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b) 70 mm per le minuscole. 15.2.2. Deve essere apposto il nome del costruttore e il numero di identificazione dell'ascensore. 15.2.3. Altre indicazioni 15.2.3.1. L'organo di comando dell'eventuale interruttore di arresto deve essere di color rosso ed identificato dall'iscrizione "STOP" disposto in modo tale che non vi sia pericolo di errore sulla posizione corrispondente all'arresto. L'eventuale bottone del dispositivo di allarme deve essere di colore giallo ed identificato dal segno grafico (immaggine). È vietato impiegare i colori rosso e giallo per altri bottoni. Tuttavia questi colori possono essere utilizzati per i segnali luminosi che indicano la registrazione dei comandi. 15.2.3.2. I dispositivi di comando devono essere agevolmente identificati dal riferimento alla loro funzione, a tale scopo si raccomanda di impiegare: a) per i bottoni di ocmando in cabina le indicazioni -2, -1, 0, 1, 2, 3, ecc.; b) per il bottone di riapertura della porta, se esiste, il segno grafico: Parte di provvedimento in formato grafico Se esistono altri dispositivi di comando, essi devono essere identificati in funzione del loro impiego. 15.2.4. Istruzioni per l'uso sicuro dell'ascensore devono essere apposte ogni volta che se ne manifesti l'utilità. In particolare deve essere obbligatoriamente indicato: a)... b) nel caso di ascensori con fermata ausiliaria sopra il livello del piano, le istruzioni particolari per questa manovra; c) nel caso di ascensori muniti di telefono o di citofono, le istruzioni per l'impiego di questo apparecchio, se esso non risulta evidente. d) che dopo l'uso dell'ascensore si devono chiudere le porte a manovra manuale e quelle a manovra automatica la cui chiusura si effettua sotto il controllo permanente degli utenti. 15.3. Sul tetto della cabina Devono figurare le indicazioni seguenti: a) "STOP" sopra o vicino al dispositivo di arresto; l'iscrizione va disposta in modo che non vi sia pericolo di errore sulla posizione corrispondente all'arresto; b) "NORMALE" "ISPEZIONE" sopra o vicino al commutatore di manutenzione; c) l'indicazione del senso di movimento sopra o vicino ai bottoni di ispezione. 15.4. Nei locali del macchinario e delle pulegge di rinvio 15.4.1. Sulla faccia esterna delle porte o botole di accesso al macchinario e alle pulegge rinvio deve essere apposto un cartello che porti (come minimo) l'iscrizione: "Macchinario di ascensore - Pericolo - Accesso vietato alle persone estranee al servizio" Nel caso vi siano botole, un cartello visibile in permanenza a chi utilizza la botola deve indicare: "Pericolo di caduta - Richiudere la botola" 15.4.2. Iscrizioni devono permettere di identificare agevolmente l'interruttore generale (o gli interruttori generali) e gli interruttori dell'illuminazione. Se nello stesso locale esistono macchine di più ascensori, idonee iscrizioni devono permettere di identificare gli interruttori corrispondenti a ciascun ascensore. Una iscrizione deve segnalare se, dopo l'apertura di un interruttore generale, alcune parti rimangono in tensione (collegamento tra più ascensori, illuminazione,...). 15.4.3. Nel locale del macchinario o all'interno del recinto devono essere apposte istruzioni dettagliate da osservare nel caso di arresto intempestivo e, in particolare, quelle per l'impiego dei dispositivi per la manovra a mano o per la manovra elettrica di emergenza e della chiave per lo sbloccaggio delle porte dei piani. 15.4.3.1. Sulla macchina in prossimità del volantino per la manovra a mano, deve essere apposta l'indicazione del senso di spostamento della cabina. Se il volantino non è amovibile, l'indicazione può essere apposta sul volantino stesso. 15.4.3.2. Sopra o vicino ai bottoni della manovra elettrica di emergenza deve essere indicato il senso di movimento corrispondente. 15.4.5. Sui supporti o ganci deve essere indicato il carico massimo ammissibile (vedere 6.3.7). 15.5. All'esterno del vano di corsa 15.5.1. In prossimità delle porte di ispezione al vano di corsa deve essere apposto un cartello con l'iscrizione: "Vano di corsa di ascensore - Pericolo - Accesso vietato alle persone estranee al servizio" 15.5.2. Le porte di piano ad apertura manuale, se possono essere confuse con le porte vicine, devono portare l'indicazione "Ascensore". 15.5.3. Le porte di piano degli ascensori il cui impiego è riservato esclusivamente agli utenti autorizzati ed esperti (introduzione generale 0.6.2) devono portare, sulla faccia verso il piano, l'indicazione: "Ascensore vietato alle persone non autorizzate" 15.5.4. Le porte di piano degli ascensori per merci e dei montautomobili devono portare l'indicazione della portata. 15.6. Sul limitatore di velocità Sul limitatore di velocità deve essere apposta una targa che riporti: a) il nome del costruttore; b) la velocità massima di intervento alla quale è stato regolato; c) il contrassegno di esame di tipo ed i relativi riferimenti. 15.7. Nella fossa Sopra o vicino all'interruttore di arresto deve risultare l'indicazione "STOP" disposta in modo che non vi sia pericolo di errore sulla posizione corrispondente all'arresto. 15.8. Sugli ammortizzatori Sugli ammortizzatori, salvo quelli a molla, deve essere apposta una targa che riporti: a) il nome del costruttore; b) il contrassegno di esame di tipo e i relativi riferimenti. 15.9. Identificazione del piano di arresto Scritte o segnali sufficientemente visibili devono permettere alle persone che si trovano nella cabina di conoscere a quale piano la cabina si è arrestata. 15.10. Identificazione delle apparecchiature elettriche I contattori, i relè, i fusibili, i morsetti di collegamento dei circuiti disposti sui quadri di manovra devono essere contrassegnati secondo lo schema. Nel caso di impiego di connettori con più conduttori, può essere contrassegnato il solo connettore (e non i conduttori) 15.11. Chiave per lo sbloccaggio delle porte di piano Alla chiave di sbloccaggio delle porte di piano deve essere collegata una targhetta con una scritta che attiri l'attenzione sul pericolo conseguente all'impiego di questa chiave e sulla necessità di assicurarsi del bloccaggio delle porte dopo la chiusura 15.12. Dispositivo di allarme La suoneria o il dispositivo azionato dalla cabina per la richiesta di soccorso deve essere chiaramente identificato come "Allarme dell'ascensore" Nel caso di installazione costituita da più ascensori, si deve poter identificare la cabina da cui proviene la chiamata. 15.13. Dispositivi di blocco Deve essere installata una targa indicante: a) il nome del costruttore; b) il contrassegno di approvazione di tipo e i relativi riferimenti. 15.14. Paracadute Deve essere applicata una targa indicante: a) il nome del costruttore; b) il contrassegno di approvazione di tipo ed i relativi riferimenti. 16. Controlli, prove, libretto e manutenzione 16.1. Controlli e prove 16.1.1. La documentazione tecnica che deve essere fornita quando occorre fare domanda per l'autorizzazione preventiva che, deve contenere i dati necessari per assicurare che gli elementi costitutivi dell'impianto sono calcolati correttamente e che l'istallazione proposta è conforme alla presente norma. Questo esame non può riguardare che tutti o parte degli elementi che devono costituire l'oggetto di un controllo o di prove prima della messa in servizio (vedere appendice C). 16.1.2. Gli ascensori devono essere oggetto, prima della messa in servizio, di un controllo e di prove per verificarne la conformità alla presente norma. Detti controlli e prove devono essere effettuati, con le modalità previste nell'Appendice D della presente norma, dagli Organismi di controllo individuati dalla normativa vigente. 16.1.2.1. ... 16.1.2.2. Una copia del certificato di attestato di tipo, rilasciato da un laboratorio autorizzato a questo scopo, deve essere fornita per: a) i dispositivi di blocco; b) le porte dei piani (quando prescritta dalla normativa vigente in materia di protezione contro gli incendi); c) il limitatore di velocità; d) il paracadute; e) gli ammortizzatori a dissipazione di energia (o gli ammortizzatori ad accumolo di energia con movimento di ritorno ammortizzato). 