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Straniero - Espulsione e divieto di reingresso nel territorio dello stato - Potere del giudice di rideterminare la durata del divieto soltanto nel caso in cui decida sul ricorso avverso il provvedimento di espulsione - Asserita lesione del diritto di difesa, della tutela giurisdizionale e dei principi di ragionevolezza, di separazione dei poteri e di buon andamento dell'amministrazione - Questione già decisa nel senso della manifesta infondatezza - Mancanza di motivi nuovi e diversi - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, commi 13 e 14, del d. lgs. 25 luglio 1998, n. 286, nella parte in cui non prevede il potere del giudice di ridurre la durata del periodo di divieto di reingresso in Italia per lo straniero espulso, quando sia investito del reclamo avverso il solo provvedimento relativo alla durata del divieto in esame. Analoga questione, infatti, è già stata dichiarata manifestamente infondata con l'ordinanza n. 165 del 2001. - Sulla discrezionalità del legislatore nell'attribuire al giudice (amministrativo od ordinario) poteri in ordine ad atti amministrativi, v. ordinanza n. 165/2001. M.R.