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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 273 PARRINI La seduta inizia alle ore 12,35. IN SEDE REFERENTE 2382 (d-l 105/2021 - Emergenza COVID-19 e sicurezza attività sociali ed economiche) DDL 2382 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (Esame e rinvio) Il senatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ), relatore, illustra il decreto-legge n. 105 del 202, che reca la proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza nazionale e detta una serie di misure urgenti allo scopo di fronteggiare l'attuale fase di emergenza epidemiologica nonché per consentire l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche. Il provvedimento, a seguito delle modifiche e integrazioni approvate dalla Camera dei deputati, si compone di 18 articoli e di un allegato. L'articolo 1 proroga al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale, in considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione dell'epidemia da Covid-19. L'articolo 2, in coordinamento con la proroga dello stato di emergenza, estende fino al 31 dicembre 2021 la facoltà di adottare provvedimenti di contenimento dell'emergenza sanitaria da Covid-19, ai sensi dei decreti-legge n. 19 e n. 33 del 2020. Dispone, inoltre, una serie di modifiche all'articolo 1 del decreto-legge n. 33 del 2021, al fine di aggiornare i parametri in base ai quali si determina il colore delle Regioni per l'applicazione di misure differenziate rispetto a quelle valide per la generalità del territorio nazionale, tenendo conto - con percentuali modificate rispetto alla normativa previgente - del parametro dell'incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva e del tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva. L'articolo 3 opera, con efficacia dal 6 agosto 2021, una revisione dei fini e degli ambiti per i quali è richiesta la certificazione verde Covid-19. In particolare, è subordinato al possesso di tale certificazione l'accesso ai seguenti servizi e ambiti: - servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, se al chiuso. Una disposizione inserita dalla Camera esclude l'obbligo del possesso della certificazione per i servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive, purché riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati; - spettacoli aperti al pubblico e competizioni sportive; - musei, altri istituti e luoghi della cultura, mostre; - piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso; - sagre, fiere, convegni e congressi; - centri termali, parchi tematici e di divertimento. Una norma inserita dalla Camera specifica che, per i centri termali, sono in ogni caso consentiti gli accessi necessari all'erogazione delle prestazioni rientranti nei LEA (livelli essenziali di assistenza) o allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche; - centri culturali e centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; - feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, secondo una modifica inserita dalla Camera; - concorsi pubblici. Dalle nuove disposizioni, che si applicano all'intero territorio nazionale, sono esclusi i soggetti che in ragione dell'età non rientrino nella campagna vaccinale contro il Covid-19 e quelli per i quali un'idonea certificazione medica attesti l'incompatibilità di tale vaccinazione con il proprio stato di salute. È demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'individuazione delle specifiche tecniche per la gestione in modalità digitale delle certificazioni in esame, al fine di assicurare, contestualmente alla verifica digitale, la protezione dei dati personali. I titolari o i gestori dei servizi e delle attività sono tenuti a verificare che l'accesso ai medesimi servizi e attività avvenga nel rispetto delle suddette nuove disposizioni. Vengono inoltre dettate alcune norme di coordinamento delle disposizioni introdotte con l'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021. Con una modifica introdotta dalla Camera è stato previsto che ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi Covid-19 sia disposto con legge dello Stato. L'articolo 4 dispone una serie di modifiche al decreto-legge n. 52 del 2021. Nello specifico: - abroga i commi 3 e 4 dell'articolo 1, eliminando alcune misure transitorie applicabili nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 31 luglio 2021; - modifica l'articolo 2- bis , includendo le sale d'attesa dei reparti delle strutture ospedaliere (oltre a quelle del dipartimento emergenze e accettazione) tra le strutture sanitarie nelle quali è consentito l'accesso agli accompagnatori dei pazienti non affetti da Covid-19, se