16.1.3. Dopo la messa in servizio degli ascensori, i controlli e le proveperiodiche previsti dalla normativa vigente, per verificare che essi si mantengano efficienti, devono essere effettuati come indicato nell'Appendice E 1. Dopo importanti modifiche o in caso di incidente, i controlli e le prove previsti dalla normativa vigente, per verificare che gli ascensori sono ancora conformi alla norma, devono essere effettuati come indicato nell'Appendice E 2. 16.2. Libretto 16.2.1. Prima della messa in servizio le caratteristiche dell'ascensore devono essere riportate su un libretto o un fascicolo. Questo libretto o fascicolo deve essere tenuto aggiornato e comprendere: a) una parte tecnica in cui figurano la data della messa in servizio, le caratteristiche dell'ascensore, le caratteristiche delle funi e/o catene e quelle dei cinque elementi per i quali è richiesto il certificato di esame di tipo (16.1.2.2), le modifiche importanti dell'ascensore, le sostituzioni delle funi e delle parti principali, gli incidenti. Devono essere allegati i disegni d'istallazione nell'edificio e gli schemi elettrici (utilizzando i segni grafici IEC) che possono essere limitati ai circuiti necessari per la valutazione d'insieme dei problemi della sicurezza. Una nomenclatura deve spiegare i segni usati: b) una parte in cui figurano le copie datate dei verbali dei controlli e delle visite e le relative osservazioni. 16.2.2. Il libretto o fascicolo, a cura del responsabile dell'impianto, deve essere, in ogni caso, a disposizione della persona o Ditta specializzata che ha l'incarico della manutenzione e dell'Organismo che effettua i controlli e le prove periodici. 16.3. Manutenzione L'ascensore e le sue parti devono essere mantenuti in buono stato di funzionamento. Per questo scopo deve essere effettuata una manutenzione regolare dell'ascensore da parte di personale competente ed in conformità alla normativa vigente. APPENDICE A Condizioni di impiego dei dispositivi elettrici di sicurezza Tipi di dispositivi elettrici di sicurezza: a) contatti di sicurezza (14.1.2.2.); b) circuiti di sicurezza (14.1.2.3.) qualunque sia il tipo di installazione; c) circuiti di sicurezza (14.1.2.3) permessi nel catasto di installazioni che richiedano di essere particolamente protette contro i rischi di umidita o di esplosione. La x indica il tipo di dispositivo permesso. Se vi sono più x può scegliere fra i diversi dispositivi. Parte di provvedimento in formato grafico Parte di provvedimento in formato grafico APPENDICE C Documentazione tecnica La documentazione tecnica da presentare con la domanda preventiva deve contenere i seguenti dati e documenti. C 1. Dati generali - Nome ed indirizzo del costruttore dell'ascensore e del proprietario - Indirizzo del luogo in cui l'impianto va installato - Tipo dell'apparecchio - Portata - Velocita nominale - Numero dei passeggeri - Categoria degli (illeggibile). Introduzione generale 0,6,20 - Corsa dell'ascensore - Numero dei piani serviti - Massa della cabina e del contrappeso - Mezzi di accesso a locale del macchinaroi ed all'eventuale locale delle pulegge di rinvio. C 2. Dati tecnici e disegni Disegni e sezioni necessari per potersi rendere conto dell'installazione dell'ascensore, ivi compresi quelli dei locali del macchinario, delle pulegge di rinvio e dell'apparecchiatura. Questi disegni non devono presentare i dettagli costruttivi, ma devono fornire i dati necessari per accertare la conformita alla presente norma e in particolare: - Spazi liberi nella parte superiore del vano di corsa e nella fossa (5.7.1, 5.7.2 e 5.7.3) - Eventuali spazi accessibili sotto il vano di corsa (5.5) - Accesso alla fossa (5.7.3.2) - Protezione tra gli ascensori, se ve neè più di uno nello stesso vano di corsa (5.6) - indicazionie dei fori per gli ancoraggi - Posizione e principali dimensioni del locale del macchinario, con l'installazione della macchina e dei principali dispositivi. Dimensioni della puleggia di frizione o del tamburo. Aperture di ventilazione. Reazioni degli appoggi sull'edificio e sul fondo della fossa. - Accesso al locale del macchinario (6.3.3) - Eventualmente posizione e principali dimensioni del locale delle pulegge. Posizione e dimensioni delle pulegge. Posizione degli altri dispositivi contenuti in questo locale - Accesso al locale delle pulegge (6.4.3) - Disposizioni e principali dimensioni delle porte dei piani (7.3). Non è necessario, rappresentare tutte le porte se esse sono identiche e se le distanze tra i piani sono indicate - Disposizioni e dimensioni delle porte di ispezione e di emergenza (5.2.2) - Dimensioni della cabina e dei suoi accessi (B.1 e B.2) - Distanza tra la soglia e tra la porta di cabina e la parete frontale (11.2.2) - Distanza orizzontale tra la porta dela cabina e le porte di piano chiuse misurata come detto in 11.2.3 - Principali caratteristiche delle sospensioni: coefficienti di sicurezza, funi (numero, diametro, composizione, carico di rottura), catene (tipo, composizione, passo, carico di rottura), eventualmente) funi di compensazione - Calcolo dell'aderenza e della pressione specifica - Principali caratteristiche della fune del limitatore di velocita: diametro, composizione, carico di rottura, coefficiente di sicurezza - Dimensioni e calcolo delle guide, qualita e dimensioni delle superficie di scorrimento (trafilate, fresate, rettificate) - Dimensioni e calcolo degli ammortizzatori ad accumulo di energia comprese le relative curve caratteristiche. C 3. Schemi elettrici Schemi elettrici di principio dei circuiti di potenza e dei circuiti di sicurezza. Questi schemi devono essere chiari e devono essere utilizzati i segni IEC. C 4. Certificati Copia dei certificati di tipo per i dispositivi di blocco, porte dei piani (quando necessari in conformita alle norme vigenti in materia di protezione contro gli incendi, limitatore di velocita, ammortizzatori idraulici. Certificato alla registrazione del paracadute secondo le istruzione fornite dal fabbricante dei paracadute a calcolo della compressione dell emolle nel caso di paracadute a presa ammortizzata. Copia dei certificati delle linee e degli apparecchi elettrici per ascensori da installarsi in ambienti speciali. Dichiarazione di un ingegnere inscritto all'Albo, incaricato dal proprietario dello stabile, nella quale si attesti, con riferimento specifico all'ascensore da installare, l'idoneita delle strutture dell'edificio a sopportare le sollecitazioni trasmesse dall'impianto. APPENDICE D Controlli e prove in sede di collaudo In sede di collaudo devono essere effettuati i controlli e le prove seguenti D 1. Controlli I controlli devono riguardare in particolare i punti seguenti: a) confronto dei documenti presentati (appendice C) con l'effettiva installazione; b) in ogni caso verifica che i requisiti richiesti dalla presente norma sono soddisfatti: c) controllo visivo dell'applicazione delle norme di buona tecnica degli elementi per i quali la presente norma non ha stabilito caratteristiche particolari; d) confronto, con le caratteristiche dell'apparecchio, dei dati riportati nei certificati di esame di tipo, per gli elementi per i quali sono prescritti esami di tipo. D 2. Prove e verifiche Le prove e le verifiche devono riguardare i punti seguenti: a) dispositivi di blocco (7.7); b) dispositivi elettrici di sicurezza (appendice A); c) elementi di sospensione e relativi attacchi (si deve verificare che le loro caratteristiche siano quelle indicate nel libretto (16.2.1 a); d) sistema di frenatura (12.4). La porta deve essere effettuata in discesa a velocita di esercizio con il 12% della portata togliendo l'alimentazione al motore e al freno; e) misure di intensita o di potenza e misure di velocita; f) 1) misura della resistenza di isolamento dei differenti circuiti (13.1.3) (per questa misura gli elementi elettronici devono essere staccati); 2) verifica della continuita elettrica del collegamento con il morsetto di terra del locale macchinario ed i differenti organi dell'ascensore suscettibili di essere messi accidentalmente in