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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Assemblea 269 Presidenza del vice presidente CALDEROLI, indi del vice presidente ROSSOMANDO e del vice presidente LA RUSSA N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC: FIBP-UDC; Fratelli d'Italia: FdI; Italia Viva-P.S.I.: IV-PSI; Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione: L-SP-PSd'Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico: PD; Per le Autonomie (SVP-PATT, UV): Aut (SVP-PATT, UV); Misto: Misto; Misto-IDEA e CAMBIAMO: Misto-IeC; Misto-Liberi e Uguali: Misto-LeU; Misto-MAIE: Misto-MAIE; Misto-Più Europa con Emma Bonino: Misto-PEcEB. Presidenza del vice presidente CALDEROLI PRESIDENTE . La seduta è aperta (ore 9,31). Si dia lettura del processo verbale. GINETTI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del giorno precedente. PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato. Comunicazioni della Presidenza PRESIDENTE . L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Sull'ordine dei lavori PRESIDENTE . Informo l'Assemblea che all'inizio della seduta il Presidente del Gruppo MoVimento 5 Stelle ha fatto pervenire, ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento, la richiesta di votazione con procedimento elettronico per tutte le votazioni da effettuare nel corso della seduta. La richiesta è accolta ai sensi dell'articolo 113, comma 2, del Regolamento. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione PRESIDENTE . Con lettera pervenuta in data 28 ottobre 2020, la senatrice Drago ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle, a far data dal 27 ottobre 2020, e di aderire al Gruppo Misto. Seguito della discussione congiunta del disegno di legge: Doc 1721 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019 (Relazione orale) Doc Doc. LXXXVI, n. 3 Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Anno 2020) Doc Doc. LXXXVII, n. 3 Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Anno 2019) PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione congiunta del disegno di legge n. 1721 e dei documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3. Ricordo che nella seduta di ieri ha avuto luogo la replica della relatrice sui documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3, e ha avuto inizio l'esame degli articoli. GAUDIANO, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GAUDIANO, relatrice sui documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3 . Signor Presidente, vorremmo chiedere una sospensione di venti minuti, se possibile. PRESIDENTE . Considerato che in ogni caso avremmo dovuto attendere la decorrenza del termine di venti minuti dall'inizio della seduta per lo svolgimento di votazioni mediante procedimento elettronico, ai sensi dell'articolo 119 del Regolamento, acconsento alla richiesta e sospendo la seduta fino alle ore 10. (La seduta, sospesa alle ore 9,40, è ripresa alle ore 10) . La seduta è ripresa. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.1, su cui si sono già svolte le dichiarazioni di voto, nella seduta di ieri. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 11.1, presentato dal senatore Tosato e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 11. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 12, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione del 12.100 e 12.101 sui quali il parere è favorevole. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.2, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.4, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.5, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . SANTANGELO (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. SANTANGELO (M5S) . Signor Presidente, mi duole intervenire, ma noto che il collega di Forza Italia - del quale mi sfugge il nome, ma posso indicarglielo - ha votato anche per il collega assente. È già la seconda volta, Presidente. (Proteste). È proprio lei, collega. Tolga la scheda e si comporti da persona civile! PRESIDENTE . Per cortesia, venga estratta la scheda del collega assente, così evitiamo equivoci. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.100, presentato dal senatore Girotto e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.12, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.101, presentato dai senatori Girotto e De Petris. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.15 (testo 2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.17, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 12.18 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BOSSI Simone (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, con questo emendamento vorremmo porre l'attenzione sul fatto che centinaia di imprese, purtroppo, hanno versato impropriamente le accise per 3,4 miliardi di addizionali per l'energia elettrica tra il 2010 e il 2011. La Lega ha presentato un'interrogazione, alla quale non è stata data risposta, e una mozione a prima firma Salvini, che ancora non è stata calendarizzata. Pensiamo che lo Stato debba risolvere il problema, magari attraverso un credito di imposta, per evitare le contestazioni che, per l'importo che abbiamo citato (3,4 miliardi), andrebbero a bloccare completamente il sistema dei tribunali. Diamo anche un suggerimento: se decidete di non accogliere il nostro emendamento, fatevi almeno promotori - all'interno del famosissimo recovery fund - di un progetto per il recupero della somma al fine di risolvere questa grave problematica che sta colpendo le imprese. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.18 (testo2), presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.19, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.22, presentato dai senatori Laniece e Durnwalder. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.23, presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 12.102 (testo 2), presentato dal senatore Durnwalder e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 12, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 13. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 14, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 14, tranne che per l'emendamento 14.22 per il quale il parere è favorevole. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.1, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 14.3 è stato ritirato. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.4, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.5, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.6, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Gli emendamenti 14.7, 14.10 e 14.12 sono stati ritirati. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.11, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.13, presentato dal senatore La Pietra e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.16, presentato dal senatore Centinaio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.21, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 14.22, presentato dalla senatrice De Petris e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 14, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 15, sul quale sono stati presentati emendamenti e ordini del giorno che invito i presentatori ad illustrare. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'emendamento 15.15 va a eliminare quella che, nella migliore delle ipotesi, si configura come una vera e propria tassa occulta a danno delle imprese aggiudicatarie di appalti di dispositivi medici, mentre nella peggiore delle ipotesi - mi permetta il Governo - rappresenta una tangente legalizzata. Mi spiego meglio. Il Governo ha deciso di far finanziare alle imprese aggiudicatarie di appalti di dispositivi medici il cosiddetto governo dei dispositivi medici, un meccanismo di cui ancora sappiamo molto poco. In sostanza, si tratta di un costo in più per le imprese aggiudicatarie di appalti nel settore della sanità che andrebbe inevitabilmente a ricadere sul costo finale dei dispositivi in questione e perciò sul Sistema sanitario nazionale, che pagherebbe in ultima analisi le spese di una misura miope. In più, questa modalità di finanziamento della governance dei dispositivi medici da parte dei privati è in totale antitesi con la mission di questo organismo, perché andrebbe ad alimentare un rapporto poco trasparente e torbido tra controllore e controllati, in quanto i grandi player del dispositivo medico diventerebbero i principali finanziatori del sistema che dovrebbe controllare la trasparenza delle gare d'appalto a cui partecipano. Con l'emendamento 15.15 chiedo quindi al Governo di abrogare questo meccanismo che evidentemente condurrà a un conflitto di interessi palese e non potrà quindi sortire effetti virtuosi. Fermatevi - lo dico al vice ministro Sileri - questa cosa è gravissima, non potete far finta di niente. Signor Presidente, chiedo al Governo di sopprimere la lettera h ) dell'articolo 15 del disegno di legge in esame. Non potete permettere una cosa simile, quindi auspico che si esprima parere favorevole su tale emendamento. (Applausi) . PRESIDENTE . I restanti emendamenti e ordini del giorno si intendono illustrati. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell'emendamento 15.101, su cui esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Senatore, a me risulta che l'emendamento 15.101 sia stato ritirato e che su di esso la 5 a Commissione abbia espresso parere contrario. L'intervento della senatrice Giammanco era riferito all'emendamento 15.15. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, non ho ben compreso se il relatore ha espresso parere favorevole o se si è rimesso all'Assemblea. PRESIDENTE . L'emendamento su cui si espresso in senso favorevole il relatore è stato ritirato e ha il parere contrario della 5 a Commissione, invece queste condizioni non sussistono sull'emendamento 15.15. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, avevo un parere favorevole alla riduzione allo 0,50 per cento. PRESIDENTE. Non esiste. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Presidente, chiedo scusa, le sciolgo il nodo: l'emendamento 15.101 era una proposta a mia prima firma che ho ritirato, perché volevo avanzare una proposta soppressiva, ma la cosa cambia se il relatore è favorevole a questo emendamento, oppure lo fa proprio perché ciò a cui miro è la soppressione di questo meccanismo di finanziamento. PRESIDENTE. Al di là del fatto che sia stato ritirato, ma che ci potrebbe comunque essere anche una rivisitazione della posizione, il parere contrario della 5 a Commissione permane. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . In questo caso, Presidente, chiedo di rimetterci all'Assemblea, se possibile. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Presidente, poiché la questione è degna di un momento di riflessione, vorrei chiedere una sospensione di dieci minuti. PRESIDENTE . Credo che più avanti avremo motivo di un'ulteriore pausa di riflessione, quindi penso si possa procedere. Propongo di accantonare l'articolo 15. Intanto chiedo al relatore di pronunziarsi anche sugli ordini del giorno. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'accoglimento degli ordini del giorno G15.100, G15.101, G15.103. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 16. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 17. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 18. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 19, sul quale è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello espresso dal relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 19.4, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 19. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 20, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, l'emendamento 20.0.38 mira a fissare alcuni princìpi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva sull'insolvenza delle imprese. La direttiva impone agli ordinamenti nazionali una semplificazione degli istituti per l'insolvenza, che porterebbe a grandi benefici sia per gli imprenditori che per l'efficienza della giustizia. In Italia abbiamo il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza che regolamenta la materia, ma che, a nostro avviso, soprattutto in questo momento storico va cambiato e riadattato a ciò che ci chiede l'Europa. L'approccio della direttiva, infatti, è molto liberale, mentre la regolamentazione prevista dal nostro codice presenta aspetti di marcata statualità. La loro applicazione, inoltre, rischia di condurre a liquidazione certa un numero elevatissimo di imprese che si trovano in situazione di crisi a causa dell'emergenza sanitaria. Faccio l'esempio della procedura dell'allerta attivabile per sostenere l'imprenditore nel cogliere tempestivamente i segnali di crisi. Nella direttiva la procedura può essere attivata solo dall'imprenditore, mentre nel codice italiano la procedura di allerta può essere attivata non solo dall'imprenditore, ma anche da soggetti come l'INPS o l'Agenzia delle entrate. È chiaro, quindi, che l'attivazione della procedura da parte di quest'ultimi determina perciò solo un effetto dannoso per l'imprenditore che si troverà a essere automaticamente monitorato e messo sotto la lente di ingrandimento. Di conseguenza, non è difficile immaginare che avrà ancora più difficoltà a rimanere a galla. Con l'emendamento 20.0.38 chiedo due cose: innanzitutto la modifica della disciplina italiana, molto più rigida di quella europea, per adeguarla e allinearla alla direttiva sull'argomento, che è molto più liberale; in secondo luogo, chiedo di posticipare la data di entrata in vigore della procedura di allerta di un anno fino al 1° settembre 2022, per evitare che troppe imprese possano essere esposte alle procedure di crisi praticamente in automatico, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo in cui effettivamente molte aziende si trovano in difficoltà economica. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, all'articolo 20 abbiamo presentato tre emendamenti aggiuntivi, specificamente il 20.0.3, il 20.0.11 e il 20.0.7 su cui richiamo l'attenzione dell'Assemblea. Presidente, nei mesi e negli anni passati abbiamo discusso e dibattuto di un tema che purtroppo continua a essere irrisolto all'interno del nostro Stato: il pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione. Signor Presidente, i primi sei mesi dell'anno con la presenza della grave pandemia e della crisi che ne è derivata hanno messo in secondo piano un fatto rilevante: lo Stato continua a non pagare i propri fornitori. Lo dico al Governo con cui abbiamo cercato in tutti i modi di interloquire e di farci comprendere. Non ve lo stiamo chiedendo noi, ma i cittadini: pagate le imprese e i debiti dello Stato alle imprese, tanto più in una circostanza come quella che stiamo vivendo dove dite che mettete a disposizione ristori immediatamente. ( Applausi ). Non si capisce quale contraddizione riuscite a giustificare non affrontando questo problema. Presidente, aggiungo che il 28 gennaio di quest'anno la Corte di giustizia europea, con la sentenza che ho tra le mie mani, ha condannato la Repubblica italiana e lo Stato. Leggo direttamente dal dispositivo ciò che la Corte di giustizia dichiara e statuisce: «Non assicurando che le sue pubbliche amministrazioni rispettino effettivamente i termini di pagamento stabiliti dall'articolo 4, paragrafi 3 e 4, della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza di tali disposizioni» e pertanto è condannata alle spese. Presidente, questa non è un'opinione politica, ma una sentenza della Corte di giustizia europea del 28 gennaio del 2020. Abbiamo portato questi argomenti all'attenzione del Governo e abbiamo presentato emendamenti che prevedono in maniera molto semplice e precisa di assicurare che tutte le pubbliche amministrazioni rispettino effettivamente i termini di pagamento stabiliti dagli articoli 4, paragrafi 3 e 4, della direttiva 2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011, relativi alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; rafforzare e dettare precise indicazioni al fine di individuare conseguenze immediate a carico della pubblica amministrazione in caso di mancato rispetto della normativa in tema di tempi massimi di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione; determinare sanzioni a carico delle pubbliche amministrazioni, nonché garantire il versamento di interessi di mora e il risarcimento dei costi di recupero sostenuti dai creditori, in caso di mancato rispetto dei termini di pagamento previsti dalla direttiva. Quello che abbiamo scritto qui dentro è pedissequamente quanto prevede la sentenza della Corte di giustizia europea. Rappresentanti del Governo, questa non è un'opinione politica, è un dovere, un obbligo che ha lo Stato nei confronti dei fornitori e a tutt'oggi siete insolventi e soprattutto nascondete ai cittadini la verità. Porto tutto questo all'attenzione del Ministro: se oggi entrate sul sito del Ministero dell'economia e delle finanze vi apparirà una schermata aggiornata al 5 ottobre 2018, da cui risulterebbe che sono stati pagati 45 miliardi su 47 dovuti. Non è vero, è falso; il dato, che è salito a 53 miliardi, non è aggiornato. Non solo non volete affrontare la questione, ma andate poi anche a dire che state pagando i debiti della pubblica amministrazione. Richiamo il Governo alla necessità di approvare questo emendamento e di pagare definitivamente i debiti che lo Stato ha con i propri fornitori. (Applausi). PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e l'ordine del giorno in esame. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 20 e sull'ordine del giorno G20.100. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.1, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.3, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.4, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Senatore Candiani, insiste sulla votazione dell'ordine del giorno G20.100? CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Sì, Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G20.100, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 20. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 20.0.3, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 20.0.3, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori, fino alle parole «adottare, entro». (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e gli emendamenti 20.0.11 e 20.0.7. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo della prima parte dell'emendamento 20.0.15, presentato dal senatore Candiani e da altri senatori, fino alle parole «direttivi specifici:». (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Risultano pertanto preclusi la restante parte e l'emendamento 20.0.38. Passiamo all'emendamento 20.0.31 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.31 (testo 2), presentato dalla senatrice Gallone e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 20.0.46 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 20.0.46 (testo 2), presentato dal senatore Campari e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 21. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 22, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono illustrati e su cui invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, vorrei proporre la seguente riformulazione dell'emendamento 22.102 (testo 2) che diventerebbe testo 3. «Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni: 1) dopo la lettera b) , inserire la seguente: " b-bis) ove non possibile l'uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti elencati nella parte B dell'allegato alla direttiva UE 2019/904, prevedere la graduale riduzione del consumo dei medesimi entro il 2026, consentendo l'immissione sul mercato di tali prodotti esclusivamente qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo EN13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile"; 2) alla lettera c) sostituire le parole "dall'uso" con le seguenti "dal rilascio"». Nel caso in cui tale proposta di riformulazione venisse accolta, il parere sull'emendamento sarebbe favorevole, così come è favorevole sull'emendamento 22.105 (testo 2). Il parere è invece contrario su tutti gli altri emendamenti. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. (Il senatore Pesco chiede di intervenire). PRESIDENTE . Senatore Pesco, l'avrei comunque consultata, perché stiamo parlando di un testo diverso rispetto a quello su cui la 5 a Commissione ha espresso parere favorevole. Senatore Pesco, intende pronunziarsi sulla riformulazione proposta dal relatore? PESCO (M5S) . No, signor Presidente, chiedo che la 5 a Commissione possa riunirsi e formulare il proprio parere al riguardo. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, relativamente alla proposta di riformulazione dell'emendamento 22.102 (testo 3) presentata ora dal relatore, ci tengo ad evidenziare che, come la precedente formulazione (testo 2), contrasta con l'articolo 3 della direttiva SUP (Single Use Plastics), nel momento in cui si equiparano la bioplastica e la plastica vegetale trattate chimicamente alla plastica normale. Si sta proponendo quindi una riformulazione - così già con il testo 2 - che contrasta con la direttiva indicata, perché plastica e bioplastica sono equiparate nel momento in cui c'è una lavorazione con prodotti chimici. Invito dunque il relatore a un ulteriore approfondimento, perché stiamo proponendo qualcosa in contrasto con la direttiva stessa. (Applausi) . PRESIDENTE . Colleghi, dopo aver accantonato l'articolo 15, accantoniamo anche l'articolo 22. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, ho sbagliato nella lettura. Probabilmente è la mascherina che dà fastidio agli occhi. PRESIDENTE. Fa appannare gli occhiali. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Esatto. Ho letto una parola che invece non c'è e quindi vorrei espungere dal testo la parola "esclusivamente". PRESIDENTE. Vuole togliere la parola "esclusivamente"? Allora ha sbagliato a scrivere, non a leggere. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Ho sbagliato a leggere, signor Presidente. PRESIDENTE. Ma qui "esclusivamente" io ce l'ho nel testo. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Era virgolettato e bisognava toglierlo. Comunque riformulo il testo eliminando la parola "esclusivamente". PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'articolo 22, dopodiché sentiremo una riflessione sull'articolo 15 e chiederemo alla Commissione bilancio di approfondire. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, poiché il relatore Pittella ha espresso parere favorevole sull'emendamento 22.105 (testo 3), vorrei far notare che il mio emendamento successivo 22.106 è praticamente uguale a quello del senatore Lorefice. Chiedo quindi al relatore Pittella di voler esprimere un parere favorevole anche sul mio emendamento, perché sinceramente si distinguono proprio per qualche virgola. Oppure chiedo la possibilità di riformularlo. PRESIDENTE. Io credo che convenga riformularlo, per analogia, in modo che risulti esattamente identico e quindi abbia il parere favorevole del relatore. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Va bene, riformulo l'emendamento 22.106 in un testo 2. PRESIDENTE . L'emendamento 22.106 (testo 2) a questo punto è identico all'emendamento 22.105 (testo 3) e pertanto i due emendamenti verranno posti ai voti congiuntamente, con il parere favorevole del relatore. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 23. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 24. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Passiamo all'esame dell'articolo 25, su cui è stato presentato un emendamento che si intende illustrato e su cui invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere favorevole. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 25.400, presentato dal relatore, che ottempera ad una condizione posta dalla Commissione bilancio. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 25, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 26. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 27. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 28. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 29. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Chiedo al relatore se deve ulteriormente riflettere su quel problema relativo all'articolo 15. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Su questo avevo chiesto una sospensione della seduta, signor Presidente. PRESIDENTE. Senatore Pesco, per che ora pensa di darci un esito? PESCO (M5S) . Signor Presidente, il testo mi sembra sufficientemente complesso. Penso che sia necessario un po' di tempo, almeno un'ora, perché dobbiamo sentire anche il Ministero dell'economia e delle finanze. PRESIDENTE . Sospendo pertanto la seduta fino alle ore 11,45. (La seduta, sospesa alle ore 10,45, è ripresa alle ore 11,54) . La seduta è ripresa. Chiedo al presidente Pesco di aggiornarci rispetto al lavoro che sta svolgendo la 5 a Commissione permanente e chiedo altresì, visto che siete ancora in seduta, di esaminare l'emendamento 15.101 (testo 2), affinché possa darci risposta, insieme alle altre questioni. PESCO (M5S) . Signor Presidente, effettivamente ci serve più tempo, per esaminare sia ciò che è già alla nostra attenzione, sia l'emendamento da lei citato. Quindi, chiedo gentilmente di sospendere la seduta, quantomeno fino alle ore 13. PRESIDENTE . Non credo ci siano contestazioni, perché non potremmo comunque procedere nell'esame. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho sentito che qualche esponente della maggioranza ha necessità di svolgere una riunione di Gruppo dalle ore 13 fino alle ore 16, se non sbaglio. A questo punto, se dobbiamo sospendere nuovamente, forse è meglio che si faccia un breve consulto tra i Capigruppo, per decidere insieme quando riprendere la seduta. La mia è solo una proposta operativa. PRESIDENTE . Senatore Romeo, mi ha letto nel pensiero, perché conosco quello che accade normalmente. Pertanto, dovendo sospendere dalle ore 14 alle ore 16 per le riunioni dei Gruppi, propongo di sospendere già da ora la seduta fino alle ore 16, dando così al presidente Pesco e alla 5 a Commissione permanente la possibilità di svolgere i propri lavori. (Applausi) . Se i Capigruppo sono d'accordo, sospendo la seduta fino alle ore 16. (La seduta, sospesa alle ore 11,57, è ripresa alle ore 16,06) . Presidenza del vice presidente ROSSOMANDO Ricordo che sono stati accantonati gli emendamenti e gli ordini del giorno riferiti agli articoli 15 e 22. Informo che la 5 a Commissione ha espresso il parere sugli emendamenti 15.100 (testo 2) e 22.103 (testo 3). Per agevolare i lavori dell'Assemblea, invito il senatore segretario a darne lettura. GINETTI, segretario . «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento 15.100 (testo 2), trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione». «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti trasmessi dall'Assemblea, sulla proposta 22.102 (testo 3) esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del capoverso: "1)" con il seguente: "1) dopo la lettera b) , inserire la seguente: " b - bis ) ove non possibile l'uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti elencati nella parte B dell'allegato alla direttiva (UE) 2019/904, prevedere la graduale restrizione all'immissione sul mercato dei medesimi nel rispetto dei termini temporali previsti dalla suddetta direttiva 2019/904, consentendone l'immissione nel mercato qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo EN13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile"». PRESIDENTE . Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 15.2, 15.3, 15.5, 15.7, 15.13 e 15.15. Prendo atto della posizione assunta dalla 5 a Commissione sull'emendamento 15.100. Avrei preferito un'altra decisione, ma - ripeto - ne prendo atto, poiché rispetto la sua posizione. Esprimo parere contrario anche sugli ordini del giorno presentati. PRESIDENTE. Prima di dare la parola al rappresentante del Governo, le chiedo, relatore, quando lei dice che prende atto vuol dire che si conforma o si rimette? PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Voglio dire che sono d'accordo. PRESIDENTE. Quindi il parere è contrario. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.2, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.3, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.5, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.7, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.13, identico all'emendamento 15.15. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ho riformulato il mio emendamento per cercare di andare incontro alle istanze e alle richieste del Governo e della maggioranza. Ci siamo incontrati e abbiamo anche condiviso parte delle mie argomentazioni a sostegno della riformulazione. PRESIDENTE. Senatrice Giammanco, mi scusi se la interrompo, ma le chiedo solo per chiarezza se sta intervenendo sull'emendamento 15.15 o sull'emendamento successivo. GIAMMANCO (FIBP-UDC) . Sto intervenendo sull'emendamento 15.15, che è stato riformulato e di cui ho presentato il nuovo testo durante la pausa dei lavori dell'Assemblea. Stavo proprio spiegando che ho riformulato questo emendamento, nonostante non fossi convinta della giustezza della riformulazione stessa, per cercare di andare incontro alle esigenze e alle istanze della maggioranza e del Governo, nonostante - lo ribadisco - loro rappresentanti abbiano riconosciuto la bontà della motivazione con cui ho presentato l'emendamento in esame. Mi aspettavo, quindi, che almeno adesso, alla ripresa dei lavori, il parere fosse positivo sulla riformulazione perché con essa non ho eliminato la fonte di finanziamento del fantomatico doppione di organismo dell'Anas. Mi riferisco alla governance dei dispositivi medici, che in pratica farà quanto fa già l'Anac, perché andrà a supervisionare i meccanismi delle gare d'appalto e la loro trasparenza e giustezza. Non ho eliminato il meccanismo di finanziamento, nonostante sia un danno per il Servizio sanitario nazionale, che alla fine va a ricadere su tutti i cittadini e che pagheremo tutti noi, ma ho semplicemente ridotto l'entità del danno e nonostante tutto, signor Presidente, mi si sta dicendo di no. Voglio ripetere per l'ultima volta in quest'Aula - poi porteremo avanti le battaglie di Forza Italia nelle altre sedi, visto che qui in Aula il Governo non ci ascolta e la maggioranza sembra sorda alle nostre istanze - che si sta creando una governance. L'organismo controllore andrà a supervisionare i controllati da cui sarà finanziato: in sostanza, l'organismo controllerà i controllati che lo finanzieranno e, cioè, le aziende aggiudicatarie degli appalti. A me sembra una cosa folle e vergognosa. Mi auguro, pertanto, che il Governo almeno nella prossima legge di bilancio ponga un rimedio e sani questo vulnus tremendo che si sta creando e che ovviamente sarà fonte di meccanismi torbidi e poco trasparenti tra quell'organismo e le imprese, le grandi lobby dei dispositivi medici, perché questo è innegabile. Mi appello quindi al Governo affinché possa rimediare a questo vulnus che è sotto gli occhi di tutti e che anche il Governo ha riconosciuto essere un meccanismo non proprio trasparente e virtuoso. (Applausi) . PRESIDENTE . Senatrice, per chiarezza, l'avevo interrotta fondatamente perché ho verificato che la sua dichiarazione si riferiva al successivo emendamento. Se per lei va bene, consideriamo il suo intervento riferito all'emendamento 15.100 (testo 2). Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.13, presentato dalla senatrice Casolati e da altri senatori, identico all'emendamento 15.15, presentato dalla senatrice Giammanco e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 15.100 (testo 2), su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. La senatrice Giammanco è già intervenuta in dichiarazione di voto sull'emendamento. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 15.100 (testo 2), presentato dalle senatrici Giammanco e Masini. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 15.101 è stato ritirato. Il senatore Pillon chiede di aggiungere la firma all'ordine giorno G15.100. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G15.100. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PILLON (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la Corte costituzionale, con sentenza n. 272 del 2017, ha stabilito che la maternità surrogata offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane. La Corte di cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 12193 del 2019, ha confermato le statuizioni della Corte costituzionale. L'articolo 12, comma 6, della legge n. 40 del 2004 - come ben sappiamo - vieta e punisce come delitto l'utero in affitto. Questa stessa Aula del Senato, in data 22 novembre 2018, ha approvato una mozione nella quale si leggeva che l'utero in affitto è da considerarsi a tutti gli effetti come violenza contro le donne. Non capisco, quindi, per quale ragione sia stato formulato un parere negativo all'ordine del giorno G15.100, che non fa altro che impegnare il Governo, nel rispetto dell'articolo 31 della Costituzione, a riconoscere come forma di violazione del corpo umano la pratica per fini di lucro della maternità surrogata. Si dice che non c'entra nella legge di delegazione europea, ma non è affatto vero, posto che proprio gli articoli 2 e 3 della Costituzione e l'articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sanciscono il rispetto dei diritti inviolabili della persona e il diritto alla dignità umana. Chiedo, quindi, che il Governo e il relatore rivedano il loro parere negativo e che questa Aula si pronunci a favore dell'ordine del giorno, che non farebbe altro che ribadire, anche nel contesto europeo, ciò che il nostro Paese sostiene e che è perfettamente in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. (Applausi). RAUTI (FdI) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, non so se tecnicamente sia possibile sottoscrivere l'ordine del giorno in esame. Tuttavia, Fratelli d'Italia voterà a favore e, se possibile, chiedo di aggiungere la nostra firma. PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto. RAUTI (FdI) . Signor Presidente, soprattutto mi preme sottolineare la nostra posizione nettamente favorevole all'ordine del giorno G15.100. Anche noi ci auguriamo, come il collega Pillon, che il Governo possa rivedere questa posizione. Quest'ordine del giorno è in linea con quanto quest'Aula ha già approvato - come menzionato dal senatore Pillon nel suo intervento - ed è sicuramente in linea con una proposta di legge di Fratelli d'Italia, che vorrebbe che la pratica, che noi consideriamo barbarica, dell'utero in affitto diventi reato universale. Non entro ora nel merito, ma ciò rafforza la nostra posizione, perché riteniamo che questa pratica sia svilente della dignità e dei diritti umani; che si consumi sul corpo delle donne; che sfrutti le condizioni di povertà e che, in una parola, si traduca in acquisto e, quindi, mercificazione dei bambini. In questa nostra visione della vita e del mondo, il nostro voto favorevole all'ordine del giorno in esame sarà netto e convinto. (Applausi) . AIROLA (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AIROLA (M5S) . Signor Presidente, intervengo per rimarcare che fare un ordine del giorno in cui si ribadisce una pratica che è condannata da tutti, che ovviamente sfrutta la donna ma che è già vietata in tutta Europa, è forse più funzionale a un gesto di irrilevanza. Si può, cioè, agire in altre sedi e non compiere l'ennesima operazione di propaganda, visto che già siamo tutti d'accordo e abbiamo stabilito che tale pratica -che forse è permessa solo in Romania tra congiunti - è condannata e vietata in tutta Europa. Lo dico perché lo sappia l'Assemblea. MALAN (FIBP-UDC) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. MALAN (FIBP-UDC) . Signor Presidente, noi voteremo a favore di questo ordine del giorno. Io mi ero ripromesso di parlare nel caso che il Governo o il relatore non avessero dato spiegazioni al loro parere contrario. Posso parlare sulla fiducia: non ci sarà spiegazione, perché c'è la pessima abitudine di non dare spiegazione su niente, svilendo il lavoro che tutti quanti stiamo facendo, maggioranza e opposizione. (Applausi) . In particolare non c'è spiegazione su questo punto. Ha provato il senatore Airola a dire che non c'entra con il provvedimento in esame. Lo dicessero, allora! Ce lo spieghino e, se non c'entra, allora propongano qualche cosa di diverso. Non diano parere contrario, perché così si dicono contrari a un ordine del giorno che chiede una specifica condanna di una pratica che riduce la donna a strumento di produzione di beni da vendere, e i beni da vendere sono dei bambini, degli esseri umani. (Applausi) . Se non c'è contrarietà su questo, allora il parere sia favorevole. Oppure si ha paura di disturbare qualcuno? Si ha paura di ostacolare un disegno di legge che sta andando avanti alla Camera? Ce lo spieghino. Noi voteremo a favore, perché per noi i bambini non sono merce e le donne non sono uno strumento di produzione. (Applausi) . PRESIDENTE . Prima di dare la parola agli altri senatori che hanno fatto cenno di voler intervenire su questo ordine del giorno, chiedo al presidente Romeo, in quanto primo firmatario, di far poi sapere alla Presidenza se insiste per la sua votazione. DRAGO (Misto) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. DRAGO (Misto) . Signor Presidente, chiedo la possibilità di apporre la mia firma all'ordine del giorno in esame. (Applausi) . Mi permetto anche di estendere l'invito ai colleghi della maggioranza che hanno una propria coscienza libera. Non posso dire di votare secondo coscienza, perché il principio del secondo coscienza vale per i provvedimenti non solo di tipo etico, ma anche di natura economica, amministrativa o qualsivoglia. Si tratta sempre di un voto di coscienza. PRESIDENTE. Salvo diverso avviso dei proponenti, diamo per apposta la firma della senatrice Drago. RONZULLI (FIBP-UDC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. RONZULLI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, chiedo di poter apporre anche le firme dei senatori del Gruppo Forza Italia. PRESIDENTE. Presidente Romeo, lei è il primo firmatario dell'ordine del giorno. Acconsente all'apposizione delle firme di chi lo ha chiesto? ROMEO (L-SP-PSd'Az) . Sì, signor Presidente. