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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE (3ª) 139 CRAXI La seduta inizia alle ore 12,50. IN SEDE REFERENTE A.S. 2342-B Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 DDL 2342-B Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l'Organizzazione europea di diritto pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (Esame e rinvio) Il senatore FERRARA ( M5S ), relatore, informa che la Commissione è chiamata ad esaminare, in terza lettura, il disegno di legge, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo, sottoscritto nel giugno 2021, tra l'Italia e l'Organizzazione europea di diritto pubblico (EPLO) per lo stabilimento di un suo Ufficio in Italia, a Roma. Ricorda che la Commissione ha già esaminato ed approvato il provvedimento in esame fra ottobre e novembre 2021. Il testo è stato, quindi, modificato nel corso dell'esame dalla Camera dei deputati unicamente in relazione ai profili finanziari, di cui all'articolo 3, a seguito di un parere vincolante della Commissione bilancio. Rammenta brevemente che l'EPLO è un'organizzazione internazionale intergovernativa che si occupa di istruzione e formazione, di ricerca e di cooperazione tecnica nell'ambito del diritto pubblico europeo, il cui Statuto istitutivo è stato ad oggi ratificato da 17 Paesi, fra cui, oltre all'Italia, Grecia, Romania, Portogallo, Serbia, Ucraina e Ungheria. Fondato nel 2004 con l'intento di divulgare la cultura giuridica e la promozione dei valori europei attraverso il diritto pubblico, l'EPLO, che ha avviato ad Atene un apposito istituto di istruzione superiore paneuropeo per lo sviluppo di una nuova generazione di giuristi e avvocati, oltre alla sede principale di Atene, dispone di sedi periferiche in Romania, Moldova, Armenia e Ungheria, nonché di ulteriori uffici regionali in Belgio, Bosnia-Erzegovina, Nicaragua, Messico, Ucraina, Slovacchia, Iran, Portogallo e Svizzera. L'Accordo oggetto della presente ratifica, composto di 19 articoli e di un allegato, è finalizzato all'apertura di una sede in Italia dell'EPLO. L'Ufficio, in particolare, è stabilito a Roma, presso alcuni locali di Palazzo Altemps (articolo II e Allegato), dove già la struttura opera sulla base di un Accordo di comodato, firmato nel settembre 2019, che ne prevede la messa a disposizione da parte dell'allora Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT), in comodato d'uso gratuito, per un periodo di due anni rinnovabili. Le spese a carico di EPLO si prevede siano limitate ai consumi del riscaldamento e raffrescamento dell'aria, dell'acqua, dell'energia elettrica, dei servizi di pulizia, e ai costi della manutenzione ordinaria (art. II). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo in esame si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, valuta gli oneri derivanti dal provvedimento pari a 500.000 annui a decorrere dal 2021 e ne dispone la relativa copertura. La modifica approvata dalla Camera dei deputati riguarda il comma 3 dell'articolo 3, e stabilisce che all'attuazione del secondo periodo del paragrafo 4 dell'articolo II dell'Accordo (relativo alla manutenzione straordinaria della sede italiana) si provveda nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Conclude evidenziando come l'Accordo non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente CRAXI ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e apre la discussione generale. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2605 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e il Canada in materia di mobilità giovanile, fatto a Roma e a Ottawa l'11 dicembre 2020, a Roma il 20 gennaio 2021 e a Toronto il 3 febbraio 2021 DDL 2605 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e il Canada in materia di mobilità giovanile, fatto a Roma e a Ottawa l'11 dicembre 2020, a Roma il 20 gennaio 2021 e a Toronto il 3 febbraio 2021 (Esame e rinvio) Il senatore DI MICCO ( Misto ), relatore, informa che la Commissione è chiamata ad esaminare il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica dell'Accordo, sottoscritto dall'Italia e dal Canada fra il dicembre 2020 e il febbraio 2021, in materia di mobilità giovanile. Il nuovo Accordo in via di ratifica, destinato a sostituire un Memorandum d'intesa risalente al 2006 in materia di scambi giovanili (vacanze-lavoro), si colloca nel quadro del progressivo rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Italia e il Canada, puntando a migliorare le possibilità di scambio ed esperienze tra i cittadini dei due Paesi e creando opportunità di formazione professionale per i giovani che si affaccino al mondo del lavoro. La nuova intesa, in particolare, prevede due nuove categorie di partecipanti al programma di scambi, rispettivamente Young Professional , ovvero titolari di un titolo di studio post universitario (equivalente alla laurea triennale) che vogliano acquisire un'esperienza lavorativa nel Paese ospite, e International Coop , rivolto a studenti che, al fine di completare il proprio corso di studi post-secondario, intendano effettuare un tirocinio curricolare su materie correlate al proprio percorso di studio presso un'azienda operante nel Paese ospite. Composta da un breve preambolo e da nove articoli, l'intesa bilaterale, dopo aver illustrato le sue finalità (articolo 1), individua le categorie di cittadini italiani e canadesi idonee a beneficiare delle disposizioni dell'Accordo, cittadini che intendano viaggiare nel Paese ospitante per ottenere un lavoro temporaneo per integrare le loro risorse finanziarie, o, se titolari di un titolo di studio post secondario, per acquisire un'esperienza di lavoro di sviluppo professionale sulla base di un contratto prestabilito, o ancora studenti iscritti in istituti di livello post professionale che intendano completare nel Paese ospitante un tirocinio inerente al proprio ambito di studi (articolo 2). Fra i requisiti di idoneità richiesto, l'articolo 3 dell'Accordo prescrive l'avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni, nonché il disporre di risorse finanziarie sufficienti a coprire le spese iniziali della permanenza e dell'acquisto del biglietto di ritorno, di un'assicurazione sanitaria e di una documentazione che attesti in base alla categoria di partecipazione, un contratto di lavoro temporaneo o l'iscrizione a un tirocinio per approfondire le proprie competenze professionali. L'Accordo definisce, quindi, la durata della partecipazione per cittadini idonei (non più di 12 mesi) (articolo 4) e le modalità per il rilascio dei documenti (articolo 5), stabilendo altresì che i beneficiari siano soggetti alla legislazione e ai regolamenti del Paese ospitante, in particolare per quello che riguarda gli standard occupazionali, i salari, le condizioni di lavoro, le prestazioni di natura assicurativa, di tutela e di sicurezza sul lavoro (articolo 6). L'intesa bilaterale dispone inoltre che le misure in essa contenute siano applicate dalle Parti in conformità al diritto internazionale e, per l'Italia, all'appartenenza all'Unione europea (articolo 7), e stabilisce le modalità per la promozione e l'informazione delle procedure necessarie per presentare la richiesta di partecipazione (articolo 8). Da ultimo, l'Accordo reca le disposizioni finali relative alla sua entrata in vigore, alla sua emendabilità ed estinzione, nonché alle modalità per la risoluzione di eventuali controversie interpretative o attuative (articolo 9). Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente CRAXI ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e apre la discussione generale. Prende, quindi, la parola il sottosegretario DI STEFANO per attirare l'attenzione dei Commissari sulla necessità di portare a compimento, il prima possibile, l' iter di approvazione della ratifica in titolo, considerata l'importanza della materia oggetto di cooperazione tra Italia e Canada. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. A.S. 2632 Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata, fatto a Roma il 26 novembre 2021 DDL 2632 Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata, fatto a Roma il 26 novembre 2021 (Esame e rinvio) Il senatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ), relatore, dà conto del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei deputati, recante la ratifica del Trattato, sottoscritto nel novembre del 2021, dalla Repubblica italiana e dalla Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata. Con la firma, avvenuta a Roma il 26 novembre 2021, del cosiddetto Trattato del Quirinale, l'Italia e la Francia hanno inteso porre fine ad una stagione segnata da tensioni e da contrasti per taluni interessi contrapposti, dando vita ad uno strumento di dialogo istituzionalizzato, e contribuendo in questo modo a quell'azione di rilancio del processo di integrazione europea mediante l'affermazione di una dimensione franco-italiana, da porre accanto al lungo e collaudato sodalizio franco-tedesco, rafforzato da ultimo con la sottoscrizione, nel gennaio 2019, del nuovo trattato di Aquisgrana. Composto da un preambolo e da 12 articoli, il nuovo Trattato italo-francese rimarca il comune legame tra Italia e Francia in rapporto al Mediterraneo, nonché in relazione ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del Trattato sull'Unione europea, ribadendo la volontà dei due Paesi di rafforzare la difesa europea come elemento peculiare dell'apparato di deterrenza e difesa dell'Alleanza atlantica. Oltre all'attenzione verso il Mediterraneo, incluse le questioni inerenti alla sua preservazione ecologica, Italia e Francia evidenziano come anche le problematiche dell'Arco alpino, particolarmente interessato dal riscaldamento climatico, implichino una stretta cooperazione dei due Paesi, dichiarando l'obiettivo di voler assicurare a tutti i livelli una cornice più stabile alle relazioni istituzionali bilaterali già esistenti, riconoscendo in particolare un ruolo centrale al Vertice intergovernativo annuale quale fulcro della volontà di concertazione bilaterale in tutti i settori. L'articolo 1 concerne la cooperazione italo-francese in materia di affari esteri, impegnando le Parti a sviluppare una sinergia tra le rispettive azioni a livello internazionale, anche al fine di stabilire posizioni comuni nell'ambito dei consessi internazionali, avvalendosi di meccanismi stabili di consultazione rafforzata. In relazione al Mediterraneo, il Trattato esplicita l'impegno a rafforzare il coordinamento bilaterale su tutte le questioni che abbiano impatto sulla sicurezza, sullo sviluppo socioeconomico, sulla pace e la tutela dei diritti umani nella regione, incluso il contrasto allo sfruttamento della migrazione irregolare, oltre che in relazione alla promozione di un utilizzo sostenibile delle risorse energetiche. Sul più ampio scenario internazionale, le Parti si impegnano a promuovere regolari consultazioni e a favorire lo sviluppo di un comune approccio europeo nei riguardi dei principali alleati e concorrenti, con particolare riguardo alla dimensione multilaterale di una governance globale. Nel campo commerciale, i due Paesi intendono collaborare per spingere la politica dell'Unione europea verso l'obiettivo di un sistema di scambi internazionali equo e sostenibile, rafforzando nel contempo la dimensione industriale e l'autonomia strategica. L'articolo 2, dedicato alle questioni di sicurezza e difesa, sancisce una serie di impegni per le Parti nel quadro dei comuni sforzi per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tra i quali la cooperazione e gli scambi tra le Forze armate dei due Paesi e sui materiali di difesa e le attrezzature, lo sviluppo di sinergie sul piano delle capacità e operativo, la consultazione regolare sulle questioni trattate dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica e il coordinamento - ove possibile - delle rispettive posizioni, oltre al rafforzamento e alla cooperazione tra le rispettive industrie di difesa e sicurezza. L'articolo 3, in materia di affari europei, prevede che le Parti si consultino regolarmente in vista del raggiungimento di posizioni comuni nelle questioni di interesse in relazione ai principali settori della politica economica europea, favorendo iniziative congiunte per una maggiore partecipazione dei cittadini al processo decisionale europeo e nell'ottica del rafforzamento delle istituzioni europee e della difesa dei valori fondanti del progetto europeo. L'articolo 4, concernente le politiche migratorie e i settori della giustizia e degli affari interni, stabilisce l'impegno delle Parti a rafforzare la loro cooperazione per una riforma della politica migratoria e d'asilo europea basata sui princìpi di responsabilità e solidarietà condivise tra gli Stati membri, oltre che per la prevenzione e il contrasto delle minacce criminali transnazionali. A tal fine, viene previsto che i Ministeri degli affari esteri e dell'interno di Roma e di Parigi istituiscano meccanismo di concertazione rafforzata con riunioni periodiche. Il medesimo articolo 4 prevede altresì l'intensificazione della cooperazione bilaterale in materia di protezione civile e tra le rispettive amministrazioni giudiziarie, assicurando un coordinamento costante nel settore dell'assistenza giudiziaria in materia penale della consegna di persone. Al fine di perseguire questi obiettivi, il testo prevede incontri a cadenza regolare tra magistrati e operatori del diritto e tra rappresentanti delle rispettive Forze di polizia. Di rilievo è anche la previsione relativa alla costituzione di un'unità operativa mista nel quadro della cooperazione transfrontaliera tra le rispettive Forze di polizia. L'articolo 5, dedicato alla cooperazione economica, industriale e digitale, impegna le Parti a facilitare investimenti reciproci, a intensificare le collaborazioni industriali bilaterali e ad approfondire la cooperazione in settori strategici per il rafforzamento della transizione digitale europea. Viene a tal fine previsto un Foro di consultazione tra i Ministeri competenti per l'economia, le finanze e lo sviluppo economico, da riunire con cadenza annuale, al fine di assicurare un dialogo permanente sulle politiche macroeconomiche e sulle politiche industriali. L'articolo 6, in tema di sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo, stabilisce l'impegno per le Parti a conseguire una serie di obiettivi quali il sostegno a politiche per una piena parità tra uomini e donne, la lotta contro tutte le discriminazioni, la povertà e l'esclusione sociale, il contrasto al dumping sociale e il rafforzamento della protezione delle persone vulnerabili. In tema di sviluppo sostenibile, il medesimo articolo richiama gli impegni delle Parti ad integrare la protezione del clima in tutte le politiche, a ridurre le emissioni prodotte dai trasporti, a fare del Mediterraneo un mare pulito, a favorire la resilienza del sistema agricolo e agro-alimentare e a proteggere e promuovere le denominazioni d'origine e le indicazioni geografiche registrate nell'Unione europea. L'articolo 7 riconosce l'importanza della cooperazione bilaterale nel settore spaziale, anche in ambito europeo, impegnando le Parti a promuovere la cooperazione bilaterale a livello industriale, scientifico e tecnologico e a rafforzare la competitività dell'industria spaziale dei due Paesi, ivi inclusa quella relativa all'accesso allo spazio. L'articolo 8, in materia di istruzione e formazione, ricerca e innovazione, stabilisce l'impegno delle Parti a favorire la mobilità tra i due Stati negli ambiti dell'istruzione e della formazione, della ricerca e dell'innovazione, la diffusione e il reciproco apprendimento delle rispettive lingue, a