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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO (10ª) 153 GIROTTO La seduta inizia alle ore 9,10. SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI Il PRESIDENTE comunica che è stata avanzata da parte del Gruppo Movimento 5 Stelle richiesta di pubblicità dei lavori della seduta odierna, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, e che la Presidenza del Senato ha già fatto pervenire il proprio assenso. Se la Commissione conviene, tale forma di pubblicità verrà quindi adottata per il prosieguo della seduta. La Commissione conviene. AFFARI ASSEGNATI Affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia Doc n. 161 Affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 maggio, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - il relatore Anastasi ha illustrato una bozza di risoluzione pubblicata in allegato al resoconto di quella seduta. Avendo ricevuto, per le vie brevi, proposte di modifica da parte dei senatori, il relatore ANASTASI ( M5S ) illustra una nuova proposta di risoluzione, pubblicata in allegato, ricordando le specificità dell'area di crisi industriale complessa di Gela rispetto ad altri territori. A fronte della eterogeneità delle situazioni locali, ritiene che gli strumenti a disposizione per l'area di crisi di Gela vadano messi a sistema. Rammenta infatti che il bando conseguente all'Accordo di programma è andato deserto e una sola impresa è stata ammessa al finanziamento. Ciò costituisce, a suo avviso, un paradosso se si considera l'estensione del territorio da riconvertire. Sollecita dunque un maggiore coordinamento e un efficace monitoraggio degli interventi, anche tenuto conto del ruolo dell'impresa principale rappresentata da ENI. Nel sottolineare criticamente i ritardi della Regione Siciliana, per le parti di sua competenza, lamenta poi la mancata realizzazione di importanti opere infrastrutturali. Richiamando gli impegni contenuti nel nuovo schema di risoluzione, si sofferma in particolare sull'esigenza di migliorare il coordinamento da parte dello Stato e di modificare le fonti di finanziamento. Il vice ministro TODDE ricorda che l' iter di approvazione del Progetto di riqualificazione e riconversione industriale (PRRI) dell'area di crisi industriale di Gela rappresenta un unicum nell'ambito delle aree di crisi industriale complessa, per la tempistica di approvazione e per gli esiti insoddisfacenti delle azioni avviate. Precisa, infatti, che l'area è stata riconosciuta con decreto 20 maggio 2015 e l'Accordo di programma che ha recepito il PRRI è stato sottoscritto 40 mesi dopo. Rende quindi noto che il periodo temporale così esteso per l'elaborazione del PRRI è dovuto principalmente a: ritardi della Regione Siciliana nel definire il perimetro dell'area di crisi, atto propedeutico all'avvio delle attività; una prolungata attività istruttoria di alcuni potenziali driver di sviluppo, su proposta del Comune di Gela e a seguito di interlocuzioni avviate con i principali stakeholder , nonché in accordo con uno studio elaborato da Nomisma su incarico di ENI, i quali non avevano i necessari requisiti di cantierabilità per dare luogo a concrete azioni agevolative. Passando all'analisi dei singoli impegni contenuti nel nuovo schema di risoluzione, fa presente che l'impegno previsto alla lettera a) è accoglibile per quanto attiene alla proroga dell'Accordo di programma e alla fonte finanziaria delle risorse destinate all'area di crisi, mentre non ritiene condivisibile l'impegno ad aumentare il plafond con fondi nazionali. Suggerisce pertanto di rimodulare l'impegno, prevedendo la disponibilità a valutare successive integrazioni dell'attuale plafond in base alle necessità eventualmente emerse a esito della fase istruttoria dei nuovi bandi avviati nell'area di crisi. Non concorda peraltro su una delle premesse allo schema di risoluzione secondo cui "la misura è risultato un insuccesso per le regole troppo rigide individuate nel bando", in quanto analoghe regole asseritamene restrittive hanno caratterizzato anche altri bandi aperti nel medesimo periodo con risultati del tutto differenti. Per quanto attiene al primo punto degli impegni di cui alla lettera a), inerente alla realizzazione del Centro nazionale di alta tecnologia per l'idrogeno, precisa che l'articolo 8 dell'Accordo di programma non prevede la facoltà del Gruppo di coordinamento e controllo (GdCC) di riformulare il PRRI, stante l'evidente impossibilità di un organo tecnico di modificare una decisione assunta a livello istituzionale con la sottoscrizione dell'Accordo di programma. Inoltre, sempre in merito