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Trasporto di cose - Contratto di trasporto per conto terzi - Norma di interpretazione autentica - Nullità del contratto privo di annotazione dei dati relativi all’iscrizione nell’albo e all’autorizzazione al trasporto - Rilevanza solo nel caso di stipula del contratto in forma scritta - Prospettata, irragionevole, disparità di trattamento e manifesta illogicità, nonché carenza dei presupposti richiesti per l’emanazione di un decreto legge - Palese irrilevanza e difetto di motivazione - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 256 convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 334, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 77 della Costituzione nella parte in cui prevede che l'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298 - come modificato dall'art. 1 del decreto-legge 29 marzo 1993, n. 82, convertito con modificazioni dalla legge 27 maggio 1993, n. 162 -, si interpreta nel senso che la prevista annotazione sulla copia del contratto di trasporto dei dati relativi agli estremi dell'iscrizione all'albo e dell'autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi possedute dal vettore, nonché la conseguente nullità del contratto privo di tali annotazioni, non comportano l'obbligatorietà della forma scritta del contratto di trasporto previsto dall'art. 1678 del codice civile, ma rilevano soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto le parti abbiano scelto la forma scritta. Infatti la norma oggetto di interpretazione non era applicabile al caso di specie e il giudice rimettente ha compiuto un esame della rilevanza del tutto inadeguato.