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SENT. 384/05 T. LAVORO (TUTELA DEL) - RAZIONALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI ISPETTIVE IN MATERIA DI PREVIDENZA SOCIALE E DI LAVORO - PREVISIONE DELL’ORGANIZZAZIONE, DA PARTE DELLE DIREZIONI REGIONALI E PROVINCIALI DEL LAVORO, DI ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E PROMOZIONE, PRESSO I DATORI DI LAVORO, FINALIZZATA AL RISPETTO DELLA NORMATIVA LAVORATIVA E PREVIDENZIALE - PREVISIONE DELLO SVOLGIMENTO DI TALI ATTIVITÀ ANCHE DA PARTE DEGLI ENTI PREVIDENZIALI - RICORSI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA E DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - DENUNCIATA VIOLAZIONE DELLA COMPETENZA LEGISLATIVA REGIONALE E PROVINCIALE IN MATERIA DI TUTELA E SICUREZZA DEL LAVORO - INERENZA DELLA DISCIPLINA A MATERIE DI COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO E PREVISTO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ DA PARTE DI PERSONALE STATALE O DEGLI ENTI PREVIDENZIALI - NON FONDATEZZA DELLE QUESTIONI.. Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, commi 1, 2 e 5, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, sollevate, in riferimento agli artt. 117, comma terzo, e 118, commi primo e secondo, della Costituzione, dalla Regione Emilia-Romagna e, in riferimento alle medesime disposizioni nonché all’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, all’art. 8, n. 29), del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e all’art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266, dalla Provincia autonoma di Trento. Le disposizioni censurate prevedono infatti attività dirette a promuovere l'osservanza delle norme in materia di lavoro e di previdenza, di competenza esclusiva dello Stato, con l'utilizzazione di personale statale o di enti cui è affidata la previdenza obbligatoria, al quale sono devoluti compiti di consulenza a favore delle imprese e dei datori di lavoro in genere, anche mediante «indicazioni operative sulle modalità per la corretta attuazione della predetta normativa».