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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 251 GIROTTO La seduta inizia alle ore 14,30. IN SEDE CONSULTIVA Delega al Governo per la riforma fiscale DDL 2651 Delega al Governo per la riforma fiscale (Parere alla 6ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seconda seduta pomeridiana di ieri, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - la relatrice Tiraboschi ha illustrato uno schema di parere favorevole con osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto di quella seduta. Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, lo schema di parere favorevole con osservazioni della relatrice è posto ai voti e risulta approvato. IN SEDE REFERENTE Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza DDL 2434 Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 29 giugno. Il presidente GIROTTO comunica che, alla scadenza del termine, sono stati presentati 25 emendamenti al disegno di legge in titolo, pubblicati in allegato. Prende atto la Commissione. Il seguito dell'esame è rinviato. Modifiche al codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 DDL 2631 Modifiche al codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 5 luglio, nel corso della quale il PRESIDENTE ricorda di aver svolto, in qualità di relatore, l'esposizione introduttiva. In proposito, rammenta peraltro che la scadenza del terzo trimestre 2023 è riferita anche a tutti i provvedimenti attuativi conseguenti all'entrata in vigore della legge in esame. Fa presente poi che si era deciso di avviare un ciclo di audizioni e che il termine per far pervenire proposte da parte dei Gruppi è fissato alle ore 18 di oggi. Al riguardo, riterrebbe utile audire rappresentanti della Direzione generale per la tutela della proprietà industriale - ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello sviluppo economico. Il seguito dell'esame è rinviato. ESAME DI ATTI E DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili Doc n. COM(2021) 660 definitivo Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Risposta all'aumento dei prezzi dell'energia: un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno Doc n. COM(2022) 138 definitivo Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, del documento dell'Unione europea n. COM(2021) 660 definitivo, congiunzione con il seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, del documento dell'Unione europea n. COM (2022) 138 definitivo e rinvio) Prosegue l'esame dell'atto COM(2021) 660 definitivo, sospeso nella seduta del 16 febbraio, e dell'atto COM(2022) 138 definitivo, sospeso nella seduta pomeridiana del 24 maggio. In considerazione della connessione tematica dei due documenti in titolo, su cui peraltro la Commissione ha svolto, in momenti temporali diversi, autonomi cicli di audizioni, il PRESIDENTE propone che il prosieguo dell'esame dei due atti sia congiunto, al fine di esprimere una risoluzione unitaria. Conviene la Commissione. Dopo aver dichiarato concluso il ciclo di audizioni sull'atto COM (2022) 138 definitivo, il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) presenta quindi uno schema di risoluzione, su entrambi gli atti, pubblicato in allegato, premettendo di aver anzitutto riepilogato le proposte della Commissione europea con riferimento, tra l'altro, al price cap europeo, agli stoccaggi e al modello aggregatore. Sottolinea altresì l'importanza di rendere conoscibili gli strumenti attualmente esistenti per far fronte ai costi dell'energia, argomento su cui l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi della Commissione si è confrontato, questo pomeriggio, con i rappresentanti delle riviste specializzate sui temi energetici. Occorre infatti, a suo avviso, diffondere maggiormente le informazioni sulle iniziative in essere, in un ambito in cui la conoscenza media è carente. Dopo essersi soffermato sull'esigenza di accelerare l'impiego delle fonti rinnovabili e sullo spostamento dei consumi dal fossile all'elettrico, pone l'accento sulla tassazione dei prodotti energetici e sui cosiddetti extraprofitti. In ultima analisi, evidenzia il tema del funzionamento del mercato elettrico, rilevando che occorre agevolare i contratti a lungo termine, specialmente per le rinnovabili. Propone poi di fissare alle ore 18 di venerdì 15 luglio il termine per presentare eventuali osservazioni alla bozza di risoluzione. La Commissione conviene. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) prende la parola sull'osservazione n. 8), precisando che stime recenti fanno presagire una profonda recessione nel primo trimestre del 2023, considerato che il costo dell'energia incide in maniera assai significativa sul PIL a livello europeo. Propone pertanto di rafforzare la citata osservazione n. 8), sostituendo le parole "favorisca la costituzione" con "consideri obbligatoria la costituzione" di un Energy Recovery Fund , in quanto le attuali iniziative rischiano di essere insufficienti. Il senatore ANASTASI ( M5S ) reputa corretta l'analisi della senatrice Tiraboschi, rilevando tuttavia la difficoltà nell'individuazione delle soluzioni più idonee. Dopo aver segnalato che dall'anno prossimo l'Austria proibirà addirittura l'installazione di nuove caldaie, coglie l'occasione per lamentare che numerosi provvedimenti rischiano di non essere attuati in quanto i Dicasteri competenti, ed in particolare il Ministero della transizione ecologica, sono carenti di personale. Si domanda dunque come potrà essere garantita, in tali circostanze, la transizione energetica e ipotizza l'inserimento, nello schema di risoluzione, di una indicazione che solleciti gli Stati membri a intervenire in maniera adeguata. La senatrice GARNERO SANTANCHE' ( FdI ), pur concordando con le considerazioni espresse nello schema di risoluzione, intravede una certa distonia con la situazione reale, considerato ad esempio che si discute di riaprire le centrali a carbone. Fa notare peraltro che l'aumento dei prezzi non è stato determinato solo dalla guerra ucraina, ma è un trend iniziato molto prima; ciò testimonia, a suo giudizio, una fortissima speculazione sul prezzo del gas. In merito all'osservazione n. 3), nota un contrasto con le affermazioni del Presidente del Consiglio secondo cui il price cap dovrebbe essere fissato già a livello nazionale. Sottolinea