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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione BILANCIO (5ª) 177 PESCO La seduta inizia alle ore 10,45. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente PESCO comunica che il senatore Misiani, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso. Dispone quindi l'avvio della trasmissione della seduta attraverso l'attivazione del circuito interno. La Commissione conviene. IN SEDE CONSULTIVA 897 e connessi - Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 897 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 182 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità DDL 200 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 262 Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale DDL 264 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio DDL 546 Norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio DDL 1020 Modifica all'articolo 61 del codice penale, in materia di circostanza aggravante comune per i delitti commessi in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie o socio-assistenziali residenziali o semiresidenziali ovvero in danno di minori all'interno di asili nido e scuole dell'infanzia, e altre disposizioni per garantire la sicurezza presso le medesime strutture DDL 1034 Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio (Parere alla 1 a Commissione sul testo unificato e sugli emendamenti. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 25 giugno. Il relatore ZULIANI ( L-SP-PSd'Az ) illustra gli ulteriori emendamenti della relatrice e i relativi subemendamenti presentati al testo unificato, segnalando, per quanto di competenza, che occorre valutare, in relazione al parere che sarà reso sul testo (sul quale è stata chiesta la relazione tecnica), l'emendamento 9.100 che sostituisce l'articolo 9 del disegno di legge, sulla copertura finanziaria, al fine di coordinarlo con l'articolo 5- septies del decreto-legge n. 32 del 2019 (cosiddetto "sblocca cantieri"). Occorre altresì valutare, sempre in relazione al parere che sarà reso sul testo del disegno di legge, il subemendamento 9.100/1 istitutivo di un fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze per il funzionamento e la manutenzione dei sistemi di videosorveglianza nelle strutture statali e paritarie dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia, con copertura sul Fondo interventi strutturali di politica economica (Fispe); peraltro, occorre acquisire conferma della disponibilità delle risorse allocate sul Fispe medesimo. Non vi sono osservazioni sui restanti emendamenti della relatrice e sui restanti subemendamenti. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 770 - Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale DDL 770 Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale (Parere alla 12 a Commissione sul testo e sugli emendamenti. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella seduta dell'11 giugno. Il presidente PESCO invita il Governo a produrre gli elementi informativi chiesti dalla Commissione bilancio sul provvedimento in titolo, a partire dalla relazione tecnica sul testo, al fine di poter esprimere in tempi rapidi il parere alla Commissione di merito. La relatrice PIRRO ( M5S ) illustra poi la riformulazione di tre emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che occorre valutare i profili finanziari della proposta 3.5 (testo 2), con particolare riguardo al capoverso 5- bis) , identico al testo base, nella parte in cui fa riferimento allo sviluppo di vaccini in formulazione monocomponente. Osserva che occorre altresì valutare gli effetti finanziari dell'emendamento 4.0.1, in tema di profilassi vaccinale, con particolare riguardo al comma 1, che promuove l'integrazione dei centri vaccinali ASL con i punti nascita delle strutture ospedaliere, e alla nuova formulazione del comma 2, sui criteri di contrattazione del prezzo dei vaccini. Fa presente, infine, che non vi sono osservazioni sulla proposta 7.0.1 (testo 2). Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 867 - Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni DDL 867 Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni (Parere alla 12 a Commissione sul testo e sugli emendamenti. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo sul testo. Parere in parte non ostativo, in parte contrario, in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti ) Prosegue l'esame sospeso nella seduta dell'11 giugno. Il relatore DELL'OLIO ( M5S ), dopo aver riepilogato i rilievi già formulati sul testo del disegno di legge e sulle proposte emendative, illustra gli ulteriori emendamenti, segnalando, per quanto di competenza, che occorre valutare, in relazione al parere che sarà reso sul testo, l'emendamento 1.200 che dispone la presenza, all'interno dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, anche di rappresentanti del Ministero della difesa. Non vi sono osservazioni sulle proposte 1.0.100 e 1.0.100/1. Il sottosegretario SANTANGELO fornisce i chiarimenti chiesti sul testo del disegno di legge, facendo presente che la composizione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie verrà determinata da un apposito decreto ministeriale e che, comunque, la partecipazione all'Osservatorio non darà diritto ad alcuna indennità, rimborso spese, gettone di presenza o emolumento comunque denominato. In merito, poi, alla struttura amministrativa di supporto all'attività dell'Osservatorio, osserva che essa è individuata nel centro di responsabilità del Gabinetto del Ministro, al quale già afferiscono i compiti di supporto strategico all'attività di indirizzo politico, confermando che l'attività di tale struttura sarà esercitata nell'ambito delle risorse umane e strumentali di tale ufficio, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Con riguardo alle funzioni dell'Osservatorio, rileva come il provvedimento in esame faccia riferimento alla promozione di studi e analisi finalizzati a formulare proposte e misure concernenti l'attività dell'Osservatorio stesso, da svolgere con il supporto dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS). Peraltro, la clausola d'invarianza della spesa è stata introdotta proprio tenendo conto delle risorse umane attualmente in forza al Ministero della salute e presso l'AGENAS, nonché del reclutamento di personale già programmato. Conferma, poi, che l'attività di monitoraggio dell'Osservatorio consisterà essenzialmente in attività di scrutinio dei dati materialmente forniti dall'AGENAS e che la suddetta Agenzia potrà svolgere l'attività concernente i dati materialmente da fornire ad invarianza di risorse umane, finanziarie e strumentali. Il relatore DELL'OLIO ( M5S ), alla luce delle rassicurazioni fornite dal rappresentante del Governo, propone l'espressione di un parere non ostativo. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) giudica incongruente l'espressione di un parere non ostativo su un disegno di legge che comporta nuovi adempimenti in capo a strutture pubbliche, come l'Osservatorio sulla sicurezza e l'AGENAS, ancor più in considerazione del fatto che, in altre circostanze, la Commissione ha espresso valutazioni contrarie in merito a provvedimenti o emendamenti recanti semplici oneri di comunicazione. Il sottosegretario SANTANGELO evidenzia come il disegno di legge sia provvisto di relazione tecnica verificata positivamente dalla Ragioneria generale dello Stato, nella quale viene asseverata l'assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ), pur prendendo atto di tale precisazione, osserva come la rassicurazione fornita non sia soddisfacente. Il senatore PICHETTO FRATIN ( FI-BP ) condivide quanto espresso dal senatore Errani, giudicando non sostenibile la mera previsione di una clausola d'invarianza finanziaria, in presenza di un disegno di legge che, nel comportare lo svolgimento di nuovi adempimenti in capo a strutture pubbliche, richiederebbe un'adeguata copertura finanziaria. Il senatore MANCA ( PD ), nell'associarsi alle considerazioni svolte dai senatori Errani e Pichetto Fratin, manifesta le proprie perplessità in ordine alla mancanza di un approccio metodologico univoco nella valutazione dei profili finanziari dei provvedimenti e delle proposte emendative. Altresì, osserva come continuino ad essere presentati disegni di legge assistiti da una semplice clausola d'invarianza finanziaria che risulta non sostenibile, con la conseguenza che l'assenza di copertura degrada tali provvedimenti ad una sorta di "legge manifesto". In conclusione, sottolinea la necessità di monitorare e di affrontare tale dato problematico. Il relatore DELL'OLIO ( M5S ), nel prescindere da considerazioni di merito, richiama due passaggi contenuti nella relazione tecnica allegata al disegno di legge, in cui viene specificata sia l'individuazione della struttura amministrativa di supporto all'attività dell'Osservatorio sia il potenziamento della dotazione organica dell'AGENAS disposta dalla legge di bilancio 2018, con la conseguenza di poter considerare pienamente sostenibile la clausola d'invarianza finanziaria. Il PRESIDENTE, pur comprendendo lo spirito costruttivo delle osservazioni critiche dei senatori dell'opposizione, ritiene, nel caso specifico, che le rassicurazioni contenute nella relazione tecnica e gli ulteriori elementi istruttori forniti dal rappresentante del Governo consentano l'espressione di una valutazione non ostativa. Il RELATORE ribadisce quindi l'espressione del seguente parere sul testo del provvedimento in titolo: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, alla luce delle rassicurazioni fornite dal Governo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo.". Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ), nel richiamare le argomentazioni svolte in precedenza, annuncia il voto contrario. I senatori PICHETTO FRATIN ( FI-BP ), MANCA ( PD ) e STEGER ( Aut (SVP-PATT, UV) ) annunciano il voto contrario dei rispettivi Gruppi. Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere non ostativo sul testo del disegno di legge in titolo. In merito alle proposte emendative segnalate dal relatore, il sottosegretario SANTANGELO esprime una valutazione contraria sugli emendamenti 1.12, 1.13, 1.15, 1.16, 1.17, 1.24, 1.26, 1.0.1, 1.0.2, 1.0.3, 1.0.5, 1.0.7 e 1.0.9, in quanto recanti maggiori oneri ovvero per difetto nella quantificazione dell'onere o della copertura. Esprime poi un avviso non ostativo sull'emendamento 1.0.8. Segnala, quindi, per profili di criticità, gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.22 e 1.23, che prevedono che l'Osservatorio nazionale trasmetta, attraverso l'AGENAS, i dati acquisiti per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, segnalando come tali proposte potrebbero determinare maggiori oneri. Con riguardo agli emendamenti 1.11 e 1.14, diretti a prevedere ulteriori compiti dell'Osservatorio nazionale, formula un avviso contrario per possibile incompatibilità con la clausola d'invarianza finanziaria. In merito agli emendamenti segnalati dal rappresentante del Governo, si svolge un breve dibattito sulla relativa portata finanziaria, in cui intervengono il senatore ERRANI ( Misto-LeU ), il relatore DELL'OLIO ( M5S ) e il PRESIDENTE, che prospetta l'espressione di un parere di semplice contrarietà sull'emendamento 1.11, che introduce in capo all'Osservatorio compiti di monitoraggio, con possibili oneri indiretti, e la conferma della valutazione di nulla osta sui restanti emendamenti che si limitano ad introdurre oneri di comunicazione o adempimenti chiaramente compatibili con la clausola di neutralità finanziaria. Il rappresentante del GOVERNO esprime poi una valutazione non ostativa sull'ulteriore emendamento 1.200, segnalato dalla Commissione. Alla luce del dibattito svoltosi, il RELATORE propone quindi l'espressione del seguente parere sugli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.12, 1.13, 1.15, 1.16, 1.17, 1.24, 1.26, 1.0.1, 1.0.7, 1.0.2, 1.0.3, 1.0.5 e 1.0.9. Il parere è di semplice contrarietà sull'emendamento 1.11. Il parere è non ostativo su tutti i restanti emendamenti e subemendamenti.". Posta in votazione, la proposta risulta approvata. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. 86 - Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: 'Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) della legge 13 luglio 2015, n. 107' Doc n. 86 Schema di decreto legislativo concernente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante: "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c) della legge 13 luglio 2015, n. 107" (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1, commi 182 e 184, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo) Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 25 giugno. Il presidente PESCO ( M5S ), relatore in sostituzione della senatrice Leone, propone l'espressione di un parere non ostativo, pubblicato in allegato. Il sottosegretario SANTANGELO esprime un avviso favorevole sulla proposta avanzata. Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, la proposta di parere risulta approvata. IN SEDE REFERENTE 1383 - Conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica DDL 1383 Conversione in legge del decreto-legge 2 luglio 2019, n. 61, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica (Esame e rinvio) La relatrice ACCOTO ( M5S )illustra il provvedimento in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che esso contiene alcune modifiche alle disposizioni del decreto legge n. 4 del 2019, finalizzate a salvaguardare i risparmi attesi nel 2019 derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e al trattamento di pensione anticipata "quota 100". A tal fine, l'articolo 1, comma 1, prevede che, per l'anno 2019, i risparmi di spesa e le maggiori entrate derivanti dal minor utilizzo delle risorse iscritte nel bilancio dello Stato per l'attuazione delle disposizioni relative all'introduzione del reddito di cittadinanza e al trattamento di pensione anticipata "quota 100" costituiscano economie di bilancio o siano versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinati al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Inoltre, per garantire l'effettivo realizzo di risparmi per un importo pari ad almeno 1,5 miliardi di euro nel 2019, l'articolo 1, comma 2, dispone l'accantonamento di un corrispondente importo delle dotazioni di bilancio, in termini di competenza e cassa, indicate nell'Allegato 1 al provvedimento, che sono rese indisponibili per la gestione. In particolare, si