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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI (8ª) 98 COLTORTI La seduta inizia alle ore 16,15. SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI Il PRESIDENTE comunica che nel corso delle audizioni informali svolte il 3 e il 15 ottobre, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 727 , e delle audizioni informali svolte il 31 luglio, 1° agosto e 10 ottobre in merito all'esame dell'atto del Governo n. 101 , è stata acquisita documentazione che sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. IN SEDE CONSULTIVA 1547 - d-l 111 del 2019 clima DDL 1547 Conversione in legge del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, recante misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria e proroga del termine di cui all'articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 (Parere alla 13 a Commissione. Esame e rinvio) Il presidente COLTORTI ( M5S ), in qualità di relatore, illustra il provvedimento in esame, sul quale la Commissione è chiamata ad esprimersi in sede consultiva per l'espressione del parere alla Commissione ambiente, che introduce misure per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e per il miglioramento della qualità dell'aria. Prevede, in particolare, l'approvazione di un apposito Piano strategico per l'individuazione delle iniziative da intraprendere e delle relative risorse economiche. Reca quindi una serie di disposizioni per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell'aria, finalizzate anche alla composizione delle procedure di infrazione avviate in sede europea. Disciplina poi la realizzazione di azioni per la riforestazione e per il superamento di ulteriori procedure di infrazione in materia ambientale; introduce norme per la pubblicità dei dati ambientali nonché per incentivare la vendita di prodotti sfusi o alla spina; dispone infine la proroga del termine per la ripresa dei versamenti tributari e contributivi nei territori dell'Italia centrale colpiti dal sisma. Per quanto riguarda le materie di interesse per la 8ª Commissione, l'articolo 2 del decreto-legge, al comma 1, introduce un "buono mobilità" da destinare ai cittadini residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione per la non ottemperanza agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, che rottamino, entro il 31 dicembre 2021, un'auto omologata fino alla classe Euro 3 o un motociclo omologato fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi. Il buono, che consiste in un contributo di 1.500 euro in caso di rottamazione di auto e di 500 euro per i motocicli, potrà essere usato per acquistare, entro i tre anni successivi, abbonamenti per il trasporto pubblico locale o regionale nonché biciclette, anche a pedalata assistita, anche a favore di persone conviventi. Il "Programma sperimentale buono mobilità" è finanziato a valere su un fondo appositamente istituito nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'ambiente, con una dotazione complessiva di 255 milioni di euro per il periodo 2019-2024, alimentato con i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di spettanza dello stesso Ministero. La definizione delle modalità e dei termini per ottenere il beneficio e per la relativa erogazione è rinviata ad un successivo decreto. L'articolo 2, comma 2, del decreto-legge autorizza poi la spesa complessiva di 40 milioni di euro per finanziare, nel biennio 2020-2021, la realizzazione di progetti per la creazione, il prolungamento, l'ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale. I progetti possono essere presentati da uno o più comuni, anche in forma associata, interessati dalle procedure europee di infrazione avviate per il mancato rispetto degli obblighi in materia di qualità dell'aria e devono essere riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a centomila abitanti. I termini e le modalità per la presentazione delle domande al Ministero dell'ambiente saranno stabiliti con un successivo decreto. Anche in questo caso, la copertura finanziaria è assicurata da risorse di competenza del Ministero dell'ambiente. Un'ulteriore misura per il miglioramento della qualità dell'aria nei comuni interessati dalle procedure europee di infrazione è contenuta all'articolo 3 del decreto-legge, che autorizza la spesa complessiva di 20 milioni di euro per il biennio 2020-2021 per il finanziamento di progetti sperimentali volti alla realizzazione o all'implementazione del servizio di trasporto scolastico attraverso mezzi ibridi