dunque le disomogeneità esistenti in Europa e ritiene che lo schema di risoluzione non affronti in maniera compiuta i problemi attuali, ma rechi dichiarazioni di intenti, se pur condivisibili. Il senatore CROATTI ( M5S ) si sofferma sulle difficoltà connesse alle procedure autorizzatorie relative alle fonti di energia rinnovabili, rilevando criticamente che in alcuni casi si procede ad una accelerazione, mentre in altri i procedimenti amministrativi risultano fermi, con forte pregiudizio per i territori e le imprese. Reputa perciò indispensabile sbloccare tale situazione. A tale ultimo riferimento, il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) fa notare che l'osservazione n. 7) attiene proprio alla necessità di velocizzare l'installazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili e il rilascio delle relative autorizzazioni necessarie. Puntualizza peraltro che occorre mettere la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS in condizione di lavorare, considerato che, per questioni di mancate risorse finanziarie, i suoi lavori risultano di fatto bloccati, impedendo la conclusione dei procedimenti autorizzatori sui grandi impianti. In merito, rende noto che il suo Gruppo ha presentato tre emendamenti al disegno di legge n. 2646, su cui auspica che convergano tutte le forze politiche, tanto più che non si tratta di una questione di parte. Rileva infatti criticamente come le risorse derivanti dal pagamento delle tariffe versate dalle aziende non vengano impiegate per i compensi dei Commissari e ciò rende impossibili i lavori del collegio. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) chiede se il tema riguardi la mancata corresponsione dei compensi ai membri della Commissione VIA-VAS, segnalando comunque che non sono stati ancora nominati tutti i suoi componenti. Evidenzia a sua volta che le risorse risultano già nella disponibilità del Dicastero dell'economia e delle finanze e dunque reputa incomprensibile una tale situazione di stallo. Il presidente relatore GIROTTO ( M5S ) conferma la ricostruzione del senatore Ripamonti, precisando che anche gli attuali membri non riescono a garantire la funzionalità dell'organo. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. AFFARI ASSEGNATI Problematiche di accessibilità, vivibilità e riqualificazione dei borghi, in un'ottica territoriale, per quanto attiene allo sviluppo turistico, economico e sociale Doc n. 1017 Problematiche di accessibilità, vivibilità e riqualificazione dei borghi, in un'ottica territoriale, per quanto attiene allo sviluppo turistico, economico e sociale (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 novembre 2021. Il PRESIDENTE ricorda che questa mattina si sono concluse le audizioni sull'affare in titolo. Dà quindi la parola ai relatori per l'illustrazione dello schema di risoluzione. Il relatore CROATTI ( M5S ), anche a nome del correlatore Ripamonti, presenta uno schema di risoluzione, pubblicato in allegato, dando atto al senatore Ripamonti di aver assunto l'iniziativa a partire dalle problematiche di accessibilità di alcune aree specifiche del Paese. Ripercorre quindi l'intenso lavoro istruttorio, che ha consentito approfondimenti puntuali, anche per quanto attiene alle difficoltà del comparto turistico, attualmente in ripresa. Afferma infatti che i borghi possono rappresentare strumenti di recupero del territorio, anche in fase pandemica, e di rilancio turistico, grazie alle potenzialità sul piano ricettivo. Nel rimarcare criticamente i problemi dello spopolamento, afferma che i borghi possono diventare attrattori di nuove iniziative, specialmente nell'ambito dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Sintetizza quindi le priorità emerse nell'esame, quali la citata esigenza di accessibilità, la viabilità e la riqualificazione dei borghi, in un'ottica territoriale, cui fanno da sfondo disposizioni di incentivazione fiscale. Richiama poi in dettaglio i nove impegni al Governo contenuti nello schema di risoluzione, il primo dei quali attiene al pericolo sismico delle aree in cui insistono i borghi. Si sofferma poi sulla necessità di completare il "Piano nazionale borghi", sulle citate misure di incentivazione e sul potenziamento del trasporto pubblico locale, cui segue la necessità di ristrutturare il patrimonio turistico, immobiliare e infrastrutturale. Occorre poi puntare anche alle comunità energetiche e al sostegno delle forme esperienziali di turismo, nella prospettiva di promuovere il " brand Italia" nell'ambito di una strategia nazionale e, per quanto di competenza, regionale, che assicuri, fra l'altro la digitalizzazione e la connessione delle aree interne. La senatrice TIRABOSCHI ( FIBP-UDC ) prospetta alcune osservazioni volte a integrare lo schema di risoluzione, di cui condivide i contenuti. In primo luogo, suggerisce di introdurre una differenziazione, dal punto di vista orografico, dei diversi borghi, anche nei futuri bandi, evitando una standardizzazione delle misure. In secondo luogo, propone di integrare l'osservazione n. 3), onde incentivare, sul piano fiscale, non solo il settore privato, ma anche il settore pubblico, favorendo l'integrazione territoriale, che reputa un passaggio essenziale. Quanto all'impegno n. 5) sul recupero del patrimonio, invita a tener conto non soltanto di misure fiscali a vantaggio dei singoli proprietari, ma anche di iniziative che mettano a sistema il valore immobiliare complessivo di diverse realtà locali, che può, a suo avviso, suscitare l'interesse anche degli investitori e potenziare la condivisione degli spazi. Ciò in una prospettiva che valorizzi la logica "multiservizi" e "multiprodotto". Ritiene peraltro fondamentale l'integrazione tra aree rurali interne e aree urbane, caratterizzate anche da città di medie dimensioni, in modo da inserire l'area dei borghi nell'ambito territoriale in cui più facilmente vengono erogati i servizi. In ultima analisi, invita a rafforzare le comunità energetiche che possono essere sviluppate anche nei piccoli territori, quali aree di sperimentazione. Il relatore CROATTI ( M5S ), assicurando che terrà conto delle sollecitazioni della senatrice Tiraboschi, propone di fissare alle ore 18 di venerdì 15 luglio il termine per presentare eventuali osservazioni alla bozza di risoluzione. Conviene la Commissione. Il seguito dell'esame è rinviato. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE fa presente che l'audizione del ministro Cingolani sui prezzi dell'energia, già programmata il prossimo mercoledì 20 luglio, alle ore 14, sarà posticipata a mercoledì 27 luglio, per sopraggiunti impegni istituzionali del Ministro. Comunica peraltro che la prossima settimana la Commissione avvierà l'esame, in sede riunita con la Commissione ambiente, degli atti dell'Unione europea n. COM(2022) 330 definitivo, COM(2022) 331 definitivo e C(2022) 3300 definitivo. Rende noto, infine, che è stato assegnato alla Commissione l'atto del Governo n. 397, recante criteri e modalità per l'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali di energia elettrica e gas interessati dal superamento del regime di prezzi regolati, il cui esame sarà avviato la settimana prossima. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 15,15. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SUI DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2021) 660 DEFINITIVO E N. COM(2022) 138 DEFINITIVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SUI DOCUMENTI DELL'UNIONE EUROPEA N. COM(2021) 660 DEFINITIVO E N. COM(2022) 138 DEFINITIVO La 10ª Commissione permanente, esaminati, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, l'atto dell'Unione europea COM (2021) 660 definitivo, contenente la "Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Risposta all'aumento dei prezzi dell'energia: un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno" e l'atto dell'Unione europea COM (2022) 138 definitivo, contenente la "Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno", valutati gli elementi acquisiti in seguito alla trasmissione dei documenti in esito all'istruttoria, premesso che: l'atto COM (2021) 660 reca un pacchetto di misure con cui l'Unione e gli Stati membri intendono fronteggiare l'impennata dei prezzi dell'energia, già iniziata a fine 2021, anche a causa del forte aumento della domanda mondiale di gas, dovuto alla ripresa economica successiva alla pandemia da COVID-19. Nello specifico, la Commissione ha rilevato come i volumi di gas in arrivo dalla Russia, ancora prima del conflitto in Ucraina, risultassero inferiori alle previsioni, con una conseguente tensione del mercato con l'avvicinarsi della stagione fredda, e segnalando come i ritardi nella manutenzione delle infrastrutture durante la pandemia avessero inciso sull'approvvigionamento. A tale situazione, è andato ad aggiungersi l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per effetto delle condizioni meteorologiche stagionali, tradottesi in una minore produzione di rinnovabili in Europa. Inoltre, il perdurare della siccità sta generando anche gravi conseguenze sulla produzione di energia nucleare francese. Infine, ultima componente dell'aumento del prezzo dell'energia è stata individuata nell'aumento del prezzo europeo della CO 2 , seppur di gran lunga inferiore al rincaro del gas, che ha finito per incidere nove volte di più sul prezzo dell'energia elettrica. Tale aumento era dovuto sia alla maggiore domanda di quote di emissioni, sia ai prezzi elevati del gas, che contribuiscono a far salire il prezzo della CO 2 ; i predetti aumenti di prezzi hanno già prodotto forti effetti negativi sulle famiglie e sulle imprese. A tal fine, l'atto in esame ha lo scopo di sostenere misure urgenti a breve termine adottabili dagli Stati membri al fine di tutelare i consumatori vulnerabili e attenuare gli effetti sull'industria delle fluttuazioni dei prezzi; accanto alle suddette misure urgenti a breve termine, la citata Comunicazione anticipa una serie di misure coordinate a medio termine, per garantire una migliore preparazione di fronte alle fluttuazioni dei prezzi del gas e ridurre la dipendenza dell'Unione Europea dai combustibili fossili. A tal fine, la Commissione ha espresso il proprio impegno a monitorare i prezzi del carbonio, tenuto conto che tale fattore rappresenta un incentivo essenziale per il passaggio a energie rinnovabili più economiche, a edifici più efficienti e performanti sotto il profilo energetico e a fonti di energia a basse emissioni, favorendo così, nel lungo periodo, la riduzione dei prezzi all'ingrosso e rendendo il sistema energetico più flessibile e in grado di resistere alla volatilità dei prezzi durante la transizione. Inoltre, la Commissione si è impegnata a: pubblicare, nel 2022, gli orientamenti sulle modalità di accesso alle procedure di autorizzazione per le rinnovabili; avviare, all'inizio del 2022, i lavori sull'elaborazione di un codice di rete per la flessibilità sul versante della domanda; completare la revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia per agevolare la realizzazione del Green Deal europeo al minor costo possibile; assistere gli Stati membri per sfruttare al meglio le risorse finanziarie disponibili nel bilancio UE e Next Generation EU ; considerato che: la Comunicazione "Sicurezza dell'approvvigionamento e prezzi dell'energia accessibili: opzioni per misure immediate e in vista del prossimo inverno" (COM(2022) 138 final) fa seguito alla Comunicazione dell'8 marzo 2022 riguardante il piano REPowerEU (COM(2022) 108 final) della Commissione. L'atto è stato presentato dalla Commissione europea il 23 marzo 2022, unitamente ad una proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) 2017/1938 concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas ed il regolamento (CE) n. 715/2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale, introducendo norme in materia di stoccaggi gas nonché un quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato, quale risposta alle richieste dei Capi di Stato e di Governo in occasione del Vertice informale di Versailles del 10 e 11 marzo 2022. In quel contesto i leader dell'UE hanno convenuto di eliminare il più rapidamente possibile la dipendenza dell'Europa dalle importazioni russe di gas, naturale petrolio e carbone e hanno invitato la Commissione a presentare un Piano per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e prezzi dell'energia accessibili nel corso della prossima stagione invernale; come evidenziato anche in sede di audizione, con tale Comunicazione, la Commissione europea ha, quindi, inteso fornire una prima risposta alle sollecitazioni provenienti dagli Stati membri relativamente