Document Type: sommcomm
Token Count: $#tokens

SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 8ª e 13ª RIUNITE 13ª(Territorio, ambiente, beni ambientali) 2 MORONESE La seduta inizia alle ore 17,30. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI La PRESIDENTE comunica che è pervenuta, da parte del senatore Margiotta, la richiesta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, della pubblicità dei lavori della seduta odierna delle Commissioni riunite. Constatato l'unanime consenso delle Commissioni, avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva. IN SEDE REFERENTE n. 909 - Decreto-legge n. 109, disposizioni urgenti per la città di Genova e altre emergenze DDL 909 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi. Riferisce quindi il senatore PATUANELLI ( M5S ), relatore per la 13 a Commissione, il quale illustra i capi III, IV e V del decreto-legge in conversione. L'articolo 17 sancisce che le disposizioni contenute nel capo III del presente decreto-legge disciplinano gli interventi per i comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell'Isola d'Ischia interessati dagli eventi sismici del 21 agosto 2017 a cui si provvede con la nomina di un nuovo Commissario per la gestione straordinaria il cui mandato durerà al massimo 12 mesi con possibilità di rinnovo. La gestione straordinaria cesserà il 31 dicembre 2021. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato stabilito che i piani di delocalizzazione e trasformazione urbana siano finalizzati anche alla riduzione delle situazioni di rischio sismico e idrogeologico. Nel corso dell'esame presso la Camera è stato modificato l'articolo 18 dedicato alle funzioni del commissario straordinario. In particolare le funzioni del Commissario straordinario sono state incrementate aggiungendovi quelle relative al coordinamento e alla realizzazione degli interventi di demolizione, quelle relative al coordinamento e alla realizzazione della mappaturadella situazione edilizia e urbanistica al fine di avere un quadro completo del rischio statico, sismico e idrogeologico, e infine quelle relative alle attività di assistenza alla popolazione e seguito della cessazione dello stato di emergenza. Precisa che il Commissario straordinario opera, per l'esplicazione delle sue funzioni, in raccordo con il Dipartimento della protezione civile ed il Commissario delegato di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del capo del dipartimento della protezione civile n. 476 del 29 agosto 2017. Vigila, inoltre, sugli interventi di ricostruzione e riparazione degli immobili privati. Vigila sulla concessione ed erogazione dei contributi. Provvede, d'intesa con il Dipartimento della protezione civile, alla redazione di un piano finalizzato a dotare i Comuni colpiti degli studi di microzonazione sismica di III livello, come definita negli «Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica» L'articolo 19 istituisce un'apposita contabilità intestata al Commissario straordinario in cui confluiscono le risorse finora stanziate per la ricostruzione (dal decreto-legge n. 148 del 2017 e dalla legge di bilancio 2018) che vengono incrementate di 60 milioni di euro complessivi nel triennio 2019-2021 ai cui oneri si provvede ai sensi dell'articolo 45 destinato ad incrementare le risorse della contabilità speciale. Il comma 1 dell'articolo 20 affida al Commissario il compito di individuare i contenuti del processo di ricostruzione e ripristino del patrimonio danneggiato stabilendo le priorità sulla base del danno subito, nonché di provvedere all'erogazione dei contributi fino al 100 per cento delle spese occorrenti degli immobili e delle infrastrutture distrutti o danneggiati in relazione al danno effettivamente subito (comma 2). L'articolo in questione contempla al comma 2 anche i gravi danni a scorte e beni mobili strumentali alle attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, commerciali, ai soggetti pubblici e alle organizzazioni, fondazioni o associazioni oltreché i danni subiti dalle strutture private adibite ad attività sociali, socio-sanitarie e socio-educative, sanitarie, ricreative, sportive e religiose. Il comma 3 stabilisce che le disposizioni dell'articolo in esame si applicano nei limiti e nel rispetto delle condizioni previste dal Regolamento (UE) generale di esenzione n. 651 del 2014 e, in particolare, dall'articolo 50. Detto regolamento dichiara alcune categorie di aiuti di stato compatibili con il mercato interno UE. Il menzionato articolo 50 chiarisce che i regimi di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da terremoti, valanghe, frane, inondazioni, trombe d'aria, uragani, eruzioni vulcaniche e incendi boschivi di origine naturale sono compatibili con il mercato interno e sono esentati dall'obbligo di notifica alla Commissione, purché soddisfino specifiche condizioni, tra cui il riconoscimento da parte delle autorità pubbliche competenti del carattere di calamità naturale dell'evento, il nesso causale diretto tra i danni provocati dalla calamità naturale e il danno subito dall'impresa. I regimi di aiuti connessi a una determinata calamità naturale sono adottati nei tre anni successivi alla data in cui si è verificato l'evento. Gli aiuti relativi a tali regimi sono concessi entro quattro anni dal verificarsi dell'evento. L'articolo 21 stabilisce che la misura del contributo è generalmente riconosciuta nella percentuale del 100 per cento in caso di danni agli edifici. Sono altresì individuate le categorie di soggetti che, a domanda, e alle condizioni previste, possono beneficiare dei contributi. Il comma 1 disciplina le opere ammissibili a contribuzione nell'ambito degli interventi di ricostruzione e recupero distinguendo tre diverse classi di danno: distrutto- lettera a) , danni lievi - lettera b) e danni gravi - lettera c) . Il comma 2 individua le categorie di soggetti che beneficiano del contributo (proprietari o usufruttuari o titolari di diritti reali di godimento che si sostituiscono ai proprietari) e gli immobili a cui si riferiscono: unità immobiliari adibite ad abitazione principale (lettera a) ); unità immobiliari in locazione, comodato o assegnate a soci di cooperative a proprietà indivisa e adibite a residenza anagrafica del conduttore, comodatario o assegnatario (lettera b) ); unità immobiliari diverse dalle precedenti (lettera c) ), quali ad esempio le unità immobiliari adibite a seconda abitazione; strutture e parti comuni degli edifici (lettera d) ); unità immobiliari (nonché impianti e beni mobili strumentali all'attività) adibite all'esercizio dell'attività produttiva o ad essa strumentali (lettera e) ), infine le condizioni da rispettare. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati è stato introdotto il comma 2- bis volto ad impedire l'erogazione dei contributi per gli immobili danneggiati oggetto di ordine di demolizione o ripristino impartito dal giudice penale. Il comma 4 dispone che il contributo è concesso al netto dell'indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici percepiti dall'interessato per le medesime finalità di quelli di cui al presente Capo. Il comma 9 dispone che la concessione del contributo è trascritta nei registri immobiliari. L'articolo 22 individua le finalità per la riparazione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici, in base ai danni effettivamente verificatisi nelle zone di classificazione sismica 1, 2, e 3 come stabilite dall'ordinanza n. 3274 del 2003, e nel caso in cui ricorrano le condizioni per la concessione del beneficio. In particolare i contributi sono finalizzati a riparare, ripristinare, demolire, ricostruire o delocalizzare ed assoggettare a trasformazione urbana gli immobili di edilizia privata ad uso abitativo e non abitativo, ad uso produttivo e commerciale, ad uso agricolo e per i servizi pubblici e privati, compresi quelli destinati al culto, danneggiati o distrutti dall'evento sismico; riparare, ripristinare, demolire o ricostruire gli immobili "di interesse strategico", di cui al decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 21 ottobre 2003 e ad uso scolastico danneggiati o distrutti dall'evento sismico nonché a riparare o ripristinare gli immobili soggetti alla tutela del codice dei beni culturali e del paesaggio. L'articolo 23introduce una procedura specifica, anche in deroga alla normativa vigente, per l'avvio di interventi di immediata riparazione, a favore degli edifici che hanno riportato danni lievi, al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita e di lavoro. In sintesi, la procedura disciplinata dall'articolo in esame prevede la presentazione di un progetto e l'asseverazione da parte di un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra gli eventi sismici e lo stato della struttura (comma 1); la comunicazione dell'avvio dei lavori di riparazione o ripristino ai Comuni interessati dagli eventi sismici in oggetto (comma 4); nonché l'affidamento obbligatoriodei lavori a imprese individuate in base a determinati requisiti (comma 5). L'articolo 24 disciplina la procedura per la concessione dei contributi prevedendo l'obbligo di includere nella domanda di contributo l'indicazione dell'impresa affidataria dei lavori con allegata documentazione obbligatoria per la concessione dei contributi come: la relazione tecnica asseverata (attesta che i danni sono stati causati dal sisma) o l'ordinanza di sgombero; la scheda AeDES (agibilità e danno nell'emergenza sismica) per il rilevamento dei danni. L'articolo 25 stabilisce le modalità per una più rapida definizione delle procedure di condono pendenti relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 prevedendo l'indizione di apposite conferenze di servizi per assicurare la conclusione dei procedimenti entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione. Nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati sono state apportate delle modifiche tra cui la necessità del previo rilascio del parere dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico per la definizione delle istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma, presentate ai sensi del decreto-legge n. 269 del 2003 (cosiddetto terzo condono edilizio) e per tutte le istanze, l'esclusione del condono per le opere eseguite da soggetti condannati con sentenza definitiva (come l'associazione mafiosa). Le istanze di condono a cui il presente articolo si riferisce riguardano i seguenti provvedimenti: legge 47 del 1985 (con cui è stato disciplinato, dalle disposizioni di cui ai capi IV e V, il cosiddetto primo condono edilizio); legge 724 del 1994 (con cui è stato disciplinato, dall'articolo 39, il cosiddetto secondo condono edilizio); decreto-legge 269 del 2003 (con cui all'articolo 32 è stato disciplinato il cosiddetto terzo condono edilizio). Per la definizione delle istanze si applicano gli artt. 31, 32 e 33 della legge 47 del 1985 che disciplinano rispettivamente: le opere per cui è possibile presentare domanda in sanatoria sia delle opere eseguite senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire sia nei casi di titolo abilitativo annullato, decaduto o comunque divenuto inefficace. L'articolo 32 dispone che il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Il parere non è richiesto quando si tratti di violazioni riguardanti l'altezza, i distacchi, la cubatura o la superficie coperta che non eccedano il 2 per cento delle misure prescritte. Sono altresì escluse dalla sanatoria, sempre in base all'articolo 33, le opere realizzate su edifici ed immobili assoggettati alla tutela della legge n. 1089 del 1° giugno 1939, ovvero: a) vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici; b) vincoli imposti da norme statali e regionali a difesa delle coste marine, lacuali e fluviali; c) vincoli imposti a tutela di interessi della difesa militare e della sicurezza interna; d) ogni altro vincolo che comporti l'inedificabilità delle aree. Si precisa che i suindicati vincoli si applicano qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima dell'esecuzione delle opere stesse. Il comma 1- bis introdotto dalla Camera precisa che le istanze presentate ai sensi del terzo condono edilizio (decreto-legge n. 269 del 2003), siano definite previo rilascio del parere favorevole da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Al comma 2 si prevede che i comuni colpiti dal sisma provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche mediante l'indizione di apposite conferenze di servizi, ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all'esame delle predette istanze di condono. Il comma 3 precisa che la concessione dei contributi previsto dal capo III del presente decreto è sospesa nelle more dell'esame delle istanze di condono e che il contributo non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti volumetrici. L'articolo 26 reca norme per la ricostruzione pubblica, demandando a provvedimenti del Commissario di disciplinare il finanziamento, nei limiti delle risorse stanziate allo scopo, per gli interventi individuati. Con atti del Commissario si provvede a predisporre e approvare un piano delle opere pubbliche e delle chiese e edifici di culto, piani per il ripristino degli edifici scolastici dichiarati inagibili, un piano dei beni culturali e un piano di interventi sui dissesti idrogeologici. Il Commissario può individuare, con motivazione, gli interventi, inseriti in tali piani, che rivestono un'importanza essenziale ai fini della ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici di Ischia. Si dettano norme per le procedure di affidamento in base al codice dei contratti pubblici, prevedendosi poi l'erogazione in via diretta dei contributi e delle spese per l'assistenza alla popolazione, i cui criteri e modalità attuative sono demandati a provvedimenti del Commissario straordinario, adottati d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze. Si dettano infine norme per il monitoraggio dei finanziamenti. L'articolo 27 individua i soggetti attuatori degli interventi per la riparazione, il ripristino, il miglioramento sismico o la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali, in materia di ricostruzione pubblica. L'articolo 28prevede la possibilità di assegnare un contributo in caso di distruzione o danneggiamento grave di beni mobili presenti nelle unità immobiliari distrutte o danneggiate a causa degli eventi sismici e di beni mobili registrati. L'articolo 29 dispone l'applicazione delle disposizioni adottate in relazione agli eventi sismici nel Centro Italia in materia di legalità e trasparenza, estendendo quindi alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma di Ischia il presidio di legalità che era stato introdotto per la ricostruzione del centro Italia, con l'obbligo di iscrizione ad una specifica anagrafe delle imprese che intendono realizzare gli interventi di ricostruzione. Durante l'esame alla Camera l'articolo è stato integrato al fine di disciplinare la trasparenza e la pubblicità degli atti di competenza del Commissario straordinario. L'articolo 30 reca disposizioni