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Pronunce della Corte costituzionale - Pronunce di accoglimento - Efficacia temporale - Naturale retroattività - Possibile limitazione, in caso di bilanciamento tra valori costituzionali.. Se è vero che le sentenze di accoglimento, in base al disposto dell'art. 136 Cost., confermato dall'art. 30 della legge n. 87 del 1953, operano ex tunc , perché producono i loro effetti anche sui rapporti sorti anteriormente alla pronuncia di illegittimità, la naturale retroattività dei loro effetti non è senza eccezioni. Da una parte, diversa è la decorrenza in caso di illegittimità costituzionale sopravvenuta, allorché è la Corte costituzionale che indica in dispositivo la data in cui si verifica l'incostituzionalità, data successiva a quella di efficacia della disposizione dichiarata costituzionalmente illegittima, oppure stabilisce che la declaratoria di illegittimità costituzionale non incide in alcun modo su quanto finora avvenuto, sia in via amministrativa sia in via giurisdizionale; d'altra parte, è possibile che vi sia l'eventuale necessità di una graduazione degli effetti temporali della propria decisione sui rapporti pendenti. Può infatti eccezionalmente presentarsi l'esigenza di bilanciamento con altri valori e principi costituzionali, i quali in ipotesi risulterebbero gravemente in sofferenza ove tali effetti risalissero, come di regola, retroattivamente fino alla data di efficacia della norma censurata. ( Precedenti citati: sentenze n. 74 del 2018, n. 71 del 2018, n. 178 del 2015, n. 10 del 2015, n. 1 del 2014, n. 416 del 1992, n. 1 del 1991, n. 501 del 1988, n. 266 del 1988, n. 139 del 1984, n. 127 del 1966 e n. 49 del 1970 ).