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Modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di ampliamento delle destinazioni di uso degli immobili confiscati alle associazioni di criminalità organizzata. Onorevoli Senatori . – Il presente disegno di legge nasce con la precipua intenzione di colmare una lacuna legis del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, che impedisce alle vittime di reati associativi di accedere agli immobili confiscati alle cosche. Secondo l'attuale disposizione del codice antimafia questi sono mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, ordine pubblico e protezione civile o per essere utilizzati da altre amministrazioni pubbliche, e sono poi trasferiti agli enti locali che potranno gestirli direttamente oppure assegnarli in concessione, a titolo gratuito, ad associazioni del terzo settore, seguendo le regole della massima trasparenza amministrativa. Si prevede, infatti, che tale destinazione degli immobili confiscati sia finalizzata ad incrementare l'offerta di alloggi da cedere in locazione a soggetti in particolare condizione di disagio economico e sociale. Il tenore letterale dell'attuale normativa, infatti, non prevede aiuti concreti per coloro che, per motivazioni differenti e a seguito di reato, abbiano esigenza documentalmente comprovata di sostituire l'immobile adibito a principale abitazione. Per ovviare a tal problema e colmare la lacuna, si intende modificare l'articolo 48, comma 3, del citato codice antimafia, aggiungendovi un'ulteriore lettera che preveda la possibilità per le vittime di reati associativi di poter usufruire degli immobili confiscati se impossibilitati ad accedere al libero mercato o alle graduatorie per edilizia popolare. Detta modifica si ritiene necessaria per compiere un ulteriore passo evolutivo volto ad arginare le pregiudizievoli conseguenze che si riverberano nei confronti di coloro che si ribellano al perverso meccanismo della criminalità organizzata.. 1 1 Dopo la lettera c-bis) del comma 3 dell'articolo 48, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, è inserita la seguente: « c-ter) assegnati, a titolo gratuito, per un massimo di cinque anni, a coloro che sono vittime di uno dei reati di cui all'articolo 416- bis del codice penale o di delitti commessi al fine di agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso; a coloro che si sono costituiti parte civile nel procedimento penale per i danni subiti a seguito di un reato di tipo mafioso, cui sia seguita condanna al pagamento di una provvisionale o risarcimento dei danni, o si sono costituiti in un giudizio civile per il risarcimento dei danni di un reato accertato in giudizio penale ma non abbiano già ricevuto somme a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali o non patrimoniali, di rifusione delle spese e degli onorari di costituzione e difesa in giudizio, da parte del condannato al risarcimento del danno. I richiedenti devono possedere un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore ad euro 36.000, nonché i requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b) , della legge 20 ottobre 1990 n. 302. Alle modalità di assegnazione si applicano i criteri di trasparenza, di adeguata pubblicità e di parità di trattamento di cui alla lettera c) del presente comma. Gli enti territoriali, in collaborazione con l'autorità giudiziaria e su istanza di parte, provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, aggiornato con cadenza mensile, nonché a raccogliere le richieste dei soggetti di cui al primo periodo. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata dichiara la sopravvenuta decadenza, con specifico provvedimento, dal beneficio della destinazione del bene qualora il soggetto assegnatario venga meno dei requisiti richiesti ».