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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 186 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. LAFORGIA , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Discussione del disegno di legge: Doc 1171 Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Minamata sul mercurio, con Allegati, fatta a Kumamoto il 10 ottobre 2013 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1171. Il relatore, senatore Petrocelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, l'Assemblea, come da lei ricordato, è chiamata ad esaminare il disegno di legge recante la ratifica della Convenzione di Minamata dell'ottobre 2013 sul mercurio. La Convenzione prende il nome della località giapponese teatro di uno dei peggiori disastri ambientali della storia, determinato dagli sversamenti decennali di acque reflue contaminate al mercurio, operati da un'industria locale. È entrata in vigore a livello internazionale il 16 agosto 2017 ed al momento è stata ratificata da 114 Paesi. È composta da 35 articoli e cinque allegati. Affronta l'intero ciclo di vita del mercurio, dall'estrazione primaria alla gestione dei rifiuti, ed ha come obiettivo la protezione della salute e dell'ambiente dalle emissioni di questa sostanza e dei suoi composti nell'aria, nell'acqua e nel suolo. In particolare, dispone delle restrizioni in materia di estrazione e di commercio internazionale del mercurio, vieta la fabbricazione di un'ampia gamma di prodotti con aggiunta di mercurio, limita l'uso del mercurio in prodotti e processi industriali e l'adozione di misure per ridurre le emissioni provenienti dall'estrazione dell'oro a livello artigianale e dalle attività industriali. Come evidenzia la relazione al disegno di legge, la ratifica della Convenzione non comporterà impatti significativi sul nostro sistema produttivo ed economico, essendosi nel corso degli anni l'Italia già adeguata ai regolamenti europei ed alle direttive che disciplinano aspetti coperti dal testo internazionale. Il disegno di legge di ratifica si compone di cinque articoli. Gli oneri complessivi del provvedimento per l'Italia, fra spese per l'attuazione del testo, per la partecipazione alla Conferenza e per gli obblighi derivanti dall'essere uno Stato parte, sono pari a 482.660 euro per l'anno 2020, a 440.000 euro ad anni alterni a decorrere dall'anno 2021 e a 452.660 euro ad anni alterni a decorrere dall'anno 2022. Preciso come un emendamento del relatore abbia spostato dal 2019 al 2020 la decorrenza iniziale dell'onere economico per questo provvedimento. La Convenzione non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo, né con gli altri obblighi internazionali assunti dal nostro Paese. Pertanto, propongo l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Preso atto che la Commissione bilancio non ha ancora espresso il proprio parere sul provvedimento al nostro esame, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta. Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1168 Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo relativo ad un emendamento all'articolo 50(a) della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, fatto a Montreal il 6 ottobre 2016; b) Protocollo relativo ad un emendamento all'articolo 56 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, fatto a Montreal il 6 ottobre 2016 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1168. Il relatore, senatore Airola, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore. AIROLA, relatore . Signor Presidente, colleghi, l'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge di iniziativa governativa che reca la ratifica di due protocolli, sottoscritti nel 2016, alla Convenzione sull'aviazione civile internazionale del 1944 - nota anche come Convenzione di Chicago - lo strumento giuridico internazionale preposto a stabilire i princìpi alla base dell'aviazione civile e del trasporto aereo mondiale, che disciplina altresì l'organizzazione internazionale per l'aviazione civile (ICAO), l'organismo delle Nazioni Unite che riunisce le autorità per l'aviazione civile di 193 Paesi del mondo (dato aggiornato all'aprile 2019). Al fine di consentire l'ampliamento del numero di seggi in seno al Consiglio e alla Commissione per la navigazione aerea e quindi di assicurare la più ampia rappresentatività globale all'interno degli organi di governo dell'Agenzia, l'assemblea dell'Istituto per l'aviazione civile, tenutasi nell'autunno del 2016, ha adottato due appositi protocolli emendativi della Convenzione istitutiva. In particolare, il protocollo relativo ad un emendamento all'articolo 50, lettera a) della Convenzione adottato ai sensi della procedura prevista dall'articolo 94 della Convenzione stessa; amplia da 36 a 40 il numero dei componenti del Consiglio. A sua volta, il protocollo relativo ad un emendamento all'articolo 56 della Convenzione, adottato anch'esso in modo conforme alla procedura prevista dall'articolo 94 della Convenzione stessa, estende da 19 a 21 il numero dei componenti della Commissione per la navigazione aerea. Il disegno di ratifica dei due protocolli della Convenzione sull'aviazione civile internazionale si compone di quattro articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dalle disposizioni in oggetto di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Come si evince dall'analisi tecnico-normativa che accompagna il disegno di legge, l'intervento normativo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. In conclusione, si propone l'approvazione del disegno di legge da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e non credo che il rappresentante del Governo - di cui denuncio l'assenza - intenda intervenire. In attesa che decorra il termine di venti minuti dall'inizio della seduta di cui all'articolo 119 del Regolamento, sospendo la seduta, sperando che il Governo sia presente. (La seduta, sospesa alle ore 9,41, è ripresa alle ore 9,52) . La seduta è ripresa. Chiedo al rappresentante del Governo se intende intervenire. DI STEFANO, sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale . No, signor Presidente. PRESIDENTE . Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Italia Viva-PSI. ALFIERI (PD) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Partito Democratico sulla ratifica in esame, nonché sulla successiva, che hanno natura tecnica e che abbiamo avuto modo di approfondire in Commissione. DE PETRIS (Misto-LeU) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole sulla ratifica dei Protocolli in esame e anche sulla successiva. MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, annuncio il voto favorevole in quanto la Convenzione in oggetto è a favore della difesa e dell'ambiente e riguarda un aspetto particolarmente delicato. PACIFICO (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PACIFICO (M5S) . Signor Presidente, colleghi, rappresentante del Governo, oggi l'Assemblea è chiamata a ratificare e a dare esecuzione a due Protocolli, relativi agli emendamenti all'articolo 50(a) e all'articolo 56 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, sottoscritti a Montreal il 6 ottobre 2016. Nel testo originario, stipulato a Chicago il 7 dicembre 1944, si prevedeva che il Consiglio dell'International civil aviation organization (ICAO) fosse composto da 12 componenti designati dal Consiglio tra le persone indicate dagli Stati contraenti. Gli articoli di cui parliamo, nel corso degli anni, sono stati aggiornati proprio per essere sempre più aderenti alle necessità dei firmatari. In questo contesto, si è reso indispensabile l'ampliamento del numero dei seggi del Consiglio e della Commissione, al fine di garantire la più ampia rappresentatività all'interno dell'organo di governo dell'organizzazione stessa. Siamo quindi chiamati a votare il disegno di legge n. 1168, per il quale il Gruppo MoVimento 5 Stelle dichiara il voto favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Discussione e approvazione del disegno di legge: Doc 1376 Ratifica ed esecuzione della Convenzione istitutiva dell'osservatorio Square Kilometre Array, con Allegati, fatta a Roma il 12 marzo 2019 (Relazione orale) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1376. Il relatore facente funzioni, senatore Petrocelli, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta. Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore facente funzioni. PETROCELLI, relatore . Signor Presidente, svolgerò la relazione in sostituzione del relatore, senatore Giacobbe. L'Assemblea è chiamata ad esaminare il disegno di legge recante la ratifica della Convenzione istitutiva dell'osservatorio Square Kilometre Array, con Allegati, fatta a Roma nel marzo 2019. Voglio ricordare che lo Square Kilometre Array (SKA) è un progetto internazionale di rilevamento di onde radio, mediante un radiotelescopio in costruzione in Australia e in Sud Africa, finalizzato a sondare lo spazio profondo. L'infrastruttura, che una volta costruita costituirà il più grande radiotelescopio di ricerca al mondo, potenzierà di cinquanta volte la capacità massima osservativa dell'universo oggi esistente nella banda radio e consentirà di effettuare osservazioni simultanee di diverse zone del cielo, garantendo anche importanti applicazioni nel campo della telefonia mobile, mediante l'ottimizzazione dell'uso della banda radio destinata alle comunicazioni cellulari. Indicata come uno dei progetti più importanti dalle roadmap prodotte dallo European strategy forum on research infrastructures (ESFRI), ovvero da quei documenti strategici sulla visione complessiva del Sistema di infrastrutture di ricerca europeo, su cui si basa il futuro della competitività scientifica dell'intero Continente, l'infrastruttura SKA rappresenterà un'avanguardia mondiale, aprendo la strada allo sviluppo di nuove conoscenze sulle leggi fondamentali che governano 1'universo e su innovazioni tecnologiche potenzialmente ad alto impatto sociale. L'Italia, che vanta una notevole tradizione nel campo della radioastronomia e che è coinvolta in numerosi progetti internazionali in materia, partecipa al progetto sin dall'anno 2000, tramite l'Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e ha aderito alla fondazione della SKA Organization, la società di diritto inglese alla quale le diverse Agenzie nazionali dei Paesi aderenti hanno affidato il compito di predisporre gli aspetti tecnici dell'infrastruttura. Il coinvolgimento dell'INAF nel progetto SKA è stato pensato, sin dai primi anni, come un volano non solo scientifico, ma anche economico e industriale, stante il coinvolgimento di numerose imprese italiane di settore. La relazione introduttiva al provvedimento sottolinea, in particolare, che la partecipazione italiana al progetto assume la valenza di uno strumento di politica industriale tale da consentire all'industria nazionale di accrescere la propria presenza in aree geografiche emergenti del mondo, a partire dall'Africa, dove andrà a risiedere una parte cospicua delle antenne dell'infrastruttura stessa o di consolidare la propria posizione in altre aree con cui si condividano già floridi rapporti commerciali, come nel caso dell'Australia, dove sarà allocata la restante parte dell'impianto. Il disegno di legge di ratifica di questa Convenzione consta, come è solito, di cinque articoli. Con riferimento agli oneri economici derivanti dall'attuazione del provvedimento, l'articolo 3 li valuta in 12 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2029 relativamente alle spese di costruzione; in un milione di euro annuo, a decorrere da 2030 per le spese di gestione; in 7.680 euro annui, a decorrere dal 2020, per le spese di missione. Non presentando il testo profili di incompatibilità con la normativa nazionale né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese, si propone l'approvazione del disegno di legge in questione da parte dell'Assemblea. PRESIDENTE . Non vi sono iscritti a parlare nella discussione generale e il rappresentante del Governo non intende intervenire. Comunico che è pervenuto alla Presidenza - ed è in distribuzione - il parere espresso dalla 5 a Commissione permanente sul disegno di legge in esame, che verrà pubblicato in allegato al Resoconto della seduta odierna. SBROLLINI (IV-PSI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole di Italia Viva-PSI. PRESIDENTE . Ricordo che i senatori Alfieri e De Petris hanno già dichiarato il voto favorevole dei loro Gruppi al disegno di legge in esame. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LUCIDI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, dichiaro brevemente il voto favorevole del Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione. Aggiungo soltanto che questo è un disegno di legge di ratifica molto importante e si inserisce in un quadro ampio della ricerca scientifica italiana. Questa volta vediamo protagonista l'Istituto nazionale di astrofisica (INAF). Vorrei altresì sottolineare che la reazione del Parlamento è stata pronta: questo disegno di legge, che nasce anche per iniziativa dell'ex ministro dell'istruzione e della ricerca scientifica, lo portiamo a compimento in meno di un anno. C'è stata dunque una risposta molto pronta del Parlamento a un'esigenza del mondo scientifico, che penso accoglierà bene questo nostro lavoro. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, vista l'importanza di questo grande radiotelescopio, che sarà una delle più grandi infrastrutture di ricerca mai realizzate e permetterà uno studio accurato dell'osservazione dell'universo attraverso un'ampia banda radio, dichiaro il voto favorevole del Gruppo MoVimento 5 Stelle. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge, nel suo complesso, nel testo emendato per effetto delle modifiche introdotte dalla Commissione. (Segue la votazione). Il Senato approva. (v. Allegato B). Sospendo la seduta fino alle ore 12, quando si svolgerà l'informativa urgente del Ministro della salute sul coronavirus. (La seduta, sospesa alle ore 10,05, è ripresa alle ore 12,01) . Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI Informativa urgente del Ministro della salute sul coronavirus PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa urgente del Ministro della salute sul coronavirus». Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti. Ha facoltà di parlare il ministro della salute, onorevole Speranza. SPERANZA, ministro della salute . Signor Presidente, sono molto lieto di poter riferire al Senato - come ho già fatto alla Camera poche ore fa - aggiornate informazioni sull'epidemia del nuovo coronavirus e sulle iniziative che sono state avviate a livello non solo nazionale, ma anche internazionale al fine di contrastare la diffusione della stessa. In via preliminare, prima di affrontare gli aspetti più specifici e peculiari della attuale situazione epidemiologica, desidero assicurare che il Ministero della salute, con il supporto delle istituzioni, delle organizzazioni e degli enti nazionali e internazionali coinvolti, segue costantemente gli sviluppi della situazione venutasi a determinare con la diffusione del coronavirus e monitora con la massima attenzione la possibile insorgenza sul territorio nazionale di patologie che possono essere ricondotte al contagio originato dal predetto virus. I coronavirus sono dei virus a RNA presenti sia nel mondo animale che nell'uomo. Sono una grande famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria mediorientale e alla SARS. Quattro sono i coronavirus umani noti sino ad ora - human coronavirus (HCoV) 229E, OC43, NL63 e HKU1 - e provocano normalmente affezioni delle alte vie respiratorie. Gli animali rappresentano un importante serbatoio per molti coronavirus. Alcuni di questi - ad esempio il coronavirus della SARS e quello che causa la cosiddetta sindrome respiratoria mediorientale - sono stati in grado di fare il salto di specie dall'animale all'uomo. In questi casi il virus, il cui RNA subisce una mutazione, per la precisione una delezione, si adatta rapidamente all'uomo cominciando a essere trasmesso da persona a persona. L'attuale crisi è determinata da un nuovo coronavirus di origine animale che ha causato 41 casi di polmonite virale tra l'8 dicembre e il 2 gennaio nella città di Wuhan, in Cina. Il virus, identificato e sequenziato in poco più di una settimana, è appunto un coronavirus simile, ma diverso da quello della SARS, col quale condividerebbe dal 70 all'80 per cento del patrimonio genetico. Il 31 dicembre 2019, la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha segnalato all'Organizzazione mondiale della sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei, nel Sud della Cina. La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi. Dopo la prima segnalazione di questo cluster , altri casi di polmonite dovuti al nuovo coronavirus sono stati riscontrati in viaggiatori che avevano soggiornato a Wuhan al loro arrivo in Thailandia, Giappone e Corea del Sud, nonché in altre città cinesi. Questi pazienti non avevano frequentato il mercato di animali vivi in cui era avvenuta l'esposizione al virus per i primi casi. Ciò ha portato a ipotizzare la possibilità di trasmissione interumana dell'infezione attraverso contatti stretti, come avviene - ad esempio - all'interno di un nucleo familiare o in ambito ospedaliero. Il periodo di incubazione della malattia, secondo le stime correnti riprese e aggiornate proprio questa notte dall'OMS nell'ultimo report , variano da due a dieci giorni. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Gli esami radiologici del torace evidenziano lesioni infiltrative bilaterali diffuse. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve simil-influenzale, che una forma più grave di malattia. Una forma inizialmente lieve può progredire in una forma grave soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche preesistenti, quali ipertensione o altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie. Anche le persone anziane sono naturalmente più suscettibili alle forme gravi. Il 9 gennaio 2020, il Center for disease control and prevention cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica. Il nuovo coronavirus è strettamente correlato a quello della sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Secondo le informazioni, le ultime disponibili, diramate dall'Organizzazione mondiale della sanità nell'ultimo report del 29 gennaio scorso - è di ieri - i casi totali confermati sono 6.065, con 132 decessi. I casi si sono manifestati in 30 province della Cina continentale (5.974), a Hong Kong (8), Macao (7), Taiwan (8), Malesia (4), Nepal (1), Sri Lanka (1), Singapore (7), Thailandia (14), Giappone (7), Cambogia (1), Corea del Sud (4), Vietnam (2), Australia (7), Francia (4, ma se n'è aggiunto un quinto nella serata), Germania (4), Canada (3), Stati Uniti d'America (5), Emirati Arabi Uniti (4); c'è anche un caso che riguarda la Finlandia e che non è riportato in questo report . La Commissione nazionale di sanità cinese alle ore 8 di questa mattina ha, tuttavia, aggiornato il numero dei casi accertati, indicati in 7.711, nonché il numero dei casi sospetti (9.239) e dei decessi correlati, individuato questa mattina in numero 170. Le autorità sanitarie cinesi hanno confermato naturalmente la trasmissione da persona a persona e i dati - come è evidente - sono aggiornati quotidianamente. L'OMS ha informato che la Cina inizialmente ha applicato le seguenti misure: sono stati identificati e sottoposti a follow up i contatti stretti, inclusi gli operatori sanitari; la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha effettuato una ricerca attiva dei casi ed è stata completata l'indagine retrospettiva dell'attuale cluster di pazienti; il mercato ittico all'ingrosso di Huanan è stato chiuso e sono state effettuate misure di sanificazione ambientale; sono state implementate attività di comunicazione del rischio per aumentare la consapevolezza e l'adozione di misure di autoprotezione. A partire dal 23 gennaio 2020, secondo quanto prontamente comunicato dall'ambasciata d'Italia in Cina, sono stati sospesi tutti i collegamenti aerei e ferroviari da Wuhan e, successivamente, da altre città della provincia di Hubei (tra le quali Hangwang, Huanggang ed Ezhou); è stato interrotto il funzionamento dei trasporti pubblici e sono state chiuse anche le autostrade di accesso, i luoghi di ritrovo, quali mercati, cinema, Internet cafè e siti culturali. Sono state, inoltre, sospese manifestazioni per il Capodanno e chiusi i siti oggetto di assembramento (compresa la Città proibita) anche a Pechino. Per ridurre ulteriormente gli spostamenti tra regioni della Cina, ma anche verso l'estero, il Governo cinese ha bloccato negli ultimi giorni - la notizia risale al 24 gennaio - la vendita di pacchetti turistici interni e internazionali da parte di tutte le agenzie di viaggio. I soggetti a rischio, quelli con temperatura elevata, o che abbiano avuto contatti stretti con malati, sono isolati in quarantena e sotto osservazione medica. Gli ospedali della città hanno preventivamente ampliato il numero dei posti letto: 800 in quelli pubblici e altri 1.200 in diverse strutture sanitarie. I controlli sono anche mirati alla ricerca di animali vivi trasportati illegalmente con autoveicoli. Per precauzione sono state chiuse scuole e i templi buddisti hanno allontanato i fedeli. A tutti i cittadini è stato imposto di indossare mascherine protettive. Il nuovo virus in Cina, pur essendo per il momento classificato come di tipo B quanto a pericolosità (al pari di quelli della SARS, dell'AIDS e della polio), viene gestito come se fosse appartenente alla classe A (la stessa del colera e della peste). Le autorità cinesi stanno adottando anche misure speciali volte a garantire la cura dei pazienti infettati, tra le quali la costruzione di un nuovo ospedale, che dovrebbe già essere pronto nei primi giorni di febbraio. Le autorità hanno annunciato che ne verrà costruito anche un secondo, con un numero maggiore di posti letto, sempre in tempi molto stretti. Noi siamo in costante collegamento con l'Organizzazione mondiale della sanità. Alla riunione della nostra task force del 27 gennaio scorso ha partecipato l' assistant director general Raniero Guerra, che ha dichiarato: «Tra i Paesi occidentali, l'Italia è la più fornita e la più attenta». Nei giorni scorsi, il direttore generale dell'OMS Tedros è stato in Cina per valutare direttamente la situazione. L'OMS sta monitorando attentamente l'evolversi della situazione ed è regolarmente in contatto con le autorità nazionali cinesi e di altri Paesi asiatici per fornire il supporto necessario. È stata predisposta una guida tecnica sul nuovo coronavirus che è aggiornata costantemente. Attualmente, sono ancora in corso le indagini per valutare l'effettiva portata dell'epidemia. L'OMS ha riunito, il 22 e il 23 gennaio scorsi - ci sarà una nuova riunione oggi pomeriggio - il Comitato per le emergenze previsto dal Regolamento sanitario internazionale per supportare il direttore generale nella decisione circa la dichiarazione o no di un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Dopo lunghe discussioni, con punti di vista divergenti su tale decisione e tenendo conto delle significative misure messe in atto dalle autorità cinesi, il Comitato ha ritenuto di prevedere una nuova riunione entro circa dieci giorni, che si terrà proprio nella giornata di oggi, e di fornire nel frattempo indicazioni sulle azioni da mettere in atto; tra esse, una missione di esperti dell'OMS in Cina, per approfondire le conoscenze scientifiche ed epidemiologiche, e indicazioni alle autorità cinesi per ulteriori iniziative o per rafforzare quelle già in atto. Sono state poi fornite indicazioni a tutti gli altri Paesi, affinché siano preparati al contenimento, anche con sorveglianza attiva, identificazione precoce, isolamento e gestione dei casi, tracciamento dei contatti e prevenzione di ulteriore diffusione del coronavirus. Nella giornata di ieri - come dicevo - è stata annunciata una nuova riunione del comitato alle ore 13 di oggi, 30 gennaio. L'OMS ha pubblicato una serie di documenti contenenti procedure per la segnalazione dei casi, per la loro gestione clinica, la protezione degli operatori, i test di laboratorio, la gestione dei contatti e, più in generale, la sorveglianza della situazione sul piano epidemiologico. Nel report del 28 gennaio scorso, l'OMS ha anche annunciato la creazione di una banca dati globale sul coronavirus, dove i Paesi potranno inserire dati sui casi clinici per favorirne la condivisione, ai fini della conoscenza e dello studio. Premesso che la valutazione del rischio è ancora in atto, l'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), alla data del 26 gennaio 2020, ritiene che: il potenziale impatto dell'epidemia da coronavirus è elevato; è probabile una ulteriore diffusione di natura globale; esiste attualmente una moderata probabilità di infezione per i viaggiatori che visitano Wuhan; esiste un'elevata probabilità di importazione di casi in Paesi con il maggior volume di persone che viaggiano da e verso Wuhan; esiste una moderata probabilità di rilevare casi importati nei Paesi dell'Unione europea; l'adesione ad adeguate pratiche di prevenzione e controlli nelle infezioni, in particolare nelle strutture sanitarie dei Paesi europei, con collegamenti diretti con la Cina, fa sì che la probabilità di insorgenza di casi secondari a partire da un caso identificato nell'Unione europea è bassa. L'ECDC - come comunicato in un documento del 28 gennaio scorso - valuta che l'occorrenza di un singolo caso di trasmissione interumana locale, avvenuta in Germania, da una cittadina cinese - a sua volta infettata presumibilmente da genitori residenti a Wuhan - a un cittadino tedesco, non sia sufficiente a cambiare il livello di rischio generale sopra descritto. Sebbene, come evidenziato, l'Organizzazione mondiale della sanità non abbia, ad oggi, dichiarato questa epidemia un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, l'Italia ha immediatamente attivato misure significative di prevenzione. Secondo quanto evidenziato dalla comunicazione della DG Sante di Bruxelles del 21 gennaio 2020, dei tre Paesi europei che avevano voli diretti da Wuhan, solo l'Italia ha implementato, prima della sospensione dei voli, controlli aeroportuali per i cittadini provenienti dalle zone sedi di focolaio. È stato dunque riconosciuto, a livello internazionale, che il nostro Paese, ispirandosi al principio di precauzione, ha immediatamente pianificato e implementato accurate misure di controllo: misurazione della temperatura corporea, identificazione e isolamento dei malati, procedure per il rintraccio e la quarantena dei contatti stretti che, unitamente a un efficiente sistema di sorveglianza epidemiologico e microbiologico, possano garantire il rapido contenimento di eventuali casi. Più nel dettaglio, osservo che l'Italia aveva tre voli diretti verso Wuhan, ora sospesi, e numerosi collegamenti con altre città della Cina. Attualmente, i voli in arrivo in Italia sono 34 su Fiumicino e 25 su Malpensa. Come previsto dal Regolamento sanitario internazionale, presso i due aeroporti è in vigore una procedura sanitaria, gestita dagli uffici periferici del Ministero della salute, uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, servizi di assistenza sanitaria ai naviganti. Tali uffici sono deputati ai controlli sanitari nei riguardi dei passeggeri e delle merci che transitano attraverso i punti di ingresso transfrontalieri e a erogare l'assistenza sanitaria al personale in navigazione marittima o imbarcato e al personale in navigazione aerea. La procedura adottata serve per verificare l'eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti dalla Cina di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in biocontenimento agli istituti specializzati. La procedura è stata implementata e resa ancora più severa con il progredire della situazione epidemiologica in Cina. Essa comprende la verifica dello stato di salute durante il volo, attraverso richiesta formale al comandante, e il rilascio della health declaration ; è previsto il passaggio sotto scanner termografici, con sistemi di allerta ove la temperatura superi i 37 gradi, installati presso un apposito spazio denominato canale sanitario; la misura è stata estesa a tutti i voli provenienti dalla Cina e prevede, in alternativa, per voli senza segnalazione preventiva di casi sospetti, la verifica della temperatura a bordo da parte del nostro personale sanitario, prima dello sbarco. Si segnala che il canale sanitario è dotato anche di spazi per approfondimenti, visite, e sosta temporanea del caso sospetto eventualmente identificato, fino al suo trasferimento presso un ospedale specializzato. Ove sia presente un caso sospetto a bordo, per i contatti stretti è attivata la sorveglianza sanitaria per l'eventuale attuazione della quarantena e dell'isolamento. La predetta procedura è attiva su tutti i voli provenienti dalla Cina. Nei giorni precedenti al 23 gennaio, era stata comunque rafforzata la sorveglianza dei passeggeri dei voli diretti da Wuhan, con verifica dello stato di salute durante il volo, tramite richiesta ufficiale al comandante dell'equipaggio e rilascio della health declaration . È stata diramata dall'Ente nazionale di assistenza al volo, d'intesa con l'Ente nazionale per l'aviazione civile, un'istruzione con la quale si fa obbligo a tutti i voli privati provenienti dalla Cina di atterrare esclusivamente sugli aeroporti sanitari di Fiumicino e di Malpensa. Al fine di consentire un eventuale recupero dei contatti per sottoporli ad accertamenti vengono raccolte, dal 23 di gennaio, su tutti i voli sottoposti a controllo, schede con informazioni sui passeggeri, la loro destinazione e i riferimenti che vengono acquisiti per tutto il tempo della potenziale incubazione agli atti dell'USMAF. È in corso un lavoro di ricostruzione dei movimenti dei passeggeri provenienti dall'area a rischio nei giorni precedenti tale data anche in contatto con le autorità sanitarie degli altri Paesi interessati. Ai passeggeri sbarcanti viene anche fornito un volantino trilingue - italiano, inglese e cinese - che indica le modalità per contattare il Servizio sanitario nazionale attraverso il numero telefonico del Ministero della salute 1500. È attivo un monitoraggio dello stato di salute di tali passeggeri, attraverso contatti telefonici. Già il 10 gennaio, prima di conoscere l'agente eziologico dell'infezione, è stato predisposto materiale informativo anche in cinese, che è stato affisso negli aeroporti per informare i viaggiatori internazionali. Il materiale è naturalmente in costante aggiornamento. È stata effettuata una ricognizione delle scorte di dispositivi di protezione individuale nei vari punti di entrata, porti e aeroporti, ed è in corso una ricognizione della disponibilità generale del Paese di questi dispositivi. Vengono pubblicati regolarmente sul portale del Ministero della salute gli aggiornamenti inerenti all'evento e sono state predisposte e pubblicate e vengono costantemente aggiornate le domande e risposte più frequenti relative all'evento epidemico. Il 22 gennaio del 2020, presso l'ufficio di gabinetto del Ministero della salute, è stata istituita e si è contestualmente riunita la task force coronavirus, composta da rappresentanti del Ministero, dai Carabinieri dei NAS, dai rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità, dall'Agenas, dall'Agenzia italiana del farmaco, dall'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dalla Protezione civile, da un rappresentante delle Regioni, dagli ordini dei medici e degli infermieri, dalle società aeroportuali SEA e ADR, dallo Stato maggiore della difesa - Ispettorato generale della sanità militare. Detta task force è permanentemente operativa e si riunisce quotidianamente e ha il compito di seguire in tempo reale l'evolversi della situazione determinata dal coronavirus, supportando il Ministro nell'individuazione di ogni iniziativa idonea a fronteggiare le eventuali criticità emerse. La task force sta verificando lo stato di approntamento di misure di preparazione idonee a fronteggiare un