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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 52 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 13,15. IN SEDE REFERENTE A.S. 1139 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, fatto a Roma il 16 aprile 2007 DDL 1139 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka sulla cooperazione nei campi della cultura, dell'istruzione, della scienza e della tecnologia, fatto a Roma il 16 aprile 2007 (Seguito e conclusione dell'esame ) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 giugno. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato al relatore Vescovi a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 DDL 1137 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo che istituisce la Fondazione internazionale tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, ed i Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dall'altra, fatto a Santo Domingo il 25 ottobre 2016 (Seguito e conclusione dell'esame) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 aprile. Il presidente PETROCELLI , nel chiudere la discussione generale, comunica che sono pervenuti i prescritti pareri, tra cui quello non ostativo della Commissione bilancio, di cui dà lettura. Nessuno chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE , verificata la presenza del numero legale, pone, quindi, ai voti il mandato alla relatrice Taverna a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzata allo svolgimento della relazione orale. La Commissione approva. AS 1239 Ratifica Protocolli Convenzione trasferimento persone condannate DDL 1239 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Strasburgo il 18 dicembre 1997; b) Protocollo di emendamento al Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, fatto a Strasburgo il 22 novembre 2017 (Esame e rinvio) Il senatore DI NICOLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge recante la ratifica dei Protocolli addizionali, fatti rispettivamente nel dicembre 1997 e nel novembre 2017, alla Convenzione del Consiglio d'Europa sul trasferimento delle persone condannate, firmata a Strasburgo nel 1983. Ricorda, innanzitutto, che la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, ratificata ad oggi da 68 Paesi - alcuni dei quali non appartenenti al Consiglio d'Europa come gli Stati Uniti, il Giappone e il Messico - ha quale scopo principale quello di favorire il reinserimento sociale delle persone condannate, permettendo ad una straniero privato della libertà a seguito della condanna per un reato penale di scontare la relativa pena nel proprio Paese di origine, a condizione che abbia la cittadinanza dello Stato di esecuzione, che la sentenza di condanna sia definitiva e che la durata della condanna stessa sia pari ad almeno sei mesi. Il testo convenzionale, in particolare, individua le condizioni di trasferimento e la procedura per l'esecuzione della condanna dopo il trasferimento. Al fine di facilitare l'applicazione di tale Convenzione, gli Stati membri del Consiglio d'Europa hanno firmato nel dicembre 1997 un Protocollo addizionale, emendato poi da un successivo ed ulteriore Protocollo fatto nel novembre 2017, testi normativi che costituiscono l'oggetto della presente ratifica. Il Protocollo addizionale del 1997, composto di 9 articoli, è finalizzato a facilitare l'applicazione della Convenzione del 1983, in particolare prevedendo, a determinate condizioni, il trasferimento delle persone condannate indipendentemente dal loro consenso. L'articolo 2, nello specifico, stabilisce che nel caso in cui un cittadino di uno Stato parte, nei cui confronti sia stata pronunciata una sentenza definitiva condanna in un altro Stato parte, tenti di sottrarsi all'esecuzione della pena, rifugiandosi nel territorio di cui è cittadino, lo Stato di condanna possa chiedere a quello di cittadinanza di procedere all'esecuzione della pena, anche previo arresto della persona condannata. L'articolo 3, pur ammettendo la possibilità per i Paesi firmatari di apporre riserve sul punto, dispone che lo Stato di esecuzione possa accettare il trasferimento di un condannato senza il consenso di quest'ultimo purché vi sia una richiesta dello Stato di condanna e la condanna comporti l'espulsione o il riaccompagnamento alla frontiera, sentito il parere dell'interessato. La norma prevede tuttavia che la persona trasferita non possa comunque essere perseguita per un fatto anteriore e diverso rispetto a quello di condanna, ad eccezione di alcune situazioni specificatamente disciplinate. Stanti le difficoltà denunciate da molte Parti contraenti nel