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Istituti di credito - Fondazioni bancarie - Ambito di attività - Obbligo di operare prevalentemente nei “settori rilevanti”, scelti tra gli ammessi ogni tre anni in numero non superiore a tre - Assunta incompatibilità della disciplina con la autonomia, statutaria e gestionale, delle fondazioni bancarie - Lamentata irragionevolezza, lesione del diritto di associazione dei cittadini, dei diritti dell’uomo nelle formazioni sociali ammesse, dell’autonomia privata, del principio di sussidiarietà, della competenza legislativa concorrente o esclusiva delle regioni - Non fondatezza della questione.. La individuazione ad opera delle fondazioni dei "settori rilevanti" nei quali operare in via prevalente - individuazione rimessa alla libera determinazione delle fondazioni stesse da effettuasi ogni tre anni, tra i settori ammessi, in numero non superiore a tre - risponde alla logica di evitare l'eccessiva dispersione dell'attività delle fondazioni e, quindi, il rischio che gli ingenti mezzi finanziari di cui le stesse dispongono siano utilizzati secondo sollecitazioni contingenti, indipendentemente da una qualsivoglia programmazione pluriennale. Non è, pertanto, fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 11, comma 2, della legge n. 448 del 2001, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 18, 41, 117 e 118, quarto comma, per assunta lesione dell'autonomia statutaria e gestionale delle fondazioni.