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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 35 BORGHESI La seduta inizia alle ore 14,05. IN SEDE REFERENTE (ddl 388) Priorità di esercizio dell'azione penale DDL 388 Disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale (Esame e rinvio) Il relatore PAGANO ( FI-BP ) illustra il disegno di legge costituzionale n. 388 , d'iniziativa del senatore Vitali, recante disposizioni per l'individuazione delle priorità di esercizio dell'azione penale. In sintesi, esso prevede che, fermo restando l'obbligo del pubblico ministero di esercitare l'azione penale ai sensi dell'articolo 112 della Costituzione, ciascun procuratore generale di corte d'appello, sentiti i procuratori del rispettivo distretto, formuli proposte motivate di priorità nell'esercizio dell'azione penale che tengano specificatamente conto dei fenomeni criminali del distretto. I procuratori generali inviano le loro proposte motivate al procuratore generale presso la Corte di cassazione, il quale le trasmette al Ministro della giustizia, con riferimento sia alle priorità sia ai mezzi di indagine. Anche il Ministro dell'interno e il Ministro dell'economia e delle finanze inviano al Ministro della giustizia le loro proposte, con riferimento sia alle priorità sia ai mezzi di indagine. Il Ministro della giustizia, a sua volta, sulla base delle informazioni ricevute, sottopone all'approvazione del Parlamento una proposta sulle priorità da seguire nell'esercizio dell'azione penale. Si dispone, inoltre, che i soggetti che partecipano alla definizione di tali priorità provvedano al monitoraggio sull'efficacia operativa delle stesse e sulle eventuali carenze riscontrate e ne comunichino annualmente i risultati al Ministro della giustizia. Nell'ambito di tale attività, i procuratori generali di corte d'appello verificano anche l'efficacia dell'azione penale promossa dai singoli sostituti del rispettivo distretto e di quella promossa da gruppi di sostituti che si occupano congiuntamente di singoli casi, anche con riferimento all'analisi degli esiti giudiziari di tali iniziative. Il Ministro della giustizia riferisce annualmente al Parlamento sullo stato della giustizia, ivi incluse le risultanze del monitoraggio relativo all'esercizio dell'azione penale e alle sue risultanze giudiziarie, all'uso dei mezzi di indagine e all'uso delle misure restrittive della libertà personale. Infine, i procuratori della Repubblica e i procuratori generali di corte d'appello, nell'ambito delle loro competenze, assicurano che nelle attività di indagine i sostituti si attengano alle indicazioni concernenti le priorità e i mezzi di indagine, al fine di ristabilire il principio dell'unità dell'azione penale e della struttura unitaria degli uffici del pubblico ministero, nonché di rendere maggiormente efficace l'azione repressiva ed eliminare le disfunzioni che si connettono al fenomeno della personalizzazione delle funzioni del pubblico ministero. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore VITALI ( FI-BP ) sottolinea l'esigenza di individuare tipologie di reati da perseguire prioritariamente, fermo restando l'obbligo del pubblico ministero di esercitare l'azione penale ai sensi dell'articolo 112 della Costituzione, al fine di evitare la prescrizione dei reati che destano particolare allarme sociale. Infatti, anche a causa dell'elevato numero di procedimenti penali dichiarati prescritti ogni anno, la discrezionalità del pubblico ministero potrebbe avere un peso eccessivo, in quanto si determinano difformità nell'esercizio dell'azione penale tra i diversi distretti di corte d'appello e, quindi, condizioni di disparità tra i cittadini. Il disegno di legge costituzionale a sua firma, pertanto, prevede che il Ministero della giustizia, sulla base delle proposte avanzate da ciascun procuratore generale di corte d'appello - sentiti i procuratori del rispettivo distretto - e trasmesse al procuratore generale della Cassazione, nonché dal Ministro dell'interno e dell'economia, formuli una motivata proposta sulle priorità da seguire nell'esercizio dell'azione penale e la sottoponga alle Camere. