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Art. 25 Al decreto-legge 9 novembre 1966, n. 912, convertito, con modificazioni, nella legge 23 dicembre 1966, n. 1143, sono apportate le seguenti modificazioni: L'articolo 19 è sostituito dal seguente: "Gli esercenti oleifici nei quali si ottiene olio di oliva di pressione commestibile, olio di oliva lampante ed olio di oliva lavato debbono presentare apposita dichiarazione bimestrale al competente ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione entro i primi 10 giorni del mese successivo al bimestre cui si riferisce la dichiarazione stessa. In tale dichiarazione deve essere indicato: a) la quantità di olive lavorate; b) la quantità di olio di oliva di pressione commestibile e lampante ottenuto; c) la quantità di olio di oliva lavato prodotto; d) la quantità di sansa di oliva ottenuta; e) la quantità di energia elettrica (forza motrice) espressa in kWh consumata durante la lavorazione negli oleifici azionati con motori elettrici; f) il numero delle ore giornaliere di lavorazione per gli oleifici azionati con mezzi diversi dall'energia elettrica; g) l'ammontare dell'imposta dovuta. L'imposta corrispondente alla produzione dichiarata sarà versata dagli esercenti oleifici alla tesoreria provinciale competente in due rate eguali scadenti il giorno 10 di ciascuno dei due mesi successivi a quello in cui è stata presentata la dichiarazione bimestrale. ((...)) L'esercente oleificio, qualora effettui lavorazioni per conto terzi, ha il diritto di rivalsa sui proprietari delle olive per l'imposta di fabbricazione corrisposta sull'olio ottenuto". Dopo l'art. 19 è aggiunto il seguente art. 19-bis: "Chiunque intenda estrarre olio dalla sansa di oliva deve presentare denuncia all'ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione competente almeno 20 giorni prima di iniziare l'attività. La denuncia, corredata dalla planimetria dei locali dello stabilimento nonché dallo schema degli impianti, deve essere redatta in doppio esemplare e deve indicare: a) la ditta e chi la rappresenta; b) l'ubicazione dello stabilimento; c) i locali di cui si compone la fabbrica e l'uso al quale ciascuno è destinato con riferimento alla planimetria; d) il tipo, le caratteristiche e la potenzialità degli impianti di produzione e delle attrezzature accessorie; e) il processo di lavorazione ed il tipo di solvente da impiegare; f) i locali od i serbatoi vincolati dalla finanza per la custodia dell'olio estratto dalla sansa di oliva; g) la quantità massima di olio estratto dalla sansa di oliva che si intende tenere nei locali o nei serbatoi indicati alla precedente lettera f)". Uguale denuncia deve essere presentata entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto da chi già esercisce stabilimenti nei quali si estrae olio dalla sansa di oliva. Dopo l'art. 20 è aggiunto il seguente art. 20-bis: "Le ditte esercenti stabilimenti, nei quali si estrae olio dalla sansa di oliva, almeno 5 giorni prima di iniziare la lavorazione, debbono presentare all'ufficio tecnico delle imposte di fabbricazione competente apposita dichiarazione mensile di lavoro, in doppio esemplare, nella quale devono essere indicati: a) la ditta e chi la rappresenta; b) l'ubicazione dello stabilimento; c) il tempo continuativo o distinto in vari periodi, in cui si intende dar corso alla estrazione dell'olio dalla sansa di oliva; d) i quantitativi di sansa da adoperare e di olio da ottenere. Terminata la lavorazione, l'agente di finanza addetto alla vigilanza appone i suggelli agli apparecchi". L'art. 22 è sostituito dal seguente: "Negli stabilimenti in cui si estrae olio dalla sansa di oliva è vietato introdurre materie grasse di qualsiasi natura e provenienza diversa dalla sansa di oliva. Nelle raffinerie di olio di oliva e nei locali annessi o intercomunicanti, anche attraverso cortili e a qualunque uso destinati, è vietato introdurre o detenere materie grasse di qualsiasi natura e provenienza diversa dall'olio di oliva di pressione commestibile, dall'olio di oliva lampante, dall'olio di oliva lavato, dall'olio di sansa di oliva, dall'olio di oliva rettificato, dall'olio di sansa di oliva rettificato, dall'olio di semi grezzo, dall'olio di semi rettificato e dai sottoprodotti della lavorazione dell'olio di oliva, dell'olio di sansa di oliva e dell'olio di semi ((ottenuti negli stessi stabilimenti)). È altresì vietato introdurre o detenere negli opifici, di cui ai precedenti commi, coloranti naturali o artificiali oppure prodotti contenenti detti coloranti atti a colorare oli di semi ed oli e di oliva. Tale divieto comprende i prodotti vitaminici e provitaminici dotati di potere colorante ed altri prodotti diversi da quelli che normalmente vengono impiegati per la raffinazione degli oli di oliva, come l'anidride maleica". ((Dopo l'articolo 25 è aggiunto il seguente articolo 25-bis: "È concesso il rimborso dell'imposta di fabbricazione o della sovrimposta di confine per gli oli di oliva, per gli oli di oliva idrogenati, per gli oli acidi di oliva nonché per gli acidi grassi di oli di oliva impiegati, nel territorio nazionale, sotto vigilanza continuativa della Finanza, nella fabbricazione di prodotti per i quali non è possibile, qualora venissero importati, determinare mediante analisi chimica, la quantità di oli di oliva, di oli di oliva idrogenati, di oli acidi di oliva, e di acidi grassi di oli di oliva in essi contenuta da sottoporre al pagamento della sovrimposta di confine. Le norme di applicazione di quanto stabilito al comma precedente saranno determinate dal Ministro per le finanze")). All'art. 29, dopo il penultimo comma, è aggiunto il comma seguente: "L'Amministrazione finanziaria ha la facoltà di prescrivere, a spese del fabbricante, l'esecuzione delle opere e l'attuazione delle misure che riterrà necessarie per la tutela degli interessi fiscali". Dopo l'art. 29 è aggiunto il seguente art. 29-bis: "Le ditte che estraggono olio dalla sansa di oliva debbono presentare una cauzione pari al 10 per cento dell'imposta corrispondente alla quantità massima di olio che intendono tenere nei locali o nei serbatoi vincolati dalla finanza. La cauzione deve essere presentata nel termine che sarà fissato dall'Amministrazione finanziaria e nei modi previsti dalle norme legislative vigenti per gli altri prodotti soggetti ad imposta di fabbricazione. Chiunque ometta di prestare, nel termine di cui sopra, la cauzione prevista dal primo comma del presente articolo è punito con la pena pecuniaria da lire centomila a lire cinquecentomila". L'art. 31 è sostituito dal seguente: "Le somme dovute per effetto dell'applicazione del presente decreto e non pagate entro i termini previsti possono essere riscosse dal ricevitore doganale con la procedura esecutiva del testo unico approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, ovvero dalle esattorie con le norme, con i mezzi e con i diritti stabiliti dalla legge per la riscossione delle imposte dirette". Dopo l'art. 33 è aggiunto il seguente art. 33-bis: "L'esercente che non presenti, presenti in ritardo o inesattamente la dichiarazione di cui al precedente art. 19 è punito con la pena pecuniaria in misura non minore del doppio né maggiore del decuplo dell'imposta frodata o che si sia tentato di frodare. Qualora invece la dichiarazione stessa, riconosciuta regolare, sia stata presentata entro i 10 giorni successivi al termine di scadenza previsto dal precedente art. 19, il contravventore è punito con la pena pecuniaria da lire cinquantamila a lire centomila".