alla richiesta di favorire la realizzazione nel territorio dell'area complessa di Gela del Centro nazionale di alta tecnologia per l'idrogeno, si sottolinea che i Campioni nazionali di ricerca e sviluppo sono da intendersi come una rete di eccellenze scientifiche presenti su tutto il territorio nazionale e che, dunque, la richiesta sembrerebbe contraria alla ratio dell'intervento previsto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). In merito alla richiesta di "favorire il rilancio del territorio soprattutto nel settore agroalimentare", fa presente che gli strumenti agevolativi previsti dal PRRI e gestiti dal Ministero dello sviluppo economico non prevedono agevolazioni al settore agricolo. Pertanto, in via teorica, l'impegno è accoglibile ma limitatamente agli investimenti che includano la trasformazione e non la sola coltivazione. Reputa condivisibile l'impegno "ad adoperarsi affinché si modifichino le fonti di finanziamento utilizzabili per il PRRI" (lettera b)), e fa presente che l'articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 aprile 2021 destina 45 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile, alla copertura degli accordi di programma nelle aree di crisi industriale complessa di Taranto e Gela, precedentemente finanziati nell'ambito del Programma operativo nazionale (PON) "Imprese e competitività" 2014-2020 FESR, Asse III - Competitività PMI, nella misura di euro 30 milioni di euro per l'area di Taranto ed euro 15 milioni di euro per l'area di Gela. Informa dunque che, una volta completato l' iter di registrazione, sarà possibile avviare un nuovo bando accessibile anche alle grandi imprese, precedentemente inibite a causa della natura delle risorse finanziarie esclusivamente destinate alle PMI. Per quanto attiene all'impegno previsto alla lettera c), ricorda che le misure del Piano Transizione 4.0, in quanto di carattere generale e non selettive, sono già pienamente cumulabili con gli interventi previsti dalla legge n.181 del 1989. Dopo aver osservato che gli impegni previsti alle lettere d) ed e) sono di competenza della Regione Siciliana, si sofferma sull'impegno di cui alla lettera f), rilevando che le richieste fanno riferimento a obiettivi strategici complessi che esulano dalle competenze del Gruppo di coordinamento e controllo. Afferma peraltro che la riqualificazione del "porto di Gela in tema di porto commerciale" non può prescindere da valutazioni generali relative all'efficienza e alla programmazione del sistema portuale nazionale, come del resto il potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, che deve tener conto dello schema generale di interventi previsto dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Giudica poi accoglibile l'impegno previsto alla lettera g), mentre l'impegno di cui alla lettera h) andrebbe a suo avviso opportunamente specificato. Qualora la semplificazione proposta faccia riferimento all'istanza di riconoscimento dell'area di crisi, ritiene che l'impegno non possa essere accolto. Reputa poi opportuno che le istanze siano meglio dettagliate e qualificate e prevedano sia una precisa individuazione delle cause delle crisi sia una chiara definizione dei potenziali percorsi di riqualificazione dei territori in crisi. Appare invece condivisibile la proposta di "ridurre i tempi di elaborazione e approvazione del PRRI", fermo restando che in alcune aree di crisi i tempi sono condizionati dalla necessità di coordinamento tra le esigenze e le posizioni delle diverse amministrazioni coinvolte. Avviandosi alla conclusione, si esprime in senso favorevole alla richiesta di "snellire il processo di coinvolgimento al fine di prevedere l'acquisizione, nel corso dell'istruttoria per il riconoscimento dell'area di crisi industriale complessa, del parere delle Amministrazioni centrali competenti in riferimento ai fabbisogni di sviluppo espressi nell'istanza regionale, per evitare il coinvolgimento di Amministrazioni non interessate". Precisa infine che gli impegni previsti alle lettere i), l) e m) non presentano profili di competenza del Dicastero dello sviluppo economico, essendo di competenza del Ministero della transizione ecologica, per la lettera i), e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale, quanto alle lettere l) e m). Il relatore ANASTASI ( M5S ), alla luce delle affermazioni del Viceministro, chiede di rinviare la votazione al fine di modificare conseguentemente lo schema di risoluzione. Il senatore RIPAMONTI ( L-SP-PSd'Az ) ringrazia il relatore per l'approfondito lavoro compiuto, riconoscendo la difficoltà di realizzare una sintesi su un tema assai