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Previdenza e assistenza sociale - Pagamento di ratei arretrati di pensione - Divieto di cumulo tra interessi e rivalutazione monetaria - Lamentata violazione dei principî a tutela dei crediti previdenziali e assistenziali, dei diritti inviolabili dell’uomo, nonché del principio di eguaglianza - Questione già dichiarata non fondata - Manifesta infondatezza.. Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 16, comma 6, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 36 e 38 della Costituzione nella parte in cui non prevede per i crediti previdenziali, diversamente dai crediti di lavoro, il cumulo degli interessi legali con la rivalutazione monetaria in caso di pagamento ritardato. Infatti - come già chiarito (con la sentenza n. 361 del 1996) - non vi è identità strutturale, ma soltanto funzionale tra crediti previdenziali e crediti di lavoro, sicché la tutela apprestata ai crediti previdenziali può essere il risultato del bilanciamento con altri valori costituzionali ed in particolare con le esigenze della finanza pubblica; mentre, con riguardo agli altri parametri evocati, l'art. 36 Cost. ha rilievo solo per il tramite dell'art. 38 Cost., l'art. 24 Cost. non riguarda la disciplina sostanziale dei diritti, e le considerazioni di carattere etico-politico non si concretizzano in ulteriori profili di censura. - Con riguardo alla questione del cumulo v. riferimento a sentenza n. 459/2000; sulla illegittimità dell'art. 442 cod. proc. civ. v. citata sentenza n. 156/1991; sulla discrezionalità del legislatore in relazione all'art. 38 Cost. v. sentenza citata n. 180/2001.