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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 158 VITALI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE (1812) d-l 33/2020 - ulteriori misure COVID-19 DDL 1812 Conversione in legge del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 9 giugno. Ha inizio la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ), riservandosi di integrare il proprio intervento successivamente alla presentazione degli emendamenti, osserva che il provvedimento all'esame è solo l'ultimo di una serie di atti normativi adottati dal Governo dopo la deliberazione dello stato di emergenza, a seguito della dichiarazione di pandemia da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ricorda che, dopo la dichiarazione dell'emergenza sanitaria, sono stati emanati i decreti-legge n. 6 e n. 19 del 2020, con cui si è definito l'impianto giuridico complessivo delle misure. A suo avviso, il decreto-legge n. 6 - votato anche dalle opposizioni per senso di responsabilità - presentava tuttavia evidenti profili di incostituzionalità, in quanto limitava diritti fondamentali dei cittadini, in particolare quelli previsti dagli articoli 13, 14, 16 e 41 della Costituzione, attraverso decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dal contenuto non tipizzato. Con il decreto-legge n. 19 si è tentato di correggere questa distorsione, peraltro tardivamente, anche attraverso l'emendamento proposto dall'onorevole Ceccanti in sede di conversione del provvedimento in legge, con il quale si è previsto che il Governo, prima di adottare misure urgenti di carattere sanitario o socio-economico per il contrasto della pandemia, dovesse informare preventivamente le Camere e acquisirne gli indirizzi. Ritiene che il decreto-legge n. 33 del 2020 non presenti le stesse criticità dei due provvedimenti precedenti. Tuttavia, come è emerso durante le audizioni, resta ancora sottovalutato il ruolo del Parlamento. Annuncia, pertanto, la presentazione di emendamenti volti appunto a restituire dignità alle prerogative parlamentari, in linea con il sentimento condiviso emerso in sede di esame del decreto-legge n. 19. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che il Senato può finalmente compiere un'analisi approfondita del contenuto delle misure prospettate con il provvedimento in titolo, data la ristrettezza dei tempi previsti per l'esame dei decreti-legge n. 6 e n. 19, giunti in questo ramo del Parlamento in seconda lettura. Auspica quindi che sia possibile chiarire preliminarmente con il Governo alcuni aspetti, che a suo avviso dovrebbero essere oggetto di modifiche, sebbene molte disposizioni abbiano già dispiegato i loro effetti nel periodo tra il 18 maggio e il 2 giugno. Precisa che, dei tre decreti-legge adottati dal Governo nella fase dell'emergenza, il provvedimento in titolo è quello che presenta minori criticità sotto il profilo della legittimità costituzionale; peraltro, questa volta il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato correttamente emanato - il 17 maggio - a valle del decreto-legge n. 33, al fine di attuare le disposizioni in esso contenute, e dopo un attento confronto con le Regioni. Si sofferma quindi su alcune questioni di merito, segnalate anche durante le audizioni informali. Sottolinea, in primo luogo, la differenza tra i commi 2 e 6 dell'articolo 1, in quanto nel primo caso si fa riferimento alla possibilità di rientro presso il domicilio, l'abitazione o la residenza, mentre al comma 6, nel prescrivere il divieto di mobilità, si citano solo l'abitazione o la dimora. Chiede quindi quali siano le ragioni di tale difformità. In secondo luogo, ritiene che vi sia una incongruenza tra i commi 6 e 10 dell'articolo 1: ai contagiati sono vietati gli spostamenti dalla propria abitazione, mentre non sembra loro vietato di svolgervi riunioni. Rileva, inoltre, che gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le Regioni con essi rispettivamente confinanti ricevono una disciplina differenziata, al comma 5 dell'articolo 1, rispetto agli altri spostamenti interregionali, in quanto non soggetti ad alcuna limitazione. Sarebbe stato corretto, allora, consentire la libera circolazione in territori omogenei, seppure ricadenti in Regioni diverse, anche perché, parallelamente, attraverso San Marino si poteva transitare tra Emilia-Romagna e Marche. Evidenzia poi, al comma 13, l'assenza di disposizioni relative ai servizi educativi per l'infanzia, che invece sono previste nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio. Infine, con riferimento al quadro sanzionatorio, nota una incongruenza tra il comma 15 dell'articolo 1 che, in caso di mancato rispetto dei protocolli o delle linee guida regionali o nazionali, dispone la sospensione dell'attività economica, produttiva o sociale fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, e l'articolo 2, che prevede sanzioni amministrative, oltre a quella accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni, nel caso che la violazione sia commessa nell'esercizio di un'attività d'impresa, ma non il ripristino delle condizioni di sicurezza. Il presidente VITALI ( FIBP-UDC ) sottolinea che nel provvedimento in esame non si prevede un allentamento delle misure restrittive per due settori che si trovano in grave difficoltà, quello dei giochi legali e quello delle discoteche all'aperto. Ritiene opportuno, quindi, consentire la ripresa dell'attività, ovviamente nel rispetto delle condizioni di sicurezza, sia alle sale da gioco, ricordando al riguardo che il gioco legale contribuisce alle entrate dello Stato per quasi 11 miliardi, sia alle discoteche all'aperto, onde evitare assembramenti di giovani privi di qualsiasi controllo. Su questi aspetti chiede di conoscere l'orientamento del relatore e annuncia la presentazione di emendamenti. Il relatore PARRINI ( PD ) assicura che il provvedimento sarà analizzato in modo accurato e con spirito costruttivo e collaborativo. In ogni caso, occorre rilevare l'assoluta legittimità dell'operato del Governo, al contrario di quanto affermato dalle opposizioni, che - come emerso nel corso delle audizioni - ha agito nel pieno rispetto dei principi costituzionali. A tale proposito, ricorda le parole del dottor Marco Bignami, il quale ha affermato che la Carta costituzionale, oltre ad essere salva, ci ha salvato, consentendo di gestire con efficacia l'emergenza sanitaria. Considerato il concomitante avvio dei lavori dell'Assemblea, il PRESIDENTE rinvia il seguito della discussione generale ad altra seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,35.