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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 365 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italexit-Partito Valore Umano: Misto-I-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,30). Si dia lettura del processo verbale. MARGIOTTA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 30 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato PRESIDENTE . La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ieri, ha approvato il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 21 ottobre. L'ordine del giorno della seduta odierna prevede la discussione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021. Al fine di consentire alla Commissione bilancio di terminare l'esame del provvedimento, la seduta sarà sospesa fino alle ore 13. Si ricorda che nella giornata di domani e di venerdì mattina l'Aula del Senato ospiterà la riunione del G20 dei Parlamenti. La prossima settimana, a partire da martedì 12 ottobre, alle ore 16,30, saranno discussi i seguenti provvedimenti: decreto-legge sulla crisi d'impresa, fin dalla seduta di martedì 12 se concluso dalle Commissioni; ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri; disegno di legge recante l'intesa fra lo Stato e l'Associazione Chiesa d'Inghilterra; legge europea 2019-2020 con le connesse relazioni sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea; decreto-legge sulle modalità operative per la consultazioni elettorali del 2021, ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati. Il calendario della settimana dal 19 al 21 ottobre prevede - oltre al seguito degli argomenti non conclusi - nella giornata di mercoledì 20, alle ore 9, le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021. È stato altresì stabilito che l'ordinaria programmazione del question time riprenda a partire da giovedì 21 ottobre, alle ore 15. La Conferenza dei Capigruppo tornerà a riunirsi la prossima settimana per definire l'ulteriore programmazione dei lavori. Calendario dei lavori dell'Assemblea PRESIDENTE . La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 5 ottobre 2021, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 21 ottobre: Mercoledì 6 ottobre h. 9,30 - Doc . LVII, n. 4- bis - Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 * Le proposte di risoluzione sul documento LVII, n. 4- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021) dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione generale. Gli emendamenti alla risoluzione accolta dal Governo dovranno essere presentati entro mezz'ora dall'espressione del parere. Nelle giornate di giovedì 7 e venerdì 8 ottobre l'Aula del Senato sarà impegnata per la 7ª Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dei Paesi del G20. Martedì 12 ottobre h. 16,30-20 - Disegno di legge n. 2371 - Decreto-legge n. 118, Crisi d'impresa (scade il 23 ottobre) - Ratifiche di accordi internazionali definite dalla Commissione affari esteri - Disegno di legge n. 2060 - Intesa con l'Associazione Chiesa d'Inghilterra - Disegno di legge n. 2169 - Legge europea 2019-2020 (approvato dalla Camera dei deputati) e connessi documento LXXXVI, n. 4, e documento LXXXVII, n. 4 - Relazioni programmatica e consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea - Disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 117, Modalità operative consultazioni elettorali 2021 (ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati) (scade il 22 ottobre) Mercoledì 13 " h. 9,30-20 Giovedì 14 " h. 9,30-20 I termini per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge n. … (Decreto-legge n. 117, Modalità operative consultazioni elettorali 2021) sarà stabilito in relazione ai lavori della Commissione. Gli emendamenti al disegno di legge n. 2169 (Legge europea 2019-2020) dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 7 ottobre. Martedì 19 ottobre h. 16,30-20 - Seguito argomenti non conclusi - Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021 (mercoledì 20, ore 9) - Interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell'articolo 151- bis del Regolamento (giovedì 21, ore 15) Mercoledì 20 " h. 9-20 Giovedì 21 " h. 9,30-20 Ripartizione dei tempi per la discussione del Doc . LVII, n. 4- bis (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021) (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatori 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 42' Misto 41'+5' PD 37' FdI 29'+5' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 22' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2371 (Decreto-legge n. 118, Crisi d'impresa) (Gruppi 5 ore, escluse dichiarazioni di voto) M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 42' Misto 41'+5' PD 37' FdI 29'+5' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 22' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 2169 (Legge europea 2019-2020) e dei connessi documenti LXXXVI, n. 4, e LXXXVII, n. 4 (Relazioni programmatica e consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea) (7 ore, incluse dichiarazioni di voto) Relatori 40' Governo 40' Votazioni 40' Gruppi 5 ore, di cui M5S 54' L-SP-PSd'Az 49' FIBP-UDC 42' Misto 41'+5' PD 37' FdI 29'+5' IV-PSI 26' Aut (SVP-PATT, UV) 22' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ... (Decreto-legge n. 117, Modalità operative consultazioni elettorali 2021) (Gruppi 3 ore, escluse dichiarazioni di voto) M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17'+5 IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire Ripartizione dei tempi per la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021 (3 ore e 30 minuti, incluse dichiarazioni di voto) Governo 30' Gruppi 3 ore, di cui M5S 32' L-SP-PSd'Az 29' FIBP-UDC 25' Misto 25'+5' PD 22' FdI 17'+5 IV-PSI 16' Aut (SVP-PATT, UV) 14' Dissenzienti da stabilire Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 13. (La seduta, sospesa alle ore 9,35, è ripresa alle ore 13,02) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, autorizzazione alla convocazione PRESIDENTE . Comunico che, su richiesta del presidente Gasparri, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è stata autorizzata a convocarsi nel pomeriggio di oggi nelle fasi della seduta dell'Assemblea che non prevedono votazioni. Discussione del documento: Doc Doc. LVII, n. 4-bis Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 (Relazione orale) Approvazione della proposta di risoluzione n. 2 PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del documento LVII, n. 4- bis . La relatrice, senatrice Conzatti, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare la relatrice. CONZATTI, relatrice . Signor Presidente, ci apprestiamo oggi a votare una risoluzione su uno dei due documenti principali di programmazione economica e finanziaria del Paese, cioè la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2021. La NADEF è stata redatta sulla base della legge di contabilità pubblica e prevede tutti gli aspetti previsti dalla normativa e i fondamentali. La NADEF normalmente è un documento di assestamento in continuità con il DEF, ma quest'anno il quadro registra un riferimento macroeconomico di gran lunga migliore rispetto a quello del DEF, soprattutto grazie alla rimozione delle restrizioni sociali, grazie a un comportamento collettivo che ha permesso all'Italia di essere tra i primi Stati in Europa per tasso di vaccinazione e anche grazie all'utilizzo del green pass , che ha permesso la quasi totale ripresa di tutte le attività. Certo, il quadro spinto dalla domanda interna e dal commercio internazionale presenta comunque dei rischi che l'Ufficio parlamentare di bilancio, che pure ha validato, ovviamente, il quadro macroeconomico tendenziale, ha messo in evidenza. Fra questi rischi, ci sono innanzitutto quelli legati, naturalmente, al tema della pandemia. Sappiamo che in Italia e in Europa il tasso di vaccinazione è particolarmente elevato, ma un quarto della popolazione mondiale non è stato ancora vaccinato; quindi, non si può complessivamente scongiurare il rischio di varianti, né il rischio di variabili esogene e, di conseguenza, anche sull'economia. Un ulteriore punto che ha destato l'attenzione dei previsori riguarda l'inflazione, l'aumento dei prezzi sulle materie prime e sui semilavorati e anche una carenza nell'offerta di manodopera che, secondo la tendenza, non supporterà a sufficienza, se non riadattata, gli investimenti previsti nella prossima legge di bilancio e anche quelli del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sul lato dell'offerta, il distanziamento sociale ha fatto moltissimo; altrettanto ha fatto l'incremento dei consumi, che si è liberato dopo l'alto tasso di risparmio delle famiglie e delle imprese nonché l'alto tasso di investimenti, sospinto non solo dalla prospettiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma anche dalla tendenza a investire e ad avere ottima fiducia sul futuro delle imprese. Per quanto riguarda la Nota di aggiornamento, il quadro macroeconomico tendenziale presenta, di conseguenza, un aumento significativo del prodotto interno lordo di oltre un punto percentuale superiore alle previsioni del DEF, e oggi pari al 6 per cento. Il prodotto interno lordo assorbe nelle proprie previsioni gli investimenti e le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza e si attesta a livelli - anche nella prospettiva 2024 - molto superiori rispetto al trend storico che, purtroppo, sappiamo per l'Italia essere stagnante. Per quanto riguarda il quadro programmatico, la manovra di finanza pubblica continuerà ad essere fortemente espansiva, sicuramente per tutto il 2022 e per il 2023, con un grosso supporto alle famiglie e alle imprese per far sì che la crescita sia completamente recuperata e che ci sia un consolidamento della crescita anche successivamente al recupero della caduta (ricordiamo pari a quasi il 9 per cento del PIL) provocata dalla pandemia. L'elevata crescita è stata supportata anche dagli investimenti pubblici e molto dagli investimenti privati e dai consumi delle famiglie. Nella NADEF sono quindi presentate previsioni di finanza pubblica da cui deriva un miglioramento anche dell'indebitamento netto, che in fase tendenziale si porterà all'1,2 per cento del PIL a fine orizzonte, cioè nel 2024. Qualche dato anche su temi specifici rilevanti quale quello della pressione fiscale. Sappiamo che è stata approvata ieri dal Governo la delega fiscale, che si propone di rivisitare in maniera sostanziale vari aspetti del diritto tributario nazionale. Nel 2021 la pressione fiscale scenderà di circa 0,9 punti percentuali per poi stabilizzarsi negli anni successivi e tornare a ridursi gradualmente. Ci auguriamo naturalmente che l'effetto della delega fiscale e dei decreti legislativi che verranno attuati risponda alle attese delle famiglie e anche delle imprese. Per quanto riguarda la spesa pensionistica - altro dato rilevante in rapporto al PIL - sappiamo che è previsto che scenderà al 15,4 per cento solo nel 2024, ma ricordiamo che la spesa pensionistica era inferiore a questo dato, e cioè del 15,2 per cento già nel 2018. Questo incremento importante, forse difficilmente sostenibile, dipende dalle misure pensionistiche contenute nel decreto-legge n. 4 del 2019. Per quanto attiene alla spesa per interessi, registriamo un incremento nell'anno corrente di 3,2 miliardi che incorpora, relativamente ai titoli indicizzati, il tema dell'inflazione, che in questo momento interessa molto a livello mondiale, soprattutto i Paesi altamente sviluppati, e interessa anche l'Italia. Su questo vale la pena ricordare che le previsioni registrano sì un aumento dell'inflazione dell'1,2 per cento nei primi tre trimestri dell'anno, che nel quarto trimestre, quindi su base annuale, è previsto un incremento dell'inflazione all'1,5 per cento, ma ad oggi il Governo e i previsori non ipotizzano che tale andamento dell'inflazione sia stabile, quindi non prevedono effetti negativi sull'economia, sulla finanza e sui consumi. Tornando agli interessi, al di là di quest'anno, essi si ridurranno fino a registrare in rapporto al PIL il livello del 2,5 per cento nel 2024. Siamo consapevoli che è un livello assolutamente vantaggioso, soprattutto per un Paese con uno stock di debito pubblico alto come quello che l'Italia registra anche a seguito della pandemia. Questo ovviamente deve far sì che l'indirizzo di politica sia quello di fare tutto il necessario affinché i bassi interessi aiutino l'Italia a ricondurre l'indebitamento pubblico verso un obiettivo di medio termine, nell'orizzonte prestabilito dalla NADEF entro il 2030 e soprattutto oltre il 2030. Per quanto riguarda gli altri punti fondamentali della NADEF, signor Presidente, noi non presentiamo una relazione di richiesta di ulteriore scostamento ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 12 del 243, perché fortunatamente l'andamento dell'indebitamento netto è negativo e comunque in progressiva riduzione. Non solo; tale andamento dell'indebitamento netto ci permette di liberare risorse consistenti per oltre un punto percentuale (1,2 nell'anno corrente, 1,5 negli anni successivi) tali da supportare e finanziare le misure che il Governo intenderà adottare in legge di bilancio, alcune delle quali saranno anche riassunte nella relazione di maggioranza. Ne ricordo qualcuna per punti perché sono misure fondamentali che fanno parte di riforme strutturali che il nostro Paese attende: la riforma degli ammortizzatori sociali, il primo pezzo della riforma fiscale e la stabilizzazione dell'assegno unico per i figli per supportare la natalità del Paese (altro dato che, oltre all'aspetto sociale, ha una rilevanza economica fondamentale). Inoltre si continua a supportare l'evoluzione e la transizione di tutto il settore produttivo e imprenditoriale con gli investimenti 4.0 e i vari fondi di garanzia. Ricordiamo che le politiche e i saldi strutturali di finanza pubblica degli ultimi ventiquattro mesi sono dipesi dall'attivazione della clausola di salvaguardia generale a livello europeo che ha permesso ai bilanci dei singoli Stati di adottare politiche di emergenza a supporto di famiglie e imprese, ma la deviazione dell'obiettivo di medio termine ovviamente avrà un termine e quindi, come la Commissione europea ha recentemente confermato, le politiche espansive e l'applicazione della clausola di salvaguardia saranno in vigore per tutto il 2022 e si sta ragionando sul 2023. Il Governo ha più volte espresso grande impegno rispetto all'obiettivo fondamentale in questo senso, cioè la rinegoziazione e la riscrittura del Patto di stabilità e crescita a livello europeo. Se è vero che le regole economico finanziarie europee sono assolutamente indispensabili, è vero anche che quelle che precedevano la general escape clause non possono assolutamente essere applicate in questa fase. Per quanto riguarda il debito pubblico, esso anche grazie all'aumento del denominatore, quindi all'aumento del PIL, si riduce molto rispetto alle attese del DEF, di oltre 6,3 punti percentuali, attestandosi nel 2021 al 153,5 per cento. Nell'orizzonte 2024 il quadro tendenziale registra un rapporto tra debito pubblico e PIL al 146 per cento, mentre il quadro programmatico, complice un leggero aumento dell'indebitamento netto, al 143 per cento. Signor Presidente, in conclusione, sia chiaro che la strategia di consolidamento della finanza pubblica si baserà principalmente, nei prossimi anni, sulla crescita del PIL, stimolata dagli investimenti, dai consumi e dalle riforme del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È altrettanto chiaro che, a partire dal 2024, la politica espansiva dovrà diventare neutra, per poi tramutarsi in una politica economica e di bilancio più prudente, che ci porti a ridurre il rapporto tra debito e PIL e a registrare avanzi primari. L'obiettivo, che è stato esplicitato, per la realizzazione di avanzi primari è un contenimento della spesa corrente e un aumento delle entrate, ad opera di una più oculata lotta all'evasione, guidata e delineata dalla delega fiscale, Signor Presidente, credo che non vadano sottovalutati i rischi che l'Ufficio parlamentare di bilancio, ma anche lo stesso Governo hanno messo più volte in evidenza e che ho riassunto nella mia relazione. Mi preme sottolineare quanto sia fondamentale la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, i cui effetti sono assorbiti nell'andamento del PIL, da cui a sua volta dipende la riduzione del debito pubblico. Ciò non richiede soltanto una grande capacità di governo e di governo locale, delle amministrazioni territoriali, ma anche delle precondizioni sociali e politiche, una sorta di stabilità interna al Paese, sicuramente una buona guida e certamente, senza che ciò venga mai messo in discussione, un fortissimo radicamento europeo. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, le proposte di risoluzione dovranno essere presentate entro la conclusione della discussione. DE BONIS (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentante del Governo, oggi assistiamo ad un atto gravissimo, di cui tutte le istituzioni che rappresentiamo devono rendere conto ai cittadini italiani. Il pericolo che era stato scongiurato con il precedente Governo, ossia quello di collegare l'autonomia differenziata alla legge di bilancio, ritorna oggi con la NADEF. In questo modo non solo si limita la possibilità per i parlamentari di esercitare l'attività emendativa, ma addirittura si pensa di impedire in futuro agli italiani di poter ricorrere al referendum abrogativo. Cos'è questo, se non un furto di democrazia? Non faccio mistero di aver sempre contrastato fortemente l'autonomia differenziata, perché non può esserci vera autonomia dei territori, se non si parte da una condizione di uguaglianza, la quale, come è sotto gli occhi di tutti, è lontana dall'essersi realizzata. Il Nord e il Sud sono ancora separati da un abisso: a Bologna abbiamo i binari sotterranei per i treni ad alta velocità, che arrivano e partono ogni mezz'ora; a Matera invece c'è la stazione, ma non ci sono i treni. A parità di abitanti, ci sono 66 asili nido pubblici a Reggio Emilia e solo tre a Reggio Calabria. L'alta tecnologia, la chimica e il manifatturiero continuano ad essere dirottati al Nord, come testimoniano le ultime scelte del ministro Giorgetti. L'ambiente e la salute continuano ad essere avvelenati dalla cultura dei pesticidi, dei fanghi e degli allevamenti intensivi, che al Nord concentrano il 70 per cento della produzione. I giovani meridionali, invece, sono costretti ad emigrare, portando con sé il loro tesoro di competenze e saperi, perché al Sud è stato fatto il deserto intorno a loro. Tutti ripetono che adesso arriverà il PNRR, ma peccato che, anche con il PNRR, quel 70 per cento di risorse, che in base alle linee guida di Bruxelles sarebbe dovuto andare al Sud, è dimagrito fin quasi all'anoressia. Questa non è propriamente eguaglianza o equità e, se non ci sono queste condizioni, l'autonomia differenziata si tramuta inevitabilmente in una secessione camuffata: la secessione dei ricchi, una vera catastrofe per il Sud e per il Paese intero. Si vuole scalfire il principio di unità nazionale, sancito dalla Costituzione, e noi parlamentari non possiamo permetterlo. Se l'autonomia differenziata dovesse diventare realtà, il Veneto, la Lombardia e l'Emilia-Romagna acquisirebbero alcune competenze, stravolgendo l'assetto e il funzionamento dello Stato e svuotandone le attribuzioni. In questo modo si ridimensionerebbe la capacità delle istituzioni centrali di organizzare e gestire le politiche pubbliche in ambiti fondamentali per la vita del Paese. Non solo. Il progetto di autonomia, così come pensato oggi, prevede una riallocazione delle risorse fiscali al Nord molto più corposa, che naturalmente andrebbe a scapito del Sud. L'efficienza, il benessere e l'uguaglianza dei diritti fondamentali non possono essere beni limitati e la risposta a problematiche comuni a tutto il Paese non può essere l'attribuzione di maggiore autonomia e maggiori risorse solo ad alcuni territori, lasciando indietro gli altri. Non si può rompere il vincolo di solidarietà statuale, né cancellare il principio perequativo. Non può essere messa in discussione l'unitarietà della contrattazione nazionale. Sanità, prestazioni sociali, istruzione e formazione, lavoro e tutela dell'ambiente devono essere garantiti in tutte le Regioni attraverso una legislazione nazionale e con adeguate risorse. Definiamo prima i livelli essenziali di prestazione (LEP). Durante la pandemia la competenza regionale in tema di sanità ha mostrato tutti i suoi limiti e la lezione da trarne è che essa dovrebbe tornare in capo allo Stato. Il criterio della spesa storica non è adatto a garantire uniformità dei diritti, come dimostra lo stato esistente dei servizi pubblici. In Italia le gravi disuguaglianze nella fruizione di servizi pubblici essenziali dimostrano che la garanzia dei diritti fondamentali è completamente assente, oppure è condizionata dal territorio di residenza, con picchi di vera drammaticità nelle Regioni del Meridione d'Italia. Non si può pertanto concedere maggiore autonomia ad alcune Regioni senza aver adottato prima una legislazione nazionale che definisca leggi quadro sui principi fondamentali e garantisca in tutti gli ambiti i livelli essenziali delle prestazioni e i relativi fabbisogni standard . Quello che si cerca di fare oggi è intollerabile. Si vuole far ingoiare a forza una legge collegandola alla manovra di bilancio per liberare il percorso dai fastidiosi ostacoli frapposti dalla democrazia. Forse qualcuno deve pagare dazio ed è costretto a concedere questa benedetta autonomia differenziata, o forse alcune Regioni del Nord non hanno proprio intenzione di mandar giù il fatto che si metta finalmente mano ai LEP e che al Sud arrivi solo qualche briciola. Se ha ancora un valore la funzione che mi onoro di svolgere in quest'Assemblea insieme a tutti voi colleghi, farò tutto il possibile perché questo colpo di mano venga scongiurato. Per questo motivo, insieme ad altri colleghi senatori presenteremo un emendamento alla risoluzione di maggioranza per stralciare il disegno di legge sull'autonomia differenziata dal collegato alla manovra di bilancio. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, oggi parliamo di numeri che, come abbiamo detto altre volte, sono inoppugnabili se apposti in maniera esatta. I disegni di legge del Governo collegati alla NADEF contengono ventuno riforme che dovremo approvare con il voto di fiducia o alzando la mano. Tra queste, ci sarà la famosa riforma fiscale, che nelle ultime ore ha dato qualche problema, come è giusto che sia. La spiego a modo mio. Quando, prima dell'estate, abbiamo discusso in Commissione finanze e tesoro la riforma fiscale, abbiamo audito l'ex ministro Tremonti, il quale ci ha detto di stare attenti a toccare il fisco e di farlo con cautela, essendo probabilmente sufficiente rivedere le aliquote. Io sostengo che basterebbe toccare le aliquote, perché per il resto il sistema è tutto sommato ben impostato. Ha un costo, secondo quanto sostenuto dalla Commissione, pari a 3 miliardi di euro, anche se la politica avrebbe voluto 10 miliardi per poter abbassare le tasse. Tutto avviene a debito. Io sostengo che non si può promettere nulla perché tutto quello che stiamo facendo in questi mesi, compresi il PNRR e le autorizzazioni agli scostamenti di bilancio, è a debito. Come possiamo, quindi, promettere l'abbassamento delle tasse? Nei lavori di Commissione e anche in Aula ho sempre sostenuto che la riforma del catasto è impossibile in questo momento. È pericoloso dire che si rinvia e poi si vedrà, perché ciò ha un effetto devastante sulle prospettive di crescita. E la crescita si ottiene quando ci sono ottimismo e libertà. La crescita va suscitata e sarà l'unica soluzione al miglioramento e all'aumento delle entrate, perché ogni euro di contributo genera sicuramente subito 50 centesimi di restituzione allo Stato sotto forma di tasse ed effetti benefici con il resto, secondo il principio del moltiplicatore. Ribadisco ancora quello che si è scoperto in queste ultime settimane e che io avevo detto in tempi non sospetti: l'ambiente e il green hanno qualche problema di compatibilità rispetto alla crescita. Lo stesso per quanto riguarda il costo delle materie prime: si fa lo sconto in bolletta, ma è sempre un debito. Forse bisognerebbe insistere sull'educazione ambientale non solo a scuola, ma a tutti, compresi noi stessi. Il parere dell'Ufficio parlamentare di bilancio sulla NADEF parla di fattori di rischio ed elenca i vaccini. Ci si domanda che esito avranno. Io penso che sia ora di dire basta: ci si vaccina e basta. Tutto il resto è noia, come diceva Califano. Il parere dell'Ufficio parlamentare di bilancio dice anche che la tenuta del trend di crescita va sostenuta attraverso gli investimenti. Ci sono quei famosi 106 miliardi di residui passivi in conto capitale, che sono nel bilancio dello Stato e che, se solo le norme fossero più semplici, probabilmente potrebbero entrare in gioco. Poi c'è il PNRR, che è di 208 miliardi; in cinque anni, dal 2022 al 2026, sono 42 miliardi di investimenti all'anno. Saremo capaci di eseguirlo e di generare un effetto benefico sulla crescita? Le condizioni dell'Europa non saranno troppo esose? Saremo in grado di impegnare le risorse entro il 31 dicembre 2023, avendo realizzato i progetti esecutivi? C'è qualche dubbio, se non troviamo la via per sveltire, indirizzare e dare entusiasmo e ottimismo. Una cosa che non ho mai capito e che sottopongo al Sottosegretario, molto attento, è come sia possibile che il PNRR provochi un aumento del PIL soltanto dello 0,4 per cento nel 2021 e dello 0,9 nel 2022. Una mole di investimenti di questo tipo deve per forza generare un aumento ben più sostanzioso. Gli investimenti che sono elencati nella NADEF, però, sono previsti in aumento del 2,9 nel 2021 e del 3,1 del 2022. A me pare decisamente poco rispetto agli anni precedenti, che già erano di fermo cantieri. Sono state riviste alcune proiezioni (come il PIL, il deficit , il rapporto deficit -PIL e il rapporto debito-PIL), e ci sta, perché il PIL in questo momento, per una fase di rimbalzo e comunque per gli effetti generali dell'economia mondiale, presenta un aumento maggiore rispetto al 4,5 previsto nel DEF. Il debito pubblico ha raggiunto i 2.721 miliardi a luglio, più annessi e connessi. Questo è il problema: prima della pandemia, era pari a 2.350 miliardi. Sono 350 miliardi, più i 200 del PNRR e lo sfondamento di fine anno: ciò avrà un impatto mostruoso, se non ci sarà l'inflazione. La BCE dice che nel 2021 l'inflazione sarà del 2,2 per cento; proviene dall'America, da fatti esterni e anche dalla speculazione interna. Se fosse possibile, sarebbe meglio controllarla. Penso che un'inflazione più alta di un punto o di un punto e mezzo potrebbe annacquare il debito. Credo che lo sappiano i politici, quelli che decidono e che non lo dicano. Nel parere espresso dalla 6 a Commissione c'è un'osservazione relativa alla proroga delle facilitazioni per il risparmio energetico in edilizia: si chiede che le detrazioni del 110 per cento, del 90 per cento, del 50 per cento e del 65 per cento siano prorogate almeno al 31 dicembre 2023, con la certezza del voto di oggi, e poi siano trasportate nella legge di bilancio, perché questo avrà effettivamente un grosso impatto psicologico e un effetto di crescita. Auspico queste cose, ragionando con la testa mia e con quella delle persone che conosco, secondo buon senso, equità e massima disponibilità, conscio di essere maggioranza. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pazzaglini. Ne ha facoltà. PAZZAGLINI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli membri del Governo, colleghi, la discussione odierna verte sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che è un atto che ipotizza lo scenario economico-finanziario dei prossimi anni. In esso si prevede che, tramite un amento di diverse percentuali ripartite nei vari anni, nel 2024 si arriverà a scongiurare l'effetto negativo della pandemia. Qualora lo scenario futuro si rivelasse il più positivo tra quelli prospettati, nel 2024 arriveremmo a superare pienamente l'effetto negativo della pandemia. Un intento dichiarato in questo atto è che la politica di bilancio rimanga espansiva fino a quando non avremo superato la crisi e che dopo diventi restrittiva in maniera virtuosa, nel senso di essere finalizzata alla riduzione del debito pubblico. Un altro obiettivo dichiarato è conseguire surplus di bilancio adeguati al raggiungimento dell'obiettivo espresso poc'anzi, ovvero la riduzione del debito pubblico. Ciò potrebbe avvenire solo in presenza di un surplus di bilancio, per arrivare al quale le strade indicate sono sostanzialmente due. La prima prevede la riduzione della spesa pubblica (e faccio una considerazione personale: in merito ovviamente condivido tutto quanto ho detto finora, perché si tratta di applicare una politica espansiva e virtuosa, quindi non ho assolutamente alcun rilievo in merito. È invece la strada ipotizzata per il raggiungimento del surplus a suscitarmi qualche dubbio, perché è previsto espressamente che si debba contrastare l'evasione, per arrivare a un aumento del gettito per l'erario. Evidentemente condivido l'obiettivo di combattere l'evasione, perché in questo modo si possono raggiungere un sistema più equo, ripartendo le tasse su tutti, e una maggiore competitività per il sistema, perché, non falsato dalla concorrenza sleale di chi non paga le tasse, evidentemente genera per chi produce un beneficio. Ciò che non condivido è che il contrasto all'evasione e il risultato debbano essere perseguiti per l'aumento del gettito. Su questo non sono d'accordo, perché, a mio avviso, la lotta all'evasione fiscale dev'essere perseguita per ridurre le tasse. È dimostrato, infatti, che riducendo le tasse si genera un effetto positivo per l'economia, che come conseguenza ulteriore porta anche a un aumento del gettito. Questo lo dice la teoria e anche i nostri avi saggiamente dicevano che il buon pastore tosa la pecora e non la scortica, perché in questo modo rimane viva, produttiva e in salute, mentre scorticandola si ottiene un risultato maggiore subito, ma poi non si ottiene più nulla. Questa teoria popolare fu poi elaborata in maniera più scientifica da Laffer, che nella sua curva dimostrò in maniera inequivocabile, a mio avviso, come un aumento del gettito, superato il livello impositivo ottimale di tasse, porta a una riduzione del gettito, arrivando paradossalmente a introito zero per l'erario nel caso di tasse al 100 per cento, perché nessuno lavorerebbe per pagare solo le tasse. Queste due teorie di saggezza popolare ed economiche hanno avuto anche applicazioni concrete, perché Ronald Reagan, appena eletto Presidente, nel 1982, in attuazione della politica economica di Laffer, ridusse le tasse, ottenendo non solo un boom economico per gli Stati Uniti, di cui abbiamo tutti conoscenza storica, ma anche contestualmente un aumento del gettito per l'erario, perché in dieci anni si passò dai circa 600 miliardi del 1982 ai 2.000 miliardi del 1990, più del triplo di gettito, diminuendo le tasse. Non bisogna andare tanto lontano nel tempo o nel luogo per trovare esempi simili, perché, rimanendo in Italia, basta vedere ciò che è successo quando è stata introdotta la cedolare secca. La Ragioneria dello Stato sosteneva che non potevamo permetterci quella manovra, perché avrebbe ridotto il gettito: invece, la conseguenza è stata che il gettito è aumentato, perché i contratti sono stati registrati tutti. Se volessimo indicare un esempio al contrario, non dovremmo far altro che pensare a quanto accaduto quando è stato introdotto il superbollo. Nel 2006, in pieno furore ideologico della sinistra, che doveva far piangere i ricchi - ricorderete il manifesto con la scritta: «Anche i ricchi piangano» - fu introdotto nuovamente il superbollo. Il risultato è stato che il gettito da quella voce passò dai 340 milioni del 2006 agli attuali 150 circa, quindi meno della metà, aumentando le tasse. Perciò, dimostrato che aumentare le tasse non porta maggior gettito, ma il contrario, la strada che indichiamo è appunto quella opposta: stesso risultato, ma strada opposta. Parliamo di una strada percorribile, che getta le basi per fondamenta solide, delle quali adesso abbiamo bisogno, perché, dopo il Covid, sta per espandersi a livello mondiale dalla Cina un altro virus. In questo caso, si chiama Evergrande, un colosso immobiliare, che genera, tra diretto e indotto, 3,8 milioni di posti di lavoro, ha 305 miliardi di debiti e che la settimana scorsa, non riuscendo a rimborsare pochi milioni di debito, si è dovuto fare aiutare dallo Stato cinese. Ho memoria, per il mio lavoro, di quello che è accaduto nel 2007 allo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti: nel momento in cui dovessi dire "Lehman Brothers", penso che chiunque in quest'Aula ricorderebbe quello che è successo. Paradossalmente, siamo in una situazione anche peggiore, perché siamo in un momento di shock energetico e di crisi delle materie prime e inflazionistica. In passato, ho auspicato un'inflazione controllata per ridurre il valore sostanziale del debito pubblico, ma quella attuale rischia di essere una crisi inflazionistica senza controllo. Questo è dunque il momento per creare basi solide ed è per questo che dobbiamo certamente combattere l'inflazione, ma riducendo le tasse e non aumentandole. Purtroppo, il tempo a mia disposizione è finito. Auspico che il Governo tenga conto di queste indicazioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pellegrini Marco. Ne ha facoltà. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe, colleghi e signori rappresentanti del Governo, ci occupiamo oggi della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Come risulta dalla Nota e come affermato tra l'altro in audizione, sia dal ministro Franco, sia dai rappresentanti dell'Ufficio parlamentare di bilancio, della Banca d'Italia, dell'Istat e del CNEL, i dati dell'economia sono di gran lunga migliori di quanto era stato possibile ipotizzare nel DEF che abbiamo approvato qualche mese fa. Il PIL farà registrare un aumento del 6 per cento rispetto all'anno precedente, con un incremento dell'1,5 rispetto alle previsioni. Le esportazioni aumentano del 3 per cento; aumenta la domanda interna, che si è molto rafforzata, mentre il deficit - altro dato molto importante - si attesterà poco sopra il 9, a fronte di una previsione di circa l'11 per cento. La crescita del PIL è attesa anche negli anni a venire e si stima che rimarrà positiva fino al 2024, che è l'orizzonte al quale si arriva con questa Nota di aggiornamento, dimostrando un'attitudine a una crescita consistente che nel nostro Paese era sconosciuta da decenni, segno quindi che tutte le misure che erano state approntate e approvate con il Governo Conte II andavano esattamente nella direzione giusta. Tutti questi dati vedono sostanzialmente concordi sia il Governo, sia l'Ufficio parlamentare di bilancio, sia gli organismi indipendenti, per cui possiamo affermare con una ragionevole certezza che il nostro Paese sta venendo fuori dalla grave crisi in cui era finito a causa della pandemia. Registriamo con grande soddisfazione la proroga del superbonus al 110 per cento fino al 31 dicembre 2023, come noi del MoVimento 5 Stelle avevamo richiesto a gran voce, ma come avevano richiesto le imprese edili, gli artigiani, le aziende manifatturiere e i professionisti del settore. I dati del 2021 sono eccezionali: sono stati aperti cantieri per oltre 7 miliardi; tante nuove imprese edili si sono costituite per far fronte alla domanda e in tal modo si sta rispondendo concretamente all'esigenza di transizione ecologica e di diminuzione del consumo di risorse, specie quelle fossili, e di produzione di gas climalteranti. Noi del MoVimento 5 Stelle, che abbiamo ideato, proposto e poi fatto approvare questa misura, crediamo debba essere vagliato un ulteriore allargamento del superbonus, sia per centrare gli obiettivi di neutralità climatica che ci siamo dati in Europa, sia per creare lavoro e sviluppo davvero sostenibili per l'ambiente, sia, ancora, per rendere le nostre abitazioni più sicure dal punto di vista antisismico e più efficienti da quello energetico, sia, infine, per migliorare i nostri conti economici in merito al PIL, al gettito tributario e previdenziale e all'IVA. La nostra proposta, che facciamo a tutto il Parlamento e al Paese, è dunque quella di procrastinare ancora, dopo il 31 dicembre 2023, la validità del superbonus. Si tratta di una misura che sta esplicando appieno i suoi effetti e i dati dimostrano che non è una spesa per il Paese, ma anzi è una misura in cui davvero ci guadagnano tutti: lo Stato, l'ambiente e i cittadini. Sul fronte tributario, invece, stamani in audizione ho rappresentato al ministro Franco la necessità e l'urgenza di valutare con grande attenzione la possibilità di intervenire sulla sospensione dell'invio delle cartelle esattoriali, che - lo ricordo - ha avuto termine il 31 agosto, mentre il termine per pagare le relative imposte o chiedere la rateizzazione scadeva il 30 settembre. Ci sono tantissimi tra aziende, artigiani e famiglie che non riescono a stare in queste tempistiche, in questi termini, ma che sono contribuenti fedeli e onesti (che, tra l'altro, sono la stragrande maggioranza), i quali vogliono assolutamente versare le loro imposte, ma chiedono una diluizione delle tasse del 2020, perché gli effetti della pandemia per moltissimi sono stati devastanti. Credo che il Paese debba essere ragionevole e consentire a questi contribuenti onesti di superare l'attuale fase di oggettiva difficoltà economica. All'uopo, credo che sarebbe utile anche la cosiddetta rottamazione quater delle cartelle, di cui si parla da un po', che preveda quindi l'azzeramento di sanzioni e interessi, ma l'integrale pagamento dell'imposta, e sia riferita agli anni fiscali 2018-2019-2020. In tal senso, nei mesi scorsi ho più volte presentato emendamenti ai vari provvedimenti emergenziali che abbiamo approvato in Parlamento, ma finora senza esito. Davvero faccio appello a tutte le forze politiche e al Governo di raccogliere il grido di dolore di chi è in difficoltà... (Brusio) . PRESIDENTE . Colleghi, abbiamo tutti compreso cosa sta succedendo. Stavo cercando di far terminare il senatore Marco Pellegrini, per poi sospendere cinque minuti i nostri lavori, ma devo chiedergli di interrompere il suo intervento per consentire alla collega di essere soccorsa. Non appena il senatore Marco Pellegrini avrà terminato il suo intervento, colleghi, sospenderemo cinque minuti i nostri lavori per ragioni tecniche. PELLEGRINI Marco (M5S) . Signor Presidente, ovviamente non mi ero accorto del malore della collega, ma speriamo che vada tutto bene. PRESIDENTE. È tutto assolutamente sotto controllo. PELLEGRINI Marco (M5S) . Reitero il mio appello a tutte le forze politiche e al Governo di raccogliere il grido di dolore di chi è in difficoltà, vuole pagare le tasse fino all'ultimo euro, però si trova in un momento particolare. Devo però anche registrare e stigmatizzare che, nel corso delle audizioni (e sono sicuro che sarà ribadito negli interventi che seguiranno il mio), è stato fatto, da parte dei partiti del centrodestra, il solito attacco al reddito di cittadinanza. È un argomento di cui si è parlato moltissimo in questi mesi. Lo hanno fatto Salvini ed esponenti importanti della destra e del centrodestra; Salvini per esempio ha detto che presenterà un emendamento per cassarlo; Renzi addirittura sta promuovendo un referendum abrogativo, che però per la verità ha registrato finora la raccolta di pochissime firme, segno che forse nel Paese questa battaglia non è per niente condivisa. Il ritornello che è stato ripetuto fino alla noia è che il reddito di cittadinanza - a loro dire - andrebbe a mafiosi, delinquenti e a gente che non ne avrebbe diritto. Tuttavia, i dati ufficiali, che sono gli unici di cui dovremmo tener conto, smentiscono clamorosamente queste che, dal nostro punto di vista, sono menzogne vigliacche, in quanto solo il 3 per cento dei beneficiari è risultato irregolare. Sarei felicissimo, se si registrassero tassi di frode così bassi anche per altri sussidi e sostegni che lo Stato eroga generosamente ai cittadini e alle imprese, ma di cui non si parla mai, perché non sono stati approvati e promossi dal MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . I detrattori del reddito cittadinanza affermano che, a causa sua, non si troverebbero lavoratori stagionali, specie nei settori del turismo, della ricettività e della ristorazione; anche in questo caso, però, i dati smentiscono clamorosamente le chiacchiere che si fanno in giro al bar o nei salotti televisivi. Infatti, i dati ufficiali ci dicono che a maggio del 2021 i contratti per i lavoratori stagionali sono stati 148, molti di più di quelli del 2020, com'era normale, perché in quell'anno c'è stata la pandemia, però sono molti di più di quelli registrati nel 2019 e nel 2018, quando il reddito di cittadinanza nemmeno esisteva. A ulteriore conferma, il dato di giugno è ancora superiore, perché si sono superati i 200.000 contratti: nei primi sei mesi del 2021, si è registrato esattamente un record delle assunzioni dei lavoratori stagionali, cioè esattamente il contrario di quanto si va propalando in tv e a volte, purtroppo, anche in questo Parlamento. Dopo questi dati inoppugnabili rispetto alle argomentazioni utilizzate dai nemici del reddito cittadinanza e del MoVimento 5 Stelle (perché il vero obiettivo è attaccarci e tentare di delegittimarci), la nuova argomentazione è che il reddito di cittadinanza sarebbe responsabile dell'esplosione del lavoro nero, come ho sentito in audizione sia ieri sia stamane. Non avendo un solo dato a supporto, ma solo per fare becera propaganda, si afferma e si ripete ossessivamente che il reddito è responsabile di questa esplosione. I dati citati sono tutti falsi, mentre ho riportato quelli ufficiali, provenienti dall'INPS. Riteniamo particolarmente grave che si faccia questa propaganda a discapito di gente fragile e di nostri connazionali in situazioni di difficoltà, che meritano tutto l'aiuto che la comunità e lo Stato possono e devono dare loro. Ci aspettiamo pertanto che questo ignobile teatrino abbia davvero termine al più presto possibile. In conclusione, noi del MoVimento 5 Stelle continueremo a impiegare tutte le nostre energie con l'unico obiettivo di assicurare agli italiani una vita e un avvenire migliori. Continueremo a occuparci con particolare attenzione di quelli che hanno più sofferto in questi anni: gli artigiani, le piccole e medie imprese, chi lavora e sgobba ogni giorno, le famiglie e i cittadini. (Applausi) . PRESIDENTE . Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 13,48, è ripresa alle ore 14,01) . Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2021, n. 117, recante disposizioni urgenti concernenti modalità operative precauzionali di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali dell'anno 2021» (2405). Ripresa della discussione del Doc Doc. LVII, n. 4-bis PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore De Falco. Ne ha facoltà. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, il mio intervento, come quello del mio collega De Bonis, che mi ha preceduto, verterà essenzialmente su un collegato alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, e cioè quello sull'autonomia differenziata. Il 29 settembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 e non vi era traccia del provvedimento recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata, che invece ora si trova in cima all'elenco e appare sul sito del Ministero dell'economia e delle finanze. Ecco, inizialmente non inserire questo provvedimento, a mio modo di vedere era stato, piuttosto saggio e alquanto corretto. Non si dimentichi infatti che l'autonomia differenziata attribuirebbe alle Regioni competenze esclusive su materie essenziali, che inciderebbero sulla stessa unità del nostro Paese - si parla di ambiente, di salute, di lavoro e di scuola - accentuando quindi gli squilibri già esistenti, a cui ha fatto riferimento il collega De Bonis, tra le zone ricche e quelle povere del Paese e tra cittadini più o meno svantaggiati. Tutto questo va in contrasto con gli articoli 2 in cui si parla di solidarietà economica e sociale, 3, che parla di uguaglianza dei cittadini, e 5 della Costituzione; a quest'ultimo riguardo vorrei rivolgermi alla parte opposta di questo emiciclo, che si è sempre richiamata all'unità d'Italia. Inserire il disegno di legge sull'autonomia differenziata tra i collegati alla manovra finanziaria, da parte del Governo, significa soffocare il dibattito nelle Aule parlamentari, poiché è fortemente limitata dai Regolamenti di Camera e Senato la possibilità di emendare il testo in Aula, essendo collegato alla legge di bilancio, per cui c'è una procedura rafforzata, che va seguita. Analogamente, il collegamento alla manovra di bilancio potrebbe far temere, a norma dell'articolo 75, comma 2, della Costituzione, che i cittadini non possano nemmeno far ricorso eventualmente allo strumento del referendum abrogativo. A ogni modo, va detto subito che, al di là della collocazione formale del disegno di legge, questa normativa è sicuramente e sostanzialmente ordinamentale. Tuttavia, in tal modo, l'Esecutivo di fatto conculca le prerogative del Parlamento e dei singoli parlamentari - segnatamente, di coloro che non sono membri delle Commissioni di merito - poiché la loro facoltà di emendare il testo sarà estremamente ridotta, in ragione della speciale procedura prevista per i collegati alla manovra di bilancio, e con il tentativo anche di annichilire la sovranità popolare. L'effetto dell'approvazione di questa autonomia differenziata non potrà che consistere in una ulteriore privatizzazione dei servizi essenziali, aprendo ancora di più la via ai privati nel settore della scuola, della salute pubblica e del lavoro, nonostante quanto si sia tristemente e tragicamente evidenziato durante la fase più acuta dell'epidemia di Covid; come accaduto anche nella scuola, come già previsto in realtà nelle bozze che vennero discusse nel 2018-2019, prima della caduta del governo Conte I. Senza che adesso vi sia dubbio a monte, deve essere consentito ai cittadini di esprimersi mediante strumenti di democrazia diretta, a cui tanta parte dell'emiciclo si è sempre rivolta e indirizzata sulla carta. Deve essere consentito ai cittadini di esprimersi e soprattutto di conoscere il contenuto e gli effetti di questi provvedimenti. È molto semplice; questi provvedimenti non porteranno che alla balcanizzazione del Paese, alla divisione, alla creazione di tante piccole Italia in competizione tra loro, mentre lo Stato non avrà nessuna capacità e nessuna risorsa per stabilire misure compensative. Noi stiamo facendo esattamente il contrario di quanto va fatto; prima ancora di stabilire i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), stabiliamo l'autonomia delle Regioni più ricche. La funzione pubblica deve consistere nell'impegnarsi a costruire, mantenere e rendere efficaci e sostanziali i diritti fondamentali e le grandi reti di servizio pubblico a partire proprio da scuola, sanità e lavoro. La funzione pubblica deve rimediare alle diversità e alle lacerazioni che la diversa opportunità di accesso al diritto crea nel nostro Paese. Non è certamente in questo modo che si può agire. La funzione pubblica non deve accentuare, come sta facendo, attraverso l'autonomia differenziata, queste diversità. Si deve respingere questo ennesimo tentativo di sopraffazione anche del Parlamento che si ripete da parte dei vari Esecutivi. Ciascun parlamentare, secondo me, ha il dovere oggi di non abdicare alle proprie prerogative, ai propri doveri e, anzi, deve difendere la sovranità popolare nel contempo sia nella forma rappresentativa, qui oggi, sia in quella diretta che si esprime tramite referendum abrogativo. Annuncio, in conclusione, che insieme ad altri 10, 11,12 colleghi (si stanno aggiungendo) presenteremo, appena sarà pronta la risoluzione di maggioranza, un emendamento ad essa affinché da quell'elenco sia stralciato il disegno di legge relativo all'autonomia differenziata. (Applausi) . L'Unità d'Italia e la solidarietà sono infatti importanti. Tutto questo è stabilito nella Costituzione ben prima dell'autonomia differenziata, che ne deve tener conto. Tutto questo deve essere portato all'attenzione dei cittadini attraverso un dibattito pubblico. Bisogna che il cittadino sappia cosa stiamo facendo, cosa sta facendo il Governo di questa Repubblica. Bisogna che cittadino sia informato per poter poi assumere le proprie decisioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, inizio a parlare e a svolgere il mio ruolo di parlamentare, di rappresentante nelle istituzioni dei cittadini del mio territorio, ma anche di tutto il Paese, come stabilito dalle regole, con qualche difficoltà in più. Ciò perché questi giorni testimoniano non solamente una maggioranza che sta sempre più venendo meno, ma anche un Governo che sta vieppiù facendo implodere non solo la maggioranza che lo sostiene, ma pure le regole istituzionali e costituzionali, come poi spiegherò. Quindi ci troviamo ad esercitare il nostro ruolo, in un'Aula sempre più vuota, con un Governo rappresentato dalla degnissima rappresentanza del signor Sottosegretario, che ringrazio, che si trova però in assoluta solitudine, e in Commissioni parlamentari, quali quelle che frequentiamo, di fatto costrette ad aspettare per l'inizio dei lavori, per la mancanza del numero legale. Signor Presidente, questi non sono bei contesti e non sono certamente queste le risposte che le istituzioni dovrebbero dare, in momenti così importanti e difficili per il nostro Paese. Dunque, quando si analizza la Nota di aggiornamento al DEF, si deve partire anche dal clima che si respira, il quale certamente non può che essere negativo. Di positivo ci sono i numeri e il fatto che la NADEF certifica che le politiche europee dell' austerity , che sono state in voga e sono state sostenute da quasi tutti fino a pochi mesi fa, hanno portato ad un fallimento completo, se è vero come è vero che i dati positivi del DEF - come la collega Conzatti ha esplicitamente chiarito - sono determinati dall'aumento del PIL, cioè dalle politiche espansive. È proprio quello che il centrodestra chiedeva a gran voce da anni, venendo accusato, da colleghi seduti su altri banchi del Parlamento, di populismo, di demagogia e di parlare alla pancia della gente. Questo è ciò che chiedeva il centrodestra da anni e che invece veniva contrastato dalla parte del Parlamento che mi sta di fronte, con una regola di assoluto buon Governo, ovvero quella di stare entro il 2,04 per cento nel rapporto tra deficit e PIL. Colleghi, ricordiamo quando era il 2,04 il rapporto tra deficit e PIL che non si poteva superare nemmeno di uno "zero virgola". Ebbene, tutte queste regole di austerity , che, dagli anni 2000 al 2019, avevano fatto calare il nostro Paese nelle zone basse della classifica europea, fortunatamente sono state messe da parte e i risultati si vedono nel DEF e, soprattutto, nella NADEF. Questo è forse l'unico aspetto positivo che mi sento di ricordare. Mi sento anche di richiamare le parole scritte dall'ex ministro dell'economia e delle finanze del Governo giallo-verde, Tria, che in una sua riflessione su "Il Sole 24 ore" ribadiva i concetti che ora ho espresso, chiarendo che le regole del Fiscal compact erano assolutamente sbagliate e inadeguate. Peccato che, quando erano Ministri o comunque membri del Governo, coloro che prima e dopo dicevano e dicono queste cose, non erano in grado di realizzarle. L'ex ministro Tria, che so essere una persona seria, potrebbe spiegarci perché, da Ministro del Governo giallo-verde, non è stato in grado o non ha potuto fare quello che diceva prima e quello che dice ora. Forse perché i vincoli europei di questa "grande e magnanima" Europa di fatto dettano legge anche su questi temi? Credo che la risposta sia davvero in re ipsa e non serva una mia più esplicita considerazione. Continuo sul tema, dicendo che i tempi parlamentari messi a nostra disposizione, nelle Commissioni e in Assemblea, confermano una volta di più che il ruolo del Parlamento, di noi senatori, di noi parlamentari viene svilito dalla maggioranza e dal Governo. Ieri abbiamo avuto poche ore per lavorare in Commissione sulla NADEF e oggi siamo qui a fare qualche considerazione, per darci magari la facoltà di esprimere il nostro protagonismo e farci il piacere di poter parlare tra di noi e con il nostro popolo. Poi votiamo e avanti! Le regole della democrazia sono continuamente infrante, tanto è vero che non certo un pericoloso reazionario di destra, ma una persona stimata da tutti come Piepoli, un grande sondaggista e analista, ha parlato in termini davvero drammatici di un clima nel quale vi è il rischio di totalitarismo. Tutte le regole della Costituzione sono state violate negli ultimi mesi e vengono vieppiù violate. Lo spiegherò tra pochissimo anche a proposito di uno gli aspetti cardine della NADEF, ossia la riforma fiscale. Voglio prima dire una cosa rivolgendomi ai colleghi, soprattutto del Partito Democratico, che sappiamo essere il motore di questo Governo e di questa maggioranza. Mi rivolgo ai pochi colleghi che sono presenti in Aula, ma tutti di valore e da me apprezzati, chiedendo perché, visto che nel 2020 e 2021 avevamo libertà di sforare il rapporto tra deficit e PIL e quello tra debito e PIL, non si sia fatto ciò ancora più fortemente. Perché i miglioramenti determinati dalla crescita del PIL superiore a quella attesa non sono stati utilizzati per nuovi investimenti? Avremmo potuto tranquillamente mantenere il rapporto tra deficit e PIL all'11,8 per cento, come era previsto nel DEF, e utilizzare i margini disponibili per fare nuovi investimenti nell'economia reale, creando le condizioni per una maggiore crescita del nostro PIL. Perché ciò non è stato fatto in questi anni in cui era possibile? Sarebbe stato un atto di responsabilità verso la crescita del nostro Paese, che non ha colore politico, ma richiede solo una visione economica volta a dare prospettive vere all'Italia e all'economia nazionale. Questa è una domanda che Fratelli d'Italia vuole porre al Governo e in modo chiaro al ministro dell'economia e delle finanze Franco. Il tempo a disposizione non è tanto e vengo quindi alla riforma fiscale, considerata da tutti la madre di tutte le riforme e parte fondamentale del PNRR, della NADEF e del dialogo - o, meglio, del conflitto - che sta avvenendo in questo momento nella maggioranza. Mi pare che i colleghi Ministri della Lega non abbiano partecipato, con un sussulto di orgoglio (benvenuto da parte nostra), alla riunione del Consiglio dei ministri di ieri perché il presidente Salvini ha detto di aver ricevuto le carte mezz'ora prima dell'inizio. Sappiamo tutti benissimo che i Ministri, i Sottosegretari e i Vice ministri vengono per la gran parte informati dell'opera del Governo esattamente quando lo siamo noi parlamentari. Tutto si sta decidendo nelle segrete stanze di uno o due Ministeri. Questa è la violazione della democrazia, cari colleghi. Di che riforma vogliamo allora parlare? Di una riforma di buone intenzioni? Di una legge delega che non è generalista, ma è volutamente vaga? Con la legge delega in oggetto si vuole dare al Governo la possibilità di adottare dei decreti legislativi che la renderanno attuale, di fatto senza passare dal Parlamento, che potrà esprimere solo un parere. Stiamo parlando di una riforma fiscale, che è il cardine del sistema di un Paese, che non ha fondi (sono previsti solo 2 miliardi di euro di fondi di copertura e - mi consenta di dirlo, signor Presidente - è ridicolo parlare di riforma fiscale con queste cifre) e che viene promossa con una legge delega assolutamente vaga, che lascia le mani libere al Governo o - meglio - al Ministro dell'economia e delle finanze e al Presidente del Consiglio, che, nella loro assoluta autonomia e individualità, saranno responsabili della riforma fiscale. Ciò non è accettabile. Devo purtroppo concludere e la ringrazio dei secondi che mi ha dato in più. Avrei tante cose da dire sulla riforma fiscale e lo faremo. Fratelli d'Italia - mi permetta - chiede a ciascuno di noi e a ciascuno di voi, al di là del colore politico (lo ribadisco), un sussulto di orgoglio. Il Parlamento non può essere ostaggio di nessuno; non siamo mai stati a favore dei regimi autoritari e siamo i primi che sostengono la democrazia e la libertà. Vogliamo tutti insieme che non si arrivi non al partito unico, ma addirittura al leader unico, a colui o a coloro che nelle segrete stanze decidono le sorti di questo Paese. Non è accettabile. Viva la libertà, viva Fratelli d'Italia e il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Testor. Ne ha facoltà. TESTOR (L-SP-PSd'Az) . Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, la Nota di aggiornamento al DEF del 2021 prospetta uno scenario di crescita dell'economia italiana e di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico. Si parte quindi dai numeri del Documento di aprile 2021, che vediamo migliorati nelle nuove previsioni. Nel 2021 la crescita del PIL programmatico passerà dal 4,5 al 6 per cento e nel 2022 crescerà del 4,7 per cento, per poi crescere del 2,8 per cento nel 2023 e dell'1,9 per cento nel 2024. Il rapporto deficit -PIL nel 2021 è stimato al 9,4 per cento invece dell'11,8; è migliorato rispetto alle precedenti proiezioni, ma resta sempre alto, considerate le diverse misure di sostegno all'economia messe in atto. Questo poi scenderà nel 2022 al 5,6 per cento, nel 2023 al 3,9 per cento e nel 2024 al 3,3 per cento; a partire dal 2025, il rapporto tornerà sotto il 3 per cento. Il rapporto debito-PIL è stimato nel 2021 al 153,5 per cento, ancora in costante diminuzione fino al 2024, con il 146 per cento, allontanandosi da quel 160 per cento ipotizzato fino a qualche mese fa. La crescita del PIL, superiore alle previsioni di aprile, fa incrementare tutti gli altri indicatori di finanza pubblica; almeno per un po' si tratta ancora di un rimbalzo tecnico rispetto alla caduta dell'8,9 per cento del PIL nel 2020. A partire dal 2024 vediamo che la crescita economica si assesta all'1,9 per cento: un buon livello e comunque superiore a prima della crisi. È evidente che le previsioni di questa NADEF puntano sul buon utilizzo degli investimenti e sul raggiungimento degli obiettivi di riforma, nonché sulla volontà e la necessità di continuare con una manovra espansiva per i prossimi anni. La ripresa prevista negli anni 2022-2024 è sostenuta inoltre da un forte aumento degli investimenti, sostenuto anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il miglioramento degli indicatori previsti nel DEF e aggiornati nella Nota è sicuramente dovuto alla ripresa delle attività economiche, anche se nei vari confronti con le parti economiche e sociali emergono criticità che il Governo deve affrontare, per evitare un rallentamento dell'offerta sulla domanda. Sicuramente la più importante è dovuta al rincaro delle materie prime e ai colli di bottiglia della logistica internazionale, che rappresentano un forte freno all'attività globale. Sappiamo bene che proprio il rincaro delle materie prime e delle materie energetiche (luce e gas) va a incidere sui costi di produzione, con una ricaduta sul consumatore finale (famiglie e imprese), facendo balzare l'inflazione nell'ultimo quadrimestre al 2,6 per cento. (Applausi) . Le misure messe in campo dal Governo, annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, hanno di fatto tamponato in parte il problema sull'effetto diretto; ma rimane l'effetto indiretto, dovuto all'aumento dei prezzi sui prodotti di consumo. Altro tema sollevato è la difficoltà a reperire forza lavoro in tutti i settori, soprattutto i più trainanti (settore dei servizi e settore edile). Ricordo che il tasso di disoccupazione rimane molto alto, con il 9,6 per cento rispetto al 2020, che si attestava al 9,3 per cento. È urgente quindi un nuovo piano per le politiche attive, che introduca la revisione del reddito di cittadinanza, per colmare il gap tra offerta e domanda di lavoro. Ricordo che il reddito di cittadinanza è stato disegnato e voluto con l'obiettivo di mitigare la povertà, ma soprattutto per accompagnare i disoccupati nel mondo del lavoro. Esso tuttavia allo stato attuale non sta realizzando questi obiettivi, se non in misura molto limitata. A giugno 2021 c'erano 1,15 milioni di beneficiari, su oltre 3 milioni totali che avevano sottoscritto il patto per il lavoro; ma a febbraio 2021 solo 152.673 avevano instaurato un rapporto di lavoro. L'Italia non può vivere di sussidi; l'Italia deve vivere di lavoro e le aziende, insieme ai lavoratori, devono poter produrre. (Applausi) . Occorre intervenire sul cuneo fiscale per le aziende e sulla semplificazione per alleggerire il carico di burocrazia che attualmente grava in termini di tempo e denaro per le imprese. I dati contenuti nella NADEF ci dicono quanto siano state importante le misure di contrasto alla pandemia che hanno permesso una buona ripresa delle attività economiche. Sappiamo bene che una recrudescenza della malattia porterebbe a un crollo dei dati contenuti nella NADEF: una settimana di lockdown costa lo 0,5 del PIL. A tal proposito, ci preoccupa la diminuzione della spesa sanitaria al 6,1 per cento nel 2024, a un livello più basso del 2015 (6,6 per cento), dopo il picco al 7,5 per cento del 2020 per le spese per affrontare l'emergenza pandemica. Con la pandemia molte persone hanno rinviato e, addirittura, rinunciato alle cure e non possiamo permettere che ciò continui a discapito dei soggetti più fragili e svantaggiati. L'attenzione per le problematiche concrete e imminenti da parte del Governo serve a infondere fiducia nei cittadini e può essere la ricetta per invertire la tendenza dei risparmi che le famiglie hanno adottato in questo periodo di pandemia - ricordiamo che i risparmi degli italiani ammontano a 200 miliardi - trasformandoli in investimenti e introducendo liquidità nel sistema. Presidente, l'impegno della Lega per un'Italia che cresce e vuole tornare ad eccellere in Europa e nel mondo c'è. Cerchiamo di continuare a fare politiche espansive, cercando di evitare vessazioni e tassazioni per le imprese che potrebbero ridurre questo buon andamento delle previsioni della NADEF. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fedeli. Ne ha facoltà. FEDELI (PD) . Signor Presidente, Governo, colleghe e colleghi, ringrazio particolarmente la relatrice perché credo che per il dibattito in Aula ci abbia fornito una puntuale presentazione della Nota di aggiornamento al DEF. Voglio sottolineare - come ha fatto lei - che è un piano particolarmente importante perché dal punto di vista del contesto socio-economico e politico non è un passaggio come gli altri perché si intreccia con due elementi che voglio evidenziare. Il primo è che stiamo uscendo - non siamo ancora usciti - dalla crisi pandemica e, quindi, bisogna continuare con questa scelta perché è un punto fondamentale per consolidare gli elementi della crescita e per non farla essere solo un rimbalzo. Veniva detto, infatti, che un'eventuale chiusura ulteriore sarebbe esattamente non corrispondente ai dati positivi previsti dalla Nota di aggiornamento al DEF. Un secondo elemento politico che dal nostro punto di vista pare importante sottolineare è che i dati presentati nella Nota di aggiornamento al DEF ci dicono che il maxi-indebitamento italiano inizia a scendere con un anno di anticipo. Anche questo ci deve far riflettere sul fatto che possiamo consolidare questo come scelta politica, oltre che come scelta economica. Ciò lo si può fare se continuiamo razionalmente, e concretamente in tempi giusti, a fare le operazioni sugli investimenti. Infatti, soltanto con la crescita economica, sociale, sostenibile, equa e paritaria - su cui mi soffermerò - possiamo determinare il consolidamento di questo aspetto. Diversamente non saremo in grado di fare quest'operazione. E siccome siamo in una fase differente, credo sia altrettanto importante dirci una cosa: dobbiamo prestare particolare attenzione al necessario raccordo tra le linee e gli obiettivi del PNRR e dei suoi investimenti e la spesa corrente, che decideremo con la legge di bilancio. Questo è un intreccio di coerenza. Vengo dunque agli aspetti che, dal mio punto di vista, sono importanti. Il Governo e il Parlamento hanno già delineato delle scelte importanti di contesto nuovo e competitivo per il nostro Paese: penso, per esempio, alle riforme che abbiamo già cominciato a mettere in atto, alla riforma del processo penale e del processo civile. Prossimamente affronteremo la riforma fiscale e della concorrenza e, dico di più, dobbiamo assolutamente intrecciare la riforma fiscale con il contrasto all'evasione fiscale, perché anche questo è un tema importante. Sono tutte riforme di contesto del sistema Paese che rendono effettivamente competitiva l'Italia e che rendono fruibili quegli investimenti, sia nazionali che internazionali, di cui c'è grande bisogno, con un intreccio che, come dice anche la Nota di aggiornamento, dobbiamo sapere realizzare, mobilitando per la parte di nostra competenza gli investimenti pubblici così da sollecitare anche gli investimenti privati. Questo è il grande asse che, secondo me, si sta determinando ora. Stiamo affrontando tutti insieme la condizione per cui il nostro sistema Paese non cresce da almeno due decenni dal punto di vista della produttività dei fattori del sistema Paese, al di là ovviamente della bassa crescita della popolazione. Questi sono due elementi su cui deve esserci poi una coerenza sulle priorità che ci diamo. Quali sono le priorità che io vedo dentro gli assi portanti della Nota di aggiornamento al DEF e che però, dal mio punto di vista, vanno sottolineati e messi in evidenza come prioritari nelle nostre scelte per la legge di bilancio? Penso che - lo diciamo tutti - dobbiamo mettere al centro il modo per creare le condizioni effettive per aumentare l'occupazione, per creare buona occupazione, per creare un'occupazione stabile, qualificata e aggiungo - e di questi tempi non è un'aggiunta casuale - sicura. In altre parole, credo che il primo investimento che dobbiamo affrontare seriamente per parlare di investimenti sul lavoro riguardi proprio la sicurezza. (Applausi) . Ritengo sia stato importante che il Governo Draghi abbia incontrato le organizzazioni di rappresentanza del mondo del lavoro e dell'impresa, mettendo al centro proprio questo tema, perché un lavoro deve partire dal fatto che nessuno può andare a lavoro e non ritornare a casa. Questo è un elemento fondamentale che porta evidentemente con sé anche ulteriori scelte: sono scelte di investimento esattamente in spesa corrente, che vanno fatte, non possiamo soltanto essere enunciate. Si tratta di un aspetto secondo me prioritario e importante. Ciò vuol dire aumentare gli ispettori del lavoro, specializzandoli per contesti diversi e per situazioni diverse, perché dobbiamo accompagnare i processi di cambiamento anche da questo punto di vista, nell'uso delle tecnologie, nella trasformazione dei modelli di lavoro all'interno delle filiere e, in particolare, nelle piccole e medie imprese, perché sono processi necessari, sono investimenti che vanno fatti. Questo, a mio avviso, è il primo elemento fondamentale. Dobbiamo sapere poi che abbiamo una priorità, di cui anche il documento in esame dice nelle sue linee e che è stata ripresa anche dalla relatrice in Aula. Dobbiamo sapere che c'è un asse fondamentale, a fronte delle analisi che tutti abbiamo sempre fatto delle insufficienze, del rapporto tra crescita e fabbisogno di competenze. Dobbiamo investire tantissimo sulle politiche attive del lavoro: deve essere questo il nostro asse. Investire sulle politiche attive del lavoro vuol dire creare una connessione nuova e più solida con le politiche formative, che devono essere sistematizzate all'interno di questo percorso, partendo dagli investimenti da zero a sei anni, con le famose questioni riguardanti anche i nidi. Tutto questo ha a che fare anche con la povertà educativa, su cui fare investimenti, e con l'altro asse che in questa fase è particolarmente importante: mi riferisco all'investimento sulla funzione fondamentale degli Istituti tecnici superiori (ITS) e delle lauree professionalizzanti. Altrettanto importante è l'investimento in una solida politica della ricerca, perché questi sono i filoni necessari per incrociare - cosa che in Italia storicamente si fatica a fare - la crescita economica, gli investimenti delle imprese in capitale con il capitale umano, che oggi è il punto di connessione fondamentale. Sappiamo che su questo abbiamo un'arretratezza molto forte. Questa scelta implica come conseguenza, perché è un intreccio mettere al centro le politiche per il lavoro come politiche di sistema, la riforma degli ammortizzatori sociali. Anche su questo spendo due parole: riforma degli ammortizzatori sociali, che devono coprire tutte le diverse fattispecie e accompagnare la transizione dei diversi processi, che in fasi diverse le imprese e le filiere produttive ricoprono. Questo significa anche che adesso bisogna fare la scelta fino in fondo; dobbiamo mettere al centro l'aumento dell'occupazione femminile e giovanile, in particolare l'occupazione femminile, su cui il divario è un classico e ce lo continuiamo a dire. L'aumento dell'occupazione femminile, trasversale a tutte queste misure, intanto riduce la povertà e le diseguaglianze; aumenta la ricchezza prodotta per tutte e per tutti, oltre all'autonomia e alla libertà delle donne, e ovviamente, con gli investimenti nelle infrastrutture sociali, produce esattamente un'inversione della curva demografica. C'è bisogno però che tutto il Paese sia coinvolto in questo straordinario processo di cambiamento. Pertanto, io non amo usare la parola «patto» in astratto. Il patto di Ciampi, a suo tempo, aveva una finalità diversa; il dialogo sociale in Europa aveva una funzionalità diversa. Oggi stiamo parlando di un coinvolgimento democratico di tutte le istituzioni che hanno responsabilità istituzionali e sociali, sia a livello nazionale che a livello territoriale, perché questo è il grande cambiamento che si può solo governare insieme, ciascuno per le sue funzioni e responsabilità, ma è altrettanto importante. Diversamente, anziché utilizzare al meglio questa straordinaria opportunità di risorse, rischieremmo soltanto di aumentare il divario e non affrontare il gap che questo Paese ha di fronte. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saccone. Ne ha facoltà. SACCONE (FIBP-UDC) . Signora Presidente, signora Sottosegretaria, senza giri di parole questa Nota di aggiornamento al DEF è coraggiosa e direi anche lungimirante ed è un'importante iniezione di ottimismo per tutti quei soggetti che operano nella nostra economia. Senza ottimismo è difficile poter investire ed è difficile poter creare lavoro. Prima di entrare nel merito, vorrei soffermarmi su alcuni punti sfiorati in Aula da alcuni colleghi che mi hanno preceduto. L'Europa è vero che è stata silente e sorda ai tanti richiami, è inutile nasconderci, però c'è qui dentro chi si è diviso tra coloro i quali chiedevano un'Europa più vicina, più forte e più unita, e chi chiedeva addirittura di uscire dall'euro e dall'Europa. Oggi sembra preistoria, ma fino a un anno e mezzo fa sentivamo questi discorsi in quest'Aula. Il clima dell'austerità, che purtroppo ha persistito e ha profondamente danneggiato coloro i quali credono in un'Europa più forte, a nostro modo di vedere, si è inclinato con la guida di Draghi alla BCE: è inutile nascondercelo. Draghi ha salvato l'euro e ha salvato l'Europa con il quantitative easing . Questi sono dati che sarebbe sbagliato trascurare. Certamente la pandemia - altrimenti sembra che viviamo una realtà diversa - ha accelerato questo processo, a nostro avviso in un modo che dovrebbe essere normalizzato. La battaglia di tutti noi oggi dovrebbe essere proprio quella di non tornare indietro: questa è la sfida vera del Parlamento, ma mi auguro non solo di quello italiano, ed è il motivo per cui bisogna accettare quei parametri del 2,04 (col trucchetto 2,4), perché purtroppo o per fortuna viviamo in una comunità di regole ed è strano che proprio chi auspica il rispetto delle regole poi chieda delle deroghe. Mettiamoci a parti invertite: se siamo in un trattato internazionale, che è l'Unione europea, necessariamente dobbiamo, se vogliamo essere un Paese credibile, rispettare quelle regole. Oggi quelle regole, se Dio vuole, sono state frantumate e dobbiamo fare in modo che non vi si ritorni. Però fin quando si firma un trattato e si vuole essere credibili nello scacchiere interazionale lo si deve rispettare; poi si può combattere per modificarlo, per allargarne le maglie, ma di certo non si può non rispettarlo, anche perché i danni, se non lo si rispetta, non li paga il Presidente del Consiglio o il singolo senatore, ma un Paese di 60 milioni di abitanti. Grazie a Dio abbiamo avuto il quantitative easing, perché altrimenti il Paese sarebbe saltato, non per colpe altrui, forse anche per compiti che non abbiamo eseguito. Rispetto alla NADEF in quel quadro dei 2.4 miliardi c'è il reddito cittadinanza, così entriamo anche nel merito di questo documento. Io ho ascoltato il collega Marco Pellegrini, una persona che peraltro stimo molto, però non è così: per quanto ci riguarda non vogliamo assolutamente che il reddito di cittadinanza venga eliminato, indubbiamente, come abbiamo detto anche quando è stato presentato in Aula (senza quella pagliacciata del balcone, che si poteva evitare), abbiamo espresso le nostre perplessità non sull'entità e su una sorta di reddito di inclusione, ma sulla modalità con cui questo si andava ad espletare, perché si fondava su due pilastri: il sostegno e l'assistenza e le politiche attive del lavoro. Quelle, amici miei, non ci sono. Possiamo dirci quello che vogliamo, ma non a caso la prova che tutto ciò che riguarda le politiche del lavoro è un fallimento sta nel fatto che le agenzie per l'impiego vengono cancellate e si sostituiscono i 7.000 navigator. Chiunque di noi abbia la possibilità di farci un dialogo si rende conto che non combinano nulla, non perché siano dei nullafacenti o degli incapaci, ma perché non hanno gli strumenti per far incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. (Applausi) . È tutto lì, non è un atteggiamento pregiudiziale o ideologico, come qualcuno di voi vuol far pensare. Se una cosa funziona (questo provvedimento cuba 7 miliardi di euro l'anno), per carità di Dio, è ottimo, è buono, ma non può essere sufficiente esclusivamente la contemplazione di un provvedimento che non funziona, così come tanti altri provvedimenti non hanno funzionato durante la pandemia - è inutile nascondercelo - e sono stati migliorati, ad esempio in tema di ammortizzatori sociali. Si prevede che nel 2021 il deficit passi al 9,4 per cento del PIL dall'11,8 per cento delle previsioni e i parametri si andranno a stabilizzare intorno al 2024. La domanda che mi pongo e che pongo a tutti quanti voi, fermo restando tutti i provvedimenti collegati e le riforme, è come facciamo a calare questi mastodontici numeri nella realtà quotidiana. Lo dico perché fuori da qui, fermo restando l'ottimismo che vedo, per carità di Dio, c'è vivacità, ma c'è anche disperazione. Questi numeri rischiano di essere astratti, freddi, gelidi, perché la sensazione che si ha è che le attività commerciali e le aziende continuino a chiudere; quindi, qualcosa in quel meccanismo dei grandi numeri non funziona; non so se sia l'incapacità di aggiornamento, di formazione, di reinventarsi, però qualcosa non funziona. La riforma fiscale è un tema delicatissimo, perché questo è un Paese che se non cancella l'ipocrisia del rendere conveniente dichiarare piuttosto che non dichiarare, non ci sarà una riforma fiscale adeguata. È evidente, infatti, che se un cittadino è tassato alla fonte e un altro non lo è, in un sistema in cui c'è una pressione fiscale tra le più alte del mondo, quello farà di tutto per non dichiarare e io non lo biasimo e lo dico da cittadino tassato alla fonte, che quindi ha difficoltà a non dichiarare. Non so se è illegittimo, però certamente in questo Paese quella persona non trova conveniente dichiarare, piuttosto trova conveniente eludere o addirittura evadere. Vorrei concludere il mio intervento con una sola preoccupazione. L'elemento devastante è l'incremento del prezzo delle materie prime e dei costi dell'energia. Bisogna prestare attenzione perché un'inflazione troppo alta, con il rischio di una stagnazione, crea le condizioni per una tempesta perfetta. Io sono convinto che il Governo stia adottando l'eventuale piano B, i due pilastri su cui si fonda sono maggiori investimenti e minore pressione fiscale, quindi due leve variabili, ma suggerirei un intervento corale dell'intera Unione europea per far fronte a questa minaccia. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Nugnes. Ne ha facoltà. NUGNES (Misto) . Signor Presidente, il Governo stima che entro la fine dell'anno, se tutto va bene, recupereremo i due terzi di quello che abbiamo perso nel 2020. Ci sono stime molto positive sul PIL, con una crescita del 2,2 per cento, e sull'industria dell'1 per cento. Poi, però, si aggiunge prudentemente che, ove mai la pandemia riprendesse, le nostre previsioni sarebbero a rischio. Infatti, dall'Ufficio parlamentare di bilancio ci dicono che il quadro macroeconomico del MEF è quantomeno lievemente ottimistico rispetto alle previsioni, e non solo per il rischio pandemico, ma anche per degli inasprimenti differenziati delle politiche economiche. Ciò significa che, finita la pandemia, finiranno le politiche espansive di Governi e banche centrali, e il riassorbimento degli squilibri finanziari accumulati, ossia i debiti, in tempi che potrebbero essere troppo affrettati potrebbe portare a gravissimi sfasamenti nei cicli di ripresa dei Paesi. In Italia, lo stock di debito pubblico è elevatissimo e le tensioni finanziarie potrebbero velocemente interagire con la ripresa. Questi rischi dipendono molto dal nuovo sistema di regole di bilancio, sulla cui revisione occorre perciò concentrare la massima attenzione e cautela. Detto questo, quello che vogliamo sottolineare nel poco tempo che abbiamo a disposizione è che nell'elenco dei disegni di legge collegati presenti nella Nota in esame manca in modo grave il disegno di legge di riordino della normativa ambientale, di trasformazione della green economy e dell'economia circolare (la famosa green generation ), su cui nella precedente formazione di Governo stavamo lavorando perché era il collegato ambientale alla legge di bilancio precedente. Manca altresì il disegno di legge in materia di salario minimo e rappresentanza delle parti sociali nella contrattazione collettiva. Si tratta di iniziative legislative fondamentali per la transizione ecologica e per la tutela dei diritti dei lavoratori; temi prioritari e irrinunciabili per il raggiungimento degli obiettivi di equità e giustizia, sociale e ambientale, che ci raccomanda l'Europa. Eppure, si legge testualmente che, per effetto della mancata previsione nella NADEF 2021, questi cessano di essere disegni di legge collegati alla decisione di bilancio. È una cosa gravissima, perché parliamo dei due obiettivi principali che ci diamo con il PNRR. Soprattutto - così come hanno già detto i colleghi in precedenza - c'è una cosa che non dovrebbe esserci: ancora una volta, alcune Regioni tramano sottobanco - come abbiamo detto in un comunicato stampa - a danno dell'unità della Repubblica. Il pericolo era già stato intravisto e superato con il precedente Governo, in particolare con il ministro Boccia, che aveva provato a collegare l'autonomia differenziata con la legge di bilancio. Oggi il Governo Draghi ci torna, dovendo probabilmente pagare dazio, e ripercorre lo stesso tentativo nella NADEF: interferisce e inserisce tra i ventuno collegati il decreto-legge "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione". È il primo disegno di legge nell'elenco, quasi a significare che la sua approvazione ha carattere prioritario. Eppure, è stato inserito in assenza di un dibattito pubblico; anzi, direi di più: in spregio delle considerazioni emerse dal dibattito pubblico che c'è stato durante la pandemia da Covid-19, che ha evidenziato i profondissimi limiti di efficienza e di coordinamento - ce lo ricordiamo tutti - del decentramento delle funzioni con riguardo a valori fondamentali come la salute, l'ambiente, l'istruzione, il lavoro, valori tutelati dalla Costituzione. Sono limiti che, con le autonomie, renderebbero ancora più grave il divario esistente tra il Mezzogiorno e il resto d'Italia; graverebbero enormemente anche sulla ripresa del Nord - questo lo dicono tutti gli osservatori economici - e ulteriormente sulla violazione del principio di uguaglianza - già violato - di cui all'articolo 3 della Costituzione. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 14,50) ( Segue NUGNES). Ha carattere prioritario non l'approvazione del disegno di legge in oggetto, ma la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali che aspettano da trent'anni. Abbiamo messo a punto un emendamento in tal senso, che presenteremo al più presto, per lo stralcio di questo collegato. Non è il momento di affrontare, con un Parlamento commissariato da una maggioranza bulgara, una delle questioni più scottanti per il Paese; un presupposto che nasce da una modifica del Titolo V valutata errata da più parti, che sarebbe ora di mettere al centro del dibattito per una necessaria e non più prorogabile revisione costituzionale. PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rivolta. Ne ha facoltà. RIVOLTA (L-SP-PSd'Az) . Innanzitutto ringrazio la relatrice, senatrice Conzatti, e il Sottosegretario, sempre presente ai nostri lavori. Signor Presidente, colgo l'occasione per sottolineare come, ancora una volta, i tempi siano troppo compressi. (Applausi) . Non è pensabile fare l'analisi della NADEF, che nelle altre occasioni impiegava dai sette ai dieci giorni, in un giorno e mezzo. Questi però sono i tempi che sono stati dati. Rivendichiamo, per lo meno, il diritto di mugugno. Indubbiamente i dati emersi dall'analisi della NADEF vedono un miglioramento previsionale riferito del terzo trimestre, mentre per il quarto ci sarà una lieve decrescita. Si pensa comunque a un aumento del 6 per cento annuo. Quindi, direi che, rispetto alla previsione del DEF del 4,5 per cento, sicuramente il dato è positivo. Per il 2022 la crescita prevista è più moderata, ma rileviamo come comunque anche il deficit per il 2021 sia sceso rispetto a quello del 2020, per cui i dati migliorano. Come potrebbe essere diversamente con le misure e la potenza di fuoco messe in campo? La preoccupazione emersa durante le audizioni anche dagli interventi dei vari colleghi è stata proprio quella di fare in modo che questa ripresa visibile, ribadita dai rappresentanti dei vari settori produttivi, dagli industriali agli artigiani, diventi strutturale, e quindi una crescita più bassa, non agli stessi tassi, ma costante. Dovranno quindi andare in porto degli atti precisi, come lo è certamente - lo diciamo da anni in quest'Aula - il contrasto all'evasione fiscale. Bisognerà, poi, porre particolare attenzione all'aumento della spesa per gli investimenti, per la ricerca, per l'innovazione, per migliorare l'istruzione e la sanità del nostro Paese, e cioè per permettere di avere un livello di base che ci proietti in un futuro di maggiore benessere. Certamente sono molti i problemi, e ne tratterò solo alcuni. Per esempio, viene richiesta una maggiore flessibilità di ingresso e di uscita dal mercato del lavoro, perché devono poter rientrare quelle persone - le donne soprattutto - che sono state espulse a causa della pandemia; ma bisogna che ci sia anche una formazione particolarmente efficace di tutti i lavoratori. Se il nostro deve diventare un Paese con conoscenze digitali più diffuse; se il datore di lavoro - industriale, artigiano, pubblica amministrazione - richiede un livello maggiore di conoscenze, di abilità e di produttività, bisogna che queste siano sostenute da un livello di istruzione e formazione crescente. Quindi, dovremmo davvero concentrare le nostre forze, le nostre risorse e i nostri investimenti su questo fronte, perché il capitale umano è l'elemento più importante. E non parlo solo dei livelli alti, rispetto ai quali occorre certamente fare in modo che i giovani più qualificati che sono all'estero trovino incentivi che li portino a rientrare nel nostro Paese. Il clima di fiducia e di aspettative positive ora c'è: prima era all'estero, in alcune capitali - sto pensando, per esempio, a Berlino e a Londra - ma adesso è presente anche nel nostro Paese. Bisogna fare in modo che quei ragazzi che si sono formati in Italia o all'estero, ma che comunque ora sono all'estero, tornino e diano il loro contributo alla crescita di un Paese che si sta muovendo, che sta diventando autorevole anche al di fuori dei suoi confini. C'è ottimismo all'estero rispetto alla nostra crescita: siamo diventati più affidabili, per cui, bisogna perseguire questa strada. Allo stesso modo, bisogna fare in modo che anche i lavoratori meno qualificati, con una formazione ad hoc , possano essere adeguati a ruoli migliori, comunque più performanti. Quindi, si alza il livello di tutti i lavoratori. E questo è ciò che dobbiamo fare per programmare una crescita continua. Vengo ora al reddito di cittadinanza. Voglio trattare il tema perché è sempre uno stimolo sentirne parlare da alcuni colleghi, che sono anche amici. Non capisco perché non ci si possa fermare e dire che alcune cose non sono andate bene. Lo dico anche dal punto di vista di amministratore locale. I PUC (Progetti di utilità collettiva) non hanno funzionato. Diciamolo. (Applausi) . Ce lo ha detto anche il rappresentante di ANCI durante le audizioni che si sono tenute prima. Si tratta semplicemente di guardare alla realtà. Come ho già detto altre volte in Aula, il meccanismo di controllo dovrebbe essere previsto ex ante , e non ex post : è un lavoro assurdo che viene fatto per dire ad alcune persone - a quel punto i denari non li hanno più - che devono restituirli perché non ne avevano diritto. È proprio il meccanismo ad essere sbagliato; ma soprattutto il costo è enorme: 7 miliardi all'anno. Forse sarebbe meglio pensare all'educazione scolastica, ad aiutare le famiglie con ragazzi disabili che hanno bisogno di avere un sostegno, che attualmente è in carico ai Comuni che coprono le necessità con fondi propri. E sottolineo che i disabili - mi riferisco sia allo spettro autistico che a disabilità fisiche - sono comunque in grandissimo aumento. Ci sono quindi delle misure davvero importanti da realizzare. Signor Presidente, altro punto davvero rilevante che ci viene chiesto di attenzionare dagli industriali, dagli artigiani, e comunque dal mondo produttivo, concerne ancora la semplificazione. Qualcosa è stato fatto con il cosiddetto decreto Brunetta, ma bisogna fare di più. Ce lo chiede chi produce, chi ha ricominciato a investire, a esportare, a produrre, a cercare anche sistemi più sostenibili per fare impresa. Occorre però una semplificazione sempre maggiore. Abbiamo un modello di leggi mastodontiche che la semplificazione non sa proprio cosa sia. Dobbiamo andare avanti. È perciò necessario fare queste riflessioni per il nostro futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mautone. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 non può non tenere conto che la situazione economica e sanitaria è nettamente migliorata negli ultimi mesi. Tutto ciò è innegabile ed è avvenuto con il concorso di diversi fattori che hanno influito più che positivamente sul percorso di ripresa globale del nostro Paese. Le misure di sostegno economico alle attività in crisi e il progredire della campagna vaccinale con il coinvolgimento della fascia di età adolescenziale e dei giovani hanno permesso di far fronte alla quarta ondata e alla diffusione della variante Delta, molto più contagiosa. L'obiettivo di vaccinare l'80 per cento della popolazione sopra i dodici anni sta per essere raggiunto. Nel programma del prossimo triennio 2022-2024 è previsto il rinnovo di svariate misure di rilievo economico e sociale, come - ad esempio - quelle relative al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e gli incentivi per l'efficientamento energetico degli edifici, misura quest'ultima voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle. (Applausi) . Più in particolare grande valenza avranno le misure relative al nostro sistema sanitario, al suo funzionamento, al miglioramento dei servizi erogati sia in termini qualitativi che quantitativi, ai criteri direttivi per il riordino degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico; nonché quelle relative a una più attenta programmazione e a una più capillare rete organizzativa sul territorio con il conseguente potenziamento della medicina territoriale, vero spartiacque per ottenere un innalzamento dei servizi erogati e una riduzione dei carichi di lavoro delle strutture ospedaliere. Si tratta di un progetto ambizioso, alla cui realizzazione devono concorrere un'adeguata disponibilità di risorse economiche - messe queste ultime a disposizione dai fondi europei ricevuti con il PNRR e ottenuti dall'Europa grazie al Governo Conte II - e il corretto coordinamento tra la cabina di regia centrale e le singole strutture regionali. Solo una più attiva e fattiva collaborazione tra Governo, Ministeri e Regioni, che tante volte è venuta meno durante la fase acuta della pandemia o si è scarsamente realizzata per veti incrociati o anche per scelte politiche periferiche diverse, consentirà di iniziare un percorso nuovo e di raggiungere obiettivi e risultati non altrimenti realizzabili. Non dobbiamo mai dimenticare le oltre 130.000 vittime della pandemia da Covid-19 in Italia, 4,5 milioni nel mondo, con oltre 225 milioni di contagi. La scelta dell'estensione dell'obbligo del permesso sanitario a tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati, a partire dal prossimo 15 ottobre, va secondo me nella giusta direzione di stimolare e incrementare la pratica vaccinale - da un lato - anche delle fasce più reticenti e - dall'altro - soprattutto la necessità di una sempre più attenta e costante sorveglianza epidemiologica al fine di ridurre i contagi e la diffusione di eventuali varianti del virus per sconfiggere finalmente la pandemia. Saremo protetti quando tutti saranno protetti. A tal fine, anche l'avvio delle terze dosi di richiamo ai soggetti più fragili prima dell'inizio dell'inverno e una più estesa e diffusa campagna vaccinale per l'influenza stagionale consentiranno di abbattere i rischi di nuove ondate epidemiche, con sovraccarico delle strutture sanitarie ospedaliere. Tutto ciò ha un costo economico, ma l'iniziale incremento di spesa sanitaria per il 2020, a seguito delle misure introdotte per dare immediate risposte all'emergenza da Covid-19, nel 2021 sarà seguito da una prevista lieve discesa della stessa spesa sanitaria, pari al 7,3 per cento del PIL, fino a ritornare, per il 2024, al 6,1 per cento. Tutto ciò è legato sostanzialmente all'aumento generale del PIL. Nel prossimo biennio si prevedrà un calo del 2,3 per cento della spesa sanitaria, per i minori oneri legati all'emergenza pandemica. Concludendo, signor Presidente, al di là delle cifre e dei numeri, pure importanti, ciò che interessa ai cittadini e quindi al Movimento 5 Stelle è constatare e toccare con mano ogni giorno che le risorse siano investite e impegnate nel modo migliore, in termini sia di servizi, sia di attenzione alle criticità, alle fragilità e alle disabilità. Tutto ciò occorre farlo ora o nel prossimo futuro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Collina. Ne ha facoltà. COLLINA (PD) . Signor Presidente, la discussione sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza credo rappresenti, in questo contesto, un decisivo momento di confronto politico. Se non cogliamo questo aspetto, rischiamo di procedere con alcuni fraintendimenti, che potrebbero amplificarsi e diventare disgreganti nell'interpretazione del percorso che il nostro Paese ha intrapreso, attraverso il Governo Draghi. Vedete colleghi, quello che abbiamo iniziato è un percorso che ha degli obiettivi chiari, sui quali non mi soffermo, perché credo che ne abbiamo discusso molto. Essi sono scritti nel contratto che abbiamo fatto con l'Unione europea, che si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza. In base a quel contratto stiamo ricevendo le risorse del Next generation EU, ma questi obiettivi, per quanto chiari, non si raggiungono indifferentemente attraverso scelte alternative molto distanti tra di loro. Non c'è un'ampia gamma di alternative intercambiabili che ci consente di avere le stesse possibilità di raggiungere quegli obiettivi. Anzi, tra le condizioni che ci consentono di raggiungere quegli obiettivi vi sono dei punti di passaggio obbligati, che portano con sé delle conseguenze sulle scelte che dobbiamo sviluppare. Mi spiego nel concreto, partendo da un dato: l'Italia, a differenza di altri Paesi, ha deciso di prendere dall'Europa tutte le risorse che era possibile prendere, sia quelle sussidiarie, e quindi i sussidi che non sono da restituire, sia quelle prestate, che rappresentano debito da restituire. Non tutti i Paesi si sono comportati come noi e questo è il motivo per il quale nella classifica delle risorse finanziarie siamo primi. Ad esempio, Germania, Francia, Spagna e Portogallo hanno scelto di prendere solo i sussidi; la Polonia anche un terzo dei prestiti, e l'Italia i sussidi più il 100 per cento dei prestiti. A luglio il debito era di 2.725,9 miliardi di euro, con un aumento di 29,7 miliardi di euro rispetto a maggio. La Spagna ha deciso di prendere solamente i sussidi, dicendo che intanto spenderà queste risorse e poi vedrà in quali condizioni si troverà, ed eventualmente attingerà anche alla parte a debito. Visto che abbiamo scelto di attingere a tutte le risorse e che la parte consistente delle risorse è a debito, allora c'è una parola che rappresenta un passaggio obbligato: crescita. Senza crescita non si pagano i debiti e qui il presidente Draghi ci dà un'indicazione in più, perché definisce la crescita, chiamandola crescita inclusiva. Credo che su questa definizione dobbiamo confrontarci politicamente e capirci, perché credo che la crescita inclusiva non sia da intendere in modo classico: cresciamo, produciamo surplus che utilizziamo per pagare i debiti, ma anche per elargire sussidi che riducono le forbici, le distanze, le differenze e le disuguaglianze. Quando il presidente Draghi parla di crescita inclusiva, credo debba essere interpretato in un modo nuovo e non nel senso classico in base al quale si produce la torta e una fetta va al welfare. Oggi la crescita inclusiva, per il tipo di percorso che dobbiamo fare e di cui ho detto prima, ha bisogno di un welfare nuovo orientato a sostenere la crescita. Anche il welfare deve essere un elemento di sostegno della crescita e non sarebbe neanche una novità. Facciamo un esempio. Se modificheremo - come penso - il reddito di cittadinanza - possiamo continuare a chiamarlo così - sarà per orientarlo fortemente alla formazione, al fine di far rientrare le persone nel mondo del lavoro in modo assolutamente produttivo e adeguato alle sfide del futuro del nostro Paese. Pensiamo alla gestione delle dinamiche di transizione del nostro sistema produttivo nel nuovo orizzonte della sostenibilità carbon free . Sto parlando di un welfare che sostiene la crescita e diventa politica attiva del lavoro. Quando il presidente Draghi parla di crescita inclusiva nasce un punto di confronto politico, e non voglio ancora dire uno spartiacque, perché credo ci siano le condizioni per individuare una declinazione di questa sintesi capace di avere largo consenso e condivisione in questo Parlamento. È chiaro che la formula classica del produrre ricchezza per redistribuire oggi per il futuro è insufficiente. Almeno per me, ciò è chiaro e richiama la necessità di un profilo politico riformista. Diversamente, non riusciremo a uscire dal rimbalzo di crescita al 6 per cento con la capacità di consolidare una crescita costante di almeno il 2 per cento. Voglio fare un altro esempio di profilo politico riformista che ritengo sia adeguato a definire il percorso che ci porta a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati come Paese. Penso a una storica distanza dell'Italia con gli altri Paesi, che si chiama gap di produttività. Il presidente Draghi, anche qui, ha fissato un punto nuovo o - meglio - che necessita di un'interpretazione politica. Egli ha parlato di recupero di produttività totale dei fattori, indicatore che misura il grado di efficienza complessivo di un'economia che è diminuita del 6,2 per cento tra il 2001 e il 2019, a fronte di un generale aumento a livello europeo. Certo: noi siamo stati testimoni dell'insufficienza della definizione classica di produttività (PIL per unità di prodotto, oppure ore lavorate per unità di prodotto e anche in questo caso i grafici sono impietosi). Ma cosa è stato quota 100 se non il più grande intervento finanziato da soldi pubblici che è andato ad agire direttamente sulla definizione classica di produttività, quando i dati verificati sul campo ci dicono che, ogni dieci lavoratori che sono andati in pensione con quota 100, ne sono stati assunti uno o due? Avremmo dovuto registrare un miglioramento della produttività, ma questo non è successo. Ciò vuol dire che il concetto classico non descrive pienamente il problema. Draghi introduce nel dibattito politico il concetto di produttività totale dei fattori e questo vale per noi politici, ma anche per le associazioni datoriali e sindacali. Voglio non parlare di teorie economiche, ma arrivare dritto al punto: giustizia, concorrenza e pubblica amministrazione sono le riforme che concorrono a far crescere la produttività del lavoro nel nostro Paese. Ne aggiungo un altro. L'articolo 46 della Costituzione recita che «Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende». Si tratta di un articolo inattuato, un grande gap con l'economia forte dell'Europa, ossia quella tedesca. Voglio concludere con un'altra osservazione che credo debba essere oggetto di una riflessione urgente, relativa a come fare in modo che le risorse del PNRR rappresentino un volano per gli investimenti privati. C'è necessità di mettere questo tema in primo piano a tutti i livelli istituzionali, perché parliamo di ingenti risorse che arriveranno per gli investimenti pubblici, ma che devono rappresentare un'opportunità complessiva di crescita per il nostro Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice La Mura. Ne ha facoltà. LA MURA (Misto) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, estremamente importante in vista della legge di bilancio, contiene alcuni dettagli interessanti e positivi. È bene che il Documento rilevi che la politica è e resterà espansiva fino a quando il PIL e l'occupazione avranno recuperato non solo la crisi, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019. Tali condizioni, secondo il Documento, saranno soddisfatte nel 2024, sebbene secondo la Corte dei conti tale previsione sarebbe potrebbe essere ottimistica, considerando - ad esempio - la nostra dipendenza dal debito pubblico. L'economia italiana, come indica il Documento, sarà certamente favorita anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, quale occasione per il rilancio in chiave di sostenibilità ambientale e sociale, come sottolineato anche dalla terza raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea, anche se il PNRR presenta importanti criticità proprio sulla parte ambientale, che ho a suo tempo evidenziato molte volte (e lo farò anche questa volta). È bene che venga evidenziato che le entrate derivanti dalla revisione delle imposte ambientali e dalla riforma dei sussidi ambientalmente dannosi andranno utilizzate per ridurre altri oneri a carico dei settori produttivi. Ma si dovrebbe specificare che deve trattarsi di attività produttive ecosostenibili secondo il regolamento UE sulla tassonomia e il principio " do not significant harm ", secondo il quale non bisogna arrecare un danno significativo all'ambiente. Ce lo dimentichiamo sempre; soprattutto adesso gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono stati dimenticati, perché, per la voglia di crescere e di aumentare la nostra produttività, abbiamo lasciato indietro l'ambiente. Positivi sono anche gli investimenti in ricerca, innovazione e istruzione. È in questa direzione che va orientato l'impegno di risorse pubbliche a supporto di iniziative private e, attraverso partnership pubblico-private, verso interventi i cui impatti sociali e ambientali siano evidenti e misurabili, con l'adozione di nuovi criteri di valutazione degli investimenti che integrino i tradizionali parametri economico-finanziari, in relazione al nuovo assetto sociale e ambientale. Inoltre, nel Documento si tratta il tema della valutazione dell'impatto ambientale dei progetti ricompresi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e nel Piano nazionale energia e clima (PNIEC). Bisogna fare attenzione, però, perché in questo caso un conto è l'ottimizzazione degli iter amministrativi e un conto è - ad esempio - il taglio delle consultazioni e dei termini relativi alle procedure di VIA o del parere della soprintendenza, che non risulta più essere vincolante, così come abbiamo letto e quindi approvato nell'ultimo decreto semplificazioni e nell'atto di Governo di recepimento della direttiva sulla promozione dell'uso delle rinnovabili. Sempre in tema di semplificazione, ricordo anche che è grave che sia stata rimandata di almeno un anno l'adozione della pianificazione delle attività marittime - è un'altra cosa della quale parlo sempre - mentre si va avanti con il Pitesai, che è il Piano che riattiva le trivelle e che dà il via alla ricerca e prospezione di idrocarburi lungo le coste e le aree protette. C'erano state delle sospensioni, ma oggi si riapriranno quegli iter e quindi noi non difenderemo più ciò che abbiamo dichiarato nel PNRR e ciò che dichiariamo ogni volta; non stiamo facendo il green deal , ma stiamo facendo green washing . Il rischio, come manifestato anche dalla protesta dei giovani, è che tutte queste intenzioni e tutte queste misure si traducano appunto in green washing governativo: far vedere che si presta attenzione alle tematiche ambientali, ma in realtà poi nulla o ben poco cambia. Investire sul gas è - ad esempio - un azzardo che rischia di compromettere la transizione ecologica (Applausi) . E quindi noi vogliamo correre: ma dove vogliamo andare? Se infine ritengo positivo che la NADEF sottolinei la particolare importanza della mobilità sostenibile e integrata, sia di persone che di merci, e che gli investimenti pubblici dovranno contribuire a rendere il sistema infrastrutturale italiano più moderno e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione del sistema energetico, non è tollerabile che sia stato aggiunto all'ultimo momento, tra i disegni di legge collegati alla NADEF e quindi alla prossima legge di bilancio, un ulteriore disegno di legge, di cui si è già parlato e che hanno già citato i miei colleghi con i quali ho contribuito a scrivere la proposta di risoluzione; mi riferisco al disegno di legge recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata, di cui all'articolo 116, comma 3, della Costituzione. Questo disegno di legge riguarda anche l'ambiente che, come la salute e la formazione, è parte integrante ed è un diritto della nostra Costituzione. Più nel dettaglio, tuteliamo l'ambiente, l'ecosistema e beni culturali. Se vogliamo cedere anche l'ambiente alle Regioni, su questo anche la riforma Cartabia ha già previsto il concerto con il Ministero per gli affari regionali e le autonomie e il parere della Conferenza unificata, senza considerare l'improcedibilità per i giudizi di impugnazione. Per il reato ambientale e il disastro ambientale non è prevista una proroga. Concludendo, mi asterrò dal voto perché, sebbene riscontri iniziative positive all'interno della Nota, non è stato dato al Parlamento il tempo di poter approfondire i dettagli. (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Sottosegretario, colleghe e colleghi, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è strumento propedeutico alla legge di bilancio, essenziale per la programmazione economica e finanziaria del Paese dei prossimi anni. Al suo avvio il Governo Draghi ha dovuto affrontare una situazione caratterizzata da dati economici consuntivi e previsionali assolutamente distonici e preoccupanti rispetto a quanto analizzato nel DEF presentato lo scorso anno dal Governo Conte, dove un incauto e da noi contestato ottimismo aveva dipinto una ben più rosea realtà su cui basare la programmazione. L'attuale Governo ha saputo interpretare la situazione del contesto economico del nostro Paese in maniera più realistica e lucida, più prudenziale, e la NADEF oggi vede modificati i dati economici indicati nel DEF in modo sensibilmente positivo, mostrando una ripresa del sistema Paese che fino a qualche mese fa era insperabile. Ciò avviene grazie ai provvedimenti adottati dal nuovo Governo per consentire la ripresa del lavoro e delle attività economiche; all'ottima riuscita della campagna vaccinale - ad oggi ha coperto con almeno una dose l'83 per cento della popolazione italiana over 12 - al PNRR presentato nei modi e nei tempi previsti; all'autorevolezza del nostro Presidente del Consiglio in Europa e nel mondo e alla resilienza del popolo italiano. I dati economici indicano, infatti, che la crescita del PIL reale nel primo semestre dell'anno in corso ha oltrepassato le previsioni, con un rimbalzo del 6 per cento rispetto al 4,5 per cento ipotizzato dal DEF di aprile. È un dato importante e basilare per dare fiducia agli investimenti e per infondere speranza nel Paese. Fondamentali sono l'approccio e la visione che la nostra politica di bilancio adotterà nei prossimi anni attraverso una strategia di consolidamento della finanza pubblica che si baserà sulla crescita del PIL stimolata dagli investimenti e dalle riforme previste dal PNRR, come gli incentivi concessi attraverso il credito d'imposta; misure che devono essere strutturali, certe e distribuite nel tempo. Servono misure che facciano da volano alla nostra economia e determinino un effetto moltiplicatore. È per questo che chiediamo la proroga del superbonus al 110 per cento fino alla fine del 2023, come quella del bonus facciate. Chiediamo inoltre che il credito d'imposta per ricerca e sviluppo non sia spesso messo in discussione e fonte di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate, che ne determina o meno la bontà del progetto, entrando nel merito dello stesso. Le nostre imprese e le nostre famiglie hanno bisogno di sicurezza, di regole certe, strutturali e di progettazione. Hanno bisogno anche di fare una seria programmazione per ripartire, così come - è vero - hanno bisogno di pagare meno tasse e di avere un sistema semplificato, con meno burocrazia possibile. In questi giorni si parla di riforma del fisco. La bozza di legge delega presentata al Consiglio dei ministri ha assorbito le linee e i principi delle proposte fatte da Forza Italia per un sistema tributario più semplice, basato sulla crescita, con riduzione del cuneo fiscale, con la rimodulazione degli scaglioni dell'Irpef, la riduzione delle aliquote, il superamento dell'IRAP e, soprattutto, con la chiara intenzione del presidente Draghi di non voler aumentare la pressione fiscale. La riforma fiscale è uno dei 20 disegni di legge collegati alla legge di bilancio a completamento della manovra stessa, cui saranno collegati altri 19 disegni di legge, alcuni già avviati in Parlamento, di natura economica, finanziaria, industriale, sociale e culturale per far progredire contemporaneamente i diversi settori in un quadro complessivo di riforme. Sarà indispensabile concentrarsi sul nuovo piano per le politiche attive, che includa la revisione del reddito di cittadinanza - lo continuiamo a ripetere e non lo facciamo certo per spirito di contraddizione, perché sono i dati che ci dicono che non funziona così com'è fatto - con l'adozione di un sistema che distingua il sostegno al reddito a chi ne ha veramente bisogno dalle politiche attive del lavoro, per le quali invece si deve investire in favore di formazione, aggiornamento di competenze, posizionamento e riposizionamento nel mercato del lavoro. (Applausi) . Il tasso di disoccupazione risulta infatti ancora molto elevato e invariato rispetto alla previsione di aprile, che si attesta appunto al 9,6 per cento, e la previsione non è tra le più rosee nemmeno per il 2024, con un tasso ancora elevato pari al 7,7 per cento. Pertanto, si deve necessariamente provvedere anche alla riforma degli ammortizzatori sociali e a favorire l'incrocio tra domanda e offerta. Nella NADEF sono evidenziate anche criticità e incognite che non devono essere trascurate, dalla carenza delle materie prime ai forti aumenti del costo delle stesse, dall'aumento delle energie alle tensioni finanziarie in Cina e alla fragilità del settore immobiliare, che incideranno non poco sul costo delle produzioni e sul loro rallentamento. È ciò che sta purtroppo avvenendo, per esempio, nel settore dell' automotive : secondo una società di analisi, tra il 2021 e il 2022 si rischiano di perdere 13,5 milioni di vetture in termini di produzione globale per la difficoltosa reperibilità di microprocessori, un danno dovuto alla congiuntura, che inciderebbe non poco sulla crescita dell'economia. Vi è però anche un problema a medio e lungo termine in un'ottica di transizione ecologica dettata da direttive europee che devono però tener conto della sostenibilità sociale ed economica. Per far fronte alla cessazione del motore endotermico entro 2035 si deve già partire da oggi con la produzione di auto elettriche, il che comporta una stima di perdita in Italia pari a 70.000-100.000 occupati solo nel comparto della produzione, che ad oggi vede impiegate 350.000 persone. Bisognerà quindi supportare attentamente nei tempi e nei modi la transizione ecologica; viceversa, vi saranno forti e gravi ripercussioni occupazionali ed economiche con corrispondenti conseguenze sul bilancio dello Stato. Pur non nascondendo le possibili incognite dettate anche da una dinamica della pandemia ancora in parte imprevedibile, le prospettive indicate nella NADEF delineano comunque uno scenario di crescita. Quello che ci rassicura è l'intento esplicito di dare un'impronta espansiva alla politica di bilancio, fino a quando il PIL avrà recuperato la mancata crescita rispetto al livello del 2019, ma si dovrà andare anche oltre, perché tutti ricordiamo la debole crescita di quegli anni per mancanza di investimenti e sostegno al nostro sistema produttivo. È vero, l'Ufficio parlamentare di bilancio, nella sua validazione della NADEF frena l'ottimismo rispetto al calo del debito pubblico ed è per questo che bisogna correre, correre e correre con le riforme e distinguere, come ha fatto il presidente Draghi, il debito buono da quello cattivo. La pandemia ha segnato uno spartiacque. Noi crediamo che il Governo vada nella direzione giusta e per questo continuiamo ad andare con lui. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Lucia. Ne ha facoltà. DE LUCIA (M5S) . Signor Presidente, come sappiamo, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è propedeutica alla legge di bilancio e registra, in buona sostanza, i più recenti effetti circa le riforme strutturali e gli interventi di politica economica messi in atto dal Governo negli ultimi anni, aggiornando di conseguenza le stime sul quadro macroeconomico per l'anno in corso e il triennio successivo, nonché gli obiettivi programmatici rispetto a quelli contenuti nel DEF dello scorso aprile. La Nota 2021 risulta corredata da molteplici allegati, contenenti le relazioni programmatiche sulle spese di investimento per ciascuna missione di spesa del bilancio dello Stato e le relazioni sullo stato di attuazione delle relative leggi pluriennali. Alla relazione è allegato anche un quadro riassuntivo delle leggi di spesa a carattere pluriennale. In un'apposita sezione del quadro riassuntivo è esposta la ricognizione di tutti i contributi pluriennali iscritti nel bilancio dello Stato. È altresì corredata da un rapporto programmatico, nel quale sono indicati gli interventi volti a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali in tutto o in parte ingiustificate, o superate alla luce delle mutate esigenze sociali o economiche, ma anche quelle che si sovrappongono a programmi di spesa aventi le stesse finalità e che il Governo intende attuare con la manovra di finanza pubblica. Infine, contestualmente alla Nota, è presentato un rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, distinguendo tra imposte accertate e riscosse, nonché tra le diverse tipologie di avvio delle procedure di accertamento. La NADEF 2021 prospetta uno scenario di crescita dell'economia italiana e di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico. L'intonazione della politica di bilancio rimane espansiva nei prossimi due anni e poi diventa gradualmente più focalizzata sulla riduzione del rapporto debito-PIL. La visione che ispira le nuove previsioni macroeconomiche del Governo per il 2022-2024 è positiva, nonostante le prospettive di ulteriore recupero del PIL nei prossimi trimestri siano legate all'evoluzione della pandemia e della domanda mondiale e saranno anche influenzate dalle carenze di materiali e componenti e dai forti aumenti dei prezzi dell'energia registrati negli ultimi mesi, nonché dalla fragilità del settore immobiliare e dalle conseguenti tensioni finanziarie in Cina, che potrebbero avere ripercussioni sull'economia mondiale. Vi è dunque una concreta possibilità di recuperare gradualmente normali livelli di apertura nelle attività sociali, culturali e sportive, il che contribuirà a raggiungere il livello di PIL trimestrale pre-crisi entro la metà del prossimo anno. Conseguita questa prima tappa, comincerà la fase di vera e propria espansione economica, che porterà la crescita del PIL e dell'occupazione nettamente al di sopra dei ritmi registrati nell'ultimo decennio. Questa mia relazione, d'ora in poi, sarà focalizzata sulle indicazioni di crescita relative ai settori della cultura, della scuola, dell'università e della ricerca. In prima analisi, è in corso di approvazione definitiva un disegno di legge che semplifica le modalità di accesso all'esercizio di alcune professioni regolamentate. Si tratta delle cosiddette lauree abilitanti, che consentono al neolaureato di poter esercitare la professione senza attendere i tempi del superamento dell'esame di Stato. Nell'ambito dell'alta formazione, alle imprese che sostengono finanziariamente, quindi tramite dotazioni, iniziative formative finalizzate allo sviluppo e all'acquisizione di competenze manageriali, è riconosciuto un contributo sotto forma di credito d'imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, con un'attenzione particolare per le piccole e medie imprese. Al fine di promuovere lo sviluppo e potenziare l'attrattività degli atenei del Mezzogiorno, alle università statali e non statali legalmente riconosciute che non superino i 9.000 iscritti, è attribuito un contributo complessivo di 2 milioni nel 2021. Di conseguenza, le risorse di bilancio verranno in misura crescente indirizzate verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione. Per sostenere la liquidità delle piccole e medie imprese e di quelle che operano nel settore della filiera agricola sono stati rifinanziati gli appositi fondi di bilancio per la concessione di garanzie. Per l'esonero dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali sono stati autorizzati complessivamente 2,7 miliardi nel 2021 e 0,1 miliardi nel 2023, a beneficio di lavoratori autonomi e professionisti nei settori del turismo, degli stabilimenti termali e del commercio, nonché del settore culturale e dello spettacolo e delle imprese delle filiere agricole, della pesca, dell'acquacoltura e delle imprese armatoriali. Con riferimento ai servizi di asili nido, l'obiettivo è quello di assicurare che almeno il 33 per cento della popolazione di bambini residenti ricompresi nella fascia di età da 3 a 36 mesi possa usufruire entro il 2026 del servizio su base locale. Saranno inoltre introdotte misure volte a potenziare il trasporto scolastico di studenti disabili delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Per il settore della scuola, dell'università e della ricerca si rilevano in particolare le misure per contenere il rischio epidemiologico nell'anno scolastico 2021-2022 e per garantirne l'ordinato avvio e assicurare la continuità didattica. Sono state inoltre assegnate risorse per la promozione della ricerca, l'innovazione tecnologica e viene rifinanziato il fondo volto all'arricchimento e all'ampliamento dell'offerta formativa e quello per gli interventi perequativi destinato a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività destinate a potenziare l'offerta formativa extracurriculare, il recupero delle competenze di base e il consolidamento delle discipline. È inoltre previsto un certo numero di riforme settoriali basate su modifiche normative in specifici ambiti o attività economiche per migliorarne il quadro regolatorio, tra cui in particolare una definizione dei criteri ambientali finalizzati agli eventi culturali, insieme con un pacchetto di riforme nel campo dell'istruzione che riguardano, in particolare, le modalità di reclutamento dei docenti e il sistema degli istituti tecnici e professionali, oltre che quello dell'università, con particolare attenzione alle classi di laurea e ai corsi di dottorato. Significativo sarà anche l'impegno - e per questo esprimo particolare soddisfazione - per i lavoratori dello spettacolo. Mi sembra quindi opportuno sottolineare in questa sede che le Commissioni 7 a e 11 a del Senato hanno avviato un ampio esame per il riordino delle disposizioni di legge in materia di spettacolo e degli strumenti in favore dei lavoratori del settore. Per esempio, si istituirà presso il Ministero della cultura il Registro nazionale dei professionisti operanti nel settore dello spettacolo, si amplieranno le competenze dell'Osservatorio dello spettacolo e si demanderà all'INPS l'attivazione di specifici servizi proprio per i lavoratori dello spettacolo. Infine, nella NADEF è ben riportato che viene istituito il Fondo italiano per la scienza, con una dotazione di 50 milioni nel 2021 e 250 milioni annui a decorrere dal 2022, per promuovere lo sviluppo della ricerca di base. Mi pare quindi opportuno cogliere l'occasione di tale significativo finanziamento per complimentarmi con il fisico Giorgio Parisi, di recente insignito del premio Nobel (Applausi) , un evento straordinario se consideriamo che dopo sessantadue anni è la prima volta che l'ambito premio viene assegnato ad un italiano che ha svolto la maggior parte del suo lavoro in Italia. (Applausi) . Cito quindi questo aumento di finanziamenti per la scienza, affinché possa davvero essere non solo una bella notizia, ma con l'auspicio che, insieme all'assegnazione di questo straordinario Nobel, possa contribuire a migliorare effettivamente e una volta per tutte la situazione della ricerca in Italia che ha tanto bisogno di essere sostenuta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Malan. Ne ha facoltà. MALAN (FdI) . Signor Presidente, questa Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, come spesso succede a questo genere di documenti, è molto bella nella presentazione, nella narrazione e nelle previsioni (abbiamo tantissime belle previsioni), ma in quello che possiamo toccare con mano le cose sono assai diverse. I media , che sono schierati quasi tutti in totale acritico supporto al Governo, hanno decantato in particolare lo spettacolare incremento del prodotto interno lordo, stimato al 6 per cento per quest'anno. Dobbiamo vedere se ci si arriverà, ma noi speriamo che sia a questo livello, perché Fratelli d'Italia è innanzitutto a favore dell'Italia, non di questo o di quel Governo; anzi, noi speriamo che sia anche di più del 6 per cento. L'altra cosa che ci viene detta, molto rafforzata dai mezzi di informazione, è che addirittura il debito pubblico scende: un miracolo straordinario, annunciato molte volte nel corso degli anni e mai avvenuto, per la verità, se non molto tempo fa. Pertanto, che avvenga adesso in un periodo così difficile sarebbe veramente un'occasione straordinaria e degna della massima lode per chi l'avesse determinata. Andiamo però a vedere le cose come stanno. Allora, sull'aumento del 6 per cento del prodotto interno lordo c'è un problema: tale aumento - che dobbiamo ancora verificare ma che è previsto - viene dopo una discesa di circa il 9 per cento nel 2020, per cui questo recupero del 6 per cento è parziale. Tra l'altro, il saldo non è il 3 per cento, perché quando si scende del 9 per cento si scende da 100 a 91, e il 6 per cento di 91 non è 6, ma un po' di meno. Pertanto, sempre supponendo che questa previsione sia corretta, siamo ancora a meno 3,6 per cento rispetto a due anni fa. Tra l'altro, la discesa del prodotto interno lordo del 9 per cento l'anno scorso, come sappiamo bene, è sì legata alla questione della pandemia, un fatto indubbiamente al di là del controllo in sé dei Governi, ma guarda caso l'Italia è il Paese che ha avuto il più grande calo di prodotto interno lordo di tutta l'Unione europea. E sì che ci sono ventisette Paesi, alcuni con economie deboli e in situazioni difficili che hanno anch'essi avuto un gran numero di morti, di contagiati e di ricoverati a causa del Covid. Tuttavia, pur essendo tutti coinvolti nella stessa pandemia, l'Italia ha avuto un meno 9 per cento del PIL (secondo alcune valutazioni, meno 8,9 per cento); la Francia, che è il Paese peggiore dopo l'Italia, meno 8,1 per cento, cioè quasi il 1 per cento meglio dell'Italia; la Svezia meno 2,9 per cento; addirittura l'Irlanda è salita del 3 per cento. Si può quindi notare che il rigore straordinario osservato dai precedenti Governi - bisogna dire che nel 2020 non c'era il Governo attuale - si è sicuramente riflettuto in un calo spettacolare del PIL e dunque della ricchezza del Paese, con tante aziende che sono state in difficoltà, altre che hanno chiuso o hanno spostato le loro produzioni, e ci sono stati tantissimi posti di lavoro persi. E questo di fronte a numeri della pandemia che non sono assolutamente migliori di quelli degli altri Paesi, anzi sono spesso peggiori sia per quanto riguarda la mortalità che la letalità. Un secondo aspetto di cui pure si è molto parlato è l'incredibile calo del debito pubblico del 2021. Non sappiamo come finirà il 2021, ma sappiamo come sono andati i primi sette mesi, e questo non da qualche organo di informazione sovversivo di opposizione o chissà cosa, ma dai dati della Banca d'Italia. Tali dati ci dicono che nei primi sette mesi di quest'anno il debito pubblico è aumentato di 152,9 miliardi: è il più grande aumento della storia del nostro Paese; mai c'era stato un aumento così alto in tutta la nostra storia. Nel 2020 ci fu sì un indebitamento di 163 miliardi, ma nei primi sette mesi era stato un po' meno di quello di quest'anno (151 miliardi). Allora come è possibile che si dica che il debito pubblico scende quando è salito più di quanto sia mai cresciuto nella storia d'Italia? È possibile perché si ricorre al rapporto tra il debito pubblico e il PIL e cioè essendoci questa risalita, a seguito della disastrosa caduta dell'anno scorso, in rapporto al prodotto interno lordo previsto ci sarebbe un miglioramento in percentuale. Siccome, però, gli italiani, le aziende e anche lo Stato non pagano le cose che devono pagare in percentuale, ma in euro, diciamo le cifre in euro. Il prodotto interno lordo dovrebbe salire del 6 per cento, che corrisponde a circa 99 miliardi di ricchezza in più rispetto all'anno passato. Sono parecchi in meno rispetto a due anni fa, ma perlomeno rispetto all'anno passato sarebbe un miglioramento. Che dire, però, di questo miglioramento di 99 miliardi quando il debito aumenta di 152,9 miliardi? A me sembra un disastro. Se alla fine dell'anno un imprenditore può dire di aver incassato, con la sua attività, 99.000 euro in più dell'anno scorso - tralasciando il fatto che l'anno scorso è stato disastroso - ma contemporaneamente si è indebitato per 152.900 euro, è un anno disastroso, perché nonostante il miglioramento degli incassi, si è impoverito di 53.900 euro in più rispetto a quello che ha guadagnato. È una situazione davvero preoccupante. Fare i giochini matematici sul rapporto con il PIL è davvero un po' preoccupante, perché si vuol far passare il messaggio che va tutto bene così. Se però è così importante - ed indubbiamente lo è - questo rapporto tra debito e prodotto interno lordo, dobbiamo dire che questo debito, se anche scende - si fa per dire - al 153,6 per cento (queste sono le previsioni) nel corso di quest'anno, due anni fa era al 134, per cui dal 2019 al 2021 avremo un aumento dell'indebitamento del 19 per cento. Voglio ricordare che ci sono stati solo due bienni nella storia d'Italia in cui - in termini percentuali, non in termini assoluti - l'indebitamento è stato maggiore e questi due bienni sono stati il 1918-1920, cioè la Prima guerra mondiale, con tutte le enormi difficoltà che ci sono state dopo (fra cui l'epidemia di spagnola, che fece 100 milioni di morti in tutto il mondo, decisamente molto più del Covid) e il 1940-1942, cioè l'inizio della Seconda guerra mondiale, con tutto quello che ha significato. Questo vuol dire che in tutti gli altri bienni della storia d'Italia c'è stato un andamento migliore. Anche in questo caso, far passare quello presente per un grande momento va bene per i giornali che sostengono il Governo, ma la realtà purtroppo è molto diversa. Non tutto il PIL è buono, perché quando il PIL è prodotto da generose donazioni del Governo, che in qualche caso sono dovute e giuste, quando si tratta di rifondere i danni a coloro le cui attività sono state chiuse per leggi dello Stato va bene, ma quando si parla di erogazioni di carattere assistenziale, come il reddito di cittadinanza, non è che sia tutta salute. Siamo in una situazione in cui le nostre aziende e i singoli lavoratori sono messi in gravi difficoltà da una serie di fattori, come l'aumento enorme del prezzo dell'energia che stiamo registrando in questi mesi e che è destinato a salire ancora. Ebbene, l'aumento dei prezzi dell'energia è legato in modo molto significativo alla decisione politica dell'Unione europea, sostenuta anche da questo Governo, di tagliare ulteriormente le emissioni di anidride carbonica, cosa che ha fatto salire i diritti di emissione, cioè le aziende per poter lavorare devono pagare - è scritto nella stessa relazione che abbiamo sott'occhio - da 24 a 61 euro nelle ultime settimane. Questo vuol dire che le nostre bollette sono destinate ad aumentare ancora. Come si fa a essere concorrenziali in questa situazione? Concludo, Presidente, dicendo che c'è un aspetto che manca del tutto: c'è un grave deficit che preoccupa, che dovrebbe preoccupare tutti nel nostro Paese, che non è solo economico, naturalmente, non riguarda il debito pubblico; parlo del deficit di natalità. (Applausi) . Anno dopo anno, da tredici anni, abbiamo una riduzione delle nascite, e non c'è rimedio perché essa si riflette nel futuro. Quando i nati nel 2020 saranno nell'età feconda, ci saranno meno nati, anche a parità di tasso di fecondità che è del tutto opinabile che resti uguale. È molto grave, e su questo nella Nota di aggiornamento al nostro esame non c'è alcunché, se non un accenno all'assegno unico universale che, come abbiamo già visto, in molti casi riduce sensibilmente quello che ricevono molte famiglie, mentre altre famiglie che nulla avevano continuano a non avere alcunché. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Misiani. Ne ha facoltà. MISIANI (PD) . Signor Presidente, la Nota di aggiornamento contiene due buone notizie che vanno sottolineate, come hanno già fatto tanti colleghi. La prima è che l'economia nel 2021 va meglio delle previsioni: più 6 per cento anziché il 4,5 stimato pochi mesi fa. È un dato positivo che, però, va preso con alcuni elementi di cautela: anzitutto, si tratta di un rimbalzo, perché facciamo più 6 dopo il meno 8,9 del 2020, ed è un rimbalzo che lascia l'Italia un po' più indietro, a fine 2021, rispetto al recupero della zona euro. È una ripresa molto significativa, superiore alle aspettative, ma su cui prospetticamente gravano alcune incognite, giustamente evidenziate nella Nota: prima di tutto, la pandemia, perché i numeri dell'Italia sono positivi sia sul versante dei contagi sia sul fronte della vaccinazione - e questo va ascritto a merito del Governo e della politica di rigore che è stata seguita e che noi abbiamo sostenuto - ma non siamo fuori dall'emergenza. La seconda incognita riguarda il rialzo del prezzo delle materie prime, dell'energia e di molti semilavorati, che sta rallentando la ripresa a livello globale. I numeri che il Fondo monetario internazionale renderà noti nei prossimi giorni evidenzieranno una limatura al ribasso delle prospettive di crescita a livello globale, legate anche a questi fattori. Il terzo punto da guardare con attenzione in una fase di ripresa sono le ferite sociali, aperte e aggravate dalla pandemia, con cui dobbiamo fare i conti. Il 2020 ha registrato un milione di poveri in più e a luglio di quest'anno gli occupati erano ancora inferiori di mezzo milione di unità rispetto al dato pre-Covid di due anni prima, e l'80 per cento di questi posti di lavoro che mancano all'appello sono lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti che hanno cessato l'attività e che non sono stati ancora coinvolti dalla ripresa. La seconda buona notizia - oltre a una crescita migliore delle previsioni - è che i conti pubblici vanno meglio delle aspettative: il deficit al 9,4 anziché all'11,8 è un dato importante sul debito pubblico, che si prevedeva in aumento e a fine 2021 dovrebbe essere invece inferiore al livello del 2020. È proprio questo buon andamento dei conti pubblici che permette al Governo di impostare una manovra espansiva nel triennio, con numeri significativi superiori a un punto di PIL di differenziale programmatico tendenziale, senza chiedere al Parlamento un ulteriore scostamento, cosa che non accadeva da parecchio tempo. Questo, oltretutto - lo sottolineo - programmando nel triennio un indebitamento netto lievemente inferiore a quello che era stato programmato nel DEF di aprile: un dato che naturalmente rafforza la nostra credibilità a livello europeo in una fase di passaggio delicata, in cui si andrà a ridiscutere le regole di coordinamento economico a livello comunitario, ma che comunque va sottolineato in questa discussione. Questa manovra espansiva del Governo che dovrebbe valere in termini netti 22 miliardi nel 2022, 29 nel 2023 e 24 nel 2024, riteniamo debba caratterizzarsi fortemente per un segno di coerenza e complementarietà con gli obiettivi strategici, gli investimenti e le riforme che abbiamo scritto nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. Deve farlo su due versanti. Il primo riguarda la crescita e lo sviluppo del Paese; siamo al più 6 per cento nel 2021, cresceremo in modo consistente anche nel 2022, ma la vera scommessa è imboccare un sentiero di sviluppo molto più sostenuto rispetto alla sostanziale stagnazione che il Paese ha sofferto negli ultimi vent'anni. Credo che le scelte che andremo a fare nella manovra di bilancio devono essere coerenti con l'obiettivo di accelerare ulteriormente questi numeri positivi. Lo possiamo e lo dobbiamo fare sul lato della domanda, stimolando gli investimenti a partire da quelli privati. Questo chiama con sé il tema degli incentivi per l'edilizia sostenibile, a partire dal superbonus che il presidente Draghi si è impegnato a prorogare al 2023, transizione 4.0, un pacchetto di incentivi per gli investimenti delle famiglie e delle imprese di cui noi chiediamo la proroga, ma che io credo debbano essere anche riorganizzati in una prospettiva di medio periodo. La rigenerazione energetica degli edifici, così come la digitalizzazione del settore industriale, è un obiettivo di medio periodo e noi, al di là di quello che faremo per il 2023, dobbiamo dare certezze agli operatori anche di medio periodo iniziando a discutere e decidere che cosa fare dopo il superbonus e dopo transizione 4.0. Dobbiamo stimolare i consumi delle famiglie e questo rende necessaria una riflessione su cosa fare in una fase di ripresa inflazionistica. Il caro energia infatti è un tema che non si fermerà all'ultimo trimestre del 2021 ed è necessario un intervento strutturale di spostamento sulla fiscalità generale degli oneri di sistema. È necessario affrontare il caro energia non solo per la parte più fragile della società che usufruisce del bonus luce e del bonus gas. C'è un problema di ceto medio che va tutelato di fronte alla ripresa dei prezzi dell'energia e dell'inflazione. Dobbiamo farlo anche con l'avvio della riforma fiscale, che riteniamo debba cominciare dall'Irpef e, in particolare, da un taglio del cuneo fiscale, a partire da ciò che va ad aumentare le buste paga dei lavoratori e anche da misure che agevolino i secondi percettori di reddito stimolando l'offerta nel mercato del lavoro. Dobbiamo lavorare per lo sviluppo anche sul versante dell'offerta. Il tema delle politiche industriali è affrontato nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, ma c'è tanto lavoro da fare. Dobbiamo capire chi realizzerà le opere pubbliche in un Paese in cui i grandi soggetti dell'edilizia sono ridotti ai minimi termini. Dobbiamo capire come aiutiamo turismo e commercio a riorganizzarsi dopo le perdite durissime che hanno subito nel 2020. È una ripresa ancora parziale. Dobbiamo sostenere e accompagnare verso la transizione ecologica settori rilevantissimi dell'economia italiana che saranno chiamati a profonde trasformazioni e dobbiamo decidere misure creditizie che vadano al rinnovo del Fondo centrale di garanzia. Dobbiamo però altresì capire come rendere sostenibile per tantissime imprese il servizio di 230 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato che hanno salvato il sistema produttivo italiano, ma che oggi dobbiamo rendere sostenibili per i prossimi anni, evitando di comprimere i margini di investimento. Il secondo versante di organizzazione della manovra riguarda il modello di sviluppo che abbiamo scritto nel PNRR su tre punti: lavoro, welfare e istruzione e ambiente. La riforma degli ammortizzatori sociali è centrale e dobbiamo investire sul welfare e sul sistema dell'istruzione, così come sul Sistema sanitario nazionale, imparando la lezione della pandemia. Il dato tendenziale sul fondo sanitario ci riporta ad un livello inferiore rispetto a quello del 2019 e lo stesso vale per la scuola. Dobbiamo invertire questa tendenza nella manovra e recuperare il gap che ci separa dagli altri Paesi europei. Concludendo, sull'ambiente, oltre alla proroga degli incentivi per gli investimenti green delle famiglie e delle imprese, riteniamo sia necessario un vero e proprio fondo sociale per la conversione ecologica dell'economia. Dobbiamo accompagnare e sostenere le imprese e i lavoratori, che saranno chiamati a sfide formidabili nei prossimi anni, perché la transizione ecologica è una necessità, ci crediamo, ma non sarà un pranzo di gala e la politica economica deve tenerne conto. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Granato. Ne ha facoltà. GRANATO (Misto-l'A.c'è-LPC) . Signor Presidente, è oggi all'esame dell'Assemblea la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, che reca delle previsioni estremamente benauguranti. Vi troviamo infatti la previsione di una crescita del 6 per cento del PIL, che ad aprile sembrava dovesse crescere del 4,5 per cento. La Nota al nostro esame reca però anche una serie di elementi, che ci fanno capire che il quadro idilliaco dipinto dal Governo non sia corrispondente alla verità. Questo quadro ci racconta infatti che il contrasto alla pandemia avviene attraverso la compressione dei diritti dei cittadini, cioè attraverso l'uso del green pass applicato anche alla disciplina del lavoro. Quindi, per poter accedere al luogo di lavoro, addirittura anche in smart working , ci vorrà il green pass , ma anche per accedere alle lezioni universitarie, sia in presenza che a distanza. Siamo ormai arrivati a toccare il fondo dell'irrazionalità e il nodo della questione è essenzialmente il cosiddetto Covid business , che sottrae alla nostra sanità pubblica ben 6,2 miliardi di euro, rispetto ai 7,4 miliardi di euro che vengono investiti per i prossimi anni, secondo quanto riporta la NADEF. Ricordo infatti che 2,8 miliardi di euro serviranno per l'acquisto dei vaccini, 2,5 miliardi di euro per la campagna del commissario Figliuolo, 0,7 miliardi di euro per gli incentivi ai medici vaccinatori e 0,2 miliardi di euro per la ricerca sui nuovi vaccini contro patologie infettive. Quindi presumiamo che sarà un ciclo continuo e che questo Covid business diventerà un affare che si protrarrà per tutto il tempo necessario, affinché le big pharma possano ingrassare con i soldi del nostro debito. Alla sanità ordinaria, per le liste d'attesa, spettano invece solo 400 milioni di euro. Quindi, a fronte di 6,2 miliardi di euro per il Covid business , spettano alla sanità pubblica 400 milioni di euro. Proprio oggi ha chiuso un pronto soccorso a Gioia Tauro, per mancanza di medici. I medici del 118 hanno degli stipendi talmente bassi, che ormai rifiutano quel tipo di incarico e si rivolgono ad altre tipologie di incarichi, tanto che abbiamo le ambulanze demedicalizzate. La sanità in Calabria è un disastro totale, ma l'importante è che ci sia il green pass . È questa la sanatoria di tutti i mali, specialmente per gli amministratori locali, ovvero i Presidenti di Regione e i sindaci, che così non hanno dovuto fare nulla per approntare le misure e i protocolli di sicurezza da associare necessariamente alla pratica vaccinale e a tutte le altre pratiche. Non hanno fatto nulla e si sono totalmente disinteressati al problema, come volevano. L'anno scorso, anche di fronte a tutti gli investimenti fatti per la ripresa della scuola in sicurezza, la loro risposta è stata non fare nulla e contrapporsi anche in maniera pesante al Governo Conte. Le previsioni così idilliache sulla crescita del PIL non riportano alcuna menzione di quanto le restrizioni applicate attraverso il greenpass ai diritti costituzionali dei cittadini incideranno sulla nostra economia reale. Una famiglia normale dovrà scegliere se pagarsi i tamponi oppure andare al ristorante. (Applausi) . Penso che sceglierà di pagarsi i tamponi e non di andare al ristorante. Peraltro, pagarsi i tamponi per evitare vaccini sperimentali potrebbe anche essere un presidio per la propria salute, che consentirebbe di far risparmiare i soldi che vengono investiti e utilizzati per curare i frequenti eventi avversi di cui opportunatamente non parlano mai né questo Governo, né l'informazione mainstream che siamo costretti ad ascoltare tutti i giorni, con toni che rischiano di far scoppiare a breve una guerra civile. Ciò che state facendo è veramente grave, per non dire di quello che avete fatto con l'autonomia differenziata. Avete inserito come collegato al DEF un disegno di legge sull'autonomia differenziata, senza prevedere nulla per colmare il gap territoriale tra il Nord e il Sud. Non è infatti previsto alcun investimento. Leggo che 300 milioni di euro vengono spartiti tra le tratte ferroviarie Salerno-Reggio Calabria, Verona-Padova e Vicenza-Padova nella Nota di aggiornamento del DEF. Alla Salerno-Reggio Calabria arriveranno quindi briciole. (Applausi) . Stiamo lavorando sempre in una sola direzione, ossia alimentare business , privatizzare e favorire forme di discriminazione. Per la scuola, l'università e la ricerca - tutto il comparto istruzione, quindi - sono previsti solo 1,2 miliardi di euro e per il contenimento della pandemia 600 milioni. Le classi di studenti, anche con disabili dentro, scoppiano: ce ne sono addirittura alcune con 32 studenti e un disabile grave. Questi sono fatti che provengono dai territori. È così che vogliamo contenere la pandemia? Queste sono le soluzioni del Governo dei migliori? A questo punto, non ho null'altro da aggiungere. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferro. Ne ha facoltà. FERRO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi e colleghe, può sembrare un paradosso che con l'approvazione della NADEF ci sia qualcuno, come il sottoscritto, che dica che c'è anche un po' da preoccuparsi. L'economia sta andando molto bene, come hanno detto tutti i colleghi, e nella NADEF sono chiari i motivi di questa crescita, che è molto forte, in controtendenza rispetto alle altre economie europee, però dico che un po' ci dobbiamo preoccupare. Non mi dispiaccio del fatto che il rimbalzo del nostro PIL sia positivo, ci mancherebbe, ma dobbiamo pensare che ciò è frutto di un rimbalzo rispetto all'economia del 2019, che aveva avuto perdite ben più gravi rispetto agli altri Paesi europei. Abbiamo quindi l'assoluta necessità di riconoscere che questa crescita è dovuta alla capacità delle nostre imprese di riprendere il lavoro e di conquistare i mercati, specialmente quelli internazionali, aiutata sicuramente dalle manovre espansive adottate a livello nazionale e comunitario. Dobbiamo pensare che questa nostra crescita è dovuta anzitutto alle nostre eccellenze produttive. Quest'anno poi siamo eccellenti in tutto: nello sport abbiamo vinto di tutto, mentre nella scienza ieri ci hanno riconosciuto un Nobel. Dobbiamo essere orgogliosi di questo nostro Paese e di queste nostre eccellenze. (Applausi) . Tornando però alla NADEF, dobbiamo ammettere che la crescita è dovuta anche a circostanze internazionali molto favorevoli, cioè alla politica della BCE, che sta tenendo i tassi di interesse su livelli molto bassi (come non lo sono mai stati), e alle scelte di Bruxelles, che ha sospeso qualsiasi politica di rigore nei bilanci dei singoli Stati attraverso il temporary framework e ha varato il recovery plan , che farà arrivare all'Italia oltre 200 miliardi, che porteremo a terra attraverso il PNRR. Queste sono due precondizioni fondamentali, però - ed ecco i motivi di dubbio - la presente congiuntura favorevole non durerà in eterno; anzi, sembra già che la politica monetaria della BCE possa - anzi, debba - ridurre gradualmente i propri stimoli espansivi. La nostra prima preoccupazione in questo momento dovrebbe essere allora quella di trovare un modo per consolidare la ripresa e per renderla compatibile con la politica di sviluppo, anche ecologico, che nel prossimo futuro sarà un potente fattore di crescita. Con l'approvazione della NADEF, il Governo ci offre una cornice macroeconomica rispetto alla quale sono già indicate le future politiche di bilancio, cioè come si evolverà la tassazione se saranno spesi bene i soldi. Partiamo da alcuni capisaldi chiari: la situazione è migliore di quella prevista la scorsa primavera, la crescita del PIL raggiunge il 6 per cento e il debito si colloca al 153,8 per cento, molto lontano da quel 160 per cento che era un limite pericoloso e preoccupante. L'ambizione è di mantenere una crescita elevata anche per i prossimi due o tre anni, perché solo in questo modo potremo puntare a dare lavoro a quanti lo hanno perso e ai tanti giovani che non l'hanno avuto (si tratta di oltre 3 milioni di cittadini). Se vogliamo arrivare vicini alle percentuali di impiego degli altri Paesi europei, non bastano gli investimenti pubblici, compresi quelli finanziati dall'Europa, ma ci vogliono cambiamenti nel nostro modo di essere, dalla pubblica amministrazione alla giustizia, dalla scuola al mercato del lavoro, alla formazione professionale verso le nuove tecnologie. Ci sono alcune norme che non vengono toccate (presumo per ragioni di maggioranza), ma che secondo noi il Governo nella futura legge di bilancio dovrà chiarire: quota 100, per certi aspetti, e il reddito di cittadinanza. È mai possibile che siano allocati 10 miliardi per il reddito di cittadinanza e 3 per sostenere le imprese in crisi in questo momento? (Applausi) . C'è un tema che emerge e che abbiamo posto anche stamattina nell'audizione con il signor Ministro. Non è che ci preoccupa solo l'aumento del costo energetico; ci preoccupa il costo esponenziale impazzito delle materie prime: non se ne trovano più e le nostre imprese - come dicevo stamattina - rischiano di chiudere e di fermare le commesse, perché non arrivano materie prime. Secondo argomento: non si trova manodopera. Interi settori del nostro Paese, nel terziario e nel turismo, non riescono a offrire servizi di un certo livello, perché non si trova personale. C'è qualcosa, una distonia, tra il Paese reale e quello dipinto in questa NADEF. Facciamo molto affidamento sulla prossima legge di bilancio e sui ventuno disegni di legge collegati alla NADEF, che saranno allegati, perché da lì si capirà seriamente se il Governo avrà intrapreso definitivamente la strada giusta. C'è un cronoprogramma da mal di testa, secondo me, tanti e tali sono gli argomenti: diamo quindi il nostro appoggio al Governo e al presidente Draghi, vera eccellenza del nostro Paese in questo momento, e non stanchiamolo con le nostre sterili polemiche, perché il Paese ha bisogno di un uomo come lui! Ci sono alcune questioni che vanno seguite, approfondite e migliorate. Non è un ossimoro. Quando se ne parla, qualche collega del MoVimento 5 Stelle salta sul tavolo, ma il reddito di cittadinanza non ha funzionato. Il reddito di emergenza è un'altra cosa e siamo i primi da sempre a sostenere chi è in uno stato di bisogno, ci mancherebbe, ma quel sistema non ha funzionato. È una legge chiara: c'è un disegno macroeconomico che, se va avanti così, porta la gente che sta male a stare peggio e quella che sta bene a stare meglio. Se questo è il disegno di società che vogliamo, perché non possiamo toccare i mostri sacri come reddito cittadinanza e quota 100, diciamo fin da subito che non ci stiamo, perché vogliamo una crescita omogenea in tutto il Paese. Signori del Governo, signora relatrice Conzatti - che ringrazio ora, perché non era presente prima, per l'ottimo lavoro fatto - siamo sulla strada giusta. Non mancherà l'appoggio convinto, leale e forte di Forza Italia a tutto ciò che il Governo ci proporrà in linea con quanto la NADEF ci ha illustrato. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Faggi. Ne ha facoltà. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho fatto un esercizio che penso possa servire anche alle poche persone che stanno ad ascoltare. Forse qualcuno l'ha fatto; sicuramente l'avrà fatto la relatrice Conzatti, che ringrazio per il lavoro svolto. Sono tornata indietro e mi sono guardata la NADEF del 2019, perché avevo necessità di riuscire a comprendere anche il documento che ci è stato consegnato dall'Ufficio parlamentare di bilancio e capire come mai nelle diverse pagine che si susseguono - a parte i concetti più volte giustamente ribaditi - la congiuntura dell'economia italiana si fermi a un livello di previsione nel 2022, mentre dopo la situazione dovrà essere valutata piano piano e con i vari passaggi. Leggo brevemente le prime dieci righe della NADEF del 2019, che sono le parole della relazione dell'allora ministro Gualtieri: «Negli ultimi quindici mesi l'Italia ha attraversato una fase complessa, in cui forti turbolenze internazionali si sono assommate ad un'accentuata discontinuità nella politica nazionale e nelle scelte economiche più importanti. Il nuovo Governo si è da poco insediato in un contesto di bassa crescita e persistente disagio sociale. Nonostante le misure importanti adottate negli ultimi tempi, le disuguaglianze all'interno della nostra società restano acute e le sfide che dobbiamo affrontare sono difficili. Ciononostante, la resilienza che l'Italia ha mostrato anche nei momenti più delicati a livello economico, finanziario ed istituzionale fornisce una solida base di partenza (...). In questo contesto, l'Italia può e deve fornire un contributo determinante alla ripresa di un sentiero di sviluppo inclusivo e sostenibile a livello europeo (...). La bassa crescita dell'economia italiana è il portato di problemi strutturali ormai di lunga data». Era il 2019. Se prendiamo l'audizione dei rappresentanti dell'Ufficio parlamentare di bilancio e la leggiamo, ci dice la stessa cosa. L'anno scorso c'era ancora il problema del virus e questo inizia con la campagna vaccinale, che sta dispiegando la propria efficacia. Ciò ha consentito di attuare le restrizioni imposte alle attività produttive. I dati sulla pandemia restano tuttavia molto elevati. Si parla poi di vaccini e si aggiunge che, secondo le stime del Fondo monetario internazionale (FMI), aggiornate lo scorso luglio e che scontano una graduale normalizzazione della pandemia, il prodotto mondiale dovrebbe crescere. Si prosegue parlando degli Stati Uniti, della Cina e della zona euro. Nella stessa identica situazione c'è la NADEF del 2019. Si passa poi al petrolio Brent il cui prezzo, dopo aver registrato un minimo di 16 dollari per barile nell'aprile dello scorso anno, ha recuperato rapidamente, arrivando poco al di sopra degli 80. L'Ufficio parlamentare di bilancio va avanti dunque con la stessa identica metodologia ed è giusto, perché è quella che viene adottata per la validazione di questo documento, che viene poi portato all'attenzione del Parlamento. Quello che però balza agli occhi, se si fanno questi raffronti tra le Note di aggiornamento degli anni precedenti e quella attuale, è una soluzione di continuità di una problematica strutturale del Paese che ci trasciniamo ormai da molti anni. Per quanto possa apparire paradossale, sembrerebbe quasi una sorta di copia-incolla, per cui alla fine, un punto in percentuale in meno, un punto in percentuale in più, lo scenario è esattamente lo stesso. Siamo fermi. Siamo fermi perché non ci sono state le riforme strutturali che sarebbero servite al Paese per arrivare a una NADEF prodromica all'attuazione del bilancio tale da poter dire tranquillamente che la situazione è di un certo tipo, c'è stato un miglioramento e siamo comunque solidi e strutturati, senza dover premettere che è importante fare le riforme (una volta sono 27, una volta 28, una volta 30, una volta c'è un programma di Governo, un'altra volta un altro). Bisognerebbe arrivare a una Nota di aggiornamento senza questo, che dica invece qual è la situazione, quello che è successo nell'anno e fin dove sappiamo di poterci spingere, perché abbiamo realizzato una serie di riforme strutturali che serviranno ad attuare il PNRR cui il collega che mi ha preceduto ha fatto riferimento. Parliamo di tantissimi soldi che stanno arrivando, che saranno fondamentali. Ricordo anche ai colleghi che hanno detto che di questi soldi al Sud arriveranno le briciole, che non arriverà niente nelle isole, mentre anche al Nord non saranno tanto contenti, che si parla comunque di qualche miliardo di euro, frutto di un ammorbidimento da parte dell'Unione europea, che ci ha chiesto se volevamo usare questi fondi: il nostro Paese ha risposto sì, ma abbiamo un elenco di cose da fare. Le riforme che devono essere fatte sono fondamentali: ce ne sono alcune che hanno necessità di correre molto più velocemente di altre, altrimenti, quando sarà ora di usare questi soldi, ci troveremo completamente fermi. Pertanto, al di là delle previsioni - che, badate bene, se leggete, sono del tutto prudenziali - la validazione viene fatta con quattro tipi di modalità: questo è quello che diciamo noi, secondo quello che dite voi, per cui la responsabilità è all'interno del Parlamento e bisogna fare attenzione. Se infatti si legge bene, è una situazione che resta sospesa, per cui dovremmo realizzare quello che non siamo riusciti a fare negli ultimi venti anni, vale a dire darci un'accelerata, uno scatto nel vero senso del termine, nelle riforme che servono, così da mettere in atto la ristrutturazione del Paese; diversamente, la prossima Nota di aggiornamento sarà nella stessa identica situazione e, andando a esaminarla, vedremo che riprenderà gli stessi identici concetti, riproponendo una percentuale un po' su o un po' giù, dando una previsione limitata nel tempo. Questo comporta ovviamente che quelli che sono al di fuori di quest'Aula abbiano un filino di paura, dagli imprenditori al semplice cittadino: l'imprenditore, l'artigiano, quello che ha il negozio che vende il pane, quello che ha il supermercato o il benzinaio si chiedono come sarà la situazione, cosa succederà e quali saranno le riforme. Serve un po' di certezza, non solo nei tempi, ma anche nei contenuti, perché, se non diamo certezza nei contenuti a quelli che stanno fuori, oltre a non capire il perché si rimutuano in continuazione dopo anni, anche se si capisce tranquillamente leggendo... (Il microfono si disattiva automaticamente). PRESIDENTE. C'è stato un errore, ha ancora due minuti a disposizione: prego, senatrice Faggi. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . L'importante in questa situazione è pertanto dare certezze e soprattutto tenere la barra dritta, quando si decide. Abbiamo visto anche tutti gli scostamenti che sono stati fatti e tutte le rateizzazioni, che da una parte non sono serviti a niente, perché, se uno non riesce a lavorare, non è che se gli viene spostata di sei mesi la rateizzazione di una cartella in scadenza, ma non lavora, allora sei mesi dopo può pagarla; se non ha i soldi sei mesi prima e non lavora, non li avrà neanche sei mesi dopo. Quello che allora è importante - è un auspicio, ma ritengo fondamentale che si concretizzi, oltre al contenuto della risoluzione che verrà presentata, con tutto l'elenco della spesa - è che ci siano certezza delle cose e tempi veramente più veloci, per non trovarci nella situazione di avere esattamente rimutuata la stessa cosa, con le stesse identiche parole e con queste semplici oscillazioni di dati, che qui sono stati giustamente evidenziati dai colleghi, ma che non ci danno comunque l'impressione di essere un Paese forte. Dobbiamo essere un Paese forte soprattutto nei fatti all'esterno. Vanno bene queste cose, sono dati, algoritmi e tutto quello che volete, ma dobbiamo fare scelte, anche estremamente dirompenti, che siano però un volano tale da farci arrivare, magari nel 2022, a dire di non aver avuto una grande crescita, ma che non c'è una decrescita, che finalmente la diseguaglianza si è un pochino attenuata, il sistema dei trasporti è migliorato, sono partite le infrastrutture e non si sono arenate nei TAR, non ci sono contenziosi e forse qualcosa si sta muovendo. Forse, poi, la NADEF non sarà più un documento di 130 pagine, ma solo di 50 e potremo intravedere un futuro un po' più certo e magari qualche soluzione definitiva. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, vorrei concentrarmi sui numeri contenuti all'interno di questa Nota di aggiornamento del DEF per quanto riguarda la sanità, il nostro scudo nei confronti dell'emergenza e della pandemia. In questa NADEF si parla di rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e di miglioramento dell'accesso alle cure e di tutto il sistema di prevenzione che riguarda la salute dei cittadini. I numeri di questa NADEF, del Fondo sanitario nazionale, sono di un 7,5 per cento rispetto al PIL nel 2020, che scende al 7,3 nel 2021, per poi scendere ulteriormente al 6,1 negli anni successivi. Nominalmente però la questione per fortuna è un po' diversa, perché partiamo da 123 miliardi nel 2020, saliamo a 129 miliardi nel 2021 per poi assestarci dal 2024 a 124 miliardi. Sono comunque 9 miliardi in più rispetto all'entità del Fondo sanitario nazionale all'avvio di questa legislatura, nel 2018, però è di meno nel rapporto rispetto al PIL. Speriamo che non ci sia poi la flessione successiva al 2022 che vediamo in questa Nota di aggiornamento del DEF, perché negli anni precedenti il rapporto rispetto al PIL era sempre stato intorno al 6,6 per cento, quindi ci auguriamo che anche nei prossimi anni ci sarà un aggiustamento in quella direzione, per non scendere al di sotto di tali livelli. Una flessione è comunque attesa e la auspichiamo tutti, perché per esempio circa 7 miliardi dei 129 spesi in questo 2021 sono destinati a fronteggiare la pandemia, riguardano i vaccini, le spese della struttura commissariale per l'emergenza, i fondi per la somministrazione dei vaccini e l'abbattimento delle liste d'attesa che si sono allungate nel periodo in cui i nostri ospedali hanno dovuto far fronte all'emergenza Covid e non hanno potuto espletare tutte le prestazioni routinarie che avevano sempre fatto. Di fianco ai fondi stanziati all'interno del nostro bilancio, ci sono poi quelli che arriveranno dal PNRR, come i 15 miliardi della missione 6: verranno spesi per cambiare la nostra medicina territoriale e far fronte alle criticità emerse durante la pandemia, ma che io e i miei colleghi in 12 a Commissione avevamo evidenziato già precedentemente e che solo un'emergenza mai vista prima nel nostro Paese e nel mondo è riuscita a far balzare agli onori della cronaca e a rendere evidente a tutti, anche all'interno di quest'Aula. Nel PNRR mancano i fondi per la stabilizzazione di quel personale che abbiamo assunto in emergenza, perché era carente. Nei dieci anni precedenti, infatti, chi era andato in pensione non era mai stato sostituito, perché ci sono limiti e stretture delle norme che impediscono di far fronte alle carenze, come hanno fatto fino ad ora. Ci siamo resi conto che avevamo bisogno di più medici, di più infermieri, di più operatori sanitari e di più personale per tutte le figure delle professioni sanitarie. Li abbiamo assunti, ma in forma precaria, e per il futuro dobbiamo fare in modo che ci sia una valorizzazione dell'esperienza di questi precari, perché hanno acquisito competenze, conoscenze e professionalità sul campo e non possiamo dimenticarcene da domani, quando speriamo che l'emergenza Covid sia finita. (Applausi) . Stavo dicendo che il PNRR prevede la riforma della medicina territoriale, perché tutti abbiamo visto che è mancata in tantissime Regioni la figura del primo contatto per i cittadini sul territorio. Ci sono state difficoltà nel rapporto con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta, criticità che non abbiamo evidenziato solo noi, ma che sono emerse da tutti gli approfondimenti fatti. Anche un recente rapporto della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome evidenzia infatti come in parte siano stati l'anello debole della catena e che quindi vanno rivisti la loro forma di lavoro e il loro rapporto di collaborazione col Servizio sanitario nazionale. (Applausi) . Vanno inquadrati diversamente: valutiamo come e quale sia il modo migliore, ma bisogna sicuramente cambiare qualcosa, perché qualcosa certamente non ha funzionato. Da circa un anno la 12 a Commissione sta affrontando un affare assegnato proprio sulla medicina territoriale e su quello che dovrà essere nell'epoca post -Covid. Le criticità che abbiamo evidenziato sono le stesse che penso siano evidenti a tutti, relative alla formazione dei nostri medici - soprattutto di medicina generale - (sempre per tornare al punto precedente) che va migliorata e non può più essere affidata alle Regioni ed essere così diversa da un punto all'altro del nostro territorio, come diversi sono stati le prestazioni e il modo di affrontare la pandemia. Bisogna che anche queste figure abbiano una specializzazione universitaria, che garantisce più uniformità, più qualità e più qualificazione per chi esce da tale formazione. Bisogna che rafforziamo la figura dell'infermiere di famiglia o di comunità, che abbiamo introdotto già l'anno scorso, ma non a sufficienza. Abbiamo visto infatti che, nei territori in cui questa figura già esiste, è molto utile all'insieme della medicina territoriale: riesce a seguire meglio i pazienti a domicilio (cosa che dovremmo fare sempre più nei prossimi anni); riesce a limitare gli accessi dei cosiddetti codici bianchi ai pronto soccorso; riesce quindi a dare una risposta al bisogno di salute dei cittadini. Tale risposta non può essere a macchia di leopardo sul territorio nazionale: quello che ci ha insegnato questa pandemia, che già qualcuno sapeva e cercava di gridare inascoltato, è che la sanità dev'essere uguale dal Piemonte e dalla Valle d'Aosta fino alla Sicilia, perché è inaccettabile che non ci siano le stesse prestazioni e gli stessi bisogni non vengano esauditi dovunque sul nostro territorio. Con i fondi del PNRR e con le risorse che stanzieremo nei prossimi anni dobbiamo fare in modo che tutte queste disuguaglianze vengano annullate e che gli stessi diritti siano esigibili ovunque. (Applausi) . Se rafforziamo la medicina territoriale, non dobbiamo però dimenticare di non poter depauperare gli ospedali, che erano già stati sottodimensionati nel passato, perché bisognava potenziare la medicina territoriale. Quest'ultima non era stata potenziata dappertutto e, adesso che lo faremo, non cerchiamo però di fare risparmi sempre utilizzando la sanità quasi fosse un bancomat come in passato, riducendo ancora le prestazioni ospedaliere, perché sono già al livello minimo. Cerchiamo quindi di non sbilanciare dall'altra parte il nostro sistema sanitario. Non dimentichiamo una cosa importante, accaduta durante questa pandemia: mi riferisco al bisogno di far fronte anche alle esigenze della salute mentale. Non posso dimenticare quello che mi ha detto una collega ieri, riguardo all'alto tasso di suicidi nella sua città e nella sua Regione, soprattutto tra gli adolescenti. Abbiamo svolto un affare assegnato con la 7 a Commissione proprio sul modo in cui i giovani e gli adolescenti hanno affrontato la pandemia, come si sono rapportati con la didattica a distanza, e abbiamo visto che i più fragili hanno riportato le conseguenze peggiori. Avevamo già stanziato fondi per un supporto psicologico ai nostri ragazzi, ma nel concreto non si è arrivati ad avere dappertutto figure di supporto ai nostri studenti, quindi vigiliamo e facciamo in modo che le Regioni mettano in pratica le linee di indirizzo impartite dal Parlamento. (Applausi) . Poniamo attenzione non solo per oggi, ma anche per il futuro, perché la fragilità dei nostri giovani l'abbiamo conosciuta oggi, ma ha radici più profonde di quelle venute fuori con il Covid. Un'altra parte importante del puzzle nella medicina di domani sarà l'emergenza-urgenza territoriale. L'anello di raccordo tra la medicina territoriale e i nostri ospedali va rivisto: tutti gli operatori del settore dicono che non funziona e ci sono criticità. Ci stiamo lavorando, ma dobbiamo fare il massimo perché anche questo pezzo del puzzle vada al suo posto e svolga la sua funzione nel migliore dei modi, valorizzando tutte le professionalità che ci lavorano. Quello che è importante, insomma, è la lezione che tutti dovremmo avere imparato da questa pandemia per il futuro. Oggi l'emergenza è stata un'epidemia dovuta a una malattia virale, a un'infezione; domani potrebbero essere invece l'invecchiamento della popolazione e le patologie croniche da fronteggiare e curare, che saranno sempre più diffuse. Lo potremo fare se avremo imparato questa lezione, perché quello che conta sarà essere in ogni modo preparati ad affrontare la futura emergenza, qualunque essa sia. (Applausi) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione. Comunico ai colleghi che sono pervenute alla Presidenza e sono state già stampate e distribuite le proposte di risoluzione n. 1, presentata dai senatori Ciriani e da altri senatori, e n. 2, presentata dai senatori Dell'Olio, Rivolta, Damiani, Manca, Errani, Conzatti e Steger. La relatrice, senatrice Conzatti, non intende intervenire in sede di replica. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo, al quale chiedo di indicare quale proposta di risoluzione intende accettare a nome del Governo. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, a nome del Governo, accetto la proposta di risoluzione n. 2. PRESIDENTE . Il Governo ha quindi dichiarato di accettare la proposta di risoluzione n. 2. Decorre, pertanto, da questo momento il termine di trenta minuti per presentare eventuali emendamenti su tale proposta. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, fortunatamente i numeri di questa Nota di aggiornamento ci riportano un quadro migliore di quello che si prospettava qualche mese fa. Da una parte, il tessuto produttivo ha dato grande prova di resistenza e di resilienza e ha messo in campo una straordinaria voglia di ripartire; dall'altra, bisogna dire che questo Governo ha creato le condizioni affinché ciò accadesse, non solo grazie alla campagna vaccinale e alla saggezza con cui sono state gestite le riaperture, ma anche all'idea di un Governo che infonde fiducia nei cittadini, perché si concentra sulle questioni reali. Sappiamo però che non mancano le incognite. Innanzitutto, spero davvero che l'estensione del green pass ai luoghi di lavoro sia sufficiente per dare il colpo di coda alla campagna vaccinale, raggiungendo quanto prima l'immunità di gregge, e questo anche per tutelare il turismo invernale (a questo proposito, bisogna riflettere sull'accesso a impianti e alberghi da parte dei clienti che hanno il green pass temporaneo da tampone). Vi è poi il problema internazionale delle materie prime, a cominciare dalle forniture energetiche. Gli interventi previsti dal Governo affrontano la questione, ma è evidente che ci sarà comunque un contraccolpo sulle famiglie e sulle imprese. C'è anche il problema legato alla crescita dell'inflazione, collegato sia alla questione delle materie prime, sia al rimbalzo economico internazionale. È importante quindi che queste problematiche vengano affrontate per proteggere la crescita del PIL. Un'altra questione a cavallo tra presente e programmazione è il tema occupazionale. Siamo in uno strano paradosso: da una parte, segniamo livelli di crescita per la prima volta sopra la media europea; dall'altro, si perdono posti di lavoro; da un altro ancora, c'è una difficoltà a reperire lavoratori qualificati nei servizi, nell'artigianato e in altri settori. Il tasso di occupazione italiano nel 2019 si aggirava intorno al 63 per cento, in Francia al 72 e in Germania all'81, poi la pandemia ha messo a nudo tutti i ritardi e i limiti del nostro mercato del lavoro. Il tasso di occupazione basso è quindi una delle radici del problema della poca crescita negli ultimi vent'anni, mentre l'altra è rappresentata dai limiti del nostro mercato del lavoro. Occorre, quindi, una riforma che nel contesto di un rafforzamento degli ammortizzatori sociali renda più dinamico l'incontro tra domanda e offerta. Al contempo, occorre un massiccio intervento sulle politiche attive, su una formazione davvero connessa con il mondo del lavoro, e su politiche di conciliazione famiglia e lavoro efficaci. Ancora, occorre altresì una nuova politica per il rimpatrio dei giovani che vivono all'estero, partendo dagli ambiti accademici ma abbracciando tutte quelle professionalità di cui oggi avvertiamo carenza. Sulla programmazione questa Nota di aggiornamento pone l'accento sulle politiche fino al 2024, e tuttavia bisogna lavorare fin da adesso anche sul dopo, come creare, cioè, le condizioni per tenere assieme crescita e politiche di bilancio. Il nostro debito pubblico, cresciuto a dismisura durante la pandemia, rischia di non essere interamente sostenibile quando verranno meno tassi di interesse così bassi e l'ombrello della BCE. È vero, come ha ricordato il Ministro, che il 2022 è l'anno del picco del rapporto debito-PIL e che poi comincerà la fase di decantazione, ma il tema è come creare condizioni interne liberate il più possibile dalle variabili internazionali, affinché dopo il 2024 l'Italia non torni a una crescita inferiore alla media UE e torni, invece, a una stagione di bilanci e avanzi primari. Meno debito, in effetti, vuol dire più autonomia per l'Italia a definire le proprie politiche di bilancio e politiche economiche in generale. Qui c'entrano naturalmente le politiche strutturali: dalla riforma della giustizia, dopo la legge delega, a quella del fisco alle semplificazioni a quella del mercato del lavoro, e c'entra naturalmente il modo con cui sapremo spendere le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, individuando progetti che mettano l'accento sul famoso moltiplicatore. C'entra molto anche la capacità di investire sulla ricerca e sullo sviluppo, come ha ricordato ieri il premio Nobel alla fisica Giorgio Parisi. In conclusione, Presidente, penso che siamo sulla strada giusta, che abbiamo un quadro decisamente migliore di quello che si prospettava un anno fa; possiamo, poi, discutere di elementi di contesto - ad esempio, credo che la reintroduzione del cashback non sia una priorità e che sul 110 per cento bisogna sfoltire le norme e dilatare i tempi di rendicontazione e di consegna d'opera per contrattare la lievitazione dei costi di intervento - ma quello che più conta è lavorare sulla prospettiva, sulla rimozione degli elementi che hanno fatto dell'Italia il Paese con la crescita più bassa degli ultimi venticinque anni tra i grandi Paesi occidentali. È con questi auspici che annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo. (Applausi) . CONZATTI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanze è il secondo documento importante di programmazione economica che registra decisi miglioramenti della nostra economia, sicuramente dettati dalla ripresa delle attività, resa possibile - lo ribadisco - dalla rimozione delle restrizioni sociali e dalla grande consapevolezza, dimostrata dalla maggioranza degli italiani, rispetto alla vaccinazione e all'utilizzo del green pass . Questi sono veramente i presupposti sulla base dei quali l'economia può riprendere ed essere rispondente alle previsioni che la NADEF riporta a tutti noi. Il sostegno economico non è mancato a partire dal 2020 ed è stato via via crescente e più mirato alla crescita, e la NADEF lo conferma: c'è stato un rimbalzo deciso di 1,2 punti percentuali del PIL, che si attesta nella Nota al 6 per cento. Certo, come ho sentito in quest'Aula, è un rimbalzo che va sicuramente stabilizzato e mantenuto a tassi molto elevati e di sicuro non abbiamo recuperato la totalità della perdita dell'8,9 per cento del PIL dovuta alla pandemia, ma la recupereremo nell'arco di ulteriori pochi mesi. Non sono d'accordo con chi dice che la crescita è basata unicamente sull'indebitamento netto; essa si basa su un sistema complesso e proprio l'uscita da questa crisi lo dimostra. Sul lato dell'offerta lo dimostra la resilienza mostrata dall'economia nei settori dei servizi, dell'industria e delle costruzioni, sicuramente sospinta dalla misura del 110 per cento che, come annunciato, verrà prorogata, anche se non resa strutturale. Lo dimostra altresì anche il supporto dal lato dei consumi; le famiglie e le imprese hanno reagito molto bene, mettendo a disposizione il loro tasso di risparmio accumulato durante la pandemia, e le imprese, nel settore pubblico e nel settore privato, supportando la crescita economica con una grande propensione agli investimenti. Non dobbiamo dimenticare che molta parte degli investimenti è finanziata con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La metà degli investimenti previsti al 2024 sarà finanziata dal Piano di ripresa e resilienza. Questo ci obbliga a una riflessione sull'importanza strategica dell'effettiva, completa, totale ed efficace realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza perché la NADEF poggia e scommette sulla crescita del PIL come chiave per risolvere la crisi e riportare anche l'indebitamento verso l'obiettivo di medio termine. Certo, ci sono altri fattori di rischio; uno fra tutti, vale la pena sottolinearlo, è stato il tema del rincaro delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti, ma anche e soprattutto del settore energetico, con particolare riferimento al gas. Nelle previsioni della NADEF l'inflazione ha un rialzo nei primi tre mesi all'1,2 e, su base annua, all'1,5 per cento e noi prevediamo sia temporanea, non definitiva. Per far sì però che tali previsioni siano reali, servono immediate e tempestive soluzioni europee. Leggevo poco fa la dichiarazione del presidente Draghi rispetto a un centro di stoccaggio europeo del gas; mi sembra che tali soluzioni vadano nella direzione giusta per tutelare l'Europa nel suo complesso. Il quadro macroeconomico tendenziale quindi, a misure invariate, migliora sul lato PIL e dell'indebitamento netto che si ripropone su un percorso di riduzione fino ad arrivare sul lato tendenziale al 2,1 per cento nel 2024. Di conseguenza anche il rapporto debito-PIL si riporta più velocemente di quanto previsto nella NADEF su un percorso di riduzione che lo vede ai livelli pre-crisi, a partire dal 2030. Il quadro macroeconomico e di finanza pubblica programmatico è interessante perché ci dà il respiro verso il futuro. Da questo punto di vista è molto chiaro che i prossimi due anni continueranno a essere supportati da una politica espansiva capace di dare il giusto supporto a famiglie, imprese e al volano del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che essendo noi soggetti ad obblighi che torneranno in vigore a livello europeo, ovviamente in modo diverso rispetto a quelli che conosciamo sul Patto di stabilità e crescita, dovranno riportarci politiche più neutre a partire dal 2024 e, dagli anni successivi, a una maggiore attenzione sulla riduzione del rapporto debito PIL e sulla generazione di avanzi primari. Sul fronte degli avanzi primari mi preme dire che è vero che bisogna tenere sotto controllo la spesa corrente, che dovrà esserlo in rapporto ai nuovi investimenti che genereremo con il Piano nazionale di ripresa e resilienza che dovranno essere a loro volta sostenuti. Sul lato delle entrate, vorrei poi rilevare un aumento delle entrate grazie alla lotta all'evasione fiscale. Su questo punto mi piacerebbe sottolineare che la vera lotta all'evasione fiscale è il sommerso; la finalità non dovrebbe essere il gettito, perché avere come finalità il gettito vuol dire colpire l'emerso. È troppo facile controllare l'emerso. Sicuramente va fatto, la compliance deve essere migliorata, ma la vera sfida dell'Italia sul lato dell'evasione è un intelligence sul sommerso, mettendo risparmi di imposta anche a disposizione di una pressione fiscale più bassa. Sul lato del deficit mi preme dire che il deficit programmatico è maggiore di quello tendenziale di oltre un punto percentuale su tutto il prossimo triennio e che questo maggior deficit verrà messo a disposizione di nuove politiche che disegneremo nella prossima legge di bilancio e che già nella risoluzione che ci apprestiamo ad approvare sono tratteggiate. È sicuramente un momento complicato per l'Italia. Il nostro voto a supporto della NADEF è sicuramente e convintamente positivo, perché siamo convinti che la spinta favorevole delle politiche monetarie e finanziarie, la riattivazione dell'ottimismo dei consumi e anche la grandissima opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza costituiscano sicuramente un fattore positivo. Come però ha osservato l'Ufficio parlamentare di bilancio, che ha validato il quadro macroeconomico per il 2021 e il 2022, non vanno dimenticati i rischi. Da parte della Commissione bilancio, dell'Assemblea e del Governo deve esserci un attento monitoraggio dei rischi, perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza costituisce la vera, unica e ultima grande occasione dell'Italia e non possiamo assolutamente permetterci di sbagliare l'applicazione, l'implementazione e la realizzazione delle opere, delle riforme e del progetto politico di riassorbimento delle disuguaglianze previsto nel PNRR. Signor Presidente, credo che servano delle precondizioni sociali. Il clima di stabilità nazionale ed europeo in questo senso aiuta, credo però ci sia la necessità di un buon Governo, saggio e lungimirante, e che ci sia anche la necessità di un fortissimo radicamento europeo. Siamo nel solco di un progetto che non riguarda solo noi, ma che è molto più ampio e che la Conferenza sul futuro dell'Europa sta delineando. Questa è la direzione verso la quale l'Italia deve guardare, per tornare ad essere veramente forte e noi tutti godere del benessere di cui abbiamo avuto conoscenza in altre fasi della nostra vita. Signor Presidente, il nostro voto sarà pertanto favorevole. (Applausi) . CALANDRINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALANDRINI (FdI) . Signor Presidente, desidero iniziare il mio intervento annunciando, come ha già fatto il senatore Ciriani, il nostro emendamento alla proposta di risoluzione n. 2, accettata dal Governo, a proposito della revisione degli estimi catastali. Proponiamo dunque di modificare questa proposta di risoluzione, perché dopo ciò che è accaduto in queste ultime ore, con la mancata presenza dei rappresentanti della Lega in Consiglio dei ministri e con le dichiarazioni molto importanti di alcuni leader politici, pensavamo che la proposta di risoluzione odierna contenesse qualche ulteriore approfondimento rispetto alla revisione degli estimi. Invece, purtroppo, nulla troviamo in riferimento a questo tema e quindi ci siamo proposti, come forza di opposizione, sempre in modo propositivo, di chiarire bene questo aspetto legato agli estimi catastali. Quindi, immaginiamo e auspichiamo ci possa essere, in qualche modo, un riscontro positivo dopo che sarà ufficiale la presenza di questo nostro emendamento alla proposta di risoluzione. Signor Presidente, oltre a questo vogliamo stigmatizzare il consueto atteggiamento del Governo e della maggioranza in riferimento ai modi e ai tempi per approfondire questi temi, che sono sempre molto risicati, così come ha detto il mio collega, senatore De Bertoldi. Ho sentito anche i colleghi della Lega che hanno stigmatizzato questo atteggiamento del Governo, che riscontriamo sempre, per quanto riguarda i tempi. Voglio infatti ricordare che solo questa mattina il ministro Franco è venuto in Commissione, in audizione, a renderci edotti della NADEF e dopo qualche ora siamo già qui, in Assemblea, per l'approvazione del documento. Constatiamo quindi, con molto rammarico, il ruolo sempre più marginale del Parlamento, che viene ridotto ad un'appendice del Governo, quando invece dovremmo essere in una Repubblica parlamentare, in cui il Parlamento è sovrano, in quanto espressione del popolo. Venendo ai contenuti della Nota al nostro esame, non possiamo non notare i toni entusiastici che ha usato il Governo e che troviamo anche nella relazione del relatore. Leggiamo di un PIL in aumento del 6 per cento su base annuale, del 7,6 per cento su base nominale e una previsione più rosea addirittura rispetto al 5,6 per cento. Leggiamo anche del prodotto interno lordo in netta crescita fino al 2024, quando si attesterà all'1,9 per cento. Ancora, il calo del deficit passa dall'11,8 stimato al 9,4 e l'indebitamento netto è in calo, fino ad arrivare al 2,1 per cento entro il 2024. Insomma, sembra siano tutte rose e fiori in questo momento, peccato però che questi numeri si scontrino con una diversa realtà che riscontriamo sul territorio. La verità è che negli ultimi due anni il debito netto è aumentato di circa 20 punti percentuali e oggi ci stiamo solo sforzando di non mandare l'Italia al collasso. Quel che più ci dispiace constatare è che i numeri di cui oggi vi vantate sono solo il sintomo di una ripresa che arriva in ritardo e non per meriti vostri, ma per la forza del popolo italiano, che non è abituato ad arrendersi nonostante voi l'abbiate abbandonato a se stesso. Queste vostre previsioni ottimistiche nascondono il fatto che se siamo in questa situazione è per colpa dei Governi che negli ultimi due anni hanno gestito l'emergenza e sprecato miliardi in mancette e prebende, in spregio alle vere e reali esigenze del Paese. Questo spreco di denaro non è una tesi inventata da Fratelli d'Italia. Persino il Capo dello Stato ha richiamato le Camere a un ricorso più razionale e disciplinato alla decretazione di urgenza e al rispetto dei limiti di contenuto dei provvedimenti emanati. Tradotto in parole povere, viene messo nero su bianco quello che Fratelli d'Italia denuncia da sempre. In tutti i provvedimenti emergenziali adottati negli ultimi anni sono stati inseriti commi e misure che con l'emergenza Covid nulla avevano a che fare e finanziati con risorse in deficit . Si tratta dello stesso debito che oggi voi vi vantate di ridurre (e meno male, ci verrebbe da dire). Va anche ricordato che le vostre previsioni ottimistiche sono legate all'attuazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che si basa su riforme di cui conosciamo ancora poco e quel poco di cui siamo a conoscenza non ci fa sicuramente dormire sonni tranquilli. Pensiamo alla riforma del fisco, sulla quale ci pare di capire che state già litigando, tanto per cambiare. Abbiamo denunciato come dietro questa riforma si nasconda una profonda revisione del sistema catastale, volto ad aumentare le tasse sulla casa (l'emendamento che presentiamo va proprio in questa direzione), anche se ieri il presidente Draghi ci ha rassicurato dicendo che il contribuente non si accorgerà di nulla. Ce lo auguriamo convintamente. Abbiamo sentore che dietro le vostre belle parole e previsioni ottimistiche si nasconda il vuoto totale. Parlate di ridurre l'Irpef e le tasse sul lavoro, ma ieri la Corte dei conti ci ha detto in audizione che non ci sono le risorse per farlo. Basate tutto sull'utilizzo delle risorse del PNRR, ma di fatto ancora non ci sono gli strumenti che consentono al Piano nazionale di ripresa e resilienza di essere efficace ed efficiente. Dite che la ripresa è dovuta anche all'incremento della campagna vaccinale, ma dimenticate di mettere in sicurezza quei luoghi dove il contagio è più facile, con o senza vaccino, tipo i mezzi di trasporto pubblico o le scuole. Vi vantate di un'occupazione che aumenta, senza tener conto del fatto che si tratta di contratti a termine e di dati inferiori al periodo pre-pandemico. A proposito di lavoro, continuate a difendere questo benedetto reddito di cittadinanza, che di posti di lavoro ne ha creati ben pochi rispetto alle vostre stesse aspettative. In pratica, fate solo tanta confusione quando gli italiani vi chiedono fatti e concretezza. Proviamo ancora una volta a chiedere interventi concreti e veritieri per le famiglie e le imprese italiane. Con la risoluzione di oggi chiediamo al Governo di impegnarsi a varare una riforma fiscale che riduca veramente gli oneri che gravano su imprese e famiglie. Pensiamo, in particolare, al cuneo fiscale, visto che le tasse sul lavoro rappresentano il maggior ostacolo alle assunzioni da parte delle aziende italiane. Non c'è niente di impossibile, basta eliminare il reddito di cittadinanza che vale miliardi di euro l'anno e utilizzare le risorse liberate per finanziare una vera e significativa riduzione del costo del lavoro. Chiediamo anche di non includere nella delega fiscale - come ho già anticipato - la revisione degli estimi catastali e nessuna altra misura che si possa tradurre in un prelievo legato ai beni immobili, in un momento storico così grave di crisi economica per lo Stato nazionale. Vorremmo che questo Governo iniziasse finalmente a finanziare le politiche attive sul lavoro, superando il decreto dignità e assumendo delle misure che vadano nella direzione del principio "più assumi e meno paghi". Chiediamo anche nuove misure a tutela dei lavoratori autonomi, a completamento di quelle recentemente emanate e fortemente volute dal nostro Gruppo parlamentare. Infine, dal Governo pretendiamo interventi concreti - come diceva il collega Malan prima di me - per ridurre il costo dell'energia, affinché non gravi sulle famiglie, viste le recenti notizie che annunciano forti rincari sulle bollette. Su questi punti e sugli altri contenuti nella nostra proposta di risoluzione, che per ragioni di tempo evidentemente non cito, Governo e maggioranza possono contare sul pieno appoggio del nostro Gruppo parlamentare. Per questi motivi, il voto di Fratelli d'Italia sulla proposta di risoluzione accettata dal Governo sarà un voto contrario. (Applausi) . MANCA (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, affrontiamo oggi uno dei passaggi più importanti del ciclo di bilancio. Come sappiamo bene, la NADEF descrive la situazione economica e di finanza pubblica e fissa i paletti dell'azione programmatica dell'Esecutivo, a partire dalla legge di bilancio. I colleghi Misiani, Collina e Fedeli hanno già indicato diverse proposte del Partito Democratico verso la predisposizione della legge di bilancio, ma anche misure importanti per contrastare le incertezze possibili che possono rallentare o frenare il quadro di crescita economica che la NADEF ha validato. Dunque non le riprendo, ma senza dubbio la proroga dei bonus energetici per favorire il sostegno alla ripresa e alla ripartenza del comparto delle costruzioni e dell'edilizia è un elemento fondamentale per sostenere la transizione ecologica sostenibile e per metterci nelle condizioni di realizzare una conversione in chiave ecologica della nostra economia. La riduzione delle emissioni in atmosfera è una componente essenziale per far tornare i conti anche di un saldo ambientale positivo, necessario per sostenere la nuova crescita. Ma insieme a questi sono stati evidenziati tanti interventi: misure importanti per contrastare il caro energia, una delle componenti che nella dimensione globale può rallentare la crescita, insieme a diverse proposte di riforma, in modo particolare degli ammortizzatori sociali, così importanti per allineare domanda e offerta. Tuttavia il contesto è positivo. La crescita acquisita nel secondo trimestre è del 4,7 per cento, la crescita prevista e validata dall'Ufficio parlamentare di bilancio nel 2021 è del 6 per cento. Il fabbisogno di cassa della pubblica amministrazione, l'andamento economico, le entrate fiscali, l'andamento dell'occupazione, il costo del debito presentano tutti tendenze migliori rispetto alle aspettative. C'è fiducia nell'Italia; la fiducia cresce e ritorna in modo particolare, in maniera così energica, grazie innanzitutto alle vaccinazioni. Il piano di vaccinazioni si rileva la più importante misura economica per sostenere la crescita. La NADEF, come abbiamo visto, non solo non prevede nuovi scostamenti, per salvaguardare la natura espansiva del bilancio (che si conferma una legge espansiva, favorevole a sostenere la crescita), ma non incorpora nemmeno eventuali nuove possibili restrizioni per effetto di possibili nuove varianti pandemiche. Dunque - lo dico con grande chiarezza e franchezza - la fase politica che abbiamo di fronte non è compatibile con le ambiguità. La fiducia delle famiglie e delle imprese è una componente essenziale per sostenere la ripresa economica. Lo dico con grande franchezza, perché le nostre libertà, in modo particolare quelle alle quali si fa riferimento ogni tanto (dimenticandoci che esiste nel concetto di libertà anche una responsabilità comunitaria nella tenuta e nell'interesse generale del nostro Paese), si realizzeranno solo con l'incremento delle vaccinazioni. È una sfida che riguarda l'Italia, ma anche l'Europa nei confronti dei Paesi meno sviluppati. Il quadro macroeconomico in questo contesto ha una delle incertezze più ampie, cioè il rischio che un terzo della popolazione globale non vaccinata possa introdurre elementi e varianti incompatibili con la tenuta del sistema di protezione che i vaccini rappresentano. Dunque, evocare le libertà individuali senza perseguire una responsabilità comunitaria è un virus da estirpare. Noi lo dobbiamo anche per rilanciare la nostra democrazia, altro che perdere tempo ad accarezzare il consenso con presunti e finti sostegni ad azioni no vax. Questo quadro economico richiede responsabilità, serietà, velocità dell'azione di Governo, capacità di mettere in protezione il Paese, anche di fronte a eventuali ritorni pandemici. Solo così riusciremo a rafforzare il quadro economico e macroeconomico così importante per togliere rabbia e speranza e produrre la certezza di una crescita che sarà certamente inclusiva se sarà nelle condizioni di rimuovere le incrostazioni e gli ostacoli che ci rallentano. Serve la responsabilità e non i no vax o no tax , come qualcuno vuole far emergere. Serve la riforma fiscale per abbassare la pressione fiscale al lavoro, alle famiglie e alle imprese; servono le riforme. Non è la stagione dei no o dei «me ne frego» nei confronti della responsabilità nazionale alla quale siamo chiamati a rispondere. (Applausi) . Questa è la misura e l'identità con la quale il Partito Democratico intende affrontare questa discussione. Sappiamo tutti - lo ha ricordato il Presidente del Consiglio e noi siamo d'accordo - che la sostenibilità del debito pubblico dipende dalla crescita: sarà la crescita economica che determinerà la sostenibilità del nostro debito e la capacità del nostro Paese, come abbiamo visto, ad accrescere le esportazioni, ovvero la capacità di produrre quegli elementi fondamentali e decisivi per creare lavoro. La parola «fiducia» non è vuota o una componente marginale, ma è essenziale anche per rilanciare i consumi interni. Abbiamo visto che durante la fase pandemica sono diminuiti i consumi e sono aumentati i risparmi delle famiglie e delle imprese. Oggi, solo attraverso la fiducia delle famiglie e delle imprese potremo rilanciare gli investimenti, e anche i consumi interni richiedono una misura adeguata a perseverare il concetto di fiducia nel nostro Paese. Il concetto di fiducia si accompagna al concetto di responsabilità nell'azione di una maggioranza e di sostegno al Governo per realizzare le riforme fondamentali finalizzate a cambiare le incrostazioni che rallentano la crescita. Abbiamo sempre detto che per il Governo era importantissimo attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La NADEF incorpora nei saldi di finanza pubblica l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza; individua una possibile crescita inclusiva nella transizione ecologica, digitale e in quella transizione capace di produrre inclusione sociale riformando il pilastro del welfare , rinunciando a ipotetici modelli di sviluppo oggi condannati alla preistoria. Non ci sarà più una crescita possibile lasciando correre sempre più forte chi già corre forte, per poi produrre le risorse necessarie per aiutare chi non ce la fa. La crescita sarà inevitabilmente nuova proprio perché sarà inclusiva. Perché sia così occorre realizzare le riforme strutturali che abbiamo di fronte. Non ci sarà crescita inclusiva se non mettiamo mano subito alla riforma degli ammortizzatori sociali, perché c'è un divario enorme tra domanda e offerta. Dovremo spostare risorse da una forma di ammortizzatore solo assistenziale a una forma di ammortizzatore orientato alla formazione e al reinserimento. (Applausi) . Solo attraverso questo passaggio metteremo questo Paese in condizione di crescere. Il secondo elemento fondamentale è che dobbiamo rimuovere i divari, gli ostacoli e le incrostazioni che tengono l'Italia tra i Paesi nei quali il tasso di disoccupazione giovanile e femminile è sicuramente fuori dai livelli degli Stati che guidano l'Europa. Ridurre i divari e affrontare politiche di genere è essenziale in questo contesto, è decisivo per questa nuova crescita. L'Italia deve tornare ad avere parametri di occupazione giovanile e femminile tra i Paesi più avanzati, perché solo così garantiremo strutture a questa crescita. Insieme a questo, lo dico con grande chiarezza, l'appuntamento più importante, anche per consolidare il nuovo volto dell'Europa, sarà determinato inevitabilmente dalla riforma del Patto di stabilità: lo dico al Governo, lo dobbiamo detto questa mattina al Ministro, dobbiamo prepararci a questo appuntamento. È indispensabile conoscere le priorità dell'Italia per riformare il Patto di stabilità europeo, per condannare alla storia la fase europea dei tagli lineari e per costruire una fase che sostenga gli investimenti, che ci metta nelle condizioni, a prescindere dalle norme europee, di rilanciare gli investimenti, perché la crescita sarà strutturale solo nel rilancio degli investimenti pubblici e privati. Decisiva sarà la riforma del Patto di stabilità. Noi abbiamo fiducia - lo dico con grande chiarezza - nell'azione del Governo Draghi. È per questo che oggi voteremo favorevolmente sul documento in esame; è per questo che abbiamo fiducia nell'Italia, nelle imprese e nelle famiglie italiane e, soprattutto, vogliamo determinare le condizioni per generare speranza e futuro nelle giovani generazioni. (Applausi) . Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,16) ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU-Eco) . Signor Presidente, colleghe, colleghi, signori rappresentanti del Governo, noi voteremo convintamente la risoluzione e ci ritroviamo nel quadro programmatico e nell'analisi proposta dalla NADEF. Vorrei fare alcune considerazioni. Innanzitutto, ci troviamo di fronte ad una robusta crescita, che è andata ben oltre le previsioni del DEF e che ci fornisce un quadro positivo, naturalmente senza trionfalismi e senza sottovalutare i rischi che ancora ci sono. Questo quadro, validato da tutti gli enti e gli osservatori, ci dice probabilmente due cose. Mi soffermo sulla prima. Abbiamo discusso anche tra noi, più volte in questi mesi, sulla strada da intraprendere, sulle scelte fatte in relazione alla gestione della pandemia. Credo che con onestà intellettuale tutti noi oggi possiamo riconoscere che le scelte fatte, prima dal Governo Conte e poi dal Governo Draghi, nella gestione della pandemia si siano rivelate giuste, soprattutto su un punto cruciale: affrontare il problema della messa in sicurezza dal punto di vista sanitario del Paese era la prima e fondamentale azione per la crescita. Così, perfino con il lockdown prima e poi via via con il vaccino e con il green pass abbiamo dato una prospettiva. Se oggi l'indice di fiducia delle famiglie e delle imprese è ai livelli massimi degli ultimi anni, anche rispetto agli anni precedenti alla pandemia, ciò ci dice che in fondo quello che in questo difficile periodo di contrasto alla pandemia abbiamo fatto e, a questo punto vorrei dire, ciò che hanno fatto le istituzioni, lo Stato, le Regioni e gli enti locali, ha dato esiti e frutti positivi. Cari colleghi e colleghe, riconoscerlo senza pregiudizi ideologici è un elemento di valore per tutti noi, per il ruolo delle istituzioni ed anche per il nostro rapporto con i cittadini. Penso, ad esempio, che certe nostre discussioni sul green pass siano state superate dalla realtà e dalla volontà dei cittadini di interpretare questa scelta come una chiave fondamentale - vaccino e green pass - per la libertà tanto invocata. Fatta questa premessa doverosa e di correttezza rispetto all'analisi di questi mesi, vorrei soffermarmi su due punti. Noi col PNRR, con i tassi bassi di interesse sul debito, con le politiche della BCE, abbiamo un'occasione più unica che rara: avviare il processo di cambiamento e di trasformazione del nostro Paese, ma non dobbiamo sottovalutare i rischi, prima di tutto la pandemia. Avrete letto come me, nel materiale che ci hanno offerto i servizi parlamentari, che nei Paesi poveri il tasso di vaccinazione è al 6 per cento. Colleghe e colleghi, nessuno di noi può pensare in modo realistico che gestiamo la pandemia sul piano globale e nei nostri Paesi senza risolvere questo nodo. Questo nodo si risolve in un modo solo: affrontandolo e costruendo un nuovo rapporto delle politiche dell'Europa insieme agli Stati Uniti, in relazione a big pharma , alla produzione di vaccini e alla possibilità di dotare rapidamente questi Paesi dei vaccini. Attenzione: nessuno si potrà sorprendere, se questo trend non si invertisse nei Paesi poveri, del fatto che possa arrivare domani una nuova variante. Il vaccino è decisivo per bloccare le varianti e se non affrontiamo questo tema, non in chiave pauperistica, ma in una chiave vera e strategica di governo della questione, non andremo da nessuna parte. Altro punto centrale è la questione del Patto di stabilità e dell'Europa. Comincia proprio in queste settimane - lo ha annunciato il commissario Gentiloni - la discussione sul tema del nuovo patto di stabilità e delle nuove regole. Io credo che l'Italia, come ebbe la capacità di fare il Governo precedente in relazione alle risorse del PNRR, debba svolgere un ruolo decisivo. Credo che abbiamo le carte in regola e abbiamo anche una personalità, il presidente del Consiglio Draghi, che può davvero metterci nelle condizioni di fare un ragionamento non più solo sulle regole, non più solo sul patto di stabilità in quanto tale, ma sulla possibilità, partendo dal PNRR e dalla scelta nuova fatta in Europa, di renderla strutturale e costruire un nuovo percorso. Ad esempio, se la sfida enorme della transizione ecologica rappresenta il futuro delle prossime generazioni e il futuro dell'Europa, allora questi investimenti non debbono rientrare nei vincoli del futuro patto di stabilità. Questo produrrebbe un'innovazione profonda e una sfida per ciascun Paese. L'altro elemento è quello che ci riguarda. Io rimango convinto che, se il PNRR è una grande opportunità, dobbiamo ancora fare uno sforzo per chiarire, prima di tutto, quali sono la nostra strategia e la nostra politica industriale. Da questo punto di vista confesso che vi sono ancora limiti che considero significativi. Oggi - per esempio - discutiamo giustamente di trovare un modo per gestire l'aumento del costo del metano e dell'energia. Ma la via strategica è quella, anche per l'autonomia del nostro Paese in relazione alla grande questione strategica, di fare rapidamente gli investimenti, in chiave di transizione ecologica, nell'ambito delle energie compatibili. Da questo punto di vista penso che abbiamo bisogno di registrare il dato. Vi sono poi i grandi temi del lavoro e della formazione. Da questo punto di vista non abbiamo bisogno di tornare indietro rispetto a scelte che abbiamo fatto. Io sono convinto che il reddito di cittadinanza sia stato essenziale per reggere una crisi come quella attuale, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di accorciare e correggere il rapporto con le politiche attive e di reinserimento e la parola chiave in questo caso è certamente formazione. Infine, in conclusione, vi è il grande tema - non chiaro - della spesa corrente. Non vorrei che ritornassimo al periodo antecedente la pandemia. Colleghe e colleghi, se noi investiamo, come abbiamo deciso di fare, sulla costruzione - per esempio - della rete degli asili nido, dobbiamo sapere che poi dobbiamo trovare le risorse nella spesa corrente per gestire gli asili nido. Se noi diciamo che la sanità è strategica, come oggi facciamo tutti (eroi e via dicendo) - colleghi, rappresentanti del Governo - possiamo andare avanti ancora con la norma sciocca che prevede una riduzione dell'1,4 per cento sul 2004 della spesa sul personale in sanità? Basta, basta! Con la legge di bilancio dobbiamo risolvere questo problema, e non con rinvii futuri, perché nella sanità il problema del personale è drammatico. Pertanto, investire sulla spesa corrente è un punto strategico. Usciamo dalla logica ragionieristica e costruiamo una strategia. Sulla base di questi ragionamenti, annuncio il voto favorevole del Gruppo sulla proposta di risoluzione n. 2. (Applausi) . DAMIANI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, Sottosegretario, rappresentanti del Governo, colleghi senatori, manifesto sinceramente una certa emozione oggi nell'intervenire in Aula, ma penso ci sia anche un pizzico di orgoglio nazionale nel parlare della Nota di aggiornamento al DEF. Come tutti in quest'Aula stiamo evidenziando, infatti, essa poggia su dati importanti e positivi di crescita che vanno anche oltre le previsioni di qualche mese. Per questo, finalmente sento dentro di me quel pizzico di orgoglio nazionale che vede oggi l'Italia imporsi anche a livello europeo. Finalmente oggi possiamo comunicare ai cittadini e al nostro Paese la sensazione che la ripresa c'è, nei numeri e nei fatti. Ciò che ha permesso questo, quindi gli ingredienti giusti o - come dice lo stesso nostro presidente del Consiglio Draghi - il lievito che oggi finalmente permette all'Italia di vedere la ripresa è stata la campagna vaccinale. Grazie alla campagna vaccinale abbiamo finalmente un Paese che guarda al prossimo futuro e oggi finalmente riparte in tanti settori quali il lavoro, la scuola, il turismo, la cultura e anche il tempo libero degli italiani. E noi di Forza Italia - lo dobbiamo rivendicare e sottolineare - su questo abbiamo tenuto la barra dritta. Abbiamo ritenuto importante la campagna vaccinale dal primo momento, l'unica soluzione per farci uscire dalle sabbie mobili del virus. (Applausi) . Tutela della salute e difesa del lavoro devono procedere di pari passo, ma tutto ciò è possibile soltanto se eleviamo al massimo dei livelli la sicurezza sanitaria del nostro Paese. Quindi, oggi rivendichiamo con coerenza di aver scelto questa linea senza alcun ripensamento, e i dati economici ci danno assolutamente ragione. Due giorni fa il Governatore della Banca d'Italia, e quindi non certo un partito politico, ha certificato la crescita del prodotto interno lordo di quest'anno a un fatidico 6 per cento, ma ha anche detto che questo risultato si realizza e materializza facendo attenzione ai prossimi mesi della campagna vaccinale. Quindi, viene anche qui certificato come oggi la ripresa del Paese e la crescita del PIL siano dovute all'efficacia della campagna vaccinale, a cui questo Governo e soprattutto la nostra linea politica hanno impresso un cambio di passo rispetto al passato. (Applausi) . Questo è importante. È una premessa che ci tenevo a fare e ad evidenziare. Adesso consideriamo qualche dato, come hanno fatto anche altri colleghi: la crescita del PIL sale dal 4,5 al 6 per cento; il rapporto deficit -PIL è stimato al 9,4 per cento, ma si riduce proprio grazie alla crescita del PIL e, a partire dal 2025, tornerà anche sotto il 3 per cento. Il rapporto debito-PIL nel 2021 sarà del 153 per cento; come è stato sottolineato da altri colleghi, precedentemente avevamo il rischio di arrivare al 160 per cento, ma abbiamo fermato questa crescita ed è un punto positivo, un segno del cambio di passo che abbiamo impresso con questo Governo. Nelle audizioni che abbiamo svolto in questi giorni, anche la Corte dei conti ha dichiarato che i miglioramenti sono diffusi e sostanziosi. Crescono la fiducia e la domanda da parte di famiglie e imprese. Tornano a espandersi le attività produttive nei settori privati. È chiaro che c'è una forte crescita del settore delle costruzioni e migliorano anche le stime dei consumi privati, al 5,2 per cento. Ritengo che "fiducia" sia la parola fondamentale: gli italiani oggi tornano a consumare e a investire perché stanno ritrovando la fiducia nel loro Paese. È questa oggi - secondo me - la marcia in più. Ecco perché dobbiamo continuare a trasmettere fiducia agli italiani. Adesso c'è però da compiere ancora un ulteriore balzo in avanti: dobbiamo cercare di rendere strutturale la crescita economica (Applausi) e nella NADEF ciò viene scritto e certificato. Occorre rendere strutturale una crescita che, nel 2024 si dovrebbe attestare all'1,9 per cento, che è un buon livello per un'economia come la nostra, di tipo tradizionale. Ci darà una mano sugli investimenti il Piano nazionale di ripresa e resilienza; ne abbiamo parlato tutti ed è importante per i prossimi anni riuscire a spendere tutte le risorse. Gli investimenti pubblici crescono dal 2,3 per cento del PIL del 2019 al 3,4 per cento del PIL nel 2024. Resta un po' alta in questi anni la disoccupazione, ed ecco perché stiamo dicendo da tempo di rivedere le politiche attive del lavoro. (Applausi) . Va rivisto il reddito di cittadinanza in questo momento, in quella parte che riguarda il flop , ossia la collocazione al lavoro, dove non abbiamo conseguito assolutamente risultati. È importante - lo dico al rappresentante del Governo - mettere mano a questa misura in quella parte che ha dimostrato di fare flop . Inoltre, siamo molto attenti alla pressione fiscale e infatti c'è un miglioramento: dal 41,9 per cento al 41,5 per cento. È quindi una Nota importante e coraggiosa, che fa emergere la volontà del Governo e comprendere qual è la strada che è stata intrapresa per quanto riguarda la crescita. Venendo a qualche cenno sulla manovra finanziaria di prossima stesura, qualcosa emerge già nelle ultime settimane. Viene confermato l'assegno unico per i figli; vengono confermati incentivi all'innovazione e alle imprese. La misura del superbonus del 110 per cento, oggetto di una nostra battaglia, viene prorogata, e quindi anche su questo siamo stati attenti. Chiediamo però ancora di più al Governo, perché vogliamo la stabilizzazione permanente di tutte le misure a favore dell'edilizia, perché sono il motore della crescita del nostro Paese. (Applausi) . Ci sono poi i collegati alla manovra finanziaria, 21 disegni di legge e, tra questi, sappiamo tutti che la battaglia delle battaglie riguarda la delega fiscale. Ieri ci sono stati degli interventi in merito e il Governo ha chiarito diversi aspetti in queste ore, ma tanti altri aspetti dobbiamo ancora approfondire con attenzione. Su questo - voglio dirlo con chiarezza al Governo - terremo la guardia altissima. Il Gruppo parlamentare di Forza Italia nella sua interezza sarà una diga contro l'aumento delle tasse sulla casa. (Applausi) . Su questo non facciamo sconti a nessuno e, quindi, non lo faremo nemmeno al nostro Governo. Nessun aumento sulla casa, perché proprio in questo momento non è possibile farlo. Ricordiamo a tutti che è proprio grazie al presidente Berlusconi, con il Governo di qualche anno fa, che abbiamo abolito l'IMU nel nostro Paese. (Applausi) . La casa è la sicurezza primaria degli italiani ed è frutto di una vita di sacrifici. È la concezione che gli italiani ne hanno ed è per questo che nell'attuale momento particolare, nella crisi pandemica ed economica nella quale ancora ci troviamo, non possiamo assolutamente permetterci di aumentare le tasse. Dobbiamo invece individuare tutti quegli strumenti che servono per liberare risorse da investire nella crescita del Paese. Questo è importante. Fino a pochi mesi fa avevamo un'incertezza assoluta sul futuro, mentre oggi gli italiani ritrovano la fiducia; la ripresa economica si intravede e si vede anche bene, e la dobbiamo rendere strutturale. Oggi dobbiamo incorniciare questo momento importante e soprattutto continuare a dare fiducia agli italiani; ma fiducia che non dobbiamo perdere, ma alimentare con i fatti concreti e, quindi, nella manovra finanziaria inseriremo misure concrete come quella che riguarda il superbonus e tante altre misure per lo sviluppo del Paese. Quella che abbiamo in questo momento, anche per quanto riguarda le riforme per la modernizzazione del Paese, è un'occasione storica che non possiamo perdere ed è per questo motivo che il Parlamento, la nostra classe dirigente, il Governo devono ora farsi trovare pronti. Noi di Forza Italia ci siamo e lo facciamo per il futuro del Paese. (Applausi) . TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. TOSATO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, colleghi e colleghe, sottosegretario Guerra, annuncio fin da subito che il Gruppo Lega voterà a favore della risoluzione presentata dai Capigruppo di maggioranza, perché si riconosce pienamente nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, che dimostra che l'operato del Governo, delle forze di maggioranza e della Lega all'interno della coalizione di Governo porta a risultati sicuramente migliorativi per l'economia del nostro Paese e crea delle opportunità anche per il futuro. È evidente un dato su tutti: ad aprile prevedevamo nel Documento di economia e finanza una crescita del PIL del 4,5 per cento, mentre oggi registriamo una previsione finale del 2021 al 6 per cento. Questa è la dimostrazione che le politiche economiche del Governo funzionano e che la lotta alla pandemia ha successo, è efficace, perché era il primo requisito per far ripartire l'economia, che per noi significa definitivamente stop alle chiusure delle attività economiche e commerciali di tutti coloro che si stanno rimboccando le maniche per ripartire a produrre, a lavorare, a creare ricchezza per il Paese. Credo che risultato principale di questo 6 per cento sia legato non strettamente alle politiche del Governo, ma al merito di tutti quei lavoratori, di tutti quei titolari di attività che hanno patito le chiusure nell'anno passato e che oggi hanno voglia - e lo stanno dimostrando con i fatti, con il loro impegno quotidiano - di risollevare le sorti del Paese. Per noi significa anche stop - ci auguriamo sia definitivo - ai decreti-legge sostegni e ristori, che erano