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Disposizioni per il consolidamento, il restauro, la conservazione, la manutenzione e la valorizzazione delle mura storiche della città di Bergamo. Onorevoli Senatori. -- La presente proposta di legge prevede lo stanziamento di fondi per il consolidamento, il restauro, la conservazione, la manutenzione e la valorizzazione delle mura storiche della città di Bergamo. Bergamo è un tipico esempio di città con un nucleo più antico, posto in alto su un colle facilmente difendibile, e con una parte più recente, posta ai piedi del colle, e che si è notevolmente accresciuta in seguito alla nuova espansione industriale e all'incremento demografico. Antica città celtica dell'Italia settentrionale, Bergamo sarebbe stata fondata da famiglie appartenenti ai cenomani, di stirpe orobica. Essa fu municipio della regione XI, la Transpadana. Sede vescovile dalla metà del IV secolo, nel 452 dopo Cristo fu presa e saccheggiata da Attila, divenendo, successivamente, centro di ducato longobardo; nell'epoca franca fu sede comitale, mentre nei secoli X e XI ebbe a capo il vescovo. Costituitosi il governo cittadino, la città fu retta da fazioni aristocratiche, venute poi in lotta con le classi popolari. Questo favorì la progressiva invadenza dei Visconti che nel 1329 l'assoggettarono, sia pure non sempre, come signoria diretta. Assediata nel 1412 da Facino Cane e nel 1419 dal Carmagnola, fu nel 1427 conquistata da quest'ultimo e annessa a Venezia. Appartenne alla Repubblica veneta fino al 1797, per poi essere aggregata da Napoleone Bonaparte alla Repubblica cisalpina e, quindi, al Regno italico. Successivamente seguì le sorti della Lombardia subendo la dominazione austriaca. Nel corso dei secoli, Bergamo ebbe tre cerchia di mura: l'antica, la vecchia e la nuova. La cerchia antica, vaga, curiosa e pittoresca, risale alla dominazione romana; la vecchia, tetra e malinconica, racchiudente i borghi e costruita dopo il XIV secolo, è in parte scomparsa; la nuova, maestosa e sontuosa, che abbraccia ancor oggi la città alta, dominata dalla Rocca (XIV secolo), fu eretta nel 1561 e racchiude i monumenti più insigni. La nuova cinta in pietra sorse con disegno del Bonaiuto-Lorini; una grande opera di fortificazione, costituita dalla alta cortina di mura a grossi blocchi di arenaria, da formidabili bastioni murati e da piattaforme distribuite lungo il perimetro e con tante opere sotterranee progettate per reggere all'invenzione del cannone e della bomba. La costruzione intorno alla città alta fu voluta dallo Sforza Pallavicino, capitano generale della Repubblica veneta, allo scopo di difendere i domini veneti dagli assedi dei nemici. I lavori diretti dal bergamasco Paolo Berlendis furono imponenti e costosi, tanto che per la loro realizzazione furono impiegate 4.200 persone. La cinta murale fu chiusa nel 1579 e i lavori furono completati nel 1590. In Bergamo notiamo la presenza simultanea di due strutture complesse: la medievale, composta da una cinta murata e con forma urbana, e la cinquecentesca, che si esprime soltanto attraverso elementi militari e simbolici (porte, tracciati murari, disegni tipici di baluardi e di piattaforme). La prima di esse è soverchiata dalla seconda per quanto riguarda tagli, amputazioni violente e arbitrarie determinazioni di nuovi passaggi. Ma, a sua volta, la seconda struttura cede alla prima, per quanto concerne vitalità, funzione ed espressione visiva. Essa può essere considerata il monumento più caratteristico di Bergamo. Fino alla fine della seconda guerra mondiale si era ritenuto che il «bene mura» di Bergamo fosse di proprietà del comune. Solo in seguito tale patrimonio architettonico fu considerato demanio dello Stato. Gli ultimi stanziamenti statali per la valorizzazione delle mura storiche hanno permesso di operare interventi d'urgenza di modesta portata rispetto alle reali esigenze di consolidamento strutturale e di recupero delle mura della città, ampiamente documentate dalla soprintendenza competente per i beni culturali. Le radici dei cespugli e degli alberi, sviluppandosi tra le pietre del rivestimento, lo scalzano e permettono all'acqua di penetrare in profondità. Il danno non è sempre visibile ma è tale da mettere in pericolo tutta la struttura con il rischio di crolli. L'intervento è necessario per evitare il ripetersi di rifacimenti costosi e con risultati non sempre soddisfacenti. Valutata la rilevanza del patrimonio storico-architettonico anche Bergamo ha chiesto per le sue mura la tutela dell'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), così come hanno fatto e ottenuto altre città, onde salvaguardare il proprio patrimonio storico, artistico e culturale. Basti pensare alla Villa palladiana di Vicenza, alla città di Ferrara, alle basiliche e ai mosaici di Ravenna, alle incisioni artistiche della Val Camonica e alla Basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano. Alla luce delle motivazioni espresse, il presente disegno di legge si prefigge di dare un segno tangibile all'apprezzamento per l'impegno culturale e civile della comunità bergamasca. Appare indispensabile operare interventi di recupero dei beni storico-architettonici prima che si determinino processi incalzanti di degrado che, oltre a pregiudicare la conservazione del bene, richiederebbero una spesa sempre più onerosa.. Art. 1. 1. Ai fini del consolidamento strutturale, del restauro, del risanamento conservativo, della manutenzione e della valorizzazione delle mura storiche della città di Bergamo, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro. Art. 2. 1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del fondo speciale di conto capitale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attività culturali. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.