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (822 - Doc. LXXXVI, n.1, Doc. LXXXVII, n. 1) Legge europea 2018 DDL 822 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018 Doc Doc. LXXXVI, n. 1 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea per l'anno 2018 Doc Doc. LXXXVII, n. 1 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2017 (Relazione alla 14ª Commissione sul disegno di legge n. 822. Parere alla 14ª Commissione sul Doc. LXXXVI, n. 1. Parere alla 14ª Commissione sul Doc. LXXXVII, n. 1. Esame congiunto e rinvio) Il relatore GRASSI ( M5S ) illustra il disegno di legge di legge europea 2018, recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea. Il provvedimento, in base alle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 2012, n. 234, reca norme di diretta attuazione volte a garantire l'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento europeo, al fine portare a termine il percorso - avviato negli anni precedenti - per la chiusura dei casi di pre-contenzioso e contenzioso ancora aperti con la Commissione europea. In particolare, il provvedimento è volto a consentire la definizione di tre procedure di infrazione e di tre casi di pre-contenzioso nell'ambito del cosiddetto sistema EU Pilot, a dare attuazione a due direttive, a garantire la piena attuazione di due regolamenti, nonché a dare concreta esecuzione a un accordo internazionale concluso nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea e a dare attuazione alle linee guida della Commissione europea relative alla direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali. Il testo si compone di 13 articoli, suddivisi in otto capi riguardanti i seguenti settori: libera circolazione di persone, servizi e merci; giustizia e sicurezza; fiscalità e dogane; mercati di strumenti finanziari; diritto d'autore; tutela della salute umana e dell'ambiente. Segnala, in conclusione, che non risultano disposizioni di specifico interesse della Commissione. Illustra, quindi, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2017, presentata dal Governo Gentiloni lo scorso 19 marzo in adempimento degli obblighi fissati dalla legge n. 234 del 2012. Sottolinea che la Relazione rappresenta il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea. Il documento è articolato in quattro parti. La prima parte è dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea, con riferimento ai principali temi istituzionali e al coordinamento delle politiche economiche. La seconda parte illustra le politiche orizzontali e settoriali dell'Unione, con riguardo alle misure per il rafforzamento del mercato unico nelle diverse aree di intervento, alle politiche in materia di libertà, sicurezza e giustizia e alla dimensione esterna dell'Unione. La terza parte attiene all'attuazione delle politiche di coesione economica, sociale e territoriale. La quarta parte, infine, è dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee ed espone, tra le altre, le attività del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE), il contenzioso davanti alla Corte di giustizia, l'attuazione della normativa dell'Unione europea, nonché la tutela degli interessi finanziari e la lotta contro la frode. L'elenco delle direttive recepite nel 2017 e i seguiti dati agli atti di indirizzo parlamentare sono riportati negli allegati che accompagnano la Relazione. Tra le politiche dell'Unione europea per l'anno 2017, come presentate nella seconda parte della Relazione, segnala quelle di competenza della Commissione affari costituzionali. In materia di riforma delle pubbliche amministrazioni, la Relazione illustra la partecipazione italiana alle principali iniziative europee nel campo della modernizzazione del settore pubblico nel corso del 2017, sottolineando: il sostegno italiano all'Istituto europeo di pubblica amministrazione (EIPA - European Institute of Public Administration ), che eroga formazione per le amministrazioni degli Stati membri e organizza un premio biennale per le amministrazioni; il contributo dell'Italia alle attività della rete EUPAN ( European Public Administration Network / Rete europea della pubblica