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Turismo - Professioni - Norme della Regione Umbria - Direttore tecnico di agenzia di viaggio - Abilitazione professionale - Conseguimento in alternativa mediante la verifica del possesso dei requisiti professionali di cui all'articolo 20 del d.lgs. 79/2011, ovvero mediante l'attestazione del possesso dei requisiti di conoscenza e attitudini professionali all'esercizio dell'attività di cui al d.lgs. 206/2007 conseguiti presso un'agenzia di viaggio e turismo operante in Italia o in altro Stato membro dell'Unione Europea - Ricorso del Governo - Asserita violazione del principio che riserva alla normativa dello Stato l'individuazione delle figure professionali con i relativi profili e titoli abilitanti - Insussistenza - Disposizione che si limita a rimandare in modo esaustivo alla legislazione statale che disciplina i requisiti professionali in materia di direttore tecnico di agenzia di viaggi - Non fondatezza della questione.. Non è fondata la questione di legittimità costituzionale - promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento all'art. 117, terzo comma, Cost., in relazione all'art. 20, comma 1, dell'Allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011 - dell'art. 63, comma 1, lett. b ), della legge della Regione Umbria 12 luglio 2013, n. 13, il quale prevede che il conseguimento dell'abilitazione, ai fini dell'esercizio della professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio, è subordinato in alternativa alla verifica del possesso dei requisiti professionali di cui all'art. 20 del d.lgs. n. 79 del 2011 ovvero all'attestazione del possesso dei requisiti di conoscenza e attitudini professionali all'esercizio dell'attività di cui al d.lgs. n. 206 del 2007, conseguiti presso un'agenzia di viaggio e turismo operante in Italia o in altro Stato membro dell'Unione. Infatti, la norma impugnata, nell'individuare i requisiti professionali di cui deve essere in possesso il «direttore tecnico» di agenzia di viaggio, si limita a rimandare in modo esaustivo alla pertinente legislazione statale, vale a dire l'art. 20, comma 1, dell'Allegato 1 del d.lgs. n. 79 del 2011 ed anche il d.lgs. n. 206 del 2007, che disciplinano il riconoscimento, ai fini dell'accesso alle professioni regolamentate e al loro esercizio, delle qualifiche professionali già acquisite in uno o più Stati membri dell'Unione europea, che permettono al titolare di tali qualifiche di esercitare nello Stato membro di origine la professione corrispondente.