Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 186 LICHERI La seduta inizia alle ore 13,10. IN SEDE CONSULTIVA Documento di economia e finanza 2020 e annessa relazione predisposta ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 Doc Doc. LVII, n. 3 Documento di economia e finanza 2020, Sezione III, relativa appendice e connessi allegati (Parere alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Il presidente LICHERI ( M5S ), relatore, presenta uno schema di parere favorevole sul Programma nazionale di riforma (PNR) 2020 (sezione III del DEF 2020) e relativa appendice e allegati. Ricorda, al riguardo, che esso è stato presentato in un momento successivo rispetto al Documento di economia e finanza (DEF) del 24 aprile 2020, in forza delle linee guida del 6 aprile 2020 della Commissione europea che tengono conto dell'incertezza economica e finanziaria determinata dall'emergenza epidemiologica. Sottolinea, inoltre, che tra le principali misure adottate dall'Unione europea in risposta all'epidemia da Covid-19, vi è l'attivazione della clausola di salvaguardia generale, prevista dal Patto di stabilità e crescita (COM(2020) 123), approvata dal Consiglio Ecofin del 23 marzo 2020, che consente agli Stati membri di adottare manovre di bilancio in deroga ai vincoli previsti dal Patto stesso, al fine di affrontare in modo efficace le sfide attuali, ridare fiducia e sostenere un rapido recupero dalla crisi. Il relatore evidenzia quindi che la proposta di Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia per il 2020, esplicitamente richiama, estendendone la validità, le Raccomandazioni del 9 luglio 2019, per la parte relativa alle riforme da attuare in Italia. L'importanza di tenere conto delle predette Raccomandazioni emerge chiaramente anche dalle Conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020, in cui al punto A19 si stabilisce che i Piani per la ripresa e la resilienza, previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza dotato di 672,5 miliardi di euro (prezzi 2018), sono valutati dalla Commissione europea entro due mesi dalla loro presentazione da parte degli Stati membri e che, nella loro valutazione, il punteggio più alto deve essere ottenuto in base al criterio della coerenza con le Raccomandazioni specifiche per Paese, nonché a quello del rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza sociale ed economica dello Stato membro. Il Presidente relatore dà infine conto della relazione al Parlamento prevista dall'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, sull'ulteriore scostamento temporaneo del saldo strutturale di bilancio dall'obiettivo di medio termine, della misura di 25 miliardi di euro per l'anno 2020, che consentirà al Governo di adottare ulteriori misure di contrasto agli effetti derivanti dalla pandemia da Covid-19 che, in continuità con i precedenti interventi, consentiranno di potenziare il sostegno alle imprese, all'occupazione e ai cittadini, per mantenere il necessario livello della domanda interna, che potrebbe rappresentare il principale canale di rilancio dell'attività economica, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale, nonché di incrementare le risorse destinate alle regioni e agli enti locali, e al comparto dell'istruzione in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico. Ciò premesso, propone quindi di esprime un parere favorevole. Auspica tuttavia che le misure prospettate nel PNR e negli allegati ricevano un'attuazione celere ed effettiva, e soprattutto che confluiscano il più possibile nel Piano per la ripresa e la resilienza da presentare entro il mese di ottobre prossimo, come richiesto dalle procedure relative al Dispositivo per la ripresa e la resilienza, al fine di impiegare anzitutto tutte le risorse a fondo perduto previste per l'Italia. A tale riguardo, sottolinea la necessità di concentrare il Piano per la ripresa e la resilienza: su una efficace e snella strategia d'azione per la conversione del tessuto socio-economico verso la sostenibilità ambientale del Green New Deal , puntando a tal fine sulle filiere produttive più promettenti dal punto di vista della presente e futura domanda interna ed estera; su una strategia per una celere e completa infrastrutturazione digitale dell'intero territorio nazionale e per una effettiva attuazione delle vigenti previsioni normative per un'effettiva digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei suoi rapporti con i cittadini; su una strategia di riunificazione infrastrutturale del Paese, attraverso investimenti