alle possibili misure da porre in atto, sia a livello nazionale sia a livello europeo, a fronte dell'incremento eccezionale dei prezzi dell'energia elettrica e del gas naturale registrato fra l'autunno 2021 e i primi mesi del 2022, poi acuitosi a seguito dell'avvio del conflitto russo-ucraino, anche per promuovere un coordinamento a livello europeo degli interventi di contenimento delle ripercussioni attese sui consumatori; la Comunicazione in esame mira a fornire ulteriori orientamenti agli Stati membri su come attenuare l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie e le imprese e su come utilizzare gli ingenti profitti realizzati da alcuni operatori di energia elettrica per finanziare tali misure. A tal fine, prevede ulteriori soluzioni per far fronte all'impatto del "caro prezzi" dell'energia, a seguito degli successivi aumenti verificatisi nel 2022, anche a causa delle forti tensioni geopolitiche e, soprattutto, come già detto in precedenza, in conseguenza dello scoppio del conflitto in Ucraina e del perdurare di fenomeni finanziari speculativi, prevedendo interventi emergenziali temporanei, che non dovrebbero compromettere gli obiettivi a lungo termine del Green Deal , né il funzionamento del mercato unico. In particolare, le opzioni a breve termine sul prezzo dell'energia elettrica possono essere raggruppate in due categorie: compensazioni finanziarie e interventi regolatori. Le compensazioni finanziarie mirano a ridurre i prezzi dell'energia elettrica, intervenendo direttamente sul segmento al dettaglio o indirettamente sul mercato all'ingrosso. Per quanto riguarda invece gli interventi regolatori, essi consistono nel fissare un massimale regolato di prezzo massimo sull'energia; la Commissione evidenzia come il ricorso alle maggiori entrate derivanti dalla tassazione dell'energia e dal prezzo fissato per il carbonio o dai profitti anomali di alcune imprese del settore energetico possa contribuire a finanziare le misure analizzate nella Comunicazione. Tutte le opzioni di intervento sono analizzate, nel dettaglio, nell'allegato alla Comunicazione in oggetto; la Comunicazione prevede anche misure volte a garantire l'approvvigionamento di gas a prezzi ragionevoli per il prossimo inverno. In particolare, la Commissione si è dichiarata ​​pronta a creare una task force per gli acquisti comuni di gas: raggruppando la domanda, infatti, si faciliterebbero i contatti internazionali dell'Unione con i fornitori di gas naturale liquefatto (GNL) e gas, si favorirebbe la creazione di partenariati energetici con i grandi fornitori di GNL, gas e idrogeno della regione mediterranea, con i partner in Africa, ma anche con il Medio Oriente e gli Stati Uniti d'America. A ciò si aggiunge che la task force potrebbe promuovere l'uso efficiente delle infrastrutture del gas dell'Unione europea, in particolare dei terminali GNL, ma anche degli impianti di stoccaggio e dei gasdotti, in linea con la politica europea di stoccaggio del gas, comune e strategico, da attuare mediante un'azione coordinata e la ripartizione degli oneri tra i 27 Stati membri. In merito, la proposta legislativa della Commissione è stata già approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea come Regolamento (UE) 2022/1032 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 2022 che modifica i regolamenti (UE) 2017/1938 e (CE) n. 715/2009 per quanto riguarda lo stoccaggio del gas, confermando il minimo di riempimento entro il 1° novembre dell'80 per cento degli stoccaggi per il 2022 e del 90 per cento per gli anni successivi. Attualmente lo stoccaggio nel nostro Paese ha superato il 62 per cento della capacità; considerato inoltre che: risulta evidente la complessità nell'individuare una risposta semplice e univoca al problema dei prezzi elevati dell'energia elettrica, data la diversità delle situazioni tra gli Stati membri, anche tenuto conto che alcune misure risultano adatte solo a specifici contesti nazionali, mentre altri interventi richiederebbero una normativa unionale e un approccio comune a livello europeo. Tuttavia, la necessità di agire sia sul breve, con interventi emergenziali, quanto sul medio e lungo periodo, tramite risposte strutturali, è resa evidente laddove si consideri che in Italia, dove gli impianti a ciclo combinato alimentati a gas naturale rappresentano la tecnologia marginale in circa il 50 per cento delle ore, negli ultimi 12 mesi, ovvero tra giugno 2021 e giugno 2022, il prezzo medio dell'energia elettrica è aumentato di oltre 3 volte, mentre quello del gas è più che raddoppiato, anche nel regime di maggior tutela. In particolare, il prezzo spot dell'energia elettrica, nel 2021, si è attestato a 125 euro/MWh (a fronte di 39 euro/MWh nel 2020 e 52 euro/MWh nel 2019), valore estremamente alto, anche se inferiore ai picchi dei prezzi spot raggiunti, nel nostro Paese, a dicembre 2021 (185 euro/MWh per il gas naturale e 438 euro/MWh per l'energia elettrica); come noto, i prezzi elevati dell'energia alimentano l'inflazione, danneggiano l'economia nazionale ed europea e incidono sulla ripresa dalla crisi da COVID-19, per cui l'Italia, dall'approvazione del decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 2021, n. 171, ha adottato numerose misure per affrontare i prezzi dell'energia, senza però incidere in modo strutturale sui meccanismi di formazione del prezzo, per cui, nonostante le numerose iniziative, il prezzo del caro energia ha inciso e continua a incidere su milioni di famiglie e su buona parte dei settori industriali italiani, alimentando effetti inflattivi che ostacolano la crescita economica; tra le soluzioni finora adottate si segnalano: l'annullamento delle aliquote relative agli oneri di sistema per famiglie e attività non domestiche e non; la riduzione dell'IVA sulle bollette del gas al 5 per cento; i bonus sociali destinati alle famiglie che presentano un ISEE al di sotto di determinate soglie un contributo dal settore delle rinnovabili estratto dal meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia; l'introduzione di un contributo straordinario dovuto dalle imprese esercenti in Italia le attività di produzione, rivendita e importazione di energia elettrica e gas o di produzione, estrazione, rivendita, importazione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi (cosiddetta imposta sugli