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Art. 4 Al personale coniugato compete la quota complementare di carovita anche per il coniuge legalmente separato quando risulti che, in base a sentenza o all'atto consensuale omologato dal tribunale, corrisponde al coniuge un assegno alimentare di importo almeno eguale alla quota complementare predetta. Al personale femminile coniugato, legalmente separato dal marito, spettano le quote complementari di carovita per la prole minorenne, semprechè convivente ed a carico, quando il marito non sia tenuta a corrispondere un assegno alimentare di importo almeno eguale a quello delle quote complementari stesse. In tal caso le quote medesime non vanno corrisposte al marito. Se l'importo dell'assegno alimentare è inferiore alla quota complementare predetta, questa sarà corrisposta in misura eguale all'importo dell'assegno alimentare. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 8 APRILE 1952, N. 212 COME MODIFICATA DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296)). Il regolamento stesso stabilirà il periodo di tempo di disoccupazione dopo il quale sorge il diritto a percepire le quote complementari e la durata massima di corresponsione delle quote medesime.(2)(2a)(11) --------------- AGGIORNAMENTO (2) La L. 8 aprile 1952, n. 212 ha disposto (con l'art. 35) che la modifica ha effetto dal 1 luglio 1951. ---------------- AGGIORNAMENTO (2a) Successivamente la Corte Costituzionale con sentenza 23 - 31 marzo 1988. n. 365 (in G.U. 1a s.s. 07/04/1988, n. 14) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 3 del d.l.lgt. 21 novembre 1945, n. 722 (Provvedimenti economici a favore dei dipendenti statali) e 8 della legge 8 aprile 1952, n. 212 (Revisione del trattamento economico dei dipendenti statali)(che ha modificato il presente articolo) nella parte in cui escludono il diritto dell'impiegata statale coniugata alla corresponsione delle quote di aggiunta di famiglia per figli a carico, nel caso in cui il di lei marito svolga attività lavorativa che non dia titolo alla corresponsione di assegni familiari. ---------------- AGGIORNAMENTO (11) La Corte Costituzionale, con sentenza 29 marzo-7 aprile 1983 n. 83 (in G.U. 1a s.s. 13/04/1983, n. 101) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, quinto comma, della legge 11 aprile 1950, n. 130, "Miglioramenti economici ai dipendenti statali" come modificato dall'art. 8 della legge 8 aprile 1952, n. 212, "Revisione del trattamento economico dei dipendenti statali"." ---------------- AGGIORNAMENTO (12) La Corte Costituzionale, con sentenza 16 - 30 dicembre 1987 n. 614 (in G.U. 1a s.s 08/01/1988, n. 1) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, quarto comma, della legge 11 aprile 1950, n. 130 ("Miglioramenti economici ai dipendenti statali") come modificato dall'art. 8 della legge 2 aprile 1952, n. 212 ("Revisione del trattamento economico dei dipendenti statali"), nella parte in cui esclude che le quote aggiunte di famiglia, spettanti per i figli a carico, debbano essere corrisposte, in alternativa, anche alla moglie lavoratrice alle stesse condizioni e con gli stessi limiti previsti per il marito lavoratore".