dare effettiva esecuzione al Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate, il Comitato di esperti sul funzionamento delle Convenzioni europee sulla cooperazione nel settore penale ha avviato, sin dal 2015, un lavoro di stesura di una bozza modifica di tale normativa che ha portato alla sottoscrizione, nel novembre 2017, di un ulteriore Protocollo, emendativo del medesimo Protocollo addizionale. Il testo derivante, composto di 7 articoli, è finalizzato alla costruzione di una cornice normativa in materia di trasferimento delle persone condannate entro cui gli Stati possano cooperare, su base volontaria, in particolare relativamente alle situazioni in cui un soggetto condannato non si trovi all'interno del territorio dello Stato di condanna o sia oggetto di decreto di espulsione al termine del periodo di reclusione. Il Protocollo emendativo, in particolare, che non impone obblighi specifichi agli Stati parte, nel modificare il titolo ed il primo paragrafo dell'articolo 2 del Protocollo addizionale, stabilisce la possibilità per lo Stato di condanna di richiedere allo Stato di nazionalità del reo di farsi carico dell'esecuzione della condanna quando la persona condannata abbia lasciato il Paese a giudizio ancora in corso o dopo l'emissione di una sentenza di condanna definitiva a suo carico e si trovi nel suo Stato di nazionalità (articolo 1). Il Protocollo, inoltre, nel modificare alcuni paragrafi dell'articolo 3 del Protocollo aggiuntivo, prevede la possibilità per lo Stato di esecuzione di accordare il trasferimento di una persona condannata presso lo Stato di condanna che ne faccia richiesta senza il previo consenso del soggetto stesso, pur garantendo a quest'ultimo il diritto di esprimere un parere al riguardo, parere destinato ad essere registrato. Viene inoltre previsto che il soggetto trasferito in applicazione di tale procedura non possa essere oggetto di alcun provvedimento restrittivo, o essere sottoposto ad indagini da parte della magistratura, per i reati commessi precedentemente al trasferimento stesso, salvo si tratti dello stesso reato, o di ulteriori situazioni espressamente disciplinate (articolo 2). Il disegno di legge di ratifica del Trattato si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta complessivamente in 9.189 euro annui a decorrere dal 2019. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con la normativa dell'Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1221 Ratifica Accordo cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra Italia e Gabon DDL 1221 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 17 maggio 2011 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo tra l'Italia ed il Gabon sulla cooperazione culturale, scientifica e tecnica, sottoscritto nel maggio 2011. Ricorda, innanzitutto, che un disegno di legge recante, fra le altre, anche la ratifica dell'Accordo in esame - l'Atto Senato 2813 - venne presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura e discusso dalla Commissione affari esteri del Senato nel giugno del 2017, ma non poté vedere completato il suo iter di esame a causa della conclusione della legislatura. Il Gabon, ex colonia francese a netta maggioranza cristiana, indipendente dal 1960, è uno Stato dell'Africa centrale di 1,8 milioni di abitanti, affacciato sul golfo di Guinea ed incastonato fra il Camerun, la Guinea Equatoriale e il Congo-Brazzaville, in una posizione di considerevole importanza strategica. Repubblica semipresidenziale dal 1991, il Paese, che ha un Parlamento bicamerale composto da un'Assemblea nazionale di 120 seggi e da un Senato avente un numero di seggi variabile, può vantare abbondanti risorse naturali e considerevoli investimenti stranieri tali da farne in potenza uno dei Paesi più ricchi dell'intero continente africano, anche se in realtà finisce con l'essere segnato dalla forte sperequazione nella distribuzione del reddito e da bassi indicatori in relazione all'indice sullo sviluppo umano. Malgrado recenti difficoltà nei rapporti con l'Unione europea e i suoi Stati membri dovute alla crisi seguita alle elezioni presidenziali dell'agosto 2016, le relazioni bilaterali tra l'Italia ed il Gabon, anche di tipo economico, sono improntate da anni ad uno spirito di amicizia e di collaborazione. Pur in mancanza di un Istituto italiano di cultura o di una scuola italiana, la promozione della lingua e della cultura italiana nel Paese è curata dall'Ambasciata a Libreville. La presenza poi, nella capitale africana, di un ente privato, denominato "Spazio Linguistico Michelangelo", contribuisce da tempo ad una proficua attività