complesso. Esprime poi vivo ringraziamento al Viceministro, che ha rimarcato le caratteristiche peculiari dell'area di crisi complessa consentendo così di circoscrivere gli impegni. In proposito, rammenta di aver avanzato a sua volta alcuni suggerimenti al relatore volti a delimitare l'ambito dell'affare, pur comprendendo le esigenze variegate provenienti dal territorio. Nel concordare con la richiesta di rinvio della votazione, nell'ottica di accogliere i rilievi formulati dal Dicastero, chiede la disponibilità al Viceministro ad individuare un successivo momento di confronto con le forze politiche, anche informale, per proseguire nell'analisi delle ulteriori aree di crisi, a partire da quella relativa a Terni e Narni. Quanto all'area di crisi industriale di Gela, fa presente che le audizioni, seppure molto ampie, non sempre sono state a suo giudizio attinenti al tema. Rammenta poi che sono state già introdotte modifiche alla legge n. 181 del 1989, anche se potrebbe essere valutato un ulteriore snellimento degli strumenti legislativi. Conclusivamente, dà atto a Invitalia per il supporto finora garantito e si augura che i lavori possano procedere in stretta collaborazione con l'Esecutivo. Il senatore LOREFICE ( M5S ) ringrazia la Commissione per aver dato nuovo impulso alla soluzione dei problemi del territorio di Gela. Puntualizza tuttavia che le innovazioni apportate alla legge n. 181 del 1989 non hanno finora esplicato i loro effetti nell'area di crisi industriale in esame. Sollecita dunque un miglioramento della governance che fa capo al Ministero dello sviluppo economico, anche nella prospettiva di ridurre le tempistiche, evitando mere difese d'ufficio. Afferma infatti che le forze politiche intendono collaborare con il Governo per realizzare una sinergia proficua a vantaggio dei territori, al netto di quelle farraginosità che si sono riscontrate a livello locale. In conclusione, invita il Dicastero dello sviluppo economico a coordinarsi con le altre Amministrazioni interessate che sono parimenti coinvolte nella firma dell'Accordo di programma. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI Il presidente GIROTTO ricorda che nella riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, convocata alle ore 13,30 di oggi, avrà inizio il ciclo di audizioni convenuto sul disegno di legge n. 2117, in materia di tutela e sviluppo dell'artigianato artistico e che la documentazione depositata nel corso dell'istruttoria sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. Parimenti ricorda che nella stessa riunione avrà anche inizio il ciclo di audizioni sull'affare assegnato n. 823, sulla promozione e la tutela del Made in Italy e che la documentazione depositata nel corso dell'istruttoria sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 9,30. Allegato NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 161, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL'AREA DI GELA NUOVO SCHEMA DI RISOLUZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 161, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALL'AREA DI GELA La 10ª Commissione permanente, in esito all'istruttoria condotta sull'affare assegnato n. 161 sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia, con particolare riferimento all'area di crisi industriale di Gela, premesso che: la disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa è stata riordinata dall'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134. Il citato articolo prevede, tra l'altro, che il Ministero dello sviluppo economico, al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale, l'attrazione di nuovi investimenti e la salvaguardia dei livelli occupazionali nei casi di situazioni di crisi industriale complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, adotti Progetti di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI) e che per la definizione e attuazione degli stessi si avvalga della Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. (Invitalia); con decreto del Ministro dello sviluppo economico 20 maggio 2015 è stato riconosciuto quale "area di crisi industriale complessa", ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, il territorio del Comune di Gela e le aree di localizzazione delle aziende dell'indotto; tale riconoscimento fa seguito al Protocollo di Intesa per l'area di Gela - sottoscritto, in data 6 novembre 2014, tra Ministero dello sviluppo economico (MISE), Regione Siciliana, Comune di Gela e ENI S.p.A., ENI Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Raffineria di Gela S.p.A., Versalis S.p.A., Syndial S.p.A., rappresentanze delle organizzazioni sindacali