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno a nome di tutti i senatori del Gruppo Lega. (Applausi) . LICHERI (M5S) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, intervengo per ricordare a tutti che i valori non hanno padroni. Pertanto, questa corsa all'apposizione della firma è inutile, perché - ripeto - i valori, per propria definizione, sono universali e non sono di una parte o dell'altra. (Commenti). E, quando parliamo di valori, dovremmo tutti fare un passo non in avanti, ma di rispetto. Noi del MoVimento 5 Stelle stiamo cercando di dire che non si possono prendere i valori e stiracchiarli a proprio uso e consumo, perché ciò significa svilirli. (Applausi) . La corsa alla firma che stiamo facendo... (Commenti ). PRESIDENTE. Invito i senatori della Lega a tornare al proprio posto. LICHERI (M5S) . Signor Presidente, i valori non si firmano, ma si praticano e si osservano. (Applausi) . QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Signor Presidente, dopo questo invito caloroso, vorrei apporre la mia firma all'ordine del giorno in esame. (Applausi) . PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Signor Presidente, per il rispetto che porto nei confronti di tutte le colleghe e i colleghi dell'opposizione, voglio spiegare il motivo per cui ho espresso un parere negativo, che riguarda non il merito dell'ordine del giorno, ma il nesso tra l'ordine del giorno e il disegno di legge in esame. Credo che dovremmo avere una maggiore considerazione del disegno di legge che stiamo votando, che è uno dei provvedimenti principali nel rapporto tra il Parlamento di una Nazione e le istituzioni europee. Dovremmo evitare, per quanto possibile - e abbiamo cercato di farlo - di immettere in questo veicolo legislativo di recepimento di 33 direttive europee questioni che, per quanto legittime e sacrosante, sono estranee alle materie contenute nelle direttive. Questa è la motivazione per cui ho espresso contrario. (Applausi) . AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, ho ascoltato le parole del relatore, che ha motivato con la mancanza di nesso. Se non ci fosse un nesso, quest'ordine del giorno sarebbe stato dichiarato inammissibile. (Applausi) . Visto che è stato ammesso, il nesso c'è. Caro relatore, è attinente alla materia, quindi va votato; assumetevi la vostra responsabilità e votate "sì" o "no" nel merito. (Applausi) . CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo per un richiamo al Regolamento. In premessa, devo salutare la nomina del collega Licheri a Presidente del Gruppo. Me ne rallegro, ne sono felice. Di solito un applauso si fa, ragazzi! (Applausi) . Sono convinto che con lui come Capogruppo ci divertiremo molto e ci sarà un'aria frizzante. (Applausi) . PRESIDENTE. Mi sfugge ancora il richiamo al Regolamento, senatore Calderoli. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Il richiamo al Regolamento è il seguente: il collega Licheri o si astiene o vota a favore dell'ordine del giorno; oppure, essendo intervenuto in senso contrario il collega Airola, i valori si devono non scrivere, ma applicare, mentre i regolamenti si devono rispettare. In dichiarazione di voto può parlare un oratore per Gruppo; un altro dello stesso Gruppo può parlare in dissenso, ma non possono parlare in due nello stesso senso. (Applausi) . PRESIDENTE. Va bene, diciamo che abbiamo avuto una certa flessibilità con tutti i Gruppi. Comunque, ovviamente, è la Presidenza che disciplina gli interventi. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, ritengo che questa tematica così difficile non possa essere trattata qua, nell'ambito di un ordine del giorno, presentato su un disegno di legge che non c'entra tanto. Semmai, ci dev'essere una discussione approfondita. Ai colleghi di destra, che adesso si preoccupano tanto per il corpo delle donne, vorrei ricordare che sono loro, a distanza di anni o mesi, a chiedere la reintroduzione dei bordelli. (Applausi) . Mi chiedo veramente come sia compatibile tutto questo, se non per altri motivi, in realtà: la destra non sopporta che le donne facciano quello che vogliono con il loro corpo. Questo è il problema di fondo. (Applausi) . FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Senatrice Faggi, un componente del suo stesso Gruppo ci ha richiamato al fatto che non ci possono essere più interventi da parte dello stesso Gruppo in dichiarazione di voto. Abbiamo usato una certa flessibilità per tutti e, come sa, sono sempre molto attenta con lei; la sua dichiarazione è in dissenso? FAGGI (L-SP-PSd'Az) . No, perché devo essere in dissenso? PRESIDENTE. Perché altri suoi colleghi sono già intervenuti in dichiarazione di voto, quindi può farlo solo in dissenso. FAGGI (L-SP-PSd'Az) . Mi scusi, signor Presidente, posso fare una dichiarazione? Ha lasciato parlare - giustamente - alcuni Gruppi. Sono una donna, prima di essere un senatore: se me lo permette, vorrei dire due parole. PRESIDENTE . Senatrice Faggi, le chiedo scusa, ma sono già intervenuti altri per il suo Gruppo e non voglio costituire un precedente, al quale mi ha richiamato, tra l'altro, un componente del suo stesso Gruppo. (Applausi) . Quindi adesso procedo alla votazione. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G15.100, presentato dal senatore Romeo e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno G15.101. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, l'ordine del giorno G15.101 si richiama molto all'attualità e chiede al Governo di impegnarsi a tenere conto della Strategia dell'Unione europea per i vaccini contro la Covid-19 nel pieno rispetto dell'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, con riferimento alla sicurezza dei vaccini e ai possibili effetti derivanti dalla loro somministrazione. È importante che si aderisca alla Strategia europea per i vaccini contro la Covid-19 ed è fondamentale che ci sia una piena adesione del nostro Paese e che parallelamente siano rispettati i diritti costituzionali. PRESIDENTE . Intendo che si insista per la votazione dell'ordine del giorno. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'ordine del giorno G15.101, presentato dalla senatrice Cantù e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Chiedo ai senatori Rizzotti e Masini se insistono per la votazione dell'ordine del giorno G15.103. RIZZOTTI (FIBP-UDC) . No, signor Presidente. PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'articolo 15. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . Riprendiamo l'esame dell'articolo 22. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti presentati. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n.1721 . Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 22.100, 22.101, 22.104 e 22.107. Sull'emendamento 22.102 è stata proposta una riformulazione dalla Commissione bilancio. PRESIDENTE. Ne abbiamo dato lettura prima. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Esprimo quindi parere favorevole sugli emendamenti 22.102 (testo 4) e 22.105 (testo 3), dal quale pare il 22.106 (testo 2) sia assorbito. PRESIDENTE. Sono considerati identici, verranno votati insieme. PITTELLA, relatore sul disegno di legge n. 1721 . Esprimo dunque parere favorevole su entrambi gli emendamenti. Esprimo infine parere contrario sugli emendamenti da 22.0.200 a 22.0.211. AGEA, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Signor Presidente, sull'emendamento 22.102 (testo 4) il Governo si rimette all'Assemblea. Sui restanti emendamenti esprimo parere conforme a quello del relatore. PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.100. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BERGESIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 22.100 in dichiarazione di voto, ma mi collego al 22.107 e al 22.101. Ritenevamo essenziale inserire in questa legge di delegazione, per coerenza, per opportunità, ma soprattutto per rispetto dei lavoratori e delle imprese italiane, l'abrogazione immediata della cosiddetta plastic tax , di cui all'articolo 1, comma 634, della legge di bilancio 2020, n. 160 del 2019, o quantomeno la sua eliminazione per le categorie di prodotti alimentari comunemente percepite come essenziali. Come questa recente emergenza sanitaria ci ha dimostrato, la possibilità di garantire al consumatore approvvigionamenti costanti e durevoli nel tempo è strettamente legata al ruolo degli imballaggi plastici moderni, che con un ridotto contenuto di plastica consentono di applicare le opportune tecnologie industriali, le quali, senza alterare le caratteristiche nutrizionali e organolettiche degli alimenti, ne garantiscono durabilità e sicurezza igienico-sanitaria, permettendo al contempo la sanificabilità esterna delle confezioni stesse. Credo che, oggi come oggi, in un periodo di pandemia e, anche successivamente, di post pandemia, sarebbe utile fare quest'operazione, accogliendo le nostre proposte. L'emendamento 22.100 è un ripiego rispetto al 22.107 e lo stesso ragionamento vale per il 22.101; infatti, sulla base di appositi studi e comunque a condizione che siano garantite capacità e risultati in termini di igiene, sicurezza, conservazione e durabilità degli alimenti, dobbiamo ancora assicurare gli imballaggi in plastica. Non ci siamo svegliati oggi su questa materia, su cui torniamo perché sono giunte segnalazioni dalle principali associazioni di produttori (ma anche di consumatori per la garanzia dei prodotti), come Assica, Assitol, Assolatte, Unaitalia, che insieme fatturano 35 miliardi di euro e danno lavoro, tra dipendenti diretti e indotto, a 100.000 persone. A questo aggiungiamo anche tutta la filiera di Federalimentare. Se oggi non siamo in grado di sopperire alla plastica, togliere questa tassa ingiusta è il minimo che possiamo fare. Inoltre, se le tasse devono essere un deterrente - e mi rivolgo alla maggioranza - gli acquisti dei Ministeri dovrebbero conformarsi, indirizzandosi su prodotti alternativi. Come mai, chiedo al Governo e alla maggioranza, i milioni di banchi acquistati con i bandi approvati dal Ministero dell'istruzione, a firma del commissario Arcuri, e utilizzati nelle scuole sono interamente di plastica? (Applausi) . Per favore, non prendiamoci in giro. Aboliamo definitivamente la plastic tax e permettiamo ai nostri produttori di produrre, come stanno facendo, ma senza costi aggiuntivi. Votiamo convintamente a favore di questi emendamenti, a nome di migliaia di imprese e di lavoratori italiani, e vi chiediamo di fare lo stesso. (Applausi) . PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.100, presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.101, presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.102 (testo 4). LOREFICE (M5S) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. LOREFICE (M5S) . Signor Presidente, intervengo per dare un chiarimento in riferimento a questa direttiva, che non parla genericamente di plastica, quindi tirare in ballo i banchi c'entra come i cavoli a merenda. Nello specifico, questa maggioranza, proprio perché è molto attenta alle aziende italiane, specialmente le leader a livello europeo e mondiale nella produzione di plastiche biodegradabili e compostabili, la tutela - coesa - nel periodo di transizione. (Applausi) . Il MoVimento 5 Stelle, il PD e Italia Viva hanno massima attenzione per le industrie italiane e il comparto delle bioplastiche. Preannuncio pertanto il nostro voto favorevole all'emendamento 22.102 (testo 4). (Applausi) . CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, il collega mi ha talmente convinto che, per esplicitare al meglio questo emendamento, chiedo una votazione per parti separate. In particolare, chiedo di votare separatamente il punto 1 e il punto 2. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. AUGUSSORI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sono in dissenso, quindi sono contrario alla richiesta testé avanzata. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, poiché dobbiamo sottoporre la mia richiesta al voto per alzata di mano, chiedo prima la verifica del numero legale. Verifica del numero legale PRESIDENTE . Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico. (La richiesta risulta appoggiata) . Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico. (Segue la verifica del numero legale) . Il Senato è in numero legale. (Applausi) . Ripresa della discussione congiunta del disegno di legge n. 1721 e dei documenti LXXXVI, n. 3, e LXXXVII, n. 3 PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di votare per parti separate l'emendamento 22.102 (testo 4), avanzata dal senatore Calderoli. Non è approvata. CALDEROLI (L-SP-PSd'Az). Chiediamo la controprova. PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico. Non è approvata. QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Signor Presidente, il mio è un intervento di richiamo al buon senso. PRESIDENTE. Non al Regolamento, quindi. QUAGLIARIELLO (Misto-IeC) . Signor Presidente, c'è un problema: siamo nel "retrobottega", per ragioni di distanziamento; quando c'è una votazione per alzata di mano, la mano la alziamo, ma non veniamo visti. (Applausi) . La pregherei di considerare sempre direttamente il voto mediante procedimento elettronico o la controprova. Questa richiesta, ovviamente, vale anche per le sedute future. PRESIDENTE . Senatore Quagliariello, ha assolutamente ragione. In ogni caso, aspetteremo che possiate fare ingresso. Grazie per il richiamo al buon senso. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.102 (testo 4), presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . L'emendamento 22.103 è stato ritirato. Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.104. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare per dichiarazione di voto. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BRIZIARELLI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, sarei voluto intervenire in dichiarazione di voto sull'emendamento precedente, ma comunque gli emendamenti all'articolo 22 - e in particolare le proposte emendative 22.102 (testo 4), 22.103 e 22.104 - sono collegati. Sarebbe stato bene che il collega senatore Lorefice, nel suo intervento, l'avesse spiegato un po' meglio, perché siamo tutti d'accordo sul fatto che non c'entrano i banchi e penso dunque che non serva a granché. Bisognerebbe però spiegare, per non recepire pedissequamente le direttive, qual è il loro fine. Quello della direttiva 2019/904, in materia di Single use plastic (SUP), è ridurre la plastica che finisce in mare. Ci si scorda però di dire che la plastica europea che finisce in mare rappresenta lo 0,28 per cento del totale mondiale: è dunque meno dell'1 per cento! (Applausi) . Ci si dimentica anche di dire che dei 120 fiumi primi in classifica da questo punto di vista, secondo tutte le fonti, 103 sono asiatici, otto si trovano nel Continente africano, otto nell'America del Sud e solo uno è europeo, ma non italiano. Da alcuni mesi stiamo quindi mettendo in ginocchio il comparto, non solo delle bioplastiche, ma anche delle plastiche, in cui a livello nazionale siamo leader , prima di tutto con l'incertezza, facendo andare via le aziende, proponendo la plastic tax (questo non è certo un modo per stare vicino alle aziende) e poi si presentano emendamenti per ridurre i danni e confondere un po' le cose. Allora, mettiamo ordine: sull'emendamento precedente ci siamo astenuti, perché abbiamo preso atto di uno sforzo da parte del Governo. Diamo atto al Sottosegretario di avere in parte rispettato le parole pronunciate in sede di replica, quando ha detto che si cerca di adattare la normativa affinché non gravi troppo sulle aziende, e lo stesso vale per il tentativo del relatore. Dobbiamo però dire la verità: ci sono prodotti non sostituibili, e questo lo dite. Soprattutto dopo il Covid è evidente che alcuni prodotti in plastica, a contatto con gli alimenti, non sono sostituibili. Consentite però di introdurre quei prodotti, solo se in plastica biodegradabile e compostabile. È giustissimo: anche noi siamo a favore e a sostegno di un comparto, che però viene comunque messo a rischio dall'Europa, la quale, guardando al Nord Europa, considera erroneamente la bioplastica, se trattata chimicamente, al pari della plastica: questo non l'avete ricordato. Nella foga ideologica di adottare questa direttiva, c'è stato un errore, con l'emendamento approvato, a prima firma della collega Floridia. Dunque l'emendamento 22.104, ora in esame, vuole spazzar via quell'impostazione, perché in precedenza avete approvato un emendamento con il quale mettete al bando da subito i bicchieri in plastica. Con l'emendamento 22.104 miravamo quindi ad eliminare questo errore, che è ciò che intendete fare con i due emendamenti successivi, sui quali il relatore ha espresso parere favorevole, ovvero il 22.105 (testo 3) e il 22.106 (testo 2), su cui ci asterremo. Si maschera dunque, con una definizione che illustra un errore di traduzione nel testo italiano, che parla di "tazze" e non considera i bicchieri, quello che in realtà era stato un intervento punitivo apportato da un altro emendamento, approvato dalla maggioranza. In conclusione, riteniamo che un'impostazione corretta, che guardi a tutte le aziende, anche alla luce di quanto la plastica si è rivelata utile in determinati settori, dovrebbe tutelare l'ambiente, investendo, sì, nella ricerca - come crediamo anche noi, avendo firmando l'emendamento che elimina l'obbligo di una parte di materiale vergine per le bottiglie - ma non negando l'evidenza. Per questo voteremo convintamente a favore dell'emendamento 22.104 e ci asterremo sul 22.105 (testo 3), che sarà votato congiuntamente al 22.106 (testo 2). (Applausi). PRESIDENTE . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.104, presentato dal senatore Arrigoni e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.105 (testo 3), presentato dal senatore Lorefice e da altri senatori, identico all'emendamento 22.106 (testo 2), presentato dalla senatrice Giammanco. (Segue la votazione) . Il Senato approva. (v. Allegato B) . Passiamo all'emendamento 22.107, su cui la 5 a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Essendone stata avanzata richiesta, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo dell'emendamento 22.107, presentato dal senatore Bergesio e da altri senatori. (Segue la votazione) . Il Senato non approva . (v. Allegato B) . Indìco la votazione nominale con scrutinio dell'articolo 22, nel testo emendato. (Segue la votazione) . Il Senato approva . (v. Allegato B) . A seguito dell'approvazione dell'articolo 22, risultano preclusi gli emendamenti da 22.0.200 a 22.0.211. Colleghi, per dare continuità nello svolgimento delle dichiarazioni di voto finale e in considerazione del fatto che l'informativa del ministro Lamorgese è prevista a partire dalle ore 17, la Presidenza propone che il seguito dell'esame del provvedimento avvenga direttamente nella seduta di domani. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Rinvio pertanto il seguito della discussione congiunta dei provvedimenti in titolo ad altra seduta. FERRARI (PD) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. FERRARI (PD) . Signor Presidente, vorrei solo comunicare che domattina, più o meno tra le ore 9 e le 11 circa, il Gruppo Partito Democratico necessita di svolgere una riunione interna. PRESIDENTE. Quindi, senatore Ferrari, a nome del Partito Democratico, chiede di iniziare la seduta al termine della riunione del Gruppo, intorno alle 11? FERRARI (PD) . Anche alle ore 10,30, signor Presidente, se ritiene che occorra un margine maggiore. PRESIDENTE . Senatore Ferrari, poiché alle 12,30 è previsto l'intervento del Presidente del Consiglio, possiamo iniziare alle 10,30. Poiché non si fanno osservazioni, così rimane stabilito. Colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti. (La seduta, sospesa alle ore 17, è ripresa alle ore 17,05) . Informativa del Ministro dell'interno sui recenti disordini accaduti in alcune città italiane e conseguente discussione PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro dell'interno sui recenti disordini accaduti in alcune città italiane». Ha facoltà di parlare il ministro dell'interno, consigliere di Stato Lamorgese. LAMORGESE, ministro dell'interno . Signor Presidente, onorevoli senatori, la complessiva situazione socio-economica del Paese risente della diffusione dell'epidemia, che sta assumendo una valenza totalizzante nello scenario nazionale e internazionale, con riflessi inevitabili anche sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica, specie in questa fase, in cui è ripresa la crescita dei contagi. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che le misure emergenziali, sia quelle governative sia quelle disposte dalle Regioni in relazione alle specifiche esigenze dei territori, hanno determinato per la generalità degli italiani, soprattutto per alcune categorie particolarmente colpite. Ho già detto - e lo ribadisco anche oggi, qui - che il Governo è in costante ascolto delle voci di disagio e per tale ragione, già a partire dalla scorsa primavera, sono stati messi in campo interventi a supporto dei lavoratori e delle categorie maggiormente in sofferenza, con l'obiettivo di intercettare per tempo i fattori potenzialmente idonei a generare criticità nelle famiglie e nei contesti produttivi e ciò anche con lo scopo di prevenire possibili infiltrazioni criminali nell'economia legale e il conseguente aumento del rischio di usura. In questa direzione, già ad aprile, ho dato avvio a un'attenta attività di monitoraggio degli esiti socio-economici della pandemia, attivando i prefetti, e di recente ho richiesto un quadro aggiornato della situazione. A seguito dell'inasprimento della curva pandemica e delle nuove misure di restrizione adottate, è stato approvato ieri in Consiglio dei ministri il cosiddetto decreto ristori, che, con uno stanziamento di 11 miliardi di euro, ha disposto interventi a sostegno dei settori più coinvolti dall'applicazione delle restrizioni imposte con l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. In tale difficile contesto, accanto alle civili proteste di cittadini e lavoratori per le nuove e più restrittive misure, abbiamo assistito a inqualificabili episodi di violenza e di guerriglia urbana, connotati da atti di vandalismo e da veri e propri saccheggi. Si è trattato di episodi che hanno trovato nelle ragioni del malcontento soltanto un occasionale pretesto. Lo conferma il fatto che tutti i vari episodi di violenza accaduti nelle varie piazze d'Italia hanno visto all'opera soggetti che nulla hanno a che fare con le categorie interessate dall'applicazione dei provvedimenti governativi anti Covid. È stato infatti accertato che a tali manifestazioni hanno partecipato, in maniera preponderante, frange violente riconducibili a vari e distinti ambiti, che vanno dai movimenti di estrema destra ai centri sociali, uniti dalla tematica negazionista, fino a ricomprendere i settori più estremi delle tifoserie. Non è da sottacere il contributo di frange giovanili, conseguente al rinnovato attivismo negli ambienti studenteschi, e di una componente violenta di disagiati sociali, composta anche da extracomunitari che si inseriscono nella protesta per mero tornaconto personale, come avvenuto negli scontri di Torino e di Milano del 26 ottobre scorso. Il momento di contatto tra questa componente oltranzista e i legittimi manifestanti è avvenuto nella maggior parte dei casi attraverso i canali social , che hanno garantito l'immediatezza e la diffusività delle informazioni relative alle previste iniziative. Le caratteristiche del social favoriscono infatti inevitabilmente l'estemporaneità delle manifestazioni pubblicizzate da parte di singoli individui o gruppi non sempre strutturati e non rispondenti ad una strategia unitaria ma accomunati soltanto da finalità antigovernative. Nello svolgimento degli eventi anche l'elemento della territorialità ha un ruolo rilevante per la specificità di alcuni contesti sociali. Nel caso di Napoli, realtà da dove sono partite le proteste lo scorso 23 ottobre, le forti limitazioni imposte hanno avuto un impatto anche sul terreno della piccola criminalità. Diverse sono le segnalazioni pervenute in questi giorni dalla rete delle prefetture sulle manifestazioni da parte di categorie maggiormente colpite, che a partire da Napoli hanno determinato momenti di tensione anche in grandi realtà come Torino, Roma e Milano. A Torino, nella serata del 26 ottobre scorso, hanno avuto luogo nel centro della città due manifestazioni, una in Piazza Vittorio (con circa 1.500 persone) l'altra in Piazza Castello (con circa 1.000 persone), con la presenza di frange ultras della Juventus e del Torino. Sia in Piazza Castello sia nei pressi della sede della Regione si sono verificati lanci di bottiglie, pietre e bombe carta all'indirizzo delle Forze dell'ordine. A tali episodi hanno fatto seguito danneggiamenti e saccheggi presso numerosi negozi del centro cittadino (40 gli esercizi commerciali coinvolti) e atti vandalici nei confronti di auto parcheggiate e mezzi delle Forze dell'ordine. A seguito di tali fatti, dieci persone sono state tratte in arresto, due sono state denunciate, mentre risultano feriti dieci operatori delle Forze di polizia. A Milano, la sera del 26 ottobre, un gruppo di circa 400 persone, tra cui appartenenti all'area anarco-antagonista milanese e un folto gruppo di giovani, nonché soggetti del mondo del lavoro autonomo, ha provocato vari danni, costringendo le Forze di polizia a condurre brevi cariche di alleggerimento e lancio di lacrimogeni. Da una prima analisi dei fatti, emergono delle peculiarità nelle proteste del capoluogo lombardo, quale l'età dei manifestanti: delle 28 persone denunciate per danneggiamento e violenza, 13 sono minorenni. A Roma, dopo le manifestazioni del 24 ottobre, si sono registrate nella serata di ieri tre diverse iniziative di protesta rispettivamente in Piazza Cavour, in Via XX Settembre (regolarmente preavvisata dalla categoria dei tassisti) e in Piazza del Popolo (pubblicizzata su Facebook da compagini di estrema destra). Ovviamente, per tutte le manifestazioni sono in corso le attività investigative con il coordinamento delle competenti autorità giudiziarie, al fine di individuare i responsabili delle violenze. Stamattina si è svolto il Comitato nazionale dell'ordine e la sicurezza pubblica e vi è stata in quella sede un'approfondita analisi dei fatti all'esito della quale hanno trovato piena conferma le immediate risultanze investigative. Desidero quindi assicurare al Parlamento che la situazione del Paese è seguita con la massima attenzione e che terremo in considerazione ogni minimo segnale di allarme perché la protesta non venga a turbare ulteriormente un clima già profondamente scosso dalle conseguenze della seconda ondata pandemica. Il bene comune è tenere insieme il Paese in questo momento e respingere ogni tentativo di aizzare la protesta e di alimentare derive ribellistiche. L'obiettivo comune deve comunque essere quello di assicurare la tenuta sociale del Paese, da un lato con l'impegno profuso dal Governo anche in queste ore di garantire risorse adeguate alle famiglie e alle imprese più esposte nell'attuale contingenza economica e, dall'altro, attraverso una ferma ed efficace azione di contrasto delle azioni violente tesa a garantire la sicurezza di tutti nel pieno rispetto della libertà costituzionale e di manifestazione del pensiero. Aggiungo ancora un argomento emerso oggi in sede di Comitato nazionale. Non ci sono evidenze di una strategia unica nazionale: sono singoli episodi che vengono portati all'attenzione a livello territoriale. Ciò emerge dalle indagini fatte e dalle evidenze che risultano agli organi di Polizia. (Applausi). PRESIDENTE . Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro dell'interno. È iscritto a parlare il senatore Carbone. Ne ha facoltà. CARBONE (IV-PSI) . Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, la sua relazione corrisponde a un dovere istituzionale per il quale la ringraziamo perché con la sua informativa oggi ha dato esatto conto a quest'Assemblea di come i professionisti del disordine pubblico e della cieca violenza hanno oscurato il tentativo legittimo di migliaia di commercianti, di lavoratori e famiglie di manifestare un dissenso rispetto a scelte, condivisibili o meno, che le istituzioni devono inevitabilmente prendere per evitare l'aumento dei contagi e dei ricoveri. I teppisti che in questi giorni hanno messo a ferro e fuoco Napoli e tante altre città italiane aggredendo Forze dell'ordine e giornalisti devono essere perseguiti e assicurati al più presto alla legge. La stragrande maggioranza dei napoletani è composta da persone oneste di grande dignità, lavoratori, gente altruista e generosa, persone dedite alla famiglia e al prossimo e rispettose delle leggi, che non meritano di essere criminalizzati per colpa di una banda di delinquenti. Ministro, detto questo, rinnovo la massima solidarietà ai suoi uomini e a tutti gli uomini dello Stato impegnati ogni giorno nell'esercizio del loro dovere. Nulla può giustificare lo scempio e la violenza. Fatta questa doverosa premessa, dopo i fatti di questi giorni, mi chiedo perché allora in questo momento non stiamo tutti insieme a fronteggiare la crisi che sta diventando un fuoco nelle città. Credo sia necessario, mai come oggi, attivare un clima di concordia nazionale perché il vicolo cieco in cui ci ha gettati la pandemia impone la piena condivisione delle responsabilità e l'ascolto a ogni livello istituzionale. Questo fuoco che brucia nelle piazze si può domare soltanto con risposte adeguate e interventi concreti che non rincorrano continuamente gli eventi ma che li prevedano con largo anticipo. Ci aspettano ancora settimane intense e difficili. Bisogna convivere con il coronavirus; dobbiamo arrivare al vaccino e distribuirlo bene. Dobbiamo organizzare una logistica per il vaccino che sia esattamente l'opposto della gestione logistica del tampone. Se stiamo vivendo una stagione d'emergenza allora è sacrosanto e doveroso che l'Italia acceda ai 37 miliardi di euro del MES per consentire quella sicurezza sanitaria che è alla base della nostra sicurezza economica. Potremo agire sulla sanità, sui trasporti, sulla medicina territoriale e su tutte quelle criticità che non hanno consentito di tenere sotto controllo questa seconda ondata. Lo dobbiamo fare nel nome di questo nuovo stop che il Presidente del Consiglio ha chiesto agli italiani e che davvero potrà portare a conseguenze nefaste ed irreversibili. Caro Ministro, condivido il suo appello ai cittadini onesti di isolare i violenti, ma facciamo in modo che la convivenza con il virus non diventi un incubo per tutti i lavoratori della cultura e dello sport, della ristorazione, del settore dei congressi e degli eventi, delle agenzie di viaggio, degli stagionali, dei liberi professionisti, degli artigiani che avevano fatto tutti gli investimenti necessari per riaprire in sicurezza. Non dobbiamo pretendere di essere autosufficienti. Abbiamo il diritto, anche se all'interno della maggioranza, di pretendere decisioni concrete, rapide e più condivise. Lo pretendiamo nei confronti di un Paese che si è sacrificato e che, di colpo, è colto dal dubbio di averlo fatto inutilmente. Noi di Italia Viva siamo al Governo non per cullarci in un esercizio di autocompiacimento ma per evitare che errori e ritardi gettino il Paese in una spirale di violenze e disordini da cui sarebbe difficile tornare indietro. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Paragone. Ne ha facoltà. PARAGONE (Misto) . Signor Presidente, nei primi sette mesi del 2020 assunzioni in calo del 42 per cento. Unioncamere: 44.000 nuove imprese in meno durante il lockdown . La pandemia si abbatte sulle partite IVA: persi 219.000 autonomi in un anno. Dopo due mesi di lockdown 400.000 occupati in meno. CGIA di Mestre: causa Covid-19 si rischia un boom di lavoratori in nero, in Italia sono attualmente 3,3 milioni. Sempre la CGIA di Mestre: la criminalità si insinua tra le piccole e medie imprese, nel 2019 segnalate 105.000 operazioni di riciclaggio e i dati sono sempre in aumento. Nel settore terziario 40.000 imprese rischiano l'usura. Dove non arrivano le banche arrivano le mafie Era chiaro a tutti che la situazione esplodesse, signor Ministro, e che i cittadini non potessero reggere una situazione dove il conto delle ingiustizie fosse per lo più a loro carico. Per quanto ancora sopporterete il pianto di cittadini per bene, piccoli imprenditori che costringete alla chiusura, lavoratori senza cassa integrazione e con la paura di essere licenziati? Famiglie al verde, anche per bollette salatissime che non sapete tagliare. Per quanto tempo sopporterete questa disperazione? Un virus globale sta facendo saltare anche la globalizzazione con tutto il suo carico di ingiustizie e le ingiustizie, dopo un po', si riversano nelle piazze. I lavoratori della Whirlpool si riversano in autostrada perché nessuno ha voluto difendere le loro ragioni, sacrificate allo strapotere violento di una multinazionale che può calpestare i diritti del lavoro ed andarsene. Lo stesso accade dove il padrone multinazionale umilia la vita dei cittadini. Avete pensato alle piazze in termini virtuali o in termini liquidi? Le periferie senza servizi, tagliati in nome delle politiche di austerità, diventano infatti periferie liquide, invisibili. Il controllo del territorio è stato dimenticato o sacrificato perché tanto poi ci pensano le belle parole o le frasi di circostanza, che anestetizzano la questione. «La violenza va condannata» è una frase giusta in sé, ma che perde fibra se chi devi rimuovere le cause che l'alimentano non fa nulla per rimuoverle. Davide si ribellerà sempre contro Golia con violenza, perché deve sconfiggere una violenza superiore. Il suicidio di un giovane precario a vita o di un piccolo imprenditore strozzato da banche senza pietà sono forme di violenza. Certo, una violenza contro se stessi ma pur sempre violenza. Il livello si alza quando la violenza si salda con chi riempie il vuoto dello Stato con la sua subcultura criminale. Come potevate immaginare, signor Ministro, che drammi veri (dalla perdita del lavoro alla diminuzione del potere d'acquisto, dagli indebitamenti all'alea di perdere case e capannoni) non incrociassero la solita strategia criminale di soffiare sul fuoco? Chi doveva tenere sotto controllo questa situazione? Se la sacrosanta protesta di chi viene fregato dal Governo è sporcata dagli scontri, la colpa è del Ministero che non sa proteggere il sacrosanto diritto di dissentire. Ma siccome non volete manifestazioni contro, non avete controllato preventivamente. Le profonde ingiustizie sono sotto gli occhi di tutti e non le voglio elencare: i Benetton che - ahinoi - trattano le migliori condizioni di uscita nella querelle sulle concessioni autostradali o Arcuri che non può essere contestato sugli stipendi d'oro perché, nonostante la notizia sia vera, si sente un intoccabile e fa causa ai giornalisti. Insomma, ne abbiamo tantissime. Il problema è che poi ci dite che noi siamo populisti, ma il tema è che i problemi si sono ammalorati nell'incapacità di analisi e di azione di chi avrebbe dovuto avere le leve sotto controllo. Chi pensa di confinare il dissenso e le sacrosante rivendicazioni alla voce «scontri con le Forze dell'ordine» sta facendo male i conti, perché la rete criminale si riprende apertamente la piazza in quanto nessuno l'ha controllata in questi mesi e nessuno ha controllato la liquidità messa a disposizione dalle mafie sotto forma di racket . Una qualche saldatura tra disperati e criminalità avrà un inevitabile spazio se nessuno blocca, nelle zone più a rischio, lo scivolamento nella disperazione più cupa, fatta di zero lavoro, zero spazi sociali e sloggi dalle abitazioni. Quello spazio di saldatura sarà inevitabile perché, se non si farà vedere lo Stato, si farà vedere l'antistato, il quale agisce cash e senza burocrazia. Questa è la grande sfida del Governo. Ministro, il tema di fondo è sempre lo stesso: il controllo del territorio, che abbiamo smesso di fare perché mancano gli uomini e i mezzi e qualcuno ha pensato che, in fin dei conti, ci pensano poi la società liquida e la globalizzazione a rimettere tutto in equilibrio. Non dovete avere paura delle manifestazioni di dissenso; dovete controllare il territorio e proteggere quegli uomini, quelle donne, quei ragazzi e quei giovani che hanno ancora la forza di rivendicare un posto di lavoro e un diritto vero con contratti veri. Dovete aiutare questi ragazzi a poter manifestare senza avere infiltrazioni malavitose. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mirabelli. Ne ha facoltà. MIRABELLI (PD) . Signor Presidente, ringrazio il Ministro anche per aver sottolineato all'inizio del suo intervento l'impegno del Governo e le cose che ha già fatto per impedire che la criminalità organizzata possa avvantaggiarsi della crisi, sfruttandola per favorire l'usura, acquisire locali e costruire consenso sociale. Signor Ministro, prima di tutto le chiedo di esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà agli operatori delle Forze dell'ordine che in questi giorni sono impegnati a difendere le nostre città, ma soprattutto il diritto a manifestare delle persone perbene. (Applausi) . Sappiamo che stanno affrontando con misura e attenzione le violenze di piazza, cosa che comporta non solo i rischi consueti ma anche in questa fase il rischio di contagio. Penso, soprattutto nella mia città, al fatto che sono diverse decine gli agenti che si sono infettati con il coronavirus. Signor Presidente, colleghi, c'è nel Paese un disagio evidente e motivato. La ripresa drammatica dei contagi insieme alla crescita delle preoccupazioni per il futuro di fronte alla crisi economica alimentano incertezza e malessere. A ciò si aggiunge in questi giorni l'impatto delle misure che il Governo ha dovuto mettere in campo per combattere la crescita dei contagi senza arrivare al lockdown , ma limitando la circolazione delle persone. Queste misure chiedono sacrifici a tutti ma in particolare penalizzano alcune categorie che comprensibilmente hanno protestato, protestano e hanno chiesto ristori al Governo che con il decreto di ieri sono stati garantiti. In questa situazione, soprattutto dove il disagio sociale è più grande, c'è il rischio, che si è già concretizzato, che le giuste preoccupazioni e le fondate paure vengano usate da chi non c'entra nulla con chi legittimamente protesta. Le violenze di questi giorni - lei l'ha detto bene, signor Ministro - non hanno nulla a che fare con le categorie che stanno manifestando in questi giorni. I protagonisti, a seconda delle diverse realtà, sono estremisti violenti, ribellisti, estremisti di destra o di sinistra, frange organizzate nelle curve (c'è il ribellismo); sono le stesse figure legate alla criminalità e alla devianza che spesso incontriamo. Tanti trovano in questa drammatica emergenza l'occasione per sfogare violenza e attaccare le Forze dell'ordine. Di fronte a questa situazione grave ognuno di noi, prima di tutto la politica, ha la responsabilità di intervenire con fermezza, non solo nel contrasto dei violenti ma soprattutto per impedire che la protesta dei violenti si saldi con il disagio sociale. Certo, lo sappiamo, tocca prima di tutto al Governo rispondere e garantire che nessuno sia lasciato solo di fronte alla crisi, interloquire con le parti sociali e le categorie (come ha fatto in questi giorni il Presidente del Consiglio) anche nei momenti più difficili, ma soprattutto dare risposte concrete alle questioni che vengono poste. Lo si è fatto con il decreto di ieri, che garantisce ristori più alti che nel passato a tutte le categorie costrette a chiudere: cassa integrazione e contributi ai lavoratori, dipendenti e non. Ma non basta; serve che quelle risorse arrivino subito e direttamente ai beneficiari. L'impegno assunto di versare direttamente sui conti correnti i contributi entro metà novembre deve essere rispettato; così come era necessario - e lo si è fatto - prorogare il reddito di emergenza per ridurre il disagio sociale. Presidenza del vice presidente LA RUSSA (ore 17,32) ( Segue MIRABELLI). Ma non basta il Governo: è responsabilità di tutti isolare e prendere le distanze, non mischiarsi con estremisti, violenti e delinquenti. È importante che anche le parti sociali e le associazioni non solo allontanino, ma contrastino i violenti. Ovviamente su questo noi, la politica, abbiamo una responsabilità in più. Sempre, ma ancora di più in una fase così drammatica, la politica deve preservare le istituzioni, la loro credibilità, il loro essere riferimento per tutti i cittadini mentre si sta combattendo un nemico comune che è nemico di tutti. Per questo noi, tutti insieme, abbiamo la responsabilità di rispettare le sedi istituzionali e mantenere i toni giusti in una fase come questa. Siamo tutti impegnati a salvaguardare la salute e l'economia degli italiani. Il problema non è cancellare le differenze o nascondere le contrarietà; ma, più che mai in questo momento, dobbiamo interrompere la campagna elettorale permanente. Il punto non è come si guadagnano o come si perdono i voti, ma assumersi la responsabilità di fare scelte orientate solo a combattere il virus, tutelando salute ed economia. Su questo ci sono opinioni diverse tra noi, ma un Paese ha bisogno di una classe dirigente coesa e unita, capace di condividere l'obiettivo comune di fermare i contagi evitando il lockdown . Questo è il modo per isolare e togliere spazio ai violenti: avere grande responsabilità nei toni e nei modi, per essere credibili e avere la fiducia dei cittadini. In un momento in cui più che mai i cittadini hanno bisogno di trovare nelle istituzioni un punto di riferimento rassicurante, serve cercare risposte, non agitare problemi; serve responsabilità. Faccia di più il Governo per coinvolgere in questa direzione tutti, a partire dalle opposizioni. Ma sia chiaro: su questo il Governo può e deve fare di più ma la responsabilità non può stare solo da una parte. Non si può chiedere giustamente di essere coinvolti e poi essere protagonisti delle scene che si sono viste qui ieri, con il capo dell'opposizione che si presenta in Aula e dopo dieci minuti interviene insultando il Governo per poi abbandonare l'Aula insieme a tutto il centrodestra. (Applausi) . Non è così che ci si propone per la necessaria collaborazione istituzionale. Tutti noi dobbiamo decidere: o si continua la campagna elettorale o di fronte all'emergenza ci si assume la responsabilità di collaborare. Le due cose insieme non ci stanno. Spero si scelga di condividere, ognuno nel proprio ruolo, una parte delle responsabilità, anche per togliere acqua ai violenti e insieme superare, ognuno nel proprio ruolo, questa crisi, non nell'interesse della maggioranza o dell'opposizione ma nell'interesse degli italiani. