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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 22 COLTORTI La seduta inizia alle ore 15,35. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI Il PRESIDENTE comunica che nel corso dell'audizione informale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) svolta oggi dinanzi all'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, è stata acquisita documentazione che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che sono state programmate, per le prossime settimane, le audizioni sulle attività di ENAV, ACI, Poste Italiane Spa ed ENAC. La Commissione prende atto. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che il senatore Margiotta, a nome del proprio Gruppo, ha appena richiesto per iscritto che la pubblicità dei lavori odierni sia assicurata anche con le modalità previste dall'articolo 33, comma 4 del Regolamento. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) precisa che la richiesta ha ad oggetto l'esame in sede consultiva della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2018. Il senatore SANTILLO ( M5S ) e la senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) si dichiarano favorevoli alla richiesta. Il PRESIDENTE , rilevando l'unanime consenso al riguardo, procede a trasmettere immediatamente la richiesta dell'attivazione della pubblicità dei lavori al Presidente del Senato. IN SEDE REDIGENTE Ddl 787 - mezzi elettrici negli aeroporti DDL 787 Disposizioni per la sostituzione di automezzi e attrezzature alimentati con motori endotermici con automezzi e attrezzature a trazione elettrica negli aeroporti individuati dall'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 (Discussione e rinvio) Il PRESIDENTE avverte che, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del Regolamento, della procedura verrà redatto resoconto stenografico. La relatrice DI GIROLAMO ( M5S ) illustra il provvedimento in titolo che, in linea con gli obiettivi annunciati dal Governo in tema di mobilità sostenibile e di diffusione di mezzi di trasporto a basso impatto, intende contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e migliorare il livello di sostenibilità ambientale nei tre aeroporti che rivestono il ruolo di gate intercontinentali - vale a dire Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia - proponendo la sostituzione o la conversione degli automezzi alimentati da motori endotermici, utilizzati in tali aeroporti, con automezzi e attrezzature a trazione elettrica. Il disegno di legge, a prima firma del senatore Santillo, assegnato alla Commissione in sede redigente, consta di cinque articoli. L'articolo 1 delimita l'ambito di applicazione delle disposizioni introdotte agli aeroporti individuati dall'articolo 1, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 201 del 2015, che classifica come "aeroporti di interesse nazionale" 38 aeroporti, suddivisi in 10 bacini territoriali di traffico. Tra questi, dodici aeroporti sono qualificati quali aeroporti di particolare rilevanza strategica, ovvero: Milano Malpensa, Torino, Venezia, Bologna, Firenze/Pisa, Roma Fiumicino, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliari. Gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia rivestono anche il ruolo di gate intercontinentali per la loro capacità di rispondere alla domanda di ampi bacini di traffico ed il loro elevato grado di connettività con le destinazioni europee ed internazionali. In base all'articolo 2, tutti i soggetti operanti nelle aree lato volo di tali aeroporti, inclusi gli enti di Stato, sono tenuti a sostituire o convertire automezzi e attrezzature alimentati con motori endotermici con automezzi e attrezzature a trazione elettrica. La realizzazione degli impianti di ricarica o rifornimento necessari per l'alimentazione dei mezzi è posta in capo alle società di gestione aeroportuale. L'articolo 3 prevede che l'ENAC, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della legge, predisponga un programma per la sostituzione e conversione degli automezzi e delle attrezzature e per la realizzazione degli impianti di ricarica, tenuto conto della classificazione degli aeroporti coinvolti e in proporzione al traffico passeggeri medio registrato nel triennio 2015-2017 in ciascuno scalo. Il programma è approvato con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e tiene conto della quantità, tipologia, vetustà, possibilità di sostituzione o conversione degli automezzi e attrezzature già in uso presso ciascuno scalo. L'articolo 4 stabilisce che, per gli automezzi o le attrezzature adibiti allo svolgimento dei servizi di assistenza a terra, l'ENAC adotti opportuni provvedimenti per garantirne la reversibilità, in caso di avvicendamento dei soggetti autorizzati a fornire i servizi prima che gli stessi possano aver completato l'ammortamento degli automezzi o delle attrezzature che hanno già provveduto a sostituire. L'articolo 5 affida all'ENAC il compito di vigilare sulla realizzazione del programma di sostituzione e conversione degli automezzi, adottando le iniziative per agevolarne l'attuazione, che si svolgerà secondo i criteri e le modalità stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture. Entro il 31 marzo di ogni anno, infine, l'ENAC dovrà riferire al Ministero sui risultati del programma e sull'attività di vigilanza. In conclusione propone di effettuare un ciclo di audizioni che includa l'ENAC, la cui presenza in Commissione era peraltro già programmata, e le tre società che gestiscono gli aeroporti interessati. Il presidente COLTORTI invita i Commissari a far pervenire eventuali ulteriori proposte di audizioni entro questa settimana. Il seguito della discussione è rinviato. Resoconto stenografico. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO n. 46 - Schema di programma 2017-2021 - Parte investimenti tra MIT e RFI Spa Doc n. 46 Schema di contratto di programma 2017-2021 - Parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria italiana Spa (Parere al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 14 luglio 1993, n. 238. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 settembre. Il presidente COLTORTI ( M5S ), in qualità di relatore, chiede al rappresentante del Governo di poter disporre, informalmente, di una proroga per l'espressione del parere, la cui scadenza è fissata per giovedì 11 ottobre. Si associano alla richiesta a nome dei propri Gruppi i senatori CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) e MARGIOTTA ( PD ). Il sottosegretario DELL'ORCO acconsente alla richiesta, fissando informalmente un nuovo termine per il 25 ottobre, in linea con quanto già accordato alla omologa Commissione della Camera. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che per il prosieguo dei lavori sarà assicurata la pubblicità ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LVII, n. 1-bis - Nota aggiornamento DEF 2018 Doc Doc. LVII, n. 1-bis Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso (Parere alla 5 a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri. Il PRESIDENTE comunica che è stato presentato uno schema di parere favorevole con osservazioni da parte del Relatore, nonché due schemi di parere alternativi di senso contrario, uno a firma dei senatori del Gruppo Partito democratico e del senatore Nencini, l'altro a firma dei senatori Schifani e Mallegni (pubblicati in allegato). Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) illustra il proprio schema di parere. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) interviene per manifestare la propria contrarietà al documento e allo schema di parere del relatore: ritiene infatti la manovra prospettata dal Governo rischiosa per il Paese ed esprime viva preoccupazione per gli attacchi di esponenti dell'Esecutivo contro le istituzioni, in particolare la Banca d'Italia, che hanno valutato in senso critico la Nota di aggiornamento. Si sofferma poi sull'analisi costi-benefici delle grandi opere infrastrutturali, precisando che tale procedura in realtà era stata già prevista e seguita in passato: a suo avviso non si tratterebbe altro che di uno stratagemma per evitare di adottare decisioni sul destino di tali opere, dal momento che le forze politiche che sostengono il Governo non hanno una visione comune. Ritiene poi che la rinegoziazione di opere a carattere internazionale costituirebbe una minaccia per la credibilità del Paese, oltre che un danno per la sua economia. Critica poi l'assenza di un riferimento alla riduzione del divario infrastrutturale tra il Sud e il resto d'Italia, a differenza di quanto invece si riscontra nel contratto di programma di RFI, il cui contenuto era stato predisposto dal precedente Governo. Il senatore D'ARIENZO ( PD ) illustra lo schema di parere alternativo del suo Gruppo, esprimendo innanzi tutto preoccupazione per il ritardo, rispetto alla scadenza del 27 settembre, con il quale il documento è stato trasmesso alle Camere, comprimendo i tempi di esame. Sul piano generale, valuta negativamente la volontà del Governo di rinnegare gli impegni presi con l'Unione europea, portando il deficit al 2,4 per cento del PIL e soprattutto allontanandosi dal pareggio strutturale di bilancio, basandosi peraltro su una prospettiva di crescita assai ottimistica che non trova riscontro in alcuna analisi esterna. Si dichiara perplesso sulla prospettiva di riformare il codice degli appalti nel senso di ridimensionare i controlli, laddove, come ha avuto modo di spiegare il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Cantone in audizione presso la Commissione, non è quella la problematica da affrontare. Si dichiara anche contrario al riesame delle grandi opere, ciò che, laddove portasse alla decisione di bloccarle, creerebbe danni irreparabili per la crescita del Paese: a quelle opere sono infatti legati investimenti ingenti di varia natura. In alcuni casi, peraltro, il riesame è già stato effettuato con conseguenti modifiche progettuali, come l'alta velocità Brescia-Verona, rispetto alla quale i presidenti delle regioni interessate, esponenti della Lega, non sembrano intenzionati ad alcuna ridiscussione. Nello schema di parere del proprio Gruppo ci si sofferma anche sulle criticità che tuttora si riscontrano nel trasporto ferroviario regionale, anche con riferimento all'ammodernamento del materiale rotabile, nonché sui temi del trasporto pubblico di massa, degli aeroporti e delle concessioni: a questo ultimo proposito si chiede che vengano omogeneizzati i meccanismi di controllo. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ), ricordando di aver aggiunto la propria firma allo schema di parere alternativo appena illustrato, esprime preoccupazione per recenti dichiarazioni del vice presidente del Consiglio Salvini e del ministro Tria, che riportano notevoli differenze sul valore complessivo della manovra (rispettivamente 16 e 37 miliardi). Nota tuttavia che entrambi parlano di 3,5 miliardi di euro destinati agli investimenti, una somma palesemente inadeguata per un Paese grande come l'Italia. Anche l'analisi costi-benefici sembra essere una manovra dilatoria, dovuta all'impossibilità, con quella cifra, di finanziare opere di rilievo, come si desume dal solo costo della ricostruzione del Ponte Morandi. Ritiene che la Commissione dovrebbe definire degli orientamenti per il Governo in materia di infrastrutture e chiedere un aumento degli stanziamenti rispetto ai 3,5 miliardi previsti. Rileva anche come nella Nota e nel parere di maggioranza non vi sia riferimento alla costruzione di alloggi popolari. Esprime poi preoccupazione sulle possibili conseguenze per il Paese e il suo debito nel caso in cui le agenzie di rating , a fine mese, decidessero per un declassamento. Il senatore SANTILLO ( M5S ), in risposta al senatore Margiotta, nota come la manovra non prefiguri alcuna catastrofe per il Paese ma stimoli la cittadinanza. Circa i lamentati attacchi alle istituzioni che hanno espresso riserve sul documento, ritiene che il vero problema da porsi sia piuttosto di quanto la politica si sia insinuata, negli anni, in quelle istituzioni. Dissente anche sul fatto che l'analisi costi-benefici sarebbe già stata effettuata in passato, dal momento che, a quanto gli consta, l'attuale Ministro non ha trovato riscontri in tal senso. Anche il deficit al 2,4 per cento del PIL non deve destare scandalo, poiché negli ultimi anni vi è stata una media del 2,5 per cento, con una punta al 3 per cento. Con riferimento al codice degli appalti, una sua riforma era già stata al centro della campagna elettorale della sua parte politica: l'intento tuttavia non è stravolgerlo, ma migliorarlo, e auspica a tal fine una condivisione con le opposizioni. Il senatore PATUANELLI ( M5S ), riservando alla discussione in Aula le valutazioni politiche generali, interviene sull'analisi costi-benefici, precisando che, anche nel caso in cui sia stata effettuata in passato, occorre verificare le modalità con le quali è stata condotta. Ne sostiene in ogni caso l'utilità, visto che ha portato a evitare opere inutili come ad esempio il raddoppio della linea ferroviaria Venezia-Trieste, che non avrebbe portato risultati apprezzabili rispetto ad un adeguamento della linea esistente. Sui 3,5 miliardi dedicati agli investimenti cui si è riferito il senatore Nencini, precisa che si tratta di una cifra aggiuntiva, pari allo 0,2 per cento del PIL, destinata a sommarsi a quanto si spende attualmente, ovvero l'1,9 per cento del PIL, il minimo da molti anni a questa parte: obiettivo del Governo è, nel corso della Legislatura, tornare al 3 per cento. Questo consentirà, così come il reddito di cittadinanza, di far crescere il PIL complessivo. Il senatore ASTORRE ( PD ) ritiene che l'opzione di non realizzare nuove opere ma di limitarsi a manutenere e mettere in sicurezza quelle esistenti sia coerente con l'impostazione del Movimento 5 Stelle, che ha sempre appoggiato i movimenti contrari alla realizzazione delle infrastrutture. Non comprende invece l'atteggiamento della Lega, che invece le ha sempre appoggiate e, in definitiva, ritiene che la linea seguita dal Governo porterà a ulteriori ritardi del Paese e ne comprometterà la necessaria modernizzazione. Esprime anche riserve sull'incentivazione dei veicoli elettrici, dal momento che l'energia necessaria per alimentarli non proviene necessariamente da fonti pulite. Il senatore DESSI' ( M5S ) invita a non scandalizzarsi se il Governo intende contrarre un ulteriore debito di 37 miliardi, rispetto al 2300 complessivi ereditati dal passato, specie se finalizzato a sostenere le fasce più deboli. In risposta al senatore Astorre, precisa che la propria parte politica non è contraria a prescindere alle opere pubbliche, ma solo a quelle che potrebbero rivelarsi inutili, come la Torino-Lione, che porterebbe a raddoppiare una linea esistente o non sfruttata al massimo della sua capacità. Invita piuttosto ad interrogarsi sull'elevato costo della realizzazione di infrastrutture in Italia rispetto ad altri Paesi. Il relatore PEPE ( L-SP-PSd'Az ) interviene per chiarire che non è corretto ritenere che il Governo non intenda effettuare investimenti strategici: piuttosto comprende le difficoltà delle opposizioni ad accettare una manovra finalizzata a sostenere i cittadini. Anche grazie alla sua esperienza di sindaco, ritiene che il codice degli appalti debba essere modificato, nell'ottica, tra l'altro, di sostenere le piccole e medie imprese locali, e che l'Autorità nazionale anticorruzione debba concentrarsi sul controllo dei procedimenti tecnico-amministrativi posti in essere dalle amministrazioni, più che su profili di moralità. Ritiene inopportuno che il Partito democratico si intesti il ruolo di difensore del Mezzogiorno, quando, negli anni in cui ha governato il Paese, non lo ha sostenuto minimamente, nemmeno dal punto di vista infrastrutturale. L'attuale maggioranza è invece fermamente intenzionata a colmare il divario con il Nord (anche il reddito di cittadinanza, nella forma prospettata, va in quella direzione). Il sottosegretario DELL'ORCO interviene per precisare che l'analisi costi-benefici richiede tempi congrui e va effettuata con cura, anche perché in passato il dirigente preposto alla struttura tecnica di missione è stato arrestato. I senatori NENCINI ( Misto-PSI ) e MARGIOTTA ( PD ) manifestano il loro dissenso. Prosegue il sottosegretario DELL'ORCO, esprimendo stupore per le critiche rivolte dal Partito democratico all'incentivazione dei mezzi elettrici, dal momento che ci sono regioni amministrate da quella parte politica che hanno posto limitazioni alla circolazione dei veicoli Euro 3. In sede europea, peraltro, è stata da ultimo votata un'ulteriore restrizione sulle emissioni. Con riferimento alle case popolari, informa che lo scorso settembre sono stati stanziati 321 milioni di euro dal Governo, accompagnandoli a criteri più restrittivi a motivo del fatto che alcune regioni non avevano ancora realizzato alcuna opera. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) nota incidentalmente che si tratta di fondi risalenti al precedente Governo. Il PRESIDENTE invita a consentire al rappresentante del Governo di svolgere il suo intervento. Il sottosegretario DELL'ORCO si sofferma infine sull'alta velocità Brescia-Verona: l'opera è prevista nel contratto di programma RFI e non vi è alcun blocco in atto; lo stesso discorso vale anche per il Terzo valico. Il Governo, tuttavia, terrà conto di come la Commissione si esprimerà al riguardo nel proprio parere sull'atto, nonché, una volta disponibile, dell'esito dell'analisi costi-benefici. Il presidente COLTORTI , verificata la presenza del prescritto numero legale, pone quindi in votazione lo schema di parere favorevole con osservazioni presentato dal Relatore, che risulta approvato. Dichiara quindi preclusi gli schemi di parere alternativi. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani alle ore 8,45 non avrà luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 16,55. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO La 8 a Commissione, esaminata, per quanto di competenza, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 ( Doc . LVII, n. 1- bis ), e connessi allegati, sottolineata l'importanza della Nota, che costituisce il primo documento di programmazione in materia di bilancio adottato dal nuovo Esecutivo; evidenziato come tra i punti essenziali del programma di politica economica e finanziaria delineato dal Governo figuri il rilancio degli investimenti pubblici, quale elemento centrale per promuovere la ripresa della economia italiana, stimolare la crescita e aumentare la produttività e l'occupazione; condivisa la necessità di ridare slancio al settore degli appalti pubblici, anche mediante interventi di modifica del Codice dei contratti pubblici che consentano di superare le incertezze interpretative, semplificare le procedure e garantire maggiore trasparenza alle attività delle amministrazioni; valutata positivamente l'intenzione di valorizzare l'istituto del partenariato pubblico-privato (PPP), anche ai fini di una maggiore sostenibilità economica delle iniziative di sviluppo infrastrutturale; condiviso l'obiettivo, con riferimento agli investimenti strategici, di fare ricorso: a standard rigorosi di efficienza che consentano di superare le carenze nelle valutazioni economiche e finanziarie, alla realizzazione di analisi costi-benefici nonché ad un attento monitoraggio delle grandi opere in corso; valutata positivamente l'intenzione di dare priorità ad una rete di piccole opere diffuse, di riparazione o sostituzione di opere esistenti, con particolare attenzione a viabilità e sicurezza di ponti, gallerie e strade interne; condivisi gli obiettivi nel settore ferroviario, con particolare riferimento alla necessità di promuovere il trasporto ferroviario regionale, attraverso una maggiore collaborazione con le Regioni e un più ampio ricorso alla possibilità di affidare a Rete Ferroviaria italiana alcuni tratti gestiti oggi dalle regioni; evidenziata la necessità di fissare standard minimi di efficienza e di qualità su base nazionale nel settore del trasporto pubblico locale, rafforzando la collaborazione con l'Autorità di settore e incentivando il rinnovo del materiale rotabile e su strada; condivisi pienamente i programmi in tema di mobilità sostenibile, con riferimento sia alla progressiva riduzione di autoveicoli con motori diesel e a benzina, sia alla creazione di una rete capillare di ricarica per i veicoli elettrici, sia alla diffusione di modalità alternative di trasporto, compresa la realizzazione di un piano nazionale per le piste ciclabili; sottolineata l'importanza, con riferimento al settore portuale, di facilitare lo scambio con il trasporto per ferrovia e su strada, anche mediante il potenziamento, da parte di Rete Ferroviaria Italiana ed ANAS, delle infrastrutture di adduzione e di ultimo miglio, in modo da ridurre le esternalità negative ed i tempi di permanenza delle merci nei porti; condiviso l'obiettivo, nel settore aeroportuale, di indirizzare gli investimenti verso la riduzione degli attuali squilibri, per garantire infrastrutture e servizi aerei efficienti ai territori minori e più disagiati ed assicurare una corretta competizione dei vettori che operano negli aeroporti nazionali, migliorando la qualità dei servizi resi ai viaggiatori; evidenziata la necessità di dare slancio agli investimenti nei settori dell'innovazione e della tecnologia, per recuperare un gap consistente sul digitale, sull'offerta di servizi, sulla penetrazione della banda larga e sulle competenze digitali, condividendo la necessità, rilevata nella relazione sulle spese di investimento, di reperire risorse aggiuntive da destinare alle Capitanerie di porto per il rafforzamento della componente aeronavale, cui è opportuno tuttavia che si accompagni un intervento in materia di personale, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni: - con riferimento agli obiettivi di riduzione dei veicoli con motori inquinanti, valuti il Governo l'opportunità di prevedere l'introduzione di sistemi di incentivazione per la loro sostituzione con mezzi meno inquinanti, in particolare elettrici e ibridi; - nell'ambito delle azioni volte allo sviluppo della banda ultralarga sul territorio nazionale, appare necessario vigilare sul pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica; particolare attenzione inoltre dovrà essere prestata alla programmazione degli interventi nelle cosiddette "aree grigie", soprattutto al fine di evitare fenomeni di sovrapposizione con gli investimenti privati; - al fine di consentire al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera di continuare ad espletare con la necessaria regolarità il servizio di soccorso in mare e gli altri compiti istituzionali ad essa assegnati dalla legge, valuti il Governo, di aumentare l'organico del Corpo, attualmente insufficiente all'espletamento delle funzioni - di 500 militari di truppa, nell'arco del prossimo biennio. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI MARGIOTTA, ASTORRE, D'ARIENZO E NENCINI SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI MARGIOTTA, ASTORRE, D'ARIENZO E NENCINI SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO La Commissione 8 a Lavori pubblici, comunicazioni, in sede di esame della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanze 2018; premesso che, la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2018 è stata depositata alle Camere in palese ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge di contabilità pubblica. L'articolo 7, comma 2, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, infatti, stabilisce in modo perentorio che il deposito della Nota di aggiornamento debba avvenire entro il 27 settembre di ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari. Tale ritardo, oltre ad evidenziare le difficoltà della maggioranza nel trovare una sintesi fra le diverse posizioni, comprime in modo mai verificatosi in passato l'iter di esame parlamentare del documento; la Nota di aggiornamento, diversamente da quanto previsto dall'articolo 10-bis della legge n. 196 del 2009, risulta altresì priva di alcuni elementi fondamentali. In particolare: - nel descrivere i principali ambiti di intervento della futura manovra di bilancio, non include le indicazioni quantitative di massima circa le misure di entrata e di spesa ai fini del raggiungimento degli obiettivi programmatici; - non contiene, nell'annesso relativo alla Relazione al Parlamento: a) il Piano di rientro di cui all'articolo 6, comma 3, della legge n. 243 del 2012, previsto in caso di scostamento dall'obiettivo di medio periodo (OMT), dettagliato anno per anno; b) nei presupposti della Relazione non è fatta menzione né agli eventi eccezionali né alle condizioni del ciclo economico nazionale che dovrebbero essere a fondamento della richiesta di scostamento dall'obiettivo di medio periodo (OMT); la Nota di aggiornamento presenta, altresì, gravi profili di incoerenza rispetto alla normativa vigente. In particolare, l'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, stabilisce che scostamenti temporanei dal saldo strutturale dall'obiettivo programmatico sono consentiti esclusivamente in caso di eventi eccezionali, ossia in caso di periodi di grave recessione economica relativi anche all'area dell'euro o all'intera Unione europea o ad eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi crisi finanziarie nonché le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese; la scelta del Governo di innalzare l'indebitamento netto al 2,4 per cento nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021 e di rinviare sine die il raggiungimento dell'obiettivo del pareggio strutturale di bilancio, precedentemente previsto per il 2020, avviene in contraddizione con gli impegni assunti il 19 giugno 2018 dal Governo con l'approvazione in Parlamento della risoluzione di maggioranza al Documento di economia e finanza 2018 e con le recenti affermazioni del Ministro dell'economia e delle finanze nell'Aula del Senato del 20 settembre 2018; la situazione di incertezza generata dalla Nota di aggiornamento e le criticità insite nelle scelte di politica economica e di finanza pubblica sottostanti la prossima manovra di bilancio iniziano a minare la credibilità dell'esecutivo e ad alimentare di forte instabilità intorno al nostro Paese i cui riflessi sono evidenziati dall'andamento dello spread , in forte crescita rispetto a sei mesi fa,e dall'aumento della spesa per interessi sui titoli del debito pubblico; il Ministro dell'economia e delle finanze Tria ha partecipato alla fase iniziale del vertice Ecofin, ma in ragione della situazione che si è venuta a creare intorno alla Nota di aggiornamento al DEF 2018, è stato costretto ad un rientro anticipato in Italia senza poter partecipare ai lavori dell'Eurogruppo, con ciò evidenziando la situazione di isolamento nella quale si trova attualmente il nostro Paese nell'ambito dell'Unione Europea; nella lettera inviata dalla Commissione europea lo scorso 5 ottobre al Ministro dell'economia e delle finanze Tria, in risposta alla missiva da questo inviata alle medesime autorità, si afferma che gli obiettivi di bilancio rivisti dell'Italia sembrano puntare verso una significativa deviazione dal percorso fiscale raccomandato dal Consiglio. La lettera si chiude con la richiesta alle autorità italiane di assicurarsi che la bozza di legge di bilancio sia coerente con le regole fiscali comuni; nella scorsa legislatura, la credibilità dei governi ha favorito un dialogo continuo e costruttivo con le istituzioni europee in merito alle necessarie riforme della governance economica dell'Ue e in merito a un'applicazione