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Rep. n. 344 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO Convenzione per la istituzione di un posto di professore di ruolo per l'insegnamento di Psichiatria presso la Facoltà di medicina e chirurgia della Università di Torino. REPUBBLICA ITALIANA L'anno millenovecentosessantatre, addì 3 del mese di luglio in una sala dell'Università degli studi di Torino (via Giuseppe Verdi, 8), innanzi a me, dott. Adolfo Lolli, direttore di sezione, funzionario delegato ai rogiti, con decreto rettorale in data 31 gennaio 1962, con rinuncia di comune accordo tra le parti e con il mio consenso all'assistenza dei testimoni, sono personalmente comparsi i signori: 1) Allara prof. Mario, nato a Torino il giorno 8 agosto 1902, ed ivi residente, nella sua qualità di rettore e legale rappresentante della Università degli studi di Torino, a quest'atto autorizzato con deliberazione del Consiglio di amministrazione dell'Università in data 23 gennaio 1963; 2) Grosso prof. Giuseppe, nato a Torino il 24 luglio 1906, ed ivi residente, quale presidente della Giunta provinciale di Torino a quest'atto autorizzato con deliberazione della Giunta provinciale di Torino in data 3 aprile 1963 ratificata dal Consiglio provinciale in data 25 maggio 1963 ed approvata dalla Giunta provinciale amministrativa in data 23 aprile 1963; 3) Ricaldone prof. Paolo, nato a Mirabello Monferrato il 9 maggio 1885 e residente a Torino, nella sua qualità di presidente del Consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Torino e suo legale rappresentante, assistito dal dott. Angelo Colombo, nato a Torino il 29 luglio 1905, direttore generale della Cassa di risparmio di Torino, a questo atto autorizzato con deliberazione del Consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Torino in data 8 maggio 1963. I detti comparenti della cui identità e capacità giuridica io ufficiale rogante sono certo, dichiarano di avere piena conoscenza delle deliberazioni suindicate, che, per la loro espressa volontà e con il mio consenso, non vengono lette e vengono allegate in copie autentiche al presente atto, rispettivamente sotto le lettere A), B), C); Premesso a) che lo statuto dell'Università degli studi di Torino, approvato con regio decreto 20 aprile 1939, n. 1118, e successive modificazioni, comprende la psichiatria fra gli insegnamenti previsti per il corso di laurea in medicina e chirurgia e che l'insegnamento predetto svolto attualmente per incarico; b) che, in conseguenza della grande importanza sociale che assume anche in Italia la psichiatria, disciplina il cui potenziamento si rivela sempre più necessario, l'Amministrazione provinciale e la Cassa di risparmio di Torino hanno deliberato di promuovere, mediante versamento in quote uguali, il finanziamento di un posto di professore di ruolo riservato al suddetto insegnamento; c) che il Consiglio della Facoltà di medicina e chirurgia con deliberazione in data 11 gennaio 1962, il Consiglio di amministrazione dell'Università con deliberazione in data 23 gennaio 1963, il Senato Accademico con deliberazione del 23 febbraio 1962, hanno esaminato ed approvato, entro i limiti delle rispettive competenze, la proposta per la istituzione, mediante convenzione, di un posto di professore di ruolo destinato all'insegnamento di psichiatria. Tutto ciò premesso si conviene e si stipula quanto appresso: Art. 1. La Provincia di Torino e la Cassa di risparmio di Torino, affinchè presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Torino venga attuato con cattedra di ruolo l'insegnamento di "Psichiatria", si impegnano a versare, in parti uguali, all'Università medesima i seguenti contributi da destinare al finanziamento di un posto di professore di ruolo da istituire a tale scopo, a norma degli articoli 63 e 100 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore approvate con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592; a) L. 3.800.000 (tremilioniottocentomila) pari all'importo del costo medio per trattamento economico di attività, a qualsiasi titolo di un professore universitario di ruolo; b) L. 760.000 (settecentosessantamila) pari al 20% del contributo di cui alla lettera a), per la copertura degli oneri inerenti ai trattamenti di quiescenza e previdenza che possano eventualmente spettare al titolare del cennato posto nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, ovvero nell'ipotesi di cessazione dal servizio conseguente al verificarsi di una delle condizioni previste dal successivo art. 6, nonché per il rimborso dell'onere, a carico dello Stato, per il trattamento di assistenza sanitaria.