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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 358 Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Italexit-Partito Valore Umano: Misto-I-PVU; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-l'Alternativa c'è-Lista del Popolo per la Costituzione: Misto-l'A.c'è-LPC; Misto-Liberi e Uguali-Ecosolidali: Misto-LeU-Eco; Misto-Movimento associativo italiani all'estero: Misto-MAIE; Misto-+Europa - Azione: Misto-+Eu-Az; Misto-Potere al Popolo: Misto-PaP. Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 16,31) . Si dia lettura del processo verbale. BINETTI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 settembre. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Disegni di legge, annunzio di presentazione PRESIDENTE . Comunico che in data 9 settembre 2021 è stato presentato il seguente disegno di legge: dal Presidente del Consiglio dei ministri: «Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile» (2381). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati PRESIDENTE . Comunico che in data 9 settembre 2021 è stato trasmesso dalla Camera dei deputati il seguente disegno di legge: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche» (2382). Sui lavori del Senato PRESIDENTE . Ha facoltà di intervenire il presidente della 1 a Commissione permanente, senatore Parrini, per riferire sui lavori della Commissione in merito al disegno di legge n. 2382. PARRINI (PD) . Signor Presidente, la 1 a Commissione ha incardinato oggi il provvedimento. Sono stati presentati 103 emendamenti, che stiamo ordinando e fascicolando. Non riteniamo di poter concludere l'esame del provvedimento prima di domani mattina, quindi chiederei una proroga. Ci rivedremo alle 18,30 per lavorare in Commissione, andando avanti quanto possibile e necessario, nella misura in cui ciò si rivelerà proficuo. PRESIDENTE. Senatore Parrini, è sufficiente per domani mattina alle 9,30? PARRINI (PD) . È sufficiente. PRESIDENTE . La ringrazio. I lavori dell'Assemblea riprenderanno pertanto domani mattina. Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di mercoledì 15 settembre 2021 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, mercoledì 15 settembre, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 16,37) . Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Accoto, Aimi, Alderisi, Anastasi, Barachini, Barbaro, Barboni, Battistoni, Bellanova, Bini, Bongiorno, Borgonzoni, Bossi Umberto, Cario, Casolati, Cattaneo, Centinaio, Cerno, Conzatti, Corbetta, D'Angelo, Dal Mas, De Poli, Di Marzio, Donno, Doria, Durnwalder, Fazzolari, Fedeli, Ferrara, Floridia, Fusco, Galliani, Ghedini, Giannuzzi, Ginetti, Iannone, Laus, Lupo, Merlo, Messina Alfredo, Messina Assunta Carmela, Mininno, Moles, Monti, Napolitano, Nastri, Nisini, Petrenga, Pichetto Fratin, Pittella, Pucciarelli, Romagnoli, Ronzulli, Russo, Schifani, Sciascia, Segre, Sileri, Stefano e Vitali. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Vescovi, per attività della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto". Sono considerati in missione, ai sensi dell'art. 108, comma 2, primo periodo, del Regolamento, i senatori: Nocerino e Toninelli. Gruppi parlamentari, denominazione di componente I senatori Paragone, Martelli e Giarrusso hanno costituito all'interno del Gruppo Misto la componente "Italexit-Partito Valore Umano". Commissioni permanenti, variazioni nella composizione Il senatore Faraone, Presidente del Gruppo parlamentare Italia Viva - PSI, con lettera in data 9 settembre 2021, ha comunicato di cessare di far parte della 5 a Commissione permanente e di entrare a far parte della 10 a Commissione permanente. Commissioni permanenti, trasmissione di documenti È stata trasmessa alla Presidenza la risoluzione della 14a Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea), approvata nella seduta del 7 settembre 2021, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi (COM(2021) 93 definitivo) ( Doc . XVIII- bis , n. 10). Il predetto documento è trasmesso, ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati, nonché, ai sensi dell'articolo 144, comma 2- bis , del Regolamento, ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea. Domande di autorizzazione ai sensi dell'articolo 68, secondo comma, della Costituzione, trasmissione e deferimento Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale Ordinario di Napoli, con lettera pervenuta in data 10 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 della legge 20 giugno 2003, n. 140, la richiesta di autorizzazione all'esecuzione della misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Luigi Cesaro, nell'ambito di un procedimento. Detta richiesta è stata deferita alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento ( Doc . IV, n. 9). Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati Presidente del Consiglio dei ministri Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (2382) (presentato in data 09/09/2021) C.3223 approvato dalla Camera dei deputati . Disegni di legge, annunzio di presentazione Presidente del Consiglio dei ministri Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (2381) (presentato in data 09/09/2021); senatore Mallegni Massimo Istituzione dell'Autorità garante per i diritti delle persone anziane (2383) (presentato in data 09/09/2021); DDL Costituzionale senatrice Rojc Tatjana Diritto di tribuna in Parlamento della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia (2384) (presentato in data 09/09/2021); senatori Balboni Alberto, Calandrini Nicola, De Carlo Luca, Iannone Antonio, La Pietra Patrizio Giacomo, Petrenga Giovanna, Rauti Isabella, Totaro Achille, Urso Adolfo Estensione delle esenzioni e riduzioni previste per le controversie di lavoro alle procedure di recupero del credito per compensi delle professioni ordinistiche (2385) (presentato in data 10/09/2021); DDL Costituzionale senatori Gasparri Maurizio, Mallegni Massimo Modifica all'articolo 114 della Costituzxione, in materia di ordinamento e poteri della Città di Roma, capitale della Repubblica (2386) (presentato in data 14/09/2021). Disegni di legge, assegnazione In sede redigente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Sen. Pavanelli Emma ed altri Nuova disciplina in materia di pubblicità dei voli di Stato (2275) (assegnato in data 09/09/2021); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Dep. Longo Fausto Istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo (2368) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.802 approvato in testo unificato dalla Camera dei deputati (T.U. con C.925, C.1129, C.2159, C.2239, C.2270, C.2570) (assegnato in data 09/09/2021); In sede referente 1ª Commissione permanente Affari Costituzionali Pres. Consiglio Draghi Mario (Draghi-I), Ministro salute Speranza Roberto (Draghi-I) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche (2382) previ pareri delle Commissioni 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 12ª (Igiene e sanita'), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali C.3223 approvato dalla Camera dei deputati (assegnato in data 09/09/2021); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Draghi-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l'ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021 (2341) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 10ª (Industria, commercio, turismo), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 09/09/2021); 3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione Gov. Draghi-I: Ministro affari esteri e coop. inter.le Di Maio ed altri Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (2342) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), 14ª (Politiche dell'Unione europea) (assegnato in data 09/09/2021); 13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali Gov. Draghi-I: Pres. Consiglio Draghi ed altri Conversione in legge del decreto-legge 8 settembre 2021, n. 120, recante disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile (2381) previ pareri delle Commissioni 1ª (Affari Costituzionali), 2ª (Giustizia), 4ª (Difesa), 5ª (Bilancio), 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare), 14ª (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali (assegnato in data 09/09/2021). Affari assegnati In data 9 settembre 2021 sono stati deferiti alla 9 a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento: l'affare sulle problematiche relative al regime dei pagamenti per la politica agricola comune (PAC) (Atto n. 937); l'affare sulle problematiche inerenti la revisione del regime delle DOP in ambito suinicolo (Atto n. 938). Governo, trasmissione di atti e documenti Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, in data 8 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, le seguenti relazioni d'inchiesta: relativa all'incidente occorso all'aeromobile Olympia-Meise marche di identificazione D-1420, a Novi Ligure (Alessandria), in data 11 giugno 2017 (Atto n. 939); relativa all'inconveniente grave occorso all'aeromobile Cessna 172SP marche di identificazione D-EGTB, presso l'aeroporto di Roma Fiumicino, in data 10 luglio 2015 (Atto n. 940). La predetta documentazione è deferita, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente. Il Ministro della giustizia, con lettera in data 28 agosto 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, della legge 17 maggio 1952, n. 629, il bilancio consuntivo degli Archivi notarili per l'anno finanziario 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 5 a Commissione permanente (Atto n. 941). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 12 agosto 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, della legge 20 marzo 1975, n. 70, la relazione - con i relativi allegati - sull'attività della Cassa delle ammende nell'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a Commissione permanente (Atto n. 942). Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 6 settembre 2021, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli atti internazionali firmati dall'Italia nel periodo 16 marzo 2021-15 giugno 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3 a Commissione permanente (Atto n. 943). Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 11 agosto 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 24- bis , comma 5, del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2017, n. 15, la relazione sullo stato di attuazione della strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, riferita all'anno 2020 e al primo semestre 2021. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 6 a Commissione permanente ( Doc . CCXXXIII, n. 4). Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 2 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, le relazioni sull'organizzazione, sulla gestione e sullo svolgimento del servizio civile universale: per l'anno 2018 ( Doc . CLVI, n. 2); per l'anno 2019 ( Doc . CLVI, n. 3). I predetti documenti sono deferiti, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 10 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge 21 luglio 2016, n. 145, la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata il 2 settembre 2021, di modifica della deliberazione del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021 relativa alla prosecuzione nel 2021 delle missioni internazionali e delle attività già autorizzate per il 2020 e alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali per l'anno 2021, limitatamente alla scheda n. 52. Il predetto documento è deferito ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50 del Regolamento, alle Commissioni riunite 3 a e 4 a ( Doc . XXV, n. 4- bis ). Il Ministro della giustizia, con lettera in data 2 settembre 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 37, comma 16, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, la relazione sullo stato delle spese di giustizia, relativa all'anno 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2 a e alla 5 a Commissione permanente ( Doc . XCV, n. 4). Con lettere in data 25 agosto e 3 settembre 2021 il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 8 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di Leporano (Taranto), Sant'Agata Feltria (Rimini), San Vincenzo Valle Roveto (L'Aquila) e Trebisacce (Cosenza). In data 8 settembre 2021 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso il parere reso dalla Conferenza Stato-Regioni in ordine al disegno di legge recante "Delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo" (2318). Il documento è stato inviato alle Commissioni riunite 7ª e 11ª. In data 8 settembre 2021 il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha trasmesso il parere reso dalla Conferenza Unificata in ordine al disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 20 luglio 2021, n. 103, recante "Misure urgenti per la tutela delle vie d'acqua di interesse culturale e per la salvaguardia di Venezia, nonché disposizioni urgenti per la tutela del lavoro" (2329). Il documento è stato inviato alle Commissioni riunite 8ª e 11ª. Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio recante sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune sulle importazioni di taluni prodotti industriali nelle Isole Canarie (COM(2021) 392 definitivo), alla 6 a Commissione permanente e, per il parere, alla 3 a , alla 10 a e alla 14 a Commissione permanente; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose (codificazione) (COM(2021) 483 definitivo), alla 8 a Commissione permanente e, per il parere, alla 14 a Commissione permanente. Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), trasmissione di documenti. Deferimento Il Direttore dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), con lettera in data 4 agosto 2021, ha inviato, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, lettera h) , del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45, la relazione sulle attività svolte dall'ISIN e sullo stato della sicurezza nucleare nel territorio nazionale, aggiornata al 31 dicembre 2020. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10 a e alla 13 a Commissione permanente ( Doc . CCLVIII, n. 2). Commissione europea, trasmissione di progetti di atti legislativi dell'Unione europea. Deferimento La Commissione europea ha trasmesso, in data 10 settembre 2021, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal Protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla garanzia di condizioni di parità per un trasporto aereo sostenibile (COM(2021) 561 definitivo). Ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, l'atto è deferito alla 14 a Commissione permanente ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane previsto dall'articolo 6 del predetto Protocollo decorre dal 10 settembre 2021. L'atto è altresì deferito, per i profili di merito, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, alla 8 a Commissione permanente, con il parere della 13 a e della 14 a Commissione permanente. Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. La signora Loretta Lussignoli da Montichiari (Brescia) chiede disposizioni volte a regolamentare l'utilizzo dei monopattini elettrici (Petizione n. 920, assegnata alla 8 a Commissione permanente); la signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede: la proroga urgente del termine di pagamento relativo alla definizione agevolata dei carichi fiscali (Petizione n. 921, assegnata alla 6 a Commissione permanente); interventi urgenti in materia fiscale volti a sostenere la crescita economica (Petizione n. 922, assegnata alla 6 a Commissione permanente); propone la realizzazione di una piattaforma digitale ai fini della determinazione del debito tributario e della gestione della definizione agevolata dei carichi fiscali (Petizione n. 923, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Patrizio Battaglia da Carlentini (Siracusa) chiede il potenziamento della presenza di personale militare e delle forze dell'ordine in Sicilia al fine di contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina (Petizione n. 924, assegnata alle Commissioni permanenti riunite 1 a e 4 a ); la signora Olga Milanese e il signor Carlo Cuppini a nome del "Comitato spontaneo per la difesa delle libertà e dei diritti fondamentali dell'uomo" e il signor Mauro Franchi a nome del "Movimento Libera Scelta per il Vaccino, No Green Pass" e del "Movimento Difesa Diritti", unitamente a numerosissimi altri cittadini, chiedono che non vengano convertiti in legge il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche, e il decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, recante misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti (Petizione n. 925, assegnata alla 1 a Commissione permanente). Interrogazioni Atto n. 3-02811 ANGRISANI GRANATO CRUCIOLI CORRADO GIANNUZZI DI MICCO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: il decreto-legge n. 105 del 2021 reca misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche; in particolare, l'articolo 9 stabilisce misure in materia di impiego delle certificazioni verdi, modificando la disciplina del decreto-legge n. 52 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 87 del 2021. Il nuovo articolo 9- bis prevede, infatti, l'utilizzo delle certificazioni verdi (dal 6 agosto 2021) per l'accesso a taluni servizi e attività: servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo e al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici; il decreto-legge n. 111 del 2021 reca misure urgenti per l'esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti; in particolare, l'articolo 2 stabilisce ulteriori misure in materia di impiego delle certificazioni verdi, modificando anch'esso la disciplina del decreto-legge n. 52. Il nuovo articolo 9- quater ne prevede l'utilizzo (dal 1° agosto 2021) nei mezzi di trasporto: aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone; navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello stretto di Messina; treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Intercity, Intercity notte e alta velocità; autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti; autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale; negli elenchi, che comprendono tassativamente il novero dei casi in cui è stato reso obbligatorio l'utilizzo del " green pass ", non sono compresi i servizi di trasporto pubblico locale; considerato che: il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha dichiarato pubblicamente di voler offrire l'abbonamento gratuito per i trasporti locali solamente agli studenti vaccinati, ipotizzando la realizzazione di un fatto assolutamente discriminatorio ed ingiusto; la ratio delle misure agevolative per recarsi a scuola con i mezzi pubblici, invece, è ricondotta all'esigenza di promuovere in modo effettivo l'inclusione sociale e il diritto all'istruzione, in modo da sostenere adeguatamente i nuclei familiari con maggiori difficoltà economiche; valutato, inoltre, che le dichiarazioni del presidente De Luca sono apparse più come un'inutile provocazione, in ottica promozionale della campagna vaccinale; tuttavia sarebbe opportuno fare chiarezza circa l'introduzione di eventuali misure di siffatta portata prima dell'avvio dell'anno scolastico, si chiede di sapere: laddove la Regione Campania desse seguito alle dichiarazioni pubbliche del presidente De Luca, se si intenda intervenire, anche a mezzo dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 120 della Costituzione, onde garantire il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili, ovvero procedere attraverso una determinazione concernente l'annullamento straordinario, a