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Art. 22 Irradiazioni parassite: definizioni metodo di misura e limiti 1. Nel rispetto di quanto previsto dalla direttiva 89/336/CEE, adottata in Italia con il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 476, ed al fine dell'efficace gestione dello spettro, devono essere rispettate le disposizioni riportate nel presente articolo. 2. Le irradiazioni parassite sono tutte le irradiazioni del ricevitore, emesse a qualunque frequenza dall'apparecchio o antenna. 3. Il ricevitore in prova deve essere posto nel campo di misura come specificato nelle pagine precedenti. Il ricevitore deve essere alimentato dalla normale sorgente di alimentazione. Le irradiazioni di ogni componente spuria devono essere misurate mediante l'antenna di prova ed il ricevitore di misura. In corrispondenza ad ogni frequenza sulla quale sono rilevate delle irradiazioni il ricevitore in prova deve essere orientato in modo tale che il campo misurato sia massimo e la potenza apparente irradiata su ognuna delle componenti deve essere determinata con il metodo di sostituzione. La misura deve essere ripetuta con l'antenna di misura polarizzata sul piano perpendicolare a quello scelto in precedenza. 4. La potenza di ogni irradiazione parassita nel campo di frequenza fino a 1 GHz non deve essere superiore a 2 nW sia in condizioni ambientali di prova normali, sia in condizioni estreme. 5. Nel campo di frequenze (minore) 1 GHz tale irradiazione parassita non deve essere superiore a 20 nW. Nota all'art. 22: - Il D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 476, ha dato attuazione alla direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989 in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992.