rafforzare la collaborazione universitaria anche promuovendo la partecipazione delle istituzioni di istruzione superiore italiane e francesi al progetto delle università europee, a potenziare i rapporti di collaborazione nell'ambito delle grandi infrastrutture di ricerca e a sostenere l'innovazione in tutti gli ambiti essenziali per il futuro e la competitività. In tema di cultura, giovani e società civile, l'articolo 9 impegna le Parti a promuovere la vicinanza dei loro popoli e il comune sentimento di appartenenza europea mediante scambi all'interno della società civile e occasioni di mobilità dei giovani. Le iniziative contemplate è disposto siano coordinate all'interno della Commissione mista prevista dall'Accordo culturale bilaterale italo-francese del 1949, tuttora vigente. Verrà inoltre organizzato un Consiglio franco-italiano della gioventù, a margine della suddetta Commissione mista, ed istituito un Programma di volontariato italo-francese - denominato «servizio civile italo-francese» - sulla base di una cooperazione tra gli enti governativi incaricati dei rispettivi programmi nazionali. L'articolo 10 reca disposizioni in materia di cooperazione frontaliera, impegnando le Parti a sostenere progetti di integrazione tra le collettività frontaliere dei due Paesi. Particolare attenzione sarà prestata alla cooperazione frontaliera in materia di sanità e di interventi di soccorso, oltre che alla eliminazione di ostacoli a tale cooperazione, anche attraverso la creazione di comuni servizi pubblici in diversi settori. Ai sensi del comma 7, un Comitato di cooperazione frontaliera, presieduto dai Ministri competenti delle due Parti e destinato a riunire rappresentanti delle autorità locali, delle collettività frontaliere, degli organismi di cooperazione competenti, dei parlamentari e delle amministrazioni centrali, sarà competente a proporre progetti di cooperazione frontaliera in tutti i settori delle politiche pubbliche. L'articolo 11 disciplina il quadro istituzionale della nuova cooperazione italo-francese, prevendendo l'organizzazione di un Vertice intergovernativo annuale e di riunioni di coordinamento e concertazione a livello ministeriale. Il comma 3 istituisce, a livello dei Segretari generali dei rispettivi Ministeri degli affari esteri, un Comitato strategico paritetico - da riunire annualmente prima del Vertice intergovernativo -, responsabile dell'attuazione del Trattato e del relativo programma di lavoro, preposto alla definizione delle strategie e delle azioni comuni, in collegamento con gli altri Ministeri coinvolti. Da ultimo, l'articolo 12 reca le disposizioni finali relative all'entrata in vigore e alla durata dell'accordo bilaterale, stabilendo altresì le modalità per la ricomposizione di eventuali divergenze o controversie interpretative o applicative del Trattato. IL relatore conclude osservando che il disegno di legge di ratifica dell'Accordo si compone di 4 articoli. L'articolo 3, in particolare, pone una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge di ratifica non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il Trattato non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l'ordinamento dell'Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il presidente CRAXI ringrazia il relatore per l'esposizione svolta e apre la discussione generale. La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ) tiene a sottolineare l'importanza dell'Accordo in esame, concluso anche grazie all'impulso cruciale del premier Draghi, il quale si caratterizza, in particolare, per l'ampiezza dei settori di collaborazione tra Italia e Francia, che non mancherà di generare ricadute positive per lo sviluppo reciproco dei due Paesi. La cooperazione bilaterale impostata, infatti, abbraccia molteplici aree, dallo spazio alla politica sociale, dalla circolazione dei lavoratori alle politiche migratorie e alla giustizia, in maniera tale da realizzare un effettivo clima di raccordo tra le parti, superando, in tal modo, anche incomprensioni e piccoli screzi intervenuti in passato. Conclude rilevando l'opportunità che il versante parlamentare accompagni fattivamente l'implementazione di tale Trattato, anche mediante l'attivazione di canali di cooperazione con omologhe Commissioni del Parlamento francese. Il presidente CRAXI rassicura, a tale ultimo riguardo, che non mancherà di farsi parte diligente per riannodare i legami, in particolare, con l'analoga Commissione esteri del Senato francese. Il senatore ALFIERI ( PD ) invita i colleghi a considerare il mentovato Accordo anche da un altro punto di vista, ossia quello che lo concepisce come una sorta di "motore" in grado di incentivare il complesso della costruzione europea. A suo modo di vedere, infatti, il vero significato del Trattato del Quirinale risiede nell'atteggiarsi non esclusivamente quale convenzione bilaterale, ma, soprattutto, come strumento che i due Paesi interessati utilizzano per rafforzare l'Unione europea. Condivide, per ultimo, l'esigenza, testé palesata, che la Commissione esteri del Senato metta in piedi un meccanismo di diplomazia parlamentare strutturato che coinvolga gli omologhi organismi francesi, ma anche tedeschi e spagnoli. Il senatore IWOBI ( L-SP-PSd'Az ), pur condividendo gli orientamenti espressi dai colleghi, fa presente, tuttavia, la necessità di addivenire ad un indispensabile approfondimento dei vari profili regolamentati dall'Accordo e, in particolare, delle ricadute che esso comporterà per l'Italia. A tale riguardo, risulterebbe utile prefigurare una serie di audizioni, da tenere in un arco temporale limitato, al fine di pervenire, comunque, all'approvazione del testo in tempi ragionevoli. Interviene, quindi, il relatore LUCIDI ( L-SP-PSd'Az ) per accogliere il suggerimento del collega Iwobi, ricordando che, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, si è proceduto, effettivamente, ad un certo numero di rilevanti audizioni, peraltro di natura parziale, che potrebbero essere opportunamente integrate, in modo complementare, da ulteriori hearing presso la Commissione esteri del Senato. Il presidente CRAXI concorda pienamente con tale sollecitazione e chiede agli intervenuti di sottoporre, quanto prima, una lista indicativa delle personalità che si ritiene debbano essere sentite. Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato. IN SEDE CONSULTIVA Doc. LXXXVII n. 5 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2021 Doc Doc. LXXXVII, n. 5 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2021 Doc. LXXXVI n. 5 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022 Doc Doc. LXXXVI, n. 5 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2022 (Parere alla 14 a Commissione. Esame congiunto con esiti distinti. Parere favorevole sul Doc. LXXXVI, n. 5. Parere favorevole sul Doc. LXXXVII, n. 5) Il senatore ALFIERI ( PD ), relatore, illustra la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, notando che essa ricostruisce, nei differenti ambiti, l'impegno e il contributo resi nel 2021 dall'esecutivo italiano per lo sviluppo del processo di integrazione europea e degli assetti istituzionali dell'Unione, nonché per l'attuazione delle varie politiche di settore. Il testo si articola in quattro Parti, relative, rispettivamente, allo sviluppo del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali, alle politiche strategiche, alla dimensione esterna dell'Unione europea ed infine al coordinamento nazionale delle politiche europee. La Relazione contiene, inoltre, cinque appendici che riguardano, rispettivamente, l'elenco dei Consigli dell'Unione europea e dei Consigli europei che si sono svolti nel 2021, l'andamento dei flussi finanziari dall'Unione europea all'Italia e viceversa nell'anno di riferimento, l'attuazione della normativa dell'Unione europea, i seguiti dati dal Governo agli atti di