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Modifiche alla tabella A al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, in materia di aliquota agevolata dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai libri pubblicati su supporto elettronico. Onorevoli Senatori. -- L'imposta sul valore aggiunto (IVA) è un'imposta sui consumi con caratteristiche di un tributo cosiddetto «plurifase» applicato sul valore aggiunto che normalmente grava sul consumatore finale (contribuente di fatto), anche se adempimenti contabili e versamento all'erario competono e gravano sui consumatori intermedi, titolari di partita IVA (contribuente di diritto). L'imposta viene quindi pagata in tutti i passaggi intermedi nella misura corrispondente all'incremento che il bene o il servizio subisce. Il criterio di applicazione dell'IVA plurifase è quello generalmente utilizzato in Italia in armonia alle direttive dell'Unione europea in materia. Nel settore dell'editoria il pagamento dell'IVA spetta a un solo soggetto, l'editore, restando valido il fatto che il consumatore finale sarà quello che si farà carico dell'imposta. Nel commercio di prodotti editoriali la cessione soggetta a IVA si realizza tra editore e consumatore finale, mentre i soggetti intermedi non sono né giuridicamente, né fiscalmente parti della compravendita. L'aliquota ridotta dell'IVA del 4 per cento è prevista per giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici (anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti; sono esclusi i cataloghi diversi da quelli di informazione libraria), edizioni musicali a stampa, carte geografiche (compresi i globi stampati), atti e pubblicazioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e carta occorrente per la stampa degli stessi, materiale tipografico e simile attinente alle campagne elettorali se commissionato dai candidati o dalle liste degli stessi o dai partiti e movimenti politici. In base a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ferma restando l'eventuale aliquota ridotta prevista dall'allegata tabella A, il regime speciale è applicabile a condizione che i prodotti ceduti siano classificabili in una delle categorie di prodotti editoriali «stampati» (necessità del supporto cartaceo), abbiano il prezzo di vendita in copertina (o in un allegato contenente anche il titolo dell'opera e l'indicazione dell'editore), siano giornali quotidiani, periodici, libri, relativi supporti integrativi o cataloghi. I nuovi supporti digitali ( personal computer, tablet, smartphone , eccetera) consentono la fruizione di libri, periodici e quotidiani anche non cartacei ma, inspiegabilmente, l'aliquota dell'IVA per i testi digitali è stabilita al 21 per cento. Siamo in una fase in cui il Paese sta attraversando una gravissima crisi economica con effetti devastanti sulle finanze dei cittadini, che vengono vessati da ogni genere di tasse e imposte e in un momento in cui, a causa del rincaro dei prezzi al consumo anche causato dal recente aumento dell'IVA, ogni famiglia a fine anno spenderà, tra maggiori tasse e aumento del costo della vita, 3.500 euro in più rispetto all'anno precedente. Da un'analisi dell'osservatorio Findomestic sui consumi degli italiani emerge, infatti, che più di una famiglia su cinque attinge ai propri risparmi o a finanziamenti per poter fare fronte alle spese. Con questo disegno di legge proponiamo l'applicazione di un'identica aliquota ridotta dell'IVA al 4 per cento sulle pubblicazioni cartacee ed elettroniche, anche distribuite attraverso piattaforma telematica, al fine di incentivare alla lettura, accrescere la diffusione di testi, agevolare il risparmio delle famiglie, rispettare l'ambiente e diffondere prodotti eco compatibili, fruibili, facilmente aggiornabili e interattivi.. Art. 1. 1. Ai numeri 18) e 35) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, dopo la parola: «libri» sono inserite le seguenti: «anche se fissati su supporto diverso da quello cartaceo e distribuiti attraverso piattaforma telematica». 2. All'onere derivante dall'attuazione dei numeri 18) e 35) della tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come modificati dal comma 1 del presente articolo, pari a 1 milione di euro per l'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.