tensione; g) dispositivi di extracorsa (10.5); h) verifica dell'aderenza (9.3); 1) l'aderenza deve essere verificata effettuando più fermate con la frenatura più forte compatibile con l'installazione. Durante ciascuna prova di deve ottenere un arresto completo della cabina. La prova verra eseguita: a) in salita, a cabina vuota, nella parte superiore della corsa; b) in discesa, con cabina caricata al 125% della portata, nella parte inferiore della corsa; 2) si deve accertare che la cabina vuota non possa essere spostata in salita quando il contrappeso poggia sui relativi ammortizzatori compressi; 3) l'aderenza deve essere inoltre verificata staticamente con il 150% della portata nei casi (8.2.3) di montautomobili per i quali la portata non è stata calcolata secondo le prescrizioni di cui in 8.2.1; 4) si deve verificare la conformita del bilanciamento con il valore indicato dal costruttore dell'ascensore. Questa verifica può essere effettuata mediante misurazione di intensita di corrente congiuntamente. - a misure di velocita per i motori a corrente alternata; - a misure di tensione per i motori a corrente continua; i) limitatore di velocita; 1) la velocita di intervento del limitatore di velocita deve essere verificata nel senso corrispondente al movimento di discesa della cabina (9.9.1; 9.9.2 e 9.93); 2) il funzionamento del comando di arresto previsto in 9.9.11.1 e 9.9.11.2 si deve verificare nei due sensi di marcia. j) paracadute della cabina (9.8) L'energia che il paracadue è in grado di assorbire al momento della presaè stata verificata in sede di prova tipo Scopo della prova al collaudo è di verificarne il buon montaggio, la buona regolazione e la solidita dell'insieme cabina-paracadute-guide e fissaggio all'edificio. La prova deve essere eseguita in discesa, con il freno aperto, l'argano che continua a girare fino allo scorrimento o all'allentamento delle funi e nelle condizioni seguenti: 1) paracadute a presa istantanea o presa istantanea con effetto ammortizzato. La cabina deve essere caricata della porta ripartita uniformemente e la presa deve essere effettuata alla velocita di esercizio. 2) paracadute a presa progressiva. La cabina deve essere caricata con il 125% della portata ripartita uniformemente e la presa deve essere effettuata a velocita ridotta (per esempio: velocita di autolivellamento velocita di ispezione); si raccomanda per facilitare lo sbloccaggio del paracadute di eseguire la prova di fronte ad una porta per poter scaricare la cabina. Caso particolare Nel caso di montautomobili (8.2.3.), per i quali la portata è calocalta secondo le prescrizioni di cui in 8.2.1, la cabina deve essere caricata con il 150% della portata invece che con il 125%. Dopo la prova non deve risultare nessun guasto che possa compromettere la normale utilizzazione dell'ascensore (si potra tuttavia eccezionalmente, se necessario, sostituire gli organi di bloccaggio); k) paracadute del contrappeso 1) Il paracadute del contrappeso azionato da un limitatore di velocita deve essere provato nelle stesse condizioni previste per il paracadute della cabina (senza alcun sovraccarico in cabina); 2) il paracadute del contrappeso che non è azionato da un limitatore di velocita deve essere provato dinamicamente. Dopo la presa non deve risultare nessun guato che possa compromettere la normale utilizzazione dell'ascensore (si potra tuttavia eccezionalmente, se necesario, sostituire gli organi di bloccaggio); i) ammortizzatori (10,3; 10,4): 1) ammortizzatori ad accumulo di energia. La prova deve essere eseguita nel modo seguente: la cabina con carico uguale alla portata viene appoggiata sull'ammortizzatore (o sugli ammotizzatori), si prova l'alienamento delle funi e si verifica che la freccia corrisponda a quella data dalla cura caratteristica richiesta nell'appendice C; 2) ammortizzatori ad accumulo di energia con movimento di ritorno smorzato e ammortizzatori a dissipazione di energia. La prova deve essere eseguita nel modo seguente: la cabina con carico uguale alla portata o il contrappeso vengono portaiti a contatto degli ammortizzatori alla velocita per la quale è stata calcolata la corsa degli ammortizzatori a corsa ridotta con verifica del rallentamento (10.4.3.2)-: Dopo la prova non deve risultare nessun guasto che possa compromettere la normale utilizzazione dell'ascensore; m) dispositivo di allarme (14.2.3). APPENDICE E Controlli e prove periodici, controlli e prove dopo una trasformazione importante o dopo un infortunio E 1. Controlli e prove periodici I controlli e prove periodici previsti dalle norme vigenti non possono essere più rigorosi di quelli effettuati in sede di collaudo. A causa della loro ripetizione queste prove non devono provocare un logorio eccessivo o imporre sforzi suscettibili di diminuire la sicurezza dell'ascensore. È il caso particolare della prova di elementi come il paracadute o gli ammortizzatori. Se sono sottoposti a prova lo devono essere con cabina vuota a velocita ridotta. La capacita di questi ultimi elementi è stata verificata in sede di esame tipo e inoltre la loro installazione e il loro funzionamento è stato provato all'atto del collaudo. La persona incaricata alla prova periodica deve assicurarsi che questi elementi (che non funzionano durante il servizio normale) siano sempre in condizione di funzionare. Gli esami e le prove possono riguardare: - le serrature; - le funi o le catene; - il freno meccanico. Se gli elementi di frenatura sono tali che in caso di rottura di uno di essi l'altro non è sufficiente per ridurre la velocita della cabina, si procedera ad una verifica approfondita dei nuclei, degli assi, delle articolazioni, per assicurarsi che non esistono logoramenti, corrosioni o insudiciamenti che non siano nocivi al loro buon funzionamento; - limitatore di velocita; - il paracadute, provato a cabina vuota e a velocita ridotta; - gli ammortizzatori, provati a cabina vuota e a velocita ridotta; - dispositivo di allarme. Una copia del verbale sar allegata al libretto nella parte di cui in 16.2.1 b). E 2. Controlli e prove dopo una trasformazione importante o dopo un incidente (N.a, b) Le trasformazioni importanti e gli incidenti devono essere annotati nella parte tecnica del libretto in cui 16.2.1 a). In particolare sono considerate trasformazioni importanti: Cambiamenti: - della velocita nominale; - della portata; - della massa della cabina; - della corsa; - del tipo di dispositivo di blocco (la sostituzione di un dispositivo di blocco con un dispositivo del medesimo tipo non è considerata una modifica importante). Cambiamenti o sostituzioni: - della manovra; - delle guide o del tipo di guida; - del tipo delle porte (o aggiunta di una o più porte di piano o di cabina); - della macchina o della puleggia motrice; - del limitatore di velocita; - degli ammortizzatori; - del paracadute. Dopo una modifica importante o dopo un incidente, i documenti relativi alla trasformazione e le informazioni necessarie devono essere fatte pervenire all'Organismo di controllo competente. Detto Organismo giudichera dell'opportunita di sottoporre a prova gli elmenti modificati o sostituito. Queste prove devono essere al massimo quelle richieste per gli elementi originali all'atto del collaudo dell'ascensore. APPENDICE F Procedura di prova per esami di tipo F 0. Introduzione F 0.1. Disposizioni generali F. 01.1. Procedure L'applicazione delle procedure di approvazione che figurano nei punti seguenti non può essere dissociata dal testo della presente norma. In particolare tutti gli elementi che danno luogo a certificazione devono rispondere alle prescrizioni della norma e ai criteri della buona tecnica. F 0.1.2. Per gli scopi della presente norma è previsto che il laboratorio esegua sia la prova sia la certificazione come organismo autorizzato. In alcuni paesi i laboratori di prova e l'organismo autorizzato al rilascio del certificato di esame di tipo possono essere diversi. In tal caso le procedure amministrative possono essere diverse da quelle descritte in questa appendice. F0.1.3. La domanda di approvazione di tipo deve essere fatta dal costruttore del