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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 251 STEFANO La seduta inizia alle ore 14,35. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che la Presidenza del Senato ha autorizzato la pubblicità dei lavori per il prosieguo dell'esame del disegno di legge n. 2169, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, come prospettato nella seduta del 14 luglio 2021. Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori. La Commissione conviene. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2020 Doc Doc. LXXXVI, n. 4 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021 Doc Doc. LXXXVII, n. 4 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2020 (Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2169, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei Documenti LXXXVI, n. 4 e LXXXVII n. 4, e rinvio) Il presidente STEFANO comunica che sono state presentate le riformulazioni 17.0.4 (testo 2), 10.0.1 (testo 3) e 36.0.2 (testo 5), pubblicate in allegato, e che la senatrice Casolati ha ritirato la propria firma dall'emendamento 3.1 (testo 2). Comunica, inoltre, che sono stati ritirati gli emendamenti 16.1 e 16.2, e che la Commissione bilancio ha espresso ulteriori pareri il 6 e il 13 luglio scorso. Propone, quindi, di proseguire l'esame del disegno di legge 2169, sospeso nella seduta del 23 giugno, congiuntamente all'esame congiunto delle relazioni Programmatica 2021 ( Doc . LXXXVI, n. 4) e Consuntiva 2020 ( Doc . LXXXVII, n. 4), sospeso nella seduta del 14 luglio, ai sensi dell'articolo 144- bis , comma 6, del Regolamento. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA AS 2332 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure DDL 2332 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure (Parere alla 1 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, prima di illustrare i contenuti del provvedimento in esame, comunica di aver rappresentato alla Presidenza del Senato come l'esame svolto dalla 14ª Commissione sulle linee guida e sullo schema di PNRR avrebbe meritato un coinvolgimento maggiore in questa fase. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) condivide ed esprime, a sua volta, rammarico per l'impossibilità per la 14 a Commissione di mettere a frutto, sul provvedimento in esame, il lavoro di approfondimento svolto in precedenza. Il presidente STEFANO ( PD ), relatore, introduce quindi l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge n. 77, del 31 maggio 2021, che stabilisce disposizioni in materia di governance del PNRR e misure di semplificazione delle procedure amministrative necessarie all'attuazione del Piano stesso. Osserva anzitutto che l'articolo 1 del disegno di legge di conversione, è stato integrato, durante l'esame presso la Camera dei deputati, con sei commi in cui si istituiscono procedure di monitoraggio parlamentare sull'attuazione dei progetti previsti dal PNRR. Al riguardo ritiene che sarebbe opportuno estendere il monitoraggio e la valutazione, da parte delle Commissioni parlamentari competenti, anche alle riforme previste dal Piano, nonché all'attuazione del Piano nazionale complementare al Pnrr, citato solo al comma 2. Per quanto riguarda il decreto-legge, questo si compone complessivamente di 123 articoli, di cui 67 sono gli articoli originari e 56 articoli inseriti durante l'esame presso la Camera dei deputati. Il provvedimento è strutturato in due parti: la parte I è relativa alla governance del PNRR e la parte II reca disposizioni di accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa. Entrambe le parti sono, inoltre, suddivise in titoli e capi. Per quanto riguarda la parte I, sulla governance del PNRR, il titolo I reca disposizioni sul "sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR". In particolare, l'articolo 1 indica la finalità del provvedimento nella diretta attuazione degli obblighi derivanti dal regolamento (UE) 2021/241 e a tal fine definisce il quadro normativo nazionale finalizzato a semplificare e agevolare la realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti dal PNRR. In tal senso, il comma 2 dell'articolo 1 rimarca esplicitamente il "preminente interesse nazionale" della "sollecita e puntuale realizzazione degli interventi" previsti nei citati Piani. Il medesimo quadro normativo è finalizzato anche alla realizzazione del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC), di cui al decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, nonché del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima 2030 (PNIEC) di cui al regolamento (UE) 2018/1999. L'articolo 2 istituisce la Cabina di regia per il PNRR, che esercita poteri di indirizzo politico, impulso