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Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, ho l'onore di confermare il nostro accordo sulla circostanza che il pagamento della somma globale di cui all'articolo III dell'Accordo, firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese, relativamente alle questioni finanziarie e patrimoniali rimaste in sospeso, includa, fra l'altro, la piena e definitiva sistemazione delle rivendicazioni concernenti: le azioni di compagnie bancarie ungheresi colpite dalla legge numero XXX del 4 dicembre 1947, le rivendicazioni su beni, diritti e interessi lesi da una delle misure ungheresi di cui all'articolo I/a del presente Accordo, i debiti di debitori ungheresi in relazione ai titoli emessi prima del 15 settembre 1947. I diritti da esigere da compagnie bancarie colpiti dalla legge ungherese n. XXX del 4 dicembre 1947 non sono inclusi nel detto Accordo e sono sottoposti alla legislazione ungherese. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Mario PEDINI Sig. dott. Vincze IMRE Vice Ministro delle finanze Dalla Delegazione ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, accuso ricevuta della Sua lettera in data 26 aprile 1973 del seguente tenore: "Ho l'onore di confermare il nostro accordo sulla circostanza che il pagamento della somma globale di cui all'articolo III dell'Accordo, firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese, relativamente alle questioni finanziarie e patrimoniali rimaste in sospeso, includa, fra l'altro, la piena e definitiva sistemazione delle rivendicazioni concernenti: le azioni di compagnie bancarie ungheresi colpite dalla legge numero XXX del 4 dicembre 1947, le rivendicazioni su beni, diritti e interessi lesi da una delle misure ungheresi di cui all'articolo I/a del presente Accordo, i debiti di debitori ungheresi in relazione ai titoli emessi prima del 15 settembre 1947. I diritti da esigere da compagnie bancarie colpiti dalla legge ungherese n. XXX del 4 dicembre 1947 non sono inclusi nel detto Accordo e sono sottoposti alla legislazione ungherese. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione". Ho l'onore di informarLa che concordo sul contenuto della lettera sopra riportata e La prego di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, Con riferimento all'Accordo firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese, concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di dichiarare che dopo l'entrata in vigore dell'Accordo, il Governo italiano non presenterà al Governo ungherese né per proprio conto né per conto dei propri cittadini alcun reclamo relativo a beni, diritti e interessi italiani in Ungheria, né appoggerà eventuali reclami; ciò riguarda tutte le misure adottate prima della firma del detto Accordo. La prego di accusare cortesemente ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Mario PEDINI Sig. dott. Vincze IMRE Vice Ministro delle finanze Dalla Delegazione ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, accuso ricevuta della Sua lettera in data 26 aprile 1973 del seguente tenore: "Con riferimento all'Accordo firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese, concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di dichiarare che dopo l'entrata in vigore dell'Accordo, il Governo italiano non presenterà al Governo ungherese né per propria conto né per conto dei propri cittadini alcun reclamo relativo a beni, diritti e interessi italiani in Ungheria, né appoggerà eventuali reclami; ciò riguarda tutte le misure adottate prima della firma del detto Accordo. La prego di accusare cortesemente ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione". La prego di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, con riferimento all'Accordo firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di informarLa che le due compagnie di assicurazione italiane "Assicurazioni generali" e "Riunione Adriatica di Sicurtà", le quali avevano filiali in Ungheria, allo scopo di rendere possibile al Governo italiano il raggiungimento di un accordo per la completa definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso tra i due Paesi, hanno manifestato la propria intenzione - sebbene non riconoscano alcun obbligo per quanto attiene alla questione delle pensioni in favore del Governo ungherese o di ex impiegati delle loro filiali ungheresi - di pagare, entro 30 giorni dalla data della firma del detto Accordo, al Governo italiano, in favore del Governo ungherese, la somma globale di lire italiane 100.000.000 i. e. cento milioni di lire alle seguenti condizioni: Con l'accettare tale somma globale - sebbene le pretese di pensione di ex impiegati ungheresi delle filiali in Ungheria delle due Compagnie di assicurazione italiane ammontino a circa quaranta milioni, per interessi, i. e. al tasso di scambio attuale a circa ottocento e quaranta milioni di lire - il Governo ungherese libera, all'entrata in vigore