in ordine alla qualificazione degli operatori economici per l'affidamento di servizi di architettura e di ingegneria. Si fissano i requisiti per l'affidamento di incarichi sia di progettazione che di direzione dei lavori funzionali alla ricostruzione o riparazione e ripristino degli immobili danneggiati, prevedendo altresì disposizioni sui contributi finanziari pubblici alla ricostruzione privata. L'articolo 31  che non è stato modificato nel corso dell'esame alla Camera  mette a disposizione del Commissario straordinario una struttura di personale, delineando la composizione della struttura e disciplinando il trattamento economico e giuridico spettante a coloro che ne faranno parte; si pongono limiti massimi di spesa. Ai sensi del comma 2 dell'articolo in commento, la nuova struttura è posta alle dirette dipendenze del Commissario. La struttura è distinta dall'Unità tecnico-amministrativa della quale il Commissario può avvalersi in base all'articolo 18, comma 4. L'articolo 32 proroga ed estende l'ambito di applicazione di alcune agevolazioni introdotte dal decreto-legge n. 148 del 2017 e dalla legge di bilancio 2018 a favore dei comuni interessati dagli eventi sismici di Ischia del 21 agosto 2017. Le agevolazioni riguardano le imposte sui redditi, l'IMU, la TASI, la TARI, il rimborso di mutui contratti dai comuni, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti contratti dai privati, la facoltà di assunzione di personale in deroga ai vincoli assunzionali. Nel corso dell'esame alla Camera è stata introdotta una disposizione (nuovo comma 1- bis ) che consente l'esenzione del pagamento delle forniture di energia elettrica, gas, acqua e telefonia, con appositi provvedimenti adottati dalle rispettive autorità di settore. E' stata altresì introdotta una disposizione (comma 7- bis ) volta a prorogare al 31 dicembre 2019 l'operatività dell'Unità Tecnica-Amministrativa (UTA) di cui può avvalersi il Commissario straordinario. L'articolo 33 prevede, per i territori dei comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, siti nell'isola di Ischia e interessati dagli eventi sismici del 21 agosto 2017, la sospensione del pagamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni (dalla data di entrata in vigore del decreto-legge) fino al 31 dicembre 2020 e il recupero delle somme oggetto di sospensione  senza applicazione di sanzioni e interessi  dal 1° gennaio 2021. L'articolo 34 sospende nei comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell'Isola di Ischia, interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017, i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria (contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) in scadenza nel periodo 29 settembre 2018 - 31 dicembre 2020. L'articolo 35 dispone la sospensione di termini per la notifica di cartelle di pagamento e per la riscossione di somme dovute a enti creditori nei comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell'Isola di Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017. L'articolo 36 concede contributi, alle condizioni in esso previste, alle imprese del settore turistico e agrituristico, dei servizi connessi, dei pubblici esercizi e del commercio e artigianato insediate da almeno 6 mesi antecedenti agli eventi sismici nei Comuni dell'Isola di Ischia. L'articolo 37 prevede il trasferimento dal Commissario straordinario ai vice commissari della funzione di monitoraggio sugli aiuti previsti dal decreto-legge n. 189 del 2016, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016, al fine di verificare l'assenza di sovra compensazioni in materia di aiuti di Stato, di favorire la delocalizzazione definitiva in strutture temporanee per le attività agricole e zootecniche, e l'inclusione delle Università tra i soggetti attuatori degli interventi relativi alle opere pubbliche e ai beni culturali. Nel corso dell'esame alla Camera, sono state aggiunte ulteriori disposizioni volte a innovare il settore della governance della ricostruzione, gli ambiti relativi alle spese ammissibili a finanziamento per la ricostruzione privata, le procedure relative agli interventi per le opere pubbliche e i beni culturali, tra cui gli interventi di competenza delle diocesi, e le deroghe temporanee alla disciplina regolamentare sugli standard in materia di assistenza ospedaliera. L'articolo 38 prevede la nomina con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del Commissario straordinario subentrante nelle funzioni dell'attuale Commissario straordinario del Governo e l'applicazione al Commissario delle disposizioni del decreto-legge n. 189 del 2016 e di ogni altra disposizione vigente. Si stabilisce inoltre che il compenso del Commissario straordinario venga stabilito nel decreto di nomina, nel limite massimo previsto pari a 100.000 euro complessivi annui. Qualifica come insequestrabili e impignorabili le somme depositate sui conti correnti bancari intestati alla gestione del Commissario delegato o straordinario, concesse per la riqualificazione e riqualificazione infrastrutturale nei territori oggetto degli eventi sismici del 2009 in Abruzzo, del 2012 in Emilia Romagna, e del 2016 nelle regioni dell'Italia centrale L'articolo 39- bis interviene sulladeterminazionedella consistenza della pianta organica dei comuni della regione Abruzzo (di cui all'articolo 67- ter , comma 5, del decreto-legge n. 83 del 2012), interessati dal sisma del 6 aprile 2009, incrementata temporaneamente a seguito dell'assunzione da parte degli stessi comuni di personale a tempo indeterminato per fronteggiare la ricostruzione. L'articolo 39- ter , introdotto dalla Camera, modifica l'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2018 e disciplina le lievi difformità edilizie nonché le pratiche pendenti ai fini di accelerare l'attività di ricostruzione o riparazione degli edifici privati presenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 e danneggiati dagli eventi sismici medesimi. La lettera a) del comma 1 stabilisce l'ambito di applicazione della norma ovvero degli interventi sanabili, che si estende, ora, oltre che agli interventi edilizi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell'edificio, anche agli interventi di restauro e di risanamento conservativo e agli interventi di ristrutturazione edilizia. La norma fa ora riferimento a tutte le ipotesi contemplate dall'articolo 22, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 (Testo Unico in materia edilizia), in base al quale sono realizzabili mediante la segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), nonché in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente: gli interventi di manutenzione straordinariadi cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) , qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio; gli interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c) , qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio; gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) diversi da quelli indicati nell'articolo 10, comma 1, lettera c) . Il comma 1, lettera a) , consente al proprietario dell'immobile, pur se diverso dal proprietario dell'abuso, di presentare, anche contestualmente alla domanda di contributo la richiesta di permesso o di SCIA in sanatoria che va presentata in deroga alle previsioni di cui all'articolo 36, comma 1, oltreché degli articoli 37, comma 4, e 93 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001. Sempre il comma 1 lettera a) fissa il pagamento della sanzione, di importo compreso tra 