tutela dell'unità dell'ordinamento, di atti amministrativi regionali illegittimi, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera p) , della legge n. 400 del 1988; se non si reputi lesiva del principio di uguaglianza sostanziale, di cui all'articolo 3, comma 2, della Costituzione, l'eventuale introduzione di una siffatta discriminazione, laddove la legge dello Stato non contempli all'interno dei casi già tassativamente indicati (art. 9- bis , art. 9 -ter e art. 9 -quater del decreto-legge n. 52 del 2021) in materia di impiego delle certificazioni verdi COVID-19 i servizi di trasporto pubblico locale e la gratuità del trasporto scolastico. Atto n. 3-02812 ROJC ASTORRE D'ALFONSO GIACOBBE BOLDRINI PARRINI VALENTE CIRINNA' D'ARIENZO IORI FERRAZZI FEDELI STEFANO MARGIOTTA MARCUCCI Al Ministro dell'interno Premesso che: con la recente firma della convenzione triennale tra il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Gorizia e il Comune di Grado è stata definita la messa a disposizione da parte del Comune di una sede permanente presso l'ex scuola "Leopardi"; il 31 agosto 2021 è stato chiuso il distaccamento estivo dei Vigili del fuoco di Grado, tenuto da personale effettivo dei distaccamenti del comando provinciale di Monfalcone e Ronchi dei Legionari in orario straordinario ed extra turno, aperto da luglio ad agosto; grazie a un contributo della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia istituito nel 2014, dal 1° settembre è partita l'operatività del distaccamento temporaneo formato da 12 vigili del fuoco volontari discontinui, formati nei mesi scorsi con un corso iniziale della durata di 120 giorni; la presenza di soli volontari a chiamata non può essere esaustiva in ragione delle complessità derivanti dalla conformazione della laguna di Grado, come lo stesso comandante provinciale di Gorizia ha implicitamente riconosciuto, evidenziando che il soccorso tecnico urgente, compreso il soccorso acquatico nelle acque interne, quali la laguna di Grado, è di competenza del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; il decreto ministeriale 4 agosto 2021, recante l'aggiornamento dell'elenco relativo ai distaccamenti temporanei dei volontari del Corpo nazionale, non contempla la presenza di Grado; a quanto si apprende, il personale effettivo complessivamente assegnato al comando di Gorizia è sotto organico di circa 50 addetti; nell'ultimo decreto ministeriale del 2019, il vicino distaccamento di Monfalcone, che a livello regionale risulta essere un distaccamento che svolge la più alta attività in rapporto agli abitanti, è stato promosso dalla categoria SD4 a SD5, con un teorico aumento di personale di 12 unità, previo apposito percorso di formazione, che tuttavia non sono mai arrivate; i dati relativi agli interventi effettuati nel corso degli ultimi anni, in particolare quelli invernali con personale inviato dal distaccamento di Monfalcone, dimostrano l'entità delle esigenze espresse dall'isola di Grado e dalla sua laguna; Grado è particolarmente svantaggiata rispetto al territorio circostante per via delle difficoltà nei collegamenti viari e le elevate presenze turistiche nell'isola, che si registrano non solo in occasione della stagione estiva, ma durante l'intero arco dell'anno; le assicurazioni formulate nel 2018 in merito all'aumento del personale in Friuli-Venezia Giulia da parte dell'allora sottosegretario delegato al Corpo nazionale dei vigili del fuoco non si sono concretizzate, fatte salve parziali sostituzioni del turnover frutto di decisioni prese dal precedente Governo; dal 1° agosto 2021, il nuovo comandante nazionale del Corpo è l'ingegner Guido Parisi, che, nel 2018, in qualità di direttore centrale per l'emergenza, soccorso tecnico e antincendio boschivo, aveva inserito Grado tra i distaccamenti permanenti composti da personale effettivo, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente individuare, di concerto con i vertici del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, soluzioni atte a risolvere questa situazione di provvisorietà, che si protrae da decenni in una delle località turistiche, balneari e culturali più prestigiose del Paese; se non ritenga, altresì, necessario adottare tutte le iniziative utili affinché alla popolazione di Grado e ai numerosi turisti sia finalmente data una risposta concreta in tempi brevi all'esigenza di un distaccamento permanente sull'isola, che costituisce un elemento strategico e indispensabile per la sicurezza del territorio. Atto n. 3-02815 ALESSANDRINI PITTONI SAPONARA Al Ministro dell'istruzione Premesso che: nel 2020, il Ministero dell'istruzione ha deciso di bandire un concorso straordinario a livello nazionale, per titoli ed esami, per le immissioni in ruolo di docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, su posto comune e di sostegno, con l'assegnazione di 32.000 posti a partire dall'anno scolastico 2021/2022 (decreto dipartimentale n. 510/2020 e decreto dipartimentale n. 783/2020); i decreti dipartimentali citati stabiliscono che "ai vincitori della procedura concorsuale straordinaria immessi in ruolo nell'anno scolastico 2021/2022 che rientrano nella quota dei posti destinati alla procedura per l'anno scolastico 2020/2021, è riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1° settembre 2020"; fino ad ora, nonostante siano scaduti i termini procedurali previsti, non sono state ancora pubblicate, da parte di alcuni uffici scolastici regionali competenti delle regioni Lazio, Toscana e Sardegna, le graduatorie di merito del concorso, come le graduatorie della classe A18 filosofia e scienze umane e quelle sui posti comuni di sostegno; questa situazione sta generando incertezza e malcontento tra gli insegnanti: questi infatti si vedono preclusa la possibilità di partecipare alle operazioni di immissione in ruolo per l'anno scolastico 2021/2022, riscontrando per di più difficoltà nell'iscriversi negli elenchi aggiuntivi della prima fascia delle graduatorie provinciali rischiando così di essere cancellati dalle stesse; a causa di questa situazione è a forte rischio la continuità scolastica dei ragazzi che potrebbero non avere i docenti stabili necessari per garantirla; sarebbe perciò necessaria e improcrastinabile una proroga del termine ultimo di pubblicazione delle graduatorie dei candidati vincitori del concorso straordinario, si chiede di sapere quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di garantire l'immissione in ruolo per l'anno scolastico 2021/2022 di tutti i docenti vincitori del concorso straordinario. Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento Atto n. 3-02813 STEFANO PITTELLA MARGIOTTA ROJC CERNO FERRAZZI VALENTE FEDELI MARCUCCI LAUS Ai Ministri dell'istruzione e per il Sud e la coesione territoriale Premesso che: l'articolo 1, commi da 59 a 61, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020), ha istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, il fondo "asili nido e scuole dell'infanzia", per il finanziamento degli interventi relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati a nidi e scuole dell'infanzia; il comma 60, relativamente ai progetti, prevede espressamente la "priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti" e "la finalità del riequilibrio territoriale"; considerato che aree ricche e territori svantaggiati hanno gareggiato insieme portando ad un risultato che paradossalmente tradisce le finalità esplicite dell'uso di questi fondi poiché la graduatoria pubblicata nel mese di agosto 2021 ha visto l'affermazione di città ricche secondo tutti i parametri economici, in particolare secondo l'indicatore in stato di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM), a scapito dei Comuni svantaggiati; ritenuto che: la notizia secondo la quale il bando sarà rifinanziato, e quindi la graduatoria scorrerà, non ripiana la stortura secondo la quale una quota notevole di risorse ha già preso una direzione palesemente contraria alle più volte ribadite finalità della legge, ovvero la rimozione degli squilibri economici e sociali; inoltre, l'articolo 1, comma 5, del decreto del Ministro dell'interno 30 luglio 2021 relativo all'approvazione della graduatoria e individuazione in via provvisoria degli enti ammessi a finanziamento prevede che "I progetti che saranno ammessi a finanziamento (...) sono inclusi nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza e dovranno riportare su tutti i documenti di riferimento la dicitura 'Finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU'", si chiede di sapere: se il Ministro dell'istruzione non intenda adottare tutte le iniziative possibili e dare seguito alle procedure utili a garantire e salvaguardare la corretta osservanza dei principi e delle finalità propri del piano di ripresa e di resilienza volti alla rimozione degli squilibri economici e sociali esistenti nel territorio italiano al fine di conseguire un non più rinviabile riequilibrio tra territori in ambito scolastico; se il Ministro per il Sud e la coesione territoriale non ritenga necessario prevedere non solo un controllo ex ante ed ex post dell'effettiva ricaduta territoriale dei fondi di cui al PNRR al fine di vedere garantita la quota stabilita per legge di "almeno il 40 per cento delle risorse" vincolate al Mezzogiorno, ma anche predisporre apposite clausole di salvaguardia. Atto n. 3-02814 COMINCINI COLLINA Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: in data 8 settembre 2021 il quotidiano "Avvenire" riportava in un articolo firmato da Carlotta Cappelletti la notizia che al "salone della procreazione assistita", "Désir d'enfant", tenutosi a Parigi presso il centro congressi "Espace Champerret" sabato 4 e domenica 5 settembre, sarebbe stato presentato il calendario dei successivi appuntamenti del salone della fecondazione assistita e che in tale calendario sarebbe previsto un appuntamento, in Italia, nella città di Milano, nei giorni 14 e 15 maggio 2022; in tali eventi, viene dunque realizzata una pubblicizzazione della surrogazione di maternità; nella lista dei partner del salone, come riportato dal predetto quotidiano in un precedente articolo del 3 settembre 2021 a firma di Antonella Mariani, risultano esserci banche del seme e degli ovociti, società di spedizione aerea di materiale genetico, cliniche specializzate nella surrogazione di maternità ("Extraordinary Conceptions", "Gaia Fertility Dunya", "Babies come true"); considerato che in Italia la materia è disciplinata dalla legge 19 febbraio 2004, n. 40, che, al comma 6 dell'articolo 12, punisce con la reclusione da 3 mesi a 2 anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro "Chiunque in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali siano le iniziative necessarie e urgenti che intenda intraprendere al fine di garantire il rispetto del divieto di surrogazione di maternità di cui al citato articolo 12 della legge n. 40 del 2004, impedendo dunque qualunque manifestazione in contrasto con tale divieto sull'intero territorio nazionale. Atto n. 3-02816 ERRANI Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: le Acciaierie Speciali di Terni sono una importante azienda operante nel settore della siderurgia fondata nel 1884, che ha assunto l'attuale nome TK AST nel 1994, quando fu acquisita dal gruppo TyssenKrupp; si tratta del primo sito produttivo nel Paese e del quarto per importanza in Europa; attualmente l'azienda impiega 2.319 occupati diretti e circa 1.500 nelle 130 aziende dell'indotto; nel 2018 il peso diretto di AST nell' export della regione Umbria è stato pari a 635 milioni di euro su un totale di 4,2 miliardi, mentre, relativamente al settore manifatturiero, l'occupazione del settore (diretti ed indiretti) è pari al 23,6 per cento a livello provinciale ed al 37,6 per cento a livello comunale. Si capisce quindi l'importanza fondamentale di questa azienda per ciò che riguarda l'occupazione e l'economia della regione; considerato che: la proprietà ha messo in atto in questi anni una strategia non chiara rispetto all'azienda, che è passata dalla dismissione della produzione di acciaio con la vendita di AST, prima ad Outokumpu (fermata dall'Antitrust europeo nel 2013) e poi più recentemente attraverso la fusione con Tata Steel, che ha visto la stessa sorte; le istituzioni locali (Comune di Terni e Regione) hanno preso negli anni importanti impegni rispetto ai fattori logistici, inoltre la Regione, con il riconoscimento dell'area di crisi complessa, si era presa l'impegno di completare una piattaforma logistica che potrebbe consentire il trasporto delle merci nell'ultimo miglio con mezzi elettrici e migliorare la qualità dell'aria nella conca ternana, che vede la presenza di metalli pesanti, PM10, PM2,5 e benzopirene; il 18 maggio 2020 l'amministratore delegato di AST annuncia la decisione della multinazionale di mettere sul mercato l'azienda o di trovare una partnership per rimanere con quote di minoranza: AST di fatto viene spostata dalla divisione materials a quella multi-tracks , insieme ad altre 8 aziende non ritenute più strategiche, una scelta che smentisce quanto affermato dal management locale in riferimento al rilancio del sito e degli investimenti; le organizzazioni sindacali hanno temuto che si usasse l'emergenza sanitaria per mascherare una pesante ristrutturazione per rendere più appetibile lo stabilimento e hanno fatto tre richieste: la salvaguardia del sito integrato, delle produzioni, dell'assetto impiantistico e dei livelli occupazionali e salariali anche dell'indotto, l'individuazione di un player o di un partner di livello europeo o mondiale, con vocazione industriale e che abbia interesse a produrre nel sito di Terni e la conferma degli investimenti programmati, a partire da quelli ambientali, e nuovi investimenti da destinare alla ricerca e all'innovazione per essere competitivi nei mercati globali; tali richieste sono state formalizzate in una riunione presso il Ministero dello sviluppo economico il 28 maggio 2020; in quella sede l'azienda ha confermato la manifestazione informale di interesse di 4 gruppi, annunciando che la multinazionale non aveva avviato nessuna trattativa privata e che la procedura sarebbe iniziata dopo la chiusura del corrente anno fiscale, con una durata presumibile in 9-12 mesi; la Regione Umbria ha confermato gli impegni presi dalla precedente amministrazione nell'accordo del 3 dicembre 2014, relativi ad: "iniziative finalizzate al rafforzamento delle competenze ed alla riqualificazione del personale del sistema delle imprese appaltatrici"; dalla riunione, riportano le organizzazioni sindacali, l'azienda ha iniziato un vero e proprio depotenziamento del sito e negli incontri che si sono susseguiti fino all'ultimo del 9 luglio 2020, il management non si è impegnato a sottoscrivere accordi per garantire gli attuali assetti impiantistici e i livelli occupazionali; il 9 ottobre 2020 la Regione Umbria convoca l'amministratore delegato di Acciai Speciali Terni e il pomeriggio le organizzazioni sindacali territoriali; nello stesso pomeriggio dalla Germania arriva la notizia che ThyssenKrupp ha individuato la banca di affari che si occuperà della vendita: JP Morgan; il 21 ottobre 2020 a seguito di un incontro presso il Ministero dello sviluppo economico l'AD di AST si rende disponibile ad un accordo ponte per la gestione della fase transitoria, che viene confermata dai 9 ai 12 mesi; il 30 ottobre 2020 e il 4 novembre 2020 si sono svolti due incontri del tavolo negoziale, nei quali l'azienda ha annunciato 20 milioni di euro per gli investimenti, di cui 7 milioni per il completamento del progetto scorie e 13 milioni per nuovi investimenti; il 16 dicembre 2020 si firmano le linee guida dell'accordo ponte con il reingresso di 17 interinali non confermati nel mese di marzo, 20 milioni di investimenti ed una forza lavoro di 2.324 persone; il tutto viene ratificato dal Ministero il 22 dicembre 2020. A seguito di questi fatti iniziano diversi mesi di silenzi e incertezze che aumentano le preoccupazioni; il 13 marzo 2021 sulla stampa esce la notizia che Marcegaglia avrebbe avuto accesso alla data room , le organizzazioni sindacali chiedono all'AD di AST di anticipare la riunione prevista per il 22 marzo al 14 marzo, in quella sede Massimiliano Burelli conferma l'avvio della Fase 114, completamente gestita da JP Morgan, che consegnerà a chi lo richiede una parte molto limitata di documenti, per poi selezionare quelli che accederanno alla vera e propria data room ; l'anno fiscale si chiude con 157 milioni di euro di perdita, di cui quasi la metà dovuti alla svalutazione degli impianti e degli immobili; si è giunti adesso alla fase due della procedura di vendita, che ha visto l'interessamento delle italiane Marcegaglia e Arvedi, della cinese Baosteel e della coreana Posco; in questo quadro di incertezza è fondamentale garantire la cessione dell'azienda ad un player capace di competere nel mercato internazionale che assicuri, da un lato un investimento per una produzione sempre più verde nel quadro della riconversione ecologica e dall'altro garantisca il posizionamento sulla produzione strategica degli acciai speciali nel contesto mondiale delle produzioni siderurgiche, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano convocare azienda e sindacati per garantire la continuità di una produzione strategica come quella delle acciaierie ternane e verificare l'accordo ponte e gli sviluppi della fase 1 e poi della fase 2 della vendita; quale sia la posizione del Governo nel merito della produzione strategica degli acciai speciali e quali iniziative intenda mettere in campo, anche in sede europea, per lo sviluppo di queste produzioni, in particolare rispetto al sito di produzione in oggetto. Atto n. 3-02817 SBROLLINI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: al fine di sostenere le imprese che, effettuando investimenti in campagne pubblicitarie nel settore sportivo, sono state colpite da gravi difficoltà finanziarie a seguito dell'emergenza da COVID-19, con l'articolo 81 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (cosiddetto decreto agosto) è stato riconosciuto un contributo, sotto forma di credito d'imposta, pari al 50 per cento degli investimenti effettuati, a decorrere dal 1° luglio al 31 dicembre 2020; a seguito del protrarsi della pandemia, ovvero del conseguente aggravarsi della crisi economica, con l'articolo 10, commi 1 e 2 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, tale contributo è stato esteso alle spese sostenuto durante l'anno di imposta 2021, relativamente agli investimenti sostenuti dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno; considerato che: relativamente agli investimenti effettuati nel 2020, il contributo doveva essere erogato entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle domande, fissato per il 1° aprile 2021, la cui concessione doveva essere comunicata ai soggetti beneficiari mediante pubblicazione di un apposito elenco sul sito istituzionale del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri; a causa del ritardo accumulato rispetto al termine, gli imprenditori che al fine di effettuare degli investimenti nel 2021 necessitano di beneficiare dei contributi sono privati di importanti rassicurazioni, in particolare se si tiene conto che, secondo il disposto del decreto agosto, nel caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, si procede alla ripartizione tra i beneficiari in misura proporzionale al credito d'imposta, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del termine entro cui verrà pubblicata la graduatoria dei beneficiari del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari degli sponsor sportivi, di cui all'articolo 81 del decreto agosto, e se, nel frattempo, intenda fornire garanzia che i beneficiari dei contributi 2020 vedranno corrisposto il credito di imposta nell'ammontare massimo stabilito, ovvero pari al 50 per cento degli investimenti effettuati. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-05966 CIRIANI RAUTI BALBONI BARBARO CALANDRINI DE BERTOLDI DE CARLO DRAGO FAZZOLARI GARNERO SANTANCHE' IANNONE LA PIETRA LA RUSSA MAFFONI MALAN NASTRI PETRENGA RUSPANDINI TOTARO URSO ZAFFINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il quotidiano "La Verità", il 7 settembre 2021, ha svelato un retroscena inedito sul tristemente famoso rave party di ferragosto, svoltosi, tra il 13 e il 19 agosto, sulle sponde del lago di Mezzano, durato ben 6 giorni e mai interrotto dalle forze dell'ordine, nonostante la violazione delle norme di contrasto alla diffusione del COVID, nonostante il rinvenimento di un cadavere nelle acque del lago e il largo spaccio e consumo di droghe; in due pagine di inchiesta vengono riportate tutte le note trasmesse in quei giorni tra le forze dell'ordine locali ed il contenuto della la nota prefettizia da cui si evince che quel party , a cui parteciparono migliaia di amanti della musica elettronica e (anche) delle droghe, non sia stato un evento inaspettato e iniziato dal nulla, ma anzi annunciato, monitorato e, in ogni caso, non ostacolato; infatti, si legge che a chi, tra le forze dell'ordine, aveva chiesto il blocco dell'afflusso di mezzi che, incolonnati, si stavano dirigendo dalla zona di Orbetello verso il luogo del rave , fu detto di "monitorare il traffico e non di bloccarlo", un ordine, secondo quanto riportato, partito proprio dalla centrale operativa di Roma; emerge, altresì, che nei giorni dell'emergenza, a cavallo del ferragosto, nelle rispettive sedi non ci fossero né i questori, referenti locali per l'ordine e la sicurezza pubblici, di Grosseto e Viterbo, né il prefetto di Grosseto; viene così data la risposta alla domanda che tutti gli italiani, e non solo, si erano posti sul come potesse essere successo che migliaia di persone avessero transitato senza che nessuno, tra le forze dell'ordine, se ne fosse accorto, mentre, in altri Stati (Francia, Grecia e Spagna), come raccontato ai cronisti alcuni degli stessi organizzatori, era bastato l'arrivo di un certo numero di camper per metter fine all'assembramento, soprattutto in un periodo in cui il distanziamento è raccomandato; dunque, mentre il Governo limita le libertà costituzionali di cittadini, famiglie e imprese in nome del necessario contenimento della pandemia, il Ministero dell'interno sembra aver consentito a 20.000 persone, da ogni parte d'Europa, di arrivare a organizzare un rave party all'insegna dell'illegalità, tra droghe, stupri e violenze, oltre a inquinamento acustico e ambientale e violazione di tutte le norme di contrasto al COVID vigenti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo fosse a conoscenza dei fatti descritti e, in ogni caso, quali ulteriori elementi informativi ritenga di dover fornire al riguardo; se fosse confermato quanto denunciato dal quotidiano "La Verità", se non ritenga che sussistano responsabilità tali, in termini di mancata tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, che abbiano irrimediabilmente compromesso la sua immagine e il suo ruolo istituzionale. Atto n. 4-05967 MONTANI CANDIANI RIVOLTA Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: il sistema previdenziale svizzero si basa sul "sistema dei tre pilastri". Il primo garantisce il minimo essenziale nella vecchiaia del percipiente e in caso di decesso del soggetto assicurato (AVS); il secondo è obbligatorio ed è costituito dalla previdenza professionale integrativa (LPP, legge sulla previdenza professionale); il terzo, infine, è basato sulla previdenza privata individuale e risulta facoltativo; in particolare, il secondo pilastro costituisce fonte di integrazione del reddito da pensione per numerosi italiani, che hanno trascorso la loro vita oltre confine e ora sono rientrati in Italia, e per altrettanto numerosi frontalieri che per lungo periodo hanno varcato giornalmente la frontiera per recarsi al lavoro in Svizzera, ed è formato dagli accantonamenti del datore di lavoro e per il 50 per cento del lavoratore, la cui quota è già oggetto di imposta sui redditi; considerato che: relativamente ai soggetti tenuti all'applicazione della ritenuta nell'ipotesi di corresponsione delle rendite tramite un intermediario, per le rendite AVS, il comma 1 dell'articolo 76 della legge n. 413 del 1991 prevede che la ritenuta è applicata dagli "istituti italiani, quali sostituti di imposta, per il cui tramite l'AVS Svizzera le eroga ai beneficiari in Italia", mentre per le prestazioni LPP, il comma 1 -bis stabilisce che la ritenuta "è applicata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento"; la differente formulazione utilizzata dal legislatore comporta che, diversamente da quanto avviene per le rendite AVS, che sono corrisposte ai beneficiari per il tramite di determinati istituti di credito italiani e, dunque, sulla base di specifiche convenzioni fra questi ultimi e la gestione AVS, le prestazioni LPP sono direttamente corrisposte ai beneficiari mediante accreditamento sui rispettivi conti correnti aperti in Italia. Ne consegue che, nel primo caso, la ritenuta è applicata solo dagli istituti italiani individuati dalle convenzioni come destinatari dei pagamenti, mentre nel secondo caso la ritenuta è applicata da tutti gli intermediari finanziari presso i quali i beneficiari delle prestazioni decidono di far accreditare le prestazioni; ultimamente sono giunte segnalazioni riguardanti il secondo pilastro: se la rendita viene erogata attraverso un intermediario finanziario italiano, la tassazione è del 5 per cento, ma se essa viene erogata attraverso un intermediario finanziario non italiano, in dichiarazione dei redditi invece di essere tassata con un'aliquota del 5 per cento viene tassata con l'aliquota ordinaria, così come annunciato dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 3/E del 27 gennaio 2020; a tale riguardo, la direzione generale dell'Agenzia delle entrate della Lombardia si è invece pronunciata in favore dell'applicazione generalizzata della ritenuta a titolo d'imposta del 5 per cento da parte degli intermediari finanziari che intervengono nel pagamento delle somme e l'esclusione dell'obbligo dichiarativo da parte del contribuente (ai sensi dell'art. 55- quinquies del decreto-legge n. 50 del 2017); ai primi di agosto 2021 l'Agenzia delle entrate ha emesso degli avvisi di irregolarità che vanno a tassare il secondo pilastro con l'aliquota del 12,5 per cento, per i quali è stata presentata istanza di annullamento in sede di autotutela ma gli uffici non hanno ancora preso una decisione sul da farsi vista anche la posizione assunta dalla direzione centrale; risulta non esserci una logica ben chiara, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non considerino opportuno segnalare la questione e chiedere quale sia l'interpretazione corretta, al fine di ricevere dettagli esaustivi, per fare piena e totale chiarezza sul caso e soprattutto fugare ogni dubbio di incoerenza e disparità di trattamento affinché le rendite e le liquidazioni di capitale del secondo pilastro e i prepensionamenti, indipendentemente dal Paese di loro corresponsione, vengano tassati con un'aliquota del 5 per cento. Atto n. 4-05968 RICHETTI Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dell'interno Premesso che: risale a pochi giorni fa l'autorizzazione da parte del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, nei confronti della SAPNA S.p.A. a farsi carico di una quota di rifiuti provenienti da Roma nell'ordine delle 150 tonnellate giornaliere a partire dal 4 ottobre e fino al 31 dicembre 2021; già nel luglio 2012, l'istituto nazionale tumori "Fondazione Pascale" di Napoli rilevò come nei precedenti 15 anni, a partire dal 1998, nella provincia del capoluogo campano i casi di morte per malattie oncologiche fossero aumentati del 47 per cento, un dato in totale controtendenza rispetto al resto d'Italia; in particolare, l'istituto sottolineò come l'eccesso di mortalità, che riguardava anche altre patologie cronico-degenerative e non solo le malattie oncologiche, si prefigurava come un "grave problema sociale e ambientale, oltre che sanitario, di vasta dimensione e notevole gravità"; la Campania, infatti, ha visto negli ultimi 30 anni un susseguirsi di gestioni commissariali e piani dei rifiuti che non sono riusciti a combattere in maniera definitiva le dinamiche malavitose connesse al ciclo dei rifiuti che hanno coinvolto in particolare alcuni comuni nelle province di Napoli e Caserta con i celeberrimi fenomeni delle discariche abusive, delle emergenze causate dai roghi tossici nonché del disastro delle "ecoballe", rifiuti urbani trattati ma non smaltiti; nel gennaio 2016 anche l'Istituto superiore di sanità (ISS) ammette che in 55 comuni della "terra dei fuochi" il tasso dei decessi, di incidenza di tumori e di malformazioni congenite è dovuto anche all'"esposizione a un insieme di inquinanti ambientali che possono essere emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e/o di combustione incontrollata di rifiuti", con gravi problematiche riscontrate anche nella popolazione adolescenziale ed infantile ; per contrastare l'emergenza roghi, nel novembre 2018, presso la Prefettura di Caserta, il Governo ha firmato un ennesimo patto per la "terra dei fuochi", basato su vari interventi a carattere sanitario e ambientale con scopo soprattutto preventivo, la cui scarsa efficacia, però, è stata ammessa appena un anno più tardi, nell'ottobre 2019, dallo stesso Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa; nel febbraio 2021 un dossier frutto di un'intesa stipulata nel 2016 dalla Procura di Napoli e l'ISS ha, infine, certificato che decenni di smaltimento illecito di rifiuti hanno provocato un aumento di malattie nell'area e che, nei 426 chilometri quadrati di riferimento, sono stati accertati quasi 3.000 siti di smaltimento abusivo di rifiuti, anche pericolosi; il dossier sottolinea l'assoluta necessità di bloccare, quindi, qualsiasi attività illecita e di procedere alla bonifica delle aree in parallelo ad un piano di "sorveglianza sanitaria permanente delle popolazioni (...) in termini di prevenzione-diagnosi-terapia ed assistenza"; da tutti questi dati emerge una relazione assolutamente causale tra la presenza di siti di rifiuti sfuggiti al controllo dello Stato e le patologie elencate in precedenza che hanno gravato per decenni sulla popolazione di quei territori, si chiede di sapere: come, ad opinione dei Ministri in indirizzo, il sindaco di Napoli possa liberamente annunciare a mezzo stampa il conferimento di ulteriori 150 tonnellate giornaliere che dovrebbe interessare proprio, tra gli altri, gli impianti presenti nel comune di Giugliano in Campania, uno dei centri più martirizzati della "terra dei fuochi" e quali saranno le conseguenze per la cittadinanza; se intendano porre in essere, una volta per tutte, un piano che comporti la bonifica dei siti inquinati, uno screening sanitario di massa per le popolazioni coinvolte, con particolare riferimento a bambini ed adolescenti, una gestione commissariale che dia una soluzione definitiva alla problematica dei roghi tossici e una maggiore implementazione di forze dell'ordine a controllo del territorio, anche con un monitoraggio tramite l'ausilio di dronisti professionisti. Atto n. 4-05969 GASPARRI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: a quanto risulta all'interrogante alcune aziende che si occupano della compravendita di gameti, di embrioni e di utero in affitto si sono date appuntamento a Milano, il 15 e 16 maggio 2022, per una vera e propria fiera, alla luce del sole, ove pubblicizzare e commercializzare i loro "prodotti", con tanto di colorati ed allettanti dépliant illustrativi, cataloghi, offerte di sconti, suggerimenti e facilitazioni nell'"acquisto"; tale pratica in Italia è illegittima come chiaramente stabilito dalla legge n. 40 del 2004 che all'art. 12, comma 6, testualmente recita: "Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro"; dietro tutto questo c'è infatti una realtà fatta di vendita di bambini, di donne povere sfruttate, di coppie legittimamente desiderose di un figlio ma raggirate ed ingannate facendo leva sulla loro sofferenza, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della vicenda; se non intendano intervenire immediatamente per fermare questa ed altre iniziative illegali, anche in nome dei fondamentali diritti umani che stanno alla base della nostra Costituzione, a garanzia dei più deboli e dei più indifesi. Atto n. 4-05970 DE CARLO Al Ministro dell'interno Premesso che, come si apprende dai media locali, dai comunicati emessi dal SAP, Sindacato autonomo di Polizia, nella provincia di Treviso la Polizia postale subirà una riduzione di personale considerevole, e da 8 operatori resterà con 5; tenuto conto della preoccupazione espressa anche dal procuratore capo facente funzione, dottor Massimo De Bortoli, che ha pubblicamente manifestato apprensione in riferimento ad una situazione che potrebbe avere ricadute importanti sulla popolazione, visto che l'ufficio che rischia di rimanere sotto organico svolge una specifica attività di polizia giudiziaria di grande importanza per la repressione dei reati informatici, sempre più frequenti, come le frodi a mezzo di internet e la pedopornografia, che senza un tempestivo intervento rischiano di restare per lo più impuniti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica e se non intenda affrontare la questione garantendo alla provincia di Treviso un adeguato numero di unità operative di nella Polizia postale. Atto n. 4-05971 PARAGONE Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: il 3 e 4 ottobre 2021 si svolgeranno le elezioni amministrative in oltre 1.000 Comuni d'Italia, fra cui Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste, oltre al rinnovo del Consiglio regionale calabrese e alle elezioni suppletive per Camera e Senato a Roma e Siena; recentemente è stato definito e siglato dai Ministri in indirizzo il "protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali dell'anno 2021" nel quale sono individuate alcune misure per prevenire il rischio d'infezione da COVID-19. In continuità con quanto già disposto per le consultazioni del 2020, è stata prevista l'istituzione di sezioni ospedaliere nelle strutture sanitarie con almeno 100 posti-letto che ospitino reparti COVID ed è stato disposto che i componenti delle sezioni ospedaliere e dei seggi speciali debbano essere in possesso del green pass ; considerato che: in questi giorni il Presidente del Consiglio dei ministri e alcuni Ministri si sono espressi favorevolmente, oltre che sull'obbligatorietà vaccinale, anche sull'estensione del green pass ad altre categorie di persone e luoghi a partire da ottobre; stando a quanto riferito all'interrogante, fra i cittadini si starebbe diffondendo il timore che il Governo stia valutando l'ipotesi di rendere obbligatorio il green pass anche per accedere ai seggi, misura che sarebbe gravemente violativa dall'art. 48 della Costituzione, si chiede di sapere se sia realmente al vaglio l'ipotesi di esibizione al seggio del green pass pena il diniego dell'esercizio di voto. Atto n. 4-05972 PARAGONE Ai Ministri delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e della salute Premesso che: l'art. 2, comma 1, lett. b) , del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, stabilisce che, a partire dal 1° settembre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l'accesso a navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello stretto di Messina, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87; in questi giorni migliaia di ragazzi rientreranno a scuola e i tanti residenti nei comuni lombardi del lago Maggiore riprenderanno a recarsi quotidianamente negli istituti della vicina Verbania, sulla sponda piemontese, attraversando il lago. Per effetto del decreto-legge n. 111 per salire a bordo dei traghetti che effettuano trasporto viaggiatori e che in 15 minuti collegano Laveno-Mombello (Varese) a Intra, frazione di Verbania, i passeggeri dovranno essere in possesso del green pass , trattandosi di trasporto interregionale seppure, per le sue caratteristiche, assimilabile al trasporto locale; ai traghetti impiegati per i collegamenti nello stretto di Messina, esclusi dalla misura, si applicano le prescrizioni previste per il trasporto pubblico locale marittimo; considerato che: per accedere agli istituiti scolastici per gli studenti non è obbligatorio essere in possesso del green pass ; la compagnia che effettua la navigazione del lago può rilasciare abbonamenti soltanto se il richiedente dimostri di essere in possesso del green pass ; recarsi da una sponda all'altra del lago, evitandone l'attraversamento, comporterebbe un impiego di tempo di molto superiore; la mancata esclusione della navigazione lacustre interregionale (peraltro interessata da un forte fenomeno di pendolarismo) dall'applicazione delle misure creerà numerose difficoltà per il rientro a scuola di migliaia di studenti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione; se e in che modo intendano intervenire per escludere il trasporto interregionale lacustre dalle disposizioni di cui all'art. 2 del decreto-legge n. 111 del 2021, come già fatto per i collegamenti navali all'interno dello stretto di Messina. Atto n. 4-05973 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che l'art. 