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Liberazione anticipata - Concessione - Disciplina - Procedura camerale e assenza di contraddittorio tra le parti - Prospettato contrasto con il diritto di difesa - Manifesta infondatezza della questione.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 69-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sollevata in riferimento all'art. 24, secondo comma, della Costituzione nella parte in cui non prevede che al procedimento di liberazione anticipata si applichino le disposizioni regolative del procedimento di sorveglianza, di cui agli articoli 666 e 678 del codice di procedura penale. Nell'ipotesi in esame, infatti, più che una violazione del principio del contraddittorio – dalla cui compromissione deriverebbe il lamentato ‘vulnus’ –, potrebbe semmai venire in rilievo, dal lato del richiedente, solo un diretto sacrificio del diritto di difesa: evenienza che, peraltro, non può dirsi realizzata, posto che il condannato, da un lato, è in grado di illustrare e "difendere" la propria domanda di liberazione anticipata e, dall'altro, di opporsi ad una eventuale decisione reiettiva. – In tema di compatibilità con il diritto di difesa di modelli processuali a contraddittorio eventuale e differito, citate, 'ex plurimis', rispetto al procedimento per decreto, le ordinanze n. 8 del 2003 e n. 432 del 1998 ed i precedenti ivi richiamati. – Sul consolidato principio secondo cui l'esercizio del diritto di difesa è suscettibile di essere regolato in modo diverso in relazione alle caratteristiche ed alle esigenze dei singoli procedimenti, ricordate, ‘ex plurimis’, le ordinanze n. 8 del 2003 e n. 203 del 2002 ed i precedenti ivi richiamati.