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Trasferimento nell'originaria sede di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dell'ente «Biblioteca e pinacoteca Camillo d'Errico». Onorevoli Senatori. – Con disposizione testamentaria registrata a Venosa (PZ) il 17 novembre 1897 il Cavalier Camillo d'Errico, sindaco per oltre 36 anni, dispose che, alla sua morte, fosse istituita nel comune di Palazzo San Gervasio, a proprio nome, un ente morale con il fine di raccogliere i preziosi quadri ed i libri della propria collezione all'interno del palazzo in cui abitava quale sede della pinacoteca e della biblioteca. In dotazione perpetua donò altresì il palazzo prospiciente, la cui rendita sarebbe stata destinata alla conservazione, alla manutenzione ed all’ accrescimento della costituenda biblioteca e pinacoteca. Con il regio decreto 19 luglio 1914, n. 963, la raccolta fu eretta in ente morale con il nome di «Pinacoteca e Biblioteca Camillo d'Errico», regolarmente registrata presso la Corte dei conti il 10 settembre 1914 ( Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 1914, n. 219). Il lasso temporale tra la disposizione testamentaria (1897) e l'effettiva costituzione dell'ente (1914) è strettamente connesso all'impugnativa degli eredi del Cavalier Camillo d'Errico, a seguito della quale l'esecutività testamentaria fu oggetto di una sentenza della Corte di cassazione di Napoli nel 1912. Con il successivo regio decreto 16 dicembre 1915, n. 1926, venne approvato lo statuto dell'ente tutt'ora vigente. In data 13 luglio 1939 venne emanata la legge n. 1082, la quale dispose che la raccolta artistica e bibliografica (nella sua consistenza materiale) fosse trasferita presso locali adatti da individuarsi nel comune di Matera. Il 30 novembre 1939 avvenne il trasferimento materiale della raccolta d'arte a Matera, nonostante la sollevazione popolare culminata con 23 arresti. Il trasferimento, sollecitato e voluto dagli eredi universali del benefattore per impossessarsi degli immobili, fu giustificato da motivazioni poco rispettose dei diritti democratici portando a pretesto: «... sia la sua assai scarsa importanza, sia perché situata in un paese che è lontano da ogni linea diretta di comunicazione, posto sopra l'alto di un colle e in una zona tagliata fuori da qualsiasi centro turistico ...». Nonostante le diverse interlocuzioni ed impegni vari, nel 1997 l'ente morale intraprese un'azione legale per vedere riconosciuto il diritto di proprietà e gestione della raccolta in capo a sè. Nel 2002 il tribunale adito, con sentenza provvisoria n. 753/02, da un lato riconosce l'ente morale quale «unico ed esclusivo proprietario della pinacoteca Camillo d'Errico», dall'altro, manifestando serie perplessità sulla conformità della legge 13 luglio 1939 n.1082, ai parametri sanciti dall'ordinamento costituzionale in tema di libertà e proprietà degli enti privati, rimette gli atti alla Corte costituzionale. La suprema Corte, con ordinanza n. 81 del 2 marzo 2005, dichiara irricevibile la richiesta del tribunale di Potenza, in quanto ininfluente ai fini del richiesto diritto di proprietà da parte dell'ente morale, evitando quindi di rispondere ai dubbi dello stesso tribunale sull'incostituzionalità della legge n. 1082 del 39. Il tribunale di Potenza, quindi, con sentenza n. 121/06 del 2 febbraio 2006 , dichiara che «proprietario e gestore della raccolta d'arte» è l'ente morale Biblioteca e pinacoteca Camillo d'Errico e «condanna il Ministero dei beni e delle attività culturali (già Ministero dei beni culturali ed ambientali) alla restituzione della pinacoteca “Camillo d'Errico” in favore della “Biblioteca e pinacoteca Camillo d'Errico”». In data 29 marzo 2007 l'Avvocatura dello Stato di Potenza presenta ricorso per il Ministero dei beni culturali avverso la innanzi citata sentenza. La Corte d'appello di conseguenza in data 6 novembre 2007 ordina la sospensione della sentenza 121/06. Dopo dieci anni dalla concessa sospensiva, con sentenza n. 456/2017, la Corte d'appello conferma la sentenza di primo grado circa la «proprietà e la gestione della raccolta» in capo all'ente morale Biblioteca e pinacoteca Camillo d'Errico ma, nel contempo, rigetta la domanda di restituzione della collezione D'Errico, confermando la sede a Matera proprio per via della vigenza della legge n. 1082 del 1939. Con il decreto-legge 22 dicembre 2008, n.200, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2009, n.9, venne abrogata la legge 1082 del 1939, che venne però fatta rivivere a mezzo del successivo decreto legislativo 1° dicembre 2009, n.179. L'intento del presente disegno di legge è perciò quello di trovare in maniera definitiva la soluzione di questa grave ingiustizia storica, perpetrata ai danni della comunità di Palazzo San Gervasio (PZ), che si è vista privare di un notevole patrimonio artistico e culturale, fatto in contrasto evidente con la volontà testamentaria del Cavaliere Camillo d'Errico. Il disegno di legge in oggetto intende definire una volta per tutte la questione, riportando la biblioteca e la pinacoteca a Palazzo San Gervasio ed assicurando agli studiosi ed al pubblico la possibilità di usufruirne conformemente alle volontà del benefattore e nei luoghi in essa venne costituita, mettendo fine all'ingiustizia che ad oggi vede le raccolte artistiche e bibliografiche smembrate tra: 1) il comune di Palazzo San Gervasio dove si trovano gli immobili e dove opera e risiede l'ente morale «Pinacoteca e Biblioteca Camillo d'Errico»; 2) il Ministero per i beni e le attività culturali, che ospita in luoghi e destinazioni diverse le opere artistiche, non adeguatamente esposte e non totalmente fruite dal pubblico; 3) la biblioteca provinciale di Matera che ospita la raccolta bibliografica. I due articoli mirano dunque a questo risultato, prevedendo l'abrogazione della legge n. 1082 del 1939 che risulta in contrasto con le «ultime volontà» del munifico benefattore cavalier Camillo d'Errico. Il trasferimento nel luogo della collocazione originaria è agevolato anche dai recenti restauri e dalle recenti acquisizioni dei palazzi d'Errico, che li vedono ormai pronti ad ospitare le raccolte artistiche e bibliografiche.. 1 1 Le raccolte artistiche e bibliografiche di proprietà dell'ente morale istituito ai sensi del regio decreto 18 luglio 1914, n. 963, e custodite a Matera ai sensi della legge 13 luglio 1939, n. 1082, sono trasferite a Palazzo San Gervasio, anche al fine di rispettare le volontà espresse dal donatore Camillo d'Errico. 2 1 La legge 13 luglio 1939, n. 1082, è abrogata.