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Processo penale - Procedimento a carico di minore - Definizione nella fase dell’udienza preliminare - Necessità del consenso dell’imputato per la pronuncia di sentenza di non luogo a procedere, nei casi previsti dall’art. 425 cod. proc. pen. - Prospettata disparità di trattamento, rispetto all’imputato adulto, con violazione del principio di tutela del minore, di quello di buon andamento dell’amministrazione giudiziaria, del diritto di difesa, dell’autonomia della funzione giudiziaria e del principio del giusto processo - Sopravvenuta pronuncia di illegittimità costituzionale della norma censurata - Restituzione degli atti ai giudici rimettenti.. Restituzione degli atti ai giudici 'a quibus' perché verifichino, alla luce della intervenuta dichiarazione di illegittimità della norma censurata, la rilevanza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 32, comma 1, del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 - come modificato dall'art. 22 della legge n. 63 del 2001 - censurato, in riferimento agli artt. 3, 10, 24, secondo comma, 31, secondo comma, e 101, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui, richiedendo il consenso dell'imputato minorenne per la definizione del procedimento nella fase dell'udienza preliminare, prevede che «in caso di assenza o contumacia del minore, il giudice non possa pronunciare sentenza di non luogo a procedere nei casi previsti dall'art. 425 del codice di procedura penale o per concessione del perdono giudiziale o per irrilevanza del fatto». - V. la richiamata sentenza n. 195/2002.