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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 198 Presidenza del vice presidente TAVERNA, indi del vice presidente CALDEROLI, del vice presidente LA RUSSA e del vice presidente ROSSOMANDO N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente TAVERNA PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 febbraio. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Senato, composizione PRESIDENTE . Comunico che in data 27 febbraio 2020 l'ufficio elettorale regionale presso la corte d'appello di Napoli, a seguito delle elezioni suppletive tenutesi il 23 febbraio 2020 nel collegio uninominale 7 della Regione Campania, al fine dell'attribuzione del seggio resosi vacante per effetto del decesso del senatore Franco Ortolani, ha proclamato eletto senatore della Repubblica il candidato Alessandro Ruotolo. Al nostro nuovo collega formulo, a nome dell'Assemblea, i migliori auguri di buon lavoro. (Applausi). Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 2 marzo 2020 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro dell'economia e delle finanze : «Conversione in legge del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19» (1746). Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Sui lavori del Senato CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, anche in relazione all'argomento che stiamo affrontando, colgo l'occasione per ringraziare il Collegio dei senatori Questori per le misure predisposte per i dipendenti e per gli stessi senatori nella struttura del Senato, misure che sono state fatte proprie anche dalla Camera dei deputati. Vengo dalla Commissione bicamerale di inchiesta sulle banche ed è impensabile che nel palazzo San Macuto, ovvero la sede dove si tengono le Commissioni bicamerali, non venga esperita la prova della temperatura né tantomeno venga previsto un servizio di disinfezione delle mani. Per tale ragione mi appello a lei e, per il suo tramite, alla Presidenza perché analoghe misure vengano prese anche in tutte le sedi dove si riuniscono le Commissioni bicamerali. PRESIDENTE . Senatore Calderoli, come lei sa, è in corso il Collegio dei senatori Questori, che sarà immediatamente informato dell'intervento da lei appena effettuato. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1741 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1741, già approvato dalla Camera dei deputati. Il relatore, senatore Collina, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. COLLINA, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il decreto-legge in esame, approvato in prima lettura dalla Camera con alcune modifiche, reca misure urgenti dirette a contrastare la diffusione del cosiddetto nuovo coronavirus COVID-19. In particolare, gli articoli da 1 a 3 del decreto-legge demandano a uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, emanati secondo la procedura contemplata dall'articolo 3, comma 1, la definizione di misure intese al contenimento della suddetta diffusione e alla gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica. Resta fermo per i casi di estrema necessità e urgenza, il potere del Ministro della salute, delle Regioni e dei sindaci di emettere ordinanze nelle more dell'adozione dei suddetti decreti, articolo 3, comma 2. Sulla base di tali articoli sono stati emanati il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) 23 febbraio 2020, il DPCM 25 febbraio 2020 e - in via sostitutiva dei due precedenti decreti, nonché delle precedenti ordinanze - il DPCM 1° marzo 2020. Quest'ultimo reca disposizioni valide fino all'8 marzo 2020, salvi i diversi termini specifici ivi contemplati; alcune delle misure concernono l'intero territorio nazionale, mentre altre riguardano solo alcune Regioni o Province ovvero aree ancora più circoscritte. Il successivo articolo 4 del decreto-legge incrementa nella misura di 20 milioni di euro per il 2020 le risorse già stanziate per gli oneri inerenti all'emergenza sanitaria in oggetto. Più in dettaglio, l'articolo 1 concerne l'adozione - da parte, come detto, dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o delle ordinanze di cui al successivo articolo 3, commi 1 e 2 - di misure relative ai Comuni o alle aree nei quali (per il virus in oggetto) risulti positiva almeno una persona per la quale non si conosca la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi sia un caso non riconducibile a una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio. Come accennato, sulla base degli articoli 1 e 3, sono stati emanati alcuni decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Si ricorda che il DPCM 1° marzo 2020 dispone, tra l'altro, con riferimento ai Comuni contemplati nel relativo allegato 1, fino all'8 marzo 2020, il divieto di allontanamento e di accesso ai Comuni medesimi. Secondo il principio di cui al comma 1 del presente articolo 1, qualora ricorrano le ipotesi summenzionate, deve essere adottata ogni misura di contenimento e di gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica. Il successivo comma 2 indica una serie di misure che possono essere adottate, e l'elenco non è tassativo. Esse sono: il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all'area interessata (lettere a) e b) ). (Brusio) . PRESIDENTE. Colleghi, ho difficoltà ad ascoltare il relatore. Se abbassate il tono della voce, avrò il piacere di ascoltare il senatore Collina. COLLINA, relatore . Sono: la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato (anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso), anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico (lettera c) ); la sospensione del funzionamento dei servizi educativi dell'infanzia, delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e degli istituti di istruzione e formazione superiore, compresa quella universitaria, fatte salve le attività formative svolte a distanza (lettera d) ). La Camera ha operato una riformulazione della presente lettera d) , ai fini di alcune precisazioni terminologiche. Vi è poi la sospensione dell'apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, nonché dell'efficacia delle disposizioni regolamentari sull'accesso libero o gratuito ai suddetti istituti e luoghi (lettera e) ). Si ricorda che, in base al suddetto articolo 101, «sono istituti e luoghi della cultura i musei, le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali». Cito poi: la sospensione dei viaggi d'istruzione organizzati dalle istituzioni scolastiche del sistema nazionale d'istruzione, sia sul territorio nazionale sia all'estero, con il riconoscimento del diritto di recesso dal contratto di pacchetto turistico (disciplinato dal codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79) e del diritto al rimborso dei relativi pagamenti già effettuati (lettera f) ); la sospensione delle procedure concorsuali per l'assunzione di personale (lettera g) ); l'applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva (lettera h) ); l'obbligo per gli individui che abbiano fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall'Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all'autorità sanitaria competente per l'adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (cioè, di permanenza non coattiva, con controlli per la verifica delle condizioni di salute) (lettera i) ); la chiusura di tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi per l'acquisto dei beni di prima necessità (lettera j) ); la chiusura o la limitazione dell'attività degli uffici pubblici, degli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali specificamente individuati (lettera k) : per la nozione di servizi pubblici essenziali, la norma richiama gli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e successive modificazioni); la previsione che l'accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale o all'adozione di particolari misure di cautela, individuate dall'autorità competente (lettera l) ); la limitazione all'accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, ferroviario, marittimo e nelle acque interne, su rete nazionale, nonché di trasporto pubblico locale, anche non di linea, salvo specifiche deroghe (lettera m) ); la sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare (lettera n) ); la sospensione o la limitazione dello svolgimento delle attività lavorative nei comuni o nell'area interessati nonché delle attività lavorative degli abitanti degli stessi comuni o aree svolte al di fuori dei medesimi tenitori, salvo specifiche deroghe - anche in ordine ai presupposti, ai limiti e alle modalità di svolgimento del lavoro agile - previste dai provvedimenti di cui all'articolo 3 del presente decreto (lettera o) ). L'articolo 2 del presente decreto-legge prevede che le autorità competenti possano adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia da COVID-19, anche fuori dei casi di cui all'articolo 1, comma 1. Anche le misure in oggetto sono adottate - come confermato da una modifica inserita dalla Camera nell'articolo 2 - con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o con le ordinanze di cui al successivo articolo 3, commi 1 e 2. Come accennato, sulla base dell'articolo 2, sono stati emanati il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 febbraio 2020 e successivamente, in via sostitutiva, quello del 1° marzo. Il comma 1 dell'articolo 3 - come accennato - prevede che le misure di cui ai precedenti articoli 1 e 2 siano adottate con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze e gli altri competenti per materia, nonché i Presidenti delle Regioni competenti, nel caso in cui riguardino esclusivamente una o alcune specifiche Regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel caso in cui riguardino il territorio nazionale. I decreti non possono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La Camera ha operato alcune modifiche esclusivamente formali nel presente comma 1. Il comma 2 dell'articolo 3 prevede che, nelle more dell'adozione dei predetti decreti, nei casi di estrema necessità e urgenza, le misure in esame possano essere adottate con ordinanze del Ministro della salute, delle Regioni e dei sindaci, emanate in base alle norme ivi richiamate (concernenti l'emanazione di misure urgenti, mediante ordinanze, in materia di igiene e sanità pubblica). Secondo una disposizione inserita dalla Camera, le misure adottate dagli enti territoriali ai sensi del presente comma 2 perdono efficacia se non sono comunicate al Ministro della salute entro ventiquattr'ore dalla loro adozione. Il successivo comma 3 fa salvi gli effetti delle ordinanze contingibili e urgenti già adottate dal Ministro della salute. Il comma 4 del presente articolo 3 qualifica come illecito penale, di natura contravvenzionale, il mancato rispetto delle misure di contenimento stabilite dai provvedimenti adottati ai sensi del decreto-legge in esame, prevedendo che, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, si applichi l'articolo 650 del codice penale («Inosservanza dei provvedimenti dell'autorità»). Tale disposizione punisce con l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro chiunque non osservi un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene. Ai sensi del successivo comma 5, il prefetto, informando preventivamente il Ministro dell'interno, assicura l'esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Secondo una disposizione aggiunta dalla Camera, al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del prefetto competente, per assicurare l'esecuzione delle misure di contenimento in esame, è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il comma 6 dispone che, per i provvedimenti emanati in attuazione del presente articolo 3, i termini per il controllo preventivo della Corte dei conti, ivi richiamati, siano dimezzati. Infine, in base alla disciplina dei termini temporali suddetti, gli atti trasmessi alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta giorni dalla loro ricezione. Concludo con l'articolo 4, che incrementa nella misura di 20 milioni di euro per il 2020 le risorse già stanziate per gli oneri inerenti all'emergenza sanitaria in oggetto con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020. Chiedo infine di poter consegnare una integrazione al testo scritto del mio intervento, che contiene ulteriori elementi, affinché sia pubblicato nel Resoconto della seduta odierna. (Applausi dai Gruppi PD e M5S). PRESIDENTE . La Presidenza l'autorizza in tal senso. BALBONI (FdI) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, a nome di Fratelli d'Italia e - se mi consentite - a nome di tutta l'Assemblea, credo non si possa aprire questo importante dibattito senza un ringraziamento sincero, di cuore, affettuoso e riconoscente nei confronti del personale sanitario, dei medici, dei paramedici, dei ricercatori, dei tecnici di laboratorio (Applausi) : eroi silenziosi che ogni giorno affrontano, spesso anche con mezzi non perfettamente adeguati, questa emergenza, nell'interesse della salute di tutti noi. Insieme a loro, un ringraziamento altrettanto sincero, affettuoso e riconoscente va alle Forze dell'ordine, alla protezione civile e a tutti coloro che si stanno impegnando per rallentare la diffusione del virus. (Applausi) . Il vero problema che abbiamo, cari colleghi, è infatti il tempo. Abbiamo capito che ormai è impossibile fermare la diffusione del virus, ma è assolutamente necessario rallentarla, come del resto aveva chiesto già due mesi fa Fratelli d'Italia. Noi di Fratelli d'Italia avevamo chiesto non tanto di bloccare i voli dalla Cina, sapendo che era inutile, visto che bastava uno scalo per arrivare comunque in Italia, quanto di mettere in quarantena tutti coloro che arrivavano dalla zona infetta, che allora era localizzata soltanto in un territorio ben delimitato di quel Paese. L'avevamo chiesto perché, di fronte alle misure draconiane della Cina, alla militarizzazione di un intero territorio, alla pena capitale per chi violava le disposizioni del Governo, era chiaro che si trattava non di poco più di un influenza - come minimizzando allora si diceva - ma di un fatto estremamente grave, che andava affrontato fin dall'inizio necessariamente con decisione. Ci avete deriso, ci avete accusato di essere razzisti nel chiedere che chiunque venisse dalla Cina, italiano, cinese o di qualsiasi altra nazionalità, venisse messo in quarantena e oggi la Cina - pensate un po' - fa questo nei nostri confronti. Qualcosa non deve aver funzionato, se siamo a questo punto. Quindi, il problema è il tempo, perché la linea di diffusione del virus è allarmante. I dati di ieri ci dicono che ci sono 2.502 positivi, di cui 79 deceduti, 1.034 ospedalizzati, 229 in terapia intensiva, ovvero il 10 per cento di tutti coloro che sono entrati in contatto col virus, compresi quelli che hanno sintomi piccoli e lievi, paragonabili a una modesta e ordinaria influenza. La Regione Lombardia, la più avanzata d'Italia e d'Europa in tema di sanità, ha oggi l'80 per cento della terapia intensiva già occupata. Sappiamo che in Italia abbiamo poco più di 5.000 posti in terapia intensiva e faccio l'esempio del Lazio, che ha poco più di 500 posti in terapia intensiva. Se la citata misura di crescita dovesse continuare come negli ultimi giorni, con un raddoppio ogni tre giorni, vuol dire che, fra circa otto giorni, avremo 10.000 contagiati, 1.000 persone in terapia intensiva e il nostro sistema sanitario al limite della sopportabilità, perché in terapia intensiva ovviamente ci sono i malati ordinari che già ne occupano gran parte. Ecco perché è assolutamente necessario rallentare la diffusione del virus ed ecco perché, cari colleghi, bisogna adottare misure importanti. Bisogna coinvolgere l'Esercito, i volontari, la Protezione civile. Ci vuole un piano straordinario per aumentare i posti letto e per creare strutture sanitarie dedicate in ogni Regione. Bisogna acquistare apparecchiature per la ventilazione e per la respirazione assistita, perché così si potrà mettere una parte dei pazienti non direttamente in terapia intensiva, ma in reparti dedicati, magari di semi-terapia intensiva. È necessario un piano di disinfestazione quotidiana dei luoghi affollati. Penso ai mezzi di trasporto: è inutile fissare la distanza di una persona dall'altra a un metro o un metro e mezzo, se poi decine di migliaia di pendolari ogni giorno devono prendere treni e mezzi di trasporto dove la distanza tra l'uno e l'altro è di pochi centimetri. Bisogna disinfestare ogni giorno i mezzi di trasporto; occorre un piano straordinario per i pendolari, occorre togliere molte delle limitazioni al traffico e consentire a chiunque lo voglia di poter utilizzare, almeno nelle prossime due settimane, la propria autovettura anche all'interno delle zone a traffico limitato, per poter recarsi al lavoro senza il rischio di contagiare o di essere contagiati. Concludo, cari colleghi, pensando a un tema cui nessuno oggi si dedica. Negli ultimi mesi l'immigrazione clandestina in Italia è aumentata del 1.000 per cento, gli sbarchi sono aumentati del 1.000 per cento. Le ONG continuano a fare da taxi per gli scafisti e per i trafficanti di esseri umani. Nessuno si preoccupa di questo e nessun esponente delle ONG si preoccupa di dare assistenza e contribuire, non dico nelle zone rosse, ma almeno nelle zone gialle, ad aiutare coloro che sono in prima linea nella lotta all'emergenza. Continuano a preoccuparsi dell'invasione di persone che non sono profughi in Italia e sono potenziali pericolosi veicoli di contagio. Su tutto questo noi vogliamo ragionare. Poi discuteremo, quando sarà il momento, degli errori di sottovalutazione prima e di allarmismo poi nella comunicazione del Governo. Ma oggi è tempo di agire e Fratelli d'Italia - come ha sempre fatto - collaborerà con tutta la propria forza e le proprie proposte per affrontare questa emergenza. L'Italia dà il meglio di sé nei momenti più difficili. Sono convinto che tutti insieme sapremo affrontare e superare anche questa prova. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cirinnà. Ne ha facoltà. CIRINNA' (PD) . Signor Presidente, cari colleghi, ci apprestiamo a convertire il primo dei decreti-legge emanati dal Governo per affrontare l'emergenza del coronavirus. Lo stiamo affrontando e lo stiamo per convertire in un clima estremamente positivo: un clima di unità, un clima di cooperazione, un clima di raccordo tra le forze politiche. Credo che ciò sia un bene molto prezioso per il nostro Paese in questo momento. Voglio condividere con voi anche l'orgoglio di un Paese che reagisce, che non si piega e che, attraverso le sue istituzioni, dà risposte. Voglio provare a descrivervi tutti i messaggi, ma soprattutto a condividere con voi ciò che dai messaggi e dalle email arriva: la speranza di uscirne anche questa volta con un Paese più forte e più coeso. Il coronavirus, come epidemia ed emergenza sanitaria, ha colpito il nostro Paese in un momento molto fragile della sua storia politica, ma soprattutto della sua storia sociale. Viviamo in un periodo nel quale i legami di solidarietà sono già fortemente messi in crisi. È un momento nel quale la solitudine e l'isolamento dei nostri cittadini dilagano. Mi capita spesso di parlare di solitudine e di descrivere la sensazione di solitudine che viene dai nostri territori. Io descrivo spesso la solitudine come la periferia dell'anima, quel luogo interiore, quella parte del sé che pone domande alle quali molto spesso non vengono date risposte, a cominciare da noi, dalla politica, colleghi. Quelle sono le periferie dell'anima che in questo momento aumentano la sensazione di solitudine dei nostri cittadini, soprattutto di quelli che si trovano in alcune zone. In questo scenario lo spettro del contagio, che porta con sé la paura e la preoccupazione, risveglia antichi mostri. Chi di noi conosce la letteratura italiana ricorda, anche forse perché richiamati da alcuni testi e pezzi giornalistici, la peste manzoniana e l'epidemia di spagnola. Quanti dei nostri nonni ci hanno raccontato quella fase? Ognuno di quei momenti ha segnato in profondità la nostra storia e la nostra cultura e troppe volte ha portato con sé nei tempi successivi uno strascico di sfiducia e di rottura della solidarietà e della coesione sociale. Noi dobbiamo fare in modo che ciò non riaccada. Le pagine di Manzoni su questo sono davvero esemplari e dovrebbero servirci come monito. Colleghi, stiamo davvero attraversando come Paese un momento estremamente delicato. Dobbiamo dirlo in questa discussione generale nella quale dovremmo ascoltarci tutti reciprocamente con rispetto, senza fare allarmismo e senza esagerare, ma con la responsabilità e la consapevolezza che un grande Paese come l'Italia in questo momento alza la testa, si unisce e può farcela. Sono convinta che abbiamo molti strumenti per fare di questa crisi un momento di crescita, per trarre insegnamenti preziosi e, soprattutto, un nuovo slancio per la ricucitura di tutto il territorio. Come avete sentito dire spesso negli interventi di quest'Assemblea, il Paese ha bisogno di essere ricucito, connesso e riunificato. Troppe volte negli ultimi giorni abbiamo sentito risuonare le sirene dell'egoismo, dell'isolamento, della paura dell'altro, fino addirittura ad assistere a episodi dolorosi di discriminazione e violenza. Voglio dirlo perché la solidarietà va data sempre a tutti. Purtroppo il web è spesso il luogo peggiore per l'odio. Il nostro partito ha fatto una campagna in questo periodo proprio per dire no alle parole d'odio. Voglio dare la mia solidarietà a quella mamma di Fiumicino colpita da un odio indiscriminato con parole orrende solo per essersi contagiata andando a trovare un parente fuori dal paese. In questo le grandi amministrazioni reagiscono in modo positivo. Sono molti i mali tipici di questo tempo e la paura del contagio ha sicuramente accentuato tutto ciò. Dobbiamo fare in modo che l'appello all'allontanamento sociale non lasci dei segni permanenti. Abbiamo visto diradarsi le occasioni di contatto sociale, chiudere cinema e teatri, sospendere le iniziative politiche. Sono tutte decisioni doverose e necessarie a contenere il virus, ma i cui effetti nel lungo periodo dovremmo essere in grado di contenere. Certo, ci sono effetti sulla tenuta del tessuto economico. Ci sono effetti sulla tenuta del tessuto finanziario. Facciamola la giusta differenza tra economia e finanza. Ci saranno effetti sulla produzione e sulla crescita del nostro Paese. Dobbiamo fare in modo, però, di salvaguardare - e lo stiamo facendo con i decreti-legge - il fondamentale diritto alla salute come bene più prezioso. Non dobbiamo però limitarci a questo. Dobbiamo tenere gli occhi ben aperti e preoccuparci della tenuta del tessuto sociale e umano della nostra Italia. Vedete, colleghi, l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo può insegnarci molte cose, e non pensiate sia una frase vuota di contenuti. Può insegnarci che l'altro, quell'altro che abbiamo additato, quell'altro che abbiamo allontanato, quell'altro che abbiamo tenuto, bene, oggi quell'altro siamo noi. Per molti Paesi del mondo, quell'altro siamo noi, siamo noi italiani. Può insegnarci che ci vuole davvero solo un attimo per ritrovarsi, all'improvviso, dall'altra parte del filo spinato, dall'altra parte del muro, dall'altra parte di un tratto di mare invalicabile, pieno di pericoli; essere percepiti, all'improvviso, come fonte di pericolo per chi ci sta attorno; magari trovarsi bloccati in un aeroporto, in terra straniera, soli e guardati con sospetto. Questa è un'esperienza che sta capitando a molti italiani. C'è molto altro che possiamo imparare. Possiamo imparare che in momenti come questi un Paese si unisce. Possiamo imparare, colleghi, la responsabilità che nasce dall'essere membri di una stessa comunità; la responsabilità degli uni verso gli altri; la responsabilità verso le istituzioni, che sono chiamate ad agire per fronteggiare l'emergenza e, di tutti noi, che di queste istituzioni facciamo parte. Attenzione: possiamo imparare a non strumentalizzare l'emergenza, a non fare sciacallaggio, a non fare esibizionismo, ma anche a non parlare di giochi di Palazzo, invocando ammucchiate completamente inutili al nostro Paese. Concludo, signor Presidente, dicendo che possiamo imparare quant'è importante sostenere la ricerca scientifica pubblica, con denaro pubblico, anche se quel denaro viene dalle tasse. Possiamo imparare che quella ricerca pubblica non deve essere abbandonata al precariato e alla assenza cronica di fondi e a strutture inadeguate. Come credo diremo tutti noi nei successivi interventi, è quell'istituzione di sanità pubblica che il mondo ammira e sta salvando il nostro Paese. Signor Presidente chiedo, inoltre, di poter allegare il mio intervento scritto al Resoconto della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. È iscritta a parlare la senatrice Lunesu. Ne ha facoltà. LUNESU (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, ci troviamo in una situazione di grave crisi. Alle soglie del 2020, un evento, che in un primo momento sembrava interessare solamente i Paesi asiatici, ha avuto un effetto dirompente nella nostra società, colpendo l'aspetto sanitario, l'aspetto economico, l'aspetto sociale, ma soprattutto rendendo la nostra Nazione responsabile di un fenomeno del quale siamo stati solo vittime. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per citare un nostro illustre e mai dimenticato ex collega: a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca. Sembra quasi che un disegno internazionale tenda a colpirci e screditarci. Giornalmente assisto a prese di posizione francamente intollerabili. La stampa americana, riferendosi al SARS-COV-2 lo definisce " Italy's coronavirus ". I media francesi con deprecabile ironia attaccano il nostro made in Italy . L'Asia e il Medio Oriente ghettizzano il nostro Paese e bloccano il traffico aereo, mettendo in quarantena qualsiasi passeggero proveniente dall'Italia, anche asintomatico, e cioè con mancanza di sintomi. Permettetemi di dire che, a proposito di sintomi, la mia formazione mi porta a voler esaminare brevemente anche l'aspetto tecnico di questa epidemia. Il 9 gennaio 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'isolamento da parte delle autorità cinesi di un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo: il 2019-Ncov, meglio definito due settimane fa SARS-Cov-2. Il patogeno è stato chiamato così a causa della sua stretta parentela con il virus SARS-Cov, se ricordate responsabile della grande epidemia di malattia respiratoria nell'uomo dal 2002 al 2003. Il virus, come tutti sappiamo, è stato associato ad un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan nella Cina centrale. Il patogeno SARS-Cov-2 è stato associato agli altri virus influenzali, ma è differente dalla normale influenza, perché non esiste ancora il vaccino e quindi la popolazione non è immune. A differenza dell'influenza stagionale, che di anno in anno varia di poco le sue caratteristiche, il SARS-Cov-2 è completamente nuovo: è un genere di virus ad acido ribonucleico (RNA) e il suo primo nome deriva da un termine latino che significa «aureola». Infatti, l'aspetto caratteristico dei virioni che rappresentano la forma infettiva del virus visibile al microscopio elettronico è simile ad una corona solare: immaginate un corpo centrale con un'aureola attorno. Questi virus, che sono stati sempre responsabili di generare patologie in mammiferi e in pipistrelli, nell'uomo provocano infezioni di tipo respiratorio, spesso di lieve entità ma che a volte sfociano in bronchiti e polmoniti; in casi gravi c'è anche la morte, come abbiamo visto. A gennaio 2020 si conoscono sette ceppi di coronavirus in grado di infettare gli umani. Non esistono vaccini né farmaci antivirali considerati validi dalla comunità scientifica. Nell'uomo la trasmissione può avvenire tramite secrezioni respiratorie (come tutti sappiamo, attraverso la tosse e gli starnuti), ma mancano anche in questo caso informazioni epidemiologiche e sierologiche complete. Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l'emergenza sanitaria internazionale. Attualmente si conoscono 39 specie di coronavirus riconosciute e 10 provvisorie, molte delle quali contengono centinaia di virus diversi. Ma come ha agito lo Stato, e quindi il Governo, di fronte a questo fenomeno emergenziale? Si è spaventato, si è allarmato e soprattutto ha allarmato tutti noi. L'Italia si è mossa con troppa lentezza. Sarebbero occorse misure preventive serie che riguardassero tutto il territorio, perché oggi c'è il SARS-Cov-2, il prossimo anno potrebbe esserci un virus ancora diverso e sempre sconosciuto. Non è il tasso di mortalità quanto la trasmissibilità a rendere una malattia potenzialmente perfetta per trasformarsi da epidemia in pandemia: ad esempio il cancro ha un elevato tasso di mortalità, ma non è una pandemia. Ricordo che tutti gli anni soltanto il 50 per cento dei cittadini si vaccina per evitare l'influenza; occorrono informazioni diagnostiche di qualità, evitare gli assembramenti, maggior senso di responsabilità. Il virus si contrae o non si contrae, si è affetti o non si è affetti; non ci sono portatori sani; non è una malattia trasmissibile geneticamente. Quando il vice ministro Sileri - di cui apprezzo il lavoro e la competenza professionale e che ho occasione di incontrare spesso in 12 a Commissione - difende il decreto-legge definendolo flessibile mi fa preoccupare. Non si può navigare a vista in questo momento: significa che non si è capaci di delineare un programma che preveda situazioni del genere abbastanza prevedibili tutti gli anni. Occorrerà definire un protocollo nazionale adeguato, capace di circoscrivere e gestire un'eventuale emergenza perché oggi, ripeto, è arrivata dalla Cina ma la prossima volta potrebbe arrivare da un altro Paese, e non correre il rischio di trovarci impreparati ed affrontare la situazione in maniera pressapochistica come, secondo me, sta avvenendo in questo caso. Da cittadina mi rendo conto che ciò che preoccupa di più la popolazione non è tanto l'aspetto sanitario, che sicuramente colpisce maggiormente una fascia d'età più alta, ma è l'aspetto economico: i giovani che hanno paura del loro futuro perché si rendono conto che questo evento rischia di far saltare il già fragile sistema economico. Momenti eccezionali si affrontano con misure eccezionali. Non si può pensare che poche risorse siano sufficienti a risanare situazioni emergenziali come questa. Altri Paesi, con caratteristiche simili, hanno stanziato più cospicue risorse. Vi faccio l'esempio della Corea. Finalmente potremo verificare se in Europa prevale il senso di solidarietà oppure l'istinto egoistico che sino ad oggi ha caratterizzato la politica economica. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Faccio alcuni esempi che, se continua questa crisi, ci porteranno veramente a preoccuparci in maniera seria: la Confcommercio stima una perdita da cinque a sette miliardi di euro nel caso in cui la crisi si prolunghi sino a maggio. Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha stimato la riduzione del PIL dello 0,2 per cento nell'arco di un anno. Il settore turistico, che in Italia vale 146 miliardi di euro, cioè il 12 per cento del nostro PIL, sta subendo un'enorme perdita. Le maggiori destinazioni turistiche - Roma, Venezia e Napoli - ricevono disdette dal 30 al 70 per cento per il prossimo periodo. Il commercio internazionale, che rappresenta 438 miliardi di euro, potrebbe perdere 140 miliardi di euro. Sono comunque convinta che la salute non abbia colore politico e che l'Italia abbia comunque risorse e capacità per uscire da questa grave crisi. C'è bisogno, certo, della collaborazione di tutti. Noi non ci tireremo indietro sicuramente. Se il Governo proporrà soluzioni compatibili con le nostre posizioni la nostra adesione sarà sicuramente totale. A nome della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione vi ringrazio per l'attenzione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Binetti. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, colleghi, passo molte ore, quando non sono in Aula, nella sala Maccari dove c'è un fregio particolarmente interessante che attraversa tutta la sala e che dice: «Osservate con diligenza le cose dei tempi passati perché fanno lume alle future e quello che è e sarà, è stato in altro tempo». L'8 gennaio di quest'anno, quando ancora non c'era sentore che l'epidemia sarebbe stata così devastante come si sta manifestando in questo momento, su «La Stampa» di Torino apparve un articolo di una collega, Eugenia Tognotti, storica della medicina, la quale, sulla falsariga di eventi già verificati dal 1500 - vorrei sottolineare questo - scriveva che tutte le epidemie di tipo virale arrivano dall'Oriente, concretamente dalla Cina, perché è lì che la convivenza tra gli uomini e gli animali vivi è più stretta, quindi è più facile che i virus che hanno il loro habitat sugli animali possano fare il salto di specie. Quindi l'8 gennaio era stato già lanciato un allarme sul fatto che, così com'era accaduto anche negli ultimi anni (l'ultima è stata l'epidemia del 2009 e poi successivamente la SARS) tutte queste epidemie arrivano dall'Oriente, quindi ci si doveva aspettare che sarebbe arrivata e, poiché ogni epidemia di tipo virale è in parte simile e in parte diversa dalla precedente, ci saremmo dovuti attrezzare. Non penso soltanto a quanto avremmo dovuto fare per gestire più tempestivamente questa epidemia, penso piuttosto a quanto dovremo fare per gestire le prossime epidemie. Infatti finché la convivenza uomo-animale sarà così stretta il salto di specie è semplicemente da attendere e prima o poi avverrà. Questo la dice lunga anche sul fatto che, quando ci troviamo davanti - la storia in questo ci è sempre maestra - a un'epidemia come questa, per la quale non disponiamo di farmaci specifici, il primo farmaco che dobbiamo mettere in gioco è esattamente la separazione, il distanziamento, la quarantena. Forse può essere interessante ricordare che la quarantena l'hanno inventata gli italiani, quando non erano ancora un unico Stato ma un insieme di Repubbliche marinare e le navi che arrivavano in porto venivano bloccate, semplicemente perché i marinai stessero in quarantena ed evitassero di contagiare la popolazione, per esempio con la peste suina o, di volta in volta, con qualsiasi epidemia venisse da lontano. C'è una cultura, una storia che attraversa il tempo e che fa sì che l'Italia, da questo punto di vista, sia sempre stata maestra di prevenzione e di precauzione. Certo, quando un virus si trasmette con il respiro è molto difficile bloccarlo: basta respirare. Non a caso vi è stato il piccolo giallo nel decreto-legge rispetto alle distanze: sembrava che un metro di distanza tra di noi potesse essere sufficiente (peraltro faccio presente che noi stessi in Aula non manteniamo un metro di distanza gli uni dagli altri), poi si è cercato di estenderla a due metri e, nell'impossibilità di attuarla, ci si è attestati su un metro e ottanta centimetri. Al di là di tutto, il punto vero è avere la certezza che il virus si trasmette con il respiro. Quindi, per quanto si possa fare, per quanto ingegnose, dettagliate, rigorose possano essere le misure, il rischio è immanente; può essere un rischio a tendenza a zero, ma non riusciremo mai a cancellarlo. Il Governo ha messo in pista molte misure, soprattutto misure che riecheggiano in modi diversi la cultura della quarantena, compresa anche quella domiciliare, per cui si sta a casa. L'invito, poi, agli ultrasessantenni a stare a casa comprenderete che potrebbe svuotare il Paese in pochi minuti, tenendo conto che siamo un Paese a piramide demografica rovesciata. Ma cosa possiamo imparare da questa ennesima epidemia, che, insisto, non sarà l'ultima e forse nemmeno la più grave se non riusciremo ad attrezzarci adeguatamente? La prima lezione è che lo studio sui vaccini deve essere potenziato, rafforzato e condiviso; non sono battaglie che può vincere un solo laboratorio, un solo Paese: sono battaglie che, o si vincono insieme, o non si vincono affatto. La seconda cosa che può essere interessante mettere a fuoco rispetto a questa epidemia è l'altro virus, che in molti post è stato chiamato il virus dell'informazione, che certamente paga il prezzo del silenzio iniziale sull'epidemia cinese ma che da noi può diventare un prezzo, per così dire, da ipercompensazione: un eccesso di informazioni che ci travolgono tutti i giorni, su tutte le prime pagine dei giornali e dei telegiornali. Ieri sera, al telegiornale, Nino Cartabellotta, il fondatore di GIMBE in Italia, la fondazione che si occupa della medicina basata sulle prove di evidenza, diceva che il monitoraggio giorno per giorno, ora per ora non serve a molto; serve ad identificare un trend . Per noi si potrebbe suggerire alla comunicazione di adottare un approccio meno strettamente quantitativo e con maggiore capacità di spiegare alle persone le modalità con cui si attiva la precauzione e la diagnosi precoce. Le misure che si mettono in gioco sono quelle limitate di cui oggi disponiamo, ma potrebbero crescere e migliorare nel tempo. Credo che noi - i miei colleghi concorderanno - non possiamo che essere con il Governo in tutte le misure che ha assunto. Ci piacerebbe che queste misure fossero supportate da risorse di gran lunga maggiori, perché altrimenti sembrano parole al vento, ma sappiamo che su questo decreto-legge il nostro voto, come è accaduto ieri in Commissione, è un voto in parte in fede - come qualcuno lo ha definito, un voto fideista - perché speriamo che il prossimo decreto-legge trascini con le parole i fatti, le risorse, la concretezza. Per il resto, non ci rimane che imparare dalla storia e la prossima volta farci trovare un po' più preparati. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e del senatore Marinello) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rampi. Ne ha facoltà. RAMPI (PD) . Signor Presidente, signori colleghi, è chiaro che queste sono ore complicate in cui bisogna ispirarsi e due princìpi: non drammatizzare e non sottovalutare. È un comportamento che ognuno di noi deve avere come cittadino e che dobbiamo avere particolarmente noi come istituzioni, perché tutti i nostri comportamenti, quelli individuali, quelli che teniamo in quest'Aula, quelli che teniamo attraverso gli strumenti di comunicazione, hanno un impatto sui comportamenti dei nostri cittadini e sul clima che si crea. Chissà che questa emergenza - chiamiamola così - non ci insegni a rivedere alcuni dei nostri comportamenti un po' egocentrici e un po' egotici e a provare a controllare un po' di più, con empatia - che non va mai persa - ma con serietà, i comportamenti di una classe dirigente. In questo senso, vorrei sottolineare due aspetti specifici dei tanti di cui si potrebbe dire e dei tanti di cui si è detto in questa discussione. Il primo è che ci sono nella Regione da cui vengo, la Lombardia, delle Province particolarmente colpite, oggi sono sicuramente Lodi, Cremona, Pavia, Bergamo, ma domani potranno essere altre. In tutte quelle Province ci sono anzitutto persone che lavorano nelle strutture sanitarie ma anche persone che lavorano in aziende e altre realtà, ci sono i sindaci, gli amministratori locali, le mamme e i papà che si stanno organizzando per gestire i figli che non vanno a scuola, ci sono gli insegnanti: c'è un intero Paese che si sforza di comportarsi nel modo corretto senza sottovalutare e senza drammatizzare. Noi, come classe politica, dobbiamo essere all'altezza di quel Paese. Il secondo tema, che è oggetto di un ordine del giorno che ho voluto presentare, ha una connessione specifica con quanto voteremo tra poche ore. Quello presso il Senato rappresenta l'ultimo passaggio di un decreto-legge che autorizza il Governo ad adottare alcune misure necessarie e fondamentali, molte delle quali sono già in vigore da quasi due settimane, ad esempio nella mia Regione, ma anche in altre parti del Paese. Una di queste misure riguarda in particolare il mondo della cultura, i lavoratori dello spettacolo, i luoghi dell'aggregazione. A questi lavoratori e a queste lavoratrici abbiamo dovuto, da un giorno all'altro, chiudere il posto di lavoro. Quei lavoratori e quelle lavoratrici sono innanzitutto lavoratori e lavoratrici come tutti gli altri; lo devo dire perché a volte sembra che non sia così, sembra che siano persone che si divertono a fare il loro lavoro e che quindi se gli chiudiamo il luogo di lavoro da un giorno all'altro non succede niente e invece succedono dei drammi. Sono però anche lavoratori e lavoratrici che svolgono una funzione che è fondamentale per la Repubblica ed in particolare in momenti come questi, perché quegli strumenti culturali sono quelli che ci servono per rimanere comunità, per esserlo ancora di più, per affrontare le paure, le debolezze e le fragilità. A quei lavoratori e a quelle lavoratrici oggi, contestualmente alla scelta drammatica che stiamo facendo e che autorizziamo anche per i prossimi mesi, che magari riguarderà altre zone del Paese, di chiudere necessariamente il loro spazio di lavoro, dobbiamo dire che la Repubblica non li abbandonerà. C'è un film bellissimo che racconta la storia di quando, durante la Seconda guerra mondiale, un gruppo di soldati volontari decise, nel pieno dramma, della lotta contro la barbarie, di difendere i monumenti e le opere d'arte, perché ebbe l'intuizione che ci sarebbe stato un giorno, il giorno dopo, dopo, un giorno in cui la civiltà sarebbe potuta continuare perché c'erano e perché si erano salvati quei monumenti e quelle opere d'arte. Ebbene, oggi, nel pieno di una battaglia - perché tale è quella che dobbiamo condurre e che condurremo con serietà e rigore nelle prossime settimane - dobbiamo difendere i nostri cittadini, dare a ognuno di loro gli strumenti per difendersi, ma al contempo salvare e salvaguardare quell'universo culturale, quell'ecosistema delicato e a rischio che ci serve per ripartire e per ricostruire, per produrre, una volta sconfitto il contagio negativo di queste ore, quel contagio positivo che la cultura e l'arte ci distribuiscono. Per tale ragione, vorrei richiamare, anche in quest'Assemblea, anche in questo momento, l'insieme di queste due misure perché sono atteggiamenti che vanno insieme. Oggi chiediamo un sacrificio, e mentre lo chiediamo, siamo solidali e vicini a chi - lavoratore, imprenditore, libero professionista - ha deciso di dedicare la propria vita a costruire comunità, perché più si è comunità, più si esce da drammi come questo. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Stabile. Ne ha facoltà. STABILE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'epidemia in corso ha evidenziato a tutti noi la situazione (carenze e deficit , anche di tipo organizzativo) del nostro Servizio sanitario nazionale. Si tratta di un Servizio sanitario stressato da anni di tagli: abbiamo perso 37 miliardi di euro di finanziamenti in un decennio; abbiamo perso quantità importanti di personale. Adesso, in ritardo, affrontiamo il problema della carenza dei medici. Abbiamo tagliato negli anni un numero importante di posti letto, tanto che in questo momento ci troviamo con poco più di tre posti ogni mille abitanti; facendo un confronto con altri Paesi europei, con una sanità pubblica simile alla nostra, la Francia ne ha sei per mille abitanti, la Germania otto. Noi lo abbiamo fatto probabilmente in modo imprudente - almeno adesso si rivela tale - e affrettato, ispirandosi a un modello che vuole portare l'assistenza sul territorio, e abbiamo cominciato tagliando gli ospedali. Ebbene, adesso vediamo quanto gli ospedali siano ancora necessari, indispensabili, al nostro Servizio sanitario. Gli ospedali vanno già in crisi senza bisogno che arrivi il coronavirus; vanno in crisi tutti gli inverni con le epidemie influenzali. Ogni inverno - e qualche volta anche non d'inverno - si producono attese di ore, talvolta anche di giorni, nei reparti di pronto soccorso per il posto letto. Tutti gli inverni, i reparti, in particolare quelli di medicina, viaggiano con un tasso di occupazione che va oltre il 100 per cento. Ciò significa che il reperto non solo è costantemente pieno, ma segue anche pazienti in sovrannumero, collocati nel reparto o disseminati nell'intero ospedale. È dimostrato che con questi tassi di occupazione il rischio per i pazienti incrementa, così come incrementa il rischio di infezioni, le temibili infezioni ospedaliere. Con il taglio dei finanziamenti il sistema tende necessariamente al risparmio a ogni costo. Personalmente ho esperienza di questo sistema: ho fatto il medico ospedaliero per più di trent'anni e, soprattutto verso la fine dell'anno, quando ci si preoccupa per un bilancio che potrebbe finire in rosso, sapete qual è la disposizione che hanno i caposala? Gli si chiede di non fare scorta. Non avendo scorte, abbiamo visto cos'è accaduto nel caso di una richiesta ancora contenuta quale è stata inizialmente quella conseguente all'epidemia del coronavirus. I reparti non hanno avuto l'immediata disponibilità di presidi che, tutto sommato, andrebbero usati anche per l'epidemia influenzale, quali mascherine, camici a perdere, guanti, i dispositivi di protezione che normalmente vengono utilizzati. Nei nostri ospedali, in seguito all'epidemia di coronavirus, tali presidi sono arrivati, perché ordinati ad hoc , dopo diversi giorni, quindi con tutto il rischio che c'è stato di diffusione del contagio. È evidente che basta poco perché questo sistema, già pesantemente stressato dai tagli, vada in crisi; basta poco perché non riesca a far fronte alle necessità e non solo quelle relative all'epidemia di coronavirus ma alle necessità generali di tutti i cittadini, poiché un sistema che collassa non è più in grado di rispondere a tutte le esigenze alle quali è preposto. Sono quindi necessari sicuramente dei provvedimenti efficaci, se non a contenere il contagio, perché ciò potrebbe essere illusorio, quantomeno a ritardarlo, dato che il picco potrebbe non essere affrontabile dal nostro sistema. Un'altra carenza importante, organizzativa più che di tipo economico, che dipende dalle risorse è stata quella evidenziata relativamente al numero unico di emergenza 112. Il modello adottato dall'Italia prevede che tutte le chiamate d'emergenza, quindi quelle sanitarie, ma anche quelle rivolte ai Vigili del fuoco e alle Forze dell'ordine, passino attraverso l'imbuto del numero unico 112. La quantità di chiamate che si è prodotta, anche per ricevere informazioni - anche se poi alcune Regioni hanno introdotto il numero verde a tal fine - è andata ad intasare le centrali del numero 112, con persone che hanno aspettato fino a trenta minuti, e forse anche oltre, per avere il primo contatto con l'operatore. L'emergenza sanitaria ha causato quindi un rischio anche per chi aveva bisogno dei Vigili del fuoco o delle Forze dell'ordine. Nella mia Regione, il Friuli-Venezia Giulia il problema persiste tuttora e le chiamate di soccorso restano in coda per diversi minuti, prima del primo contatto con l'operatore. Credo che da tutto questo noi dovremmo imparare e fare una riflessione; in questo momento è sicuramente prioritario il fatto di affrontare tutti insieme, collettivamente, come già stato detto, l'emergenza, però - altrettanto tutti insieme - una volta cessata l'emergenza credo dovremmo fare un ragionamento sulle condizioni del Servizio sanitario nazionale e della sanità pubblica, in modo da dare una svolta a queste politiche basate sui tagli. Questa emergenza ci ha dimostrato infatti quanto sia importante il Servizio sanitario nazionale. Auspicando che il fenomeno si riveli alla fine il più contenuto possibile, ritengo che in ogni caso questa esperienza potrà servire per farci trovare pronti un'altra volta. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castiello. Ne ha facoltà. CASTIELLO (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, alla base del decreto-legge n. 6 del 23 febbraio 2020, oggetto di conversione in legge milita l'esigenza di una gestione unitaria dell'emergenza sanitaria, in quanto la frammentazione decisionale, gli interventi scoordinati di cui abbiamo avuto prova purtroppo in questi giorni, non sempre basati sull'evidenza scientifica, rischiano di essere inappropriati ed inopportuni, recando pregiudizio alla reputazione e all'economia del Paese. Il provvedimento al nostro esame vuole sanare queste discrasie facendo applicazione dell'articolo 117, terzo comma della Costituzione, che ripartisce nella materia della tutela della salute la competenza tra lo Stato e le Regioni, trattandosi di materia di competenza concorrente; è però riservata allo Stato la cura in modo uniforme del diritto alla salute, che l'articolo 32 della Costituzione - non dimentichiamo - definisce come diritto fondamentale della persona e interesse primario della collettività. Di tutti i diritti soggettivi e di libertà tutelati dalla Costituzione, l'unico contrassegnato con la qualifica di «fondamentale» è il diritto alla salute, che richiede una disciplina uniforme e unitaria, sottratta alle valutazioni differenziate della discrezionalità dei legislatori regionali che possono portare agli inconvenienti ai quali il decreto-legge intende porre rimedio. La normativa varata dal Governo ha avuto assentimenti internazionali; il commissario alla salute dell'Unione europea Stella Kyriakides lo ha definito un insieme di misure veloci e risolutive. Hans Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, il 26 febbraio, in relazione alle misure che il Governo ha assunto in questi ultimi giorni ha dato «piena fiducia all'Italia», che ha dovuto prendere decisioni difficili, sacrificando la prosperità economica sull'altare della tutela del diritto alla salute. Quello che più interessa rimarcare in questo decreto-legge, però, è che fa proprio il principio di proporzionalità, al quale si ispira prevedendo con clausole flessibili la necessaria adattabilità dell'azione governativa, attraverso la normativa secondaria di attuazione, all'evoluzione del quadro epidemiologico. Ecco perché è ben fatto: risponde alle esigenze di flessibilità e adeguatezza nel rispetto del principio di proporzionalità, che trova le sue radici nell'articolo 3 della Costituzione. Interessante in termini di flessibilità è anche la norma che prevede che i controlli della Corte dei conti non blocchino l'azione governativa, in quanto vengono conformati alla stregua non di condizioni sospensive, ma semmai risolutive. I provvedimenti vengono quindi dichiarati provvisoriamente efficaci esecutori ed esecutivi, ancorché sottoposti al controllo della Corte dei conti. Sono proprio queste clausole di flessibilità e proporzionalità insite al tessuto normativo che rendono questo provvedimento senz'altro adeguato alla congiuntura. Sicché, in vista della capacità e della qualità di questo strumento legislativo di fronteggiare la situazione emergenziale, ritengo inopportuna, per non dire indecorosa, l'insistita e ossessiva proposta di alcuni segmenti dell'opposizione di barattare con la promessa di sostegno a questo Governo come Esecutivo istituzionale di emergenza nazionale l'anticipazione di un termine certo per le elezioni anticipate. Si tratta di una proposta irricevibile, che non trova alcun fondamento costituzionale, e di un baratto non accettabile. L'articolo 60 della Costituzione stabilisce un preciso inquadramento temporale per la legislatura, da intendersi come periodo naturale di durata in carica delle Camere. Ecco perché, in conclusione, esprimiamo convinta solidarietà alla replica del presidente del Consiglio Conte a quest'inaccettabile e irricevibile proposta. Questo è già un Governo di unità nazionale, che ha avuto l'avallo da Kluge, dell'Organizzazione mondiale della sanità, e, lo ribadisco, dal commissario alla soluzione Kyriakides, che ha recensito positivamente l'impegno di questo Governo nell'assumere soluzioni, rimedi, misure e interventi veloci e risolutivi. Il MoVimento 5 Stelle esprime pertanto il suo convinto assentimento alle scelte compendiate in questo decreto-legge, oggetto di conversione in legge, e manifesta piena solidarietà al Governo in carica, al quale va il suo pieno sostegno in questa difficile congiuntura. (Applausi dal Gruppo M5S). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, innanzi tutto Fratelli d'Italia vuol esprimere il cordoglio per tutte le vittime di questi giorni e di queste ore. Non ci è piaciuta soprattutto la comunicazione sulle vittime, in base alla quale sembrava che, se muore un anziano, la sua vita conti meno rispetto a quella di un giovane. Trovo che questo sia veramente un brutto messaggio che abbiamo dato ai nostri figli, come se le vite non fossero tutte umane. Si è sentito dire più volte, in questi giorni: «È morta una persona che aveva ottanta o ottantacinque anni e che aveva quadro clinico compromesso», come se - lo ripeto - le vite avessero pesi diversi. Vogliamo poi ringraziare tutti i cittadini - quelli della zona rossa e tutti coloro che vedono la propria libertà limitata - e ringraziare, come ha già fatto il mio collega senatore Balboni, tutti gli uomini, le donne, i medici, gli infermieri, il nostro Esercito e le nostre Forze dell'ordine, che stanno lavorando notte e giorno e in certi casi anche in situazioni che non sono sicuramente facili. Fratelli d'Italia ha detto da subito che avrebbe dato la propria disponibilità e che noi c'eravamo, anche perché ricordo che siamo patrioti e, quindi, prima di tutto viene l'Italia; prima degli interessi di partito, prima delle convenienze, prima di pensare al consenso, per noi viene la nostra Nazione e pertanto, signor Presidente, noi ci siamo e ci saremo. Visto però che siamo in Parlamento, nel luogo delle discussioni, dove si può dire ciò che si pensa, diciamo che abbiamo qualche dubbio che, a parti invertite, se ci fosse stato un Governo di centrodestra, la sinistra si sarebbe dichiarata da subito collaboratrice: non lo so. Devo dire però che, in tutta questa vicenda, è stato fatto qualcosa che non andava fatto, perché all'inizio, da parte del Governo, abbiamo visto un'assoluta sottovalutazione di quanto stava succedendo. Ci continuavate a ripetere che non c'era problema e quando noi, Fratelli d'Italia, avevamo chiesto che tutte le persone che arrivavano dalla Cina - bambini o adulti: tutti! - dovevano essere controllati la risposta, la più banale e la più sbagliata, è stata che eravamo dei razzisti e che era una misura ideologica. No, signori, volevamo proteggere la salute di tutti i cittadini, non a seconda della razza o dell'etnia: ci preoccupavamo di salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Questo, secondo noi, è stato un grande errore. Devo dire che però, oggi, quando molte Nazioni stanno chiudendo le porte in faccia agli italiani, non ho sentito dire da voi, colleghi, neanche una parola sul razzismo, non ho sentito dire da voi niente, come se fosse assolutamente normale. Credo che siano queste le cose che stanno facendo molto male alle nostra Nazione. Ieri non sarà sfuggito a nessuno lo spot sulla "Corona pizza", quella vergogna che è andata in onda sull'emittente francese «Canal plus» e che, devo dire, grazie alla denuncia di Fratelli d'Italia, dopo poche ore era stato fortunatamente tolto. Il danno però c'è stato, c'è e ci sarà. Devo dire che è la comunicazione ciò che ha sbagliato maggiormente il Governo. Quando abbiamo visto il Presidente del Consiglio italiano fare le comunicazioni dalla sede della Protezione civile, egli ha dato un messaggio plasticamente allarmante, perché noi italiani siamo abituati a veder parlare il Presidente del Consiglio dalla sede della Protezione civile quando ci sono cose gravissime, come i terremoti. Quindi, vedendo il Presidente del Consiglio italiano che parla dalla sede della Protezione civile, immaginatevi cosa abbiano potuto pensare gli italiani. Possiamo dire che è stato proprio un messaggio sbagliato. Sicuramente possiamo affermare che ci sono stati dei messaggi schizofrenici, ma credo che ciò che ha avuto gli effetti peggiori in assoluto è stato quando il Presidente del Consiglio ha detto che il problema si è creato per una falla nel nostro sistema sanitario. In quel momento il Presidente del Consiglio ha ammesso che l'Italia aveva sbagliato e che c'era stata una falla nel nostro sistema sanitario. E lì vi sarete resi conto che in un attimo, da quella Nazione che stava facendo bene e che faceva controlli massicci per allontanare il problema del contagio, grazie a questa dichiarazione del Presidente del Consiglio italiano, siamo diventati gli untori del mondo. Questo è stato il problema. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti. Commenti dei senatori Angrisani e Rampi) . Io non so se vi siete accorti di quello che hanno scritto i giornali internazionali e del servizio sulla CNN, che ha detto che il Presidente del Consiglio ammette che c'è stato un errore. Io non so se il presidente del Consiglio Conte si è reso conto in quel momento di cosa ha fatto e di quali sono i danni economici. (Commenti dei senatori Lanzi e Mirabelli) . Guardate che forse passerà prima il virus dei danni economici della nostra Nazione; parlo dei danni al nostro made in Italy e al turismo. Allora io dico che non è più il momento di sbagliare; è il momento di fare le cose e dovete farci ancora capire se questo coronavirus è grave - e allora è giusto che ci siano misure drastiche - o se questo coronavirus è poco più di un'influenza. Chiediamo allora che il Governo ci dia informazioni e che metta da parte tutto quello che non serve a risolvere un problema che sicuramente è grave dal punto di vista sanitario, ma è anche gravissimo dal punto di vista economico. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ferrazzi. Ne ha facoltà. FERRAZZI (PD) . Signor Presidente, colleghi, io credo, noi crediamo, che questo non sia il momento della polemica, ma sia il momento dell'unità nazionale, perché, dinanzi a eventi come questi e a crisi sanitarie che poi si stanno trasformando anche in oggettive crisi economiche, noi si debba stare uniti, insieme. Utilizzare quest'Assemblea per fare una facile polemica, un po' demagogica, strumentalizzando il dato reale, che è un dato di paura che sta attraversando il nostro Paese, riteniamo non sia all'altezza del compito che questo Senato oggi si deve dare. Il compito che questo Senato oggi deve affrontare è quello di una risposta ferma, responsabile, non isterica, ma competente ed efficace, dinanzi a una situazione che è oggettivamente una situazione di emergenza. Ovviamente siamo all'interno di un fenomeno naturale che è accaduto molto spesso nel corso storia e che accadrà ancora. Le istituzioni, all'interno della loro forza, della loro responsabilità e della loro credibilità, sono chiamate a rispondere a situazioni come queste. Ed è esattamente quello che si sta facendo con la trasformazione in legge del decreto-legge di cui stiamo parlando in questo momento. Ora, signor Presidente, i piani di intervento che questo Governo ha proposto e che il Parlamento sta per votare sono molteplici. È del tutto evidente che, davanti a una situazione di emergenza sanitaria, il primo intervento deve essere di natura sanitaria ed emergenziale, per bloccare l'aumento del contagio nella nostra Nazione. Ebbene, signor Presidente, questo è esattamente quello che fa questo decreto-legge, come è già stato detto dal relatore in maniera assolutamente autorevole e pertinente. Non si è perso un giorno; si è intervenuti immediatamente già a febbraio, con dei provvedimenti che riguardano il divieto di allontanamento dalle zone di interesse e di accesso alle medesime, la sospensione delle manifestazioni, la sospensione del funzionamento di scuole e università, la sospensione dell'apertura dei pubblici musei, la chiusura degli esercizi commerciali, le specifiche misure di quarantena e tutti gli interventi per il trasporto aereo e terrestre e per il trasporto pubblico locale (potremmo anche continuare). Questo Governo è intervenuto immediatamente, una volta che ci si è resi conto che c'era una situazione di emergenza da affrontare. Dal punto di vista sanitario il Parlamento ha prontamente risposto, votando la scorsa settimana la conversione in legge del decreto-legge alla Camera; oggi accadrà lo stesso al Senato. Presidente, colleghi, è del tutto evidente che tutto ciò non è sufficiente perché le conseguenze di una crisi di questo tipo hanno anche delle ricadute forti dal punto di vista economico. Ebbene, anche in questa direzione non stiamo fermi: il Parlamento e il Governo non sono fermi; bisogna intervenire su due livelli dal punto di vista economico, arginare la crisi già iniziata e, contemporaneamente, intervenire sul rilancio degli investimenti. Quindi, si tratta di spesa e investimento contemporaneamente. È aperta una discussione con i provvedimenti che stanno per arrivare - è una questione di giorni - relativamente a 9 miliardi che verrebbero immessi nel sistema nazionale. Oggi si parla di quasi 4 miliardi di euro. È in corso una discussione - il Governo l'ha portata a livello dell'Unione europea - per un piano di emergenza europeo e globale, all'interno del quale c'è anche una rivisitazione della flessibilità, necessaria per affrontare l'emergenza, sul rapporto tra deficit e PIL con almeno lo 0,2 per cento in più. Ci sono poi delle ipotesi che già stanno trasformandosi nel secondo e nel terzo decreto di natura economica che sono di grande impatto dal punto di vista del sostegno dell'economia. Sono previste misure di sospensione, proroghe e moratorie nelle zone colpite con riferimento ai settori economici e, in particolare, a quello turistico, culturale, della ristorazione e dei trasporti, ma anche misure che riguardano il sostegno all'occupazione. Ci sono poi facilitazioni al credito per le imprese e le famiglie, semplificazioni delle procedure, blocco dei pagamenti e via dicendo. Sono tutte questione di cui si sta discutendo diffusamente e che non sono state studiate nel segreto degli uffici dei Ministeri o del Presidente del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha ritenuto, infatti, di allargare la responsabilità a tutte le forze parlamentari in questo momento, a prescindere che si tratti di maggioranza o minoranza. Presidente, vengo all'ultimo punto assolutamente fondamentale. Il quadro all'interno del quale si devono muovere questi provvedimenti (l'urgenza sanitaria, il piano per il rilancio dell'economia e il contenimento della crisi economica) non può reggere se non c'è una grande valenza di unità nazionale di fronte alla crisi. Il nostro Paese ha bisogno di fiducia, di coesione, di capacità di fare squadra, di coraggio, ha bisogno di capire che in momenti come questi le forze politiche devono immaginare e mettere in atto il fatto che c'è il bene comune, che va oltre il particolare e il consenso di breve periodo. Tutti insieme dobbiamo essere consapevoli del grande valore della nostra Nazione. Dobbiamo lasciare da parte chi vuole dividere, speculare, impaurire e costruire insieme un progetto e un disegno di rilancio per rendere l'Italia più forte anche attraverso questa crisi che stiamo affrontando e che dobbiamo velocemente lasciarci alle spalle. Presidente, vengo da una città e da una Regione fortemente colpita. Abbiamo perfettamente presente il quadro del disagio e della paura. Girando per Venezia, come per Roma, si vedono l'assenza del turismo, la crisi economica, dei locali, del commercio, degli imprenditori, delle aziende, degli autonomi e dei liberi professionisti, ma alla paura si risponde responsabilmente con azioni mirate, unità nazionale e coraggio. Presidente, il voto di oggi può andare in questa direzione. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pepe. Ne ha facoltà. PEPE (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, signori del Governo, ieri sera, come capita a ciascuno di noi presenti in questa Aula, ho girato per Roma ed era triste e impaurita. Se è triste e impaurita Roma, lo è anche l'Italia. Questo non possiamo permetterlo assolutamente né con i sentimenti, né tantomeno con le azioni politiche. Intanto, vorrei fare una premessa in questa Aula, perché mi pare che in una parte dell'emiciclo, quello sinistro, non sia molto chiaro che, se questo decreto-legge si appresta a diventare legge in tempi celerissimi, è perché le opposizioni sono state responsabili e hanno consentito la sua conversione immediatamente. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Diciamolo. Diciamoci le verità, tutte le verità, soprattutto in momenti difficili. Come non possiamo nascondere, per esempio, che questo Governo, il Governo Conte II, è stato un Governo lento, un Governo balbuziente, un Governo incosciente. Vi dico anche perché. È stato lento perché, quando, a fine gennaio, qualcuno aveva suonato la campanella, dicendo al presidente Conte: svegliati, non sottovalutare questo fenomeno, controlla i confini adotta le misure idonee, il Governo Conte II ha dormito. Si è svegliato soltanto il 21 febbraio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È stato balbuziente, perché ha creato caos. C'è stata una disinformazione totale, complessiva, sia per quanto riguarda l'operatività sui territori, sia per quanto riguarda la prevenzione. Io sono sindaco. Grazie a Dio, in questo caso dico: un sindaco del Sud. Ho toccato con mano questo caos, questa confusione, che ha regnato nel Governo Conte II. Non si sapeva cosa fare e come comportarsi. Alcuni sindaci chiudevano le scuole, altri facevano ordinanze, comminando sanzioni a coloro i quali non osservavano l'impegno a comunicare la provenienza dalle zone rosse o, comunque, da zone del Nord. La confusione, perché il Governo non sapeva cosa dire e non sapeva dove andare a parare. Un Governo balbuziente; e poi è stato un Governo incosciente, perché, cari colleghi, cari signori del Governo, di per sé, nel suo ruolo, un capo del Governo deve tendere ad unire il Paese, a compattarlo. Questo obiettivo diventa un dovere, quando ci sono momenti di sofferenza. Ma il premier Conte ha fatto l'esatto contrario. Doveva trovare, in ogni occasione, un capro espiatorio per la sua incapacità. Prima ha attaccato alcuni sindaci. Poi ha attaccato i medici e il personale sanitario, a cui va invece tutta la nostra solidarietà. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Per finire, ha attaccato anche alcuni governatori, a cominciare da Zaia, passando per Fontana, i governatori più bravi della nostra Nazione! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È del tutto incomprensibile! Un Presidente del Consiglio che si rispetti non crea conflitti sociali o conflitti istituzionali. Dialoga, collabora, propone, ascolta. Io, da uomo del Sud, cari colleghi, mi faccio e vi faccio una domanda. Se quei focolai, invece che in Veneto e in Lombardia, fossero nati altrove, cosa sarebbe successo in Italia? Cosa sarebbe successo in Italia? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Piedi per terra, allora. Questi sono i banchi della Lega, una forza che ha dimostrato, anche in questi istanti, di essere affidabile, responsabile, di volere il bene dell'Italia e degli italiani. Ha proposto tantissime misure, sottoponendole all'attenzione del Governo. Misure serie, concrete, efficaci, che potrebbero aiutare le famiglie, le imprese, il turismo. Non basta, però, convocare le opposizioni per rispettare un mero protocollo formale. Le opposizioni si convocano per tempo, cercando di affrontare il nucleo centrale della questione e cercando di proporre in maniera unitaria soluzioni importanti per l'Italia. Noi ci siamo. Abbiamo proposto e continueremo a proporre. Matteo Salvini lo sta facendo, minuto dopo minuto, perché è giusto che sia così. Però, ritengo che, a fronte della responsabilità che stiamo manifestando oggi, consentendo la conversione del decreto-legge in legge subito, dobbiamo essere anche responsabili dicendo alcuni no. E due no, cari amici, dobbiamo dirli. Perché se da un lato si cerca di tamponare con questa misura il fenomeno sanitario, dall'altro dobbiamo capire che c'è un'altra emergenza già concreta che incombe sull'Italia, cioè quella economica. E se vogliamo farvi fronte dobbiamo dire due no: no all'elemosina da parte dell'Europa e no a misure pavide da parte di questo Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Fuori da questo Palazzo, colleghi senatori, c'è l'Italia che non si arrende, l'Italia vera, l'Italia che lavora, che studia, che vuole andare avanti; l'Italia del cuore, del coraggio e dell'orgoglio. Mettiamoci al passo di quell'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Mettetevi al passo di quell'Italia, signori del Governo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Vorrei rivolgere un ultimo messaggio a qualche signore d'oltralpe e non solo. Noi siamo l'Italia, quando sentite questo nome portateci rispetto. Noi siamo l'Italia. Quando vedete i nostri colori e i nostri simboli, tra i quali mettiamo anche la pizza, inchinatevi! Noi siamo l'Italia, un Paese che vincerà anche questa sfida. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mallegni. Ne ha facoltà. MALLEGNI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, intanto io sono un po' imbarazzato perché non solo non rispetto la distanza di 1.80 metri (adesso mi sono confuso fra un metro, un metro e 80 centimetri, 2 metri, 2 metri e 40 centimetri), ma ho a fianco la collega Gallone che viene da Bergamo e stamani ho letto che è possibile che dalla settimana prossima anche i bergamaschi saranno messi alla berlina, quindi me la godo finché posso, in buona sostanza. Perdonate la goliardia dell' incipit dell'intervento; mi piacerebbe poter continuare, ma la situazione è particolarmente delicata e preoccupante. Oggi stiamo discutendo di un decreto-legge e credo che forse in questi due anni sia l'unico per il quale abbiamo rispettato il dettato costituzionale. Cioè necessità e urgenza sono le uniche motivazioni serie che hanno portato alla proposta da parte del Governo e alla firma da parte del Capo dello Stato di questo decreto-legge. Quindi dopo due anni un decreto-legge. Bene. Qual è il problema dal nostro punto di vista? Farò una breve digressione. Tutti hanno la preoccupazione di dire che ci sono degli errori; sgomberiamo il campo (mi prendo io la responsabilità): il decreto-legge, in particolare contingibile e urgente, ha una vita di sessanta giorni all'interno della quale le Camere devono provvedere alla sua conversione in legge, oppure, non approvandolo, alla sua decadenza, perché rivestendo la funzione di emergenza e di urgenza, deve essere immediatamente esecutivo e può anche darsi che le Camere non lo trasformino in legge dello Stato. A mio avviso questa era la funzione del decreto-legge in esame, quindi dovevamo farlo scadere, non dovevamo assolutamente convertirlo. Io ho chiesto autorizzazione alla mia Presidente e non parteciperò al voto sul decreto-legge in esame. Personalmente vorrei votare contro, non lo farò per senso di responsabilità. Ma vorrei votare contro. La collega prima ha ricordato qualcosa di analogo e cerco di esprimerlo con parole mie; si possono anche ricordare le motivazioni che hanno portato alla redazione e all'approvazione di questo decreto-legge, traendole dalle parole del senatore Casini, quando la scorsa settimana siamo intervenuti, uno per Gruppo, relativamente all'emergenza coronavirus, il quale ha indicato al ministro Speranza la differenza tra un comitato scientifico e un Parlamento, tra le legittime posizioni scientifiche, delle quali ovviamente dobbiamo tenere conto, e le responsabilità della politica, che deve, in funzione di quelle indicazioni scientifiche, discernere un provvedimento e applicarlo alla vita degli italiani. Ieri sera sulla CNN - perché bisogna guardare cosa dicono di noi nel mondo - l'Italia si trovava al centro del globo, con una serie di macchie rosse sovraimpresse e dei vettori che andavano a contagiare il mondo: oggi siamo noi che abbiamo contagiato i cinesi, siamo noi che abbiamo dato un'informazione, anche attraverso questo tipo di decretazione d'urgenza, di una Nazione che è andata nel panico, ma sul piano politico. Ci siamo fatti prendere la mano sul piano politico. Amministrare, decidere, governare significa assumersi delle responsabilità e le responsabilità ce le assumiamo anche decidendo di fare cose che devono tener conto di un interesse globale. In queste ore ho sentito parlare di rilancio: 3,6 miliardi di euro, 20 miliardi, 47 miliardi, 270 miliardi; oggi vi chiedo 500, 600, facciamo 700 miliardi e non se ne parla più. Non esiste una quantificazione, un limite al prodotto interno lordo di un Paese che oggi vale probabilmente l'80 per cento in meno di quello che valeva la settimana scorsa: sono mille miliardi all'anno. Ma come si fa a quantificare? Gli unici che hanno preso una posizione a mio avviso intelligente a livello di Parlamento europeo - sarà un caso - sono Berlusconi e Tajani, che hanno posto alla Commissione, alla Banca centrale europea e al Fondo monetario internazionale dei quesiti, perché probabilmente deve essere riconsiderato l'aspetto finanziario del sistema e, da domani mattina, bisogna mettersi a stampare quattrini. La Federal Reserve, nonostante gli Stati Uniti non siano ancora stati colpiti dal fenomeno come noi, ha già iniziato con la riduzione dei tassi di interesse e il presidente degli Stati Uniti Trump ha detto « is not enough », non è sufficiente. Certo. Eppure abbiamo visto cosa accadde nel 2008. Ma vogliamo parlare della crisi del 1929, con la Federal Reserve che iniziò a stampare moneta? I problemi sono due, fondamentalmente: il primo è l'incapacità (ma lo dico con rispetto, perché non è detto che siamo tutti capaci) di gestire una crisi, tenendo conto non soltanto dell'aspetto sanitario, ma anche delle implicazioni economiche, perché la cura in questo caso è peggio del male. La cura che noi abbiamo impresso con un decreto-legge così restrittivo è peggiore del male. Fra una settimana o dieci giorni nei supermercati non ci saranno proprio le persone a comprare le cose, perché le famiglie, a tutti i livelli, dal più ricco al più povero, subiranno questo problema. Bisogna allora assumersi la responsabilità, sicuramente fare azioni di restrizione sanitaria, ma non da Stato di polizia sanitaria, come avete fatto, perché è un errore grave, gravissimo. Dietro di voi sono venuti anche amministratori locali, amministratori regionali, che hanno abboccato a questa voglia di restringere, perché qualcuno non si vuole prendere la responsabilità di restare indietro e di non chiudere. No, non dobbiamo chiudere, dobbiamo restare aperti, perché l'Italia è chiusa, quindi non ce lo possiamo assolutamente permettere. Vi prego, vi scongiuro, torniamo a ragionare con un'assunzione di responsabilità e restiamo aperti al mondo, perché oggi non ci possiamo più muovere da nessuna parte e quelle che erano la prima località venduta nel mondo, l'Italia, e la seconda, la mia Regione, la Toscana, oggi non le vuole comprare più nessuno, con conseguenze sugli investimenti, sugli sviluppi, sui fondi finanziari. Forse non avete capito cosa sta succedendo, ma se - lo dico con rispetto a chi non li ha - aveste 30, 40, 50, 60 o 70 persone sulle spalle a cui dare la busta paga alla fine del mese, probabilmente vi porreste il problema in maniera diversa. Quello che vi chiedo è di riflettere, perché altrimenti il problema non si fermerà tra una settimana o fra dieci giorni. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rizzotti. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, desidero innanzitutto porgere un pensiero di cordoglio e di vicinanza a tutti i familiari delle vittime che stanno vivendo il dolore della perdita di un proprio caro. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Una vicinanza a tutte le persone ricoverate, con un messaggio di speranza, perché dal coronavirus si guarisce e lo si vede dai dati che abbiamo ogni giorno. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Una vicinanza a tutte le Regioni più colpite nel loro tessuto sociale, familiare, sanitario, economico, messe in ginocchio. Un pensiero di enorme gratitudine a tutti i medici, gli operatori sanitari, le aziende sanitarie delle Regioni, i Vigili del fuoco, le Forze dell'ordine, che stanno lavorando a ritmi inverosimili, con turni massacranti da settimane. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Permettetemi anche di rivolgere un grazie di cuore al vice ministro Sileri, che fin dall'inizio ha dimostrato equilibrio, competenza e professionalità, cose che mancano in questo Governo, sempre presente, anche ieri in Commissione, anche ieri sera, sempre pronto ad ascoltare. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e M5S) . Purtroppo con grande rammarico la stessa cosa non la posso dire del Presidente del Consiglio Conte. Qualcuno ha detto che avrebbe dovuto essere accusato di procurato allarme, quando ha fatto la conferenza stampa col pullover stile Bertolaso - ma certamente il confronto è impietoso - e ha annunciato lo stato di emergenza del nostro Paese come se dovesse annunciare l'entrata dell'Italia nella terza guerra mondiale. Non si è reso conto, come purtroppo troppo spesso è capitato a molti esponenti di altri Governi anche precedenti, ma magari le parole incaute di un Ministro provocavano la perdita di miliardi in borsa nell'arco di quattro ore ai risparmiatori italiani, mentre in questo caso le parole hanno avuto un peso con ricadute immediate a livello economico nazionale e internazionale, oltre allo stato di terrore creato nei cittadini. Da quando sono state pronunciate queste parole, oltre alle zone a rischio, si sono svuotate le città, i treni, tutto quello che riguarda la quotidianità delle persone. Esistono certamente delle priorità in ogni Paese che non devono essere sottovalutate e fin dall'inizio tutti, maggioranza e opposizione, dicemmo che la massima priorità era la salute pubblica, ma oggi all'emergenza sanitaria si è affiancata un'altra emergenza, ancora più grave del virus, per il Paese già in difficoltà, che è quella economica. Il meccanismo psicologico della paura, che si è instaurato in pochissimi giorni, ha ricadute molto più pericolose del coronavirus. L'Italia per prima si è adeguata alle direttive dell'Organizzazione mondiale della sanità, adottando misure adeguate alle linee guida scientifiche, cosa che nessun altro Paese europeo ha fatto. Certo, chiudere i voli diretti è stata una decisione importante - se leggiamo le dichiarazioni del 10 di febbraio del professor Ricciardi, vediamo che affermava che era inutile bloccare i voli diretti senza controllare chi arrivava o partiva da altri scali - ma ricordo che la Francia ha ancora quattro voli diretti Parigi-Pechino al giorno e si è permessa di bloccare un pullman alla frontiera di Ventimiglia perché l'autista starnutiva. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . E non parliamo di altre piccole amenità della Francia, comprese quelle di ieri. L'Italia è l'unico Paese che ha fatto, dopo la Cina, i test a tappeto. Ne sono stati fatti 21.000 e sono risultate 2.260 persone positive, quasi il 60 per cento asintomatico, isolato a casa in quarantena, un 30 per cento ricoverato e un 10 per cento in terapia intensiva. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,16) ( Segue RIZZOTTI). Il nostro sistema sta reagendo molto bene grazie all'organizzazione delle strutture e agli sforzi degli operatori sanitari. Ripeto: abbiamo fatto i test gratuitamente, a tappeto, mentre gli altri Paesi europei non hanno volutamente controllato dall'inizio perché, vedendo l'esempio di quello che stava succedendo in Italia, la loro priorità è stata economica, e ci hanno addossato la colpa: vergognoso! Pensiamo soltanto che in Francia hanno fatto meno di 1.000 test e negli ultimi giorni hanno scoperto 200 casi positivi: 1.000 test, 200 casi; noi, 21.000 test, 2.000 casi. Fate un po' il confronto su chi sta appestando l'Europa e il mondo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Tra operatori sanitari ci si parla: da dieci giorni si sa che in Germania sono accertati almeno 600 casi, ma stanno zitti; nel Regno Unito si sono ammalati tre settimane fa, e adesso si sa, da persone autorevoli - ad esempio, fonti mediche come anche AstraZeneca - che solo a Londra ci sono più di 500 positivi malati - lo sottolineo, malati - e giustamente mia figlia che studia lì mi ha chiesto: «Mamma, secondo te bloccano la metropolitana?». Un Paese che, dopo aver avuto 40 morti asfissiati in un container , immigrati clandestini, ha dato la notizia un giorno e da otto mesi ormai nessuno ne sa più niente. Pensiamo se fosse successo in Italia! Tutti questi Paesi europei in compenso non solo non li hanno (per ora, perché non li hanno cercati) ma stanno boicottando il nostro Paese da tutti i punti di vista, compresa la richiesta - cosa ridicola! - del «virus free» per i prodotti agroalimentari. Quello che non si è capito all'inizio della diffusione, che con colpevole ritardo si sta comprendendo oggi, è che nessuno è immune da contagi tanto violenti. Il vaccino è lontano, ci vorrà almeno un anno, ma in tutto questo ha brillato e continua a brillare per assenza l'Unione europea, tanto che viene da chiedere, anche dai più europeisti, che cosa serva Bruxelles con polemiche e divisioni. Sappiamo che la sanità è una materia degli Stati, ma sarebbe stato opportuno che ci fosse una riunione con un protocollo europeo da far adottare agli Stati, certamente sotto forma di consigli e suggerimenti, non quello che invece è arrivato dall'Europa, ovvero il boato di accuse all'Italia, immaginando come la Francia che il problema è dei «soliti vicini». No, noi italiani siamo molto capaci; conosciamo bene il nostro Paese e sappiamo che riusciamo a dare risposte serie, soprattutto nei momenti di emergenza, per quel tessuto sociale formato da persone che offrono un impegno che va anche oltre i compiti istituzionali o quelli legati alle attività che svolgono. A tutti questi va sempre il nostro grazie. Ringrazio ancora gli operatori sanitari. E adesso si parla delle situazioni drammatiche del nostro Sistema sanitario? Si scopre, cioè, con le epidemie che i nostri pronto soccorso sono al collasso da tempo, da mesi, che non ci sono sicurezze per gli operatori sanitari? Ho presentato, a nome del mio Gruppo, emendamenti al disegno di legge per la sicurezza degli operatori sanitari, che chiedevano il posto di polizia fisso, le telecamere. Sappiamo tutti cosa è accaduto l'altro giorno al pronto soccorso di Napoli per un rapinatore morto: è una vergogna! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . È una vergogna comunque: non so ancora cosa abbia deciso la procura di Napoli, tranne una disposizione che non voglio commentare; in compenso, è entrata una certa parte di procura a gamba tesa aprendo l'inchiesta contro ignoti per quello che è l'ospedale di Cologno. Ma siamo veramente alle comiche! Per quanto riguarda il decreto-legge, abbiamo cercato di migliorarlo con le nostre proposte, molte delle quali sono state accolte dal Governo nel decreto-legge che è stato depositato ieri, però mi chiedo: occorre un'epidemia per svegliarci e capire che i ricercatori italiani sono i migliori al mondo, sottopagati, e che non si investe nella ricerca del nostro Paese? (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Occorre un'epidemia per scoprire che le dottoresse che hanno isolato il virus in Italia sono precarie a 1.000 euro al mese? Occorre forse un'epidemia? Mah, non lo so veramente. C'è il problema, di cui leggevo stamattina sulla Rete, in relazione al prossimo decreto-legge, della carenza dei dispositivi medici individuali (articolo 34) per cui possono non riportare il marchio CE, ma l'autorizzazione dell'Istituto superiore di sanità. Ebbene, credo che forse si dovrà rivedere tale disposizione perché gli operatori sanitari stamattina non erano molto d'accordo. Comunque, colleghi, da medico sono esterrefatta da quella che è stata la folle gestione della comunicazione. L'unico lato positivo di questa folle gestione è che, visto che ormai siamo un Paese di infettivologi, epidemiologi - figure che negli ospedali mancano, ma che a livello mediatico abbondano sempre - ci si è accorti dell'influenza stagionale che ha fatto stare a letto l'anno scorso più di 5 milioni di italiani, perché solo il 45 per cento della popolazione si vaccina e non si riesce a raggiungere il 75 per cento delle vaccinazioni. Mi ha stupito l'assordante silenzio dei no-vax. Mi ha davvero stupito molto perché adesso tutti sono in attesa del vaccino. Credo che Forza Italia abbia dimostrato la propria responsabilità, sedendosi ai tavoli col Governo; certo ci dovrebbero essere delle misure operative. Abbiamo fatto delle proposte, anche ieri con il logo Italyes; il nostro Paese deve essere difeso da questo Governo. Bisogna immediatamente, come ha detto il presidente Berlusconi, rivedere il Patto di stabilità in Europa e farlo sospendere. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Fate in modo che queste proposte non vengano chiuse in un cassetto, ma soprattutto fate presto, perché le imprese e i lavoratori non possono più attendere e se calcoliamo che chi paga le tasse nel Paese per sette mesi, paga le tasse, lavora per pagare le tasse, gli altri cinque mesi per mantenere se stesso e la sua famiglia. E adesso gli togliamo pure due mesi di lavoro; basta guardarsi in giro, è tutto vuoto. Cerchiamo di essere rapidi. Concludo con un appello al ministro Di Maio; non parli più, per favore, di «coronavairus» e non faccia dichiarazioni, come quella di ieri, dicendo che ha suggerito ai nostri ambasciatori nel mondo di difendere l'immagine dell'Italia. È il Ministro di tutti gli italiani: si vergogni! Ci sono dodici italiani bloccati ad Asmara. (Proteste dal Gruppo M5S) . Dodici italiani, tra cui anche bambini, bloccati, senza fare il tampone. Che la Farnesina li faccia tornare a casa! (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Pirro. Ne ha facoltà. PIRRO (M5S) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, con questo intervento vorrei fare un po' di chiarezza rispetto alle tante notizie, alcune affidabili e altre molto meno, che si sentono in merito al coronavirus. Ad ascoltare alcuni siamo di fronte ad una malattia che decimerà la popolazione mondiale, secondo altri è una semplice influenza. Qual è la verità? La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo. Questo è un virus respiratorio, ma è la prima volta che infetta l'essere umano e quindi non abbiamo risposte immunitarie. È successo già con altri virus influenzali naturalmente, la storia dell'uomo ne è piena. Certo è che la medicina negli anni ha fatto passi da gigante, anche se la medicina non è e non può essere una scienza esatta. Non esistono due individui identici, neanche i gemelli monozigoti; ogni essere umano è il prodotto di un libretto d'istruzioni, il nostro DNA, composto da ben 36 volumi, i nostri cromosomi, per un totale di 20.000 parole conosciute, i geni, e 3,2 miliardi di caratteri, le coppie di basi che compongono il DNA. Il risultato dipende in parte anche da chi monta il tutto, il cosiddetto fattore ambientale. Insomma, abbiamo ancora tanto da scoprire sull'argomento, ma anche se non abbiamo una cura e non abbiamo un vaccino, oggi riusciamo a curare i sintomi, nella maggior parte dei casi con successo. Non avendo anticorpi per difenderci, però, anche oggi siamo più facilmente esposti a forme gravi di polmonite, soprattutto le persone anziane, i soggetti più fragili, con patologie pregresse. Quello che sappiamo è che dobbiamo proteggerci con gesti semplici, come lavarci le mani, con comportamenti attenti, come si legge nel decalogo del Ministero della salute. Se avete sintomi influenzali, state a casa, non è il momento di essere stacanovisti, non recatevi al pronto soccorso, ma chiamate i numeri di emergenza dedicati. Sappiamo che l'80 per cento delle persone che si ammala ha sintomi lievi, il 20 per cento delle criticità. Allora il nostro compito oggi è di ridurre il più possibile quel 20 per cento che ha bisogno di cure ospedaliere, il 5 per cento del quale di cure intensive. Dobbiamo abbassare il più possibile il numero delle persone contemporaneamente infette, per permettere al nostro Servizio sanitario nazionale di operare nel migliore dei modi, come ha sempre fatto. Ecco il perché dell'allarme globale e delle misure messe in atto dal nostro Governo: guadagnare tempo per garantire a tutti le migliori cure possibili e il maggior tasso di guarigione possibile. (Applausi dal Gruppo M5S). È per questo che in questa fase non possiamo né dobbiamo abbassare la guardia. È necessario continuare con le misure di contenimento dell'infezione per garantire l'ottimale funzionamento del nostro eccellente - lo voglio sottolineare - Sistema sanitario nazionale. È un discorso semplice, quanto importante: meno persone contraggono il virus, meno saranno i malati ospedalizzati e quelli in terapia intensiva. I numeri vanno tenuti bassi e l'unico sistema per ottenere questo è contenere i contagi in tutti i modi possibili. A tal fine abbiamo adottato misure che prevedono la limitazione di alcune libertà individuali e alcuni disagi per una parte della popolazione, ma la motivazione è la salute collettiva e direi che nessuno di noi può avere dubbi in merito. Ugualmente non possiamo dubitare di avere agito tempestivamente e nel modo corretto, non sulla scia delle emozioni, ma in base a dati valutati continuamente con l'aiuto dei migliori esperti del settore, di organismi tecnico-scientifici a ciò deputati. Abbiamo agito con la necessaria flessibilità, per adattare le azioni al mutare delle condizioni e delle circostanze. Ce l'hanno riconosciuto anche l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unione europea, che nei giorni scorsi hanno affermato che «le autorità italiane stanno attuando misure in linea con la strategia di contenimento globale: hanno dovuto prendere decisioni risolute, ma corrette». A questo decreto-legge, che riguarda i primi interventi di natura sanitaria, ne seguono altri, di natura economica e di perfezionamento di questo stesso, con suddivisione del territorio nazionale in fasce e interventi mirati in base alle necessità e di volta in volta modulabili, a dimostrazione dell'adattabilità al mutare delle condizioni e delle azioni via via necessarie. Ci auguriamo che quest'emergenza passi in fretta, ma in ogni caso le misure che stiamo mettendo in atto sono quelle giuste per affrontarla. Lo Stato c'è e ha agito in fretta e nel migliore dei modi: non è il momento di fare polemiche e di accuse reciproche; non è il momento nemmeno di sentire un Presidente di Regione, secondo qualcuno uno dei migliori d'Italia, dichiarare che tutti abbiamo visto i cinesi mangiare topi vivi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). Il nostro Servizio sanitario nazionale non smette di essere tra i migliori al mondo per la presenza del coronavirus: va solo aiutato a reagire nel modo più idoneo e siamo qui proprio per questo. Il decreto-legge in esame va esattamente in quella direzione e il Governo ha già annunciato interventi di potenziamento del personale e delle strutture necessarie per continuare a garantire a tutti le migliori cure possibili. Invito infine tutti a informarsi solo attraverso canali ufficiali e a diffidare di notizie non adeguatamente documentate e accertate. Mi avvio a concludere con un pensiero a tutti i cittadini in quarantena, a chi è in ospedale, alle persone e alle famiglie che hanno avuto a che fare con questo virus e agli amministratori locali alle prese con quest'emergenza. Concludo con un doveroso ringraziamento alle migliaia di persone impegnate quotidianamente ad affrontare l'emergenza in prima linea (personale medico, infermieri, tecnici, operatori del 118 e personale sanitario), a tutti coloro che compongono il nostro validissimo Sistema sanitario nazionale, una risorsa tra le migliori d'Europa, che tutti dobbiamo difendere e potenziare e che situazioni come questa mostrano quanto siamo fortunati ad avere. (Applausi dal Gruppo M5S). Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 11,28) PRESIDENTE . È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli membri Governo, colleghe e colleghi, anche io mi voglio immediatamente rivolgere al Governo, in modo particolare al vice ministro Sileri, al ministro Speranza e a tutti coloro che in queste settimane e in questi giorni stanno portando avanti un lavoro straordinario. Il mio ringraziamento di cuore va in modo particolare a tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri e operatori socio-sanitari) che assistono gli anziani nelle case di riposo, al mondo del volontariato, a tutte le Forze dell'ordine, alla Protezione civile, alla Croce rossa italiana e a tutti coloro che, anche sui territori, stanno affrontando la situazione, a cominciare dagli amministratori locali, per arrivare alle strutture territoriali, impegnati ventiquattr'ore su ventiquattro per questa grave emergenza sanitaria. Occorre evitare polemiche e strumentalizzazioni, perché, come abbiamo detto nei giorni scorsi, quando questo momento difficile e complesso sarà superato, avremo modo di capire dove ci sono stati degli errori e dove si è sbagliato, ma non è questo il momento. Vorrei però ricordare a chi prima di me ha fatto alcuni passaggi polemici, che forse anche taluni Presidenti di Regione, nei giorni scorsi, non hanno dato un'immagine positiva rispetto a quanto sta succedendo. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e M5S) . Penso al Presidente della Regione Lombardia e al Presidente della Regione Veneto: non è stata un'immagine positiva quella che ha girato per tutto il mondo. (Commenti della senatrice Rizzotti). Non voglio fare ulteriori polemiche. Oggi serve dare dignità e tornare ad avere un'immagine positiva del nostro Paese. Ben vengano quindi tutti gli appelli per recuperare un'immagine positiva dell'Italia nel mondo. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . A nostro avviso servono quindi un'informazione capillare e una comunicazione istituzionale molto forte e precisa. Forse serve un'unità di crisi, un comitato scientifico, un comitato di esperti a livello governativo, che possa ancor meglio diramare un'informazione chiara e precisa. Lo dico anche in questo caso senza troppe polemiche: forse è stato fatto troppo allarmismo mediatico. (Applausi del senatore De Vecchis) . Si sono generati panico e paura: forse non era il caso di dare ai nostri cittadini un'informazione in quel modo. Faccio un appello innanzitutto ai media nazionali: attenzione a quando diamo le notizie, perché prima di tutto c'è la tutela della salute, ma dobbiamo pensare anche all'economia del Paese, a tutte le persone che ogni giorno operano, non solo in Italia, ma nel mondo e rendono questo Paese grande e straordinario. (Applausi del senatore De Vecchis) . Dobbiamo essere molto attenti e noi - istituzioni, Governo e Parlamento - abbiamo una responsabilità in più. Prima di tutto viene la tutela della salute e anche noi ci stringiamo alle famiglie colpite, che hanno perso i loro cari in questi giorni. Anche dal Gruppo Italia Viva-P.S.I. e da tutto il Parlamento va un abbraccio di sostegno forte a tutte le famiglie colpite, a tutte le persone che oggi sono contagiate e sono negli ospedali e a tutte le famiglie, alle Regioni e alle zone colpite, ormai credo in tutta Italia, a cui veramente siamo vicini e solidali. L'intero Paese ha dimostrato ancora una volta grande solidarietà, perché il nostro è un Paese bellissimo, fatto prima di tutto di risorse umane. A loro non solo siamo vicini, ma dobbiamo dare delle risposte, che siano prima di tutto nelle parole dei nostri esperti scienziati e virologi, a cui anche dal Parlamento va un grazie infinito. Sappiamo infatti che stanno lavorando con notevole dedizione e che in questo momento ci sono ben 20 vaccini su cui in varie parti del mondo, si sta lavorando per cercare di bloccare il virus. Devono essere costoro, prima di tutto, a dare un'informazione corretta. Chiedo pertanto un controllo e un monitoraggio sui social , per le troppe fake news che stanno girando e che possono purtroppo trovare terreno fertile in tanti cittadini; credo che un monitoraggio attento sui social sia assolutamente necessario dal punto di vista istituzionale. Contemporaneamente alla tutela della salute, dobbiamo pensare anche ai nostri imprenditori e al mondo del lavoro tutto. Dobbiamo occuparcene tempestivamente, con i due decreti-legge che andremo a convertire nelle prossime ore (sul coronavirus e sul cuneo fiscale), a cominciare dalle Regioni più colpite, quelle del Nord, che in questi giorni stanno vivendo giornate veramente durissime. Penso ai nostri imprenditori, agli artigiani e a tutto il mondo del lavoro autonomo, che sono messi veramente a dura prova, nonché alle migliaia di piccole e medie aziende di tutti i settori, nessuno escluso, che stanno soffrendo tantissimo la crisi, e alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Noi vogliamo dare il nostro contributo, come stiamo facendo in queste settimane in maniera molto positiva. Come Italia Viva-P.S.I., abbiamo offerto un pacchetto di proposte al Governo e siamo contenti che molte di queste abbiano trovato un esito positivo all'interno delle misure che saranno varate nelle prossime ore. Penso che tutto questo lavoro sia fondamentale, perché non dobbiamo abbassare la guardia da alcun punto di vista, dallo sblocca cantieri a un piano di investimenti e di risorse da utilizzare subito. Lo avevamo già detto nei mesi scorsi, quando abbiamo presentato il nostro pacchetto di proposte sugli investimenti e sulle infrastrutture: commissari straordinari per le opere strategiche, norme per evitare l'allungamento delle tempistiche legate ai ricorsi, ripristino della missione Italia Sicura e Casa Italia, edilizia scolastica, semplificazione e snellimento burocratico, norme per i porti, la logistica e gli aeroporti. Sono tutte misure che possono essere adottate subito. Il nostro presidente Matteo Renzi ha portato avanti ieri un'altra proposta di grandissimo buon senso: esprimendo solidarietà, vicinanza e sostegno a tutte le aziende e alle famiglie coinvolte da questo momento difficilissimo, ha ricordato il bisogno di bloccare per tutto il 2020 le rate dei mutui, che altrimenti i nostri imprenditori e le nostre famiglie dovrebbero continuare a pagare. Anche questo è un piano che possiamo adottare subito. Quindi va bene la flessibilità, ma prima di tutto chiediamo liquidità all'Unione europea, perché sappiamo che l'Unione europea ha questa liquidità e può sostenere le banche, che poi sono quelle che dovranno aiutare le aziende e le famiglie nella sospensione dei mutui per tutto il 2020. Signor Presidente, se mi concede solo trenta secondi, vorrei ricordare - l'abbiamo proposto ieri in questo pacchetto - la carta degli acquisti, con le misure varate dal ministro Bonetti, e un'altra proposta di buon senso della collega Annamaria Parente (ne ha parlato ieri) sulla cassa integrazione in deroga. Anche questo deve essere un meccanismo unitario capace di aiutare immediatamente tutte le lavoratrici e i lavoratori in difficoltà. Credo che Italia Viva-P.S.I. continuerà a dare tutto il suo aiuto, il suo contributo e la sua collaborazione al Governo e mi auguro che, come tutto il Paese sta dimostrando unità, solidarietà e senso del dovere, anche oggi da questo Parlamento si possa trasmettere qualcosa di compiuto e utile ai nostri cittadini. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Urso. Ne ha facoltà. URSO (FdI) . Signor Presidente, Fratelli d'Italia sin dall'inizio si è mossa con grande senso di responsabilità proprio perché consapevole dei gravi rischi di cui corre il nostro Paese più di qualunque altro Paese in Europa. Che qualche grave errore sia stato commesso è evidente a tutti; che qualche grave errore sia stato commesso nel sottovalutare prima il pericolo è evidente a tutti; che qualche errore sia stato commesso nel creare eccessivo allarmismo è evidente a tutti e lo hanno detto anche esponenti della maggioranza in questa sede. Delle responsabilità di quanto accaduto avremo tempo di parlarne a crisi superata; oggi dobbiamo capire come uscire dall'angolo perché è chiaro a tutti che oggi l'Italia appare nel mondo come il Paese che ha propagato il pericolo, il Paese untore. Se avessimo posto in quarantena da subito, come fu consigliato, tutti coloro che provenivano dai Paesi colpiti e, cioè, dalla Cina, forse non saremmo poi stati - paradosso - noi ad essere sottoposti a quarantena dalla Cina. In questo modo il messaggio che passa nel mondo è che l'Italia è il focolaio della crisi. Tale messaggio deve essere combattuto subito e in maniera unitaria. Abbiamo apprezzato il fatto che ieri, quando Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia hanno denunciato per i primi la campagna di aggressione condotta contro l'Italia da una televisione francese, il Governo abbia subito reagito in maniera unitaria. Però, come ci dice l'ideogramma cinese, in ogni crisi vi è anche un'opportunità. L'ideogramma cinese della crisi è simile a quello dell'opportunità. Qual è l'opportunità che ci viene da questa drammatica lezione che incombe sull'Italia? La prima lezione e la prima opportunità che tutte le forze politiche devono capire è che, quando l'Italia è minacciata, bisogna essere responsabili e uniti nella reazione. Noi un piccolo esempio l'abbiamo dato in questa occasione. Ci auguriamo che anche le altre forze politiche e, soprattutto, la maggioranza comprendano che bisogna essere uniti e reagire insieme quando l'Italia è sotto attacco. La seconda lezione riguarda le emozioni. I dati scientifici sui vaccini sono emblematici. Uno studio scientifico pubblicato il 31 luglio del 2019, a firma di otto grandi luminari italiani (tra cui proprio Walter Ricciardi), ci dice che, in relazione ai vaccini mancati, negli anni 2013-2017 - lo dico quasi sottovoce - ci sono stati 80.000 morti in Italia come conseguenza dell'influenza, di cui 24.981 solo nell'ultimo anno analizzato (l'inverno del 2016-2017). Quindi, l'altra grande lezione è che bisogna smettere di alimentare le emozioni, per esempio, contro i vaccini e la scienza perché il nostro Paese ha già pagato troppo per questa tendenza della politica a strumentalizzare. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . La terza lezione che dobbiamo trarre da tutto ciò è che bisogna reagire con tempestività. Quando si parla di mondo globale, si parla di villaggio globale. Se avessimo reagito insieme, e subito, con la quarantena, non ci saremmo ritrovati sotto quarantena. Se avessimo reagito, e subito, con una comunicazione efficace, non ci saremmo ritrovati soggetti ad una campagna di comunicazione aggressiva da parte di altri Paesi. Infine, la quarta lezione che dobbiamo trarre è che bisogna reagire subito sul piano economico, perché la vera crisi, economica e sociale, è dietro l'angolo. Già i dati di gennaio erano inquietanti: 40.000 disoccupati in più e una crescita di appena lo 0,3 per cento. I dati che ci preannunciano gli indici di statistica sono terrificanti. L'Italia rischia di entrare in recessione e di trascinare nella recessione il resto d'Europa. Per reagire a questo e per fare di questa crisi un'opportunità, bisogna che la classe dirigente del nostro Paese sappia essere unita nelle prossime settimane, non reclamando qualche sforamento del deficit , che poi dovremmo comunque ripagare perché aumenta il debito pubblico e lo spread , ma cambiando il paradigma europeo che questa crisi ha messo a nudo. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . Noi dobbiamo andare in Europa, forti di quanto stiamo subendo, per chiedere, insieme agli altri, che cambi la politica europea sugli investimenti e sulla stabilità, oggi più che mai. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Romeo) . Proprio perché l'intera Europa rischia di andare in recessione con noi, nella terza e più grave recessione globale di questi anni, è il momento per rimettere in discussione i fondamentali di un'Europa fallace, che non riesce ad essere protagonista nelle condizioni globali, perché si è legata le mani sul piano degli investimenti e dello sviluppo. Quelle mani, oggi, noi dobbiamo liberarle. (Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Rizzotti) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pittella. Ne ha facoltà. PITTELLA (PD) . Signor Presidente, colleghe e colleghi, questa è la prima risposta importante che dà il Governo e che dà il Parlamento, spero in forma unitaria. È un momento difficile sul piano sanitario, sul piano economico e sociale, sul piano della fiducia e della proiezione della nostra Italia nel mondo. Servono razionalità e serenità. Né panico né sottovalutazione. Siamo di fronte a realtà preoccupanti, ma non all'Apocalisse di Giovanni, e cavalcare la psicosi è irresponsabile. Il mio Gruppo, il mio partito, chiede a ciascuno di concorrere ad uno sforzo collegiale, solidale, responsabile. Ci sarà tempo, se vorremo, per riprendere la lotta politica, ma oggi no, amici. Oggi si risponde uniti. All'Unione europea dobbiamo chiedere alcune cose. Innanzitutto, occorre rendersi conto che siamo nel tempo della imprevedibilità e della relazionalità. E nel tempo della imprevedibilità e della relazionalità non si può rispondere con strumenti anchilosati e burocratici. In secondo luogo occorre un reale coordinamento delle politiche sanitarie e dei protocolli sanitari dei 27 Stati membri. Terzo: l'immediata attivazione del fondo di solidarietà per le catastrofi. E questa è una catastrofe. Quarto: rendere flessibili tutti i parametri economico-finanziari per consentire la spesa necessaria per l'emergenza e per il sostegno al contenimento della crisi economica, sociale e produttiva e per il sostegno alla ripresa economica. Infine, dobbiamo chiedere all'Unione europea - non sembri un argomento fuor d'opera - ma di intervenire immediatamente in Africa che, per la sua carenza di infrastrutture sanitarie, può diventare una grande polveriera virale per tutti noi. Interveniamo quindi in Africa, anche e soprattutto nel nostro interesse. Infine, colleghe e colleghi, questa crisi richiama la finitezza del nostro essere umani e deve insegnare a ciascuno di noi che il nostro tempo ha un limite e va speso per il bene comune, per coltivare valori e princìpi di rispetto tra noi, di amore verso gli altri, verso la vita, di unità contro le forze del male, di rimozione di depositi di egoismo, di superbia, di altezzosità che rendono questa vita meno degna di essere vissuta. Usciremo insieme da questo tunnel, come abbiamo saputo fare in tornanti ancora più difficili della nostra storia. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Cattaneo. Ne ha facoltà. CATTANEO (Aut (SVP-PATT, UV)) .Signor Presidente, gentili colleghi, anche io mi associo agli interventi che chiedono capacità di ragionamento, studio, valutazione quotidiana della situazione, trasparenza verso i cittadini, atteggiamento serio, non omertoso. Credo che siamo tutti colpiti da quanto sta accadendo, da come la nostra vita sia cambiata nelle ultime due settimane. Colpisce e sicuramente ci fa soffrire vedere il nostro Paese sotto questa enorme pressione sanitaria, economica, sociale e politica a causa di un virus sconosciuto che sta spaventando il mondo, ma questa è la dura realtà e di fronte ad essa mi interessa capire quali strumenti abbia il nostro Paese per fronteggiare e contenere questa emergenza. Mi vengono in mente tre strumenti, ovviamente mi focalizzerò sull'aspetto sanitario. Il primo è che mi rassicura pensare al nostro Sistema sanitario nazionale, mi incoraggia pensare alla collaborazione tra scienziati, personale sanitario, istituzioni sanitarie e politiche; mi incoraggia vedere i nostri ospedali, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati, in campo insieme per farsi carico della salute dei cittadini. Mi vien da dire che siamo attrezzati, non siamo a digiuno di procedure; la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto all'Italia l'aderenza a tutte le raccomandazioni; abbiamo scelto la strada della trasparenza, sono stati fatti molti tamponi, trovati molti casi: questa di nuovo è la dura realtà. Il secondo strumento a cui penso sono le procedure di contenimento, le strategie per schiacciare la curva epidemica. Ho capito che dobbiamo concentrare la nostra attenzione verso le prossime due o tre settimane. Lì ci giochiamo tutto, perché le statistiche ci dicono che ogni contagiato è come una biglia che ne colpisce altre due, contagiandole (un po' di più di 2). Le misure che votiamo oggi e le prossime che il Governo sta già mettendo a punto hanno esattamente l'obiettivo di rallentare questo effetto di biglie che - attenzione - è esponenziale: è l'esponenzialità che ci preoccupa, quella delle prossime due o tre settimane. L'obiettivo è proprio di rallentare l'effetto di queste biglie per schiacciare la curva dei contagi, diluirli, distribuirli nel tempo, nel territorio, dando la possibilità ai nostri ospedali pubblici e privati di farsi carico di tutto ciò. Certo non basta un decreto-legge per ottenere questo obiettivo: serve davvero una comunicazione rivolta al Paese e serve che il Paese e i cittadini sappiano anche loro farsi carico della responsabilità per far fronte comune e condividere questo momento. Se non collaboriamo tutti, rischiamo davvero di avvicinarci a un precipizio. Infine, mi viene da dire che il terzo strumento a nostra disposizione è la scienza: possiamo imparare qualcosa da questo tragico momento, per essere meglio preparati in futuro. Pensate che è la seconda volta che un pipistrello ci passa un virus: ciò significa che possiamo studiare il perché, possiamo studiare questi meccanismi - la prossima volta, magari, sarà un altro animale - possiamo studiare il fenomeno del contagio, ricercarne l'origine, gli effetti, la cura e il vaccino, che è quanto tutti desiderano. In tutto questo, colleghi, non ci sono credenze, non ci sono opinioni, non ci sono approcci alternativi che tengano. Ci sono i virus, c'è la biologia, la clinica, la ricerca, la statistica, l'immunologia, l'epidemiologia. Per essere preparati alle emergenze dobbiamo cominciare con l'essere in grado di coltivare questo sapere - quindi anche il sapere biomedico, la ricerca e la conoscenza - in tempo di pace. Come Paese siamo avvantaggiati, perché abbiamo intelligenze, capacità e giovani pronti a studiare per tutti noi. La mia domanda a voi è come assicuriamo la ricerca al Paese. Tornando alla situazione attuale, oggi il professore Alberto Mantovani sul «Corriere della Sera» ci ricorda che minimizzare i rischi è scientificamente sbagliato, oltre che pericoloso. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 11,58) ( Segue CATTANEO). Credo che in questa nuova situazione la politica tutta, le istituzioni, il Governo e il Parlamento debbano mantenere, nella gestione delle misure di contenimento, un atteggiamento razionale e modulare, non emotivo, alimentando la fiducia dei cittadini con la trasparenza. Fiducia è la parola chiave: fiducia tra Stati, organizzazioni, istituzioni, media, studiosi e cittadini. Questa fiducia si alimenta non nascondendo nulla di quel che accade, ma, al contempo, assumendosi la responsabilità di non esasperare - per click , interesse, controllo sociale o pura incoscienza - le paure innate presenti in ciascuno di noi. (Applausi dai Gruppi Aut (SVP-PATT, UV), M5S, PD e IV-PSI e del senatore Schifani). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il dibattito di questa mattina qui in Senato è stato utile perché si sono confrontate opinioni differenti. Mi piace ripartire anche da una considerazione fatta la settimana scorsa dal senatore Casini: noi dobbiamo fare la nostra parte, non dobbiamo sostituirci ai medici e agli esperti che definiscono le regole che vanno seguite in questo momento per evitare il contagio. Tuttavia, nel nostro fare politica abbiamo il dovere ovviamente di governare, di fare in modo che chi governa si assuma le sue responsabilità. Sentendo gli interventi di questa mattina, signor Presidente, in sintesi estrema mi viene da dire che sarebbe stato corretto, non solo politicamente, ma anche onestamente, ammettere la superficiale sottovalutazione della situazione tenuta nella fase iniziale di questa grave infezione da parte del Governo. Vede, Presidente, ha senso proporre una tregua di buon senso a tutte le forze politiche, ma occorre anche, con buon senso, assumersi le proprie responsabilità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Invece abbiamo udito interventi che hanno l'insopportabile denominatore comune di chi pretende il consenso all'azione di Governo da parte delle opposizioni, senza che il Presidente del Consiglio dei ministri debba assumersi alcuna delle sue gravi responsabilità. Noi, infatti, ricordiamo quella domenica in cui il presidente Conte trascorse tutta la giornata passando da uno studio televisivo all'altro: quella non fu rassicurazione, ma fu una gestione esasperata della propria immagine, a discapito della credibilità del Paese, e questo è inaccettabile. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Presidente, anticipo già che voteremo a favore su tutti gli emendamenti di buon senso che verranno proposti all'Assemblea del Senato su questo provvedimento nelle prossime ore, perché qualsiasi azione di buon senso che dia certezza ai nostri concittadini sarà da noi sostenuta. Questa è la responsabilità che si deve chiedere a chi siede in Parlamento: di guardare all'interesse e al bene dei cittadini. Ma certamente non faremo sconti. Passerà questo contagio, supereremo anche questa situazione, ma chi ha avuto la responsabilità di Governo deve responsabilmente rispondere delle proprie manchevolezze. Speriamo che serva di lezione. Ancora oggi sentivamo nelle cronache dei giornali le parole del professor Burioni, che ricordava quanto sarebbe stata importante un'azione più determinata nel bloccare qualsiasi rischio di diffusione del contagio nei primi giorni, nelle prime settimane nelle quali era chiaro che il contagio in Cina non era una cosa episodica e locale, come ci avevano fatto credere, invece, le autorità cinesi. Signor Presidente, siamo di fronte a un primo provvedimento, cui seguirà - ci dicono - anche uno economico; avremmo voluto avere già delle risposte in questi termini ieri sera. Sappiamo che il confronto di ieri a Palazzo Chigi è stato deludente, perché si è parlato solo delle misure di repressione e di contenimento del contagio, rinviando ancora le risposte che devono essere già date sulle gravissime ricadute economiche che questo contagio sta portando al nostro Paese. Ci preoccupa e ci angoscia la salute dei nostri concittadini, ma ci preoccupa e ci angoscia anche la salute economica del Paese per il prossimo futuro. Su questo pretendiamo dal Governo risposte all'altezza della situazione. Signor Presidente, non è sfuggito alla nostra attenzione che ieri il ministro Amendola, venendo in 14 a Commissione, ha riferito del fallimento sostanziale del vertice del 20 febbraio scorso, nel quale i Paesi europei si sono dimostrati ancora una volta litigiosi e inconsapevoli dell'importanza di rivedere la gestione economica e finanziaria dell'Unione europea. Sia chiaro a tutte le forze di Governo che questa è la prova del nove della tenuta dell'intera Unione europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . O ci sarà una risposta seria - e per "seria" intendo dire non la liberatoria del «fate maggiore deficit e pagate coi vostri soldi e coi debiti delle prossime generazioni i problemi che adesso l'Italia ha», ma una risposta che tenga conto che questo non è, come già altri in passato, un problema nostro, ma di tutta l'Europa - oppure sarà l'ennesima dimostrazione che il sistema europeo è totalmente fallito. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Che questo possa essere il rischio all'orizzonte lo conferma anche il ministro Provenzano, che proprio poche ore fa rilasciava dichiarazioni estremamente euroscettiche. Non è una conversione, ma una presa d'atto della realtà. Noi su questi temi abbiamo già espresso la nostra opinione da tempo e credo che una riflessione, anche a seguito della Brexit, sarebbe stata più saggia e opportuna, anche da parte delle forze di Governo che sostengono il governo europeo, nel quale oggi siede anche l'onorevole Gentiloni Silveri. Innanzitutto occorre dare ai nostri concittadini certezze, sicurezza e rassicurazioni; rassicurazioni che devono essere date a tutti, Presidente, agli imprenditori, agli operatori sanitari, ai nostri amministratori, ai Governatori delle nostre Regioni e a tutti i loro collaboratori, che in questo periodo sono stati impegnati in una battaglia che non ha visto eguali nella storia repubblicana. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Francamente, Presidente, ci è apparso indecoroso assistere a critiche e addirittura ad accuse, da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, nei confronti degli operatori sanitari, in particolare dell'ospedale di Codogno. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sappiamo che su queste persone, a cui diamo la nostra massima solidarietà e a cui daremo tutto l'appoggio che va dato, sono state addirittura aperte indagini da parte della magistratura. Non è così che si rassicura il Paese, non è così che ci si dimostra all'altezza della responsabilità di Governo che - ricordiamocelo - comporta onore ma anche onere ed averne consapevolezza è la prima dimostrazione che deve dare chi chiede, da parte del Governo, sostegno a tutto il Parlamento per la propria azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Presidente, ci è apparso indecoroso leggere, nelle scorse ore, che il sostegno che il Governo intende dare, a partire dalle zone rosse, è di 500 euro alle partite IVA. Parliamo di un Paese, di un Governo che ha messo a disposizione di chi non lavora 700 euro con il reddito di cittadinanza. È indecoroso! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . È indecoroso semplicemente da pensare ed è indecoroso da dichiarare da parte di chi governa questo Paese. Se la risposta sarà maggior deficit , non saremo certamente dalla parte di questo Governo e non sosterremo il provvedimento. La risposta deve essere all'altezza di dare la certezza a questo Paese, che oggi vede nelle proprie attività produttive, nel lavoro fatto con le mani, nel manifatturiero che si ferma, negli agricoltori che non trovano spazio per il loro prodotto, certezza di poter riprendere con il Governo dalla loro parte. Quando chiediamo ai nostri operatori economici di pagare, per le partite IVA vale il redditometro, ma quando poi, come in questa fase, il Governo deve dar loro una mano: deve ricordarsi che, come chiedeva le tasse, oggi quei lavoratori, quelle imprese e, quegli agricoltori vanno sostenuti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non banalizziamo il tutto dicendo che il telelavoro, il lavoro a distanza può essere una soluzione, perché questo è un Paese manifatturiero, che trova la propria ricchezza nelle mani, nel lavoro nelle fabbriche e se si fermano le fabbriche, si ferma il Paese e questo, Presidente, non dobbiamo consentirlo. Avremmo voluto vedere qui in Aula non solo il vice ministro Sileri, a cui diamo rispetto per l'impegno che sta mettendo, ma una rappresentanza del Governo anche per la parte economica, perché sappiamo benissimo che la seconda fase è la più grave, che arriveremo ad affrontare nei prossimi mesi (e temo non solo nei prossimi mesi), sarà la grave emergenza economica. Come ha detto correttamente il senatore Bagnai, occorre un piano Marshall: vice ministro Sileri, lo riporti al Governo. Occorre un piano Marshall, non un pannicello caldo. Occorre dare, fin da adesso, la certezza alle nostre imprese, che avranno a disposizione tutte le risorse che occorrono per continuare la loro attività economica, perché questo è un Paese che non si piega, ma è un Paese che non deve dimenticare che oltre a questa emergenza ne ha già altre aperte: l'Ilva, l'Alitalia, Air Italy, tutti gli artigiani e gli imprenditori che sono ad aspettare una ripresa dell'economia e che si vedono arrivare un'altra mazzata sulla testa. Presidente, noi saremo dalla parte dei cittadini, saremo dalla parte dell'Italia che non si vuole fermare. Occorre dare queste certezze al Paese, ma lo ribadiamo: non facciamo e non faremo sconti, perché insieme alle risposte di emergenza e ai divieti di queste ore, occorre anche una fortissima risposta economica per consentire al Paese di rialzarsi. Collaborazione sì, Presidente, ma non tacendo sul da farsi e sulle necessarie risorse adeguate che devono essere messe in campo, perché è il momento del fare e sul fare noi ci distingueremo sempre, come si sono distinti in queste ore e in questi giorni i cittadini lombardi, gli operatori sanitari del Veneto e gli operatori di tutte le altre Regioni coinvolte in questa gravissima emergenza. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Romano. Ne ha facoltà. ROMANO (M5S) . Signor Presidente, in questo momento abbiamo a che fare con un virus con una forte propensione a mutare e ad adattarsi. Solo quando l'immunità di popolazione avrà raggiunto un certo livello, allora il virus comincerà ad essere trasmesso con maggiore difficoltà. Una caratteristica di questo virus è quella di essere molto contagioso. Il COVID-19 non è la peste nera, ma non è neanche una banale influenza. L'influenza stagionale ha un non trascurabile tasso di mortalità, ma la popolazione è in gran parte immune (per pregresse infezioni, parzialmente crossprotettive verso le nuove varianti e per la vaccinazione). In un tale contesto, il virus influenzale serpeggia fra la popolazione e colpisce una frazione minoritaria delle persone senza incidere in modo significativo sulla forza lavoro di un Paese. Il COVID-19, al contrario, non ha memoria immunologica o immunità di gregge. Per tale motivo il virus, senza misure di controllo, avrebbe un andamento epidemico, arrivando a interessare una larga fascia della popolazione ricettiva prima di cominciare a rallentare la progressione. Questo significa che, anche in assenza di forme gravi, una gran parte della popolazione in età lavorativa sarebbe bloccata per settimane con immaginabili ripercussioni sull'economia nazionale. Quindi, ben vengano le misure di restrizione attualmente in uso per arginare almeno i principali focolai epidemici. COVID-19 causa forme gravi che richiedono il ricovero nel 15-20 per cento dei casi. Si tratta di polmoniti che vengono curate in terapia intensiva per diversi giorni con l'ausilio della respirazione assistita. E anche i quarantenni o i cinquantenni, una parte cospicua della forza lavoro, potrebbero avere necessità della stessa terapia. Provate a chiedervi quanti letti per terapia intensiva ci sono nelle Province italiane e quanti di questi sono già giustamente occupati da pazienti che hanno subito operazioni chirurgiche, traumi, ustioni. Da qui la necessità di applicare tutte - e sottolineo tutte - le misure utili ad arginare l'espandersi dei focolai epidemici, anche se vengono percepite come eccessive, considerato peraltro che il nuovo virus è molto contagioso e può essere definito come un pandemico potenziale, perché è in grado sia di causare polmoniti gravi sia di uccidere persone immunodepresse. Il virus è oltretutto caratterizzato da un ulteriore fattore di rischio: il lungo periodo di incubazione, fino a due o anche a tre settimane, a quanto pare, che ne rende praticamente difficilissimo il confinamento per via del possibile stato di portatore sano dei contagiati asintomatici, lievemente sintomatici o non ancora sintomatici. L'appello che faccio è di essere tutti responsabilmente parte attiva nella comunicazione del rischio, senza allarmare eccessivamente e senza farci prendere dal panico, ma allo stesso tempo senza sottovalutare il problema. (Applausi dal Gruppo M5S) . Vi sarete accorti che non tutti i virologi, che quotidianamente affollano le trasmissioni televisive, la pensano allo stesso modo: questo è assolutamente normale, ma la verità è che nessuno sa veramente come andrà a finire. Il principio di precauzione, se applicato bene, non sarà mai apprezzato abbastanza se poi il problema sanitario non si verifica. Una sottovalutazione del pericolo, al contrario, in presenza di un'epidemia fuori controllo sarebbe una catastrofe. La difficoltà di prendere la giusta decisione è un sottile filo che lega questi due estremi, ed è per questo motivo che le misure adottate con il decreto-legge n. 6 del 23 febbraio scorso sono quanto mai necessarie e urgenti. La priorità assoluta è salvare il Sistema sanitario e salvaguardare il personale medico e paramedico, evitando che l'assalto agli ospedali e soprattutto ai servizi di pronto soccorso li renda luoghi tra i più pericolosi, in particolare per il personale, e di maggiore diffusione dello stesso virus. Inoltre, una strategia necessaria e urgente è quella di realizzare corridoi preferenziali in cui poter canalizzare l'eventuale afflusso di migliaia di casi, o supposti tali, nei prossimi giorni o mesi. (Brusio) . Presidente, mi scusi sento un brusio che non mi consente... PRESIDENTE. Per cortesia, limitiamo il brusio, soprattutto nei posti antistanti l'emiciclo e i banchi del Governo. ROMANO (M5S) . A tal fine, è utile attrezzare rapidamente gli ospedali militari delle grandi città, attualmente quasi inutilizzati, in modo tale da trasformarli in breve tempo in centri di diagnosi, isolamento e smistamento per i casi necessitanti terapia intensiva. In conclusione, mi sento di dire: facciamo quadrato. E se è vero, come è vero, che ogni comunità si riconosce dalle persone che la compongono e dai comportamenti che la caratterizzano, come in quest'Aula evidentemente, alle misure sociosanitarie e a quelle economiche accompagniamo la capacità di trasmettere una corretta - sottolineo: corretta - informazione, fondata su dati oggettivi e concreti, evitando ogni forma di bieca speculazione politica. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. COLLINA, relatore . Signor Presidente, ringrazio gli uffici della Commissione sanità e i colleghi della Commissione, che hanno contribuito in modo positivo alla discussione e all'approfondimento del decreto-legge, dimostrando quell'unità di intenti che nei fatti tanti appelli hanno auspicato, a partire dal presidente Mattarella. Mi unisco ai ringraziamenti che molti in quest'Aula hanno rivolto a tutti gli operatori della Sanità, delle Forze armate, della Protezione civile e del volontariato. Mi unisco alla vicinanza ai cittadini e alle famiglie colpite dalle conseguenze più gravi del virus. La situazione è in divenire, comporta la difficoltà di fare un punto definitivo sia sul piano sanitario che sul piano delle ripercussioni economiche dirette e indirette. I decreti quindi e i DPCM seguono l'evolvere della situazione, ma rappresentano iniziative discrete a fronte di uno sviluppo continuo. Questa considerazione ci fa prevedere il susseguirsi di provvedimenti di natura sanitaria ed economica per dare risposte adeguate e corrispondenti alle condizioni che registreremo. Dovremo lavorare insieme, anche tra Commissioni differenti, per affrontare i prossimi provvedimenti che intrecceranno piani differenti, ma interdipendenti, come il piano sanitario e quello economico. La pubblicazione del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, ha evidenziato un insieme di contenuti che affrontano e recuperano in molti casi gli aspetti sollevati dagli emendamenti presentati, così come abbiamo potuto verificare nella seduta della Commissione sanità di ieri. Credo che questa sia una valutazione propedeutica a quello che sarà il comportamento che io chiederò di tenere in Aula relativamente al voto degli emendamenti. PRESIDENTE . Il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ieri in Commissione abbiamo ritirato praticamente quasi tutti gli emendamenti, anche perché molti di essi sono stati accolti nella versione dell'ordine del giorno. Tutti sappiamo che l'ordine del giorno è il livello più basso di accoglienza e di accettazione da parte del Governo, comunque prendiamo atto e siamo grati di quello che è stato fatto. Tuttavia, vorremmo chiedere in questo momento la trasformazione in ordine del giorno anche dell'emendamento 1.12, perché riguarda la garanzia offerta al personale sanitario. Ci è stato detto che nel prossimo decreto questi elementi di sicurezza del personale sanitario verranno tenuti nella massima considerazione, però, siccome il provvedimento va prima di tutto in Commissione bilancio e noi siamo ridotti soltanto a tre punti dell'intero decreto-legge, non vorremmo essere assorbiti dalla Commissione bilancio e quindi non vorremmo che quelle che sono le garanzie offerte al personale sanitario passassero in secondo piano. Chiediamo quindi semplicemente di trasformare anche l'emendamento 1.12 in ordine del giorno, che vale come gentleman agreement con il Governo, perché poi accolga la massima tutela possibile del personale sanitario. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 1.3, nel quale si chiede il blocco del prezzo dei prodotti igienizzanti, che non dovrebbe superare quello alla data del 31 gennaio 2020. Siamo perfettamente a conoscenza che le aziende producono a pieno ritmo, hanno dovuto assumere anche personale e acquisire materie prime, come ieri il vice ministro Sileri ci ha giustamente illustrato, quindi tali prodotti avranno sicuramente un aumento del prezzo. Deve esserci però un tetto, come a tutti i dispositivi: proprio questa mattina, la Guardia di finanza in una parafarmacia a Napoli ha sequestrato mascherine lifeguard che avevano avuto un aumento del 6.150 per cento. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC e della senatrice Faggi). Le mascherine monovelo hanno avuto un aumento ed erano in vendita al 300 per cento. Se non è possibile accettare quest'emendamento, chiediamo almeno di trasformarlo in un ordine del giorno, perché ci possa essere un prezzo equo, senza gli sciacalli che speculano. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, colleghi, l'emendamento 1.13 sicuramente vuole rafforzare l'unica arma che abbiamo rispetto al coronavirus, ossia la prevenzione, e chiediamo la possibilità di trasformarlo in ordine del giorno. Esso prevede il triage esterno in tutti gli ospedali importanti, con un percorso dedicato solo per la diagnosi da coronavirus, per tutelare al massimo le nostre strutture sanitarie perché, come sapete, ne abbiamo molto bisogno. Abbiamo visto gli ospedali in Cina: aumentavano le persone infette e diminuivano gli operatori sanitari e i medici che potevano prestare assistenza sanitaria, perché si ammalavano anche loro e molte strutture sanitarie chiudevano. Alla luce di quell'esperienza e di quello che hanno vissuto i cinesi, vogliamo dare il nostro contributo, invitando il Governo a pensare al triage esterno in tutte le strutture sanitarie. Prevediamo poi l'utilizzo degli igienizzanti e la misurazione della temperatura all'ingresso delle metropolitane, degli ospedali, dei treni, dei centri commerciali e degli ipermercati, nonché la sospensione, per tutte le società, del pagamento dei contributi ai lavoratori, in tutte le aziende di tutto il Paese per due mesi, poi da distribuire nei ventiquattro successivi. Questa è la richiesta che avanziamo con quest'emendamento, che chiediamo venga trasformato in ordine del giorno, sperando che venga accolto dal Governo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC). ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, anche noi raccogliamo il work in progress che si è impostato e che il Governo si è dato come metodo di lavoro, nel passaggio dalla Commissione all'Assemblea e nell'analisi da parte della Commissione dei prossimi provvedimenti. Il Governo si è dato questo metodo che da alcuni punti di vista potrebbe essere condivisibile, ma da altri speriamo non sia "a seconda di come viene", quindi con qualche grande perplessità. Comunque, signor Presidente, in Commissione abbiamo dato la disponibilità al ritiro degli emendamenti e alla trasformazione di alcuni di essi in ordini del giorno e abbiamo dato il voto favorevole al provvedimento e all'individuazione del relatore in Aula. È evidente che questo è un atteggiamento di fiducia, che tiene conto del fatto che per Fratelli d'Italia viene prima l'interesse nazionale, degli italiani e dell'Italia, dell'interesse di parte e di partito. È un atteggiamento che ieri in Commissione ho definito quasi talamico, nel senso della buona fiducia tra consorti, ma evidentemente non siamo consorti e neanche fidanzati: siamo uno di qua e uno di là. Rispetto a questo, sarà importante capire bene cosa accadrà da qui a domani o a dopodomani, se è vero che questo benedetto o maledetto virus - vedremo alla fine se sarà benedetto o maledetto, ma sarà certamente più grave di quello che sembra - ha una capacità di raddoppiare i contagi in tre giorni, così come è stato osservato, e ha una trasmissibilità per ogni infetto pari a 2,5-3. Se è così, nei prossimi giorni ci troveremo a rimettere mano a questi provvedimenti. Dunque, in questo momento, credo siano necessarie un po' di prudenza e un po' di generosità, caro collega Sileri, per andare un po' oltre l'attuale situazione, perché sappiamo con certezza che tra qualche ora o tra qualche giorno ci troveremo a dover affrontare una situazione ben diversa e più impattante, a cominciare dall'individuazione di altre zona rosse e anche dentro alle attuali zone rosse, dove la situazione non sembra lasciare spazio all'ottimismo. Signor Presidente, in Commissione è stato annunciato che sarebbe stato presentato un secondo provvedimento sugli aspetti sanitari, che sarebbe stato incardinato in Senato e quindi in Commissione igiene e sanità, e poi sarebbe stato presentato un provvedimento sugli aspetti economico-finanziari. Mi sembra di capire che questa idea sia già superata: mi pare di capire che verrà emanato un provvedimento di natura economico-finanziaria, con tre articoli che riguardano la parte sanitaria. Se questo è vero, colleghi, reputo il provvedimento ampiamente insufficiente e, anche se voi siete fenomeni e quindi riuscite a fare in due righe quello che noi umani riusciremmo a fare in quattro o cinque leggi, non capisco come con tre articoli di un provvedimento si possa integrare un decreto-legge sulla parte sanitaria, come quello che oggi ci troviamo ad esaminare, che è ampiamente insufficiente, come è stato fatto notare sia nei lavori di Commissione, sia nei contributi offerti dai colleghi di Forza Italia e della Lega, attraverso gli ordini del giorno. (Richiami del Presidente). Ho già finito? Non avevo sette o otto minuti? PRESIDENTE. Sono cinque minuti, senatore Zaffini. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, faccio tesoro della necessità di sintesi e le anticipo la necessità di trasformare in ordine del giorno l'emendamento 1.14, che riguarda la dotazione per tutti gli agenti delle Forze di polizia: è notizia dell'altro ieri che ci sono numerosi contagiati tra le Forze di polizia, che si trovano a dover perimetrare le zone rosse senza i necessari strumenti di protezione individuale. L'altro emendamento che chiedo di trasformare in ordine del giorno è il 2.0.2, che contiene numerose misure attinenti al finanziamento delle assunzioni, in deroga dell'attuale normativa di blocco delle assunzioni, di personale medico, infermieristico, paramedico, eccetera. Chiedo quindi di trasformare gli emendamenti 1.14 e 2.0.2 in ordini del giorno. Per quello che attiene il ragionamento generale, mi riservo di completarlo in sede di dichiarazione di voto. (Applausi dai Gruppi FdI e FIBP-UDC) . PRESIDENTE. I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. COLLINA, relatore . Signor Presidente, analogamente a quanto fatto in Commissione, formulo un invito al ritiro, altrimenti esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti. I primi firmatari di alcuni emendamenti hanno proposto una loro trasformazione in ordini del giorno; è necessario un po' di tempo per valutare questa richiesta nei contenuti. Chiedo ai presentatori conferma, per capire se ho ascoltato bene le indicazioni: all'articolo 1 si tratta degli emendamenti 1.14, 1.13 e 1.12? PRESIDENTE. Senatore Collina, il primo emendamento di cui è stata proposta una trasformazione in ordine del giorno è l'emendamento 1.3, della senatrice Rizzotti. COLLINA, relatore . Le chiederei una sospensione di cinque minuti, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Collina, è in grado di esprimere il parere su tutto il resto? Dopo analizziamo le richieste di trasformazione in ordini del giorno. Partiamo dagli ordini del giorno già depositati. COLLINA, relatore . Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G1.100, G1.101, G1.102 e G1.103. Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G1.200, a condizione che, sia nel primo che nel secondo impegno, sia inserita la formula «valutare la possibilità di». Esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G1.104, G1.105, G1.106, G1.107 e G1.108. Sull'ordine del giorno G1.109 il parere favorevole a condizione che siano aggiunte, nell'impegno al Governo, le parole «nel rispetto dei vincoli di bilancio». Il parere è altresì favorevole sugli ordini del giorno G1.201, G1.110 e G1.202. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE. Perfetto, allora abbiamo gli emendamenti 1.3, 1.12, 1.13, 1.14 e 2.0.2, di cui è stata proposta una trasformazione in ordini del giorno. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, ieri, durante i lavori in Commissione, ho rivolto un invito al ritiro a tutti coloro che avevano presentato emendamenti, poiché, emendamento per emendamento, ho spiegato esattamente cosa il Governo stava facendo e cosa avremmo fatto nei giorni successivi, quindi alcuni di questi emendamenti trovano in parte una risposta in ciò che stiamo facendo. Però capisco anche, ascoltando le parole senatore Zaffini, la necessità di trasformarne alcuni in ordini del giorno, così come anche nel caso dell'emendamento della senatrice Rizzotti sull'aumento dei costi, anche se ieri ho ampiamente spiegato in Commissione, ad esempio, che non è possibile bloccare il prezzo dei prodotti igienizzanti al 31 gennaio, così come prevede l'emendamento 1.3, perché quell'industria, che sta producendo, ha dovuto assumere persone per aumentare la produzione del 60 per cento e quando si assume in fretta il costo del lavoro è maggiore e le materie prime, che vengono dall'estero, hanno un costo maggiore. È chiaro quindi che un aumento può esserci, purché sia al di sotto di un limite ben definito. Questi venti minuti circa di sospensione sono necessari affinché ci sia un'apertura totale al Parlamento, e tutti possano aggiungere un qualcosa all'interno che, però, abbia una valenza attuale e non sia contenuto nel futuro. Credo sia davvero utile ascoltarvi tutti e aggiungere, laddove possibile. È chiaro che non possono essere trasformati tutti in ordini del giorno perché - ripeto - molti provvedimenti saranno avanti a noi, però vi è la necessità di ascoltare quanti più di voi possibile per ritrovare lo spirito di unità che in questo momento è necessario. (Applausi) . ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, rivolgendomi ai colleghi che hanno presentato gli emendamenti, anche da parte nostra vi è l'invito a trovare in questi venti minuti una soluzione per accogliere alcuni ordini del giorno con l'auspicio che gli altri emendamenti possano essere ritirati. Infatti, sapendo che il decreto-legge deve essere approvato comunque oggi, senza modifiche, ci metterebbero nelle condizioni di doverci astenere sulle loro proposte emendative. La logica è quindi quella di trovare, fra venti minuti, un'unità di intenti su alcuni ordini del giorno, lasciando perdere qualsiasi votazione su emendamenti. PRESIDENTE . Non essendovi contrarietà, sospendo la seduta fino alle ore 12,55 per poi riprendere e concludere questi lavori. La seduta è sospesa. (La seduta, sospesa alle ore 12,37, è ripresa alle ore 12,59) . Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 12,59) La seduta è ripresa. Ha facoltà di intervenire il relatore. COLLINA, relatore . Signor Presidente, se ben interpreto gli interventi precedenti dei colleghi, tutti gli emendamenti si intendono ritirati tranne quelli per i quali è stata richiesta la trasformazione in ordine del giorno. Propongo quindi le riformulazioni relative alla citata trasformazione. PRESIDENTE. Dobbiamo chiedere conferma ai presentatori. COLLINA, relatore . Sì, lo dico come premessa. La riformulazione dell'emendamento 1.3, trasformato nell'ordine del giorno G1.3, è la seguente: impegna il Governo a vigilare sugli aumenti ingiustificati dei prodotti igienizzanti. L'auspicio è che venga accolto come raccomandazione. PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accolgono le proposte di modifica avanzate dal relatore. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Le accolgo, signor Presidente. Aggiungerei però il riferimento ai dispositivi medici nella riformulazione, in modo da comprendere anche gli emendamenti successivi. ZAFFINI (FdI) . Sono d'accordo anch'io, signor Presidente. COLLINA, relatore . Accolgo la proposta della senatrice Rizzotti. Per quanto riguarda l'emendamento 1.12, che si propone di trasformare in ordine del giorno, chiedo di riformularlo nel seguente modo: «impegna il Governo a proseguire la fornitura di dispositivi di protezione individuali allo scopo di tutelare la salute e la sicurezza dei farmacisti e del personale che opera nelle farmacie dei Comuni nelle aree epidemiologicamente a rischio». PRESIDENTE. Senatrice Binetti, accoglie la proposta del relatore? BINETTI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente, l'accolgo. COLLINA, relatore . Per quanto concerne l'emendamento 1.13, si propone di trasformarlo in ordine del giorno, con la formula: « impegna il Governo a valutare l'opportunità di considerare i contenuti dell'emendamento 1.13». PRESIDENTE. Senatore Siclari, accoglie la proposta del relatore? SICLARI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente, l'accolgo. COLLINA, relatore . Infine, per quanto riguarda l'emendamento 1.14, che si propone di trasformare in ordine del giorno, chiedo di riformularlo nel seguente modo: «impegna il Governo a proseguire e implementare la fornitura per la dotazione di tutti gli agenti delle Forze di polizia, lasciando identica la restante parte del testo dell'emendamento». PRESIDENTE. Senatore Zaffini, accoglie la proposta del relatore? ZAFFINI (FdI) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, per quanto riguarda i nostri due ordini del giorno, G1.105 e G1.106, chiederemmo la votazione in Assemblea, nonostante ci sia l'accordo. Se poi tutti i presentatori degli altri ordini del giorno fossero altrettanto d'accordo, potremmo votarli tutti. Su questo decreto-legge abbiamo già dato la nostra piena disponibilità; assicurare almeno un rafforzativo con il voto favorevole dell'Assemblea potrebbe essere un segnale importante. Io posso parlare solo per i due ordini del giorno del Gruppo Lega, sugli altri devono essere d'accordo gli altri presentatori. PRESIDENTE . Poiché mi sembra di registrare una condivisione sulla proposta del senatore Romeo da parte di tutti i presentatori, metteremo ai voti gli ordini del giorno. Gli emendamenti 1.1 e 1.2 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.3 (testo 2), presentato dalla senatrice Rizzotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.4 a 1.11 sono stati ritirati. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, l'emendamento 1.10, a firma mia e del collega Totaro, che abbiamo ritirato, prevedeva in sostanza, in maniera più sintetica, quanto contenuto all'ordine del giorno G1.12 (testo 2) che ci apprestiamo a votare. Chiedo pertanto di sottoscrivere l'ordine del giorno presentato dalla senatrice Binetti. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV.PSI). Chiedo di poter aggiungere la mia firma al medesimo ordine del giorno. PRESIDENTE. Senatrice Binetti, le chiedo se è d'accordo. BINETTI (FIBP-UDC) . Sì, Presidente. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.12 (testo 2), presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . LONARDO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LONARDO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, segnalo di non essere riuscita a votare nell'ultima votazione. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. SUDANO (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SUDANO (IV-PSI) . Signor Presidente, anch'io segnalo di non essere riuscita a votare. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.13 (testo 2), presentato dal senatore Siclari. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.14 (testo 2), presentato dai senatori Zaffini e Totaro. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 1.15 a 1.19 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.100, presentato dal senatore Ortis. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.101, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.102, presentato dalle senatrici Toffanin e Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.103, presentato dalla senatrice Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatrice Bernini, accoglie la richiesta di riformulazione dell'ordine del giorno G1.200? BERNINI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente, l'accolgo. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.200 (testo 2), presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.104, presentato dalla senatrice Lupo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.105, presentato dalla senatrice Fregolent e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.106, presentato dalla senatrice Fregolent e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . LAUS (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LAUS (PD) . Signor Presidente, segnalo di non essere riuscito a votare. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.107, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.108, presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Senatrice Gallone, le è stata avanzata una proposta di riformulazione dell'ordine del giorno G1.109. La accoglie? GALLONE (FIBP-UDC) . Sì, Presidente, l'accolgo. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.109 (testo 2), presentato dai senatori Gallone e Moles. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.201, presentato dalla senatrice Castellone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.110, presentato dalle senatrici Toffanin e Gallone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.202, presentato dal senatore Paragone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . LANZI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LANZI (M5S) . Signor Presidente, vorrei segnalare che non sono riuscito a votare. LEONE (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Presidente, anch'io non sono riuscita a votare. MOLLAME (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MOLLAME (M5S) . Signor Presidente, neanche io sono riuscito a votare. PRESIDENTE . La Presidenza ne prende atto. Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. COLLINA, relatore . Signor Presidente, sulla falsariga di quanto già fatto per l'articolo 1, le segnalazioni relative alla trasformazione in ordine del giorno riguardano gli emendamenti aggiuntivi. Sui restanti emendamenti esprimo parere contrario o formulo un invito al ritiro degli stessi. Per quanto riguarda l'emendamento 2.0.1, già trasformato in ordine del giorno e accolto in Commissione, chiedo che venga trasformato in ordine del giorno con la formulazione: «a valutare l'opportunità di attuare i contenuti dell'emendamento 2.0.1». Per quanto concerne l'emendamento 2.0.2, esprimo parere contrario alla trasformazione in ordine del giorno; il vice ministro Sileri puntualizzerà le motivazioni. In merito all'emendamento 2.0.3, propongo che venga trasformato e accolto come ordine del giorno con la formulazione: «a valutare l'opportunità di considerare i contenuti dell'emendamento 2.0.3». SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore. In merito all'emendamento 2.0.2, vorrei spiegare il parere contrario. L'emendamento, che enuncia la necessità di incrementare tutto il personale sanitario, è una misura già in atto e chiaramente sarà variabile da Regione a Regione a seconda dell'andamento dell'epidemia, e soprattutto con lo spostamento di personale sanitario da una zona all'altra. Questo riguarda la prima parte, essendo una misura già in essere. Per quanto riguarda il terzo punto, questa parte è già presente in un altro ordine del giorno ed è per questo che invitiamo al ritiro. In caso contrario, il parere è contrario. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 2.1, a prima firma Binetti, vorrei chiedere al relatore... PRESIDENTE. L'emendamento 2.1 è stato ritirato. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non può essere accolto nemmeno come raccomandazione? I medici fiscali sono completamente privi di protezione. PRESIDENTE . No, perché non esiste. È stato ritirato. Se la senatrice Binetti, anziché ritirarlo, ne chiede la trasformazione in ordine del giorno, ne parliamo, altrimenti è un testo che non esiste. Siccome tale richiesta non è stata avanzata, andiamo avanti. Gli emendamenti 2.1 e 2.2 sono stati ritirati. BINETTI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BINETTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 2.3. ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, avevamo anticipato il ritiro di tutti gli emendamenti 2.4, 2.5 e 2.6 e avanzato la richiesta di trasformarli in ordini del giorno, che però non è stata accolta. Mala tempora currunt , accettiamo il triste destino. PRESIDENTE . Senatrice Papatheu, accoglie la modifica proposta dal relatore in merito all'ordine del giorno G2.0.1? PAPATHEU (FIBP-UDC) . Signor Presidente, accolgo la modifica. PRESIDENTE. Senatore Romeo, la richiesta di votazione vale anche in questo caso? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2.0.1 (testo 2), presentato dalle senatrici Papatheu e Giammanco. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 2.0.2. PRESIDENTE. Senatrice Lonardo, accoglie la richiesta del relatore di trasformare il suo emendamento in ordine del giorno, con la formulazione proposta? LONARDO (FIBP-UDC) . Presidente, accolgo la richiesta del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2.0.3 (testo 2), presentato dalla senatrice Lonardo. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. COLLINA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere contrario o invito a ritirare gli emendamenti riferiti all'articolo 3. Sono state avanzate delle segnalazioni per la trasformazione in ordine del giorno, in particolare dell'emendamento 3.0.1, che è stato già trasformato e accolto come ordine del giorno in Commissione, sempre con la formula: a valutare l'opportunità di attuare i contenuti dell'emendamento. La stessa cosa vale per la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 3.0.2 con la formula: a valutare l'opportunità di dare attuazione ai contenuti dell'emendamento. Su tutti gli altri emendamenti il parere è contrario. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme. PRESIDENTE . L'emendamento 3.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo al relatore e al rappresentante del Governo di esprimersi sugli ordini del giorno. COLLINA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G3.100, G3.101 e G3.102. Sul G3.103 il parere è favorevole, a condizione che nel primo impegno sia prevista la formula: «valutare la possibilità di». SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.100, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.101, presentato dalla senatrice Boldrini e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.102, presentato dal senatore Rampi e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Senatrice Gallone, intende accogliere la richiesta di riformulazione avanzata sull'ordine del giorno G3.103? GALLONE (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente, l'accolgo. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.103 (testo 2), presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Senatrice Binetti, accetta la riformulazione proposta dell'ordine del giorno G3.0.1? BINETTI (FIBP-UDC) . Sì, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.0.1 (testo 2), presentato dalla senatrice Binetti e da altri senatori. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Senatrice Rizzotti, accetta la riformulazione proposta dell'ordine del giorno G3.0.2? RIZZOTTI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, accetto la riformulazione proposta dal Governo, ma propongo vengano inserite anche le parole «medici fiscali». PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sull'ordine del giorno così riformulato. COLLINA, relatore . Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno così riformulato. SILERI , sottosegretario di Stato per la salute . Il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G3.0.2 (testo 2), presentato dalla senatrice Rizzotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'emendamento e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. COLLINA, relatore . Signor Presidente, invito al ritiro dell'emendamento 4.1, altrimenti esprimo parere è contrario. Esprimo poi parere favorevole sugli ordini del giorno G4.200 e G4.100. SILERI, sottosegretario di Stato per la salute . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Senatore Zaffini, accoglie l'invito al ritiro formulato dal relatore? ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ritiro l'emendamento 4.1. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.200, presentato dalla senatrice Castellone. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G4.100, presentato dalla senatrice Rizzotti e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . COMINCINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. COMINCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, è del tutto evidente che quella che stiamo vivendo è una situazione complessa, che chiama ognuno di noi al senso di responsabilità per le scelte da compiere verso le nostre comunità. Si tratta di scelte che risultano essere complesse e dolorose, perché anche il nostro Paese si è trovato di fronte a un virus che non solo sta mettendo a dura prova il nostro sistema, ma che sta anche entrando indubbiamente nella vita quotidiana delle persone, stravolgendo in piccola parte le loro abitudini - le nostre abitudini - e modificando i bisogni. Più volte in questi giorni ho provato a immaginare quanto fosse difficile, in una fase così delicata e in un momento così complesso, adottare soluzioni di contrasto alla diffusione di un virus che, per quanto non letale per la gran parte dei cittadini, risulta essere estremamente contagioso, oltre che pericoloso per i soggetti più fragili e per questo più esposti e vulnerabili, come anziani, malati oncologici, immunodepressi oppure ancora per i soggetti che vivono in condizioni di salute precaria. La complessità e la difficoltà delle scelte da adottare si manifestano nella celerità con la quale, giorno dopo giorno, la situazione muta e le misure adottate oggi potrebbero non essere quindi sufficienti per domani. Colleghi, credo che questa vicenda sia anche l'opportunità per cogliere un grande insegnamento: da questa crisi non usciremo singolarmente, ma ci riusciremo non per le capacità personali di ciascuno, ma per lo sforzo collettivo e comunitario che passa dall'impegno delle istituzioni e dalla fiducia nelle istituzioni. Come ha sostenuto il professor Francesco Longo dell'università Bocconi, è la prima volta che la storia entra nelle nostre vite private. Lo dicevo prima: questo virus è entrato nelle nostre vite, modificando finanche il nostro modo di salutarci e di stare insieme. Tutto questo deve farci comprendere quanto siamo interdipendenti gli uni dagli altri; quanto la responsabilità delle azioni degli uni abbia un impatto nella vita degli altri. Se ci pensiamo, è proprio in queste situazioni che riscopriamo l'importanza dell'essere comunità, intesa non solo come l'insieme delle persone che sono unite tra loro da rapporti sociali, linguistici e morali, ma anche come il complesso di organi nazionali e sovranazionali grazie ai quali noi oggi siamo riusciti a ottenere misure che stanno contribuendo a garantire la salute e la vita di molte persone. Questa stessa vicenda, però, ci insegna ed evidenzia anche altro. C'è un vulnus nell'ordinamento del nostro Stato, nella divisione delle competenze che esso assegna e che inevitabilmente, in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, emerge in modo netto. Nel meccanismo di divisione dei poteri fra Stato e Regioni, ma direi anche fuori dal contesto specifico della sanità, fra Città metropolitane, Province e Comuni, e nella cooperazione fra il livello statale e il livello regionale, nella necessità di individuare la supremazia di decisionale di ultima istanza, c'è qualcosa che non funziona. Si tratta di un tema già noto da tempo, che ribadiamo oggi. Colleghi, io credo convintamente che, quando questa crisi sarà superata, tutti noi, anche nella diversità delle legittime posizioni politiche di ciascuno, saremo chiamati ad analizzare le criticità emerse proprio sotto questo punto di vista; difficoltà che, se superate, necessitano di un processo di riforma che permetta di efficientare e migliorare il processo decisionale che coinvolge i poteri dello Stato. Ma non è questo il tempo per affrontare il dibattito. Anzi, di fronte alle difficoltà di sistema appena esposte, sento il dovere di ringraziare chi, con enorme senso di responsabilità, impegno e sacrificio, sta garantendo alla nostra comunità misure per arginare e contrastare l'avanzata del virus. Nella catena di comando e controllo della crisi, un ruolo di primissimo piano lo stanno svolgendo i primi cittadini dei Comuni italiani, a cui vorrei che arrivasse il ringraziamento di quest'Aula per il coraggio, la tenacia e la forza con le quali stanno affrontando questa emergenza. (Applausi dal Gruppo IV-PSI e del senatore Collina) : sindaci che si rivolgono direttamente alle loro comunità, spiegando le misure adottate dallo Stato; sindaci che rispondono ai quesiti posti da persone, famiglie, commercianti, ambulanti, imprese, bar, ristoranti, associazioni sportive, dirigenti scolastici, parroci, tutti comprensibilmente intenti a chiedere chiarimenti sulla loro condizione specifica rispetto alla crisi in atto; sindaci che si confrontano fra loro sulle più corrette modalità di applicare le norme decise dallo Stato e che chiedono il supporto delle altre istituzioni, dando poi riscontro alla cittadinanza; sindaci che, in mezzo all'improvvisa crisi dei consumi, invitano i propri concittadini al sostegno delle attività commerciali locali; sindaci che riorganizzano la propria agenda e le modalità operative del proprio Comune per fronteggiare al meglio questa emergenza; sindaci che interloquiscono con le autorità sanitarie sulle dinamiche di diffusione del virus; sindaci che intervistano medici titolati perché informino al meglio i cittadini, rassicurandoli e informandoli a rispettare le regole stabilite; sindaci che comunicano ai propri concittadini la presenza di casi di contagio, nel rispetto della privacy e con lo stile di chi vuole essere trasparente, di chi vuole fornire le informazioni corrette e utili, di chi vuole rassicurare per tranquillizzare ed evitare inutili allarmi; sindaci che infondono fiducia, che invitano alla responsabilità, ma che assumono anche decisioni impopolari rispetto alle situazioni createsi. Il tutto avviene ovviamente, mentre l'attività ordinaria procede e mentre l'amministrazione attua le scelte compiute. I sindaci sono il front desk dello Stato, l'istituzione più prossima ai cittadini, quella alla quale le persone si rivolgono per ogni bisogno e alla quale guardano per avere indicazioni e spiegazioni. Questi sindaci, come ha scritto ieri sera uno di loro, quello della mia città, Ermanno Zacchetti, sono quelli che con le loro parole e il loro esempio sanno infondere alla propria comunità consapevolezza, responsabilità, attenzione alle indicazioni sui comportamenti di prevenzione da seguire evitando il panico. Ai sindaci sento di dover dire grazie perché in questa emergenza coronavirus stanno svolgendo un lavoro incredibile per le loro comunità e, quindi, per la Nazione intera. Insieme a loro, il mio ringraziamento e quello di tutto il Gruppo Italia Viva-PSI va agli operatori della sanità, ai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari, ai dirigenti e al personale amministrativo degli ospedali che in queste ore, con grande sacrificio e spirito di abnegazione, mettendo anche in pericolo la propria salute e quella dei propri cari - come sempre accade del resto - stanno lavorando incessantemente per garantire soccorso e cure a chi in queste ore ne ha bisogno, riorganizzando velocemente, ove necessario, gli spazi e la logistica. Quanto sta avvenendo dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, cosa significa poter fare affidamento su un Servizio sanitario nazionale come quello costruito e sul quale possono contare i nostri concittadini. Anche sotto questo aspetto mi auguro che quanto stiamo vivendo possa servire da insegnamento. Abbiamo il dovere di continuare a garantire e migliorare un sistema sanitario che sia efficiente e che, soprattutto, garantisca il diritto alle cure e alla salute per chiunque ne abbia bisogno. Presidente, voglio concludere il mio intervento lasciando un messaggio semplice e chiaro al Governo e, nello specifico, al Ministero della salute e al ministro Roberto Speranza. Siamo consapevoli dell'enorme difficoltà che vive chi è chiamato ad affrontare questa emergenza assumendo scelte e adottando provvedimenti. Il Gruppo Italia Viva-PSI è pronto a fare la sua parte; siamo al servizio del Paese e pronti ad aiutare e sostenere per ciò che ci compete l'azione del Governo e di quanti sono chiamati a gestire questa emergenza. Abbiamo davanti a noi mesi difficili. I danni economici che questo virus ha provocato chiameranno quest'Assemblea, il Governo e il Parlamento a un impegno enorme per far ripartire l'Italia e per dare sostegno ai tanti imprenditori, commercianti e artigiani che stanno subendo perdite enormi. C'è un evidente problema di liquidità per molti operatori che necessita misure urgenti per essere arginato; Italia Viva-PSI sarà pronta a fare la sua parte. Nell'esprimere il mio voto favorevole e quello di tutto il Gruppo Italia Viva-PSI sul provvedimento, voglio concludere ricordando che oggi abbiamo un compito importante: adottare le giuste misure per fermare questo virus, ma oltre a quanto stiamo facendo, ora giunge il momento di prendere decisioni difficili e comunicarle, evitando accuratamente di comunicare senza aver deciso. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, in parte abbiamo già motivato l'atteggiamento del Gruppo Fratelli d'Italia prima in Commissione e adesso in Aula e farò ora alcune ultime considerazioni. La preoccupazione che ci desta è constatare che si fa confusione chi più in buona fede e chi più in malafede (ma sempre in buona fede politica), fra i due piani di questa emergenza, che debbono essere invece considerati e valutati, anche per le loro ricadute di natura politica, in modo assolutamente distinto. Un piano riguarda il comparto che attiene alle misure di natura sanitaria utili a contenere e contrastare un fenomeno; l'altro riguarda il piano di natura economico-finanziaria e fiscale e, quindi, tutte le misure utili a contenere gli effetti economici delle misure concernenti gli effetti sanitari. Colleghi, c'è un rapporto di causa-effetto tra misure di contenimento indispensabili e necessarie a contenere il dispiegarsi di questa epidemia e il contrasto degli effetti inevitabili di queste misure indispensabili sulla vita economica e sulle tante attività economiche del Paese. Rispetto a tutto ciò, è necessario non fare confusione. Più o meno in buona fede, invece, io osservo una grande confusione nelle posizioni che ascolto. Questo procura un danno nel cittadino, un suo spaesamento. Il Governo, in primis , che sta facendo ampiamente confusione tra questi due piani, dovrebbe invece dare segnali di sicurezza, di autorevolezza, dovrebbe dare certezze. In questo momento, noi registriamo spaesamento nei cittadini, dalla corsa ai supermercati agli atteggiamenti inspiegabili e incomprensibili, sia in termini di leggerezza e superficialità e di pericolosa sottovalutazione o, al contrario, di eccesso di allarme e di preoccupazione. Rispetto a tutto questo, Fratelli l'Italia dice una cosa molto chiara. Un conto solo le misure di natura sanitaria, dove Fratelli d'Italia fa quadrato con il Governo (ho usato prima un termine colorito ma per farci capire). Su queste misure noi accettiamo il dispiegarsi dei provvedimenti come work in progress , come è stato scelto di fare, e auspichiamo che siano finalmente utili allo scopo. Fino a questo momento, però, abbiamo visto un po' di confusione, a partire dalle prime mosse, poi, sembra che nel prosieguo abbiamo recuperato in qualche misura. Su questo Fratelli d'Italia fa scudo, in considerazione della necessità di trasmettere ai cittadini un unico messaggio e, soprattutto, dare certezze e sicurezze. Diverso è evidentemente tutto quello che attiene alle misure di natura economica. Rispetto a queste, c'è bisogno di dibattito, c'è bisogno di politica, c'è bisogno di confronto, c'è bisogno di verificare queste misure che il Governo intende mettere in atto ma soprattutto di capire che cosa farà l'Europa. Colleghi, stamattina un'autorevole voce, quella del «Financial Times» non evidentemente quella del senatore Zaffini, dice che lo sforamento è necessario, indispensabile e quindi consentito. È una banalità, ma su questa banalità noi dobbiamo intenderci. L'Italia registra un rapporto deficit -PIL, grazie alla congiuntura, riferito al Conte 1, pari all'1,6 per cento. Quindi abbiamo addirittura fatto meglio di quello che ci chiedevano di fare. Abbiamo margini per arrivare al famoso 3 per cento ma, se serve, dobbiamo andare oltre. È infatti evidente che noi, da un lato, dobbiamo sigillare pezzi importanti del Paese e della Nazione, che sono anche in questo caso, per malasorte, la locomotiva economica dell'Italia, cioè le Regioni che tirano il PIL nazionale, che fanno fatturato e influiscono sul PIL nazionale, dall'altro, dobbiamo affrontare, insieme all'Europa, vista la nostra qualità di contribuente netto, le necessarie misure a sostegno appunto della nostra economia. Tutto ciò non deve essere messo neanche in dubbio. Colleghi, voglio chiudere con un passaggio di speranza (speranza che non è il Ministro, ma il sentimento, evidentemente): se questa fosse la famosa scossa che serve all'Italia per svegliarsi, noi nella storia abbiamo assistito a tante altre occasioni in cui il nostro Paese ha fatto quadrato di fronte alle emergenze. Giorgia Meloni dal suo canto, come a lei trasmesso dai nostri padri nobili della destra italiana, davanti all'emergenza ha fatto quadrato a difesa dei cittadini. Ecco, di fronte a questo noi dobbiamo fare in modo che questa grande emergenza possa essere quell' elettroshock che serve a tutti, a ognuno per la propria parte, per ricominciare a fare il proprio dovere, a interpretare al meglio l'orgoglio di essere italiani, a interpretare il rapporto politico tra maggioranza e opposizione, a capire che i provvedimenti legislativi che saranno emanati dal Governo (speriamo che questa esperienza di governo sia più breve possibile) sia da quelli futuri debbano essere tutti orientati a recuperare il nostro ruolo in un'Europa che, come più volte è stato detto da tutti, si sta dimostrando particolarmente matrigna nei confronti dell'Italia, ma soprattutto particolarmente inconsistente, incapace, inetta nei confronti delle emergenze che deve affrontare. Questa del SARS-Cov-2 è evidentemente un'emergenza e coinvolgerà tutti i Paesi dell'Europa; l'altra, relativa a quanto sta accadendo al confine greco-turco è un'altra. Sono due emergenze che hanno anche radici in parte comuni, ma l'unica vera radice comune di queste due emergenze è l'insipienza dell'Europa, di una confederazione di Stati che purtroppo non è tale, che pretende di stabilire la curvatura delle banane, la lunghezza delle zucchine, eccetera, chi più ne ha più ne metta, ma non ci assiste nei momenti di vera emergenza o addirittura di calamità, come questa che sta investendo le attività economiche italiane. Attendiamo quindi il secondo provvedimento con le misure di natura sanitaria e su quello adotteremo il medesimo atteggiamento; attendiamo invece con ansia, signor Presidente, le misure di natura economica (e su quelle invece il nostro atteggiamento sarà di normale dialettica tra maggioranza e opposizione) perché su quelle evidentemente non si scherza; non si scherza neanche sulle prime, ma su quelle c'è bisogno di dare un segnale forte all'Italia, alle attività economiche e ai nostri concittadini. (Applausi dal Gruppo FdI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, se ho inteso bene, noi giustamente approviamo all'unanimità il decreto-legge in esame e io voglio ringraziare sinceramente l'opposizione che ha fatto questa scelta, perché la ritengo importante e decisiva, anche per affrontare quest'emergenza che non ha precedenti, di un virus che non abbiamo mai conosciuto e che ci ha messo di fronte ad una situazione difficilissima. Sono state fatte critiche e, come è stato detto anche da alcuni colleghi dell'opposizione, ne discuteremo dopo l'emergenza e dopo averla affrontata. Dobbiamo evitare il classico pendolarismo per cui il tema viene considerato o come la peste o come qualcosa di meno dell'influenza. Le cose non stanno così; la situazione è assai più grave e ne dobbiamo avere tutti contezza. Il vero problema è la diffusione dell'epidemia. Siamo tutti allenatori di calcio e rischiamo di essere tutti virologi. Basta, ciascuno faccia bene la propria parte, lo dico anche con riferimento a quel dibattito scientifico che non può, però, rappresentare un elemento di confusione in questo Paese. La responsabilità, infatti, deve essere un impegno di tutti. La priorità assoluta, quindi, è il contenimento di questa epidemia; il «contenimento»: cerco di usare delle parole precise. Non siamo in grado ora ‑ e chi lo dice sbaglia profondamente ‑ di estirpare questo virus; bisogna dunque avere un atteggiamento tale da consentire che le diverse azioni che dobbiamo fare in progress corrispondano all'obiettivo di un contenimento. Da questo punto di vista è fondamentale che vi siano le norme, sappiamo, però, che sono decisivi anche i comportamenti dei cittadini. Per questo è fondamentale la comunicazione e il messaggio, che spetta a noi, è credibile nel momento in cui è autorevole, altrimenti non è tale. Deve essere un messaggio autorevole. Ecco perché, colleghi, non è una gentilezza il fatto di lavorare in unità: è un dovere. Non è la politica che si ritira, è la politica che dà il meglio di se stessa, rinunciando ora, oggi, alle polemiche su ciò che è stato per far sì che il messaggio da dare ai cittadini sui comportamenti dei singoli, delle persone, sia univoco. Certo, ringraziamo il sistema sanitario, i nostri operatori, tutti, oltre che, naturalmente, la Protezione civile e le Forze dell'ordine. Si sta facendo un lavoro importante, c'è un impegno straordinario, ma questa emergenza - questo mi sento di dirlo - ci richiama a una riflessione. Alcuni colleghi, anche dell'opposizione (e io lo condivido), in particolare una senatrice di Forza Italia, hanno chiesto giustamente di aprire una riflessione sul sistema sanitario una volta conclusa l'emergenza. Non vorrei che tornassimo su luoghi comuni che non hanno alcuna valenza, né oggi, né domani. Nella Costituzione - è stata citata da un collega del MoVimento 5 Stelle - è già prevista la funzione superiore dello Stato centrale in relazione alle emergenze. Non facciamo dibattiti che non servono, soprattutto in questo momento. Certo è che bisognerà riflettere sull'esperienza di questi ultimi otto-dieci anni, che segnalano un'impostazione - fatemelo dire così, perché anche il linguaggio è importante - economicistica della gestione della sanità, che ci ha portato a una situazione veramente critica, prima del coronavirus. (Applausi dei senatori De Petris e Di Marzio). È evidente che ora ne registriamo tutte le conseguenze. Volete qualche esempio? Se abbiamo tenuto bloccato il tema del personale per anni, dal 2009, come pensiamo che a fronte di situazioni così delicate non ci si trovi di fronte al problema? Si discuteva ancora, poche ore prima dell'esplosione del coronavirus, del fatto che l'Italia spende troppo in sanità. L'Italia è al penultimo posto fra i Paesi OCSE, ma questo è scritto da sempre in tutte le statistiche; attenzione, quindi, ci sono i cattivi maestri nella sanità. Se questo dramma del coronavirus ci aiutasse a sgombrare il campo da delle banalità infondate sarebbe comunque un fatto positivo. Il nostro è il Paese che ha il più basso rapporto posti letto per 1.000 abitanti e ci rendiamo conto oggi di che cosa significa. (Applausi dei senatori Castellone, De Petris e Di Marzio). Non perché non bisogna andare verso la sanità territoriale nella prevenzione, che è un elemento strategico per le cure primarie, ma è chiaro che c'è un problema non di poteri ma organizzativo, perché abbiamo ancora una struttura organizzativa vecchia, che non è in grado di corrispondere né alle nuove tecnologie, né a quella che può rappresentare la vera grande rivoluzione, che è la sanità digitale, né affrontare altri problemi, come quello ad esempio relativo alla funzione delle guardie mediche o dei medici di medicina generale, oppure quello della riorganizzazione della formazione universitaria. Ora abbiamo bisogno di posti letto, di terapia intensiva e rianimazione, e guardate che al di là del numero di borse di studio (e che fatica, colleghi, abbiamo fatto per prevederne mille in più), non c'è una vocazione per la terapia intensiva e anche gli anestesisti sono una risorsa limitatissima; bisogna riorganizzare il sistema delle facoltà mediche. (Commenti della senatrice Ronzulli). PRESIDENTE. L'Aula non è affollatissima, quindi anche un suo sussurro si sente. ERRANI (Misto-LeU) . Presidente, io non ho problemi, sono molto tranquillo. PRESIDENTE. Li ho io. La invito a proseguire e a concludere. ERRANI (Misto-LeU) . Mi avvio alla conclusione. Per questo ritengo fondamentale prima di tutto un elemento: è il sistema sanitario tutto che deve reagire. Non ho condiviso e non condivido logiche dialettiche tra lo Stato centrale e le Regioni. C'è bisogno di lavorare sul sistema e non solo sui decreti, ma sul progetto per affrontare questa emergenza, che prevede processi di trasformazione nei sistemi sanitari regionali. Discuteremo poi della strategia, faremo poi le polemiche. Infine, è chiaro che questo richiede una strategia europea, che non c'è. Non voglio adesso fare il ragionamento sui tamponi, ma prima di tutto occorre una strategia sull'emergenza sanitaria in Europa, che non c'è. Occorre poi che l'Europa cambi i suoi criteri. Chiedo anch'io, come hanno fatto altri, che il Governo metta al centro, come sta facendo positivamente, il cambio delle politiche europee, perché da questa crisi sanitaria si arriverà ad una crisi economica pesantissima e occorre un grande piano di investimenti su cui l'Europa deve rifondare la sua autorevolezza e la sua credibilità. (Applausi dai Gruppi Misto e M5S) . BOLDRINI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile dirlo, stiamo vivendo indubbiamente uno dei periodi più difficili della storia di questo Paese. Certo, il coronavirus un insegnamento ce lo sta dando: la salute del pianeta è unica, e ce ne stiamo rendendo conto, come già di fatto ci aveva annunciato il c limate change : abbiamo un unico pianeta, un'unica salute e un unico clima da tenere sotto controllo. Davanti a questa emergenza sanitaria inedita, il mio primo pensiero, oltre che ai malati, va oggi alle vittime e alle loro famiglie; va all'immane sforzo degli operatori del mondo della sanità che stanno lavorando in queste settimane, dall'inizio del contagio, a ritmi serratissimi, ventiquattr'ore su ventiquattro: medici, infermieri, ricercatori, spesso con contratti precari. Eppure, rimangono assolutamente al posto di lavoro e devono fare quanto gli viene richiesto, quindi analizzare i tantissimi tamponi. Tutto questo per il bene comune. Ricordiamoci quindi che abbiamo una comunità dei sanitari che stanno tenendo insieme il Paese dal punto di vista della nostra salute. Un plauso di riconoscimento va ovviamente anche alle Forze dell'ordine impegnate a garantire gli accessi e la sorveglianza ritenutasi necessaria nelle zone rosse, alla Protezione civile e soprattutto ai cittadini delle zone colpite, che stanno vivendo con compostezza e civiltà un momento davvero difficile per il nostro Paese. Siamo di fronte a un'emergenza che è prima di tutto di tipo sanitario ma anche economico. Lo stiamo vedendo: sono in ginocchio la nostra economia e il futuro di molte persone, e sono rischio molti posti di lavoro. Bene farà il Governo nei prossimi giorni a preoccuparsi, con i decreti-legge che andremo a esaminare proprio qui al Senato, di intraprendere nuove iniziative per attività come gli ammortizzatori sociali, che possano sostenere tutte le imprese che in questo momento sono a rischio. Non dimentico il turismo, la cultura, lo spettacolo - abbiamo approvato un ordine del giorno anche per le persone che lavorano in questi comparti - la piccola e media industria, e non vado a enunciarne altri perché conosciamo già il nostro problema. Il sistema sanitario non si è fatto trovare impreparato, è vero, con i suoi mille problemi, come abbiamo sentito anche prima: problemi del personale, che è rimasto lì, pronto al suo posto, per mettere in campo tutte le energie e le competenze che ne fa uno dei migliori al mondo. Cerco di ricordarlo sempre: abbiamo un sistema sanitario che per il rapporto costi-efficacia è ancora uno dei migliori al mondo, aiutando le persone che hanno problemi senza guardare al censo, alla classe sociale di appartenenza. Devo ricordare ai nostri colleghi senatori quello che è successo in America? Quanto ha dovuto pagare quel papà per sapere se il tampone era positivo o no per la sua bimba? Abbiamo visto quanto gli è costato; non tutti possono permetterselo. Dobbiamo quindi essere orgogliosi di quello che abbiamo. Sicuramente, essendo a dura prova con l'emergenza, il nostro sistema sanitario riuscirà a dare la giusta risposta sanitaria di qualità a questa sfida. Dobbiamo riuscire a dare risposte univoche e unanime; queste devono essere, a partire da queste Aule, come ho sentito oggi. Si cerca l'unanimità: se saremo uniti come Paese riusciremo ad arginare anche lo spettro della recessione economica, che è lì, dietro l'angolo. Il Governo, nonostante alcune polemiche pretestuose e propagandistiche, è stato tempestivo quando ha capito che c'era bisogno di affrontare una situazione emergenziale inusitata e di notevole portata, in un contesto reso ancora più complicato della diffusione a livello mediatico di informazioni non sempre accurate e corrette. Questo ce lo dobbiamo dire. Stiamo assistendo su tutte le tv a talk show p er quanto riguarda il coronavirus: non tutte le informazioni sono corrette e gettano nel panico i nostri cittadini. L'unico sito che dovrebbe essere consultato è quello ufficiale, del Ministero della salute, insieme ai bollettini che la Protezione civile emana tutti i giorni; quelli dovrebbero essere il faro dell'informazione di tutti. Nessuno ha mai detto che il nostro Paese sarebbe stato indenne; ce ne siamo accorti, come dicevo prima. I cittadini italiani sono stati subito informati delle misure che il Governo ha ritenuto importanti; abbiamo avuto anche informative - ben due - dal momento in cui abbiamo riscontrato il contagio nel nostro Paese. Per questo si ringrazia il ministro Speranza e tutto lo staff e la task force della sanità che si sta occupando anche di dare informazioni. I provvedimenti varati dal Governo sono stati ad oggi molto numerosi, e lo saranno ancora perché è tutto in continuo divenire; l'emergenza richiederà impegno e duro lavoro ed è effettivamente in evoluzione. Abbiamo sentito, infatti, che ci sarà un altro decreto-legge del Presidente del Consiglio dei ministri dal punto di vista sanitario, con ulteriori restrizioni. Noi, è ovvio, paghiamo uno scotto altissimo per il nostro Paese che oggi è visto dall'estero, come abbiamo visto anche in alcuni spot , come "l'untore". In verità, però, noi siamo stati i primi, quelli più attivi rispetto agli altri, nelle attività di screening perché il nostro sistema sanitario ce lo ha potuto permettere. Quindi in questa fase occorre azzerare, come bene è stato fatto, le polemiche politiche, evitare strumentalizzazioni becere e assumere un grande senso di responsabilità, senza banalizzare le preoccupazioni e le paure dei cittadini, ma al contempo evitare di fare terrorismo psicologico e creare panico ed allarmismi. Si è fatto riferimento prima anche all'Europa. Il presidente della Commissione Von der Leyen ha chiesto di fare una task force sul tema sanitario; ben venga. Ovviamente avremo bisogno anche di una flessibilità dal punto di vista economico. Mi auguro che anche questa voce venga ascoltata dal nostro Paese. In questo momento è più che mai necessario dare una giusta dimensione ad un'emergenza che è grave, che giustamente mette angoscia e paura, ma non è sicuramente impossibile da governare. Il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge oggi, seppure è già superato dagli eventi, ci permette però di definire una cornice giuridica, unitaria e condivisa, che consenta di rendere sistemiche in questi giorni le misure urgenti e straordinarie per fronteggiare l'evolversi della situazione epidemiologica. Una cornice giuridica condivisa in una strategia che vede una filiera istituzionale, (Governo, il Ministero della salute, l'Istituto superiore di sanità, le Regioni e i Comuni) che definisce puntualmente le misure di contenimento dell'epidemia e, contestualmente, l'ambito di applicazione, favorendo un'azione corale e coordinata. È questo ciò di cui abbiamo bisogno, al fine di evitare, come abbiamo visto purtroppo in alcuni casi, iniziative dei singoli o fughe in avanti. Siamo davvero davanti a una sfida complessa per il nostro Paese, ma siamo altrettanto consapevoli di essere un grande Paese. Ce l'abbiamo fatta in tante altre cose; ricordiamo ciò che è successo tanto tempo fa - penso sempre ai terremoti che abbiamo dovuto affrontare - con un sistema sanitario pubblico e universalistico di qualità, con una popolazione in grado di resistere e affrontare difficoltà anche quelle più dure. La grande scommessa che abbiamo da vincere è proprio quella di garantire la prevenzione di massa e di circoscrivere il contagio senza creare allarme sociale, di assicurare interventi tempestivi di protezione, di curare tutti senza determinare ansie e frenesie, di informare e soprattutto informare bene - lo ripeto - con chiarezza e con puntualità. Questa emergenza, nella sua drammaticità, ha reso evidente quanto sia fondamentale affidarsi alla scienza e alla comunità scientifica, lo ha detto bene prima anche la nostra senatrice Elena Cattaneo, per assicurarsi sui giusti comportamenti da assumere nei casi di contagio. Ora è il momento di stringerci attorno alle popolazioni colpite, ma non solo, per fare in modo che il nostro Paese torni presto alla normalità. Ora è il momento di muoversi seguendo le indicazioni che ci vengono date dagli esperti; ciascuno di noi porta con sé un pezzo di responsabilità per superare le prossime settimane e per contenere il più possibile il contagio. Mi auguro che questa Assemblea esprima un senso di unitarietà e arrivi ai nostri cittadini un messaggio unitario, come quello che abbiamo espresso ieri nella nostra Commissione sanità, in modo tale che ci sia davvero una risposta concreta che ci veda uniti anche dal punto di vista politico. È questo ciò di cui la gente ha bisogno; vederci uniti in una situazione così grave. Per questi motivi, sono dell'idea che riusciremo tutti insieme a superare questo grande problema e annuncio il voto favorevole del Partito Democratico. (Applausi dai Gruppi PD e Misto) . CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANTU' (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, abbiamo detto e confermiamo che in sede di conversione in legge del decreto-legge n. 6 del 23 febbraio noi andremo a supportare lealmente l'Esecutivo, in una logica di unità e di responsabilità istituzionale, confidando che abbiate delle evidenze scientifiche incontrovertibili, che ne abbiano giustificato l'adozione, al pari delle disposizioni prescrittive contenute nei vari DPCM attuativi e nelle ordinanze correlate e conseguenti sia concertate con il Ministro della salute che di esclusiva adozione regionale. Vero è che, vista dalla nostra angolazione, parrebbe che la decisione sottostante abbia come motivazione quella di trasferire alle Regioni le eventuali responsabilità. In materia di emergenza sanitaria nazionale a rilevanza pandemica, infatti, è stato disatteso quello che un Governo degno di questo nome - anzi, per giunta di uno Stato fondatore dell'Unione europea - avrebbe potuto e dovuto far valere con tempestività in aderenza all'articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Quando il problema era in fieri e non conclamato, avrebbe dovuto chiedere con forza e autorevolezza che l'Unione europea adottasse misure di prevenzione e procedure comuni di contenimento dell'infezione, implementando un cordone sanitario europeo, l'unico che avrebbe potuto essere veramente efficace. Consideriamo, infatti, che questo cordone sanitario europeo avrebbe potuto essere tale da affrontare la problematica nella sua globalità, assunto che non fosse già troppo tardi, fatto salvo che non c'è controprova e posto che siamo in una situazione storicamente unica. Per questo bisognava chiedere risorse e non già sospensioni, autorizzazioni e sforamenti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Si sarebbe dovuto prevedere quindi di stanziare risorse destinate agli eventuali focolai che comportamenti omissivi o negligenti di Cina e Organizzazione mondiale della sanità avrebbero potuto determinare. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Si sarebbe dato prova così di una responsabilità solidale in chiave europea, mediante una regolazione compensativa che tenesse conto delle leve a disposizione. Ma l'Europa ha dimostrato ancora una volta di non esercitare il ruolo per cui è stata costituita, vale a dire darci quella forza indispensabile a livello planetario che le singole Nazioni non possono e non riescono ad avere. Anche in tema di prevenzione di possibili epidemie, infatti, ogni decisione di contenimento dell'infezione è efficace solo se condivisa e applicata a livello europeo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az). Qualunque provvedimento nazionale è parziale e la disciplina dell'articolo 168 ben lo prevede. Ancora una volta, l'Europa è assolutamente pervasiva nel sindacare lo sforamento dello zero virgola dei bilanci. Fin qui però è stata totalmente assente, quando si è trattato di muoversi per la tutela della salute degli individui e del benessere dei suoi concittadini. Salvo che, con il palesarsi di situazioni analoghe a quella italiana, in Stati i cui Governi sanno farsi valere più di noi, non cambia radicalmente modo di agire. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo è quello che vogliamo sottolineare e che vorremmo andare a discutere in chiave europea quando ce ne sarà data l'occasione, perché riteniamo che la prevenzione e la solidarietà non debbano essere a corrente alternata e che, soprattutto, con riguardo alle politiche transnazionali, la tutela della salute degli individui e della collettività debba essere sempre una priorità. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Tutto quello che ho appena detto vale solo e se non vi fossero dati ed informazioni, seppur taciuti, tali da far ritenere che il virus già circolasse in Italia. È per questo che, come dicevo prima, faremo un atto fideistico e voteremo a favore del provvedimento, nonostante le evidenti carenze e lacune (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , anche per la frammentazione di conoscenze e di competenze, mancando un coordinamento di ricerca transnazionale del COVID-19, per l'identificazione dei mezzi diagnostici più efficaci, dei bersagli terapeutici contro cui sperimentare i farmaci in clinica, dei meccanismi molecolari e delle basi genetiche della malattia associate all'infezione. Nonostante le criticità che ho espresso, il voto della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sarà favorevole. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az. Congratulazioni) . MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MANGIALAVORI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, una volta tanto, in realtà forse per la prima volta dall'inizio della legislatura siamo di fronte a un decreto-legge che possiede realmente i requisiti di necessità e urgenza. Il coronavirus è una realtà drammatica, che ha già provocato, ahinoi, diverse vittime. Naturalmente a loro e ai loro familiari rivolgiamo un pensiero affettuoso e commosso. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Non è questo il tempo delle polemiche, ma dev'essere il tempo degli interrogativi e sono troppe le domande che non hanno avuto ancora una risposta. Se da medico, prima ancora che da politico e da cittadino italiano, ringrazio tutti coloro i quali sono in prima linea, anche a rischio della loro incolumità personale, rifletto però sulla fragilità del sistema Paese e di una maggioranza politica, piegata dalle contingenze a rideterminare frettolosamente la sua agenda di Governo e le sue priorità. Ci avete chiesto di abbassare i toni e noi, responsabilmente, nell'interesse del Paese, abbiamo evitato di speculare sulle vostre inefficienze, ma il quadro complessivo di grande fragilità continua naturalmente a preoccuparci. Dobbiamo evitare che il Paese ceda al panico e all'isteria, dimostrando di saper rispondere con forza e coesione a questa crisi, che rischia di non avere precedenti. La nostra economia sta risentendo pesantemente dell'attuale crisi e le conseguenze sono ancora impossibili da determinare. Sugli effetti dirompenti nell'economia pubblica e nell'economia privata occorrerà fare una valutazione obiettiva e un piano di intervento, che si prefigura tutt'altro che semplice. Vi sono interi comparti in crisi; basti pensare ai trasporti, da voi completamente dimenticati (vedi l'Alitalia), al turismo, sul quale si fonda una parte significativa dell'economia nazionale, in particolar modo di alcune Regioni, e in generale ai danni della distribuzione sull'indotto nel made in Italy . Sull'emergenza in atto troppe domande ancora non hanno avuto una risposta. L'Italia ha effettivamente degli anticorpi per fronteggiare una crisi del genere? Il Servizio sanitario nazionale, al di là della generosa azione del personale medico e paramedico, è sufficientemente attrezzato per affrontare questa crisi? La ricerca forse non meriterebbe più attenzione e investimenti da parte del Governo? Una cosa è certa, cioè come il coronavirus abbia avuto un impatto così rilevante sui gangli vitali della nostra comunità. Le abitudini sociali e le nostre consuetudini sono state messe in discussione. È stato minato il modus operandi e vivendi della nostra popolazione; vi sono necessarie limitazioni alle più elementari libertà, vedi quella di movimento. Si sono fermate le attività teatrali, dei cinema, delle aziende commerciali, delle scuole, degli stadi e della stessa politica. Tutto ciò ha proiettato il vivere civile in una condizione mai vista nel recente passato. E così sono state attivate forme di autotutela e di supporto tecnologico, vedi lo smart working e le lezioni on line ; ma naturalmente queste non sono e non possono essere sufficienti. Ci si chiede fino a che punto tutto ciò condizionerà la vita in modo irreversibile, nel futuro prossimo e in quello più a lungo termine. Inutile soffermarsi su dati e considerazioni che ormai sono noti a tutti gli italiani. Non è il numero dei contagiati, reale o presunto, e nemmeno l'indice di mortalità, comunque significativo, a preoccupare; il vero rischio è che, nel caso di una diffusione pandemica, il sistema nazionale forse non sarà in grado di reggere l'urto dei tanti ricoveri in terapia intensiva. È inutile sottovalutare gli effetti dirompenti e i rischi di questa epidemia, ma è altrettanto inutile creare psicosi e facili allarmismi. Occorre fermezza e cautela, ma al tempo stesso vigilanza, accuratezza e competenza nelle scelte messe in campo per contrastare la diffusione del virus. Sotto il profilo politico, va detto che in circostanze come queste un Paese si deve presentare unito e compatto. Chiunque ponga in essere comportamenti di mera speculazione elettoralistica è totalmente privo degli elementi basilari per invocare degnamente pubblica rappresentanza. Tutto ciò però non deve e non può privarci del doveroso compito di mettere in evidenza le criticità della gestione politica della crisi in atto. Questo è detto senza alcuno spirito polemico, ma per obiettivo senso critico, che non può essere sottaciuto neanche in situazioni di criticità come questa. Il Governo non sempre ha trasmesso l'idea della fermezza e, in alcuni casi, certi provvedimenti sono parsi tardivi, parziali e a volte contraddittori. In alcuni frangenti il Governo è apparso incerto sul da farsi e la comunicazione non è stata assolutamente all'altezza della situazione, ma - ripeto - questo non è il momento delle polemiche; è, invece, il momento dell'unità. Le forze politiche devono essere unite per superare questa fase emergenziale. L'auspicio naturalmente non può essere che quello di trovare a breve un vaccino o una cura contro il coronavirus e che oggi, come allora, la politica, le istituzioni e il Governo, in sinergia con il mondo scientifico, sappiano essere altrettanto decisi ed efficaci. Per questa ragione, Forza Italia esprimerà un voto favorevole, ma con un avvertimento chiaro: Governo, il vostro credito è esaurito; non faremo più sconti ai vostri errori, alle vostre incompetenze e ai vostri ritardi. Ci aspettiamo, inoltre, che le nostre proposte, già a partire dal provvedimento economico collegato, siano prese seriamente in considerazione, convinti del fatto che la nostra esperienza di governo possa dare un contributo fondamentale alla risoluzione di questa crisi. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC . Congratulazioni). CASTELLONE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, quella che stiamo affrontando è probabilmente la più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni. Siamo di fronte a un evento non ordinario, un evento di eccezionale portata. Il nuovo coronavirus non è altamente letale, ma è sicuramente un virus altamente contagioso e, quindi, la sua propagazione, se non contenuta con tutti i mezzi possibili, rischia di dilagare creando per forza di cose problemi di gestione. Il Governo ha reagito tempestivamente attivando i protocolli di prevenzione e di sicurezza previsti in emergenza sanitaria e istituendo già a gennaio - quindi, non il 21 febbraio, come diceva qualcuno - una task force attiva ventiquattrore su ventiquattro al Ministero della salute. Siamo stati i primi a chiudere il traffico aereo da e per la Cina dichiarando lo stato di emergenza, con uno stanziamento iniziale di diversi milioni di euro; abbiamo attivato i cordoni sanitari negli aeroporti e avviato la sorveglianza attiva. Abbiamo nominato il capo della Protezione civile commissario per l'emergenza e insediato tavoli tecnici con esperti altamente qualificati che seguono costantemente la situazione. Con la stessa risolutezza, abbiamo agito da un punto di vista legislativo mettendo mano a una serie di decreti ad hoc sia sul fronte sanitario sia su quello economico. Le misure economiche a sostegno delle aree più colpite e del mercato del lavoro saranno oggetto, come sappiamo, di provvedimenti già annunciati. Oggi ci apprestiamo a votare il primo di questi decreti che prevede misure di sicurezza per contenere un contagio che, altrimenti, potrebbe essere di più vasta portata. Il contenimento della diffusione del virus è, infatti, in questo momento la nostra priorità e anche la nostra più grande responsabilità. Dobbiamo farlo con tutti i mezzi che abbiamo e mettendo in campo tutte le misure possibili. Il provvedimento inserisce, inoltre, ulteriori misure volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale nell'attuazione dei programmi di profilassi e di presa in carico dei pazienti. Si è resa evidente, sin dalle prime fasi di questa emergenza, la necessità di avere un'unica regia nazionale che faccia da guida nella gestione di eventi di questa portata. Le discrepanze generate dall'arbitrarietà con cui, nel rispetto delle proprie prerogative, ogni Regione ha messo in atto iniziative diverse, hanno generato tanta confusione e qualche errore. Non possiamo permetterci né confusione né errori. Vorrei rispondere al senatore Pepe, anche io da donna del Sud, dicendogli che nel pronto soccorso dell'ospedale Pellegrini, quel pronto soccorso di un ospedale di Napoli, che si trova in una delle sue zone più malfamate, che è stato vandalizzato e che io ho visitato lunedì, già da gennaio è stata allestita una sala di isolamento per evitare che l'ospedale stesso diventasse focolaio nel caso di arrivo di pazienti infetti. (Applausi dal Gruppo M5S) . Quindi, non accetto di sentirle dire che, se il focolaio fosse insorto al Sud, non avremmo avuto scampo. Anzi, la invito a riflettere sul perché sia insorto in quelle Regioni! (Applausi dal Gruppo M5S) . Al cospetto di questa emergenza, il nostro occhio deve, infatti, essere lucido nell'esaminare le fragilità cui dobbiamo sopperire. Questa emergenza, infatti, ha svelato un'amara verità: l'inefficienza della politica che ci ha preceduto nella programmazione degli investimenti in base ai reali fabbisogni e nell'allocazione delle risorse a favore delle aree più critiche. Il depotenziamento degli ospedali pubblici, la riduzione dei posti letto previsti per numero di abitanti, con la promessa di un potenziamento dell'assistenza territoriale, che, in realtà, non è mai arrivato. La medicina generale ridotta a luogo di ricettari della salute. I pronto soccorso sovraffollati, i reparti di isolamento inesistenti e le terapie intensive che non hanno posti a sufficienza: ecco cosa ha significato non investire nella sanità. (Applausi dal Gruppo M5S) . Ecco cosa hanno significato i tagli scellerati degli scorsi decenni. Ecco cosa ha significato non investire in quei settori che rappresentano il primo baluardo nel salvataggio di vite umane, che sono il pronto soccorso e l'emergenza urgenza. Luoghi in cui personale medico, infermieristico, volontario, operatori socio-sanitari, operatori del 118 combattono ogni giorno in condizioni di assoluta precarietà, vittime di frequenti aggressioni e veri eroi esposti in prima linea per tutelare la salute di tutti noi. Il potenziamento della sanità privata a discapito di quella pubblica non ha creato una stampella al Sistema sanitario nazionale ma, piuttosto, l'ha depauperato di risorse preziose, che sono state investite in settori altamente remunerativi e non di certo in emergenza urgenza o in rianimazione. Le risorse umane che abbiamo sono eroiche, ma sono troppo poche. Servono assunzioni nel comparto sanitario. Lo diciamo da sempre. Lo abbiamo anche chiesto in due ordini del giorno che abbiamo approvato oggi qui in Aula. La buona notizia è che da due anni stiamo invertendo questa rotta. Siamo tornati ad investire. Quest'anno abbiamo confermato in legge di bilancio i 2 miliardi di euro stanziati nella scorsa legge di bilancio ed aggiunto altri 2 miliardi di euro per il fondo sanitario nazionale per il potenziamento tecnologico e le infrastrutture. Abbiamo previsto in legge di bilancio la stabilizzazione dei precari della sanità e lo scorrimento delle graduatorie degli idonei. Nel decreto fiscale abbiamo innalzato la quota di fondo sanitario regionale da dedicare all'assunzione di personale, andando ad incrementare ulteriormente la soglia già innalzata nel cosiddetto decreto Calabria per superare il blocco delle assunzioni che era in vigore fino allo scorso anno. Ieri sono stati annunciati ingenti fondi dedicati al potenziamento del Sistema sanitario nazionale, con l'obiettivo di incrementare del 50 per cento i posti letto in terapia intensiva e del 100 per cento i posti letto in pneumologia e malattie infettive, insieme ad un piano straordinario di assunzioni di personale. Non possiamo assolutamente permettere che un sistema sanitario come il nostro, il più giusto del mondo, il più umano, il più equo, imploda sotto la tempesta di numeri che non possono essere gestiti perché chi doveva programmare non ha saputo farlo per tempo. Allo stesso modo, dobbiamo provare a colmare al meglio quella falla dovuta alla mancanza di coordinamento tra enti locali e Governo centrale, nella spasmodica corsa di governatori e sindaci a mostrare la propria bravura con pieni poteri, amplificata dalla smania di scoop sensazionalistici da parte dei media . Per non parlare della strumentalizzazione politica, che è stata la cosa umanamente più dolorosa in un momento in cui la coesione, l'etica sociale e l'unità dovevano essere gli unici protagonisti in campo . (Applausi dal Gruppo M5S). Le tragedie, le grandi sfide, si affrontano solo uniti, nell'interesse del bene comune; invece passeremo alla storia come l'unico Governo che, in un momento di crisi sanitaria mondiale, è stato messo in discussione da sciacalli a cui del bene comune, e in questo caso dell'incolumità dei cittadini di una Nazione, interessa davvero poco o nulla (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Non mi sembra il tema giusto per trasformare quest'Aula in un luogo di polemica. Prego tutti, sia l'oratore sia il resto dell'Assemblea, di ricordare questa semplice notazione. CASTELLONE (M5S). Il panico, la sfiducia nelle istituzioni, la paura di non essere al sicuro hanno generato nei cittadini atteggiamenti irrazionali, quali la corsa all'approvvigionamento di beni di consumo e dispositivi di protezione individuale che dovrebbero essere lasciati agli operatori sanitari e ai soggetti fragili; negli altri Stati ha determinato una chiusura nei nostri confronti che oggi mette a serio rischio la tenuta della nostra economia; negli speculatori ha prodotto il tentativo di lucrare sulla paura delle persone, aumentando a dismisura il prezzo di alcuni prodotti presentati come salvavita. (Commenti dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE. Colleghi, non mi sembra davvero il momento giusto. Non posso certamente intervenire sui contenuti degli interventi, dei quali ciascuno si assume la responsabilità, ma è mio dovere intervenire nei confronti dell'Assemblea che deve lasciare all'oratore la possibilità di esprimere i propri argomenti. CASTELLONE (M5S). Questo Governo e questo Parlamento stanno combattendo su tutti i fronti (quello sanitario, sociale, economico) in maniera ineccepibile, con grande competenza e senza sosta. Ai nostri concittadini dobbiamo trasmettere la consapevolezza che l'Italia saprà rialzarsi, restando sempre con le spalle dritte, e che noi siamo qui a tutelarli e difenderli. (Applausi dal Gruppo M5S). Ai medici miei colleghi, agli infermieri, ai volontari, agli operatori sociosanitari, agli operatori del 118 assicuriamo supporto e tutta la nostra gratitudine. I tendoni attrezzati davanti ai nostri nosocomi sono la prova che il nostro personale sanitario è pronto a scendere in campo sempre e comunque. A noi tutti, infine, dico di mettere da parte ogni aspetto secondario, ogni dinamica sacrificabile, e lottare insieme per il nostro meraviglioso Paese, perché ce la faremo solo restando uniti. Pertanto con convinzione dichiaro il pieno sostegno al Governo, al Ministro della salute, ai sottosegretari Sileri e Zampa e annuncio il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1. (Segue la votazione). Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo: Senatori presenti 240 Senatori votanti 239 Maggioranza 118 Favorevoli 234 Astenuti 5 Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione del disegno di legge: Doc 1698 Conversione in legge del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, recante misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente (Relazione orale) Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, recante misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1698. Il relatore, senatore Fenu, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Avverto che la seduta sarà sospesa dalle ore 15 alle ore 17. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. FENU, relatore . Signor Presidente, il decreto-legge in esame, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 febbraio, introduce delle misure volte a diminuire la tassazione sul lavoro come indicato nel programma del Governo Conte- bis . Le misure previste mirano a restituire potere d'acquisto ai lavoratori dipendenti pubblici e privati e, di conseguenza, a rilanciare i consumi di individui e famiglie, il cui potere d'acquisto si è ridotto negli ultimi anni a causa della crisi economica e a causa di alcune scelte di politica economica degli ultimi vent'anni, che spesso hanno avuto come conseguenza proprio la svalutazione dei redditi da lavoro. Scelte forse fatte in buona fede, al fine di rispondere alla politica mercantilistica attuata da Paesi vicini e legati a noi come la Germania, probabilmente per riequilibrare la nostra bilancia commerciale, limitando consumi e quindi importazioni. Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO (ore 14,43) ( Segue FENU). Scelte che comunque hanno contribuito a determinare la distruzione del nostro potere di acquisto ed il conseguente crollo dei consumi interni. Con questo primo provvedimento, che precede una riforma più organica del fisco, intendiamo assicurare ai cittadini un sistema maggiormente equo, con la riduzione del carico fiscale dei lavoratori dipendenti, delle famiglie, le quali vedranno aumentare il proprio reddito disponibile. In totale, per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, il Governo ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2020, 3,850 miliardi di euro per il 2021 e 3,574 miliardi di euro annui a decorrere dal 2022. Entrando più nel dettaglio del provvedimento, l'intervento si articola in un trattamento integrativo del reddito e in una detrazione dall'imposta lorda, entrambi in favore dei percettori di redditi di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati. In particolare, l'articolo 1 dispone che, nelle more di una revisione degli strumenti di sostegno al reddito, qualora l'imposta lorda sia di importo superiore a quello della detrazione per redditi di lavoro dipendente, è riconosciuta al contribuente una somma a titolo di trattamento integrativo. (Brusio) . PRESIDENTE. Anche in considerazione dell'imminente sospensione, prego i colleghi che intendono rimanere in Aula di abbassare il tono della voce per consentire al relatore di svolgere la sua relazione. FENU, relatore . Sempre l'articolo 1 ne disciplina le relative modalità operative. I redditi per cui spetta il trattamento integrativo sono quelli di lavoro dipendente con esclusione delle pensioni di ogni genere e assegni a esse equiparati, nonché taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Il trattamento integrativo spetta soltanto se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro ed è pari a 1.200 euro in ragione annua a decorrere dal 2021, mentre è pari a 600 euro per l'anno 2020. Inoltre, è rapportato al numero di giorni di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020. I commi 3 e 4 dell'articolo 1 disciplinano le modalità operative del trattamento integrativo. I sostituti d'imposta sono chiamati a riconoscere il trattamento integrativo ripartendone l'ammontare sulle retribuzioni erogate, verificandone in sede di conguaglio la spettanza. Il trattamento non spettante potrà essere recuperato dai sostituti d'imposta mediante l'istituto della compensazione. Il comma 3, come modificato dagli emendamenti 1.7 (testo 2) e 1.19, di cui la Commissione in sede referente propone l'approvazione, prevede che i sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, riconoscono in via automatica il trattamento integrativo di cui al comma 1 ripartendolo fra le retribuzioni erogate a decorrere dal 1° luglio 2020 e verificano in sede di conguaglio la spettanza dello stesso. Qualora in tale sede il trattamento integrativo si riveli non spettante, i medesimi sostituti d'imposta provvedono al recupero del relativo importo, tenendo conto dell'eventuale diritto all'ulteriore detrazione di cui all'articolo 2. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio. Il successivo articolo 2 istituisce una detrazione dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche spettante ai titolari dei medesimi redditi da considerare ai fini del trattamento integrativo di cui all'articolo 1. L'importo della detrazione è pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito complessivo di 28.000 euro e decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito pari a 40.000 euro. La detrazione ha carattere temporaneo, in quanto si applica limitatamente alle prestazioni rese nel semestre che va dal 1 ° luglio al 31 dicembre 2020, in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni. L'articolo 3 dispone l'abrogazione, a decorrere dal 1° luglio 2020, del comma 1- bis dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), che disciplina il cosiddetto bonus 80 euro. L'articolo precisa inoltre la definizione del reddito complessivo da considerare ai fini della spettanza delle misure di cui agli articoli 1 e 2. Si specifica in particolare che rileva anche la quota esente dei redditi agevolati dei docenti e ricercatori, nonché dei redditi agevolati dei cosiddetti impatriati. Inoltre, l'articolo dispone l'istituzione di un fondo per esigenze indifferibili connesse ad interventi non aventi effetti sull'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, con una dotazione di 589 milioni di euro per l'anno 2020. L'articolo 4 reca la quantificazione degli oneri derivanti dagli articoli 1, 2 e 3, comma 1, valutati in 7,458 miliardi di euro per l'anno 2020, 13,532 miliardi per il 2021 e 13,256 miliardi annui a decorrere dal 2022, che aumentano, ai fini della compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto e di fabbisogno a 8,242 miliardi di euro per l'anno 2020, e individua le relative coperture. L'articolo 5, infine, disciplina l'entrata in vigore del provvedimento. Per concludere, per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8.174 euro e 28.000 euro, il bonus sarà riconosciuto direttamente in busta paga, per un importo pari a 100 euro al mese, mentre per i redditi superiori, e fino a 40.000 euro, sarà invece riconosciuta una nuova detrazione fiscale. La platea dei beneficiari, tra lavoratori dipendenti privati e pubblici, aumenta così di 4,3 milioni, passando da 11,7 milioni che percepiscono il bonus 80 euro a 16 milioni. Del taglio del cuneo fiscale si è parlato e discusso per tanto tempo e sono anni che si ribadisce la necessità di un intervento in grado di ridurre il peso del fisco sul lavoro dipendente. Questo decreto-legge costituisce in questo senso un primo importante tassello, necessario, ma che deve davvero preludere, come è scritto nel provvedimento, a una più ampia riforma del sistema di imposizione diretta. Una riforma per un fisco più equo. Se vogliamo pensare a un fisco e comunque a una forma più equa di prelievo tra chi produce reddito e ricchezza nel nostro Paese o tra chi trae reddito e ricchezza dal nostro Paese, non posso non ricordare ai colleghi e al Governo, anche in questa occasione, che occorre arrivare ad un sistema di imposizione fiscale delle società web che sia sempre più vicino al sistema ordinario di imposizione fiscale. Gli ostacoli su questa strada sono tanti, occorrono decisioni collegiali europee, esistono anche minacce di ritorsione in termini di dazi da parte di alcuni Paesi, ma non dobbiamo arrenderci. Non è più possibile tollerare questa discriminazione di trattamento tributario, soprattutto quando chi riceve il trattamento di maggior favore è proprio colui che trae - e verrebbe da dire drena - più risorse dal Paese. È come se dopo la rivoluzione industriale, dopo la nascita, l'espansione, la crescita esponenziale dei redditi prodotti dall'industria, si continuasse a chiedere di concorrere alla spesa pubblica soltanto ai contadini, magari attraverso i loro feudatari. È una situazione intollerabile. Il provvedimento all'esame dell'Assemblea oggi è un aiuto ai moderni vassalli e per questo è giusto e condiviso, ma occorre iniziare a chiedere un contributo maggiore ai nuovi produttori di redditi e ricchezza. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritta a parlare la senatrice Conzatti. Ne ha facoltà. CONZATTI (IV-PSI) . Signor Presidente, colleghi, stiamo lavorando con l'obiettivo di avere un sistema fiscale più equo, più trasparente e orientato alla crescita. Oggi abbiamo ancora una sovrapposizione di moltissime norme antielusive e antievasive, che rendono il sistema particolarmente complesso e orientato, invece che alla crescita, a sostenere le entrate e quindi il riequilibrio dei conti pubblici. Abbiamo un focus un po' sfocato sull'evasione, nel senso che è giustissima la lotta all'evasione, ma siamo molto più concentrati a fare una compliance e a controllare l'emerso che a fare un severissimo contrasto al sommerso. Diciamo quindi che questo è un provvedimento positivo, ma è un intervento di maquillage ordinario e, grazie a Dio, il decreto-legge lo esplicita, perché dice che agisce nelle more di una revisione più strutturale del sistema fiscale (poi tornerò sul punto nel dettaglio). Questo denota una grande consapevolezza del Governo, perché ci dà la direzione e ci dice che stiamo andando verso una revisione necessaria, in realtà urgente da tempo. La seconda premessa che vorrei fare è che lavorare sulla riduzione del cuneo fa sì che il Governo sia coerente rispetto agli impegni presi, alle raccomandazioni fatte dal Consiglio dell'Unione europea e dall'OCSE rispetto alla necessaria riduzione del cuneo fiscale. Sappiamo che le classifiche OCSE ci individuano come il terzo Paese con il cuneo fiscale più alto e che siamo dieci punti sopra la media europea. Questo ovviamente ci assegna un grossissimo gap negativo, in termini di competitività delle nostre imprese e di beneficio dei nostri lavoratori. Sappiamo che il cuneo fiscale ha principalmente tre componenti: una è l'onere contributivo a carico del datore di lavoro, l'altra è la componente fiscale a carico dei lavoratori e poi c'è quella del carico contributivo che grava sui lavoratori. Questo decreto-legge decide di lavorare solo sulla parte relativa al lavoratore per quanto riguarda la tassazione e lo fa in parte, tralasciando ancora - dico ancora perché secondo me è prioritario - di lavorare anche sul fronte del datore di lavoro. Lo fa in parte perché, nonostante il titolo di questo decreto-legge (misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente), di fatto i provvedimenti non sono esattamente coerenti all'obiettivo. Sicuramente viene centrato l'obiettivo di ampliare il reddito disponibile dei contribuenti, viene ampliata la platea dei contribuenti che hanno a disposizione questo maggior reddito disponibile e viene anche fatto un lavoro virtuoso per uniformare, rispetto a categorie diverse di reddito e quindi lavoratori dipendenti e assimilati, pensionati e lavoratori autonomi, il reddito disponibile. Non è ancora perfettamente uniforme perché, nonostante ciò che si dica, per quanto riguarda il lavoro dipendente assimilato e le pensioni c'è una sostanziale uniformità, mentre per quanto riguarda i lavoratori autonomi, anche forfettari ancora vediamo che questo reddito disponibile è leggermente inferiore alle altre due categorie. È pertanto certamente apprezzabile il lavoro sulla maggiore disponibilità di reddito, che significa maggiore capacità di spesa, maggiore capacità di dare - almeno in un contesto normale e non straordinario come quello in cui stiamo vivendo oggi - uno stimolo giusto all'economia. L'articolo 1 di questo decreto-legge, in particolar modo, non è esattamente corrispondente al titolo del provvedimento perché il bonus degli 80 euro era un credito d'imposta collocato nel testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Questa riforma, che assorbe l'ammontare di risorse pubbliche messe a disposizione del bonus di 80 euro, riversandole sul trattamento integrativo dei 100 euro, ha il pregio di aumentare il beneficio, di aumentare la platea fino alla soglia di 28.000 euro, ma, dal mio punto di vista, essendo espunto il provvedimento dal TUIR, non si tratta di una riduzione della pressione fiscale ma di un trattamento integrativo. Molti dicono che è una questione di forma; certo, chi non è appassionato di fisco può anche pensare sia così, invece è una questione sostanziale, che viene denotata dal lunghissimo dibattuto sul bonus degli 80 euro, durato la quasi totalità della scorsa legislatura, e si conclude a sostegno di chi non deponeva a favore della collocazione nella riduzione della pressione fiscale di quello strumento. Personalmente avrei preferito che si fosse andati nella direzione di trasformare il credito di imposta in detrazione, con le dovute correzioni per quanto riguarda gli incapienti. Sono convinta che questi ultimi abbiano un problema di mancanza di reddito, non tanto di mancanza di misure fiscali in aiuto, dal momento che il reddito degli incapienti è pressoché pari a zero. L'articolo 2 del testo è invece molto più soddisfacente, poiché introduce una vera e propria detrazione. È uno strumento temporaneo, in maniera virtuosa, si dice, perché stiamo andando verso una revisione del sistema dell'Irpef. Spetta un'ulteriore detrazione per una platea di redditi ancora più ampia, tra i 28.000 e i 40.000 euro. È una misura che avrebbe potuto essere a mio avviso molto più potente, perché la curva del prelievo Irpef è davvero una tagliola per lo scaglione di redditi dai 28.000 ai 55.000 euro. Sono 5 milioni di contribuenti che versano il 45 per cento delle entrate Irpef, quindi, una platea particolarmente appesantita da un salto di scaglione al 38 per cento sui redditi marginali superiori a 28.000 euro. È una fascia di contribuenti, corrispondente a quello che era il nostro ceto medio italiano, particolarmente capace di tenuta rispetto al nostro Paese, particolarmente compliance rispetto agli adempimenti, che - appare oggi - hanno redditi troppo alti per beneficiare degli aiuti per i redditi bassi (trattamenti integrativi) e al contempo redditi troppo alti per dover subire una tagliola impositiva del terzo scaglione pari al 38 per cento. Da questo punto di vista, sarebbe stato necessario probabilmente ampliare completamente la platea di questa detrazione temporanea non solo dai 28.000 ai 40.000, ma dai 28.000 ai 55.000 euro. Capisco che ci fosse un problema di stanziamenti sulla legge di bilancio, ma sarebbe stato sicuramente più coerente e di grande aiuto. Molti, anche in dottrina, dicono che questa fascia di contribuenti subisce una deformazione surrettizia della progressività e ne sono particolarmente convinta. Bene, comunque, che ci sia un primo passo importante, fondamentale, nella direzione giusta, che a mio avviso resta comunque la revisione dell'Irpef: basi imponibili, scaglioni, aliquote e anche detrazioni, non solo una revisione delle detrazioni, come è enunciato nel decreto-legge. Quindi, il provvedimento è una misura ordinaria comunque positiva; una misura che, in un momento di grave crisi economica come questo, dovrebbe rendere prioritaria la sensazione che una revisione sostanziale, una revisione importante del sistema fiscale volto alla crescita dovrebbe aggiungersi a tutte quelle ulteriori misure, tra le quali anche il piano shock per gli investimenti che abbiamo proposto come Italia Viva, che dovrebbero essere messe in campo in un momento veramente importante e drammatico dal punto di vista economico come questo. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE . Sospendo la seduta che, come da accordi, riprenderà alle ore 17 per il prosieguo della discussione generale. (La seduta, sospesa alle ore 15,01, è ripresa alle ore 17,08) . Sull'emergenza coronavirus BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BAGNAI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei portare alla sua attenzione e quindi all'attenzione di tutta l'Assemblea un fatto che non so se definire grave, ma che comunque è estremamente significativo del clima che si è creato a livello internazionale, alla luce di quell'emergenza che ci viene detto, a ragione, deve essere gestita in un clima di concordia. Ma naturalmente la concordia non preclude l'esame delle cause e anche l'esame delle conseguenze. Mi è stato segnalato - e ho qui l'evidenza - che un'importante catena televisiva internazionale, la CNN, ha diffuso una infografica così concepita: i casi di coronavirus collegati all'Italia. Si vede l'Italia al centro di un planisfero, che è un po' dove la storia, prima che la geografia, l'ha messa, e da lì partono tante frecce rosse che vanno ad infettare Paesi quali il Brasile, gli Stati Uniti e la stessa Cina. Ora, noi dovremmo riflettere, secondo me, su due aspetti: su quali possano essere le conseguenze di una comunicazione di questo tipo, che evidentemente credo siano letali e difficilmente reversibili (non solo per il nostro turismo), ma anche su quali ne siano le cause. Io non voglio essere polemico, però devo dire che, per non esserlo, devo fare un grande sforzo, perché non posso non ricordare a me stesso quando, pochi giorni fa, venivano rivolti ai nostri concittadini gli inviti ad abbracciare, per esempio, i cittadini cinesi (contro i quali non ho alcuna animosità né preconcetto), sulla base del principio che non si dovesse essere razzisti in un'emergenza simile. Ora il problema è che però, forse, ciò che stiamo vedendo è la conseguenza di un modo di gestire la lotta politica di questo Paese che ci fa del male. In altre parole, per aggredire un razzismo immaginario, a mio avviso, abbiamo creato un'altrettanto immaginaria pestilenza il cui focolaio sarebbe l'Italia. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Forse perché, accogliendo gli inviti della nostra sorella Europa, quella che sta difendendo la frontiera greca in questo momento, ad essere produttivi, volevamo dimostrare di essere così produttivi che con 15.000 abitanti di Codogno saremmo riusciti a infettare i 6 milioni di abitanti di Wuhan. Questo è il paradosso al quale assistiamo e questa è la situazione alla quale dobbiamo porre un rimedio. Quando si affronta un problema che ha una sua concretezza come un'emergenza sanitaria - voglio fare un invito molto spassionato e non polemico - rispolverare certe categorie (che, per carità, hanno la loro dignità) come, per esempio, la lotta al razzismo o al fascismo - che intanto bisognerebbe anche trovarlo - può avere un senso. Il tema è che però è difficile a me personalmente - mi sia concesso esprimere questa mia opinione personale, che non necessariamente riflette quella del mio Gruppo - e anche, credo, a molti cittadini sfuggire all'impressione che questa strumentalizzazione dell'intonazione politica di un certo gruppo di persone e questa caccia al razzismo immaginario si sia risolta per il nostro Paese in un drammatico autogol. Vi chiedo di riflettere su questo quando ci chiedete, come è giusto, solidarietà, concordia e unità nazionale, che naturalmente siamo disposti a dare. Questo errore è stato ripetuto troppe volte: troppe volte una parte politica non ha esitato a vilipendere l'immagine del Paese a livello internazionale per averne un tornaconto reale o presunto sul terreno nazionale. Spero che questa sia l'ultima volta in cui assistiamo a uno spettacolo di questo tipo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az e dei senatori Aimi e Zaffini). PRESIDENTE . Non spetta a me entrare nel merito della discussione, ma mi pare che siamo tutti impegnati in comportamenti molto responsabili nella difesa del Paese, sia come presidio sanitario che della sua immagine in Europa e nel mondo. Quindi, credo che il richiamo alla responsabilità e alla razionalità sia da assumere con comportamenti conseguenti da parte di tutti. MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, naturalmente manifesto a nome di Forza Italia lo sdegno per la prospettazione fatta sulla CNN della questione dell'epidemia del coronavirus. Sono situazioni esecrabili e noi chiediamo al Governo di intervenire al massimo livello e con la massima energia anche nei confronti di questo grande canale internazionale eventualmente prospettando anche una richiesta di risarcimento danni, perché da qualche parte un tribunale al quale questa catena televisiva può rispondere ci sarà e che una Nazione importante come l'Italia intraprenda un'azione di questo tipo credo abbia il suo peso e potrebbe avere anche qualche effetto. Sappiamo che questo avviene in seguito allo sciagurato e disgustoso, oltre che basato su presupposti totalmente falsi, video di quel canale francese che non vale neppure la pena di nominare. È importante che il Governo si faccia carico, assieme a tante altre cose che sappiamo essere sul tappeto con l'emergenza di questi giorni, di questo problema di immagine che abbiamo anche per certe prospettazioni date da taluni mezzi di comunicazione italiani e italianissimi. Pertanto, credo sia importante una maggiore compostezza e una maggiore collaborazione, a tutti i livelli, nonché una maggiore unitaria volontà di fare di tutto, naturalmente, per contrastare l'espandersi dell'epidemia e prendere tutte le misure che sono necessarie a livello sanitario e economico (che, come sottolineiamo fin dall'inizio, rischia di essere una emergenza di carattere più duraturo di quella sanitaria, che speriamo veda presto il suo declino) ma anche a livello di immagine. Dobbiamo, infatti, dare l'idea di un Paese che è orgoglioso, anche del proprio sistema sanitario, del lavoro che stanno svolgendo tantissimi medici e paramedici, del lavoro che stanno svolgendo le Forze armate e tutto il Paese, che è impegnato in questo campo. È importante che su questo il Governo sappia di avere l'appoggio di tutti. Poi sappiamo, come è normale che sia nelle dinamiche politiche e parlamentari, che ci sono disaccordo e critiche anche pesanti su tanti aspetti, ma è importante che il Governo agisca con questa consapevolezza e che faccia tutto il possibile per non alimentare quelle divisioni interne, che sono sempre lì, che covano sotto la cenere. È importante che non dia adito, anche con i suoi comportamenti, non sempre appropriati in alcune circostanze, a dissensi spesso manifestati, anch'essi, a loro volta, in modo non congruo. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . ZAFFINI (FdI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ZAFFINI (FdI) . Signor Presidente, ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto. È veramente difficile pensare alla casualità di questi accadimenti, è veramente complicato derubricarli alla banale libertà di critica, di informazione o di satira. Il canale francese, è stato chiarito che si trattava di satira: non capisco quale tipo di satira potesse esprimere quel video. Stessa identica cosa mi sento di dover affermare guardando la grafica della CNN, che viene oggi registrata. Io reputo, signor Presidente, che tutto ciò abbia un unico scopo, quello di aggredire il nostro fatturato turistico, che sappiamo essere una parte molto importante del nostro Prodotto interno lordo. Rispetto a tutto questo, noi abbiamo bisogno di ricevere informazioni precise dal Governo circa quello che sta facendo per contrastare questi accadimenti, che non sono banali e semplici atteggiamenti: sappiamo tutti che CNN è, probabilmente, la prima rete televisiva degli Stati Uniti. Quindi, è qualcosa che ci interroga profondamente. Nel momento in cui viene richiesto e viene concesso un clima di "unità nazionale" nel superiore interesse nazionale degli italiani e dell'Italia, credo che da parte del Governo questi argomenti debbano essere in qualche modo giustificati, cioè si deve dire cosa il Governo intende fare per contrastare questa informazione fuorviante, menzognera e sicuramente drammaticamente confliggente con l'interesse nazionale. Noi abbiamo già oggi disdette. Oggi Federalberghi stimava in cifre esorbitanti il danno sul turismo: è in arrivo la primavera, è in arrivo la stagione estiva, sono in arrivo le festività pasquali. Queste informazioni su canali di due Paesi molto importanti per il nostro fatturato turistico, come la Francia e gli Stati Unit, evidentemente arrecano un danno che, come diceva il collega Malan e io reputo importante rinforzare il concetto, possa addirittura far pretendere un risarcimento di natura economica. Noi dobbiamo capire che cosa il Governo intenda fare rispetto a questo enorme e gigantesco problema. Lo dobbiamo capire rapidamente, anche con un'informativa presso il Senato del Ministro degli affari esteri, in quanto competente per materia. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, provo ad interpretare quanto che ha cercato di dirci il senatore Bagnai e vedo se ho capito bene. Il senatore Bagnai richiama quest'Assemblea ad uno spirito comune, che secondo il collega dovrebbe indirizzare ogni comportamento, ogni provvedimento, ogni atteggiamento, ogni decisione assunta, come per esempio quella presa unitariamente di approvare il decreto-legge poche ore fa, nella direzione di salvaguardare la salute degli italiani di fronte a questa emergenza e di tenere alta e forte nel mondo la reputazione dell'Italia. Se questo era lo spirito del suo intervento, sappia che il Partito Democratico non solo è concorde, ma è pienamente impegnato a tutti i livelli istituzionali, da quest'Assemblea a tutte le amministrazioni locali, con tanti sindaci e Presidenti di Regioni che portano il simbolo del Partito Democratico (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Sbrollini) . Se invece lo spirito era di aprire una polemica contro chi ha commesso un piccolo passo falso o ha ecceduto nei toni in questi giorni, noi non ci stiamo, ma ho l'impressione che quest'accusa non possa venire da nessuno. Noi siamo stati i primi - e lo dico da lombardo, da pavese, quindi da persona che vive a pochissimi chilometri da Codogno - ad offrire la massima collaborazione al presidente Fontana, anche quando nel primo week end e nei giorni scorsi nella Regione Lombardia, la più grande d'Italia, si sono vissute ore drammatiche. Questo è l'atteggiamento tenuto dal Partito Democratico ed è quello che risponde a quanto dicevo prima e che mi auguro sia il sentimento di quest'Assemblea, ovvero quello di difendere l'interesse, la vita quotidiana degli italiani in questa importante emergenza sanitaria e di difendere fino alla fine la reputazione del nostro Paese. Penso che questa emergenza la stiamo affrontando tutti insieme: non a caso è in corso anche in questo momento un dialogo molto significativo tra il Governo e i Presidenti di Regioni. Si tratta di un'emergenza straordinaria che ci lascerà in dote molte conseguenze, decisioni, anche importanti, da dover assumere in termini di restrizione della libertà personale per gestire l'emergenza sanitaria; lascerà sul terreno il bisogno di intervenire con iniziative molto significative, potenti sul piano della capacità di incidere per rilanciare l'economia del nostro Paese. Penso inoltre che se siamo onesti intellettualmente dobbiamo anche riconoscere che ci lascerà molti insegnamenti - ma ne riparleremo - su come un mondo globale porti i Paesi a dover gestire situazioni epidemiche di questo genere. Ripeto, quindi, ancora una volta, che io prendo l'intervento del senatore Bagnai come stimolo ad essere tutti uniti e a non speculare. Lasciatemi concludere ricordando che Manzoni diceva che il linguaggio è stato lavorato dagli uomini per intendersi tra loro, non per ingannarsi a vicenda. Se questo è lo spirito di questa ripresa di seduta, penso che il Senato sarà ben rappresentato. (Applausi dai Gruppi PD, M5S, IV-PSI e Misto-LeU). SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, anch'io mi unisco all'ultimo intervento del collega Ferrari, perché considero importante far partire proprio da qui, come abbiamo ripetuto anche negli interventi di questa mattina, uno spirito unitario rispetto a quella che in questo momento è la priorità: la tutela della salute di tutti gli italiani, del nostro Paese, e la difesa dell'immagine dell'Italia nel mondo. Ci hanno fatto male i video, gli attacchi, anche di cattivo gusto, che abbiamo visto in questi giorni da altri Paesi e io credo che chi rappresenta le istituzioni a tutti i livelli oggi deve essere unito senza polemiche ed evitare che ci siano accuse e strumentalizzazioni di ogni genere, perché in questo momento siamo chiamati alla serietà, al rigore, anche alla sobrietà nel dare le informazioni corrette e ognuno di noi da questo punto di vista deve fare la sua parte ed essere responsabile fino in fondo. Chiudo rivolgendo un appello, ancora una volta, come ho fatto questa mattina: serve davvero un canale istituzionale unico per dare una comunicazione efficace, seria e chiara rispetto alle troppe agenzie, alle note, ai troppi interventi e agli spot (vi chiedo scusa se uso un'espressione forse sbagliata) che portano soltanto caos nella comunicazione stessa. E poiché dobbiamo essere i primi a comunicare correttamente, facciamolo bene e cerchiamo di non fare allarmismo ingiustificato in questo momento e di monitorare sia quello che accade sui social , dove le fake news purtroppo sono in continuo aumento, sia i rapporti che dobbiamo avere con i media nazionali e purtroppo anche locali. Per questo il Governo, secondo me, al momento è l'unico che può fare una comunicazione unitaria e ufficiale, chiaramente basandosi su dati certi che devono provenire prima di tutto dal comitato tecnico-scientifico, che attualmente è nella cabina di regia. È da lì che devono venire le informazioni corrette sulla grande emergenza sanitaria ed economica che sta vivendo il nostro Paese. (Applausi dai Gruppo IV-PSI e PD) . LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, utilizzerò veramente pochi minuti per associarmi, a nome del Gruppo, al messaggio che questa Assemblea ha voluto mandare stasera. Sono giorni difficili quelli che ci aspettano, siamo d'accordo, e stiamo superando una delle peggiori sfide della storia contemporanea di questo Paese, ma da quest'Assemblea deve sollevarsi con forza il messaggio che l'Italia esige rispetto dalla comunità internazionale, senza se e senza ma. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI e della senatrice Lonardo) . Noi usciremo vincitori da questa prova, insegneremo ai nostri ragazzi e ai nostri figli la storia della nostra civiltà, il nostro passato, le nostre sconfitte, ma anche le nostre vittorie e siamo sicuri che ne usciremo e supereremo questa sfida. Quindi, va bene la satira e la accettiamo, accettiamo anche la libertà di informazione, ma a condizione che l'informazione non sia irriguardosa o irrispettosa dell'immagine e del prestigio della nostra Nazione: questo non lo possiamo tollerare. (Applausi dal Gruppo M5S) . Il ministro Luigi Di Maio solo due giorni fa si è sentito telefonicamente col sottosegretario di Stato Mike Pompeo. Noi non abbiamo dubbi che questo passaggio, dovuto alla sciocca decisione di una rete televisiva, non debba costituire un casus belli , però facciamo attenzione, perché dobbiamo dire chiaro e tondo agli osservatori internazionali che faremo di tutto e di più per proteggere le nostre esportazioni e per difendere le nostre aziende che fanno il made in Italy . (Applausi dal Gruppo M5S) . Ci sono 600 milioni da questa settimana: 350 milioni verranno messi tramite l'ICE a disposizione del made in Italy e altri 350 milioni andranno a rafforzare il fondo rotativo per le aziende che esportano all'estero. Queste sono le misure che stiamo mettendo in campo e non ci possiamo permettere di vederci derisi o offesi da un servizio televisivo o da chiunque altro. Da questo punto di vista il MoVimento 5 Stelle lo vuole dire chiaro e tondo: saranno giorni difficili, supereremo questa sfida, ma non tollereremo assolutamente alcun gesto che possa offendere l'immagine dei prodotti italiani. (Applausi dai Gruppi M5S, PD e IV-PSI) . ERRANI (Misto-LeU) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ERRANI (Misto-LeU) . Signor Presidente, mi associo anch'io alle parole dei colleghi. Credo sia giusto - ringrazio il senatore Bagnai - reagire insieme, come del resto abbiamo fatto a partire dalla posizione del Governo, di fronte alla vicenda francese. Sostengo che dobbiamo tenere i nervi saldi, usciremo da questa vicenda, dobbiamo pretendere il rispetto del nostro Paese sempre, non solo per le esportazioni, su tutto. Da questo punto di vista, tutti gli altri Paesi devono sapere che il rispetto dell'Italia è tutelato da tutti noi: dalle istituzioni, dalle forze politiche, dagli italiani. (Appalusi dai Gruppi Misto-LeU e PD) . Ripresa della discussione del disegno di legge n. Doc 1698 PRESIDENTE . È iscritto a parlare il senatore Damiani. Ne ha facoltà. DAMIANI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, riprendiamo la discussione generale su un provvedimento molto importante, che incide sicuramente sull'economia e sulla finanza del nostro Paese, in questo momento purtroppo molto particolare. Presidente, colleghi senatori, come è noto la riduzione della pressione fiscale è un tema molto caro al Paese, ma anche molto caro al mio Gruppo parlamentare che è Forza Italia, perché da anni facciamo della riduzione della pressione fiscale una battaglia e quindi ci spendiamo sempre, giorno per giorno, su questo tema. Riteniamo infatti che oggi anche la riduzione delle tasse nel mondo del lavoro sia importante per dare ossigeno alle famiglie e agli investimenti delle imprese, in un Paese che oggi - ahimè - vede un fisco ingessato, bloccato, che erode annualmente i redditi delle nostre famiglie e delle nostre imprese. Abbiamo quindi la necessità, oggi, di incidere e di intervenire su questo tema per noi sensibile e molto importante. In Aula oggi ci ritroviamo quindi ad affrontare questo tema, che riguarda la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. Come ben sappiamo, si tratta di un provvedimento che ha la sua copertura finanziaria perché proprio in manovra finanziaria, a dicembre di quest'anno, sono state appostate risorse per circa tre miliardi di euro, la nostra proposta era di appostare molte più risorse (almeno nove miliardi di euro) in manovra finanziaria, ma purtroppo le nostre proposte sono cadute nel vuoto, perché questo Governo e questa maggioranza parlamentare non le ha accolte. Come ben sappiamo, questa riforma entrerà in vigore dal 1° luglio 2020 e guarda caso - e qui vorrei citare le testuali parole previste dallo stesso decreto-legge - nelle more di una revisione degli strumenti di sostegno al reddito e in vista di una revisione strutturale del sistema delle detrazioni fiscali. È qui che a nostro parere casca l'asino, con il provvedimento che oggi noi discutiamo, perché ancora una volta si fa un provvedimento che non è una riforma strutturale del sistema fiscale e della pressione fiscale, che noi da sempre chiediamo, ma un provvedimento spot che questo Governo fa soltanto per sopravvivere a se stesso. Non siamo d'accordo, oggi, con questo tipo di provvedimenti che, appunto, agiscono nelle more di e in vista di, che servono soltanto a tamponare una situazione del momento. Riteniamo che il nostro Paese oggi, per essere rilanciato, abbia bisogno di riforme strutturali ed è per questo che a noi i conti non tornano in generale e su questo provvedimento in particolare. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 17,35) ( Segue DAMIANI). A titolo di paragone, vorrei fare qualche esempio sulle misure trattate da questo provvedimento: tratta di una misura che negli anni passati, nel 2015, era stata tanto vituperata soprattutto dal MoVimento 5 Stelle, che era quella degli 80 euro, ma oggi non si fa altro che passare per determinate fasce di reddito, da 80 a 100 euro. Sicuramente sono risorse in più per quanto riguarda i nostri cittadini; quindi, da questo punto di vista, siamo favorevoli. Tuttavia, come dicevamo, anche in questo caso le risorse sono esigue perché gli 80 euro dell'allora Governo Renzi impegnavano circa 9 miliardi di euro, mentre su questa riforma impegniamo soltanto 3 miliardi di euro. Ci sono, poi, fasce di reddito che non vengono assolutamente menzionate. Mi riferisco soprattutto a quelle sotto gli 8.200 euro l'anno e a quelle sopra i 40.000 euro annui. Cosa non ci convince di questo provvedimento? Da sempre ne abbiamo fatto una battaglia e riteniamo che la riforma fiscale vada costruita intorno alla famiglia. Riteniamo che questo provvedimento non tenga in considerazione il quoziente familiare, da sempre una nostra battaglia. (Applausi della senatrice Ronzulli) . Infatti, anche questo provvedimento risulta iniquo proprio perché in una famiglia dove ci possono essere due, tre percettori di reddito, tutti devono usufruire di questo bonus fiscale, mentre in una famiglia monoreddito con figli a carico, ahimè, il percettore sarà soltanto uno. È una misura a nostro avviso iniqua da questo punto di vista e non costruita intorno alla famiglia, laddove da tempo chiediamo che l'inserimento del quoziente familiare sia determinante. Lo abbiamo fatto anche su questo provvedimento poiché durante l'esame in Commissione siamo stati promotori di emendamenti che andavano in tal senso e che, ancora una volta, purtroppo, sono stati bocciati. È questo il vero assente del modello fiscale così concepito: il quoziente familiare. Il momento che viviamo è, purtroppo, anche particolare; è congiunturale dal punto di vista economico, anche per quanto sta accadendo in merito all'emergenza che stiamo vivendo in quest'Aula oggi con la questione coronavirus. Il momento è particolare, dicevo, e, purtroppo, in questo momento, anche secondo gli ultimi dati Istat, la fiducia al consumo degli italiani diminuisce. In conclusione, Presidente, le risorse - oggi poche - che noi chiediamo siano sempre di più e che andranno nei portafogli delle nostre famiglie, dato il clima di grande incertezza nel nostro Paese, non saranno, ahimè, utilizzate per l'aumento dei consumi. Per questo ribadiamo la necessità che nel nostro Paese oggi debba esserci in materia di fisco una riforma strutturale del sistema. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Steger. Ne ha facoltà. STEGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, in un Paese come l'Italia, dove la pressione fiscale è molto alta, ogni riduzione del cuneo va sempre salutata positivamente. Questo vale ancor di più se interviene a favore dei lavoratori, del ceto medio, che è la categoria che più ha visto erodere il proprio potere d'acquisto dalla crisi in poi. Fatta questa premessa, mi dispiace e mi colpisce che due emendamenti del nostro Gruppo - che puntavano ad arricchire il provvedimento - siano stati bocciati senza alcun confronto preventivo. Ma non è solo questo. Il punto vero è che la misura, per come è stata strutturata, presenta diverse criticità. Innanzitutto, vi è la cosiddetta aliquota marginale effettiva, il problema che nasce dalla sommatoria tra la normale aliquota e il bonus in essere. Questa sarà parecchio penalizzante per i redditi tra i 29.000 e i 35.000 euro, una platea di 3 milioni di lavoratori dipendenti, per i quali, su ogni 100 euro, 60 vanno al fisco. Lo stesso problema si presenta per i pensionati tra i 10.000 e i 30.000 euro, per i quali la pressione fiscale sarà più pesante rispetto a quella dei lavoratori nella stessa fascia di reddito. C'è, poi, il problema dello scalone che cresce tra chi è appena sopra la soglia degli 8.150 euro e la fascia dei cosiddetti incapienti, e quello delle disparità che si accentuano in base alle fonti di reddito, in particolare tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti. II fatto che la misura avvantaggi le famiglie con più redditi - ne ha parlato il mio collega - è un problema storico del sistema dell'Irpef che qui viene ulteriormente aggravato. Davanti a problemi del genere, che la relazione dell'Ufficio parlamentare di bilancio ha riportato con grande puntualità, intravedo soprattutto due pericoli. Il primo riguarda l'efficacia di uno strumento nato per dare impulso ai consumi, non dimentichiamolo: se questo era l'obiettivo, non si capisce perché non sono stati adottati altri criteri distributivi; ad esempio, si sarebbe potuto optare per lo strumento del reddito familiare ISEE per la distribuzione del beneficio; inoltre le risorse destinate a chi ha 40.000 euro di reddito annuo difficilmente daranno impulso ai consumi, trattandosi di una categoria, quella dei ceti medi, che soffre meno di particolari problemi di liquidità, anche se ha anch'essa bisogno di aiuti, ma non sotto questo titolo. Per questa categoria è molto più probabile che il beneficio andrà ad alimentare il risparmio, mentre per dare impulso ai consumi di sicuro avrebbe aiutato di più un maggior sostegno ai nuclei familiari monoreddito e ai pensionati. Il secondo problema è che rischiamo di trovarci davanti a una violazione del principio di equità orizzontale, proprio perché vengono acuiti vecchi problemi già presenti nel sistema fiscale italiano. Il ministro Gualtieri ha risposto a queste obiezioni dicendo che bisogna vederlo come prima tappa di un percorso complessivo di riforma del fisco. Credo che questo provvedimento renda davvero urgente una radicale riforma del fisco, per semplificarlo e riportarlo sui binari di una più lineare progressività delle imposte, anche per evitare operazioni cosmetiche da parte dei contribuenti, dato l'elevato vantaggio che possono avere o perdere se varcano anche di un solo centimetro determinati perimetri di reddito. Per concludere, signor Presidente, ribadisco l'apprezzamento per la volontà politica della misura, che non può essere messa in discussione, e ne va dato atto al Governo; la sua costruzione mostra però davvero tante criticità, rischia di acuire una serie di problemi e di non esprimere fino in fondo le sue potenzialità sull'impulso ai consumi, che ci sarà, ma che non è certo quello che si poteva e si doveva andare a costruire. (Applausi dal Gruppo Aut (SVP-PATT, UV)). PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Parente. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, penso che un Paese come il nostro debba andare nella direzione della riduzione del carico e del cuneo fiscale, perché ha la più alta incidenza del cuneo fiscale sul lavoro (del 47,9 per cento, se non erro, mentre la media europea è del 36,2), e quindi la direzione giusta è di abbassarlo. Ritengo però che l'abbassamento del cuneo fiscale debba andare nella direzione di aumentare l'occupazione. Credo che proprio per l'emergenza coronavirus abbiamo bisogno di rilanciare il Paese e la competitività delle imprese - anche se sembra strano dirlo in questo momento - soprattutto se può portare maggiore occupazione. Credo che questa sia la direzione di marcia, lo dico in maniera aperta: più che l'aumento dei consumi, ribadisco che dobbiamo mirare a quello dell'occupazione, proprio in questa fase difficile per il nostro Paese. Come sappiamo, perché qualcuno prima di me l'ha già detto, la distribuzione del cuneo fiscale ha un'incidenza maggiore soprattutto sugli oneri sociali che pagano gli imprenditori. Credo che a tutti, di qualsiasi schieramento politico, sia capitato almeno una volta nella vita di sentir dire da un imprenditore, grande o piccolo, ma soprattutto i piccoli, che, se in Italia il costo del lavoro fosse più basso, si assumerebbero anche persone in più. Questa quindi è la direzione che dobbiamo prendere. Il provvedimento in esame va in tale direzione? Ritengo che lo faccia nella misura in cui apre in Italia un tema vero, che è il costo del lavoro, e che, come diceva il senatore Steger, bisogna andare nella direzione di un abbassamento delle tasse sul lavoro. Il provvedimento sceglie due direzioni in particolare. La prima, ai sensi dell'articolo 1, è quella del trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, allargando quindi la platea dei beneficiari del bonus degli 80 euro, dando anche di più. Come diceva molto bene la mia collega, senatrice Conzatti, il provvedimento cambia tecnicamente e concettualmente la misura, nel senso che non si tratta più di un abbassamento delle tasse, ma di un trattamento integrativo. La seconda è la modifica della detrazione una tantum , per ora soltanto di sei mesi. Come dice anche la relazione tecnica, tale misura andrebbe inserita in una più complessiva revisione del fisco, volta ad esempio ad abbassare le tasse sugli aumenti contrattuali. Potrei fare altri esempi, ma sicuramente tale misura va inserita non solo nella riforma delle detrazioni, ma nella revisione complessiva del fisco. Penso inoltre che dobbiamo usare questo difficile momento di emergenza per realizzare degli interventi strutturali. Sembra strano dirlo in questo particolare momento, ma dobbiamo mettere più persone al lavoro e creare più competitività per le nostre imprese. Quindi, in questo difficile frangente, dobbiamo agire per fare in modo che tutto il Paese sia solidale e unito. Lo dicevamo anche prima con i colleghi dell'opposizione, che ringraziamo perché, anche in occasione dell'esame delle misure sul coronavirus fino ad ora hanno dimostrato un atteggiamento positivo nei confronti del Parlamento: dobbiamo utilizzare l'emergenza per risolvere i problemi strutturali di tutto il Paese. Consentitemi di dire che non possiamo chiedere solidarietà solo nell'emergenza: l'unità e la solidarietà le dobbiamo chiedere - ne discutevamo proprio ieri in Commissione - indirizzandoci verso un unico ammortizzatore sociale, in tutte le Regioni, per tutti i tipi di lavoro. Chi perde il lavoro in un'agenzia di viaggio in Calabria dovrebbe essere trattato alla stessa maniera, in questo momento, di chi perde il lavoro in un'azienda grande. Unità e solidarietà significano sbloccare i cantieri e le opere pubbliche. Unità e solidarietà significano assumere medici e infermieri: dobbiamo riportare nel Paese i servizi essenziali, a partire da quello sanitario. Dico questo, perché dall'ora che in questo momento sembra più buia, possiamo uscire tutti insieme, ritrovando la luce, promettendo al Paese cose concrete, precise e serie, a partire dall'intervento sulla sanità, e mettendo insieme l'emergenza sanitaria con quella sociale ed economica. Penso che approveremo il provvedimento in esame, ma che da qui in poi tutte le risorse del Paese debbano essere indirizzate verso questo tema, che ribadisco non è solo emergenziale. Con l'occasione dell'emergenza si possono affrontare i temi veri del Paese. Occorre quindi una sorta di moratoria, sulle risorse anche economiche del Paese, per indirizzarle ad esempio nel blocco dei mutui, come ha proposto Italia Viva, attuando con unità e solidarietà misure durature e concrete. È questa una grande occasione perché il nostro Paese possa dimostrare la sua fermezza e la sua decisione. Le istituzioni, il Parlamento e il Governo devono essere vicini alle persone. Stasera nelle famiglie ci sarà sconcerto, rispetto al dubbio sull'apertura o sulla chiusura delle scuole domani. Non dobbiamo mostrarci come un Paese fragile, ma come un Paese forte e lo possiamo fare solo prendendo a pretesto questa emergenza e uscendo tutti insieme dal buio. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garnero Santanchè. Ne ha facoltà. GARNERO SANTANCHE' (FdI) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, noi crediamo e partiamo proprio dal presupposto che, ogni volta che si riducono le tasse, non può che essere una buona notizia per tutti. Per noi ogni soldo e ogni euro tolto alle tasse è un euro benedetto. Detto questo, però, dobbiamo avanzare delle critiche sull'operato del Governo a proposito del taglio del cuneo fiscale (se così si può dire). Le critiche sono praticamente identiche a quelle che abbiamo sempre fatto anche intorno alla misura che aveva introdotto il bonus degli 80 euro. I punti critici per noi sono parecchi. Abbiamo un punto molto importante, che non è stato risolto da questo taglio del cuneo fiscale: il problema dei cosiddetti incapienti. Oggi ci sono circa 3,7 milioni di italiani, lavoratori dipendenti, i quali, avendo dei redditi inferiori agli 8.174 euro, non possono usufruire né del bonus , né delle detrazioni. Quindi sono rimasti esclusi dal bonus degli 80 euro e purtroppo - ahimè - resteranno esclusi anche dal taglio del costo del lavoro. Ma qui c'è un aggravante maggiore: continueranno a verificarsi casi di molti lavoratori che, nella fase della dichiarazione dei redditi, scopriranno di non aver raggiunto quella soglia minima di reddito necessaria per poter usufruire del trattamento integrativo, magari perché hanno perso il posto di lavoro durante l'anno, cosa che, con la crisi economica che stiamo vivendo e con l'aggravarsi di questa emergenza del coronavirus, daremo quasi per certa. Quindi cosa succederà? Saranno obbligati a restituire quanto percepito nell'anno in corso, come è già avvenuto sino ad ora per il bonus degli 80 euro. Un altro punto critico è che questo bonus è rivolto soltanto ai lavoratori dipendenti, che certamente, in questa fase economica drammatica, stanno vivendo gli stessi problemi di tutta la platea dei lavoratori. Allora noi chiediamo al Governo per quale motivo, sempre e costantemente in ogni provvedimento, continua a dimenticarsi dei contratti di lavoro dipendenti, delle partite IVA, dei commercianti, dei professionisti, degli autonomi, di chi lavora anche con contratti occasionali. (Applausi dal Gruppo FdI) . Vorrei che il Governo su questo ci ascoltasse, perché non credo che non usciate dai palazzi, ma credo che stiate vivendo, come tutti gli italiani, l'emergenza del coronavirus. Quelli che stanno soffrendo enormemente in tutte le città, a prescindere dalle zone rosse, sono i nostri commercianti, sono i nostri lavoratori con partita IVA, sono i nostri professionisti. E vedrete purtroppo, non perché voglio essere una Cassandra, quanti dovranno chiudere. Non capiamo perché ci siano ancora lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Un sospetto ce l'ho: ogni volta che voi varate questi provvedimenti avete il vostro imprinting ideologico, che non vi fa ragionare sulle partite IVA, sugli autonomi e sui professionisti, che ricordo sono la spina produttiva della nostra nazione. Ma questo, come è già capitato in altre occasioni, rimane sempre in sospeso, sempre per il giorno dopo, quel domani che con questi Governi (sia quello precedente che quello di oggi) - ahimè - non abbiamo visto risolvere. Vorrei aggiungere che questo bonus , andando a ogni singolo lavoratore non tiene conto di un altro elemento molto importante, il reddito familiare; pertanto penalizza le famiglie monoreddito rispetto ai nuclei nei quali lavorano entrambi i membri della stessa famiglia. Questo meccanismo porterà sicuramente a dei casi paradossali. Vi faccio un esempio: una famiglia monoreddito, che ha un reddito complessivo pari a 40.000 euro annui, non avrà alcun beneficio dal taglio del cuneo fiscale, mentre una famiglia bireddito, nella quale ciascuno dei due componenti percepisce un reddito complessivo di 20.000 euro annui, avrà invece diritto a un bonus di 2.400 euro all'anno, ossia 1.200 euro a ciascun lavoratore della stessa famiglia. Abbiamo visto altre criticità; abbiamo ancora il problema della riduzione delle tasse che, per la nostra visione, dovrebbe avvenire in modo semplice e trasparente nell'unica maniera possibile, la riduzione delle aliquote Irpef per tutti. Mettetevi in testa che non c'è altro modo per diminuire la tassazione se non si incide sull'Irpef per tutti. Dovremmo smetterla. Noi di Fratelli d'Italia abbiamo sicuramente una visione diversa e riteniamo che il sistema del bonus e delle detrazioni può avere un'utilità elettorale, può forse produrre nel breve periodo qualche consenso in più, ma certamente non risolve il tema della pressione fiscale, che ancora oggi e più di ieri rimane troppo alta per tutti. Noi la ricetta ce l'abbiamo; ce l'avevamo e la continueremo ad avere. La nostra ricetta è la flat tax , vale a dire ridurre le tasse a un'unica aliquota al 15 per cento. Per questo diciamo che il Governo è incapace. Un Esecutivo che non ha una visione, che fa soltanto provvedimenti alla spicciolata e che parla solo di bonus e di detrazioni come può guidare questa nazione nel momento così difficile che stiamo vivendo? Eravamo già un'economia debole e fragile; oggi la nostra economia versa in una condizione drammatica anche per l'emergenza del coronavirus. Ma voi fate orecchie da mercante; non guardate al domani e questo impedirà alle nuove generazioni di avere un futuro migliore, perché le consegnate un Paese che sta veramente andando a rotoli. (Applausi dal Gruppo FdI) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Manca. Ne ha facoltà. MANCA (PD) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, credo non ci sia nulla di ideologico quando un Governo con la legge di bilancio restituisce centralità e dignità alla grande questione del lavoro. Sono i valori fondamentali della nostra Costituzione; sono i valori di riferimento della nostra Repubblica fondata sul lavoro e che vuole garantire e considerare il lavoro come un diritto fondamentale che riguarda tutti i cittadini. Non c'è nulla di ideologico, quindi, e si tende a confondere un'ideologia con i valori di riferimento. Lo dico con grande franchezza perché crediamo di aver restituito dignità con la legge di bilancio e con la conversione di questo decreto-legge alla questione del lavoro proprio perché colmiamo un vuoto e un'assenza; un'assenza che, purtroppo, nel 2019 non vide nella legge di bilancio alcuna azione utile a costruire centralità alla dinamica del lavoro nel nostro Paese. Era tutto impostato tra la propaganda della flat tax , il reddito di cittadinanza e le pensioni. Ma se un Paese non restituisce centralità al lavoro, non può crescere, non può ambire a trasformare la rabbia e la solitudine in speranza e visione di un suo futuro. Sono i principi fondamentali dai quali noi partiamo, che vanno ben al di là dell'entità economica dell'investimento. Essere riusciti, in un contesto macroeconomico così difficile, a riportare al centro la questione del lavoro; averlo fatto di fronte a una legge di bilancio complessa, difficile, che aveva come obiettivo fondamentale evitare di spingere il Paese in recessione, attraverso un utilizzo rilevante di risorse per sterilizzare l'aumento dell'IVA; essere riusciti a farlo di fronte a un incremento dei salari dei lavoratori - una platea superiore ai 16 milioni di persone - e ripristinando progressività ed equità, rappresenta una delle questioni fondamentali dalla quale partire. Non è certamente un punto di arrivo, ma è un punto di partenza importante, ancora più importante all'interno della crisi economica complessa che, purtroppo, anche l'epidemia di coronavirus ci costringe ad affrontare. Non è una brutta parola. Questa è una grande occasione per ridare dignità a un Paese che non può che ripartire dal lavoro per generare, sui giovani e per i giovani, la speranza di un futuro migliore. Questo è il senso dell'iniziativa che abbiamo assunto con il provvedimento in essere. Questo è il senso di un'iniziativa politica e culturale rilevante che porta necessariamente l'Italia, a proposito di un'altra azione importantissima che abbiamo costruito in questi mesi, non solo a restituire centralità al lavoro, ma anche a ricollocarsi in maniera adeguata nella dimensione europea. Sappiamo tutti che il costo del lavoro nel nostro Paese era, sul piano del gettito e del fisco, una delle grandi questioni fondamentali da affrontare per generare competitività, futuro e crescita. Avevamo, cioè, un costo del lavoro insostenibile, proprio all'interno delle dinamiche del cuneo fiscale. Queste dinamiche ci portano oggi a dire che il nostro è un provvedimento utile. È una base di partenza per una più ampia e necessaria riforma fiscale. Lo sappiamo bene, lo consideriamo un punto di partenza, ma lo consideriamo un punto di partenza che ha un valore culturale enorme. Il Partito Democratico ha costruito questa maggioranza, principalmente e fondamentalmente, non solo per mettere in sicurezza i conti pubblici, ma anche per garantire alle giovani generazioni un futuro migliore, ripartendo da un'idea del lavoro e della riduzione della pressione fiscale, alla necessità, che abbiamo, di affrontare le dinamiche dell'equità, perché troppe contraddizioni, che la globalizzazione ci ha portato ad attraversare, hanno aggiunto iniquità e disuguaglianze e spingono verso forme di solitudine e di povertà. Dunque, insieme alle politiche per contrastare la povertà abbiamo inevitabilmente bisogno di restituire dignità e centralità al lavoro. Per noi, questa è un'iniziativa importante, base di partenza per una più ampia riforma fiscale, perché sappiamo che la necessità che abbiamo oggi di sostenere i consumi passa attraverso un primo ed emergenziale intervento, che è quello che abbiamo costruito: 3 miliardi di euro nel 2020, 5 a decorrere dal 2021, per una platea di 16 milioni di lavoratori. Questi, inevitabilmente, con tali risorse potranno dare un contributo al sostegno dei consumi interni, che è un'altra delle grandi questioni critiche che ci è stata lasciata in eredità. Quindi, per quello che ci riguarda, è un'iniziativa pienamente integrata all'interno delle radici fondamentali del nostro Paese, necessaria per avviare una più completa riforma fiscale, utile per correggere una dicotomia che portava l'Italia a essere tra i Paesi con il carico fiscale più alto, all'interno della dimensione europea, proprio sul versante del costo del lavoro. Per queste ragioni, per quanto ci riguarda questa è un'iniziativa utile al futuro, per ripristinare centralità, per garantire ai giovani un'opportunità che porta all'interno del Paese il tema del lavoro come una grande questione fondamentale dalla quale ripartire per generare crescita e sviluppo. (Applausi dal Gruppo PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Montani. Ne ha facoltà. MONTANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, vorrei subito dire con chiarezza che il cuneo fiscale targato PD, M5S, LeU e Italia Viva inserito nella legge di bilancio 2020 è solo uno specchietto per le allodole. Questo Governo - lo diciamo subito in maniera chiara e netta - si è completamente dimenticato di tutte quelle partite IVA che noi abbiamo aiutato con la flat tax (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Partiamo da questo punto incontestabile per rimarcare con forza come la riduzione del cuneo fiscale sia sì al primo posto nella classifica delle sfide che il Governo Conte- bis annuncia ora di voler affrontare, ma soltanto a parole, e intanto l'economia, che andrebbe invece rilanciata, è ferma. E su questo punto ci torneremo. In Italia il cuneo fiscale è ancora molto alto, come dimostrano i dati pubblicati dall'OCSE nel rapporto «Taxing Wages 2019». Infatti, a fronte di un valore medio del cuneo fiscale nei 36 Paesi OCSE pari al 36,1 per cento, l'Italia occupa il terzo posto. Un singolo lavoratore senza figli a carico è sottoposto a un cuneo fiscale del 47,9 per cento, di cui il 16,7 per cento è rappresentato dalle imposte personali sul reddito e il restante 31,2 per cento dai contributi previdenziali, di cui una parte è a carico del lavoratore (7,2 per cento) e l'altra del datore di lavoro (24 per cento). Sono numeri, questi, che inquadrano bene la materia che stiamo affrontando, facendoci capire come per rilanciare imprese e occupazione sia necessario e inderogabile che l'abbassamento del cuneo fiscale divenga una priorità del Governo. Dalle parole, però, bisogna passare ai fatti, caro Governo. Oggi occorrono forza e coraggio, ma il Governo e la maggioranza non stanno dimostrando né forza né coraggio. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Diminuire il costo del lavoro per le imprese permetterebbe di incentivare l'occupazione, mentre una minore tassazione per i lavoratori aumenterebbe le loro risorse economiche da spendere o investire. Già da mesi si parla di taglio del cuneo fiscale, ma in concreto la complessa materia del costo del lavoro è rimasta sostanzialmente invariata. Di questo gli italiani devono ringraziare Conte e i suoi amici grillini. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Matteo Salvini ha già espresso tutto il suo pieno disappunto per una misura che, per quanto riguarda la Lega, porterà ben pochi benefici agli italiani. C'è l'economia ferma, l'Italia non cresce. Allora vediamo la grande rivoluzione di Conte: sono 3 miliardi per 16 milioni di italiani. Fatevi due conti: parliamo di 46 euro a testa in un anno, a star larghi. Tanta roba, complimenti! Inoltre, non dimentichiamoci dei 3 euro di aumento che abbiamo dato ai pensionati: qualcosa di vergognoso di cui un Paese civile, ma soprattutto un Governo, dovrebbe chiedere scusa. Mi auguro che si voti presto, perché l'economia italiana ne ha davvero bisogno. Gli italiani hanno bisogno di lavoro e non delle chiacchiere di questo Esecutivo. Ogni taglio delle tasse è certamente utile, ma quest'anno gli italiani pagheranno 7 miliardi di euro di tasse in più; inoltre, dal provvedimento sono escluse le cosiddette categorie produttive. Dunque, il ceto medio, quello che tiene in piedi il Paese, non avrà un euro di aumento. Torno di nuovo alla flat tax , per capire gli effetti benefici che, grazie a questo strumento, avremmo prodotto sugli italiani, se l'estate scorsa non avessimo rinunciato ai Ministeri per l'ottusità dei 5 Stelle su molti provvedimenti. Il parallelo tra il taglio del cuneo fiscale che sta portando avanti questo Governo e la nostra flat tax è impietoso a favore di quest'ultima. È vero che chi prendeva gli 80 euro del bonus Renzi passerà a 100 e si amplia anche la platea e, dunque, ci saranno anche persone - non molte per la verità - che passeranno da 0 a 100, e questa è una cosa positiva, forse l'unica del provvedimento in esame. Ma quello che voglio mettere in rilievo è che ciò comporterà un aumento dei consumi abbastanza limitato, mentre la flat tax ha benefici certamente maggiori: due strumenti utili, di cui uno (la flat tax) molto utile. D'altronde la flat tax aveva funzionato eccome, ma anche il Governo giallorosso si è affrettato a manometterla. A dirlo non siamo noi della Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione, ma le cifre che il Ministero dell'economia ha appena pubblicato nell'Osservatorio periodico dedicato alle partite IVA. L'anno scorso è stato aperto oltre mezzo milione di nuove partite IVA (+ 6,4 per cento rispetto al 2018), la metà del quale grazie al regime forfettario con l'aliquota agevolata del 15 per cento voluta dalla Lega-Salvini Premier. Si trattava del primo vero tentativo di tagliare le tasse e semplificare il sistema fiscale italiano; un vero miracolo: montagne di carta e di incombenze risparmiate, niente commercialista - una cosa mai vista - un sospiro di sollievo per autonomi e piccole imprese; una procedura semplice e di successo. Questa è la realtà dei fatti. Il successo della flat tax era tale che la Lega ne aveva proposto l'estensione a partire dal 2020. Il tetto sarebbe passato da 65.000 a 100.000 euro, tassati al 20 per cento, ma i criteri della semplificazione sarebbero rimasti identici. Sarebbe stata la prima rivoluzione liberale mai fatta in Italia. Ma per il PD essere autonomi nel lavoro equivale a essere evasori, per cui ora, purtroppo, la solfa cambia e di colpo 340.000 autonomi e piccole aziende sono tornati nell'inferno del regime ordinario, reso ancora più insopportabile dalla fattura elettronica. Vergogna! E dico soprattutto agli amici grillini di vergognarsi. Non hanno nemmeno provato a difendere la riforma che avevano votato con noi appena otto mesi fa. Ma ora sono le ancelle del PD. Vergogna! (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Insomma è chiaro - e mi avvio alle conclusioni - come non possiamo essere favorevoli a questa campagna governativa e alla legge di bilancio 2020, che fa credere agli italiani di abbassare la pressione fiscale e invece produce nuovi e incalcolabili danni alle economie di famiglia e dell'intero Paese. L'Italia - mi sia concesso questo ultimo passaggio - sta accusando difficoltà economiche enormi, dall'industria all'agricoltura, dal turismo all'artigianato, passando per le famiglie. Quello che tutti gli italiani chiedono a gran voce è pagare meno tasse e, soprattutto, evitare rogne; la possibilità, insomma, di lavorare e guadagnare senza avere lo Stato come vorace socio occulto. Tutto ciò sarebbe una richiesta normale. Tutto ciò è normale, ovunque voi andiate in Europa e nel mondo, tranne che in Italia: un Paese che in pochi mesi di Governo avete trasformato in peggio, per raccogliere pochi spiccioli. Sotto il vostro vestito politico, cari senatori di maggioranza, c'è davvero poco. Le proposte devono riguardare la vita vera: non dovete scaricare le vostre responsabilità sui cittadini. Qui si tratta di tagliare i vincoli burocratici al di là dei colori politici. Noi siamo dalla parte degli italiani. Il nostro progetto di rivoluzione fiscale prevede non miracoli, ma idee chiare. Volere è potere! Serve una vera e propria cura da cavallo e purtroppo non è la vostra. Chiudo con una riflessione: oggi parliamo di un decreto che è del 5 febbraio, e dunque solo di un mese fa, ma è di fatto superato dagli eventi, perché con la crisi legata al coronavirus diventa quasi imbarazzante vedere le difficoltà che stanno vivendo molte aziende e famiglie in Italia con l'elemosina di Stato che volete regalare agli italiani. Credo che prima torneremo al voto e meglio sarà per tutti. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Toffanin. Ne ha facoltà. TOFFANIN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, chiedo di poter allegare il testo del mio intervento al Resoconto della seduta odierna. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso. È iscritto a parlare il senatore Perosino. Ne ha facoltà. PEROSINO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, uno che come me proviene dalla Provincia di Cuneo non poteva non parlare sul cuneo fiscale. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Avete finanziato il provvedimento in esame con tre miliardi nella legge di bilancio, con lo storno di 4,191 miliardi dal bonus Renzi di 80 euro per il secondo semestre, dato che la misura entra in vigore dal 1° luglio, e 267 milioni da un altro capitolo. Il totale è di 7,5 miliardi, ma ben 13,5 miliardi l'anno prossimo. Se ai 7,5 miliardi aggiungiamo il costo di quota 100 e il costo del reddito di cittadinanza (sette-otto miliardi ciascuno), arriviamo a circa 22-23 miliardi (caramelle), che equivalgono alla clausola di salvaguardia IVA da sterilizzare tutti gli anni. È un grande errore degli anni scorsi. È un debito da coprire e provo a dire all'Assemblea continuiamo a costruire, a deliberare, a fare delle leggi sul debito. L'Ufficio parlamentare di bilancio, in effetti - come già notato da alcuni colleghi - ha parlato del problema degli incapienti, ma anche delle mancate coperture per l'anno prossimo sulle detrazioni tra i 28.000 e i 35.000 euro. È un problema tecnico, ma equivale a 1,6 miliardi. Abbiamo poi ancora una volta lasciato fuori dal provvedimento i pensionati che hanno lavorato una vita, che hanno costruito le basi del nostro progresso e tenore di vita nel quale tutti viviamo bene e abbiamo premiato altre categorie che stanno sul divano. La riforma dell'Irpef è da farsi - l'ha detto il Governo ed è stato ribadito - ma non so se sarà possibile, con gli attuali chiari di luna, ipotizzare una diminuzione delle aliquote come è nelle cose, perché si diminuiscono le tasse se si diminuiscono le aliquote, ma bisogna finanziare la differenza creando ricchezza o permettendo che la ricchezza si crei attraverso gli investimenti pubblici. L'abbiamo detto diverse volte: sono passati gli anni e gli investimenti non partono perché una parte di quest'Aula non li vuole. Lo dico da persona di destra o perlomeno di centrodestra: risparmi e lotta ai privilegi sono sempre opportuni, ci stanno sempre ma sono da attuare. Certamente un po' di liquidità del sistema non guasta, ma è surrettizia. Dovendomi contenere nei tempi, vado un po' fuori tema e concludo. Credo che siamo veramente di fronte a un'emergenza storica enorme, più grande di noi. Allora chiederemo di sforare il 3 per cento e oltre e ce lo consentiranno perché abbiamo aderito al MES. Ma chi ragiona con la propria testa sa che il MES è un altro errore storico. Sforeremo, faremo più debito, pagheremo più interessi e intanto qualcuno provvederà. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 18,18) ( Segue PEROSINO). Secondo me - avevo detto all'insediamento del Governo Conte che ci avviavamo all'Apocalisse - andremo verso la patrimoniale, perché non c'è altra soluzione di fronte a una situazione di questo tipo. Il gatto si è morso la coda. Concludo, approfittando della qualifica di senatore pro tempore , dicendo che a mio parere questa tragedia è un segnale grave, è un'emergenza senza Dio. Lo dico per i cattolici e per i laici. La religione ha un effetto di contenimento, allevia la sofferenza e dà una speranza; la nostra civiltà si è costruita su questo. Infine, è da valutare secondo me una quarantena all'Italia, altrimenti non ne veniamo fuori, stanti le notizie che arrivano di minuto in minuto. Di fronte a ciò, su questo provvedimento Forza Italia si asterrà. Forse sarebbe stato meglio aspettare. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Leone. Ne ha facoltà. LEONE (M5S) . Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il Governo si era dato delle priorità e prefissato degli obiettivi, primo fra tutti quello di contrastare la povertà relativa. Per effetto dei provvedimenti messi in atto dal MoVimento 5 Stelle, 2,5 milioni di nostri concittadini poveri assoluti hanno avuto un sospiro di sollievo per tutte quelle incombenze quotidiane cui dovevano far fronte grazie al reddito di cittadinanza. Con il decreto dignità siamo intervenuti sui lavoratori precari e abbiamo previsto norme che garantiscono un impiego più stabile e dignitoso. Adesso è giusto occuparsi anche della colonna portante del nostro sistema Paese, la classe media. Il ceto medio, quella parte di società che si pone al centro tra i poveri e i ricchi, si è col tempo assottigliato sempre più, allungando così le distanze tra i due estremi e contribuendo, quindi, a una sempre più forte sperequazione sociale. La nostra classe media, una volta motore economico e produttivo della società, si è indebolita a seguito della forte recessione. Ed è proprio quando entra in crisi la spina dorsale della società che viene a mancare il fondamentale contributo al finanziamento dello Stato sociale. E così l'erosione del potere d'acquisto degli stipendi ha determinato un depauperamento dell'intera macchina economica e soprattutto produttiva del Paese, e questo ha causato una marcata inquietudine, sentimento con cui imprenditori e lavoratori dipendenti devono convivere. Ridurre il cuneo fiscale significa ridurre la tassazione sul lavoro ovvero il peso delle imposte che impattano sulla vita reale dei cittadini. Non è concepibile prevedere aliquote per imposte personali o contributi previdenziali tra le più alte dell'Unione europea. Abbassare il cuneo fiscale porta maggiori risorse nelle tasche dei nostri concittadini, innescando un circolo virtuoso nella direzione di un benessere generale che investe anche le giovani generazioni. Nell'ultimo decennio, pezzi della nostra migliore forza lavoro hanno abbandonato non solo il Sud del Paese ma, seppure in misura minima, anche il Nord, andando a occupare posti di prestigio all'estero, realizzando così i loro sogni e le loro vite in altri Paesi. Londra - ad esempio - è la terza città per italiani trasferiti all'estero. Le nostre migliori risorse - risorse che formiamo e su cui investiamo una cifra che supera i 100 milioni di euro per studente - stanno andando via. E se consideriamo la spesa che sostiene lo Stato italiano per istruire le nostre ragazze e i nostri ragazzi, e a questo sommiamo il mancato introito derivato dalla loro fuga e dalla conseguente mancata tassazione, vediamo come la cifra sia molto consistente. Ritengo doveroso fermarsi e riflettere. Quante volte abbiamo letto di grosse realtà imprenditoriali del nostro Paese che hanno trasferito le loro sedi in altri Stati perché la tassazione in Italia non è più sopportabile? Oppure quante volte sentiamo di aziende che decidono di investire in Paesi diversi dall'Italia per la medesima ragione? E quante volte leggiamo di tanti ragazze e ragazzi - spesso sono anche i nostri figli - che partono con un biglietto di sola andata per l'estero, perché in Italia si sentono sottopagati e dunque sfruttati? Il MoVimento 5 Stelle ha contribuito finora a dare risposte molto importanti a questi problemi; non serve essere esperti in economia per comprendere che il nostro Paese è quello ad oggi con le maggiori potenzialità di sviluppo, e non serve essere esperti in fiscalità e tassazione per comprendere che il nostro Paese è meno attrattivo rispetto ad altri Paesi dell'Unione europea in chiave di investimenti esteri. Ridurre il cuneo fiscale apporterà benefici tangibili in quanto gravano meno tasse sui nostri lavoratori e si avranno una maggiore liquidità e maggiori consumi. Questa misura, dunque, vuole rappresentare un intervento concreto nel segno dell'equità, che costituirà la base, o meglio solo l'inizio, di una più ampia riforma del sistema fiscale. Il provvedimento darà finalmente respiro a 16 milioni di lavoratrici e lavoratori dipendenti che, grazie a una tanto agognata riduzione del costo del lavoro, vedranno accolta una richiesta di aiuto rimasta fin troppo tempo e a lungo inascoltata. Dal canto nostro, vedremo aumentare non soltanto il netto in tasca dei nostri concittadini, ma anche e soprattutto la loro fiducia nei nostri confronti, avendo finalmente realizzato una delle tante promesse da sempre e da tutti fatte ma finora mai mantenute. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore. FENU, relatore . Signor Presidente, sarò sintetico, anche per cercare di portare il provvedimento alla sua approvazione in breve tempo. Vorrei semplicemente fare una considerazione visto che diverse volte nel dibattito si è richiamata (i colleghi dell'opposizione ne hanno parlato più degli altri): la flat tax . Sono d'accordo sul fatto che la pressione fiscale vada ridotta e si debba pensare - e sicuramente lo si farà - anche con i provvedimenti successivi alle partite IVA. Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 18,26) ( Segue FENU, relatore ). Io stesso ho una partita IVA e capisco qual è la difficoltà di chi lavora senza quella che è la tutela tipica dei lavoratori dipendenti. Quello che voglio dire, però, è che la flat tax non è la soluzione e mi dispiace che gli amici della Lega abbiano sposato il tema relativo a tale misura - a mio avviso - senza neanche condividerlo in pieno. Tutti gli studi dicono, infatti, che la flat tax agevola soltanto i redditi più alti (Applausi dal Gruppo M5S) . Senza andare a cercare gli studi di alcune associazioni che tutti conosciamo, anche recentemente abbiamo svolto in Commissione l'audizione di rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, che ci hanno fornito una tabella molto semplice da cui si evince che, con l'applicazione della flat tax - l'abbiamo approvata anche noi e io stesso la condivido per altri aspetti - gli stessi lavoratori autonomi pagano meno tasse a parità di reddito, per i redditi più bassi, dei lavoratori autonomi che applicano la flat tax. Sono dati indicati nella tabella citata. Non solo: per quanto riguarda i redditi medio-bassi, tutti i contribuenti che applicano l'Irpef pagano meno imposte rispetto a chi applica la flat tax . Con tale misura si è quindi voluto rispondere all'esigenza della semplificazione, e ciò è condivisibile. Ma, se vogliamo parlare di ridurre la pressione fiscale, tutti ci dicono che con la flat tax ai redditi medi e bassi non si riduce la pressione fiscale, ma anzi si aumenta. Ed è migliore il sistema di imposizione diretta Irpef e soprattutto - come è auspicabile nel lavoro che il Governo e la maggioranza porteremo avanti - lo è una ridefinizione dell'Irpef in termini di maggiore linearità nella progressività dell'imposta. Non rubo quindi altro tempo ai colleghi. Ci tenevo a fare queste osservazioni. (Applausi dal Gruppo M5S) . PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, vorrei fare alcune osservazioni veloci anch'io. Vorrei sottolineare che quella di cui oggi parliamo è una misura di riduzione della pressione fiscale delle imposte sul reddito su chi oggi ne sostiene l'onere maggiore, che sono appunto i lavoratori dipendenti che, assieme ai pensionati, costituiscono l'85 per cento della base imponibile di questa imposta. Si tratta quindi di un primo passo in direzione di una riforma fiscale, in un'ottica di riequilibrio del prelievo e di maggiore equità. Non è quindi una misura che si propone altre finalità e non deve essere giudicata come misura di tipo assistenziale, ambito per il quale ci sono altri strumenti su cui ancora interverremo. Non è una misura di sostegno alle responsabilità familiari sulle quali - come sapete - il Governo e tutte le forze di maggioranza sono impegnati a fare una riforma di grande respiro. Va giudicata per quello che è, e cioè un intervento di riduzione della pressione fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti. Vorrei anche sottolineare che è sbagliato e pretestuoso cercare di creare un dissapore o un contrasto tra lavoro dipendente e lavoro autonomo perché, di fatto, sappiamo che il lavoro autonomo nel nostro Paese già gode di un regime fiscale agevolato, che non è stato messo in discussione, in analoghe fasce di reddito, dai provvedimenti del Governo. Anzi, è stato confermato e quindi, semmai, c'è stata una misura di riavvicinamento e di riequilibrio tra l'onere fiscale che grava su un tipo di reddito da lavoro e sull'altro. Vorrei anche sottolineare che è sbagliato accusare il Governo di non prestare attenzione al reddito da lavoro autonomo e ai lavoratori autonomi in questo grave momento di difficoltà del nostro Paese. Se leggete infatti con attenzione i primi provvedimenti presi dal Governo per quanto riguarda le zone rosse, vedrete che c'è un intervento del tipo cassa integrazione a favore dei lavoratori autonomi. È ovvio che siamo consapevoli dell'importanza che questo tipo di operatori economici esercitano nel nostro Paese. Si tratta quindi di una misura che sarà il primo passo verso una riforma su cui il Governo si è impegnato; una riforma di equità fondata su un sistema di progressività chiaro e comprensibile, che restituisca razionalità e semplicità a questo sistema e diventi comprensibile, perché non c'è niente di peggiore che dover subire un onere e non capire perché si paga due volte tanto rispetto a un altro che si trova nella stessa situazione economica. L'estensione dell'intervento a favore dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 40.000 euro è una chiara indicazione della direzione verso cui ci si muove: la riforma fiscale che abbiamo in mente, cioè, interesserà non i redditi solo bassi, ma anche quelli medi. Segnali importanti vengono quindi da questo nostro primo intervento. Altro segnale importante è che non a caso per il 2020 impegniamo 3 miliardi su questa misura e altrettanti ne abbiamo messi in bilancio per lo stesso anno di recupero dell'evasione fiscale, perché crediamo che la prima fonte di finanziamento della riforma fiscale sia il recupero dell'evasione. Vogliamo recuperare l'evasione fiscale non per aumentare la pressione fiscale, ma per distribuire meglio l'onere e la scelta di due impegni da 3 miliardi è esattamente ciò che abbiamo fatto in modo plastico ed evidente. La terza cosa che voglio dire è la seguente: nelle leggi di bilancio abbiamo compiuto scelte che adesso si mostrano particolarmente lungimiranti nell'attuale momento di forte difficoltà del nostro Paese. Una di queste è stata sicuramente quella di finanziare in modo sostenuto il nostro Sistema sanitario nazionale. Con la legge di bilancio abbiamo messo 2 miliardi di spesa corrente e altrettanti per le apparecchiature, oltre che per l'edilizia sanitaria; abbiamo rafforzato la possibilità di aumentare l'occupazione di medici e infermieri e di stabilizzare i precari; quindi abbiamo rafforzato il nostro Sistema sanitario nazionale, che è la benedizione che abbiamo in questo momento, il nostro elemento di forza di fronte al fenomeno del coronavirus. Allo stesso modo, nella legge di bilancio abbiamo previsto un intervento che diventa anche di sostegno economico a fasce di popolazione di reddito basso e medio, che abbiamo attuato immediatamente, perché la legge di bilancio è stata approvata il 31 dicembre e il decreto-legge è in vigore dai primissimi di febbraio e, quindi - come vedete - siamo stati assolutamente tempestivi. Ben venga quest'iniezione di liquidità nelle tasche di 16 milioni di persone del nostro Paese, in un momento in cui effettivamente ce n'è bisogno anche per sostenere la domanda. Sono scelte lungimiranti, quindi, che oggi vengono premiate. Ultimissima battuta: non si può dire che aumenterà la pressione fiscale in ragione della nostra legge di bilancio; non si possono non calcolare, come riduzione della pressione fiscale, i 23 miliardi di clausole di salvaguardia, perché non erano tali, ma erano aumenti d'imposta IVA e accise già decisi; averli tolti significa, quindi, ridurre il peso fiscale. Vorrei dire che questo è l'unico Governo che non solo - come hanno fatto anche gli altri - ha neutralizzato le cosiddette clausole di salvaguardia per l'anno in corso, cioè il 2020, ma ha anche messo già avanti i lavori, togliendo sul 2021 8 miliardi di quelle clausole - chiamiamole così - che abbiamo ereditato dai Governi precedenti. Direi quindi che si tratta di segnali importanti da sottolineare. (Applausi dai Gruppi M5S e PD). PRESIDENTE . Comunico che sono pervenuti alla Presidenza - e sono in distribuzione - i pareri espressi dalla 1 a e dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti, che verranno pubblicati in allegato al Resoconto della seduta odierna. La Presidenza, conformemente a quanto già stabilito in Commissione, nel corso dell'esame in sede referente, dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento gli emendamenti 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 2.0.11, 3.4, 3.0.1 e 3.0.2 per estraneità all'oggetto del decreto-legge in esame. Dichiara altresì improponibile ai sensi della medesima disposizione l'emendamento 3.0.200 e inammissibile il subemendamento 1.19/100, in quanto non correlato all'emendamento 1.19 approvato dalla Commissione. FENU, relatore . Signor Presidente, il parere è favorevole agli emendamenti 1.7 (testo 2), 1.19 e 1.20. Sui restanti emendamenti e sull'ordine del giorno G1.1 il parere è contrario. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 1.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.1, presentato dal senatore Perosino. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.2, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.3, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.4, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.6, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.6, presentato dalla senatrice Nisini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.8 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2)/100, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.7 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.13 e 1.12. L'emendamento 1.19/100 è inammissibile. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.19, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 1.9 e 1.10 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.11, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 1.15 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 1.16, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.16, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.20, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.17, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.17, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 1.18, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.18, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G1.1, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli ordini del giorno G1.2 e G1.3 sono stati ritirati. Passiamo all'emendamento 1.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 1.0.1, presentato dal senatore Damiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per illustrare gli emendamenti 2.0.1 e 2.0.2, relativi al tema della flat tax . Vorrei evitare di fare le solite polemiche, che si potrebbero benissimo fare sulla situazione, ma su questo provvedimento chiaramente evitiamo di farle, anche perché comunque in generale si va verso una riduzione delle tasse (sebbene si tratti più di un'integrazione salariale che di una riduzione). Quello che mi preme sottolineare è che è comprensibile che, quando arriva una nuova maggioranza, questa dica di avere un'impostazione politica differente. Quindi poteva essere comprensibile - anche se noi non lo condividiamo - che da 65.000 a 100.000 euro si dicesse che non si intendeva proseguire. Questa è una scelta politica; noi non la condividiamo, però una maggioranza in modo legittimo la può portare avanti. Al di là del fatto che poi, nel Governo precedente che aveva fatto questa scelta, c'erano gli stessi che oggi hanno deciso di modificarla, abbiamo tuttavia preso atto che si tratta di una situazione un po' particolare e quindi sorvoliamo anche su questo. Però, nella fattispecie, è stato fatto un errore che sarebbe opportuno non venisse mai fatto da parte dei Governi che vanno a susseguirsi nel corso della storia repubblicana. Infatti modificare e mettere dei paletti sulla flat tax fino a 65.000 euro è stato un grosso errore, perché lì ci sono delle persone che avevano già fatto una programmazione in questa direzione e che si sono viste completamente stravolgere questa norma. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Quando si fanno le norme di carattere fiscale, non possiamo entrare nell'ottica che, tutte le volte che nasce un nuovo Governo, si vanno a modificare le regole fiscali adottate da quello precedente (che si voglia o che non si voglia fare un dispetto, questo non mi interessa), perché si manda completamente in confusione il sistema. È giusto fare delle scelte diverse. Voi concentrate la vostra attenzione sui lavoratori dipendenti; è una scelta, va bene, ci sta. Però non andate a toccare quello che è stato fatto di buono per i lavoratori autonomi; questo è l'elemento che noi vogliamo mettere maggiormente in risalto. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Poi la battaglia politica per arrivare alla fascia dei 100.000 euro la si può sicuramente fare e portare avanti; però impariamo tutti. È un po' come la storia della legge elettorale, che viene modificata a fine legislatura per evitare che vincano gli avversari (questo continuare ad avvelenare i pozzi per quelli che verranno dopo). Qui si applica lo stesso meccanismo: si continuano a modificare le regole e la gente a casa non capisce niente. Poi avete voglia voi a continuare a dire che volete fare le regole per la semplificazione amministrativa e fiscale, quando ogni sei mesi le andiamo a cambiare; questo è assurdo e non lo si deve fare. Quindi, pur comprendendo le scelte di chi governa in quel momento e di chi sta all'opposizione (che deve chiaramente fare il suo), ci sia almeno il rispetto di alcuni provvedimenti e di alcune regole che sono state fatte precedentemente, senza mettere in crisi il sistema. Voi non sapete quanti si hanno aperto partite IVA e hanno avuto questo slancio, perché avevano la possibilità di pagare meno tasse. Mi consenta, senatore Fenu, non è che quelli che fatturano 65.000 o 100.000 euro l'anno sono ricchi! (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Siamo chiari, altrimenti non abbiamo presente come è fatto questo Paese! Riprendiamo il contatto con la realtà, andiamo a vedere i commercianti e gli artigiani! Ma con 100.000 euro di fatturato, quanto guadagna uno di utile? Ma basta con queste storie! La flat tax favorisce i ricchi? Ma quali ricchi? (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az, FIBP-UDC e FdI) . E allora, nel difendere il nostro emendamento, che sappiamo sicuramente verrà bocciato dalla maggioranza, invitiamo tutta l'Assemblea a mostrare un senso di responsabilità, visto che di questi tempi la crisi e le difficoltà ci stanno evidenziando questa necessità. Non sto parlando di responsabili, ma di senso di responsabilità, sia chiaro. Impariamo, quando siamo al Governo e facciamo le leggi, a smettere di stravolgere tutto quello che hanno fatto coloro che hanno governato prima, perché così non aiutiamo il Paese, a prescindere dalle idee che abbiamo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC. Congratulazioni ). PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. FENU, relatore . Signor Presidente, preciso che mi riferivo all'estensione della flat tax a tutti. Quello è il regime forfetario, che è un'altra cosa. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 2.14 e 2.10 (testo 2) e parere contrario su tutti gli altri emendamenti. Esprimo altresì parere contrario sull'ordine del giorno G2.0.200 e sugli emendamenti aggiuntivi. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo all'emendamento 2.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.1, presentato dalla senatrice Nisini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.2, presentato dal senatore Perosino. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.3, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.200, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.200, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.4, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.4, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.5, presentato dal senatore De Bertoldi, fino alle parole «riconoscono il trattamento integrativo». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.6. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.14, presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.13 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.7, presentato dal senatore Montani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.11, presentato dalla senatrice Nisini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.9, presentato dalla senatrice Nisini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10 (testo 2)/100, presentato dal senatore De Bertoldi. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.10 (testo 2), presentato dalla Commissione. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.8 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento 2.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.12, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . L'ordine del giornoG2.1 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G2.0.200, presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.1, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.0.1, presentato dal senatore Romeo e da altri senatori, fino alle parole «legge 30 dicembre 2018, n. 145». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.0.2. Passiamo all'emendamento 2.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 2.0.3, presentato dal senatore Romeo e da altri senatori, fino alle parole «è soppressa». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 2.0.4. Passiamo all'emendamento 2.0.5, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.5, presentato dalla senatrice Unterberger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti da 2.0.6 a 2.0.9 sono improponibili. Passiamo all'emendamento 2.0.10, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.10, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 2.0.11 è improponibile. Passiamo all'emendamento 2.0.12, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.12, presentato dal senatore Bagnai e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 2.0.201 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, procediamo alla votazione. GALLONE (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GALLONE (FIBP-UDC) . Signor Presidente, questa è una battaglia importantissima in questo momento. Questa sera stiamo offrendo, con questo emendamento, un assist importantissimo al Governo: stiamo chiedendo la reintroduzione del sistema dei voucher . (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . È notizia di pochi minuti fa che le scuole saranno chiuse per i prossimi quindici giorni e, ovviamente, le famiglie andranno in affanno. Siamo in piena emergenza sanitaria ed economica. Il sistema del turismo, il sistema del commercio, il sistema familiare, ogni sistema rischia in questo momento di vedere stravolta la propria vita sociale ed economica, ogni territorio.... Signor Sottosegretario, la prego, però, di volermi ascoltare. FERRO (FIBP-UDC) . Ascolta! GALLONE (FIBP-UDC) . È veramente il momento di accogliere questo assist , di mantenere la promessa, di far cadere le bandierine di parte e di partito, di lavorare insieme per il bene di un Paese che, in questo momento, sta vivendo una situazione drammatica. Vi preghiamo, accogliete questo emendamento, perché potrebbe essere veramente una prima goccia nel mare della ripresa. Le famiglie ne hanno bisogno. Ho letto adesso un'agenzia secondo la quale il ministro Gualtieri propone di lasciare a casa uno dei due genitori. Ma non è meglio introdurre il sistema dei voucher che farà, tra l'altro, lavorare dei ragazzi? (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az) . Non possiamo lasciare a casa un genitore su due per stare con i bambini; molto meglio i voucher , altrimenti alimenteremo semplicemente il sistema del nero. Pensate ad un'attività commerciale dove, magari, commessi o camerieri sono a casa in quarantena o a un ristorante che per quei tre tavoli che al momento si ritrova non può neanche farli lavorare. Pensate al sistema del turismo, che ha bisogno, in maniera stagionale. Quindi è veramente un appello accorato all'unità, a lavorare insieme e a mettere una prima goccia per la ripresa di questo Paese. (Applausi dai Gruppi FIBP-UDC e L-SP-PSd'Az e del senatore Steger) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 2.0.201 (testo 2), presentato dalla senatrice Bernini e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. FENU, relatore . Signor Presidente, il parere è contrario su tutti gli emendamenti. L'ordine del giorno G3.2 propongo sia accolto come raccomandazione. Invito invece a ritirare l'ordine del giorno G3.200 altrimenti il parere sarà contrario. GUERRA, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze . Signor Presidente, esprimo parere conforme al relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.1, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.2, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice Ferrero e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 3.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 3.3, presentato dalla senatrice Unterberger e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 3.4 è improponibile. L'ordine del giorno G3.1 è stato ritirato. Passiamo all'ordine del giorno G3.2, rispetto al quale il Governo si è detto disponibile ad un accoglimento come raccomandazione. BOTTICI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, sottoscrivo l'ordine del giorno G3.2 e non insisto per la votazione. PRESIDENTE . Poiché i presentatori non insistono per la votazione, l'ordine del giorno G3.2 è accolto come raccomandazione. Passiamo all'ordine del giorno G3.200. NENCINI (IV-PSI) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. NENCINI (IV-PSI) . Signor Presidente, lo ritiro. PRESIDENTE . Gli emendamenti 3.0.1, 3.0.2 e 3.0.200 sono improponibili. DE BERTOLDI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, intervengo su questo tema anche con una certa difficoltà derivante dal fatto che viviamo un momento particolare, nel quale da parte della maggioranza e del Governo viene rivolto giustamente e doverosamente l'invito ad una maggiore unità nell'interesse del Paese. Noi di Fratelli d'Italia, che siamo da sempre il partito dei patrioti italiani, accogliamo certamente tale invito in modo positivo; tuttavia proprio in queste giornate abbiamo dovuto constatare ulteriormente che su un tema economico su cui si devono dare risposte al Paese, che era in crisi e che purtroppo lo sarà ancora di più per gli eventi che stiamo vivendo, nessuno degli emendamenti proposti dalle opposizioni è stato preso in considerazione dalla maggioranza. Signor Ministro, non vorrei interrompere il suo amabile dialogo con il collega Sottosegretario, ma la pregherei di fare un attimo di attenzione proprio per lo spirito di responsabilità che deve unire tutti noi in questo momento. Pertanto, al di là della polemica politica, avremmo desiderato davvero che qualche proposta dell'opposizione fosse stata accettata e resa protagonista nel decreto-legge sul cuneo fiscale, che invece ci vede purtroppo commentare non solamente le mancate coincidenze tra maggioranza e opposizione, ma purtroppo anche constatare l'ennesimo atto di sfiducia verso il lavoro autonomo. Ribadiamo che la crisi c'era e purtroppo si sta aggravando. Tutti ci preoccupiamo delle attività economiche, degli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei professionisti a parole, però poi continuiamo imperterriti a discriminare tra una categoria di lavoratori e l'altra, cioè tra il lavoro dipendente e quello autonomo. Per Fratelli d'Italia i lavoratori sono tutti degni della massima attenzione e del massimo rispetto, quindi i provvedimenti che noi andiamo a prendere a favore dei nostri lavoratori italiani dovrebbero essere, signor Presidente, signor Ministro, davvero equanimi e assolutamente imparziali. Invece, la categoria dei lavoratori autonomi deve aver fatto qualcosa di male alla maggioranza, qualcosa di negativo a questo Governo. Infatti, con la legge di bilancio approvata negli ultimi giorni di dicembre avete di fatto smontato le poche misure che il Governo Conte 1 aveva fatto in favore del lavoro autonomo. Avete eliminato - lo ricordo - il sistema forfettario per coloro che hanno ricavi oltre i 65.000 euro - quelli che forse secondo qualcuno di voi sono ricchi - e lo avete reso praticamente impraticabile per coloro che sono al di sotto dei 60.000 euro. Questo è un primo aspetto. Poi, se vogliamo guardare anche più indietro, abbiamo ricordato il provvedimento degli 80 euro, anch'esso rivolto esclusivamente a una sola categoria di lavoratori, certamente meritevoli, ma tanto quanto l'altra categoria di lavoratori, quella degli autonomi. Nel cuneo fiscale riproponete adesso la stessa linea discriminatoria, quella cioè che non considera il lavoro autonomo. Eppure, durante le audizioni in Senato, le categorie professionali ed economiche vi hanno espresso chiaramente il grido di dolore del mondo produttivo italiano, quello delle partite IVA, ma vi hanno anche indicato, tabelle e numeri alla mano, il fatto che a parità di reddito lordo - cari colleghi, vi prego di seguirmi - il reddito disponibile dei lavoratori autonomi rispetto al lavoro dipendente è inferiore dal 30 al 15 per cento. Questo vuol dire che due italiani, cittadini di questa Repubblica, che svolgono l'uno il lavoro dipendente e l'altro il lavoro autonomo, avranno una differenza di reddito disponibile che va dal 30 al 15 per cento, a seconda della fascia di reddito considerata. Non mi pare che questo sia un criterio equo nei confronti dei nostri cittadini. Ma non basta: è finanche un criterio irrazionale, perché se andiamo a discriminare in senso negativo quella parte del Paese che produce lavoro, cioè se non andiamo a utilizzare la leva fiscale per i lavoratori autonomi e le partite IVA, vuol dire che non vogliamo neppure aiutare quei cittadini italiani che producono il reddito e i posti di lavoro. (Applausi dal Gruppo FdI) . Questo è il succo dei vostri provvedimenti. Questo è il succo, amici, dei provvedimenti della maggioranza, del Governo e della vostra politica, che è discriminatoria nei confronti dei cittadini ed è irrazionale economicamente. Fratelli d'Italia però ha sempre avanzato delle proposte. Le nostre proposte vogliono portare alla crescita dell'intero Paese e quando si è parlato di flat tax comincio con il ricordare la flat tax incrementale, quella proposta di Fratelli d'Italia che era praticamente a costo zero e che avrebbe aiutato e semplificato tanto il lavoro autonomo e anche permesso di far emergere il sommerso e la base imponibile e quindi di creare ulteriore gettito per le casse dello Stato. Invece si persegue con un provvedimento che - lo voglio ricordare - permetterà un'integrazione salariale (perché ormai così è il cuneo fiscale, una mera integrazione salariale, tanto quanto il reddito di cittadinanza) a famiglie che magari hanno 300.000-500.000 euro di reddito perché non rientrano nel calcolo dell'ISEE. Quindi, avete fatto un provvedimento che non è inquadrato nell'ISEE e, di fatto, potrà dare vantaggi a famiglie ricche e potrà invece penalizzare una famiglia, magari con quattro figli, che guadagna 41.000 euro e che quindi non entra nel cuneo fiscale e che verrà penalizzata rispetto a una famiglia in cui magari uno solo dei due partner ha un reddito molto alto e che di conseguenza prenderà il beneficio dell'integrazione salariale. In questo provvedimento non c'è nemmeno una logica insita nella tutela delle classi più deboli. Avremmo veramente voluto che un confronto, come dicevo all'inizio, più trasparente e più corretto tra i partiti presenti in questo Parlamento potesse migliorare questi aspetti e dare davvero una risposta a questo nostro Paese che oggi tanto sta soffrendo. C'è anche il tema della restituzione eventuale degli importi, un tema che è stato parzialmente mitigato in Commissione, l'unica misura che ha visto la trasversalità convergente delle forze politiche, una misura che ha permesso perlomeno di allungare l'eventuale tempo di restituzione degli importi. Quella era la strada da perseguire: la strada del confronto, una strada costruttiva che avrebbe dato certamente un beneficio al Paese. In conclusione, annuncio il nostro voto, che purtroppo non può essere, neppure in questo momento, un voto favorevole. Sarà un voto di astensione che avrebbe potuto essere un voto favorevole se solamente vi foste ricordati anche di coloro che producono reddito e producono lavoro, cioè dei lavoratori autonomi. Sarebbero bastate delle misure convergenti e serie per dare una risposta ad un Paese che oggi ha bisogno di crescere insieme, ha bisogno di affrontare insieme le grandi difficoltà economiche che stiamo vivendo. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Perosino) . PARENTE (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PARENTE (IV-PSI) . Signor Presidente, questo pomeriggio, in quest'Aula, abbiamo parlato delle misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente pubblico e privato, quindi stiamo parlando di un fondamentale del nostro Paese, perché sappiamo tutti che storicamente la tassazione sul lavoro dipendente ha sostenuto, attraverso oneri indiretti, il nostro welfare e quindi in un Paese ad alta evasione fiscale e a bassa occupazione. Come dicevo nel mio intervento di prima, credo che dobbiamo discutere approfonditamente di questi fondamentali. Inoltre, dobbiamo fare anche un ragionamento serio e concreto, ad esempio, sulla differenza tra aziende che impiegano più lavoratori e aziende che ne impiegano di meno per fare in modo che non ci sia una vera tassa sull'occupazione, soprattutto con lo sviluppo tecnologico, e quindi rimodulare la tassazione per oneri indiretti. Mi rendo conto che è un discorso che parla di fondamentali e che quindi dobbiamo affrontare con la dovuta cautela e con la disponibilità di risorse che abbiamo per questo Paese. Ribadisco, però, che il tema principale è mettere più persone al lavoro e lavorare per la competitività del nostro Paese, soprattutto in un momento così difficile. Italia Viva voterà pertanto a favore di questo provvedimento, cogliendone tutti i limiti anche tecnici, che probabilmente potranno essere discussi e corretti in fase di monitoraggio di questa norma (alcuni ce li ha già indicati, ad esempio, l'Ufficio parlamentare di bilancio). Voteremo a favore, ma lanciamo un appello qui in Parlamento e al Governo perché si discuta davvero di fondamentali di questo Paese, perché la pressione fiscale sul lavoro dipendente ha retto il sistema di welfare nel Paese e continuerà a reggere, ma se non aumentiamo gli occupati diventerà un problema per il sistema Paese. Votiamo a favore, quindi, con l'auspicio e con la richiesta che si inizi un percorso serio e concreto su questi temi. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, credo che questo decreto-legge, che noi voteremo convintamente, sia certamente un primo passo molto importante verso una direzione che deve essere a tutti noi - lo ribadiamo - molto chiara e che anche nella legge di bilancio è stato certamente uno degli elementi (questa è l'attuazione di quanto contenuto in quella legge) programmatici della maggioranza stessa. Il motivo è molto semplice. Ho sentito alcuni colleghi che sono intervenuti e pongo una domanda retorica a tutti: come si fa a non rendersi conto, dati alla mano, vista la realtà di tutti questi anni, che la pressione fiscale più forte, più elevata e più sostanziosa, proprio in termini di quantità che vengono trasferite allo Stato, è nei confronti dei lavoratori dipendenti e dei pensionati? Questo è il punto, e va legato al fatto che abbiamo un problema molto serio - e questo provvedimento comincia ad andare in questa direzione, lo annuncia - che è quello della riforma fiscale. Dobbiamo intervenire sui vari scaglioni dell'Irpef per ridare quello che la Costituzione ci chiede, ovvero progressività alla pressione fiscale. Ecco il punto. Il provvedimento al nostro esame - torno a ripetere - ha fatto quello che era possibile. Vorrei ricordare infatti che abbiamo varato una legge di bilancio che come priorità ha dovuto affrontare la sterilizzazione dell'aumento dell'IVA, con un conseguente limite nelle risorse stesse. Quindi, certamente era una delle questioni che ha dato il segno a quella legge di bilancio. Dunque, cosa si fa? Finalmente c'è una celere applicazione di quanto previsto nella legge di bilancio e soprattutto si mette subito in cantiere - secondo me questo è l'elemento importante - il fatto che bisogna intervenire sui vari scaglioni dell'Irpef (e sarà questo uno degli impegni più importanti della maggioranza) per ridare progressività al sistema. Il provvedimento contiene una misura molto importante in questo momento così drammatico e di emergenza: fa sì che si mettano risorse nelle tasche dei lavoratori; non di tutti certamente, ma sicuramente di quelli nelle fasce di reddito fino a 28.000 euro e da 28.000 a 40.000 euro, che hanno forse pagato i costi più elevati in tutti questi anni di crisi economica. Quindi, si fa un'operazione importante - qualcuno dirà di piccolo conto - per chi ha il vantaggio maggiore di 600 euro in questa parte dell'anno e poi a regime di 1200 euro, con le varie differenziazioni secondo le fasce di reddito. Torno a ripetere: non pensate che sia una piccola cosa perché se guardiamo ai rinnovi contrattuali che, per esempio, ci sono stati anche negli ultimi anni, questo è anche molto più di un rinnovo contrattuale. Parimenti, rispetto alla legislazione precedente, quindi agli 80 euro, il provvedimento fa un salto in avanti perché vengono favoriti oltre 15 milioni di lavoratori dipendenti, che sono il 38 per cento dei contribuenti Irpef. Come vedete, non un'operazione piccola o di piccolo cabotaggio, ma molto importante, soprattutto in una situazione come questa poiché è un primo segno di inversione di tendenza. In più il meccanismo previsto nel decreto-legge si basa su due operazioni: trattamento integrativo dell'articolo 1 e intervento della detrazione con l'articolo 2. In particolare, con l'articolo 2 si fa un'operazione che cerca di ridurre al minimo i problemi che si erano creati con gli 80 euro che riguardano l'impatto delle aliquote marginali: non si annullano del tutto ma certamente si fa un'operazione di riduzione. Il provvedimento, quindi, fa un'operazione di equità e di progressività molto importante perché questo è il segno che vogliamo dare. Si interviene anche con l'articolo 3, con cui si abolisce il famoso bonus di 80 euro, che si sostituisce come spiegato. Si interviene altresì con un'operazione volta a sistemare i problemi creati in passato. Anche l'emendamento approvato in Commissione, presentato dal collega D'Alfonso che va a favore dei lavoratori e del conguaglio per il recupero rateizzato, è un'operazione molto importante e non banale perché conosciamo i problemi che si erano creati in passato. È un intervento esaustivo? No, ho detto fin dall'inizio che si tratta di un impegno che ci eravamo assunti di attuazione di un contenuto importante che avevamo inserito all'interno della legge di bilancio, ma è certamente l'annuncio - non solamente una promessa - del percorso che ci deve portare assolutamente ad intervenire sulla riforma dell'Irpef. L'altra operazione fatta, volta ad utilizzare un po' di recupero - che speriamo vada sempre meglio - di evasione fiscale, ha l'obiettivo di restituire un elemento non solo di ridistribuzione, ma anche di giustizia soprattutto sul versante fiscale. È stato detto che non si interviene sui redditi ancora più bassi e sui disoccupati. Abbiamo però in campo l'altro strumento nella situazione più difficile, quello del reddito di cittadinanza. Dobbiamo guardare tutto nell'insieme. Abbiamo poi certamente davanti a noi la necessità di intervenire e il fisco non è forse lo strumento più adatto per intervenire sul lavoro povero, ma anche quello sarà uno degli obiettivi che ci dobbiamo porre e su cui assolutamente dovremo concentrarci. Non è quindi che questo intervento esaurisce tutto rispetto alla platea dei lavoratori. Penso anche a tutte le questioni che riguardano i cosiddetti contratti pirata, il lavoro grigio, i part-time finti e involontari. Credo però che in vista della riforma dell'Irpef questo sia un passaggio molto importante. Per noi è fondamentale rendere strutturale la detrazione prevista dall'articolo 2, al fine di evitare che si riproponga il problema dell'irregolarità delle aliquote, con le aliquote marginali effettive molto elevate, prevedere quindi ancor di più interventi redistributivi verso la fascia più povera, i cosiddetti working poor , che sono uno dei problemi del nostro Paese e non solo. Si dovrà altresì intervenire nei confronti dei pensionati perché il provvedimento non affronta la questione, che rappresenta per noi una necessità. Qualcuno ha pensato che noi volessimo contrapporre quest'intervento rispetto alle partite IVA. Sappiamo perfettamente che su tale questione, di tanti giovani che utilizzano per forza quello strumento è necessario intervenire per riequilibrare la situazione ad esempio nei confronti di coloro che non possono avvalersi della flat tax . Anche in tal caso c'è quindi la necessità di intervenire, senza alcuna contrapposizione, ma attraverso un'operazione che cerchi sempre di più di realizzare una possibilità di equità fiscale. Per tali ragioni, nell'annunciare il voto favorevole di Liberi e Uguali e di altri senatori del Gruppo Misto, affermo con convinzione che il provvedimento al nostro esame è certamente un primo passo ed è sicuramente la strada giusta per andare avanti soprattutto sulla riforma fiscale per restituire progressività a quello che la Costituzione ci ricorda e che purtroppo negli ultimi tempi non è stato molto attuato. (Applausi del senatore De Bonis) . D'ALFONSO (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. D'ALFONSO (PD) . Signor Presidente, possiamo qualificare il provvedimento al nostro esame come realista, frutto anche della realtà dei documenti normativi ed economici precedenti. Non è stato concepito "sulla luna" perché già dal 9 luglio abbiamo ricevuto la raccomandazione dal Consiglio europeo, proprio nei confronti dell'Italia, di operare nella direzione della liberazione di risorse riferite ai redditi da lavoro. E poi lo troviamo scritto anche nella Nota di aggiornamento del DEF e lo abbiamo scritto anche nel nostro principale documento contabile, che è il bilancio. Si tratta quindi di un'iniziativa normativa coerente e realista, generata dalla realtà delle cose e che sta anche in una lettura culturale della nostra vicenda e delle nostre priorità. Abbiamo messo in campo 3 miliardi di euro per quest'anno, 5 miliardi per l'anno successivo; la platea dei destinatari è consistente. A me piace anche ricordare chi con saggezza e capienza di conoscenza ci ha incoraggiato nel corso degli anni passati a operare in questa direzione. Ricordate voi il pensiero di Sylos Labini, quando ci incoraggiava a operare sul fronte dei redditi da lavoro per stimolare i consumi, che sono uno dei pilastri per la ripresa economica per far girare la ruota dell'economia? L'altro pilastro è quello degli investimenti produttivi privati e di quelli pubblici riguardanti le infrastrutture. Qual è il valore ulteriore di quest'operazione, accanto alla compressione del costo del lavoro nel senso della liberazione di risorse per quella consistenza che abbiamo indicato? È il principio di una riforma fiscale che ormai da troppo tempo viene reclamata e che noi abbiamo attivato con questa scelta. È un principio di riforma che deve recuperare anche la giustezza riguardante l'ordinamento tributario nei confronti delle persone fisiche. Quando abbiamo scritturato l'originaria riforma riferita alle persone fisiche quanto al prelievo fiscale non avevamo preso la mira colpendo la platea delle persone fisiche. Con tutti questi interventismi nel corso degli anni, oggi nei fatti ci siamo trovati a godere del dato della certezza. Abbiamo certezza di consistenza finanziaria e fiscale riferita alle persone fisiche ed è per questo che ci siamo focalizzati prevalentemente su quella realtà della nostra demografia e democrazia economica. Da allora però abbiamo anche portato in campo importanti innovazioni sul piano dell'interoperabilità dei dati: con la fatturazione elettronica ci si apre la capacità di sapere come si compongono il reddito e la ricchezza italiani. Dobbiamo avere la determinazione, la forza e la consapevolezza di colpire quello che abbiamo qualificato come rendita, lasciando libero il reddito, dal quale si genera la capacità di ricchezza e il consumo, che è uno degli elementi di spinta e di trazione dell'economia quando riparte. Dobbiamo evitare atteggiamenti ideologici. Cosa significa questo sulla materia fiscale? Provare ogni volta a dire che quello che si sta facendo va bene, ma è insufficiente e c'è bisogno di altro: non voglio parlare di benaltrismo, ma è ancora peggio; è un atteggiamento che per esempio in Italia - l'ho ricordato anche in Commissione - funzionava al tempo degli Staterelli preunitari. Ogni volta che c'era la rotativa della deliberazione normativa si provava a metterci dentro di tutto. Per la verità, esisteva ancora attorno al 1876, quando si ragionava di riforma dei trasporti e gli operatori dei trasporti fiorentini volevano metterci dell'altro per non far fare la riforma. Fu dal 1876 che poi abbiamo avuto i problemi di contabilità pubblica. Dobbiamo allora essere puntuali e tematicamente ordinati e coerenti. Dobbiamo essere allineati con ciò che abbiamo detto e i documenti normativi parlano in questa direzione. Permettetemi, io ritengo che dobbiamo fare e dare luogo a una riforma fiscale che tenga da conto anche il lavoro autonomo, come rivendicano i nostri compagni di viaggio parlamentari del centro destra e anche della Lega in particolare, ma cogliamo il dato del valore di quest'operazione. Le schede ci fanno capire quanto, interessantemente, si costituisca una platea di milioni di persone in relazione alla consistenza reddituale. I 100 euro in più al mese sapete cosa mi fanno dire? Mi fanno dire che finalmente ricomincia un riformismo che dà, dopo troppi anni di un riformismo che toglie. Non voglio scomodare Ivan Illich, ma non è vero che ogni volta che il Governo e la politica mettono in campo riforme, ciò significa togliere e razionalizzare (che è un termine fastidioso, ingannevole e mascherato, ma che nei fatti vuol dire che si toglie). Ricominciamo a dare e lo facciamo all'indirizzo della platea di coloro i quali anche il sindacato afferma si reggono sul lavoro e con il lavoro sono poveri. Dovremmo rompere questa specie di condanna, per cui c'è chi lavora e resta povero e cerchiamo di operare sul fronte dei bisogni fondamentali. Cari compagni di viaggio parlamentare, perché questo minimalismo dettato da lettura ideologica? Mettiamo a segno questo risultato e poi procediamo. Si è dovuto riconoscere in quest'Assemblea che la fatturazione elettronica è stata una grande intuizione. Sapete cosa accade, adesso? Finalmente potremo mettere a segno anche manovre di rigore e di serietà per quanto riguarda la capacità di riscossione. Sono fissato su un dato, onorevole sottosegretario competente, Guerra: 950 miliardi di euro, scritti nei documenti contabili, non saranno tutti veri per anzianità di scrittura, saranno la metà o la metà della metà, ma devono diventare bersaglio di intrapresa di riscossione. (Applausi dal Gruppo PD) . I 47 milioni di euro di personale, scritti nel bilancio del 2020, consentiranno assunzioni alle agenzie fiscali e finalmente saremo in pari rispetto al carico di lavoro e ci potremo permettere che anche i beni demaniali vengano valorizzati ed evitare quello scandalo di Chioggia, che ha compiuto 100 compleanni. Questa non è coerenza? Lo abbiamo detto il 9 luglio, parlando in Europa, lo abbiamo scritto nella Nota di aggiornamento del DEF (NADEF) e lo abbiamo scritto nel documento fondamentale di bilancio che avremmo lavorato in questa direzione, dunque c'è coerenza. Su questo fronte non servono minimalismo e atteggiamenti filiformi, ma il riconoscimento che siamo davanti a coerenza di condotta. Per questo, a nome e incaricato dal Gruppo, dichiaro il voto favorevole, sapendo che si tratta di una operazione di valore e che è l'inizio di un cantiere e di un'attività, che dovrà riguardare il complesso del nostro ordinamento, in maniera tale che l'articolo 53 della Carta costituzionale non sia solo letto, ma nutra di sé la condotta delle classi dirigenti, secondo i criteri di proporzionalità e progressività e anche con un dato di verità: chi di più ha, più deve dare. Su questo fronte, voteremo sì. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni) . SIRI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SIRI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sarebbe stato bello poter intervenire per discutere di un provvedimento di riforma fiscale. Purtroppo non è così. Del resto l'abbiamo un po' condiviso, anche con i colleghi della maggioranza: più che un provvedimento di riforma fiscale, abbiamo già detto che si tratta di un provvedimento di integrazione salariale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non è un provvedimento di riforma fiscale. È un provvedimento che manca di coraggio e di visione. Diciamo che siamo di fronte ad una malattia, visto che il periodo purtroppo drammatico che stiamo vivendo ci riconduce ad esempi ad alto valore d'immagine, che ci possono sollecitare anche un ragionamento più profondo. Per questa malattia, che si chiama stagnazione e che può diventare recessione, sembra non ci sia la cura. Manca il vaccino capace di stimolare gli anticorpi, che si mettono in moto per far sì che il sistema immunitario dell'economia possa reagire a questa stagnazione, a questa recessione economica, che sta diventando una malattia cronica. La malattia si sta cronicizzando e noi a ogni occasione, quando appaiono i sintomi di questa malattia, proponiamo il sintomatico; cioè, anziché avere un vaccino o un antibiotico, proponiamo un'aspirina, mettendo sul piatto un medicinale che fa passare i sintomi per un breve periodo. Ma poi questi sintomi ritornano, perché non abbiamo curato la malattia e non abbiamo avuto coraggio, signori Sottosegretari; ne abbiamo parlato diverse volte durante i lavori della Commissione. Purtroppo lo schema adottato è sempre lo stesso. Alla fine si tratta di dare 20 euro; la maggior parte dei percettori di reddito che sono interessati da questo provvedimento prenderanno 20 euro in più. Allora, per dare 20 euro in più a questi percettori di reddito da lavoro dipendente, abbiamo scelto lo strumento del bonus o della detrazione, che porta con sé delle storture che sono già state evidenziate anche in passato. Infatti, quando si inserisce il bonus , non si sta facendo una riforma fiscale, ma si stanno creando inevitabilmente delle disparità. Pensiamo ad esempio al fatto che non è stato minimamente preso in considerazione il tema del reddito familiare. Ci sono due coniugi che lavorano e che guadagnano 34.000 euro entrambi, con un reddito di quasi 70.000 euro per quella famiglia; entrambe queste persone ricevono il bonus . Poi magari c'è una famiglia monoreddito, dove il papà o la mamma guadagnano 41.000 euro, ma non ricevono il bonus . Visto che mi sembra che il vostro approccio sia sempre stato quello di andare nella direzione dell'equità nel conservare il principio della progressività in termini di giustizia sociale, ecco che qua non viene realizzata quella giustizia sociale di cui tanto parlate. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non solo. Abbiamo anche un altro tipo di distorsione, che riguarda quei lavoratori che, attraverso il sistema del bonus , magari non hanno imposta, cioè sono ad imposta zero. Attraverso il bonus si vedono ricevere questi denari. Ma una volta per tutte noi dobbiamo affrontare la questione capovolgendo il paradigma; il sistema fiscale, cioè la leva fiscale, non può essere utilizzata per finalità di welfare sociale. Le tasse e le imposte vanno abbassate a chi le paga e ne paga troppe, non a chi non le sta pagando, perché altrimenti che tipo di intervento fiscale stiamo facendo? Questa è un'altra stortura. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Abbassiamo le tasse a chi ne sta pagando troppe, perché è questo che si aspettano gli italiani che ci guardano e che pensano che in Parlamento si stia discutendo un provvedimento per abbassare l'imposizione fiscale; peccato che non viene dato niente a chi paga un sacco di tasse. Il bonus purtroppo crea tutte queste storture. Ancora una volta, quindi, abbiamo utilizzato un sistema che non serve ad andare nella direzione coraggiosa di una riforma dell'impianto dell'Irpef. Ho sentito il relatore Fenu e gli esponenti del PD parlare della flat tax ; qualcuno ha detto che è propaganda, mentre qualcun'altro ha detto che ci sono degli studi che dicono che la flat tax crea iniquità. Ma di che flat tax stiamo parlando? È divertente il fatto che tutti cerchino un'etichetta da dare a questa flat tax , ma credo che nessuno - nemmeno il collega Fenu o il collega Manca, che ha definito la flat tax una propaganda - abbia mai letto le 140 pagine di questo libro, che è il frutto del lavoro che abbiamo svolto non con i nostri colleghi al bar, ma con i tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze, per portare in dote, a quello che era il nostro Governo, un progetto importante dell'impianto di riforma fiscale (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) , condiviso ai massimi livelli, perfettamente costituzionale, che rispetta i criteri della progressività e che rispetta tutte le cose che in questo Parlamento siamo assolutamente tutti d'accordo nel tenere come caposaldo di qualunque tipo di riforma fiscale. Noi l'abbiamo consegnato in dote e l'abbiamo lasciato lì. Si poteva discutere su questo. Il progetto di riforma fiscale dice di non usare l'aspirina e di mettere sul tavolo un antibiotico e, quindi, di ridurre l'imposta alle famiglie con un'unica aliquota al 15 per cento conservando i criteri di progressività attraverso un'unica deduzione fissa sulla base del nuovo metodo del reddito familiare e superando quello del reddito individuale. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questa è una riforma strutturale del sistema; non è un qualcosa di inventato e di propagandistico che aiuta i ricchi. Non ci crede più nessuno a questa storia perché non è vera. Allora, ci voleva forse più coraggio e anche magari più occasioni di confronto. Io non mi sarei tirato indietro se ci fosse stata l'occasione per approfondire, invece che il pregiudizio ideologico nel voler chiudere immediatamente le porte a quella che è, secondo alcuni nella dialettica politica anche dell'utilitarismo politico, una bandiera di una parte del Parlamento. Alla fine, ai cittadini là fuori non interessa nulla, se non che noi finalmente, tutti insieme, abbiamo il coraggio di abbassare la pressione fiscale e tributaria che non sta consentendo loro di poter vedere il loro futuro, la loro prospettiva e la loro la voglia di investimento. Cosa abbiamo fatto con questo provvedimento? Per fare mezzo passetto nella direzione del lavoratore dipendente in avanti abbiamo fatto tre passi indietro, penalizzando i lavoratori autonomi e le partite IVA, smontando pezzo per pezzo quell'inizio di riforma fiscale e flat tax che avevamo cominciato insieme, proprio con i colleghi del MoVimento 5 Stelle e che - vi assicuro - ha portato ristoro, aiuto e sostegno a centinaia di migliaia di lavoratori autonomi che sono l'ossatura e la struttura economica su cui si poggia il futuro del Paese. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Sottosegretario, abbiamo già avuto modo di discutere di questo. A questi 5 milioni di persone non viene garantito nulla: l'anno per loro è di dodici mesi e non di tredici; non hanno la malattia e le ferie; non hanno nessun tipo di garanzia. Dietro questi che si tirano su le maniche tutti i giorni, ci sono 12 milioni di lavoratori dipendenti cui loro assicurano uno stipendio. Se tartassiamo quelli che danno lavoro ai dipendenti che oggi vogliamo difendere, di che tipo di incentivo e di centralità del lavoro parliamo? Lo dico al collega Manca, che parlava giustamente di portare la centralità del lavoro in Parlamento. Il disegno di legge in esame, purtroppo, non sta portando questa centralità del lavoro. Ripeto: è un sintomatico. Certo, meglio 20 euro che niente; meglio qualcosa che niente. Ci si accontenterà, ma in linea generale non siamo di fronte a nulla che ci possa soddisfare. Proprio in ragione di questo e per non chiudere la porta a quei 20 euro, che comunque qualcuno si vorrà mettere in tasca, annuncio il voto di astensione sul provvedimento da parte del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az . Congratulazioni) . SCIASCIA (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SCIASCIA (FIBP-UDC) . Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, signor Sottosegretario, il decreto-legge n. 3 del 5 febbraio 2020 recante «misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente», assegnato in prima lettura alla 6 a Commissione del Senato, recepisce, come già illustrato compiutamente dal relatore e dai colleghi in sede di discussione generale, misure in favore dei soli - e sottolineo soli - lavoratori dipendenti pubblici e privati, che si sostanziano, in pratica, nell'attribuzione di un contributo o trattamento integrativo e di una detrazione di imposta. Il contributo a partire dal luglio prossimo e sino a dicembre per 100 euro mensili. Il bonus è riconosciuto in favore dei dipendenti, sia pubblici che privati, con reddito di lavoro dipendente o ad esso assimilati ex articolo 50, comma 1, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, al netto dell'imposta sull'abitazione principale sino a 28.000 euro annui, nonché di euro 1200 per l'intero anno 2021. Inoltre, viene concessa una detrazione di imposta di euro 600 per il solo secondo semestre dell'anno 2020 per dipendenti con reddito sino ad euro 40.000; detrazione che decresce con l'aumento del reddito e che si azzera con reddito superiore a euro 40.000. Il trattamento integrativo, o contributo, spetta in funzione dei giorni lavorativi effettuati dai dipendenti nel secondo semestre 2020 e per l'intero anno 2021. Al di là del roboante titolo, riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente, si tratta di un bonus e di una detrazione a solo beneficio dei redditi di lavoro dipendente e anche di importo contenuto. Una prima considerazione: ma perché solo i lavoratori dipendenti e quelli ad essi assimilati? Perché vengono esclusi i redditi da pensione di pari importo? In sede di audizione, abbiamo udito che questa esclusione avrebbe fondamento in quanto i redditi di lavoro dipendente sono soggetti a una quota contributiva del 9 per cento circa dell'imponibile. Niente di più errato, perché la quota contributiva applicata al dipendente darà luogo, a suo tempo, ad un beneficio, quello pensionistico. In attesa della tanto conclamata revisione di tutte le detrazioni e deduzioni sui redditi di qualsiasi natura, perché impegnare i datori di lavoro a riconoscere un bonus ed una detrazione fiscale di complessa natura applicativa, poiché rapportata, non solo al livello retributivo, ma anche, per il bonus , ai giorni lavorativi? Non è quindi ipotizzabile una rivisitazione completa, come più volte preannunziato, delle deduzioni e detrazioni fiscali entro l'anno 2020? Inoltre, nessun beneficio, ancora una volta, a favore del lavoro autonomo, in ispecie quello effettuato da imprese individuali e professionisti. Segnalo, inoltre, che tutti gli emendamenti presentati da noi e dalle altre opposizioni per l'estensione del beneficio al lavoro autonomo sono stati bocciati, sia in Commissione che in quest'Aula. Perché questa discriminazione? Ferme le indicazioni negative ora proposte, Forza Italia, da sempre attenta alla riduzione del prelievo fiscale per i redditi di qualsiasi natura, ed anche in considerazione che tutte le modifiche da essa proposte in ogni sede non sono state recepite, esprime voto di astensione. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . BOTTICI (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOTTICI (M5S) . Signor Presidente, colleghi, rappresentanti del Governo, con il provvedimento in esame si introduce una misura volta a diminuire il carico della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente o assimilati per i redditi lordi non superiori a 40.000 euro, così come previsto nell'ultima legge di bilancio e in attesa di una riforma complessiva del sistema fiscale che vada - mi auguro - a ridurre le aliquote fiscali, semplificando allo stesso tempo il sistema, applicando un meccanismo unico per le misure di sostegno al reddito e le agevolazioni fiscali e mantenendo il criterio di progressività e proporzionalità. Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 19,45) ( Segue BOTTICI). Ma vediamo come funziona nel dettaglio. Dal 1° luglio 2020 i lavoratori dipendenti o assimilati appartenenti al comparto pubblico o privato con redditi lordi non superiori a 28.000 euro riceveranno un trattamento integrativo che non concorrerà a formare il reddito imponibile pari a 600 euro per l'anno in corso e a 1.200 euro per il 2021; per la fascia di reddito tra i 28.000 e i 40.000 i lavoratori riceveranno un'ulteriore detrazione parametrata al reddito e limitatamente alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020. I beneficiari saranno oltre 16 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati. Le critiche ascoltate in questi giorni facevano riferimento al non aver previsto interventi a salvaguardia delle realtà economiche colpite dall'emergenza sanitaria, ma su questi interventi il Governo ha già emanato un nuovo decreto-legge e un altro è in lavorazione. Un'altra critica era quella di non essere intervenuti in favore delle imprese e degli imprenditori che creano lavoro e ricchezza. Vorrei ricordare che la flat tax non è stata abrogata, ma in qualche modo corretta. Infatti, non possono accedere alla flat tax i pensionati e i dipendenti con redditi superiori a 30.000 euro e non devono avere più di 20.000 euro di spese per i dipendenti. Inoltre vorrei comprendere bene cosa si intende quando si fa riferimento agli imprenditori che creano ricchezza: per caso i dipendenti con il loro lavoro non la creano? Riflettete su questo concetto. In questi anni sono stati fatti diversi interventi per favorire le nuove assunzioni. Ricordo all'Assemblea e ai colleghi che esisteva una norma strutturale introdotta dalla legge n. 407 del 1990, precisamente dal comma 9 dell'articolo 8, che consentiva l'assunzione a tempo indeterminato di disoccupati, beneficiando di uno sgravio pari al 50 per cento sui contributi previdenziali e assistenziali. Tale norma funzionava benissimo; purtroppo fu abrogata con la legge di stabilità del 2015 (la legge n. 190 del 2014). I successivi interventi sempre per le assunzioni non hanno avuto gli esiti sperati; infatti la disoccupazione, dopo aver raggiunto un picco del 13 per cento nel 2014, si è stabilizzata sull'11 per cento solo nel 2018; oggi, dopo il decreto dignità, è finalmente stabile e al di sotto della soglia del 10 per cento. Assieme al reddito di cittadinanza, un provvedimento con cui si è ridotto di 0,7 punti il coefficiente di Gini che misura le diseguaglianze sulla distribuzione del reddito, questa misura consente di riconsegnare un po' di potere di acquisto e di dare maggiore stabilità economica ai cittadini, determinando così anche un aumento dei consumi interni. Analizzando i risultati fino ad oggi, vediamo che questa è la strada giusta: abbiamo ridotto le disuguaglianze e la disoccupazione è stabile. Il provvedimento in discussione ci consente di fare un passo in più verso un sistema fiscale più equo. Annuncio pertanto il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle (Applausi dai Gruppo M5S e PD). Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 19,51) PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, recante misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente». (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, convocazione PRESIDENTE . Comunico che la Conferenza dei Capigruppo è convocata per domani, giovedì 5 marzo, alle ore 10 per definire il calendario dei lavori delle prossime settimane. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di martedì 10 marzo 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica martedì 10 marzo, alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 19,52) . Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1741 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo e acquisita la relazione tecnica ai sensi dell'articolo 17, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. In merito agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.6, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 3.0.1 e 4.1. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. Pareri espressi dalla 1a e dalla 5a Commissione permanente sul testo del disegno di legge n. 1698 e sui relativi emendamenti La Commissione affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché gli emendamenti ad esso riferiti, esprime, con riferimento al riparto delle competenze normative fra lo Stato e le Regioni, parere non ostativo. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, preso atto degli elementi informativi forniti dal Governo, da cui risulta che: - il numero di soggetti che beneficeranno del nuovo trattamento integrativo di cui all'articolo 1 risulta complessivamente di circa 12,4 milioni di unità, e in particolare i soggetti che beneficeranno di tale trattamento integrativo con reddito compreso tra 24.660 e 26.600 euro risulta di circa 1,1 milioni di unità, con un vantaggio medio pro capite di circa 694 euro, e un beneficio totale di circa 795,7 milioni di euro; - viene prodotta una tabella relativa ai soggetti interessati dalla nuova detrazione IRPEF, di cui all'articolo 2, che include il numero di soggetti per classi di reddito e la percentuale di partecipazione delle singole tipologie reddituali alla determinazione del reddito complessivo; - viene precisato che la microsimulazione effettuata non tiene conto, come di prassi, di possibili comportamenti di elusione/evasione di imposta, evidenziando che gli eventuali comportamenti considerati, benché teoricamente possibili per alcune situazioni reddituali, non sembrano riflettersi in modo significativo sul reddito atteso, anche considerato che tutte le analisi ex post condotte su provvedimenti analoghi precedentemente approvati hanno confermato la correttezza della stima effettuata tramite il modello di microsimulazione IRPEF; - con riguardo alla componente di copertura di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato comunica che per l'anno 2021, - in cui l'effetto finanziario è a regime - dell'importo complessivo di 9.682 milioni di euro, una quota pari a 9.302 milioni di euro si riferisce a risparmi sul capitolo n. 3888 e la restante parte a risparmi sul capitolo n. 3811, nel presupposto che, con riferimento all'articolo 1, comma 3, e all'articolo 2, comma 3, non si determinino effetti di cassa dovuti alla corresponsione, rispettivamente, del trattamento integrativo e dell'ulteriore detrazione in misura superiore al dovuto, con conseguente recupero in sede di conguaglio, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. In relazione agli emendamenti, esprime parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7 (limitatamente alla lettera c) ) 1.9, 1.16, 1.17, 1.18, 1.0.1, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6, 2.8 (limitatamente alla lettera b) ) 2.12, 2.0.1, 2.0.2, 2.0.3, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.6, 2.0.7, 2.0.8, 2.0.9, 2.0.10, 2.0.11, 2.0.12, 3.2, 3.3, 3.4, 3.0.2, 2.200, 2.0.200, 2.0.201 e 2.0.201 (testo 2). Sull'emendamento 1.10, il parere non ostativo è condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla soppressione, al capoverso: "Al comma 3" e al: "Conseguentemente", delle parole: "le parole: «60 euro» con le seguenti: «100 euro» e". Formula parere di semplice contrarietà sulla proposta 3.0.200. Sulle proposte 1.12 e 2.9, esprime parere non ostativo con l'osservazione che le relative disposizioni non necessitano di copertura finanziaria. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti e i relativi subemendamenti trasmessi dall'Assemblea, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sul subemendamento 1.19/100. Il parere è non ostativo sui restanti emendamenti e subemendamenti. Integrazione alla relazione orale del senatore Collina sul disegno di legge n. 1741 Il comma 6 dispone che, per i provvedimenti emanati in attuazione del presente articolo 3, i termini per il controllo preventivo della Corte dei conti, ivi richiamati, siano dimezzati e che i medesimi provvedimenti, durante lo svolgimento del suddetto controllo preventivo, siano provvisoriamente efficaci, esecutori ed esecutivi, secondo le norme generali sui provvedimenti amministrativi ivi richiamate. La Camera ha operato una modifica esclusivamente formale nel presente comma 6. In base alla disciplina dei termini temporali suddetti, gli atti trasmessi alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta giorni dalla loro ricezione senza che sia intervenuta una pronuncia della sezione del controllo, salvo che la Corte, nel predetto termine, abbia sollevato questione di legittimità costituzionale, per violazione dell'articolo 81 della Costituzione, delle norme aventi forza di legge che costituiscono il presupposto dell'atto, ovvero abbia sollevato, in relazione all'atto, conflitto di attribuzione. Il predetto termine è sospeso per il periodo intercorrente tra le eventuali richieste istruttorie e le risposte delle amministrazioni o del Governo, periodo che non può complessivamente essere superiore a trenta giorni. L'articolo 4 incrementa nella misura di 20 milioni di euro per il 2020 le risorse già stanziate per gli oneri inerenti all'emergenza sanitaria in oggetto con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 (queste ultime risorse sono pari a 5 milioni di euro). L'incremento è disposto a valere sulla dotazione del Fondo per le emergenze nazionali, la quale, tuttavia, viene a sua volta incrementata nella misura corrispondente. Alla copertura finanziaria di quest'ultimo stanziamento, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse previste per l'attribuzione dei premi e le spese amministrative e di comunicazione connesse alla gestione della cosiddetta lotteria degli scontrini. La Camera ha operato in merito una modifica di natura formale. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. La data di entrata in vigore del presente decreto-legge (articolo 5) è stabilita al giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (23 febbraio 2020). Testo integrale dell'intervento della senatrice Cirinnà nella discussione generale del disegno di legge n. 1741 Presidente, colleghi, stiamo per convertire in legge il primo dei decreti che il Governo ha adottato per gestire una delle situazioni più gravi che il nostro Paese si è trovato ad affrontare nel recente passato. Lo stiamo per fare in un clima di unità, solidarietà e responsabilità nazionale, che mi appare oggi come il bene più prezioso. Non voglio parlare, però, dei contenuti di questo decreto. Voglio condividere con voi e con chi ci segue le tante emozioni che ho vissuto in questi giorni, le preoccupazioni ma anche l'orgoglio di un Paese che reagisce. E voglio provare a far risuonare in quest'Aula la voce di tante e tanti che mi scrivono - dai territori colpiti e non solo - per condividere paure, angosce e soprattutto speranze. Come spesso mi è accaduto, è da quello voci che prendo l'ispirazione. L'epidemia di coronavirus ha colpito il nostro Paese in un momento molto fragile della sua storia; un momento nel quale i legami di solidarietà sono in crisi, la solitudine e l'isolamento dilagano. In questo scenario, lo spettro del contagio - con la paura e la preoccupazione che comporta - risveglia antichi mostri: la peste manzoniana, l'epidemia di spagnola. Ognuno di questi momenti ha segnato in profondità la nostra storia e la nostra cultura. E troppe volte ha portato con sé uno strascico di sfiducia e rottura della solidarietà e della coesione civile. Le pagine di Manzoni, su questo, sono davvero esemplari e dovrebbero esserci di monito. Sì, colleghi, stiamo attraversando un momento delicato. Voglio dirlo senza fare allarmismo, senza esagerare, con responsabilità e consapevolezza. Sono infatti convinta che abbiamo tutti gli strumenti per fare di questa crisi un momento di crescita, per trame insegnamenti preziosi e nuovo slancio per ricucire il Paese. Troppe volte, in questi giorni, abbiamo sentito risuonare le sirene dell'egoismo, dell'isolamento, della paura dell'altro, fino addirittura ad assistere a episodi dolorosi di discriminazione e violenza. E ci siamo preoccupati dell'impatto devastante di questa situazione sulle tante persone sole che ci sono nel nostro Paese. Sono i mali tipici di questo tempo, che la paura del contagio ha accentuato. Abbiamo visto diradarsi le occasioni di contatto sociale, chiudere cinema e teatri, sospendere iniziative politiche: tutte decisioni doverose e necessarie per contenere il virus, certo, ma decisioni dei cui effetti nel lungo periodo dobbiamo farci carico. Certo, ci sono effetti sulla tenuta del tessuto economico e finanziario, sulla produzione e sulla crescita. Certo, dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per salvaguardare il diritto fondamentale alla salute, il bene più prezioso. Ma non possiamo limitarci a questo. Dobbiamo tenere gli occhi bene aperti e preoccuparci anche della tenuta del tessuto sociale e umano di questo Paese. Vedete, colleghi, l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo può insegnarci molto. Può insegnarci che l'altro siamo noi e che ci vuole davvero solo un attimo per ritrovarsi all'improvviso dall'altra parte di un filo spinato, di un muro, di un tratto di mare invalicabile e pieno di pericoli; essere percepiti, all'improvviso, come fonte di pericolo per chi ci sta attorno; magari trovarsi bloccati in un aeroporto, in terra straniera, soli e guardati con sospetto. Quanto è importante fare esperienza di questo, sentirlo sulla nostra pelle! Quanto è importante imparare da questo l'importanza di restare sempre aperti e solidali verso l'altro! Lo dico, colleghi, in giornate molto tristi per l'Europa. lo dico mentre bambini muoiono al largo dell'isola di Lesbo, lo dico mentre intere famiglie sono bloccate al confine tra Grecia e Turchia, mentre genitori chiedono latte per i loro figli, trovando di fronte a sé solo un muro. Pensiamoci adesso che anche noi siamo al di là di un muro: l'altro siamo noi. C'è molto altro che possiamo e dobbiamo imparare. Possiamo imparare che in momenti come questi un Paese si unisce, che non esistono maggioranza e opposizione; che di fronte al pericolo e al bene superiore le differenze non si cancellano, ma si mettono da parte e si dà più valore a ciò che ci unisce. Possiamo imparare, colleghi, la responsabilità che nasce dall'essere membri di una stessa comunità: responsabilità gli uni verso gli altri, responsabilità verso le istituzioni che sono chiamate ad agire per fronteggiare l'emergenza. Possiamo imparare che in momenti come questi non si grida inutilmente, non si strumentalizza l'emergenza per biechi interessi politici, non si fa sciacallaggio, non si fa esibizionismo per raggranellare consenso. Possiamo imparare che non ci si rifugia nei giochi di palazzo invocando grandi ammucchiate, ma si cerca di fare la propria parte sostenendo il Governo che c'è e sta lavorando al meglio. Possiamo imparare quanto è importante sostenere e finanziare la ricerca scientifica pubblica. Proprio in giorni come questi riscopriamo il valore delle nostre eccellenze, e ci rendiamo conto delle condizioni in cui lavorano: precariato, assenza cronica di fondi, strutture inadeguate. Eppure, ricercatori e ricercatrici sono lì, al loro posto, a fare il loro dovere per il loro Paese. Sembra quasi un miracolo. In giorni come questi, ci rendiamo conto che la ricerca scientifica non è un vezzo, che non è vero che con ricerca e cultura "non si mangia"! Ricerca e cultura sono assetti strategici per un Paese come il nostro, devono essere potenziate e finanziate. Infine, colleghi, possiamo imparare e riscoprire il valore inestimabile del Sistema sanitario pubblico, che si sta dimostrando ancora una volta uno dei migliori al mondo. Servizio sanitario pubblico vuol dire garanzia piena del diritto alla salute, in condizioni di eguaglianza: l'articolo 3 e l'articolo 32 della Costituzione sono legati in modo inscindibile, ed è il Servizio sanitario pubblico ad assicurare questo legame. All'inizio dell'intervento ho detto che ricevo molti messaggi preoccupati, ma anche bellissimi messaggi di speranza. Sì, c'è un Paese che si è rimboccato le maniche, che sta lavorando in spirito di solidarietà. C'è un grande popolo, il nostro, che tutte le cose di cui vi ho parlato le ha già imparate e le sta mettendo in pratica. Facciamo in modo che le impari anche la politica per tornare a essere davvero guida di questo Paese. Intervento della senatrice Toffanin nella discussione generale del disegno di legge n. 1698 Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghe e colleghi, il decreto-legge in esame, "misure urgenti per la riduzione del cuneo fiscale", introduce, con l'obiettivo di aumentare i consumi interni, due misure che si differenziano l'una dall'altra. La prima istituisce un trattamento integrativo ed è rivolta essenzialmente a quella platea (un po' più ampia) di attuali percettori degli 80 euro. Corrisponde quindi non a una riduzione fiscale, ma a un bonus , ulteriore bonus , di carattere assistenzialista, che amplia il " bonus Renzi", il quale però, ha dimostrato nella pratica di non aver inciso per nulla sul consumo interno. La seconda disposizione, invece, introduce una detrazione dell'IRPEF e anche questa è rivolta esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Ma attenzione! Questa misura è provvisoria!!! Riguarda infatti solo il secondo semestre del 2020 e si esaurisce a fine anno. Ma come si può pensare che tale provvedimento serva a incrementare il consumo interno se dura solo sei mesi? Il Governo annuncia nella relazione tecnica che per il 2021 si provvederà poi a una più ampia riforma dell'IRPEF. Ma non si possono cambiare continuamente le regole: gli operatori (imprenditori, lavoratori, famiglie,) non riescono e non possono programmare nulla. Tanto meno investimenti! Non si governa con annunci e provvedimenti spot. Siamo stanchi di dirvelo. Non si realizzano provvedimenti che presentano evidenti criticità da tutte le parti e poi si ignorano tutti gli interventi e i suggerimenti della minoranza volti a risolverle. Le due misure oggi in esame presentano in effetti dei problemi palesi, che sono stati ben esposti nelle varie audizioni, in particolar modo dall'Ufficio di bilancio del Parlamento. Cominciamo dal fatto che ne avranno maggior beneficio le famiglie con più redditi, rispetto a quelle monoreddito. E dal momento che si tratta di bonus assistenzialista, almeno, si dovrebbe tener conto di questo. Le famiglie monoreddito ne escono mortificate. Si dovrebbe poi considerare che vi sono lavoratori per i quali il part-time è volontario e beneficiano in famiglia di redditi alti, per cui non necessitano di trattamenti integrativi. Inoltre, dal momento che l'anno prossimo si interromperà la detrazione fiscale, si avranno benefici molto diversi tra redditi di fasce vicine. Facile presumere che verrà facilitato in questo modo il lavoro sommerso per rientrare nella fascia di chi ottiene benefici. Complimenti! Prima reddito di cittadinanza, ora questo! Tra l'altro, il trattamento integrativo si sovrappone in parte ai beneficiari del reddito di cittadinanza che non hanno casa di proprietà e ricevono ulteriore somma per l'affitto. In fase di bilancio per l'anno in corso, avevamo già anticipato che la somma stanziata (3 miliardi) per la diminuzione del cuneo fiscale risultava esigua e non avrebbe soddisfatto né lavoratori né imprese. Tra l'altro, questa riduzione fiscale è discriminatoria perché riguarda solo lavoratori dipendenti ed esclude categoricamente pensionati e lavoratori autonomi. Il mondo dell'impresa è stato già ben penalizzato anche dal fatto che il regime forfettario per i redditi fino ai 100.000 euro previsto per il 2020 è stato annullato e addirittura ridotta la platea di imprenditori che possono usufruire del regime agevolato fino ai 65.000 euro. State continuando a emanare provvedimenti senza una visione programmatica complessiva seria, che comprenda un arco temporale più lungo dei prossimi sei mesi, senza dare certezze al Paese, che ora, vista purtroppo l'emergenza che sta vivendo, abbisogna più che mai di misure fortemente impattanti e strutturali per far ripartire subito un'economia bloccata dalla diffusione del virus e ancor di più da una comunicazione sbagliata in merito. Le nostre aziende arrivano già penalizzate da scelte politiche che le hanno negato negli ultimi anni sostegno per investimenti, sburocratizzazione, agevolazioni fiscali, detassazione e regole certe. Avete sempre considerato l'impresa come un nemico da combattere e avete messo in atto misure che non l'hanno sostenuta. Ora il fattore coronavirus sta dando il colpo di grazia, e voi continuate a sfornare provvedimenti che prevedono microinterventi e non servono a nulla se non per fare propaganda. Gli ultimi due governi hanno speso tante, troppe preziosissime risorse in deficit per realizzare misure puramente assistenzialiste: già allora avevamo motivato, inascoltati, la nostra contrarietà. Con il reddito di cittadinanza il PIL sarebbe dovuto aumentare per l'aumento dei consumi, ma i dati dicono che non è stato così. Con il decreto dignità sarebbe dovuta aumentare l'occupazione a tempo indeterminato, e invece a gennaio 2020 l'Istat registra -40.000 lavoratori rispetto a dicembre che già registrava un calo; un aumento della disoccupazione giovanile e soprattutto una diminuzione delle ore lavorate. Con il decreto crescita si voleva far ripartire le imprese, e invece sono state affossate. Sono due anni che annunciate lo sblocco dei cantieri per grandi opere (e non solo), ma - salvo un paio di eccezioni - non si è proprio visto nulla. Le grandi opere sono fondamentali per fare ripartire l'economia di un Paese. Oggi più che mai!!! È fin troppo evidente che purtroppo anche questo decreto ora in esame sarà un grande annuncio, ma non porterà a incentivare i consumi. Cosa occorre fare, invece, per chiunque esamini la situazione con realismo e senza pregiudizi ideologici? È il momento di scelte coraggiose e lungimiranti. Occorrono interventi shock , di portata imponente, e non microinterventi senza una visione complessiva a lungo termine. Sono indispensabili misure drastiche per dare ossigeno alle imprese che già in questi giorni mancano di liquidità, per cercare di limitare il più possibile le chiusure definitive delle attività, i licenziamenti, le aspettative, le casse integrazioni, tutelando contemporaneamente i lavoratori. Vista la situazione del nostro debito pubblico, bisogna avere il coraggio di fare retromarcia sui provvedimenti palesemente improduttivi, per dirottare le corrispondenti risorse su investimenti e far ripartire la crescita e lo sviluppo. Subito!!! Avete già sbagliato a imporre tasse come la sugar tax e la plastic tax. Con l'emergenza coronavirus, è impensabile non eliminarle. Occorre maggiore flessibilità, a maggior ragione nei periodi di crisi: per cui il decreto dignità deve essere abrogato e si deve ripristinare il voucher . È dall'inizio della legislatura che ripetiamo la necessità dei voucher : come pensate di pagare una babysitter occasionale, una persona che assista magari per un solo giorno un anziano per sollevare il caregiver per cui manca ancora la legge. Come pensate che un ristoratore possa pagare un cameriere per un'emergenza? I vostri figli o nipoti hanno mai avuto bisogno di un'insegnante a casa per qualche lezione di supporto? E come la pagate? Adesso più che mai vista l'emergenza sanitaria e i tanti malati, le scuole chiuse. Non bisogna limitarsi a rincorrere i problemi - come continuate a fare voi del Governo e della maggioranza - ma bisogna governarli. Intanto il Garante ha completato l'esame per dare il via libera alla "lotteria degli scontrini" a partire da luglio. Ma vi rendete conto della distanza siderale tra la vostra visione del Paese e la realtà? Avete dimostrato di non saper condurre l'ordinario: figuriamoci affrontare lo straordinario, e lo avete manifestato ieri sera a Palazzo Chigi in riunione per l'emergenza coronavirus con le opposizioni, nel corso della quale non avete detto una sola parola a proposito di economia. Noi invece eravamo e siamo pronti con le nostre proposte. Dobbiamo salvare il sistema impresa: solo così possiamo pensare di salvare i posti di lavoro e non limitarci a ridurre la pressione fiscale di poco e per poco tempo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1741: sull'ordine del giorno G1.201, il senatore Arrigoni avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sull'ordine del giorno G2.0.3 (T2), i senatori Faggi e Grassi avrebbero voluto esprimere un voto favorevole; sull'ordine del giorno G3.0.1 (T2), il senatore Verducci avrebbe voluto esprimere un voto favorevole; sulla votazione finale, i senatori Pinotti e Iwobi avrebbero voluto esprimere un voto favorevole. Disegno di legge n. 1698: sull'emendamento 2.0.3 (1 a parte), il senatore Verducci avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sulla votazione finale, il senatore Collina avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. sull'emendamento 1.3, il senatore Airola avrebbe voluto esprimere un voto contrario; sull'ordine del giorno G1.106, il senatore Bagnai avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Auddino, Bagnai, Barachini, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Briziarelli, Campari, Castaldi, Cattaneo, Ciriani, Crimi, De Poli, Di Piazza, Donno, Drago, Floridia, Galliani, Gallicchio, Gaudiano, Giacobbe, Grasso, Iori, L'Abbate, La Mura, Malpezzi, Margiotta, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Pazzaglini, Pisani Giuseppe, Renzi, Ronzulli, Russo, Saviane, Segre, Sileri e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Petrocelli, per attività della 3ª Commissione permanente; Garavini, per attività della 4ª Commissione permanente. Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo del Regolamento, i senatori: Augussori, Bossi Simone, Maffoni, Pirovano e Pisani Pietro. Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, variazioni nella composizione Il Presidente della Camera dei deputati, in data 3 marzo 2020, ha chiamato a far parte del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, il deputato Vito De Filippo in sostituzione del deputato Ivan Scalfarotto, entrato a far parte del Governo. Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, approvazione di documenti La Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, nella seduta dell'11 febbraio 2020, ha approvato - ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento - una risoluzione a conclusione dell'esame dell'affare assegnato concernente i risvolti, sul piano della tutela dei diritti fondamentali della persona, dell'assassinio di Jamal Khashoggi (Doc. XXIV- ter , n. 3). Il predetto documento è inviato al Ministro degli affari esteri. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Ferrazzi Andrea, Mirabelli Franco, Messina Assuntela, Alfieri Alessandro, Astorre Bruno, Biti Caterina, Boldrini Paola, Cirinna' Monica, Collina Stefano, D'Alfonso Luciano, D'Arienzo Vincenzo, Fedeli Valeria, Giacobbe Francesco, Iori Vanna, Laus Mauro Antonio Donato, Manca Daniele, Pinotti Roberta, Pittella Gianni, Rampi Roberto, Rojc Tatjana, Rossomando Anna, Stefano Dario, Vattuone Vito Disposizioni per favorire i processi di riciclaggio del polietilentereftalato utilizzato negli imballaggi per alimenti (1745) (presentato in data 27/02/2020); Presidente del Consiglio dei ministri Ministro dell'economia e finanze Conversione in legge del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (1746) (presentato in data 02/03/2020); senatrice Lonardo Alessandrina Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71, in materia di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo (1747) (presentato in data 03/03/2020); senatore Mautone Raffaele Istituzione della Giornata nazionale per la donazione del midollo osseo (1748) (presentato in data 03/03/2020); senatrice Binetti Paola Norme per l'incremento del livello di sicurezza del parto naturale (1749) (presentato in data 03/03/2020); senatori Urso Adolfo, Calandrini Nicola, de Bertoldi Andrea, Fazzolari Giovanbattista, Garnero Santanche' Daniela, La Pietra Patrizio Giacomo, Rauti Isabella Disposizioni in materia di ineleggibilità dei ministri in carica alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica in caso di elezioni suppletive (1750) (presentato in data 04/03/2020); senatori Boldrini Paola, Fedeli Valeria, Iori Vanna, Alfieri Alessandro, Pittella Gianni, Mirabelli Franco, Stefano Dario, Giacobbe Francesco, Rojc Tatjana, Manca Daniele, Laus Mauro Antonio Donato Istituzione della figura dell'infermiere di famiglia e di comunità (1751) (presentato in data 04/03/2020); senatori Ostellari Andrea, Pellegrini Emanuele, Pillon Simone, Stefani Erika, Urraro Francesco, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Campari Maurizio, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, Corti Stefano, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Pazzaglini Giuliano, Pepe Pasquale, Pergreffi Simona, Pianasso Cesare, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Rufa Gianfranco, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Disposizioni per contrastare speculazioni e truffe nei momenti di grave emergenza sanitaria (1752) (presentato in data 04/03/2020); senatori Rufa Gianfranco, Campari Maurizio, Pergreffi Simona, Corti Stefano, Arrigoni Paolo, Augussori Luigi, Bagnai Alberto, Barbaro Claudio, Bergesio Giorgio Maria, Borghesi Stefano, Bossi Simone, Briziarelli Luca, Bruzzone Francesco, Calderoli Roberto, Candura Massimo, Cantu' Maria Cristina, Casolati Marzia, De Vecchis William, Faggi Antonella, Ferrero Roberta, Fregolent Sonia, Fusco Umberto, Iwobi Tony Chike, Lunesu Michelina, Marin Raffaella Fiormaria, Marti Roberto, Montani Enrico, Nisini Tiziana, Ostellari Andrea, Pazzaglini Giuliano, Pellegrini Emanuele, Pepe Pasquale, Pianasso Cesare, Pillon Simone, Pirovano Daisy, Pisani Pietro, Pittoni Mario, Pizzol Nadia, Pucciarelli Stefania, Ripamonti Paolo, Rivolta Erica, Romeo Massimiliano, Saponara Maria, Saviane Paolo, Sbrana Rosellina, Siri Armando, Stefani Erika, Tosato Paolo, Vallardi Gianpaolo, Vescovi Manuel, Zuliani Cristiano Introduzione dell'obbligo di installazione di telecamere su tutti i convogli ferroviari viaggianti sul territorio italiano (1753) (presentato in data 04/03/2020); senatori D'Angelo Grazia, Riccardi Alessandra, Romano Iunio Valerio, Angrisani Luisa, Donno Daniela, Leone Cinzia Disposizioni relative agli operatori giuridico-pedagogici (1754) (presentato in data 04/03/2020); senatore Nencini Riccardo Modifiche alle disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (1755) (presentato in data 04/03/2020); senatori Lonardo Alessandrina, Binetti Paola, Minuto Anna Carmela, Rizzotti Maria, Fantetti Raffaele, Stabile Laura, Serafini Giancarlo, Gallone Maria Alessandra, Toffanin Roberta, Caligiuri Fulvia Michela, Vitali Luigi, Barboni Antonio, Aimi Enrico Disposizioni in materia di obbligatorietà dello screening neonatale per le malattie delle ghiandole endocrine (1756) (presentato in data 04/03/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente Commissioni 1ª e 2ª riunite Sen. Ronzulli Licia Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e altre disposizioni per il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo (1743) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 28/02/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Santillo Agostino ed altri Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all'evasione fiscale (1425) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Pazzaglini Giuliano ed altri Modifiche al codice civile in materia di valorizzazione in bilancio del capitale umano (1427) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Pittella Gianni ed altri Modifica dell'articolo 590-sexies del codice penale in materia di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario (1533) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 12ª (Igiene e sanita') (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Romano Iunio Valerio Introduzione dell'articolo 603-quater del codice penale, concernente il reato di organizzazione del lavoro mediante violenza o minaccia (1610) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Conzatti Donatella ed altri Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in materia di mediazione civile e commerciale (1655) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Lomuti Arnaldo Modifica all'articolo 132-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, in materia di formazione dei ruoli di udienza e trattazione dei processi (1675) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Faraone Davide ed altri Istituzione della «Giornata nazionale "Enzo Tortora" in memoria delle vittime degli errori giudiziari» (1699) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) (assegnato in data 04/03/2020); 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Pillon Simone ed altri Modifiche al codice civile e al codice penale in materia di tutela della famiglia e dei minori, alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di affidamento dei minori, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, in materia di incompatibilità dei componenti privati del tribunale per i minorenni, nonché istituzione dell'Osservatorio nazionale sulle comunità di tipo familiare (1711) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Rufa Gianfranco, Sen. Barbaro Claudio Istituzione di un Fondo per il restauro e la tutela delle statue di marmo e dei mosaici del Foro italico (1673) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 04/03/2020); 8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni Sen. Iannone Antonio ed altri Esenzioni dall'IVA per le autoscuole riconosciute dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e operanti in territorio italiano (1584) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 04/03/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Bertacco Stefano ed altri Disposizioni in materia di non applicabilità del livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali (1299) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 04/03/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Romano Iunio Valerio Modifiche al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in tema di certificazione dei contratti di lavoro (1600) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Cangini Andrea ed altri Disposizioni per l'introduzione di una indennità in favore dei caregiver familiari (1717) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 12ª (Igiene e sanita'), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Iannone Antonio ed altri Disposizioni per il recupero dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la protezione dell'ecosistema marino (1503) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare) (assegnato in data 04/03/2020); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Moronese Vilma Istituzione del Parco nazionale dei Monti Picentini e del Parco nazionale del Partenio (1641) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); Commissioni 1ª e 2ª riunite Sen. Pillon Simone ed altri Disposizioni per il contrasto della diffusione di bullismo, cyberbullismo, pornografia e violenza tra i minori (1692) previ pareri delle Commissioni 5ª (Bilancio), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni) (assegnato in data 04/03/2020); Commissioni 1ª e 11ª riunite Sen. Nannicini Tommaso ed altri Istituzione dell'Autorità garante per le relazioni industriali. Modifiche alla legge 30 dicembre 1986, n. 936, per la promozione della partecipazione civica (1463) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 10ª (Industria, commercio, turismo), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020); Commissioni 7ª e 12ª riunite Sen. Pittoni Mario Istituzione dell'indirizzo biomedico presso i licei classici e i licei scientifici, propedeutico al superamento del numero chiuso per l'accesso ai corsi di laurea di carattere chimico-biologico e medico sanitario (1677) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 04/03/2020). In sede referente 5ª Commissione permanente Bilancio Gov. Conte-II: Pres. Consiglio Conte, Ministro economia e finanze Gualtieri ed altri Conversione in legge del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9, recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (1746) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 03/03/2020); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Sen. Vanin Orietta Delega al Governo in materia di tutela e salvaguardia della Laguna di Venezia (1663) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 04/03/2020). Affari assegnati In data 28 febbraio 2020 è stato deferito alla 14 a Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare: "l'utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi" (Atto n. 426). In data 2 marzo 2020, è stato deferito alla 8 a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare sulle problematiche attinenti il volo da diporto o sportivo (VDS) e il volo turistico (Atto n. 427). Camera dei deputati, trasmissione di atti Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 20 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, il documento approvato dalle Commissioni VII (Cultura) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati, nella seduta del 12 febbraio 2020, concernente la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'agenda strategica per l'innovazione dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) 2021/2027: promuovere il talento e la capacità d'innovazione in Europa (COM(2019) 330 final) e la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (rifusione) (COM(2019) 331 final) (Atto n. 429). Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 28 febbraio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 7 della legge 3 maggio 2019, n. 37 - lo schema di decreto legislativo recante nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi e la relativa disciplina sanzionatoria (n. 164). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 10ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 13 aprile 2020. Le Commissioni 2ª, 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 10ª Commissione entro il 3 aprile 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 4 marzo 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante la disciplina sanzionatoria delle violazioni delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1257/2013, relativo al riciclaggio delle navi, che modifica il regolamento (CE) n. 1013/2006 e la direttiva 2009/16/CE (n. 165). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alle Commissioni riunite 2ª e 13ª, che esprimeranno il parere entro il termine del 13 aprile 2020. Le Commissioni 5ª, 8ª, 10ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alle Commissioni riunite entro il 3 aprile 2020. Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro dell'interno, con lettera in data 26 febbraio 2020, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 59 della legge 20 maggio 1985, n. 222, come modificato dall'articolo 3, comma 2, lettera a) , del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 90, copia del decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di approvazione del bilancio di previsione del Fondo edifici di culto per l'anno finanziario 2020 ed il triennio 2020-2022, con i relativi allegati. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 428). Con lettere in data 17 e 20 febbraio 2020 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento dei consigli comunali di Ariano Irpino (Avellino), Casagiove (Caserta), Belcastro (Catanzaro), Gavi (Alessandria), Alpignano (Torino), Narzole (Cuneo), Scalea (Cosenza) e Lonate Ceppino (Varese). Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 29 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 38 della legge 3 agosto 2007, n. 124, la relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza, relativa all'anno 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 4 a Commissione permanente ( Doc . XXXIII, n. 2). Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 13 febbraio 2020, ha tramesso, ai sensi dell'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, il rapporto sulla sicurezza delle ferrovie italiane, predisposto dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF), corredato dalla relazione sull'attività svolta dalla medesima Agenzia, riferiti all'anno 2018. La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, all'8 a Commissione permanente ( Doc . CLXXX , n. 2). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione, l'efficacia e il funzionamento del dominio di primo livello .eu da aprile 2017 ad aprile 2019 (COM(2020) 63 definitivo), alla 1 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Relazione sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale, dell'Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità (COM(2020) 64 definitivo), alla 1 a e alla 10 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Governo e Commissione europea, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel periodo dal 6 gennaio al 23 febbraio 2020, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - atti e documenti dell'Unione europea. Nel medesimo periodo, la Commissione europea ha inviato atti e documenti da essa adottati. L'elenco dei predetti atti e documenti, disponibili presso l'Ufficio dei rapporti con le istituzioni dell'Unione europea, è trasmesso alle Commissioni permanenti. Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di documenti. Deferimento Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 20 febbraio 2020, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215, la relazione sullo stato delle attività di controllo e vigilanza in materia di conflitti di interessi, relativa al secondo semestre 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a e alla 10 a Commissione permanente ( Doc. CLIII, n. 4). Garante del contribuente, trasmissione di atti. Deferimento Con lettere in data 24 e 25 febbraio 2020, sono state inviate, ai sensi dell'articolo 13, comma 13- bis , della legge 27 luglio 2000, n. 212, le relazioni annuali sull'attività svolta dai seguenti Garanti del contribuente: per il Veneto, per l'anno 2019 (Atto n. 430); della Sardegna, per l'anno 2019 (Atto n. 431). Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente. Commissari Straordinari di ILVA S.p.A., trasmissione di documenti I Commissari Straordinari di ILVA S.p.a., con lettera in data 17 febbraio 2020, hanno inviato, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20, la relazione semestrale concernente il conto di contabilità speciale n. 6055, aggiornata al 14 febbraio 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a , alla 5 a , alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . XXVII, n. 10). Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 32 del 12 febbraio 2020, depositata in cancelleria il successivo 26 febbraio, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale: 1) dell'articolo 1, comma 6, lettera b , della legge 9 gennaio 2019, n. 3 (Misure per il contrasto dei reati contro la Pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici), in quanto interpretato nel senso che le modificazioni introdotte all'articolo 4- bis , comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) si applichino anche ai condannati che abbiano commesso il fatto anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 3 del 2019, in riferimento alla disciplina delle misure alternative alla detenzione previste dal Titolo I, Capo VI, della legge n. 354 del 1975, della liberazione condizionale prevista dagli articoli 176 e 177 del codice penale e del divieto di sospensione dell'ordine di esecuzione previsto dall'articolo 656, comma 9, lettera a ), del codice di procedura penale; 2) dell'articolo 1, comma 6, lettera b ), della legge n. 3 del 2019, nella parte in cui non prevede che il beneficio del permesso premio possa essere concesso ai condannati che, prima dell'entrata in vigore della medesima legge, abbiano già raggiunto, in concreto, un grado di rieducazione adeguato alla concessione del beneficio stesso. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a e 2 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 70). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. Il signor Giangiacomo Savogin da Cormons (Gorizia) e altri cittadini chiedono la possibilità di utilizzare "moneta scritturale" per i pagamenti (Petizione n. 509, assegnata alla 6 a Commissione permanente) la signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede la proroga urgente del termine di pagamento relativo alla definizione agevolata dei carichi a seguito degli straordinari eventi di natura sanitaria verificatisi in Italia (Petizione n. 510, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Mimmo Di Garbo da Castelbuono (Palermo) chiede iniziative per la ricostruzione della storica nave-scuola "Cristoforo Colombo" della Marina militare italiana (Petizione n. 511, assegnata alla 4 a Commissione permanente); la signora Dea Anna Gatta da Boves (Cuneo), a nome dell'Organizzazione di Volontariato ALCASE Italia, chiede un'iniziativa legislativa finalizzata all'implementazione di un programma nazionale di screening per tutti i cittadini a rischio di sviluppare patologie tumorali a livello polmonare (Petizione n. 512, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Interrogazioni, apposizione di nuove firme I senatori Accoto, Presutto, Romano, Giannuzzi e Abate hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02957 del senatore Ortis ed altri. La senatrice De Petris ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02964 del senatore De Bonis ed altri. La senatrice Russo ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 4-02977 della senatrice Montevecchi ed altre. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 28 febbraio al 4 marzo 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 56 BARBARO: sulle carenze di organico sanitario e di Polizia penitenziaria presso il carcere di Bellizzi Irpino (Avellino) (4-02571) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) BINETTI: sulla gestione del Collegio nazionale dei periti agrari (4-02387) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) DE BERTOLDI: su un episodio di violenza ai danni di un agente penitenziario nel carcere di Trento (4-02147) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) DE PETRIS: sullo spostamento della sede della Quadriennale di Roma (4-01715) (risp. ORRICO, sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo ) GARAVINI: sulla morte di un giovane congolese alla stazione Tiburtina di Roma (4-02312) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) GARAVINI ed altri: sul funzionamento di strutture del "privato sociale" per il reinserimento di minori autori di reato (4-01180) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) LA FORGIA: sull'eventuale scioglimento del Consiglio comunale di Piacenza in relazione ad un'inchiesta su reati di stampo mafioso (4-01850) (risp. MAURI, sottosegretario di Stato per l'interno ) LA PIETRA: sulle aggressioni al personale di Polizia penitenziaria, in particolare a Prato (4-02396) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) PUGLIA ed altri: sull'attuazione della normativa europea sull'efficienza energetica (4-02593) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) STEFANI: sulle conseguenze del trasferimento nel carcere di Vicenza di 100 detenuti condannati per reati di stampo mafioso (4-02563) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) sulla presa di servizio dei magistrati vincitori del concorso bandito nel 2017 (4-02583) (risp. BONAFEDE, ministro della giustizia ) Mozioni Atto n. 1-00222 BRIZIARELLI CENTINAIO ROMEO PERGREFFI CAMPARI CORTI RUFA DE VECCHIS BERGESIO ZULIANI SBRANA AUGUSSORI CASOLATI CANDURA CANTU' MONTANI RIVOLTA STEFANI PIANASSO LUCIDI - Il Senato, premesso che: ai sensi della legge 29 maggio 1954, n. 340, l'Aero Club d'Italia (AeCI) è un ente di diritto pubblico, sottoposto alla vigilanza dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno e della Presidenza del Consiglio dei ministri, che riunisce tutte le associazioni ed enti che promuovono il volo in tutti i suoi aspetti, volo turistico, volo ultraleggero (ULM), paracadutismo; esercitando attività sportiva, l'AeCI è, per gli sport aeronautici, l'unica federazione del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), ai sensi dell'art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 1986, n. 157, nonché del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, oltre ad essere l'unico ente nazionale che rappresenta l'Italia presso la Federazione aeronautica internazionale (FAI); con il decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 2013, n. 53, è stato approvato il regolamento recante il nuovo statuto dell'AeCI e il nuovo statuto tipo degli aeroclub locali federati; nella seduta del 10 giugno 2017 l'assemblea dell'Aero Club d'Italia ha designato l'architetto Giuseppe Leoni quale presidente dell'ente per il quadriennio 2017-2021; la Presidenza del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministeri competenti e raccolto il parere dell'Avvocatura dello Stato, non ha ratificato la nomina, ritenendo che Leoni non potesse ricoprire quella carica, avendo superato il limite dei tre mandati consecutivi conferibili alla medesima persona (due in qualità di presidente eletto dall'assemblea, e uno in qualità di commissario straordinario nominato dal Governo), ai sensi dell'art. 6 della legge 25 gennaio 1978, n. 14, e dell'art. 26 dello statuto; per sopperire a tale situazione di potenziale compromissione delle attività dell'AeCI, conformemente a quanto prescritto dall'art. 48 dello statuto, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 gennaio 2018 è stato lo scioglimento degli organi dell'ente medesimo e la nomina di un commissario straordinario (individuato nel professor avvocato Pierluigi Matera), il quale, tra l'altro, esercita i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria degli organi statutari, e procede, entro un termine predefinito, alle nuove elezioni delle cariche sociali; con la sentenza n. 72 del 2019, il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha accolto il ricorso promosso dall'architetto Giuseppe Leoni e pertanto ha disposto l'annullamento del citato decreto di commissariamento, ritenendo i mandati svolti da Leoni quale commissario straordinario dell'AeCI non equiparabili a quelli propriamente presidenziali; con la sentenza, ha anche prescritto al Governo di riprendere il procedimento di nomina avviato a seguito delle elezioni del 10 giugno 2017; ad esito di nuova valutazione della designazione assembleare dell'AeCI, il Governo ha ritenuto di non procedere alla nomina dell'architetto Giuseppe Leoni e di disporre (nuovamente) il commissariamento dell'ente per il tempo strettamente necessario alla riconvocazione dell'assemblea; a tal fine, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2019, è stao nominato l'avvocato professor Guido Valori quale commissario straordinario fino alla data di insediamento degli organi ordinari dell'ente e comunque per un periodo non superiore ai tre mesi successivi alla data del decreto medesimo; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2019, il mandato commissariale affidato a Valori è stato prorogato di ulteriori tre mesi a decorrere dal 27 maggio 2019; il commissario straordinario ha indetto l'assemblea ordinaria per le elezioni degli organi statutari per i giorni 21 e 22 giugno 2019, rispettivamente in prima e seconda convocazione; con proprio decreto, in seguito confermato con successiva ordinanza cautelare, il TAR Lazio ha disposto la sospensione degli atti con cui sono state indette le elezioni per la designazione del presidente; il Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza del 23 dicembre 2019, n. 8693, ha respinto il ricorso in appello presentato dal Governo avverso la sentenza n. 72/2019 del TAR Lazio e ha accolto, piuttosto, l'appello incidentale promosso da Leoni, così ordinando alle amministrazioni competenti di nominare l'architetto Leoni a presidente dell'Aero Club d'Italia; la Presidenza del Consiglio dei ministri, con apposita nota del 3 gennaio 2020 del capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo, ha dunque richiesto alle amministrazioni competenti (primo fra tutti il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) di eseguire la sentenza del Consiglio di Stato, adottando gli atti di rispettiva competenza; considerato che: tra le principali competenze dell'Aero Club d'Italia vi è l'adozione del calendario sportivo nazionale, predisposto dal consiglio federale e approvato dall'assemblea, nonché l'autorizzazione, deliberata dal consiglio federale, alle squadre nazionali a partecipare ai campionati internazionali; l'organo commissariale, con delibera n. 201 del 10 ottobre 2019, ha predisposto il calendario sportivo nazionale per il 2020, che però non è stato possibile approvare in sede di assemblea, non potendosi dar luogo alla convocazione di quest'ultima; l'assenza dell'organo di vertice ha di fatto paralizzato l'intera attività dell'ente, ivi compresa quella ordinaria di natura amministrativo-contabile e agonistico-sportiva, per l'anno in corso, con grave nocumento per l'intero movimento sportivo; considerato altresì che, ad oggi, le amministrazioni non hanno adottato gli atti di competenza volti alla nomina dell'organo di vertice, impegna il Governo a procedere, con la massima sollecitudine e nel rispetto della normativa vigente, alla nomina degli organi di vertice dell'Aero Club d'Italia, al fine di superare la fase di stallo oggi vissuta dall'ente. Interrogazioni Atto n. 3-01420 PARRINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che il "movimento Shalom" è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale, laica, di ispirazione cattolica, apolitica ed apartitica, sorta come momento di aggregazione di giovani ed adulti con lo scopo di mettersi al servizio degli altri e di attivarsi per la costruzione di un mondo più giusto. Il movimento è nato in Toscana, nella diocesi di San Miniato, in provincia di Pisa, nel 1974 per iniziativa di monsignor Andrea Cristiani e di un gruppo di giovani determinati a far qualcosa per il prossimo nel bisogno; uno degli impegni primari del movimento Shalom è cooperare per lo sviluppo dei popoli più poveri del pianeta attraverso la realizzazione di progetti autosostenibili che rispondano ai bisogni primari quali scolarizzazione, salute, alimentazione; considerato che: da alcuni anni questa organizzazione di volontariato si avvale del 5 per mille per finanziare le proprie iniziative e progetti di solidarietà in Italia e all'estero: tale contributo rappresenta un'entrata annuale consistente per finanziare le molteplici attività di questa onlus ; la mancata riscossione di questa cifra rappresenta un danno notevole per l'associazione, ne compromette seriamente l'operato e la stabilità dei numerosi progetti di solidarietà; tenuto conto che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2010, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 luglio 2016, prevede che l'iscrizione al riparto della quota del 5 per mille e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà relativa alla persistenza dei requisiti per l'ammissione al contributo esplicano effetti, fermi restando i requisiti per l'accesso al beneficio, anche per gli esercizi finanziari successivi a quello di iscrizione; ai sensi dell'art. 6- bis la dichiarazione sostitutiva perde efficacia in caso di variazione del rappresentante legale. Il nuovo rappresentante deve provvedere, a pena di decadenza, a sottoscrivere e trasmettere una nuova dichiarazione con l'indicazione della data della sua nomina e di quella di iscrizione dell'ente alla ripartizione del contributo; per l'anno 2019, pur avendo mutato il proprio rappresentante legale, il movimento Shalom non ha inviato all'Agenzia delle entrate, nel termine previsto del 1° luglio 2019, la dichiarazione sostitutiva per variazione del rappresentante. Per questa ragione è stato escluso dall'elenco dei beneficiari del 5 per mille per l'anno finanziario 2019; tenuto conto delle finalità della legge sul 5 per mille, che mira a sostenere il volontariato e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, e in considerazione dell'importanza delle attività sociali svolte dal movimento Shalom tuttora titolare dei requisiti richiesti per accedere al beneficio, si chiede di sapere se si intenda valutare l'adozione di un provvedimento normativo idoneo a riaprire i termini per la dichiarazione sostitutiva del 2019 per tutti quegli enti e organizzazioni che, come il movimento Shalom onlus , pur essendo dotati dei requisiti soggettivi per essere destinatari del 5 per mille, ne sono stati esclusi solo per il mancato adempimento di un atto formale. Atto n. 3-01421 BERGESIO VALLARDI CENTINAIO SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: le api sono considerate le vere sentinelle dello stato di salute del territorio, fondamentali per il servizio l'impollinazione; secondo i dati Ismea il nostro Paese si posiziona al quarto posto nell'Unione europea per numero di alveari (1,5 milioni di alveari censiti), dopo Spagna (2,9 milioni di alveari), Romania e Polonia; a livello nazionale gli operatori sono circa 60.000, solo per un terzo professionali, con il 50 per cento delle colonie in capo a 1.800 apicoltori (il 3 per cento del totale) di grandi dimensioni; a livello geografico il Piemonte risulterebbe la regione più produttiva con oltre 5.000 tonnellate, seguito dalla Toscana; il particolare andamento climatico di questa stagione invernale, con continui sbalzi di temperatura, crea rilevanti problemi all'apicoltura, una delle attività agricole più esposte alle condizioni meteorologiche; le aziende apistiche sono purtroppo reduci da un trend negativo cominciato già nel lontano 2011, con una produzione più che dimezzata: rispetto alle oltre 23.000 tonnellate del 2018, il crollo nel 2019 è stimato tra il 50 e il 70 per cento, con punte dell'85 per cento e il 2020 si preannuncia un'altra un'annata disastrosa; tale crisi di produzione potrebbe avere come conseguenza una vera e propria invasione di miele "straniero". Rilevanti, infatti, sono le importazioni dall'estero raddoppiate negli ultimi 10 anni. Nonostante una costante crescita delle aziende negli ultimi anni (più 6 per cento le imprese e più 9 per cento gli addetti nel 2019), le importazioni hanno raggiunto nel 2018 il record di 27.900 tonnellate, secondo i dati Istat; i principali competitori, oltre alla Cina, con 2.500 tonnellate di miele, prodotto con organismi geneticamente modificati che sono invece vietati per la produzione di miele italiano, sono anche i Paesi dell'Europa dell'est, come l'Ungheria, con oltre 11.300 tonnellate, prodotto a basso costo e senza rispettare i nostri standard qualitativi; è necessario attivare tutte le misure, anche di natura finanziaria, come il microcredito, l'abbattimento delle commissioni di garanzia, i contributi in conto interessi, l'accesso a finanziamenti agevolati con garanzie pubbliche, il congelamento o la dilazione dei pagamenti dei contributi agricoli e di tutti gli altri tributi riguardanti l'apicoltura, anche alla luce del fatto che molte aziende traggono dall'apicoltura la loro principale fonte di reddito e sostentamento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo voglia intervenire attraverso misure straordinarie di sostegno, finalizzate a superare i limiti dei percorsi utilizzati per la gestione delle calamità naturali in agricoltura, dal momento che l'attività produttiva apistica, fondamentale nell'equilibrio dell'agricoltura nazionale, e nello specifico di quella piemontese, rischia un pesante declino, anche a causa delle molteplici difficoltà che il settore ha affrontato negli ultimi anni, dalle siccità, alle gelate, alle morie e agli spopolamenti, e in ultimo, all'emergenza legata alla diffusione del "coronavirus"; se non ritenga necessario mettere in campo misure urgenti, fra cui quelle descritte, al fine di salvaguardare l'apicoltura nazionale e la produzione di miele di qualità made in Italy , in quanto preziosa risorsa per l'agricoltura italiana. Atto n. 3-01422 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI BORGONZONI SBRANA Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico Premesso che: l'allarmismo legato alla diffusione dell'influenza da coronavirus rischia di generare danni incalcolabili all'economia reale del Paese; sotto attacco in questo momento è l'industria agroalimentare made in Italy ; da notizie sembra infatti che la Grecia voglia bloccare l'esportazione di grana padano dall'Italia se non viene dimostrato attraverso apposita certificazione che il formaggio è esente dal contagio da coronavirus: un caso inaccettabile che ha l'effetto di penalizzare pesantemente l'economia italiana e di indebolire l'immagine del nostro Paese nel mondo; la decisione della Grecia è fuori luogo e non supportata da tesi scientifiche. La stessa EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ad inizio del mese di febbraio 2020, ha ricordato ed informato che la trasmissione del virus avviene solo da uomo a uomo e non da merce all'uomo; si tratterebbe di un danno incalcolabile per l'agroalimentare italiano: il grana padano è il prodotto più esportato al mondo con oltre 2 milioni di forme vendute ogni anni sui mercati esteri. Sembra che, oltre alla Grecia, anche altri Paesi stiano maturando scelte simili come la Germania, la Spagna e il Giappone, suscitando grave preoccupazione tra gli operatori del settore; si chiede di sapere quali immediate iniziative i Ministri in indirizzo vogliano adottare, anche a livello diplomatico, in tutte le sedi competenti, prima fra tutte l'Unione europea, per scongiurare che possano essere prese posizioni da parte di altri Stati come quelle descritte. Atto n. 3-01423 CASTELLONE MAIORINO MORONESE DI GIROLAMO GIANNUZZI PRESUTTO PAVANELLI MATRISCIANO DONNO ANGRISANI D'ANGELO LEONE LANNUTTI PISANI Giuseppe MAUTONE ANASTASI CORRADO ENDRIZZI ORTIS NOCERINO ROMANO DE LUCIA Al Ministro della salute Premesso che, a quanto risulta agli interroganti: con nota del direttore dell'unità operativa complessa di cure primarie prot. n. 71 del 29 gennaio 2020, la Asl Napoli 2 nord ha sospeso in autotutela la remunerazione aggiuntiva oraria euro 5,16 euro per i medici convenzionati in servizio presso i Saut (postazioni di emergenza della rete territoriali) aziendali; tale sospensione è stata motivata da una segnalazione degli organi di polizia giudiziaria, su indagine della Corte dei conti, la quale ha rilevato irregolarità nell'indennità oraria aggiuntiva di 5,16 euro, che sarebbe stata indebitamente riconosciuta e percepita dal personale medico convenzionato del 118 impiegato presso i Saut negli ultimi 15 anni; l'indennità era stata istituita con delibera regionale dalla Campania (n. 6872 del 3 novembre 1999) nell'ambito del processo di attivazione del sistema 118, ai medici dell'ex guardia medica (convenzionati dunque) passati a svolgere i compiti di medico di emergenza territoriale 118, come remunerazione aggiuntiva al trattamento economico previsto per il medico di guardia medica dal contratto allora vigente, in considerazione di una specifica attività lavorativa, e relativi rischi, che la stessa delibera definiva "usurante" e ad "elevato rischio fisico"; l'indennità di 10.000 lire, riconosciuta nel 1999 dalla Regione Campania all'atto della costituzione del servizio, è stata lasciata in piedi all'atto del passaggio dal vecchio al nuovo contratto; eppure oggi l'indagine della polizia giudiziaria nelle Asl campane la individua come un compenso non dovuto, in quanto compresa nelle altre voci contrattuali successivamente intervenute con la dicitura "onnicomprensive"; considerato che, a quanto risulta agli interroganti: in data 21 febbraio 2020 la consigliera in regione Campania del Movimento 5 stelle, Valeria Ciarambino, ha presentato un'interrogazione a risposta orale con cui, premessa una disamina delle norme contrattuali intervenute dal 1999 ad oggi, ha chiarito come ciascun atto, nella parte che riguarda l'emergenza, adduce variazione alla delibera della Giunta della Regione Campania n. 6872 del 1999, la quale, non essendo mai stata revocata, conserva la sua validità economica e giuridica; in particolare l'accordo integrativo regionale (AIR) 2003, tuttora vigente, nella parte che riguarda l'area dell'emergenza (art. 7) conferma la retribuzione aggiuntiva. L'accordo collettivo nazionale 20 gennaio 2005 per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, pur introducendo la retribuzione oraria onnicomprensiva, inserisce la norma transitoria che cita "fatti salvi gli accordi regionali", secondo il principio generale ed inderogabile che nessun accordo può essere peggiorativo di quello precedente; la decisione della Asl Napoli 2 nord di sospendere la retribuzione accessoria dei medici del servizio emergenza-urgenza territoriale (SEU), a seguito di un semplice accesso degli organi di polizia giudiziaria (di per sé inconferente e non idoneo a modificare il trattamento economico dei medici, disciplinato da atti amministrativi aventi natura normativa), può definirsi, a giudizio degli interroganti, irrituale, intempestiva e imprudente, perché non derivante da un'intervenuta novità legislativa o regolamentare, né condivisa in sede di comitato ex art. 24 del citato accordo collettivo nazionale 20 gennaio 2005; considerato inoltre che: oltre ai tagli dello stipendio, per quasi un terzo della retribuzione mensile, i medici dovrebbero restituire ingenti cifre che oscillano tra i 50 e i 90.000 euro; le Asl, per ora la Napoli 2 e la Napoli 3, ma anche Avellino e Salerno, hanno deciso di procedere in autotutela ai tagli in busta paga (circa 850 euro mensili per chi fa il massimo delle ore) e ai recuperi degli anni passati. A parere degli interroganti, un tributo insostenibile per personale già utilizzato allo stremo delle forze per carenza di personale nell'area dell'emergenza-urgenza territoriale; la sopravvenuta penalizzazione economica, in concomitanza con l'eccezionale emergenza epidemiologica da "coronavirus" in atto, che aumenta esponenzialmente l'esposizione al rischio biologico, in aggiunta alle già note problematiche inerenti alle condizioni lavorative dei medici del SEU 118 (rischi ambientali, turni massacranti, aggressioni), rischia di far detonare un sistema già al collasso producendo esodo ingente di medici, soprattutto di quelli più esperti e strutturati, che potranno essere facilmente ricollocarsi altrove; ritenuto che: proprio l'emergenza sanitaria in atto mette in luce, di contro, la ratio dell'istituzione di un'indennità accessoria, ancor più considerato che il SEU 118 è riconosciuto come colonna portante per la gestione di tutte le segnalazioni di sospetta infezione e che dalla sua efficienza dipendono le misure di contenimento dell'epidemia, non ultimo l'accesso improprio di tutti i casi sospetti ai punti di pronto soccorso regionali; sulla questione sarebbe chiamato ad esprimersi il comitato regionale che disciplina i contratti della dirigenza medica e dei convenzionati, ma la carica di presidente risulta vacante per il trasferimento della dirigente. Quindi i tempi per dirimere la questione potrebbero allungarsi provocando un aumento della tensione e mettendo a rischio la tenuta di un servizio di emergenza-urgenza che senza medici non può funzionare e garantire la sicurezza dei pazienti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi nelle sedi opportune affinché siano valutati i motivi che hanno portato alla sospensione dell'indennità aggiuntiva ai medici convenzionati SEU territoriale e alla procedura di recupero degli emolumenti corrisposti; se, nell'ambito delle proprie attribuzioni, intenda adoperarsi perché siano potenziati i presidi, gli equipaggi, mezzi e protocolli al fine di consentire che il SEU territoriale campano possa affrontare con efficacia la sfida del contenimento dell'epidemia in atto; se non intenda adottare misure di competenza per disincentivare le defezioni dei medici attualmente impegnati nell'emergenza-urgenza. Atto n. 3-01424 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: da fonti giornalistiche si apprende della richiesta del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali al consorzio del grana padano di fornitura di lisozima, una proteina naturale che, aggiunta al latte crudo, sembrerebbe essere un potenziale alleato contro il "coronavirus"; il lisozima è un farmaco prodotto, a partire dagli anni '50, dalla Società prodotti antibiotici ed è assolutamente naturale e non di sintesi chimica; nelle ultime settimane la stessa società conferma di aver avuto un incremento di richieste a cui non è stato possibile provvedere per via dell'esaurimento delle scorte; si tratta di un enzima litico, ormai introvabile in commercio, in grado di distruggere la capsula proteica dei virus, facendo in modo che questi non si riproducano; esso è presente naturalmente nella saliva, nelle lacrime, nel sudore e nel latte materno, a difesa del sistema immunitario; il grana padano, prodotto di eccellenza dell'agroalimentare made in Italy , avrebbe dunque, proprio per il fatto di contenere questo enzima, una forte proprietà antivirale, innalzando le difese del sistema immunitario; se le evidenze scientifiche dovessero confermare le proprietà antivirali di determinati alimenti tipici dell'agroalimentare italiano, ciò rappresenterebbe una fondamentale garanzia per la salute dei consumatori, anche rispetto a modelli alimentari che, fondati su semplicistici sistemi di etichette a semaforo, paradossalmente escludono dalla dieta elementi sani e benefici, si chiede di sapere: se quanto descritto corrisponda al vero e se esistano evidenze scientifiche che possano dimostrare l'effetto antivirale di alcuni alimenti tipici della dieta mediterranea, modello alimentare universalmente considerato tra i più sani ed equilibrati; quali siano le ragioni che hanno spinto il Ministero ad un'eventuale richiesta di lisozima al consorzio grana padano e se il Ministro in indirizzo non ritenga di doverne informare prontamente i competenti organi parlamentari. Atto n. 3-01425 STEFANO Al Ministro della difesa Premesso che, a quanto risulta all'interrogante, il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, ha firmato una disposizione nella quale si individua in Amendola (Foggia) l'unico polo nazionale degli F35, a prescindere dalle diverse versioni che lo caratterizzano, quali quella a decollo convenzionale che è in servizio ad Amendola, presso la Marina militare, e quella a decollo verticale, in dotazione alla base di Grottaglie, dove si addestra l'aviazione navale, e che dovrebbe equipaggiare la portaerei "Cavour" e sostituire il superato Harrier AV8B plus; tenuto conto che: l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, già capo di Stato maggiore della Marina e della Difesa, ha affermato che: «l'Aeronautica ha già dimostrato con grande efficacia di aver acquisito una capacità operativa iniziale con gli F35A tradizionali grazie anche a una costante alimentazione di nuove macchine, mentre la Marina ha ricevuto - e a fatica - i primi due F35B, troppo pochi per una capacità credibile. Senza preavviso il programma di distribuzione è stato modificato assegnando il terzo F35B all'Aeronautica e questo comporta un grave ritardo sul conseguimento della iniziale capacità operativa per la portaerei Cavour, per la Marina e, in definitiva, per la nostra Difesa»; secondo l'ammiraglio sarebbe inutile e costoso dotare anche l'Aeronautica di F35B e, comunque, questo sarebbe dovuto avvenire, più correttamente, dopo l'assegnazione di una sufficiente aliquota di aerei per la Marina. Tutto ciò potrebbe determinare quindi una coesistenza destinata ad avere effetti negativi, perché alimenterà il contenzioso tra le due forze armate con conseguenti danni di immagine e di cooperazione; in nome di una malintesa integrazione interforze e per un'inesistente economia di risorse, prosegue l'alto ufficiale, i due gruppi di volo dovranno concentrarsi sulla base aerea di Amendola e Grupaer verrebbe in un prossimo futuro sfrattato da Grottaglie. Ogni missione di volo che preveda l'imbarco sulla nave Cavour da Amendola costerebbe circa il 30 per cento in più, penalizzando ancora di più l'esercizio, quella voce di bilancio da cui dipende la vita stessa di ogni forza armata; per adeguare la base di Grottaglie ai nuovi mezzi, conclude l'ammiraglio, servirebbe un investimento di circa 60 milioni di euro, una spesa non trascurabile ma nemmeno eccessiva, se si considerano i risparmi di gestione già nel breve e medio periodo e buona parte di questo denaro andrebbe all'indotto tarantino in un momento di grave crisi locale; considerato che secondo le dichiarazioni dell'ammiraglio Binelli, in questa maniera si penalizzerebbe l'addestramento dei piloti di Marina e si mortificherebbe ulteriormente l'indotto tarantino, già duramente colpito dalla crisi dell'ex Ilva, data la stretta sinergia tra la forza armata della Marina sita nel capoluogo ionico da decenni e il territorio di Taranto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle dichiarazioni riportate e se non ritenga opportuno prevedere un ulteriore momento di riflessione al fine di meglio ponderare le determinazioni sullo strumento militare, alla luce anche degli aspetti e delle ricadute territoriali ed economiche; quali iniziative intenda porre in essere per sanare le possibili congiunture negative derivanti dall'eventuale trasferimento da Grottaglie dei due gruppi di volo. Atto n. 3-01426 PEROSINO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il settore degli spiriti, che comprende una larghissima famiglia di prodotti di grandissima tradizione storica italiana consumati come aperitivo o come fine pasto, genera per l'economia italiana un valore aggiunto stimabile in poco meno di 4,5 miliardi di euro, con un numero di occupati pari a 228.000 persone, e l'equivalente di 2,6 miliardi di euro di gettito alle casse dello Stato sotto forma di entrate fiscali contributive e di accise; in Italia, i consumi di spiriti sono strutturalmente in calo a partire dagli anni '70, e solo la categoria "liquori e distillati" ha registrato un calo superiore al 60 per cento; il settore della birra ha goduto negli ultimi anni di ripetute riduzioni dell'accisa, che è stata ridotta dell'equivalente del 2 per cento, a beneficio di tutto il settore; il patrimonio economico, sociale e culturale rappresentato dai produttori di aperitivi, liquori, amari, distillati e? a rischio, soprattutto a seguito della decisione del Governo americano di applicare, dal 18 ottobre 2019, dazi compensativi sui liquori e gli spiriti italiani in misura pari al 25 per cento ad valorem , che rimarranno invariati almeno fino all'agosto 2020, quando si procederà a una nuova revisione dei prodotti soggetti all'imposta doganale; i dazi compensativi, in alcuni casi, determinano un aumento del prezzo superiore anche al 35 per cento del valore del bene, che rischia di determinare una perdita occupazionale di quasi 1.000 addetti tra le fila delle piccole e medie imprese, che producono liquori e che esportano negli USA; il settore degli spiriti e dei prodotti alcolici intermedi è inoltre sottoposto al pagamento del contrassegno di Stato, che però nella pratica non ha più alcuna funzione di "certificazione" né offre particolari condizioni di controllo quanto all'effettivo pagamento dell'accisa (dovuta a monte prima dell'immissione in commercio), ed ha altresì cessato di avere qualunque funzione di certificazione di originalità e autenticità, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano assumere disposizioni normative a titolo compensativo, riducendo del 2 per cento il livello di accisa ed eliminando l'obbligo del contrassegno di Stato sugli spiriti e sui prodotti alcolici intermedi, così da sostenere il comparto degli aperitivi, dei distillati e dei liquori, in larghissima parte costituito da imprese familiari italiane, prevalentemente piccole e medie, diffuse su tutto il territorio nazionale, vocate alle produzioni tradizionali tipiche del nostro Paese, che hanno senza dubbio titolo ad essere considerate un'eccellenza del made in Italy nel mondo. Atto n. 3-01428 MONTEVECCHI ANGRISANI CORRADO DE LUCIA Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: è dovere costituzionale tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione; il comma 2, lettera b) , dell'articolo 66 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante "Codice dei beni culturali e del paesaggio", concernente l'uscita temporanea di determinate cose e beni culturali per manifestazioni, prevede che non possono comunque uscire dal territorio nazionale i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica; le interroganti non hanno alcun pregiudizio nei confronti dell'importante funzione svolta dalla diplomazia culturale che prevede, tra le altre, anche iniziative di prestito reciproco di opere d'arte; considerato che: da recenti articoli di stampa, tra cui "il Fatto Quotidiano" del 29 febbraio 2020, con l'articolo "Capodimonte: il museo diventa un circo texano", si apprende che opere identitarie del museo nazionale di Capodimonte sono uscite temporaneamente dal territorio nazionale per essere esposte al Kimbell art museum di Fort Worth, Texas, per la mostra "Flesh & blood: italian masterpieces from the Capodimonte museum" aperta al pubblico dal 1° marzo al 14 giugno 2020; l'individuazione di un'opera in una lista di opere identitarie avviene con provvedimento amministrativo, che al momento risulta poter essere superato da atto di successiva emanazione avente stesso rango; valutato che: la vicenda si inserisce in un contesto in cui, di recente, due altri prestiti, quello dell'Uomo vitruviano di Leonardo e quello del ritratto di Leone X di Raffaello, sono al centro di decisioni che le interroganti ritengono di discussa e discutibile ponderazione, stante la ratio di cui all'articolo 66 del decreto legislativo n. 42; i beni citati presentano un forte legame con la storia della nazione e la loro assenza nelle sedi museali del Paese d'origine potrebbe pregiudicare la tipicità e lo stesso valore delle collezioni museali, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno valutare tempestivamente iniziative volte a sanare quello che le interroganti insistono nel considerare un vulnus , al fine di meglio ponderare l'esigenza costituzionalmente garantita di tutela del patrimonio artistico con quella dell'autonomia museale e della diplomazia culturale. Atto n. 3-01429 PEROSINO MALLEGNI PICHETTO FRATIN Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: per una serie di eventi, anche fortuiti, l'Italia è il primo Paese europeo di accertata presenza del "coronavirus", e ciò sia per i controlli più approfonditi e sia per la vocazione ai viaggi di lavoro e di piacere degli italiani con pericoli conseguenti; l'Italia è diventata il Paese "untore", accerchiata con vincoli, quarantene, velate accuse; ma poiché così non è, nell'attesa e nella speranza che questo periodo così triste cessi nei suoi effetti sulla salute delle persone, occorre mettere in campo tutte le misure possibili; tra le gravi ripercussioni sul tessuto economico e produttivo del Paese, particolarmente colpito è il comparto del turismo con tutto il suo indotto, i cui danni economici e di immagine al momento non si possono quantificare; oltre alle aree rosse e gialle, in tutto il territorio nazionale si è registrata la cancellazione del 90 per cento delle prenotazioni fino al mese di giugno 2020; le misure relative ad una sospensione dei pagamenti dei tributi possono avere solo un effetto "placebo", poiché, se le aziende non incassano, non saranno in grado di sostenere tutti gli adempimenti di carattere economico e fiscale anche successivamente; i tempi di dilazione previsti sono comunque insufficienti, rispetto ai presumibili futuri incassi, occorre una scadenza diversa, anche con rateazioni, senza sanzioni e interessi a valere per tutte le categorie e per tutto il territorio nazionale; vi è poi la problematica relativa agli studi di settore, perché chi ha assunto con contratti stagionali si troverà a dover giustificare l'anomalia con l'Agenzia delle entrate rischiando delle multe; non è da sottovalutare la questione dei blocchi di altri Paesi; ad oggi nessuno può andare in missione all'estero, perché vige l'obbligo di quarantena per 15 giorni; occorre tutelare tutte le figure della filiera del turismo, come le guide e gli accompagnatori turistici, che non sono state ricomprese tra i destinatari degli interventi per il sostegno del turismo; le guide e gli accompagnatori turistici che non lavoreranno in tutto il territorio nazionale devono essere considerati tra i destinatari di misure eccezionali di sostegno economico; è necessario agire per tutelare e rilanciare la reputazione del brand Italia, valutando di dare mandato all'Enit di individuare una strategia adeguata per gestire il post criticità; è opportuno destinare anche delle risorse per una campagna mondiale di comunicazione e marketing , si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere in relazione alle problematiche e alle questioni descritte. Atto n. 3-01430 D'ALFONSO NANNICINI LAUS D'ARIENZO VERDUCCI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: la Hera Srl, società controllata di Conad Adriatico società cooperativa, opera nel settore della grande distribuzione organizzata ed è principalmente attiva nel commercio al dettaglio di generi alimentari e non alimentari nelle regioni Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata; nel corso dei primi mesi dell'anno 2019 la stessa società ha acquisito dal gruppo FinIper SpA, attraverso la cessione affitto di ramo d'azienda, la gestione commerciale degli ipermercati di Colonnella (Teramo), Città Sant'Angelo (Pescara) e Ortona (Chieti); con nota del 28 febbraio 2020 società ha comunicato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge n. 223 del 1991; considerato che: è la medesima società Hera Srl a precisare nella nota di essere stata consapevole, sin dalla fase di acquisizione, di intervenire su una realtà profondamente in crisi e che, pertanto, avrebbe preliminarmente operato un adeguamento del modello organizzativo delle unità produttive acquisite agli standard dei punti vendita a marchio "Conad", nonché una revisione del format degli ipermercati; la società Hera ha comunicato di trovarsi nell'urgente necessità di far ricorso alla riduzione collettiva di personale in organico pari ad un totale di 135 unità, tutte addette all'area vendita, così ripartite: 40 operanti nell'unità produttiva di Colonnella, 65 operanti nell'unità produttiva di Città Sant'Angelo e 30 nell'unità produttiva di Ortona; dunque, il totale complessivo del personale in esubero risulta essere pari a 135 unità, addette indistintamente all'intera area vendita con esclusione della struttura di direzione e della parafarmacia; in particolare, a Città Sant'Angelo la situazione risulta aggravata in quanto, oltre alla prevista risoluzione dei rapporti di lavoro in esubero, risultano in corso le trattative per l'affidamento dell'unità produttiva ad altra società nell'ambito delle logiche imprenditoriali della cooperativa Conad Adriatico; tali trattative costituiscono un'ulteriore fonte di instabilità e preoccupazione per i lavoratori e per l'intero tessuto produttivo abruzzese; considerato, altresì, che: la crisi in atto richiede un immediato intervento, anche attraverso l'istituzione di un tavolo che garantisca di interloquire con la società e che sia celere nell'attivazione di tutte le tutele possibili nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie; appare indispensabile costruire un percorso istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati al fine di scongiurare l'ennesima perdita di posti di lavoro; purtroppo, ogni giorno o quasi il territorio abruzzese si trova a dover affrontare situazioni drammatiche quali tagli di personale, chiusure di attività, fabbriche e imprese, per di più comunicate ai lavoratori soltanto a decisione già assunta; dietro ad ogni posto di lavoro perso c'è una famiglia in difficoltà e c'è la necessità di intervenire con misure adeguate a consentire il reinserimento della forza lavoro licenziata in una posizione attiva sul mercato; tali scelte aziendali continuano a produrre, in particolare per la comunità abruzzese, già fortemente colpita, danni irreparabili per l'economia e la sicurezza sociale; risulta doveroso attivarsi per la ricerca di possibili soluzioni unitamente alla presenza e alla condivisione delle azioni con le parti sociali, spesso tagliate fuori dalle scelte che riguardano i lavoratori, si chiede di sapere: quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano messo in atto o siano in procinto di attivare al fine di individuare una soluzione alternativa al licenziamento collettivo avviato nei confronti dei 135 lavoratori operanti nelle unità produttive di Colonnella, Città Sant'Angelo e Ortona; quali azioni intendano adottare per evitare che il tessuto produttivo abruzzese, già colpito da altre drammatiche situazioni aziendali, si trovi a dover subire l'ennesima perdita in termini di forza lavoro impiegata; quali provvedimenti intendano adottare a salvaguardia e tutela dei 135 lavoratori e delle loro famiglie e per comprimere, quanto più possibile, gli effetti negativi di tale situazione. Atto n. 3-01431 TARICCO STEFANO D'ALFONSO D'ARIENZO FERRAZZI ROJC ALFIERI BOLDRINI PITTELLA LAUS MANCA MESSINA Assuntela VATTUONE BITI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: la tutela della qualità delle produzioni agroalimentari di qualità rappresenta per il nostro Paese uno dei principali obiettivi della politica agroalimentare, e la disciplina sull'etichettatura dei prodotti costituisce anch'essa un aspetto della tutela della qualità del prodotto; il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori introduce le norme sulle informazioni alimentari obbligatorie e volontarie per l'etichettatura dei prodotti agroalimentari, ed ha trovato applicazione a decorrere dal 2014 per le disposizioni in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti e dal 13 dicembre 2016, per quanto riguarda le disposizioni sull'etichettatura nutrizionale; l'Italia ha implementato la legislazione europea, introducendo nelle normative interne il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231, recante "Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell'art. 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - legge di delegazione europea 2015"; il decreto provvede a sanzionare le violazioni alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 e ad adeguare la normativa italiana a quella europea; rilevante per il nostro Paese è stato, tradizionalmente, disporre di una legislazione che consenta di indicare per i prodotti agroalimentari l'origine nazionale della produzione, ai fini della tutela della qualità e della relativa autenticità; la legge 3 febbraio 2011, n. 4, in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari, introduceva per l'appunto l'obbligo "per i prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati" di riportare nell'etichetta anche l'indicazione del luogo di origine o di provenienza, con il fine di assicurare una completa informazione ai consumatori; tali disposizioni sono state modificate dall'articolo 3- bis del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, che ha disposto che con decreto del Ministro delle politiche agricole, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza unificata, siano definiti i casi in cui l'indicazione del luogo di provenienza è obbligatoria; che con il medesimo decreto siano individuate le categorie specifiche di alimenti per i quali è stabilito l'obbligo dell'indicazione del luogo di provenienza; e che l'indicazione del luogo di provenienza è sempre obbligatoria nel caso in cui l'omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al Paese d'origine o al luogo di provenienza reale dell'alimento; considerato che: le modalità applicative della legge n. 4 del 2011 erano state in ogni caso demandate a decreti interministeriali chiamati a definire, all'interno di ciascuna filiera alimentare, quali prodotti alimentari vengono assoggettati all'etichettatura d'origine, ed in particolare: il decreto 9 dicembre 2016 recante l'indicazione in etichetta dell'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari; il decreto 26 luglio 2017 per l'indicazione di origine in etichetta del riso; il decreto 26 luglio 2017 per l'indicazione di origine del grano duro per le paste di semola di grano duro; il decreto 16 novembre 2017 per l'indicazione di origine del pomodoro; nel medesimo ambito di applicazione è poi intervenuto il regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 e, quindi, il decreto ministeriale 18 marzo 2019, che ha prorogato al 31 marzo 2020 l'efficacia del decreto 9 dicembre 2016, recante l'indicazione in etichetta dell'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari; per quanto riguarda le disposizioni dei decreti relativi a riso, grano duro e pomodoro, era previsto ab origine che si applicassero in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020; rilevato che: l'Italia, proprio in questi giorni, per garantire la trasparenza delle informazioni in etichetta e la piena tutela dei consumatori, ha avanzato all'Unione europea la richiesta estendere l'obbligo di indicazione dell'origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, e contemporaneamente notificato la proroga fino al 31 dicembre 2021 dei decreti sull'etichettatura, a partire da quello relativo a latte e formaggi, per proseguire con gli altri; come si è detto, infatti, le disposizioni previste nel decreto 9 dicembre 2016 recante l'indicazione in etichetta dell'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari, si applicavano in via sperimentale; tale decreto era destinato a perdere efficacia nel caso in cui la Commissione europea adottasse atti esecutivi in merito all'obbligatorietà dell'indicazione di origine dell'ingrediente primario prima del 31 marzo 2019, come in effetti avvenuto con l'adozione del regolamento di esecuzione (UE) 2018/775, da molte parti giudicato insufficiente nelle sue tutele; per quanto riguarda le disposizioni dei decreti relativi a riso, grano duro e pomodoro, era previsto a ab origine che si applicassero in via sperimentale fino al 31 dicembre 2020, salvo che fosse intervenuta medio tempore una regolamentazione in materia da parte della Commissione europea, come in effetti avvenuto, si chiede di sapere: quali interlocuzioni il Ministro in indirizzo abbia avviato con la Commissione europea, stante il termine piuttosto ravvicinato, per non interrompere il positivo e costruttivo percorso intrapreso per tutelare la materia prima nazionale, anche alla luce del fatto che: 1) l'Italia è il Paese che vanta un'immagine straordinaria anche sui propri prodotti e le proprie tradizioni enogastronomiche ed alimentari; 2) tali prodotti sono purtroppo, come noto, soggetti alla concorrenza sleale di prodotti " italian sounding ", che nulla hanno a che fare con le produzioni nazionali, se non addirittura a sofisticati e tentativi di contraffazione; 3) l'Italia è il Paese che ha più implementato la legislazione europea con norme proprie interne finalizzate alla tutela delle produzioni agroalimentari di qualità, in armonia con la normativa europea finalizzata alla massima trasparenza verso i consumatori; quali iniziative intenda assumere per offrire ai consumatori la garanzia della massima trasparenza possibile su tutti gli altri prodotti che ancora oggi sono sprovvisti di adeguate forma di etichettatura in merito all'origine. Atto n. 3-01432 BITI Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, "Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento", dispone per i possessori del titolo di laurea in Medicina veterinaria l'accesso alla sola classe di concorso "Zootecnica e scienza della produzione animale" (codice A-52); alla medesima classe di concorso hanno accesso altri 7 titoli di laurea: Scienze agrarie tropicali e subtropicali, Scienze della produzione animale, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze forestali e ambientali, Agricoltura tropicale e subtropicale, Scienze agrarie e Scienze forestali; mentre per i medici veterinari è possibile insegnare solo in tre categorie di istituti (tecnici agrari, tecnici industriali e professionali per l'agricoltura), ai possessori degli altri titoli di laurea è consentito l'accesso anche a microbiologia, biologia, scienze alimentari, sicurezza alimentare e biotecnologie (codice A-51); considerato che: il medico veterinario acquisisce, durante il percorso universitario, conoscenze che spaziano dalla biologia animale e vegetale alla chimica e biochimica, dalla zootecnia all'alimentazione animale, dall'igiene fino alla tecnologia degli alimenti; nelle attività lavorative esterne al mondo scolastico, nel settore dell'ispezione degli alimenti, del controllo qualità, dei laboratori e nelle filiere produttive il medico veterinario svolge un ruolo di notevole importanza, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda inserire nel primo provvedimento utile misure volte a consentire ai possessori del titolo di laurea in medicina veterinaria l'accesso ad ulteriori classi di concorso, anche al fine di valorizzare il loro percorso di formazione ad ampio spettro. Atto n. 3-01433 MOLLAME SANTILLO ANGRISANI LANZI QUARTO MARINELLO ROMAGNOLI GRANATO PAVANELLI FEDE AGOSTINELLI GUIDOLIN LOMUTI DELL'OLIO SANTANGELO PIRRO ACCOTO DI GIROLAMO MANTERO CROATTI AIROLA COLTORTI VANIN MONTEVECCHI RICCIARDI ANASTASI VACCARO NATURALE GIARRUSSO DE BONIS PESCO LANNUTTI DI NICOLA FATTORI DI MARZIO NUGNES RAMPI MININNO SBROLLINI CAMPAGNA NOCERINO GIANNUZZI EVANGELISTA DE PETRIS ERRANI MANTOVANI GARRUTI FERRARA CIOFFI CASTIELLO PELLEGRINI Marco DI MICCO ROMANO CASTELLONE LOREFICE DESSI' ENDRIZZI D'ANGELO BOTTO TRENTACOSTE LEONE CRUCIOLI PIARULLI Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello sviluppo economico Premesso che: la canapa è una coltura tipica del nostro Paese che, fino agli anni '40, era il secondo produttore al mondo dopo l'Unione sovietica, grazie alle condizioni particolarmente favorevoli del territorio e del clima. La coltura della canapa è in grado di contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e della perdita di biodiversità e rappresenta una coltura da impiegare quale possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione; la canapa è la pianta più versatile dell'agricoltura, dalla quale si possono ottenere innumerevoli prodotti, oli per la cosmetica, tessuti naturali, materiali per la bioedilizia, bioplastiche, farine, cordami, canapulo e pellet per il riscaldamento; al fine di fornire nuovo sostegno alla filiera della canapa, è stata approvata la legge n. 242 del 2016, recante "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa"; l'art. 1, comma 2, interessa le coltivazioni di canapa ammesse e iscritte al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio del 13 giugno 2002, le quali non rientrano nell'ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990; la legge n. 242 del 2016 elenca, all'art. 1, le finalità che possono essere perseguite dalla coltivazione della canapa: coltivazione e trasformazione; incentivazione delle filiere locali; ricerca e sviluppo sostenibile del comparto; produzione di alimenti, cosmetici e materie prime biodegradabili e innovative; realizzazione di opere di bioingegneria. L'art. 2 specifica inoltre i prodotti da questa ottenibili: alimenti e cosmetici; semilavorati quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale destinato alla pratica del sovescio; materiale destinato a lavori di bioingegneria o bioedilizia; materiale destinato alla fitodepurazione; coltivazioni destinate ad attività didattiche e al florovivaismo. Per le finalità perseguite dalla legge n. 242 del 2016 il limite di tetraidrocannabinolo (Thc) tollerato è compreso tra lo 0,2 per cento e lo 0,6 per cento; seppur l'intento del legislatore risulti apprezzabile e abbia contribuito a risvegliare il settore, la disciplina vigente presenta profonde lacune e contraddizioni tali da minare un reale e duraturo sviluppo del comparto. In primo luogo, la legge n. 242 del 2016, nell'escludere tra le finalità perseguite la vendita della cannabis e dei suoi derivati, di fatto non offre uno sbocco reale alla coltivazione di tali prodotti, minando alla sostenibilità di questa attività agricola. In secondo luogo, la norma non ricomprende tra i prodotti ottenibili le biomasse e le infiorescenze di canapa che rappresentano la maggior parte dei prodotti offerti in vendita e che in forma essiccata, fresca, trinciata o pellettizzata, potrebbero essere efficientemente utilizzate ai fini industriali, commerciali ed energetici. Infine, la disposizione risulta manchevole nel disciplinare l'intera filiera dei soggetti coinvolti, interessando solo la parte relativa alla coltivazione, non disciplinando invece la parte relativa alla distribuzione e vendita del prodotto, favorendo così il proliferare incontrollato di una rete di vendita non riconosciuta e regolamentata che comprende anche i canali on line ; dall'approvazione della norma si è assistito alla nascita di numerosi negozi, i quali offrono in vendita una vasta gamma di prodotti correlati alla Cannabis sativa L . Tali attività si scontrano però con un dispositivo poco chiaro, talché conseguono continui sequestri da parte delle forze dell'ordine e ricorsi. Con sentenza 31 gennaio 2019, n. 4920, la Corte di cassazione, sezione VI penale, sanciva che con la legge n. 242 del 2016 "il legislatore non ha promosso solo la coltivazione, ma espressamente l'intera filiera agroindustriale della canapa". Il 30 maggio 2019 le sezioni unite penali della Cassazione intervenivano con sentenza n. 30475 per dirimere i contrasti giurisprudenziali derivati dall'applicazione della norma, in merito alla vendita di Cannabis sativa L. degli esercizi commerciali specializzati: hanno richiamato il principio di offensività, in base al quale, in sede di sequestro, è necessario valutare l'effettiva efficacia drogante o psicotropa delle sostanze; tale pronuncia, invece di portare maggiore chiarezza nella disciplina, a giudizio degli interroganti ha recato ulteriori elementi di ambiguità, rimettendo in ultima istanza alla necessaria verifica caso per caso della concreta efficacia psicotropa della sostanza sequestrata. A conferma di ciò, interviene la cronaca dei numerosi sequestri presso gli shop che si risolvono quasi sempre in dissequestri, proprio a seguito della constatazione dell'assenza dell'effetto drogante, definizione impropria: più appropriato parlare di efficacia stupefacente semmai. Ne è seguito un dispendio enorme di risorse economiche e umane da parte dell'amministrazione giudiziaria e un danno notevole al settore che è costretto a continuare ad operare tra l'incertezza e la preoccupazione; ad alimentare ulteriormente la confusione è intervenuta nuovamente la Corte di cassazione che, con informazione provvisoria n. 27 delle sezioni unite penali, udienza 19 dicembre 2019, della quale si attende la pubblicazione delle motivazioni, ha stabilito che "Il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell'immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente; devono però ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all'ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell'ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all'uso personale del coltivatore". Da ciò deriva che, essendo la canapa facilmente trasformabile in trinciato e dunque fumabile, se ne ammetterebbe in tal caso la fabbricazione domestica per uso ricreativo, pratica che invece è severamente vietata e perseguita penalmente nel caso del tabacco. A parere degli interroganti, chiara e grave contraddizione; il settore canapicolo italiano presenta un enorme potenziale di sviluppo e, nell'ultimo triennio, secondo le stime riprese dal rapporto Italia Eurispes 2020, le superfici coltivate a canapa in Italia sono passate da 950 a quasi 4.000 ettari; sono nate 800 partite IVA agricole specializzate e 1.500 nuove aziende di trasformazione e distribuzione. Il settore ha suscitato l'interesse anche di investitori esteri, che hanno seminato circa 900 ettari di canapa nel Sud Italia investendo 40 milioni di euro; l'assenza di una normativa chiara di settore sta penalizzando la coltivazione e mettendo a rischio investimenti ed aziende, come testimoniato ad esempio dall'annuncio, condiviso nell'ambito dell'incontro promosso il 4 febbraio 2020 da Federcanapa, che vede una multinazionale canadese lasciare l'Italia per la Bulgaria, dopo aver investito oltre 20 milioni di dollari nelle regioni del Mezzogiorno per nuovi impianti di estrazione; nel corso dell'esame della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) è stata presentata una proposta emendativa, col parere positivo della 5ª Commissione permanente (Programmazione economica, bilancio) del Senato e del Governo, che avrebbe consentito di colmare le lacune normative rispetto alla produzione e alla commercializzazione dei prodotti derivati dalla canapa, identificando i soggetti sottoposti all'obbligo fiscale, garantendo la qualità e la certificazione del prodotto e legittimando gli operatori della filiera coinvolti, si chiede di sapere quali iniziative, nei limiti delle rispettive attribuzioni, i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di dirimere le contraddizioni che affliggono questo settore e colmare il vuoto normativo relativo alla commercializzazione dei prodotti derivati dalla coltivazione e trasformazione della canapa, sostenendo così lo sviluppo di un settore con un forte potenziale sostenibile pienamente coerente con il progetto di "green new deal", proposto dall'Unione europea e ripreso con forte impegno dal Governo. Atto n. 3-01434 BERGESIO CENTINAIO VALLARDI BRUZZONE Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: la fauna selvatica ha ormai acquisito i caratteri di una vera propria emergenza nazionale con la quale gli agricoltori sono costretti a confrontarsi quotidianamente; in molte aree del Paese la presenza di ungulati ha raggiunto numeri preoccupanti. Il proliferare incontrollato di cinghiali selvatici crea danni ingenti per l'agricoltura, rallentandone la crescita; in Italia, negli ultimi 10 anni, il numero dei cinghiali selvatici è più che raddoppiato, si è passati dai 600.000 del 2005 ai 900.000 del 2010; ad oggi la presenza è di oltre un milione di esemplari; i danni all'agricoltura, in termini di raccolti distrutti, bestiame ucciso, cedimenti delle infrastrutture irrigue, perdita di biodiversità dovute alle specie alloctone e soprattutto rischi sanitari, sia per l'uomo che per la zootecnia, sono valutati in oltre 100 milioni di euro all'anno; il cinghiale selvatico è inoltre considerato uno dei principali responsabili, negli ultimi anni, dell'aumento di incidenti stradali causati da fauna selvatica ed un vettore di diffusione di alcune malattie, come la peste suina africana, che è responsabile di ingenti danni alle produzioni zootecniche suine; legge n. 157 del 1992 (recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio") non è più adeguata a rispondere con efficacia alle attuali esigenze gestionali del patrimonio faunistico del Paese, profondamente mutato. È necessario, dunque, modificare la legge in vigore, rendendo più incisivi gli strumenti di contenimento delle popolazioni di ungulati selvatici; per far fronte ai danni arrecati alla produzione agricola e alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo dalla fauna selvatica, ogni Regione ha istituito un fondo con cui viene mediamente coperto circa un terzo delle richieste di risarcimento, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo vogliano assumere iniziative di competenza per la modifica della legge n. 157 del 1992, al fine di rendere più incisive le azioni per il controllo numerico delle popolazioni di ungulati selvatici; quali immediate azioni vogliano intraprendere al fine di ristorare i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi e alle infrastrutture agricole, anche prevedendo l'istituzione di un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali esistenti. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01427 BINETTI Al Ministro della salute Premesso che: la signora L.C., di 72 anni, è stata ricoverata il 16 dicembre 2019 presso l'ospedale "Uboldo" di Cernusco sul Naviglio (Milano), nel reparto di medicina per uno stato febbrile, in condizioni di tipo soporoso; la signora C. era stata ricoverata pochi mesi prima, nel luglio 2019, nell'area internistica dell'ospedale "Campus biomedico" di Roma per un'infezione da "Clostidrium difficilis" recidivante, da cui era stata dimessa in buone condizioni fisiche; in quell'occasione erano emersi i segni iniziali di un decadimento cognitivo, ma ciononostante la paziente era tornata a Cernusco dove viveva sola, mostrando nei fatti un discreto livello di autonomia; durante il ricovero a Cernusco, per escludere che potesse trattarsi di una meningoencefalite, le è stata praticata una rachicentesi, risultata negativa; per cui alla fine i clinici hanno optato per una diagnosi di fase postcritica epilettica, pur in assenza di segni e sintomi di tipo epilettico; è stata trattata con Depakin e Glazidim e.v.; durante il ricovero a Cernusco i segni del decadimento si sono rapidamente accentuati, è apparso un quadro di ritiro sociale, con difficoltà nella deambulazione e tendenza a trascorrere tempi sempre più lunghi a letto, senza volersi alzare; nel corso della degenza sono comparse vistose ulcere da decubito, incontinenza e una grave disfagia, per cui le è stata praticata nutrizione parenterale; il 29 gennaio, con decisione inderogabile del primario, la paziente è stata trasferita presso il presidio ospedaliero territoriale di Vaprio D'Adda (Milano) "Crotta Oltrocchi" nel reparto di cure subacute, dove è deceduta il giorno dopo il trasferimento; ai familiari non è mai stata data una ragione plausibile di due fatti fondamentali: le cause del decadimento improvviso della paziente e il suo inderogabile spostamento in un'altra struttura, contro la volontà dei familiari, nella quale è giunta ormai a poche ore dalla morte; nella lettera di dimissioni consegnata ai familiari e datata 10 gennaio 2020 si legge esplicitamente "Ne consegue che le cure alla signora C. saranno solo palliative e di sollievo in un contesto di progressivo peggioramento", si chiede di sapere: senza voler entrare nell'approfondimento diagnostico del quadro clinico della paziente, che appare comunque complessivamente poco chiaro anche sulla base della documentazione fornita ai familiari, quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di verificare quale visione delle cure palliative abbiano nell'ospedale di Cernusco e in che modo sia possibile credere di poter portare sollievo ad una paziente in condizioni tutt'altro che stabilizzate, spostandola dall'ospedale ad una struttura per subacuti in cui poi è rapidamente deceduta; a 10 anni dalla approvazione della legge sulle cure palliative, come intenda procedere per umanizzare le cure nel fine vita, applicando i principi e la prassi prevista dalla legge n. 38 del 2010. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02980 DE PETRIS Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il concorso per dirigenti di seconda fascia a 69 posti indetto dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli è stato oggetto di un lungo e complesso contenzioso amministrativo, che si è concluso definitivamente il 18 gennaio 2019 con esito positivo per l'Agenzia; il Consiglio di Stato ha affermato con le sentenze favorevoli del 2016 e ha confermato anche in sede di "revocazione e opposizione di terzo" avverso le medesime sentenze nel 2019 (tali giudizi straordinari sono stati promossi dopo la denuncia penale prodotta da parte dei medesimi ricorrenti già perdenti in sede amministrativa) che il concorso ha già visto legittimamente concluse le fasi concorsuali (prova preselettiva, prove scritte e prova orale) per 80 idonei. Nel rispetto del principio di collegialità nella valutazione degli elaborati, ha stabilito poi che una parte della lettura e conseguente valutazione delle prove scritte andasse ripetuta, e in particolare quella che, sulla base di quanto puntualmente verbalizzato dalla commissione esaminatrice, è stata condotta da uno solo dei componenti della medesima commissione, quando ad un primo sommario esame l'elaborato appariva largamente insufficiente (con punteggio pari o inferiore a 40); è questa la fase (di "ricorrezione") attualmente in corso e di prossima conclusione da parte della commissione; tale fase è condotta da un componente titolare nominato in sostituzione di un titolare dimessosi per motivi personali e da due componenti supplenti intervenuti in sostituzione dei commissari titolari che si sono (opportunamente) astenuti per l'esistenza di una concomitante causa di momentanea incompatibilità. La causa di incompatibilità è legata al processo penale in corso che li vede coinvolti; le segnalazioni pervenute alla Procura della Repubblica di Roma sono state formulate all'indomani del deposito delle sentenze del Consiglio di Stato (del 13 aprile 2016) e, in particolare, tra l'11 maggio e il mese di luglio, ossia ben tre anni dopo lo svolgimento delle prove scritte interessate dalla denuncia. Tali segnalazioni si fondano tutte sull'autodenuncia di un partecipante al concorso, il quale sosteneva l'esistenza di temi preconfezionati di cui egli stesso era stato beneficiario. Preme al riguardo far rilevare che il candidato era stato espulso il giorno della prima prova scritta ad opera di militari della Guardia di finanza addetti alla sorveglianza, non perché trovato in possesso di quanto da lui asserito nell'autodenuncia (e cioè di un tema "preconfezionato"), bensì di "fogli fotocopiati da un libro di testo e di appunti manoscritti", così come peraltro risulta dal relativo verbale redatto proprio dalla Guardia di finanza. Ed è sempre lui ad aver rilasciato un'intervista al programma televisivo "Report". Come è stato riferito anche dall'Avvocatura generale dello Stato nelle memorie presentate nell'ambito del ricorso per revocazione, si tratta di un ex incaricato di funzioni dirigenziali che "ha da tempo intrapreso infondate e pervicaci azioni di contestazione dell'operato dell'Amministrazione, avviate sin dall'epoca immediatamente successiva al 'mancato rinnovo' del suo incarico provvisorio di funzioni dirigenziali (2013)"; al riguardo, dalle sentenze del 2019 ad oggi, proprio l'Avvocatura generale dello Stato ha più volte suggerito una rapida conclusione delle operazioni concorsuali, ritenendo ininfluenti, proprio ad esito dei giudicati amministrativi, le vicende del processo penale; tra le iniziative avviate dagli stessi ricorrenti, vi è anche la proposizione di due azioni per querela di falso, una delle quali già estinta per rinuncia degli stessi proponenti. Quella tuttora pendente sarà discussa nel mese di marzo 2020, ma resta del tutto carente di interesse per i ricorrenti, al punto da poter integrare un'ipotesi di "lite temeraria". Infatti, i verbali per i quali si pretenderebbe di ottenere la dichiarazione di falsità non hanno alcun rilievo per la posizione dei ricorrenti sin dalle prime sentenze emanate da Consiglio di Stato nel 2016, considerato che i ricorrenti sono tra coloro i cui elaborati vanno integralmente riletti e rivalutati dalla commissione. Quindi, gli unici verbali rilevanti saranno quelli redatti all'esito della rilettura e rivalutazione degli elaborati da parte della commissione attualmente operante; al rilievo mediatico avuto dal concorso citato non corrispondono poi contenuti concreti come è dimostrato dagli esiti delle numerose azioni promosse dai pochi ricorrenti. Anni di contenzioso e "fango" (concorso "truccato" e, da ultimo, "pesantemente truccato"), che vanno ascritti all'insistenza di non più di quattro persone; i direttori che si sono avvicendati all'Agenzia negli ultimi due anni hanno anche valutato la percorribilità di un eventuale annullamento della procedura concorsuale. L'Avvocatura generale dello Stato ha reso pareri contrari, poiché un provvedimento di annullamento in autotutela sarebbe privo dei requisiti richiesti dal legislatore ovvero l'illegittimità dell'atto e le ragioni di pubblico interesse; a questo riguardo, occorre far osservare come l'annullamento di una procedura ritenuta sempre legittima all'esito del complesso contenzioso che l'ha interessata, e che ha già prodotto ben 80 idonei, si presta verosimilmente ad essere oggetto di richieste collettive di risarcimento danni. I danni risarcibili calcolati, almeno in un primo momento, in relazione alle differenze retributive medie annue tra il personale appartenente alla terza area nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (47.506,08 euro) e i dirigenti della medesima Agenzia (110.337,26 euro) e alle spese legali sostenute negli anni, ammontano a oltre 17,7 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i danni biologici, morali e da perdita di chance ; né si può sottacere della responsabilità per danno erariale cui andrebbero assoggettati i direttori e i dirigenti dell'Agenzia coinvolti nel procedimento di annullamento, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover smentire le voci insistenti che indicano una seria determinazione del vertice dell'Agenzia appena nominato di annullare tutto, in aperta violazione del giudicato amministrativo e con assoluta noncuranza delle risorse investite negli anni per l'espletamento della procedura e poi per la sua difesa in giudizio, nonché dei gravi danni per i vincitori e per l'amministrazione privata di figure di cui ha estrema necessità. Atto n. 4-02981 DE BONIS Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: un articolo di "Open" del 21 febbraio 2020 e altri articoli di stampa (tra cui il settimanale di informazione politico-economica "The Economist") riportano la notizia riguardante i fondi per lo sviluppo che finiscono nei paradisi fiscali. In pratica, appena i Paesi poveri ricevono soldi dalla Banca mondiale, salgono i depositi nei paradisi fiscali; una ricerca condotta da Jorgen Juel Andersen della "BI Norwegian business school" e Niels Johannesen della "University of Copenhagen e CEB", oltre al ricercatore interno alla Banca mondiale Bob Rijkers Johannesen, tre anni fa, aveva dimostrato che, quando sale il prezzo del petrolio, aumentano i depositi di "petrodollari" (provenienti dalle nazioni con maggiori giacimenti petroliferi) nei paradisi fiscali; la nuova ricerca, centrata sull'arrivo di finanziamenti dalla Banca mondiale, una delle istituzioni del sistema di "Bretton Woods", le cui istituzioni principali sono la Banca per la ricostruzione e lo sviluppo e la "International development association", mostra una correlazione analoga: nel testo si analizzano le informazioni trimestrali sui 22 Paesi più dipendenti dagli aiuti, in combinazione con le statistiche bancarie della Banca dei regolamenti internazionali, che coprono i flussi tra il Paese beneficiario degli aiuti e i "paradisi" (come la Svizzera, il Lussemburgo, le isole Cayman e Singapore). Come metro di paragone, la ricerca esamina anche i flussi tra il Paese beneficiario e Germania, Francia e Svezia e vengono esclusi scenari di emergenza come guerre o crisi finanziarie; prendendo ad esempio un trimestre in cui uno Stato povero riceve aiuti pari all'1 per cento del Pil, si vede che i depositi di tale Stato nei paradisi fiscali crescono di oltre il 3 per cento, se confrontati con un Paese che non riceve aiuti. Le rimesse nei Paesi che non sono paradisi fiscali (ad esempio Germania, Francia e Svezia) sono pari a zero. In media, il 7,5 per cento degli aiuti è considerato "disperso"; lo studio contiene anche prove convincenti a sostegno dell'idea che quanto più un Paese dipende dagli aiuti della Banca mondiale, tanto più le élite dirottano all'estero i soldi, con una perdita che sale al 15 per cento per gli Stati poveri, quindi più dipendenti dagli aiuti; l'affermazione che i soldi che fuggono siano proprio quelli della Banca mondiale, ossia del principale istituto al mondo che si occupa di combattere le disuguaglianze tra Paesi, è dimostrata dal fatto che c'è un collegamento temporale tra i soldi che arrivano e quelli che finiscono offshore , mentre le rimesse nelle altre banche non aumentano. Va osservato, inoltre, che la banca centrale non ha nessuna politica di controllo su questo rischio, specie nei Paesi molto poveri dove lo staff è ridotto; la situazione è risultata molto imbarazzante quando i ricercatori hanno presentato il paper alla Banca mondiale, lo scontro è stato inevitabile; la Banca si è opposta alla pubblicazione e secondo alcune indiscrezioni, riporta l'articolo di stampa, la ricercatrice Penny Goldberg si è trovata in imbarazzo tanto da dovere scegliere di lasciare l'incarico e tornare a Yale, alla cattedra di full professor in Economics ; considerato che, in media, il 5 per cento dei fondi provenienti dalla Banca mondiale va dritto nelle banche offshore , ad esempio alle Cayman o in Lussemburgo, e per i Paesi che più dipendono da questi aiuti si arriva al 15 per cento. Pare che, alla fine, la Banca mondiale abbia deciso di pubblicare tutto, nel tentativo di bloccare le polemiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato, così come descritto da articoli di stampa, e se corrisponda al vero; in caso affermativo, quali iniziative intenda intraprendere, presso le sedi di competenza, indicando, tra le altre cose, la necessità di maggiori ricerche in merito al reale impatto degli aiuti allo sviluppo, visto che vengono affidate cifre considerevoli di soldi a governi a volte deboli o corrotti. Atto n. 4-02982 CORTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: il museo etnografico di San Pellegrino in Alpe (comune di Castiglione di Garfagnana, Lucca) costituisce una delle più importanti raccolte di oggetti di cultura materiale del Centro Italia, creata con una lunga e costante opera da don Luigi Pellegrini, parroco di San Pellegrino dal 1948 al 1990, allo scopo di testimoniare aspetti ormai quasi completamente scomparsi della civiltà rurale della valle del Serchio e dell'Appennino tosco-emiliano; la Provincia di Lucca, in virtù della donazione di don Luigi Pellegrini, è proprietaria dal 1988 della raccolta etnografica che costituisce la collezione primaria del museo, ospitato nei locali dell'antico ospizio di San Pellegrino di proprietà della parrocchia dei santi Pellegrino e Bianco di San Pellegrino in Alpe; da oltre un anno il museo, ubicato tra i comuni di Castiglione e di Frassinoro, risulta essere chiuso per i necessari adeguamenti dei dispositivi di sicurezza. Dalle informazioni pervenute il Comune di Frassinoro avrebbe stanziato 5.000 euro e l'Unione Comuni della Garfagnana 10.000 euro per provvedere agli adeguamenti. Ma dopo oltre un anno il museo risulta ancora inagibile, il che impedisce ai turisti di osservare gli innumerevoli reperti della vita contadina e pastorizia di queste montagne che oggi rappresentano un'eccellenza a livello nazionale; in questi anni l'antico San Pellegrino ha avuto un rilancio grazie ai riti e alle leggende che arricchiscono il patrimonio dell'immaginario di questi luoghi. E poi ci sono due importanti realtà che attirano turisti, di cui una è di carattere religioso e riguarda i resti esposti all'interno del santuario dei santi Pellegrino e Bianco che attirano visitatori in ogni periodo dell'anno; il museo è di fondamentale importanza per lo sviluppo turistico e culturale del territorio, sia per la posizione strategica lungo la via di collegamento tra le province di Modena e di Lucca, sia per patrimonio storico-culturale della raccolta, di primario rilievo nell'ambito provinciale, regionale e nazionale; il sito rappresenta uno dei due motivi di sopravvivenza di questo straordinario borgo: chiuderlo definitivamente o pensare di trasferirlo sarebbe un atto molto grave per l'intera comunità della montagna e non solo, si chiede di sapere quali urgenti iniziative, di vigilanza e di verifica, il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di velocizzare l' iter di riapertura del polo museale. Atto n. 4-02983 CORTI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: il quotidiano "Il Resto del Carlino" del 2 dicembre 2019 riportava la notizia che il liceo classico "Muratori" di Modena avrebbe organizzato la visita di una scolaresca durante la quale, insieme al professore di religione, gli studenti sarebbero stati sottoposti ad un'esperienza sensoriale che simulava le traversate sui gommoni dei migranti; l'"esperienza", organizzata all'interno del "centro famiglia di Nazareth", avrebbe avuto lo scopo di far comprendere i "diversi motivi che portano una persona ad attraversare i confini" attraverso "sensazioni, rumori e odori"; da quanto si apprende, gli operatori del centro avrebbero bagnato i piedi agli alunni e poi avrebbero caricato la scolaresca su un finto gommone. Per simulare il mare avrebbero utilizzato un ventilatore che sparava aria gelida sulla faccia con, di tanto in tanto, anche spruzzi di acqua per ricordare le onde; durante l'esperienza sensoriale, oltre tutto, i ragazzi sarebbero stati bendati ed avrebbero indossato cuffie auricolari che riproducevano il rumore del mare; dal quotidiano si apprende, inoltre, che il percorso didattico si sarebbe concluso con la simulazione di una visita medica, nella quale finti militari della guardia costiera avrebbero spintonato e costretto ad inginocchiarsi in terra gli studenti migranti; ove i fatti fossero accertati, una vicenda del genere si collocherebbe al di fuori di qualunque percorso didattico o formativo; così come rappresentare l'encomiabile lavoro dei medici e delle forze dell'ordine come brutale e irrispettoso verso i migranti sarebbe gravemente lesivo per l'immagine di servitori dello Stato; secondo quanto riportato dalla stampa, la scuola avrebbe anche omesso di richiedere ai genitori il prescritto nulla osta per lo svolgimento dell'attività fuori sede, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto descritto e quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, intenda porre in essere per impedire il ripetersi all'interno della scuola pubblica di tali iniziative. Atto n. 4-02984 CORTI Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: le piogge e le piene dell'autunno 2019 hanno provocato disagi sul territorio modenese erodendo parte della sponda del torrente Tiepido, in particolare in località Gorzano di Maranello (Modena) dove alla prima piena il fiume ha danneggiato la briglia che solo pochi mesi prima era stata realizzata dalla Regione; in particolare, si evidenzia che il presidente della Regione Emilia-Romagna, in qualità di commissario delegato, ai sensi dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 74 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2012, con ordinanza commissariale n. 8 del 26 febbraio 2016, recante "Rimodulazione dei programmi operativi: Scuole, Municipi e Casa, degli interventi per le chiese immediate e temporanee, per gli Edifici pubblici temporanei (EPT III) e per i traslochi e depositi mobili privati", aveva stanziato un finanziamento di 850.000 euro per il ripristino della briglia sul torrente Tiepido in prossimità della frazione di Gorzano; i lavori effettuati solo pochi mesi fa erano consistiti nella sistemazione, all'altezza dell'abitato di Gorzano, della briglia, sostanzialmente un muro di cemento posto trasversalmente al corso del fiume; si è trattato di un importante intervento su un tratto idraulico di grande rilevanza, poiché collega il territorio montano a quello di pianura ed avrebbe dovuto consentire il ripristino del corretto deflusso delle acque; l'intervento si collocava nella direzione del miglioramento della sicurezza e prevenzione idraulica, visti i cambiamenti della portata degli eventi meteorologici che già da tempo mettono a dura prova i fiumi ed i torrenti del territorio; secondo il più recente rapporto sul dissesto idrogeologico stilato dall'Ispra, nel 2017 erano risultati a rischio il 91 per cento dei comuni italiani, un valore in crescita rispetto all'88 per cento della precedente analisi del 2015. Circa un sesto dell'intero territorio nazionale ricade nelle classi di maggiore pericolosità per frane e alluvioni. In queste aree ad alta vulnerabilità risiedono oltre 7 milioni di persone: un milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata, le rimanenti in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio, cioè alluvionabili durante i grandi eventi che si verificano con cadenza secolare. Secondo il rapporto, i valori più elevati di popolazione a rischio si trovano in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria; premesso che il dragaggio consiste nell'escavazione mediante una draga nelle vicinanze dei porti o dei fiumi. Obiettivo dell'operazione di dragaggio è quello di minimizzare il possibile impatto ambientale conseguente all'esondazione dei fiumi e torrenti, si chiede di sapere quali urgenti iniziative, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per la manutenzione degli alvei dei fiumi e dei torrenti. Atto n. 4-02985 DE VECCHIS PILLON RUFA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: sul sito internet del Comune di Roma è stato pubblicizzato, per il giorno 26 febbraio 2020, un evento per scolaresche, presso la biblioteca interculturale "Cittadini del Mondo" dell'VIII municipio, primo di un ciclo di tre incontri finalizzati "a far conoscere storie di inclusione e amicizia senza pregiudizi di genere" dal titolo "Fiabe e racconti d'inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*" (dove viene appunto nascosta l'identità di genere con un asterisco); la narrazione di queste fiabe e racconti è stata affidata alle drag queen Cristina Prenestina e Paola Penelope, insieme agli operatori e alle operatrici dell'associazione "Cittadini del Mondo". Per le scuole del territorio che partecipano, gli incontri sono gratuiti; è risaputo che attraverso le fiabe i più piccoli imparano e crescono, quindi veicolare in maniera surrettizia il concetto di identità di genere, invece del sesso biologico, è una vera e propria intrusione nella sfera intima dei minori; è discutibile che questo corso sia pubblicizzato sul sito del Comune di Roma, dove ne viene evidenziata la gratuità, ponendo in tal modo a carico indiscriminatamente di tutti i cittadini romani i costi di questo genere di eventi che non sono certo condivisi da tutti, che indottrinano i ragazzi su teorie che nel mondo sono già oggetto di revisione, perché contrastano con l'evidenza scientifica che nega l'esistenza di sessi aggiuntivi oltre al maschio e alla femmina; qualche settimana fa, un caso analogo si è registrato anche nel I municipio e si hanno notizie di eventi simili svolti a macchia d'olio in alcune regioni d'Italia; non si comprende come sia possibile che il Comune di Roma abbia inteso pubblicizzare sul sito istituzionale un'iniziativa come questa, che rischia di compromettere pesantemente la libertà educativa dei genitori, nel caso in cui una scuola decida di partecipare al suddetto evento, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa; quale sia il suo giudizio in merito e come intenda intervenire al fine di assicurarsi che sia salvaguardato il supremo diritto dei genitori a scegliere l'educazione che preferiscono per i propri figli, sancito dall'articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo; se intenda predisporre ispezioni nelle scuole partecipanti all'incontro, al fine di appurare: se sia stato espressamente chiesto il consenso scritto ai genitori, necessario per partecipare a tutte le attività extrascolastiche; se esperienze di questo genere siano riportate nel piano offerta formativa (POF) che ogni scuola deve sottoporre ai genitori al momento dell'iscrizione, proprio per effettuare una scelta educativa consapevole. Atto n. 4-02986 NASTRI Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato il 27 febbraio 2020 dal quotidiano "Il Sole-24 ore", ad un anno dalla data di entrata in vigore delle misure previste dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, in materia di reddito di cittadinanza (le cui procedure per l'erogazione sono attuate integralmente), si evidenziano alcune lacune nell'applicazione della prestazione, attualmente erogata a 1,041 milioni di nuclei familiari, per un totale di 2,5 milioni di beneficiari; al riguardo, il Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito di un'interrogazione a risposta immediata in Senato, lo scorso 6 febbraio 2020, ha replicato che nell'ambito della definizione dell'agenda 2020-2023, il Governo sta mettendo a punto con le prossime linee d'intervento ulteriori misure d'implementazione, finalizzate ad attuare nella massima potenzialità tale strumento di sostegno economico e migliorarne al contempo la capacità di contrasto alla povertà incentivando il reinserimento lavorativo; l'articolo evidenzia, inoltre, che anche il Ministro dell'economia e delle finanze aveva sostenuto che la parte normativa che non funziona in maniera adeguata è quella riguardante le politiche attive del lavoro (secondo "Il Sole-24 ore", nel 2019, solo 28.000 soggetti hanno trovato nuova occupazione), lasciando intendere l'introduzione di misure correttive, al fine di aumentare l'efficacia del contributo previsto, senza peraltro intaccare le risorse impegnate, riutilizzando eventualmente quelle risparmiate (il Documento di economia e finanza e la Nota di aggiornamento al DEF stimano complessivamente 900 milioni di euro nel 2019); "Il Sole-24 ore" prosegue rilevando che anche "l'Alleanza contro la povertà" si è espressa favorevolmente nel prevedere interventi volti ad innalzare i livelli di efficienza delle politiche attive del lavoro, evidenziando al riguardo che allo stato attuale le famiglie numerose con minori a carico risultano essere maggiormente penalizzate; la scala di equivalenza adottata dal reddito di cittadinanza, sostiene l'Acli, è sbilanciata in favore dei single , in quanto assegna un coefficiente pari a 1,00 al primo componente (il single prende il contributo massimo di 500 euro) ed è maggiorata di 0,4 per ogni ulteriore maggiorenne e di 0,2 per ogni minore del nucleo familiare, fino a un massimo di 2,1 (2,2 in presenza di un disabile); nella sostanza, rileva l'articolo di stampa, è previsto solo un 20 per cento del contributo aggiuntivo per ogni figlio minorenne; di riflesso, secondo gli ultimi dati a disposizione (Osservatorio statistico INPS sul reddito di cittadinanza) si conferma che la distribuzione dei beneficiari è sbilanciata in favore delle famiglie senza minori, in particolare quelle con due o un solo componente: queste ultime sono 664.000 rispetto ai 377.000 nuclei con minori; mentre i single sono il 39 per cento dei beneficiari con 391 euro di assegno medio e una famiglia di 4 persone senza minori riceve quanto una famiglia con sei o più componenti, tra i quali bambini (circa 600 euro); a giudizio dell'interrogante (ove confermato quanto riportato dal "Il Sole-24 ore"), gli interventi correttivi volti a potenziare le politiche attive del lavoro, in materia reddito di cittadinanza (introdotto dall'esigenza di contrastare una situazione aggravatasi nel corso degli anni e precipitata durante la crisi economica internazionale), confermano l'inutilità del provvedimento legislativo di tutela del lavoro, che ha determinato un evidente spreco di risorse pubbliche, che non ha ottenuto alcun beneficio in termini di aumento occupazionale; porre in essere ogni chiarimento, finalizzato a rendere noto quali siano i prossimi interventi, anche di tipo fiscale, che il Governo intende prevedere nell'ambito delle politiche attive del lavoro, risulta pertanto, a giudizio dell'interrogante, necessario e condivisibile, al fine di rivedere l'intero impianto del reddito di cittadinanza, la cui inefficacia complessiva è stata confermata a livello nazionale, sia dai principali indicatori economici, che da numerose indagini statistiche ed economiche, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano confermare quanto esposto in premessa e, in caso affermativo, se non ritengano opportuno rendere note le prossime linee d'intervento, al fine di riconsiderare lo strumento del reddito di cittadinanza, che non ha dato alcun beneficio in termini di ripresa occupazionale. Atto n. 4-02987 PILLON Al Ministro della giustizia Premesso che: nel febbraio 2010, Leonardo, il figlio minorenne di Maurizio Rigamonti, è stato sottratto dalla madre e portato negli USA, senza il consenso del padre, il quale poco dopo ha sporto denuncia per sottrazione internazionale di minori; per più di due anni nessuno si è attivato per dare seguito alla denuncia del signor Rigamonti; il 2 giugno 2012 la Corte superiore di Los Angeles, con ordinanza emessa dalla Corte d'appello della California, ha ordinato il rientro di Leonardo in Italia, con o senza la madre; Leonardo è stato quindi collocato presso il padre nella cui abitazione viveva prima della sua sottrazione e il presidente del Tribunale stesso ha disposto che il bambino vedesse la madre tre ore al giorno durante visite monitorate, pur non attribuendo al caso l'assistenza dei servizi sociali, ripetutamente richiesta dal padre; fortunatamente, nonostante l'allontanamento, padre e figlio sono riusciti a ricostituire un buon rapporto; successivamente il figlio è stato collocato presso la casa del padre per il riposo notturno e per condurlo a scuola la mattina, mentre la madre aveva il diritto di prelevarlo all'uscita della scuola e trattenerlo presso la propria abitazione fino alle ore 20:00, situazione che rendeva difficile la vita quotidiana tra padre e figlio, pregiudicando anche la frequentazione con i nonni paterni; in seguito il presidente del Tribunale, pur mantenendo l'affido condiviso del minore Leonardo, lo ha collocato presso l'abitazione della madre; dopo non aver visto il bambino per quasi tre anni, a causa della sottrazione da parte della madre che lo ha portato negli USA, e nonostante la stessa sottrazione, il figlio è stato collocato presso l'abitazione della madre in Italia; successivamente, nel giugno 2015, la madre ha ottenuto la custodia esclusiva del figlio e, di conseguenza, le è stato concesso di fare ritorno negli USA; ad oggi sono anni che il padre e i nonni paterni non hanno più notizie e contatti con il minore, cittadino italiano, nato e cresciuto in Italia dalla nascita fino al giorno della sua sottrazione nel 2010; considerato che la sottrazione di un minore presso la propria abitazione da parte di uno dei due genitori è uno degli eventi più traumatici che un bambino possa vivere, con conseguenze devastanti a livello psicologico, si chiede di sapere quali azioni, anche di carattere normativo, il Ministro in indirizzo intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, al fine di limitare drasticamente la sottrazione internazionale di minori, nella tutela dei minori stessi in primis , nonché del genitore separato che si vede sottratto il figlio per essere condotto stabilmente in uno Stato estero. Atto n. 4-02988 LA PIETRA IANNONE Al Ministro della giustizia Premesso che: come ormai noto, i territori di Prato e Castel Volturno (Caserta), pur distanti geograficamente, sono accomunati da una rapida diffusione del fenomeno criminale di origine cinese e nigeriana; da tempo, il Gruppo Fratelli d'Italia ha denunciato la ramificazione su tutto il territorio nazionale della cosiddetta mafia nigeriana, nota per la sua particolare violenza, come anche di organizzazioni della malavita cinese; quelli che fino a pochi mesi fa apparivano come sporadici casi di cronaca locale facenti capo a singole menti criminali stanno acquisendo i connotati di organizzazioni criminali stabili e ben strutturate secondo i canoni mafiosi di cui all'art. 416- bis , comma 3, del codice penale, come riconosciuto dalla stessa Cassazione; anche negli ambienti della giustizia si starebbe facendo largo la consapevolezza dell'evoluzione "patologica" del fenomeno, con inquietanti parallelismi rispetto al fenomeno mafioso italiano, come avvalorato dall'attenzione mostrata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze alle associazioni criminali cinesi dell'area pratese e dai dirigenti della Polizia penitenziaria, nonché dal sindaco di Castel Volturno rispetto alla crescita della mafia nigeriana; secondo il sostituto procuratore antimafia, Cesare Sirignano: "In Toscana c'è una escalation della criminalità straniera, cinese, albanese e nigeriana, che rappresenta una delle priorità tra le emergenze su cui impegnarsi e da contrastare. Il fenomeno dell'immigrazione è legato a quello criminale: se entrano 10, 100, 200 mila persone che non lavorano e vengono da territori dove c'è fame, è chiaro che questo è un terreno fertile per la criminalità"; altissima è la concentrazione della mafia nigeriana nella zona di Castel Volturno, che rappresenta la base per tutti i traffici criminali e rappresenta una vera e propria emergenza per la sicurezza dal momento che si sarebbe addirittura strutturata in squadre paramilitari, dedite allo spaccio di droga, alla prostituzione e al traffico di organi, come accertato anche dalle recenti indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli con l'FBI americano e la Polizia canadese; a fronte di tale situazione, la presenza di una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia di Firenze presso la Procura della Repubblica di Prato, e di Napoli Area 2 presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere si rivelerebbe una misura necessaria per affrontare lo studio e la repressione di nuove realtà criminali slegate, ma non dissimili, da quella già presente nel territorio italiano da decenni; la creazione di un'" enclave " nei territori di Prato e Santa Maria Capua Vetere permetterebbe, altresì, di lasciare inalterata la divisione in distretti di Corte d'appello già presenti, col vantaggio di alleggerire il carico di lavoro delle Procure preesistenti a tutto vantaggio dei cittadini e dell'efficienza degli uffici; l'iniziativa, se realizzata, rappresenterebbe una necessaria misura emergenziale ed assistenziale a garanzia dei territori interessati da un fenomeno sempre più strutturato, ma che sfugge alle catalogazioni canoniche di mafia, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno istituire una sezione distaccata della Direzione distrettuale antimafia di Firenze presso la Procura della Repubblica di Prato e di Napoli Area 2 presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al fine di affrontare le nuove criminalità organizzate con la necessaria durezza e impiego di risorse, umane e strumentali. Atto n. 4-02989 DE POLI Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: il Veneto, considerata una regione trainante l'economia del nostro Paese (oltre il 10 per cento del Pil nazionale), sta subendo danni economici ingentissimi derivanti dai provvedimenti sanitari disposti per scongiurare il diffondersi del virus Covid-19; pur condividendo le necessarie e obbligatorie misure precauzionali adottate per evitare un rischio sanitario per i cittadini, altrettanto urgenti e indispensabili sono, a detta dell'interrogante, le misure di sostegno economico che vanno applicate non soltanto alle "zone rosse" ma a tutto il territorio provinciale poiché è tutto il sistema economico ed occupazionale, dal settore turistico, al settore agricolo e ortofrutticolo al mondo del commercio dell'artigianato e dell'industria e a tutta la filiera produttiva, ad essere messo a dura prova; le camere di commercio del Veneto e specificamente di Padova, d'intesa con la Regione e gli enti locali e in sinergia con le associazioni di categoria e le Prefetture, stanno svolgendo un ruolo fondamentale ed essenziale per tutelare al meglio le imprese che operano, nonostante il fermo imposto dalle disposizioni dell'ultima legge di bilancio (legge n. 160 del 2019) che hanno bloccato la capacità di spesa promozionale degli enti camerali, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano adottare con urgenza i provvedimenti di sospensione dei versamenti di imposte e contributi, di riduzione delle aliquote IRAP e IMU, di estensione degli ammortizzatori sociali in deroga, di incremento dei fondi di integrazione salariale (FIS) e ulteriori risorse per il rilancio dell'economia di quei territori, allargando le misure economiche al territorio provinciale, oltre le "zone rosse", prevedendo inoltre lo sblocco della capacità di spesa promozionale degli enti camerali e fondi straordinari gestiti a livello locale dalle camere di commercio, con l'obiettivo di sostenere le imprese di tutti i settori economici del territorio, dare un segnale immediato di fiducia ad una comunità duramente colpita e ristabilire un'immagine positiva di un territorio che possiede un patrimonio artistico culturale ed ambientale straordinario. Atto n. 4-02990 NENCINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: la pronuncia delle sezioni riunite della Corte dei conti n. 20 del 2019 afferma che: 1) "il comma 821 della legge 145/2018 non ha abrogato il comma 1 dell'art. 9 della legge 243/2012"; 2) "Gli enti territoriali hanno l'obbligo di rispettare il pareggio di bilancio sancito dall'art. 9, commi 1 e 1-bis, della legge n. 243 del 2012, anche quale presupposto per la legittima contrazione di indebitamento finalizzato a investimenti (art. 10, comma 3, legge n. 243 del 2012)"; 3) "I medesimi enti territoriali devono osservare gli equilibri complessivi finanziari di bilancio prescritti dall'ordinamento contabile di riferimento (aventi fonte nei d. lgs. n. 118 del 2011 e n. 267 del 2000, nonché, da ultimo, dall'art. 1, comma 821, della legge n. 145 del 2018) e le altre norme di finanza pubblica che pongono limiti, qualitativi o quantitativi, all'accensione di mutui o al ricorso ad altre forme di indebitamento"; la deliberazione ha dichiarato la vigenza (sia pure solo pro quota ) della disciplina dettata dalla legge n. 243 del 2012; in pratica, secondo i giudici contabili, il pareggio in bilancio degli enti locali sopravvive sia pure in versione riveduta e corretta, ossia come obbligo di conseguire un saldo non negativo fra entrate finali (primi 5 titoli) maggiorate di avanzo e fondo pluriennale vincolato, da un lato, e spese finali (primi 3 titoli) dall'altro; le conseguenze di tale pronuncia possono essere assai pesanti per i bilanci degli enti, specialmente laddove questi ultimi abbiano effettuato o programmato spese finanziate a debito; ciò potrebbe rallentare la virtuosa ripresa degli investimenti innescata dalla liberalizzazione avviata negli scorsi anni prima con la cancellazione del patto di stabilità e poi con la liberalizzazione degli avanzi di amministrazione, così come recentemente certificato dall'Ufficio parlamentare di bilancio e dal Cresme che ha evidenziato una crescita del 16 per cento della spesa comunale in appalti, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per individuare ulteriori interventi di immediata efficacia operativa affinché venga data una risposta al problema sorto dopo la pronuncia della Corte dei conti n. 20 del 2019. Atto n. 4-02991 TOFFANIN Al Ministro della giustizia Premesso che: nel 2004-2005 il Ministero della giustizia ha disposto la realizzazione di una nuova casa circondariale a Rovigo; attraverso una variante, il Comune ha messo a disposizione un'area e dietro l'attuale cittadella sanitaria, lungo la tangenziale, è sorto il nuovo carcere, i cui lavori sono stati avviati nel 2007; la struttura è stata inaugurata nel 2016 e vi sono stati trasferiti i detenuti del vecchio istituto penitenziario, adiacente al tribunale di Rovigo, la cui competenza, a seguito dell'entrata in vigore della "legge Severino" (legge n. 190 del 2012) nel 2013, è stata estesa a tutta la bassa padovana fino ad Este, aumentando di 32 comuni e di circa 100.000 utenti la giurisdizione; nel corso degli ultimi anni, si è posto il problema dell'ampliamento strutturale del tribunale di Rovigo, finalizzato all'accorpamento in un'unica sede di tutti gli uffici, ipotizzando l'utilizzo, a tal fine, del vecchio istituto penitenziario; giova ricordare che nel 2016 il sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri ha annunciato il probabile trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo, all'interno del vecchio carcere; l'ipotesi di non procedere all'ampliamento del Tribunale e la possibilità di costruire una nuova struttura fuori Rovigo creerebbero pesanti disagi logistici, riducendo altresì la competenza territoriale di un polo di interesse strategico per il già debole commercio cittadino; nei giorni scorsi, nel corso della riunione svoltasi presso il Ministero della giustizia, con la partecipazione del sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, e delle autorità locali competenti, si è discusso della riorganizzazione degli uffici del Tribunale che mira ad accorpare gli uffici giudiziari in un'unica sede, con un incremento dell'efficienza amministrativa e una significativa riduzione dei costi di gestione delle strutture; il 18 febbraio 2020 si è riunito il Consiglio comunale di Rovigo nel quale è stata votata unitariamente una mozione in cui si chiede di non trasferire nella città il carcere minorile e di destinare l'area dell'ex carcere ad altri progetti più funzionali al territorio, si chiede di sapere: quali siano i motivi del trasferimento del carcere minorile di Treviso a Rovigo negli spazi dell'ex casa circondariale di Rovigo e a quanto ammontino le risorse necessarie per la ristrutturazione del vecchio edificio; quale sia lo stato dei lavori avviati nell'estate 2019; se il Ministro in indirizzo abbia valutato la possibilità di ampliare il Tribunale in via Verdi evitando di dar seguito al trasferimento del carcere minorile. Atto n. 4-02992 DE BERTOLDI LA PIETRA PETRENGA RAUTI TOTARO URSO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: il grave evento che sta colpendo il nostro Paese, in particolare le regioni del Nord Italia, in relazione all'emergenza sanitaria causata dal "coronavirus", che ha infettato centinaia di individui e attualmente sono 17 le vittime, sta determinando pesantissime ripercussioni sul tessuto economico produttivo e sociale; dalle agenzie internazionali, alle banche d'investimento, agli osservatori dei centri studi e di ricerca, si evidenziano scenari e previsioni nel breve termine fortemente negativi e penalizzanti per il sistema Paese, dal punto di vista sia finanziario che economico, come testimoniano le tensioni sui mercati finanziari italiani e mondiali, provocate dai timori legati al coronavirus; al riguardo, gli interroganti evidenziano che, prima ancora della diffusione del virus "Covid 19", la già fragile economia italiana era già in grave difficoltà, come confermano i dati negativi del Pil dell'ultimo trimestre, con meno 0,3 per cento, e nonostante le ottimistiche previsioni del Governo in merito agli effetti derivanti dalle misure introdotte negli ultimi provvedimenti normativi di natura fiscale e di crescita economica (decreto-fiscale e legge di bilancio per il 2020), i principali indicatori statistici avevano in realtà rilevato prospettive negative o di stagnazione per la crescita economica e l'occupazione nel nostro Paese; gli interroganti evidenziano altresì che, con l'economia "bloccata" e la crisi di panico che si sta diffondendo in tutto il territorio nazionale, a causa del contagio del coronavirus, con ogni probabilità il nostro Paese entrerà nuovamente in una fase di recessione economica, i cui effetti rischiano di essere devastanti sul piano della domanda interna e la crescita occupazionale; l'impatto del virus in Italia, sia in entrata che in uscita, sta colpendo interi settori vitali e fondamentali del nostro sistema economico e lavorativo, probabilmente senza precedenti: dal turismo (in relazione alle disdette sia di eventi dove il solo sistema della convegnistica ha già pesantemente registrato oltre 1.500 eventi cancellati, che di prenotazioni, dal blocco dei voli e della navi verso il nostro Paese di numerosi Paesi europei e di altri continenti) al crollo delle vendite commerciali, nonché alle pesanti ripercussioni per i settori della ristorazione, dei trasporti, della logistica e fornitura e dello svolgimento delle attività sportive, solo per citare alcuni esempi; il quadro complessivo impone a parere degli interroganti l'introduzione di una serie di misure emergenziali ed indifferibili finalizzate a fronteggiare un imminente scenario drammatico per l'economia italiana, le cui conseguenze quasi certamente avranno un contraccolpo per la crescita e l'occupazione, si chiede di sapere: quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, anche in ambito comunitario, al fine di fronteggiare l'emergenza derivante dalla diffusione del coronavirus in Italia; se non ritenga necessario adottare un piano economico e fiscale in favore delle imprese e delle famiglie in difficoltà, situate nelle regioni coinvolte, nonché per tutti i settori legati al turismo del Paese, come ad esempio la sospensione delle rate dei mutui, del pagamento bollette dei servizi del gas e dell'energia elettrica, l'accesso semplificato al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e professionisti, oltre a forme di contributi per la ripresa delle attività per imprese e professionisti direttamente danneggiati, nonché sostegno a coloro che hanno subito danni indiretti, ed infine l'individuazione di strumenti, finalizzati a sostenere quei specifici settori che si trovano maggiormente in difficoltà, quali la grande distribuzione organizzata, il turismo, i trasporti, la logistica e le forniture; se, infine, non ritenga opportuno intervenire in sede europea, al fine di prevedere un piano di flessibilità d'interventi per il nostro Paese, in considerazione della gravità della situazione economica in atto. Atto n. 4-02993 BONINO Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: nel 2018 il Comune di Monteforte Irpino (Avellino) è stato assegnatario di circa 5,2 milioni di euro di finanziamenti statali per la messa in sicurezza del territorio, la sistemazione idraulico-forestale e la mitigazione del rischio idrogeologico, in base al decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, del 13 aprile 2018; le procedure di appalto sono state gestite dalla centrale unica di committenza della comunità montana Partenio-valle Lauro; sulla base di istanze di accesso da parte di consiglieri di opposizione di Monteforte Irpino sono state segnalate alcune irregolarità, poi fatte oggetto di ricorso da parte di imprese concorrenti, che hanno portato il Tar di Salerno a sospendere l'aggiudicazione e l'esecuzione dei lavori; alcune delle irregolarità denunciate sarebbero particolarmente gravi, perché riguarderebbero atti firmati da persone defunte e a loro intestati; le opposizioni consiliari, nel novembre 2019, avevano richiesto all'amministrazione una verifica da parte dell'ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) sulle procedure di appalto, con una mozione che era stata però bocciata da parte del Consiglio comunale, si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per verificare il caso descritto e quali determinazioni eventualmente adottare dal punto di vista amministrativo, trattandosi di interventi finanziati con fondi statali in base a una specifica previsione legislativa. Atto n. 4-02994 BARBARO Al Ministro della salute Premesso che: risultano all'interrogante, sulla base di numerose segnalazioni, gravissime problematicità all'ospedale di Nola (Napoli); in particolare si tratta di gravi carenze, principalmente di personale, che comportano il collasso dei servizi, senza considerare che, spesso, mancano i prodotti e materiali sanitari che non vengono approvvigionati adeguatamente; risulta, addirittura, che un reparto di medicina interna sia chiuso da oltre 3 anni, nonostante gli innumerevoli lavori di ristrutturazione e che al suo interno vi siano 16 posti letto, mai utilizzati e vuoti; la cronica carenza di personale del pronto soccorso viene sopperita attraverso l'impiego di medici dei reparti, che poi rimangono, inesorabilmente, scoperti; tutto ciò appare quanto mai grave e meritevole di una risposta seria da parte dell'amministrazione pubblica. Pur nelle ripartizioni di competenze, a giudizio dell'interrogante, non si possono sottovalutare le carenze del nosocomio di Nola, dove manca persino un padiglione di isolamento per affrontare l'emergenza "coronavirus", si chiede di conoscere se quanto risulta all'interrogante sia vero e, laddove confermato, se il Ministro in indirizzo intenda effettuare le verifiche del caso e avviare tutte le iniziative necessarie per rendere giustizia a questa struttura ospedaliera, di riferimento per un bacino di utenza di mezzo milione di persone. Atto n. 4-02995 CANDIANI Al Ministro dell'interno Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: delle indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, avrebbero accertato l'esistenza di un "comitato d'affari", composto da imprenditori e professionisti, in grado di incidere sulle scelte di pubblici dirigenti e amministratori locali che, in cambio di soldi e favori, avrebbero asservito la pubblica funzione agli interessi privati; due consiglieri comunali di Palermo, due funzionari del Comune, un architetto e due imprenditori sarebbero accusati, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione per l'esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico; al fine di accertare il condizionamento delle organizzazioni criminali sull'ente locale, il Ministro dell'interno nomina un'apposita commissione di indagine prefettizia tenuta a verificare l'esistenza di collegamenti diretti o indiretti tali da poter compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione comunale e il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati; lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata è stato introdotto nel 1991 ed è disciplinato dagli articoli 143 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali): si tratta di una misura di prevenzione straordinaria, che si applica quando esiste il reale pericolo che l'attività di un Comune o di un'altra amministrazione locale sia piegata agli interessi dei clan mafiosi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo abbia già provveduto a nominare la commissione di indagine prefettizia per consentire l'accesso ispettivo presso il Comune di Palermo, al fine di verificare la sussistenza di elementi comprovanti la condizionabilità dell'ente locale da parte della criminalità organizzata. Atto n. 4-02996 CORTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il quotidiano "Il Resto del Carlino", nella cronaca di Modena, del 28 febbraio 2020 riporta il comunicato stampa del sindacato di Polizia SIULP, secondo il quale il Ministero dell'interno avrebbe disposto l'invio di 10 agenti di pubblica sicurezza quali rinforzi per tutta la provincia e che la Questura di Modena non potrebbe essere elevata alla fascia "A"; l'amministrazione della pubblica sicurezza a livello territoriale è disciplinata dalle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 208 del 2001, adottato ai sensi dell'art. 6 della legge n. 78 del 2000. L'organizzazione territoriale è basata su uffici con funzioni finali (questure, commissariati di pubblica sicurezza, distretti, ispettorati, eccetera) e uffici, centri e istituti con funzioni strumentali e di supporto; gli organici della Questura di Modena sono ancora allineati alle 350 unità previste in base a un decreto ministeriale che risale al 1989, ma come anche evidenziato dal sindaco "in trent'anni il territorio provinciale è profondamente cambiato e quell'organico non può soddisfare le esigenze di un territorio provinciale con oltre 700.000 abitanti e le esigenze di cittadini e imprese; le criticità aumentano se si considera che sul personale della Questura si concentra anche la mole di lavoro necessaria al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e alla pratiche per i richiedenti asilo"; i dati forniti dalla Questura sul piano di potenziamento degli organici 2019-2020, che però non compensano pensionamenti e trasferimenti, parlano invece di una decina di agenti (due a dicembre, gli altri ad aprile) aggiuntivi per questura e commissariati; due per la Polizia stradale; uno (ad aprile) per la Polizia postale; il quadro dei dati sui reati fornito dalla Prefettura di Modena, seppur rilevando una complessiva diminuzione dei delitti nel 2018, che per la città di Modena si attesta sul 2,8 per cento, evidenzia che i reati predatori pesano per il 60 per cento. Considerando il 2020 e focalizzando l'attenzione sugli " street crime " nel territorio comunale, confrontando i 12 mesi luglio 2017-agosto 2018 con l'analogo periodo 2018-2019 emerge che, pur in diminuzione del 5 per cento, il numero dei furti resta alto (circa 7.500); in diminuzione anche i reati di ricettazione (da 88 a 68), mentre aumentano di quasi il 5 per cento i reati legati agli stupefacenti (da 190 a 199), del 5 per cento le rapine (da 150 a 185), del 13 per cento le estorsioni (da 36 a 41) e restano pressoché invariate le truffe (circa 500). Il sindaco ha dunque osservato che i furti hanno "hanno un carattere statisticamente prevalente nel quadro dei reati predatori rappresentando il fattore di maggiore allarme sociale"; considerato che un sensibile incremento degli organici della Polizia di Stato, unitamente a quello di altre forze dell'ordine, pur non essendo decisivo, avrebbe una ricaduta in termini di prevenzione e repressione dei reati di certo positiva, si chiede di sapere quali iniziative, anche di carattere normativo o regolamentare, stante il disposto del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 2019, il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di disporre l'elevazione della Questura di Modena alla fascia "A". Atto n. 4-02997 STEFANI Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: a seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017, è stato intrapreso un percorso per il riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione; dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari con il Governo a febbraio 2018, il negoziato è proseguito ampliando l'esame delle domande di autonomia differenziata che a giugno 2018 sono state estese ad ulteriori materie da trasferire rispetto a quelle previste nelle preintese; prima delle dimissioni del Governo Conte I, dopo il grande lavoro svolto dal Dipartimento per gli affari regionali e supportato dalla delegazione composta da studiosi istituito dal Ministro, il Presidente del Consiglio dei ministri aveva scelto di seguire personalmente le fasi finali della trattativa per limare gli ultimi punti su cui ancora non si era raggiunta l'intesa; il nuovo Ministro per gli affari regionali, nel corso dell'audizione sulle linee programmatiche del 17 ottobre 2019, ha evidenziato l'intenzione del Governo di ripartire dal lavoro svolto in precedenza ed ha preannunciato la presentazione in Parlamento di un'iniziativa legislativa volta a definire una cornice normativa unitaria per gli interventi di attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione; inspiegabilmente, nonostante il lavoro fosse arrivato già ad una fase finale con il precedente Ministro, e nonostante il Presidente del Consiglio dei ministri si fosse impegnato in prima persona per raggiungere le intese, nonostante il nuovo Ministro abbia dichiarato di voler andare avanti, ad oggi sembra che il progetto sull'autonomia, chiesta con il referendum in Lombardia e Veneto e negoziata in Emilia-Romagna, sia completamente immobile; sul sito del Dipartimento si legge che in data 3 dicembre 2019 è stata istituita una nuova commissione di studio, dopo quella che già aveva lavorato col precedente Governo, ma non c'è traccia di come stia procedendo il lavoro della commissione, tanto meno è stato presentato un lavoro preliminare sull'iniziativa legislativa che dovrebbe essere presentata in Parlamento; in un'intervista su "Il Sole-24 ore" del 18 dicembre 2019, in riferimento alle divisioni della maggioranza sui vari temi, compresa l'autonomia differenziata, il ministro Boccia aveva dichiarato che "il testo è sul tavolo del Consiglio dei ministri e delle forze di maggioranza. (...) Bisogna definire tempi certi, qualche giorno", si chiede di sapere: in merito al percorso avviato dal Governo Conte I per il raggiungimento dell'autonomia differenziata per le Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, quale sia il lavoro che sta svolgendo il Dipartimento per gli affari regionali, e quali siano i risultati degli approfondimenti della nuova commissione; quali siano gli impedimenti che tuttora rendono impossibile presentare ufficialmente un'iniziativa legislativa volta a definire una cornice normativa unitaria per gli interventi di attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, come preannunciato ormai mesi fa dal Ministro. Atto n. 4-02998 SAVIANE Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 5 dicembre 2019 è stato apposto un nuovo vincolo nell'area dell'alto bellunese "Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area alpina compresa tra il Comelico e la Val D'Ansiei, Comuni di Auronzo di Cadore, Danta di Cadore, Santo Stefano di Cadore, San Pietro di Cadore, San Nicolò di Comelico e Comelico superiore (Belluno), ai sensi degli articoli 136 comma 1 lettere c) e d), 138 comma 3 e 141 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio"; il vincolo apposto toglie agli enti periferici, segnatamente i Comuni dell'alto bellunese, la Provincia di Belluno e la Regione Veneto, la possibilità di realizzare una propria autonoma strategia di sviluppo e inoltre presenta aspetti di genericità nelle motivazioni a sostegno della necessità di un "vincolo" paesaggistico, non introducendo nuovi elementi straordinari; il territorio oggetto dalla dichiarazione di notevole interesse pubblico della Soprintendenza ha subito gli effetti devastanti della tempesta "Vaia", tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2018 e tuttora necessita di azioni ineludibili di messa in sicurezza e di manutenzione, oltre che di recupero e smaltimento del legname abbattuto, operazioni che richiedono tempestività ed efficacia di intervento che sarebbero rese complicate e farraginose con il nuovo sistema di vincolo; la dichiarazione assume caratteristiche di atto volutamente forzato, che non trova giustificazione da necessità impellenti, perché si sovrappone alla già rilevante produzione di strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica locale, regionale e statale, con pertinenti caratteri di rilevante tutela paesaggistica. È ridondante e ultroneo rispetto agli strumenti di vincolo ai sensi dell'art. 142, comma 1, lett. b) , c) , d) , e) , g) , h) , del decreto legislativo n. 42 del 2004, che interessano attualmente la quasi totalità del territorio considerato; la dichiarazione risulta in palese contrasto con i risultati referendari di autonomia del Veneto e della Provincia di Belluno ed ha avuto parere contrario da parte di tutti gli enti locali, segnatamente i Comuni interessati dell'alto bellunese, la Provincia di Belluno, la Regione Veneto e associazioni culturali locali; la dichiarazione della Soprintendenza preclude le possibilità di sviluppo economico e sociale di un territorio che potrebbe investire sugli eventi mondiali in programma nella provincia di Belluno (mondiali di sci 2021 e olimpiadi 2026); la provincia di Belluno è soggetta a forte spopolamento ormai da oltre 20 anni, con dati demografici drammatici soprattutto nelle aree di montagna e in particolare nella macroarea del Comelico, ovvero quella oggetto del vincolo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivare la procedura di modifica del vincolo paesaggistico con esclusione delle zone indicate ricadenti nella provincia di Belluno. Atto n. 4-02999 IWOBI LUCIDI PELLEGRINI Emanuele VESCOVI Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: nei giorni scorsi si è assistito a una nuova escalation di violenza nella provincia siriana di Idlib, territorio in mano a milizie ribelli e jihadiste ; l'esercito siriano ha lanciato un'offensiva con l'obiettivo di riconquistare la città di Idlib, e a seguito di un attacco aereo che la Turchia attribuisce alle forze di Damasco sono morti 33 soldati turchi; a seguito di tale episodio, il presidente Erdogan ha annunciato il lancio di un'offensiva militare, denominata "Scudo di primavera", contro l'esercito siriano; contemporaneamente è arrivato l'annuncio che l'esercito siriano ha chiuso lo spazio aereo a velivoli e droni sulla parte nordoccidentale del Paese, dove si concentra l'offensiva turca, definendo "ostile" qualsiasi velivolo che violi lo spazio aereo; considerato che: Erdogan ha annunciato l'apertura dei confini tra Turchia e Unione europea in seguito all'inasprimento dei combattimenti in Siria; secondo il capo della comunicazione della presidenza turca, Fahrettin Altun, sarebbero circa 80.000 i migranti che hanno attraversato il confine entrando in territorio europeo; l'agenzia europea per il controllo delle frontiere "Frontex" ha portato ad "alto" il livello di allerta su tutte le frontiere UE con la Turchia; valutato inoltre che: l'ambasciata italiana a Istanbul, tramite il profilo ufficiale di "Twitter", ha espresso le condoglianze nei confronti dei soldati turchi che hanno perso la vita a Idlib; dopo 48 ore circa, il tweet è stato eliminato, si chiede di sapere quale iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per evitare l'acuirsi della crisi in Siria e le inevitabili ripercussioni relative all'aumento della pressione migratoria sul confine orientale dell'Unione europea. Atto n. 4-03000 CASTIELLO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico Premesso che: la norma sulla "spending review" (revisione della spesa) di cui al decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, all'art. 1, comma 7, prevede l'obbligo per le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete ed extra rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e mobile, di approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro Consip SpA e delle centrali di committenza regionali di riferimento; l'obiettivo della norma è quello di controllo della spesa pubblica, anche al fine di contenere l'onere per i cittadini relativo a specifiche tasse locali, quale la TASI; constano numerosi casi di non applicazione della norma con evidenti ripercussioni negative per le casse delle amministrazioni pubbliche e quindi per gli stessi cittadini; in particolare, moltissime concessioni del servizio di pubblica illuminazione risultano affidate da Comuni, in particolare, a società di servizi, della durata media di 20 anni, includono anche la fornitura di energia elettrica, sostituendosi così alle centrali pubbliche di committenza, indebolendo l'interesse pubblico nel caso in cui la fornitura non sia contrattualmente legata al prezzo Consip o fissato da altra centrale pubblica di committenza; a quanto consta, la procura regionale della Corte dei conti della Campania ha da qualche anno avviato una specifica indagine diretto all'accertamento della violazione dell'art. 1, comma 7, del decreto-legge n. 95 del 2012 con un danno erariale di rilevante importo coinvolgendo amministratori e funzionari, come previsto dal comma 7, che recita: "La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale"; il comma 8 prevede inoltre che i contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa; ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al comma 7 e quello indicato nel contratto; da un'indagine effettuata risulta che circa l'80 per cento delle concessioni del servizio di pubblica illuminazione versi in tale situazione di illegittimità, che impedisce gli auspicati risparmi sulla spesa del servizio, come previsto dalle vigenti norme in materia ed in particolare dal decreto legislativo n. 115 del 2008 e dal decreto legislativo n. 102 del 2014, si chiede di conoscere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate in questo settore, nella consapevolezza che la disapplicazione della norma (legge n. 135 del 2012) produce gravi effetti negativi sul bilancio degli enti locali, e, di conseguenza, sull'auspicata riduzione del prelievo fiscale. Atto n. 4-03001 LONARDO Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il Dipartimento regionale delle attività produttive della Regione Siciliana, in attuazione del PO FESR 2014-2020, ha emanato nel mese di aprile 2018 un avviso preinformativo avente ad oggetto la linea d'intervento 1.4.1 del PO FESR Sicilia 2014-2020, relativo al "Sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca anche tramite la promozione delle fasi di pre-seed e seed e attraverso strumenti di venture capital"; l'avviso è stato pubblicato sul sito "euroinfosicilia" e sul sito del Dipartimento regionale delle attività produttive, al fine di darne la massima diffusione, come previsto dalle norme comunitarie; molte aziende, interessate alla partecipazione al bando, hanno dunque avviato la progettazione degli interventi e assunto impegni economici per la realizzazione degli interventi; in data 29 maggio 2018, sul sito della Regione, è stato ritirato l'avviso con la seguente motivazione: "Si comunica che l'Avviso 1.4.1 già pubblicato in pre-informazione, e? stato momentaneamente ritirato dovendo apportare alcune correzioni prima della pubblicazione alla GURS". Il comunicato porta la firma del dirigente generale pro tempore del Dipartimento regionale; nel corso della prima edizione dello Smau Sicilia, svoltasi a Palermo il 21 febbraio 2019, l'assessore regionale per le attività produttive ha annunciato l'imminente pubblicazione del bando pubblico a favore delle start up innovative, fornendo anche precise informazioni sulla dotazione finanziaria pari circa a 44.000.000 euro; a distanza di quasi due anni dalla pubblicazione dell'avviso di preinformazione, ad oggi, non risulta che sia stato pubblicato il bando per le start up innovative; da informazioni acquisite presso la Regione, si è appreso che sono state apportate le modifiche al bando, preannunciate nell'avviso pubblicato dalla Regione, consistenti nella modifica della procedura di selezione dei progetti da procedura "valutativa a sportello" a procedura "valutativa a graduatoria", e che le modifiche sono state approvate anche dal comitato di sorveglianza del PO FESR; la scadenza per l'attuazione degli interventi è fissata al 31 dicembre 2020 e, se non emanato con la massima urgenza il bando pubblico, vi è il concreto rischio di perdere le ingenti risorse destinate alle imprese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta; se sia in grado di chiarire lo stato di attuazione della linea d'intervento 1.4.1 del PO FESR Sicilia 2014-2020. Atto n. 4-03002 PIRRO AIROLA MATRISCIANO PELLEGRINI Marco ANGRISANI ACCOTO DELL'OLIO PAVANELLI COLTORTI FEDE ORTIS GALLICCHIO GARRUTI ROMANO BOTTO LEONE DONNO LANNUTTI MAUTONE PRESUTTO PISANI Giuseppe MOLLAME Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che la progettata nuova linea 5 del servizio ferroviario metropolitano (SFM5) è un servizio di trasporto pubblico che permetterà il collegamento dell'azienda ospedaliera universitaria "San Luigi Gonzaga" di Orbassano (Torino) con la stazione di Torino Stura e di Torino porta Susa; considerato che: gli interventi che avrebbero dovuto permettere la messa in esercizio delle opere già nel 2018-2020, come si può leggere sull'articolo de "La Stampa" del 23 ottobre 2016, dal titolo "Dal 2020 in funzione il collegamento della linea 5 del sistema ferroviario tra l'Ospedale San Luigi e Porta Susa", trovano copertura finanziaria in primo luogo nel contratto di programma investimenti siglato tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana-RFI (CDP-I) 2012-2016 che ha finanziato la progettazione definitiva e la conseguente realizzazione della linea SFM5 e della stazione ipogea di Orbassano (comprensiva del Movicentro e dei parcheggi di attestamento) per un totale di 52,5 milioni di euro. Il CDP-I 2012-2016 ha