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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 167 Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO, indi del vice presidente CALDEROLI, del vice presidente LA RUSSA e del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia-Berlusconi Presidente: FI-BP; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,34). Si dia lettura del processo verbale. DURNWALDER, segretario , dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo M5S ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione del disegno di legge: Doc 1547 Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1547. La relatrice, senatrice L'Abbate, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, secondo l'analisi dei rilevamenti del 2016 l'Italia ha il valore più alto della Comunità europea di decessi prematuri per il biossido di azoto - parliamo di 14.600 casi - e il secondo per il particolato fine PM 2.5 (58.600 casi). Le rilevazioni più recenti, datate 2017, vedono le concentrazioni di polveri sottili più elevate in Italia e in alcuni Paesi dell'Est. Sono 2 milioni gli italiani che vivono in aree, come la Pianura Padana, dove i limiti dell'Unione europea per i due inquinanti principali sono stati violati sistematicamente. Il presente disegno di legge riguarda la conversione in legge del decreto-legge n. 111 del 2019, recante appunto misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50 della Comunità europea sulla qualità dell'aria. È il primo atto normativo del nuovo Governo che inaugura il green new deal ed abbiamo all'interno anche la proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229. Quest'ultima disposizione reca norme in materia di differimento di termini per adempimenti fiscali e contributivi a seguito degli eventi sismici del 2016. Nel corso dell'esame in sede referente sono stati apportati alcuni miglioramenti al decreto. All'articolo 1, che reca misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria, troviamo la disciplina dell'approvazione del programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria, di cui sono delineati i contenuti e definito l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di conformarsi agli obiettivi fissati da esso. In particolare il comma 1, modificato in sede referente, stabilisce che il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria, sia approvato in coordinamento con il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima e con la pianificazione di bacino per il dissesto idrogeologico. Il programma è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che deve essere emanato entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione di cui al presente decreto. Tale termine risulta dall'approvazione in sede referente di una proposta emendativa che ha esteso da sessanta a novanta giorni il termine previsto dal testo iniziale. Ai fini dell'emanazione del suddetto decreto, dovranno essere sentiti il Ministro della salute e gli altri Ministri interessati, nonché, come risulta in esito all'esame in sede referente, la Conferenza permanente Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. Nel programma saranno individuate le misure nazionali volte ad assicurare la corretta e piena attuazione della direttiva 2008/50/CE e, secondo quanto specificato con gli emendamenti approvati in sede referente, della legislazione europea nazionale in materia di contrasto al cambiamento climatico. Per ciascuna misura il piano dovrà identificare le risorse economiche disponibili a legislazione vigente e indicare la relativa tempistica attuativa. Si è proposto, inoltre, l'inserimento di un nuovo comma, il 2- bis , che istituisce un tavolo permanente interministeriale sull'emergenza climatica. Il tavolo, incardinato presso il Ministero dell'ambiente, è composto da un rappresentante dello stesso, nonché dai Ministeri delle politiche agricole, alimentari e forestali, della salute, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti. Esso avrà la funzione di monitorare le azioni del programma strategico nazionale, adeguandole ai risultati senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti non sono corrisposti compensi, quindi indennità, gettoni di presenza e quant'altro. L'articolo 1- bis , inserito in sede referente, reca l'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di un apposito programma per l'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi, con particolare riferimento al settore dell'energia. Rilevante è anche la nuova disposizione che interviene sul CIPE, trasformandolo in Comitato interministeriale per la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile a decorrere dal primo gennaio 2021. Si prevede, al fine di assicurare il coordinamento delle politiche pubbliche orientate al raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile adottati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre del 2015, che il CIPE assuma la denominazione di Comitato interministeriale per la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile (CIPESS). A decorrere dalla medesima data, nella legge 27 febbraio 1968 n. 48 e in ogni altra disposizione vigente, qualunque richiamo fatto al Comitato interministeriale per la programmazione economica deve intendersi riferito al Comitato interministeriale per la programmazione economica e per lo sviluppo sostenibile. All'articolo 2 si chiarisce che la dotazione del fondo istituito per finanziare il «programma sperimentale buono mobilità» a cui si provvede mediante il corrispondente utilizzo, per gli anni dal 2019 al 2024, di una quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissioni di CO 2 destinata al Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare, è versata dal Gestore dei servizi energetici (GSE), tenendo conto dei limiti di dotazione del suddetto fondo. Sempre all'articolo 2 si estende l'utilizzo del buono mobilità ai servizi di mobilità condivisa e individuale. Si specifica, sempre al comma 1, che il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo economico, volto alla definizione delle condizioni e delle modalità per l'ottenimento dell'erogazione del bonus mobilità, vada adottato sentita la Conferenza unificata. Si specifica, inoltre, che il finanziamento di progetti relativi alla creazione, prolungamento, ammodernamento e messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, sono presentati al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dai Comuni interessati dalle procedure d'infrazione comunitaria, la n. 2147 del 2014 e la n. 2043 del 2015, aventi una popolazione superiore ai 50.000 abitanti per la realizzazione di un'unica opera. Al comma 2, ultimo periodo, si amplia il termine, da quarantacinque a novanta giorni, per l'adozione del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare volto alla definizione delle modalità e dei termini di presentazione delle domande relative ai progetti suindicati. Si stabilisce, infine, che le modalità e i termini di presentazione delle domande debbano tener conto di criteri che diano priorità ai progetti presentati dai Comuni con livelli più elevati di emissioni inquinanti. L'articolo 3 reca disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile; esso autorizza la spesa di 20 milioni di euro (10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021) per il finanziamento di progetti sperimentali per la realizzazione o l'implementazione del servizio di trasporto scolastico da realizzarsi con mezzi di trasporto ibridi o elettrici o non inferiori a euro 6, immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019. L'articolo 4 reca disposizioni in materia di azioni per la riforestazione prevedendo il finanziamento di un programma sperimentale per le città metropolitane, per un importo di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021. Al comma 2 si prevede che entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione di cui al presente decreto, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono definite le modalità per la progettazione e ogni eventuale successiva variazione degli interventi da parte delle Città metropolitane; è stabilito, inoltre, il riparto dei fondi che avviene tenendo conto dei criteri di selezione della valenza ambientale e sociale dei progetti, del livello di riqualificazione e di fruibilità dell'area, dei livelli di qualità dell'aria e della localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione europea. Si precisa che si sono ampliati i termini, passando da novanta a centoventi giorni dalla data di pubblicazione del decreto suddetto, per cui ciascuna Città metropolitana presenta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare le progettazioni corredate dai programmi operativi di dettaglio con i relativi costi. È previsto altresì, al comma 4, che tra i criteri per l'affidamento della realizzazione delle opere della pulizia e della manutenzione di gestione del demanio fluviale e di contrasto al dissesto idrogeologico siano introdotti quelli relativi al rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali, con relativo piano di manutenzione laddove ritenuto necessario per prevenire il rischio idrogeologico. In seguito alle modifiche in sede referente si è introdotto, per le autorità competenti nella gestione del demanio fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, che, nel caso in cui le autorità competenti non ritengano necessario il rimboschimento, devono motivarlo negli atti di affidamento e renderlo noto, entro trenta giorni dalla loro adozione, nella sezione "Amministrazione trasparente" del rispettivo sito Internet. Sempre all'articolo 4, il comma 4- bis introduce la possibilità, da parte delle autorità competenti, di affidare le attività di gestione del rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali agli imprenditori agricoli organizzati in forma singola o associata. Il comma 3 demanda ad un apposito decreto ministeriale la definizione delle modalità di presentazione delle domande e delle spese ammissibili al finanziamento. Tale decreto dovrà essere adottato dal Ministro dell'ambiente, sentiti i Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze. L'articolo 5, modificato in sede referente, disciplina la nomina e le attività dei commissari unici per la realizzazione degli interventi in materia di discariche abusive e di acque reflue attuativi di determinate procedure di infrazione europea. Il comma 1 consente al commissario unico per le discariche abusive la possibilità di avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, nei limiti della normativa europea vigente, dei seguenti enti: società in house delle amministrazioni centrali dello Stato; sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente; amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli enti pubblici. Le previste convenzioni coinvolgono i soggetti indicati nell'ambito delle rispettive aree di intervento, utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il comma 2 prevede che il commissario unico sia scelto nei ruoli dirigenziali della pubblica amministrazione, resti in carica per un triennio e sia collocato in posizione di comando, in aspettativa o fuori ruolo, secondo i rispettivi ordinamenti. In caso di collocamento fuori ruolo, in aspettativa o in comando, come precisato in sede referente, il correlativo posto della dotazione organica dell'amministrazione di provenienza è reso indisponibile per la medesima durata, a fini di invarianza finanziaria. Al commissario è corrisposto - in aggiunta al trattamento economico fondamentale a carico dell'amministrazione di appartenenza - un compenso accessorio in ragione dei risultati conseguiti. Il comma 3 assegna al commissario unico, come disposto in sede referente, una struttura di supporto, composta al massimo di dodici membri appartenenti alle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che cessa al termine del mandato del commissario unico. L'articolo 7 riconosce, in via sperimentale, un contributo a fondo perduto a favore di esercenti commerciali di vicinato o di media struttura, per incentivare la vendita di detergenti o prodotti alimentari sfusi o alla spina. Si precisa che il contenitore offerto dall'esercente non dovrà essere un contenitore monouso. Un'ulteriore modifica propone che il contributo possa essere utilizzato anche per l'apertura di nuovi negozi esclusivamente dedicati alla vendita di prodotti sfusi. La Commissione propone che possano essere utilizzati contenitori di proprietà del cliente a determinate condizioni. In sede referente si è proposta la possibilità di elevare il limite di spesa - modificando di conseguenza la norma di copertura - a 22 milioni di euro. Si propone inoltre di estendere ulteriormente il beneficio in esame alle imprese agricole che svolgano l'attività di vendita disciplinata dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 228 del 2001. Tale articolo 4 prevede che gli imprenditori agricoli singoli o associati - iscritti nel registro delle imprese - possano vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità. Il decreto ministeriale dovrà tra l'altro prevedere specifiche verifiche che permettano di rilevare che l'attività di vendita in parola sia svolta per un periodo minimo di tre anni, a pena di revoca del contributo. Con l'approvazione dell'emendamento 8.0.10, la Commissione in sede referente propone l'introduzione di un nuovo articolo 8- bis . Esso prevede che le disposizioni in esame si applichino alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con le norme dei rispettivi Statuti e le relative disposizioni di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale n. 3 del 2001. Questo è il primo passo verso la solida impalcatura che il Governo sta realizzando per la transizione ecologica, la cura della nostra casa comune, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, il miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo, con il bonus mobilità, la piantumazione di migliaia di alberi, i commissari che avranno una serie di risorse per il lavoro continuo che effettuano sulle discariche abusive e per la depurazione delle acque. La vendita di prodotti sfusi è un'altra ottima e fondamentale azione per diminuire gli imballi, fonte primaria della plastica che si diffonde nel nostro ambiente. Questo è il primo passo, che sarà seguito dalla legge di bilancio e dal collegato ambientale. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Il relatore di minoranza, senatore Martelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. MARTELLI, relatore di minoranza . Signor Presidente, come introduzione mi sono abbastanza riconosciuto nella relazione della relatrice di maggioranza, fino alla parte finale, nella quale ha magnificato i contenuti di questo decreto-legge; evidentemente a me manca la seconda parte del decreto-legge e adesso vado a spiegare il perché, svolgendo la mia relazione. Innanzitutto vorrei partire dal testo del decreto-legge, i cui articoli occupano otto pagine; ciò significa che il provvedimento, immeritatamente denominato decreto clima, presenta un problema: forse non abbiamo un'emergenza climatica. Ciò detto, vorrei scorrere il contenuto di vari articoli ponendo l'attenzione specificamente sul profilo dei finanziamenti, perché la bontà di un intervento in materia ambientale deve essere misurata anche dalla quantità di denaro messa in campo per l'attuazione delle misure, in particolar modo da quelle poste in essere l'anno successivo, nel bilancio 2020, perché qualunque stanziamento per anni successivi può essere nuovamente cambiato in sede di legge di bilancio; pertanto, paradossalmente si potrebbero anche stanziare 10 miliardi per il 2030, tanto non ci arriveremo mai. È stato giustamente detto che il decreto-legge in esame va a coprire ben tre procedure europee d'infrazione aperte, una delle quali è già stata chiusa con condanna, quindi più propriamente le norme del presente provvedimento avrebbero dovuto essere inserite nella legge europea, che viene utilizzata per chiudere le procedure europee di infrazione. Io non sono un grande fan delle procedure europee di infrazione, ma non essendo in maggioranza devo accettare che essa ritenga di doverle chiudere; ad ogni modo si tratta di procedure di infrazione. È stato giustamente detto che esse riguardano la qualità dell'aria nella Pianura Padana e segnatamente due tipi di inquinanti, il biossido di azoto (NO 2 ) e il particolato fine, cioè le famose polveri sottili (PM10, PM2,5 e inferiori). La procedura europea d'infrazione richiedeva di fare delle azioni, che sono state coordinate (quindi non vengono dal decreto-legge in esame) e concordate con la Commissione europea in un incontro che si è concluso e formalizzato nel giugno 2019, quindi di fatto vengono già da un accordo, non sono nostre. Queste misure contengono alcune azioni, come l'adozione di un bonus mobilità per cercare di ridurre l'utilizzo del mezzo di trasporto privato nonché di un bonus mobilità che riguarda la sostituzione del parco veicoli a disposizione del trasporto studentesco (cioè da casa verso la sede scolastica); le misure contengono poi azioni di piantumazione presenti in vari articoli del provvedimento in esame. L'articolo 1, come è stato giustamente detto dalla relatrice, introduce i concetti molto importanti di Programma nazionale di contrasto ai cambiamenti climatici e di tavolo permanente per il monitoraggio. Il problema è che tali iniziative sono senza oneri, cioè la frase maggiormente ricorrente nel decreto-legge in discussione è la seguente: «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Poi andrò a dettagliare anche la quantità di denaro messa in campo soprattutto nel bilancio 2020, ma i saggi insegnano che dove non c'è onere non c'è incisività, quindi l'assenza di finanziamenti cospicui determina di per sé una debolezza dell'intervento. L'articolo 2 riguarda il bonus mobilità e dispone l'erogazione di un bonus fino a 500 euro per la rottamazione di veicoli particolarmente inquinanti quali, segnatamente, i motocicli con ciclo a due tempi senza catalizzatore, o fino a 1.500 euro per gli autoveicoli maggiormente inquinanti, quindi quelli di classe di omologazione fino a Euro 2. Vorrei aprire una parentesi anche su questo, perché secondo me il compito del relatore deve essere anche quello di spiegare nel dettaglio determinate questioni che spesso vengono fatte passare senza chiarimenti. Le classi di omologazione europea non sono necessariamente dettate dalla qualificazione del livello di inquinamento emesso, tanto è vero che nel confronto tra le classi Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 si vedono delle discrepanze, cioè i livelli di alcuni inquinanti sono stati alzati (è possibile emettere di più) e altri sono stati abbassati, quindi nel passaggio da Euro 4 a Euro 5 si è fatto un passo indietro. Il secondo concerne la qualificazione del parco omologazione per quanto riguarda le case automobilistiche. L'Unione europea stabilisce che l'intero pacchetto dei veicoli omologati debba avere delle emissioni medie per chilometro tagliate ad un certo livello; pertanto un'omologazione di questo tipo si aggira inserendo nel proprio pacchetto veicoli commercializzati vetture con delle emissioni più basse nei cicli di omologazione dell'Unione europea. Basta quindi inserire un veicolo full electric per poter automaticamente vendere un SUV che produce 500 grammi di CO 2 per chilometro. Infatti, questo tipo di pacchetto omologativo non guarda il volume del venduto, nel senso che un veicolo elettrico abbassa il livello di taglio delle emissioni di CO 2 quanto la vendita di 500.000 SUV, a prescindere dal volume di vendita. Tutto questo per dire che un bonus mobilità, di per sé, non fa altro che incrementare - secondo me giustamente - l'offerta di mobilità a basso impatto, come le biciclette elettriche o a pedalata assistita. Dall'altro lato, però, non diminuisce la richiesta di trasporto con motori endotermici. Quindi è una misura che va bene, ma ha bisogno della seconda gamba. I finanziamenti messi in campo sono 5 milioni per il 2019, che vanno bene poiché l'anno è praticamente finito. Per il 2020 sono invece previsti 70 milioni, che si esauriranno molto rapidamente. C'è un'ulteriore cosa da dire. In ambito di trattazione in Commissione, sono stati respinti gli emendamenti che richiedevano che il residuo di questi stanziamenti non venisse incamerato dalla finanza pubblica, quindi definitivamente acquisito. L'importante, infatti, è che rimangano, eventualmente come cumulo. Il fatto che tale cifra non venga interamente utilizzata non sta a significare che non ci sia una richiesta, perché spesso c'è una resistenza ad attivare la procedura da parte di coloro che vendono questo tipo di presidi di mobilità. Infatti, se ci si presenta da un venditore di biciclette con un motorino vecchio, è probabile che costui dica di non essere interessato perché per lui è molto dispendioso, dal punto di vista burocratico, attivare tutta la procedura. L'articolo 3 riguarda il famoso bonus mobilità per i mezzi di trasporto studenteschi. Anche questa è un'iniziativa lodevole come principio, ma c'è un però. Si tratta dell'incongruenza che è passata in sede di trattazione in Commissione. L'idea iniziale era di sostituire il parco veicoli circolante dotato di motori endotermici con veicoli dotati di propulsione elettrica o ibrida. Per quanto riguarda l'ibrido, era stata fatta una proposta emendativa che richiedeva di eliminare la nozione di «veicolo ibrido» e sostituirla con «veicolo a cella di combustibile», cioè due tipologie di veicoli che avrebbero avuto zero emissioni. In sede di respingimento dell'emendamento è stato detto che per promuovere la transizione energetica debba essere presente un veicolo ibrido. Ricordiamoci però che il veicolo ibrido consuma più del veicolo endotermico fuori dal ciclo urbano, perché si porta appresso una zavorra dovuta al peso delle batterie. Questo posso accettarlo, però dopo sono stati approvati emendamenti che consentono di fare quest'operazione con veicoli anche alimentati a gasolio con omologazione Euro 6. Non posso pensare che ci sia un'incongruenza per cui si accetta di fare la transizione con un motore endotermico a gasolio, che dovrebbe essere proprio il motore che non si dovrebbe usare per fare la transizione (sarebbe stato il motore demonizzato). Oltretutto, si sono accettate le tipologie Euro 6, ma non le tipologie a metano e GPL. Nella scala dell'inquinamento il metano inquina sicuramente meno del GPL, che a sua volta inquina meno del motore a gasolio, perché - banalmente - non emettono particolato fine. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, è il motore a gasolio che li produce. Pertanto, se l'infrazione è sull'ossido di azoto andiamo proprio a fare qualcosa che incrementa, o quanto meno non riduce l'emissione di quel tipo di inquinante. Per quanto riguarda questo tipo di intervento, sono previsti 10 milioni per il 2020 e 10 milioni per il 2021. Naturalmente bisogna fare la seguente osservazione. Se questi importi vengono divisi per il numero di possibili richieste, è evidente che sarà molto difficile soddisfarne tante, soprattutto nei Comuni che si avvicinano alla fascia bassa (cioè quelli con poco più di 100.000 abitanti). Ricordiamo, infine, quanto deve essere il livello di aggravio di peso per un veicolo adibito a trasporto di persone e non al trasporto privato. Anche questa è una cosa di cui si sarebbe dovuto tenere conto. Per quanto riguarda l'articolo 4, esso prevede un programma sperimentale di messa a dimora di alberi di reimpianto e di silvicoltura. Devo dire che, forse per una mia mancanza, non ho trovato in letteratura la nozione di albero di reimpianto. Ci sono semenziali e trapianti che sono i classici allestimenti che si fanno nei vivai forestali. Non ho però trovato la nozione di albero di reimpianto, se non nei forum nei quali si parla di albero di reimpianto come un albero espiantato e piantato da un'altra parte, a prescindere dalla sua dimensione. Mentre la caratterizzazione di semenziali e trapianti riguarda piante con una precisa classificazione di fasce di età. Detto questo, il programma sperimentale manca della parte fondamentale, perché un esperimento prevede l'esperimento in sé e il monitoraggio dell'esperimento: questo dice il metodo scientifico. Se non ci sono metodi di monitoraggio dei progressi dell'esperimento non è un esperimento, ma un tentativo. Nel programma manca completamente il monitoraggio relativo al rimboschimento o all'imboschimento delle aree urbane. Non potremo quindi capire l'efficacia dell'intervento a fronte della spesa sostenuta. Qual è lo scopo di piantare alberi in un'area urbana? La mitigazione dell'isola di calore; l'aumento della quantità di vapore acqueo nell'aria, che è uno stabilizzatore della termica; la creazione di fasce contro le particelle sottili; tipicamente dovrebbe essere un intervento di tipo radiale e poi localizzato a spot , non concentrato in un unico punto. L'efficacia di un intervento in un unico punto è inferiore a quella che si avrebbe se l'intervento fosse delocalizzato in vari punti. Gli emendamenti in tal senso non sono stati accolti e neppure quelli, per esempio, banali di monitoraggio delle termiche. L'effetto di mitigazione dell'isola di calore c'è o non c'è? Allora capiamo che se già l'intervento è di 15 milioni per il 2020 e, per di più, non c'è anche neanche un intervento di monitoraggio, non è possibile capirne l'efficacia. È un programma fine a se stesso, fermo restando che ogni albero piantato è una cosa buona, naturalmente purché lo si segua. L'altra criticità, infatti, è che non si fa alcun riferimento all'età o alle dimensioni degli alberi. Voi capite che piantumare un albero di due anni, alto 30 centimetri, significa determinarne la mortalità quasi certa. Di conseguenza, se non esiste anche un piano di monitoraggio della vitalità e della vita dell'albero stesso, alla fine tutto si risolve - come è successo già negli anni precedenti - in piantumazioni con mortalità incredibile, soprattutto in un contesto urbano dove non ci sono le condizioni ideali per favorire la vita vegetale. Per quanto riguarda l'articolo 5, di nuovo si fa riferimento ad un'infrazione europea e ancora una volta vi si pone rimedio. Si tratta di un'infrazione vecchia: già nella precedente legislatura c'era il problema delle discariche abusive e non abusive non bonificate e c'era il problema delle acque reflue, per le quali in realtà abbiamo un contenzioso che risale addirittura agli anni Novanta. Apprezzo quindi il tentativo, più che altro perché non possiamo permetterci di avere discariche ancora non bonificate o addirittura neanche censite, perché di molte ignoriamo anche l'esistenza, senza che si faccia qualcosa. La messa in sicurezza è un atto doveroso. L'articolo 6 riguarda la pubblicazione dei dati ambientali, che è una cosa meritevole. Purtroppo quello che viene a mancare è il modo in cui questi dati vengono resi fruibili, perché il problema attuale dell'eccesso di dati è che tanti dati è uguale a nessun dato. Quando vengono forniti (dalle ARPA, in questo caso) i dati relativi alla qualità dell'acqua, contenuti in faldoni da mille o millecinquecento pagine, di fatto sono dati non fruibili, perché nessuno potrà mai scavare in una simile situazione per trovare i dati che gli interessano. Si sarebbe dovuta fare una classificazione degli inquinanti maggiori, che sono quelli persistenti o a più alta incisività sulla salute umana e dare priorità a quelli, fermo restando naturalmente il contenuto globale: tutti i dati sì, ma alcuni in particolare. L'articolo 7 riguarda l'incentivazione della vendita di prodotti sfusi. Anche questa nelle intenzioni è una cosa meritoria, perché dobbiamo ritornare indietro rispetto all'eccesso di imballaggi che abbiamo attualmente in circolazione, ma ci sono dei «però» che non sono stati affrontati. In primo luogo: per quanto riguarda l'accesso a un esercizio che offre prodotti alla spina non è vincolante la possibilità di utilizzare un contenitore proprio. È stata inserita una norma per la quale io posso andare in un esercizio commerciale con un mio contenitore (quindi economia circolare) e sentirmi dire dall'esercente che quel contenitore non è adatto a suo insindacabile giudizio, o perché non va bene a lui o perché non è abbastanza pulito. Questo tipo di contenzioso a cosa porta? Il legislatore deve infatti considerare i casi limite; non deve considerare quando le cose vanno sempre bene, ma deve guardare a quando vanno sempre male. Questo contenzioso comporta che molte persone non avranno voglia di andare a fare discussione, cioè non avranno voglia di presentarsi in un esercizio commerciale, entrare in polemica con l'esercente e pretendere che metta il prodotto nel suo contenitore. Quindi il rischio è che uno accetti di portarsi a casa ogni volta un contenitore non monouso che, di fatto, diventa monouso. L'ulteriore paradosso è che potrei andare in un esercizio commerciale, farmi dare il contenitore che mi dà l'esercente, tornare con lo stesso contenitore e sentirmi dire che quel contenitore non va bene. Guardate che questo esiste già per quanto riguarda le buste di oxoplastica all'interno dei punti vendita (quelle trasparenti da usare col guantino). Tornare con la stessa busta - e questo è già nelle cronache - significa aprire una polemica con il punto vendita, che non ti riconosce il fatto che siano state portate, e addirittura te le vuol far pagare una seconda volta. Quindi, questa è una cosa importante. La seconda criticità, a mio avviso, è la seguente. È stata data la possibilità di estendere questa sperimentazione dagli esercizi di media dimensione a quelli di grande dimensione. La dimensione non è basata sulla grandezza della catena di commercializzazione, ma sulla metratura del punto vendita, quindi di fatto sono state fatte rientrare anche grandi catene di distribuzione (GDO). Al contempo, è stato però espresso parere negativo - su un emendamento che quindi è stato respinto - che invece richiedeva di poter estendere agli imprenditori agricoli la vendita in sede dei loro prodotti sfusi. Questo è oggettivamente un paradosso, perché una persona andrebbe in una fattoria per prendere dei prodotti sfusi, ma si troverebbe costretta a doversi portare a casa anche il contenitore. Un'ultima osservazione. Rimane l'articolo relativo al rimboschimento delle fasce ripariali. Anche in questo caso, si tratta di una cosa meritevole, ma vi sono due criticità. La prima è che, dove i fiumi sono già regimati, dare la possibilità di reimpianto, soprattutto agli imprenditori agricoli, apre alla possibilità della pioppicoltura, cioè alla selvicoltura ad alta intensità: sono proprio i pioppi quelli che creano problemi, perché hanno un apparato radicale scarso e rischiano - e succede spesso - di essere sradicati e di finire a fare ostruzione contro i piloni dei ponti. Si sarebbe dovuta prevedere, a mio avviso, una scala di priorità, dando innanzitutto la precedenza dove c'è un forte ruscellamento e il terreno è più debole, quindi dove c'è la possibilità che si crei l'onda di piena. Questa sarebbe stata la cosa fondamentale e purtroppo non compare nel testo. PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Modena. Ne ha facoltà. MODENA (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, vorrei fare alcune riflessioni. Quando si parla di decreto-legge clima, ci vengono in mente molteplici problemi. È assodato il fatto che con questo provvedimento in realtà il Governo e la maggioranza del Parlamento andranno a risolvere il problema delle procedure di infrazione. Lo hanno detto chiaramente i relatori di maggioranza e di minoranza, analizzando poi nello specifico i provvedimenti che vengono assunti, che sono relativi in modo particolare alle specifiche infrazioni. Però per noi credo sia doveroso considerare quella di oggi un'occasione di riflessione complessiva su uno dei temi più emblematici della nostra epoca, che riguarda, da un lato, il nostro ruolo con riferimento a tutto ciò che concerne i cambiamenti climatici; da un altro, le reazioni e la sensibilità dei cittadini; da un altro lato ancora, il punto di vista delle imprese. In un provvedimento così importante, mi sarei aspettata di leggere, più che delle risposte alle infrazioni europee, almeno un disegno generale su questi punti, che, a mio avviso, sono sostanziali. Intanto, credo che sia importante dare un messaggio ai cittadini e anzi, per essere più precisi, alla nostra Nazione, perché quando si parla dei sacrifici o comunque delle cose che dobbiamo fare per la regolamentazione dei problemi legati al cambiamento del clima, naturalmente un cittadino normale fa il suo dovere, magari si occupa della raccolta differenziata, non va in città con l'auto la domenica, ma si domanda comunque sempre che cosa stia facendo l'Europa per prima, visto che naturalmente apre le procedure di infrazione, nei confronti di chi effettivamente sta avvelenando il nostro sistema. Guardo sempre inorridita le immagini che provengono dalla Cina e dall'India, per non parlare poi anche degli incendi che hanno interessato ultimamente le foreste dell'Amazzonia. Credo, quindi, che prima di tutto abbiamo il dovere di dare un messaggio molto chiaro, perché se si chiede la collaborazione delle imprese e dei cittadini per motivi di carattere e di natura diversi, bisogna anche dire chiaramente qual è l'impegno del nostro Stato affinché un problema di carattere globale sia affrontato in modo effettivamente globale. È importante perché, se da un lato c'è una forte sensibilità delle persone ai cambiamenti climatici - mi riferisco al piccolo di ogni famiglia, come appunto nella raccolta differenziata o nel controllo dell'uso dell'automobile - dall'altro, questi tipi di controlli che vengono ad essere introdotti hanno la caratteristica di rappresentare un peso e molto spesso un motivo di grave conflittualità a livello territoriale tra le imprese da una parte e i cittadini dall'altra; questi ultimi molto spesso si costituiscono in comitati, impedendo alle imprese di operare o ingolfando la giustizia amministrativa, che spesso si occupa di questi temi, o comunque non andando a dare un aiuto e delle risposte chiare e concrete a coloro che fanno impresa in questo settore. Penso quindi che il Governo abbia perso un'occasione, nel momento in cui ha messo mano al cosiddetto decreto clima, per i cambiamenti climatici, perché avrebbe probabilmente dovuto, almeno a mio avviso, occuparsi in modo generale di qualcosa di diverso e cioè, appunto, delle tematiche che realmente toccano la quotidianità delle persone e non semplicemente limitarsi a rincorrere, come dicevo, le procedure di infrazione, che tra l'altro da anni stanno sulle spalle del nostro Paese, che come sapete ne ha ricevute parecchie, molte sicuramente in materia ambientale. C'è un altro aspetto del decreto che mi ha colpito in modo particolare e cioè l'abdicazione della politica: si dà atto del fatto che i soggetti che devono occuparsi di questo tipo di problematiche sono gli enti locali e in primis le Regioni, ma la soluzione che poi viene trovata è sempre e comunque la medesima e cioè si va, in sostanza, ad attribuire la responsabilità politica delle scelte ai commissari, laddove non c'è la capacità specifica di risolvere i problemi. Del resto, basta pensare a tutta la partita che ha riguardato la gestione dei rifiuti in moltissime Regioni e si sa perfettamente perché la si consideri un argomento che è meglio affidare a un commissario piuttosto che mettere in capo a delle scelte chiare di natura e di carattere politico. Ritengo, quindi, che questa abdicazione non renda poi credibili anche delle forme di protocollo che vengono via via firmate; ad esempio lo stesso protocollo che riguardava l'aria, che si cita fra l'altro nell'ambito del decreto clima. Quindi, a mio modesto avviso, insisto sul concetto di un'occasione persa, indipendentemente dai temi che sono stati affrontati. L'altra questione attiene al problema di base, che è quello ovviamente dei vari oneri finanziari, ma c'è soprattutto un elemento che riguarda il continuo rinvio non solo a soggetti come i commissari, ma a decreti ministeriali. Si tratta di un altro approccio che contesto perché non solo si stanno emanando molti provvedimenti aventi carattere d'urgenza (e va bene, ce lo diciamo sempre) ma molto spesso le norme in essi contenute sono scatole abbastanza vuote che rimandano a ulteriori decreti ministeriali. In conclusione, ribadendo con insistenza quanto detto, probabilmente la normativa oggi al nostro esame rappresenta però un'occasione persa per affrontare quello che, invece, è un problema fondamentale della nostra epoca. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti del Liceo scientifico statale «Stanislao Cannizzaro» di Roma, che stanno assistendo ai nostri lavori, ai quali diamo il benvenuto. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, parliamo del clima, l'emergenza più importante che stiamo attraversando in questi anni, negli ultimi decenni. Un'emergenza drammatica, ed è assolutamente significativo che proprio all'inizio di questo provvedimento si faccia cenno in maniera molto radicale e molto esplicita a un Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria. Il Governo, cioè, all'interno di uno dei primi provvedimenti del suo mandato, recepisce quello che ormai - per fortuna a livello internazionale, e via via anche a livello nazionale e locale - sta emergendo dalla consapevolezza diffusa, ovvero la necessità di far fronte a un cambiamento non più solamente contingente, ma strutturale, del clima a livello locale e globale. Si parla, non a caso, Presidente, colleghi e colleghe, di green new deal. Questo termine richiama un'altra tragedia della storia, un'altra crisi strutturale avvenuta più o meno un secolo fa, quando il mondo si trovò di fronte a una crisi economica mondiale; un periodo nero di crisi strutturale che avrebbe avuto ricadute drammatiche anche dal punto di vista occupazionale e lavorativo. Si immaginò allora una politica strutturale che, partendo proprio da quella crisi, la affrontasse in maniera organica, quindi con un piano di riforme capace di superare la crisi, che aveva origini soprattutto economico-bancarie, utilizzandolo come trampolino di lancio per rivedere complessivamente la politica economica e sociale degli Stati Uniti e via via di tutti i Paesi occidentali. Ebbene, Presidente, quando parliamo di green new deal parliamo esattamente di questo, della consapevolezza di una crisi che ha però natura diversa, ovvero la crisi del cambiamento climatico. Per fortuna, Presidente, in quest'Aula sono rimasti pochi - spero nessuno - tra colleghi e colleghe che vogliono mettere in dubbio questo concetto. Certamente abbiamo il precedente un po' inquietante del voto nel Parlamento europeo, in cui tutti gli eurodeputati della Lega, non più tardi di qualche semestre fa, hanno votato addirittura contro l'Accordo internazionale di Parigi, il primo accordo che a livello internazionale poneva vincoli cogenti per le attività di singoli Governi e dei singoli Parlamenti. Ma lasciamo stare, facciamo finta che non sia avvenuto e cerchiamo di capirci tra di noi per determinare i provvedimenti migliori per far fronte a questa evidente necessità. Presidente, in questi giorni è accaduto un disastro nel nostro Paese, e il problema è che ogni volta che c'è una precipitazione o un evento climatico che possiamo dire si discosta dalla normalità, gli effetti che si producono sono devastanti. Infatti, i danni che si sono prodotti in particolare nei giorni 12, 13 e 14 novembre non hanno colpito solo Venezia. (Brusio). PRESIDENTE . Le chiedo scusa, senatore. Colleghi, il brusio sta cominciando a essere eccessivo e non riusciamo a sentire l'intervento del senatore Ferrazzi. Pregherei soprattutto i senatori del lato destro dell'Emiciclo di abbassare il volume della voce. Prego, senatore Ferrazzi. FERRAZZI (PD) . Dicevo che gli eventi avvenuti sono stati drammatici, ma sono stati conseguenti a quello che era avvenuto solo un anno fa. La tempesta Vaia nel Nord-Est o tutte le inondazioni nel Centro e nel Sud Italia, infatti, sono ormai diventati, purtroppo per il nostro Paese, eventi ordinari. Ebbene, per restare nella drammatica cronaca, a Venezia è avvenuto un fenomeno drammatico. Se andiamo a verificare l'andamento del fenomeno dell'acqua alta nella città lagunare, nel giro di una settimana si è verificato ciò che non era avvenuto nel corso dei trent'anni precedenti. Fenomeni di acqua alta di così eccezionale portata non sono avvenuti nel corso dei trent'anni precedenti, ma li abbiamo avuti nel corso di sette giorni. Ciò non deriva da una particolare sfortuna o da una sfiga cosmica, ma dipende anche da fenomeni direttamente ascrivibili all'attività antropica. Certamente ci sono degli elementi astronomici, la gravitazione lunare e quella del sole, ma certamente ci sono anche gli elementi meteorologici, come, ad esempio, il vento. Certamente c'è la questione della bassa marea, che non è ascrivibile direttissimamente al mutamento climatico, ma la portata dei venti lo è direttamente, così come lo è la questione dell'innalzamento dei mari, perché il combinato disposto dello scioglimento dei ghiacci e dell'innalzamento della temperatura del mare, e dunque dell'aumento del volume, ha portato, in questi ultimi cento anni a Venezia, un aumento del livello del medio mare di 25 centimetri, con un aumento di 2,5 millimetri all'anno. Si tratta di un dato drammatico, che riguarda direttamente l'attività antropica. Se poi lo sommiamo alla subsidenza della città lagunare, che ha portato nel corso di cento anni ad un abbassamento della città di 14 centimetri - anche in questo caso vediamo che 8 di questi 14 centimetri sono dovuti ad attività antropica e in particolare all'emungimento delle falde acquifere - è del tutto evidente che è l'attività umana che sta determinando in maniera consistente i fenomeni di mutamento climatico in corso, ovviamente affiancata da tutti gli elementi naturali. L'attività umana è dunque l'elemento fondamentale che sta cagionando questi disastri. Signor Presidente, dopo tutto questo lungo preambolo, voglio dire che finalmente c'è un Governo che prende il toro per le corna e cerca di risolvere la questione. Il decreto-legge in esame - ho sentito prima quanto diceva la collega in proposito - non è un provvedimento risolutore, ma si inserisce all'interno di un percorso nazionale, internazionale ed europeo, perché le forze di questo Governo stanno sostenendo, a livello europeo, un piano straordinario, che non si era mai visto nel corso della storia dell'Unione europea. Prevedere 1.000 miliardi di euro per le politiche green , nel corso di un mandato, è una cosa che non si era mai vista, così come la definizione di obiettivi green non solamente per il commissario europeo dedicato all'ambiente, ma anche per ogni singolo commissario europeo, nella definizione dei propri programmi. Allo stesso modo, un accordo di Governo nazionale basato fondamentalmente sulle politiche green non si era mai visto. Queste politiche sono evidenti nella legge di bilancio che andremo ad affrontare e che discuteremo nelle prossime settimane e certamente le vediamo anche nel provvedimento in esame. Non si può dire, infatti, che il tema della qualità dell'aria non sia direttamente ascrivibile alla qualità della vita dei nostri cittadini e dei nostri territori, come ho sentito dire adesso. Ciò non solo perché la Pianura Padana ha l'aria più inquinata di tutta l'Europa, ma perché il fenomeno dell'inquinamento dell'aria riguarda ormai, purtroppo, tutto il territorio nazionale. Signor Presidente, quando parliamo di buona mobilità, parliamo di 255 milioni di euro, che con il provvedimento in esame vengono messi a disposizione per dare una mano a migliorare la qualità dell'aria e per mettere in condizione i nostri cittadini di fare un salto. Mi riferisco probabilmente a coloro che hanno i mezzi più vecchi e inquinanti e, quindi, anche meno denaro da spendere in questa direzione. Quando parliamo di ammodernamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, intendiamo aiutare e, a volte, anche spronare i sindaci a capire che i centri storici e i centri abitati devono essere sviluppati nella logica della mobilità sostenibile. Quando parliamo di trasporto scolastico sostenibile, incentivando l'ibrido e l'elettrico, stanziamo in questa direzione, tra questo e il trasporto pubblico locale, 60 milioni di euro. Allo stesso modo, il grande piano delle foreste urbane e periurbane non riguarda solo qualche cittadino di qualche città metropolitana; questo provvedimento, infatti, riguarda 21 milioni di abitanti, perché di questo stiamo parlando. Esso non consiste solamente in piccoli interventi per la mitigazione locale, perché un vero piano di piantumazione e riforestazione all'interno delle città metropolitane, sostenuto con 30 milioni di euro nel biennio, riguarda direttamente l'adattamento climatico. È evidente che quando parliamo di clima non ci dobbiamo limitare alla mitigazione, cioè alla riduzione dell'emissione, ma dobbiamo prendere atto del fatto che il cambiamento climatico è strutturale e quindi dobbiamo organizzare i nostri territori e le nostre città, rendendoli capaci di un adattamento al clima, e questo intervento va in tale direzione. Signor Presidente, ho avuto modo, come amministratore locale anche di importanti città, come Venezia, di vedere come purtroppo il sistema di rilevamento della qualità dell'aria attraverso le centraline sia tutt'altro che trasparente; spesso i cittadini non lo conoscono oppure non è diffuso in modo capillare. Con questo intervento creiamo un sistema capillare e trasparente in tutte le città; gli enti locali e gli enti gestori hanno il dovere della trasparenza nei confronti dei cittadini e il Governo nazionale se ne fa carico, inserendolo anche all'interno dei dati dell'ISPRA, affinché ciò consenta un benchmark , che spinga le singole attività dell'amministrazione locale verso il meglio. (Richiami del Presidente). Concludo, Presidente. C'è certamente l'intervento di proroga in favore delle popolazioni colpite da calamità che sono state drammatiche. C'è, poi, l'inizio di una discussione sull'incentivazione dei prodotti sfusi, alla spina, con il contributo ai negozi di vicinato e di media struttura (1.600 metri quadri di superficie). Il discorso si apre in funzione soprattutto del disegno di legge di bilancio. In particolare, il tema della plastica è di drammatica attualità e noi dobbiamo affrontarlo in maniera forte e determinata. Questo è l'inizio di un ragionamento e di un'azione efficace. Noi dobbiamo innanzitutto passare attraverso la riduzione. Certo, servono il riuso, il riciclo, le nuove tecnologie: certo che servono, dalle plastiche biodegradabili a tutta l'innovazione. Ho recentemente visitato l'università di Berkeley, che sta andando verso direzioni assolutamente straordinarie nel superamento della plastica ed è interessantissimo vedere che a capo di questo progetto, di valenza internazionale, c'è proprio una ricercatrice italiana. Tuttavia è evidente che la prima leva - e chiudo, Presidente - è quella della riduzione. Non basta la politica del riciclo, ma serve innanzitutto la politica della riduzione. Il provvedimento in esame inizia a dare una risposta concreta in questa direzione. (Applausi dai Gruppi PD e IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, Ministro, Sottosegretario, l'atto che discutiamo oggi riguarda la conversione del decreto-legge n. 111 del 2019, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE. La prima riflessione a cui vorrei ora fare riferimento è quella riguardante i presupposti per il potere di decretazione da parte del Governo. Sappiamo tutti che il primo e unico presupposto affinché il Governo possa intervenire con misure cosiddette urgenti è quello della necessità. Vorrei capire quindi come si fa a dire che è necessario ed urgente intervenire per il recepimento nel nostro ordinamento di una misura del 2008. Non penso di fare dietrologia o della facile ironia politica se dico che in realtà il provvedimento serve solo ed esclusivamente a soddisfare la coscienza di alcune anime della maggioranza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Se fosse veramente un provvedimento urgente conterrebbe delle misure tampone idonee a fronteggiare l'emergenza; conterrebbe soluzioni concrete e quanto necessario per superare l'emergenza. Ebbene, non c'è nulla di tutto questo. Si parla di sperimentazione, di misure finalizzate a valutare l'impatto di interventi che di sostanza hanno decisamente poco; manca però del tutto non solo una misura tampone per l'emergenza, ma anche una programmazione di medio e lungo termine che avrebbe giustificato il termine sperimentazione. Nel provvedimento infatti non c'è assolutamente nulla circa la programmazione di medio e lungo periodo. Prima però di entrare nel dettaglio del provvedimento, vorrei soffermarmi su uno degli ultimi articoli, l'articolo 7, che riguarda le misure per l'incentivazione dei prodotti sfusi o alla spina. Era stato inizialmente previsto per le attività di vicinato e medie, ed esteso poi alle grandi attività. Questa misura, seppur criticata da alcuni colleghi, avrebbe potuto avere un significato; se infatti l'obiettivo è quello di intervenire a favore del clima, è evidente che le grandi attività e le grandi imprese hanno la possibilità di farlo in maniera più incisiva rispetto alle medie e piccole. Quindi questa parte potrei anche capirla. Vorrei però comprendere perché, quando si è tentato di estendere questa misura anche a vantaggio dei prodotti agricoli, la maggioranza si è espressa contro: cosa avete contro l'agricoltura? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ricordo la discussione di pochi giorni fa circa il trasferimento delle competenze del turismo dall'agricoltura alle attività culturali. Noi eravamo contrari perché era una soluzione che avevamo adottato, facendolo però con cognizione di causa e con motivazioni concrete. Ricordo la discussione riguardante i sussidi per il gasolio, indispensabili per l'attività agricola; sappiamo bene infatti che il settore senza sussidi e senza aiuti pubblici non riuscirebbe ad andare avanti, anche perché è molto sensibile alla concorrenza sleale di Paesi che non hanno assolutamente le protezioni che invece il nostro garantisce. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Voglio dire una cattiveria. Chi non è particolarmente idoneo all'esercizio di un'attività viene definito spesso "braccia rubate all'agricoltura"; il mio timore è che qualcuno della maggioranza non ha capito che si tratta di una battuta e, pensando che veramente dovrà tornare a lavorare nel settore dell'agricoltura, lo vuole distruggere perché terrorizzato dal futuro che gli si prospetta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Andando nel dettaglio delle soluzioni, a mio avviso, l'ideologia che ha motivato il provvedimento al nostro esame non si trova solo nel testo del decreto-legge, ma anche nel testo degli emendamenti presentati dal Governo. Faccio riferimento in particolare all'emendamento 4.0.851, che dovrebbe introdurre la "Capitale verde d'Italia". Il nostro splendido territorio, la nostra Nazione come estensione territoriale non è molto grande, perché consta di circa 330 chilometri quadrati, ma è caratterizzata da un livello di antropizzazione che ha fatto sì che tutto il territorio sia abitato. Questo ha consentito, a salvaguardia del nostro territorio, l'istituzione di molti parchi, sia nazionali che regionali. Quindi, da questo punto di vista, il nostro è un territorio di pregio. Quindi a che serve ora pensare alla "Capitale verde"? Sempre per dire una cattiveria, mi viene da credere che sia finalizzata a giustificare la presenza dei cinghiali a Roma. Istituiamo la capitale verde perché a Roma abbiamo questo problema. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Adesso, però, voglio entrare nel merito degli otto articoli che, come dicevo prima, contengono molto fumo, ma poco arrosto, nonostante i tentativi della maggioranza di migliorare questo provvedimento; tentativi che si sono scontrati contro un muro di scorrettezza perché addurre l'articolo 81 come motivazione contraria all'accettazione di alcuni dei nostri emendamenti, quando diverse proposte non prevedevano alcuna necessità di copertura economica, evidentemente ha significato solo ed esclusivamente opporsi alla voglia di collaborare dell'opposizione finalizzata a far sì, appunto, che il provvedimento migliorasse nella sostanza. Come dicevo, comunque, entriamo nel merito degli articoli, iniziando dell'articolo 1 che reca: «misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale». Mi chiedo di nuovo se si tratta di un provvedimento urgente per tamponare una situazione di necessità, oppure si tratta di pianificare una strategia nazionale. Se è il primo caso, infatti, allora la decretazione sarebbe stata giustificata ma nel testo non vi è traccia delle misure necessarie. Se si tratta del secondo caso, non doveva essere argomento di decreto-legge. Il clima è uno degli argomenti sensibili, uno dei temi sensibili su cui tutti dovremmo discutere, a prescindere dall'appartenenza politica, ma questo non può avvenire se dobbiamo convertire un decreto che tecnicamente ha i suoi tempi e le sue necessità. Andando avanti nell'approfondimento del provvedimento al nostro esame, voglio toccare subito l'articolo 2 che, a mio avviso, contiene di nuovo questa contrapposizione ideologica. Il testo dell'articolo 2 reca «misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane». Quindi si parla di un programma sperimentale al comma 1, non se ne parla al comma 2, ma sostanzialmente ci si riferisce di nuovo a misure sperimentali. Mi chiedo tali misure sperimentali quale fine abbiano, perché se davvero il fine fosse quello di migliorare la qualità dell'aria delle nostre città, dovrebbero prevedere misure finalizzate a questo scopo. Se poi, invece, andiamo a verificare nella sostanza le conseguenze che determina il provvedimento al nostro esame, ci accorgiamo che di misure per il miglioramento della qualità dell'aria non ce ne sono, ma c'è tutt'altro. L'articolo 3, nello specifico, prevede che si possano finanziare progetti sperimentali per il trasporto scolastico. Qualunque persona di buonsenso penserebbe che il fine sia quello di ridurre le emissioni inquinanti determinate dai mezzi di trasporto e il criterio da adottare, di conseguenza, dovrebbe essere quello di intervenire a favore dei mezzi che percorrono tragitti più lunghi perché l'inquinamento determinato da un mezzo di trasporto non si calcola in base al numero degli alunni trasportati, come scrivete nell'articolo 3, ma in base al tragitto percorso. Infatti sappiamo benissimo che se uno scuolabus trasporta uno studente per 20 chilometri inquina molto di più di uno scuolabus che trasporta 20 studenti per un chilometro solo. Quindi il buon senso e la logica avrebbero determinato che il finanziamento venisse erogato per il mezzo che affrontava il percorso più lungo, invece voi, nell'articolo 3, scrivete che il criterio di ammissione al finanziamento è il numero dei ragazzi trasportati. Ecco perché sostengo che si faccia solo ideologia e che non ci siano misure concrete. Purtroppo il mio tempo sta per scadere, quindi, confidando nella bravura dei miei colleghi per entrare nel merito, voglio concludere semplicemente con un accenno a due problematiche che mi stanno particolarmente a cuore. La prima è contenuta nell'articolo 4. Nello specifico, la conclusione del quarto comma dell'articolo 4 prevede che si intervenga per prevenire il rischio idrogeologico laddove ritenuto necessario. A mio avviso la formulazione dell'articolo 4 fa sì che l'applicabilità di questo testo non sia limitata solo alle Città metropolitane, come in teoria dovrebbe essere, ma sia applicabile all'intero territorio nazionale. Questo mio sospetto è suffragato dalla locuzione che ho poc'anzi letto che mi farebbe pensare che l'intento non sia quello di intervenire per la forestazione nelle Città metropolitane ma per adottare misure di prevenzione contro il rischio idrogeologico anche nelle altre aree del territorio. E siccome questo andrebbe a scontrarsi con un disegno di legge già presentato dalla Lega, che prevede, invece, la pulizia degli alvei nelle zone più a rischio, spero che il mio sospetto venga fugato e il Governo chiarisca che l'applicabilità di questo decreto-legge non riguarda, appunto, le zone montane. L'ultima considerazione è la seguente. Vorrei capire quale obiettivo si intende perseguire con l'emendamento 5.0.850, del Governo, che prevede la reintroduzione dei Caschi verdi per l'ambiente. Io ricordo a tutti che noi avevamo già i Caschi verdi per l'ambiente. Si chiamavano Corpo forestale dello Stato, che è stato soppresso! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei capire se i colleghi del Partito Democratico si sono pentiti di quel provvedimento che, appunto, sopprimeva il Corpo forestale dello Stato e, magari stimolati dal Ministro, che, invece, ne dovrebbe avere un'approfondita conoscenza, vogliono reintrodurli; oppure se si introduce una figura nuova, come nella sostanza sarà. Se questo è l'obiettivo, allora torniamo a discutere di quella riforma scellerata perché, comunque, un corpo che poteva soddisfare tali esigenze, con capacità, esperienza e competenza, già lo avevamo, e lo abbiamo ancora, con le professionalità che avevano acquisito. Non facciamo, quindi, misure specchietto per le allodole - come evidentemente è questa - e cerchiamo di ragionare seriamente su una riforma strutturale dello Stato. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quarto. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi iniziamo un percorso che dovrà segnare un radicale cambio di rotta nel contrasto al cambiamento climatico, nel miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo e, in definitiva, nel nostro stile di vita. Nonostante il suo carattere sperimentale, il disegno di legge n. 1547 è certamente una risposta a modelli di produzione e consumo sbagliati che hanno trascurato il loro principale destinatario: l'uomo. È emblematico che il decreto clima giunga in Aula alla vigilia della festa dell'albero, che ci ricorda, sin dal 1898, la sua importanza per la vita sul Pianeta. Sono convinto sia di buon auspicio per il decreto-legge, incipit del green new deal , pilastro cardine dell'attuale Governo. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il decreto giunge in Aula anche a pochi giorni dal dramma dell'acqua alta di Venezia, simile a quello del tragico 1966. È passato oltre mezzo secolo. Stiamo colonizzando lo spazio, ma non abbiamo salvaguardato una città d'arte incantevole, unica e ineguagliabile. Il pericolo aumentava a causa del cambiamento climatico, ma le paratie miliardarie, ben oliate da tangenti, sono ancora bloccate. (Applausi dal Gruppo M5S) . Poi arriva l'autunno e mette a nudo la fragilità idrogeologica del territorio italiano, aggravata dalle scelte urbanistiche del passato e dagli sconvolgimenti climatici del presente. Le recenti scene apocalittiche di Matera e del Salento sono un doloroso monito. Bisogna agire subito per ridurre le emissioni di gas climalteranti e per migliorare la qualità dell'aria. Il decreto-legge in esame nasce proprio dalla necessità di rispettare una direttiva europea che stabilisce gli obiettivi di qualità dell'aria, volti a migliorare la salute dell'uomo e la qualità dell'ambiente; direttiva non rispettata: due procedure di infrazione per il superamento di NO 2 e PM10, deferimento alla Corte di giustizia per inadempienza, rischio di condanna con esborso milionario. Per particolato e biossido d'azoto, la situazione italiana è drammatica. Abbiamo il primato in Europa per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5. Solo nel 2016, sono state ben 45.600. Lo ha rivelato, pochi giorni fa, la famosa rivista «Lancet» nel paper «Countdown on health and climate change», che ha coinvolto 35 enti di ricerca e 120 ricercatori in tutto il mondo. Il particolato con diametro minore di 2,5 disperso nell'aria può penetrare fin negli alveoli polmonari e passare nel sangue. In pericolo è soprattutto la salute dei bambini e dei neonati, con impatto a lungo termine. In Italia risulta molto critica la situazione in Pianura Padana e nei centri urbani. Ma ci si ammala e si muore anche di biossido d'azoto e di ozono troposferico, come emerge dal recente rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla qualità dell'aria. Questo terribile primato ci deve scuotere e indurre a intervenire quanto prima possibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il 5 novembre scorso, su «Bioscience» ( impact factor 7), una grandissima rivista internazionale, è apparso il paper /appello «World scientists' warning of a climate emergency», firmato da 11.258 scienziati di 153 Nazioni. (Applausi dal Gruppo M5S) . Recentemente è apparso anche un altro appello, secondo cui non esiste alcuna emergenza. Secondo invece la voce chiara e forte della scienza, che noi abbiamo l'obbligo e il dovere, come politici e come decisori, di seguire sempre: «Gli scienziati hanno l'obbligo morale di avvertire chiaramente l'umanità di qualsiasi minaccia catastrofica e di dirlo così com'è». (Applausi dal Gruppo M5S) . Queste sono le parole testuali dell'appello. «Dichiariamo chiaramente e inequivocabilmente che il Pianeta Terra sta affrontando un'emergenza climatica», ed è ciò che invece non ammettono in molti. «È necessario un enorme aumento degli sforzi per conservare la nostra biosfera, onde evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica, che è più grave del previsto e minaccia gli ecosistemi naturali e il destino dell'umanità». Sono parole non mie, ma quelle dell'appello. «Crediamo che le prospettive saranno migliori se i decisori e tutta l'umanità risponderanno prontamente a questa emergenza climatica e agiranno per sostenere la vita sul Pianeta Terra, la nostra unica casa, con azioni da avviare nei settori energetici, industriali, ecosistemici, nutrizionali e sociali». In Senato, dopo sole due settimane dall'accorato appello ultimatum degli scienziati, con l'orgoglio di chi sa intercettare i bisogni della gente, approvando il decreto clima inneschiamo il necessario cambio epocale. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il decreto clima avvia un nuovo paradigma ambientale, delineando alcune soluzioni immediate per una migliore qualità dell'aria. Ne cito alcune. Negli articoli 2 e 3 viene incentivata la mobilità sostenibile, con un buono mobilità spendibile per acquistare autovetture più ecologiche, biciclette, abbonamenti per il trasporto pubblico. Nell'articolo 4 viene finanziato con 30 milioni di euro un programma sperimentale biennale di forestazione urbana e periurbana. Gli alberi assorbono sia la CO 2 che le polveri: nell'attuazione converrà preferire quelli più efficaci per tale compito, ma autoctoni e nel rispetto della biodiversità. Piantando gli alberi previsti dal decreto-legge il vantaggio è triplice: aria più salubre per milioni di italiani, ecosistemi tutelati, scongiura di condanne europee. In breve, benessere, ecosostenibilità e soldi risparmiati. (Applausi dal Gruppo M5S) . Per la forestazione urbana sottolineo un mio ordine del giorno che impegna il Governo a estendere la sperimentazione, per ora prevista per le sole 14 Città metropolitane italiane, anche ai Comuni capoluogo di Provincia. Tra questi, vi sono i capoluoghi indicati nelle procedure di infrazione che noi abbiamo. Una maggiore diffusione sul territorio nazionale consentirebbe di promuovere in modo più capillare una nuova concezione di green city che è necessaria. In particolar modo, la forestazione delle aree urbane, rispetto a quelle periurbane ed extraurbane, ha un grande impatto tra la gente anche per motivi di prossimità. Sottolineo, inoltre, che il comma 4 dell'articolo 4 indica la riforestazione delle aree ripariali e fluviali come criterio per le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico. Se ben curato, infatti, il bosco ripariale - lo dico da esperto ed è proprio così - ha un'arcinota benefica funzione di tenuta idrogeologica, oltre all'utilità ecosistemica e alla cattura di CO 2 e inquinanti presenti nell'aria. Signor Presidente, tanto è stato fatto nel decreto-legge in esame, ma tanto ancora dovrà essere realizzato. È certamente un inizio, un primo passo che facciamo verso il futuro, e non perché ce lo impone una direttiva europea o un risparmio di qualche milione di euro, ma perché ce lo chiedono le nuove generazioni, quelle che vanno a protestare nelle piazze perché vogliono un mondo migliore di quello che trovano oggi e noi glielo dobbiamo, perché è un loro sacrosanto diritto. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nastri. Ne ha facoltà. NASTRI (FdI) . Signor Presidente, il decreto-legge cosiddetto salva clima in esame si prefigge - almeno stando a quanto riportato nella relazione - di realizzare misure positive e concrete destinate a coinvolgere l'amministrazione a più livelli, al fine di realizzare obiettivi che - sempre secondo la relazione - sembrano poco concreti e molto vaghi, secondi i quali occorre realizzare un green new deal che comporti un radicale cambiamento di paradigma culturale e inserire la protezione dell'ambiente e della biodiversità tra princìpi fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tuttavia, anche in questa occasione non si può non constatare come questo Governo, come quello precedente, abbia imposto anche in tema ambientale le sue politiche esclusivamente con degli spot . Francamente noi ci attendevamo di più, soprattutto in seguito alle dichiarazioni del ministro Costa che, rispetto all'approvazione del decreto-legge in esame, ha parlato di atto storico per la nostra Repubblica e, commentando il disastro di Venezia, ha affermato che servono scelte politiche coraggiose. Ebbene, signor Ministro, mi chiedo dove sia il coraggio nel decreto-legge in esame e quali scelte coraggiose siano state prese. La verità è che il provvedimento in discussione è l'ennesimo annuncio, un insieme di slogan, così come dall'inizio della legislatura ci ha ormai abituato soprattutto il MoVimento 5 Stelle. Pensate davvero di avviare il green new deal spazzando via le agevolazioni e mettendo le piante sui balconi delle case? Credete veramente che basti rifare le facciate dei palazzi? La verità desolante è che purtroppo in questo modo voi eliminate il bonus verde per trovare le risorse per rifare soltanto le facciate dei condomini. Forse questa sarebbe stata un'occasione importante per rispondere alle emergenze climatiche che sempre più spesso devastano le nostre città. Visto che bisogna mettere in piedi iniziative serie e concrete, mi chiedo se non sarebbe stato meglio ridurre le risorse del reddito di cittadinanza per investirle magari sulla prevenzione e sul contrasto al dissesto idrogeologico. Come il signor Ministro ben sa, proprio l'impotenza del nostro sistema a cui assistiamo quotidianamente - ancora oggi giornali parlano delle devastazioni climatiche - dà il senso dell'inadeguatezza non soltanto del decreto-legge in esame, ma forse anche dello stesso Esecutivo, che forse è sempre più succube del furore ideologico del MoVimento 5 Stelle. Da un lato, si blocca qualsiasi opera - come vediamo con quanto accaduto a Venezia col Mose - e, dall'altro, non si offrono soluzioni capaci di affrontare veramente le emergenze del Paese: lo abbiamo visto in economia e lo vediamo oggi anche sulle questioni ambientali. Scopriamo che vengono previsti soltanto 30 milioni di euro per il biennio 2020-2021 per gli interventi di riforestazione nelle aree urbane, che coinvolgono però gli enti locali e - guarda caso - non i singoli cittadini. Per entrare nel merito del provvedimento, inizio con i commi 5 e 6 dell'articolo 4 del decreto-legge. Inizialmente era prevista la semplificazione per l'espianto e il reimpianto degli alberi di ulivo ai fini anche paesaggistici. Sono poi stati eliminati all'ultimo momento senza alcun motivo. Questa decisione la dice lunga anche sull'attenzione di questo Governo soprattutto verso alcune zone del Meridione (pensiamo alla Puglia e allo stesso Salento). La tragedia ambientale e anche sociale e culturale, in considerazione degli enormi danni al patrimonio della città di Venezia - in questi giorni è sommersa dall'acqua e la laguna è ormai completamente devastata - imporrebbe e impone decisioni politiche rigorose, scelte forti, fermezza e lo stanziamento di importanti risorse che - secondo noi - questo Governo non è grado di realizzare. In sostanza, nel decreto-legge in esame - l'ho già detto in precedenza - si evidenzia un quadro normativo nettamente insufficiente rispetto alle reali esigenze del Paese. Signor Ministro, ricordo bene che la prima volta che si è presentato in Commissione era intenzionato a intraprendere relazioni vere e concrete per incentivare chi investe nel verde, specialmente in città. Tutto questo, purtroppo, non è stato fatto. Aggiungo, inoltre - come detto da altri colleghi - che anche l'ONU ha più volte evidenziato, da un lato, l'importanza di emettere meno CO 2 e, dall'altra, l'esigenza di creare delle realtà che potessero assorbirla. In Paesi come Canada, Cina e Russia sono state costruite apposite centrali, mentre in Italia non si parla di tutto questo. Non solo: si mette a rischio anche un comparto importante, che, oltre al verde, vale complessivamente 2,5 miliardi di euro e conta circa 100.000 addetti in 27.000 aziende. Stiamo parlando delle categorie del florovivaismo che - lo ricordo - rappresenta un settore di produzione di eccellenza del nostro Paese. Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche rappresenta oltre il 5 per cento della produzione agricola totale. In sostanza, il decreto-legge in esame non ci soddisfa affatto, non affronta i danni e i dati drammatici dell'Agenzia europea che, soltanto poche settimane fa, ha stabilito per l'Italia un nuovo record negativo, quello di primo Paese dell'Unione europea per decessi prematuri di biossido di azoto, con 14.600 persone vittime dell'inquinamento atmosferico. È inaccettabile che, di fronte a una tale tragedia, non sia esperito alcun tentativo all'interno della maggioranza di fare qualcosa contro lo smog . Del resto, basta vedere le risorse stanziate nella manovra di bilancio 2020 in tema ambientale, che sono sicuramente risibili. Si tratta di misure e scelte di politica ambientale che vanno, in realtà, in senso esattamente opposto rispetto a quello che pensa Fratelli d'Italia. Basti vedere, a titolo esemplificativo, l'introduzione della cosiddetta plastic tax . Non è sicuramente questo il momento in cui discuterne, ma sicuramente lo faremo durante l'esame del disegno di legge di bilancio. Tuttavia, non possiamo non pensare che la plastic tax mette in mezzo alla strada circa 162.000 lavoratori. A dire questo sono non io, ma i dati de «Il Sole 24 Ore». Si tratta di una tassa - l'ennesima - che rischia di colpire gli stessi consumatori, penalizzati dall'aumento dei prezzi che ne deriverà. Sa qual è la beffa, signor Ministro? Dal 2021 la plastica monouso sarà bandita dall'Unione europea, il che conferma che la plastic tax serve soltanto per finanziare, alla fine, le politiche assistenzialistiche e i deficit di questo Governo. Altro che tassa contro la plastica per l'ambiente: fate tutto questo sempre per il cosiddetto reddito di cittadinanza. Affrontiamo in questa occasione l'esame di un impianto normativo che rappresenta per Fratelli d'Italia un provvedimento di bandiera, un testo che nel cui titolo si parla di necessità e urgenza ma, analizzando bene il suo contenuto, in pratica non dice nulla e soprattutto non fa nulla. Per quanto riguarda l'articolo 1 risultano del tutto trascurati i profili attinenti al raccordo, che non potrà verificarsi, tra il nuovo Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il Piano nazionale integrato. Vorrei poter citare nel breve tempo a disposizione che mi è rimasto - ma lo faremo nuovamente in dichiarazione di voto - gli articoli 2 e 7. Questo provvedimento sicuramente non ci soddisfa, perché è poverissimo di contenuto dal punto di vista degli interventi necessari al cambiamento - per noi era fondamentale - del paradigma culturale, indispensabile per l'avvio di qualcosa di completamente diverso. Sicuramente abbiamo utilizzato parole anglosassoni molto seducenti, che possono destare interesse e curiosità, annunciate dal Governo e presentate anche sui giornali e ai telegiornali in pompa magna, ma di fatto all'interno del provvedimento non c'è assolutamente nulla. Il giudizio di Fratelli d'Italia è sicuramente negativo. Per l'ennesima volta mi permetto di dire che prendete in giro gli italiani, soprattutto perché avevate annunciato, nell'ultimo anno e mezzo, che la povertà sarebbe stata sconfitta e che il 2020 sarebbe stato un anno bellissimo. Avevate assicurato che la vicenda dell'ex Ilva sarebbe stata risolta. Non vi abbiamo creduto allora e non vi crediamo sicuramente adesso. Lo stesso faremo oggi in quest'Aula per il decreto-legge in esame. Non avete avuto il coraggio di annunciare veramente qualcosa di importante e diverso. Avete annunciato il Green new deal giusto per dare qualche incentivo. PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore Nastri. NASTRI (FdI) . Avete parlato della rottamazione delle auto più inquinanti. Avete dato qualche migliaio di euro ai Comuni, che potranno spenderli per piantare alberi e potenziare le corsie riservate, e qualche incentivo ai negozi che allestiranno il banco per i detersivi alla spina. Fratelli d'Italia non sarà vostro complice in quella che altro non è che l'ennesima farsa giocata sulla pelle e sul futuro degli italiani. Signor Ministro, ci ha completamente deluso. Ci aspettavamo sicuramente qualcosa di diverso. Avremo poi il tempo per approfondire tutti quegli articoli che sono il vuoto assoluto. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Tiraboschi. Ne ha facoltà. TIRABOSCHI (FI-BP) . Signor Presidente, colleghi, ho stimolato varie volte il Ministro - come il Ministro ben sa - sulle questioni della finanza e anche la scorsa settimana, in sede di question time , le ho posto il relativo problema. Farò quindi riflessioni non sul decreto-legge in esame - anche perché non faccio più parte della Commissione ambiente e i miei colleghi lo sapranno fare molto meglio - ma sul comparto finanziario che non possiamo ritenere scollegato da una serie di misure da lei individuate all'interno del provvedimento e che certamente, se si attuassero, sarebbero da accogliere favorevolmente. Questo è sicuro, perché tutti conosciamo l'emergenza climatica. Ma temo che tutte quelle misure rimangano sulla carta. Sa cosa direbbero gli imprenditori? Direbbero: come cala lei, signor Ministro, a terra queste misure? È la domanda che gli operatori, quelli concreti, e gli imprenditori - appartengo a questa categoria - porrebbero a lei come Ministro. Nell'autunno del 2018 i climatologi hanno dichiarato che, per raggiungere gli obiettivi ambiziosissimi del Trattato di Parigi del 2015, dovremmo dimezzare l'uso dei combustibili fossili entro il 2030 e addirittura azzerarli entro il 2050. Questo per evitare che il riscaldamento globale del Pianeta salga di altri tre gradi entro la fine del secolo, provocando un danno che è stato quantificato dagli esperti - riporto quello che leggo su certe riviste - in 550.000 miliardi di dollari, ossia un danno che sarebbe molto, molto più grave di quello che è stato quantificato nel 2015 dal direttore della Bank of England in 20.000 miliardi, nell'ipotesi in cui bloccassimo le risorse di gas, di petrolio e di carbone. La prima domanda che a me viene - la pongo proprio a lei, signor Ministro, in qualità di componente del Governo - è la seguente: in un mondo che è dominato da Trump, da Bolsonaro, da Putin, dalle aziende petrolifere, dai grandi fondi di investimento, dalle grandi banche e dalle grandi compagnie di assicurazione, come si possono raggiungere gli obiettivi così ambiziosi indicati nel Trattato di Parigi? Io temo che sia estremamente complicato. È arrivato il momento in cui - secondo me - la politica dovrebbe dettare l'agenda alla finanza. È arrivato altresì il momento in cui il cambiamento climatico, di cui tutti noi ci riempiamo la bocca, deve essere necessariamente accompagnato da altri due tipi di cambiamento, che devono avere un profilo mondiale e planetario. L'ambiente è infatti un problema non solo dell'Italia e non solo dell'Europa, ma mondiale; quindi dovremmo anche affrontare i cambiamenti culturali e politici. È per questo che dico che la politica dovrebbe tornare a essere protagonista - non so quanto lo sia la politica italiana, ho dei seri dubbi - proprio per dettare l'agenda alla finanza. Un dato: nei tre anni successivi alla firma del Trattato di Parigi, il cui obiettivo era proprio quello di incoraggiare il mondo ad allontanarsi dai combustibili fossili, i prestiti delle più grandi banche, così come le assicurazioni - come lei sa, signor Ministro, devono per forza rilasciare le polizze per le grandi opere, e mi riferisco non solo agli oleodotti, ma anche alle opere estreme - sono aumentati in una maniera incredibile verso questo settore. La conclusione che io traggo è che tutto il comparto finanziario abbia una responsabilità enorme in termini di crisi climatica, pur conoscendo tutte le conseguenze della crisi. Prima le ho fornito un dato che è stato riferito dal Governatore della Banca d'Inghilterra. Analogamente, se lei fa un'analisi sulle compagnie di assicurazione, noterà che queste, fin dagli anni Settanta, avevano valutato i rischi connessi al clima, al punto che ritenevano che fosse estremamente rischioso andare ad assicurare dei territori, perché le polizze non sarebbero state sufficienti a coprire il rischio derivante dalle crisi climatiche. Un'altra riflessione: mi chiedo se - chiaramente dobbiamo andare per forza sul fronte internazionale - se ci sia qualche possibilità che la Chase, una delle più grandi banche al mondo, smetta di finanziare i combustibili fossili. Forse questo, signor Ministro, è praticamente impossibile, perché questa banca è diventata un colosso mondiale sotto la guida di Rockefeller, colui che ha creato la sua prima fortuna petrolifera statunitense fondando la Standard Oil Company. Dico questo semplicemente per porre in termini molto concreti un problema che ha così tante relazioni che io temo - ripeto - che quello che è stato scritto in questo provvedimento sul clima sia da ritenere come qualcosa scritto sulla carta ma estremamente difficile da attuare. In Europa ci sono dei casi virtuosi di banche: Crédit Agricole ha dichiarato che non avrebbe più fatto affari con aziende che espandono la loro attività nel settore del carbone e subito dopo delle banche giapponesi e di Singapore hanno seguito questo messaggio. Mi chiedo, allora, qual è il messaggio che la politica italiana dà alle più grandi banche del nostro Paese, come Intesa o Unicredit. Non lo so, perché non ho visto nulla in tal senso. Ministro, per molti cittadini è difficile abbandonare in maniera veloce i combustibili fossili, perché magari manca il tratto ferroviario che consente loro di poter andare a lavorare e, quindi, devono usare la macchina. E anche la politica delle micro-tasse, adottata in maniera coercitiva per affrontare da un punto di vista culturale il cambio di paradigma, che vede l'ambiente come elemento centrale, non so se sia la strada giusta. Se però si desse un segnale forte alle banche, credo che per i cittadini sarebbe molto più semplice cambiare e spostare il conto corrente magari verso gli istituti di credito più piccoli, quelli dei territori, che non investono certamente nelle aziende petrolifere. Un altro segnale importante chiaramente non può non arrivare dai grandi fondi di investimento. A me viene in mente BlackRock, che è la più grande società di investimento nel mondo. E lo dico per far capire che la portata di questo fenomeno non può essere nazionale, ma è internazionale. Si pensi che BlackRock, se fosse uno Stato, sarebbe il terzo più grande dopo gli Stati Uniti e la Cina. Quindi, basterebbe un messaggio di BlackRock agli azionisti, a quel mondo di persone che investono di investire nelle energie non fossili ma rinnovabili. In questo senso, non ho visto nulla di tutto ciò, nonostante l'amministratore delegato di BlackRock abbia partecipato a quel round table mondiale dove 150 aziende hanno detto che bisogna andare sempre più verso un equilibrio ecosostenibile e verso aziende etiche. Sa, però, cosa ha fatto l'amministratore delegato di quella società? Ha mandato a tutte le imprese una lettera in cui ha detto che il mondo delle aziende deve pensare non solo ai profitti dei propri azionisti, ma anche al benessere del Pianeta, e l'ambiente è sicuramente un tema centrale. Peccato, però, che poi continui a investire nelle aziende petrolifere. Colleghi, Ministro, dobbiamo renderci conto con obiettività di quanto sta succedendo anche al di fuori del nostro Paese. Se noi dirottassimo le nostre risorse verso le energie rinnovabili, probabilmente i quattro quinti della popolazione mondiale che stanno in Paesi che oggi devono pagare per importare le energie fossili sarebbero molto più contenti e se ne gioverebbero anche le economie. Si potrebbe elevare il valore della manifattura e di tutte le industrie ad alta intensità. Che cosa succederebbe, però, Ministro, in Paesi come l'Iran, l'Iraq, l'Arabia, la Russia, il Canada o l'Australia? Qualche dubbio lo avrei sulla loro sostenibilità economico-finanziaria che inevitabilmente vedrebbero abbassato il rating dei loro titoli di Stato. Quanto lei ha indicato nel provvedimento in esame penso rimarrà sulla carta e non sarà un insieme di azioni che concretamente aiuterà a raggiungere quegli obiettivi ambiziosi dei quali dobbiamo essere responsabili nei confronti delle future generazioni. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vallardi. Ne ha facoltà. VALLARDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi senatori, saluto anche il ministro Costa, che abbiamo il piacere di avere in Aula quest'oggi, e non potrebbe che essere così. Stiamo finalmente parlando di clima; parliamo di cambiamenti climatici, ovvero un argomento sul quale penso tutti quanti i senatori in quest'Aula si sentano coinvolti anche emotivamente. Parliamo di clima da diverso tempo; molto di più in questo ultimo periodo. Siamo partiti da Greta Thunberg, la quale, con la sua faccia triste, ci ha evidenziato il problema, e cioè che qualcosa effettivamente sta cambiando nei nostri territori. Taluni eventi climatici si susseguono in maniera sempre più vorticosa, anche ultimamente, e la mente va inevitabilmente a Venezia, simbolo di tutto quello che è successo nel nostro Paese, dove effettivamente abbiamo avuto più di qualche danno. Tuttavia - a mio avviso - non dobbiamo farci prendere dalla irrazionalità nei comportamenti dal punto di vista legislativo; un'irrazionalità che invece rilevo nel provvedimento in esame, ed entrerò nel merito. Non dobbiamo farci prendere dall'enfasi della irrazionalità perché si finisce per varare provvedimenti che spesso e volentieri vanno a vuoto. Ebbene, ritengo che in questo decreto-legge non ci sia molto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno per fronteggiare i cambiamenti. Diversi aspetti sono stati esaminati e discussi, anche sul fronte dell'agricoltura, dal quale provengo in qualità di Presidente della Commissione agricoltura. Stiamo parlando di cambiamenti climatici; guardo anche il senatore Taricco con il quale abbiamo condiviso un percorso, insieme a tutti i colleghi, in maniera trasversale. In Commissione abbiamo un affare assegnato sui cambiamenti climatici e, però - mi rivolgo a lei, ministro Costa - in questo testo non scorgo alcun elemento di sostanza. Ed entro nel merito del provvedimento. L'unico elemento positivo, in riferimento alla piantumazione di alcuni alberi nei Comuni, è rappresentato dagli incentivi a favore della piantumazione di aree verdi: va benissimo aver stanziato risorse, ma tante misure suonano esclusivamente come palliativi. Mi riferisco all'articolo 3 del decreto-legge, dove si dice che compriamo scuolabus per quei Comuni dove sono stati sforati i limiti consentiti di polveri sottili. Compriamo autobus ecologici solo nei Comuni dove c'è stato lo sforamento dei valori delle polveri sottili e per tutti gli altri Comuni che sono affianco non facciamo assolutamente niente? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Gallone) . Sappiamo benissimo che basta un soffio di vento per spostare l'aria di qualche chilometro. In realtà, quello che mi preoccupa è l'assoluta nullità degli interventi contenuti nel provvedimento: oltre a non fare assolutamente niente, sono previste misure decisamente preoccupanti. Mi riferisco soprattutto all'emendamento 1.0.8, a firma dei senatori Comincini e Nugnes, dove si parla di istituzione del programma per l'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi. Ebbene, non vorrei - mi rivolgo a lei, ministro Costa, ma tiro in ballo anche il ministro Bellanova - che si facesse un qualche riferimento al fatto che si vogliono togliere gli incentivi sul gasolio agricolo. Da Presidente della Commissione agricoltura sono terrorizzato da questo provvedimento, e le spiego perché, Ministro. Lei dice di no, ma siamo preoccupati anche perché il sottosegretario all'agricoltura L'Abbate, in una intervista audiovisiva, ha detto che è meglio togliere l'incentivo. Vi dico, allora: toglietelo fin da subito perché l'agricoltura ha bisogno di investimenti e non di eliminare incentivi sul gasolio agricolo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e della senatrice Papatheu) . Le spiego anche tecnicamente perché, Ministro. Se volete togliere il gasolio agricolo perché forse può inquinare, ci sono alternative: c'è il biometano che l'agricoltura può prodursi all'interno dell'azienda, con l'economia circolare. L'agricoltore, da solo o associato, può farsi un biodigestore da cui estrarre il biometano che può mettere nel proprio trattore agricolo. Quindi, abbiamo l'economia circolare a 360 gradi e si inquina molto meno anche dei veicoli elettrici. È infatti dimostrato, dal punto di vista tecnologico, che il biometano come tecnologia, alla fine del ciclo della vita di un mezzo, inquina in misura inferiore rispetto a un mezzo elettrico. Tuttavia - mi rivolgo a lei, signor Ministro - non vediamo assolutamente degli incentivi a favore di ciò, perché, se si vuole fare un biodigestore o si vuole investire sul biometano, abbiamo una burocrazia da affrontare: il Governo parla da diversi mesi di sburocratizzare, ma fino ad oggi non abbiamo visto assolutamente nulla. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sul provvedimento in esame voglio fare una riflessione politica, perché non possiamo far finta di niente. Il senatore Eugenio Comincini, che ha sottoscritto l'emendamento 1.0.8, fa parte di Italia Viva, il cui capo politico è la ministra Bellanova, di cui però non capisco il comportamento. La ministra Bellanova è forse una specie di dottor Jekyll e mister Hyde? È il dottor Jekyll quando parla nei comizi, nei convegni o quando viene a parlare alla Commissioni congiunte di Camera e Senato e dice che bisogna dare incentivi e sussidi all'agricoltura, per far sì che la nostra agricoltura evolva: sicuramente tutto questo è bello e positivo. Poi però il ministro Bellanova si trasforma in mister Hyde quando arriva all'interno del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e fa presentare al suo dirigente politico, il senatore Eugenio Comincini, un emendamento che toglie gli incentivi sul gasolio agricolo e quando, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, inizia a parlare della sugar tax , che metterà in ginocchio tutto il settore agricolo (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) o della plastic tax , che per il settore dell'agricoltura, con tutti i contenitori per la conservazione dei generi alimentari, sarà sicuramente una mazzata tremenda. Secondo me il Governo dovrebbe fare le cose in maniera sensata e soprattutto dovrebbe riordinare le idee, perché prima di pensare a mettere tasse assurde per risolvere il problema ambientale, occorre mettere in atto tutte quelle tecnologie che sono presenti, dal punto di vista tecnologico, nel nostro Paese. Serve solo finanziarle e non serve bloccare l'attività degli agricoltori, con l'ipotesi di togliere l'incentivo sul gasolio agricolo, perché in un momento in cui la nostra agricoltura è fortemente in difficoltà, anche solo pensando ad iniziative come queste sicuramente si affossa il made in Italy e un settore che costituisce uno dei pilastri dell'economia del Paese. Quindi invito il Governo a riordinare le idee, perché le esperienze positive ci sono e anche solo copiando tali esperienze positive potrete fare qualcosa di vincente per il Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Papatheu. Ne ha facoltà. PAPATHEU (FI-BP) . Signor Presidente, membri del Governo, colleghi senatori, quando si parla di ambiente siamo qui, tutti, come persone, come fratelli e sorelle, come una famiglia, perché tutti abitiamo l'ambiente. Eppure stento a credere che, durante i lavori della Commissione, non si sia voluto condividere un percorso che tenesse conto anche delle nostre proposte, che nella maggior parte dei casi sono state rigettate e altre addirittura neanche sono state prese in considerazione, per la presunta assenza di coperture, anche laddove non erano previsti oneri a carico dello Stato. Assistiamo sempre a proclami e all'uso di termini per dare enfasi ai provvedimenti, come accade in questo caso con il decreto clima, che però di clima, francamente, tratta ben poco. Ciò che mi lascia veramente perplessa e a volte mi scoraggia anche dall'intervenire, è la mancanza di sensibilità nei confronti del Sud e, in particolare, il fatto di trovare anche nei colleghi del Sud la stessa scarsa sensibilità che ci hanno riservato i passati Governi. Queste misure saranno pure, come avete detto voi, il primo passo verso il cambiamento, ma naturalmente il cambiamento, rispetto alla gravità della situazione, non si può fare con misure che, ancora una volta, gravano sulle tasche degli italiani e soprattutto delle imprese. Purtroppo, infatti, sicuramente a causa dei vincoli di bilancio e della crisi economica, abbiamo nuovamente indirizzato tutta la nostra attività politica penalizzando le tasche degli italiani e delle imprese. Come ha detto bene la collega Tiraboschi, l'Italia non può da sola subire il fardello di una politica internazionale condizionata dalla Cina. Oggi la Cina l'abbiamo dentro casa; in Cina vi è addirittura un sistema di defiscalizzazione che consente alle imprese di quel Paese di fare concorrenza sleale, non pagando tasse per i primi tre anni, a differenza e a dispetto di quelle italiane. Come possiamo, quindi, pensare di colpire la plastica con i provvedimenti oggi al nostro esame o con la plastic tax inserita nel disegno di legge di bilancio? Tutti questi provvedimenti non faranno altro che favorire gli stranieri, che naturalmente già stanno colonizzando l'Italia, e penalizzare il nostro Paese. Tra l'altro, Ministro, colgo l'occasione per chiederle di farsi carico di aziende come la Dacca di Aci Sant'Antonio, in provincia di Catania, su cui ho presentato due interrogazioni, purtroppo in deficit : sono stati licenziati i 100 dipendenti che, essendo spacciatori di plastica, vengono ormai ignorati dal legislatore. Noi non possiamo pensare di dare una svolta green tassando, perché il sistema produttivo non regge. Tutti finiranno inevitabilmente per delocalizzare le produzioni all'estero, come già fa la maggior parte delle aziende italiane. A proposito delle misure legate all'economia circolare, che oggi in Italia risulta un'eccellenza, vi ricordo che il secolo scorso proprio la plastica era un investimento con la I maiuscola, mentre oggi viene punito, colpendo le imprese e i cittadini. Mi rivolgo ancora una volta ai colleghi del Sud, come me: noi non abbiamo le piste ciclabili. Paradossalmente, un nucleo familiare, composto, in Sicilia, almeno da quattro o cinque persone, dovrebbe rinunciare al beneficio della macchina a fronte di un abbonamento per gli autobus, che in Sicilia, purtroppo, come penso nel resto del Sud Italia, sono pochi e funzionano anche malissimo. Questo tipo di interventi legislativi possono essere forse più apprezzati al Nord, ma ho visto che anche lì non ci sono queste sensibilità. Pertanto, questo provvedimento fa poco per il clima, se non per il nome. Non so se avete già letto i giornali: per la manovra di bilancio si parla di manovra «tasse e manette»; in questo caso sono solo tasse. Tutto ciò comporterà per le imprese un ulteriore aggravio di oneri finanziari. Vi invito a valutare, ancora una volta, e a ribaltare la vostra posizione, come avreste dovuto fare con il reddito di cittadinanza: forse sarebbe stato molto più proficuo dare i 780 euro alle imprese che assumono, piuttosto che direttamente alle persone, dato che abbiamo visto come il 60 per cento di questi presunti poveri siano invece dei truffatori, che hanno beneficiato di questi soldi. Evitiamo di avere, con questo accanimento sui produttori di plastica, altri casi Ilva spalmati sul territorio nazionale. Penso che questa situazione debba essere completamente ribaltata, ma non perché lo dico io, ma perché lo vediamo delle percentuali che abbiamo raggiunto: gli indicatori economici contenuti nel rapporto Svimez oggi ci consegnano un Paese in ginocchio. Vi invito a leggere soprattutto i dati sul fenomeno degli emigrati, quelli che vanno via, non degli immigrati. In Sicilia sono ormai due milioni gli emigrati che sono andati via negli ultimi anni e il rapporto conferma questo tipo di tendenza. Concludo, dicendo che, tristemente, il rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente ci informa che l'Italia è la prima in Europa per decessi prematuri a causa delle alte concentrazioni di ozono e biossido di azoto. Il rapporto annuale sulla qualità dell'aria redatto dall'Agenzia europea per l'ambiente - ricordo infatti che il decreto-legge al nostro esame si richiama alla normativa europea legata al clima ed esattamente alle misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50 sulla qualità dell'aria, ma nel nostro Parlamento ha preso un nome molto più di effetto, ossia "decreto clima" - rileva come l'Italia sia il primo Paese dell'Unione europea per decessi prematuri: siamo di fronte a dati che indicano 76.000 morti, una vera e propria guerra. Per questo i cosiddetti green new deal , di cui tanto si parla in Italia e in Europa devono fare di più e certamente questi provvedimenti non possono essere quelli che porteranno il Paese a migliorare consegnandoci dati diversi. Concludo richiamando, essendo una delle più anziane tra voi, Severn Suzuki, la prima Greta, che nel 1992, in occasione del discorso davanti ai rappresentanti delle Nazioni Unite disse: «siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo». Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Salutiamo gli studenti e i docenti del Liceo classico europeo Convitto nazionale «Mario Cutelli» di Catania, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 NATURALE (M5S) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, voglio iniziare partendo dalla consapevolezza che la qualità della vita delle giovani generazioni e delle prossime dipende dalle scelte che stiamo compiendo in questi anni e nell'immediato futuro. Lo stiamo dicendo da decenni. Era il 1992, anno del summit per la terra di Rio de Janeiro, quando prese vita l'accordo per le Conferenze delle parti della Convenzione ONU sul climate change . Si intendevano stabilire le linee guida per attuare efficacemente gli accordi con un'importante constatazione: il limite di due gradi entro il 2050 stabilito a Parigi sarebbe un colpo devastante per il pianeta, prioritario dunque fermare l'aumento delle temperature globali ad 1,5 gradi. Ma cosa è cambiato dal summit di Rio de Janeiro del 1992? Le emissioni globali derivanti dalle combustioni fossili hanno superato i 37 miliardi di tonnellate di CO 2 nel 2018: un record . Ben il 69 per cento in più dal 1990 con crescita costante negli anni. Alle conseguenze già drammatiche causate dal riscaldamento globale, come il calo dell'ossigeno, le piogge e i cicloni frequenti e distruttivi, l'aumento del livello delle acque e lo scioglimento dei ghiacciai, si aggiunge le perdita della biodiversità derivante dai tanti inquinanti che noi, con la nostra produzione irrispettosa delle matrici ambientali, causiamo. Tutelare la biodiversità non è solo afflato di generoso rispetto delle creature della Terra, ma reale contributo alla sopravvivenza umana. Siamo in un ritardo mostruoso sulle intenzioni di quel 1992, per cui ogni ulteriore esitazione sarà una condanna irreparabile. Per questi urgenti motivi il decreto clima è l'apripista necessario per instradare interventi significativi per un'inversione di tendenza, attuando una strategia di contrasto ai cambiamenti climatici e all'inquinamento. E allora abbiamo previsto il programma sperimentale «Buono mobilità», con uno stanziamento di 255 milioni in cinque anni, per sostituire i mezzi inquinanti nelle città a più alto rischio di sforamento dei limiti e, nel contempo, buoni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici o biciclette a pedalata assistita, finanziato i progetti per il trasporto, su mezzi ibridi o elettrici, dei bambini della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. E ancora, fondi per la piantumazione di alberi e la silvicoltura, per la riforestazione urbana e periurbana, rimboschimento necessario anche per prevenire il rischio idrogeologico nelle aree adiacenti i corsi d'acqua. Prevediamo organismi più efficaci per le problematiche ambientali oggetto di procedura di infrazione UE sulle discariche abusive, i sistemi di collettamento, fognatura e depurazione, nonché una maggiore pubblicità dei dati ambientali per favorire il coinvolgimento del pubblico nei processi decisionali e di accesso alla giustizia in ambito ambientale; sono previste misure per l'incentivazione di aree attrezzate all'interno di esercizi commerciali destinati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, i cosiddetti green corner , per andare incontro all'esigenza primaria dell'economia circolare, cioè la riduzione dei rifiuti. Un contributo in tal senso è dato anche dal disegno di legge a mia prima firma, depositato il mese scorso, che intende agevolare le aziende produttrici di dosatori di sostanze liquide se gli stessi vengono venduti come oggetti a se stanti e non come parte integrante del prodotto da dosare. Sensibilizzare il consumatore al concetto di riuso è fondamentale per la riduzione degli oggetti in discarica. Insomma, la situazione è emergenziale e richiede interventi su più fronti e, al contrario, ha visto fino ad oggi poche azioni concrete. Sembra incredibile ma finora si è consentito di compromettere la sicurezza alimentare, le risorse idriche, la salute del Pianeta e del genere umano. È ora che la politica nazionale e internazionale avvii azioni decisive per quell'auspicato green new deal a protezione di tutto ciò che è indispensabile alla vita. È tempo che i rappresentanti politici sollevino davvero lo sguardo oltre l'orizzonte breve degli interessi personali. L'applicazione delle normative ambientali è una priorità, assieme all'educazione ambientale dalla scuola materna fino all'università. Il pubblico, inoltre, deve prendere attivamente parte all'applicazione della normativa ambientale, avendo cura di denunciare eventuali violazioni delle leggi. In linea con i princìpi dello sviluppo sostenibile, gli sforzi sono diretti verso la tutela delle risorse e la prevenzione dall'inquinamento in tutti i settori economici. Mai come ora bisogna assumersi la responsabilità di quello che facciamo: lo dobbiamo alle generazioni future e al nostro pianeta Terra. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio non sarà un intervento nel merito preciso degli articoli del decreto-legge al nostro esame, che tra l'altro ritengo indispensabile e fondamentale sotto i molti aspetti che già i colleghi hanno richiamato. Presidente, oggi mi rivolgo a lei in qualità di Vice Presidente - vista l'assenza della presidente Casellati per altri impegni e anche a coloro che siederanno su quella prestigiosa e importante poltrona con un ruolo così importante anche e soprattutto di equilibrio. Alcuni emendamenti al decreto-legge al nostro esame che, lo ripeto, è importante, non sono stati accolti - il che è lecito - ma il loro mancato accoglimento è stato "targato" con il cosiddetto articolo 81. Richiamo la sua attenzione, Presidente, e quella di tutti i colleghi in previsione della manovra di bilancio che ci vedrà impegnati la settimana prossima nelle Commissioni, con oltre 4.000 emendamenti, per richiamare anche le modalità con cui viene usato l'articolo 81. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . L'articolo 81 è un articolo della Costituzione, modificato. Un emendamento improcedibile ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione non ha problemi di coerenza con quanto disposto dal provvedimento, non ha la copertura: cioè, in qualche modo, sbilancerebbe le entrate e le uscite nel bilancio dello Stato. Ci sono alcuni emendamenti importanti presentati a questo decreto-legge, due sono dei miei colleghi, il senatore Briziarelli e il senatore Arrigoni, che andavano nella direzione di una particolare situazione ambientale, più volte richiamata in diverse interviste, cioè il green new deal , ovvero l'attenzione all'ambiente. Erano due emendamenti che non avevano necessità di copertura finanziaria, ma erano molto importanti. Uno riguardava la possibilità, laddove ci sono cave che hanno finito il loro ciclo estrattivo, ferme restando tutte le disposizioni a cui bisogna attenersi, di riconvertirle in zone dove installare impianti fotovoltaici, andando, pertanto, verso le fonti rinnovabili. Questo emendamento è stato praticamente cassato, dichiarandolo improcedibile ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, mentre nell'emendamento è chiaramente scritto che esso non comportava spesa. Ebbene, visto che quasi tutti i senatori, soprattutto della nuova maggioranza, guardano alla Costituzione come alla Bibbia, se dobbiamo usare l'articolo 81 della Costituzione, usiamolo con il criterio giusto: o un emendamento è inammissibile per altre motivazioni oppure l'improcedibilità ex articolo 81 si dichiara solo laddove non vi sia copertura. Io sono da pochi mesi in Commissione bilancio e, in questi mesi, ho visto richiamare l'articolo 81 come se fosse il complesso per i cantanti, mentre l'articolo 81 appartiene alla Costituzione. Chiedo dunque a lei, signor Vice Presidente - che capisco sia impegnata anche con tante altre questioni - e, ripeto, a tutti coloro che siederanno e si alterneranno su quello scranno, di vigilare molto attentamente, durante la manovra di bilancio, a che il parere contrario ai sensi dell'articolo 81 venga espresso solo ed esclusivamente laddove non c'è copertura. Questo per non trovarsi nella condizione di senatori, come Arrigoni, Briziarelli, Pazzaglini e molti altri, che lavorano per il bene del nostro Paese e il cui lavoro, per un semplice dispettuccio politico, viene cassato ai sensi di un articolo non congruo con tutto il resto. Siamo senatori. La Costituzione va rispettata, indipendentemente dal simbolo e dalla spilla che esibiamo! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Senatrice Faggi, la Presidenza, nella sua totalità, è garante, ovviamente, di tutte le procedure regolamentari di valutazione di tutti gli emendamenti ed è attenta, impegnata e non distratta da alcunché. È iscritto a parlare il senatore Taricco. Ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, noi siamo qui per convertire in legge un decreto-legge che cita nel titolo gli obblighi relativi alla direttiva europea 2008/50 e la proroga di termini di interventi relativi al sisma. Come ha detto bene nella sua relazione introduttiva stamattina la relatrice, noi, in realtà, parliamo di molto di più di tutto questo. Parliamo di un programma strategico per il miglioramento della qualità dell'aria e questo, ovviamente, in attuazione della citata direttiva: parliamo di mobilità sostenibile e di incentivi ad essa connessi, soprattutto nelle aree metropolitane, che soffrono molto per questo; parliamo di promozione del trasporto scolastico; parliamo di azioni per la riforestazione e poi, oltre al tema delle infrazioni comunitarie, della pubblicità dei dati relativi all'ambiente e dell'incentivo a prodotti sfusi e alla spina. Parliamo quindi di un insieme di iniziative e di provvedimenti, dell'avvio di un programma di interventi per migliorare il nostro rapporto con l'ambiente, cioè per migliorare il rapporto tra noi e il contesto ambientale in cui viviamo. Quando è stato emanato questo provvedimento abbiamo letto titoli che parlavano dell'avvio, del primo tassello di un nuovo green new deal; qui dentro abbiamo sentito giudizi secondo cui ciò di cui stiamo parlando è ancora poco. Credo che gli effetti, poi, avremo modo tutti insieme di valutarli, ma sicuramente parliamo di un provvedimento che va nella direzione giusta, cioè nella direzione di affrontare una serie di questioni che ormai sono nella consapevolezza di tutti, relative al contesto in cui viviamo. Nei mesi e nelle settimane scorsi i giornali hanno molto discusso, chiedendosi se le vicende che sottoponeva alla nostra attenzione Greta e il movimento che aveva suscitato fossero vere e reali, se fossero da prendere in considerazione e in che modalità. Credo che questo tema, affrontato in questo modo, non abbia alcun senso. Noi abbiamo - e credo sia consapevolezza di tutti - una situazione generale relativa all'uso delle plastiche che - come ci informano gli organi di stampa - vede nell'oceano un'isola di rifiuti di plastica grande circa quanto la Penisola iberica e questo è un dato. Abbiamo una situazione relativa alle polveri sottili, in generale ma in particolare nella Pianura Padana (anche per la sua conformazione geografica), che mina la salute di tutti coloro che vivono soprattutto nelle aree urbane: ho due figli che vivono in centro a Torino e, oggettivamente, se uno lascia un panno fuori, non ha bisogno che gli spieghino che c'è lo smog, lo si vede sul panno a occhio nudo. Per quanto riguarda la situazione delle falde acquatiche, praticamente la prima falda è compromessa su tutto il territorio e in molti casi ci sono buoni livelli di impatto anche sulle seconde falde. La situazione delle discariche e delle scorie sul territorio è tale che non sappiamo quale sarà il termine di scadenza per un rientro nella normalità. Abbiamo un quadro di fragilità generale, dal punto di vista idrogeologico, che riguarda tutti i nostri territori; ci sono territori che stanno franando, territori che una volta erano gestiti e coltivati, mentre oggi sono in stato di abbandono e stanno collassando dal punto di vista idrogeologico. Questo è un dato di fatto. E se la vicenda di Greta, nei modi e nei termini in cui lo ha fatto, ci ha portati a guardare con maggiore attenzione a tutti questi temi, io credo che ci faccia un gran bene. Di fronte a questo scenario, di cui abbiamo e dobbiamo avere tutti consapevolezza, ciascuno di noi è interpellato sul piano individuale per i propri comportamenti personali nella vita quotidiana. Ma in quest'Aula siamo interpellati come legislatori, come persone che hanno la necessità, l'obbligo, il dovere, il compito di farsi carico di questo stato di cose e di provare a mettere in campo provvedimenti che cerchino di affrontarlo. Credo che il tema dell' end of waste , che abbiamo affrontato nei giorni scorsi, abbia messo alcuni picchetti che vanno nella direzione giusta, al fine di creare lo spazio e l'opportunità per trasformare i rifiuti e tornare a valorizzarli in un'ottica di economia circolare. Credo che, allo stesso modo, questo pacchetto di provvedimenti, da un altro punto di vista ma altrettanto importante, dia un segno e indichi una direzione, un orizzonte verso cui orientare le scelte che facciamo. Lo fa in modo concreto, perché ci sono norme e provvedimenti che sono stati ben descritti e che poi brevemente citerò, ma lo fa anche in modo culturale, dicendo che questa è la strada che vogliamo percorrere. Mentre stavo ragionando sul provvedimento mi è venuta in mente una frase che ho sentito nel discorso di insediamento dell'ex presidente del Parlamento europeo Pat Cox, il quale citò dei versi del maggior poeta irlandese, John Butler Yeats, versi che mi hanno sempre fatto riflettere molto e che recitavano: «E i miei sogni ho steso sotto ai tuoi piedi; cammina leggera, perché cammini sui miei sogni». Penso che quando ragioniamo di contesto ambientale, di prospettive della qualità di vita delle comunità nelle quali viviamo, dovremmo sentire questa frase come qualcosa che le persone intorno a noi, i nostri figli, ci dicono di fronte alle scelte che quotidianamente siamo chiamati a fare. A mio avviso il decreto-legge in esame, nella limitatezza propria di un provvedimento puntuale, va in questa direzione. Aiutare una mobilità più sostenibile, creare corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, per il trasporto scolastico fatto con mezzi elettrici e ibridi, sostenere la forestazione anche in ambito urbano e periurbano, affrontare il tema delle bonifiche, contribuire e incentivare la vendita di prodotti sfusi, quindi di ridurre gli imballaggi, creare un database ambientale che renda trasparenti i dati che riguardano l'ambiente, sono iniziative che credo vadano assolutamente nella giusta direzione. Per questo, pur con i possibili miglioramenti che con gli emendamenti abbiamo cercato di operare e che cercheremo di continuare a fare, ritengo fondamentale dare tutto il nostro sostegno al provvedimento in esame. Quanto all'emendamento 1.0.8, citato prima in alcuni interventi, su una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, mi dicono che è possibile che sia ritirato. Ciò detto, noi avevamo proposto un emendamento alla seconda parte che chiarisce meglio i contorni, perché da un punto di vista generale non possiamo che essere d'accordo su questo. Considero fondamentale verificare la sostenibilità ambientale degli incentivi messi in campo dal Governo, tuttavia, con il nostro emendamento andiamo a puntualizzare che quei settori che erano incentivati lo erano perché svolgevano una funzione che si riteneva avesse una valenza sociale; pertanto, se toglieremo tale incentivo dovremo sostituirlo con altri, perché l'obiettivo è comunque da perseguire. Considero però un errore criticare nelle intenzioni un provvedimento che nella sua definizione puntuale è assolutamente condivisibile. Mi avvio alla conclusione dicendo soltanto che a mio avviso il provvedimento oggi in esame è importante, perché traccia una strada e definisce alcuni contenuti e in questo senso dovrebbe vedere la collaborazione di tutti per migliorarlo, come è sempre necessario fare, nei limiti del possibile. Tuttavia dobbiamo avere tutti la consapevolezza che il percorso che stiamo tracciando va nella giusta direzione. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Berutti. Ne ha facoltà. BERUTTI (FI-BP) . Signor Presidente, il decreto-legge che l'Assemblea si accinge a convertire ci conferma che il meglio è nemico del bene. Mi spiego meglio: ce lo confermano il Governo e la maggioranza, che avrebbero potuto svolgere bene il loro lavoro su un tema importante e che invece, spinti dalla frenesia di fare qualcosa di meglio, qualcosa in più, ci hanno presentato un provvedimento che mette insieme oggetti eterogenei, affrontati superficialmente. Qualcuno in Commissione ha detto che è meglio del nulla, ma su un tema così importante forse era meglio iniziare a lavorare dedicando il giusto tempo a un tema di questo livello. Alla fine, hanno lavorato per mantenere il loro meglio, senza dare alle minoranze la possibilità di intervenire fattivamente: questa non è una novità e non ne siamo stupiti, ma lo constatiamo ancora una volta. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,59) ( Segue BERUTTI). Torno al bene e al meglio. Il provvedimento di cui oggi discutiamo avrebbe potuto essere un'occasione utile e importante per soffermarsi bene sul tema della qualità dell'aria, dando seguito agli obblighi che ci derivano dalle previsioni eurounitarie. D'altronde, come indica il titolo, il provvedimento, reca «misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria». Siccome, però, questo Governo e questa maggioranza sembrano voler inseguire un fantomatico meglio, almeno dal punto di vista semantico (anzi, solo dal punto di vista semantico e comunicativo), dai titoli sui giornali deve essere loro parso giusto passare dalla qualità dell'aria al clima e, poi, dall'italiano all'inglese, con l'annuncio di un green new deal che potesse ammantare di un verde brughiera la loro azione giallorossa. Così, quello che avrebbe potuto essere un provvedimento ben fatto, diventa qualcosa a metà tra il procrastinare e il puntellare senza efficacia, con peraltro la promessa di fare qualcosa di più e, ancora una volta, di meglio, con la legge di bilancio. Da quanto abbiamo visto fin qui, nella prospettiva di questo Governo, il meglio, quando va bene, è chiedere ai cittadini che lavorano di scambiare la loro auto con una bicicletta elettrica, mentre, quando va male, di spremere con l'imposizione di tasse un settore come quello della plastica, mettendo in allarme e a rischio interi distretti, senza offrire soluzioni di prospettiva che possano coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica, come se, peraltro, l'una escludesse l'altra, cosa che assolutamente non è e non può e non deve essere. Venendo al merito del provvedimento, tra i decreti attuativi, obblighi in capo alle amministrazioni senza la previsione di risorse e tavoli interministeriali, che dovrebbero intervenire senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, già l'articolo 1 preoccupa molto. Ancora di più preoccupa la volontà punitiva che, dopo essere stata sventata nel testo del decreto-legge, ricompare con l'articolo 1- bis , che elimina i sussidi considerati ambientalmente dannosi, senza considerare che tali sussidi sono importanti per la sopravvivenza di molti settori, non ultimo quello dell'energia citato nel testo. Come già accennato, stupisce poi che, al netto delle scarse risorse previste dall'articolo 2 per il programma sperimentale sul «buono mobilità», quest'ultimo preveda che i cittadini che hanno delle auto o moto Euro 2 o Euro 3 possano decidere di cambiarle per un buono mobilità per il trasporto pubblico, come se si trattasse di beni sostitutivi. Ritengo che sia quasi una follia, anche perché se abbiamo idea di come funzioni il trasporto pubblico locale (TPL) a livello nazionale e centrale (Roma non è secondaria sicuramente e può essere citata ad esempio) questo debba far ampiamente riflettere e credo tale previsione non sia una soluzione. Si prosegue poi con interventi nuovamente superficiali in tema di trasporto scolastico, prevedendo una blanda riforestazione e scarse risorse per la vendita di prodotti sfusi o alla spina, per poi, di nuovo, tentare di fronteggiare le procedure di infrazione in materia ambientale con un commissario unico. La domanda allora è: il Ministro cosa ci sta a fare? E, ancora una volta, dovrà agire utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Insomma, signor Presidente, è evidente che siamo lontani da quanto si sarebbe potuto fare bene. Ciò nonostante, le proposte delle opposizioni, che avrebbero dato sostanza e visione a un provvedimento molto migliorabile, non sono state prese in considerazione. La maggioranza ha detto no a proposte costruttive fattibili. Signor Presidente, non credo sia necessario proseguire oltre. È evidente che si sarebbe potuto e dovuto fare di più e bene. È altrettanto evidente, però, che il Governo e la maggioranza hanno perseguito in modo scomposto troppi fili, giungendo a scarsi risultati. Dall'opposizione continuerò e continueremo, in quest'Aula il nostro lavoro responsabile, volto a proporre visioni e strumenti concreti che sostanzino il bene della qualità della nostra aria, del nostro ambiente, che possono essere veramente protetti e migliorati solo se tale obiettivo è perseguito in modo puntuale e con l'imprescindibile offerta di strumenti che siano sostenibili anche per chi muove la nostra economia. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Gallicchio. Ne ha facoltà. GALLICCHIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, siamo qui oggi per decidere di agire in tema di ambiente. Parliamo dell'emergenza climatica e di tutti gli altri aspetti ad essa collegati: sociali, sanitari ed economici. Parliamo dei disastri che vive non solo l'Italia, ma il mondo intero. Il grido di allarme già più volte espresso da ogni parte sociale è stato tanto forte quanto inascoltato dalla politica. Il Pianeta si sta surriscaldando rispetto ai livelli preindustriali e questo nel nostro Paese si sta traducendo in incendi devastanti, frane, esondazioni sempre più frequenti di torrenti e fiumi, inondazioni, nubifragi distruttivi, potenti trombe d'aria mai viste prima, progressiva desertificazione dei territori, proliferazione di insetti dannosi e siccità. Così milioni di persone soffrono per la carenza idrica e il clima alterato e aumentano le malattie a causa delle emissioni inquinanti. Gli allarmi degli scienziati sono stati numerosi, ma inascoltati dalla politica. Il primo grande allarme è stato lanciato negli anni Settanta da numerosi scienziati di quaranta nazioni che si sono incontrati a Ginevra per la prima conferenza mondiale sul clima, ma ciononostante da allora nulla è stato fatto concretamente a causa dell'inerzia politica. Si sono persi ben quarant'anni di attività in tema ambientale. Altri gravi allarmi si sono ripetuti inutilmente negli anni e non più tardi di tre settimane fa più di 11.000 scienziati di tutto il mondo, a fronte dei risultati delle ricerche effettuate, hanno sottoscritto il rapporto «World scientists' warning of a climate emergency» che non lascia spazio a dubbi sulla gravità della situazione. Non è il tempo delle parole: ora l'urgenza è quella di agire con concretezza. Quali sono le contromisure da adottare? La scienza ci indica di adottare con urgenza una radicale riforma del settore energetico: passare dallo sfruttamento delle fonti fossili alla produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite. Abbattere le emissioni inquinanti, realizzare un'economia sostenibile e la difesa degli ecosistemi naturali. Questo c'è da fare. I legislatori di tutto il mondo hanno la responsabilità di agire urgentemente nelle direzioni indicate dalla scienza, direzioni recepite da movimenti di cittadini, da ragazzi e ragazze che manifestano per l'ambiente in tutto il mondo, ma non recepite affatto dalla politica. L'Italia oggi qui si fa promotrice per la tutela climatica con il presente decreto-legge che stiamo trasformando in legge. Questo decreto è parte di un percorso che proseguirà con una serie di altre norme. Esso è solo l'inizio urgente. Si tratta del primo decreto-legge totalmente ambientale mai realizzato; è il primo atto normativo del Governo che inaugura il green new deal : la nuova consapevolezza ambientale. Ci sarà poi la manovra finanziaria con una legge tutta dedicata a normative ambientali, il cosiddetto collegato ambientale. Nel frattempo, prosegue l' iter per l'approvazione del disegno di legge salva-mare, che si è arricchito diventando anche salva-fiumi e salva-laghi dalla plastica, nonché per l'approvazione del disegno di legge cantiere-ambiente che mira a proteggere il Paese dal dissesto idrogeologico. Quali sono gli interventi che prevediamo con questo decreto-legge? Migliorare la qualità dell'aria e di conseguenza agire sulla qualità della nostra vita, incidendo soprattutto dove ce n'è più bisogno, come nei territori colpiti dalle infrazioni europee. Occorre quindi agire anche sul piano economico, evitando ulteriori infrazioni, ovvero ulteriori multe ed esborsi. Questo decreto incentiva i Comuni con risorse mirate a sviluppare la mobilità sostenibile, l'uso di scuolabus ibridi ed elettrici, l'utilizzo di mezzi pubblici, anche realizzando corsie preferenziali a loro dedicate nel contesto urbano, e riconoscendo tra l'altro in centinaia di città un buono mobilità a chi rottama auto e motocicli inquinanti. Esso prevede inoltre importanti interventi di sostegno per la forestazione urbana e periurbana, riconoscendo il grande ruolo che gli alberi svolgono per contrastare i cambiamenti climatici. Con questo decreto prevediamo di realizzare anche un sito web unico dei dati ambientali per garantire la trasparenza dei dati sulla qualità dell'aria e dell'acqua, che saranno sempre resi disponibili dai concessionari di servizi pubblici, e consentire al cittadino di essere partecipe della condizione ambientale. Vogliamo poi rafforzare lo Stato, rendendo più incisivi e concreti i commissariamenti per le discariche abusive e per la gestione delle acque reflue, e premiare le scelte virtuose dei negozi, delle botteghe e dei mercati che predispongono un green corner per la vendita di prodotti sfusi e alla spina, con la conseguente riduzione di plastica e imballaggi non necessari. Ricordo che gli imballaggi usa e getta nei supermercati riguardano più dell'80 per cento dei prodotti e meno della metà delle confezioni raccolte vengono poi riciclate e riutilizzate. Sono quindi tutti interventi che incidono sui nostri comportamenti quotidiani, che coinvolgono istituzioni, aziende, cittadini e giovani in particolare, per realizzare quella che si può definire una cultura della quotidianità ambientale, cioè un percorso che inizia con la consapevolezza e termina con le buone pratiche per tutelare l'ambiente. Abbiamo anche tanti interventi positivi contenuti in emendamenti che arricchiscono il decreto-legge, ma vi voglio ricordare una delle norme più importanti, di cui secondo me si parla poco: mi riferisco all'articolo 1, che accelera la presentazione da parte di tutto il Governo del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria che segnerà gli interventi economici programmatici di questo Governo e di tutti quelli successivi. Quindi avremo finalmente un panorama ampio, di lungo respiro, trainato dal tema della tutela ambientale che va verso l'ecosostenibilità. Noi del MoVimento 5 Stelle siamo consapevoli che questo decreto-legge è il primo importante passo verso il nuovo percorso green dell'Italia. Per contrastare i cambiamenti climatici non servono discorsi, ma azioni concrete come quelle che tende a fare il decreto-legge in esame. Sappiamo anche che non è facile passare dagli annunci ai fatti, perché è necessario agire insieme, noi forze politiche di ogni Nazione. Noi come Nazione Italia oggi facciamo la nostra parte per trasformare anche una consapevolezza imprenditoriale, nel senso che se finora l'ambiente è stato considerato un limite a causa delle difficoltà burocratiche diventa ora un'occasione per fare sviluppo economico realizzando il cosiddetto green new deal , ossia l'economia basata sull'ambiente e rispettosa dell'ambiente. Investire sull'ambiente con le tecnologie verdi crea non solo posti di lavoro, ma posti di lavoro sani e rispettosi della salute. A tal fine, abbiamo sempre ascoltato e ascolteremo ancora le aziende desiderose di fare economia con l'ambiente, anzi saremo loro alleati verso questa nuova strada imprenditoriale. L'energia pulita deve essere un settore trainante per l'economia italiana, il modello da perseguire, quello dell'economia circolare, dove nulla si spreca, dove nulla deve tornare alla natura come rifiuto inquinante, ma tutto diventa risorsa economica. Dobbiamo uscire dall'economia basata sulle fonti fossili, accompagnando quindi le aziende in questo cammino di transizione. Credo anche fermamente che noi tutti in quest'Aula siamo convinti che questa sia la strada da percorrere. È questa la strada che dobbiamo avviare perché venga poi continuata dalle future generazioni politiche. Con l'approvazione di questo decreto-legge diventiamo un esempio per l'Europa e per il mondo intero. Questo provvedimento mette l'Italia nella giusta direzione, quella dei percorsi green dell'economia circolare e della qualità dell'aria. È di certo una sfida che però, anziché spaventarci, deve essere lo stimolo per poter dire un giorno: «Noi abbiamo iniziato e gli altri hanno seguito il nostro esempio». (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Ginetti. Ne ha facoltà. GINETTI (IV-PSI) . Signor Presidente, signor Ministro, è evidente che non basterà un decreto-legge per dare risposte, di certo urgenti, necessarie e non più rinviabili, per la tutela dell'ambiente e il contrasto del cambiamento climatico, ai cui devastanti risvolti stiamo - ahimè - assistendo da Nord a Sud, da Matera a Venezia. Il grido degli studenti del Fridays for future, gli impegni sanciti nell'Agenda strategica 2030 e il rapporto speciale presentato lo scorso agosto all'ONU su cambiamenti climatici, desertificazione e degrado terrestre ci impongono, come sancito all'articolo 1 del decreto stesso, di adottare un programma strategico nazionale coerente, ma anche coraggioso e lungimirante, che risponda a quella responsabilità intergenerazionale cui i nostri figli ci hanno richiamato dalle piazze. Sarebbe stato tuttavia opportuno, signor Ministro, trattandosi di dare compiuta attuazione a direttive europee e chiudere infrazioni della Corte di giustizia, utilizzare lo strumento probabilmente più proprio dettato dalla legge n. 234 del 2012, ovvero la legge europea, e non un decreto-legge (i numerosi emendamenti presentati lo testimoniano e lo confermano). Di particolare rilievo sono le procedure d'infrazione in relazione alla direttiva 2008/50/CE, come è stato ricordato, per aver superato in alcune zone le soglie previste per il biossido di azoto e le polveri sottili, in particolare nel bacino padano e nelle Città metropolitane, ma anche infrazioni riferite a siti inquinati e discariche abusive da regolarizzare. Sono infrazioni importanti che pesano, non solo per il costo sulle casse dello Stato (milioni di euro), ma anche sulla qualità di vita dei nostri territori: emissioni in atmosfera, rifiuti, discariche, trattamento acque reflue, dissesto idrogeologico, mobilità. Si tratta di materie, signor Ministro, di competenza spesso condivisa, concorrente tra diversi livelli istituzionali e di Governo, nazionale, regionale, locale, tra tutela dell'ambiente e governo del territorio; sovrapposizioni che spesso non aggiungono interventi, ma al contrario li rallentano per difetto di chiarezza. Credo che molto ci avrebbe aiutato riformare l'articolo 117 della Costituzione per semplificare e rendere più efficiente il sistema decisionale e di governance , soprattutto di fronte a tali emergenze, ma il nostro non sembra essere un Paese normale e il ricorso alla struttura del commissario straordinario unico ed ai poteri sostitutivi per il superamento delle procedure di infrazione e l'attuazione delle sentenze della Corte di giustizia lo testimonia. Sono convinta, anche come ex sindaco, di quanto sia necessario coinvolgere e responsabilizzare i diversi livelli di governo, come sancito all'articolo 1 del decreto, assegnando però alle amministrazioni coinvolte valori obiettivo da perseguire specifici e determinati, dando anche tempi da rispettare. Non solo, quindi, un programma nazionale, ma agende urbane e piani regionali convergenti cui destinare in modo integrato le tante, diverse risorse che già sono disponibili, tra fondi strutturali, fondo di coesione, risorse nazionali ed europee. Investimenti green che riteniamo dovrebbero uscire dai vincoli del Patto di stabilità, almeno in questo tempo di transizione ecologica, una richiesta, signor Ministro, che consegniamo a lei perché la porti sui tavoli europei. Un investimento per il futuro, dunque, ma anche fondi già stanziati, come dicevamo, da sbloccare subito, dal dissesto idrogeologico al ciclo dei rifiuti per un'economia effettivamente circolare, alla mobilità sostenibile per servizi pubblici a zero emissioni, anche con corsie preferenziali, nonché riforestazione (come previsto dall'articolo 4), rifunzionalizzazione di edifici e divieto di consumo di nuovo territorio, questione cruciale. Le nostre città sono il luogo dove si determinano e si concentrano lo sviluppo e la crescita e quindi il rischio ambientale. Per questo riteniamo non più rinviabile un piano di risanamento e un piano casa per le periferie, nella consapevolezza che alle problematiche di sostenibilità comunque dovremo accompagnare sempre quelle sulla disparità territoriale e sulle disuguaglianze sociali. Fondamentale, inoltre, nell'ottica dell'efficacia - è stato accennato dalla collega - sarà la capacità di coinvolgere il pubblico, i cittadini, l'associazionismo, le comunità locali sia nella fase della progettazione, che in quella dell'attuazione degli interventi, come anche auspicato dalla normativa europea. Nella stessa direzione sarà però fondamentale il ruolo delle aziende, delle imprese private che dovranno convergere in questa strada, e mi rivolgo alla collega del Gruppo Forza Italia: le imprese che hanno già un programma per la sostenibilità ambientale e sociale raggiungono già migliore produttività, più valore e quindi più occupazione e reddito, quindi la scelta per il clima è una scelta per il lavoro e per l'economia e non contro l'economia. Presidente, oggi pensare alla sostenibilità significa pensare al rilancio economico del Paese. Le risorse ci sono, in parte, e la nostra proposta è proprio quella di sbloccarle immediatamente per ferrovie, per mobilità alternativa, per rigenerare le nostre periferie. È necessario ricostituire da subito l'Unità di missione per il dissesto idrogeologico e per la messa in sicurezza del nostro territorio. Non c'è infatti più tempo per salvare le nostre città, patrimonio dell'umanità, di cui siamo custodi, per salvare non solo il Pianeta, ma la nostra stessa sopravvivenza. In conclusione, il nostro è un Paese straordinario - lo abbiamo ripetuto spesso in quest'Aula - di una bellezza unica, ma è al contempo un Paese molto fragile, e la grave crisi della vicenda Ilva ce lo racconta. È tempo di dare unità di valore a termini che ancora sembrano distanti e distinti: «salute» e «lavoro», «clima» e «sviluppo», «presente» e «futuro». (Applausi dal Gruppo IV-PSI e della senatrice Rojc) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, penso che quello al nostro esame sia un decreto-legge importante, un primo passo sicuramente, ma un passo sostanziale. Con questo provvedimento si avvia infatti un percorso che l'attuale Governo ha messo al centro della propria azione. La lotta ai mutamenti climatici, la transizione ambientale dell'economia, lo sviluppo sostenibile sono priorità per questo Governo, una sua ragione fondante, la scelta più evidente di discontinuità con il passato. Con questo decreto-legge, e le tante norme contenute nel disegno di legge di bilancio - su cui tornerò - proprio su questo punto diamo concretezza al nostro impegno. Dobbiamo rispondere a una situazione reale; agli effetti dell'inquinamento, dei mutamenti climatici, del dissesto idrogeologico; lo dobbiamo ai ragazzi e alle ragazze che chiedono futuro, che ci chiedono di difendere il Pianeta, che ci chiedono di cambiare tutto. Abbiamo bisogno di assumere il tema della sostenibilità, dello sviluppo sostenibile come questione centrale, come compatibilità necessaria e ineludibile: sostenibilità ambientale, sociale, economica. Scegliere, come facciamo oggi, grazie all'emendamento che abbiamo presentato, di trasformare - dal 1° gennaio 2021 - il CIPE in Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile è importante: è una scelta concreta più volte sollecitata dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che impegna il pubblico e le istituzioni a fare scelte che devono rispondere proprio ai criteri di sostenibilità. È una trasformazione importante di cui siamo orgogliosi, e di cui credo debba essere orgoglioso questo Parlamento. In questo decreto-legge ci sono poi molte iniziative, molte proposte per le città e per le aree metropolitane, per aiutare le aree più critiche di questo Paese dal punto di vista dell'inquinamento. Penso alla misura della rottamazione delle auto Euro 3 e delle moto Euro 2, al buono mobilità per spostare la mobilità dalle auto e dalle moto al trasporto pubblico e alla mobilità condivisa individuale (una norma importante e una sperimentazione fondamentale) allo stanziamento di 20 milioni a bilancio per le corsie preferenziali per dare più velocità al trasporto pubblico e all'investimento sul trasporto scolastico sostenibile: tutte norme importanti che possono anche cambiare la faccia e la mobilità di intere città per favorire l'uso dei mezzi pubblici, per favorire l'uso dei mezzi meno inquinanti, per incentivare stili di vita e abitudini di mobilità diversi da quelle che conosciamo ancora in troppe città. Ma per le città c'è anche altro. Ci sono 15 milioni di euro per aumentare il verde urbano e riforestare alcune aree: aumentare alberi serve a dare più ossigeno, ma anche a intervenire concretamente per prevenire il dissesto idrogeologico. Ci sono anche altre norme; non le riprendo tutte, però voglio insistere su alcuni punti che mi pare non siano stati compresi (a meno che non li abbia compresi io). Penso, ad esempio, che la norma sulla struttura commissariale per la bonifica delle discariche abusive sia importante, perché definisce una struttura che serve, soprattutto ai Comuni. Quante volte - lo chiedo a tutti i parlamentari - sono venuti da noi dei sindaci che si sono trovati a bonificare un'area in cui c'è stata una discarica abusiva e sono rimasti senza mezzi e senza le capacità per farlo? Questo è uno strumento concreto, che va nella direzione di aiutare i Comuni e i sindaci, per consentire di rimettere a disposizione delle città, dei paesi e dei territori intere aree, che erano state trasformate in discariche abusive e che restano impraticabili perché mancano le bonifiche. Tale struttura