Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 120 BORGHESI La seduta inizia alle ore 10,05. IN SEDE REFERENTE (1440 e connessi) estensione elettorato per il Senato DDL 1440 Modifica all'articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l'elezione del Senato della Repubblica DDL 307 Modifica all'articolo 58 della Costituzione in materia di estensione del diritto di voto per l'elezione del Senato della Repubblica alle cittadine e ai cittadini che hanno compiuto diciotto anni DDL 1022 Modifiche all'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo per l'elezione del Senato della Repubblica DDL 1116 Estensione del suffragio per l'elezione del Senato Doc - e petizione n. 99 ad essi attinente (Seguito dell'esame congiunto e rinvio) Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 23 ottobre. Il PRESIDENTE comunica che nella giornata di ieri si è concluso il ciclo di audizioni informali. Ha quindi inizio la discussione generale. Il senatore PAGANO ( FI-BP ) anticipa, a titolo personale, una valutazione negativa sul progetto di riforma costituzionale. Pur condividendo in linea di principio l'opportunità di garantire la piena attuazione del principio del suffragio universale, consentendo a tutti i maggiorenni di votare per entrambe le Camere, ritiene inopportuno modificare la Costituzione con interventi puntuali, non inseriti in un progetto complessivo. In questo modo, infatti, si determinano ricadute sul sistema istituzionale, che richiedono poi ulteriori interventi compensativi e correttivi, a cominciare dalla riforma della disciplina elettorale. Tra l'altro, con l'allineamento dell'elettorato attivo tra i due rami del Parlamento diventerebbe ingiustificata la differenziazione a livello numerico dei componenti delle due Camere. Conseguentemente, si dovrebbe procedere a una parificazione completa di Camera e Senato, tanto da rendere poi giustificabile la soppressione di una delle due Assemblee, per evitare inutili duplicazioni. A suo avviso, invece, sarebbe preferibile conservare un sistema bicamerale, che preveda una camera di raffreddamento nel procedimento di formazione delle leggi ovvero una camera che si concentri sulle funzioni diverse da quelle legislative. Auspica, pertanto, una riflessione approfondita sulle conseguenze che potrebbero essere determinate da riforme costituzionali parcellizzate quale quella in esame. Il senatore VITALI ( FI-BP ) esprime una valutazione fortemente critica sulla proposta di uniformare l'elettorato attivo di Camera e Senato, senza inserire la modifica in una cornice di interventi organici, volti ad accrescere l'efficienza delle istituzioni. A suo avviso, si tratterebbe di un primo passo che porterebbe al monocameralismo, in quanto sarebbe ingiustificato conservare due Camere identiche dal punto di vista delle funzioni e della platea elettorale. Ritiene che tale proposta, insieme alle altre relative alla riduzione del numero dei parlamentari e all'introduzione del referendum propositivo, abbia un mero significato propagandistico. Anche se probabilmente l' iter del disegno di legge costituzionale in esame non arriverà a compimento, a causa della presumibile - quanto, a suo avviso, auspicabile - fine anticipata della legislatura, assicura la propria disponibilità a tentare di attenuare le criticità più gravi del testo, attraverso appositi emendamenti. Il senatore PARRINI ( PD ), nel dissentire dal senatore Vitali, sottolinea l'importanza di una modifica costituzionale volta a garantire che anche il Senato sia eletto a suffragio universale, alla pari della Camera dei deputati. A suo avviso, infatti, l'esclusione dal voto dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni appare ingiustificata e inattuale, tanto più in un sistema bicamerale paritario. Evidenzia, quindi, che l'articolo 58 della Costituzione, nella sua attuale formulazione, è stato previsto in un contesto storico e sociale del tutto diverso, se si considera che era appena stato introdotto il suffragio universale femminile e fino al 1912 erano previste forti restrizioni sulla base del censo e dell'istruzione anche per l'elettorato maschile. Condivide le considerazioni del senatore Pagano sulla inopportunità di modificare la Costituzione con interventi puntuali, senza una visione organica complessiva, tuttavia la modifica del requisito anagrafico per eleggere il Senato non sembra comportare alcuna conseguenza sull'assetto istituzionale. Invita, pertanto, a riflettere in modo approfondito sulla portata e sulle effettive conseguenze della proposta in esame, che peraltro si era già tentato di introdurre con le riforme costituzionali della XIV e della XVII legislatura, poi non giunte a compimento perché non confermate dai successivi referendum . A suo avviso, non vi è ragione per differenziare i due rami del Parlamento dal punto di vista dell'elettorato attivo e passivo; sarebbe molto più comprensibile, eventualmente, una distinzione dal punto di vista funzionale. Il senatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) esprime