delle regole di bilancio più appropriata alle contingenze e alle caratteristiche dell'economia nazionale, consentendo una maggiore gradualità nel percorso di avvicinamento verso l'obiettivo di medio termine, anche attraverso l'approvazione di ampi spazi di flessibilità per effettuare investimenti pubblici e per attuare riforme che hanno aggredito i limiti strutturali del nostro Paese; i profili che hanno finora caratterizzato le modalità anomale di presentazione della Nota di aggiornamento e lo scambio epistolare aperto tra il Governo e le istituzioni europee, oltre ad indebolire la discussione in atto sul necessario cambiamento delle regole che disciplinano la governance economica e finanziaria in ambito europeo, spinge il Paese verso posizioni di isolamento nel contesto UE esponendolo, tra l'altro, al rischio di attacchi speculativi e al possibile abbassamento del rating sui titoli del debito pubblico; rilevato che, l'attuale quadro macroeconomico beneficia degli effetti positivi delle politiche economiche e di bilancio adottate negli scorsi anni, periodo in cui i Governi a guida PD sono riusciti a coniugare la stabilità della finanza pubblica e la fiducia dei mercati con politiche di crescita, occupazione ed equità; in questo contesto, le scelte del Governo evidenziate nella Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2018, prefigurano uno scenario completamente diverso, caratterizzato da forte instabilità della finanza pubblica generata dall'extra-deficit previsto nel 2019 e negli anni successivi, che verrà utilizzato per interventi di tipo assistenzialistico, iniqui, non in grado di generare nuova occupazione, incentrati per lo più sulla spesa corrente e insufficienti dal lato degli investimenti pubblici e delle misure di stimolo della crescita e di riduzione del divario territoriale; l'annunciata composizione della prossima manovra di bilancio, fondata su interventi di politica economica, ancora non delineati nel dettaglio, quali l'avvio del Reddito di Cittadinanza, l'introduzione di modalità di pensionamento anticipato, l'avvio della prima fase della "flat tax" a favore di piccole imprese, professionisti e artigiani, il taglio dell'imposta sugli utili d'impresa per le aziende, non appare in grado di garantire la crescita economica attesa; la presunta maggiore crescita legata alle proposte di politica economica avanzate dal Governo appaiono, pertanto ottimistiche e scarsamente credibili. Le stime del Fondo monetario internazionale, diffuse l'8 ottobre 2018, evidenziano che l'economia italiana crescerà in realtà soltanto dell'1 per cento nel 2019; preso atto che, la Nota di aggiornamento in relazione al quadro macroeconomico: - illustra un ottimistico miglioramento del livello della crescita nel 2019-2021 rispetto alle previsioni tendenziali. Il quadro macroeconomico tendenziale e quello programmatico si discostano tra loro in tutto il periodo previsionale, periodo nel quale lo scenario programmatico è sensibilmente più favorevole con uno scostamento di +0,6 punti percentuali nel 2019, di +0,4 punti percentuali nel 2020 e di 0,4 punti nel 2021; - tale ottimistica variazione è per lo più dovuta, in relazione all'anno 2019, agli interventi che il Governo intende predisporre nella prossima legge di bilancio e il maggiore contributo, stante l'andamento negativo delle esportazioni nette (-0,1 punti percentuali), è affidato esclusivamente all'incremento della domanda interna (+1,6 punti percentuali) . Si prefigura, in sostanza, un forte incremento dei consumi delle famiglie e un forte miglioramento dello scenario degli ordinativi e del fatturato delle imprese che allo stato attuale non è suffragato da dati e segnali concreti; - in relazione agli investimenti, il quadro macroeconomico programmatico evidenzia un andamento positivo rispetto al quadro tendenziale che, tuttavia, non risulta adeguatamente motivato e comunque ad un livello inferiore a quello programmato nella precedente Nota di aggiornamento al Def 2017; in relazione al quadro di finanza pubblica si prevede un forte peggioramento di tutti i principali indicatori. In particolare: - l'indebitamento netto è stato programmato per l'anno 2019 al 2,4 per cento, in sensibile peggioramento di 1,6 punti percentuali rispetto al dato tendenziale previsto nel Def di aprile scorso e di 1,2 punti percentuali rispetto allo scenario tendenziale contenuto nella Nota di aggiornamento. Nel 2020 e nel 2021 è previsto al 2,1 per cento e all'1,8 per cento; - l'indebitamento netto strutturale è programmato per il triennio 2019-2021 all'1,7 per cento, in netto peggioramento sia rispetto al dato tendenziale previsto nel Def di aprile scorso (1,3 punti percentuali nel 2019, e 1,8 punti percentuali nel 2020 e nel 2021) sia rispetto allo scenario tendenziale contenuto nella Nota di aggiornamento (1,3 punti percentuali nel 2019, 1,6 punti percentuali nel 2020 e 1,5 punti percentuali nel 2021); - l'andamento dell'indebitamento netto strutturale risulta per l'anno 2019 in peggioramento di 0,8 punti percentuali rispetto al corrente anno evidenziando una decisa interruzione del percorso di convergenza verso l'obiettivo di medio periodo (OMT). Si tratta di una "deviazione significativa" dal percorso verso il pareggio di bilancio che è stata evidenziata anche dalla lettera inviata dai Commissari europei al Ministro dell'economia e delle finanze lo scorso 5 ottobre. In ragione di tale scelta, il Governo ha allegato alla Nota di Aggiornamento la Relazione al Parlamento prevista dall'articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243; - il