componente o da suo rappresentante autorizzato e deve essere indirizzata ad uno dei laboratori autorizzati ed effettuare tali prove. F 0.1.4. L'invio dei campio di esame deve essere fatto in accordo tra il laboratorio e il richiedente. F 0.1.5. Il richiedente può assistere alle prove. F0.1.6. Se il laboratorio incaricato degli esami di uno degli elementi che richiedono il rilascio del certificato di tipo, non dispone di mezzi approriati per alcune prove od esami, esso può, sotto la sua responsabilita, farli eseguire da altri laboratori, conformemente all'art. 13, paragrafo 2. della direttiva 84/528/CEE. F 0.1.7. La precisione degli strumenti deve permettere, salvo diversa indicazione, di effettuare le misure con le seguenti precisioni; a) più o meno 1% masse, forze, distanze, tempi, velocita; b) più o meno 2% accelerazione, decelerazioni; c) più o meno 5% tensioni, intensita; d) più o meno 5% ›C temperature. F 0.2. Modello di certificato di esame di tipo Il certificato di esame deve contenere le seguenti informazioni. Modello di certificato di esame di tipo Nome dell'organismo autorizzato.................................... .................................................................... Certificato di esame tipo.......................................... .................................................................... Numero del certificato di esame di tipo............................ .................................................................... 1. Categoria, tipo e marchio di fabbrica o di commercio:........... .................................................................... 2. Nome e indirizzo del fabbricante:............................... .................................................................... 3. Nome e indirizzo del detentore del certificato:................. .................................................................... 4. Presentato per l'esame di tipo il............................... 5. Certificato rilasciato in virtù della seguente prescrizione..... .................................................................... 6. Laboratorio di prova:........................................... 7. Data e numero del verbale del laboratorio:...................... 8. Data del certificato di esame di tipo:.......................... 9. Sono allegati al presente certificato i seguenti pezzi che portano il numero del certificato qui specificato:...................... .................................................................... 10. Informazioni complementari eventuali:.......................... .................................................................... Redatto a..................... il........................ ...................... (firma) F 1. Dispositivi di blocco delle porte di piano F 1.1. Disposizioni generali F 1.1.1. Campo di applicazione Queste procedure si applicano ai dispositivi di blocco delle porte dei piani degli ascensori. Si intende che qualsiasi parte che interviene nel bloccaggio delle porte dei piani e nel controllo di questo bloccaggio fa parte del dispositivo di blocco. F 1.1.2. Scopo ed estensione della prova Il dispositivo di blocco viene sottoposto ad un procedimento di prova per verificare che la costruzione e l'esecuzione siano conformi ai requisiti imposti dalla presente norma. Si deve verificare in particolare che le parti meccaniche ed elettriche del dispositivo siano di dimensioni sufficienti e che il dispositivo non perda l'efficacia col tempo, soprattutto a causa dell'usura. Nella domanda deve essere specificato se il dispositivo di blocco deve rispondere a particolari esigenze (costruzione stagna o antideflagrante), affinchè siano eseguite prove supplementari in base a criteri adeguati. La prova qui di seguito descritta riguarda i dispositivi di blocco normali. Nel caso di costruzione che presenti caratteristiche particolari o non stabilite in questo capitolo, possono essere effettuate prove adeguate. F 1.1.3. Documenti da esibire Alla richiesta di prova di tipo devono essere allegati i seguenti documenti. F 1.1.3.1. Disegno complessivo schematico con descrizione del funzionamento Questo disegno deve mostrare chiaramente tutti i particolari connessi al funzionamento e alla sicurezza del dispositivo di blocco, tra cui: a) il funzionamento del dispositivo in servizio normale, con indicazione dell'azione effettiva degli elementi di blocco e della posizione in cui interviene il dispositivo elettrico di sicurezza; b) il funzionamento del dispositivo di controllo meccanico del blocco, se esiste; c) il comando ed il funzionamento dello sblocco di emergenza. F 1.1.3.2. Disegno d'assieme e legenda Questo disegno deve mostrare l'insieme degli elementi importanti per il funzionamento del dispositivo di blocco, ed in particolare tutti quelli previsti per rispondere alle prescrizioni della presente norma. La legenda deve indicare i pezzi principali, la natura dei materiali usati e le caratteristiche degli elementi di fissaggio. F 1.1.3.3. Indicazione del tipo di corrente elettrica (c.a. e/o c.c.) e dei valori di tensione e di intensità di corrente nominali. F 1.1.4. Campione di prova Devono essere forniti almeno due esemplari del dispositivo di blocco, uno per la prova ed uno che deve restare in laboratorio per permettere eventuali confronti successivi. Se la prova è eseguita su un prototipo, essa dovrà essere successivamente ripetuta su un pezzo di serie. Se la prova del dispositivo di blocco è possibile soltanto con il montaggio sulla porta corrispondente (per esempio: porta scorrevole a più ante o porte a più ante), esso deve esserlo su una porta completa in condizioni di normale funzionamento. Tuttavia, le dimensioni possono essere ridotte rispetto alla produzione di serie, purché ciò non alteri i risultati della prova. F 1.2. Esami e prove F 1.2.1. Esame di funzionamento Scopo di questo esame è di accertare il perfetto funzionamento dal punto di vista della sicurezza del complesso degli elementi meccanici ed elettrici del dispositivo di blocco, la conformità alle prescrizioni della presente norma e la concordanza tra il dispositivo ed i dati presentati nella domanda. Si deve verificare in particolare quanto segue. F 1.2.1.1. Che esista un aggancio minimo di 7 mm degli elementi che assicurano il blocco prima che intervenga il dispositivo elettrico di sicurezza (7.7.3.1.1.). Parte di provvedimento in formato grafico F 1.2.1.2. Che non sia possibile, dai luoghi normalmente accessibili alle persone, far funzionare l'ascensore con la porta aperta o non bloccata, in seguito ad una manovra unica non facente parte del funzionamento normale (7.7.5.1.). F 1.2.2. Prove meccaniche Scopo di queste prove è di verificare la resistenza degli elementi meccanici di blocco e degli elementi elettrici. Il campione del dispositivo di blocco, in posizione di esercizio, viene comandato dagli organi normalmente utilizzati a tale scopo. Il campione deve essere lubrificato secondo le indicazioni del costruttore del dispositivo di blocco. Se vi sono più possibilità di comando e più posizioni, la prova di resistenza deve essere eseguita nelle condizioni che sembrano più sfavorevoli dal punto di vista delle sollecitazioni sugli elementi. Il numero di cicli completi e la corsa degli elementi di blocco devono essere registrati da contatori meccanici o elettrici. F 1.2.2.1. Prova di resistenza F 1.2.2.1.1. Il dispositivo di blocco viene sottoposto a 1 milione di cicli (immagine) (1%) completi (per ciclo completo si intende un movimento di andata e ritorno per tutta la corsa possibile nei due sensi). Il movimento del dispositivo deve essere dolce, senza strappi, ad un ritmo di 60 cicli/min (immagine) (10%). Per tutta la durata della prova di resistenza il contatto elettrico di blocco deve chiudere un circuito resistivo con la tensione nominale e una intensità di corrente doppia dell'intensità nominale. F 1.2.2.1.2. Se il dispositivo di blocco è munito di un dispositivo di controllo meccanico del catenaccio o della posizione dell'elemento da bloccare, questo dispositivo deve essere sottoposto ad una prova di resistenza di 