ipotetico peggioramento della situazione epidemiologica in quanto a risorse umane, test di laboratorio e presidi sanitari, comunicazioni e relative procedure. Permettetemi, anche in questa sede, di ringraziare sentitamente a nome del Governo italiano e credo di tutto il Paese ogni soggetto che è stato coinvolto per la prontezza e la qualità del lavoro prestato fino ad oggi. (Applausi). Nel corso della prima riunione della task force e tenuto conto che l'OMS sta esaminando la problematica al fine di emanare omogenee linee guida o raccomandazioni per fronteggiare la situazione sanitaria, si è convenuto di diramare nel frattempo un'articolata circolare sul coronavirus alle Regioni e alle altre istituzioni, enti e organizzazioni professionali. Questa circolare contiene indicazioni operative sulla individuazione, notifica, sorveglianza, test di laboratorio, gestione dei casi sospetti predisposta dalla Direzione generale della prevenzione. Tale circolare permette di attivare una sorveglianza mirata a livello nazionale e individua l'Istituto superiore di sanità come laboratorio nazionale di riferimento. Successivamente, il 27 gennaio, è stato inviato un aggiornamento relativo alla definizione di caso per la segnalazione e alla diagnostica di laboratorio. Di entrambe le copie delle due circolari deposito testo presso il Senato della Repubblica. La Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi odontoiatri (FNOMCEO) e la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) hanno riferito di aver provveduto a diramare a tutti gli ordini provinciali la circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, mentre lo Stato maggiore della difesa ha diramato la stessa ai propri servizi sanitari per informare adeguatamente le Forze armate nazionali. Il Centro nazionale sangue e il Centro nazionale trapianti hanno diramato circolari in cui forniscono istruzioni sulle misure di prevenzione della trasmissione del nuovo coronavirus mediante trasfusione di emocomponenti labili e di trapianti. In base agli obblighi internazionali, la Direzione generale della prevenzione informa costantemente delle misure adottate a livello nazionale la Commissione europea e i Paesi aderenti alla Global health security initiative e partecipa alle teleconferenze organizzate per armonizzare la risposta a livello internazionale. Da quanto comunicato sinora, risulta che l'Italia sia uno dei Paesi che ha adottato un approccio più protettivo, raccomandando tra l'altro, sin dall'inizio dell'epidemia, di posticipare i viaggi non strettamente necessari, applicando immediatamente procedure di controllo sui voli provenienti dalla Cina, attivando il canale sanitario e gli screening in entrata agli aeroporti e prevedendo immediatamente misure di prevenzione diffuse tramite i più moderni strumenti telematici. Sono costanti i contatti con l'ambasciata d'Italia a Pechino, l'unità di crisi del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, la commissaria europea, lo European centre for disease prevention and control, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Organizzazione mondiale della sanità animale, partecipando in tutte le occasioni in cui richiesto a incontri e teleconferenze con tali organismi. Inoltre, nel pomeriggio di ieri ho incontrato personalmente l'ambasciatore cinese in Italia. Dopo aver espresso la nostra solidarietà e l'apprezzamento per le severe misure adottate in Cina, ho soprattutto rappresentato la disponibilità del Ministero della salute a partecipare, attraverso le nostre istituzioni scientifiche, in primo luogo con l'Istituto superiore di sanità, agli sforzi già avviati per una rapida realizzazione di strumenti diagnostici, terapeutici e di prevenzione vaccinale dell'infezione. Abbiamo concordato di assicurare un costante collegamento affinché la numerosa comunità cinese in Italia possa essere tempestivamente messa a conoscenza delle ulteriori misure sanitarie che l'Italia dovesse eventualmente valutare. L'operato del Ministero della salute è pienamente in linea con quanto raccomandato in data 23 gennaio 2020 dall'OMS al termine della riunione del comitato per l'emergenza, il quale, non ritenendo unanimemente vi fossero le condizioni per dichiarare l'esistenza di una situazione di emergenza sanitaria di interesse internazionale, ha comunque fornito agli Stati membri dell'Organizzazione alcune raccomandazioni relative alla necessità di essere preparati al contenimento, alla identificazione precoce, isolamento e gestione dei casi, tracciatura dei contatti e prevenzione, tutti aspetti e misure già messi in atto in anticipo dal nostro Paese. In data 25 gennaio si è tenuta una riunione con i rappresentanti delle Regioni italiane, volta al miglior coordinamento interistituzionale, e il successivo 28 gennaio ho partecipato personalmente alla riunione della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla gestione delle attività di prevenzione sul coronavirus, ritenendo, d'intesa con tutti gli assessori regionali competenti, fondamentale su questa vicenda il massimo di coordinamento tra le istituzioni. È stato rafforzato il personale operativo per il numero di pubblica utilità del Ministero della salute (numero 1500), ora attivo 24 ore su 24. Esso opera sia da un punto di vista centralizzato di raccolta delle segnalazioni di casi sospetti da parte dei cittadini per il successivo smistamento, ove necessario, alle strutture sanitarie delle Regioni, che per fornire informazioni alla popolazione sul virus e sulle misure di prevenzione da adottare. A tal fine sono state assunte iniziative per il potenziamento del servizio con ulteriore personale, che è stato sottoposto preliminarmente a un programma di formazione. Lunedì scorso mi sono recato personalmente in visita alla sala operativa del 1500 per constatarne, in prima persona appunto, la piena operatività. Nella sola giornata del 28 gennaio, dalle ore 8 alle ore 22, il 1500 ha gestito oltre 700 telefonate, per un tempo medio di conversazione di circa sei minuti. In un caso si è provveduto, dopo un primo triage telefonico, a trasferire la chiamata alle strutture sanitarie regionali, per operare un accesso alle strutture sanitarie in piena sicurezza per il paziente e per gli altri cittadini presenti presso le stesse. Sta risultando molto importante la presenza tra gli addetti alla risposta dei mediatori linguistici, che hanno affrontato diverse telefonate effettuate in lingua cinese, contribuendo a eliminare la possibilità di fraintendimenti e migliorando la conoscenza dei casi e dell'esposizione al rischio del contagio. In data 25 gennaio 2020 ho poi adottato un'ordinanza con la quale, oltre a confermare le misure già in atto, ho disposto, per un periodo di novanta giorni, il potenziamento del contingente di personale da impiegare nelle attività di risposta rapida al numero di pubblica utilità 1500 per i controlli sanitari che ho prima descritto, attivati presso gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF) e l'assistenza sanitaria al personale navigante (SANS) e per i servizi di competenza degli uffici centrali del Ministero. Per quanto riguarda la nostra comunità a Wuhan, il Ministero della salute collabora attivamente alla predisposizione delle procedure sanitarie relative alla gestione dei cittadini italiani, che il Ministero degli affari esteri sta provvedendo a rimpatriare da tale area e alla loro successiva gestione nel piano sanitario. Nel riservarmi ogni ulteriore e tempestiva comunicazione nei prossimi giorni sull'evoluzione del quadro epidemiologico, sono convinto che l'attuale situazione potrà essere gestita al meglio attraverso una piena e fattiva collaborazione tra istituzioni internazionali e, in ambito nazionale, tra il Ministero della salute, gli istituti scientifici di riferimento nazionale, le Regioni e gli ordini professionali interessati. Dobbiamo dunque perseverare e intensificare la collaborazione tra Stati nazionali e organizzazioni internazionali, potenziando lo scambio di informazioni a tutti i livelli e attuando, con rigore e tempestività, le migliori prassi ritenute idonee a limitare la diffusione del virus. Personalmente sono in contatto permanente e costante con la commissaria europea Stella Kyriakides e con i colleghi dei Paesi europei per uno scambio di informazioni, in attesa di una prossima occasione di confronto fra tutti i Paesi dell'Unione europea, che ho insistentemente richiesto e proposto, anche formalmente, alla Presidenza croata e alla stessa Commissaria con - appunto - lettera formale. Analoghi sforzi devono essere posti in essere nel contesto nazionale con il supporto di tutti i livelli istituzionali competenti. Proprio in questo senso è per me fondamentale un dialogo costante e costruttivo tra Governo e Parlamento, anche quale segno visibile di unità nazionale: sarà in particolare necessario informare adeguatamente e in modo capillare gli operatori sanitari e la popolazione, rispettare rigorosamente le misure precauzionali e i protocolli già comunicati dal Ministero della salute e prestare la massima vigilanza nella diagnosi di possibili eventi critici. Occorre, in definitiva, un approccio sistemico e multilivello in ambito sia nazionale che internazionale, al quale il Ministero della salute ha da subito ispirato la propria azione e che continuerà a seguire nel governo di questa emergenza sanitaria. Sarò disponibile a fornire anche in futuro, come mi è dovuto, ogni aggiornamento sull'evoluzione della situazione che verrà ritenuto utile dal nostro Parlamento. (Applausi). Saluto ad una rappresentanza di studenti PRESIDENTE . A nome dell'Assemblea, saluto gli studenti e i docenti del Liceo scientifico «Ulisse Dini» di Pisa, che stanno assistendo ai nostri lavori. (Applausi). Ripresa della discussione sull'informativa urgente del Ministro della salute PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro della salute. È iscritta a parlare la senatrice Sbrollini. Ne ha facoltà. SBROLLINI (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, desidero anzitutto ringraziare il signor Ministro perché attraverso la sua relazione, prima alla Camera e adesso in Senato, ci consente prima di tutto di parlare di un tema così grave e serio in maniera unitaria. Sappiamo che di fronte a una situazione così grave serve prima di tutto unità del Paese. Mi auguro che in Senato si possa svolgere un dibattito serio e ordinato tanto quanto quello che si è tenuto poco fa alla Camera. Lei, signor Ministro, ci ha spiegato bene quali misure sono state adottate dal nostro Paese. Lei ci ha ricordato poco fa che i dati sono in continua evoluzione. Sappiamo che, a oggi, i casi accertati di coronavirus nel mondo sono circa 7.711 e solo 28 fuori dai confini cinesi. Fra i casi fuori dalla Cina si segnalano 14 infezioni in Thailandia, 10 a Hong Kong, 5 negli Stati Uniti e in Australia, 5 in Francia, 3 in Canada e 4 in Germania. Ad oggi le vittime, registrate tutte in Cina, sono 170, con una mortalità intorno o inferiore al 3 per cento. Sappiamo anche che sono state immediatamente adottate misure precauzionali molto importanti, in accordo con l'Organizzazione mondiale della sanità, come il Ministro ci ha ricordato poc'anzi. Rivolgo però al Ministro e a tutto il Governo un appello particolare. Non occorre agire soltanto - come ha ricordato bene prima - monitorando e informando tempestivamente l'Italia, il Governo e il Parlamento di quanto sta accadendo a livello internazionale; le chiedo anche di formulare un appello particolare, da parte sua e del Governo, rivolto ai media . Credo sia stato fatto troppo allarmismo: finora, per fortuna, non ci sono casi accertati in Italia. Anche stamattina, si è parlato di alcuni casi che subito dopo sono stati smentiti. C'è bisogno, anche da parte dell'informazione, di grande serietà e di grande attenzione. Il nostro Paese sta infatti affrontando questa emergenza sanitaria con tutti gli strumenti, che stiamo già adottando, grazie sia alla qualità e alla grande competenza della task force , che è stata immediatamente istituita, sia all'esperienza, alla serietà e all' altissimo livello professionale dei nostri operatori sanitari, cui va il ringraziamento anche della nostra Assemblea per quanto stanno facendo in tutto il Paese. (Applausi dal Gruppo IV-PSI) . Come ha ricordato il Ministro, l'Italia ha adottato misure precauzionali e ha addirittura implementato, prima della sospensione dei voli, i controlli aeroportuali per i cittadini provenienti dalle zone sedi di focolaio. Sappiamo che sono stati adottati tutti i protocolli, come emerso a seguito dell'incontro che lei ha svolto qualche giorno fa con le Regioni italiane, e sappiamo anche quanto lavoro si stia facendo per informare correttamente i cinesi che abitano e vivono nel nostro Paese. Voglio fare un appello finale anche pensando al turismo, all'economia e a quanto in questo momento siano particolarmente preoccupate le nostre imprese. Si tratta infatti di un danno prima di tutto per la salute e la tutela dei nostri cittadini, ma dobbiamo pensare anche ad essere vicini e a sostenere attivamente le nostre imprese, che operano nelle varie parti del mondo e che hanno contatti con la Cina. Chiedo quindi al Governo e al signor Ministro di informare tempestivamente e di continuare a monitorare la situazione. Mi appello infine a tutti i colleghi e a tutte le colleghe: affrontiamo questo tema con serietà e attenzione, perché prima di tutto serve l'unità del Paese. (Applausi dai Gruppi IV-PSI e PD. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Misto-LeU) . Signor Presidente, anche io desidero ringraziare il Ministro per la relazione molto precisa e per i dati molto chiari che ci ha fornito. Voglio farlo innanzitutto perché, come sapete, stanno circolando in rete notizie e fake news iperallarmanti e credo quindi sia assolutamente fondamentale fornire i dati veri, gli elementi che sono stati valutati dal punto di vista tecnico e scientifico e le informazioni adeguate. Questo è un elemento fondamentale, perché dobbiamo stare attenti a non provocare allarmismi e a gestire la situazione in modo assolutamente scrupoloso. A tal proposito, voglio dare atto al Ministro e al Governo di essersi mossi bene e in modo tempestivo. È vero che, nonostante l'Organizzazione mondiale della sanità - come ci ha testé ricordato il Ministro - avesse deciso di non alzare il livello di guardia, il Ministero della salute ha invece messo in campo tutte le misure per tenere il livello più alto possibile di allerta. Questo è stato importante ed anzi fondamentale perché c'è stata tempestività e non si è affatto sottovalutato il problema: ciò ha permesso di mettere in piedi non soltanto immediatamente e doverosamente la task force ma anche di allertare tutti gli organismi a tutela della salute e della sanità pubblica. È molto importante anche il coordinamento con le Regioni, perché peraltro sono queste ultime le titolari degli interventi sanitari. Credo sia altrettanto importante insistere per un coordinamento vero e reale a livello europeo, perché è assolutamente centrale. Anche in questo caso siamo la porta dell'Europa, quindi credo che sarebbe assolutamente fondamentale che ci sia una possibilità di coordinamento molto più sistematico a livello europeo. Mi si lasci fare qualche altra considerazione. Oggi siamo qui per avere informazioni adeguate, per evitare che i cittadini ricevano informazioni sbagliate, per fare in modo che i canali di comunicazione siano assolutamente quelli giusti. Tutte le misure di prevenzione adottate - penso alla sospensione dei voli e ai canali sanitari creati - dovrebbero rassicurare sul fatto che la situazione, per quanto riguarda il nostro Paese, è sotto controllo. Vi sono però alcune questioni che credo non possiamo sottovalutare; lo dico perché deve far parte del ragionamento più generale. Guardate che non solo con i cambiamenti climatici ma anche con la distruzione degli ecosistemi (la senatrice Binetti lo sa perfettamente) c'è una maggiore probabilità - questo purtroppo è il risultato di quanto abbiamo creato - di diffusione molto maggiore. Non c'è soltanto la