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SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 18 Resoconto di Commissione COMMISSIONI 5ª e 6ª RIUNITE 6ª(Finanze e tesoro) 5 D'ALFONSO, PESCO La seduta inizia alle ore 14,25. SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI Il presidente D'ALFONSO comunica che la senatrice Ferrero, a nome del proprio Gruppo, ha fatto richiesta di pubblicità dei lavori della seduta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento. Tale richiesta è stata trasmessa alla Presidenza del Senato, che ha comunque già preventivamente espresso il proprio assenso. Dispone quindi l'avvio della trasmissione della seduta attraverso l'attivazione del circuito interno. IN SEDE REFERENTE A.S. 1994 - Conversione in legge del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 DDL 1994 Conversione in legge del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (Seguito dell'esame e rinvio) Prosegue l'esame sospeso nell'odierna seduta antimeridiana. Il presidente D'ALFONSO informa che, dopo gli interventi dei senatori già iscritti a parlare, la seduta odierna avrà termine alle ore 15,45. La discussione generale sul provvedimento in esame proseguirà quindi nella seduta di giovedì 12 novembre. Interviene il senatore ERRANI ( Misto-LeU ) per offrire un contributo di riflessione volto a consentire un confronto pacifico e costruttivo tra maggioranza ed opposizione. A suo giudizio, la gravità della situazione in atto ha evidenziato i limiti strutturali del nostro Paese e della sua classe dirigente. Per trovare un punto di confronto costruttivo occorre condividere alcuni riferimenti di fondo, a partire dal rifiuto della sottovalutazione dei rischi del Covid. Occorrono altresì azioni coordinate e forti, laddove, viceversa, il dibattito delle ultime settimane è apparso piuttosto appiattito sulle responsabilità dei livelli centrale e regionali. E' necessario altresì definire dei margini entro cui far ricadere le misure previste dall'intervento pubblico, tenuto conto che i ristori e gli indennizzi dovranno necessariamente avere dei limiti e rivolgersi ai comparti più penalizzati, tenendo oltretutto in debita considerazione la diversità delle situazioni. A suo giudizio, inoltre, occorre evitare di continuare ad inseguire l'emergenza, condividendo invece linee strategiche di fondo in grado di garantire maggiore certezza ai cittadini. Peraltro, pur nell'impossibilità di recuperare decenni di ritardi strutturali del nostro Paese, è possibile porre alcune direttrici di fondo, anche a partire dalla prossima sessione di bilancio, per rafforzare la struttura pubblica e le competenze, valorizzando altresì le eccellenze industriali presenti nel Paese e governando meglio la sanità territoriale. La senatrice STEFANI ( L-SP-PSd'Az ), grata di poter intervenire pur non essendo componente delle Commissioni riunite, sottolinea la debolezza del nostro apparato istituzionale, in particolare nel rapporto tra Stato e Regioni. Concorda al riguardo con il senatore Errani sulla necessità di individuare una strategia di lungo periodo per l'Italia, che offra una direzione verso cui tendere e che chiami tutti all'assunzione di responsabilità. Tuttavia, a suo giudizio, l'esperienza del "decreto ristori" non sembra andare nella direzione auspicata, visto che il suo contenuto sembra persino far sorgere dei dubbi sull'efficacia dei precedenti decreti adottati in materia. Entrando nel merito del provvedimento, evidenzia come esso escluda dal novero delle categorie agevolate numerose attività imprenditoriali ed intere categorie di professionisti. In particolare, il ristoro previsto rischia di non coprire i danni lamentati dalle categorie produttive, stante anche la vicinanza temporale dalla prima pandemia. A suo avviso, viceversa, occorre sostenere le filiere produttive in termini più ampi. Si dice, tuttavia, fiduciosa nella capacità delle imprese di risollevarsi. Conclude il suo intervento invitando la maggioranza a prendere in considerazione i contributi costruttivi dell'opposizione. Interviene il senatore PILLON ( L-SP-PSd'Az ), che rimarca come, a suo giudizio, il provvedimento in esame avrebbe dovuto essere esaminato dalla Commissione giustizia, stanti le disposizioni relative all'attività giurisdizionale ivi contemplate. Pur con spirito collaborativo, non può esimersi dal rimarcare alcune criticità a suo giudizio insuperabili presenti nel provvedimento, con particolare riferimento agli articoli 23 e 24, che prevedono la sottrazione di atti giudiziari alla disciplina della notifica a mezzo PEC e che si riferiscono ad un inesistente portale del processo penale telematico. L'articolo 23 sembra, inoltre, aggravare i compiti degli avvocati nella celebrazione del processo penale a distanza, laddove prevede l'obbligo per questi di ospitare presso la propria postazione gli imputati, esponendo così i primi a eventuali rischi sanitari e a possibili violenze. Analoghe criticità evidenzia con riferimento all'udienza cartolare a distanza, ugualmente prevista dall'articolo 23. Lamenta altresì la mancanza di soluzioni per la situazione di famiglie di separati costrette a subire la permanenza forzata dei figli con uno solo dei due coniugi. Da ultimo, stigmatizza il contenuto degli articoli 28 e 29 che, a suo avviso, nascondono un indulto