la propria convinzione che le riforme costituzionali debbano essere attuate secondo un progetto più ampio, tuttavia ritiene che quella in esame abbia una portata ben definita, che non determinerà ulteriori effetti se non quello di equiparare l'elettorato attivo dei due rami del Parlamento, consentendo così la piena attuazione del suffragio universale. Ricorda che l'Assemblea costituente introdusse anche altri elementi di differenziazione tra Camera e Senato, per esempio la durata non coincidente della legislatura, peraltro mai applicata, e la rappresentanza su base regionale del Senato. In ogni caso, è evidente che le motivazioni culturali, sociali e storiche che avevano giustificato la previsione di un diverso requisito anagrafico per l'elettorato attivo e passivo per le due Camere non sussistano più, pertanto ritiene opportuno procedere all'approvazione del disegno di legge costituzionale in esame. Confida, comunque, che in futuro maturino le condizioni per assegnare funzioni differenti ai due rami del Parlamento, in modo da prevedere una Camera territoriale in rappresentanza delle Regioni e delle autonomie, sebbene tale ipotesi sia già stata respinta per due volte dagli elettori. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea, in primo luogo, che il dibattito dovrebbe riguardare solo l'equiparazione dell'elettorato attivo di Camera e Senato, senza implicazioni relative al superamento del bicameralismo paritario, su cui peraltro gli elettori hanno già espresso per due volte un orientamento contrario. Ritiene ingiustificabile la restrizione del diritto di voto per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni, posto che questi possono già partecipare non solo alle elezioni amministrative e politiche, sebbene solo per la Camera dei deputati, ma anche alle elezioni per il Parlamento europeo e - come ricordato nelle audizioni informali dal presidente Onida - alle consultazioni referendarie, nelle quali, per la loro natura, anche un solo voto potrebbe essere determinante. Bisognerebbe invece riflettere in modo più approfondito sulla eventualità - di cui si discute - che si proceda anche alla parificazione dell'elettorato passivo, magari attraverso un emendamento dello stesso relatore al disegno di legge costituzionale in esame, anche se, a suo avviso, ciò potrebbe portare ad avere una maggioranza inferiore ai due terzi in sede di seconda deliberazione. In ogni caso, non vi sarebbe una identificazione totale tra le due Camere, considerato che i rispettivi Presidenti hanno ancora compiti in parte differenti. Tuttavia, ritiene che a quel punto diverrebbe opportuno ripartire i parlamentari in modo equilibrato, trecento per ogni Camera, anche per evitare che nell'elezione degli organi di garanzia da parte del Parlamento in seduta comune la Camera dei deputati abbia un peso doppio rispetto al Senato. Si sofferma sul principio dell'elezione del Senato su base regionale, oggetto peraltro di un disegno di legge costituzionale in discussione alla Camera, il quale, nonostante i problemi applicativi che ha prodotto, costituisce un importante profilo di differenziazione. Occorre perciò evitare che si ripeta quanto accaduto in occasione delle scorse elezioni, quando il seggio rimasto vacante in Sicilia per il Senato è stato assegnato a un'altra Regione, in contrasto con quanto previsto dal primo comma dell'articolo 57 della Costituzione, che non consente il recupero dei resti a livello nazionale. A suo avviso, poi, il principio è violato anche quando i candidati non sono espressione del territorio: avanza perciò il sospetto che lo si voglia abolire per sdoganare questa discutibile prassi. Conclude auspicando una maggiore ponderazione, per evitare distorsioni nel funzionamento dell'attuale assetto istituzionale. Il PRESIDENTE dichiara chiusa la discussione generale. Il relatore PARRINI ( PD ), essendo già intervenuto in sede di dibattito, rinuncia ad intervenire in replica. Il PRESIDENTE propone che il disegno di legge costituzionale n. 1440 sia adottato quale testo base per il seguito dell'esame. La Commissione conviene. Il senatore CALDEROLI ( L-SP-PSd'Az ), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che sia previsto un margine di tempo adeguato per la presentazione degli emendamenti, tanto più che fino alla sospensione dei lavori per la pausa natalizia l'Assemblea sarà impegnata nella sessione di bilancio e nella discussione di altri provvedimenti urgenti e perciò il provvedimento potrà approdare in Assemblea nel mese di gennaio. Il senatore PARRINI ( PD ) ritiene preferibile non rinviare eccessivamente il termine per la presentazione delle proposte di modifica, da fissare - a suo avviso - entro la prossima settimana. Il PRESIDENTE propone di fissare per le ore 15 di venerdì 6 dicembre il termine per la presentazione di eventuali emendamenti, da riferire al disegno di legge costituzionale n. 1440, adottato come testo base. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 10,50.