globalizzazione, ma anche questo aspetto relativo alle questioni dell'ecosistema che abbiamo creato, in particolare il fatto che, come accaduto in quei mercati dove c'è la vendita di animali vivi, sono state superate le barriere di specie creando promiscuità, con tutto quello che ciò comporta. Anche nel nostro Paese occorre dunque avere un'attenzione anche al commercio illegale, ricordando che quello delle specie animali protette viene sempre molto sottovalutato e da punire solo con una multa. Lo dico per sottolineare quanto questo sia un mondo articolato e complesso dove questioni che prima erano sottovalutate oggi debbono essere al centro della nostra attenzione. Termino sottolineando che credo siamo procedendo abbastanza bene. La cosa più importante è mantenere il canale di informazione ai cittadini e mantenere certamente l'allerta, ma con un sistema serio di informazioni adeguate, senza allarmi su cui qualcuno possa facilmente speculare. (Applausi dai Gruppi Misto e PD) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Presidente, onorevoli senatori, mi rivolgo al Ministro accogliendo con grande serietà il suo appello all'unità nazionale. Non potrebbe essere diversamente, perché il partito Fratelli d'Italia, che ho l'onore e il piacere di rappresentare, il partito della destra italiana, non può certamente rispondere in altro modo quando ci si trova di fronte ad un problema di salute pubblica, che va oltre le nostre visioni limitate e partigiane, e gli interessi della politica, ma che riguarda i nostri concittadini, quindi tutti noi. Accolgo pertanto la sua istanza, facendolo con quella serietà che dovrà però caratterizzare ciascuno di noi nel mondo della politica, ma anche al di fuori essa, affinché davvero si possa rispondere a questa emergenza con la massima efficacia ed efficienza. Signor Ministro, a fronte di questa totale disponibilità, chiediamo però al Governo e alla maggioranza la massima trasparenza e la massima severità a livello nazionale, perché prima di tutto si deve essere trasparenti e severi al proprio interno, ma anche e soprattutto a livello internazionale. Ricordiamo quando nel 2003, all'epoca della SARS, il regime comunista cinese non brillò di certo per trasparenza e le informazioni arrivarono con molto ritardo, creando ovviamente maggiori difficoltà per affrontare l'emergenza sanitaria. Ci auguriamo che da parte del nostro Paese l'attenzione sia rivolta anche alle informazioni che provengono dallo Stato cinese. Confido infatti che le informazioni che lei ci ha dato possano rispondere al vero e spero invece non lo siano quelle che purtroppo giungono da fonti anche apparentemente attendibili, che parlano di situazioni più preoccupanti. Mi è capitato di ascoltare ieri a «Tgcom24» un importante direttore di testata che ha fonrito dei dati e ha espresso delle preoccupazioni, anche in parte oggettivandoli. Mi è capitato di leggere anche oggi su «Il Sole 24 Ore» delle affermazioni del presidente della Confindustria Lombardia, che sappiamo essere titolare di un'importante azienda in Cina, il quale ha affermato che la situazione è ben più grave di quello che fino ad oggi è apparso. Di fronte a questi dati, dobbiamo allora vigilare e pretendere dalle istituzioni del Governo cinese chiarezza assoluta. Dobbiamo pretenderlo per l'interesse del nostro Paese, dell'Europa, per l'interesse della salute pubblica, ma anche - come poi dirò - per gli interessi economici che purtroppo oggi gravitano anche su queste situazioni. Quindi, onorevole Ministro, noi chiediamo che il Governo possa attuare le misure più adatte alla precauzione e al controllo verso chiunque, cinese o no, si sia mosso in questi territori e possa monitorare attentamente le persone perché non possiamo davvero permetterci alcuna debolezza su questi aspetti. Mi auguro anche, soprattutto dopo aver letto su alcuni importanti giornali nazionali richiami al razzismo e cose di questo genere da parte di persone che fanno opinione, che nessuno voglia davvero speculare in questo momento su questi temi e che quindi si facciano i controlli perché essi servono all'interesse dei cittadini. Nessuno vuole limitare nessuno, nessuno vuole limitare persone che sono di altre religioni, di altri Stati: siamo mossi solamente dall'interesse di tutelare la salute pubblica. Questo deve essere un mantra per tutti noi e soprattutto per coloro che in questo momento ci governano. Concludo soffermandomi sugli aspetti economici; oggi l'economia è globale, i riflessi economici si muovono da un continente all'altro e già sappiamo che le più autorevoli fonti prevedono per la Cina dei consistenti problemi e delle riduzioni di PIL significative di oltre un punto. Questo ovviamente potrebbe ripercuotersi sul nostro Paese e sull'intero sistema europeo. Vorrei quindi che anche i suoi colleghi, i ministri Gualtieri e Patuanelli, seguissero la questione con la stessa serietà con la quale lei oggi dimostra di seguirla perché ribadisco che c'è un grande problema di salute pubblica, che ovviamente è preminente, ma c'è anche un grande problema economico per le nostre imprese e per la nostra economia. Attendo dall'intero Governo quella chiarezza, quella forza e quel decisionismo che non abbiamo visto purtroppo in questi mesi, ma che almeno in questo frangente e su questi temi Fratelli d'Italia si aspetta. È per questo che noi le ribadiamo la nostra correttezza nell'affrontare, insieme a voi, questa emergenza nazionale e internazionale. (Applausi dal Gruppo FdI e del senatore Malan) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Boldrini. Ne ha facoltà. BOLDRINI (PD) . Signor Presidente, il Partito Democratico ringrazia il ministro Speranza per essere venuto oggi a illustrarci in tempi strettissimi - lo aveva già fatto anche alla Camera in Commissione affari sociali lunedì scorso - il quadro relativo al problema del coronavirus che ci sta attanagliando. I media stanno esagerando moltissimo sul tema, però ovviamente l'opinione pubblica si sta preoccupando: aumentano i contagiati e anche le vittime - abbiamo sentito le ultime notizie questa mattina - ed il virus è arrivato anche in Occidente. Ovviamente l'OMS sta prendendo tempo e oggi - lo ha detto anche lei - valuterà se decretare uno stato di emergenza dopo aver valutato se il virus si sta contenendo o no. Concordo con lei, comunque, sul fatto che non bisogna creare allarmismo; occorre invece gestire il problema con la massima serietà e competenza. Il suo Ministero, grazie alle straordinarie competenze che vi sono al suo interno e anche alla rete di relazioni a livello internazionale che lei sta tenendo (lo ha detto anche prima quando ha citato addirittura la commissaria europea allla salute), sta realizzando un'ottima gestione dei flussi di informazione e sta operando molto bene, a nostro parere, in questa direzione. Sono state messe in atto - l'abbiamo sentito prima - e tempestivamente, ancor prima che intervenissero altre Nazioni, le misure di prevenzione a beneficio della collettività, soprattutto anticipando le linee guida e mettendo subito negli aeroporti dove arrivavano persone gli scanner per rilevare la temperatura. Il tutto poi viene inviato all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, che è ritenuto un punto di riferimento a livello scientifico importante. Apprezziamo anche l'istituzione di questa task-force coronavirus, composta da rappresentanti del Ministero, dei Carabinieri, dell'Istituto superiore di sanità, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), dell'Agenzia italiana del farmaco, dell'Istituto nazionale malattie infettive e dell'Ordine dei medici, coinvolgendo tutto il "comparto di urgenza", come viene definito, rispetto a un tema importante per il nostro Paese che lei riesce a seguire in tempo reale (sono stata al Ministero qualche giorno fa e la task-force si riuniva e si aggiornava continuamente). È positivo anche l'aver rafforzato il personale operativo prevedendo un numero telefonico di pubblica utilità. Dove si devono andare a trovare le informazioni se non al Ministero? È l'unico punto di riferimento valido. Ciò serve anche per evitare di diffondere fake news , che purtroppo stanno girando sul web . È importante avere la possibilità di individuare fonti certe; ben avete fatto, quindi, a mettere a disposizione questo numero telefonico: è facile che si crei allarmismo e, invece, quando si ha una risposta corretta la gente si sente più garantita. In situazioni di questo genere è necessario fare squadra e lavorare in sinergia, come giustamente ha detto e ha fatto anche con le Regioni. Il fatto che tutti gli assessori alla sanità la stiano seguendo dimostra che davvero c'è bisogno di compattezza per la salute dei cittadini. Ciò è vero per tutti i livelli, incluso quello politico, che implica una sinergia tra Governo e Parlamento. Sono certa che tutti noi saremo pronti a collaborare con le istituzioni deputate in maniera univoca, dando ognuno il proprio contributo laddove sarà necessario. Sarebbe davvero utile evitare di fare polemica. La salute dei cittadini è una questione serissima e, Ministro, la sua relazione lo dimostra perché ha seguito e sta seguendo dettagliatamente tutti i passaggi. La circostanza che lei non faccia dirette Facebook non significa che non sta lavorando; anzi, sta lavorando molto bene, a mio parere. Per risolvere i problemi, bisogna evitare l'allarmismo perché esso purtroppo genera problemi anche con gli altri cittadini come l'esclusione della comunità cinese che da anni vive sul nostro territorio. Soprattutto mi preoccupo - e questo è molto importante - per le intolleranze che ci sono nei confronti dei bambini: dobbiamo tutelarli. Le sollecito, quindi, un'attenzione in questo senso, Ministro. Quando ci sono questi problemi occorre, lo ribadisco, un'informazione corretta altrimenti subentrerà l'irrazionalità. Pertanto, senza fomentare la paura, noi abbiamo la fortuna di avere un sistema sanitario nazionale che, pur con tutte le sue problematiche, riesce comunque a sopportare una situazione di questo genere. È giusto pertanto essere uniti in questo momento e garantire le informazioni. La ringraziamo pertanto se ci terrò aggiornati su una situazione che sta diventando sempre più difficile. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Di Marzio. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Fregolent. Ne ha facoltà. FREGOLENT (L-SP-PSd'Az) . Grazie, signor Presidente. ***Ministro, la ringrazio per la relazione, non possiamo tuttavia nascondere la nostra preoccupazione per la situazione di pandemia attualmente in corso, non solo nella regione di Wuhan, ma anche nel continente asiatico. Sicuramente non ci rassicura che siano stati sospesi tutti i collegamenti aerei e ferroviari da Wuhan e, successivamente, da altre rilevanti città della provincia di Hubei, come da lei dichiarato, né il fatto che sia stato interrotto il funzionamento dei trasporti pubblici, siano state chiuse le autostrade di accesso e chiusi i luoghi di ritrovo, quali i mercati, i cinema, gli internet cafè , i siti culturali, e siano state sospese le manifestazioni per i festeggiamenti del capodanno cinese. Non ci rassicurano i numeri comunicati dal Governo cinese, che alcune fonti ritengono sottostimati e che dovrebbero essere moltiplicati almeno otto volte. Non ci rassicura inoltre il fatto che non vi siano notizie su un possibile vaccino. Ciò che emerge in modo chiaro ed ineludibile è che sicuramente c'è un vulnus nell'OMS, che prima dichiara che c'è un allarme moderato (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) e poi, invece, sicuramente con un ritardo non giustificabile di almeno una settimana, dichiara che l'epidemia, diversamente da come aveva scritto in ben cinque rapporti precedenti, è elevata. Il fatto che il Governo italiano sia in linea con quanto indicato dall'OMS - ripeto - ci rassicura davvero molto poco. Nel frattempo le compagnie aeree British Airways e Lufthansa hanno sospeso tutti i voli per la Cina, la Toyota ha sospeso la produzione, Starbucks e Ikea hanno chiuso diversi punti vendita, le gare di Coppa del mondo di sci sono state annullate; mentre in Italia vengono settimanalmente schedulati 34 voli su Fiumicino e 25 su Malpensa (ma abbiamo i canali sanitari e poi verrà valutata, di volta in volta, la quarantena). Cosa fa l'Europa di fronte a un'epidemia dichiarata elevata? Al momento, come lei ci ha confermato, i Ministri si parlano, si scambiano informazioni. Io mi chiedo e le chiedo se non sia il caso - certo, non per fare allarmismi, ma per muoversi all'insegna del principio della massima precauzione, trattandosi di salute pubblica - magari di sospendere a livello europeo tutti i voli con il continente asiatico, almeno per un breve periodo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Non c'è solo Wuhan che presenta l'epidemia, perché i focolai sono in tutta la Cina e non solo. Si tratta di un virus che nei primi dieci-quindici giorni è asintomatico; risultano pertanto inutili in questi casi i rilevatori di temperatura attraverso i quali vengono scansionati i passeggeri. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP-UDC) . Le persone si spostano, girano, partono da diversi aeroporti cinesi e non solo da Wuhan, fanno scalo in Europa e si muovono. Questa è la potente macchina del turismo, che porta con sé molteplici interessi. Quello che come Lega noi le chiediamo è di mettere al primo posto la salute dei cittadini e muoversi all'insegna del principio della massima precauzione. Pertanto, nel caso in cui questo Governo ritenga di non sospendere i voli, le chiediamo che venga applicata almeno la quarantena a tutti coloro che provengono, sia con voli diretti che tramite scali, dalla Cina e dal continente asiatico. Non è sufficiente assumere le informazioni su quali tratte, con quali mete e su quali itinerari i passeggeri provenienti dal continente asiatico viaggeranno, perché diventa particolarmente faticoso e difficoltoso risalire, nel caso in cui si manifesti la malattia, ai contatti, alle frequentazioni, ai luoghi visitati. Ci sono poi gli studenti che sono andati in Cina per il Capodanno cinese e che rientreranno. Anche in questo caso risulta fondamentale che gli stessi vengano messi per il primo periodo in quarantena, non per allarmare, ma per tutelare e proteggere gli stessi e la popolazione scolastica. Ha detto che vengono eseguiti i controlli sui passeggeri che arrivano tramite i porti; noi le chiediamo di estendere questi controlli a tutte le navi che arrivano nei porti italiani e anche a quelle che portano merci. Infine, l'informazione deve essere unica, chiara, trasparente e corretta. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd'Az) . Questo non per non creare allarmismi, ma per spiegare ai cittadini, che comunque acquisiscono le informazioni per il tramite dei siti internet, quali misure adottare, quali pericoli derivano da questo virus e quali comportamenti ne impediscono il contagio. Non è quindi sufficiente la circolare alle Regioni e le informative - delle quali la ringraziamo - alle Commissioni sanità e al Parlamento, ma è necessario lavorare, tramite spot, opuscoli e telegiornali. Da questo punto di vista, Ministro, questo Governo è sicuramente in ritardo. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e FIBP- UDC) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Siclari. Ne ha facoltà. SICLARI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, signor Ministro, il giorno 24 gennaio, dopo l'assordante silenzio suo e di tutto il Governo sulla gravissima pandemia del coronavirus cinese, mi sono preoccupato, a nome di Forza Italia, di invitarla pubblicamente, con comunicato stampa, a riferire in questa prestigiosa Aula su quanto stava e sta accadendo in Cina e nel mondo e su quanto potrebbe accadere in Italia. Abbiamo proposto di attivare la task force prima possibile e l'unità di crisi e oggi apprezziamo che lei si trovi in quest'Aula, a quattro giorni dal nostro comunicato, e che abbia fatto quanto le avevamo consigliato all'epoca. Le anticipo che Forza Italia vuole fare squadra. Parliamo di sanità pubblica, parliamo di tutela della salute e della vita dei nostri cittadini, soprattutto dei più deboli. Abbiamo ascoltato con estrema attenzione la sua relazione, che condividiamo, ma non basta; non basta perché non riferisce provvedimenti concreti ed efficaci per prevenire nell'immediato il contagio di ciò che potrebbe rappresentare una gravissima pandemia, forse la più grave degli ultimi cento anni, e per recuperare tempo prezioso, soprattutto prima che si diffonda in Italia, così com'è accaduto in due mesi in Cina in soltanto due mesi (da novembre ad oggi). Ministro, abbiamo ascoltato anche le dichiarazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, che ha ammesso che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è elevato sia per la sua aggressività sia per la sua pericolosità e soprattutto per la facilità con cui si trasmette tra le persone. Non accadeva prima con gli altri coronavirus; si trasmette esattamente come un virus influenzale e può portare - come ha dichiarato lei stesso - a una vera emergenza sanitaria internazionale. Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore della sanità Rezza dichiara che il numero di casi è notevolmente sottostimato e che sono molti di più e probabilmente occorre aggiungere addirittura uno zero, se non due zeri a questo numero per quanto riguarda la Cina. Le dichiarazioni di Michael Ryan, il direttore esecutivo del Programma delle emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità, non appena rientrato da una missione in Cina, ha svolto una conferenza stampa a Ginevra, sede dell'OMS, e ha dichiarato che prevede sviluppi preoccupanti e ha poi riunito il comitato di emergenza a causa dell'incremento dei casi che si sono verificati, non soltanto in Cina in maniera esponenziale, ma anche fuori. Signor Ministro, la stimo personalmente e anche come politico (so che sta facendo il massimo, insieme all'Istituto superiore della sanità ed insieme a tutti i colleghi medici e operatori sanitari), ma questa pandemia da coronavirus non può e non deve essere affrontata soltanto dal suo Dicastero, perché è qualcosa di più grande. Il nostro pensiero va anche a quegli italiani che sono ancora in Cina: sono a Hubei e a Wuhan e non sanno come rientrare, non hanno notizie dalla Farnesina. Per questo le chiedo di farsi portavoce presso la Farnesina e di parlare con il Ministro degli affari esteri, perché non riescono ad avere risposte (ho i loro messaggi sul mio cellulare). Questo virus si trasmette come un virus influenzale, ciò vuol dire fra tre mesi avremo picchi massimi, entro aprile o forse maggio. Dalla sua relazione si evidenzia che non abbiamo dati certi, non conosciamo il numero degli ammalati e non abbiamo certezza di quante persone siano a oggi guarite. Non sappiamo dove sono finiti i cittadini che hanno lasciato Wuhan e sono arrivati in Italia nell'ultimo mese: 2.400 persone. Bene, lei ha dichiarato che in Italia abbiamo i controlli più alti ed ha chiesto una riunione internazionale di tutti i Ministri della salute dell'Unione europea per capire come affrontare la situazione. Ministro, io le consiglio di andare in Europa e di portare le nostre indicazioni: noi abbiamo i migliori scienziati al mondo, la migliore ricerca al mondo e non dobbiamo aspettare che gli altri Ministri degli altri Paesi europei ci dicano come dobbiamo intervenire. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC) . Noi, appunto perché vogliamo dare un contributo, ci sentiamo di dare quattro suggerimenti importantissimi: in primo luogo, Ministro, lo faccia perché ancora non lo ha fatto: prenda immediatamente contatto con i ricercatori di Melbourne che hanno già coltivato un virus identico al coronavirus cinese e hanno dato pubblicamente la loro disponibilità a condividere questo lavoro con chiunque voglia dare una mano per trovare soluzioni ed arrivare il prima possibile alla realizzazione dei vaccini che ci aiuteranno sicuramente a prevenire la trasmissione della malattia e anche dei farmaci innovativi che serviranno per curare chi sarà infettato dal virus. La disponibilità biologica è preziosa: l'esistenza materiale del virus, al di là della sequenza di RNA che è stata pubblicata dalla Cina, ci ha permesso questo risultato, perché per arrivare alla produzione di un virus ci vorrebbe quasi un anno. Utilizziamo pertanto questo tempo prezioso: parliamo già con i ricercatori di Melbourne; Ministro, agisca immediatamente sull'Istituto superiore di sanità. In secondo luogo, Ministro, la invito a dare un messaggio per contenere anche la trasmissione del virus nell'immediato, cosa che oggi non è accaduta: contatti l'Ambasciata cinese e faccia contattare dall'ambasciatore tutti i cinesi che sono arrivati nell'ultimo mese in Italia: facciamo degli esami clinici per vedere se ci sono portatori sani di questo virus, perché non lo sappiamo. In terzo luogo, consigliamo a tutti di indossare le mascherine negli aeroporti, nei treni, nei centri commerciali e nei punti affollati; non dobbiamo vergognarci, non dobbiamo aspettare magari di dirlo fra una settimana, quando sarà già tardi. Abbiamo già il primo caso a Lecce, abbiamo forse un altro caso come ha detto questa mattina l'ANSA. Infine, allarghi il corridoio sanitario di prevenzione che è attivo in aeroporto: non basta la temperatura, lo sa benissimo anche lei, non basta perché l'incubazione è di due settimane. Faccia anche gli esami clinici a chi vuole venire in Italia, altrimenti non c'è soluzione per eliminare la possibilità di trasmissione e prevenire il contagio se non quella di chiudere gli aeroporti e i voli diretti dalla Cina verso l'Italia. Signor Ministro, noi le diamo questi consigli. (Applausi dal Gruppo FIBP-UDC. Congratulazioni) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Castellone. Ne ha facoltà. CASTELLONE (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per la tempestiva ed esaustiva informativa che ha presentato oggi in quest'Aula. Grazie per aver chiarito quali sono i rischi e quali le misure messe in atto dal Ministero. Da medico dico che stiamo vivendo un momento di grande preoccupazione per questo nuovo coronavirus che si è diffuso in Cina. La preoccupazione però si accompagna alla certezza che le istituzioni proteggono i cittadini di questo Paese ed è importante sottolineare, come ha già fatto lei, che questo Governo si è mobilitato, fin dal primo momento, attraverso il Ministero della salute che ha attivato immediatamente, e non dopo la lettera del senatore Siclari, una task force attiva 24 ore su 24 per monitorare tutti gli sviluppi e programmare i necessari interventi di sorveglianza e prevenzione. (Applausi dal Gruppo M5S) . È di queste ore la notizia di un intervento a bordo di una nave da crociera attraccata a Civitavecchia per la presenza di due passeggeri con sintomi sospetti. Oltre al Ministero della salute si è attivata sin da subito anche la Farnesina, per salvaguardare l'incolumità dei nostri cittadini residenti a Wuhan che saranno a breve rimpatriati. Il Governo sta quindi operando in maniera ineccepibile, al contrario di quanto la superficiale ed irresponsabile strumentalizzazione politica di qualche esponente di opposizione voglia lasciare intendere. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti del senatore Gasparri) . Infatti gli allarmismi e i comportamenti che scatenano psicosi collettive possono solo causare gravi danni al Paese e ai cittadini. (Applausi dal Gruppo M5S. Commenti dei senatori De Vecchis e Gasparri) . Da medico e da ricercatrice, so bene che mettere in atto misure di contenimento del rischio biologico e di prevenzione delle infezioni non è argomento da propaganda, ma richiede conoscenza dei dati, studio approfondito, competenza e capacità di programmare gli interventi da attuare ed è necessaria la collaborazione tra tutte le forze politiche. Questa infezione è di certo un evento eccezionale, ma altrettanto eccezionali sono le misure che si stanno attuando, se pensiamo che in Cina in questo momento è in corso una quarantena per ben 50 milioni di persone, che non ha precedenti nella storia. Concordiamo con lei, Ministro, che come Governo bisogna concentrarsi su alcuni punti in particolare, per il bene del Paese e la tutela dell'inviolabile diritto alla salute dell'individuo: comunicare solo notizie certe e casi confermati, informare sulle cautele da adottare, ribadire che i viaggi in Cina sono sconsigliati, suggerire di recarsi in ospedale se al rientro da quei luoghi si avvertano sintomi sospetti, sospendere, come è stato fatto, tutti i collegamenti aerei diretti provenienti da Wuhan, attivare i corridoi sanitari negli aeroporti, come fatto dall'Italia per prima in Europa. È chiaro intanto che la situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità e lo European centre for disease prevention and control e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul proprio portale. In Italia, inoltre, sappiamo che è già attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute e delle sindromi da distress respiratorio acuto, che partecipa quindi regolarmente al monitoraggio di eventi di questo tipo. Dalla Cina intanto arrivano purtroppo dati ancora incerti che fanno temere un tasso di mortalità molto alto, tra il 2 ed il 3 per cento, che speriamo non sia confermato dai dati reali e vada magari in realtà diluito per un numero molto più alto di contagi, dovuti ad una iniziale sottovalutazione della patologia da parte delle autorità cinesi. Noi le chiediamo quindi, Ministro, di sollecitare l'Europa e l'Organizzazione mondiale della sanità a pretendere dalle autorità cinesi numeri certi riguardo i casi di infezione e di decesso, ed informazioni puntuali sulle possibili fonti di origine del virus e di contagio, perché è molto importante la diagnosi precoce per ostacolare la diffusione dell'infezione. In conclusione, voglio dire grazie ai tanti operatori sanitari che stanno combattendo questa "guerra" in Cina. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . Ai medici, agli infermieri, alcuni dei quali tra le prime vittime di questa infezione proprio perché esposti inconsapevolmente ad un rischio altissimo di contagio. Grazie anche a lei, Ministro, al nostro Vice Ministro e a tutti i tecnici che vi stanno affiancando per monitorare in tempo reale l'evoluzione e la diffusione di questa malattia e preparare il nostro Paese ad affrontare un'eventuale emergenza sanitaria. Noi siamo sicuri che i nostri medici, miei colleghi, i nostri infermieri ed il personale tutto abbiano una preparazione eccellente e siano pronti a qualsiasi evento. Le garantiamo che ci sentiamo tutelati dal nostro Sistema sanitario nazionale, da lei Ministro, dal suo Ministero e da un Governo attento ed operoso. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . Oggi da quest'Aula del Senato vogliamo unirci al dolore di chi ha perso i propri cari e alla voce dei cittadini di Wuhan, che dai grattacieli si esortano tra loro a resistere. (Applausi dai Gruppi M5S e PD) . PRESIDENTE . Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa urgente del Ministro della salute, che ringrazio per la disponibilità. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 5 febbraio 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica mercoledì 5 febbraio, alle ore 10, con il seguente ordine del giorno: (Vedi ordine del giorno) La seduta è tolta (ore 13,14) . Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1168 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo. Parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge n. 1376-A La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo. VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Alderisi, Barachini, Barboni, Bertacco, Bogo Deledda, Bongiorno, Bossi Umberto, Bressa, Bruzzone, Caligiuri, Castaldi, Cattaneo, Centinaio, Ciampolillo, Ciriani, Cirinna', Crimi, De Poli, Di Piazza, Errani, Fantetti, Floris, Giacobbe, Iori, La Pietra, Malpezzi, Margiotta, Martelli, Mautone, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nastri, Pittella, Renzi, Ronzulli, Saviane, Sciascia, Segre, Sileri, Turco, Vallardi, Vono e Zaffini. . Sono assenti per incarico avuto dal Senato i Senatori: Arrigoni, Castiello, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Buccarella, Fazzone, Marilotti, Rampi, Rizzotti e Vescovi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Drago Tiziana Carmela Rosaria, Gaudiano Felicia, Di Micco Fabio, Licheri Ettore Antonio, Marinello Gaspare Antonio, Pisani Giuseppe, Anastasi Cristiano, Fenu Emiliano, Mollame Francesco, Naturale Gisella, Lorefice Pietro, Trentacoste Fabrizio, Corbetta Gianmarco, L'Abbate Patty, Lannutti Elio, Leone Cinzia, Pavanelli Emma, Angrisani Luisa Deleghe al Governo per la riforma del welfare familiare (1689) (presentato in data 30/01/2020). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 2ª Commissione permanente Giustizia Sen. Valente Valeria ed altri Modifiche al codice di procedura penale e ulteriori disposizioni di contrasto alla violenza domestica e di genere (1564) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio) (assegnato in data 30/01/2020); 7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali Sen. Gallone Maria Alessandra Disposizioni in materia di regolamentazione dell'attività di ricerca, prelievo e conservazione, a scopo collezionistico e scientifico, di beni culturali naturalistici inanimati (1396) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 30/01/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Comincini Eugenio ed altri Disposizioni in materia di start-up sociali (1618) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 30/01/2020); Commissioni 2ª e 6ª riunite Sen. Fenu Emiliano ed altri Ordinamento degli organi di giurisdizione e amministrativi della giustizia tributaria (1661) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 30/01/2020) In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Nencini Riccardo Modifica all'articolo 48 della Costituzione e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, in materia di attribuzione del diritto di elettorato attivo nelle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali ai cittadini che hanno compiuto il sedicesimo anno di età (571) previ pareri delle Commissioni Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 30/01/2020); 11ª Commissione permanente Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Sen. Valente Valeria ed altri Disposizioni volte al contrasto delle molestie sessuali e delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro. Deleghe al Governo in materia di riordino dei comitati di parità e pari opportunità e per il contrasto delle molestie sul lavoro (1597) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze e tesoro), 10ª (Industria, commercio, turismo) (assegnato in data 30/01/2020). Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli In data 30/01/2020 la 12ª Commissione permanente Sanità ha presentato il testo degli articoli approvati in sede redigente dalla Commissione stessa, per il disegno di legge del Dep. Lazzarini Arianna ed altri "Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale" (1250), con assorbimento dei disegni di legge: - Sen. Rizzotti Maria ed altri "Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale" (184) - Sen. Boldrini Paola "Disposizioni in materia di riconoscimento della cefalea primaria cronica quale malattia sociale" (302) Governo, trasmissione di atti per il parere. Deferimento Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 29 gennaio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva (UE) 2018/645 che modifica la direttiva 2003/59/CE sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri e la direttiva 2006/126/CE concernente la patente di guida (n. 149). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 8ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 10 marzo 2020. Le Commissioni 5ª e 14ª potranno formulare le proprie osservazioni alla 8ª Commissione entro il 29 febbraio 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 gennaio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante attuazione dell'articolo 1 della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni (n. 150). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 6ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 10 marzo 2020. La 14ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 6ª Commissione entro il 29 febbraio 2020. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 30 gennaio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 3 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - lo schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva (UE) 2017/1371 relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (n. 151). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito alla 2ª Commissione permanente e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla 5ª Commissione permanente, che esprimeranno i rispettivi pareri entro il termine del 10 marzo 2020. La 14ª Commissione permanente potrà formulare le proprie osservazioni alla 2ª Commissione entro il 29 febbraio 2020. Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici. Deferimento Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, con lettera in data 29 gennaio 2020, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 8, comma 4, del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178 - la proposta di nomina dell'avvocato Vito Cozzoli a Presidente del Consiglio di amministrazione della società "Sport e Salute Spa" (n. 43). Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139- bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 7ª Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il termine del 19 febbraio 2020. Governo, trasmissione di atti Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 17 dicembre 2019, ha inviato - ai sensi dell'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 31 dicembre 2009, n. 213 - le comunicazioni concernenti le nomine, rispettivamente, del professor Luigi Reitani a componente del Consiglio di Amministrazione (n. 29) e del professor Luca Crescenzi a Presidente (n. 30) dell'Istituto Italiano di Studi Germanici. Tali comunicazioni sono state trasmesse, per competenza, alla 7 a Commissione permanente. Governo, trasmissione di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Deferimento Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 15 gennaio 2020, ha trasmesso le seguenti decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative a cause in cui la Repubblica italiana è parte o adottate a seguito di domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un'autorità giurisdizionale italiana, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 144- ter del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla 14 a Commissione permanente: sentenza della Corte (Seconda sezione) del 19 dicembre 2019, causa C‑385/18, Arriva Italia Srl e altri contro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Rinvio pregiudiziale - Aiuti di Stato - Nozione - Impresa pubblica ferroviaria in difficoltà - Misure di aiuto - Stanziamento di un aiuto finanziario - Obiettivo - Continuità operativa dell'impresa pubblica ferroviaria - Stanziamento finanziario e partecipazione nel capitale di tale impresa pubblica - Trasferimento al capitale di un'altra impresa pubblica - Criterio dell'investitore privato - Obbligo di previa notificazione degli aiuti nuovi ( Doc . XIX, n. 75) - alla 8 a e alla 10 a Commissione permanente ; ordinanza della Corte (Settima sezione) del 17 dicembre 2019, causa C-606/18, Rinvio pregiudiziale - Politica sociale - Lavoro a tempo determinato - Accordo quadro CES, UNICE e CEEP - Nozione di "lavoratore a tempo determinato" - Giudici di pace - Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte - Irricevibilità manifesta ( Doc . XIX, n. 76) - alla 2 a e alla 11 a Commissione permanente; sentenza della Corte (Quarta sezione) del 19 dicembre 2019, causa C-465/18, AV e BU contro Comune di Bernareggio. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato. Rinvio pregiudiziale - Libertà di stabilimento - Cessione di una farmacia nell'ambito di una procedura di gara - Normativa nazionale - Diritto di prelazione in favore dei dipendenti della farmacia ceduta ( Doc . XIX, n. 77) - alla 1 a , alla 10 a e alla 12 a Commissione permanente; sentenza della Corte (Grande sezione) del 3 dicembre 2019, causa C-414/18, Iccrea Banca SpA Istituto Centrale del Credito Cooperativo contro Banca d'Italia. Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2014/59/UE - Unione bancaria - Risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento - Contributi annuali - Calcolo - Regolamento (UE) n. 806/2014 - Regolamento di esecuzione (UE) 2015/81 - Procedura uniforme per la risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento - Procedimento amministrativo che vede il coinvolgimento di autorità nazionali e di un organismo dell'Unione - Potere decisionale esclusivo del Comitato di risoluzione unico (SRB) - Procedimento dinanzi ai giudici nazionali - Mancata tempestiva presentazione di un ricorso di annullamento dinanzi al giudice dell'Unione - Regolamento delegato (UE) 2015/63 - Esclusione di alcune passività dal calcolo dei contributi - Interconnessioni tra più banche ( Doc . XIX, n. 78) - alla 5 a , alla 6 a e alla 10 a Commissione permanente. Interrogazioni, apposizione di nuove firme La senatrice Leone ha aggiunto la propria firma alle interrogazioni 3-01336 e 4-02815 del senatore Lannutti ed altri. Risposte scritte ad interrogazioni (Pervenute dal 18 al 30 gennaio 2020) SOMMARIO DEL FASCICOLO N. 52 CROATTI: sul rilascio di concessioni ai venditori ambulanti nel comune di Bologna (4-01252) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) GASPARRI: sulla festa di Capodanno in uno stabile occupato di Roma (4-02684) (risp. SIBILIA, sottosegretario di Stato per l'interno ) GIARRUSSO ed altri: su anomalie presenti nella proposta di regolamento urbanistico della Regione Toscana (4-02117) (risp. VARIATI, sottosegretario di Stato per l'interno ) PAVANELLI ed altri: sulle nuove modalità di ricarica adottate dalle compagnie telefoniche (4-02511) (risp. PATUANELLI, ministro dello sviluppo economico ) Mozioni Atto n. 1-00211 BERNINI MALAN GALLIANI GALLONE GIAMMANCO LONARDO MALLEGNI MANGIALAVORI MOLES RIZZOTTI RONZULLI PICHETTO FRATIN AIMI ALDERISI BARACHINI BARBONI BATTISTONI BERARDI BERUTTI BIASOTTI BINETTI CALIENDO CALIGIURI CANGINI CARBONE CAUSIN CESARO CRAXI DAL MAS DAMIANI DE POLI DE SIANO FANTETTI FAZZONE FERRO FLORIS GASPARRI GHEDINI GIRO MASINI MESSINA Alfredo MINUTO MODENA PAGANO PAPATHEU PAROLI PEROSINO ROMANI ROSSI SACCONE SCHIFANI SCIASCIA SERAFINI SICLARI STABILE TESTOR TIRABOSCHI TOFFANIN VITALI - Il Senato, premesso che: ogni anno, nel mondo, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, ricorrenza durante la quale vengono ricordati 15 milioni di vittime dell'Olocausto (cifra emersa dallo studio dell'Holocaust Memorial Museum di Washington), rinchiuse e uccise nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale; sei milioni di queste vittime innocenti appartenevano al popolo ebraico: il loro genocidio viene chiamato "Shoah"; la legge italiana (legge n. 211 del 2000) definisce così le finalità del Giorno della Memoria: "Data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz (…) al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati"; come ha detto il Sommo Pontefice: "Davanti a questa immane e atroce tragedia non è ammissibile l'indifferenza ed è doverosa la memoria"; "L'anniversario dell'Olocausto, l'indicibile crudeltà che l'umanità scoprì 75 anni fa, sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Ci serve, per non diventare indifferenti"; l'Italia, che ha istituito il Giorno della Memoria nel 2000, ricorda lo sterminio del popolo ebraico, ma anche più direttamente la persecuzione degli ebrei italiani, una pagina di storia che non può essere dimenticata e che inevitabilmente richiama le responsabilità nostrane sulle disonorevoli leggi razziali; iniziative e momenti di riflessione sono quindi rivolti alle vittime, nel complesso, e ai deportati politici e militari italiani, ma anche a chi volle opporsi allo sterminio, rischiando la vita per salvare i perseguitati; l'Olocausto e la Shoah sono stati entrambi atti di genocidio (commessi dall'uomo con l'intenzione di distruggere un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso) con metodi scientifici, deciso dal regime nazionalsocialista tedesco con la Conferenza segreta di Wannsee del 20 gennaio 1942 e durato, per quanto riguarda Auschwitz-Birkenau, il principale luogo di sterminio, fino al 27 gennaio 1945, quando i carri armati dell'Esercito sovietico ne sfondarono i cancelli; da quel giorno, quel campo è diventato il luogo simbolo della discriminazione e delle sofferenze di chi è stato internato solo perché ebreo o zingaro o omosessuale o anche, semplicemente, perché si trattava di una persona con idee politiche diverse da quelle di chi era al potere; la Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise ormai quasi 80 anni fa, ma anche a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi sembra diverso da noi; la Giornata della Memoria rammenta a ciascuno che verso tali discriminazioni non si alza mai abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci si nasconde in quella che gli storici chiamano la "zona grigia", una zona della mente e del comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l'innocenza e la colpevolezza; in questa zona ad avere la meglio, alla fine, è l'indifferenza; per evitare che una tragedia come quella dell'Olocausto si ripeta, occorre ricordare e soprattutto capire; uno strumento importante per farlo è quello di ascoltare la viva voce dei testimoni e di chi è stato direttamente coinvolto negli avvenimenti; si cita come esempio il racconto che Liliana Segre (sopravvissuta al lager di Auschwitz e il 19 gennaio 2018 nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella), ha fatto ai ragazzi il 27 gennaio del 2012 al conservatorio di Milano; la senatrice è stata una dei 776 bambini italiani sotto i 14 anni deportati nel campo di concentramento di Auschwitz; oltre a lei, solo altri 24 bambini tornarono a casa vivi, alla fine della Seconda Guerra mondiale; purtroppo ai giovani spesso manca la conoscenza; il portale "Skuola.net" ha intervistato 3.000 studenti di scuole medie e superiori e ha scoperto che il 37 per cento dei ragazzi intervistati non ha idea di come sia morto Adolf Hitler (suicida nel suo bunker di Berlino), percentuale che sale al 54 per cento, se si analizzano solamente le risposte degli studenti delle scuole medie; il 33 per cento, poi, non sa dove si trovi Auschwitz (alle medie si arriva al 50 per cento): tra le alternative, il 19 per cento lo colloca in Germania, l'8 per cento in Austria; e ancora, oltre il 20 per cento non conosce il motivo per il quale si celebri la Giornata della Memoria il 27 gennaio; solo il 67 per cento sa che la scritta "Il lavoro rende liberi" ( Arbeit macht frei ) era affissa all'entrata di Auschwitz e altri lager nazisti; per un ragazzo su due la colpa di ciò sarebbe da attribuire in primis alla scuola; secondo gli studenti, infatti, negli istituti l'argomento si tratta poco o male; non c'è quindi da stupirsi se il 47 per cento degli alunni non ha i propri docenti come fonte primaria di nozioni sull'Olocausto; per oltre la metà di loro (51 per cento) l'orrore della "Shoah" potrebbe ripetersi nella società attuale e per un altro 42 per cento ciò è difficile, ma non impossibile; solo per il 7 per cento è da escludere in modo assoluto che genocidi del genere possano accadere nuovamente; una paura del presente, data anche dal clima di intolleranza percepito: secondo 3 ragazzi su 5 è più forte che in passato, giudicando vergognoso questo fatto; mentre l'8 per cento, pur ammettendo l'acuirsi dell'odio sociale, lo giustifica; un dato che deve far riflettere, soprattutto se ad esso si unisce un 19 per cento che riconosce il fenomeno, ma lo considera solo un sintomo di stanchezza delle persone, stanche di subire soprusi da parte di altri soggetti; alla fine, solo il 13 per cento vede l'Italia come una nazione tollerante; bisogna dunque concludere che la scuola fa troppo poco o che comunque non basta ciò che fa; quando i testimoni dei fatti accaduti sotto il Fascismo e il Nazismo non ci saranno più resteranno questi giovani a ricordare; a loro va trasmessa una conoscenza seria, adeguata, competente su quanto è avvenuto; c'è bisogno di continuare a ricordare, affinché mai più possa verificarsi una tale catastrofe; "Shoah" in ebraico significa appunto catastrofe, disastro, distruzione; e occorre continuare a vigilare sulla capacità degli italiani e degli europei di mettersi alla prova con una memoria costruttiva, impegna il Governo: 1) ad intraprendere azioni efficaci, affinché la "Giornata della Memoria" non sia dimenticata, ma prosegua con vigore negli anni, trovando anche nuovi modi di comunicare, nella consapevolezza che le testimonianze dei sopravvissuti, i racconti, i documenti e la storia debbono essere le fonti utili non solo per il presente, ma anche per le generazioni future, affinché un tale orrore storico non abbia a ripetersi; 2) a prevedere l'assegnazione di risorse annuali ai Comuni, che promuovono iniziative e progetti per la celebrazione della Giornata della Memoria. Interrogazioni Atto n. 3-01337 STABILE Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: il 29 marzo 2001, l'università degli studi dell'Insubria e l'allora "ospedale di Circolo e fondazione Macchi" di Varese (oggi incorporata per fusione all'interno dell'Azienda socio-sanitaria territoriale "Sette Laghi") sottoscrivevano il protocollo preliminare d'intesa, ai sensi delle linee guida regionali nel campo della formazione prelaurea, postlaurea e di diploma per il personale dell'area sanitaria medica; in particolare, l'articolo 4 stabiliva che "l'Università e l'Azienda individuano concordemente, nell'allegato 1, in via regolatoria, le Unità Operative attualmente a Direzione Universitaria. I Dipartimenti sono disciplinati con regolamento adottato dall'Azienda in conformità alle linee guida regionali. I Direttori dei Dipartimenti, in cui sono presenti Unità operative a direzione universitaria, sono nominati dal Direttore Generale dell'Azienda, sentito il Rettore, in coerenza con la normativa vigente"; tra le unità operative a direzione universitaria previste nel citato allegato 1 non era ricompreso il pronto soccorso dell'ospedale di Varese; a seguito delle dimissioni del 14 maggio 2019 del direttore della struttura complessa pronto soccorso e direttore del dipartimento emergenza e urgenza, l'azienda Sette Laghi affidava la responsabilità provvisoria della struttura un dirigente medico, nelle more dell'adozione dei provvedimenti necessari per il conferimento definitivo; il 14 giugno veniva comunicato ai competenti uffici regionali "il progetto di rafforzamento e sviluppo dei rapporti di reciproca collaborazione tra l'Università degli Studi dell'Insubria e l'ASST dei Sette Laghi", in un'ottica di promozione delle attività assistenziali, formative e di ricerca, mediante la "clinicizzazione" dal 1° luglio del pronto soccorso di Varese. Nella medesima nota si rimetteva a successivi provvedimenti l'affidamento in concreto del vertice a personale universitario; con decreto dell'università degli studi dell'Insubria, il 17 luglio veniva individuato il professor Ageno per l'attribuzione dell'incarico di direttore della struttura complessa a direzione universitaria e il 19 luglio è stata attribuita la responsabilità funzionale e gerarchica del pronto soccorso allo stesso professore. Tale conferimento d'incarico deve intendersi provvisorio nelle more dell'acquisizione dell'autorizzazione di Regione Lombardia finalizzata alla copertura del posto apicale con personale universitario; a parere dell'interrogante e secondo anche quanto dichiarato da ANAAO-ASSOMED Lombardia, il più rappresentativo sindacato della dirigenza medica e sanitaria, i provvedimenti sarebbero direttamente lesivi perché sottrarrebbero a tutto il personale medico ospedaliero la possibilità di ottenere l'incarico