muniti delle certificazioni verdi, e agli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, ai sensi della legge n. 104 del 1992. Durante l'esame alla Camera è stata aggiunta una disposizione che, nell'estendere ai centri di diagnostica e ai poliambulatori specialistici la possibilità di accesso per gli accompagnatori, prevede anche che per l'accesso alle prestazioni di pronto soccorso sia sempre necessario sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare, fatti salvi i casi di oggettiva impossibilità dovuta all'urgenza che saranno valutati dal personale sanitario; - modifica la disciplina relativa allo svolgimento, nelle zone bianche e gialle, di spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, da concerto e cinematografiche, in locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi, anche all'aperto, agli ingressi a musei e mostre, nonché alla partecipazione del pubblico agli eventi e alle competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale; - dispone alcune modifiche alla disciplina della certificazione verde concernenti la decorrenza della validità del certificato per i soggetti che in passato abbiano contratto un'infezione da virus SARS-CoV-2, il coordinamento delle disposizioni nazionali sui certificati verdi con le relative norme europee, la revisione delle norme transitorie relative a precedenti rilasci dei certificati. Interventi emendativi della Camera hanno prolungato da nove a dodici mesi la validità della certificazione verde e hanno specificato che il test molecolare può essere eseguito su un campione salivare, nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della salute; - estende l'ambito di applicazione della disciplina sanzionatoria prevista anche alla violazione dei nuovi obblighi in materia di impiego delle certificazioni verdi Covid-19 e introduce, nel caso di reiterate violazioni da parte dei titolari o dei gestori dei servizi e delle attività dell'obbligo di verifica dell'effettivo possesso della certificazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da uno a dieci giorni. La disposizione specifica infine che le condotte di alterazione o falsificazione, aventi ad oggetto le certificazioni verdi, in formato analogico e digitale, costituiscono illeciti penali, sanzionati con le pene previste dal codice penale per i delitti di falsità in atti. L'articolo 4- bis , inserito durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, modifica l'articolo 1- bis del decreto-legge n. 44 del 2021, al fine di chiarire che la possibilità di visita da parte dei familiari degli ospiti di strutture di ospitalità e di lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice , strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani anche non autosufficienti, è consentita mediante certificazione verde Covid-19 con cadenza giornaliera e che gli stessi sono ammessi anche a prestare assistenza quotidiana nel caso di ospiti non autosufficienti, a condizione che siano assicurate idonee misure di protezione individuale. L'articolo 5 è volto ad assicurare, fino al 30 novembre 2021 (termine così modificato dalla Camera, in luogo del 30 settembre 2021 indicato nel testo originario del decreto), la somministrazione, presso le farmacie e altre strutture sanitarie, di test antigenici rapidi a prezzi contenuti. A tal fine è autorizzata, per il 2021, la spesa di 45 milioni di euro. Con una modifica introdotta dalla Camera, è stata inoltre prevista la definizione da parte del Ministero della salute, tramite un apposito Protocollo d'intesa stipulato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle farmacie, delle procedure e delle condizioni alle quali svolgere i servizi di vaccinazione antinfluenzale nelle farmacie aperte al pubblico. L'articolo 6 proroga fino al 31 dicembre 2021 i termini delle disposizioni legislative contenute nell'allegato A del decreto-legge in esame. Per far fronte alla grave carenza di personale sanitario e sociosanitario sul territorio nazionale, il nuovo articolo 6- bis dispone la proroga al 31 dicembre 2022 del regime di deroga già previsto dalla normativa vigente per le qualifiche professionali sanitarie e degli operatori sociosanitari. Tale deroga consente di esercitare, in via temporanea, su tutto il territorio nazionale, con qualifiche conseguite all'estero e regolate da specifiche direttive dell'Unione europea, anche presso strutture sanitarie private o accreditate, purché impegnate nell'emergenza da Covid-19. L'articolo 7 proroga dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 l'efficacia delle disposizioni speciali che disciplinano l'esercizio dell'attività giurisdizionale durante l'emergenza sanitaria. Si