100 000 cicli (immagine) (1%). Il movimento del dispositivo deve essere dolce, senza strappi, ad un ritmo di 60 cicli/min (immagine) (10%). F 1.2.2.2. Prova statica Se il dispositivo di blocco è destinato a porte a battente, deve essere effettuata una prova consistente nell'applicazione, durante un periodo totale di 300 s, di una forza statica che aumenta progressivamente fino ad un valore massimo di 3 000 N. Questa forza deve essere applicata nel senso dell'apertura della porta ed in una posizione il più possibile corrispondente a quella che può essere esercitata da un utente che cerchi di aprire la porta. La forza applicata sarà di 1 000 N, se si tratta di un dispositivo di blocco destinato a porte scorrevoli. F 1.2.2.3. Prova dinamica Il dispositivo di blocco deve essere sottoposto, in posizione di bloccaggio, ad una prova d'urto nel senso dell'apertura della porta. L'urto deve corrispondere all'impatto di una massa rigida di 4 kg, che cade in caduta libera da un'altezza di 0,5 m. F 1.2.3. Criteri per le prove meccaniche Dopo la prova di resistenza (F 1.2.2.1.), la prova statica (F 1.2.2.2.) e la prova dinamica (F 1.2.2.3.) non si dovrà constatare né usura, né deformazioni o rotture che pregiudichino la sicurezza. F 1.2.4. Prove elettriche F 1.2.4.1. Prova di resistenza dei contatti Questa prova è compresa nella prova di resistenza stabilita in F 1.2.2.1.1. F 1.2.4.2. Prova della capacità di interruzione. Questa prova deve effettuarsi dopo quella di resistenza. Essa deve dimostrare che la capacità di interruzione nominale sotto carico è sufficiente. Questa prova deve essere effettuata secondo CENELEC HD 419 (IEC 158-1, mod) e CENELEC HD 420 (IEC 337-1, mod). I valori delle tensioni e correnti nominali applicati per le prove devono essere quelli indicati del fabbricante del dispositivo. Se non vi sono precisazioni, i valori di prova saranno i seguenti: a) corrente alternata: 220 V, 2 A; b) corrente continua: 180 V, 2 A. In mancanza di indicazione contraria, la capacità di interruzione sarà provata con corrente alternata e con corrente continua. Le prove devono essere realizzate con il dispositivo di blocco in posizione di lavoro. Se sono possibili più posizioni, la prova deve essere effettuata nella posizione che il laboratorio ritiene più sfavorevole. Il campione deve essere sottoposto a prova con i coperchi e con le condutture elettriche usate nel normale servizio. F 1.2.4.2.1. I dispositivi di blocco per corrente alternata devono aprire e chiudere 50 volte, alla velocità normale e ad intervalli da 5 a 10 s, un circuito elettrico ad una tensione pari al 110% della tensione nominale. Il contatto deve restare chiuso almeno 0,5 s. Il circuito deve comprendere una induttanza ed una resistenza collegate in serie: il suo fattore di potenza deve essere di 0,7 (immagine) 0,05 e l'intensità della corrente di prova deve essere pari a 11 volte il valore dell'intensità nominale indicata dal fabbricante del dispositivo. F 1.2.4.2.2. I dispositivi di blocco per corrente continua devono aprire e chiudere 20 volte, alla velocità normale e ad intervalli da 5 a 10 s, un circuito elettrico ad una tensione pari al 110% della tensione nominale. Il contatto deve restare chiuso almeno 0,5 s. Il circuito deve comprendere una induttanza ed una resistenza collegate in serie di un valore tale che la corrente raggiunga il 95% del valore della corrente di prova in regime stabile in 300 ms. L'intensità della corrente di prova deve essere pari al 110% dell'intensità nominale indicata dal fabbricante del dispositivo. F 1.2.4.2.3. Le prove sono considerate soddisfacenti se non si è verificato alcun innesco, arco o deterioramento pericoloso per la sicurezza. F 1.2.4.3. Prova di resistenza alle dispersioni di corrente Questa prova deve essere effettuata secondo il procedimento CENELEC HD 214 S2 (IEC 112). Gli elettrodi devono essere collegati ad una fonte d'energia che fornisca una corrente alternata praticamente sinusoidale di 175 V, 50 Hz. F 1.2.4.4. Esame delle linee di fuga e delle distanze in aria Le linee di fuga e le distanze in aria devono essere conformi al 14.1.2.2.2 e al 14.1.2.2.3 della presente norma, ed il controllo della loro efficacia deve essere effettuato secondo il procedimento della norma in preparazione dal sottocomitato 28 A dell'IEC (attualmente allegato B della pubblicazione IEC 158-1). F 1.2.4.5. Esame delle prescrizioni proprie ai contatti di sicurezza e alla loro accessibilità (14.1.2.2.) Questo esame deve essere effettuato tenendo conto della posizione di montaggio e, se necessario, della disposizione del dispositivo di blocco. F 1.3. Prove particolari per taluni tipi di dispositivi di blocco F 1.3.1. Dispositivo di blocco per le porte scorrevoli orizzontalmente o verticalmente a più ante. I dispositivi che servono da collegamento meccanico diretto fra le ante secondo 7.7.6.1. o da collegamento meccanico indiretto secondo 7.7.6.2 sono considerati come facenti parte del dispositivo di blocco. Questi dispositivi devono essere sottoposti in modo ragionevole alle prove indicate in F 1.2. Il ritmo dei cicli per minuto durante le prove di resistenza deve essere adeguato alle dimensioni della costruzione. F 1.3.2. Dispositivo di blocco a tegolo per porta a battente F 1.3.2.1. Se questo dispositivo è munito di un dispositivo elettrico di sicurezza destinato a controllare l'eventuale deformazione del tegolo e, se dopo la prova statica in F 1.2.2.2, vi sono dei dubbi sulla solidità del dispositivo, si deve aumentare progressivamente il carico finchè, a causa di una deformazione permanente del tegolo, il dispositivo di sicurezza cominci ad aprirsi. Gli altri elementi del dispositivo di blocco o della porta di piano non devono subire né danni né deformazioni a causa del carico applicato. F 1.3.2.2. Se, dopo la prova statica, non rimane alcun dubbio sulle dimensioni e sulla solidità della costruzione, non è necessario procedere alla prova di resistenza del tegolo. F 1.4. Certificato di esame di tipo F 1.4.1. Il certificato deve essere redatto in tre esemplari: a) due per il richiedente; b) uno per il laboratorio. F 1.4.2. Nel certificato devono essere indicati: a) le informazioni di cui in F 0,2; b) il tipo e l'applicazione del dispositivo di blocco; c) il tipo di corrente elettrica (c.a. e/o c.c.) ed i valori di tensione e d'intensità di corrente nominali. F 3. Paracadute F 3.1. Disposizioni generali Il richiedente deve fissare il campo di utilizzazione previsto, per esempio: 1) masse totali minima e massima; 2) massima velocità nominale e massima velocità di intervento. Informazioni dettagliate devono essere fornite sui materiali usati, sul tipo delle guide e sulla finitura della loro superficie (trafilata, fresata, rettificata). I seguenti documenti devono essere allegati alla domanda: a) disegni dettagliati e d'assieme con le indicazioni sulla costruzione, il funzionamento, i materiali usati, le dimensioni e tolleranze dei componenti del dispositivo; b) in caso di paracadute a presa progressiva, anche un diagramma di carico relativo alle parti elastiche. Su richiesta del laboratorio questi documenti possono essere previsti in triplice copia. Il laboratorio può parimenti richiedere informazioni supplementari che possono essere necessarie per l'esame e per la prova. F 3.2. Paracadute a presa istantanea F 3.2.1. Campioni di prova Devono essere messi a disposizione del laboratorio 2 complessi di presa con cunei o rulli e 2 elementi di guida. La disposizione e i particolari del fissaggio dei campioni devono essere stabiliti dal laboratorio in funzione dell'attrezzatura di cui si serve. Se gli stessi complessi di presa possono essere usati con tipi diversi di guida, è sufficiente una sola prova a condizione che lo spessore delle guide, la finitura della superficie (trafilata, fresata, rettificata) e la larghezza di presa del paracadute siano le stesse. F 3.2.2. Prova F 3.2.2.1. Metodo di prova La prova deve essere effettuata per mezzo di una pressa o macchina simile che si muove senza brusche variazioni di velocità. Si deve misurare: a) la distanza percorsa in funzione della