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Processo civile - Competenza territoriale - Procedimenti in cui siano parte i magistrati - Ritenuta libera derogabilità della competenza stabilita, ad opera delle parti e mancata attribuzione al giudice del potere di rilevare d’ufficio l’incompetenza - Lamentata irrazionalità, con violazione del diritto di difesa della parte convenuta, nonché dei principî del giudice naturale, di parità nel processo civile e in quello penale e della terzietà e imparzialità del giudice - Praticabilità di una interpretazione diversa da quella prospettata - Manifesta inammissibilità della questione.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 28, 30-bis, primo comma, e 38 del codice di procedura civile, censurati, in riferimento agli articoli 3, 24, 25, 101 e 111 della Costituzione «nella parte in cui non contemplano come inderogabile la competenza territoriale stabilita dall'art. 30-bis, primo comma, cod. proc. civ. e, conseguentemente, non prevedono il potere del giudice di rilevarne d'ufficio il difetto». L'ordinanza di rimessione, che si ferma alla mera constatazione dell'assenza di una statuizione legislativa di inderogabilità, risulta infatti carente nella motivazione spettando al giudice 'a quo' il compito di esaminare la praticabilità di una diversa interpretazione, tale da superare i prospettati dubbi di legittimità. - V., da ultimo, ordinanza n. 315/2002, richiamata con riferimento al principio applicato nella decisione.