e coordinamento generale sull'attuazione degli interventi (investimenti e riforme) del PNRR. La Cabina di regia, inoltre, trasmette al Parlamento, con cadenza semestrale, una relazione sullo stato attuazione del Piano, nonché  anche su richiesta delle Commissioni parlamentari  ogni elemento utile a valutare lo stato di avanzamento degli interventi, il loro impatto e l'efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti. La relazione semestrale è trasmessa anche alla Conferenza unificata e al Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale (istituito dal successivo articolo 3). La Cabina di regia è presieduta dal Presidente del Consiglio ed è composta dai Ministri e Sottosegretari competenti per materia, in ragione delle specifiche tematiche affrontate in ciascuna seduta. Alle sedute della Cabina di regia partecipano, quando sono esaminate questioni di competenza: i Presidenti di singole regioni; il Presidente della Conferenza delle regioni; il Presidente dell'ANCI; il Presidente dell'UPI. Possono, inoltre, essere invitati i soggetti attuatori e i rappresentanti del partenariato economico, sociale e territoriale. Il Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD) e il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), istituiti dal decreto-legge n. 22 del 2021, svolgono le funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento tecnico, tenendo informata la Cabina di regia. Il comma 5 prevede che il Ministro per gli affari regionali svolga, ove necessario, funzioni di coordinamento tra le funzioni statali e le competenze regionali, partecipando alle sedute della Cabina di regia e a quelle del CITD e del CITE. La Cabina di regia, inoltre, formula indirizzi specifici sull'attività di monitoraggio e controllo svolta dal Servizio centrale per il PNRR, della Ragioneria generale (istituito dall'articolo 6). Infine, il comma 6- bis , aggiunto dalla Camera dei deputati, dispone che il Presidente del Consiglio può segnalare singole questioni al Consiglio dei ministri, perché questo stabilisca direttive obbligatorie per la Cabina di regia. Inoltre, lo stesso comma stabilisce che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, anche attraverso bandi, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, salve le specifiche allocazioni territoriali già previste nel PNRR. L'articolo 3 prevede l'istituzione del citato Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, con funzioni consultive nei confronti della Cabina di regia e del Servizio centrale Pnrr della Ragioneria, anche al fine di favorire il superamento di circostanze ostative e agevolare l'efficace e celere attuazione degli interventi. Esso è composto da rappresentanti delle parti sociali, del Governo, delle regioni, degli enti locali, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell'università e della ricerca, della società civile e delle organizzazioni della cittadinanza attiva. L'articolo 4 prevede l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di una Segreteria tecnica per il supporto alle attività della Cabina di regia e del Tavolo permanente per il partenariato. Per la Segreteria sono stanziati 200.000 di euro per l'anno 2021 e 400.000 euro annui fino al 2026. L'articolo 4- bis proroga il funzionamento della segreteria dell'Osservatorio sulla disabilità. L'articolo 5 istituisce, presso la Presidenza del Consiglio, una struttura di missione denominata Unità per la razionalizzazione e il miglioramento della regolazione, con il compito di individuare gli ostacoli all'attuazione corretta e tempestiva delle riforme e degli investimenti previsti nel PNRR, e di elaborare proposte per superare le disfunzioni derivanti dalla normativa vigente. L'articolo 6 istituisce, presso il MEF, il Servizio centrale per il PNRR, con compiti di coordinamento operativo, monitoraggio, rendicontazione e controllo, e che rappresenta il punto di contatto nazionale ai sensi dell'articolo 22 del regolamento (UE) 2021/241. Il Servizio centrale per il PNRR è inoltre responsabile della gestione del Fondo di rotazione del Next Generation EU -Italia, nonché della gestione del sistema di monitoraggio sull'attuazione delle riforme e degli investimenti del PNRR, assicurando il necessario supporto tecnico alle amministrazioni centrali titolari di interventi previsti nel PNRR. Per la sua costituzione sono stanziati 930.000 euro per il 2021 e 1.859.000 euro annui a decorrere dal 2022. L'articolo 6- bis prevede il Piano nazionale dei dragaggi sostenibili. L'articolo 7 istituisce, presso l'IGRUE (Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l'Unione europea, della Ragioneria generale), un Ufficio con funzioni di funzioni di audit del PNRR ai sensi dell'articolo 22 