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Dal Mas. Ne ha facoltà. DAL MAS (FIBP-UDC) . Signor Presidente, siamo rassicurati da quanto il Ministro ci ha detto. Mi sono annotato un punto importante: lei, Ministro, dice che non ci sono evidenze di una strategia unica nazionale eversiva e credo che chiunque qui dentro si senta più tranquillo in questo momento dopo le sue dichiarazioni. Purtuttavia, mi consenta di riferire una mia considerazione che può apparire banale: il suo discorso mi sembra un po' freddo, algido, in parte anodino, perché ho l'impressione di una Nazione che guarda il dito dell'eversione invece che alla luna del disagio. (Applausi) . Questo è lo specchio dell'attuale situazione del Paese e credo che chiunque si troverebbe in difficoltà nel guidare il Governo davanti ad una pandemia. È in difficoltà il mondo, ma voi avete scelto una strategia che è discutibile sotto il profilo della legislazione e sotto il profilo degli aspetti costituzionali per l'uso eccessivo, quasi bulimico, dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in luogo dei decreti-legge e in luogo degli atti di normazione primaria. Siete fermi agli atti amministrativi. (Applausi) . La ragione, senatore Mirabelli, per la quale ieri siamo usciti dal Parlamento è perché, nel mentre qui si stava discutendo e il Parlamento stava facendo il suo lavoro legislativo, il Presidente del Consiglio svolgeva una conferenza stampa durante la quale continuava a dire le cose che già l'altro giorno aveva detto in televisione. (Applausi) . Noi vogliamo essere rassicurati dal punto di vista politico! È sparita la politica in questo Paese. La politica è l'arte dell'anima - sosteneva Platone nel dialogo «Gorgia» - e si esercita attraverso una ginnastica e questa ginnastica è la legislazione. La sua salute è la giustizia. Vedo un Governo flebile, debole e noi vogliamo che il Governo sia forte, perché vogliamo che il Paese esca dalla situazione di emergenza. Noi siamo preoccupati e saremo certamente con il Governo e con le Forze dell'ordine perché non accada e non debba mai accadere che si saldino le difficoltà economiche con coloro i quali vogliono sfruttare gli antagonismi sociali e sovvertire l'ordine democratico, ammesso che vi sia ancora qualche pazzo in questo Paese che pensa a queste cose. (Applausi) . Voi allora non ci troverete interessati a cambi di maggioranza o a formule ambigue che non ci interessano. Ci troverete con voi nella misura in cui i vostri provvedimenti sono sostenibili e questo l'ha detto il nostro presidente Berlusconi in modo chiaro e inequivoco. Lo sta dicendo da giorni. (Applausi) . Ve lo stiamo dicendo, ma evidentemente siete ancora poco attenti, perché avete paura. Ecco, dovete uscire dalla paura. La paura è una cattiva consigliera e lo si è visto, perché davanti al primo lockdown ci siamo trovati impreparati; il Paese lo era, chiunque lo sarebbe stato, lo è stato il mondo. Ma non rispetto a questo ritorno! Rispetto a questo ritorno siamo stati fermi, non solo a livello di Stato centrale ma anche a livello di autorità locali. In alcuni casi - questo è vero - il conflitto tra il Governo di Roma e il governo territoriale del Paese non ha fatto bene alle istituzioni, alla nostra normazione e all'attuale situazione sanitaria. Vorrei ricordare una cosa molto banale: l'altro giorno Arcuri ha chiesto di cosa ci lamentassimo, visto che avevano fornito 1.800 ventilatori. Ma compito dello Stato è verificare se quei ventilatori poi arrivano a destinazione, se i posti nelle terapie intensive sono stati aumentati oppure no. È mancato il coordinamento dopo la fine della seconda fase. (Applausi) . Le Regioni non sempre hanno fatto ciò che avrebbero dovuto. Dov'è l'unità dello Stato tanto invocata, che invocate soltanto a parole nei momenti di bisogno, quando vi serve qualche voto per avere la maggioranza qualificata? Questo è il problema. Il problema è politico. Il problema è politico, al punto tale che, in conclusione del mio intervento, vorrei ricordare alcune parole: «Secondo me è un errore formulare gli articoli della Costituzione collo sguardo fisso agli eventi vicini, agli eventi appassionanti, alle amarezze, agli urti, alle preoccupazioni elettorali (...). La Costituzione deve essere presbite, deve vedere lontano, non essere miope». Lo diceva Pietro Calamandrei all'Assemblea costituente il 4 marzo 1947. (Applausi) . Noi vi chiediamo di saper guardare lontano e ovviamente all'emergenza di questi giorni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Centinaio. Ne ha facoltà. CENTINAIO (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, la ringrazio. Signor Ministro, abbiamo ascoltato con molta attenzione il suo breve, brevissimo, troppo breve intervento e la sua relazione. Le ricordiamo che il nostro movimento è presente nell'arco costituzionale da tantissimi anni. Abbiamo spesso organizzato manifestazioni di protesta, manifestazioni pro , eccetera ma alle nostre manifestazioni, come riconosciuto da tutti, non è mai successo nulla di violento. Proprio per questo motivo noi rifiutiamo tutti gli atti violenti che si sono succeduti in queste ore nel nostro Paese. (Applausi) . Atti violenti che arrivano da forze che fortunatamente non siedono in questo Parlamento e che tuttavia devono essere combattute con determinazione dallo Stato. Ma il nostro Paese, Ministro, in questa seconda fase della pandemia ha deciso di non subire in silenzio le decisioni di un Governo che sta facendo scelte alquanto bizzarre. Assiste anche lei a una serie di manifestazioni pacifiche: oggi a Roma abbiamo visto almeno quattro manifestazioni pacifiche attorno al Senato e alla Camera dei deputati; tutte manifestazioni pacifiche di cittadini italiani esasperati da questa situazione. (Applausi) . Ieri sera, Ministro, mio malgrado - e ammetto che mi sono spaventato - ero in taxi, all'altezza del Ponte Regina Margherita, se non sbaglio; il semaforo è diventato verde e ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una guerriglia urbana. C'eravamo io, il tassista e tantissime auto e tantissime persone che si sono spaventate vedendo circa un centinaio di persone che correvano dalla parte destra verso il ponte e che lanciavano di tutto e di più, bottiglie, sassi, ma anche materiale esplosivo (sicuramente non di grandi dimensioni); poi abbiamo visto le Forze dell'ordine intervenire. Non le nego che scene di questo tipo vorremmo evitare di vederle nel nostro Paese, ma soprattutto nella Capitale e nei centri storici del nostro Paese (Applausi) ieri c'erano persone che tornavano a casa dal lavoro. Signor Ministro, e se una di quelle pietre, invece di finire sul porfido fosse finita contro il finestrino di una macchina e avesse creato maggiori danni? Questi sono i problemi che dobbiamo vedere. Signor Ministro, le riporto quello che mi ha detto il tassista ieri sera: «Se ci sono delle infiltrazioni di mafiosi, della estrema destra e dei centri sociali come fanno le Forze dell'ordine a non saperlo? E non dovrebbero prevenire anziché reprimere?». Queste le domande che mi ha fatto il tassista ieri sera - anche lui molto spaventato - quando ci siamo confrontati prima di lasciarmi a destinazione. Signor Ministro, noi ricordiamo che a marzo in Commissione antimafia già si parlava del rischio di infiltrazioni criminali, quindi già eravate informati di questo rischio. Poi lei ci parla di gruppi di estrema destra, gruppi di estrema sinistra, gruppi organizzati delle tifoserie, e molti di questi si mandano i messaggi sui social . Se voi già sapete chi sono - e voi lo sapete, perché non posso pensare che uno Stato organizzato non sappia chi sono queste persone perché le Forze di polizia lo sanno - perché non prevenite? Se tutto questo avviene sul web e se lei già lo sa, perché non potenziate la Polizia postale, che è quella che dovrebbe controllare queste cose, soprattutto in questi momenti di crisi? (Applausi) . Qualcuno diceva che prevenire è meglio che curare. Uno Stato che non prevede e previene gli scontri; l'auspicio è che non vogliate che la situazione sfugga di mano. Vorrei evitare che la situazione sfugga di mano, per poi evitare magari che qualcuno si alzi un giorno e dica: «Visto che le manifestazioni non sono più democratiche, ma sono violente, impediamo agli italiani di manifestare». Voglio evitare che si arrivi a questo livello e quindi magari che ci sia qualcuno che le tolleri per far sì che il livello dello scontro sia sempre più alto. Vorremmo evitare che si arrivi a questo punto. Signor Ministro, secondo me, voi non capite le reali motivazioni che spingono la gente perbene in piazza; non i facinorosi e gli estremisti, ma le persone perbene. Pensate che sia soltanto per i vostri bizzarri provvedimenti? Pensate che sia solamente per la chiusura di alcune attività alle ore 18? No, non è solamente per questo. La domanda è: siete mai andati in piazza ad ascoltare le persone? (Applausi). Avete mandato mai qualche vostro parlamentare a dire: «Guardate, sono un parlamentare di maggioranza, vi ascolto e riporto al Governo». Il problema, signor Ministro, è che la gente si sente inascoltata in questo momento. La gente non arriva a fine mese: questo è il problema. Ripeto, la gente che scende in piazza non arriva a fine mese; se lo Stato non l'ascolta, una persona che non arriva a fine mese non sa più che cosa fare se non scendere in piazza a protestare. Il problema grosso è che la gente si sente un numero su cui lo Stato sta facendo esperimenti sociali. Quello che chiedono le persone è reciprocità. I parchi a tema provocano assembramento; gli eventi provocano assembramento; i matrimoni e le cerimonie provocano assembramento; i ristoranti, i bar, i supermercati, i negozi nelle gallerie commerciali, le terme e le palestre: tutto provoca assembramento in questo Paese. E a queste persone si chiede un sacrificio. Bene, queste persone sono anche disponibili a fare un sacrificio, temporaneo, però due cose chiedono allo Stato: innanzitutto, la reciprocità. Cosa vuol dire? Che se un bar provoca assembramento, non posso pensare che un autobus pieno all'ora di punta non sia assembramento. (Applausi) . Se una palestra produce assembramento, non posso pensare che un volo di Alitalia sia pieno come una scatola di sardine. Se i ragazzi fuori dalla scuola provocano assembramento, le metropolitane non sono assembramento all'ora di punta? È allora lì che dovete intervenire. (Applausi) . Signor Ministro, o tutti o nessuno. La seconda cosa è che le promesse vanno mantenute. Il 26 marzo, il presidente Conte scriveva «nessuno rimarrà indietro»; ripeto, nessuno rimarrà indietro. E da quel momento valanghe di bugie sui social e in televisione. Quindi, signor Presidente, signor Ministro, cosa dobbiamo dire a quelle migliaia di cittadini italiani che hanno perso il lavoro o a chi ha dovuto chiudere la propria azienda? Cosa dobbiamo dire signor Presidente, signor Ministro, a quell'imprenditore di settant'anni che, insieme ad alcuni colleghi, oggi abbiamo visto piangere, davanti a Montecitorio, con le lacrime agli occhi, perché ormai l'azienda è fallita, non può lavorare e deve lasciare a casa 21 persone? (Applausi). Gli dite voi che deve andare a casa? Promesse, promesse, promesse! In conclusione, si ricordi che non c'è cosa peggiore di un italiano tradito e deluso. Signor Ministro, non siamo soddisfatti del suo intervento. Il problema è che ci aspettavamo un intervento da Ministro dell'interno, che nel nostro Paese ha anche un ruolo politico. Ci aspettavamo che nella sua qualità di Ministro dell'interno venisse in Parlamento a dirci cosa è successo e cosa intende fare. Non ci aspettavamo un intervento da giornalista. Il problema, signor Ministro, è che, in quest'Aula, abbiamo sentito cose che avevamo già appreso dai giornali. Siamo altamente delusi, per la mancanza di rispetto che ha nei confronti dell'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Mantovani. Ne ha facoltà. MANTOVANI (M5S) . Signor Presidente, signor Ministro, il diritto a manifestare le proprie idee, anche quando si è in dissenso con le decisioni delle autorità pubbliche, è sacro e costituzionalmente garantito, ma c'è un altro principio su cui si deve fondare la nostra convivenza civile ed è il rispetto della legalità. In questi giorni abbiamo visto frange di estremisti di destra e di sinistra ed esponenti di gruppi ultras devastare strade e vetrine, saccheggiare e fare tanto altro, da Napoli a Torino, passando per Roma. Ringrazio il signor Ministro per aver detto a chiare lettere che lo Stato intende agire con la massima fermezza contro violenze e strumentalizzazioni, che stanno intossicando il nostro Paese. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pochi giorni fa ha detto una cosa di grande valore, che testimonia la serietà e la consapevolezza con cui lavora il Governo: «Se oggi fossi dall'altra parte, forse anch'io proverei rabbia verso le misure del Governo», perché chi ogni giorno, dalla mattina alla sera, fa i salti mortali per far quadrare i conti, ha anche il diritto di voler sfogare la propria frustrazione. Non sono però queste le persone che sfasciano le vetrine di Torino, che ribaltano i cassonetti a Roma o lanciano bombe carta a Napoli. I lavoratori che protestano sono persone serie e non violente. (Applausi) . Con loro parliamo ogni giorno. Anche in questi giorni il presidente Conte e altri esponenti del Governo hanno incontrato tanti rappresentanti di queste categorie, si sono confrontati, hanno ascoltato e spiegato. Alla fine prevale sempre la comprensione delle rispettive posizioni e il dialogo accresce la consapevolezza di tutti. I cittadini sanno che un Governo serio e instancabile sta facendo ogni sforzo per affrontare l'emergenza sanitaria e quella economica e sociale. L'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è stato approvato solo dopo aver avuto certezze sulle risorse, da inviare in pochi giorni sui conti corrente delle aziende colpite dalle restrizioni, con importi pari o superiori ai trasferimenti a fondo perduto, decisi con il decreto rilancio. Stiamo facendo il massimo, in un contesto da far tremare le vene ai polsi di qualsiasi statista: è sufficiente vedere cosa succede al di là delle Alpi. Eppure, non si può dire lo stesso per qualche esponente delle opposizioni che, dopo mesi di chiacchiere a vuoto, speculazioni vergognose su una tragica pandemia, tra negazionismo e allarmismo alternati ad arte, in base a dove gira il vento, ha definito «cretini» i manifestanti violenti di questi giorni. Il senatore Salvini - che non vedo in Aula stasera - di parole forti ne ha usate tante. Dovrebbe prendere le distanze, invece, da frange di delinquenti. Questo è il termine corretto: «delinquenti» che inquinano la democrazia, colpiscono al cuore lo Stato di diritto e sfruttano in modo ignobile rabbia e sofferenza di lavoratori perbene. Abbiamo a che fare con criminali, a cui lo Stato non deve fare sconti in nome della dignità e della serietà di ogni cittadino perbene. Anzi, lo Stato dovrebbe prevenire ed evitare che dilaghi la paura. Nessuno si tiri indietro dal dire, ad esempio, che una formazione politica notoriamente estremista e violenta come Forza Nuova ha messo a ferro e fuoco il centro storico di Roma. Le loro scorribande non hanno nulla a che fare con la libertà di manifestare, perché chi compie simili violenze si colloca sempre dalla parte del torto. Si può prevenire. Tutti noi dentro quest'Aula, per parte nostra, abbiamo il dovere di farci carico e sentire come un'angoscia personale la sofferenza di chi, esasperato da una situazione inimmaginabile appena un anno fa, sfoga tutto il proprio disappunto e le proprie preoccupazioni in piazza. Per fortuna, l'Italia si è trovata ad affrontare una tempesta senza precedenti con un Governo responsabile e che lavora. (Applausi). L'attività legislativa e amministrativa messa in campo in questi mesi è paragonabile al lavoro di anni e anni. Adesso bisogna compiere ogni sforzo affinché a nessuno sia più permesso di agire al di fuori della legalità. Prima di concludere il mio intervento, mi sia permesso un sincero e profondo ringraziamento alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine (Applausi) : padri, madri, fratelli e sorelle di famiglia, che con serietà e professionalità difendono la nostra sicurezza in questi giorni così difficili. Questi sono i coraggiosi cittadini a cui cittadini italiani guardano con fiducia. La nostra democrazia forte non si farà impressionare da una bomba carta o da un cassonetto incendiato. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Casini. Ne ha facoltà. CASINI (Aut (SVP-PATT, UV)) . Signor Presidente, vorrei essere abbastanza diretto in questo breve intervento, anzitutto per dire che, contrariamente ad alcuni colleghi, sono pienamente soddisfatto di quello che il Ministro ha detto. Noi non l'abbiamo chiamata per fare lezioni di sociologia né per spiegare quello che sappiamo benissimo - perché sarebbe insultante prima di tutto verso di noi, se avessimo bisogno che qualcuno ce lo spieghi - e, cioè, che c'è uno stato di disagio profondo e di protesta forte nel Paese. Aggiungo, da persona che vota questo Governo, che tale protesta è pienamente legittimata perché, purtroppo, in una pandemia di questo tipo, chi perde il lavoro o chi deve chiudere le sue attività commerciali è ovvio che sia profondamente frustrato. Non avevamo bisogno del Ministro dell'interno per capire questo. Abbiamo quei minimi contatti sociali, nonostante il distanziamento sociale, che ci portano a dire che lo avevamo immaginato anche da soli. Il Ministro dell'interno è stato chiamato per parlare di quello che è successo in questi giorni, che nulla ha a che fare - come ha detto poc'anzi la collega - con la giusta, legittima (e da tutelare) protesta che c'è nel Paese. Anzi, è proprio la garanzia di questa protesta civile che dobbiamo alzare le barriere contro quel misto e quell'impasto di violenza, di delinquenza, di camorra, di centri sociali, di estremisti di destra che si stanno muovendo in questo momento e che si stanno muovendo nelle città che sono state bersaglio degli scontri. Il Ministro si è attenuto a questi fatti ed è giusto che lo abbia fatto, perché io ritengo assolutamente sbagliato che noi mischiamo questo stato di disagio, che esiste e che può avere anche giustificazioni di qualsiasi tipo, con quello che invece non è giustificabile. Colleghi, vorrei rivolgermi agli amici dell'opposizione perché, al di là delle diverse opinioni, condividiamo il destino comune di questo Paese. Vorrei ricordare a loro che durante l'epoca del terrorismo, nonostante ci fossero circoli intellettuali che teorizzavano né con lo Stato né con le Brigate Rosse, ci fu qualcuno, ed era allora all'opposizione dei Governi guidati dalla Democrazia Cristiana, che non ebbe incertezze e si schierò per lo Stato democratico contro i violenti. (Applausi) . Se le istituzioni hanno retto e se anche chi allora era all'opposizione ha maturato negli anni una legittimazione istituzionale, è stato perché in queste circostanze ha saputo scegliere la parte in cui collocarsi. Amici, anch'io ho molte cose da dire, le dico ogni volta che viene il Presidente del Consiglio: mi piacerebbe una maggiore assertività del Presidente del Consiglio nel coinvolgere l'opposizione; non mi piace che l'opposizione sia consultata cinque minuti prima con una telefonata, perché questa è una consultazione retorica. Mi piacerebbe che ci fosse la convinzione che dobbiamo andare avanti assieme; il senatore Mirabelli ha detto delle cose che condivido dalla A alla Z e anche il collega Dal Mas credo abbia manifestato una sensibilità che esiste; ne do atto al presidente Berlusconi. Tuttavia, colleghi, ad esempio ieri è capitato che l'ex ministro Salvini si sia alzato in questa sede e - lo dico guardando il presidente Romeo - abbia biasimato il Presidente del Consiglio perché in quel momento parlava alla televisione mentre erano in corso i lavori parlamentari; su questo non dico se ha ragione o torto, probabilmente ha anche delle motivazioni, però poi ha chiesto all'opposizione di abbandonare l'Aula e se ne è andato via. Guardate che non funziona così! (Applausi) . Se c'è qualcosa da biasimare nei confronti della maggioranza e si sta dentro al Parlamento e lo si rileva in Parlamento, forse si ha maggiore legittimità e non minore per dire che il Presidente del Consiglio sbaglia, altrimenti si finisce per dare l'idea che si vuole solamente cercare un pretesto per fare l'ennesima polemica con la maggioranza. Colleghi, vorrei terminare il mio intervento dicendo che c'è bisogno di andare avanti assieme non con una confusione di ruolo, ma con la capacità, ognuno nel suo ruolo, di essere responsabili, di capire che il momento ci chiede un'assunzione di responsabilità. E il ministro dell'interno Lamorgese deve andare via questa sera sapendo che lei, la Polizia, i Carabinieri le Forze dell'ordine hanno la solidarietà di tutto il Parlamento, che non ci sono dei distinguo. (Applausi) . Non mi piace che si dica: il Ministro ha ragione, però. No, colleghi, il «però» non esiste. Il Ministro ha detto le cose come stanno e ha detto che lo Stato non si farà intimidire dai violenti e dai delinquenti e su questo deve poter contare su tutti noi, su chi sta nella maggioranza e chi sta all'opposizione. Per me il senso di questa comunicazione è esattamente questo e la mia solidarietà è senza condizioni. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Garavini. Ne ha facoltà. GARAVINI (IV-PSI) . Signor Ministro, vetrine infrante, lanci di bottiglie incendiarie contro la Polizia, cassonetti dei rifiuti messi a fuoco, negozi derubati: sono le scene di guerriglia urbana che hanno caratterizzato le ultime 48 ore praticamente su tutto il territorio nazionale, ieri sera anche a Roma. Le proteste contro il decreto Covid, prima pacifiche, sono poi diventate un'altra cosa. Si sono trasformate in violenza attraverso l'infiltrazione di gruppi di estrema destra, di movimenti antagonisti di ultras , di esponenti del crimine organizzato, che provano a cavalcare la tensione di queste ore e diventare interlocutori della protesta aizzandola. A Piazza del Popolo, ieri sera, non c'erano solo i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, a fagocitare le cariche e a tirare transenne contro la Polizia e i Carabinieri, ma c'erano numerosi loro militanti, professionisti della violenza, che si insinuano nelle proteste e le alimentano per strumentalizzare e provocare disordini a Roma come nelle altre città, dove si è manifestata una pericolosa commistione, quindi, tra estremisti delle destre neofasciste e appunto altre varie frange, in alcuni territori anche esponenti della criminalità organizzata, tutti soggetti con una forte propensione alla violenza che aizzano e danno sfogo alla rabbia che sta montando nel Paese; tutti soggetti che vanno individuati e perseguiti in modo esemplare, perché non è ammissibile che si approfitti di situazioni di difficoltà come quella in corso per indurre chi è esasperato a commettere a sua volta atti di vandalismo. Al contempo, il nostro grazie più sentito va alle Forze dell'ordine ed è positivo che sia un grazie bipartisan , non solo da parte del nostro Gruppo, perché non è accettabile tollerare le forme di violenza a cui abbiamo assistito nelle ore scorse. Ecco perché, signor Ministro, riteniamo che oltre ad individuare i responsabili, oltre ad esprimere la nostra solidarietà alle Forze dell'ordine, sia giunta l'ora di applicare la legge Mancino e procedere con lo scioglimento di Forza Nuova, un'organizzazione che persegue un'ideologia neofascista, che ha più volte causato violenti scontri con la Polizia, che è autrice di ripetute intimidazioni nei confronti di singoli esponenti politici e che anche in queste ore aizza appunto all'odio in diverse piazze italiane. (Applausi) . Persegue un disegno criminale di inquinamento e proprio per questo è necessario che lo Stato intervenga con decisione e senza tentennamenti ed è giusto il suo richiamo, signor Ministro, a non lasciarsi strumentalizzare e a prendere invece le distanze da tali provocatori. Allo stesso tempo, signor Ministro, è necessario avere presente che tra chi è sceso in piazza in questi giorni non ci sono solo facinorosi, non ci sono solo criminali, c'è anche una moltitudine di gente per bene che esprime la propria disperazione, che scendendo in piazza vuole dare voce alla propria angoscia, alla paura di vedere andare in fumo la propria esistenza professionale a causa delle chiusure decise dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Sono ristoratori, proprietari di bar, titolari di cinema, ambulanti, gestori di centri sportivi, piccoli imprenditori, che nelle scorse settimane hanno fatto investimenti consistenti, si sono attenuti alle regole, hanno fatto di tutto per garantire condizioni di sicurezza nel rispetto di quanto previsto dal Governo per sanificare i locali, per distanziare i clienti, gente che adesso, dopo aver subito forti cali negli incassi e dopo aver fatto grossi sacrifici, pur di tirare avanti, si vede minacciata nella propria sopravvivenza economica. Sono imprenditori che chiedono di poter lavorare in sicurezza per sé e per i propri dipendenti, nel totale rispetto delle regole, per la salvaguardia della salute propria e dei rispettivi clienti, perché anche se forniremo loro uno, due o tre mesi di sussidi, sanno che prima o poi questi aiuti finiranno e per quanto essenziali gli importi non saranno sufficienti per la loro riapertura. Il tutto a seguito di un decreto - diciamocelo - che rischia di più di essere basato su delle suggestioni che non su dati scientifici e mentre è assodato che purtroppo le scelte assunte bloccheranno determinati settori dell'economia, è del tutto da verificare che saranno altrettanto efficaci nel bloccare il numero dei contagi. Allora, signor Ministro, così come siamo convinti che le regole vadano rispettate e che i violenti vadano puniti, allo stesso modo crediamo che sia necessario ascoltare la voce dei tanti cittadini onesti scesi in piazza in modo pacifico in queste ore, così come riteniamo che vadano ascoltate le voci delle opposizioni e anche di chi, all'interno della maggioranza, usa toni critici ma non certo per fare polemiche, ma proprio perché a tutti noi preme il bene del Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Bertoldi. Ne ha facoltà. DE BERTOLDI (FdI) . Signor Ministro, a nome di Fratelli d'Italia, per la galanteria e il rispetto che caratterizza il nostro partito, le diamo il benvenuto in Senato. Siamo lieti che sia qui con noi per questa informativa. Abbiamo ascoltato con attenzione le sue parole, però ci poniamo una domanda. Ce la siamo posti, per la verità, già ieri quando abbiamo sentito il Partito Democratico chiedere il suo intervento. Riteniamo e ritengo che, forse, in un momento come questo, in cui gli italiani e l'Italia sono spaccati in due per un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul quale il Parlamento non ha avuto modo di dire una parola, sarebbe stato nettamente più conveniente e opportuno, per il rispetto delle istituzioni democratiche, che in questo Senato fosse presente il Presidente del Consiglio dei ministri. Amici del Partito Democratico, capiamo che siete in difficoltà, che questa maggioranza è spaccata ogni giorno dalle polemiche interne e che non vuole mai discutere nel merito; capiamo che, quindi, è naturalmente più comodo scomodare il Ministro dell'interno e sentirsi dire che sono avvenuti degli scontri di piazza, ma che fondamentalmente le Forze dell'ordine, correttamente con tutto il nostro supporto, hanno fatto il loro dovere. Signor Ministro, colleghi, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ha spaccato il Paese per davvero. Siete riusciti a dividere gli italiani; siete riusciti a dividere gli operatori economici del nostro Paese e questa è una cosa molto grave. Vorremmo capire da parte degli amici di Italia Viva se finalmente ha ragione Conte o Rosato. Vorremmo capire se sono le critiche del giorno dopo e, cioè, se gli amici di Italia Viva in Consiglio dei ministri sono ossequienti e obbedienti e il giorno dopo si svegliano per fare l'opposizione nella maggioranza o se, invece, come ha risposto Rosato, sono le osservazioni non ascoltate del giorno prima. Queste sono la maggioranza e la sua dialettica, che è più che altro un teatrino della commedia. Signor Ministro, per evitare fraintendimenti esprimiamo, a nome di Fratelli d'Italia, un no chiaro e deciso a ogni forma di violenza. Esprimiamo la più grande solidarietà ai valorosi militi, ai carabinieri, ai poliziotti e alle Forze dell'ordine, che purtroppo sono lasciati, anche per colpa vostra, allo sbaraglio di fronte a questa situazione. Tra l'altro, sono spesso privi di attrezzatura e con stipendi non certo all'altezza del ruolo che svolgono nell'interesse di tutti noi. Si deve sapere, però, con attenzione, che chi protesta civilmente e, secondo noi, a pieno titolo contro i provvedimenti iniqui di questo Governo, ha tutto il diritto di poterlo fare. Noi di Fratelli d'Italia siamo e saremo sempre al fianco dei nostri lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti, dei ristoratori, dei titolari delle palestre, di tutti coloro che voi avete ritenuto che non debbano lavorare. Vengo qui anche ad una considerazione oggettiva, nel dire che voi lo avete fatto anche per coprire le vostre malefatte o, meglio, le vostre inefficienze. Sono trascorsi otto mesi, più o meno, da quando è scoppiata la pandemia. Avevate tutto il tempo per investire quel denaro, che oggi volete investire a debito del nostro Paese, nella giusta assistenza: perché, a questo punto, diventa una giusta e doverosa assistenza. Quel denaro, però, avreste potuto investirlo nella prevenzione, in modo tale da non trovarvi, oggi, nella condizione di dover chiudere il Paese. Se penso agli investimenti nei trasporti, voi cosa avete fatto? Cosa avete fatto per risolvere uno dei maggiori problemi che ruota intorno alla pandemia e alla diffusione del virus, cioè il trasporto pubblico? Non avete fatto nulla! Voi ritenete che siano più pericolose le palestre, dove hanno attuato investimenti e dove le macchine per fare sport distano metri l'una dall'altra, piuttosto che gli assembramenti nelle metropolitane o sulle corriere. Ecco perché vi accuso, a ragion veduta, e vi accusano gli italiani di incapacità, di non aver saputo interpretare i bisogni del nostro Paese, i bisogni di quei lavoratori che voi avete trascurato e che oggi, semplicemente aumentando il debito degli italiani, dite di essere pronti a ristorare: peraltro malamente, come poi dirò. Questo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d'altra parte, è figlio di quel pauperismo e di quella visione etica che contraddistingue, purtroppo, la vostra maggioranza politica, la vostra visione politica di sinistra, quasi consona e affine a quella teologia della liberazione per la quale, magari, si può andare giustamente in chiesa, ma non si può andare in palestra, non si può andare al ristorante, perché quelle attività sono, come qualcuno di voi ha detto, superflue. Forse, amici cari, saranno superflue, ma non sono affatto superflue per chi vi lavora, per i camerieri, per i cuochi, per quelle persone che lavorano in quei mondi, per quelle persone che vi servono lo spritz e che voi state insultando e mandando a casa con i vostri provvedimenti. Quindi, ristoro e nuovo debito per venir meno agli investimenti che non avete saputo fare. Trasporti, servizi sanitari, assistenza domiciliare agli anziani, scuola: non avete fatto nulla in sei mesi, tranne i monopattini, da una parte, e banchi a rotelle, dall'altra. Adesso, allora, dovete coprirvi alle spalle degli italiani e dovrete indebitare ancora di più il Paese per coprire le vostre inefficienze. Lo dico e lo ripeteremo a voce alta dappertutto: nelle città, nei paesi, nei rioni della nostra amata Patria. Ebbene, parlate anche di ristoro e qui dimostrate l'incompetenza aziendale del vostro agire. Ma come pensate di ristorare gli italiani con l'elemosina? Voi avete detto e scritto che il ristoro sarà comparato a quello del decreto di giugno. Allora, il decreto citato prevede un contributo a fondo perduto che varia dal 10 al 20 per cento sulla riduzione dei ricavi. Cosa vuol dire, tradotto in poche parole? Che voi forse a malapena ristorerete una parte dell'utile di queste imprese. Ma i costi fissi che queste imprese devono comunque sopportare chi li paga? Li pagate voi? Abbiate, allora, il coraggio di essere più onesti intellettualmente. Abbiate il coraggio di ascoltare chi sta urlando e protestando nelle strade. Altro che parlare dei violenti. I violenti vanno repressi e mi auguro che il Ministro dell'interno sappia svolgere le sue funzioni a tal riguardo. Chi protesta ha il dovere e il diritto di farlo, perché voi li state ignorando. E anche quando parlate di ristoro, li state prendendo in giro, perché ribadisco che con il 10, 15 o 20 per cento del minor fatturato non si ristora un bel nulla, ma - semplicemente - si spendono male i soldi dello Stato e si indebita ulteriormente il nostro Paese. Concludo il tempo a mia disposizione chiedendo al Ministro, che spero vorrà risponderci con chiarezza, che provvedimenti ha preso verso quegli immigrati clandestini che continuano a invadere il nostro Paese e scappano dai centri, magari malati di Covid. Che provvedimenti state prendendo verso gli immigrati clandestini? Lo vorremmo sapere, visto che volete chiudere in casa gli italiani e impedire ai nostri ristoratori di lavorare, dopo che magari - faccio una parentesi - hanno investito fior di soldi per garantire il distanziamento e la sanificazione. Dopo che hanno investito soldi, li fate chiudere! Impedite anche che le famiglie possano festeggiare il compleanno di un figlio, però, allo stesso tempo consentire agli immigrati clandestini di entrare quotidianamente nel nostro Paese e di sentirsi liberi di fare quello che vogliono. Signor Presidente, è molto grave quello che sta accadendo. Rientrano nella vostra responsabilità e dovete avere sulla vostra coscienza i disordini che si sono verificati e che, purtroppo, si ripeteranno prossimamente. Non vorremmo che questi disordini e magari le violenze che, ahimè, spesso si accompagnano alla disperazione sociale vi facessero comodo, perché è attraverso questi elementi che voi potrete conservare il potere. Volete solamente la poltrona; è la poltrona che vi interessa e non certo il destino e le sorti della nostra Patria. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ruotolo. Ne ha facoltà. RUOTOLO (Misto) . Signor Ministro, abbiamo tutti ascoltato con attenzione e preoccupazione la sua informativa. Le chiedo anche io, a nome delle colleghe e dei colleghi del Gruppo Misto, di esprimere la nostra solidarietà alle Forze dell'ordine aggredite nel corso delle manifestazioni violente di questi ultimi giorni. (Applausi) . Signor Ministro, questa è l'ora più buia per il nostro Paese dal Dopoguerra. Quella che, alla fine dello scorso febbraio, si era palesata come un'emergenza sanitaria è diventata rapidamente e drammaticamente anche un'emergenza economica e sociale, che in questa seconda ondata sta mettendo a dura prova la coesione sociale e rischia di mettere in discussione la tenuta democratica del nostro Paese. Oggi dobbiamo fare i conti con due emergenze contemporaneamente: quella sanitaria e quella economica. Giorno dopo giorno si riempiono di nuovo gli ospedali e le terapie intensive, aumenta il numero dei morti, il contagio corre veloce (solo oggi 25.000 nuovi positivi) e investe le grandi città del Nord, del Centro e del Sud (Milano Roma, Napoli). Dobbiamo garantire la salute dei cittadini, ma gli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, con le chiusure anticipate dei negozi, delle attività del terziario e della ristorazione, necessarie per ridurre il contagio, hanno portato in piazza, colpiti dalla crisi economica, ceto medio, piccola borghesia e marginalità e, con loro, gli ultimi degli ultimi: precari, disoccupati e addetti di quel sommerso che alimenta anche la criminalità, ma che non è solo funzionale alla criminalità, in quanto fa sopravvivere migliaia di persone, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia. Piazze composite con diversi protagonisti, quei ceti impoveriti dalla pandemia e i protagonisti di quelle immense periferie che sono diventate le nostre metropoli; piazze esposte all'egemonia della destra, del tutti contro tutti, del rancore, dell'invidia sociale e del ribellismo. In queste piazze abbiamo sentito gridare contro la dittatura sanitaria, contro lo Stato. Per loro il nemico da abbattere non è il virus, ma i provvedimenti presi per contrastarlo; su queste proteste si innesta di tutto. Signor Ministro, colleghe, colleghi, la gente è spaventata, disorientata. È un momento in cui c'è tanta sofferenza e in cui migliaia di persone si sono trovate senza lavoro. Saremmo tutti più tranquilli se dietro a queste manifestazioni avessimo individuato un'unica regia criminale. Certo, è vero che negli scontri di venerdì sera a Napoli, sotto la Regione Campania, c'erano i malavitosi, gli ultrà, gli antagonisti di sinistra e il giorno dopo, nel quartiere del Vomero, quelli di CasaPound, che hanno tentato di egemonizzare la protesta; come erano di Forza Nuova i manifestanti che hanno provocato gli scontri di ieri a Roma a Piazza del Popolo. Ecco, dobbiamo chiedere a chi legittimamente manifesta nelle strade delle nostre città di isolare i violenti e di rispettare le regole. Sappiamo che magistrati e investigatori sono al lavoro per identificare gli autori di queste violenze; ci sono forze criminali ed eversive che soffiano sulla protesta. Ma, attenzione, in queste piazze non c'era solo rabbia; c'era paura, paura per il futuro, e c'erano persone che chiedevano certezze. Bene ha fatto il Governo a varare, in poche ore dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il decreto ristori, con gli oltre 5,4 miliardi di euro a fondo perduto per quelle attività chiuse di sera. Bene ha fatto il Governo a prolungare di altre sei settimane la cassa integrazione e a estendere lo stop ai licenziamenti. Bisogna pensare a sostenere economicamente anche gli invisibili; occorrono risposte concrete. Abbiamo già chiesto a marzo e ad aprile sforzi al limite dell'impossibile alla nostra comunità e lo stiamo facendo ancora, a distanza di otto mesi; e sarà così ancora nei mesi a venire. Dobbiamo continuare a tenere dritta la barra e a mettere al primo posto il diritto alla salute. Non siamo i soli a soffrire per gli effetti della pandemia; non dimentichiamoci mai quello che sta accadendo in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, nel resto del mondo. Dalla sua informativa, signor Ministro, si capisce bene che lei e il Governo non sottovalutate la situazione; è legittimo protestare anche in tempi di emergenza sanitaria, con le regole, però, che questa emergenza impone. Voglio chiudere questo intervento rivolgendomi a quest'Aula: non è il momento di cavalcare le proteste, non è il momento della propaganda. Ognuno si assuma le sue responsabilità: maggioranza e opposizione. Abbiamo il dovere di confrontarci, per combattere il Covid e per rispondere alla crisi economica e sociale. Signor Ministro, noi siamo d'accordo con lei: bisogna essere fermi e rigorosi nel bloccare odiatori ed eversori. Dobbiamo invece spendere tutto il nostro impegno nel rispondere al disagio sociale con politiche che riducano le diseguaglianze. La posta in gioco è il futuro del nostro Paese, anzi del nostro pianeta. