semplificazione avete apportato con l'attuale manovra finanziaria? Nessuna. Anche riferendomi al diritto tributario che sta alle spalle di questa manovra finanziaria e al collegato fiscale, dico che avete reso le cose ancora più complicate. Credere che un Paese si possa risollevare facendo solamente demagogia o deficit è una pura utopia. (Applausi dal Gruppo FdI) . AIROLA (M5S) . È una questione di voglia di lavorare! PRESIDENTE. Senatore Airola, anche se cambia posto, la vedo sempre. Si sieda al suo posto tranquillo. È la terza volta da un terzo posto diverso. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Presidente, sottosegretario Malpezzi, vorrei iniziare il mio intervento con una storia che riguarda Giovanni Ferro, sindaco di Mirabella Imbaccari, una piccola località in Sicilia, in provincia di Catania, di neanche 5.000 abitanti, oltre la metà dei quali risiede all'estero; una delle tante realtà del nostro Sud, ma anche di zone montuose appenniniche del Nord, anzi sempre più anche del Nord (in Lombardia, per esempio, o in Veneto). Questo sindaco mi ha telefonato nel pieno della legge di bilancio, dicendomi: «Mi raccomando, in modo compatto cerchiamo di abolire l'Imu per tutti gli italiani all'estero». Perché? Sa bene che tanti dei suoi concittadini - ripeto, oltre la metà dei suoi circa 5.000 abitanti - sono una risorsa per il Paese: sono connazionali che rientrano, spesso durante le vacanze ma non solo; sono connazionali che, laddove andassimo a prevedere in loro favore l'esonero dell'Imu, avrebbero un maggiore incentivo a mantenere le loro abitazioni in Italia e probabilmente anche a ristrutturarle, a mantenerle in un migliore stato, immaginando anche di trasferirle ai propri figli. Insomma, questo sindaco sa bene che un esonero di questo tipo andrebbe a contrastare quello spopolamento che la sua realtà territoriale conosce purtroppo già da diversi anni, e che sempre di più interessa tanti nostri piccoli centri abitati. Non solo: questo gli consentirebbe di mantenere vivo il suo territorio, proprio perché quei connazionali portano ricchezza e investimenti e sono legati da affetto, alle loro terre di origine, e magari ipotizzano anche un possibile rientro. Lo dico in particolare perché prevedere un esonero di questo tipo, e una sua estensione a tutti, vorrebbe dire fare un investimento sul futuro, perché spesso e volentieri riguarda non soltanto connazionali di una certa età, ma sempre di più anche i giovani, i famosi cervelli in fuga - e ce ne sono tanti, mediamente tra i 180.000 e i 200.000 l'anno - tanti giovani talenti che vanno all'estero anche se possessori di un immobile. Escluderli dall'esenzione dell'Imu è un danno non soltanto per i nostri concittadini, ma anche per tanti nostri territori. Oggi, purtroppo, noi invece facciamo esattamente questo: non soltanto li escludiamo dall'esonero, ma addirittura cancelliamo un esonero che invece avevamo previsto almeno per una fetta di connazionali pensionati all'estero, che avevamo introdotto a partire dal 2015 con l'allora Governo Renzi. Questo è un neo del disegno di legge di bilancio in esame. È inutile nasconderlo. Ciononostante, riteniamo che questo disegno di legge di bilancio rappresenti una svolta, un passo avanti importante. Mi rivolgo alla collega Rivolta, con tutta la stima e l'apprezzamento che nutro nei confronti del suo lavoro, della sua statura e dell'impegno che anche in sede di legge di bilancio costantemente ha posto. Noi non abbiamo combattuto, non ci siamo impegnati per la creazione di questo Governo per mandare a casa Salvini. No: il nostro obiettivo, che abbiamo sempre ribadito, è evitare di dover aumentare l'IVA; se - come il suo partito voleva - si fosse andati a elezioni anticipate, non saremmo stati in grado di impedire l'aumento dell'IVA. Siamo quindi molto contenti e soddisfatti di essere riusciti innanzitutto a scongiurare quello che sarebbe stato un danno serio, non così teorico, per la vita dei cittadini, per la vita di quegli uomini e donne che nella loro fatica quotidiana tirano avanti il Paese. E stiamo parlando non di bruscolini, ma della bellezza di 23 miliardi di euro che, rapportati alle tasche dei cittadini, avrebbero significato 500 euro in meno l'anno a famiglia. Già questo risparmio rappresenta una boccata di ossigeno per i singoli e anche per tutte quelle piccole e medie imprese che, altrimenti, avrebbero avuto serie difficoltà. È un bel risultato questo per il quale - come già detto - Italia Viva si è impegnata sin dall'inizio, e siamo lieti che, strada facendo, tanti altri colleghi si siano aggiunti alle nostre battaglie. La stessa cosa vale per altri importanti risultati che siamo riusciti a conseguire. In questa legge di bilancio non sono previste tasse sui telefonini, come invece era stato inizialmente previsto; niente tasse sul gasolio in agricoltura e niente tasse sulle auto aziendali. Viceversa, sono state - per esempio - previste risorse aggiuntive sul sistema di formazione alternanza-lavoro, che negli ultimi anni sta dimostrando quanto valga e quanto sia importante proprio per la formazione di tanti nostri giovani ragazzi. Abbiamo stanziato fondi aggiuntivi per i Vigili del fuoco e per gli stipendi arretrati delle Forze dell'ordine; siamo riusciti a far prevedere una miriade di ulteriori interventi. Penso, in particolare, al pacchetto famiglie e ringrazio la ministra Bonetti di essere stata particolarmente combattiva per conseguire tutta una serie di risorse, a partire da quella per il bonus bebè; e cito l'abolizione della retta per gli asili nido gratuiti al di sotto di un certo reddito; l'introduzione, anche se tra un paio d'anni, di un assegno universale mensile per i nuovi nati; le risorse per costruire scuole materne. Insomma, si tratta di un pacchetto molto importante e di rilievo di cui - credo - tutti quanti, forze di maggioranza e anche di opposizione, possiamo andare fieri. Penso anche alle risorse stanziate per il fondo per la disabilità e la non autosufficienza, che potrà contare per i prossimi tre anni su risorse importanti, dai 50, ai 200 e 300 milioni di euro. Possiamo essere fieri del fatto che, nonostante le diverse difficoltà, le scarse risorse e il fatto che la legge di bilancio fosse sostanzialmente bloccata per i tre quarti delle risorse dal congelamento dell'aumento dell'IVA, siamo riusciti a intervenire anche sul Servizio sanitario nazionale prevedendo - per esempio - assunzioni aggiuntive di medici rispetto alla grande carenza di personale medico che le nostre strutture ospedaliere stanno sempre più riscontrando. Lo stesso dicasi per l'abolizione del superticket . Sono particolarmente contenta del fatto che si riescano a salvaguardare migliaia di posti di lavoro, che altrimenti sarebbero stati compromessi dall'adozione di una sugar tax e di una plastic tax. Attraverso la riduzione della seconda e attraverso un rinvio di entrambe le tasse tutta una serie di donne e uomini potrà avere maggiore tranquillità nell'ambito del proprio lavoro. È anche importante la previsione di un'Agenzia nazionale per la ricerca che individui e cordini risorse sia pubbliche che private per ambiti di ricerca innovativa, rappresentando una cabina di regia importante. Ci sono anche misure minori con cifre modeste che, però, rappresentano un importante contributo in materia di promozione del sistema Paese nel mondo. Penso - ad esempio - al ripristino del fondo cultura, a suo tempo previsto proprio per prevedere risorse aggiuntive per corsi di lingua e cultura per i nostri concittadini, ma non solo. Signor Presidente, al di là di tutte le difficoltà, siamo riusciti a mettere in piedi una manovra comunque espansiva per certi versi. Adesso c'è bisogno di mettere in campo impulsi nuovi e investimenti importanti per fare ripartire la crescita. Io mi auguro che, con la ripresa, si possa mettere in campo anche lo sblocco di tutta una serie di risorse già state stanziate per investimenti, in particolare, nelle infrastrutture, ma anche contro il dissesto idrogeologico. E mi auguro che in quel contesto si possano trovare una compattezza e una volontà politica importante, anche delle altre forze politiche, accanto alla mia, proprio per cercare di dare risposte anche al sindaco Giovanni Ferro, cui facevo riferimento all'inizio, perché in quel modo risponderemo non soltanto alle esigenze di tanti nostri giovani e meno giovani connazionali all'estero, ma anche agli interessi di tanti nostri territori. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, quando si discute di un tema fondamentale quale la legge di bilancio di uno Stato, l'approccio dovrebbe essere più serio e meno approssimativo. Ci troviamo di fronte a una legge di bilancio cambiata ripetutamente, senza che si sia in grado di capire qual è la direzione che questo Governo vuole seguire. Come forze di opposizione non abbiamo la presunzione di condividere in alcun modo le linee di indirizzo di questo Esecutivo, ma vorremmo capire almeno quali siano le linee di indirizzo e sarebbe rispettoso per tutti coloro che siedono in questi banchi e hanno dimostrato la più ampia collaborazione in Commissione in sede di esame del provvedimento. È un disegno di legge di bilancio che non riesce a individuare linee di sviluppo né per le partite IVA, che sono il vero motore di questo Paese, né per le grandi industrie; anzi, non ha un'idea di sviluppo del nostro Stato, salvo quella di pensare - ad esempio - che i problemi dell'agricoltura italiana si risolvano vendendo arance alla Cina, mentre nel frattempo l'Europa etichetta i nostri prodotti come nocivi alla salute e nessuna posizione viene assunta dal nostro Esecutivo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbiamo start up e aziende tecnologiche di alto livello. Siamo leader mondiali in diversi ambiti tecnologici, ma non riusciamo a valorizzare nulla perché, invece di avere una visione da macrosistemi, vi limitate a ragionare come chi guarda se il lampione fuori casa funzioni o meno. Nulla più. Si continua a dire che in Italia la burocrazia sta affossando l'economia, incentivando la corruzione, ma non si fa nulla per attuare una semplificazione. Si continuano ad aumentare gli adempimenti, soprattutto a carico dei cittadini e degli enti locali, mentre non si riducono in alcun modo gli sprechi, gli sperperi e le inefficienze della pubblica amministrazione, in particolare dei Ministeri, per i quali la spending review non esiste. I Comuni sono in difficoltà. Ci sono realtà dove gli amministratori locali si sostituiscono ai dipendenti per poter erogare i servizi ai cittadini e questa maggioranza, invece di sbloccare le assunzioni per gli enti locali virtuosi e sotto organico, autorizza le assunzioni di posizioni dirigenziali nei vari Ministeri, dove, statisticamente, nel corso degli anni si è tagliato molto meno rispetto ai Comuni. È un vero e proprio insulto nei confronti dei sindaci che tutti i giorni si scontrano con una realtà ben diversa da quella che raccontate in questo consesso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È un disegno di legge di bilancio dove i cittadini sono messi in secondo piano, così come in secondo piano è stata messa la loro salute. Dati recenti dimostrano come la qualità della vita di una persona dipenda oltre che dal lavoro, per il quale abbiamo visto come manchi una visione strategica, dalla salute di ciascuno. Questa manovra finanziaria non pone sicuramente la salute al centro dell'azione di Governo. Le risorse previste per il Fondo sanitario nazionale sono quelle programmate dalla legge di bilancio dello scorso anno e poco più. Non c'è stata la volontà aggiornare i LEA trovando le risorse necessarie. Non c'è stata la volontà di aumentare i fondi per la ricerca. Non c'è stata la volontà di affrontare, in modo serio, il problema degli specializzandi. Non c'è stata la disponibilità a risolvere il problema dei malati di sclerosi multipla. Con riferimento a questa malattia, risulta evidente la disparità di trattamento rispetto ad altre patologie, per le quali sono stati creati fondi ad hoc ; ma l'emendamento che proponeva di poter dedurre le spese per il personale dedicato ha avuto il voto contrario di questa maggioranza, più impegnata a tartassare le famiglie e a trovare le risorse da destinare ai festeggiamenti per la fondazione del Partito Comunista per i suoi cent'anni, che a farsi carico di questi problemi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Lonardo) . Non ci si può lavare la coscienza dicendo che tutto è incluso nel Fondo per la non autosufficienza, perché non è così. E non si può insultare l'intelligenza nostra e dei malati, banalizzando le risposte. È vero; i conti devono quadrare, ma si possono tagliare poste che si disperdono in mille rivoli e che per questo Governo evidentemente sono più importanti della salute dei cittadini. È sempre e solo una questione di scelte. Dare risposte su un tema quale quello della salute significa dare dignità a chi soffre, dare una speranza, dare una possibilità di credere in un futuro ai malati e alle loro famiglie. Investire in ricerca, prevenzione, medicinali innovativi e orfani, risorse umane, con la giusta valorizzazione dei professionisti che operano nel Sistema sanitario nazionale, nonché riorganizzare le modalità di formazione e specializzazione vuol dire tentare di salvare un sistema universalistico invidiato da tanti Stati. È però necessario che le istituzioni abbiano coraggio, siano interlocutori seri e responsabili, abbiano visione e, soprattutto, abbiano a cuore la salute dei cittadini italiani. Non vi è in questa manovra di bilancio alcuna visione di sistema, né pensiero dal quale traspaia che investire in sanità vuol dire dare risposte a chi soffre, migliorarne la qualità della vita e, contemporaneamente, ridurre la spesa. Allo stesso modo, non vi è alcuna attenzione per la famiglia e la mamma lavoratrice, che non dovrebbe essere messa nella condizione di scegliere tra famiglia e lavoro e tra lavoro e figli. Non di rado accade che le donne, che già scontano, a parità di mansioni, delle retribuzioni più basse fino al 30 per cento, alla seconda maternità vengano lasciate a casa o invitate a rimanere a casa perché non viene loro concesso il partime . Si tratta quindi, di fatto, di una non scelta. Si doveva intervenire sul costo del lavoro e offrire alle aziende la convenienza di tenere nel mondo lavorativo persone formate che, al contempo, possano sentirsi valorizzate e contribuire alle entrate familiari e non banalizzare la questione con un semplice bonus , ossia il bonus bebè, tra l'altro erogato a tutti, invece che assegnato a quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano. Le famiglie sono sempre più in difficoltà per il peso della tassazione e i Governi di sinistra e l'attuale vogliono - con il cappello in mano, di anno in anno, di finanziaria in finanziaria - tenerle sospese, in attesa di sapere se questa o quella detrazione verrà confermata, ridotta o alzata. Le famiglie italiane meritano un patto sociale diverso, una tassazione più bassa e la garanzia che chi evade venga sanzionato. Hanno diritto di vivere e non di sopravvivere. Sono questi alcuni dei temi per i quali non si può che esprimere un giudizio assolutamente negativo sulla manovra finanziaria in esame. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, prima di trattare il contenuto del provvedimento andiamo alla genesi di chi ha creato, sta realizzando e dicendo che questa manovra di bilancio è la migliore che il nostro Paese poteva avere. È in carica un Governo nato l'estate scorsa - lo ricordate - con la scusa che bisognava impedire l'aumento dell'IVA. Quindi, in fretta e furia, è nato un Governo tra il MoVimento 5 Stelle e il Partito Democratico (poi è arrivata Italia Viva). Alla fine ci siamo ritrovati un Governo che tutto è, tranne che l'Esecutivo che doveva portare a casa la legge di bilancio. Infatti, il disegno di legge di bilancio è rimasto in Senato quaranta giorni e per tutto questo tempo ci avete fatto vedere tutto e il contrario di tutto, facendoci assistere a delle sceneggiate degne dei film drammatici degli anni Cinquanta. Avevate promesso una legge di bilancio per rilanciare il nostro Paese (anche oggi ho sentito dire che il Paese verrà rilanciato), per poi rendervi conto che i soldi non li avevate e avete quindi presentato un bilancio di tasse contro le famiglie e le aziende. Questo è il Governo delle tasse e delle manette; delle manette e delle tasse. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sono previste tasse sulle auto aziendali (avete scatenato il putiferio da parte delle aziende), tasse sulla plastica e tasse sullo zucchero. Se prendiamo in esame le tasse sulla plastica e sullo zucchero, desidero ricordare che il ministro Di Maio all'inizio, per giustificarle, disse che sarebbero servite per il futuro, per i nostri figli e per l'ambiente; che le due tasse (soprattutto quella sulla plastica) dovevano essere sostenute; che lui era uno statista e guardava non semplicemente all'oggi, ma al medio e lungo periodo. Ebbene, dovete spiegare una cosa al ministro Di Maio. Cosa avete fatto dopo che i distretti produttori di plastica (in particolare quelli dell'Emilia-Romagna) si sono lamentati? Avete fatto finta di tornare indietro. Ci avete detto che prima l'avreste ridotta e poi tolta, per poi dirci che invece sarebbe stata solamente posticipata, ma con un importo più basso. Signori, fate pace con voi stessi; non potete affermare di aver ottenuto un grandissimo risultato. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi di Italia Viva, che in questo momento non vedo. Se in Consiglio dei ministri inserite una tassa e poi vi rendete conto che l'avete inserita perché in quel momento in Consiglio dei ministri dormivate, non potete affermare di aver raggiunto un risultato. No, avete inserito una tassa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'avete inserita anche voi, cari amici di Italia Viva. Diciamolo al senatore Renzi che i suoi Ministri in quel momento facevano la nanna; bisogna dirlo. Vorrei soffermarmi soprattutto sulla tassa sullo zucchero. Anche in questo caso ci avete raccontato che era per il benessere dei nostri figli. State tassando anche le bevande non zuccherate; con la tassa sullo zucchero si tassano le bevande non zuccherate. Diciamolo: è una tassa per fare soldi. E, in particolar modo, la facciamo su un settore che non è quello delle multinazionali, ma dell'agroalimentare. Ci sono infatti multinazionali italiane che per aiutare il nostro agroalimentare e l'agricoltura italiana stanno utilizzando lo zucchero italiano perché nello scorso Governo, quando c'eravamo noi, li avevamo obbligati a inserire nel processo produttivo lo zucchero italiano. Ci sono multinazionali - magari alcuni si strappano i capelli - che utilizzano gli agrumi della Sicilia, solo agrumi siciliani, solo agrumi italiani. Nel momento in cui andiamo a tassare quella tipologia di bevande, non aiutiamo i bambini, freghiamo le aziende. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Colleghi, abbiamo provato a migliorare questa legge di bilancio, abbiamo portato avanti dei progetti per cercare di migliorarla e modificarla sui due argomenti di nostra competenza, presentando 75 emendamenti sull'agricoltura e 30 emendamenti sul turismo. A proposito di agricoltura, mi sarebbe piaciuto vedere in Aula oggi pomeriggio il ministro Bellanova, invece che vederla stamattina quando parlava il suo capo; così però è stato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Parliamo allora di alcune tematiche. Abbiamo presentato un emendamento per il contenimento della fauna selvatica; tutti voi alla manifestazione di Coldiretti vi siete presentati e avete promesso agli agricoltori che avreste fatto qualcosa e invece non avete fatto niente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Davanti agli agricoltori ci avete messo la faccia e, ancora una volta, la parola non vale niente. L'emendamento è stato bocciato. Abbiamo presentato un emendamento per incrementare la dotazione organica del Comando dei carabinieri per la tutela agroalimentare, perché noi vogliamo tutelare e promuovere questo settore. L'emendamento è stato bocciato. Avevamo presentato un emendamento che prevedeva 100 milioni di euro per aiutare le aziende alimentari italiane che subiscono danni dai dazi; 100 milioni di euro. Il nostro emendamento lo avete bocciato e avete presentato un emendamento che stanzia un milione di euro. Cosa pensate di fare con un milione di euro? Pensate di andare negli Stati Uniti, come ha detto il ministro Bellanova per dire agli americani di mangiare il formaggio italiano perché è buono? Secondo voi basta quello? Secondo voi basta il ministro Bellanova che va dall'altra parte dell'oceano a dire agli americani di mangiare il formaggio italiano? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Signori, serietà quando si lavora; serietà. In tema di etichettature, rating agroalimentare per fornire certificazioni di eccellenza alle aziende che aderiscono al nostro progetto innovativo; 100 milioni di euro per combattere concretamente i concetti strampalati di nutri-score ed etichettatura a semaforo. È un argomento che ormai in Europa è all'ordine del giorno. Abbiamo presentato una proposta alternativa al progetto strampalato che stanno portando avanti in Europa e che sta portando avanti soprattutto la Francia; 100 milioni di euro. Ebbene, anche su questo argomento, tante parole, zero fatti. Ci chiediamo che cosa stia facendo il Governo; in Italia, niente, e in Europa lo vedremo nelle prossime settimane. Per quanto riguarda il turismo, anche qui abbiamo un Ministro che ci ha promesso tante parole, ma pochi fatti. Nella legge di bilancio sul turismo, zero. Mi rivolgo soprattutto ai colleghi che si occupano del settore turistico che ci stanno ascoltando; sul turismo non hanno messo niente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Avevano promesso la tax credit : zero. Anche per quanto riguarda i pertinenziali balneari, ne avevamo parlato con i colleghi del MoVimento 5 Stelle e abbiamo presentato un emendamento, ma niente. Tra le varie cose mi risulta che il capo di gabinetto del ministro Bellanova sia la stessa persona che ha emesso la sentenza che dovrebbe, a loro avviso, ammazzare i balneari. Bella roba. Rilancio delle terme: abbiamo presentato un emendamento per rilanciare le terme nel nostro Paese. Lo sapete, cari amici del Governo, che le terme sono in crisi? No, non lo sapete e infatti ce l'avete bocciato. Avevamo parlato in quest'Aula del fallimento della Thomas Cook e avevamo avanzato delle proposte: ce le avete bocciate dicendo che ci stavate pensando, che stavate pensando a cosa fare. Non avete fatto niente; vi abbiamo rimesso sul tavolo la stessa proposta, per aiutare le agenzie di viaggi, i tour operator e gli alberghi italiani e l'avete bocciata. Avete bocciato tutto. Anche per quanto riguarda l'adeguamento delle strutture ricettive per il completamento dei sistemi antincendio, abbiamo presentato un emendamento per aiutare le nostre strutture ricettive a completare questi progetti: bocciato. Avevamo fatto proposte sull'estensione dell'uscita dalla direttiva Bolkestein anche per il settore nautico, sulle acque interne e sui porti turistici: è un progetto che ci stanno chiedendo tutti, tutto il sistema del turismo. L'abbiamo proposto, ma niente. La questione degli ostelli, signori, è sotto gli occhi di tutti: abbiamo sacrificato il sistema degli ostelli della gioventù del nostro Paese semplicemente per un problema interno al MoVimento 5 Stelle. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Una persona del settore degli ostelli lavora per un sottosegretario del MoVimento 5 Stelle e, proprio per questo motivo, tutte le volte che presentiamo questo emendamento, lo bocciate. Fate pace con voi stessi. Il conflitto di interessi lo avete in casa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo M5S) . Con il voto di fiducia che ci chiederete nei prossimi giorni avete esaurito la missione di questo Governo. Avete fatto un favore agli italiani: avete evitato l'aumento dell'IVA. Adesso fate un altro favore: liberateci da voi stessi, liberateci dalla vostra presenza e mandate gli italiani a votare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Commenti dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rojc. Ne ha facoltà. ROJC (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, affrontare questo disegno di legge di bilancio è stato molto difficile a causa della pesantissima eredità che questo Governo, dopo qualche mese appena, si è trovato sulle spalle. Ma di fronte alla grande responsabilità, al bene per il Paese, non è scappato, anzi. Oggi possiamo dire che gli obiettivi principali sono stati raggiunti: innanzitutto la sterilizzazione delle clausole dell'IVA, che non era per nulla scontato. Sono tra coloro che sostengono che Salvini abbia provocato la crisi e chiesto le elezioni, perché consapevole che non sarebbe mai riuscito a bloccare gli aumenti dell'IVA; quel fardello si sarebbe scaricato sui cittadini e sulle famiglie. Noi lo abbiamo impedito e oggi possiamo dire alle famiglie italiane che non vi sarà alcun aumento e che il disegno di far pagare loro tra 500 e 600 euro annui in più è stato evitato. L'avere impegnato 23 miliardi di euro per evitare l'aumento dell'IVA ha lasciato poco spazio per altri interventi, che comunque noi pensiamo siano fondamentali per aumentare la crescita e l'economia del nostro Paese. Eppure, nonostante margini così esigui, questo disegno di legge di bilancio centra obiettivi significativi e impensabili fino a qualche settimana fa, come il taglio significativo delle tasse sul lavoro e una riduzione delle tasse sul reddito a favore dei lavoratori dipendenti. Abbiamo istituito un Fondo unico per la famiglia, che torna a essere centrale nelle scelte di finanza pubblica del Governo. Decidere di investire sul sistema sociale per la famiglia è una grande scelta riformatrice, di cui sono grata al Governo. Aver aumentato di 600 milioni il Fondo e aver, dal 1° gennaio, assicurato gli asili nido gratuiti per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane significa aver compiuto scelte strategiche rilevanti. Non è, infatti, pensabile arginare la crisi derivante dal calo demografico senza pensare di sostenere fattivamente le famiglie. Nel 2018 il 12,4 per cento delle famiglie italiane non hanno iscritto i propri figli negli asili nido per costi troppo onerosi. È un cambio di paradigma rispetto alle politiche precedenti, di cui andare fieri, perché rimettere al centro dei nostri impegni la famiglia e le esigenze concrete della famiglia significa fare gli interessi concreti del Paese. Vorrei sottolineare a questo proposito una cosa che mi sta particolarmente a cuore e che questo Governo ha recepito: aumentare in modo significativo le risorse del Fondo per la disabilità e la non autosufficienza significa impegnarsi veramente per la formazione delle persone con disabilità, creare una banca dati per il loro collocamento mirato, dare sostegno vero alle famiglie, che hanno il diritto di non sentirsi abbandonate, come ci hanno fatto presente tutte le associazioni del mio territorio che si occupano di disabilità (associazioni di volontari, professionisti e familiari), nel tavolo di coordinamento che abbiamo istituito e che spero diventi presto una realtà regionale e nazionale consolidata, che ci darà modo di portare all'attenzione delle istituzioni le esigenze reali delle famiglie con malati o disabili. Un investimento sul futuro è rappresentato dalla cosiddetta green economy . Questa manovra è coraggiosa, perché decide di mettere molte risorse a favore della sostenibilità ambientale e quindi pone un'ipoteca propositiva sul nostro futuro: 55 miliardi in quindici anni, di cui 9 per il prossimo triennio. Si abolisce il ticket sulla sanità: questa è una misura di civiltà, oltre che di aiuto concreto per gli anziani e per tutti coloro che necessitano di prestazioni sanitarie. Dobbiamo avere più coraggio di rivendicarlo come un grande merito per il Governo e la maggioranza che lo sostiene. In questo quadro di scelte generali di cui andare fieri, rivendico anche molte scelte positive che abbiamo ottenuto per una Regione di confine come il Friuli-Venezia Giulia, dal sostegno a una realtà scientifica di importanza mondiale, come la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA), a cui il Governo leghista del Friuli-Venezia Giulia ha tolto 500.000 euro di finanziamento, prontamente restituiti dal nostro Governo, all'emendamento che consente di assumere personale nella sanità in Friuli-Venezia Giulia. È stato infatti accolto l'emendamento che abroga l'obbligo per le Regioni e le Province autonome di mantenere il taglio dei costi del personale; un risultato importantissimo per le esigenze del nostro sistema sanitario regionale, finora penalizzato da una norma inserita dalla Lega nel decreto-legge n. 35 del 2019 (cosiddetto decreto Calabria). Va sottolineata dunque la soddisfazione per aver tolto una grave penalizzazione oggettiva della sanità e un vulnus all'autonomia della Regione, anche perché non si può pensare di delegare esclusivamente al settore privato la sanità, come sta facendo il Governo leghista del Friuli-Venezia Giulia, e di depauperare e indebolire la sanità pubblica, che è bene di tutti. Permettetemi di concludere con una nota di apprezzamento per le richieste (seppur soddisfatte purtroppo solo in minima parte, a causa dell'eredità di quel buco di 23 miliardi che ci siamo visti costretti a coprire) che ci vengono fatte da tutto il reparto difesa e Forze dell'ordine. Il nostro impegno in tal senso non si esaurisce di certo con questa legge di bilancio. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Caligiuri. Ne ha facoltà. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentili colleghi, siamo dunque giunti - non so se dire finalmente, viste le conclusioni - alla discussione della legge di bilancio 2020, che ormai in tutto il Paese è tristemente nota come la legge delle tasse e delle manette. (Commenti del senatore Mirabelli) . Parliamo di tasse, tanto per citarne alcune, sullo zucchero e sulla plastica; aggiungerei anche la possibilità data ai Comuni e ad altri enti di arrivare al pignoramento dei conti correnti dei cittadini che risultano morosi in modo molto più veloce rispetto a quanto avviene oggi, bypassando l'emissione della cartella esattoriale. Non è una tassa, ma un ennesimo affronto agli italiani, ed è quindi giusto parlarne. MIRABELLI (PD) . Agli italiani che non pagano. CALIGIURI (FIBP-UDC) . Dicevo che queste tasse sono purtroppo tristemente note. In una ipotetica hit parade non avrebbero rivali, la scalerebbero e arriverebbero ai primi posti. Anche se rinviate di pochi mesi, esse rappresentano lo specchio reale, purtroppo vero, di chi questo Paese sta provando - maldestramente, in realtà - a governare. Nessuna visione del futuro, nessun investimento serio per la crescita, nessun taglio della spesa improduttiva, ma solo tasse, tasse e ancora tasse. Il Paese è compatto nel bocciare la ricetta economica del vostro Governo: Confindustria per l'assurda tassa sulla plastica; la Corte dei conti ha parlato di mancanza di un quadro organico; i lavoratori autonomi vi accusano di non aver previsto nessun intervento a loro favore e potrei continuare a lungo ma, ahimè, il tempo a mia disposizione non mi consente di andare oltre. Ho cercato - non dico assurdità - in questo disegno di legge di bilancio e nei suoi 119 articoli elementi di positività, ma non ho trovato in nessuna di queste pagine e in nessuno di questi articoli un disegno, una prospettiva che ci possa far ben sperare; anzi, sembra che l'obiettivo principe sia chiudere i battenti felicemente, sorridendo. Non c'è nulla di cui essere felici, nessun motivo per le aziende italiane di continuare a combattere quotidianamente; aziende che tanto si aspettavano ed invece hanno avuto tanto solo in termini di indifferenza e scarso interesse; nessun motivo che dia loro la convinzione che è giusto continuare ad investire in un Paese come l'Italia, che è giusto continuare a creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i nostri giovani, e toglierli così dal riposo forzato a cui li avete costretti con il reddito di cittadinanza; nulla per evitare l'ulteriore chiusura di aziende e di attività e per evitare altre crisi aziendali, anche perché ci sono già quelle esistenti che non si riescono a fronteggiare, figuriamoci le nuove. Eppure, signori della maggioranza, ci sarebbe tanto da fare, specie per il mio, il nostro Mezzogiorno. Drammatico è quanto emerso dal rapporto 2019 dell'Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez): nel 2018 il prodotto interno lordo al Sud è cresciuto dello 0,6 per cento rispetto all'1 per cento del 2017; male sono andati i consumi, che sono praticamente a zero rispetto al Centro-Nord, dove crescono dello 0,7 per cento e superano i livelli pre-crisi. Dal 2000 sono oltre 2 milioni le persone che hanno abbandonato il Sud e più della metà di questi sono giovani, allargando ancora di più il gap occupazionale rispetto al Centro-Nord. Potrei continuare ancora a lungo con tutti questi dati, eppure uno mi ha colpito in particolare: parlo del crollo degli investimenti pubblici. Svimez stima che nel 2018 la spesa in conto capitale è scesa per il nostro Meridione da 10,4 a 10,3 miliardi di euro; nello stesso periodo al Centro-Nord è salita da 20,22 a 24,3 miliardi. Passando all'agricoltura, un settore a me caro, nel disegno di legge di bilancio sono dedicati a questo comparto solo due articoli (dico due veramente di numero), nei quali c'è poco o nulla e quel poco risulta essere quasi un insulto a chi - mi rivolgo ai miei colleghi imprenditori agricoli - sta oggi lottando contro piaghe come la Xylella fastidiosa, la cimice asiatica, il problema della fauna selvatica (che stiamo trattando in 9 a Commissione, ma per la quale ancora non troviamo soluzioni) e agli imprenditori agricoli italiani che, nonostante la concorrenza sleale, sopportano, costi produttivi più elevati che li rendono meno competitivi sui mercati interni ed internazionali. A tale proposito, con i miei colleghi abbiamo presentato un disegno di legge volto proprio a tutelare il reddito delle nostre produzioni agricole. Come dicevo, mi rivolgo a chi continua, nonostante tutto, a combattere e a vendere le nostre eccellenze agroalimentari che ci invidiano e imitano. Il comparto da anni vive in un perenne stato di assedio, in una perenne situazione di emergenza, e sperava di avere risposte concrete ed immediate, oltre che un piano a medio termine per uscire da questo tunnel che sta distruggendo un patrimonio nazionale. L'invasione di specie animali aliene, gli eventi atmosferici imprevisti e violenti, il fenomeno dell' italian sounding, la fauna selvatica, la difesa del made in Italy, la guerra internazionale sui prezzi, il problema dei dazi all'esportazione dei nostri prodotti che rappresentano i fiori all'occhiello sono solo alcuni dei fattori che stanno gravando sulle spalle dei nostri imprenditori agricoli, per non parlare del conto in sospeso sulla nuova politica agricola comune (PAC), attualmente in discussione. Nessuna risposta è presente in questo documento, se non piccole mancette insufficienti, eppure i dati ci dicono che la dinamica dell'occupazione agricola giovanile è cresciuta nel Mezzogiorno del 12,9 per cento in più della media italiana. Sarebbe stato indispensabile quindi rivedere ad esempio l'accesso ai contributi previsti dal Fondo Resto al Sud, anche e soprattutto per il settore agricolo. Avremmo auspicato che il medesimo Fondo istituito all'articolo 39 della legge di bilancio, Cresce al Sud, prevedesse l'ampliamento della platea di soggetti che potevano accedervi. Ancora una volta, quindi, registriamo solo mortificazioni: e pensare che avete deciso di non dare al comparto agricolo l'attenzione che merita, proprio quello che più di qualsiasi altro avrebbe potuto aiutarvi e aiutarci su quel piano ambientale che tanto avete decantato e portato tra i punti cardine del vostro programma, che poi però nei fatti non trova alcuna applicazione. Chi, più del comparto agricolo, può contro l'abbandono delle aree interne in termini sia di occupazione sia di lotta al dissesto idrogeologico, con una giusta politica agricola che, come già in atto, riduca l'utilizzo delle risorse naturali (acqua in primis ) e sia rispettosa dell'ambiente con le sue produzioni bio? E invece nulla, tutto questo non interessa. Neppure il comparto agricolo ha per voi tutta questa importanza, tanto arriveremo a mangiare pillole al sapore di pasta, pane, latte, formaggio, salumi, carne, olio, frutta, ortaggi, vino, eccetera. Sarebbero stati fondamentali investimenti per nuove infrastrutture, ma nulla: l'ideologia del no a tutto ha vinto ancora una volta, lasciando il nostro Mezzogiorno praticamente isolato, con una vergognosa carenza di servizi di trasporto sul piano ferroviario, stradale e aereo. Proprio le tariffe aeree sono l'esempio della scarsa attenzione verso il Mezzogiorno: spesso lascia sgomenti il caro prezzi a cui sono soggetti i nostri concittadini, che come unico desiderio, soprattutto in questo periodo, hanno quello di raggiungere i propri familiari per le festività natalizie. Senza parlare del sistema sanitario calabrese in particolare, che rappresenta l'ennesima mortificazione per i cittadini che non si vedono garantiti nemmeno i livelli minimi di assistenza sanitaria. Tutto ciò per dire che questa legge di bilancio non ci piace, non ha una visione del Paese del futuro e non genererà crescita, ma solo nuove tasse, deprimendo la spinta imprenditoriale. Eppure, essendo una testarda imprenditrice agricola calabrese, sono per mia natura ottimista e vedo sempre la luce alla fine del tunnel , ragion per cui da questi banchi dell'opposizione ora - ma spero presto da quelli della maggioranza - i miei colleghi ed io continueremo ad accendere la luce su chi per i vostri errori e la vostra miopia non trova spazio in questi tristi e inconsistenti 119 articoli. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ripamonti. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori membri Governo, onorevoli colleghi, intervengo in merito a questa legge di bilancio che, come ormai credo sia noto a tutti, è una manovra priva di contenuti politici, con una lunga sequela di tasse, più o meno evidenti, e dalla scarsa visione programmatica per i prossimi anni. Del resto, non poteva che essere così, vista la scarsa coesione dell'attuale maggioranza, in perenne stato di agitazione, su qualunque tema o scelta. Certo, la coesione alla fine talvolta la si trova, in ragione del mantenimento dello status quo , che trovo anche legittimo, ma non fa onore ai vostri programmi elettorali e a ciò di cui il Paese, in tutta onestà, ha realmente bisogno. Lo dico in quanto per vostra stessa ammissione - o meglio, per richiesta del presidente Monti, quello sbiadito - sono necessari una verifica di maggioranza e probabilmente un contratto di Governo: del resto, è tristemente noto che la nascita di questo Governo è dovuta all'intenzione di non far vincere la Lega, che probabilmente vincerebbe le elezioni, se si andasse a votare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Si tratta di una motivazione ben nota agli elettori, che proprio per questo motivo ci danno fiducia, partecipando a quelle piazze, che vi fanno tanta paura, e al contempo facendovi perdere consenso. Mi sembra abbastanza evidente infatti che, se c'è chi sale, c'è chi scende. E pensare che paradossalmente - e lo dico in tutta onestà, perché lo penso - le elezioni sarebbero una necessità per tutti, in primis per i cittadini, che potrebbero finalmente avere un Governo eletto. LANZI (M5S) . Perché, questo non lo è? RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Le elezioni sarebbero una necessità anche per i partiti, che potrebbero ritrovare un minimo d'identità e rivendicare una chiara collocazione nel panorama delle proposte politiche e senza compromessi. Lo dico in particolare a coloro che, dopo anni di battaglie, magari poi si ritrovano al fianco di coloro che hanno combattuto aspramente, cercando goffamente darne una giustificazione. Mi riferisco all'Umbria, nella quale si è raggiunto la migliore prestazione mondiale di salto mortale e immorale della politica moderna. Questo mi sembra che sia evidentissimo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo dico senza polemica, perché era legittimo anche quel tipo di alleanza, ma per onore della verità, perché il messaggio passato al popolo, se lo ascoltate ancora, è esattamente questo: un modo goffo e scomposto di giustificare un'alleanza di Governo che, se non per la ragione di cui ho parlato prima, non avrebbe avuto nessun motivo di esistere. A meno che alcuni degli attori di quello scempio umbro non volessero dimostrare al mondo intero, inteso come Giuseppe Conte, che ogni accordo strutturale con il Partito Democratico è un fallimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ma se fosse così, allora, vi prego, tornate ad essere voi stessi e fatelo attraverso il confronto con gli elettori. Non vi ha mai spaventato. Lo dite sempre: non ci spaventa andare a votare. Allora, lasciate che la democrazia vinca. Lasciate che il popolo, santo cielo, si esprima. Chiudo il mio intervento parlando dell'emendamento 63.15, da me presentato, relativo all'area di crisi complessa di Savona che, ovviamente, in ragione del fatto che questo Governo è miope, è stato bocciato. Che il presidente Monti sbiadito fosse, diciamo così, poco incline a dire sempre la verità, io lo sapevo (come, probabilmente, tutti i membri del mio Gruppo parlamentare). Ma se in questo Governo, del quale fanno parte due ex membri della 10 a Commissione, questi addirittura smentiscono se stessi, allora davvero siamo al ridicolo. Se per la parte del Partito Democratico qualche sospetto lo avevo - a prescindere, per la verità - sull'altra componente di Governo davvero no. Per carità, capisco che a volte si fa di necessità virtù, ma in questo modo si svilisce il ruolo dei commissari. Con il sottosegretario Castaldi, del quale ho stima, all'epoca Capogruppo della 10 a Commissione, chiedemmo al presidente Girotto di istituire un affare assegnato proprio sulle aree di crisi complessa del Paese, iniziando con Savona, proseguendo con Taranto e passando per le Marche, e proprio con lui e gli altri colleghi abbiamo affrontato audizioni, missioni e scritto risoluzioni. Ci sono ben tre membri della 10 a Commissione che possono testimoniare che dico la verità. Infatti, l'emendamento non è figlio di un desiderio di apparire del sottoscritto, ma frutto di un lavoro lungo, approfondito, che ha portato all'approvazione all'unanimità di una risoluzione che chiedeva proprio, tra le altre cose, il finanziamento dell'area di crisi savonese, anche in ragione della bontà dei progetti presentati. Si pensi che, proprio in occasione del decreto crisi aziendali ed in sostituzione proprio dello stesso emendamento da me presentato all'epoca, era stato approvato all'unanimità un ordine del giorno (ai quali dobbiamo dare un po' di valore) che impegnava il Governo a finanziare l'area di crisi savonese in questa legge di bilancio. E fu proprio il capogruppo Perilli a sostenerlo durante l'esame in Commissione. La Commissione aveva espresso la volontà di scrivere «a valutare», ma, per amore della verità, il capogruppo Perilli sostenne che questo doveva essere un ordine del giorno di impegno al Governo. E, vivaddio, è andata a scatafascio. Io mi vergognerei un po', perché si svilisce fino in fondo il ruolo dei commissari e quello del Parlamento, che vi è tanto caro! Se neanche attraverso un percorso condiviso, fatto di iniziativa parlamentare, tanto cara a chi predica la democrazia diretta e parlamentare, si riescono ad ottenere risultati, magari solo perché a proporli sono altri, questa è una sconfitta di tutti. Badate bene, avete perso un'occasione per dare un segnale importante. Tra l'altro, i fondi da destinare sono un prestito per le imprese, non a fondo perduto, e parliamo di un territorio messo a dura prova proprio in queste settimane. Sappiatelo: noi ce la faremo ugualmente, nonostante il silenzio assordante di alcuni parlamentari savonesi che dal territorio hanno preso un seggio e non hanno restituito nulla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . E si vergogni il Governo, che cancella l'informativa da me richiesta per relazionare sui territori colpiti dal maltempo! E si vergogni chi è venuto a fare passarella! Mi riferisco al ministro Bellanova, che ha convocato i sindaci in prefettura per non dire niente, togliendoli dai territori dove potevano spalare frane, aggiustare le strade e riportare la gente nelle loro case! Io mi vergognerei. Ma non c'è problema: avete umiliato un territorio, lasciandolo senza risposte, avete preferito soprassedere senza avere il coraggio di venire a riferire in Aula! Ma state sereni, come diceva qualcuno che vi sta cannibalizzando: la Regione Liguria, la Provincia di Savona e i loro amministratori in particolare sapranno ripagarvi con la stessa moneta, fregandosene di voi come state facendo voi con loro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Molte congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ambito del disegno di legge di bilancio 2020, con tutte le sue problematiche e sfaccettature, vorrei soffermare la vostra attenzione su alcuni provvedimenti riguardanti l'ambito sanitario. Essi vanno sempre nella direzione e nell'ottica della tutela della salute dei cittadini con norme e soluzioni legislative per problematiche che sono ad alta rilevanza sociale per il loro impatto diretto sulla salute del singolo e della comunità. Non posso non rimarcare con orgoglio, in qualità di portavoce del MoVimento 5 Stelle, l'aumento della dotazione del Fondo per la disabilità e la non autosufficienza che con gli 80 milioni stanziati per il 2020, i 200 milioni per il 2021 e i 300 milioni per il 2022 rappresenta un segnale concreto e tangibile di supporto reale alle persone con disabilità. Massima attenzione alle loro giuste e sacrosante richieste, affinché possano trovare una soluzione praticabile alle loro difficoltà economiche, al loro inserimento lavorativo e alla possibilità di accesso ai servizi pubblici, ai trasporti e all'inclusione sociale. Tutto ciò non deve rimanere un libro dei sogni del tipo: «Vorrei, farei ma non posso». La successiva adozione di interventi tesi al riordino e alla ridefinizione sistematica delle politiche di sostegno alla disabilità rappresenta un forte segnale di cambiamento prima di tutto culturale e successivamente di programmazione in cui la disabilità, con tutto il suo peso economico e il suo impatto sociale, sia vista non più come motivo di divisione e di disgregazione ma come punto fermo del processo di inclusione e di equilibrio sociale. Sottolineo un altro aspetto che potremmo definire socio-sanitario presente in questa manovra di bilancio: il bonus per l'acquisto di latte artificiale con un importo che potrà arrivare fino ad un massimo di 400 euro ed essere erogato fino al sesto mese di vita del lattante. Questa facilitazione è rivolta alle mamme che non possono allattare per condizioni patologiche, compresi i casi di ipogalattia e agalattia. Sarà un successivo decreto del Ministero della salute, entro marzo 2020, a stabilire i requisiti economici e le patologie per le quali si ha accesso al bonus . Vorrei ribadire l'importanza, l'unicità e i vantaggi dell'allattamento al seno come gesto naturale che tutti dobbiamo promuovere. A tal proposito abbiamo presentato un disegno di legge che prevede il raddoppio delle ore di astensione dal lavoro per l'allattamento al seno per i primi sei mesi di vita del bambino. Fatta questa premessa, qualora non sussistano le condizioni cliniche per poter realizzare questo gesto così naturale, ovvero dare il proprio latte al proprio figlio, le neomamme devono essere aiutate. Il contributo consentirà da un lato alle mamme di affrontare meglio il problema di salute, dall'altro permetterà di ridurre l'impatto sull'economia familiare che l'acquisto del latte artificiale e il suo costo porta con sé. Sempre nella stessa ottica di attenzione sociale, volevo ricordare l'istituzione del Fondo nazionale per l'endometriosi, con una dotazione di 5.000.000 di euro per ogni anno del triennio, fondo destinato al sostegno dello studio e della ricerca scientifica per questa patologia cronica che affligge circa tre milioni di donne in Italia. Si tratta di un processo patologico complesso, capace di compromettere non solo l'integrità dell'apparato riproduttivo femminile ma la funzionalità di molti organi vitali addominali e pelvici. L'importanza della diagnosi precoce e di un adeguato trattamento terapeutico multidisciplinare è fondamentale e finalizzato a migliorare la qualità della vita delle donne che ne sono affette. Si tratta di un primo segnale importante e concreto che guarda avanti, incentivando la ricerca e gli studi su tale patologia, lasciando al disegno di legge n. 888 a prima firma del vice ministro Sileri un'analisi più approfondita e misure idonee (istituzione del registro nazionale, problematiche lavorative, campagne di informazione, aggiornamento del personale sanitario e parasanitario). Un'altra misura che voglio porre all'attenzione è l'incremento del fondo per le attività del Registro italiano di donatori e di midollo osseo. La finalità è quella di favorire il processo di sensibilizzazione di tutti i cittadini a donare, perché donare una parte di noi può salvare tante altre vite, in linea con il principio costituzionale della salvaguardia del diritto alla vita. Vi è anche una problematica economica da considerare: meglio funziona il registro italiano dei donatori, meno risorse lo Stato italiano deve investire per acquisire dall'estero midolli ossei compatibili e di conseguenza più disponibilità economiche potranno essere investite nella tipizzazione, aumentando anche il numero delle persone che vogliono e possono donare. Credo che quanto finora detto possa rappresentare uno degli esempi di come la buona politica e le istituzioni possono e debbono agire, non solo in campo sanitario: ascoltare le istanze dei cittadini, delle associazioni, delle società scientifiche ed elaborare gli opportuni provvedimenti normativi che rappresentino una risposta concreta ed efficace per la risoluzione delle problematiche. Inoltre, gli aspetti discussi rappresentano uno degli esempi di un adeguato utilizzo dei fondi pubblici in sanità e di una migliore programmazione degli interventi da realizzare per il futuro. Infatti, fare prevenzione mirata permette non solo un risparmio economico successivo in termini di costi terapeutici e di assistenza nelle patologie croniche, ma in misura non meno importante permette di ottenere un miglioramento della qualità e della aspettativa di vita dei cittadini. Accanto a provvedimenti caratterizzanti e di grosso impatto sociale adottati per l'universo sanità (come ad esempio l'abolizione del superticket , norma impositiva e discriminatoria perché non applicata in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale) questi provvedimenti semplici e lineari nella loro applicazione avranno però un grosso impatto sulla salute futura di noi cittadini italiani ed è questo un elemento discriminante e caratterizzante di vere politiche sanitarie lungimiranti ma finalmente calate nella realtà quotidiana. (Applausi dal Gruppo M5S e della senatrice Toffanin) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, magari a qualche collega che ha approcciato questa legge di bilancio con l'entusiasmo dalla prima volta potrebbe essere sembrato un grande caos, ma nella realtà dei fatti non è stato un grande caos, bensì un grandissimo caos: la cosa più caotica che io abbia visto in questi anni di gestione della Commissione bilancio. Vedo tra i banchi del Governo la senatrice Guerra, che qualche esperienza in merito ce l'ha, ma una legge di bilancio come quella che si è vista quest'anno non si era mai vista. Ma vado ad un ricordo molto più recente… MIRABELLI (PD) . Non l'avevamo vista neanche l'anno scorso. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Sì, senatore, è così, perché le piaccia o no, siamo in un sistema di bicameralismo che ha sempre consentito, con il passaggio alla Camera e al Senato, di compensare nella seconda lettura gli errori inevitabili che in una manovra di bilancio entrano. Quest'anno, per le lungaggini e per le scelte scellerate della maggioranza, che vi hanno portato a corrodere questa manovra di bilancio con emendamenti su emendamenti e subemendamenti agli emendamenti dei relatori (cose che non si erano mai viste), siete stati in questa Aula in Senato per quaranta giorni, nei quali l'opposizione non l'abbiamo fatta noi, ma l'avete fatta voi tra voi stessi. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Noi, come opposizione, ci siamo messi responsabilmente a prendere i nostri emendamenti e a farne addirittura delle sintesi per arrivare a portare, in ogni caso, una manovra di bilancio all'approvazione del Senato, perché all'orizzonte vi siete messi talmente tanto su una china pericolosa che avete esposto e state esponendo il Paese al rischio dell'esercizio provvisorio. Addirittura, la manovra quando uscirà da quest'Aula del Senato andrà alla Camera e lì sarà blindata. Lo scorso anno il Partito Democratico fece appello alla Corte costituzionale per la mancata possibilità per il Parlamento di entrare sulle scelte della manovra. È cambiato il Governo, siete andati al Governo voi dei 5 Stelle e del PD e adesso fate la stessa cosa peggiorata, addirittura impedendo all'altra Camera di poter in qualsiasi modo caratterizzare o entrare nelle scelte del Governo. Come ha detto qui ieri il senatore Lucidi, la risoluzione di maggioranza non è stata scritta dai banchi politici dei 5 Stelle o del PD, ma è stata scritta a Palazzo Chigi, e quando chi dovrebbe rappresentare i cittadini si fa dettare dal Governo che cosa deve dire, sta rinunciando alla sua funzione di rappresentanza del popolo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi dico anche che, magari distrattamente, qualcuno nei giorni scorsi, quando ha presentato gli emendamenti del relatore, si è dimenticato di cancellare sotto la firma «Governo», per cui sono arrivati emendamenti con la scritta «Governo» cancellata a penna e corretta con «il relatore». (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo per evitare di andare in Ragioneria a chiedere la bollinatura! Queste sono le cose cui voi state dando il fianco. Questa è la grande rivoluzione democratica del MoVimento 5 Stelle. Avete preso gli stessi vizi del Partito Democratico peggiorandoli ed impedendo addirittura ai parlamentari di poter svolgere la loro funzione di rappresentanza dei cittadini. Voi potrete avere la fiducia qui dentro con i giochi di Palazzo; la chiederete nelle prossime ore ed impedirete qualsiasi possibilità di emendamento al Senato e alla Camera, ma quella stessa fiducia che avrete qui non l'avrete più dal Paese (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , perché quando fate tasse che vanno a togliere ai cittadini la capacità di credere nel futuro perdete la fiducia del Paese. E non andate a raccontare che state facendo una manovra etica perché inserisce la tassa sulla plastica; non andate a dire che state facendo una manovra etica perché inserite la tassa sullo zucchero. Dite la verità, state mettendo nuove tasse ai cittadini. (Commenti del senatore Lanzi) . Bravo! Ricordati che qui dentro il tuo stipendio te lo pagano quelli che con le loro tasse vanno a lavorare e producono plastica e zucchero! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vergognati e porta rispetto ai cittadini che pagano le tasse. Vergognati! Quando manchi di rispetto nei confronti di chi paga le tasse, manchi di rispetto alla stessa democrazia. Questo è quello che sta accadendo qui: perdono il senso della realtà, signor Presidente. Ricordiamoglielo allora noi, perché quando andremo a comprare un prodotto e avrà un costo maggiore - ricordiamoci che hanno messo 45 centesimi di tassa al chilo su qualsiasi plastica, perché è indistinguibile quello che è riciclato da quello che non lo è - questo costo andrà indistintamente su tutti i prodotti e chiuderanno le fabbriche e chiuderanno le produzioni. Quello che oggi trovate sul mercato prodotto in Italia, sarà prodotto all'estero e importato in Italia. Questo è quello che state facendo. Quando fate questa manovra di bilancio inserendo 800 milioni di euro, poi 1,5 miliardi, poi 1,8 miliardi, e a salire, di nuove accise, ricordatevi che state portando a costare di più il trasporto, le autostrade e la produzione in Italia. Quando quelle arance che oggi non riescono ad andare sul mercato italiano ed europeo costeranno ancora di più e la Coca-Cola dirà, come ha già detto, che non compra più le arance prodotte in Sicilia perché costano troppo rispetto alle produzioni straniere spagnole, questo l'avrete voi sulla coscienza. CIOFFI (M5S) . Chiedilo al senatore Centinaio. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, noi abbiamo cercato di aiutare in tutti i modi questa manovra di bilancio e abbiamo fatto proposte che erano anche nella linea del programma di Governo, quello che avevamo sottoscritto con il MoVimento 5 Stelle. Abbiamo visto delle cose che potevano essere fatte e non sono state fatte; abbiamo visto delle cose che sono state fatte ma non compiutamente; abbiamo presentato emendamenti per migliorare questa manovra: lo abbiamo fatto facendo proposte che non corrispondono, tuttavia, all'interesse di maggioranza. Faccio riferimento agli emendamenti presentati su tutto il comparto sicurezza, nel caso specifico sui Vigili del fuoco. Ci fa molto piacere avere visto un passo in avanti importante verso la cosiddetta equiparazione. Ma ci ha dato molto dispiacere sentire polemiche che non tengono conto di un lavoro che avevamo iniziato a fare assieme, e che non è patrimonio di parte ma è patrimonio condiviso di quella maggioranza che nel 2018 ha iniziato a fare una riforma importante all'interno della gestione del sistema di sicurezza e del soccorso tecnico urgente. Presidente, per onestà sarebbe bastato dire che, come vale per chi vuole costruire una casa: «Se non ci sono i soldi non si fa la casa; se hai i soldi ma non il progetto non completi la casa». Occorrono entrambe le cose. Noi abbiamo lasciato operatività; il ministro Salvini ha lasciato capacità di progettare. Avete iniziato a seguire questo percorso, ma non avete avuto il coraggio di farlo fino in fondo perché l'equiparazione dei Vigili del fuoco, come noi l'abbiamo proposta e come gli stessi studi del Ministero dell'interno dicono, si completa a 216 milioni di euro, non a 65, a 144 o a 160. Quella non è equiparazione; è un passo in avanti importante, ma non dovete vendere per equiparazione ciò che non lo è. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quando poi avete bocciato il nostro emendamento che prevedeva l'assunzione di nuovi 1.000 vigili del fuoco, siete stati messi davanti alla responsabilità di scegliere di dare una manciata di 500 uomini divisi su tre anni. Noi abbiamo chiesto, invece, un'altra cosa, ovvero di dare la possibilità di rinforzare l'organico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, come abbiamo già fatto assieme nella manovra del 2018, inserendo 1.500 uomini (ma ne sarebbero stati sufficienti 1.000). Avete tagliato a metà e ne avete messi 500. Perché l'avete fatto? Perché non avete avuto il coraggio di andare a dire che gli avanzi del reddito cittadinanza si potevano utilizzare per rinforzare il dispositivo di soccorso, come era stato scritto anche dal ministro Di Maio. Con la risoluzione di ieri abbiamo visto che non avete esitazione a disconoscere ciò che dice il vostro capo politico: al mattino il ministro Di Maio diceva che il Governo doveva ritornare a rispondere alle Camere prima di mettere la firma sul MES e nel pomeriggio avete respinto la risoluzione con la quale si chiedeva al Governo di impegnarsi a tornare qui dentro prima di porre la firma finale. Siete fatti così: vi accontentate delle marchette all'articolo 44 del disegno di legge di bilancio. Presidente, è una vergogna. Io ricordo lo scorso anno quando, all'inizio della manovra di bilancio, parlammo con il senatore Crimi e si disse che non avremmo fatto ciò che ha fatto il Partito Democratico. Si disse: non faremo una legge con dentro le marchette microsettoriali (300.000 euro da una parte, 100.000 da un'altra, un milione di qui e un milione di là). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Avete imbastito la manovra di bilancio in funzione delle marchette messe all'articolo 44 del disegno di legge di bilancio e lo avete fatto andando a prendere uno per uno i senatori della Commissione e andando a prendere qui dentro i voti. Il Presidente della Repubblica non potrà neppure mandare indietro questa manovra di bilancio perché sappiamo benissimo che, arrivati agli ultimi giorni, rimandarla indietro significherebbe spingere il Paese in esercizio provvisorio. Ecco che con il vostro meccanismo impedite al controllore di poter fare la propria parte; impedite al Parlamento di poter rappresentare i cittadini e fate solo in modo che il Governo metta il bavaglio a questo Parlamento e ai cittadini e metta nuove tasse. Questa è la straordinaria rivoluzione che state facendo con il Partito Democratico. Vi assomigliate sempre di più; siete diventati una cosa sola. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Toffanin) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, due mesi fa questa manovra sembrava far tremare i polsi e, forse, qualcuno prima di noi si era spaventato e ha deciso di andarsene. Avevamo da evitare le cause di salvaguardia, che non erano le stesse degli anni precedenti, ma molto più alte; avevamo da pagare costi aggiuntivi dati da una crescita che era prevista nel bilancio dello Stato all'1,5 per cento e non è stata più dello 0,2; avevamo da pagare il costo di un anno di spread a oltre 300 punti, che ha fatto costare tanto di più il nostro debito pubblico. Sembrava difficile fare queste cose senza aumentare le tasse, senza tagliare la sanità, i servizi, i trasferimenti ai Comuni e senza tagliare sulla ricerca. Ce l'abbiamo fatta, invece. Non è una manovra di tasse e poi dirò che non è neanche una manovra di manette. Vedrete che gli italiani, finito questo rumore, se ne accorgeranno da soli. Abbiamo fatto questa manovra e non solo essa risponde a queste esigenze, ma è una manovra che avvia una stagione di riforme, che ha una cifra chiara e guarda ai più deboli e nello stesso tempo alla crescita. Certo, non c'erano le risorse che avremmo voluto nella situazione che ho raccontato, ma si avvia un percorso fatto di taglio delle tasse sul lavoro e di più soldi in tasca ai lavoratori; di più investimenti sulla sanità e della cancellazione del superticket ; di più soldi per le famiglie, per i nidi e per i disabili. Per dirla con il collega Siri, ci siamo occupati di un'aberrazione che vive questo Paese: questa aberrazione si chiama 108 miliardi di euro di evasione fiscale che il Paese ha bisogno di contrastare. Passiamo dai nove condoni alla tracciabilità del denaro; dai messaggi per cui chi non paga le tasse è giustificato dal fatto che le tasse esistono, e che alla fine va compreso, se non addirittura aiutato, chi evade all'obbligo di pagare le tasse, al riconoscimento che se in questo Paese tutti pagassero le tasse, tutti pagherebbero meno e staremmo tutti meglio. Invece no: dire che bisogna pagare le tasse per alcuni è orribile. Dire che non sono solo i lavoratori dipendenti che purtroppo le devono pagare, ma che le devono pagare tutti, è considerato inaccettabile, come dire che deve essere punito chi evade. Ecco le manette: le manette sono per chi evade più di 100.000 euro, per aver frodato il fisco consapevolmente con fatture false o truccando i registri con dolo. Ma davvero pensiamo che queste siano manette? Ma davvero pensiamo che sia giustizialismo? Io lo chiamo in un altro modo: si chiama giustizia, perché parliamo di questo. Si chiama giustizia, semplicemente giustizia, ed è un insulto agli italiani onesti continuare a sostenere che va tutelato chi non paga le tasse. Tra i tanti punti che ci sono in questa manovra voglio sottolinearne due. In primo luogo questa manovra va menzionata per gli interventi sulla questione abitativa. Ho sentito molto parlare della cedolare secca che non c'è. In realtà con questa manovra non solo si conferma la cedolare secca per i canoni concordati, che consente a tanti cittadini di avere una casa a canoni sostenibili, ma quella cedolare secca al 10 per cento si rende finalmente permanente e non dovrà più essere prorogata ogni anno. Oggi i proprietari che vogliono affittare sanno che questa cedolare del 10 per cento la pagheranno per sempre, non solo per uno o due anni. Abbiamo con la manovra e con gli emendamenti in Assemblea istituito di nuovo il fondo per il sostegno degli affitti per aiutare chi non ce la fa: 50 milioni ogni anno per tre anni. E ancora: abbiamo confermato tutti i bonus per rendere le nostre case più sicure, più efficienti dal punto di vista energetico e più risparmiose dal punto di vista energetico. Ma soprattutto abbiamo previsto un miliardo di euro per il piano casa - era molti anni che non si faceva - per iniziare a realizzare alloggi di cui c'è bisogno e per chi ha più bisogno a costi accessibili, riqualificando il territorio e facendo rigenerazione urbana, non consumando altro suolo. La seconda questione che voglio brevemente accennare e che qualifica questa manovra è l'attenzione all'ambiente, alla green economy , all'economia circolare, all'intervento contro il dissesto idrogeologico, per la riduzione delle emissioni e per la realizzazione e affermazione di fonti di energia rinnovabili: 30 miliardi di euro nei prossimi anni per alimentare uno sviluppo sostenibile, fondato sulla qualità, che produca innovazione, occupazione e un ambiente migliore. Se usiamo la leva fiscale per ridurre i consumi dannosi per l'ambiente e dare più salute, penso che facciamo bene. Certo, va fatto senza penalizzare l'occupazione e la produzione, quindi è giusto quello che si è fatto, dando più tempo per favorire una transizione che riconverta produzione e tuteli il lavoro. Davvero non possiamo pensare, per trecentosessantacinque giorni l'anno, che la plastica sia il peggiore dei nemici dell'ambiente, del mare e della natura e - poi - stracciarci le vesti se si cerca di ridurla. Insomma, è una manovra utile, importante e non scontata, sicuramente diversa da quella avrebbe fatto la Lega. Infatti, per noi se si evade è colpa non delle tasse, ma di chi non le paga; per noi se si pensa all'ambiente, ci si occupa del futuro e delle future generazioni e non di consumare il più possibile; per noi le regole e la trasparenza vanno rispettate, non barattate perché conviene; per noi, signor Presidente, fare la lotta alla criminalità significa dare migliori condizioni di lavoro alle Forze dell'ordine (penso al riordino delle carriere e a qualche assunzione vera in più per le Forze dell'ordine). Questo è quello che abbiamo fatto - fatti e non chiacchiere - e questa è la nostra manovra. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Fazzolari. Ne ha facoltà. FAZZOLARI (FdI) . Signor Presidente, questa non è la manovra di bilancio che avrebbe fatto Fratelli d'Italia, non è un mistero. Questa manovra di bilancio è tutta deficit , tasse, oppressione e manette. La nostra legge di bilancio sarebbe stata libertà di impresa, meno tasse e burocrazia, deficit solo per spese di investimento, in infrastrutture e sicurezza, messa in sicurezza del territorio, lotta ai veri evasori e non oppressione a chi cerca ancora, eroicamente, di fare impresa in Italia. Sono visioni di politica economica diverse e un modello di Stato diverso. Questa è una manovra chiaramente con una visione di sinistra; la nostra sarebbe stata una manovra chiaramente con una visione di destra. Di tutto questo, però, parleranno i miei colleghi più tardi e ne parleremo in modo più compiuto in fase di dichiarazione di voto. Voglio utilizzare il tempo a disposizione per illustrare due emendamenti presentati da Fratelli d'Italia approvati dalla Commissione bilancio, i quali, quindi, salvo sorprese, vedranno la luce insieme alla manovra di bilancio. Questi emendamenti, di cui andiamo molto fieri, dimostrano che su proposte di buon senso si può poi, alla fine, raccogliere un'ampia convergenza, in quanto sono stati approvati all'unanimità dalla Commissione bilancio. Certo, se fossero stati approvati più emendamenti presentati da Fratelli d'Italia la manovra sarebbe stata ancora migliore, ma bisogna accontentarsi. Desidero illustrarvi questi due emendamenti, a mio avviso molto importanti. Il primo è l'emendamento 31.0.3, con cui si mette finalmente un freno alle cosiddette bollette pazze. Mi riferisco a quell'odiosa prassi di imputare importi non dovuti in bolletta, per consumi non effettuati o per servizi non richiesti, da parte dei gestori dei servizi di pubblica utilità (quindi, luce, gas e telefonia). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,28) ( Segue FAZZOLARI). Tutto questo avviene fino a oggi - i cittadini e i consumatori lo sanno bene, perché vengono tartassati ogni giorno - in quanto non esiste alcuna penalità per gli enti che emettono queste bollette pazze. Arriva la bolletta di diverse migliaia di euro non dovuti e il cittadino deve percorrere una corsa a ostacoli (ore di battaglie e passaggi per gli uffici) per dimostrare che quegli importi non sono dovuti. Dopo lungaggini enormi, nella migliore delle ipotesi, quegli importi non dovuti vengono restituiti senza che la società che ha emesso la bolletta non dovuta paghi alcuna sanzione per l'irregolarità. Così come, ad esempio, con la prassi diffusissima dei servizi di telefonia che noi non abbiamo richiesto e che ogni volta ci vengono imputati, per poi dover avviare tutta la procedura per eliminarli. Questo perché, come dicevo prima, le società che erogano i servizi hanno solamente vantaggi ad emettere queste bollette pazze, ma nessuna conseguenza. Ebbene, come si dice in questa epoca, la pacchia è finita perché con questa norma di Fratelli d'Italia si introduce una penale concreta e in caso di emissione di bolletta pazza, l'ente che l'ha emessa è tenuto, oltre ovviamente a restituire quanto indebitamente ricevuto, anche il 10 per cento di quanto indebitamente richiesto a titolo di risarcimento al cittadino per il tempo che ha dovuto perdere dietro a questa bolletta pazza e un importo comunque non inferiore a 100 euro. Con questa norma di civiltà il Parlamento finalmente si schiera a favore dei cittadini e a favore del popolo contro un sopruso che per troppi anni ha subito. Il secondo emendamento del quale Fratelli d'Italia è veramente molto fiero è relativo ad una norma che segna una sorta di rivoluzione nel nostro modello. Si tratta dell'emendamento rivolto alla nostra comunità italiana in Venezuela. Come tutti sappiamo, il Venezuela sta subendo anni di enorme crisi economica, politica e sociale, e tutti i cittadini stanno subendo delle conseguenze drammatiche. Si stima che più di tre milioni di venezuelani stanno soffrendo letteralmente la fame. Tra i venezuelani ci sono due milioni di cittadini di origine italiana che hanno diritto alla cittadinanza italiana: persone che tentano in qualche modo di veder riconosciuta una sorta di tutela da parte della madre patria, cioè dell'Italia, decine di migliaia dei quali hanno presentato domanda di cittadinanza italiana. I tempi di risposta sono purtroppo lunghissimi; servono anni e anni per avere una risposta sulla richiesta di cittadinanza. Che cosa abbiamo fatto con l'emendamento di Fratelli d'Italia approvato dalla Commissione bilancio? Abbiamo stabilito che i cittadini venezuelani di origine italiana che hanno già fatto domanda di cittadinanza, ma che sono ancora in attesa di risposta, avranno nel frattempo il permesso di lungo soggiorno dell'Unione europea o il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie in attesa della risposta alla loro domanda di cittadinanza, in modo che questi nostri connazionali possano nel frattempo tornare in Italia e cercare qui di ricostruirsi una vita. È gente che non chiede soldi, non pretende di essere mantenuta con vitto e alloggio; altro che 35 euro al giorno per mantenerli. È solamente gente di origine italiana che chiede alla madre patria di poter tornare in patria. Grazie all'emendamento di Fratelli d'Italia questo sarà possibile ed è, a mio avviso, una misura della quale dobbiamo tutti andare molto fieri. Per completare l'emendamento abbiamo anche richiesto lo stanziamento di 500.000 euro l'anno per i prossimi due anni per accelerare le pratiche di valutazione della cittadinanza. Nel contesto di una legge di bilancio che a Fratelli d'Italia non piace, questi sono degli emendamenti che, a mio avviso, devono inorgoglire non solo noi, ma tutto il Parlamento che li ha approvati. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, vorrei evidenziare altri aspetti di questo disegno di legge di bilancio. Sappiamo quanto sia stato difficile e complesso, anche per la situazione data, come è stato ben evidenziato dai colleghi che mi hanno preceduta. Tuttavia, abbiamo sicuramente segnato alcune vittorie rilevanti, soprattutto dal punto di vista sociale e culturale, e abbiamo toccato anche sensibilità importanti, se pensiamo al tema delle pari opportunità. Vorrei, infatti, soffermarmi soprattutto su questo punto. Credo che, come maggioranza di Governo e come Italia Viva, insieme al Partito Democratico e al MoVimento 5 Stelle, l'essere riusciti a portare il tema delle atlete all'interno di questa manovra finanziaria, dopo tanti anni e dopo ciò che era accaduto l'anno scorso, quando un analogo emendamento era stato reso invece inammissibile, vada considerato un grande risultato. Ringrazio il Governo e, in questo caso, il sottosegretario Guerra. Non era scontato, eppure sono stati stanziati 11 milioni di euro. È un primo passo, perché non abbiamo risolto tutti i problemi, ma è un passo importante, che ci deve vedere felici e contenti, anche come donne di questo Senato. È importante, perché da molto tempo il mondo dello sport chiedeva alla politica di affrontare finalmente questo tema, di colmare una lacuna che era davvero incomprensibile. Rispetto agli altri Paesi scontiamo un ritardo enorme. Queste atlete, cui va un ringraziamento da tutti noi, hanno raggiunto enormi risultati. Sono professioniste sul campo, ma poi sono trattate da dilettanti dal punto di vista giuridico. Non è più accettabile. Oggi la politica ha fatto questo passo importante. È il primo step . È chiaro, adesso chiediamo al Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministro per le pari opportunità e la famiglia di continuare a lavorare su questo. Evidentemente, infatti, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, quando metterà in piedi, a gennaio, il tavolo di lavoro sul professionismo femminile, dovrà inserire il tema all'interno della legge delega sullo sport. Credo, però, che con questo risultato possiamo finalmente parlare di qualcosa di concreto, non soltanto come simbolo, che è già importante, visti i risultati; penso alle nostre nuotatrici, che hanno portato medaglie d'oro in questi giorni, e alle nostre calciatrici, con i mondiali di calcio femminili. Ma finalmente diamo la possibilità per i prossimi tre anni alle società sportive, che stipulano contratti di lavoro con le atlete, di avere l'esonero totale dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali, fino al limite massimo di 8.000 euro l'anno. Credo che sia un risultato importante perché si aggiunge, non solo dal punto di vista lavorativo, a un altro risultato che avevamo già raggiunto con il fondo di maternità per le atlete. Anche questo è stato un risultato che abbiamo conseguito negli anni, con una battaglia, devo dire, anche trasversale che poi la maggioranza ha saputo fare propria. Queste donne atlete lavorano a tempo pieno, scelgono lo sport come professione quando arrivano a questi livelli. Il fatto che il loro fosse sempre un lavoro precario, senza una pensione, senza uno stipendio fisso, sempre legato ai risultati che si possono ottenere o meno era davvero un problema, che spesso portava le atlete a decidere, se magari non riuscivano a portare risultati soddisfacenti, ad abbandonare quello sport, quella passione, quel simbolo che, come Italia, ci vede poi protagonisti in tanti grandi eventi sportivi. Bene, io credo che con questa speranza noi oggi ci rivolgiamo soprattutto alle più giovani, alle ragazze che si vogliono avvicinare allo sport, e finalmente forse diamo la possibilità alle federazioni sportive, che a volte sono anche loro poco sensibili, di aprirsi di più e di avviare davvero un dialogo con la politica e con le istituzioni. Abbiamo bisogno di creare e di far crescere vivai sportivi; questo significa creare condizioni di accesso paritarie per le ragazze e i ragazzi. Lo sport è importante e non ha solo un grande valore etico, ma ha anche un valore di prevenzione verso tante forme di dipendenza. Penso anche al tema della salute: sappiamo quanto bene faccia alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi. Spesso poi loro si identificano in testimonial di eccellenza; penso alla nostra Federica Pellegrini e ad altri simboli importanti che ci onorano nel mondo dello sport a livello mondiale. Bene, io credo che da oggi in poi dobbiamo ancora di più, care colleghe, cari colleghi e caro Governo, lavorare assieme: aprire questo tavolo e fare finalmente una legge delega che consenta di non avere più scuse. Abbiamo trovato le risorse economiche; adesso andiamo avanti su questa strada. Ringrazio il Governo e il sottosegretario Guerra; penso che anche oggi abbiamo scritto insieme, come maggioranza di Governo e come senatori della Repubblica, una bella pagina. Anche lo sport entra a pieno titolo nella legge di bilancio. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Ferrari) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, la discussione che si è succeduta in queste settimane, anzi in questi mesi, ha avuto dei caratteri difficilmente spiegabili, direi lunari e deliranti, guidati, con una grandissima spregiudicatezza, in particolare da alcune forze politiche - devo dire non tutte - dell'opposizione. Si è parlato di tasse e manette, si è parlato di manovra delle tasse e delle manette. Ora, so che questo non è più ormai il luogo della discussione sensata sulle parole ma è diventato anche questo il luogo della demagogia e dei comizi elettorali, della politica ormai trasformata solamente in slogan, del tutto distaccata dal principio di verità, un principio sacrosanto e un valore per la trasparenza. Ormai ci stiamo abituando a tutto, anche a questo. Vorremmo anche ricordare al senatore Centinaio che noi non abbiamo esaurito con questa manovra la missione del nostro Governo; abbiamo semplicemente cominciato a rimediare ai danni che la Lega ha compiuto in questo anno e mezzo. (Applausi dal Gruppo PD) . E vogliamo ricordare che il buco di 23 miliardi di euro che avete lasciato è del tutto pari alla situazione che avevate lasciato nel nostro Paese l'ultima volta che avete governato, cioè nel 2011. Questa è la verità. Voi fate demagogia, raccontate balle e frottole, le sparate grandi (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , dopodiché al momento opportuno scappate e qualcun'altro deve rimediare agli incredibili danni che costantemente avete fatto al nostro Paese e ai nostri cittadini. PRESIDENTE. Rimaniamo sul tema, senatore Ferrazzi. FERRAZZI (PD) . È il tema del bilancio, signor Presidente; è esattamente questo il dibattito politico, che grazie a Dio c'è ancora nel nostro Paese. Signor Presidente, colleghi e colleghe, su 30 miliardi di manovra abbiamo dovuto utilizzarne 23 per rimediare a questo grave danno. (Commenti del senatore Floris) . Tutte promesse di Salvini&Co. lanciate in campagna elettorale; poi qualcuno, mentre lui fuggiva tra un Papeete e l'altro, ha dovuto appunto rimediare. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Basta con questo Papeete. Non siete un po' ripetitivi? FERRAZZI (PD) . Vogliamo fare qualche altro esempio? Misura delle tasse: 23: miliardi di taglio, più 3 miliardi di taglio del cuneo fiscale. Diciamola tutta, signor Presidente, sono soldi in più nelle tasche dei lavoratori: questi sono i 3 miliardi di euro di taglio del cuneo fiscale, questi sono i dati! Dopodiché parlavo di comunicazione lunare e delirante, perché sul 5 per cento della manovra si è discusso per due mesi, cercando - questo lo capiamo - di creare una cortina fumogena attorno al dato di realtà, cioè i danni che stiamo evidentemente evitando e grazie a Dio ci è riconosciuto a livello planetario dai mercati, dai cittadini e dalle istituzioni nazionali amiche e meno amiche. Signor Presidente, entrando nel merito, naturalmente vorrei soffermarmi sulla questione ambientale, perché il green new deal, come abbiamo detto, è fondamentale e abbiamo già iniziato costruirlo. Vorrei ricordare il fondo per il rilancio degli investimenti nelle amministrazioni centrali dello Stato, con una dotazione di 22,3 miliardi di euro tra il 2020 e il 2034 per i progetti green, di economia circolare, di decarbonizzazione, di riduzione delle emissioni, di risparmio energetico, di sostenibilità ambientale e in generale per l'innovazione sostenibile. Altro che manovra delle tasse e delle manette! Parliamo dei contenuti, almeno in quest'Aula! I nostri Governi, quelli che poco chiacchierano e tanto fanno, già nel 2017 avevano dotato il fondo legato al finanziamento per gli investimenti e per lo sviluppo infrastrutturale di 47 miliardi di euro per i quindici anni successivi e l'anno dopo lo hanno aumentato di 36 miliardi; il fondo è dedicato al trasporto, alla ricerca, alla difesa del suolo, alla rigenerazione urbana. Come non parlare poi dell'efficientamento energetico e dello sviluppo territoriale sostenibile? Vi è poi per esempio tutto il grande lavoro fatto per i Comuni, non solo dal punto di vista dei contributi e del sostegno delle politiche fiscali, ma dell'aiuto reale ai Comuni, riconosciuto grazie a Dio in modo trasversale. Anche in questo caso abbiamo posto rimedio ai danni prodotti da una legge di stabilità che era stata voluta dal Governo di centro-destra con un taglio incredibile operato ai Comuni dal 2007-2008 in poi. Con la manovra in discussione vengono disposti grandi contributi: penso a 500 milioni di euro per l'efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile per i Comuni e, sempre per gli enti territoriali, a 8,8 miliardi nel periodo 2020-2034 per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Come non menzionare i 9,1 miliardi di euro per la rigenerazione urbana e in particolare per le periferie? Vedete, c'è chi nelle periferie va a fare i comizi e c'è invece chi nelle periferie va a portare i progetti, a finanziare e aprire i cantieri, questa è la grande differenza. E come non parlare del fondo per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei Comuni? Mi riferisco a 400 milioni di euro all'anno dal 2025 al 2034, compreso il dissesto idrogeologico e la prevenzione del rischio sismico. Da ultimo, signor Presidente, vorrei menzionare il contributo per i finanziamenti anche regionali, del tutto simile a quello dei Comuni, che possono naturalmente riversarli a livello territoriale, e poi il grande pacchetto del green new deal: 470 milioni di euro nel 2020, 930 milioni 2021, 1.420 milioni nel 2022 e altrettanti nel 2023. È stabilita la possibilità da parte del MEF di prevedere i green bond anche nel nostro Paese; si introduce il progetto green mobility anche per le pubbliche amministrazioni, le quali da gennaio potranno acquistare o noleggiare veicoli elettrici e ibridi. Vorrei poi citare per titolo il bonus efficienza energetica (da noi voluto da anni e mantenuto), il bonus per la ristrutturazione, il bonus facciate fino al 90 per cento, il credito d'imposta per gli investimenti ambientali, la misura definita Nuova Sabatini, eccetera. Mi permetta, signor Presidente, di concludere con una parola sulla mia città, Venezia. Dopo tante parole e chiacchiere finalmente abbiamo rifinanziato stabilmente la legge speciale con 60 milioni di euro, come diceva il relatore Stefano, che abbiamo stanziato per questa città straordinaria. Ho visto che alcuni della Lega oggi sui media hanno detto di aver chiesto un miliardo di euro: bravi, bravissimi; magari la prossima volta, quando sarete ancora all'opposizione, chiedetene due; ma, nel caso in cui tornaste al Governo, mettete almeno dieci milioni, visto che nell'ultimo anno e mezzo, quando dovevate governare, avete messo zero. (Applausi dal Gruppo PD). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi sopravvissuti, quello che mi sembra importante dire in questo momento è che non ci dobbiamo preoccupare troppo perché i nostri poveri colleghi della Camera non avranno alcuna possibilità d'intervenire in merito alla legge di bilancio, perché loro ci restituiranno il favore e ci manderanno il decreto-legge fiscale sul quale noi non potremo dire nemmeno mezza parola: ed è questa una delle più grosse beffe dell'organizzazione dei lavori parlamentari di quest'ultima parte dell'anno. Detto questo, vorrei analizzare due passaggi che mi sembrano particolarmente significativi in questa legge di bilancio e che si riferiscono concretamente a due cose che non ci sono. La prima riguarda le cure palliative, con un emendamento da me chiesto, facendo riferimento a quanto il presidente Conte aveva detto in quest'Aula, seduto su quella poltrona, proprio il giorno in cui si era insediato il Governo Conte- bis . Erano i giorni, lo ricorderete tutti, in cui era appena uscita la sentenza della Corte costituzionale e, con una sorta di contrappeso a questo semaforo verde, per cui veniva sdoganato il suicidio assistito, si era detto di opporre, come un elemento forte di prevenzione, la possibilità per i pazienti di ricorrere a cure palliative in misura adeguata, attraverso gli hospice e l'assistenza domiciliare, dovunque ve ne fosse bisogno. Il presidente Conte aveva impegnato la propria parola, dopodiché non si è più visto nulla; ho presentato un emendamento e ho insistito, come tutti noi, facendo la nostra questua quotidiana per sapere cosa ne fosse stato e tutte le volte la risposta è stata che non c'erano fondi, il che potrebbe anche essere plausibile. Non si può negare, però, che questi fondi invece siano stati trovati per molte altre cose che non riguardano quella fascia di persone che diciamo attraversare l'ultimo miglio della vita e che chiede soltanto un accompagnamento. Per loro, nonostante la parola del Presidente, nulla. Viceversa, si sono trovati fondi, per esempio, per modificare la percentuale di principio attivo - il famoso tetraidrocannabinolo - nell'ambito della cannabis. Si è cercato quest' escamotage di aggiramento della norma che guarda con prospettiva alla liberalizzazione della cannabis, cercando d'intervenire intanto aumentando la quantità di principio attivo presente. Riusciamo quindi a intervenire veramente con due pesi e due misure rispetto al bene salute, privilegiando ciò che potremmo dire avere un aspetto ludico - se così si può chiamare - e che mi piace mettere in relazione a un altro fatto. Il presidente Mattarella, pochi giorni fa, ha tuonato a gran voce, giustamente, contro l'evasione fiscale, dicendo - e qualche collega l'ha anche ripetuto - che se tutti pagassimo le tasse, ovviamente staremmo tutti meglio e probabilmente pagheremmo meno tasse. Bene, signori, bisognerà cercare di spiegare perché i produttori di tabacco riscaldato, che non ha affatto ottenuto l'effetto per cui era stato proposto (sembrava che dovesse ridurre il numero dei fumatori e i rischi ad esso connessi, cose che oggi sappiamo essere due menzogne), pagano le tasse al 25 per cento. Non si capisce se questa regalia ai produttori di tabacco non sia totalmente in contrasto con il fatto che ci viene detto che non ci sono fondi per le cure palliative. C'è però un altro passaggio, e mi rivolgo al Presidente veramente con grande rispetto, perché sto parlando di malattie rare e so quanto è sensibile al tema: non siamo riusciti a trovare fondi per questo. Cari colleghi, i malati rari, in molti casi, non hanno farmaci. È il famoso problema dei farmaci orfani. Qualche volta si ha la fortuna che, per una malattia rara, si trova un farmaco e, in genere, quando questo accade è perché l'azienda che lo produce è quasi sempre un'azienda fatta di ricercatori universitari, che mettono su una ATI, un'associazione temporanea di impresa per produrre quel farmaco. Ebbene, la quantità di imposte che si scarica su quel farmaco rende difficile ai produttori produrre quel farmaco, per cui molto spesso ci troviamo con pazienti che sono senza il farmaco unico, specifico, di cui potrebbero avere bisogno. Signori, noi non abbiamo trovato soldi per i farmaci rari: se voi digitate «farmaci rari», non trovate nulla, perché per loro non abbiamo saputo trovare nulla. È una legge di bilancio che trascura le fasce più fragili, che operativamente chiamiamo quelle che definiscono la cultura dello scarto e quando non si trova nulla per queste persone, di che cos'altro vogliamo parlare in questa legge? Ma in che misura vogliamo dire che ci siamo presi cura della disabilità, che ci siamo presi cura delle non autosufficienze? Immaginate qualcuno meno autosufficiente di un paziente terminale? Tra l'altro, voglio fare anche presente che, prima di intervenire in Aula, sono andata a cercare il fascicolo degli emendamenti. Io non so che cos'altro vi sia nella legge di bilancio. So solo che ci sono le cose di cui mi sono occupata e preoccupata. Domani, potrei scoprire che ci sono molte altre cose che non mi piacciono affatto. Per esempio, penso al balletto che ci è stato intorno al gioco d'azzardo, per cui l'articolo della legge, in qualche modo, alza il numero delle macchine e migliora la situazione per i concessionari, impegnando per nove anni una serie di misure che sono a loro vantaggio, dopodiché, c'è l'emendamento che riduce, per cui qualche collega può dire che sta conducendo la battaglia contro il gioco d'azzardo. Peccato che il combinato disposto Partito Democratico-MoVimento 5 Stelle, con forse una parte di LeU, in realtà abbia fatto un bel regalo ai concessionari di gioco d'azzardo. Signori, questa è l'ipocrisia di sistema. Perché parliamo di tasse? Io sto parlando di tasse che avrei voluto avessero pagato in più quei famosi produttori del tabacco riscaldato. Non sto parlando di uno sconto, però sto dicendo che sull'altro piatto della bilancia voglio mettere i più fragili, cosa che non accade. Io voglio, però, concludere questo mio intervento con due note positive. Le ho dovute cercare, come quando si cerca la perla e ci si chiede se c'è qualcosa di buono, qualcosa che risponde davvero alle esigenze. Voglio citare queste note. Una riguarda fondi che sono stati messi nella scuola media superiore, concretamente negli istituti che si occupano di arte, come gli istituti di belle arti o le scuole di musica, dov'era impossibile, fino a ieri, per soggetti portatori di handicap , soggetti che avevano la famosa legge 104, soggetti che avevano difficoltà (stiamo parlando di ragazzi) poter accedere. C'è stata un'interrogazione, che ho fatto al Ministro della pubblica istruzione e al Ministro della giustizia, perché mi sembra che, in qualche modo, fossero in gioco diritti umani. Questa interrogazione, che, ovviamente, non ha avuto nessuna risposta, riguardava proprio il caso di tre soggetti autistici, che avevano superato tutte le prove di ammissione all'istituto di belle arti ma che si erano dovuti scontrare con una burocrazia ostile, che noi, in qualche modo, abbiamo cercato di mobilitare. Ebbene, devo dire che, probabilmente, quella risposta che non ho avuto dal Ministro è presente nella legge di bilancio, in termini di aiuto e di facilitazioni per questi ragazzi. A nome di questi ragazzi, ovviamente, io ringrazio. L'altra nota, che mi sembra di assoluta giustizia e che prima non c'era, è che aiuti, sempre nella logica dell'inclusione delle persone nelle scuole, sono stati concessi, bontà loro, anche alle scuole paritarie. Meno male che nella legenda che accompagna l'emendamento si ricorda che le scuole paritarie sono parte integrante del sistema della scuola pubblica, come deciso, a suo tempo, da un famoso Ministro, che certamente non era di area cattolica, ma era sufficientemente illuminato da capire che anche le scuole paritarie svolgevano un ruolo che componeva il sistema della scuola pubblica. Fortunatamente anche questa volta ci sono questi aiuti: sembrava quasi una grande concessione, un grande emendamento, mentre avrebbe dovuto essere di stretta giustizia. In conclusione, ringrazio per i bambini autistici, ringrazio per i soggetti portatori di handicap i cui genitori desiderano che frequentino scuole di tipo paritario e mi rattristo profondamente per i pazienti che hanno bisogno di cure palliative e veramente per tutti i malati rari, che ancora una volta sono i più rari dei rari. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Rufa) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, quella al nostro esame è una manovra di cui siamo molto soddisfatti, una manovra che guarda al futuro e per la quale, dal nostro punto di vista, abbiamo fatto il massimo possibile nelle attuali condizioni. Tale manovra è caratterizzata da alcuni punti chiave come una imponente diminuzione delle tasse e una crescita sostenibile con il green new deal . Contiene inoltre incentivi alle imprese; nel comparto sanità investiamo più di due miliardi; sono poi previsti fondi alle famiglie e ai disabili, misure per il Sud, come la famosa quota 34 cui facciamo gran riferimento è alla quale poniamo grande attenzione. Poi ci sono i fondi per i Comuni che abbiamo stabilizzato - 500 milioni di euro per quattro anni - e un'altra imponente voce riguarda la rigenerazione urbana, il contrasto al disagio abitativo e altri fondi comuni che ammontano a 16,7 miliardi di euro. Ho ascoltato i colleghi, sia in Aula che in Commissione bilancio fino a qualche ora fa e l'opposizione ha definito questo disegno di legge di bilancio come la legge delle tasse, contraddicendo i numeri. Li vorrei allora brevemente riportare, questi numeri, per capire se è come dicono loro oppure se è come diciamo noi. La diminuzione imponente di tasse a cui ho fatto riferimento riguarda la sterilizzazione dell'IVA che vale 23,72 miliardi di euro. Se non ci fosse stato l'intervento di questa maggioranza e di questo Governo, ogni famiglia italiana, in media, avrebbe pagato 500 euro in più. Poi c'è la parte che riguarda la riduzione del cuneo fiscale, che vuol dire più soldi nelle buste paga dei lavoratori, che vale tre miliardi di euro. Ancora, ci sono altre misure come quella relativa alla reintroduzione dell'ACE, un incentivo fiscale per gli aumenti di capitale. Per quanto riguarda la cedolare secca, ho sentito dire che noi l'avremmo aumentata: devo ricordare ai colleghi di opposizione che la cedolare secca del 10 per cento per l'imposta sugli affitti a canone concordato scadeva il 31 dicembre del 2019, quindi se noi non avessimo trovato i fondi, se non l'avessimo rifinanziata, sarebbe salita al 15 per cento dall'anno prossimo. Invece così non è, l'abbiamo mantenuta - rifinanziandola come dicevo - al 10 per cento. In più abbiamo abolito il superticket e ci abbiamo messo 185 milioni. Il totale di tutte queste voci ammonta a 26,784 miliardi di euro. (Commenti del senatore Rufa) . I colleghi di opposizione parlano invece di un aumento delle tasse e si riferiscono in maniera particolare alla plastic tax , alla tassa sulle auto aziendali - che non c'è più, li voglio avvisare: non c'è in questo disegno di legge di bilancio, quindi li invito a guardare meglio - a leggere meglio - e alla sugar tax, più altre imposte. (Applausi dal Gruppo M5S) . Se vi dotaste di calcolatrice, scoprireste che tutte queste imposte ammontano a 4,16 miliardi di euro, quindi con un po' di onestà intellettuale e una semplice calcolatrice - e con nozioni minimali di aritmetica - se faceste questa sottrazione capireste che il saldo positivo, cioè la diminuzione delle tasse per l'anno 2020, è di 22,6 miliardi di euro. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ho sentito dire, sempre dai colleghi di opposizione, per sminuire questa che appunto è una imponente, colossale diminuzione di tasse, che la sterilizzazione delle clausole dell'IVA era una cosa praticamente dovuta, che si sapeva e che quindi era nelle cose. Voglio ricordare che così non è e voglio soltanto fare dei riferimenti storici. L'ultima volta che c'è stato un imponente e colossale aumento di tasse è stato nel 2011 - con il Governo Berlusconi - con misure, che sto per citare, votate dall'allora PdL e dalla Lega, che ora si stracciano le vesti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 prevedeva un aumento dell'IVA dal 20 al 21 per cento, valeva 4,5 miliardi di euro e la paghiamo dal 2011; il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 faceva aumentare l'IVA dal 21 al 22 per cento, partendo dal 2013, e questa costa 4,2 miliardi di euro che paghiamo dal 2013; il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, quello che ha aumentato l'Imu (ricordate quando c'è stato un aumento imponente dell'Imu dall'oggi al domani?) valeva 24 miliardi di euro. Questi signori sono riusciti ad aumentare di 32 miliardi di euro in un solo anno le tasse e ora si permettono di farci la morale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Noi le abbiamo diminuite di tanto, loro le hanno aumentate. Dio non voglia che tornino al Governo! (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentili colleghi, innanzitutto volevo ricordare al senatore che mi ha preceduta che forse dimentica l'anno scorso, quando venivano lanciati i tomi verso il Governo. Probabilmente, prima di indicare verso questa parte dell'emiciclo, dovrebbe pensare a quello che ha fatto il PD l'anno scorso. Comunque, finalmente la montagna ha partorito il topolino. Nonostante la flessibilità dell'Europa del 2,2 sull'indebitamento netto, questa manovra arriva con estremo ritardo, tanto che sarà licenziata con l'ennesima fiducia: ma nulla di nuovo, visto che ormai è diventata prassi. Nulla di imprevisto, tenuto conto che le quattro sinistre scrivono di giorno e litigano di notte, per poi negli sprazzi di tempo trovarsi nei vari talk show ad autoproclamarsi i salvatori del Paese. Eh sì, perché si insiste nell'affermare che questa è una manovra espansiva - e qui mi rivolgo al collega del MoVimento 5 Stelle - volta alla crescita, ma analizzandola nei vari passaggi e coniugandola con il decreto fiscale, ci si rende conto che ciò che cresce in realtà è la pressione fiscale, cresce la burocrazia e - perché no? - visto che è Natale, non poteva mancare una bella lotteria. Tante le opzioni sul tavolo, a partire da settembre, ma poi smentite e travestite da fake news , forse perché ad un certo punto le quattro sinistre hanno tentato di ascoltare il malcontento del Paese, insieme all'allarme lanciato da Forza Italia più volte da questi banchi, o anche perché vi siete accorti che le maggiori tasse avrebbero provocato una perdita di voti in Regioni chiave come l'Emilia Romagna. Ed ecco che, magicamente, le tasse sono per la maggior parte posticipate, ma la matrice, seppur modificata, è rimasta. Mi riferisco all'ipotesi di aumentare l'IVA dal 10 al 23 per cento per gli alberghi e i ristoranti che non avrebbero utilizzato pagamenti elettronici. Fortunatamente le categorie sono insorte ed il tiro è stato calibrato, pensando in primis di sanzionare con 30 euro di multa più il 4 per cento del valore della transazione, per poi risolvere, per modo di dire, togliendo la sanzione, molto probabilmente perché non si è riusciti a contrattare con le banche la commissione e quindi adesso, per supplire a questa mancanza, si prevede un credito d'imposta del 30 per cento sulla commissione. È previsto nel decreto fiscale l'aumento della tassa di soggiorno fino a 10 euro, che di fatto renderà il turismo italiano poco concorrenziale con i Paesi esteri, incidendo sul budget dei nostri ospiti che avranno meno risorse da spendere nei bar, ristoranti e negozi. Come per il limite del contante, che non sortirà l'effetto voluto, anzi farà in modo che il denaro venga speso all'estero. Ma parliamo della legge di bilancio più nel merito. È effettivamente auspicabile trovare soluzioni per limitare l'uso della plastica, soprattutto riciclare il più possibile per contrastare l'inquinamento: su questo tutti siamo d'accordo. Ma bisogna tenere in considerazione la necessità di garantire un equilibrio tra economia e ambiente. Pensare di modificare la cultura delle persone da un giorno all'altro è impensabile. Prima di tassare bisogna fare una campagna di sensibilizzazione e dare alle aziende del settore il tempo per innovarsi e per creare alternative. Bisogna trovare una quadra tra le diverse normative, e mi riferisco all'HCCP, in contraddizione - se vogliamo - all'abolizione della plastica, in quanto la normativa è molto severa per la sicurezza e l'igiene alimentare. Interi settori si troveranno in difficoltà senza avere il tempo o le alternative per adeguarsi ai dettami di legge, per non parlare dei posti di lavoro che saranno messi in discussione. Invece di tassare, non sarebbe stato meglio dare sovvenzioni alle aziende per cercare di innovarsi sul materiale riciclabile? Anche la sugar tax concepita per fare cassa, ma spacciata per il benessere e la buona educazione alimentare, è una tassa inutile se partiamo da un principio di educazione alimentare. Il consumo di un determinato prodotto rispetto ad un altro è dovuto ad una sbagliata cultura alimentare. Spesso, soprattutto noi mamme, per mancanza di tempo scegliamo una merendina per i nostri figli, quando invece potremmo optare per un frutto. Ma non sarà tassando che cambiamo questo modo di fare. Così facendo, andiamo solo a penalizzare le aziende produttrici e rincareremo la spesa famigliare. Ma forse era proprio l'obbiettivo che vi eravate prefissati: fare cassa. Forse era meglio pensare a quelle casse di arance siciliane che resteranno invendute. Non avete pensato che così si incentiva l'acquisto di prodotti esteri, dove i costi di produzione sono più bassi. Però poi ci facciamo belli parlando di made in Italy . Sembra proprio che si voglia in qualsiasi modo bloccare la crescita di questo Paese azzoppando imprese, che di fatto generano lavoro, quindi ricchezza: parliamo di economia reale. Ma questo Governo, che ha confermato in questa legge di bilancio il reddito di cittadinanza, vuole creare ulteriore lavoro ai navigator creando maggiore disoccupazione? Se le imprese chiudono, di lavoro ce ne sarà ben poco, e quindi a rischio potrebbero diventare anche gli stessi navigator . Ma sul lavoro mi pare che ci sia un'idea poco chiara. Il decreto-legge dignità ha di fatto generato una sovrattassa da circa 210 milioni di euro e prevede per ogni rinnovo di contratto a tempo determinato che vi sia un aggravio dello 0,5 per cento, che va ad aggiungersi all'addizionale dell'1,4 per cento, che già le aziende pagano in caso di utilizzo di lavoratori temporanei. L'aggravio dello 0,5 per cento è a sommatoria, quindi ad ogni rinnovo si procede con 1,4 per cento più 0,5 per cento al primo rinnovo, per poi aumentare dello 0,5 per cento ad ogni rinnovo. Questo è penalizzante per le località turistiche. Era meglio utilizzare le risorse del reddito di cittadinanza per abbassare ulteriormente il cuneo fiscale; 3 miliardi di euro sono insufficienti; viene abbassato solo per i lavoratori e non per le imprese, tenuto conto poi che i soldi che resteranno in tasca ai lavoratori li spenderanno per queste nuove tasse. Parlando di località turistiche mi vengono in mente le montagne, e se in questo momento dell'anno abbiamo una visione da cartolina della montagna, bisognerebbe invece osservare il fenomeno dello spopolamento che si sta verificando. Se non reagiamo subito istituendo zone economiche speciali (ZES), rischiamo di vedere territori non più curati. Quindi, in questa legge di bilancio andavano incrementate le risorse per le zone ad economia speciale per i territori montani ed è quello che abbiamo cercato di fare proponendo alcuni nostri emendamenti. Inoltre, si è deciso di togliere la cedolare secca sugli affitti dei negozi. Questo genera un'azione contraria, in assenza di cedolare secca. Infatti, il proprietario è soggetto all'Irpef, all'addizionale regionale e comunale, in più all'imposta del registro, per un carico totale che può superare il 48 per cento. Così il costo degli affitti sarà sempre più caro, contribuendo alla chiusura di quei negozi che, pur faticando, ancora sopravvivevano garantendo un servizio e il contrasto al degrado. I soldi però per i festeggiamenti ci sono: nella notte è stato approvato un emendamento per il centenario del Partito Comunista con le risorse finalizzate alla promozione di iniziative culturali e celebrative connesse a tale ricorrenza. Sono basita per questa approvazione, se consideriamo queste iniziative culturali potevano incrementare, con eventuali risorse, il capitolo delle minoranze linguistiche nella legge n. 482 del 1999 - ricordo che tale capitolo viene sempre limitato, anche se questa volta ci sono delle risorse in più - previste all'articolo 6 della nostra Costituzione. Ma visto che la speranza è l'ultima a morire, speriamo che il Partito Comunista scelga di destinare le eventuali risorse ai terremotati, che da troppo tempo festeggiano ben poco. Meno male che si è deciso di equiparare gli stipendi dei Vigili del fuoco, perché sinceramente non basta solo chiamarli eroi negli eventi catastrofici, per poi ringraziarli con una pacca sulla spalla. Sono stati tanti gli emendamenti che abbiamo presentato come Gruppo Forza Italia e questo per cercare di raddrizzare la barca. Ben pochi sono passati, anche se con la tenacia siamo riusciti ad avere la meglio: uno su tutti, lo sconto in fattura ecobonus , che ristabilisce le corrette condizioni di concorrenza senza penalizzare gli artigiani e le piccole imprese. Non ci aspettavamo una manovra potente come la Ferrari, ma speravamo in qualcosa in più di un monopattino. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Giacobbe. Ne ha facoltà. GIACOBBE (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, in questo intervento intendo approfondire alcune questioni trattate in questa legge di bilancio che riguardano le comunità italiane nel mondo. Malgrado le poche risorse finanziarie a disposizione, i nostri connazionali all'estero possono ritenersi soddisfatti della reale attenzione che questo Governo ha voluto dare e che è provata dai fatti. Si registra un cambio di direzione rispetto all'anno passato. Si tratta di un segnale forte dell'interesse del Partito Democratico e del Governo per la diffusione di lingua e cultura nel mondo e per il rispetto di organismi di rappresentanza - Comites e Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) - di sicuro valore per le nostre comunità e per la rappresentanza parlamentare. Vorrei sottolineare che le somme stanziate a beneficio delle nostre comunità all'estero rappresentano un grande investimento per il nostro Paese. Infatti, le comunità degli italiani nel mondo sono state e continuano a essere una grande risorsa per l'Italia, ieri agevolando l'ingresso delle aziende italiane nei mercati in cui risiedevano e oggi con i loro figli e i loro nipoti, che fanno parte integrante della società dove vivono e dei centri decisionali di questa società. Hanno mantenuto e continuano a mantenere un legame molto forte con l'Italia e in un certo senso favoriscono l'ingresso delle aziende italiane in quei mercati. Con l'approvazione dei fondi aggiuntivi per la lingua e cultura italiana non faremo altro che aumentare l'interesse per l'Italia all'estero valorizzando e promuovendo il sistema Italia fuori dai confini nazionali e tutto questo a beneficio del made in Italy e dell' export italiano. La nuova logica è sottolineata dall'approvazione di nuove risorse per la rappresentanza degli italiani all'estero, Comites e Consiglio generale degli italiani all'estero. Questi organi istituzionali sono composti da persone che si impegnano volontariamente nelle attività di promozione dell'Italia nel mondo e che hanno avuto così un giusto riconoscimento e supporto per continuare a lavorare in quella direzione. Sono tutti risultati ottenuti grazie al lavoro di squadra portato avanti dal relatore in Commissione, dal Partito Democratico, dagli altri Gruppi di maggioranza e dal Governo. Alcuni temi, però, sono rimasti in sospeso. Fra questi, vi è il reinserimento della tassa Imu per i nostri pensionati all'estero. Indubbiamente è un passo indietro su una norma voluta e attuata dai Governi del Partito Democratico. Su ciò c'è il mio personale impegno e del Partito Democratico affinché il Governo possa trovare una soluzione ai problemi che hanno causato questa decisione. Io sono convinto che dobbiamo andare oltre. L'esenzione o, comunque, una riduzione delle tasse sulla casa per gli iscritti all'AIRE rappresenta un incentivo economico che favorisce flussi di turismo di ritorno e investimenti dei nostri connazionali all'estero, specie in parti del Paese a rischio di spopolamento. Ciò avrebbe un impatto significativamente positivo sul prodotto interno lordo. In altre parole, come dico in genere, le minori entrate fiscali rappresentano un investimento sicuramente più che compensato. Un altro tema su cui dobbiamo riflettere seriamente nel futuro è come riuscire a fare sistema con i giovani ricercatori che operano all'estero. Stanno facendo un ottimo lavoro e ottengono risultati eccellenti. I motivi che li hanno costretti a lasciare il nostro Paese sono strutturali e richiedono tempo per essere risolti. Nel frattempo, però, abbiamo il dovere di aiutarli nel loro lavoro e fare tesoro delle loro conoscenze. Occorre investire, valorizzando il loro lavoro e promuovendo programmi di collegamento per coinvolgerli e renderli partecipi in progetti di collaborazione con le aziende, i centri di ricerca e le università italiane. Signor Presidente, potrei continuare a lungo, ma luogo e tempo ci impediscono di farlo. Spero che tutti riusciamo a trovare nelle prossime settimane l'occasione per riflettere su questi temi con lo stesso spirito con cui abbiamo reperito le risorse per le comunità italiane nel mondo nella legge di bilancio. Intanto, e concludo, posso dire che in questa legge di bilancio è stata fatta una scelta strategica di investimento sugli italiani nel mondo, scelta che deve continuare ad essere coltivata nei prossimi anni con la collaborazione del Ministero degli affari esteri, insieme ad altri Ministeri, fra cui quello per i beni e le attività culturali, dell'istruzione, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. Colleghe e colleghi, credetemi: a beneficiarne non saranno solo le comunità degli italiani nel mondo, ma anche e soprattutto l'Italia ed il futuro dei nostri figli. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Maffoni. Ne ha facoltà. MAFFONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi senatori, siamo ormai prossimi all'approvazione di una manovra finanziaria, oggi come non mai, frutto di un'improbabile intesa che deriva da una maggioranza che non c'è più o forse che non c'è mai stata. Una manovra, colleghi, che mette insieme tutto e il contrario di tutto, ma che tralascia alcuni grandi temi politici che il Governo non ha il coraggio di affrontare. Uno di questi sono gli enti locali. Da qualche anno, una delle più dannose e controverse battaglie che hanno unito i partiti di questa maggioranza è quello dei tagli e della riduzione dei costi della politica, con l'illusoria speranza che questa demagogica idea potesse essere la soluzione di tutti i mali. Negli anni scorsi si è deciso, con una goffa e insensata legge, di eliminare le amministrazioni provinciali, mandando nel caos migliaia di amministratori, specie di piccoli Comuni, che si sono visti totalmente privati del loro primario, se non unico, interlocutore. Questa manovra finanziaria, colleghi senatori, non si discosta per nulla da chi continua a pensare che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale sia un inutile costo della politica e non un elemento essenziale per il funzionamento del Paese. Ben venga quindi la proposta di aumento dell'indennità dei sindaci dei Comuni sotto i 3.000 abitanti: un provvedimento che costerà alla collettività 10 milioni di euro, ma che darà ampio respiro affinché tutti quegli eroici amministratori di piccoli Comuni potranno dedicarsi con maggiore attenzione ai propri piccoli municipi, che altro non sono che uno dei patrimoni della nostra storia. Se si pensa però che la manovra che andremo a votare prevede l'ulteriore proroga del reddito di cittadinanza, che costerà ai contribuenti decine di miliardi di euro, non oso immaginare cosa si sarebbe potuto fare se parte di quei fondi fossero stati destinati ai Comuni e alle amministrazioni locali. La verità, colleghi, è che le amministrazioni comunali, specie quelle piccole, svolgono un ruolo sociale e di fondamentale importanza, un ruolo che negli ultimi anni questo Parlamento ha scordato. Purtroppo con la vostra demagogia e con il vostro attaccamento al palazzo, avete scordato di premiare ed incentivare chi lavora sul territorio per il bene della collettività, premiando invece chi, con il reddito di cittadinanza, vi permette di pensare al bene vostro. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Saponara. Ne ha facoltà. SAPONARA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghi, chi produce PIL e fa girare l'economia, dando anche posti di lavoro, è un bene prezioso per lo Stato, che in quanto Stato dovrebbe, a partire dalla legge di bilancio, premiare e incoraggiare tutte quelle aziende e industrie che si spendono in tal senso. In questa legge di bilancio, approdata finalmente in Aula dopo numerose settimane di balletti tra emendamenti e subemendamenti, si è verificato esattamente il contrario di quello che sarebbe dovuto accadere: si è assistito ad una vera e propria raffica di tassazioni, che sembrano essere state concepite per punire, piuttosto che premiare, tutti quei lavoratori e quelle aziende che quotidianamente mettono il loro impegno e i loro investimenti per favorire l'economia del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è stata l'impressione scorrendo i 119 articoli di cui si compone il disegno di legge di bilancio per il 2020, confermata d'altra parte dai 4.550 emendamenti a esso presentati, di cui oltre 1.700 della maggioranza stessa. E già questo imponeva una riflessione da parte del Governo. È un Governo questo che, abbracciando la politica della green economy e della sostenibilità ambientale, ha pensato di andare a colpire le produzioni che utilizzano plastica, imponendo quella plastic tax che è riuscita a portare in piazza Montecitorio gli industriali di un comparto che, solo in Emilia-Romagna, la mia Regione, conta 36.000 posti di lavoro (20.000 impiegati nel packaging e 16.000 nelle imprese di trasformazione plastica) e genera più di 8 miliardi di euro di fatturato. L'Emilia-Romagna è la terza dopo Lombardia e Veneto nell'area Lover, che da sola vale quasi il 60 per cento dell'industria nazionale della trasformazione di plastica. Quando parliamo della trasformazione di plastica, dobbiamo pensare non solo alle bottiglie di plastica, ma anche a tutti quegli articoli che utilizziamo nella nostra quotidianità, come imballaggi, serramenti e articoli di cancelleria. Pensiamo - per esempio - ai dispositivi biomedicali per renderci conto di quanto una tassa del genere farà lievitare i costi, che ricadranno inevitabilmente sulle famiglie e su tutta la collettività. Infatti, aver rimandato l'avvio di tale tassazione al mese di aprile, con qualche riduzione ed escludendo alcune categorie di prodotti, non ha risolto il problema, ma l'ha solo posticipato. Ecco, non so sinceramente come si possa pensare di risolvere i nostri problemi ambientali applicando una tassa che, in realtà, è una grande beffa. Se questo Governo non si ravvede, servirà solo a fare cassa, provocando danni all'industria e mettendo a rischio numerosi posti di lavoro e, quindi, in difficoltà molte famiglie - come se quelle dell'Ilva non bastassero - affossando peraltro un settore di eccellenza che, già da tempo, ha intrapreso un percorso verso soluzioni più sostenibili, tanto che attualmente il 15 per cento della plastica utilizzata proviene da economia circolare. E per fare questo gli imprenditori di questo settore ci hanno messo impegno e soldi. E voi come li premiate? Tassandoli. Un grande applauso! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei poi ricordare che le imprese pagano già un contributo ambientale al Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, per un ammontare di 450 milioni di euro all'anno, 350 dei quali vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata. L'introduzione di una tassa sulla plastica equivale, quindi, a una sorta di doppia imposizione e favorirà i produttori esteri che, con una tassa come questa, non si devono confrontare. Le aziende virtuose si aspettavano piuttosto scelte del Governo volte a sostenere e accelerare l'impegno ambientale e i percorsi di sostenibilità che non possono essere liquidati caricandole di tasse, ma avviando piani concordati e incentivando lo sviluppo di nuove filiere di riciclo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Oltre alle tasse che questa manovra contiene e di cui ho fatto solo un esempio, bisogna stare attenti a quelle novità che sembrano essere state introdotte per fini lodevoli, ma che in realtà nascondono la volontà politica di invadere campi da cui la politica dovrebbe assolutamente stare fuori. Parlo, in questo caso, dell'Agenzia nazionale della ricerca, nascosta tra le pieghe delle misure per la crescita. Detta Agenzia, sottoposta alla Presidenza del Consiglio oltre che al MIUR, dovrebbe avere come finalità quella di potenziare la ricerca - badate bene, però - con un direttore scelto dal Presidente del Consiglio e un comitato direttivo composto da 8 membri, di cui 5 scelti dai Ministri del MIUR, del Mise, del Ministero della salute e di quello per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Infine, anche i membri del collegio dei revisori dei conti sarebbero nominati con decreto del Ministro del MIUR. Insomma, si tratta di un'Agenzia sulla cui istituzione anche i ricercatori nutrono molte perplessità, sia perché le linee indicate nella legge di bilancio per l'individuazione delle ricerche da finanziare da parte dell'Agenzia stessa portano a indirizzare le risorse disponibili solo su alcune aree della ricerca, sia perché la gestione dell'Agenzia risulterebbe affidata a cariche di nomina politica. Questo significa che la politica entrerebbe o entrerà nel controllo delle università e degli enti di ricerca, in dispregio all'articolo 33 della nostra Costituzione, che vuole che l'arte e la scienza siano libere e libero il loro insegnamento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vi chiedo, signori del Governo e onorevoli colleghi, se anziché creare un nuovo organo che costerà 25 milioni nel 2020, 200 nel 2021 e 300 nel 2022, non fosse stato più opportuno potenziare il già collaudato Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), o destinare piuttosto tali risorse a borse di studio per gli studenti, a borse di dottorato e di specializzazione medica, all'assunzione di ricercatori a tempo determinato, alle progressioni di carriera dei ricercatori a tempo indeterminato e dei professori associati delle università, alle stabilizzazioni e alle progressioni di carriera dei ricercatori degli enti di ricerca. Non le dico io queste cose: queste alternative le chiedono gli stessi ricercatori. L'altro giorno ho ricevuto una lettera firmata da oltre 5.000 ricercatori. Ancora, Presidente, mi permetto di fare un veloce riferimento alle Forze dell'ordine. Fa piacere leggere sulle pagine dei quotidiani delle nostre città che è aumentato il numero dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e degli agenti della Polizia di Stato. Ma ricordiamoci tutti che, se nelle nostre città oggi abbiamo più Forze dell'ordine, lo dobbiamo solo ed esclusivamente a Matteo Salvini (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) che, in veste di Ministro dell'interno, ha fatto scorrere le graduatorie e ha messo a bilancio risorse per l'assunzione di circa 8.000 uomini in divisa nel bilancio del 2019. In questo bilancio invece cosa è stato fatto per le Forze dell'ordine? Signori del Governo, per evitare di prendere meriti che non spettano, riflettiamo su questi aspetti. In conclusione, Presidente, doveva essere questa una legge di bilancio all'insegna della green economy , ma vengono cassati emendamenti che propongono la bonifica di siti contaminati. Doveva essere questa una legge di bilancio anche in favore delle zone svantaggiate, come quelle montane, la cui desertificazione produce tanti danni ai territori. Le richieste di istituire zone economiche speciali (ZES) nei nostri Appennini sono state cassate, mentre ci sarebbe stato bisogno di dare un segnale forte a tutta la montagna. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Doveva essere questa una legge di bilancio con un occhio di riguardo a favore della ricerca e dell'istruzione e invece si va solo a creare l'ennesimo carrozzone con rappresentanza politica che della ricerca porterà solo il nome. Doveva, in una parola, essere questo un bilancio espansivo; invece ci troveremo tutti a tirare la cinghia, a veder scappare altre aziende all'estero, se non addirittura a chiudere i battenti. Qualcuno del Governo Conte- bis ha affermato qualche mese fa di aver fatto in un mese più che il precedente Governo in quattordici mesi: non posso che confermare che è vero: ha fatto più danni questo Governo in pochi mesi che i Governi delle precedenti legislature. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Minuto. Ne ha facoltà. MINUTO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vedo che questa sera ci sono più donne in Aula; evidentemente abbiamo una tempra più forte. Eppure, è andata via la mia voce, e me ne scuso. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Vorrei evidenziare come questa manovra sia dannosa, comunque non utile per il Mezzogiorno. Una senatrice, qualche giorno fa, ha elencato i nomi di molti senatori del Sud. Io vi dico che al Senato è presente più di un terzo di senatori provenienti dal Mezzogiorno; eppure, poco in questa manovra c'è di quella parte d'Italia. Qualcuno ci dice che arriveranno quasi 5 degli oltre 7 miliardi di euro previsti per il 2020; ma tali risorse sono assorbite per oltre il 70 per cento dal reddito di cittadinanza; poche centinaia di euro erogate attraverso ricariche mensili su carta gialla. Il proclama che avete fatto qualche anno fa e che io speravo potesse avverarsi, e cioè «cancelleremo la povertà», purtroppo non si è attuato. Eppure, nel 2019 sono andati ugualmente via dal Mezzogiorno più di 100.000 giovani sotto i trentacinque anni e 2 milioni negli ultimi vent'anni. Questa fuga non si ferma e non si placa con sussidi o con altri mezzucci. I sussidi sono quanto di più dannoso si possa offrire alla gente e quanto di più diseducativo si possa dare ai giovani. Non lo dico con polemica. Ho toccato con mano quella realtà - vengo dal Sud - e so bene cosa significa. Sono sempre vissuta nel sociale e quindi vi posso assicurare che la situazione sta peggiorando. Gli aiuti dello Stato devono servire alle famiglie; soprattutto, devono servire a quel capofamiglia che, nel percorso della propria vita, è rimasto senza occupazione e che, per l'età avanzata, non riesce più a inserirsi nel mondo del lavoro: a quello serve l'aiuto e lì avreste dovuto concentrare tutti i vostri sforzi. Qui, invece, al fondo per i bandi generali, destinati al terzo settore per il Sud e alle famiglie disagiate, vi è stato un taglio di 10 milioni di euro. Bisogna rispondere con i fatti e con i numeri: ad esempio, con il credito d'imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno, con il credito di imposta per la ricerca e con il rafforzamento delle ZES, per i quali non ci sono, però, investimenti apprezzabili. Da evidenziare, inoltre, che le misure di «Resto al Sud», riprogrammate dal disegno di legge di bilancio in esame, vengono finanziate purtroppo attingendo al Fondo di sviluppo e coesione, e cioè a soldi che sarebbero stati comunque destinati alle Regioni meridionali. Su un totale di 1,2 miliardi di tale misura sono stati stanziati solo 142 milioni di euro, pur avendo accertato che tale programma è riuscito a produrre più posti di lavoro di quanti ne abbia generato il reddito di cittadinanza. Al Sud mancano 3 milioni di posti di lavoro. Il rifinanziamento degli incentivi per la crescita occupazionale al Sud non vede un piano strategico articolato in materia di lavoro, perché sono troppi quelli che rimangano fuori dal sussidio: almeno tre su quattro non ricevono nulla e sarebbe impossibile accontentare tutti. Sappiamo bene che molti ricevono poco più di 500 euro al mese e l'obiettivo era quello di non far spopolare il nostro Paese. Ma, signori, mi chiedo e vi chiedo: come possono un giovane o una famiglia restare al Sud con 500 euro? Non bastano. Se misure come quelle che sostengono l'imprenditorialità giovanile, come «Resto al Sud» o altre simili, fossero estese ad altri settori, come l'agricoltura e la pesca, si otterrebbe la conseguenza di moltiplicare gli investimenti che garantirebbero redditi adeguati. Solo così possiamo trattenere i nostri giovani, con dignità, nei territori di origine. Ho parlato più volte in quest'Assemblea del dramma dei pescatori della Puglia, ai quali le regole europee in materia di pesca stanno tagliando il futuro e la speranza. Ho parlato in quest'Aula degli agricoltori colpiti dal flagello della xylella, in uno dei territori olivicoli più belli e produttivi d'Italia. A questi lavoratori, agli imprenditori che con coraggio mandano avanti le loro attività, in luoghi in cui persino il legame con il resto d'Italia è negato da infrastrutture stradali insufficienti e ferrovie fatiscenti, abbiamo bisogno di restituire fiducia e speranza. Bisogna dimostrare, con precise politiche di sviluppo, che possono programmare il futuro nelle loro terre, senza dover espatriare all'estero o al Nord, come si faceva negli anni Sessanta. Ma allora c'era il boom economico; oggi, signori, il boom economico non c'è, se non forse nella nostra fantasia. Il nostro territorio ha una naturale vocazione industriale, ma le imprese meridionali sono penalizzate dalla mancanza di infrastrutture. Il trasporto è penalizzato: l'alta velocità si ferma a Salerno, le strade sono dissestate, per non parlare dei ponti. E che dire della rete ferroviaria? Un incidente che è costato la vita a 23 persone, il 12 luglio 2016, ha paralizzato una tratta Bari Nord, importante, importantissima per il nostro territorio, costringendo pendolari, lavoratori e giovani ogni giorno a ritmi estenuanti per via dei mezzi provvisori (autobus), che hanno sostituito i treni nella tratta sotto sequestro. Il post-tragedia del Ponte Morandi - perdonatemi se faccio questo esempio - a Genova, se paragonato con il post tragedia del disastro ferroviario della tratta Bari Nord, evidenzia differenze sostanziali nei tempi e nelle modalità. Aggiungo, aprendo e chiudendo una parentesi: di sanità al Sud si muore prima. Tra le cause della tragica situazione, a fare da padrone è lo scarsissimo livello dell'assistenza sanitaria. Condivido appieno quanto riportato da numerosi sindaci del mio territorio: questa legge di bilancio merita un approfondimento delle norme che pesano sui bilanci dei nostri Comuni, parte fondamentale della nostra Repubblica. Il Governo e ANCI hanno fatto qualche passo in avanti, ma è necessario fare molto di più. Dopo anni di affossamento della finanza comunale è ora di dargli respiro; migliorare i servizi pubblici fa aumentare la coesione sociale e crea una condizione positiva per lo sviluppo. Intanto, sembra assurdo non allineare il termine per l'approvazione dei bilanci comunali al 30 aprile, cioè allo stesso termine dell'approvazione della nuova Tari. Inoltre, è necessario snellire la farraginosa procedura prevista per l'approvazione della nuova Tari; inserire un ulteriore ostacolo all'autonomia dei Comuni con l'approvazione da parte di ARERA delle tariffe comunali, mentre si parla di allargare le autonomie regionali, è un controsenso e un ulteriore atto di penalizzazione nei confronti dei Comuni. Chiedo di trasformare ARERA in una sorta di consulente dei Comuni in materia, e non nell'ennesimo organo decisionale sulla testa dell'autonomia dei Comuni. Pertanto, uno slittamento per tutti i Comuni al 2021 della procedura di validazione da parte di ARERA si impone per aver tempo di migliorarla e non calare d'improvviso questa ulteriore limitazione di autonomia comunale. Infine - ma solo per l'economia di tempo - il Governo si impegni a varare con appositi decreti misure di trasferimento ai Comuni di somme adeguate per interventi sulla sicurezza della comunità e delle infrastrutture scolastiche. Bene, ho saputo che ci sono stati ulteriori tagli. E' altresì urgente lasciare all'autonomia comunale la gestione delle assunzioni del personale, favorendo il convenzionamento tra Comuni in materia di assunzioni attraverso un bonus in materia assunzione, per arginare lo spopolamento degli uffici, unitamente alla piena autonomia dei Comuni nella formulazione dei fondi per i dipendenti e i dirigenti, fissati dalla legge. Se il dibattito odierno punta all'autonomia delle Regioni, non possiamo assolutamente calpestare la ben più importante autonomia dei Comuni, che sono i pilastri fondamentali dei servizi pubblici ai cittadini. Concludo, signor Presidente. Per un Mezzogiorno che si rispetti occorre investire in infrastrutture, nella sanità e in tutti quei settori trainanti che restano punti di forza inespressi. Le differenze ci dicono come il divario stia aumentando e le previsioni ci dicono che aumenterà ancora di più. Bisogna quindi far ripartire quel tessuto di imprese meridionali che ha resistito alla crisi e che è pronto a investire ancora, aggiungendo nuove risorse destinate ai giovani del Sud, che non vogliono stare fermi, ma vogliono inventarsi, vogliono fare, vogliono creare. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, dopo la recente dichiarazione di emergenza climatica planetaria di 11.000 scienziati (poi ripresa dal Parlamento europeo), il 27 novembre scorso è apparso un articolo su «Nature», la più grande rivista scientifica mondiale, dal titolo: «Punti di non ritorno sul clima - troppo rischioso scommetterci» e dal sottotitolo: «La crescente minaccia di cambiamenti climatici improvvisi e irreversibili deve obbligare ad un'azione politica ed economica sulle emissioni». Il paper rileva che sono già stati superati nove tipping point (punti di non ritorno): perdita dei ghiacciai, dei permafrost , di foreste pluviali e boreali, di scogliere coralline. Sempre sulla rivista «Nature», due giorni fa un team di ricerca, di cui fa parte l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha evidenziato una velocità di scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia sette volte più elevata rispetto agli anni Novanta. Stiamo forgiando un altro Pianeta. Vivibile? Come ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres alla conferenza COP25, di fronte ai cambiamenti climatici bisogna scegliere tra la speranza di un mondo migliore e la resa alle loro devastanti conseguenze. Vogliamo veramente passare alla storia come la generazione che si è comportata come lo struzzo mentre il mondo bruciava? Passando dal globale al locale, la situazione è drammatica. Il climate risk index alla conferenza COP25 ha mostrato che negli ultimi vent'anni l'Italia ha avuto 20.000 morti e 33 miliardi di dollari di danni per eventi meteorologici estremi; sono dati impietosi che si abbattono su un territorio geologicamente fragile, con il 91 per cento dei Comuni italiani a rischio idrogeologico. È lapalissiano che urge, da un lato, adattarsi al cambiamento climatico e, dall'altro, contrastarlo. Il presente disegno di legge di bilancio, con gli articoli 7 e 8, interviene in tal senso con il migliore degli investimenti: la prevenzione. Si stanziano più di 50 miliardi per gli enti territoriali fino al 2034 - quindi c'è una logica di continuità straordinaria - per contributi per opere pubbliche per efficientamento energetico, sviluppo territoriale sostenibile e messa in sicurezza di edifici e territorio; investimenti per la rigenerazione urbana e sviluppo infrastrutturale; messa in sicurezza e manutenzione di scuole, asili nido (si interviene con oltre 2 miliardi), edifici pubblici e reti viarie. Con l'articolo 11 si introducono misure per un green new deal italiano, un piano di investimenti da 4,2 miliardi dal 2020 al 2023 per riduzione delle emissioni di gas climalteranti, incentivazione di progetti di decarbonizzazione dell'economia, economia circolare e rigenerazione urbana, turismo sostenibile, mitigazione del rischio del territorio. Per la mitigazione dei rischi geologici vorrei segnalare il rifinanziamento della carta geologica d'Italia, gravemente interrotta da vent'anni, sei legislature, 13 Governi. (Applausi dal Gruppo M5S) . Sapete quale foglio manca? Manca il foglio 229, Savona, dove una frana si è abbattuta e ha spezzato un viadotto sull'autostrada A6, sfiorando una tragedia per caso. La carta geologica non è una cura, ma un irrinunciabile strumento di diagnosi che ci offre un quadro conoscitivo delle caratteristiche geologiche del territorio per interventi e pianificazioni criteriate e che abbiamo il dovere di portare a compimento, anche in onore del compianto senatore Franco Ortolani (Applausi). Concludo, signor Presidente, dicendo che è ora che la politica faccia la sua parte. I giovani ci gridano con rabbia stop talking. Non possiamo più restare sordi. Basta con i nostri egoismi, visioni corte, inerzie e incapacità. Sono orgoglioso di approvare una legge di bilancio che ha una visione di salvaguardia del territorio e della vita umana, che ha una prospettiva per il futuro, che ha un cuore, quello che pulsa per i giovani. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Parrini. Ne ha facoltà. PARRINI (PD) . Signor Presidente, di questa legge di bilancio diamo un giudizio molto positivo, perché - a nostro avviso - ha permesso a chi guida il nostro Paese di dire che abbiamo rimesso in carreggiata la nostra economia; abbiamo posto riparo al deragliamento provocato dal Governo precedente e abbiamo scongiurato pericoli che - a mio giudizio - incombevano molto sulla nostra economia. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Chi era Presidente del Consiglio? PARRINI (PD) . Mi riferisco in particolare alle clausole di salvaguardia riguardanti l'IVA, che, con il rischio di aumentare per 23 miliardi, avrebbe dato una mazzata a un'economia italiana in stallo già da molto tempo. Abbiamo trovato le risorse per far crescere gli stipendi di molti milioni di lavoratori dipendenti italiani con un intervento sul cuneo fiscale che credo rappresenti uno dei tratti più qualificanti di questa legge di bilancio. Abbiamo reperito risorse per altre due azioni molto importanti: la prima riguarda gli interventi in favore delle famiglie aventi una certa soglia di reddito ISEE e possono iscrivere i figli all'asilo nido con un contributo dello Stato che in molti casi azzererà loro il costo della frequenza dell'educazione di prima infanzia, che sappiamo tutti essere strategico e decisivo sul piano non soltanto dell'istruzione, ma anche su quello - più ampio - educativo e culturale. E poi, per non fare un elenco troppo lungo, cito gli interventi in favore degli investimenti. Si realizzano un cambiamento importante nel sostegno agli investimenti privati, ridando forza piena al pacchetto Industria 4.0, e una svolta in quelli pubblici, con una spinta che è la più importante da molto tempo a questa parte, che ci porterà a realizzare soprattutto interventi volti a rafforzare il carattere ambientale della nostra spesa pubblica, con 55 miliardi nei prossimi quindici anni. Penso che tutto questo sia stato fatto senza alcuno scontro con l'Unione europea e con chi detiene i titoli del nostro debito, ma anzi, potendo mettere a bilancio un calo consistente della spesa per interessi passivi sul debito pubblico, come ha ricordato molto bene il senatore Stefano nella sua relazione. Tale calo consistente non ci sarebbe - al contrario, ci sarebbe un aumento - se tornassimo a una politica con un'impostazione diversa rispetto a quella da noi data, anzi opposta, come quella che ieri nel suo intervento il senatore Salvini ha ben rappresentato, con certe parole d'ordine, con certi toni, con gli esempi fatti e con quel modo di fare: con quell'idea di rapporto con l'Europa e con l'euro, in pochissimo tempo ci troveremmo a dover mettere a bilancio 15 miliardi di spesa d'interessi non in meno, ma in più (ecco la vera Salvini tax di cui abbiamo più volte parlato). Al di là di queste considerazioni generali, però, vorrei mettere l'accento su due interventi che hanno riguardato un settore per noi molto importante, quello dei Vigili del fuoco: un corpo fondamentale dello Stato, che svolge un servizio essenziale per i nostri cittadini e che negli anni scorsi si era visto fare molte promesse, pochissime delle quali sono state mantenute. Senza proclami roboanti, siamo riusciti a passare dalle parole ai fatti e due meritano una citazione. Il primo è l'approvazione di un emendamento che porta a uno stanziamento di risorse aggiuntive per i Vigili del fuoco pari a 65 milioni nel 2020, 125 nel 2021 e 165 nel 2022. Il secondo è uno stanziamento che permette di fare, dal 2020 al 2025, 500 assunzioni aggiuntive nel Corpo dei vigili del fuoco. Non sono risposte che esauriscono le necessità più volte fatte presenti da questo Corpo dello Stato: c'è la questione dell'INAIL, che conosciamo bene, e ce ne sono altre che ci ripromettiamo di affrontare al più presto, ma senz'altro diamo finalmente una risposta concreta, seria, fattibile e tangibile. Non ci mettiamo magliette o divise: esprimiamo la nostra vicinanza diversamente da come pensano di doverla esprimere gli amanti delle sceneggiate. Ma, anche senza indossare magliette e divise, sappiamo dare segnali concreti. Questo ne è un esempio ed è uno dei segni della legge di bilancio in esame. (Applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bergesio. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei che venissero inquadrati i numerosi senatori presenti in Aula in questo momento, soprattutto della maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È un piacere esprimere le nostre idee, i nostri propositi, quello che non è stato fatto e che abbiamo espresso negli emendamenti. Io vi parlerò, però, soprattutto di conti che non tornano. Una manovra di bilancio dovrebbe essere il biglietto da visita di un Governo, perché tocca le tasche di tutti gli italiani, oltre ad essere, sicuramente, una bussola dell'obiettivo verso cui si indica, a tutto il Paese, debba andare un'azione di Governo. Qui, invece, non solo si naviga a vista, ma si rischia addirittura di affondare tutti insieme: ve lo diciamo in modo molto chiaro. Quella che oggi volete farci digerire è una manovra frutto di accordi, di accordicchi politici, per salvare capra e cavoli e, magari, salvare le sedie di tutti quelli che non hanno il coraggio di andare di fronte agli elettori italiani. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Forse questa maggioranza non reale, un po' più virtuale rispetto a quella che è la realtà democratica del Paese, non si è accorta che stiamo andando in direzione opposta rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea. Siamo l'unico Paese che ha due problemi insieme: ha una crescita zero e un debito pubblico che è il più alto, dopo la Grecia, a livello europeo, pari al 136 per cento. La produzione industriale registra un calo del 2,4 per cento, da notizia degli ultimi giorni sui quotidiani. Il quadro fotografato dall'Istat è davvero desolante. E per il futuro è previsto un nuovo rallentamento. Purtroppo, accanto a questa serie di misure, che non sono state prese, per contrastare questo declino industriale, abbiamo un ondata di maltempo che ha colpito il nostro Paese e ha complicato ancora di più la situazione di molte Regioni italiane, con gravi ripercussioni sulle attività commerciali, sulle imprese, sulle famiglie, ma soprattutto sulle infrastrutture. Le risorse stanziate dal Governo per fronteggiare questa emergenza sono assolutamente insufficienti. E lo dico perché provengo da una Regione, il Piemonte, che è stata pesantemente colpita dall'ultima alluvione. A fronte di danni subiti, almeno cinque volte superiori, sono stati stanziati, con l'emergenza, 19 milioni di euro e poi, con una serie di promesse fatte dal Ministro delle infrastrutture, che è venuto a far visita ai luoghi, risorse che sarebbero state poi recuperate in più. Questa terra, però, ha già pagato pesantemente. Io provengo dalla provincia di Cuneo, per la quale per l'alluvione del 1994, mancano ancora i fondi da dare alle imprese, che devono recuperare una serie di risorse stanziate a suo tempo, che non bastavano. Avevamo proposto un emendamento alla legge di bilancio. Non era stato dichiarato inammissibile, era ammissibile. Poi, naturalmente, l'emendamento non è stato portato avanti e nella legge di bilancio non c'è, perché è stato eliminato. Questo è molto molto grave per la nostra Provincia. A ciò si aggiunge anche un altro fatto importante: la grave mancanza di rispetto verso il Nord-Ovest, verso il Piemonte e la Liguria, da parte del Governo, ma anche da parte della maggioranza. Avete eliminato dal calendario un'informativa, già calendarizzata in Aula la settimana precedente per questa settimana, della quale assolutamente non c'è stata più traccia. Noi abbiamo chiesto, anche attraverso gli organi di informazione, che venga ripristinata per portare avanti le istanze del nostro territorio. Ma c'è un aspetto che voglio toccare ancora in questo mio brevissimo intervento, e cioè l'approvazione di quell'emendamento che chiama in causa la riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente, che è una batosta gravissima inferta a settori produttivi primari come l'agricoltura e i trasporti. L'emendamento che avete proposto, anziché incentivare le attività di produzione, le rende sempre più deboli. Se andiamo infatti a ridurre quelle differenze, piccole ma importanti, esistenti sulle accise del gasolio, ma anche su quei prodotti che hanno IVA agevolata nel comparto agricolo - soprattutto quel valore importante di recupero di risorse che permette a queste produzioni di essere valorizzate - andiamo contro il made in Italy , anche e soprattutto per il rimborso degli incentivi sul trasporto. Dunque, credo che mai come oggi siamo in una situazione grave, determinata da una maggioranza che non è stata in grado di proporre a quest'Aula una legge di bilancio che potesse soddisfare le esigenze degli italiani. Noi siamo amareggiati per non aver potuto contribuire al meglio. Abbiamo proposto molti emendamenti che non sono stati accettati e io credo che, d'ora in poi, il vero conto lo farete con gli italiani, non in quest'Aula ma nelle piazze. Anche il fatto di non aver prorogato la norma che prevedeva la cedolare secca sul commercio al 21 per cento creerà una grave situazione che metterà in ginocchio un comparto come quello del piccolo commercio italiano. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per questo siamo profondamente amareggiati. Presidente, concludo dicendo semplicemente che noi del Gruppo Lega da sempre mettiamo gli italiani al primo posto. Prima gli italiani sempre. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rossomando. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, noi ovviamente abbiamo parlato più volte, nel corso dei nostri interventi - proviamo a ribadirlo, ma anche a spiegare il perché - del cambiamento radicale rispetto alla manovra dello scorso anno, ma soprattutto rispetto alla manovra mancata, come dire sacrificata su un Papeete d'agosto... (Brusìo) . PRESIDENTE. Colleghi, ci siamo accorti tutti che parlare anche con tono moderato può infastidire chi sta intervenendo. Quindi, rispettandoci entrambi, lasciamo intervenire la senatrice. ROSSOMANDO (PD) . Come dicevo, la manovra mancata è stata sacrificata da uno dei principali azionisti del Papeete d'agosto... (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PILLON (L-SP-PSd'Az) . Ancora? Ma basta! PRESIDENTE. È un ricordo storico ed è un percorso che, se la collega vuole farlo, credo sia legittimo. ROSSOMANDO (PD) . È bello riascoltare questo termine... (Proteste dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. Può anche non piacervi, ma non è motivo di replica da parte dei colleghi. ROSSOMANDO (PD) . È piacevole riascoltare questo termine un po' esotico, data l'esterofilia della forza con cui ci confrontiamo. Come dicevo: stop alla logica pattizia e di propaganda che ha un problema. Le promesse, infatti, magari non si riescono a mantenere, ma il problema non è dato solo dalle promesse non mantenute, ma anche dalla prospettiva reale del Paese. Infatti la legge di bilancio, una volta chiamata di stabilità, ha questa fondamentale funzione. Ora voglio interloquire sicuramente con chi ci ascolta, con gli italiani, per far capire la differenza. Ma soprattutto vorrei riportare tutti noi, a cominciare da chi vi parla, alla serietà del confronto tra una diversa visione che oggi si confronta in quest'Aula, e cioè una visione liberista - sovranista - nazionalista che va inserita in un contesto che vede la sconfitta nei fatti del liberismo, per le conseguenze che ha avuto, e la sconfitta del nazionalismo sovranista per l'isolamento da un'Europa nella quale si va a dire sostanzialmente di lasciarci in pace perché facciamo da soli. Ma siamo nel terzo millennio e nessuno può fare da solo, nessuno può essere lasciato in pace. Il problema è come non ci lasciamo in pace e a che cosa ci vincoliamo. Venendo ad un'altra questione, si è detto più volte, e giustamente, che abbiamo evitato l'aumento dell'IVA, e lo voglio ripetere anch'io, ma voglio sottolineare un altro aspetto: che tipo di tassa è l'IVA? L'IVA è una tassa che colpisce in modo indiscriminato e uguale tutti gli italiani, è per così dire il contraltare della flat tax , che in qualche modo, appunto perché uguale, non tiene conto della questione fondamentale delle disuguaglianze, che dobbiamo contrastare. Su questo però c'è una differenza abissale di impostazione dell'analisi dei motivi della crisi economica epocale e del problema di capire cosa garantisce la crescita. Mi domando allora come si crea la crescita. Ce lo domandiamo? Ve lo domandate? Avete risposto con la flat tax , che non ha dato grandi risultati e di cui non si sanno gli esiti. Avete risposto con la questione della quota 100, su cui noi responsabilmente abbiamo detto che, per rispetto delle persone, non andiamo a distruggere i programmi di vita che le persone hanno già fatto e progressivamente vedremo quali cambiamenti si possono fare. La cifra di questa manovra è quindi equità, lavoro e crescita. Al primo posto è il lavoro e per questo provvediamo con un grande investimento sul lavoro, che tecnicamente si chiama cuneo fiscale, ma vuol dire 500 euro in più in busta paga all'anno per i lavoratori più poveri. Anche qui c'è un cambiamento di impostazione: preoccuparsi di come si crea il lavoro e del fatto che la povertà oggi riguarda molto anche i lavoratori poveri. La seconda questione è come si crea sviluppo e crescita e quindi il tema dell'ambiente. Qui c'è un altro cambiamento importante: ambiente non solo come necessità per salvaguardare la salute dei nostri figli e del pianeta, per salvaguardare il presente e il futuro, ma come straordinaria occasione di crescita, di sviluppo e di politica industriale del terzo millennio. In sostanza, quando parlo di liberismo fallito e di nazionalismo sovranista fallimentare, intendo dire che senza politica industriale, senza programmazione di interventi e di investimenti pubblici e privati non se ne esce. Ci sono due ricette e due analisi diametralmente opposte, ma soprattutto quello che non avete spiegato, perché si fa anche una proposta di contromanovra, è che cosa si sarebbe tagliato per tenere la flat tax e per il liberi tutti, per non avere rapporti con l'Europa. Quali sarebbero stati i costi? Dove si andava a tagliare? Quali investimenti sarebbero mancati? Questo significa confrontarsi sul tipo di manovra e sul tipo di prospettive che si danno al Paese. In conclusione, facciamo più investimenti sull'infanzia, ampliamo il bonus per gli asili nido, incrementiamo i fondi per il diritto allo studio per gli universitari, diamo nuovi diritti alle vittime dei reati (questo riguarda il tema della sicurezza), tuteliamo da ogni forma risarcitoria diretta agli orfani di femminicidio, aboliamo il superticket sanitario, prevediamo stanziamenti per l'edilizia sanitaria, prevediamo una dotazione di 50 milioni per il sostegno alle abitazioni in locazione, 1.000 borse in più per medici specializzandi. Poi si è parlato dei Vigili del fuoco e della Polizia penitenziaria. In una battuta: anche qui c'è una visione alternativa sulla sicurezza e sulla precarietà, anche esistenziale. Queste non sono solo risposte in termini di welfare , sono risposte alla precarietà dell'esistenza, che è una delle grandi paure del terzo millennio. Quando aveste chiuso tutti i porti del mondo, anche quelli fluviali, che cosa vi restava da offrire per contrastare questa precarietà? Quando aveste innalzato tutte le pene del mondo, c'è un punto oltre il quale le pene non si possono più innalzare e quale sostegno verrebbe dato alle vittime del reato? Queste sono le prospettive, sicuramente diverse e alternative alle vostre, ma sono prospettive reali per i cittadini, sono una speranza vera e sono un grande rilancio per il lavoro e per la dignità della persona. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, in questi mesi abbiamo potuto constatare come anche con il Governo Conte II i lavori parlamentari sono sempre in balia delle decisioni del Governo stesso; decisioni continuamente rinviate perché le quattro sinistre non trovano accordo. Il disegno di legge di bilancio è arrivato in Commissione il 6 novembre. Da allora si è arenata, aspettando la quadra della maggioranza con solite sedute "apri e chiudi", fino all'accelerazione finale dei lavori solo all'ultimo momento utile, in un'unica seduta di più di ventisei ore. L'opposizione, con senso di responsabilità nei confronti del Paese, ha seguito i ritmi dei lavori per scongiurare il rischio di esercizio provvisorio. Il punto è che questa grave situazione, oltre ad incidere negativamente sulla qualità dei lavori parlamentari, inficia la democrazia e si ripercuote in maniera deleteria sul Paese. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 21,10) ( Segue TOFFANIN). Evidentemente, la maggioranza ignora che non vi è Governo se non c'è programmazione. E per programmare occorre avere un'idea chiara ed organica del futuro che si vuole costruire per l'Italia, un'idea chiara di dove si vuole arrivare, in che tempi e con quali modalità. Invece, l'unica idea che le componenti del Conte II condividono è evitare di andare al voto ed evitare che vada al Governo il centrodestra. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Risultato: l'azione di Governo si sostanzia nel mettere toppe ai disastri che lo stesso Governo ha posto in essere, un continuo fare e disfare contraddittorio e senza una ratio evidente. Ci sono voluti giorni, che sono diventati mesi, per cercare di farvi capire che tasse come quelle prospettate sui settori della plastica e delle bibite avrebbero impattato in maniera devastante sull'aumento dei costi dei prodotti, mettendo in ginocchio le imprese e fortemente a rischio i corrispondenti posti di lavoro, in un settore che vede impiegati oltre 50.000 lavoratori. Oltre a noi, lo hanno gridato imprenditori, lavoratori e associazioni di categoria, che, invece di dedicarsi alla propria attività per cercare quindi di dare un contributo positivo al PIL del nostro Paese - e Dio solo sa quanto ce n'è bisogno -, hanno dovuto distogliere tempo ed energie per spiegarvi perché queste tasse sono dannose e per difendere il proprio futuro e quello dei lavoratori e delle loro famiglie. Ciononostante, non le avete eliminate, ma dopo un ping-pong di variazioni e distinzioni, le avete posticipate per paura dei risultati delle elezioni regionali dell'anno prossimo, a cominciare da quelle in Emilia-Romagna: è da lì che poi faremo i conti! D'altronde, voi non avete una politica del lavoro, una politica dell'impresa, e purtroppo i risultati si vedono dai sempre più numerosi tavoli di crisi aziendali aperti: vedi i casi eclatanti di Ilva, Alitalia, Whirpool, Tirrenia e l'elenco si fa sempre più lungo. Il ministro Di Maio si vanta di aver sterilizzato con questa manovra le clausole di salvaguardia. In realtà questo Governo ha solo rinviato il problema agli anni successivi. Ma ricordo al signor Ministro che l'aver messo la polvere sotto il tappeto - e che polvere, 23 miliardi - non significa aver risolto il problema. Il problema deve essere affrontato rilanciando l'economia e il lavoro; viceversa, la situazione precipiterà velocemente verso un punto di non ritorno. A maggior ragione adesso, che le incertezze legate al contesto internazionale mettono a rischio le nostre esportazioni. Occorre pertanto puntare, da una parte, alla ripresa della domanda interna, mirando ad un aumento del potere di acquisto di lavoratori e famiglie e, dall'altra, al sostegno dell'attività delle imprese, con sburocratizzazione e detassazione. Ma in questa legge di bilancio cosa è stato fatto? Molto poco e senza una visione lungimirante. Si è parlato di diminuzione del cuneo fiscale. Ben venga, ma le risorse ad esso dedicate sono limitatissime: 3 miliardi nel 2020, 5 miliardi dal 2021 e quel che è peggio è che l'attuazione della norma è rinviata a provvedimenti attuativi senza nessuna indicazione temporale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Ne abbiamo già visti purtroppo tanti in questa legislatura di provvedimenti annunciati in grancassa, ma poi restati solo sulla carta perché rimasti inattuati. Per i lavoratori autonomi, invece, c'è stato un dietrofront rispetto alla scorsa legge di bilancio: niente allargamento della platea per i regimi forfettari e, anzi, restringimento per i beneficiari della cosiddetta flat tax . Attenzione però, perché il fatto di modificare continuamente le regole - l'ha detto la stessa senatrice Rossomando - impedisce a imprese e famiglie di poter contare su elementi certi per effettuare una qualsiasi pianificazione del proprio futuro sia per investimenti che per spese. Questo atteggiamento degli ultimi Governi è sicuramente un modo molto efficace per zavorrare la crescita di un Paese. Veniamo al lavoro femminile, una delle maggiori vulnerabilità, con quello giovanile, del mercato del lavoro italiano. Solo il 56,2 per cento delle donne partecipa al mercato del lavoro, con un tasso di occupazione che non supera il 50 per cento. Siamo il fanalino di coda assieme alla Grecia rispetto al resto d'Europa e queste percentuali diminuiscono notevolmente nelle donne con figli. Purtroppo, il bonus bebè, così come prospettato, non basta per incentivare la natalità e l'accesso al lavoro e non basta neppure l'aiuto per le rette per gli asili nido perché - ve l'annuncio se non l'avete ancora scoperto - non ci sono asili nido a sufficienza. In primis bisogna, quindi, costruire gli asili nido, ma l'apposito fondo di soli 100 milioni di euro è rinviato al 2021 e poi si vedrà. Allo stesso modo, l'istituzione del fondo per l'assegno universale e i servizi alle famiglie partirà dal 2021. Tante altre misure saranno disciplinate da ulteriori provvedimenti normativi senza scadenza temporale, per cui si rischia di non usufruire delle risorse stanziate, così come ricordo è successo per i caregiver . Fatta la norma, non è stata completata e il risultato è stato che i fondi stanziati nei due anni precedenti non sono stati utilizzati. Sono tanti gli annunci di provvedimenti dati per compiuti, ma alla fine ben pochi vengono concretamente realizzati. Un'attenzione particolare quest'anno è stata posta ai pensionati per i quali è stato annunciato, in contrapposizione a quanto avvenuto l'anno scorso, lo sblocco dell'indicizzazione delle pensioni. Peccato che poi nella legge di bilancio ciò si sia tradotto in pochissimi centesimi di euro al mese, successivamente anche ridotti. Più che un aumento, è un'elemosina e un insulto a chi ha lavorato una vita. Bell'aumento di potere d'acquisto. Gli italiani vogliono essere messi nelle condizioni di poter lavorare. Il reddito di cittadinanza, che anche quest'anno impatta fortemente sul bilancio con più di 7 miliardi, non aiuta nell'inserimento nel mondo del lavoro, ma troppo spesso va nelle tasche di chi non ne ha bisogno, di chi lavora in nero o, peggio, delinque. Quante altre scelte molto più utili si potrebbero fare. Noi di Forza Italia abbiamo fatto le nostre proposte con tanti emendamenti. Occorre investire nei territori per sostenere le imprese. In questo senso la nostra battaglia per l'istituzione della zona economica speciale nei territori che hanno rilevato difficoltà di sviluppo, come le zone di Marghera e Rovigo, ha finalmente trovato risposta in questa legge di bilancio. Ringrazio la maggioranza per aver accolto la nostra istanza, perché gli italiani chiedono solo di lasciar loro la possibilità di fare, senza che qualcosa si metta di traverso. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 21,20) ( Segue TOFFANIN). Fare le regole senza pensare alle conseguenze non aiuta, ma complica il sistema. Lo avete visto con il cosiddetto sconto in fattura, previsto nell'articolo 10 del decreto crescita: un nostro emendamento votato in Commissione ha consentito di sistemare un danno enorme alle piccole e medie imprese, anche se un successivo emendamento della maggioranza ne ha modificato in parte il contenuto. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, anche stavolta il voto di fiducia potrà mettervi al riparo da voti traballanti al vostro interno, ma di certo non determinerà la soluzione dei problemi del nostro Paese e purtroppo non lo metterà neppure in carreggiata. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Comincini. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, ci ricordiamo cosa accadde lo scorso anno? Di fatto non ci fu una discussione della legge di bilancio e gli ultimi due giorni ci trovammo con un cambio completo di quell'assetto che produsse un effetto mai accaduto in precedenza: l'impossibilità per il Parlamento, nelle due Camere, di poter discutere nel merito e votare emendamenti. Quest'anno le cose sono andate in maniera profondamente diversa. C'è stato un confronto importante e significativo e i Gruppi parlamentari hanno potuto elaborare importanti modifiche al testo base prodotto dal Governo. Siamo partiti, come sappiamo tutti, dalle clausole di salvaguardia da sterilizzare per impedire la crescita dell'IVA dal 22 al 25,2 per cento, per la parte ordinaria, e dal 10 al 13 per cento per la parte ridotta: 23,1 miliardi di euro. La legge di bilancio è partita da questo elemento: la ricerca di 23,1 miliardi di euro per sterilizzare le clausole di salvaguardia. Appariva un'operazione davvero complessa e quasi impossibile da realizzare, ma siamo riusciti non solo a sterilizzare le clausole di salvaguardia, ma a mettere in atto una serie di altre misure. Il Parlamento, la Commissione bilancio e i senatori con le loro proposte emendative hanno portato modifiche significative. Il confronto fra le forze di maggioranza (che certamente c'è stato, ma è stato un confronto sano e fatto per portare a migliorare le caratteristiche principali della nostra manovra) ha portato a risultati significativi. Siamo partiti con la sterilizzazione dell'IVA e con alcune tasse che avevano fatto molto discutere l'opinione pubblica. Siamo arrivati a votare il mandato ai relatori in Commissione con alcune tasse che sono state cancellate, a partire da quelle sulle auto aziendali e sui telefonini. Sono state diminuite in maniera molto significativa le tasse sulla plastica e sullo zucchero. Possiamo accontentarci? Per le condizioni date e il tempo a disposizione certamente di più non era possibile fare, ma la nostra forza politica, Italia Viva, opererà nel corso della legislatura per dare il proprio contributo fattivo e concreto, come abbiamo fatto in questi giorni, per poter eliminare ulteriormente la pressione fiscale. Una pressione fiscale - fatemelo dire - che rispetto ai dati contenuti nella Nota di aggiornamento al DEF, che vedeva un incremento di 0,1 punti percentuali nel 2020, grazie alla riduzione e alla cancellazione di alcune tasse, diminuirà. Nella peggiore delle ipotesi sarà uguale al livello di questo anno, ma dai primi conti che si stanno facendo crediamo che il prossimo anno possa andare a un livello inferiore di quello del 2019. Crediamo di aver dato quindi un contributo positivo e lo voglio dire ai colleghi dell'opposizione, che ci dipingono spesso come una maggioranza litigiosa: tra il litigare e il confrontarsi c'è una grande differenza. Spesso le altre forze politiche compiacenti e i media dipingono questo confronto come un litigio. Non avremmo portato in Aula il disegno di legge di bilancio con un mandato pieno al relatore e con una serie di modifiche pienamente condivise se questo confronto non fosse stato positivo e produttivo e non avesse permesso di migliorare la manovra, condividendo in seno alla maggioranza le misure migliorative che sono state elaborate. Quindi, il testo che stiamo discutendo è migliore di quello inizialmente concepito dal Governo. Mi preme sottolineare davvero come il Senato, a questo giro, abbia potuto dare un contributo positivo, fattivo e sincero. Voglio ringraziare il presidente Pesco e i colleghi della Commissione per il lavoro fatto insieme. Mi rivolgo anche ai colleghi della minoranza, perché non era scontato poterci confrontare con una mole di circa 800 emendamenti iniziali, poi saliti a quasi 1.500 con i subemendamenti che, di volta in volta, venivano presentati. Non era stato scontato arrivare in Aula con un mandato pieno al relatore. Ce l'abbiamo fatta e anche questo credo sia un segno positivo della capacità, sicuramente e in primo luogo, della maggioranza, ma anche di tutto il Senato di operare in maniera positiva, produttiva e costruttiva. Dentro la manovra ci sono alcune misure importanti per il sistema delle famiglie e delle imprese italiane. C'è il taglio del cuneo fiscale, forse ancora un po' timido, ma, date le condizioni da cui siamo partiti, non poteva essere maggiore. È comunque un segno importante. Anche questa misura contribuisce alla riduzione della pressione fiscale a carico dei nostri cittadini. C'è un importante intervento - il green new deal - che vuole caratterizzare l'azione di questo Governo. Abbiamo già avuto modo di parlarne quando si è discusso il cosiddetto decreto clima. Il green new deal, con una massa importante di risorse e investimenti che intende coinvolgere anche la parte di economia privata del Paese, vuole portare importanti cambiamenti sui temi dell'economia circolare, della rigenerazione urbana, del turismo sostenibile e della lotta ai cambiamenti climatici. Sappiamo bene che proprio in questi giorni a Madrid si sta tenendo la consueta e periodica conferenza nella quale si fa il punto sulla situazione del clima mondiale. Non abbiamo dati incoraggianti o che ci dicono che si sta invertendo la direzione. Quindi, abbiamo bisogno anche noi, come sistema Paese, come Italia, di fare qualcosa di più. Nella manovra c'è una caratterizzazione forte in questa direzione, con miliardi di risorse messe a disposizione (alcune già nel prossimo triennio, altre negli anni a venire) per poter incidere in maniera positiva su questi delicati temi. Italia Viva ha portato contributi positivi anche su questo tema nella discussione del provvedimento, con la presentazione di emendamenti. Penso alla green mobility , un semplice emendamento che equipara i monopattini elettrici alle biciclette, ma che dà sicuramente la stura a una piccola rivoluzione sulla mobilità sostenibile e sulla micromobilità di questi strumenti elettrici. Sicuramente c'è ancora molto da fare, ma, già dalle prime reazioni, gli operatori del settore e i Comuni che stanno sperimentando, con il cosiddetto decreto Toninelli questo tipo di micromobilità, hanno dato pareri molto positivi sulla misura. Abbiamo previsto un fondo per la realizzazione delle ciclabili urbane: 50 milioni di euro per tre anni vogliono dire 3.000 chilometri di piste ciclabili nuove. Credo che anche questi siano segnali importanti per dire in quale direzione si vuole muovere con determinazione il Governo. Sul lato dei Comuni il Governo aveva già affrontato la partita in maniera molto positiva, ma gli emendamenti approvati in Commissione migliorano ulteriormente il quadro. Avevamo già importanti risorse sul lato degli investimenti e della spesa corrente. La Commissione è stata in grado di portare proposte positive che consentiranno, finalmente, dopo diversi anni, ai Comuni di veder aumentare le risorse di parte corrente grazie ad alcuni accorgimenti sul fondo crediti di dubbia esigibilità e sul fondo di garanzia dei debiti commerciali, ma anche con la rimessa in circolazione delle risorse derivanti dal vecchio taglio del fondo di solidarietà comunale. Sono quindi molto positive queste misure che aiutano l'asse portante delle Istituzioni del nostro Paese, cioè il sistema dei Comuni e i sindaci, che sono un po' la frontiera delle Istituzioni di fronte ai cittadini. Mi avvio a concludere, Presidente, non senza aver toccato anche due importanti tematiche, quella dell'agricoltura, con il rifinanziamento del fondo sugli sprechi alimentari frutto di un nostro emendamento, e quella delle misure per combattere la xylella, tutelare i nostri prodotti dall' italian sounding e incentivare le misure sull'innovazione agricola. Questa legge di bilancio però contiene anche un pacchetto di risorse rilevanti rivolte alla famiglia. Erano diversi anni che non si poneva nuovamente al centro dell'azione politica la famiglia, cellula naturale sulla quale è fondata la società, come dice la nostra Costituzione. In questa legge di bilancio sia grazie alle proposte del Governo, sia grazie all'attività emendativa fatta in Commissione, ci sono risorse per il bonus bebè, bonus per gli asili nido che crescono, misure per poter aumentare il numero di asili nido nel nostro Paese. Sono stati approvati emendamenti che consentiranno ai Comuni di sviluppare asili nido anche all'interno delle scuole materne, differenziando bene le due strutture, senza andare a fare ulteriore consumo di suolo, ma valorizzando le strutture esistenti. Pensiamo ancora all'allungamento del congedo parentale di paternità e a quello di maternità. Abbiamo fatto davvero un lavoro significativo anche sotto questo versante. Ci siamo impegnati anche verso il ruolo della donna con la riedizione della cosiddetta legge Golfo-Mosca, che permette di avere nei consigli di amministrazione delle società una quota riservata alle donne. Lo definirei un grande lavoro, del quale Italia Viva è sicuramente soddisfatta, perché ha dato un contributo positivo di idee con le proprie proposte ed anche con le proprie insistenze, delle quali però alla fine tutta la maggioranza ha beneficiato. Il passo successivo è far crescere il Paese e per far crescere il Paese c'è bisogno di stimolare gli investimenti. Italia Viva a gennaio proporrà il piano shock, un piano per liberare quei 120 miliardi di euro che sono già postati dalle precedenti e da questa legge di bilancio con misure che permettano a queste risorse di entrare nel circolo economico del Paese e creare ricchezza da redistribuire. Se faremo questa operazione, sono sicuro che la prossima legge di bilancio sarà molto più facile e ci darà maggiori soddisfazioni. (Applausi dal Gruppo IV-PSI. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruspandini. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, noi invece siamo molto preoccupati, non abbiamo questo quadro ottimista della situazione. Non neghiamo di essere preoccupati soprattutto della perdita progressiva di sovranità nazionale. Le nostre leggi finanziarie ormai sono diventate un estenuante braccio di ferro con le consorterie europee, di chi non vede l'ora di saccheggiare il nostro territorio, le nostre aziende e le nostre eccellenze. Mentre noi la viviamo con grande preoccupazione e fatica, noi che pensiamo di rappresentare il nostro popolo, dalle parti del PD e dei suoi derivati, come le cosiddette sardine, questo protettorato che è diventato l'Italia in Europa è quasi un vanto. Basta vedere una delle tante manifestazioni proposte in tutte le salse dalla televisione in questi giorni; vediamo che nelle piazze delle cosiddette sardine alle bandiere rosse e arcobaleno si sostituiscono quelle azzurre con le stelle dell'Unione europea. Come sapete, al popolo della sinistra i tricolori sono indigesti. Questo dimostra che viviamo in un vero e proprio protettorato, in un regime di commissariamento fin dal 2011. Ai cittadini italiani viene concesso di votare, ma sistematicamente impedito di essere rappresentati dalle persone che scelgono come loro governanti. Abbiamo infatti avuto nell'ordine i vari Monti, Letta, Renzi, Gentiloni Silveri, fino al giano bifronte di questi giorni, l'attuale presidente del Consiglio dei ministri Conte. Tutti Governi di centrosinistra. Ciò che mette paura, a me personalmente, e che ci mette paura sono i vostri slogan , non i nostri, perché, con quelle parole d'ordine, che dal 2011 riecheggiano nelle nostre televisioni, sui giornaloni e in queste Aule, sono state autorizzate tutte le misure lacrime e sangue sulle spalle del nostro popolo, le più rigorose, le più penalizzanti. Gli slogan li conosciamo tutti: salviamo l'Italia, attenzione allo spread , mettiamo in sicurezza i conti, attenti all'altissimo debito pubblico, salviamo i risparmi. Con queste parole d'ordine, con questi slogan - questi, sì, pericolosi, non «prima gli italiani» - stiamo riducendo il Paese a quello che è, stiamo riducendo la Nazione a quella che è. Anche oggi parliamo di cinque nuove tasse, addirittura sulla plastica e sullo zucchero, di cui abbiamo abbondantemente trattato. Per concludere e cercare di essere sintetici, più tasse, meno investimenti infrastrutturali, più rigore, meno servizi ai cittadini, meno incentivi a chi assume, uguale, paradossalmente, a più debito pubblico. Sì, perché a questi professoroni vorremmo dire, una volta per tutte, che le politiche di austerity non hanno prodotto l'effetto sperato. Questi sono i dati del rapporto debito-PIL: siamo passati dal 2011, con un debito del 116 per cento rispetto al PIL, al 2018, con 2.380 miliardi di euro di debito, pari a un rapporto di quasi il 135 per cento. Quindi, oltre a politiche di taglio, alla famosa spending review , oltre a queste politiche di grande sacrificio per le nostre famiglie e per la nostra gente, abbiamo ottenuto anche l'effetto contrario. Di questo dovremmo parlare. Una cosa l'avete ottenuta. A voi serve questo: il plauso dei giornaloni di regime, delle star del globalismo, gli applausi - e non solo - dei sacerdoti dell'alta finanza; nel frattempo avete riassorbito anche il MoVimento 5 Stelle, una volta, Presidente, forza antisistema, adesso ricondotta a più miti consigli. Noi, invece, vorremmo uno Stato completamente diverso. Vorremmo sostenere chi assume. Per noi le partite IVA non sono degli evasori, i dipendenti pubblici non sono tutti fannulloni. Noi siamo più europei ed europeisti di chiunque, perché questa porzione di mondo, dove abbiamo l'onore di vivere e abbiamo avuto l'onore di nascere, è stata sempre il centro della cultura e dello sviluppo, il centro della civiltà, della grandezza, della bellezza e dell'arte. Quello che è stato costruito, invece, è quanto di più triste e lugubre: l'austerità, il MES, le politiche liberticide, le assurdità di Bruxelles. Basta con questa austerity , basta strangolare le aziende, basta trattare i militari, le Forze dell'ordine, i Vigili del fuoco, gli insegnanti in questo modo. La nostra Europa ha cinquemila anni, la vostra cinquanta e c'è una grande differenza tra la nostra e la vostra Europa. L'Italia deve decidere di ricambiare l'impegno, la delusione, le vite donate per pochi euro al mese; deve pensare alla gente, al nostro popolo che ha fatto tanto, che l'ha resa grande e non pensare a ripianare le banche tedesche e francesi. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candura. Ne ha facoltà. CANDURA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, molti miei colleghi del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione hanno illustrato molto approfonditamente il motivo per il quale il nostro Gruppo è contrariato dalla manovra, toccando vari temi, dalla macroeconomia, alla politica fiscale. La mia visione è che il diavolo, alle volte, è nei particolari, quindi non toccherò grandi temi, ma mi limiterò a citare un emendamento che ho avuto l'onore di cofirmare, assieme ai membri della Commissione bilancio, il 14.0.4. Dice due cose molto semplici questo emendamento. La prima parte parlava dei reparti speciali delle Forze armate con mansioni di acquisizione obiettivi e ranger . Non voglio dilungarmi in tarda serata a spiegarvi cosa sono; diciamo che sono dei nostri connazionali in uniforme per i quali la guerra c'è anche in tempo di pace, perché vengono inviati a rischiare la vita laddove gli interessi nazionali, leggasi la vita di altri italiani, può essere messa a rischio, e laddove i valori a cui la nostra democrazia si ispira possono essere messi a rischio. Abbiamo commemorato e celebrato il fatto che, durante un attentato in Iraq ai primi di novembre, dei membri dei reparti speciali italiani siano tornati a casa vivi, ma feriti; hanno perso gambe e piedi. Questi sono i nostri connazionali in uniforme. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Con una spesa di circa 5 milioni di euro si chiedeva un adeguamento della loro indennità di impiego operativo. Non è l'indennità che percepiscono durante le esercitazioni e non è lo stipendio; è l'indennità che percepiscono per le giornate di guerra che vivono in diversi Paesi del mondo, anche all'insaputa della gran massa della popolazione. Questa è una responsabilità grave; grave per qualunque cittadino italiano, che da loro viene difeso, e doppiamente grave per un'istituzione come la nostra. La seconda parte dell'emendamento, molto più soft ma sentita anche questa da alcune centinaia di migliaia di italiani, riguardava gli sport con arma da fuoco. Non so se lo sapete, ma alle olimpiadi, invernali ed estive, abbiamo moltissime medaglie che vengono da discipline come il biathlon , il tiro a segno cosiddetto accademico, il tiro a volo nelle sue varie discipline e, in altre competizioni, il tiro dinamico. La maggioranza degli atleti stranieri utilizza armi e munizioni italiane nelle stesse competizioni; stiamo parlando di sport con arma da fuoco. Eppure una norma che avrebbe permesso a delle competizioni internazionali di svolgersi in Italia e che faceva parte di questo emendamento è stata anch'essa cassata. Vi ricordo che negli sport con arma da fuoco si spara a un pezzo di carta, di plastica o di metallo; non è uno sport contro un essere umano e non è Rambo. È semplicemente un'attività sportiva nella quale gli italiani eccellono, grazie anche a Garibaldi, che creò i tiri a segno nazionali, uno per ogni provincia, perché imparare a usare un'arma da fuoco era una parte del fare gli italiani (lui non lo vedeva come uno sport). Lo sport con arma da fuoco è oggi una grandissima risorsa per l'Italia e ci sono centinaia di migliaia di appassionati, persone comuni e tranquille, delle quali ho l'onore di fare parte, e che grazie a questo emendamento avrebbero avuto una semplificazione burocratica. Anche qui non mi dilungo sulla parte tecnica; sono a disposizione per dare tutte le spiegazioni, che peraltro ho dato già in sede di illustrazione dell'emendamento in Commissione bilancio. Quindi cosa posso dire? La mia ferma contrarietà è non solo a questa manovra finanziaria, ma soprattutto ai criteri ispiratori, quelli di cui parlava la senatrice e vice presidente di questa Aula Rossomando. Proprio i principi ispiratori sono quelli che noi osteggiamo; proprio le sue considerazioni e i criteri alla base di questa sciagurata manovra finanziaria sono quelli a cui noi ci opponiamo, in generale e in ogni particolare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Drago. Ne ha facoltà. DRAGO (M5S) . Signor Presidente, cari colleghi, non vi nego che sono stata un po' indecisa nell'accettare di parlare con un discorso già preparato da alcuni giorni, per questioni organizzative. Però oggi l'ho rivisto. Mi sono seduta e l'ho sistemato, cominciando a tagliare una serie di provvedimenti che pensavo si potessero mettere in campo e che venissero accolti, ma non lo sono stati. Però il bello è stato notare che effettivamente il Governo odierno ha messo in campo dei provvedimenti e delle soluzioni per il famoso welfare familiare. È da vent'anni, se non da venticinque, che lavoro su questi aspetti, e dalle forze politiche di tutti gli schieramenti non ho mai visto un intervento in questa direzione. Oggi posso ammettere che la prospettiva è stata quella; non elenco più i provvedimenti, perché già altri colleghi li hanno ampiamente esposti. Non vi nego però che, facendo riferimento a quello che ha detto poc'anzi la collega Rojc, questo è l'inizio, quindi mi auguro veramente che si possa continuare in questa direzione in qualunque modo, con qualunque forza di Governo. Dico questo perché i lodevoli provvedimenti che sono stati messi in campo non sono inseriti all'interno di una progettualità più grande: è un po' quello che diceva la collega Toffanin. Fate attenzione, io nomino colleghi che non appartengono solamente alla maggioranza, ma anche alla minoranza, perché per me l'importante è la soluzione, l'obiettivo da raggiungere, il provvedimento. Questo provvedimento che riguarda tutta una progettualità su interventi di politica familiare è un tipo di intervento che dovrebbe vederci tutti uniti in questa direzione. Per non perdermi allora in chiacchiere, vi porto un po' di dati. Noi parliamo sempre di denatalità e la presidente Alberti Casellati ha realizzato anche un evento su questo tema. La denatalità è importante e intendo declinarvi questo discorso perché mi sembra come quando trent'anni fa i Verdi lanciavano l'appello per l'ambiente ed erano visti come degli idealisti, dei sognatori, come se tutto ciò che dicessero non avesse un fondamento scientifico; oggi però vediamo quello che sta succedendo con l'ambiente. Ebbene, il discorso della denatalità in realtà non lo stiamo affrontando ora, non è un argomento nuovo. È un argomento che oggi arriva in maniera più pregnante nelle Aule del Parlamento e se ne parla anche al Governo. Questo perché è il frutto di un lavoro che anche associazioni e altre realtà negli anni hanno condotto per sollecitare l'attenzione della classe politica. Ad esempio, il report sulla denatalità dell'Istat fotografa un Paese in cui anno dopo anno si registrano sempre meno nascite, con una perdita di oltre 120.000 nuovi nati nel corso dell'ultimo decennio, una contrazione a tassi superiori al 20 per cento. L'ho detto in altri contesti e lo ripeterò in questa sede, anche se per me è un po' stancante di dire sempre le stesse cose, però per qualcun altro magari può essere una novità: sapete che ogni nuova nascita incide in positivo sul PIL nazionale annuo di 35.000 euro? Nel 2017 abbiamo avuto 458.000 bambini; ad oggi dal 2008 abbiamo avuto una contrazione delle nascite di 15.000 unità, se vuoi moltiplicate 15.000 per 35.000 euro viene una cifra di circa 4,4 miliardi di euro in meno per l'economia del Paese. Con questo intendo dire che noi purtroppo abbiamo una visione miope dell'economia, non abbiamo una visione macroeconomica. Quando si parla di natalità e di interventi in questa direzione guardiamo solo le uscite e questa non è una visione a 360 gradi, perché ogni nascita porta con sé e stimola l'indotto, il lavoro per piccole e medie imprese. Non stiamo assistendo anche a una contrazione delle classi anche nelle scuole? Andando al dunque, è lodevole anche l'intervento e l'attenzione alla disabilità, quindi l'incremento dei fondi in questa direzione. PRESIDENTE. Senatrice Drago, la devo invitare a concludere, perché la seduta terminerà alle 22 e devo consentire lo svolgimento di un altro intervento dopo il suo. DRAGO (M5S) .Avviandomi allora alla conclusione (perché, come vedete, sicuramente il discorso non si può concludere in questa sede), vorrei fare un appello a tutte le forze politiche a produrre uno studio su questo tema, ognuno con le proprie specialità, con le proprie competenze, con la propria formazione; un tavolo che chiaramente non abbia finalità ideologiche, ma che veda tutte le forze politiche insieme per risolvere un problema gravissimo e annoso. Concludo affermando in particolare il mio auspicio di votare emendamento per emendamento, perché voglio sentirmi la coscienza a posto nelle mie scelte per il futuro dei nostri giovani. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stefani. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dulcis in fundo o forse anche in cauda venenum , vedremo se è così. Oggi arriviamo a fare questa farsa di discussione, l'ennesima, dopo una tribolata analisi, sedute oniriche, sospensioni, riflessioni, rinvii e vertici, che - lo ricordo bene - invece di risolvere i problemi, forse li hanno anche accresciuti, e il tutto ampiamente condito di confusione. Siamo inoltre di fronte alla prospettiva - assai antidemocratica - di sottrarre anche alla Camera l'esame del testo e la possibilità d'intervenire. Speriamo di evitare questo passaggio, che non fa nient'altro che scalfire ulteriormente le già scalfite istituzioni. Quindi, a poco più di qualche giorno dalla fine del 2019, la manovra di bilancio non fa altro che disegnare un bilancio dell'Italia: un Paese con grandi potenzialità, modestissimi risultati, piccole ambizioni e un'immensa crisi di fiducia, che si rileva in particolare proprio dallo scollamento ampio ed evidente tra il consenso, l'espressione della volontà degli italiani e l'attuale rappresentanza al potere. È un grave problema la rappresentatività della politica, come lo è la crisi della politica: in questa maniera, però, non fate altro che accentuare il distacco fra il popolo e chi ne dovrebbero essere i rappresentanti. Ricordo parole non mie, ma che cito dall'articolo di fondo di un noto quotidiano: se tanti italiani non hanno senso dello Stato è perché lo Stato continua a fare loro senso. Colleghi del mio Gruppo, più esperti di me, sapranno entrare più approfonditamente nell'analisi del testo. Voglio solo ricordare qualche pagina di una legge che chiamerò astrusa e complicata, per usare espressioni politicamente corrette. Sono già state sollevate varie denunce per previsioni puntuali, non sistematiche, senza alcuna visione e senza futuro. Purtroppo però vi sono anche previsioni che si possono considerare assolutamente pericolose e norme che riescono a diventarlo: molte delle disposizioni di carattere fiscale racchiuse nel disegno di legge hanno una natura sostanzialmente discriminatoria, in quanto destinate a esplicare i loro effetti limitatamente a determinati settori del mercato, e così incidendo negativamente su interi sistemi produttivi. Per esempio, vi sono norme che in sé teoricamente dovrebbero essere volte a disincentivare comportamenti dannosi per l'ambiente e la salute umana, come questa sorta di tasse etiche, che in realtà sono state dettate da pure esigenze di cassa. Fra queste leggiamo la plastic e la sugar tax (secondo un refrain spesso purtroppo ricorrente in Italia: tutto ciò che si definisce in inglese, guarda caso, nasconde sempre qualche arcano). Queste norme, sono state pensate senza valutare l'impatto sul mercato, sull'occupazione e sul sistema. Applicare l'ideologia al sistema fiscale è tanto grave quanto applicare l'ideologia al sistema della giustizia: si creano, sostanzialmente dei mostri, che vanno a devastare settori e ad incidere proprio sull'istituzione. Da questi mostri non si può tornare indietro, se non a caro prezzo. Ma sono delle tasse etiche così tanto convintamente e ideologicamente volute, che non appena è stato sollevato il clamore sono state tutte riviste. Quindi, tanto per ricordare le cose banali, se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Il quadro del Paese all'esito della manovra di questi primi mesi di Governo preoccupa molto. Questa è una Nazione che corre verso l'abbandono della grande industria: vedasi la disfatta della questione Ilva. Una Nazione che punisce la piccola e la media impresa, che considera ogni partita IVA come un evasore, che agita un fisco tiranno e che fa marciare sul contribuente una stasi tributaria. Se, però, da una parte c'è l'appello del presidente Mattarella alla indecenza dell'evasione, io vorrei ricordare l'indecenza di un sistema fiscale che è pesante, iniquo e punitivo per chi lo osserva. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Guarda caso, questa strana maggioranza abroga anche la norma, tra l'altro voluta proprio dalla Lega, che sottopone a tassazione il money transfer verso l'estero. Un opaco meccanismo, a volte, che purtroppo non sa distinguere tra il buon denaro e il cattivo denaro. Sappiamo che pecunia non olet , ma a volte, purtroppo, puzza molto. Se la politica voleva ammaliare in qualche modo i nostri concittadini, forse lo ha fatto con le magia trasformistica del presidente Conte, Presidente di due Governi agli antipodi. Visto che accanto a lui c'è un altro minimo comun denominatore, non vorrei che questo trasformismo sia stata una qualità o, meglio, un vizio anche di altri; ma trasformismo significa cambiare la maglietta e restare sotto sudati. Ci troviamo, alla fine di questo 2019, in pieno immobilismo di uno Stato che si barcamena tra debito pubblico, vincoli esterni e Governo debole, il tutto condito da una certa retorica europeista inutile. Nel frattempo, le vere trasformazioni avvengono, i cambiamenti incombono; il tutto sopra la testa e, a volte, al di fuori dei confini dell'Italia, senza che essa ne sia mai protagonista. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, il seguito della discussione generale sul bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 è rinviato alla seduta di domani. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di venerdì 13 dicembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 21,57) . Lettera allegata all'intervento della senatrice Bonino nel dibattito sul finanziamento della politica Lettera allegata Congedi e missioni Sono in congedo i Senatori: Balboni, Barachini, Bertacco, Bogo Deledda, Calandrini, Castaldi, Cattaneo, Crimi, De Poli, Di Piazza, Galliani, La Mura, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Ronzulli, Segre, Sileri, Turco e Vaccaro. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: L'Abbate, per attività di rappresentanza del Senato (fino alle ore 15) ; Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione I senatori Grassi, Lucidi e Urraro hanno comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle e di aderire al Gruppo parlamentare Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. Il Presidente del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione ha accettato tali adesioni. Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Onn. Ciprini Tiziana, Grande Marta, Tripiedi Davide, Pallini Maria, De Carlo Sabrina, Aiello Davide, Amitrano Alessandro, Cabras Pino, Cappellani Santi, Colletti Andrea, Costanzo Jessica, Cubeddu Sebastiano, De Lorenzo Rina, Del Grosso Daniele, Di Stasio Iolanda, Ehm Yana Chiara, Emiliozzi Mirella, Giannone Veronica, Invidia Niccolo', Olgiati Riccardo, Perconti Filippo Giuseppe, Romaniello Cristian, Segneri Enrica, Siragusa Elisa, Suriano Simona, Tucci Riccardo, Villani Virginia, Vizzini Gloria, Fitzgerald Nissoli Fucsia Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura (1646) (presentato in data 12/12/2019) C.1027 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Fazzolari Giovanbattista Modifiche allo Statuto della Banca d'Italia in materia di riserve auree e alla legge 28 dicembre 2005, n. 262, in materia di partecipazione della Banca d'Italia al sistema europeo di banche centrali (1647) (presentato in data 11/12/2019); senatore Pittoni Mario Disposizioni in materia di "percorsi abilitanti speciali e specializzazione di sostegno" (1648) (presentato in data 12/12/2019). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali CNEL Programma di formazione on line per i dirigenti pubblici (1529) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 12/12/2019); 6ª Commissione permanente Finanze e tesoro Sen. Salvini Matteo ed altri Modifiche all'articolo 10 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, in materia di incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico (1535) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 12/12/2019). In sede referente 4ª Commissione permanente Difesa Sen. Romano Iunio Valerio ed altri Disposizioni in materia di riserva selezionata delle Forze armate (1458) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 12/12/2019). Camera dei deputati, variazioni nella composizione della Giunta per le autorizzazioni Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 11 dicembre 2019, ha comunicato di aver chiamato a far parte della Giunta per le autorizzazioni, di cui all'articolo 18 del Regolamento della Camera, la deputata Manuela Gagliardi, in sostituzione della deputata Gloria Vizzini, dimissionaria. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 10 dicembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la proposta di nomina della signora Marialuisa Gnecchi a Vice Presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) (n. 40). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 11 a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 1° gennaio 2020. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 4 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 12 giugno 1990, n. 146, recante "Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali", copia dell'ordinanza n. 191 T, emessa dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in data 22 novembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11 a Commissione permanente (Atto sciopero n. 5). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 4 e 6 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: agli ingegneri Giovanni Lanati (incarico ad interim ) e Walter Lupi, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e trasporti; all'ingegner Luca Attias, dirigente di prima fascia del ruolo della Corte dei Conti, il conferimento di incarico di Capo del Dipartimento per la trasformazione digitale; al dottor Giuseppe Pierro, il conferimento di incarico di Capo per l'Ufficio dello Sport, nell'ambito del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 29 novembre 2019 - in adempimento all'obbligo derivante dall'articolo 19 della Costituzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, emendata nel 1946 ed approvata dall'Italia con legge 13 novembre 1947, n. 1622 - ha trasmesso, i testi della Convenzione n. 190 e della Raccomandazione n. 206 sull'eliminazione delle violenze e delle molestie nel mondo del lavoro, adottati dalla Conferenza internazionale del lavoro nel corso della sua 108 ma sessione, svoltasi a Ginevra nel mese di giugno 2019. Il predetto testo è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente (Atto n. 380). Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 6 dicembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 1997, n. 266, e dell'articolo 14, comma 2, della legge 29 luglio 2015, n. 115, la relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive, aggiornata al 30 settembre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc . LVIII, n. 2). Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 30 luglio 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, un parere relativo alle criticità concorrenziali derivanti dall'assenza di una specifica disciplina in materia di beni in polietilene, di cui all'articolo 234 del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, recante "Norme in materia ambientale". Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente (Atto n. 381). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettera in data 5 dicembre 2019, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria di Studiare sviluppo S.r.l. per l'esercizio 2017. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 229). Consigli regionali e delle province autonome, trasmissione di voti E' pervenuto al Senato un voto della Regione Puglia concernente la "Partecipazione della Regione Puglia alla Consultazione pubblica della Commissione europea sugli orientamenti dei primi due anni del Programma Europa Digitale". Tale voto è deferito, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 1 a alla 7 a alla 8 a alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente (n. 35). Interrogazioni Atto n. 3-01279 SIRI MONTANI SAVIANE Al Ministro dell'economia e delle finanze Atto n. 3-01280 SIRI MONTANI SAVIANE Al Ministro dell'economia e delle finanze Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02615 BATTISTONI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: i dati prodotti da Ismea e dalla Rete rurale nazionale mettono in evidenza uno squilibrio negativo di spesa dei fondi europei nel terzo trimestre 2019 rispetto al 2018 di circa 121 milioni di euro; evidenziano che nell'annualità 2019 il rischio è quello di restituire all'Europa circa 400 milioni di euro non spesi; in Italia ci sono tre Regioni in netta difficoltà sulla spesa di tali fondi europei: la Puglia, la Liguria e l'Abruzzo; ci sono anche altre Regioni che sono lontane dall'obiettivo di spesa prefissato per il 2019 come la Basilicata, la Sicilia e la Campania; la cattiva gestione di fondi comunitari deriva principalmente da una carenza amministrativa divenuta ormai cronica; è altresì elevato, e spesso poco attrattivo, il numero di sottomisure tale da causare una mancanza di richieste da parte di soggetti privati e pubblici, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti e quali misure e strategie intenda adottare in merito; se sia previsto un piano per l'armonizzazione delle procedure amministrative coordinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Atto n. 4-02616 DE BERTOLDI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 7 dicembre 2019, dal quotidiano "Italia Oggi", il conto oneroso e non indennizzato del processo di revisione della spesa pubblica (finalizzata a ridurre e a migliorare l'efficienza e la produttività della pubblica amministrazione) detta " spending review " applicata alle casse previdenziali dei professionisti, quantificato in 78 milioni di euro di tagli alle spese interne (i cui proventi sono stati versati all'erario a partire dal 2012) non considera il mancato risarcimento, nonostante la sentenza della Corte costituzionale n. 7 del 2017 (nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, promosso dal Consiglio di Stato, nel procedimento tra la cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti, Cnpadc, ed altri ed il Ministero dell'economia e delle finanze) avesse sancito che l'imposizione era illegittima, attivando la strada dei ricorsi per la restituzione delle somme dovute; pertanto l'interrogante evidenzia che, in aggiunta alla penalizzazione fiscale, peraltro già nota, derivante dalla tassazione sui rendimenti degli investimenti pari al 26 per cento (sebbene le casse gestiscano il primo pilastro pensionistico), si affianca un'altra imposizione fiscale gravosa, come rilevato dal presidente dell'associazione degli enti previdenziali privati (Adepp) che raggruppa 20 enti, il quale ha aggiunto che il rimborso di tali crediti consentirebbe di garantire gratuitamente agli iscritti importanti prestazioni assistenziali; a giudizio dell'interrogante, risulta urgente e indifferibile porre in essere ogni misura finalizzata a chiarire i motivi per i quali, nonostante la dichiarazione d'illegittimità costituzionale espressa dalla Consulta, riferita al citato articolo 8, comma 3 (nella parte in cui prevede che le somme derivanti dalle riduzioni di spesa ivi previste siano versate annualmente dalla Cnpadc ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato), l'amministrazione finanziaria insista nell'applicazione della riduzione delle spese interne degli enti, i cui proventi sono ad oggi successivamente versati all'amministrazione fiscale, si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto e se non ritenga urgente e opportuno intraprendere necessarie iniziative, anche di carattere normativo, al fine di adeguare l'operato dell'amministrazione finanziaria a quanto disposto dalla Corte costituzionale. Atto n. 4-02617 DE PETRIS Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: palazzo Medici-Clarelli sito a Roma, in via Giulia 79, è stato oggetto di una lunga trattativa volta ad alienare l'immobile a privati da parte dell'Agenzia del demanio. Si tratta di un edificio del XVI secolo, opera di Antonio da Sangallo il giovane, ed è stato la dimora romana di Cosimo II de' Medici. Rappresenta l'ultima traccia pubblica dei Medici nella capitale. Si tratta di un immobile di particolare pregio architettonico ed artistico per la presenza di numerosi affreschi nonché di bassorilievi di epoca romana presenti nel piano interrato. L'edificio risulta aver avuto un ampliamento nel XVII secolo; l'immobile è vincolato ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche, rientrando tra i beni elencati all'art. 10, comma 1; considerato che: in base alla parte II del codice dei beni culturali, in particolare ai sensi dell'art. 55, deve essere assicurata, anche in caso di dismissione, la tutela e la valorizzazione in maniera tale da non arrecare danno alla sua conservazione e prevedendo un utilizzo per il quale non sia pregiudicato il pubblico godimento; l'analisi storico-critica realizzata dalla Soprintendenza prima della conferenza dei servizi del 20 maggio 2005 riportava tutti gli elementi di pregio architettonico sia esterni che interni quali: le cimase modanate, le cornici architettoniche in pietra, i lacerti di affresco, i gradoni con la specifica del materiale, le nicchie, i portali, i controsoffitti lignei. Inoltre dovranno essere compiuti opportuni saggi per l'accertamento dell'eventuale conservazione dei graffiti documentati del Letarouilly sul fronte di via Giulia. Tutti questi elementi dovranno essere restaurati, ripristinati e tutelati, nonché garantiti alla pubblica fruizione secondo quanto prescritto in sede di conferenza dei servizi con apposita dichiarazione scritta dal soprintendente per i beni architettonici e del paesaggio; la Soprintendenza per i beni archeologici riferì con apposito parere del 9 giugno 2005 di esprimersi dopo aver ricevuto dettagliata ed esaustiva documentazione tecnica-strutturale inerente al progetto esecutivo per la rilevanza archeologica dell'area su cui insiste l'immobile; in particolare, a norma dell'art. 29, comma 2, del codice la tutela comporta misure di studio, prevenzione, manutenzione e restauro dirette a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto; non risulta essere stato richiamato il piano volto a tutelare continuativamente il bene che potrebbe, seppur in data successiva al restauro, essere esposto ad un uso non consono per la propria conservazione ed intangibilità quale quello di hotel comprendente sala ristorante e cucina nonché locali tecnici e locali destinati al personale di servizio, risultando dunque inottemperante all'obbligo di assicurare tutte le necessarie tutele in conformità alle prescrizioni di tutela; l'accordo di programma nell'ambito del quale era intervenuto il nulla osta all'alienazione del 2005 è ormai scaduto e privo di efficacia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga tuttora valido ed efficace l'esito del procedimento autorizzativo ai fini dell'alienazione dell'immobile, essendo scaduto e non rinnovato l'accordo di programma che ne era il presupposto e comunque trascorso un lasso di tempo di oltre 10 anni; se ritenga la destinazione del bene a struttura commerciale compatibile con la capacità del privato di assicurare la tutela nel tempo di tutti gli elementi architettonici identificati nell'analisi storico-critica realizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo stesso, assumendosi il Ministero la responsabilità delle verifiche dello stato dei beni in modo continuativo; se siano stati formulati piani di pubblica fruibilità del bene stesso da parte del Ministero, e, qualora non siano stati formulati, se non ne ritenga necessaria la predisposizione, recependo le