sottolinea che ben 1.320 milioni accantonati, pari all'88 per cento del totale, afferiscono ai fondi di riserva e speciali. Inoltre, tutti i Ministeri hanno accantonato una quota dalla missione Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (la somma è pari 109,5 milioni di euro, circa il 7 per cento del totale). Le restanti voci accantonate sono costituite da Fondi da assegnare del Ministero dell'economia e delle finanze per 60 milioni (circa 4 per cento del totale), Rapporti finanziari con enti territoriali per 10 milioni e Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese per 0,4 milioni di euro. Per consentire alle Amministrazioni centrali dello Stato la necessaria flessibilità è consentita, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze da comunicare alle Camere, su richiesta dei Ministri interessati, la possibilità di rimodulare i predetti accantonamenti nell'ambito degli stati di previsione della spesa, garantendo comunque la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica. Il comma 3 dell'articolo 1 dispone che, sulla base della rendicontazione degli oneri sostenuti e della valutazione degli oneri ancora da sostenere entro la fine del corrente anno per il reddito di cittadinanza e per il trattamento della pensione anticipata "quota 100", comunicata entro il 15 settembre 2019 dall'INPS al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze, con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, i predetti accantonamenti sono confermati o resi disponibili per l'esercizio in corso. Infine, il comma 4 dell'articolo 1 abroga le attuali disposizioni previste all'articolo 1, comma 257, terzo e quarto periodo, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio 2019) e all'articolo 12, comma 11, del citato decreto-legge n. 4 del 2019, che regolano le procedure per l'accertamento e la destinazione di eventuali economie relative alle risorse per il reddito di cittadinanza e per il trattamento di pensione anticipata "quota 100" agli appositi fondi del bilancio dello Stato destinati a tali trattamenti, con finalità di compensazione fra i due predetti fondi e anche ai fini della destinazione delle risorse eccedenti ai centri per l'impiego, per il potenziamento dei medesimi. Il PRESIDENTE comunica che, conformemente alle determinazioni assunte nel corso dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti al provvedimento in esame è fissato per giovedì 11 luglio 2019, alle ore 10. La Commissione prende atto. Si apre quindi la discussione generale. Il senatore DAMIANI ( FI-BP ) rileva come il decreto-legge in esame rappresenti l'implicita ammissione della necessità di correggere i saldi di finanza pubblica fissati erroneamente nell'ultima legge di bilancio, la quale, a sua volta, già prevedeva un sostanziale pignoramento cautelare di 2 miliardi di euro di risorse poi effettivamente utilizzate per migliorare i tendenziali di finanza pubblica. Nel prendere quindi atto della scelta del Governo di operare un miglioramento dei saldi di bilancio, sui quali evidentemente si è commesso un errore di programmazione, osserva altresì che il comma 4 dell'articolo 1 abroga quelle norme della legge di bilancio 2019 finalizzate a destinare gli eventuali risparmi del reddito di cittadinanza e di "quota 100" rispettivamente a misure in favore delle famiglie e per l'assunzione di giovani. Attraverso tale abrogazione, il Governo ammette, nei fatti, l'impossibilità di realizzare le iniziative politiche sulle quali si era impegnato in favore delle famiglie e delle giovani generazioni. In conclusione, esprime una valutazione negativa sul provvedimento in esame. Il senatore MANCA ( PD ) rammenta come il proprio Gruppo, già nel corso dell'ultima sessione di bilancio, abbia denunciato i rischi derivanti dall'abbandono di misure volte a tenere in equilibrio i conti pubblici e a rilanciare gli investimenti. Il Governo e la maggioranza hanno commesso, negli scorsi mesi, gravi errori che oggi rendono necessario un intervento correttivo per migliorare le condizioni dei conti pubblici, la cui sostenibilità rappresenta un presupposto fondamentale per la credibilità del Paese. Obiettivamente, il Governo non appare in grado di utilizzare i risparmi derivanti dalle misure bandiera - quali il reddito di cittadinanza e "quota 100" - per altre iniziative, trovandosi costretto ad adottare interventi di stabilizzazione della finanza pubblica. Il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) sottolinea come il decreto-legge, unitamente al disegno di legge di assestamento di bilancio di imminente presentazione, costituiscano, sebbene non venga ammesso espressamente, una manovra correttiva derivante dall'impossibilità, con la legge di bilancio del 2019, di raggiungere il rapporto deficit -Pil al 2,04 per cento concordato con la Commissione europea. Nell'esprimere