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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 128 PETROCELLI La seduta inizia alle ore 12. IN SEDE REFERENTE A.S. 2450 Ratifica 'Accordo Italia Sud Africa sulla cooperazione nel settore della difesa DDL 2450 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Sud Africa sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 28 marzo 2017 e a Pretoria il 18 luglio 2017 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo in materia di cooperazione nel settore della difesa, sottoscritto nel 2017 dall'Italia e dal Sudafrica. L'intesa bilaterale, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati dalla Commissione, ha lo scopo di rinnovare e di aggiornare la disciplina della cooperazione fra i due Paesi nel settore della difesa, già regolamentata da un Accordo sottoscritto nel 1997 e rinnovato nel 2009, ma non più vigente dal febbraio 2014. Come sottolinea la relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, la negoziazione del nuovo Accordo si è resa necessaria, fra l'altro, per ampliare la cooperazione militare con il Sudafrica nell'ambito del procurement e delle attività internazionali, a partire da quelle di contrasto della pirateria nel Corno d'Africa, puntando a realizzare un'azione congiunta di stabilizzazione per particolari aree o regioni di importante valore strategico del continente africano, oltre che ad indurre positive ricadute anche nel settore produttivo e commerciale dei due Paesi. L'Accordo, composto da un breve preambolo e da 13 articoli, dopo aver enunciato i suoi principi e scopi (articolo 1), individua gli strumenti di attuazione (articolo 2), le aree (articolo 3) e le modalità di gestione della cooperazione bilaterale di settore (articolo 4), prevedendo l'elaborazione di piani annuali e pluriennali di cooperazione bilaterale nell'ambito della politica di sicurezza e difesa, della ricerca e sviluppo, delle operazioni umanitarie, dell'organizzazione e impiego delle Forze armate, dello scambio di informazioni legate alla difesa, della formazione e del contrasto della pirateria marittima e di altre attività di sicurezza marittima. Quanto alle modalità individuate per la realizzazione della cooperazione bilaterale nel settore della difesa, si prevede che esse possano assumere la forma delle visite reciproche di delegazioni, dello scambio di esperienze tra esperti, degli incontri tra rappresentanti e della partecipazione reciproca a corsi ed esercitazioni militari. I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione bilaterale (articolo 5), le questioni giurisdizionali (articolo 6) e quelle relative al risarcimento di eventuali danni provocati dal personale inviato (articolo 7), nonché le misure di protezione della proprietà intellettuale (articolo 9) e le modalità per il trattamento di informazioni classificate (articolo 10). Di rilievo è altresì l'articolo 8 relativo alla cooperazione nel campo dei prodotti della difesa, che individua le categorie di armamenti - dalle navi agli aeromobili, dagli armamenti agli equipaggiamenti di uso militare - oggetto di possibile cooperazione bilaterale. L'Accordo disciplina infine le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 11), l'entrata in vigore, la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi, la durata e il termine (articoli 12-13). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 2.383 euro ad anni alterni a decorrere dal 2021. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Il relatore conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dall'Italia. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2451 Ratifica Accordo quadro fra Italia e Argentina sulla collaborazione negli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico DDL 2451 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo quadro fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla collaborazione negli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico, fatto a Buenos Aires il 27 febbraio 2019 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI , in sostituzione della senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo quadro, sottoscritto dall'Italia e dall'Argentina nel febbraio 