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Sopravvenienze nel giudizio incidentale - Ius superveniens modificativo della norma censurata - Inapplicabilità nel giudizio amministrativo a quo in base al principio tempus regit actum - Esclusione della restituzione degli atti al rimettente.. Non è accolta l'istanza dell'interveniente Presidente del Consiglio dei ministri di restituire al giudice a quo gli atti relativi alle questioni di legittimità costituzionale aventi ad oggetto l'art. 4, comma 3- bis , del d.lgs. n. 23 del 2011, nella parte in cui consente ai comuni delle isole minori di assoggettare ad imposta di sbarco solo i passeggeri che raggiungano l'isola con una delle compagnie di navigazione di linea, escludendo coloro che si avvalgano di un altro vettore. Il sopravvenuto art. 33, comma 1, della legge n. 221 del 2015 - che ha sostituito l'imposta di sbarco con il "contributo di sbarco" (esteso ai passeggeri di "vettori aeronavali che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati e autorizzati ad effettuare collegamenti verso l'isola") - non incide sulla rilevanza delle questioni sollevate dal Consiglio di Stato, poiché la valutazione di legittimità del provvedimento impugnato nei giudizi amministrativi a quibus (in specie, regolamento comunale istitutivo dell'imposta di sbarco nell'isola di Capri) va condotta in base al principio tempus regit actum . Lo ius superveniens non può venire in evidenza nel giudizio di costituzionalità promosso dai giudici amministrativi, poiché, secondo il principio tempus regit actum , la valutazione della legittimità del provvedimento impugnato va condotta con riguardo alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione. (Precedenti citati: sentenze n. 49 del 2016, n. 30 del 2016 e n. 151 del 2014)