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Art. 4 L'esercizio dell'attività di trattamento e confezionamento delle carni fresche in atmosfera modificata è subordinato, anche per i laboratori di sezionamento già in possesso dell'autorizzazione di cui all'art. 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283, per il confezionamento di carni fresche, all'accertamento dei requisiti seguenti: a) nel caso delle carni fresche di animali domestici delle specie bovina (compresi i bufali), equina, suina, ovina, caprina e cunicola e della selvaggina allevata, dei requisiti indicati nel decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, nonché dei requisiti speciali indicati nell'allegato al presente decreto; b) nel caso delle carni di volatili da cortile, dei requisiti indicati nel decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 503. Note all'art. 4: - L'art. 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283, citata in riferimento alle premesse, prescrive che "l'esercizio di stabilimenti, laboratori di produzione, preparazione e confezionamento, nonché di depositi all'ingrosso di sostanze alimentari, è subordinato ad autorizzazione sanitaria. Il rilascio di tale autorizzazione è condizionato dall'accertamento dei requisiti igienico-sanitari, sia di impianto che funzionali, previsti dalle leggi e dai regolamenti". - Gli articoli 28 e 29 del regolamento d'esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, più volte citata, approvato con D.P.R. 26 marzo 1980, n. 327, riportano - rispettivamente - i requisiti e le dotazioni minime comunque obbligatori per gli stabilimenti e laboratori di produzione alimentare o di confezionamento di prodotti alimentari e le norme igieniche per i relativi locali ed impianti. - I requisiti cui rinvia la lettera b) sono previsti nell'allegato 1 del D.P.R. 8 giugno 1982, n. 503, concernente la disciplina sanitaria della produzione e del commercio delle carni fresche di volatili, con particolare riguardo ai capitoli II e III.