2019, sulla collaborazione negli usi pacifici dello spazio extra -atmosferico. Ricorda che la collaborazione fra Italia e Argentina nel settore spaziale rappresenta uno dei principali settori di cooperazione tra i due Paesi, particolarmente rilevante per le implicazioni di natura scientifica, tecnologica, industriale e commerciale che ne derivano. Il primo Accordo di cooperazione nel campo della ricerca e dell'utilizzazione dello spazio extra-atmosferico a scopi pacifici è stato concluso dai due Governi nell'ottobre 1992 e ha demandato la realizzazione delle attività congiunte previste dal testo alle rispettive agenzie spaziali nazionali, l'Agenzia spaziale italiana (ASI) e la Comisión nacional de actividades espaciales dell'Argentina (CONAE). Una delle principali aree di collaborazione è costituita dall'osservazione della Terra e dalla partecipazione italiana alle prime missioni satellitari argentine, realizzate poi fra il 1996 e il 2011. La relazione introduttiva al disegno di legge ricorda inoltre che in tale ambito, l'ASI e la CONAE, sulla base del Memorandum d'intesa firmato nel 2005 e modificato da ultimo nel 2010, sono impegnate nella realizzazione del programma denominato «Sistema italo-argentino di satelliti per la gestione delle emergenze» (SIASGE), che unisce gli strumenti radar ad apertura sintetica (SAR) della costellazione satellitare italiana COSMO-SkyMed in banda X e della costellazione satellitare argentina SAOCOM in banda L. L'Accordo in esame, frutto di un negoziato condotto su impulso del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con tutte le altre amministrazioni interessate, si compone di un preambolo e di 15 articoli ed è finalizzato ad ampliare le aree di cooperazione prevista dalla precedente intesa - scaduta nel 2017 -, ad aggiornarne i termini e le condizioni, delineando un nuovo quadro di riferimento sulla cooperazione nel settore spaziale. La nuova intesa è destinata, inoltre, a confermare e a rafforzare l'importanza della cooperazione nel settore spaziale nell'ambito delle relazioni bilaterali con l'Argentina. Dopo aver enunciato i il suo oggetto e la legge applicabile (articolo 1), l'Accordo individua nelle due rispettive Agenzie spaziali, l'ASI e la CONAE, le agenzie attuatrici nazionali responsabili dello sviluppo, del coordinamento e della promozione della cooperazione bilaterale (articolo 2). Il successivo articolo 3 individua i settori della cooperazione, relativi - tra gli altri - al telerilevamento della Terra, alle scienze spaziali e all'iniziativa Open Universe , proposta dal Governo italiano al Comitato delle Nazioni Unite per gli usi pacifici dello spazio esterno, alle ricerche, allo sviluppo di sistemi spaziali per scopi di ricerca e tecnologia, alla promozione di iniziative commerciali, all'accesso allo spazio, alle infrastrutture di terra di sistemi spaziali, alla formazione e alla promozione di strumenti per la gestione delle emergenze. I successivi articoli dell'Intesa disciplinano le forme e le modalità della cooperazione (articoli 4 e 6) e le possibilità per le Parti di stipulare accordi attuativi e programmi specifici (articolo 5) e di collaborazione da parte del settore privato (articolo 7). L'Accordo disciplina inoltre gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 8), prevedendo che le agenzie attuatrici siano responsabili del finanziamento dei progetti congiunti, proporzionalmente alle rispettive partecipazioni. Ulteriori disposizioni riguardano le misure di protezione della proprietà intellettuale (articolo 9), la riservatezza delle informazioni (articolo 10), le informazioni al pubblico e allo scambio di informazioni (articolo 11), la rinuncia reciproca ad azioni di responsabilità per quanto riguarda le attività svolte (articolo 12), le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 13) e l'entrata in vigore, la durata e il termine (articolo 15). Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, reca una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che all'attuazione della legge si provveda nell'ambito del bilancio ordinario dell'Agenzia spaziale italiana e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2452 Ratifica Accordo Italia Gibuti sulla cooperazione nel settore della difesa DDL 2452 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Gibuti sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 gennaio 2020 (Esame e rinvio) Il presidente PETROCELLI , in sostituzione della senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, dà conto del disegno di legge già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo sulla cooperazione nel settore della difesa, sottoscritto nel gennaio 2020 dall'Italia e da Gibuti. Ricorda, innanzitutto, che Gibuti, ex-colonia francese, indipendente dal 1977, è ad oggi una Repubblica, popolata da poco meno di 1 milione di abitanti, che occupa un'area di straordinaria importanza strategica, lungo una delle rotte commerciali mondiali più trafficate al mondo, stretta fra Eritrea, Etiopia e Somalia, di fronte allo stretto Bab El Mandeb che separa il Mar Rosso dal golfo di Aden. Il Paese, che da punto di vista istituzionale è una repubblica semipresidenziale, svolge un ruolo fondamentale per la stabilità della regione, "agendo da facilitatore e da promotore del dialogo e della cooperazione tra i Paesi dell'area", come ha ricordato lo stesso Ministro della difesa italiano, Lorenzo Guerini, nel corso della sua missione a Gibuti a marzo 2021. Il territorio gibutiano è sede di numerose strutture militari, ospitando le basi americana, francese, giapponese, cinese, saudita e, dal 2013, anche la Base Militare italiana di Supporto (BMIS), dipendente dal Comando operativo di vertice interforze (COI), per il supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa Orientale e nell'Oceano Indiano. Tra i contingenti militari presenti nel Paese, attestati presso alle basi militari dei Paesi alleati, si ricordano anche quelli della Germania, del Regno Unito e della Spagna. L'intesa bilaterale in esame, che ricalca analoghi provvedimenti già esaminati dalla Commissione, nel ricollegarsi ad una precedente intesa bilaterale siglata nel 2002 e scaduta nel 2014, nonché ad uno Scambio di note concernente le sfere di giurisdizione delle autorità dei due Paesi sul personale militare entrato in vigore nel febbraio 2015, ha lo scopo di fornire un adeguato quadro giuridico per avviare forme strutturate di cooperazione bilaterale tra le Forze armate dei due Stati, con l'intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza, di contribuire ai processi di stabilizzazione e sicurezza di una regione di vitale valore strategico, di supportare le attività di contrasto della pirateria nel Corno d'Africa, nonché di promuovere positivi effetti nei settori produttivi e commerciali dell'approvvigionamento e della logistica di entrambi i Paesi. Composto da un breve preambolo e da 12 articoli, l'Accordo, dopo aver enunciato i suoi principi e scopi (articolo 1), individua gli ambiti e le modalità della cooperazione bilaterale di settore (articolo 2), prevedendo in particolare l'elaborazione dai rispettivi Ministeri della Difesa di piani a lungo termine di cooperazione e consultazioni dei rappresentanti delle Parti. Il medesimo articolo individua inoltre i settori della cooperazione tra le Parti che possono riguardare, fra gli altri, politica di sicurezza e difesa, ricerca e sviluppo, operazioni umanitarie, organizzazione delle Forze armate, strutture ed equipaggiamento di unità militari, la formazione, l'addestramento e l'aggiornamento in campo militare e la sanità militare. I successivi articoli dell'Accordo disciplinano gli aspetti finanziari derivanti dalla cooperazione (articolo 3), la clausola di giurisdizione stabilendo di norma la giurisdizione della Parte ospitante per reati commessi da un membro del personale della Parte inviante o da persone a suo carico (articolo 4), il risarcimento dei danni causati dalla Parte inviante o dalla Parte ospitante a membri, materiali o mezzi della controparte, durante o in relazione alla missione o esercitazione (articolo 5), la giurisdizione esclusiva della Parte inviante sul proprio personale in materia disciplinare (articolo 6). Di rilievo è anche l'articolo 7, che disciplina la cooperazione nel settore dei prodotti della difesa e le modalità in cui essa possa avvenire, individuando altresì le categorie di armamenti - dalle navi agli