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ORD. 375/05 A. STRANIERO - ESPULSIONE AMMINISTRATIVA - REATO DI TRATTENIMENTO, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, NEL TERRITORIO DELLO STATO IN VIOLAZIONE DELL’ORDINE DI ALLONTANAMENTO, ENTRO IL TERMINE DI CINQUE GIORNI, IMPARTITO DAL QUESTORE - ARRESTO OBBLIGATORIO IN FLAGRANZA - MANCATA CONSIDERAZIONE DEI PRESUPPOSTI PREVISTI DAGLI ARTT. 380 E 381 COD. PROC. PEN. PER L’APPLICABILITÀ DI TALE MISURA RESTRITTIVA - VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI RAGIONEVOLEZZA - DENUNCIATO CONTRASTO CON LA CONVENZIONE EUROPEA PER LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI - SOPRAVVENUTO MUTAMENTO DEL QUADRO NORMATIVO - RESTITUZIONE DEGLI ATTI AL GIUDICE REMITTENTE.. Restituzione degli atti al giudice a quo affinché valuti la persistente rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dall’art. 13 della legge 30 luglio 2002, n. 189, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3,10, secondo comma, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui stabilisce l’arresto obbligatorio per il reato di ingiustificato trattenimento dello straniero nel territorio dello Stato, posto che, successivamente all’ordinanza di rimessione, non solo questa Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale in parte qua della norma suindicata (sent. n. 223 del 2004), ma sono, altresì, intervenute rilevanti modifiche normative, rappresentate dal decreto-legge 14 settembre 2004, n. 241 convertito, con emendamenti, nella legge 12 novembre 2004, n. 271, che hanno mutato il trattamento sanzionatorio della fattispecie criminosa, trasformandola in delitto, e ripristinato la misura dell’arresto obbligatorio. - V., citata, sent. n. 223 del 2004.