istanze della cittadinanza e dei portatori di interessi diffusi con apposito procedimento, poiché palazzo Medici-Clarelli rappresenta l'ultima traccia avente riconoscimento pubblico della famiglia Medici nella capitale nonché opera pregiata di Antonio da Sangallo il giovane e ricordando che, a norma del codice dei beni culturali, è un bene fruibile dalla cittadinanza. Atto n. 4-02618 DE PETRIS Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che la legge n. 157 del 1992, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", prevede all'art. 12, comma 8, l'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile ed infortunio dei praticanti l'attività venatoria; le associazioni venatorie nazionali riconosciute (art. 34) forniscono l'assicurazione ai propri associati con contratti assicurativi collettivi in convenzione; la gestione di tali servizi deve corrispondere alle normative vigenti e può essere svolta esclusivamente da società assicuratrici iscritte o da intermediari autorizzati dalla legge (IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni); ai fini del computo le associazioni venatorie azionali devono considerare esclusivamente i propri soci che hanno contratto polizza assicurativa annuale di responsabilità civile ed infortuni per i massimali previsti, oppure possono considerare soci quelli di associazioni venatorie a carattere regionale o locale, temporaneamente associate o affiliate, sulla base dei propri statuti. Sono considerati validi i soli soci iscritti che abbiano versato il premio assicurativo esclusivamente secondo le modalità previste dal provvedimento IVASS; il numero dei soci assicurati deve risultare dalle dichiarazioni rese sotto la propria responsabilità rispettivamente dalla compagnia di assicurazione e dal presidente dell'associazione. Dette dichiarazioni devono attestare la sussistenza delle condizioni richieste, ivi compreso l'avvenuto pagamento dei premi assicurativi e i requisiti del socio come stabilito dal decreto legislativo n. 460 del 1997 e successive modifiche; i contratti sottoscritti dalle associazioni venatorie nazionali riconosciute e da quelle regionali riconosciute rappresentano la quasi totalità dei praticanti l'attività venatoria e assicurano i titolari anche nelle pratiche di tiro sportivo; vi sono, inoltre, i contratti emessi direttamente dalle imprese di assicurazione senza intermediazione delle associazioni di categoria; le coperture assicurative sono necessarie anche per le attività di controllo faunistico in deroga ai tempi previsti dai calendari venatori; è rilevante il numero degli incidenti, anche mortali, correlati all'attività venatoria, che coinvolgono anche non cacciatori e che arrecano danni ad animali e beni altrui, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno ed urgente che i contratti assicurativi emessi dalle società di intermediazione e assicuratrici vengano resi pubblici nella loro interezza e che siano esplicitate le competenze e la gestione da parte delle società verificate dall'IVASS; se non ritengano opportuno verificare che le compagnie di assicurazione abbiano concorso e concorrano al fondo di garanzia per le vittime della caccia di cui all'art. 25 della legge n. 157 del 1992; se non ritengano necessario, dato l'alto numero di incidenti verificatisi, rendere obbligatoria per tutti i cacciatori iscritti alle "squadre" per la caccia al cinghiale, per chi sia impegnato nella caccia di selezione e comunque per chiunque pratichi la caccia al cinghiale, una polizza con massimali di 5 milioni di euro per responsabilità civile e di 200.000 euro per infortuni con morte o invalidità permanente. Tali massimali dovrebbero essere oggetto di adeguamento ogni 4 anni con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, anche al fine di aumentare il fondo di garanzia per le vittime della caccia. Atto n. 4-02619 PAVANELLI MORONESE ROMANO ANGRISANI VANIN TRENTACOSTE PARAGONE LANNUTTI PRESUTTO DONNO GARRUTI DE LUCIA FEDE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), con deliberazione 12 dicembre 2017 n. 852/2017/R/EEL, ha aggiornato la disciplina dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, al fine di recepire gli indirizzi del Ministero dello sviluppo economico del 12 dicembre 2017, e ha approvato il nuovo regolamento delle procedure di approvvigionamento a termine dei servizi di interrompibilità e il contratto standard per l'erogazione dei medesimi servizi per il triennio 2018-2020; con deliberazione 28 giugno 2018 n. 363/2018/R/EEL, l'Autorità ha aggiornato in riduzione il corrispettivo a copertura dei costi per la remunerazione del servizio di interrompibilità del carico elettrico e del corrispettivo di reintegrazione oneri di salvaguardia a decorrere dal 1° luglio 2018; inoltre, con deliberazione 27 dicembre 2018 n. 705/2018/R/EEL ha aggiornato i corrispettivi di dispacciamento per l'anno 2019; l'attuale regime dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, gestiti tramite l'operatore nazionale Terna, Rete elettrica nazionale, di durata triennale, terminerà il 31 dicembre 2020; l'Italia ha un differenziale di prezzo sfavorevole rispetto ad altri importanti Paesi europei, come si apprende dalla tabella pubblicata sul sito internet del gestore mercati energetici (GME), dove si può ricavare che il prezzo medio di un megawattora nel periodo da gennaio ad ottobre 2019 è stato in Italia di 53,665 euro, mentre in Germania di 37,939 euro, in area scandinava di 38,862 euro, in Spagna di 49,651, in Francia di 39,138 euro; in particolare, rispetto alla Germania è presente un differenziale sfavorevole di prezzo medio di 15,726 euro per megawattora, corrispondente ad una differenza del 29,3 per cento in meno di costo dell'energia elettrica in Germania nello stesso periodo; considerato che: il livello del costo dell'energia elettrica rappresenta uno dei fondamentali fattori della produzione per le attività industriali classificate energy intensive , tipicamente presenti nel settore della grande e media industria; il livello del costo dell'energia elettrica può essere a pieno titolo fatto rientrare tra gli strumenti di politica industriale; il livello del costo dell'energia elettrica è uno degli elementi che possono contribuire a favorire lo sviluppo delle attività economiche in generale, a cominciare dal settore della grande e media industria, e dunque a incrementare il tasso di crescita del prodotto interno lordo, uno dei principali indici presi a riferimento anche in sede di valutazione degli equilibri di finanza pubblica in sede di Commissione europea, si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo di competenza intenda assumere per ridurre il differenziale del livello di costo dell'energia elettrica rispetto agli altri Paesi europei; se ritenga di attivarsi affinché sia prorogata per il triennio 2021-2023 la suddetta disciplina dei servizi di interrompibilità istantanea e di emergenza del carico elettrico, attualmente previsti fino al 31 dicembre 2020, servizi che contribuiscono, allo stato attuale, a contenere lo stesso differenziale. Atto n. 4-02620 PAVANELLI GALLICCHIO RICCIARDI LANNUTTI PRESUTTO GIANNUZZI LEONE VANIN FLORIDIA RICCARDI TRENTACOSTE DONNO MORONESE GUIDOLIN BOTTO CORRADO CORBETTA GARRUTI DE LUCIA FEDE Al Ministro della salute Premesso che: il biossido di titanio viene comunemente usato come additivo colorante bianco (codice E171) negli alimenti, nei cosmetici e nei pigmenti, generalmente in forma di polvere composta da particelle nanometriche aventi dimensione di circa 30 nanometri; l'Institut national de la recherche agronomique (INRA) ha pubblicato a gennaio 2017 i risultati di uno studio (intitolato NANOGUT) sulla sua tossicità, evidenziando come l'esposizione prolungata per via orale al biossido di titanio in cavie animali (nel caso specifico topi da laboratorio) abbia prodotto nel 40 per cento delle cavie la formazione di lesioni preneoplastiche al colon-retto, evidenziando dunque come l'additivo sia sostanza atta a favorire l'insorgere del cancro colon-rettale; in base allo studio l'agenzia governativa francese Agence nationale de sécurité sanitaire de l'alimentation, de l'environnement et du travail (ANSES) ha emanato nel 2017 un rapporto di potenziale rischio cancerogeno per il biossido di titanio raccomandandone la limitazione nell'uso, soprattutto negli alimenti; a seguito delle raccomandazioni è stato proposto dalla Francia, in sede di Comunità europea, di valutare il biossido di titanio con cancerogenicità di categoria 1B, ossia sostanza avente capacità di causare il cancro, soprattutto sulla base di test su animali; l'International agency for research on cancer (IARC) ha classificato il biossido di titanio nel Gruppo 2B, come possibile agente cancerogeno per l'uomo; l'European chemicals agency (ECHA) ha assegnato al biossido di titanio (codice CAS 13463-67-72) la valutazione di agente potenzialmente cancerogeno di categoria 2, ossia avente sospetto di causare il cancro attraverso assunzione per le vie inalatorie; considerato che: il Governo francese, con provvedimento pubblicato il 25 aprile 2019, sulla base delle raccomandazioni dell'agenzia governativa ANSES, in applicazione del principio di precauzione in materia di sanità pubblica ha sospeso per un anno, a partire dal 1° gennaio 2020, la commercializzazione di generi alimentari contenenti l'additivo E171, in attesa di ulteriori studi scientifici sul biossido di titanio; la decisione del Governo francese produrrà comunque l'effetto di spingere i produttori in primis a cambiare la composizione degli alimenti prodotti, ed i consumatori in secondo luogo a cambiare le abitudini di acquisto, indirizzando il mercato interno verso l'abbandono all'uso dell'additivo E171 negli alimenti; gli stabilimenti situati sul territorio italiano in cui viene prodotto il biossido di titanio in base al combinato disposto del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (testo unico delle leggi sanitarie), e del decreto del Ministero della sanità 5 settembre 1994, sono classificati impianti insalubri di prima classe (elenco delle industrie insalubri, industrie di prima classe, A) sostanze chimiche, voce n. 112 titanio biossido - produzione); la progressiva riduzione dell'uso del biossido di titanio, iniziando dagli alimenti e poi, auspicabilmente, il suo completo abbandono determinerebbe anche la progressiva diminuzione sul territorio nazionale di impianti per la sua produzione e, di conseguenza, anche la riduzione del numero di impianti insalubri di prima classe, la cui presenza è comunque fattore di rischio sanitario per la popolazione che vive nelle vicinanze nonché primariamente per i lavoratori impiegati in tali impianti, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per valutare attraverso nuovi studi approfonditi ed aggiornati il rischio di cancerogenicità per l'uomo del biossido di titanio e per sospendere, in base al principio di precauzione in materia di sanità pubblica, come già fatto dal Governo francese, la commercializzazione di prodotti contenenti l'additivo E171, a partire dagli alimenti, per almeno un anno ovvero per un periodo di tempo più lungo in attesa dei risultati sperimentali di nuove ricerche. Atto n. 4-02621 CAMPARI BORGONZONI CENTINAIO BARBARO DE VECCHIS Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: negli ultimi anni si è assistito a un vertiginoso aumento del prezzo dei biglietti per le partite di calcio e, nonostante una perdurante crisi economica che attanaglia il Paese da oltre 9 anni, le politiche da parte dei club di calcio professionistici non stanno tenendo in alcun conto né la situazione contingente economica, né la sempre minore capacità di spesa delle famiglie italiane; si stanno moltiplicando in tutta Italia manifestazioni di protesta legate alle difficoltà di accesso per i tifosi alle manifestazioni di calcio derivanti da aumenti incontrollati; in occasione della partita contro il Napoli allo stadio "San Paolo" del 15 dicembre, i tifosi del Parma hanno deciso di disertare la trasferta a causa dei prezzi del settore ospiti: 40 euro (39.50 con 0.50 di prevendita), in uno stadio che, solo un anno fa, costava esattamente la metà, 20 euro (19.50 con 0.50 di prevendita). Gli stessi tifosi napoletani avevano disertato l'esordio casalingo della Juventus alla seconda giornata, il 31 agosto, a causa del prezzo delle curve fissato a 67 euro; anche il "percorso" di avvicinamento agli stadi passa per le difficoltà di parcheggio, ove presente, spesso vigilato da parcheggiatori abusivi, prezzi non calmierati, non solo dei tagliandi, ma anche nei tradizionali beni di conforto (bibite, panini, eccetera) che vengono venduti in prossimità e all'interno degli impianti; a ciò si aggiunge una mancata regolamentazione del prezzo dei biglietti demandato esclusivamente alla politica dei club partita per partita in stadi, peraltro, per lo più di vecchia concezione, fatiscenti, scomodi, e, in alcuni casi, non concepiti per il gioco del calcio e, quindi, con una scarsa visibilità dalle tribune, soprattutto dai settori popolari; a ciò si aggiunge anche la difficoltà ad acquistare i biglietti, se non in prevendita, lontano dalle sedi di gioco, a differenza del passato, quando i tagliandi si potevano prendere direttamente al botteghino nel giorno della gara; in particolare, per quanto riguarda quei tifosi che vogliano seguire la propria squadra del cuore in trasferta, oltre ai costi di viaggio, sono ravvisabili prezzi ancor più alti e un posizionamento, spesso, in vere e proprie gabbie con limitata visibilità e libertà di movimento; l'Italia è anche l'unico Paese al mondo che distribuisce soldi pubblici alla Federcalcio, sostegno che potrebbe essere utilizzato anche per calmierare il prezzo del biglietto e restituire lo stadio alle famiglie; gli introiti derivanti dal ticketing non sono oggi determinanti e comunque inferiori a quelli dei diritti audiovisivi, di quelli commerciali, delle intermediazioni dei cartellini dei calciatori e superiori solo all'attività di merchandising , un numero maggiore di persone presenti negli impianti garantirebbe alle società guadagni perlomeno paritari a quelli odierni ma con una cornice più importante. Anche perché un calcio senza tifosi sugli spalti non solo è prodotto poco vendibile per sponsor e network televisivi, ma deteriora l'immagine storica di uno sport nazionalpopolare come il calcio nato e cresciuto grazie alla passione dei tifosi, si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga necessario un intervento regolamentare, come già avvenuto in Francia nella "Ligue 1", o almeno di farsi portatore di qualsivoglia altra soluzione, attraverso il confronto tra tifoserie e club , affinché gli stadi tornino a essere uno spazio accessibile a tutti, non un privilegio per pochi. Atto n. 4-02622 LANNUTTI LEONE COLTORTI Ai Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: il 12 dicembre 2006 il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno promulgato la direttiva 2006/123/CE, meglio conosciuto come "Direttiva Bolkestein"; la direttiva Bolkestein stabilisce la liberalizzazione dell'erogazione dei servizi, abbattendo le barriere doganali per l'erogazione degli stessi; si tratta di una liberalizzazione che ha favorito nel corso di questi tredici anni (da quando è stata approvata) l'imporsi dei grandi gruppi imprenditoriali e finanziari, anche stranieri, a danno dei piccoli imprenditori; si tratta di una direttiva quadro con regole generali, in cui ogni Stato membro dell'Unione europea ha la libertà di decidere come e quando applicarla; l'economista olandese Frederik Bolkestein, il commissario europeo che ha dato il nome alla direttiva, ha però precisato che la stessa «non è applicabile ai balneari, perché le concessioni rientrano nel contesto dei beni e quindi non rientrano nei servizi»; nonostante questa precisazione, il Governo guidato da Romano Prodi decise nel 2006 di includere nella direttiva anche gli stabilimenti balneari; dopo avere arbitrariamente allargato il perimetro della direttiva Bolkestein anche al settore balneario, tutti i Governi che si sono succeduti dal 2006 hanno rimandato di due anni in due anni l'entrata in vigore della direttiva; considerato, inoltre, che a quanto risulta agli interroganti: Marcello di Finizio è titolare dello stabilimento "La voce della Luna" (con quindici dipendenti), che si affaccia sulla spiaggia di Barcola a Trieste, rilevato nel 2000 grazie a una concessione della Regione Friuli-Venezia Giulia di sei anni, rinnovabile automaticamente a scadenza per altri sei anni; lo stabilimento ha subìto negli anni gravi danni a causa di un incendio e di due mareggiate. Per far fronte ai lavori e riparare i danni provocati dall'incendio e dalla prima mareggiata, di Finizio ha dovuto investire cinquecentomila euro, ipotecando la casa di proprietà per garantire i prestiti bancari; dopo la seconda mareggiata, avvenuta nel 2010, di Finizio ha avanzato una nuova richiesta di prestito, che gli è stato però negato, in quanto «non sapendo cosa sarebbe successo con la Bolkenstein nel 2012, a scadenza di concessione, avrei potuto anche perderla. Quindi, niente soldi»; le banche da allora si sono rifiutate di erogare qualsiasi finanziamento a di Finizio, visto che l'entrata in vigore della direttiva, prorogata di due anni in due anni, avrebbe messo a rischio il rinnovo della concessione; in seguito a tali rifiuti, di Finizio ha dovuto chiudere lo stabilimento ed è stato costretto a licenziare i quindici dipendenti, ha anche perso la casa di proprietà e, con un gesto disperato, ha deciso dal 12 maggio 2019 di vivere tra i tralicci della gru galleggiante Ursus nel porto di Trieste; infine, a quanto risulta agli interroganti la Regione Friuli-Venezia Giulia e il Comune di Trieste, nonostante i tanti attestati di sostegno, i tanti proclami di volontà di aiutare di Finizio e il possesso di tutti gli strumenti giuridici in grado di risolvere positivamente la questione, non hanno finora fatto nulla in favore de "La voce della Luna" e del suo proprietario, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda descritta; se il Ministro per gli affari regionali e le autonomie non ritenga di dover sollecitare le amministrazioni regionali e comunali ad intervenire celermente per risolvere positivamente la vicenda; se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga doveroso prorogare la data di applicazione della direttiva Bolkestein, prevista per il 2020, di altri settantacinque anni, come già fatto dalla Spagna, per evitare che accadano altre vicende drammatiche come quella di Marcello di Finizio; se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso escludere dai servizi interessati dalla direttiva Bolkestein, quelli balneari. Atto n. 4-02623 FLORIS Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'Italia sta entrando in una fase decisiva di transizione energetica; il piano nazionale integrato energia e clima prevede il phase out del carbone entro il 2025; al 31 dicembre 2018 la situazione degli impianti e della produzione di energia elettrica in Sardegna è la seguente: 43 impianti termoelettrici che producono il 76,3 per cento del totale prodotto nell'isola, 593 impianti eolici, pari al 12,7 per cento, 36.071 impianti fotovoltaici, pari al 7 per cento, 18 impianti idroelettrici, pari al 4 per cento; la SEN, strategia energetica nazionale, del novembre 2017 ha previsto di convertire a metano le reti di distribuzione esistenti in Sardegna collegandole, attraverso una rete di gasdotti facenti parte del sistema nazionale, ai depositi costieri in costruzione "small scale GNL" per avviare la fornitura di gas in modo modulare; la metanizzazione del territorio sardo, comporterà la sostituzione dei combustibili ora utilizzati con il gas naturale; oltre a notevoli risparmi economici, valutati in circa 400 milioni di euro all'anno per la sola sostituzione dei più costosi combustibili ora utilizzati, vi sono ulteriori benefici generati quali la maggiore occupazione per la realizzazione delle infrastrutture dirette e l'indotto, la realizzazione di un'efficiente rete di trasporto del gas naturale consentirebbe anche lo sviluppo del settore della produzione del biometano, favorendo anche l'attività delle aziende agricole e aumentandone la competitività; a questi benefici andrebbe aggiunta la riduzione delle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti; analizzando tutti i dati relativi ai costi finali dell'energia e del gas sull'isola si evince che questi sono sempre molto superiori a quelli del "continente" e questo segna una divisione aggiuntiva tra Sardegna e l'Italia, si chiede di sapere: quali siano i tempi di realizzazione del previsto nuovo collegamento elettrico tri-terminale con il continente e se il phase out delle centrali a carbone, e la loro eventuale riconversione ad altro combustibile, stia seguendo la stessa programmazione; se si siano stimati gli impatti occupazionali derivanti dall'eventuale chiusura delle centrali a carbone e con quali strumenti si pensi di risolvere la situazione; quale sia la percentuale di energia elettrica che dovrebbe garantire alla regione il collegamento tri-terminale con il continente, posto che i collegamenti già ora esistenti (SAPEI e SACOI) forniscono una quantità minima rispetto all'intero fabbisogno regionale; quali siano le connessioni ulteriori previste per il completamento della rete infrastrutturale con il nuovo sbocco a Villasor del collegamento; quale sia lo stato dei lavori relativi alla metanizzazione dell'isola; quali siano le nuove reti previste per l'energia nella regione, posto che l'approvvigionamento da fonti diverse da quelle sinora utilizzate richiederà dorsali aggiuntive; come si intenda risolvere le problematiche relative all'esercizio della rete di trasmissione, poiché si continua a fornire in alcuni periodi dell'anno sensibili differenze di prezzo tra quelli della Sardegna e quelli del continente; se non si voglia garantire alla Sardegna, che sinora ha giovato di una sostanziale indipendenza nella produzione di energia, la possibilità di incrementare in loco la propria produzione, per evitare oggi conseguenze occupazionali e domani eventuali interruzioni sulle reti continentali che possano causare black out energetici nella regione; se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano di dover fornire indirizzi operativi ad ARERA, come anche suggerito dal presidente dell' Autorità, al fine di equiparare i costi del gas naturale in Sardegna con quelli del resto del Paese, attraverso l'equiparazione dell'approvvigionamento del GNL via nave ad un tratto della rete nazionale di trasporto ( virtual pipeline ) e l'inserimento della rete di distribuzione, per la definizione delle tariffe, in uno degli ambiti tariffari già esistenti nel resto del Paese. Atto n. 4-02624 CAMPAGNA MARINELLO FLORIDIA ROMANO ANGRISANI ANASTASI MATRISCIANO MAUTONE DI MARZIO CASTELLONE NOCERINO ABATE DONNO MONTEVECCHI AUDDINO SANTANGELO MOLLAME LOREFICE DI NICOLA D'ANGELO CORRADO DI GIROLAMO TRENTACOSTE PRESUTTO NATURALE LEONE LANNUTTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il maltempo dei giorni scorsi ha gravemente danneggiato, ancora una volta, la Scala dei Turchi di Realmonte (Agrigento), uno dei siti più belli e suggestivi della Sicilia, candidato ad entrare nel patrimonio dell'umanità Unesco. Centinaia di massi sono caduti sui gradoni naturali della maestosa scogliera riaprendo inevitabilmente l'annosa questione della tutela del sito e della sicurezza dei cittadini; questo "capolavoro bianco" che richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con effetti importanti sui settori turistico ed economico del territorio, ha assunto l'attuale aspetto di gradinata naturale scavata nella roccia da vento e pioggia, in considerazione della natura dei minerali che la compongono e alla loro consistenza. La scogliera di marna è costituita infatti per gran parte da roccia sedimentaria a grana fine, formata da calcare e argilla; rientra, dunque, in una sorta di imprescindibilità il fatto che, con una cadenza valutabile, avvengano frane, crolli o smottamenti. Si ricordano a titolo esemplificativo gli episodi verificatisi solo negli ultimi dieci anni, come la frana del novembre 2009, quella dell'estate del 2012, che aveva bloccato l'ultimo accesso rimasto disponibile lungo la strada provinciale di Realmonte, lasciando isolato il sito, e ancora il crollo di una piccola porzione di marna nel dicembre 2018; se è vero che le cause sono sempre legate ai fenomeni naturali, soprattutto alle forti piogge, è vero anche che il normale deflusso delle acque meteoriche è stato modificato dall'eccessiva cementificazione tutto intorno al sito, e proprio per questa ragione l'acqua piovana, nel tentativo di farsi strada, inevitabilmente causa questi crolli, infine l'esagerata frequentazione di visitatori dei luoghi fa il resto; soltanto pochi mesi fa, la Scala dei Turchi era stata riaperta, in pompa magna, con tanto di visita ufficiale da parte delle istituzioni siciliane, dopo il crollo del lato est, ripristinato con un'opera finanziata dalla Regione. Con procedura d'urgenza, la Regione Siciliana, attraverso l'Ufficio contro il dissesto idrogeologico, aveva provveduto alla messa in sicurezza del tratto di litorale nei pressi di punta Maiata dove si erano registrati i cedimenti di roccia di marna bianca, con un progetto del costo di 417.000 euro; l'opera di consolidamento però, pur avendo permesso la riapertura della spiaggia nel pieno della stagione estiva, purtroppo non è servita a evitare che la frana continuasse ad alimentarsi e dunque a scongiurare il potenziale pericolo del dissesto idrogeologico. Oggi purtroppo Scala dei Turchi non rappresenta un luogo sicuro, anzi si può dire senza timore di smentita che si tratta di un luogo estremamente pericoloso. Soprattutto il gran numero di turisti che la frequentano non sono consapevoli del pericolo che corrono durante la visita; considerato che: recenti fonti giornalistiche riportano che a settembre scorso, è stata firmata una bozza di accordo tra il Comune di Realmonte e il signor Ferdinando Sciabbarrà, pensionato di Realmonte, che incredibilmente risulterebbe essere proprietario della scogliera, in quanto intestatario delle particelle 334-335-336 sulla planimetria della costa ("la sicilia", del 12 settembre 2019); secondo la bozza di accordo, il Comune, in cambio della proprietà piena della Scala dei Turchi, avrebbe concesso per settant'anni il 70 per cento dei diritti d'immagine al privato Sciabbarrà, per servizi giornalistici, cinematografici e pubblicitari, che riprendono quel tratto della collina di marna bianca. A completamento del patto, sarebbe stata prevista anche la creazione di un brand "Scala dei Turchi", in modo che chiunque nel mondo richiami questo capolavoro di madre natura, sarà tenuto a pagare un obolo. Un accordo quanto meno curioso fra pubblico e privato a totale vantaggio del secondo, che di fatto svende un sito di eccellenza mondiale che in quanto tale dovrebbe essere patrimonio di tutti; considerato infine che: la situazione di emergenza dei fenomeni di sgretolamento non è stata ancora definitivamente risolta e la frequentazione del sito potrebbe esporre a un grave pericolo l'utenza turistica; oltre alla stabilizzazione e al risanamento del versante franato per la sua messa in sicurezza attraverso interventi con caratteristiche di necessità e urgenza, serve elaborare, anche attraverso l'istituzione di una commissione tecnico-scientifica, incaricata di monitorare e studiare il fenomeno, una reale programmazione di interventi strutturali attraverso opere di consolidamento idrogeologico dei versanti interessati dai fenomeni di sgretolamento, che tengano conto della natura geologica della roccia e in generale delle caratteristiche del sito e della natura del fenomeno; la Repubblica Italiana ha l'obbligo di tutelare il paesaggio della nazione (articolo 9 della Costituzione), e lo Stato ha, al netto delle competenze specifiche delle Regioni a statuto speciale, competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (articolo 117, comma secondo, lettera s ) della Costituzione), si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se, alla luce delle argomentazioni esposte, non ritenga opportuno attivarsi, sin da subito, nelle sedi di competenza affinché sia dato impulso ai necessari interventi per salvaguardare un luogo simbolo che promuove l'immagine del patrimonio siciliano a livello internazionale, sia dal punto di vista turistico, che naturalistico. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso la Commissione permanente: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-01279 e 3-01280 del senatore Siri ed altri, rispettivamente sulla prassi bancaria di chiusura dei conti correnti oggetto di indagini e sulle limitazioni ai versamenti in contanti sul proprio conto corrente bancario.