paragrafo 2, lettera c), punto ii), del regolamento (UE) 2021/241. Il comma 2 dello stesso articolo 7, inoltre, prevede che l'Unità di missione della Ragioneria generale, per l'attuazione di Next Generation EU , istituita con l'articolo 1, comma 1050, della legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178), provvede alla valutazione in itinere ed ex post del PNRR, assicurando il rispetto degli articoli 19 e 20 del regolamento (UE) 2021/241, nonché la coerenza dei relativi obiettivi finali e intermedi, e svolge attività di supporto ai fini della predisposizione dei rapporti e delle relazioni di attuazione e avanzamento del Piano. Lo stesso comma, inoltre, autorizza il MEF all'assunzione a tempo indeterminato di 50 unità di personale, da inquadrare nell'Area III, posizione economica F3, mediante scorrimento delle vigenti graduatorie di concorsi pubblici. Ai sensi del comma 7, la Corte dei conti svolge valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia sull'impiego delle risorse del PNRR, in coordinamento con la Corte dei conti europea, e riferisce almeno semestralmente al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR. L'articolo 8 prevede che ciascuna amministrazione centrale titolare di interventi previsti nel PNRR, individui una struttura, o istituisca una apposita unità di missione, di livello dirigenziale generale, come punto di contatto con il Servizio centrale per il PNRR della Ragioneria, per l'espletamento degli adempimenti previsti dal regolamento (UE) 2021/241 e, in particolare, per la presentazione alla Commissione europea delle richieste di pagamento ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 2 del medesimo regolamento. La stessa provvede a trasmettere al predetto Servizio centrale i dati finanziari e di realizzazione fisica e procedurale degli investimenti e delle riforme, nonché l'avanzamento dell'attuazione dei relativi obiettivi intermedi e finali, attraverso la piattaforma informatica ReGis (di cui all'articolo 1, comma 1043, della legge 30 dicembre 2020, n. 178). Per tali finalità, il Ministero del turismo è autorizzato all'assunzione di 120 unità di personale non dirigenziale, con contratto a tempo determinato della durata di 24 mesi. L'articolo 8- bis prevede misure per assicurare una più efficace attuazione del programma di Governo. L'articolo 9 stabilisce che la realizzazione operativa degli interventi previsti dal PNRR sia effettuata dalle Amministrazioni centrali, dalle regioni e dagli enti locali, attraverso le proprie strutture, ovvero avvalendosi di soggetti attuatori esterni individuati nel PNRR, ovvero con le modalità previste dalla normativa nazionale ed europea vigente. L'articolo 10 precisa che per accelerare le procedure di affidamento e l'attuazione degli investimenti pubblici previsti dal PNRR e dalla programmazione nazionale ed europea 2014-2020 e 2021-2027, le amministrazioni possono avvalersi del supporto tecnico-operativo di società in house . L'articolo 11 prevede il supporto di Consip Spa, per il rafforzamento della capacità amministrativa delle stazioni appaltanti. L'articolo 11- bis prevede disposizioni volte al rafforzamento della collaborazione tra le amministrazioni pubbliche e l'ISTAT. Il titolo II (articoli 12-16) della parte I, intitolato "Poteri sostituivi, superamento del dissenso e procedure finanziarie", prevede all'articolo 12 che, qualora la mancata azione di regioni o enti locali, in qualità di soggetti attuatori, metta a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del PNRR, il Presidente del Consiglio, su proposta della Cabina di regia o del Ministro competente, assegna al soggetto interessato un termine per provvedere non superiore a trenta giorni. In caso di perdurante inerzia, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio o del Ministro competente, attribuisce il potere sostitutivo a un'amministrazione o a un commissario ad acta , perché adotti gli atti necessari all'esecuzione dei progetti. L'articolo 13 disciplina una procedura atta a superare un eventuale dissenso, diniego, opposizione o altro atto idoneo a precludere in tutto o in parte, la realizzazione di un progetto o intervento del PNRR, proveniente da un organo statale (comma 1) ovvero da un organo regionale o di un ente locale (comma 2). In tali casi, la Segreteria tecnica (della Presidenza del Consiglio), anche su impulso del Servizio centrale (della Ragioneria generale), propone al Presidente del Consiglio di sottoporre la questione, rispettivamente, al Consiglio dei ministri, o alla Conferenza Stato-regioni. L'articolo 14, come già previsto all'articolo 1, estende, agli investimenti contenuti nel Piano Nazionale Complementare, l'applicazione delle misure e delle procedure