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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13ª) 276 MORONESE La seduta inizia alle ore 9. IN SEDE REDIGENTE Modifiche alla legge 7 agosto 2018, n. 100, concernenti l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati DDL 1781 Modifiche alla legge 7 agosto 2018, n. 100, concernenti l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Discussione e rinvio) Il relatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) illustra il disegno di legge in titolo, concernente l'estensione al settore agricolo e agroalimentare delle competenze della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. Ricorda che con la legge del 7 agosto 2018, n. 100, è stata istituita la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, per la durata della XVIII legislatura. Dopo aver riepilogato gli oggetti dell'attività di indagine previsti dalle disposizioni vigenti, il relatore rileva, in generale, che l'agroalimentare è un'eccellenza italiana, un patrimonio unico di tutela della salute e dell'ambiente. E' anche un settore strategico per l'economia nazionale e per la promozione del made in Italy nel mondo, rappresentando quindi una straordinaria leva competitiva ad alto valore aggiunto per la ripresa e la ripartenza dell'intero Paese, necessaria anche alla luce della crisi economica dovuta alla pandemia da COVID-19. Il periodo pre-pandemia ha registrato una costante crescita del consumo delle eccellenze agroalimentari italiane nel Paese e all'estero, come testimoniato dalle esportazioni in continuo aumento, a dimostrazione del riconoscimento e dell'apprezzamento a livello mondiale dell'elevata qualità e tipicità dei marchi italiani. I consumatori pongono infatti sempre più attenzione agli aspetti qualitativi e nutrizionali degli alimenti italiani anche alla luce della qualità e del valore della dieta mediterranea, fondata sui prodotti agroalimentari, riconosciuta nel 2010 dall'UNESCO come " patrimonio immateriale dell'umanità ", riconoscendone la paternità all'Italia, insieme a Grecia, Marocco, Cipro, Croazia e Portogallo. È necessario inoltre rammentare come i prodotti agroalimentari italiani, specie i prodotti di qualità e a marchio protetto, siano spesso oggetto di contraffazione, con riferimento all'origine geografica del prodotto o alla denominazione di origine, e di imitazione, quest'ultima riconducibile al più generalizzato fenomeno di Italian sounding , ossia la commercializzazione di prodotti che hanno una sorta di "assonanza" ingannevole all'italianità, attraverso l'impiego di ambigui nomi, marchi e immagini privi di qualunque legame col nostro Paese. A ciò si aggiunge la questione delle erogazioni in agricoltura. Le inchieste condotte sulle frodi compiute ai danni dell'Unione europea e dall'Agea (l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura), hanno fatto emergere l'esistenza di un mercato governato da regole illecite, che coinvolgono lo sfruttamento del lavoro nero e il sistema di trasporto, distribuzione e vendita, con evidenti danni per la salute dei consumatori e per l'ambiente, oltre che per il sistema fiscale ed economico. Quest'ultimo è interessato da un sistema di riciclaggio sofisticato che consente di trasformare capitali illegali in legali, rendendo sempre più difficile indagare sull'esistenza di denari provenienti da attività irregolari. Non sono da sottovalutare poi i gravi pericoli per la salute e per l'ambiente collegati a queste azioni illecite. Spesso, infatti, le frodi alimentari sono legate a processi agricoli non verificati e a pratiche di sofisticazioni, adulterazioni ed alterazioni degli alimenti, tra cui la modifica della composizione originale dei cibi, la modifica della data di scadenza e la rigenerazione di prodotti deteriorati, con la conseguenza di comprometterne il valore nutrizionale e le caratteristiche igienico-sanitarie. Negli ultimi decenni, il mercato illegale dell'agroalimentare ha avuto una crescita preoccupante, ramificandosi in tutti i settori e comparti: dalla produzione di materie prime, alla trasformazione, alla catena della distribuzione e al ciclo dei rifiuti. Stime parlano di 121 miliardi di euro di merci falsificate che ogni anno entrano nell'Unione europea. È verosimile temere che, in una fase di ripresa dalla grave crisi economica post pandemia, il settore potrà attrarre ancora di più