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio di sicurezza di attività sociali ed economiche", attualmente in fase di conversione, ha disposto che dal 6 agosto, sul territorio nazionale, anche in zona bianca, sia "consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19", il cosiddetto green pass , l'accesso ai servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, piscine, palestre, centri benessere, sagre, fiere, convegni, congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi, sale gioco e scommesse, bingo e casinò, concorsi pubblici; considerato che: il green pass nazionale si può ottenere in tre modi: a) al completamento del ciclo di vaccinazione; b) in seguito alla guarigione dopo contagio da COVID-19; c) in caso di esito negativo di un test molecolare o antigenico rapido, con validità di 48 ore; il green pass ha durata differente in relazione alla diversa tipologia di immunizzazione dal virus, attualmente la durata è di 9 mesi dall'avvenuta vaccinazione con doppia dose (periodo pari alla ritenuta efficacia dei vaccini), 6 mesi dall'avvenuta guarigione dal virus, arco temporale in cui si ritiene che gli anticorpi proteggano da un nuovo contagio, 2 giorni nel caso di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti allo spostamento o all'ingresso in un luogo a rischio affollamento; il tampone ha un costo variabile da regione a regione, comunque non inferiore a 15 euro per gli over 18 e 8 euro per la fascia 12-18 anni, nel caso di prezzo calmierato; costo a carico del cittadino indipendentemente dal reddito, discriminando, di fatto, coloro che abbiano scarse disponibilità economiche; stando a quanto si apprende, è scientificamente dimostrato che la vaccinazione non conferisca totale immunità, e, dunque, è possibile che i vaccinati possano essere contagiati; sul punto, si fa rilevare che, conscio di tale aspetto, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha emanato il protocollo per la partecipazione ai concorsi pubblici del 15 aprile 2021, prevedendo l'obbligo di referto negativo di tampone non antecedente alle 48 ore, anche per i vaccinati; chi venisse trovato sprovvisto di certificazione durante un controllo rischia sanzioni significative: fino a 400 euro di multa per i clienti di esercizi commerciali e 5 giorni di chiusura per i locali; visto che il green pass , pensato soprattutto per consentire una ripresa economica in tutta sicurezza, ad oggi non risulta obbligatorio in luoghi considerati altrettanto a rischio: i mezzi di trasporto pubblico locale, i supermercati (data l'impossibilità di sanificare gli oggetti e la possibile lunga permanenza nell'esercizio), i centri commerciali, le attività commerciali (negozi), eccetera, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga che la normativa, così come articolata, non garantendo nella sua ratio la prevenzione degli assembramenti tra soggetti non vaccinati, risulti irragionevole, potenzialmente discriminatoria, in contrasto con l'art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e contraria a quanto disposto dal regolamento (UE) 2021/953; se intenda estendere la gratuità dei tamponi a quei soggetti che non possano o non siano stati ancora immunizzati ovvero in tutti quei casi in cui si renda opportuno o necessario eseguire un tampone anche in caso di completamento del ciclo vaccinale; in che modo intenda supervisionare e intervenire per monitorare l'efficacia del green pass nella prevenzione dei contagi; se intenda adottare ulteriori misure economiche compensative e indennitarie per tutte quelle attività che dovessero subire delle perdite a causa dell'applicazione delle norme sul green pass . Atto n. 4-05974 ZAFFINI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: recentemente il PD ha reso nota, a mezzo stampa, la "costituzione di un tavolo di confronto e monitoraggio sulla vendita di Acciai Speciali Terni presso la direzione nazionale del partito" con un incontro convocato e presieduto dal "V. Segretario nazionale del Pd, Peppe Provenzano, e dal responsabile nazionale crisi industriali, Valerio Fabiani", incontro a cui hanno partecipato "Marina Sereni, V. Ministra degli Affari Esteri e Anna Ascani, Sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, nonché gli europarlamentari Pd Brando Benifei e Simona Bonafè, Martina Nardi, Presidente della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, Gianluca Benamati, Capogruppo Pd nella medesima commissione e Stefano Collina, V. Presidente della Commissione Industria del Senato, Walter Verini, Parlamentare umbro del Pd, Paolo Raffaelli, ex sindaco Pd di Terni, Tommaso Bori, Segretario regionale Pd dell'Umbria, Fabrizio Bellini, Segretario Pd della federazione di Terni, Pierluigi Spinelli, Segretario comunale del Pd di Terni e Matteo Bianchi, Capo della segreteria tecnica del Ministro del Lavoro"; lascia a dir poco esterrefatti la notizia di un partito che a giudizio dell'interrogante ambisce a farsi Stato con la costituzione di un tavolo di concertazione e monitoraggio sulle sorti di un'eccellenza della siderurgia italiana, quale l'AST di Terni, da anni sottoposta ad uno smantellamento doloso, ma lascia ancor più sconcertati la partecipazione, a tale tavolo, di alcuni esponenti di questo Governo che, con il Ministero dello sviluppo economico, è invece l'unico soggetto deputato a costituire un tavolo di confronto e monitoraggio per vigilare sul passaggio di proprietà dell'ultima azienda italiana produttrice di acciaio inox e dunque fortemente strategica per un Paese trasformatore come l'Italia; da tempo, Fratelli d'Italia, attraverso il suo presidente Giorgia Meloni e dei rappresentati locali, compreso l'interrogante, denuncia l'opacità e la scarsa trasparenza della trattativa in essere, al punto di aver chiesto al Governo, coerentemente con il ruolo istituzionale che un partito dovrebbe avere, l'attivazione della golden power per garantire la presenza minima dello Stato al fine di monitorare una trattativa che non può essere lasciata totalmente al mercato ed i movimenti aziendali di TK AST in tale trattativa; l'acciaieria di Terni è l'ultimo sito di produzione di acciaio inox in Italia, l'Italia è Paese trasformatore e grande consumatore di tale materia prima, la trattativa non è un "affare tra privati", ancorché multinazionali e di grandi dimensioni, ma è vicenda che coinvolge l'interesse nazionale, realizzandosi quindi i presupposti perché lo Stato eserciti la golden power . Tutto ciò non può essere "clonato" dalle iniziative di un partito come il PD che dei problemi del sito ternano è quantomeno corresponsabile, avendo governato l'Umbria per 50 anni, si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza del tavolo di confronto e monitoraggio sulla vendita di Acciai speciali Terni; con quale mandato i rappresentanti di Governo vi abbiano preso parte e quali siano le informazioni in suo possesso circa la trattativa; come il Governo intenda tutelare l'interesse nazionale direttamente coinvolto dalla trattativa medesima. Atto n. 4-05975 VANIN GIROTTO PISANI Giuseppe DE LUCIA LEONE LANZI PAVANELLI D'ANGELO AUDDINO PELLEGRINI Marco MATRISCIANO NATURALE PRESUTTO MAUTONE MARINELLO MONTEVECCHI MANTOVANI ENDRIZZI COLTORTI Ai Ministri dell'interno e per la pubblica amministrazione Premesso che: la società Porta di Venezia, facente capo a Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia in carica dal 2015), è proprietaria dell'area denominata "I Pili", un terreno di 40 ettari sito accanto all'imboccatura del ponte translagunare che collega la terraferma a Venezia (ponte dalla Libertà). Tale area, utilizzata in passato come discarica abusiva di rifiuti tossici, soprattutto fosfogessi, prodotti dall'adiacente raffineria ENI, classificata nel piano regolatore come area di "verde pubblico attrezzato" ma ancora in attesa di bonifica, era stata messa all'asta dall'Agenzia del demanio nel 2005 e acquistata al prezzo di 5 milioni di euro; Brugnaro, neoeletto sindaco di Venezia nel 2015, dichiarò pubblicamente che, per evitare il potenziale conflitto di interessi, avrebbe lasciato l'area inalterata per la durata del suo incarico istituzionale; tuttavia, a seguito della scelta di Brugnaro di affidare le proprie società a una holding esterna, attraverso l'utilizzo di un blind trust (istituto da sempre utilizzato, nei Paesi di origine anglosassone, per la sola gestione delle proprietà mobiliari e, quindi, non efficace per i beni immobili), il 5 febbraio 2018 il Consiglio comunale approvò a maggioranza un ordine del giorno in cui venne espresso parere positivo a una proposta di riqualificazione e importante sviluppo urbanistico dell'area dei Pili, che, condizionatamente alla modifica della pianificazione degli strumenti urbanistici, avrebbe potuto portare il terreno ad avere un valore stimato di 100-150 milioni di euro ("Italia Oggi", 27 ottobre 2020); in quella che gli interroganti ritengono una violazione di quanto disposto dall'art. 78 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali), il sindaco Brugnaro fu presente e intervenne: durante la predetta discussione del Consiglio comunale del 5 febbraio 2018; all'approvazione della successiva delibera di Giunta comunale del 13 febbraio 2018 (avente ad oggetto la votazione per reindirizzamento della previsione di spesa per la "riqualificazione urbanistica ed edilizia della stazione di Mestre" verso la realizzazione di un ponte ciclopedonale che collegasse il parco San Giuliano con l'area dei Pili); all'approvazione della delibera di Giunta comunale del 4 novembre 2019 (per l'approvazione del piano urbano della mobilità sostenibile); un'inchiesta de "La Nuova Venezia", pubblicata nell'ottobre 2020, ha portato alla luce uno scambio di e-mail del 2017 tra Derek Donadini, ex funzionario della società Porta di Venezia, e in seguito vice capo di gabinetto del sindaco Brugnaro, e una ditta costruttrice legata all'imprenditore Ching Chiat Kwong, dalle quali traspare come tra le due parti ci fossero espliciti riferimenti alla cessione dell'area dei Pili alla società del magnate di Singapore per la cifra di 100 milioni di euro, solo subordinatamente all'approvazione della modifica urbanistica ("La Nuova Venezia", articoli a firma di Enrico Tantucci del 13-14-15 ottobre 2020; "Corriere di Verona", 15 ottobre 2020); peraltro, anche sul quotidiano "Domani" del 6 settembre 2021 è apparso un articolo in cui si parla del nuovo piano di mobilità sostenibile per Venezia 2020 che sembrerebbe, secondo l'inchiesta, dirottare gli arrivi turistici che entrano in città anche sui terreni riconducibili alle proprietà del sindaco; considerato che: più recentemente la stampa locale ha segnalato l'ulteriore preoccupazione destata dall'approvazione da parte della Giunta comunale del PUMS (piano urbano della mobilità sostenibile), che prevede nella località dei Pili e di San Giuliano un nuovo doppio terminal di accesso via acqua alla città lagunare, con lo scavo di un nuovo canale lagunare per il collegamento con il canale Vittorio Emanuele III; tale progetto vedrebbe ancora una volta l'area dei Pili al centro di potenziali speculazioni. L'area verrebbe infatti attrezzata a terminal e area di scambio a servizio dei bus turistici, con nuovi parcheggi e fermate di autobus, tram, treno e vaporetti, e con la necessaria presenza di aree di ristoro e attività commerciali. L'impiego di risorse e finanziamenti pubblici porterebbe in tal modo a un ingente aumento di valore di un'area privata ("La Nuova Venezia", 25 aprile 2021; "Nuova Venezia", 29 e 30 agosto 2021); peraltro, le notizie di stampa sembrano suggerire o insinuare, inoltre, come l'individuazione del canale nord, sponda nord come approdo temporaneo per la crocieristica (una scelta questa fortemente sostenuta da Comune e Regione nonostante la mole dei lavori necessari, i costi spropositati richiesti e comunque sproporzionati per una destinazione che dovrebbe essere di carattere temporaneo) insistendo su un luogo immediatamente contiguo al terreno dei Pili potrebbe comportare un ulteriore potenziale rischio di conflitto di interessi legato alla necessità della realizzazione dei servizi connessi al terminal ("Nuova Venezia", 7 agosto 2021), si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto; se, in particolare, siano a conoscenza della situazione di conflitto di interessi descritta che coinvolge il sindaco di Venezia e che si protrae da tempo, situazione ad avviso degli interroganti alla quale ad oggi non è stata data alcuna soluzione e rispetto alla quale si chiede quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze e prerogative, intendano intraprendere; quali iniziative, nei limiti delle rispettive attribuzioni, intendano assumere per dare corso alle opportune verifiche secondo i principi di trasparenza, correttezza e buon andamento dell'attività amministrativa. Atto n. 4-05976 LANNUTTI VANIN LEZZI CASTALDI ANGRISANI Ai Ministri dell'interno e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: sul quotidiano "Domani" del 6 settembre 2021 è apparso un articolo dal titolo "Il comune è tutto un affare, Brugnaro prende Venezia", in cui si parla del nuovo piano per la mobilità sostenibile Venezia 2030 che secondo l'inchiesta giornalistica dirotterebbe i flussi dei turisti che entrano in città sui terreni la cui proprietà è riconducibile al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. "Un affare milionario preparato per oltre dieci anni", che secondo il quotidiano sarebbe "solo il più clamoroso dei conflitti di interesse che hanno accompagnato l'ascesa e il potere di questo Berlusconi veneto"; nell'articolo si fa presente che il 31 marzo 2021 è stato redatto un documento che ridisegna l'accesso alle isole lagunari, un progetto che prevede anche il delicato scavo di un canale. A giugno scorso a questo documento è seguito un bando del Comune di Venezia per realizzare lo studio di fattibilità del nuovo " terminal intermodale" terra-mare di San Giuliano, il cui scopo sarebbe quello di decongestionare la porta di accesso a Venezia, rappresentata attualmente da piazzale Roma, e ridurre quindi i flussi sul ponte della Libertà, unica via di accesso per le automobili. La mappa allegata al progetto indica come terminal San Giuliano due aree collegate tra loro, una delle quali nota come Pili, a sud del ponte della Libertà, un terreno non bonificato, che secondo il progetto dovrà intercettare l'utenza turistica con servizi di navigazione e con collegamenti ferroviari, e pertanto sono previste anche una nuova fermata del treno ad hoc e una nuova fermata del tram, con un transito giornaliero medio di 9.600 turisti al giorno. Per la realizzazione del nuovo terminal verrebbe utilizzata parte dei 1,39 miliardi di euro assegnati a Venezia a fine 2019 dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; considerato che: nella seduta del 5 febbraio 2018 il Consiglio comunale di Venezia ha approvato a maggioranza un ordine del giorno in cui è stato espresso parere favorevole a un poderoso sviluppo urbanistico dell'area dei Pili che, per essere attuato, necessitava dell'approvazione di varianti alla strumentazione urbanistica comunale; l'area dei Pili è un'area privata di proprietà della società Porta di Venezia S.p.A., che risulterebbe far capo al sindaco Brugnaro. L'area, acquistata nel 2005 per circa 5 milioni di euro, assumerebbe oggi un valore dai 100 ai 150 milioni di euro grazie alla variante urbanistica. Al fine di evitare di incorrere in conflitti di interessi, il sindaco avrebbe affidato le sue società allo studio Withers dell'avvocato statunitense Ivan A. Sacks, secondo l'istituto del cosiddetto blind trust , un istituto in uso nel mondo anglosassone per la gestione delle sole proprietà mobiliari, quindi non efficace per i beni immobili. Il trust è la L.B. (Luigi Brugnaro) holding , che poco ha a che fare con un blind trust visto che nel consiglio di amministrazione della società siedono manager delle altre società di Brugnaro e "sono loro che presiedono le assemblee con il legale dall'altra parte dell'oceano", come fa notare "Domani"; inoltre, alla citata discussione in Consiglio comunale del 5 febbraio 2018, il sindaco ha partecipato ed è anche intervenuto quando si sono affrontati contenuti riguardanti la variante urbanistica che interessa proprio la zona dei Pili. Così come ha partecipato anche all'approvazione della delibera di Giunta comunale n. 41 del 13 febbraio 2018, dedicata all'esame della variazione del bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2018-2020, dove è stato votato il cambio di destinazione della previsione di spesa inizialmente prevista per la "riqualificazione urbanistica ed edilizia della stazione di Mestre", per la realizzazione dell'obiettivo di cui al punto 1, lettera b) , del patto per lo sviluppo della città di Venezia, verso l'obiettivo di realizzare un ponte ciclopedonale per collegare il parco di San Giuliano con la zona dei Pili. Nonché ha partecipato all'approvazione della delibera di Giunta comunale n. 374 del 4 novembre 2019 dedicata all'approvazione della documentazione del piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) della città, dove è prevista, nel principale elaborato di progetto "collegamenti territoriali strategici", la realizzazione di un nuovo canale, che collegherà direttamente la zona dei Pili con la marittima e il centro storico di Venezia attraverso il canale Vittorio Emanuele III. Pertanto sembra evidente la correlazione immediata e diretta tra gli atti discussi e varati dal Consiglio comunale e dalla Giunta alla presenza del sindaco Brugnaro e i suoi interessi privati; considerato infine che: sono note le intenzioni del sindaco di trasformare l'area dei Pili in un progetto edilizio e urbanistico imponente, tale da portare il valore dell'area, circa 430.000 metri quadrati acquistati all'asta nel 2005, dai 5 milioni di euro dell'acquisto ai 100-150 milioni di euro post variante urbanistica, attraverso la previsione di attività commerciali, alberghiere, residenziali, di intrattenimento (tra cui un casinò), sportive, darsene, come si può leggere anche in inchieste giornalistiche. Come pure è noto che i terreni dei Pili sono stati a lungo oggetto di trattativa con la società Oxley, di proprietà del magnate di Singapore Ching Chiat Kwong, per la vendita a un prezzo di molto superiore proprio grazie alla modifica della destinazione urbanistica dell'area e la previsione della successiva realizzazione di un progetto edilizio imponente: risulterebbero volumi per 1.300.000 metri cubi e una superficie coperta pari a 84.000 metri quadrati, con un indice di edificabilità doppio rispetto a quello previsto dal piano regolare generale vigente. Ed è alla società del magnate di Singapore che nel 2018 il Comune ha venduto a prezzi scontati due palazzi sul canal Grande; la vicenda dei Pili ha dunque messo in luce la commistione di interessi pubblici e privati e il conflitto di interessi che appaiono coinvolgere il sindaco di Venezia. Alla quale si aggiungono i poco edificanti incroci tra società partecipate pubbliche e ruoli privati riconducibili sempre al sindaco: dal socio del trust di Brugnaro, Paolo Bettio, che è amministratore unico di Venis S.p.A., la società che gestisce tutti i servizi di informatica del Comune di Venezia, ad Alilaguna, sponsor della Reyer, la squadra di basket del sindaco, che ha ottenuto più di mezzo milione di euro di affidamenti dal Comune, solo per citarne alcuni. Tutti elementi che, ad avviso degli interroganti, evidenziano commistioni ramificate e prolungate nel tempo e il coinvolgimento di interessi privati del sindaco, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto riportato, una vicenda che, ad avviso degli interroganti, rischia di minare la credibilità delle istituzioni e getta una luce preoccupante sulla trasparenza e legittimità di alcuni atti; se siano a conoscenza di quella che appare come un'evidente posizione di conflitto di interessi, protratta nel tempo e a cui non è stata data ad oggi alcuna soluzione, e quali atti intendano adottare, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, al fine di intervenire rispetto a tale conflitto d'interessi che riguarda la figura del sindaco di Venezia. Atto n. 4-05977 BOTTO LANNUTTI ABATE GIANNUZZI DI MICCO ANGRISANI MORONESE LEZZI ORTIS Ai Ministri dell'università e della ricerca e della salute Premesso che: secondo quanto risulta dagli organi di stampa, i test d'ingresso per il corso di laurea in medicina e odontoiatria per l'anno in corso sono stati caratterizzati anche quest'anno da una serie di irregolarità e violazioni delle disposizioni previste, sia con riferimento agli errori contenuti nelle domande di ammissione (addirittura 4 errori su 60) che all'uso improprio di smartphone durante la prova d'esame, oltre che da carenze sul fronte della segretezza delle domande dei test ; le diverse segnalazioni in merito alle domande errate, che potrebbero influire sul passaggio finale decretando l'ammissione o meno al corso di laurea, sono state confermate oltre che dai candidati anche da alcuni docenti, che hanno analizzato i quesiti e individuato gli errori commessi in primis dal Ministero dell'università e della ricerca; si evidenzia come, nonostante l'impegno e i sacrifici compiuti dagli oltre 60.000 candidati su tutto il territorio nazionale e dalle loro famiglie, gli effetti derivanti dagli errori contenuti nelle domande di ammissione rischiano di vanificare, oltre ad un anno di preparazione didattica (considerato che se tra le opzioni non c'è la risposta corretta o peggio non è quella individuata dal Ministero, ai candidati è sottratto il punteggio relativo al quesito), soprattutto la possibilità di accedere al corso di laura; ulteriori criticità, a giudizio degli interroganti, si ravvisano nella scelta del numero chiuso per accedere ai corsi di laurea in medicina (oltre alla scarsa trasparenza che caratterizza tutta la fase istruttoria per giungere alla determinazione del numero di posti disponibili), nonostante, proprio a causa della situazione sanitaria emergenziale che il Paese sta attraversando connessa alla pandemia, la sanità territoriale necessita di incrementare notevolmente il numero del personale medico e degli infermieri, anche per il futuro; la legge 2 agosto 1999, n. 263, recante "norme in materia di accesso ai corsi universitari", con riferimento alla facoltà di medicina, risulta, a parere degli interroganti, anacronistica e inadeguata rispetto all'evoluzione dei tempi, considerato che, inizialmente, era consentito agli studenti accedere al corso di laurea avendo frequentato studi classici e successivamente esteso a tutte le maturità, ed in seguito furono invece introdotti interventi per calmierare gli accessi, in quanto nel passato era presente più personale sanitario, rispetto alle effettive esigenze richieste nel Paese; sebbene la Corte costituzionale avesse espresso un parere favorevole in merito alle valutazioni di accesso al mondo universitario contenute nella legge, si evidenzia tuttavia come attualmente gli studenti, non riuscendo ad accedere al corso di laurea in medicina, siano indotti, attraverso un espediente, ad iscriversi ad altri corsi in materie scientifiche, per il primo anno (avendo acquisito 25 crediti formativi in un'altra facoltà universitaria), per poi successivamente iscriversi alla facoltà di medicina; tali osservazioni richiedono conseguentemente interventi urgenti e necessari finalizzati a rivedere profondamente la normativa in materia d'accesso al corso di laurea in medicina, considerato che le disposizioni attualmente in vigore che prevedono il numero chiuso appaiono inadeguate e inaccettabili, proprio in relazione alle attuali esigenze richieste a livello nazionale, legate al potenziamento il personale sanitario e quello specializzato, a causa della crisi sanitaria legata al COVID-19, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se intendano confermare che i test di ingresso siano stati effettivamente caratterizzati da irregolarità e violazioni delle disposizioni previste per lo svolgimento delle prove d'accesso; in caso affermativo, quali iniziative di competenza intendano assumere al fine di verificare quanto accaduto e riconsiderare pertanto le graduatorie previste e gli errori contenuti nelle domande dei test , stabilendone l'annullamento; se non convengano che l'attuale normativa in materia di numero chiuso alla facoltà di medicina sia carente e inadatta rispetto alle reali esigenze sanitarie del Paese; quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di rivedere l'impianto normativo in relazione alle osservazioni esposte, che evidenziano un quadro complessivo grave e allarmante, anche e soprattutto alla luce della situazione che il sistema sanitario nazionale sta affrontando a causa della pandemia. Atto n. 4-05978 DI MICCO MORONESE GIANNUZZI LANNUTTI CRUCIOLI ORTIS GRANATO LEZZI BOTTO LA MURA VANIN TRENTACOSTE Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: ad ottobre 2019 Jabil Circuit Italia Srl, filiale italiana di Jabil Circuit Inc, multinazionale americana attiva nel settore della manifattura elettronica, aveva presentato come ulteriore azienda interessata ad assumere una parte degli addetti Jabil in esubero il gruppo sardo Orefice, che produce gruppi elettrogeni, ed aveva manifestato interesse ad aprire uno stabilimento a Marcianise (Caserta) con l'assunzione di 60 addetti. Nei primi mesi del 2020 la Jabil, con una nota, comunicava quanto segue: "È possibile risolvere il problema dei licenziamenti e assicurare immediatamente una nuova opportunità di lavoro in zona a tutti i dipendenti in esubero di Jabil. A tutti i dipendenti è stata data l'opportunità di accettare nuovi posti di lavoro in 44 imprese locali che sono state coinvolte in questo processo"; 23 lavoratori, scegliendo la ricollocazione presso altre aziende, furono assunti dalla società Orefice Generators Srl. Nelle lettere di impegno alle assunzioni, risalenti a fine marzo 2020, si evince l'impegno assunto dalla società ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato, con contratto full time "efficace e vincolante", che sarebbe diventato effettivo dalla data 25 maggio 2020, qualora il lavoratore avesse accettato la proposta, che aveva validità fino al 24 aprile 2020. Da allora però i lavoratori non hanno mai cominciato effettivamente a lavorare; tutti gli ex Jabil hanno continuato a vivere nel "limbo" della cassa integrazione, e Orefice, a marzo 2021, ancora non rendeva noto come intendeva concretamente riutilizzarli; negli accordi ministeriali era previsto il divieto di licenziamento; inoltre era palesato da parte del gruppo Orefice l'impegno al che la garanzia occupazionale fosse sul territorio di Marcianise, in subordine della Campania. Inoltre la società non ha indicato allo stato quale e di che tipo sarebbe il fantomatico sito produttivo in cui sarebbero collocati i 23 lavoratori, dunque risulta ostico comprendere perché, con gli investimenti recepiti da Jabil, non si possa realizzare il medesimo sito in Campania (coerentemente con gli accordi presi) e invece si possa farlo in Sardegna; pur avendo incassato ingenti somme dalla Jabil per la ricollocazione dei lavoratori in esubero, infatti, la Orefice Generators non ha mai chiarito i piani di riutilizzazione degli ex Jabil al punto che i progetti dell'azienda, come recita una nota delle sigle dei metalmeccanici (Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Failms), "offrono più ombre che luci, sebbene fossero stati stipulati nelle sedi istituzionali, sia nazionali che regionali"; considerato che, sempre per quanto risulta: già da marzo 2021 le organizzazioni sindacali avevano chiesto al Governo Draghi, e nello specifico al Ministro dello sviluppo economico, di riaprire il tavolo al Ministero, attuando un presidio davanti alla prefettura di Caserta per portare all'attenzione le criticità della situazione in atto; in data 8 giugno, in una lettera di richiesta di incontro urgente alla Regione Campania, indirizzata all'assessore per il l lavoro e le attività produttive, le associazioni sindacali ribadivano che le attività dichiarate dalla società Orefice Generators, in sede ministeriale, non erano ancora partite e che le 23 unità assorbite da Jabil, che avrebbero dovuto essere impiegate da maggio 2020, erano poste in cassa integrazione a zero ore; in data 18 giugno, durante un incontro telematico svolto con Confindustria Napoli, il gruppo Orefice annunciava la decisione di rinunciare a realizzare il progetto industriale per i 23 lavoratori ex Jabil: una scelta gravissima, ancor più alla luce del fatto che Orefice Generators si propose volontariamente nel percorso di ricollocazione dei lavoratori, presentando nelle sedi istituzionali il proprio progetto finalizzato ad una svolta occupazionale: in data 23 giugno il primo firmatario presentava un'interrogazione (4-05699) in cui chiedeva, insieme ad altri colleghi senatori, al Ministro dello sviluppo economico se non intendesse, in ordine: riaprire il tavolo per la vertenza Jabil, mettendo in atto tutti gli strumenti per fare in modo che Orefice Srl, così come anche Softlab e Jabil, onorassero gli impegni presi in sede istituzionale; intervenire inducendo Orefice Generators a revocare la sua decisione, alla luce del fatto che non solo aveva percepito delle ingenti somme profuse da Jabil per la ricollocazione dei lavoratori ma che ha anche usufruito della cassa integrazione straordinaria messa in campo dal Governo a tutela delle aziende; coinvolgere la Regione Campania in un serio programma di monitoraggio dei processi di reindustrializzazione, che hanno generato contratti di lavoro attrattivi per i lavoratori proprio in virtù delle garanzie che dovrebbero rappresentare gli organi istituzionali. All'interrogazione non è pervenuta risposta; rilevato che: lunedì 6 settembre con una semplice e-mail l'azienda ha comunicato il trasferimento di tutti i 23 lavoratori del sito di Caserta in Sardegna, annunciando la chiusura del sito campano; come scrivono le sigle sindacali in un loro comunicato del 7 settembre: "Ad oggi, dopo varie rassicurazioni da parte dell'assessore regionale Marchiello e varie lettere inviate al Mise, al vice Ministro Todde e a Jabil, nessuno è stato in grado di richiamare Orefice Generators alle proprie responsabilità ed al rispetto degli accordi", si chiede di sapere: se e come i Ministri intendano attivarsi per fare luce su quanto accaduto; se non ritengano necessario intervenire per evitare che si continuino a regalare soldi alle aziende senza avere conferma degli investimenti in una continua desertificazione industriale del territorio di Caserta; se siano in atto iniziative volte a prestare attenzione alle finte reindustrializzazioni da parte di aziende che utilizzano incentivi pubblici e privati e poi alla fine abbandonano i territori quando il loro atto speculativo è ormai irreversibile; se e come intendano attivarsi per la tutela dei diritti dei lavoratori vittime di questo sopruso predatorio. Atto n. 4-05979 CONZATTI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: ci sono lavori che, più di altri, risultano particolarmente pesanti e logoranti per chi li svolge. La legge è intervenuta più volte, a questo proposito, per tutelare i lavoratori che compiono le mansioni più usuranti, per esempio in materia di sistema pensionistico; si tratta dunque di lavori che vengono espletati in particolari situazioni, anche rischiose, che richiedono un impegno psicofisico maggiore a livello sia di quantità di tempo che a livello di intensità; chi ha svolto durante la sua vita lavori gravosi e professioni faticose, per un determinato periodo di tempo e secondo le condizioni stabilite dalla normativa vigente, ha diritto, per legge, ad alcune agevolazioni relativamente alla pensione; gli impianti a fune hanno la delicata funzione di trasportare persone e cose tra luoghi di partenza e arrivo che presentano forti dislivelli e ostacoli ambientali, evitando percorsi ripidi o accidenti. Gli impianti di trasporto sono di notevole importanza, anche in funzione turistica, specialmente per le regioni montane del nostro Paese; nel comparto degli impianti a fune molte attività sono svolte in quota, spesso a temperature invernali proibitive, con numerosi sbalzi di altitudine e con lavorazioni pesanti su piloni che possono raggiungere altezze elevate; i circa 7.000 lavoratori degli impianti a fune auspicano di veder riconosciuto il loro lavoro come usurante: un obiettivo che se raggiunto permetterebbe anche di ringiovanire l'età media del settore evitando l'aumento di malattie professionali ed infortuni dovuti all'elevata età anagrafica degli addetti, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adottare urgenti provvedimenti al fine di inserire, tra le attività gravose o usuranti, le attività svolte in quota ed in condizioni climatiche avverse ribadendo così quanto contenuto nell'avviso comune sottoscritto in occasione del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro 2019-2022 (all. 9). Atto n. 4-05980 TOSATO Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze Premesso che: ai sensi dell'articolo 1, comma 10, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio per il 2021), in caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato o di trasformazioni di un contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, effettuate nel corso degli anni 2021 e 2022, al datore di lavoro è riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali pari al 100 per cento, per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione non abbiano compiuto 36 anni di età; l'esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 48 mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna; il successivo comma 14 precisa altresì che il beneficio è concesso nei limiti e alle condizioni di cui alla sezione 3.1 della comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final, del 19 marzo 2020, recante un "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", ed è subordinato all'autorizzazione della Commissione europea; nella circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021, a tal proposito, l'istituto ha precisato che "le istruzioni per la fruizione della misura di legge in oggetto, con particolare riguardo alle modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro" saranno emanate una volta ricevuto l'orientamento della Commissione europea; la decontribuzione introdotta con le disposizioni richiamate è strategica, in quanto finalizzata a favorire l'occupazione stabile dei giovani attraverso la riduzione del cuneo fiscale, con un'attenzione particolare verso le aree del Paese maggiormente caratterizzate da tassi di disoccupazione giovanile; è pertanto indispensabile che le disposizioni diventino efficaci prima possibile; al momento, l'autorizzazione da parte della Commissione europea non risulta essere stata concessa, si chiede di sapere a che punto sia l' iter di autorizzazione, presso la Commissione europea, della decontribuzione e quando si prevede che le norme siano concretamente operative ed applicabili. Atto n. 4-05981 DE VECCHIS Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Premesso che: l'improvviso abbassamento del limite di velocità da 60 a 50 chilometri orari, da parte di ANAS, nel viadotto dell'aeroporto di Fiumicino, ha sollevato numerose proteste da parte degli utenti, colpiti da una raffica di contravvenzioni; in assenza di un'adeguata e preventiva informazione del cambio improvviso di segnaletica e del conseguente adeguamento dell' autovelox , le contravvenzioni sono state indirizzate a tantissimi cittadini che da anni percorrono quotidianamente la tratta; a moltissimi utenti sono state comminate anche più multe insieme con un costo che va dai 30 euro, per chi ha appena sfiorato il limite, fino a 500 euro per chi lo supera di oltre 40 chilometri orari; si tratta di un onere che rischia di impattare in maniera seria sulla vita dei cittadini, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica e sociale; il Comune nonostante le proposte che sono state fatte a livello locale, in particolare dalla Lega Fiumicino, ancora non ha offerto risposte o soluzioni al crescente malcontento dei cittadini, ingiustamente colpiti da questa decisione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda verificare la legittimità e la correttezza del comportamento tenuto in questa circostanza da ANAS che, improvvisamente e senza un'adeguata informazione, ha deciso di abbassare il limite di velocità da 60 a 50 chilometri orari sulla tratta; se e quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di garantire che decisioni del genere, prese all'improvviso da un concessionario, creino danni anche ingenti a tutti i cittadini. Atto n. 4-05982 AIMI BERNINI BARBONI Al Ministro della difesa Premesso che: l'ex caserma "Stamoto" di Bologna è un'area di 13 ettari nata come officina per mezzi militari e oggi in fase di dismissione; da anni i residenti di zona denunciano la situazione di degrado nella quale sono costretti a vivere, considerati le occupazioni abusive nella caserma, lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'immondizia e la presenza di colonie di topi che infestano la strada e l'abbandono da parte dell'amministrazione comunale; il 17 gennaio 2020, il Ministro in indirizzo ha firmato il protocollo d'intesa nella sala consiliare del Comune di Bologna insieme al sindaco Virgilio Merola per la razionalizzazione e la valorizzazione delle caserme "Perotti" e "ex Stamoto", definendolo "un risultato importante per la Difesa e per la città di Bologna (...) che rappresenta un'occasione di sviluppo e di rilancio dell'economia locale" ed evidenziando che "la riqualificazione delle strutture militari non più necessarie alle Forze Armate consentirà negli anni di ridurre in modo significativo il numero degli immobili in diverse città italiane (...) È importante che le diverse amministrazioni lavorino insieme per il Sistema Paese e per migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini"; ad oggi la situazione di degrado in cui versano l'ex caserma "Stamoto" e le zone adiacenti è piuttosto peggiorata e le lamentele dei residenti sono sempre più intense; è notizia di questi giorni l'arresto avvenuto da parte degli operatori della Questura di Bologna all'interno dell'area dell'ex caserma di un soggetto tunisino di 22 anni per detenzione di sostanze stupefacenti a scopo di spaccio, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione; quali iniziative urgenti intenda adottare, e in che tempi, per porre fine alla condizione di assoluto degrado dell'area dell'ex caserma "Stamoto". Atto n. 4-05983 DE VECCHIS Ai Ministri della difesa e dell'interno Premesso che: nella notte tra giovedì 9 e venerdì 10 settembre 2021 sono state profanate alcune tombe presso il "campo della memoria" di Nettuno (Roma), un cimitero militare dedicato ai marò del battaglione "Barbarigo" e agli altri combattenti della Repubblica sociale italiana, caduti nel 1944 sul fronte dello sbarco di Anzio contro le forze alleate; dal 1999 il campo della memoria è riconosciuto cimitero di guerra, ed è pertanto inserito nelle cerimonie ufficiali di commemorazione dei caduti; i loculi sono stati costruiti con i fondi del commissariato generale per le onoranze ai caduti del Ministero della difesa; considerato che: il bilancio del tentativo di effrazione riporta quattro tombe danneggiate e un feretro trafugato; i resti trafugati sono quelli di Vittorio Rolandi Ricci; è stato distrutto il loculo di Umberto Bardelli, comandante del battaglione Barbarigo, e sono stati danneggiati quello di Enrico Berti, brigadiere 32enne della guardia nazionale repubblicana, e del marò Franco Benedetti; valutato che secondo le prime ricostruzioni il movente parrebbe essere quello politico, si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per far luce sulla vicenda. Atto n. 4-05984 SIRI Al Ministro della salute Premesso che: con una nota del 10 agosto 2021, l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) rendeva nota l'avvenuta modifica ai registri dei farmaci sottoposti a monitoraggio grazie alla sopraggiunta possibilità di utilizzare gli anticorpi monoclonali per la cura del COVID-19; in particolare, si informavano gli utenti dei predetti registri che, a seguito della pubblicazione della determinazione AIFA n. 911, nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 6 agosto 2021, a partire dal 7 agosto 2021 è possibile utilizzare anche l'anticorpo monoclonale sotrovimab, per la seguente indicazione terapeutica: "trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) lieve o moderata, negli adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni non ospedalizzati per COVID-19, che non necessitano di ossigenoterapia supplementare per COVID-19 e che sono ad alto rischio di progressione a COVID-19 severa"; inoltre, in attuazione della determinazione AIFA n. 912, è possibile utilizzare la combinazione casivirmab e imdevimab al dosaggio 4.000 milligrammi ciascuno, nella seguente indicazione terapeutica: "trattamento di pazienti ospedalizzati per COVID-19, anche in ossigenoterapia supplementare (con l'esclusione dell'ossigenoterapia ad alti flussi, o in ventilazione meccanica), con sierologia negativa per gli anticorpi IgG anti-Spike di SARSCoV-2"; in sintesi, si richiama l'attenzione sul fatto che gli anticorpi