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Istituzione della Giornata nazionale dell'autonomia e dell'autogoverno responsabile delle comunità locali. Onorevoli Senatori. -- «È l'architettura della convivenza che alla lunga fa reggere gli Stati. E l'autonomia è l'unica risposta che ha consentito di curare le ferite e le violenze della storia. Pulizie etniche, deportazioni di massa, negazione dell'identità dei popoli si sono susseguite e accadono anche oggi. Siate orgogliosi della vostra storia, perché la vicenda del Trentino Alto Adige racconta appunto di come dialogo e riconoscimento di ampi spazi di autogoverno abbiano consentito dopo le guerre mondiali di evitare nuovi sbocchi sanguinosi alle tensioni etniche». Queste le parole del Professor Paolo Mieli nella lectio magistralis tenuta in occasione della cerimonia inaugurale della Giornata dell'autonomia 2015, che viene celebrata ogni anno dalla provincia autonoma di Trento e dal suo Consiglio provinciale nella ricorrenza dello storico Accordo De Gasperi-Gruber firmato il 5 settembre 1946. Parole che fanno riflettere non solo perché legate a ricordi del passato, della storia vissuta dal Trentino-Alto Adige/Südtirol e da tante altre realtà statuali, ma perché sono parole senza tempo. «Oggi occorre guardare alla storia dell'Impero ottomano, all'epoca degli zar, ai secoli asburgici per recuperare la consapevolezza del valore rappresentato dall'autonomia garantita ai territori. Se non c'è questa consapevolezza, poi accade come pochi anni fa nei Balcani, o come attualmente in Ucraina, dove la situazione è assai simile a quella vissuta dall'Alto Adige». «Il mancato rispetto delle autonomia sta portando l'Europa su un orlo della guerra. Quello che l'Italia ha saputo fare coraggiosamente, grazie anche alla figura di Alcide De Gasperi, è stato firmare un accordo che ha portato a risolvere una situazione che poteva portarci ad un conflitto violento. L'accordo sull'autonomia è una delle gemme che tiene in piedi questo Paese. La concessione dell'autonomia ma soprattutto il modo in cui la state usando». L'Accordo infatti fu unico nel suo genere in Europa in quanto prevedendo l'impegno dell'Italia a garantire, con misure speciali, la tutela e lo sviluppo culturale ed economico della popolazione di lingua tedesca, rovesciò il concetto fascista di integrazione di gruppi etnici diversi affermando il criterio del riconoscimento e del rispetto delle reciproche differenze. «L'Autonomia è una cosa molto complicata perché non può esistere una volta per tutte. Sempre ci sarà qualcosa che la metterà in discussione. Per questo bisogna saperla costruire ogni giorno. Il discorso sulle autonomie è un discorso che ha infinite sfaccettature e tra le quattro parole indicate dal governatore del Trentino quella che sceglierei è orgoglio. L'orgoglio di avere evitato nuovi conflitti, di aver mantenuto la pace. Mi piacerebbe che l'anno prossimo questa cerimonia acquistasse valore per l'intero Paese perché la vostra storia deve diventare una storia nazionale ed un esempio di come ci si autogoverna». Questi passaggi riportati dall’intervento del professor Mieli e l’auspicio da lui formulato affinché la giornata delle autonomie assuma valore per l’intero Paese hanno fornito lo spunto per la presentazione del presente disegno di legge. La proposta intende istituire dal prossimo 5 settembre, cogliendo l’occasione della ricorrenza del 70° anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, la Giornata nazionale dell’autonomia e dell'autogoverno responsabile delle comunità locali. Una giornata che permetterà non solo di percorrere i momenti tragici della storia del Trentino-Alto Adige/Südtirol e le ragioni storiche, politiche e culturali che hanno portato alla istituzione delle regioni a statuto speciale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, del Friuli Venezia Giulia, della Sardegna e della Sicilia, ma soprattutto di comprendere le ragioni profonde che militano a favore dell’autogoverno responsabile di ciascuna comunità locale; sono le tradizioni, la cultura, il linguaggio, le condizioni di inclusione sociale e di solidarietà che alimentano il senso di appartenenza al territorio e i rapporti tra territori. Sono realtà che non vanno intese come forme estreme di provincialismo in un mondo sempre più globalizzato, ma come una richezza per il Paese che da esse può ottenere quella partecipazione e quel consenso verso le istituzioni che sono alla base di ogni sistema democratico. A questo proposito vale la pena solo accennare come questa realtà fosse ben presente ai nostri Padri costituenti che con l’articolo 5 della Costituzione hanno voluto subito dare un segnale forte di cambiamento abbandonando il modello di Stato centralizzato, che aveva caratterizzato l’Italia dal suo nascere e che il fascismo aveva accentuato, per poi dedicare l’intero titolo V alle modalità organizzative, ai poteri e alle funzioni degli enti autonomi. Un titolo che è stato ampiamente rimaneggiato nel tempo e che ancora oggi è oggetto di attenzione riformatrice. Ciononostante non è mai venuto meno, nei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese, l’impegno a promuovere le autonome locali e a perseguirne il rafforzamento, principio che costituisce un criterio-guida per lo sviluppo dell’ordinamento statale unitario. L’istituzione, il 5 settembre di ogni anno, della Giornata nazionale dell’autonomia e dell’autogoverno responsabile delle comunità locali sarà un momento per riaffermare questo principio e per dibattere su tutte le ipotesi di riforma presenti.. 1 1 La Repubblica riconosce il giorno 5 settembre come «Giornata nazionale dell'autonomia e dell'autogoverno responsabile delle comunità locali», quale momento di riflessione sul valore dell'autonomia e quale occasione per approfondire il significato di autogoverno responsabile delle comunità locali. 2 La Giornata di cui al comma 1 è considerata solennità civile ai sensi dell'articolo 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260. Essa non determina riduzioni dell'orario di lavoro negli uffici pubblici né, qualora cada in giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54. 2 1 Nella Giornata di cui all'articolo l, gli enti locali, in collaborazione con l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), organizzano, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni, cerimonie, incontri e momenti di approfondimento per far capire il valore storico e quello attuale dell'autonomia e per diffondere una vera cultura della responsabilità e dell'autogoverno. 3 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 4 1 La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .