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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª) 230 STEFANO La seduta inizia alle ore 13. IN SEDE REFERENTE AS 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 DDL 2169 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. Il presidente STEFANO comunica che sono pervenute proposte di audizioni da parte dei Gruppi presenti in Commissione e preannuncia quindi lo svolgimento delle stesse a breve termine. Comunica inoltre di aver fissato, come termine per la presentazione di emendamenti, le ore 13 del prossimo 10 maggio. La Commissione prende atto. Intervenendo in discussione generale, il senatore BRIZIARELLI ( L-SP-PSd'Az ) riprende la questione già evidenziata in precedenza, inerente all'articolo 14 della legge di delegazione europea 2019-2020 (legge 22 aprile 2021, n. 53), che stabilisce come criterio direttivo di prevedere il divieto di importazione, detenzione e commercializzazione di animali esotici, evidenziando come tale divieto, ancorché non ancora operativo in attesa del decreto legislativo di attuazione della legge delega, stia già oggi producendo conseguenze negative in termini di abbandono di esemplari esotici e di disdetta di ordinativi, nonché di allarme da parte di associazioni di psicologi e di terapisti che trattano casi di mutismo o autismo di bambini con il valido aiuto di tali animali. Pur consapevole della possibilità di riesame della questione nelle leggi europee all'attenzione della Commissione, preannuncia in ogni caso di voler presentare un'apposita proposta emendativa in altro provvedimento di urgenza all'esame del Senato, al fine di sostituire l'indicazione del divieto con quello della regolamentazione. Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta. IN SEDE CONSULTIVA 2132 Ratifica ed esecuzione dello Statuto dell'East Mediterranean Gas Forum (EMGF), fatto al Cairo il 22 settembre 2020 DDL 2132 Ratifica ed esecuzione dello Statuto dell'East Mediterranean Gas Forum (EMGF), fatto al Cairo il 22 settembre 2020 (Parere alla 3 a Commissione. Esame e rinvio) Il relatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) introduce l'esame del disegno di legge in titolo, già approvato alla Camera dei deputati, che reca disposizioni per la ratifica dello Statuto dell' East Mediterranean Gas Forum (EMGF), volto a dare una veste strutturata e formale a tale organismo. Sottoscritto da Italia, Egitto, Giordania, Israele, Cipro, Grecia e Autorità Nazionale Palestinese, lo Statuto configura tale Forum come una organizzazione internazionale a carattere intergovernativo, avente sede al Cairo, preposta alla creazione di un dialogo strutturato e ad un coordinamento stabile fra alcuni Stati del Mediterraneo orientale, produttori di transito e consumatori di gas naturale, con l'intento di facilitare la creazione in questa area geografica, di assoluto rilievo strategico, di un mercato regionale del gas. Lo Statuto si compone di 31 articoli e definisce nell'articolo 1 il Forum come un'organizzazione internazionale di tipo regionale e intergovernativo, specificandone nell'articolo 2 gli obiettivi fondamentali. Gli articoli 3-5 disciplinano l'appartenenza al Forum, stabilendo altresì le modalità di ammissione di nuovi membri e dei possibili osservatori. Gli articoli 6-11 individuano gli organi principali dell'organizzazione e ne stabiliscono compiti e funzioni. Negli articoli 12-15 si definisce la composizione del Consiglio di amministrazione il quale dirige la condotta degli affari del Forum, assicura l'attuazione delle decisioni delle Riunioni ministeriali e ne predispone l'agenda. L'articolo 16 individua un Segretariato dotato di staff (articolo 20), che svolge funzioni amministrative, sotto la direzione del Consiglio di amministrazione. Gli articoli 17-19 specificano le funzioni e i compiti del Segretario generale. Ulteriori articoli dello Statuto disciplinano il Comitato consultivo dell'industria del gas, preposto a consigliare e coadiuvare il Consiglio di amministrazione e il Segretario generale nelle loro attività (articolo 21), la possibilità di istituire organi specializzati per svolgere incarichi ad hoc nell'ambito del Segretariato (articolo 22), gli aspetti finanziari dell'organizzazione (articolo 23), gli obblighi dei membri (articolo 24) e le modalità per il ritiro di un membro dall'organizzazione (articolo 31). Il disegno di legge di ratifica dello Statuto consta di 4 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dello Statuto in conformità a quanto disposto dall'articolo 30 dello Statuto stesso. L'articolo 3 reca disposizioni per la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'esecuzione dello Statuto, valutati in euro 138.800 annui. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, infine, non presenta profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Il senatore LOREFICE ( M5S ) chiede delucidazioni sugli obiettivi fondamentali del Forum, dal momento che, nell'ambito della transizione ecologica ed energetica, l'utilizzo del gas rappresenta una fase transitoria. Il relatore CANDIANI ( L-SP-PSd'Az ) si riserva di approfondire tale questione unitamente ad aspetti geopolitici e preannuncia anche un chiarimento sulla destinazione dei previsti stanziamenti finanziari. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. 2156 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea, con Allegato, fatto a Roma il 17 ottobre 2018 DDL 2156 Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea, con Allegato, fatto a Roma il 17 ottobre 2018 (Parere alla 3 a Commissione. Esame. Parere non ostativo) Il senatore CORBETTA ( M5S ), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, già approvato alla Camera dei deputati, che reca disposizioni per la ratifica dell'Accordo sui servizi aerei tra l'Italia e la Repubblica di Corea sottoscritto nell'ottobre del 2018. I due Governi, già firmatari della Convenzione di Chicago sull'Aviazione Civile Internazionale del 1944, con l'Accordo in esame desiderano facilitare, promuovere e contribuire all'espansione dei servizi aerei regionali ed internazionali. Servizi aerei internazionali efficienti e competitivi incrementano il commercio, il benessere dei consumatori e la crescita economica. A tal fine, l'Accordo mira a rendere possibile per le compagnie aeree una vasta offerta di opzioni di servizio sia nel campo del trasporto passeggeri che della spedizione, tra i rispettivi territori ed oltre. L'intesa fa seguito ad un memorandum d'intesa dal contenuto tecnico-operativo sottoscritto dalle autorità aeronautiche dei due Paesi nel gennaio 2013. L'Accordo è composto da 26 articoli e da un Annesso. In particolare, l'articolo 1 offre un quadro delle definizioni dei termini in esso ricorrenti e l'articolo 2 richiama le norme della Convenzione di Chicago del 1944. Gli articoli 3 e 4 stabiliscono rispettivamente la compatibilità con la disciplina della concorrenza e i diritti che le Parti contraenti concedono alle imprese da esse designate. Gli articoli 5-7 disciplinano l'esercizio dei servizi concordati sulle rotte designate, l'applicabilità di leggi e regolamenti di una Parte relativi all'ingresso, alla permanenza e alla partenza dal proprio territorio di aeromobili impiegate nei servizi internazionali e le modalità di designazione e autorizzazione delle compagnie aeree che effettueranno i servizi sulle rotte specificate. L'Accordo stabilisce con l'articolo 8 le condizioni per la revoca o la sospensione delle autorizzazioni d'esercizio alle imprese aeree. Gli articoli 9-11 riguardano la protezione e la sicurezza dell'aviazione e il riconoscimento reciproco dei certificati e licenze di aeronavigabilità. Gli articoli 12 e 13 regolamentano gli aspetti doganali, conferendo totale esenzione fiscale ai materiali e alle attrezzature necessarie all'attività di volo e gli aspetti relativi agli oneri d'uso. Viene inoltre stabilita con gli articoli 14-20 la cooperazione tra le Parti in materie come assistenza a terra, tariffe concordate, approvazione delle tabelle di volo e statistiche. L'Accordo definisce con gli articoli 21-24 le procedure di consultazione fra le Parti per la modifica, le modalità per la risoluzione di eventuali controversie e le procedure per la cessazione dell'intesa. Il disegno di legge di ratifica dell'Accordo consta di 4 articoli. Gli articoli 1 e 2 contengono rispettivamente l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dell'Accordo. L'articolo 3 reca una clausola di invarianza finanziaria, salvi gli eventuali oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 22 e 23 dell'Accordo (comma 2), relativi ai possibili emendamenti e alla composizione delle controversie, cui si farà fronte con apposito provvedimento legislativo. L'articolo 4 prevede l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, infine, non presenta profili di incompatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea. Il Relatore presenta quindi un conferente schema di parere non ostativo sul disegno di legge. La senatrice BONINO ( Misto-+Eu-Az ) sottolinea l'importanza dell'accordo bilaterale in esame, anche come modello per analoghi accordi con altri Paesi del livello della Corea, che risulta altamente innovativo su molti aspetti, tra cui quello relativo alla risoluzione delle controversie, e molto efficace nell'assicurare maggiori scambi commerciali con l'Italia. Il PRESIDENTE , previa verifica della presenza del prescritto numero di senatori, pone ai voti lo schema di parere non ostativo, pubblicato in allegato al resoconto di seduta. La Commissione approva. ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI E ALTRI ATTI DELL'UNIONE EUROPEA COM(2021) 37 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sugli input e sugli output agricoli e che abroga i regolamenti (CE) n. 1165/2008, (CE) n. 543/2009 e (CE) n. 1185/2009 e la direttiva 96/16/CE del Consiglio Doc n. COM(2021) 37 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sugli input e sugli output agricoli e che abroga i regolamenti (CE) n. 1165/2008, (CE) n. 543/2009 e (CE) n. 1185/2009 e la direttiva 96/16/CE del Consiglio (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Il relatore LOREFICE ( M5S ), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che intende fornire un quadro di riferimento per le statistiche europee aggregate, relative agli input agricoli (sementi, fertilizzanti, pesticidi etc.) e agli output (la produzione) delle attività agricole, nonché agli usi intermedi di tali output in agricoltura e alla loro raccolta e trasformazione industriale. L'obiettivo è quello di migliorare la qualità, la comparabilità e la coerenza delle statistiche agricole europee, in modo che i responsabili politici, le imprese e il pubblico in generale siano in grado di prendere decisioni appropriate, basate su dati concreti, per soddisfare le esigenze della Politica agricola comune (PAC) e delle altre politiche dell'UE, anche in linea con il Green Deal europeo. La proposta in esame, insieme al regolamento (UE) 2018/1091 relativo alle statistiche integrate sulle aziende agricole e al regolamento relativo ai conti economici dell'agricoltura attualmente in fase di aggiornamento con la proposta COM(2021) 54, persegue gli obiettivi della "Strategia per le statistiche agricole fino al 2020 e oltre", che rappresenta un importante programma di modernizzazione e razionalizzazione delle statistiche agricole dell'UE. Le misure previste dalla presente proposta, prevedono un miglioramento dei contenuti delle statistiche economiche degli input agricoli (prezzi delle sementi, dei pesticidi, dei mangimi, dei nutrienti, dei prodotti fitosanitari, ecc.) e gli output agricoli (produzione vegetale e animale e loro prezzi), compresa l'agricoltura biologica. I dati potranno essere ricavati da fonti amministrative o essere rilevati presso le aziende agricole, gli intermediari, i grossisti e le organizzazioni di mercato. Per quanto riguarda la valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, il relatore osserva che la base giuridica è individuata nell'articolo 338 del TFUE, che prevede la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di misure finalizzate all'elaborazione di statistiche necessarie allo svolgimento delle attività dell'Unione. Lo stesso articolo stabilisce i caratteri che l'elaborazione delle statistiche europee deve presentare, vale a dire dell'imparzialità, dell'affidabilità, dell'obiettività, dell'indipendenza scientifica, dell'efficienza economica e della riservatezza statistica. La proposta risulta conforme al principio di sussidiarietà poiché l'obiettivo di produrre un quadro sistemico di statistiche europee sugli input e sugli output agricoli nell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri in quanto è necessario un approccio coordinato che garantisca coerenza e comparabilità, che può essere conseguito meglio a livello di Unione. La proposta risulta altresì conforme al principio di proporzionalità in quanto mira a garantire una migliore qualità delle statistiche agricole europee rendendole pertinenti e più idonee a rispondere alle esigenze degli utenti, senza andare al di là di quanto necessario a tale scopo. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il Governo, tuttavia, informa che valuterà di volta in volta opportune modifiche al fine di garantire che dalla necessaria modernizzazione delle statistiche non scaturiscano eccessivi oneri per gli Stati membri. Tali modifiche potrebbero riguardare l'articolo 11 sul contributo finanziario dell'Unione e l'articolo 13 sulle deroghe volte a tenere conto dell'aumento dell'onere e del tempo necessario per adeguarsi ai nuovi requisiti richiesti. Infine, si osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di 12 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) Doc n. COM(2021) 85 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all'interno dell'Unione (rifusione) (Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1- bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) La relatrice, senatrice MASINI ( FIBP-UDC ), introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che prevede di abrogare e sostituire il regolamento (UE) n. 531/2012, relativo al roaming telefonico nell'UE, dalla data di cessazione dei suoi effetti, stabilita dallo stesso regolamento nel 30 giugno 2022, al fine di aggiornarne la normativa e di prevederne la scadenza al 2032. Ricorda che il regolamento (UE) n. 531/2012 era