aeromobili, dagli armamenti agli equipaggiamenti di uso militare, escludendo le mine anti-uomo - oggetto di possibile cooperazione bilaterale. L'Accordo disciplina inoltre le misure di protezione della proprietà intellettuale (articolo 8), il trattamento di informazioni classificate (articolo 9), le modalità di risoluzione delle eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 10), la possibilità di emendarne i contenuti o di integrarli mediante protocolli aggiuntivi, l'entrata in vigore e la durata (articoli 11-12). Il disegno di legge di ratifica si compone di 5 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l'articolo 3 del disegno di legge li valuta in 7.588 euro ad anni alterni a decorrere dal 2021. L'articolo 4 del disegno di legge pone altresì una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che ad eventuali oneri addizionali derivanti dall'attuazione dell'intesa bilaterale si dovrà fare fronte con apposito provvedimento legislativo. Conclude la sua esposizione osservando che l'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi rinviato. A.S. 2471 Ratifica Scambio di Note emendativo Accordo Italia Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa DDL 2471 Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Note emendativo dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa, del 12 maggio 2010, fatto a Doha il 9 luglio e il 22 ottobre 2019 (Esame e rinvio) Il senatore AIROLA ( M5S ), relatore, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dello Scambio di Note, risalente all'ottobre 2019, che emenda l'Accordo del 2010 tra l'Italia e il Qatar sulla cooperazione nel settore della difesa. Ricorda, innanzitutto, che la cooperazione nel settore della difesa tra i due Paesi è disciplinata proprio dall'Accordo sulla cooperazione nel settore della difesa che, sottoscritto dalle Parti il 12 maggio 2010, inerisce agli appalti nel settore militare, all'importazione, all'esportazione e al trasporto di armi, all'applicazione dei Trattati internazionali sulla sicurezza e la difesa, e alla partecipazione ad operazioni umanitarie e missioni di pace. Tale Accordo, tuttavia, ad oggi risulta privo di una clausola sulla giurisdizione relativamente al personale in visita nei rispettivi territori esteri, in considerazione dell'indisponibilità, più volte manifestata dalla controparte, a concedere una seppur parziale cessione di sovranità in ordine alla propria giurisdizione. Lo scambio di Note, prosegue il relatore, modifica il testo dell'Accordo introducendo, con l'articolo 6a, una clausola sulla giurisdizione penale che prevede, nell'ambito dell'invio di personale nazionale nell'altro Paese a fini di formazione e addestramento, il riconoscimento della giurisdizione dello Stato di soggiorno nei confronti del personale ospitato per i reati commessi nel proprio territorio e puniti secondo la propria legge. Il paragrafo 2 del medesimo articolo, tuttavia, riconosce allo Stato di origine il diritto ad esercitare la giurisdizione in via prioritaria sul proprio personale militare e civile per i reati commessi contro la sua sicurezza o il suo patrimonio e per quelli commessi durante o in relazione al servizio. Il paragrafo 3 dell'articolo 6a prevede altresì che, nel caso di esercizio della giurisdizione da parte dello Stato ricevente, la relativa sentenza, una volta divenuta definitiva, sarà eseguita a cura della Parte inviante in conformità e nei limiti previsti dall'ordinamento di quest'ultima, determinando, in questo modo, il diritto del personale militare e civile, eventualmente condannato nel Paese della Parte richiedente a scontare la pena nel Paese della Parte inviante. Il successivo paragrafo 4, infine, definisce le modalità di informazione dell'avvenuta sentenza e di trasferimento di trasferimento del reo alla Parte inviante, che tramite l'Autorità competente darà corso all'esecuzione della condanna. La nuova intesa novella, inoltre, l'articolo 9 dell'Accordo del 2010, relativo alla sicurezza delle informazioni classificate, designando queste ultime quali informazioni, atti, attività, documenti, materiali o cose su cui sia stata posta, da una delle Parti, una classifica di segretezza. Tali informazioni, scambiate o generate