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Contraddittorio davanti alla Corte costituzionale - Legittimazione processuale nei giudizi in via principale (in particolare: per la costituzione in giudizio e per l'accettazione della rinuncia al ricorso statale) - Presidente della Regione - Necessità di previa deliberazione della Giunta regionale - Esclusione.. Nel giudizio di legittimità costituzionale in via principale, il Presidente della Regione resistente, costituita in giudizio, è legittimato ad accettare la rinuncia al ricorso, senza necessità di previa deliberazione della Giunta. Tale conclusione si fonda sul principio, di portata generale, di stretta legalità delle nullità e delle preclusioni processuali e - nella specie in esame - è conforme all'art. 21, primo comma, dello statuto della Regione Siciliana, che si limita a stabilire che il Presidente della Regione è «Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione», senza ulteriori prescrizioni. ( Precedenti citati: sentenza n. 37 del 2016; ordinanza n. 78 del 2017 ). Il principio, di portata generale, per cui le disposizioni che prevedono nullità, preclusioni, inammissibilità e decadenze processuali si intendono assoggettate ad un regime di stretta legalità è applicabile a tutti gli atti per cui le Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale e la legge n. 87 del 1953 non prescrivono formalità e, quindi, anche all'accettazione della rinuncia dell'impugnativa proposta dallo Stato.