o elettrici. I progetti, presentati da uno o più comuni anche in forma associata e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a centomila abitanti, sono finalizzati al trasporto dei bambini della scuola dell'infanzia comunale e statale e degli alunni del primo ciclo di istruzione e sono selezionati dal Ministero dell'ambiente in base alla portata del numero di studenti coinvolti e alla stima della riduzione dell'inquinamento atmosferico. Le modalità per la presentazione delle domande e le spese ammissibili al finanziamento verranno definite con un decreto successivo. Analogamente agli altri interventi sopra descritti, anche in questo caso si provvede alla copertura finanziaria dell'intervento con le risorse derivanti dai proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 destinati al Ministero dell'ambiente. È dichiarata aperta la discussione generale. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) ritiene che lo stanziamento di 40 milioni di euro in un biennio per finanziare la realizzazione di progetti per la creazione, il prolungamento, l'ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale sia del tutto insufficiente per conseguire una pur apprezzabile finalità. Per quanto riguarda il finanziamento di progetti sperimentali volti alla realizzazione o all'implementazione del servizio di trasporto scolastico attraverso mezzi ibridi o elettrici, osserva che, come insegna l'esperienza di Roma dove i mezzi pubblici sono particolarmente vetusti, per conseguire miglioramenti dal punto di vista ambientale, senza giungere addirittura alla conversione all'ibrido o all'elettrico, sarebbe sufficiente rinnovare il parco mezzi. Il senatore CIOFFI ( M5S ) esprime alcune considerazione sul contenuto dell'articolo 5 del decreto-legge in esame, recante ulteriori disposizioni per fronteggiare le procedure d'infrazione in materia ambientale, con particolare riferimento alla possibilità che il Commissario unico si avvalga di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato. Sul tema della mobilità elettrica, ricorda l'importante lavoro svolto dallo scorso Governo, che l'attuale Esecutivo sta proseguendo. In merito al riferimento fatto dal senatore Rufa al Comune di Roma, osserva che i problemi del trasporto locale a Roma sono estremamente risalenti nel tempo e precedono di gran lunga l'inizio dell'attuale consiliatura. Ritiene che gli stanziamenti per la mobilità sostenibile previsti dal Governo precedente e da quello attualmente in carica siano significativi e che si stia proseguendo lungo un importante percorso che si augura possa essere condiviso da tutti. Il senatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) chiede che l'esame del provvedimento in titolo possa proseguire la prossima settimana, così che tutti i senatori possano avere il tempo necessario per approfondire temi così rilevanti. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) si augura che l'esame del provvedimento in titolo dia la possibilità alla Commissione di approfondire i temi del miglioramento della qualità dell'aria e chiede informazioni in merito al piano recentemente sottoscritto a Torino. Cita studi dai quali risulta che una percentuale consistente delle polveri sottili è causata dall'usura degli pneumatici e che sarebbero meritevoli di approfondimento. Ritiene irrisori gli stanziamenti recati dal provvedimento in esame per l'ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali di trasporto pubblico locale e chiede un chiarimento in merito agli ambiti territoriali con popolazione superiore a centomila abitanti cui fa riferimento l'articolo 2, comma 2. In merito alla conversione verso l'ibrido e l'elettrico, lamenta che in molte aree del Paese mancano le possibilità di approvvigionamento. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che l'individuazione degli ambiti territoriali sui quali si interroga il senatore Corti potrebbe derivare da indicazioni provenienti dal livello europeo. Rileva una mancanza di coraggio nell'azione del Governo, che dovrebbe puntare in maniera più decisa al passaggio da veicoli Euro 3 a veicoli Euro 6, perché è la categoria Euro 3 che costituisce la grande platea dei veicoli circolanti i cui proprietari spesso non hanno le disponibilità economiche per cambiare i veicoli. Peraltro, la continua evoluzione tecnologica ha reso disponibili autovetture che, sebbene a benzina, hanno impatti molto più ridotti che in passato e sono economicamente più accessibili ai consumatori. In generale ritiene che, a fronte degli annunci con i quali il Governo aveva indicato come sua azione caratterizzante il Green New Deal , i risultati contenuti nel provvedimento in esame appaiono alquanto flebili e deludenti. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ), ad integrazione del suo precedente intervento, chiede un chiarimento in merito alle modalità attuative della misura recata dall'articolo 2, comma 2. Il presidente COLTORTI ( M5S ), in qualità di relatore, segnala al senatore Corti che i temi della qualità dell'aria potranno più propriamente essere approfonditi nella sede competente della 13ª Commissione, che esamina il provvedimento in titolo in via primaria. In merito alle modalità attuative della misura, osserva che l'articolo 2, comma 2, prevede l'adozione di un successivo decreto che disciplinerà i termini e le modalità per la presentazione delle domande al Ministero dell'ambiente. Si riserva comunque di effettuare un approfondimento sui temi emersi nella discussione in vista delle sedute della prossima settimana. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO N. 128 - Contratto di programma Ministero sviluppo economico e Poste Italiane S.p.A. Doc n. 128 Schema di contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e la società Poste italiane S.p.A per il quinquennio 2020-2024 (Parere al Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 1, comma 275, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Esame e rinvio) Il PRESIDENTE cede la parola alla relatrice Vono per la sua illustrazione. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva la mancanza del numero legale prescritto per l'esame in sede consultiva dell'atto del Governo in titolo, non volendo i senatori della Lega concorrere al raggiungimento del numero legale, che dovrebbe essere garantito dalla nuova maggioranza, così come hanno sempre fatto Lega e M5S nel primo anno di legislatura. Il presidente COLTORTI osserva che, ai sensi dell'articolo 30 del regolamento, la verifica del numero legale è accertata dal Presidente all'inizio della seduta mediante il foglio firme. Successivamente, si presume che la Commissione sia sempre in numero legale e il Presidente dispone la verifica d'ufficio in occasione della prima votazione per alzata di mano successiva alla chiusura della discussione generale, o su richiesta di un Senatore, formulata prima dell'indizione di ogni altra votazione. Essendo stato raggiunto il numero legale e non essendo prevista alcuna votazione ma il semplice incardinamento del provvedimento, ritiene che nulla osti da un punto di vista regolamentare allo svolgimento dell'illustrazione del provvedimento da parte della relatrice. Il senatore SANTANGELO ( M5S ) concorda con il presidente Coltorti e ritiene che non vi possano essere dubbi in merito alla ricostruzione da lui fatta della procedura applicabile. Osserva inoltre che i senatori della Lega sono tutti intervenuti nel corso della discussione del punto precedente all'ordine del giorno e che quindi non possono essere considerati non presenti. Inoltre, la senatrice Pergreffi, avendo formulato una richiesta, sebbene intempestiva e allo stato inammissibile, di verifica del numero legale non può poi chiedere di non essere conteggiata ai fini del calcolo del quorum . La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) afferma di avere il diritto di intervenire su un punto all'ordine del giorno e poi chiedere di non essere contata come presente su un punto diverso in relazione al quale è prescritto un diverso numero legale e annuncia che i senatori della Lega abbandoneranno i lavori della Commissione. La seduta, sospesa alle 16,45, riprende alle 16,50. Il presidente COLTORTI , nel ribadire quanto da lui precedentemente chiarito in merito alla regola applicabile, osserva che la questione è ad ogni modo superata in quanto i componenti della maggioranza sono tutti presenti e i senatori della Lega hanno quindi deciso di rientrare in Aula. Dà quindi la parola alla relatrice per l'illustrazione. La relatrice VONO ( IV-PSI ) illustra lo schema di contratto di programma, per il quinquennio 2020-2024, tra il Ministero dello sviluppo economico (MISE) e Poste italiane S.p.A., soggetto affidatario del servizio postale universale fino al 30 aprile 2026, sul quale la Commissione è chiamata ad esprimere il proprio parere al Governo. Ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 261 del 1999, il servizio universale ricomprende un insieme di prestazioni di qualità determinata che devono essere fornite permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e montane, a prezzi accessibili all'utenza. Il servizio universale, incluso quello transfrontaliero, comprende la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali fino a 2 kg e dei pacchi postali fino a 20 kg, nonché i servizi relativi agli invii raccomandati ed agli invii assicurati. Ai sensi dell'articolo 1, comma 275, della legge n. 190 del 2014, il contratto di programma è sottoscritto tra il MISE e il fornitore del servizio postale universale e contestualmente notificato alla Commissione europea per le valutazioni di competenza. A tal fine, il MISE invia lo schema di contratto di programma al Ministero dell'economia e delle finanze e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) per l'acquisizione dei relativi pareri. Il MISE può procedere al riesame dello schema di contratto in considerazione dei suddetti pareri e lo trasmette alle Camere, affinché su di esso sia espresso, entro 20 giorni, il parere non vincolante delle competenti Commissioni parlamentari. Decorso tale termine, il contratto di programma può essere validamente sottoscritto anche in mancanza del predetto parere. L'articolo 1 definisce l'oggetto del contratto, che è duplice: da un lato, i rapporti tra lo Stato e Poste italiane per la fornitura del servizio postale universale (comma 1); dall'altro, i rapporti tra lo Stato e Poste italiane nel perseguimento di obiettivi di innovazione, coesione sociale e territoriale, economica nonché di evoluzione di natura tecnologica che prevedono la fornitura di servizi in multicanalità utili al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni mediante l'utilizzo dell'infrastruttura postale di Poste italiane (comma 2). Nel parere allegato allo schema, l'AGCOM ricorda che la seconda categoria di servizi è costituita da prestazioni che Poste italiane si impegna a fornire, che devono essere inquadrate nell'ambito dei servizi di interesse generale e non rientrano tra le prestazioni del servizio postale universale previste nella direttiva 97/67/CE e nella normativa relativa al settore postale. La scelta - già seguita nella predisposizione del precedente contratto - di racchiudere più oggetti nello stesso strumento contrattuale impone di differenziare i due diversi ambiti. Per tale motivo, lo schema di contratto chiarisce che la fornitura dei servizi ulteriori al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni è attività che deve essere tenuta distinta dall'affidamento del servizio postale universale anche sotto il profilo contabile e che tali servizi non possono essere finanziati con le risorse previste per la copertura degli oneri del servizio universale. L'AGCOM osserva inoltre che - mentre con riferimento alle prestazioni di servizio universale e ai relativi oneri lo schema di contratto non introduce innovazioni significative al testo del contratto attualmente vigente - i servizi rivolti ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni sono notevolmente ampliati. L'articolo 2 individua le attività rientranti nel servizio universale, rinviando a quanto previsto dal già citato decreto legislativo n. 261 del 1999, e le modalità di erogazione delle stesse. Particolare attenzione è data alla necessità di adeguamento alle innovazioni tecnologiche e di ricorso alle possibilità offerte dalle tecnologie informatiche e digitali nella fornitura dei servizi postali. Analogamente a quanto previsto dal contratto di programma vigente, lo schema prevede che Poste italiane, per lo svolgimento di attività strumentali rispetto ai servizi oggetto dell'affidamento, possa avvalersi di altre società, fermi restando la responsabilità in capo a Poste italiane dell'adempimento degli obblighi inerenti all'affidamento del servizio universale e l'obbligo di informare periodicamente AGCOM e MISE sugli affidamenti effettuati e le attività svolte. Un elemento di novità è costituito dal fatto che l'individuazione delle società affidatarie debba avvenire mediante procedure selettive trasparenti, compatibilmente con la normativa applicabile. Analogamente a quanto previsto dal contratto di programma vigente, sono inoltre dettate procedure per assicurare condizioni di equilibrio economico nella gestione del servizio postale: l'invio annuale all'AGCOM dell'elenco degli uffici postali che non garantiscono le suddette condizioni, unitamente allo stato di avanzamento del piano di intervento e ai relativi criteri per la progressiva razionalizzazione della loro gestione; l'effettuazione del servizio di raccolta e recapito a giorni alterni nei termini, con le tempistiche e le modalità previste dall'AGCOM; la possibilità di ridefinire l'organizzazione degli uffici postali sul territorio, previo confronto con le autorità locali. Non è invece più previsto che l'AGCOM possa autorizzare un ulteriore margine di tolleranza in materia di recapito a giorni alterni, alla luce delle considerazioni critiche formulate dalla stessa Autorità, per la quale il limite massimo entro il quale la deroga può essere autorizzata è stato già innalzato dal legislatore e ciò non consente ulteriori margini di tolleranza. Nello schema è stata inoltre eliminata la disposizione che compare all'articolo 2, comma 7, del contratto vigente, che consentiva la rimodulazione della frequenza di recapito e di raccolta. Una novità rispetto al contratto vigente è costituita dalla previsione dell'impegno di Poste italiane a formulare all'AGCOM, entro il primo semestre del 2020, una proposta di rimodulazione dei criteri di distribuzione delle cassette di impostazione tenuto conto dell'andamento dei volumi postali e della misurazione dell'effettivo utilizzo delle cassette da parte degli utenti. L'articolo 3 elenca i compiti e gli obblighi di Poste italiane, con particolare riferimento alla conoscibilità delle condizioni generali dei servizi, della carta del servizio postale universale, delle informazioni relative alla dislocazione e agli orari di funzionamento degli uffici postali. Viene poi confermato l'impegno di Poste italiane a rendere più agevole la fruizione dei servizi per le persone con disabilità e per quelle appartenenti alle categorie più deboli. Altri obblighi riguardano: la trasmissione annuale all'AGCOM della quantificazione dell'onere di servizio universale sostenuto nel corso del precedente esercizio e la previsione di quello relativo all'esercizio di competenza; il rispetto degli obiettivi di qualità definiti dall'AGCOM; il rispetto dei criteri di distribuzione degli uffici postali e degli orari di apertura nel periodo estivo di cui alle delibere dell'AGCOM; l'attuazione delle procedure di reclamo e di conciliazione in favore degli utenti, delle disposizioni relative al sistema dei rimborsi, degli indennizzi e agli obblighi di reportistica, nonché delle disposizioni in materia di indennizzi relativi alle notificazioni di atti a mezzo del servizio postale. Analogamente a quanto avvenuto con riferimento al contratto vigente, non è stata accolta la proposta dell'AGCOM di introdurre un sistema di penali da applicare nel caso in cui si accertino scostamenti rispetto agli obiettivi di qualità stabiliti, permanendo invece, al verificarsi di tali circostanze, l'applicazione di sanzioni amministrative. Nel parere allegato, l'AGCOM ribadisce che nel settore postale le sanzioni amministrative hanno scarsa efficacia deterrente, soprattutto in relazione alle fattispecie più gravi, per effetto della possibilità di ricorrere al pagamento in misura ridotta (c.d. oblazione). L'articolo 4 impone a Poste italiane l'obbligo di applicare i prezzi e le tariffe dei servizi, determinati ai sensi delle disposizioni vigenti. L'articolo 5 disciplina i servizi di interesse generale che esulano dal perimetro del servizio universale. Il contenuto dell'articolo è profondamento modificato rispetto al testo del contratto vigente ed è improntato, tra l'altro, al perseguimento di obiettivi di innovazione ed evoluzione tecnologica del Paese. Il MISE e Poste italiane si impegnano dunque ad adottare iniziative a sostegno della trasformazione digitale dei servizi e, in tale ambito, Poste italiane dovrà agevolare l'inclusione degli utenti che si trovano in una situazione di divario digitale attraverso offerte volte a garantire l'accesso universale ai servizi delle pubbliche amministrazioni. In particolare, Poste italiane è incaricata di rendere disponibili alle pubbliche amministrazioni soluzioni integrate di: (1) gestione fisico/digitale delle istanze amministrative presentate dai cittadini, assicurandone l'accettazione in formato cartaceo presso gli uffici postali ovvero al domicilio degli stessi tramite la rete dei portalettere, ai fini della successiva trasmissione in modalità digitale ( full digital ); (2) consegna ai cittadini e relativa rendicontazione di documenti rilasciati dalle pubbliche amministrazioni, per finalità amministrative e/o di pubblica sicurezza (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, carte di identità, patenti, passaporti e certificati elettorali). Poste italiane si impegna inoltre: a mettere a disposizione dei clienti che usufruiscono dei