extraprofitti), inizialmente previsto nella misura del 10 per cento, successivamente aumentato al 25 per cento, dell'incremento del saldo tra operazioni attive e passive realizzato dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022; inoltre, tra le iniziative intraprese, il Governo ha dotato l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) di uno strumento per valutare, in maniera più completa, le dinamiche di formazione dei prezzi sul mercato italiano del gas naturale, attribuendole una funzione di monitoraggio dei contratti di approvvigionamento per l'importazione del gas naturale (articolo 7, commi 5 e 6, del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21), al fine di ampliare l'ambito di osservazione dei fenomeni e di approfondire le dinamiche dei costi di approvvigionamento risultanti da tali contratti e la relazione tra questi ed i prezzi sui mercati all'ingrosso su cui viene scambiato il gas naturale con riferimento ai diversi hub europei. In esito a tale attività di monitoraggio, l'Autorità ha formulato una Segnalazione a Parlamento e Governo ai sensi dell'articolo 2, comma 6, della legge 14 novembre 1995, n. 481 (Segnalazione 252/2022/I/gas), in merito all'analisi dei contratti di approvvigionamento destinati all'importazione di gas in Italia; nella segnalazione, ARERA indica che la larga prevalenza delle importazioni in Italia di gas naturale deriva da contratti pluriennali con scadenze variabili, anche se la quota dei contratti a medio e breve termine mostra un trend di lento ma costante aumento. Tali contratti pluriennali di approvvigionamento di gas identificano un prezzo iniziale, definito al momento della stipula del contratto, e includono meccanismi per il suo successivo aggiornamento periodico. Le modalità di aggiornamento prevedono che i prezzi siano legati all'andamento di indici: quotazioni del gas naturale scambiato sui principali hub europei (TTF e PSV) per una percentuale tra il 70 per cento e l'80 per cento del gas complessivamente oggetto di tali contratti, e, per la parte residua, alle quotazioni medie dei prodotti petroliferi (Brent) calcolate su predefiniti orizzonti temporali. L'Autorità indica che i costi dei contratti pluriennali di importazione, in condizioni normali di funzionamento dei mercati, sembrerebbe tendere a mantenere nel tempo andamenti coerenti (seppur con dinamiche temporali e meccanismi differenziati) con il valore del gas del mercato all'ingrosso. Tale coerenza può temporaneamente venire meno in caso di repentine e significative variazioni dei prezzi di mercato, per effetto delle diverse indicizzazioni dei prezzi dei contratti. Tuttavia, i meccanismi di revisione periodica tendono a ripristinare tale coerenza con una frequenza tendenzialmente annuale; risulta tuttavia evidente che gli elevatissimi prezzi del gas non sono unicamente dovuti alle situazioni congiunturali, in particolare geopolitiche, sia considerando gli importanti aumenti già registrati a fine 2021, sia notando come i prezzi risultino inferiori, a mero titolo esemplificativo, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Infatti, presso il punto di scambio virtuale ( virtual trading point - VTP ) National Balancing Point (NBP) nel Regno Unito, i prezzi risultano di almeno un terzo inferiori rispetto a quelli che si registrano nel VTP olandese (TTF) e in quello italiano (PSV). Addirittura, quelli che si registrano negli Stati Uniti presso l' Henry Hub , come riportati nel punto di determinazione del prezzo per i contratti futures sul gas naturale scambiati sul New York Mercantile Exchange (NYMEX), risultano di oltre 8 volte inferiori a quelli del PSV: in particolare, a inizio luglio, il prezzo al PSV italiano risultava pari a 155.5 euro/MWh, mentre all' Henry Hub a circa 19 euro/MWh, secondo i dati ufficiali della United States Energy Information Administration (EIA); il predetto scostamento dei prezzi europei rispetto ai prezzi americani è stato confermato anche dalle Considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia alla Relazione annuale 2021, pubblicate il 31 maggio 2022. Le speculazioni finanziarie, dunque, risultano influenzare il mercato reale del gas in modo decisamente maggiore rispetto alle leggi di domanda e di offerta che, al momento, ha sempre soddisfatto la copertura dei volumi richiesti; valutato che: il piano REPowerEU, già precedentemente richiamato, nel confermare la possibilità, sul breve periodo, di interventi straordinari, indica chiaramente, per il lungo periodo, la soluzione alla dipendenza da importazione di gas nello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e nell'efficienza energetica, prevedendo, nello specifico: un aumento dal 9 per cento al 13 per cento dell'obiettivo vincolante di efficienza energetica fissato nell'ambito del pacchetto legislativo "Pronti per il 55 per cento " ( Fit for 55 ), connesso al Green Deal europeo, e un aumento dal 40 al 45 per cento dell'obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili, sempre fissato nell'ambito del pacchetto Fit for 55 . L'incremento degli obiettivi pone le basi per ulteriori iniziative e, in particolare: una strategia dell'UE per l'energia solare, volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030; un'iniziativa per i pannelli solari sui tetti, con l'introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali, nonché sui capannoni industriali; il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e l'incentivazione della loro installazione, in particolare in sostituzione di impianti meno efficienti, unito al superamento degli incentivi riguardanti la sostituzione delle caldaie a gas e a misure per integrare l'energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo; una raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili e una modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente, prevedendo l'istituzione, negli Stati membri, di zone di riferimento specifiche per le rinnovabili, con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in presenza di minori rischi ambientali; la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare; un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune, si pronuncia in senso favorevole, formulando le seguenti osservazioni: 1) con riferimento alle iniziative proposte relativamente alle compensazioni finanziarie sul segmento