di istruzione, propedeutica all'accoglimento dei borsisti e degli studenti gabonesi presenti nelle università italiane. L'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica con il Gabon, composto di 19 articoli, si propone di fornire un quadro giuridico di riferimento per l'approfondimento e la disciplina dei rapporti bilaterali tra i due Paesi nei settori dell'istruzione, culturale e tecnologico. L'Intesa esplicita innanzitutto l'impegno delle Parti a sviluppare le relazioni tra i sistemi di istruzione superiore dei due Paesi in campo scientifico, tecnologico, letterario, culturale, artistico, sportivo e dell'informazione, al fine di contribuire ad una migliore conoscenza delle rispettive culture e dei popoli che le esprimono (articolo 1). Il testo è volto altresì a facilitare al contempo l'ammissione sul proprio territorio di cittadini dell'altra Parte per scopi di formazione e di studio (articolo 2) e ad impegnare le Parti a favorire la conoscenza reciproca attraverso lo scambio di nozioni e a favorire l'equipollenza dei titoli di studio rilasciati dai due Paesi (articoli 3-4). I successivi articoli prevedono la reciproca messa a disposizione di borse di studio e di perfezionamento nei settori concordati e lo scambio di studenti, tirocinanti, insegnanti e ricercatori (articoli 5-6). Altre misure riguardano l'accesso agli enti museali, di studio e di ricerca garantito agli specialisti, ai ricercatori ed agli insegnanti di entrambe le Parti (articolo 7), gli scambi di materiali di studio e di ricerca, anche nell'ambito musicale (articoli 8 e 10), la collaborazione tecnica e lo scambio di programmi tra le stazioni di radio-diffusione e televisive (articolo 9), la cooperazione nel campo delle arti visive e dello spettacolo (articolo 11) e la collaborazione sul piano sportivo (articolo 12). Gli ulteriori articoli si riferiscono alla reciproca partecipazione a manifestazioni culturali, agli scambi in campo giornalistico e alla cooperazione interuniversitaria (articoli 13-15). Una Commissione mista, destinata a riunirsi alternativamente nelle due Capitali, è appositamente istituita per dare applicazione all'Accordo e per esaminare il progresso della cooperazione bilaterale nei settori di interesse (articolo 16). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in poco più di 220.000 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 234.920 euro a decorrere dall'anno 2021. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, il relatore coglie l'occasione della discussione del presente disegno di legge per ricordare la figura di Albert Schweitzer, medico, musicista, filantropo e musicista franco-tedesco, insignito del premio Nobel per la pace nel 1952, che, poco più che trentenne, decise di lasciare una carriera già avviata in Germania per dedicarsi all'aiuto dei più poveri proprio in Gabon Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1361 Ratifica Accordo rafforzato partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e il Kazakhstan e Protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale Ratifica ed esecuzione dell'Accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kazakhstan, e Protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale DDL 1361 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Kazakhstan, dall'altra, con allegati, fatto ad Astana il 21 dicembre 2015, e Protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea, i suoi Stati membri e il Kazakhstan, sottoscritto nel dicembre 2015, e del correlato Protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale. L'Accordo in esame, frutto di un iter negoziale durato più di tre anni e destinato a sostituire un Accordo di partenariato e cooperazione fra l'Unione europea e il Paese asiatico, risalente al 1995, è finalizzato a definire la cornice giuridica e politico-istituzionale della cooperazione fra le Parti in una serie di ambiti, quali la sicurezza regionale, lo stato di diritto, l'istruzione, il commercio e gli investimenti, l'energia e i trasporti, l'ambiente e la gestione delle risorse idriche, in una prospettiva di partnership che coinvolga le rispettive società civili. Il testo, che si compone di 287 articoli suddivisi in nove titoli, 287, di 7 allegati e di un Protocollo, si inserisce nell'ambito della strategia europea per l'Asia centrale - che interessa anche Paesi quali il Kirghizistan, il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan - finalizzata al rafforzamento politico ed economico dell'Unione nella regione. L'Accordo, fondato innanzitutto sul rispetto dei princìpi democratici, dei diritti umani e dello Stato di