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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione GIUSTIZIA (2ª) 227 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE REFERENTE (1438 e conn.) Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1438 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria DDL 1516 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, recante riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio e introduzione delle tutele previdenziali DDL 1555 Modifiche alla legge 28 aprile 2016, n. 57 e al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di tutele dei magistrati onorari ed efficienza degli uffici giudiziari del giudice di pace e del tribunale DDL 1582 Modifiche al decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, in materia di riforma della magistratura onoraria e attuazione del principio di ragionevole durata del processo DDL 1714 Modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 2 marzo. Il PRESIDENTE sollecita in seno alla Commissione indicazioni sul modus procedendi , chiedendo chiarimenti alla Sottosegretaria sulle intenzioni del Governo sul tema della magistratura onoraria. La sottosegretaria MACINA precisa che la Ministra ha inteso procedere all'istituzione di una Commissione ministeriale di studio, che approfondisca la materia, anche alla luce delle recenti pronunce della Corte costituzionale e della Corte di giustizia dell'Unione europea: tale Commissione dovrà terminare i lavori entro il prossimo 30 giugno. Il PRESIDENTE avverte che l'eventuale presentazione di un maxiemendamento del Governo - interamente o parzialmente sostitutivo della disciplina che, finora, era stata oggetto di discussione presso la Commissione giustizia - si inserirebbe in un delicato snodo procedurale, che già oggi comporta due differenti alternative: o attendere che la Quinta Commissione renda il parere sui disegni di legge e sugli emendamenti di iniziativa parlamentare (tuttavia facendo presente come la Quinta Commissione, per poter rendere tale parere, attenda la necessaria relazione tecnica, nell'ambito della quale il contributo del Ministero della giustizia potrebbe non essere espresso a breve, proprio in considerazione delle intervenute sentenze); oppure riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti e consentire a tutti i Gruppi di rielaborare utili proposte, coll'intenzione di portare nuove soluzioni anche alla luce dei fattori sopravvenuti. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ), paventando il rischio di svolgere un lavoro che successivamente potrebbe rivelarsi inutile, propone di attendere l'esito della Commissione di studio istituita presso il Ministero della giustizia. Il senatore MIRABELLI ( PD ), condividendo le opinioni del senatore Cucca, ritiene opportuno attendere l'esito dei lavori della Commissione tecnica governativa ricordando la delicatezza della materia, nella quale l'apporto tecnico degli uffici ministeriali è fondamentale. Il senatore BALBONI ( FdI ) non condivide invece il percorso proposto dai colleghi, che porterebbe ad una sospensione dei lavori: è necessario non mortificare l'iniziativa parlamentare, visto che nei rapporti tra Parlamento e Governo il primo rimane sempre titolare di un'iniziativa legislativa autonoma e sovrana rispetto all'iniziativa legislativa del governo. Chiede al Presidente di tornare a sollecitare presso la Quinta Commissione l'emissione del relativo parere, affinché possa riprendere la discussione dei lavori; ricorda come, ad ogni modo, la Quinta Commissione possa assumersi la responsabilità di rendere un parere anche in mancanza della relazione tecnica del Governo, quando i termini per farla pervenire sono decorsi. C'è la necessità di tutelare gli interessi di questa categoria di operatori del mondo giudiziario, che si sono esposti a notevoli sacrifici proprio durante il periodo della pandemia. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), condividendo l'opinione del senatore Balboni, stante la necessità di tutelare al più presto celermente gli interessi di tale categoria propone di proseguire i lavori: a norma di regolamento, non vi è alcuna inibizione fino a quando il Governo non preannunci la presentazione di un disegno di legge sul medesimo argomento. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) valuta favorevolmente le sollecitazioni emerse dopo le pronunce della Corte costituzionale e ritiene, ad ogni modo, necessario porre nuovamente al centro della questione il dibattito parlamentare: la Commissione è l'unico luogo in cui sia possibile giungere ad una composizione dei divergenti interessi delle forze politiche. La senatrice GAUDIANO ( M5S ) si attiene a quanto preannunciato dalla Sottosegretaria e ritiene, pertanto, rispettoso del lavoro del Governo attendere l'esito della Commissione tecnica ivi istituita. Il relatore URRARO ( L-SP-PSd'Az ) - ricordando la metodologia inaugurata dal nuovo Ministro a proposito della riforma del codice di procedura civile, in relazione al quale si sono messi all'opera diversi "tavoli" di studio sui contributi di provenienza ministeriale ma anche parlamentare - ritiene controproducente una paralisi del lavoro parlamentare sul tema; auspica quindi una ripresa del dibattito sul disegno di legge nel tentativo di raggiungere al più presto una sintesi, anche mediante la riapertura del termine per proporre emendamenti. La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) ricorda come il Comitato ristretto non abbia terminato i propri lavori per la posizione di alcuni Gruppi, che abbandonarono il tavolo della discussione; la materia è caratterizzata da profili previdenziali particolarmente spiccati e necessita pertanto - quanto meno per il reperimento delle necessarie coperture finanziarie - del contributo tecnico del Governo. Si esprime quindi favorevolmente all'opzione procedurale che preveda la possibilità di attendere il lavoro del "tavolo tecnico" governativo. Il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) precisa che quello attuale non è un Governo tecnico ma un Governo di unità nazionale: in esso non manca la rappresentanza partitica e pertanto si richiede al Governo maggiore chiarezza, in merito alla questione oggetto il dibattito odierno. La rappresentante del GOVERNO rassicura che la Commissione ministeriale in via di costituzione - la cui composizione sarà resa nota a breve - non comporta in alcun modo l'effetto di comprimere o frustrare le prerogative del Parlamento; essa produrrà un lavoro che, allo stato, non è da escludere possa confluire in un'iniziativa legislativa da parte del Governo. Alla relatrice Modena - che raccomandava di non dimenticare le istanze provenienti dalle associazioni dei magistrati onorari - la Sottosegretaria rassicura sul fatto che sono stati già fissati importanti incontri con i principali esponenti delle associazioni dei magistrati onorari. Il PRESIDENTE , nel tentativo di raggiungere una sintesi, suggerisce una soluzione con cui conciliare le opposte opzioni sul campo: riaprire il termine per la proposizione degli emendamenti, proponendo la data del 18 giugno ed auspicando che dal lavoro della Commissione possa giungere la proposta di un testo più confacente rispetto alle istanze presenti sul campo. La scelta, che valorizzerebbe il ruolo di proposta del Parlamento senza porsi in antitesi rispetto all'iniziativa governativa, non esclude che l'Ufficio di Presidenza integrato possa accogliere le istanze, che il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) reitera, per lo svolgimento di un dibattito ulteriore in cui affacciare un confronto di idee sulle sollecitazioni, che provengono dai fatti nuovi sopraggiunti sul tema. La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) condivide la soluzione del Presidente, consistente nel riaprire il termine per la presentazione di emendamenti: ciò nel tentativo di giungere ad una soluzione condivisa, che possa essere confrontata con quella che emergerà dal tavolo tecnico governativo alla scadenza del 30 giugno. Non facendosi osservazioni, la Commissione conviene di fissare un nuovo termine per la presentazioni di emendamenti alle ore 12 di venerdì 18 giugno 2021. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA DDL n. 2167 - d-l 44/2021 - misure contenimento COVID-19 DDL 2167 Conversione in legge del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici (Parere alla 1 a Commissione. Esame e rinvio) Stante la reiezione della questione di competenza, il PRESIDENTE annuncia che la Commissione giustizia è chiamata, in questa sede, a rendere parere alla Commissione affari costituzionali sul disegno di legge 2167, di conversione in legge del decreto-legge n. 44 del 2021. La relatrice EVANGELISTA ( M5S ) dichiara che il provvedimento d'urgenza recante misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di Giustizia e di concorsi pubblici, si compone di dodici articoli. Fra le disposizioni di interesse per la Commissione si segnala in primo luogo l'articolo 1 il quale dispone circa le misure di contenimento dell'epidemia da applicare nel periodo dal 7 aprile al 30 aprile 2021; vi si conferma l'apparato sanzionatorio per le trasgressioni delle misure, mercé il richiamo delle disposizioni di cui all'articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 (convertito dalla legge n. 35 del 2020). Di indubbio rilievo è poi l'articolo 3 il quale limita la punibilità, a titolo di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, per le somministrazioni dei vaccini contro il virus SARS-CoV-2 operate nel corso della relativa campagna vaccinale. La punibilità è esclusa a condizione che l'uso del vaccino sia stato conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio (emesso dalle competenti autorità) e alle circolari pubblicate sul sito internet istituzionale del Ministero della salute relative alle attività di vaccinazione (ed ai singoli prodotti vaccinali). Si segnala, ancora, l'articolo 5 il quale estende