monoclonali anti SARS-CoV-2 attualmente disponibili, pur presentando indicazioni d'uso sovrapponibili, si differenziano tra di loro, sulla base di recenti evidenze di letteratura, per capacità di neutralizzare le diverse varianti circolanti. A tal fine, sarebbe necessario prevedere un ampliamento del protocollo per la loro prescrizione in considerazione del fatto che ad ammalarsi sono soprattutto pazienti fragili o potenzialmente tali, come i sessantenni che si sono sottoposti ad una sola dose del vaccino Astrazeneca, persone mai vaccinate o anziani con morbilità seppure vaccinati; si specificava, inoltre, che a partire dal 10 agosto il registro modificato è disponibile sulla piattaforma web ; pertanto tenuto conto della disponibilità di nuovi prodotti, si invitava i referenti regionali a procedere all'abilitazione delle strutture sanitarie autorizzate, accedendo al sistema; infine, si ricordava ai medici che le prescrizioni di anticorpi monoclonali relative alle indicazioni autorizzate dovranno essere effettuate in accordo ai criteri di eleggibilità e appropriatezza prescrittiva riportati nella scheda clinica, scaricabile in formato ZIP, dalla lista dei "registri e PT attivi"; a questo punto, muovendo la riflessione sul fatto che, se è vero che i vaccini sperimentali possono ottenere l'autorizzazione condizionata esclusivamente se non esistono terapie approvate per la cura della malattia da COVID-19, si potrebbe dire che con questa cura approvata da AIFA si è ad una svolta; giova, però, ricordare che esistono da tempo protocolli per le cure ma non si comprende come mai non siano mai stati approvati, né da AIFA né dal Ministero della salute, si chiede di sapere: alla luce dell'approvazione delle suddette cure, se possa ritenersi ancora valida, in ottemperanza alla normativa UE, l'approvazione emergenziale del vaccino, la quale potrebbe essere ottenuta solo in mancanza di terapie approvate; se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno investire in una campagna di informazione sul protocollo di cure a disposizione. Atto n. 4-05985 PILLON Al Ministro della salute Premesso che: con lettera pubblicata su "La Stampa" il 12 agosto 2021 (in un articolo da titolo: "Speranza: le Asl garantiscano il fine vita") il Ministro in indirizzo si è rivolto a Mario, un soggetto tetraplegico rimasto anonimo, che nei giorni precedenti aveva rivolto alla ASL un appello, raccolto sempre dallo stesso quotidiano, per ottenere la somministrazione di un farmaco letale, in ottemperanza della sentenza del 22 novembre 2019, n. 242, in merito al cosiddetto caso Cappato; nella lettera il Ministro annuncia di aver avviato un confronto con le Regioni al fine di superare i problemi che "rischiano di ostacolare l'attuazione della sentenza", manifestando la volontà di effettuare una ricognizione sui comitati etici territoriali per sondarne l'adeguatezza al ruolo che la sentenza ha riconosciuto loro, nonché la volontà di stabilire un'intesa tra Governo e Regioni per fornire a queste indicazioni circa la "procedura di applicazione del dispositivo della Consulta"; considerato che: la Consulta ha stabilito l'illegittimità costituzionale dell'art. 580 del codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi "agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente"; la Corte auspica un intervento del legislatore, ribadendo a più riprese che ad esso spetta di disciplinare la materia; allo stato, in assenza di norme da parte del legislatore, se i dipendenti di una ASL agevolassero il suicidio di una persona, potrebbero essere comunque sottoposti a un procedimento penale, finché il giudice non valuti la sussistenza di tutte le condizioni di esclusione della punibilità, come esposte; la Corte, pur richiedendo l'intervento "di un organo collegiale terzo" al fine di garantire la tutela delle situazioni di particolare vulnerabilità, afferma che, sempre nelle more dell'intervento del legislatore, tale tutela spetta ai comitati etici territoriali, dei quali ribadisce le competenze già previste dalla legge; la sentenza non fa alcun riferimento a interventi del Governo, i quali eventualmente, riguardando malati terminali, dovrebbero comunque svolgersi nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni; inoltre, la Consulta mette in luce il paradosso di "sdoganare" un sistema che non punisce l'aiuto al suicidio, senza avere prima assicurato l'effettività del diritto alle cure palliative e alla terapia del dolore, che ancora oggi sconta "molti ostacoli e difficoltà, specie nella disomogeneità territoriale dell'offerta del SSN, e nella mancanza di una formazione specifica nell'ambito delle professioni sanitarie", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga preferibile mettere in atto iniziative nell'ambito delle proprie competenze per favorire il ricorso alle cure palliative, più che intervenire su una materia come l'aiuto al suicidio. Atto n. 4-05986 ASTORRE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico Premesso che: nel comprensorio farmaceutico di Latina è presente l'azienda Corden Pharma Latina S.p.A., con uno stabilimento di circa 500.000 metri quadrati e 391 dipendenti; l'azienda è specializzata nella produzione e il confezionamento in particolare di prodotti antibiotici e farmaci oncologici sia orali che sterili e rappresenta una realtà storica nel territorio; l'azienda, a seguito di una crisi strutturale, ha presentato domanda di concordato preventivo in data 12 novembre 2018 e ha ottenuto l'omologa dal Tribunale di Latina ad aprile 2021; a causa del default , nel novembre 2018 ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale nei confronti di 192 lavoratori, divenuti ad oggi 82 per risoluzioni interne; procedura revocata a seguito di accordi raggiunti presso la Regione Lazio nel 2019 e nel 2020 con ricorso alla cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale ai sensi dell'art. 21 del decreto legislativo n. 148 del 2015, prorogata ai sensi dell'art. 22- bis del decreto legislativo stesso; a causa dell'insorgenza della pandemia, la cassa integrazione guadagni straordinaria è stata sospesa con ricorso alla cassa integrazione COVID-19 sino al 30 giugno 2020 e dal 1° luglio si è riattivata e scadrà il 10 ottobre 2021; a causa dell'imminente scadenza della stessa misura (10 ottobre 2021) e della mancanza, nel piano concordatario, di risorse economiche per sostenere l'onere di una nuova proroga per ulteriori 6 mesi, la Corden Pharma Latina in data 29 luglio 2021 ha avviato una nuova procedura di riduzione di personale per i residui 82 lavoratori rimasti in esubero e ciò in ottemperanza a quanto previsto nel piano concordato omologato; è necessario intervenire tempestivamente a tutela dei lavoratori dell'azienda farmaceutica in quanto la provincia di Latina non può permettersi un'altra crisi occupazionale in particolare nel settore farmaceutico che è uno dei più importanti in termini di PIL ed esportazioni per il territorio locale, nonché un polo di riferimento in ambito nazionale; ove adeguatamente supportata dalle istituzioni nazionali, regionali e locali, la Corden Pharma Latina potrebbe contribuire alla produzione di vaccini anti COVID, salvaguardando così i posti di lavoro dichiarati in esubero; i sindacati chiedono che la questione venga affrontata dal Governo, facendo presente che, se l'azienda deciderà di procedere al preannunciato taglio del personale, le conseguenze dal punto di vista sociale ed economico sarebbero molto gravi, si chiede di sapere se e quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo per quanto di rispettiva competenza al fine di pervenire ad una soluzione che eviti la perdita dei posti di lavoro, consenta l'applicazione degli ammortizzatori sociali, senza oneri a carico della Corden Pharma Latina, e garantisca continuità lavorativa a tutti i lavoratori. Atto n. 4-05987 LEONE VACCARO PAVANELLI TRENTACOSTE ROMANO VANIN CROATTI FERRARA CASTALDI PRESUTTO Al Ministro della giustizia Premesso che: non di rado la situazione drammatica in cui versa la maggioranza delle carceri italiane viene raccontata nei giornali e nelle inchieste televisive, tuttavia nulla pare andare nella direzione di una reale contromisura per invertire la rotta e intraprendere un cammino virtuoso al fine di trovare una soluzione alle tante criticità che si rilevano quando si analizzano le condizioni degli istituti penitenziari; il dramma del sovraffollamento, pur essendo il problema ricorrente che ostacola e pregiudica fortemente la qualità delle condizioni di detenzione, è soltanto uno dei tanti problemi che investono le carceri italiane. Il benessere dei detenuti si misura anche in riferimento alle condizioni proprie degli edifici che ospitano i detenuti, ai programmi di attività che vengono proposti ai carcerati per favorirne un buon grado di socializzazione o, ancora, le condizioni delle aree dedicate al passeggio che spesso si presentano come piccoli cubicoli di cemento, sovente sovraffollati; considerato che: la privazione della libertà reca un forte disagio anche da un punto di vista clinico, in quanto un individuo, specialmente se è alla prima esperienza detentiva, può fare emergere una vasta gamma di quadri psicopatologici, tra cui: sintomi depressivi, tendenza all'isolamento, intensi sensi di colpa e di vergogna che incidono negativamente sulla socializzazione, difficoltà ad integrarsi con la struttura e ad adattarsi al contesto carcerario; la de-personalizzazione del carcerato inoltre è un fattore che purtroppo si riscontra sovente negli istituti penitenziari, ed è un meccanismo messo in atto al fine di livellare e uniformare i comportamenti dei detenuti per motivi legati all'ordine, alla sicurezza e alla controllabilità. L'operazione di spersonalizzazione diviene tanto più efficace quanto più i contatti con la società esterna sono limitati e resi difficoltosi; considerato inoltre che: la situazione delle carceri e le condizioni detentive spesso disumane esistenti in Italia sono estremamente preoccupanti; l'autolesionismo e il comportamento violento dei detenuti sono sovente causati dal sovraffollamento e dalle condizioni detentive; un considerevole numero di edifici, attualmente utilizzati come carceri, non è più adatto per essere impiegato come tali a causa delle condizioni strutturali in cui essi versano; serve considerare il carcere, e le persone detenute, come parte integrante della collettività e non come luogo distaccato dalla società reale in cui l'essere umano viene separato dalla società esterna e relegato ad una condizione di vita parallela, che nulla ha a che vedere con la funzione rieducativa e riabilitativa; le condizioni delle carceri, così come le dinamiche interne, rappresentano il fattore che maggiormente determina il buono o il cattivo esito della funzione stessa che riveste l'istituto penitenziario, la quale non si esaurisce nella mera pena da scontare, ma si sostanzia anche nella funzione rieducativa della pena stessa, il cui fine ultimo è dotare la società di un soggetto riabilitato che possa essere reinserito all'interno della collettività; considerato infine che, a parere degli interroganti: istituire sistemi e banche dati per il monitoraggio in tempo reale delle condizioni carcerarie dei detenuti potrebbe garantire un'efficace distribuzione della popolazione carceraria; sarebbe opportuno prevedere per i detenuti un programma bilanciato di attività in modo tale che possano trascorrere tante ore al giorno fuori dalla propria cella quante sono necessarie per un livello adeguato di interazione umana; garantire il mantenimento di regolari forme di contatto con la famiglia e amici potrebbe agevolare il benessere psicofisico del detenuto, prevenendo non solo atti di autolesionismo e di tentativi di suicidio ma favorendo il perfezionarsi della funzione riabilitava, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, possa prendere in considerazione quanto sopra e valutare la fattibilità e l'attuazione delle proposte, nonché di ulteriori, al fine di intervenire per consentire la realizzazione di tutte le misure necessarie a garantire una detenzione che non si esaurisca nel mero sconto della pena, ma si sostanzi anche nella realizzazione della funzione riabilitativa e rieducativa della pena così come indicato all'art. 27 della Costituzione, comma terzo. Atto n. 4-05988 ROMEO Al Ministro dell'interno Premesso che: la gestione dell'assembramento abusivo al rave party che ha avuto luogo per 5 giorni consecutivi questa estate sul lago di Mezzano nel viterbese si è dimostrata fin dal principio poco appropriata e completamente inefficace; la situazione era chiaramente fuori controllo, con incidenti anche gravi e una vittima accertata: l'atteggiamento del Ministero dell'interno richiedeva fermezza e autorevolezza per ripristinare l'ordine pubblico, identificare le persone e individuare le responsabilità all'origine di un evento così rischioso per la sicurezza e la salute dei cittadini durante una pandemia; a distanza di un mese dall'accaduto, accertata la presenza di droga, l'occupazione e il danneggiamento di proprietà private, la devastazione di paesaggi naturali, in questi giorni articoli di stampa fanno cenno ad una nota prefettizia trasmessa al capo di gabinetto del Ministro in indirizzo da cui risulterebbe la scelta del Viminale di non intervenire, sebbene a conoscenza di tutta la situazione, per evitare disordini, optando quindi per non interrompere il rave party e addirittura per scortare con la polizia 40 camper di partecipanti; se tale notizia fosse confermata, sarebbe davvero grave e minerebbe completamente la credibilità del Ministro che, invece di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza, sarebbe scesa a compromessi legittimando, di fatto, comportamenti illegali e pericolosi. Sarebbe inaccettabile ipotizzare l'omissione di atti d'ufficio in presenza di numerosi profili di reato, la cui flagranza sarebbe emersa immediatamente con un intervento delle autorità di polizia, si chiede di sapere: se, relativamente al rave party che ha avuto luogo nel mese di agosto 2021 vicino al lago di Mezzano, il Ministro in indirizzo abbia ricevuto segnalazioni riguardo ai reati che si sono perpetrati per 5 giorni consecutivi fra cui occupazione abusiva di terreni altrui, detenzione e spaccio di droga, danneggiamento, rumori molesti, maltrattamento di animali, violazione delle normative anti COVID; quali siano le ragioni che hanno motivato la scelta di disporre gli agenti delle forze dell'ordine intorno al sito senza un intervento tempestivo che potesse accertare in flagranza eventuali reati consumati nel corso dei giorni in cui si è svolto l'evento abusivo; se risponda al vero che le forze di polizia hanno addirittura scortato numerosi camper al rave party e se non ritenga che un atteggiamento tanto "morbido" possa risultare "debole" e sicuramente inefficace a scongiurare altri episodi similari in futuro. Atto n. 4-05989 PARAGONE Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del turismo e dello sviluppo economico Premesso che: il 12 dicembre 2006 il Parlamento e il Consiglio europeo hanno adottato la direttiva 123/60/CE nota come "direttiva Bolkestein", nata per assicurare la libera circolazione dei servizi, come disposto dall'art. 1.1: "La presente direttiva stabilisce le disposizioni generali che permettono di agevolare l'esercizio della libertà di stabilimento dei prestatori nonché la libera circolazione dei servizi, assicurando nel contempo un elevato livello di qualità dei servizi stessi", intendendo per "servizi" "qualsiasi attività economica non salariata di cui all'articolo 50 del trattato fornita normalmente dietro retribuzione" (art. 4, n. 1); in base a quanto disposto dall'art. 12, gli spazi occupati dagli stabilimenti balneari dovrebbero essere messi a gara al momento della scadenza delle concessioni, con divieto di rinnovo automatico; l'Italia ha recepito la direttiva Bolkestein, che non ha carattere self executing , con decreto legislativo n. 59 del 2010; nelle more di una riforma complessiva sul demanio marino, il termine di durata delle concessioni con finalità turistico-ricreative, fissato al 31 dicembre 2015, dall'art. 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, è stato più volte prorogato con successivi interventi normativi e la legge n. 145 del 2018, art. 1, commi 682, 683 e 684, ne ha disposto l'estensione per 15 anni, quindi fino al 1° gennaio 2034. Il termine è stato poi confermato dal legislatore con il decreto-legge n. 34 del 2020; a dicembre 2020 l'Unione europea ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per contrasto fra la legge n. 145 del 2018 e la direttiva 2006/123/CE, poiché la normativa italiana in materia creerebbe "incertezza giuridica per i servizi turistici balneari, scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l'economia italiana e già duramente colpito dalla pandemia di coronavirus, causando nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane"; con sentenza n. 981 del 29 giugno 2021, la prima sezione del TAR Lecce ha respinto il ricorso dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato proposto per l'annullamento degli atti con i quali il Comune di Manduria (Lecce), in applicazione della legge n. 145 del 2018, aveva disposto l'estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033, affermando, peraltro, che "appare evidente (?) che la direttiva servizi non risulti immediatamente applicabile proprio con riferimento alla disciplina positiva, atteso che la stessa richiede allo stato nazionale di completare le astratte previsioni della direttiva con norme di dettaglio e disposizioni attuative. Così ad esempio, con riferimento a procedure di gara ad evidenza pubblica caratterizzate anzitutto da trasparenza, appare evidente l'esigenza di definire una normativa di attuazione uniforme per l'intero territorio nazionale, in ordine al tipo d gara, al criterio di selezione, alle forme di pubblicità, ai requisiti soggettivi di partecipazione, alla durata della concessione ecc"; considerato che ai sensi dell'art. 822 del codice civile "appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale" e che, per definizione, il demanio è il complesso dei beni appartenenti allo Stato o ad enti pubblici territoriali e destinati all'uso diretto o indiretto dei cittadini, a parere dell'interrogante le concessioni demaniali non avrebbero dovuto essere interessate dalle disposizioni della direttiva Bolkestein, si chiede di sapere: se il Governo intenda avviare una riforma del sistema delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, e in che tempi, che salvaguardi il sistema economico e turistico del Paese anche da ingerenze transfrontaliere; se intenda intervenire a livello europeo al fine di escludere le concessioni demaniali dal contenuto della direttiva; se corrisponda al vero la notizia che il Governo sarebbe intenzionato a regolamentare le concessioni demaniali marittime con la legge annuale per la concorrenza, con il chiaro intento di avviare procedimenti a evidenza pubblica disattendendo quanto previsto dalla legge n. 145 del 2018. Atto n. 4-05990 LANNUTTI Al Ministro dell'interno Premesso che: il 7 settembre 2021 è apparso sul quotidiano "La Verità" un articolo dal titolo "I camper del rave party di Viterbo arrivati scortati dalla polizia" a firma di Giacomo Amadori e Paolo Gianlorenzo, che offre una chiave di lettura inedita sul rave party di ferragosto svoltosi sulle sponde del laghetto di Mezzano; nell'articolo, due pagine di inchiesta, sono riportate tutte le trasmissioni di note avvenute tra le forze dell'ordine a cavallo del 13 e 14 agosto e si legge: "C'è una nota della prefettura di Viterbo sul tavolo di