stato modificato dal regolamento (UE) 2015/2120, per stabilire l'abolizione dei sovrapprezzi del roaming al dettaglio nell'UE a decorrere dal 15 giugno 2017, subordinatamente all'utilizzo corretto dei servizi di roaming e alla possibilità di applicare un meccanismo di deroga ai fini della sostenibilità. Ora, poiché il regolamento (UE) n. 531/2012 ha subito varie modifiche, l'obiettivo della presente proposta è quello di procedere alla sua rifusione, modificando nel contempo le tariffe massime all'ingrosso per garantire la sostenibilità della fornitura di servizi di roaming al dettaglio a prezzi nazionali, introducendo nuove misure per aumentare la trasparenza e garantendo un'effettiva esperienza di roaming a tariffa nazionale ( roam like at home - RLAH) in termini di qualità del servizio e accesso ai servizi di emergenza in roaming . Infatti, sebbene da un lato la relazione di riesame della Commissione del novembre 2019 ha confermato che le norme sul roaming a tariffa nazionale (RLAH) abbiano raggiunto il proprio obiettivo e che, in generale, il mercato del roaming disciplinato da tali norme funzioni bene, dall'altro lato ha concluso che, nonostante il verificarsi di alcune dinamiche concorrenziali sui mercati del roaming al dettaglio e all'ingrosso, le condizioni concorrenziali di base non sono cambiate e non è previsto che cambino nel prossimo futuro. Di conseguenza la normativa vigente relativa al mercato al dettaglio e all'ingrosso è stata ritenuta ancora necessaria e non può essere revocata. Le misure della presente proposta riguardano in primo luogo la definizione di tariffe massime di roaming all'ingrosso in tutta l'UE per le chiamate effettuate, gli SMS e i dati, a livelli inferiori rispetto a quelli vigenti fino al 30 giugno 2022. In secondo luogo intendono garantire che gli operatori possano fornire il RLAH e recuperare i costi a livello del mercato all'ingrosso in maniera sostenibile, stabilendo un percorso di riduzione ( glide path ) in due fasi di tali tariffe applicabili ai dati, alle chiamate vocali e agli SMS. Le nuove tariffe massime all'ingrosso dovrebbero fungere da livello di salvaguardia e garantire che gli operatori possano recuperare i propri costi. Esse dovrebbero inoltre consentire la fornitura diffusa e sostenibile di RLAH e lasciare al tempo stesso un margine per le trattative commerciali tra gli operatori. La proposta introduce, inoltre, nuove misure in materia di trasparenza, qualità del servizio e accesso alle comunicazioni di emergenza. In merito alla valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, la relatrice osserva che la base giuridica è individuata nell'articolo 114 del TFUE sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali ai fini del buon funzionamento del mercato interno. Si ritiene che la proposta sia conforme al principio di sussidiarietà dal momento che l'azione dell'UE risulta essenziale per il miglioramento del mercato unico delle comunicazioni elettroniche, poiché, trattandosi di servizi transfrontalieri, le azioni dei singoli Stati membri non risulterebbero efficaci a garantire il buon funzionamento del mercato del roaming dell'UE. La proposta risulta essere conforme al principio di proporzionalità in quanto si limita a stabilire un approccio comune destinato a garantire che gli utenti delle reti pubbliche di comunicazioni mobili che viaggiano all'interno dell'UE non paghino prezzi eccessivi rispetto alle tariffe competitive nazionali per i servizi di roaming all'interno dell'Unione quando effettuano e ricevono chiamate, inviano e ricevono SMS e utilizzano servizi di trasmissione di dati a commutazione di pacchetto. Inoltre, il regolamento si applicherà per un periodo di tempo limitato della durata di 10 anni, con scadenza al 30 giugno 2032. Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il Governo, tuttavia, rileva due ambiti in cui, in sede negoziale, andrebbero apportate modifiche di importante miglioramento per il contesto italiano: il roaming sulle navi (si ritiene opportuno assicurare l'armonizzazione con il roaming "non terrestre") e le misure di trasparenza tariffaria. Infine, si osserva che la proposta è oggetto di analisi da parte di 10 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 95 Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei 'dazi di mare' nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE Doc n. COM(2021) 95 definitivo Proposta di decisione del Consiglio relativa al regime dei "dazi di mare" nelle regioni ultraperiferiche francesi e recante modifica della decisione n. 940/2014/UE (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. La relatrice CASOLATI ( L-SP-PSd'Az ) riepiloga i contenuti della proposta di decisione in titolo, che prevede di modificare la decisione n. 940/2014/UE, al fine di prorogare fino al 30 giugno 