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Imposte e tasse - Succedanei dei prodotti da fumo non contenenti nicotina, idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo (c.d. sigaretta elettronica) - Commercializzazione - Assoggettamento alla preventiva autorizzazione da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e sottoposizione, a decorrere dal 1° gennaio 2014, ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5 per cento del prezzo di vendita al pubblico - Censure oggetto di discussione nel giudizio a quo, non recepite nell'ordinanza di rimessione - Inammissibilità.. Nel giudizio di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 23, 41 e 97 Cost., dell'art. 62- quater del d. lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 [nel testo originario, antecedente alle modifiche apportate dall'art. 1, comma 1, lett. f ), del d. lgs. 15 dicembre 2014, n. 188] - che assoggetta ad imposta di consumo i succedanei dei prodotti da fumo non contenenti nicotina, idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo - sono inammissibili le deduzioni svolte dalla difesa delle parti private al fine di estendere il thema decidendum , come fissato nell'ordinanza di rimessione, alla presunta violazione, da parte della disposizione censurata, di altre disposizioni della Costituzione, del TFUE, della Carta dei diritti fondamentali UE e di due direttive UE. Trattandosi di questioni discusse nel processo a quo , ma espressamente disattese dal giudice nel rimettere la questione alla Corte, esse - per costante giurisprudenza - non possono trovare ingresso nel processo costituzionale. - Per l'affermazione che l'oggetto del giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale è limitato alle disposizioni e ai parametri indicati nelle ordinanze di rimessione e che, pertanto, non possono essere presi in considerazione ulteriori questioni o profili di costituzionalità dedotti dalle parti, sia eccepiti, ma non fatti propri dal giudice a quo , sia volti ad ampliare o modificare successivamente il contenuto delle stesse ordinanze, v. le seguenti citate decisioni: sentenze nn. 271/2011, 236/2009, 56/2009, 86/2008 e 244/2005; ordinanza n. 174/2003.