del detto Accordo, le due Compagnie di assicurazione italiane, da ogni obbligo nei confronti del Governo ungherese e nei riguardi degli ex impiegati delle loro ex filiali ungheresi in Ungheria, in quanto tali impiegati sono cittadini ungheresi. Le procedure legali in corso iniziate contro le due Compagnie di assicurazione per le pensioni in questione dovranno cessare entro 60 giorni dalla data della firma del detto Accordo, e ognuna delle parti sosterrà le proprie spese. Inoltre, il Governo ungherese, accettando la somma globale, si impegna, in nome proprio, e per conto dei summenzionati ex impiegati, a non avanzare più, in merito, alcuna altra pretesa. D'altro canto, il Governo ungherese non libera (dai propri obblighi), con la presente definizione, il possessore di beni di ex filiali ungheresi delle due Compagnie di assicurazione italiane e i suoi successori. Il Governo italiano conferma il proprio accordo sulla definizione di cui sopra e dichiara che - tenendo conto della somma globale di 100.000.000 di lire italiane che devono essere pagate dalle due Compagnie di assicurazione italiane - la prima rata in base all'articolo III del suddetto Accordo viene ridotta a lire italiane 75.000.000. PregandoLa di voler cortesemente confermare il Suo consenso in ordine alla definizione sopra menzionata, Le esprimo gli atti della mia più alta considerazione. Mario Pedini Sig. dott. Vincze Imre Vice Ministro delle Finanze Dalla Delegazione Ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, accuso ricevuta della Sua lettera in data 26 aprile 1973 del seguente tenore: "Con riferimento all'Accordo firmato oggi tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di informarLa che le due compagnie di assicurazione italiane "Assicurazioni Generali" e "Riunione Adriatica di Sicurtà", le quali avevano filiali in Ungheria, allo scopo di rendere possibile al Governo italiano il raggiungimento di un accordo per la completa definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso tra i due Paesi, hanno manifestato la propria intenzione - sebbene non riconoscano alcun obbligo per quanto attiene alla questione delle pensioni in favore del Governo ungherese o di ex impiegati delle loro filiali ungheresi - di pagare, entro 30 giorni dalla data della firma del detto Accordo, al Governo italiano, in favore del Governo ungherese, la somma globale di lire italiane 100.000.000 i. e. cento milioni di lire alle seguenti condizioni: Con l'accettare tale somma globale - sebbene le pretese di pensione di ex impiegati ungheresi delle filiali in Ungheria delle due Compagnie di assicurazione italiane ammontino a circa quaranta milioni, per interessi, i. e. al tasso di scambio attuale a circa ottocento e quaranta milioni di lire - il Governo ungherese libera, all'entrata in vigore del detto Accordo, le due Compagnie di assicurazione italiane, da ogni obbligo nei confronti del Governo ungherese e nei riguardi degli ex impiegati delle loro ex filiali ungheresi in Ungheria, in quanto tali impiegati sono cittadini ungheresi. Le procedure legali in corso iniziate contro le due Compagnie di assicurazione per le pensioni in questione dovranno cessare entro 60 giorni dalla data della firma del detto Accordo, e ognuna delle parti sosterrà le proprie spese. Inoltre, il Governo ungherese, accettando la somma globale, si impegna, in nome proprio, e per conto dei summenzionati ex impiegati, a non avanzare più, in merito, alcuna altra pretesa. D'altro canto, il Governo ungherese non libera (dai propri obblighi), con la presente definizione, il possessore di beni di ex filiali ungheresi delle due Compagnie di assicurazione italiane e i suoi successori. Il Governo italiano conferma il proprio accordo sulla definizione di cui sopra e dichiara che - tenendo conto della somma globale di 100.000.000 di lire italiane che devono essere pagate dalle due Compagnie di assicurazione italiane - la prima rata in base all'articolo III del suddetto Accordo viene ridotta a lire italiane 75.000.000. PregandoLa di voler cortesemente confermare il Suo consenso in ordine alla definizione sopra menzionata, Le esprimo gli atti della mia più alta considerazione". Ho l'onore di informarLa che concordo sul contenuto della lettera sopra riportata, e La prego di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Dalla Delegazione ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, ho l'onore di confermare la nostra reciproca intesa secondo cui, in base alle disposizioni delle leggi in vigore, in materia, in entrambi i nostri Paesi, nessun compenso potrà essere preteso per i danni di guerra ai beni. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, accuso ricevuta della Sua lettera in data 26 aprile 1973 del seguente tenore: "Ho l'onore di confermare la nostra reciproca intesa secondo cui, in base alle disposizioni delle leggi in vigore, in materia, in entrambi i nostri Paesi, nessun compenso potrà essere preteso per i danni di guerra ai beni. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accogliere gli atti della mia più alta considerazione". La prego di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione. Mario PEDINI Sig. dott. Vincze IMRE Vice Ministro delle finanze Dalla Delegazione ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, con riferimento all'Accordo firmato oggi tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare ungherese, concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho il pregio di richiamare la Sua attenzione sul fatto che il liquidatore dell'Istituto nazionale per i cambi con l'estero mantiene un credito in favore della Magyar Nemzeti Bank, ed altresì che alcuni depositi di Compagnie bancarie ungheresi sono detenuti da alcune banche italiane. Le chiedo quindi che il Governo italiano si adoperi nel suo meglio acciocchè il credito della Magyar Nemzeti Bank verso l'Istituto nazionale per i cambi con l'estero, venga trasmesso alla Magyar Nemzeti Bank entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del detto Accordo e che adotti tutte le misure necessarie in suo potere per rendere possibile il trasferimento in Ungheria dei depositi di banche ungheresi detenuti da banche italiane con le garanzie che saranno concordate e accettate dagli stessi istituti bancari. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, ho l'onore di accusare ricevuta della Sua lettera in data odierna del seguente tenore: "Con riferimento all'Accordo firmato oggi tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica popolare ungherese, concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho il pregio di richiamare la Sua attenzione sul fatto che il liquidatore dell'istituto nazionale per i cambi con l'estero mantiene un credito in favore della Magyar Nemzeti Bank, ed altresì che alcuni depositi di Compagnie bancarie ungheresi sono detenuti da alcune banche italiane. Le chiedo quindi che il Governo italiano si adoperi nel suo meglio acciocchè il credito della Magyar Nemzeti Bank verso l'Istituto nazionale per i cambi con l'estero, venga trasmesso alla Magyar Nemzeti Bank entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del detto Accordo e che adotti tutte le misure necessarie in suo potere per rendere possibile il trasferimento in Ungheria dei depositi di banche ungheresi detenuti da banche italiane con le garanzie che saranno concordate e accettate dagli stessi istituti bancari. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione". A tale riguardo ho l'onore di informarLa che il Governo italiano provvederà acciocchè il credito della Magyar Nemzeti Bank con l'istituto nazionale per i cambi con l'estero sia trasferito alla Magyar Nemzeti Bank entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del detto Accordo, e che prenderà tutte le misure in suo potere per rendere possibile il trasferimento in Ungheria dei depositi di banche ungheresi detenuti da banche italiane, con le garanzie che saranno concordate ed accettate dagli stessi istituti bancari. La prego di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione. Mario PEDINI Sig. dott. Vincze IMRE Vice Ministro delle finanze Dalla Delegazione italiana Roma, 26 aprile 1973 Signore, con riferimento all'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di confermare che, in base alla nostra reciproca intesa, tutti i beni immobili italiani - situati in Ungheria e colpiti da una misura ungherese, di cui all'articolo I/a dell'Accordo - sono stati liquidati con la somma globale di lire italiane 525.000.000; di conseguenza, lo Stato ungherese diviene proprietario dei summenzionati beni immobili. Il precedente possessore non avrà diritto di disporre di tali beni immobili. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione. Mario PEDINI Sig. dott. Vincze IMRE Vice Ministro delle finanze Dalla Delegazione ungherese Roma, 26 aprile 1973 Signore, accuso ricevuta della Sua lettera in data odierna del seguente tenore: "Con riferimento all'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica popolare ungherese concernente la definizione delle questioni finanziarie e patrimoniali in sospeso, ho l'onore di confermare che, in base alla nostra reciproca intesa, tutti i beni immobili italiani - situati in Ungheria e colpiti da una misura ungherese, di cui all'articolo I/a dell'Accordo - sono stati liquidati con la somma globale di lire italiane 525.000.000; di conseguenza, lo Stato ungherese diviene proprietario dei summenzionati beni immobili. Il precedente possessore non avrà diritto di disporre di tali beni immobili. La prego di voler cortesemente accusare ricevuta della presente lettera e di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione". Ho l'onore di informarLa che concordo sul contenuto della lettera sopra riportata, e La prego di accettare le assicurazioni della mia più alta considerazione. Vincze IMRE Sig. prof. MARIO PEDINI Sottosegretario di Stato per gli affari esteri