volti a potenziare e a migliorare la qualità e la sostenibilità delle infrastrutture, in linea anche con quanto previsto nell'allegato III del PNR e con le Raccomandazioni del 2019, in cui al considerando n. 22 si addebita all'Italia di non aver conseguito gli obiettivi della sua strategia nazionale di investimento nelle infrastrutture «Connettere l'Italia», in particolare nel trasporto ferroviario e stradale e nella mobilità urbana sostenibile, e di avere un livello di qualità delle infrastrutture inferiore alla media, secondo il quadro di valutazione dei trasporti dell'Unione. Infine, propone di inserire un richiamo sulla necessità di dare urgente attuazione a quanto previsto dall'articolo 241 del "decreto rilancio" in tema di riprogrammazione ed effettivo utilizzo delle ingenti risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) relative ai cicli di programmazione precedenti, nel rispetto del vincolo di destinazione territoriale che riserva l'80 per cento delle risorse al Mezzogiorno. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo, stigmatizzando il ritardo nella presentazione del PNR alla Commissione europea, rispetto agli altri Stati membri e i contenuti, forieri di un aumento della pressione fiscale e degli oneri alle imprese e cittadini, che si pongono in contrasto con quanto richiesto dalla sua parte politica. Previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, il PRESIDENTE pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. IN SEDE REFERENTE Legge di delegazione europea 2019 DDL 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2019 (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto sospeso nella seduta del 23 luglio. Il PRESIDENTE comunica che sono state presentate le riformulazioni G/1721/8/14 (testo 2) e 5.4 (testo 3), e che l'emendamento 6.6 è stato ritirato e trasformato nell'ordine del giorno G/1721/60/14, pubblicati in allegato. Inoltre, i senatori Mininno e Giannuzzi hanno aggiunto la loro firma all'emendamento 14.22. Il seguito dell'esame congiunto è rinviato. La seduta termina alle ore 13,30. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC. LVII, N. 3, SEZIONE III, APPENDICE E ALLEGATI I, II, III, IV, V, VI e VII PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOC. LVII, N. 3, SEZIONE III, APPENDICE E ALLEGATI I, II, III, IV, V, VI e VII La 14ª Commissione permanente, esaminato il documento in titolo, recante il Programma nazionale di riforma (PNR) 2020 (sezione III del DEF 2020) ricordato che esso è stato presentato in un momento successivo rispetto al Programma di stabilità compreso nel Documento di economia e finanza (DEF) del 24 aprile 2020, in base alle linee guida del 6 aprile 2020 della Commissione europea, a motivo dell'incertezza economica e finanziaria determinata dall'emergenza epidemiologica; considerati i documenti iniziali del Semestre europeo 2020, ovvero della Strategia annuale della crescita sostenibile (COM(2019) 650), della Relazione sul meccanismo di allerta sugli squilibri macroeconomici negli Stati membri (COM(2019) 651) e della Raccomandazione sulla politica economica della zona euro (COM(2019) 652), tutti pubblicati lo scorso dicembre, nonché, in particolare, della conseguente Relazione per Paese ( Country Report ) relativa all'Italia, comprensiva dell'esame approfondito (in-depth reviews ) sugli squilibri macroeconomici, del 26 febbraio scorso (SWD(2020) 511); considerate le principali misure adottate dall'Unione europea in risposta all'epidemia da Covid-19, tra cui l'attivazione della clausola di salvaguardia generale, prevista dal Patto di stabilità e crescita (COM(2020) 123), approvata dal Consiglio Ecofin del 23 marzo 2020, che consente agli Stati membri di adottare manovre di bilancio in deroga ai vincoli previsti dal Patto stesso, al fine di affrontare in modo efficace le sfide attuali, ridare fiducia e sostenere un rapido recupero dalla crisi; considerato, in particolare: - la Raccomandazione del Consiglio, del 20 luglio 2020, sulla politica economica della zona euro (2020/C 243/01), in cui tra l'altro si invita gli Stati membri della zona euro con forti avanzi delle partite correnti a rafforzare le condizioni favorevoli alla crescita dei salari e attuare misure che promuovano gli investimenti pubblici e privati; - le Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia, proposte dalla Commissione europea il 20 maggio 2020 (COM(2020) 512), che dovranno adottate in via definitiva dal Consiglio Ecofin; - le Raccomandazioni specifiche per Paese relative