Document Type: ddlpres
Token Count: $#tokens

Misure straordinarie finalizzate alla compensazione dei costi dell'insularità della Sardegna. Onorevoli Senatori . – Il tema dell'insularità è da sempre centrale nei dibattiti sviluppatisi in Sardegna a livello politico, economico e sociale. La consapevolezza dell'importanza di affrontare la questione ha portato il Consiglio regionale ad istituire in questa legislatura un'apposita Commissione speciale per il riconoscimento del principio d'insularità con l'incarico di approfondire le reali cause dello svantaggio insulare, attraverso la puntuale individuazione degli ostacoli politici e normativi e la quantificazione dei costi imputabili a tale condizione, e di porre in essere le azioni necessarie, anche a livello nazionale ed europeo, per colmare il divario economico determinato da tale condizione. Ad oltre un anno dalla sua costituzione, la Commissione speciale ha avuto modo di cogliere che il punto cruciale della questione risiede nella discontinuità territoriale, condizione tipicamente insulare, per natura ineliminabile. La problematica richiede dunque un'attenzione particolare rispetto al Mezzogiorno ed è evidente che per la Sardegna, rispetto alla Sicilia, è pure aggravata dalla maggiore lontananza dal continente. La Commissione ha altresì esaminato i risultati di uno studio condotto dall'Istituto Bruno Leoni sui costi dell'insularità, elaborato proprio sul caso della Sardegna, che ha quantificato in euro 5.700 pro capite all'anno la perdita di prodotto interno lordo (PIL) per la Sardegna. I risultati di tale studio sono stati presi come punto di riferimento per il presente disegno di legge. Di seguito, se ne illustrano sinteticamente i contenuti essenziali. La ricerca parte dall'analisi di tre fattori: 1) il PIL pro capite in relazione alla specifica composizione dell'economia sarda (dati provenienti della Banca d'Italia per il 2020); 2) i dati sugli investimenti in capitale umano, specificamente, sulla performance del sistema educativo (dati dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione-INVALSI per il 2019); 3) la dotazione infrastrutturale (dati dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno-SVIMEZ per il 2019). Dall'analisi dei fattori predetti è emerso che la Sardegna si trova al di sotto della media europea e italiana in quasi tutti gli indicatori adottati dalla Commissione europea per esprimere la competitività delle regioni europee. Nella piena consapevolezza che la causa di tale svantaggio competitivo risieda per la Sardegna e per le altre isole nella distanza dal mercato nazionale, lo studio si sofferma sulle caratteristiche tipiche dell'economia insulare: 1) piccola dimensione che implica una bassa domanda; 2) lontananza che comporta il sostenimento di maggiori costi per il traffico di beni e servizi; 3) vulnerabilità, ovvero la probabilità che un'economia subisca danni dovuti a shock esogeni. Tale disegno di legge persegue l'obiettivo intermedio di introdurre misure ed interventi straordinari finalizzati alla compensazione dei costi sostenuti dai cittadini sardi a cagione dell'insularità, che si distinguono dai costi derivanti dalla mera perifericità, già considerati dalle misure preposte allo sviluppo e alla coesione del Mezzogiorno. Si tratta di interventi straordinari, non soltanto in ragione della speciale motivazione che li richiedono, ma anche per il loro carattere temporaneo, limitato al periodo necessario alla conclusione dell' iter di revisione dell'articolo 119 della Costituzione concernente il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità, avviato con la presentazione del disegno di legge d'iniziativa popolare – atto Senato n. 865 – e che recentemente è giunto all'approvazione da parte della Commissione affari costituzionali del Senato. Ciò ha sicuramente dimostrato la sensibilità del Parlamento rispetto alle difficoltà incontrate nel percorso attuativo dell'articolo 119 della Costituzione, delle disposizioni dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di entrate e della legge delega 5 maggio 2009, n. 42. Difficoltà riscontrate anche dal giudice delle leggi, chiamato più volte a comporre i conflitti sorti tra lo Stato e la regione Sardegna e che, da ultimo, con la sentenza n. 6 del 2019, la Corte costituzionale ha espressamente riconosciuto nell'individuazione degli « svantaggi strutturali permanenti [...], dei costi dell'insularità e dei livelli di reddito pro capite » uno degli elementi fondamentali nella costruzione di un rapporto di leale collaborazione tra lo Stato e gli enti territoriali, sottolineando che « a quasi dieci anni dall'emanazione della legge n. 42 del 2009, il problema dell'insularità non sia mai stato preso in considerazione ai fini di ponderare complessivamente le componenti di entrata e di spesa dell'autonomia territoriale ricorrente ». Per i motivi e con le finalità testé enunciati, la Commissione speciale