Document Type: ddlmess
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Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio. Attesto che il Senato della Repubblica, il 1° aprile 2015, ha approvato il seguente disegno di legge, risultante dall'unificazione dei disegni di legge n. 19, d'iniziativa dei senatori Grasso, Astorre, Capacchione, Cirinnà, Cuomo, D’Adda, Fedeli, Gatti, Rita Ghedini, Guerrieri, Mineo, Moscardelli, Parente, Puglisi, Puppato, Saggese, Scalia, Sollo, Zanda, Bubbico, Di Giorgi, Lucherini, Favero, Elena Ferrara, Padua, Ricchiuti, Zanoni, Albano, Orrù, Pezzopane, Lo Giudice e Spilabotte; n. 657, d’iniziativa dei senatori Lumia, Casson, Capacchione, Cirinnà, Filippin e Lo Giudice; n. 711, d’iniziativa dei senatori De Cristofaro, De Petris, Barozzino, Cervellini, Petraglia, Stefano e Uras; n. 810, d’iniziativa dei senatori Lumia, Casson, Capacchione, Cirinnà, Filippin, Ginetti e Lo Giudice; n. 846, d’iniziativa dei senatori Airola, Buccarella, Cappelletti e Giarrusso; n. 847, d’iniziativa dei senatori Cappelletti, Airola, Buccarella e Giarrusso; n. 851, d’iniziativa dei senatori Giarrusso, Airola, Buccarella e Cappelletti; n. 868, d’iniziativa dei senatori Buccarella, Airola, Cappelletti, Giarrusso, Morra, Anitori, Battista, Bencini, Bertorotta, Bignami, Blundo, Bocchino, Bottici, Bulgarelli, Campanella, Casaletto, Castaldi, Catalfo, Ciampolillo, Cioffi, Cotti, Crimi, De Pietro, Donno, Endrizzi, Fattori, Fucksia, Gaetti, Girotto, Lezzi, Lucidi, Martelli, Marton, Molinari, Montevecchi, Moronese, Mussini, Nugnes, Orellana, Paglini, Pepe, Petrocelli, Puglia, Maurizio Romani, Santangelo, Scibona, Serra, Simeoni, Taverna e Vacciano:. all'articolo 32- ter , secondo comma, la parola: «tre» è sostituita dalla seguente: «cinque»; all'articolo 32- quinquies , la parola: «tre» è sostituita dalla seguente: «due»; all’articolo 35, secondo comma, le parole: «quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi» e le parole: «due anni» sono sostituite dalle seguenti: «tre anni»; all'articolo 314, primo comma, le parole: «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da quattro anni a dieci anni e sei mesi»; all'articolo 318, le parole: «da uno a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a sei anni»; all'articolo 319, le parole: «da quattro a otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dieci anni»; al primo comma, le parole: «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni»; al secondo comma, le parole: «da cinque a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a quattordici anni» e le parole: «da sei a venti anni» sono sostituite dalle seguenti: «da otto a venti anni»; all'articolo 319- quater , primo comma, le parole: «da tre a otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei anni a dieci anni e sei mesi»; è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319- ter , 319- quater , 320, 321, 322 e 322- bis , per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite, la pena è diminuita da un terzo a due terzi»; la rubrica è sostituita dalla seguente: «Circostanze attenuanti». Dopo il terzo comma dell’articolo 165 del codice penale è inserito il seguente: «Nei casi di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319- ter , 319- quater , 320 e 322- bis , la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento di una somma equivalente al profitto del reato ovvero all’ammontare di quanto indebitamente percepito dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, a titolo di riparazione pecunaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, ovvero, nel caso di cui all’articolo 319- ter , in favore dell’amministrazione della giustizia, fermo restando il diritto all’ulteriore eventuale risarcimento del danno». L'articolo 317 del codice penale è sostituito dal seguente: «Art. 317. -- (Concussione) . -- Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni». Dopo l'articolo 322- ter del codice penale è inserito il seguente: «Art. 322- quater . -- (Riparazione pecuniaria) . -- Con la sentenza di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319- ter , 319- quater , 320 e 322- bis , è sempre ordinato il pagamento di una somma pari all'ammontare di quanto indebitamente ricevuto dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di un pubblico servizio a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell'amministrazione cui il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio appartiene, ovvero, nel caso di cui all'articolo 319- ter , in favore dell'amministrazione della giustizia, restando impregiudicato il diritto al risarcimento del danno». al primo comma, le parole: «da sette a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dieci a quindici anni»; al secondo comma, le parole: «da nove a