amministrazione); la partecipazione all'EUPAE - European Public Administration Employers , l'organizzazione europea dei datori di lavori delle pubbliche amministrazioni, di cui l'Italia ha assunto la presidenza nel 2016. In relazione alle politiche europee di semplificazione normativa e amministrativa, la relazione richiama l'operato dell'Italia in linea con le indicazioni dell'Accordo interistituzionale "Legiferare meglio", entrato in vigore il 13 aprile 2016, che ha l'obiettivo di evitare l'inflazione normativa e di ridurre gli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, attraverso una cooperazione più stretta tra le istituzioni europee, nel rispetto del ruolo dei Parlamenti nazionali. Inoltre, nell'ambito di attuazione dell'agenda cosiddetta " better regulation ", segnala la partecipazione italiana all'attività che nelle sedi europee è finalizzata a rendere la legislazione europea sempre più efficace e sempre meno onerosa per i cittadini e le imprese. In particolare, è stato dato sostegno a una rapida introduzione degli obiettivi di riduzione degli oneri regolatori in settori specifici, nell'ambito del Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT). Precisa che ulteriori argomenti di competenza della Commissione sono rinvenibili nel capitolo "Spazio di libertà, sicurezza e giustizia". Nel paragrafo relativo alle politiche sulla migrazione, si sottolinea che l'Italia ha ribadito l'esigenza di un rafforzamento e di una maggiore integrazione delle politiche migratorie interne ed esterne dell'Unione europea, con l'obiettivo prioritario di contenere i flussi migratori provenienti dal Nord Africa, garantire un adeguato sostegno ai Paesi europei maggiormente esposti e migliorare le condizioni di accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo dei Paesi africani. È inoltre proseguita la pressione per una revisione del Sistema comune europeo di asilo, e in particolare del regolamento Dublino, al fine di coniugare i principi di responsabilità e solidarietà. In due distinti paragrafi si dà conto dell'azione svolta dall'Italia nell'ambito della dimensione, sia interna sia esterna, della politica europea sulla migrazione. La Relazione si sofferma poi sulla sicurezza interna e sulle misure di contrasto alla criminalità. In particolare, si osserva che l'Italia continua ad essere impegnata nel contrasto e nella prevenzione del fenomeno dei cosiddetti foreign fighters . In questo quadro l'Italia ha sostenuto le iniziative dell'Unione europea volte a migliorare le azioni di prevenzione e contrasto della radicalizzazione e dell'estremismo violento. È quindi richiamato l'impegno dell'Italia volto a mantenere al centro dell'attenzione dell'Unione europea il contrasto alla criminalità organizzata nonché alle possibili connessioni con il traffico e lo sfruttamento di migranti. In merito al rafforzamento della sicurezza dei cittadini, la Relazione sottolinea la partecipazione italiana alle iniziative volte a favorire lo scambio di informazioni a livello di Unione europea e a sviluppare e migliorare gli strumenti tecnologici utilizzabili per il controllo alle frontiere, al fine di rendere più funzionale la gestione degli ingressi nell'area Schengen. In particolare, sono ricordati il nuovo sistema di ingressi/uscite ( entry/exit system - EES), il sistema ETIAS ( European travel information and authorisation system ) e le proposte volte a riformare il cosiddetto SIS (sistema d'informazione Schengen). Passa, quindi, a illustrare la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2018, presentata al Parlamento il 22 gennaio scorso. Essa precisa i contenuti e gli obiettivi politici attesi dal precedente Esecutivo in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche orizzontali e settoriali, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Il documento, pertanto, non rappresenta la visione programmatica del Governo attualmente in carica, delineata invece in altri documenti concernenti la partecipazione dell'Italia all'Unione europea, quali la risoluzione di maggioranza adottata dal Senato il 27 giugno scorso, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, o quella adottata