nell'ambito dell'Accordo, dovranno essere trasmesse, conservate o trattate in conformità alla legislazione e ai regolamenti nazionali e trasferite esclusivamente mediante i canali governativi autorizzati dall'Autorità per la sicurezza designata dalle Parti. In particolare, il paragrafo 4 individua la tabella di corrispondenza dei livelli di classificazione di sicurezza previsti dagli ordinamenti del Qatar e dell'Italia. Viene inoltre stabilito dal paragrafo 6 che tutte le informazioni classificate scambiate siano utilizzate esclusivamente agli scopi previsti e nell'ambito dell'Accordo. Ogni sorta di informazione classificata, acquisita nel contesto dell'Accordo, potrà essere trasferite a terze Parti o ad organizzazioni internazionali, esclusivamente previa autorizzazione scritta dalla Parte che l'ha originata. Il paragrafo 8 stabilisce che eventuali ulteriori aspetti di sicurezza relativi alle informazioni classificate saranno regolate da uno specifico Accordo generale sulla sicurezza che sarà stipulato dalle rispettive Autorità competenti per la sicurezza o da Autorità designate a tale scopo dalle Parti contraenti. Il disegno di legge di ratifica dello Scambio di Note si compone di 4 articoli. L'articolo 3, nel porre una clausola di invarianza finanziaria, stabilisce altresì che agli eventuali oneri derivanti dall'articolo aggiuntivo all'Accordo introdotto dallo Scambio di Note si farà fronte con apposito procedimento legislativo. Il relatore conclude la sua esposizione osservando che la modifica all'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2472 Ratifica Trattatidi cooperazione giudiziaria Italia - Uruguay DDL 2472 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Trattati: a) Trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay, fatto a Montevideo il 1° marzo 2019; b) Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra la Repubblica italiana e la Repubblica orientale dell'Uruguay, fatto a Montevideo il 1° marzo 2019 (Esame e rinvio) La senatrice CRAXI ( FIBP-UDC ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dei Trattati, sottoscritti dall'Italia e dall'Uruguay nel marzo 2019, rispettivamente per la cooperazione giudiziaria in materia penale e sul trasferimento delle persone condannate. I Trattati oggetto della presente ratifica si inseriscono nell'ambito degli strumenti finalizzati all'intensificazione e alla regolamentazione puntuale e dettagliata dei rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di migliorare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità. Nello specifico i due accordi in materia di cooperazione giudiziaria con l'Uruguay hanno l'obiettivo di migliorare la cooperazione internazionale in tale settore e consentire il trasferimento delle persone condannate, contribuendo altresì ad uno sviluppo significativo dei rapporti tra i due Stati, e disciplinando ambiti finora privo di strumenti giuridici adeguati. Il primo dei due Trattati bilaterali oggetto di ratifica - quello di cooperazione giudiziaria in materia penale - si compone di 30 articoli ed è finalizzato all'instaurazione di una stretta collaborazione in tale ambito fra i due Paesi. In particolare, Italia e Uruguay si impegnano a prestarsi reciprocamente la più ampia assistenza giudiziaria in molteplici settori, definiti in dettaglio dall'articolo 2, fra cui quelli della ricerca e dell'identificazione di persone, della notificazione di atti e documenti, della citazione dei soggetti coinvolti nei procedimenti penali, dell'acquisizione e trasmissione di atti, documenti ed elementi di prova, dello svolgimento e trasmissione di perizie, dell'assunzione di testimonianze o di dichiarazioni di testimoni, vittime o periti, del trasferimento di persone detenute per rendere testimonianza, dell'espletamento di ispezioni giudiziarie, del sequestro e confisca dei beni, della confisca dei proventi del reato, delle informazioni bancarie e finanziarie. Il paragrafo 2 del medesimo articolo precisa che il Trattato non si applica all'esecuzione di ordini di arresto o di restrizioni della libertà personale, all'esecuzione di sentenze penali emesse dallo Stato richiedente, al trasferimento di persone condannate o al trasferimento di procedimenti