apprezzamento per alcuni elementi positivi, quali il recupero di 300 milioni di euro in favore del trasporto pubblico locale, e il sollievo per il mancato avvio della procedura di infrazione da parte della Commissione europea, evidenzia tuttavia come la copertura della manovra correttiva sia solo in parte strutturale, alla luce del carattere straordinario e una tantum di alcune misure, quali il dividendo straordinario della Cassa depositi e prestiti o l'irrogazione di sanzioni fiscali. Resta inoltre inalterata la gravità dei problemi che si affacciano per l'anno finanziario 2020, dal momento che il riequilibrio dei conti richiederà processi di lungo periodo che difficilmente potranno concretizzarsi in breve tempo come la tanto invocata spending review . In conclusione, nel ricordare il proprio voto di astensione su misure come il reddito di cittadinanza, paventa la difficoltà per il Governo e per la maggioranza di affrontare i problemi strategici che affliggono il Paese, limitandosi purtroppo ad una rincorsa mediatica di annunci. Il senatore Marco PELLEGRINI ( M5S ), nell'esprimere profondo rispetto per le considerazioni svolte dai colleghi, dissente radicalmente dall'impostazione dei diversi interventi, osservando come i dati numerici fin qui certificati dimostrino, invece, la bontà delle misure e delle scelte strategiche del Governo. A titolo esemplificativo, sul reddito di cittadinanza i critici avevano paventato l'insufficienza dello stanziamento iniziale delle risorse o una concessione indiscriminata del beneficio, mentre la realtà sta dimostrando l'esatto contrario, ossia la sussistenza di risparmi e il rigore nell'erogazione del reddito. Sottolinea poi come il disegno di legge di assestamento e il decreto-legge assicurino il raggiungimento di un rapporto deficit -Pil al 2,04 per cento, in miglioramento sia rispetto al 2017 che al 2018, attraverso il legittimo utilizzo di maggiori entrate e di economie di spesa per il miglioramento dei saldi. La stessa composizione del disegno di legge di assestamento smentisce le previsioni negative formulate nei mesi scorsi da numerosi giornali e da vari osservatori, confermando invece la bontà delle scelte intraprese dall'Esecutivo che, fin dall'inizio, aveva previsto come le misure della legge di bilancio avrebbero comportato effetti positivi nel secondo semestre del 2019. L'insieme di questi elementi ha fatto sì che la Commissione europea abbia deciso di non raccomandare al Consiglio l'apertura di una procedura d'infrazione, in quanto questa sarebbe stata del tutto infondata. Il senatore TOSATO ( L-SP-PSd'Az ) giudica contradditorie le critiche avanzate dai Gruppi del Partito democratico e di Forza Italia che, da un lato, denunciano l'utilizzo dei risparmi derivanti dal reddito di cittadinanza e "quota 100" per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica e, dall'altro, accusano il Governo di una cattiva gestione del bilancio. Ritiene, invece, che questo decreto rappresenti un punto di equilibrio, dal momento che le due misure a cui le forze di maggioranza annettevano una valenza strategica hanno trovato un'effettiva attuazione, con in più dei risparmi di spesa che aiutano a mettere in sicurezza i conti pubblici e a scongiurare l'avvio di una procedura d'infrazione per debito eccessivo. L'insieme di questi elementi consentirà di gestire la sessione di bilancio autunnale in una situazione più serena ed equilibrata, con un atteggiamento più ottimista. Pur senza nascondere i passaggi critici che in futuro dovranno essere affrontati, come la necessità di disattivare le clausole di salvaguardia consistenti nell'aumento dell'IVA, tuttavia si potrà impostare una legge di bilancio equilibrata e adottare anche misure in favore delle famiglie e dei soggetti più in difficoltà. In conclusione, esprime una valutazione positiva sul decreto-legge e sul complesso delle misure adottate dal Governo, che hanno peraltro consentito il recupero delle risorse, pari a 300 milioni di euro, stanziate in favore del trasporto pubblico locale. Il senatore PRESUTTO ( M5S ), in via preliminare, giudica erronea una impostazione volta a concentrarsi soprattutto sul bilancio di previsione e non sui dati di consuntivo quali quelli derivanti dal rendiconto e, in parte, dall'assestamento. Ricorda poi il difficilissimo punto di partenza in cui un anno fa il Governo si è trovato ad iniziare il proprio lavoro, dal momento che un rapporto del 132 per cento tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo rappresenta per il nostro Paese un fardello considerevole nella competizione con gli altri Stati europei. Pur nella consapevolezza di regole europee stringenti che devono essere rispettate, rimarca il dovere morale e politico di avviare un processo di efficientamento della macchina pubblica, senza limitarsi all'analisi dei bilanci previsionali e