indirizzo del Parlamento e l'elenco degli acronimi utilizzati. Nell'introduzione, a cura del sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei Amendola, ci è un ricordo della figura dell'ex Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, scomparso nel gennaio scorso. I principali profili di competenza della Commissione si rinvengono in relazione alla Parte terza, dedicata - come detto - all'Italia ed alla dimensione esterna della UE, anche se taluni profili di interesse emergono anche nelle altre Parti Con riferimento alla prima Parte, dedicata agli sviluppi del processo di integrazione europea e alle questioni istituzionali, il relatore segnala come essa sia suddivisa in due capitoli relativi, rispettivamente, alle questioni istituzionali e alle politiche macroeconomiche. Con riferimento al primo dei due capitoli, la Relazione consuntiva richiami gli impegni profusi dall'esecutivo italiano in ordine alla partecipazione attiva alla Conferenza sul Futuro dell'Unione europea, all'Anno europeo dei giovani 2022, a sostegno dei principi dello Stato di diritto, al programma "Legiferare meglio" e alla tutela degli interessi prioritari del Paese nel contesto delle nuove relazioni con il Regno Unito. Nel capitolo dedicato al coordinamento delle politiche macroeconomiche, la Relazione illustra l'impegno del Governo italiano con riferimento ai temi della riduzione delle divergenze economiche all'interno dell'Unione e del rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale, del completamento dell'architettura dell'Unione economica e monetaria, della riforma delle regole del Patto di Stabilità e crescita, e delle politiche fiscali. La seconda Parte della Relazione, la più corposa, è dedicata non più alle misure adottate nel quadro delle politiche orizzontali e settoriali, ma alle "politiche strategiche". Il primo capitolo, sulla sostenibilità ambientale e la crescita economica, include le schede dedicate ai progressi compiuti sul pacchetto legislativo "Pronti per il 55% ( Fit for 55)" che mira ad allineare il quadro delle politiche in materia di clima ed energia al nuovo obiettivo climatico di riduzione delle emissioni al 2030, nonché ai risultati conseguiti in tema di salute, infrastrutture energetiche e trasporti, biodiversità, agricoltura, turismo, e in relazione agli obiettivi energetici e ambientali nel settore della difesa. Il capitolo su innovazione e digitalizzazione offre una ricognizione sugli impegni assunti dall'esecutivo italiano in sede europea in tema di economia e sicurezza digitali, mercato unico e concorrenza, privacy , tutela della proprietà intellettuale, infrastrutture digitali, digitalizzazione dei comparti della salute, della giustizia, dei trasporti, della industria della difesa, della cultura e del turismo e per la modernizzazione dell'agricoltura. Il capitolo dedicato alla coesione sociale, è suddiviso in schede relative alle politiche attive del lavoro ed educative per la transizione e alla promozione dei valori comuni europei, in cui viene dato conto delle attività svolte dall'esecutivo italiano per la maggiore tutela e qualità del lavoro, in materia di istruzione, e di transizione verde, nonché in relazione al nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, alle pari opportunità, all'inclusione, alla salute, alla cultura e al turismo. Stanti i profili di interesse della Commissione, segnala in particolare, nell'ambito della scheda 58, l'iniziativa italiana per collegare la dimensione interna e quella esterna dei fenomeni migratori, basata sul presupposto che per una efficace gestione dei flussi sia indispensabile una collaborazione strutturata con i Paesi di origine e transito, a partire dall'area del Sahel, dalla Libia e dalla Tunisia. Nell'ambito della terza Parte, dedicata alla dimensione esterna dell'Unione, il documento sottolinea l'impegno dell'esecutivo italiano per il sostegno e l'orientamento della politica estera e di difesa comuni in senso conforme agli interessi nazionali, realizzato in particolare attraverso la partecipazione attiva ai Consigli Affari Esteri, ordinari e straordinari tenutisi nel corso del 2021. Le schede che ne fanno parte (dalla 69 alla 81), dettagliano l'impegno del Governo italiano a livello europeo a sostegno del processo di integrazione dei Balcani occidentali (scheda 69), nel convincimento come esso sia fondamentale non solo per stimolare l'avvicinamento di quei Paesi ai valori dell'Unione europea, ma anche a tutela della credibilità del ruolo della stessa Unione in una regione segnata dal grande attivismo di attori terzi. Ampio spazio viene, quindi, dedicato alle attività di rilancio del partenariato strategico tra l'Unione europea e i Paesi del Vicinato meridionale (scheda 70), fondamentale per il riconoscimento della nuova centralità del Mediterraneo nell'Agenda UE, alla cooperazione nel settore dei trasporti (scheda 71), oltre che al sostegno ad una politica commerciale comune coerente con gli interessi del sistema economico e produttivo italiano (scheda 72). Di rilievo anche l'impegno per la promozione di un ordinamento internazionale fondato su regole europee e globali in materia di giustizia civile e commerciale (scheda 73), per il rafforzamento della posizione unitaria dell'Unione europea sulle principali questioni internazionali - dalla Libia al Mediterraneo Orientale - (scheda 74) e per la gestione unitaria delle crisi afghana e bielorussa (scheda 75). Di grande importanza è altresì considerata l'azione svolta dall'esecutivo italiano, nel contesto della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e della Revisione Coordinata Annuale della Difesa (CARD), per l'irrobustimento delle capacità difensive dell'Unione europea (scheda 76), obiettivo da conseguire anche mediante il rilascio delle informazioni relative alla spesa per la difesa, gli investimenti e gli sforzi di ricerca nel comparto, al fine di facilitare la pianificazione e la cooperazione. Sempre con riferimento al comparto della Difesa, la Relazione rimarca i contributi forniti dall'Italia nel corso del 2021 in relazione alla Bussola Strategica e agli strumenti a favore della resilienza e dell'autonomia strategica dell'Unione (scheda 77), evidenziando come proprio con la prima bozza della Bussola siano state poste le basi per il raggiungimento di ambiziosi obiettivi strategici comuni e per il rafforzamento della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, al fine di consentire all'Unione stessa di porsi quale attore globale credibile. Relativamente al rafforzamento dei Partenariati multilaterali e alla cooperazione NATO-UE (scheda 78), la Relazione sottolinea come l'Italia abbia sempre supportato l'esigenza di un forte ancoraggio transatlantico nel contesto dello sviluppo della difesa europea. Il documento dà inoltre conto del rafforzamento dell'impegno operativo italiano nell'ambito delle missioni ed operazioni dell'Unione europea (scheda 79), nei Balcani (nel quadro della missione NATO KFOR e delle operazioni UE EUFOR ALTHEA e EULEX), nel Mediterraneo (con EUNAVFORMED IRINI), in Medio Oriente (con EUAM Iraq), nel Sahel (con EUTM Mali, EUCAP Niger, EUCAP Mali e FRONTEX), nella Repubblica Centrafricana (con EUTM RCA), nel Golfo di Guinea, in Mozambico (con EUTM MOZ) e nel Corno d'Africa (con EUCAP Somalia, EUTM Somalia ed EUNAVFOR Atalanta). Da ultime, sempre nell'ambito della Parte terza, le schede 80 e 81 danno conto dell'impegno dell'esecutivo italiano a livello europeo per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'Unione e per le relazioni culturali internazionali. Il relatore ricorda, infine, come la quarta Parte della Relazione sia dedicata alle attività di coordinamento nazionale delle politiche europee, con particolare riguardo all'efficace attuazione del Piano di ripresa e resilienza, al coordinamento nella fase ascendente, alla modernizzazione delle regole sugli aiuti di Stato, alle politiche di coesione, al meccanismo dell'Unione europea di protezione civile, ai controlli doganali, alla lotta contro le frodi e al sostegno della strategia di ripresa. La scheda 92 dà inoltre conto delle 102 procedure di infrazione pendenti nei confronti dell'Italia alla data del 31 dicembre 2021, nel frattempo (alla data del 19 maggio 2022) scese a 91, di cui 59 per violazione del diritto dell'Unione e 32 per mancato recepimento di direttive. Quanto alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2022, il relatore evidenzia che essa è volta ad illustrare i contenuti e gli obiettivi politici attesi per l'anno in corso con riferimento allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche strategiche dell'Unione, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea. Si tratta di un documento di indirizzo strategico, in cui sono indicati gli impegni politici e le azioni prioritarie che il Governo intende porre in essere nell'ambito della partecipazione dell'Italia all'Unione europea, in un anno particolarmente importante, segnato dalle conseguenze del conflitto in Ucraina e della profonda crisi sanitaria ed economica seguita al diffondersi della pandemia da Covid-19, ma nel quale - sulla scia delle decisioni assunte nel recente passato - l'Unione europea è chiamata a proseguire in quello sforzo unitario che ha saputo dimostrare con l'organizzazione della campagna vaccinale e con l'approvazione dello strumento per il rilancio dell'economia noto come Next Generation EU. Il testo in esame viene presentato a norma della legge n. 234 del 2012 sulla partecipazione dell'Italia alle politiche dell'Unione europea, ed è suddiviso in quattro parti, relative, rispettivamente, allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche strategiche, alla dimensione esterna e al coordinamento nazionale delle politiche europee. Nonostante l'interesse precipuo della Commissione si incentri sulla Parte terza, quella dedicata alla dimensione esterna dell'Unione europea, anche le altre Parti evidenziano aspetti che meritano qualche richiamo. Nell'ambito delle questioni istituzionali, primo paragrafo della Parte prima, la Relazione sottolinea innanzitutto (scheda 1) come il Governo continuerà ad impegnarsi per promuovere l'approfondimento ed il completamento dell'Unione economica e monetaria verso l'istituzione di strumenti di bilancio permanenti e regole di bilancio semplici ed orientate alla crescita, sfruttando a tal fine l'occasione offerta da Next Generation EU e dal dibattito sulla revisione della governance economica. Nel testo viene anche sottolineato (scheda 2) come, con riferimento alla Conferenza sul futuro dell'Europa, l'Italia guarderà con apertura e pragmatismo ai possibili seguiti da dare alle proposte emerse in quella sede, adoperandosi per la loro concreta attuazione al fine di far avanzare il processo di integrazione europea, anche facendosi promotrice, laddove possibile, di una riforma dei Trattati. Sempre nell'ambito della Parte prima, nel quadro delle politiche macroeconomiche, viene rimarcato l'impegno per la riduzione delle divergenze all'interno dell'Unione e per il rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale (scheda 5), in particolare mediante una revisione della governance economica dell'Unione europea. Pur nella consapevolezza delle posizioni estremamente diversificate degli Stati membri sul tema, viene ribadito l'impegno del Governo a partecipare in maniera proattiva al dibattito nei vari tavoli negoziali, anche attraverso la produzione di analisi interne, confronti con l'ambiente istituzionale e accademico, valutazione comparativa delle varie proposte di riforma. Nella Parte seconda, fra le politiche strategiche, la Relazione si sofferma sulle prioritarie iniziative programmatiche relative alla sostenibilità ambientale ( Green Deal europeo) ed alla crescita economica, all'innovazione ed alla digitalizzazione, nonché alla coesione sociale. Assumono rilievo, per i profili di interesse della Commissione, il focus sull'introduzione di un Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (scheda 20) - che appare rispettoso delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, poiché riferibile alle emissioni effettive delle attività produttive delle imprese che operano nei Paesi terzi e non ai singoli Paesi - e il richiamo all'impegno italiano a sostenere il percorso di attuazione dell'Agenda 2030 e dei suoi obiettivi anche a livello europeo, e alla costruzione di una Strategia europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica delle imprese (scheda 25). Di interesse, nell'ambito del capitolo dedicato alla promozione dello stile di vita europeo, anche l'impegno del Governo per il raggiungimento di un compromesso equilibrato nel nuovo Patto europeo su migrazioni ed asilo (scheda 108) e per l'attuazione di alcune iniziative relative alla c.d. dimensione esterna della migrazione. Nell'ambito poi della scheda relativa alla gestione della dimensione esterna della migrazione (scheda 109), viene sottolineato l'obiettivo di una gestione attenta dei flussi migratori, da realizzarsi nel rispetto dei diritti umani e nel quadro di un dialogo politico onnicomprensivo con il Continente africano, tenendo peraltro in debita considerazione le conseguenze, sul piano migratorio, derivanti dal conflitto in atto in Ucraina. Sempre con riferimento al tema delle migrazioni, nella Relazione viene ribadita l'importanza di poter contribuire al rafforzamento del dialogo dell'Unione europea con i Paesi di origine e transito dei flussi, anche attraverso l'adozione di specifici Piani d'azione, per conseguire una più efficace cooperazione in materia migratoria, riservando attenzione alle questioni delle riammissioni e del contrasto allo sfruttamento dell'immigrazione irregolare, facendo leva, con un approccio incentivante, sull'insieme delle politiche dell'Unione europea nei confronti dei Paesi terzi, dal settore dei visti a quelli del commercio, agricolo, dell'educazione, della mobilità. Di assoluto rilievo è anche l'impegno (scheda 110) per l'attuazione dei 10 punti previsti dal Piano d'Azione della Commissione Europea per affrontare la crisi ucraina. La Parte terza (schede da 129 a 139) - di più specifico interesse per la 3 a Commissione - è espressamente dedicata alla partecipazione dell'Italia alle iniziative connesse alla dimensione esterna dell'Unione europea, che trovano rispondenza nel pilastro dedicato ad un'Europa più forte del mondo. In un quadro geopolitico divenuto improvvisamente molto più incerto a seguito dell'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia, l'obiettivo indicato dall'esecutivo italiano è quello di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, che consenta di affrontare l'emergenza economica e sociale e garantire la sicurezza dei nostri cittadini a partire da quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione, la Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), la Politica commerciale, la proiezione esterna della Politica industriale e la proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Più in dettaglio, la Parte terza sottolinea innanzitutto (scheda 129) l'impegno dell'esecutivo italiano a voler continuare a sostenere il percorso di integrazione europea dei Balcani occidentali, favorendo l'avvio effettivo dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord, sollecitando un'accelerazione dei negoziati con Serbia e Montenegro e favorendo altresì il rilancio della prospettiva europea della BosniaErzegovina e del Kosovo. Nella cornice delle crescenti sfide globali e del crescente attivismo di attori terzi (dalla Russia alla Cina, dalla Turchia ai Paesi del Golfo), e ancor più tenuto conto delle implicazioni derivanti dal conflitto russo-ucraino, la Relazione sottolinea