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Modifiche al decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, recanti disposizioni in materia di insegnamento di «Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea». Onorevoli Senatori. – Sin dai lavori preparatori della riforma scolastica del 1958, l'educazione civica era intesa come materia di insegnamento mirante alla educazione e alla formazione sociale, giuridica e politica del futuro cittadino. Nel 1994 nel corso dell'Assemblea generale della International Association for the Evaluation of Educational Achievement , l'educazione civica veniva definita come l'insegnamento e il processo formativo «con cui i giovani vengono preparati al proprio ruolo di cittadini all'interno di società democratiche». Tuttavia la storia dell'insegnamento dell'educazione civica all'interno dei programmi della scuola italiana ha evidenziato un percorso elaborato. L'intento del legislatore degli anni ’50 era ben definito ovvero quello di strutturare l'educazione civica come una materia autonoma. Successivamente, sul piano ordinamentale, la materia non ha ottenuto quella autonomia scientifica che le spetterebbe ed è diventata un'appendice dell'insegnamento della storia, confinata in uno spazio didattico tanto limitato da risultare inefficace nei suoi compiti, sia d'istruzione che di educazione. Anche con l'introduzione dell'insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» avvenuta con il decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, le speranze di chi riteneva necessaria l'istituzione di una disciplina autonoma e oggetto di valutazione finale sono rimaste deluse. Inoltre, l'approfondimento dei temi legati alla cittadinanza e al diritto costituzionale ha continuato a mantenere un carattere episodico e marginale soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado. Attualmente, quindi, l'educazione civica e il diritto non sono ancora dotate di ampia e sicura autonomia didattica né il loro apprendimento costituisce oggetto di distinta valutazione individuale. Per contro è possibile affermare che solo attraverso lo studio della Costituzione e nell'approfondimento dei temi legati all'organizzazione e al funzionamento delle istituzioni e dell'ordinamento democratico si possono rinvenire gli strumenti adeguati a educare le giovani generazioni e formare una cittadinanza consapevole e attiva nella partecipazione alla vita democratica del Paese. In tal senso, in anni recenti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha con forza auspicato che «la Carta costituzionale venga sistematicamente insegnata e analizzata nelle scuole italiane, per offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile per costruire il loro futuro di cittadini, consapevoli dei propri diritti e doveri». Da quanto premesso discende la necessità di un inserimento organico dell'educazione civica nella programmazione scolastica con particolare riferimento alla scuola secondaria di secondo grado al fine di sviluppare un compiuto processo formativo rivolto ai giovani i quali debbono sentirsi orgogliosamente parte integrante, attiva e solidale della comunità nazionale, informata ai princìpi e ai valori costituzionali. Infine, l'accelerazione del processo di unificazione europea avviata negli anni ’90 rende fondamentale l'integrazione dello studio della Costituzione italiana con quello relativo alla conoscenza della storia e del funzionamento della costruzione dell'Unione europea. Scopo del presente disegno di legge è, pertanto, quello di giungere al più presto a una nuova normativa che riservi all'insegnamento della materia il giusto rilievo civile politico e formativo delle future generazioni di italiani e nuovi italiani, anche alla luce della profonda crisi di valori che sta colpendo le nuove generazioni; il tutto per una coscienza critica rivolta alle grandi sfide poste dalla contemporaneità. In osservanza dei princìpi di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, recante «Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti», in particolare nell'articolo 1, comma 7, lettere d) ed e) , il presente disegno di legge intende inserire una nuova materia di insegnamento che sarà chiamata «Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea». Tale insegnamento deve concorrere autonomamente alla valutazione complessiva dello studente. In essa saranno comprese la conoscenza della Carta costituzionale, del patrimonio di valori tuttora in essa rinvenibili e degli attuali cambiamenti del sistema costituzionale sostanziale, l'introduzione al diritto, alla protezione dei diritti e delle libertà fondamentali, l'educazione alla legalità e ai valori della democrazia e della partecipazione, l'educazione alla cittadinanza anche in riferimento all'attuazione dei princìpi di pari opportunità, l'educazione alla parità dei sessi, la