lo scorso 16 ottobre in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre. Il documento è suddiviso in cinque parti, relative, rispettivamente, al processo di integrazione europea e al quadro istituzionale, alle politiche orizzontali e settoriali, alla politica estera e di sicurezza comune nonché alla politica di allargamento, vicinato e collaborazione con Paesi terzi, alla comunicazione e formazione sulle attività dell'Unione europea e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Si sofferma brevemente sui temi di interesse della Commissione affari costituzionali. In merito alle questioni istituzionali, la Relazione sottolinea la necessità di rilanciare il progetto di integrazione europea, per realizzare un'Europa sicura, prospera e sostenibile, sociale e con un ruolo più incisivo sulla scena internazionale, mantenendo peraltro l'impegno all'attuazione dell'Accordo interistituzionale del 2016 sul tema "Legiferare meglio" nonché alla promozione e al rafforzamento del carattere democratico dei processi decisionali. Nell'ambito delle politiche settoriali, la Relazione evidenzia l'obiettivo prioritario volto a ottenere un incremento dell'impegno dell'Unione e dei suoi Stati membri sulle tematiche migratorie, attraverso una concreta applicazione dei principi di solidarietà e responsabilità, in relazione alla gestione dei flussi, al controllo delle frontiere esterne, alla riforma del Sistema comune europeo d'asilo, nonché allo sviluppo del dialogo con i Paesi terzi di origine e transito dei migranti. Con riferimento alla riforma delle pubbliche amministrazioni e alla semplificazione, il documento richiama la necessità di proseguire nella partecipazione alle attività della rete informale EUPAN - European public administration network e del Comitato europeo per il dialogo sociale nelle pubbliche amministrazioni centrali. Sottolinea, inoltre, l'opportunità di rafforzare la cooperazione con gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea per assicurare un rinnovato impegno di carattere strategico nell'attuazione delle iniziative di "migliore regolamentazione". Nell'ambito del capitolo dedicato alla giustizia e agli affari interni, la Relazione conferma l'esigenza di sviluppare e rafforzare le strategie dell'Unione finalizzate a contrastare il terrorismo e la criminalità organizzata, con particolare riguardo alle iniziative volte a migliorare lo scambio dei dati e l'interoperabilità delle banche dati europee per finalità di sicurezza. È confermato, inoltre, l'impegno dell'Italia nella lotta ai trafficanti di esseri umani. Anche in materia di protezione civile il documento ribadisce il tradizionale sostegno dell'Italia al miglioramento e all'incremento dell'efficienza della cooperazione europea. In tema di libertà, sicurezza e giustizia, è richiamato l'impegno ad avviare l'attuazione delle linee strategiche che il Consiglio europeo ha approvato nel giugno 2016. Con riguardo alle statistiche europee a sostegno delle politiche, la Relazione richiama l'impegno all'attuazione del Programma di lavoro della Commissione europea (Eurostat) per il 2018, nonché alla semplificazione e razionalizzazione della normativa europea sulle statistiche sociali, sulla struttura delle aziende agricole e sulle imprese. Viene infine ricordato l'impegno all'attuazione del memorandum di Budapest, adottato nel settembre 2017 dal Comitato del Sistema statistico europeo in materia di statistiche sulle migrazioni. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE (840) d-l 113/18 - sicurezza pubblica DDL 840 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno al testo del decreto-legge in titolo, pubblicati in allegato. Informa, inoltre, che sono state presentate le riformulazioni 1.47 (testo 2), 2.11 (testo 2) e 10.7 (testo 2), pubblicate in allegato. Comunica, quindi, che l'emendamento 19.8 è stato collocato come emendamento riferito all'articolo 36 e ha pertanto assunto un'altra numerazione: 36.22. Gli emendamenti 16.4 e 16.5, in quanto emendamenti aggiuntivi all'articolo, assumono rispettivamente la seguente numerazione: 16.0.9 e 16.0.10. Avvisa, infine, che la senatrice Granato ritira