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Modifiche all'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, per la realizzazione del Monteverdi Festival di Cremona. Onorevoli Senatori . — Le radici del Festival dedicato a Claudio Monteverdi affondano nel Festival di Cremona del 1983, nato con il doveroso intento di onorare il patrimonio musicale della città. Il repertorio degli inizi privilegiava la musica strumentale italiana per archi del XIX e XX secolo, toccando appena il repertorio barocco. Protagonisti indiscussi di questi primordi furono Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini affiancati nel tempo da artisti di prestigio come Marta Argerich, Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Paul Ostrowski, Ottavio Dantone, Ton Koopman, Jordi Savall, Sir John Eliot Gardiner. Ogni edizione del Festival nasceva per creare una manifestazione di rilievo e di alto richiamo dedicata al repertorio musicale per strumenti ad arco; ma alla fine si dimostrò non dissimile da una qualsiasi stagione concertistica. Nel tempo, il Festival perse capacità di richiamo, nonostante la qualità della programmazione e degli interpreti eccellente. L'idea fu allora di valorizzare una specificità, facendo del Festival un'occasione unica nel panorama culturale italiano. La svolta nell'identità del Monteverdi Festival di Cremona giunse nel 1993, anno in cui ricorreva la celebrazione del 350° anniversario dalla morte di Claudio Monteverdi, illustre cittadino cremonese, considerato il padre dell'opera lirica, genere musicale per il quale l'Italia è conosciuta in tutto il mondo. Il biennio 1993-1994 sarebbe stato dedicato, infatti, alle celebrazioni monteverdiane, un'occasione preziosa ed interessante per eseguire musica di tutto il repertorio musicale barocco, ma con particolare riguardo alle pagine di Claudio Monteverdi. Da quel momento in poi, l'attenzione del Festival si rivolse sempre più al rapporto tra musica barocca e modernità, in un'ottica storicistica ma anche innovatrice. Il Festival prese inizialmente il sottotitolo de « L'antica musica e la moderna pratica », per poi intitolarsi dal 1998 « Festival di Cremona Claudio Monteverdi ». La scelta di intitolare il Festival a Claudio Monteverdi, infatti, non era una mera celebrazione del passato, ma un'orgogliosa affermazione del contributo incredibilmente innovativo dato dal genio monteverdiano, alla storia della musica. Egli fu infatti la base di un nuovo rapporto tra musica, parola e drammaturgia, che avrebbe in pochi secoli portato a quella che oggi conosciamo come l'Opera italiana. Nella storia musicale il Seicento segna un momento cruciale, di transizione, che vede la rapida crisi delle tradizioni ereditate dal Cinquecento e la formazione non soltanto di nuovi generi e quindi di nuovi stili e di nuove pratiche produttive, ma anche di un modo nuovo di concepire e « consumare » la musica, che in parte già si affermano nel corso del secolo e in parte si svilupperanno nel secolo successivo. Massima espressione di questa « rivoluzione » che investe la musica e la vita musicale è Monteverdi, in cui si vede il clamoroso successo del madrigale polifonico e il suo rapido declino, il formarsi del melodramma fondato sul canto monodico e il configurarsi dell'opera in musica e il primo proporsi della cantata da camera. Con Monteverdi si rivive l'intenso sperimentalismo musicale del XVII secolo, in cui la musica affronta in modo nuovo e diverso il testo letterario, cercando di restituire nel canto anche i moti « segreti » della parola poetica e del suo dispiegarsi significativo ed emotivo nel verso, in un trepido evolversi da una pratica modale al tonalismo. « L'importanza di Claudio Monteverdi nella storia della musica occidentale si misura su due dimensioni: la qualità estetica delle sue opere, che sono fra le vette più alte della nostra tradizione colta, e l'esemplarità del suo percorso di compositore. La formidabile sensitività della sua intelligenza creativa e una felice combinazione di condizioni favorevoli gli hanno permesso di conquistare una posizione di assoluto rilievo nella rivoluzione musicale avvenuta tra ﬁne Cinquecento e inizio Seicento ». (Massimo Privitera, Storia della civiltà europea , a cura di Umberto Eco (2014)). Il Monteverdi Festival di Cremona da quarant'anni è uno dei baluardi della musica antica in Italia: una proposta culturale sempre di altissima qualità, una città sede di grandi eccellenze formative, la scoperta e il recupero di opere dimenticate, il sostegno di ensemble fuori dai circuiti mainstream : queste le caratteristiche del Festival, dedicato ad uno dei compositori più importanti della storia della musica, vero e proprio « rivoluzionario » della seconda prattica e cui si deve, de facto , la nascita dell'opera. Il Festival, oggi come in passato, si prefigge lo scopo di diffondere in Italia l'opera di Claudio Monteverdi e, più in generale, il repertorio musicale (sacro e profano) del Cinque-Seicento. Lo fa recuperando il patrimonio musicale antico, riproponendolo attraverso la corretta prassi esecutiva e interpretativa, e supportandolo con adeguate ricerche musicologiche e organologiche. Parlare di innovazione in un Festival di musica antica potrebbe sembrare un ossimoro inconciliabile. Eppure, proprio dalla musica antica sono sempre arrivati gli stimoli creativi più interessanti: si pensi alle intersezioni tra discipline e repertori differenti, tra musica popolare e barocca, tra musica antica e contemporanea. Il Monteverdi Festival di Cremona, accanto alla programmazione principale, in cui opera e concerti si intrecciano in una proposta preziosa e di altissimo livello, accoglie la modernità con molteplici azioni: per l'edizione del 2023, il Monteverdi Festival proporrà quattro serate inserite nei format #monteverdinight e #monteverdiclandestino , che vedranno protagoniste performance uniche e multidisciplinari, per raccontare lo sviluppo della musica antica in quella moderna e contemporanea. L'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, recante disposizioni per il sostegno e la valorizzazione dei festival musicali ed operistici italiani e delle orchestre giovanili italiane di assoluto prestigio internazionale, prevede l'assegnazione di un contributo per la realizzazione di molti Festival, tra cui il Festival Verdi di Parma e Busseto, il Romaeuropa Festival, il Festival Donizetti Opera, il Pistoia Blues Festival e il Festival internazionale della musica MITO. In occasione del 40° anno dalla Fondazione del Festival e a 380 anni dalla morte di Claudio Monteverdi, si ritiene importante valorizzare in modo adeguato il Monteverdi Festival di Cremona, che rappresenta il più prestigioso custode e divulgatore del patrimonio musicale italiano, proponendo l'assegnazione di un contributo di un milione di euro a decorrere dall'anno 2023 a favore della Fondazione Claudio Monteverdi di Cremona per la realizzazione dell'omonimo Festival.. Art. 1. 1. All'articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, dopo il comma 1- quater sono aggiunti i seguenti: « 1- quinquies . È assegnato un contributo di un milione di euro a decorrere dall'anno 2023 a favore della Fondazione Teatro A. Ponchielli di Cremona per la realizzazione del Monteverdi Festival di Cremona. 1-s exies . Agli oneri derivanti dal comma 1- quinquies , pari a un milione di euro a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo ».