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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª) 158 VALLARDI La seduta inizia alle ore 16. IN SEDE REDIGENTE Disciplina delle professioni del settore cinofilo DDL 1902 Disciplina delle professioni del settore cinofilo (Discussione e rinvio) La relatrice CALIGIURI ( FIBP-UDC ) riferisce sul disegno di legge in titolo diretto a regolamentare le figure professionali che ruotano intorno al settore cinofilo. Il disegno di legge introduce in particolare le figure professionali dell'addestratore, dell'educatore e dell'istruttore cinofilo e di tecnico del comportamento cinofilo, titolo che potrà essere conseguito da chi avrà svolto corsi di formazione specifici dai quali saranno tuttavia esclusi coloro che già praticano questo mestiere da almeno un triennio. Più in dettaglio il testo, composto da otto articoli, all'articolo 1 definisce l'ambito di applicazione del provvedimento consistente nella regolamentazione delle figure professionali del settore cinofilo, nel rispetto della normativa europea e della norma CEN CWA 16979/2016 che stabilisce i requisiti minimi delle competenze e conoscenze generali e specifiche per i professionisti della formazione cinofila. L'articolo 2 reca le definizioni di dog training professional (DTP), dog training professional behaviour (DTP-B), operatore di canile, centro cinofilo e sport cinofili. Viene in particolare definito come dog training professional il professionista avente le competenze necessarie per operare nel settore dell'educazione, della formazione e dell'addestramento del cane, figura in cui rientrano gli educatori, gli istruttori e gli addestratori cinofili. Ai sensi dell'articolo 3 chiunque intenda intraprendere la carriera di addestratore, educatore e istruttore cinofilo e di tecnico del comportamento cinofilo deve frequentare un apposito corso di formazione per il conseguimento della qualifica di DTP e DTP-B, certificata ai sensi della citata norma CEN CWA 16979/2016. Tali corsi di formazione sono disciplinati dall'articolo 4: devono avere una durata minima di 400 ore e rispettare la norma CEN CWA 16979/2016 sia per quanto concerne l'organizzazione che riguardo al piano formativo. Spetta poi a regioni e province autonome di Trento e di Bolzano organizzare annualmente almeno un corso per il conseguimento di tali qualifiche sul proprio territorio, con la possibilità di accordi interregionali, presso i centri cinofili autorizzati. L'articolo 5 istituisce presso l'Associazione italiana professionisti cinofili un apposito organo di controllo permanente con funzione giudicatrice e appellante, al fine di garantire la corretta applicazione della disciplina relativa allo svolgimento degli esami per il conseguimento della qualifica di DTP e DTP-B. L'articolo 6 disciplina i centri cinofili e i centri che svolgono attività cinofila sportiva, che devono avere nel proprio organigramma almeno un operatore in possesso della qualifica di DTP; per quanto concerne invece i centri cinofili e i centri che svolgono attività cinofile che si occupano di rieducazione o di recupero comportamentale, questi devono avere nel proprio organigramma almeno un tecnico del comportamento cinofilo con qualifica di DTP-B. Per quanto concerne i canili, ai sensi dell'articolo 7 questi devono avere nel proprio organigramma almeno un tecnico di comportamento cinofilo con qualifica di DTP-B ogni 250 cani; si prevede altresì che anche associazioni ed enti che partecipano ai bandi per la gestione dei canili debbano garantire nel proprio organigramma la presenza di operatori qualificati DTP proporzionali al numero degli animali ospitabili nel canile. L'articolo 8, recante norme transitorie e finali, concede agli operatori che già svolgono attività di addestratore, educatore e istruttore cinofilo da almeno tre anni e sprovvisti della qualifica di DTP o DTP-B un anno di tempo dall'entrata in vigore della legge per il conseguimento della stessa. Tali soggetti vengono peraltro esentati dalla frequenza dei corsi di formazione potendo sostenere direttamente l'esame per il conseguimento della qualifica di DTP presentando richiesta a un organismo di certificazione. Il seguito della discussione è quindi rinviato. Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa DDL 540 Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, in materia di promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa DDL 1321 Modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa DDL 1324 Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (Seguito della discussione del disegno di legge n. 1324, congiunzione con la discussione dei disegni di legge nn. 540 e 1321, e rinvio) Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 13 gennaio. Il presidente VALLARDI comunica che sono assegnati alla Commissione i disegni di legge n. 540 e n. 1321. Cede quindi la parola alla relatrice per la loro illustrazione. La relatrice NATURALE ( M5S ) riferisce innanzitutto sul disegno di legge n. 540 (di iniziativa del senatore Iannone e altri), che apporta una serie di modifiche alla legge 2 dicembre 2016, n. 242, in materia di promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa, con il provvedimento si intende colmare un vuoto normativo, introducendo il divieto di importazione e commercializzazione della canapa leggera a fini ricreativi ed equiparando la fattispecie al reato di «produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope» disciplinato dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. Più in dettaglio il disegno di legge, composto da un unico articolo, reca due novelle alla legge n. 242 del 2016. La lettera a) del comma 1 modifica l'articolo 1 della legge n. 242 del 2016, concernente le finalità della stessa legge. In particolare viene inserito un nuovo comma 3- bis diretto a precisare che le disposizioni di cui alla citata legge non si applicano all'importazione e commercializzazione delle infiorescenze della canapa per uso ricreativo. La successiva lettera b ) interviene invece sull'articolo 4 della stessa legge n. 242 del 2016, dedicato ai controlli e alle sanzioni: viene pertanto aggiunto un nuovo comma 7- bis che rinvia alle disposizioni del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, in caso di violazione delle disposizioni aggiunte con il sopra citato comma 3- bis dell'articolo 1. Per quanto concerne invece il disegno di legge n. 1321 (di iniziativa del senatore Ciampolillo), reca anch'esso una serie di modifiche alla già citata legge 2 dicembre 2016, n. 242, nonché una ulteriore modifica al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. Più in dettaglio il disegno di legge, composto da tre articoli, reca all'articolo 1 quattro novelle alla legge n. 242 del 2016. La lettera a ) del comma 1 novella l'articolo 2, comma 2, della legge n. 242 del 2016, concernente la liceità della coltivazione. In particolare sono aggiunte due ulteriori lettere all'elenco di quanto è possibile ottenere dalla canapa coltivata senza necessità di autorizzazione: g- bis ) infiorescenze fresche ed essiccate; g- ter ) materiale destinato alla distillazione di oli essenziali, alla estrazione di terpeni e ad uso erboristico ed aromatizzante. Le successive lettere b ) e c ) novellano l'articolo 4 della legge n. 242 del 2016, concernente i controlli e le sanzioni: per effetto di tali modifiche si prevede anzitutto (al comma 5) che non vi sia responsabilità a carico dell'agricoltore che abbia rispettato le prescrizioni di legge qualora all'esito del controllo il contenuto complessivo di tetraidrocannabinolo (THC) della coltivazione risulti entro il limite dello 0,5 per cento (il limite attualmente previsto è dello 0,6 per cento). Di conseguenza (al comma 7) si prevede che la distruzione o il sequestro delle coltivazioni di canapa possa essere disposto solo qualora risulti che il contenuto di THC nella coltivazione sia superiore allo 0,5 per cento. La lettera d ) interviene infine aggiungendo un nuovo articolo 9- bis alla legge n. 242 del 2016, al fine di prevedere l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta del 10 per cento ai prodotti derivanti dalla coltivazione della canapa. L'articolo 2 reca invece una modifica al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 (testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope), prevedendo che all'articolo 14, concernente i criteri per la formazione delle tabelle delle sostanze soggette a controllo, al comma 1, lettera a ), venga novellato il n. 6), in modo da comprendervi la cannabis, compresi i prodotti da essa ottenuti, con una percentuale di THC superiore allo 0,5 per cento, i loro analoghi e le sostanze ottenute per sintesi o per semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmacologico. L'articolo 3 reca infine la copertura finanziaria degli oneri previsti per l'attuazione del provvedimento, stimati in 15 milioni di euro annui. Il PRESIDENTE , dato che i disegni di legge testé illustrati dalla relatrice risultano analoghi al disegno di legge n. 1324 già all'esame della Commissione, propone la congiunzione della discussione dei disegni di legge n. 540 e n. 1321 con il seguito della discussione del disegno di legge n. 1324. Non facendosi osservazioni in senso contrario, così rimane stabilito. Il senatore LA PIETRA ( FdI ) chiede delucidazioni sul prosieguo dell'esame dei disegni di legge, in particolare per sapere se verrà predisposto o meno un testo unificato, considerando in particolare che il disegno di legge n. 540 contiene previsioni sostanzialmente