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Scambio di lettere Signor Ministro, al momento di procedere alla firma della Nuova Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire l'evasione e la frode fiscali che deve sostituire la Convenzione firmata a Parigi il 29 ottobre 1958 e modificata ed integrata con l'Accordo aggiuntivo firmato a Parigi il 6 dicembre 1965, mi sembra necessario proporLe quanto segue per regolare il contenzioso relativo all'applicazione di quest'ultima Convenzione. La Convenzione del 29 ottobre 1958 prevede che i canoni e altri proventi simili, ai sensi del paragrafo 1 dell'articolo 11, sono imponibili solo nello Stato in cui è domiciliato il beneficiario. Tuttavia questa regola non trova applicazione quando il beneficiario possiede una stabile organizzazione nell'altro Stato. In quest'ultimo caso, i canoni sono imponibili solo in detto altro Stato. Ai sensi del paragrafo 1, seconda alinea dell'articolo 11 questa regola rimane applicabile in caso di sostituzione ad una stabile organizzazione in una società. Le propongo di confermare l'interpretazione che le Autorità competenti dei nostri due Paesi hanno ritenuto di dare a questa disposizione, in occasione della Commissione mista svoltasi a Roma dall'8 all'11 luglio 1968. Secondo questa interpretazione la disposizione prevista al paragrafo 1, seconda alinea, dell'articolo 11 si applica solo quando una stabile organizzazione già esistente si trasforma in una società di persone (nel caso dell'Italia) o in una società non assoggettata all'imposta sulle società (nel caso della Francia) nella quale la persona che possedeva la stabile organizzazione detiene, direttamente o indirettamente, la maggioranza dei diritti. Tutte le imposizioni che non sono diventate definitive al primo gennaio 1989 saranno disciplinate, se del caso, conformemente a detta interpretazione. Le sarei grato di volermi far conoscere se questa proposta riceve l'assenso del Suo Governo. In questo caso suggerirei che la presente lettera e quella di conferma siano considerate come costituenti un accordo tra i nostri due Governi. Voglia gradire, Signor Ministro, l'espressione della mia più alta considerazione. Pierre BEREGOVOY Ministro di Stato Ministro dell'Economia, delle Finanze e del Bilancio Signor Rino FORMICA Ministro delle Finanze Parte di provvedimento in formato grafico Scambio di lettere Signor Ministro, mi riferisco alla Sua lettera di pari data il cui testo è il seguente: "Signor Ministro, al momento di procedere alla firma della Nuova Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire l'evasione e la frode fiscali che deve sostituire la Convenzione firmata a Parigi il 29 ottobre 1958 e modificata ed integrata con l'Accordo aggiuntivo firmato a Parigi il 6 dicembre 1965, mi sembra necessario proporLe quanto segue per regolare il contenzioso relativo all'applicazione di quest'ultima Convenzione. La Convenzione del 29 ottobre 1958 prevede che i canoni e altri proventi simili, ai sensi del paragrafo 1 dell'articolo 11, sono imponibili solo nello Stato in cui è domiciliato il beneficiario. Tuttavia questa regola non trova applicazione quando il beneficiario possiede una stabile organizzazione nell'altro Stato. In quest'ultimo caso, i canoni sono imponibili solo in detto altro Stato. Ai sensi del paragrafo 1, seconda alinea dell'articolo 11 questa regola rimane applicabile in caso di sostituzione ad una stabile organizzazione di una partecipazione in una società. Le propongo di confermare l'interpretazione che le autorità competenti dei nostri due Paesi hanno ritenuto di dare a questa disposizione, in occasione della Commissione mista svoltasi a Roma dall'8 all'11 luglio 1968. Secondo questa interpretazione la disposizione prevista al paragrafo 1, seconda alinea, dell'articolo 11 si applica solo quando una stabile organizzazione già esistente si trasforma in una società di persone (nel caso dell'Italia) o in una società non assoggettata all'imposta sulle società (nel caso della Francia) nella quale la persona che possedeva la stabile organizzazione detiene, direttamente o indirettamente, la maggioranza dei diritti. Tutte le imposizioni che non sono diventate definitive al primo gennaio 1989 saranno disciplinate, se del caso, conformemente a detta interpretazione. Le sarei grato di volermi far conoscere se questa proposta riceve l'assenso del Suo Governo. In questo caso suggerirei che la presente lettera e quella di conferma siano considerate come costituenti un accordo tra i nostri due Governi. Voglia gradire, Signor Ministro, l'espressione della mia più alta considerazione". In risposta a questa lettera, ho l'onore di comunicarLe che le proposte ivi contenute sono accettate dal Governo della Repubblica Italiana e che la Sua lettera e la presente risposta confermativa sono da considerarsi come costituenti un Accordo tra i nostri due Governi. Voglia gradire, Signor Ministro, l'espressione della mia più alta considerazione. Rino FORMICA Ministro delle Finanze (firma illeggibile) Signor Pierre BEREGOVOY Ministro di Stato, Ministro dell'Economia, delle Finanze e del Bilancio Parte di provvedimento in formato grafico