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Alfieri. Ne ha facoltà. ALFIERI (PD) . Signor Presidente, ho ascoltato con molto interesse la relazione del Ministro dell'interno, perché ci ha riportato alla logica dei numeri - e qui non si può scherzare - rispetto a dare l'idea che il Paese ha delle piazze che bruciano, spostando l'attenzione su quello, quando invece sappiamo che il tema è l'emergenza sanitaria e la necessità di tutelare la salute e la dignità delle persone e il diritto al lavoro e all'educazione dei nostri figli. Quindi bene che abbia dato la giusta contezza dei numeri, perché dobbiamo partire da lì e non dall'emotività, non dalla strumentalizzazione politica, pur sapendo che oggi siamo in una fase nuova, che è cambiata anche rispetto a marzo e ad aprile, quando era naturale abbracciarsi e unirsi intorno alle autorità precostituite. Oggi è più complicato, perché non c'è più l'incognito. Oggi il virus lo conosciamo, conosciamo le sue dinamiche, o almeno la maggior parte di esse, seppur differenti da territorio a territorio. Vivo in Lombardia: tra Milano e Varese le ultime notizie danno un aumento di oltre 7.500 casi; nella mia provincia, quella di Varese, quasi 2.000 casi nella sola giornata di oggi. Allo stesso modo è differente tra settore e settore, perché chi lavora nel pubblico e fa lo smart working ha evidentemente una sensazione e una percezione diverse rispetto a chi lavora nel settore privato, ad esempio quello dei ristoranti e dei bar. Quindi, comprendiamo la preoccupazione ed è fisiologico che molte persone vogliano manifestare la propria preoccupazione sul futuro, le proprie ansie e inquietudini, e noi dobbiamo farcene carico. Volevo dire in maniera molto chiara a chi è stato Ministro, come il senatore Centinaio, che non è solo lui a incontrare le persone, ma le incontriamo anche noi; tutto dipende da cosa vai a dire alle persone. (Applausi) . Se le vuoi rassicurare e dire che combatterai delle battaglie per loro per cambiare anche alcune cose, non vai a dire loro - come ha fatto il senatore Centinaio - rispetto ad un'ordinanza non del Ministero della salute, ma del suo Presidente di Regione in Lombardia: «Alle 23 scendo in piazza e vediamo se mi arrestano». (Applausi) . È senso istituzionale questo? Tutto dipende da come parli alle persone. Puoi avere vedute diverse rispetto a quelle del Governo, così come il sindaco di un'importante città italiana che, ieri, alle ore 5 del mattino, non ha trovato altro da fare che andare a cena con altre persone nello spregio più totale delle norme di distanziamento. Chi ha un incarico istituzionale deve dare l'esempio; poi può discutere sulle singole misure, arrabbiarsi, dividersi, ma non possiamo permetterci di mettere in discussione il principio di legalità. Ci riempiamo molto spesso la bocca della parola «legalità», ma dobbiamo poi essere conseguenti. Allora è bene essere attenti ed è bene che tutti condannino "senza se e senza ma" gli episodi di violenza, senza sponde istituzionali, perché ormai con i social e i mezzi di comunicazione le persone si nutrono di messaggi sbagliati. E, se si pensa che qui dentro qualcuno dà la sponda sul versante dell'illegalità e del non rispetto delle regole, si dà spazio a persone che invece si muovono per tutt'altro. Occorre distinguere tra chi giustamente è preoccupato per il futuro, che va compreso, e chi invece scende in piazza per motivi diversi: dall'antagonismo ai movimenti neofascisti, dalle bande giovanili ai tifosi delle curve che sono in contatto con i delinquenti in servizio permanente effettivo. Vorrei provare a fare un richiamo che riguarda tutti, a livello locale come a livello nazionale: il momento della responsabilità collettiva vale per tutti. Significa che chi fa parte della classe dirigente del Paese deve cambiare modo di rapportarsi rispetto a questa crisi, a partire da noi, a partire da chi è forza di maggioranza e a partire dagli stessi sindacati, dalle forze sociali alle associazioni di categoria. Bisogna essere consapevoli che oggi non si è solo portatori di un interesse di parte, ma si è anche componente effettiva della classe dirigente del Paese e, quindi, va cambiato l'atteggiamento nei confronti della crisi: vale anche per le forze di maggioranza, che giustamente devono essere coinvolte anche con modalità innovative, a partire dalla funzione di raccordo dei Capigruppo che tengono il collegamento fra Governo, Gruppi e territorio. Si discuta dentro quel formato nuovo, poi si decide, magari mediando, magari con discussioni accese, ma poi quando si esce non si giocano altre partite, perché non ce lo possiamo permettere. La partita oggi è affrontare insieme il Covid-19. Quindi, lasciamo stare i regolamenti di conti e pensiamo a come affrontare insieme l'emergenza e vale per le forze di opposizione che chiedono giustamente un coinvolgimento non di cortesia. Però decidiamoci, perché stridono le parole di oggi di un uomo di Stato - voglio dirlo - qual è Silvio Berlusconi rispetto alle sceneggiate che abbiamo visto qui ieri di chi ha abbandonato l'Aula, perché si rimane in Aula e si svolge il proprio ruolo. Questo è un punto fondamentale che riguarda anche il centrodestra. Dovete decidere che cosa fare: se l'opposizione repubblicana o quella dei toni che a volte ho ascoltato in quest'Aula. E vale anche per il Governo, più di tutti gli altri, perché ha maggiori responsabilità. A fase straordinaria corrispondono misure straordinarie e strumenti straordinari, velocità e condivisione delle scelte. Se dobbiamo affrontare questa sfida, dobbiamo mettere in campo strumenti anche nuovi. Vale per la cabina di regia, vale per il coinvolgimento dei Capigruppo: decidiamo quali sono le modalità. E vale anche - lo dico al Ministro dell'interno - rispetto alle modalità di organizzazione sul territorio: i prefetti operano ancora con il formato del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica o si inventano formule nuove di governance del territorio, cui partecipano anche il dirigente dell'ASL o della Agenzia di tutela della salute, il direttore dell'ufficio scolastico provinciale, a volte i direttori delle agenzie di mobilità e i sindacati? Dobbiamo essere all'altezza delle sfide che abbiamo, anche inventando strumenti nuovi. Oggi dobbiamo decidere se vogliamo giocare questa sfida come classe dirigente del Paese. Ne va della credibilità di tutti noi: si vince insieme. Non è che, se perde il Presidente del Consiglio, poi vince il resto del Paese. Oggi ognuno si prenda la propria parte di responsabilità, a seconda dei ruoli e degli incarichi che ha, e risponderà per questo al Paese. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vitali. Ne ha facoltà. VITALI (FIBP-UDC) . Signor Presidente, ringraziamo il signor Ministro per la solerzia con la quale ha voluto intervenire questa sera, dandoci delle assicurazioni. Ci ha detto che non saranno limitati i diritti dei cittadini di manifestare democraticamente e di rappresentare le critiche ai provvedimenti del Governo; ci ha detto che saranno isolati, individuati e assicurati alla giustizia i fomentatori, gli estremisti, i provocatori che si insinuano nel malessere dei cittadini per altre finalità. Dopodiché il Ministro ha fatto la cronaca degli eventi che - come è stato notato da qualche collega - avevamo già letto sui giornali. Ma noi da lei, Ministro, ci saremmo aspettati qualcos'altro. Lei ha detto che la pandemia ha raggiunto una valenza totalizzante. Ebbene, noi avremmo voluto sapere da lei - mi rivolgo a lei, signor Ministro, ma, per suo tramite, al Presidente del Consiglio - se questa recrudescenza era prevista; avremmo voluto sapere quale tipo di iniziative il Governo avesse messo in campo per prevenire o per affrontare l'emergenza. Qualche mese fa circolava un documento, che non è stato mai smentito - anzi è stato confermato - datato gennaio 2020, nel quale si diceva che la pandemia sarebbe durata moltissimi mesi e avrebbe provocato circa 50.000 decessi. Questo documento non soltanto non è stato smentito, ma è stato anche confermato. Alla legittima domanda di chi chiedeva per quale ragione questi dati fossero stati tenuti riservati, è stato risposto che era stata una scelta politica per evitare allarmismi. Molto bene, se questo però avesse significato per il Governo adottare tutte quelle iniziative e tutti quei provvedimenti che avrebbero consentito di affrontare l'emergenza. (Applausi) . Signor Ministro, con il lockdown di qualche mese fa si è data l'impressione che sarebbe bastato poco più di un mese di privazione forzata della libertà e dei movimenti per debellare la pandemia. E, invece, l'abbiamo mandata soltanto in ferie, perché dopo l'estate l'abbiamo rivista ancora più agguerrita e ancora più violenta di prima. (Applausi) . Questo manifesta un'assoluta mancanza di programmazione e una incapacità di affrontare le problematiche. Oggi siamo costretti a prendere atto di iniziative violente di pochi facinorosi che si mobilitano e si inseriscono in certi contesti. Anche io, signor Ministro, voglio manifestare per il mio Gruppo la vicinanza, la stima e la considerazione a tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine. (Applausi) . Tuttavia - e qui c'è la differenza - mi consenta, a titolo personale, di esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà a quel poliziotto che a Parma è stato sospeso mentre svolgeva il proprio dovere e mentre evitava che un facinoroso colpisse la vetrina di un negozio, aggredendo la proprietà privata, che ancora nel nostro Paese è garantita. (Applausi) . In questa maniera si mostrano solidarietà e vicinanza alle Forze dell'ordine. E lo dico non solo come esponente parlamentare, ma anche come figlio di una famiglia di tutori dell'ordine che ha visto le frustrazioni e le mortificazioni degli appartenenti alle Forze di polizia, e ha vissuto le ansie, i dolori, le pene e le sofferenze delle famiglie. Allora basta con le parole di occasione: manifestiamo concretamente la vicinanza alle Forze di polizia e incominciamo ad adeguare gli stipendi, che sono i più bassi d'Europa. (Applausi) . Siamo arrivati a questo punto perché c'è stata una sottovalutazione. Signor Ministro, il nostro Paese negli ultimi nove mesi ha perso nove punti di PIL e forse ci vorranno anni per tornare alla situazione precedente, che già non era rosea. Il Governo non ci dice niente su come affrontare la situazione. In Germania, al primo apparire della pandemia, sono stati stanziati 500 miliardi di euro; in America 1.000 miliardi di dollari; da noi, dopo nove mesi, poco più di 100 miliardi, e non tutti sono arrivati a destinazione! Voi pensate in questa maniera di poter affrontare la situazione? Si dice che tutti insieme dobbiamo fronteggiarla. Signor Ministro, deve dire al Presidente del Consiglio che noi leggiamo dichiarazioni di disponibilità da parte del segretario Zingaretti, da parte del presidente Renzi, ed oggi le abbiamo sentite anche dal presidente Casini che, peraltro, già in altre occasioni le aveva manifestate. Ma nei fatti questo non c'è, perché «collaborare» e «disponibilità» significano decidere insieme in un momento delicato nel quale è in discussione non la sorte di questo Governo, che ci interessa ben poco, ma la sorte e la vita del nostro Paese. (Applausi) . Ed è chiaro che noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Non serve - lo dica al signor Presidente del Consiglio - notificare in maniera postuma le decisioni per dire che c'è stata collaborazione. Allora, a chi si è risentito del gesto compiuto ieri dall'opposizione, voglio dire che in questi mesi sui tantissimi vostri decreti-legge, peraltro subiti con il voto di fiducia - quando abbiamo potuto discuterli, perché più il più delle volte li abbiamo ricevuti e dovuti votare così come sono arrivati dalla Camera dei deputati - non si sono accettati gli emendamenti. Non esiste più l'ostruzionismo parlamentare: è stato abolito. Non si fanno più le manifestazioni e non si coinvolge l'opposizione. Che cosa deve fare l'opposizione per dire che prende le distanze da questo modo di fare politica (Applausi) , se non abbandonare l'Aula in segno di protesta per attirare l'attenzione dei cittadini, ma anche per sensibilizzare il Presidente del Consiglio e le forze di Governo? È all'interno delle forze di questa maggioranza che esiste il problema. Circola una fake news - mi auguro che sia tale, signor Ministro - secondo cui il 2 novembre il Presidente del Consiglio si appresterà a dichiarare un nuovo lockdown. Non lo faccia. Ripeto: non lo faccia, e convochi le opposizioni, che saranno in grado di assumersi le loro responsabilità (Applausi) e anche di dare dei buoni consigli. Se ci avessero chiamato prima - ad esempio - avremmo detto che non basta comprare 1.600 ventilatori se poi le istruzioni sono in tedesco e non le capisce nessuno; che non basta dire che noi affrontiamo i nostri problemi se poi in questi mesi non si sono aperti gli ospedali che erano stati chiusi per poter fronteggiare l'emergenza sanitaria. Signor Ministro, al signor Presidente del Consiglio dica anche che va bene la telefonata a Fedez perché, essendo un simbolo dei giovani, può sensibilizzarli al rispetto delle regole è legittimo, ma dica pure di chiamare gli scienziati affinché la smettono di parlare tante lingue diverse. Se oggi ci mettiamo davanti al televisore, sentiamo uno che dice una cosa e, cambiando canale, ne ascoltiamo uno che ne dice un'altra: anche questo crea disorientamento. Faccia il Presidente del Consiglio anche in questo. (Applausi) . Se ci sarà la chiamata dell'opposizione, come sempre, con senso di responsabilità, noi diremo: presenti. (Applausi) . PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Candiani. Ne ha facoltà. CANDIANI (L-SP-PSd'Az) . Signor Ministro, inizierò con una riflessione che ho fatto prima, quando entrando ci siamo stretti la mano, in maniera assolutamente corretta, e lei, con una battuta quasi scherzosa, ha detto: «Ecco il mio nemico». Non è questo lo spirito con cui ci vogliamo rapportare con il Governo, ma ciò riguarda lo spirito non tra due persone che si conoscono, ma tra le istituzioni. Noi rappresentiamo, in Parlamento, l'opposizione. Vogliamo chiamarla minoranza? Chiamiamola minoranza. Dall'altra parte, infatti, c'è non il Governo, ma la maggioranza. Ciò che stiamo cercando di dire è che quelle che portiamo in questa sede non sono angosce campate in aria, ma sono le preoccupazioni di un Paese che è in grave crisi, innanzitutto con se stesso. Signor Ministro, le rassicurazioni che oggi avremmo voluto sentire da lei, sono quelle che deve dare il Ministro dell'interno, allorquando in piazza scendono cittadini, che hanno legittime aspettative e gravi preoccupazioni sul loro futuro (Applausi) , ma che si trovano mescolati con frange violente, che nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare, costituzionalmente garantito al cittadino. A proposito delle manifestazioni, lei ebbe l'attenzione di sottolineare i rischi l'11 luglio, ma è evidente che la sua voce è rimasta inascoltata da parte di tutto il Governo, perché le condizioni in cui ci troviamo oggi erano ampiamente prevedibili. C'è una vignetta, che circola in queste ore, che raffigura il presidente Conte che si rivolge ai ristoratori, chiedendo di creare le distanze (e loro lo fanno), di igienizzare le mani (e loro igienizzano le mani), di prendere i nomi di chi entra nel locale (e loro prendono i nomi di chi entra) e, dopo essersi accertato che i ristoratori hanno fatto tutto questo, dice loro: «Ecco, adesso chiudete». Questo è ciò che ha creato apprensione nella gente e ha dato il senso di un'ingiustizia, subita da chi ha rispettato le regole e che, per di più, oggi si trova in piazza mescolato assieme a chi le regole le calpesta sistematicamente, perché è criminale. Lo dico alla senatrice Mantovani, che non vedo in Aula, perché alle ore 18 se n'è andata: noi abbiamo preso posizione subito. Matteo Salvini ha preso posizione subito, perché è dovere istituzionale di qualsiasi rappresentante del popolo pretendere che i cittadini perbene siano divisi rispetto ai facinorosi che abbiamo visto in piazza a Napoli, a Torino, a Roma o a Milano. (Applausi). Non sono questi i toni che si possono usare in quest'Aula, chiedendo poi collaborazione all'opposizione, perché quella battuta scherzosa, fatta tra di noi prima, qualcuno la sta interpretando sul serio, pensando che da questa parte non ci sia qualcuno con cui collaborare, ma c'è il nemico. Signor Ministro, le scelte che avete fatto con quel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri hanno generato oggettivamente caos, confusione e preoccupazione. Se fossi in lei, in questo momento farei il Prefetto più che il Ministro: ascolterei le persone, le chiamerei e mi metterei al servizio, dando rappresentazione plastica del fatto che le istituzioni ascoltano e non sono distanti dai cittadini, dagli operatori economici, dai commercianti e dagli artigiani. E - vivaddio! - non andiamo a dire che sono loro che devono prendere le distanze dai facinorosi! Signor Ministro, c'è qualcosa che è scappato anche in un'intervista. Dopo che qualcuno ha detto che in piazza ci sono quelli che non pagano le tasse o non hanno guadagnato e colgono l'occasione per recuperare i soldi non guadagnati, non diamo loro anche l'etichetta di facinorosi, perché questo sarebbe ingiusto e indecoroso in un Paese serio. (Applausi) . Le chiedo anche di precisare il suo pensiero, perché nel Resoconto stenografico, che è stato pubblicato nella pagina Internet del Senato, viene riportato che lei avrebbe detto, poco fa - a me è sfuggito, ma le chiedo di precisarlo - che era presente in piazza un gruppo di 400 persone, a Milano, «tra cui appartenenti all'area anarco-antagonista milanese e un folto gruppo di giovani, nonché soggetti del mondo del lavoro autonomo», che ha provocato vari danni. Dubito che si riferisse al mondo autonomo perché, se si va a dire che in piazza c'erano dei facinorosi geometri, architetti e professionisti, veramente si arriva al paradosso. Ministro, siamo preoccupati perché queste sono le informazioni che vengono pubblicate dai giornali: arrestati due pregiudicati a Napoli e già scarcerati, liberi. State varando decreti. Prendete provvedimenti perché questi fatti non accadono. Se ci sono facinorosi che vanno in piazza, devono essere arrestati e carcerati e non liberati, altrimenti abbiamo un'altra preoccupazione, Ministro. Ci ricordiamo di questa primavera, quando nelle carceri ci furono sommosse: l' affaire Basentini, ricordiamo bene che cosa accadde; le pressioni che in seguito furono descritte come fatte sul Governo per liberare e scarcerare. Non vogliamo immaginare che in questo momento ci sia un'idea di infiammare le piazze per fare pressione sulle istituzioni repubblicane per trarne vantaggio da parte della criminalità organizzata, che sia mafia, camorra o 'ndrangheta, perché questo necessiterebbe della massima determinazione nella repressione. E questa massima determinazione nella repressione la chiediamo e pretendiamo dal Governo, distinguendo i cittadini perbene dai facinorosi, e garantendo, ai cittadini che hanno necessità di manifestare tutta la loro situazione, la libertà di farlo in una piazza non violenta. Ministro, abbiamo bisogno di queste certezze. Esistono anche i Servizi nel nostro Paese, che evidentemente fanno il loro dovere, ma mi viene da dire: è possibile che si fossero formate quelle aggregazioni nelle piazze, mescolando - come è scritto nelle informative della DIA - camorristi? Non è possibile, non è ammissibile che avvenga, quando lei stessa l'11 luglio disse di fare attenzione perché il rischio c'era, e forte. Dopo di me interverrà il senatore Morra, che sicuramente ci farà un'ampia illustrazione dell'attività di malavita-criminalità organizzata, ma noi vogliamo sentirlo da lei, Ministro. Vogliamo avere la certezza che le nostre istituzioni stanno lavorando per rassicurare i cittadini, e non per dire loro di non andare in piazza perché è pericoloso, ovvero mettere un bavaglio a chi in questo momento si è visto chiusa l'attività, a chi in questo momento non capisce perché gli sono state imposte regole ingiuste. Noi siamo qui per dirvi - come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto - di non prendere decisioni dalle quali il Paese può uscire drammaticamente sconvolto. Avete messo delle regole, la distanza, regole di buonsenso: fatele applicare, altrimenti far chiudere tutto vuol dire che il Governo fa norme che poi non è in grado di applicare, e chi le ha rispettate si trova addirittura ad essere "cornuto e mazziato". Questo non è ammissibile. (Applausi). Ministro, vogliamo rassicurazioni certe per i nostri concittadini, per le Forze dell'ordine che oggi sono chiamate a un compito ancora più difficile, con maggiori rischi, anche di salute, ma vogliamo la sicurezza per il futuro del Paese. Queste sono le dichiarazioni che vogliamo sentire dal Governo, e non come nemici, ma come istituzioni che collaborano lealmente tra di loro. Chiediamo al Governo questa lealtà. (Applausi). PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Morra. Ne ha facoltà. MORRA (M5S) . Senatore Candiani, la ringrazio per aver anticipato il mio intervento e per aver esplicitato che avrei trattato questioni afferenti all'incarico istituzionale che ricopro da novembre del 2018; quello stesso incarico istituzionale per cui, spesso e volentieri - molto più spesso di quanto non si possa credere - mi debbo rapportare - come è giusto che sia - con prefetti, questori, autorità che sul territorio, rappresentando il Governo, debbono - lo sottolineo - garantire i diritti costituzionali ai cittadini. Ebbene, le posso garantire che, avendo sentito immediatamente chi rappresenta lo Stato, il Governo a Napoli, ho avuto la certezza di come quelle stesse persone, dal primo all'ultimo della catena di comando e non soltanto, fossero del tutto impegnate con tutte le loro energie per garantire che a Napoli, così come a Roma, a Milano piuttosto che a Torino, l'ordine democratico, che la Repubblica ha istituito dal 1° gennaio 1948, non venisse violato. Voglio anche approfittare di una singolare coincidenza, Ministro, e lo dico a voce bassa perché questo è il momento in cui bisogna ragionare, bisogna abbassare i toni, come ha fatto - per esempio - l'ex sottosegretario Candiani; come ha fatto anche il rappresentante di Forza Italia Dal Mas; come, però, non hanno fatto tutti in precedenza, anche appartenenti a Gruppi che, richiamandosi alle possibilità dell'opposizione, volevano far capire quanto fossero disposti a dialogare. La senatrice Garavini ricordava come in funzione della cosiddetta legge Mancino si potrebbe sciogliere Forza Nuova. Io ricordo a me stesso che oggi è il 28 ottobre e il 28 ottobre del 1922, secondo gli storici, iniziò una marcia che poi si concluse molto tristemente per il nostro Paese, alimentando vent'anni di cancellazione delle libertà personali e sociali; alimentando un'ideologia cui tanti, che sono scesi proditoriamente in piazza a Napoli e non soltanto, si richiamano. Ora, vorrei far comprendere a tutti che è nell'interesse di chi è veramente democratico, e non soltanto a parole, richiamarsi a Gorgia, come ha fatto il senatore Dal Mas, quando ha ricordato che la politica può e deve essere in qualche modo esempio. E l'esempio con cui noi dobbiamo tutti i giorni confrontarci non è tanto, o meglio non è soltanto - senatore Casini - l'esempio di chi predica in un modo, chiedendo collaborazione, offrendola e poi abbandonando l'Aula. L'esempio è quello di chi, anche occupando seggi parlamentari, ha sostenuto che l'epidemia si potesse fronteggiare con Lambrusco e salame all'aglio, perché anche questo alcuni noti parlamentari delle cosiddette opposizioni hanno avuto modo di far sapere urbi et orbi , approfittando - lasciatemelo dire - di una televisione trash che permette a tanti negazionisti oltre ogni logica di poter dire la qualunque pur di ottenere share . (Applausi) . Dico questo perché il Ministro ci ha ricordato che in questi contesti - per come anche le immagini, che sono state quasi vivisezionate, hanno potuto accertare - non soltanto ci sono stati militanti dell'estrema destra e animatori di centri sociali, ma ci sono stati anche negazionisti che forse hanno tratto forza dal fatto che c'era qualcuno che la mascherina se la strappava, come se fosse la prima castrazione delle libertà individuali, perché si voleva istituire una dittatura sanitaria. (Applausi) . Adesso quelle stesse persone hanno difficoltà a lavorare con la mascherina, anche se è l'ultimo dei fastidi. Ricordo a me stesso una parlamentare che alla Camera dei deputati, essendo affetta da gravi patologie, ha ricordato all'Aula che, se la poteva usare lei, la potevamo usare tutti, a tutela, oltre che della propria dignità, anche e soprattutto del bene sacrosanto della salute che appartiene a tutti e soprattutto ai soggetti - senatore Calderoli, come lei - con difficoltà relative al fatto di essere, dal punto di vista delle difese immunitarie, più provato di altri. Lei, infatti, pochi giorni fa ha scritto qualcosa sui suoi profili social che a me sarebbe piaciuto far leggere a tanti suoi colleghi, perché quegli inviti provengono da altri suoi colleghi che dimostrano un grandissimo senso di responsabilità, salvo poi essere puntualmente sconfessati da chi ha più tribuna, più palcoscenico e detta la linea secondo la quale il Governo non fa niente, il Governo non chiama le opposizioni. Attenzione: io ho ascoltato tutti e - per esempio - devo dire che l'invito che ci è stato fatto - quello sì, Ministro - di potenziare la polizia postale, mi sembra doverosamente da valutare e assecondare. È stramaledettamente vero che sui social si realizzano inviti che in tempo reale portano decine e forse centinaia di manifestanti, che non aspettavano altro, a scendere dai Quartieri spagnoli, dalla Pignasecca di Napoli, lì dove poi ci sono stati problemi. Vorrei ricordare a tutti che a Napoli in particolar modo - e le immagini sono state chiarissime - due mezzi delle Forze dell'ordine hanno subito dei tentativi di isolamento e poi per fortuna sono riusciti a ritornare dalla parte giusta senza che si realizzasse la tragedia. Lo dico perché forse qualcuno si è dimenticato che a Genova diciannove anni fa, per una situazione che doveva essere impedita, c'è stato qualcosa di allucinante che poi rimane come un macigno sulla coscienza collettiva del Paese. Allora, proprio perché bisogna abbassare i toni e bisogna ragionare, signor Ministro, la ringrazio perché mi era sfuggito un dato su cui vorrei che tutti quanti ci soffermassimo. A Milano, per i disordini che si sono verificati la notte del 26 ottobre, su 28 soggetti denunciati all'autorità giudiziaria ben 13 risulterebbero esser minorenni. Io ho sentito dire dal senatore Candiani che, quando le manifestazioni si sviluppano soprattutto nei centri storici, si deve essere ancor più allertati per la prevenzione. Mi domando allora se per caso le borgate sono centri di residenza di cittadini che non sono tutelati dalla Costituzione italiana; se per caso dobbiamo ancora distinguere con un'ottica quasi classista chi è cittadino del centro storico e chi è cittadino del quartiere degradato. Forse è motivo di scandalo, e dunque di riflessione per chi vuole una politica alta, evitare che vi siano zone delle nostre città e dei nostri paesi in cui il degrado sociale sia massimo. Ricordo pertanto a me stesso che la vera politica pratica la coesione e non l'estremizzazione. (Applausi) . È qua che io lancio una proposta, sia alla maggioranza di Governo di cui io stesso faccio parte, sia alle opposizioni tutte. Coesione significa, piuttosto che annullare le distanze e le differenze, quantomeno ridurle, far capire a chi è indietro che c'è qualcuno che sta davanti che lo sta aspettando. Ebbene, io appartengo a una forza politica che da quando è nata ed ha mandato in Parlamento suoi eletti ha chiesto a tutti loro di essere capaci di rinunciare a qualcosa delle loro indennità, perché con questo qualcosa si mandava un segnale forte a chi era meno fortunato. (Applausi) . Allora, se noi vogliamo far capire anche in termini di ristori a chi ha partita IVA, a chi è lavoratore autonomo, a chi in qualche modo sperimenta nel quotidiano cosa sia la difficoltà del resistere, un segnale forte da parte non soltanto dei parlamentari... (Il microfono si disattiva automaticamente). .. ma di tutti coloro che, appartenendo... PRESIDENTE. Concluda però. MORRA (M5S) . Sto concludendo! PRESIDENTE. Non vedo perché lo dice con tono arrabbiato. Concluda. MORRA (M5S) . Presidente La Russa, sto concludendo. PRESIDENTE. Ha tempo supplementare come gli altri, lo apprezzi. MORRA (M5S) . Forse mi debbo pentire per il fatto di non essere stato capace di farglielo capire, ma cerco di farglielo capire dicendolo, per cui sto concludendo. Stavo dicendo che ci sono tanti burocrati, tanti dirigenti, funzionari di pubbliche amministrazioni, tanti lavoratori dipendenti che in questi mesi non sono stati minimamente toccati dal punto di vista stipendiale. Pertanto lancio l'idea di un contributo di solidarietà, che potrebbe essere un segnale forte per quell'Italia che ha difficoltà e deve capire che si è tutti sulla stessa barca, a cominciare da chi presiede attualmente l'Assemblea. (Applausi) . PRESIDENTE. La ringrazio. Anche lei ha avuto tempo extra, come è stato dato a tutti gli altri, che però lo hanno accolto con minore sgarbo. Interventi su argomenti non iscritti all'ordine del giorno DRAGO (Misto) . Domando di parlare per fatto personale. PRESIDENTE. Non dilunghiamoci troppo sulla natura dell'intervento. Ne ha facoltà. DRAGO (Misto) . Signor Presidente, l'intervento è un po' tardivo rispetto alle notizie di stampa già di ieri e, quindi, è notorio il fatto che abbia deciso di lasciare il MoVimento 5 Stelle. Le motivazioni chiaramente sono varie, ma ci sono alcuni punti su cui vorrei puntare l'attenzione. Il primo punto è che vorrei sottolineare il fatto che rispetto la mission che pensavo mi fosse stata riconosciuta, richiedendomi di candidarmi nel 2018 per il MoVimento 5 Stelle, legata all'impegno delle politiche familiari, essendo stata presidente del Forum delle associazioni dei familiari a Catania e coordinatrice dell'associazione nazionale famiglie numerose, fosse scontata. E, invece, in due anni e mezzo di attività ho incontrato notevoli e numerosi ostacoli - questo è il punto che vorrei focalizzare - allo svolgimento della mia attività parlamentare. Nella spiegazione più specifica ho scelto di parlarne in un'altra sede, ma quello che voglio evidenziare è che pare che tutto sia nato dalla presenza a Verona al Congresso della famiglia più volte riportato nella stampa anche nei mesi passati, ma mai si è fatto riferimento al fatto che il giorno prima fossi stata all'Aquila Film Festival, invitata a una tavola rotonda, con vari esponenti di diversi schieramenti sui temi di singolo e famiglia, tra l'altro organizzato da famiglie arcobaleno e LGBT. E questo perché erano stati già invitati più volte esponenti del MoVimento 5 Stelle e nessuno di loro ha dato disponibilità. Il particolare importante che voglio sottolineare riguarda - attenzione a questa data - il 27 maggio 2020. Da parte di un collaboratore del vice ministro Castelli per le vie brevi ricevo il seguente commento: «Buonasera senatrice... a motivo dell'astensione della mozione di sfiducia ho avuto indicazione di fermarmi...», questo in seguito ad una mia domanda. Non so se ci rendiamo conto della portata di questo fatto. Ma soprattutto, a parte gli ostacoli che ho incontrato sia sul territorio da parte di alcuni colleghi che qui nelle Aule del Parlamento, il mio rammarico è di non aver agito in maniera congiunta per le esigenze che riguardano la Sicilia. Spesso mi si è detto che sarei passata alla Lega, cosa che non farò, e ho già spiegato ai colleghi per quale motivo. Ma devo ammettere che vedo più attenzione alla Sicilia da realtà che dovrebbero apparentemente essere lontane rispetto a quelle che dovrebbero essere vicine. Siamo stati 53 parlamentari eletti in Sicilia. Quali i temi lasciati in sospeso? Solo l'emergenza sisma; la sperequazione fiscale a cui è soggetta da anni la Sicilia; la costruzione del ponte, del tunnel, la non costruzione; il problema infrastrutturale interno; l'istituzione delle zone franche montane, su cui spero che a breve - come pare - finiremo lo studio in Commissione finanze e tesoro il mancato rientro dei docenti esiliati. Inaccettabile è la chiusura del Ministro dell'istruzione all'istanza di rientro di docenti da anni lontani dai propri cari, dovendo sostenere spese di vitto, alloggio, trasporto e altro ancora, di cui il Ministro non si fa carico. Non è un problema nato oggi, ma il Governo e il MoVimento 5 Stelle, nonostante quest'ultimo avesse promesso in campagna elettorale un concreto intervento, non hanno mostrato alcuna sensibilità sul tema. Occorre riordinare tutto il processo di mobilità, stabilizzazione e assunzioni. Come ebbe a dire Aldo Moro, la persona viene prima di tutto. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà. VESCOVI (L-SP-PSd'Az) . Signor Presidente, qualche giorno fa sono stato in Piazza del Popolo e ho incontrato la categoria dello spettacolo viaggiante. C'erano varie sigle sindacali, le ho incontrate e ho parlato con molti e sono entrato nelle specifiche questioni. Ho conosciuto molte persone dignitose che mi hanno raccontato il loro problema. Da marzo non lavorano e l'estate l'hanno fatta - per così dire - a singhiozzo perché solo alcuni Comuni hanno permesso loro di lavorare, seppure a norma. Ho visto nei loro visi il problema del lavoro. Adesso la loro attività è chiusa e si prospetta una nuova chiusura. Ciò che chiedono tutti in modo semplice, dato che sono costretti a chiudere, sono un ristoro economico, lo slittamento degli adempimenti fiscali o un aiuto a fondo perduto. Una volta che chiudiamo l'attività a questa categoria, chiudiamo anche le nostre tradizioni. Chiedono delle cose semplice: un rimborso economico e una responsabilità economica. È il Governo che impone loro di chiudere; non sono loro che si sognano di chiudere; anzi, vorrebbero andare a lavorare. Vedo purtroppo che il Governo vive di quotidianità; non ha una visione a lungo termine e si percepisce che sa dove andare. D'altronde, se un Presidente del Consiglio passa dalla cattedra di diritto a Firenze, senza andare alle urne, alla gestione di un Paese in questa situazione economica, è ovvio perché non c'è una visione. (Applausi). Atti e documenti, annunzio PRESIDENTE . Le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni pervenute alla Presidenza, nonché gli atti e i documenti trasmessi alle Commissioni permanenti ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento sono pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. Ordine del giorno per la seduta di giovedì 29 ottobre 2020 PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, giovedì 29 ottobre, alle ore 10,30, con il seguente ordine del giorno: ( Vedi ordine del giorno ) La seduta è tolta (ore 19,14) . Pareri espressi dalla 5ª Commissione permanente su ulteriori emendamenti al disegno di legge n. 1721 La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'ulteriore emendamento 15.100 (testo 2), trasmesso dall'Assemblea, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli ulteriori emendamenti trasmessi dall'Assemb1ea, sulla proposta 22.102 (testo 3) esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione del capoverso: "1)" con il seguente: "1) dopo la lettera b ), inserire la seguente: "« b-bis ) ove non possibile l'uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti elencati nella parte B dell'allegato alla direttiva (UE) 2019/904, prevedere la graduale restrizione all'immissione sul mercato dei medesimi nel rispetto dei termini temporali previsti dalla suddetta direttiva 2019/904, consentendone l'immissione nel mercato qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo EN13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile»". L'esame resta sospeso sull'emendamento 15.100 (testo 2). VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA Nel corso della seduta sono pervenute al banco della Presidenza le seguenti comunicazioni: Disegno di legge n. 1721: sugli emendamenti 11.1, 12.2, 12.4 e 12.5, il senatore Rufa avrebbe voluto esprimere un voto favorevole e contrario sull'articolo 11. Congedi e missioni Sono in congedo i senatori: Auddino, Barachini, Bossi Umberto, Campagna, Cario, Castaldi, Cattaneo, Cerno, Ciampolillo, Crimi, Crucioli, De Poli, Di Marzio, Di Micco, Di Piazza, Galliani, Laus, Malpezzi, Mantero, Margiotta, Matrisciano, Merlo, Misiani, Monti, Napolitano, Nocerino, Petrenga, Rojc, Romagnoli, Ronzulli, Sciascia, Segre, Sileri, Stabile e Turco. Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Arrigoni, Castiello, Fazzone, Magorno e Urso, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Rampi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Cangini e Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO. Alla ripresa pomeridiana della seduta sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Rampi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Cangini e Paroli, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO. Gruppi parlamentari, variazioni nella composizione Con lettera pervenuta in data 28 ottobre 2020, la senatrice Drago ha comunicato di cessare di far parte del Gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle, a far data dal 27 ottobre 2020, e di aderire al Gruppo Misto. Gruppi parlamentari, Ufficio di Presidenza Il Presidente del Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle ha comunicato che il Gruppo stesso ha proceduto al rinnovo di alcune cariche dell'Ufficio di Presidenza: Presidente: senatore Ettore Antonio Licheri Vice Presidente Vicario: senatore Andrea Cioffi Segretari: senatore Gabriele Lanzi, senatrice Emma Pavanelli, senatore Vincenzo Santangelo Tesoriere: senatrice Elisa Pirro. Commissioni permanenti, variazioni nella composizione La Presidente del Gruppo Misto, ha comunicato la seguente variazione nella composizione delle Commissioni permanenti: 6 a Commissione permanente: cessa di farne parte la senatrice Drago; 11 a Commissione permanente: entra a farne parte la senatrice Drago. Disegni di legge, annunzio di presentazione Senatori Pirro Elisa, Pellegrini Marco, Corrado Margherita, Castellone Maria Domenica, Marinello Gaspare Antonio, Mautone Raffaele, Pisani Giuseppe, Trentacoste Fabrizio, Accoto Rossella, Botto Elena, Romano Iunio Valerio, Vanin Orietta, Pavanelli Emma, Croatti Marco, Naturale Gisella, Taverna Paola, Mollame Francesco, Angrisani Luisa, La Mura Virginia, Gaudiano Felicia, Donno Daniela, Giannuzzi Silvana, Moronese Vilma, Gallicchio Agnese, Matrisciano Susy Misure dirette alla incentivazione delle cure sanitarie e socio-sanitarie domiciliari per le persone non autosufficienti (1990) (presentato in data 28/10/2020); senatore Barbaro Claudio Modifiche all'articolo 73 del Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635, in materia di licenza, porto e detenzione di armi per gli agenti di pubblica sicurezza (1991) (presentato in data 28/10/2020); senatori Fattori Elena, De Falco Gregorio, Nugnes Paola Disposizioni per l'arresto del consumo di suolo agricolo (1992) (presentato in data 28/10/2020); senatore Barbaro Claudio Tutela e valorizzazione della lingua italiana (1993) (presentato in data 28/10/2020). Disegni di legge, presentazione di relazioni A nome della 2ª Commissione permanente Giustiziain data 28/10/2020 il senatore Dal Mas Franco ha presentato la relazione unica 1686 e 1699-A sui disegni di legge: sen. Ostellari Andrea ed altri "Istituzione della «Giornata nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari»" (1686) (presentato in data 29/01/2020); sen. Faraone Davide ed altri "Istituzione della «Giornata nazionale "Enzo Tortora" in memoria delle vittime degli errori giudiziari»" (1699) (presentato in data 05/02/2020). Governo, trasmissione di atti e documenti dell'Unione europea di particolare rilevanza ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Deferimento Ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, sono deferiti alle sottoindicate Commissioni permanenti i seguenti documenti dell'Unione europea, trasmessi dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in base all'articolo 6, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2021 e il 2022, le possibilità di pesca dei pescherecci dell'Unione per determinati stock ittici di acque profonde (COM(2020) 666 definitivo), alla 9 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione - Preparazione per le strategie di vaccinazione e la diffusione di vaccini contro la COVID-19 (COM(2020) 680 definitivo), alla 12 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a ; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili - Verso un ambiente privo di sostanze tossiche (COM(2020) 667 definitivo), alla 13 a Commissione permanente e, per il parere, alle Commissioni 10 a , 12 a e 14 a ; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Un'Unione dell'uguaglianza: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom (COM(2020) 620 definitivo), alla 1 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a e alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla realizzazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025 (COM(2020) 625 definitivo), alla 7 a Commissione permanente e, per il parere, alla Commissione 14 a . Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento La Corte costituzionale, in data 27 ottobre 2020, ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, la sentenza n. 224 del 7 ottobre 2020, depositata il successivo 27 ottobre, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 75, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335 (Ordinamento del personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia), nella parte in cui non prevede l'allineamento della decorrenza giuridica della qualifica di vice sovrintendente promosso per merito straordinario a quella più favorevole riconosciuta al personale che ha conseguito la medesima qualifica all'esito della selezione o del concorso successivi alla data del verificarsi dei fatti. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1 a Commissione permanente ( Doc. VII, n. 91). Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 26 e 27 ottobre 2020, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria: dell'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei biologi (ENPAB) per l'esercizio 2019. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 11 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 340); della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI) per l'esercizio 2018. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5 a e alla 12 a Commissione permanente ( Doc . XV, n. 341). Petizioni, annunzio Sono state presentate le seguenti petizioni deferite, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni permanenti, competenti per materia. La signora Maria Letizia Antonaci da Roma chiede la proroga dei termini di scadenza relativi alla definizione agevolata dei carichi fiscali (Petizione n. 688, assegnata alla 6 a Commissione permanente); il signor Diego Occari da Camposampiero (Padova) chiede disposizioni a tutela dei diritti fondamentali del cittadino sottoposto a indagini o a procedimenti penali in assenza di condanna definitiva nonché di contrasto all'abuso delle informazioni personali (Petizione n. 689, assegnata alla 2 a Commissione permanente); il signor Aniello Traino da Neirone (Genova), alla luce della situazione di emergenza legata al virus COVID-19 chiede: la possibilità, per gli alunni dei corsi serali per adulti degli istituti di secondo livello, di seguire le lezioni in modalità a distanza (Petizione n. 690, assegnata alla 7 a Commissione permanente); che le verifiche scritte ed orali degli studenti avvengano in presenza anche in caso di adozione della didattica a distanza, al fine di garantire la trasparenza nei giudizi (Petizione n. 691, assegnata alla 7 a Commissione permanente); al fine di ridurre l'affollamento dei mezzi di trasporto, di organizzare aule e postazioni di studio all'interno di tutte le strutture scolastiche statali così da consentire agli studenti di recarsi presso la sede più vicina al proprio domicilio per seguire le lezioni tramite la didattica a distanza (Petizione n. 692, assegnata alla 7 a Commissione permanente); i signori Ignazio Rosenberg Colorni e Paolo Amadio da Milano chiedono che le disposizioni in materia elettorale debbano essere sottoposte all'esame della Corte Costituzionale prima di poter essere applicate (Petizione n. 693, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Vincenzo Quattrone da Reggio Calabria chiede disposizioni relative alla sicurezza aerea e in particolare per il miglioramento delle performances di aborto del decollo dell'aeromobile nei casi in cui lo stesso non sia sicuro o incapace di volare (Petizione n. 694, assegnata alla 8 a Commissione permanente); il signor Andrea Santo da Cassino (Frosinone) chiede la modifica degli articoli 56, 58 e 69 della legge 7 aprile 2014, n. 56, recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" (Petizione n. 695, assegnata alla 1 a Commissione permanente); le signore Annalisa Londrini da Brescia e Carla Marulo da Bologna chiedono l'ampliamento della sfera di competenza per gli insegnanti appartenenti alla classe di concorso A203 (Lingua italiana per discenti di lingua straniera, alloglotti) nel senso di consentire l'accesso a tutti gli ordini scolastici nonché di prevedere che le cattedre adibite all'insegnamento della lingua italiana a persone straniere nei CPIA (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) vengano riservate esclusivamente a docenti reclutati nella predetta classe di concorso (Petizione n. 696, assegnata alla 7 a Commissione permanente); il signor Renato Lelli da Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) chiede modifiche al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 in materia di misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Petizione n. 697, assegnata alla 1 a Commissione permanente); il signor Michele Scopelliti da Palma di Montechiaro (Agrigento) e numerosi altri cittadini chiedono disposizioni relative alla figura dei farmacisti collaboratori e al relativo inquadramento contrattuale (Petizione n. 698, assegnata alla 12 a Commissione permanente). Mozioni, apposizione di nuove firme I senatori Minuto, Toffanin, Caliendo, Perosino, Ferro, Barboni e Masini hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00289 della senatrice Binetti ed altri. Interpellanze Atto n. 2-00072 DE BERTOLDI Ai Ministri dell'interno e per gli affari regionali e le autonomie Premesso che: la legge 6 marzo 1976, n. 52, che autorizzava la spesa per la costruzione di alloggi di servizio da assegnare in locazione semplice al personale civile e militare delle forze dell'ordine, ha disposto, all'articolo 5, l'estensione anche alle province di Trento e di Bolzano della possibilità di costruire gli alloggi di servizio (di proprietà dello Stato e gestiti dall'Istituto trentino per l'edilizia abitativa, ITEA) in relazione alla prestazione del proprio servizio nelle località in cui gli alloggi sono ubicati; la successiva legge 24 dicembre 1993, n. 560, recante "Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica", all'articolo 1, comma 1, ha previsto che gli alloggi costruiti siano da riqualificarsi espressamente come "alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP)", senza tuttavia operare alcuna distinzione per quelli realizzati sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano (con la possibilità di alienarli) e pertanto soggetti alle disposizioni generali del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035, che non prevede alcuna decadenza dall'assegnazione degli alloggi per il pubblico dipendente cessato dal servizio; anche la successiva disposizione normativa entrata in vigore con la legge 28 luglio 1999, n. 266, ha disposto all'articolo 16, comma 10 (abrogato successivamente), che: "Gli alloggi di cui alla legge 6 marzo 1976, n. 52, sono comunque alienati, agli assegnatari che ne facciano richiesta, indipendentemente dai limiti stabiliti al comma 4 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 560. In tale caso si applicano le modalità di cessione stabilite dalla stessa legge 24 dicembre 1993, n. 560"; all'interno della citata normativa l'interrogante evidenzia come non sia stata menzionata alcuna distinzione per gli alloggi realizzati sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano; conseguentemente gli assegnatari delle forze dell'ordine, avendone il diritto e i requisiti previsti dalla legge in materia, intrapresero nel 2014 le azioni necessarie al fine di riscattare gli alloggi loro assegnati (rispettivamente 45 a Trento e 50 a Bolzano) avendo peraltro ottenuto il parere favorevole all'alienazione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero del tesoro e l'Avvocatura generale dello Stato; in data 5 settembre 2005, il commissariato del Governo di Trento comunicò alla Provincia autonoma trentina e all'Agenzia del demanio la propria disponibilità alla cessione degli alloggi; tuttavia il successivo 30 novembre, l'ITEA rigettò le richieste d'acquisto presentate dagli assegnatari interessati, sostenendo che la competenza fosse dell'Agenzia del demanio, che risulta attualmente proprietario degli alloggi; a seguito di ciò, nel dicembre 2005 le domande furono pertanto presentate dagli interessati direttamente all'Agenzia del demanio, ma ciononostante la stessa Agenzia (nel luglio 2006) sostenne che, ai fini dell'alienazione, sarebbe stata necessaria l'emanazione di un decreto interministeriale che avrebbe stabilito la riqualificazione degli alloggi da parte degli organi competenti; lo stesso commissario del Governo di Trento, con una successiva richiesta di chiarimenti al Ministero dell'interno, ricevette nel 2006 la risposta secondo la quale, in base alla legge n. 560 del 1993, gli alloggi, riqualificati nella disciplina dell'edilizia residenziale pubblica (senza operare alcuna distinzione per quelli realizzati nelle province di Trento e Bolzano), non necessitavano l'emanazione di alcun decreto ministeriale di concerto; la Direzione normativa e contenzioso di Roma dell'Agenzia generale del demanio ha costantemente ritenuto negli anni successivi (anche in sede di mediazione con la nota n. 220212/8980/DNC del 26 marzo 2012) che nel parere conforme reso dall'Avvocatura generale dello Stato sia da considerare il riconoscimento degli alloggi realizzati per le forze di polizia (ai sensi della legge n. 52 del 1976 indipendentemente dalla natura di alloggi di servizio) come alloggi di edilizia residenziale pubblica e, come tali, cedibili in proprietà ai sensi della legge n. 56 del 1993; la tesi sostenuta invece dalla filiale Trentino-Alto Adige, sede di Bolzano, dell'Agenzia del demanio (che inizialmente sembrava aver condiviso l'interpretazione adottata dalla direzione generale di Roma e successivamente rigettata in toto così come anche l'Avvocatura distrettuale di Trento, che ha difeso l'Agenzia del demanio) è risultata invece diametralmente opposta; in relazione al quadro normativo venutosi a determinare, ambiguo e conflittuale in termini di competenze e di responsabilità, nel 2014, numerosi titolari degli alloggi destinati al personale delle forze dell'ordine avviarono una causa civile individuale, presso il Tribunale di Trento, contro l'Agenzia del demanio di Bolzano (competente per territorio), la cui sentenza fu quella di non giudizio per difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo; il successivo ricorso presso la Corte di appello di Trento, avvenuto nel 2015, confermò la sentenza di primo grado, ma, nel contempo, rilevò che gli alloggi, per un difetto nella normativa, non rientravano automaticamente all'interno di quanto disposto dalla legge n. 560 del 1993, se non opportunamente citati; il ricorso effettuato nel 2017 presso la Corte di cassazione (sezioni unite civili) confermò invece il non giudizio per difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo, ma confermò tuttavia i rilievi sollevati dalla Corte d'appello; al riguardo, l'interrogante evidenzia che gli alloggi continuano attualmente ad essere di proprietà dell'Agenzia del demanio, e la filiale Trentino-Alto Adige impedisce agli inquilini, sia di Trento che di Bolzano, l'alienazione degli alloggi, asserendo che non possono essere alienati, in contrasto pertanto con le normative previste in materia; la vicenda, in relazione alle articolate ed evidenti complessità normative, desta a parere dell'interrogante dubbi e perplessità, considerate le disposizioni legislative previste dalla legge n. 52 del 1976, in particolare all'articolo 5, in cui si evidenzia una disparità di trattamento nei confronti del personale delle forze dell'ordine delle province di Trento e di Bolzano; così come desta sconcerto, a giudizio dell'interrogante, che a distanza di diversi anni non sia stato considerato il contenuto della lettera di risposta del Ministero dell'interno, in merito alla richiesta dell'ufficio del demanio di prevedere la pubblicazione del decreto interministeriale al fine di sbloccare l'alienazione degli immobili, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; quali siano i motivi per i quali, attualmente viene impedita l'alienazione degli alloggi da parte dell'Agenzia del demanio (filiale del Trentino-Alto Adige); quali siano altresì le motivazioni per le quali tutti gli alloggi realizzati in base alla legge n. 52 del 1976 e dislocati sull'intero territorio nazionale sono stati alienati (in coerenza alle vigenti normative) a differenza di quelli ubicati a Trento e a Bolzano, nei confronti dei quali è stato negato tale beneficio; quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intendano intraprendere, anche di tipo normativo, al fine di sanare una vicenda che si protrae da troppi anni, che ha coinvolto negativamente decine di famiglie del personale delle forze dell'ordine, le cui conseguenze hanno determinato un evidente danno economico, oltre a uno spreco di denaro pubblico. Interrogazioni Atto n. 3-02027 FARAONE Al Ministro dell'interno Premesso che: il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 2019 ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Pachino (Siracusa) e la contestuale nomina di una commissione straordinaria per la provvisoria gestione dell'ente, su proposta del Ministro dell'interno pro tempore , "al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale"; la durata dello scioglimento del Consiglio comunale di Pachino era stata inizialmente fissata in 18 mesi, ma è stata poi prorogata per un periodo di 6 mesi con il decreto del Presidente della Repubblica 12 giugno 2020, "constatato che non risulta esaurita l'azione di recupero e risanamento complessivo dell'istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata"; considerato che: da marzo 2020 i dipendenti comunali e i lavoratori dell'azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti non percepiscono lo stipendio dall'amministrazione commissariale, la quale attende di ricevere dal Governo i fondi erogati in favore delle amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose; la vicenda è finita anche all'attenzione della Prefettura di Siracusa, dove si è tenuto un incontro con i sindacati, che hanno lanciato l'allarme; tale situazione risulta incresciosa sotto molti punti di vista: tra i vari aspetti di rilievo, si segnala la situazione dei dipendenti comunali e dei netturbini che, in svariati casi, risultano essere gli unici percettori di reddito all'interno, invece, di famiglie monoreddito. Tale circostanza, nondimeno, rischia di avere ripercussioni dirette anche sulle stesse condizioni della città; nonostante tali criticità, per mesi i lavoratori comunali e i netturbini non sono mai venuti meno al loro dovere, fino a che la situazione non è divenuta ingestibile; un notevole e generalizzato malcontento è, infatti, emerso nel corso di manifestazioni e, addirittura, di uno sciopero della fame organizzato dai dipendenti della "Dusty", l'azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Pachino; dopo questi episodi, due settimane fa la tensione è nuovamente esplosa tra i dipendenti comunali, i quali hanno richiesto a gran voce di trovare al più presto una soluzione all'attuale situazione di impasse , il proseguimento della quale risulta assolutamente ormai intollerabile, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non intenda fare chiarezza sulle concrete modalità con cui vengono erogati i finanziamenti nei confronti dei Comuni sciolti per possibili infiltrazioni mafiose e, in particolare, sui fondi che il Comune di Pachino è in attesa di ricevere ormai da mesi; se non intenda agire in via prioritaria sulle mensilità arretrate, assicurando la normalità dei pagamenti anche pro futuro . Atto n. 3-02028 CANGINI Al Ministro della salute Premesso che, per quanto a conoscenza dell'interrogante: con riferimento al COVID-19, il Governo ha più volte affermato che la situazione di allerta sanitaria avrà termine solamente quando si avrà disponibilità di un vaccino, che secondo il Governo sarà, probabilmente, disponibile in una quantità molto limitata entro il 31 dicembre 2020. Tale disponibilità non rappresenta una reale soluzione al problema sanitario, tra l'altro con l'arrivo della prossima stagione invernale; tra i trattamenti farmacologici, molti medici e rappresentanti della comunità scientifica internazionale segnalano il farmaco antimalarico idrossiclorochina: hanno riscontrato effetti positivi sui pazienti se utilizzato nella fase precoce della malattia. L'idrossiclorochina, alterando il PH dei lisosomi, impedirebbe l'ingresso e la replicazione del virus nelle cellule, e quindi diminuirebbe la necessità di ospedalizzazioni e i decessi, riducendo il picco viremico e rendendo l'evoluzione della malattia meno aggressiva; alla data del 20 ottobre 2020 si contano 143 pubblicazioni scientifiche sull'efficacia del farmaco (85 peer review ). Di questi, 143 studi, oltre il 70 per cento, sono a favore del farmaco e la quasi totalità degli studi sulla somministrazione "precoce" del farmaco dimostrano una riduzione delle ospedalizzazioni e la mortalità. Meno del 30 per cento sono studi che tendono a dimostrare che il farmaco non abbia effetti significativi contro il virus; una meta-analisi pubblicata dal dottor Harvey Risch, professore di epidemiologia presso il Dipartimento di epidemiologia e sanità pubblica presso la Yale school of public health, ha tenuto in considerazione solamente studi "randomizzati" e ha concluso che il farmaco riduce la mortalità del 24 per cento; l'OMS per i suoi test sull'idrossiclorochina ha utilizzato nella sperimentazione una dose di carico iniziale molto elevata, una quantità di 2.400 milligrammi per il studio "Recovery", e 2.000 milligrammi per il trial "Solidarity". Questi sono dosaggi anomali, da considerarsi potenzialmente tossici, secondo letteratura scientifica sulla molecola. Il dosaggio, mai somministrato prima per altre terapie (né tanto meno per l'ascesso epatico amebico), potrebbe aver compromesso i risultati di entrambi i trial dell'OMS. Un altro limite di questo studio è dato dal fatto che il farmaco è stato somministrato in pazienti ospedalizzati, e quindi in fase avanzata della malattia, mentre l'antivirale idrossiclorochina potrebbe avere un ruolo potenziale se assunto precocemente, ovvero alla comparsa dei primi sintomi, cioè entro 24-72 ore al massimo; la determina AIFA del 26 maggio, aggiornata al 22 luglio, in cui si motiva il blocco del farmaco, fa riferimento a 3 studi "randomizzati". Il primo è il sopra ricordato Recovery, il secondo è uno studio pubblicato sul "New England journal of medicine": in questo studio i pazienti si sono fatti l'autoanalisi, non risultano effettuati i tamponi, non si sa nemmeno se i pazienti fossero malati. Lo studio afferma, testualmente: "Il reclutamento è stato eseguito principalmente con l'uso dei social media", e ancora: "L'aderenza tra i partecipanti allo studio è stata moderata. La piena adesione all'intervento di prova differiva a seconda del gruppo di prova, con il 75% dei partecipanti al gruppo idrossiclorochina (312 su 414) che avevano assunto tutte le 19 compresse prescritte", il che significa che non si bene che cosa abbia fatto il 25 per cento dei partecipanti, se abbia assunto o meno le compresse. La determina AIFA sostiene che: "L'utilizzo di alte dosi HCQ o CQ può essere associato a eventi avversi seriamente negativi per la salute". Eppure, proprio gli studi citati da AIFA affermano il contrario: "non venivano riportati eventi avversi gravi"; il terzo studio si basa anch'esso su indagini telefoniche, on line , senza tamponi per circa il 50 per cento dei pazienti, con il farmaco inviato per posta. Va anche precisato che nel gruppo trattato con idrossiclorochina si sono verificati 4 ricoveri e un decesso, mentre nel gruppo "placebo" si sono verificati 10 ricoveri e un decesso. Quindi il farmaco avrebbe ridotto i ricoveri del 60 per cento. Inoltre, riguardo agli effetti collaterali, anche in questo studio "non è stato osservato nessun evento avverso grave attribuito al farmaco"; il farmaco è usato da 50 anni e la comunità scientifica ben conosce la farmacocinetica e la sicurezza dell'idrossiclorochina, che è utilizzata anche come profilassi antimalarica. Va aggiunto che in Italia circa 60.000 persone usano tale farmaco ogni giorno per trattare il lupus e l'artrite reumatoide; l'AIFA è ben a conoscenza che a livello internazionale vi sono studi scientifici e dichiarazioni di medici e ricercatori di chiara fama che affermano come l'uso ambulatoriale dell'idrossiclorochina per la profilassi o il trattamento precoce del COVID-19 abbia ridotto significativamente la gravità dell'infezione. Peraltro, l'AIFA dovrebbe ben conoscere i limiti degli studi controllati e randomizzati quando questi coinvolgono Paesi diversi e modalità tecniche e di esecuzione che variano di molto pur in presenza di simili protocolli di studio. E se lo studio randomizzato e controllato eseguito sotto l'egida di un'autorità sanitaria quale, ad esempio, l'OMS è quello su cui basa le proprie decisioni, ci si chiede perché continui ad autorizzare l'uso del remdesivir quando i dati del trial Solidarity non ne dimostrano alcun reale beneficio clinico. Sarebbe invece importante che oltre agli RCT vengano presi in considerazione anche importanti studi osservazionali ma controllati che, pur nei loro limiti, offrono uno spaccato importante della sanità europea e ne rappresentano l'epidemiologia dell'infezione e della malattia negli ospedali; è importante ricordare tre importanti studi nazionali pubblicati recentemente in riviste specialistiche quali l'"European journal of internal medicine", l'"International journal of antimicrobial agents" e l'"International journal of infectious diseases", eseguiti rispettivamente da ricercatori italiani, belgi e olandesi. Nel complesso, questi studi hanno reclutato circa 15.000 pazienti dei maggiori ospedali dei tre Paesi di cui una metà circa trattati con una dose totale corretta e per pochi giorni di idrossiclorochina e gli altri con sola terapia di supporto od altri farmaci. Gli studi hanno dimostrato una chiara e rilevante riduzione del rischio di mortalità (fra il 20 ed il 30 per cento) (studi italiano e belga) o di accesso alle terapie intensive (studio olandese) nei trattati con idrossiclorochina. In particolare, lo studio olandese prevedeva che ogni ospedale scegliesse indipendentemente se somministrare o meno l'idrossiclorochina, ed è rilevante perché questa scelta terapeutica indipendente ha alcuni crismi di randomizzazione. In questo studio, l'idrossiclorochina, se data a dose bassa e soprattutto somministrata la prima dose di 8oo milligrammi entro il primo giorno di ricovero, ha ridotto l'uso della terapia intensiva in più del 50 per cento dei soggetti trattati, cosa di estrema importanza oggi in cui la seconda ondata di COVID-19 sta già mettendo a rischio la disponibilità di posti in terapia intensiva nel nostro come in altri Paesi europei; uno dei maggiori esperti a livello internazionale sulla molecola è l'italiano Andrea Savarino, ricercatore dell'Istituto superiore di sanità. Alcune sue pubblicazioni su "Lancet infectious diseases" del 2003 e del 2006, firmate anche da Antonio Cassone, allora direttore del Dipartimento malattie infettive, e da Roberto Cauda, attuale direttore di malattie infettive dell'ospedale "Gemelli" di Roma, sono tra le più citate nella comunità scientifica sul farmaco dall'inizio della pandemia ad oggi. Eppure il ricercatore ha sostenuto in una recente intervista di non essere stato interpellato dai membri del suo istituto facenti parte del comitato scientifico dell'AIFA in merito al ritiro della determinazione sull'idrossiclorochina. Avere eccellenze nel Paese e non interpellarle è biasimevole; l'idrossiclorochina da sola non può rappresentare una cura definitiva per il virus ma è ampiamente sostenuto che possa attenuarne gli effetti peggiori se il farmaco viene somministrato specialmente nella fase iniziale della malattia, e con dosaggi bassi o moderati che ne evitino eventuali effetti di cardiotossicità. Va anche ricordato che le nuove linee guida cinesi sulla terapia anti SARS-CoV-2, alla luce dei risultati di un clinical trial randomizzato, prevedono l'uso della clorochina e ne incentivano l'uso in terapie antivirali di combinazione comprendenti fino a tre farmaci, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non reputi opportuno, per evitare un collasso del sistema ospedaliero e prevenire l'alto numero di decessi nelle residenze sanitarie assistenziali, in assenza di un vaccino testato, o meglio di più vaccini, per un lungo ed imprecisato periodo temporale, al quale si deve aggiungere il tempo necessario per la sua o loro somministrazione, autorizzare l'utilizzo dell'idrossiclorochina nelle dosi considerate e ritenute corrette dai ricercatori europei, e procedere con un nuovo trial randomizzato e controllato nel quale si confrontino pazienti con infezione lieve o moderata trattati con dosi basse del farmaco, da solo od in combinazione con altri antivirali disponibili per uso orale, e pazienti trattati con sola terapia di supporto, con un major end point come l'ospedalizzazione e secondary end point come ingresso in terapia intensiva, per valutare se l'utilizzo del farmaco riduca la necessità di terapie intensive o l'indice di mortalità. Atto n. 3-02029 SANTILLO TONINELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il 22 settembre 2020 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso all'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) la proposta di aggiornamento del piano economico-finanziario relativo alla convenzione unica tra ANAS SpA e Autostrade per l'Italia SpA (ASPI), per l'espressione del parere previsto dall'articolo 43, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201; il 14 ottobre 2020 l'ART ha reso parere al Ministero sull'aggiornamento del piano economico-finanziario; l'Autorità rileva che: "il Piano Economico Finanziario (...) presenta alcune significative difformità applicative (...) potenzialmente idonee a riflettersi anche sui livelli tariffari applicabili all'utenza"; in particolare il piano, che si sviluppa su un orizzonte temporale di 19 anni (dal 2020 al 2038), prevede una variazione tariffaria media annua dell'1,75 per cento. Secondo le stime dell'ART si determinerebbe invece un incremento tariffario linearizzato annuo dello 0,87 per cento a partire dal 2021 sino al termine della concessione; altro rilievo principale dell'ART è legato ai costi delle manutenzioni incrementali, cioè quelle aggiuntive da dover fare per compensare le mancanze di gestione degli anni precedenti. L'ART evidenzia che: "l'inclusione di tali interventi nella costruzione tariffaria, con conseguente addebito dei relativi oneri agli utenti per 1,2 miliardi di euro, va attentamente valutata dalla competente Direzione generale del MIT sotto il profilo dell'ammissibilità"; inoltre, con riguardo alla metodologia di calcolo del sistema tariffario previgente (TIR), viene segnalato che "il flusso di cassa relativo all'annualità 2020 risulta incrementata di una rettifica applicata dal gestore (...), tale rettifica, recante effetti vantaggiosi per il concessionario nel calcolo del TIR previgente, sia ammissibile solo nella misura in cui la stessa possa essere ricondotta al rilascio/utilizzo di fondi accantonati nei precedenti esercizi"; un'altra contestazione dell'Autorità è quella relativa all'inclusione in tariffa di un onere correlato agli effetti economici scaturenti dall'emergenza COVID-19, mentre "il sistema tariffario ART prevede il trasferimento del rischio tariffario in capo al concessionario"; valutato che: appaiono nel complesso rilevanti le possibilità per ASPI di incrementare notevolmente i propri profitti a scapito degli utenti destinatari dei pedaggi maggiorati. Tale scenario è assolutamente contro corrente rispetto all'azione governativa in essere, che, a seguito della tragedia del "ponte Morandi", ha dapprima avviato una procedura amministrativa volta a valutare la revoca della concessione, poi successivamente confluita nella delicata trattativa con Cassa depositi e prestiti finalizzata a ricondurre il concessionario a una gestione pienamente coerente con gli interessi pubblici coinvolti, attraverso la partecipazione della medesima Cassa depositi e prestiti; la complessa e delicata trattativa, finalizzata a estromettere Atlantia, holding controllata dalla famiglia Benetton, dalla gestione di Autostrade per l'Italia, per permettere l'ingresso di soggetti a partecipazione pubblica guidati da Cassa depositi e prestiti rischia di essere irreversibilmente alterata da un piano economico-finanziario che, garantendo eccessivi vantaggi all'attuale concessionario, è potenzialmente in grado di influire negativamente sul prezzo di cessione, si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere al fine di evitare che il nuovo piano economico-finanziario realizzi ingiustificati vantaggi in favore di Autostrade per l'Italia in questa fase di delicate trattative con Cassa depositi e prestiti e che si creino irreversibili effetti sui termini, anche e soprattutto economici, della suddetta trattativa. Atto n. 3-02030 DE CARLO CIRIANI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: tra le nuove misure urgenti di contenimento del contagio varate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, particolare preoccupazione destano le nuove pesanti restrizioni riguardanti le attività dei servizi di ristorazione: bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie le cui attività, ai sensi dell'articolo 1, comma 9, lettera ee) , non sono consentite a decorrere dalle ore 18.00 sino alle ore 5.00 sino al 24 novembre; si tratta di una delle restrizioni più preoccupanti sia per gli effetti diretti sulla filiera della ristorazione, che per quelli, indiretti ma strettamente correlati, sull'intero comparto della filiera agroalimentare: due settori fortemente interrelati e interdipendenti, che oggi si trovano improvvisamente in una condizione di gravissima difficoltà e forte disagio, la cui crisi sta drammaticamente sfociando in forme sempre più diffuse di protesta in numerose città in tutta Italia; le stime relative alle perdite della filiera agroalimentare sono allarmanti: secondo "Filiera Italia", sarebbero a rischio 70.000 industrie agroalimentari e fino a 400.000 posti di lavoro tra filiera produttiva e ristorazione, e in un solo mese arriverà a 10 miliardi di euro di perdite, andando ad aggravare le condizioni di già forte sofferenza correlate alle filiere di vini, formaggi e salumi di qualità che avevano già registrato un calo del 40 per cento durante il primo lockdown ; per Coldiretti sarebbe a rischio un terzo della spesa alimentare delle famiglie, mentre i divieti imposti dal decreto determinerebbero un drastico crollo del fatturato della ristorazione che era pari a 85 miliardi di euro all'anno nei 330.000 tra bar, mense e ristoranti, con un impatto drammatico sull'intera filiera alimentare, dalla carne al pesce, dal vino all'olio, dalla frutta alla verdura: una perdita complessiva per il 2020 stimata in circa un miliardo di euro, pari al 65 per cento del fatturato annuale, favorita anche dall'assenza praticamente totale degli ospiti stranieri; CIA Agricoltori Italiani ha stimato fino a questo momento un danno valutato in 600 milioni di euro, mentre Confagricoltura ricorda come consumi alimentari extradomestici, nel 2019, siano ammontati a 85 miliardi di euro; ancora, secondo le stime di ISMEA, a causa dell'emergenza sanitaria, si profila quest'anno una contrazione di 34 miliardi di euro; analogamente, forti preoccupazioni sono state espresse dalle numerose federazioni rappresentative dal comparto, dalla Federazione pubblici esercizi, a Federalimentare, che rappresenta l'industria italiana degli alimenti e bevande, sino a Confagricoltura, tutte concordi nel richiedere interventi tempestivi e immediati per tutte le imprese operanti nel settore; al riguardo appaiono significative le istanze espresse da Confagricoltura rispetto alla necessità di "andare oltre l'emergenza" e mettere in campo un "piano di ripresa capace di garantire un futuro al tessuto economico e sociale del Paese"; si rileva inoltre come, rispetto all'adeguatezza ed efficacia delle misure disposte dal decreto, a fronte del gravissimo danno economico generato in un settore già fortemente provato dagli effetti devastanti del primo lockdown , le stesse non risultino basate su chiare e certe evidenze scientifiche, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle stime e delle quantificazioni dei danni generati dalle misure dell'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per l'intera filiera agroalimentare e se i dati e le proiezioni riportate dalle diverse associazioni di categoria risultino corrispondenti al vero, e quali siano le sue valutazioni rispetto alla drammatica situazione che va prospettandosi; se non ritenga che le misure adottate, peraltro prive di chiara evidenza scientifica, siano suscettibili di acuire la grave condizione di crisi e forte sofferenza in cui già versa l'intero settore, specie in considerazione della mancanza di un piano strategico per l'agricoltura e la filiera agroalimentare. Atto n. 3-02031 BERNINI MALAN MALLEGNI PAROLI BARACHINI BARBONI AIMI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: al fine di sostenere il settore del trasporto pubblico locale e regionale di passeggeri sottoposto a obbligo di servizio pubblico a seguito degli effetti negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica da COVID-19, il comma 1 dell'articolo 200 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ha istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo con una dotazione iniziale pari a 500 milioni di euro per il 2020 destinato a compensare la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri nel periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi tariffari relativa ai passeggeri registrata nel medesimo periodo del precedente biennio; successivamente, l'articolo 44 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, ha previsto l'incremento della dotazione del fondo di 400 milioni di euro per l'anno 2020; tali risorse possono essere utilizzate, oltre che per le medesime finalità di cui al citato articolo 200 del decreto-legge n. 34, anche per il finanziamento, nel limite di 300 milioni di euro, di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale destinato anche a studenti, occorrenti per fronteggiare le esigenze di trasporto conseguenti all'attuazione delle misure di contenimento derivanti dall'applicazione delle linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico e delle linee guida per il trasporto scolastico dedicato, ove i predetti servizi nel periodo precedente alla diffusione del COVID-19 abbiano avuto un riempimento superiore all'80 per cento della capacità; rappresentando la mobilità uno dei principali fattori di criticità legati alla fase di emergenza epidemiologica, in previsione della seconda ondata pandemica più volte annunciata dal Governo e dagli scienziati, si sarebbero dovuti adeguare con largo anticipo i sistemi di trasporto pubblico per garantire una mobilità sicura alle persone, in particolare a studenti e pendolari; in più occasioni esperti e scienziati hanno richiamato l'attenzione sul fatto che in ambienti chiusi, affollati e con scarsa aerazione, come i mezzi di trasporto pubblico, il rischio contagio è molto elevato anche se si indossano dispositivi di protezione individuale; inoltre, considerata la necessità e l'urgenza di fronteggiare l'aumento della diffusione del virus e di garantire il corretto e ordinato svolgimento delle attività scolastiche, sarebbe opportuno che fosse adottato quanto prima, benché previsto entro il 13 dicembre, il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al citato articolo 44 del decreto-legge n. 104 per definire criteri e quote da assegnare a ciascuna Regione e Provincia autonoma per il finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale; in relazione alle diverse esigenze locali, sarebbe necessario valutare attentamente l'uso di mezzi privati, come autobus turistici o navette; dalla comunicazione del presidente Conte, in particolare dall'articolo a sua firma pubblicato da "il Fatto Quotidiano" il 27 ottobre pare emergere l'orientamento a mettere in secondo piano il potenziamento del trasporto pubblico locale, affidandosi invece, per risolvere il problema del sovraffollamento, alla chiusura di numerose attività, cosa che ha gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale del Paese, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga che si debba rivedere al ribasso il limite dell'80 per cento per l'occupazione dei mezzi di trasporto pubblico; se intenda predisporre urgentemente un piano di potenziamento del trasporto pubblico locale per garantire, anche in futuro, una sua corretta e razionale programmazione sull'intero territorio nazionale considerato che, ad oggi, non sono disponibili previsioni affidabili riguardo alla progressione e alla durata dell'epidemia da COVID-19; se non ritenga di predisporre convenzioni con il trasporto privato in modo da deflazionare il flusso del pendolarismo scolastico e lavorativo. Atto n. 3-02032 PERGREFFI CAMPARI CORTI RUFA ROMEO Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: tra i settori maggiormente colpiti dalla crisi economica conseguente a quella sanitaria da COVID-19 vi è quello dei trasporti di massa; in particolare, le imprese del trasporto pubblico locale hanno patito perdite superiore a 1,2 miliardi di euro; all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 8 settembre 2020, n. 111, il Governo ha stabilito un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all'80 per cento dei posti consentiti, limite da ultimo confermato nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 (allegato 15 al decreto, recante "linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico"); con il decreto-legge "rilancio" è stato istituito un fondo a compensazione dei minori ricavi derivanti dal mancato utilizzo dei mezzi pubblici da parte dell'utenza, sia per gli oneri derivanti dall'obbligo di emettere voucher o prolungare gli abbonamenti agli utenti del servizio pubblico nel periodo non usufruito per il lockdown ; la dotazione di questo fondo, pari inizialmente a 500 milioni di euro, è stata incrementata di ulteriori 400 milioni di euro da un'apposita norma contenuta nel decreto-legge "agosto"; una quota del fondo di ristoro, pari a 300 milioni di euro, può essere utilizzata per il finanziamento di servizi aggiuntivi (erogati da soggetti diversi dagli affidatari dei servizi), da destinare ai servizi che nel periodo ante COVID abbiano avuto un riempimento superiore all'80 per cento della capacità dei mezzi; stando ai dati in possesso degli interroganti, dei 300 milioni di euro stanziati per servizi aggiuntivi, al momento soltanto 120 milioni sono stati utilizzati per finanziare circa 4.000 corse aggiuntive al giorno concentrate sulle direttrici ad alta intensità e nelle grandi aree metropolitane; ciò perché la norma prevede l'adozione di un decreto di riparto di tali risorse che al momento non risulta ancora emanato, nelle more del quale decreto alcune Regioni hanno comunque anticipato delle risorse per l'attivazione dei servizi aggiuntivi, fermo restando il vincolo di utilizzo delle risorse per servizi che nel periodo ante COVID abbiano avuto un riempimento superiore all'80 per cento della capacità dei mezzi, così impedendo alle Regioni stesse l'attivazione di servizi aggiuntivi a più ampio spettro; tutte le misure attivate per il trasporto di massa si sono rivelate inefficaci nella riduzione del sovraffollamento sui mezzi e, dunque, nella prevenzione della diffusione del contagio, laddove misure draconiane sono state adottate per tutti gli altri settori produttivi (ristoranti, bar, palestre, eccetera) e nell'ambito dell'istruzione (come l'obbligo della didattica a distanza); stante la competenza delle Regioni in materia di trasporto pubblico ex articolo 117, quarto comma, della Costituzione, in questa fase di emergenza sanitaria il Governo non ha attivato azioni adeguate a tutela delle imprese di trasporto e degli utenti, né ha adottato misure chiare per ridurre il sovraffollamento sui mezzi (ancorché non vi siano evidenze scientifiche circa l'incidenza del sovraffollamento dei mezzi pubblici sulla diffusione dei contagi da COVID-19), si chiede di sapere quali azioni il Ministro in indirizzo intenda attivare, con la massima urgenza, per risolvere i problemi evidenziati, con particolare riguardo per l'attivazione di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico, anche in relazione alla mancata fissazione di un coefficiente di riempimento sui mezzi inferiore all'80 per cento. Atto n. 3-02033 FARAONE Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il repentino innalzamento della curva dei contagi da COVID-19, che ha portato all'emanazione degli ultimi decreti del Presidente del Consigli dei ministri, non può esimere da una riflessione maggiormente approfondita riguardo alle drammatiche condizioni igienico-sanitarie in cui versa attualmente il settore dei trasporti, ed in special modo il trasporto pubblico locale (TPL), nonché al ripensamento delle misure atte a garantire la sicurezza degli utenti a bordo; in particolare, dopo la ripresa delle attività scolastiche sono stati ripetuti i casi, documentati anche dalle televisioni e dal web , di folti assembramenti, verificatisi non soltanto nelle ore di punta, alle fermate della metropolitana o degli autobus, in special modo nelle grandi città; alcune fonti stampa, nondimeno, hanno riportato negli scorsi giorni la notizia relativa al mancato utilizzo di gran parte dei fondi, stanziati ad agosto, a disposizione delle Regioni per disporre di servizi di trasporto aggiuntivi, come quelli finalizzati a far defluire il flusso di persone all'interno dei mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale o il potenziamento delle reti esistenti; è opinione sostenuta anche da alcuni virologi che, nonostante non vi siano ancora evidenze scientifiche documentate in merito, il tema del trasporto pubblico sia cruciale per approntare un'efficace azione di contrasto all'esponenziale aumento dei contagi a cui si sta assistendo ormai da settimane, e che a tale proposito sarebbe auspicabile la predisposizione di un dettagliato e specifico piano di riorganizzazione dell'intera rete dei trasporti su tutto il territorio nazionale, che tenga conto altresì delle differenze che attengono alle varie modalità di spostamento e ai relativi mezzi; nonostante negli scorsi giorni i rappresentanti del comitato tecnico scientifico abbiano espresso posizioni rassicuranti in tema di TPL, richiamando l'attenzione, per quanto attiene agli spostamenti in metropolitana, alla riduzione del 30 per cento del numero passeggeri rispetto allo scorso anno e all'esiguo tempo medio di permanenza all'interno dei veicoli, che si attesterebbe entro i 30 minuti, è tuttavia innegabile che gli episodi di affollamento, quotidianamente documentati dai media nazionali, sono da ritenere fortemente preoccupanti e devono essere evitati con tutti gli sforzi possibili, come correttamente richiesto anche da parte dei vertici delle più importanti strutture sanitarie; considerato che: durante le scorse settimane, nell'ambito di un tavolo aperto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese del settore e le rappresentanze degli enti territoriali, il Ministro in indirizzo ha confermato la decisione di mantenere il livello massimo di capienza raggiungibile all'interno dei mezzi di trasporto fissato all'80 per cento della capienza massima; alcune Regioni hanno già attuato misure ulteriori e maggiormente stringenti rispetto a quelle messe in atto dal Governo: è il caso, per fare un esempio, della Toscana, dove recentemente la Giunta ha stabilito di ridurre al 50 per cento il livello di capienza massima raggiungibile all'interno dei mezzi di trasporto, oltre ad aver aumentato la quantità di bus in servizio, anche ricorrendo ad autobus privati e da noleggio con conducente, per integrare ancora di più le corse, soprattutto per quanto riguarda il trasporto scolastico; alla luce del recente peggioramento della situazione epidemiologica derivante dalla seconda ondata di contagi, è del tutto evidente che le misure sino a questo momento approntate per contrastare la diffusione del virus all'interno dei mezzi di traporto debbano essere radicalmente riviste e potenziate, al fine di scongiurare eventuali episodi di focolai causati proprio dai rischi di assembramento riscontrabili all'interno dei mezzi, delle fermate e delle stazioni, predisponendo in tal modo interventi più incisivi ed efficaci per realizzare una migliore azione di contrasto al virus, si chiede di sapere: quali siano gli orientamenti del Ministro in indirizzo rispetto alle problematiche descritte; se non ritenga doveroso chiarire quali siano state le cause che hanno determinato la grave situazione di criticità in cui attualmente versa il sistema dei trasporti dell'intero Paese; quali siano le ulteriori misure che abbia intenzione di mettere in atto, in collaborazione con gli enti territoriali e le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori del settore, al fine di superare la preoccupante situazione che coinvolge i mezzi e le reti del trasporto pubblico. Atto n. 3-02034 D'ARIENZO MARCUCCI ASTORRE FERRARI MIRABELLI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: nel corso degli ultimi mesi, sono state introdotte importanti misure per sostenere il settore del trasporto pubblico locale, fortemente colpito dall'emergenza sanitaria da COVID-19, e in particolare in favore dei gestori del servizio, degli enti locali e degli utenti; con il decreto-legge n. 34 del 2020, sono stati stanziati 500 milioni di euro per l'anno 2020 al fine di mitigare gli effetti negativi causati al settore del trasporto pubblico locale dall'emergenza sanitaria in termini di riduzione dei ricavi; con il decreto-legge n. 104 del 2020, sono stati stanziati ulteriori 400 milioni di euro in favore del trasporto pubblico locale. Tali risorse possono essere utilizzate, oltre che per le finalità previste dalla legislazione vigente, anche per il finanziamento, nel limite di 300 milioni di euro, di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale, destinato anche a studenti, occorrenti per fronteggiare le esigenze trasportistiche conseguenti all'attuazione delle misure di contenimento derivanti dall'applicazione delle linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico e le linee guida per il trasporto scolastico dedicato, ove i predetti servizi nel periodo ante COVID abbiano avuto un riempimento superiore all'80 per cento della capacità; a tal fine, il comma 1- bis dell'articolo 44 del decreto-legge n. 104 ha autorizzato ciascuna Regione e Provincia autonoma all'attivazione dei servizi aggiuntivi di traporto pubblico per un importo pari a 150 milioni di euro, mentre i restanti 150 milioni sono stati destinati ai Comuni per il trasporto scolastico; diverse Regioni, tra cui il Lazio e la Toscana, hanno già adottato, a partire dagli inizi del mese di settembre i necessari provvedimenti per l'utilizzo delle risorse destinate all'attivazione dei servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale, in modo da affrontare adeguatamente il carico dei passeggeri derivante dall'apertura delle scuole; considerato che: le aziende del trasporto pubblico locale, in ragione della situazione in atto e della necessaria riduzione della fruibilità dei posti in sicurezza sui mezzi del servizio pubblico di trasporto, si trovano a sostenere costi fissi di gestione e di personale a fronte di ricavi che si prospettano in forte riduzione; le restrizioni alla mobilità dei cittadini, la prevista riduzione dei posti disponibili sui mezzi di trasporto e la conseguente riduzione dei traffici prefigurano per alcune aziende del trasporto pubblico locale un futuro incerto, che rischia di ripercuotersi anche sui lavoratori del comparto; lo stanziamento da parte del Governo di 900 milioni di euro aggiuntivi per l'anno 2020 rispetto ai fondi ordinariamente previsti per il settore del trasporto pubblico locale ha finora rappresentato un fattore fondamentale per garantire la continuità del servizio e compensare la drastica riduzione dei ricavi per il trasporto dei passeggeri e il rimborso degli abbonamenti non fruiti, si chiede di sapere: quali ulteriori iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intraprendere nei prossimi provvedimenti a supporto delle aziende del trasporto pubblico locale, dei lavoratori impiegati e dei passeggeri, in considerazione delle difficoltà provocate dall'emergenza sanitaria in atto; se siano previsti nei prossimi provvedimenti del Governo, a partire dal disegno di legge di bilancio per l'anno 2021, ulteriori stanziamenti di risorse in favore del settore del trasporto pubblico locale a fronte dell'evolversi dell'emergenza sanitaria in atto; quali siano state le criticità in ordine all'attuazione dei provvedimenti economici assunti con i decreti-legge citati. Atto n. 3-02035 CENTINAIO BERGESIO VALLARDI SBRANA DE VECCHIS BORGONZONI Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Premesso che: il lavoro dei fioristi italiani è fortemente penalizzato dalle misure di contenimento dell'emergenza da COVID-19, da ultimo adottate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale , serie generale, n. 265 del 25 ottobre 2020; la categoria infatti, pur non rientrando nell'elenco delle attività sottoposte a limitazione, è penalizzata dai divieti di svolgimento di eventi e feste, ed in particolare di quelle legate alle celebrazioni religiose, nonché di manifestazioni e fiere; queste tipologie di eventi, per il settore fioristico, rappresentano circa il 70 -80 per cento del fatturato, che si realizza prevalentemente nei mesi primaverili, sui quali quest'anno si è abbattuta la fase più acuta dell'emergenza; il settore già fortemente penalizzato da un'aggressiva concorrenza da parte della grande distribuzione e dal dilagare di fenomeni di abusivismo rischia, senza un intervento diretto da parte del Governo, di perdere importanti quote di mercato, sia nazionale che internazionale, con un forte impatto sull'occupazione; anche le esportazioni, già bloccate durante la prima fase dell'emergenza, hanno subito una nuova battuta d'arresto, con una serie di disdette di ordinativi da parte di importatori esteri, che hanno provocato la perdita di intere partite di prodotti, in quanto altamente deperibili; dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri si apprende come gli interventi di ristoro, pensati per dare liquidità alle imprese in crisi, saranno indirizzati alle attività economiche che sono state limitate o direttamente chiuse, lasciando evidentemente senza aiuti interi comparti che sono fortemente dipendenti da queste attività, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo voglia adottare le opportune iniziative con cui provvedere all'immediato ristoro economico della categoria dei fioristi, che risponde al codice ATECO 47.76.10, considerata l'importanza che questo settore riveste per il florovivaismo italiano. Atto n. 3-02036 LA PIETRA NASTRI Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute Premesso che: il 29 settembre 2020 il Consiglio comunale di Calenzano (Firenze) ha approvato la valutazione d'impatto ambientale per l'escavazione e il recupero della cava di Poggio alle Macine nella località "La Cassiana"; in un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale del Comune, il progetto è presentato come un'opera in grado di generare una forte riduzione dei volumi di scavo, pari al 75 per cento e il ripristino ambientale del sito estrattivo, allo scopo di ridurre le differenze di livello nel vecchio versante della cava, dismessa dal 1988; gli interroganti evidenziano alcuni elementi di complessità: si tratta infatti di un progetto in itinere da lungo tempo e portato avanti a più riprese, che oggi è soggetto ad una nuova fase di rilancio che, tuttavia, presenta ancora numerose ed evidenti criticità sia sul piano della trasparenza e chiara identificazione degli operatori coinvolti che per i profili di rischio per la salute e compatibilità con la sicurezza ambientale; l'area in cui ricade il sito estrattivo di Poggio alle Macine rientra all'interno del SIC (sito d'interesse comunitario) n. IT5140006 n. 40, che ricomprende il territorio dei monti della Calvana; il progetto di escavazione è finalizzato alla produzione di inerti: si tratta di un'attività estrattiva che si inserisce nelle previsioni del piano regionale delle attività estrattive (PRAE) della Regione Toscana e che è pertanto destinata al soddisfacimento dei fabbisogni dei predetti materiali prevalentemente sul mercato locale, ma anche per la fornitura necessaria alla realizzazione della terza corsia della A1 nel tratto Firenze nord-Firenze sud; la previsione del PRAE, la successiva variante del piano regolatore generale di adeguamento al PRAE ed il piano attuativo approvato prevedono la coltivazione in un sito che è già stato oggetto di attività estrattiva nel passato; la coltivazione fu interrotta nel 1988 a seguito del mancato rinnovo dell'autorizzazione all'escavazione, ed il vecchio fronte di cava presenta un versante molto acclive ed instabile; il consorzio estrattivo tentò la riapertura nel 2004 quando aveva ricevuto un diniego alla VIA prima dalla Giunta comunale e successivamente anche dal TAR di Firenze, che bocciò il ricorso del polo estrattivo, definendolo un progetto non compatibile con l'ambiente; considerato che: da visura camerale, risulta che il consorzio estrattivo "La Cassiana" con sede legale a Sesto Fiorentino, in via Giuseppe Verga 27, fu costituito nel maggio 1999 ed attualmente è composto da 7 consorziati che hanno diritto di proprietà: tuttavia, la configurazione della compagine sociale e vari passaggi di proprietà di alcune aziende del consorzio rendono confuso il quadro rispetto a chi sia effettivamente è il proprietario e controllore del consorzio; la sintesi non tecnica proposta dal consorzio estrattivo La Cassiana, che rappresentava il progetto definitivo per la coltivazione e il recupero del sito estrattivo ubicato in località Poggio alle Macine, nella parte relativa all'analisi degli impatti, riporta un ampio paragrafo descrittivo dei rischi per la salute, nonché dei rischi per la sicurezza; con riferimento ai rischi per la salute, si legge che "l'attività di cava può provocare rischi per la salute della manodopera impiegata ma anche della popolazione che abita nell'area di influenza. I rischi per la salute concernono, per la manodopera aziendale, le patologie connesse al tipo di lavoro svolto (tra le principali in questo caso danni da ipoacusia essendo da escludere la presenza di materiali asbestoidi); per tutta la popolazione residente nell'area di influenza, le patologie connesse all'incremento del tasso di inquinamento ambientale dovuto alle emissioni di polveri e di inquinanti nell'aria o nell'acqua durante i processi di escavazione, trasformazione e trasporto"; ancora, altro paragrafo è riservato ai rischi di contaminazione dell'aria, ed evidenzia come "il processo industriale estrattivo produce delle fonti di emissione che possono contaminare l'aria e l'atmosfera. Le emissioni connesse all'attività di minaggio, di movimentazione e trasporto, di frantumazione e di stoccaggio possono provocare fenomeni di inquinamento da polveri e gas di varia natura. La stima qualitativa e quantitativa delle emissioni è assai problematica nella fase preliminare del SIA", si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano conoscenza dei fatti e delle circostanze descritti, e in particolare se non ritengano, ciascuno compatibilmente con le proprie competenze, di avviare un'indagine conoscitiva per verificare la trasparenza dell'operazione e la compatibilità ambientale del progetto. Atto n. 3-02037 CORRADO PESCO DE LUCIA ANGRISANI CROATTI TRENTACOSTE LANNUTTI Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: risulta agli interroganti che nel 2007, in località Ravona-Tre Camini, nel comune di Montano Lucino (Como), poco distante dalla confluenza del torrente Val Grande nel fiume Seveso, sia venuta inaspettatamente alla luce, durante i lavori di deviazione dell'alveo prodromici alla costruzione del nuovo ospedale "Sant'Anna" di Como, ricadente invece nel comune di San Fermo della Battaglia, un'imponente struttura a pianta circolare (diametro di 69 metri), poi oggetto di uno scavo archeologico quasi esaustivo da parte dell'allora Soprintendenza archeologica della Lombardia; al centro del "grande cerchio", una piattaforma circolare anch'essa (diametro di 27 metri), rivestita di ciottoli nella metà nord, mentre quella sud consiste in un semplice battuto, "orientata alle sorgenti astronomiche equatoriali e azimutali" e dalla quale si dipartono a raggiera setti radiali in terra battuta di diverso colore sovrapposti alle tracce di un'aratura rituale, circonda una buca nella quale, verosimilmente, era alloggiato il palo che doveva fungere da collimatore. Una seconda buca di palo cilindrica, analoga alla suddetta, si trova all'interno del "corridoio" pavimentato largo circa 1,5 metri delimitato dai due corsi di pietre che disegnano la circonferenza dello stesso "grande cerchio"; quest'ultimo, in effetti, è stato subito interpretato come una sorta di osservatorio astronomico o di calendario, poiché la struttura è la stessa dei recinti tombali della cultura di Golasecca, e 13 tombe ad incinerazione della prima età del ferro (inizi VI-inizi V sec. a.C.) sono state effettivamente rinvenute e scavate, nella zona, insieme ad 8 di età romana, ma ha dimensioni dieci volte maggiori; anche le stele litiche dell'età del rame posizionate qualche centinaio di metri più a nord, però, disegnano un allineamento astronomicamente significativo, suggerendo la possibilità che la frequentazione del sito, verosimilmente mirata all'osservazione permanente della levata e del tramonto degli astri più luminosi (e ispirata, forse, da ragioni cultuali), debba essere retrodatata. In zona, del resto, in agro di Montano Lucino, è attestata anche l'esistenza di un villaggio neolitico; nel 2017, poi, il professor Adriano Gaspani, astronomo dell'osservatorio di Brera, che già aveva approfondito lo studio del primo, grazie a particolari algoritmi appositamente messi a punto per l'interpretazione digitale, è riuscito a "pulire" alcune fotografie aeree e immagini satellitari datate a partire dal 1958 che attesterebbero la presenza di un secondo cerchio (ancora interrato) a soli 150 metri di distanza da quello noto, in direzione sud-ovest, con diametro di circa 60 metri e un cerchio minore interno di circa 30, nonché quattro manufatti allineati; considerato che: nonostante le aspettative suscitate dalla scoperta, obiettivamente eccezionale, dopo lo scavo stratigrafico che, come riferito, ha consentito di trovare elementi datanti la frequentazione del "grande cerchio" alla fase II A della cultura di Golasecca, non sono state assunte iniziative atte a garantire fruizione e promozione del sito creando quel parco archeologico inizialmente auspicato e promesso da molti. Anche dopo la costruzione della vicina palazzina direzionale del Sant'Anna, è stata infatti lasciata a vista unicamente la sommità del doppio filare di grandi pietre, emergenti dalla superficie circostante sistemata a prato; ai tre progetti di valorizzazione, che sarebbero stati elaborati con fondi pubblici dalla Soprintendenza e da Infrastrutture lombarde SpA (società partecipata interamente dalla Regione oggi incorporata in ARIA SpA), con previsione di copertura totale o parziale del manufatto in funzione della sua conservazione ottimale ma anche di una pubblica fruizione che consenta di leggere e comprendere le caratteristiche strutturali dell'opera, non è stata data alcuna evidenza. Solo in occasione di conferenze ed altri eventi partecipati i rappresentanti della Soprintendenza vi hanno fatto riferimento; la proposta di legge recante "Istituzione di un fondo per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del sito archeologico celtico, denominato 'Grande cerchio'", presentata nel 2009 dall'on. Erica Rivolta, declinata in 4 articoli e comprensiva della candidatura nella lista del patrimonio dell'UNESCO, è rimasta lettera morta; in attesa di una sistemazione che abbia le caratteristiche suddette, nel sito manca qualsiasi pannello esplicativo o altro strumento di divulgazione delle informazioni circa la natura e la destinazione del "grande cerchio" (astronomica o rituale), rimasto muto, perciò, agli occhi dei curiosi, che facilmente potrebbero essere indotti in inganno e interpretarlo alla stregua di un mero arredo da giardino, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti; se, alla luce della mancata indagine indiretta (geognostica) del presunto secondo cerchio, e dell'assai parziale musealizzazione del primo, nonostante siano trascorsi 13 anni dalla scoperta, non ritenga opportuno disporre un accertamento su tutto il percorso compiuto, sia in ordine alle responsabilità dell'ufficio territoriale di tutela sia a quelle della Regione, committente dell'opera pubblica, e degli altri enti locali, essendo la valorizzazione del patrimonio culturale materia concorrente; se, pur essendo il Lario il principale catalizzatore turistico del territorio e dunque un motore di sviluppo imprescindibile, non ritenga sensata e non voglia sostenere, nei limiti delle sue prerogative, l'aspirazione della comunità locale, conscia dell'unicità e dunque dell'attrattività del "grande cerchio", a vederlo musealizzato nel modo scientificamente più corretto ma anche più adatto a soddisfare le aspettative dei visitatori. Atto n. 3-02038 CORRADO DE LUCIA ANGRISANI CROATTI GALLICCHIO PRESUTTO ABATE MONTEVECCHI TRENTACOSTE LANNUTTI CAMPAGNA Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: oltre il 70 per cento della produzione nazionale di gas estratto sulla terraferma proviene dalla Basilicata, secondo i dati dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (UNMIG) del 2018; risulta agli interroganti che nella fascia ionica metapontina, nonostante le proteste delle comunità locali (espresse, negli anni, in manifestazioni di piazza, convegni, consigli comunali aperti), la Gas Plus Italiana Srl, società di Fornovo di Taro (Parma), abbia chiesto al Ministero dello sviluppo economico e alle Regioni coinvolte, Basilicata e Calabria, con nota prot. 85972 del 1° ottobre 2018, il rinnovo per altri 10 anni della concessione di coltivazione denominata "Policoro", in scadenza a settembre 2020; grazie alla concessione, che interessa le province di Matera e Cosenza, nel materano sono stati estratti, dall'unico pozzo produttivo (denominato "Policoro 001 dir bis"), sito in via Pellico a Policoro e attivo fino ad ottobre 2018, oltre 3 milioni di metri cubi di gas. Si tratta dello stesso pozzo esploso nel 1991 e che bruciò per oltre 2 settimane senza che alcuno riuscisse a spegnerlo e senza che fossero poi accertati e monitorati eventuali danni alle matrici ambientali; quanto alla centrale di raccolta e trattamento gas cui fa riferimento la concessione Policoro, denominata Sinni e di proprietà di Gas Plus Italiana Srl, l'impianto è allocato anch'esso in territorio di Policoro, in località Bosco Soprano, immerso in aree agricole con colture di pregio (come la fragola Candonga, vanto della Basilicata), ricche di pozzi e sorgenti per uso civile, agricolo e nell'industria agroalimentare, per di più densamente abitate; diversamente dall'amministrazione comunale di Policoro, rimasta inerte, i Comuni di Montalbano Jonico e Scanzano Jonico (Matera) si sono opposti ufficialmente al rinnovo della concessione "Recoleta" (anch'essa di Gas Plus), scaduta a settembre 2019; anche per la concessione che interessa la frazione San Teodoro del comune di Pisticci (Matera) è stata fatta opposizione al Ministero dello sviluppo economico; considerato che: la concessione Policoro interessa pozzi gas situati intorno all'impianto di trattamento e rifabbricazione di elementi di combustibile (ITREC) di Trisaia di Rotondella (Matera), limitrofo all'area SIC "bosco Pantano di Policoro e costa ionica foce Sinni" ("Natura 2000" codice IT92220055); l'ITREC è un sito provvisorio definitivo di III categoria, cioè di massima pericolosità, soggetto alla direttiva "Seveso III" (direttiva 2012/18/UE) e dunque classificato a rischio di incidente rilevante. Vi si trovano piscine interrate per il raffreddamento di 64 barre del ciclo uranio-torio di Elk River ma anche altri rifiuti liquidi di III categoria e scorie di I e II categoria in attesa di essere messe in sicurezza. Perdite di liquido radioattivo, risolte con costose bonifiche, hanno interessato, in passato, proprio la fossa interrata irreversibile con rifiuti di II e III categoria; la presenza di pozzi di gas nelle adiacenze e vicinanze dell'ITREC non è contemplata dalla guida tecnica n. 29, emanata dall'ISPRA nel 2014, recante "Criteri per la realizzazione di impianti di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività", dove, anche grazie alle indicazioni scaturite dai tavoli della trasparenza sul nucleare in Basilicata, è stato finalmente statuito che le scorie nucleari non possono trovarsi nei luoghi in cui si sfrutta il sottosuolo per coltivare gas naturale o petrolio, immagazzinare anidride carbonica, emungere acqua eccetera; se, anche grazie alle pressioni del movimento "no scorie Trisaia" all'International atomic energy agency (IAEA) di Vienna, a fine ciclo sono stati chiusi due pozzi situati a qualche centinaio di metri dall'ITREC, denominati Nova Siri e Rivolta, un terzo pozzo della concessione Policoro, chiamato Colacello 001, anch'esso trivellato a breve distanza dal recinto della centrale, secondo l'elenco dei pozzi per la coltivazione di idrocarburi stilato su dati del 31 dicembre 2019 (e aggiornato a marzo 2020), pubblicato sul portale UNMIG, sarebbe produttivo ma non erogante; a qualche chilometro di distanza ci sono altri pozzi, alcuni dei quali in fase di caratterizzazione, sotto il controllo di ARPA Basilicata e degli altri enti con competenze ambientali (così lo stesso "Policoro 001 dir bis" a giugno scorso), come il pozzo "Morano", per il quale esistono timori di contaminazione del suolo e dispersione di sostanze pericolose; valutato che: la fascia ionica metapontina (che relativamente alla concessione Policoro, a causa delle franchigie, non ha percepito royality ) è un territorio molto fragile, perché ad elevato rischio idrogeologico, ricchissimo di falde freatiche "galleggianti" su strati geologici sovrapposti ad un'unica grande falda di profondità, con elevata erosione costiera e soggetto a subsidenza, dove nonostante le presenze "ingombranti" descritte, sia il citato abbassamento del suolo sia gli altri impatti (sanitari, ambientali e alimentari) non sono stati finora monitorati pubblicamente; nonostante il quadro estremamente critico, ad oggi, non sono state diffuse informazioni circa l'impatto che tali attività hanno avuto sul territorio, con specifico riferimento alle matrici suolo, aria, acqua, né, del resto, sembrano esistere strutture di monitoraggio adeguate in questa parte della regione, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali siano i motivi per cui in Basilicata si consenta l'estrazione di gas a poca distanza dal centro nucleare ITREC di Rotondella e perché la si consenta in zona agricole, a breve distanza dalle abitazioni e dai campi coltivati, nonché in zone a rischio alluvionale, omettendo costantemente di applicare il principio di precauzione; quali iniziative, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, intendano assumere affinché siano chiarite le ragioni per cui, dopo l'incendio del pozzo "Policoro 001 dir bis", sia mancata un'indagine sullo stato delle falde acquifere infiltrate dal gas, così come una valutazione di impatto sanitario (VIS) per conoscere gli effetti di quell'evento acuto sulla popolazione, e perché si permetta alla società petrolifera di chiedere il rinnovo della concessione in assenza delle verifiche; se non ritengano di stigmatizzare la costante ritrosia degli enti lucani preposti al monitoraggio sanitario e ambientale a fornire informazioni in materia ai cittadini. Atto n. 3-02039 DE BERTOLDI TOTARO Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020 sulle misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza da COVID-19, che resteranno in vigore fino al prossimo 13 novembre, il Governo ha disposto (fra le numerose misure restrittive) la sospensione delle attività relative alle fiere di comunità, incluse quelle convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tale decisione (peraltro inaspettata) ad avviso degli interroganti risulta ambigua e paradossale, valutato che, se, da un lato, si autorizza lo svolgimento delle fiere a valenza nazionale in grado di garantire, la sicurezza sanitaria dei visitatori, non risulta che lo stesso non si possa prevedere anche per i congressi, con le dovute e necessarie autorizzazioni e precauzioni sanitarie anche per tali eventi, in termini di distanziamento e protezione degli individui, la cui attenzione è stata peraltro particolarmente viva da parte dei responsabili del settore, nel corso del recente passato; risulta inoltre discriminante, a giudizio degli interroganti, la disposizione contenuta all'articolo 1 del decreto richiamato, anche nei riguardi del settore turistico-alberghiero, in ragione del fatto che l'attività congressuale risulta storicamente strettamente collegata al comparto convegnistico e congressuale, che a seguito della decisione adottata dal Governo sta già subendo (a partire dallo scorso 19 ottobre) migliaia di disdette di prenotazioni negli alberghi su scala nazionale, si chiede di sapere: quali siano i motivi della decisione del Governo di vietare lo svolgimento delle attività convegnistiche e congressuali, come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020; se non convenga che tale disposizione rischi di determinare gravissimi effetti sul sistema occupazionale ed economico, il cui indotto diretto e non garantisce importanti livelli occupazionali nel Paese; quali iniziative urgenti e necessarie si intenda infine intraprendere, al fine di garantire adeguati ristori per il settore, poiché la decisione adottata rischia evidentemente di incrementare i livelli di crisi e di disoccupazione nel Paese, causati non soltanto dall'emergenza epidemiologica in corso, ma anche e soprattutto da decisioni adottate in provvedimenti d'emergenza a giudizio degli interroganti insensate e penalizzanti, come quella riportata. Atto n. 3-02040 DE BERTOLDI GARNERO SANTANCHE' Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta da un articolo pubblicato sul sito internet "Ipsoa" (un servizio telematico d'informazione per i professionisti d'impresa), lo straordinario interesse dimostrato dai contribuenti e dalle imprese del comparto edile verso la misura del cosiddetto superbonus del 110 per cento prevista dall'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, cosiddetto decreto rilancio, rischia di rivelarsi un beneficio in termini economici ad esclusivo vantaggio di grandi gruppi multinazionali (bancari e assicurativi) operanti nel settore della consulenza, a discapito dei liberi professionisti (individuali e studi professionali medio e piccoli) a causa della molteplicità di adempimenti (36 documenti da presentare, per un solo errore, anche formale, si rischia di perdere l'intero beneficio) necessari, al fine di ottenere l'agevolazione fiscale prevista dalla normativa; al riguardo, l'articolo rileva che la produzione di diversi documenti per ottenere la cessione o lo sconto previsto ai fini della detrazione del 110 per cento (per gli interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici) ha indotto i più importanti istituti di credito e assicurativi (Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Generali) ad attivarsi (in collaborazione con le multinazionali del settore della consulenza), attraverso offerte di pacchetti finanziari e commerciali, "tutto compreso", che sottendono a una nota tecnica di pressione di marketing definita " bundling " (un'offerta che comprende al suo interno più prodotti e servizi) che hanno destato un notevole interesse nella clientela; gli effetti causati dagli articolati meccanismi relativi alle procedure e al numero così elevato di documenti previsti rischiano di determinare infatti una rapida concentrazione del mercato, danneggiando i liberi professionisti, i quali, agendo spesso disgiuntamente e non in rete, rischiano di non poter competere con i trattamenti economici derivanti dall'integrazione tra le multinazionali del credito e della consulenza; i servizi di consulenza da loro forniti si rilevano infatti introduttivi al finanziamento "ponte" che gli istituti di credito propongono al beneficiario per l'agevolazione fiscale prevista dal decreto rilancio, per accelerare successivamente il complesso iter procedurale; a tale riguardo, rileva l'Ipsoa, il prestito a breve termine costituisce un finanziamento che non rappresenta una garanzia reale associata e conseguentemente il processo di verifica e di controllo sull'esistenza del credito futuro rappresenta il momento decisivo dell'intera procedura di concessione del superbonus ; i dubbi e le preoccupazioni per i liberi professionisti, evidenzia ancora l'articolo, non riguardano tuttavia soltanto "l'aggressione" del potenziale offerto dal superbonus , ma si estendono anche al settore della revisione contabile e dei servizi, invadendone il mercato, che attualmente rappresenta l'attività "centrale" degli studi professionali di minori dimensioni e dei singoli professionisti autonomi, con gravi rischi di perdita di quote di mercato da parte loro; a giudizio degli interroganti, tali osservazioni appaiono condivisibili ed opportune, in relazione alle procedure previste dai decreti attuativi dell'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, relative agli interventi per l' ecobonus del 110 per cento, la cui complessità, derivante dal numero dei documenti e dai meccanismi burocratici difficoltosi da applicare (spesso incomprensibili), richiede l'assistenza di soggetti altamente specializzati nella consulenza e nei servizi finanziari e assicurativi quali società e multinazionali di alto livello, in grado di sostenere la clientela in maniera strutturale, attraverso servizi complementari, a svantaggio dei professionisti che essendo specializzati in servizi più limitati, rischiano di riscuotere meno interesse da parte della clientela, si chiede di sapere: quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere, nell'ambito delle rispettive competenze, con riferimento a quanto esposto; se non convengano che le complessità derivanti dal numero dei documenti da presentare ai fini del godimento del beneficio fiscale previsto per la cessione del credito ai sensi di quanto indicato dall'articolo 119, comma 11 del decreto-legge n. 34 e dalle successive disposizioni attuative, rischiano di determinare gravi danni economici nei riguardi dei liberi professionisti, in particolare gli studi professionali di piccola e media dimensione, i quali a causa dell'attuale normativa rischiano di perdere rilevanti quote di mercato e di competitività a vantaggio di società multinazionali del settore della consulenza e di istituti di credito e assicurativi; quali