al dettaglio, al sostegno al reddito e all'imposizione ridotta, si ritiene opportuno indirizzare gli Stati membri ad utilizzare gli strumenti economici necessari a fornire tali tipologie di supporto in modo selettivo, così da calibrare gli interventi di sostegno in base alle condizioni economiche familiari, ed in particolare agli utenti finali vulnerabili e alle attività produttive in difficoltà. A tal fine, nell'ambito degli interventi sociali ed economici già intrapresi nell'ordinamento nazionale, è necessario innalzare il limite ISEE che consente alle famiglie di percepire il relativo bonus sociale; garantire la riduzione delle aliquote IVA sul gas e sull'energia elettrica per usi civili; ridurre gli oneri e prevedere specifiche esenzioni per famiglie in stato di povertà energetica, oltre alla possibilità di rateizzazione delle bollette. Al contempo, con riferimento al sostegno alle attività produttive in difficoltà, si ritiene opportuno individuare parametri precisi per l'individuazione delle predette attività, anche al fine di garantire la riduzione delle aliquote IVA sul gas anche agli usi industriali, e introdurre contributi straordinari, sotto forma di credito di imposta, in favore delle imprese energivore e delle imprese a forte consumo di gas naturale, oltre alla rateizzazione delle bollette; 2) con riguardo al sostegno della vendita al dettaglio, si ritiene opportuno che la Commissione valuti l'istituzione di un fondo per la compensazione dei maggiori costi sostenuti dagli enti locali e territoriali per l'incremento dei costi dell'energia elettrica e del gas; 3) con riferimento alle iniziative proposte relativamente alle compensazioni finanziarie sul segmento all'ingrosso, è opportuno sostenere con forza e urgenza la determinazione di un price cap europeo temporaneo sul prezzo del gas, nonché a dare piena attuazione alle conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2022, relative alle questioni energetiche, secondo cui, in vista del prossimo inverno, gli Stati membri e la Commissione provvederanno con urgenza a lavorare insieme per l'acquisto volontario comune di gas, GNL e idrogeno, avvalendosi in modo ottimale del peso collettivo dell'Unione europea e dei suoi Stati membri sul piano politico e sul mercato al fine di frenare i prezzi nei negoziati, istituendo una piattaforma per gli acquisti comuni che sarà aperta anche ai Paesi dei Balcani occidentali e ai tre partner orientali associati; 4) si auspica che la Commissione provveda ad indirizzare e sostenere la creazione, in ciascuno Stato membro, di un modello di aggregatore/acquirente unico, che possa operare anche in cooperazione per l'adozione di scelte strategiche, affinché ai cittadini in condizioni di vulnerabilità, conformemente al dettato della direttiva (UE) 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica, sia assicurato, attraverso il ricorso a un operatore pubblico che persegua esclusivamente l'equilibrio di bilancio e non la massimizzazione degli utili, un approvvigionamento di energia che ne contenga i costi e mitighi la volatilità dei prezzi, prevedendo inoltre che tale operatore agisca utilizzando tutti gli strumenti di mercato e privilegiando l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili, acquistata anche con contratti di lungo termine (PPA). A tale riguardo, si rileva, in particolare, l'opportunità, nell'ambito del servizio tutelato offerto nel mercato elettrico nazionale, di allineare il termine del servizio di tutela gas a quello previsto per il servizio elettrico; 5) si valuti di rafforzare nell'ambito di una strategia europea gli strumenti degli Stati membri per lo stoccaggio di gas naturale attraverso misure volte a garantire la sicurezza della continuità degli approvvigionamenti di gas in tutti i Paesi dell'Unione Europea a fronte di possibili interruzioni improvvise delle forniture, che potrebbero danneggiare seriamente l'economia con gravi conseguenze sociali, anche attraverso la rapida implementazione degli stoccaggi comuni di gas a livello UE, impegnandosi, a tal fine, a farsi promotore per la piena attuazione nel più breve tempo possibile del regolamento (UE) 2022/1032 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 2022 che modifica i regolamenti (UE) 2017/1938 e (CE) n. 715/2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale, approvato dal Consiglio lo scorso 27 giugno; 6) in merito alla diffusione della conoscenza degli strumenti a disposizione a livello europeo e dei singoli Stati membri rispetto agli interventi finalizzati a decarbonizzazione, transizione ecologica, riduzione ed efficientamento dei consumi di energia, autoconsumo di energia individuale e collettiva e produzione di energia rinnovabile, appare necessario che la Commissione promuova e sostenga misure per il sostegno di campagne coordinate di comunicazione e sensibilizzazione, oltre che rafforzare il sostegno alla campagna di comunicazione sul risparmio energetico, il cui avvio è previsto solo nell'autunno 2022; 7) al fine di sostenere la crescita accelerata delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica e la spinta alla elettrificazione dei consumi, si ritiene che la Commissione debba promuovere e sostenere gli investimenti degli Stati membri in materia di diversificazione delle forniture di energia, di produzione di energia rinnovabile e di efficienza energetica, con specifico riferimento alla promozione e al sostegno della produzione da energia fonti rinnovabili, all'accelerazione della diffusione dell'idrogeno, al potenziamento delle infrastrutture e all'espansione dell'uso del biometano, all'introduzione, entro il 2023, di un divieto totale di vendita di impianti di riscaldamento a gas, come già stabilito da alcuni Stati membri, nonché a rafforzare e velocizzare l'implementazione delle misure volte a integrare l'energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo. In particolare, rispetto alla necessità di velocizzare l'installazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili e il relativo rilascio delle autorizzazioni necessarie, si invita la Commissione a prevedere un obbligo per gli Stati per l'adozione di linee guida volte alla semplificazione delle procedure autorizzative, con termini temporali precisi per la realizzazione degli impianti nel rispetto degli obiettivi indicati nei piani