interessi illeciti. Da quanto sopra esposto è evidente quanto necessario e urgente sia intervenire in maniera opportuna e approfondita per indagare sull'esistenza di attività illecite legate al mondo agricolo e dell'agroalimentare per poter fornire al legislatore indicazioni per provvedere all'aggiornamento e al potenziamento della normativa in materia di reati agroalimentari. Con il presente disegno di legge si interviene proponendo nel corso della XVIII legislatura un importante ampliamento dell'ambito di competenza della Commissione ecomafie, nell'ambito del processo evolutivo della stessa Commissione che nel corso degli anni ha visto l'aggiunta di elementi prioritari al proprio campo di applicazione, alla luce di nuove evidenze e conoscenze. Nello specifico, sulla base della maggiore consapevolezza sulla tematica e alla luce degli esiti delle più recenti indagini, si ritiene necessario considerare i reati del settore agricolo e agroalimentari come rilevanti e soprattutto in analogia all'area di riferimento degli ecoreati. Inoltre, questo processo è reso ancor più necessario nonché urgente, alla luce del processo di revisione e di ottimizzazione complessiva dell'organizzazione delle Commissioni parlamentari che si avrà con la prossima legislatura, alla luce della riduzione del numero dei componenti e dei rappresentanti della Camera e del Senato. La PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Il seguito della discussione è infine rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Risposta all'aumento dei prezzi dell'energia: un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno Doc n. COM(2021) 660 definitivo Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Risposta all'aumento dei prezzi dell'energia: un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno (Parere alla 10ª Commissione. Esame e rinvio) Il relatore BUCCARELLA ( Misto-LeU-Eco ) illustra il documento in titolo rilevando che la Comunicazione "Risposta all'aumento dei prezzi dell'energia: un pacchetto di misure d'intervento e di sostegno" (cd Toolbox ) (COM(2021) 660) del 13 ottobre 2021, elaborata previa consultazione degli Stati membri e del Parlamento europeo, mira ad attuare e sostenere misure adatte a mitigare l'impatto dell'aumento temporaneo dei prezzi dell'energia. Nell'affermare che la transizione verso l'energia pulita è la migliore assicurazione contro gli aumenti dei prezzi, il documento analizza i motivi del fenomeno, esaminando le cause del caro prezzi. Il caro prezzi dell'energia elettrica, sottolinea il documento, è trainato per lo più dalla domanda mondiale di gas, in forte crescita, senza che ciò sia accompagnato da un aumento dell'offerta, con ripercussioni non solo nell'Unione ma anche in altre regioni del mondo, avendo inoltre inciso negativamente sull'approvvigionamento anche i ritardi nella manutenzione delle infrastrutture durante la pandemia. I prezzi dell'energia elettrica sono inoltre aumentati anche per effetto delle condizioni meteorologiche stagionali, quali il basso livello delle acque e dei venti durante l'estate, che si sono tradotte in una minore produzione di rinnovabili in Europa; nel 2021 si è poi registrato un netto incremento anche del prezzo europeo del carbonio, seppur di molto inferiore al rincaro del gas, che incide nove volte di più sul prezzo dell'energia elettrica, evidenziando comunque il documento come il gas naturale rivesta ancora un ruolo importante nel mix energetico dell'UE, rappresentando circa un quarto del consumo complessivo di energia nell'Unione. Il documento delinea una duplice risposta: nell'immediato, misure ad hoc a protezione dei consumatori e delle imprese che non interferiscano con le dinamiche di mercato. Queste ricadrebbero prevalentemente sotto la responsabilità nazionale. Tali misure sono calibrate per contrastare gli effetti negativi di rincari improvvisi e garantire l'accessibilità economica senza frammentare il mercato unico europeo né mettere a repentaglio gli investimenti nel settore dell'energia e nella transizione verde; nel medio termine, azioni in grado di rendere l'UE più efficiente nell'uso dell'energia, meno dipendente dai combustibili fossili e più resiliente ai picchi dei prezzi. In questo caso sarebbe richiesto un approccio coordinato a livello dell'Unione. Tra le misure di breve termine, la Comunicazione in esame elenca poi: in termini di sostegno