consuntivi che forniscono dati statici e tralasciano la complessità di sistema. Superando quindi le diverse appartenenze di partito, occorre avviare un processo rivoluzionario di ammodernamento della struttura amministrativa statale, essendo questo l'unico mezzo per evitare di utilizzare i risparmi degli italiani a garanzia della stabilità finanziaria del Paese. Da ultimo, esprime apprezzamento per il mancato avvio della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, rimarcando nuovamente la necessità di uno sforzo unitario della classe politica per migliorare il funzionamento dell'apparato statale. Il PRESIDENTE, nel ringraziare i senatori intervenuti, avverte che la discussione generale proseguirà in una prossima seduta. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO A.G. 87 - Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 4, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 Doc n. 87 Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento concernente l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 4, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91 (Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 4, comma 8, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91. Esame e rinvio) Il relatore PRESUTTO ( M5S ) illustra lo schema di decreto in titolo, segnalando, per quanto di competenza, che il provvedimento in esame va inquadrato nel processo di armonizzazione dei sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche introdotto dalla legge di contabilità n. 196 del 2009, che all'articolo 2 ha delegato il Governo ad adottare nuove regole e strutture contabili in funzione delle esigenze di programmazione, gestione e rendicontazione della finanza pubblica. A livello europeo, il riferimento è costituito dalla direttiva 2011/85/UE, facente parte del pacchetto dei provvedimenti legislativi noti come Six Pack , volti all'introduzione di meccanismi rafforzati di controllo e di sorveglianza sugli squilibri macroeconomici e finanziari degli Stati membri, anche attraverso la definizione di regole minime comuni per i quadri di bilancio nazionali. Rileva che il legislatore ha dato seguito a tali indicazioni operando secondo due principali e distinte linee di intervento. Da un lato, per quanto riguarda l'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche territoriali quali regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale, mediante l'attuazione dell'articolo 2 della legge delega sul federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009). Dall'altro, per quanto riguarda la disciplina contabile delle amministrazioni pubbliche diverse da quelle territoriali e da quelle centrali dello Stato, e dunque degli enti nazionali di previdenza ed assistenza, delle agenzie regionali sanitarie e degli enti dell'amministrazione centrale differenti dai ministeri, mediante l'attuazione dell'articolo 2 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009). Una ulteriore e specifica linea di intervento attiene, invece, alla armonizzazione contabile delle università. Lo schema di regolamento in esame introduce princìpi uniformi e armonizza i sistemi contabili delle amministrazioni pubbliche che adottano la contabilità finanziaria affiancata (a fini conoscitivi) dalla contabilità economico-patrimoniale, con riferimento alle amministrazioni diverse dalle regioni, dagli enti locali e loro organismi strumentali, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, dalle università e dalle amministrazioni centrali dello Stato. La norma di riferimento generale è costituita dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 91 del 2011, il quale dispone, che per migliorare la qualità dei dati di finanza pubblica, rendendoli più trasparenti e raccordabili con il sistema europeo dei conti, le amministrazioni pubbliche che utilizzano la contabilità finanziaria sono tenute ad adottare un comune piano dei conti integrato, costituito da conti che rilevano le entrate e le spese in termini di contabilità finanziaria e da conti economico-patrimoniali redatti secondo comuni criteri di contabilizzazione. A tal fine, il suddetto articolo 4 prevede - al comma 3, lettere a) , b) e c) - l'adozione di tre diversi regolamenti concernenti. Rispettivamente, il piano dei conti integrato (lettera a )), l'amministrazione e la contabilità delle amministrazioni pubbliche (lettera b )) e i principi contabili applicati (lettera c )). Fa presente che il regolamento previsto dalla lettera a) è stato emanato con il decreto del Presidente della Repubblica n. 132 del 2013; quello di cui alla lettera c) non è stato fin qui adottato, mentre il regolamento previsto dalla lettera b) costituisce l'oggetto del presente schema di decreto. La lettera b) , in particolare, prevede la revisione delle disposizioni recate dal regolamento di cui al decreto legislativo n. 97 del 2003 concernente l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici dipendenti dallo Stato (cosiddetti enti parastatali). Tale regolamento, pertanto, viene abrogato dall'articolo 90 dello schema di decreto in esame. Segnala, inoltre, che il termine di scadenza per l'adozione del regolamento risulta ormai decorso, in quanto originariamente fissato al 31 dicembre 2012 e poi da ultimo posticipato al 31 dicembre 2014. Il regolamento può comunque essere esaminato, attesa la natura non perentoria  bensì solo ordinatoria  dei termini attinenti all'esercizio della potestà regolamentare del Governo, come diffusamente precisato nella relazione illustrativa del provvedimento. Lo schema di regolamento in esame si compone di 90 articoli, suddivisi in otto Titoli, a partire da quello recante le disposizioni generali (Titolo I, articoli da 1 a 10), con cui si definisce in primo luogo l'ambito di applicazione, vale a dire il novero delle amministrazioni pubbliche destinatarie della nuova disciplina: queste risultano determinate per esclusione, in quanto si tratta delle amministrazioni pubbliche (come individuate dall'articolo 2 del decreto legislativo n.165 del 2001) diverse sia da regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale (disciplinati dal citato decreto legislativo n. 118 del 2011) sia dalle amministrazioni centrali dello Stato, quali i Ministeri (cui fa riferimento la delega recata dall'articolo 40 della legge n. 196 del 2009). L'ambito soggettivo di applicazione del provvedimento viene quindi a riguardare, tra gli altri, gli enti nazionali di previdenza ed assistenza, le Agenzie regionali sanitarie, le autorità indipendenti, gli enti dell'amministrazione centrale differenti dai ministeri. Viene inoltre precisato che le università, il cui sistema contabile è disciplinato dal decreto legislativo n. 18 del 2012, debbano conformarsi per l'amministrazione e la gestione ai principi recati dal presente regolamento. Viene poi disciplinato, tra le altre disposizioni, il documento unico di programmazione (DUP), da redigersi da parte dell'organo di vertice dell'amministrazione entro il 15 ottobre, e che dovrà descrivere le linee strategiche dell'ente da intraprendere o sviluppare in un arco temporale definito, di norma coincidente con la durata del mandato. Il DUP indica sia le finalità istituzionali che eventuali nuovi obiettivi, precisando le risorse umane e finanziarie necessarie per realizzarle: a tal fine, esso deve indicare, per la parte delle entrate, le fonti di finanziamento necessarie per la realizzazione delle strategie, evidenziandone anche l'attendibilità ed i vincoli di acquisizione e, per la parte delle spese, le principali voci di impegni che debbono essere previste nel periodo preso a base della programmazione. Vengono altresì indicati i documenti che danno conto del complessivo processo di pianificazione, programmazione e budget , articolati in sei diversi prodotti, costituiti dal documento unico di programmazione, dal bilancio pluriennale, dal bilancio di previsione, dalla tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione, dal budget complessivo dei budget dei centri di responsabilità, nonché dal piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio. Ultimo e rilevante elemento delle disposizioni generali dettate dal provvedimento, in quanto costituente la struttura di riferimento per la predisposizione dei documenti contabili previsti dal regolamento, è il piano dei conti integrato. Questo va adottato dalle amministrazioni per consentire la rilevazione delle entrate e delle spese contestualmente in contabilità finanziaria e dei proventi/ricavi ed oneri/costi in contabilità economico-patrimoniale. Passa poi ad illustrare il bilancio di previsione, la gestione economico-finanziaria a la rendicontazione (Titolo II, articoli da 11 a 24), che individua quale principale documento di pianificazione e programmazione delle risorse ai fini della realizzazione dei programmi di spesa, il bilancio di previsione (articolo 11), che è predisposto dal direttore generale e deliberato dal competente organo di vertice dell'amministrazione pubblica entro i termini previsti dall'articolo 24 del decreto legislativo n. 91 del 2011 e richiamati dall'articolo 5, comma 2, del presente schema, vale a dire entro il 31 dicembre dell'anno precedente per le pubbliche amministrazioni ed entro il termine del 31 ottobre dell'anno precedente per gli enti vigilati, i cui bilanci sono sottoposti ad approvazione da parte dell'Amministrazione vigilante. Agli articoli 12-14 viene disciplinato il preventivo finanziario, che si distingue in decisionale e gestionale. Agli articoli 15-16 viene disciplinato il preventivo economico, costituito dalla somma dei budget economici dei centri di responsabilità, che a loro volta sono elaborati come sintesi dei budget economici di tutte