come l'allargamento rimanga un investimento geo-strategico fondamentale per l'Unione europea. Altrettanto importante sarà altresì rafforzare la nuova partnership con i Paesi del Vicinato meridionale, con l'Italia che si è fortemente spesa - insieme agli altri Stati membri mediterranei - per proporre un nuovo orientamento basato sulla sostenibilità della crescita economica e degli investimenti, sulla rinnovata cooperazione in settori strategici e sul concetto di beni comuni mediterranei. Di rilievo è anche la scheda 130, in cui si sottolinea l'obiettivo di costruire un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, a partire dai quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione europea, Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), Politica commerciale, proiezione esterna della Politica industriale e proiezione esterna delle Politiche digitali e di connettività. Nell'ambito della Politica Estera e di Sicurezza Comune, così come della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, e tenuto conto che le crisi esogene continuano a dimostrate come l'Europa non possa più consentirsi debolezze e dipendenze in settori strategici, la Relazione sottolinea come occorrerà perseguire una maggiore autonomia strategica dell'Unione, intesa come capacità di agire e gestire crisi insieme ai partner , laddove possibile, o in autonomia, laddove necessario. Ulteriori schede sono dedicate all'allargamento ad est delle reti di trasporto transeuropee e dei corridoi multimodali (scheda 131), con l'impegno dell'esecutivo italiano soprattutto nell'ambito della cooperazione regionale della strategia Macro-regionale per la Regione Adriatico Ionica (EUSAIR), e al rafforzamento del contributo operativo alle iniziative unionali volte ad assicurare all'Europa la stabilità nel proprio vicinato, attraverso la partecipazione a missioni ed operazioni e sostenendo il potenziamento delle capacità di pianificazione, comando e controllo delle missioni e operazioni dell'Unione europea (scheda 132). In tale ambito vengono rimarcate le azioni del Governo italiano finalizzate ad assicurare lievi incrementi nel supporto alle operazioni e missioni della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), nonché a sostenere le iniziative europee tese a rinforzare le capacità militari delle Forze Armate ucraine. Vengono menzionati gli impegni italiani nei Balcani occidentali (con le operazioni EU EUFOR ALTHEA in Bosnia-Erzegovina ed EULEX in Kosovo), nel Mediterraneo (con EUNAVORMED IRINI), in Somalia e nel Corno d'Africa (con EUCAP Somalia, EUTM Somalia ed EUNAVFORM MED-Atalanta), in Medio Oriente (con EUAM Iraq), nel Sahel (con EUTM Mali, EUCAP Sahel Mali e EUCAP Sahel Niger, in raccordo con FRONTEX), e in Mozambico (con EUTM MOZ). Di rilievo sono anche gli impegni per il rafforzamento della difesa europea in complementarietà con la NATO (scheda 133), il sostegno degli strumenti in favore dell'Unione Europea della Difesa (la cosiddetta "Bussola Strategica") (scheda 134) e lo sviluppo di una più solida base tecnologica e industriale della difesa (scheda 135). Ulteriori schede sono poi dedicate all'impegno a favorire il dialogo con i Paesi extra-europei in materia di ricerca e innovazione (scheda 136) e per il sostegno alla ricerca indipendente per supportare la preparazione e la resilienza sanitaria a livello di Unione europea (scheda 137). Da ultime, le schede 138 e 139 rimarcano l'impegno del Governo per favorire le relazioni culturali internazionali per rafforzare l'Europa nel mondo e per supportare gli artisti, i professionisti e gli operatori a tutelare il patrimonio culturale dell'Ucraina, nella situazione emergenziale determinata dalle operazioni belliche in atto. Infine, la Parte quarta della Relazione è dedicata al Coordinamento nazionale delle politiche europee, in cui vengono illustrate le attività di coordinamento della posizione nazionale sui principali dossier europei, soffermandosi in particolare sull'attuazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, e le tematiche relative alle politiche doganali e di coesione, all'obiettivo di riduzione delle infrazioni, alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione e alle strategie di comunicazione e di formazione sulle attività dell'Unione europea. Non essendovi interventi e verificata la sussistenza del numero legale, il presidente CRAXI mette ai voti, quindi, con distinte votazioni, lo schema di parere favorevole sul documento n. LXXXVI, n. 5 e lo schema di parere favorevole sul documento n. LXXXVII, n. 5 (pubblicati in allegato). La Commissione approva. IN SEDE REDIGENTE A.S. 2368 Istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo DDL 2368 Istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo A.S. 1851 Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione italiana nel mondo DDL 1851 Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione italiana nel mondo A.S. 273 Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione e la mobilità degli italiani nel mondo DDL 273 Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione e la mobilità degli italiani nel mondo (Discussione congiunta e rinvio) La senatrice GARAVINI ( IV-PSI ), relatrice, fa presente che la Commissione è chiamata all'esame, in sede redigente, del disegno di legge (A.S. 2368), già approvato dalla Camera dei deputati, recante l'Istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo, nonché dei disegni di legge recanti, rispettivamente Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione e la mobilità degli italiani nel mondo (A.S. 273) e Istituzione di una Commissione parlamentare sull'emigrazione italiana nel mondo (A.S. 1851). L'Atto Senato n. 2368, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione di sette disegni di legge di iniziativa parlamentare, è composto di 7 articoli ed è finalizzato all'istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale per gli italiani nel mondo, preposta a svolgere compiti di indirizzo e controllo sulle politiche e sugli interventi riguardanti i cittadini italiani residenti all'estero, tenendo conto dell'evoluzione sociale, culturale, civile e generazionale avvenuta nei diversi contesti geopolitici, sia per rilevarne e risolverne i problemi, sia per individuare le modalità più idonee a promuoverne la partecipazione al perseguimento del progresso economico, scientifico e culturale e degli interessi nazionali della Repubblica, nonché a promuovere politiche di sostegno agli italiani all'estero, a studiare e approfondire le questioni riguardanti gli italiani all'estero, oltre che a realizzare attività di ricognizione e proposta nelle materie attinenti ai fenomeni di mobilità degli emigranti italiani, con particolare riferimento ai giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio nazionale per ragioni di lavoro, di studio e di ricerca. L'Atto Senato n. 273, di iniziativa parlamentare e composto di 9 articoli, è finalizzato all'istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale sull'emigrazione e la mobilità degli italiani nel mondo, avente il compito di conoscere, approfondire e avanzare proposte sui diversi aspetti della condizione degli italiani all'estero, sui fenomeni di nuova mobilità, riguardanti in particolare i giovani diplomati e laureati, e sui flussi di nuova emigrazione che si sono riaccesi sotto la spinta delle difficoltà occupazionali dell'ultimo decennio e con lo sviluppo della mobilità a livello internazionale. L'Atto Senato n. 1851, infine, anch'esso di iniziativa parlamentare e composto anch'esso di 9 articoli, è finalizzato all'istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale sull'emigrazione italiana nel mondo, avente il compito di conoscere e meglio approfondire il fenomeno dell'immigrazione italiana all'estero, nonché di avanzare proposte sui diversi aspetti della