quattordici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dodici a diciotto anni»; al quarto comma, le parole: «da nove a quindici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da dodici a venti anni» e le parole: «da dodici a ventiquattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «da quindici a ventisei anni». All'articolo 444 del codice di procedura penale, dopo il comma 1- bis è inserito il seguente: «1- ter. Nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319- ter, 319- quater e 322- bis del codice penale, l'ammissibilità della richiesta di cui al comma 1 è subordinata alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato». All'articolo 129, comma 3, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando esercita l'azione penale per i delitti di cui agli articoli 317, 318, 319, 319- bis , 319- ter , 319- quater , 320, 321, 322, 322- bis , 346- bis , 353 e 353- bis del codice penale, il pubblico ministero informa il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, dando notizia dell’imputazione». All'articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo la lettera f) è inserita la seguente: « f- bis ) esercita la vigilanza e il controllo sui contratti di cui agli articoli 17 e seguenti del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163». All’articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Le stazioni appaltanti sono tenute altresì a trasmettere le predette informazioni ogni semestre alla Commissione di cui al comma 2». All'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, dopo il comma 32 è inserito il seguente: «32- bis . Nelle controversie concernenti le materie di cui al comma 1, lettera e), dell'articolo 133 del codice di cui all’allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il giudice amministrativo trasmette alla Commissione ogni informazione o notizia rilevante emersa nel corso del giudizio che, anche in esito a una sommaria valutazione, ponga in evidenza condotte o atti contrastanti con le regole della trasparenza». L'articolo 2621 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 2621. -- (False comunicazioni sociali) . -- Fuori dai casi previsti dall'articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi». Dopo l'articolo 2621 del codice civile sono inseriti i seguenti: «Art. 2621- bis . (Fatti di lieve entità) . -- Salvo che costituiscano più grave reato, si applica la pena da sei mesi a tre anni di reclusione se i fatti di cui all'articolo 2621 sono di lieve entità, tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta. Salvo che costituiscano più grave reato, si applica la stessa pena di cui al comma precedente quando i fatti di cui all'articolo 2621 riguardano società che non superano i limiti indicati dal secondo comma dell'articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. In tale caso, il delitto è procedibile a querela della società, dei soci, dei creditori o degli altri destinatari della comunicazione sociale. Art. 2621- ter. (Non punibilità per particolare tenuità) -- Ai fini della non punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all'articolo 131- bis del codice penale, il giudice valuta, in modo prevalente, l'entità dell'eventuale danno cagionato alla società, ai soci o ai creditori conseguente ai fatti di cui agli articoli 2621 e 2621- bis ». L'articolo 2622 del codice civile è sostituito dal seguente: «Art. 2622. (False comunicazioni sociali delle società quotate) -- Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico consapevolmente espongono fatti materiali non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da tre a otto anni. Alle società indicate nel comma precedente sono equiparate: 1) le società emittenti strumenti finanziari per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea; 2) le società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un sistema multilaterale di negoziazione italiano; 3) le società che controllano società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea; 4) le società che fanno appello al pubblico risparmio o che comunque lo gestiscono. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi». l'alinea è sostituito dal seguente: «In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie:»; la lettera a) è sostituita dalla seguente: « a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2621 del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote»; dopo la lettera a) è inserita la seguente: « a - bis) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2621- bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da cento a duecento quote»; la lettera b) è sostituita dalla seguente: « b) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall'articolo 2622 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote»; la lettera c) è abrogata.