e Confindustria Centro Sicilia - in cui, alla luce della crisi del settore della raffinazione, si evidenziava la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell'intera area; il citato Protocollo individua percorsi di sviluppo dell'area di Gela relativi, tra gli altri, a: 1) nuove attività basate su tecnologie innovative nell'ambito Green ; 2) mantenimento dei livelli occupazionali nell'area industriale di Gela; 3) sviluppo di ulteriori imprese locali nel settore dell'energia, della Green Chemistry o in settori alternativi alla chimica; 4) semplificazione dei procedimenti amministrativi, degli iter autorizzativi relativi alle attività del Programma di sviluppo ENI articolato nei seguenti progetti: Green Refinery ed hub logistico; Upstream ; Progetto bio-prodotti da lattice naturale (progetto Guayuie); Centro di competenza ( Safety Competence Center ); Risanamento ambientale - bonifica sito ISAF/Syndial; Studio di fattibilità base logistica per distribuzione di GNL/CNG; con decreto ministeriale 1° ottobre 2015 è stato costituito il Gruppo di coordinamento e controllo (GdCC) per l'area di crisi industriale complessa di Gela con il compito di definire e attuare il PRRI; considerato che: il Gruppo di coordinamento e controllo, nella riunione del 12 aprile 2018, ha espresso prioritariamente l'esigenza di accelerare l'attuazione dell'intervento agevolativo ex lege n. 181 del 1989, con destinazione di specifiche risorse, anche regionali, ed ha fornito indirizzi strategici per l'elaborazione del PRRI. Nel Progetto di riconversione sono previsti, da parte dei soggetti sottoscrittori dell'accordo, i seguenti interventi: - potenziamento della dotazione infrastrutturale dell'area, in coerenza con il Piano per la Sicilia; - rafforzamento del tessuto produttivo esistente, tramite la riqualificazione delle produzioni, incentivando gli investimenti volti a migliorare l'efficienza dei processi e l'innovazione dei prodotti; - attrazione di nuovi investimenti finalizzati: alla diversificazione produttiva; alla realizzazione di progetti imprenditoriali compatibili con le linee progettuali del Protocollo di Intesa del 6 novembre 2014; al potenziamento della logistica; - finalizzazione dell'intervento nazionale e di quello regionale alla promozione dei programmi di investimento di dimensioni maggiori di 1,5 milioni di euro; - ricollocamento lavorativo del personale appartenente ad uno specifico bacino di riferimento; il PRRI è stato approvato con l'Accordo di programma del 23 ottobre 2018, siglato dal Ministero dello sviluppo economico, dall'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), dall'allora Ministero delle infrastrutture e trasporti, dalla Regione Siciliana, dal Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta, dal Comune di Gela e dall'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. (Invitalia); il PRRI prevede l'impegno di risorse pubbliche per complessivi 25 milioni di euro (di cui 15 a valere sul PON Imprese e Competitività 2014-2010 e 10 messi a disposizione dalla Regione Siciliana a valere sul Piano di azione e coesione - Programma operativo complementare 2014-2020) stanziati per l'attuazione della citata legge n. 181 del 1989; in particolare, il predetto PRRI afferma che: "l'area di crisi è esterna al circuito regionale dei distretti industriali, che normalmente si fanno portavoce dei fabbisogni di innovazione del territorio favorendo la collaborazione con il sistema della conoscenza. La collaborazione con i centri di ricerca pubblici e privati è anche finalizzata ad individuare i driver dello "sviluppo innovativo" in grado di coniugare l'offerta di innovazione con la capacità industriale del territorio"; rilevato che: il 26 febbraio 2019 è stato presentato l'avviso pubblico per nuove attività imprenditoriali finanziato dalla legge n. 181 del 1989, che prevedeva un fondo perduto e un tasso agevolato, ma i progetti erano ammissibili a partire da 1,5 milioni, per cuila misura è risultata un insuccesso per le regole troppo rigide individuate nel bando. A tal fine, è stata emanata una nuova circolare del 16 gennaio 2020 n.10088, seguita dalla circolare di rettifica del 26 maggio 2020 n.153147, che ha dato attuazione alle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 30 agosto 2019 prevedendo, innanzitutto, di estendere la partecipazione a PMI e reti di imprese, nonché nuove tipologie di sostegno per favorire la formazione dei lavoratori e accordi di sviluppo per programmi di investimento strategici di importo pari o superiore a 10 milioni di euro e con un significativo impatto occupazionale, abbassando la soglia minima di investimento