forza; b) la deformazione del blocco paracadute in funzione o della forza o della distanza percorsa. F 3.2.2.2. Procedimento La guida deve essere forzata attraverso il paracadute. Si devono tracciare dei segni sui blocchi per poterne misurare la deformazione. a) Si deve rilevare la distanza percorsa in funzione della forza. b) Dopo la prova: 1) si deve confrontare la durezza del blocco e degli organi di presa con i valori originali comunicati dal richiedente. In casi speciali possono essere effettuate altre analisi; 2) se non c'è stata rottura si devono esaminare le deformazioni e le altre deformazioni (per esempio: incrinature, deformazioni, o usure degli organi di presa, aspetto delle superficie soggette a sfregamento); 3) si devono eventualmente fotografare il blocco, gli organi di presa e la guida per mettere in evidenza le deformazioni o rotture. F 3.2.3. Documenti F 3.2.3.1. Devono essere compilati due diagrammi: a) in uno deve essere rappresentata la distanza percorsa in funzione della forza; b) nell'altro deve essere indicata la deformazione del blocco. Esso deve essere realizzato in modo che si possa collegarlo al precedente. F 3.2.3.2. La capacità del paracadute deve essere stabilita integrando l'area del diagramma distanza-forza. L'area del diagramma da prendere in considerazione deve essere: a) l'area totale, se non c'è stata deformazione permanente; b) se c'è stata deformazione permanente o rottura; 1) o l'area limitata al valore in cui è stato superato il limite di elasticità. 2) o l'area limitata al suo valore corrispondente al massimo sforzo. F 3.2.4. Determinazione della massa totale ammissibile F 3.2.4.1. Energia assorbita dal paracadute I seguenti simboli indicano: (P + Q)1 = massa totale ammissibile, in kilogrammi (per la definizione di P e Q, vedere 4); v1 = velocità di intervento del limitatore di velocità, in metri al secondo; gn = accelerazione di gravità, in metri al secondo quadrato; K1 K1' K2 = energia assorbita da un blocco del paracadute, in joule (calcolata in base al diagramma). Si deve adottare un'altezza di caduta libera calcolata in base alla velocità massima di intervento del limitatore di velocità stabilità in 9.9.1. Si deve fissare come altezza di caduta libera; v1 elevato a due h = --------- + 0,10 + 0,03 (m) 2 gn dove: 0,10 corrisponde al tratto percorso durante il tempo di risposta; 0,03 è il tratto percorso durante il superamento dei giochi di impegno tra gli organi di presa e le guide. L'energia totale che può essere assorbita dal paracadute è: 2 K = (P + Q)1 gn h 2 K da cui (P + Q)1 = ------- gn h F 3.2.4.2. Massa totale ammissibile a) se il limite di elasticità non è stato superato: si adotta 2 come coefficiente di sicurezza; la massa totale ammissibile, in kilogrammi, sarà: K (P + Q)1 = ------ gn h K è calcolato mediante integrazione dell'area indicata in F 3.2.3.2. a b) se il limite di elasticità è stato superato: si devono effettuare due calcoli e si deve prendere quello più favorevole al richiedente. 1) Si calcola K1 mediante integrazione dell'area indicata in F 3.2.3.2 b 1. Si adotta 2 come coefficiente di sicurezza e ne risulta che la massa totale ammissibile, in kilogrammi, sarà: K1 (P + Q)1 = ------- gn h 2) Si calcola K2 mediante integrazione dell'area indicata in F 3.2.3.2 b 2. Si adotta 3,5 come coefficiente di sicurezza. La massa totale ammissibile, in kilogrammi, sarà: 2 K2 (P + Q)1 = --------- 3,5 gn h F 3.2.5. Verifica della deformazione del blocco e della guida Se una deformazione troppo profonda dell'organo di presa nel blocco o nella guida può rendere difficile lo sbloccaggio del paracadute, deve essere ridotta la massa totale ammissibile. F 3.3. Paracadute a presa progressiva F 3.3.1. Dichiarazione e campione di prova F 3.3.1.1. Il richiedente deve dichiarare per quale massa, in kilogrammi, e per quale velocità di intervento del limitatore di velocità, in metri al secondo, deve essere effettuata la prova. Se il paracadute dessere approvato per masse diverse, egli deve precisarle e deve inoltre indicare se la regolazione viene fatta per valori determinati in modo continuo Nota - Il richiedente deve scegliere la massa sospesa (in kilogrammi) dividendo lo sforzo di frenatura previsto, in newton, per 16, al fine di raggiungere una decelerazione media di 0,6 (immagine). F 3.3.1.2. Deve essere messo a disposizione del laboratorio un complesso di paracadute completo montato su una traversa delle dimensioni stabilite dal laboratorio. Devono essere aggiunti i ceppi di frenatura nella quantità necessaria per la totalità delle prove. Devono essere fornite inoltre le guide del tipo prescelto nella lunghezza stabilita dal laboratorio. F 3.3.2. Prova F 3.3.2.1. Metodo di prova La prova deve essere effettuata in caduta libera. Si devono misurare direttamente o indirettamente: a) l'altezza totale della caduta; b) la distanza di frenatura sulla guida; c) la distanza di slittamento del cavo del limitatore di velocità, o quella del dispositivo usato in sostituzione di esso; d) la corsa totale degli elementi che forniscono l'elasticità. Le misurazioni a) e b) devono essere registrate in funzione del tempo. Si devono rilevare: e) lo sforzo di frenatura medio; f) il massimo sforzo di frenatura istantaneo; g) il minimo sforzo di frenatura istantaneo. F 3.3.2.2. Procedimento F 3.3.2.2.1. Paracadute approvato per una sola massa totale Il laboratorio deve effettuare 4 prove con massa totale (immagine). Tra una prova e l'altra deve passare il tempo necessario affinchè i ceppi di frenatura ritornino alla temperatura normale. Possono essere usati nel corso delle prove più ceppi di frenatura. Tuttavia una serie di ceppi deve permettere di effettuare: a) 3 prove, se la velocità nominale è minore o uguale di 4 m/s; b) 2 prove, se la velocità nominale è minore o uguale di 4 m/s; L'altezza di caduta libera deve essere calcolata in modo da corrispondere alla velocità massima di intervento del limitatore di velocità, per la quale può essere usato il paracadute. L'intervento del paracadute deve essere realizzato in modo da permettere una precisa determinazione della velocità di intervento. Nota - Per esempio si può usare una fune (di cui deve essere calcolata oculatamente la lunghezza) fissata ad un manicotto, che può scorrere a frizione su un cavo liscio fisso. La forza di attrito deve essere uguale alla forza esercitata sulla fune di comando del limitatore collegato a questo paracadute. F 3.3.2.2.2. Paracadute approvato per diverse masse totali Regolazione per valori determinati o regolazione continua. Deve essere effettuata una serie di prove per il valore massimo richiesto ed una serie per il valore minimo. Il richiedente deve fornire una formula o un diagramma che indichi la variazione dello sforzo di frenatura in funzione di un parametro determinato. Il laboratorio deve accertare con un mezzo adeguato (in mancanza di meglio con una terza serie di prove per un punto intermedio) la validità della formula proposta. F 3.3.2.3. Determinazione dello sforzo di frenatura del paracadute F 3.3.2.3.1. Paracadute approvato per una sola massa totale Lo sforzo di frenatura di cui è capace il paracadute alla registrazione stabilita e con il tipo di guida usato si assume uguale alla media degli sforzi di frenatura medi rilevati nel corso delle prove. Ciascuna prova deve essere eseguita con una sezione di guida non ancora utilizzata. Si deve controllare che i valori medi rilevati durante le prove siano compresi nel campo di (immagine) 25% rispetto al valore dello sforzo di frenatura sopra definito. Nota - Da prove effettuate è risultato che il coefficiente di attrito può diminuire considerevolmente se si eseguono più prove successive nello stesso tratto di una guida lavorata. Ciò è attribuito ad una modifica della superficie durante successivi interventi del paracadute. Si suppone che su un impianto vi siano notevoli probabilità che una presa di paracadute non provocata avvenga in una posizione nuova. Se per caso non si verificasse questa condizione, lo sforzo di frenatura sarebbe minore finchè il paracadute non incontra una superficie di guida non