va in questa direzione e credo sia importante e vada valorizzata: non può essere venduta come un semplice intervento burocratico per corrispondere alle normative europee ed evitare le procedure di infrazione. Si tratta di una norma che ritengo importante e che va nella direzione in cui spesso i Comuni ci hanno chiesto di andare. Ci sono poi le misure sulla trasparenza: è giusto costruire in via telematica un'informazione, raccogliere tutti i dati sull'inquinamento e dare ai cittadini, ai Comuni e agli operatori il senso di quale sia la situazione, per far capire se le misure che di volta in volta vengono messe in campo sono utili o no, se sono servite. Penso dunque che, nel provvedimento in esame, ci siano norme che possono davvero migliorare le nostre città e ridurre l'inquinamento. Non sono misure burocratiche o banali, ma possono davvero cambiare i comportamenti e aiutare a risolvere i problemi concreti che sono presenti nei nostri territori, come quello delle discariche abusive. Si tratta certamente di un primo passo, ma voglio ricordare all'Assemblea che tutti conosciamo il secondo passo, perché la manovra di bilancio è stata depositata. I 22,5 miliardi di euro messi a bilancio, da qui al 2034, per promuovere l'economia circolare, la decarbonizzazione, la riduzione delle emissioni e il risparmio energetico sono un fatto importante e innovativo, sono un marchio di fabbrica che il Governo ha scelto di darsi - lo ripeto - in discontinuità con il passato. Le norme per il green new deal , gli investimenti pubblici per ridurre le emissioni di gas serra, che sono contenute nella manovra economica, sono norme importanti, che segnano e definiscono un marchio di fabbrica. Il Governo sta dicendo concretamente una cosa: sappiamo che la politica deve fare e che serve cambiare davvero, se vogliamo rispondere alla loro domanda di futuro e non solo applaudire i ragazzi del Fridays for future. Abbiamo una responsabilità: ce lo dicono loro, continuamente. Abbiamo una responsabilità nei loro confronti, nei confronti dei ragazzi di oggi e delle generazioni future. Penso che anche con provvedimenti come quello in esame o come quelli contenuti nella legge di bilancio possiamo cominciare a fare, consapevoli che non c'è più tempo e che adesso è il momento di agire. Si tratta di provvedimenti concreti e quindi penso che il decreto-legge in esame sia un primo passo utile, importante e in discontinuità con il passato. (Applausi dal Gruppo PD, della senatrice L'Abbate e dai banchi del Governo. Applausi ironici dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, signor Ministro, oggi, in concomitanza con l'inizio della discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge, per un fortuito caso, ma altamente simbolico a mio avviso, è stata allestita al di fuori dei palazzi del Senato un'esposizione di prototipi di auto a idrogeno e una sorta di laboratorio per dimostrare ai cittadini come questo gas si produce. Nel pomeriggio ci sarà anche un importante convegno sulla transizione energetica e sull'idrogeno rinnovabile. Nel nostro Paese può esserci davvero nel 2020 un segno di svolta determinante: ci sono le energie, ci sono le spinte pubbliche e soprattutto private e c'è il know how . Questo è uno stimolo per noi, decisori politici, ad assumere le necessarie determinazioni. Veniamo al testo del decreto-legge. Come hanno detto alcuni colleghi, da ultimo il senatore Mirabelli (e io condivido perfettamente) e come lei sa, Ministro, noi riteniamo che questo sia un primo passo all'interno di un orizzonte che l'attuale maggioranza sta contribuendo a definire. Come ho sostenuto in occasione della dichiarazione di voto sulla fiducia in occasione del suo insediamento, ritengo che questa sia la vera missione di questo Governo. Avrete ascoltato gli interventi che ci sono stati oggi: questa è la vera questione che ci tiene davvero uniti e fa da collante a questa maggioranza. Bisogna sapere, però, che non è un pranzo di gala, ma una missione che comporta decisioni, che a volte possono essere difficili, complicate. Innanzitutto bisogna assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, perché non c'è più tempo. Cos'altro dobbiamo aspettare? Lei, Ministro, come molti di noi, è perfettamente aggiornato sui dati che vengono continuamente pubblicati. Il nostro Paese è una specie di piattaforma in una delle aree più sottoposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici, l'area del Mediterraneo. Noi per molto tempo abbiamo pensato che i problemi derivanti dai cambiamenti climatici fossero altrove, magari nelle isolette delle Maldive che affondano, e abbiamo continuato a ignorare che il cuore - caldo purtroppo - era proprio qui, nell'area del Mediterraneo, con tutto quello che ciò produce. E lo stiamo vedendo. Non possiamo continuare a non renderci conto di quanto negli ultimi anni siano aumentati gli eventi estremi proprio nel nostro Paese, che per la sua struttura, per la sua conformazione orografica e geografica, è fragile, anche a causa di una serie di interventi assolutamente sbagliati che abbiamo fatto sul nostro territorio. In queste ore continuiamo a monitorare quanto sta accadendo a Venezia; per la bellezza del suo grande patrimonio siamo stati su tutte le prime pagine dei giornali, ma quello che è accaduto a Venezia, a Matera o nel litorale romano e che accade continuamente non è casuale. L'ultimo rapporto presentato ieri da Legambiente evidenzia, ad esempio, come gli eventi estremi nel nostro Paese siano aumentati in un modo incredibile negli ultimi anni. Addirittura, a fine 2019 risulta che sono aumentati quasi del 70 per cento gli eventi estremi rispetto allo scorso anno. Questo significa che c'è un'accelerazione potentissima. Anche l'aumento della temperatura, particolarmente nell'area del Mediterraneo e quindi da noi, che siamo piattaforma all'interno del Mediterraneo, è stato più elevato. Evidentemente il provvedimento in esame non risolve, ma, torno a ripetere, è un primo passo. Tuttavia contiene una misura importante, che a noi preme e su cui bisognerà tornare a lavorare, per riempirla di contenuti. All'articolo 1 si prevede l'approvazione di un Programma strategico nazionale, nei tempi dovuti. Per la verità, Ministro, penso che sia necessario un coordinamento, non soltanto presso il suo Ministero ma anche presso la Presidenza del Consiglio, di tutte le competenze delle politiche pubbliche. Anche in tal caso il lavoro della Commissione e la modifica della definizione del CIPE in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile non è una questione banale, ma di sostanza verso lo sviluppo sostenibile. Abbiamo una necessità, che per me è fondamentale: il Piano strategico vuol dire che non dobbiamo solo monitorare, ma anche coordinare le politiche e avere la capacità di decidere di agire e di utilizzare le risorse. Dobbiamo parlarci e fare delle scelte; ricordo ancora che la transizione non è un pranzo di gala, ma una necessità. Ogni volta che c'è una necessità, come sappiamo bene, bisogna assumere anche delle decisioni che non sono semplici. L'importante è che chiamiamo a questa missione tutti gli attori sociali e le categorie economiche, dimostrando che se non acceleriamo la transizione, se non fermiamo l'aumento della temperatura e non mettiamo in campo operazioni serie dal punto di vista della mitigazione e dell'adattamento, le conseguenze sul piano economico, anche per gli operatori, saranno tremende, così come lo saranno le conseguenze sulle fasce più deboli della popolazione. È qualcosa che stiamo vedendo dappertutto; la lotta ai cambiamenti climatici è la più grande operazione in difesa delle persone che sono più in difficoltà, delle persone più povere, delle fasce meno abbienti, perché l'impatto su di loro comincia ad essere devastante. Nel provvedimento si fanno una serie di operazioni, inserendo anche la questione dell'inquinamento con riferimento alle grandi città. I dati mostrano come l'impatto dei cambiamenti climatici sulle aree metropolitane sia ancora più forte. È un fenomeno che riguarda tutto il mondo, ma in particolare l'Italia: sono già di per sé delle isole di calore. Si crea allora un combinato disposto di questo fattore e dei problemi di inquinamento che noi abbiamo. Il decreto-legge affronta la questione; qualcuno dirà che sono piccole cose, che ritengo, però, molto importanti. Pensiamo all'articolo 2 che riguarda il programma sperimentale per il buono mobilità o al lavoro, sul quale tornerò, fatto sulla legge di bilancio. Vi è poi anche un altro intervento che è in qualche modo di mitigazione ma ci aiuta ad intervenire in parte anche sul rischio idrogeologico: il programma sperimentale per la riforestazione è molto importante ed interviene sulle aree metropolitane e nel lavoro della Commissione si è proposto anche di mettere in campo buone pratiche per la rinaturalizzazione di tutto il sistema idrografico delle aree a rischio. Dobbiamo inoltre affrontare nella Commissione ambiente del Senato una grande questione per il nostro Paese che riguarda la misura dello stop al consumo del suolo, una delle misure fondamentali; ne abbiamo tante sul tavolo e su di esse bisogna accelerare. Abbiamo messo in campo nella legge di bilancio, e il lavoro del Senato e della Camera dovrà contribuire ad implementarlo, il green new deal , che non può essere soltanto uno slogan . Abbiamo messo in campo delle risorse e bisogna apporvi dei miglioramenti. Vi sono norme che possono sembrare ostili, come ad esempio la fiscalità ambientale, che però se ben gestita diventa uno strumento importante per accelerare la riconversione del processo produttivo e cambiare i consumi. È uno sforzo che iniziamo; un passo che dobbiamo implementare. L'importante è il coordinamento delle nostre politiche e capire bene ciò che facciamo, senza pensare che fare interventi possa bastare: possono esserci infatti anche degli interventi controproducenti. L'importante è che vi sia la capacità di rendersi conto che oggi non possiamo più aspettare. Ne va del futuro del Paese e del futuro delle nuove generazioni. Noi abbiamo una responsabilità verso le future generazioni, verso i giovani che scendono in piazza. Non possiamo ricordarcelo solo quando vengono a trovarci o fanno le grandi manifestazioni, ma dobbiamo fino in fondo assumerci la nostra responsabilità. Con il decreto-legge al nostro esame, e con il lavoro di miglioramento svolto in Commissione, è stato fatto un primo passo nella direzione giusta. (Applausi del senatore Errani) . Saluto a rappresentanze di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Dante Alighieri», di Bellona in provincia di Caserta, e gli studenti della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Firenze, che stanno assistendo ai nostri lavori dal secondo ordine di tribune. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, oggi intervengo con particolare piacere perché ieri in Commissione - non era mai accaduto - in piena discussione ci è stato intimato di stare zitti da una collega dei 5 Stelle; evidentemente dava fastidio quello che dicevamo. Se siamo arrivati a tanto, probabilmente servirà utilizzare un po' più di ragione e un po' meno emotività perché in questa sede abbiamo una responsabilità diversa da chi manifesta, magari anche con buone intenzioni. Se non abbiamo presentato, su questo atto, una questione pregiudiziale è perché riteniamo che non sia un attentato alla Costituzione, bensì all'intelligenza e al buon senso. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo è perché non si può, giusto a giugno di quest'anno, gridare ai quattro venti che serve dichiarare lo stato di emergenza climatica, come recitava, ad esempio, la mozione del PD (sono andato a rivedermi le mozioni e a rileggermi tutti gli interventi) e poi presentare un atto che non ha i semi del cambiamento ma i bacilli influenzali di un ragionamento ideologico che, ancora una volta, abbiamo sentito in quest'Aula. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Delle due l'una, come ricordava il collega Martelli: o l'emergenza c'è veramente, e non è sicuramente un decreto-legge di otto articoli che la risolve, oppure, forse, non è questa l'impostazione. Il collega Mirabelli ci diceva poco fa che questo argomento è addirittura la causa fondativa di questo Governo. Se allora siete qui per risolvere il problema climatico e questo è il risultato che ci portate direi che potreste anche andare a casa. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Lo dico perché non si può richiamare qui il new deal , come ha fatto il collega Taricco, scomodando le politiche forse del più grande Presidente degli Stati Uniti d'America che avevano una portata economica che, riportata ad oggi, avrebbe una dimensione di miliardi e miliardi, e poi fare un po' come quel bambino che, accompagnato dal babbo, va alla spiaggia al mare, noleggia il pedalò e poi, quando torna, agli amici dice che ha fatto un giro in transatlantico, perché la dimensione delle risorse che sono state stanziate con il decreto al nostro esame, in proporzione, è più o meno quella. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Ebbene, noi abbiamo cercato di fare quello che ci avete chiesto, cioè di contribuire costruttivamente a migliorare - e non era difficile - il decreto al nostro esame e lo abbiamo fatto presentando non emendamenti strumentali ma emendamenti studiati, approfonditi. Quello che è successo è stato descritto - e la ringrazio - dalla collega Faggi: molti dei nostri emendamenti che sono stati difesi con passione dai colleghi della Commissione bilancio - e vorrei ringraziare il collega Tosato - sono stati dichiarati improcedibili ai sensi dell'articolo 81 (parlo dell'articolo 81 della Costituzione: qualche volta ce ne scordiamo quando lo tiriamo fuori) non perché prevedessero dei costi ma perché la maggioranza, che aveva benissimo i numeri per bocciare nel merito le proposte, magari scomode o sulle quali magari non c'era perfetto accordo fra le due forze politiche che la costituiscono, ha preferito nascondersi per la vergogna dietro motivazioni tecniche. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È quanto accaduto all'emendamento 4.0.35 (testo 2) - interverrò fino allo sfinimento su quest'argomento - che riguarda i dragaggi e la gestione delle biomasse nei laghi laminari, in particolare il lago Trasimeno, sul quale c'è un accordo di massima, anche se non lo si può dire. Bisogna, allora, inventarsi dei costi inesistenti, anche se gran parte dei contenuti di quell'emendamento hanno già ricevuto un voto unanime alla Camera in un altro provvedimento, perché non si può disturbare chi la vede in maniera ideologica diversamente. Ebbene, noi non ci siamo fermati neanche di fronte a questo. Avevamo rivolto un appello al Governo, dicendoci disponibili. Abbiamo chiesto di valutare la possibilità, visto che c'erano ancora i tempi, di emendamenti del Governo che rispondessero alla situazione drammatica che sta vivendo Venezia, ma che stanno vivendo anche altre zone d'Italia, da Matera al Salento, e che hanno sicuramente una diretta affinità con questo decreto e con il problema del clima. Abbiamo detto al Governo di intervenire, perché è sicuramente il vettore più veloce. C'è necessità e urgenza e l'argomento è compatibile. Ebbene, c'è stato risposto in Commissione: valuteremo se il Governo potrà presentare degli emendamenti in tal senso. Del resto, siamo già intervenuti. Questo è vero, delle disposizioni sono già state adottate. È vero che il Governo ha riflettuto, ma ha riflettuto e ha prodotto, non degli emendamenti sull'emergenza a Venezia o in altre zone del Paese, ma sui Caschi verdi e sui premi Città italiana Capitale verde (che, per carità, è una bellissima idea!). Sicuramente non erano queste le priorità che ci aspettavamo, soprattutto se uno di questi emendamenti del Governo, al danno subito da Taranto, in generale e in particolare per la questione Ilva, aggiunge la beffa. Sapete, infatti, i tre milioni previsti dall'emendamento del Governo per premiare la capitale italiana verde da dove arrivano? Arrivano dai fondi che andrebbero destinati alle bonifiche delle aree inquinate e ad interventi in zone assolutamente più in difficoltà del Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È come fare il Robin Hood al contrario! Prendere risorse che dovrebbero essere impiegate in zone particolarmente sensibili, che partono svantaggiate, per premiare altre città. Ben venga. Ci mancherebbe altro. Magari qualche città più fortunata, governata da amministratori più lungimiranti, e questo è giusto, che ha investito sull'ambiente. Anche su questo tema, la nostra proposta è stata di coinvolgere tutti i Comuni. Perché solo i capoluoghi di Provincia? Perché escludere gli oltre 7.600 Comuni italiani che hanno meno di cinquantamila abitanti? Se il premio vuole essere istituito (e, ovviamente, noi abbiamo indicato altre coperture), apriamolo a tutti i Comuni, anche i piccoli. Perché una sola capitale? Ma soprattutto dobbiamo intervenire. Questa è stata la nostra proposta. Noi ci siamo per fare proposte migliorative perché questa è la responsabilità di una forza politica, che è già maggioranza nel Paese e che aspetta solo di poterlo tornare a essere in quest'Aula, quando finalmente ci manderete a votare: perché tanto questo avverrà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Pertanto, abbiamo chiesto di aggiungere un altro premio: Capitale verde d'Italia città da salvare. E quale prima città da salvare, nel nostro Paese, in questo momento, se non Taranto, andando a individuare risorse aggiuntive e prevedendo che un premio di questo tipo possa essere riservato a città che, nel loro territorio, hanno siti di interesse nazionale? Mi riferisco a città che devono essere sostenute dallo Stato per poter correre alla pari con le altre. Questo dovrebbe fare un Governo che si riempie la bocca dell'importanza dell'ambiente e di sostenere le comunità locali, le amministrazioni e le Regioni. Portiamo tutti a un livello base, poi, magari, premiamo anche i più bravi, ma senza lasciare nessuno indietro. Individuare un premio di questo tipo, escludendo di fatto le città che più soffrono nel nostro Paese, riteniamo sia ingiusto. Non mi dilungo, ma faccio solo un altro paio di esempi, visto che ho parlato anche di buon senso. Ben venga contribuire all'apertura di negozi che possano vendere prodotti sfusi, ma avere la pretesa di vincolare una realtà italiana, fatta di piccoli centri, a negozi che vendono soltanto questo, ci sembra un controsenso. Ma avete fatto i conti? Ma come pensate che un'attività economica, con tutte le tasse che ci avete caricato sopra, possa stare aperta vendendo solo detersivi sfusi? Ma per favore. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Una collega del MoVimento 5 Stelle ha fatto un invito e ha detto che loro hanno aperto la strada e che altri seguiranno l'esempio. Ebbene, noi ci candidiamo a seguire quell'esempio, facendo esattamente il contrario, perché non è questa la strada per risolvere i problemi ambientali e risollevare un Paese. Quella strada, con il primo passo, la faremo noi quando torneremo al Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Floridia. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro (che ringrazio per la presenza), rappresentanti del Governo, siamo passati da «prima gli italiani» a «gli italiani sono primi». Sì, siamo primi in Europa per morti premature a causa delle polveri sottili; siamo fra i primi per infrazioni europee per quanto riguarda l'inquinamento nelle nostre città, per quanto riguarda le discariche e per quanto riguarda i depuratori e le acque reflue. Siamo i primi. Non abbiamo neanche ottemperato a molte direttive europee che tutelano l'ambiente. Insomma, siamo in una situazione molto difficile: paghiamo e moriamo. Ma dobbiamo fare presto, su questo siamo tutti d'accordo; dobbiamo fare presto perché è tardi, e non solo perché ce lo ricorda Greta. Una ragazza che ha la mia età oggi, nel 1992, quando aveva solo dodici anni, alle Nazioni Unite disse che voleva che qualcuno si occupasse del suo futuro. Si chiamava Suzuki Severn, se vi ricordate, e fermò il mondo per qualche minuto; era la Greta ante litteram . Oggi ha la mia età e nessuno, in questi ventisette anni, si è preso cura del suo futuro. Adesso ci siamo sostituiti e le Greta del passato sono anche in Parlamento. Detto questo, detto che è tardi, non possiamo fare tutto e farlo subito, è chiaro, ma possiamo fare molto. Non ci stiamo solo occupando, grazie all'iniziativa del ministro Costa, di questo decreto-legge, espressione di un'urgenza in materia di clima; esso è infatti inserito in una visione sistemica. Ci sono 11 miliardi per il dissesto idrogeologico, ci sono più di 10 miliardi in manovra per il green new deal , cioè per questo nuovo patto tra i cittadini e l'ambiente; dal MISE c'è la transizione 4.0, quindi altre risorse per la sostenibilità ambientale. Non si tratta solo di un provvedimento, ma di una visione sistemica. Tutti abbiamo detto che questo decreto-legge è un primo passo, mentre dall'altra parte dicono che è poco. Chi critica questo poco? Chi ha fatto ancor meno o nulla. Chi critica questo primo passo verso la giusta direzione? Chi lo fa? Chi ha tolto i limiti agli idrocarburi non metanici, e questo di certo non migliora l'aria che respiriamo. Chi critica? Chi vuole gli inceneritori, che certo non immettono nell'aria ossigeno puro. (Applausi dal Gruppo M5S) . Chi critica questo nostro passo significativo? Chi ha tolto addirittura - e con un emendamento voleva reinserirlo nel decreto clima - l'educazione ambientale, cioè l'educazione civica. Con la riforma Gelmini fu tolta l'ora di storia per poter parlare di educazione civica e ora, con un emendamento, volevate reinserirla? Chi critica questo decreto clima? Chi nelle Regioni governa autorizzando impianti che continuano a inquinare l'aria. Quindi, signor Presidente, non mi dilungherò, perché il discorso di chi si sta prendendo cura del nostro clima, del nostro ambiente, di ciò che respiriamo è davvero elementare: non si era fatto nulla, anzi si erano adottati provvedimenti che peggioravano la qualità dell'aria e il nostro clima. E i fatti lo dimostrano. Noi, invece, stiamo facendo qualcosa, un insieme di provvedimenti. Noi parliamo di decreto clima, ma in realtà la rubrica del provvedimento fa riferimento a misure urgenti per ottemperare agli obblighi di una direttiva del 2008, quindi c'è urgenza perché in passato ci sono state delle mancanze (Applausi dal Gruppo M5S) . Parlando di decreto clima non vogliamo essere alla moda, ma dare una visione prospettica e speranzosa del futuro, invece di ricordare le mancanze dal 2008. Pertanto, invece di criticare cosa non va, stiamo dicendo cosa ci accingiamo a fare. Secondo me la gente ci perdonerà di aver commesso errori, ma non di averle mentito e sono certa che non stiamo mentendo, come dimostrano i fatti e questi provvedimenti nei quali crediamo fortemente. È la prima volta che si sta davvero facendo qualcosa per l'ambiente. Io non lo dico a Greta, ma a Suzuki che nel 1992 aveva dodici anni tanti quanti ne avevo io. Adesso siamo qui e stiamo cominciando (Applausi dal Gruppo M5S. Congratulazioni) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. GASPARRI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Su cosa intende intervenire? GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, sull'ordine dei lavori. PRESIDENTE. Senatore, ne ha facoltà solo se è veramente sull'ordine dei lavori. GASPARRI (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo letteralmente sull'ordine dei lavori. Nell'ordine dei lavori rientra la facoltà dei parlamentari di presentare atti di sindacato ispettivo e in concomitanza con la seduta di ieri ho presentato un'interrogazione che non vedo pubblicata in Allegato al Resoconto della seduta di ieri (come lei sa, le interrogazioni hanno un iter ). L'atto di sindacato ispettivo riguarda l'attualissimo caso dell'ex ministro Trenta, quindi vorrei sapere perché non è stata pubblicata (Proteste dal Gruppo M5S). Vorrei che fosse pubblicata e invito i colleghi a non urlare perché trenta vale zero anche oggi. PRESIDENTE . Senatore Gasparri, come sempre la sua richiesta verrà comunicata alla Presidenza. Sospendo la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 12,57, è ripresa alle ore 16,03) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che nella seduta di domani, che avrà inizio alle ore 9, al termine del decreto-legge clima, saranno discusse mozioni sulle iniziative a favore di Venezia alla luce dei recenti eventi alluvionali. Ciascun Gruppo avrà a disposizione quindici minuti, comprensivi di illustrazione, discussione e dichiarazione di voto. Questo salvo modifiche che dovessero intervenire e che vi comunicheremo. Sul rapimento di Silvia Romano AIROLA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, a nome della Commissione affari esteri, ma penso di tutta l'Assemblea, voglio ricordare che oggi è il 20 novembre e che esattamente un anno fa scompariva (o veniva rapita, non si sa) la nostra connazionale Silvia Romano, che attualmente ancora non è stata ritrovata. Sappiamo che la Farnesina e la famiglia hanno chiesto totale riserbo e noi rispettiamo la loro volontà. Ci auguriamo però che possa al più presto tornare in Italia. (Applausi). Io credo che dopo un anno sia giusto risolvere tale questione. PRESIDENTE . Lei mi aveva preannunziato il motivo del suo intervento e le ho dato volentieri la parola, proprio perché tutta l'Assemblea si è unita alla sua speranza. Sospendo brevemente i lavori, in attesa che arrivi il presidente Alberti Casellati. (La seduta, sospesa alle ore 16,05, è ripresa alle ore 16,08) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 PRESIDENTE . Riprendiamo i nostri lavori. Proseguo a presiedere io, contrariamente a quanto anticipato. Riprendiamo l'esame del disegno di legge n. 1547, di conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111. Ha facoltà di parlare la relatrice, senatrice L'Abbate. Dov'è la relatrice? Manca la senatrice L'Abbate. C'è il Presidente della Commissione? Manca pure il Governo. Oggi non mi pare che stiate lavorando particolarmente bene, Governo e Commissione. Gli altri senatori sono tutti qui a vostra disposizione. Non mi pare un bell'esempio, onestamente. (Applausi dai Gruppi FI-BP, L-SP-PSd'Az e FdI) . È arrivata la relatrice. Prego, senatrice L'Abbate, se vuole, può fare la replica. VOCI DAL GRUPPO L-SP-PSd'Az. Manca il Governo! PRESIDENTE. Non c'è? Mi hanno detto che era arrivato. Non è vero, il rappresentante del Governo c'è e si vede. Ha facoltà di parlare la relatrice. L'ABBATE, relatrice . Presidente, chiederei un po' di tempo, perché dobbiamo rivedere alcune valutazioni. Se è possibile, quindi, chiediamo una breve sospensione. PRESIDENTE. Mi spieghi bene, senatrice, perché non ha molto significato «dobbiamo rivedere alcune valutazioni»: lei deve replicare. L'ABBATE, relatrice . Abbiamo accontentato un po' gli ultimi arrivati, sia della maggioranza che della minoranza, con degli ordini del giorno e il fascicolo è arrivato da poco. Stiamo rivalutando. PRESIDENTE. Dieci minuti. L'ABBATE, relatrice . Trenta minuti riesce a darmeli, Presidente? Ecco perché non ero in Aula. (Commenti dal Gruppo FI-BP). PRESIDENTE. Calma e sangue freddo, questa è una decisione che spetta alla Presidenza. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Il senatore Romeo vuole interloquire, siccome ve lo concederemo, se nel frattempo volete incominciare ad andare, potete anche andare. Prego, ha facoltà di parlare, senatore Romeo. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Volevamo capire, sul calendario che abbiamo discusso nella Conferenza dei Capigruppo e che non ci vede concordi all'unanimità, quando possiamo fare le eventuali proposte di modifica. Pensavamo che avremmo iniziato subito con il calendario. TARICCO (PD) . Già fatto. PRESIDENTE . Abbiamo parlato del calendario prima, lei forse non era in Aula. Onorevole senatore, prima ho dato lettura degli esiti: la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che nella seduta di domani, che avrà inizio alle ore 9, al termine del decreto-legge clima saranno discusse mozioni sulle iniziative a favore di Venezia alla luce dei recenti eventi alluvionali. Ciascun Gruppo avrà a disposizione quindici minuti comprensivi di illustrazione, discussione e dichiarazioni di voto. Al termine di questa lettura nessuno mi ha chiesto alcunché. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Io sono arrivato, mi hanno detto che lei ha annunciato questa cosa e ha sospeso la seduta. PRESIDENTE. Allora facciamo una cosa: intanto diamo venti minuti alla Commissione e poi ne riparliamo. (La seduta, sospesa alle ore 16,12, è ripresa alle ore 16,32) . Sui lavori del Senato Discussione e reiezione di proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . Il senatore Romeo, quando ho dato nuovamente lettura del calendario, ha sollecitato una valutazione dello stesso perché - mi risulta - è stato approvato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo. Prego, senatore Romeo, ha facoltà di intervenire. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, come annunciato nella Conferenza dei Capigruppo, siamo d'accordo sul fatto che il calendario di domani sia organizzato come è stato enunciato molto bene dalla Presidenza, però non lo abbiamo votato, perché non siamo d'accordo sulla calendarizzazione delle prossime settimane. Abbiamo chiesto infatti che la settimana prossima - che sicuramente sarà dedicata ai lavori della Commissione bilancio - mentre la 5 a Commissione svolge i suoi lavori possa venire in Aula il presidente del Consiglio Conte a riferire sia sul caso Ilva che sul meccanismo europeo di stabilità (MES). Si tratta di due tematiche fondamentali e sull'Ilva non è la prima volta che chiediamo che venga in Aula presto. Ci è stato risposto che sul MES arriverà in Aula il 10 dicembre perché è previsto per legge che arrivi prima del Consiglio europeo e che sull'Ilva potrebbe arrivare prima di Natale. Per entrambe le questioni riteniamo sia troppo tardi, perché le questioni sono urgenti adesso e quindi va discusso di tutto adesso. È indiscutibile: ci sono dei cambiamenti e delle modifiche a livello europeo e c'è il tema dell'Ilva che è centrale. Un Presidente che ha sempre detto - lo ripeto in questa Aula per la decima volta - che era sempre pronto a venire in Parlamento a mettere in mostra le difficoltà o a rispondere su tutto, finora si è sostanzialmente nascosto. Chiediamo che venga la settimana prossima. Questa è la nostra proposta di modifica del calendario. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . BERNINI (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERNINI (FI-BP) . Signor Presidente, intendo intervenire nella stessa direzione. Lei lo sa, perché era presente nella Conferenza dei Capigruppo: è da tre settimane che chiediamo incessantemente - non ci rassegniamo e speriamo in un ravvedimento operoso, attivo e possibilmente rapido - che il Presidente del Consiglio si presenti in Aula per raccontarci cosa sta succedendo all'ex Ilva. La situazione si aggrava sempre di più; purtroppo è partito un corto circuito politico-giudiziario di cui non vediamo la fine. Le posizioni delle diverse componenti del Governo non ci rassicurano, anche perché le diverse componenti del Governo hanno posizioni diverse. Tutto ciò premesso e tenendo conto della grande disponibilità che il Presidente del Consiglio ha manifestato ormai a febbraio di quest'anno (quindi, nove mesi fa) a essere presente almeno una volta ogni quindici giorni qui in Aula, dove devono essere discusse le cose importanti, ci aspettiamo che dopo nove mesi di attesa venga, che sia per un question time o, come chiediamo noi, per comunicazioni importanti. Colleghi, il 10 dicembre è troppo tardi per discutere del fondo salva Stati o dell'Ilva: ma vi ricordate che è già partito il cronoprogramma di spegnimento dell'altoforno 2? Tutto ciò rende non necessaria, non utile, ma indispensabile la presenza del Presidente del Consiglio in Aula la prossima settimana. Mentre le Commissioni discutono della legge di bilancio, il Presidente del Consiglio deve venire qui a discutere di fondo salva Stati e Ilva. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . CIRIANI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CIRIANI (FdI) . Signor Presidente, abbiamo ascoltato quanto ci ha raccontato il Ministro per i rapporti con il Parlamento in Conferenza dei Capigruppo. È stato ricordato che la sua proposta è di poter ascoltare il presidente Conte sulle determinazioni del Governo rispetto al fondo salva Stati e l'ex Ilva soltanto il 10 dicembre: è troppo, troppo tardi. È davvero troppo tardi perché le questioni sollevate, soprattutto l'ultima in ordine di tempo (mi riferisco al fondo salva Stati), esigono una risposta subito. Presidente, ricordo ai colleghi in Aula che lunedì abbiamo scritto al presidente Alberti Casellati, affinché si facesse interprete, in Conferenza dei Capigruppo, con il Governo della nostra richiesta di avere dal Presidente del Consiglio e non da un Ministro qualsiasi, che noi rispettiamo, risposte certe rispetto a quanto sta accadendo. Si sta verificando qualcosa di importante, di grave e di pericoloso e non lo diciamo noi di Fratelli d'Italia: lo ha detto il direttore della Banca d'Italia. Lo ha detto oggi pomeriggio anche il presidente dell'Associazione bancaria italiana, dichiarandosi totalmente all'oscuro di quanto sta decidendo o pare aver già deciso il Governo. Come ha affermato il Ministro degli affari esteri, che è anche il capo politico del principale partito presente in quest'Aula, almeno in termini di rappresentanza parlamentare, vale a dire il MoVimento 5 Stelle, quella del cosiddetto Fondo salva Stati - che noi temiamo sia piuttosto un Fondo ammazza Stati - è una questione fondamentale per la difesa della sovranità del Paese. Siamo già stati scottati abbondantemente dalla superficialità con la quale negli anni scorsi le forze politiche, soprattutto di maggioranza, hanno acconsentito a trattati europei che poi abbiamo pagato sotto forma di crisi del sistema bancario, fallimenti degli istituti di credito e pagamento da parte di decine di migliaia di risparmiatori incolpevoli di danni che li hanno spesso portati sul lastrico, con la conseguenza che è poi dovuto intervenire di nuovo lo Stato, con fondi pubblici, nel tentativo di ristorarli. Vorrei che fossimo consapevoli che questa è una vicenda fondamentale e centrale per il Parlamento e per il futuro dell'Italia, che non può essere pregiudicato. Noi vogliamo intervenire affinché il Parlamento non sia messo in condizione, com'è avvenuto in passato, di prendere o di lasciare, di trovarsi con le spalle al muro dinanzi al ricatto per cui è l'Europa che lo vuole, ce lo impone la Commissione europea, l'Eurogruppo o chissà chi altri. Colleghi, la nostra non è dunque una richiesta strumentale, partitica o partigiana; è la richiesta di un Gruppo che si sente di interpretare la paura dell'intero sistema Paese di essere spazzato via da accordi che rischiano di pregiudicare la stabilità del sistema Paese, delle famiglie, delle imprese e delle nostre banche. Su una vicenda di questa portata non può essere sufficiente l'audizione del ministro Gualtieri dinanzi alle Commissioni congiunte. Deve intervenire in prima persona il Presidente del Consiglio, che deve farsi carico del chiarimento che l'Assemblea, o almeno una parte di essa, chiede. Ribadiamo dunque la richiesta che il Presidente del Consiglio urgentemente la settimana prossima, nella data che vorrà, venga qui in Aula a riferire che cosa ha deciso o non ha deciso e quali decisioni sono state abbozzate o già prese nell'Eurogruppo sulla pelle dell'Italia e degli italiani. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Colleghi, c'è dunque la proposta identica avanzata da tre Capigruppo affinché il Presidente del Consiglio venga a riferire nell'Aula del Senato nel giorno che vorrà, come correttamente precisato dal senatore Ciriani. PERILLI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PERILLI (M5S) . Signor Presidente, intervengo sulla proposta di modifica del calendario. Vorrei che la questione fosse riportata correttamente, anche con riguardo a quanto lei ha appena riferito all'Assemblea per cui, in base alla proposta da ultimo formulata dal senatore Ciriani, il Presidente del Consiglio stabilirà un giorno in cui intervenire su richiesta dell'Assemblea. Per la verità in Conferenza dei Capigruppo abbiamo già detto che il Presidente del Consiglio... PRESIDENTE. Un giorno della prossima settimana. PERILLI (M5S) . Allora deve aggiungerlo, signor Presidente. PRESIDENTE. Ma lo avete sentito tutti, ci sono stati tre interventi. Che facciamo, siamo tra sordi? PERILLI (M5S) . Lei ha riassunto in modo diverso per l'Assemblea e qualcuno potrebbe non aver sentito. PRESIDENTE. La prego, senatore Perilli. PERILLI (M5S) . In ogni caso, signor Presidente, questo mi dà l'occasione per intervenire su quanto è stato detto, perché sembra che il Presidente del Consiglio non abbia dato la sua disponibilità. Il Presidente del Consiglio, come tra l'altro previsto da una risoluzione votata a giugno 2019 dopo aver raccolto le proposte in sede europea, ha dato la disponibilità di venire a riferire all'Assemblea prima di qualsiasi altra iniziativa, soltanto che ciò non avverrà nei modi, nei tempi e nel giorno esatto in cui chiede l'opposizione, ma questo non può significare automaticamente altro. PRESIDENTE. È chiaro. PERILLI (M5S) . È importante dunque riportare, sia in Aula che fuori di qui, com'è veramente la questione. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . La ringrazio per il suo intervento, senatore Perilli. Peraltro, mi sembra chiaro dagli interventi dei colleghi che l'hanno preceduta che la proposta di modifica del calendario attenga proprio alle modalità e ai tempi della presenza del Presidente del Consiglio. A fronte - lo preciso - della disponibilità del Presidente del Consiglio di venire in Aula il 10 dicembre, è stata sollecitata da tre Gruppi di opposizione l'opportunità che invece venga la prossima settimana in un giorno che potrà scegliere lui. Questo è il riassunto della vicenda. La differenza, che non è politicamente marginale, sta nel giorno in cui viene. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea relativa alla richiesta che il Presidente del Consiglio intervenga in Senato la prossima settimana. Non è approvata. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata . Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto gli studenti degli Istituti di istruzione superiore «Canudo-Marone» e «Galileo Galilei» di Gioia del Colle, in Provincia di Bari, che sono venuti a trovarci da una splendida terra, qual è la Puglia. (Applausi). Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare la relatrice. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, nel 2018 nel nostro Paese sono stati superati continuamente i limiti di legge dei valori di PM10 (il particolato e le polveri sottili) e di NO 2 (biossido di azoto). Ciò è accaduto in molti capoluoghi di Provincia, tra questi, Brescia, Lodi e Monza, tutte le città appartenenti all'area della Pianura Padana, ma non solo queste. Le principali fonti di emissione sono rappresentate dal traffico, il riscaldamento domestico e le emissioni industriali. Sul punto va ricordato che l'Unione europea ha aperto nei confronti dell'Italia due procedure di infrazione, la n. 2147 del 2014 e la n. 2043 del 2015, per mancata ottemperanza del nostro Paese agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50 della Comunità europea, relativa alla qualità dell'ambiente e per un'aria più pulita in Europa. Per il superamento in alcune zone dei valori limite di biossido di azoto (NO 2 ) e di polveri sottili (PM10) sappiamo che si sono verificate diverse morti, anche di bambini, come riportato ultimamente da tutti i giornali. Per tale ragione, il decreto clima è un'emergenza dal punto di vista della qualità dell'aria, per la salute dei cittadini italiani, ed anche climatica. Per migliorare la qualità dell'aria, quindi, abbiamo inserito delle misure che ci permettono di agire a livello locale, ma allo stesso tempo ci consentono di apportare un miglioramento al problema del riscaldamento globale. Il presente decreto-legge prevede, infatti, che entro novanta giorni dall'approvazione, sia varato il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici al fine di assicurare la corretta e piena attuazione della legislazione europea e nazionale in materia di contrasto al cambiamento climatico. Il decreto-legge clima, quindi, all'articolo 2, concernente la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, riduce le emissioni climalteranti nei Comuni interessati dalle suddette procedure di infrazione e migliora, allo stesso tempo, la qualità dell'aria con misure di incentivazione della mobilità sostenibile nelle aree metropolitane. Si parla di un buono mobilità che finanzia l'acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, o per l'utilizzo di servizi di mobilità condivisa ad uso individuale e anche di biciclette a pedalata assistita, e finanzia altresì i progetti per la creazione, il prolungamento, l'ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale. Il fondo ha una dotazione complessiva di 255 milioni di euro, suddivisi per gli anni compresi tra il 2019 e il 2024. Il buono potrà essere utilizzato anche per l'acquisto a favore di persone conviventi di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, e anche di biciclette, per i successivi tre anni. Per il finanziamento di questi progetti e anche per la creazione, il prolungamento e l'ammodernamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, il fondo prevede una spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2021, nella prospettiva di creare un circuito virtuoso, volto a diffondere la filosofia zero waste ed a comprendere la necessità, sempre più impellente, di ridurre i rifiuti prodotti, soprattutto quelli in plastica. A tale proposito abbiamo la misura incentivante prevista all'articolo 7 che riconosce, in via sperimentale, un contributo a fondo perduto a favore degli esercenti commerciali di vicinato o di media struttura, per incentivare la vendita di detergenti o prodotti alimentari sfusi o alla spina. È previsto un contributo massimo di 5.000 euro. Il limite complessivo previsto, invece, è di 20 milioni di euro per il 2010 e per il 2021. Inoltre, il contenitore offerto dall'esercente non dev'essere monouso. Sarà possibile portare anche da casa un contenitore che non sia usa e getta ma che sia compostabile o riutilizzato. Occorre, quindi, adottare misure che incentivino passi socialmente responsabili, come quello previsto dall'articolo 7, da parte di produttori e consumatori. Occorre promuovere lo sviluppo tecnologico e la ricerca per una più efficace transizione ecologica e per indirizzare l'intero sistema produttivo verso un'economia circolare. Ideale punto di partenza potrebbe essere ogni iniziativa utile alla decarbonizzazione dell'economia che comunque garantisca la sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell'Unione europea per la riduzione delle emissioni di gas serra. Tutto questo verrà fatto perché questo è un primo passo e doveva essere fatto adesso perché c'era un'urgenza e doveva chiudersi subito. Abbiamo altri due provvedimenti molto importanti che stanno arrivando. Tale prima misura, infatti, deve necessariamente essere accompagnata da molteplici iniziative capaci di favorire il viraggio del mix energetico, per passare dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili e dall'economia lineare all'economia circolare. Ritroverete sicuramente tutto questo nel nostro disegno di legge di bilancio e nel collegato ambientale. Con il decreto clima, in conclusione, noi abbiamo dato avvio a quello che noi chiamiamo il green new deal . Una strada intrapresa da questo Governo e da tutta la maggioranza che, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'ambiente Sergio Costa, stanno portando avanti in termini di programma. Di qui il decreto clima, da essi fortemente voluto che racchiude iniziative positive e concrete, interventi e misure urgenti in alcuni settori considerati estremamente vulnerabili al cambiamento climatico e che mirano a coinvolgere direttamente i cittadini spronandoli verso un radicale cambio di paradigma culturale. Ulteriori investimenti arriveranno, appunto, con la manovra economica e con il collegato ambientale, come ho appena detto. Questo è un cambio di passo evidente di questo Governo. Il cambiamento climatico si combatte con un approccio sistemico, da più fronti e con azioni mirate, step by step . Questo provvedimento rappresenta l'inizio di un percorso di sostenibilità. Non parlo solo di sostenibilità ambientale. Qui potrei parlarvi di quella sociale ed economica, che tutti conoscono, e di quella culturale. C'è un altro tipo di sostenibilità, che qui, all'interno di quest'Aula, io vorrei enunciare. Parliamo della sostenibilità politica. Perché vi dico questo? Perché, quando si parla di ambiente, l'ambiente è trasversale e tutte le parti devono mettere da parte quella che può essere una leggera differenza ideologica per andare tutti insieme a risolvere i problemi del nostro territorio e della nostra casa comune. Un territorio che apparterrà, un domani, ai nostri figli. L'inizio di un percorso di sostenibilità è quindi un tassello capace di inserire la protezione dell'ambiente tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale e, soprattutto, nell'intimo delle coscienze dei cittadini, per una rivoluzione culturale, ancor prima che economica, che possa condurci verso un modello di produzione e di vita sostenibile. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza. MARTELLI, relatore di minoranza . Signor Presidente, io ho preso un po' di appunti, ascoltando tutti gli interventi in discussione generale, e vorrei brevemente replicare, puntualmente, alle questioni più sostanziali che sono state dette durante questa discussione. Alcune repliche si sovrapporranno, nel senso che alcuni intervenienti hanno fatto delle considerazioni che si sono sovrapposte. Quindi, la risposta sarà unica e, magari, li richiamerò di volta in volta. Io procedo secondo l'ordine cronologico degli interventi. Senatore Ferrazzi, volevo farle osservare alcune cose. Secondo me, quando si parla di clima e si invocano la scienza e gli scienziati, tutto deve essere ricondotto a un rigoroso rispetto di quello che c'è nella letteratura scientifica. Non possiamo citare la scienza e poi inserire quello che desideriamo. Questo come regola generale. Il senatore ha fatto notare, relativamente alla situazione di Venezia, che si tratta di un problema generato dalla concomitanza di vari fattori, tra cui quello di una marea sizigiale dovuta alla combinazione dell'attrazione del sole e della luna con l'aggiunta di altri fattori meteorologici. Purtroppo, è solo un fattore meteorologico, cioè l'isolamento di una area di bassa pressione con venti di scirocco. Non che sia importante questo, ma quello che è importante replicare è che, se è pur vero che è un evento ciclico, a tutti quelli che hanno detto, che bisogna avere una prospettiva e che questo decreto-legge ha una prospettiva di lungo termine, a nessuno è venuto in mente di dire che quello di Venezia è un problema strutturale. Mano a mano che il livello del mare sale, qualunque tipo di paratoia mobile dovrà essere tenuta sempre più alta e, quindi, si creerà il grande problema che la laguna non avrà più un ricambio con il mare aperto, tenderà a diventare un ecosistema in anossia e sarà un disastro. Ebbene, un provvedimento di lungo termine deve guardare a questo. Non deve pensare a una barriera mobile da alzare ed abbassare al bisogno, perché, a un certo punto, dovendola tenere sempre alzata, il problema diventerà più grande. Se vogliamo parlare di clima - qualcuno ha parlato di finanziamenti e di stanziamenti al 2034 - si deve porre questo problema adesso. Sempre per quanto riguarda gli stanziamenti, sono stati citati 10 miliardi da parte sia del senatore Ferrazzi che della senatrice Floridia, dicendo - parole testuali - che in questo provvedimento vengono messi in campo 10 miliardi, che poi sono 8,8. Però andrebbe detto che i miliardi inizialmente erano 4,9 secondo la legge di bilancio dello scorso anno; quindi questo Governo ha solamente integrato le poste e le ha integrate su un arco temporale che arriva al 2034, mentre il precedente Governo l'aveva fatto al 2033. Ma le vere poste sono quelle per il 2020, perché già in questo decreto noi abbiamo visto costantemente definanziare interventi a favore di altri; quindi qualunque posta al 2029 è scritta sulla sabbia e la marea la porterà via. Per il 2020 peraltro non c'è nulla; c'era qualcosa per il 2021 (250 milioni, che adesso sono 350). Quindi di fatto la realtà è che questo Governo sta mettendo in campo 100 milioni per gli interventi su questo green new deal , che io chiamerei green new dream (se non green new nightmare ), per l'anno 2021. Questo provvedimento mette in campo 100 milioni per l'anno 2020 (75, più 15, più 10). Questi andrebbero confrontati - visto che è stato detto in altri interventi sulla transizione energetica verso le fonti rinnovabili - con il fatto che per la questione relativa al capacity market , cioè per il finanziamento della capacità di riserva da parte delle centrali a turbogas, sono previsti tra i 700 e i 900 milioni all'anno. Quindi per una supposta transizione si spendono 100 milioni, mentre per il capacity market si spende tra sette e nove volte tanto; siamo quasi a un ordine di grandezza. Sempre il senatore Ferrazzi (e non solo lui) ha parlato giustamente dell'importanza del concetto di nuovi impianti arborei. Io ho fatto una ricerca per vedere quant'è il costo medio dell'impianto di un ettaro. Siccome la situazione critica riguarda la Pianura Padana, è corretto considerare il costo medio di impianto per la Pianura Padana e ho reperito un valore di 7.500 euro per ettaro. Quindi con 15 milioni si fanno 2.000 ettari. Possiamo stimare a regime, sulla base della densità di popolazione di un pioppeto (200 alberi per ettaro), che sono 4 milioni. Questo, visto che è stato invocato come un importante intervento relativamente alla mitigazione delle emissioni CO 2 , va confrontato con il dato nazionale delle emissioni di CO 2 , che in realtà tiene conto solo delle emissioni localizzate. Facendo qualche conto le emissioni annuali dell'Italia per il 2017 sono state 620 milioni di tonnellate; per la loro mitigazione in un arco trentennale (tavole cormometriche alla mano), per alberi che possono raggiungere 2 tonnellate di massa nell'arco di trent'anni, servono qualcosa come 360 milioni di alberi. Quindi per combattere in un arco di trent'anni le emissioni di un anno servirebbero 360 milioni di alberi all'anno e se ne piantano forse 4 milioni; questa è l'entità dell'intervento. Ma andiamo avanti. Per quanto riguarda il senatore Quarto, del caso di Venezia ho già detto; quindi non ne parlo un'altra volta. Egli ha citato giustamente, ancora una volta, il concetto di riduzione delle emissioni climalteranti, che - ricordiamolo - ammontano a 35 miliardi di tonnellate. Non è certo con un piano forestale da 15 milioni che si può interferire con un processo da 35 miliardi di tonnellate. I calcoli dicono che con una densità di popolazione come quella che ho citato prima e con alberi a più rapida crescita, servono almeno 12 milioni di chilometri quadrati, cioè 1,2 miliardi di ettari (giusto per avere una proporzione di cosa stiamo andando a fare). Il senatore Quarto ha detto inoltre che il pianeta Terra ha un problema di emergenza climatica. Qui andrebbe precisato che il pianeta Terra non ce l'ha; al massimo ce l'abbiamo noi. Giusto per la cronaca, voglio ricordare che il più grande cambiamento climatico è stato originato da quello che ai tempi è stato il più grande veleno planetario, cioè l'ossigeno. Ebbene sì, l'ossigeno è stato il più grande veleno planetario: la più grande estinzione di massa è stata provocata dall'ossigeno. Pertanto, non è il pianeta ad avere il problema, al massimo siamo noi. Vorrei ora replicare al senatore Vallardi più che altro per tranquillizzarlo, perché ha parlato, secondo me in parte anche giustamente, del concetto di mezzo di trasporto agricolo, in particolare con riferimento al fatto che ci possa essere un intervento sulle accise e quindi sulle agevolazioni al gasolio agricolo. In primo luogo un trattore moderno è certamente meno inquinante se alimentato a metano piuttosto che se distrutto e sostituito da un trattore elettrico, che peraltro non esiste. Non esistono cioè trattori elettrici ad alimentazione autonoma; quelli che esistono hanno bisogno di una cabina di generazione energetica grossa come un container, che sta a lato del campo ed è connessa al trattore mediante un cavo. Pertanto, visto che vogliamo avere questa grande apertura, non dobbiamo computare solamente le emissioni stanti di un mezzo, ma anche tutte quelle che sono state causate dalla sua costruzione e dalla sua successiva distruzione. In ogni caso il gasolio agricolo non verrà messo in crisi per un motivo molto semplice che è legato alla raffinazione del greggio: quando si raffina il greggio, che ci piaccia o meno, il 30 per cento è sempre gasolio, miscela di idrocarburi con un certo peso molecolare. Quando raffiniamo il greggio non possiamo sperare che venga fuori solo benzina o solo gasolio o solo cherosene; viene quello che viene, in base alla leggerezza del gasolio medesimo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Pertanto, finché ci sarà raffinazione del greggio ci sarà gasolio. Quindi state tranquilli, non c'è un problema sul gasolio. Il vero tema che non è stato trattato è il seguente: visto che vogliamo avere un'apertura di lungo termine, dobbiamo interrogarci sulle batterie al litio. Non esiste una filiera mondiale di trattamento o di smaltimento, adesso si sta ponendo questo problema il più grande produttore, che è la Cina. Però non vogliamo affrontare questo tema perché la vera questione del futuro è questa: quando parliamo di economia circolare ci concentriamo sul vuoto a rendere della vaschetta di plastica, ma in realtà dobbiamo concentrarci sul problema delle batterie e su un secondo problema che concerne il costo di sostituzione del pacco batterie di un veicolo. Dopo cinque anni il pacco batterie va sostituito e il valore di un veicolo dopo cinque anni è inferiore al valore della sostituzione del pacco batterie; pertanto una mobilità elettrica deve per forza tener conto del fatto che c'è il rischio che aumenti l'obsolescenza programmata dei mezzi. Vorrei fare un'ultima importante precisazione rispetto a quanto detto dalla senatrice Gallicchio. È stato detto che giustamente il pianeta Terra ha subito un incremento termico valutabile mese per mese, ma in questo momento siamo a circa 0,87 gradi centigradi. Lei però ha citato i livelli preindustriali, che però in realtà sono quelli anteriori al 1750, quando eravamo usciti dalla piccola era glaciale; il più grande inverno di quell'epoca fu quello del 1708, di conseguenza non è quello il periodo di riferimento. Ogni Stato ha fornito il suo e l'Intergovernmental panel on climate change (IPCC) ne ha preso uno; per l'Italia la media di riferimento è quella trentennale fissa 1950-1980, oppure mobile 1970-2000. Quando parliamo di un incremento dobbiamo dire sempre rispetto a cosa, perché è sempre un dato relativo e mai assoluto. Per concludere replicando alla senatrice Gallicchio, è stato detto che si deve fare un passaggio verso le energie rinnovabili, ma allora perché il decreto FER1 di fatto ha tagliato le gambe a due su tre delle più importanti energie rinnovabili? Questa è la vera domanda alla quale la maggioranza dovrebbe dare una risposta e ancora la stiamo aspettando. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. COSTA, ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, preliminarmente desidero ringraziare tutti coloro che, veramente con grande impegno, hanno lavorato in 13 a Commissione, dalla presidente, senatrice Moronese, a tutti i commissari. Ho detto tutti perché il lavoro è stato fatto bene da tutti quanti, con un ampio dibattito interno alla Commissione, seguito dal mio Ministero. Allo stesso modo, ringrazio la relatrice, senatrice L'Abbate. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . Sono stato qui tutta la mattina e, come avete notato, ho preso nota e appunti di tutti gli interventi. Non ho fatto distinzione in base alla loro provenienza, se dalla maggioranza, piuttosto che dall'opposizione. Ho preso appunti perché è importante che il Ministro ascolti ciò che dice il rappresentante del Senato e anche perché possono emergere delle idee supplementari che non vanno assolutamente trascurate. Prendere appunti è, per me, non soltanto un gesto di cortesia e rispetto, ma anche qualcosa di molto concreto. Lo dico in questi termini perché tutto ciò che deriverà successivamente dall'approvazione - mi auguro - del disegno di legge non verrà perso. Tutto ciò che non sarà dentro, per varie motivazioni, non sarà sicuramente perso: verrà recuperato, ove è possibile, nel disegno di legge di stabilità o nel cosiddetto collegato ambientale, che, come sapete, si colloca all'inizio dell'anno nuovo e ha un percorso agevolato. Dico questo non per dare un contentino a qualcuno, ma perché si tratta di un gesto di rispetto non solo mio, ma del Governo nei confronti di chi ha prodotto un'idea che proviene dal dibattito che, ovviamente, a sua volta, è sorto nella Commissione territorio, ambiente, beni ambientali. Pertanto, con molta franchezza e trasparenza, reputo necessario ringraziare veramente tutti per questo lavoro. Vengo ora a qualcosa di molto concreto. Voi sapete che uno degli elementi che sta spingendo verso la transizione ecologica è ciò che ci dicono le Nazioni Unite e che certifica l'IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), che è sostanzialmente il braccio scientifico delle Nazioni Unite, a beneficio di tutto il Pianeta. Quando ci dice che, dall'inizio della rivoluzione industriale, la concentrazione atmosferica di CO 2 (anidride carbonica) è aumentata del 40 per cento, si tratta di un dato accertato e non supponibile. Voi conoscete sicuramente tutti questi dati. Quando ci dice che tutte le emissioni di gas climalteranti sostanzialmente provengono dall'attività antropica, cioè dell'essere umano, è un dato accertato. Quando l'Organizzazione mondiale della sanità ci rammenta le cosiddette malattie o morti premature in ordine a questioni ovviamente collegate alla pressione climatica, ci ricorda cose significative che riguardano la vita e la morte. Sappiamo che l'Italia è anche sotto procedura di infrazione, in particolare, in questo caso, per la qualità dell'aria, lamentando - ahimè - 80.000 decessi prematuri, e anche per la qualità dell'acqua (ecco perché troviamo all'interno del provvedimento in esame interventi per la qualità dell'acqua). Da quasi tutti gli interventi di questa mattina è emerso che non è esaustivo il disegno di legge clima, come viene chiamato nel gergo mass-mediatico (in realtà - voi lo sapete - il nome del provvedimento è ben diverso e riguarda la qualità dell'aria e altro ancora). Tuttavia, per intenderci e per comodità espositiva, chiamiamolo decreto-legge clima. È effettivamente vero e in qualità di Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e quindi rappresentante del Governo non posso negarlo: il provvedimento non è esaustivo, né potrebbe esserlo in un percorso che si sta intraprendendo. Tenete conto che quel percorso però è iniziato con la legge di bilancio del 2019, in cui si è votato, per esempio, il credito d'imposta a favore delle partite IVA che producevano con bioplastiche o plastiche compostabili: ciò nasceva in una compagine di governo diversa dall'attuale, ma che aveva lo stesso senso e lo stesso percorso, quello di tutela rispetto ai cambiamenti climatici e alle abitudini del nostro Paese. Quel percorso poi è proseguito. Immaginiamo per esempio il PNIEC (Piano nazionale integrato per l'energia e il clima), steso dal precedente Governo, che è stato definito nel giugno 2019 dall'Unione europea come tra i primi tre migliori piani energia e clima d'Europa. Ciò vuol dire che ce ne sono altri 25 che non hanno il nostro profilo e il nostro standing . Si tratta di un orgoglio italiano e di nuovo un pezzetto di strada che si è compiuto. Un altro pezzettino è il decreto-legge clima, un pezzettino di una visione più ampia. Poi ci sarà, entro fine dicembre, la legge di bilancio con il green new deal e dopo ci sarà il collegato ambientale: tutto questo in una visione più ampia che è l' european green deal , quello cioè di Ursula von der Leyen. Intendo dire che se pensiamo a questa norma da sola non è esaustiva; se invece mettiamo insieme queste norme componiamo una visione di tutela ambientale rispetto alla vicenda dei cambiamenti climatici che ovviamente dura più del tempo di questa legislatura. È pluriennale e plurilegislatura: è un investimento nel tempo. Questo lo dobbiamo sapere tutti. Ho apprezzato molto il lavoro fatto in Commissione e che avete fatto voi tutti, anche stamattina, perché il decreto-legge clima com'è stato presentato aveva necessità di elementi supplementari. Dalla Commissione ambiente sono venuti elementi supplementari interessanti. Pensate a com'è stato arricchito l'articolo 1 con l'aggiunta dell'articolo l- bis : parliamo del CIPESS, cioè il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. È molto significativo, per cui chi sostiene che non c'è una visione non ha veramente contezza di cosa faccia il CIPE. La visione è pluriprogrammatica e va oltre. Ecco perché è importante l'articolo 1. Gli articoli successivi sembrano scollegati tra di loro, ma non lo sono: sono dei microinterventi. Non voglio entrare nel dettaglio tecnico, che ha sviluppato la relatrice (la ringrazio nuovamente per questo), ma qual è l'elemento? Se per il CIPE abbiamo una visione programmatica (e di questo devo ringraziare pubblicamente non solo il senatore che ha prodotto l'emendamento, ma anche il sottosegretario Fraccaro che ha condiviso questo percorso, ricordando che lui è il responsabile per il CIPE), ricordiamo che quando parliamo di mobilità, di riforestazione urbana, di informazione ai cittadini, di consapevolezza dei consumi/ green corner , stiamo parlando al singolo cittadino e alle famiglie. In questo decreto-legge clima, oltre a definire una programmazione pluriannuale, noi stiamo dicendo al cittadino, alla famiglia e alla impresa che possono fare delle piccole scelte e che lo Stato li aiuta con gli incentivi. Li aiutiamo con gli incentivi; non li comprimiamo in modo diverso, ma li aiutiamo a fare la scelta. È una scelta ed è quindi libera. Vuol dire che ogni cittadino, ogni famiglia e ogni impresa può fare la sua scelta. Sono scelte semplici, non sono scelte articolate: scegliere di avere una bicicletta a pedalata assistita, di prendere un mezzo pubblico o di comprare prodotti sfusi. Sono scelte che possiamo fare noi, le nostre famiglie e le famiglie dei 60 milioni di italiani. Si possono fare in ogni momento. Signor Presidente, mi avvio a concludere. PRESIDENTE. Le ho concesso un minuto in più. COSTA , ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare . Allora questo è l'elemento. Circa la riforestazione, non avete idea di quanto sia intasata la casella di posta elettronica del Ministero di mail dei cittadini che ce lo chiedono. L'informazione ai cittadini è la vera espressione della Convenzione di Aarhus, per cui ogni cittadino può, con un solo clic su un portale, sapere cosa succede nel mondo ambientale d'Italia e d'Europa. Oggi il cittadino se le deve andare a prendere ovunque queste informazioni. A chi chiediamo di farlo? All'ISPRA. Pensate alle zone economiche ambientali (ZEA): finalmente diamo agio a chi vive nelle zone dei parchi nazionali, per dare un di più, per essere sempre il Paese della bellezza e della tutela della natura. Oppure pensate a quanto sia importante la VIS (valutazione di impatto sanitario) nei siti di interesse nazionale. Le macchinette mangiaplastica: tutti noi ci lamentiamo perché le vediamo in tutta Europa e non in Italia; oggi le possiamo vedere anche in Italia. Sono piccole cose che il cittadino sente sulla pelle, senza nessun'altra pretesa, perché il resto verrà nell'ottica della visione complessiva che vi ho descritto finora. Vi ringrazio tutti per il lavoro che avete svolto. (Applausi dai Gruppi M5S e PD. Commenti del senatore Ruspandini). L'ABBATE, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, sono arrivati adesso i pareri della Commissione bilancio. Avremmo bisogno di circa trenta minuti: il tempo per verificare gli emendamenti accantonati. Li abbiamo ricevuti solo ora. PRESIDENTE . Se i pareri sono arrivati adesso, la relatrice ha bisogno di tempo. Sospendo la seduta per trenta minuti esatti, non di più. (La seduta, sospesa alle ore 17,19, è ripresa alle ore 17,55) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario e Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto", convocazione PRESIDENTE . Comunico che, d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati, le Commissioni parlamentari di inchiesta sul sistema bancario e finanziario e sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" sono convocate martedì 3 dicembre, alle ore 10, per procedere alla propria costituzione. Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. Onorevoli colleghi, la Presidenza, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento dichiara improponibili gli emendamenti 1.0.13 (testo 2) limitatamente alla seconda parte, 2.0.701, 4.32, 4.45, 4.58, 4.61 (testo 2) limitatamente al comma 4- bis , 4.0.31, 4.0.32, 4.0.33, 5.10 (testo 2), 5.36, 5.37, 5.0.2, 5.0.4, 5.0.7, 8.0.2, 8.0.14, 8.0.15, 8.0.16 e 8.0.19 per estraneità al contenuto del decreto-legge. Risultano, altresì, inammissibili gli emendamenti 8.0.12 e 8.0.13 in quanto modificano una fonte normativa non avente forza di legge. Con riferimento ai subemendamenti presentati, la Presidenza dichiara improponibile il subemendamento 4.0.851/2, limitatamente alle parole da «A tal fine» fino alla fine del subemendamento, in quanto estraneo all'oggetto del decreto-legge. Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . Saluto a nome dell'Assemblea i docenti e gli studenti dell'Istituto comprensivo «Pignataro Maggiore-Camigliano», in provincia di Caserta, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1547 PRESIDENTE . Gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli da 3 a 8 del decreto-legge si intendono illustrati. Sospendo brevemente la seduta in attesa della predisposizione del fascicolo degli emendamenti. (La seduta, sospesa alle ore 18,03, è ripresa alle ore 18,12) . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti 01.1, 1.2 e 1.3 e favorevole sugli emendamenti 1.1 (testo 2), 1.4 e 1.5. Gli emendamenti 1.8, 1.9, 1.10, 1.11 e 1.12 sono stati ritirati. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.6 e parere contrario sull'emendamento 1.13. Il parere è favorevole sull'emendamento 1.14 (testo 3). Gli emendamenti 1.15, 1.16, 1.19, 1.20, 1.22 e 1.23 sono stati ritirati. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.17, 1.18 e 1.21 (testo 2) e 1.24. Anche l'emendamento 1.200 è stato ritirato. PRESIDENTE. A noi non risulta ritirato. L'ABBATE, relatrice . Stiamo verificando. In caso non venisse ritirato, esprimo parere contrario sull'emendamento 1.200. Quanto all'ordine del giorno G1.100, esprimo parere favorevole sull'impegno a) e contrario sull'impegno b) . Relativamente agli aggiuntivi gli emendamenti 1.0.1, 1.0.526 e 1.0.4 sono stati ritirati. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.0.5 (testo 3). L'emendamento 1.0.6 è stato ritirato. Esprimo invece parere contrario sull'emendamento 1.0.7 (testo 3)/100. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.0.7 (testo 3). Esprimo inoltre parere contrario sugli emendamenti 1.0.8 (testo 2)/100, 1.0.8 (testo 2)/101 e 1.0.8 (testo 2)/102. Chiedo invece, in qualità di relatrice, di ritirare l'emendamento 1.0.8 (testo 2) della Commissione. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Lo faccio mio, Presidente. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. L'ABBATE, relatrice . Esprimo pertanto parere contrario sull'emendamento 1.0.8 (testo 2), nonché sugli emendamenti 1.0.9, 1.0.11, 1.0.12 e 1.0.13 (testo 2). Gli emendamenti 1.0.19, 1.0.10 e 1.0.17 sono stati ritirati. PRESIDENTE. L'emendamento 1.0.13 (testo 2) è improponibile limitatamente alla seconda parte, dalla parola «conseguentemente» fino al termine dell'emendamento. L'ABBATE, relatrice . Esprimo quindi parere contrario sulla prima parte dell'emendamento 1.0.13 (testo 2). L'emendamento 1.0.14 è stato ritirato. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.0.18, 1.0.15, 1.0.16 e 1.0.20. Gli emendamenti 1.0.21 e 1.0.22 sono stati ritirati. Esprimo parere contrario sull'emendamento 1.0.700. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 1.200, a mia prima firma, mi era sembrato di capire che ne avevamo chiesto l'accantonamento, se possibile. Oppure ho sentito male. PRESIDENTE. Su tale emendamento la relatrice ha espresso parere contrario. Aggiungo che vi è il parere contrario della 5 a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FLORIDIA (M5S) . Prima risultava accantonato, per cui chiedo alla relatrice se si può accantonarlo. PRESIDENTE. Senatrice Floridia, la relatrice ha già spiegato che è contraria, e c'è una contrarietà anche della 5 a Commissione. PESCO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PESCO (M5S) . Signor Presidente, temo che la relatrice si sia sbagliata, forse. Inoltre, vorrei chiedere un accantonamento... PRESIDENTE. Scusi, presidente Pesco, la relatrice avrebbe sbagliato in relazione all'emendamento 1.200? PESCO (M5S) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Sta parlando di questo emendamento, su cui c'è anche la contrarietà della 5 a Commissione? PESCO (M5S) . Signor Presidente, sto parlando dell'emendamento 1.200. Chiediamo alla relatrice qual è il parere. Io non penso sia contrario. PRESIDENTE. Il parere è stato espresso ed è contrario. E c'è anche il parere contrario della 5 a Commissione. PESCO (M5S) . Su questo chiederei, se possibile, un accantonamento. PRESIDENTE. Non è possibile l'accantonamento dopo che il parere è già stato dato. Non capisco come possa essere accantonato un emendamento sul quale è già stato espresso il parere. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 01.1 e chiedo di trasformarlo in ordine del giorno. PRESIDENTE. Senatrice, lo dirà appena inizieremo l'esame degli emendamenti. Adesso stiamo parlando dell'emendamento 1.200. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, in relazione all'emendamento 1.200 ieri, in Commissione bilancio, è stato espresso un parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Quindi adesso vorrei chiedere al Presidente della Commissione bilancio perché ieri c'era la contrarietà ai sensi dell'articolo 81 mentre oggi improvvisamente si chiede di accantonarlo. Vorrei solo un chiarimento. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei stigmatizzare in quest'Aula che alle ore 18,20 ancora non siamo riusciti ad iniziare a votare gli emendamenti, a causa della totale incompetenza e disorganizzazione di questa maggioranza. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Non è possibile, alle 18,20. Non c'è neanche il testo. È la terza volta che riscrivo gli emendamenti (sì, no, astenuto), non mi è arrivato ancora il testo. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az) . Scusate, adesso secondo loro dovremmo avere un ulteriore testo - e questo sarebbe l'ambiente - dove un'altra volta andare a rivederci il tutto. DE PETRIS (Misto-LeU) . Di cosa parla? GALLONE (FI-BP) . Come, di cosa parlo? Di un altro testo, perché questo del 20 novembre è vecchio. MORONESE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Presidente, intervengo solo per chiarire. Noi eravamo già pronti, ovviamente oggi c'era la scadenza per la presentazione dei subemendamenti, si è dovuto avere il tempo per fascicolarli e trasmetterli alla Commissione bilancio. Dopo il parere della Commissione bilancio, c'è stata la richiesta di una mezz'ora per verificare i pareri della 5 a Commissione, quindi il tempo per arrivare alle 18, permettere agli uffici di stampare e dare a voi tutti un fascicolo sul quale lavorare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Cerchiamo pertanto di non perdere altro tempo con strumentalizzazioni inutili. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Invito il rappresentante del Governo a esprimere il proprio parere, perché ancora non lo ha fatto. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, avevo espresso parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 01.1. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, in Aula, dopo che vengono dati i pareri, si va per ordine, quindi mi ero prenotata per tempo, perché altrimenti ognuno prende la parola su vari emendamenti. PRESIDENTE. Ha ragione, infatti non è una conduzione facile, abbia pazienza. DE PETRIS (Misto-LeU) . Anche perché i fascicoli, quando sono pronti, li si vanno a prendere. Non lo dico a lei. La relatrice ed il rappresentante del Governo avevano dato parere contrario sull'emendamento 01.1, io l'ho ritirato e ho consegnato una proposta di ordine del giorno sulla quale chiedo se vi sia parere favorevole. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, anche il Governo è favorevole ad accogliere l'ordine del giorno. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.1010 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.2. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Presidente, ritiro l'emendamento 1.2 e il successivo 1.3, perché sono di contenuto analogo all'emendamento 1.4, su cui è stato dato parere favorevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.9 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.8 e 1.10 sono stati ritirati. Sull'emendamento 1.13 la 5 a Commissione ha espresso un parere non ostativo condizionato a riformulazione. Senatore Arrigoni, accoglie la riformulazione? ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.13 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.11 e 1.12 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.14 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.15 e 1.16 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17, presentato dalla senatrice Borgonzoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.18, presentato dalla senatrice Borgonzoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.19 e 1.20 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 1.21 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.21 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.22 e 1.23 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.24, presentato dal senatore De Vecchis. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. FLORIDIA (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FLORIDIA (M5S) . Lo ritiro, Presidente. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Presidente, lo faccio mio e ne chiedo la votazione. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.200, presentato dalla senatrice Floridia e da altri senatori, successivamente ritirato e fatto proprio dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Sull'ordine del giorno G1.100 il Governo è disposto ad accoglierlo limitatamente alla lettera a) del dispositivo. Chiedo ai presentatori se accolgono la richiesta del Governo. LA MURA (M5S) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G1.100 (testo 2) non verrà posto ai voti. Gli emendamenti 1.0.1, 1.0.526 e 1.0.4 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.5 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.6 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.7 (testo 3)/100, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.7 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8 (testo 2)/100, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.8 (testo 2)/101, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8 (testo 2)/101, presentato dai senatori Taricco e Biti. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.8 (testo 2)/102, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, l'emendamento precedentemente presentato dalla Commissione istituisce il famoso programma per la predisposizione dell'eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi. Ho sentito tanto nominare questi famosi 14 miliardi di sussidi che dovrebbero essere eliminati anche progressivamente, ma all'atto pratico, quando c'è la possibilità di farlo, la risposta diventa negativa. Pertanto, avevo ragione quando in sede di replica ho detto che ci sono delle buone intenzioni, ma in pratica le cose non vengono fatte. Questo era il momento per partire. Con l'emendamento non si chiedeva di farlo e non si mettevano neanche delle cifre; si diceva: istituiamo un tavolo che studi come farlo progressivamente. Lo scalino inferiore a questo emendamento è: non facciamo niente. L'unica alternativa alla bocciatura dell'emendamento è non fare niente. Per questo motivo dichiaro il mio voto favorevole sull'emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8 (testo 2)/102, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.8 (testo 2), presentato dalla Commissione, successivamente ritirato e fatto proprio dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.9, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.9, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.19 e 1.0.10 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.11, identico all'emendamento 1.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, prima ancora di ascoltare il parere volevo difendere l'emendamento in un'ottica di valorizzazione energetica di aree già compromesse da un punto di vista ambientale perché si ritiene opportuno, nel momento in cui gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili vengono impiantati su terreni gravemente compromessi dal punto di vista ambientale e, quindi, non più utilizzabili come terreni agricoli o per qualsiasi altro uso, poter superare il divieto e consentire di fatto l'accesso agli incentivi statali. La norma, infatti, ha una mera connotazione giuridica e non finanziaria e, quindi, non porta aggravio per le spese statali. Sarebbe, invece, una buona cosa per poter utilizzare in maniera virtuosa dei terreni compromessi dal punto di vista ambientale, che, in caso contrario, rimarrebbero deserti. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 1.0.12. In quest'Aula i membri della maggioranza e il Ministro hanno detto quanto sia importante questo provvedimento ai fini del contrasto ai cambiamenti climatici. Dopo le parole bisogna anche passare ai fatti e i contrasti ai cambiamenti climatici si mettono in atto perseguendo gli obiettivi inseriti nel Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) come la riduzione di CO 2 , l'aumento dell'efficientamento energetico degli edifici e anche l'aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili. Per questo il Governo e, in particolare, il Ministero dello sviluppo economico, nel mese di luglio ha emanato un decreto ministeriale che prevede degli incentivi per i nuovi impianti realizzati da fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico), dando priorità a quegli impianti che vengono realizzati su discariche e lotti di discariche chiusi e ripristinati e cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento. Questi, una volta che le cave sono dismesse e le discariche sono esaurite, assumono la destinazione d'uso agricola. Peccato che c'è un decreto-legge (il n. 1 del 2012) che, all'articolo 65, vieta proprio di percepire gli incentivi per gli impianti fotovoltaici realizzati su aree agricole. Ci sono dunque due norme confliggenti fra di loro, conflitto che il nostro emendamento, come quello presentato dal Gruppo Forza Italia, a prima firma della senatrice Gallone, vuole superare. Noi ci troviamo ad avere un parere negativo perché la Commissione bilancio e il Ministero dell'economia, impegnati sulla legge di bilancio, non hanno voluto predisporre una relazione tecnica. Questo emendamento, però, non comporta maggiori oneri per la finanza pubblica. (Applausi della senatrice Gallone) . Esso vuole sanare una discrepanza tra due leggi dello Stato. Quindi, alla luce di queste considerazioni e di quelle svolte dalla collega Gallone, chiedo alla maggioranza e al rappresentante del Governo di rivedere la propria posizione in ordine a questa proposta emendativa. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.11, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 1.0.12, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 1.0.17 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.13 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 1.0.13 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, fino alle parole «gli interventi -». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.0.18 e 1.0.15. L'emendamento 1.0.14 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.0.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.16, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.0.20, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.20, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.0.21 e 1.0.22 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.700, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 2.4, mentre il parere è favorevole sull'emendamento 2.5. Gli emendamenti 2.7 e 2.8 (testo 2) sono stati ritirati. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 2.8 (testo 2). L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.16, 2.22, 2.30, 2.33, 2.38 e 2.39. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 2.8 (testo 2), 2.12, 2.19, 2.21, 2.1, 2.2, 2.23, 2.24, 2.25, 2.28, 2.33/100, 2.34, 2.35, 2.37, 2.32, 2.40, 2.207, 2.0.1 (testo 2), 2.0.2, 2.0.6, 2.0.4, 2.0.5 e 2.0.700. Gli emendamenti 2.9, 2.11, 2.13, 2.14, 2.15, 2.10, 2.17, 2.18, 2.20, 2.3, 2.26, 2.27, 2.29, 2.31, 2.36, 2.41, 2.42 e 2.0.3 sono stati ritirati, mentre l'emendamento 2.0.701 è improponibile. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 2.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, al di là del fatto che - ribadisco - mi avete fischiato, ma, come vedete, mancano ancora i fascicoli, l'emendamento 2.4 nasce dalla necessità che al termine «sostenibile ecologicamente» sarebbe opportuno affiancare la definizione «sostenibile economicamente» con incentivi, come giustamente diceva prima il Ministro, e non penalizzando la crescita economica, perché diritto alla salute e diritto al lavoro sono strettamente legati e l'uno non può escludere ovviamente l'altro. Ricordiamo che proprio sul green new deal , all'italiana, si basa anche la manovra di bilancio che penalizzerà, anziché incentivarla, la crescita economica. Quindi noi vogliamo dare un segnale, aumentando gli stanziamenti, non prendendoli dal fondo per le bonifiche ma dal reddito di cittadinanza per aumentare le dotazioni in capo agli incentivi per l'ambiente. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.4, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.5, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.7 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.8 (testo 2), sul quale la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei spiegare il motivo per il quale ho fatto mio questo emendamento che interviene sull'erogazione e la gestione dei buoni mobilità di cui possono usufruire cittadini che risiedono in 3.200 Comuni del Paese, cittadini che hanno macchine euro zero o inferiori, o motocicli euro 2 o euro 3 a due tempi. Questo emendamento pone il tema di chi deve gestire le centinaia di migliaia di domande per fruire del buono mobilità. Se non specifichiamo chi è il soggetto che deve intervenire (questo emendamento indica la Regione dove si trova il Comune interessato) rischiamo di varare una misura che di fatto sarà inattuabile perché non c'è un soggetto gestore. Se bocciamo questo emendamento, a questo punto, chi sarà l'ente che dovrà gestire queste centinaia di migliaia di buoni mobilità? Il Ministero dell'economia e delle finanze oppure il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare? Questo è il senso di questo emendamento. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.8 (testo 2), presentato dalla senatrice Pavanelli e da altri senatori, successivamente ritirato e fatto proprio dal senatore Arrigoni. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.9 e 2.11 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.12, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.13, 2.14 e 2.15 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.16, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.10, 2.17 e 2.18 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.19, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.20 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.21, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori, identico all'emendamento 2.2, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 2.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.22, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.23, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.24, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, fino alle parole «pneumatici ricostruiti,». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.25. Gli emendamenti 2.26 e 2.27 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 2.28, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.28, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.29 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.30, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.31 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.33/100, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.33, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti da 2.34 a 2.32. L'emendamento 2.36 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.38, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.39, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.40, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.40, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 2.41 e 2.42 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.207, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.1 (testo 2) è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.2, presentato dal senatore Ortis e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, intervengo per chiedere una specificazione. Io avevo compreso che l'emendamento 2.0.1 (testo 2) non fosse stato ritirato dal senatore Girotto. Da quanto avevo compreso, egli lo avrebbe mantenuto e il parere sarebbe stato contrario. PRESIDENTE. Senatrice Gallone, il senatore Girotto ha poi comunicato alla Presidenza che ritirava l'emendamento in questione. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, allora chiedo di farlo mio e ne chiedo la votazione. MORONESE (M5S) . Ma siamo passati oltre! GALLONE (FI-BP) . Siamo passati oltre perché io non avevo compreso che questo emendamento era stato ritirato. Io ho sentito... PRESIDENTE . Senatrice Gallone, la Presidenza l'autorizza a fare suo l'emendamento 2.0.1 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.1 (testo 2), presentato dal senatore Girotto e da altri senatori, successivamente ritirato e fatto proprio dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.6, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.3 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CAMPARI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, questo emendamento va nella direzione di aiutare chi lavora tutti i giorni. Esso, infatti, prevede degli incentivi per il cambio dei mezzi di lavoro, che sono poi quelli più leggeri, quelli del fornaio, piuttosto che i vari mezzi che vediamo tutti i giorni utilizzati da chi lavora e da chi spende sudore per il proprio lavoro. Si parla di utilizzare lo stesso metodo previsto dal bonus per l'edilizia, vale a dire prevedere una detrazione di imposta lorda che varia in funzione del 40 o 55 per cento, se si rottama o non si rottama un veicolo più inquinante. Sarebbe a nostro avviso un bel segnale attuare una misura che possa essere utile ed utilizzata effettivamente piuttosto che non degli interventi semplicemente spot e di pubblicità. Riteniamo che sarebbe necessario cambiare registro e portare un cambio di rotta, andando a dare degli incentivi per cambiare, piuttosto che tassare ciò che si sta utilizzando per lavoro e che, non per volontà, non si riesce a cambiare. Bisogna aiutare e non punire. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.4, presentato dal senatore Campari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.5, presentato dalla senatrice Pergreffi e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.700, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.701 è improponibile. Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.5 e 3.6. Ritiro l'emendamento 3.8. PRESIDENTE. Senatrice L'Abbate, in qualità di relatrice, lei non può ritirare un emendamento presentato dalla Commissione. Prima le abbiamo dato questa possibilità in quanto aveva fatto proprio un emendamento. Lei però non rappresenta la Commissione, che è composta da vari membri; quindi non può ritirare l'emendamento 3.8. L'ABBATE, relatrice . Mi viene detta una cosa diversa rispetto a quello che mi era stato detto prima. Esprimo allora parere contrario sull'emendamento 3.8. Esprimo altresì parere contrario sugli emendamenti 3.7, 3.9 e 3.10. Esprimo quindi parere favorevole sull'emendamento 3.11 e parere contrario sull'emendamento 3.13/100. Il parere è poi favorevole sull'emendamento 3.13 e contrario sugli emendamenti 3.14, 3.15 e 3.17. Esprimo infine parere favorevole sugli emendamenti 3.18 e 3.19 (testo 2) e parere contrario sugli emendamenti 3.821, 3.0.1, 3.0.2, 3.0.3 (testo 2) e 3.0.4. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,01) PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 3.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.2. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUFA (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, premesse le notevoli restrizioni legate alla poca disponibilità dell'articolo 3 (10 milioni di euro per il 2020), sicuramente dovute alla politica, che ha già provveduto alla soppressione del Ministero per le disabilità e la famiglia, non capisco perché all'articolo 3, comma 1, non siano compresi e inseriti come condizione i servizi di trasporto di persone con disabilità. Spero che si prenda coscienza di questa scelta. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dal senatore Rufa e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 3.3 e 3.4 sono ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.5, presentato dal senatore Martelli. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.6, presentato dal senatore Pazzaglini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.8. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei sottolineare come la relatrice abbia espresso parere contrario sull'emendamento 3.8, la cui formulazione originaria era a firma di senatori leghisti, approvato dalla Commissione non all'unanimità. Evidentemente, dopo l'approvazione in Commissione, sono subentrate delle tensioni all'interno delle forze politiche della maggioranza che hanno portato a cambiare il parere. Desidero tuttavia sottolineare il senso di questo emendamento. L'articolo 3 intende aiutare il trasporto scolastico sostenibile stanziando delle risorse pubbliche per acquistare pulmini elettrici o ibridi e tutti sappiamo che di pulmini elettrici ce ne sono pochi. Con l'emendamento 3.8 volevamo fare in modo che le amministrazioni comunali potessero acquistare, oltre a questi mezzi, anche quelli con omologazione non inferiore a Euro 6 immatricolati per la prima volta dopo il 31 agosto 2019, perché dal 1° settembre nell'Unione europea sono stati introdotti dei limiti emissivi massimi assolutamente più ridotti. Noi riteniamo che questa contrarietà sia demagogica e all'insegna di un ideologismo che fa male al nostro Paese, pertanto ribadiamo convintamente il voto favorevole all'emendamento 3.8. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORASSUT , sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, vorrei chiarire che a una prima lettura dell'emendamento 3.8 effettivamente è stato compiuto un errore di interpretazione, per cui la Commissione è stata tratta anche in inganno dal parere del Governo per un errore di interpretazione della norma proposta. Infatti, ad una seconda e più attenta lettura risulta evidente che il testo propone di dare incentivi a mezzi a trazione diesel, quindi andando in contraddizione, anche se le osservazioni del senatore Arrigoni sono pertinenti, trattandosi di mezzi recentemente immatricolati, ma a trazione diesel. Il parere è quindi contrario. (Commenti dal Gruppo L-SP-PSd'Az). GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei associarmi all'intervento del collega Arrigoni, perché anche io avevo presentato un emendamento simile, correttamente non approvato perché non ero stata attenta alla questione dell'immatricolazione dopo il 31 agosto, quindi poi ho votato a favore dell'emendamento 3.8. Stiamo parlando di trasporto scolastico e di scuole; non possiamo obbligare le scuole a effettuare una spesa così importante, a meno che il Governo non decida di creare un fondo apposito per sostituire il parco pulmini delle scuole e a quel punto ovviamente saremmo favorevoli. Lasciare la possibilità di acquistare veicoli con omologazione non inferiore a Euro 6 immatricolati dopo il 31 agosto e con limiti di emissione così bassi secondo me aiuterebbe senz'altro la scuola che, come sapete bene, già versa in condizioni non felici. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, voterò questo emendamento coerentemente con quanto fatto in Commissione, dove ho votato contro. Apprezzo che dopo ventiquattr'ore di riflessione, il mio intervento in Commissione, in cui dicevo proprio questo e che aveva avuto scarsissimo successo, abbia sfondato. Però - c'è sempre un però - vorrei far notare una cosa, ricollegandomi all'emendamento 3.5. In questo momento veicoli a trazione ibrida gasolio-elettrico non ce ne sono. Quindi, sul piatto della bilancia ci sono, da una parte, benzina più elettrico e, dall'altra, un gasolio Euro 6. Malauguratamente, tutti gli studi dicono che in questa configurazione le emissioni minori, "dalla culla alla tomba", sono quelle del gasolio Euro 6. Questo era il motivo per cui la proposta era la seguente: togliamo di mezzo sia l'ibrido, che l'Euro 6 e mettiamo direttamente le fuel cell , che - lo ricordo - non sono solo sperimentali perché ci sono tre modelli attualmente commercializzati in Italia. C'è un solo distributore a Bolzano, ma - ripeto - il prodotto è già commercialmente disponibile. Questo è il vero salto verso una mobilità a emissioni localmente zero. Quindi, ben venga questo ripensamento, però rimane il problema dell'ibrido a benzina, che inquina più del gasolio Euro 6. Dico questo giusto perché il rigore viene prima di tutto. MORONESE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORONESE (M5S) . Signor Presidente, il mio orientamento sull'emendamento in esame è contrario, così come giustamente esposto dal Sottosegretario. Intervengo anche per rispondere alla collega Gallone, che chiedeva l'istituzione di un fondo per permettere alle scuole l'acquisto di mezzi non impattanti. L'articolo 3 del decreto-legge dispone lo stanziamento di 20 milioni di euro per due anni per l'acquisto di mezzi ibridi o elettrici a sostegno della mobilità scolastica. Magari una lettura attenta dell'articolo 3 avrebbe potuto aiutare. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.8, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.7, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.9, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.10, presentato dal senatore Pazzaglini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.11, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13/100, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.13, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 3.14, 3.15 e 3.17. L'emendamento 3.16 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.18, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.19 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.821, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, all'interno del provvedimento c'è la parte riguardante l'educazione ambientale. Questa mia proposta emendativa era aggiuntiva, perché riprende un mio antico pallino, ossia quello di inserire all'interno delle gite di istruzione l'educazione ambientale pratica, nel senso di favorire i viaggi di istruzione e le visite guidate volti a far conoscere l'importanza del patrimonio naturale e paesaggistico, anche attraverso interventi diretti di preservazione e pulizia dei luoghi e dei territori. Ultimamente, con i Fridays for future e lo stimolo arrivato da Greta, i ragazzi lo stanno cominciando a fare in maniera autonoma. Io presentai nel 2008 un disegno di legge sulla materia e venni insultata, oggi invece è di estrema attualità. Si potrebbe anche prevedere, ma questo si può fare in via di decreto attuativo, di fare in modo che queste gite, con questa finalità, possano avere un sollievo anche economico per i ragazzi che le fanno. Non lo propongo ufficialmente in questa sede, altrimenti non verrebbe preso in considerazione, ma sarebbe buona cosa che le gite potessero avere tale finalità. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.821, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.1, presentato dal senatore Iannone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la mia dichiarazione di voto è comune anche all'emendamento 3.0.3 (testo 2). Mi riferisco in particolare a quest'ultimo, con cui si prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro sul 2020 per tutti i Comuni del Paese con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti per interventi di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile. L'emendamento 3.0.3 (testo 2) è finanziato con 100 milioni dei proventi delle aste per le emissioni di quote di CO 2 sul 2019. Anche su questo emendamento non abbiamo avuto soddisfazione da parte della Commissione bilancio, che pretendeva una relazione tecnica che il MEF non ha prodotto, perché, siccome siamo in sessione di bilancio, al MEF sono giustamente impegnati con la legge di bilancio. Perché voglio portare alla vostra attenzione questo emendamento che prevede, per il 2020, 100 milioni ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile? Al di là delle chiacchiere (e molte ne fanno esponenti della maggioranza su questo provvedimento, parlando di Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici), questo provvedimento stanzia, per il 2020, 135 milioni di euro prevalentemente per le Città metropolitane e qualche bruscolino per i Comuni. Ebbene, voglio ricordare che nel 2019 la legge di bilancio stanziava ai Comuni del nostro Paese 400 milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza e 500 milioni di euro per gli interventi di efficientamento energetico e per lo sviluppo sostenibile: 400 più 500 fa 900 milioni di euro per quest'anno. Ebbene, la legge di bilancio del Governo giallo-rosso (o giallo-fucsia) stanzia per i Comuni per il 2020 solo 585 milioni di euro: 325 milioni di euro in meno rispetto a quanto stanziato per quest'anno dal Governo dove era in maggioranza la Lega. Questo per dire che, al di là delle chiacchiere, se non si stanziano per i Comuni risorse adeguate il contrasto ai cambiamenti climatici rimane solo aria fritta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.2, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.3 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.3 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.0.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, questo è un emendamento che mi dispiacerebbe se non passasse (e non passerà, quindi mi terrò il dispiacere), perché prevedeva l'IVA al 4 per cento per le auto ibride o elettriche per i disabili, senza limite di cilindrata, perché ovviamente una persona disabile ha bisogno di un'auto adeguata al trasporto. Vi rinnovo l'appello, che ha già fatto prima un collega, a porre l'attenzione a questo aspetto. Quando si parla di ambiente, ricordo sempre una cosa: quello che è necessario per qualcuno, si rivela molto spesso utile per tutti. Pensiamoci e votiamo un emendamento che consente anche alle persone disabili di poter acquistare un'auto ibrida o elettrica all'interno di questo provvedimento. (Applausi dal Gruppo FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.0.4, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.7 (testo 2), 4.18, 4.21, 4.25 (testo 2), 4.35, 4.51, 4.52, 4.41 (testo 2), 4.54 (testo 2), 4.56, 4.59 (testo 2), 4.63 (testo 3), 4.64 (testo 2), 4.65 (testo 2), 4.280 (testo 2), 4.0.13, 4.0.14, 4.0.15, 4.0.20, 4.0.850/4, 4.0.850, 4.0.851 e 4.0.852. Esprimo parere contrario sui restanti emendamenti. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 4.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.1, presentato dai senatori Martelli e Nugnes, fino alle parole «2020 e 2021». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.2 (testo 2). Passiamo all'emendamento 4.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.3, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.4, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.5, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, e 4.6, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.7 (testo 2), presentato dal senatore Taricco. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.8, presentato dalla senatrice Rivolta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.9, presentato dal senatore Campari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.15, presentato dai senatori Martelli e Nugnes. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.10, presentato dalla senatrice Rivolta e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.11, presentato dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.12 e 4.13 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 4.14, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.14, presentato dal senatore Corti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.17, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.18, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.19 e 4.20 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.21, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.25 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.30, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.31 è stato ritirato. L'emendamento 4.32 è improponibile. Passiamo all'emendamento 4.33, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.33, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.34 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.35, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.36, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.37. GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Perché non poter affidare anche ai consorzi di bonifica, che così acquisirebbero un senso più compiuto, la progettazione, la direzione lavori e la realizzazione degli interventi ambientali? Perché no? PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.37, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.38, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.39, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori, e 4.40, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 4.41 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.16 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.16 (testo 2), presentato dalla senatrice Nugnes e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.42, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.43 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.44, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.45 è improponibile. Gli emendamenti 4.46 e 4.47 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.48, presentato dal senatore Pazzaglini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.49 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.51, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.52, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.41 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.53 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.54 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.56, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.58 è improponibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.59 (testo 2), presentato dai senatori Croatti e Trentacoste. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.60 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.63 (testo 3), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto precluso l'emendamento 4.61 (testo 2) per la parte proponibile. L'emendamento 4.62 (testo 2) è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.64 (testo 2)/100, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . TARICCO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Annullo la votazione in corso. Senatore Taricco, ne ha facoltà. TARICCO (PD) . Presidente scusi, ma il parere sull'emendamento 4.64 (testo 2) non era favorevole? PRESIDENTE. Non ci siamo ancora arrivati, senatore Taricco. Mi ha fatto annullare la votazione già con l'esito. Indìco nuovamente la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.64 (testo 2)/100, presentato dal senatore. Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.64 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.65 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.280/100, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, fino alle parole « le seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 4.280/101. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.280/102, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'ABBATE, relatrice . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, sull'emendamento 4.59 (testo 2) avevamo dato parere favorevole, ma credo proprio che sia stato votato in maniera contraria. PRESIDENTE. Va bene. Annulliamo la votazione precedente. Il rappresentante del Governo esprime parere conforme a quello della relatrice? MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Sì, Presidente. PRESIDENTE . Indìco nuovamente la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.59 (testo 2), presentato dai senatori Croatti e Trentacoste. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.280 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.340, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.340, presentato dal senatore Campari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.350, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, mi riferisco al testo 2 che non potete leggere perché è nei fascicoli che non sono stati consegnati. L'ho detto e l'avrei ripetuto fino allo sfinimento: voteremo a favore di un testo sul quale non sorge alcuna questione ai fini dell'articolo 81 nei fatti, perché non c'è alcuna spesa. Anzi, si vanno a ridurre i costi in termini di tempo e di risorse. È un emendamento sul quale siamo sostanzialmente d'accordo, tanto che il testo, che riguarda i dragaggi e la gestione delle biomasse nei bacini lacuali e laminari e quindi il Trasimeno, ha già avuto un voto unanime alla Camera all'interno del cosiddetto provvedimento salva mare. Ci avete assillato dicendo che non va perso tempo sull'ambiente e ora vi accingete a votare contro una cosa sulla quale siete sostanzialmente d'accordo con la scusa che lo approveremo tra qualche mese. Tra qualche mese la situazione ambientale sarà peggiorata e il Trasimeno avrà avuto un'altra estate con un calo del livello idrico importante. Ebbene, vi assumete oggi la responsabilità di perdere ulteriore tempo senza una reale motivazione. Il nostro sarà ovviamente un voto favorevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.350, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.360, presentato dal senatore Campari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 4.0.1, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori, fino alle parole « dalle seguenti: ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti da 4.0.5 a 4.0.6. L'emendamento 4.0.2 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.8, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. LA PIETRA (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LA PIETRA (FdI) . Signor Presidente, intervengo brevemente sull'emendamento in esame e sugli altri emendamenti che abbiamo presentato. La ratio di tutto ciò è che gli incentivi agli agricoltori non possono essere distanti dalle esigenze dell'ambiente. Credo sia sotto gli occhi di tutti che l'abbandono delle campagne e delle montagne sta provocando, di fatto, una serie di dissesti idrogeologici che vanno a impattare in maniera pesante sull'ambiente. Nel particolare, con l'emendamento 4.0.8 chiedo che siano aumentate le detrazioni fiscali per quanto riguarda il bonus verde. È un'iniziativa che esponenti del PD hanno portato sui territori durante la scorsa campagna elettorale, dicendo che era sicuramente favorevole per quanto riguarda gli incentivi ai giardini e ai parchi e, quindi, che si trattava di un'azione positiva. Concordiamo in linea di principio. Avevamo sempre criticato, invece, gli aspetti fiscali. In questo emendamento chiedo di portare la deduzione fiscale dal 36 al 50 per cento e la soglia di spesa da 5.000 a 10.000 euro. Se non ho capito male, però, sia il relatore che il Governo danno da parere contrario a questo emendamento, mentre in questi giorni e in queste ore lo stesso emendamento viene presentato alla legge di bilancio da esponenti del PD e sicuramente riceverà voto favorevole. Mi chiedo quindi quale sia la ratio per cui oggi, durante l'esame del decreto-legge sul clima, si voti contro l'emendamento quando lo stesso emendamento, ripresentato dalla maggioranza su un altro provvedimento, riceverà il voto favorevole. Quindi i casi sono due: o non c'è collegamento e comunicazione all'interno della maggioranza, oppure c'è un aspetto pregiudiziale nei confronti degli emendamenti di Fratelli d'Italia. Certo è che l'ambiente e il clima non si difendono né con la pregiudiziale, né con l'ideologia. Chiedo pertanto al relatore e al Governo, che vedo poco attenti, di esprimersi favorevolmente sull'emendamento. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.8, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.9, identico agli emendamenti 4.0.10 e 4.0.11, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.9, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.0.10, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori, e 4.0.11, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.12 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.13, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 4.0.14, 4.0.15 e 4.0.20. L'emendamento 4.0.21 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.22, identico agli emendamenti 4.0.23 e 4.0.24, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.22, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico agli emendamenti 4.0.23, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, e 4.0.24, presentato dal senatore Maffoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.25 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 4.0.26, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.26, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.27 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.27 (testo 2), presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 4.0.29 e 4.0.30 sono stati ritirati. Gli emendamenti 4.0.31, 4.0.32 e 4.0.33 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 4.0.850/1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850/1, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.850/2, identico all'emendamento 4.0.850/3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere condizionato a una riformulazione. Chiedo ai presentatori se intendono accettare tale riformulazione. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione dell'emendamento 4.0.850/2. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per dire che un'altra delle cose che avevamo chiesto al Governo era intervenire su Venezia, inserendo nel decreto clima degli interventi necessari e urgenti. In particolare, con l'emendamento 4.0.850/3 chiedevamo di estendere quanto previsto per le zone SIC e ZPS alla Laguna di Venezia, almeno per questo primo triennio. Invitiamo dunque a votare a favore di questo emendamento, vista la situazione e vista la materia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850/2 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori, identico all'emendamento 4.0.850/3 (testo 2), presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850/4, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.850/5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850/5, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 4.0.850/6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850/6, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.850, nel testo emendato. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORASSUT , sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, intervengo per una precisazione formale. Nella rubrica dell'emendamento propongo di aggiungere l'espressione «e nei centri urbani», che dà maggiore compiutezza a quanto previsto al comma 3 dello stesso emendamento. PRESIDENTE . Il parere della relatrice rimane lo stesso? L'ABBATE, relatrice . Sì, signor Presidente, il parere è favorevole. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.850 (testo emendato corretto), presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.851/1, presentato dal senatore Briziarelli e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 4.0.851/2 è improponibile limitatamente alla seconda parte. Senatore Briziarelli, intende accogliere la riformulazione dell'emendamento? BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. L'emendamento quindi è improponibile. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.851. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ARRIGONI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo in dichiarazione di voto su questo emendamento del Governo, valevole anche per il successivo emendamento 4.0.852, sempre del Governo. Il presente emendamento istituisce il Programma Italia Verde per attribuire il titolo di capitale verde d'Italia. Vengono stanziati 3 milioni di euro per il prossimo triennio, arrivando così a 9 milioni di euro. L'emendamento successivo 4.0.852, presentato anch'esso dal Governo, attiva in via sperimentale il Programma Mangiaplastica, erogando dei fondi ai Comuni per contenere la produzione di rifiuti in plastica attraverso l'uso di ecocompattatori. Un programma sperimentale su sei anni, dal 2019 al 2024, per l'ingente finanziamento di 27 milioni di euro. Quindi 27 più 9 fa 36 milioni di euro. Ciò che noi non condividiamo è il finanziamento di questi due programmi sperimentali, perché si va sostanzialmente a depredare un fondo previsto dal comma 476 della legge di bilancio del 2016, che era stato rimpinguato con l'ultima legge di bilancio, con altri milioni di euro, per finanziare interventi di messa in sicurezza e bonifica di siti contaminati. Si tratta di un tema ambientale molto presente nel nostro Paese: voglio ricordare i 50 siti nazionali contaminati. Parimenti, tale fondo andava anche a finanziare azioni e interventi di monitoraggio, anche di tipo sanitario, nei territori della Regione Campania, che sappiamo benissimo come è messa, e specificatamente anche nei Comuni di Taranto, dove è presente l'Ilva, con i noti problemi ambientali ed ecologici, e anche del comune di Statte, dove da oltre venti anni è presente un deposito con rifiuti radioattivi. Consideriamo lo svuotamento di questo fondo una cosa assolutamente grave e per questo motivo il Gruppo Lega Nord voterà contro questi due emendamenti del Governo. Non si possono attivare programmi sperimentali in funzione dell'ambiente andando a ridurre notevolmente un fondo che è stato rimpinguato nell'ultima legge di bilancio, quindi poco più di dieci mesi fa, per andare a sistemare, mettere in sicurezza e bonificare i siti contaminati e a compiere azioni a tutela dell'ambiente e della salute nei territori della Campania e nei Comuni di Taranto e Statte. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . GALLONE (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FI-BP) . Signor Presidente, approfitto anch'io per fare un intervento sui quattro emendamenti presentati dal Governo, che sono arrivati ieri sera, e per sottolineare il fatto che accogliere un suggerimento serio non è peccato, si può fare. Dico questo perché ogni volta che vengono presentate proposte serie e risolutive che non provengono dalla maggioranza, esse vengono sistematicamente rigettate e, poi, nel migliore dei casi - guarda caso - riproposte in altra forma, per non lasciare ad altri la primogenitura. Mi sembra un atteggiamento abbastanza puerile e non fa onore a persone impegnate seriamente, che sono presenti anche all'interno di questa maggioranza e di questo Governo, che magari non ne sono neanche informate. Quanto ai quattro emendamenti, penso alla proposta di Forza Italia sul vuoto a rendere: bocciato il nostro emendamento in base all'articolo 81 della Costituzione, guarda caso, ieri sera viene riproposto mascherato, finanziando gli ecocompattatori, che altro non sono che quelle macchinette che schiacciano le bottiglie di plastica e le lattine di alluminio. Che cosa è se non un prequel del vuoto a rendere? Con un bel nome, però: Mangiaplastica. Il nostro emendamento invece l'hanno bocciato. Sono state istituite, sempre ieri sera, le zone economicamente ambientali (ZEA): la zona economica speciale (ZES), no, le zone ZEA, sì. Motivo per cui noi chiediamo, nell'emendamento aggiuntivo che abbiamo presentato, che nelle zone ZEA rientri, per esempio, la zona della Xylella del Salento, dove ci sono gli ulivi disseccati. Sul Programma Italia Verde, sempre in via sperimentale, mi viene da sorridere, perché più che alle capitali verdi d'Italia, io comincerei a pensare alla capitale d'Italia, Roma, che soffoca nei rifiuti e non potrà mai accedere a questo finanziamento, per non parlare di Taranto e quant'altro. Poi stigmatizzo e sottolineo anch'io da dove le risorse vengono prese, cioè da quel famoso comma 476 della legge di bilancio del 2016, che è un fondo riservato alle bonifiche dei siti particolarmente - sottolineo particolarmente - inquinati. Ecco perché, anche da parte nostra, il voto sarà contrario su questi altri due emendamenti. Chiudo ricordando l'ultimo emendamento in ordine di apparizione, ieri sera, che prevede la costituzione dei caschi verdi. Ora, noi abbiamo già le nostre Forze dell'ordine e le nostre Forze armate (e ricordo i Vigili del fuoco che da una settimana stanno protestando perché non sono equiparati): quindi dovrebbe essere, questo del verde, un brand che tutte le nostre Forze dell'ordine e le nostre Forze armate dovrebbero potersi appuntare sul petto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non c'è bisogno di costituire un ulteriore comparto che non si capisce da dove verrà preso e men che meno poi si capisce perché a loro magari verrà data un'indennità aggiuntiva quando invece nel DNA delle nostre Forze dell'ordine e delle nostre Forze armate c'è la tutela dell'ambiente e quindi della salute e della sicurezza dei cittadini. (Applausi dai Gruppi FI-BP e L-SP-PSd'Az). RUSPANDINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RUSPANDINI (FdI) . Signor Presidente, intervengo sul medesimo emendamento, 4.0.851. Si stanno sottraendo risorse al fondo destinato ai siti di interesse nazionale e credo che se si tolgono risorse per la bonifica di questi siti, poi non si possa andare sui territori e predicare, come fanno il presidente Zingaretti e il ministro Costa. Io lo trovo vergognoso, è di una ipocrisia assurda: volete impacchettare questo Programma sperimentale Mangiaplastica con i soldi destinati alla bonifica di territori martoriati. È una vergogna! (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.851, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.852/1. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Senatore Martelli, è diventato loquace a quest'ora. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, non posso dire sono un diesel, ma in effetti la tentazione ci sarebbe. Il subemendamento 4.0.852/1, secondo me, coglie uno dei punti importanti della famosa economia circolare. Mi ricollego anche al successivo, del quale questo è subemendamento. La vera questione della plastica è che bisogna mantenerla integra, cioè la soluzione del problema non è distruggerla e ricostruirla perché la chimica insegna che è un processo che non si può fare all'infinito, quindi la chiave, anche se non è realizzabile per tutti gli imballaggi in alluminio ma per quelli di plastica sì, è non distruggerli. Questo subemendamento colpisce quasi il centro del bersaglio, dicendo che la chiave deve essere di passare ad un conferimento del vuoto anche per quanto riguarda gli imballaggi non vetrosi. Per questi motivi il mio voto sarà favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.852/1, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.0.852. MARTELLI (Misto) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MARTELLI (Misto) . Signor Presidente, su questo emendamento non ritengo di andare oltre l'astensione. Il motivo per cui il mio voto non sarà contrario ma di astensione è relativo al fatto che perlomeno i compattatori saranno fatti dagli enti locali. Infatti, la cosa peggiore che può succedere è che il privato entri in contrasto, quindi in conflitto di interessi, su una materia prima di valore come le plastiche da imballaggio con un ente pubblico. L'ente pubblico trae dalla raccolta e dal conferimento dei materiali anche un guadagno in sede di vendita. Nel momento in cui gli vengono sottratte le materie prime a più alto valore, chiaramente viene messo in ulteriore difficoltà finanziaria. Il perché il mio voto non sarà favorevole l'ho già detto prima ma vale la pena di esplicitarlo. Anzitutto, non dovrebbero essere compattatori bensì raccoglitori, contenitori del vuoto integro. In secondo luogo, non possiamo pensare ai compattatori normalmente in uso, che sono quelli per le bottiglie. Ma noi non dobbiamo limitarci solo alle bottiglie, perché tutti gli imballaggi marchiati hanno lo stesso livello di nobiltà, se non superiore, a quello del PET. Per questo motivo, questo subemendamento andava meglio ritagliato e finalizzato al conferimento sia del vuoto intero che di varie tipologie di imballaggio che, altrimenti, andrebbero disperse. Da ultimo, questo emendamento confligge con la tassa sulla plastica, perché la tassa sulla plastica è alla fonte, applicata su tutti i polimeri, a prescindere dal loro utilizzo futuro. Il PET viene ugualmente tassato, sia che vada a fare lo scolapasta, che finisce nel non recuperabile, sia che vada a fare la bottiglia, che viene ritenuta una cosa virtuosa e come tale da conferire nel compattatore. Quindi, questo è proprio l'esempio di una tassa sbagliata, perché colpisce in modo uguale situazioni diverse. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 4.0.852, presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sull'ordine del giorno riferiti all'articolo 5 del decreto-legge. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole sugli emendamenti 5.2, 5.15, 5.16, 5.18, 5.31, 5.28 (testo 2), sull'ordine del giorno G5.200 e sugli emendamenti aggiuntivi 5.0.1 (testo 4) e 5.0.850. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.1, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.2, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.3, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.4, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, fino alle parole «comma 5». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.6. L'emendamento 5.5 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 5.7, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, fino alle parole « il secondo ». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 5.8. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.9, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.10 (testo 2) è improponibile. Gli emendamenti 5.11, 5.12 e 5.13 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.15, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.16, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.14, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.17 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.17 (testo 2), presentato dalla senatrice Moronese e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.18, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.19, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.20, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.21, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.22, identico all'emendamento 5.60, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.22, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori, identico all'emendamento 5.60, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 5.23, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.23, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 5.24, 5.25 e 5.27 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.29, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.30, presentato dal senatore Comincini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.31, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.32 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.33, presentato dalla senatrice Rauti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.28 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.34 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.830, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.830, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'emendamento 5.35 è stato ritirato. Gli emendamenti 5.36 e 5.37 sono improponibili. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G5.200 non verrà posto ai voti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.1 (testo 4), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.2 è improponibile. L'emendamento 5.0.3 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 5.0.700, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEFANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, siamo abbastanza sorpresi dei pareri negativi che sono stati espressi su questo emendamento, che è molto importante. Anche durante il precedente Governo si era parlato più volte con il ministro Costa della problematica inerente i limiti ai perfluorati, i limiti negli scarichi e i limiti nelle acque potabili. In Veneto vi è un caso grave e conclamato di inquinamento da perfluorati, che affligge in particolare anche la Provincia dalla quale provengo. Su questo tema è nata, nel corso della precedente legislatura, una notevole querelle , al punto che è stata fatta una relazione, nel corso dei lavori della Commissione di inchiesta sugli ecoreati, che ha visto sul banco degli imputati, in particolare, la Regione Veneto. Per quale ragione? È sorta una diatriba su chi dovesse imporre i limiti, se lo Stato oppure la Regione. Ora la Regione Veneto ha intrapreso un percorso virtuoso, prevedendo una politica di contenimento totale dei cosiddetti perfluorati. Però l'inquinamento da perfluorati, cioè la presenza di questa sostanza, è stato rinvenuto in moltissime altre zone e in moltissimi altri territori del nostro Stato. In questo senso, quindi, noi chiediamo - e lo chiediamo da tempo - che il Governo si assuma la responsabilità di imporre dei limiti. Vi era un emendamento proposto anche dai senatori Guidolin, Trentacoste, Endrizzi, Girotto, Vanin e Sbrollini sull'inserimento di limiti per le acque potabili ad uso umano. Quello che noi invece chiediamo è che questi limiti siano inseriti in tutti gli scarichi, perché altrimenti queste sostanze possono essere immesse in acque che poi possono essere utilizzate per l'irrigazione. È un tema molto importante. Mi dispiace che non ci sia ministro Costa perché più volte si era personalmente, figurativamente o teatralmente impegnato sull'imposizione di questi limiti, che invece non vediamo ancora. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FI-BP) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.700, presentato dalla senatrice Stefani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.4 è improponibile. Passiamo all'emendamento 5.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.5, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 5.0.7 è improponibile. Passiamo all'emendamento 5.0.701 (testo2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. ROSSOMANDO (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROSSOMANDO (PD) . Signor Presidente, chiedo alla Commissione bilancio di rivedere il proprio parere, perché è un emendamento puramente ordinamentale, che non comporta nessuna spesa. Ove tale richiesta non fosse accolta, lo trasformo in ordine del giorno. PRESIDENTE . Invito la relatrice e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno G5.701. L'ABBATE, relatrice . Signor Presidente, il parere è favorevole. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G5.701 non verrà posto ai voti. Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.0.850/1. MOLES (FI-BP) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLES (FI-BP) . Signor Presidente, vorrei solo chiedere un supplemento di attenzione e magari una modifica del parere espresso sull'emendamento 5.0.850/1, perché si parla dei Caschi verdi per l'ambiente e sinceramente, dalla formulazione del Governo, non capiamo da chi siano composti: escludiamo i puffi perché sono azzurri, ma magari sono marziani. Col nostro emendamento specifichiamo quindi quella che riteniamo essere una mancanza del Governo, cioè il non aver indicato il personale delle Forze armate, di Polizia e di Protezione civile che già opera in questo settore. Mi auguro quindi che il Governo e la relatrice vogliano ripensare il loro parere. (Applausi dal Gruppo FI) . PRESIDENTE . Non vedo ripensamenti, quindi lo metto ai voti con parere contrario. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850/1, presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.0.850. MORASSUT, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MORASSUT , sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare . Signor Presidente, anche in questo caso vorrei formulare una precisazione formale. Chiedo di inserire all'inizio dell'emendamento, dopo le parole: «È istituito», le seguenti parole: «presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare». L'emendamento tratta infatti di un programma sperimentale già in atto, che però ha bisogno di un capitolo di bilancio che è stato predisposto presso il Ministero stesso. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 5.0.850 (testo 2), presentato dal Governo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 21 novembre 2019 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 21 novembre, alle ore 9, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 20,08) . Pareri espressi dalla 1a e della 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1547 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo, con le seguenti osservazioni: - all'articolo 1, comma 1, si invita a valutare l'opportunità, nell'ambito dell'adozione del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria, di prevedere un coinvolgimento della Conferenza Stato-Regioni, in considerazione delle molteplici funzioni attribuite a queste ultime, pur nell'ambito di una materia di competenza legislativa esclusiva dello Stato; - all'articolo 3, comma 3, si ravvisa l'opportunità di prevedere un coinvolgimento della Conferenza Stato-città e autonomie locali nella definizione delle spese ammissibili al finanziamento, trattandosi di una materia rientrante nelle competenze amministrative degli enti locali. Esaminati altresì i relativi emendamenti, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri: - sull'emendamento 2.42 parere non ostativo, segnalando l'opportunità di assicurare un coinvolgimento della Conferenza unificata nell'ambito del processo di adozione del decreto interministeriale ivi previsto; - sull'emendamento 4.20 parere non ostativo, rilevando - nel procedimento di adozione del decreto ministeriale ivi previsto - l'opportunità di prevedere l'intesa in sede di Conferenza unificata, in analogia a quanto disposto dal comma 2 del medesimo articolo 4; - sull'emendamento 8.0.16 parere non ostativo, a condizione che sia introdotta l'intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni nell'ambito del procedimento di adozione del decreto ministeriale di cui al comma 2; - sui restanti emendamenti parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto che è stato depositato, in data 30 ottobre 2019, l'allegato riepilogativo degli effetti sui saldi di finanza pubblica previsto dall'articolo 17, comma 3, della legge di contabilità e finanza pubblica; considerato che: - con riferimento agli articoli 2, 3 e 4, viene confermata l'idoneità della copertura prevista dalla disposizione, riportandosi che le entrate da proventi delle aste delle quote di emissione di Co2 sono state nel 2019 di euro 1.438.955.642,57, di cui euro 538.720.594,34 di quota di spettanza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; - in relazione al buono mobilità, di cui all'articolo 2, viene affermato che, essendo la disposizione formulata in termini di tetto di spesa, essa non comporta criticità finanziarie e che sarà il previsto decreto ministeriale a stabilire i criteri per l'assegnazione del bonus e le modalità di assegnazione; - con riferimento all'articolo 5, viene fatto rinvio, in relazione agli oneri che la disposizione pone a carico dei quadri economici degli interventi, al Commissario al quale spetterà l'individuazione delle risorse da poter destinare ad attività di supporto, in modo tale da assicurare la realizzazione degli interventi per il superamento delle procedure di infrazione; - con riferimento al comma 5 dell'articolo 5, in tema di risorse necessarie alle esigenze operative e al funzionamento della struttura di supporto del Commissario, viene segnalato che le stime effettuate si basano sulla giacenza della contabilità speciale alla data dell'8 ottobre 2019 e non sulla totalità delle risorse che per le finalità predette potranno affluire alla contabilità speciale interessata, e viene altresì evidenziato che, giacché la misura dello 0,5 per cento delle risorse assegnate per gli interventi rappresenta un importo massimo ed è rimessa al Commissario la possibilità di stabilire l'entità della struttura, fino ad un massimo di 12 unità di personale, lo stesso Commissario non potrà che prevedere una organizzazione ed una composizione della medesima sostenibile con le risorse disponibili; nei limiti imposti dalla norma; - con riferimento all'articolo 6, recante misure per rafforzare la pubblicità dei dati ambientali, viene confermato che l'obbligo di pubblicare dati ambientali entro un termine perentorio, essendo un'attività già prevista a legislazione vigente, non comporta nuovi o maggiori oneri per i soggetti pubblici coinvolti; - con riferimento all'articolo 7, che stanzia un contributo a fondo perduto per incentivare il ricorso a prodotti sfusi o alla spina, viene rilevato che la relativa attività di controllo è riconducibile alle attività istruttorie che rientrano nei compiti istituzionali del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell'ambiente; - con riferimento all'articolo 8, viene confermata l'idoneità e la consistenza delle risorse utilizzate a copertura dei relativi oneri, riportandosi che per la chiusura dello stato di emergenza conseguente al sisma del 1997 le risorse giacenti sulle contabilità speciali n. 1386 e n. 1923 sono pari, alla data del 25 ottobre 2019, rispettivamente a euro 153.087.990,27 e a euro 63.394.864,95; nel presupposto che: - in relazione all'articolo 2, comma 1, risulti adeguata la modulazione temporale della dotazione del fondo "Programma sperimentale buono mobilità", in considerazione della durata triennale del riconoscimento del relativo buono; - in relazione all'articolo 5, comma 3, la prevista indisponibilità, a fronte dell'attivazione di posizioni di fuori ruolo, comando e aspettativa per la struttura di supporto, di un numero di posti finanziariamente equivalente presso l'amministrazione di provenienza, riguardi posizioni destinate in concreto a essere effettivamente coperte e non posizioni organiche di diritto vacanti destinate a restare tali; - in relazione all'articolo 5, comma 5, risulti congrua la copertura degli oneri di funzionamento della struttura di supporto; - in relazione all'articolo 6, commi 4 e 5, risulti corretta la quantificazione dell'onere per l'attività di acquisizione dei dati, con modalità telematica, da parte dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte, 1.22, 1.200 (già 1.0.2 (testo 2)), 1.0.700, 1.0.6, 1.0.8 (testo 2)/101, 1.0.8 (testo 2)/102, 1.0.9, 1.0.19, 1.0.20, 1.0.21, 1.0.22, 2.4, 2.8 (testo 2), 2.24, 2.25, 2.26, 2.27, 2.28, 2.41, 2.41, 2.0.1 (testo 2), 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.700, 2.0.701, 3.1, 3.821, 3.0.1, 3.0.4, 4.1, 4.2, 4.2 (testo 2), 4.11, 4.12, 4.13, 4.14, 4.16, 4.41, 4.17, 4.20, 4.32, 4.33, 4.46, 4.47, 4.49, 4.53, 4.60, 4.61 (testo 2), 4.0.1, 4.0.2, 4.0.3, 4.0.4, 4.0.5, 4.0.6, 4.0.7, 4.0.8, 4.0.9, 4.0.10, 4.0.11, 4.0.12, 4.0.18, 4.0.25, 4.0.26, 4.0.27 (testo 2), 4.0.31, 4.0.32, 4.0.33, 4.0.850/1, 4.0.850/5, 4.0.850/6, 4.0.850/6, 4.0.851/2, 5.4, 5.5, 5.6, 5.10 (testo 2), 5.11, 5.12, 5.17 (testo 2), 5.22, 5.23, 5.26, 5.32, 5.36, 5.37, 5.0.3, 5.0.4, 5.0.5, 5.60 (già 5.0.6), 5.0.7, 5.0.700, 5.0.701, 5.0.701 (testo 2), 6.6, 6.8, 6.9, 6.10, 6.11, 6.12, 6.0.1, 7.1, 7.2, 7.4, 7.6, 7.7, 7.19, 7.0.1, 7.0.2, 7.0.3, 7.0.4, 8.0.1, 8.0.2, 8.0.11, 8.0.14, 8.0.15, 8.0.16, 8.0.17, 8.0.18, 8.0.19, 8.0.21, 01.1, 1.18, 1.19, 1.21 (testo 2), 1.0.1, 1.0.2, 1.0.5, 1.0.10, 1.0.11, 1.0.12, 1.0.13 (testo 2), 1.0.14, 1.0.15, 1.0.16, 1.0.17, 1.0.18, 2.8, 2.31, 2.40, 2.0.1, 2.0.2, 3.0.2, 3.0.3, 4.3, 4.16 (testo 2), 4.19, 4.0.21, 4.0.22, 4.0.23, 4.0.24, 4.0.29, 4.0.30, 4.340 (già 4.0.34), 4.350 (già 4.0.35), 5.13, 5.17, 5.0.1, 6.4, 7.8, 8.0.3, 8.0.4, 8.0.5, 8.0.6, 8.0.7 e 8.0.8. Sugli emendamenti 1.11 e 1.12, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento del divieto di corrispondere ai componenti delle cabine di regia ivi previste compensi, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati. Sugli emendamenti 1.13 e 1.14, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria e del divieto di corrispondere ai componenti dei tavoli ivi previsti compensi, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati. Sull'emendamento 1.15, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Sull'emendamento 2.20, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento, dopo le parole: "è altresì riconosciuto,", delle seguenti: "nel limite di spesa di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse,". Sugli emendamenti 4.63 (testo 2) e 4.64, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, all'inserimento di una clausola di invarianza finanziaria. Sulle proposte 4.0.850/2 e 4.0.850/3, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione, al comma 3- bis , della parola: "primo". Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1547: sugli emendamenti 1.24, 1.0.7 (testo 3)/100 e 5.15, la senatrice Ferrero avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'emendamento 1.0.700, la senatrice Cantù avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sull'emendamento 2.0.1 (testo 2), il senatore Rufa avrebbe voluto esprimere un voto di astensione; sugli emendamenti 4.18 e 4.64 (testo 2), il senatore Collina avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Bogo Deledda, Castaldi, Cattaneo, Cirinna', Crimi, Damiani, D'Angelo, De Poli, Di Piazza, Galliani, Giacobbe, Giammanco, Lucidi, Malpezzi, Mangialavori, Margiotta, Marin, Merlo, Misiani, Mollame, Monti, Morra, Napolitano, Ortolani, Ronzulli, Saccone, Sciascia, Segre, Siclari, Sileri e Turco. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Pinotti e Rizzotti, per attività di rappresentanza del Senato; Maiorino, per attività della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Battistoni, Centinaio e Iwobi, per partecipare a incontri internazionali; Sbrollini, per partecipare a un incontro istituzionale. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatrice Boldrini Paola Disposizioni in materia di rapporto di lavoro esclusivo degli esercenti le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione di ostetrica dipendenti delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale (1616) (presentato in data 19/11/2019); senatori La Pietra Patrizio Giacomo, Calandrini Nicola, Garnero Santanche' Daniela, Iannone Antonio, Maffoni Gianpietro, Petrenga Giovanna, Totaro Achille, Urso Adolfo Introduzione del reddito per il lavoro casalingo e riconoscimento del relativo valore sociale ed economico (1617) (presentato in data 20/11/2019); senatori Comincini Eugenio, Renzi Matteo, Faraone Davide, Garavini Laura Disposizioni in materia di start-up sociali (1618) (presentato in data 20/11/2019); senatori Lannutti Elio, Pesco Daniele, Pellegrini Marco, Paragone Gianluigi, Di Nicola Primo, Di Girolamo Gabriella, Puglia Sergio, Accoto Rossella, Fenu Emiliano, Crucioli Mattia, Santangelo Vincenzo, Lomuti Arnaldo, Croatti Marco, Naturale Gisella, Agostinelli Donatella, Garruti Vincenzo, Pavanelli Emma, Nocerino Simona Nunzia, Campagna Antonella, Marinello Gaspare Antonio, Corbetta Gianmarco, Toninelli Danilo, Abate Rosa Silvana, Castiello Francesco, Santillo Agostino, Petrocelli Vito Rosario, Pacifico Marinella, De Lucia Danila, Granato Bianca Laura, Russo Loredana, Airola Alberto, Marilotti Gianni, Ricciardi Sabrina, Mantero Matteo, Coltorti Mauro, Fede Giorgio, Gallicchio Agnese, Mininno Cataldo, Romagnoli Sergio, Ortis Fabrizio, Mantovani Maria Laura, Donno Daniela, Vaccaro Sergio, Leone Cinzia, Lanzi Gabriele, Presutto Vincenzo, Pirro Elisa, Dell'Olio Gianmauro, Lupo Giulia, Morra Nicola, Urraro Francesco, Evangelista Elvira Lucia, Trentacoste Fabrizio, Girotto Gianni Pietro, Botto Elena, Giannuzzi Silvana, Castellone Maria Domenica, Mautone Raffaele, Di Marzio Luigi, Piarulli Angela Anna Bruna, Lorefice Pietro, Ferrara Gianluca, Guidolin Barbara Istituzione di Certificati di compensazione fiscale in forma dematerializzata (1619) (presentato in data 20/11/2019). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali sen. Schifani Renato Tempi brevi per le decisioni amministrative (1611) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 20/11/2019); 2ª Commissione permanente Giustizia sen. Aimi Enrico Modifica all'articolo 583-bis e introduzione dell'articolo 583-bis.1 nel codice penale in materia di reato di circoncisione clandestina e mutilazione di organi genitali maschili (1526) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 20/11/2019); Commissioni 7ª e 10ª riunite sen. Bernini Anna Maria Disposizioni in materia di sostegno alle giovani generazioni, finalizzate all'autoimprenditorialità, all'alta istruzione, al rientro di cittadini emigrati meritevoli e alla mobilità interna per fini di ricerca (1513) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 20/11/2019). In sede referente 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi, Ministro difesa Trenta ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ciad sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 26 luglio 2017 (1606) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.1623 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/11/2019); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi, Ministro difesa Trenta ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione militare e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Congo, fatto a Roma il 27 giugno 2017 (1607) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.1624 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/11/2019); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi, Ministro difesa Trenta ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Turkmenistan sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 marzo 2017 (1608) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.1625 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/11/2019); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Conte-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Moavero Milanesi, Ministro difesa Trenta ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Ministero della difesa della Repubblica italiana e il Segretariato della difesa nazionale e il Segretariato della marina militare degli Stati uniti messicani in materia di cooperazione nel settore delle acquisizioni per la difesa, fatto a Città del Messico il 17 agosto 2018 (1609) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) C.1626 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 20/11/2019). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 13ª Commissione permanente Ambiente in data 20/11/2019 il senatore Martelli Carlo ha presentato la relazione 1547-A/ bis di minoranza sul disegno di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229" (1547) (presentato in data 14/10/2019). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 19 novembre 2019, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e dell'articolo 1, comma 558, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente l'organizzazione dell'Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia denominata "ItaliaMeteo" e misure per il coordinamento delle attività in materia di meteorologia e climatologia (n. 132). Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 13ª Commissione permanente e - per le conseguenze di carattere finanziario - alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 20 dicembre 2019. Le Commissioni 1ª, 4ª e 7ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 13ª Commissione entro il 10 dicembre 2019. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 12 novembre 2017, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni - la comunicazione concernente la revoca di incarico di livello dirigenziale generale all'architetto Francesco Prosperetti, nell'ambito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha inviato la comunicazione concernente la nomina di dieci Presidenti di Enti Parco Nazionali: Professor Giovanni Cannata - Ente Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; Dott. Francesco Tarantini - Ente Parco nazionale dell'Alta Murgia; Dott.ssa Donatella Bianchi - Ente Parco nazionale delle Cinque Terre; Generale di corpo d'armata Antonio Ricciardi - Ente Parco nazionale del Circeo; Sig. Ennio Vigne - Ente Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi; Sig. Luca Santini - Ente Parco nazionale delle Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna; Prof. Pasquale Pazienza - Ente Parco nazionale del Gargano; Prof. Lucio Zazzara - Ente Parco nazionale della Majella; Prof. Andrea Spaterna - Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini; Dott. Francesco Curcio - Ente Parco nazionale della Sila. Tale comunicazione è deferita alla 13 a Commissione permanente (n. 19). Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, con lettera in data 13 novembre 2019, ha inviato, ai sensi dell'articolo 12, comma 6, della legge 14 novembre 2016, n. 220, la relazione concernente lo stato di attuazione degli interventi di cui alla medesima legge n. 220 del 2016, recante disciplina del cinema e dell'audiovisivo, aggiornata al 31 dicembre 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a , alla 7 a , alla 10 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXVIII, n. 2). Autorità nazionale anticorruzione, trasmissione di atti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, con lettera in data 14 novembre 2019, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 213, comma 3, lettera d ), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, una segnalazione concernente la disciplina del subappalto di cui all'articolo 102 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente (Atto n. 357). Mozioni Atto n. 1-00192 FERRAZZI L'ABBATE COMINCINI NUGNES UNTERBERGER DE PETRIS SBROLLINI MIRABELLI MESSINA Assuntela D'ARIENZO - Il Senato, premesso che: la città di Venezia e la sua laguna hanno subito ancora una volta un'inondazione dalle conseguenze devastanti. Al picco eccezionale di 187 centimetri della serata del 12 novembre 2019, secondo solo all'"acqua granda" del 1966, si sono succedute altre maree di eccezionale portata che hanno messo in ginocchio la città. La grande calamità ha coinvolto tutto il territorio metropolitano, da Chioggia, dove l'acqua alta ha raggiunto l'altezza di 170 centimetri, di eccezionale portata, a San Michele al Tagliamento, passando per Jesolo, dove il mare ha inondato il centro abitato; già nel 2018 la tempesta che ha colpito l'intero Nord-Est aveva determinato ingentissimi danni; le devastazioni che si vanno ripetendo sono causate da molteplici fattori di origine sia naturale che antropica. Non va sottovalutato l'abbandono delle pratiche tradizionali di manutenzione e cura ordinaria che hanno caratterizzato tutta la storia della Serenissima e che, dopo la catastrofe del 1966, erano state adeguatamente recepite con la legge speciale per Venezia (legge n. 171 del 1973) con il suo imprescindibile finanziamento, reso inizialmente ordinario e poi cessato una volta che si è dato avvio ai lavori per la costruzione del Mose, opera che ha assorbito la quasi totalità delle risorse messe a disposizione dallo Stato; la frequenza delle maree eccezionali deriva certamente anche dal cambiamento climatico di origine antropica (innalzamento del medio mare, eventi atmosferici eccezionali), la cui portata rischia di mettere in difficoltà la sopravvivenza non solo della città lagunare ma anche di significative porzioni della terraferma; nonostante il Centro previsioni e segnalazioni delle maree della città abbia previsto nel corso della giornata del 12 novembre una quota di 140 centimetri, le eccezionali condizioni atmosferiche, legate al fenomeno della "scontratura" tra i venti di scirocco e bora, che hanno iniziato a soffiare ad una velocità superiore ai 50 nodi, hanno portato a un picco di 187 centimetri intorno alle ore 22,50; per effetto di questo livello del mare, il 100 per cento della città è stato allagato e, contemporaneamente, anche le isole minori e la barriera litoranea di Lido e Pellestrina sono state investite dalla marea e dalla mareggiata; nel centro storico e nelle isole della laguna si sono rilevati danni ingenti che hanno colpito beni culturali, come la basilica di San Marco e altri beni monumentali di straordinaria rilevanza artistica ed architettonica; rilevato che: i vigili del fuoco, la Protezione civile, le forze dell'ordine, semplici cittadini e volontari si sono da subito prodigati per far fronte coraggiosamente all'emergenza, garantire l'incolumità dei cittadini e mettere in sicurezza il territorio; nella giornata del 14 novembre, il Consiglio dei ministri si è riunito ed ha deliberato la dichiarazione dello Stato di emergenza e lo stanziamento dei primi 20 milioni di euro destinati agli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche e alle attività di gestione dei rifiuti e del materiale alluvionale; il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha attivato la task force per verificare la presenza di criticità nelle scuole su cui intervenire immediatamente; il Ministero per i beni e le attività culturali ed il turismo ha attivato sin da subito l'unità di crisi per la valutazione dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio artistico e culturale della città; il Presidente del Consiglio dei ministri ha convocato il 26 novembre il comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia (cosiddetto comitatone per la salvaguardia di Venezia), per discutere della governance e dei problemi strutturali della città; a causa dei ritardi nella sua realizzazione e messa a regime, non è stato possibile attivare, nemmeno parzialmente, il sistema di dighe mobili del Mose; considerato che: il Governo ha proceduto, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n. 32 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 55 del 2019, lo scorso 14 novembre alla nomina di Elisabetta Spitz a commissario straordinario che dovrà sovrintendere il completamento del sistema di dighe a scomparsa Mose entro il 2021, un'opera molto controversa per la quale lo Stato ha già erogato oltre 5 miliardi di euro, giunta al 93 per cento della sua realizzazione; è del tutto evidente che, a prescindere dal funzionamento del Mose, la salvaguardia di Venezia, di Chioggia e della laguna ha bisogno di un'ordinaria cura e manutenzione fatta di piccoli e costanti interventi che devono essere finanziati in modo continuativo; tali interventi mirati devono essere ricompresi in un piano di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico che rivisiti e renda incisive le politiche di prevenzione dei rischi e dei danni; considerato, inoltre, che: l'ondata di maltempo continua a flagellare gran parte dell'Italia ed ha messo in stato di allerta di rischio idrogeologico ben 11 regioni. Il dissesto idrogeologico va affrontato con una gestione del territorio che tenga conto del nuovo contesto climatico per prevenire e mitigare i rischi e i danni; la difesa del territorio contro eventi che hanno un impatto idrogeologico pesante risponde a un pubblico interesse e deve essere organizzata e condotta con uniformità di indirizzi e unità di attuazione per l'intero territorio nazionale. Particolare attenzione va riservata ai temi del consumo e dell'impermeabilizzazione del suolo, della rigenerazione urbana e del ripristino degli habitat e delle reti idrografiche; il tema della salvaguardia di Venezia, sia del suo fragile sistema architettonico e artistico che del suo delicato ecosistema della laguna, comprende diverse questioni, che per essere risolte vanno necessariamente affrontate in modo unitario mediante un " dossier Venezia". In tal senso vanno affrontati contestualmente i problemi legati: 1) al traffico crocieristico: attualmente entrano nella laguna di Venezia le grandi navi fino a 96.000 tonnellate (circa 530 navi all'anno) e raggiungono il terminal della Marittima, sull'isola del Tronchetto, attraverso il bacino di San Marco e il canale della Giudecca, provocando gravi problemi e disagi alla vita della città. In tal senso da tempo c'è l'impegno da parte del Governo per trovare una soluzione alternativa al passaggio delle grandi navi; 2) alla sostenibilità ambientale e sociale della città e della laguna, che oggi è sempre più ristretta tra un'iperspecializzazione turistica della sua economia ed una sempre più accentuata e preoccupante curva di diminuzione della popolazione residente; 3) al turismo: per limitare il sovraffollamento cittadino e contrastare lo spopolamento della città storica, che va tutelata e valorizzata con politiche mirate che regolamentino l'afflusso turistico e favoriscano il ripopolamento; 4) alle bonifiche a Porto Marghera: si tratta di un'area di circa 2.000 ettari, di cui ad oggi risulta bonificato solo il 16 per cento dei suoli e l'11 per cento di acque di falda, con progetti di bonifica e messa in sicurezza approvati per il 69 per cento dei suoli e il 66 per cento delle acque di falda, ma non ancora attuati; 5) all'operatività del porto, che non può prescindere dall'approvazione di un nuovo protocollo fanghi e del nuovo piano morfologico della laguna, nonché da una verifica dell'effettiva funzionalità della conca di navigazione. Due strumenti fondamentali per la necessità di aggiornare la normativa sullo smaltimento dei sedimenti e di procedere con gli interventi di manutenzione ordinaria della laguna nei suoi aspetti morfologici; 6) al moto ondoso determinato dal traffico in laguna e nei canali interni della città, che ha raggiunto livelli insostenibili provocando problemi di sicurezza con frequenti incidenti, anche mortali. In passato il Governo aveva istituito anche il commissario per il moto ondoso, per cercare di gestire il fenomeno; 7) all'applicazione di un approccio resiliente alla pianificazione urbana e alla gestione edilizia del patrimonio architettonico di Venezia, che sia attento ai rischi, sensibile alle peculiarità della struttura urbanistica della città e che si prenda cura della messa in sicurezza del patrimonio culturale e delle attività produttive; un altro grave problema che insiste sulla laguna e sui suoi abitanti, e che in questi giorni di acqua alta ha messo in grande apprensione i cittadini di Chioggia, è la presenza del deposito GPL in località Val Da Rio. Si è rilevato che in caso di incidente rilevante, l'unica via di fuga verso Sottomarina risulterebbe pressoché impraticabile in una situazione di emergenza per alta marea come quella verificatisi in questi giorni, impegna il Governo: 1) ad assumere iniziative per individuare le risorse per far fronte ai danni causati dal fenomeno dell'alta marea in tutti territori interessati nei comuni di Venezia e Chioggia: sia quelli riportati dalle infrastrutture pubbliche, sia quelli che hanno colpito i privati, individuando sgravi, contributi per il risarcimento dei danni subiti, strumenti di incentivazione delle donazioni e la sospensione dei termini per gli adempimenti e per i versamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché il pagamento delle rate di adempimenti contrattuali, compresi mutui e prestiti, per i soggetti che hanno subito danni riconducibili agli eccezionali eventi meteorologici; 2) ad assumere le iniziative di competenza per estendere al territorio del Comune di Chioggia lo stato di emergenza dichiarato per il territorio del Comune di Venezia con deliberazione del Consiglio dei ministri del 14 novembre 2019; 3) a procedere prioritariamente, a integrazione e in attesa del completamento e della messa a regime del sistema Mose, a tutti gli interventi urgenti di contrasto e mitigazione delle acque alte, quali, tra l'altro: la messa in sicurezza e la prima protezione dell'Insula di San Marco fino alla quota di 110-120 centimetri; ripristino della capacità dissipativa delle bocche, ripresa e completamento del "progetto rii"; progetti di rialzo delle rive e dei suoli pubblici; 4) ad aggiornare e rifinanziare adeguatamente, nel primo provvedimento utile, a partire dal disegno di legge di bilancio attualmente in esame, la legge speciale per la città metropolitana di Venezia, individuando le opportune fonti strutturali di finanziamento, predisponendo un piano organico di interventi di manutenzione urbana diffusa, ecologica, infrastrutturale ed edilizia della città storica per la salvaguardia della laguna di Venezia, avendo riguardo al suo recupero e mantenimento morfologico, che contempli ogni intervento urgente ed indifferibile, con particolare riferimento a piazza San Marco e che risponda in modo adeguato ai molteplici problemi della città, richiamati nel " dossier Venezia", con specifica attenzione alle misure di limitazione degli affitti turistici e di promozione e di sostegno al ripopolamento della città, prevedendo una forma di incentivazione per i residenti attraverso il riconoscimento dello status di "custodi del patrimonio di Venezia"; 5) a procedere speditamente verso il completamento del sistema di dighe a scomparsa, Mose, tenendo presente che la gestione del sistema idraulico della laguna passa anche attraverso le azioni prioritarie descritte e la manutenzione dei canali, la cura e gestione ordinaria del sistema delle fognature, degli scarichi, della ripulitura delle acque; 6) a finanziare la realizzazione di un piano speciale di adattamento ai cambiamenti climatici per la laguna di Venezia che consideri la situazione di fatto e gli effetti dei cambiamenti climatici sull'innalzamento del livello medio del mare, almeno nel prossimo decennio, e a rendere disponibile risorse anche nazionali per l'elaborazione delle strategie comunali per la promozione dei dispositivi di difesa locale passiva; 7) a prevedere misure fiscali e meccanismi non legislativi che consentano al sistema di imprese, di artigiani e di commercianti locali, duramente colpiti dal disastro ambientale, di far fronte alle spese impreviste e di sostenere il rilancio delle loro attività; 8) ad adottare ogni opportuna e urgente iniziativa per favorire l'istituzione di una zona economica speciale nel Veneto che comprenda Venezia e i comuni dell'entroterra che hanno come riferimento il porto di Venezia, sulla base del piano industriale che tutte le categorie economiche e le amministrazioni locali hanno già condiviso con la Regione medesima, e adottare misure specifiche per il comparto del vetro di Murano; 9) ad affrontare, a partire dalla prima riunione del comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia prevista per il 26 novembre 2019, la questione del passaggio delle grandi navi e approvare senza ulteriori lungaggini il "protocollo fanghi" in modo, finalmente, da rispettare le direttive europee e da superare lo stato di eccezione che si protrae dal 1993; 10) ad accelerare la realizzazione degli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera, di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, necessari alla protezione dall'inquinamento dell'ambiente lagunare, anche attraverso il completamento delle opere di marginamento delle macroisole finalizzato alla messa in sicurezza dell'area; 11) ad estendere l'applicazione dell'"art bonus" al Comune di Venezia e agli altri territori ricompresi nella legge speciale per Venezia, anche con riferimento ai beni ecclesiastici; 12) a varare un piano per il contenimento e la gestione dei flussi turistici che vada verso l'indirizzo di una nuova ecologia sociale integrale, che tenga conto della peculiarità del territorio e che sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale e che tenga quindi in forte considerazione le politiche dell'abitare per i residenti; 13) a garantire il recupero del patrimonio culturale ed ecclesiastico danneggiato, anche attraverso l'introduzione di un sistema di incentivazione sulle donazioni rivolte a tale scopo; 14) ad acquisire elementi in ordine alle condizioni ambientali, nonché di sicurezza degli impianti di GPL siti in località Val da Rio a Chioggia, al fine di verificare se le procedure di emergenza siano compatibili con l'attuale localizzazione degli impianti; 15) ad assumere iniziative per l'istituzione di un tavolo permanente multidisciplinare costituito da operatori di tutta la filiera ittica, biologi marini, geologi, climatologi e giuristi con lo scopo di tutelare la biodiversità animale e vegetale di tutto l'alto Adriatico e le imprese della pesca; 16) ad assumere iniziative, per quanto di competenza, per contribuire, con la Regione e il Comune, alla migliore valorizzazione dell'industria creativa e culturale veneziana e in generale della comunità di innovatori locali, per fare di Venezia anche un luogo capace di attrarre imprese e iniziative economiche legate alla produzione di cultura, come start up innovative e nuove professioni intellettuali, a partire dal sostegno ufficiale allo "Strategy innovation forum" e assicurando alla prossima esposizione universale Dubai2020 una significativa presenza di Venezia, intesa come città di conoscenza, cultura, incontro e scambio di merci e idee; 17) ad assumere ogni opportuna iniziativa tesa al contrasto del cambiamento climatico, in maniera determinata e con uniformità di indirizzi in tutto il Paese, adottando al più presto il piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, individuando con estrema urgenza le azioni e le politiche di mitigazione e adattamento del territorio, tenendo in considerazione in particolare quelle aree del Paese sottoposte a forte rischio idrogeologico, sempre più frequentemente colpite da eventi meteorologici estremi causati da un clima mutato che hanno provocato lutti, danni economici ingentissimi, profonda distruzione del territorio e del paesaggio, come ad esempio avvenuto in questi stessi giorni a Matera e purtroppo in tutto in Paese, con conseguenze purtroppo durature cui è necessario porre rimedio, anche attraverso gli stanziamenti di risorse idonei a farvi fronte. Interrogazioni Atto n. 3-01238 CORBETTA ANASTASI ANGRISANI DE LUCIA DONNO LANNUTTI MAIORINO MONTEVECCHI PARAGONE PAVANELLI PESCO PRESUTTO ROMANO TRENTACOSTE CORRADO CAMPAGNA RICCIARDI Al Ministro dell'interno Premesso che: la necessità di garantire l'ordine pubblico obbliga lo Stato ad impiegare un elevato numero di operatori di pubblica sicurezza per prevenire e sedare i disordini e gli scontri tra i tifosi in occasione delle partite di calcio; secondo l'ultimo rapporto dell'"Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive" del Ministero dell'interno, sono circa 170.000 gli agenti utilizzati nel corso della stagione 2018-2019 nei campionati di calcio professionistici; per ogni partita sono state impiegate in media 209 unità in serie A, 119 in serie B e 43 in lega pro; il massiccio utilizzo delle forze dell'ordine per gli eventi calcistici sottrae personale e risorse economiche alle normali attività di prevenzione, di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità. Infatti l'impiego delle forze dell'ordine negli eventi calcistici genera costi molto elevati che sono legati al personale (retribuzione, straordinari, buoni pasto, eventuale ospitalità, riposi compensativi, malattie in caso di scontri con feriti) e ai mezzi utilizzati (auto, furgoni e camionette); costi che complessivamente, secondo alcune stime riportate dalla stampa, si attestano tra i 20 e i 40 milioni di euro all'anno; a parere degli interroganti, tali costi, che oggi sono pagati dalla collettività, dovrebbero essere addebitati a coloro che traggono profitti dagli eventi calcistici, ossia le società sportive. Nella sola serie A gli eventi calcistici della stagione 2016-2017 hanno fruttato alle società incassi per biglietti e abbonamenti pari a 228 milioni di euro, una cifra notevole che, oltre tutto, rappresenta solo l'8 per cento dei ricavi complessivi, in gran parte provenienti dai diritti televisivi, dagli sponsor e dalle plusvalenze dei giocatori; con il decreto-legge 22 agosto 2014, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014, n. 146, il Governo pro tempore Renzi stabilì che le società sportive contribuissero alla copertura delle spese degli straordinari delle forze dell'ordine impegnate negli stadi mediante un versamento compreso tra l'1 e il 3 per cento degli incassi dei biglietti, ma tale norma non è mai stata applicata per la mancanza dei necessari decreti attuativi; nel novembre 2018 il Ministro pro tempore Salvini propose di incrementare il contributo al 5-10 per cento dell'incasso dei biglietti; tale contributo fu poi istituito con la legge 1° dicembre 2018, n. 132, di conversione del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ("decreto sicurezza"), ma, alla data odierna, non si hanno ancora notizie circa l'emanazione dei necessari decreti attuativi, si chiede di sapere se i decreti attuativi siano stati emanati e se conseguentemente la norma sia pienamente operativa; in caso contrario, quali siano le procedure che restano da adempiere e i necessari tempi tecnici. Atto n. 3-01240 CASTELLONE MARINELLO DI MARZIO GAUDIANO DRAGO DI MICCO GIANNUZZI LICHERI VACCARO AUDDINO Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, ai commi 34 e 34- bis , della legge 23 dicembre 1996, n. 662, prevede che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, possa vincolare quote del Fondo sanitario nazionale (FSN) per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale indicati dal piano sanitario nazionale (PSN) da assegnare alle Regioni per la predisposizione di specifici progetti sulla scorta di linee guida proposte dal Ministro della salute ed approvate con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni; inoltre, il comma 34 -bis prevede che il CIPE, su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, provveda a ripartire tra le Regioni le medesime quote vincolate all'atto dell'adozione della propria delibera di ripartizione delle somme spettanti alle Regioni a titolo di finanziamento della quota indistinta di FSN di parte corrente. Al fine di agevolare le Regioni nell'attuazione dei progetti di cui al comma 34, il Ministero dell'economia e finanze provvede ad erogare, a titolo di acconto, il 70 per cento dell'importo complessivo annuo spettante a ciascuna Regione, mentre l'erogazione del restante 30 per cento è subordinata all'approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministro della salute, dei progetti presentati dalle Regioni. La mancata presentazione e approvazione dei progetti comporta, nell'anno di riferimento, la mancata erogazione della quota residua del 30 per cento e il recupero, anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti nell'anno successivo, dell'anticipazione del 70 per cento già erogata; peraltro, l'intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente il nuovo patto per la salute per gli anni 2014-2016 (rep. 82/CSR del 10 luglio 2014), all'articolo 1, comma 5, sancisce che: "Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono utilizzare la quota complessiva annua spettante a valere sul riparto della quota vincolata degli obiettivi di carattere prioritario del Piano sanitario nazionale per la realizzazione di alcune o tutte le linee progettuali proposte dal Ministero della salute ed approvate con Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ad integrazione delle risorse ordinariamente preordinate a tali aree di attività. Le Regioni impegnate nei Piani di rientro individuano le linee progettuali da realizzare, in coerenza con gli obiettivi dei Programmi operativi approvati. Resta comunque inteso che dette quote, così come il finanziamento di cui al comma 1, non possono essere destinate a finalità extrasanitarie. Si conviene che le risorse vincolate assegnate alle Regioni siano utilizzate non solo per gli obiettivi di piano ma anche per gli obiettivi prioritari definiti nell'ambito del presente Patto per la salute, purché dedicati e finalizzati al miglioramento dell'erogazione dei Lea" (livelli essenziali di assistenza). Questi ultimi sono stati aggiornati col decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 recante "Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502"; l'articolo 17, comma 1, dell'intesa concernente il nuovo patto per la salute 2014-2016 ha confermato, per gli anni 2014-2016, a valere sulle risorse di cui all'articolo 1, comma 1, dello stesso patto, la destinazione per il piano nazionale della prevenzione di 200 milioni di euro annui, oltre alle risorse individuate a valere sulla quota di finanziamento vincolato per la realizzazione degli obiettivi del PSN ai sensi dell'articolo 1, comma 34, della legge n. 662 del 1996 e successive integrazioni; il comma 2 dell'articolo 17 del patto della salute recita: "Con il presente Patto le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano convengono che il 5 per mille della quota vincolata per il Piano nazionale della prevenzione, di cui agli accordi previsti per la realizzazione degli obiettivi del Piano sanitario nazionale indicati al comma 1, venga destinato a una linea progettuale per lo svolgimento di attività di supporto al Piano nazionale della prevenzione medesimo da parte dei network regionali dell'Osservatorio nazionale screening , Evidence-based prevention, Associazione italiana registri Tumori"; con l'intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero della salute è stato adottato il "piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2014-2018" (rep. 156/CSR del 13 novembre 2014), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano al corrente di quali siano stati, negli anni, i criteri e le modalità di selezione dei progetti obiettivo di PSN, nonché di assegnazione ad opera delle Regioni dei fondi del PSN e se, in particolare, le Regioni abbiano adottato procedure di valutazione comparativa o se abbiano stabilito, a priori, ovverosia prima della presentazione delle proposte progettuali, criteri di selezione meritocratici e trasparenti, fermo restando il presupposto della rispondenza alle linee progettuali del PSN, di cui agli accordi Stato-Regioni, di volta in volta sanciti, nonché se, parimenti, le Regioni abbiano adottato procedure atte a documentare e pubblicare l'esito della selezione dei progetti obiettivo di PSN, che abbiano avuto accesso al finanziamento, e l'ammontare dei relativi finanziamenti assegnati ai singoli progetti ed i responsabili dell'esecuzione; se, per quanto nelle rispettive prerogative, abbiano provveduto al riscontro della coerenza tra i progetti approvati e ammessi al finanziamento e le linee progettuali stabilite in sede di Conferenza Stato-Regioni nonché se abbiano verificato l'ottimale utilizzo dei fondi del FSN destinati ai progetti PSN da parte delle Regioni, ovvero se abbiano avuto feedback circa la concreta realizzazione degli obiettivi progettuali, e anche circa la mancata presentazione ed approvazione di un numero di progetti atti ad impegnare le somme assegnate alle singole Regioni di volta in volta; se siano al corrente dell'eventuale assegnazione dei fondi a progetti direttamente riconducibili ai referenti aziendali dei progetti obiettivo di PSN, con ciò configurandosi un potenziale conflitto di interessi, e se, laddove non si fosse proceduto in tal senso, intendano riscontrare il verificarsi di tale fattispecie, interpellando le Regioni; quali iniziative di competenza intendano assumere, qualora emergesse una o più delle criticità descritte. Atto n. 3-01241 MAGORNO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in Bolivia, il 20 ottobre 2019, si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno confermato, alla guida del Paese, Evo Morales, leader del Movimiento al socialismo (MAS); successivamente, sono stati denunciati presunti brogli elettorali che Morales avrebbe organizzato per evitare di finire al ballottaggio; contestualmente, si sono verificate proteste di piazza e rivolte nei confronti dei militanti e dei rappresentanti istituzionali del partito di Morales; il Presidente, per scongiurare la guerra civile, ha accettato la mediazione dell'Organizzazione degli Stati americani, perché si aprisse un'inchiesta sull'esito del voto, a seguito della quale furono riscontrate delle anomalie; Morales, nella speranza che il Paese tornasse alla calma, si dichiarò d'accordo a convocare nuove elezioni; nonostante ciò, i vertici di forze armate e polizia hanno "suggerito" le dimissioni di Evo Morales dal mandato presidenziale, per consentire "la pacificazione e il mantenimento della stabilità per il bene della Bolivia"; lo scorso 10 novembre, dopo settimane di scontri, su pressione dei manifestanti e dei militari, che avevano tolto l'appoggio a Morales e al suo Governo, il Presidente rassegnò le proprie dimissioni e insieme a lui si dimisero anche il vicepresidente e i presidenti dei due rami del Parlamento; in seguito al "colpo di Stato" contro Morales, la seconda vicepresidente del Senato, Jeanine Anez, durante una sessione straordinaria dell'Assemblea legislativa, si è autoproclamata Presidente del Senato e Presidente ad interim della Repubblica senza raggiungere il quorum parlamentare; attualmente la Bolivia sta vivendo un delicata e tesa crisi politica e sociale, scossa da un' escalation violenta e antidemocratica contro i sostenitori di Morales che si ripercuote sull'intera popolazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e, nell'ambito delle proprie competenze, quali iniziative intenda intraprendere per tutelare la sicurezza e l'integrità fisica dei parlamentari boliviani sostenitori di Evo Morales e garantire loro l'asilo politico, presso l'ambasciata italiana, in attesa che in Bolivia venga ripristinato lo Stato di diritto. Atto n. 3-01242 CORRADO ABATE ANGRISANI GAUDIANO GRANATO LA MURA LANNUTTI MARILOTTI PAVANELLI PIRRO ROMANO COLTORTI CIOFFI CASTELLONE DE LUCIA CASTIELLO MANTOVANI DRAGO MAIORINO PISANI Giuseppe DELL'OLIO SANTILLO RUSSO PERILLI LEZZI RICCARDI LEONE ANASTASI MONTEVECCHI AIROLA PACIFICO AGOSTINELLI CAMPAGNA NOCERINO AUDDINO GIARRUSSO GALLICCHIO ROMAGNOLI FLORIDIA PELLEGRINI Marco MORRA VANIN QUARTO PARAGONE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che, la mattina del 30 ottobre 2019, un uomo (non nuovo, pare, ad analoghe bravate) è entrato con l'automobile nel parco della reggia di Caserta eludendo la sorveglianza di uno degli ingressi, forse quello di via Raffaele Gasparri; senza che alcuno tentasse di fermarlo, ha parcheggiato il veicolo lungo un viale e ha raggiunto a piedi la fontana di Venere e Adone, situata a considerevole distanza dal varco che si presume che abbia utilizzato; indisturbato, è entrato nella vasca della fontana, ha passeggiato tra le sculture che la adornano e ha fatto il bagno, come dimostra un video (opera, evidentemente, di un complice) postato poi sui social network e riproposto dai media sul web ; testimone l'autore del gesto, sarebbe trascorsa una trentina di minuti prima che si materializzasse un addetto alla vigilanza per chiedere ragione di un contegno inappropriato che l'uomo ha giustificato definendolo un gioco teso ad attirare l'attenzione generale sull'inefficienza del sistema di sorveglianza; il clamore suscitato dall'accaduto ha indotto l'architetto Tiziana Maffei, direttrice della reggia di Caserta (istituto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dotato di autonomia speciale), a denunciare l'uomo ai Carabinieri, verificare l'accaduto attraverso il sistema di sorveglianza della reggia, avviare un'inchiesta interna per accertare l'eventuale coinvolgimento del personale e reiterare pubblicamente una richiesta di denaro, pari a 7 milioni di euro, per il piano di messa in sicurezza dell'intero complesso, rivolta al Ministero dell'interno; considerato che: la reggia di Caserta, dal 1997, è uno dei poco più di 50 beni culturali italiani iscritti nella lista del patrimonio UNESCO ed è visitata annualmente da circa un milione di persone, la cui incolumità costituisce un'assoluta priorità; ugualmente prioritario è che lo Stato garantisca la sicurezza delle tante opere d'arte presenti all'interno e all'esterno del palazzo reale vanvitelliano, avendo cura che i comportamenti dei visitatori ma anche le attività di promozione consentite dall'amministrazione non siano lesivi della dignità del complesso e dei singoli manufatti artistici ad esso spettanti; i controlli di sicurezza e i sistemi di sorveglianza del palazzo e del parco reale hanno mostrato più volte lacune anche gravi imputate invariabilmente alla carenza di personale addetto alla vigilanza; tale problematica, che è strutturale, non sgrava i dirigenti dei singoli luoghi della cultura statali dalle loro responsabilità, né li autorizza, come pure continua ad accadere, a bollare come fughe di notizie (e a minacciare azioni disciplinari) la propalazione all'esterno delle loro inadempienze, sia nel caso che emergano casualmente, sia che vengano fatte emergere dal personale per senso di responsabilità nei confronti dell'amministrazione, si chiede di sapere: quali azioni intenda assumere il Ministro in indirizzo per accertare tutte le responsabilità in ordine all'episodio occorso il 30 ottobre 2019 e quali provvedimenti finalizzati a ripristinare e garantire la piena sicurezza dei visitatori della reggia di Caserta in ogni spazio accessibile al pubblico; se sia al corrente di quante unità compongano l'organico degli addetti alla sorveglianza del palazzo e del parco, quanti di costoro siano impegnati per ogni turno, feriale e festivo, e dove siano dislocati anche in rapporto ai varchi esistenti, nonché quali e quanti tra questi siano presidiati anche dal sistema antinitrusione e come quest'ultimo sia gestito; se non ritenga necessaria e urgente la presa in carico, da parte dei vertici amministrativi del Ministero, della qualità del servizio offerto all'utenza, nei grandi attrattori come nei siti culturali statali più piccoli o defilati, anche sul piano della garanzia dell'incolumità personale e della sicurezza dei beni culturali. Atto n. 3-01243 CORRADO ABATE ANGRISANI GAUDIANO GRANATO LA MURA LANNUTTI MARILOTTI PAVANELLI PIRRO ROMANO COLTORTI CIOFFI DE LUCIA CASTELLONE CASTIELLO MANTOVANI GALLICCHIO LICHERI DRAGO MAIORINO PISANI Giuseppe DELL'OLIO SANTILLO PERILLI QUARTO RUSSO LEZZI RICCARDI LEONE ANASTASI MORRA MONTEVECCHI AIROLA PACIFICO AGOSTINELLI CAMPAGNA NOCERINO AUDDINO VANIN PARAGONE FLORIDIA GIARRUSSO ROMAGNOLI PELLEGRINI Marco FEDE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che il "Jean Paul Getty Museum" di Malibù, in California, espone, tra le altre antichità magno-greche, l'eccezionale gruppo scultoreo fittile raffigurante un citaredo seduto (forse Orfeo), e due sirene stanti, datato al IV sec. a.C. e di presunta fattura tarantina; circa la provenienza, il sito web del museo californiano asserisce che il capolavoro fu acquistato nel 1976 dalla Zurigo Bank Leu, AG, senza fornire informazioni sul pregresso; un articolo della "Gazzetta del Mezzogiorno" del 30 novembre 2006, ripreso dal web magazine "patrimoniosos", attesta che all'inizio degli anni 2000 erano 46 (o meglio, da 52 si erano ridotti a 46) i reperti di straordinaria fattura e supposta origine italiana dei quali il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo pretendeva la restituzione dal museo di Malibù, compreso, sembrerebbe, l'Orfeo e le sirene; della lista non si hanno più notizie da quando, nel 2006, il Getty museum acconsentì a rilasciare 26 delle 46 opere richieste dall'Italia e trattenerne 20 (come riportato da "la Repubblica" del 23 novembre 2006), per poi decidere, nel 2007, di cederne altre, rientrate negli anni successivi, ma non quella in esame (come riportato dal "Corriere della Sera" il 25 settembre 2007); benché un documento interno reso noto dal "Los Angeles Times" attribuisca all'Italia il 70 per cento delle antichità archeologiche detenute, il Getty museum si è opposto al rilascio di alcuni capolavori invocando l'assenza di prove certe della loro provenienza dal territorio nazionale oppure asserendo di non essere stato a conoscenza della loro origine illecita al momento dell'acquisto, giustificazione "accettabile" da un privato ma che un'istituzione con fini dichiarati di ricerca, conservazione ed esposizione non può, invece, addurre in buona fede; per quanto riguarda il gruppo scultoreo di Orfeo e le sirene, la provenienza dal traffico internazionale di reperti archeologici e in specie dal mercato clandestino italiano sembra accertata; si riferiscono infatti all'Orfeo alcune fotografie in bianco e nero che documentano oggetti non ancora restaurati e da immettere, poi, sul mercato antiquario illegale mostrate dal giornalista Duilio Giammaria nella puntata della trasmissione RAI "Petrolio - Ladri di Bellezza" andata in onda l'8 dicembre 2018 (disponibile sulla piattaforma "Raiplay") come segnalato il 1° novembre 2019 dal giornalista Enzo Garofalo nell'aggiunta all'articolo del 9 novembre 2015 sul web magazine "Fame di Sud"; considerato che le ragioni della mancata restituzione all'Italia del gruppo di Orfeo e le sirene non sono di dominio pubblico e sia su quello sia sugli altri oggetti d'interesse archeologico e straordinario valore artistico inseriti o meno nella lista dei 46 che il Ministero ha richiesto senza successo, in passato, al museo californiano, nella convinzione che provengano dal nostro Paese e siano stati esportati illegalmente, sembra essere calato il silenzio, dopo la stagione a parere degli interroganti entusiasmante del ministro Rutelli e quella promettente del ministro Bonisoli, si chiede di sapere: se le fotografie del gruppo di Orfeo e le sirene mostrate nella trasmissione televisiva appartengano effettivamente all'archivio di un noto trafficante di reperti dal Sud Italia, archivio attraverso il quale, negli anni scorsi, molti oggetti d'interesse archeologico trafugati dall'Italia meridionale sono stati identificati e recuperati; se sia stato chiesto ufficialmente al Getty museum se abbia provveduto ad accertare la reale provenienza dell'opera, che per ammissione unanime non può non essere italiana, e quale sia stata la risposta; quale sia, ad oggi, lo stato delle trattative tra il Ministero e il Jean Paul Getty museum per la restituzione dello straordinario gruppo scultoreo di presunta fattura tarantina; quanti reperti archeologici e opere d'arte di varia tipologia e cronologia, di dubbia o illecita provenienza ma ragionevolmente trafugate all'Italia, siano ancora presenti nelle collezioni del Getty museum; quale sia, ad oggi, lo stato delle trattative per la restituzione di tutte le opere uscite illecitamente dal nostro Paese e finite nei musei e istituti statunitensi prima e dopo il 1983. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01239 RICCIARDI LANNUTTI MAUTONE TRENTACOSTE PAVANELLI ANGRISANI ROMANO DONNO NOCERINO DE LUCIA LA MURA Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: alcuni organi di stampa recentemente hanno pubblicato la bozza di legge quadro contenente i principi per l'attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia e le modalità di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e degli obiettivi di servizio, come si vede on line su "roars", l'11 novembre 2019; in particolare, la bozza di legge quadro riporta che: a) i Lep e i fabbisogni standard sono individuati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa e la loro determinazione avviene "nei limiti delle risorse a carattere permanente iscritte nel bilancio dello Stato" (art. 2, comma 1); b) qualora entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione dell'intesa non siano stati determinati i Lep e i fabbisogni standard , e fino alla loro determinazione "le relative risorse sono assegnate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie" (art. 1, comma 1, lettera e) ); c) per l'attuazione dei Lep e dei fabbisogni standard ci si avvarrà di un commissario, il cui "compenso connesso ai compiti aggiuntivi" sarà oggetto di apposito decreto di nomina, che si avvale "di una struttura di missione posta alle sue dirette dipendenze (...) nella quale è assicurata la partecipazione di rappresentanti designati dalla Conferenza delle Regioni" (art. 2, comma 2); d) "decorsi trenta giorni dalla trasmissione alle Camere da parte del Governo, il decreto può essere comunque adottato. (...) Il Governo se non intende conformarsi ai pareri parlamentari trasmette alle Camere una relazione nella quale indica le ragioni per le quali non si è conformato" (art. 2, comma 4); la riforma del titolo V della Costituzione ha previsto l'istituzione di un "fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante"; quando nel 2015 fu applicato per la prima volta il fondo di solidarietà comunale, il Governo ridusse il target perequativo dal 100 per cento al 45,8 per cento, decisione che doveva avere solo carattere transitorio. L'ex presidente della Commissione bicamerale per l'attuazione sul federalismo fiscale, nel corso di una seduta, cercò di capire se si fosse usato il criterio del 100 per cento e nel volgere la richiesta ai tecnici in audizione dichiarò: "I dati probabilmente sarebbero scioccanti, magari ce li fate avere in modo riservato o facciamo in una seduta segreta, come avviene in Commissione antimafia", come riportato dalla stampa, ad esempio su "jobsnews", il 9 novembre 2019, si chiede di sapere: se corrisponda al vero quanto riportato dalla stampa e se il Ministro in indirizzo ritenga di condividerne comunque la sostanza; se si intenda calcolare i fabbisogni standard utilizzando come " driver di calcolo" i gettiti fiscali regionali e se ritenga che questa scelta possa comportare, a favore di determinate Regioni "più ricche", maggiori trasferimenti e dunque più "consistenti" diritti rispetto alle Regioni più "povere"; relativamente al citato art. 2, qualora ne fosse confermato il contenuto, se dette risorse contemplino anche i fondi europei per lo sviluppo e la coesione, che hanno carattere aggiuntivo finalizzato al riequilibrio economico e sociale, quali siano i motivi per cui si ritenga necessario nominare una nuova struttura commissariale per la determinazione dei Lep e dei fabbisogni standard , stante la già esistente "Commissione tecnica per i fabbisogni standard" istituita con la legge di stabilità per il 2016 (art. 1, comma 29, della legge n. 208 del 2015), nonché se ritenga lesivo del diritto di rappresentanza del popolo italiano prevedere l'adozione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di assegnazione senza che esso possa essere emendato dal Parlamento, che finirebbe per avere un potere di natura consultiva ma non vincolante; quali siano le modalità con cui saranno assegnate le risorse qualora non fossero determinati i Lep, la motivazione per cui non figuri un limite temporale entro cui occorra definire i Lep e se non ritenga che detta formulazione possa dar luogo a ricorsi innanzi alla Corte costituzionale da parte delle Regioni interessate; se ritenga realistica la determinazione dei Lep e dei fabbisogni standard in 12 mesi, dal momento che detto obiettivo non è stato raggiunto in tanti anni dalla già esistente Commissione tecnica per i fabbisogni standard ; se ritenga che i fondi di solidarietà comunale (perequando al 45,8 per cento e non al 100 per cento) non dimezzino il meccanismo previsto dalla Costituzione e se e quando si intenda innalzare il target al livello del 100 per cento; se intenda informare il Parlamento sui dati afferenti ai fondi di solidarietà comunale perequati al 100 per cento e non al 45,8 per cento, e se non ritenga che i Comuni potrebbero fare ricorso per il riconoscimento di un eventuale danno in termini di trasferimenti conseguiti dal 2015 ad oggi. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02508 CORBETTA ANGRISANI DE LUCIA DELL'OLIO DONNO LANNUTTI MORONESE ORTIS ROMANO TRENTACOSTE NOCERINO CAMPAGNA RICCIARDI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: l'equo compenso per copia privata è stato istituito con la legge 5 febbraio 1992, n. 93, per compensare gli autori e tutta la filiera dell'industria culturale dei mancati guadagni economici derivanti dalle copie per uso privato di opere audiovisive legittimamente possedute; inizialmente il compenso veniva applicato solo sui supporti vergini (musicassette, audio cassette e altri supporti) e sugli apparecchi di registrazione audio. Nel tempo l'obbligo di corrispondere il compenso è stato esteso a molti prodotti nell'ambito della telefonia e dell'informatica. Oggi i produttori e gli importatori di dispositivi idonei alla memorizzazione dei dati (come computer , tablet , smartphone , schede di memoria e supporti vergini) sono tenuti a pagare alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) un compenso forfettario per ogni singolo dispositivo fabbricato o importato in Italia; tale compenso determina un maggiore costo di acquisto a carico dei consumatori finali e colpisce indiscriminatamente tutti gli acquirenti dei prodotti soggetti al compenso sulla base di una presunzione, a prescindere dall'uso effettivo da parte di ciascun utente; negli ultimi anni l'ammontare complessivo dei compensi per copia privata, che valeva 44 milioni di euro nel 2009, è notevolmente aumentato toccando quota 129,4 milioni di euro nel 2017 e 127,7 milioni nel 2018, pari a circa il 20 per cento dell'intera raccolta SIAE per diritti d'autore. Tale aumento è dovuto anche agli effetti del decreto ministeriale 20 giugno 2014 che ha esteso l'obbligo a nuove categorie di prodotti (come televisori, tablet e hard disk ), fortemente aumentato i compensi unitari sui dispositivi di grande diffusione ( smartphone , computer , schede di memoria) e ridotto l'imposizione sui prodotti in declino o in disuso (telefoni cellulari tradizionali, supporti vergini come audiocassette, VHS, CD, DVD). Attualmente il compenso per singolo prodotto può arrivare fino a 5,2 euro per uno smartphone o un tablet , 9 euro per una chiavetta USB, 20 euro per un hard disk ; dal 1992 ad oggi l'evoluzione tecnologica ha cambiato radicalmente la fruizione dei contenuti audiovisivi e la propensione dei consumatori a realizzare copie private. Da una parte la copia privata di materiale audiovisivo, che era operazione semplicissima all'epoca delle audiocassette e videocassette, è divenuta impossibile con le tecnologie digitali anticopia attualmente in uso; dall'altra le stesse tecnologie digitali, con la possibilità di accedere in streaming ai contenuti audiovisivi, sempre e ovunque, hanno eliminato anche la necessità e l'utilità di realizzare copie private; a parere degli interroganti, poiché con le nuove tecnologie digitali non è più possibile realizzare copie private e le sole copie possibili sono basate su tecnologie obsolete prive di protezioni anticopia, il compenso per copia privata ha perso quasi ogni ragione d'essere e andrebbe abolito; quanto meno i compensi unitari dovrebbero essere rideterminati e drasticamente ridotti per allinearli esclusivamente alla produzione di copie private basate su tecnologie obsolete; in base all'articolo 71- septies della legge sulla protezione del diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633), il compenso per copia privata è aggiornato ogni 3 anni con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo tenendo conto del parere formulato dal comitato consultivo permanente per il diritto d'autore; di tale comitato, nominato con decreto del Ministro, devono far parte per legge i vicepresidenti delle associazioni di categoria interessate, i rappresentanti di alcuni ministeri, i rappresentanti delle associazioni di professionisti, artisti e industriali, il presidente della SIAE ed esperti in materia di diritto. All'interno del comitato non sono rappresentate in alcun modo le associazioni dei consumatori né le associazioni dei produttori dei dispositivi e dei supporti assoggettati al compenso. Inoltre i lavori del comitato non sono pubblici così come non sono pubbliche le ricerche scientifiche su cui si basano i pareri formulati dal comitato stesso; l'aggiornamento triennale dei compensi stabilito con il decreto ministeriale 20 giugno 2014 è scaduto nel 2017; da fonti di stampa si apprende che il Ministero starebbe lavorando a una nuova bozza, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda emanare un decreto per aggiornare drasticamente al ribasso i compensi per copia privata in vigore dal 2014, allineando la raccolta alla produzione effettiva di copie private basate su tecnologie prive di protezioni; se intenda garantire la piena trasparenza del processo di determinazione dei compensi per copia privata mediante la pubblicazione integrale dei lavori del comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, inclusi i verbali delle sedute, i dati e le ricerche scientifiche su cui si basano i suoi pareri. Atto n. 4-02509 DONNO LANNUTTI PRESUTTO PAVANELLI Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Premesso che: con l'entrata in vigore della riforma della scuola del Ministro pro tempore Gelmini (di cui al decreto-legge n. 137 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169 del 2008), dall'anno scolastico 2010/2011 gli istituti tecnici sono stati suddivisi in due settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi specifici; per adattare i titoli di accesso ai nuovi programmi è stato necessario introdurre un nuovo regolamento, ex decreto del Presidente della Repubblica n. 19 del 2016, recante disposizioni, a norma dell'art. 64, comma 4, lett. a) , del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento; questo cambiamento ha inizialmente comportato serie difficoltà a reperire, per alcune classi di concorso, docenti in possesso del prescritto titolo di studio e pertanto diversi istituti hanno fatto ricorso ad insegnanti non titolati; un caso emblematico riguarda gli ex istituti tecnici nautici (sezione capitani e macchinisti), oggi denominati "istituti tecnici dei trasporti e della logistica": prima della riforma vi erano in tutta Italia circa 32 istituti nautici; ad oggi, con la riforma a regime, gli ex istituti nautici sono circa 70; prima della riforma, l'unica laurea che permetteva l'accesso diretto all'insegnamento della navigazione marittima (laurea in scienze e tecnologie della navigazione) si conseguiva in una sola sede in Italia (università Parthenope di Napoli); i dirigenti scolastici, per sopperire alla carenza di docenti, sono stati costretti a chiamare a fare supplenze docenti senza titolo di studio, anche solo diplomati; considerato che da circa 4 anni, per formare più laureati in tale settore e sopperire alla carenza di insegnanti, è stato istituito ed aperto un secondo corso di laurea in scienze nautiche e tecnologie della navigazione a Messina, che a breve permetterà agli ex istituti nautici di non ricorrere più a docenti di navigazione (A043) senza il possesso dei titoli di accesso idonei; considerato infine che, a parere degli interroganti: la vicenda si configura come un caso emblematico della mancanza di tutele nei confronti di chi andrà a svolgere un'attività complessa e gravosa, che richiede molte abilità nel dare assistenza, nell'organizzare, nel tutelare e proteggere cose e persone; è necessario assicurare alle future generazioni di studenti una formazione rigorosa e completa ed evitare che tanti giovani laureati per la formazione dei futuri ufficiali della Marina mercantile vadano ad essere scavalcati da chi non è in possesso di adeguata conoscenza delle scienze nautiche e tecnologie della navigazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quale sia la sua valutazione in merito; se non ritenga opportuno intervenire affinché negli istituti tecnici dei trasporti e della logistica il servizio di insegnamento sia prestato esclusivamente da coloro in possesso del prescritto titolo di studio, al fine di tutelare e consentire l'attuazione in maniera piena ed effettiva di diritti fondamentali dell'ordinamento giuridico. Atto n. 4-02510 PIRRO ACCOTO PELLEGRINI Marco GIANNUZZI GALLICCHIO DELL'OLIO LOMUTI GAUDIANO LANNUTTI CORBETTA VANIN MARINELLO RICCARDI ORTIS NOCERINO PAVANELLI TRENTACOSTE ANGRISANI DONNO PRESUTTO ROMANO MONTEVECCHI CAMPAGNA CASTELLONE MATRISCIANO RICCIARDI FLORIDIA PIARULLI GARRUTI Al Ministro della salute Premesso che: le problematiche relative ai malati cronici non autosufficienti e alle persone con disabilità e autonomie molto limitate o nulle rientrano a pieno titolo nelle decisioni del Ministro della salute, in quanto persone che presentano gravi carenze di salute; il fondo per le non autosufficienze riguarda gli interventi di competenza dei Comuni singoli o associati e, così come stabilito dalla legge istitutiva del fondo stesso (legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 1264), sono aggiuntivi a quelli che il Servizio sanitario nazionale è obbligato a garantire in base alla normativa vigente a tutti i malati, senza discriminazione alcuna; considerato che: l'articolo 2 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, prescrive che il Servizio sanitario nazionale assicuri "la diagnosi e la cura degli eventi morbosi quali ne siano le cause, la fenomenologia e la durata"; e, ai sensi dell'articolo 1, fornisce le prestazioni domiciliari e residenziali "senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio"; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, recante la definizione e l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), conferma che il Servizio sanitario nazionale deve fornire le necessarie prestazioni socio-sanitarie domiciliari e residenziali alle persone con disabilità intellettiva in situazione di gravità o autismo, agli anziani malati cronici non autosufficienti, alle persone con demenza senile, alle persone con rilevanti disturbi psichiatrici e limitatissima autonomia, nonché a coloro che sono colpiti da patologie o da disabilità analoghe; con la sentenza n. 36 del 2013 la Corte costituzionale ha precisato che "l'attività sanitaria e socio-sanitaria a favore di anziani non autosufficienti è elencata tra i livelli essenziali di assistenza sanitaria dal d.P.C.M. 29 novembre 2001". Nella stessa sentenza la Corte riporta la definizione di persone non autosufficienti intese come persone anziane o disabili che non possono "provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri", ed ha chiarito che "non vi è un rapporto automatico tra ammontare del fondo sanitario regionale e rispetto dei livelli essenziali di assistenza: il soddisfacimento di tali livelli non dipende solo dallo stanziamento di risorse, ma anche dalla loro allocazione e utilizzazione"; il punto 1.5 dell'allegato II del decreto 12 marzo 2019 del Ministero della salute, rubricato "Misura dell'equità sociale nell'erogazione dei Lea", prevede che: "La definizione dei Lea individua ciò che viene garantito all'assistito che può essere modulato solo in ragione del bisogno di salute: il SSN deve assicurare adeguate risposte ai bisogni senza differenze tra uomini e donne, tra giovani ed anziani, tra poveri e ricchi, tra cittadini italiani e non, ecc.", si chiede di sapere: se nella bozza del nuovo patto per la salute 2019-2021 sia stabilito, analogamente a quanto stabilito per i malati cronici, il monitoraggio delle liste d'attesa dei malati cronici non autosufficienti e alle persone con disabilità e autonomie molto limitate o nulle, al fine di stabilire il fabbisogno effettivo delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza territoriali e raggiungere l'obiettivo di quanto previsto al punto 1.5 dell'allegato II citato; se siano state intraprese tutte le iniziative necessarie per promuovere la priorità delle prestazioni domiciliari ogni volta che vi sia la volontaria disponibilità di familiari idonei ad assumere il ruolo di accuditori ( caregiver ), assicurando la presa in carico del servizio sanitario territoriale e il riconoscimento di un contributo finalizzato a garantire le prestazioni di cui necessita il paziente non autosufficiente (o persona con disabilità con autonomia limitata o nulla) 24 ore su 24 in alternativa al ricovero; se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative al fine di: giungere alla modifica dell'art. 22 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 per il riconoscimento delle prestazioni di assistenza tutelare non professionali con quota a carico del Servizio sanitario nazionale, analogamente a quanto previsto in caso di ricovero in strutture residenziali socio-sanitarie; attivare progetti per l ' utilizzo dei fondi strutturali e d ' investimento europei, in particolare il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di sviluppo regionale, per migliorare la loro erogazione di assistenza sanitaria e assistenza a lungo termine; individuare gli ambiti da cui attingere le risorse necessarie, in quanto le prestazioni socio-sanitarie citate rientrano nei Lea e sono diritti esigibili, come confermato da numerose sentenze della Corte costituzionale. Atto n. 4-02511 PAVANELLI PARAGONE GAUDIANO LA MURA TRENTACOSTE LANNUTTI ANGRISANI CORRADO DONNO MONTEVECCHI CORBETTA GUIDOLIN MOLLAME PRESUTTO ROMANO LEZZI PELLEGRINI Marco ACCOTO MAIORINO CAMPAGNA NOCERINO AUDDINO VANIN DE LUCIA GRANATO VACCARO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 (cosiddetto decreto Bersani- bis ), all'art. 1, comma 1, stabilisce: "Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi prezzi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico o del servizio richiesto. È altresì vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla e non comporta la nullità del contratto, fatti salvi i vincoli di durata di eventuali offerte promozionali comportanti prezzi più favorevoli per il consumatore. Gli operatori di telefonia mobile adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto"; il decreto aveva eliminato i costi di ricarica per le cosiddette carte telefoniche prepagate; nelle ultime settimane le principali compagnie telefoniche hanno introdotto nuove modalità di ricarica (Tim con "Ricarica+", Vodafone con "Giga Ricarica", Wind con "Ricarica Special") per le loro carte telefoniche prepagate, nel caso in cui il servizio di ricarica venga effettuato attraverso terminali informatici (ad esempio quelli in dotazione ai tabaccai), che rappresenta la modalità più diffusa di ricarica del credito telefonico; le nuove modalità di ricarica incorporano un euro di servizi telefonici consistenti in quantitativi prefissati di traffico internet o di chiamate voce, servizi che risultano essere non espressamente richiesti dal cliente che effettua la ricarica del credito, interessato ad ottenere esclusivamente nuovo credito e non nuovi servizi; pertanto al cliente, a fronte di una ricarica da 5 o da 10 euro, viene dato un credito di 4 o 9 euro; considerato che: i clienti non necessitano di un euro di servizi aggiuntivi, dato che assai spesso potrebbe trattarsi di persone anziane che non usano internet ovvero di utenti che hanno già un piano tariffario comprendente sia le chiamate voce che il traffico internet ; su base annua, considerando in media una ricarica da 10 euro al mese a cui è detratto un euro ogni volta, risultano 12 euro di credito in meno all'anno, spingendo così il cliente ad effettuare 13 ricariche per ciascun anno, anziché 12 come sarebbe accaduto in precedenza; alcune associazioni di tutela dei consumatori (Adusbef e Altroconsumo) hanno presentato un esposto all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), affinché valuti se le nuove modalità siano lecite, si chiede di sapere quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo per verificare se vi siano situazioni a danno dei clienti delle nominate compagnie telefoniche che hanno attivato le nuove modalità di ricarica, ovvero se tali nuove modalità adottate con meccanismi assai simili e con identico effetto di togliere un euro per ciascuna ricarica possano configurare ipotesi di cartello commerciale occulto. Atto n. 4-02512 DE PETRIS Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in merito alla nomina del direttore sanitario dell'azienda ospedaliera universitaria policlinico "G. Martino" di Messina, dottor Antonino Levita, adottata con delibera n. 2 del 20 giugno 2019 del direttore generale, sarebbero state sollevate perplessità sul mancato possesso dei requisiti, con diverse note trasmesse da parte dell'organizzazione sindacale FGU Gilda Unams dipartimento università di Messina alle autorità competenti; in base alla normativa vigente, l'art. 3, comma 7, del decreto legislativo 10 dicembre 1992, n. 502, confermato dall'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, e successive modificazioni e integrazioni, stabilisce che il direttore sanitario è un medico che abbia svolto per almeno 5 anni in unità operative complesse qualificata attività di direzione tecnica sanitaria in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private di media o grandi dimensioni; nelle aziende ospedaliere universitarie, costituite da un unico presidio, le funzioni e i compiti del direttore sanitario e del dirigente medico di cui all'art. 4, comma 9, sono svolti da un unico soggetto avente i requisiti di legge ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 484, la specializzazione nella disciplina o disciplina equipollente, o l'anzianità nella disciplina; l'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 484 definisce chiaramente che cosa si intende per enti e strutture di media o grande dimensione, mentre l'art. 11, comma 1, lett. b) , definisce i servizi prestati nelle amministrazioni pubbliche, in particolare gli ospedali psichiatrici e i centri di igiene mentale, i quali vengono equiparati alla disciplina di psichiatria; le contestazioni di tale nomina, sollevate dall'organizzazione sindacale, si fonderebbero sulla considerazione che il dottor Levita, per essere nominato direttore sanitario, dovrebbe essere in possesso di 10 anni di attività di dirigente sanitario presso la direzione sanitaria, poiché carente di specializzazione in area di sanità pubblica, ed essere stato responsabile di unità operativa complessa per almeno 5 anni; in base alle informazioni di cui è a conoscenza l'interrogante, il dottor Levita, assegnato a svolgere le mansioni di dirigente medico presso l'unità ospedaliera di Neurochirurgia traumatologica del policlinico di Messina a regime esclusivo, da gennaio 2009 al 30 aprile 2013 in distacco presso l'IRCCS Neurolesi di Messina, avrebbe svolto contemporaneamente il ruolo di direttore medico presso l'IRCCS e di responsabile dell'area medica presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, due incarichi di direzione sanitaria in due enti diversi, e risulterebbe carente dei requisiti previsti per la nomina di direttore sanitario, anche in virtù del fatto che non possiederebbe l'attestato di formazione manageriale si sensi dell'art. 7 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 484 del 1997, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti esposti; se non ritengano opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, per accertare la piena regolarità del percorso amministrativo intrapreso dal direttore generale del policlinico e garantire l'assoluta trasparenza, la corretta applicazione della legge e dei principi di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione. Atto n. 4-02513 RICCIARDI LANNUTTI MAUTONE TRENTACOSTE VACCARO PAVANELLI ANGRISANI ROMANO DONNO NOCERINO DE LUCIA LA MURA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: il "real albergo dei poveri", o palazzo Fuga, è il maggiore palazzo monumentale di Napoli ed una delle più grandi costruzioni settecentesche d'Europa. L'opera si deve all'ingegno dell'architetto Ferdinando Fuga, che lo progettò su commissione dell'illuminato sovrano Carlo III. Con i suoi 100.000 metri quadri, oltre 400 stanze e una facciata di oltre 300 metri, è uno degli edifici più grandi del mondo oltre che, per quel tempo, il perno di avanzatissime politiche sociali e produttive; inizialmente la struttura ospitava numerosi cittadini ai quali veniva offerto vitto, alloggio, un'istruzione e la possibilità di imparare un mestiere, finendo per collocarvi addirittura una scuola per sordomuti. A metà dell'800 la struttura ospitava più di 5.000 persone, divenendo una delle opere più importanti al mondo; a seguito del terremoto che nel 1980 flagellò la città di Napoli, l'ala destra dell'edificio crollò. In seguito, numerosi progetti ne tentarono il recupero, soprattutto a partire dal 1995, ovvero da quando l'Unesco lo ha inserito tra le opere appartenenti al patrimonio mondiale. Tuttavia i restauri sono sempre stati parziali e insufficienti; attualmente la struttura risulta abbandonata, finendo raramente per ospitare qualche mostra o esposizione culturale. In questi anni sono state poste in essere numerose proposte o progetti per rivitalizzare l'albergo dei poveri: dalla "città dei giovani" alla realizzazione di uno dei musei più grandi del mondo, dal progetto "Louvre partenopeo" suggerito dall'attuale Giunta di Napoli alle proposte di un museo dell'artigianato e dell'antiquariato; come denunciato da un recente servizio giornalistico e da un dossier presentato dall'associazione culturale Neoborbonica, le condizioni attuali di quasi tutta la struttura risultano precarie al punto da rischiare ulteriori crolli o danni; la struttura, che ha un valore stimato di circa 120 milioni di euro, necessita di ingenti finanziamenti per una riqualificazione che possa portarla ai fasti di un tempo: ripristino che renderebbe palazzo Fuga un " hub" strategicamente importante essendo collocato a ridosso della stazione centrale, dell'aeroporto di Capodichino, della metropolitana e dei maggiori sbocchi viari; tuttavia il Comune di Napoli, proprietario della struttura, avendo ingenti problemi finanziari, non dispone delle risorse necessarie richieste dall'imponente piano di restauro. A tal proposito recentemente il sindaco di Napoli ha espresso l'intenzione di voler cedere palazzo Fuga allo Stato; l'ex Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, si rese disponibile ad una riflessione circa la possibilità di utilizzare la struttura quale itinerario dell'arte o anche per ospitare gli uffici di enti istituzionali o militari; l'ipotesi del " federal building ", cui si potrebbe aggiungere anche un utilizzo con finalità espositive o culturali, comporterebbe un notevole risparmio per lo Stato dal momento che verrebbero meno ingenti capitoli di spesa per gli affitti passivi, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dello stato degli eventuali progetti; quali iniziative di competenza intenda assumere al fine di ridare dignità e valore ad un monumento che costituisce una parte molto importante del patrimonio culturale mondiale. Atto n. 4-02514 AGOSTINELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel porto di La Spezia il servizio ferroviario portuale è svolto dal soggetto unico denominato "La Spezia Shunting Railways SpA", identificato in una società appositamente costituita nel 2013, al cui capitale sociale partecipano l'Autorità di sistema portuale con il 20 per cento delle azioni di categoria A, gli operatori terminalisti e i terminalisti interni raccordati con il 40 per cento delle azioni categoria B e gli operatori multimodali e le imprese ferroviarie con il 40 per cento delle azioni di categoria C, che rappresentano la totalità degli operatori dello scalo spezzino; la società è in utile di esercizio a partire dalla costituzione e ogni anno incrementa il fatturato e il numero dei carri movimentati per il trasporto di contenitori da e per lo scalo marittimo; la società è considerata un modello di gestione pubblico-privato di un servizio di interesse generale, con ruolo di garanzia in capo all'Autorità che nomina il Presidente del Consiglio di gestione e tre membri su cinque del consiglio di sorveglianza; la società ha dipendenti, si autofinanzia e non ha mai avuto bisogno di accedere al credito bancario; il modello di gestione e la struttura societaria sono stati oggetto di dibattito e studio in diversi convegni e autorità portuali nazionali ed estere hanno mutuato il modello societario adeguandolo alle realtà locali; i porti di Trieste e Genova hanno adottato o hanno in corso di adozione modelli societari analoghi, visti i risultati in termini di efficienza dovuta alla sinergia virtuosa creatasi tra ente pubblico e operatori privati; la percentuale del traffico su ferro del porto di La Spezia ha superato il 30 per cento e si avvia a raggiungere il traguardo del 50 per cento, un obiettivo ambizioso reso possibile dallo strumento societario che comprende tutti i soggetti della filiera del trasporto; nel mese di ottobre 2019 sono stati movimentati 13.000 carri ferroviari, record assoluto dello scalo, con un incremento dell'8 per cento sul precedente record del novembre 2018; considerato che: si apprende da notizie rese pubbliche attraverso la rete che l'Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale ha intenzione di vendere attraverso bando pubblico azioni della società, pari al 20 per cento del capitale sociale, e ciò al fine di eliminare un potenziale conflitto di interessi volendo provvedere all'assegnazione del servizio attraverso gara pubblica; le motivazioni addotte richiamano, a giudizio dell'interrogante impropriamente, le previsioni del testo unico decreto legislativo n. 175 del 2016 sulle partecipate; previsioni che non si applicano alla società in questione che svolge attività strettamente legata alla mission dell'Autorità, è da sempre in utile, con la partecipazione di minoranza della stessa; la rete ferroviaria che adduce al porto e ai terminal portuali è in parte gestita da Rete Ferroviaria Italiana, in minima parte dall'Autorità di sistema portuale, dai singoli terminalisti all'interno delle concessioni demaniali e dai terminalisti terrestri raccordati alla rete; l'odierno servizio ferroviario portuale, a gestione unica, sarebbe ripartito come era in origine in manovra primaria svolta dai vettori di linea, in manovra secondaria da svolgersi in parte in autoproduzione, in parte dal soggetto assegnatario della gara e in parte dal singolo terminalista, in una situazione di incertezza visto il sovrapporsi di competenze e di piani di sicurezza in capo ai diversi titolari; considerato infine che, a parere dell'interrogante: l'esperimento di una gara in una situazione perfettamente legittima e virtuosa, che si riassume nella straordinaria efficienza del trasporto su ferro rispetto alla media nazionale, costituirebbe un'iniziativa fondata su presupposti errati e suscettibile di arrecare gravi disservizi con corrispondente calo del traffico su ferro; tale iniziativa potrebbe compromettere i livelli occupazionali e il personale a elevata specializzazione sia nel planning che nel settore operativo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di propria competenza intenda assumere per evitare le irreparabili conseguenze della decisione. Atto n. 4-02515 IANNONE Ai Ministri della giustizia e della salute Premesso che a quanto risulta all'interrogante: la Procura di Napoli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento di aggressione nei confronti di un infermiere dell'ospedale Santobono di Napoli; tale decisione che viene definita "uno schiaffo vergognoso" dal primario del pronto soccorso, lascia senza parole, perché si tratta di un infermiere aggredito da una persona che l'ha colpito con un bastone canadese, di quelli usati per deambulare, e ha riportato la frattura di un dito della mano; nel documento della Procura in cui si chiede l'archiviazione, si afferma che "l'aggressione nel pronto soccorso fu originata dallo stato di estrema ansia dell'uomo per la condizione di salute della figlia di soli cinque anni per la quale - in modo certo non ammissibile - chiedeva assistenza ai medici"; le aggressioni ai medici e agli infermieri negli ospedali napoletani sono in grave aumento e se ne contano quasi 100 dall'inizio del 2019; l'ansia per la salute del paziente viene vista come una giustificazione e viene anche considerata irrilevante una lesione ossea importante, che porta all'inabilità di una persona, subita durante lo svolgimento del lavoro, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza del grave accaduto riferito dall'edizione on line del quotidiano "la Repubblica" del 15 novembre 2019; se ritenga che essere aggrediti possa far parte del lavoro quotidiano svolto in un ospedale e reputi ammissibile la definizione del bastone come ausilio alla deambulazione; quali iniziative intenda adottare affinché vengano tutelate le professioni ospedaliere che già operano, in Campania, in assenza di una efficace organizzazione del servizio. Atto n. 4-02516 IANNONE Ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: in Italia vi sono poche decine di medici incaricati alle dipendenze delle Asl collocati presso le strutture sanitarie delle case circondariali che non hanno maturato la soglia minima contributiva ai fini del pensionamento, ma che vengono pensionati secondo l'art. 36 della legge n. 740 del 1970, che recita: "Il medico incaricato cessa dall'incarico dal primo giorno del mese successivo a quello in cui compie 65 anni di età"; costoro sono mandati in pensione ma senza percepire l'emolumento pensionistico; tale norma stride con il decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 (legge Fornero), secondo cui i lavoratori del settore pubblico possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un'anzianità contributiva minima di almeno 20 anni e con un'anzianità anagrafica pari a 66 anni e 7 mesi; in tal senso la circolare n. 2 del 2012 del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri sostiene che: "In base ai principi generali, una volta raggiunto il limite di età ordinamentale l'amministrazione prosegue il rapporto di lavoro o di impiego con il dipendente sino al conseguimento del requisito minimo per il diritto a pensione (il principio della prosecuzione si desume dall'art. 6, comma 2-bis, del d.l. n. 248 del 2007, convertito in l. n. 31 del 2008)"; ciò pertanto determina, comunque, il diritto al trattenimento in servizio da parte di tale categoria di medici incaricati; nell'ottica di quanto riportato, è d'uopo ricordare che il principio di non discriminazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni opera a tutela del lavoratore anche in relazione alle specificità delle situazioni concrete (si vedano le sentenze della Cassazione: sezioni unite n. 10454 del 2008; n. 472, n. 479 e n. 1037 del 2014; n. 10105 e n. 26140 del 2013; n. 4971 del 2012), si chiede di sapere se esista la possibilità per le Asl di trattenere in servizio tali medici incaricati o di beneficiare della possibilità di prorogare la permanenza in servizio non oltre il 70° anno di età ai fini del raggiungimento della pensione, ovvero la possibilità di un'eventuale proroga in servizio "per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo", come era previsto dall'art. 16 del decreto legislativo n. 503 del 1992. Atto n. 4-02517 GASPARRI MOLES Al Ministro della difesa Premesso che: in data 17 novembre 2019 il "Corriere della Sera" ha pubblicato un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini che informava sulla disponibilità della famiglia dell'ex ministro Trenta di un alloggio di proprietà della difesa sito a Roma nel quartiere San Giovanni; il ministro Trenta ha cessato dalla sua funzione il 5 settembre 2019; lo stesso ex Ministro con una serie di dichiarazioni sui social network , riprese da agenzie, e in un'intervista ha ribadito che l'appartamento era stato assegnato nel mese di aprile 2019, quando lei era Ministro in carica, al marito Claudio Passarelli, maggiore dell'Esercito, si chiede di sapere: quali siano i dettagli della vicenda relativa all'assegnazione dell'appartamento sito a Roma, sia riguardo all'assegnazione alla Trenta, nella qualità di Ministro, sia riguardo all'assegnazione al maggiore Passarelli nel mese di aprile 2019; se il maggiore avesse titolo per fare domanda per questo alloggio; quale sia stato l'andamento amministrativo e burocratico della vicenda visto che ad aprile il Ministro, in quanto tale, occupava l'appartamento concessole per la sua carica, ma contemporaneamente lo stesso veniva assegnato al marito; quale sia stata la sequenza delle decisioni e delle assegnazioni; chi abbia firmato i relativi atti amministrativi, sia per quanto riguarda la precedente assegnazione all'allora Ministro, sia per quanto riguarda l'assegnazione al maggiore Passarelli; a quanto ammonti l'affitto pagato sia dall'ex ministro Trenta prima che dal maggiore Passarelli successivamente; di quanti metri quadrati sia l'alloggio; se l'ex Ministro e il maggiore Passarelli siano proprietari di alloggi nella città di Roma o comunque in zone limitrofe; se non si ritenga opportuno che l'ex Ministro e il maggiore Passarelli lascino l'immobile; quali altri ufficiali appartenenti alle forze armate abbiano fatto domanda per lo stesso alloggio; se vi siano delle graduatorie e quale sia la loro consistenza per quanto riguarda alloggi di servizio a Roma ed in altre città.