tratta di previsioni relative allo svolgimento dei processi civili e penali nonché dei procedimenti relativi agli arbitrati rituali e alla magistratura militare. Una disposizione transitoria esclude l'applicabilità di specifici profili della disciplina emergenziale alle udienze civili e penali già fissate per la trattazione tra il 1° agosto e il 30 settembre 2021. L'articolo 7- bis , inserito dalla Camera, è volto a consentire nel processo amministrativo, fino al 31 dicembre 2021, la trattazione da remoto delle cause per cui non sia possibile la presenza fisica in udienza di singoli difensori o, in casi eccezionali, di singoli magistrati, limitatamente a situazioni eccezionali correlate a provvedimenti assunti dalla pubblica autorità per contrastare la pandemia da Covid-19. L'articolo 8 interviene sull'articolo 85 del decreto-legge n. 18 del 2020 (c.d. "cura Italia"), al fine di ricondurre a pieno regime la collegialità della sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. L'articolo 9 stabilisce l'estensione fino al 31 ottobre 2021 di una disciplina temporanea, relativa ai "lavoratori fragili", che ha già trovato applicazione per il periodo dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020 e per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. Tale disciplina prevede per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, rientranti in determinate ipotesi, la possibilità, di norma, di svolgimento del lavoro in modalità agile, anche attraverso la destinazione a diversa mansione, ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, o attraverso lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale, anche da remoto. L'articolo 10 - in considerazione dell'emergenza epidemiologica - esonera fino al 31 marzo 2022 le guardie giurate da impiegare in servizi antipirateria dalla frequentazione dei corsi teorico-pratici individuati dal Ministero dell'interno. L'articolo 11 dispone che una quota della dotazione del Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse, istituito con il decreto-legge n. 73 del 2021 (c.d. "sostegni"), sia destinata in via prioritaria alle attività che alla data del 23 luglio 2021 (data di entrata in vigore del decreto-legge in esame) risultavano chiuse in conseguenza dell'adozione delle misure di prevenzione adottate ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto-legge n. 19 del 2020. L'articolo 12 detta disposizioni finali e di coordinamento. L'articolo 13 reca disposizioni finanziarie. Il nuovo articolo 13- bis prevede la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali. Infine, l'articolo 14 dispone sull'entrata in vigore del decreto-legge. L'allegato A reca l'elenco delle disposizioni oggetto di proroga ai sensi dell'articolo 6. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) si sofferma sull'articolo 3 del provvedimento, che amplia il novero degli ambiti per i quali è richiesto il certificato verde. Sottolinea che si introduce una disparità di trattamento tra chi è vaccinato e chi non lo è sulla base di dati scientifici non acclarati in merito alla capacità del vaccino di interrompere la catena del contagio e alla quantificazione precisa della riduzione della trasmissibilità del virus. A suo avviso, infatti, nella rilevazione dei dati, l'Istituto superiore di sanità avrebbe commesso tre errori logico-statistici, che condurrebbero a sovrastimare la capacità del vaccino di ridurre il contagio. Innanzitutto, per il calcolo del tasso di positività, sono state messe in rapporto la platea dei vaccinati e quella dei non vaccinati, senza considerare che il numero dei tamponi effettuati è molto più elevato tra i non vaccinati, costretti a ripeterli ogni 48 ore per partecipare alla vita sociale. In secondo luogo, è stato preso in esame il periodo tra aprile e agosto, ma nei primi tre mesi la variante delta - a fronte della quale i vaccini sono meno efficaci - non era ancora prevalente rispetto alle altre varianti. Infine, rileva che, nella platea dei non vaccinati, sono stati considerati anche i positivi che avevano ricevuto la prima dose da meno di 14 giorni. Ciò, a suo avviso, non è corretto perché è incerto il periodo necessario per sviluppare anticorpi così come quello di incubazione del virus. Chiede pertanto di ricevere un chiarimento in merito agli aspetti evidenziati. La senatrice MALPEZZI ( PD ) rileva che, al di là delle questioni sollevate dal senatore Crucioli, attualmente le persone che muoiono a causa del Covid-19 sono per oltre il 90 per cento non vaccinate; un dato analogo riguarda anche i ricoverati in terapia intensiva. Ciò dimostra in modo evidente che i vaccinati, sebbene possano comunque essere contagiati, si ammalano in modo meno grave e quindi non provocano una saturazione dei posti in terapia intensiva. È questo, infatti, ciò che bisogna evitare, per non compromettere la capacità di cura anche delle altre patologie. A suo avviso, il vaccino è lo strumento essenziale per tutelare quanto più possibile la salute di tutti e fare in modo che non si ripetano le drammatiche scene che hanno contrassegnato i primi periodi della pandemia, soprattutto in Lombardia. Conseguentemente, il certificato verde è indispensabile anche per la ripresa delle attività economiche e sociali. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ), a nome del Gruppo, sottolinea il proprio orientamento favorevole sul provvedimento in titolo, che è volto a favorire la tutela della salute pubblica e la ripresa delle attività economiche e commerciali. In contrasto con i cosiddetti negazionisti, che diffondono spesso notizie false, paragonando il Covid-19 a una banale influenza, ritiene si debba avere fiducia nella scienza e nella medicina, che finora hanno consentito l'allungamento della vita delle persone e l'accrescimento della popolazione mondiale. Al fine di recuperare lo stile di vita antecedente alla pandemia, soprattutto la libertà di circolazione, auspica il proseguimento della campagna vaccinale e la massima estensione possibile della certificazione verde. La validità di questi strumenti è dimostrata dal fatto che i vaccinati non contraggono la malattia in modo grave, come evidenziano i dati attuali su ricoveri in terapia intensiva e decessi. Sottolinea, inoltre, che chi rifiuta di vaccinarsi non solo arreca un danno alla propria salute, ma pesa anche sulla collettività dal punto di vista economico, se si considera che l'onere per un posto in terapia intensiva può arrivare a 20.000 euro, a seconda della gravità del paziente. La senatrice DE PETRIS ( Misto-LeU-Eco ) sottolinea che il certificato verde è uno strumento che consente la ripresa della vita sociale in sicurezza. In ogni caso, sarebbe bene cercare di risolvere il problema della carenza di vaccini per i Paesi poveri, anche per evitare il proliferare di ulteriori varianti nei cui confronti gli attuali sieri potrebbero risultare inefficaci. Come emerge dai dati dell'OMS, a quei Paesi è stato consegnato solo il 15 per cento delle fiale che l'Unione europea avrebbe dovuto fornire. Anche gli impegni assunti dal Governo italiano, a seguito delle risoluzioni approvate da Camera dei deputati e Senato sulla sospensione dei brevetti per i vaccini o l'accelerazione del rilascio delle licenze, sono stati disattesi. La senatrice GRANATO ( Misto-l'A.c'è-LPC ) ritiene che il certificato verde sia inefficace per il contenimento della pandemia, considerato che questa estate il numero dei contagi è stato molto più elevato rispetto all'anno scorso. Sottolinea, inoltre, la carenza di un'adeguata letteratura scientifica non solo sulla capacità dei vaccini di impedire la diffusione del virus, ma anche sugli effetti avversi anche gravi dopo la loro inoculazione, dovuti probabilmente alla mancanza di tempo per testarli in modo approfondito. Evidenzia che, dall'inizio della campagna di vaccinazione, la banca dati europea EudraVigilance ha ricevuto più di 20.000 segnalazioni di decessi correlati ai vaccini e circa 2 milioni di reazioni avverse, molte di esse anche gravi. A suo avviso, questi dati dovrebbero rendere preferibile la cura domiciliare, che invece - a suo avviso - è colpevolmente inibita dallo stesso Ministero della salute. Critica l'estensione per legge, a 12 mesi, della validità della copertura vaccinale, che secondo le stesse indicazioni dell'AIFA dovrebbe essere invece limitata a nove mesi: non sarebbe corretto, pertanto, raggiungere in questo modo l'immunità di gregge. Ravvisa quindi una mancanza di proporzionalità e ragionevolezza nella misura adottata, che limita fortemente i diritti costituzionali fondamentali dei cittadini, senza un motivo valido scientificamente accertato. A suo avviso, si intende imporre di fatto un obbligo vaccinale, senza una correlata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni statali. Chiede pertanto al Governo di fornire i chiarimenti richiesti dal senatore Crucioli in merito ai dati circa l'effettiva efficacia dei sieri. Il senatore MALAN ( FdI ) ritiene innanzitutto necessario che le autorità sanitarie italiane garantiscano la massima trasparenza dei dati e delle informazioni, a partire dagli effetti collaterali dei vaccini, come avviene già in altri Paesi. Solo a seguito di un'accurata e dettagliata informazione, infatti, chi si sottopone alla vaccinazione potrà prestare il proprio "consenso informato". Per esempio, nota che