Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, per la riduzione dell'aliquota sul valore aggiunto relativa ai prodotti per l'infanzia. Onorevoli Senatori. -- Il sostegno alla famiglia è, ormai, al centro dell'agenda di tutti i partiti politici e di tutte le coalizioni di governo, grazie alla spinta della Lega Nord e degli altri partiti del centrodestra nonché all'incessante azione propositiva delle associazioni familiari. Solo negli ultimi anni in Italia è stata predisposta una vera politica sociale a favore della famiglia, intesa come nucleo fondante della società. Sono però necessarie ulteriori e più incisive misure per assicurare al nostro Paese non solo il minimo ricambio generazionale, ma il necessario sviluppo demografico. Una motivazione forte dietro al calo della natalità degli ultimi decenni è la preoccupazione per le spese che il mantenimento di un figlio comporta e, quindi, il timore di impoverirsi: paura, questa, confermata dalle statistiche. Le famiglie a maggiore rischio di povertà sono non solo quelle con disoccupati a carico, bensì anche quelle con figli minori. Il rischio di povertà cresce in relazione alla tipologia del nucleo familiare: le famiglie con un solo figlio minore presentano, infatti, una probabilità di essere povere superiore rispetto a quelle senza figli. Sono aumentate le famiglie senza figli e sono diminuite le coppie con figli; mentre l'Europa ricomincia a fare figli, l'Italia resta in controtendenza. Stiamo assistendo a un progressivo mutamento strutturale delle famiglie che vede aumentare il numero delle stesse e contemporaneamente decrescere il numero medio dei loro componenti. Tale fenomeno è spiegabile richiamando fattori demografici, quali il calo della fecondità e l'invecchiamento della popolazione, ma anche e soprattutto motivi di carattere socio-economico che inducono la donna a rinviare la maternità (o addirittura a rinunciarvi), consapevole che oggigiorno un figlio comporta un notevole incremento di costi: si calcola, infatti, che la nascita di un figlio comporta alla famiglia un incremento di costi del 30 per cento. Se, dunque, è il rischio «povertà» a incidere sul calo delle nascite, è su di esso che bisogna intervenire. Il presente disegno di legge, nel ridurre l'imposizione fiscale sui prodotti per l'infanzia, intende agire sull'aspettativa di sacrifici derivanti dalla nascita di un figlio. Si ritiene che, in tal modo, si favorisca, seppur indirettamente, l'incremento delle nascite, requisito «propedeutico» agli interventi a sostegno della famiglia precedentemente richiamati. L'articolo 1 propone, infatti, l'applicazione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto ridotta al 4 per cento su pannolini, biberon , tettarelle, omogeneizzati di carne (attualmente soggetti all'aliquota ordinaria del 20 per cento), latte in polvere (attualmente soggetto all'aliquota del 10 per cento) e liquido per neonati. L'articolo 2 concerne la copertura finanziaria della legge. Le minori entrate derivanti dall'attuazione della disposizione prevista dall'articolo 1 possono essere valutate in 50 milioni di euro annui.. 1 1 Alla tabella A, parte II, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente numero: «41- quinquies) pannolini, biberon , tettarelle, omogeneizzati, latte in polvere e liquido per neonati». 2 1 All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 2 Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.