condizione degli italiani all'estero e dei flussi di emigrazione. La relatrice, quindi, tiene a precisare come le proposte in esame discendano dalla consapevolezza circa il rilievo sempre più marcato, sul piano economico, sociale e culturale, assunto dalla comunità degli italiani residenti all'estero. Dal punto di vista numerico, l'ultimo Rapporto della Fondazione Migrantes, relativo all'anno 2020, segnala come gli italiani regolarmente iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) siano quasi 5,5 milioni del 2020, con un aumento del 76,6 per cento rispetto al 2006 quando assommavano a circa 3,1 milioni. Lo stesso Rapporto evidenzia come il contributo fornito da tali cittadini sia prezioso, non solo dal punto di vista economico, stante anche la diretta correlazione esistente tra la loro presenza e l'aumento dell' export di prodotti italiani verso le rispettive aree di residenza, ma anche perché essi stessi rappresentano i primi ambasciatori della lingua e della cultura italiane oltre i confini nazionali. I tre disegni di legge in esame, tenuto conto del numero considerevole degli italiani residenti all'estero e del fatto che tale numero è ulteriormente destinato a crescere, per effetto dei recenti fenomeni della nuova emigrazione, sono finalizzati ad istituire un apposito organo parlamentare bicamerale di confronto e approfondimento, dove i rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero e gli altri parlamentari indicati quali membri effettivi possano confrontarsi sui temi inerenti agli italiani all'estero. Limitando, in questa relazione, l'approfondimento al solo Atto Senato n. 2368, in quanto già approvato dalla Camera dei deputati, la relatrice evidenzia come esso istituisca la Commissione parlamentare bicamerale per gli italiani nel mondo, preposta allo svolgimento dei compiti di indirizzo e controllo sulle politiche e sugli interventi riguardanti i cittadini italiani residenti all'estero, di promozione delle politiche di sostegno agli italiani all'estero, di studio e approfondimento delle questioni riguardanti gli italiani all'estero ed infine di ricognizione e proposta nelle materie attinenti ai fenomeni di mobilità degli emigranti italiani, con particolare riferimento ai giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio nazionale per ragioni di lavoro, di studio e di ricerca (articolo 1, comma 1). Viene previsto altresì che la Commissione stabilisca un programma di attività avvalendosi del contributo delle comunità italiane all'estero, delle Regioni, delle Amministrazioni pubbliche, del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE), dei comitati degli italiani all'estero e delle principali associazioni degli italiani all'estero (articolo 1, comma 2). Il testo definisce quindi (articolo 2, comma 1) i principali ambiti di attività della Commissione, riguardanti, fra gli altri, la valutazione della coerenza della legislazione vigente con il rispetto e con il sostegno dei fondamentali diritti sociali, civili e politici dei migranti italiani, la verifica del percorso d'integrazione compiuto dagli italiani presenti nei rispettivi Paesi di residenza e l'eventuale esistenza di situazioni di emarginazione e discriminazione nei loro confronti, indicando gli interventi per la tutela dei loro diritti e proponendo misure di orientamento e di accompagnamento, in Italia e all'estero. Il medesimo articolo annovera, inoltre, quali ulteriori attività della Commissione, lo studio delle questioni riguardanti le nuove generazioni di discendenti di cittadini italiani, la promozione integrata del sistema Italia, la ricognizione dell'imprenditoria italiana all'estero e la promozione della diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo in un quadro interculturale e multilinguistico, valorizzando in particolare le espressioni storico-culturali delle comunità italiane. Viene altresì previsto che la Commissione, sulla base dell'analisi dell'emigrazione italiana e di tutte le forme di mobilità degli italiani nel mondo, adotti atti di indirizzo per contrastare fenomeni migratori malsani e nocivi per il pieno sviluppo del Paese, nonché per promuovere un processo migratorio circolare delle persone e delle competenze, al fine di rendere l'Italia una comunità di attrazione e non di appartenenza. La Commissione è chiamata altresì (articolo 2, comma 2), sotto il profilo istituzionale e normativo, a promuovere l'adeguamento degli istituti della rappresentanza degli italiani all'estero all'evoluzione delle comunità italiane nel mondo, il monitoraggio sulla legge elettorale per la circoscrizione Estero al fine di rendere efficaci e sicure le modalità di voto dei cittadini italiani residenti all'estero e sostenerne la partecipazione alle consultazioni locali nei Paesi di insediamento, e l'adeguamento della rete e dei servizi consolari e diplomatici italiani nel mondo. La Commissione è, inoltre, chiamata a promuovere l'adozione d'iniziative per il rafforzamento dei media di lingua italiana all'estero, la predisposizione di indirizzi sull'assistenza nei riguardi dei cittadini italiani residenti all'estero, l'aggiornamento della regolamentazione dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), una riforma dei patronati italiani all'estero e la sottoscrizione di accordi internazionali in materia di tutela del lavoro, sociale, previdenziale e tributaria e per facilitare scambi tra università o altri istituti di alta formazione italiani e stranieri. Di rilievo anche l'attività di promozione del dialogo con i parlamentari di origine italiana eletti negli Stati esteri allo scopo di comparare le rispettive legislazioni in materia di diritti dei migranti e di misure di integrazione, nonché le iniziative volte a favorire la partecipazione degli italiani residenti all'estero alle politiche italiane di cooperazione allo sviluppo, a realizzare una rete di rapporti permanenti con i nuovi migranti ed efficaci misure atte a favorire i rientri, oltre che l'approfondimento delle tematiche attinenti la situazione degli italiani residenti all'estero, di quelli rimpatriati e di coloro che intendano trasferire all'estero la propria residenza. Con riferimento alla composizione, l'articolo 3 prevede che la Commissione sia formata da diciotto senatori e diciotto deputati, nominati pariteticamente dai Presidenti delle Camere su designazione dei gruppi, in modo da assicurare la presenza di almeno un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno uno dei due rami del Parlamento, nonché in modo proporzionale alla consistenza dei gruppi, garantendo l'equilibrata rappresentanza dei sessi e la partecipazione come membri della Commissione a tutti gli eletti all'estero. Il testo disciplina, quindi, le modalità di convocazione dell'Ufficio di Presidenza della Commissione (articolo 4) e le sue procedure di funzionamento (articolo 5). È previsto, in particolare, che i Presidenti delle Camere convochino la Commissione entro novanta giorni dall'inizio della legislatura per la propria costituzione, la quale ha luogo mediante l'elezione dell'Ufficio di presidenza composto di un Presidente, di due vicepresidenti e di due segretari. In sede di prima attuazione, si prevede che la Commissione si riunisca per la prima seduta entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima (articolo 4, comma 1). Il Presidente è eletto al primo turno a maggioranza assoluta dei componenti. Se nessuno riporta tale maggioranza, si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. È eletto il candidato che riporta il maggior numero di voti. In caso di parità di voti è proclamato eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età (articolo 4, comma 2). La Commissione - che approva un proprio regolamento interno (articolo 5, comma 1) - può ascoltare rappresentanti del Governo, delle regioni e degli altri enti pubblici, nonché esponenti