servizi postali un'offerta di soluzioni integrate di recapito fisico/digitale ( digital switch ), in coerenza con il codice dell'amministrazione digitale; a rinnovare progressivamente le cassette di impostazione, introducendo cassette di nuova generazione dotate di sensori per la misurazione degli invii, anche al fine di consentire un loro utilizzo per la diffusione di informazioni di pubblica utilità da parte delle pubbliche amministrazioni verso i cittadini; a promuovere un piano di progressiva installazione di apparati (c.d. locker ), anche presso il domicilio dei destinatari che vi consentano, idonei a semplificare le attività di consegna e spedizione, nonché a garantire la fruizione di servizi aggiuntivi; ad adottare una serie di iniziative nei Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, volte al superamento del divario digitale; a realizzare un incubatore di start-up per la logistica. L'articolo 6 riguarda gli oneri del servizio postale universale. Alla luce di quanto già previsto dalle norme primarie, il contributo a carico della finanza pubblica è stabilito nell'importo massimo di euro 262,4 milioni annui e viene erogato entro il 31 dicembre di ciascun anno di vigenza del contratto, con cadenza mensile. L'onere per la fornitura del servizio universale in eccesso rispetto alla somma suddetta può essere coperto, per ciascun anno, con l'apposito fondo di compensazione istituito dal decreto legislativo n. 261 del 1999 alimentato, fino al 10 per cento dei relativi introiti lordi, dalle imprese autorizzate all'esercizio di servizi sostitutivi di quelli compresi nel servizio universale. L'erogazione del contributo spetta all'AGCOM, sulla base del costo netto del servizio postale universale da essa quantificato e verificato annualmente e comunque non superiore a 89 milioni di euro, previa notifica e autorizzazione della Commissione europea. L'articolo 7 regola le emissioni delle carte valori postali, distribuite e commercializzate da Poste italiane nel rispetto dei programmi formulati in via esclusiva dal MISE, in base alle proposte della società, anche ai fini della promozione e diffusione della cultura filatelica. Una novità dello schema, rispetto al contratto di programma vigente, consiste nella previsione in virtù della quale Poste italiane distribuisce le carte valori postali, oltre che presso le proprie strutture, anche tramite piattaforme digitali di soggetti terzi, nonché, ove possibile, a domicilio. L'articolo 8 impegna Poste italiane ad osservare gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, nonché gli accordi stipulati dallo Stato italiano con soggetti di diritto internazionale, rispettando i poteri di rappresentanza e di indirizzo politico spettanti al MISE e collaborando con l'AGCOM per le attività ad essa attribuite in ambito internazionale. La norma prevede poi che Poste italiane partecipi, previo indirizzo del MISE e coordinamento con l'AGCOM e con le altre amministrazioni pubbliche competenti, ai lavori dell'Unione Postale Universale (UPU) e alle conferenze indette dalle organizzazioni governative internazionali e regola la ripartizione delle spese di partecipazione all'UPU tra MISE e Poste italiane. L'articolo 9 prevede l'obbligo di Poste italiane di fornire all'AGCOM, per consentire l'esercizio delle sue funzioni, informazioni generali (bilanci, organizzazione, risultati di qualità, ecc.), sulla rete postale e sulla distribuzione territoriale degli uffici. L'articolo 10 stabilisce che, in caso di violazione degli obblighi connessi al servizio universale, l'AGCOM può irrogare a Poste italiane le sanzioni previste dall'articolo 21 del decreto legislativo n. 261 del 1999 e dai propri regolamenti. L'articolo 11 fissa la durata quinquennale del contratto di programma dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2024, fatti salvi gli esiti delle verifiche previste dalle disposizioni vigenti. L'efficacia del contratto è condizionata alla decisione di autorizzazione della Commissione europea ai sensi della normativa europea in materia di aiuti di Stato. È poi disciplinata la procedura di revisione del contratto a seguito di modifiche intervenute per eventi imprevedibili ed eccezionali e mutamenti del quadro normativo e regolatorio, nonché la procedura per la risoluzione amichevole delle controversie. Il PRESIDENTE comunica che nel pomeriggio di martedì prossimo avrà luogo l'audizione di Poste italiane S.p.A.. Il senatore CAMPARI ( L-SP-PSd'Az ) chiede se sia possibile audire anche l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e