utilizzata. Per questo motivo si avrebbe uno slittamento maggiore del normale. Questa è una ragione in più per non autorizzare una registrazione che porti ad una decelerazione troppo debole all'inizio. F 3.3.2.3.2. Paracadute approvato per diverse masse totali Registrazione per valori determinati o regolazione continua. Lo sforzo di frenatura che può essere compiuto dal paracadute deve essere calcolato come indicato in F 3.3.2.3.1. per il valore massimo ed il valore minimo richiesto. F 3.3.2.4. Controllo dopo le prove a) Si deve confrontare la durezza del blocco e degli organi di presa con i valori di origine comunicati dal richiedente. In casi speciali possono essere effettuate altre analisi. b) Si devono verificare le deformazioni e modifiche (per esempio: incrinature, deformazioni o usura degli organi di presa, aspetto delle superficie soggette a sfregamento). c) Si devono, se necessario, fotografare il complesso del paracadute, gli organi di presa e le guide per mettere in evidenza le deformazioni o rotture. F 3.3.3. Calcolo della massa totale ammissibile F 3.3.3.1. Paracadute approvato per una sola massa totale La massa totale ammissibile è, in kilogrammi: sforzo di frenatura in newton (F 3.3.2.3) (P +Q)1 = ---------------------------------------- 16 F 3.3.3.2.1. Registrazione per valori determinati La massa totale ammisibile deve essere calcolata per ciascuna registrazione come indicato in F 3.3.3.1. F 3.3.3.2.2. Registrazione continua La massa totale ammissibile deve essere calcolata come indicato in F 3.3.3.1. per il valore massimo e il valore minimo richiesto e secondo la formula proposta per le regolazioni intermedie. F 3.3.4. Eventuale modifica della registrazione Se nel corso delle prove i valori accertati differiscono di oltre il 20% da quelli indicati dal richiedente, possono essere effettuate con l'accordo di qust'ultimo altre prove, eventualmente dopo aver modificato le regolazioni. Nota - Se lo sforzo di frenatura è nettamente maggiore di quello fissato dal richiedente, la massa totale usata nel corso della prova sarebbe nettamente minore di quella che si sarebbe indotti ad autorizzare in base al calcolo F 3.3.3.1, e pertanto la prova non permetterebbe di concludere che il paracadute è atto a dissipare l'energia richiesta con la massa risultante dal calcolo. F 3.4. Commenti a) 1) Nell'applicazione ad un determinato ascensore, la massa totale dichiarata dall'installatore non può superare la massa totale per il paracadute considerato (se si tratta di un paracadute a presa istantanea o a presa istantanea con effetto ammortizzato) e la regolazione considerata. 2) Nei casi di paracadute a presa progressiva la massa totale dichiarata può differire dalla massa totale ammissibile definita in F 3.3.3 del (immagine) 7,5%. In queste condizioni si suppone che sull'impianto le prescrizioni di cui in 9.8.4 siano rispettate nonostante le tolleranze usuali sullo spessore delle guide, la finitura delle superficie, ecc. b) Per valutare la resistenza dei pezzi saldati, si applicheranno le norme esistenti in materia. c) Si deve verificare che la corsa possibile degli organi di presa sia sufficiente nelle condizioni più sfavorevoli (accumulo delle tolleranze di fabbricazione). d) Le parti che devono lavorare ad attrito devono essere convenientemente protette per essere sicuri della loro efficienza al momento di una presa. e) Nel caso di paracadute a presa progressiva, si deve verificare che la corsa degli elementi che forniscono elasticità sia sufficiente. Deve essere prevista la possibilità di sigillare gli elementi regolabili. F 3.5. Certificato di esame di tipo F 3.5.1. Il certificato deve essere redatto in 3 esemplari: a) 2 per il richiedente; b) 1 per il laboratorio. F 3.5.2. Nel certificato deve essere indicato: a) le informazioni di cui in F 0.2; b) il tipo e l'applicazione del paracadute; c) i limiti delle masse totali ammissibili (F 3.4 a); d) la velocità di intervento del limitatore di velocità; e) il tipo di guida; f) lo spessore ammissibile della testa della guida; g) la larghezza minima delle superficie di presa. Inoltre per il paracadute a presa progressiva: h) la finitura della superficie delle guide; i) lo stato di lubrificazione delle guide. Se esse sono lubrificate, la categoria e le caratteristiche del lubrificante. F 4. Limitatore di velocità F 4.1. Disposizioni generali Il richiedente deve dichiarare al laboratorio: a) il tipo (o i tipi) di paracadute che deve (devono) essere azionato(i) dal limitatore; b) le velocità nominali massima e minima degli ascensori, per le quali può essere usato il limitatore di velocità; c) il valore previsto della forza di trazione nella fune causata dal limitatore di velocità; Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti: - i disegni dettagliati e d'assieme con le indicazioni sulla costruzione, il funzionamento, i materiali usati, le dimensioni e le tolleranze dei componenti del dispositivo. Su richiesta del laboratorio, questi documenti possono essere previsti in triplice copia. Il laboratorio può altresi richiedere informazioni supplementari che possono essergli necessarie per l'esame e la prova. F 4.2. Controllo delle caratteristiche del limitatore F 4.2.1. Campione di prova Devono essere messi a disposizione del laboratorio: a) un limitatore di velocità; b) una fune, della lunghezza stabilita dal laboratorio, del tipo usato per il limitatore di velocità e nello stato normale in cui sarà installata; c) l'insieme della puleggia tenditrice, del tipo usato per il limitatore di velocità. F 4.2.2. Prova F 4.2.2.1. Metodo di prova Si devono controllare: a) la velocità di intervento; b) il funzionamento del dispositivo elettrico di sicurezza di cui in 9.9.11.1 che comanda l'arresto del macchinario, se esso è montato sul limitatore di velocità; c) il funzionamento del dispositivo elettrico di sicurezza di cui in 9.9.11.2 che impedisce qualsiasi movimento dell'ascensore quando il limitatore è intervenuto; d) l'aderenza della fune nella puleggia del limitatore di velocità o la forza di trazione prodotta nella fune dal limitatore di velocità all'atto del suo intervento. F 4.2.2.2. Procedimento Si devono effettuare almeno 20 prove nell'arco delle velocità di intervento corrispondenti al campo delle velocità nominali dell'ascensore indicate nel precedente F 4.1 b). Nota 1 - Le prove possono essere effettuate dal laboratorio nell'officina del costruttore. Nota 2 - La maggior parte delle prove deve essere effettuata alle velocità estreme. Nota 3 - L'accelerazione per raggiungere la velocità di intervento del limitatore deve essere la più bassa possibile per eliminare gli effetti dell'inerzia. F 4.2.2.3. Valutazione dei risultati delle prove F 4.2.2.3.1. Nel corso delle 20 prove, la velocità di intervento deve restare nei limiti stabiliti in 9.9.1. Nota - Se i limiti stabiliti vengono superati, il costruttore può eseguire una nuova regolazione del componente e fare effettuare altre 20 prove. F 4.2.2.3.2. Nel corso delle 20 prove il funzionamento dei dispositivi il cui controllo è fissato in F 4.2.2.1 b) e c) deve mantenersi nei limiti di cui in 9.9.11.1 e 9.9.11.2. F 4.2.2.3.3. La forza di tradizione prodotta nella fune dal limitatore di velocità all'atto del suo intervento deve essere di almeno 300 N o di qualsiasi altro valore più elevato indicato dal richiedente. Nota 1 - Salvo richiesta contraria del costruttore del dispositivo, la quale dovrà figurare nel verbale, l'angolo di avvolgimento deve essere di 180. Nota 2 - Nel caso di dispositivo che agisce per serraggio della fune, sideve verificare che la fune non subisca una deformazione permanente. F 4.3. Certificato di esame di tipo F 4.3.1. Il certificato deve essere redatto in 3 esemplari: a) 2 per il richiedente; b) 1 per il laboratorio. F 4.3.2. Nel certificato devono essere indicati: a) le informazioni di cui in F 0.2; b) il tipo e l'applicazione del limitatore di velocità; c) le velocità nominali massima e minima dell'ascensore per le quali può essere usato il limitatore di velocità; d) il diametro della fune da usare e la sua composizione; e) in caso di