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Pensioni - Impiego pubblico - Pensionamento anticipato, per fatti indipendenti dalla volontà dell’interessato - Riduzione del trattamento pensionistico (in proporzione al numero di anni mancanti al raggiungimento del requisito contributivo) - Asserita lesione del principio di eguaglianza, per identico trattamento di situazioni diverse - Difetto di motivazione in ordine alla rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 11, commi 16 e 18, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, in quanto, vigendo la fase transitoria in vista della progressiva eliminazione dell'istituto della pensione di anzianità, non si consente di accedere al pensionamento anticipato di anzianità senza incorrere in decurtazioni del trattamento pensionistico, in tutti i casi nei quali il collocamento a riposo non è riconducibile ad una libera scelta dell'interessato. Infatti il rimettente non ha in alcun modo ottemperato all'obbligo di motivazione circa il profilo preliminare della riconducibilità della fattispecie riguardata dal giudizio 'a quo' (cessazione di rapporto di fatto a seguito di annullamento dell'atto di nomina) alla diversa fattispecie oggetto della sollevata questione. - In tema di rapporto contrattuale di fatto ricadente nell'ambito di applicazione dell'art. 2126 del codice civile, norma pacificamente valevole anche per il pubblico impiego, v. ordinanza n. 12/1994.