gli emendamenti 1.19, 1.43, 1.87, 12.8, 12.27 e 13.4, la senatrice De Petris ritira l'emendamento 14.22, il senatore Grasso ritira gli emendamenti 30.5 e 30.6, mentre il senatore De Poli ritira l'emendamento 34.0.4. Il senatore COLLINA ( PD ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti in merito ad alcune notizie di stampa. Infatti, il presidente Borghesi avrebbe anticipato che saranno accolti solo pochi emendamenti presentati dai senatori del Movimento 5 Stelle. Il PRESIDENTE si riserva di precisare il proprio orientamento sulle proposte di modifica presentate, in qualità di relatore, in sede di espressione del parere. Si passa, quindi, all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) illustra gli emendamenti 1.1 e 1.4, volti - rispettivamente - a sopprimere l'intero Titolo I, recante disposizioni in tema di immigrazione, o quanto meno l'articolo 1, che elimina il permesso di soggiorno per motivi umanitari. L'emendamento 1.7, invece, è volto ad ampliare il novero delle fattispecie previste per il rilascio di permessi di soggiorno speciali. Si sofferma, quindi, sugli emendamenti 1.25 e 1.27, che ampliano la possibilità di cure mediche per gli stranieri in gravi condizioni di salute, nonché sull'emendamento 1.44, con cui si propone che il permesso di soggiorno possa essere convertito in permesso per motivi di lavoro. Infine, segnala l'emendamento 1.57, che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno allo straniero che dimostri di essere socialmente integrato. La senatrice NUGNES ( M5S ) illustra complessivamente gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 1, che sono volti sostanzialmente a garantire agli stranieri cui sia riconosciuto un permesso di soggiorno il godimento di diritti fondamentali. Ritiene che i casi specifici previsti per la concessione di permessi speciali siano del tutto insufficienti. Tale disposizione, a suo avviso, costringerà i migranti a restare in una situazione di illegalità, senza poter accedere alle cure sanitarie e al diritto al lavoro. In questo modo, si determineranno situazioni di grave allarme sociale. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) precisa di aver presentato solo emendamenti di tenore soppressivo, non ritenendo possibile correggere disposizioni che violano gli articoli 3, 10, 22 e 24 della Costituzione, per le motivazioni già illustrate nel corso della discussione generale. Il senatore COLLINA ( PD ) sottolinea che l'intento delle proposte di modifica a sua firma è principalmente quello di sopprimere misure che mutano radicalmente il sistema di accoglienza delineato dal Governo del centro-sinistra. In alternativa, si propongono alcuni correttivi, per esempio individuando ulteriori casi per il rilascio dei permessi di soggiorno speciali. In particolare, segnala l'emendamento 1.100, con cui si intende evitare che gli stranieri già in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, alla scadenza, si trovino in una situazione di illegalità. Il senatore GASPARRI ( FI-BP ), nell'illustrare complessivamente gli emendamenti presentati al decreto-legge in esame, evidenzia che il provvedimento è coerente con l'obiettivo, condiviso da tutto lo schieramento di centro-destra nel corso della campagna elettorale, di garantire più sicurezza ai cittadini italiani. Registra, tuttavia, alcune lacune. A suo avviso, sarebbe preferibile sopprimere del tutto i permessi di soggiorno per motivi umanitari, senza individuare alcuni casi speciali, e valorizzare il parere dei sindaci degli enti locali coinvolti nella ripartizione dei richiedenti asilo. Quanto alle disposizioni in materia di sicurezza, le proposte di modifica a sua firma tendono a introdurre detrazioni fiscali per le spese finalizzate ad aumentare la sicurezza delle abitazioni, per prevenire il rischio di furti e rapine, a prevenire i fenomeni di terrorismo attraverso l'installazione, presso stazioni ferroviarie e metropolitane, di metal-detector , ad ampliare le competenze della polizia locale in materia di identificazione delle persone, attraverso l'accesso alle banche dati disponibili, nonché di decoro e sicurezza urbana. Sottolinea, infine, gli