a 1 milione di euro; con il medesimo provvedimento sono state rese ammissibili agevolazioni per programmi di investimento produttivo e programmi di investimento per la tutela ambientale, modificando nel contempo la quota del finanziamento agevolato che varia dal 30 al 50 per cento, a discrezione dell'impresa; sulla base di uno studio di Nomisma e Invitalia sono stati individuati i 5 settori per il rilancio organico del territorio: agroalimentare, turistico, sviluppo ed economia sociale, formazione, sviluppo ed economia del mare. Tale studio evidenzia che per rilanciare i settori si rende necessaria prima la realizzazione di interventi infrastrutturali, quali ad esempio, con riferimento al settore agroalimentare, le due dighe nel territorio di Gela (Comunelli e Disueri), già previsto nel Piano per il Sud. Altre opere infrastrutturali sono state ritenute funzionali e necessarie, nonché prioritarie per lo sviluppo dell'area, quali: il completamento Autostrada Siracusa- Gela e l'ampliamento e riqualificazione Porto di Gela, opere alle quali va assicurata definitivamente la copertura finanziaria nell'ambito della programmazione regionale; considerato inoltre che: come e ancor più che in altri Paesi europei, anche in Italia la crisi economica indotta dalla pandemia di COVID-19 ha avuto conseguenze rilevanti, oltre che sui redditi e sulle condizioni di vita delle persone nella fase acuta dell'emergenza, anche sui livelli di PIL e di occupazione da cui ora il Paese deve ripartire per sostenere l'economia; nel contesto della nuova strategia industriale, le nuove politiche industriali dovrebbero mettere in condizione le imprese di contribuire agli obiettivi europei per la neutralità climatica come indicato dalla tabella di marcia del Green Deal ; la politica industriale dovrebbe sostenere le aziende, specialmente le piccole e medie imprese, nella transizione verso un'economia digitale e a impatto zero e creare posti di lavoro di elevata qualità, senza ledere la competitività europea; valutate le informazioni rese durante le audizioni svolte; tenuto conto che sono stati richiesti approfondimenti ulteriori, tramite l'invio di memorie scritte, ai rappresentanti dei Dicasteri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e mobilità sostenibili, alla Regione Siciliana, nonché ad altri soggetti a vario titolo interessati, quali ENI, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori (CIA), Confagricoltura e ANPAL; sono state esaminate le memorie pervenute e preso atto che non sono state acquisite documentazioni da Coldiretti, CIA, Regione Siciliana e dalle amministrazioni ulteriormente sollecitate; tenuto altresì conto che la Regione Siciliana non ha fornito riscontro alla formale richiesta della Commissione di aggiornamento sullo stato di attuazione delle opere già ricomprese nel cosiddetto Masterplan per il Mezzogiorno  Patto per il Sud  Regione Siciliana e da questa inserite nel PRRI approvato; impegna il Governo a: a) a rivisitare ed integrare il PRRI e, nelle more di detta rivisitazione e integrazione, ad adoperarsi per una proroga dell'accordo di programma che scade il 23 ottobre 2021, nonché per aumentare il plafond con fondi nazionali, meno vincolanti rispetto ai fondi europei, tenuto conto della recente pandemia da COVID-19, che ha posto in essere il ripensamento della capacità industriale del Paese in un'ottica di economia circolare ed energie rinnovabili, in particolare: - favorendo la realizzazione nell'area di crisi complessa di Gela il "Centro nazionale di Alta tecnologia per l'idrogeno", tenuto conto che i comuni della medesima area risultano già candidati alla manifestazione di interesse per creare una filiera completa che comprende il centro di ricerca e la realizzazione di Hydrogen Valley per la produzione, distribuzione e utilizzo dell'idrogeno in sostituzione dei combustibili fossili, anche come logica conseguenza di quanto previsto dall'articolo 8 dell'accordo di programma; - integrando l'accordo di programma mediante l'inserimento delle zone economiche speciali (ZES) che corrispondono ai Comuni già inseriti nell'area di crisi complessa, ovvero: Gela, Niscemi, Caltanissetta, Serradifalco, Caltagirone e Vittoria; - adoperandosi per favorire il rilancio del territorio soprattutto nel settore agroalimentare, anche attraverso l'insediamento di aziende del settore agricolo e agroindustriale, per la produzione di colture non alimentari a supporto della produzione di biofuel e produzione di prodotti agricoli da trasformare sul posto; b) adoperarsi affinché si modifichino le fonti di finanziamento utilizzabili per il PRRI, in quanto esse hanno un