saldo primario, presenta un percorso meno favorevole sia rispetto alle previsioni tendenziali del Def di aprile scorso sia rispetto allo scenario tendenziale della Nota di aggiornamento, per effetto del mancato controllo della spesa e ai nuovi interventi previsti che vanno ad aggredire i saldi di finanza pubblica. Nel primo caso, il saldo diminuisce di 1,4 punti nel 2019, di 1,7 punti nel 2020 e di 1,6 punti percentuali nel 2021. Nel secondo, il saldo diminuisce di 1,1 punti percentuali nel 2019, di 1,3 punti percentuali nel 2020 e di 1,2 punti percentuali nel 2021; - la spesa per interessi è prevista in sensibile peggioramento nello scenario programmatico. Rispetto al tendenziale del Def di aprile scorso, la spesa per interessi è prevista in aumento progressivo di 0,2 punti percentuali nel 2019, di 0,3 punti percentuali nel 2020 e di 0,4 punti percentuali nel 2021, ovvero per un ammontare complessivo di circa 15 miliardi nel prossimo triennio, confermando l'inversione di fiducia dei mercati internazionali nei confronti del nostro Paese; il debito pubblico interrompe il proprio percorso virtuoso di decrescita rallentando sensibilmente rispetto allo scenario tendenziale. Il rapporto debito pubblico su PIL è atteso scendere nel corrente anno al 130,9 per cento, ad un livello superiore di 0,9 punti percentuali rispetto al dato del Def di aprile. Nel 2019 è previsto scendere al 130 per cento (2% in più rispetto al tendenziale), nel 2020 al 128,1 per cento (3,4% in più rispetto al tendenziale) e nel 2021 al 126,7 (4,7% in più rispetto al tendenziale). Si tratta di una minore decrescita del debito pubblico il cui costo è stimato in circa 80 miliardi di euro; per quanto di propria competenza della Commissione, rilevato, che, sul complesso degli interventi sul fronte investimenti la Nota di aggiornamento evidenzia forti contraddizioni tra i dati contenuti nelle tabelle del quadro macroeconomico programmatico e i contenuti del programma di riforma. In particolare, nel programma di riforme si prevede un significativo aumento degli investimenti pubblici in modo tale da raggiungere almeno il 3 per cento in rapporto al PIL, di cui non vi è riscontro nei dati programmatici; il piano degli investimenti pubblici annunciato dal Governo si fonda sulla programmazione degli investimenti già delineata nella precedente legislatura dai governi a guida PD, pari a circa 150 miliardi di euro. Nel 2019 è prevista addirittura una riduzione di 0,2 punti percentuali degli investimenti pubblici per poi salire di soli 0,3 punti percentuali nel 2021; al fine di favorire e accelerare la ripresa degli investimenti occorre: a) garantire la stabilità della programmazione pluriennale delle risorse e delle procedure; b) velocizzare la progettazione e ridurre il contenzioso amministrativo; c) far partire le grandi opere infrastrutturali; d) garantire lo sblocco totale degli avanzi di amministrazione degli enti locali; e) rendere permanenti e incrementare le agevolazioni per gli investimenti privati realizzati dal piano Industria 4.0; f) attuare la clausola del 34 per cento degli stanziamenti in conto capitale ordinario per il riequilibrio territoriale della spesa pubblica; il riesame delle grandi opere in corso da parte della Struttura Tecnica di Missione del MIT, a partire dalla Gronda autostradale di Genova, la Pedemontana lombarda, il terzo valico, il collegamento tra Brescia e Padova e la tratta Torino-Lione, sta rallentando in modo ingiustificato l'iter di realizzazione di importanti infrastrutture di collegamento nazionale ed internazionale; relativamente al trasporto ferroviario, occorre perseguire con convinzioneil completamento dell'alta velocità secondo la pianificazione in essere (la cura del ferro) valorizzando anche le innovazioni tecnologiche che consentano una sempre maggiore sicurezza e la diminuzione dei tempi di percorrenza; relativamente alle ferrovie regionali, è necessario attuare una mirata e specifica valutazione volta alla revisione delle scelte operate con riguardo alle tratte ferroviarie oggi gestite dalle Regioni. A fronte delle rilevanti criticità emerse, in particolare sulle tratte ferroviarie Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia, Bari-Corato-Barletta, ovvero le dieci linee ferroviarie peggiori d'Italia nel 2017 per i pendolari, ove esse siano gestite da RFI Spa, è necessario predisporre mirati interventi di potenziamento e ammodernamento a risoluzione e ove gestite dalle Regioni, siano perseguite le opportunità offerte dall'articolo 47, comma 4 del decreto legge n.50 del 2017; specificatamente al servizio di trasporto passeggeri di carattere regionale, occorre rivedere criticamente i contratti di programma in essere con le Regioni al fine di individuare e risolvere le problematiche infrastrutturali, di gestione del sevizio di trasporto e di utilizzo di mezzi sempre più efficienti, che impediscono e/o inficiano la piena fruizione del trasporto in alternativa alla gomma per risolvere il decongestionamento stradale e favorire l'accessibilità alle aree urbane, deve essere attribuita prioritaria importanza ai servizi ferroviari; in relazione ai collegamenti autostradali, va perseguita la sicurezza del transito, anche attraverso la pianificazione di ulteriori corsie di marcia. Deve essere, altresì, perseguito il potenziamento tecnologico e la digitalizzazione (Smart Road) con uno specifico programma di interventi per favorire l'ampliamento del supporto agli utenti o ai gestori che copra l'intera rete nazionale ed almeno