516 e 5164 euro, in misura determinata dal responsabile del procedimento comunale in relazione all'aumento di valore dell'immobile. Il comma 1, lettera b), disciplina gli interventi in sanatoria per i casi previsti dalle norme regionali e per interventi edilizi totalmente abusivi con l'introduzione del comma 1- bis all'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2018. A tal fine, le Regioni si impegnano ad approvare leggi volte a migliorare la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20 per cento della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bifamiliari ed a disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35 per cento della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale. In tale caso il contributo non spetta per la parte relativa all'incremento di volume. Viene altresì disposto che l'articolo 1- sexies del decreto-legge n. 55 del 2018 non trovi applicazione nel caso in cui le costruzioni siano state interessate da interventi edilizi totalmente abusivi per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione. Alla lettera c) dell'articolo in esame si stabilisce che è fatto salvo il rilascio dell'autorizzazione sismica prevista dall'articolo 94 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, che va presentata contestualmente alla domanda del permesso o di SCIA in sanatoria e costituisce provvedimento conclusivo al fine della risoluzione della difformità. La lettera d) introduce delle modalità di certificazione sismica in relazione alle pratiche pendenti precisando, al fine di accelerare l'attività di ricostruzione e riparazione, che l'autorizzazione statica o sismica venga rilasciata anche dal competente ufficio regionale oltre che dalla Conferenza regionale. L'articolo 40 prevede l'istituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del CIPE e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una Cabina di regia "Strategia Italia" presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Sottosegretario di stato delegato, composta dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministro dell'ambiente e del territorio e del mare nonché il Ministro del Sud e degli affari regionali e le Autonomie, dai presidenti della Conferenza delle Regioni, dell'UPI e dell'ANCI, con il compito di verificare lo stato di attuazione di piani e programmi di investimento infrastrutturale e di adottare le iniziative idonee a superare eventuali ostacoli e ritardi. Il comma 1, lettera b), stabilisce che il nuovo organismo verifichi lo stato di attuazione degli interventi connessi a fattori di rischio per il territorio, quali il dissesto idrogeologico, la vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, nonché le situazioni di particolare degrado ambientale necessitanti l'attività di bonifica. Il comma 2 stabilisce che la cabina di regia si avvalga del supporto tecnico, istruttorio e organizzativo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della presidenza del Consiglio dei ministri. L'articolo 40- bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera, autorizza, al solo fine di permettere la riapertura al traffico sul Viadotto Sente, la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2018. L'articolo 41 sancisce che ai fini dell'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura si applichino i limiti dell'allegato I B del decreto legislativo n. 99 del 1992, fatta eccezione per gli idrocarburi (C10 e C40) per cui viene fissato il limite di 1000 mg/Kg tal quale. Ricorda che ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 99 del 1992 (che attua la direttiva 86/278/CEE) sono considerati fanghi i residui derivanti dai processi di depurazione delle acque reflue provenienti esclusivamente da insediamenti civili; delle acque reflue provenienti da insediamenti civili e produttivi (tali fanghi devono possedere caratteristiche sostanzialmente non diverse da quelle possedute dai fanghi di cui al punto precedente); delle acque reflue provenienti esclusivamente da insediamenti produttivi (tali fanghi devono essere assimilabili per qualità ai precedenti). Tale disposizione è finalizzata alla risoluzione, sebbene momentanea, dello stato di emergenza relativa allo smaltimento dei fanghi verificatosi in alcune regioni del Nord (Lombardia, Toscana) e allo spandimento degli stessi sui terreni agricoli. La regione Lombardia il 3 agosto 2018 ha approvato, con delibera regionale n. 7076 del 2017, i parametri di alcuni componenti contenuti nei fanghi per il loro utilizzo in agricoltura. Il valore limite di idrocarburi è stato fissato a 10.000 mg/kg di sostanza secca. Ciò ha determinato l'impugnazione della delibera da parte di numerosi comuni della Regione, perché fissava dei limiti considerati eccessivamente "generosi" e quindi non idonei allo spandimento degli stessi nei campi. Il TAR Lombardia con sentenza n. 1782 del 20 luglio 2018, ha ripreso quanto già affermato dalla Corte di Cassazione - con sentenza n. 27958 - ribadendo che in mancanza di indicazioni dei valori limite per gli idrocarburi nel decreto legislativo n. 99 del 1992, si applica la disciplina generale prevista per le bonifiche dal decreto legislativo n. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale), Titolo 5, parte IV, allegato 5, colonna A, della tabella 1, che fissa il limite di 50 mg/Kg di sostanza secca di idrocarburi pesanti (carbonio superiore a 12) presenti nei terreni bonificati. Nel corso dell'esame presso la Camera sono state introdotte ulteriori eccezioni relativamente alla presenza di alcune sostanze, per cui viene indicato il limite da non superare nei fanghi ai fini dell'utilizzo in agricoltura. Si tratta, in particolare, di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF), policlorobifenili (PCB), toluene, selenio e berillio, arsenico, cromo totale, cromo VI, per i quali i limiti sono i seguenti: sommatoria degli IPA elencati nella tabella 1 dell'Allegato 5 alla parte IV del decreto legislativo n. 152 3 aprile 2006, ≤6 (mg/kg SS), PCDD/PCDF + PCB DL ≤25 (ng WHO-TEQ/Kg SS), PCB ≤0,8 (mg/kg SS), toluene ≤100 (mg/kg ss), selenio ≤10 (mg/kg SS) e berillio ≤2 (mg/kg SS), arsenico <20 (mg/kg SS), cromo totale <200 (mg/kg SS), cromo VI <2 (mg/kg SS). A tale fine, la norma richiede inoltre il controllo analitico almeno una volta all'anno per i parametri PCDD/PCDF + PCB DL. L'articolo 42 disciplina l'accertamento e la ridestinazione ad interventi di edilizia scolastica di risorse già stanziate a tal fine, derivanti da economie o da mancate utilizzazioni. L'articolo 42- bis  introdotto durante l'esame presso la Camera dei deputati  prevede, a seguito delle eccezioni sollevate dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 71 del 2018, l'intesa ( ex post ) in Conferenza Stato-regioni per la realizzazione di nuove strutture scolastiche. Reca, altresì, nuove autorizzazioni di spesa per la progettazione di scuole innovative e di poli per l'infanzia innovativi. L'articolo 43prevede per i beneficiari dei mutui agevolati la sospensione di 12 mesi del pagamento delle rate da versare entro il 30 giugno 2018 e l'allungamento della durata dell'ammortamento, non oltre il 31 dicembre 2026. L'articolo 43 -bis - inserito dalla Camera - prevede, per gli anni 2020 e 2021, per le società in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, le quali usufruiscano del trattamento di integrazione salariale straordinaria negli anni 2019 e 2020 ai sensi del successivo articolo 44, uno sgravio contributivo, su richiesta e previa autorizzazione dell'INPS. Lo sgravio