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Consorzi - Contributi dovuti ai consorzi di bonifica - Controversie - Devoluzione alla cognizione del giudice ordinario, anziché a quella del giudice tributario - Assunto contrasto con i criteri della legge delega e lamentata disparità di trattamento di prestazioni ontologicamente identiche (quali i tributi locali e i contributi di bonifica), con pregiudizio della tutela giurisdizionale - Questione prospettata dopo la presentazione del ricorso per regolamento di giurisdizione - Difetto di legittimazione del rimettente - Manifesta inammissibilità.. Manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e dell'art. 30, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 76, 77, 111 e 113 della Costituzione, nella parte in cui, disattendendo i criteri direttivi di cui alla legge delega n. 413 del 1991, e diversamente da quanto previsto per i tributi locali, le imposte comunali sull'incremento di valore degli immobili e le controversie catastali e concernenti l'imposta catastale, non attribuiscono alla giurisdizione del giudice tributario la cognizione delle controversie relative ai contributi di bonifica di cui al r.d. n. 1775 del 1933. Infatti il giudice 'a quo' non era legittimato a sollevare la questione di legittimità costituzionale dopo la presentazione del ricorso per regolamento di giurisdizione, "segnatamente quando le norme sospette di incostituzionalità rilevino per la risoluzione della questione di giurisdizione". - Giurisprudenza costante; v. citate ordinanze n. 248/2000, n. 239/1989, sentenze n. 173/1981 e n. 43/1980.