inoltre confermato le coperture finanziarie di competenza RFI per gli interventi previsti nell'accordo di programma per l'attuazione delle opere infrastrutturali necessarie all'attivazione della futura linea SFM5 (Orbassano-Torino Stura-Chivasso) sottoscritto in data 12 febbraio 2014 da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Grugliasco, Comune di Orbassano, Agenzia per la mobilità metropolitana, RFI e TRM; il riassetto di Orbassano e il collegamento fino alla fermata San Luigi sono state previste nella tratta nazionale della Torino-Lione, di cui costituiscono originariamente un'anticipazione rispetto alla realizzazione completa. A causa di questo legame per molti anni non sono state intraprese azioni concrete. Alcune ipotesi di ridimensionamento prevedono persino il totale abbandono della tratta nazionale della Torino-Lione a favore dell'uso della linea già esistente ("la Repubblica" del 1°luglio 2016); la previsione di passaggio del percorso della nuova tratta nazionale Torino-Lione all'interno dello scalo di Orbassano e la conseguente lievitazione dei costi della nuova fermata San Luigi-Orbassano hanno imposto una modifica all'accordo di programma prevedendo di realizzare sulla SFM5, per un costo di 18 milioni di euro non ancora finanziato, le fermate di Quaglia-Le Gru a Grugliasco e di San Paolo a Torino, collocate in aree a forte domanda di mobilità metropolitana. Invece gli interventi originariamente previsti e comprendenti i lavori per l'attraversamento dello scalo merci di Orbassano e la stazione sono stati interamente inseriti nell'ordinaria programmazione degli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale alla luce delle nuove necessità economiche del progetto che ammontano a circa 45 milioni di euro; ne consegue che la linea non è una compensazione della Torino-Lione, infatti RFI, allo stato attuale, ha il mandato di realizzarla ed avviarla in ogni caso, anche se la Torino-Lione non dovesse essere mai realizzata. A tal fine si precisa che è stato definitivamente approvato l'accordo tra Italia e Francia (legge 5 gennaio 2017, n. 1) e sono conclusi gli iter autorizzativi del progetto definitivo della sezione transfrontaliera (e del suo finanziamento). Quanto agli interventi ancora da definire per la tratta nazionale di accesso e sul nodo di Torino (adeguamenti e varianti) è stata avviata, sulla base delle indicazioni del fasaggio, una revisione complessiva del progetto di intervento ( project review ) che si trasformerà in progetto "definitivo" a seguito del serrato confronto con le diverse amministrazioni locali (come si vede sul sito dell'Osservatorio governativo per l'asse ferroviario Torino-Lione); in data 12 febbraio 2020 RFI, illustrando il cronoprogramma dei lavori in Commissione trasporti e viabilità del Comune di Torino, ha confermato che la nuova tratta da porta Susa al San Luigi di Orbassano sarà completata soltanto entro la fine del 2024, 10 anni dopo l'accordo di programma, e ha precisato che si tratta, tuttavia, di una tempistica "da confermare a valle del completamento del Progetto definitivo degli impianti ferroviari". Soltanto in seguito saranno realizzate le fermate di Quaglia-Le Gru vicina al centro commerciale e di San Paolo all'incrocio tra via Tirreno e corso Siracusa, quest'ultima predisposta anche a servire la futura fermata SFM3 che da Torino porta Nuova raggiunge la val di Susa. Il completamento di fermata Zappata e di fermata Dora, delle quali attualmente sono realizzate le sole opere civili al rustico, richiederà la spesa di circa 50 milioni di euro e tempi di realizzazione pari a circa tre anni e mezzo dalla disponibilità del finanziamento; permangono, infine, tutte le criticità determinate dalla localizzazione inadeguata della fermata San Luigi: l'attuale ipotesi di progetto prevede una posizione distante dall'ospedale di circa 690 metri accanto al terrapieno dello scalo verso il torrente Sangone e vicino alla cascina Gonzole. Da qui la necessità del prolungamento del sottopasso della strada provinciale 174 e di costosi interventi di regimentazione idraulica, si chiede di sapere: quali alternative all'attuale fermata San Luigi di Orbassano o quali soluzioni il Ministro in indirizzo intenda offrire al fine di risolvere le citate criticità, considerate le problematiche della viabilità e della distanza tra stazione e ospedale e visto che è stata avviata, allo stato, soltanto la procedura di gara relativa alla progettazione esecutiva e all'esecuzione dei lavori; quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di contenere l'esorbitante aumento dei costi relativi alla realizzazione delle opere infrastrutturali; come intenda intervenire, nelle opportune sedi di competenza, al fine di garantire la domanda di mobilità metropolitana da parte dei cittadini, considerando l'impatto che i cantieri potrebbero avere sulla viabilità da e per Torino in un'area già congestionata dalla presenza del casello autostradale di Beinasco, dall'ospedale, dal centro commerciale "Le Gru", oltre che dalla presenza del termovalorizzatore del Gerbido. Atto n. 4-03003 CORBETTA Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: in data 15 ottobre 2019 la A2A SpA ( multiutility che gestisce servizi pubblici locali di rilevanza economica, ex art. 112 del decreto legislativo n. 267 del 2000 nelle provincie di Brescia e Milano) presentava all'ufficio di presidenza di Ambiente Energia e Brianza (AEB) SpA (anch'essa società multiutility a totale partecipazione pubblica che gestisce, tramite società controllate, servizi pubblici locali ai sensi dell'art. 112 in numerosi comuni della Lombardia) una manifestazione di interesse avente ad oggetto l'invito a uno studio congiunto per una possibile partnership tra A2A e AEB, avendo identificato in AEB il possibile operatore attraverso il quale costruire il terzo polo lombardo delle multiutility , anche alla luce della recente partnership attivata con il gruppo A2A nel settore ambiente; la manifestazione di interesse si concretizza attraverso una valutazione congiunta, le cui tempistiche erano di 45 giorni a partire dal 24 ottobre 2019 e con termine al 9 dicembre 2019 poi prorogate al 31 gennaio 2020. Il percorso per la realizzazione del progetto di partnership territoriale, che coinvolge le due multiutility lombarde, si è quindi concluso con la creazione di una nuova società di servizi pubblici che sarà operativa dal 1° luglio 2020. È stato infatti ufficialmente approvato, da parte dei consigli di amministrazione di Unareti SpA (controllata al 100 per cento da A2A) e di AEB SpA, il progetto di aggregazione che si realizzerà attraverso un'operazione di scissione parziale di Unareti in favore della beneficiaria AEB; secondo questo progetto, il ramo d'azienda oggetto di scissione sarà costituito da alcuni asset di distribuzione gas nelle province di Milano e Bergamo e dall'intera partecipazione nella società dedicata alle attività di illuminazione pubblica: AEB arriverebbe così a beneficiare di 79.000 punti di riconsegna del gas e diventerebbe il polo di sviluppo del gruppo nel segmento dell'illuminazione pubblica, con oltre 250.000 punti luce. Il progetto prevede inoltre che, al completamento del percorso di aggregazione, A2A faccia il proprio ingresso nel capitale di AEB con una quota del 33,5 per cento; la cosiddetta partnership industriale potrebbe presentare profili di nullità per violazione di norme imperative che impongono l'applicazione delle regole dell'evidenza pubblica per qualsiasi dismissione di partecipazioni societarie in società a partecipazione pubblica, stante sia l'art. 17 del decreto legislativo n. 175 del 2016, recante "Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica", sia il decreto legislativo n. 50 del 2016, recante "Codice dei contratti pubblici"; la prospettata operazione di partnership permetterebbe alla società pubblica AEB di "aprire" il proprio capitale all'apporto di un socio privato industriale attraverso un'operazione straordinaria di vendita di quote o di aumento di capitale modificando così, per effetto di detta operazione, l'assetto soggettivo della gestione. Dove è evidente come la normativa pubblicistica richiamata deve essere applicata ogniqualvolta attraverso operazioni di carattere straordinario si venga a mutare la compagine di una società, che abbia ottenuto l'affidamento diretto o tramite gara di un servizio pubblico. Ciò in quanto, altrimenti ragionando, l'operazione si presterebbe a forme di elusione della concorrenza e delle procedure ad evidenza pubblica, permettendo di modificare il profilo soggettivo di un gestore di servizio pubblico mediante l'associazione al capitale e alla gestione di nuove figure imprenditoriali o la sostanziale sostituzione delle imprese originariamente affidatarie e, in buona sostanza, affidando ex novo e senza procedure ad evidenza pubblica un diverso affidamento del servizio pubblico; la giurisprudenza, che sul punto è unanime nell'affermare che l'affidamento di un servizio, quand'anche realizzato attraverso la costituzione, originaria o successiva, di una società mista con socio privato operativo, è un'attività sempre connotata da autoritatività, a fronte della quale si stagliano interessi legittimi dei soggetti coinvolti e, come tale, esso soggiace anche all'osservanza delle regole pubblicistiche e si deve necessariamente svolgere attraverso procedure di evidenza pubblica, governate dai principi del diritto interno e sovranazionale (si vedano le sentenze del Consiglio di Stato, sezione V, 18 dicembre 2009, n. 8376; TAR Lecce 24 maggio 2011, n. 914; Corte nostituzionale 16 luglio 2014, n. 199, e Consiglio di Stato, sezione V, 9 dicembre 2016, n. 5193); in assenza di procedura ad evidenza pubblica, si vedrebbe affidato un servizio pubblico (quale è il servizio affidato a AEB) ad una società privata (anche solo parzialmente quale è A2A), possibile solamente nel caso in cui sia stata esperita preventivamente una gara avente un cosiddetto doppio oggetto in modo da permettere che il partner privato venga selezionato nell'ambito di una procedura trasparente e concorrenziale, avente ad oggetto sia l'appalto pubblico da aggiudicare all'entità a capitale misto, sia il contributo operativo del partner privato all'esecuzione di tali prestazioni o il suo contributo amministrativo alla gestione dell'entità a capitale misto; l'elusione di detta regola si risolverebbe in un inammissibile consolidamento di posizioni monopolistiche e nella sottrazione al mercato dei servizi pubblici locali della stessa possibilità di accesso di imprese interessate già notevolmente compressa e sacrificata dal sistema degli affidamenti; la giurisprudenza amministrativa (si veda la citata sentenza del Consiglio di Stato n. 8376) ha aggiunto che l'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 163 del 2006 richiede un'interpretazione estensiva, dovendo la disposizione trovare applicazione anche nelle ipotesi in cui una società già operi come affidataria di un servizio. Nel caso di specie, dunque, non rileva la qualifica dell'operazione dal punto di vista societario, ciò che conta ai fini dell'applicabilità all'istituto della normativa pubblicistica è la circostanza che un servizio pubblico vedrebbe modificato il proprio gestore (sia nella compagine sociale che nell'assetto della governance ) senza il necessario ricorso alla disciplina pubblicistica; su una situazione analoga ( partnership industriale tra A2A e due società pubbliche di servizi lombarde) si è di recente espressa l'Anac con la delibera n. 172 del 21 febbraio 2018, in cui ha chiarito che ciò che conta è la circostanza che il servizio pubblico sia di fatto gestito da una società a capitale misto non individuata tramite gara in totale elusione della normativa nazionale e comunitaria. Secondo l'Anac, infatti, le norme che vengono in rilievo (in un caso analogo) e che sono state violate sono le seguenti: l'art. 113, comma 12, del decreto legislativo n. 267 del 2000; l'art. 568- bis della legge n. 147 del 2013, l'art. 3 del regio decreto n. 2440 del 1923, l'art. 37 del regio decreto n. 827 del 1924; tali norme si applicano, per tabulas , anche ad AEB, che non è direttamente un'amministrazione pubblica, ma è una società a totale partecipazione di amministrazioni pubbliche locali. Come già ribadito anche dall'Anac, tali circostanze non sono idonee a superare la necessità dell'esperimento di un confronto concorrenziale prodromico all'operazione che comunque porterebbe all'acquisizione da parte di un socio privato delle azioni di una società pubblica cui sono affidati servizi pubblici locali: si tratta, comunque e nella sostanza, di una partnership pubblico-privato che comporta, necessariamente, l'obbligo di gara, indipendentemente dal tipo di attività che la società mista dovrà svolgere, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga di richiedere informazioni all'Autorità garante della concorrenza e del mercato in relazione allo stato della propria istruttoria, anche in considerazione del fatto che non è stata effettuata nessuna procedura ad evidenza pubblica per la cessione della quota della società pubblica AEB, al fine di verificare l'eventuale esistenza di comportamenti non coerenti con la normativa vigente. Atto n. 4-03004 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: in uno scenario domestico già caratterizzato da un rallentamento generalizzato della crescita, gli effetti del virus Covid-19 stanno causando pesantissime conseguenze a catena a tutto il sistema economico ed occupazionale nazionale, dal settore turistico al settore agricolo e ortofrutticolo al mondo del commercio dell'artigianato e dell'industria e a tutta la filiera produttiva; alcune agevolazioni del decreto-legge n. 9 del 2020, contenenti misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, vengono destinate soltanto alle "zone rosse", nonostante gli effetti del virus si facciano sentire pesantemente in tutto il territorio del Veneto, della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, considerate regioni più produttive e trainanti l'intera economia nazionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda provvedere, con urgenza, ad estendere le misure economiche quali la sospensione del pagamento delle bollette di luce e gas, della Tari e delle rate dei mutui bancari, della Rc auto e dei contributi previdenziali, delle rate dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese, dell'indennità lavoratori autonomi, destinate dal decreto-legge soltanto alle "zone rosse" anche a tutto il territorio delle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna per sostenere al meglio le imprese e, soprattutto, evitare che le conseguenze catastrofiche dovute al rallentamento, se non addirittura al blocco, delle attività economiche di queste zone possano travolgere l'intero Paese. Atto n. 4-03005 CALANDRINI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: la realizzazione dei collegamenti autostrada A12-Roma (Tor de' Cenci), autostrada Roma (Tor de' Cenci)-Latina e autostrada Cisterna di Latina-Valmontone risponde ad interessi di carattere nazionale volti, da una parte, a saldare la cesura esistente tra la A12 Roma-Civitavecchia ed il confine con la Campania e, dall'altra, ad assicurare il raccordo tra il sistema autostradale centrale A1 e quello tirrenico, consentendo di alleggerire il traffico veicolare, particolarmente intenso, insistente sulle strade Pontina e Appia; tale opera (costituita da un sistema autostradale, per una lunghezza di circa 100 chilometri, e dalle relative opere connesse, per una lunghezza di circa 56 chilometri, per un costo stimato in 2.728 milioni di euro) si rende prioritaria anche al fine di assicurare adeguate infrastrutture viarie al comparto industriale della provincia di Latina, sede del primo polo chimico-farmaceutico d'Italia; al riguardo, la delibera CIPE n. 50/2004 ha formulato indicazioni inerenti alla redazione dei progetti definitivi degli stralci, fra l'altro disponendo che detti progetti vengano corredati da un unico piano economico-finanziario, alla cui stregua rideterminare l'entità del contributo alla Regione Lazio nel limite massimo del 40 per cento del costo totale ribassato, stabilendo nel contempo uno stanziamento pari a 465,8 milioni di euro; dopo un primo accordo nel novembre 2006 presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il 4 marzo 2008 viene costituita la società "Autostrade del Lazio", che sostituisce definitivamente la Regione per il compimento di tutte le attività ad essa affidate; con nuova delibera CIPE n. 55/2008 è stato statuito che il soggetto aggiudicatore del "corridoio tirrenico meridionale" e della bretella Cisterna-Valmontone è Autostrade del Lazio, mentre la successiva delibera CIPE n. 88/2010 ha assegnato i fondi statali e ribadito l'entità del progetto; con riguardo ai costi, risulta che l'obiettivo di Autostrade per il Lazio è stato di reperire sul mercato, tramite ricorso alla finanza privata, un importo pari ad almeno il 60 per cento delle risorse finanziarie necessarie alla copertura del costo dell'intervento, del valore di 2.728 milioni di euro; le delibere CIPE di approvazione dell'intervento hanno, infatti, fissato l'entità del contributo pubblico per la realizzazione dell'opera nel limite massimo del 40 per cento del costo totale dell'investimento; si evince che il contributo pubblico può andare ben oltre i 465 milioni di euro, fermo restando che una minima parte è stata già garantita e spesa per la progettazione; in data 26 agosto 2011 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale , Serie generale n. 198, la deliberazione 18 novembre 2010 recante il programma delle infrastrutture strategiche (ai sensi della legge n. 443 del 2001), nonché l'approvazione del progetto definitivo Roma-Latina nord e Cisterna-Valmontone, oltre ai progetti definitivi e preliminari di opere connesse; la gara ad evidenza pubblica è stata aggiudicata in data 19 dicembre 2016 ma successivamente annullata dalla giustizia amministrativa, con prima pronuncia del Tribunale amministrativo regionale e successivamente confermata dal Consiglio di Stato; attualmente il contenzioso legale avviato dalle parti in gara non sembra essere ancora giunto a conclusione; come segnalato all'interrogante, sembrerebbe esservi la possibilità di un ulteriore stanziamento pubblico integrando la dotazione finanziaria dell'opera di circa 200 milioni di euro rispetto ai contributi pubblici a fondo perduto, assegnati con delibera CIPE n. 50/2004, pari a 468,4 milioni di euro e destinati all'abbattimento del costo iniziale dell'intervento; appare evidente il grave ritardo in quanto tale opera, che doveva essere avviata entro il 2012, non è neanche adeguatamente agevolata rispetto alla valenza dell'intervento, anche sotto l'aspetto economico, dovendosi restringere la dotazione di fondi pubblici ad una cifra non superiore al 40 per cento del costo ribassato dell'opera, con la conseguenza di dover trovare in house o tramite project financing le restanti risorse; a parere dell'interrogante, nell'attesa che si risolva il contenzioso amministrativo, è necessario vagliare in tempi celeri ogni possibile soluzione atta a far partire l'opera: ripetizione della gara, nuova predisposizione delle lettere di invito, realizzazione in house , e ogni altra soluzione che porti all'apertura dei cantieri, si chiede di sapere: come il Ministro in indirizzo intenda procedere al fine del tempestivo avvio della realizzazione dell'opera, preservando le attuali autorizzazioni acquisite; come intenda procedere nel caso in cui la gara pubblica venga definitivamente annullata; se sia confermata l'ulteriore dotazione di fondi del CIPE di 200 milioni di euro o se sia previsto un incremento aggiuntivo alla dotazione finanziaria iniziale di 465 milioni di euro; come intenda procedere per scongiurare un'eventuale perenzione dei fondi già assegnati; come intenda intervenire a supporto della Regione Lazio per assicurare la realizzazione dell'opera, anche e soprattutto nel caso in cui si dovesse procedere con la realizzazione in house. Atto n. 4-03006 LANNUTTI PESCO ORTIS MAIORINO PRESUTTO ROMAGNOLI BOTTO FENU ROMANO NOCERINO CASTELLONE MARINELLO PELLEGRINI Marco GIARRUSSO DELL'OLIO ACCOTO PIRRO NATURALE TRENTACOSTE AGOSTINELLI CROATTI VACCARO MANTERO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: la crisi economica, politica e istituzionale del Venezuela si è progressivamente aggravata negli ultimi quattro anni ed oggi ha raggiunto livelli drammatici; in Venezuela anche il mercato delle obbligazioni in valuta estera, circa 60 miliardi di dollari emessi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti, è in crisi profonda, tanto che, come riportato dalle testate economiche negli ultimi mesi, "Gli obbligazionisti del Venezuela (...) non riscuotono in pagamento le cedole e il capitale da rimborsare sin dalla fine del 2017 (...). L'acquisto di un bond implica l'assunzione del rischio di default anche in caso di mancato pagamento della cedola di prossima scadenza. Inoltre, i creditori italiani continuano a versare allo stato l'imposta di bollo anche sui titoli in default e le cui negoziazioni appaiono sospese da inizio febbraio", come si legge su un articolo di "QuiFinanza" del 23 ottobre 2019, intitolato "Crisi del Venezuela: cosa devono aspettarsi gli obbligazionisti"; nell'agosto 2017 gli Stati Uniti hanno varato misure che mettono al bando il trading del debito di Caracas. Alle istituzioni finanziarie e a tutti i cittadini statunitensi viene impedito di comprare e vendere nuovi bond emessi dal Governo venezuelano o da sue società controllate; dal febbraio 2019 i mercati regolamentati di tutto il mondo hanno chiuso la negoziazione di questi titoli, sia in acquisto che in vendita per qualsiasi cittadino, anche se non statunitense; i mercati regolamentati italiani (Eurotlx e HIMTF) si sono allineati alle direttive di diritto Usa riguardanti il Venezuela, procedendo con la chiusura di qualsiasi negoziazione dei bond anche ai cittadini italiani, ad avviso degli interroganti in violazione del diritto italiano; considerato che: risulta che in questi ultimi tre anni nessuna istituzione finanziaria (ABI, Consob o Banca d'Italia) abbia attivato un gruppo di lavoro a sostegno dei risparmiatori italiani, al fine di tutelarne il risparmio in palese spregio della Carta costituzionale (art. 47); i detentori di TDS non ricevono la cedola da quasi tre anni; alcune emissioni prevedono la prescrizione degli interessi maturati dopo 3 anni e quella del capitale dopo 10 anni; considerato inoltre che, a quanto risulta agli interroganti: le banche non si sarebbero attivate per tutelare gli interessi della propria clientela, come fatto in precedenza per i "tango bond" ed altre emissioni in valuta estera. Nessuno ha pensato a contattare i clienti per dare indicazioni su come preservare gli interessi maturati sul capitale e lo stesso capitale che rischia di andare in fumo. Anzi, molti clienti, pur detenendo titoli divenuti nei fatti infruttiferi, continuato a pagare l'imposta di bollo dello 0,2 per cento sull'ultimo valore di mercato, non si contesta affatto l'alea di rischio degli investimenti dei risparmiatori e la loro libera scelta di un doppio rischio sovrano (sia in valuta che nel rischio Paese) commisurata ai maggiori tassi di interesse corrisposti (rendimenti effettivi esponenziali rispetto ad analoghi tassi medi dell'epoca sui bond sovrani in euro), ma l'impossibilità di esercitare i loro diritti per evitare la decadenza degli interessi pregressi per i bond emessi, data la clausola di prescrizione dopo 3 anni dal default dei titoli esteri venezuelani, avvenuto dal novembre 2017, per il relativo pagamento delle cedole arretrate, salvo l'invio di una lettera che interrompa la prescrizione, che non si sa bene a chi far recapitare per titoli in dollari emessi sotto la giurisdizione Usa, che ha sottoposto ad embargo il Venezuela; una comunicazione diffusa da "Il Sole-24 ore" per conto dell'Unione fiduciaria (la società controllata dalle banche popolari) invita i clienti ad inviare una lettera alla propria banca depositaria per invitarla ad attivarsi affinché gli eventuali interessi maturati sui bond venezuelani o il rimborso del capitale siano regolarmente riconosciuti e accreditati, senza incorrere in potenziali decadenze indicate nei prospetti delle singole emissioni, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano informati sulla vicenda di "investitori non sufficientemente tutelati ed assistiti", se intendano attivarsi, anche in collegamento con ABI, con le opportune iniziative per ristabilire il diritto dei cittadini italiani a tutelare i propri risparmi sottoposti alla giurisdizione statunitense. Atto n. 4-03007 LONARDO BERARDI BERUTTI CALIENDO CALIGIURI DE SIANO GALLONE MOLES PAGANO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'istruzione Premesso che: sono 4.000 i lavoratori e le lavoratrici ex socialmente utili del mondo della scuola che si trovano oggi senza lavoro dopo la rottura del tavolo negoziale tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell'istruzione e sindacati; da qualche giorno, attraverso un processo di "internalizzazione", hanno preso servizio i nuovi dipendenti delle scuole, assunti come personale Ata (collaboratori scolastici): poco più di 11.000, 4.000 in meno rispetto ai lavoratori che si occupavano delle pulizie attraverso gli appalti concessi alle società esterne; da settimane Anip-Confindustria, Confcooperative e Legacoop insieme ai sindacati di settore chiedono una soluzione per i lavoratori rimasti fuori dalle assunzioni; si sono uniti alla protesta anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil che hanno lanciato un appello al Governo perché vengano individuate risposte e garanzie per tutti; oltre ai 4.000 operatori delle pulizie scolastiche, 7.000 lavoratori, sugli 11.000 che saranno assunti, subiranno una drastica riduzione dell'orario di lavoro e un taglio del 50 per cento degli stipendi. Lavoratori a casa, imprese in difficoltà e scuole con meno servizi di sanificazione proprio mentre l'emergenza coronavirus richiede servizi supplementari professionali e maggiore personale, mettendo a rischio la salute degli studenti; il Governo, in prima istanza, aveva voluto salvarli dal licenziamento, assumendoli nella pubblica amministrazione. Il problema è che tra i requisiti per l'assunzione è richiesta, oltre al possesso del diploma di scuola superiore, anche la fedina penale pulita. Purtroppo è risaputo che molti lavoratori ex socialmente utili hanno frequentato soltanto le scuole elementari o medie e che altrettanti di loro sono ex carcerati, reintrodotti nel mondo del lavoro dopo aver pagato il debito con la giustizia, ma ancora segnalati come tali; si era a conoscenza dei requisiti posseduti dagli ex lavoratori socialmente utili e che, con il processo di internalizzazione dei servizi, gli stessi sarebbero stati esclusi nonostante molti di loro hanno un'anzianità lavorativa di oltre 20 anni; questi lavoratori sono dislocati in tutta Italia, anche se la concentrazione maggiore è circoscritta proprio alla Campania. Le frizioni sociali, con pericoli per l'ordine pubblico, saranno inevitabili, specie a Napoli, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione precaria degli ex lavoratori socialmente utili campani; quali iniziative intendano intraprendere al fine di salvaguardare l'attività occupazionale dei 4.000 lavoratori; se non sia opportuno, al fine di evitare il processo di internalizzazione, che possano essere assunti nelle aziende private. Atto n. 4-03008 MALLEGNI Al Ministro dell'istruzione Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il decreto dipartimentale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 2200 del 6 dicembre 2019, all'articolo 4, reca disposizioni relative ai requisiti di ammissione e articolazione della procedura selettiva "Internalizzazione dei servizi di pulizia"; il comma 1 dispone che "in deroga al requisito culturale previsto dalla Tabella A allegata CCNL - Comparto scuola - del 29 novembre 2007 per l'accesso al profilo di collaboratore scolastico, e in ragione della specialità delle procedure selettive disciplinate dal decreto, sono ammessi a partecipare alle procedure selettive coloro che sono in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla procedura selettiva, e hanno svolto, per almeno 10 anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, sevizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, e a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento ditali servizi"; il decreto-legge n. 126 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 159 del 2019, recante "Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti", all'articolo 2, comma 5, novellando l'articolo 58 del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013, ha modificato la disciplina relativa alla stabilizzazione nel profilo di collaboratore scolastico del personale delle imprese di pulizia assunto a tempo indeterminato e impegnato nell'erogazione dei medesimi servizi per almeno 10 anni, anche non continuativi; in particolare, ha differito dal 1° gennaio al 1° marzo 2020 il termine a partire dal quale i servizi possono essere erogati esclusivamente da parte di personale dipendente appartenente al profilo di collaboratore scolastico, e ha sostituito alla procedura selettiva per titoli e colloquio una prima procedura selettiva per soli titoli; inoltre, per la copertura dei posti eventualmente residuati all'esito della procedura selettiva, prevede ulteriori attività, nonché una procedura di mobilità straordinaria per l'anno scolastico 2020/2021, e una seconda procedura selettiva per soli titoli riservata al medesimo personale, ma con un requisito di almeno 5 anni di servizio, che può essere svolto in questo caso anche a tempo determinato; giova, a tal fine, ricordare che l'art. 1, comma 760, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), novellando anch'esso il comma 5 dell'articolo 58 del decreto-legge n. 69 del 2013, e inserendovi i commi da 5- bis a 5- quater , ha disposto che dal 1° gennaio 2020 le istituzioni scolastiche ed educative statali svolgano i servizi di pulizia e ausiliari unicamente mediante ricorso a personale dipendente appartenente al profilo dei collaboratori scolastici e rendendo disponibili i posti già accantonati nell'organico dei collaboratori scolastici, in misura corrispondente al limite di spesa di cui al comma 551 e riservati (previo superamento, a testo previgente, di una procedura selettiva per titoli e colloquio) al personale dipendente a tempo indeterminato delle imprese titolari di contratti per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, già impegnato nell'erogazione dei predetti servizi presso le istituzioni scolastiche ed educative statali per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché siano inclusi il 2018 e il 2019; ancor prima delle modifiche menzionate, la decisione di procedere all'esternalizzazione del servizio di pulizia negli edifici scolastici, al fine di ottenere maggiore efficienza nelle economie di gestione, aveva provocato gravi ricadute; alla luce delle ulteriori novelle introdotte e citate, si sta verificando che a fronte di alcuni dipendenti stabilizzati, ve ne sono altri che, per mancanza del requisito di anzianità di servizio (10 anni), sono rimasti esclusi; il 24 febbraio 2020 sono state pubblicate le graduatorie provinciali di merito della Regione Toscana, formulate sulla base del punteggio complessivo conseguito da ciascun candidato, per le province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire che tutti i lavoratori che hanno prestato per anni servizio di pulizia nelle scuole siano interessati dalle procedure di internalizzazione. Atto n. 4-03009 BOTTO MANTERO ROMANO CORRADO LANNUTTI CRUCIOLI TRENTACOSTE NATURALE AGOSTINELLI ABATE NOCERINO LOREFICE GIANNUZZI QUARTO MORONESE PIRRO PRESUTTO LICHERI CROATTI GIROTTO VACCARO ANASTASI LEZZI COLTORTI RICCIARDI ACCOTO DELL'OLIO GARRUTI ORTIS MININNO CORBETTA FEDE TONINELLI LUPO LANZI SANTILLO SANTANGELO LEONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'idea del parco nazionale di Portofino nasce da uno studio dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), con cui è stata individuata un'area collegata all'attuale parco regionale di Portofino che i ricercatori e scienziati dell'ente nazionale ritengono idonea per le sue caratteristiche ad essere compresa nel parco stesso. L'area va dal comune di Bogliasco a quello di Sestri Levante e comprende alcuni comuni della valle Fontanabuona, interessando i territori di 22 comuni; non necessariamente il nuovo parco nazionale dovrà comprendere tutti i territori individuati da ISPRA. Sono infatti state elaborate ipotesi successive che ne limitano significativamente l'estensione; con la legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), era stata definita e finanziata l'istituzione del parco nazionale di Portofino, che comporterà l'ampliamento del parco naturale storico istituito nel 1935, a gestione regionale dal 1978, che ha saputo conservare, sia pure con difficoltà, ma con grande impegno, il suo cuore naturalistico verde; dall'approvazione della legge di bilancio per il 2018 nulla è accaduto. Dopo i primi solleciti alla Regione e ai Comuni da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono trascorsi due anni senza alcuna iniziativa degli stessi. In particolare, la Regione Liguria non ha provveduto a informare i sindaci sui contenuti della legge, con la sola eccezione di qualche incontro organizzato; la Giunta regionale e alcuni Comuni della fascia costiera non hanno considerato l'argomento di interesse per i propri territori adducendo motivazioni che nella maggioranza dei casi, a parere degli interroganti, denotano una scarsa conoscenza dei contenuti della proposta governativa; la resistenza degli amministratori dei Comuni si divide sostanzialmente in due, chi denota problematiche economiche, chi invece avanza la paura che potrebbero aumentare i vincoli; considerato che, a parere degli interroganti: in un momento in cui il turismo dei parchi è in piena espansione, ad esempio per il parco nazionale delle Cinque Terre, che dovrà introdurre il numero chiuso, si vuole evitare di avviare un'analisi seria su dati certi per valutare quali ricadute l'istituzione di un parco nazionale potrebbe avere sul territorio e sul benessere dei cittadini residenti; è facilmente intuibile quale occasione potrebbe rappresentare il parco nazionale di Portofino in sinergia con l'area marina protetta, il santuario dei cetacei, l'acquario di Genova e il parco delle Cinque Terre. Si avrebbe un turismo di qualità destagionalizzato e, con un insieme di unicità come queste, si potrebbe facilmente attrarre università internazionali e finanziamenti europei; considerato, inoltre, che: nel gennaio 2019, per colmare l'assordante silenzio che si era creato, è stato costituito il coordinamento per il parco nazionale di Portofino, che in breve tempo ha visto l'adesione di esponenti politici di diverso orientamento, singoli cittadini, soggetti dell'università di Genova, moltissime associazioni ambientaliste regionali e nazionali, superando ad oggi le 100 unità. La recente adesione di "Fridays for future" al coordinamento per il parco nazionale di Portofino ha confermato che è necessario porre maggiore attenzione alle generazioni future e condividere il loro naturale entusiasmo; anche le associazioni ambientaliste del territorio stanno cercando di coinvolgere direttamente i 22 Comuni potenzialmente interessati, spingendo questo progetto che, se realizzato, ridisegnerebbe l'approccio paesaggistico e turistico del lembo della Liguria, che da Bogliasco arriva a punta Manara, estendendosi anche alla Fontanabuona; il parco nazionale rappresenterebbe un'occasione imperdibile, sia per la difesa del paesaggio e la migrazione dovuta ai cambiamenti climatici, sia per i risvolti economici e turistici; altresì, l'istituzione del grande parco nazionale di Portofino, come promosso dall'ISPRA e dal Ministero dell'ambiente, delinea un'opportunità, non solo di tutela e recupero delle risorse ambientali, ma anche di crescita economica attraverso progetti di sviluppo sostenibile da ricercare anche presso la Comunità europea; considerato infine che la Liguria sta attraversando una difficile condizione di fragilità territoriale, di consumo di suolo, di opportunità lavorative per i giovani e di spopolamento, sia dei centri urbani costieri sia di quelli dell'entroterra, che mette seriamente a rischio il futuro delle giovani generazioni, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se intenda agire con iniziative di competenza, laddove la politica locale ostacoli, e, comunque, rapportarsi con le amministrazioni regionali e locali, al fine di concludere nel modo più opportuno e condiviso la realizzazione del parco nazionale di Portofino. Atto n. 4-03010 LANNUTTI LANZI CORRADO ROMANO PRESUTTO PAVANELLI TRENTACOSTE DELL'OLIO Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e per le politiche giovanili e lo sport Premesso che: un articolo pubblicato il 7 febbraio 2020 su "Lettera43", dal titolo "Coni, la Bestia di Malagò costa 5 milioni", mette in luce le "allegre" uscite «dell'ufficio Rapporti con i media di circa 2,2 milioni di euro, fino agli 1,4 milioni per "pubblicità e promozione" e i 700.000 euro in "servizi di catering". La comunicazione del Comitato vale il 10 per cento della somma ricevuta dal Governo per svolgere l'attività olimpica»; si legge: «"Non è una riforma, è un'occupazione del Coni". Così lamentava Giovanni Malagò attaccando frontalmente il governo Lega-M5s sulla riforma dello sport italiano. Un affondo, condito da riferimenti al fascismo, che i più non avevano compreso, soprattutto tra i presidenti delle Federazioni che vedevano viceversa rafforzata la loro autonomia. Oggi, a distanza di un anno, alla luce del contratto di servizio che Malagò ha stipulato con la società governativa Sport e Salute, le cose sono molto più chiare. Mentre, da una parte, il presidente del Coni si recava a Palazzo Chigi - prima da Giancarlo Giorgetti, ora con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora - a chiedere soldi per evitare che il glorioso Coni si riducesse a una "bellissima agenzia di viaggi", dall'altra parte non lesinava risorse (2,2 milioni di euro) per assicurarsi tramite Sport e Salute un ufficio stampa di una decina di persone, circa il doppio di quelle usate dal premier Giuseppe Conte per intenderci, con stipendi non esattamente da minimo sindacale. Il tutto al netto di una nutrita serie di altre spese che comunque possono essere ricondotte alla promozione e alla comunicazione. Il dato emerge analizzando il bilancio consuntivo del Coni 2018 in cui, alla pagina 9 dell'Allegato relativo ai rapporti economico finanziari con Sport e Salute, si legge che l'ufficio Rapporti con i media è costato circa 2,2 milioni di euro. (...) Dall'analisi del documento si evincono altri dati interessanti, ovvero che il Coni completava l'azione comunicativa spesso imperniata sulle gesta del suo presidente, spendendo ulteriori 1,4 milioni per una non meglio identificata "pubblicità e promozione", circa 700 mila euro in "servizi di catering", evidentemente accessori alla grancassa mediatica, e circa mezzo milione di euro per "servizi fotografici e riprese video", che quando non sono doppioni dei servizi fatti dalle Federazioni ritraggono Malagò in tutte le sue uscite pubbliche, seminari, convegni e ospitate varie. "Dal documento emerge inoltre che gli uffici di segreteria del presidente e del segretario generale del Coni sono costati nel 2018 altri 3,5 milioni"»; considerato che: secondo quanto stabilito dalla legge n. 145 del 2018 al comma 630 dell'art. 1, ogni anno sono devoluti al Coni ben 40 milioni di euro, destinati anche al "supporto della delegazione italiana" alle olimpiadi. Altri comitati olimpici nazionali dispongono di risorse di gran lunga inferiori (ad esempio 22 milioni di dollari l'Australia, 16 milioni di euro la Germania, 5 milioni la Spagna); il Coni avrebbe chiesto allo Stato ulteriori 16 milioni di euro per la prossima trasferta olimpica a Tokyo; nel conto economico del Coni al 31 dicembre 2018 (ultimo bilancio disponibile) risultano lievitate le spese per viaggi e trasporti (da 3,4 milioni di euro del 2017 a 5,6 del 2018); perizie, consulenze e prestazioni professionali (da 6,9 a 8,9 milioni); pubblicità e promozione (da 0,7 a 1,3 milioni di euro); il settimanale "Panorama", il 28 novembre 2018, ha pubblicato la prima autobiografia non autorizzata di Giovanni Malagò, attuale presidente del Coni, dove Giacomo Amadori e Simone Di Meo raccontano la "vita spericolata" di Malagò e del suo passato con alcuni eventi mai del tutto chiariti: un incidente stradale mortale, in cui investì due ragazzi a bordo di un'auto sportiva; una casa in Svizzera, pagata parzialmente in nero; tre esami universitari falsificati. Soprannominato "il Grande Gatsby di Roma nord" per via delle numerose feste organizzate nella sua abitazione nel quartiere Parioli, il servizio giornalistico gli attribuisce numerose relazioni, e, come si legge su un articolo pubblicato da "Lumsa News" lo stesso giorno, «si sofferma anche su avvenimenti più recenti come il contrasto con il Governo Conte, chiedendosi se questa controversia gli consentirà di arrivare alla fine del suo mandato come presidente del Coni, atteso per il 2021», si chiede di sapere: se sia vero che l'ufficio stampa di Malagò costi ben 5 milioni di euro all'anno; se corrisponda al vero che il Coni abbia speso nel 2018 ben 700.000 euro per servizi di catering , 1,4 milioni di euro per spese di promozione e pubblicità, circa 500.000 euro per servizi fotografici e video; 3,5 milioni di euro per le segreterie del presidente e del segretario generale; se risponda al vero che il capo ufficio stampa del Coni, Danilo Di Tommaso, percepisce una retribuzione di 190.000 euro all'anno, alla quale devono essere aggiunte le indennità di trasferta più ulteriori costi per circa 100 giornate all'anno di trasferta con soggiorni in hotel rigorosamente a 5 stelle e viaggi in business class e se si ritenga congrua tale retribuzione, considerando che il presidente di "Sport e Salute" ha una retribuzione di 192.000 euro all'anno; quali misure urgente il si intenda attivare per ricondurre alcune attività del Coni a morigeratezza e sobrietà, posto che si tratta di pubblici trasferimenti sottoposti allo scrutinio della pubblica contabilità e se la Corte dei conti non abbia rilievi da evidenziare; se non sia arrivato il tempo di porre la parola "fine" ai plurimi mandati di Giovanni Malagò, che ha continuato ad utilizzare i fondi pubblici per promuovere la sua immagine sbiadita dagli scandali raccontati nella "vita spericolata", a partire dalla falsificazione dei 3 esami universitari, che rappresentano l'esatto contrario dei valori sportivi promulgati di lealtà, trasparenza, etica pubblica, indubbia moralità ed indiscussi principi di legalità. Atto n. 4-03011 NANNICINI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) si occupa delle politiche del lavoro per le persone in cerca di occupazione e della ricollocazione dei disoccupati, coordinando la rete nazionale dei servizi per il lavoro; lo statuto di Anpal, all'articolo 5, prevede l'incompatibilità del presidente con qualsivoglia rapporto di lavoro subordinato pubblico o privato, nonché con qualsiasi altra attività di lavoro autonomo, anche occasionale, che possa entrare in conflitto con gli scopi e i compiti dell'agenzia; l'attuale presidente, professor Domenico Parisi, è stato nominato nel mese di febbraio 2019; per ricoprire tale incarico, il professore ha dichiarato di aver chiesto alla Mississippi State University (MSU) un anno di aspettativa, in scadenza nel mese di marzo 2020; al momento non risulta essergli stata rinnovata l'aspettativa per almeno altri 12 mesi; tale aspettativa, peraltro, non risulta nemmeno per gli ultimi 12 mesi sui siti della MSU e del centro di ricerca NSPARC, dai quali il professor Parisi non risulta on leave ; è stato riportato dagli organi di stampa che nei 12 mesi trascorsi dalla sua nomina, il professor Parisi, nonostante l'aspettativa ricevuta e l'incarico di presidente di Anpal, avrebbe comunque speso circa 71.000 euro di voli in business class fra l'Italia e gli Stati Uniti, in qualità di amministratore unico di Anpal Servizi SpA, peraltro sulla base di una modifica da lui operata ai regolamenti aziendali; le ulteriori modifiche apportate dal professor Parisi ai regolamenti aziendali gli hanno consentito la spesa di 55.000 euro di noleggio con conducente, un importo tale da far pensare a un uso continuativo slegato anche dai giorni di effettivo servizio, nonché di 32.400 euro di affitto per una casa nel centro di Roma, per un totale di rimborsi da lui ottenuti di quasi 160.000 euro in un anno, di poco inferiore all'importo della sua indennità di carica, che è quindi praticamente raddoppiata; tali spese, a differenza di quelle del suo predecessore, non sono state rendicontate sul sito di Anpal Servizi SpA; infatti, dal sito internet risultano a carico del precedente presidente di Anpal e amministratore unico di Anpal Servizi SpA viaggi di servizio e missioni pari a 4.589,38 euro (anno 2016), 4.224,90 euro (anno 2017), certificati dal responsabile dei dati e dell'aggiornamento (Funzione affari generali, internal audit e sistema qualità); a distanza di un anno dalla nomina dell'attuale presidente di Anpal e amministratore unico non risulta invece rendicontata nessuna spesa di missioni e viaggi di servizio; il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini", all'articolo 5, rubricato "Riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni", prevede che a decorrere dal 1° maggio 2014 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, tra cui risulta anche Anpal, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 30 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2011, per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi; essendo Anpal Servizi SpA società in house di Anpal, è obbligata a comportarsi secondo la normativa prevista e alle stesse prescrizioni per Anpal, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle sue funzioni di vigilanza, non ritenga urgente chiarire subito la situazione di incompatibilità e di conflitto di interessi del professore Parisi, attraverso la richiesta ad Anpal dell'immediata pubblicazione sul proprio sito istituzionale dell'aspettativa del professore per i 12 mesi trascorsi e per i prossimi 12 mesi; se non ritenga urgente chiarire la compatibilità delle spese citate con le norme di spending review , che si estendono alle controllate al 100 per cento da Ministeri e agenzie pubbliche, e in generale con i principi di ragionevolezza e buona amministrazione, chiedendo ad Anpal Servizi SpA l'immediata pubblicazione sul proprio sito istituzionale del dettaglio di tutti i rimborsi spese e delle relative missioni. Atto n. 4-03012 URRARO Al Ministro della giustizia Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: la sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli versa in una situazione di oggettiva incertezza; infatti la sezione è stata oggetto di un provvedimento di soppressione la cui efficacia è stata poi sospesa fino al 1° gennaio 2022. A seguito di tale provvedimento, però, il personale addetto è stato trasferito in altre sedi o comunque non più sostituito. Pertanto, su un organico di 11 addetti, risultano in servizio solo 3 dipendenti; la Corte di appello di Napoli, in un quadro organizzativo gravato da tali difficoltà, ha disposto l'applicazione di un'unità di personale dalla sede di Ischia ad altro ufficio del distretto, nonostante la già situazione critica; la sezione distaccata di Ischia è al servizio di una popolazione di circa 70.000 abitanti e il foro locale conta circa 400 avvocati. È evidente che nessuna risposta alle esigenze di giustizia può essere fornita in tali condizioni, con evidenti riflessi sociali; considerato che: appare evidente che, in assenza di un adeguato rafforzamento dell'organico e pur assicurando la massima disponibilità del personale in servizio, non si può garantire l'erogazione di tutti i servizi, e quelli erogati lo sono con grandi difficoltà ed inevitabile lentezza, a causa dell'inadeguatezza dell'organico; le migliaia di giacenze (penali e civili) mostrano l'assoluta necessità di un ripristino stabile e non precario di risorse che non potranno mai essere smaltite con turnazioni o assegnazioni temporanee di personale al posto di necessarie e definitive assegnazioni; non è possibile ipotizzare ulteriore utilizzo di personale dalla sede centrale, e ciò per i vincoli determinati dai tassi di scopertura dell'organico, dalla circostanza che il personale è già impegnato in turni presso gli uffici dei giudici di pace, dalle numerose limitazioni logistiche, alle mansioni specifiche e dai flussi di lavoro che gravano sulla sede distaccata di Ischia, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno prendere in considerazione la stabilizzazione dell'ufficio giudiziario in quanto la sua precarietà ostacola la copertura dei posti vacanti in organico, nonché il riconoscimento di sede disagiata, prevedendo incentivi in termini di avanzamento di carriera o economici per i magistrati e il personale amministrativo che la accetteranno quale sede; in alternativa, quali siano gli intendimenti nel merito e quali atti e provvedimenti risolutivi intenda assumere. Atto n. 4-03013 URRARO Al Ministro della giustizia Premesso che: negli ultimi giorni i casi di contagio da Covid-19 in Campania sono in costante e preoccupante aumento; il giorno 27 febbraio 2020 si apprendeva che il contagio aveva colpito un avvocato del foro di Napoli e successivamente altri suoi colleghi e collaboratori del medesimo studio professionale, gli avvocati, nell'inconsapevolezza del loro stato, e i collaboratori si sono regolarmente recati preso gli uffici giudiziari del circondario di Napoli per espletare attività di udienza ed adempimenti di cancelleria, frequentando gli ambienti giudiziari e entrando in contatto ed interloquendo con numerose altre persone, esponendo un numero indeterminato di soggetti a rischio di contagio; tale situazione negli uffici del circondario di Napoli rappresenta un unicum fino ad ora riscontrato nel panorama nazionale, atteso che, benché in altre regioni d'Italia il numero complessivo di contagi sia più elevato, soltanto a Napoli, allo stato attuale, risulta aver colpito un numero così alto di avvocati; è singolare la conformazione del palazzo di giustizia di Napoli, luogo completamente chiuso che si sviluppa in altezza con le torri A, B e C, con le aule di udienza e le cancellerie che, trovandosi allocate agli ultimi piani, obbligano l'uso perenne di ascensori costantemente affollati e senza ricambio d'aria; visto che: il rischio di contagio non è né meramente enunciato né semplicemente temuto, ma concreto ed attuale e rappresenta un pericolo oggettivo per la salute pubblica, ove si consideri l'esponenziale velocità con la quale il virus si propaga e la facilità di contagio; è stata fatta immediata richiesta di azioni miranti alla sanificazione degli ambienti giudiziari secondo le disposizioni impartite dalla ordinanza del sindaco di Napoli n. 4/2020; tale richiesta non è stata ancora compiutamente ottemperata, visto che non risulta effettuata una completa sanificazione né sono stati installati dispenser aggiuntivi contenenti sostanze disinfettanti per le mani e quelli già presenti sempre privi di sapone; la particolare situazione sanitaria che investe alcuni uffici giudiziari del distretto di Napoli, ivi compresi quelli del giudice di pace, richiede, in attesa della conversione del decreto-legge n. 6 del 2020, l'adozione di immediate e tempestive misure atte a contenere la diffusione del contagio; il sospetto di contaminazione o il contatto con gli avvocati contagiati è di difficile individuazione e potrebbe riguardare un numero indiscriminato di soggetti, avvocati, magistrati, personale amministrativo che, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno avuto contatti con soggetti contagiati; occorre, pertanto, salvaguardare l'attività di coloro che, anche in presenza di un minimo segnale, ritengano di non partecipare alle udienze a tutela della salute e della pubblica incolumità e nel rispetto della legge, con particolare riferimento all'art. 650 del codice penale; il consiglio dell'ordine degli avvocati di Napoli ha deliberato l'astensione dalle udienze fino all'11 marzo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno attivarsi, per quanto di competenza, al fine di prendere in considerazione, dopo accurata e attenta valutazione, nel rispetto delle competenze di legge, una sospensione assolutamente temporanea delle udienze e delle altre attività giudiziarie, ivi comprese la sospensione dei termini sostanziali e procedurali, così da contenere il rischio di un possibile propagarsi del contagio tenuto conto delle attività e degli spostamenti degli avvocati e del personale di segreteria che in questi giorni si sono avvicendati presso il palazzo di giustizia e il distretto circondariale di Napoli. Tale ed eventuale sospensione avrebbe, tra l'altro, il vantaggio di evitare o coordinare al meglio forme di autoquarantena che probabilmente non pochi avvocati, venuti a contatto nella settimana scorsa con i soggetti positivi al test di Covid-19, decidano o siano indotti ad adottare a tutela della salute non solo di sé stessi e delle loro famiglie ma anche di tutti i cittadini. La soluzione della sospensione limitata delle udienze avrebbe dunque un minor impatto organizzativo rispetto a situazioni di autoquarantena adottate a "macchia di leopardo"; se ritenga di attivarsi al fine di evitare per gli avvocati che si pongano in autoquarantena ripercussioni di natura economica trattandosi di scelta vincolata e non volontaria; in alternativa, quali intendimenti nel merito e quali atti e provvedimenti risolutivi intenda assumere. Atto n. 4-03014 DE BONIS MARTELLI BUCCARELLA Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute Premesso che: il made in Italy ha un potenziale alleato contro il coronavirus: il lisozima. Infatti, da un articolo di stampa on line , pubblicato da "Agricolae", pare che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, tramite l'Ispettorato centrale repressione e frodi (ICQRF), abbia chiesto al consorzio del grana padano (prodotto da latte crudo a cui viene aggiunto il caglio, il lisozima e infine il sale) di "reperire lisozima perché parrebbe che 1,5 grammi al giorno - diviso tra mattina, pomeriggio e sera - per 5 o 7 giorni al mese sciolti in un bicchiere d'acqua possano essere assai utili contro le infezioni e soprattutto perché è una proteina naturale e non di sintesi chimica"; il Ministero avrebbe pregato il consorzio di recuperarne in quantità e di inviarlo presso la sede del Ministero stesso, cosa che, secondo l'articolo, sarebbe stata fatta tramite corriere per far fronte al momento difficile che sta vivendo il Paese; la faccenda, di cui Agricolae ha saputo indirettamente tramite circolari interne recapitate in redazione, sarebbe accaduta una settimana fa; secondo il presidente del consiglio di amministrazione della società Prodotti antibiotici SpA, Maria Giovanna Caccia, "il lisozima è un farmaco di vecchia data sempre stato in commercio ma che aveva poca attenzione da parte dei medici. Da tre settimane le richieste sono aumentate in maniera esponenziale. La SpA è l'unica azienda in Italia a produrre il lisozima dagli anni Cinquanta, sviluppando il principio attivo scoperto da Fleming attraverso un processo di estrazione e produzione messo a punto in house. Per ora non siamo stati contattati direttamente dalle istituzioni, ma abbiamo avuto un incremento di richieste da parte dei grossisti che riforniscono anche gli ospedali"; il farmaco in pochissimo tempo si è esaurito, nelle farmacie e nei depositi. Per riprodurlo occorre del tempo perché le procedure sono lunghe e complesse, ma pare che l'azienda stia provvedendo ad incrementare la produzione a fronte della forte richiesta; considerato che: il lisozima è un enzima del gruppo delle glicosidasi, dotato di azione batteriolitica. Scoperto da A. Fleming nel 1922 è contenuto in numerose secrezioni animali e umane, come nel muco nasale, nella saliva, nelle lacrime, nei tessuti, nella secrezione gastrica, nel bianco d'uovo, nel latte materno, proprio come prima barriera protettiva al fine di evitare infezioni e l'attacco di agenti patogeni. Il lisozima idrolizza il legame glicosidico tra l'acido N-acetilmuramico e la N-acetil-glucosammina, costituenti principali dei mucopeptidi della parete cellulare di molti batteri gram-positivi. In pratica, il lisozima è in grado di distruggere la capsula proteica dei virus facendo in modo che questi non si riproducano. Tutto in maniera naturale. Pertanto è un fattore naturale dell'immunità aspecifica cellulare ed umorale ad azione antivirale, antibatterica ed immunomodulante; nel foglio illustrativo della versione farmaceutica si legge che rientra nella categoria farmacoterapeutica "antivirale per uso sistemico". Il lisozima, legandosi alla superficie batterica, ne riduce infatti la carica elettrica negativa superficiale, rendendo più facile la fagocitosi del batterio, prima che intervengano le opsonine del sistema immunitario; tenuto conto che: non c'è nessuna evidenza scientifica pubblicata che questo enzima possa rappresentare la soluzione al coronavirus, salvo andando a cercare a tappeto nella letteratura scientifica. Dallo studio pubblicato il 5 settembre 2019 sulla BMC veterinary research da Joanna Malaczewska, Edyta Kaczorek-Lukowska, Roman Wojcik, e Andrzej Krzysztof Siwicki dal titolo "Antiviral effects of nisin, lysozyme, lactoferrin and their mixtures against bovine viral diarrhoea virus", emerge che il lisozima, mischiato con la nisina e la lactoferrina, è attivo nei vari stadi dell'infezione e dimostra un forte effetto antivirale intervenendo sui livelli di RNA virali, il DNA del virus. Lo studio è stato conseguito sulla diarrea virale dei bovini; negli anni passati molti lavori hanno dimostrato che il lisozima "ricombinante" (vale a dire riprodotto da colture batteriche) ha effetto su alcuni virus come quello dell'herpes e dell'HIV. Inoltre, da uno studio del 2018 emerge che il lisozima viene usato assieme ad altri componenti come lavaggio polmonare per infezioni batteriche gravi; infine, il Ministero delle politiche agricole ha risposto ad Agricolae affermando che la notizia è infondata e che "nessun rapporto tra Ministero, ICQRF e Consorzio ci sia stato sulla questione e che qualora il lisozima sia stato richiesto da singoli lavoratori del Ministero, la questione verrà immediatamente approfondita in sede disciplinare", si chiede di sapere: se il Ministro delle politiche agricole non ritenga urgente riferire su quanto pubblicato da Agricolae, circa la richiesta proveniente dal Ministero "di reperire per loro un po' di lisozima", così come scritto nelle due circolari del consorzio dirette ai produttori, la circolare n. 23/2020 SB/ca prot. n. 25 del 24 febbraio 2020 e la circolare n. 24/2020 SB/ca prot. n. 27 del 25 febbraio 2020, pubblicate da Agricolae, che avrebbe determinato l'esaurimento del farmaco nelle farmacie e delle scorte presso i grossisti che distribuiscono il farmaco. In particolare per chiarire: a) se la richiesta al consorzio sia stata fatta da "singoli lavoratori del Ministero" e, in questo caso, quali siano le motivazioni e come intenda agire nei loro riguardi; b) se il consorzio abbia inviato le circolari ai produttori consociati specificando, in maniera mendace, che la richiesta provenisse dal Ministero; se il Ministro della salute voglia fornire maggiori informazioni sull'enzima lisozima, dotato di azione batteriolitica e se possa essere utilizzato nella cura del Covid-19, in questo momento così drammatico a causa della diffusione del virus: un eventuale effetto positivo dell'enzima nel fronteggiare l'evolversi della situazione epidemiologica in atto non solo rasserenerebbe gli animi, ma servirebbe anche ad invertire la preoccupante rotta che ha investito tutto il tessuto socio-economico del Paese. Atto n. 4-03015 PINOTTI VATTUONE Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: il piano di riorganizzazione comunicato da Poste italiane SpA prevede, per la città di Genova, la chiusura di 7 uffici postali: "Genova 40" in via Rigoli, "Genova 51" in via Negrone, "Genova Campi 1" in via Bianchi, "Genova 21" al Lagaccio, "Genova 9" in piazzetta Jacopo da Varagine, l'ufficio multietnico di "Genova Dante" in via Dante, "Genova 65" in via Olivieri; considerando che gli uffici postali attivi a Genova sono 72, le chiusure previste sfiorano il 10 per cento del totale; i servizi di prossimità, quali quelli svolti dagli uffici postali, rappresentano un aspetto fondamentale per la qualità della vita nelle comunità locali, in quanto svolgono anche una funzione di presidio sociale territoriale, soprattutto in un'area caratterizzata da una particolare situazione orografica quale quella di Genova; l'eventualità di queste chiusure provocherebbe disagi molto elevati in aree densamente abitate, in particolare per le persone più anziane, nonché evidenti ripercussioni occupazionali; come anche riaffermato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il servizio universale postale rientra tra i servizi di pubblica utilità; Poste italiane SpA, cui è affidato il servizio universale postale fino al 2026, anche se ente di diritto privato, è una società sottoposta al controllo del Ministero dell'economia e delle finanze, e la sua attività è regolata da un contratto di programma, sottoscritto con il Ministero dello sviluppo economico, che regola le modalità di espletamento del servizio, fissa i relativi obblighi e diritti con specifico riferimento ai servizi per gli utenti (cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni), la cui fruizione deve essere indipendente da fattori come il reddito o la collocazione geografica; la richiesta di rivedere il piano di organizzazione è stata rivolta a Poste italiane sia dal Consiglio comunale di Genova sia dal Consiglio regionale, all'unanimità, anche alla luce della situazione in cui versa il territorio cittadino a seguito del crollo del ponte Morandi; la medesima richiesta è giunta dalle organizzazioni sindacali confederali dei pensionati e dei lavoratori di Poste italiane, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere affinché l'azienda proceda a rivedere il piano di riorganizzazione territoriale per la città di Genova, al fine di evitare la chiusura di 7 uffici postali sul territorio. Atto n. 4-03016 DE BONIS Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il decreto legislativo n. 152 del 2006 (codice dell'ambiente) prevede, all'articolo 205, misure per incrementare la raccolta differenziata; il Comune di Matera è in grave difficoltà per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, che comporta un costo spropositato per l'intera comunità. Tale raccolta si aggira intorno al 20 per cento, in totale violazione del codice dell'ambiente, il tutto a causa della cattiva gestione delle amministrazioni locali; in particolare, la disposizione legislativa fissa al 65 per cento l'obiettivo di raccolta differenziata che deve essere raggiunto dai Comuni, pena il pagamento di una sovrattassa (ecotassa) in caso di mancato raggiungimento della percentuale (il Comune di Matera avrebbe dovuto raggiungere tale obiettivo già dal 2012). Tuttavia, nel caso in cui, dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico, non sia possibile raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1 dell'articolo 205, il Comune può richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una deroga; lo stesso articolo 205 prevede, poi, una serie di incentivi che si traducono in risparmio sulla Tari per i Comuni virtuosi, quindi, a vantaggio dei cittadini, sia dal punto di vista tributario, che dal punto di vista ambientale; considerato che, come riportato da articoli di stampa, sulla questione ci sono divergenze tra il Comune di Matera e la Regione Basilicata, dove si è svolto un tavolo tecnico per tentare di risolvere le problematiche del servizio di raccolta nell'area di Matera sub ambito 1 (di cui fanno parte Bernalda, Ferrandina, Irsina e Tricarico, con Matera capofila), visto che i risparmi promessi sulla Tari non ci sono stati. Se non sarà trovata una soluzione al problema del conferimento, c'è il rischio che il risparmio resti solo una promessa dell'amministrazione comunale, poiché l'indifferenziato non può essere portato alla discarica di La Martella in quanto una delibera di Consiglio comunale del 2013 ha deciso la chiusura dell'impianto e anche perché pende una procedura di infrazione comunitaria; tenuto conto che: i rifiuti attualmente finiscono alla piattaforma di La Martella dove c'è un tritovagliatore che ha la possibilità di separare i rifiuti indifferenziati in sopravaglio, la parte secca e sottovaglio e la parte umida. Questa condizione fa cambiare il codice Cer. Il rifiuto indifferenziato diventa rifiuto selezionato, ciò significa che il sopravaglio può essere conferito anche fuori regione, in Puglia, a Laterza, o in Calabria, a Cosenza. Al Comune di Matera spetta il compito di pianificare i flussi dei rifiuti di conferimento verso gli impianti di trattamento e smaltimento. Nella fattispecie, la Regione ha disposto che i punti di recapito finale dei rifiuti indifferenziati siano, rispettivamente, la piattaforma di Matera per il solo comune di Matera, Tricarico per Tricarico, Irsina e Ferrandina, e Colobraro per Bernalda. Ai Comuni la facoltà di modificare il recapito, con opportuna comunicazione alla Regione; Matera, come già detto, rappresenta in questo momento la città più in difficoltà in merito alla raccolta differenziata e pare che la nuova gestione dovrebbe far abbassare i costi con un risparmio di 3 milioni di euro, da tradursi in una riduzione della Tari. Se, invece, questo risparmio dovesse venire stornato a copertura dei costi della fase gestionale e per il conferimento a discariche dei rifiuti, sicuramente non ci sarà alcun vantaggio per i cittadini materani, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare se le norme in materia ambientale per la gestione dei rifiuti siano state effettivamente rispettate sia dal Comune di Matera che dalla Regione Basilicata, visto che l'Italia subisce una procedura di infrazione per la discarica La Martella; se non ritenga ingiusto che a causa delle inadempienze delle amministrazioni ci debbano rimettere i cittadini, sia dal punto di vista tributario, che dal punto di vista ambientale. Atto n. 4-03017 GIAMMANCO Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Premesso che: in data 15 febbraio 1998 a Miami le autorità americane hanno ritrovato il corpo senza vita di Dale Pike, per il cui omicidio è stato incriminato il cittadino italiano Enrico Forti, detto Chico, legato all'uomo solo per alcuni rapporti intercorsi con suo padre riguardanti trattative commerciali relative all'acquisto di un albergo; nonostante la mancanza di indizi a suo carico, Enrico Forti è stato condannato alla pena dell'ergastolo; apparve evidente fin da subito la sussistenza di ragionevoli dubbi sulla colpevolezza di Forti, considerati i metodi utilizzati dalla polizia per interrogarlo, come ad esempio le indebite pressioni utilizzate per estorcergli dettagli, arrivando sino a fingere la morte del padre di Dale Pike, atto che secondo la legislazione italiana equivale, fra l'altro, a un falso d'ufficio; la condanna è stata basata su indizi fumosi e, fatto più rilevante, non sono state trovate tracce di Forti sulla scena del delitto; nel corso degli anni si sono interessate alla vicenda numerose trasmissioni televisive nonché personalità di vario tipo, dal mondo dello spettacolo a quello del diritto, fino a giungere a una figura del calibro di Ferdinando Imposimato, avvocato ed ex giudice, che ha assunto la difesa di Forti; nel maggio 2012, l'avvocato Imposimato ha presentato al Ministro pro tempore degli affari esteri Giulio Maria Terzi di Sant'Agata un documento sul caso, con l'auspicio di un intervento italiano che agevolasse la richiesta di revisione del processo; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, ha più volte manifestato la concreta volontà del Governo di farsi carico del caso, affermando in data 3 dicembre 2019, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei deputati, che "L'intenzione del Governo è quella di non abbandonare nessuna delle strade possibili e tenere aperte tutte le tre strade percorribili: oltre alla grazia, quella della revisione del processo, più lunga e incerta, e la possibilità di cercare di far tornare qui Chico Forti anche se da detenuto così da avere il nostro connazionale qui e monitorarlo e stargli vicino"; il ministro Luigi Di Maio, come si apprende da fonti di stampa, il 21 febbraio 2020 ha svolto una videoconferenza con l'ambasciatore d'Italia a Washington, Armando Varricchio, al fine di ricevere aggiornamenti sul caso, si chiede di sapere: come si stia concretamente evolvendo la situazione e in particolare quali azioni si stia intraprendendo o si intenda intraprendere affinché il concittadino possa finalmente tornare a casa dalla sua famiglia; se il Ministro in indirizzo abbia valutato l'opzione di sensibilizzare il Presidente degli Stati Uniti in merito alla vicenda. Atto n. 4-03018 LANNUTTI PESCO DI NICOLA MORRA BOTTO NOCERINO CAMPAGNA ABATE CASTELLONE PELLEGRINI Marco PIRRO PRESUTTO CROATTI PUGLIA ANGRISANI MANTERO LOMUTI AUDDINO GUIDOLIN MATRISCIANO ROMAGNOLI ACCOTO MANTOVANI FENU PAVANELLI PARAGONE SANTANGELO SANTILLO LEONE FEDE ORTIS DI GIROLAMO TONINELLI GALLICCHIO CASTIELLO LUPO Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia Premesso che, per quanto risulta agli interroganti, da un articolo de "il Fatto Quotidiano" del 24 febbraio 2020: tra il 15 e il 17 novembre 2017 Francesco Bonazzi su "La Verità" e Nicola Borzi su "Il Sole-24 ore" hanno pubblicato una serie di articoli che raccontavano dell'esistenza di 1.600 operazioni bancarie, per circa 642 milioni di euro, effettuate tra il 2009 e il 2013, nei conti di Banca nuova, istituto che apparteneva al gruppo della Popolare di Vicenza. Negli articoli si poteva leggere anche che nella filiale romana di Banca nuova avevano i loro conti i funzionari dei servizi e della Presidenza del Consiglio dei ministri; meno di 48 ore dopo la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine, delegando alla Guardia di finanza il compito di perquisire i cronisti, accusando un funzionario di banca (Antonio Li Causi) di essere la loro fonte; per potersi difendere Li Causi ha chiesto, attraverso il suo legale Gioacchino Genchi (collaboratore di Giovanni Falcone), di visionare un file , denominato "file saggio", che contiene l'elenco di chi lavora per i servizi segreti ed è custodito dalla Procura di Roma; nonostante il "file saggio" fosse un documento accessibile a tutti i dipendenti di Banca nuova, in quanto si trattava di un semplice "estratto conto", sarebbe stato negato a Li Causi di avere copia del file , permettendone solo la visione a Genchi, rendendolo nei fatti inutilizzabile per il processo, adducendo il segreto di Stato; la Procura di Roma non avrebbe considerato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio sentenziata dal giudice per l'udienza preliminare Claudio Carini, che aveva anche autorizzato al rilascio della copia del "file saggio" a Li Causi; a quanto risulta agli interroganti Bonazzi, Borzi e Li Causi rischiano una pena fino a 24 anni di carcere, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; se il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, intenda mettere in atto misure volte ad assicurare il diritto alla difesa in casi come quello descritto. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-01426 del senatore Perosino, sulla riduzione delle accise per il settore degli spiriti; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-01428 della senatrice Montevecchi ed altre, sull'opportunità dell'uscita temporanea di determinati beni culturali; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-01422 del senatore Bergesio ed altri, sugli effetti del coronavirus sull'esportazione di prodotti agroalimentari made in Italy ; 3-01431 del senatore Taricco ed altri, sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-01423 della senatrice Castellone ed altri, sulla sospensione dell'indennità accessoria per i medici del servizio emergenza-urgenza territoriale della Asl Napoli 2 nord.