orizzonte temporale di utilizzo incompatibile con le tempistiche necessarie e pongono limiti nei confronti della partecipazione delle imprese, procedendo alla revisione degli strumenti finanziari; c) a coordinare le altre fonti di finanziamento pubblico (ad esempio Transizione 4.0, programmi di sviluppo rurale-PSR ed altri) affinché esse siano rese compatibili e sovrapponibili ai fondi della legge n.181 del 1989; d) ad attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), previsto nel Protocollo d'intesa del novembre del 2014, che rappresenta lo strumento promosso dall'Unione europea per facilitare il reinserimento professionale dei lavoratori collocati in esubero e dei lavoratori autonomi e che interviene offrendo un contributo volto a cofinanziare pacchetti coordinati e personalizzati di misure di politica attiva del lavoro, avuta attenzione al fatto che tali interventi completano, senza sovrapporsi, le azioni messe in campo a livello nazionale, regionale e locale, comprese quelle cofinanziate dai Fondi strutturali e, in particolare, Fondo sociale europeo (FSE); e) ad adoperarsi, attraverso un confronto con la Regione Siciliana, affinché si realizzi il Piano di politica attiva per la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori non più percettori di ammortizzatori sociali delle aree di crisi complessa di Termini Imerese e Gela, elaborato da Anpal ed Anpal servizi, che prevede la realizzazione di percorsi di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori, trasmesso ad aprile 2020 e ancora in attesa delle determinazioni di competenza della Regione Siciliana per dare attuazione allo stesso; f) ad accelerare le procedure per la realizzazione delle infrastrutture necessarie e funzionali al superamento delle criticità che interessano l'area di crisi complessa e che coinvolgono: l'ampliamento e la riqualificazione delle infrastrutture portuali di Gela, in un'ottica complessiva di attrazione delle grandi compagnie di trasporto a far scalo in Sicilia per poi proseguire per destinazioni nel Mediterraneo e per il diporto turistico nautico; il completamento dell'anello autostradale siciliano, tra cui rientrano la tratta autostradale in corso di realizzazione Siracusa-Gela e la tratta mancante Gela-Castelvetrano, nonché il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e intermodali di collegamento con i principali aeroporti e porti dell'Isola;le due dighe nel territorio di Gela (Comunelli e Disueri); g) a valutare, al fine di non disperdere le opportunità di nuovi investimenti sul territorio, un riordino delle procedure che riescano concretamente a velocizzare l' iter autorizzativo; h) a prevedere, nelle more di un riordino dell' iter processuale legato alle aree di crisi industriali complesse, una serie di modifiche procedurali, che abbiano il fine di: - semplificare l'attuale formulazione della domanda per velocizzare i processi di riqualificazione e di rilancio produttivo del territorio; - ridurre i tempi di elaborazione e approvazione del PRRI; - snellire il processo di coinvolgimento al fine di prevedere l'acquisizione, nel corso dell'istruttoria per il riconoscimento dell'area di crisi industriale complessa, del parere delle Amministrazioni centrali competenti in riferimento ai fabbisogni di sviluppo espressi nell'istanza regionale, per evitare il coinvolgimento di Amministrazioni non interessate; i) a procedere, coerentemente con quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, lett. c) , dell'accordo di programma, all'aggiornamento del Piano di Risanamento ambientale del SIN di Gela, trovando le risorse per la realizzazione dei progetti in esso contenuti e non realizzati, nonché a provvedere al reperimento delle risorse economiche e strumentali per le bonifiche di competenza pubblica e per i siti orfani ricadenti dell'area di crisi industriale complessa di Gela; l) ad adoperarsi per l'apertura di un tavolo permanente di confronto con tutte le amministrazioni coinvolte affinché si aggiorni lo stato di attuazione e si faciliti la realizzazione delle opere previste dal cosiddetto Masterplan per il Mezzogiorno - Patto per il Sud - Regione Siciliana, afferenti all'area di crisi industriale complessa di Gela e ricompresi nel PRRI; m) a valutare il riconoscimento del "Contratto istituzionale di sviluppo area di Gela" che vede coinvolto un territorio ricadente su cinque province della Sicilia Meridionale (Caltanissetta, Catania, Ragusa, Enna, Agrigento), quale strumento legislativo che potrà favorire uno sviluppo coordinato delle risorse impegnate e il completamento del percorso avviato di rivitalizzazione dei territori coinvolti.