le unità organizzative in cui possono essere organizzati i singoli centri di responsabilità amministrativa. Gli articoli 17-19 individuano i documenti allegati al bilancio di previsione. Gli articoli da 20 a 22 disciplinano i fondi di bilancio per spese impreviste e per oneri di personale. L'assestamento di bilancio è disciplinato all'articolo 23; l'esercizio provvisorio all'articolo 24. Gli articoli da 25 a 30 disciplinano le fasi della gestione delle entrate; gli articoli da 31 a 38 recano la disciplina delle fasi attraverso cui si attua la gestione delle spese. La rendicontazione della gestione è disciplinata dagli articoli da 39 a 51. La gestione patrimoniale (Titolo III) è disciplinata agli articoli 55 e 56; le spese delegate, la resa dei conti e gli uffici decentrati (Titolo IV) sono disciplinate agli articoli da 57 a 67. Il sistema di scritture (Titolo V) è disciplinato agli articoli da 68 a 73, mentre i sistemi di controllo (Titolo VI) sono disciplinati agli articoli da 74 ad 80. Le disposizioni particolari (Titolo VII) sono recate dagli articoli 81 ed 82, che, per quanto concerne gli enti previdenziali ed assistenziali pubblici, introducono modifiche volte a rendere più stringente l'obbligo di predisporre il bilancio tecnico (articolo 81). Le disposizioni contenute nell'articolo 82 (erogazione di spese su aperture di credito erariali) ricalcano esattamente la normativa vigente recata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003. In particolare, permane l'obbligo di erogazione e rendicontazione delle somme che, in base a particolari disposizioni, sono affidate in gestione all'ente per conto dello Stato mediante aperture di credito, secondo la normativa vigente in materia di contabilità dello Stato, con la precisazione che gli eventuali fondi erogati da altri enti pubblici anche comunitari o sovranazionali devono essere gestiti e rendicontati osservando le norme in base alle quali l'erogazione viene effettuata e in carenza di esse devono essere osservate le disposizioni vigenti in materia di contabilità generale dello Stato. Le disposizioni diverse e finali (Titolo VIII) sono recate dagli articoli da 83 a 90. L'articolo 90 riguarda l'entrata in vigore del decreto, disposta per il 30 settembre successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Inoltre, le disposizioni si applicano con riferimento al bilancio di previsione e al rendiconto generale relativi al primo esercizio successivo alla data di entrata in vigore. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è abrogato il regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica n. 97 del 2003, salvo che per gli adempimenti contabili e per il rendiconto generale relativi alla gestione dell'esercizio in corso alla predetta data. Come ricordato in precedenza, rammenta che lo schema di regolamento consta, oltre che di 90 articoli, di 16 allegati. Come previsto, sullo schema di decreto è stato acquisito il parere della Corte dei conti e del Consiglio di Stato. Per un'analisi puntuale del contenuto del provvedimento per ambiti tematici, con evidenza delle principali modifiche rispetto alla normativa vigente, rinvia al dossier n. 138 dei Servizi studi della Camera e del Senato. In conclusione, evidenzia come l'atto in esame rientri in un filone normativo derivante dalla necessità di rispettare i vincoli finanziari europei già applicati agli enti locali. In particolare, esso si applicherà ai cosiddetti "enti residuali", quali l'INPS e l'INAIL, dei quali reputa opportuno procedere ad apposita audizione. Il PRESIDENTE, nel ringraziare il relatore, invita i Gruppi a trasmettere, entro la giornata di lunedì 8 luglio, all'Ufficio di segreteria della Commissione, le eventuali proposte sui soggetti da audire, prospettando lo svolgimento della procedura informativa nella settimana dal 15 al 19 luglio, in sede di Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi. La Commissione prende atto. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 12,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 86 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato lo schema di decreto in titolo e acquisiti gli elementi istruttori forniti dal Governo, preso atto che: - il principio dell'accomodamento ragionevole richiamato dall'articolo 3 rientra già nel vigente ordinamento giuridico, risultando quindi non suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; - con riferimento all'articolo 13, viene confermato che l'istituzione del Comitato per la direzione e il coordinamento delle misure di accompagnamento non comporterà alcun onere, diretto o indiretto, per le finanze pubbliche; - in merito all'articolo 15, che prevede l'entrata in vigore graduale delle disposizioni del decreto, viene confermata l'invarianza di effetti per la finanza pubblica, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo.