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Previdenza e assistenza sociale - Artigiani ed esercenti commerciali - Contribuzioni dovute - Determinazione con riferimento ai redditi di impresa dei soci delle società in accomandita semplice - Asserita violazione del principio che esclude dal sistema contributivo previdenziale redditi non da lavoro - Non fondatezza della questione.. Non ha pregio la censura sollevata in riferimento all’art. 38, secondo comma, della Costituzione, avverso la norma che sottopone a contribuzione INPS i redditi denunciati a fini IRPEF del socio accomandante di società in accomandita semplice, sul presupposto che al sistema contributivo non possa concorrere un reddito non di lavoro. Infatti, per un verso, all’onere contributivo si correla un vantaggio in termini di prestazione previdenziale, essendo la misura dei trattamenti rapportata al reddito annuo di impresa in virtù dell’art. 5 della legge n. 233 del 1990; e per altro aspetto, vige in materia, per effetto delle più recenti riforme, una più ampia accezione di base contributiva imponibile, tale da ricomprendere non solo il corrispettivo dell’attività di lavoro, ma anche altre attribuzioni economiche che nella attività stessa rinvengono soltanto mera occasione. Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del decreto legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, nella legge 14 novembre 1992, n. 438, sollevata in riferimento all’art. 38, secondo comma, della Costituzione. M.F.