della comunità degli italiani all'estero, acquisire dati e informazioni e documenti dalle Amministrazioni pubbliche - e del MAECI in particolare - e da organismi europei e internazionali (commi 2 e 3). La Commissione può, inoltre, compiere missioni, anche all'estero, qualora ravvisi l'esigenza di approfondire l'esame di aspetti relativi alla condizione degli italiani ivi residenti, anche al fine di verificare l'esistenza di eventuali criticità così come presso le istituzioni dell'Unione europea o presso organizzazioni internazionali (comma 4). L'articolo 6 dispone che la Commissione elabori annualmente una relazione da presentare alle Camere sull'attività svolta (comma 1), e possa trasmettere relazioni e segnalazioni alle Camere e al Governo quando lo ritenga (comma 2). È altresì previsto per il CGIE l'obbligo di trasmettere annualmente alla Commissione una relazione sullo stato delle comunità italiane all'estero (comma 3). L'articolo 7 stabilisce, infine, che per l'esercizio delle sue funzioni la Commissione fruisca di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai Presidenti delle Camere. Il presidente CRAXI ringrazia la relatrice per l'esauriente esposizione svolta e, in via preliminare, propone alla Commissione di adottare l'A.S. 2368, già approvato dalla Camera dei deputati, come testo base per il seguito della discussione congiunta. Conviene la Commissione. Il seguito della discussione congiunta è, quindi, rinviato. La seduta termina alle ore 13,25. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVII, n. 5 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVII, n. 5 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminata la relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2021; valutati gli impegni assunti dal Governo italiano nell'ambito dello sviluppo del processo di integrazione europea e delle questioni istituzionali e delle politiche strategiche; considerato, in particolare, l'impegno italiano nell'ambito del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo e per collegare la dimensione interna e quella esterna dei fenomeni migratori, con il richiamo alla necessità di una indispensabile collaborazione strutturata con i Paesi di origine e transito, a partire dall'area del Sahel, dalla Libia e dalla Tunisia; esaminate altresì le schede della Parte relativa alla dimensione esterna dell'Unione europea, e valutata in particolare l'azione svolta dall'Esecutivo italiano in senso conforme agli interessi nazionali e per l'adozione di una efficace azione esterna dell'intera Unione, anche in termini di autonomia strategica; condivisi l'impegno e la visione strategica emergente in relazione agli impegni svolti dall'Esecutivo nazionale per il richiamo alla centralità dell'area mediterranea, con le iniziative proposte sulle questioni migratorie e per il rafforzamento della posizione unitaria dell'Unione europea sulle principali questioni internazionali; segnalata l'importanza degli impegni volti alla stabilizzazione, alla crescita economica e alla facilitazione del percorso di integrazione europea dei Paesi dei Balcani occidentali, nonché al rilancio del partenariato strategico tra l'Unione europea e i Paesi del Vicinato meridionale; condivisa l'azione per il sostegno ad una politica commerciale comune coerente con gli interessi del sistema economico e produttivo italiano; preso atto con favore dell'azione svolta dal Governo italiano nel contesto della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e della Revisione Coordinata Annuale della Difesa (CARD), per l'irrobustimento delle capacità difensive dell'Unione europea, nonché per il rafforzamento dei Partenariati multilaterali e della cooperazione NATO-UE; considerata l'azione profusa per il rafforzamento dell'impegno operativo italiano nell'ambito delle missioni ed operazioni dell'Unione europea; preso infine atto dell'andamento dei flussi finanziari dall'Unione europea all'Italia nel 2021; esprime parere favorevole. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVI, n. 5 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LXXXVI, n. 5 La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il Documento in titolo, valutati in dettaglio i contenuti e gli obiettivi politici attesi dall'esecutivo italiano in relazione allo sviluppo del processo di integrazione europea, alle politiche strategiche, nonché alla dimensione esterna dell'Unione europea; preso atto con favore della volontà di proseguire negli sforzi volti a promuovere l'approfondimento ed il completamento dell'Unione economica e monetaria mediante l'istituzione di strumenti di bilancio permanenti e regole di bilancio semplici ed orientate alla crescita; condiviso altresì l'impegno del Governo per la riduzione delle divergenze all'interno dell'Unione europea e per il rafforzamento del ruolo dell'Europa nell'economia globale; preso atto, con riferimento alle politiche strategiche, dell'impegno del Governo a voler sostenere il percorso di attuazione dell'Agenda 2030 e dei suoi obiettivi anche a livello europeo, nonché alla costruzione di una Strategia europea per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica delle imprese; apprezzato l'impegno dell'Esecutivo per il raggiungimento di un compromesso equilibrato sul nuovo Patto europeo su migrazioni ed asilo e per l'attuazione di alcune iniziative qualificanti relative alla dimensione esterna della migrazione, nonché il richiamo all'importanza di poter contribuire al rafforzamento del dialogo dell'Unione europea con i Paesi di origine e transito dei flussi, anche attraverso l'adozione di specifici Piani d'azione; condiviso l'impegno per l'attuazione del Piano d'Azione della Commissione Europea per affrontare la crisi ucraina; espresso apprezzamento per l'impegno a voler continuare a sostenere il processo di integrazione dei Balcani occidentali quale investimento geostrategico per la pace e la prosperità della stessa Unione europea, favorendo l'avvio effettivo dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord, sollecitando un'accelerazione dei negoziati con Serbia e Montenegro e favorendo altresì il rilancio della prospettiva europea della BosniaErzegovina e del Kosovo; condiviso il riferimento all'importanza del rafforzamento del partenariato strategico con i Paesi del Vicinato meridionale, orientato alla sostenibilità della crescita economica e degli investimenti e ad una rinnovata cooperazione in settori strategici per l'intera area mediterranea; condiviso l'obiettivo del Governo di voler contribuire alla costruzione di un'autonomia strategica europea coerente con gli interessi italiani, a partire dai quattro settori prioritari della dimensione esterna dell'Unione europea; preso atto con favore della volontà dell'esecutivo italiano di voler procedere al rafforzamento del contributo operativo nell'ambito delle iniziative dell'Unione europea volte ad assicurare la stabilità al proprio Vicinato; preso altresì atto degli impegni per il rafforzamento della difesa europea in un'ottica di complementarietà con la NATO, per il sostegno degli strumenti in favore dell'Unione Europea della Difesa e per lo sviluppo di una più solida base tecnologica e industriale del comparto; condivisi gli sforzi volti a favorire il dialogo con i Paesi extra-europei in materia di ricerca e innovazione e ad offrire sostegno alla ricerca indipendente per supportare la preparazione e la resilienza sanitaria a livello di Unione europea; sottolineato infine con favore l'impegno dell'esecutivo a voler favorire le relazioni culturali internazionali dell'Europa e a supportare gli artisti, i professionisti e gli operatori del settore attivi nella tutela del patrimonio culturale dell'Ucraina, stante il perdurare della situazione emergenziale imposta dalle operazioni belliche in atto, formula, per quanto di competenza, un parere favorevole.