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Disposizioni in materia di IVA agevolata per l'acquisto di strumenti musicali e dei relativi accessori. Onorevoli Senatori. – Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, recante istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto, sono definitive le agevolazioni fiscali per una serie di beni e servizi espressamente elencati nella tabella A allegata al medesimo decreto. In particolare, al numero 18 della parte II della suddetta tabella, sono soggetti all'imposta agevolata nella misura del 4 per cento i « giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa e carte geografiche, compresi i globi stampati » poiché prodotti e servizi intesi di carattere culturale e quindi, correttamente, resi disponibili ai cittadini con una tassazione minore. Ora, è innegabile come anche la musica, nelle sue molteplici forme, costituisca, a tutti gli effetti, un prodotto culturale alla stessa stregua di altri prodotti intellettuali e rappresenti oggi sicuramente una delle più efficaci e universalmente riconosciute forme per l'integrazione e lo scambio culturale, in Italia e in tutto il mondo. Come sottolineato da diversi esperti di psicologia la musica ha un ruolo importantissimo nella vita dei giovani. Capace di amplificare le emozioni, ma anche di rappresentare un punto di riferimento per la catarsi interiore, costituisce un linguaggio universale, una sorta di specchio dove riflettere il proprio io interiore in un momento della vita caratterizzato da numerosi cambiamenti quasi sempre difficili da gestire. L'Italia vanta la quota più elevata di imprese dei settori culturali in Europa, precedendo Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Questo primato, che ci è invidiato da tutto il mondo, si deve alla nostra tradizione, a un secolare rapporto tra cultura e attività di impresa. Tuttavia secondo l'ultimo rapporto dell'osservatorio Distribuzione industria strumenti musicali e artigianato (DISMAMUSICA) sul mercato degli strumenti musicali, nel 2018, dopo quattro anni di crescita delle vendite, il settore ha registrato una flessione significativa rispetto all'anno precedente. Tutte le diverse analisi condotte dall'osservatorio, infatti, confermano nel 2018 un trend negativo nelle dinamiche di acquisto di strumenti musicali in Italia: –3,86 per cento sui dati di sell-in dei produttori e distributori, –3,62 per cento sul sell-out dei negozi e –11,85 per cento sull' import di strumenti musicali in Italia. La stima del valore complessivo del mercato nel 2018, per il solo canale dei negozi fisici, si attesta attorno ai 541 milioni di euro. Stando ai dati dell'osservatorio la composizione della filiera della produzione e della distribuzione di strumenti musicali in Italia, a dicembre 2018, include: 1.083 imprese produttrici (erano 1.069 nel 2017 e 997 nel 2014), per un totale di 2.490 addetti (erano 2.500 nel 2017 e 2.549 nel 2014); 965 imprese commerciali al dettaglio (erano 974 nel 2017 e 1.071 nel 2014), per un totale di 1.704 addetti (erano 1.676 nel 2017 e 1.759 nel 2014); e infine 210 imprese di riparatori di strumenti (erano 191 nel 2017 e 151 nel 2014), per un totale di 257 addetti (erano 228 nel 2017 e 200 nel 2014). Dunque, i trend individuati nella passata edizione dell'osservatorio proseguono anche nel 2018, in particolare la sensibile e continua diminuzione del numero dei negozi, da un lato, e l'aumento dei produttori di strumenti musicali dall'altro, per lo più botteghe di artigiani. Continua pure la crescita dei riparatori (anche in questo caso piccole botteghe), probabile risposta alla necessità di assistenza post-vendita agli strumenti, non garantita ovviamente dal canale di vendita digitale. Un mercato quindi che ha certamente visto una flessione ma che è ancora una fetta importante del nostro sistema economico e produttivo. In Italia ogni anno si vendono circa 1.300.000 strumenti musicali per un ricavato di circa 130 milioni di euro. Tuttavia il settore soffre la crisi dell' export e del e-commerce , oltre alle difficoltà che nel periodo di pandemia da COVID-19 hanno coinvolto in maniera quasi totalizzante la categoria dei musicisti e degli addetti allo spettacolo. Questo ha, di conseguenza, impattato in modo negativo anche sul comparto della produzione e della vendita di strumenti musicali e accessori. Una delle strategie per il futuro rilancio del comparto, oltre all'incentivare l'insegnamento delle materie musicali nelle scuole, è senza dubbio l'applicazione agli strumenti musicali dell'aliquota IVA prevista per i prodotti culturali. A tal proposito lo scorso novembre è nata la « European Musical Instruments Alliance » (EMIA), una coalizione delle associazioni di settore di Germania (SOMM– Society of Music Merchants ), Francia (CFSI), Italia (DISMAMUSICA) e Spagna (COMUSICA), che ha chiesto all'Unione europea di esprimersi proprio sulle aliquote fisse come già avvenuto per i prodotti editoriali. Pertanto il presente disegno di legge che si compone di un solo articolo attraverso una modifica della tabella A, parte II, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 citato, aggiunge gli strumenti musicali e i relativi accessori, anche per uso didattico, tra i beni assoggettati all'IVA agevolata al 4 per cento. Conseguentemente al comma 2 vengono eliminati gli strumenti musicali dai materiali per uso scolastico per i quali è prevista l'IVA agevolata al 12 per cento. Il comma 3 contiene, infine, la quantificazione e la relativa copertura degli oneri derivanti dall'applicazione della disposizione introdotta.. 1 1 Alla tabella A, parte II, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 18 è inserito il seguente: « 18-bis ) strumenti musicali e relativi accessori, anche per uso didattico ». 2 All'articolo 36, comma 4, lettera a) , numero 11, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, le parole: « e strumenti musicali » sono soppresse. 3 Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili, di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.