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Imposte e tasse - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Violazioni relative alle esportazioni - Sanzioni - Equiparazione tra la tardiva presentazione della dichiarazione d'intento di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell'imposta e i comportamenti da cui emerge l'infedeltà del contribuente - Denunciata violazione del principio di ragionevolezza in termini di proporzionalità - Ius superveniens - Necessità di un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni - Restituzione degli atti al rimettente.. È ordinata la restituzione degli atti alla Commissione tributaria regionale della Toscana per un nuovo esame, alla stregua dello ius superveniens, della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento all'art. 3 Cost., dell'art. 7, comma 4- bis , del d.lgs. n. 471 del 1997, introdotto dall'art. 1, comma 383, della legge n. 311 del 2004, il quale prevede che al cedente o al prestatore che omette di inviare, nei termini previsti, la comunicazione dei dati relativi alle dichiarazioni di intento previste dall'art. 1, comma 1, lett. c ), del d.l. n. 746 del 1983, o la invia con dati incompleti o inesatti, viene comminata la medesima sanzione (dal cento al duecento per cento del tributo) prevista per i comportamenti diversi e produttivi di diversi effetti, individuati dai commi 3, 4, 4- bis e 5 dell'art. 7 del d.lgs. n. 471 del 1997. Le intervenute plurime modifiche del sistema sanzionatorio, e della stessa entità della sanzione, apportate, rispettivamente, dall'art. 20, comma 2, del d.lgs. n. 175 del 2014, e dagli artt. 15, comma 1, lett. g ), del d.lgs. n. 158 del 2015, e 12-septies, comma 2, del d.l. n. 34 del 2019, conv., con modif., nella legge n. 58 del 2019, impongono un riesame della questione per verificare la possibile applicazione delle norme sopravvenute. ( Precedenti citati: ordinanze n. 182 del 2019 e n. 154 del 2018 ).