di accelerazione e di semplificazione introdotte dal decreto-legge in esame per gli interventi del PNRR, incluse quelle relative al rafforzamento della capacità amministrativa e al meccanismo di superamento del dissenso e ai poteri sostitutivi. L'articolo 14- bis reca disposizioni finalizzate a garantire l'attuazione coordinata e unitaria degli interventi per la ricostruzione e il rilancio dei territori interessati dagli eventi sismici del 2009 e del 2016. L'articolo 15 interviene sulla gestione contabile del Fondo di rotazione per l'attuazione del PNRR (introdotto dalla legge di bilancio per il 2021) prevedendo che il giroconto avvenga su un conto aperto presso la Tesoreria statale. Pertanto, non risulta più necessario che il conto destinatario delle risorse, a favore di ciascuna amministrazione titolare dei progetti, sia un conto corrente appositamente istituito. L'articolo 15- bis prevede la possibilità di rettifica al rendiconto degli enti locali. L'articolo 16 reca la norma di copertura finanziaria degli oneri recati dalla prima parte del provvedimento, pari a 10.337.000 euro per l'anno 2021 e a 28.672.000 euro annui fino al 2026. Con l'articolo 17 inizia la parte II del decreto-legge, recante "Disposizioni di accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa". Il titolo I della parte II riguarda la "Transizione ecologica e accelerazione del procedimento ambientale e paesaggistico". Esso si apre con il capo I (articoli 17-22) concernente la "Valutazione di impatto ambientale di competenza statale", in cui si estende la Commissione tecnica VIA per il PNIEC anche alle valutazioni relative al PNRR. Il capo II (articoli 23-24- bis ) reca disposizioni relative alla "Valutazione di impatto ambientale di competenza regionale". Il capo III (articoli 25-27) determina le competenze in materia di VIA, monitoraggio e interpello ambientale. Il capo IV (articolo 28) interviene nella disciplina concernente la valutazione ambientale strategica. Il capo V (articolo 29) reca "Disposizioni in materia paesaggistica". Il capo VI (articoli 30-32- quater ) prevede misure di "Accelerazione delle procedure per le fonti rinnovabili". Il capo VII (articoli 33-33- ter ) reca "Disposizioni in materia di efficienza energetica". Il capo VIII (articoli 34-37- quater ) detta disposizioni per la "Semplificazione per la promozione dell'economia circolare e il contrasto al dissesto idrogeologico". Il titolo II (articoli 38-43) concerne la "Transizione digitale". Il titolo III (articoli 44-46) prevede una "Procedura speciale per alcuni progetti PNRR" di particolare complessità o di rilevante impatto. Il titolo IV (articoli 47-56- quater ) reca disposizioni in materia di "Contratti pubblici", perseguendo finalità di pari opportunità, generazionali e di genere e per promuovere l'inclusione lavorativa delle persone disabili, nonché di semplificazione in materia di appalti rientranti negli investimenti finanziati dal PNRR, dal PNC o dai fondi strutturali dell'Unione europea, compresa la riduzione delle stazioni appaltanti. Il titolo V (articoli 57-60- bis ) reca disposizioni di "Semplificazione in materia di investimenti e interventi nel Mezzogiorno", nell'ambito delle Zone economiche speciali (ZES), delle aree interne, della perequazione infrastrutturale, e di rafforzamento dell'Agenzia per la coesione territoriale. Il titolo VI (articoli 61-63- bis ) interviene con "Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241", tra cui in materia di potere sostitutivo e di silenzio assenso. Il titolo VII (articoli 64-67) reca "Ulteriori misure di rafforzamento della capacità amministrativa", tra cui l'istituzione del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca, misure di assunzione di personale presso il Ministero dell'università e della ricerca e disposizioni in materia di sicurezza delle infrastrutture dei trasporti. Il Presidente relatore presenta, quindi, un conferente schema di parere non ostativo. In assenza di richieste di intervento, il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura contadina DDL 2243 Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura contadina (Parere alla 9 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) La senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, già approvato alla Camera dei deputati, recante norme per la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura contadina. Ai fini del provvedimento, l'azienda agricola contadina è intesa come attività a conduzione familiare, che favorisce la biodiversità animale e vegetale, la pratica del pascolo, la tutela e la conservazione del territorio nei suoi aspetti ambientali e paesaggistici fondamentali, il recupero di terreni abbandonati e la manutenzione idrogeologica, e in cui sono prodotte limitate quantità di beni agricoli e alimentari, con metodologie tradizionali di uso locale, destinati al consumo immediato e alla vendita diretta. L'iniziativa rientra nell'ambito delle politiche portate avanti dall'UE tramite la politica agricola comune (PAC), la quale combina approcci sociali, economici e ambientali, per la realizzazione di un sistema agricolo sostenibile nell'Unione. La PAC, inoltre, allinea i sui approcci agli obiettivi perseguiti dal Green Deal europeo riguardanti la promozione di un sistema alimentare sostenibile, la protezione della biodiversità attraverso l'abbattimento dell'uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, perseguendo allo stesso tempo la neutralità climatica entro il 2050. Il provvedimento in esame si compone di 12 articoli e definisce nell'articolo 1 l'oggetto e le finalità delle disposizioni previste, le quali consistono nel sostenere l'agricoltura contadina promuovendo l'agroecologia, contrastando lo spopolamento delle zone rurali interne e montane anche mediante l'individuazione, il recupero e lo sfruttamento dei territori agricoli abbandonati e valorizzando il ruolo dell'agricoltore "contadino", nonché quello di "custode", in quanto soggetti attivi nella protezione e tutela dell'ambiente. L'articolo 2 fornisce le definizioni di aziende agricole contadine e di agricoltori contadini, specificandone i requisiti soggettivi e oggettivi che devono possedere per essere qualificati tali. L'articolo 3 prevede l'istituzione, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del Registro dell'agricoltura contadina entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. L'articolo stabilisce che possono essere iscritti a tale Registro le aziende agricole contadine e gli agricoltori contadini che rispettano i requisiti descritti nel precedente articolo 2. L'articolo 4 stabilisce che le regioni, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, individuino modalità e procedure semplificate in materia di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti dell'agricoltura contadina, nel rispetto dei principi che saranno stabiliti con decreto ministeriale. In particolare, le regioni dovranno stabilire i limiti qualitativi e quantitativi di produzione entro i quali avvalersi della possibilità di deroga alle prescrizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari e di igiene per gli alimenti di origine animale, prevista dagli articoli 13 del regolamento (CE) n. 852/2004 e 10 del regolamento (CE) n. 853/2004, secondo le procedure ivi delineate. L'articolo 5 prevede, nell'ambito delle risorse disponibili per il Piano Strategico Nazionale applicativo della Politica agricola comune, una misura nazionale specifica a favore dell'agricoltura contadina da far valere nei programmi di sviluppo rurale. L'articolo stabilisce l'attribuzione di un punteggio premiale alle aziende agricole contadine ubicate in terreni montuosi e svantaggiati, il cui ammontare e piano di riparto sono determinati mediante intesa in sede di Conferenza permanente Stato-regioni. L'articolo 6 reca le disposizioni inerenti la tutela della terra, il recupero e la valorizzazione dei terreni e dei beni agricoli abbandonati e la manutenzione idrogeologica. In particolare, viene data alle regioni, ai sensi della legge n. 440 del 1978, sull'utilizzazione delle terre incolte, la possibilità di censire i terreni coltivati a qualsiasi titolo dalle aziende agricole contadine e di assegnare i terreni incolti o abbandonati da almeno cinque annate agrarie tenendo conto di alcuni principi come, ad esempio, quello di accordare preferenza alle aziende agricole contadine il cui titolare abbia meno di 40 anni o a quelle a conduzione femminile. L'articolo 7 dispone le misure da attuare per la gestione dei terreni i cui proprietari non siano individuabili o reperibili. La disposizione prevede, tra l'altro, che tali terreni siano censiti e inseriti in un apposito registro tenuto dal comune e ne sia attuata una gestione conservativa in presenza di determinati presupposti. L'articolo 8 stabilisce la possibilità per i comuni, singolarmente o associati, di incentivare la creazione di unità gestionali, volte ad agevolare i soggetti che praticano l'agricoltura, attraverso l'accorpamento di terreni gestibili in modo omogeneo. Tali unità sono costituite in forma di associazioni di proprietari e hanno come finalità il rafforzamento del potenziale produttivo, la conservazione della biodiversità, la tutela ambientale e paesaggistica, la prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, e la razionalizzazione dei fondi agricoli e forestali. L'articolo 9 prevede l'istituzione della Giornata nazionale dedicata alla