penali. Il Trattato circoscrive poi l'ambito di operatività del cosiddetto principio della doppia incriminazione ai soli casi in cui la richiesta di assistenza giudiziaria abbia ad oggetto l'esecuzione di sequestri e confische o di altri atti che, per loro natura, incidano su diritti fondamentali delle persone. Al di fuori di tali ipotesi, l'assistenza potrà essere prestata anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto (articolo 3). L'Accordo disciplina quindi i casi in cui l'assistenza giudiziaria possa essere rifiutata dallo Stato, a partire dai casi in cui si proceda per un reato politico o per un reato di natura esclusivamente militare in base alla normativa dello Stato richiedente (articolo 4). Il testo bilaterale individua, quindi, le autorità competenti per le richieste di cooperazione (articolo 5) e le Autorità centrali legittimate alla trasmissione e alla ricezione delle richieste - il Ministero della giustizia per l'Italia e il Ministerio de educación y cultura per l'Uruguay (articolo 6) - e disciplina i requisiti di forma e di contenuto della richiesta di assistenza (articolo 7) e le modalità per l'esecuzione della richiesta (articolo 8). Ulteriori disposizioni riguardano, fra le altre, la ricerca di persone (articolo 9), le assunzioni probatorie (articoli 11 e 12), il trasferimento temporaneo di persone detenute (articolo 14), la protezione di vittime, testimoni e altri partecipanti al procedimento penale (articolo 15), la disciplina della comparizione in videoconferenza (articolo 16), la produzione di documenti ufficiali e di atti e beni (articoli 17 e 18) e le attività finalizzate a perquisizione, sequestro e confisca (articolo 19). Di rilievo è anche l'articolo 20 che stabilisce l'impossibilità per lo Stato richiesto di invocare il segreto bancario per rifiutare la cooperazione in materia giudiziaria. Si segnalano inoltre gli articoli 23, 24 e 25 che disciplinano lo scambio di informazioni tra gli Stati, prevedendo la trasmissione di informazioni sui procedimenti penali, sui precedenti penali e sulle condanne inflitte nei confronti delle persone per cui si chiedono informazioni, lo scambio di informazioni sulle rispettive legislazioni e la trasmissione di sentenze e di certificati penali. Infine ulteriori disposizioni riguardano l'impegno alla riservatezza delle Parti (articolo 27), i meccanismi di suddivisione delle spese (articolo 28), la soluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 29), e i termini per l'entrata in vigore, la modifica e la denuncia dell'Accordo (articolo 30). Il secondo Trattato oggetto della presente ratifica - quello sul trasferimento delle persone condannate - composto da 22 articoli, è finalizzato a consentire il trasferimento nel proprio Stato dei cittadini detenuti nel territorio dell'altro Stato contraente, al fine di permettere loro di scontare la pena residua nel proprio Paese di origine, facilitandone il reinserimento sociale. Dopo aver offerto una panoramica sui termini utilizzati nel testo (articolo 1) e informato sui principi generali (articolo 2), l'Accordo individua le Autorità centrali, competenti a ricevere e inoltrare le richieste di trasferimento, nel Ministero della giustizia per l'Italia e nel Ministerio de Educación y Cultura per l'Uruguay (articolo 3). L'intesa bilaterale disciplina quindi le condizioni per il trasferimento (articolo 4), gli obblighi informativi da fornire alla persona condannata (articolo 5), le modalità per formulare la richiesta di trasferimento (articolo 6) e i relativi documenti e informazioni richiesti (articolo 7). Ulteriori disposizioni riguardano il consenso al trasferimento da parte della persona condannata (articolo 9), i fattori da considerare per assumere la decisione di trasferirla (articolo 10), le modalità di consegna (articolo 11) e per l'esecuzione della condanna (articolo 12), il diritto a decidere su un'eventuale domanda di revisione della sentenza (articolo 13) e la possibilità di accordare la grazia, l'amnistia e altri provvedimenti di riduzione della pena (articolo 14). Il Trattato prevede inoltre che lo Stato di esecuzione fornisca a quello di condanna le informazioni relative al termine dell'esecuzione della condanna (articolo 