consiste nell'esonero sia dal versamento (al Fondo di tesoreria dell'INPS) delle quote di accantonamento per il trattamento di fine rapporto, relative alla retribuzione persa a causa della riduzione oraria o della sospensione dal lavoro, sia dal pagamento all'INPS del contributo di cui all'articolo 2, commi 31-35, della legge n. 92 del 2012 (contributo inerente alle interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato). Tali benefìci sono concessi nel limite di spesa complessivo di 16 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021; ai fini del rispetto del limite, l'articolo disciplina le modalità di monitoraggio. La copertura dell'onere finanziario è posta a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione. L'articolo 44 prevede la possibilità di autorizzare, a decorrere dal 29 settembre 2018 e fino al 31 dicembre 2020, entro un limite temporale di 12 mesi e previo accordo stipulato in sede governativa, un intervento di cassa integrazione guadagni straordinaria (per crisi aziendale), anche in deroga ai limiti generali di durata vigenti, nei casi in cui l'azienda cessi o abbia cessato l'attività produttiva e sussista una delle seguenti ipotesi: risultino concrete prospettive di cessione dell'attività, con conseguente riassorbimento occupazionale; sia possibile realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo; siano svolti specifici percorsi di politica attiva del lavoro, posti in essere dalla regione interessata e relativi ai lavoratori dell'azienda in oggetto. L'articolo 44- bis , introdotto nel corso dell'esame alla Camera, è volto a prevedere il rinnovo per un massimo di due volte (anziché per una sola volta, come previsto attualmente) della durata degli incarichi dirigenziali della Protezione civile, conferiti nelle more della emanazione del bando per un concorso pubblico per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di 13 dirigenti di seconda fascia del ruolo speciale della Protezione civile. L'articolo 44- ter , introdotto nel corso dell'esame alla Camera,è volto a prevedere lo svolgimento di attività connesse con la valutazione dell'impatto e il censimento dei danni alle strutture e infrastrutture pubbliche e private, in occasione degli eventi emergenziali di protezione civile, anche mediante accordi o convenzioni con i Consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali. L'articolo 45, modificato nel corso dell'esame alla Camera, provvede alla copertura degli oneri derivanti dal provvedimento. L'articolo 46 prevede l'entrata in vigore del decreto il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il Relatore si sofferma quindi più specificamente sulle previsioni contenute negli articoli 25 e 41 del decreto-legge in conversione, sulle quali si è maggiormente concentrata l'attenzione del dibattito svoltosi presso la Camera dei deputati. Con riferimento all'articolo 25, il Relatore sottolinea che l'esame della lettera della disposizione rende evidente come in nessun caso sia possibile qualificare la stessa nei termini di un nuovo condono. Il comma 1 del citato articolo 25 è in questo senso chiarissimo, prevedendo che la disposizione abbia ad oggetto la definizione delle procedure relative alle istanze di condono presentate ai sensi della legge n. 47 del 1985, della legge n. 724 del 1994 e del decreto-legge n. 269 del 2003, " pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto ". E' quindi incontestabile che la previsione considerata non consente la presentazione di nessuna nuova istanza di condono e prevede solo una procedura accelerata per la definizione delle predette istanze pendenti in tempi contenuti, compatibili con le attività della gestione straordinaria di cui al capo III del decreto-legge in conversione. E' appena il caso di ricordare che istanze di condono presentate ai sensi delle leggi citate sono pendenti presso i competenti uffici comunali in tutta Italia in una quantità misurabile nell'ordine delle centinaia di migliaia; una situazione assurda e ingiustificabile a cui da tempo l'apparato pubblico avrebbe dovuto porre rimedio. Per quanto riguarda invece l'articolo 41, il Relatore sottolinea come, pur essendo i limiti previsti dalla disposizione in esame riferiti alla sostanza tal quale e non rapportati invece alla materia secca, la loro concreta incidenza sull'ambiente vada determinata tenendo conto delle modalità di utilizzo dei fanghi di depurazione e del loro impatto sul suolo e, da questo punto di vista, va sottolineato come nell'impatto al suolo i limiti delle sostanze considerate rimangono comunque al di sotto delle soglie previste dal Codice dell'ambiente. Si apre la discussione generale. Il senatore MARGIOTTA ( PD ) chiede preliminarmente rassicurazioni ai Relatori, per i quali esprime la propria stima, sul fatto che il Senato possa apportare modifiche al provvedimento: nell'attuale assetto bicamerale, confermato dal referendum del 2016, non si comprendono infatti le ragioni per le quali la seconda Camera che esamina i disegni di legge non vi possa apportare miglioramenti a servizio del Paese, nello spirito voluto dai Costituenti. Auspica anche che maggioranza e opposizione possano lavorare insieme in tal senso. Quanto ai contenuti, pur riservando la trattazione di numerosi temi alla fase emendativa, si riferisce alla tragedia avvenuta nei giorni scorsi in Sicilia, dove diverse persone hanno perso la vita per il maltempo, nove delle quali all'interno di una villetta abusiva invasa dall'esondazione di un fiume. Posto che il disastro di Genova avrebbe meritato un provvedimento ad hoc e che inserire il corpus di norme su Ischia appariva già in origine poco opportuno, ciò assume contorni di maggiore gravità alla luce dei recenti fatti. L'articolo 25 prevede infatti un condono, circostanza palese nonostante i tentativi del relatore Patuanelli di dimostrarne l'insussistenza. Ricorda che il Gruppo del Partito democratico, alla Camera, ha condotto una forte opposizione: dopo quanto avvenuto presso Palermo, si attenderebbe ora anche da parte della maggioranza un segnale contro l'abusivismo, fenomeno che provoca vittime, con l'obiettivo di addivenire alla demolizione di tutti gli abusi. Ricorda peraltro che sul tema il Gruppo del Movimento 5 Stelle, nella scorsa Legislatura, ha condotto molte battaglie. A nome del proprio Gruppo propone dunque di stralciare tutto il Capo concernente Ischia, assicurando in cambio di accelerare l'adozione dell'intero disegno di legge, che pure contiene molte norme non condivise dalla parte politica che rappresenta. Si tratterebbe, in considerazione delle vittime di questi giorni, di un comune e condiviso impeto di buon senso, di cui non ha peraltro intenzione di intestarsi i meriti. Circa l'articolo 41 del decreto, nota con preoccupazione come vi si parli anche di fanghi relativi all'estrazione di idrocarburi. Il tema lo vede peraltro particolarmente sensibile a motivo delle attività estrattive svolte nella sua regione e sul quale il Movimento cui appartiene il relatore Patuanelli ha condotto in passato una battaglia politica: si dichiara perciò stupito per il passaggio dalla fiera opposizione alle trivellazioni a una disposizione che invece favorisce gli sversamenti. La senatrice NUGNES ( M5S ) interviene con specifico riferimento alle problematiche connesse all'articolo 25 del decreto legge, evidenziando che, per quanto corretta sia in termini generali l'esposizione sul punto svolta dal relatore Patuanelli, deve però rilevarsi come le ragioni di perplessità in ordine alla formulazione della