i casi di miocardite o pericardite registrati in Italia sono stranamente molto più rari che in Svizzera, Stati Uniti e Israele. È grave, tra l'altro, che il Governo non risponda alle interrogazioni parlamentari volte a ottenere chiarimenti su questi aspetti. Ritiene pericoloso, infine, l'argomento per cui bisogna vaccinarsi per evitare di occupare i posti in terapia intensiva: se ne potrebbe dedurre allora anche l'obbligo di adottare uno stile di vita corretto, per non gravare in generale, sul sistema sanitario nazionale. Il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale. Il relatore RUOTOLO ( Misto-LeU-Eco ) e il rappresentante del GOVERNO rinunciano a intervenire in replica. Il senatore CRUCIOLI ( Misto-l'A.c'è-LPC ) chiede che la Commissione acquisisca, quanto meno per la seduta già convocata per le ore 15, gli elementi di valutazione statistica da lui richiesti al Governo. Il PRESIDENTE precisa che il Governo ha la facoltà - e non l'obbligo - di intervenire in qualsiasi momento per fornire informazioni e chiarimenti. In considerazione della calendarizzazione in Assemblea alle ore 16,30, propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti e ordini del giorno per le ore 14,30. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 e Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVI, n. 4 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVII, n. 4 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 (Parere alla 14ª Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 3 agosto scorso. Il PRESIDENTE avverte che il relatore, nella giornata di ieri, ha già inviato ai componenti della Commissione il testo degli schemi di parere, pubblicati in allegato. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ), a nome del Gruppo, anticipa un voto di astensione sullo schema di parere relativo alla relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020, più che altro per senso di responsabilità. A suo avviso, infatti, per un esame più approfondito, il Governo dovrebbe fornire la tabella, solitamente presente nel Documento, di confronto tra gli obiettivi prospettati e le azioni concretamente poste in essere. Per quanto riguarda invece la Relazione programmatica, evidenzia la necessità di un aggiornamento del Documento, sia per quanto riguarda le relazioni tra Paesi dell'Unione e quelli extraeuropei, sia con riferimento al fenomeno migratorio. Da un lato, infatti, sarebbe necessaria una integrazione alla luce dei fatti avvenuti in Afghanistan in agosto; dall'altro, ritiene si debba prendere atto che gli accordi del Vertice di Malta non possono essere considerati un punto di riferimento anche per il futuro, come proposto nella Relazione, in quanto sono basati sull'adesione volontaria dei Paesi al programma di ricollocamento dei migranti, mentre il Governo stesso intende sostenere l'ipotesi dell'obbligatorietà del meccanismo di redistribuzione. Presenta quindi le seguenti proposte di integrazione dello schema di parere: - alle premesse, chiede di aggiungere la seguente: "nell'ambito della seconda parte relativa alle politiche strategiche, sviluppa tra le iniziative prioritarie programmatiche il raggiungimento di un compromesso equilibrato nel nuovo Patto europeo su migrazione ed asilo e la gestione della dimensione esterna della migrazione;" - chiede poi di inserire le seguenti osservazioni: "che, relativamente alle politiche sulla migrazione, il Governo si adoperi in sede europea al fine di: assumere tutte le iniziative ritenute utili per promuovere un rafforzamento delle frontiere esterne dell'Unione Europea al fine di contrastare i flussi migratori irregolari e la criminalità organizzata ad essa connessa; impegnarsi, anche con l'obiettivo di disincentivare le partenze, a sostenere la creazione nei Paesi di transito e partenza di appositi centri in cui avviare gli immigrati al fine verificare subito l'eventuale sussistenza dei requisiti richiesti per essere ammessi alla concessione del diritto d'asilo; monitorare gli effetti delle politiche in tema di immigrazione portate avanti da altri Paesi europei, come la Danimarca, al fine di valutare l'opportunità di interventi legislativi nazionali similari; promuovere una politica migratoria dell'Unione europea che sia parte integrante dell'azione esterna dell'UE, al fine di giungere a stabili accordi bilaterali con i paesi di transito e di partenza; nel nuovo quadro europeo per la migrazione e l'asilo attualmente in discussione, superare la via tracciata dalla Conferenza di Malta, dimostratasi inefficace, eliminando elementi distorsivi dell'attuale sistema, quale tra gli altri l'iniquo principio dello stato di primo approdo ed inserendo un'obbligatorietà per tutti i Paesi europei; assicurarsi, nelle more di una riforma organica delle politiche di contenimento dell'immigrazione, che gli Stati di bandiera delle navi che effettuano operazioni di salvataggio in mare si assumano la responsabilità nell'indicazione di un porto di sbarco (o di sbarco nel proprio porto in caso di Paesi che si affaccino sul Mar Mediterraneo), e definire parallelamente il principio di rotazione obbligatoria dei porti di sbarco". Il PRESIDENTE , per consentire al relatore e ai commissari di valutare le proposte di integrazione presentate, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 13,10. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO LXXXVI, n. 4 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO LXXXVI, n. 4 La Commissione, esaminato il documento in titolo, premesso che la Relazione dà conto degli impegni prioritari che il Governo intende assumere nell'ambito della partecipazione dell'Italia all'Unione europea; considerato che: in merito alle questioni istituzionali, viene indicato l'impegno dell'Italia nella partecipazione attiva ai lavori della Conferenza sul futuro dell'Europa, volta a promuovere un rinnovamento dell'Unione, aperto alle istanze dei parlamenti nazionali e della società civile e destinato a risolversi in concrete proposte per riformare l'assetto istituzionale dell'UE e le sue politiche. Si conferma, inoltre, la partecipazione del Governo italiano all'elaborazione delle politiche volte al miglioramento della qualità della regolamentazione, con particolare riferimento alla neo-istituita piattaforma Fit for future, chiamata a valutare se la normativa europea vigente riesca a conseguire gli obiettivi in modo efficiente; nell'ambito della macro tematica dell'innovazione e digitalizzazione, la Relazione evidenzia l'obiettivo di favorire la diffusione delle competenze digitali e la riduzione del divario digitale; ulteriori azioni sono previste per favorire lo sviluppo di infrastrutture digitali e cloud sicure e all'avanguardia: il Governo è attivo, in particolare, nel sostegno alla transizione verso un modello cloud first per la pubblica amministrazione. Con riferimento alla diffusione dei servizi e delle piattaforme digitali, il Governo intende garantire un accesso digitale semplice, sicuro ed eco sostenibile ai servizi della pubblica amministrazione, facilitandone l'interazione con il cittadino e mettendo a disposizione di quest'ultimo una serie di servizi online . La Relazione dà conto anche di iniziative previste per incrementare l'utilizzo dell'identità digitale da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché per individuare e sviluppare gli strumenti di tutela giuridica connessi al processo di innovazione e digitalizzazione; in tema di sicurezza cibernetica, il Governo seguirà il negoziato della "Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione, che abroga la direttiva (UE) 2016/1148" (cosiddetta NIS 2), rappresentando le istanze nazionali in un'ottica di costante dialogo tra la dimensione europea e nazionale della sicurezza cibernetica; particolare rilievo assumono gli obiettivi in tema di semplificazione ed efficienza della pubblica amministrazione, perseguiti attraverso l'implementazione delle azioni delineate dall'Agenda per la semplificazione 2020-2023 e l'individuazione di priorità strategiche di intervento, anche alla luce della necessità di eliminare vincoli burocratici e di ridurre tempi e costi delle procedure per favorire la ripresa a seguito dell'emergenza epidemiologica; la Relazione affronta anche la tematica del servizio civile universale che, nell'attuale situazione di emergenza Covid, ha assunto ancora più significato e valore civico; con riguardo alla capacità di reclutamento delle amministrazioni pubbliche, il Governo intende progettare sistemi di reclutamento, basati su nuovi sistemi gestionali e organizzativi delle procedure concorsuali (in forma digitale e decentrata), per modernizzare e accelerare i processi di selezione del personale pubblico; nell'ambito dell'area tematica "Promozione dei valori comuni europei", il Governo intende raggiungere un compromesso equilibrato che valorizzi il principio di solidarietà, nell'ambito delle proposte normative conseguenti al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo - presentato dalla Commissione europea il 23 settembre 2020 - e si impegna ad assicurare una gestione della dimensione esterna della migrazione attenta al contenimento dei flussi e al rispetto dei diritti umani. In particolare, nel corso dei negoziati, l'Italia intende proporre la previsione dell'obbligatorietà del meccanismo di redistribuzione dei migranti, quantomeno