diritto, impegna le Parti a favore della realizzazione dei princìpi dell'economia di mercato quale presupposto per promuovere lo sviluppo sostenibile e la crescita economica, nonché a contribuire alla pace, alla stabilità e allo sviluppo economico, a livello regionale e internazionale (Titolo I, articoli 1-3). Il testo definisce, quindi, i termini del dialogo politico in materia di cooperazione nel settore della politica estera e di sicurezza, impegnando le Parti a sviluppare un dialogo politico efficace nei settori di reciproco interesse, per promuovere la pace, la stabilità e la sicurezza a livello internazionale e regionale (Titolo II, articoli 4-13). Il Titolo III (articoli 14-198), dedicato al commercio ed alle imprese, regola - fra gli altri - lo scambio delle merci, la cooperazione doganale, gli ostacoli tecnici agli scambi, le questioni sanitarie, i movimenti di capitali, gli appalti pubblici, le materie prime, la concorrenza. Si tratta di aspetti di grande rilievo, tenuto conto che con la sottoscrizione di tale Accordo l'Unione europea punta a promuovere, nell'ambito dell'Unione economica eurasiatica, le riforme strutturali necessarie per consentire all'economia del Kazakhstan, attualmente in fase di transizione, di indirizzarsi verso la piena accettazione del libero mercato. A tal riguardo, l'Accordo impegna ciascuna Parte ad accordare alle merci dell'altra il trattamento della «nazione più favorita» e il trattamento nazionale, nonché a non istituire o mantenere restrizioni quantitative all'importazione o all'esportazione, in conformità a quanto previsto dall'Accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT). I successivi titoli dell'Accordo sono dedicati alla cooperazione nei settori dell'economia e dello sviluppo sostenibile (Titolo IV, articoli 199-234), alla cooperazione nel settore della libertà, della sicurezza e della giustizia (Titolo V, articoli 235-243), alle altre politiche di cooperazione (Titolo VI, articoli 244-260) - fra cui quelle relative ai settori dell'istruzione e della formazione, della ricerca, della tutela dei consumatori, della cooperazione regionale - e alla cooperazione finanziaria e tecnica (Titolo VII, articoli 261-267). Il Quadro istituzionale dell'Accordo (Titolo VIII, articoli 268-270), prevede un Consiglio di cooperazione, cui spettano compiti di monitoraggio e di aggiornamento dei contenuti dell'intesa, un Comitato di cooperazione, eventuali Sottocomitati settoriali creati ad hoc e un Comitato parlamentare di cooperazione, quale foro privilegiato per lo scambio di opinioni ed esperienze tra deputati del Parlamento europeo e del Kazakhstan. Gli Allegati al testo sono relativi alle riserve apposte all'Accordo dalle Parti (Allegato I), a talune limitazioni applicate dal Kazakhstan (Allegato II), agli ambiti di applicazione in materia di appalti (Allegato III), ai mezzi per la pubblicazione delle informazioni e degli avvisi relativi agli appalti (Allegato IV), alle regole per l'arbitrato in materia di risoluzione delle controversie (Allegato V), al codice di condotta per i membri dei collegi arbitrali e dei mediatori (Allegato VI) e al meccanismo di mediazione (Allegato VII). Il Protocollo sull'assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale, composto di 14 articoli, definisce le modalità e le condizioni per le Parti per la reciproca collaborazione al fine di garantire la corretta applicazione della loro legislazione doganale. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 li valuta in 15.280 euro a decorrere dal 2019. L'analisi delle compatibilità dell'intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto europeo e con le altre norme di diritto internazionale cui l'Italia è vincolata. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. A.S. 1280 Ratifica ed esecuzione del Protocollo emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Armenia sull'autotrasporto internazionale di passeggeri e di merci, firmato il 7 agosto 1999, fatto a Jerevan il 31 luglio 2018 DDL 1280 Ratifica ed esecuzione del Protocollo emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Armenia sull'autotrasporto internazionale di passeggeri e di merci, firmato il 7 agosto 1999, fatto a Jerevan il 31 luglio 2018 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, d'iniziativa governativa, che reca la ratifica del Protocollo, sottoscritto nel luglio 2018, emendativo dell'Accordo risalente al 1999 tra l'Italia e Armenia sull'autotrasporto internazionale di passeggeri e di merci. Ricorda che l'Accordo del 1999 fra l'Italia e l'Armenia è volto a facilitare e regolare, nel reciproco