nazionali su clima ed energia, oltre a prevedere obblighi da applicare, a partire dall'anno 2025, per la realizzazione di impianti per la produzione di energia solare sugli edifici, promuovendo autoconsumo individuale e collettivo; 8) al fine di agevolare la realizzazione di tali misure, si ritiene necessario che la Commissione favorisca la costituzione di un Energy Recovery Fund , al fine di rilanciare gli investimenti nel settore della transizione ecologica, in particolare per sostenere gli interventi di riduzione dei consumi di energia, d'efficienza energetica, di produzione di energia da fonti rinnovabili, per l'impiego delle tecnologie per l'accumulo e lo sviluppo della relativa filiera produttiva tecnologica, e istituisca, inoltre, un fondo di garanzia per la realizzazione degli impianti e delle misure di efficienza relativi alle comunità energetiche rinnovabili; 9) al fine di reperire le risorse necessarie a garantire l'adozione degli strumenti di cui al n. 8), si raccomanda di indirizzare gli Stati membri ad adoperarsi per il pieno sfruttamento delle possibilità offerte dalla direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici e dall'utilizzo delle risorse derivanti dalla fiscalità generale, dal prezzo fissato per il carbonio e dagli specifici contributi derivante dagli extraprofitti nel settore energetico, anche in linea con gli orientamenti della COM(2022) 108, da applicare in modo equo agli operatori dei diversi settori, senza discriminazione verso gli operatori delle rinnovabili, e, nell'ambito delle compravendite nel mercato del gas naturale, ai soggetti titolari di contratti di approvvigionamento di gas naturale di durata pluriennale, per l'intera durata dell'attuale situazione emergenziale; 10) si ritiene opportuno che la Commissione stabilisca regole comuni al fine di ripristinare il corretto funzionamento del mercato elettrico per la formazione di prezzi, che sia agganciato ai reali costi delle materie prime e degli approvvigionamenti, rimuovendo i fenomeni speculativi che influenzano negativamente i mercati energetici e, conseguentemente, determinano gli incrementi dei prezzi. A tal fine, è altresì necessario stimolare gli Stati membri a dare piena attuazione delle direttive sui mercati energetici. Allegato SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI RELATORI SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1017 SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAI RELATORI SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 1017 La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 1017 sulle problematiche di accessibilità, vivibilità e riqualificazione dei borghi, in un'ottica territoriale, per quanto attiene allo sviluppo turistico, economico e sociale, premesso che: come evidenziato nell'ambito delle audizioni svolte, la pandemia di Covid-19 ha colpito l'economia italiana più di quelle di altri Paesi europei: nel 2020, il Prodotto interno lordo (PIL) si è ridotto dell'8,9 per cento, a fronte di un calo nell'Unione europea del 6,2 per cento; peraltro, tra il 1999 e il 2019, il PIL in Italia era cresciuto in totale del 7,9 per cento mentre nello stesso periodo in Germania del 30,2 per cento, in Francia del 32,4 per cento e in Spagna del 43,6 per cento. In questo scenario, il settore turistico è tra quelli che hanno risentito, e risentono, maggiormente delle restrizioni alla mobilità; secondo i dati del World Tourism Barometer di UNWTO - United Nation World Tourism Organization, nel corso del 2021 è iniziato un processo di ripresa, che ha portato ad un aumento del 4 per cento del turismo globale rispetto al 2020 . Tale tendenza sembra essere confermata anche per il 2022, ma con numeri ancora molto lontani dai livelli pre-pandemia; per quanto riguarda l'Italia, le stime di Demoskopika, per l'intero anno, prevedono una spesa turistica per 26 miliardi (+11,8 per cento sul 2021), con poco più di 92 milioni di arrivi e quasi 343 milioni di presenze tra italiani e stranieri, con un trend in crescita rispettivamente del 43 per cento e del 35 per centorispetto al 2021; il turismo italiano, che negli ultimi mesi, pur lentamente e con molte battute d'arresto, sta provando a recuperare quote di mercato, trova certamente nei borghi e nelle aree interne occasioni interessanti di sperimentazione e rigenerazione sostenibile per superare il modello turistico preesistente; già prima dell'epidemia da COVID-19 il turismo costituiva per i borghi e le aree interne un motore importante dell'economia. I dati ISTAT relativi al 2018 mostrano come nelle aree interne si concentrasse già oltre il 44,1 per cento dell'offerta ricettiva italiana in termini di posti letto alberghieri ed extralberghieri (circa 2,3 milioni su 5,1 milioni totali). Rapportando tale dato al numero di abitanti, emerge che le aree interne offrono in media 175 posti letto ogni 1.000 abitanti, più del doppio rispetto alla media nazionale che arriva al valore di 86,9. In termini di presenze, nelle strutture ricettive delle aree interne si registrava prima della pandemia il 36,2 per cento dei flussi totali nazionali (155 milioni su 429 milioni). Anche in questo caso, rapportando le presenze agli abitanti, appare chiaro il forte impatto del turismo: 12.000 presenze ogni 1.000 abitanti nelle aree interne, quasi due volte più elevato del valore medio nazionale (circa 7.000); la crisi del settore generata dalla pandemia ha contribuito a definire nuovi scenari e un diverso paradigma di domanda turistica che chiede sicurezza, personalizzazione delle proposte, scambio culturale con le comunità ospitanti e un rapporto responsabile con esse. In questa ottica, i borghi e le aree interne hanno oggi un grande potenziale di crescita, purché si riescano a contrastare efficacemente fenomeni quali lo spopolamento, la perdita della prossimità e della vicinanza dei servizi minimi alla cittadinanza; considerato che: nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le misure previste sono improntate a una filosofia di sostenibilità ambientale e di forte digitalizzazione, nonché di cooperazione fra attori pubblici e privati e mirano a migliorare l'accessibilità dei siti culturali, promuovendo anche l'attrattività dei piccoli centri, come, ad esempio, i borghi. In particolare, la Componente 3 (Turismo e Cultura) della Missione 1 riguarda, per quanto qui