mascherato mediante la previsione di licenze premio straordinarie per i detenuti. Il senatore BERGESIO ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia come, ad oggi, l'azione del Governo si sia indirizzata unicamente verso strumenti come la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti ossia su misure che non rappresentano ciò di cui l'Italia ha davvero bisogno. Critica altresì l'improvvisazione con cui viene portata avanti la politica economica da parte del Governo, lamentando la mancanza di coraggio e di visione nell'adozione dei provvedimenti d'urgenza. Lamenta, in particolare, come numerosi soggetti siano stati esclusi dai benefici del ristoro rispetto alle perdite economiche lamentate. A suo giudizio, viceversa, bisognerebbe sostenere soprattutto le aziende che si sono adoperate oltremodo per fronteggiare la diffusione del virus. Le misure fin qui adottate dal Governo sono, inoltre, tardive e il nuovo lockdown che sembra prefigurarsi all'orizzonte danneggerà ulteriormente soprattutto i comparti agricolo e alimentare, con inevitabili ricadute sul tasso di disoccupazione. A suo giudizio, occorrerebbe inoltre ampliare il novero delle categorie che necessitano di sostegno, includendo, oltre alle aziende del comparto agroalimentare, anche quelle agrituristiche. Ribadisce, peraltro, la disponibilità del suo Gruppo politico ad offrire contributi costruttivi per il miglioramento del provvedimento in discussione. La senatrice TOFFANIN ( FIBP-UDC ), nel riprendere le parole del senatore Pichetto Fratin, evidenzia come questo provvedimento sembri ripercorrere tappe già vissute nella scorsa primavera, con l'aggravante di non vedere la direzione verso cui ci si sta orientando. A suo giudizio, le misure adottate rincorrono il virus con effetti tampone, ma la gravità della situazione imporrebbe altre misure, stante l'urgente necessità di far ripartire davvero le imprese. Peraltro, l'adozione di un nuovo decreto "ristori- bis "non fa che aumentare l'incertezza del quadro normativo, visto che tale provvedimento sembra cambiare completamente le misure che si stanno discutendo in questa sede. Entrando nel merito del provvedimento, evidenzia un rischio di discriminazione, con riferimento ai settori economici individuati dai codici ATECO. Ricorda altresì criticamente alcune misure adottate come la chiusura nei fine settimana dei centri commerciali anche in alcune regioni classificate in "zona gialla", ad esclusione dei grandi store monomarca, aspetto, quest'ultimo, che sembra palesare un certo scollamento del Governo dalla realtà. Conclude chiedendo risorse adeguate e una visione ben chiara per il sostegno delle diverse categorie produttive. Il senatore RUFA ( L-SP-PSd'Az ) evidenzia come, con l'utilizzo dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, il Governo abbia finito con lo scontentare tutti, creando una situazione di incertezza e di preoccupazione. Agli infermieri sono stati riconosciuti solo cinque euro in più al mese e le ultime statistiche palesano il rischio che in Italia i nuovi poveri possano raggiungere la cifra di quattro milioni. A suo giudizio, occorrerebbe tributare un plauso ai fornitori delle aziende che, con la loro abnegazione, hanno contribuito a sostenere le imprese e le attività economiche del Paese. Occorrerebbe aiutare materialmente le aziende ad operare, mentre le misure adottate fin qui non sono comprese dai cittadini. Sarebbe, altresì, necessario aiutare direttamente i Comuni; la cifra di 1,7 miliardi di euro loro indirizzata non è a suo giudizio in grado di colmare le perdite che essi hanno dovuto subire nei mesi scorsi. A suo giudizio, inoltre, il Governo dovrebbe muoversi con maggiore tempestività; ricorda come il ministro Speranza abbia più volte riferito la questione relativa alla tempistica per la sperimentazione dei vaccini anti-Covid, ma, a suo giudizio, occorrerebbe definire fin da subito le modalità di distribuzione del futuro vaccino, evitando confusioni e conflittualità. Entra quindi nel merito del provvedimento, soffermandosi criticamente sui contenuti di cui agli articoli 2, 4, 5 e 6. Conclude il suo intervento chiedendo più controlli e concretezza in relazione agli investimenti effettuati in particolare nelle regioni meridionali. Interviene, quindi, il senatore Simone BOSSI ( L-SP-PSd'Az ), che stigmatizza i contenuti del decreto in via di conversione, che sembra riportare il Paese alla situazione già vissuta nel mese di marzo. A suo giudizio, la responsabilità politica di ciò che sta accadendo ricade sul Governo e le misure economiche previste sono del tutto insufficienti e assolutamente non risolutive per fronteggiare la gravità della situazione in atto. Le misure adottate in questo provvedimento, peraltro, sembrano essere incoerenti e rischiano di essere fortemente penalizzanti, soprattutto per startup innovative. A suo giudizio, le risorse messe a disposizione sono soprattutto economie di spesa connesse a provvedimenti adottati in precedenza, piuttosto che autentici ristori. Conclude sottolineando come, a suo giudizio, la "fase 2" non costituisca altro che la prosecuzione della "fase 1". Il presidente PESCO , dopo aver ringraziato i senatori intervenuti, rinvia a successiva seduta il seguito della discussione generale. Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,45.