la disciplina relativa alla manifestazione del consenso alla vaccinazione anti SARS-CoV-2, prevista per i pazienti in condizioni di incapacità naturale ricoverati in strutture sanitarie assistite, anche alle persone incapaci non ricoverate. Nei confronti di questi ultimi soggetti assume la funzione di amministratore di sostegno, al solo fine della prestazione del consenso alla vaccinazione, il direttore sanitario dell'azienda sanitaria locale di assistenza dell'interessato o un suo delegato. Rientra nell'ambito di competenza della Commissione giustizia anche l'articolo 6. Tale disposizione, al comma 1, lettere da a) a g) , è volto a prorogare, dal 30 aprile al 31 luglio 2021, l'efficacia delle disposizioni speciali, contenute nel decreto-legge n. 137 del 2020, che disciplinano l'esercizio dell'attività giurisdizionale durante l'emergenza sanitaria. In particolare, con le lettere da a) a c) , sono prorogate le disposizioni già dettate dagli articoli 23, 23- bis e 23- ter del decreto-legge n. 137 del 2020 per consentire la trattazione in forma semplificata e prevalentemente da remoto dei procedimenti civili e dei procedimenti penali, in ogni stato e grado, e per prevedere la sospensione dei giudizi penali, con conseguente sospensione della prescrizione e dei termini di durata della custodia cautelare, quando le relative udienze debbano essere rinviate per impedimenti delle parti legati al Covid-19. La lettera d) proroga l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 24 del decreto-legge n. 137, di semplificazione per le attività di deposito di atti, documenti e istanze nella fase del processo penale inerente alla chiusura delle indagini preliminari (articolo 415- bis del codice di procedura penale) e la disciplina speciale concernente il deposito degli atti, documenti e istanze comunque denominati, diversi dai suddetti atti. La medesima lettera specifica che il malfunzionamento del portale del processo penale telematico costituisce condizione per la restituzione nel termine processuale previsto per il deposito non riuscito a causa della disfunzione tecnologica. La lettera e ) proroga la disciplina speciale per lo svolgimento del processo amministrativo nella vigenza dell'emergenza epidemiologica, di cui all'articolo 25 del decreto-legge n. 137. La lettera f) interviene sull'articolo 26 del decreto-legge n. 137 del 2020 in materia di processo contabile, prorogando le disposizioni che prevedono che le adunanze e le udienze dinanzi alla Corte dei conti alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrino a porte chiuse. La lettera g) modifica l'articolo 27, comma 1, del decreto-legge n. 137 prorogando l'efficacia delle disposizioni speciali relative allo svolgimento del processo tributario. Il comma 2 interviene  sempre in materia di giustizia contabile - sull'articolo 85 del decreto-legge n. 18 del 2020, disponendo la proroga fino al 31 luglio 2021, delle misure ivi previste per assicurare la sicurezza e la funzionalità dello svolgimento delle diverse attività istituzionali della Corte dei conti nel pieno rispetto delle misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del COVID-19. Il comma 3 dell'articolo 6, poi, apporta alcune modifiche al codice di giustizia contabile concernenti i termini per la proposizione dell'appello e la disciplina del deposito degli atti di impugnazione. Di interesse della Commissione è poi l'articolo 7, il quale autorizza il Consiglio nazionale dell'ordine professionale dei giornalisti (qualora lo ritenga necessario onde adeguare i sistemi telematici) a posporre di centottanta giorni (dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge) lo svolgimento (con modalità telematica) delle elezioni degli organi territoriali e nazionali dell'ordine dei giornalisti. Si segnala infine l'articolo 11, il quale consente lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti, che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali nel corso dell'emergenza pandemica da COVID-19. L'accesso dei candidati ai locali destinati allo svolgimento della prova scritta e della prova orale è subordinato alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva, sulle condizioni previste dal decreto del Ministro della giustizia concernente l'accesso ai locali adibiti alle prove. La disposizione prevede una disciplina specifica per la prova scritta di tale concorso. La prova scritta consiste - per questa volta - nello svolgimento di sintetici elaborati teorici - per i quali sono concessi ai candidati 4 ore - su due materie tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo individuate mediante sorteggio effettuato dalla Commissione di concorso il mattino del giorno fissato per lo svolgimento di ciascuna prova. La Relatrice preannuncia infine la proposta di espressione di un parere favorevole. Si apre la discussione, nella quale interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ): il fatto che il disegno di legge sia rimasto nelle prerogative esclusive della Prima