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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 2ª e 11ª RIUNITE 11ª(Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) 8 OSTELLARI La seduta inizia alle ore 16,05. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il presidente OSTELLARI comunica che, a margine dello svolgimento delle audizioni svolte sul disegno di legge n. 2052 da parte degli Uffici di Presidenza integrati dai rappresentanti dei Gruppi delle Commissioni 2 a e 11 a riunite, sono pervenuti documenti che saranno resi disponibili sulle pagine web delle Commissioni. IN SEDE REFERENTE Molestie luoghi di lavoro DDL 655 Disposizioni per la tutela della dignità e della libertà della persona contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro DDL 1597 Disposizioni volte al contrasto delle molestie sessuali e delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. Deleghe al Governo in materia di riordino dei comitati di parità e pari opportunità e per il contrasto delle molestie sul lavoro DDL 1628 Disposizioni per il contrasto delle molestie sessuali e degli atti vessatori in ambito lavorativo DDL 2358 Disposizioni in materia di eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 21 ottobre. Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il senatore BALBONI ( FdI ) parte innanzitutto dal presupposto che la riforma dei reati sessuali del 1998 ha provocato una serie di problemi interpretativi di non poco momento: l'unificazione delle fattispecie a sfondo sessuale del codice Rocco in un'unica fattispecie - che ha come minimo comune denominatore il concetto di atto sessuale - ha destato numerose perplessità in dottrina e della giurisprudenza; ricorda anzi come la recente giurisprudenza abbia dilatato oltre ogni misura il concetto di atto sessuale, aggravando i forti problemi di compatibilità con il principio costituzionale di tassatività che la fattispecie del 1998 si trascinava fin dalle origini. Evidenzia alcune perplessità relative al testo base, il quale si presenterebbe in alcune sue espressioni generico, fino a rischiare la violazione del canone di tipicità e di determinatezza. Suscita dubbi, in particolare, il rinvio che tale testo fa al concetto di molestie, concetto indefinito, indeterminato e che non può rientrare a stretto rigore nel più ampio concetto di atto sessuale di cui all'articolo 609- bis . Segnala che secondo il testo la querela potrebbe essere proposta a distanza di 12 mesi dal fatto: considerando soprattutto che il termine di proposizione della querela così lungo si giustifica per reati particolarmente gravi quali la violenza sessuale, le molestie sul luogo di lavoro dal punto di vista valoriale rappresentano invece un quid minus rispetto alla più grave fattispecie di cui all'articolo 609- bis c.p. Manifesta perplessità sul fatto che la querela sia irrevocabile, a differenza di quanto accade per la fattispecie di reato previsto dall'articolo 612- bis , espressione di una ben diversa gravità e lesione del bene giuridico. Suggerisce pertanto una prima modifica, consistente nel rendere la querela revocabile almeno in forma processuale; solleva perplessità anche sull'entità della pena, a suo dire eccessiva, ipotizzando una forchetta edittale più bassa (ad esempio da 6 mesi a tre anni). Anche la stesura della norma incriminatrice appare difficilmente comprensibile, alla luce di una virgola che si frappone tra l'atto singolo e quelli ripetuti. Il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), oltre a far proprie tutte le perplessità espresse dal senatore Balboni, solleva parimenti dubbi sul rispetto del principio di tassatività, in particolare per l'espressione "atti indesiderati" che ritiene tra l'altro non conforme alla definizione di molestie sessuali contenuta nelle richiamate norme convenzionali: esse invece fanno riferimento a comportamenti inaccettabili e, quindi, presuppongono condotte dotate di oggettività assai maggiore. Denuncia, quindi, una inammissibile regressione verso un diritto penale dell'intenzione e verso, quindi, un'inaccettabile soggettivizzazione dell'illecito penale che porterebbe a porre in secondo piano invece la oggettiva lesività della condotta. Solleva perplessità poi sulla natura dogmatica dell'istituendo reato chiedendosi se si possa considerare compatibile con la continuazione o se si tratti di un reato plurimo, unisussistente o eventualmente abituale. Il senatore CALIENDO ( FIBP-UDC ), convenendo con i precedenti interventi, esprime perplessità sulla formulazione normativa della proposta di testo unificato: ampi margini di indeterminatezza sono nel "considerare come discriminazione" o nell'equiparare condotte "aventi lo scopo o l'effetto". Il relatore CUCCA ( IV-PSI ) cerca di chiarire lo spirito che ha portato al testo unificato, e chiede la predisposizione di una seduta supplementare per poter meglio replicare alle varie censure che sono state presentate al testo base. La relatrice FEDELI ( PD ) si associa alla richiesta del senatore Cucca chiedendo che nella giornata di domani si possa ragionevolmente trovare lo spazio per un'ulteriore riflessione sul tema. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. CONVOCAZIONE DI UN'ULTERIORE SEDUTA DELLE COMMISSIONI RIUNITE Il presidente OSTELLARI comunica che è convocata un'ulteriore seduta delle Commissioni riunite domani, mercoledì 27 ottobre, alle ore 13,30 o comunque alla prima sospensione dei lavori d'Assemblea se successiva. La seduta termina alle ore 16,30.