di vertice della struttura complessa "pronto soccorso Varese"; questa prassi sarebbe in buona sostanza l'assegnazione ope legis di una struttura complessa a un professore universitario senza alcuna selezione e, spesso, senza alcuna compenetrazione tra esperienza del singolo, la cui professionalità e valenza scientifica non sono peraltro in discussione, e attività della struttura. In altre parole, può succedere che ad essere nominato direttore possa essere una persona che in quella tipologia di reparto non ha mai svolto alcun turno. tenuto conto degli articoli 1, comma 2, lettera d) , e 2, commi 1 e 4, del decreto legislativo n. 517 del 1999 e dell'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 maggio 2001, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, siano a conoscenza di quanto esposto; se non ritengano illegittimo l'utilizzo dello strumento ormai noto con il concetto di "clinicizzazione", ossia la trasformazione di strutture sanitarie ospedaliere in strutture a direzione universitaria senza che a tal fine Regione, azienda sanitaria e università siano chiamate a giustificare e comprovare la sussistenza dei requisiti di "indispensabilità" e di "essenzialità" ai fini dell'attività didattica che la fonte normativa gerarchicamente superiore imporrebbe; se non ritengano di dover verificare l'eventuale disparità di trattamento tra i medici ospedalieri e quelli universitari. Atto n. 3-01339 RIPAMONTI MARTI PIANASSO PISANI Pietro Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che a quanto risulta agli interroganti la multinazionale americana Whirlpool nell'area Emea (Europa, Medio oriente e Africa) fattura 5 miliardi di euro e dà lavoro a 24.000 persone impiegate in 15 stabilimenti in 8 Paesi diversi. Whirlpool produce in Italia oltre 6 milioni di elettrodomestici, con 6.000 persone impiegate in 6 stabilimenti, ove si svolge anche attività di tecnologia e innovazione a marchio Whirlpool, KitchenAid, Hotpoint, Bauknecht e Indesit; considerato che: da tempo la multinazionale ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento più produttivo presente in Italia, che si trova a Napoli, specializzato nella produzione di componenti per lavatrici di alta gamma con 420 dipendenti, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto; lo stabilimento di Napoli rappresenta un'eccellenza, punto di riferimento per il Sud e premiato nel 2012 come il migliore tra i 66 del gruppo distribuiti nel mondo per coinvolgimento delle risorse umane e per la capacità manageriale di trasferire ai dipendenti la strategia dell'azienda; da fonti di stampa si apprende che, nel corso del Tavolo svoltosi al Ministero dello sviluppo economico il 29 gennaio 2020, Whirlpool ha confermato di voler abbandonare lo stabilimento produttivo di Napoli, così da indurre Invitalia alla ricerca di un nuovo soggetto che possa subentrare alla multinazionale americana; dalle medesime fonti di stampa si apprende che la chiusura del sito di Napoli dovrebbe avvenire il 31 ottobre 2020 e, a tal proposito, i sindacati hanno già annunciato imminenti scioperi, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo possa fornire maggiori informazioni circa gli esiti del Tavolo di crisi della multinazionale Whirlpool, alla luce di quanto accaduto nel corso dell'ultima riunione del medesimo tavolo svoltasi il 29 gennaio 2020. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-01338 BINETTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: sabato 1° febbraio 2020, nell'Aula di palazzo Madama, avrà luogo un evento culturale dedicato alla storia del costume e della società italiana raccontati attraverso le canzoni che hanno fatto grande il festival di Sanremo: un evento aperto, gratuito e di grande impatto culturale, che ha suscitato tale e tanto interesse da far registrare in pochi giorni il tutto esaurito; quest'anno, inoltre, si celebrano i 70 del festival : tanti ne sono passati da quando Nunzio Filogamo presentò il primo "Festival della canzone di Sanremo"; sul palco c'erano allora 4 persone: lui e i tre cantanti concorrenti, da allora le canzoni cantate a Sanremo hanno raggiunto gli angoli più remoti del mondo. Ovviamente in 70 anni il festival ha cercato di adeguarsi ai tempi, ai gusti musicali, adottando formule in cui il far spettacolo serve ad attrarre consensi e finanziamenti, cercando, in linea di massima, di mantenere il suo stile di show a carattere familiare, capace di riunire davanti alla televisione generazioni diverse e distanti tra loro; quest'anno, tuttavia, proprio in occasione dei 70 anni di Sanremo, per cui la RAI sta investendo moltissimo in pubblicità, tra i cantanti appare Junior Cally, noto come il " rapper con la maschera", che debutta sul palco dell'Ariston con il brano "No grazie"; un testo contro il razzismo e il populismo, polemico nei confronti di due politici in carica. Ma non è per la potenziale strumentalizzazione politica dei 2 leader che Junior Cally è salito agli onori della cronaca pre festival ; il testo della canzone, già pubblicato, è stato definito dall'artista un brano "ultrarap antipopulista sull'Italia di oggi"; il rapper è finito al centro delle polemiche per via di una sua canzone del 2017, "Strega", dal testo considerato "violento e sessista": un testo che per volgarità e violenza appare in netto contrasto con l'impegno con cui in Parlamento, e non solo, si discute di contrasto alla violenza sulle donne, di femminicidio, eccetera. Ovviamente un lancio da Sanremo della canzone "No grazie" diventerebbe un'occasione imperdibile per la casa discografica per rieditare anche le vecchie canzoni di Junior Cally. Ma anche altre canzoni degli esordi, secondo un parere diffuso tra i giovani, inciterebbero alla violenza sulle donne, come "Regola 1" e "Cally Whale". La risposta del cantante non si è fatta attendere: "O a Sanremo si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un'ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà"; il cortocircuito tra arte e libertà, vero, e quello tra arte e volgarità, falso, ha ampiamente occupato molta stampa e moltissimo web ; tra scuse e accuse, l'attenzione mediatica sul giovane rapper e la sua discografia ha già destato la curiosità del pubblico, soprattutto dei più giovani, interessati a sapere chi è Junior Cally, da dove viene, quali sono le sue canzoni, qual è la sua esperienza nella musica, perché porta la maschera. Il cantante ha spiegato, in un'intervista, il perché della sua maschera: voleva essere giudicato solo per la sua musica e ha scelto la maschera antigas perché dà un'immagine più forte e cattiva, aggressiva e violenta, ribadendo come la violenza e l'aggressività appartengano, anche in chiave rievocativa, ai periodi più bui della nostra civiltà; nel 2018 Junior Cally ha pubblicato il suo primo album ufficiale, dal titolo "Ci entro dentro", che lo ha fatto conoscere al pubblico come "il cantante con le maschere"; si è piazzato al 4° posto nella classifica FIMI degli album più venduti della settimana; nel 2019 è andato in tour nei club di tutta Italia e vanta su "YouTube" milioni di visualizzazioni. Ospite del "Capodanno in musica" 2019 a Bari, in onda su "Canale 5", Junior Cally al termine dell'esibizione ha avuto un'uscita poco elegante, tanto che Federica Panicucci si è scusata col pubblico a casa e in piazza; con Sanremo che da oltre un mese ammicca tutte le sere in televisione, con un'estenuante campagna pubblicitaria, con l'eco che sta suscitando anche in contesti culturalmente più sofisticati come il Senato, non ci si può stupire che in questi giorni sui social network si sia scatenata una battaglia tra sostenitori della sua presenza a Sanremo e una compagine altrettanto numerosa di chi ritiene che Junior Cally sia l'antitesi della cultura popolare che caratterizza Sanremo. Ma Sanremo a modo suo fa scuola, e testo e video della sua canzone, "Strega", sono un'istigazione alla violenza contro le donne. Farlo cantare a Sanremo, ribadiscono molti, significa renderlo un modello trasgressivo ma accettabile agli occhi dei più giovani, bambini compresi. Con la maschera che indossa, Junior Cally appare un supereroe buffo, perché molti non sanno a che cosa serva una maschera antigas e quando è stata utilizzata in circostanze drammatiche. Un supereroe da imitare in tutto quello che dice e che fa; difficile poi sorprendersi se dei tredicenni stuprano una ragazzina, filmano la bravata e la condividono sui social network ; Sanremo può fare molti milioni di spettatori in Italia e all'estero, tutti esposti all'esuberanza di cattivo gusto di questo cantante, si chiede di sapere in che modo il Ministro in indirizzo intenda tutelare il patrimonio artistico italiano, anche attraverso i grandi spettacoli, del quale la musica è parte, evitando che libertà sconfini in volgarità e in violenza, soprattutto in un momento come l'attuale nella vita del Paese, quando il rispetto per la donna sta faticosamente conquistando nuovi spazi e sta maturando in tutti la consapevolezza che la violenza contro le donne va estirpata prima di tutto dalla quotidianità, senza offrirle alibi di nessun tipo, evitando di metterla in vetrina. Atto n. 3-01340 GALLONE Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: nel 2019, la raccolta differenziata nel comune di Bergamo ha raggiunto la soglia del 71,3 per cento, un risultato in percentuale identico a quello del 2018. Cala invece la raccolta di rifiuti indifferenziati, con una riduzione del 1,84 per cento, passando dai 18.205.620 chili del 2018 ai 17.869.920 nel 2019; secondo l'ultimo rapporto realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da Fise Unicircular (l'Unione imprese economia circolare), l'Italia si conferma avanguardia dell'industria europea del riciclo, attestandosi per il recupero degli imballaggi al terzo posto (con un tasso di riciclo al 67 per cento), dopo Germania (71 per cento) e Spagna (70 per cento). Diverse filiere degli imballaggi (carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio) hanno già superato, o sono a un passo dal farlo, i nuovi obiettivi previsti a livello europeo per il 2025, altre (RAEE, veicoli fuori uso) crescono più lentamente; si tratta di un settore strategico per il nostro Paese, povero di materie prime e che ogni anno dal riciclo riceve 12 milioni di tonnellate di materie prime per l'industria nazionale; i dati riportati nel rapporto evidenziano che negli ultimi 10 anni, in Italia, i rifiuti totali prodotti sono passati da 155 a 164 milioni di tonnellate (con un aumento del 6 per cento) e il riciclo è cresciuto da 76 a 108 milioni di tonnellate (con un aumento del 42 per cento); tuttavia, i dati mostrano altresì che all'aumento della produzione dei rifiuti e della raccolta differenziata consegue l'aumento degli scarti di trattamento, che sono sempre più difficili da collocare per l'insufficienza di impianti per lo smaltimento finale rispetto al fabbisogno nazionale e, in larga parte, regionale; attualmente, secondo un recente studio realizzato dal centro studi di REF, la gestione dei rifiuti nelle 14 regioni in deficit di impianti totalizza un passivo di circa 4,9 milioni di tonnellate che vengono esportate all'estero o in altre regioni per essere smaltite; al contempo, le quattro direttive del "pacchetto economia circolare", pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 14 giugno 2018, che modificano 6 precedenti direttive su rifiuti (2008/98/CE), imballaggi (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti elettrici ed elettronici (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e pile (2006/66/CE), impongono il riciclo entro il 2025 per almeno il 55 per cento dei rifiuti urbani (60 per cento entro il 2030 e 65 per cento entro il 2035), vincolando, parallelamente, lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10 per cento entro il 2035); il 65 per cento degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70 per cento entro il 2030; per conseguire tali obiettivi e realizzare la transizione verso un modello di economia circolare, occorrerà prestare quindi ancora maggiore attenzione alla promozione, come previsto dalle nuove direttive, di un impiego più consistente dei materiali generati dal riciclo nella realizzazione dei prodotti; va affrontato il tema dell'eco-progettazione e deve essere certa la cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento ( end of waste ), assicurando maggiore sbocco ai materiali recuperati attraverso un "pacchetto di misure" finalizzate a promuovere lo sviluppo dei mercati del riutilizzo e dei prodotti realizzati con materiali riciclati. Inoltre, occorre prevedere: maggiori costi per lo smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati, pur salvaguardando la possibilità di smaltire gli scarti delle attività di riciclo; l'estensione dell'uso di materiali riciclati negli appalti pubblici; agevolazioni fiscali per l'uso di materiali e prodotti riciclati; un reale sostegno alla ricerca e all'innovazione tecnologica per il riciclo; l'eliminazione graduale delle sovvenzioni in contrasto con la gerarchia dei rifiuti; la situazione è in particolare aggravata dalla mancanza di sbocchi, per alcune tipologie di materiali provenienti dalla raccolta differenziata, causata dal "blocco" dell' export in Cina, Indonesia e altri Paesi dell'estremo oriente, e dalla riduzione della capacità di assorbimento delle industrie utilizzatrici dei materiali di recupero (cartiere, vetrerie, produttori di pannelli in legno, industrie di trasformazione della plastica, eccetera); le associazioni e le imprese di categoria, quindi, hanno lanciato il proprio allarme denunciando lo stato di emergenza in quanto potrebbero trovarsi costrette a rifiutare nuovi conferimenti di rifiuti da avviare a riciclo per raggiunta capacità degli stoccaggi; chiedono l'attivazione di un tavolo di lavoro per superare questa emergenza, che metta a confronto le istituzioni e gli operatori su misure concrete da avviare urgentemente, e a tal fine hanno avanzato 5 proposte operative per uscire dall'emergenza: 1) promuovere l'adeguamento e il miglioramento tecnico degli impianti con incentivi agli investimenti per aumentare la qualità dei processi e dei materiali e prodotti ottenuti dal riciclo; 2) avviare a soluzione il problema della carenza degli sbocchi di mercato attraverso: l'agevolazione e lo snellimento delle procedure per l'esportazione dei materiali selezionati; il coinvolgimento, in base al principio della responsabilità del produttore, del CONAI e dei relativi consorzi per individuare e promuovere sbocchi aggiuntivi; la promozione dell'applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) e nuove misure di sostegno all'acquisto o all'utilizzo delle materie e prodotti provenienti dal riciclo (ad esempio IVA ridotta), in modo da evitare o colmare il divario concorrenziale tra questi ultimi e le materie naturali o vergini; 3) facilitare lo smaltimento degli scarti di lavorazione delle aziende del riciclo privilegiandoli, nell'applicazione delle tariffe, rispetto al conferimento delle frazioni indifferenziate; al contempo, rispondere al crescente fabbisogno di impianti di smaltimento attraverso la creazione di nuovi impianti o l'ampliamento di quelli esistenti con procedure più snelle e tempi certi; 4) in via straordinaria ed urgente per questo periodo di transizione, fare fronte alle limitazioni autorizzative degli stoccaggi presso gli impianti per evitare il blocco dei conferimenti e, di conseguenza, della raccolta differenziata; 5) prevedere una congrua rappresentanza degli operatori del settore negli organi di governo del sistema nel suo complesso e delle singole filiere (come peraltro previsto dalle norme di settore), si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo stia mettendo in campo per risolvere le problematiche del settore e se intenda accogliere la richiesta delle associazioni di categoria di istituire un tavolo tecnico al fine di attuare le iniziative proposte. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-02817 CASTIELLO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che la società Stretto di Messina, costituita per l'allestimento del ponte sullo stretto, partecipata per l'82 per cento dall'ANAS e per il 13 per cento da Rete ferroviaria italiana (RFI) (entrambe controllate dalle ferrovie dello Stato e, quindi, dal Ministero dell'economia e delle finanze), è stata posta in liquidazione il 13 aprile 2013; al commissario liquidatore è stato conferito il mandato, in termini perentori, di "concludere le operazioni di liquidazione entro e non oltre un anno"; sennonché la società è in stato di liquidazione da ben 7 anni e il commissario liquidatore continua a percepire un compenso di 120.000 euro all'anno (parte fissa), oltre al compenso di 40.000 euro annui (parte variabile): la sezione di controllo delle amministrazioni centrali della Corte dei conti ha chiesto, ripetutamente, di chiudere la liquidazione della società, senza che i solleciti abbiano avuto alcun riscontro, tanto che la documentazione, secondo notizie di stampa, è stata trasmessa alla procura contabile ai fini del recupero del danno erariale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei rilievi dell'organo di controllo e del mancato riscontro degli stessi, e quali misure intenda assumere affinché venga finalmente a conclusione la liquidazione della società Stretto di Messina evitando, nel rispetto della funzione di controllo della magistratura contabile, il perdurare di ingiustificati oneri e il verificarsi di ulteriori sprechi. Atto n. 4-02818 CASTIELLO Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per gli affari europei e per la pubblica amministrazione Premesso che la Corte di giustizia dell'Unione europea, con sentenza del 28 gennaio 2020 nella causa C-122/18, ha accertato che lo Stato italiano ha violato la direttiva 2011/7/UE sui tempi di pagamento delle imprese da parte della pubblica amministrazione affermando che l'Italia avrebbe dovuto assicurare il rispetto "effettivo" da parte delle pubbliche amministrazioni medesime, nelle loro transazioni commerciali con imprese private, di termini di pagamento non superiori a 60 giorni; i ritardi dei pagamenti aggravano i problemi di liquidità delle imprese rendendo più complessa e difficile la loro gestione finanziaria. I ritardi, costringendo le imprese a ricorrere al credito sobbarcandosi l'onere aggiuntivo degli interessi, compromettono anche la competitività e la redditività, in particolare nei settori "sensibili", quali quello della sanità e dell'edilizia, quest'ultimo in situazione tuttora stagnante dopo la lunga crisi 2008-2015. Non a caso l'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) ha denunciato ritardi medi nei pagamenti della pubblica amministrazione nel settore delle costruzioni superiori a 4 mesi e mezzo, per un totale di 6 miliardi di euro di arretrati a danno delle imprese che operano nel settore. Ritardi ancor più gravi, a volte della durata di anni, si registrano nelle transazioni commerciali tra aziende sanitarie locali e imprese operanti nel settore sanitario; la sentenza ha previsto l'alternativa per lo Stato italiano di mettersi subito in regola, altrimenti incorrendo in una maximulta, si chiede di sapere quali misure i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di dare piena e tempestiva ottemperanza alla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, al fine di scongiurare, oltre al danno erariale derivante dalla pesante multa irrogabile da parte delle autorità comunitarie, l'aggravarsi della già critica situazione nella quale versano, in particolare, le imprese che operano nel settore della sanità e nel settore delle costruzioni. Atto n. 4-02819 DE POLI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nella sentenza Commissione/Italia (Direttiva lotta contro i ritardi di pagamento) pronunciata il 28 gennaio 2020, la Corte di giustizia dell'Unione europea, riunita in grande sezione, ha constatato una violazione da parte dell'Italia della direttiva 2011/7/UE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in quanto non ha assicurato che le sue pubbliche amministrazioni, quando sono debitrici nel contesto di simili transazioni, rispettino effettivamente termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario, stabiliti dalla direttiva; a più di tre anni dall'avvio della procedura di infrazione inflitta per violazione della citata direttiva tuttavia, alla pubblica amministrazione italiana servono ancora in media 100 giorni per saldare le fatture; nonostante sia partito dal luglio 2017 l'obbligo da parte di tutti gli enti pubblici di trasmettere le informazioni relative ai singoli pagamenti attraverso il sistema "Siope" (Sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche gestito dal Ministero dell'economia e delle finanze) al fine di consentire a regime la quantificazione dell'ammontare delle passività commerciali e il monitoraggio continuo dei tempi di pagamento delle amministrazioni debitrici, sono ancora moltissimi gli enti che non rispettano questa disposizione e non consentono al Ministero dell'economia e delle finanze di misurare con precisione l'ammontare complessivo del debito e i relativi tempi medi di pagamento; la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), inoltre, ha introdotto l'obbligo, a carico delle amministrazioni pubbliche, di comunicare annualmente in aprile l'ammontare dei propri debiti commerciali scaduti e non ancora pagati alla fine dell'anno precedente. Qualora il debito non si sia ridotto di almeno il 10 per cento o nel caso di ritardi nei pagamenti, a partire dal 2020 dovrà essere stanziato un accantonamento al fondo di garanzia debiti commerciali; secondo la stima riportata nella "Relazione annuale 2018", presentata dal governatore della Banca d'Italia, l'ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra pubblica amministrazione, in calo rispetto al 2017 di 4 miliardi, sarebbe pari a 53 miliardi di euro; considerato che nonostante i progressi registrati nei tempi di pagamento, la questione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni pone tuttora seri problemi di liquidità a molte imprese, specialmente medio e piccole, che spesso fronteggiano anche difficoltà nell'accesso al credito bancario, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'opportunità di prevedere, anche gradualmente e mediante modalità compatibili con il rispetto delle esigenze finanziarie complessive, nonché della normativa comunitaria e civilistica, la compensazione diretta e universale fra i crediti certificati, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili vantati dagli operatori economici verso le pubbliche amministrazioni e i debiti fiscali e contributivi dei medesimi soggetti. Atto n. 4-02820 LANNUTTI Ai Ministri della giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: l'associazione antimafia A. Caponnetto svolge una meritoria opera di volontariato che, tra le sue attività, raccoglie anche segnalazioni con richieste di intervento contro l'inquinamento finalizzato alla difesa dell'ambiente; risultano segnalazioni di cittadini provenienti dal Comune di Pettoranello del Molise, in provincia di Isernia, dove sarebbe presente uno scarico illegale di liquami fognari in località Cacchieto Mulino, reato permanente dovuto all'assenza, a valle del paese, di un sito di depurazione, ad oggi ancora in costruzione, in violazione delle direttive dell'Unione europea che dal 2005 impone a tutta l'area Ue la presenza di idonei impianti di depurazione in tutti i paesi del territorio nazionale, tanto che, il Governo italiano, inadempiente, è stato deferito più volte alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ricevendo sanzioni; dopo le segnalazioni alla Procura di Isernia da parte dell'associazione Caponnetto, che indicava contestualmente anche la presenza di una discarica con rifiuti speciali e pericolosi come l'amianto, veniva avviato il procedimento penale n. 1055/2017 ed iscritto al mod. 44 (registro delle notizie di reato a carico di persone ignote), e non al mod. 21 (registro delle notizie di reato a carico di persone note); l'associazione faceva rilevare che, in realtà, non risultava difficile l'identificazione delle responsabilità, sia riguardo allo sversamento di liquami non depurati, che la legge inquadra come reato permanente fino a quanto non cessa tale illegale, sia riguardo alla discarica di rifiuti speciali e pericolosi derivanti da materiale edile tutt'oggi non rimossi ed esistenti sul foglio n.8 part.lla n. 61 del catasto terreni del citato Comune; dopo 2 anni, il pubblico ministero, benché di fronte a un reato in essere dal carattere permanente dovuto alla mancanza di un impianto di depurazione, richiedeva l'archiviazione con notifica all'associazione Caponnetto denunziante e p.o., che promuoveva opposizione all'archiviazione depositando atto in Procura; a distanza di mesi, i volontari dell'associazione chiedevano delucidazioni presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Isernia, il quale rispondeva che il fascicolo penale identificato con il n. 1055/2017 non era mai pervenuto a quell'ufficio. Quindi la Procura faceva sapere che il pubblico ministero aveva ritirato la richiesta di archiviazione, ma senza esercitare l'azione penale. Una decisione a giudizio dell'interrogante irragionevole, se si considera che si è in presenza del reato di sversamento di reflui fognari non depurati dal carattere permanente, e di una discarica abusiva non bonificata; da una nota rilasciata a firma del nuovo pubblico ministero, titolare del fascicolo, ai responsabili dell'associazione Caponnetto dal procuratore generale presso la Corte di Appello di Campobasso n. 66/2019 a seguito di istanza di avocazione, il procedimento penale n. 1055/17 risulta alla data odierna ancora fermo, e si evidenziano una serie di invettive volte a demonizzare l'azione meritoria di volontariato svolta dal 2013 dall'associazione Caponnetto nella Regione Molise, che tendono ad estrometterla dal riconoscimento di parte offesa nel procedimento penale suddetto; in passato, l'associazione Caponnetto è stata invece ammessa nel processo denominato "sistema Iorio" (p.p. r.g.n.r. 1414/12 Trib. n. 453/16 R.G.) dal Tribunale di Campobasso, riconoscendone di fatto la preziosa operatività sul territorio Molisano (anno 2016), come già rilevato nell'interrogazione 4-00353; tali invettive contro l'associazione antimafia vengono lanciate, forse non casualmente, dopo che la stessa associazione ha pubblicizzato sui social della Regione Molise l'interrogazione 4-00353, e l'ha inviata alla Procura di Bari, competente per materia, come invito a prestare attenzione all'operato dei magistrati della Procura di Isernia circa eventuali incompatibilità e gravi anomalie procedurali riguardanti importanti procedimenti. L'interrogazione non ha ricevuto ancora una risposta da parte del Ministro della giustizia; considerato, infine, che: su segnalazione dell'associazione Caponnetto, il fiume Carpino è diventato una fognatura a cielo aperto a causa degli sversamenti illeciti provocati dall'abitato di Carpinone e dal nucleo industriale presente, che ancora oggi è privo di un impianto di depurazione, in quanto il depuratore esistente nella piana, costato ben 7,5 miliardi di lire, oltre ad essere stato oggetto di un traffico illegale di rifiuti negli anni 2003-2004, non è più funzionante da anni, fatti di cui la Procura di Isernia è a conoscenza viste le numerose denunce presentate negli anni; nel territorio della piana di Venafro vi è una prolungata esposizione della popolazione alle polveri sottili e ultrasottili, dovuti a continui sforamenti di pm 10 e 2,5, in quanto si annovera la presenza di ben tre impianti impattanti esistenti nel giro di qualche chilometro. Da anni non si effettuano controlli sulla qualità dell'aria e sulla popolazione da parte delle autorità regionali. Pertanto sono aumentati a dismisura le malattie tumorali nella zona, si chiede di sapere: se il Ministro della giustizia, nell'ambito dei suoi poteri, non intenda disporre un'ispezione presso la Procura di Isernia per i fatti descritti e per le anomalie tecniche già oggetto dell'interrogazione 4-00353, oltre che per il tentativo di mettere in discussione l'operato di un'associazione antimafia; se il Ministro dell'ambiente non reputi impellente avviare verifiche tramite l'invio di personale del Nucleo Operativo Ecologico alle dipendenze del Ministero, sul territorio del Comune di Pettoranello del Molise, al fine di rilevare la presenza in località Cacchieto Mulino di scarico di liquami fognari illegale, l'assenza di macchinari di depurazione, oltreché la presenza di una vistosa e non bonificata discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi, esistente al foglio n.8 part.lla n.61 del catasto terreni del citato Comune; se il Ministro non ritenga di estendere i controlli al fiume Carpino; se il Ministro non ritenga di dover estendere i controlli anche alla Piana di Venafro. Atto n. 4-02821 MININNO CASTIELLO DI MICCO DONNO MORRA ORTIS ROMANO Al Ministro della difesa Premesso che: fino al 6 luglio 2017 l'articolo 1277 del Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, prevedeva che l'avanzamento al grado di primo maresciallo avvenisse a scelta e a scelta per esami; l'art. 4, comma 1, lettera m) del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, ha abrogato, a decorrere dal 7 luglio 2017, la forma di avanzamento a scelta per esami; in data 30 gennaio 2020 sono stati pubblicati sul Giornale ufficiale della Difesa il decreto dirigenziale 17 gennaio 2020 - Bando del 21° concorso interno, per titoli di servizio ed esami, per l'avanzamento al grado di primo maresciallo dell'Esercito e il decreto dirigenziale 17 gennaio 2020 - Bando del 21° concorso interno, per titoli di servizio ed esami, per l'avanzamento al grado di primo maresciallo dell'Aeronautica militare; detti concorsi sono riservati ai marescialli capo dell'Esercito e ai marescialli 1ª classe dell'Aeronautica militare, che abbiano almeno quattro anni di permanenza nel grado alla data del 1° gennaio 2016; i vincitori dei citati concorsi saranno promossi primi marescialli con decorrenza 1° gennaio 2016; tali concorsi sono stati banditi in ritardo rispetto alle corrispondenti aliquote di avanzamento a scelta al grado di 1° maresciallo; conseguentemente risultano ingiustamente esclusi dai concorsi i militari che, pur ricoprendo il grado di maresciallo capo/maresciallo di 1ª classe alla data del 1° gennaio 2016 e avendo, a tale data, una anzianità di almeno quattro anni nel grado, sono stati promossi al grado di primo maresciallo in data successiva; tale sperequazione non inciderà esclusivamente sulla decorrenza del grado di primo maresciallo, ma, alla luce delle disposizioni transitorie per i ruoli dei marescialli contenute nel recente provvedimento in materia di riordino dei ruoli e delle carriere, avrà effetti non trascurabili sull'avanzamento al successivo grado di luogotenente, dal momento che per i primi marescialli con decorrenza 2016 è previsto l'avanzamento al grado successivo ad anzianità con una permanenza minima di quattro anni, mentre per quelli con decorrenza dal 1° luglio 2017 è previsto l'avanzamento a scelta con una permanenza minima nel grado di sei anni; tale penalizzazione, oltre a ripercuotersi inevitabilmente sul morale del personale coinvolto, traducendosi in un comprensibile calo motivazionale, genererà a parere degli interroganti un notevole contenzioso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce di quanto rappresentato, intenda procedere, in autotutela, all'annullamento dei citati concorsi e bandirli nuovamente prevedendo la possibilità di partecipazione a tutti i militari, che alla data del 1° gennaio 2016 possedevano i requisiti, compresi i marescialli capo/ marescialli 1ª classe promossi primi marescialli in data successiva. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-01339 del senatore Ripamonti ed altri, sulla chiusura dello stabilimento Whirpool di Napoli; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-01337 del senatore Stabile, sull'attribuzione dell'incarico di direttore di pronto soccorso nell'ospedale di Varese ed un professore universitario.