Commissione non esclude la possibilità che la Commissione giustizia possa fornire un contributo tecnico, attraverso il parere oggetto della odierna discussione. Nel merito esprime perplessità in merito a quanto previsto dall'articolo 3 del disegno di legge avente ad oggetto il cosiddetto "scudo medico", esprimendo dubbi sul rispetto del principio di tassatività della formulazione normativa. Esprime ulteriori perplessità sul fatto che tale norma non eviterebbe ai medici l'inizio di un procedimento penale con tutte le conseguenze ed i disagi dal punto di vista mediatico ed economico che il processo penale, può comportare; paventa quindi il rischio che il provvedimento legislativo non raggiunga gli obiettivi prefissati e possa provocare - come effetto di ritorno - un atteggiamento restio, tipico della medicina difensiva, da parte degli operatori vaccinali (che, spaventati dal rischio di subire comunque processo un penale, rifiuteranno la loro collaborazione, pregiudicando gli esiti del piano vaccinale nazionale). Suggerisce pertanto una riformulazione della norma, adottando accorgimenti procedurali volti ad evitare l'avvio di un processo penale nei confronti dei medici. In merito all'articolo 4, evidenzia come esso tratti di una scelta delicata: alcune forze politiche si erano impegnate in sede di campagna elettorale alla riduzione degli attuali obblighi vaccinali, mentre il disegno di legge in discussione porterebbe all'introduzione di un ulteriore obbligo vaccinale. Esprime perplessità sulla previsione che consente al datore di lavoro di adottare provvedimenti di carattere disciplinare o sanzionatorio, nei confronti dei medici che rifiutino di sottoporsi all'obbligo vaccinale; ritiene che - piuttosto che minacciare sanzioni - si debba proseguire con la linea della moral suasion . In merito poi alla previsione contenuta nell'articolo 11, relativa alle modifiche operative relative allo svolgimento delle prove scritte per il prossimo concorso di accesso alla magistratura ordinaria, lamenta che - a differenza di quanto accaduto per l'esame di abilitazione forense - si sia lasciata inalterata la previsione delle prove scritte senza considerare i rischi che comporta, comunque, l'assembramento necessario per lo svolgimento delle prove in questione. Interviene il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ) che concorda col senatore Pillon in merito alle osservazioni relative all'articolo 3 del disegno di legge; tuttavia ricorda l'importanza dell'estensione dell'obbligo vaccinale, di cui era stato uno dei fautori durante la precedente legislatura. In merito alla disciplina dettata dall'articolo 11 va sottolineata però la differenza esistente tra la disciplina di un esame di abilitazione e la disciplina relativa ad un concorso pubblico quale quello per l'accesso alla magistratura ordinaria. Il PRESIDENTE precisa che le previsioni dell'articolo 4 non contengono sanzioni amministrative o penali e pertanto, a norma di regolamento, non rientrano nella competenza per materia della Commissione giustizia; tuttavia la previsione di una competenza ministeriale, nell'emanazione di atti secondari, non impedisce che se ne possa affrontare la tematica in questa sede. Interviene il senatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) che ritiene inutile la previsione contenuta nell'articolo 3 del disegno di legge: è un "doppione" di quanto previsto dalle recenti modifiche operate in materia di responsabilità medica dalla legge Gelli - Bianco; il processo penale non può mai, in presenza di eventi lesivi della vita o dell'integrità fisica, essere evitato, nemmeno in un momento emergenziale quale quello attuale. In merito all'articolo 4 si schiera apertamente non solo per l'obbligo vaccinale per la categoria degli operatori sanitari, ma anche per una sua estensione a tutta la collettività dei cittadini, ricordando in proposito quanto accadde per l'epidemia di tubercolosi all'epoca del ministro Giacomo Mancini: invita pertanto a riportare il dibattito nei termini delle evidenze scientifiche, difendendo l'obbligo vaccinale e biasimando qualsiasi pregiudizio ideologico su tali tematiche. Interviene il senatore CUCCA ( IV-PSI ) chiedendo chiarimenti al relatore in merito le previsioni contenute all'articolo 6, aventi ad oggetto la questione della vaccinazione nelle strutture carcerarie. La rappresentante del GOVERNO chiarisce come l'intenzione sia quella di completare il piano vaccinale all'interno delle carceri, ricomprendendo nel piano sia gli operatori del sistema penitenziario che i detenuti nel più breve tempo possibile. Il senatore CUCCA ( IV-PSI ) chiede comunque al Governo di valutare una proroga delle misure attualmente vigenti proprio per consentire lo svolgimento della campagna vaccinale con maggiore serenità. Il senatore Emanuele PELLEGRINI ( L-SP-PSd'Az ) invita i colleghi a seguire con attenzione le audizioni svolte presso la Prima Commissione, in merito alle implicazioni collegate all'introduzione del