i sindacati. Il presidente COLTORTI si impegna a valutare la richiesta formulata dal senatore Campari. Ricorda tuttavia che la Commissione è chiamata in sostanza ad esprimere il suo parere di competenza entro la fine della settimana prossima, scadendo il termine lunedì 4 novembre, e che, essendo tale settimana dedicata ai lavori dell'Aula, i tempi a disposizione delle Commissioni sono molto limitati. Il seguito dell'esame è rinviato. IN SEDE REDIGENTE 1105 - trasparenza tariffe telefoniche DDL 1105 Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, per la trasparenza delle tariffe e dei prezzi applicati dagli operatori dei servizi di telefonia mobile (Seguito della discussione e rinvio) Prosegue la discussione, sospesa l'11 giugno. Il PRESIDENTE informa che, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del Regolamento, della procedura verrà redatto resoconto stenografico. Ricorda poi che è stato svolto un ciclo di audizioni e chiede se vi siano richieste di intervento in discussione generale. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) chiede se esistano strumenti informativi che consentano agli utenti di avere informazioni in merito alla copertura dei servizi offerti dai vari operatori sul territorio nazionale. La trasparenza, infatti, non dovrebbe riguardare solo il prezzo del servizio ma anche la qualità, perché non è giusto che chi riceve un servizio più limitato paghi lo stesso prezzo di chi gode di una copertura molto più ampia. Un altro tema da approfondire dovrebbe essere quello delle interferenze che si verificano a volte in mare, quando un telefono italiano può accidentalmente "agganciare" un ripetitore straniero, facendo scattare tariffe molto elevate per un servizio che non era stato richiesto. La senatrice PERGREFFI ( L-SP-PSd'Az ) osserva che nel corso delle audizioni svolte sono emersi in maniera ricorrente due temi su cui si impone una riflessione: l'individuazione delle condizioni giuridiche ed economiche cui fa riferimento l'articolo 1, comma 1, lettera a), nonché la durata e la decorrenza del termine semestrale previsto dalla stessa disposizione durante il quale non possono essere modificate le suddette condizioni. Un altro profilo sul quale si dovrà riflettere in fase emendativa sarà quello dei costi ancillari. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) concorda sul fatto che è giunto il momento di lavorare sugli spunti emersi nel corso delle audizioni e auspica che già nel corso della seduta odierna possa essere fissato un congruo termine per la presentazione degli emendamenti. Il sottosegretario Mirella LIUZZI reputa molto interessante il provvedimento in oggetto. In merito al tema evocato dal senatore Corti, segnala che per il momento l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha istituito una banca dati con una funzionalità che permette di avere informazioni sulla copertura tramite l'inserimento del civico. Il presidente COLTORTI ( M5S ), in relazione alla questione delle interferenze in mare citata dal senatore Corti, ritiene che si tratti di una questione complessa la cui risoluzione dovrebbe probabilmente passare per il tramite di accordi internazionali ed è meritevole di un approfondimento in sede di redazione degli emendamenti. Il senatore CORTI ( L-SP-PSd'Az ) segnala al Governo l'iniziativa dell'UNCEM per la mappatura delle aree senza copertura per la telefonia mobile. Il sottosegretario Mirella LIUZZI riferisce che il Governo è a conoscenza dell'iniziativa dell'UNCEM e ricorda che entro il 2026 la copertura dei servizi 5G dovrà raggiungere almeno il 99,4 per cento della popolazione e che i Comuni potranno interloquire con gli operatori telefonici per indirizzare al meglio la copertura. Non essendovi ulteriori richieste di intervento in discussione, il presidente COLTORTI propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno a giovedì 31 ottobre alle ore 12. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) chiede che il termine venga fissato alla settimana successiva. Il presidente COLTORTI propone dunque di fissarlo per martedì 5 novembre alle ore 12. La Commissione conviene. Il seguito della discussione è rinviato. Resoconto stenografico. IN SEDE CONSULTIVA n. 118 - riordino dei ruoli e carriere del personale delle Forze armate Doc n. 118 Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate (Osservazioni alla 4 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore D'ARIENZO ( PD ) illustra lo schema di decreto legislativo in titolo, che la Commissione è chiamata ad esaminare in sede consultiva per l'espressione delle proprie osservazioni alla Commissione difesa e che è adottato nell'esercizio della delega contenuta all'articolo 1 della legge n. 132 del 2018, di conversione del decreto-legge n. 113 del 2018, ed è finalizzato all'introduzione di disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate integrative e correttive rispetto alla riforma attuata con il decreto legislativo n. 94 del 2017. Come tale decreto, del quale ricalca la struttura, anche lo schema in esame procede mediante novelle puntuali al decreto legislativo n. 66 del 2010, recante il Codice dell'ordinamento militare. Le numerose modifiche introdotte, che in base a quanto indicato nel comunicato del Consiglio dei ministri di approvazione in via preliminare dell'atto sono volte a migliorare la funzionalità complessiva dell'organizzazione delle Forze armate, riguardano trasversalmente le varie categorie del personale militare dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, compreso quindi il personale del Corpo delle capitanerie di porto, al quale, come è noto, è affidato dalla legislazione vigente anche l'esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Lo schema si compone di 12 articoli. L'articolo 1 reca disposizioni comuni a più categorie che riguardano, tra l'altro, i casi di perdita dello status di militare a seguito di condanna penale; la previsione di ulteriori requisiti generali per il reclutamento, anche con riferimento al reclutamento tra i volontari in servizio permanente dei congiunti di militari divenuti inabili in missioni internazionali o attività operative; l'accertamento dei requisiti di idoneità psico-fisica per le donne in stato di gravidanza; la disciplina dell'aspettativa, del transito nell'impiego civile e dei limiti di età per la cessazione dall'appartenenza al complemento. Con specifico riferimento al personale della Marina, le novelle incidono sulla composizione delle commissioni per i concorsi riservati agli ufficiali piloti e navigatori di complemento e sulle condizioni per gli avanzamenti dei sottoufficiali e dei marescialli. Gli articoli 2 e 3 introducono disposizioni, rispettivamente, a regime e transitorie in relazione alla disciplina del reclutamento, della formazione, dell'addestramento e degli avanzamenti nella carriera degli ufficiali. Anche gli articoli successivi hanno una impostazione simile. In particolare, gli articoli 4 e 5 incidono, a regime e in via transitoria, sull'inquadramento dei marescialli, con riferimento, tra l'altro, alla disciplina del reclutamento e dell'inserimento nel ruolo nonché dei periodi minimi di permanenza nel grado e degli avanzamenti di carriera. La novella introdotta dall'articolo 4, comma 1, lettera b) , numero 3), dello schema alle disposizioni del Codice dell'ordinamento militare sui concorsi per il reclutamento nei ruoli dei marescialli prevede che le norme per lo svolgimento di tali concorsi siano stabilite con decreto del Ministero della difesa acquisito il concerto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per la parte riferita al Corpo delle Capitanerie di porto. Gli articoli 6 e 7 dello schema recano norme, a regime e transitorie, relative al reclutamento, alla formazione professionale, alla carriera e ai periodi minimi di permanenza nel grado e alle promozioni dei sergenti. Sono rideterminati specificamente i periodi minimi di imbarco per l'avanzamento dei sergenti della Marina (articolo 6, comma 1, lettera a) , numero 2) e, con riferimento alla definizione delle modalità per lo svolgimento dei concorsi per il reclutamento dei sergenti, anche in questo caso viene prevista l'adozione di un decreto da parte del Ministro della difesa con il concerto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per la parte riferita al Corpo delle Capitanerie di porto (articolo 6, comma 1, lettera g) ). Gli articoli 8 e 9 dello schema riguardano il riordino, sia a regime che transitorio, della disciplina sul reclutamento, lo stato giuridico e l'avanzamento del personale del ruolo dei graduati e dei militari di truppa. L'articolo 10 riguarda il trattamento economico e previdenziale a regime del personale militare mentre l'articolo 11interviene sui profili retributivi con norme transitorie e di coordinamento. L'articolo 12 reca, infine, la copertura finanziaria. Il seguito dell'esame è rinviato. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata domani, giovedì 24 ottobre 2019, alle ore 9,30, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 17,25.