15), e disciplina le condizioni relative al transito della persona condannata (articolo 17), la suddivisione delle spese fra i due Paesi (articolo 18), le modalità di risoluzione di eventuali controversie interpretative o applicative (articolo 21) e i termini per l'entrata in vigore, la modifica e la sua denuncia (articolo 22). Il disegno di legge di ratifica dei Trattati in esame si compone di 5 articoli. Gli oneri economici complessivi derivanti dall'attuazione del provvedimento sono valutati dall'articolo 3 in 141.155 euro annui a decorrere dal 2021. La relatrice conclude la sua esposizione osservando che i Trattati oggetto della presente ratifica non presentano profili di incompatibilità con la normativa nazionale esistente, con l'ordinamento europeo né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2494 Ratifica Accordo sull'estinzione dei trattati bilaterali di investimento tra Stati membri dell'UE DDL 2494 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sull'estinzione dei trattati bilaterali di investimento tra Stati membri dell'Unione europea, fatto a Bruxelles il 5 maggio 2020 (Esame e rinvio) La senatrice CRAXI ( FIBP-UDC ), relatrice, illustra il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo sull'estinzione dei trattati bilaterali di investimento tra Stati membri dell'Unione europea, sottoscritto nel maggio 2020. L'esigenza della stipula del trattato in esame discende da una consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea che ha stabilito che le disposizioni di un accordo internazionale concluso tra due Stati membri non possano applicarsi nei rapporti fra i medesimi Stati qualora esse si rivelino in contrasto con i Trattati dell'Unione. In particolare, in una sentenza del marzo 2018, la Corte ha stabilito che le clausole compromissorie per investitori e Stati contenute nei trattati bilaterali di investimento (BIT) tra Stati membri dell'Unione europea sono in contrasto con i Trattati dell'Unione e che, per effetto di tale incompatibilità, risultano inapplicabili. Alla luce di tale giurisprudenza, l'Accordo in esame è finalizzato ad estinguere tutti i BIT interni all'Unione europea residui, comprese le relative clausole compromissorie, che prevedono il procedimento arbitrale, e quelle di caducità, che estendono la protezione per la tutela degli investimenti effettuati prima della data di estinzione di un trattato bilaterale di investimento per un ulteriore periodo di tempo, prevendendo al contempo misure transitorie afferenti ai procedimenti arbitrali pendenti. Si tratta di un testo che si configura come un accordo tra Stati, non essendo l'Unione europea Parte contraente, avendo la Commissione europea fornito il suo pieno supporto e la sua continua assistenza durante le fasi negoziali, ma non essendo stata tra i firmatari del testo. L'Accordo, che si compone di un preambolo, di 18 articoli suddivisi in quattro sezioni e di due allegati, offre innanzitutto (Sezione 1, articolo 1) un quadro delle definizioni dei termini usati, a partire da quelle relative ai trattati bilaterali di investimento, al procedimento arbitrale, alla clausola compromissoria, al procedimento arbitrale concluso, al procedimento arbitrale pendente, al nuovo procedimento arbitrale e alla clausola di caducità. La Sezione 2 (articoli 2-4) dispone in merito all'estinzione dei trattati bilaterali di investimento e della clausola di caducità contenuta nei trattati bilaterali di investimento estinti dall'Accordo (richiamati nell'allegato A) (articolo 2), all'estinzione della clausola di caducità contenuta nei trattati bilaterali di investimento che sono stati dichiarati estinti (richiamati nell'allegato B) (articolo 3) e conferma in modo esplicito che le clausole compromissorie dei trattati bilaterali di investimento interni all'Unione europea sono in contrasto con i trattati dell'Unione, risultando, pertanto, inapplicabili. Per effetto di tale incompatibilità la clausola compromissoria non può fungere da base giuridica per il procedimento arbitrale (articolo 4). La Sezione 3 dell'Accordo (articoli 5-10) inerisce alle azioni intentate ai sensi dei trattati bilaterali di investimento, prevedendo, fra l'altro, l'obbliga per le Parti contraenti che siano vincolate da un trattato bilaterale di investimento a informare i collegi arbitrali di procedimenti arbitrali pendenti o di nuovi procedimenti arbitrali, nonché delle conseguenze giuridiche derivanti dalla citata sentenza del 2018, in particolare delle estinzioni di cui all'articolo 4. Il testo prevede inoltre che qualora le Parti contraenti siano coinvolte in un procedimento giudiziario relativo a un lodo arbitrale reso in forza di un trattato bilaterale di investimento, esse sono obbligate a chiedere al giudice nazionale competente, anche di un Paese terzo, di revocare detto lodo, annullarlo o astenersi dal riconoscerlo e darvi esecuzione, a seconda dei casi (articolo 7). L'Accordo stabilisce inoltre che ai procedimenti arbitrali pendenti si applichino le disposizioni transitorie di cui agli articoli 9 (relativo al dialogo strutturato in caso di Procedimento Arbitrale Pendente) e 10 (relativo all'accesso ai giudici nazionali), prevedendo che le stesse disposizioni si applichino anche in caso di eventuali domande riconvenzionali. Il testo consente, inoltre, alle Parti contraenti interessate e all'investitore di concordare altre adeguate forme di risoluzione delle controversie, compresa la composizione amichevole (articolo 8). Ulteriori disposizioni riguardano la possibilità per l'investitore che sia parte di un procedimento arbitrale pendente di chiedere alla parte interessata l'attivazione del meccanismo di risoluzione delle controversie denominato «dialogo strutturato» (articolo 9) e la possibilità, sempre per l'investitore, di accedere ai mezzi di ricorso giurisdizionale previsti dal diritto interno avverso una misura controversa già oggetto di procedimento arbitrale pendente, anche se sono scaduti i termini previsti dall'ordinamento nazionale per esperire l'azione (art. 10). La Sezione 4 (articoli 11-18) reca le disposizioni finali, prevedendo - fra l'altro - che non siano ammesse riserve all'Accordo (articolo 13), e disciplinando le modalità per la risoluzione di eventuali controversie applicative o interpretative (articolo 14), i termini per l'entrata in vigore (articolo 16) e la possibilità di applicazione provvisoria dell'Accordo medesimo (articolo 17). L'Accordo comprende, inoltre, l'allegato A, recante l'elenco dei trattati bilaterali di investimento estinti dall'Accordo e l'allegato B, recante l'elenco dei trattati bilaterali di investimento che sono stati dichiarati estinti e in cui può essere in vigore una clausola di caducità: nel primo dei due allegati non figurano accordi riguardanti il nostro Paese, mentre nel secondo sono inclusi tre accordi conclusi dall'Italia rispettivamente con Malta (1967), Bulgaria (1988) e Slovenia (2000), oggetto peraltro di un'apposita procedura di infrazione aperta nei confronti dell'Italia (la numero 2021-2243) per violazione del diritto dell'Unione. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, reca una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il medesimo articolo specifica altresì che agli eventuali oneri derivanti dai procedimenti di cui agli articoli 8, 9 e 10 dell'Accordo, si provvederà mediante apposito provvedimento legislativo. La relatrice conclude la sua esposizione evidenziando come l'Accordo in esame non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l'ordinamento europeo - mirando ad assicurare la compatibilità con il diritto dell'Unione europea dei trattati vigenti - né con altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Prende brevemente la parola il vice ministro SERENI per sollecitare una rapida approvazione del disegno di legge in titolo, considerata l'importanza della disciplina in esso contenuta. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DI AUDIZIONI INFORMALI Il presidente PETROCELLI comunica che il Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali della Farnesina, Luca Sabbatucci, intervenuto martedì 11 gennaio scorso, nell'ambito dell'Affare assegnato sulle nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia, in sede di Ufficio di Presidenza della Commissione Affari esteri, ha consegnato della documentazione. Il contributo sarà pubblicato sulla pagina web della Commissione. La seduta termina alle ore 12,25.