prevenzione della violenza di genere e la condanna rispetto a tutte le discriminazioni. Nel quadro di questo progetto l'insegnamento della specifica materia «Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea» sarà rivolto all'offerta formativa delle scuole secondarie di secondo grado, tramite l'inserimento della suddetta materia nei corsi di studio, con previsione di almeno trentatré ore annuali ad essa dedicate. Al fine di evitare un incremento dell'orario scolastico gli ambiti in cui sarà insegnata la materia potranno essere ricavati previa rimodulazione dell'orario delle discipline di diritto, storia, filosofia, religione ovvero delle attività alternative già esistenti. I docenti potranno afferire dalle classi di concorso relative all'area giuridica ed economica. La scelta del profilo adeguato dipende dal taglio ritenuto più adatto al curricolo degli studenti a cui l'insegnamento verrebbe rivolto. L'articolo 1 del presente disegno di legge modifica il citato decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, prevedendo l'introduzione dell'insegnamento di «Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea» per le scuole secondarie di secondo grado. L'articolo 2 definisce gli ambiti dell'insegnamento specificando e ampliando l'offerta formativa della disciplina, non più intesa in senso trasversale all'interno dei programmi delle altre materie, ma dotata di una propria autonomia didattica e valutativa. L'articolo in parola, inoltre, specifica come le risorse, umane e finanziarie, dovranno essere reperite tra quelle destinate alla scuola dal piano di riforma approvato con la legge 13 luglio 2015, n. 107. L'articolo 3 prevede la clausola di invarianza finanziaria.. 1 1 All'articolo 1, comma 1, del decreto- legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, le parole: «e nel secondo» sono soppresse. 2 1 Dopo l'articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, sono inseriti i seguenti: «Art. 1- bis. - (Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea). – 1. Fermo restando quanto disciplinato all'articolo 1 relativamente alle conoscenze e competenze in tema di “Cittadinanza e Costituzione” acquisite nel primo ciclo di istruzione, nel secondo ciclo di istruzione è attivato l'insegnamento di “Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea”. In osservanza dei princìpi di cui all'articolo 1, comma 7, lettere d) ed e) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, l'insegnamento ha ad oggetto: a) la conoscenza della Carta costituzionale e l'introduzione al diritto; b) la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali; c) l'educazione alla legalità e ai valori della democrazia e della partecipazione; d) l'educazione alla cittadinanza anche riguardo all'attuazione dei princìpi di pari opportunità, educazione alla parità dei sessi, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni; e) l'insegnamento delle norme dell'Unione europea e del processo di integrazione europea al fine di far maturare negli studenti la consapevolezza di essere soggetti attivi e partecipi dell'Unione europea. Art. 1- ter. - (Programmi dell'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea). – 1. L'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea è parte integrante dei programmi della scuola secondaria di secondo grado, ovverosia degli istituti tecnici, degli istituti professionali e dei licei, a decorrere dall'anno scolastico successivo a quello di entrata in vigore della presente legge. 2 . Le singole istituzioni scolastiche nell'ambito della propria autonomia definiscono le modalità, i programmi e i tempi riservati all'insegnamento di Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea secondo i seguenti princìpi: a) un monte ore annuale, specificamente destinato, non inferiore alle trentatré ore, con votazione espressa al termine di ogni quadrimestre; le ore dedicate a Cultura costituzionale, educazione civica e cittadinanza europea, a parità di ore complessive dell'intero orario scolastico, sono ottenute dalla rimodulazione degli orari delle discipline di diritto, storia, filosofia, religione o attività alternative; b) la previsione di attività interattive su temi di etica pubblica, stage di ricerca e sperimentazione anche extrascolastici; c) l'insegnamento curato da docenti afferenti dalle classi di concorso relative all'area giuridica ed economica; d) lo sviluppo, mediante appositi progetti, delle metodologie di insegnamento che possano fornire agli studenti, nel modo più immediato e diretto, gli strumenti per favorire il recepimento dei valori quali la cittadinanza italiana ed europea, l'educazione alla legalità e l'etica pubblica». 3 1 Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2 Le amministrazioni interessate dalla presente legge svolgono le attività previste con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.