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Energia - Previsione che «i gasdotti di importazione di gas dall'estero, i terminali di rigassificazione di GNL, gli stoccaggi di gas naturale e le infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale, incluse le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse rivestono carattere di interesse strategico e costituiscono una priorità a carattere nazionale e sono di pubblica utilità» - Ricorso della Regione Abruzzo - Asserita violazione della competenza legislativa regionale nelle materie concorrenti della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia e del governo del territorio, per difetto della preventiva intesa - Asserita violazione delle relative competenze amministrative regionali - Insussistenza - Censura di norma che non determina modifiche della normativa di settore, la quale prevede sempre la necessaria intesa con la Regione - Non fondatezza delle questioni.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale - promosse dalla Regione Abruzzo in riferimento agli artt. 117, terzo comma, e 118, primo comma, Cost. - dell'art. 37, comma 1, del decreto legge n. 133 del 2014, (convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge n. 164 del 2014) nella parte in cui qualifica come opere di carattere strategico i gasdotti di importazione di gas dall'estero, i terminali di rigassificazione di GNL, gli stoccaggi di gas naturale e le infrastrutture della rete nazionale di trasporto del gas naturale senza la preventiva intesa con le Regioni interessate. La disposizione impugnata, nell'attribuire direttamente il carattere di interesse strategico a tutte le categorie di infrastrutture indicate, non modifica - né espressamente, né implicitamente - le singole discipline di settore, dettate per la localizzazione, la realizzazione ovvero l'autorizzazione all'esercizio di ciascuna delle elencate categorie di infrastrutture. E poiché per ognuna di tali categorie esiste una specifica disciplina procedimentale per la realizzazione e la messa in esercizio delle relative opere, che prevede, in forme diverse, la partecipazione degli enti territoriali, e richiede espressamente l'intesa con la singola Regione interessata, non è dunque la qualificazione in termini di opera rivestente carattere di interesse strategico, in se stessa considerata, a determinare l'asserita lesione. Tale attribuzione - collocata e interpretata alla luce delle specifiche discipline che regolano localizzazione, realizzazione e autorizzazione all'attività - infatti non determina alcuna modifica alle normative di settore prima richiamate, né, di conseguenza - prevedendo queste ultime sempre la necessaria intesa con la Regione interessata - alcuna deroga ai principi, elaborati dalla giurisprudenza costituzionale, in tema di chiamata in sussidiarietà e di necessaria partecipazione delle Regioni.