all'Italia, adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019, la cui validità è estesa dalle Raccomandazioni 2020 per la parte relativa al Programma nazionale di riforma; - le Conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020, in cui al punto A19 si stabilisce che i Piani per la ripresa e la resilienza, previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza dotato di 672,5 miliardi di euro (prezzi 2018), sono valutati dalla Commissione europea entro due mesi dalla loro presentazione da parte degli Stati membri e che, nella loro valutazione, il punteggio più alto deve essere ottenuto in base al criterio della coerenza con le Raccomandazioni specifiche per Paese, nonché a quello del rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza sociale ed economica dello Stato membro; considerata infine la relazione al Parlamento prevista dall'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, sull'ulteriore scostamento temporaneo del saldo strutturale di bilancio dall'obiettivo di medio termine, della misura di 25 miliardi di euro per l'anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1,0 miliardi nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5,0 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025 e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026, che consentirà al Governo di adottare ulteriori misure di contrasto agli effetti derivanti dalla pandemia da Covid-19 che, in continuità con i precedenti interventi, consentiranno di potenziare il sostegno alle imprese, all'occupazione e ai cittadini, per mantenere il necessario livello della domanda interna, che potrebbe rappresentare i principale canale di rilancio dell'attività economica, anche attraverso un utilizzo adeguato della leva fiscale, nonché di incrementate le risorse destinate alle regioni e agli enti locali, e al comparto dell'istruzione in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico, assicurando le risorse necessarie per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche in funzione della possibile frequentazione in presenza, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti osservazioni: il Programma nazionale di riforma 2020, unitamente all'appendice e agli allegati, appare congruo rispetto alle diverse riforme richieste dall'Europa nelle citate Raccomandazioni specifiche per Paese del 2019, richiamate dalle Raccomandazioni del 2020; si auspica tuttavia che le misure prospettate nel PNR e negli allegati ricevano un'attuazione celere ed effettiva, e soprattutto che confluiscano il più possibile nel Piano per la ripresa e la resilienza da presentare entro il mese di ottobre prossimo, come richiesto dalle procedure relative al Dispositivo per la ripresa e la resilienza, al fine di impiegare anzitutto tutte le risorse a fondo perduto previste per l'Italia; a tale riguardo, si sottolinea la necessità di concentrare il Piano per la ripresa e la resilienza: - su una efficace e snella strategia d'azione per la conversione del tessuto socio-economico verso la sostenibilità ambientale del Green New Deal, puntando a tal fine sulle filiere produttive più promettenti dal punto di vista della presente e futura domanda interna ed estera; - su una strategia per una celere e completa infrastrutturazione digitale dell'intero territorio nazionale e per una effettiva attuazione delle vigenti previsioni normative per un'effettiva digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei suoi rapporti con i cittadini; - su una strategia di riunificazione infrastrutturale del Paese, attraverso investimenti volti a potenziare e a migliorare la qualità e la sostenibilità delle infrastrutture, in linea anche con quanto previsto nell'allegato III del PNR e con le Raccomandazioni del 2019, in cui al considerando n. 22 si addebita all'Italia di non aver conseguito gli obiettivi della sua strategia nazionale di investimento nelle infrastrutture «Connettere l'Italia», in particolare nel trasporto ferroviario e stradale e nella mobilità urbana sostenibile, e di avere un livello di qualità delle infrastrutture inferiore alla media, secondo il quadro di valutazione dei trasporti dell'Unione; si ritiene infine necessario dare urgente attuazione a quanto previsto dall'articolo 241 del "decreto rilancio" in tema di riprogrammazione ed effettivo utilizzo delle ingenti risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) relative ai cicli di programmazione precedenti, nel rispetto del vincolo di destinazione territoriale che riserva l'80 per cento delle risorse al Mezzogiorno. Allegato