Bruno Frattasi, capo di gabinetto del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che farà molto discutere". Riguarda la genesi dell'ormai tristemente famoso rave party abusivo che si è svolto sulle rive del lago di Mezzano tra il 13 e il 19 agosto, con musica ad alto volume 24 ore su 24, dove nei sei giorni ci sono stati un morto, diversi tentativi di stupro, diversi ragazzi in coma etilico, cani morti sotto il sole e pare anche un parto. "La Procura della città dei Papi, guidata da Paolo Auriemma, è in attesa dell'informativa conclusiva sui fatti stilata dalla Questura", riporta il quotidiano; i due giornalisti spiegano che grazie a fonti ministeriali sono riusciti "a intercettare la nota prefettizia che svela come quel party, a cui parteciparono migliaia di amanti della musica elettronica e (anche) delle droghe, non sia stato un evento inaspettato e iniziato dal nulla". Gli autori spiegano che era stato monitorato sin da subito e "qualcuno, tra le forze dell'ordine, aveva provato pure a chiedere il blocco dell'afflusso di mezzi che, incolonnati, si stavano dirigendo dalla zona di Orbetello verso il luogo del rave, a cavallo tra Toscana e Lazio". Ma secondo il quotidiano i militari avrebbero ricevuto come risposta che l'indicazione era quella di "monitorare il traffico e non di bloccarlo". Un ordine che sarebbe arrivato da Roma, ovvero "sarebbe partito dalla sala operativa del dipartimento di pubblica sicurezza di Roma, gli uffici centrali della Polizia di Stato", e che prevedeva addirittura di scortare i partecipanti laddove avrebbero occupato una proprietà privata; a complicare la situazione, fanno notare i giornalisti, c'è il fatto che l'emergenza sia scattata nei giorni di ferragosto. Infatti sembra che nelle rispettive sedi non ci fossero "né i questori (i referenti locali per l'ordine e la sicurezza pubblici) di Grosseto (Matteo Ponziani) e Viterbo (Giancarlo Sant'Elia), né il prefetto di Grosseto, la neonominata (il 9 agosto scorso) Paola Berardino, figlia di Francesco Berardino (ex segretario generale del Cesis ed ex capo segreteria del capo della Polizia) e moglie del prefetto di Roma Matteo Piantedosi. A sostituirli i vicari. L'unico che pare non si fosse allontanato per le ferie era il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, ma anche il suo ufficio sarebbe stato informato a cose ormai compiute"; considerato inoltre che: l'evento non autorizzato, in tempi di pandemia, ha chiamato a raccolta migliaia di giovani da tutta Europa sollevando polemiche e preoccupazioni per il rischio di contagi, tanto che l'assessore regionale per la salute del Lazio, Alessio D'Amato, nei giorni del rave party ha parlato di situazione "fuori controllo", invitando a non fare alcuna trattativa, ma anzi ha sollecitato il ripristino di un corretto ordine pubblico, chiedendo di identificare le persone e individuare le responsabilità di un simile assembramento; al sesto giorno di beat forsennati e percussioni a tutto volume, i raver hanno cominciato a lasciare l'area intorno al laghetto di Mezzano. Nel frattempo la Procura ha individuato il reato (art. 633 del codice penale, invasione di terreni o edifici) da contestare ai raver , che andranno identificati, mentre gli inquirenti sono ancora in attesa degli esami tossicologici effettuati dal medico legale su Gianluca Santiago, il 24enne inglese, ma residente a Reggio Emilia, annegato dentro il lago il 15 agosto in circostanze ancora da chiarire; considerato infine che: nei giorni precedenti all'inizio del raduno nel viterbese, la questura di Alessandria aveva sventato il tentativo di organizzare un rave party nel territorio tra Sesia e Po, nei comuni di Morano sul Po, Casale, Frassineto Po e Ticineto. In particolare, già l'11 agosto erano stati fatti allontanare camper di giovani dalla strada per Valenza, successivamente sono stati sgombrati camion e veicoli provenienti da Francia e altre parti d'Europa. Pertanto alla luce di questi movimenti sospetti si sono intensificati i servizi di vigilanza e di monitoraggio dell'area con servizi interforze coordinati dalla Questura di Alessandria e con il contributo altresì della Polizia locale di Casale Monferrato, nonché della Polizia stradale, Polizia ferroviaria e Polizia postale; oltre alla questione del disturbo alla quiete pubblica si aggiunge il pericolo che questi assembramenti possano generare dei pericolosi focolai di COVID-19, visto che l'Italia vive tuttora lo stato di emergenza a causa della pandemia, purtroppo ancora in atto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di coloro che avrebbero dovuto impedire un tale assembramento, e che invece hanno deciso di non intervenire e addirittura "scortare" fino a destinazione le migliaia di raver , diversamente da quanto era già avvenuto in Piemonte nei giorni precedenti; che cosa intenda fare per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro. Atto n. 4-05991 PAVANELLI PRESUTTO DONNO CROATTI TRENTACOSTE VANIN MANTOVANI Ai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze Premesso che il Comune di Montefalco (Perugia) presenta, ad oggi, una gravissima situazione finanziaria, come rilevato dalla Corte dei conti, che si è originata nello scorso decennio e progressivamente deteriorata a causa della gestione contabile da parte delle amministrazioni succedutesi negli ultimi anni; considerato che, per quanto risulta agli interroganti: allo stato, numerose sono le irregolarità emerse nella gestione dell'ente: costante e reiterato mancato rispetto di tutti i piani di rientro a partire dall'annualità 2016; incremento progressivo del disavanzo, che nel rendiconto 2019 ha raggiunto l'ammontare di oltre 4,2 milioni di euro, per il quale continua a mancare l'effettivo piano di rientro; mancato rispetto della diffida prefettizia del 10 gennaio 2021, in cui si chiedeva la deliberazione dello stato di dissesto finanziario dell'ente; tentativo di avviare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale in mancanza del fondamentale requisito della regolare approvazione di tutti i bilanci; inoltre, il bilancio di previsione 2020-2022 non è stato approvato entro i termini di legge, ma soltanto il 7 maggio 2021 e, peraltro, dopo che il commissario ad acta , appositamente nominato per la predisposizione dello schema di bilancio 2020-2022 ha dichiarato che lo stesso schema non poteva essere predisposto a causa della presenza di uno squilibrio di bilancio non sanabile con mezzi ordinari; non è stata effettuata la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l'anno 2020, in scadenza il 30 novembre 2020. In data 30 dicembre 2020, il Consiglio comunale ha approvato la delibera n. 40, tramite la quale la maggioranza ha dato atto della non sussistenza degli equilibri di bilancio, nonché di uno squilibrio di bilancio non sanabile attraverso strumenti di gestione ordinaria; ne consegue il mancato rispetto nel bilancio di previsione 2020-2022 sia del principio contabile n. 5 di cui all'allegato 1 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come segnalato dal collegio dei revisori, secondo il quale non sono stati forniti analisi o studi preliminari per sostenerne la veridicità ed attendibilità, sia del paragrafo 9.11.7 del principio contabile applicato della programmazione di bilancio (allegato 4/1 al decreto), anch'esso rilevato dal collegio dei revisori, dal momento che non sono stati esplicitati le cause che hanno determinato il disavanzo e gli interventi da assumere; alle suddette anomalie si aggiungono: a) l'iscrizione per l'annualità 2020 di entrate per oltre un milione di euro dal fondo di rotazione, per il quale tuttavia manca il provvedimento di concessione; b) la previsione in entrata nelle annualità 2021 e 2022 di stanziamenti relativi all'imposta di soggiorno, nonostante tale imposta non sia mai stata istituita dall'ente; per scongiurare il rischio concreto che a pagare le conseguenze di tale gestione siano i cittadini di Montefalco, è necessario vigilare sul rispetto scrupoloso delle norme e ripristinare le condizioni di ordinata gestione contabile e di trasparenza amministrativa, si chiede di sapere quali siano le ragioni per cui non sia stata applicata la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale prevista dalla legge e quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di accertare la situazione economico-finanziaria del Comune di Montefalco e ristabilire una gestione finanziaria scrupolosa e rispettosa della legislazione vigente. Atto n. 4-05992 GARAVINI SBROLLINI Al Ministro dell'interno Premesso che: il Consiglio comunale di Venezia ha approvato, con deliberazione n. 11 del 26 febbraio 2019, il "regolamento per l'istituzione e la disciplina del Contributo di accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica del Comune di Venezia e alle altre isole minori della laguna". Il regolamento è stato modificato con deliberazione di n. 19 del 28 marzo e n. 57 del 24 ottobre 2019. Con deliberazione n. 96 del 18 dicembre 2020 il Consiglio comunale ha stabilito che l'entrata in vigore del regolamento sarà il 1° gennaio 2022; sulla base del regolamento, il contributo di accesso ha un costo giornaliero che varia tra i 3 e i 10 euro ed è applicato in via alternativa all'imposta di soggiorno e deve essere corrisposto da ogni persona fisica che, utilizzando qualsiasi vettore, acceda alla città antica del comune di Venezia o alle altre isole minori della laguna, salvo alcuni soggetti esclusi o esenti; sono esentati dal pagamento del contributo di accesso, tra gli altri, i residenti nella città metropolitana di Venezia e i parenti o affini fino al 3° grado di residenti nella città antica di Venezia o nelle isole minori; considerato che: gli iscritti all'AIRE possono esercitare il diritto di voto presso il Comune italiano nei quali risultano iscritti; gli iscritti all'AIRE del Comune di Venezia sono oltre 17.000; l'art. 48 della Costituzione italiana prevede che "Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge"; rilevato che: gli iscritti all'AIRE del Comune di Venezia che non si trovino in una delle fattispecie di esenzione o esclusione del contributo di accesso pagheranno una tassa per recarsi alle urne ed esercitare il diritto di voto previsto dalla Costituzione; l'art. 16 della Costituzione italiana prevede che "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza"; l'art. 18 del Trattato che istituisce la Comunità europea (ora art. 21 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) prevede che: "Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi", si chiede di sapere: quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché non venga limitato l'esercizio del diritto di voto da parte degli italiani iscritti all'AIRE del Comune di Venezia nel caso in cui non si trovino in una delle fattispecie di esenzione o esclusione del contributo di accesso alla città antica di Venezia; quali iniziative intenda intraprendere per tutelare l'accesso alla città antica agli italiani iscritti all'AIRE del Comune di Venezia e ai loro familiari (iscritti o meno all'AIRE) nel caso in cui non si trovino in una delle fattispecie di esenzione o esclusione del contributo di accesso. Atto n. 4-05993 PEPE MARTI Al Ministro della transizione ecologica Premesso che: è dei giorni scorsi un post pubblicato su "Facebook" da parte di Giuseppe Priore, commissario e presidente in pectore dell'Ente Parco Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese, con il quale, prendendo spunto dalla nota e drammatica situazione in cui è venuto a trovarsi l'Afghanistan dopo la conquista dei Talebani, ha deriso ed offeso il leader della Lega Matteo Salvini, poiché veniva ritratto vestito da "Mullah" con la dicitura "Questo è il mullah Ommemerd capo dei talebani padani"; al detto post lo stesso Giuseppe Priore ne faceva seguire un altro con cui addirittura si schierava dalla parte dei Talebani; le citate uscite social hanno destato e destano tuttora una profonda indignazione, in quanto si pongono in evidente spregio alla memoria dei tanti militari italiani caduti in quel territorio, nonché alla sofferenza che il popolo Afghano sta patendo; va da sé che il gesto, a giudizio degli interroganti già irresponsabile di suo, diventa ancor più grave se si considera che l'autore è uomo delle istituzioni, per di più con due incarichi fondamentali; oltre a tale deplorevole vicenda, che auspicabilmente non dovrà rimanere priva di conseguenze, è da segnalare la cattiva gestione dell'Ente Parco. Invero si richiama un verbale di accertamento per violazioni in materia di sicurezza e igiene sul lavoro, con cui è stato contestato a Giuseppe Priore di aver violato l'articolo 18 del decreto legislativo n. 81 del 2008 per non aver dato continuità all'individuazione del medico competente a cui affidare la sorveglianza sanitaria in favore dei dipendenti dell'Ente Parco, e per tale violazione è stata comminata la sanzione di 3.071,26 euro, pagata successivamente dall'Ente Parco; inoltre, sono molteplici le lamentele che giungono da parte degli amministratori dei comuni ricadenti nel parco, poiché il commissario non darebbe modo di provvedere a miglioramenti delle aree urbane. Infatti, risulta esserci una somma di oltre sei milioni di euro che invece di essere utilizzata per apportare modifiche e miglioramenti all'interno dell'area-parco, per finanziare eventi nei comuni, e per apportare miglioramenti ai centri urbani ricadenti entro il perimetro del Parco, viene resa disponibile per stipulare convenzioni con altri enti come Università della Basilicata, CNR o addirittura dirottata nell'Associazione di Protezione Civile, di cui Priore è presidente, con il disappunto motivato degli amministratori locali dell'area; allo stesso tempo molteplici sono le doglianze mosse dagli allevatori che, purtroppo, non riescono ad avere ascolto e risposte rispetto alle loro esigenze, al punto che questo disagio è stato fatto proprio finanche in sede istituzionale, nello specifico in Regione Basilicata, per ultimo con un intervento perentorio e risoluto da parte del consigliere regionale, Pasquale Cariello; ove ciò non dovesse bastare a sostenere il pessimo governo del parco, sarebbe sufficiente, per fugare ogni dubbio, ricordare il rave party che si è tenuto per ben tre giorni nell'estate del 2019 con la partecipazione di circa 400 persone (200 per i Carabinieri), con il quale oltre a consentire di devastare la salute delle persone che vi hanno preso parte, si è creato un danno alla natura, essendo in piena zona ZPS e, per di più, sito di nidificazione del "Capovaccaio", il tutto con l'assoluta disattenzione del commissario del parco stesso; nelle conclusioni del report 2021 della Sezione di Controllo sugli Enti della Corte dei conti, la magistratura contabile ha rilevato che l'attuale Commissariamento, come peraltro già avvenuto per il precedente, è incompatibile con il carattere di straordinarietà e temporaneità che deve connotare l'istituto, diretto a tutelare l'interesse generale al buon funzionamento dell'Ente; la nomina di presidente, formulata nel decreto ministeriale n. 129 del 2020 sempre a favore dello stesso Giuseppe Priore, si pone in contrasto con le norme di garanzia di collegialità e partecipazione che il legislatore ha previsto ai sensi dell'art. 9 della legge n. 394 del 1991, ove ha sancito che il Presidente esercita le predette funzioni per un periodo non superiore comunque a centottanta giorni, circoscrivendo a brevi periodi la guida unipersonale dell'Ente con ampiezza di poteri, perché non è stato ritenuto opportuno che un presidente, sia pure solo in pectore , possa esercitare le funzioni, da solo, per più di 180 giorni. Dalla suddetta nomina, però, risulta essere trascorso più di un anno, si chiede di sapere, alla luce delle osservazioni esposte in premessa, se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso e urgente avviare gli opportuni accertamenti in ordine a quanto emerso e rilevato, così da adottare tutte le misure idonee a ripristinare il buon governo del parco, nonché la corretta gestione, del parco medesimo, anche riconsiderando la nomina del dottor Giuseppe Priore a presidente dell'Ente Parco Appennino Lucano val d'Agri Lagonegrese. Atto n. 4-05994 LANNUTTI NATURALE ANGRISANI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: sul portale di Italgas, la società per azioni gestita da Alberto Dell'Acqua (Presidente) e Paolo Gallo (AD e DG), si legge: "Siamo leader nella distribuzione del gas, primi in Italia e terzi in Europa, e grazie alle nostre infrastrutture giochiamo un ruolo di primo piano nel percorso di transizione energetica verso la decarbonizzazione dell'economia e dei consumi, in linea con i target del Green Deal dell'Unione europea. Ogni giorno, da oltre 180 anni, il lavoro degli uomini e delle donne di Italgas permette a milioni di italiani di utilizzare una fonte di energia durevole, affidabile. Grazie a noi, il gas arriva a casa tua, senza che tu te ne accorga: ci occupiamo di portare il gas nelle case e nelle aziende del nostro Paese e portare avanti le attività economiche e produttive negli uffici, nei negozi e nelle aziende. Un impegno ininterrotto, sempre basato sulla competenza, efficienza, innovazione, qualità e sicurezza e ispirato alla trasparenza dell'agire quotidiano, all'integrità dei comportamenti e alla responsabilità verso le comunità servite"; sullo stesso sito, è possibile leggere le centinaia di reclami degli utenti, di cittadini inferociti in balia dei disservizi, del mancato rispetto della qualità minimale dei servizi erogati. In sintesi alcuni reclami: "Due mesi fa, dopo 3 appuntamenti a vuoto e 3 giorni di ferie buttati, mi hanno cambiato il contatore del gas con quello elettronico con display rotto. Ho chiamato il numero verde per la sostituzione, preso l'appuntamento non si è presentato nessuno (4 giorni di ferie buttati), ho ricontattato più volte in giorni diversi e a distanza di giorni se non settimane, il numero verde chiedendo di spostare l'appuntamento, la risposta? Non è possibile perché l'intervento non è stato ancora chiuso, Italgas non può e non sa come contattare i suoi tecnici che eseguono l'intervento nelle nostre abitazioni e il mio contatore è ancora rotto dopo un mese e mezzo dal primo appuntamento per la sostituzione. Inutile esprimere giudizi riguardo questa azienda, sarei oltremodo volgare e offensivo". E ancora: "Sono due mesi che tento di contattare (telefono, PEC etc) l'Italgas per un errore di indirizzo per il cambio del contatore. Nessuno fa nulla, tecnici inesistenti, scarico di responsabilità e competenze ridicolo". "Pessima esperienza per gestione amministrativa di un intervento tecnico di spostamento contatore e rimpallo di competenze tra il distributore Italgas e società di vendita Enel energia con frammentazione di attribuzioni amministrative". "Vergognoso. Ho ricevuto un appuntamento per disdire la fornitura gas e non si è presentato nessuno. Ho preso un giorno di ferie e dovrò pagare una mensilità per l'affitto, in quanto non potrò riconsegnare le chiavi nella data prevista senza utenze". "Ho attivato il 1° febbraio 2021 un contratto gas con Eni che ha regolarmente inoltrato a Italgas la richiesta di fissare un appuntamento per togliere i sigilli al contatore (chiuso dal precedente affittuario). Nessuno da Italgas si è fatto sentire, non posso far entrare nell'appartamento mio padre malato che necessita della mia assistenza (io abito nella stessa scala)". Reclami che dimostrano non solo arroganza nei confronti dei clienti, ma anche una certa incompetenza a gestire le problematiche sollevate; considerato infine che anche le associazioni di consumatori ricevono reclami, come il seguente: "Ho attivato il 1° settembre 2021 un contratto con Eni-Gas-Luce, che ha inoltrato richiesta ad Italgas per l'attivazione. Italgas manda il messaggio per il 6.9.2021, fascia oraria 10,00-12,00. Nessuno si presenta. Chiamo il numero verde Italgas, e dopo lunghe attese nessuno sapeva nulla. Mi fissano per il 9.9.2021, fascia oraria 8-10. Nessuno si presenta. Proteste con l'operatore virtuale, numero verde con l'operatrice 73194 che riattacca. Nuove telefonate, alla fine l'operatore 71037, si fa carico di scusarsi, senza garantire la presenza di un nuovo appuntamento dei tecnici, fissato per il 10.9.2021. Insomma un'odissea senza peritarsi di comunicare alcunché al telefono. Pessimi. Mi rivolgerò ad Arera, pur consapevole che va a braccetto con Italgas ed altri operatori", si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se non abbia il dovere di convocare i vertici richiamandoli a comportamenti più idonei, meno dispotici ed arroganti verso i consumatori, utenti di servizi essenziali; in particolare, alla luce delle centinaia di reclami, quali misure urgenti si intendano attivare per imporre ad Italgas maggiore attenzione verso i diritti dei cittadini, utenti e consumatori vessati e danneggiati da comportamenti irrispettosi della società, comportamenti che arrecano evidente nocumento a migliaia di famiglie. Atto n. 4-05995 LANNUTTI Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nei giorni scorsi i media italiani hanno dato ampio risalto ai dati emersi nell'ultimo studio del centro di ricerca indipendente "Osservatorio fiscale europeo" ( Eu Tax Observatory ). Secondo la ricerca del centro studi le maggiori banche europee, nel periodo dal 2014 al 2020, hanno realizzato 20 miliardi di euro di profitti grazie a paradisi e rifugi fiscali, tecnicamente " tax haven ", mentre con una tassa unica globale fissata al 15 per cento sarebbe possibile recuperare fino a 5 miliardi di euro; l'Osservatorio elenca la lista dei Paesi cui i grandi gruppi bancari ricorrono per ridurre il carico delle imposte: Bahamas, Hong Kong, Macao, Bermuda, Irlanda, Malta, Isole Vergini Britanniche, Isola di Man, Mauritius, Cayman, Jersey, Panama (Paese che figura nella " black list " 2021 dell'UE), Gibilterra, Kuwait, Qatar, Guernsey e Lussemburgo. Mentre il campione di riferimento è composto da 36 banche europee, tra cui le maggiori italiane, ossia Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. In particolare, il Monte dei Paschi di Siena (secondo posto con oltre il 50 per cento dei profitti in paradisi fiscali) e Intesa Sanpaolo (decimo posto con oltre il dieci), sono segnalate tra le dieci banche che più utilizzano questo stratagemma per eludere il fisco; l'analisi documenta, inoltre, una "presenza stabile" dei maggiori gruppi europei nei rifugi fiscali negli ultimi sette anni, testimoniata dal fatto che in media, dal 2014 al 2020, sono stati contabilizzati con riferimento a queste aree 20 miliardi di euro di profitti, appunto, corrispondenti al 14 per cento degli utili. «La redditività delle banche nei tax haven - si legge nello studio - è straordinariamente elevata: 238mila euro per dipendente», rispetto ai 65.000 euro dei Paesi a imposizione fiscale maggiore. «Circa il 25% dei profitti realizzati dalle banche europee è riconducibile ad aree con un'aliquota fiscale inferiore al 15 per cento» sottolinea il report , firmato da Giulia Aliprandi, Mona Barake e Paul-Emmanuel Chouc; considerato inoltre che: lo studio mostra come l'introduzione di una tassa minima potrebbe avere «impatti significativi dal punto di vista delle entrate» per il Fisco europeo. Con l'introduzione di un'aliquota del 25 per cento, il report stima che il campione di banche europee analizzato dovrebbe pagare tra i 10 e i 13 miliardi di imposte aggiuntive annue. Mentre l'extra gettito scenderebbe a 6-9 miliardi in caso di aliquota al 21 per cento e a 3-5 miliardi in caso di aliquota al 15 per cento. Quest'ultima percentuale rappresenta la tassa minima globale alla quale ha dato un primo via libera il G20 dello scorso luglio, un primo timido passo verso l'obiettivo ambizioso di allineare sistemi fiscali differenti ed arginare i fenomeni di fuga verso i Paesi cosiddetti "paradisiaci"; considerato infine che secondo lo studio i sistemi fiscali di particolare favore rappresentano una delle principali cause di delocalizzazione delle imprese, dei gruppi multinazionali e delle banche, con conseguenti perdite di gettito fiscale a ogni livello e di posti di lavoro per il Paese in uscita, si chiede di sapere: se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti; se risulti che l'Agenzia delle entrate sia a conoscenza del fatto che alcune delle più grandi banche italiane negli ultimi anni hanno collocato all'estero parte significativa dei propri utili, "casualmente" in paradisi fiscali; se, di conseguenza, siano stati effettuati controlli, o se vi sia l'intenzione da parte dell'Agenzia di effettuarli ora che i dati sugli utili all'estero sono diventati di dominio pubblico; come il Governo intenda rapportarsi con le grandi banche in materia fiscale, tanto più in un momento come questo, in cui i contribuenti pagano a caro prezzo la gestione dissennata di diversi istituti e in particolare di MPS, che risulterebbe essere tra gli istituti italiani che più utilizzano questo stratagemma per eludere il fisco. Atto n. 4-05996 LANZI CROATTI PAVANELLI FERRARA VANIN TRENTACOSTE DONNO PRESUTTO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nell'anno 1883 il Comune di Scandiano (Reggio Emilia) cedeva allo Stato italiano la rocca comunale dei Boiardo e le terre annesse. La determinazione dell'amministrazione scandianese era motivata dai potenziali benefici economici per la comunità locale che sarebbero derivati dalla volontà del Ministero dell'interno di ricavare dal castello uno stabilimento penale; tale impegno veniva precisato sia sul contratto di cessione che nei verbali delle sedute dei due Consigli comunali ad esso allegati, durante i quali la Giunta di allora deliberò l'alienazione della rocca; il carcere, tuttavia, non fu mai realizzato. Pertanto tutti i sindaci succedutisi dal dopoguerra ad oggi hanno tentato di far decadere il contratto per il mancato verificarsi del presupposto per cui la rocca fu ceduta; nel 2007 l'amministrazione Giovannetti ha sottoscritto un contratto di concessione in uso per 50 anni dell'immobile appartenente al demanio dello Stato, al fine di destinarlo a "centro nevralgico delle attività amministrative e politiche, culturali e sociali della città di Scandiano" con gravosi oneri per il Comune; il contratto di concessione, infatti, onerava e onera tuttora il Comune di Scandiano a versare un canone annuo di 59.180 euro (che a causa dell'adeguamento ISTAT sfiora oggi la cifra di 70.000 euro annui), a realizzare un progetto di restauro e recupero dell'immobile la cui spesa ammonta a 19.000.000 euro e a provvedere ad ogni intervento di ordinaria e straordinaria manutenzione, nonché agli oneri di qualsiasi natura, anche fiscali, gravanti sul bene. Oltretutto, l'impossibilità di svolgere nel medesimo bene attività con scopo di lucro, impedisce qualsiasi alleggerimento dei suddetti oneri economici; alla mancata osservanza dei tempi programmati per la realizzazione del progetto di recupero conseguirebbe il decadimento della concessione. Tuttavia, attualmente i tempi sono stati sforati da anni e il denaro speso ad oggi (dopo 14 anni dalla stipula del contratto) per iniziare le opere non supera i 3 milioni di euro di cui circa 930.000 sono frutto di contributi privati, regionali o governativi; considerato inoltre che tali criticità, che negli anni hanno reso sempre più insostenibile l'esborso a carico delle casse comunali previsto dal contratto di concessione, sono state a più riprese evidenziate dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle del Comune con svariate iniziative sin dal 2014, tra le quali una raccolta firme, accessi agli atti, interrogazioni, ordini del giorno, mozioni e comunicati stampa; rilevato infine che: gli oneri attualmente previsti appaiono ancor più gravosi se parametrati alla possibilità che ha avuto il Comune di Scandiano di sfruttare il medesimo bene immobile precedentemente alla stipula del contratto di concessione del 2007, a fronte di un corrispettivo pari a soli 3 milioni di lire (1.500 euro) circa all'anno; nel 2010 l'amministrazione scandianese aveva avanzato la proposta di procedere al trasferimento gratuito del bene nella sua proprietà, nell'ambito del federalismo demaniale. Proposta che successivamente aveva anche trovato l'avallo del Ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica esposta, nonché degli eccessivi oneri a carico del Comune previsti dal contratto di concessione avente ad oggetto la rocca di Scandiano; se intenda promuovere la riconsegna dell'immobile al Comune ovvero la revisione degli oneri previsti dal contratto di concessione, anche alla luce del principio di leale collaborazione tra le istituzioni, al fine di prevenire il pericolo di squilibri finanziari del Comune di Scandiano per l'impossibilità di far fronte all'obbligazione assunta nei confronti del Demanio. Atto n. 4-05997 SALVINI Matteo PITTONI Al Ministro della salute Premesso che: già con atto di sindacato ispettivo 4-07781 del 17 dicembre 2020, tuttora privo di risposta, gli interroganti portavano all'attenzione del Ministro in indirizzo le pubbliche lamentele, i servizi televisivi e le prove di laboratorio che attestavano la non conformità delle mascherine prodotte nello stabilimento FCA di Mirafiori, riconducibili ad alcuni lotti distribuiti nelle scuole italiane, ai requisiti stabiliti dalla normativa vigente; a distanza di ormai molti mesi dall'interrogazione e di circa un anno dalle prime segnalazioni, il Ministero della salute ha diramato la circolare prot. n. 63471 del 6 settembre 2021, recante "mascherine facciali prodotte da FCA ITALY S.p.A. lotti 00914086180 e 00914086190 - quarantena e sostituzione delle giacenze per non conformità"; la circolare, ripresa da numerosi articoli di stampa, ma non pubblicata insieme alle altre nel sito del dicastero, dà atto della "non conformità" delle mascherine facciali afferenti ai lotti citati e, per conseguenza, invita il Ministero dell'istruzione a voler assicurare la massima divulgazione di quanto sopra agli istituti scolastici, affinché provvedano "a individuare, non utilizzare e quarantenare le eventuali giacenze delle suddette mascherine facciali"; nella medesima circolare, l'Amministrazione coglie l'occasione per complimentarsi con sé stessa per essersi "tempestivamente attivata ai sensi della vigente normativa": per avere, cioè, "tempestivamente" dato avviso nel mese di settembre 2021 della non conformità di mascherine prodotte oltre un anno fa, distribuite nelle scuole italiane, che tutti denunciavano essere non conformi ai requisiti minimi, oltreché maleodoranti e scadenti sotto il profilo della vestibilità, già dal mese di ottobre 2020; si veda in questo senso anche la segnalazione dell'on. Rossano Sasso, attuale Sottosegretario di Stato per l'Istruzione, il quale aveva denunciato pubblicamente l'odore nauseabondo e la scadente qualità delle mascherine in oggetto, già in data 23 ottobre 2020, dando voce, in quel caso sì, tempestivamente, alle moltissime segnalazioni ricevute da genitori e famiglie, si chiede di sapere: per quali ragioni il Ministro in indirizzo abbia atteso oltre dieci mesi prima di avvertire le istituzioni scolastiche della non conformità delle mascherine in oggetto e quali siano le conseguenze di questo ritardo dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, che hanno utilizzato tali mascherine e che magari hanno contratto il COVID-19 in ambito scolastico contando su una protezione che, in realtà, non avevano; quanti siano i bambini e i ragazzi che hanno utilizzato le mascherine in esame e a quanto ammonti l'esborso di denaro pubblico per il loro acquisto da parte della struttura commissariale diretta dall'ex commissario straordinario Domenico Arcuri. Atto n. 4-05998 SALVINI Matteo CALDEROLI ROMEO CANDIANI AUGUSSORI RIVOLTA BERGESIO ARRIGONI LUCIDI SIRI CANTU' RICCARDI RUFA PIANASSO TOSATO URRARO CAMPARI MONTANI PEPE PERGREFFI VALLARDI CANDURA DE VECCHIS GRASSI SBRANA TESTOR FREGOLENT FAGGI ALESSANDRINI RIPAMONTI MARIN PIZZOL Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il 3 settembre 2021 si sono svolti in tutto il Paese i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, cui hanno partecipato 63.972 candidati a fronte di 14.020 posti disponibili; immediatamente dopo il termine delle prove, moltissimi candidati hanno segnalato che alcuni quesiti erano palesemente mal posti ovvero errati e il Ministero in indirizzo non ha tardato ad accertare che i dubbi sollevati, almeno per una parte delle domande, erano fondati dichiarando che due domande sono errate; resta il dubbio che almeno altri quattro quesiti possano aver indotto i candidati a sbagliare ed è naturale chiedersi come sia possibile che il Ministero non abbia effettuato adeguate verifiche prima di somministrare il test d'ammissione; giova ricordare che il 14 settembre numerosi candidati saranno impegnati nei test di ingresso per l'accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie e occorre ottenere garanzia che venga loro somministrato un test adeguato e privo di errori e che, possibilmente, contempli domande di cultura generale adeguate a verificare le competenze di giovani studenti, che si apprestano a proseguire gli studi in ambito medico sanitario e possano non essere tenuti a conoscere vezzi linguistici, quali il femminile di un sostantivo che individua una popolazione precolombiana; le dichiarazioni a caldo del Ministro «Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica» non sono, a parere degli interroganti, sufficienti a garantire che le verifiche vengano espletate in tempi brevi e con l'accuratezza necessaria per evitare il massiccio ricorso dei candidati all'autorità amministrativa, che, di fatto, allungherebbe moltissimo i tempi di definizione delle graduatorie e quindi l'inizio dei corsi; ancor più preoccupante appare la dichiarazione «E poi vorrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno» che lascia intendere che il Ministro e il personale dedicato all'interno del Ministero non abbiano dato alcuna importanza alla definizione dei test per l'anno in corso con i risultati purtroppo davanti agli occhi di tutti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, intenda verificare le responsabilità di chi era preposto alla redazione e alla verifica del test che è stato somministrato ai candidati ai corsi di Medicina e Chirurgia il 3 settembre scorso; quali iniziative intenda intraprendere per assicurare la correttezza formale di tutti i quesiti del test e quali criteri intenda utilizzare per stilare le graduatorie assicurando a tutti i candidati la piena legittimità della valutazione. Atto n. 4-05999 ZAFFINI IANNONE FAZZOLARI DRAGO Al Ministro dell'università e della ricerca Premesso che: il 3 settembre 2021, si sono svolte in tutta Italia le prove per l'accesso programmato ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, affrontate da circa 76.000 candidati, tra neo-diplomati e non; immediatamente sono stati da più parti sollevati dubbi in merito ad alcuni quesiti della prova, ben quattro, scritti in modo errato dal Ministero; la presenza di domande errate influisce sulla graduatoria finale e sulla possibilità, o meno, di accedere al corso di laurea; sono oltre settanta mila i candidati che hanno sostenuto la prova da cui dipende il loro futuro a fronte di poco più di 14.000 posti messi a disposizione in Medicina e Chirurgia e di 1.200 in Odontoiatria e Protesi dentaria; significa che circa un quinto non riuscirà ad entrare e dovrà iscriversi a un'altra facoltà in attesa di ritentare l'anno prossimo o intraprendere una strada completamente diversa; di fronte alle polemiche degli aspiranti "camici bianchi", moltiplicatesi soprattutto sui canali social , il Ministero aveva incaricato i propri tecnici di raccogliere le segnalazioni di eventuali irregolarità, fin quando lo stesso Ministro, nel corso della trasmissione "The Breakfast Club" su Radio Capital, ha dato ragione agli studenti, indicando le loro segnalazioni come fondate; in particolare il Ministro ha dichiarato: "Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica" ammettendo gli errori compiuti, e promettendo di far chiarezza sulle ragioni dei medesimi e impegnandosi a risolvere la questione; consapevole che le segnalazioni hanno accompagnato anche le prove degli scorsi anni, la Ministra sembrerebbe addirittura pretendere un più alto livello di preparazione da chi sceglie e prepara i quesiti. Ha infatti concluso l'intervista dichiarando: "E poi vorrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno"; considerato che: tutto ciò accade nel bel mezzo di un'emergenza nella emergenza che riguarda la formazione medica e che, giornalisticamente, viene definita "imbuto formativo" che, ovviamente, attende soluzione piuttosto di siffatti ricorrenti accadimenti che sembrano aggiungere al danno la beffa; giova, peraltro, ricordare che le gravissime criticità emerse sono le medesime verificatesi anche in passato in merito alla regolarità del concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione medica 2020 (Concorso SSM 2020), su cui il Ministero, a seguito delle molteplici segnalazioni pervenute, aveva dovuto ammettere che alcuni quesiti del Concorso SSM 2020 erano mal formulati e, quindi, errati; stessa cosa era accaduta nel 2019 con i test per l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi dentaria; il futuro professionale di migliaia di potenziali medici non può essere lasciato in balia dell'incompetenza e approssimazione di chi dovrebbe selezionare i candidati in base alle competenze e conoscenze acquisite nel corso del proprio iter scolastico e che, invece, sono, costretti a frequentare appositi e costosi corsi di preparazione ai test , che spesso e volentieri non servono a colmare lacune, ma a schivare le domande fuorvianti dei test medesimi; dunque, sarebbe utile ed auspicabile che, ancor prima di individuare i responsabili degli errori di formulazione delle domande, fosse avviato un processo di revisione rispetto a quello che i test si prefiggono di valutare, se la conoscenza della materia o la capacità di non cadere nel tranello di una domanda volutamente ambigua, si chiede di sapere: quali urgenti soluzioni il Ministro in indirizzo intenda mettere in atto affinché nessun candidato venga penalizzato dagli errori commessi dal Ministero nelle ultime prove selettive svoltesi; se ritenga che i test di selezione, così come oggi sono, costituiscano uno strumento efficace e obiettivo di selezione dei migliori candidati per la facoltà di Medicina e Chirurgia e se siano adeguati alle conoscenze e competenze che il sistema scolastico nazionale ha loro fornito; quali iniziative intenda adottare per garantire, a condizioni di parità, il diritto allo studio dei giovani che vogliono iscriversi alla facoltà di Medicina e Chirurgia, considerato che solo una minoranza potrà accedervi, anche alla luce delle criticità e delle necessità derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 ancora in corso. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione): 3-02811 della senatrice Angrisani ed altri, sulla gratuità dei mezzi di trasporto pubblici per gli studenti vaccinati in Campania; 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): 3-02815 della senatrice Alessandrini e del senatore Pittoni, sull'immissione in ruolo dei docenti vincitori del concorso straordinario bandito nel 2020.