per le persone arrivate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso in mare, e un ampliamento delle nazionalità dei migranti che possono accedere alla ricollocazione; con riferimento al tema della sicurezza, l'Italia conferma il proprio sostegno al programma di iniziative già condivise a livello di Unione europea e si impegna per favorire un ritorno al normale funzionamento della libera circolazione nell'Area Schengen nonché il conseguente superamento delle misure prese da diversi Stati membri in connessione con l'allerta sicurezza e con il diffondersi dell'emergenza sanitaria; ulteriori azioni sono previste per la riduzione delle disparità tra uomini e donne nei vari settori della vita sociale ed economica e per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne; anche la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani rappresentano una priorità politica del Governo che si impegna nella programmazione delle risorse finanziarie destinate agli interventi di assistenza e integrazione sociale delle vittime; la Relazione dà conto della prospettata riforma del Meccanismo unionale di protezione civile, con particolare riferimento ai rischi potenziali per il sistema italiano di protezione civile, esprime, per quanto di propria competenza, parere favorevole. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO LXXXVII, n. 4 SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DOCUMENTO LXXXVII, n. 4 La Commissione, esaminato il documento in titolo, premesso che nella presentazione del documento viene sottolineato come l'eccezionalità dell'anno trascorso abbia pesantemente condizionato il perseguimento degli obiettivi programmati, richiedendo una straordinaria capacità di adattamento in termini di rimodulazione di strategie e impegni; considerato che: nel capitolo relativo alle politiche sulla migrazione, si dà conto delle questioni connesse alla gestione dei flussi migratori e della complessa dialettica europea, sottolineando l'attività di pressione svolta dal Governo affinché gli arrivi di immigrati irregolari e di richiedenti asilo in Europa non fossero considerati un tema di esclusiva competenza degli Stati di frontiera esterna; nell'ambito dei progetti di cooperazione, sono richiamate le azioni portate avanti dal Governo in collaborazione con Frontex; nel capitolo "Affari sociali", rilevano le iniziative di promozione delle politiche della parità di genere e per l'antidiscriminazione, temi di particolare rilievo nel quadro della pandemia da Covid-19 che ha inciso in modo particolarmente negativo sulla componente femminile della società e ha acuito le diseguaglianze preesistenti; nel capitolo "Giustizia e affari interni", sono illustrati i risultati conseguiti in materia di sicurezza dei cittadini, con particolare riferimento al contrasto del terrorismo e dei fenomeni di estremismo violento. Si sottolinea, in particolare, come l'Italia abbia continuato a mantenere alta l'attenzione sul contrasto alla criminalità organizzata, tema la cui priorità non risulta sempre percepita a livello europeo. La Relazione richiama, infine, il sostegno italiano all'iniziativa legislativa della Commissione europea per rafforzare il mandato di Europol; con riguardo al settore della protezione civile, il documento ricorda come la pandemia abbia contribuito a modificare in modo sostanziale le attività condotte in ambito europeo e come la proposta di riforma del Meccanismo unionale, volta a rendere questo strumento un meccanismo di gestione delle crisi intersettoriali, presenti alcuni potenziali rischi per il sistema italiano di protezione civile; in materia di riforma delle pubbliche amministrazioni e semplificazione, la Relazione illustra la partecipazione italiana, nel corso del 2020, alle principali iniziative europee nel campo della modernizzazione del settore pubblico, sottolineando, in particolare, come l'epidemia da Covid-19 abbia reso particolarmente urgente una stringente e chiara programmazione delle future attività, raggiunta attraverso l'approvazione del programma Semplificazione per la ripresa: Agenda 2020-2023; viene poi dato conto dei risultati conseguiti nel processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione, con particolare riferimento alla strategia cloud , alla procedura di rilascio della firma elettronica avanzata, ai servizi di conservazione dei documenti informatici nonché allo sviluppo di specifiche aree progettuali; infine, tra i risultati conseguiti, la Relazione richiama in particolare l'adozione del regolamento che revisiona il quadro normativo in materia di statistiche sulla migrazione, esprime, per quanto di propria competenza, parere favorevole.