al reddito, specifici contributi temporanei per le categorie più a rischio, misure di salvaguardia per evitare disconnessioni dalla rete elettrica o posticipazione temporanea dei pagamenti; dal punto di vista fiscale, ridurre la tassazione per la popolazione vulnerabile e considerare l'ipotesi di eliminare dalla bolletta il finanziamento dei regimi di sostegno alle rinnovabili; considerare l'introduzione di misure che, se di portata generale, non costituiscono aiuti di Stato, quali la riduzione dei costi relativi all'energia per tutti i consumatori finali, aiuti a aziende e industrie o facilitazioni per un accesso più ampio alle rinnovabili; incrementare la sorveglianza del mercato al livello UE; coinvolgere partner internazionali in considerazione della natura globale dell'aumento dei prezzi. Una specifica sezione del documento è dedicata alla fiscalità, rilevando come le imposte e i prelievi forniscano entrate per compensare le famiglie più vulnerabili e affrontare il problema della povertà energetica, incentivando al tempo stesso gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabili e a sostegno della transizione verde. In materia fiscale, si evidenzia come gli Stati membri possano concedere esenzioni o riduzioni del livello di tassazione direttamente, attraverso un'aliquota differenziata, o rimborsando in tutto o in parte l'imposta versata, ma sottolineando come le aliquote ridotte debbano essere mirate e non provocare distorsioni. Il documento richiama il Fondo sociale per il clima recentemente proposto che intende rispondere in modo strutturale al problema della povertà energetica e delle limitazioni economiche alla mobilità tramite finanziamenti supplementari agli Stati membri per ammodernare l'edilizia, sviluppare infrastrutture e dare un sostegno diretto al reddito dei cittadini nella fase iniziale della transizione verde; con 72,2 miliardi di EUR, il Fondo è destinato specificamente a gruppi di popolazione, quali famiglie, utenti dei trasporti, microimprese, vulnerabili alle sfide derivanti dalla proposta di estendere lo scambio di quote di emissioni ai settori dell'edilizia e del trasporto, e può fornire agli Stati membri risorse per un sostegno diretto temporaneo al reddito. Inoltre, la Commissione preannuncia la presentazione all'inizio del 2022 di una strategia internazionale di mobilitazione per l'energia che prenda in considerazione, tra l'altro, gli interventi necessari per garantire la sicurezza e la competitività dei mercati internazionali dell'energia durante la transizione energetica in corso. Nel medio termine, la Commissione afferma l'importanza anche di misure che, pur non avendo un impatto immediato sulla situazione attuale, aumenteranno la preparazione per possibili shock futuri, incrementeranno l'integrazione e la resilienza dei mercati, miglioreranno l'accessibilità economica dell'energia e ridurranno la dipendenza dai combustibili fossili volatili. Si preannuncia quindi tra l'altro, al livello UE, una serie di azioni volte a assicurare un approccio integrato al livello europeo dello stoccaggio del gas e dell'energia in generale, esplorando la possibilità di acquisti congiunti e riserve comuni. Inoltre, si preannunciano strumenti e iniziative a supporto di una equa transizione e della protezione dei consumatori finali. A livello dell'Unione si prevede la proposta di una raccomandazione che dia agli Stati membri indicazioni sugli aspetti sociali e lavorativi della transizione verde. Al livello nazionale si propone invece, tra l'altro, di fornire supporto ai consumatori e nominare un fornitore di ultima istanza, nel caso di uscita dal mercato o fallimento del fornitore, nonché investimenti a larga scala sulle energie rinnovabili e sull'efficienza energetica, che gli Stati membri possono avviare anche attraversoi finanziamenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In ordine alle energie rinnovabili, la Commissione sostiene che l'energia eolica e quella solare presentano costi variabili prossimi allo zero. Con una maggiore quantità di energie rinnovabili nel sistema elettrico, i combustibili fossili più costosi saranno messi fuori mercato. In un numero di ore ogni anno maggiore, la quantità di energia elettrica da fonti rinnovabili nel sistema consentirà di soddisfare tutta la domanda e i prezzi all'ingrosso saranno prossimi allo zero, azzerati o addirittura negativi. Si