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Istituzione della «Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie». Attesto che il Senato della Repubblica, il 17 marzo 2016, ha approvato il seguente disegno di legge, d'iniziativa dei senatori Dirindin, Zanda, Martini, Lepri, Maturani, Fedeli, Albano, Amati, Angioni, Anitori, Barozzino, Bianco, Bianconi, Borioli, Broglia, Buemi, Caleo, Capacchione, Cardinali, Casson, Cervellini, Cirinnà, Cociancich, Collina, Corsini, Cucca, Cuomo, D’Adda, Dalla Zuanna, De Biasi, De Cristofaro, Di Giorgi, Fasiolo, Fattorini, Favero, Elena Ferrara, Filippi, Filippin, Finocchiaro, Fissore, Fornaro, Gatti, Giacobbe, Ginetti, Gotor, Granaiola, Idem, Lai, Lo Giudice, Lo Moro, Manassero, Maran, Mattesini, Migliavacca, Mirabelli, Moscardelli, Mussini, Orrù, Pagliari, Pegorer, Pezzopane, Petraglia, Pignedoli, Puglisi, Puppato, Ricchiuti, Romano, Sangalli, Silvestro, Sollo, Susta, Tocci, Tonini, Turano, Uras, Vaccari, Valdinosi, Valentini, Vattuone, Verducci, Zanoni, Zavoli, Astorre, Mineo, Ruta, Scalia, Bencini e Maurizio Romani:. La Repubblica riconosce il giorno 21 marzo quale «Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie». La Giornata nazionale di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260. In occasione della Giornata nazionale di cui al comma 1, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado promuovono, nell’ambito della propria autonomia e competenza nonché delle risorse disponibili a legislazione vigente, iniziative volte alla sensibilizzazione sul valore storico, istituzionale e sociale della lotta alle mafie e sulla memoria delle vittime delle mafie. Al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche, possono essere altresì organizzate manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, nonché iniziative finalizzate alla costruzione, nell'opinione pubblica e nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime delle mafie e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente e i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie. Le iniziative previste dal presente comma sono organizzate nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.