evidentemente necessari, ma che hanno rappresentato una spesa considerevole per le casse dello Stato. Quindi, sì al lavoro, sì alla ripartenza, basta chiusura, basta spesa a debito. Un altro dato importante che fa rilanciare la nostra economia è senza dubbio quello dei tassi di interesse sul debito pubblico che, per quanto cresciuto nell'anno e mezzo passato di 180 miliardi, registra quantomeno un tasso di interesse basso, che ci permette quindi di contenere la spesa del debito complessivo, che rimane - ahimè - pur tuttavia, sulle spalle di tutti gli italiani. Vediamo anche positivamente - è indubbio che ci sia - una crescita di fiducia delle imprese e delle famiglie: aumentano gli investimenti, aumentano i consumi. Sono tutti dati positivi derivati proprio dalla situazione attuale, da quello che stanno facendo il Governo e la maggioranza che lo sostiene, in cui ci sentiamo protagonisti. C'è la grande opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ovviamente è partito con i progetti, ma che non è una certezza per il futuro. Sappiamo che l'Italia è sempre lenta nel portare avanti i progetti e nel realizzarli, a causa della burocrazia e di leggi troppo complesse nel nostro Paese. Quindi, la sfida non è vinta, è davanti a noi. Questi investimenti sono necessari, sono una grande opportunità, ma dobbiamo lavorare perché diventino opere pubbliche, lavoro effettivo per le nostre imprese e opportunità per il nostro Paese. Ci sono altri aspetti positivi che riscontriamo nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza: mi riferisco ad alcuni collegati. Mi stupisco che ancora oggi, nel 2021, ci sia chi gridi allo scandalo rispetto alla presenza di un collegato che si riferisce all'attuazione dell'autonomia differenziata, e non solo perché questo tema ha fatto parte di altri Documenti di economia e finanza di Governi passati, ma soprattutto perché c'è ancora un equivoco su quella che è l'autonomia differenziata. Abbiamo sentito i luoghi comuni di sempre; la lotta dell'egoismo dei ricchi contro i poveri: è una sciocchezza. L'autonomia differenziata può appartenere alle Regioni del Nord come alle Regioni del Sud. (Applausi) . È un'opportunità che si può cogliere o alla quale si può anche non aderire. A me risulta che ci siano Regioni del Nord e del Sud che vogliono intraprendere questo percorso. Un'altra caratteristica dell'autonomia differenziata è che non c'è una sottrazione di risorse da Regione a Regione. L'autonomia differenziata non è una lotta tra Nord e Sud, ma è una richiesta da parte dei territori - potenzialmente tutti - di gestire certi poteri e le risorse che lo Stato già oggi utilizza a livello centrale per erogare quei servizi, trasferendoli alle Regioni. Non c'è sottrazione di risorse nei confronti di un territorio nei confronti di altri, ma si tratta semplicemente della gestione diretta di quelle risorse che oggi gestisce lo Stato a livello centrale con il trasferimento alle Regioni, con le relative competenze. Questo significa libertà e soprattutto responsabilità nella gestione delle risorse. È una sfida in cui noi crediamo. Alcuni territori hanno avviato questo percorso ed è giusto rispettare il voto popolare che in alcuni di essi è stato espresso a stragrande maggioranza, perché è una pietra miliare di democrazia che va rispettata. Mi riferisco in particolare a chi ha voluto dare forza a questo progetto consultando gli elettori che trasversalmente, da destra a sinistra, vi hanno aderito. Questi sono i lati positivi, come anche la delega - ad esempio - per una legge quadro sulla disabilità, a testimoniare anche qui l'impegno della Lega all'interno del Governo e al nostro ministro Erika Stefani, nostra collega al Senato, che ha dato un nuovo slancio al Ministero. Ci sono poi alcuni punti che invece dal nostro punto di vista vanno chiariti e migliorati. Mi riferisco - ad esempio - al reddito di cittadinanza. Partiamo dal presupposto che non si voglia cancellarlo. Va bene, ma va evidentemente corretto perché, così come è strutturato, ha evidenziato dei problemi. (Applausi) . I problemi vanno risolti. Non bisogna essere ideologicamente ciechi di fronte ai problemi che ha creato, né di fronte al fatto che in alcuni territori - come credo un po' in tutta Italia - ci sia stata, soprattutto nel momento della necessità della ripresa, in estate, mancanza di manodopera soprattutto nel settore turistico. Il reddito di cittadinanza deve essere, quindi, uno strumento per creare occupazione, come era originariamente nelle intenzioni del Governo giallo-verde. Questo era il primo obiettivo e dovrà essere utilizzato in via residuale esclusivamente per coloro che effettivamente non avevano possibilità di accedere al mondo del lavoro. Deve ritornare ad essere questo o deve diventarlo perché, così come è, non assolve a tale funzione. Per quanto riguarda il tema dei bonus in edilizia, è evidente che essi non possono durare all'infinito, ma al tempo stesso devono avere delle proroghe adeguate perché completino lo scopo per il quale sono stati varati, come affermato dall'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) e dalle associazioni di categoria. I tempi sono stretti perché in Italia le procedure sono lunghe e farraginose. Tali bonus devono quindi rappresentare un'opportunità almeno per qualche anno per sviluppare tutte le potenzialità che possono far scaturire. C'è poi il tema delle cartelle esattoriali. Grazie alla Lega e alla sua presenza nel Governo, c'è stato un continuo rinvio. Sapete però che la nostra posizione è ben diversa: crediamo nella pace fiscale, nella presa d'atto che buona parte di artigiani e imprenditori non hanno potuto onorare gli impegni non perché non volessero, ma perché non sono stati messi nelle condizioni di farlo. Mi soffermo quindi sul tema della carenza di materie prime. Il ministro Franco, che ha fatto una relazione molto chiara e pulita su tutti i temi, sul punto ha parlato di bolla. Noi siamo preoccupati invece della carenza di materie prime, dei prezzi dell'energia e del fatto che stiamo assistendo un ulteriore cambiamento a livello globale in cui l'Asia si accaparra le materie prime, l'energia che serve al proprio sistema produttivo e l'Europa, l'Italia e l'Occidente in generale rischiano anche da questo punto di vista di subire una concorrenza ancora più evidenziata da tali accaparramenti. Serve competitività al nostro sistema produttivo. Bisogna dare risposta alla nuova emergenza che non pensavamo si sarebbe verificata che invece sta creando gravi danni. Mi soffermo in ultimo sul tema della delega fiscale. Chiariamo sin d'ora che noi rimaniamo la Lega, anche se facciamo parte del Governo e lo sosteniamo. Noi diciamo no all'aumento fiscale e no all'aumento delle tasse sulla casa: che lo presenti Draghi o chicchessia, il nostro sarà sempre un no categorico. È evidente infatti che, se anche vi si dà attuazione nel 2026 e non nell'immediato, sarà responsabilità di chi oggi prende una tale decisione. Noi questa responsabilità non ce la prenderemo, perché vogliamo essere coerenti in ciò che crediamo e in ciò che rappresentiamo. (Applausi) . DELL'OLIO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DELL'OLIO (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, la NADEF di quest'anno mette in fila alcuni elementi che è opportuno inquadrare con la massima onestà intellettuale. Intendo subito entrare nel merito, perché le difficoltà e le sofferenze indotte al Paese dalla pandemia meritano estrema lucidità di analisi. Ritengo che il passaggio fondamentale della NADEF sia quello in cui il Ministro dell'economia dice testualmente: «Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consentirà di coprire le esigenze per le politiche invariate e il rinnovo di svariate misure di rilievo economico e sociale, tra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di garanzia per le PMI, all'efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi. Si interverrà sugli ammortizzatori sociali e sull'alleggerimento del carico fiscale». (Brusìo. Richiami del Presidente) . Che lo si voglia ammettere o meno, parlare di spazi fiscali che permetteranno di rinnovare misure in tema di sanità, efficientamento energetico degli edifici, investimento e innovazione nel Fondo di garanzia per le PMI, significa che il Governo ha capito quanto siano state importanti le misure approvate dal Governo Conte II, con il supporto del MoVimento 5 Stelle, in questi settori. (Applausi) . Non dovrebbe essere necessaria una traduzione, ma a scanso di equivoci faccio notare che, in primo luogo, il richiamo al rinnovo di misure in campo sanitario non fa altro che evocare l'ingente incremento di risorse che, durante i Governi Conte, grazie al Movimento 5 Stelle, sono state destinate alla sanità, dopo il precedente decennio in cui lo stesso Servizio sanitario - come hanno mostrato diverse autorevoli ricerche - è stato definanziato per circa 40 miliardi di euro, soprattutto a causa delle scelte distruttive compiute negli anni dell'allora Governo Renzi. (Applausi) . In secondo luogo, il riferimento alla conferma di misure in relazione al Fondo di garanzia per le PMI non fa altro che richiamare il potenziamento di questo Fondo operato dal Governo Conte II, a partire proprio da marzo 2020. Dati del Ministero dello sviluppo economico alla mano, ad oggi il Fondo ha garantito liquidità al sistema produttivo per oltre 200 miliardi di euro, offrendo una rete di protezione, ma anche di rilancio, indispensabile per far trovare le aziende pronte a sfruttare la ripresa. (Brusìo). PRESIDENTE.Colleghi, non siamo in piazza! C'è l'ultimo intervento in dichiarazione di voto su un argomento importante. C'è un brusìo insopportabile. Prego, senatore Dell'Olio. DELL'OLIO (M5S) . Grazie, signor Presidente. Ancora, il richiamo al rinnovo di misure nel settore dell'efficientamento energetico degli edifici non fa altro che confermare la dirompente efficacia del superbonus del 110 per cento per l'edilizia, una misura ideata e introdotta nel sistema economico dal MoVimento 5 Stelle, per spingere l'edilizia virtuosa, la rigenerazione urbana e il risparmio energetico. Anche in questo caso ci soccorrono i dati inequivocabili forniti dall'Enea: da inizio anno i lavori di edilizia con il superbonus ammessi in detrazione hanno raggiunto i 7,5 miliardi di euro, con un incremento del 3.600 per cento dall'inizio. I cantieri avviati sono arrivati a quota 46.000, con un incremento del 2.700 per cento e, dai dati osservati dall'Osservatorio sul precariato dell'INPS, emerge che tra giugno 2020 e giugno 2021, grazie al superbonus, il settore delle costruzioni ha registrato un aumento di 92.000 posti di lavoro, di cui 52.000 a tempo indeterminato. Mi fermo qui, anche se potrei continuare, giusto per sottolineare come sia opportuna e direi dovuta la decisione da parte del Governo di prorogare il superbonus del 110 per cento. Richiamare inoltre - come fa sempre la NADEF - la conferma di misure relative agli investimenti innovativi evoca chiaramente due misure fortemente targate Movimento 5 Stelle, la prima delle quali è il Piano transizione 4.0, uno dei progetti più massicci di sostegno agli investimenti delle imprese in beni strumentali, innovazione e formazione. La seconda è rappresentata dalla costituzione del Fondo nazionale innovazione, che poi ha dato vita al Fondo sviluppo e startup , che ha determinato un boom di nuove aziende. Come ha certificato "Il Sole 24 Ore" il 10 settembre, nei primi otto mesi del 2021 in Italia sono nate 3.000 startup, con un aumento del 50 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. (Brusìo). PRESIDENTE.Colleghi, devo sospendere la seduta, finché non tornate al vostro posto e non consentite al collega di svolgere l'ultimo intervento? Per cortesia: chi deve discutere, esca dall'Aula e questo vale anche per coloro che colloquiano con il rappresentante del Governo. DELL'OLIO (M5S) . Grazie, signor Presidente. Se posso permettermi una battuta, pare che il Governo dei migliori abbia ampiamente tratto ispirazione dai peggiori e, forse, sempre i peggiori hanno visto molto più lungo di tanti altri precedenti migliori. (Applausi) . Nella NADEF in discussione ci sono altri passaggi che testimoniano quanto sia importante e valida l'eredità del Governo Conte II. A tal proposito, il documento dice testualmente che l'intonazione della politica di bilancio resterà espansiva fino a quando il PIL e l'occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019. Quest'obiettivo è reso possibile da previsioni economiche nettamente migliori del previsto. Un PIL 2021 al 6 per cento rispetto al precedentemente indicato 4,5 è, sì, frutto di un rimbalzo dovuto alla pesante caduta del PIL 2020, ma anche di tutte le misure di protezione e rilancio messe in campo dal Governo Conte II a partire dal marzo 2020. Con i decreti cura Italia, rilancio, agosto e ristori e la legge bilancio 2021, il Governo Conte II ha messo in campo 110 miliardi di euro a beneficio del tessuto sociale ed economico, a cui si aggiungono i 32 miliardi che lo stesso Governo aveva già approvato per finanziare il primo decreto sostegni, poi approvato dall'attuale Governo. In termini pratici, tutto questo (incluse le migliori previsioni di deficit rispetto al PIL, con il passaggio dall'11,8 al 9,4 per cento nel 2021) libera per il prossimo anno uno spazio di manovra espansiva da più di un punto di PIL, per un totale vicino ai 22 miliardi di euro. Si tratta di risorse di fatto lasciate in eredità dal Governo Conte II. Colleghi, la NADEF, letta con onestà intellettuale, contiene passaggi inequivocabili che certificano quanto il Governo Conte II sia stato in grado di far trovare il Paese preparato per la ripresa. E questo è un fatto, con buona pace di chi, negli ultimi difficilissimi diciannove mesi, non ha trovato niente di meglio da fare che chiedere, nell'arco di una manciata di giorni, aperture e poi chiusure di esercizi commerciali; passare da sì green pass a no green pass e far cadere un Governo perché non chiedeva l'attivazione del MES, salvo poi accantonare per sempre lo stesso MES dimostrando, se per caso ce ne fosse stato ancora bisogno, che quell'argomento non corrispondeva a una vera convinzione, ma era solo uno strumento brandito per bieche speculazioni politiche. (Applausi) . Il nostro MES è lei, presidente Draghi: questo diceva un esponente di Italia Viva-P.S.I., non rendendosi nemmeno conto dell'irridente espressione nei confronti dell'attuale Presidente del Consiglio. Il MoVimento 5 Stelle ha cominciato un percorso di cambiamento. Abbiamo sicuramente fatto errori, ma non abbiamo mai smesso di credere alla possibilità di dare una visione al Paese, per l'Italia e per l'Europa. Sostenendo il Governo Conte, siamo riusciti tutti insieme a ottenere dall'Unione europea il Next generation EU, per la prima volta finanziato da un massiccio piano di emissione di debito comune europeo che per noi vale 204 miliardi di euro da qui al 2026. Non dovremmo mai scordare ciò, visto che la stessa Unione europea, ancora ad aprile 2020, aveva proposto come soluzione il combinato disposto delle risorse MES, BEI e Piano Sure. Oggi sappiamo tutti che questo combinato disposto sarebbe stato del tutto insufficiente. Da lì la capacità del Governo Conte II di convincere i partner frugali e più riottosi e il successivo decollo del Next generation EU. Il MoVimento 5 Stelle vuole continuare a fornire soluzioni innovative, come quelle puntualmente confermate nella NADEF. In conclusione, voglio ricordare un'altra proposta che da tempo abbiamo messo sul tavolo. Visto l'enorme successo del super bonus 110 per cento, che poggia sul principio della cedibilità dei relativi crediti d'imposta, da tempo stiamo proponendo l'estensione di questo principio anche ai crediti d'imposta per gli investimenti delle imprese in Transizione 4.0, piano anch'esso apprezzato dalla NADEF e dall'attuale Governo. Lo stesso Governo ha indicato il superbonus 110 per cento e Transizione 4.0 tra i piani di investimento cardine all'interno del PNRR. Se crediamo, come fa la NADEF, che il superbonus stia dando un'incredibile spinta all'economia (al punto da meritare una sacrosanta proroga) e che il Piano di investimenti Transizione 4.0 per le imprese sia fondamentale (al punto da meritare un preciso riferimento all'interno dello stesso documento); se crediamo - come ha fatto l'attuale Governo - che le due misure siano così importanti da meritare un riferimento nel PNRR, allora dobbiamo procedere subito all'estensione in legge di bilancio del meccanismo della cedibilità dei crediti d'imposta Transizione 4.0. Sarebbe una misura in grado di generare ingenti liquidità a beneficio delle imprese, una sorta di superbonus imprese evocato da tutte le principali associazioni imprenditoriali. Non deve essere un dubbio interpretativo di Eurostat o Istat a bloccare una proposta d'investimento che potrebbe mettere l'Italia su quel sentiero di crescita duratura che l'attuale Governo si è dato come obiettivo nella NADEF. Sempre in tema di proposte - per concludere - oggi in audizione il ministro Franco ci ha piacevolmente sorpreso, confermando che il cashback ha prodotto effetti positivi e si è rivelato una misura importante per muovere verso i pagamenti elettronici. Ricordiamo che mesi fa anche il Forum Ambrosetti aveva usato parole lusinghiere, pubblicando un rapporto secondo il quale il cashback genererebbe oltre 9 miliardi e mezzo di euro di benefici fino al 2025, in termini di riduzione di evasione dell'IVA, di maggior gettito e di emersione del sommerso. Eppure, lo stesso ministro Franco a giugno aveva avallato la sospensione della misura. Riteniamo quindi che il Governo e segnatamente il MEF debbano chiarirsi tempestivamente le idee e recuperare con le opportune correzioni il cashback , una misura economica estremamente innovativa ereditata dal Conte II, in grado di sprigionare un elevato potenziale anche per quanto riguarda la digitalizzazione dei rapporti con la pubblica amministrazione. È con questi due ultimi auspici e con la consapevolezza che quanto presenta il NADEF oggi è il frutto di un impegno dei precedenti Governi, che a questo punto non possiamo che ringraziare per l'impegno profuso, che dichiaro il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle. (Applausi) . PRESIDENTE . Sulla proposta di risoluzione n. 2 è stato presentato un emendamento, che invito i presentatori ad illustrare. DE FALCO (Misto) . Signor Presidente, vorrei anzitutto far presente che l'emendamento, firmato da quattordici colleghi oltre me, si prefigge di espungere e di stralciare dalla NADEF l'autonomia differenziata. Ora, di tale materia in quest'Aula oggi abbiamo parlato in quattro o cinque: noi che abbiamo firmato questo emendamento e la Lega. Detta constatazione dovrebbe essere di per sé chiarificatrice. Tutti gli altri hanno parlato di numerelli; tutti gli altri hanno parlato di altri aspetti importantissimi, ma nessuno ha fatto cenno al fatto che l'autonomia differenziata, che tanti qui dentro hanno avversato giustamente - non ci sono le condizioni - viene surrettiziamente infilata all'interno del provvedimento in esame. In conseguenza del collegamento con la manovra di bilancio, sarà difficilissimo per il Parlamento e per ciascuno dei parlamentari emendare questo disegno di legge. Non solo: qualcheduno potrebbe anche ritenere che, essendo collegata a una manovra di bilancio, sia materia sottratta anche al referendum . Questa è la democrazia diretta dei 5 Stelle. In questo modo voi date onore a quello che avete sempre decantato fino a adesso. Complimenti! Bravi! (Applausi) . L'autonomia differenziata, difendete il Sud, "nessuno rimanga indietro": è stato detto dalla Lega nei vari interventi che però non c'è bisogno, perché si compete tutti ad armi pari, partendo a 95 metri su 100. Questa è la differenza. E allora io faccio un ultimo appello. Non vi credo più. Se davvero l'avete dichiarato - la vostra faccia dovrà pur rendere conto a voi stessi e al Paese, prima o poi - votate per questo emendamento. (Commenti) . Mi rivolgo a chi voglio, mi rivolgo all'Aula. Votate questo emendamento, perché si abbia nel Paese una discussione su questa materia. Non è possibile chiuderla in un cassetto e farla approvare di nascosto. Questo state facendo: la state approvando di nascosto. Questo state facendo. E allora cuique suum tribuere , a ciascuno il suo: verrà il giudizio del popolo e dovrete rispondere di questo. Dovrete rispondere di una tale nefandezza. "Nessuno rimanga indietro", dicevate. Ecco, voi volete competere ad armi impari con tutti quanti. Bene: votate l'emendamento, stralciate oggi questo disegno di legge dal collegamento con la manovra di bilancio, perché sia poi fatta una norma specifica ad hoc , un disegno di legge che fissi ad esempio i livelli essenziali delle prestazioni: vi ricordate i LEP? Se ne parlava. Ve li siete dimenticati? Adesso avete bisogno di una merce di scambio con la Lega. Sono gli unici che ne hanno parlato. Avevate bisogno di questa merce di scambio con la Lega. Ci sarebbe da vergognarsi per la grande incoerenza. Mi auguro, comunque, che l'emendamento sia accolto e che sia conseguentemente stralciato dal disegno di legge collegato alla manovra di bilancio il disegno di legge riferito all'autonomia. Presidente, esorto tutti i colleghi che si sono sempre dichiarati contrari a dimostrare adesso, e non domani, la loro coerenza, votando a favore di questo emendamento. (Applausi) . PRESIDENTE . Invito la relatrice e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'emendamento in esame. CONZATTI, relatrice . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 2.1. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello della relatrice. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dal senatore De Falco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della proposta di risoluzione n. 2, presentata dai senatori Dell'Olio, Rivolta, Damiani, Manca, Errani, Conzatti e Steger. Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risulta pertanto preclusa la proposta di risoluzione n. 1. Prima di passare agli auspicati interventi di fine seduta, chiedo al Senato un caloroso applauso per il premio Nobel per la fisica assegnato al professor Parisi. (Applausi) . È l'unico argomento che riesce a unificare a 360 gradi il Parlamento. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno VERDUCCI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VERDUCCI (PD) . Signor Presidente, colleghi, ho chiesto al parola per ricordare la figura umana e politica di Eugenio Duca, scomparso improvvisamente ieri mattina. Eugenio Duca è stato parlamentare, deputato della Repubblica dal 1994 al 2006, in un decennio cruciale per la nostra Repubblica. Fu eletto con i progressisti e poi con L'Ulivo, di cui fu uno dei fondatori. Eugenio è stato soprattutto, per tutta la vita, un militante appassionato del movimento dei lavoratori. Ha cominciato le sue battaglie per il lavoro da lavoratore nelle ferrovie e poi da dirigente sindacale nel settore dei trasporti. Ha cominciato da giovanissimo le sue battaglie per i portuali di Ancona e per il porto di Ancona. È stato la voce dell'anima popolare e operaia della sua città. Il suo legame con Ancona è sempre stato indissolubile. È stato abitante di Torrette, un antico borgo di pescatori, stravolto dalle vicissitudini del Novecento, emblema di contraddizioni e trasformazioni; un quartiere cerniera tra la città, la via Flaminia e la raffineria di Falconara, un quartiere colpito dalla frana del 1982 e pieno di contraddizioni e di bisogni che Eugenio Duca seppe rappresentare, perché seppe rappresentare le fasce sociali che rischiavano di pagare per un modello predatorio e sbagliato di crescita urbana. Voglio qui ricordare le sue battaglie contro la speculazione edilizia. Tutto questo lo rese amato in città e lo portò in Parlamento. Fu sempre un tenace e inquieto militante della Sinistra; fu sempre molto rispettato nel mondo dei trasporti e della portualità per la sua competenza. Signor Presidente, in queste ore moltissimi sono i cittadini che gli stanno tributando omaggio e penso che sia giusto che quest'Assemblea renda merito all'impegno, alla passione politica e alle qualità umane di Eugenio Duca. (Applausi) . MAUTONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MAUTONE (M5S) . Signor Presidente, il mio intervento vuole richiamare l'attenzione sulle aggressioni subite dai candidati e dai portavoce del MoVimento 5 Stelle. Non è questa la politica che vogliono i cittadini e che noi tutti vogliamo. La politica deve essere confronto sui temi, che può essere anche acceso, ma non può essere segnato da atti di violenza, sia fisica che verbale, indipendentemente da chi e a quale forza politica appartenga. (Applausi) . Gli attacchi a candidati e a portavoce del MoVimento 5 Stelle rappresentano un segnale pericoloso di un preoccupante decadimento dell'agone politico e la spia di un clima pesante, quasi di odio e di intolleranza, che pervade spesso le consultazioni elettorali. Ciò che è accaduto a Nardò, ad Afragola, a Piedimonte Matese, a Monteparano, a Battipaglia - e l'elenco è lungo - è molto grave e pericoloso. Ogni forza politica dovrebbe condannarlo in maniera netta (Applausi) e inequivocabile, senza se e senza ma. Piena solidarietà va alle vittime di questi episodi - ribadisco - gravi ed esecrabili. La vera democrazia si fonda sul rispetto delle idee e dei diritti altrui. Attendiamo con fiducia che le Forze dell'ordine completino le indagini e facciano chiarezza sui fatti accaduti. In particolare, alla deputata del MoVimento 5 Stelle di Afragola, Iolanda Di Stasio, che conosco personalmente, ho inviato a nome mio e di tutto il Gruppo MoVimento 5 Stelle del Senato un messaggio sentito di vicinanza e di stima, esprimendole il sostegno e la certezza che quanto avvenuto sarà uno stimolo ulteriore per accrescere la sua forte determinazione e la convinzione di continuare sulla strada intrapresa. Viva la vera politica; abbasso la violenza. (Applausi) . QUARTO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUARTO (M5S) . Signor Presidente, parto dall'applauso che lei ha sollecitato poco fa. È con grande gioia che ieri mattina ho accolto la bellissima notizia del premio Nobel per la fisica a Giorgio Parisi per la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazione nei sistemi fisici da scala atomica a scala planetaria. Giorgio Parisi ha scoperto schemi nascosti in materiali complessi disordinati. Le sue scoperte sono tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi. Esse permettono di comprendere e descrivere molti materiali e fenomeni diversi e apparentemente del tutto casuali, non solo in fisica, ma anche in altri ambiti molto diversi, come la matematica, l'informatica, l'intelligenza artificiale, la mineralogia, la biologia, le neuroscienze e la climatologia. Oltre che essere un importantissimo traguardo personale, rappresenta anche uno straordinario risultato per l'università italiana, per la ricerca nazionale e per l'intero sistema Paese. Condivido con voi questa mia grande felicità per un collega. (Applausi) . Voglio poi condividere con l'Assemblea anche la notizia relativa alla nona edizione della Settimana del pianeta Terra, che si svolge dal 3 al 10 ottobre: «L'Italia alla scoperta delle geoscienze». Le geoscienze sono nella nostra quotidianità e rivestono un ruolo strategico per lo sviluppo sostenibile, a livello economico, sociale e ambientale, del nostro Paese; riguardano risorse idriche, minerarie, energie, dinamica fluviale e costiera, protezione dai rischi geologici e idrogeologici, sicurezza ambientale e salute umana. La settimana del pianeta Terra vuole far conoscere al grande pubblico le geoscienze, attraverso lo straordinario patrimonio geologico, ambientale, naturalistico e culturale del nostro Paese, toccando anche temi diversi: cura e salvaguardia del territorio, tutela dell'ambiente, mutamenti climatici in atto, sviluppo ecosostenibile, transizione ecologica, rischi connessi ai pericoli naturali, turismo culturale sensibile ai valori ambientali. Con questo obiettivo, dal 3 al 10 ottobre 2021, nell'ambito della nona edizione della Settimana del pianeta Terra, si svolgono in Italia tanti geo-eventi: escursioni, passeggiate nei centri urbani, porte aperte nei musei, centri di ricerca, osservatori astronomici, laboratori didattici e sperimentali, esposizioni e mostre; convegni, attività artistiche e musicali. Contiamo di avvicinare qualche futuro Giorgio Parisi. (Applausi) . BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, le pressioni al ribasso del prezzo del latte alla stalla non sono più sostenibili. Le stesse stanno pesantemente colpendo il sistema degli allevamenti italiani, che in questo periodo - come noto - non si è mai risparmiato, soprattutto negli ultimi due anni, per garantire gli approvvigionamenti di cibo e soprattutto di prodotti di qualità. La filiera lattiero-casearia italiana vale 16 miliardi di euro di giro d'affari, con oltre 100.000 addetti al settore. Esiste un notevole divario, però, in questa filiera tra i prezzi all'origine e quelli al consumo. Per quanto riguarda il mercato del latte spot , ad esempio, la quotazione è di circa 41 centesimi; quello sotto contratto, vale a dire quello ritirato quotidianamente dai caseifici per la produzione di latte fresco e formaggio, vale dai 35 ai 37 centesimi al litro. I bilanci 2020 della grande distribuzione organizzata evidenziano un forte recupero di marginalità rispetto all'anno precedente. Gli allevatori, che sono l'anello debole della filiera, avendo uno scarso potere contrattuale, vedono sempre più ridursi i loro profitti; anzi, in molti casi, i costi superano i ricavi. Gli allevamenti sono inoltre sotto pressione a causa dell'aumento dei prezzi dell'alimentazione, dei foraggi, del mais, della soia, e soprattutto per l'aumento dell'energia elettrica, delle materie prime, della logistica e dei trasporti. Nei contratti di fornitura tra la grande distribuzione organizzata, le industrie di trasformazione e gli allevatori devono essere concordati compensi equi, che possano assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, sottraendoli al rischio del fallimento. È assurdo e vergognoso che tre litri di latte valgano quanto una tazzina di caffè. Questo è inaudito. (Applausi) . Il mancato accordo, poi, proprio in questi giorni, sulla firma del protocollo d'intesa al Ministero delle politiche agricole, che coinvolge tutta la filiera del latte, non apre a segnali incoraggianti per il futuro, lasciando il settore in preda a uno stato di sofferenza che va ad alimentare una crisi più ampia e strutturale, in cui stanno affondando i nostri allevatori e produttori di latte. Da quest'Aula il nostro è un grido e un appello forte e immediato, affinché il Ministro delle politiche agricole non attenda ulteriormente, convochi immediatamente il tavolo di filiera e trovi una soluzione adeguata, affinché ogni componente della filiera possa vedere equamente redistribuito il ricavo e, di conseguenza, la marginalità, che per le stalle italiane rappresenterebbe semplicemente l'ancora di sopravvivenza. (Applausi) . RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIPAMONTI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, in questo intervento vorrei solo far presente cosa è successo lunedì scorso nella mia Provincia, al confine col Piemonte, nella zona dell'ovadese, quando una fortissima perturbazione ha causato un'alluvione importante, anzi importantissima, che ha toccato e messo in ginocchio molti Comuni e soprattutto tutta la macchina della Protezione civile, che non si è fermata un secondo. A volte queste previsioni non sono così facili da fare e la forza della natura ci ha dimostrato ancora una volta cosa è capace di fare. Comuni importanti come quello di Savona e meno grandi come quello di Pontinvrea sono stati messi in ginocchio. Oggi il totale dei costi si aggira intorno ai 10 milioni di euro ed è qualcosa di devastante. La Regione si è subito messa in moto, la Protezione civile, i nostri volontari sono stati straordinari. Prima di concludere il mio intervento, signor Presidente, vorrei menzionare due situazioni. La prima riguarda il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, che anche a dieci giorni dalla fine del suo mandato si è immediatamente resa disponibile per fare in modo che tutte le forze in campo fossero messe al loro posto per dare soccorso. La seconda riguarda il Comune di Pontinvrea, che oggi conta 4 milioni di danni (pensate che è un comune con meno di 1.000 abitanti), dove il sindaco, come tutti i sindaci in queste occasioni, si è dato un gran da fare. Purtroppo però a volte capita che ci siano degli incidenti e quest'uomo è rimasto sotto l'acqua dell'alluvione con il trattore ribaltato e ha rischiato di perdere la vita. Vorrei allora fare una riflessione, signor Presidente, non solo rispetto a queste occasioni, ma in generale sui sindaci, che tutte le volte sono in prima linea, tutte le volte dimostrato grande capacità di risolvere i problemi, ma non sono tutelati né dal punto di vista della responsabilità civile, né tanto meno sono garantiti economicamente e questa è una vergogna. Credo che su questo il Parlamento debba fare qualcosa, perché se dopo il Covid ci fosse ancora bisogno di dimostrare quanto i sindaci siano utili per il nostro Paese, in queste occasioni, con quello che è successo a Savona, dimostrano di essere importantissimi. Concludo il mio intervento dicendo che aziende importanti sono state messe in ginocchio, soprattutto nella zona del confine tra il Piemonte e la Liguria; nell'ovadese in un'azienda faunistica venatoria sono morti nell'alluvione circa 5.000 capi. Questo è inaudito e credo che su questo il Governo dovrà porre attenzione nel momento in cui la Regione chiederà lo stato di calamità. (Applausi) . Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 12 ottobre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 12 ottobre, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 18,23). VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Alderisi, Anastasi, Barachini, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Campagna, Cario, Catalfo, Cattaneo, Centinaio, Cerno, De Poli, Di Marzio, Di Piazza, Donno, Evangelista, Ferrazzi, Ferrero, Floridia, Fusco, Galliani, Gallone, Ghedini, Iwobi, Laus, Lorefice, Lunesu, Lupo, Mallegni, Merlo, Messina Assunta Carmela, Moles, Montevecchi, Monti, Napolitano, Nisini, Pichetto Fratin, Pinotti, Pisani Giuseppe, Pittella, Pucciarelli, Rizzotti, Rojc, Ronzulli, Russo, Sbrana, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile, Sudano, Turco, Vaccaro, Vitali e Vono. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Morra, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. È considerata in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, la senatrice Nocerino. Commissioni permanenti, presentazione di relazioni A nome della 14 a Commissione permanente, in data 1° ottobre 2021, il senatore Candiani ha presentato la relazione concernente la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2021 ( Doc . LXXXVII, n. 4 e Doc . LXXXVI, n. 4-A). Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, trasmissione di documenti Il Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, ha trasmesso, in data 30 settembre 2021, la relazione sull'attività svolta dalla Commissione medesima nell'anno 2020 ( Doc . XVI- bis , n. 5). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'interno Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2021, n. 117, recante disposizioni urgenti concernenti modalità operative precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali dell'anno 2021 (2405) (presentato in data 06/10/2021) C.3269 approvato dalla Camera dei deputati. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatore Taricco Mino Disposizioni in materia di elettorato passivo (2403) (presentato in data 30/09/2021); senatore Nannicini Tommaso Norme per il contrasto dello sfruttamento lavorativo e per l'emersione del lavoro nero (2404) (presentato in data 05/10/2021); senatori Pellegrini Marco, Pirro Elisa, Castellone Maria Domenica, Naturale Gisella Disposizioni in materia di demanio armentizio ed istituzione del Parco Nazionale dei Tratturi (2406) (presentato in data 06/10/2021); Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ministro della difesa Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica del Ghana in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto ad Accra il 28 novembre 2019 (2407) (presentato in data 06/10/2021); Presidente del Consiglio dei ministri Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di sede tra la Repubblica italiana e l'Ufficio europeo per il sostegno all'asilo relativo allo stabilimento di un ufficio operativo in Roma, fatto a Roma il 22 novembre 2017, con Dichiarazione interpretativa congiunta fatta a Roma il 1° luglio 2021 e a La Valletta il 13 luglio 2021 (2408) (presentato in data 06/10/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi, Ministro interno Lamorgese ed altri Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2021, n. 117, recante disposizioni urgenti concernenti modalità operative precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali dell'anno 2021 (2405) previ pareri delle Commissioni 3ª (Affari esteri, emigrazione), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali C.3269 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 06/10/2021). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 30/09/2021 la 14ª Commissione permanente Unione europea ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge:"Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020" (2169) (presentato in data 02/04/2021) C.2670 approvato dalla Camera dei deputati. Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro dell'interno, con lettera del 21 settembre 2021, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 - lo schema di decreto ministeriale concernente il riparto dei contributi in favore delle associazioni combattentistiche vigilate dal Ministero dell'interno a valere sulle risorse iscritte nello stato di previsione della spesa del medesimo Ministero per l'anno 2021, nel capitolo 2309 - piano gestionale 1 (n. 310). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 1ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro 20 giorni dall'assegnazione. Il Ministro della difesa, con lettere rispettivamente del 22 e del 28 settembre 2021, ha trasmesso, per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 536, comma 3, lettera b) , del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66: lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 6/2021, relativo all'acquisto di munizioni a guida remota ( Loitering Ammunitions ) per il comparto Forze speciali (n. 311); lo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 11/2021, relativo all'ammodernamento, rinnovamento e potenziamento della capacità nazionale di difesa aerea e missilistica a protezione del territorio nazionale e dell'Alleanza atlantica e a garantire la protezione di teatro alle forze schierate in aree di operazione (n. 312). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, gli schemi di decreto sono deferiti alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà i pareri entro 40 giorni dall'assegnazione. La 5ª Commissione potrà formulare le proprie osservazioni alla 4ª Commissione in tempo utile rispetto al predetto termine. Governo, trasmissione di atti e documenti La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 24 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 settembre 2021, recante l'esercizio di poteri speciali, con condizione, in ordine alla notifica della società Moog Italiana S.r.l., avente ad oggetto la concessione da parte di Moog Italiana S.r.l., società attiva nella produzione di statori, rotori e motori per il Programma F35, di una licenza per utilizzare know-how di produzione, informazioni riservate e altri beni immateriali alla società statunitense Moog Inc. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 4 a e alla 10 a Commissione permanente (Atto n. 964). La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 24, 27 e 29 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento o la revoca dei seguenti incarichi: al dottor Michele Petrocelli, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Roberto Alessandrini, la revoca di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze; al dottor Vincenzo Cinelli, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili; al dottor Vincenzo Di Felice, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca; all'ingegner Tommaso Colabufo e al dottor Felice Morisco, il conferimento di incarico di funzione dirigenziale di livello generale, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data30 settembre 2020, ha inviato - ai sensi dell'articolo 46 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 - la comunicazione concernente la nomina del dottor Raffaele Michele Tangorra a Commissario straordinario dell'Agenzia nazionale per le politiche del lavoro (ANPAL). Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 11 a Commissione permanente. Il Ministro della transizione ecologica, con lettera in data 24 settembre 2021, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la proroga della nomina della dottoressa Gabriela Scanu a Commissario Straordinario dell'Ente Parco Nazionale dell'Asinara (n. 49). Tale comunicazione è deferita, per competenza, alla 13 a Commissione permanente. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha inviato - ai sensi dell'articolo 11, comma 5, della decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 - la comunicazione concernente le nomine della professoressa Anna Maria Ajello a Presidente dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) nonché del dottor Arduino Salatin e del dottor Roberto Ricci a componenti del medesimo Istituto (n. 92). Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 7 a Commissione permanente. Il Ministro della salute, con lettere in data 30 settembre 2021, ai sensi dell'articolo 1, comma 16- bis , del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, ha trasmesso: i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 17 settembre 2021 e del successivo 18 settembre 2021, della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto (Atto n. 965); i risultati del monitoraggio dei dati epidemiologici di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, riportati nel verbale del 24 settembre 2021 della Cabina di regia istituita ai sensi del medesimo decreto e la nota del 24 settembre 2021 del Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630; ha altresì trasmesso l'ordinanza del 24 settembre 2021, recante "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nella Regione Sicilia", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2021, n. 230 (Atto n. 966). La predetta documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 29 settembre 2021, ha inviato la relazione concernente l'impatto finanziario derivante dagli atti e dalle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferita al secondo semestre 2020, predisposta ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, a tutte le Commissioni permanenti ( Doc . LXXIII, n. 7). Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con lettera in data 28 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e dell'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi di competenza del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e del fondo di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, aggiornata al 31 luglio 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5 a e alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CCXL, n. 13). Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera del 23 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, la relazione concernente gli esiti del monitoraggio sull'attuazione delle prescrizioni del decreto legislativo recante semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca da parte degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca, riferita all'anno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 7 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXIX, n. 4). Il Ministro della cultura, con lettera in data 30 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 24, comma 3, del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 19, la relazione sull'attività svolta dalla Fondazione La Biennale di Venezia nell'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 7 a Commissione permanente ( Doc . CLXX, n. 4). Con lettere in data 21, 22 e 23 settembre 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Belvedere Marittimo (CS), Rotzo (VI), Capodimonte (VT), Chiavari (GE), San Cesario di Lecce (LE) e San Martino Sannita (BN). Governo, trasmissione di documenti e assegnazione Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 4 ottobre 2021, ha inviato alcuni errata corrige alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 ( Doc . LVII, n. 4- bis ). La predetta documentazione è stata inviata alla 5 a Commissione permanente nonché a tutte le altre Commissioni permanenti e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali ( Doc . LVII, n. 4- bis - errata corrige ). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, è deferito alle sottoindicate Commissioni permanenti il seguente documento dell'Unione europea, trasmesso dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla ripartizione delle possibilità di pesca previste dal protocollo (2021-2026) di attuazione dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile tra l'Unione europea e la Repubblica islamica di Mauritania (COM(2021) 588 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente. Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 185 del 10 giugno 2021, depositata il successivo 23 settembre, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 7, comma 6, secondo periodo, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute), convertito, con modificazioni, nella legge 8 novembre 2012, n. 189. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a , alla 2 a , alla 6 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 129). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 4 e 5 ottobre 2021, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: della Cassa depositi e prestiti società per azioni (CDP S.p.A.), per l'esercizio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 463); di Difesa Servizi S.p.A., per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 4 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 464); dell'Ente Nazionale per il Microcredito, per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 6 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 465). Enti pubblici e di interesse pubblico, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente della Fondazione Ugo Bordoni, con lettera in data 1° ottobre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, la relazione concernente l'attività svolta dalla Fondazione stessa nell'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente ( Doc . CVII, n. 4). Parlamento europeo, trasmissione di documenti. Deferimento Il Vice Segretario generale del Parlamento europeo, con lettera in data 21 settembre 2021, ha inviato il testo di 26 documenti, approvati dal Parlamento stesso nella tornata dal 5 all'8 luglio 2021, deferiti, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alle sotto indicate Commissioni competenti per materia: risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti, alla 3 a , alla 8 a , e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 951); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a una deroga temporanea a talune disposizioni della direttiva 2002/58/CE per quanto riguarda l'uso di tecnologie da parte dei fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero per il trattamento di dati personali e di altro tipo ai fini della lotta contro gli abusi sessuali online sui minori, alla 1 a , alla 2 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 952); risoluzione definita in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva (UE) 2017/2397 per quanto riguarda le misure transitorie per il riconoscimento dei certificati di paesi terzi, alla 1 a , alla 3 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 953); risoluzione concernente la proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) 168/2007 che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, alla 1 a , alla 2 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria permanente per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 954); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo Sicurezza interna, alla 1 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 955); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura e che modifica il regolamento (UE) 2017/1004, alla 5 a , alla 9 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 956); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, alla 1 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 957); risoluzione sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il conferimento di competenze di esecuzione alla Commissione al fine di determinare il significato dei termini utilizzati in talune disposizioni di tale direttiva, alla 6 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 958); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) 283/2014, alla 8 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 959); risoluzione sulla proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2003/76/CE che stabilisce le disposizioni necessarie all'attuazione del protocollo, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea, relativo alle conseguenze finanziarie della scadenza del trattato CECA e al fondo di ricerca carbone e acciaio, alla 5 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 960); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 767/2008, (CE) n. 810/2009, (UE) 2016/399, (UE) 2017/2226, (UE) 2018/1240, (UE) 2018/1860, (UE) 2018/1861, (UE) 2019/8917 e (EU) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga le decisioni 2004/512/CE e 2008/633/GAI del Consiglio, ai fini della riforma del sistema di informazione visti (VIS), alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 961); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 603/2013, (UE) 2016/794, (UE) 2018/1862, (UE) 2019/816 e (UE) 2019/818 per quanto riguarda la definizione delle condizioni di accesso agli altri sistemi di informazione dell'UE ai fini del sistema di informazione visti, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 962); risoluzione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, nell'ambito del Fondo per la gestione integrata delle frontiere, lo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti, alla 1 a , alla 3 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 963); risoluzione concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 3/2021 dell'Unione europea per l'esercizio 2021 - che iscrive l'eccedenza dell'esercizio 2020, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 964); risoluzione concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, di un protocollo dell'accordo relativo ai servizi internazionali occasionali di trasporto di viaggiatori effettuati con autobus (accordo Interbus) riguardante i servizi internazionali regolari e i servizi internazionali regolari specializzati di trasporto di viaggiatori effettuati con autobus, alla 3 a , alla 8 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 965); risoluzione sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti - relazione annuale 2020, alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 966); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-81419-2, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 967); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-81419-2 x DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 968); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato 1507 x MIR162 x MON810 x NK603 e da granturco geneticamente modificato che combina due o tre dei singoli eventi 1507, MIR162, MON810 e NK603, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 969); risoluzione sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione alla commercializzazione di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt 11 (SYN-BT011-1), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, alla 9 a , alla 12 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 970); risoluzione sulla cooperazione UE-NATO nel contesto delle relazioni transatlantiche, alla 3 a , alla 4 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 971); risoluzione sulla relazione annuale sul funzionamento dello spazio Schengen, alla 1 a , alla 3 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 972); risoluzione su un nuovo spazio europeo della ricerca e dell'innovazione, alla 7 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 973); risoluzione sul riesame del quadro legislativo macroeconomico per un migliore impatto sull'economia reale dell'Europa e una maggiore trasparenza del processo decisionale e della responsabilità democratica, alla 1 a , alla 5 a e alla 14 a Commissione permanente ( Doc . XII, n. 974); risoluzione sulla situazione in Nicaragua, alla 1 a , alla 3 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria permanente per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 975); risoluzione sulle violazioni del diritto dell'UE e dei diritti dei cittadini LGBTIQ in Ungheria a seguito delle modifiche giuridiche adottate dal parlamento ungherese, alla 1 a , alla 2 a , alla 14 a Commissione permanente e alla Commissione straordinaria permanente per la tutela e la promozione dei diritti umani ( Doc . XII, n. 976). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 5 ottobre 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e che modifica i regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010, (UE) n. 1095/2010 (COM(2021) 421 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 5 ottobre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 2 a e alla 6 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 1 a , 3 a e 14 a ; la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e determinate cripto-attività (rifusione) (COM(2021) 422 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 5 ottobre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente, con il parere delle Commissioni 2 a , 3 a e 14 a . Interrogazioni, apposizione di nuove firme Il senatore Mollame ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06043 del senatore Calderoli ed altri. I senatori Taverna, Montevecchi, Vanin, Trentacoste, Naturale e Romano hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-06056 del senatore Ferrara. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 1° al 6 ottobre 2021) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 119 BARBARO: sulla strage di Pola del 18 agosto 1946 (4-05965) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) GRANATO: su un'ordinanza sindacale di chiusura di una classe presso un istituto scolastico di Soverato (Catanzaro) (4-05405) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per l'interno ) PARAGONE: sull'utilizzo del green pass per il turismo al di fuori dell'Unione europea (4-05457) (risp. GARAVAGLIA, ministro del turismo ) RAMPI: sulla repressione governativa delle organizzazioni per i diritti umani e i media indipendenti della Bielorussia (4-05861) (risp. DELLA VEDOVA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale ) TRENTACOSTE, ANGRISANI: sul regolare funzionamento dell'IPAB "Santissimo Salvatore" di Corleone (Palermo) (4-04879) (risp. SCALFAROTTO, sottosegretario di Stato per l'interno ) Mozioni Atto n. 1-00418 PUGLIA VACCARO DONNO L'ABBATE CROATTI ROMANO LANNUTTI LOREFICE NATURALE PAVANELLI GIANNUZZI D'ANGELO TRENTACOSTE FERRARA - Il Senato, premesso che: la materia del turismo e dell'industria alberghiera era annoverata tra le materie di legislazione concorrente ex articolo 117 della Costituzione. La riforma del Titolo V della Costituzione, apportata con la legge costituzionale n. 3 del 2001, ha determinato l'attribuzione della materia alla competenza residuale delle Regioni; al riguardo, la Corte costituzionale si è più volte pronunciata (si veda la sentenza n. 197 del 2003 sulla legittimità costituzionale della legge di riforma del turismo n. 135 del 2001 e la sentenza n. 90 del 2006 sul conflitto di attribuzione Stato-Regioni sui porti). In particolare, la Consulta, nella sentenza n. 214 del 2006, riafferma che il turismo è materia di competenza legislativa residuale regionale. Siffatta competenza regionale "comunque non esclude la possibilità per la legge statale di attribuire funzioni amministrative al livello centrale e di regolarne l'esercizio" in base ai principi di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione (articolo 118 della Costituzione); il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 ottobre 2008 identifica gli standard minimi e definisce le tipologie dei servizi forniti dalle imprese turistiche all'interno di un processo di armonizzazione sul territorio nazionale, di valorizzazione e sviluppo del sistema turistico. Sul punto, occorre considerare come l'emanazione del decreto, "Italy stars and rating", fu dettata dall'esigenza di armonizzare la classificazione delle strutture alberghiere così come la determinazione del numero di stelle da assegnare alle medesime. La ratio sottesa era, infatti, l'introduzione di standard minimi nazionali dei servizi e delle dotazioni per la classificazione. Il procedimento basato sul riconoscimento del possesso di alcuni requisiti minimi obbligatori, inerenti a differenti aree di valutazione, sembrava essere il metodo più efficace, in quanto garanzia di qualità effettiva del servizio erogato dalla struttura, ponendo una soglia minima da rispettare. In tal modo, si cercava di arginare la disomogeneità regionale creatasi sul punto. Inoltre, in pochi isolati casi, i sistemi di classificazione regionali prendono in considerazione gli standard qualitativi internazionali. Casi che costituiscono un'eccezione nel panorama italiano e che dovrebbero, invece, costituire la regola generale. Tuttavia, ad oggi, la situazione non risulta essere molto differente rispetto al passato e rischia, anzi, di rimanere quasi del tutto invariata ancora per lungo tempo. Il decreto citato non ha ancora prodotto effetti sensibili sui sistemi in vigore nelle varie regioni italiane; una classificazione ricettiva rigorosa ed omogenea è, quindi, di vitale importanza, costituendo, inoltre, un fattore altamente strategico per agevolare la presenza delle piccole strutture nei canali commerciali; lo stesso codice del turismo di cui al decreto legislativo n. 79 del 2011 riconosce agli enti locali la determinazione dei criteri e requisiti per la classificazione delle strutture ricettive alberghiere e paralberghiere; il principio di sussidiarietà, infatti, pur nel silenzio dell'articolo 117 della Costituzione, viene utilizzato come criterio di distribuzione non solo delle funzioni amministrative, ma anche di quelle legislative. A partire dalla sentenza n. 303 del 2003, la Corte costituzionale ha riconosciuto il principio di sussidiarietà legislativa quale principio implicito applicabile in presenza di un inestricabile intreccio di competenze tra Stato e Regioni e nella sussistenza di esigenze unitarie. Laddove lo Stato decidesse di allocare a livello centrale, presso le proprie istituzioni, funzioni amministrative che dovrebbero spettare alle Regioni, tale conferimento, in nome del principio di legalità, non potrebbe che comportarne anche la potestà legislativa, costituendo uno strumento di "flessibilizzazione" del riparto delle competenze legislative ex articolo 117 della Costituzione; considerato inoltre che: il "Recovery plan", tra le missioni ivi enucleate, annovera anche la "rivoluzione verde e transizione ecologica", per le quali vengono stanziati 68,6 miliardi di euro, con il fine di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva. Le azioni principali prevedono, com'è noto, investimenti e riforme per l'economia circolare e la gestione dei rifiuti, promozione di fondi di energia rinnovabili, incentivi fiscali per incrementare l'efficienza energetica degli edifici ed investimenti per ridurre i rischi del dissesto idrogeologico; la rivoluzione e transizione ecologica può essere caratterizzata e valorizzata anche da azioni dirette al settore turistico. Basti pensare, a titolo meramente esemplificativo, all'incremento della raccolta differenziata, all'eliminazione della plastica monouso e delle confezioni monodose, alla raccolta delle acque piovane, alla produzione autonoma di energia e a tanti altri fattori di valutazione " green ". Ed ancora, gli obiettivi di una simile strategia possono essere raggiunti con l'applicazione di semplici buone pratiche quali la verifica e l'analisi delle modalità di gestione dei rifiuti e rilevazione dei consumi, il coinvolgimento e la formazione del personale in tal senso, il riciclo e il riutilizzo degli oggetti, l'informazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento della clientela. Un tale modo di procedere renderebbe il settore ricettivo un modello di sostenibilità, una nuova forma di ospitalità che si apre alla responsabilità sociale e ambientale, così come si realizzerebbe una gestione aziendale realmente efficace ed efficiente e verrebbe intercettata quella clientela, in crescita esponenziale, che si basa sulla green reputation della struttura alberghiera in occasione del proprio soggiorno; tra i criteri statuiti dalle Regioni e dagli enti locali volti all'attribuzione delle "stelle" per le strutture alberghiere (e quelle all'aria aperta) non si ricomprendono quelli volti ad attuare il principio del "rifiuto zero" che si inquadra nella politica di sostenibilità ambientale perseguita dal "Recovery plan", sintetizzabile in tre obiettivi: eliminare l'incenerimento dei rifiuti per strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile e ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti; incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti; sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili o il ricorso a strategie di riutilizzo dei materiali, impegna il Governo, nell'ambito delle proprie competenze e tenuto conto del quadro di misure già adottate, ad intraprendere, nel più breve tempo possibile, tutte le iniziative legislative idonee a ricomprendere tra gli standard minimi necessari per l'attribuzione delle "stelle", tutti quegli elementi e fattori qualitativi volti ad attuare la transizione ecologica e la gestione dei rifiuti prodotti dalle strutture alberghiere, in applicazione del principio della sussidiarietà legislativa. Atto n. 1-00419 COLLINA MISIANI MALPEZZI MARGIOTTA BOLDRINI ALFIERI ASTORRE BITI CIRINNA' CERNO COMINCINI D'ALFONSO D'ARIENZO FEDELI FERRARI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARCUCCI MARILOTTI MIRABELLI NANNICINI PARRINI PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI ZANDA - Il Senato, premesso che: il settore industriale dell' automotive è stato interessato nel corso degli ultimi anni da una forte spinta all'aggregazione tra storiche imprese dell'industria automobilistica, altrimenti destinate in ragione dell'accresciuta concorrenza nel settore ad una difficile sopravvivenza. Vicenda che ha portato alla creazione di circa 10 grandi gruppi automobilistici in grado di competere a livello globale e che detengono attualmente più di tre quinti del mercato automobilistico mondiale; tali aggregazioni, dettate da molteplici ragioni (ingresso nel settore di nuove aziende low cost asiatiche e dell'Est europeo; esigenza di ridurre i costi di produzione; incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo; diversificazione della domanda della clientela) hanno comportato una profonda riorganizzazione aziendale che ha interessato sia gli stabilimenti di produzione e il personale addetto, sia le imprese dell'indotto, e di conseguenza una profonda trasformazione della filiera dei servizi automotive a valle della produzione, con particolare riguardo alle attività di vendita degli autoveicoli, leasing , noleggio, commercio dei componenti, manutenzione e riparazione; nel corso degli ultimi mesi si stanno manifestando nuovi scenari di ulteriore cambiamento per il settore dell' automotive nel suo complesso dettati principalmente dal combinato disposto tra la grande fase di transizione in atto conseguente alla pandemia da COVID-19 e all'emergenza climatica, le novità introdotte nel contesto normativo europeo, l'evoluzione tecnologica e le nuove esigenze di mobilità dei cittadini. Fattori che impongono alle grandi aziende automobilistiche l'avvio immediato di un processo di ulteriore profonda trasformazione del loro assetto produttivo e della filiera di distribuzione. In particolare: a) la necessità di ridurre l'impatto ambientale delle emissioni inquinanti delle automobili ha, infatti, spinto la Commissione europea a proporre uno stringente percorso (Fit for 55) volto a favorire nei prossimi anni la progressiva immissione sul mercato di un numero crescente di veicoli a zero emissioni e a prevedere la cessazione della commercializzazione dei veicoli con motore termico. Il 14 luglio 2021, la Commissione europea ha pubblicato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, con la comunicazione COM(2021) 556 final, in cui riconosce che per raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, le emissioni del trasporto su strada dovrebbero diminuire tra il 19 per cento e il 21 per cento entro il 2030 e tra il 98 e quasi il 100 per cento entro il 2050, e pertanto ha stabilito, all'articolo 1, che a decorrere dal 1° gennaio 2035 le emissioni medie delle automobili e dei veicoli commerciali leggeri di nuova produzione nell'ambito dell'Unione europea devono essere ridotte del 100 per cento rispetto all'obiettivo del 2021, il che comporta che ogni nuova vettura commercializzata a tale data dovrà essere ad emissioni zero; b) il progressivo sviluppo tecnologico dei motori EV e delle batterie, in grado di garantire alle vetture bassi costi di gestione e una crescente autonomia nella percorrenza, oltre a rispondere alle esigenze della riduzione delle emissioni inquinanti, prefigura nel prossimo futuro vantaggi economici, sia per le case automobilistiche, sia per gli acquirenti dei veicoli EV. I veicoli a propulsione elettrica già oggi hanno un'architettura costruttiva molto più semplice rispetto a quelli con motore termico, tanto che per produrre un'automobile a propulsione elettrica del segmento B occorrono in media circa 3.500 componenti, con una tendenza a ridursi in futuro, a fronte dei circa 4.500 componenti necessari per produrre un'automobile a propulsione termica. La progressiva riduzione dei costi di produzione e della componente batterie renderà, inoltre, notevolmente più conveniente la gestione e la manutenzione dei veicoli EV rispetto ai veicoli a propulsione termica, inducendo i consumatori ad orientarsi con sempre maggiore convinzione verso l'acquisto di autoveicoli a trazione elettrica; c) la possibilità di gestire, con una sola centralina sensoriale di comando, la guida degli autoveicoli senza interventi diretti del guidatore o con sistemi di guida semi-autonoma ha recentemente aperto una nuova frontiera di concorrenza fra le grandi case automobilistiche. Tesla, Bmw, Audi, Honda e Volkswagen, solo per citarne alcune, hanno avviato consistenti investimenti che porteranno tutti i grandi gruppi automobilistici a produrre modelli di autoveicoli con dispositivi o suite di sistemi interattivi in grado di gestire con sempre maggiore autonomia il dinamismo della vettura; in molti Paesi, tra cui l'Italia, stanno crescendo in misura esponenziale sia la domanda di servizi di mobilità condivisa nei centri urbani, sia le nuove formule di proprietà del mezzo, prefigurando per tale via un trend di futura ricomposizione della domanda di automobili di proprietà; l'insieme di questi nuovi scenari inizia a produrre nel contesto internazionale i primi effetti nelle scelte strategiche delle aziende automobilistiche, che si apprestano ad una profonda riorganizzazione interna e allo sviluppo di piani industriali che prevedono una crescente produzione di mezzi ibridi o interamente a propulsione elettrica, con effetti non soltanto sugli stabilimenti di produzione, ma indirettamente sull'intera filiera dell' automotive ; nelle scorse settimane, Stellantis, il più grande gruppo automobilistico presente in Italia con 6 grandi poli di produzione, più altri di ridotte dimensioni, e che occupa nel nostro territorio circa 66.000 dipendenti, ha annunciato, anche alla luce di questi nuovi scenari, l'intenzione di procedere ad una complessiva riorganizzazione degli impianti di produzione presenti nel nostro territorio, i cui effetti ancora non sono noti in ragione di un piano industriale ancora non reso pubblico. Per alcuni stabilimenti, come la VM di Cento, che produce motori diesel , le prospettive appaiono incerte anche in ragione della specializzazione in un settore tecnologico tradizionale il cui futuro appare segnato dalla transizione in atto nel settore; le ricadute di tali trasformazioni, a cui si aggiungono quelle in atto presso altre importanti aziende automobilistiche presenti in Italia, oltre a destare forti preoccupazioni agli addetti del settore automotive , iniziano a produrre i primi effetti in particolare sull'indotto della componentistica italiana, anche in situazioni aziendali di conseguimento di fatturato e utili, con la manifestazione di alcune crisi industriali che vedono il coinvolgimento di importanti e storiche aziende e il rischio di licenziamento per circa 700 lavoratori. In particolare: a) sabato 3 luglio 2021, i 152 addetti dello stabilimento di Ceriano Laghetto (Monza Brianza) della Gianetti Ruote S.r.l., storica azienda fornitrice di cerchioni per alcune delle principali case automobilistiche al mondo da oltre 108 anni, sono stati raggiunti dalla notizia della chiusura della fabbrica e dell'avvio della procedura di licenziamento collettivo, dovuta a vari fattori di lungo periodo, quali la mancanza di iniziative per la mitigazione della concorrenza al ribasso sui costi del lavoro da parte di Paesi extraeuropei e il susseguirsi di cambi di proprietà privi di strategie di risanamento e rilancio aziendale; b) venerdì 9 luglio lo stabilimento della GKN Driveline Firenze S.p.A. di Campi Bisenzio (Firenze) del gruppo multinazionale GKN Automotive limited, specializzata nella produzione di semiassi, ha annunciato ai propri 422 dipendenti l'avvio della procedura di licenziamento irreversibile e irrevocabile, anche in questo caso per ragioni di lungo periodo, vale a dire la crisi del mercato dell'auto degli ultimi anni, le previsioni negative per il settore, e l'eccesso di produzione che comporta un'insostenibile competizione al ribasso sui prezzi, che si sono sommate alle grandi difficoltà affrontate dallo stabilimento durante il periodo più duro della pandemia da COVID-19. La recente sentenza del Tribunale di Firenze che ha revocato la procedura di licenziamento collettivo è stata impugnata dall'azienda confermando la decisione di chiudere la fabbrica; c) lunedì 19 luglio un episodio simile si è verificato alla Timken Italia S.r.l. di Villa Carcina (Brescia), parte della società multinazionale The Timken company, specializzata in cuscinetti e componenti per la trasmissione meccanica di potenza, in cui è stato annunciato il licenziamento dei 106 addetti, per ragioni analoghe a quelle degli altri due casi; oltre queste, già palesatesi, sono state preannunciate situazioni di allerta di imprese estere (Vitesco ex Continental, Bosch, Denso) che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, considerando anche l'indotto; considerato che: la filiera dell' automotive , che ricomprende tutte le imprese coinvolte nella produzione di autoveicoli, a partire dalle imprese che producono materie prime (plastiche, coloranti, prodotti chimici, vernici, tessuti) e macchine utensili, passando per le imprese più strettamente produttive, fino ad arrivare alle aziende che si occupano di imballaggi, trasporto merci e servizi legati agli autoveicoli, e quella dei servizi automotive , occupano nel loro insieme circa 1,23 milioni di lavoratori. Nel solo comparto industriale sostiene una spesa di circa 9 miliardi di euro in salari e stipendi; il solo settore dell'industria automotive , secondo gli ultimi dati dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (ANFIA), tra attività dirette e indirette, è costituita da oltre 5.500 imprese e impiega circa 274.000 addetti. In tale contesto, la filiera italiana della componentistica dell'industria automobilistica è costituita da più di 2.000 imprese, impiega più di 150.000 dipendenti, rappresenta un settore strategico per l'economia italiana che deve pertanto essere accompagnato nel suo complesso verso la transizione ecologica, evitando la perdita di competenze e limitando quanto più possibile i tagli ai posti di lavoro, che impoveriscono famiglie e territori. La filiera a valle dell'industria automotive , con particolare riguardo alle attività di vendita di autoveicoli, leasing , noleggio, commercializzazione dei componenti, trasporti, manutenzione e riparazione, riguarda migliaia di aziende e dipendenti che già oggi stanno affrontando un profondo cambiamento, che proseguirà su tale percorso anche nei prossimi anni. Si riducono considerevolmente i luoghi fisici come concessionari di vendita, sostituiti dai circuiti di vendita diretta on line , e crescono esponenzialmente sulla rete i siti di rivendita di ricambi e componentistica automobilistica; nel 2017 il settore dell'industria dell' automotive fatturava 105,9 miliardi di euro, e a seguito della crisi indotta dall'emergenza sanitaria da COVID-19 il fatturato del settore ha subito un forte rallentamento. In base alle ultime rilevazioni statistiche dell'ANFIA, relative ai primi sei mesi del 2021, la filiera dell'industria dell' automotive ha registrato una buona ripresa, ma con indici di fatturato sensibilmente inferiori al periodo pre COVID; i cambiamenti in atto nel settore automotive possono rappresentare un'occasione per rafforzare il ruolo strategico del settore e quello delle numerose aziende che vi operano con ricadute positive, sia in termini di contributo al PIL, sia occupazionali in tutto il territorio nazionale e per aprire nuovi canali di produzione, in particolare in ambito microelettronico e nella produzione di componentistica innovativa. Tuttavia, queste opportunità, come evidenziato dalle stesse imprese e dalle rappresentanze sindacali del settore, necessitano, da un lato, di adeguate politiche di accompagnamento in grado di garantire una transizione progressiva verso le nuove produzioni necessarie e, dall'altro, di interventi con ricaduta immediata in grado sostenere la continuità produttiva alle imprese del settore a fronte delle difficoltà già presenti o che si stanno delineando su tale percorso; la transizione in atto dell'industria automobilistica verso i nuovi modelli di produzione sconta, tuttavia, una serie di potenziali ostacoli dovuti al combinato disposto della forte contrazione della domanda determinatasi a seguito della pandemia, dell'ingente mole di investimenti in ricerca e sviluppo in atto per riconvertire le produzioni verso nuovi modelli di autoveicoli a basse emissioni, e dalla crisi della catena di approvvigionamento dei semiconduttori, che sta determinando rallentamenti nella produzione, se non chiusure temporanee degli stabilimenti in tutta l'Europa e nel resto del mondo; ad agosto le immatricolazioni hanno registrato un nuovo drastico calo del 27,3 per cento (64.689 unità) dopo la riduzione di luglio pari al 19,4 per cento. La domanda di autoveicoli, dopo l'iniziale ripresa nei primi mesi del 2021, in gran parte dovuti alla ripresa delle attività a seguito delle chiusure determinate dall'emergenza da COVID-19 e alla disponibilità degli incentivi dell'ecobonus, torna su livelli di forte criticità. I fondi a disposizione per l'ecobonus, nonostante i più recenti rifinanziamenti, non riusciranno a coprire gli acquisti fino al 31 dicembre, riproponendo il problema delle misure intermittenti e gli inevitabili effetti regressivi sul mercato; la caduta delle immatricolazioni di autoveicoli registrato nel mese di agosto 2021 dimostra le enormi difficoltà che attraversa il settore cui si vanno ad aggiungere quelle non meno importanti determinate dalla carenza dei componenti elettronici che hanno messo in allarme gruppi come Stellantis, Toyota e Volkswagen. Numerosi stabilimenti della Stellantis presenti nel nostro territorio (Pomigliano, Sevel, Melfi), nel corso degli ultimi mesi, hanno più volte interrotto, seppur temporaneamente, la produzione di autoveicoli per mancanza di microchip ; nel frattempo, l'azienda taiwanese TSMC, la più grande produttrice al mondo di semiconduttori, ha annunciato l'intenzione di innalzare i prezzi dei microchip fino al 20 per cento, prefigurando con tutta probabilità un forte rincaro sui prodotti finali; l'insieme di questi eventi produce una situazione del mercato dell'auto decisamente peggiore di quella del contesto economico italiano e ne rallenta le prospettive di ripresa; in tale contesto, le politiche di accompagnamento alla transizione del settore automotive nel nostro Paese rappresentano, quindi, uno dei passaggi cardine non soltanto per il conseguimento degli obiettivi condivisi in seno alle organizzazioni internazionali e sovranazionali che l'Italia si è impegnata a rispettare, a partire dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dagli accordi di Parigi sul clima nell'ambito della Cop21 del 2015, ma soprattutto per il raggiungimento degli obiettivi di crescita economica e di sviluppo e competitività del nostro sistema produttivo; gli interventi a sostegno della domanda rappresentano quindi uno strumento indispensabile per la tenuta complessiva del settore automotive . A partire dal 2019, è in vigore un piano di incentivazione per l'acquisto di veicoli a basse emissioni di anidride carbonica, che originariamente prevedeva di agevolare solo l'acquisto di ciclomotori elettrici ed auto ibride plug-in ed elettriche, e che è stato esteso anche alle vetture con motorizzazione tradizionale, purché di ultima generazione, proprio al fine di sostenere l'industria automobilistica in un momento di difficoltà e permettere, nel contempo, di contenere le emissioni climalteranti. La legge di bilancio per il 2021 ha rafforzato la citata disposizione prevedendo per tale misura circa 690 milioni di euro e ha introdotto incentivi anche per i veicoli commerciali e i veicoli speciali. Da ultimo, con il decreto-legge n. 73 del 2021, convertito dalla legge n. 106 del 2021 ("Sostegni bis") la misura è stata rifinanziata con ulteriori 350 milioni di euro, di cui 40 destinati a un nuovo incentivo per l'acquisto di auto usate, omologate in una classe non inferiore a euro 6. Nei prossimi mesi, anche alla luce dell'andamento delle vendite e degli impatti della misura sulla filiera della componentistica, dovranno essere necessariamente adottati ulteriori interventi per sostenere il settore industriale e dare continuità a tale percorso di avvicinamento dei cittadini ad acquisti sostenibili; in relazione agli investimenti, il piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal Parlamento italiano il 27 aprile 2021, nell'ambito della missione 2, componente 2, contiene progetti per un totale di 23,78 miliardi di euro, numerosi dei quali riguardano investimenti mirati allo sviluppo del settore dei veicoli elettrici, tra i quali il rafforzamento delle infrastrutture di ricarica e la dotazione di veicoli elettrici per servizi e trasporto pubblico locale. A queste se ne dovranno necessariamente aggiungere altre, a livello sia nazionale che europeo, per garantire una transizione con prospettive certe per le imprese del settore; in merito alle politiche di accompagnamento, la filiera della componentistica dell'industria automobilistica necessita di interventi ad hoc , come fatto da altri Paesi con alta vocazione automotive , che prevedano sostegno 1) alla riconversione produttiva (senza discrimini territoriali, soprattutto per le aziende che "subiscono" normativamente uno stop produttivo), 2) alla ricerca e lo sviluppo di prodotti e tecnologie innovative in grado di assecondare la domanda emergente nel mercato di riferimento e di competere a livello globale, 3) alla riqualificazione professionale degli addetti, in assenza delle quali si prefigura il rischio, già a partire dai prossimi mesi, di ulteriori chiusure e licenziamenti di personale; tra le politiche di accompagnamento, un ruolo particolarmente importante può essere rappresentato dal possibile sviluppo di nuove filiere di produzione quali quello delle batterie e dei semiconduttori; per quanto riguarda la produzione delle batterie, a partire dal 2017, con il varo dell'alleanza europea per le batterie, la Commissione europea ha lanciato diverse iniziative a sostegno della produzione di tali componenti cruciali per l'industria dell'automobile elettrica. La Commissione ha approvato due finanziamenti, il 9 dicembre 2019 per 3,2 miliardi di euro e il 26 gennaio 2021 per 2,9 miliardi, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato a due IPCEI, a cui l'Italia ha preso parte, per progetti di ricerca e sviluppo su tutta la catena del valore delle batterie; nel mese di luglio, Stellantis ha annunciato di aver trovato un accordo con il Governo italiano per realizzare a Termoli una gigafactory per la produzione di batterie per i veicoli elettrificati. Si tratta di un primo importante sito di produzione di batterie nel nostro Paese a cui dovranno seguirne altri, anche in ragione dell'esigenza di garantire un futuro agli stabilimenti del settore automotive che più necessitano di una riconversione produttiva; in relazione alla produzione di semiconduttori occorre adottare ogni iniziativa utile a favorire lo sviluppo del settore della microelettronica e l'insediamento nel nostro Paese di una o più fabbriche di lavorazione dei semiconduttori; nei primi giorni di luglio 2021, l'amministratore delegato della Intel Corporation, terzo produttore a livello globale di semiconduttori, ha preso parte a importanti incontri istituzionali con il Governo italiano, le istituzioni UE e i Governi di Francia e Germania, in cui ha manifestato interesse per la realizzazione in Europa di un impianto composto da 6 a 8 moduli, il costo di ciascuno dei quali è stimato tra 10 e 15 miliardi di dollari in circa 10 anni. Con dichiarazioni rese pubbliche egli ha, altresì, affermato che la scelta della collocazione di tale fabbrica sarebbe stata presa a breve, esprimendo un sentimento di forte ottimismo nei confronti dell'Italia dovuto all'approvazione del PNRR, con i conseguenti investimenti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza; l'eventuale collocazione di uno o più stabilimenti di lavorazione di semiconduttori sul territorio nazionale, oltre ad aiutare il settore dell' automotive , rappresenterebbe una grande opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro di qualità, lo sviluppo territoriale, il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle università e dei centri di ricerca italiani, impegna il Governo: 1) ad adottare, nel primo provvedimento utile di propria iniziativa, tutte le misure ritenute necessarie a sostenere la filiera dell' automotive nel superamento dell'attuale fase di crisi, sia sul fronte della produzione e dell'approvvigionamento sia su quello della vendita di autoveicoli, a partire dal rifinanziamento degli incentivi all'acquisto di veicoli elettrici o di veicoli a basse emissioni di anidride carbonica per tutto il 2021; 2) a predisporre, nel prossimo disegno di legge di bilancio, adeguate risorse per la prosecuzione nel 2022 degli incentivi alla rottamazione dei veicoli e per il rifinanziamento degli interventi di incentivazione all'acquisto di veicoli elettrici o di veicoli a basse emissioni di anidride carbonica, con motorizzazione tradizionale purché di ultima generazione; 3) ad adoperarsi per favorire il rapido superamento delle situazioni di crisi industriale emerse nel corso degli ultimi mesi nella filiera dell' automotive , in particolare nel settore della componentistica, al fine di evitare licenziamenti di addetti e la delocalizzazione di importanti aziende operanti nel settore e ad affrontare, per tempo, con adeguati strumenti e risorse, le situazioni di potenziale crisi che stanno per emergere e che rischiano di avere pesanti ricadute occupazionali nei territori coinvolti, in particolare nella filiera della componentistica tradizionale; 4) a salvaguardare la tenuta occupazionale dell'intero settore dell' automotive tramite ammortizzatori sociali straordinari per far fronte alle situazioni di crisi attuali e per accompagnare i processi di trasformazione e transizione degli impianti; 5) ad attivarsi nelle sedi istituzionali europee per sostenere e valorizzare il ruolo strategico della filiera dell' automotive e affinché l'intero settore sia adeguatamente supportato nei prossimi anni, con politiche e risorse aggiuntive rispetto a quelle finora stanziate; a farsi, altresì, promotore nell' iter legislativo europeo di approvazione della proposta dalla Commissione "Fit for 55" di proposte che disegnino una strada verso la decarbonizzazione, che sia sostenibile in termini ambientali, sociali ed industriali in considerazione delle peculiarità della filiera italiana e dei consumatori italiani e che preveda target realisticamente raggiungibili, non discriminazione delle tecnologie e valorizzazione dei benefici ambientali dei biocarburanti; 6) ad adottare tutte le iniziative necessarie, con la semplificazione degli strumenti esistenti e con l'identificazione di misure ad hoc , affinché la filiera industriale dell' automotive sia accompagnata nei prossimi anni nella transizione verso le produzioni di veicoli ad emissione zero, nel rispetto delle scadenze sulle quali l'Italia si è impegnata in sede internazionale ed europea, favorendo gli investimenti innovativi e la continuità operativa ed occupazionale negli stabilimenti presenti nel nostro territorio, nonché il sostegno agli interventi per la formazione professionale continua degli addetti, alle attività di ricerca e sviluppo, al trasferimento tecnologico e alla nascita di nuove imprese innovative; 7) ad assumere iniziative per l'istituzione un fondo pluriennale dedicato ad accompagnare la transizione ecologica di imprese e lavoratori del settore dell' automotive , che abbia almeno le seguenti linee di intervento: a) sostenere la trasformazione dell'industria automobilistica e tutti gli interventi di carattere industriale necessari ad accompagnare e sostenere il processo di trasformazione industriale e di innovazione settoriale, a partire dalla digitalizzazione fino al cambio delle motorizzazioni e allo sviluppo delle nuove tecnologie, alle attività di ricerca e sviluppo, al trasferimento tecnologico e alla nascita di nuove imprese innovative; b) sostenere la riqualificazione professionale degli addetti nel settore dell' automotive , con particolare riguardo a quello della filiera della componentistica, al fine di garantirne la continuità occupazionale o il ricollocamento professionale durante le fasi di transizione del settore ed evitare quanto più possibile il ricorso agli ammortizzatori sociali; c) sostenere, altresì, la graduale transizione della filiera dei servizi dell' automotive , con particolare riguardo alle imprese operanti nel settore della componentistica, con appositi e mirati interventi finalizzati a favorire la riconversione delle produzioni o la realizzazione di prodotti innovativi in grado di rispondere alla domanda emergente nel mercato dell' automotive e del trasporto pubblico locale di generare fatturato e di garantire la continuità occupazionale agli addetti nel settore; 8) ad adottare ogni iniziativa volta a favorire l'Italia come sede di attività di lavorazione di semiconduttori e di produzione di batterie, e a prevedere semplificazioni burocratiche ed incentivi adeguati per l'attrazione di investimenti stranieri e lo stabilimento sul territorio nazionale di nuove attività produttive, al fine di rafforzare l'autonomia strategica nell'approvvigionamento di semiconduttori e batterie e di garantire adeguati livelli di ricerca e sviluppo in ambito tecnologico, della microelettronica e dell'intelligenza artificiale; 9) a mantenere, in linea con gli indirizzi UE, la neutralità tecnologica come elemento fondamentale e principio guida a cui deve ispirarsi la normativa sulla mobilità sostenibile. Atto n. 1-00420 LUPO CASTELLONE MANTOVANI VANIN CIOFFI GIROTTO MAUTONE BOTTICI TRENTACOSTE MONTEVECCHI NOCERINO ROMANO PAVANELLI NATURALE PIARULLI CATALFO MAIORINO MATRISCIANO - Il Senato, premesso che: con l'articolo 79 del decreto-legge n. 18 del 2020, come modificato dall'articolo 202 del decreto-legge n. 34 del 2020 e dall'articolo 87 del decreto-legge n. 104 del 2020, è stata autorizzata la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per l'esercizio dell'attività d'impresa nel settore del trasporto aereo di persone e merci; il decreto-legge n. 34 del 2020 ("decreto rilancio") consente alla società di costituire una o più società controllate o partecipate per la gestione dei singoli rami di attività e per lo sviluppo di sinergie e alleanze con altri soggetti pubblici e privati, nazionali ed esteri e la autorizza ad acquistare e prendere in affitto, anche a trattativa diretta, rami d'azienda di imprese titolari di licenza di trasporto aereo rilasciata dall'Ente nazionale per l'aviazione civile, anche in amministrazione straordinaria. Ai fini della capitalizzazione della nuova società, il Ministero dell'economia è stato autorizzato a partecipare al capitale sociale e a rafforzare la dotazione patrimoniale della società con un apporto complessivo di 3.000 milioni di euro; il decreto-legge n. 104 del 2020, novellando il predetto articolo 79, ha fissato per legge il capitale sociale iniziale della società a 20 milioni di euro e ha previsto che il consiglio di amministrazione della società rediga ed approvi, entro 30 giorni dalla costituzione, un piano industriale di sviluppo e ampliamento dell'offerta, che includa strategie strutturali di prodotto, precisando che lo stesso piano industriale sia trasmesso alla Commissione europea per le valutazioni di competenza. La società procede all'integrazione o alla modifica del piano industriale, tenendo conto della decisione della Commissione europea; il decreto ministeriale di costituzione della nuova società (denominata Italia trasporto aereo S.p.A.) è stato firmato il 9 ottobre 2020 e, in data 21 dicembre 2020, il consiglio di amministrazione ha approvato lo schema di piano industriale 2021-2025, trasmesso poi alle Camere per l'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari e inviato alle autorità europee; parallelamente è continuata la gestione della procedura di amministrazione straordinaria delle società Alitalia S.p.A. e Alitalia Cityliner S.p.A. In data 5 marzo 2021 il Ministero dello sviluppo economico ha comunicato l'integrazione del collegio commissariale con i commissari Daniele Santosuosso e Gabriele Fava, che si aggiungono al commissario Giuseppe Leogrande; considerato che: il 23 febbraio 2021 l'8ª Commissione permanente del Senato (Lavori pubblici, comunicazioni) ha approvato un parere favorevole con osservazioni allo schema di piano industriale 2021-2025 della nuova società Italia trasporto aereo S.p.A. (ITA S.p.A.), raccomandando in particolare di incrementare il dimensionamento iniziale della flotta proposta dal citato schema, al fine di garantire la massima operatività della compagnia nel caso di ripresa del settore del trasporto aereo e di ridurre al minimo le criticità connesse ai tempi di progressiva introduzione in flotta di nuovi aeromobili; il parere parlamentare ha inoltre raccomandato di garantire a tutti i dipendenti di Alitalia S.p.A. e delle altre società del gruppo in amministrazione straordinaria, di poter svolgere le attività di addestramento e aggiornamento dei brevetti aeronautici presso il centro di addestramento della compagnia, e di adoperarsi al fine di garantire il mantenimento delle licenze, certificazioni, titoli professionali ai lavoratori del trasporto aereo di ogni qualifica e mansione; il parere ha altresì segnalato l'urgenza di adoperarsi al fine di garantire la disponibilità di ammortizzatori sociali idonei a fronteggiare le specifiche necessita? del comparto del trasporto aereo, almeno fino alla realizzazione della strategia di reintegro dei lavoratori prevista dal piano, prevedendo a tal fine anche un adeguato intervento di sostegno finanziario straordinario per il 2021 del FSTA (fondo di solidarietà del trasporto aereo); in data 15 luglio 2021 la Commissione europea ha inviato alle istituzioni italiane una lettera nella quale ha valutato positivamente il piano industriale di ITA, come modificato a seguito delle interlocuzioni avvenute; il consiglio di amministrazione di ITA S.p.A., il 15 luglio 2021, sotto la presidenza di Alfredo Altavilla, ha approvato le linee del piano industriale 2021-2025. Il progetto industriale approvato, che include le variazioni richieste dalla Commissione europea, prevede l'avvio di 52 aerei di cui 7 wide body e 45 narrow body , la cessione della metà degli slot sull' hub principale di Fiumicino (ITA manterrà il 43 per cento degli slot su Roma Fiumicino), l'avvio delle proprie operazioni nel 2021 con un numero di dipendenti, assunti per gestire l'attività "Aviation", pari a 2.750-2.950; a settembre 2021 è stato comunicato ai rappresentanti sindacali la volontà di non applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, ma di voler applicare un regolamento aziendale; dal momento che il piano industriale approvato è nei contenuti molto differente da quello trasmesso al Parlamento per il parere, in data 21 e 22 settembre 2021 la Commissione 8ª del Senato della Repubblica ha audito i vertici di ITA S.p.A., intervenuti in videoconferenza, sul piano industriale e sull'avvio dell'attività della stessa; il 15 ottobre 2021 è previsto il decollo di ITA; rilevato che: la formulazione originaria dell'articolo 79 del decreto-legge n. 18 del 2020 ("cura Italia") prevedeva l'espresso riferimento alla società Alitalia SAI S.p.A. e alla società Alitalia Cityliner, entrambe in amministrazione straordinaria. Successivamente, con il decreto-legge n. 34 del 2020, tale correlazione è venuta meno ed è stata prevista esclusivamente la possibilità della nuova società di acquisire, anche tramite società controllate o collegate, rami d'azienda di società in amministrazione straordinaria e di subentrare a tali società nell'attuazione di contratti di servizio pubblico in materia di continuità territoriale, senza alcun esplicito riferimento alla società Alitalia; nella medesima formulazione originaria dell'articolo 79 si delineava un'idea progettuale che nei successivi interventi di modifica è stata progressivamente diluita fino ad arrivare a definire una compagnia dal perimetro assolutamente inadeguato e priva di quel ruolo di nuovo veicolo societario nato per risolvere la crisi di Alitalia e Cityliner in amministrazione straordinaria; è indubbio che una così rapida successione di modifiche sostanziali abbia di fatto condizionato profondamente il già complesso avvio della nuova compagnia, pregiudicandone l'effettiva partenza e determinando il concreto rischio di dover definitivamente rinunciare a una compagnia nazionale; l'audizione svolta presso la Commissione 8ª del Senato della Repubblica non ha sciolto i molti dubbi sulle modalità di assunzione del personale di ITA e sul piano industriale, in particolare con riferimento allo sviluppo del business plan . Nel corso della stessa audizione è stato, invece, confermato di non voler applicare il contratto collettivo nazionale di settore; è di tutta evidenza come un Paese come l'Italia non possa rinunciare a un asset strategico qual è la compagnia aerea nazionale. In quest'ottica gli accordi commerciali rappresentano un aspetto fondamentale per la definizione di un progetto strategico di lungo respiro, che consenta alla nuova compagnia di competere sul mercato, tenuto anche conto che l'attuale dimensionamento della flotta previsto dal piano industriale della nuova compagnia risulta insufficiente a garantire un livello minimo di presidio dei mercati, impegna il Governo: 1) a riconsiderare il progetto iniziale, delineato dal decreto-legge "cura Italia", per il rilancio di un nuovo vettore nazionale in grado di superare la crisi di Alitalia e Cityliner, realizzando un "progetto Paese" che veda nel vettore nazionale un veicolo di sviluppo per l'intero settore del trasporto aereo, con ricadute positive anche su altre filiere, come ad esempio quella del turismo; 2) a fornire alla ITA chiare linee strategiche per il consolidamento del mercato, anche attraverso alleanze commerciali per l'aumento dei voli di lungo raggio; 3) a garantire l'applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, considerato anche che si tratta di una società partecipata al 100 per cento dallo Stato; 4) a prevedere un minimo salariale garantito anche al fine di raggiungere prestazioni pensionistiche adeguate; 5) a rifinanziare il FSTA (fondo di solidarietà del trasporto aereo); 6) a prevedere l'assunzione di almeno l'80 per cento dei lavoratori da Alitalia, mantenendo l'anzianità di servizio maturata; 7) a garantire procedure di selezione del personale trasparenti e non discriminanti. Interpellanze Atto n. 2-00093 PAROLI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della transizione ecologica Premesso che: il settore dei trasporti rappresenta la seconda principale fonte di emissioni di anidride carbonica dopo la generazione di elettricità e riscaldamento, pari al 25 per cento delle emissioni globali e rappresenta anche uno degli ambiti in cui la decarbonizzazione pone più sfide, a causa della sua capillarità e dei vantaggi derivanti dall'uso dei combustibili fossili in termini di densità energetica e facilità di stoccaggio e trasporto; le difficoltà del processo di decarbonizzazione variano a seconda dei sottosettori, rendendo la sfida ancora più complessa nel processo decisionale; le strategie di riduzione delle emissioni attualmente sono concentrate sull'efficientamento dei veicoli e dei sistemi e sui cambiamenti delle modalità di trasporto ed elettrificazione; in particolare quest'ultima si sta rivelando relativamente semplice per i veicoli più piccoli che percorrono tragitti brevi e non trasportano carichi pesanti; ciononostante, per realizzare percorsi di decarbonizzazione che investano l'intero comparto dei trasporti, occorre promuovere una vera transizione verso i combustibili a basse emissioni di carbonio e la diffusione delle necessarie infrastrutture per sostenere l'innovazione su larga scala; lo sviluppo della tecnologia ad idrogeno e delle celle a combustibile, in tale contesto, costituisce indubbiamente un'importante quanto decisiva soluzione energetica non inquinante, che fa sperare in termini positivi in un futuro migliore e rappresenta al contempo una straordinaria iniziativa, che si prefigge l'obiettivo di accelerare la penetrazione nel mercato di tali nuove tecnologie; l'idrogeno costituisce infatti un vettore energetico flessibile, con potenziali applicazioni in tutti i settori dell'energia, trattandosi di uno dei pochi vettori energetici potenzialmente a zero emissioni, insieme all'elettricità e ai biocarburanti avanzati; tale vettore risulta altresì promettente nelle applicazioni della mobilità sostenibile, sia che si tratti di veicoli elettrici a celle combustibili (FCEV) come autovetture, camion e treni sia come materia prima per i carburanti sintetici per navi e aerei; in tale ambito, le celle combustibili trasformano carburanti ricchi di idrogeno in elettricità attraverso una reazione chimica; i veicoli elettrici FCEV utilizzano una cella combustibile, anziché una batteria, per alimentare il motore elettrico, sono quasi completamente silenziosi e non producono gas di scarico; i veicoli a idrogeno offrono vantaggi essenziali, quali tempi di rifornimento più brevi, maggiore autonomia con un pieno e un'impronta ecologica molto inferiore rispetto ai tradizionali veicoli elettrici con batterie al litio; tuttavia, i maggiori costi fissi e la carenza di infrastrutture abilitanti rappresentano le sfide principali che devono essere affrontate attraverso adeguati sostegno politico, innovazione tecnologia e investimenti; le misure contenute all'interno del piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato nel recente passato dal Parlamento (finalizzate a modernizzare il sistema Paese in una prospettiva post emergenziale legata agli effetti della pandemia), contengono significative misure in materia di energia sostenibile alternativa legata all'idrogeno, con particolare riferimento al settore dei trasporti, sia stradale che ferroviario e marittimo; ciononostante richiedono di essere affiancate da ulteriori interventi, in grado di consentire una transizione energetica efficiente e rigorosa, mettendo le basi per un forte stimolo all'economia e all'occupazione per i prossimi anni a venire, nel settore della mobilità italiana, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se non convengano che sia opportuno e necessario integrare gli interventi già previsti all'interno del PNRR con ulteriori misure in favore della mobilità sostenibile ad idrogeno, volte a: a) prevedere piani operativi di sviluppo dell'infrastruttura di rifornimento di idrogeno, con assegnazione delle risorse necessarie; b) coinvolgere i centri di competenza e le università in sinergia, con la collaborazione delle aziende del settore automotive , dei trasporti e della logistica; c) definire un quadro legislativo e regolatorio più snello e semplice in grado di garantire un'armonizzazione delle norme e degli standard , in linea con gli altri Paesi europei; d) introdurre un piano di incentivi e defiscalizzazioni che favorisca nell'ottica della neutralità tecnologica la promozione e l'immissione sul mercato dell'idrogeno; e) rafforzare la ricerca e lo sviluppo nelle aree più innovative, nell'ambito della mobilità sostenibile legata all'idrogeno; f) incrementare gli interventi anche con l'introduzione di misure agevolative fiscali, volte a potenziare le stazioni ad idrogeno lungo l'asse stradale e autostradale nazionale, incluso quello ferroviario e marittimo, nel rispetto degli standard di massima sicurezza per le procedure di approvazione dei progetti su fonti rinnovabili. Atto n. 2-00094 CONZATTI Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, comma 650, della legge n. 178 del 2020 (legge di bilancio per il 2021), novellando il comma 114 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020), ha stanziato 50 milioni di euro destinati al ristoro delle rate di finanziamento o del canone di leasing , la cui scadenza è compresa tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, relativa agli acquisti di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M2 e M3 effettuati a partire dal 1° gennaio 2018 dalle imprese che svolgono il servizio di trasporto passeggeri su strada ai sensi delle legge n. 218 del 2003; il comma 115 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019 escludeva la cumulabilità di tali risorse con altre agevolazioni, relative alle medesime tipologie di investimenti, incluse quelle concesse a titolo di aiuti de minimis ; l'articolo 29 -ter del decreto-legge n. 41 del 2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 69 del 2021 (decreto-legge "sostegni"), ha rivisto la norma, modificando il regime di ammissibilità degli aiuti alle imprese con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato e sopprimendo il divieto di cumulo con altre agevolazioni; tale intervento legislativo elimina i precedenti vincoli per l'utilizzo delle risorse che sono fondamentali per le aziende che svolgono il servizio di trasporto passeggeri su strada, ai sensi della legge n. 218 del 2003, duramente colpite in questa fase di crisi sanitaria, che ha portato al blocco dell'attività turistica e possono permettere il rilancio del loro settore a livello nazionale ed internazionale; considerato che per l'attuazione delle norme citate, l'articolo 1, comma 117, della legge n. 160 del 2019 prevede l'adozione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, al fine di disciplinare le modalità e i termini di presentazione delle domande di contributo per i veicoli destinati al trasporto passeggeri, i criteri di valutazione delle domande, l'entità del contributo massimo riconoscibile, anche al fine di garantire il rispetto del limite di spesa, nonché le modalità di erogazione dello stesso, si chiede di sapere quale sia lo stato di attuazione delle disposizioni previste nella legge di bilancio per il 2020, così come modificate dai successivi provvedimenti, destinate al ristoro delle rate di finanziamento o del canone di leasing concernenti gli acquisti di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M2 e M3 da parte delle imprese che svolgono il servizio di trasporto passeggeri su strada ai sensi della legge n. 218 del 2003 e in particolare della norma che prevede l'adozione, da parte dell'attuale Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di un decreto che disciplini la richiesta e l'erogazione del contributo per le suddette imprese. Interrogazioni Atto n. 3-02846 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: sulla base dell'articolo 133 del Regolamento dell'Unione europea e dell'articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al Parlamento europeo è stata recentemente presentata una risoluzione poi approvata in merito all'orticaria acquagenica; l'orticaria è una patologia che colpisce circa il 20 per cento della popolazione in modo occasionale, ma è una malattia estremamente rara, consistente in una reazione allergica al contatto cutaneo con l'acqua, che induce la formazione di orticaria la cui gravità è connessa con la durata e l'intensità dell'esposizione; le cause dell'orticaria acquagenica sono sconosciute, ma diverse ricerche l'hanno associata a un disordine immunitario causato in particolare dall'HIV o dall'epatite C (1997) come pure da un'intolleranza al lattosio (2002); le opzioni terapeutiche contro l'orticaria acquagenica si limitano essenzialmente a taluni medicinali, in particolare gli antistaminici, la cui efficacia pare dimostrata, ma non esiste alcun trattamento preventivo; tale patologia comporta notevoli disagi nella vita quotidiana delle persone colpite, data la difficoltà di limitare qualsiasi contatto con l'acqua, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto per un adeguato riconoscimento di questa malattia e per un suo inserimento tra i LEA, anche sulla base delle nuove ricerche attivate a livello europeo. Atto n. 3-02847 GIAMMANCO RIZZOTTI PAPATHEU Al Ministro della salute Premesso che: con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta della Commissione di vigilanza antidoping , pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2021, veniva vietato l'utilizzo per uso sistemico del farmaco deidroepiandrosterone, più comunemente chiamato "Dhea", essendone consentito l'uso solo topico in forma di gel o crema; la ratio della norma era quella di prevenire l'uso del Dhea come farmaco dopante, in vista delle olimpiadi di Tokyo, poiché esso, avendo un effetto anabolizzante sulla muscolatura, è inserito nell'elenco delle sostanze dopanti predisposto dal Comitato olimpico; considerato che: l'utilizzo del Dhea è fondamentale nella terapia delle donne in menopausa, nonché per chi è affetto da deficit ipofisario, surrenalico e gonadico, essendo esso un ormone naturalmente prodotto dal nostro corpo la cui carenza provoca gravi scompensi; la Società italiana di endocrinologia e la Società italiana di ginecologia ed ostetricia hanno rivolto un appello al Ministro in indirizzo, affinché predisponga una deroga in modo tale che il deidroepiandrosterone sia ancora prescrivibile per uso sistemico nei pazienti con comprovata carenza dell'ormone, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia intenzione di provvedere in modo celere a colmare il vulnus descritto e in quale tempistica, considerando il rischio inflitto alla salute di tantissime donne e uomini affetti da carenza di Dhea. Atto n. 3-02848 ALESSANDRINI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: le Fattorie Novelli sono una nota azienda umbra, che si occupa da anni della produzione di uova presso due siti produttivi, uno a Casalta, località sita nel comune di Amelia, in provincia di Terni, dove si trovano i capannoni con le galline, e l'altro a Spoleto, in provincia di Perugia, dove viene gestita la fase di confezionamento; il gruppo vive molte difficoltà dopo l'ultimo fallimento del 2017, a seguito del quale è stato preso in gestione dalle curatele dei creditori di Alimenti italiani e Fattorie Novelli; in data 11 gennaio 2021 il Tribunale di Terni ha respinto la richiesta di concordato in bianco avanzata dall'amministratore; l'andamento della vicenda mette a rischio non soltanto l'azienda, ma anche i lavoratori, ai quali non sono state pagate le tredicesime mensilità, né il TFR per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato; i capannoni di Casalta, sotto assedio da parte dei creditori, sono stati messi all'asta e sono stati aggiudicati da parte del gruppo Eurovo; al momento, l'assegnatario sta prendendo possesso dei capannoni, mentre i dipendenti occupati presso il sito rimangono a carico di Alimenti italiani e Fattorie Novelli in fallimento; i sindacati chiedono giustamente di sapere quali siano le intenzioni del gruppo Eurovo in merito alla riassunzione dei lavoratori impiegati presso Casalta e quali ammortizzatori sociali verranno messi a disposizione per traghettare il sito al momento di conclusione dei lavori sui capannoni; è altresì necessario conoscere i progetti industriali in merito agli altri siti produttivi, si chiede di sapere: se non si intenda procedere ad un'urgente convocazione di uno specifico tavolo di crisi su "Alimenti italiani e Fattorie Novelli" presso la struttura di crisi di impresa del Ministero dello sviluppo economico con tutte le parti interessate in modo da realizzare interventi concreti; quali iniziative di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di evitare che la crisi industriale del gruppo possa mettere a repentaglio i posti di lavoro di tutti coloro i quali sono occupati presso i siti produttivi umbri. Atto n. 3-02850 CORRADO Ai Ministri della cultura e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sommerso, fenomeno dilagante nel settore musicale dello spettacolo (soprattutto in occasione di piccoli eventi, ancorché di musica classica), affligge non poco gli artisti del raggruppamento A del Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS), già Ente nazionale previdenza e assistenza lavoratori dello spettacolo (ENPALS), quello decisamente più numeroso; con delibera del 27 febbraio 2019, presso le Commissioni riunite XI (Lavoro pubblico e privato) e VII (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati è stata predisposta una "indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo", allo scopo di elaborare un documento che contenesse i risultati della ricognizione statistica e le eventuali ipotesi di intervento normativo in un settore da decenni bisognoso di mirati adeguamenti legislativi; a partire dal 30 aprile 2019, sono state avviate le audizioni di INPS/FPLS, ISTAT, dirigenti ministeriali (dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della cultura), sindacati confederali e di un notevole numero di associazioni rappresentative del comparto dello spettacolo, tra cui l'associazione nazionale denominata, non a caso, "SOS musicisti", nata nel 2012 con lo scopo di portare all'attenzione delle istituzioni le criticità del settore, individuate con notevole puntualità sul proprio sito web nel "Manifesto dei musicisti", dove al primo posto figura proprio il sommerso; nel corso dell'indagine, fin dalla prima audizione è stato posto l'accento sul sommerso, senza che emergesse adeguatamente, però, il fatto che tale fenomeno è in gran parte riconducibile alle complesse normative dei versamenti contributivi e agli alti costi dei contributi stessi in presenza di eventi minori con budget pressoché irrilevanti, e neanche il fatto che lo stesso lavoro sommerso, con evidente omissione contributiva, sembrerebbe non aver pari in alcun'altra categoria di lavoratori, come circostanziato nella memoria meticolosamente da SOS musicisti e presentata nel corso dell'audizione svolta il 21 ottobre 2020; per avvicinarsi alle dimensioni del sommerso, tuttora sfuggenti e tali da determinarne una certa sottovalutazione, ci si potrebbe basare sul numero dei borderò consegnati dalla SIAE negli eventi in cui c'è musica, numero che la stessa SIAE attesta essere stato, in epoca pre COVID, prossimo a 1,5 milioni annui. Poiché a ciascun borderò corrisponde una prestazione musicale con una media verosimile di almeno tre elementi, si arriva, probabilmente per difetto, a circa 4,5 milioni di prestazioni musicali annue di singoli artisti, alle quali dovrebbero corrispondere altrettante giornate lavorative con relativo versamento contributivo. A fronte di un numero noto di contributi versati in un anno dal raggruppamento A, quello dei contributi omessi potrebbe allora ricavarsi da una semplice sottrazione; l'indagine della Camera si è conclusa a marzo 2021 con un documento che auspica interventi sul welfare tesi ad avvicinarlo a quello dei lavoratori di categorie non di spettacolo: l'introduzione di indennità di discontinuità per i periodi di non lavoro tipici del settore, poiché a ciascuna performance corrispondono necessari periodi di prove (a volte di lunga durata), nonché di indennità di malattia, di genitorialità, eccetera, mentre il problema del sommerso dilagante è rimasto ai margini; considerato che: poco dopo la conclusione dell'indagine conoscitiva, in Senato sono state avanzate quattro proposte di legge di riforma del welfare per lo spettacolo, unificate in un documento di sintesi dal titolo: "Testo unificato adottato dalle Commissioni riunite per i disegni di legge n. 2039, 2090, 2127, 2218", dove il sommerso non compare affatto (si veda un articolo di "sosmusicisti"); lo stesso Ministro in indirizzo, nella replica ad un'interrogazione con risposta immediata (3-02385) della deputata Di Giorgi fornita il 7 luglio 2021, afferma: "Molte di queste misure, sono state anticipate dall'articolo 66 del decreto 'Sostegni bis' per farle entrare in vigore subito. Tra queste l'adeguamento al trattamento pensionistico a carattere discontinuo, così come le forme di tutela in caso di malattia e l'introduzione di un'indennità per la disoccupazione dei lavoratori autonomi dello spettacolo detta Alas. Il disegno di legge propone la riapertura della delega legislativa di riforma dello spettacolo in forza della quale il governo potrà adottare decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni riguardanti l'intero settore. Il percorso parlamentare è del tutto aperto e il governo è disponibile ad accogliere tutte le osservazioni e le proposte che il Parlamento farà non solo perché su questo è evidentemente sovrano, ma perché sarebbero frutto di un lavoro che è durato mesi e che è culminato con l'indagine conoscitiva"; né nel disegno di legge di sintesi del Senato, né nel citato art. 66 del decreto-legge "sostegni bis" n. 73 del 2021 si ritrova, però, il benché minimo accenno di proposte di soluzione al problema del sommerso, si chiede di sapere: se il Ministro della cultura non ritenga di porre il problema del sommerso nel settore musicale dello spettacolo all'attenzione al "gruppo di lavoro" di esperti di cui al decreto ministeriale 25 marzo 2021 e di consentire anche la partecipazione dell'associazione SOS musicisti ai tavoli di confronto; se il Ministro del lavoro non voglia farsi promotore, presso l'INPS, di un tentativo di accertamento dell'entità del sommerso basato sul calcolo richiamato in precedenza, in modo da favorire una più realistica percezione dell'entità del fenomeno e la ricerca di possibili soluzioni. Atto n. 3-02852 MANTOVANI LANZI MONTEVECCHI DONNO VANIN PRESUTTO ROMANO TRENTACOSTE CROATTI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: alcuni sindacati di categoria hanno portato alla conoscenza di diverse autorità istituzionali l'anomala situazione contrattuale in cui verserebbero i lavoratori dell'azienda SETA S.p.A., che gestisce i servizi di trasporto pubblico locale nei bacini delle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza; la società, sin dalla sua nascita, non avrebbe mai armonizzato i contratti di secondo livello in essere presso le tre precedenti aziende mantenendo così una gestione differenziata di normativa e salario tra i dipendenti impegnati nei tre bacini. Ciò ha comportato, e comporta tuttora, una discriminazione economico-normativa tra i dipendenti della stessa azienda a seconda di quale territorio siano assegnati; è stato siglato un quarto accordo per i lavoratori assunti dopo il 2012, a cui si applica esclusivamente il solo contratto collettivo nazionale di lavoro autoferrotranvieri, e solo alcune indennità sarebbero state erogate ai lavoratori provenienti dalle ex società assorbite in SETA. Secondo i sindacati quest'ultimo accordo, che doveva essere temporaneo per i lavoratori che si apprestavano ad entrare in azienda, è invece diventato consolidato, rappresentando il contratto applicato alla generalità dei lavoratori neo assunti nei tre territori gestiti da SETA; nei diversi territori si assisterebbe a diverse "rimodulazioni" del contratto di assunzione post 2012, che di fatto avrebbe generato un'ulteriore diversificazione contrattuale tra i dipendenti a seconda della provincia in cui vengono assunti; di fatto, ci si trova a dover gestire, al posto di un unico contratto "armonizzato", ben 6 contratti diversi all'interno della stessa azienda; tale stato di cose genererebbe disparità macroscopiche di applicazione di istituti contrattuali tra i tre bacini e tra gli stessi lavoratori occupati nello stesso bacino, nonché un continuo turn over di lavoratori, incompatibile con il giusto valore da dare alla conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della vita privata e familiare; siffatta situazione comporta delle evidenti discriminazioni contrattuali tra lavoratori di pari grado e anzianità aziendale con conseguente mancanza di fiducia dei lavoratori verso l'azienda. Questi ultimi operano spesso su nastri di lavoro fino a 14 ore non omogenei sui tre bacini, con un diverso grado di fruizione degli istituti economico-normativi frammentati, disaggregati, e non uniformemente concessi tra i tre bacini; sempre secondo i sindacati, l'azienda non avrebbe gestito in modo trasparente e corretto alcuni istituti contrattuali, come gli straordinari e i congedi parentali non pagati e turni di allattamento non corretti; per queste ragioni si sono susseguiti molteplici scioperi per sollevare le problematiche esposte ma invano, visto che tuttora esse permangono irrisolte; quanto esposto contrasterebbe, pertanto, con quanto disposto dalla normativa vigente e con i principi previsti dal nostro ordinamento giuridico, vigendo il divieto di discriminazione in generale nelle condizioni di lavoro, con particolare riferimento al divieto di discriminazione retributiva e in materia di tutela della maternità e paternità, così come stabilito dallo stesso codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo n. 198 del 2006, e con quanto stabilito dagli articoli 2087 del codice civile e articolo 32 della Costituzione, per cui il datore di lavoro ha il dovere di assicurare al lavoratore condizioni di lavoro adeguate atte a preservare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro quali beni di rilevanza costituzionale; considerato inoltre che: le precarie condizioni professionali, sia psicofisiche che economiche, dei lavoratori dell'azienda SETA danneggiano anche il sistema di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano; nell'attuale periodo di attuazione delle diverse prescrizioni restrittive per il settore dei trasporti, conseguenti alla crisi sanitaria, è emerso come il servizio di trasporto pubblico locale e in particolare scolastico svolto a Modena, Reggio Emilia e Piacenza sia assolutamente inadeguato, viste anche le particolari caratteristiche orografiche del territorio; l'inefficienza del servizio rischia di nuocere la salute e la sicurezza degli studenti e passeggeri, oltre a recare gravi danni all'ambiente, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, nei limiti delle rispettive attribuzioni, ritengano opportuno adottare, anche attraverso la convocazione di un tavolo con le parti aziendali e sindacali interessate, per addivenire al più presto ad una soluzione affinché venga applicato e osservato presso l'azienda il principio di parità di trattamento economico-normativo tra i diversi lavoratori, e, in generale, affinché vengano osservati livelli di maggior tutela dei diritti, di salute ed economici, per il personale del trasporto pubblico locale, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente e con i principi previsti dall'ordinamento giuridico in materia. Atto n. 3-02853 MARINO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della cultura Premesso che: con il passaggio del servizio di tesoreria alla Banca d'Italia, nel 1999, dalla tesoreria centrale dello Stato vennero traslocati nella succursale di Roma di via dei Mille 419 plichi, costituiti da depositi provvisori a cauta custodia, contenenti beni preziosi e oggetti di alto valore storico e artistico, inclusi una rilevante quantità di beni riferibili alla Casa Savoia e numerosi cimeli appartenuti a Benito Mussolini, tra i quali figurano oggetti di particolare fama, come il collare dell'ordine supremo della Santissima Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoia, che celebrava l'adesione all'omonimo ordine cavalleresco, fondato nel 1362; nel 1978, con decreto del Ministro delle finanze, venne istituita una prima commissione interministeriale che, dopo aver completato una ricognizione degli oggetti contenuti nei plichi e del loro valore storico-artistico oltre che commerciale, individuò la destinazione finale di tali beni, formulando delle proposte alle quali non venne dato seguito, sebbene esse fossero state condivise anche dall'allora Ministro; pertanto tra il 2005 e il 2006, presso la Ragioneria generale dello Stato, si costituì un gruppo di lavoro che si occupò in particolare della ricognizione di 63 dei 419 plichi, e le cui attività ebbero come principale esito la determina direttoriale del Dipartimento dell'amministrazione generale del Ministero dell'economia e delle finanze del 28 settembre 2011, con la quale venne dichiarata la proprietà dello Stato dei beni confiscati a Benito Mussolini, presenti nei depositi provvisori n. 517, n. 519 e n. 520, i quali, conseguentemente, dovrebbero ora figurare nell'inventario del Ministero; considerato che: alcuni dettagli di questa vicenda vennero illustrati al Parlamento in seguito ad una serie di interrogazioni svolte in 6a Commissione permanente del Senato tra il 2016 e il 2017, momento in cui, secondo quanto si apprese in tale sede, il Ministero dell'economia aveva avviato la procedura di verifica dell'interesse storico e culturale presso il Ministero per i beni e le attività culturali dei cimeli dichiarati proprietà dello Stato; il Governo, inoltre, secondo quanto allora comunicato alla 6a Commissione, si impegnava ad assumere le idonee iniziative per completare l'inventario dei restanti beni, al fine di assicurarne la loro fruizione e valorizzazione, ovvero di valutare ed approfondire una serie di proposte tecniche già enucleate dal Ministero dell'economia, riguardanti lo sviluppo di un modello procedurale ed organizzativo che servisse a delineare un progetto di collocazione definitiva dei beni contenuti nei plichi; considerato quindi che: secondo quanto noto all'interrogante, nessuna delle procedure che risultavano in corso nel 2017 è stata portata a termine, o quantomeno, non si è data pubblica notizia degli esiti; in particolare, la procedura di verifica dell'interesse storico-culturale dei beni appartenuti a Mussolini non ha condotto alla loro valorizzazione, ovvero alla loro fruizione da parte del pubblico, in contrasto con i principi riguardanti la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, così come enunciati dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, relativamente alle loro rispettive competenze, intendano informare circa lo stato attuale delle procedure di completamento della ricognizione dei beni custoditi presso la Banca d'Italia, ovvero delle attività di valorizzazione e fruizione riguardanti i cimeli appartenuti a Mussolini ed ora dichiarati proprietà dello Stato; se siano prospettabili dei tempi certi per il completamento delle stesse attività, inclusa l'attuazione di un piano di destinazione finale di tuti i beni, che riguardi anche ulteriori provvedimenti di acquisizione, nonché eventuali alienazioni; se sia possibile condividere con il Senato la documentazione relativa a tale vicenda, in particolare: i verbali stilati in sede di trasferimento dei plichi presso la Banca d'Italia, con la descrizione del contenuto dei plichi; le proposte formulate dalla commissione interministeriale del 1978; il rapporto del gruppo di lavoro che ha operato tra il 2005 e il 2006. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02845 PARRINI MALPEZZI FERRARA MIRABELLI BITI COLLINA D'ARIENZO CIRINNA' ALFIERI ASTORRE BOLDRINI CERNO COMINCINI D'ALFONSO FEDELI FERRAZZI GIACOBBE IORI LAUS MANCA MARCUCCI MARGIOTTA MARILOTTI MISIANI NANNICINI PINOTTI PITTELLA RAMPI ROJC ROSSOMANDO STEFANO TARICCO VALENTE VATTUONE VERDUCCI ZANDA Al Ministro dell'interno Premesso che: da tempo l'ANPI denuncia la vendita, tramite siti internet , di oggetti che inneggiano e richiamano al fascismo, soprattutto in prossimità di ricorrenze o celebrazioni che si rifanno al ventennio; uno dei siti segnalati, che risulta essere fra i più consultati e utilizzati, è "Ferlandia", sito a Predappio (Forlì Cesena); da un'inchiesta dell'emittente web "Radio Immagina", risulterebbero in vendita anche oggetti contundenti e pericolosi per la collettività fatti recapitare agli acquirenti con assoluta discrezione; la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del Partito nazionale fascista; l'intero impianto normativo della nostra Repubblica persegue e condanna rievocazioni e celebrazioni di stampo fascista, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative necessarie e urgenti intenda intraprendere al fine di porre immediatamente fine a qualunque attività posta in essere in aperta violazione del dettato costituzionale. Atto n. 3-02849 ROMAGNOLI GALLICCHIO GAUDIANO GUIDOLIN MATRISCIANO MONTEVECCHI PAVANELLI PRESUTTO ROMANO TRENTACOSTE VANIN Al Ministro della salute Premesso che: per l'abbattimento della mortalità causata da tumori e per aumentare la speranza di vita dei pazienti oncologici, trattamenti tempestivi e utilizzo di terapie innovative costituiscono strumenti chiave; in particolare, la radioterapia è volta all'eradicazione delle cellule tumorali, evitando danni ai tessuti sani e agli organi a rischio circostanti, attraverso macchine chiamate acceleratori lineari o LINAC; a tale scopo le recenti innovazioni si sono tradotte in un miglioramento nel contornamento ( contouring ) dei volumi di interesse e nell'ottimizzazione del calcolo delle dosi di radiazioni; la radioterapia oncologica adattiva di ultima generazione consente di adattare in tempo reale i fasci di radiazioni nel corso di una seduta, in base alla posizione del bersaglio tumorale che muta anche a causa del movimento naturale degli organi; si può quindi fornire al paziente un trattamento altamente personalizzato ed efficace con radiazioni in grado di colpire i tumori con una precisione millimetrica, con minori effetti collaterali rispetto ad altri tipi di trattamenti e senza alterare il sistema immunitario; l'intelligenza artificiale permette di guidare la pianificazione dei trattamenti, il monitoraggio delle dosi e il processo di adattamento. L' adaptive intelligence , risultato della convergenza dei concetti di terapia adattiva e tecnologia basata su intelligenza artificiale, favorirà una vera e propria rivoluzione nella lotta contro il cancro; l' upgrade e update dei nuovi strumenti software per la pianificazione, l'adattamento e l'esecuzione del trattamento permettono di migliorare continuamente la qualità delle cure; la protonterapia è una particolare forma di radioterapia usata nel trattamento e cura di alcuni tipi di tumori difficilmente operabili e nel caso di tumori pediatrici. Grazie alla precisione con cui possono essere controllate le radiazioni di protoni, la protonterapia risulta essere una terapia efficace, con ridotti effetti collaterali, e comporta una ridotta probabilità di insorgenza di tumori secondari; a differenza della chirurgia e della chemioterapia, con la radioterapia i pazienti possono limitare la permanenza nelle strutture sanitarie alle sole sedute necessarie per il trattamento, continuando a svolgere normalmente le loro attività quotidiane durante le cure. Inoltre i trattamenti sono più veloci e richiedono un minor numero di sedute, e tutto questo genererebbe anche risparmi per il sistema sanitario nazionale; considerato che: la radioterapia è raccomandata nel 50-60 per cento dei casi di tumore ed è in grado di eliminare circa il 40 per cento di questi, da sola o in combinazione con altri trattamenti; la European society for radiotherapy and oncology stima che debbano esserci almeno 7 LINAC per milione di abitanti per garantire un servizio minimo. Solo i Paesi europei più virtuosi contano 8-9 acceleratori ogni milione di abitanti a differenza degli altri Paesi che sono al di sotto; il report della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (FAVO) del 2020 indica che già nel 2019 ben 196 acceleratori lineari (il 45,5 per cento dei 430 funzionanti in Italia) avevano più di 10 anni d'età; la FAVO stima anche un aumento della domanda di radioterapia in Italia entro il 2025 del 16 per cento e la necessità quindi di un aumento del 20 per cento dei LINAC funzionanti al fine di arrivare a un numero complessivo di 511 acceleratori lineari in Italia nel 2025; rilevato che: la missione 6 salute del piano nazionale di ripresa e resilienza prevede nella componente 2 l'investimento 1.1, volto all'ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero e secondo quanto emerge dalle schede tecniche trasmesse a Bruxelles, è prevista la sostituzione di solamente 81 acceleratori lineari; l'adroterapia e la protonterapia sono entrate a far parte dei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) il 19 marzo 2017; la completa operatività del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei LEA è subordinata all'entrata in vigore dei nuovi nomenclatori da approvare con decreto interministeriale di definizione delle tariffe massime nazionali relative alle prestazioni (cosiddetto decreto tariffe). Fino all'approvazione di tale decreto interministeriale resteranno in vigore i nomenclatori vigenti risalenti l'uno al 1996 (specialistica ambulatoriale) e l'altro al 1999 (assistenza protesica); alcune delle nuove prestazioni potrebbero essere già erogate extra LEA da alcune Regioni se in equilibrio economico, ma questo determina inique disparità territoriali, si chiede di sapere: quale sia il criterio con cui è stata determinata la stima di 81 acceleratori lineari da sostituire nel quadro del PNRR e quali Regioni saranno coinvolte; quali siano i dati precisi relativi all'obsolescenza degli acceleratori lineari in tutto il Paese e con quale criterio si determini l'obsolescenza dei LINAC; se il Ministro in indirizzo intenda garantire una celere e urgente adozione del cosiddetto decreto tariffe, al fine di garantire il rispetto dei LEA su tutto il territorio nazionale e quindi l'erogazione di trattamenti di radioterapia e protonterapia; se altresì intenda garantire il potenziamento dell'offerta complessiva di radioterapia adattativa di ultima generazione attraverso l'incremento della dotazione di LINAC e prevedere adeguati investimenti per il costante aggiornamento tecnologico e per far fronte al problema dell'obsolescenza delle apparecchiature utilizzate. Atto n. 3-02851 CUCCA Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: al fine di garantire i servizi aerei di continuità territoriale da e per la Sardegna dopo il 15 ottobre 2021, data a partire dalla quale, a causa della cessazione delle attività di Alitalia, non è attualmente possibile prenotare un voto, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, in data 14 settembre 2021, ha adottato il decreto ministeriale n. 357, con il quale si consente alla Regione di selezionare con rito abbreviato una nuova compagnia aerea per i prossimi 7 mesi; tale decreto riguarda le rotte da Cagliari, Olbia e Alghero verso Roma Fiumicino e Milano Linate, poiché attualmente non assicurate dal libero mercato; la misura è stata formulata di intesa con la Commissione europea, con la quale, secondo quanto si apprende, si starebbe concludendo un confronto finalizzato a completare le attività per l'affidamento a procedura ordinaria dei servizi di volo per la continuità territoriale anche dopo il trascorrere dei 7 mesi, ovvero su un arco di tempo pluriennale; considerato che: il bando agevolato stabilito sulla base del decreto è scaduto il 29 settembre e ha visto presentare delle offerte da sole due compagnie: ITA e Volotea; il 1° ottobre, la Regione Sardegna rendeva noto che, nonostante Volotea avesse presentato l'offerta più vantaggiosa, la documentazione fornita dalla compagnia per tutte le rotte oggetto del bando risultava carente in modo insanabile; considerato quindi che: nonostante ITA sia l'unica compagnia in gara e l'aggiudicazione finale delle rotte fosse attesa già il 30 settembre 2021, continuano a susseguirsi numerosi rinvii, che, secondo quanto si apprende, sarebbero dovuti a un "supplemento di indagine" anche nei confronti di ITA, alla quale sarebbero stati richiesti dei documenti sulla consistenza della flotta; la mancata proclamazione del vincitore a soli 9 giorni dall'interruzione dei servizi di Alitalia, pertanto, desta particolari preoccupazioni circa la possibilità concreta di scongiurare l'isolamento aereo della Sardegna, soprattutto in una situazione in cui si stanno svolgendo degli accertamenti nei confronti dell'unica compagnia in gara, si chiede di sapere: quali urgenti misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la tempestiva proclamazione del vincitore del bando emergenziale per i voli in continuità con la Sardegna e quindi l'organizzazione delle rotte oggetto del decreto ministeriale citato, parallelamente alla possibilità di effettuare le prenotazioni sulle stesse già nei prossimi giorni; quali siano le soluzioni a lungo termine che, seguendo anche le indicazioni dell'Unione europea, intende approntare al fine di garantire la continuità territoriale aerea con la regione allo scadere del periodo coperto dalla procedura emergenziale. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-06070 SACCONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: recentemente sono emersi fatti di cronaca riguardanti il mondo dello sport, nello specifico la sfera delle gare motociclistiche; il 25 settembre 2021, durante una delle gare della "Superbike" sul circuito di Jerez de La Frontera (Spagna), ha perso la vita Dean Berta Vinales, 15 anni, a causa di un incidente mentre disputava il campionato mondiale "Supersport 300"; secondo le prime ricostruzioni pare che sia caduto e successivamente investito dai piloti che lo stavano seguendo; mesi prima, ancora, il mondo delle moto aveva perso altre due giovani vite, Jason Dupasquier, 20 anni, in data 30 maggio 2021 sul circuito del Mugello, in provincia di Firenze, ed il giovanissimo pilota Hugo Millan, 14 anni, in data 25 luglio 2021 sul circuito di Aragon (Spagna) durante la "European talent cup", questi ultimi due a causa di incidenti analoghi; ad oggi, dopo i fatti descritti sempre più frequenti, bisogna tutelare maggiormente la promozione di questa disciplina rendendola più sicura; non si può fare finta di nulla di fronte alle numerose vittime in età spesso adolescenziale; il numero dei partecipanti è piuttosto elevato (in media 40 corridori); schierare 40 piloti per lo più giovanissimi e con poca esperienza aumenta senza ombra di dubbio il rischio di incidenti in gara; dalla tragedia di Ayrton Senna nella Formula 1, sicuramente si è fatto tanto in termini di sicurezza, ma è arrivato il momento di adottare provvedimenti più stringenti anche in queste competizioni, si chiede di sapere se e quali azioni il Governo intenda intraprendere affinché vi sia un accurato controllo sulla gestione della sicurezza delle piste, in particolar modo per quanto riguarda le vie di fuga e le soste di emergenza. Atto n. 4-06071 ORTIS ANGRISANI ABATE MONTEVECCHI LONARDO VANIN BOTTO LANNUTTI Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: i Governi succedutisi alla guida del Paese in quest'ultimo anno e mezzo hanno provato a sostenere, mediante l'adozione di alcuni decreti, svariate attività produttive e commerciali duramente colpite dalle misure volte a limitare, durante l'emergenza epidemiologica tuttora perdurante, la diffusione del COVID-19; nello specifico, a partire dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto rilancio), talune attività commerciali, svolgenti prevalentemente attività di somministrazione di bevande e cibi, sono state esentate dal pagamento della TOSAP (tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche) e dal COSAP (canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche); l'esenzione è stata però circoscritta soltanto ad alcune categorie: altre attività commerciali non hanno potuto godere dei benefici previsti dalla normativa; è il caso, ad esempio, delle imprese che, in virtù di specifica autorizzazione dell'ente comunale, esercitino attività di commercio su area pubblica a carattere permanente, concessionari in uso di suolo pubblico con chiosco per attività di rivendita libri, i quali sono stati sollecitati dalle autorità comunali al pagamento delle tasse suddette per gli anni 2020 e 2021, anche per i mesi in cui non hanno potuto svolgere la loro attività a causa, come detto, delle misure restrittive di contenimento del coronavirus; considerato che la disparità di trattamento tra le categorie che somministrano bevande e quelle che vendono libri non appare, a parere degli interroganti, giustificata in alcun modo, anzi: business certo più lucrosi, come appunto quelli della ristorazione, sono stati beneficiati dalle esenzioni menzionate, lasciando ai concessionari di suolo pubblico per la rivendita di libri, e ai loro non certo elevati guadagni, l'onere di versare alti tributi (nell'ordine di migliaia di euro) alle casse comunali, si chiede di sapere se vi sia l'intenzione di intraprendere iniziative atte a riparare la disparità di trattamento, prevedendo rimborsi ed esenzioni tributarie volti ad alleviare le sofferenze economiche patite dai venditori di libri in tempo di pandemia. Atto n. 4-06072 BRIZIARELLI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: già in precedenza numerosi atti di sindacato ispettivo hanno segnalato il problema della cattiva qualità delle mascherine distribuite gratuitamente nelle scuole italiane; addirittura una circolare del Ministero della salute evidenzia la "non conformità" delle mascherine facciali riconducibili a determinati lotti e, di conseguenza, invita il Ministero dell'istruzione ad assicurare la massima divulgazione di questo avviso; invece, ancora oggi, molti genitori e studenti denunciano la distribuzione nelle scuole di mascherine maleodoranti e scadenti sotto il profilo della protezione e della vestibilità, con il risultato che in pochi le indossano e per questo i genitori si ritrovano a dover acquistare altre mascherine; oltre a costringere le famiglie ad un ulteriore esborso economico, oltre all'enorme spreco di denaro pubblico impiegato per l'acquisto, il trasporto e lo smaltimento di queste mascherine scadenti, resta il messaggio negativo dato ai ragazzi, ai quali si chiede costantemente di stare attenti agli sprechi e all'inquinamento ambientale; in un Paese civile devono essere le istituzioni ad adoperarsi nell'affrontare e risolvere in poco tempo queste problematiche senza bisogno di denunciarle in televisione, si chiede di sapere: per quali ragioni si continui a distribuire nelle scuole mascherine di qualità scadente e non conformi agli standard tecnici, malgrado le numerose segnalazioni di cittadini e istituzioni; che cosa il Ministro in indirizzo intenda fare per risolvere la situazione. Atto n. 4-06073 NUGNES Ai Ministri per la pubblica amministrazione e della salute Premesso che: la trasparenza negli organigrammi e nella gestione dei dipartimenti delle aziende sanitarie locali è della massima importanza per garantire l'efficacia, l'efficienza e l'equità nella pubblica amministrazione in generale e nelle strutture sanitarie in particolare, specie in tempi di pandemia; le procedure nei concorsi e negli avvisi pubblici devono essere particolarmente trasparenti e aliene da ogni tipo di conflitto di interessi, specie se palesi e di pubblico dominio, nell'interesse delle aziende sanitarie, degli utenti e della cittadinanza in generale; la ASL NA1 centro è da tempo oggetto di valutazione dal punto di vista della corretta gestione amministrativa, sanitaria, del personale e quanto al rapporto con la sanità privata accreditata; considerato che, per quanto risulta all'interrogante: nel verbale n. 630 del 29 giugno 2020 pubblicato dall'azienda sanitaria, relativo all'avviso pubblico per il conferimento dell'incarico quinquennale di direttore dell'unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile si legge: "la Commissione, inoltre, stabilisce che il colloquio è svolto con porte chiuse con un candidato alla volta"; come si evince dal documento (avente come oggetto "nomine nel dipartimento di salute mentale") inviato il 1° luglio 2021 da pressoché tutte le sigle sindacali dei dirigenti di Napoli (AAROI EMAC, ANAAO ASSOMED, ANPO ASCOTI FIALS Medici, CGIL Medici, CIMO, CISL Medici, Fassid, Federazione Medici UIL FPL, FESMED, FVM) al direttore generale della ASL Napoli 1 centro (e che allo stato non ha ancora ricevuto risposta), l'ipotesi che tale modus operandi sarebbe stato nei fatti confermato anche nelle successive procedure di avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di direttore delle 5 strutture complesse di salute mentale che compongono, insieme alla neuropsichiatria infantile, il dipartimento di salute mentale della ASL; la successiva nomina del direttore del dipartimento di salute mentale, come ulteriormente segnalato da tutte le sigle sindacali, sarebbe avvenuto con procedure irregolari tanto da chiedere la revoca della delibera n. 769 dell'8 giugno 2021, avente come oggetto appunto il conferimento dell'incarico di direttore del dipartimento; già la consulta popolare salute e sanità della città di Napoli (istituita con decreto del 16 aprile 2018 del sindaco di Napoli) aveva in un suo comunicato del 26 aprile 2021 su tali avvenimenti sostenuto che la stessa "ribadisce il proprio sconcerto sulla valenza "concretamente simbolica" del messaggio così lanciato dalla direzione dell'ASL Napoli 1; tenuto conto che, sempre per quanto risulta: il decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994, all'articolo 6, comma 4, prevede per i concorsi pubblici che le prove orali debbano svolgersi in un'aula aperta al pubblico, di capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione; il nuovo comma 7- bis dell'art. 15 del decreto legislativo n. 502 del 1992, inserito all'art. 4 del decreto-legge n. 158 del 2012 ("decreto Balduzzi") dispone che le Regioni "disciplinano i criteri e le procedure per il conferimento degli incarichi di struttura complessa (...) Che la predetta norma di legge, fissa inoltre i principi e criteri relativi alle modalità di espletamento delle procedure selettive, cui le aziende dovranno obbligatoriamente attenersi"; il Ministero della salute, con provvedimento del 28 marzo 2013, ha determinato i "criteri generali per il conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa per la dirigenza medica-sanitaria nelle aziende del SSN- Linee di indirizzo in applicazione dell'art. 4, comma 1, del DL 13 settembre 2012, n. 158 convertito nella legge 8 dicembre 2012, n. 189"; la stessa ASL NA1 centro, con la delibera 991 del 7 dicembre 2017, recependo le "linee guida per il conferimento degli incarichi di direttore di struttura complessa relativi alla dirigenza medica, medico veterinaria e sanitaria non medica delle aziende sanitarie e degli enti del SSR in applicazione art. 15-comma 7 bis del D.Lgs 502/1992" definite con il decreto dirigenziale n. 49 del 15 marzo 2017 della Giunta regionale della Campania, afferma, al punto 10.4.2., che "il colloquio deve svolgersi in un'area aperta al pubblico"; ritenuto che a giudizio dell'interrogante la nomina del direttore del dipartimento di salute mentale appare realizzata a dispetto delle norme (nazionali e regionali), e avendo cronicamente disatteso la costituzione dei comitati di dipartimento, che, tanto nella loro componente di diritto che in quella elettiva e rappresentativa delle diverse aree professionali dei lavoratori, sono deputati all'individuazione di una terna di candidati tra i quali la direzione generale nomina il direttore di dipartimento; tale modalità appare ulteriormente gravata dalla considerazione che il precedente direttore di dipartimento di salute mentale (coniuge della direttrice che gli è di recente subentrata) mai aveva messo in atto le procedure per l'istituzione del comitato di dipartimento stesso, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano doveroso verificare che le norme costituzionali e le leggi vigenti siano state rispettate nell'espletamento dei concorsi per l'affidamento degli incarichi di direzione di struttura complessa delle unità operative costituenti il dipartimento di salute mentale della ASL NA1 centro; se tali modalità, eventualmente connotate da criteri e procedure opachi o palesemente estranei alle norme di legge, non violino il principio sancito all'articolo 97 della Costituzione per cui le procedure concorsuali per il conferimento di incarichi devono essere ispirate a norme di chiarezza, di trasparenza e di pubblicità; se la nomina del direttore del dipartimento di salute mentale della ASL NA1 centro sia stata realizzata, come lamentato dalle citate sigle sindacali tutte, in maniera difforme alle norme vigenti; se le modalità di svolgimento concorsuale della ASL NA1 centro, con la metodica dei colloqui a "porte chiuse", nullifichino i principi costituzionali di chiarezza, trasparenza e pubblicità, e quali provvedimenti, nell'ambito delle proprie competenze, intendano adottare per porre rimedio a tali episodi e per evitarne il ripetersi. Atto n. 4-06074 DESSI' Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: da informazioni assunte anche a mezzo stampa, si è appreso della presentazione di un ricorso al Tribunale del lavoro e di un esposto alla Guardia di finanza da parte di un importante dirigente dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, A.C., vice direttore della stessa Agenzia, il quale lamenterebbe il suo licenziamento a seguito della repentina soppressione, ad opera del direttore, in data 23 settembre 2021, dell'ufficio al quale era addetto nella qualità di vice direttore; secondo le notizie pubblicate, la soppressione dell'ufficio non sembrerebbe giustificata da alcuna motivazione oggettiva, ma sarebbe stata decisa dal direttore, con l'unico fine di ottenere il licenziamento del dirigente; il direttore si sarebbe determinato al licenziamento del dirigente immediatamente dopo l'invio, da parte di quest'ultimo, di un' e-mail indirizzata allo stesso direttore e ad una funzionaria dell'ufficio del vice direttore, dottoressa P.B., alla quale il medesimo direttore sarebbe legato da una relazione di tipo sentimentale; con la citata e-mail sarebbe stato richiesto alla funzionaria di regolarizzare la situazione delle presenze, dotandosi del cartellino delle presenze, di cui era sprovvista, ed al direttore di spostare il rimborso delle missioni della dottoressa P.B. dal centro di costo dell'ufficio del vice direttore, a quello della direzione generale; a seguito di tali richieste, secondo quanto pubblicato dalla stampa, il direttore, al solo fine di allontanare dall'ufficio il funzionario, avrebbe provveduto a sopprimere l'ufficio del vice direttore; tra gli atti depositati all'autorità giudiziaria dal vice direttore vi sarebbe la documentazione inerente alle numerose missioni effettuate, a spese dei contribuenti, dal direttore e dalla predetta funzionaria in alberghi di lusso, comprendenti spostamenti in aereo, in treno in prima classe o in automobile di servizio, con autista, tra cui emergono un viaggio per una missione a Venezia per partecipare alla mostra del Cinema, un'altra a Genova, per partecipare al salone nautico, ed una a Brindisi nel giorno di ferragosto; atteso che la soppressione repentina ed apparentemente ingiustificata dell'ufficio del vice direttore che sembra rilevante per l'Agenzia delle dogane, con tutti i conseguenti disagi amministrativi e funzionali che ne potrebbero derivare, e, in assenza di atti documentali che ne motivino le ragioni, è un elemento che andrebbe approfondito ai fini di valutare la corretta gestione di un ente di primaria importanza per la ripresa economica del Paese; atteso, altresì, che, secondo quanto pubblicato dai mezzi di informazione, la soppressione dell'ufficio del vice direttore sarebbe una mera copertura al fine di potersi liberare di un dirigente evidentemente ritenuto scomodo e non dover così fornire i chiarimenti richiesti sull'inquadramento della citata funzionaria e sul rimborso delle missioni cui la stessa partecipava in compagnia del direttore; atteso che ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999 "Le agenzie sono sottoposte all'alta vigilanza del Ministro, il quale la esercita secondo le modalità previste nel presente decreto legislativo", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare la regolarità delle procedure amministrative che hanno determinato la soppressione dell'ufficio del vice direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nonché la regolarità delle determinazioni assunte rispetto all'inquadramento della funzionaria e alle spese di servizio. Atto n. 4-06075 NENCINI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: venerdì 1° ottobre 2021 la RAI aveva pianificato nella sua programmazione la trasmissione, in prima serata su RAI3, del film "Hammamet"; la pellicola datata 2020, a firma del regista Gianni Amelio, racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, interpretato da Pierfrancesco Favino; a poche ore dalla messa in onda della pellicola, la RAI ne ha cancellato la programmazione, senza far conoscere i motivi di questa decisione; del resto, la ragione non può essere desunta dal fatto che si tenessero a poca distanza le elezioni amministrative in molti Comuni italiani, poiché la tornata elettorale era nota da tempo, né può essere considerata causa della cancellazione la candidatura di Vittorio Craxi al Comune di Roma, anch'essa nota da almeno due mesi; considerato che: il film ha una notevole rilevanza culturale dovuta all'importanza storica del personaggio protagonista e dei fatti narrati; non può esservi alcun motivo, né culturale, né di opportunità che giustifichi la cancellazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, in relazione alle proprie competenze derivanti dal contratto di servizio tra RAI e Ministero, non ritenga doveroso approfondire le motivazioni che hanno portato alle tempestive modifiche della programmazione da parte della RAI. Atto n. 4-06076 GASPARRI Al Ministro della giustizia Premesso che: la situazione delle carceri è ormai insostenibile, tanto da poter essere considerata un'emergenza nazionale. Ciò si deduce dalle rivolte del mese di marzo 2020, quando i detenuti hanno deciso di appropriarsi di alcuni istituti penitenziari, riuscendo addirittura ad evadere in massa, e dagli accadimenti degli ultimi giorni: nel carcere di Frosinone un detenuto avrebbe ricevuto nella stanza detentiva una pistola, attraverso un drone, e successivamente l'avrebbe puntata contro un agente della Polizia penitenziaria, facendosi consegnare le chiavi; a Firenze i detenuti avrebbero tentato di bruciare vivo un agente, utilizzando dell'olio lanciato a terra nella sezione e dandogli successivamente fuoco; a Castrovillari un detenuto avrebbe tentato di strangolare un agente con il filo del telefono; quelli elencati sono solo alcuni dei tanti episodi che accadono quotidianamente; di recente, la Direzione generale dei detenuti e trattamento ha emanato una lettera circolare con la quale si prevede che l'ordine di servizio del direttore che dispone le perquisizioni straordinarie deve essere preventivamente mandato anche al Garante nazionale dei detenuti. E questo nonostante sino ad oggi la prassi operativa prevedesse che anche il personale che svolge la perquisizione venisse informato solo poco prima di eseguire le operazioni, al fine di evitare fughe di notizie inopportune; la circolare sembra essere stata originata da una raccomandazione del Garante nazionale dei detenuti rivolta al Ministro della giustizia; la normativa che regola le perquisizioni non prevede che l'atto venga preventivamente inviato al Garante nazionale dei detenuti; risulta all'interrogante che il Garante nazionale, dal proprio ufficio, possa accedere illimitatamente alla sala situazioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, attraverso la quale riesce a vedere in tempo reale tutti gli eventi critici che accadono negli istituti penitenziari e, probabilmente, anche i nomi del personale che inserisce i dati; viceversa, risulta all'interrogante che anche i reparti speciali della Polizia penitenziaria (ad esempio NIC e GOM) debbano soggiacere, di volta in volta, ad una trafila burocratica prima di accedere agli stessi dati; risulta altresì all'interrogante che di recente sia stata delegata una ricercatrice universitaria alla predisposizione dei programmi relativi alla formazione del personale della Polizia penitenziaria, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga grave che la politica penitenziaria venga dettata da atti di indirizzo del Garante nazionale dei detenuti e che lo stesso travalichi poteri e competenze indicate dalla legge, accedendo alla sala situazioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria; se non ritenga opportuno, per ragioni di ordine e sicurezza, disporre la revoca della circolare citata e il divieto di accesso del Garante dei detenuti alla sala situazioni del DAP; quali iniziative intenda adottare per ripristinare la legalità all'interno delle carceri. Atto n. 4-06077 FARAONE Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: come solennemente enunciato nel preambolo della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata sia dall'Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18, che dall'Unione europea, la disabilità non è una caratteristica intrinseca dell'individuo, bensì "il risultato dell'interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società sulla base di uguaglianza con gli altri", barriere che gli Stati hanno l'obbligo di rimuovere, in particolare quando esse interferiscono con il godimento dei diritti fondamentali, tra i quali è, ovviamente, sancito quello all'istruzione; al fine di eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, con l'adozione della legge 9 gennaio 2004, n. 4 ("legge Stanca", recante "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici"), si sancisce l'obbligo, in capo alle pubbliche amministrazioni e alle aziende incaricate dell'erogazione di servizi di pubblica utilità, di dotarsi di strumenti informatici accessibili, disposizioni poi modificate dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 106, con il quale è stata recepita la direttiva (UE) 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici; considerato che: l'accesso a numerosi corsi universitari è soggetto al superamento di un test di ingresso, la cui preparazione ed esecuzione avviene in molti casi attraverso la piattaforma SEB, ossia il "test online Cisia" (TOLC), entrambi inaccessibili alle persone cieche ed ipovedenti e pertanto in contrasto con gli standard stabiliti dalla "legge Stanca"; poiché