interessa, la Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale religioso e rurale; in particolare, l'Investimento 2.1 - Attrattività dei Borghi, prevede un finanziamento complessivo pari a 1.020 milioni di euro. L'investimento è suddiviso in due linee d'intervento: la Linea A dedicata a Progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono e abbandonati, con una dotazione finanziaria di 420 milioni di euro, e la Linea B dedicata a Progetti locali per la Rigenerazione culturale e sociale con una dotazione finanziaria complessiva di 580 milioni di euro, dei quali 380 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di progetti in almeno 229 borghi storici. Con la restante parte della dotazione finanziaria, pari a 200 milioni di euro, saranno sostenute, attraverso la gestione centralizzata di responsabilità del Ministero della cultura, le imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzate nei medesimi comuni oggetto dei " Progetti di rigenerazione culturale e sociale" . Infine, la linea di investimento prevede un importo pari a 20 milioni di euro destinati all'intervento "Turismo delle radici", il cui soggetto attuatore è il Ministero degli affari e della cooperazione internazionale; i progetti dovranno prevedere l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come ad esempio scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d'artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA), e dovranno sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali; risulta dunque necessario perseguire alcune priorità fondamentali per lo sviluppo non solo turistico dei borghi e delle aree interne, così come per valorizzare l'offerta turistica delle stesse. Occorre affrontare le principali criticità relative all'accessibilità, alla vivibilità e alla riqualificazione: in particolare, sarà imprescindibile invertire la tendenza allo spopolamento; migliorare i servizi di base per residenti e turisti; contrastare il dissesto idrogeologico e sismico; offrire nuove opportunità di lavoro e programmi di formazione professionale adeguati a sviluppare nuove competenze, soprattutto a livello digitale; valorizzare e manutenere il patrimonio culturale; incrementare l'offerta recettiva, anche a livello qualitativo, anche mediante la diffusione di nuovi sistemi di accoglienza, impegna il Governo a: 1) adottare ogni opportuna iniziativa volta a salvaguardare i territori e il patrimonio dei borghi, in gran parte soggetti a pericolo sismico e a dissesto idrogeologico, tenuto conto che le aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata coprono l'8,4 per centodel territorio nazionale e il 2,2 per centodella popolazione e che ne sono interessate perlopiù aree montane, e realizzare, conseguentemente, programmi di prevenzione articolati su un orizzonte temporale di lungo periodo per la messa in sicurezza e la tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale dei predetti borghi; 2) valorizzare e completare il "Piano nazionale Borghi" previsto nell'ambito del PNRR, al fine di mettere in atto di una strategia nazionale che metta le comunità dei borghi al centro dell'attenzione del Legislatore sia nazionale che regionale; 3) prevedere misure di incentivazione, sia sotto il profilo fiscale che per l'accesso al credito, in favore di tutti i soggetti, in particolare i giovani, interessati ad intraprendere nuove attività imprenditoriali nei piccoli borghi e nelle aree interne o a trasferirvi la residenza; 4) adottare misure volte a garantire livelli di assistenza e servizi essenziali, come l'accessibilità ai territori mediante lo sviluppo e il miglioramento dei sistemi di trasporto pubblico locale; finanziare l'implementazione della rete stradale e autostradale, funzionale al collegamento tra i borghi marinari e le regioni maggiormente produttive, al fine di agevolare il flusso turistico delle persone ed il trasporto commerciale delle merci e della viabilità in generale; assicurare la presenza di una connessione digitale efficiente; 5) promuovere iniziative volte alla ristrutturazione del patrimonio turistico immobiliare ed infrastrutturale, in un'ottica di miglioramento della sostenibilità ambientale e della produzione di energie da fonti rinnovabili, così da incentivare la riqualificazione di tutta la filiera dell'ospitalità turistica nelle sue componenti di base, a partire da quelle immobiliari, garantendo che le strutture e le attrezzature siano pienamente accessibili e fruibili da parte di persone con disabilità, sino ad arrivare alla digitalizzazione delle strutture, offrendo servizi recettivi competitivi anche a livello internazionale; 6) favorire, nell'ottica del miglioramento della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica, la promozione di iniziative volte a garantire un'adeguata formazione sia del personale che degli imprenditori del settore; 7) promuovere iniziative volte a sostenere il rilancio del turismo italiano attraverso la forma esperienziale, che permette di approfondire la conoscenza dei luoghi e delle peculiari caratteristiche attrattive, in particolare dei piccoli borghi, dei piccoli comuni, delle aree interne e delle aree rurali, prevedendo altresì misure volte al coinvolgimento delle piccole attività artigianali e agricole anche attraverso la produzione e la vendita diretta; 8) adottare le opportune misure atte a sviluppare una strategia e un piano di comunicazione unitario ed organico per il rilancio del turismo italiano all'estero, con l'obiettivo di riconquistare i mercati perduti e promuovere il " brand Italia", valorizzando non solo i circuiti turistici più attrattivi, ma anche l'Italia cosiddetta "minore", costituita da borghi, piccoli comuni e aree interne e rurali; 9) adottare una strategia di livello nazionale e, per quanto di competenza, regionale, finalizzata alla promozione turistica di destinazioni meno conosciute rispetto alle note città d'arte nazionali, portatrici di grandi ricchezze culturali, artistiche, paesaggistiche ed umane, fortemente connotate da caratteri di autenticità e di tradizione, che interessano anche le produzioni agroalimentari, la cucina, l'artigianato, gli eventi culturali, anche al fine contrastare fenomeni di emigrazione e di spopolamento delle aree interne, montane e rurali e di favorire più equilibrata distribuzione dei flussi turistici. Allegato