la rete SNIT di 1° livello; in relazione al riordino e alla valorizzazione delle concessioni, occorre affrontare la disomogeneità oggi presente tra i vari comparti economici in concessione, alcuni dei quali regalati da Autorità indipendente e altri dal MIT; in relazione al sistema interportuale e dei terminali ferroviari, è necessario affrontare e risolvere le criticità del sistema dei nodi ferroviari interportuali e degli inland terminal riconducibili anche a deficit di capacità., investendo in via prioritaria nell'ampliamento dei terminali prossimi alla congestione e interessati da incrementi di domanda; in relazione al Piano Nazionale per le piste ciclabili, al fine di favorire la mobilità sostenibile e il turismo, occorre considerare prioritari gli interventi di collegamento con i porti, aeroporti e stazioni ferroviarie e gli interventi presso stazioni e ferrovie dismesse; in merito al trasporto pubblico locale, la prospettata definizione degli standard minimi di efficienza e di qualità su base nazionale deve essere approntata valutando il quadro ottimale di riferimento finale, così da individuare i criteri oggettivi per la ripartizione delle risorse necessarie per il rinnovo del parco mezzi di autobus e treni; in relazione alla mobilità sostenibile, al fine di promuovere la progressiva riduzione dell'utilizzo di autoveicoli con motori diesel e benzina e di contenere le emissioni inquinanti, occorre valutare mirati interventi economici e sgravi fiscali corrispondenti agli obiettivi posti; con riferimento ai porti e allo scambio con il trasporto per ferrovia e su strada, Rete Ferroviaria Italiana ed ANAS devono essere proseguite le azioni già programmate di potenziamento delle infrastrutture di adduzione e di ultimo miglio, in modo da ridurre i tempi di permanenza delle merci nei porti e di realizzazione e adeguamento delle aree retro-portuali; in relazione al settore aeroportuale occorre esaminare i progetti in essere relativamente ai collegamenti ferroviari, ovvero il miglioramento di quelli esistenti e la previsione di nuovi, in modo da favorire la connettività con le grandi reti di comunicazione, stradale e ferroviaria; occorre affrontare lo sviluppo del cargo aereo con interventi volti a sostenere le attività del trasporto aereo di merci, settore strategico per il supporto alle attività di export di rilevanza per valore dei beni movimentati, e predisporre interventi volti ad aumentare attrattività e competitività del cargo aereo e interventi infrastrutturali relativi allo sviluppo di nuova capacità, e di interventi volti a risolvere i colli di bottiglia; per quanto concerne l'edilizia popolare, occorre proseguire negli investimenti per accrescere la realizzazione di alloggi popolari a vantaggio delle categorie più deboli; Tutto ciò premesso e considerato, esprime parere contrario. Allegato SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SCHIFANI E MALLEGNI SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI SCHIFANI E MALLEGNI SUL DOCUMENTO LVII, N. 1- BIS , ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO La Commissione 8 a analizzate, per le parti di competenza, il Doc. LVII, n. 1- bis , e relativi allegati (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018); premesso che: il documento in esame è propedeutico alla legge di bilancio (che dovrà essere presentata al Parlamento entro il 20 ottobre) e aggiorna di conseguenza il quadro programmatico di finanza pubblica per il periodo 2018-2021 rispetto a quelli contenuti nel DEF del mese di aprile u.s.; l'Italia è ancora il Paese che cresce più lentamente in Europa e, come si legge nella Nota, l'obiettivo del Governo è "quello di ridurre sensibilmente entro i primi due anni della legislatura il divario di crescita rispetto all'eurozona e in tal modo assicurare la diminuzione costante del rapporto debito/Pil in direzione dell'obiettivo stabilito dai tratti europei ..." ; il Governo fissa l'obiettivo di indebitamento netto al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021, le regole europee prevedono che per l'anno prossimo l'Italia debba ridurre il disavanzo strutturale di almeno 0,1 per cento del Pil, mentre il budget italiano è oltre i limiti delle regole condivise; in base ai dati riportati nella Nota di Aggiornamento, la crescita del PIL prevista per il 2019 scende dall'1,4 del DEF allo 0,9 per cento, quella del 2020 diminuisce dall'1,3 per cento all'1,1 per cento ed infine quella per il 2021 viene ridotta più marginalmente dall'1,2 per centro all'1,1 per cento; considerato che: il Governo ha presentato, in concomitanza con la Nota di aggiornamento del DEF, la Relazione al Parlamento redatta ai sensi dell'art. 6, comma 5, della Legge 24 dicembre 2012, n. 243 che illustra l'aggiornamento del piano di rientro verso l'obiettivo programmatico strutturale (MTO), già autorizzato con le risoluzioni parlamentari di approvazione del Documento di Economia e Finanza 2017; in riferimento al rilancio delle infrastrutture non si evince nessun impegno per semplificare, il codice degli appalti e per rilanciare gli investimenti in infrastrutture e incrementare l'occupazione, prevedendo, fra l'altro, sia una corsia preferenziale per le micro e piccole imprese (con meno di 50 dipendenti), sia la semplificazione degli adempimenti a carico degli amministratori, al contempo immaginando un'adeguata formazione degli stessi, funzionale a dotarli delle competenze necessarie a gestire ed applicare la complessa normativa di settore; esprime, quindi, per quanto di competenza, parere contrario.