emendamenti volti ad ampliare gli organici delle forze dell'ordine. Il senatore VITALI ( FI-BP ) condivide l'obiettivo di contrastare lo sfruttamento economico del fenomeno migratorio, purché ciò avvenga nel rispetto dei principi costituzionali. Il provvedimento all'esame, invece, presenta criticità tanto gravi da far presumere che l'obiettivo sia solo quello di conquistare consenso elettorale. Ritiene, infatti, che gli articoli 1, 2, 10 e 14 non potranno superare il vaglio di legittimità costituzionale. Pertanto, precisa di aver presentato pochi emendamenti, con spirito costruttivo, al fine di recepire le segnalazioni dei giuristi ascoltati nel ciclo di audizioni. L'emendamento 1.5 è volto a sopprimere l'articolo 1, che abroga il permesso di soggiorno per motivi umanitari, in violazione dell'articolo 10 della Costituzione. L'emendamento 3.3 sopprime l'articolo 3, che prevede due nuove ipotesi di trattenimento degli stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale. Con l'emendamento 10.1 si sopprime l'articolo 10, che dispone l'immediato avvio del procedimento innanzi alla commissione territoriale, nel caso in cui il richiedente protezione internazionale sia sottoposto a procedimento penale, in violazione dell'articolo 27 della Costituzione. Infine, l'emendamento 14.1 è soppressivo dell'articolo 14, che prevede la revoca della cittadinanza italiana in caso di condanna definitiva per reati di particolare gravità. Il senatore MIRABELLI ( PD ) ritiene che il provvedimento sia poco efficace sotto il profilo della sicurezza e abbia piuttosto finalità propagandistiche. Tra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 1, segnala quelli volti a evitare che il titolare di permesso per motivi umanitari sia costretto a entrare in clandestinità alla scadenza del suo titolo di soggiorno, nonché a prevedere la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in permesso per motivi di lavoro. A suo avviso, infatti, solo favorendo l'integrazione degli stranieri è possibile creare una società più sicura. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) condivide l'impianto del provvedimento, sebbene - a suo avviso - risulti, per alcuni aspetti, eccessivamente blando. Mancano, per esempio, norme sulla sorveglianza dei centri di trattenimento, il rafforzamento degli accordi bilaterali per i rimpatri, misure specifiche per i problemi delle carceri e il contrasto delle mafie straniere, nonché integrazioni economiche per tutte le forze dell'ordine. Quanto alle proposte di modifica riferite all'articolo 1, si sofferma in particolare sugli emendamenti 1.9 e 1.59. La senatrice CIRINNA' ( PD ) concorda con le considerazioni del senatore Vitali sulla opportunità di prevedere un ampliamento della protezione dei richiedenti asilo, in linea con gli articoli 2, 3 e 10 della Costituzione. Illustra quindi l'emendamento 1.18, che introduce l'identità di genere e l'orientamento sessuale tra i fattori di vulnerabilità del migrante, tali da giustificare il rilascio di un permesso speciale. Inoltre, si precisa il concetto di persecuzione, al fine di tenere conto anche dell'esistenza, nel Paese di origine dello straniero, di violazioni dei diritti umani, della criminalizzazione di comportamenti sessuali, nonché di ogni altra condizione culturale, sociale, giuridica o politica che impedisca il libero svolgimento della personalità. Il senatore DE FALCO ( M5S ), nel concordare con le considerazioni del senatore Vitali, ritiene condivisibile nel complesso il provvedimento all'esame. Tuttavia, sottolinea la necessità di apportare alcune modifiche, in coerenza con i principi tutelati dalla Costituzione, come precisato - nel corso delle audizioni informali - anche dagli esperti di diritto. A tale proposito, ricorda il richiamo del Presidente della Repubblica al rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato, che discendono dall'articolo 10 della Costituzione. Il senatore QUAGLIARIELLO ( FI-BP ) auspica una riflessione più approfondita sulla revoca della cittadinanza in caso di condanna per reati di particolare gravità. Ritiene, infatti, che il riferimento di tale misura ai soli