tali sistemi sono gestiti e forniti agli atenei dal Consorzio interuniversitario sistemi integrati per l'accesso (CISIA), costituito esclusivamente da università pubbliche, il problema riguarda l'intero territorio nazionale; a seguito dell'intervento dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI) presso il CISIA e la Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità (CNUDD), è stato adottato il cosiddetto accomodamento ragionevole, il quale prevede che i candidati affetti da cecità e ipovisione possano svolgere il test di ingresso su un modulo "Pdf" a loro accessibile, ossia realizzato secondo quei parametri che permettono la lettura in digitale a chi ha una disabilità visiva; considerato quindi che relativamente ai test di ingresso che si stanno svolgendo al debutto del corrente anno accademico 2021/2022, sono state rilevate delle criticità concernenti il test su modulo Pdf, tra le quali si annovera, in particolare, il caso denunciato dall'UICI verificatosi a Padova, dove un candidato non ha potuto eseguire il test di ingresso poiché il file Pdf, sebbene fornitogli come concordato, non sarebbe stato generato secondo le consolidate regole che permettono la lettura a chi sia affetto da cecità, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano, pertanto, le necessarie e tempestive misure che il suo dicastero, coinvolgendo anche le associazioni impegnate nella difesa dei diritti dei disabili, intenda adottare al fine di risolvere le criticità rilevate ai test di ingresso universitari dai candidati affetti da cecità e ipovisione, garantendo così il rispetto degli standard stabiliti nella legge Stanca, e, quindi, il superamento delle attuali barriere discriminatorie che impediscono il pieno godimento del diritto fondamentale delle persone disabili ad accedere all'istruzione superiore. Atto n. 4-06078 DE BONIS Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: nell'ultimo discorso sullo stato della UE la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato dell'importanza dell'approvvigionamento dei semiconduttori e della necessità che l'Europa diventi indipendente dalle altre potenze mondiali (USA e Cina innanzitutto); parlando della necessità di " tech sovereignty " ha introdotto il programma "Chips act" a cui la Commissione sta lavorando per rendere l'Europa più indipendente per quanto riguarda l'approvvigionamento del chip ; il recente " chip shortage " (la carenza di dispositivi a semiconduttore, scatenata anche dalla crisi pandemica e che ha comportato il funzionamento a singhiozzo dei FAB di produzione, principalmente collocati nel far east ) avrà affetti per i prossimi anni, che comporteranno la difficoltà di molti settori, tra cui quello automobilistico, a far fronte alla domanda crescente di elettronica nelle auto, principalmente per la trazione elettrica e per la guida autonoma, ma anche per tutte le funzionalità di sicurezza introdotte negli ultimi anni, come ABS, TCS, ESP ed in generale per i sistemi ADAS; altri Stati, tra cui USA, Cina e Corea, sono già da tempo impegnati in programmi di investimento per raggiungere la sovranità tecnologica per quanto riguarda progettazione e produzione di chip ; recentemente il presidente Biden ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per quello che definisce il petrolio del futuro; per quanto riguarda la Cina, invece, il "Financial Times" ha reso noto che il valore degli investimenti nelle società cinesi di semiconduttori è aumentato del 446 per cento nel secondo trimestre rispetto al primo, raggiungendo la cifra record di 8,9 miliardi di dollari, con l'intenzione di portare la produzione interna di chip a soddisfare il 70 per cento del fabbisogno interno entro il 2025; considerato che: la presenza in Italia della multinazionale italo-francese dei chip , STMicroelectronics, rappresenta un grande vantaggio competitivo rispetto agli altri Stati. La STMicroelectronics con le sue sedi di Agrate, Napoli, Lecce, Palermo e Catania, impiega più di 10.000 dipendenti, la maggior parte dei quali sono tecnici ultra qualificati; in particolare, intorno alla sede di Catania è sorto negli anni il relativo distretto tecnologico che ha contribuito a creare una costellazione di aziende di indotto di grandissimo spessore tecnologico, grazie anche al coinvolgimento di enti di ricerca e università (Catania, Palermo e Messina) nei processi di trasferimento tecnologico quali: CNR (area Palermo, area Catania, area Messina); la sede catanese dell'Istituto nazionale di fisica nucleare; il consorzio Catania ricerche, cui aderiscono enti pubblici (CNR, università di Catania, CCIAA di Catania, INFN) e industrie locali (STMicroelectronics, AAT Agroindustry advanced technologies S.p.A., la SIFI industria farmaceutica S.p.A. e la ELMEC S.p.A.); il parco scientifico e tecnologico della Sicilia; l'Istituto per la microelettronica e microsistemi (IMM); nella sua ultima visita in Italia del 2 luglio 2021, Pat Gelsinger, attuale CEO di Intel, ha confermato la volontà di investire in Europa 100 miliardi di euro per la realizzazione di un sito produttivo ed ha incontrato i Ministri della transizione ecologica e dello sviluppo economico ed il Presidente del Consiglio dei ministri; al momento non si sa ancora in quale Stato europeo la multinazionale americana abbia deciso di insediare la sua nuova fabbrica, ma è chiaro che la Regione Sicilia, ed in particolare l'area di Catania rappresenta il luogo ideale, sia per la presenza di un distretto industriale già specializzato nella microelettronica, sia per la presenza di un indotto che rappresenta sicuramente un ottimo punto di partenza in grado di fornire alla nuova fabbrica tecnologie e mezzi già a disposizione. Inoltre la possibilità di disporre di parte dei fondi del PNRR rappresenterebbe sicuramente un vantaggio non solo per la Sicilia, ma anche per l'intero Mezzogiorno d'Italia; per storia, per vocazione, per know how Catania sarebbe la sede ideale per ospitare lo stabilimento Intel, in quanto ha già grandi insediamenti produttivi e tecnologici che albergano ai piedi dell'Etna, basti citare l'investimento recente di StMicroelectronics che a Catania produrrà wafer in carburo di silicio, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, che ha già dichiarato di avere a cuore il futuro industriale ed economico di Catania, sia del parere che la città di Catania possa offrire le condizioni ideali per il colosso americano dell' hi-tech , avendo logistica, competenze e capitale umano. Atto n. 4-06079 VALENTE FEDELI STEFANO D'ARIENZO MARGIOTTA ALFIERI ROSSOMANDO MARILOTTI PITTELLA CIRINNA' Ai Ministri dell'istruzione, dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che: l'articolo 1, comma 59, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ha stanziato risorse pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati ad asili nido e scuole dell'infanzia; in base a quanto previsto dal dettato normativo, queste risorse sono destinate prioritariamente a progetti per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con l'obiettivo di rimuoverne gli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti; il 30 dicembre 2020 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per le pari opportunità e la famiglia e il Ministro dell'istruzione, sono state individuate le modalità di trasmissione dei progetti da parte dei Comuni e disciplinati i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse; il 2 agosto 2021 è stato pubblicato il decreto di approvazione delle graduatorie provvisorie relative all'avviso pubblico per i progetti menzionati, in base al quale sono stati ammessi al finanziamento 453 progetti, mentre è in fase di emanazione il decreto per l'individuazione degli interventi da ammettere in via definitiva a finanziamento, nonché la definizione dei termini e delle modalità di rendicontazione, a seguito del positivo esito dei controlli disposti; dalla graduatoria provvisoria pubblicata, come evidenziato anche da diverse analisi comparse su organi di stampa, sono emersi casi in cui la selezione ha penalizzato progetti di edilizia scolastica destinati a strutture situate in aree considerate svantaggiate, secondo i parametri utilizzati, soltanto in base ad una minore capacità di cofinanziamento del progetto stesso da parte dell'ente locale di appartenenza; considerato che: nonostante le Regioni meridionali ottengano circa il 54 per cento delle risorse complessive stanziate dal decreto, come affermato dal comunicato sul sito del Ministero dell'istruzione, vi sono Comuni che, pur situati in regioni ben lontane dall'obiettivo europeo dei 33 posti in asilo nido per ogni 100 abitanti, non hanno ricevuto il finanziamento richiesto; i progetti ammessi a finanziamento con il decreto citato saranno inclusi nel piano nazionale di ripresa e resilienza, il quale infatti, all'interno della missione 4 "istruzione e ricerca", prevede un intervento specifico per rafforzare i servizi educativi per l'infanzia soprattutto al Sud; in Italia i servizi educativi per i bambini sotto i tre anni presentano una percentuale di accesso ancora troppo bassa, particolarmente al Sud, a dispetto del fatto che l'investimento nella prima infanzia non si esaurisce in un sostegno alle famiglie, ma è la premessa per un pieno sviluppo della cittadinanza, nonché uno strumento fondamentale per intervenire sulle disuguaglianze e sulle povertà educative favorendo così coesione sociale e sviluppo economico, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano verificare se e per quali motivi nell'assegnazione dei finanziamenti vi siano state disparità tali da mettere in questione il rispetto delle finalità esplicite della legge n. 160 del 2019, nonché eventuali casi che evidenzino la non piena adeguatezza dei criteri di selezione dei progetti rispetto alle medesime finalità della legge istitutiva del fondo. Atto n. 4-06080 ROMEO Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 16 settembre 2021 si è verificato nel carcere di Monza un grave episodio di violenza nei confronti del personale della Polizia penitenziaria: un detenuto di origine magrebina ha aggredito un assistente, un vice sovrintendente e un'ispettrice, provocando lesioni che hanno richiesto vari giorni di prognosi; è inaccettabile, oltre che indecoroso, assistere così frequentemente nelle carceri italiane ad episodi simili, in cui vengono colpiti agenti della Polizia penitenziaria durante l'espletamento del proprio servizio, impossibilitati ad intervenire con mezzi ed equipaggiamenti adeguati; le strutture carcerarie presentano criticità, dovute principalmente al sovraffollamento detentivo e ad organici sottodimensionati, che necessitano di interventi urgenti, fondamentali per garantire la sicurezza di quanti sono impegnati quotidianamente a gestire l'ordine e il buon funzionamento delle strutture, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell'aggressione subita recentemente dal personale della Polizia penitenziaria nel carcere di Monza e quali iniziative urgenti intenda adottare per evitare simili episodi, garantendo la sicurezza di quanti svolgono con professionalità il proprio lavoro all'interno della struttura carceraria. Atto n. 4-06081 BERUTTI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: l'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI) fornisce acqua all'ingrosso per usi civili, irrigui e industriali in favore dei gestori del sistema idrico integrato (SII) della Puglia e della Basilicata (Acquedotto pugliese e Acquedotto lucano), dei consorzi di bonifica delle stesse regioni e di Acciaierie d'Italia; l'EIPLI è stato costituito con decreto del Capo provvisorio dello Stato del 18 marzo 1947, n. 281, e posto sotto la vigilanza del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con l'attribuzione di funzioni tecnico-esecutive in materia di bonifica, riforma fondiaria e irrigazione al servizio dei territori regionali di Puglia e Basilicata; con il decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1977, n. 616, l'EIPLI è stato dichiarato necessario ai fini dello sviluppo economico, civile e democratico del Paese e inserito tra gli enti preposti a servizio di pubblico interesse; a seguito del trasferimento alle Regioni delle materie "irrigazione e trasformazione fondiaria", con decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1979, la quota parte relativa alle funzioni trasferite di beni e personale dell'EIPLI è stata rispettivamente assegnata alle Regioni Puglia, Basilicata e Campania, mentre in capo all'EIPLI rimanevano le funzioni relative alla progettazione ed esecuzione delle opere idrauliche di seconda categoria relative ai bacini interregionali, all'esercizio e manutenzione delle opere di propria competenza, alle connesse attività di studio e ricerca; l'EIPLI ha in gran parte realizzato e gestisce gli schemi idrici ionico-Sinni, Basento-Bradano, Ofanto e Tara, originariamente nati per l'agricoltura, che hanno sempre più assunto carattere di sistema idrico a usi plurimi, civile, irriguo, industriale ed energetico, e le infrastrutture gestite da EIPLI sono state interconnesse con le infrastrutture idriche gestite dagli altri enti che operano nei diversi segmenti del servizio idrico, per diversi usi, soprattutto in Puglia e Basilicata, con una prevalenza, negli ultimi anni, dell'uso civile; l'ente conserva attualmente la gestione di 8 invasi e 4 traverse; in base a quanto previsto dall'articolo 21, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, l'EIPLI è stato soppresso e posto in liquidazione; all'articolo 21, comma 11, è indicato che "le funzioni del soppresso Ente con le relative risorse, umane e strumentali, sono trasferite dal 30 giugno 2018 a una società per azioni a totale capitale pubblico e soggetta all'indirizzo e controllo analogo degli enti pubblici soci"; con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, l'avvio della realizzazione degli interventi sulle infrastrutture gestite dall'EIPLI è stato demandato al segretario generale dell'autorità di distretto dell'Appennino meridionale in qualità di commissario straordinario di Governo per le opere EIPLI; l'EIPLI è tuttora in vita e come indicato dall'articolo 21, comma 11, del decreto-legge n. 201, "a far data dalla soppressione di cui al comma 10 e fino all'adozione delle misure di cui al presente comma, la gestione liquidatoria dell'Ente è assicurata dall'attuale gestione commissariale, che mantiene i poteri necessari ad assicurare il regolare esercizio delle funzioni dell'Ente, anche nei confronti dei terzi"; l'ente soppresso e in liquidazione dal 2011, nelle more della costituzione della società prevista dalla norma vigente, gestisce a oggi infrastrutture strategiche per il Paese e per lo sviluppo del Mezzogiorno; la gestione è negativamente condizionata dai vincoli della gestione liquidatoria, sia per le questioni legate a vincoli nella dotazione organica che per le annose difficoltà di carattere finanziario; il Ministero vigilante non ha sino ad oggi provveduto alla nomina del commissario dell'ente il cui incarico è scaduto dal 20 dicembre 2020, si chiede di sapere: quale sia l'attuale situazione economico-finanziaria dell'ente, nonché quali siano le condizioni delle infrastrutture gestite; quali azioni intenda porre in essere il Ministro in indirizzo in merito alla garanzia di continuità del servizio e, nelle more della costituzione del nuovo soggetto preposto alla gestione, relativamente alla nomina del commissario straordinario; considerata la rilevanza delle opere in questione per lo sviluppo dell'area di competenza dell'EIPLI anche alla luce della strategicità delle infrastrutture idriche in relazione al PNRR, quale sia lo stato di avanzamento delle procedure di costituzione del nuovo soggetto deputato alla gestione. Atto n. 4-06082 LANNUTTI CROATTI ANASTASI GIANNUZZI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno Premesso che: il green pass obbligatorio per lavorare, introdotto solo in Italia tra le grandi democrazie occidentali, definito da alcuni medici, tra cui Crisanti, una sorta di "ricatto" per indurre i cittadini a vaccinarsi, rappresenta a giudizio degli interroganti una palese violazione della Costituzione che recita all'art. 1: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo"; sabato 25 settembre 2021 sul palco di piazza San Giovanni a Roma, il vice questore della capitale, Nunzia Alessandra Schilirò, ha detto, tra l'altro, che "il green pass è assolutamente incompatibile con la Costituzione", e ha definito il lasciapassare verde "una tessera di discriminazione", invitando i presenti alla "disobbedienza civile". Per queste sue dichiarazioni pubbliche, Schilirò dovrà affrontare ora un processo disciplinare, dopo aver già subito un vergognoso e incomprensibile processo mediatico sulle colonne delle maggiori testate giornalistiche italiane. Per il suo intervento si è mobilitata immediatamente anche il Ministro dell'interno, che ha definito "gravissime" le dichiarazioni rese dal vice questore, e spiegando che sta seguendo "la vicenda personalmente con il capo della Polizia, affinché vengano accertate, con assoluta celerità, le responsabilità sotto ogni profilo giuridicamente rilevante". Sulla questione è intervenuto anche il portavoce dell'Associazione nazionale funzionari dei Polizia, Girolamo Lacquaniti, che ha invitato Schilirò a dimettersi. Il vice questore si è difesa chiarendo che alla manifestazione è intervenuta come libera cittadina che esercita i propri diritti, "se l'amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi spiace, andrò avanti lo stesso, con o senza divisa, per il bene del mio Paese"; Schilirò, in forza alla Criminalpol, ha diretto per 4 anni, dal 2014 al 2018, la quarta sezione della squadra mobile di Roma, che si occupa di reati sessuali contro le donne, i minori e le fasce vulnerabili. Ha coordinato il progetto "Questo non è amore" per la provincia di Roma, per prevenire e reprimere il fenomeno della violenza di genere, e il progetto "Blue box" per combattere il bullismo nelle scuole. Oltre all'impegno con la divisa, è anche scrittrice. Nel 2018 ha pubblicato "Soli nella notte dell'anima. Come reagire alle molestie in casa, al lavoro, per strada", mentre ad aprile 2021 è uscito "La ragazza con la rotella in più"; considerando che: in Italia il green pass è stato introdotto progressivamente negli ultimi 5 mesi grazie a 3 distinti decreti-legge da fine luglio in poi, e ben 8 disposizioni sono andate ad aggiungersi alla norma base, l'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021. Pertanto dal 15 ottobre, quasi 23 milioni di lavoratori dovranno avere la certificazione verde (che attesta la vaccinazione, la guarigione dal COVID-19 o un tampone negativo) per accedere ai luoghi dove lavorano; il regolamento (UE) 2021/953 afferma con chiarezza: "È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate"; considerando inoltre che: sulla necessità di rendere o meno obbligatorio il green pass si sono espressi molti costituzionalisti. Giovanni Guzzetta, professore ordinario di diritto pubblico all'università "Tor Vergata", ha affermato recentemente che "a questo punto le strade a me sembrano due: o lo Stato si fa carico di tutelare la scelta di non vaccinarsi senza penalizzarla economicamente costringendo a tamponi a ripetizione, oppure si assume la responsabilità di rendere obbligatoria la vaccinazione, cosa che è costituzionalmente consentita purché ne ricorrano i presupposti"; il 5 luglio 2021 la vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali, Ginevra Cerrina Feroni, sempre sulla necessità di introdurre o meno il green pass , ha dichiarato che "ci vuole più cautela. Se il certificato diventa indispensabile per esercitare diritti fondamentali, come andare al lavoro, c'è il rischio che il vaccino sia di fatto obbligatorio". E sull'obbligo vaccinale ha aggiunto che "la Costituzione, art. 32, tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Non esclude certo che vi siano obblighi vaccinali, tanto che ve ne sono nel nostro ordinamento e la Corte costituzionale li ha giudicati legittimi. Il nodo problematico è l'obbligatorietà per vaccini ancora in fase sperimentale di cui, per ovvie ragioni, non si possono conoscere gli effetti a medio e lungo termine. Credo che abbia un qualche significato che in Europa non ci sia nessun Paese che abbia introdotto l'obbligo, neppure per il personale sanitario, e che il Consiglio d'Europa abbia escluso la legittimità dell'obbligo"; considerando infine che a giudizio degli interroganti il vice questore Schilirò è pienamente legittimata a sostenere i suoi dubbi di costituzionalità del green pass e della sua conformità al nostro ordinamento perché la libertà di espressione tutelata dall'art. 21 della Costituzione resta un caposaldo della democrazia ed esiste ancora anche per i dipendenti pubblici soggetti a regimi ordinamentali peculiari. Mentre crea sconcerto il fatto che un dipendente pubblico rischi di perdere il posto di lavoro solo perché un Ministro interviene nel dibattito con una (questa, sì, grave) anticipazione di addebito e sanzione senza che il procedimento disciplinare sia ancora aperto, un fatto che rappresenta uno stravolgimento dei nostri più essenziali cardini garantistici. Inoltre, il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 6150/2020 della III sezione, ribadisce che la sanzione della destituzione di un appartenente alle forze dell'ordine deve essere correlata a una violazione grave e alla denigrazione altrettanto grave della propria amministrazione di appartenenza, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; se ritenga di doversi adoperare per accertare le ragioni di tanta solerzia, mossa ad avviso degli interroganti dall'intera macchina mediatico-amministrativa, per eccepire le responsabilità disciplinari, dinamismo che rischia di violare il sacrosanto diritto ad esprimersi sul green pass in quanto nel nostro Paese per fortuna esiste ancora la libertà di espressione, anche per i dipendenti pubblici soggetti a regimi ordinamentali peculiari; se non vi sia l'uso di rispettare le norme europee secondo le convenienze, dato che la UE afferma che "È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate"; se ritenga compatibile l'obbligo del green pass con le norme costituzionali, sancite in particolare dagli artt. 1 e 21 nella fattispecie della Costituzione. Atto n. 4-06083 LANNUTTI ANGRISANI ABATE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e dell'istruzione Premesso che: FCA Italy S.p.A. ha prodotto per la Presidenza del Consiglio dei ministri 1.978.356.183 mascherine facciali distribuite nelle scuole nel corso di tutto l'anno scolastico passato e da distribuire anche durante l'anno scolastico 2021/2022; il programma Mediaset "Striscia la notizia" avrebbe fatto analizzare dal laboratorio BPSEC quelli che apparivano come due dei lotti di mascherine FCA distribuiti nelle scuole: n. 00914086180 e n. 00914086190; a fronte di una protezione batterica richiesta dalla legge pari al 95 per cento, il lotto 00914086180 presentava una filtrazione tra l'83 e l'86 per cento, mentre il lotto 00914086190 aveva una filtrazione che variava dal 67 al 77 per cento. E ciò nonostante FCA in un suo documento ufficiale affermasse che la protezione fosse del 99 per cento; alla verifica effettuata da "Striscia la notizia", alla presenza dei tecnici di FCA, è risultato che FCA non aveva testato le mascherine poi finite alle scuole, bensì genericamente il materiale con cui si starebbero producendo le mascherine. Insomma, i test fatti da FCA non sarebbero riscontrabili e quindi non avrebbero validità alcuna; considerato che in seguito e solo in seguito alla denuncia di "Striscia la notizia" FCA e la Presidenza del Consiglio dei ministri hanno deciso di ritirare le mascherine ancora non distribuite nelle scuole; considerato, inoltre, che: in un documento del Ministero della salute si legge che il Governo sta cercando di ritirare il 10 per cento delle mascherine prodotte da FCA, pari a quasi 200 milioni di pezzi; nello stesso documento c'è scritto che quelle "mascherine non sono conformi ma non sono nemmeno nocive" e che quindi "non sono qualitativamente inferiori a quelle di comunità", aggiungendo che non era indispensabile che all'interno delle scuole le mascherine fossero quelle chirurgiche; da denunce fatte da genitori di alunni di diverse scuole distribuite per il Paese, risulterebbe che molti bambini abbiano difficoltà a indossare le suddette mascherine, perché "scomode, pelose, maleodoranti e inutili perché trasparenti"; in seguito al rifiuto dei ragazzi e dei bambini di indossare le mascherine fornite dalle scuole, i genitori si sono trovati costretti a sobbarcarsi una spesa per comprare i dispositivi necessari e permettere ai propri figli di andare a scuola per esercitare un diritto costituzionale, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato; se abbia intenzione di avviare verifiche per accertare i responsabili di questo spreco di risorse e di attentato alla salute dei bambini; se abbia intenzione di attivarsi nei confronti FCA Italy S.p.A. per i danni subiti dalla comunità pubblica e per aver presentato falsa documentazione a supporto della produzione delle mascherine; come intenda rimediare a questa incresciosa situazione, considerando che l'anno scolastico è già iniziato ed è già un mese che i genitori degli studenti devono sobbarcarsi una spesa che dovrebbe essere a carico dello Stato, per non parlare della salute dei bambini che viene messa a rischio quotidianamente a causa di mascherine inadeguate. Atto n. 4-06084 DE BONIS Ai Ministri per gli affari regionali e le autonomie e della salute Premesso che il Consiglio dei ministri n. 38 del 29 settembre 2021, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha esaminato 19 leggi delle Regioni e delle Province autonome ed ha deliberato di impugnarne 5. Tra queste vi è la legge della Regione Siciliana n. 21 del 2021, "Disposizioni in materia di agroecologia, di tutela della biodiversità e dei prodotti agricoli siciliani e di innovazione tecnologica in agricoltura. Norme in materia di concessioni demaniali marittime", motivando che talune disposizioni, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione dallo statuto speciale di autonomia, violano l'articolo 117, primo comma, e secondo comma, lettera l) , della Costituzione, nonché i principi fondamentali in materia di tutela della salute; considerato che: la citata legge regionale è stata concepita per coniugare il rispetto dell'ambiente, il riequilibrio dei suoli, la limitazione delle sostanze più pericolose per l'uomo e per la natura, soprattutto nelle zone che dovrebbero essere libere dall'inquinamento; purtroppo la Sicilia, e non solo, continua a importare, annualmente, decine e decine di milioni di tonnellate di grano estero, coltivato in Paesi che fanno uso e abuso di glifosato e di altri veleni, come più volte l'interrogante ha evidenziato attraverso atti di sindacato ispettivo, mozioni ed altro. Questioni, d'altronde, sollevate anche alla Commissione europea con petizioni ed altre iniziative a tutela delle api e della biodiversità, che chiedono di abbandonare o ridurre l'uso di pesticidi tossici per l'ambiente; l'impugnativa del Governo riguarda proprio l'articolo della legge sulle certificazioni che devono avere i prodotti di importazione, tra cui il grano. Inoltre sono stati impugnati un riferimento che abbinava il concetto della tutela della salute a quello dell'agroecologia e l'articolo sui limiti all'utilizzo dei pesticidi non biologici nelle aree pubbliche (strade, ferrovie, aree naturali protette, eccetera); nelle dichiarazioni delle on. Angela Foti, vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana e della Commissione attività produttive, e Valentina Palmeri, vicepresidente della Commissione ambiente, dopo che il Governo nazionale ha bloccato alcune parti della legge sull'agroecologia approvata dall'ARS, si legge: "È incredibile che l'impugnativa nasca da un parere del Ministero della Salute, senza alcun coinvolgimento dei due Ministeri competenti per materia: quello delle politiche agricole ed alimentari e quello della transizione ecologica. Insomma, un grave scivolone del Governo nazionale che sembra per altro aver applicato un concetto di 'salute', quello che si identifica con la mera assenza di patologie conclamate, che è superato persino dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che già da tempo afferma che la salute va intesa anche come attuale migliore condizione di vita delle persone e migliore qualità complessiva dell'ambiente in cui vivono"; le deputate regionali sottolineano che la legge si è ispirata alle più moderne teorie e prassi in materia di agricoltura sostenibile e rapporto fra agricoltura e alimentazione: le stesse teorie e prassi che ispirano le direttive "Farm to fork" e "Biodiversità" cui sta lavorando l'Unione europea nell'ambito dell'Agenda 2030; tenuto conto che: quella approvata dall'ARS è una legge innovativa, che sostanzialmente recepisce gli obiettivi del green deal europeo, frutto di un lavoro svolto in Commissione attività produttive con la collaborazione di associazioni di produttori, di consumatori e organismi di controllo regionali; l'impugnativa, a parere delle deputate regionali, sembra, peraltro, una prevaricazione dello statuto regionale e della sua autonomia, che coinvolge la stessa identità del Parlamento regionale. Nel merito appare incomprensibile che si contesti la volontà di aumentare i controlli di qualità e per il rispetto dei requisiti di legge, peraltro previsti proprio dalla normativa europea di riferimento, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo vogliano rivedere la decisione riguardante l'impugnativa, su alcune parti della legge della Regione Siciliana n. 21 del 2021, proposta davanti alla Corte costituzionale, per assumere un atteggiamento maggiormente in linea con l'impianto costituzionale italiano e quello normativo internazionale ed europeo, che è in costante evoluzione, ma al quale, invece, il nostro Paese fa fatica ad adeguarsi. Atto n. 4-06085 LANNUTTI ANGRISANI DI MICCO CASTALDI GIANNUZZI Al Ministro della giustizia Premesso che: il 23 settembre 2021 il Tribunale di Roma ha notificato alla redazione del sito di informazione "Fanpage" l'ordine di sequestrare e oscurare un contenuto giornalistico riguardante l'inchiesta del team "Backstair" intitolata "Follow the money" sui fondi della Lega e su Claudio Durigon, l'ex sottosegretario leghista costretto a dimettersi dopo le dichiarazioni in merito alla dedica di un parco di Latina, ora intitolato a Falcone e Borsellino, al fratello del duce, Arnaldo Mussolini. Nell'inchiesta di "Fanpage" era stato mostrato un video in cui Durigon diceva a un suo interlocutore che non bisognava preoccuparsi dell'inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano, perché il generale della Guardia di finanza "l'abbiamo messo noi"; l'atto è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari di Roma Paolo Andrea Taviano; il provvedimento, che pone evidenti limiti alla libertà di stampa, ad avviso degli interroganti rimanda a pratiche passate e non dovrebbe essere emesso in un Paese in cui vige la democrazia e la cui Costituzione, attraverso l'articolo 21, lo vieta esplicitamente: "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili". Dunque il sequestro preventivo di un prodotto giornalistico, anche se pubblicato sulle pagine web di un sito informativo registrato, è consentito solo ove si ipotizzino reati diversi dalla diffamazione; dopo appena 24 ore la Procura di Roma ha revocato il sequestro preventivo e l'oscuramento dei video dell'inchiesta "Follow the money". La Polizia postale ha infatti inviato il 24 settembre 2021 alla direzione del giornale on line un nuovo provvedimento firmato da altro giudice per le indagini preliminari, dal procuratore della Repubblica e dal procuratore aggiunto, con cui si dispone la revoca delle misure. Un risultato che si è resto possibile anche grazie all'enorme mobilitazione dell'ordine dei giornalisti, del sindacato dei giornalisti (FNSI), di esponenti politici e di cittadini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda accertare come si sia giunti al sequestro preventivo e all'oscuramento dell'inchiesta "Follow the money "di "Fanpage" e se intenda esercitare i propri poteri ispettivi; se intenda accertare se anche in passato vi siano stati provvedimenti simili e quale ne sia stato l'esito, anche se meno noti perché riguardanti testate giornalistiche più piccole e meno conosciute; considerando che la cancellazione preventiva di un'inchiesta giornalistica è un pericolosissimo precedente, perché limita la libertà di stampa, con quali iniziative amministrative o di proposta legislativa intenda procedere il Governo per assicurare che la libertà di stampa sia pienamente garantita considerato che la vicenda rappresenta, ad avviso degli interroganti, un evidente segnale di fragilità della libertà di stampa stessa. Atto n. 4-06086 LANNUTTI ANGRISANI CORRADO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in Svizzera risiede un elevato numero di cittadini italiani che, secondo i dati AIRE, ammontano a circa 600.000, e tutti possono usufruire di corsi di lingua e cultura italiana, corsi che rappresentano anche uno strumento di politica estera del nostro Paese; il 1° aprile 2021 è stato venduto per 4 milioni e 50.000 franchi (circa 3 milioni e 700.000 euro) un palazzo di 1.000 metri quadri sito in Nauenstrasse 71, a Basilea, in Svizzera, di proprietà della Fopras, una fondazione che si occupava di formazione, ma anche di corsi di lingua e cultura italiana, e che per anni ha ospitato il COMITES (Comitato degli italiani all'estero), l'organo di rappresentanza dei nostri emigrati. Nel mondo sono presenti 108 COMITES, di cui 50 in Europa, 44 nelle Americhe, 7 in Asia e Oceania, 4 nell'area medio-orientale e 3 in Africa sub-sahariana. Una presenza importante, per rappresentare e promuovere gli interessi della comunità italiana nel mondo; a finanziare i corsi della Fopras era il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che ha anche contribuito alla ristrutturazione del palazzo, in cambio della garanzia, registrata dall'articolo 11 dello statuto della fondazione, che il consolato italiano avrebbe ereditato tutto, capitale e immobili, in caso di scioglimento della Fopras; nel 2018, però, il consolato italiano ha deciso di rinunciare ai diritti stabiliti dall'articolo 11 dello statuto per favorire l'Ecap, un ente di formazione professionale per adulti fondato nel 1970 dal sindacato italiano CGIL, che all'epoca navigava in acque travagliate, visto che nel 2016 era stato denunciato dal Cantone di Zurigo per aver incassato 5,3 milioni di franchi per corsi fantasma; proprio nel 2016 l'Ecap si è infatti fuso con la Fopras. L'accordo prevede l'integrazione nell'Ecap di tre attività gestite dalla Fopras: i corsi di lingua e cultura italiana del livello primario (decreto legislativo n. 64 del 2017, art. 10) organizzati nella circoscrizione consolare di Basilea nei cantoni Basilea-città, Basilea-campagna, Argovia, Soletta e Giura; la scuola primaria "SEIS Sandro Pertini" che offre un insegnamento bilingue e biculturale a tempo pieno, come scuola italiana non paritaria riconosciuta dalle autorità locali; l'asilo nido "Kindertraumhüüsli" che offre assistenza diurna a bambini in età compresa tra 4 mesi e 7 anni. Questa fusione ha permesso quindi all'Ecap di continuare l'attività senza problemi, incamerando liquidità (circa 900.000 franchi) e immobili per quasi 2 milioni di franchi. Infatti, il palazzo di maggior pregio, appunto quello di Nauenstrasse, era valutato a bilancio un milione 950.000 franchi e gravato da un mutuo di 966.000, ma sicuramente collocabile sul mercato ad almeno il doppio; considerato che: il COMITES sarebbe stato informato con oltre 6 mesi di ritardo, e solo dopo la partenza del console sarebbe venuto a conoscenza dei termini dell'accordo con l'Ecap. Non solo. In cambio di una quota della vendita del palazzo che avrebbe dovuto essere suo, secondo il sito di informazione "Lanotiziagiornale", che il 28 maggio 2021 ha pubblicato un articolo dal titolo "Consolato italiano di Basilea. Aiutone all'ente fondato dalla Cgil. Palazzo storico venduto a 4 milioni di franchi svizzeri. Meno di metà andati allo Stato, 664mila all'ECAP", il consolato "si è accollato pure i costi dello scorporo della sede dal patrimonio sociale, le spese di intermediazione immobiliare, le tasse notarili e di registro, l'imposta sul trasferimento di proprietà e l'eventuale imposta da utili"; ad aprile 2021 c'è stato il rogito, pertanto è stato saldato il mutuo e, dedotte tasse e spese, nella cassa del consolato di Basilea sarebbero arrivati 1,78 milioni di franchi. All'Ecap sarebbero andati invece 664.000 franchi, in aggiunta ai 900.000 dell'attivo circolante già incassato nel 2018 e a un padiglione valutato 150.000. Non solo. L'Ecap, grazie anche alle risorse Fopras, nel 2018 sarebbe riuscita a risarcire il cantone di Zurigo e a far ritirare la denuncia. Dal canto suo, sottolinea il sito di informazione, "il consolato è convinto di aver tenuto conto degli interessi della comunità italiana e dell'erario". In realtà, come fa notare lo stesso sito, di fatto lo Stato italiano ha regalato all'Ecap quasi 1.700.000 franchi senza trasparenza e senza un chiaro motivo. Oltre ai 700.000 franchi che continua a sborsare all'Ecap ogni anno, per i corsi di lingua e cultura italiana, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda; se intenda agire per fare luce sulla vicenda e per valutare il danno subìto dallo Stato italiano, e quindi dai contribuenti italiani, a causa di un'operazione a giudizio degli interroganti insensata che ha portato il consolato italiano a rinunciare ad una proprietà immobiliare a Basilea per favorire un ente di formazione professionale; quali azioni intenda intraprendere per risalire alle responsabilità dei soggetti che hanno permesso tale operazione. Atto n. 4-06087 CORRADO Ai Ministri dell'interno e della cultura Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: nella prima settimana di agosto 2021, a Scisciano (Napoli) è stato demolito lo storico complesso denominato casale De Falco (nuovo catasto edilizio urbano al foglio 1 particella 931/1/4 e nuovo catasto territoriale al foglio 1 particella 932) con l'avallo dell'amministrazione comunale, che ha rilasciato il controverso permesso di costruire n. 25/2021 del 20 maggio 2021 per la pratica n. 150/2019 del 23 dicembre 2019; già in passato, in più occasioni, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Napoli aveva manifestato il proposito di assoggettare l'immobile a un regime di tutela, ma quando si è diffusa la notizia dell'avvio dell'istruttoria per la verifica dell'interesse culturale ex art. 12 del decreto legislativo n. 42 del 2004, è stata impressa una brusca accelerazione ai lavori per radere al suolo le storiche fabbriche; in un comune, Scisciano, dove il 64,46 per cento delle case è da abbattere perché costruito abusivamente, si continua a consumare suolo, a distruggere le superstiti testimonianze del patrimonio culturale della comunità locale, ad autorizzare nuove lottizzazioni spacciandole per riqualificazione e rigenerazione urbana: sulle ceneri dello storico complesso rurale sorgerà infatti un grande insediamento edilizio costituito da 40 appartamenti e 80 box auto che impatteranno sensibilmente sul carico urbanistico, alterando il principio di un ordinato ed equilibrato assetto territoriale e determinando uno sfregio permanente al paesaggio rurale e urbano, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario avviare un approfondito esame sull'attività edilizia nel Comune di Scisciano e in particolare sul menzionato permesso di costruire, verificando se sia stata garantita la conformità dei progetti presentati alle previsioni degli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi e alla disciplina urbanistico-edilizia vigente e se siano stati assicurati l'imparzialità, il principio di buona amministrazione, il soddisfacimento dell'interesse pubblico; se non intendano fare chiarezza, per i profili di propria competenza, su eventuali responsabilità, correlazioni e contegni di membri del collegio amministrativo in veste di portatori, nella vicenda edificatoria, di interessi personali diretti o indiretti, in contrasto reale e potenziale con gli interessi del Comune, così come è stato denunciato dalla stampa locale; se risulti sia stata ben mantenuta la distinzione tra le funzioni, competenze e responsabilità degli organi politici e di quelle proprie dei dirigenti delle rispettive amministrazioni; se ritengano che i soggetti coinvolti nella vicenda edificatoria siano idonei ad adempiere imparzialmente i doveri connessi all'esercizio dell'incarico loro affidato o piuttosto non rientrino nell'ipotesi di incompatibilità prevista dall'art. 63, comma 1, n. 2, del decreto legislativo n. 265 del 2000. Atto n. 4-06088 DE BONIS Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: con atto di sindacato ispettivo 4-03101, pubblicato l'8 aprile 2020, l'interrogante chiedeva al Ministro in indirizzo quali iniziative intendesse assumere per contrastare la speculazione, allora in atto, da parte dei molini nel mercato italiano, che stava causando un'impennata dei prezzi delle semole e, quindi, del pane e della pasta in un momento molto difficile per la popolazione italiana, appena colpita dell'emergenza sanitaria del coronavirus; a distanza di un anno e mezzo circa ci si ritrova, purtroppo, a dover affrontare la stessa problematica, ossia il prezzo del grano che rimane costante o, addirittura, in calo a causa di fenomeni speculativi mai sanzionati, che nell'ultimo decennio hanno determinato la scomparsa di un campo di grano su cinque, con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati e con effetti dirompenti sull'economia, sull'occupazione e sull'ambiente; considerato che: il 22 settembre 2021, l'osservatorio prezzi della borsa merci di Foggia per il grano duro fino nazionale (peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12 per cento, alle condizioni di franco partenza e IVA esclusa) ha fissato le quotazioni della mietitura 2021 in 485 euro alla tonnellata sui minimi e 490 euro sui massimi, stabili sulle sedute precedenti del 15 agosto e 1° settembre, valori che in quest'ultima data avevano fatto segnare il nuovo record per Foggia; il listino della borsa merci di Bari del 21 settembre ha registrato un rimbalzo tecnico per il prezzo di grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania (proteine minime 13 per cento, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e IVA esclusa). La valutazione è stata di 483 euro sui minimi e 488 sui massimi: il cereale ha riguadagnato così 3 euro di valore sul 14 settembre, quando invece ne aveva persi 10 sulla seduta del 7 settembre, che invece era risultata stabile sul 31 agosto; l'Associazione meridionale cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino il 17 settembre e il frumento duro fino di produzione nazionale alle condizioni di IVA esclusa resa franco arrivo ad Altamura (qualificato con proteine minime del 12 per cento e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri) è stato quotato 480 euro alla tonnellata sui minimi e 485 sui massimi, in calo di altri 5 euro sulla seduta del 10 settembre, dopo averne persi altri 5 quella data sul 3 settembre, quando invece si era verificato un rialzo di 25 euro sul 27 agosto. Il grano duro canadese di prima qualità è stato invece fissato a 547 euro sui minimi e 550 sui massimi, stabile sul 10 e 3 settembre, quando invece era aumentato di 30 euro sul 27 agosto, raggiungendo i 605 euro alla tonnellata; i prezzi medi all'origine del grano duro fino rilevati da ISMEA e on line fino al 21 settembre 2021 rendono un quadro di sostanziale stabilità rispetto alla settimana precedente, 480 euro a tonnellata per Matera, 567,50 euro per Catania, 462,50 euro per Palermo, 477,50 euro per Foggia e si evidenza una nuova rilevazione per Campobasso, ferma ad un irrealistico 210 euro alla tonnellata riferito al 23 agosto; tali valori risultano in stallo rispetto, invece, ai prezzi delle semole che sono alle stelle. Continua, infatti, ad aumentare il prezzo della semola di grano duro, con il rischio di rincari per pane e pasta. Questo succede non tanto per la scarsità di materie prime quanto a causa delle speculazioni in atto, perché di questo si tratta; la semola di grano duro nel listino di Foggia al 29 settembre 2021 ha fissato le quotazioni all'ingrosso, franco partenza IVA inclusa a 880 euro alla tonnellata sui minimi e 930 euro sui massimi, quindi un rincaro che supera di gran lunga il 100 per cento. Probabilmente qualcuno ne sta approfittando. Il grano è stato raccolto a maggio, il prezzo già si sapeva a giugno, nessuno pensava a questa speculazione. È vero che ci sono state alluvioni e siccità, ma ci sono state anche negli anni passati e mai era capitato che si speculasse come stanno facendo quest'anno; i dati ISMEA dei prezzi all'origine per il frumento, le semole e la pasta sono esplicativi di questo fenomeno speculativo. Infatti, i prezzi medi mensili, franco magazzino, IVA esclusa (media di tutte le piazze rilevate) sono i seguenti: giugno 2021: frumento duro fino nazionale 276,62 euro alla tonnellata; semole di frumento 412,10 euro alla tonnellata; pasta di semola secca 1,32 euro al chilo; luglio 2021: frumento duro fino nazionale 307,20 euro alla tonnellata; semole di frumento 435,64 euro alla tonnellata; pasta di semola secca 1,34 euro al chilo; agosto 2021: frumento duro fino nazionale 369,44 euro alla tonnellata; semole di frumento 535,30 euro alla tonnellata; pasta di semola secca 1,36 euro al chilo; settembre 2021: frumento duro fino nazionale 483,08 euro alla tonnellata; semole di frumento 672,55 euro alla tonnellata; pasta di semola secca non disponibile; vale la pena ricordare che le quotazioni del frumento duro nazionale hanno superato, su alcuni mercati, 500 euro a tonnellata, rispetto a una media di 250 euro a tonnellata nell'ultimo quinquennio, mentre quelle del grano di importazione sfiorano ormai 550 euro a tonnellata. Il costo della materia prima rappresenta mediamente oltre l'80 per cento dei costi totali di produzione di un'azienda molitoria, motivo per cui variazioni delle condizioni di mercato di questa portata, unitamente all'incremento dei costi energetici e logistici, come quelli registrati quest'anno in agricoltura, hanno un impatto sull'intera filiera e non solo sull'industria molitoria; anche nel 2008 e nel 2018 ci furono innalzamenti dei prezzi del grano, ma nonostante gli aumenti di semola e pane e pasta dopo il calo del grano non ci furono, purtroppo, diminuzioni nei derivati (semola, pane e pasta); tenuto conto che le condizioni per rispondere alla domanda dei consumatori e investire sull'agricoltura nazionale ci sarebbero, perché l'agricoltura italiana è sempre in grado di offrire produzione di qualità ma, purtroppo, non vi è una politica in grado di valorizzare i primati del made in Italy , garantire la sostenibilità della produzione ed il riconoscimento di un prezzo di acquisto "equo", basato sugli effettivi costi sostenuti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali urgenti iniziative intenda assumere finalizzate a mettere in pratica una serie di controlli e di sanzioni per porre fine a tali gravi speculazioni, che determinano aumenti sproporzionati delle semole e, di conseguenza, del pane e della pasta, beni di prima necessità, e garantire così la sostenibilità della produzione ed il riconoscimento di un prezzo di acquisto "equo", basato sugli effettivi costi sostenuti. Atto n. 4-06089 LA PIETRA FAZZOLARI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: a seguito delle convocazioni per le prossime elezioni dei COMITES indette per il 3 dicembre 2021, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha lanciato una campagna informativa per rendere edotti i cittadini italiani residenti all'estero in merito alle modalità di attuazione delle elezioni; tra i documenti pubblicati sul sito internet del consolato generale di Barcellona, nelle istruzioni per le elezioni COMITES, è stato inserito, primo tra tutti, un file di testo creato, secondo quanto verificato esplorandone le proprietà, dallo stesso consolato generale di Barcellona, precisamente alle ore 17.32 del 10 settembre 2021; la presenza dello stesso documento è stata poi riscontrata anche nelle analoghe istruzioni pubblicate sul sito internet della cancelleria consolare di Madrid; tale documento, non presente in nessun'altra pagina dei siti internet di tutta la rete dei consolati, riporta alcune affermazioni che non trovano corrispondenza in alcun testo normativo che disciplini le elezioni dei COMITES; nel richiamare alcune disposizioni di legge, nel citato documento si trova infatti la seguente affermazione: "a) Non sono eleggibili coloro che siano stati componenti di un Comitato per due mandati consecutivi (art. 8, comma 1, della Legge 286). Per due mandati si intendono quelli effettuati come membri di due distinti Comitati insediati nella medesima circoscrizione consolare, a seguito di due diverse e successive consultazioni elettorali, indipendentemente dalla durata in carica di ciascun Comitato"; nello specifico, la legge n. 286 del 2003, "Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all'estero", al richiamato articolo 8 (durata in carica e decadenza dei componenti) così dispone al comma 1: "I componenti del Comitato restano in carica cinque anni e sono rieleggibili solo per un periodo massimo di due mandati consecutivi"; sembra chiaro che le parole "indipendentemente dalla durata in carica di ciascun Comitato", non presenti né nel testo della legge n. 286 del 2003, né nel testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 2003 (regolamento di attuazione della legge n. 286), risultino un'interpretazione personale dell'estensore del citato documento; si segnala inoltre come lo stesso decreto del Presidente della Repubblica n. 395, all'articolo 6, rimandi la disciplina dell'eleggibilità ai requisiti previsti dagli articoli 55 e seguenti del decreto legislativo n. 267 del 2000 (testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), nei quali non risulta alcuna limitazione di questo tipo; inoltre, all'articolo 51 del decreto legislativo n. 267 (Durata del mandato del sindaco, del presidente della provincia e dei consigli - limitazione dei mandati), al comma 3 si trovano le seguenti disposizioni: " È consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie"; il tutto in palese disaccordo e contraddizione con quanto scritto nelle istruzioni citate; tali indicazioni potrebbero influire pesantemente nella prossima campagna elettorale per il rinnovo dei COMITES in quanto più di un candidato si potrebbe trovare nelle condizioni richiamate, al punto financo da indurre gli elettori a non votare per taluni candidati in quanto ritenuti, erroneamente, ineleggibili; è utile infatti ricordare come alcuni candidati, già eletti due volte nello stesso COMITES, non abbiano però maturato i requisiti per l'ineleggibilità in quanto un mandato è stato interrotto per scioglimento, dall'allora ministro Alfano, circa 23 mesi dopo l'insediamento, quindi entro i due anni, sei mesi e un giorno disposti dall'articolo 51, comma 3, del testo unico degli enti locali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; quali immediate iniziative voglia disporre per eliminare questa inesattezza dalle istruzioni per le elezioni COMITES del consolato generale di Barcellona e della cancelleria consolare di Madrid, al fine di garantire il rispetto della legge sia nella campagna elettorale che nelle prossime elezioni. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02848 della senatrice Alessandrini, sulla crisi dell'azienda umbra Fattorie Novelli; 11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale): 3-02852 della senatrice Mantovani ed altri, sulla situazione contrattuale dei dipendenti dell'azienda SETA S.p.A.; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02846 della senatrice Binetti, sull'inserimento nei LEA dell'orticaria acquagenica; 3-02847 della senatrice Giammanco ed altri, sulla possibilità di prescrivere il farmaco "Dhea" nei pazienti affetti da carenza dell'ormone. Interrogazioni, ritiro È stata ritirata l'interrogazione 4-05450 del senatore De Bonis.