ha elaborato ed esaminato, nel corso di quattro sedute, il testo che si propone, vagliando le diverse ipotesi normative alla luce delle conoscenze maturate in un anno di attività. Nel corso della seduta statutaria del 1° febbraio 2021 il testo normativo è stato esaminato e discusso dall'Assemblea consiliare. Tutti gli oratori intervenuti in rappresentanza dei gruppi politici presenti hanno espresso una valutazione ampiamente favorevole sul testo proposto, posizione ulteriormente confermata dal voto finale che ha visto il presente disegno di legge approvato all'unanimità dal Consiglio regionale nella medesima seduta. Il testo approvato è composto da un unico articolo suddiviso in cinque commi, cosi formulati: – al comma 1 è stata specificata ulteriormente la finalità della norma e sono stati individuati gli strumenti per realizzare la compensazione dei costi dell'insularità nel « Fondo per il riequilibrio e lo sviluppo della Sardegna » con l'indicazione delle fonti di finanziamento; viene inoltre stabilito che il fabbisogno complessivo annuale è determinato dal « Piano pluriennale complessivo per il riequilibrio e lo sviluppo » e che quest'ultimo è sottoposto ad un monitoraggio da parte della regione Sardegna attraverso un aggiornamento annuale; – al comma 2: – è previsto che il Piano di cui al comma 1 sia predisposto da un apposito Organismo tecnico paritetico (OTP); – è stata ulteriormente valorizzato l'aspetto tecnico scientifico dell'OTP; – è stata evidenziata la sua natura paritetica; – è stata introdotta una procedura di nomina collaudata come quella prevista dall'articolo 56 dello Statuto per la Commissione paritetica per la redazione delle norme di attuazione dello Statuto: ciò per evitare che le discussioni sul contenuto e sulle modalità di stipula del protocollo di intesa sulla composizione e sull'attività dell'OTP possano dare l'opportunità di frapporre ostacoli e ritardi ingiustificati; – al comma 3 è stata introdotta la possibilità che l'OTP si possa avvalere di personale statale o regionale per l'espletamento delle proprie funzioni; – al comma 4 si prevede la trasmissione all'OTP dei programmi attuativi al fine di consentire l'attività di monitoraggio del piano; – al comma 5 si prevede una quantificazione del fabbisogno finanziario in euro 5.700 in base allo studio prima indicato ed una estensione della fase di prima applicazione, fino alla effettiva implementazione di tutti gli strumenti, organismi e misure previsti dalla norma. Ciò per salvaguardare la pluriennalità dell'intervento ed evitare che ritardi di ogni natura possano, di fatto, bloccare l'attuazione della normativa.. 1 1 Lo Stato riconosce alla regione Sardegna adeguate misure e interventi finalizzati a compensare i maggiori costi derivanti dalla sua specificità insulare e a consentire un effettivo riequilibrio dello sviluppo sociale ed economico dell'isola. A tal fine è istituito il Fondo per il riequilibrio e lo sviluppo della Sardegna, di seguito denominato « Fondo », contenente gli stanziamenti e le risorse finanziarie per compensare tali maggiori costi. Nel Fondo confluiscono i finanziamenti pluriennali dell'Unione europea e dello Stato per le politiche di coesione e di riequilibrio delle regioni svantaggiate, marginali e insulari e un apposito stanziamento disposto annualmente a valere sul bilancio statale in sede di approvazione della legge di bilancio, individuato sulla base del fabbisogno complessivo annuale determinato dal Piano pluriennale complessivo per il riequilibrio e lo sviluppo, di seguito denominato « Piano », presentato e aggiornato annualmente dalla regione Sardegna. 2 Il Piano è predisposto ed aggiornato sulla base di criteri, indirizzi e linee guida a contenuto tecnico-scientifico redatti da un apposito Organismo tecnico paritetico (OTP), composto da sei membri, di cui tre nominati dal Governo e tre nominati dalla regione Sardegna, di elevata e comprovata competenza e istituito entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo le modalità e le procedure di cui all'articolo 56 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3. 3 L'OTP, anche avvalendosi di personale tecnico e amministrativo messo a disposizione dal Governo e dalla regione Sardegna, elabora, entro sei mesi dal suo insediamento, le linee guida di cui al comma 2; ad esso è anche affidato il monitoraggio dell'andamento del Piano, con particolare riguardo alla verifica e alla misurazione degli effetti delle azioni attuate rispetto al divario economico derivante dall'insularità. 4 La regione Sardegna predispone ed esegue i programmi attuativi del Piano e li trasmette all'OTP. 5 In sede di prima applicazione, per il primo anno e comunque fino alla concreta operatività degli strumenti, degli organismi e delle misure previsti dal presente articolo, il fabbisogno finanziario è quantificato in 5.700 euro pro capite in relazione al numero degli abitanti della regione Sardegna.