passaporto vaccinale. Il senatore BALBONI ( FdI ) interviene evidenziando le criticità relative alle previsioni contenute nell'articolo 3: condivide le opinioni del senatore Dal Mas circa l'inutilità della norma. Non vede margini per una contestazione di condotta penalmente rilevante nei confronti di un medico che si sia scrupolosamente attenuto a tutte le leges artis ; ritiene pertanto che la norma possa derubricarsi a norma di carattere propagandistico, che di fatto replica i principi generali desumibili dal codice penale in materia di imputazione colposa dell'evento lesivo. In merito all'articolo 4 critica l'atteggiamento dei sanitari che hanno manifestato l'intenzione di non vaccinarsi, ritenendo che tale atteggiamento si ponga nettamente in contrasto con gli obblighi deontologici, che ogni appartenente alla categoria ha assunto nel momento in cui ha scelto lo svolgimento di tale professione; ritiene infine che l'assegnazione, del medico che rifiuti la vaccinazione, a mansioni che non prevedono il contatto con il pubblico, non possa considerarsi - a stretto rigore - una sanzione. In questi casi il ius variandi è una scelta necessaria dal punto di vista del datore di lavoro: essa sarebbe riconducibile causalmente alla decisione assunta dal medico stesso; è di per sé una sconfitta il fatto che si debba ricorrere ad una norma giuridica che obblighi i medici alla vaccinazione, in quanto già la morale deontologica dovrebbe suggerire il rispetto di tale imperativo professionale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Doc. LVII, n. 4 - Documento di economia e finanza 2021 e annessa relazione Doc Doc.LVII, n. 4 Documento di economia e finanza 2021 e relativo annesso (Parere alla 5 a Commissione. Esame. Parere favorevole) Il relatore DAL MAS ( FIBP-UDC ) illustra il documento in titolo, il cui nuovo quadro programmatico è stato determinato anche in relazione a due atti imminenti: un nuovo decreto-legge, recante un complesso di ulteriori misure di sostegno e rilancio, e l'adozione della versione finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il quale costituisce il presupposto per l'attivazione delle risorse europee del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Per la parte di competenza (primaria o consultiva), si segnala che "a completamento della manovra di bilancio 2022-2024", il Governo dichiara quali collegati alla decisione di bilancio - tra gli altri - i seguenti disegni di legge: DDL recante "Riordino della disciplina in materia di prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni"; DDL "Misure per l'efficienza della giustizia mediante il potenziamento dei sistemi del processo telematico civile, penale e minorile"; DDL delega riforma giustizia tributaria; DDL di revisione del decreto legislativo del 10 febbraio 2010, n. 33 (codice della proprietà industriale); DDL in materia di titoli universitari abilitanti (cd. DDL "lauree abilitanti"). Inoltre, tra i pagamenti effettuati nel 2020, si dichiara che, con riferimento ai consumi intermedi (-1.028 milioni), hanno inciso, a fronte di stanziamenti definitivi di competenza sostanzialmente allineati alle stime, le minori spese legate al funzionamento delle strutture per la sicurezza e il soccorso pubblico (-200 milioni circa), al funzionamento della giustizia (-200 milioni circa) e al funzionamento generale dei ministeri (-200 milioni circa). Va infine segnalato che a pagina 383 - nell'enunciare le regole contabili generalmente seguite per redigere il documento - si dichiara che "le misure temporanee e una tantum possono essere definite come le misure aventi un effetto transitorio sul bilancio e che non comportano un sostanziale cambiamento della posizione intertemporale dello stesso. La classificazione delle misure come una tantum avviene sulla base di valutazioni caso per caso seguendo regolamenti europei e sotto la supervisione di Eurostat". Ebbene, a seguire il Documento elenca "seppur in maniera non esaustiva" - tra le misure "generalmente considerate come una tantum " - anche le "sentenze della Corte di Giustizia Europea che implicano esborsi/rimborsi finanziari". Sarebbe quindi interessante sapere dal Governo come ha classificato ai fini contabili gli effetti della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea 16 luglio 2020, C-658/18 sulla magistratura onoraria italiana: se, cioè, il costo è stato sin qui calcolato solo per quanto dovuto in capo ai ricorrenti, o se la proiezione è stata effettuata su tutta la platea dei potenziali beneficiari; soprattutto, se è una proiezione che sconta il costo del contenzioso nei prossimi anni e, quindi, se da questo si possa desumere quanto il bilancio dello Stato risparmierebbe mettendo un fondo congruo a disposizione della composizione del contenzioso. Previa verifica della sussistenza del numero legale, posta ai voti, e con l'astensione del senatore BALBONI ( FdI ), è approvata la proposta del relatore di esprimere parere favorevole. La seduta termina alle ore 16,15.