interesse, i trasporti con autoveicoli di viaggiatori e merci tra i due Stati, sia con destinazione sia in transito nei rispettivi territori. Il Protocollo emendativo in esame introduce una modifica al testo dell'Accordo, in particolare aggiungendo un comma all'articolo 11, relativamente al trasporto di merci effettuate da un complesso veicolare di due veicoli. L'integrazione dispone che in caso di trasporto di merci effettuato da un complesso veicolare di due veicoli (autocarro che traina un rimorchio o trattore stradale che traina un semirimorchio) sia possibile usare un'autorizzazione anche per uno solo dei due veicoli che compone il complesso veicolare (per il veicolo motore o per il veicolo trainato) a condizione che tutti i veicoli coinvolti siano registrati nel territorio di una delle Parti contraenti. Viene inoltre precisato che nel viaggio di ritorno sia possibile sostituire il rimorchio (o il semirimorchio) indicando il suo numero di targa sull'autorizzazione accanto al numero di targa del rimorchio (o del semirimorchio) usato nel viaggio di andata. La relazione al disegno di legge spiega che la modifica al testo dell'Accordo era stata richiesta dalla Parte italiana durante la riunione di una Commissione mista tenutasi a Jerevan nell'ottobre 2015 per assicurare maggiore flessibilità per gli operatori del trasporto stradale delle merci che dispongono di parchi veicolari costituiti anche da veicoli trainanti. Il Protocollo emendativo dispone inoltre la sostituzione di un comma dell'articolo 25 dell'Accordo in relazione alle autorità competenti delle Parti incaricate dell'attuazione dell'intesa bilaterale, stabilendo che esse siano il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'Italia e il Ministero dei trasporti, delle comunicazioni e delle tecnologie informatiche per la parte armena. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dalle disposizioni oggetto di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Come si evince dall'analisi tecnico-normativa che accompagna il disegno di legge, l'intervento normativo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l'esauriente relazione svolta ed apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1086 Ratifica Accordo i cooperazione difesa tra Italia e Argentina DDL 1086 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina, fatto a Roma il 12 settembre 2016 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in sostituzione della senatrice Taverna, relatrice, impossibilitata a partecipare all'odierna seduta, illustra il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione nel settore della difesa sottoscritto tra l'Italia e l'Argentina nel settembre 2016. Ricorda innanzitutto che un disegno di legge di ratifica del medesimo Accordo era già stato esaminato nel dicembre 2017 dalla Commissione esteri del Senato (AS 2969), ma non poté vedere completato il suo iter di esame a causa della conclusione della XVII legislatura. L'Accordo in esame, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati in passato dalla Commissione, risponde all'esigenza di incrementare la cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Paesi, con l'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni di sicurezza. Il testo bilaterale, che si compone di un preambolo e di 12 articoli, dopo aver enunciato principi e scopi dell'Intesa (articolo 1), individua le modalità attuative e i settori della cooperazione bilaterale, riferendosi in particolare alla elaborazione di appositi piani di annuali e pluriennali ed alla organizzazione di visite reciproche di delegazioni, scambi di esperienze tra esperti e la partecipazione a corsi ed esercitazioni militari (articolo 2). Fra i campi di cooperazione, sono annoverati i settori della sicurezza comune e politica di difesa, della ricerca, sviluppo e acquisto di materiali e servizi per la difesa, delle operazioni di mantenimento della pace sotto l'egida delle Nazioni Unite, dell'organizzazione e impiego di Forze armate, della formazione delle Forze Armate e della sanità militare. I successivi articoli disciplinano gli aspetti finanziari dell'Accordo (articolo 3), quelli giurisdizionali (articolo 4) e le questioni relative al risarcimento dei danni (articolo 5). Il testo identifica quindi le categorie di materiale della difesa interessate da una possibile cooperazione bilaterale, prevedendo l'impegno delle Parti a non riesportare a Paesi terzi il materiale acquisito senza il preventivo benestare della Parte cedente (articolo 6). L'Accordo disciplina altresì la regolamentazione della proprietà intellettuale (articolo 7) e le modalità per il trattamento di informazioni, documenti e materiali classificati (articolo 8), e definisce le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo9), l'entrata in vigore (articolo 10), la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi (articolo 11), la durata e il termine (articolo 12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li quantifica in 5.504 euro ad anni alterni a decorrere dal 2019, imputabili alle sole spese di missione. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. AS 1278 Ratifica 'Accordo cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Bolivia DDL 1278 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato plurinazionale di Bolivia, fatto a La Paz il 3 marzo 2010 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI ( M5S ), in sostituzione del senatore Ciampolillo, relatore, impossibilitato a partecipare all'odierna seduta, illustra il disegno di legge recante la ratifica dell'Accordo tra l'Italia e la Bolivia in materia di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, sottoscritto nel marzo 2010. Ricorda, innanzitutto, che un disegno di legge recante, fra le altre, anche la ratifica dell'Accordo oggi al nostro esame - l'Atto Senato 2812 - venne presentato dal Governo nel corso della XVII legislatura e discusso dalla Commissione affari esteri del Senato a partire dal giugno del 2017, ma non poté vedere completato il suo iter di esame a causa della conclusione della legislatura. L'Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, destinato a sostituire una precedente intesa di settore risalente al 1953, è composto di 20 articoli e si propone di fornire un quadro giuridico ed un base finanziaria necessari per lo sviluppo dei rapporti tra l'Italia e la Bolivia in questi importanti settori, al fine di rinsaldare ed intensificare ulteriormente i legami di amicizia già esistenti e di migliorare il quadro complessivo delle relazioni bilaterali. L'Intesa esplicita, innanzitutto, l'impegno delle Parti a promuovere e realizzare attività che favoriscano la cooperazione nell'ambito culturale, scientifico e tecnologico, a migliorare la conoscenza, la diffusione delle rispettive lingue e culture e a favorire la collaborazione tra le rispettive istituzioni accademiche, amministrazioni archivistiche, biblioteche e musei (articoli 1-3). I successivi articoli prevedono la possibilità per le Parti di chiedere la partecipazione di Organismi internazionali al finanziamento dei programmi e dei progetti promossi nell'ambito delle forme di cooperazione individuate dall'Accordo (articolo 4), le attività di istituzioni culturali e scolastiche nei due Paesi (articolo 5), il rafforzamento della collaborazione nel campo dell'istruzione mediante lo scambio di esperti, di informazioni e di documentazione sulle rispettive legislazione, anche al fine di sottoscrivere accordi per il riconoscimento e l'equiparazione dei titoli universitari (articoli 6-7), e l'offerta di borse di studio (articolo 8). L'Accordo impegna, inoltre, le Parti alla collaborazione reciproca nei settori editoriale, della musica, della danza, del teatro, del cinema, delle arti visive e dell'ambito radiotelevisivo (articoli 9-11), nonché ad impedire e reprimere l'importazione, l'esportazione ed il traffico illegale di opere d'arte (articolo 12). Ulteriori ambiti di collaborazione e di scambio di esperienze interessano i settori dello sport e della gioventù (articolo 13), i campi dei diritti umani e delle libertà civili e politiche, e quello delle pari opportunità e della tutela delle minoranze (articolo 14). Di rilievo è anche l'articolo 15, relativo alla promozione della cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi - in particolare nei campi delle tecnologie dell'informazione, delle telecomunicazioni, delle biotecnologie, dell'agricoltura e dell'industria alimentare, della salvaguardia dell'ambiente, della salute, dei trasporti, dell'energia e dei beni culturali che consente la stipula di specifici accordi tra università, enti di ricerca e associazioni scientifiche dei due Paesi e la partecipazione congiunta a programmi multilaterali. Ulteriori articoli definiscono la collaborazione delle Parti nei settori dell'archeologia, dell'antropologia e delle scienze affini, della valorizzazione del patrimonio culturale, facilitando la permanenza e l'uscita di persone, di materiali e di attrezzature dai rispettivi territori e promuovendo la protezione della proprietà intellettuale (articoli 16-18). Ad una Commissione mista, presieduta dai rispettivi Ministeri degli esteri, da convocarsi alternativamente nelle Capitali dei due Paesi, sono affidati i compiti di esaminare lo sviluppo della cooperazione culturale, di redigere programmi esecutivi pluriennali e di valutare lo stato di attuazione dell'Accordo (articolo 19). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in poco più di 254.000 euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, e in 263.140 euro a decorrere dall'anno 2021. Il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il PRESIDENTE apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il presidente PETROCELLI comunica che, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, è stata richiesta l'attivazione dell'impianto audiovisivo e che la Presidenza ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per la procedura informativa che sta per iniziare. PROCEDURE INFORMATIVE Seguito dell'indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo: audizione del Direttore Generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta del 23 gennaio 2019. Il PRESIDENTE rivolge parole di saluto al ministro plenipotenziario, Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sottolineando che si è deciso di avviare, non a caso, l'indagine in parola con la sua audizione, in maniera da avere un primo inquadramento generale dell'intera fenomenologia connessa alla situazione delle comunità dei connazionali residenti all'estero, con particolare riferimento, tuttavia, alle nuove realtà dell'emigrazione italiana, rappresentate, ad esempio, dai giovani che decidono di cercare un loro futuro lavorativo fuori dai confini nazionali e dai meno giovani che, al termine della loro attività professionale, hanno assunto la determinazione di stabilirsi altrove per il godimento della pensione. Il ministro VIGNALI tiene a precisare, preliminarmente, che le cosiddette "nuove ondate di mobilità" dei cittadini italiani verso l'estero rappresentano una realtà multiforme e, occorre riconoscerlo, non del tutto conosciuta dall'opinione pubblica. Si tratta di una "Italia fuori dall'Italia" che aspira a migliorare le proprie condizioni di vita e che non può essere ridotta meramente al dato della "fuga di cervelli", termine fin troppo abusato, dal momento che solamente il 40 per cento circa dei medesimi risulta essere in possesso di un diploma di laurea. Complessivamente, continua l'oratore, i dati ufficiali ci dicono che circa 6 milioni di concittadini risultano residenti all'estero - un numero equivalente alla popolazione di una grande regione italiana - di cui un milione ha lasciato il Paese negli ultimi 5-6 anni. Si può ritenere che tutte queste persone abbiano intrapreso un percorso di vita formativo all'estero, che, indubbiamente, li arricchirà dal punto di vista della crescita individuale, ma che dal punto di vista del Paese di origine, ossia l'Italia, rischia di rappresentare una perdita secca (valutata recentemente in circa 14 miliardi di euro l'anno), se tale flusso rimane unidirezionale. Sotto tale profilo, secondo il direttore Vignali, appare, quindi, fondamentale che le istituzioni preposte "accompagnino" questi giovani - che sono, a tutti gli effetti, portatori di interessi, di richieste e di proposte - sia nella fase della loro partenza, che nell'auspicabile momento di rientro, fornendo loro adeguati servizi e vere e proprie strategie di reinserimento. Come evidenziato anche nell'ultima Conferenza degli Ambasciatori, le nuove collettività di connazionali - la metà delle quali è composta da persone con meno di 40 anni - costituiscono uno dei tanti fattori che vertebrano il soft power dell'Italia nel mondo e, proprio per la loro nuova e originale caratterizzazione, molto spesso sfuggono al contatto con gli organismi, consolati ed ambasciate, incaricati ex officio della loro assistenza. Proprio a tale ultimo riguardo, il Ministero ha approntato tutta una serie di progetti di piattaforme digitali per facilitare la loro vita quotidiana, quali, ad esempio, la captazione a distanza dei dati biometrici (che finora ha riguardato già 13 mila italiani), un sistema di pagamento remoto e un meccanismo pubblico di identità digitale. Inoltre, è al momento in sperimentazione, presso tre sedi consolari europee, il sistema di rilascio delle carte di identità elettroniche, che, una volta messo a regime, verrà esteso a tutti i Paesi dell'Unione europea. Il direttore VIGNALI, successivamente, si sofferma sull'annoso problema della rappresentanza dei Comites, i quali, come è noto, verranno rinnovati nella primavera del 2020. In proposito, ci si è prefissati l'obiettivo di pervenire ad un evento elettorale più partecipato rispetto all'ultimo, cercando, da un lato, di aumentare il