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PROTOCOLLO AGGIUNTIVO alla Convenzione tra il Governo della Repubblica greca e il Governo della Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, e per prevenire le evasioni fiscali. All'atto della firma della Convenzione conclusa in data odierna tra il Governo della Repubblica greca e il Governo della Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, i sottoscritti hanno concordato le seguenti disposizioni supplementari che formano parte integrante della detta Convenzione. Resta inteso che: a) con riferimento alle disposizioni dell'articolo 2, se un'imposta sul patrimonio dovesse in futuro essere istituita in Italia, la Convenzione si applicherà anche a tale imposta; b) con riferimento al paragrafo 2 dell'articolo 5, un'instal- lazione o struttura utilizzata per la ricerca di risorse naturali sarà considerata come una "stabile organizzazione" soltanto se la sua durata oltrepassa i sei mesi; c) con riferimento al paragrafo 3 dell'articolo 7, per "spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stabile organizzazione" si intendono le spese direttamente connesse con l'attività della stabile organizzazione; d) con riferimento all'articolo 8, un'impresa di uno Stato contraente che ritrae utili dall'esercizio di navi o di aeromobili in traffico internazionale non sarà assoggettata ad alcuna imposta locale sul reddito applicata nell'altro Stato contraente; e) nonostante le disposizioni del paragrafo 2 dell'articolo 10, i dividendi pagati da una società residente della Grecia ad un residente dell'Italia possono essere tassati in Grecia in conformità della legislazione greca e se la persona che percepisce i dividendi ne è l'effettivo beneficiario l'imposta così applicata non può eccedere il 35% dell'ammontare lordo dei dividendi fintanto che gli utili di una società residente della Grecia restano imponibili soltanto a carico degli azionisti; f) l'imposta greca sul patrimonio prelevata in conformità della Convenzione sarà portata in deduzione dall'imposta sul patrimonio, eventualmente istituita in un secondo tempo in Italia, con le modalità stabilite al paragrafo 2 dell'articolo 24; g) con riferimento al paragrafo 1 dell'articolo 26, l'espressione "indipendentemente dai ricorsi previsti dalla legislazione nazionale" significa che l'attivazione della procedura amichevole non è in alternativa con la procedura contenziosa nazionale che va, in ogni caso, preventivamente instaurata laddove la controversia concerne un'applicazione delle imposte non conforme alla Convenzione; h) le disposizioni del paragrafo 3 dell'articolo 29 non impedi- scono alle competenti autorità degli Stati contraenti di stabilire, di comune accordo, procedure diverse per l'applicazione delle riduzioni d'imposta previste dalla presente Convenzione; i) le remunerazioni pagate ad una persona fisica in corrispettivo di servizi resi: 1) per quanto concerne l'Italia, alle Ferrovie Italiane dello Stato (F.S.), all'Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni (PP. TT.), all'Istituto Italiano per il Commercio Estero (I.C.E.), all'Ente Italiano per il Turismo (E.N.I.T.) ed alla Banca d'Italia; 2) per quanto concerne la Grecia, all'Organizzazione greca per le ferrovie (OSE), all'Ufficio Greco delle Poste (ELTA), all'Organizzazione greca per il Turismo Nazionale (EOT), All'Organizzazione per la promozione del Commercio Estero (OPE) ed alla Banca di Grecia; Sono regolate dalle disposizioni concernenti le funzioni pubbliche e, di conseguenza, dai paragrafi 1 e 2 dell'articolo 19 della Convenzione. Fatto in duplice esemplare ad Atene il 3 settembre 1987 in lingua inglese. Per il Governo della Per il Governo della Repubblica italiana Repubblica greca