disposizione siano nate innanzitutto in ragione di quanto stabilito dall'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 25, ai sensi del quale per la definizione delle istanze di cui all'articolo 25 medesimo dovrebbero trovare "esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai capi IV e V della legge n. 47 del 1985" :al riguardo la senatrice Nugnes ricorda che i capi IV e V della legge n. 47 del 1985 hanno costituito il quadro normativo di fondo per tutti e tre i provvedimenti legislativi in materia di condono edilizio prima citati, ma che sia la legge n. 724 del 1994, sia il decreto-legge n. 269 del 2003 hanno in alcuni punti specifici modificato tale quadro normativo con riferimento alle istanze di condono presentate sulla base degli stessi. In particolare, poiché i provvedimenti del 1994 e del 2003 prevedono dei limiti di volumetria per gli abusi sanabili che invece non erano previsti nella legge del 1985, è chiaro che il riferimento all'esclusiva applicazione di quest'ultima appare quanto meno suscettibile di determinare incertezze e difficoltà sul piano applicativo. Più in generale la senatrice Nugnes ritiene che l'intervento normativo in esame avrebbe dovuto tenere conto degli aspetti problematici che hanno accompagnato in Campania l'applicazione del decreto-legge n. 269 del 2003. In proposito la senatrice ricorda che l'effettiva applicazione delle disposizioni del cosiddetto "terzo condono" è stata resa di fatto impossibile prima da una legge regionale e, successivamente, alla declaratoria dell'illegittimità costituzionale di tale legge, dalla circostanza materiale che i tempi del contenzioso tra Regione e Stato avevano di fatto reso impossibile la presentazione delle istanze di condono. Da questo punto di vista sarebbe stato a suo avviso preferibile evitare il riferimento al decreto-legge n. 269 del 2003, e ciò al fine di non porre un precedente che potrebbe riaprire, relativamente alla Campania, la questione su cui ha testé richiamato l'attenzione. Il senatore NENCINI ( Misto-PSI ) ricorda un disegno di legge della XVII Legislatura, di iniziativa del senatore Falanga, che ottenne una notevole attenzione politica e mediatica e che, pur non essendo stato approvato, si ritenne a lungo che potesse divenire legge. A tale riguardo, la propria posizione all'interno della maggioranza era contraria, ma riconosce che sarebbe stato difficile arrestarne il percorso senza la tenace opposizione da parte dei Gruppi del Movimento 5 Stelle delle due Camere. Anzi, ricorda un emendamento alla legge di Stabilità che prevedeva un piccolo stanziamento per gli uffici dei comuni in difficoltà nella definizione delle relative pratiche, con assunzioni di personale per censire i beni abusivi non assoggettabili a condono. Nota perciò un ribaltamento nella posizione del Movimento: anche le considerazioni della senatrice Nugnes sull'attuazione del condono del 2003 in Campania non cambiano la natura dell'oggetto. Ricorda in via generale che la Commissione, pur rifacendosi a dati tecnici, è chiamata ad esprimere un giudizio politico. Per quanto riguarda l'impianto del provvedimento, la prassi di inserire norme ulteriori rispetto all'oggetto principale del decreto-legge non impedisce di esprimere forti criticità sull'inclusione del corpus normativo sul terremoto di Ischia in un provvedimento dedicato alla tragedia di Genova, il che a proprio avviso costituisce uno sfregio nei confronti delle vittime di quel terribile fatto. Le norme sul procedimento parlamentare, conclude, avrebbero consentito di percorrere altre strade, dando risposte adeguate alla popolazione di Ischia ma senza confondere situazioni tanto diverse. Il senatore FERRAZZI ( PD ) rileva come la quantità di tempo che nel dibattito viene dedicata alle questioni sottese all'articolo 25 gli appare la conferma evidente che l'esigenza di adottare un provvedimento di urgenza a favore della città di Genova, in seguito alla vicenda del crollo del ponte Morandi, è stata strumentalizzata ad altri fini. La vicenda sottesa alle previsioni contenute nell'articolo 25 del decreto-legge in conversione è a dir poco inquietante e questo sia se si tiene conto delle dimensioni quantitative del fenomeno dell'abusivismo nei comuni interessati dell'isola di Ischia, sia se si considera la possibilità che questo intervento normativo costituisca un precedente. A questo proposito il senatore - dopo aver richiamato la differenza fra i condoni di cui alle ricordate leggi del 1985, del 1994 e del 2003 e i provvedimenti previsti dall'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e l'avere evidenziato, in riferimento a questi ultimi, come gli stessi abbiano una portata ben più circoscritta e siano in ogni caso subordinati al requisito della cosiddetta "doppia conformità" - ricorda come già in occasione del decreto-legge n. 55 del 2018, con l'articolo 1- sexies dello stesso introdotto in sede di conversione, sia stata introdotta una disciplina speciale per gli edifici privati situati nei comuni colpiti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e fino al gennaio 2017 relativa alla sanatoria delle cosiddette lievi difformità edilizie, un tema questo su cui si interviene nuovamente con l'articolo 39- ter del decreto-legge in conversione introdotto nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati. Il rischio di fronte al quale ci si trova è che attraverso il ripetersi di interventi di questo tipo - che fra l'altro vedono espandere il loro ambito oggettivo e interessano anche difformità che non è certo possibile definire lievi - si finisca per determinare una situazione i cui effetti sarebbero sostanzialmente assimilabili a quelli di un nuovo condono. Il senatore conclude quindi il suo intervento sottolineando sia l'esigenza di un ulteriore approfondimento delle problematiche sottese all'articolo 41 del decreto-legge in materia di utilizzazione dei fanghi di depurazione, sia di quelle relative all'adeguatezza delle misure previste per la città di Genova per far fronte alle conseguenze della vicenda del crollo del ponte Morandi. Il senatore DE SIANO ( FI-BP ) ricorda come il proprio Gruppo abbia sollecitato da tempo il Governo per l'adozione di un provvedimento specifico sul sisma di Ischia dell'agosto 2017, nonché di ulteriori norme su quelli del Centro Italia del 2016. Il provvedimento in esame finalmente dà risposte concrete a queste esigenze e si stupisce anzi di come il Governo allora in carica non sia tempestivamente intervenuto a favore dell'isola. Circa il condono, concorda con le precisazioni tecniche del relatore Patuanelli: si tratta infatti di dare risposte a istanze giacenti da decenni presso i comuni e bisognerebbe piuttosto interrogarsi sulle ragioni di tali lentezze. Nello specifico, poi, la misura riguarda solo tre comuni dell'isola e non la loro totalità. Dichiara di conoscere bene la questione, sia in quanto ischitano, sia in quanto ex amministratore locale e al riguardo si domanda perché gli abusi commessi successivamente al termine del 31 marzo 2003, fissato dall'ultimo condono, non siano stati demoliti. Sicuramente vi è una connivenza tra politica e affari ma è pur vero che la Campania è l'unica regione a non essersi dotata di un piano paesaggistico. Ad Ischia fino ad oggi sono state definite pochissime pratiche perché era necessario che i comuni elaborassero piani di dettaglio ma a lungo le soprintendenze non hanno collaborato al riguardo. Successivamente vi è stato l'obbligo di redigere un piano regolatore, cui però non si poteva ottemperare