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Articolo 3 (Ministri di culto) 1. A tutti gli effetti sono ministri di culto della «Chiesa» le seguenti persone: a) i Presidenti di palo e i Presidenti di distretto, i quali sono responsabili delle congregazioni esistenti all'interno delle suddivisioni geografiche denominate palo e distretto; b) i Vescovi e i Presidenti di ramo, i quali sono responsabili di singole congregazioni di più piccole dimensioni; c) i Presidenti del tempio, i quali sono responsabili delle attività e delle cerimonie religiose che si svolgono nel tempio; d) i Presidenti di missione, i quali sono responsabili del lavoro svolto dai missionari in Italia. Queste persone sono nominate dall'autorità della «Chiesa» gerarchicamente competente e svolgono il proprio servizio a titolo gratuito e senza ricevere alcun compenso. 2. Ai ministri di culto è assicurato il libero esercizio del ministero, nonché il libero svolgimento delle attività di cui all'articolo 21 e la libera diffusione del messaggio della «Chiesa» a fini di evangelizzazione, senza limiti territoriali. 3. Ai ministri di culto è riconosciuta il diritto di mantenere il segreto d'ufficio su quanto conosciuto per ragione del proprio ministero. 4. Ai fini dell'applicazione del presente articolo e degli articoli 7, 8, 9 e 13, e attesa l'esistenza di una pluralità di ministeri, la «Chiesa» rilascia apposita certificazione della qualifica di ministro di culto.