evidenzia come, nell'insieme, secondo l'opinione più diffusa tra gli esperti, se le altre condizioni restano immutate l'aumento delle rinnovabili si tradurrà in una riduzione dei prezzi del mercato all'ingrosso. Inoltre, si sottolinea come negli ultimi anni il costo complessivo di una serie di tecnologie rinnovabili si sia drasticamente ridotto: ad esempio, i costi dell'energia elettrica da fotovoltaico su scala industriale sono diminuiti dell'85 per cento tra il 2010 e il 2020. Già oggi, quindi, in molti settori e usi le rinnovabili sono la forma di energia più economica e in molti casi i consumatori potrebbero ridurre la bolletta energetica se facessero questa scelta. Ciò vale per l'industria e i servizi, ma anche per le famiglie che possono ad esempio investire in pannelli solari fotovoltaici, pompe di calore, apparecchiature solari termiche o caldaie avanzate a biomassa, riducendo così le bollette dell'energia elettrica e del riscaldamento. Gli Stati membri dovrebbero accelerare le autorizzazioni riducendo lunghezza e complessità delle procedure, uno dei più gravosi ostacoli allo sviluppo e alla realizzazione di infrastrutture per l'energia pulita. Inoltre dovrebbero impegnarsi nell'aumento della produzione di apparecchiature per le rinnovabili, altro fattore essenziale per riuscire ad accelerare la diffusione di queste fonti di energia. Infine, dovrebbero aumentare gli investimenti nell'efficienza energetica e nella prestazione energetica dell'edilizia per ridurre i consumi e i costi e allentare la pressione sui mercati dell'energia e aumentare gli investimenti nelle reti transeuropee per evitare limitazioni della generazione, grazie a progetti di interesse comune tra cui gli interconnettori, l'eliminazione delle strozzature nazionali, lo stoccaggio e gli interventi per rendere intelligenti le reti di trasmissione e distribuzione. La Commissione europea preannuncia al riguardo le seguenti azioni: pubblicare nel 2022 orientamenti sulle modalità d'accesso alle procedure di autorizzazione per le rinnovabili e continuare a collaborare strettamente con le amministrazioni nazionali per ricercare e scambiare buone prassi; avviare all'inizio del 2022 i lavori sull'elaborazione di un codice di rete per la flessibilità sul versante della domanda; completare la revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia per agevolare la realizzazione del Green Deal europeo al minor costo possibile, agevolando gli investimenti nell'efficienza energetica e nelle rinnovabili; continuare ad assistere gli Stati membri per sfruttare al meglio le risorse finanziarie disponibili nel bilancio UE e NextGenerationEU . La Commissione ricorda che vi è una proposta di rivedere la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia al fine di ampliare le possibilità degli Stati membri di concedere sostegno finanziario per proteggere il clima e decarbonizzare totalmente l'economia. Le nuove norme, al fine di ridurre il ricorso ai combustibili fossili, permetteranno di introdurre meccanismi per finanziare nuove tecnologie, come lo stoccaggio e l'idrogeno rinnovabile, agevolando cosiì il finanziamento delle misure di efficienza energetica. La Commissione ricorda inoltre le proposte presentate nel luglio 2021 nel pacchetto "Pronti per il 55 per cento" che intendono creare un settore energetico che sia sostenibile sul lungo termine, ribadendo che l'Unione europea è fermamente determinata ad avanzare nella transizione verso la neutralità climatica e la decarbonizzazione del sistema energetico sostituendo i combustibili fossili con energie rinnovabili e riducendo di conseguenza la dipendenza dalle importazioni di energia. La Comunicazione conclude pertanto evidenziando che, grazie agli investimenti in soluzioni energetiche climaticamente neutre in tutti gli Stati membri, si potranno ridurre la volatilità dei prezzi dell'energia e gli squilibri nell'offerta e nella domanda causati dalle variazioni dei prezzi internazionali dei combustibili fossili e da altri fattori esterni, nonché mantenere l'energia a prezzi accessibili per tutti i consumatori. La transizione verso l'energia pulita, evidenzia la Comunicazione della Commissione, è la migliore assicurazione contro le crisi dei prezzi come quella che l'UE si trova ad affrontare oggi. La PRESIDENTE dichiara aperto il dibattito. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 9,20.