perché mancava il piano paesaggistico: questi sono in realtà i temi a suo avviso da affrontare. Dissente infine sulle analogie con quanto avvenuto in Sicilia negli ultimi giorni: le domande di condono possono infatti essere accolte soltanto a determinate condizioni, che nel caso siciliano è evidente non sussistessero. Il senatore MARTELLI ( Misto ) interviene sull'articolo 25, relativo alle istanze di condono previste per i comuni dell'isola di Ischia precisando anzitutto che nella regione Campania, contrariamente a quanto da alcuni sostenuto, esiste un piano paesistico e che l'intero territorio ischitano risulta essere sottoposto a vincolo paesaggistico. Ricorda che le istanze di condono pendenti nell'Isola sarebbero complessivamente circa 28.000 e che in alcuni casi, come ad esempio nel comune di Forio di Ischia, il numero delle istanze sarebbe addirittura superiore al numero delle abitazioni censite. Più in generale rileva come dal 1985 ad oggi sono state complessivamente presentate sull'intero territorio nazionale più di 2 milioni di istanze di condono e che, di queste, circa 844.000 risultano ancora aperte: stando così le cose, non si vede il motivo per cui non andrebbero riaperte le procedure per la definizione dei condoni anche in altre zone del Paese anziché limitarsi al solo territorio di Ischia. Interviene quindi in merito all'articolo 41, concernente l'utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione, contestando anzitutto l'affermazione secondo cui i fanghi in argomento deriverebbero esclusivamente da usi civili: nega tale circostanza in quanto la presenza in essi di idrocarburi, di cromo, selenio, berillio ed altre sostanze indica inequivocabilmente che si tratta di residui derivanti da lavorazioni industriali difficilmente compatibili con gli usi civili. Ricorda che, con riferimento alle diverse tipologie di idrocarburi, sono spesso previsti degli specifici limiti di cancerogenicità, così come esistono dei limiti di soglia relativi al conferimento in discarica delle sostanze secche. Si sofferma quindi su diverse sentenze che affermano la necessità di non peggiorare il livello di inquinamento del suolo mediante spargimento di fanghi di depurazione. Con riferimento ad alcune tipologie di sostanze inquinanti di carattere persistente quali, ad esempio, le diossine, rileva come in precedenza il legislatore non abbia individuato dei limiti specifici relativamente alla loro tossicità in quanto la dannosità di tali sostanze è ben nota e l'individuazione di un limite viene a creare un precedente pericoloso circa la loro possibile presenza nei fanghi. Evidenzia che sussiste tanto un parere rilasciato dall'ISPRA che una sentenza della Corte di cassazione sui limiti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 che, pur confliggenti tra di loro, risultano comunque entrambe discordanti con quanto disposto dall'articolo 41 in esame. Più in generale, contesta l'idea che la norma sia stata inserita nel decreto-legge al fine di fronteggiare le emergenze verificatesi in diversi siti di depurazione sparsi sul territorio: se così fosse, andrebbe prioritariamente individuato un termine entro cui tale disciplina emergenziale debba cessare. In casi del genere, comunque, riterrebbe più opportuno intervenire con norme inserite in un apposito provvedimento. Segnala in conclusione che non vengono previsti limiti di concentrazione per alcune sostanze quali, ad esempio, lo iodio, che sarebbe invece opportuno normare. Il senatore ORTOLANI ( M5S ) ritiene che sul concetto di abusivismo sorgano spesso dei malintesi, soffermandosi sull'abusivismo quale viene normalmente considerato dall'opinione pubblica e l'abusivismo ambientale causato dall'uomo che ritiene sia spesso all'origine di disastri ambientali. Cita il caso della scriteriata copertura degli alvei di alcuni fiumi e torrenti effettuata in diverse città e ricorda i danni causati dalla tombatura di alcuni di questi, realizzata a Genova così come ad Ischia, al verificarsi di fenomeni atmosferici particolarmente violenti. Si tratta infatti di fenomeni che sono all'origine di dissesto idrogeologico, indipendentemente dalla presenza di condoni edilizi. Evidenzia che, per quanto concerne l'isola di Ischia, in presenza di edifici costruiti in aree sottoposte a rischio idrogeologico, questi non potranno comunque in alcun modo essere oggetto di condono e quindi il problema della loro pericolosità non dovrebbe porsi. Segnala, sempre con riferimento ad Ischia, che si porranno invece problemi di raccolta, selezione e smaltimento dei detriti, che andranno opportunamente tenuti in considerazione; altra problematica da evidenziare è quella delle cosiddette "parracine", ossia i muri a secco tipici del territorio ischitano, che andrebbero salvaguardati e fatti oggetto di manutenzione ai fini del contenimento del dissesto idrogeologico. Ritiene in conclusione che andrebbero fornite ai comuni risorse adeguate per far fronte al presumibile aumento dei carichi di lavoro, così come andrebbero previsti dei piani di protezione civile per consentire l'accesso alle aree dei centri storici. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ), premettendo di avere deciso di intervenire solo a seguito dell'intervento del senatore Nencini, rileva criticamente come ci si continui a soffermare sul supposto "condono di Ischia" che non è invece a suo avviso presente nel decreto, un testo che origina sì dall'emergenza creatasi a Genova ma che ne affronta anche altre, come la critica situazione dei piloni dell'autostrada dei Parchi o le urgenze dei comuni del cratere dell'isola campana. Dissente fortemente dal senatore Nencini laddove ha affermato che l'inclusione di tali misure sminuirebbe la tragedia di Genova: il sisma di Ischia è stato incluso nel testo solo perché non era stato affrontato dal Governo precedentemente in carica. La presidente MORONESE invita i senatori del Partito democratico, qualora intendano intervenire, a chiedere la parola. La senatrice DI GIROLAMO ( M5S ) conclude dando un giudizio positivo sul complesso del decreto-legge. Il senatore SANTILLO ( M5S ) nota come, dal momento che il dibattito si sta concentrando solo sugli articoli 25 e 41, occorre desumere che il resto del provvedimento sia particolarmente condiviso. Circa l'articolo 25, precisa che questo riguarda meno di seimila domande su totale di ventottomila, e che, poiché i fabbricati danneggiati sono meno di mille, quelli condonabili dovrebbero essere soltanto qualche centinaio: a suo avviso non si stanno perciò cogliendo le dimensioni reali del fenomeno. Il presidente dell'8 a Commissione COLTORTI invita i commissari a mantenere l'ordine. Il senatore SANTILLO ( M5S ) prosegue rilevando che se una domanda presentata nel 1985 aveva già all'epoca i requisiti per essere accolta, è corretto che venga definita positivamente e che l'interessato possa ricevere il contributo. Denuncia le strumentalizzazioni riferite alla tragedia di Palermo, che ha invece interessato un edificio non condonabile perché costruito nell'alveo di un fiume. Nel caso di Ischia, invece, si intende dare risposta a cittadini che per l'inerzia di una pubblica amministrazione non riescono ad ottenere i contributi, restando inteso che se la domanda non sia accoglibile il manufatto dovrà essere abbattuto. Con riferimento infine all'articolo 41, ritiene invece che in tema di idrocarburi la norma rappresenti un giusto punto di equilibrio. Il senatore BRUZZONE ( L-SP-PSd'Az ) ricorda che il decreto-legge in esame è stato appositamente