iniziative di competenza infine intendano intraprendere, al fine di ridefinire l'impianto legislativo del superbonus , migliorandone la qualità normativa, in particolare con riferimento alla documentazione da presentare, alla luce delle evidenti criticità lamentate dagli operatori del settore e i liberi professionisti appartenenti ai diversi ordini professionali in tutto il Paese. Atto n. 3-02041 DE BERTOLDI CALANDRINI DE CARLO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: nel documento programmatico di bilancio per il triennio 2021-2023, elaborato dal Ministero dell'economia e delle finanze, è indicata tra le coperture finanziarie previste per la manovra di bilancio l'imponente cifra di 12,9 miliardi di euro per l'anno 2022 e 7,1 miliardi di euro per l'anno 2023, a titolo di "retroazione fiscale", ovvero di maggiori entrate stimate, attese dagli effetti previsionali d'incremento della crescita economica (anch'essi con un valore di stima), determinati dagli aiuti economici stabiliti in ambito europeo; al riguardo, gli interroganti non comprendono le ragioni per le quali, se si stabilisce di tagliare le tasse, stimando che tale decisione genererà una maggiore crescita economica che produrrà gettito (stando a quanto previsto dal documento programmatico di bilancio) non possono utilizzare tale gettito tra le coperture della manovra, mentre, se la maggiore crescita economica attesa deriva da aiuti europei, è invece consentito inserire tra le coperture della manovra il maggior gettito che si stima deriverà dalla crescita; gli interroganti non comprendono neanche i motivi per i quali la predetta prassi contabile ("effetti di retroazione fiscale delle misure") è sempre stata vietata ai precedenti Governi (ad esclusione dell'ultima legge di bilancio per il 2017 del Governo Renzi) da parte delle competenti autorità tecniche (Ragioneria generale dello Stato), in quanto ritenuta non conforme a principi di prudenza nella gestione del bilancio dello Stato, mentre nella manovra di bilancio per il 2021 è invece consentita (e per importi rilevantissimi); desta quindi perplessità la procedura contabile adottata dal Governo, in ragione del fatto che se gli "effetti di retroazione fiscale" sono ammessi attualmente, dovrebbero essere consentiti sempre, anche quando l'obiettivo è ridurre la pressione fiscale, si chiede di sapere: quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; quali siano i motivi per i quali vengono valorizzati (addirittura per 12,9 miliardi di euro nel 2022 e per 7,1 miliardi nel 2023) a fini di copertura di bilancio gli "effetti di retroazione fiscale delle misure", ossia le stime di maggiore gettito che dovrebbe essere indirettamente generato dalle misure che saranno varate con la manovra, nonostante tale prassi contabile, fino ad oggi, sia stata sempre ostacolata dalla Ragioneria generale dello Stato che aveva sino ad oggi negato, per questioni contabili e di disciplina di bilancio, tale procedura per i Governi precedenti che avevano tentato nel passato di avvalersene. Atto n. 3-02042 STABILE Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: con l'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, recante ulteriori restrizioni per molte attività imprenditoriali e commerciali, a parere dell'interrogante è stato punito chi ha investito in sicurezza applicando in maniera rigorosa i protocolli sanitari imposti lo scorso maggio dal Governo in occasione della riapertura delle attività; durante la conferenza stampa per l'illustrazione dell'ultimo decreto il premier Conte ha sbandierato l'impegno del Governo a garantire indennizzi per gestori ed esercenti penalizzati dalle nuove limitazioni; a seguito delle disposizioni della nuova normativa, si potrebbe aggravare la situazione delle attività commerciali, e questo potrebbe costare 1,3 miliardi di euro al mese; inoltre, i report diffusi dall'Istituto superiore di sanità in queste settimane hanno evidenziato una diffusa circolazione del virus su tutto il territorio nazionale, riportando che focolai anche di dimensioni rilevanti si sono verificati soprattutto in ambito familiare; la trasmissione di un virus respiratorio si verifica ovviamente in ambito familiare, e in generale nelle situazioni di affollamento, soprattutto al chiuso, quindi, al fine di individuare gli ambiti di intervento, sarebbe necessario conoscere più nel dettaglio quali siano i contesti nei quali si stanno maggiormente producendo i focolai, visto anche che, dalle evidenze scientifiche, la probabilità di contrarre il virus Sars-CoV-2 e di trasmetterlo sembra essere differente nelle diverse fasce di popolazione; questi dati dovrebbero essere disponibili, dato che dagli stessi report dell'ISS si apprende che i servizi sanitari territoriali, nonostante le criticità derivanti dal notevole incremento del carico di lavoro, sono finora riusciti a contenere la trasmissione locale del virus, individuando i focolai e le catene di trasmissione; l'Istituto superiore di sanità con la collaborazione della fondazione "Bruno Kessler", di Regioni, protezione civile, AIFA, INAIL, dell'ospedale "Spallanzani", dell'Università Cattolica e di AREU 118 Lombardia, ha da pochi giorni diffuso un documento con le misure di prevenzione e risposta al COVID-19 dove vengono definiti 4 ipotetici scenari di evoluzione dell'epidemia a cui corrispondono diversi livelli di rischio e conseguenti misure che possono portare nel peggiore dei casi ad un nuovo lockdown nazionale; in un precedente studio del mese di maggio reso noto dai media in una versione senza intestazione, senza firma e senza note bibliografiche, si presentavano in caso di riaperture più ampie scenari catastrofici con fino a 150.000 ricoverati in terapia intensiva a metà giugno; dai report dell'ISS emerge che al 20 ottobre il 92,7 per cento dei positivi al Sars-Covid-2 era asintomatico, paucisintomatico o presentava sintomi lievi; a parere di eminenti studiosi, la letalità del virus è attualmente stimata a 0,3-0,6 per cento, inferiore a quella della maggior parte delle infezioni gravi; per esempio la letalità della SARS del 2003 era circa il 10 per cento; a parere dell'interrogante, l'impressione è che i "tecnici" anche in questa nuova fase abbiano voluto consigliare di chiudere estesamente e indiscriminatamente delle attività per non assumersi responsabilità, in una sorta di sanità pubblica "difensiva", o per sviare l'attenzione dal fatto che il sistema sanitario, già sofferente per i tagli degli ultimi anni, non è stato sufficientemente rafforzato durante i mesi della pandemia, si chiede di sapere: sulla base di quali dati in possesso del comitato tecnico scientifico e sulla base di quali evidenze scientifiche o epidemiologiche aggiornate si sia deciso di adottare le restrizioni per palestre, piscine, centri benessere, cinema e teatri, attività di ristorazione (ristoranti, pub , bar, pasticcerie, gelaterie); se nelle decisioni siano stati determinanti i 4 scenari descritti nell'ultimo documento elaborato dall'Istituto superiore di sanità, atteso che non vengono riportati percentuali e statistiche riferiti alle attività imprenditoriali colpite dal decreto del 24 ottobre; quali iniziative, oltre a quelle già adottate, si intenda attivare a sostegno di imprese ed operatori commerciali che operano in zone turistiche e non, al fine di superare la crisi di un settore fondamentale per l'economia italiana. Atto n. 3-02043 DE BERTOLDI CIRIANI BALBONI Al Ministro della giustizia Premesso che: numerosi articoli di stampa, pubblicati su internet nel 2019, riportano che il Consiglio superiore della magistratura affidò alla Banca popolare di Bari (peraltro salvata dal fallimento nel dicembre dello stesso anno) il proprio servizio di tesoreria, nel corso del mese di agosto 2015, attraverso una delibera che prevedeva la gestione per 5 anni di un patrimonio pari a circa 100 milioni di euro; al riguardo, il CSM (organo di rilevanza costituzionale, dotato di ampia autonomia), rileva l'articolo del quotidiano "Il Riformista" (pubblicato anch'esso nel dicembre dell'anno scorso), non è mai stato assoggettato alla tesoreria unica e si è sempre avvalso per tale necessità di un istituto di credito privato; tale "anomalia" fu evidenziata anche dal collegio dei revisori dei conti, che evidenziò come l'affidamento della gestione di tesoreria del CSM sia sempre avvenuto mediante una gara pubblica, in osservanza delle disposizioni previste dalla vigente normativa, come accadde tuttavia proprio nell'estate 2015, in cui venne fissato come termine ultimo per presentare le domande il 16 agosto, alle ore 14 (tra l'altro di domenica); agli istituti di credito che volevano concorrere per il prestigioso incarico, prosegue l'articolo, erano stati concessi solo 8 giorni di tempo: l'avviso del bando di gara, firmato dal segretario generale (un magistrato peraltro fuori ruolo), fu infatti pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 7 agosto 2015 (un annuncio, "semi nascosto", fra le oltre 250 pagine che componevano il n. 92 della Gazzetta Ufficiale di quell'anno); "Il Riformista" evidenzia ancora che, per attrarre la massima attenzione del CSM, l'istituto di credito barese mise sul "piatto della bilancia" un ventaglio di condizioni estremamente vantaggiose per i componenti del Consiglio, stabilendo tra l'altro, la possibilità di stipulare contratti di mutui a tassi estremamente bassi, di stipulare contratti per l'apertura di conti correnti con spese di gestione irrisorie e di ottenere finanziamenti personali a tassi d'interesse irrilevanti; l'unico requisito richiesto dall'organo, per aggiudicarsi la "ricca posta", consisteva pertanto nella presentazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, senza considerare (come invece avrebbe dovuto valutare) gli indispensabili requisiti legati al punteggio della solidità finanziaria della banca (imposti rigidamente dai regolamenti dalla Banca centrale europea sugli stress test ); la vicenda, a parere degli interroganti, desta sconcerto e preoccupazione, in relazione alle modalità con le quali l'organo di rilievo costituzionale ha predisposto il bando di gara per la gestione della tesoreria unica, in quanto non essendo assoggettato per legge (poiché in regime di "autonomia finanziaria") si è avvalso ciononostante di un istituto di credito privato, in gravissima situazione economico-patrimoniale (e soprattutto in evidenti condizioni critiche, dettate dalle carenze nell'organizzazione e nei controlli interni sul credito, come la Banca d'Italia in più occasioni ha evidenziato nel passato) con assoluta mancanza di verifiche da parte dello stesso CSM in merito alla qualità dei dati di riferimento ( benchmark ), connessi alla solidità dell'istituto bancario pugliese; gli interroganti evidenziano altresì stupore e perplessità in merito alla partecipazione nella lista degli sponsor per un evento organizzato a Pescara nel 2017, da parte dell'Associazione nazionale magistrati e riconducibile alla sua corrente di sinistra da parte della stessa Banca popolare di Bari, i cui vertici erano da anni soggetti ad un'inchiesta della Procura di Bari, con gravi ipotesi di reato; una sponsorizzazione impropria e improvvida, a giudizio degli interroganti, a cui magistrati di quell'area avrebbero dovuto evidentemente rinunciare, in considerazione della gravità che l'inchiesta stava assumendo, si chiede di sapere: quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se fosse a conoscenza della vicenda e se abbia ulteriori elementi aggiuntivi rispetto a quanto riportato; se sia a conoscenza di eventuali altri contratti pubblici legati a sponsorizzazioni, stipulati da parte di organi giudiziari nazionali, con la Banca popolare di Bari; in caso affermativo, se non ritenga opportuno rendere pubbliche tali informazioni; se, infine, non ritenga che la decisione da parte dell'Associazione nazionale magistrati di organizzare un convegno sponsorizzato da parte dell'istituto di credito barese sia da considerare inopportuna e da stigmatizzare, considerato come il medesimo istituto sia da anni sotto inchiesta della Procura di Bari. Interrogazioni con richiesta di risposta scritta Atto n. 4-04311 DE POLI Al Presidente del Consiglio dei ministri Premesso che: le manifestazioni che in questi giorni stanno infiammando le piazze sono la dimostrazione del profondo disagio diffuso tra gli esercenti a seguito delle norme contenute nel nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020; lo sconforto per aver visto del tutto inascoltate le loro richieste è sfociato in comportamenti violenti, esecrabili e da condannare totalmente, che però sono lo specchio della sofferenza dilagante nel Paese; la sospensione dell'attività di interi comparti produttivi, così come la chiusura anticipata alle 18 di bar e ristoranti, gelaterie e pasticcerie hanno conseguenze, a cascata, sull'intera filiera produttiva (artigianato, industria, commercio, agricoltura, turismo e termali); considerato che: lo sport ha una funzione sociale fondamentale per i giovani ed è inoltre essenziale per la prevenzione di alcune patologie così come importanti per la salute sono i centri termali che erogano prestazioni sanitarie; la maggior parte degli esercenti ha garantito la sicurezza nei propri locali, investendo economicamente per dotarli dei dispositivi idonei ad evitare la diffusione del contagio; il nuovo decreto, con le nuove restrizioni, ha penalizzato attività economiche come palestre e piscine, fiere e convegni, cinema, teatri e spettacoli dal vivo, senza distinzione tra virtuosi e inadempienti, generando un malcontento sfociato, come prevedibile, in rabbia e, purtroppo, in scene di violenza urbana difficile da contenere, si chiede di sapere: se non si reputi opportuno riconsiderare le norme dell'ultimo decreto e consentire ai gestori di ristoranti, bar (per chi svolge servizi al tavolo), gelaterie e pasticcerie, di posticipare la chiusura dell'attività almeno alle ore 23, e consentire la riapertura di palestre, piscine, centri e associazioni sportive, cinema e teatri, concerti e spettacoli dal vivo, se in regola con tutti gli adempimenti obbligatori per contenere la diffusione del contagio, prevedendo chiusure e sanzioni per gli inadempienti; se si intenda prevedere misure di ristoro per le attività che registreranno perdite di fatturato, da erogare in tempi rapidissimi. Atto n. 4-04312 DE VECCHIS Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Premesso che: con il decreto ministeriale 25 gennaio 2010 (pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1° febbraio 2010) il Ministero per i beni e le attività culturali ha effettuato la dichiarazione di notevole interesse pubblico riguardante l'ambito meridionale dell'agro romano compreso tra le vie Laurentina e Ardeatina (Cecchignola, Tor Pagnotta, Castel di Leva, Falcognana, Santa Fumia, Solforata) del comune di Roma, ai sensi dell'art. 141, comma 2, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante codice dei beni culturali e del paesaggio, e successive modificazioni ed integrazioni; il vincolo riguarda un territorio di 5.400 ettari, situato tra la riserva di Decima-Malafede e il parco dell'Appia antica, che ancora conserva, nonostante vari fenomeni sparsi di urbanizzazione, consolidati e in atto, un'alta qualità paesaggistica, riconducibile ai tratti tipici del paesaggio agrario della campagna romana, qui particolarmente caratterizzato dall'ampiezza di quadri panoramici, oltre che dalla ricca e stratificata articolazione del sistema insediativo storico, con notevole diffusione tanto di beni archeologici ed architettonici; questi ultimi sono rappresentati in una vasta gamma che va dagli antichi casali (sorti a partire dai secoli XV-XVI attorno a nuclei fortificati medievali) ai casali più recenti risalenti alle bonifiche realizzate a cavallo tra '800 e '900, sovente in stretto rapporto con filari e gruppi arborei di notevole consistenza e di grande rilevanza; negli ultimi anni però, proprio nella porzione più rappresentativa di questo territorio, sono sorte in totale dispregio di questo importante vincolo paesaggistico diverse discariche (cava Covalca, Canestrini, Falcognana, Selvotta, Vallerano, Porta Medaglia), sfruttando le tante cave abbandonate di pozzolana e di sanpietrini; l'inerzia nel contrasto di questi comportamenti illeciti è stata considerata una sorta di autorizzazione ad azioni come sversamenti illegali lungo le strade principali (Laurentina e Ardeatina), passaggio di TIR su strade secondarie con divieto di transito, prostituzione, bracconaggio, accampamenti abusivi e roghi, che hanno fortemente compromesso il territorio rurale e agricolo che doveva essere valorizzato dal vincolo; ciò si traduce in situazioni di forte disagio per la popolazione e ha comportato la chiusura delle aziende agricole di eccellenza presenti nel territorio, oltre a notevoli danni ambientali, si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare a tutela dell'area di interesse pubblico sottoposta a vincolo per contrastare la situazione di degrado ormai diventata insostenibile, al fine di preservarne l'integrità a garanzia dell'incolumità di chi vive e lavora in questo territorio. Atto n. 4-04313 PRESUTTO GIAMMANCO LANNUTTI PUGLIA GIANNUZZI LOMUTI SANTILLO DE LUCIA RICCIARDI VACCARO DI MICCO GAUDIANO ANGRISANI GALLICCHIO TRENTACOSTE ROMANO CROATTI MORONESE PIARULLI LOREFICE DONNO PELLEGRINI Marco Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: il tema della ripartizione delle risorse pubbliche tra il Nord ed il Sud è sempre stato oggetto di ampi dibattiti in ambito politico ed ha riempito pagine e pagine di giornali; è stato di recente pubblicato su "Il Quotidiano del Sud" un articolo dal titolo "Quei privilegi differenziati che come la bussola indicano sempre il nord"; l'articolo a firma del professor Adriano Giannola, presidente dello Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), evidenzia l'esistenza di una forte sperequazione tra Nord e Sud nell'allocazione della spesa pubblica a tutto vantaggio del primo. Secondo la tesi illustrata, il Nord riceverebbe annualmente ben 60 miliardi di euro più del Sud in termini di risorse complessive; la tesi si fonda anche sulla considerazione del fatto che il costo delle erogazioni pensionistiche non coperto dai versamenti contributivi raccolti nello stesso anno (sistema a ripartizione) bensì da trasferimenti dal bilancio dello Stato (fiscalità generale) va correttamente incluso nella valutazione della spesa pubblica attribuibile ai diversi territori; secondo Giannola, inoltre, il Nord riceve maggiori erogazioni per pensioni anticipate (metodo contributivo) grazie ad una platea di individui che, essendo entrati prima nel mondo del lavoro, godono della pensione per un numero maggiore di anni e che in genere hanno pensioni di importo superiore rispetto alle pensioni di vecchiaia; nel sostenere questa tesi egli fa riferimento al complesso della spesa pubblica attivata da un aggregato pubblico ampio, qual è la cosiddetta pubblica amministrazione allargata: ovvero l'insieme delle amministrazioni centrali, delle amministrazioni locali, degli enti previdenziali e delle società partecipate. Di media, sottolinea, le società partecipate attivano spese per importi maggiori al Nord rispetto che al Sud; di diverso avviso rispetto a quanto sostenuto da Giannola, l'articolo del professor Andrea Giovanardi pubblicato sulle pagine de "Il Foglio". Per Giovanardi, infatti, i costi per la previdenza andrebbero integralmente esclusi dal novero della spesa pubblica attribuibile ai diversi fattori; secondo il suo punto di vista, sostenuto anche in un articolo di Giampaolo Galli e Giulio Gottardo (pubblicato dall'Osservatorio sui conti pubblici italiani), l'operatore pubblico non può decidere come allocare a livello territoriale tanto la spesa pensionistica (che dipende dai contributi versati) quanto quella delle imprese pubbliche (che è decisa sulla base delle regole del mercato e che è quindi tanto più elevata dove maggiore è la domanda di beni e servizi, a tutto vantaggio delle zone più ricche). Di qui le conclusioni: se si emenda il calcolo da tali componenti, che non sono suscettibili di essere territorialmente allocate, e se si tiene conto del costo della vita, nettamente inferiore al Sud rispetto al Nord, il Meridione non solo risulterebbe non discriminato ma addirittura favorito con una spesa pubblica maggiore rispetto al Nord di 40 miliardi di euro; il dibattito della diversa allocazione delle risorse tra Nord e Sud si ricollega all'attualissimo tema dell'autonomia differenziata. In tutte le strutture federali sono previsti spazi di autonomia fiscale che fanno sì che vi sia una qualche corrispondenza tra la capacità fiscale di una regione e la sua spesa, ma tale autonomia è affiancata da meccanismi perequativi tra territori diversamente dotati in termini fiscali o diversamente caratterizzati sul piano dei fabbisogni. A parere degli interroganti chiarire se questa corrispondenza possa, e in quale misura, realizzarsi tra le regioni italiane ed in che modo vada contemperata con la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni aiuterebbe a comprendere in quale direzione si intenda andare; l'urgenza di fare luce su una questione che riguarda le risorse del nostro Paese e la loro distribuzione appare oltremodo urgente alla luce del recente recovery fund. Sono ben 209 i miliardi di euro che l'Unione europea ha concesso all'Italia, la quota più alta in assoluto, di cui una parte consistente deve essere utilizzata per lo sviluppo delle aree più arretrate, come il Mezzogiorno; nelle conclusioni adottate dal Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 si legge infatti che "Obiettivo di questa rubrica è contribuire al valore aggiunto dell'UE promuovendo la convergenza, sostenendo gli investimenti, la creazione di posti di lavoro e la crescita, contribuendo a ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali all'interno degli Stati membri e in tutta Europa". E inoltre "L'obiettivo principale della politica di coesione è sviluppare e proseguire l'azione intesa a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale, contribuendo a ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e l'arretratezza delle regioni meno favorite"; l'Italia, dunque, sarebbe chiamata per lo meno a rispettare la clausola del 34 per cento, il che darebbe al Mezzogiorno la disponibilità di 71 miliardi di euro, percentuale che allo stato dei fatti risulta inadeguata a colmare il divario tra Nord e Sud; occorre sottolineare come uno degli elementi principali della discordanza tra le valutazioni dello Svimez e quelle dell'Osservatorio dei conti pubblici italiani sia basato sui dati di spese ed entrate di fonte CPT (conti pubblici territoriali elaborati dall'Agenzia della coesione), utilizzati dallo Svimez, la cui somma per regioni è molto diversa dai totali nazionali ISTAT. Si tratta secondo l'Osservatorio di un punto di divergenza messo in evidenza dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio parlamentare di bilancio. Da qui l'opportunità di un confronto anche sul piano metodologico per un corretto utilizzo dell'informazione statistica nella valutazione dei flussi territoriali delle spese e delle entrate pubbliche, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda fare chiarezza sul tema della ripartizione della spesa pubblica tra il Nord ed il Sud del Paese fornendo gli elementi utili ad una reale comprensione di quali parametri, e quindi voci di spesa, occorra prendere in considerazione nella valutazione generale dell'intervento pubblico al fine di far luce sul reale gap esistente, superando qualsiasi contrapposizione di carattere accademico, e togliendo qualsiasi dubbio interpretativo come fondamentale punto di partenza, visti gli imminenti interventi di spesa che verranno attivati nell'ambito del programma "Next Generation EU". Atto n. 4-04314 URRARO Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: all'interno del centro di accoglienza straordinaria "Il Rosone Srl" a Terzigno (Napoli), che attualmente ospita 70 migranti, si sono riscontrati alcuni casi di positività al virus COVID-19, ed è stato quindi previsto l'isolamento, secondo le disposizioni vigenti anti contagio; la situazione è divenuta immediatamente insostenibile: gli ospiti non solo si rifiutano di rispettare i protocolli sanitari previsti (rifiutano l'isolamento, il mantenimento della distanza, la mascherina), mettendo quindi a rischio la salute di tutte le altre persone del centro, ma arrivano a minacciare ed intimidire il personale sanitario, a danneggiare la struttura e a creare disordini anche molto preoccupanti; pochi giorni fa, circa 60 migranti si sono allontanati senza autorizzazione dal centro di accoglienza per dirigersi nei paesi limitrofi, dove sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine; i cittadini della zona sono comprensibilmente preoccupati per la situazione: sia per il rischio contagio, sia per i problemi di ordine pubblico. Episodi similari si verificano con troppa frequenza sul nostro territorio e non è pensabile che le forze dell'ordine debbano essere impegnate giorno e notte a presidiare centri di accoglienza di persone che rifiutano di rispettare le regole; agire con fermezza nei confronti degli immigrati che non rispettano pedissequamente le misure di contenimento del contagio e vigilare su chi è responsabile della loro applicazione è un atto dovuto: non è tollerabile che ai problemi legati all'immigrazione si sommino quelli legati al contagio del virus, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover potenziare i controlli in materia di gestione dei centri di accoglienza ed intervenire con risolutezza nelle situazioni in cui non vengono rispettate le regole, per ripristinare l'ordine pubblico e la sicurezza sul nostro territorio; nel caso specifico, come intenda garantire il diritto alla salute agli ospiti della struttura nel rispetto delle disposizioni in materia di contagio da COVID-19, agli operatori del centro e a tutti i cittadini della zona che, loro malgrado, sono esposti a rischi che potrebbero essere evitati. Atto n. 4-04315 ALESSANDRINI PIANASSO DORIA ARRIGONI BERGESIO PIZZOL BAGNAI FERRERO ZULIANI RICCARDI STEFANI VALLARDI BORGONZONI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: per l'anno scolastico in corso (2020/2021), la legge prevede la possibilità di assumere ulteriori docenti e personale ATA in modo temporaneo, per sopperire all'aumentato bisogno di collaboratori a causa delle regole di distanziamento sociale e igienizzazione dovute al virus SARS-CoV-2; il provvedimento prevedeva in origine che, in caso di sospensione delle attività scolastiche per via di un nuovo lockdown , i contratti di lavoro potessero essere risolti per giusta causa, senza diritto di ricevere alcun indennizzo, con l'unica agevolazione di poter usufruire della NaSPI, qualora si abbiano i requisiti per richiederla; con la conversione del decreto-legge n. 104 del 2020 (cosiddetto decreto agosto), recante "Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia" (legge n. 126 del 2020), è stata introdotta un'importante modifica all'articolo 32, attraverso l'approvazione del comma 6- quater , che elimina l'automatica risoluzione contrattuale nel caso di sospensione delle attività didattiche in presenza. In conseguenza di ciò in caso di un nuovo lockdown , i "contratti COVID" non finiranno in modo automatico, ma gli assunti con tali contratti potranno continuare a lavorare con le modalità di lavoro agile, come avviene per tutto il restante personale scolastico; la novità introdotta dalla conversione in legge del decreto ha suscitato la comprensibile protesta di tanti che, a causa della presenza della automatica risoluzione nei contratti COVID, avevano optato per altre forme di contratto a tempo determinato, più brevi, ma considerate più "sicure". Si tratta di tutti coloro che hanno preferito stipulare contratti "non COVID", al fine di evitare il rischio rappresentato dalla clausola di automatica risoluzione, e che risultano danneggiati dalla sua successiva eliminazione, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questa situazione particolare nella quale si trova una parte del personale aggiuntivo COVID; quali iniziative intenda intraprendere al fine di eliminare questa disparità di trattamento derivante dall'approvazione della recente modifica legislativa. Atto n. 4-04316 GRANATO Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'università e della ricerca Premesso che: come emerso recentemente su alcuni articoli di stampa (con particolare riferimento ad un articolo di Antonella Scalzi su "Gazzetta del Sud" del 17 ottobre 2020, intitolato "Umg, quella nomina non convince"), il Codacons ha presentato un'istanza di accesso agli atti al Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione alla procedura di nomina del direttore generale dell'università degli studi "Magna Graecia" di Catanzaro, dottor Roberto Sigilli; come emerso in sede documentale, in relazione alla procedura di nomina, lo stesso dicastero aveva avviato una verifica amministrativo-contabile, eseguita dal 28 gennaio al 15 marzo 2013; l'università, in seguito, aveva fornito taluni chiarimenti all'Ispettorato generale di finanza, che aveva richiesto all'ente di "fornire notizie in merito alle iniziative poste in essere per la sistemazione delle irregolarità rilevate" nel corso dell'ispezione; in sede di replica dell'Ispettorato alle controdeduzioni dell'università (MEF-RGS, prot. 46947 del 27 maggio 2014), tuttavia, erano emersi ulteriori profili che si sarebbero dovuti chiarire, in relazione ai criteri di selezione utilizzati per la scelta dell'affidamento dell'incarico di direttore generale e su talune altre questioni emerse in sede ispettiva, con particolare riferimento a profili gestionali aventi ripercussioni di carattere finanziario (trattamento economico del direttore amministrativo; disavanzo di competenza negli esercizi finanziari 2010-2011; risultati negativi di società partecipate); con particolare riferimento alla nomina del direttore generale, inoltre, era stata rilevata la necessità di fornire chiarimenti sulle ragioni che avevano condotto alla scelta del soggetto vincitore "nonostante, secondo quanto riferito dall'Ispettore nella relazione", la presenza "di altri aspiranti forniti di credenziali più idonee rispetto al ruolo da ricoprire", si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quale sia la loro valutazione al riguardo; in quale modo si sia conclusa la vicenda sul piano amministrativo nonché se siano a conoscenza di eventuali azioni consequenziali attivate in sede giurisdizionale. Atto n. 4-04317 PAVANELLI PRESUTTO MORONESE VANIN GUIDOLIN ROMANO TRENTACOSTE DONNO Al Ministro della salute Premesso che: la Giunta regionale dell'Umbria con deliberazione n. 282 del 22 aprile 2020 ha proposto all'Assemblea legislativa di approvare il "progetto per l'implementazione dell'ospedale da campo della regione Umbria con specifiche apparecchiature sanitarie", consistente nell'allestimento delle strutture mobili di un ospedale da campo già esistente, in dotazione alla protezione civile regionale, affinché, a seguito di tali interventi, sia possibile avere fino a 30 posti letto suddivisi tra terapia intensiva e sub intensiva; il progetto è stato finanziato attraverso un contributo liberale di 3 milioni di euro della Banca d'Italia, già liquidato alla Regione in data 17 aprile 2020 e confluito nella contabilità speciale n. 6191 intestata a "PR.R.UMBRIA-S.ATT.O.630-639-20", soggetto attuatore, come previsto dalle ordinanze del capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 e n. 639; in base all'art. 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (detto decreto rilancio), per la Regione Umbria è stato previsto uno stanziamento di 24.180.508 euro per l'adeguamento della rete ospedaliera al fine di fronteggiare l'emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus; in sede di Conferenza delle Regioni, il 12 marzo, a seguito dell'accordo raggiunto per lo stanziamento del fondo sanitario nazionale per l'anno 2020 (in totale 113,360 miliardi di euro di cui 113,069 di fabbisogno standard e 291,648 di premialità aggiornata in conseguenza dell'aumento del fondo di 2 miliardi di euro come stabilito dalla legge di bilancio per il 2019), alla Regione Umbria sono state assegnate risorse per 1.690.048.378 euro; il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (detto decreto cura Italia), aveva stanziato le coperture per 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale, incrementato per 1,65 miliardi di euro il fondo emergenze nazionali, stanziato 150 milioni di euro per il 2020 a copertura degli straordinari del personale sanitario, disposto il finanziamento di ulteriori 340 milioni di euro per l'aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa); considerato che: a fronte dell'insieme di risorse finanziarie ordinarie e straordinarie richiamate l'Umbria, in base al rapporto dell'osservatorio sui conti pubblici italiani del 24 ottobre 2020, risulta essere l'unica regione italiana con aumento effettivo dei posti di terapia intensiva pari a zero (rispetto ai 57 previsti dal decreto rilancio, da aggiungere ai 70 già in essere per arrivare a 127), con rapporto di 7,9 posti di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti (anziché 14 ogni 100.000 previsti come obiettivo dal decreto rilancio), il dato peggiore tra tutte le regioni dopo quello della Campania (pari a 7,3); l'indice Rt di trasmissibilità del coronavirus in Umbria è arrivato a 1,69, a livello nazionale il dato più alto dopo quello della Valle d'Aosta (2,37) e Piemonte (1,83), in base all'ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della salute e dell'Istituto superiore di sanità, emesso in data 23 ottobre 2020, rendendo quindi ancor più urgente e necessaria la creazione di nuovi posti di terapia intensiva; l'Umbria è, alla data del 26 ottobre 2020, secondo l'ultima rilevazione del Ministero della salute la regione che sta facendo registrare la percentuale più alta di pazienti in terapia intensiva di tutto il Paese in proporzione ai posti disponibili; la media nazionale è del 19 per cento mentre l'Umbria ha un tasso di occupazione arrivato al 39 per cento; l'ordine dei medici di Perugia ha emesso il 23 ottobre un duro comunicato stampa nel quale si evidenzia come da parte dell'amministrazione regionale non siano stati messi in atto i necessari piani di prevenzione e gli interventi sanitari volti a predisporre un sistema sanitario regionale in grado di reggere ad una nuova ondata di contagi; in particolare si riferisce: "Dobbiamo purtroppo lamentare il mancato rafforzamento dei Dipartimenti di prevenzione che non rende possibile il corretto e adeguato tracciamento di infetti e contatti", ed ancora "Il cronico sottodimensionamento di strutture e personale sanitario dei reparti ospedalieri oltre alle scelte non adeguate in quelli Covid, compromettono l'efficienza delle strutture per altre patologie. Cronica poi è la carente fornitura di dispositivi di protezione individuale", così mettendo in evidenza un quadro che non solo è assai allarmante per la gestione dell'emergenza epidemiologica attuale (e soprattutto futura), ma che mette altresì a rischio la prevenzione ed il trattamento di tutte le altre patologie, a cominciare da quelle oncologiche, compromettendo gravemente il diritto alla salute ed alle cure sanitarie dei cittadini; il sindacato di categoria della professione infermieristica NurSind ha emesso un comunicato stampa in cui ha chiesto un incontro urgente con la presidente della Regione e con l'assessore regionale per la sanità al fine di risolvere le numerose criticità riscontrate nei luoghi di lavoro per gli operatori sanitari, evidenziando le notevoli (in molti casi critiche) carenze di personale nelle strutture sanitarie nonché la mancanza di un efficace programma di screening su tutti i lavoratori del settore, essendo i soggetti potenzialmente più esposti al contagio, con il preoccupante pericolo di non conoscere e tracciare la diffusione del contagio neanche tra gli operatori del servizio sanitario regionale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni di competenza intenda intraprendere al fine di valutare l'effettuazione di attività ispettive e di controllo sulla gestione delle risorse finanziarie ordinarie e straordinarie assegnate alla Regione Umbria con particolare riguardo a come siano state utilizzate per fronteggiare l'emergenza epidemiologica in atto, nonché valutare se ricorrano fattispecie tali da mettere in pericolo la sanità pubblica e il diritto alla salute e all'accesso alle cure per i cittadini, soprattutto per le categorie aventi redditi più bassi. Atto n. 4-04318 LONARDO Ai Ministri della salute e dell'università e della ricerca Premesso che: nel pieno della seconda violenta ondata della pandemia che sta vivendo il nostro Paese, 22.000 medici e futuri specializzandi sono in attesa di sapere se potranno dare il loro contributo negli ospedali o se saranno costretti ad assistere che il COVID-19 faccia il suo corso; la graduatoria del concorso di specializzazione in medicina tenutosi il 22 settembre 2020, che il Ministero dell'università e della ricerca avrebbe dovuto rendere nota il 5 ottobre, non è infatti ancora stata pubblicata. I 22.000 aspiranti specialisti che ne attendevano la pubblicazione sono stati informati unicamente attraverso questa comunicazione: "Con riferimento al Concorso per l'accesso dei medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria per l'A.2019/2020, si comunica che risultano intentanti numerosi ricorsi da parte dei medici appartenenti alle categorie individuate all'art. 7; pertanto, dovendo dare esecuzione ai provvedimenti cautelari pervenuti, il Ministero dispone il rinvio della pubblicazione della graduatoria unica nazionale". Si tratta di un'anomalia che, a maggior ragione in una situazione di pandemia ed emergenza come quella attuale, non è tollerabile; mettere in attesa coloro che potrebbero essere di aiuto nel salvare vite umane appare infatti un paradosso: in una situazione emergenziale il sistema sanitario nazionale avrebbe bisogno in corsia di giovani specializzandi pronti ad entrare in azione il prima possibile; il concorso per le borse di specializzazione in medicina si è già tenuto con un ritardo di due mesi a causa del coronavirus. Il numero dei posti da assegnare era stato aumentato con l'obiettivo di avere più occupati nel settore, per risolvere uno dei maggiori problemi del sistema sanitario italiano, ossia la mancanza di specialisti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario trovare soluzioni di più ampia visione, tanto più in una situazione con problemi straordinari come quelli derivanti dalla pandemia; se non ritengano, inoltre, di sbloccare la graduatoria del concorso di specializzazione in medicina ammettendo tutti i candidati, ferma restando la graduatoria attuale, affinché i ricorsi pendenti non facciano slittare ulteriormente l'inizio delle scuole, vanificando così lo sforzo del Governo che ha aumentato da 8.776 a 14.395 il numero di borse. Atto n. 4-04319 DE CARLO Ai Ministri della salute e per le pari opportunità e la famiglia Premesso che: tra le varie manifestazioni di protesta che stanno animando le piazze in questi giorni di preoccupante emergenza sanitaria, una categoria fondamentale nel sistema nazionale, eppure spesso trascurata, è stata quella degli infermieri e, in particolare, degli infermieri che assistono a domicilio pazienti con disabilità, scesi in piazza contro il precariato e gli stipendi troppo bassi; spesso si dimentica, infatti, che gli infermieri