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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione AFFARI COSTITUZIONALI (1ª) 148 BORGHESI La seduta inizia alle ore 9,05. IN SEDE REFERENTE 1812 (d-l 33/2020 - Ulteriori misure COVID-19) DDL 1812 Conversione in legge del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Esame e rinvio) Il relatore PARRINI ( PD ) illustra il decreto-legge n. 33 del 2020, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il provvedimento prevede, a partire dal 18 maggio scorso, la cessazione delle misure restrittive introdotte con il decreto-legge n. 19, la cui conversione in legge è prevista nella giornata odierna, e rinvia al 3 giugno la ripresa degli spostamenti interregionali, come anche quelli da e per l'estero. Richiama l'attenzione, in particolare, sul comma 14 dell'articolo 1, che attribuisce alle Regioni o alla Conferenza delle Regioni l'adozione di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, per lo svolgimento di attività economiche, produttive e sociali, pur nel rispetto dei principi contenuti in protocolli o linee guida nazionali. Segnala, inoltre, che all'articolo 2 è disciplinato il quadro sanzionatorio. Passa quindi a illustrare analiticamente il testo, che si compone di quattro articoli. L'articolo 1 reca un nuovo quadro di riferimento, che si sovrappone a quello già esistente rappresentato dal decreto-legge n. 19 del 2020, per le misure di Contenimento della diffusione del virus. Un primo ordine di disposizioni riguarda la circolazione. Per quanto concerne la circolazione all'interno della Regione, si dispone la cessazione delle limitazioni imposte ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 19 del 2020, con effetto dal 18 maggio 2020, mantenendo tuttavia la possibilità che, in caso di aggravamento della situazione epidemiologica, possano essere adottate misure restrittive, ma con riferimento alle sole aree regionali interessate. La modalità di adozione delle restrizioni future rimane quella disegnata dagli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 19. Per quanto riguarda la circolazione tra Regioni, la cessazione delle misure restrittive è posticipata al 2 giugno 2020. Fino a quella data, gli spostamenti interregionali rimangono vietati. Fanno eccezione gli spostamenti interregionali dettati da comprovate esigenze lavorative, da ragioni di assoluta urgenza ovvero da motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Per il periodo successivo al 3 giugno 2020, si dispone che gli spostamenti interregionali possano essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in tali aree. Gli spostamenti da e per l'estero sono vietati fino al 2 giugno, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute o negli ulteriori casi individuati con provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. A decorrere dal 3 giugno, tali spostamenti saranno consentiti salva la possibilità, al pari di quanto previsto per gli spostamenti in ambito nazionale, di prevedere limitazioni con riferimento a specifiche situazioni di rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e degli obblighi internazionali. Si prevede anche che gli spostamenti tra lo Stato della Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le Regioni con essi rispettivamente confinanti non siano soggetti ad alcuna limitazione. Un secondo ordine di disposizioni dell'articolo 1 concerne le misure di quarantena. In particolare, è disposto il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte, con provvedimento dell'autorità sanitaria, alla misura della quarantena in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all'accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata. La quarantena precauzionale, invece, è applicata, sempre con provvedimento dell'autorità sanitaria, alle persone che abbiano avuto contatti stretti con soggetti confermatisi positivi al virus, o con altri soggetti che siano indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19. Ulteriori disposizioni riguardano le riunioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico, per i quali si prevede il divieto di assembramento e si demanda a provvedimenti assunti secondo l'articolo 2 del decreto-legge n. 19 la determinazione - se asseverata dall'andamento dei dati epidemiologici - delle modalità di partecipazione del pubblico a manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, nonché a ogni attività convegnistica o congressuale. È attribuita al sindaco la facoltà di disporre la chiusura temporanea di aree pubbliche o aperte al pubblico qualora non sia possibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Sono regolamentate le modalità di esercizio delle riunioni, prescrivendo il rispetto della medesima distanza di sicurezza. Un altro ordine di disposizioni concerne le funzioni religiose. Al riguardo si prevede che lo svolgimento di funzioni religiose con la partecipazione di persone sia tenuto al rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle confessioni religiose contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio. Si chiarisce, inoltre, che l'attuazione delle disposizioni in merito alla quarantena precauzionale, alla partecipazione del pubblico a eventi, spettacoli, convegni, riunioni o a funzioni religiose è demandata ai provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19, che possono anche stabilire differenti termini di efficacia. Un'ulteriore disposizione demanda ai provvedimenti attuativi del decreto-legge n. 19 le modalità di svolgimento delle attività didattiche nelle scuole, della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, nonché di altri corsi formativi e professionali. Con riguardo alle attività economiche, produttive e sociali, si stabilisce che queste debbano svolgersi nel rispetto dei protocolli o delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. Nel caso di mancato rispetto di detti documenti, si prevede la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. È demandata alle regioni l'effettuazione di un monitoraggio, con cadenza giornaliera, dell'evoluzione della situazione epidemiologica, in esito al quale è consentito alle stesse di introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, nelle more dell'adozione di decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. L'articolo 2 introduce una disciplina sanzionatoria destinata a trovare applicazione nei casi di inosservanza delle misure di contenimento previste dal provvedimento in esame, nonché dai decreti e dalle ordinanze emanati in attuazione del medesimo. In particolare, si rinvia alle sanzioni già previste dall'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19. Per effetto