immigrati costituisca un vulnus , da cui potrebbe discendere una differenziazione in base alla modalità di acquisizione della cittadinanza e, di conseguenza, il rischio che questa possa essere concessa anche in modo automatico. Al contrario, ritiene che - in linea con quanto previsto dal diritto romano - la cittadinanza sia un diritto strettamente personale, concesso a seguito della richiesta da parte di chi intende essere accolto in una comunità, a condizione che ne sia accertata la lealtà. Il senatore ZANDA ( PD ) illustra l'emendamento 1.49, volto a sopprimere, all'articolo 1, comma 1, la lettera o) . Tale disposizione, infatti, elimina il riferimento all'asilo politico e all'asilo umanitario tra le motivazioni che giustificano la concessione del permesso di soggiorno e che, conseguentemente, danno diritto all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, sostituendolo con un generico riferimento all'asilo e alla protezione sussidiaria. Ritiene inaccettabile, infatti, lo stravolgimento del sistema di accoglienza che da sempre appartiene alla coscienza e alla tradizione giuridica italiana ed europea. Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che il Gruppo PD ha presentato numerosi emendamenti all'articolo 1, che presenta rilevanti elementi di contrasto con le disposizioni costituzionali, le direttive europee e l'orientamento giurisprudenziale, segnalati anche dagli esperti nel corso delle audizioni. A suo avviso, il provvedimento finirà per accrescere in modo significativo il numero degli immigrati irregolari e, di conseguenza, i costi per gli oneri burocratici e amministrativi, nonché per l'impiego di un più alto numero di agenti di polizia. Tra le proposte di modifica a sua firma, volte a correggere quanto meno gli aspetti più gravi, richiama l'emendamento 1.89, che - recependo una sollecitazione dell'ANCI - prevede il rilascio di un permesso speciale di soggiorno al richiedente asilo, che si sia distinto per comprovata volontà di integrazione e sia in possesso di una certificazione di apprendimento della lingua italiana equivalente almeno al livello A2, di regolare contratto di lavoro ovvero di documentazione attestante che sia in corso di svolgimento un tirocinio formativo, nonché di una certificazione che attesti l'avvenuto svolgimento di almeno 100 ore di volontariato. Si passa quindi alla illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2. La senatrice FATTORI ( M5S ) illustra gli emendamenti 2.6 e 2.10, volti a sopprimere - rispettivamente - i commi 1 e 2 dell'articolo 2. A suo avviso, infatti, è eccessivo il prolungamento fino a 180 giorni della durata massima del trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio, previsto dal comma 1. Ricorda che il Movimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura, aveva proposto invece di rafforzare le commissioni territoriali, proprio al fine di abbreviare i tempi di risposta alle richieste di permesso di soggiorno. Ritiene molto criticabile, poi, la disposizione di cui al comma 2, in quanto si ricorre alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, in deroga a quanto prevede il codice degli appalti, per assicurare la tempestiva ricostruzione di nuovi centri per il rimpatrio. Anche questa misura risulta incompatibile con gli obiettivi di trasparenza del Movimento e rischia di lasciare spazio a fenomeni corruttivi. Il senatore MIRABELLI ( PD ) illustra gli emendamenti 2.3 e 2.4, volti a sopprimere - rispettivamente - l'intero articolo 2 o il solo comma 1. Ritiene che il raddoppio dei tempi di trattenimento all'interno dei CPR possa creare problemi di vivibilità, come accaduto in passato nei centri di identificazione ed espulsione. A suo avviso, sarebbe preferibile destinare le ulteriori risorse che saranno necessarie per la costruzione dei nuovi centri al potenziamento delle procedure di identificazione e rimpatrio, eventualmente tornando al sistema di accoglienza dello SPRAR almeno per donne e minori. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU ) si sofferma in particolare sugli emendamenti soppressivi 2.2 e 2.5. Ritiene, infatti, che il trattenimento fino a 180 giorni sia una misura afflittiva e in contrasto con i principi costituzionali. Con l'emendamento 2.7, invece, si prevede la possibilità di proporre domanda di riesame avverso il provvedimento di proroga del trattenimento. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) illustra l'emendamento 2.9, che eleva a diciotto mesi il periodo di trattenimento dello straniero presso le strutture carcerarie. Anticipa che anche l'emendamento 3.27 è dello stesso tenore. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) illustra l'emendamento 2.1, volto a sopprimere l'articolo 2. Ritenendo irragionevole e incostituzionale il prolungamento fino a 180 giorni del trattenimento nei centri per il rimpatrio, chiede chiarimenti al rappresentante del Governo su tale disposizione. Il sottosegretario MOLTENI assicura la piena disponibilità del Governo ad accogliere emendamenti migliorativi del testo, purché non si intenda stravolgere l'impianto complessivo. In materia di sicurezza urbana, per esempio, ritiene incomprensibili le proposte di modifiche volte a contrastare le misure adottate per rafforzare il coinvolgimento della polizia locale, tra l'altro in linea con i provvedimenti assunti Ministro dell'interno Minniti. Ritiene poi particolarmente qualificante l'articolo 37, recante disposizioni in materia di organizzazione e organico dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, considerata la necessità di contrastare la criminalità organizzata non solo sul piano della repressione, ma anche attraverso l'aggressione del suo patrimonio illecito. Quanto alle disposizioni in materia di immigrazione, ricorda che si è già proceduto al potenziamento dell'organico delle commissioni territoriali e che sono previste ulteriori assunzioni a tempo determinato per smaltire il rilevante arretrato nell'esame delle domande ancora inevase. Sottolinea la necessità di elevare a 180 giorni il tempo di trattenimento dei migranti nei centri di permanenza per il rimpatrio, tra l'altro in linea con quanto previsto dalle istituzioni europee, al fine di completare le complesse procedure di verifica dei titoli per la riammissione nel Paese di origine. A tale proposito, ricorda altresì che l'unico accordo bilaterale attualmente efficace è quello stipulato dal precedente Governo con la Tunisia, il quale tuttavia risulta ancora insufficiente. In ogni caso, la conclusione di tali accordi è tema che attiene alle relazioni diplomatiche e non può essere trattato nell'ambito di un provvedimento d'urgenza. Precisa che gli attuali CPR hanno una capienza massima di 880 posti e, dunque, è evidente la necessità di costruirne almeno altri quattro. Nel testo all'esame, è stata prevista la relativa copertura finanziaria. Sottolinea che il ricorso alla procedura negoziata è autorizzato per un periodo transitorio non superiore a tre anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento e per lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, quindi nel rispetto delle norme vigenti. Inoltre, in accoglimento di alcune proposte del Movimento 5 Stelle, sarà prevista la conclusione di protocolli d'intesa con l'ANAC, per una garanzia di trasparenza e tracciabilità dei fondi pubblici. Conclude, assicurando che il provvedimento all'esame non ha intenti propagandistici, ma intende risolvere i gravi problemi in materia di immigrazione ereditati dalla precedente amministrazione, per il bene dei cittadini italiani e degli stranieri legalmente presenti sul territorio nazionale. Il senatore COLLINA ( PD ) illustra gli emendamenti soppressivi 2.3 e 2.4. Replicando alle osservazioni del rappresentante del Governo, osserva che è lo stesso provvedimento in esame che determinerà un aumento incontrollato di migranti irregolari. Da ciò discende evidentemente la necessità di costruire altri centri per il rimpatrio e di stanziare nuove risorse. Infine, per accrescere l'efficacia dell'accordo bilaterale con la Tunisia, sarebbe opportuno evitare dichiarazioni improvvide, come quelle pronunciate dal Ministro dell'interno lo scorso giugno, al fine di favorire cordiali relazioni diplomatiche. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 16,20. Allegato