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Processo penale - Investigazioni difensive - Dichiarazioni assunte dai difensori delle parti private - Valenza probatoria - Ritenuta equivalenza alle dichiarazioni assunte dall’accusa - Mancata prescrizione di obblighi per i difensori a tutela della genuinità della prova, analogamente a quanto è stabilito per il pubblico ministero - Prospettata violazione dei diritti inviolabili, del principio di eguaglianza e del principio del giusto processo - Difetto di rilevanza della questione - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 391-bis, 391-ter, 391-octies e 391-decies del codice di procedura penale - sollevata in riferimento agli artt. 2, 3 e 111 della Costituzione - nella parte in cui tali norme prevedono la possibilità per il difensore di assumere dichiarazioni alle quali è attribuito il medesimo valore di quelle raccolte dal pubblico ministero, ma non prescrivono i medesimi «obblighi di garanzia a tutela della genuinità della prova». La questione difetta, infatti, di rilevanza, in quanto il giudice 'a quo', nel momento in cui ha emesso l'ordinanza di rimessione della questione, aveva già definito la procedura ex art. 299 cod. proc. pen. nel respingere la richiesta di revoca della custodia cautelare, così esaurendo il proprio potere decisorio.