numero dei votanti complessivi, dall'altro, di coinvolgere maggiormente proprio le giovani generazioni. A tale proposito, l'oratore non può mancare di segnalare la non secondaria discrasia in atto: a fronte di un considerevole ampliamento del corpo elettorale (per le prossime elezioni si prevede di superare i cinque milioni di elettori) si deve constatare un progressivo e constante restringimento delle risorse amministrative e finanziarie che sono necessarie per garantire il funzionamento della macchina elettorale, nonostante gli sforzi organizzativi che il Maeci cerca di realizzare con sempre maggiore difficoltà. L'oratore conclude, quindi, il suo intervento soffermandosi sulle questioni specifiche riguardanti la Brexit , ricordando che si è deciso di potenziare all'uopo il Consolato generale di Londra e di creare una nuova sede consolare a Manchester, il Venezuela, dove sono presenti 143 mila persone a tutti gli effetti in possesso di regolare passaporto italiano, e l'appuntamento importante della conferenza Stato-Regioni-CGIE, che si terrà il prossimo mese di novembre, per disaminare le diverse problematiche del fenomeno in oggetto. Il PRESIDENTE invita, quindi, i senatori a porre eventuali quesiti all'audito. Il senatore ALFIERI ( PD ) chiede se esistono dati in merito al numero di persone, della nuova emigrazione, che interagiscono con i consolati, nonché sui Paesi di destinazione di quel milione di italiani fuoriusciti negli ultimi anni. Seguono, quindi, brevi interventi del senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), il quale domanda se le cifre fornite concernono anche il continente africano, e del presidente PETROCELLI , il quale chiede lumi avuto riguardo a due temi: la situazione della comunità italiana in Sud Africa; se, a suo avviso, il sistema di voto cosiddetto "inversione dell'opzione" può essere ritenuto responsabile della recente bassa partecipazione al voto dei Comites. Il senatore AIROLA ( M5S ) si interroga sull'opportunità che un residente all'estero, ancorché di origine italiana ma non contribuente, abbia, comunque, il diritto di partecipare alle elezioni politiche nazionali. Per ultimo, il senatore AIMI ( FI-BP ) chiede se esistono informazioni ancora più circostanziate sul flusso dei nuovi migranti connazionali, nonché ulteriori elementi sulla situazione in Sud Africa, ove sembra in atto una sorta di condotta antirazziale violenta "alla rovescia", ossia contro i bianchi. In sede di replica, il ministro VIGNALI fa presente che, molto spesso, risulta assai complicato, per gli uffici del Ministero, pervenire a dati certi sulla consistenza e sulle caratteristiche della nuova emigrazione, anche e soprattutto perché i componenti di quest'ultima hanno spesso propensione a non entrare in contatto con gli uffici medesimi, proprio perché stanno vivendo l'inizio di una esperienza di cui, ovviamente, non hanno ancora certezza circa la sua riuscita. Dopo aver confermato che, effettivamente, in Sud Africa, la comunità italiana è tra quelle a rischio rispetto ad una ondata di crescente violenza, tiene a specificare, tuttavia, che tale violenza ha assunto finora i connotati tipici di espressione della criminalità comune e non ancora di quella politica o "razziale" contro la comunità bianca. Circa il sistema della cosiddetta "inversione dell'opzione", che consiste nel fatto che, per l'elezione dei Comites, ciascun avente diritto deve manifestare apertamente, attraverso l'apposita registrazione, che intende votare nel Paese ove risiede, esprime l'opinione che non possa essere considerato responsabile dell'abbassamento del numero dei votanti, rappresentando, invece, un meccanismo vantaggioso e congeniale al risparmio dei costi, proprio perché, costringendo gli interessati ad esprimersi, fa in modo che l'apparato burocratico restringa il proprio campo di assistenza a chi effettivamente vuole esercitare il diritto di voto. Per quanto concerne le caratteristiche dell'ondata migratoria più recente, rammenta che essa è cominciata con l'insorgere della crisi economica del 2007, aumentando progressivamente per stabilizzarsi fino al momento attuale, con rientri assai limitati. Occorre, infine, sfatare il luogo comune secondo cui i soggetti di tale migrazione provengono soprattutto dalle regioni più povere del Paese: in realtà, dati alla mano, è accertato che la maggior parte delle partenze ha origine dalle regioni più ricche e con minore tasso di disoccupazione, quali la Lombardia, il Veneto e il Piemonte. Il PRESIDENTE dichiara, quindi, conclusa l'odierna audizione. Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 14,45.