cultura e alle tradizioni dell'agricoltura contadina, individuata nella giornata dell'11 novembre, specificando che tale Giornata non costituisce giorno festivo. L'articolo 10 istituisce e disciplina la Rete italiana della civiltà e delle tradizioni contadine, mediante decreto ministeriale da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge. L'articolo 11 reca la clausola di salvaguardia per le regioni a statuto speciale, mentre l'articolo 12 stabilisce le disposizioni finanziarie, prevedendo che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Lo stesso articolo stabilisce l'entrata in vigore della legge il 1° gennaio 2022. La relatrice ritiene che il provvedimento non presenti criticità in ordine alla sua compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea e presenta uno schema di parere non ostativo. In assenza di richieste di intervento, il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. La seduta termina alle ore 15. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2332 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, di conversione del decreto-legge n. 77 del 31 maggio 2021, che stabilisce disposizioni in materia di governance del PNRR e misure di semplificazione delle procedure amministrative necessarie all'attuazione del Piano stesso; considerato l'articolo 1 del disegno di legge di conversione, che stabilisce procedure di monitoraggio parlamentare sull'attuazione dei progetti previsti dal PNRR. Al riguardo, si ritiene opportuna l'estensione del monitoraggio e della valutazione anche alle riforme previste dal Piano, nonché all'attuazione del Piano nazionale complementare al Pnrr, citato solo al comma 2; considerato il decreto-legge in conversione e, in particolare, il titolo I della parte I, che disciplina il "sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR", strutturato sulle competenze della Cabina di regia, del Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, della Segreteria tecnica e della Struttura di missione istituite presso la Presidenza del Consiglio, del Servizio centrale presso la Ragioneria generale quale punto di contatto europeo, dell'Ufficio audit presso la Ragioneria generale, e dei soggetti attuatori individuati nelle amministrazioni statali, regionali e locali; apprezzata la disposizione di cui all'articolo 2, comma 6-bis, che stabilisce che almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, anche attraverso bandi, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, salve le specifiche allocazioni territoriali già previste nel PNRR; considerato, inoltre, il titolo II della parte I, intitolato "Poteri sostituivi, superamento del dissenso e procedure finanziarie", e la parte II recante "Disposizioni di accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa", tra cui, in materia di transizione ecologica e digitale, normativa sui contratti pubblici e interventi nel Mezzogiorno, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2243 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'agricoltura contadina; considerate le caratteristiche dell'agricoltura contadina, intesa come attività a conduzione familiare, volta a favorire la biodiversità animale e vegetale, la pratica del pascolo, la tutela e la conservazione del territorio nei suoi aspetti ambientali e paesaggistici fondamentali, il recupero di terreni abbandonati e la manutenzione idrogeologica, e in cui sono prodotte limitate quantità di beni agricoli e alimentari, con metodologie tradizionali di uso locale, destinati al consumo immediato e alla vendita diretta; considerato, in particolare, che: - l'articolo 4 stabilisce che le regioni, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, individuino modalità e procedure semplificate in materia di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti dell'agricoltura contadina, nel rispetto dei principi che saranno stabiliti con decreto ministeriale. In particolare, le regioni dovranno stabilire i limiti qualitativi e quantitativi di produzione entro i quali avvalersi della possibilità di deroga alle prescrizioni in materia di igiene dei prodotti alimentari e di igiene per gli alimenti di origine animale, prevista dagli articoli 13 del regolamento (CE) n. 852/2004 e 10 del regolamento (CE) n. 853/2004, secondo le procedure ivi delineate; - l'articolo 5 individua, nell'ambito delle risorse disponibili per il Piano strategico nazionale applicativo della politica agricola comune, una misura nazionale specifica a favore dell'agricoltura contadina da far valere nei programmi di sviluppo rurale, con particolare riguardo per le aziende ubicate in terreni montuosi e svantaggiati; rilevata l'assenza di profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Allegato