non lavorano solo nelle realtà ospedaliere, ma anche nelle case dove assistono pazienti ad alta complessità e affinché sia garantita la continuità di cura dei pazienti c'è bisogno di personale stabile; tale categoria professionale e le famiglie lamentano, invece, discontinuità a causa di condizioni lavorative non adeguatamente tutelate; nella maggior parte dei casi, esercitano la professione con partita IVA, non godendo di diritti come ferie e malattia; la richiesta importante di infermieri in questo particolare momento di emergenza pandemica sta rendendo ancor più complicata la reperibilità di personale infermieristico presso le assistenze domiciliari; come denunciato dalla presidente dell'ADI Famiglie italiane, Serena Troiani, "siamo dunque senza infermieri o alla mercé di continui cambi di personale. Le società che erogano i servizi per conto della regione inviano nelle nostre case personale che non è messo nelle condizioni di offrire quella fondamentale stabilità a famiglie fragili come le nostre, già seriamente minate dal dramma della malattia. Chiediamo diritti per gli infermieri e diritti per le nostre famiglie che necessitano di una assistenza domiciliare garantita, con personale che lavori stabilmente e con continuità nell'assistere i nostri cari"; gli infermieri sono pochi e di questo risente, in particolare, l'assistenza: secondo l'OMS, che ha lanciato l'allarme, in Italia ne mancano 53.000 e di questi almeno 21.000 dovrebbero essere gli infermieri di famiglia e di comunità, indispensabili per l'assistenza, anche nelle RSA vista la loro caratteristica, appunto, di comunità; gli sviluppi epidemiologici e l'aumento delle malattie croniche hanno fatto sì che l'assistenza si stia sempre più spostando dall'ospedale al domicilio e questo richiede uno sforzo maggiore per assicurare la qualità e le giuste prospettive del loro percorso professionale, la formazione, la qualità dei contratti, la sicurezza sul posto di lavoro e, ovviamente, la qualità dell'assistenza realmente garantita ai pazienti, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e quali immediate iniziative di competenza intendano assumere per garantire condizioni lavorative adeguate agli infermieri e continuità dell'assistenza domiciliare, anche attraverso l'apertura a un confronto con le associazioni maggiormente rappresentative della categoria degli infermieri e dei malati; se e quali iniziative di competenza intendano intraprendere per garantire un accesso alle cure domiciliari uniforme su tutto il territorio nazionale. Atto n. 4-04320 URSO Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico Premesso che: è ormai evidente il tentativo di realizzare nel porto di Taranto e nelle aree produttive adiacenti una zona portuale logistica produttiva e commerciale sotto il controllo di imprese cinesi; il 12 ottobre 2020 il Presidente del Consiglio dei ministri, accompagnato da ben 7 ministri, si è recato a Taranto per la firma di un accordo per la concessione dell'area demaniale "ex Belleli" all'interno del porto al "Ferretti group", per l'86 per cento di proprietà del Weichal group, gruppo di proprietà dello Stato cinese e leader del manifatturiero made in China , per la costruzione di scafi e la realizzazione di un'area di ricerca; il porto di Taranto e tutta l'area cittadina e circostante rivestono un'importanza strategica per la sicurezza nazionale, per quella europea e per quella dell'alleanza atlantica; il porto, in particolare, rappresenta un'infrastruttura strategica sia nel suo tradizionale ruolo di sorveglianza marittima atta a garantire la sicurezza nella fornitura di energia e merci, sia per la sua collocazione unica per la politica di vicinato verso gli Stati del nord Africa e del Medio oriente; nel mese di novembre scade il mandato quadriennale conferito al dottor Sergio Prete quale presidente dell'Autorità portuale del mar Jonio, comprensiva del porto di Taranto, e lo stesso risulta ricoprire anche l'incarico di componente del comitato di esperti dello Shanghai international shipping institute; in questo suo doppio ruolo, il dottor Prete parteciperà sia come ospite, per promuovere il porto di Taranto in Cina, sia come relatore alla conferenza "Una nuova era genera nuove opportunità" promossa dall'istituto a Shanghai nelle giornate del 19 e 20 dicembre; appare necessario garantire che le autorità pubbliche non abbiano manifesti conflitti di interessi, tanto più quando sono in causa l'interesse e la sicurezza nazionale, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della sussistenza del conflitto di interessi illustrato e se non ritengano necessario, in prossimità della scadenza del mandato di presidente dell'Autorità portuale del mar Jonio, identificare profili idonei a garantire indipendenza e imparzialità rispetto ai molteplici e rilevanti interessi nazionali in campo. Atto n. 4-04321 URSO Al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: come è noto, la pandemia da COVID-19 e le molteplici restrizioni adottate dagli Stati hanno generato una serie di implicazioni e limitazioni alla libera circolazione delle persone, con la conseguente emersione di numerose questioni di ordine fiscale in ordine al regime da applicare nei riguardi di persone e imprese, e in particolare a lavoratori transfrontalieri, lavoratori dipendenti e pensionati che, a causa delle restrizioni imposte, sono rimasti bloccati per più mesi in un Paese diverso dal proprio Paese di residenza; il diritto impositivo tra Paesi è disciplinato dalle norme dei trattati fiscali internazionali, e, su richiesta dei Paesi interessati, il 3 aprile 2020 l'OCSE ha pubblicato una guida relativa agli aspetti fiscali della crisi, basata su un'attenta analisi delle norme di tali trattati in materia di doppia imposizione fiscale; in sintesi, tale documento ha fornito alcuni importanti chiarimenti, specificando che: a) non cambia la propria residenza fiscale il soggetto non residente bloccato dal lockdown in un altro Paese a causa dell'emergenza da COVID-19; b) gli Stati (e quindi le rispettive autorità fiscali) dovrebbero tenere in debito conto l'eccezionalità delle misure emergenziali, considerando l'involontarietà di molti comportamenti, che non devono stravolgere la fiscalità, di imprese e persone, la cui disciplina è stabilita da trattati internazionali; c) le amministrazioni fiscali non possono considerare la dislocazione temporanea, benché lunga, come dimora abituale (caratteristica che qualificherebbe la residenza fiscale dell'individuo), tenendo conto che la permanenza temporanea in Paese diverso da quello di residenza a causa del lockdown non è effettivamente voluta, ma dipende da uno stato di emergenza, quindi viene determinata da una causa di forza maggiore; l'indicazione formulata dall'OCSE attraverso il documento è stata recepita da altri Stati europei; la problematica suscita grande interesse e seria preoccupazione in tante imprese e soprattutto in tanti cittadini italiani lavoratori e pensionati residenti all'estero, si chiede di sapere: quali utili azioni il Ministro in indirizzo intenda promuovere al fine di recepire e fare proprie le indicazioni chiaramente formulate a tal proposito dall'OCSE; se non ritenga di emanare precise direttive alle amministrazioni fiscali, affinché queste ultime si astengano dall'assumere iniziative che, se attuate in dissonanza rispetto al preciso e puntuale avviso espresso a livello europeo, potrebbero danneggiare le imprese italiane ed i cittadini italiani lavoratori e pensionati residenti all'estero. Atto n. 4-04322 NASTRI Ai Ministri dell'interno e della salute Premesso che: l'emergenza epidemiologica ha reso di fatto impossibile, a causa dei divieti di riunione e assembramento imposti dai vari decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e provvedimenti del Governo, il regolare svolgimento delle riunioni e assemblee condominiali, determinando la riduzione delle attività di amministrazione condominiale alle sole attività di ordinaria amministrazione, con importanti conseguenze sulla corretta gestione e amministrazione; tra le conseguenze più pesanti per le più diverse esigenze di adeguamento e manutenzione, messa in sicurezza, efficientamento energetico, vi è senza dubbio il sostanziale blocco di tutti i lavori, ad eccezione degli interventi di ordinaria amministrazione, con la conseguenza che anche la fruizione degli strumenti di incentivo messi in campo dal Governo, tra i quali il " superbonus " introdotto dal "decreto agosto", rischia di essere vanificata, con la drastica riduzione dell'impatto e degli effetti previsti sulla crescita connessi a tale misura; recentemente la presidente di ANAPIC (Associazione nazionale amministratori professionisti immobili e condomini), Lucia Rizzi, ha lanciato un accorato appello al Governo affinché si possa uscire da tale situazione di sostanziale immobilismo, anche adottando e consentendo strumenti straordinari che concilino le esigenze del mutato quadro nel contesto di emergenza nazionale con le istanze e gli orientamenti della giurisprudenza, tra i quali un autorevole parere della Cassazione, in base al quale le assemblee da remoto sono possibili ed efficaci soltanto se previste dal regolamento condominiale, si chiede di sapere quali interventi il Ministro in indirizzo ritenga di adottare al fine di conciliare la tutela della salute con le esigenze pratiche dell'intero comparto dell'amministrazione condominiale, che risente fortemente della forte contrazione di attività generata dalla crisi. Atto n. 4-04323 OSTELLARI CAMPARI CANDURA PUCCIARELLI URRARO TOSATO VESCOVI PILLON RICCARDI MONTANI PIANASSO LUNESU ALESSANDRINI SIRI PIZZOL BERGESIO ZULIANI CORTI VALLARDI SAPONARA Al Ministro dell'interno Premesso che: l'articolo 21 della Costituzione tutela il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; è compito dei governanti, locali e nazionali, mettere in atto ogni azione necessaria affinché tale diritto sia garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalla condivisione delle idee che vengono manifestate; a Bologna, per due volte a distanza di pochi giorni, alcuni militanti della Lega, impegnati in un volantinaggio, sono stati accerchiati e minacciati da parte di alcuni giovani che sembrerebbero, in gran parte, riconducibili a centri sociali della zona e la situazione ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei manifestanti; è grave che accadano episodi del genere ma è addirittura inaccettabile che le amministrazioni, locali e nazionali, non esprimano pubblicamente la propria contrarietà condannando le azioni violente che ledono diritti costituzionalmente garantiti, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga importante condannare in prima persona quanto accaduto, esprimendo pubblicamente solidarietà a quanti, tuttora, nel nostro Paese sono ostacolati nella manifestazione libera e pacifica del proprio pensiero politico; in merito agli episodi accaduti, quali misure siano state intraprese nei confronti degli aggressori. Atto n. 4-04324 DE BERTOLDI Al Ministro dell'istruzione Premesso che: la distribuzione dei nuovi banchi scolastici iniziata (secondo le dichiarazioni del Ministro in indirizzo) per gli istituti scolastici lo scorso settembre, a giudizio dell'interrogante, oltre a non corrispondere all'effettiva realtà, considerato che si segnalano evidenti e gravi ritardi nelle consegne, comporta l'esigenza di conoscere anche quali siano le aziende aggiudicatrici dell'appalto di gara; al riguardo, secondo l'interrogante, si ravvisa la necessità di apprendere tali informazioni, in relazione all'esigenza di tutelare le imprese italiane e il made in Italy in generale, considerato che, nell'ambito delle procedure di gara svoltesi anche nei mesi precedenti all'inizio della pandemia, si segnala l'aggiudicazione di gare di appalto ad imprese straniere, come nel caso del 5G, oppure delle automobili idride o dei monopattini, mentre vi sarebbe la necessità di tutelare quelle italiane, specie nell'attuale fase economica; in tale ambito, l'interrogante rileva inoltre l'evidente confusione e il disorientamento da parte del Ministro in indirizzo, anche con riferimento all'acquisto di centinaia di banchi scolastici a rotelle, che oltre ad essere pericolosi dal punto di vista delle regole del distanziamento, sono composti da materiale scadente e inefficace, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rendere noto il numero e i nomi delle imprese aggiudicatarie dei bandi di gara dei nuovi banchi scolastici distribuiti a livello nazionale; quali siano i motivi del ritardo nella consegna dei banchi richiesti, stanti le richieste di numerose Regioni che recriminano a distanza di un mese le mancate distribuzioni; quali iniziative urgenti e necessarie di competenza intenda intraprendere al fine di accelerare le consegne dei banchi scolastici, i cui ritardi contribuiscono ad alimentare una situazione generale difficile e complessa nel sistema scolastico nazionale, a giudizio dell'interrogante, a causa delle linee guida dettate dallo stesso Ministro insufficienti e disordinate. Atto n. 4-04325 BARBONI Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Premesso che: il settore del trasporto aereo, che include l'intera filiera lavorativa quali vettori, gestori aeroportuali, handling , catering , indotto, lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori stagionali, sta attraversando una crisi senza precedenti, dovuta all'epidemia da COVID-19, con un impatto che sarà molto più profondo di quanto accaduto "l'11 settembre"; in base al rapporto sul trasporto aereo presentato dall'ISTAT si è assistito, negli ultimi mesi, ad un crollo improvviso e verticale del traffico dei passeggeri in Italia. Dall'ultima analisi dei flussi effettuata infatti è emerso che da marzo a settembre 2020 il sistema aeroportuale nazionale, rispetto al 2019, ha perso l'83 per cento dei passeggeri, il 68 per cento dei movimenti aerei e il 33 per cento delle merci. In particolare sui voli extra UE si è registrato un calo del 91 per cento, sui voli UE un calo del 78 per cento ed infine sul traffico nazionale una contrazione significativa del 46 per cento; la stima effettuata da Assaeroporti prevede che l'anno in corso potrebbe chiudersi con il 70 per cento di passeggeri in meno rispetto al 2019 e con una perdita di fatturato per i gestori aeroportuali pari a circa 2 miliardi di euro; la crisi generata dall'evoluzione del nuovo virus in circolazione ha colpito sia il settore aeroportuale che le aerolinee presenti in Italia, basti pensare che all'aeroporto di Fiumicino, il principale hub italiano per voli internazionali, il traffico aereo ad aprile era diminuito del 95 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, così come gli aeroporti di Milano, che in questi mesi hanno operato come basi logistiche per garantire l'arrivo di materiale sanitario da ogni parte del mondo; il sistema infrastrutturale aeroportuale italiano negli ultimi anni aveva recuperato buona parte del gap esistente rispetto al resto d'Europa, sia per condizioni di mercato favorevoli che per un quadro di regolamentazione che consentiva di autofinanziare gli investimenti. Fino ad oggi, la maggior parte degli investimenti previsti nei contratti di programma (il 93 per cento) è stata finanziata dalle società di gestione attraverso le tariffe aeroportuali, senza ricorso alla finanza pubblica, ma la crisi in corso minaccia di compromettere i livelli occupazionali e di pregiudicare la realizzazione degli investimenti; da diversi operatori principali del settore è stata avanzata la richiesta di un forte intervento da parte del Governo, come per esempio la creazione di un apposito fondo, con una dotazione di almeno 800 milioni di euro, per la compensazione dei danni subiti dai gestori e a sostegno degli investimenti aeroportuali, analogo a quello già approvato dalla Commissione europea in favore degli aeroporti tedeschi; gli investimenti nel trasporto aereo italiano sono indispensabili e vitali in particolare per garantire la fase di ripresa del traffico aereo e per non perdere il ritardo recuperato rispetto agli altri Paesi europei, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda agire e quali azioni intenda assumere per la salvaguardia di migliaia di posti lavoro, ormai troppo a rischio senza interventi immediati di sostegno diretto; se non ritenga opportuno predisporre la realizzazione di investimenti e progetti di sviluppo, al fine di garantire la sopravvivenza del nostro sistema aeroportuale, anche attraverso l'inserimento, tra le missioni del piano nazionale di resilienza, delle infrastrutture aeroportuali e perseguire attraverso il recovery fund un piano di sviluppo della mobilità integrato, sostenibile ed interconnesso. Atto n. 4-04326 DE BERTOLDI Al Ministro dello sviluppo economico Premesso che: secondo quanto risulta dall'avviso pubblico del 28 settembre 2020, apparso sul sito internet del Ministero dello sviluppo economico, per la selezione di 21 componenti del gruppo di esperti, per l'elaborazione di un libro bianco sul ruolo della comunicazione nei processi di trasformazione digitale, nell'ambito dei criteri previsti (per la selezione, la nomina dei componenti e la durata dell'incarico) non figura alcun riferimento all'istituto dell'equo compenso, come previsto dall'articolo 1, commi 487-488, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), che ha ampliato le tutele per tutti i professionisti; quanto sopra risulta confermato anche da un articolo, pubblicato dal quotidiano "Italia Oggi" il 13 ottobre, nel quale si evidenzia che, nell'ambito dei requisiti, i candidati dovranno essere di comprovata esperienza e professionalità e "strettamente pertinenti, anche a livello europeo e/o internazionale, in materia di comunicazione e Ict, comprese le competenze di chiara rilevanza in ambito tecnologico, imprenditoriale, giuridico e scientifico"; inoltre al curriculum vitae occorrerà allegare alla domanda una "lettera motivazionale", contenente già una "visione" e dei "primi suggerimenti" di policy sugli "ambiti rilevanti, al fine dell'elaborazione del Libro bianco", con la consapevolezza che, recita l'avviso ministeriale, "ai componenti del gruppo non spetta alcun compenso"; tale decisione, ad avviso dell'interrogante, risulta in evidente contrasto con l'attuale normativa in materia di equo compenso, che dal 6 dicembre 2017 stabilisce come sia un diritto per tutti i professionisti ottenere un compenso economico adeguato e proporzionato alle prestazioni e al lavoro svolto per i committenti "forti" come banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni; si ravvisa pertanto, a giudizio dell'interrogante, l'esigenza di prevedere in tempi rapidi modifiche al bando di gara, considerato che, nell'avviso di selezione pubblica (la cui scadenza di presentazione delle domande è prevista il prossimo 30 ottobre), si evidenziano gravi rilievi di irregolarità, i cui effetti possono determinarne l'annullamento, si chiede di sapere quali valutazioni il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto e se non ritenga opportuno prevedere interventi in tempi rapidi, al fine di modificare l'avviso di manifestazione di interesse, introducendo l'istituto dell'equo compenso, come previsto dall'attuale disciplina contenuta nel decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172. Atto n. 4-04327 BALBONI Al Ministro della giustizia Premesso che: nella giornata del 26 ottobre 2020, l'ufficio di presidenza del Tribunale di Napoli ha emanato un decreto che dispone la fine di fatto dell'ufficio del giudice di pace di Capri; il provvedimento, si legge nel decreto n. 292, segue la triste dipartita dell'unico dipendente in servizio stabile e dispone il trasferimento delle udienze presso la sede centrale del Tribunale di Napoli fino al 31 dicembre 2020, nelle more di eventuali ulteriori interventi ministeriali; in base all'attuale accordo sindacale vigente sulla mobilità, non è possibile destinare nell'immediato ulteriore personale all'ufficio del giudice di pace di Capri, in quanto è in corso di pubblicazione un interpello volontario per trovare personale da destinare all'ufficio dell'isola; questo provvedimento danneggia gli abitanti dell'isola e mette a dura prova la necessaria garanzia di giustizia per coloro che sono impossibilitati a raggiungere la terraferma, soprattutto in un momento in cui il Governo invita i cittadini ad evitare spostamenti; appare illogico e irrazionale, a giudizio dell'interrogante, costringere avvocati e cittadini a recarsi fuori dall'isola, con il rischio di aumentare le occasioni di portare il virus sull'isola stessa; in Campania la situazione dei contagi è al limite della gestibilità, anche per via dell'inerzia della Giunta regionale. Si rende ancora più necessario, quindi, un intervento immediato del Ministero della giustizia al fine di rimediare ai disagi arrecati agli abitanti dell'isola; in un moderno Stato di diritto non è accettabile che ai cittadini non possa essere offerto un servizio fondamentale, perché l'incertezza regna sulla programmazione. Nei prossimi mesi, il Governo è chiamato ad allocare ingenti risorse provenienti dal recovery fund e ha individuato nella celerità della giustizia una delle sue principali prerogative, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda destinare immediatamente nuovo organico all'ufficio del giudice di pace di Capri per evitare la chiusura definitiva dell'ufficio con grande danno per l'isola e gli isolani. Atto n. 4-04328 IANNONE Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari europei Premesso che: il Corpo europeo di solidarietà è la nuova iniziativa dell'Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio Paese o all'estero, nell'ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa; l'iniziativa si rivolge a giovani, tra i 18 ed i 30 anni d'età, con l'obiettivo di costruire una società più inclusiva, prestare aiuto a persone vulnerabili e rispondere ai problemi sociali; allo stesso tempo, è un'esperienza di formazione e di acquisizione di competenze che rappresentano un volano per il mercato di lavoro; dall'inizio dell'emergenza sanitaria da COVID-19 le misure emesse dalle autorità di competenza croate, con OG 74/20 (Gazzetta Ufficiale croata), si è permesso l'ingresso sul territorio nazionale croato, tra le altre, a quelle persone che viaggiano per motivi di studio; il Ministero dell'interno croato, tramite l'Agenzia per la mobilità e programmi europei (parallela all'Agenzia nazionale per i giovani italiana), ha annunciato che il permesso di cui al punto 2f) si applica ai volontari del Corpo europeo di solidarietà di Paesi terzi, quindi la partecipazione al Corpo europeo di solidarietà è considerata un motivo valido per entrare nella Repubblica di Croazia e che ai partecipanti di Paesi terzi non è vietato attraversare il valico di frontiera; allo stesso tempo, sempre tramite l'Agenzia per la mobilità, il Ministero degli affari esteri ed europei croato ha confermato che non ci sono ostacoli al trattamento delle domande di visto per i partecipanti a "Erasmus+" e Corpo europeo di solidarietà; in Italia, Paese che in momenti di grande sofferenza ha visto nel volontariato uno strumento fondamentale, attraverso l'animo solidaristico, ha supportato le richieste di aiuto in particolare quelle provenienti dai più fragili; il nostro Paese, che oggi si vede nel pieno della seconda ondata epidemiologica da COVID-19, fino all'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 ottobre 2020, non ha mai emesso misure di sostegno e di supporto al volontariato del Corpo europeo di solidarietà; attualmente molte organizzazioni del terzo settore italiano, che necessitano per le loro attività solidaristiche di supporto e aiuto alle fasce più deboli, non vedono le figure dei volontari transfrontalieri del Corpo europeo di solidarietà riconosciuti come persone legittimate ad entrare in Italia; le difficoltà vengono riscontrate per i volontari provenienti da Paesi extraeuropei che si trovano nel continente, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo ritengano possibile attuare, come avvenuto in Croazia, un processo di riconoscimento del valore del volontariato transfrontaliero e quindi la possibilità di venire ad operare in Italia considerato che ad oggi, per studio o lavoro, la possibilità non è preclusa; quale sia motivo per cui il Governo italiano, in un momento così particolare per la storia dell'umanità, non riconosce il valore del volontariato, sia per il momento di crescita del volontario stesso, sia per le attività che questi presterebbero per il nostro Paese. Atto n. 4-04329 DE BERTOLDI Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze Premesso che: secondo quanto risulta dal documento delle linee guida del Governo in merito alla definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), le risorse messe a disposizione per il nostro Paese (fra i diversi interventi previsti) saranno utilizzate: a) per facilitare una transizione verso una cashless community , ovvero verso una progressiva riduzione dell'utilizzo del denaro contante (fino alla completa abolizione); b) per potenziare i sistemi di sorveglianza sui cittadini; c) per mettere in orbita una costellazione di satelliti 5G (la nuova tecnologia che definisce l'insieme di telefonia mobile e cellulare, i cui standard , a giudizio dell'interrogante, non sono assolutamente noti in termini di sicurezza per la salute e la tutela della collettività); d) per realizzare la schedatura sanitaria della comunità nazionale; e) per consentire al Governo di "studiare" differenti stili di vita degli individui e di impostare politiche di prevenzione, nel momento in cui i cittadini dovessero decidere di non seguirli; f) per potenziare il contrasto alle fake news (informazioni ingannevoli o distorte appositamente create per assomigliare a notizie legittime); g) per incrementare le risorse finanziare (pari a un miliardo di euro) nei riguardi delle istituzioni ecclesiastiche per la ristrutturazione delle chiese (anziché destinare tali fondi alle strutture scolastiche, in considerazione del livello di decadenza in cui si trovano); tali considerazioni destano sconcerto e preoccupazione, a giudizio dell'interrogante, in relazione alle modalità con le quali il Governo si appresta ad utilizzare tali fondi, pari a circa 209 miliardi di euro (che rappresentano l'ultima possibilità per risollevarsi da una crisi economica senza precedenti, causata dall'emergenza epidemiologica da COVID-19), in relazione alle misure che si intende a breve introdurre, in quanto, secondo l'interrogante, servono a rafforzare prioritariamente la posizione dell'Esecutivo, anziché rilanciare in termini effettivi la ripresa e lo sviluppo economico del Paese; a giudizio dell'interrogante l'impostazione complessiva delle linee guida del recovery fund pubblicate dal Governo risulta pertanto ampiamente deludente e pericolosa, non utile per fronteggiare lo shock socioeconomico in cui si trova il nostro Paese, i cui possibili rischi lo espongono verso un declino inesorabile, considerati l'enorme debito pubblico e la scarsa affidabilità che il presente Governo desta in ambito mondiale, si chiede di sapere: quali valutazioni il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto; se intenda confermare l'introduzione prossima degli interventi riportati; in caso affermativo, se non convenga che l'efficacia di tali misure sia in evidente e netta controtendenza rispetto alle reali esigenze del sistema Paese, considerata la crisi socioeconomica causata dall'emergenza epidemiologica in corso; se al riguardo non convenga infine sulla necessità di rivedere in termini rapidi gli interventi richiamati, indirizzandoli verso decisioni di politica economica ed industriale più appropriate, potenziandone l'effetto e portando avanti riforme a lungo rimaste ferme nel corso di questa Legislatura. Atto n. 4-04330 DE BERTOLDI Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: la recente sentenza del Tribunale di Udine, relativa alla legittimità dell'accordo contrattuale collettivo nazionale SNA-CONFSAL, contro la richiesta dell'INPS, che ha condannato il medesimo Istituto al pagamento delle spese di causa (sentenza n. 179/2020 pubblicata il 1° ottobre 2020, RG n. 147/2018), conferma, a giudizio dell'interrogante, oltre alla regolarità nei rapporti tra gli agenti di assicurazione in gestione libera ed i lavoratori dipendenti (rappresentati dalle organizzazioni che hanno aderito all'accordo), la stessa validità del contratto, che rimane il più diffuso nel settore, rafforzandone le ragioni; al riguardo, il presidente del Sindacato nazionale degli agenti di assicurazione, Claudio Demozzi, ha rilevato che, i tentativi da parte degli ispettori del lavoro, che evidentemente hanno basato le loro contestazioni (peraltro verificatesi in molte occasioni) su pregiudizi rivelatesi infondati, possano finalmente (anche a seguito delle decisioni giudiziarie) terminare in via definitiva, consentendo quindi alla categoria degli agenti assicurativi (rispettosa delle leggi e che contribuisce diligentemente al pagamento delle imposte dovute) di svolgere la propria attività professionale in maniera serena e nelle condizioni idonee; lo stesso presidente dello SNA ha evidenziato come, in tutti gli accertamenti effettuati sul territorio nazionale a carico degli agenti, non sono mai emerse irregolarità, pertanto l'auspicio è di guardare in prospettiva in futuro professionale con maggiore fiducia, confidando un diverso atteggiamento da parte dell'Ispettorato nazionale del lavoro; l'accordo contrattuale, rileva ancora Demozzi, rappresenta quello largamente maggioritario di riferimento del settore assicurativo agenziale, acclarato anche dal buon funzionamento dell'ente bilaterale collegato EBISEP, le cui adesioni rappresentano un riscontro certo alla diffusione del contratto, con buona pace di chi ha cercato in ogni modo di ostacolarlo; l'interrogante evidenzia che tali osservazioni, in merito alle pressioni con le quali gli ispettori dell'INPS intervengono (nell'esercizio delle proprie funzioni) nella sfera di applicazione del contratto collettivo nazionale degli agenti di assicurazione con una delle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, oltre ad essere condivisibili, destano sconcerto e preoccupazione, valutato che gli accertamenti di vigilanza verificatisi nel recente passato appaiono più come una invasione di campo, rispetto a come dovrebbe invece avvenire naturalmente lo svolgimento dei controlli e delle verifiche in modo più equilibrato e corretto, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto; se condivida le osservazioni critiche da parte del presidente dello SNA, relativamente all'eccessiva pressione da parte degli ispettori del lavoro in merito alle verifiche effettuate sulla legittimità dell'accordo contrattuale SNA-CONFSAL, di cui la sentenza del Tribunale di Udine ha confermato regolarità; quali iniziative di competenza intenda intraprendere, nei riguardi dell'INPS, al fine di garantire maggiore equilibrio e sobrietà da parte dell'Ispettorato del lavoro nell'esercizio delle proprie funzioni di attività ispettiva. Atto n. 4-04331 IANNONE Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per il turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Premesso che: il comune di Castellabate (Salerno) è immerso nel parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni, un luogo di rilevante interesse ambientale e paesaggistico, già patrimonio dell'UNESCO, area SIC Natura 2000, bandiera blu, cinque vele di Legambiente, uno dei borghi più belli d'Italia, ed è da sempre attento alla tutela dell'ambiente e della salvaguardia del proprio territorio; la Regione Campania con proprio decreto dirigenziale n. 310 del 12 dicembre 2019 ha approvato i lavori della conferenza dei servizi relativa all'approvazione della variante in corso d'opera della "bonifica della discarica comunale ubicata alla loc. Piano Melaino Torricella del comune di Castellabate", confermando il finanziamento di 1.296.000 euro già approvato con decreto dirigenziale n. 256 del 21 maggio 2018; a seguito dell'emanazione del decreto n. 310/2019, nel quale sono stati acquisiti tutti i pareri, nulla osta ed autorizzazioni, la Soprintendenza di Salerno ed Avellino, per il tramite del competente Ministero per i beni e le attività culturali, ha proposto ricorso presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; fermo restando che la bonifica dei siti di discarica contaminati costituisce obbligo di legge più volte sancito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea la quale ha più volte ribadito che in presenza della contaminazione di una discarica si è tenuti alle attività di bonifica ai sensi dell'art. 242, comma 8, del decreto legislativo n. 152 del 2006, non è tollerabile che proprio in un'area di rilevante interesse paesaggistico ed ambientale sia proprio lo stesso Ministero ad opporsi ad interventi di bonifica di un sito contaminato, con una motivazione che appare risibile rispetto all'importanza dell'intervento proposto; la Giunta regionale della Campania ha inoltrato una nota il 7 ottobre 2020 al Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella quale chiede di conoscere eventuali determinazioni in merito, atteso che la sospensione del decreto comporta la mancata attuazione degli interventi di variante al progetto con la consequenziale e dannosa revoca del finanziamento comunitario, si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano determinarsi con urgenza permettendo al Comune di Castellabate di non perdere questo finanziamento ma soprattutto di rivendicare il diritto all'ambiente, alla salvaguardia del territorio ancora più urgente in una regione come la Campania troppe volte vittima di abusi. Atto n. 4-04332 IANNONE Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'istruzione, dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze Premesso che: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020 all'art. 1, comma 1, lett. d) , ha sospeso le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, sospensione prorogata fino al termine delle attività; il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, prorogato con decreto 10 aprile 2020 e ribadito con decreto 26 aprile 2020, ha sospeso le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub , ristoranti, gelaterie, pasticcerie); il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020 ne ha vista la progressiva riapertura a partire dal 18 maggio, fatta esclusione dei bar delle scuole che sono rimasti chiusi fino al mese di settembre per il protrarsi della sospensione delle attività in presenza a cui sono seguite le vacanze estive; le concessioni hanno una durata limitata e alcuni gestori avevano da poco investito per l'apertura dell'attività alla quale a breve scadrà la concessione, i costi applicati dai bar delle scuole sono "calmierati", di gran lunga inferiori a quelli dei bar pubblici, e quindi con margini più limitati di una qualsiasi altra attività esterna; i bar delle scuole sono spesso a gestione familiare oltre che con impiego di dipendenti, complessivamente con un numero molto elevato di lavoratori, sebbene invisibili per la loro distribuzione sull'intero territorio nazionale; queste attività hanno già alle spalle oltre 6 mesi di chiusura obbligata derivante dalle sospensioni delle attività didattiche e dalla sospensione estiva; a settembre 2020, con la ripartenza delle scuole, chi non ha ricevuto disposizioni di chiusura da Province o dirigenti scolastici ha potuto riaprire il bar sia per tentare un riavvio dell'attività sia perché l'assenza del punto ristoro abituale avrebbe afflitto ancor di più personale e studenti sottoposti alle limitazioni già necessariamente in atto; considerato che i rapporti di tali attività con la comunità scolastica sono molto diversi da un bar di passaggio e che l'apertura si è rivelata più formale che sostanziale: a tali punti ristoro è impedito di attrarre un'utenza diversa dalla popolazione scolastica; i protocolli di prevenzione delle scuole, le quarantene e le numerose assenze degli studenti per timori di contagio rendono diffusamente impossibile l'accesso a questi punti ristoro da parte degli studenti, che costituirebbero l'80 per cento dell'utenza; in diversi casi il punto ristoro è stato chiuso su disposizione del dirigente scolastico o per sospensione delle concessioni, come accaduto in provincia di Cosenza su indicazione della Provincia; dai prossimi giorni le scuole secondarie ricorreranno totalmente o prevalentemente alla didattica a distanza; per questa situazione di fatto si stanno accumulando molti mesi di parziale e totale inattività che rende impossibile coprire persino i costi di gestione; in questi mesi di chiusura obbligatoria e di stentata ripresa i gestori hanno cercato di ottemperare alle spese delle relative attività con crescente affanno, ma il protrarsi delle limitazioni a breve lo impedirà, in quanto molti bandi prevedono di onorare e ottemperare a tutti gli obblighi; alcuni gestori hanno ricevuto un sostegno economico, utilizzato per pagare le tasse, per i mesi di marzo, aprile e maggio identico a quello di tutte le altre attività codice ATECO 56.2 che a differenza dei bar delle scuole hanno potuto riaprire dal maggio 2020; tale sostegno non ha tenuto conto del protrarsi di queste chiusure obbligate e lo slittamento dei pagamenti trimestrali ha coinciso con la riapertura stessa, rendendo i gestori privi della possibilità di un accantonamento a tal fine, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi al fine di integrare i sostegni del periodo che va da maggio a settembre 2020 e prevedere ulteriori contributi fino alla ripresa delle lezioni in presenza; se ritengano di doversi attivare al fine di ridurre le tariffe ENEL non domestiche anche per i periodi successivi a quelli già previsti nel decreto-legge n. 34 del 2020; se intendano attivarsi per far slittare i tributi fino ad un'effettiva ripresa delle attività lavorative post pandemia e derogare alla scadenza di bandi non pienamente fruiti per la loro intera vigenza (a causa di chiusure e sospensioni) nonché il rinnovo automatico della concessione per consentire il recupero delle perdite e delle spese sostenute nell'obbligata chiusura e nella riapertura con utenza obbligatoriamente ridotta; se ritengano utile la sospensione dei pagamenti delle concessioni agli istituti scolastici. Interrogazioni, da svolgere in Commissione A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti: 2ª Commissione permanente (Giustizia): 3-02043 del senatore De Bertoldi ed altri, sull'affidamento del servizio di tesoreria del Consiglio superiore della magistratura alla Banca popolare di Bari; 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro): 3-02040 del senatore De Bertoldi e della senatrice Garnero Santanchè, sulla documentazione da presentare per fruire del superbonus ; 3-02041 dei senatori De Bertoldi ed altri, sull'ammissibilità degli effetti di retroazione fiscale; 9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare): 3-02035 del senatore Centinaio ed altri, sul sostegno al settore florovivaistico e fioristico; 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo): 3-02039 dei senatori De Bertoldi e Totaro, sul divieto di svolgimento di convegni e congressi; 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità): 3-02028 del senatore Cangini, sulla somministrazione di idrossiclorochina nella cura del coronavirus; 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali): 3-02036 dei senatori La Pietra e Nastri, sul progetto di escavazione nella cava dismessa di Poggio alle Macine a Calenzano (Firenze).