discordanti rispetto a quelle contenute negli altri due disegni di legge. Il senatore MANTERO ( Misto ), dopo aver fatto presente che il disegno di legge n. 1324 di cui è primo firmatario necessita probabilmente di alcuni aggiustamenti, comunica che presenterà nei prossimi giorni un nuovo disegno di legge sull'argomento, finalizzato a fornire una cornice normativa più chiara alla materia, che auspica potrà essere esaminato anch'esso congiuntamente ai testi già presentati. Il presidente VALLARDI ritiene sia prematuro individuare sin da ora le modalità con cui procederanno i lavori sui disegni di legge in esame: il tema infatti è particolarmente complesso e sarà necessaria un'ulteriore riflessione con il concorso di tutti i componenti della Commissione per definire lo svolgimento della discussione. Il seguito della discussione congiunta è quindi rinviato. IN SEDE REFERENTE Disposizioni in materia di limitazioni alla vendita sottocosto dei prodotti agricoli e agroalimentari e di divieto delle aste a doppio ribasso per l&#39;acquisto dei medesimi prodotti. Delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione DDL 1373 Disposizioni in materia di limitazioni alla vendita sottocosto dei prodotti agricoli e agroalimentari e di divieto delle aste a doppio ribasso per l'acquisto dei medesimi prodotti. Delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 13 gennaio. Il presidente VALLARDI fa presente che non è ancora pervenuto il prescritto parere della Commissione bilancio sul nuovo emendamento presentato in Commissione. Il relatore TARICCO ( PD ) fa presente al riguardo che il rappresentante del Governo in Commissione bilancio ha evidenziato la necessità che su tale emendamento venga predisposta apposita relazione tecnica che assicuri l'invarianza degli oneri, rinviando altresì anche alle valutazioni del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per quanto riguarda il suo contenuto. Ciò premesso, invita il Presidente a sollecitare la presidenza della Commissione bilancio a richiedere i chiarimenti necessari ai rappresentanti del Governo, in modo tale da poter sbloccare l' iter del provvedimento. Il presidente VALLARDI , dopo aver fatto presente di aver già posto il problema all'attenzione del ministro Patuanelli, assicura che provvederà a sollecitare la presidenza della Commissione bilancio nel senso auspicato dal senatore Taricco. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Proposta di 'Piano nazionale di ripresa e resilienza' Doc Doc. XXVII, n. 18 Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza" (Parere alle Commissioni 5 a e 14 a riunite. Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 febbraio. Il PRESIDENTE comunica che i presidenti delle Commissioni 5 a e 14 a , che stanno esaminando il documento in sede primaria, hanno richiesto alla Commissione di esprimere il parere sul documento in esame tendenzialmente entro giovedì 18 marzo. Propone pertanto di dedicare la prossima settimana al completamento del ciclo di audizioni già programmato sull'argomento, concentrandole in particolare a partire dalla mattinata di martedì 9 febbraio, in modo tale da poter concludere l'esame del PNRR nella settimana successiva. Il relatore TARICCO ( PD ) concorda con la proposta del Presidente, che ritiene essenziale al fine di poter esprimere il parere nei tempi richiesti. Ad una richiesta della senatrice NATURALE ( M5S ), sui giorni in cui vengono prevalentemente organizzate sedute dedicate allo svolgimento delle audizioni, il presidente VALLARDI fa presente che queste devono essere sempre programmate compatibilmente con le sedute previste dell'Assemblea. Sarà possibile pertanto organizzare audizioni anche in altri giorni ed orari, qualora l'Assemblea non tenesse sedute. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI Il presidente VALLARDI avverte che, nel corso delle odierne audizioni, in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 2009 (Disciplina del settore florovivaistico), di rappresentanti di Assofloro, dell'Associazione Nazionale Vivaisti esportatori (ANVE), dell'Associazione Vivaisti Italiani, dell'Associazione Florovivaisti Italiani e dell'Associazione Nazionale di tutela del Marchio VivaiFiori, nonché nell'ambito dell'esame del Documento XXVII, n. 18 (Proposta di "Piano nazionale di ripresa e resilienza"), di rappresentanti del Consiglio dell'Ordine nazionale dottori agronomi e dottori forestali e dell'Associazione italiana coltivatori (AIC), è stata consegnata della documentazione che sarà disponibile per la pubblica consultazione nella pagina web della Commissione, al pari dell'ulteriore documentazione che verrà eventualmente depositata nelle successive audizioni connesse all'esame di tali provvedimenti. La seduta termina alle ore 16,25.