limitatore di velocità con puleggia di frizione, la forza minima di trazione; f) la forza di trazione che può essere generata nella fune dal limitatore di velocità all'atto del suo intervento. F 5. Ammortizzatori ad accumulo di energia con smorzamento del movimento di ritorno e ammortizzatori a dissipazione di energia F 5.1. Disposizioni generali Il richiedente deve indicare il campo di utilizzazione previsto (velocità massima all'urto, masse minima e massima). Devono essere allegati alla domanda: a) i disegni dettagliati e d'assieme con le indicazioni sulla costruzione, il funzionamento, i materiali usati, le misure e le tolleranze degli elementi costruttivi. Nel caso di ammortizzatori idraulici si deve indicare specialmente la graduazione (aperture per il passaggio del liquido) in funzione della corsa dell'ammortizzatore; b) le caratteristiche del liquido impiegato. Il laboratorio può richiedere che tali documenti siano presentati in tre esemplari. Il laboratorio può richiedere anche le informazioni supplementari che fossero necessarie per l'esame e la prova. F 5.2. Campione di prova Deve essere presentato al laboratorio: a) un ammortizzatore; b) nel caso di ammortizzatori idraulici, il liquido necessario consegnato separatamente. F 5.3. Prova F 5.3.1. Ammortizzatori ad accumulo di energia con smorzamento del movimento di ritorno F 5.3.1.1. Procedimento F 5.3.1.1.1. Si determina, per esempio con l'aiuto di pesi posti sull'ammortizzatore, la massa necessaria per comprimere totalmente la molla: Cr è la massa necessaria per comprimere totalmente la molla, in Kilogrammi; F1 è la freccia totale della molla, in metri. L'ammortizzatore non può essere utilizzato che a) per velocità nominali: v minore o uguale di radice quadrata di F1 0,135 ma per v (immagine) 1,6 m/s (vedere 10.3.4) b) per le masse totali comprese tra: 1) massimo Cr --- 2,5 2) minimo Cr --- 4 F 5.3.1.1.2. L'ammortizzatore deve essere provato con l'aiuto di pesi corrispondenti alle masse totali minime e massime lasciati cadere in caduta libera da un'altezza al disopra dell'ammortizzatore non compresso, uguale a 0,5 F1 = 0,067 v2. La velocità deve essere registrata a partire dal momento dell'impatto sull'ammortizzatore e durante tutta la prova. In nessun momento la velocità in salita dei pesi (quando risalgono) deve essere maggiore di 1 m/s. F 5.3.1.2. Apparecchiatura di prova L'apparecchiatura deve essere conforme alle condizioni seguenti. F 5.3.1.2.1. Pesi lasciati cadere in caduta libera I pesi devono corrispondere alle masse totali massime e minime con tolleranza di (immagine) 1%. Essi devono essere guidati verticalmente con il minimo attrito possibile. F 5.3.1.2.2. Apparecchio registratore L'apparecchio registratore deve permettere di mettere in evidenza fenomeni che si svolgono in un intervallo di tempo di 0,01 s. F 5.3.1.2.3. Misura della velocità La velocità deve essere registrata con tolleranza di più o meno di 1%. F 5.3.1.3. Temperatura ambiente La temperatura ambiente deve essere compresa tra 15 e 25 ›C. F 5.3.1.4. Installazione dell'ammortizzatore L'ammortizzatore deve essere installato e fissato come per il servizio normale. F 5.3.1.5. Controllo dello stato dell'ammortizzatore dopo la prova Dopo due prove con massa massima, nessuna parte dell'ammortizzatore deve presentare deformazioni permanenti o altri danneggiamenti. Il suo stato deve garantire un funzionamento normale. F 5.3.2. Ammortizzatore a dissipazione di energia F 5.3.2.1. Procedimento L'ammortizzatore viene provato per mezzo di pesi corrispondenti alle masse totali massime e minime, lasciati cadere in caduta libera in modo che raggiungano al momento dell'urto la velocità massima fissata. La velocità deve essere registrata almeno all'atto dell'impatto dei pesi. L'accellerazione e la decelerazione devono essere misurate in funzione del tempo durante tutto lo spostamento dei pesi. Nota - Il procedimento si riferisce ad ammortizzatori idraulici; per altri tipi si procede per analogia. F 5.3.2.2. Apparecchiatura di prova L'attrezzatura deve essere conforme a quanto segue. F 5.3.2.2.1. Pesi lasciati cadere in caduta libera I pesi devono corrispondere alle masse minima e massima con tolleranza di (immagine) 1%. Essi devono essere guidati verticalmente con il minimo attrito possibile. F 5.3.2.2.2. Apparecchio registratore L'apparecchio registratore deve consentire di mettere in evidenza fenomeni che si svolgono in un intervallo di tempo di 0,01 s. Il complesso di misura, compreso l'apparecchio registratore per la registrazione dei valori misurati in funzione del tempo, deve essere previsto per una frequenza di almeno 1 000 Hz. F 5.3.2.2.3. Misura della velocità La velocità deve essere registrata dal momento dell'impatto dei pesi sull'ammortizzatore o su tutta l'altezza percorsa dai pesi con una tolleranza di (immagine) 1%. F 5.3.2.2.4. Misura della decelerazione Il dispositivo di misura, se esiste, deve essere sistemato il più vicino possibile all'asse dell'ammortizzatore. La precisione della misura è di (immagine) 2%. F 5.3.2.2.5. Misura della decelerazione Devono essere registrati spazi di tempo della durata di 0,01 s. La precisione della misura è di (immagine) 1%. F 5.3.2.3. Temperatura ambiente La temperatura ambiente deve essere compresa fra 15 e 25 C. La temperatura del liquido deve essere misurata con tolleranza del (immagine) 5 C. F 5.3.2.4. Istallazione dell'ammortizzatore L'ammortizzatore deve essere installato e fissato come per il normale servizio. F 5.3.2.5. Riempimento dell'ammortizzatore L'ammortizzatore deve essere riempito fino al punto indicato secondo le istruzioni del costruttore del componente. F 5.3.2.6. Controlli F 5.3.2.6.1. Controllo della decelerazione L'altezza della caduta dei pesi viene scelta in modo tale che la velocità al momento dell'urto corrisponda alla velocità massima di urto indicata nella richiesta. La decelerazione deve essere conforme alle prescrizioni di cui al 10.4.3.3. Una prima prova viene effettuata alla massima con controllo della decelerazione. Una seconda prova viene effettuata alla massa minima con controllo della decelerazione. F 5.3.2.6.2. Controllo del ritorno del pistone in posizione di riposo Dopo ciascuna prova, l'ammortizzatore deve essere mantenuto per 5 min nella posizione completamente compressa. Il pistone viene in seguito liberato per permettere il ritorno nella posizione normale. Se si tratta di ammortizzatore con richiamo a molla o per gravità, la posizione di ritorno completa deve essere raggiunta in un tempo massimo di 120 s. Prima di procedere ad un altro controllo di decelerazione, si deve aspettare per 30 min, in modo che l'olio ritorni nel serbatoio e le bolle d'aria fuoriescano. F 5.3.2.6.3. Controllo delle perdite di liquido Il livello del liquido deve essere controllato dopo aver effettuato le due prove di decelerazione stabilite in F 5.3.2.6.1 e, dopo un intervallo di 30 min, il livello del liquido deve essere ancora sufficiente per assicurare un normale funzionamento dell'ammortizzatore. F 5.3.2.6.4. Controllo dello stato dell'ammortizzatore dopo le prove Dopo le due prove di decelerazione di cui in F 5.3.2.6.1 nessuna parte dell'ammortizzatore deve essere danneggiata o deve presentare deformazioni permanenti. F 5.3.2.7. Procedimento da seguire se i risultati delle prove non sono soddisfacenti per le masse totali indicate nella richiesta Se i risultati delle prove con le masse totali massime e minime indicate nella richiesta non sono soddisfacenti, il laboratorio può, d'accordo con il richiedente, ricercare limiti accettabili. F 5.4. Certificato di esame di tipo F 5.4.1. Il certificato deve essere redatto in 3 esemplari: a) 2 per il richiedente; b) 1 per il laboratorio. F 5.4.2. Nel certificato devono essere indicati: a) le informazioni di cui in F 0.2; b) il tipo e l'applicazione dell'ammortizzatore; c) la velocità massima d'urto; d) la massa totale massima; e) la massa totale minima; f) le indicazioni sul liquido e la sua temperatura al momento delle prove nel caso di ammortizzatori idraulici. Il Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie La Pergola