varato dal Governo per risolvere una serie di problematiche urgenti per la città di Genova. Infatti, al danno inizialmente provocato dal crollo del ponte Morandi, si sono aggiunte diverse altre situazioni emergenziali con ripercussioni su tutto il sistema economico ligure. Si sofferma pertanto sui contenuti del decreto-legge inerenti la città di Genova e la regione Liguria, apprezzandone i principali passaggi in quanto fornisce risposte utili alle molte emergenze sussistenti sul territorio. Elogia in conclusione il lavoro svolto tanto dal Governo quanto dalla Camera dei deputati che, in prima lettura, ha significativamente migliorato la portata del testo in esame ed auspica che sia possibile portare a termine l'esame del provvedimento in tempi rapidi e senza strumentalizzazioni politiche. La senatrice SUDANO ( PD ) ritiene che sarebbe stato più opportuno affrontare le problematiche connesse alla situazione emergenziale della città di Genova in maniera autonoma, senza inficiarne il contenuto con tematiche quali quelle relative al condono nell'isola di Ischia, sicuramente estranee. In ogni caso, dopo aver deciso di allargare i margini di intervento del decreto-legge ad altre tematiche, sarebbe stato allora più opportuno tenere conto di tutte quelle situazioni emergenziali verificatesi negli ultimi mesi in diverse arre del Paese. Cita, a tale proposito, i recenti eventi occorsi in Sicilia, Veneto e Trentino Alto-Adige, oggetto di gravi emergenze alluvionali. Conclude rilevando come la previsione di una sanatoria edilizia per l'isola di Ischia appaia un atto irresponsabile alla luce di quanto recentemente accaduto, con danni ingentissimi e perdita di vite umane dovuti a situazioni di abusivismo. In tali casi ritiene indispensabile procedere non con interventi di sanatoria bensì con l'abbattimento degli immobili abusivi. Interviene incidentalmente la PRESIDENTE per sottolineare che le tragiche situazioni emergenziali recentemente verificatesi in diverse zone del Paese non devono far dimenticare che anche nell'isola di Ischia i cittadini hanno dovuto fronteggiare un vero e proprio dramma con il terremoto dell'agosto del 2017. Il senatore MALLEGNI ( FI-BP ) premette che avrebbe gradito ascoltare altri interventi su Genova, oltre a quello del senatore Bruzzone. Al riguardo nota come, subito dopo la tragedia, il Governo abbia iniziato a parlare di revoca della concessione ad Autostrade, attribuzioni di responsabilità, tempi e modalità della ricostruzione: poiché già all'epoca aveva dichiarato di attendersi atti formali al riguardo, si domanda se sia stato realmente avviato il procedimento per la decadenza della concessione, e se siano stati posti in essere gli atti necessari per l'attivazione della ricostruzione. Ritiene che vi sia stata una catena di errori commessi dal 14 agosto ad oggi, tanto che, tra la popolazione, la speranza ha lasciato spazio al disagio e l'atteggiamento nei confronti del Governo è sensibilmente cambiato. Il proprio Gruppo alla Camera si è astenuto sul provvedimento, perché, pur essendo in parte d'accordo sui contenuti, vi è una mancanza di rispetto per l'autorità giudiziaria che deve verificare le reali responsabilità del crollo. Riconosce di aver condiviso, all'indomani del disastro, la tentazione di colpire il concessionario, poi però ha prevalso il senso di giustizia e, anche sulla base della propria esperienza personale, è giunto alla conclusione che occorre seguire l' iter giudiziario previsto dall'ordinamento per addivenire alla verità. Il decreto, invece, attribuisce per legge la responsabilità dell'accaduto al concessionario, con la contraddizione, peraltro, per cui da un lato si chiedono al concessionario le risorse per la ricostruzione e dall'altro gli si consente di continuare a gestire tutta l'infrastruttura ad eccezione di un piccolo tratto: l'impressione che ne ricava è che il Governo sia inadeguato e non sufficientemente esperto per gestire una situazione che incide su fondamentali interessi dello Stato, dei suoi cittadini e dell'economia. Con riguardo all'articolo 41, ricorda che la disposizione trae origine da un emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia in sede di conversione in legge del decreto proroga termini, poi trasformato, con il consenso della maggioranza, che ringrazia, in ordine del giorno e votato all'unanimità dall'Aula del Senato. Il testo dell'articolo in questione è perfettamente coincidente con il contenuto di tale atto di indirizzo: con la disposizione sono stati risolti problemi di tutte le amministrazioni locali italiane, che potranno, similmente a quanto accadeva prima della nota sentenza del TAR Lombardia, riprendere a utilizzare i fanghi di depurazione, con un costo a tonnellata di 50 euro e non più i 250 euro necessari per lo smaltimento. Nel precisare che la norma si applica soltanto agli scarichi civili, evidenzia come si tratti di un atto di civiltà nei confronti dei territori, reso possibile grazie alla sensibilità e all'impegno del sottosegretario Vannia Gava. Preannuncia che il Gruppo di Forza Italia presenterà degli emendamenti, alcuni dei quali già depositati alla Camera, altri nuovi e legati a quanto accaduto tra il 14 agosto e oggi, con l'obiettivo di dare risposte immediate alle famiglie delle vittime, ai cittadini e all'intera città di Genova. La senatrice FAGGI ( L-SP-PSd'Az ) rileva come l'apparente eterogeneità del testo derivi dalla necessità di dare risposte a diverse urgenze in corso: del resto occorrerà affrontare con appositi provvedimenti anche altre emergenze che sono purtroppo sorte nel frattempo. Peraltro non condivide la considerazione per cui il provvedimento riguardi Genova solo marginalmente. Rifacendosi alla propria esperienza di amministratore in una società autostradale, coglie l'occasione per soffermarsi sulla vicenda, a proprio avviso emblematica, del ponte sulla strada statale 36, crollato a Lecco il 28 ottobre 2016. Ciò avveniva dopo un'intera giornata dedicata a sopralluoghi tecnici, originati da una caduta di calcinacci, da un manufatto che da alcuni anni era sottoposto ad un carico di 108 tonnellate in luogo delle 44 consentite. L'ente preposto ad adottare i provvedimenti tergiversava e mandava infine un proprio incaricato, che però giungeva sul posto solo 15 minuti dopo il crollo e la morte di una persona. All'epoca la politica promise una ricostruzione entro venti mesi ma ad oggi non è stato fatto nulla: in quanto senatrice del territorio, è oggetto di pressanti richieste di intervento per accelerare le procedure presso l'ANAS. Per quanto riguarda il ponte di Paderno d'Adda, nota invece favorevolmente che la chiusura è stata disposta precedentemente e non successivamente al crollo. Alla luce di questa esperienza, esprime la propria approvazione sulla scelta di nominare un commissario straordinario che costituisca un'unica interfaccia per la demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi: occorrerebbe tuttavia che questi fosse affiancato da collaboratori che, a tutti i livelli, garantiscano una corretta e trasparente attuazione delle misure e sappiano assumersi le proprie responsabilità. A tale riguardo, sarebbe perlomeno opportuno prevedere che questi funzionari non debbano avere procedimenti penali in corso o essere stati condannati, anche solo in primo grado, per reati contro la pubblica amministrazione. Ciò al fine di evitare che la mancata assunzione di responsabilità provochi altre vittime come accaduto a Lecco nel 2016. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 19,55.