di tale rinvio le suddette violazioni sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 3.000 euro. Precisa tuttavia che, con l'entrata in vigore della legge di conversione, il limite massimo della sanzione sarà ridotto a 1.000 euro. Si prevede, inoltre, che nei casi in cui la violazione sia commessa nell'esercizio di un'attività di impresa, si applichi la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni. Le sanzioni per le violazioni delle misure disposte da autorità statali sono irrogate dal prefetto, mentre quelle per le violazioni delle misure disposte da autorità regionali e locali sono irrogate dalle autorità che le hanno disposte. All'atto dell'accertamento delle violazioni, ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l'autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell'attività o dell'esercizio per una durata non superiore a cinque giorni. Quanto all'accertamento delle violazioni e al pagamento in misura ridotta si applica l'articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 19. Una disciplina specifica è dettata per la quarantena obbligatoria: salvo che il fatto integri un delitto colposo contro la salute pubblica o comunque un più grave reato, la violazione è punita ai sensi dell'articolo 260 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, cioè con l'arresto da 3 a 18 mesi e con l'ammenda da 500 a 5.000 euro. L'articolo 3 disciplina le disposizioni transitorie e finali, prevedendo che le misure di cui al presente decreto-legge si applichino dal 18 maggio al 31 luglio 2020, fatti salvi i diversi termini previsti dall'articolo 1. Introduce, per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano, una specifica clausola di compatibilità con i rispettivi statuti e le norme di attuazione. Reca, inoltre, la clausola di invarianza finanziaria. L'articolo 4, infine, dispone in merito all'entrata in vigore. Conclude, segnalando che le disposizioni del presente decreto-legge hanno già trovato attuazione con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020. Il senatore PAGANO ( FIBP-UDC ) ritiene opportuno svolgere un ciclo di audizioni informali per una compiuta istruttoria. Con l'occasione, sarà possibile svolgere una riflessione più approfondita anche in merito al decreto-legge n. 19, che - a suo avviso - il Senato non ha potuto esaminare in modo adeguato, data l'imminente scadenza del 24 maggio. Sarebbe opportuno, per esempio, comprendere per quale motivo il decreto-legge n. 19 è stato adottato solo molti giorni dopo l'entrata in vigore dei decreti del Presidente del Consiglio, mentre in questo caso c'è stata un'emanazione pressoché contestuale di decreto-legge e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Il senatore AUGUSSORI ( L-SP-PSd'Az ) si associa alla richiesta di svolgere un ciclo di audizioni, tanto più che l'assegnazione in prima lettura al Senato consente un margine di tempo sufficiente per approfondire la portata sia del provvedimento all'esame sia del decreto-legge n. 19. Il PRESIDENTE , accogliendo la richiesta dei senatori Pagano e Augussori, propone di fissare il termine per indicare i nominativi dei soggetti da convocare in audizione per le ore 18 di domani, venerdì 22 maggio. La Commissione conviene. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. IN SEDE CONSULTIVA (1799) dl n. 29/2020 - detenzioni domiciliari e differimenti pena DDL 1799 Conversione in legge del decreto-legge 10 maggio 2020, n. 29, recante misure urgenti in materia di detenzione domiciliare o differimento dell'esecuzione della pena, nonché in materia di sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari, per motivi connessi all'emergenza sanitaria da COVID-19, di persone detenute o internate per delitti di criminalità organizzata di tipo terroristico o mafioso, o per delitti di associazione a delinquere legati al traffico di sostanze stupefacenti o per delitti commessi avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l'associazione mafiosa o con finalità di terrorismo, nonché di detenuti e internati sottoposti al regime previsto dall'articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, nonché, infine, in materia di colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati (Parere alla 2 a Commissione. Esame. Parere non ostativo con osservazioni) Il relatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) riferisce sul disegno di legge in titolo e propone di esprimere, per quanto di competenza, un parere non ostativo con osservazioni, pubblicato in allegato. Il senatore GRASSI ( L-SP-PSd'Az ) sottolinea che sarebbe opportuno segnalare la necessità di una correzione dell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 3, dove, a suo avviso, non si comprende a cosa si riferisca la disgiunzione "o alla disponibilità", per renderlo più facilmente comprensibile. Il senatore SANTANGELO ( M5S ) ritiene che il contenuto della norma sia comunque chiaro, quindi sarebbe superfluo inserire una ulteriore osservazione nello schema di parere. Il relatore BRESSA ( Aut (SVP-PATT, UV) ) ritiene preferibile non modificare lo schema di parere trattandosi tutt'al più di una questione di drafting . Non essendoci ulteriori richieste di intervento, accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione approva la proposta di parere avanzata dal relatore. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il senatore PARRINI ( PD ) sottolinea che alla Camera dei deputati sono state incardinate ieri, presso la Commissione affari sociali, le proposte di legge C. 2451, C. 2479, C. 2480 e C. 2484, sull'istituzione di una giornata dedicata alle vittime dell'epidemia da coronavirus. Per evitare il rischio di una sovrapposizione con il disegno di legge n. 1795 e connessi, già all'esame della Commissione in sede deliberante, con cui si prevede l'istituzione di una giornata dei camici bianchi, sarebbe opportuna una concertazione tra la Presidenza del Senato e la Presidenza della Camera dei deputati. Il PRESIDENTE assicura che si farà carico di segnalare la questione alla Presidenza del Senato. La seduta termina alle ore 9,20. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1799 La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo con la seguente osservazione: - all'articolo 2, con riguardo al rispetto dei termini per la valutazione da parte del giudice di sorveglianza dell'effettiva permanenza dei motivi legati all'emergenza sanitaria che hanno determinato l'ammissione alla detenzione domiciliare o il differimento della pena, si segnala che non sono stabiliti i termini né per l'espressione del parere delle procure antimafia né per la comunicazione delle informazioni da parte del DAP e della Regione.