2021 il regime di esenzione parziale o totale dai dazi sulle regioni ultraperiferiche francesi dell'Unione europea, per taluni prodotti fabbricati localmente, per i quali esistono una produzione locale, importazioni significative che potrebbero comprometterne il mantenimento e costi supplementari che determinano un aumento dei prezzi rispetto ai prodotti provenienti dall'esterno. La compensazione degli svantaggi concorrenziali di cui soffrono le regioni ultraperiferiche consente di migliorare la coesione territoriale e la tutela della concorrenza, riducendo la dipendenza di tali regioni dalle materie prime e dall'energia, aumentare il mercato locale e le esportazioni, grazie a una riduzione dei costi di produzione. In assenza di misure correttive i prodotti fabbricati localmente sarebbero, infatti, meno competitivi rispetto a quelli provenienti dall'esterno, anche considerando i costi di trasporto. Inoltre, la misura si limita esclusivamente ai prodotti per i quali sono stati dimostrati i costi supplementari sostenuti in relazione ai prodotti fabbricati localmente. Sebbene sulla proposta non sia pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, la relatrice ritiene di poter confermare l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta stessa. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE , della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. COM(2021) 96 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2019/816 che istituisce un sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di paesi terzi e apolidi (ECRIS-TCN) e integrare il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali e del regolamento (UE) 2019/818 che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria, asilo e migrazione, e che modifica i regolamenti (UE) 2018/1726, (UE) 2018/1862 e (UE) 2019/816, allo scopo di introdurre accertamenti nei confronti dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne Doc n. COM(2021) 96 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2019/816 che istituisce un sistema centralizzato per individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di cittadini di paesi terzi e apolidi (ECRIS-TCN) e integrare il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali e del regolamento (UE) 2019/818 che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria, asilo e migrazione, e che modifica i regolamenti (UE) 2018/1726, (UE) 2018/1862 e (UE) 2019/816, allo scopo di introdurre accertamenti nei confronti dei cittadini di paesi terzi alle frontiere esterne (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 21 aprile. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, che intende modificare il regolamento (UE) 2019/816 e il regolamento (UE) 2019/818, al fine di conferire alle autorità designate il diritto di accedere al sistema ECRIS-TCN, sulle condanne a carico dei cittadini di Paesi terzi e degli apolidi, e all'archivio CIR, sui dati di identità nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria, asilo e migrazione, al fine di consentire l'effettiva applicazione della proposta di regolamento sugli accertamenti alle frontiere esterne (COM(2020) 612). La proposta è attualmente all'esame di 9 Parlamenti nazionali, nessuno dei quali ha ad oggi sollevato criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Inoltre, allo stato attuale non è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. La relatrice ritiene pertanto di poter confermare l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta stessa. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE , della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. COM(2020) 796 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/794 per quanto riguarda la cooperazione di Europol con le parti private, il trattamento dei dati personali da parte di Europol a sostegno di indagini penali e il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione Doc n. COM(2020) 796 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2016/794 per quanto riguarda la cooperazione di Europol con le parti private, il trattamento dei dati personali da parte di Europol a sostegno di indagini penali e il ruolo di Europol in materia di ricerca e innovazione (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 13 aprile. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) ricorda i contenuti della proposta di regolamento in titolo, che intende modificare il regolamento (UE) 2016/794, istitutivo di Europol, al fine di consentire a tale Agenzia di cooperare efficacemente con i soggetti privati per combattere l'utilizzo di servizi transfrontalieri di comunicazione, bancari o di trasporto, per attività criminali. La proposta si collega alla comunicazione sul Programma di lotta al terrorismo dell'UE (COM(2021) 795) e alla proposta di regolamento che consente a Europol di inserire dati nel SIS, Sistema di informazione Schengen (COM(2020) 791). Inoltre, essa darà la possibilità agli Stati membri o alla Procura europea (EPPO) di poter usufruire del sostegno di Europol nelle indagini penali grazie all'analisi di serie di dati ampie e complesse, affrontando la sfida dei "big data" per le autorità di contrasto. Come già illustrato nella precedente seduta, sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La proposta è oggetto di analisi da parte di 19 Camere dei Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE, in cui non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, mentre il Bundesrat tedesco e il Senato danese hanno trasmesso alla Commissione europea osservazioni nell'ambito del dialogo politico. La Relatrice ritiene, pertanto, di poter ribadire l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE, della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. COM(2020) 825 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE Doc n. COM(2020) 825 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. La relatrice RICCIARDI ( M5S ) dopo aver riepilogato i contenuti della proposta di regolamento in esame, cosiddetta Digital Services Act (DSA), dà conto della relazione del Governo prevenuta ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012. In particolare, ricorda che la proposta modernizza i principi base contenuti nella direttiva sul commercio elettronico 2000/31/CE, rivedendo e uniformando i doveri di vigilanza degli operatori di mercato a cui si indirizza, ovvero i servizi di intermediazioni online e le piattaforme online che ospitano i contenuti. Inoltre, la proposta introduce elementi di trasparenza e obblighi di informazione e di contrasto proattivo dei contenuti illegali. Il DSA si ispira al principio generale che "ciò che è illecito offline deve essere illecito anche online". Sono previsti obblighi vincolanti per tutti i fornitori di beni, servizi o contenuti digitali che operano all'interno del mercato unico, a prescindere dalla sede di stabilimento, dentro o fuori l'UE, nonché obblighi che saranno maggiormente dettagliati e stringenti per le piattaforme che raggiungono più del 10 per cento della popolazione dell'UE (45 milioni di utenti) come media mensile di destinatari attivi del servizio nell'Unione. La proposta prevede inoltre procedure per una rimozione più rapida di contenuti, prodotti o servizi illegali, nonché meccanismi per le segnalazioni e reclami da parte degli utenti e nuovi obblighi in materia di tracciabilità dei venditori, oltre a un quadro generale di governance con le autorità nazionali denominate Coordinatori dei servizi digitali e l'istituzione di un Comitato europeo con ruolo consultivo, composto dai Coordinatori nazionali, mentre la Commissione sarà dotata di poteri speciali di supervisione e sanzionatori delle piattaforme molto grandi. In particolare, per le controversie inerenti alle decisioni di rimozione o sospensione di contenuti online da parte delle piattaforme poiché ritenuti illeciti, i destinatari del servizio potranno accedere, oltre che ad un sistema interno alla piattaforma di gestione dei reclami, anche a organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie appositamente certificati dal Coordinatore dei servizi digitali. Al riguardo, il Governo ritiene che un quadro regolatorio più armonizzato tra gli Stati membri, trasparente e prevedibile, per la prestazione dei servizi intermediari, dovrebbe garantire alle imprese maggiori opportunità di accesso a nuovi mercati. Condivide inoltre l'obiettivo di assoggettare ad obblighi specifici le piattaforme digitali, finora rimaste sostanzialmente non regolate dai quadri normativi nazionali ed europei, e l'approccio innovativo del DSA, che riconosce il carattere sovranazionale delle piattaforme prescindendo dal loro Paese di stabilimento. Il Governo ritiene inoltre la proposta conforme ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, considerata la natura intrinsecamente transfrontaliera di Internet che richiede un intervento a livello dell'Unione europea che garantisca maggiore uniformità di applicazione delle norme, prevedibilità e certezza giuridica su tutto il mercato unico. Alcune deroghe agli obblighi di trasparenza e monitoraggio sono consentite per le micro e piccole imprese che non si configurino come grandi piattaforme online aventi più di 45 milioni di utenti su base mensile. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 842 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) Doc n. COM(2020) 842 definitivo Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) (Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea e rinvio) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 31 marzo. Il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) , relatore, riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, cosiddetta Digital Markets Act (DMA), che è volta a garantire il corretto funzionamento del mercato unico digitale, stabilendo norme che promuovono una concorrenza leale tra le piattaforme online che svolgono un ruolo di intermediazione per la maggior parte delle transazioni tra utenti finali e utenti commerciali, agendo come punto di accesso al mercato ( gateway ). In particolare, la proposta mira a contrastare pratiche e comportamenti sleali da parte di piattaforme di dimensioni molto grandi ( gatekeeper ), per generare ricadute positive sui consumatori in termini di ampliamento di offerta e di qualità dei servizi a prezzi più accessibili. Tali piattaforme online di dimensioni molto grandi sono designate come tali dal Coordinatore nazionale dei servizi digitali, dello Stato membro in cui è stabilita la piattaforma. In tale categoria rientrano le piattaforme che prestano i loro servizi a un numero medio mensile di destinatari attivi del servizio nell'Unione pari o superiore a 45 milioni, calcolato conformemente alla metodologia stabilita in atti delegati della Commissione europea. Come già evidenziato nella precedente seduta, sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2021, in cui si sostiene la conformità all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La proposta è inoltre oggetto di analisi da parte di 18 Camere dei Parlamenti nazioni degli Stati membri dell'UE, nessuna delle quali ha sollevato contrarietà circa il rispetto del principio di sussidiarietà, mentre il Bundesrat tedesco, il Senato e la Camera della Repubblica ceca e il Consiglio nazionale della Slovacchia si sono espressi nell'ambito del dialogo politico con la Commissione europea. Il Relatore ribadisce pertanto l'orientamento favorevole sul rispetto del principio di sussidiarietà, dal momento che l'azione individuale degli Stati membri non risulta sufficiente a conseguire gli obiettivi della proposta a causa della natura transfrontaliera del settore digitale oggetto dell'intervento, e comporterebbe anche un aumento della frammentazione normativa e dei relativi costi di conformità per gli operatori del mercato transfrontaliero e per i consumatori finali dell'UE. Per quanto riguarda la valutazione sul principio di proporzionalità, questo sembra rispettato nella misura in cui si prevede una regolamentazione più stringente per i gatekeeper di grandi dimensioni e meno onerosa per gli operatori di più piccole dimensioni. Osserva tuttavia che l'articolo 6, comma 1, lettera a) , prevede il divieto assoluto per il gatekeeper di utilizzare, in concorrenza con i propri utenti commerciali, dati non accessibili al pubblico relativi agli utenti commerciali e agli utenti finali, mentre sarebbe auspicabile consentirne l'utilizzo, a condizione che il gatekeeper garantisca (o dimostri di garantire) agli utenti commerciali la possibilità di accedere agli stessi dati, oltre ad assicurare la tutela dei dati degli utenti finali. Inoltre, la lettera d) del medesimo articolo prevede il divieto per il gatekeeper di assicurare un trattamento più favorevole, in termini di posizionamento, ai propri servizi e prodotti, rispetto a servizi o prodotti analoghi di terzi e lo obbliga ad applicare condizioni eque e non discriminatorie a tale posizionamento, mentre ci si potrebbe limitare a prevedere solo l'obbligo di applicare modalità non discriminatorie, per esempio stabilendo che le pari condizioni di posizionamento possano essere assicurate mediante semplici modalità che consentano all'utente, per esempio, di visualizzare tutti i servizi e prodotti in ordine di prezzo o di altre caratteristiche. In riferimento all'articolo 13, inerente all'obbligo di audit delle tecniche di profilazione dei consumatori applicate dal gatekeeper nell'ambito dei suoi servizi di piattaforma di base, finalizzato ad assicurare la trasparenza di tali pratiche, si ritiene necessario prevedere anche disposizioni volte ad assicurare la tutela del segreto industriale. Inoltre, in piena attuazione dello spirito della proposta di regolamento, si potrebbe prevedere l'adozione di norme tese ad eliminare o ridurre significativamente la presenza di preconcetti (bias) nei criteri di profilazione; a rendere trasparente e conoscibile il processo interno al gatekeeper per l'approvazione dei criteri di profilazione; e a rendere trasparente e conoscibile il modello organizzativo e le soluzioni tecnologiche adottate dal gatekeeper per prevenire abusi e comportamenti illeciti all'interno e all'esterno della propria organizzazione. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. COM(2021) 28 Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 389/2012 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di accise per quanto concerne il contenuto dei registri elettronici Doc n. COM(2021) 28 definitivo Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 389/2012 relativo alla cooperazione amministrativa in materia di accise per quanto concerne il contenuto dei registri elettronici (Seguito e conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 -bis e 6, del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell'Unione europea) Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 14 aprile. Il relatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ) riepiloga i contenuti della proposta di regolamento in titolo, che intende modificare il regolamento (UE) n. 389/2012, relativo alla cooperazione amministrativa in materia di accise, al fine di definire le informazioni da inserire nei registri tenuti dagli Stati membri inerenti agli speditori certificati e ai destinatari certificati che movimentano prodotti soggetti ad accisa solo occasionalmente, per garantire il corretto funzionamento del sistema informatizzato. Come già illustrato nella precedente seduta, sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, in cui si ritiene l'iniziativa conforme all'interesse nazionale e ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il relatore osserva quindi che la proposta è oggetto di analisi presso 6 Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE e che, allo stato, non sono state sollevate criticità in ordine al rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Ritiene, pertanto, di poter ribadire l'orientamento favorevole sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte della proposta di regolamento in esame. Previa verifica, da parte del PRESIDENTE, della presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conviene. SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE Il PRESIDENTE comunica che domani, 29 aprile, alle ore 13,45, è prevista l'audizione, in videoconferenza, della Vice Presidente della Commissione europea Dubravka uica, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla "Conferenza sul Futuro dell'Europa", dinanzi alle Commissioni congiunte Affari esteri e Politiche dell'Unione europea dei due rami del Parlamento. Nell'ambito della stessa indagine conoscitiva, giovedì 13 maggio, alle ore 14, è prevista l'audizione, in videoconferenza, dell'onorevole Antonio Tajani, Presidente della Commissione per gli affari costituzionali (AFCO) del Parlamento europeo. Comunica altresì che, giovedì 6 maggio alle ore 13, si svolgerà un incontro, in Uffici di Presidenza delle Commissioni Politiche dell'Unione europea del Senato e della Camera dei deputati, con l'omologa Commissione mista (bicamerale) del Parlamento spagnolo, sui temi della Conferenza sul Futuro dell'Europa, della migrazione e del Recovery Fund . Nell'ambito dell'affare assegnato "Utilizzo dei fondi strutturali e d'investimento europei. Capacità di spesa e raggiungimento degli obiettivi" (atto n. 426), propone di procedere con l'audizione del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Maria Rosaria Carfagna. La Commissione conviene. La senatrice BONINO ( Misto-+Eu-Az ) ritiene necessario proseguire sia con le audizioni relative all'Accordo sugli investimenti UE-Cina, sia con l'affare assegnato sugli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea (atto n. 40), con particolare riguardo al Trattato commerciale UE-Canada (CETA), che rappresenta un modello di accordo molto positivo in particolar modo per le produzioni italiane. Il PRESIDENTE si farà carico delle sollecitazioni della senatrice Bonino. SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per domani, giovedì 29 aprile, alle ore 9, non avrà più luogo. La Commissione prende atto. La seduta termina alle ore 13,40. Allegato PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2156 La Commissione, esaminato il provvedimento in titolo, recante disposizioni per la ratifica dell'Accordo sui servizi aerei sottoscritto il 17 ottobre 2018 da Italia e Repubblica di Corea; considerato che l'Accordo è volto a facilitare, promuovere e contribuire all'espansione dei servizi aerei regionali e internazionali, incrementando così il commercio, il benessere dei consumatori e la crescita economica, tramite la possibilità per le compagnie aeree di offrire più vaste opzioni di servizio sia nel campo del trasporto passeggeri che della spedizione, tra i rispettivi territori ed oltre; considerato che l'intesa tra i due Governi, già firmatari della Convenzione di Chicago sull'Aviazione Civile Internazionale del 1944, fa seguito ad un memorandum d'intesa dal contenuto tecnico-operativo sottoscritto dalle autorità aeronautiche dei due Paesi nel gennaio 2013; considerato che il disegno di legge è stato già approvato dalla Camera dei deputati; valutato che il testo non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.