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Art. 7. Il trattamento ordinario è riconosciuto a favore dell'iscritto che dopo il compimento del 65° anno di età e dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, sia cessato dal rapporto professionale di cui al precedente art. 1. Il trattamento ordinario è riconosciuto anche all'iscritto di cui al precedente comma, che non abbia raggiunto il 65° anno di età, semprechè egli abbia conseguito presso il Fondo una anzianità contributiva - effettiva o riscattata ai sensi dei precedenti articoli 3 e 8 del presente regolamento - non inferiore a 28 anni di cui almeno 18 coperti da contribuzione effettiva e sia in possesso da almeno 30 anni del diploma di laurea in medicina e chirurgia. I predetti requisiti di anzianità contributiva e di laurea sono ridotti di tre anni per gli iscritti che per almeno dieci anni hanno svolto per gli istituti mutualistici o del Servizio sanitario nazionale un'attività per la quale sono stati esposti al rischio di radiazioni ionizzanti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, od hanno comunque percepito da parte degli istituti medesimi una indennità di rischio. Ai fini dell'accertamento del possesso dei requisiti contributivi sopra indicati si tiene conto anche dell'anzianità contributiva effettiva o riscattata maturata dall'iscritto, in distinti periodi, presso i fondi di previdenza gestiti dall'ENPAM a favore dei medici generici o dei medici operanti negli ambulatori degli istituti di cui al precedente art. 1, purché derivante da attività svolta in epoca diversa da quella coperta da contribuzione al presente Fondo, ancorché abbia dato luogo a liquidazione del relativo trattamento ordinario. Il trattamento ordinario consiste nella liquidazione di una indennità costituita della somma degli elementi di cui appresso; rivalutati ai sensi del successivo comma: a) dai contributi versati per ciascun anno per l'iscritto ai sensi della lettera a) del precedente art. 2; b) dai contributi di riscatto di cui al primo e secondo comma dell'art. 3, con un aumento del 25% dei contributi relativi ai riscatti richiesti entro il 31 dicembre 1983; c) dai contributi volontari eventualmente versati sotto il regime del regolamento approvato con decreto ministeriale del 24 giugno 1968 aumentati del 25% per la parte non utilizzata per il pagamento dei contributi di riscatto. Gli importi di cui al precedente comma vengono rivalutati nella misura del 75% dell'incremento percentuale dell'indice ISTAT di cui al precedente art. 5, dall'anno in cui sono stati versati i singoli contributi all'anno che precede quello di cessazione del rapporto. All'iscritto che, al raggiungimento del 65° anno di età non cessi dal rapporto con gli istituti di cui al precedente art. 1 compete, per una sola volta, su richiesta ed a titolo di acconto sulla liquidazione definitiva, la liquidazione di una indennità di importo pari, nel massimo, al 30% di quella che gli verrebbe liquidata ove cessasse dal rapporto con gli istituti medesimi all'atto della richiesta. All'atto della cessazione del rapporto, dall'indennità definitiva viene detratto l'acconto erogato a mente del precedente comma rivalutato, nella misura del 75% dell'incremento percentuale dell'indice ISTAT di cui al precedente art. 5, dall'anno che precede quello di erogazione dell'acconto all'anno che precede quello di cessazione del rapporto.